# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6780af2b-edb9-541d-bc05-5a5380f800df
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-05-24
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 24.05.2017 12.2016.187
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2016-187_2017-05-24.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2016.187

  	
  Lugano

  24 maggio 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Balerna

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. SO.2016.3097
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4 - promossa con istanza 11
luglio 2016 da

 

	
   

  	
   CO 1 

   CO 2 

  entrambi rappr. da RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RE
  1 

   

  
	
   

  	
  pretore
  aggiunto Massimo Romerio, Via Bossi 3,
  6901 Lugano 

   

  	 

				

volta
ad ottenere l’espulsione della convenuta dall’appartamento al primo piano dello
stabile denominato “Palazzo __________” sito in __________ a __________, domanda
avversata dalla convenuta, che ha pure inoltrato
una domanda riconvenzionale finalizzata alla condanna degli istanti al
pagamento di fr. 35'000.- da porre in compensazione alla somma da loro vantata; 

 

nonché
nella causa - inc. n. SE.2016.300
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4 - promossa con petizione 29
agosto 2016 da

 

	
   

  	
  RE
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   CO 1 

   CO 2 

  entrambi rappr. da RA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

volta
ad annullare la disdetta 13 maggio 2016 e ad ottenere una protrazione della
locazione per un periodo di 4 - 6 anni;

 

ed ora sull’istanza di
ricusa presentata dalla conduttrice il 18 ottobre 2016 nei confronti del
Pretore aggiunto avv. Ma__________ __________, che il Pretore del Distretto di
Lugano, sezione 6, avv. M__________ __________, ha respinto con decisione 21
ottobre 2016, ponendo a carico della conduttrice le spese di complessivi fr. 100.-
(inc. n. SO.2016.4982);

 

reclamante la conduttrice,
che con atto 10 novembre 2016 ha chiesto di annullare o di accertare la nullità
della decisione 21 ottobre 2016 e con essa della decisione sull’istanza di
espulsione resa il 27 settembre 2016 dal Pretore aggiunto avv. Ma__________ __________,
con protesta di tasse, spese e ripetibili;

 

preso atto che con
scritto 16 dicembre 2016 la conduttrice ha instato di essere posta al beneficio
dell’assistenza giudiziaria nel senso di essere esentata dal pagamento delle
spese processuali della procedura ricorsuale;

 

richiamata altresì la
decisione 10 aprile 2017 con cui il presidente di questa Camera, ad
integrazione del doc. A, ha assegnato a CO 1 un termine scadente il 28 aprile
2017 per versare agli atti un atto con cui incaricava CO 2 di conferire procura
di patrocinio in prima e seconda istanza all’avv. RA 1, termine che è stato
rispettato con la produzione della procura 12 aprile 2017, a seguito della
quale la conduttrice, il 26 aprile 2017, ha inoltrato le proprie osservazioni;

 

preso atto
dell’ulteriore scritto 27 aprile 2017 con cui la conduttrice ha chiesto
l’organizzazione di un’equa e pubblica udienza; 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                  che
con contratto 13 dicembre 2010, di durata indeterminata e disdicibile la prima
volta per il 31 gennaio 2016, CO 1, CO 2 e R__________ __________ (a
quest’ultima, in seguito defunta, sono poi pacificamente subentrati i primi
due) hanno concesso in locazione all’RE 1, a far tempo dal 1° febbraio 2011, l’appartamento
al primo piano dello stabile denominato “Palazzo __________” sito in __________
a __________; gli accordi contrattuali prevedevano il pagamento mensile di una
pigione di fr. 3'400.- e il pagamento semestrale di un acconto delle spese
accessorie di fr. 750.-;

 

                                  che CO 1 e CO 2, asserendo che l’RE
1 non aveva provveduto a pagare il saldo delle pigioni e dell’acconto per le
spese accessorie scadute, di complessivi fr. 30'875.82, nemmeno entro il
termine ultimativo di pagamento di 30 giorni con comminatoria di disdetta
assegnatole l’8 gennaio 2016, il 13 maggio 2016 le hanno significato, in
applicazione dell’art. 257d CO, su formulario ufficiale, la disdetta del contratto
di locazione con effetto dal 30 giugno 2016;

 

                                  che con istanza 11 luglio 2016
(inc. n. SO.2016.3097), promossa nella procedura sommaria di tutela
giurisdizionale nei casi manifesti ed avversata
dall’RE 1, che ha a sua volta inoltrato una domanda riconvenzionale volta ad
ottenere il pagamento di fr. 35'000.-, CO 1 e CO 2 hanno chiesto la sua
espulsione dall’ente locato;

 

                                  che con petizione 29 agosto 2016
(inc. n. SE.2016.300), promossa nella procedura semplificata ed avversata da CO 1 e CO 2, l’RE 1, al beneficio della necessaria
autorizzazione ad agire, ha chiesto di annullare la disdetta 13 maggio 2016 e di
ottenere una protrazione della locazione per un periodo di 4 - 6 anni;

 

                                  che con decisione 27 settembre
2016 il Pretore aggiunto del Distretto di Lugano, sezione 4, avv. Ma__________ __________,
statuendo nell’ambito dell’inc. n. SO.2016.3097, ha tra le altre cose accolto
l’istanza di espulsione e dichiarato irricevibile la domanda riconvenzionale;

 

                                  che in
data 14 ottobre 2016 l’RE 1 ha chiesto, previa ricusazione del giudice
incaricato di occuparsi delle cause inc. n. SO.2016.3097 e inc. n. SE.2016.300,
ossia del Pretore aggiunto avv. Ma__________ __________, di annullare o di
accertare la nullità di quel giudizio; il 18 ottobre 2016 essa ha poi trasmesso
quello scritto per competenza, e meglio nella misura in cui aveva per oggetto la
domanda di ricusa, alla Pretura del Distretto di Lugano, che lo ha poi
attribuito alla sua sezione 6;

 

                                  che con decisione 21 ottobre 2016
(oggetto dell’inc. n. SO.2016.4982) il Pretore del Distretto di Lugano, sezione
6, avv. M__________ __________, ha respinto l’istanza di ricusa, ponendo a
carico della conduttrice le spese di complessivi fr. 100.-: egli ha ritenuto
che la domanda di ricusa relativa all’istanza di espulsione fosse tardiva,
siccome l’attribuzione dell’incarto a quel giudice era nota alla conduttrice da
tempo, rispettivamente fosse divenuta priva d’oggetto, in quanto quella
procedura si era già conclusa il precedente 27 settembre 2016, con l’emanazione
della relativa decisione finale; quanto alla domanda di ricusa relativa alla
causa di contestazione della disdetta e di protrazione, la stessa non aveva
miglior sorte, dato che la conduttrice si era limitata a diffondersi in una
critica del tutto generica all’indipendenza e imparzialità del giudice
ricusato, ciò che non era sufficiente a fondare una ricusa;

 

                                  che con reclamo 10 novembre 2016 la
conduttrice ha chiesto di annullare o di accertare la nullità della decisione resa
il 21 ottobre 2016 dal Pretore avv. M__________ __________, pure ricusato, e
con essa della decisione sull’istanza di espulsione resa il 27 settembre 2016 dal
Pretore aggiunto avv. Ma__________ __________, con protesta di tasse, spese e
ripetibili: per quanto è dato di comprendere (l’allegato ricorsuale risulta in
effetti spesso confuso e ripetitivo), essa ha da una parte rilevato che la
regola secondo cui il giudizio sulla ricusa di un Pretore della Pretura di
Lugano spettava a un altro Pretore di quella stessa Pretura era incostituzionale;
dall’altra ha evidenziato che la Pretura di Lugano risultava essere controllata
/ lottizzata dal potere politico e dalle lobby retrostanti (e ciò sia nella
procedura di selezione, sia in quella di nomina, sia in quella di rielezione,
tutte ritenute incostituzionali) e non poteva così essere considerata
indipendente ai sensi dell’art. 30 cpv. 1 Cost. e 6 n. 1 CEDU, ciò che valeva
dunque anche per i Pretori avv. M__________ __________ e Ma__________ __________;
ed infine ha osservato che l’argomento pretorile sulla presunta tardività della
domanda di ricusa relativa all’istanza di espulsione era insussistente; 

 

                                  che con scritto 16 dicembre 2016
la conduttrice ha altresì chiesto di essere posta al beneficio dell’assistenza
giudiziaria nel senso di essere esentata dal pagamento delle spese processuali
della procedura ricorsuale, mentre con scritto 27 aprile 2017 essa ha chiesto
l’organizzazione di un’equa e pubblica udienza;

 

                                  che, preliminarmente, va senz’altro
ammessa la facoltà dell’avv. RA 1 di patrocinare i locatori in questa causa: al
proposito si danno qui per riprodotte le motivazioni esposte sul tema in data
odierna nell’ambito della decisione di cui all’inc. 12.2016.171, riguardante le
medesime parti; 

 

                                  che giusta l’art. 50 cpv. 2 CPC
la decisione sulla domanda di ricusazione ai sensi dell’art. 47 e segg. CPC è impugnabile mediante reclamo, ritenuto che giusta
l’art. 48 lett. b n. 2 LOG l’autorità competente ad occuparsi del reclamo
contro la decisione sulla domanda di ricusa in materia di diritto delle
obbligazioni è la seconda Camera civile del Tribunale d’appello;

 

                                  che nel caso concreto, essendo
stata per l’appunto impugnata una decisione su una domanda di ricusazione
nell’ambito di due cause in materia di diritto delle obbligazioni (diritto
della locazione), il reclamo in esame, presentato tempestivamente, è senz’altro
ricevibile, almeno da questo punto di vista;

 

                                  che il rilievo della conduttrice,
secondo cui la “regola cantonale” che attribuiva il giudizio sulla ricusa di un
Pretore della Pretura di Lugano (quello della sezione 4) a un altro Pretore di
quella medesima Pretura (quello della sezione 6) era incostituzionale, deve
senz’altro essere respinto siccome manifestamente infondato: la “regola
cantonale” in questione, contenuta negli art. 37 cpv. 5 e 36 cpv. 3 lett. b LOG
(norma quest’ultima che rinvia all’art. 11 lett. d del Regolamento delle
Preture), è in effetti conforme ai principi di indipendenza e di imparzialità
di rango costituzionale, prevedendo che il giudizio sulla ricusa di un giudice
sia demandato ad un altro giudice (per altro anche la procedura di ricusa dei
giudici del Tribunale federale è disciplinata da disposizioni analoghe, cfr.
art. 37 LTF);

 

                                  che l’altra argomentazione della conduttrice,
secondo cui nel caso di specie la decisione in merito alla ricusa, al pari di
quella sull’istanza di espulsione resa dal giudice ricusato, doveva essere
dichiarata nulla o annullata siccome la Pretura di Lugano, e dunque anche i
Pretori avv. M__________ __________ e Ma__________ __________, entrambi da
ricusare, risultava essere controllata / lottizzata dal potere politico e dalle
lobby retrostanti e non poteva pertanto essere considerata indipendente ai
sensi dell’art. 30 cpv. 1 Cost. e 6 n. 1 CEDU, è manifestamente infondata: la
procedura di selezione, di nomina e di rielezione dei magistrati adottata nel
Cantone Ticino, che prevede la nomina di questi ultimi da parte del Gran
Consiglio, oltretutto previo esame e preavviso delle nuove candidature ad opera
di una Commissione di esperti indipendenti, per 10 anni rinnovabili (art. 59
lett. m e 80 seg. Cost. TI e art. 2 segg. LOG), è in effetti conforme ai
principi di indipendenza e di imparzialità di rango costituzionale e
convenzionale menzionati (per altro anche la procedura di nomina dei giudici
del Tribunale federale è disciplinata da disposizioni analoghe, cfr. art. 5
segg. LTF, secondo cui la nomina di questi ultimi da parte dell’Assemblea
federale avviene per 6 anni rinnovabili); la dottrina e la giurisprudenza hanno
del resto già avuto modo di stabilire che l’indipendenza di un magistrato non è
di per sé messa in dubbio dal solo fatto che egli sia stato nominato dal potere
esecutivo o da quello legislativo (Steinmann,
Die schweizerische Bundesverfassung, St. Galler Kommentar, 3ª ed., n. 15 ad
art. 30 Cost.; cfr. pure DTF 119 Ia 81 consid. 4), ossia da gremii formati da
persone appartenenti a partiti politici (o a lobby), e che la sua appartenenza
ad un partito politico (o a una lobby) rispettivamente il sostegno di quest’ultimo
(o di una lobby) alla sua nomina non costituisce di principio un motivo di
ricusa (Steinmann, op. cit., n.
18  e 21 ad art. 30 Cost.; TF 17 marzo 2005 1P.711/2004 consid. 3.4, 29
novembre 2006 1P.667/2006 consid. 3.1, 25 settembre 2012 1B_460/2012 consid. 3,
8 gennaio 2015 4A_519/2014 consid. 5.1), a meno che sia dimostrata, ciò che nella
presente fattispecie non è assolutamente avvenuto (non essendo sufficiente
l’adduzione di semplici e generiche congetture in proposito, prive di riscontri
concreti), l’esistenza di circostanze particolari tali da far ritenere che quel
magistrato possa aver subito un’influenza dalla formazione politica (o da una
lobby) cui appartiene al punto da non più apparire imparziale nella trattazione
di una determinata causa (cfr. TF 8 gennaio 2015 4A_519/2014 consid. 5.1, 29
settembre 2016 1B_326/2016 consid. 5.3, 16 gennaio 2007 4A_593/2016 consid.
3.2);

 

                                  che l’unica censura riferita al
merito della decisione di ricusa, quella con cui la conduttrice ha osservato
che l’argomento pretorile sulla presunta tardività della domanda di ricusa
relativa all’istanza di espulsione era insussistente, dev’essere disattesa
siccome ampiamente irricevibile: a parte il fatto che la stessa non è stata
motivata in fatto e in diritto (art. 321 cpv. 1 CPC), si osserva in effetti che
la conduttrice neppure si è confrontata con l’altra argomentazione pretorile, alternativa
e indipendente, secondo cui la domanda di ricusa relativa all’istanza di
espulsione era comunque divenuta priva d’oggetto, in quanto quella procedura si
era già conclusa il precedente 27 settembre 2016 con l’emanazione della
relativa decisione (cfr., per analogia, Reetz,
in: Sutter-Somm / Hasenböhler / Leuenberger, ZPO
Kommentar, 3a ed., n. 43 ad art. 308-318; Hungerbühler/Bucher, DIKE-ZPO, 2ª ed. n. 42 seg. ad art.
311; TF 20 aprile 2012 4A_754/2011 consid. 4.3; II CCA 26 aprile 2013 inc. n.
12.2012.78, 7 novembre 2013 inc. n. 12.2012.79, 25 novembre 2013 inc. n.
12.2013.27, 6 dicembre 2013 inc. n. 12.2012.89, 15 luglio 2014 inc. n. 12.2012.173,
18 agosto 2014 inc. n. 12.2014.62, 18 maggio 2015 inc. n. 12.2013.146, 28
gennaio 2016 inc. n. 12.2014.175, 30 novembre 2016 inc. n. 12.2016.169, secondo
cui il ricorrente deve, sotto pena di inammissibilità, confrontarsi
criticamente con tutte le motivazioni addotte spiegando perché sarebbero errate
e soprattutto che il gravame può essere accolto soltanto se le critiche volte
contro tutte quelle motivazioni risultano essere fondate: difatti, se una sola
di esse reggesse, le contestazioni delle altre si ridurrebbero a semplici
inammissibili critiche dei motivi della decisione dell’autorità inferiore),
tanto più che, analogamente a quanto indicato nella decisione impugnata, la
giurisprudenza ha effettivamente già avuto modo di stabilire che la parte
ricusante non può attendere l’esito a lei sfavorevole della procedura per poi
ricusare solo in un secondo tempo il giudice adito (cfr. TF 26 agosto 2016
1F_21/2016 consid. 2.2);

 

                                  che alla luce di quanto precede
il reclamo della conduttrice, manifestamente irricevibile e/o manifestamente
infondato, deve essere respinto già nell’ambito dell’esame preliminare
dell’art. 322 cpv. 1 CPC, senza necessità di notificarlo alla controparte per
le eventuali osservazioni di risposta e senza che sia necessario indire una
pubblica udienza: a quest’ultimo proposito si osserva in effetti che la
giurisprudenza ha già avuto modo di stabilire che una richiesta in tal senso
non può essere accolta se, come nel caso di specie, la domanda, in concreto presentata
quasi 6 mesi dopo l’inoltro del reclamo, è tardiva e, avendo chiaramente
finalità dilatorie, è abusiva, rispettivamente se il gravame è manifestamente
infondato o inammissibile (DTF 122 V 47 consid. 3b/dd, 136 I 279 consid. 1; TF
18 aprile 2012 1C_453/2011 consid. 1.3 pubbl. in RtiD II-2012 p. 27);

 

                                  che le spese processuali di
questo giudizio, calcolate sulla base di un valore litigioso di almeno fr.
35'000.-, devono essere poste a carico della conduttrice, che è risultata
soccombente (art. 106 CPC): la sua domanda volta alla concessione
dell’assistenza giudiziaria per la procedura di secondo grado non può in
effetti trovare accoglimento già per il fatto che il gravame appariva sin
dall’inizio manifestamente privo di possibilità di esito favorevole (art. 117
lett. b CPC); 

 

                                  che alla controparte, che non è
stata richiesta di esprimersi sul rimedio giuridico, non vengono assegnate
ripetibili.

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati l’art. 106 CPC e la LTG

 

 

decide: 

 

 

                             1.  Il reclamo 10 novembre 2016
dell’RE 1 è respinto nella misura in cui è ricevibile. 

 

 

                             2.  La domanda di assistenza
giudiziaria 16 dicembre 2016 dell’RE 1 è respinta.

 

 

                             3.  Le spese processuali della
procedura di reclamo di complessivi fr. 300.- sono a carico della reclamante.
Non si attribuiscono indennità o ripetibili.

 

 

                             4.  Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 6, e alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione
4

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                 Il vicecancelliere

                   

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario in materia di locazione con un valore litigioso superiore
a fr. 15'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF). Il ricorso è ammissibile contro le
decisioni che pongono fine al procedimento (art. 90 LTF), contro una decisione
che concerne soltanto talune conclusioni, se queste possono essere giudicate
indipendentemente dalle altre, o che pone fine al procedimento soltanto per una
parte dei litisconsorti (art. 91 LTF), oppure ancora contro decisioni
pregiudiziali e incidentali notificate separatamente e concernenti la
competenza o domande di ricusazione (art. 92 cpv. 1 LTF).