# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 995c551b-5fa1-56de-aa0c-6da4704310f0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-03-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 05.03.2004 10.2002.197
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_10-2002-197_2004-03-05.html

## Full Text

Incarto
  n.

  10.2002.197/CEG

  DAC
  _________

  	
  _________

  15
  gennaio 2004

   

  	
  Sentenza
  con motivazione

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice della Pretura penale

  
	
  Giovanni Celio

  
	
   

  
						

sedente con
_________ Biaggi in qualità di Segretario, per giudicare

 

	
   

  	
  _________ __________ 

   

  

prevenuto colpevole di  1.     minaccia, ripetuta,

 

                              1.1.     per avere,
a _________, il 24 settembre 2001, alle ore 09.30, minacciato l'allora suo
tutore _________ _________, all'interno del suo ufficio, incutendogli timore e
spavento, afferrando una lampada da tavolo e cercando di scaraventargliela
contro;

                              1.2.     per avere,
a _________, il 12 dicembre 2001, alle ore 09.15, minacciato il funzionario
amministrativo dell'Ufficio del tutore ufficiale _________ _________, incutendogli
timore e spavento, dicendogli al telefono "vengo a prenderti e ti
uccido" e "ti aspetto fuori dalla porta e ti faccio passare la
voglia di prendermi per i fondelli";

                              1.3.     per avere,
a _________, nel periodo ottobre-dicembre 2001, minacciato con scritti e
parole, il segretario comunale _________ _________, incutendogli timore e
spavento;

 

                               reato previsto
dall'art. 180 CP;

 

                                 2.     ingiuria,
ripetuta,

 

                              2.1.     per avere,
a _________, il 24 settembre 2001, offeso l'onore dell'allora suo tutore
_________ _________, proferendo nei suoi confronti gli epiteti di "ladro"
ed "assassino";

 2.2.    per avere, a _________, il 12 dicembre
2001, offeso l'onore del funzionario amministrativo dell'Ufficio del tutore
ufficiale _________ _________, dicendogli al telefono di "non fare
l'asino";

 

reato previsto dall'art. 177 CP;

 

perseguito                         con decreto
d’accusa del _________ 2002 no. DAC _________ del _AINQ0 che propone la
condanna: 

                                        1. Alla pena di 30 (trenta)
giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2
(due) anni.

2. Alle norme di condotta, durante tutto il periodo di prova, dell'obbligo di
sottoporsi ad una terapia di sostegno, con colloqui ogni due settimane, presso
il Servizio psico-sociale di _________ e dell'obbligo di sottoporsi ad una
terapia contro l'abuso di bevande alcoliche con Antabus, da assumere
regolarmente tutti i giorni, presso il Centro di cura contro l'alcolismo di
_________ _________.

3. Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 200.-- e delle spese
giudiziarie di fr. 200.--.;

 

vista                                  l’opposizione
al decreto d’accusa interposta tempestivamente dall'accusato in data 10 ottobre
2002;

 

indetto                               il
dibattimento 15 gennaio 2004, al quale sono comparsi l'accusato e il suo
difensore _________  _________, mentre il Procuratore pubblico con lettera 20
ottobre 2003 ha rinunciato ad intervenire al pubblico dibattimento, postulando
nel contempo la conferma del decreto d'accusa impugnato; 

e, _________  _________ (con lettera 17/18 dicembre 2003), e 
_________, nonché la parte civile _________ _________, _________ (con lettera
31 dicembre 2003/7 gennaio 2004);

 

accertate                           le generalità
dell'accusato, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio
dell'accusato;

 

sentiti                                il
difensore, il quale ha chiesto l'assoluzione dell'imputato da tutti i capi
d'accusa, postulando, nella denegata ipotesi di un giudizio di (parziale)
condanna, l'applicazione dell'art. 11 CP (responsabilità scemata) come risulta
espressamente dal referto peritale 3.9.2002 del Servizio psico-sociale di
_________, e,  quindi, una riduzione massiccia della pena.

                                        L'aspetto
delle norme di condotta proposte del Procuratore Pubblico viene infine lasciato
al libero apprezzamento del Giudice.

 

                                        per ultimo
l'accusat;

 

 

 

 

 

 

posti                                 a giudizio i
seguenti quesiti:

 

                                 1.     E'
_________ _________ autore colpevole di:

 

                              1.1.     minaccia,

 

                           1.1.1.     per avere, a
_________, il 24 settembre 2001, alle ore 09.30, minacciato l'allora suo tutore
_________ _________, all'interno del suo ufficio, incutendogli timore e
spavento, afferrando una lampada da tavolo e cercando di scaraventargliela
contro?

                           1.1.2.     per avere, a
_________, il 12 dicembre 2001, alle ore 09.15, minacciato il funzionario
amministrativo dell'Ufficio del tutore ufficiale _________ _________,
incutendogli timore e spavento, dicendogli al telefono "vengo a
prenderti e ti uccido" e "ti aspetto fuori dalla porta e ti
faccio passare la voglia di prendermi per i fondelli"?

                           1.1.3.     per avere, a
_________, nel periodo ottobre-dicembre 2001, minacciato con scritti e parole,
il segretario comunale _________ _________, incutendogli timore e spavento?

                                    

                              1.2.     ingiuria,

 

                           1.2.1.     per avere, a
_________, il 24 settembre 2001, offeso l'onore dell'allora suo tutore
_________ _________, proferendo nei suoi confronti gli epiteti di "ladro"
ed "assassino"?

                           1.2.2.     per avere, a
_________, il 12 dicembre 2001, offeso l'onore del funzionario amministrativo
dell'Ufficio del tutore ufficiale _________ _________, dicendogli al telefono
di "non fare l'asino"?

1.2.3.    Può trovare applicazione l'art. 177 cpv.
2 CP:

                        1.2.3.1.     nel
caso sub 1.2.1.?

                        1.2.3.2.     nel
caso sub 1.2.2.?

 

                                 2.     In caso di
risposta affermativa, deve, e se sì, in quale misura essere ridotta la pena
proposta?

 

                              2.1.     Può trovare
applicazione l'art. 11 CP (scemata responsabilità)?

 

                                 3.     Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena e, se sì, per quale
periodo di prova?

 

                              3.1.     In caso di
risposta affermativa, devono trovare applicazione delle norme di condotta e, se
sì, quali?

 

                                 4.     L'eventuale
condanna va iscritta a casellario giudiziale e, se sì, quando e a quali
condizioni potrà avvenire la cancellazione?

 

                                 5.     A chi
vanno caricate le tasse e le spese?

 

Letti ed esaminati               gli atti;

 

ritenuto                              che in data
15/19 gennaio 2004 _________ _________, per il tramite del suo difensore, ha
inoltrato tempestiva dichiarazione di ricorso a norma dell'art. 289 cpv. 1 CPP,
chiedendo contestualmente la motivazione scritta, pur limitatamente al
dispositivo che "prescrive al condannato durante tutto il periodo di
prova, l'obbligo di sottoporsi ad una terapia di sostegno, con colloqui ogni
due settimane, presso il Servizio psico-sociale di _________ e dell'obbligo di
sottoporsi ad una terapia contro l'abuso di bevande alcoliche con Antabus, da
assumere regolarmente tutti i giorni, presso il Centro di cura contro
l'alcolismo di _________ _________", precisando in seguito, con
scritto 19 gennaio 2004 di voler limitare il proprio ricorso alla norma di
condotta relativa al trattamento via Antabus; mentre il Procuratore Pubblico
Nicola Respini ha comunicato con scritto 15/16 gennaio 2004 di rinunciare
"alla motivazione scritta della sentenza";

                                        da qui le
presenti motivazioni;

 

considerato                        in fatto e in
diritto,

 

                                 1.     _________
_________, nato nel 1959, dopo la terza maggiore a _________ (con rendimento
medio) ha intrapreso la scuola di avviamento professionale come apprendista di
commercio presso la ditta _________ di _________, ove ha ottenuto il diploma.
Terminato l'apprendistato egli ha lavorato alcuni anni prima come montatore di
rolladen, poi come manovale.

 

                                        Già verso
i 15-16 anni, l'accusato si è scontrato con gravi problemi di tossicodipendenza
e di alcolismo, giungendo, a far uso, attorno ai 18 anni, anche di droghe
pesanti quali eroina (sino a 7-8 "buchi" al giorno), cocaina, LSD,
ecc.

                                        Del 2001 è
l'ultimo, riuscito (per quanto riguarda le droghe pesanti), tentativo di
disintossicazione.

 

                                        Nel 1988
_________ ha chiesto di essere sottoposto a tutela volontaria; in verità, come
da lui stesso ammesso (doc. D4, pag. 3, e, di nuovo, in aula), tale domanda è
intervenuta più per disegno che per convinzione, sperando così di
"liberarsi" prima dalla condizione di arresto cui era al momento
sottoposto (di cui tuttavia non v'è ricordo preciso né traccia agli atti).

 

                                        Il
rapporto con i suoi tutori (dal 1988 ad oggi avvicendatisi in numero di
quattro) è spesso stato caratterizzato da difficoltà e incomprensioni. A suo
dire egli sarebbe vittima di ingiustizie da questi operate. Parte dei fatti di
cui al dibattimento, del resto, riguardano proprio reati di minaccia e ingiurie
nei confronti del tutore (dal 1990 al 2002) _________ _________ e di un
funzionario dell'Ufficio del Tutore Ufficiale, _________ _________. 

 

                                        Riconosciuto
_________ all'80 %, nel resto del tempo egli si impegna in piccole attività
all'aria aperta (cura della vigna e giardinaggio).

 

 

                                 2.     _________
_________ ha impugnato la sentenza limitatamente al dispositivo relativo alla
norma di condotta ex art. 41 cifra 2 cpv. 1 CP sull'obbligo di
sottoporsi alla terapia contro l'abuso di bevande alcoliche con Antabus presso
il Centro ci cura contro l'alcolismo di _________ _________.

                                        Ciò si
desume dal testo della dichiarazione di ricorso interposta dapprima per il
tramite del difensore avv. _________ e, poi, dalla successiva precisazione
intervenuta di pugno del condannato in cui si dichiara "d'accordo sulla
pena dei 5 giorni di arresto sospesi e anche per seguire una terapia di
sostegno", nel contempo opponendosi in quanto "completamente
controproducente" alla "condanna di sottopormi ad una terapia
di medicine Antabus, molto pericolose", sostenendo che "andare
a _________ tutte le mattine, Natale compreso, per me sarebbe come morire di
crepacuore".

 

                                        La
sentenza è pertanto regolarmente cresciuta in giudicato nel dispositivo di
dichiarazione di colpevolezza per ripetuta minaccia e ingiuria. Nel primo caso 

                                        per avere,
a _________, il 24 settembre 2001, alle ore 09.30, minacciato l'allora suo
tutore _________ _________, all'interno del suo ufficio, incutendogli timore e
spavento, afferrando una lampada da tavolo e cercando di scaraventargliela
contro, rispettivamente, per avere, a _________, il 12 dicembre 2001, alle ore
09.15, minacciato il funzionario amministrativo dell'Ufficio del tutore
ufficiale _________ _________, incutendogli timore e spavento, dicendogli al
telefono "vengo a prenderti e ti uccido" e "ti aspetto
fuori dalla porta e ti faccio passare la voglia di prendermi per i fondelli".
Il reato di ingiuria è dato per avere, a _________, il 24 settembre 2001,
offeso l'onore dell'allora suo tutore _________ _________, proferendo nei suoi
confronti l'epiteto di "ladro".

      

I fatti e le motivazioni di diritto che hanno condotto il giudice a
tale pronuncia non vanno di conseguenza qui ripresi oltre, se non per quanto di
importanza per la motivazione del dispositivo impugnato.

 

Altrettanto definitivi sono poi divenuti i dispositivi sulla condanna
(pena, sospensione condizionale e giudizio su tasse e spese), sulla norma di condotta
relativa alla terapia di sostegno, con colloqui ogni due settimane, presso il
Servizio psico-sociale di _________, sull'iscrizione a casellario giudiziale
nonché sul proscioglimento dagli altri reati per cui _________ era imputato.

                                        

                                3.     Preliminarmente
va brevemente esaminata la legittimazione attiva al ricorso da parte di
_________ _________, sotto tutela volontaria, atteso che la dichiarazione di
ricorso non è stata ratificata né dal proprio tutore, _________ _________, né
dall'autorità tutoria.

 

                                       A dirimere
la questione intervengono dottrina e giurisprudenza. La prima indica che
l'interdetto maggiorenne capace di discernimento può esercitare tale diritto,
poiché inerente la propria personalità, anche senza il consenso del proprio
rappresentante legale (Scyboz/Gilliéron, Code civil suisse et code des
obligations annotés, Losanna 1999, ad art. 19 cpv. 2 CC, pag. 32; Geiser,
Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch I, 2. ed., Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 20
ad art. 421 CC, pag. 2150); il Tribunale Federale, da par suo, già si è
chinato, pur se tempo fa, sulla problematica specifica dei diritti di difesa
dell'interdetto in un procedimento penale, giungendo alla conclusione che
questi ha facoltà autonoma (senza necessità di ratifica) di ricorso contro una
sentenza penale e nel richiederne la revisione (DTF 88 IV 111; 68 IV
158).

 

                                       _________
_________ è quindi legittimato attivamente ad interporre ricorso pur senza
ratifica del proprio rappresentante legale e/o dell'autorità tutoria.

 

                                4. 1.  Ciò premesso
sia ricordato che giusta l'art. 41 cifra 2 cpv. 1 CP il giudice può imporre al
condannato, per il periodo di prova, norme di condotta, segnatamente circa
l'attività professionale, il luogo di dimora, il controllo medico, l'astensione
dalle bevande alcoliche e la riparazione del danno entro un termine stabilito.

                                       Giusta il
cpv. 2 della medesima disposizione le circostanze che giustificano o escludono
la sospensione condizionale della pena come anche le norme di condotta imposte
dal giudice devono essere menzionate nella sentenza. Il giudice può
successivamente modificare le norme di condotta.

 

                                       La scelta
e il contenuto della norma di condotta devono seguire lo scopo della
sospensione condizionale, cioè devono essere atte ad avere effetto di prevenzione
sul condannato (Rehberg, Strafrecht II, Zurigo 1984, pag. 40). Il
giudice può in altre parole disporre ogni norma di condotta pensabile che possa
essere adatta ad aiutare il reinserimento nella società del condannato (come da
ratio legis della norma di legge) e che costituisca per questi un
"onere" sopportabile e proporzionato. La norma di condotta ha senso
se è pronunciata nell'interesse del condannato e se è presumibile che la stessa
possa essere da lui seguita (Schneider, Basler Kommentar, Strafgesetzbuch,
I, Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 161 ad art. 41 CP, pag. 532).

                                       Inoltre la
norma di condotta non deve aggravare il condannato più dell'esecuzione della
pena detentiva né essere "sostitutiva" della stessa. Infine essa deve
avere un rapporto diretto con il reato commesso (Schneider, op. cit.,
n.n. 162-163 ad art. 41 CP, pag. 533). 

 

                                       La
possibilità di ordinare quale norma di condotta un "controllo medico"
è espressamente menzionata nella legge (art. 41 cifra 1 cpv. 2 CP). Tale è
considerato ad esempio un trattamento psichiatrico o psicoterapeutico in più
"sedute" oppure la cura ormonale di deviati impulsi sessuali
("Triebstörungen") o, ancora, la cura per mezzo di antabus in caso di
abuso di alcolici. Poiché tali norme vengono ordinate dal giudice senza
necessariamente il consenso dell'interessato, dottrina e giurisprudenza sono
unanimi nel richiedere, di regola, che la decisione del giudice sia supportata
dal parere di un esperto in materia (Schneider, op. cit., n. 171, ad
art. 41 pag. 535; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, AT II, Berna
1989, § 4, n. 94, pag. 50).

 

                             4.2.     Nel caso
concreto il giudice ha ordinato due norme di condotta durante il periodo di
prova e meglio: l'obbligo di sottoporsi ad una terapia di sostegno, con
colloqui ogni due settimane, presso il Servizio psico-sociale di _________ e
l'obbligo di sottoporsi ad una terapia contro l'abuso di bevande alcoliche con
Antabus, da assumere regolarmente, presso il Centro di cura contro l'alcolismo
di _________ _________. 

                                       Oggetto di
ricorso è unicamente questa seconda norma di condotta.

 

                          4.2.1.     I reati per
i quali l'accusato è stato condannato sono indubbiamente legati al suo abuso di
bevande alcoliche (cfr. doc. D4, pag. 4). Proprio per questo del resto ha
trovato spazio d'applicazione alle fattispecie l'art. 11 CP (scemata
responsabilità): stando al referto peritale 3 settembre 2002 redatto dal
Servizio psico-sociale di _________ (doc. D4, pag. 10) - in aula rimasto, sia
detto una volta per tutte, del tutto incontestato, sia nel suo contenuto che
nelle sue conclusioni - "al momento dei fatti il peritando era sotto
leggero influsso di alcool (non abbiamo a disposizione i valori ematici di
alcolemia, ma dal racconto anamnestico aveva bevuto un "paio di
birre")" che "ha forse amplificato l'impulsività ed
aggressività e ha facilitato il passaggio all'atto sotto la spinta di rabbia".
Da lì la lieve scemata responsabilità.

                                       

                                       La perizia
giunge ad affermare, inoltre, che nel periodo in cui si sono svolti i fatti
_________ presentava "un disturbo antisociale di personalità, un uso
dannoso di alcool e una sindrome da dipendenza da cannabis"  e che, in
generale, "il disturbo antisociale di personalità specialmente in
associazione con intossicazione alcolica può comportare la perpetrazione di
atti criminali" (doc. D4, pag. 9 in alto).

 

                                        Sia
ricordato infine che i fatti che hanno condotto alla condanna dell'accusato si
sono svolti l'uno alle 09.15 e l'altro alle 09.30 e che, in entrambi i casi, a
quell'ora, _________ già era sotto (pur leggero) influsso di alcool.

 

                           4.2.2.     V'è da
chiedersi se la perizia, di oltre un anno fa (settembre 2002), possa ancora
essere ritenuta attuale nelle sue conclusioni. 

                                        Ebbene, in
aula il condannato ha ribadito in più occasioni di essere riuscito a debellare
la dipendenza dalle droghe pesanti, ammettendo tuttavia di fare regolare
costante uso di cannabis e di alcolici. Mai egli s'è detto, per quanto, visto
il contesto, potesse risultare credibile, "guarito" dal problema
dell'alcolismo, affermando unicamente di cercare di esercitare una sorta di
"autocontrollo" al fine di evitare di ubriacarsi e di riuscire di
regola in tale intento, pur se "a dipendenza dei giorni".
_________ in aula ha ricordato, nitidamente, la data del 7 dicembre 1999,
momento dal quale, a suo dire, dopo aver vomitato, si sarebbe rivolto ad un
medico e, grazie anche alla terapia a base di Zantic, sarebbe riuscito a
ridurre la quantità di alcol quotidianamente ingerito, pari in quel periodo, a
suo dire, a "7-8 litri di birra e diversi bicchieri di vino"
al giorno. L'episodio non trova riscontro ad acta, in particolare nel
referto peritale, tuttavia, credibile o meno, esso, da solo e a fronte del
contesto in generale, non permette di dissipare in questo giudice i forti dubbi
su una marcata dipendenza, ancora attuale, dell'accusato dalle bevande
alcoliche.

                                       Quanto
affermato al dibattimento da _________ sula diminuzione dei suoi problemi di
dipendenza, da quel dicembre 1999, è apparso poi incentrato più su quella da
droghe pesanti (eroina) che non su quella dall'alcol. 

                                       Ciò si
evince anche dal suo scritto 19 gennaio 2004 "complementare" alla
dichiarazione di ricorso, in cui specifica che "adesso il mio consumo
di alcool è molto ridotto in confronto ad una volta ed anche essere
completamente pulito da droghe pesanti e metadone".

                                       Sia poi
sottolineato che gli episodi (posteriori a fine 1999) che hanno condotto al
dibattimento, rispettivamente lo stato ("alterato con forte fetore
etilico", cfr. doc. D4 pag. 6) in cui, "il più delle volte",
nel 2002, l'accusato si è presentato ai colloqui con i medici peritandi del
Servizio psico-sociale di _________, non lasciano intravvedere alcun decisivo
miglioramento, peraltro per nulla supportato da prove.

                                        

                           4.2.3.     L'accusato,
così richiesto, al dibattimento, sulla norma di condotta proposta dal
Procuratore Pubblico (e poi ripresa tale e quale in sentenza) non ha saputo che
esprimere generici dubbi in merito, mentre il suo difensore, in conclusione
della sua arringa, ha lasciato su tale norma libero apprezzamento al giudice.

                                        

                                       Non può
essere sottaciuto, d'altro canto, come il difensore dell'accusato, nel suo atto
di ricorso, tenga a precisare di non condividere la posizione (votata al
ricorso) del proprio cliente, non ritenendo la stessa nel di lui interesse.

 

                             4.3.     Nel caso
concreto, basandosi sulle risultanze istruttorie e dibattimentali, in primis
sul referto peritale del Servizio psico-sociale di _________ (fondato su  sei
incontri in tre mesi con _________, su colloqui diversi con il tutore, il
medico curante e i querelanti, nonché sulle cartelle mediche 1979-1992 e sul
test Minnesota Multiphasic Personality Inventory) rispettivamente sulle
dichiarazioni in aula dell'accusato stesso, il giudice, facendo proprio quanto
già sostenuto nel decreto d'accusa dal Procuratore Pubblico Nicola Respini,
ritiene adeguato, quale norma di condotta per il periodo di due anni, di
ordinare al condannato di sottoporsi ad una terapia di sostegno, con colloqui
quindicinali, presso il Servizio psicosociale di _________ rispettivamente di
seguire, presso il Centro di cura contro l'alcolismo di _________ _________,
una terapia contro l'abuso di bevande alcoliche con antabus.

 

                                       Ciò trova
conforto in quanto indicato, su specifica domanda sulla necessità di imporre a
_________ controlli medici, dalle dottoresse _________ _________ (capo
servizio) e _________ _________ (medico assistente) del Servizio psico-sociale
di _________ (doc. D4, pag. 11, ad domanda 6): "In caso di sospensione
della pena controlli medici frequenti e regolari, associati a interventi
socioergoterapici sono necessari. Tale presa a carico dovrebbe servire ad
impedire la ricaduta nel consumo regolare di alcool, possibilmente sostenuta da
terapia avversiva con disulfiram (Antabus). In questo caso, l'applicazione
dell'art. 41 cifra 2 cpv. 1 CPS sarebbe opportuna e da associare alle cure
mediche".

 

                                       La norma
di condotta è quindi chiaramente pronunciata sulla base di un parere di esperti
del ramo, nell'indubbio interesse del condannato, appare proporzionata
rispettivamente non eccessivamente incisiva nella vita dell'accusato, _________
all'80 % e con piccole attività accessorie (cura della vigna) per la rimanenza.

                                       Lo stesso
condannato ha provato che la terapia volta a vincere la sua dipendenza dalle droghe
pesanti è stata pagante; la norma di condotta prolata verte ora ad aiutarlo a
liberarsi anche dalla dipendenza dell'alcol e a permettergli così un miglior
reinserimento nell'ambito sociale che lo circonda, oltre che, di riflesso, un
miglioramento della propria qualità di vita.

 

                             4.4.     Infine va
ribadito che giusta l'art. 41 cifra 2 cpv. 2 ultima frase CP, la norma di
condotta impugnata potrà, se del caso, essere rivista dal giudice, qualora la
stessa non si rivelasse (la più) efficace.

 

                                       L'antabus (disulfiram)
è infatti un medicinale che agisce sul metabolismo, alterandolo in modo da
rendere l'alcol intollerabile. Esso, nella fase di disintossicazione, previene
quindi il consumo di alcol e va preso regolarmente, tutti i giorni, e, almeno idealmente,
va somministrato da terzi.

                                       L'antabus
può provocare alcuni effetti collaterali; comunque esso è frequentemente
indicato quale terapia contro l'alcolismo (cfr. www._________.ch/pdf/Alcolismoinfamiglia.pdf),
a comprova della sua utilità.

                                       Purtuttavia,
qualora la terapia si rivelasse tanto onerosa per il ricorrente, il giudice, su
segnalazione del Centro _________ rispettivamente di personale medico, potrà
ordinarne la modifica o la caducità (cfr. Schneider, op. cit, n. 166 ad
art. 41 CP, pag. 533 seg.).

                                       Il centro
_________, da par suo, ben cognito di tale terapia, si adopererà per fare in
modo che la stessa sia il meno gravosa possibile al condannato, in particolare
cercando, se fattibile, di evitare la sua presenza quotidiana al Centro di
_________, imponendogli la trasferta tutti i giorni da _________ e ritorno.

 

                                5.     Trattandosi
di sentenza di condanna (pur parziale) tasse e spese di giustizia sono poste a
carico del condannato.

 

 

 

 

 

 

P.q.m.,                         

 

visti                                   gli art.
11, 41 cifra 2 cpv. 1, 66, 177, 180 CP; 9 e segg., 273 e segg CPP; 39 LTG;

 

rispondendo                       affermativamente
ai quesiti posti sub 1.1.1., 1.1.2., 2, 2.1., 3, 3.1. e 4; in modo parzialmente
affermativo al quesito posto sub 1.2.1., negativamente ai quesiti posti sub
1.1.3., 1.2.2., 1.2.3., 

 

 

dichiara                           _________
_________, 

                                        autore colpevole di

-    ripetuta minaccia,

     per avere, a _________, il 24 settembre 2001,
alle ore 09.30, minacciato l'allora suo tutore _________ _________, all'interno
del suo ufficio, incutendogli timore e spavento, afferrando una lampada da
tavolo e cercando di scaraventargliela contro, 

     e,

     per avere, a _________, il 12 dicembre 2001,
alle ore 09.15, minacciato il funzionario amministrativo dell'Ufficio del
tutore ufficiale _________ _________, incutendogli timore e spavento,
dicendogli al telefono "vengo a prenderti e ti uccido" e
"ti aspetto fuori dalla porta e ti faccio passare la voglia di
prendermi per i fondelli",

 

 e di

 

-    ingiuria, 

     per avere, a _________, il 24 settembre 2001,
offeso l'onore dell'allora suo tutore _________ _________, proferendo nei suoi
confronti l'epiteto di "ladro";

 

 

 

condanna                         _________
_ACCU0 

 

                                    1.   alla pena
di 5 (cinque) giorni di arresto, sospesi condizionalmente per un periodo di
prova di 2 (due) anni;

 

                                    2.   al
pagamento della tassa di giustizia di fr. 600.-- (seicento) e delle spese
giudiziarie di fr. 200.-- (duecento) per complessivi fr. 800.-- (ottocento);

 

 

prescrive                     al
condannato, durante tutto il periodo di prova, le seguenti norme di condotta:

 

                                    a)       obbligo
di sottoporsi ad una terapia di sostegno, con colloqui ogni due settimane,
presso il Servizio psico-sociale di _________, e,

 

                                    b)       obbligo
di sottoporsi ad una terapia contro l'abuso di bevande alcoliche con Antabus,
da assumere regolarmente tutti i giorni, presso il Centro di cura contro
l'alcolismo di _________ _________;

 

 

ordina                              l'iscrizione
della condanna a casellario giudiziale, che sarà cancellata trascorso il
periodo fissato dagli art. 80 e 41 cifra 4 CP;

 

 

proscioglie                       _________
_________,

 

                                        dall'accusa
di minaccia nei confronti del segretario comunale _________ _________, 

 

                                        dall'accusa
di ingiuria nei confronti di _________ _________, e, limitatamente all'epiteto
"assassino", nei confronti dell'allora suo tutore _________
_________, 

 

 

avvertite                           le
parti del diritto di presentare, tramite questo giudice, dichiarazione di
ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque
giorni e del diritto di richiedere, entro lo stesso termine, la motivazione
della sentenza.

 

                                        La motivazione del
ricorso per cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre
esemplari, entro 20 giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la
precisa indicazione dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese
(art. 289 cpv. 2 CPP);

 

preso atto                         che
nessuna parte ha chiesto nel termine di cui all'art. 276 cpv. 2 CPP la
motivazione scritta della sentenza né ha formulato dichiarazione di ricorso,
per quanto riguarda i dispositivi della sentenza, ad eccezione di quello
sulla norma di condotta sub b) (impugnato dal condannato);

 

 

dichiara                           definitivi
i dispositivi della sentenza, ad eccezione di quello sulla norma di condotta
sub b).

 

 

	
  Intimazione a:

  	
  _________ 

   

  _________  
  _________ (parte civile),

   Ministero pubblico della Confederazione, Berna

  

                                        Comando
della Polizia cantonale, _________,

                                        Sezione
esecuzione pene e misure, Torricella,

                                        Servizio
di coordinamento cantonale in materia di casellario giudiziale, _________,

                                        Servizio
psico-sociale, _________ (att. Dr.ssa _________),

 

e,                                      alla
crescita in giudicato anche del dispositivo impugnato della sentenza,

 

intimazione a:                    Ufficio del
Giudice dell'istruzione e dell'arresto, _________.

                                        _________,
Centro di cura contro l'alcolismo, _________.

                                        

 

 

Distinta spese                    a carico di
_________ 

 

                                        fr.                       600.--         tassa di giustizia

                                        fr.                       200.--         spese giudiziarie

                                        fr.                           -.--         testi                                                                    

                                        fr.                      800.--         totale

                                          

 

 

 

Il giudice:                                                                     Il
segretario: