# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 71af82cd-05ef-57fe-978b-6f04e34d35c3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-09-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.09.2005 42.2005.2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2005-2_2005-09-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  42.2005.2

  42.2005.3

  42.2005.4

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  28 settembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

 

 

statuendo sui ricorsi del 21 marzo 2005 e
del 21 aprile 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e
  dell'inserimento, 6501 Bellinzona

   

   

  in materia di assistenza sociale

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con una
decisione del 15 dicembre 2004 (222.04.3577) l'Ufficio del sostegno sociale e
dell'inserimento (in seguito: USSI) ha attribuito a RI 1, persona richiedente
l'asilo, una prestazione assistenziale di fr. 300.-- per il mese di dicembre
2004 quale "sostentamento, indumenti, trasporto, materiale asilo e
scolastico e diversi" (cfr. Doc. 42.2005.2, Doc. A4).

 

                                         Con
un'altra decisione del 5 gennaio 2005 (222-05.16) l'USSI ha attribuito a RI 1
una prestazione assistenziale di fr. 350.-- per il mese di gennaio 2005 (inc.
42.2005.3, Doc. A5.

 

                                         Infine,
con decisione del 26 gennaio 2005 (222-05.207), l'USSI ha attribuito a RI 1 una
prestazione assistenziale di fr. 426.75 al mese per il periodo 1° febbraio - 31
maggio 2005 (Inc. 42.2005.4, Doc. A).

 

                               1.2.   Contro le
prime due decisioni RI 1 ha inoltrato un tempestivo reclamo all'USSI (Inc.
42.2005.2, Doc. A3), erroneamente denominato "opposizione", che è
stato evaso e  respinto dall'USSI il 14 marzo 2005, mediante una semplice
lettera, senza indicazione dei rimedi di diritto.

                                         In
particolare l'amministrazione ha rilevato:

 

" 
(...)

È quindi proprio in base al risultato dei calcoli
eseguiti che lo scrivente ufficio le ha corrisposto un sostentamento di fr.
300.-- per dicembre 2004 e fr. 350.-- per gennaio 2005.

 

Cogliamo, inoltre, l'occasione per informarla che
nel 2004 l'Ufficio federale dei rifugiati versava al Canton Ticino un importo
forfetario di fr. 16.74 al giorno per il vitto, articoli da toeletta e articoli
domestici, abbigliamento, assistenza e fabbisogno personale e fr. 10.71 al
giorno per le spese dell'alloggio. Se si fa un calcolo mensile si ottiene fr.
823.50. Da un calcolo veloce si può quindi dedurre che le viene mensilmente
corrisposto fr. 956.75, cioè più di quanto l'Ufficio federale dei rifugiati
versa al cantone.

 

Siamo tuttavia disposti a rivalutare la sua
situazione presso il nostro ufficio." (Inc. 42.2005.2, Doc. A2)

 

                               1.3.   Il 21
febbraio 2005 RI 1 ha inoltrato un'opposizione (recte: un reclamo) contro la
terza decisione contestando il fatto che dall'importo di fr. 450.-- mensili
siano stati dedotti fr. 23.25 per la TV via cavo. Egli sostiene che "la TV
via cavo è inclusa nel canone di locazione netto e non può essere
scorporata" (Inc. 42.2005.4, Doc. I).

                                         Con una
semplice lettera del 2 marzo 2005 l'USSI ha respinto il reclamo, rilevando:

 

" 
Abbiamo ricevuto il suo reclamo contro la nostra
decisione no. 

__________ relativa alle prestazioni per il
canone di locazione.

Lo scrivente ufficio eroga prestazioni
assistenziali attenendosi rigorosamente alle direttive dell'Ufficio federale
della Migrazione, il quale non riconosce alcuna prestazione per la TV via cavo
poiché non è assolutamente una prestazione indispensabile.

 

Il contratto di locazione da lei sottoscritto con
la fiduciaria __________ precisa - al § 2 - che nell'affitto mensile è incluso
un acconto per la TV via cavo. Tale concetto è ripetuto anche nel regolamento
della casa al punto 10. Si constata però che il carattere della norma, più che
all'allacciamento alla TV via cavo, tende ad evitare l'installazione di
impianti privati.

L'attuale legislazione in materia di locazione
prevede infatti che il canone di abbonamento della TV via cavo debba essere
corrisposto unicamente se l'inquilino ne beneficia; ne consegue che lei deve
semplicemente segnalare all'amministrazione la rinuncia a questo servizio
(tramite sigillatura della presa) affinché il costo sia dedotto dal canone di
locazione.

 

La invitiamo quindi a procedere in tal senso, non
appena la fiduciaria ci avrà confermato la modifica della pigione, l'attuale
deduzione sarà ripristinata.

 

Gli operatori del __________ sono senz'altro a
sua disposizione per eventualmente fornirle adeguata assistenza." 

(Inc. 42.2005.2, Doc. A1)

 

                               1.4.   Il 21 marzo
2005 RI 1 ha inoltrato un ricorso al Consiglio di Stato con il quale ha chiesto
di annullare le due decisioni su reclamo, rilevando in particolare:

 

" 
(...)

Vorrei sapere dall'ufficio sociale la legge si
dice che devo spendere a me stesso quando ero disoccupato  ogni
mese solo 450 SFR per (fabbisogno), mentre in Svizzera chi guadagno 2400 SFR al
mese considerato nella categoria della povertà, non so se l'ufficio sociale
chiede anche ai svizzeri di spendere 450 SFR al mese o non si chiede.

Come già nella stessa lettera (allegato 2) seconda
pagina, l'ufficio federale dei rifugiati versa 16.74 il giorno per il vitto,
... che significa al mese 502 SFR ma io non vedo pio (recte: più) di 450 SFR al
mese, quelli che l'ufficio sociale versa a me, dove sono 52 SRF?...

 

E per l'alloggio dove io abito è il più buon
mercato in tutta la svizzera 530 SFR al mese incluso tutto (allegato 8)
contratto, l'appartamento dal 2003 e ho il diritto a continuare abitare nella
stessa.

 

2-                                                                           Per
la lettera del 2 marzo 2005 (allegato 1), ho osservato che l'ufficio sociale
sta togliendo ogni mese 23,5 SFR per TV via cavo della prestazione 450 SFR al mese
(deve essere 502 SFR) (allegato 9) a quel motivo ho scritto una lettera del 21
febbraio 2005 (allegato 10) allegando una lettera della fiduciaria immobiliare __________
(allegato 11) indica che la TV via cavo non viene rimborsata in caso di
rinuncia, ma l'ufficio sociale ha risposto nel modo che già nella lettera del 1
marzo 2005 senza dare alcuna prova a quello che l'ufficio della migrazione non
riconosce alcuna prestazione per la TV via cavo, ma anche quando sara vero che
l'ufficio non riconosce la prestazione per la TV via cavo non si può applicarlo
sul mio caso perchè la via cavo è inclusa nel canone di locazione, e non può
essere scorporata come risulta (nell'allegato 11).

 

Alle fine vorrei sottoporre al vostro ufficio che
l'ufficio della migrazione in modo molto chiaro dichiara che le prestazioni
assistenziali versate a richiedenti l'asilo ..., sono inferiori del 20%
rispetto alle prestazioni versate a cittadini svizzeri, e si aggirano in media
intorno ai 1200 SFR per persona a mese (allegato 12).

 

 

In considerazione di quanto sopra si chiede:

 

●    Annullare
le decisioni dell'ufficio sociale del 2 marzo 2005 e 14 marzo 2005.

●    Rimborsare la somma di 202 SFR per il
mese di dicembre 

      (502 - 300 = 202)

●    Rimborsare la somma di 152 per il mese
di gennaio 

      (502 - 350 = 152)

●    Rimborsare la somma di 75.25 per il
mese di febbraio  

      (502 - 426.75 = 75.25)

●    Rimborsare la somma di 75.25 per il
mese di marzo 

      (502 - 426.75 = 75.25). " (Inc.
42.2005.2, Doc. I)

 

                               1.5.   Il 5 aprile
2005 il Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile il ricorso e ha trasmesso
gli atti al TCA per competenza (Inc. 45.2005.2, Doc. III).

 

                               1.6.   L'11 aprile
2005 il TCA ha assegnato all'USSI un termine di 20 giorni per presentare la
risposta di causa (Inc. 45.2005.2, Doc. IV).

 

                               1.7.   Il 15 aprile
2005 l'USSI ha informato il TCA d'avere concordato con l'assicurato un incontro
per il 20 aprile 2005 con lo scopo di ridiscutere il caso (Inc. 45.2005.2, Doc.
V).

 

                               1.8.   Il 25 aprile
2005 l'USSI ha trasmesso al TCA copia di due decisioni con le quali
l'amministrazione ha riconosciuto un ulteriore importo di fr. 126.75 per il
mese di dicembre 2004 (decisione 222-05.1059, Inc. 45.2005.2, Doc. VI/2) e un
ulteriore importo di fr. 76.75 per il mese di gennaio 2005 (decisione
222-05.1060, Inc. 45.2005.2, Doc. VI/3).

 

                               1.9.   Il 29 aprile
2005 RI 1 ha inoltrato al TCA uno scritto nel quale in particolare sottolinea
che:

 

" 
(...)

Dopo che l'USSI ha rimborsato una parte della
prestazione per il mese di dicembre 2004 (126.75) e gennaio 2005 (76.75) ed in
considerazione di quanto sopra e sul mio ricorso nella mia lettera del 21 marzo
2005 si chiede:

 

1.   Proseguire
una procedura per la causa amministrativa contro l'USSI.

2.   Una
spiegazione da parte dell'USSI perchè prima ha fatto un cumulo per poter
togliere una somma della prestazione per dicembre 2004 e gennaio 2005 e adesso
non ci sarà più quel cumulo?!

3.   Una
spiegazione da parte dell'USSI perchè richiedente l'asilo che esaurisce la
disoccupazione non ha il diritto alla prestazione in base al (Laps), con prova
della legge.

4.   Se
il diritto alla prestazione Laps può applicarlo sul mio caso, chiedo tutte le
prestazioni in base allo stesso.

5.   Una
spiegazione da parte dall'USSI perchè sta togliendo 58 SFR dalla mia
prestazione quella che deve essere 508 SFR in base agli allegati (15 e 16),
versando a me 426.75 SFR dopo che toglie 23.25 SFR per PV via cavo senza
diritto come già nella mia lettera del 21 marzo 2005.

6.   Come
l'USSI ha rimborsato per il mese di dicembre 2004 300 SFR (allegato 4 lettera
21 marzo 2005) e 126.75 SFR (allegato 13), mancano ancora 81.25 SFR per il mese
di dicembre 2004 che l'USSI deve restituirli (508 - [300+126.75] = 81.25).

7.   Come
l'USSI ha rimborsato per il mese di gennaio 350 SFR (allegato 5 lettera 21
marzo 2005) e 76.75 SFR (allegato 14), mancano ancora 81.25 SFR per il mese di
gennaio 2005, l'USSI deve restituirli (508 - [300+126.75] = 81.25).

8.   Per
i mesi di febbraio e aprile 2005 l'USSI ha rimborsato 426.75 per ogni mese
(allegato 17), mancano ancora per ogni mese 81.25 SFR e in somma di 243.75 SFR
(508 - 426.75 = 81.25) per il mese.

9.   Una
dichiarazione da parte dell'USSI che a partire dal 1° maggio 2005 la mia
prestazione sociale sarà 508 SFR non è più 426.75 SFR in base agli allegati 15
e 16)." (Inc. 42.2005.2, Doc. VII)

 

                             1.10.   Al riguardo
il 17 maggio 2005 l'USSI ha formulato le seguenti osservazioni:

 

" 
(...)

ad 2)

In occasione dell'incontro del 20 aprile 2005,
sollecitato dall'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento (in seguito
USSI), avvenuto presso la sede di __________ di __________ alla presenza del
sig. RI 1, dei rappresentati dell'ente citato e dell'USSI, l'interessato ha
capito benissimo che i calcoli erano stati effettuati dallo scrivente ufficio in base ai parametri
assistenziali applicati ai richiedenti l'asilo ed agli ammessi provvisoriamente
che risiedono nell'ambito della LAsi nel cantone Ticino. 

L'USSI ha deciso di modificare in senso
favorevole all'interessato le sue decisioni n. __________ del 15 dicembre 2004
e n. __________ del 05 gennaio 2005, non tanto perché i calcoli effettuati
erano sbagliati, bensì perché ha ritenuto che le spiegazioni avanzate dal sig. RI
1 in merito al fatto di non avere potuto risparmiare dei soldi fossero
plausibili.

 

ad 3, 4)

Sempre nella stessa occasione il capoufficio
dell'USSI, sig. __________, ha spiegato al sig. RI 1 che i richiedenti l'asilo
e gli ammessi provvisoriamente non hanno il diritto di beneficiare di
prestazioni assistenziali ai sensi della Legge sull'assistenza sociale del 8
marzo 1971 (Las) a causa dell'espressa eccezione prevista dal diritto cantonale
all'art. 6 della Las:

"                                     Il
Consiglio di Stato disciplina la determinazione, la concessione, la limitazione
e la procedura delle prestazioni assistenziali concesse a

  a) richiedenti l'asilo e

  b) persone
bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora.

Nello stabilire tali
criteri il Consiglio di Stato fa riferimento alle disposizioni federali sul
rimborso ai cantoni delle spese cagionate da queste persone. Il Consiglio di
Stato può affidare, mediante la stipulazione di contratti di prestazione, la
gestione di queste prestazioni ad enti assistenziali pubblici e privati."

 

A tal proposito rileviamo che il nostro esecutivo
cantonale in data 25 gennaio 1995 (doc. 1) ha emanato una decisione di
principio, riconfermata il 21 gennaio 1997 -(doc. 2), concernente l'ammontare
delle prestazioni assistenziali destinate ai richiedenti l'asilo ed agli
ammessi provvisoriamente soggiornanti in Ticino nell'ambito della LAsi.

 

ad 5,6,7,8 )

Per quanto attiene invece all'ulteriore importo
di fr. 58.-- rivendicato dal sig. RI 1, ci permettiamo di rilevare che, sempre
in occasione del menzionato incontro, gli è stato chiaramente spiegato che le
tariffe relative alle prestazioni per il sostentamento che il Cantone versa ai
richiedenti l'asilo ed alle persone ammesse provvisoriamente soggiornanti in
Ticino nell'ambito della LAsi sono state fissate a suo tempo dal nostro
Dipartimento e, a supporto di quanto detto, gli è stata mostrata e spiegata la
tabella allegata (doc. 3) dalla quale si evince che egli ha diritto a fr. 450.--
(Fr. 360.- per sostentamento, indumenti e diversi + Fr. 90.- di spillatico).
Dall'importo menzionato l'USSI ha dedotto fr. 23.25 corrispondenti alle spese
della TV via cavo, poiché non riconosciute nell'ambito assistenziale. Di
conseguenza l'ammontare delle prestazioni spettanti al citato è di fr. 426.75.

 

Precisiamo che le pretese avanzate dal sig. RI 1
sono basate su di un calcolo erroneo poiché egli si è riferito all'importo
forfettario che la Confederazione rimborsa ai Cantoni (doc. 5, doc. 6) e quindi
non ai beneficiari di prestazioni. L'importo forfettario ha lo scopo di
permettere ai Cantoni di far fronte alle spese di assistenza causate dai
richiedenti l'asilo e dagli ammessi provvisoriamente soggiornanti sul loro
territorio. Non esiste alcun articolo della LAsi che obbliga i Cantoni a
versare ai beneficiari di prestazioni degli importi equivalenti alle tariffe
forfettarie stabilite dalla Confederazione.

 

Rileviamo, infine, che le spese di assistenza di
un richiedente che alloggia in un appartamento non si limitano solo al suo
fabbisogno personale, esse consistono anche in spese legate a determinate
circostanze come ad esempio il pagamento delle fatture relative al consumo
dell'elettricità, quella relativa alla RC o alle spese accessorie, eventuali
spese di trasporto, ecc. Queste fatture vengono inviate direttamente dai
beneficiari di prestazioni allo scrivente Ufficio che provvede al loro
pagamento. Ne consegue che se il Cantone versasse loro importi corrispondenti
ai forfaits che riceve dalla Confederazione non potrebbe più assicurare il
riconoscimento di prestazioni circostanziali. E' evidente che il signor RI 1
non ha  minimamente tenuto conto di tutti questi aspetti nella formulazione
delle sue pretese. (Inc. 42.2005.2, Doc. IX)

 

                                         Invitato
a prendere posizione su questa lettera, il 25 maggio 2005 RI 1 ha chiesto di
accogliere il ricorso (Inc. 42.2005.2, Doc. XI).

 

                             1.11.   Il 7 giugno
2005 il Presidente del TCA ha convocato le parti per un'udienza di discussione
di causa prevista per il 20 luglio 2005 alle ore 14:00 (Inc. 42.2005.2, Doc.
XII)

 

                             1.12.   Il 20 luglio
2005 ha avuto luogo a Lugano la prevista udienza alla presenza del signor __________,
Capo dell'USSI, del ricorrente e del suo patrocinatore.

                                         In
quell'occasione è stato allestito un verbale del seguente tenore:

 

" 
Il Presidente del TCA prende atto che il
ricorrente è rappresentato da uno st.legale. Segnala che la convocazione per
l'udienza è stata fatta il 7 giugno 2005 e soltanto ieri il TCA ha appreso
dell'esistenza di un patrocinatore. Al riguardo il ricorrente precisa che in
precedenza non sapeva come comportarsi e in particolare non sapeva della
possibilità di chiedere l'assistenza giudiziaria. 

Al riguardo il lic.iur. __________ consegna
raccomandata a mano una richiesta di assistenza giudiziaria.

Il Presidente del TCA chiede al lic.iur. __________
come mai ha chiesto solo ieri di visionare l'incarto sebbene la procura sia
datata 4 luglio 2005. Il rappresentante dell'assicurato precisa che l'avv. __________
ha avuto un impedimento e per questo è stato inviato a lui negli ultimi giorni
a trattare il caso.

Precisa di essere comunque già in possesso della
documentazione per cui è in grado di partecipare attivamente all'udienza.

 

Il Presidente del TCA, ritenuto che il primo caso
fondato sulla Las per il quale viene tenuta un'udienza riassume brevemente
alcuni aspetti della procedura:

- decisione formale;

- reclamo;

- decisione su reclamo;

- ricorso;

- risposta di causa.

 

Prima della risposta di causa l'amministrazione
può riesaminare la propria decisione iniziale:

o accoglie integralmente le richieste ricorsuali,
in questo caso trasmette al Tribunale la nuova decisione chiedendo al Tribunale
di stralciare la causa dai ruoli 

o accoglie soltanto parzialmente le richieste
ricorsuali e chiede al Tribunale di proseguire nella trattazione della causa
per le parti ancora controverse.

 

Se invece l'amministrazione intende confermare la
propria decisione trasmette la risposta di causa tempestivamente.

 

Riguardo ai rimedi di diritto e alla luce di
quanto evocato dal sig. __________ riguardo a un regolamento in fase di
elaborazione il Presidente del TCA invita all'amministrazione a leggere con
attenzione l'art. 33 Laps.

 

Il Presidente del TCA segnala al patrocinatore
del ricorrente di avere individuato negli atti da lui forniti 4 decisioni
formali.

Decisione __________ (dicembre 2004)

Decisione __________ (gennaio 2005)

Decisione __________ (prestazioni assistenziali
febbraio-maggio 2005)

Decisione __________ (pigione febbraio-maggio
2005)

 

Risponde (recte: rispondendo) al Presidente del
TCA il patrocinatore dell'assicurato precisa che la decisione con la quale
viene versato fr. 530.-- al mese di pigione al locatore non è contestata.

Su questo punto il ricorso viene quindi ritirato
e la causa verrà stralciata dai ruoli.

 

Per quel che riguarda le altre decisioni il
Presidente del TCA rileva quanto segue:

dicembre 2004: 

l'amministrazione ha complessivamente attribuito
all'assicurato per il mantenimento 

fr. 426.75 (300.-- + 126.75).

Il patrocinatore dell'assicurato chiede che per
questo mese vengano versati i fr. 23.25 che mancano per arrivare all'importo di
fr. 450.-- (350.-- + 90.--). Il ricorrente dal canto suo insiste affinché il
Cantone versi i fr. 508.50 al mese che mancano per raggiungere l'importo complessivo
rimborsato dalla Confederazione (16,95 x 30 - 450). 

Al riguardo il Presidente del TCA rinvia alle
norme della legge sull'asilo e al contenuto della risposta di causa.

Il rappresentante dell'assicurato dichiara
appunto di condividere l'impostazione data dall'amministrazione. Dal canto suo
il sig. __________ si limita ad aggiungere che se si volessero applicare in
questo modo le norme sul rimborso forfetario, allora si dovrebbe anche
diminuire quanto viene versato per l'alloggio e pagare solo fr. 11.-- circa x
30 e non 530 come invece viene versato oggi.

 

Il Presidente del TCA chiede al sig. __________
su quale base venivano versate le prestazioni assistenziali ai richiedenti
d'asilo prima dell'entrata in vigore del nuovo art. 6 Las. Egli precisa che ci
si fondava sulle norme della legge sull'assistenza ma che non vi era una
disposizione specifica per i richiedenti l'asilo. Ci si fondava su direttive
del Dipartimento già dall'inizio degli anni '80.

 

Rispondendo al Presidente del TCA il sig. __________
ricorda che l'art. 6 è stato introdotto in occasione della modifica della legge
assistenza sociale.

 

Il Presidente del TCA chiede se il regolamento è
stato elaborato oppure no. La risposta è negativa esiste solo una bozza. In
questa bozza sono ribaditi i parametri attualmente in vigore, in particolare
per una persona sola il limite di fr. 450.-- complessivi.

 

Per quel che riguarda i mesi di gennaio e da
febbraio a maggio 2005 la contestazione è la stessa e l'importo riconosciuto è
identico fr. 426.75.

 

Il sig. __________ rispondendo al Presidente del
TCA sottolinea che l'ufficio paga a parte la Cassa malati, oltre a prestazioni
integrative come risulta dalla lista allegata che viene consegnata seduta
stante al Tribunale e trasmessa immediatamente al patrocinatore
dell'assicurato.

 

Il sig. __________ precisa che oltre all'importo
di base vengono rimborsate le spese di malattia (premi e partecipazioni), di
elettricità e gas. Il telefono non è invece considerato un bene primario per
cui non viene pagato (dev'essere coperto dunque con gli importi di base). Di
questo sono a conoscenza anche i rappresentanti del __________.

 

Il ricorrente precisa comunque che nei fr. 530.--
sono comprese tutte le spese anche di elettricità e che non dispone di
telefono.

 

Il Presidente del TCA chiede al ricorrente a che
punto si trova la sua domanda d'asilo. Egli precisa che sta attendendo l'esito
del ricorso e che è rappresentato in quella sede da un altro patrocinatore.

 

Il sig. __________ dopo aver illustrato le
modalità con la quale si decide se una persona risiede in un alloggio
collettivo o in uno individuale precisa che nel caso concreto il ricorrente ha
preso un alloggio individuale in quanto a quel momento economicamente
indipendente. È venuto in assistenza soltanto dopo aver esaurito il diritto
all'indennità di disoccupazione.

L'assicurato precisa che è un alloggio che ha
reperito lui stesso un alloggio nel 2002 (recte: che ha reperito lui stesso nel
2002) presso il precedente datore di lavoro. Egli sottolinea di aver trovato questo
appartamento lui stesso a partire dal 1° marzo 2003.

 

Il Presidente del TCA chiede al sig. __________
se alle persone in assistenza che dispongono di un televisore viene dedotto
dall'importo complessivo di fr. 450.-- il costo della tassa di ricezione (visto
che la televisione non è un bene primario). 

La risposta è no.

 

Il Presidente del TCA chiede come mai viene
versato l'importo di fr. 530.-- al locatore senza contestare la spesa
accessoria per la tivù via cavo. Il sig. __________ risponde che visto che la
polizza arriva a loro già intestata con l'importo di fr. 530.--, versano questo
importo al locatore però deducono una parte dal fabbisogno mensile.

 

Il Presidente del TCA chiede al sig. __________
come ha determinato l'importo di fr. 23.25, egli risponde che è una nota della
sua collaboratrice per cui presume che sono state chieste informazioni per
sapere a quanto ammonta questa quota.

 

Il ricorrente presenta una fattura della __________
per la tassa di ricezione e sottolinea che non gli è stata pagata
dall'assistenza. Il signor __________ ribadisce quanto detto prima e che cioè
dev'essere coperto col fabbisogno personale.

 

Il ricorrente a domanda del Presidente del TCA
precisa di avere un apparecchio televisivo.

 

Il lic.iur. __________ sottolinea che nelle
direttive del 1996 nel fabbisogno mensile figura il sostentamento acquisto
indumenti spese di trasporto e materiale scolastico. Non figura quindi il via
cavo per cui l'importo di fr. 360.-- deve servire solo a questo e non può
essere dedotto.

 

Il sig. __________ sottolinea che il problema è
che il via cavo non è mai stato riconosciuto a nessuno fra i richiedenti
l'asilo.

 

Egli precisa inoltre che l'importo di fr. 23.--
viene dedotto in quanto il corrispondente ammontare è già versato al locatore.

Il ricorrente ribadisce che anche se non volesse
l'allacciamento via cavo è comunque tenuto a pagare fr. 530.-- al mese per cui
non è giusto togliergli l'importo dal suo fabbisogno.

 

In conclusione della discussione di causa il
Presidente del TCA riassume quanto segue:

Il sig. __________ invierà il più presto
possibile precise indicazioni sull'importo del rimborso forfetario per
l'alloggio 2004 e 2005 e sulla riduzione di fr. 23.25.

 

Il ricorso contro la decisione N° __________
viene ritirato per cui la causa è stralciata dai ruoli.

 

Per quel che concerne le altre tre decisioni,
dopo il reclamo dell'assicurato, nelle decisioni su reclamo l'Ufficio del
sostegno sociale e dell'inserimento ha stabilito che il ricorrente ha diritto,
per il periodo dicembre 2004 - maggio 2005 ad un importo di fr. 426.75 al mese.
L'assicurato non si dichiara soddisfatto del parziale accoglimento dei reclami
e postula il riconoscimento di almeno fr. 450.-- mensili, per le motivazioni
esposte in sede di udienza. 

 

Su quest'unico punto le contestazioni formulate
nel ricorso restano ancora attuali e su queste si pronuncerà il TCA. 

 

Alle ore 16:00 il Presidente del TCA dichiara
chiusa la seduta." 

(Inc. 42.2005.2, Doc. XV)

                                      

                             1.13.   Il 29 luglio
2005 l'USSI ha trasmesso al TCA i documenti di cui si è discusso in occasione
dell'udienza.

 

                                         Si tratta
innanzitutto di uno scritto di __________ della __________, __________, del
seguente tenore:

 

" 
Tassa mensile allacciamento __________

Appartamento no. __________ in __________, __________

inquilino: sig. RI 1

 

Confermiamo che la tassa per l'allacciamento ai
servizi di TV via cavo per l'appartamento in oggetto è per il 2005 di Frs.
23.25 mensili." 

(Inc. 42.2005.2, Doc. XIX/1)

 

                                         Inoltre
l'USSI ha trasmesso una copia dell'Allegato 4.1 delle direttive d'esecuzione
relative all'OAsi 2 sull'asilo 80.1.2 per il 2004 e per il 2005 dalle quali
risulta che la "gradazione cantonale dell'importo relativo alla locazione
per richiedenti l'asilo, persone ammesse provvisoriamente e persone bisognose
di protezione senza permesso di dimora" ammonta globalmente per il Ticino
a fr. 10.71 nel 2004 (Inc. 42.2005.2, Doc. XIX/2) e a fr. 10.79 nel 2005 ((Inc.
42.2005.2, Doc. XIX/3)

                                         Questi
scritti sono stati inviati per conoscenza al ricorrente.

 

                             1.14.   Il 4 agosto
2005 il Presidente del TCA ha inviato il seguente scritto alla Consigliera di
Stato, avv. __________, Direttrice del Dipartimento sanità e socialità:

 

" 
il TCA è confrontato con il ricorso di un
richiedente l'asilo che contesta l'importo delle prestazioni assistenziali che
gli sono state accordate.

 

L'art. 6 della Legge sull'assistenza sociale, in
vigore dal 1° febbraio 2003, prevede quanto segue:

 

" 1Il Consiglio di Stato disciplina la
determinazione, la concessione, la limitazione e la procedura delle prestazioni
assistenziali concesse a

  a)  richiedenti l'asilo
e

  b)  persone bisognose
di protezione non titolari di un permesso di dimora.

2Nello
stabilire tali criteri il Consiglio di Stato fa riferimento alle disposizioni
federali sul rimborso ai Cantoni delle spese cagionate da queste persone.

3Il
Consiglio di Stato può affidare, mediante la stipulazione di contratti di
prestazione, la gestione di queste prestazioni ad enti assistenziali pubblici o
privati."

 

Nel corso di un'udienza per la discussione della
causa, tenutasi a Lugano il 20 luglio 2005, il signor __________ ha fatto
allusione ad una bozza di Regolamento già esistente.

 

Con la presente mi rivolgo a Lei per sapere se:

 

1)   Il
Consiglio di Stato intende adottare un Regolamento nel quale disciplinare le
questioni relative alla concessione delle prestazioni assistenziali ai
richiedenti l'asilo?

 

2)   Per quali motivi il Regolamento non è stato
finora adottato?

 

3)   Quando
il Consiglio di Stato prevede di adottare tale Regolamento?

 

4)   Può
confermare che, per il momento, le prestazioni assistenziali versate ai
richiedenti l'asilo sono quelle che figurano nelle direttive da anni in vigore
(fr. 450.-- al mese per coprire il fabbisogno)?

 

5)   Può
confermare che il futuro Regolamento riprenderà tale importo senza nessuna
modifica?" (Inc. 42.2005.2, Doc. XX)

 

                                         Il 2
settembre 2005 la Consigliera di Stato ha così risposto:

 

" 
(...)

Alle sue cinque domande posso rispondere quanto
segue:

 

1.   II
Consiglio di Stato intende emanare uno specifico Regolamento concernente
l'assegnazione di prestazioni assistenziali a favore di richiedenti l'asilo, di
persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora e di
persone ammesse provvisoriamente, entro la fine del corrente anno. II
Regolamento farà esplicito riferimento alle normative federali (Legge
sull'asilo e Ordinanza 2 sull'asilo relativa alle questioni finanziarie) e
cantonali (Legge sull'assistenza sociale, e più precisamente l'art. 6 che
conferisce all'esecutivo la competenza di disciplinare la determinazione, la concessione,
la limitazione e la procedura delle prestazioni assistenziali nei confronti di
richiedenti l'asilo e altri stranieri soggetti alle procedure previste dalla
Legge sull'asilo).

 

2/3 Su
proposta del Gruppo di lavoro "Riesame servizi, compiti e attività",
il Consiglio di Stato, il 28 aprile 2004, ha adottato la decisione di principio
di riunificare nel Dipartimento delle istituzioni (Sezione dei permessi e
dell'immigrazione) l'assieme delle competenze inerenti la gestione dell'asilo.
Il ritardo nella prevista adozione del Regolamento è
legato al fatto che il passaggio di competenze non ha ancora potuto essere perfezionato. Dovrebbe avvenire entro la fine del corrente
anno.

 

4.
  Per ora sono confermate le prestazioni assistenziali definite con la Risoluzione
Dipartimentale del 25 gennaio 1995, e successivo adeguamento del supplemento
per figli del 1° gennaio 1996.

 

5.   L'entità
delle prestazioni sarà definita dal nuovo Regolamento. Al momento, non sono
previste modifiche finanziarie per quanto attiene la prestazione assistenziale
da destinare ad una persona adulta (450 fr. per il sostentamento di base, oltre
all'alloggio e alle spese medico-sanitarie)."
(Inc. 42.2005.2, Doc. XXII)

 

                             1.15.   Al riguardo
il patrocinatore del ricorrente il 9 settembre 2005 si è così espresso:

 

" 
(...)

Ad. 1-4    Nessuna osservazione.

 

    Ad
5     Ai sensi della Risoluzione governativa 25 gennaio 1995, le prestazioni assistenziali
destinate ad una persona sola - tenuto conto che sono versati quali importi
forfetari e non sono calcolati sulla base delle spese assistenziali effettive -
ammontano per il fabbisogno mensile del richiedente l'asilo a Fr. 360.--. Ne
consegue, che tale importo mensile deve unicamente servire per coprire le spese
riguardanti il sostentamento, l'acquisto di indumenti e le spese di trasporto
del richiedente l'asilo. Oltre all'importo mensile di Fr. 360.-- deve essere
aggiunto lo spillatico di Fr. 90.-- in modo da ottenere l'importo di Fr. 450.--
per il sostentamento minimo di base. Lo scritto dell'On. __________ conferma
tale conclusione.

 

Inoltre - sempre ai
sensi della Risoluzione governativa - possono essere riconosciute separatamente
le spese per l'erogazione dell'elettricità, l'assicurazione malattia, le cure
dentarie e l'acquisto di occhiali. Da quanto si evince dallo scritto dell'On. __________,
devono altresì essere coperte le spese inerenti l'alloggio.

 

Pertanto, al
ricorrente devono essere versati prestazioni assistenziali che coprono le spese
di sostentamento (importo fortetario), le spese inerenti l'alloggio, le spese
medico-sanitarie e tutte le altre spese preventivamente autorizzate
dall'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento (di seguito USSI).

Come è scaturito in
sede di udienza 20 luglio 2005, il ricorrente ha dimostrato e non è stato
contestato dal rappresentante dell'USSI, che l'importo dovuto per
l'allacciamento via cavo è parte integrante della pigione. Il ricorrente si è attivato
contestando al locatore il fatto di dover pagare la via cavo congiuntamente con
la pigione (cfr. scritto 17 febbraio 2005 __________). Al ricorrente non può
quindi essere rimproverato alcunché. Decurtare l'importo via cavo dal
sostentamento di base cui lo stesso ha diritto è alquanto penalizzante per il
ricorrente, in quanto lo stesso nulla può fare per togliere questa ulteriore
spesa dalla pigione.

 

Per di più, non si
capisce proprio perchè deve essere penalizzato il ricorrente, tenuto conto che
lo stesso ha diritto al sostentamento di base che non può essere diminuito
essendo un importo forfetario e non calcolato sulla base delle spese
assistenziali effettive. Oltretutto la Risoluzione 25 gennaio 1995 - in merito
al sostentamento di base - contempla unicamente le spese del fabbisogno mensile
e non prevede il versamento di tale prestazione per coprire le spese per l'allacciamento
via cavo.

 

L'USSI non è quindi
autorizzata a diminuire l'ammontare del sostentamento base (Fr. 360.-- + Fr.
90.--), avrebbe caso mai dovuto ritoccare la voce contabile
"pigione", ma questo unicamente dopo aver accertato che il ricorrente
era ben edotto che la spesa via cavo non poteva essere coperta e soprattutto
dopo aver verificato che il ricorrente - nonostante la segnalazione - avesse
continuato sua sponte a beneficiare del servizio via cavo. Come già esposto e
dimostrato, il ricorrente ha contestato il fatto di essere messo al beneficio
della via cavo.

 

Ne discende che la
spesa dovuta all'allacciamento via cavo non può essere per alcuna ragione assegnata
al ricorrente.

 

Per questi motivi e
alla luce dello scritto 2 settembre 2005 dell'On. Avv. __________, il
ricorrente chiede che venga riconosciuta una prestazione pari a Fr. 450.--
quale sostentamento base senza decurtazione alcuna per le spese via cavo."
(Doc. XXV)

 

                             1.16.   Il 22
settembre 2005 l'USSI ha inviato al TCA uno scritto del seguente tenore:

 

" 
In relazione al ricorso citato le trasmetto
l'annessa documentazione da me reperita in un altro incarto di lavoro.

 

Trattasi della dichiarazione di rinuncia alla
radio-TV via cavo che può essere sottoscritta tra l'occupante
dell'appartamento, nella fattispecie un richiedente l'asilo come pure il
proprietario o amministratore dello stabile e la __________.

 

Al punto 2.1 si rileva come l'inquilino,
sottoscrivendo tale documento, rinunci espressamente all'utilizzo della presa
di ricezione radio-TV via cavo con conseguente piombatura della presa da parte
della __________ per impedirne l'uso." (Doc. XXVII)

 

                                         Questo
scritto, insieme alla "Dichiarazione di rinuncia alla radio-TV via
cavo"; anonimizzata dal TCA, è stata trasmessa per conoscenza al rappresentante
del ricorrente (Doc. XXVIII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   Secondo
l'art. 65 cpv. 1 della Legge sull'assistenza sociale (in seguito: Las) contro
la decisione concernente l'erogazione, il rimborso e la restituzione di
prestazioni assistenziali sono dati i rimedi di diritto di cui all'art. 33 Laps
(Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5
giugno 2000).

 

                                         L'art. 33
Laps prevede che:

 

" 
1Contro le
decisioni emesse in virtù della legge e delle leggi speciali, è data facoltà di
reclamo all'organo amministrativo che le ha emesse entro 30 giorni dalla data
di notificazione.

2Contro le
decisioni su reclamo di cui al cpv. 1, è data facoltà di ricorso diretto al
Tribunale cantonale delle assicurazioni entro 30 giorni dalla data di
notificazione.

3È applicabile
la Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle
assicurazioni del 6 aprile 1961."

 

                                         Alla luce
delle norme appena esposte è data la competenza del TCA ad esaminare il ricorso
di RI 1 del 21 marzo 2005 (nel quale sono state contestate le 3 decisioni
dell'USSI) come stabilito nella decisione del Consiglio di stato del 5 aprile
2005.

 

                               2.2.   L'art. 72
del Codice di procedura ticinese (CPC), applicabile in virtù del rinvio al
diritto sussidiario dell'art. 23 della Legge di procedura davanti al TCA,
prevede che il giudice può ordinare la congiunzione di azioni:

                                         a)  quando
sia dato un caso di litisconsorzio e una delle azioni non sia riservata ad
altro giudice per ragione di materia;

                                         b)  quando,
essendo dirette contro un medesimo convenuto, derivino dal medesimo fatto o
atto giuridico.

 

                                         Nell'evenienza
concreta, visto che i ricorsi sono diretti contro delle decisioni derivanti dal
medesimo fatto giuridico e concernono la medesima persona, è accertata la
connessione tra loro. Per economia processuale, le procedure ricorsuali sono
dunque congiunte in un unico procedimento giudiziario (cfr. STFA del 26 agosto
2005 nella causa L., C 23/04 e C 26/04; STFA del 4 agosto 2005 nella causa A. e
B., K 150/04 e 

                                         K 151/04;
DTF 128 V 126; DTF 127 V 157; DTF 127 V 33; STFA del 16 ottobre 2000 nella
causa K. K., Ö. K. S., P. S., K 52/00, K 53/00, 54/00 consid. 1; STFA del 29
settembre 1998 nella causa B., K 139+142/97, consid. 1; DTF 123 V 215 consid.
1).

 

                               2.3.   L'art. 3a
della Legge di procedura per le cause davanti al TCA stabilisce che:

 

" 
1L'autorità
amministrativa può, fino all'invio della sua risposta, riesaminare la decisione
impugnata.

2Essa notifica
immediatamente una nuova decisione alle parti e la comunica al Tribunale.

3Quest'ultimo
continua la trattazione del ricorso in quanto non sia divenuto senza oggetto
per effetto di una nuova decisione; l'articolo 3 è applicabile, se la nuova
decisione si fonda su fatti notevolmente differenti o cagiona una situazione
giuridica notevolmente differente."

 

                                         Nella
presente fattispecie, prima di inviare la risposta di causa,  l'USSI ha emesso
due decisioni con le quali ha attribuito a RI 1 fr. 126.75 per il mese di
dicembre 2004 e a fr. 76.75 per il mese di gennaio 2005 (cfr. consid. 1.8).

 

                                         Come già
ricordato in sede di udienza (cfr. consid. 1.12) in realtà l'amministrazione
non avrebbe dovuto emettere due decisioni aggiuntive, bensì annullare e
sostituire quelle precedenti, aumentando l'importo mensile assistenziale versato
al ricorrente.

                                         Resta il
fatto che, dopo il riesame operato dall'amministrazione, l'importo per il
sostentamento riconosciuto a RI 1 ammonta a fr. 426.75 per ognuno dei periodi
oggetto delle tre decisioni e cioè dicembre 2004, gennaio e febbraio - maggio
2005.

                                         Il
richiedente l'asilo non si è dichiarato d'accordo con questo importo e
rivendica una prestazione assistenziale superiore.

                                         Il TCA,
in applicazione dell'art. 3a della legge di  procedura, esaminerà dunque se il
ricorrente ha diritto ad un importo superiore a fr. 426.75 al mese, per il
resto i ricorsi sono divenuti privi d'oggetto (sul tema cfr. SVR 2005 EL Nr. 3).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.4.   Il diritto
fondamentale all'aiuto in situazioni di bisogno è garantito dall’art. 12 Cost.
fed., il quale prevede che:

 

" 
Chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere
a sé stesso ha diritto d’essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi
indispensabili per un’esistenza dignitosa."

                                         Al
riguardo in una sentenza del 5 agosto 2004 nella causa B., 1P.294/2004, pubblicata
parzialmente in DTF 130 I 366 e in Cahiers genevois et romands de securité
sociale N° 33-2004, il Tribunale federale ha rilevato quanto segue:

 

"  (…)

4.-  L’art.
12 Cst. concerne le droit d’obtenir de l’aide dans des situations de détresse.
Cette disposition n’a pas pour objet de garantir un revenu minimum à chacun,
elle porte seulment sur les moyens indispensables à la survie dans une
situation de dénuement, tels que la nourriture, les vêtements, le gîte et les
soins medicaux (ATF 130 I 71 consid. 4.1 p. 75). Aux termes de l'art. 1 LRMCAS,
le revenu minimum cantonal d'aide sociale a pour but d'éviter aux bénéficiaires
le recours à l'assistance publique. Celle-ci est prévue, à Genève, par la loi
sur l'assistance publique du 19 septembre 1980. Destinée aux personnes
dépourvues des moyens nécessaires à la satisfaction de leurs besoins vitaux et
personnels indispensables, elle est subsidiaire aux autres prestations sociales
fédérales, cantonales et communales (art. 1 al. 2 et 3 de cette loi). De toute
évidence, elle constitue précisément l'aide qui est garantie par l'art. 12 Cst.
L'arrêt attaqué dénie au recourant le droit de percevoir le revenu minimum
cantonal d'aide sociale mais il ne porte aucune atteinte à ses perspectives
d'obtenir, au besoin, l'assistance publique. Le moyen tiré de l'art. 12 Cst.
est donc, lui aussi, mal fondé."

 

                                         In
una sentenza del 4 agosto 2005 nella causa R. e M., P 10/03, l'Alta Corte ha
ancora rilevato che:

 

"  (...)

6.1  Nach Art. 12 BV hat, wer in Not gerät und
nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen, Anspruch auf Hilfe und Betreuung und
auf die Mittel, die für ein menschenwürdiges Dasein unerlässlich sind. Dieses
Grundrecht garantiert nicht ein Mindesteinkommen; verfassungsrechtlich geboten
ist nur, was für ein menschenwürdiges Dasein unabdingbar ist und vor einer
unwürdigen Bettelexistenz zu bewahren vermag (BGE 121 I 373 Erw. 2c; Urteil
2P.148/2002 vom 4. März 2003 Erw. 2.3). Dabei wurde die Formulierung "wer in Not gerät  und nicht in
der Lage ist, für sich zu sorgen" erst in der parlamentarischen Beratung
auf Vorschlag der Verfassungskommissionen der eidgenössischen Räte eingefügt (BBl
1998 I 372 und 441). Sie soll - wie schon die Marginalie (in der Botschaft des
Bundesrates noch "Recht auf Existenzsicherung" [BBl 1997 I 149]) -
klarstellen, dass für das "Recht auf Hilfe in Notlagen" der Grundsatz
der Subsidiarität gilt, wodurch der Verfassungsgeber somit den Anspruch als solchen
bereits relativiert hat (Amtl. Bull. 1998 N 690). Der Anspruch umfasst zudem nur ein Minimum, d.h. einzig die in einer
Notlage im Sinne einer "Überlebenshilfe" unerlässlichen Mittel (in
Form von Nahrung, Kleidung, Obdach und medizinischer Grundversorgung), um
überleben zu können (Amtl.  Bull. 1998 S 39 f.; N 688 f.; BGE 130 I 74).

 

6.2  Im Rahmen der Konkretisierung
menschenwürdiger Existenzbedingungen kann aus dem Anspruch auf Obdach unter
anderem auch ein Anspruch auf Beheizbarkeit der zu bewohnenden Räume abgeleitet
werden (vgl. Kathrin Amstutz, Das Grundrecht auf Existenzsicherung, Bern 2002,
ASR H. 664, S. 217). Die Anerkennung dieses Anspruchs im System der
Ergänzungsleistungen findet darin ihren Niederschlag, dass Heizkosten
ausdrücklich als Ausgaben anerkannt werden. Was die Höhe dieser anerkannten
Heizkosten betrifft, muss aber bedacht werden, dass der verfassungsmässige
Anspruch lediglich ein  Minimum im Sinne einer Überlebenshilfe garantiert (vgl.
Erw. 6.1 hievor) und dieser weniger mit Blick auf einzelne Positionen der
EL-Berechnung denn auf die Gesamtleistung zu beurteilen ist. Unter Berücksichtigung,
dass sich die Heizkostenpauschale über Fr. 840.-, wie bereits dargelegt, im
Rahmen des üblicherweise von Rentnern für Heizkosten aufgewendeten Betrages
bewegt (vgl. dazu im Übrigen auch die Bemerkung des ASB in seiner
Vernehmlassung, wonach bei rund 8000 EL-Bezügern kein anderer Fall bekannt sei,
in welchem solch hohe Heizkosten wie vorliegend geltend gemacht würden) und
zudem nicht davon auszugehen ist, dass die normalerweise  anfallenden
Heizkosten nur gerade dazu ausreichen, im Sinne eines  "Minimalstandards"
das an Beheizung zum Überleben Notwendige sicherzustellen, wird der von Art. 12
BV garantierte, in einer Notlage unerlässliche Minimalanspruch jedenfalls
gewährleistet. Sollte die Ergänzungsleistung unter Einschluss der
Heizkostenpauschale in einem ganz speziell gelagerten Einzelfall für ein
menschenwürdiges Dasein nicht ausreichen, wäre diesem Umstand nicht bei den
Ergänzungsleistungen, sondern im Rahmen der Sozialhilfe Rechnung zu tragen.
Dies ist indessen praktisch kaum vorstellbar, da die Ergänzungsleistungen von Verfassungs
wegen den Existenzbedarf decken (in Art. 196 enthaltene Ziff. 10 ÜbBest BV zu
Art. 112 BV). Eine Prüfung, ob die Heizkostenpauschale im konkreten Einzelfall
kostendeckend ist, entfällt damit in diesem Verfahren. Art. 16b ELV erweist
sich deshalb auch mit Bezug auf Art. 12 BV als verfassungskonform. (...)"

 

                                         In
un'altra sentenza del 18 marzo 2005 nella causa X., pubblicata in DTF 131 I
166, il TF ha precisato che:

 

"  (...)

3.1. Nach Art. 12 BV hat,
wer in Not gerät und nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen, Anspruch auf
Hilfe und Betreuung und auf die Mittel, die für ein menschenwürdiges Dasein
unerlässlich sind. Dieses Grundrecht garantiert nicht ein Mindesteinkommen;
verfassungsrechtlich geboten ist nur, was für ein menschenwürdiges Dasein
unabdingbar ist und vor einer unwürdigen Bettelexistenz zu bewahren vermag (BGE
130 I 71 E. 4.1 S. 74 f.; 121 I 367 E. 2c S. 373; Urteil 2P.148/2002 vom 4.
März 2003, E. 2.3). Der Anspruch umfasst einzig die in einer Notlage im Sinne
einer Überbrückungshilfe unerlässlichen Mittel (in Form von Nahrung, Kleidung,
Obdach und medizinischer Grundversorgung), um überleben zu können (BGE 130 I 71
E. 4.1 S. 75 mit Hinweisen). Diese Beschränkung des verfassungsrechtlichen
Anspruches auf ein Minimum im Sinne einer "Überlebenshilfe" (AB 1998
S 39) bedeutet, dass Schutzbereich und Kerngehalt zusammenfallen (BGE 130 I 71
E. 4.1 S. 75 mit Hinweis auf Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3.
Aufl., Bern 1999, S. 178). Die Formulierung "wer in Not gerät und nicht in
der Lage ist, für sich zu sorgen" soll klarstellen, dass für das Recht auf
Hilfe in Notlagen der Grundsatz der Subsidiarität gilt (BGE 130 I 71 E. 4.1 S.
75 mit Hinweisen).

 Art. 12 BV stellt ein leistungsrechtliches
Auffanggrundrecht dar (Markus Schefer, Die Kerngehalte von Grundrechten, Bern
2001, S. 338 f.). Dieses steht in engem Zusammenhang mit dem Schutz der
Menschenwürde nach Art. 7 BV und gilt wegen seines menschenrechtlichen Gehalts
nicht nur für schweizerische Staatsangehörige, sondern auch für Ausländer, und
zwar unabhängig von deren aufenthaltsrechtlichem Status. Auch illegal Anwesende
wie der Beschwerdeführer können sich auf Art. 12 BV berufen (BGE 121 I 367 E.
2d S. 374; vgl. auch BGE 130 I 1 und 82; 122 II 193; Kathrin Amstutz,
Anspruchsvoraussetzungen und -inhalt, in: Carlo Tschudi [Hrsg.], Das Grundrecht
auf Hilfe in Notlagen, Bern/Stuttgart/Wien 2005, S. 17; Dies., 2003, a.a.O., S.
29; Dies., Das Grundrecht auf Existenzsicherung, Bern 2002, S. 157; Malinverni/Hottelier,
a.a.O., S. 1351; Müller, a.a.O., S. 169; Uebersax, a.a.O., S. 39 f.; Alain Wurzburger,
La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers,
in: RDAF 53/1997 I, S. 343).“ (DTF 131 I 166  consid. 3.1 pag. 172-173).

 

                                         Il TFA,
dal canto suo, in una sentenza del 21 ottobre 2003, ha sottolineato che:

 

"  (…)

                                        4.2.3 Le recourant ne peut pas non plus se prévaloir de l'art. 12 Cst. aux termes duquel
quiconque est dans une situation de détresse et n'est pas en mesure de subvenir
à son entretien a le droit d'être aidé et assisté et de recevoir les moyens
indispensables pour mener une existence conforme à la dignité humaine. Certes,
cette disposition pose le principe du droit à des conditions minimales
d'existence pour toute personne qui n'est pas en mesure de subvenir à ses
besoins et fonde une prétention justiciable à des prestations positives de la
part de l'Etat (ATF 122 II 193 consid. 2/dd p. 198; Auer/Malinverni/Hottelier,
Droit constitutionnel suisse, vol. II : Les droits fondamentaux, p. 685 et
689). Le contenu du droit à des conditions minimales d'existence est défini par
le législateur, auquel il incombe d'adopter des règles en matière de sécurité
sociale. Toutefois, si le droit à des conditions minimales d'existence est un
droit de l'homme qui appartient à toute personne physique dans le besoin,
quelle que soit sa nationalité et indépendamment de son statut au regard de la
police des étrangers (Auer/Malinverni/Hottelier, op. cit. p. 688), il suppose
un lien de rattachement avec la Suisse, telle la résidence dans ce pays,
condition qui n'est pas réalisée en l'occurrence." (SVR 2004 IV N.
23 pag. 71)

 

                                         Sull'art. 12 Cost. fed.,
cfr. G. Malinverni - M. Hottelier, "La réglementation des décisions de non-entrée
en matière dans le domaine du droit de l'asile - Aspects constitutionnels"
in AJP/PJA 2004 pag. 1348-1354; K. Hartmann, "Vom Recht auf Existenzsicherung
zum Nothilfe: eine Chronologie" in ZBl 2005 pag. 410 seg. e gli studi
pubblicati in "Das Grundrecht auf Hilfe in Notlagen". Ed. Paul Haupt.
Berna-Stoccarda-Vienna, 2005.

 

                                         In merito
alla differenza tra aiuto sociale in senso lato e aiuto in situazione di
bisogno in applicazione dell’art. 12 Cost. vedi pure la sentenza del Tribunale
federale del 9 febbraio 2005 nella causa X., 2A.692/2004.

                                         Anche
l’art. 13 della Costituzione cantonale ticinese riconosce quale diritto sociale
- a cui, quindi, ci si può appellare direttamente in giudizio - il diritto ai
mezzi necessari per condurre un’esistenza conforme alle esigenze della dignità
umana e alle cure mediche essenziali.

 

                                         La
garanzia costituzionale del diritto al minimo vitale costituisce la base del
sostegno sociale regolamentato nelle leggi cantonali in materia di assistenza
sociale (in proposito cfr. art. 3 legge federale sulla competenza ad assistere
le persone nel bisogno).

                                         Va
comunque precisato che oltre ad assicurare la sopravvivenza, il sostegno
sociale promuove anche la partecipazione attiva alla vita economica e sociale
della comunità. Il sostegno sociale persegue, dunque, obiettivi che vanno oltre
il semplice raggiungimento del minimo vitale assoluto (cfr. Direttive “Concetto
e indicazioni per il calcolo dell’aiuto sociale” emanate dalla COSAS ediz.
2000, p.to A1 ed ediz. 2005 p.to A1). Esso rappresenta, infatti, un minimo
sociale e non solo un minimo di quanto assolutamente necessario per la
sopravvivenza (cfr. Consiglio di Stato Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002
relativo alla modifica della legge sull'assistenza sociale, pag. 5). 

 

                                         Infine,
in una sentenza pubblicata in RAMI 2005 pag. 25 segg. il TFA ha rilevato che:

 

" 
(…) Im Bereich der Fürsorgeleistungen gilt der
Grundsatz der Subsidiarität. Danach besteht ein Anspruch auf Fürsorgeleistungen
erst dann, wenn eine betroffene Person die notwendigen Mittel nicht durch Selbsthilfe,
Leistungsverpflichtungen Dritter oder freiwillige Mittel Drittter erhält (Wolffers,
a.a. O., S. 71). Zu den Leistungsverpflichtungen Dritter gehören auch die
Leistungen der Sozialversicherung (Wolffers, a.a.O., S. 72).

Die fürsorgerische Unterstützung von Flüchtligen
richtet sich grundsätzlich nach den Normen der allgemeinen Sozialhilfe, sofern
die Asylgesetzgebung keine Sondernormen kennt (Wolffers, a.a. O., S. 184 f. und
191)." (RAMI 2005 pag. 30)

 

                               2.5.   L’intervento della pubblica
assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge
sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las). 

                                         Preliminarmente
va segnalato che tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state
adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre
2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

                                         Tali
modifiche sono state rese necessarie dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

 

                                         Nel
diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in
vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente
rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr.
3;SVR 2003 IV Nr. 25; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01; STFA
20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35 consid. 1; DTF
118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).

                                         Nel caso
in esame la fattispecie verte sull’ammontare della prestazione assistenziale
attribuita all’assicurato dall’USSI a far tempo dal mese di dicembre 2004. In
quel periodo sia la modifica della Las, che la nuova Laps erano già in vigore.
Si applicano quindi le nuove disposizioni legali.

 

                               2.6.   L’art. 1 Las
stabilisce quanto segue:

 

" 
Lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei
diritti della persona, all’attribuzione delle prestazioni sociali stabilite
dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all’assistenza di
quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno. (cpv. 1)

Esse hanno lo scopo di favorire l’ inserimento
sociale e professionale dei beneficiari." (cpv. 2)

 

                                         Principio
basilare della Las è il diritto per il cittadino di beneficiare dell’assistenza
dello Stato qualora egli stia per cadere o sia caduto nel disagio. L’esistenza
del diritto è affermata a prescindere dagli obblighi assistenziali di natura
civile a favore dell’assistito (cfr. Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970
riguardante la legge sull’assistenza sociale, pag. 4).

 

                                         L’art. 19
Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.

 

                                         La Las
rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da
molti anni, come altri Cantoni.

                                         L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione
della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata (al
riguardo cfr. pure il consid. 2.2).

 

                                         Il
Dipartimento della sanità e della socialità – DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las
e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento), il 27 gennaio 2003, ha deciso, sentito il parere dell’USSI e
della Divisione dell’azione sociale, che a decorrere dal 1° febbraio 2003 il
fabbisogno secondo gli art. 3 e 19 Las è stabilito come segue:

 

" 
A. Forfait I e II (capitoli B. 2.2 e B. 2.4
delle Direttive COSAS)

 

	
  Persone
  dell'unità 

  di
  riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

  	
  Forfait
  I 

  per
  il mantenimento 

  (fr./mese)

  	
  Forfait
  II 

  per
  il mantenimento (fr./mese)

  	
  Totale

   

  (fr./mese)

  
	
  1
  persona

  	
  1030.--

  	
    
  46.--

  	
  1076.--

  
	
  2
  persone

  	
  1576.--

  	
    
  71.--

  	
  1647.--

  
	
  3
  persone

  	
  1916.--

  	
    
  86.--

  	
  2002.--

  
	
  4
  persone

  	
  2205.--

  	
   100.--

  	
  2305.--

  
	
  5
  persone

  	
  2493.--

  	
   100.--

  	
  2593.--

  
	
  6
  persone

  	
  2781.--

  	
   100.--

  	
  2881.--

  
	
  7
  persone

  	
  3070.--

  	
   100.--

  	
  3170.--

  
	
  Per
  ogni persona supplementare

  	
  +285.--

  	
  -

  	
   

  

 

 

B. Supplemento al forfait I (capitolo B. 2.3
delle Direttive COSAS):

 

Per unità di riferimento con più di due persone
di 16 anni compiuti o più, gli importi di cui sopra, sono integrati da un
supplemento mensile assegnato per la terza persona di 16 o più anni di età e
per le successive: l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per
ognuna di queste persone." (BU /2003 del 7 febbraio 2003 pag. 63)

 

                                         Il DSS il
12 gennaio 2005, sentito il parere dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento e della Divisione dell’azione sociale, ha deciso,
considerato, da un lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una
nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» che la
Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare,
dall’altro, che il coordinamento con le altre prestazioni sociali,
l’organizzazione del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti
alla politica di bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento
integrale alle nuove direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art.
19 della Las -, che a far tempo dal 1° febbraio 2005 la soglia di intervento
corrisponde:

 

" 
A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

 

	
  Persona
  dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

  	
  Forfait
  globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Supplemento
  d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Totale

   

   

   

  (fr./mese)

  
	
  1
  persona

  	
   
  960.--

  	
  100.--

  	
  1060.--

  
	
  2
  persone

  	
  1469.--

  	
  100.--

  	
  1569.--

  
	
  3
  persone

  	
  1786.--

  	
  100.--

  	
  1886.--

  
	
  4
  persone

  	
  2054.--

  	
  100.--

  	
  2154.--

  
	
  5
  persone

  	
  2323.--

  	
  100.--

  	
  2423.--

  
	
  6
  persone

  	
  2592.--

  	
  100.--

  	
  2692.--

  
	
  7
  persone

  	
  2861.--

  	
  100.--

  	
  2961.--

  
	
  Per
  ogni persona supplementare

  	
  +
  269.--

  	
  -

  	
  +
  269.--

  

 

B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o
più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della
COSAS):

 

per unità di riferimento con più di due persone
di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un
supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più
anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di
queste persone." 

(FU 4/2005 del 14 gennaio 2005 pag. 246)

 

                                         L'art. 20
Las definisce, invece, le prestazioni speciali:

 

" 
Le prestazioni speciali sono destinate a coprire
dei bisogni particolari, quali ad esempio: 

a) spese di formazione; 

b) franchigie, partecipazioni, spese dentarie e
spese straordinarie dovute a malattia o handicap; 

c) determinate assicurazioni; 

d) misure che favoriscono l’ integrazione sociale
e l’ inserimento professionale; 

e) spese di collocamento diurno di figli
minorenni; 

f) spese di collocamento in istituto; 

g) spese di sepoltura. (cpv. 1)

 

Possono inoltre essere concesse prestazioni
speciali per fare fronte per un periodo limitato a spese vincolate o per l’alloggio
superiori ai limiti previsti dall’ art. 22. (cpv. 2)

Le prestazioni speciali possono essere cumulate
alle prestazioni ordinarie, o essere indipendenti quando le risorse del
beneficiario raggiungono o superano la soglia d’intervento ma non coprono il
bisogno specifico cui esse sono destinate. (cpv. 3)."

 

                                         Le
prestazioni speciali si distinguono da quelle ordinarie, poiché rispondono a
bisogni particolari, non considerati per la definizione del fabbisogno in termini
di lacuna di reddito rispetto alla soglia di intervento. Proprio per il loro
carattere puntuale e per il fatto che sono destinate alla copertura di bisogni
specifici, le prestazioni speciali possono essere concesse, come già
attualmente, anche quando il reddito disponibile supera di poco la soglia
d’intervento (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 4).

 

                                         In una
sentenza dell'11 luglio 2005 nella causa C. (42.2005.1) il TCA ha in
particolare sottolineato che:

 

" 
(...)

le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la
differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’ art. 19 Las, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps (cfr. art. 18 Las). 

 

La soglia di intervento, determinata nel regime
della Las facendo riferimento alle disposizioni della COSAS, nel presente caso
ammonta a fr. 1'076.-- mensili (cfr. consid. 2.6.).

 

In proposito l'assicurato, nel ricorso, ha
affermato di non comprendere perché la soglia di intervento Laps è differente
da quella applicata dall’USSI, che corrisponde a quella della COSAS (cfr. doc.
I, consid. 1.3.).

Le soglie di intervento citate divergono, poiché,
come esposto precedentemente (cfr. consid. 2.6.), l’art. 19 Las prevede che per
le prestazioni assistenziali la soglia di intervento viene definita in deroga a
quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps).

Quest’ultima fa riferimento ai limiti minimi
previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, mentre
la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali si fonda sulle
disposizioni emesse dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale (COSAS).

Giusta l’art. 22 Las il reddito disponibile
residuale è, per contro, quello definito dagli art. 5 a 9 Laps, tenuto conto di
determinate deroghe previste dall’art. 22 Las stesso (cfr. consid. 2.7.).

Pertanto, in virtù dell’art. 5 Laps (cfr. consid.
2.7.), il reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.7.).

 

I redditi computabili e le spese computabili -
queste ultime costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio -
agli art. 6, 8 e 9 Laps e all’art. 22 Las, che contempla delle deroghe ai
disposti appena citati della Laps (cfr. consid. 2.7.), sono elencati in modo
esaustivo. 

Di conseguenza, una volta conteggiate tali voci
nel calcolo della prestazione assistenziale ordinaria di un assicurato, non è
possibile computarne altre non previste dalla Laps, né dalla Las.

A eventuali ulteriori costi che esulano sia dalla
spesa per l’alloggio, che dalla lista esaustiva delle spese vincolate si deve,
perciò, sopperire tramite l’importo della soglia di intervento.

 

In simili condizioni, nel rispetto del principio
della legalità, secondo cui in virtù di un principio fondamentale del diritto,
ogni attività amministrativa deve essere riconducibile a una norma legale che
ne delinei ampiezza e limiti delle funzioni (principio della legalità: cfr. Häfelin/Müller,
Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed., cifra marg. 368 segg.; STFA del 20 agosto
2003 nella causa X., H 231/02, consid. 5), nel caso in cui l’entità di una
prestazione assistenziale ordinaria risulti da un conteggio effettuato secondo
i parametri indicati dalla legge, ovvero tenendo conto di tutti quei redditi e
quelle spese riguardanti l’assicurato che sono previsti dalla Laps e dalla Las,
l’USSI non può aumentarne l’importo a seconda delle richieste di un
assicurato."

 

                               2.7.   Per quanto concerne il
titolare del diritto l’art. 5 Las prevede:

 

" 
Hanno diritto ai provvedimenti e alle
prestazioni della presente legge le persone con domicilio o dimora
assistenziale nel Cantone. (cpv. 1)

Le persone con sola dimora assistenziale hanno
per principio diritto unicamente a prestazioni o aiuti immediati. (cpv. 2)

Sono riservate le disposizioni del diritto
federale e dei trattati internazionali." (cpv. 3)

 

                                         Delle
eccezioni sono contemplate all’art. 6 Las:

 

" 
Il Consiglio di Stato disciplina la
determinazione, la concessione, la limitazione e la procedura delle prestazioni
assistenziali concesse a 

a)   richiedenti l’asilo e 

b)
  persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora. (cpv.
1)

Nello stabilire tali
criteri il Consiglio di Stato fa riferimento alle disposizioni federali sul
rimborso ai Cantoni delle spese cagionate da queste persone. (cpv. 2)

II Consiglio di Stato
può affidare, mediante la stipulazione di contratti di prestazione, la gestione
di queste prestazioni ad enti assistenziali pubblici o privati. (cpv. 3)."

 

                                         L'art. 5
è stato modificato e l'art. 6 è stato inserito nella Las, quale nuova normativa,
su iniziativa della Commissione gestione e finanze dal Gran Consiglio, la quale,
nel suo Rapporto del 5 novembre 2002 sul Messaggio N° 5250 del Consiglio di
Stato dell'8 maggio 2002 relativo alla modifica alla legge sull'assistenza
sociale, si è così espressa:

 

" 
6. Modifiche proposte dalla Commissione 

 

 

Articolo 5

 

L'esame commissionale ha messo in evidenza una
formulazione inadeguata dell'art. 5, proposta dal Messaggio, poiché si presta
ad equivoci per quanto riguarda la posizione dei richiedenti l'asilo e delle
persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora.

 

Infatti l'ordinanza federale N. 2 sull'asilo,
dell' 11 agosto 1999, rinvia alle singole legislazioni cantonali
sull'assistenza la definizione del trattamento finanziario dei richiedenti
l'asilo. Quindi anche la nostra legge deve essere precisata, altrimenti i
richiedenti l'asilo dovrebbero beneficiare delle prestazioni intere previste
dalla Las, prestazioni che sono nettamente superiori a quelle rimborsate dalla
Confederazione. Per questo motivo i paragrafi 1 e 2 dell'articolo 5, d'intesa
con la Divisione dell'azione sociale, vanno così modificati:

 

         1.  Hanno diritto ai provvedimenti e alle prestazioni della
presente legge le persone con domicilio o dimora assistenziale nel Cantone.

 

         2.  Le persone con sola dimora assistenziale hanno per
principio diritto unicamente a prestazioni o aiuti immediati;

 

         3.  Sono riservate le disposizioni del diritto federale e
dei trattati internazionali (immutato).

 

Va precisato che il concetto di dimora
assistenziale non è riferita al Codice civile che prevede nel concetto di
dimora la residenza, ma si riferisce alla Legge federale sulla competenza ad
assistere le persone nel bisogno del 24 giugno 1977.

 

 

Articolo 6 - Eccezioni

 

Quale conseguenza delle modifiche dell'art. 5 va
introdotto un nuovo art. 6 (il precedente art. 6 era stato soppresso nel 1979 e
il numero è rimasto libero, motivo per cui non vi sono problemi tecnici ad
inserire questo articolo) di questo tenore:

 

1Il
Consiglio di Stato disciplina la determinazione, la concessione, la limitazione
e la procedura delle

a)   richiedenti l'asilo e 

b)   persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di
dimora.

 

2Nello
stabilire tali criteri il Consiglio di Stato fa riferimento alle disposizioni
federali sul rimborso ai Cantoni delle spese cagionale da queste persone.

 

3Il
Consiglio di Stato può affidare, mediante la stipulazione di contratti di
prestazione, la gestione di queste prestazioni ad enti assistenziali pubblici o
privati." (Rapporto pag. 8-9)

 

                                         In tale
contesto va ricordato che l'art. 81 della legge sull'asilo (LAsi) dal 26 giugno
1998 (RS 142.31) garantisce ai richiedenti l'asilo il diritto alle prestazioni
assistenziali ("Le persone soggiornano in Svizzera sulla base della
presente legge e non sono in grado di provvedere al proprio mantenimento ricevono
l'assistenza necessaria se nessun terzo è tenuto a soccorrerle in virtù di un
obbligo legale e contrattuale").

 

                                         Un'eccezione
è prevista per i richiedenti l'asilo oggetto di una decisione di non entrata in
materia (NEM) passata in giudicato,  secondo l'art. 44a LAsi, i quali
beneficiano soltanto dell'aiuto in situazioni di bisogno, secondo l'art. 12
Cost. fed. (cfr. DTF 131 I 166, in particolare 181-184, in cui è stato, tra
l'altro, confermato un importo di fr. 13.-- al giorno per l'alloggio in aggiunta
a un importo, non contestato, di fr. 8.-- per il sostentamento; DTF 130 II 377
(381); STF del 9 aprile 2005 nella causa X., 2A.692/2004; G. Regamey - M.
Gafner, "Sans papers: test social et nivellement des droits" in
plaidoyer 3/05 pag. 64 seg. (a pag. 68 si fa riferimento a un importo
raccomandato di fr. 5.-- per il sostentamento e di fr. 8.-- per l'alloggio); K
Hartmann, art. cit., in ZBl 2005 pag. 410 seg.; G. Malinverni - M. Hottelier,
art. cit.; in AJP/PJA 2004 pag. 1348-1354; K. Amstutz, "Verfassungsrechtliche
Mindestanforderungen an die Sozialhilfe im Asylwesen" in Asyl 2/03, pag.
28 seg.

                                         L'art. 82
cpv. 1 LAsi precisa che "la concessione di prestazioni assistenziali è retta
dal diritto cantonale".

                                         Secondo
l'art. 82 cpv. 2 LAsi: "il sostegno ai richiedenti l'asilo e alle persone
bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora deve consistere
quanto possibile in prestazioni in natura".

 

                                         Al
riguardo nel Messaggio relativo alla revisione totale della legge sull'asilo
nonché alla modificazione della legge federale concernente la dimora e il
domicilio degli stranieri del 4 dicembre 2005 (cf. FF 1996 II 1 seg.), il
Consiglio federale ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" 
La portata delle prestazioni assistenziali può
avere un'importanza decisiva per una persona nella scelta dello Stato di
destinazione. Inversamente, la volontà di rientrare in patria non dipende
soltanto dal pericolo che vi si può correre. Essa dipende anche dalla
profondità del fossato esistente tra benessere materiale di cui gode il Paese
nel quale risiede e quello che gli può offrire il Paese d'origine. In ragione
del tasso relativamente debole di riconoscimento della qualità di rifugiato, il
destino della maggioranza delle persone interessate è l'allontanamento e,
quindi, il ritorno. Di conseguenza l'articolo 78 capoverso 2 (sull'esempio
dell'art. 20 a cpv. 3 [finora]) prevede che l'assistenza di base
accordata ai richiedenti deve, nella misura del possibile, consistere in
prestazioni in natura, quali l'alloggio, l'alimentazione e l'assicurazione
malattia. Questo tipo di prestazioni era stato introdotto nella legge in
occasione della revisione del 1986 e mantenuto in occasione della revisione del
1990; da un canto, in effetti, l'impennata dei costi era prevedibile e,
dall'altro, le prestazioni assistenziali in denaro venivano in parte trasferite
nel Paese d'origine o di provenienza. Allo scopo di sapere se la prestazione
debba essere fornita in natura o in denaro sarà possibile, come finora, tenere
conto della durata del soggiorno in Svizzera." (FF 1998 II pag. 88)

 

                                         La
legislazione federale prevede il versamento di sussidi federali ai Cantoni per
il sostegno assistenziale da loro fornito, segnatamente ai richiedenti l'asilo.

                                         In
particolare l'art. 88 cpv. 1 LAsi stabili che:

 

" 
Per i richiedenti l'asilo e le persone bisognose
di protezione non titolari di un permesso di dimora, la Confederazione versa ai
Cantoni, al massimo fino al giorno in cui l'allontanamento dev'essere eseguito
o al giorno in cui tali persone ricevono o hanno diritto a un permesso di
dimora:

a. una somma forfettaria per le spese di
assistenza; e

b. un contributo forfettario per le spese di servizio sociale e
amministrazione."

 

                                         Secondo
l'art. 89 cpv. 1 LAsi il "Consiglio federale fissa le somme forfettarie
definite dall'articolo 88 capoversi 1 lettera a, 2 e 3 sulla base delle spese
probabili risultanti da soluzioni economiche".

 

                                         L'Ordinanza
2 sull'asilo relativa alle questioni finanziarie (Oasi 2) dell'11 agosto 1999
(RS 142.312) dopo avere ribadito all'art. 3 cpv. 2 che nel caso di richiedenti
l'asilo "la determinazione, la concessione e la limitazione delle
prestazioni assistenziali sono rette dal diritto cantonale", prevede un
rimborso forfettario delle spese di sostegno per i richiedenti l'asilo di fr.
16.74 al giorno nel 2004 e di fr. 16.95 al giorno nel 2005 (cfr. art. 21 Oasi 2
e Doc. 5 e 6 Inc. 42.2005.2) e un rimborso forfettario per le spese di
collocamento (alloggio e relative spese) di fr. 10.71 al giorno nel 2004 e di
fr. 10.79 nel 2005 (cfr. art. 22 Oasi e Doc. XIX 2 e 3).

 

                                         A
proposito del rimborso ai Cantoni di importi forfettari, nel già citato
Messaggio relativo alla revisione totale della legge sull'asilo, il Consiglio
federale ha sottolineato quanto segue:

 

" 
Il rimborso forfettario
delle prestazioni induce i destinatari dei sussidi - contra­riamente al sistema
del rimborso delle spese effettive - a fare uso più efficiente dei mezzi a
disposizione e a ricercare soluzioni più economiche. Rimborsi for­fettari
sfociano poi anche in risparmi nel settore amministrativo; scompare se­gnatamente
il dispendio dovuto ai conti finali e relativi controlli nei casi indivi­duali.
In certi settori parziali (costi di assistenza e di sostegno dei richiedenti
l'asilo) sono state fatte prime esperienze con importi forfettari, risultate
posi­tive. Per questa ragione è stato introdotto il sistema del rimborso
forfettario anche per i costi dell'alloggio.

Con il decreto federale concernente provvedimenti
di risparmio, è stato infine fissato esplicitamente nella legge sull'asilo il
sistema del rimborso forfettario. 

Le spese di amministrazione e soccorso nonché i
sussidi all'organizzazione al vertice delle istituzioni di soccorso sono già
oggi rimborsati con importi forfet­tari. Non ancora rimborsate con importi
forfettari sono invece le spese per l'as­sistenza e l'alloggio per i rifugiati
riconosciuti nonché le spese per la salute. 

Allo scopo di affermare su vasta scala il sistema
della forfettizzazione occor­rono modificazioni a livello normativo. Con le disposizioni del capitolo 6, il disegno
rende quindi possibile in tutti i settori in cui ciò sia opportuno, il versa­mento
di rimborsi, sussidi e aiuti finanziari sotto forma di importi forfettari (cfr.
a questo proposito la tabella in allegato «Forfettizzazione delle indennità per
le prestazioni assistenziali da parte della Confederazione»). Con il nuovo
sistema la Confederazione, mediante l'ammontare degli importi forfettari, può avere influsso sugli standard
dell'assistenza e prendere decisioni orientative, mentre ai Cantoni permette una certa libertà nella definizione
dell'impiego dei mezzi,
indipendentemente dalle prescrizioni di dettaglio della Confederazione.

Anche la pianificazione a livello comunale e
cantonale risulta notevolmente fa­cilitata." (cfr.
FF 1996 II pag. 23)

 

                               2.8.   Da quanto esposto al
considerando precedente emerge in modo evidente che ai Cantoni spetta il
compito di regolamentare l'importo delle prestazioni assistenziali spettanti ai
richiedenti l'asilo.

 

                                         Nell'ambito dell'esercizio
di questa competenza un Cantone può attribuire ai richiedenti d'asilo delle
prestazioni assistenziali diverse e di importo inferiore rispetto a quello
riconosciuto ad altre persone svizzere o con diritto di dimora (cfr. al
riguardo il consid. 2.6), senza con ciò violare il principio dell'uguaglianza
di trattamento garantito all'art. 8 della Cost. fed.

 

                                         Nella sentenza del 27
ottobre 1995 pubblicata in DTF 121 I 367 nella quale il Tribunale federale ha
stabilito che il diritto a condizioni minime di esistenza è garantito dal
diritto costituzionale federale non scritto e che anche gli stranieri possono
richiamarsi a tale diritto, indipendentemente dallo statuto di cui beneficiano
in materia di polizia degli stranieri, l'Alta Corte ha infatti precisato che:

 

" 
Das schliesst freilich Differenzierungen nicht
aus: Wer in der Schweiz (als Schweizer oder Ausländer) niedergelassen ist, hat
andere Unterstützungsbedürfnisse als derjenige, der bei einem kurzfristigen
Aufenthalt in Not gerät oder bei dem noch nicht feststeht, ob er (z.B. als
Asylbewerber) in der Schweiz bleiben kann oder nicht" 

(DTF 121 I 374)

 

                                         Nella
sentenza pubblicata in DTF 131 I 166 in cui ha riconosciuto anche ai
richiedenti l'asilo oggetto di una decisione di non entrata in materia il
diritto all'aiuto in situazioni di bisogno secondo l'art. 12 della Cost. fed.
(cfr. consid. 2.1), il Tribunale federale ha riaffermato quanto segue:

 

" 
Der Beschwerdeführer rügt freilich auch,§ 4
Abs. 4 der Vollzugsverordnung verletze
mangels rechtsgenüglicher Delegationsnorm im Gesetz das Legalitätsprinzip
und überdies,
da der Beschwerdeführer schlechter behandelt
werde als Schweizer Bürger, das Rechtsgleichheitsgebot nach Art. 8 BV. Gemäss § 69 des solothurnischen Gesetzes vom 2. Juli 1989 über
die öffentliche Sozialhilfe (Sozialhilfegesetz, SHG) erlässt der Regierungsrat die Vollzugsbestimmungen, und
nach § 30 SHG erlässt er
Richtsätze für die Bemessung der wirtschaftlichen Hilfe. Darin
finden auch besondere Richtsätze
für Personen
mit asylrechtliche Nichteintretensentscheid
eine Grundlage. § 16 SHG sieht
sodann vor, dass Ausländer mit Wohnsitz oder Aufenthalt im Kanton im
Rahmen des Sozialhilfegesetzes Sozialhilfe wie Schweizerbürger erhalten. Das
lässt ohne weiteres den Umkehrschluss zu, dass illegal anwesende Ausländer von
Gesetzes wegen nicht gleich behandelt werden müssen wie Schweizer. Auch unter
dem Gesichtswinkel des Rechtsgleichheitsgebots von Art. 8 BV ist eine solch unterschiedliche Behandlung bei der Sozialhilfe
nicht zu beanstanden, stellt der Anwesenheitsstatus doch einen
wesentlichen sachlichen Grund für
entsprechende Differenzierungen dar. Namentlich rechtfertigt sich eine
Ungleichbehandlung, die darauf abstellt, ob der Anwesenheitsstatus auf Integration abzielt oder nicht (dazu BGE 130 I 1
E. 3.6 S. 11 f. und E. 5 S. 14 f.).
Bei Personen mit asylrechtlichem Nichteintretensentscheid
besteht kein Integrationsinteresse.
Die hier strittige
verordnungsrechtliche Sonderregelung hält damit vor dem Rechtsgleichheitsgebot stand." (DTF 131 I 166,
consid. 7.2.1, pag. 180)

 

                                         e, poco oltre,
in modo estremamente chiaro:

 

" 
Allgemeinverbindliche Regelungen zur Festlegung
der Nothilfe dienen der demokratischen und rechtsstaatlichen
Legitimierung derselben sowie ihrer rechtsgleichen und willkürfreien Handhabung.
Sie befreien die Behörden aber nicht von einer Prüfung des Einzelfalles sowie
bei Bedarf von einer Abweichung von den allgemeinen Regeln. So ist offenkundig, dass die medizinische Notversorgung vom
individuellen Gesundheitszustand des Leistungsansprechers abhängt oder dass ein
Säugling nicht die gleichen Anforderungen an die Nahrung hat wie ein
Jugendlicher im Wachstumsalter oder wiederum eine betagte Person. Beim Obdach
dürften die Differenzen freilich geringfügiger ausfallen, wobei die Unterkunft
jedenfalls Raum für die notwendigsten Lebensbedürfnisse zu bieten hat
(Bauchmann/Kohler, a.a.O., S. 5; dazu eingehend auch Amstutz, 2002, a.a.O., S.
212 ff.).

Zulässig sind auch Unterscheidungen, die auf dem Aufenthaltsstatus
beruhen (vgl. BGE 121 I 367 E. 2d S. 374; Gysin, a.a.0. S. 41 f.; Wurzburger, a.a.O.,
S. 343 f.). Bei Schweizern und Ausländern mit einem Anwesenheitsrecht ist ein dauerhafter
Aufenthalt sicherzustellen, bei dem auch eine gewisse Integration angestrebt wird.
Die Nothilfe dürfte daher in der Regel einen grösseren Umfang erreichen als bei
Asylbewerbern mit hängigem Verfahren, bei denen nicht von vornherein von einer dauerhaften
Anwesenheit auszugehen ist.

Quantitativ noch geringer darf die Nothilfe
bemessen werden bei Personen, welche die Schweiz zu verlassen haben,
insbesondere bei Asylbewerbern mit Nichteintretensentscheid; weder sind dabei
Integrationsinteressen zu verfolgen, noch müssen dauerhafte Sozialkontakte
gewährleistet werden. 

Minimalleistungen rechtfertigen sich auch, um Anreize
zum verbleiben zu vermeiden. Unterste Grenze bildet
aber jedenfalls die Menschenwürde, d.h. insbesondere dass die Leistungen als
solche stets die physische Integrität (vgl. Amstutz, 2005, a.a.O., S. 27 f.) zu
respektieren habe." (DTF 131 I 166 consid. 8.2,
pag. 181-182).

 

                                         In una sentenza del 19
giugno 2005 nella causa X., inc. PS.2004.230, il Tribunale amministrativo del Canton
Vaud, su questo tema, ha in particolare sollolineato che:

 

" 
Ainsi, le droit positif a introduit des régimes
d'aide sociale distincts en fonction d'objectifs relevant de la police des étrangers,
plus précisément du domaine de l'asile.

L'utilisation du levier que constitue le droit de
l'aide sociale afin de poursuivre des buts qui lui sont exogènes, ici de police
des étrangers, ne va pas de soi. C'est ce que la doctrine
appelle la «justification finaliste» de l'inégalité de traitement entre deux
situations comparables (voir à ce propos Vincent Martenet. Géométrie de l'égalité, Zurich 2003, p. 192 ss). On ne saurait exclure d'emblée l'adoption de mesures de ce type (cf.
toutefois Amstutz, Das Grundrecht auf Existenzsicherung, 2002, p. 333; Verfassungrechtliche
Mindestanforderungen an Die soziale Hilfe im Asilwesen, in ASYL 2/2003, p. 28,
spécialement 35, pour laquelle une inégalité de traitement entre requérants
d'aide sociale ne peut pas être justifiée par des motifs d'ordre politique); il
reste cependant que ces dernières entraînent une entorse importante au principe
de l'égalité de traitement, de sorte qu'elles ne peuvent être admises qu'à des
conditions restrictives, somme toutes similaires à celles qui prévalent pour
les atteintes aux libertés publiques ordinaires (art. 36 Cst). En d'autres
termes, l'introduction d'une mesure impliquant une inégalité de traitement à
but externe (ou justification finaliste) suppose une base légale, un intérêt
public et le respect du principe de la proportionnalité. Partant, l'adoption d'un régime d'aide sociale distinct, comme instrument
de la politique d'asile relève de la compétence du pouvoir législatif lui-même;
à cet égard, les voeux du législateur fédéral sont sans incidence, puisque la compétence
appartient en réalité aux autorités cantonales." (consid.
4a)

 

                                         Dal canto loro
C. Regamey - M. Gafner, "Sans papiers: test social et nivellement des
droits" in plaidoyer 3/05 pag. 64 seg. (67) osservano che:

 

" 
Fin 1991, les restrictions budgétaires dans ce demaine
entraînent une modification d'importance autant qualitative que financière; la
référence aux recommandations de la CSIAS est abandonnée en faveur d'un minimun
vital d'exception, largement inférieur. La discrimination qui en résulte est
officiellement assumée."

 

                                         Attraverso
la modifica dell'art. 5 Las e l'inserimento nella legge di un nuovo art. 6 Las
il Gran Consiglio del Cantone Ticino ha deciso di regolamentare in modo
specifico la situazione dei richiedenti l'asilo per quel che riguarda le
prestazioni assistenziali.

                                         Il
Parlamento ha delegato al Consiglio di Stato "la disciplina, la determinazione,
la concessione, la limitazione e la procedura delle prestazioni assistenziali concesse
a richiedenti l'asilo" (art. 6 cpv. 1 lett. a Las) invitando l'esecutivo a
"fare riferimento alle disposizioni federali sul rimborso ai Cantoni delle
spese cagionate da queste persone" (art. 6 cpv. 2 Las).

 

                                         Il TCA,
esaminando gli atti dell'incarto (cfr. Doc. 1-4, Inc. 42.2005.2) e nel corso
dell'udienza del 20 luglio 2005 (cfr. consid. 1.12), ha potuto appurare che
l'importo assistenziale spettante ai richiedenti l'asilo è stato determinato, a
partire dal 1995, a seguito dell'entrata in vigore della modifica
dell'Ordinanza 2 sull'asilo secondo cui le prestazioni assistenziali versate ai
Cantoni vengono rimborsate dalla Confederazione a titolo forfettario e non più
sulla base delle spese d'assistenza effettive, dapprima tramite delle risoluzioni
del Dipartimento delle opere sociali (oggi: Dipartimento sanità e socialità) e
successivamente tramite delle decisioni dell'USSI.

 

                                         Per una
persona sola il fabbisogno mensile per sostentamento, acquisto indumenti e
spese di trasporto, ammonta a fr. 360.--.

                                         Se la
persona ha più di 17 anni si aggiunge poi uno spillatico di fr. 90.-- al mese
(3 al giorno).

                                         Inoltre vengono
riconosciute separatamente le spese per l'erogazione di elettricità,
l'assicurazione malattia (quote e partecipazioni), le cure dentarie preventivamente
autorizzate e l'acquisto di occhiali (su prescrizione medica).

                                         L'importo
complessivo di fr. 450.--, in vigore dal 1995, non è più stato adattato ed è
stato applicato anche nel caso del ricorrente.

 

                                         Il TCA,
richiamato l'art. 6 della Las, e viste le affermazioni di __________ nel corso
dell'udienza del 20 luglio 2005 (cfr. consid. 1.12) a proposito dell'esistenza
di una bozza di regolamento, ha posto alcuni quesiti alla Direttrice del DSS.

                                         La
Consigliera di Stato, avv. __________, ha confermato che il Consiglio di Stato
intende emanare uno specifico Regolamento entro la fine del corrente anno ed ha
precisato che il Regolamento non è finora stato adottato in quanto non ha
potuto ancora essere perfezionato il passaggio di competenze al Dipartimento
delle istituzioni di tutte le questioni inerenti la gestione dell'asilo,
secondo quanto deciso dal Consiglio di Stato il 28 aprile 2004.

                                         Infine la
Direttrice del DSS ha confermato che sono attualmente ancora in vigore le
prestazioni assistenziali definite con la Risoluzione dipartimentale del 25
gennaio 1995 e che, per quel che riguarda il nuovo Regolamento "al momento
non sono previste modifiche finanziarie per quanto attiene alla prestazione
assistenziale da destinare ad una persona adulta (450 franchi per il
sostentamento di base, oltre all'alloggio e alle spese medico-sanitarie)"
(cfr. consid. 1.14).

 

                                         Questo
Tribunale, prende atto innanzitutto che l'importo di fr. 450.-- è tuttora in
vigore e che verosimilmente sarà mantenuto anche in futuro.

                                         Esso è
stato dunque correttamente applicato al ricorrente. Il suo patrocinatore sul
principio stesso (per il resto, cfr. consid. 2.10) non ha peraltro formulato
nessuna obiezione ed ha anzi postulato il versamento di una prestazione assistenziale
di fr. 450.-- (cfr. consid. 1.12 e 1.15).

 

                                         Il TCA
constata inoltre che il Consiglio di Stato non ha ancora adottato il
Regolamento di applicazione ai sensi dell'art. 6 Las. Le ragioni del ritardo
sono state chiaramente esposte dalla Direttrice del DSS (cfr. consid. 1.15). 

                                         Visto il
lungo tempo trascorso (la nuova disposizione legale è infatti entrata in vigore
il 1° febbraio 2003) l'esecutivo è invitato ad adottare il Regolamento
entro la fine del 2005, come indicato dalla Consigliera di Stato (cfr. consid.
1.14: "Dovrebbe avvenire entro la fine del corrente anno").

 

                               2.9.   A differenza
del suo patrocinatore che ritiene corretto l'importo assistenziale di fr.
450.-- mensili, il ricorrente in alcuni scritti (cfr. consid. 1.4 e 1.9) ed in
sede di udienza (cfr. consid. 1.12) ha chiesto di poter beneficiare di una
prestazioni assistenziale mensile di fr. 502.-- al mese.

                                         Questa
somma corrisponde all'importo forfettario che la Confederazione rimborsava
mensilmente ai Cantoni nel 2004 a titolo di spese di sostegno (fr. 16.74 x 30
giorni = fr. 502.-- al mese; cfr. G. Regamey - M. Gufner, art. cit., pag. 68 le
quali sottolineano che l'importo di fr. 8.-- al giorno (240 al mese) per il
sostentamento riconosciuto a titolo di aiuto in situazione di bisogno "est
inférieur de moitié au minimum servi aux requerants d'asile, et represente moins
du quart du montant d'aide sociale destiné aux besoins essentiels".

 

                                         A mente
del TCA tale richiesta non può essere accolta. 

                                         Infatti,
come peraltro spiegato in più occasioni dall'USSI (cfr. consid. 1.10; consid.
1.12), da una parte, l'importo forfettario rimborsato dalla Confederazione deve
anche coprire altre spese che vengono rimborsate separatamente ai richiedenti
l'asilo (nel caso di RI 1, cfr. la lista delle spese al doc. XV/1).

                                         D'altra
parte, se si volessero prendere come riferimento gli importi dei sussidi della
Confederazione la somma per l'alloggio spettante al ricorrente dovrebbe essere,
nel 2004, di soli fr. 321.30 mensili (fr. 10.71 x 30 giorni, cfr. consid. 2.7)
e non di fr. 530.-- o di fr. 506.75 (dopo la deduzione di fr. 23.25 per la TV
via cavo).

                                         L'importo
versato complessivamente ogni mese al ricorrente di fr. 956.75 (fr. 530.-- +
fr. 426.75) è quindi superiore all'importo che gli spetterebbe volendo utilizzare
il criterio da lui indicato, che ammonterebbe a soli fr. 823.50 nel 2004 (fr.
16.74 x 30 giorni + fr. 10.71 x 30 giorni, cfr. consid. 1.2) e a soli fr.
832.20 nel 2005 (16.95 x 30 giorni + fr. 10.79 x 30 giorni).

                                         Infine
vale ancora la pena di ricordare che i Cantoni dispongono di una certa libertà
nella definizione dell'impiego dei mezzi che vengono loro rimborsati dalla
Confederazione (cfr. consid. 2.7 in fine).

 

                             2.10.   Il ricorrente
chiede l'attribuzione di una prestazione assistenziale di fr. 450.-- invece di
fr. 426.75, riconosciutigli dall'USSI con le decisioni qui impugnate.

                                         L'amministrazione
giustifica questa riduzione con il fatto che essa rimborsa direttamente al
locatore fr. 530.-- al mese, che comprende anche un importo di fr. 23.25 per la
TV via cavo.

 

                                         Le
prestazioni assistenziali hanno lo scopo di attribuire al beneficiario un
importo che gli permetta di fare fronte ai suoi bisogni fondamentali (cfr.
consid. 2.4).

 

                                         Al
riguardo le direttive della COSAS, versione 2005, stabiliscono che il forfait per
il mantenimento comprende le seguenti poste di spesa:

 

"■     Nourriture, boissons et tabac

■    Vêtements et chaussures

■
   Consommation d'énergie (électricité, gaz, etc.) sans les charges locatives

■
   Entretien courant du ménage (nettoyage/entretien de l'appartement et des
vêtements) y compris taxe pour ordures

■    Achat de menus articles courants

■
   Frais de santé, sans franchise ni quote-part (p. ex. médica­ments achetés
sans ordonnance)

■
   Frais de transport y compris abonnement demi-tarif (transports publics
locaux, entretien vélo/vélomoteur)

■    Communications à distance (téléphone,
frais postaux)

■
   Loisirs et formation (p. ex. concession radio/TV, sport, jeux, journaux,
livres, frais d'écolage, cinéma, animaux domestiques)

■    Soins corporels (p. ex. coiffeur,
articles de toilette)

■    Équipement personnel (p. ex. fournitures
de bureau)

■    Boissons prises à l'extérieur

■    Autres (p. ex. cotisations
d'associations, petits cadeaux)." 

(punto B. 2-1)

 

                                         Con
l'importo che riceve per il mantenimento la persona in assistenza deve dunque
fare fronte a tutte queste spese.

 

                                         Criteri analoghi valgono
del resto anche in materia di prestazioni complementari all'AVS/AI. 

                                         Ad esempio in una sentenza
del giugno 2001 nella causa C., 33.2000.93; il TCA si è così espresso:

 

" 
Al proposito, va rilevato che la lista dei costi
computabili ai fini del calcolo della PC, elencati all'art. 3b cpv. 3 LPC (cfr.
consid. 2.3), è esaustiva e che le disposizioni sono di diritto federale
imperativo (E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, Zurigo 1995, p. 135 (n.d.r.
vedi anche pag. 142; e Ergänzungsband, Zurigo 2000, p. 83). Le spese che non
risultano nell'elenco succitato non possono quindi essere ammesse in deduzione.

 

In concreto non possono pertanto essere computate
quali costi specifici a carico della PC le spese del telefono, della televisione,
della via cavo, dell’elettricità; le assicurazioni di responsabilità civile
come pure le assicurazioni private dell’economia domestica, le spese per la
conduzione della medesima, l’abbigliamento, il proprio sostentamento, lo svago
e l’acquisto di articoli per l’igiene personale e della casa (cfr. consid.
1.2).

 

A tutto quanto non è possibile far fronte tramite
i costi speciali previsti dalla legge, si deve dunque sopperire tramite
l'importo destinato a coprire il fabbisogno minimo (in particolare: vestiti,
vitto, mobilio, telefono e tasse telefoniche, acqua, luce, ecc.;cfr. E. Carigiet,
Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht
(SBVR), Basilea 1998)."

 

                                         In
un'altra sentenza del 10 luglio 2001 nella causa A., 39.2000.98-99, il TCA  ha
sottolineato che:

 

" 
Al riguardo va rilevato che il TCA ha già
stabilito che la tassa per i rifiuti e quella per l'uso della fognatura vanno
considerate quali spese accessorie e quindi riconosciute (consid. 2.14 di STCA
del 18 aprile 2000 nella causa G.M cresciuta in giudicato e giurisprudenza
citata).

 

Le spese per la fornitura di energia elettrica,
per contro, vanno considerate costi accessori alla pigione, solo se si
riferiscono all'illuminazione dei locali comuni, al funzionamento della
macchina da lavare, dei ventilatori (Oberle, op. cit. p. 20). 

Nel caso in cui invece derivano dall'utilizzo
dell'energia per esclusivo uso proprio dell'inquilino non vanno considerati
tali (i cosiddetti "Verbraucherkosten", cfr. Oberle, op. cit. p. 19 e
dottrina citata). Costi di questa natura sono per esempio quelli relativi
all'allacciamento telefonico, la tassa per la concessione radiotelevisiva, e
appunto i costi per la fornitura dell'energia elettrica per uso personale
dell'inquilino. Essi vengono di regola fatturati direttamente all'inquilino (Oberle,
op. cit. p. 19; 37) e, non essendo costi accessori, vanno posti a carico di quest'ultimo,
senza che sia necessaria una pattuizione secondo l'art. 257a cpv. 2 CO.

 

Nell'evenienza concreta le fatture
dell'elettricità si riferiscono al consumo di elettricità per l'abitazione, per
cui esse non possono essere computate quali spese accessorie alla pigione.

 

Va segnalato che a tutto quanto non è possibile
far fronte tramite i costi speciali previsti dalla legge, si deve dunque
sopperire mediante l'importo destinato a coprire il fabbisogno minimo (in
particolare: vestiti, vitto, mobilio, telefono e tasse telefoniche, acqua,
luce, ecc.; cfr. E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Basilea 1998).

Per cui nella fattispecie l'assicurata deve
sopperire alle spese per l'elettricità, come ai costi relativi
all'assicurazione RC domestica (cfr. consid. 1.4.), tramite l'ammontare
finalizzato a coprire il fabbisogno vitale."

 

                                         Pertanto, contrariamente
al parere del ricorrente, l'importo assistenziale che viene attribuito al
richiedente l'asilo per il suo sostentamento deve servirgli per coprire tutte
le spese, analogamente a quanto devono fare le altre persone che beneficiano
della pubblica assistenza o delle prestazioni assistenziali all'AVS/AI.

                                         Tra le diverse spese
coperte con la prestazione assistenziale figurano pure quelle relative alla
ricezione dei programmi radio-televisivi (in particolare la tassa di ricezione
secondo l'art. 17 della Legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) del 21
giugno 1991 (RS 784.40) e secondo l'art. 44 dell'Ordinanza sulla
radiotelevisione (ORTV) del 6 ottobre 1997 (784.401) (cfr. al riguardo le
affermazioni di __________ al consid. 1.12).

 

                                         Nel caso
concreto, il ricorrente si vede già rimborsato direttamente dall'USSI l'importo
di fr. 23.25 per l'allacciamento ai servizi di TV via cavo (cfr. Doc. XVIII,
Inc. 42.2005.2).

                                         Di
conseguenza, a ragione, l'amministrazione deduce regolarmente questa somma
dall'importo della prestazione assistenziale per il sostentamento di RI 1.

                                         In caso
contrario egli riceverebbe, senza ragione, un importo di fr. 473.25 (fr. 450 +
fr. 23.25) invece dei fr. 450.-- attribuiti agli altri richiedenti l'asilo.

 

                                         Allo
stesso risultato si arriverebbe anche se si volesse ritenere, come sostiene il
patrocinatore del ricorrente (cfr. consid. 1.15), che l'importo di fr. 23.25
andrebbe in realtà dedotto dalla pigione. Siccome il ricorrente si vede
rimborsato a questo titolo ogni mese fr. 530.-- invece di fr. 506.75 ai quali
avrebbe diritto, a ragione l'amministrazione deduce questo importo dalla somma
destina