# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 46d65983-f8f4-542d-a06c-efd3a34cfe30
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.08.2009 D-5049/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5049-2009_2009-08-13.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5049/2009/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 3  a g o s t o  2 0 0 9

Giudice Fulvio Haefeli, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Walter Lang;
cancelliere Gionata Carmine.

A._______, nato il (...), alias
B._______, nato il (...),
Nigeria,
c/o Ufficio federale della migrazione, 
Centro di registrazione e di procedura,
Via Motta 1b, 
6830 Chiasso,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore,

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 4 agosto 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5049/2009

Visto: 

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data 
23 giugno 2009 in Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso all'interessato e mediante il quale 
lo  ha reso attento circa la  necessità  di  consegnare,  entro le  48 ore 
successive all'inoltro della  sua istanza,  un documento d'identità o di 
viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata  consegna  e  in 
assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda 
d'asilo, 

i verbali d'audizione del 2 luglio 2009 e del 20 luglio 2009, 

l'esame  radiologico  della  mano  al  quale  il  richiedente  è  stato 
sottoposto in data 25 giugno 2009 e il relativo rapporto,

la  decisione  dell'UFM  del  4 agosto 2009,  notificata  all'interessato  il 
medesimo giorno (cfr. risultanze processuali), 

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 7 agosto 2009 (cfr. timbro del plico 
raccomandato)  e,  contestualmente,  la  domanda  d'esenzione  dal 
versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato :

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM  in  materia  d'asilo  (art.  31  e 
art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF), 

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che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione impugnata; che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua; che, pertanto, la presente 
sentenza va redatta in italiano,

che l'interessato ha dichiarato di essere minorenne, cittadino nigeriano 
di etnia G._______ (nigeriana), di essere nato a L._______ (Nigeria) e 
di  aver  vissuto,  dal  momento  della  nascita  sino  all'espatrio,  ad 
M._______,  N._______,  O._______ e  P._______; ch'egli  afferma  di 
non aver mai incontrato i suoi genitori, ma di essere stato cresciuto da 
una persona chiamata "zio C._______" e da un'amica di quest'ultima, 
la "signora D._______", 

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  l'interessato  ha 
affermato essere fuggito  dalla  Nigeria  in  quanto, dopo aver ritrovato 
morto l'uomo che l'avrebbe adottato, egli  avrebbe deciso, mosso dal 
risentimento,  di  combattere  nelle  fila  del  gruppo armato  Q._______; 
che, durante la sua permanenza in questo gruppo, egli avrebbe aiutato 
un prigioniero, di nome E._______, a fuggire e che per questo i capi 
Q._______ lo vorrebbero uccidere; che, apprese le intenzione dei suoi 
capi,  egli  sarebbe  fuggito  dal  gruppo  e  si  sarebbe  nascosto  a 
P._______, dove però non si sentirebbe al sicuro, in quanto la polizia 
starebbe ricercando tutti  i  membri  del  gruppo Q._______; che, dopo 
una settimana vissuta per strada, egli avrebbe casualmente incontrato 
E._______  e  quest'ultimo,  riconoscente  per  la  sua  liberazione, 
l'avrebbe  aiutato  ad  espatriare  fornendogli  un  passaporto  falso  e 
pagando le spese di viaggio,

che,  quanto  ai  dettagli  del  viaggio  d'espatrio,  l'interessato  afferma 
essere  partito  il  12 giugno 2009  in  aereo  da  P._______; che,  dopo 
essere  atterrato  la  mattina  seguente  in  un  Paese  sconosciuto,  egli 
avrebbe raggiunto Zurigo dopo un giorno di viaggio in bus; che, infine, 
dopo  aver  vissuto  circa  sette  giorni  a  Zurigo,  l'interessato  avrebbe 

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incontrato delle persone di colore che gli avrebbero pagato il biglietto 
del treno fino a Chiasso,

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità, 

che, nella decisione del  4 agosto 2008, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia d'asilo un documento d'identità o di viaggio valevole ai sensi 
dell'art.  1  lett.  b  e  c  dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni 
pregiudiziali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che, dall'altro 
lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste 
all'art. 32 al. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
la sua esecuzione siccome lecita, esigibile e possibile, 

che, nel ricorso, l'insorgente fa valere di non aver potuto consegnare 
alcun documento,  non per  una sua mancanza di  volontà,  bensì  per 
una situazione di oggettiva impossibilità; che, infatti, egli non avrebbe 
mai posseduto né la carta d'identità, né il passaporto e che - neanche 
volendo - sarebbe in grado di ottenerne uno, in quanto non saprebbe 
come fare,

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti 
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda d'asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione 
provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda d'esenzione dal 
versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali,

che, giusta l'art. 7 cpv. 2 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
procedurali  dell'11  agosto  1999  (OAsi  1,  RS  142.311),  per  il 
richiedente  l'asilo  minorenne,  che  non  è  accompagnato,  viene 
nominata una persona di fiducia per la durata della procedura d'asilo o 
d'allontanamento, ma al massimo fino alla nomina di un curatore o di 
un  tutore,  oppure  fino  al  raggiungimento  della  maggiore  età;  che  la 
designazione  di  una  persona  di  fiducia  presuppone  tuttavia  la 
dimostrazione  da  parte  del  richiedente  l'asilo,  perlomeno  nel  senso 

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della  probabilità  preponderante,  dell'allegata  minorità  (v. 
Giurisprudenza ed Informazioni della Commissione svizzera di ricorso 
in materia d'asilo [GICRA] 2001 n. 22 e relativo riferimento),

che,  nella  fattispecie,  l'insorgente  non  ha  saputo  fornire  indicazioni 
suscettibili  di  rendere  altrimenti  plausibile  la  dichiarata  minore  età  e 
non  ha  fornito  valide  giustificazioni  per  la  mancata  produzione  di 
documenti d'identità o di viaggio; che, in particolare, egli saprebbe la 
sua  data  di  nascita  unicamente  perché  questa  le  sarebbe  stata 
comunicata  verbalmente  dallo  zio  C._______;  che,  pertanto,  conto 
tenuto  dell'insieme  delle  circostanze  del  caso  di  specie,  unitamente 
alla  genericità  e  all'inconsistenza  delle  argomentazioni  ricorsuali, 
nonché all'inesistenza di qualsivoglia mezzo di prova, non v'è ragione 
di censurare la mancata designazione al ricorrente di una persona di 
fiducia ai  sensi  dell'art. 17 cpv. 3 LAsi,  in  quanto l'insorgente non è 
stato in grado di corroborare l'allegata minorità,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c), 

che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (Decisioni del Tribunale amministrativo federale [DTAF] 
2007/7 consid. 6), 

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che, nel caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri, 

che, audizionato sui dettagli del suo viaggio, il ricorrente ha affermato 
di  essere  espatriato  assieme a  E._______,  il  quale,  oltre  ad avergli 
organizzato  ed  offerto  il  viaggio,  avrebbe  sbrigato  per  lui  tutti  i 
personali  e  meticolosi  controlli  aeroportuali  (cfr.  verbale  d'audizione 
del 20 luglio 2009 pag. 4); che, oltre a quanto suesposto, l'insorgente 
ha dichiarato di non essere in grado né di fornire alcun dettaglio sul 
documento  utilizzato  per  il  viaggio,  né  di  identificare  la  compagnia 
aerea  con  la  quale  avrebbe  volato,  né,  tantomeno,  di  sapere  quale 
fosse  l'aeroporto  o  la  nazione  di  destinazione  del  volo  (cfr.  verbali 
d'audizione  del  7 luglio 2009  pagg.  10  e  11,  e  del  20 luglio 2009 
pag. 4), 

che,  alla  luce delle  numerose incongruenze qui  rilevate,  l'insorgente 
non può aver viaggiato nelle circostanze descritte,

che,  per  di  più,  non  soccorrono l'insorgente  le  vaghe e  stereotipate 
allegazioni  secondo  le  quali  gli  sarebbe  impossibile  consegnare  dei 
documenti,  poiché  sostanzialmente,  non  ne  avrebbe  mai  posseduti 
(cfr. ricorso pag. 2); che tali asserzioni non costituiscono infatti ragioni 
valide per giustificare la mancata esibizione di documenti  ai sensi di 
legge,

che, vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, v'è ragione di 
concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità per i 
bisogni della causa, 

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile, 

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 

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in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente, 

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5), 

che l'insorgente ha dichiarato di avere lasciato il suo Paese da un lato 
per il timore di essere ucciso dal gruppo armato Q._______ in quanto 
accusato  di  aver  aiutato  un  prigioniero  a  fuggire  e,  dall'altro  lato, 
perché  ricercato  dalla  polizia  proprio  a  causa  dell'appartenenza  al 
gruppo,

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi), 

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato, 

che, segnatamente, è contrario ad ogni logica che il ricorrente abbia 
deciso di  entrare in  un gruppo armato, a lui  totalmente sconosciuto, 
quando  egli  non  sapeva  neanche  chi  avesse  concretamente 
assassinato  suo  zio  C._______  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
20 luglio 2009  pag. 10);  che,  oltracciò,  l'insorgente  si  è  contraddetto 
quanto  al  momento  in  cui  si  sarebbe  recato  nel  bosco  dove  si 
trovavano  i  prigionieri,  dichiarando  inizialmente  di  esserci  andato 
alcuni giorni dopo l'assassinio di suo zio (cfr. verbale d'audizione del 
20 luglio 2009  pag. 10),  per  poi  affermare  di  esserci  andato  il 
12 maggio 2009,  ovvero  il  giorno  stesso  dell'omicidio  (cfr.  verbale 
d'audizione  del  20 luglio 2009  pag. 12);  che,  in  aggiunta,  mal  si 
comprende com'egli  possa aver passato quasi due settimane, isolato 
in  mezzo ad  un  bosco,  assieme ad  altri  tre  compagni  d'armi  e  non 

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sapere  nulla  di  loro  (cfr.  verbale  d'audizione  del  20 luglio 2009 
pagg. 14 e 17); che, per sovrabbondanza, è illogico che il richiedente 
abbia  liberato  E._______  -  il  quale  aveva  promesso  di  realizzare 
qualsiasi  suo  desiderio  (cfr.  verbale  d'audizione  del  20 luglio 2009 
pag. 10)  -  e  non sia  poi  fuggito  assieme a  lui,  tutt'al  più  ch'egli  era 
perfettamente  a  conoscenza  delle  possibili  conseguenze  di  un  tale 
gesto (cfr. verbale d'audizione del 20 luglio 2009 pag. 16); che, infine, 
oltre ad essersi contraddetto sul tempo passato a P._______ dopo la 
fuga - una, segnatamente due settimane (cfr. verbale d'audizione del 
2 luglio 2009 pagg. 4 e 10) - mal si comprende com'egli abbia deciso 
di lavorare per strada se temeva di essere arrestato dalla polizia (cfr. 
verbale d'audizione del 20 luglio 2009 pag. 18),

che, per conseguenza,  l'UFM ha rettamente considerato inverosimili, 
con  riferimento  all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  le  dichiarazioni  rese  dal 
ricorrente, 

che,  pertanto,  non  risultano  elementi  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato 
dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente 
(art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi), 

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, 

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata, 

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1), 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 

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che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre il ricorrente in Patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), 

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è esigibile,

che,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili all’art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 4 LStr, la situazione 
vigente  in  Nigeria  non  è,  notoriamente,  caratterizzata  da  guerra, 
guerra  civile,  violenza  generalizzata  o  emergenza  sanitaria  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio 
nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
possiede  una  formazione  scolastica  e  un'esperienza  professionale 
quale venditore,

che l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (v. sulla problematica Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
2003 n. 24),

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 

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il  ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione dell'allontana-
mento è dunque pure possibile, 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto. 

2.
La domanda d'esenzione dal  versamento  di  un  anticipo a copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto. 

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM (in copia, n. di rif. N [...])
- X._______

Il giudice unico: Il cancelliere:

Fulvio Haefeli Gionata Carmine

Data di spedizione: 

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