# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0592cfae-6b12-55c6-b969-ef24399459ab
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-08-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.08.2020 32.2019.223
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2019-223_2020-08-17.html

## Full Text

Incarto
  n.

  32.2019.223

   

  PC/DC/sc

  	
  Lugano

  17 agosto 2020

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 23 dicembre 2019 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 10 dicembre 2019 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nata il __________
1982, attiva quale gerente al 100% del __________ di __________ presso la __________
di __________ con contratto a tempo determinato/stagionale dal 1° maggio al 18
settembre 2016, in malattia dal 10 agosto 2016, in data 5/14 febbraio 2017 ha
presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti,
indicando di essere affetta da “trauma distorsivo dell’articolazione radio
ulnare polso sinistro con lesione periferica subtotale/transmurale dell’attaccamento
foveale e stiloideo della cartilagine e fibrocartilaginea” dal “31 luglio 2016”
(pag. 1-2, 6-12, 18-19, 48, 59-66, 120 incarto AI e pag. 41 incarto LAMAL).

 

                               1.2.   Dopo avere esperito gli
accertamenti medici ed economici del caso - e, in particolare, dopo avere
acquisito agli atti l’incarto LAMAL e il rapporto finale del 4 aprile 2018 del
medico SMR, dr. med. __________, (pag. 121-123 incarto AI) - l’Ufficio
assicurazione invalidità (di seguito: UAI), con decisione del 17 luglio 2018 (pag.
144-147 e 151-152 incarto AI; preavvisata il 5 aprile 2018: pag. 126-130
incarto AI), ha assegnato all'assicurata una rendita intera dal 1° luglio 2017
(alla scadenza dell’anno di attesa: art. 28 cpv.1 lett. b LAI), a fronte di un
grado di invalidità del 100%. L’UAI ha puntualizzato che il versamento della
rendita poteva avvenire solamente a far tempo dal 1° agosto 2017 (ovvero dopo
sei mesi dall’inoltro della richiesta di prestazioni ex art. 29 cpv. 1 LAI; pag.
144-147 e 151-152 incarto AI).

                               1.3.   In data 30 novembre 2018 RA 1,
per conto dell’assi-curata, ha comunicato all’UAI che la sua assistita aveva
iniziato un’attività a tempo parziale (50%) dal maggio 2018 presso __________ a
__________ in qualità di consulente finanziario ed ha chiesto quanto segue: 

 

" I. È
ordinato un incontro tra le parti; II. L’assicurata è dichiarata indenne da
eventuali azioni legali; III. L’UAI verifica la nuova situazione assicurativa
sulla scorta della nuova situazione.” (pag. 153-157 incarto AI)

 

                               1.4.   In relazione a tale
informazione l’UAI ha avviato una revisione d’ufficio ex art. 17 LPGA ed ha esperito
gli accertamenti medici ed economici del caso, in particolare, ha acquisito agli
atti, oltre ai relativi aggiornamenti dell’incarto LAMAL, il questionario “revisione
della rendita d’invalidità” dell’assicurata del 7 dicembre 2018 (pag.
159-168 incarto LAI), il questionario del datore di lavoro del 13 febbraio 2019
(pag. 204-217 incarto AI; dal quale è emerso che l’assicurata aveva iniziato a
lavorare quale “consulente finanziario in formazione” dal 12 febbraio 2018 con
un contratto d’agenzia ex art. 418 e ss. CO), il rapporto finale del medico
SMR, dr. med. __________, del 23 agosto 2019 (pag. 262-264 incarto AI) e la
valutazione del consulente in integrazione del 21 ottobre 2019 (pag. 277-281
incarto AI).

Sulla base della documentazione raccolta, considerato un miglioramento dello stato
di salute dell’assicurata dal 13 aprile 2018 (ovvero dalla data del rapporto
medico relativo alla visita ambulatoriale del Prof. dr. med. __________,
specialista FMH in chirurgia della mano e specialista FMH in chirurgia
ortopedica e traumatologia), data a partire dalla quale presentava una capacità
lavorativa residua del 100% in attività adeguate secondo quanto accertato dal
medico SMR nel rapporto finale del 23 agosto 2019, l’UAI con decisione del 10 dicembre
2019 (pag. 289-295 incarto AI), preavvisata il 30 ottobre 2019 (pag. 282-288
incarto AI), ha soppresso la rendita dopo avere stabilito un grado di
invalidità dell’8%. L’UAI ha puntualizzato quanto segue:

                                         

" (…)
Ritenuto che l’informazione della ripresa lavorativa non ci è stata fornita
tempestivamente ma unicamente in data 3 dicembre 2018, dal 12 febbraio 2018 è
stato violato l’obbligo di informare motivo per cui, trascorsi 3 mesi
dall’oggettivato miglioramento dello stato di salute dell’assicurata, le
rendite percepite ingiustamente dovranno essere restituite.

Tale procedere si giustifica inoltre anche dal fatto che se
fossimo stati informati ancora in febbraio 2018 della ripresa lavorativa dell’assicurata,
i tempi tecnici dei nostri accertamenti avrebbero idealmente portato ad una
soppressione della rendita con effetto 01.07.2018. (…)”

 

                               1.5.   Con decisione del 17 dicembre
2019 l’UAI ha quindi chiesto all’assicurata la restituzione delle prestazioni
versate indebitamente dal 1° luglio 2018 al 31 dicembre 2019 per un importo
complessivo di fr. 29'562.- (pag. 296 e 297 incarto AI).

                                      

                               1.6.   Con tempestivo ricorso del 23
dicembre 2019 il rappresentante di RI 1 ha postulato che la decisione del 10 dicembre
2019 sia annullata e che alla sua assistita sia riconosciuta una rendita di
invalidità del 50% (doc. I, pag. 7).

RA 1 puntualizza che RI 1 non ha inteso aggirare l’UAI e che il lasso di tempo
trascorso tra il tentativo di inizio dell’attività a tempo parziale (con un 
notevole sforzo da parte della sua assistita) e la avvenuta comunicazione
all’amministrazione sarebbe da ascrivere all’esigenza di verificare la
effettiva capacità di resa lavorativa, seppur a tempo parziale. 

RA 1 contesta il reddito da invalida fissato dall’amministrazione in fr. 49'557.18
annui, considerando un’attività lavorativa a tempo pieno. A suo avviso,
andrebbe considerato il reddito effettivo percepito al 50% nel 2018
dall’assicurata presso la __________ pari a fr. 26'407.-.

Confrontando il reddito da valida di fr. 53'731.- con quello da invalida di fr.
26'407.- si ha pertanto una perdita di guadagno di fr. 27'324.-, e, quindi, un
grado di invalidità del 51%, che conferisce il diritto a mezza rendita d’invalidità.

 

                               1.7.   Nella risposta del 17 gennaio
2020, l'UAI, dopo aver versato agli atti l'incarto LAI completo, ha postulato
la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei
considerandi di diritto (doc. IV).

                                      

                               1.8.   Il doc. IV è stato trasmesso al
rappresentante della ricorrente “con l’avvertenza che le parti hanno la
facoltà di presentare, entro 10 giorni, eventuali altri mezzi di prova”
(doc. V; n.d.r.: il grassetto non è della redattrice).

 

                               1.9.   A tutt’oggi le parti sono
rimaste silenti.

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Oggetto del contendere è
sapere se rettamente l’Ufficio assicurazione invalidità ha soppresso con
effetto retroattivo al 1° luglio 2018 il diritto alla rendita intera che
l’assicurata percepiva dal 1° luglio 2017 con versamento dal 1° agosto 2017.

                               2.2.   Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI
in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in:
Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale
Sicherheit, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46).

                                         Giusta l'art. 28 cpv. 1
LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno
al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%.

 

                                         Ai sensi dell'art. 16
LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito
del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e
dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Al proposito va precisato
che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA,
dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il raffronto dei redditi sono
determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del
diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere
rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di
eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della
decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e
suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STFA I 600/01
del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003, consid.
4.1).

 

                               2.3.   Se il grado d'invalidità del
beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante
sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta
proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA). 

                                         Qualsiasi cambiamento
importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado d’invalidità e,
quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta l’art. 17
LPGA. La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una
modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello
stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato,
abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275
consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b). Una semplice
valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste
sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi
dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Per stabilire in una
situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto di vista
temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della
decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia della
nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF 133 V 108). Da
questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima
decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V 30;
Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2010, pag. 379).

                                         Se la capacità al guadagno
dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento
determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni
dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo
si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a
cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno,
occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non
appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2
OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della
rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione
limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137).

                                         Circa gli effetti della
modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad un assegno per
grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI stabilisce che la riduzione o
la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in
atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la notifica
della decisione.

 

                                         L’art. 88bis cpv. 2 lett.
b OAI prevede che la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno
per grandi invalidi è messa in atto retroattivamente dalla data in cui avvenne
la modificazione determinante se l’erogazione illecita è causa dell’ottenimento
indebito di una prestazione per l’assicurato o se quest’ultimo ha violato
l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente dall’articolo 77 OAI. 

                               2.4.   Quanto alla valenza probante
di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano
stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami
completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia
stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la
descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito
siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha
valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad
esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid.
3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii). Se vi sono dei rapporti medici
contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero
materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto
che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).

                                         Va infine evidenziato che
in ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento
anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla
posizione del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15
gennaio 2009, STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla
luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante
attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del
23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109
consid. 3a)cc; Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in:
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 2010, ad art.
28a, pag. 353) e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano
un’opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una
perizia ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi
accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29
settembre 2010 consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi
menzionati).

                               2.5.   Nella presente fattispecie
con la decisione avversata l’UAI ha soppresso la precedente rendita intera,
ritenendo che l’assicurata è totalmente inabile nell’attività abituale (gerente
ristorante/bar) dal 31 luglio 2016 (e in attività adeguate dal 31 luglio 2016
al 12 aprile 2018) ma abile al 100% (presenza e rendimento) in attività
adeguate dal 13 aprile 2018 e continua.

 

                                         L’amministrazione si è
fondata sul rapporto finale del 23 agosto 2019 del medico SMR, dr. med. __________
(pag. 262-264 incarto AI), che, sulla base della documentazione medica agli
atti, ha posto la diagnosi con influsso sulla lavorativa di “Lesione
della fibrocartilagine triangolare con instabilità radio-ulnare distale al
polso sinistro con/su: - artroscopia diagnostica e riparazione TFCC
(26.09.2016): - recidiva di instabilità radio-ulnare distale del polso
sinistro, sintomatica” e la diagnosi senza influsso sulla lavorativa
di “Deformazione a bottoniera AIFP-2 mano destra dopo lussazione e riduzione
incruenta (dic. 2015); Piede piatto traverso con alluce valgo sintomatico a
destra con deformità Bunionette (oligosintomatico); Esiti dopo intervento
alluce valgo e piede piatto traverso a sinistra (28.03.2001); Artropatia
caviglia destra di origine non chiara (2016) con/su: - sinovite articolare
diffusa particolarmente riguardante il comparto; Accorciamento importante del
gastrocnemio; Inizio di piede piatto in valgo” (pag. 262 incarto AI). Il
medico SMR ha 

ritenuto l’assicurata totalmente inabile nell’attività abituale (gerente
ristorante/bar) dal 31 luglio 2016 (e in attività adeguate dal 31 luglio 2016
al 12 aprile 2018) ma abile al 100% (presenza e rendimento) in attività
adeguate dal 13 aprile 2018 e continua.

Il medico SMR ha poi stabilito l’esigibilità lavorativa (carico massimo: 5kg;
nessuna alternanza della postura al bisogno; nessuna difficoltà nello svolgere
lavori di precisione; nessuna necessità di pause supplementari; mobilizzazioni
di carichi con la mano/polso sinistro inferiore ai 2 kg, con entrambe le mani
fino a 5 kg, con entrambe le braccia fino a 15 kg e con il braccio sinistro
fino a 10 kg; pag. 263 incarto AI). Il medico SMR ha quindi indicato che lo
stato di salute dell’assicurata era migliorato come la seguente motivazione: “Migliorata
la sintomatologia dolorosa e di limiti funzionali; Rapporto medico del
13.04.2018, Dr. __________” con prognosi favorevole (pag. 263 incarto AI). 

                               2.6.   Questo Tribunale non ha
motivo per scostarsi dal citato rapporto finale del 23 agosto 2019 del medico
SMR, __________. La valutazione del medico SMR è da considerare dettagliata,
approfondita e quindi rispecchiante i parametri giurisprudenziali ricordati al
considerando 2.5. Il TCA constata, infatti, che il medico del SMR ha tenuto
conto di tutte le problematiche lamentate dall'assicurata ponendo le diagnosi
concernenti l’insieme dei disturbi dell’interessata, valutando le sue
limitazioni funzionali e le relative ripercussioni sulla capacità lavorativa al
termine di un’analisi approfondita di tutti i referti medici dei curanti,
nonché della documentazione medica risultante dall’incarto LAMAL acquisito agli
atti. 

Questo Tribunale ritiene tale modo di procedere corretto e non ha motivo alcuno
per rimettere in discussione l’operato del medico del SMR, conforme agli
articoli 59bis cpv. 2 LAI in relazione con l’art. 49 cpv. 1 OAI (cfr. STF
9C_404/2018 del 22 agosto 2018; DTF 142 V 58 consid. 5.1; 135 V 465 consid.
4.4.).

                                         Giova qui infatti
ricordare che per l’art. 59 cpv. 2bis LAI i servizi medici regionali sono a
disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto
alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale dell'assicurato - determinante
per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA - di esercitare un'attività lucrativa o di
svolgere le mansioni consuete in una misura ragionevolmente esigibile e sono
indipendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico nei singoli
casi.

                                         Scopo e senso del disposto
come pure dell’art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per gli uffici AI, di
fare capo a propri medici per la valutazione degli aspetti sanitari del diritto
alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche conoscenze medico-assicurative,
sono quindi chiamati a valutare la capacità funzionale della persona
assicurata. In questo modo è stata creata una chiara separazione di competenze
tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle indicazioni del
SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può ragionevolmente pretendere da un
assicurato e cosa invece no (vedi DTF 136 V 376 consid. 4.1; sentenze
9C_1001/2012 del 29 maggio 2013; 9C_524/2010 del 27 ottobre 2010; 9C_9/2010 del
29 settembre 2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in SVR 2009 IV
n. 56 pag. 174, con riferimenti). 

Del resto, l’assicurata non ha prodotto, nemmeno in sede ricorsuale, dei
referti medico-specialistici in grado di smentire quanto valutato dal medico
SMR.

Dalle tavole processuali emerge inoltre che, in data 28 marzo 2018 l’__________
ha comunicato all’UAI quanto segue: 

 

" (…) il
caso è stato da noi assunto a valere sulla copertura malattia per perdita di
guadagno, pertanto il caso non è più gestito dalla signora __________ del
servizio infortuni. L’inabilità lavorativa è stata e viene a tutt’oggi da noi
riconosciuta nei seguenti termini (MALATTIA): 100% dal 10 agosto 2016 continua
(…).” (pag. 41 incarto LAMAL)

 

                                         In data 13 aprile 2018 il
Prof. dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia della mano e
specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia, ha attestato quanto
segue:

 

" (…) le
riferisco in merito alla paziente sopraccitata che ho visto in data odierna.

 

Diagnosi

•     E/d
ricostruzione TFCC polso sinistro secondo Adams e resezione Wafer della testa
dell'ulna in ottobre 2017 a __________

 - e/d lesione completa TFCC con
sublussazione dorsale della testa dell'ulna e iniziale artrosi dell'ARUD

 

Esame clinico

All'ispezione si nota un leggero gonfiore alla testa dell'ulna
polso sinistro. La P/S è 70-0-70. Leggero dolore nei massimi gradi di
supinazione. II dolore sotto carico adesso dell'articolazione è 4 con carico di
5 kg (prima dell'intervento il dolore sotto carico era 8). ARUD stabile.
Grinding test per la radio-ulnare distale è positivo con un dolore tra 3 e 4
rispetto a un 8 prima dell'intervento. L'E/F è inalterata e anche la forza di
presa è inalterata rispetto alla controlaterale.

                                                                               

Valutazione e proposta

La paziente dice oggi di essere molto contenta del risultato
dell'intervento. Sente ancora dolore caricando molto l'articolazione. Dice che
è decisamente migliorata rispetto a prima dell'intervento da me eseguito
all'ospedale di __________ nell'ottobre del 2017. Io penso che sia necessaria
una TAC finale di controllo per decidere un'abilità lavorativa al 100%. La TAC
ci confermerà il giusto allineamento della testa dell'ulna nella faccetta del
radio per la testa dell'ulna.” (pag. 258-259 incarto AI; n.d.r.: il grassetto e
le sottolineature non sono della redattrice)

 

                                         In data 27 giugno 2018 l’__________
ha comunicato all’UAI quanto segue: 

                                         

" (…) le
scrivo in merito al caso in oggetto, per informarla di quanto segue:

 

nell'ultimo rapporto del 13.04.2018 il Dr. __________ indicava che
era necessaria una TAC finale di controllo, per decidere un'abilità
lavorativa al 100%.

La TAC era prevista il 03.05.2018 ed è stata posticipata dall'interessata
"causa problemi famigliari" al 06.06.2018 e successivamente
nuovamente annullata dalla paziente.

Ho contattato lo St. Medico in pari data e mi hanno comunicato che a tutt'oggi
non è stata fissata una nuova data, non riescono a contattare l'interessata.

L'ultimo certificato in nostro possesso certifica l'inabilità lavorativa sino
al 03.05.2018 (certificato di malattia).

Abbiamo più volte provato a contattare l'interessata per chiarimenti, ma con
esito negativo (non risponde al telefono).

Gli abbiamo inoltre inviato un e-mail il 06.06.2018 richiedendogli di
ricontattarci telefonicamente e, in data 13.06.2018 ci ha inviato l'e-mail
allegato.

La prego contattarmi telefonicamente per discutere del caso, penso che il tutto
si stia prolungando.

Cordiali saluti.” (pag. 150 incarto AI; n.d.r.: la sottolineatura e il
grassetto non sono della redattrice)

 

In data 27 giugno 2018 l’__________
ha comunicato all’assicurata quanto segue:

 

" (…)
Gentile signora RI 1,

in relazione al caso di malattia in oggetto, la cassa di
compensazione competente ci ha comunicato che lei beneficia di una rendita
d'assicurazione di invalidità (rendita Al) con effetto retroattivo a partire
dal 01.08.2017. Dal 01.08.2017 al 30.04.2018 abbiamo versato l'indennità per
perdita di salario.

(…).

A decorrere dal 01.05.2018 la nuova indennità giornaliera ammonta
a CHF 79.46. La durata massima delle prestazioni sarà raggiunta il 13.08.2018.A
partire da tale data decadrà, secondo le condizioni applicabili, ogni diritto a
prestazioni dell'indennità giornaliera. Con l'estinzione del diritto alle
prestazioni decade pertanto la garanzia assicurativa.

L'ultimo certificato in nostro possesso attesta un'incapacità
lavorativa al 100% dal 13.04.2018 sino al 03.05.2018 (data in cui era previsto
il successivo controllo medico), controllo non avvenuto in quanto da lei
annullato.

Nell'ambito dell'assicurazione contro le malattie, vige il
principio secondo cui l'assicurato e tenuto all'obbligo di ridurre le
conseguenze economiche negative del ramo della salute. A riguardo le nostre
Condizioni Generali (Edizione 2008), Art. 10.3 prevedono che per diminuire
l'importo del sinistro la persona assicurata deve sottoporsi, in caso di
diritto ad un'indennità giornaliera, in mancanza di diversa convenzione
scritta, a un controllo medico regolare (almeno ogni 4 settimane).

Le eventuali inosservanze degli obblighi contrattuali possono
comportare il rifiuto o la riduzione delle prestazioni, ai sensi dell'Art. 12.1
delle CG.

In virtù a quanto sopra esposto, le nostre prestazioni vengono
sospese a decorrere dal 04.05.2018.” (pag. 76 e 77 incarto LAMal)

 

In data 5 aprile 2019 l’UAI ha
inviato al dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia della mano e
specialista FMH in ortopedia, il “rapporto medico: integrazione
professionale/rendita” che è stato ritornato dal precitato specialista con
annessi i vari referti medici allestiti sino al 13 aprile 2018 (pag. 225-244
incarto AI).

In data 19 dicembre 2018 il medico curante, dr. med. __________, specialista
FMH in medicina interna generale, ha informato l’UAI di “non aver rilasciato
negli ultimi mesi certificati medici di incapacità lavorativa alla paziente”
(pag. 176 incarto AI).

 

In data 1 luglio 2019 l’UAI ha
inviato al dr. med. __________ il “rapporto medico: integrazione
professionale/rendita” come “Aggiornamento medico dal 05.04.2019, in particolare
TAC finale” (pag. 250-256 incarto AI).

 

In data 9 agosto 2019 la
segretaria del dr. med. __________ e PD Dr. med. __________ ha inviato all’UAI
il rapporto medico relativo all’ultima visita avvenuta (datato 13 aprile 2018),
puntualizzando che la TAC del 6 giugno 2018 non era stata eseguita, in quanto
la paziente non si era presentata (pag. 258-261 incarto AI).

 

                                         Alla luce di tutto quanto
sopra esposto questo Tribunale deve concludere che quanto accertato dal medico
del SMR in merito alla capacità lavorativa dell'assicurata va tutelato.

 

Del resto, giova qui ribadire, l’assicurata
non ha prodotto, nemmeno in sede ricorsuale, alcun referto medico-specialistico
in grado di smentire quanto valutato dal medico SMR.

Inoltre l'esigibilità indicata dal medico SMR risulta pure plausibile alla luce
dei precedenti giurisprudenziali, riguardanti assicurati che accusavano
limitazioni nell'utilizzo degli arti superiori (cfr. a questo proposito, STCA
35.2018.38 del 10 ottobre 2018, consid. 2.5, STCA 35.2017.109 del 13 giugno
2018, consid. 2.3.5, STCA 35.2017.37 del 23 novembre 2017, consid. 2.6, STCA
32.2018.143 del 18 giugno 2019, consid. 2.6 e rinvii giurisprudenziali ivi
citati).

Diversamente da quanto valutato dall’Alta Corte nella STF 8C_839/2016 del 12 aprile
2017, pubblicata in SVR 1/2018 IV nr. 4 - nella quale il TF ha reputato che il
rapporto del SMR non potesse essere considerato esaustivo, non essendosi
espresso su tutti gli aspetti rilevanti per la decisione - il TCA non vede nel
caso concreto alcun motivo che possa impedire di fondare il proprio giudizio
sulle risultanze mediche del SMR, la cui affidabilità e concludenza non è stata
oggettivamente messa in dubbio da refertazioni specialistiche in grado di
rimetterle in discussione (cfr. STF 9C_404/2018 del 22 agosto 2018).

 

                                         Riguardo alla possibilità
per l’insorgente di esercitare un'attività adeguata alle sue condizioni di
salute, giova qui ricordare che la giurisprudenza federale ha, in maniera
costante, già avuto modo di stabilire che in considerazione dell'ampio
ventaglio di attività semplici e ripetitive contemplate dai settori della
produzione e dei servizi (cfr. ISS, livello di esigenze 4 fino alla TA1 2010,
poi divenuto livello 1 con la TA1 2012), vi è un numero significativo di
attività di natura leggera, che permettono di alternare la posizione e che sono
pertanto adatte al danno alla salute presentato dall'assicurato. Come
ripetutamente statuito dall’Alta Corte in casi con limitazioni funzionali
analoghe, esiste un mercato del lavoro sufficiente in cui realizzare la propria
capacità lavorativa residua. Si tratta segnatamente del mercato occupazionale
aperto a personale non qualificato o semi qualificato, in cui vi è una
sufficiente offerta di occupazioni, in particolare nell'industria, in cui
possono venir eseguite mansioni di sorveglianza e controllo, che non comportano
aggravi fisici, che consentono il cambiamento frequente di posizione e che non
richiedono necessariamente la messa in atto di particolari misure di
reintegrazione professionale (cfr., tra le altre, STF 8C_563/2012 del 23 agosto
2012 consid. 3.3., che ha interamente confermato la STCA 35.2012.17 del 18
giugno 2012; 9C_635/2007 del 21 agosto 2008 consid. 3.3; 9C_10/2007 del 26
marzo 2008 consid. 4.6.3).

 

È peraltro utile aggiungere che
se è vero che, secondo la giurisprudenza, vanno indicate possibilità di lavoro
concrete, all'amministrazione rispettivamente al giudice non vanno poste
esigenze esagerate. È infatti sufficiente che gli accertamenti esperiti permettano
di fissare in maniera attendibile il grado di invalidità. In proposito, va
rilevato che il TF ha in particolare già ritenuto corretto il rinvio ad
attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori leggeri di
montaggio, compiti di controllo e sorveglianza che non comportano aggravi
fisici, che consentono il cambiamento frequente di posizione e che non
richiedono necessariamente la messa in atto di particolari misure di
reintegrazione professionale (per es. attività d’incasso, d’assemblaggio, di
confezione prodotti, di controllo ecc.; cfr. sentenza 8C_563/2012 del 23 agosto
2012, consid. 3.3 con riferimenti; sentenza 9C_10/2007 del 26 marzo 2008
consid. 4.6.3; Pratique VSI 1998 p. 296 consid. 3b; sentenza U 329/01 del 25
febbraio 2003, consid. 4.7). 

 

Si può, quindi, senz'altro
ipotizzare - senza far riferimento alla difficoltà concreta di reperimento di
posti di lavoro dovuta all’eccedenza della domanda, difficoltà che viene
assicurata dall’assicurazione contro la disoccupazione e non
dall’assicura-zione contro l’invalidità (cfr. DTF 110 V 276 consid. 4c; RCC
1991 p. 332 consid. 3b; P. Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen
Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 83) - che la ricorrente sia in grado di
mettere a frutto la sua residua capacità lavorativa in attività professionali
più leggere da un profilo dell'impegno fisico rispetto a quella originariamente
esercitata (di gerente di ristoranti/bar).

                                                                                 

Del resto deve essere ricordato
che il principio dell’esigibilità configura un aspetto del principio della
proporzionalità. Secondo la dottrina questo principio permette di pretendere da
una persona un determinato comportamento anche se presenta degli inconvenienti
(Peter, Die Koordination der Invalidenrente, Schulthess 1997 p. 71 e dottrina
ivi citata), anche in virtù del principio della riduzione del danno.

Ai fini dell’accertamento
dell’invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro equilibrato e
quindi fittizio; ci dev’essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta
di posti di lavoro e un’offerta di posti diversificati in relazione con le
capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un
concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276). Un assicurato non può pertanto
avvalersi dell’impossibilità congiunturale di trovare un posto di lavoro per
pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). Ciò non è il caso se - ipotesi non
realizzata nella fattispecie - l'attività ammissibile è possibile solo in forma
talmente limitata, che il mercato generale del lavoro praticamente non la
conosce o se il suo esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione
irrealistica di un datore di lavoro medio (cfr. ZAK 1989 p. 322 consid. 4a;
Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 114).

 

In concreto, questo Tribunale
ritiene che, anche nel caso di specie, nel mercato generale del lavoro esistano
delle occupazioni, essenzialmente di controllo e di sorveglianza, che la
ricorrente, nonostante i disturbi che lo interessano, sarebbe in grado di
esercitare in maniera completa.

 

In conclusione, alla luce di
quanto sopra esposto e richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato
di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle
conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V
233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer
Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572;
Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht,
tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr.
anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997,
pag. 221), il TCA ritiene dimostrato con il grado della verosimiglianza
preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 138 V 218
consid. 6 pag. 221 con riferimenti), che a RI 1 vada riconosciuta totalmente
inabile nell’attività abituale (gerente ristorante/bar) dal 31 luglio 2016 e
continua (e in attività adeguate dal 31 luglio 2016 al 12 aprile 2018) ma abile
al 100% (presenza e rendimento) in attività adeguate dal 13 aprile 2018 e
continua.

 

                               2.7.   Si tratta ora di valutare le
conseguenze economiche del danno alla salute di cui è affetta l’assicurata.
Stante quanto precede, occorre in particolare esaminare se la capacità di
guadagno dell'assicurata ha subito un miglioramento tale da giustificare la
soppressione della rendita intera di invalidità che gli è stata riconosciuta
dall’UAI a decorrere dal 1° luglio 2017, con versamento dal 1° agosto 2017
(cfr. consid. 1.2).

 

                                         Vengono considerati i dati
del 2018, visto che il miglioramento dello stato di salute - e, di conseguenza,
della capacità lavorativa residua - risale al 13 aprile 2018 (cfr. consid. 2.6).

                               2.8.   Il TCA osserva innanzitutto
che il “reddito da valida” in qualità di gerente di bar/ristoranti determinato
dall’UAI - sulla base della TA 1 2016, divisione 56 “Ristorazione”, conoscenze
professionali e specializzate - e non contestato dall’assicurata, di fr.
53'731.- può essere fatto proprio da questa Corte.

Difatti, per costante giurisprudenza federale, se la persona assicurata era
disoccupata al momento in cui le è occorso l’infortunio oppure se nel periodo
sino all’inizio della rendita essa avrebbe perso il posto di lavoro anche senza
l’infortunio (in casu: contratto a tempo determinato fino al 18
settembre 2016: cfr. consid. 1.1), il reddito da valido deve essere desunto dai
dati della rilevazione svizzera della struttura dei salari (RSS) (cfr., tra le
tante, la STF 8C_314/2019 del 10 settembre 2019 consid. 6.1 e riferimenti ivi
citati; la STF 8C_728/2016 del 21 dicembre 2016 consid. 3.1 in fine e
riferimento ivi citato e la STF 9C_501/2013 del 28 novembre 2013, consid. 4.2
in fine e 4.3.2 e riferimenti ivi citati; in questo senso, si veda pure L.
Grisanti, Nuove regole per la valutazione dell’invalidità, in RtiD II-2006, p.
316; STCA 35.2016.93 del 5 aprile 2017, consid. 2.8; STCA 35.2018.123 del 27
marzo 2019, consid. 2.5.1; STCA 32.2018.158 del 30 luglio 2019, consid. 2.9;
STCA 35.2019.25 del 5 settembre 2019, consid. 2.6; STCA 35.2019.48 del 16
ottobre 2019, consid. 2.9;

                                         STCA 32.2018.211 del 21
ottobre 2019, consid. 2.8; STCA 32.2019.24 del 28 gennaio 2020, consid. 2.6.1).
In caso di assicurati che hanno perso il lavoro per motivi estranei
all’invalidità va inoltre preso in considerazione il salario statistico
conseguibile nell'ultima professione esercitata, rispettivamente conseguibile
in funzione dei titoli di studio ed in base all'esperienza professionale
concreta e non il salario statistico conseguibile in un'attività semplice e
ripetitiva (cfr. STCA 32.2013.61 del 22 novembre 2013; STCA 32.2013.216 del 22
settembre 2014, STCA 32.2017.175 del 30 maggio 2018, STCA 35.2018.123 del 27
marzo 2019; STCA 35.2019.25 del 5 settembre 2019, consid. 2.6).

 

                                         Il "reddito da
valida" dell'assicurata per il 2018 ammonta, quindi, a fr.
53'731.-.

 

                               2.9.   Per quanto concerne il “reddito
da invalida”, secondo l’UAI, con il danno alla salute, RI 1, avrebbe realizzato
un guadagno annuo lordo di fr. 49'557.18 determinato in base alla tabella TA 1
2016, attività semplici e ripetitive, livello 1 di competenze, donne, riportato
un orario medio di lavoro settimanale nelle aziende di 41,7 ore computabili nel
2016 ed aggiornato al 2018, applicando una decurtazione sociale del 10% (pag.
266 e 292 incarto AI).

Tenuto conto della capacità lavorativa residua accertata al consid. 2.7, il
“reddito da invalida” determinato dall’UAI risulta essere corretto e può essere
fatto proprio da questa Corte.   

Il 23 dicembre 2019 RA 1 ha osservato di non condividere il modo di agire
dell’UAI, in quanto, a suo avviso, nel caso concreto andrebbe considerato il
reddito effettivo percepito al 50% nel 2018 dall’assicurata presso la __________
pari a fr. 26'407.- (cfr. doc. I).

 

                                         Il TCA non può fare
propria la tesi del rappresentante dell’insorgente, in quanto sul mercato
generale del lavoro mercato generale del lavoro esistono delle professioni
nell’esercizio delle quali RI 1 potrebbe meglio valorizzare la sua capacità
lavorativa residua (segnatamente al 100%, come accertato al consid. 2.7)
rispetto all’attività di consulente finanziaria svolta attualmente al 50%.

Conformemente alla giurisprudenza, una delle condizioni necessarie affinché la
perdita di guadagno concreta possa essere considerata perdita di guadagno
computabile, è quella che l'interessato eserciti un'attività ragionevolmente
esigibile nella quale si deve ritenere che sfrutti al massimo la sua capacità
di lavoro residua (cfr. RAMI 1991 U 130, p. 270ss. consid. 4a). Questa
condizione è espressione del principio generale del diritto delle assicurazioni
sociali che obbliga l'assicurato ad intraprendere tutto quanto può da lui
essere ragionevolmente preteso per ovviare nel miglior modo possibile alle
conseguenze delle sue affezioni invalidanti (DTF 113 V 28 consid. 4a e
riferimenti; cfr. anche DTF 115 V 52 consid. 3d e 114 V 285 consid. 3).

 

                                         Ad esempio in una sentenza
U 334/02 del 22 aprile 2003 l’Alta Corte ha rilevato:

 

" (…)
Lorsque l'activité exercée après la survenance de l'atteinte à la santé ne met
pas pleinement en valeur la capacité de travail résiduelle de l'assuré, ce
dernier peut être tenu de quitter son poste de travail, voire d'abandonner son
entreprise au profit d'une activité plus lucrative (arrêt A. du 10 décembre
2001, U 74/ 01; RCC 1983 p 246)."

 

                                         Nel caso di specie, la
ricorrente esercitando un'attività (ridotta) quale “consulente finanziaria”,
non sfrutta in maniera completa e ragionevolmente esigibile la sua restante
capacità lavorativa.

 

                                         Il "reddito da
invalida" per il 2018 è, pertanto, fissato a fr. 49'557.18.

 

                             2.10.   Confrontando ora il reddito
"da invalida" di fr. 49'557.18 con il relativo reddito "da valida"
di fr. 53'731.-, si ottiene un grado d’invalidità del 7,76% ([53'731 - 49'557.18]
x 100 : 53'731) arrotondato all’8% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF
130 V 121. Tale percentuale non consente all’assicurata di continuare a
beneficiare di una rendita (cfr. consid. 2.2).

Di conseguenza la rendita intera dell’assicurata va soppressa tre mesi dopo il
miglioramento della capacità lucrativa - fissato al 13 aprile 2018 (cfr.
consid. 2.6) - come prescritto dall'art. 88a cpv. 1 OAI (cfr. consid. 2.3) e,
quindi, a partire dal 1° luglio 2018 - visto che l’assicurata ha ripreso a
lavorare nel febbraio 2018 (cfr. consid. 1.4). 

Il TCA rileva inoltre che il 30 novembre 2018 RA 1, per conto dell’assicurata,
ha comunicato all’UAI che la sua assistita aveva iniziato una attività a tempo
parziale (50%) dal maggio 2018 presso __________ a __________ in qualità di
consulente finanziario (pag. 153-157 incarto AI). Nel questionario “revisione
della rendita d’invalidità” del 7 dicembre 2018 l’assicurata ha puntualizzato
che il suo stato di salute era rimasto invariato me che stava provando a
svolgere a tempo parziale una attività lavorativa al 50% max senza percepire un
reddito fisso ma unicamente delle provvigioni su commissioni (pag. 159-168
incarto LAI). Dal questionario del datore di lavoro del 13 febbraio 2019 emerge
che l’assicurata ha iniziato un’attività lucrativa a tempo parziale quale
“consulente finanziario in formazione” dal 12 febbraio 2018 con un contratto
d’agenzia ex art. 418 e ss. CO (cfr. pag. 204-217 incarto AI). Avendo, come
visto, l’assicurata aspettato sino al 30 novembre 2018 per informare l’UAI
dell’inizio di un’attività lavorativa a tempo parziale, appare indubbio che
ella ha violato il proprio obbligo di informare impostole dall’art. 77 OAI (v.
art. 88bis cpv. 2 lett. b OAI). In siffatte circostanze (in particolare, tenuto
conto del lungo lasso di tempo intercorso tra l’inizio, 12 febbraio 2018, e
l’annuncio, 30 novembre 2018), non consente di giungere ad una diversa
conclusione l’argomentazione ricorsuale - che viene pertanto respinta - giusta
la quale RI 1 non avrebbe inteso aggirare l’UAI e che il lasso di tempo
trascorso tra il tentativo di inizio dell’attività a tempo parziale (con un 
notevole sforzo da parte della sua assistita) e la avvenuta comunicazione
all’amministrazione sarebbe da ascrivere all’esigenza di verificare la
effettiva capacità di resa lavorativa, seppur a tempo parziale. 

Stante quanto precede la rendita di invalidità deve essere soppressa
retroattivamente dal 1° luglio 2018.

A fronte di un grado di invalidità dell’8%, l’assicurata non ha nemmeno diritto
a provvedimenti professionali reintegrativi. Nella decisione avversata (pag.
292 incarto AI) l’UAI non ha, quindi, correttamente, previsto altri
provvedimenti professionali.

La decisione impugnata deve quindi essere confermata. 

                             2.11.   Stante quanto precede, il TCA
rinuncia all'assunzione di ulteriori prove, ritenendo la situazione
sufficientemente chiarita.

 

                                        Al riguardo va ricordato
che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o
il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla
convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata
predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare
il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata
delle prove; cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag.
274, si veda pure STF 9C_632/2012 del 10 gennaio 2013; STF 9C_231/2012 del 24
agosto 2012). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito
conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162
consid. 1d e sentenza ivi citata).

 

                             2.12.   Secondo l’art. 69 cpv. 1bis
LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle
spese è determinata fra 200.- e 1’000.- franchi in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto l’esito della
vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-vanno poste a carico della
ricorrente. 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

1.    Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese di procedura per
fr. 500.- sono poste a carico della ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti