# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c85d586a-64f6-5624-aa1d-3e500b15833a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-08-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 26.08.2011 12.2010.228
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2010-228_2011-08-26.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2010.228

  	
  Lugano

  26 agosto
  2011/lw

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  Bozzini e Fiscalini

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2005.801
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3 promossa con petizione 9
novembre 2005 da

 

	
   

  	
   AP 1  

  rappr. dall’  RA
  2 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
   AO 1  

  rappr. dall’  RA
  1  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

chiedente
la condanna della convenuta al pagamento di fr. 290'853.- oltre accessori a
titolo di pretese salariali, domanda alla quale la controparte si è opposta e
che il Pretore ha respinto con sentenza 22 novembre 2010; 

 

appellante l’attore, che con atto d'appello 13
dicembre 2010 chiede la riforma della sentenza impugnata nel senso di accogliere
la petizione, con protesta di spese e ripetibili in prima e seconda istanza;

 

ritenuto

 

in fatto e in diritto:

                                      

                                         che tra AP 1 e AO 1 era sorta una relazione sentimentale, conclusa a
fine novembre 2000 e dalla quale sono nate due figlie, ora maggiorenni;

 

                                         che con
petizione 9 novembre 2005 AP 1 ha convenuto AO 1 per ottenerne la condanna al
pagamento di fr. 290’853.- a titolo di pretese salariali per l’attività da lui
prestata nell’esercizio pubblico gestito dalla ex compagna e per il rimborso di
un importo a suo tempo investito in tale attività;

 

                                         che la
convenuta si è opposta alla domanda, affermando che l’impegno dell’attore era
da considerare quale contributo al mantenimento della famiglia; 

 

                                         che con
sentenza 22 novembre 2010 la Pretora ha respinto la petizione e ha posto la
tassa di giustizia di fr. 5'000.- e le spese a carico dell’attore, condannato
inoltre a rifondere alla convenuta fr. 20'000.- a titolo di ripetibili;

 

                                         che con
appello 13 dicembre 2010 AP 1, patrocinato dall’avv. RA 2, chiede la riforma
della sentenza di primo grado nel senso di accogliere integralmente la
petizione, con oneri processuali a carico della convenuta, protestando spese e
ripetibili di entrambe le istanze;

 

                                         che
l'appello non è stato intimato alla controparte;

 

                                         che con
scritto 25 gennaio 2011 il patrocinatore dell’appellante ha comunicato alla
Camera la morte del suo cliente, chiedendo la sospensione dei termini di
appello, in particolare quello assegnato per il versamento dell’anticipo per le
spese;

 

                                         che a
quel momento il termine per il versamento delle spese era già decorso
infruttuoso;

 

                                         che da
indagini esperite da questa Camera è emerso tuttavia che la morte di AP 1
risaliva già al 24 novembre 2010; 

 

                                         che
l’appello è stato presentato il 13 dicembre 2010, di modo che la procedura
ricorsuale rimane retta dal Codice di procedura civile ticinese (art. 404 cpv.
1 e 405 cpv. 1 CPC);

 

                                         che la
procedura giudiziaria è rimasta sospesa per legge fino alla scadenza del
termine di tre mesi per la rinuncia alla successione (art. 104 CPC-TI);

 

                                         che
l’appello, introdotto in nome di una persona già deceduta, difettava di un
presupposto processuale (art. 97 n. 4 CPC-TI; DTF 129 I 302 consid. 1.2.1); 

 

                                         che con
ordinanza 14 marzo 2011 la presidente della Camera ha assegnato al
patrocinatore dell’appellante un termine per indicare i nomi degli eredi del
suo mandante e comunicare se essi ratificavano l’appello introdotto il 13
dicembre 2010;

 

                                         che nel
termine impartito, successivamente prorogato il 12 maggio 2011 e il 26 maggio
2011, il patrocinatore ha comunicato il nome degli eredi, che non risultano
aver rinunciato all’eredità;

 

                                         che il
patrocinatore non ha potuto produrre la loro ratifica dell’appello e il 4
agosto 2011, dopo la scadenza del termine impartito, ha chiesto una nuova
proroga per interpellare gli eredi;

 

                                         che con
ordinanza 8 agosto 2011 la presidente della Camera ha respinto la tardiva
richiesta,

 

                                         che l’appello
risulta quindi essere stato presentato in nome di una persona già defunta da un
patrocinatore il cui operato non è stato ratificato dagli eredi nel termine
impartito ai sensi dell’art. 99 cpv. 3 CPC-TI;

 

                                         che ne
deriva la nullità dell’appello 13 dicembre 2010 (Vogel/Spühler, Grundriss des Zivilprozessrechts, 8a
ed., 9 n. 80 pag. 245; JdT 2004 III 10);

 

                                         che vista
la carenza del presupposto processuale (art. 97 n. 4 CPC-TI), l'appello è da
dichiarare irricevibile con la procedura semplificata dell'art. 313bis CPC-TI,
senza necessità di intimazione alla controparte, alla quale non si giustifica
di assegnare ripetibili, il rimedio nemmeno essendole stato notificato;

 

                                         che le
spese non possono essere addebitate a un soggetto giuridico non esistente, e vanno
pertanto poste a carico del patrocinatore (Rep. 1994, 368; II CCA 4 febbraio
2005 inc. 12.2004.173; TF 7 aprile 1992, inc. 4C.353/1991; Vogel/Spühler, op. cit., 11 n. 28 pag.
296);

 

                                         che
nella fattispecie il valore litigioso in appello ammontava a fr. 290'853.-, ma
che si giustifica nondimeno di moderare la tassa di giustizia, viste le
particolarità del caso e la circostanza che la causa termina senza decisione di
merito;

 

Per i quali motivi,

vista la LTG, 

 

pronuncia:

 

                                   1.   L’appello 13 dicembre 2010 presentato in nome di AP 1 è
irricevibile. 

 

                                   2.   Le
spese della procedura d'appello, consistenti in:             

                                         a) tassa
di giustizia      fr. 100.-

                                         b) spese                         fr.  
50.-

                                         totale                              fr.
150.-

 

                                         sono
poste a carico dell'avv. RA 2. 

                                      

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  -      

  -      

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3.

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici 

 

Nelle cause a
carattere pecuniario è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il valore litigioso ammonta ad almeno fr.
15'000.– nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e ad
almeno fr. 30'000.– negli altri casi; per valori inferiori il ricorso è
ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale o se una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art.
74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile
proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale
(art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare una decisione sia con un
ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare
entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).