# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b9364157-fecc-5898-b6fe-e4bbc2f74f20
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-10-05
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 05.10.2010 S 2010 109
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2010-109_2010-10-05.pdf

## Full Text

S 10 109

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

SENTENZA
del 5 ottobre 2010

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente sospensione dal diritto all'indennità

1. …, 1980, di professione impiegato di commercio rivendicava il diritto 

all’indennità di disoccupazione a partire dal 14 dicembre 2009. Con scritto 8 

gennaio 2010, l’assicurato veniva invitato a candidarsi presso la … SRL per 

un impiego nel settore del servizio clientela. Poiché un’assunzione non aveva 

luogo, l’interessato veniva invitato ad esporre i motivi a fondamento del 

mancato impiego. 

2. Con decisione 6 maggio 2010, … veniva sospeso dal diritto all’indennità di 

disoccupazione per la durata di 37 giorni per avere senza validi motivi rifiutato 

il lavoro che gli era stato assegnato. La tempestiva opposizione - mediante la 

quale l’assicurato giustificava il proprio rifiuto con l’inesigibilità della 

formazione in un paese estero politicamente instabile e con l’auspicata lunga 

durata del contratto - veniva respinta con decisione 23 giugno 2010. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 16 agosto 

2010, … chiedeva l’annullamento della decisione di sospensione o 

eventualmente che la sanzione venisse ridotta ad un giorno. In sostanza 

l’istante adduce l’inesigibilità della formazione di un mese in Tailandia, 

trattandosi di un paese con un clima politico instabile. Questo sarebbe stato il 

principale motivo per rifiutare l’occupazione, dopo che la possibilità di una 

formazione altrove o di un inizio a titolo di prova erano state dal responsabile 

della ditta rifiutate, mentre l’auspicata lunga durata del contratto, il salario e la 

ripetitività del lavoro avrebbero semplicemente costituito dei motivi addizionali 

comunque marginali per rifiutare l’assunzione dell’impiego. 

4. Nella propria presa di posizione l’Ufficio per l’industria, arti mestieri e lavoro 

dei Grigioni (UCIAML) postulava la reiezione del ricorso e la conferma della 

sospensione decisa. In base a quanto accertato dal potenziale datore di 

lavoro, l’assicurato avrebbe ingiustificatamente rifiutato il posto non essendo 

d’accordo con il salario mensile di fr. 4'350.-- ed a causa della semplicità e 

ripetitività del lavoro da svolgere. Anche la trasferta in Tailandia sarebbe da 

considerare esigibile, essendosi il clima politico acceso a partire dal maggio 

2010 e quindi teoricamente al termine della richiesta formazione. Per il resto, 

il contratto non sarebbe stato previsto espressamente per una durata minima 

di quattro anni, per cui nessun valido motivo si sarebbe opposto 

all’accettazione dell’impiego offerto all’assicurato. 

5. Poiché nella propria presa di posizione l’UCIAML non adduceva alcuna 

argomentazione nuova rispetto alla decisione impugnata, l’istante rinunciava 

a replicare. 

Considerando in diritto:

1. La controversia verte sull’adeguatezza del lavoro offerto all’istante e sulla 

conseguente legittimità della sospensione decisa. 

2. In base all’art. 30 cpv. 1 lett. d della legge federale sull’assicurazione contro 

la disoccupazione (LADI), l’assicurato è sospeso dal diritto all’indennità se non 

accetta un’occupazione adeguata. Come previsto all’art. 17 cpv. 3 LADI, 

l’assicurato è tenuto ad accettare l’occupazione adeguata propostagli. L’art. 

16 cpv. 1 LADI stabilisce che il disoccupato è tenuto di norma ad accettare 

senza indugio qualsiasi occupazione. Il capoverso 2 precisa poi quali 

occupazioni non possano essere considerate adeguate. L’esigibilità di 

un’occupazione va valutata anche in base alla Convenzione no. 168 

concernente la promozione dell’impiego e la protezione contro la 

disoccupazione conclusa a Ginevra il 21 giugno1988 e entrata in vigore per 

la Svizzera il 17 ottobre 1991. Giusta l’art. art. 21 della Convenzione le 

indennità alle quali una persona protetta avrebbe avuto diritto in caso di 

disoccupazione totale possono essere rifiutate, soppresse, sospese o ridotte, 

in una misura prescritta, se l’interessato rifiuta di accettare un impiego 

adeguato. Nel valutare l’adeguatezza di un impiego si deve tener conto 

segnatamente, nelle condizioni prescritte e nella misura appropriata, dell’età 

del disoccupato, della sua anzianità nella professione anteriore, 

dell’esperienza acquisita, della durata della disoccupazione, dello stato del 

mercato del lavoro, delle ripercussioni di questo impiego sulla situazione 

personale e familiare dell’interessato e del fatto che l’impiego è disponibile per 

causa diretta di una sospensione del lavoro dovuta a un conflitto professionale 

in corso.

3. a) L’impiego che l’istante non ha accettato riguardava la vendita online di body 

piercing. Prima di iniziare l’attività l’assicurato era tenuto a seguire un corso 

di un mese in Tailandia, dove la ditta produce le proprie creazioni. Per il datore 

di lavoro, la formazione in Asia era necessaria affinché il futuro consulente 

alla clientela imparasse quali fossero i materiali impiegati e si impratichisse 

con la tipologia dei prodotti da vendere. Contrariamente a quanto inizialmente 

preteso dall’UCIAML, non è in questa sede più contestato che la formazione 

all’estero sia stata una delle cause della mancata conclusione di un contratto 

di lavoro. Infatti, la necessità di seguire preliminarmente un corso di un mese 

in Tailandia, nella provincia nord-est di Nakhon Ratchasima, era stata 

confermata dal responsabile della ditta nell’ambito del colloquio di assunzione 

ed era contenuta espressamente nelle condizioni d’impiego protocollate da 

quest’ultimo.

b) L’assicurato ha trent’anni ed è senza obblighi di famiglia, anche se vive ancora 

con i genitori. In base alla sua formazione ha buone conoscenze della lingua 

inglese e ha dimestichezza con il tedesco. In questo senso il fatto di restare 

lontano da casa per un mese, disponendo di vitto e alloggio e frequentando 

un corso in una lingua di sua comprensione, non rappresenta certo un motivo 

di inesigibilità. La questione che si pone a proposito della formazione riguarda 

invece il luogo di soggiorno. In principio, la LADI non conosce una base legale 

per obbligare gli assicurati a recarsi all’estero per una formazione. In base alla 

Circolare sui provvedimenti inerenti al mercato del lavoro (PML A21) che si 

rifà alla giurisprudenza (sentenza del TF C 44/04 dell’8 giugno 2004 e 

riferimenti), i provvedimenti all’estero sono autorizzati soltanto a titolo 

eccezionale e in presenza di validi motivi. In particolare, se in Svizzera non vi 

è alcuna possibilità di raggiungere l’obiettivo prefissato in modo adeguato e 

conveniente. Nell’evenienza la possibilità di una formazione in Svizzera o 

dintorni è stata a priori esclusa dal potenziale datore di lavoro, anche se per 

questo Giudice tale rifiuto lascia alcune perplessità. Non è infatti del tutto 

chiaro per quali motivi il futuro venditore dovesse imperativamente recarsi sul 

posto di produzione per acquisire conoscenze sui materiali e i prodotti da 

vendere in un mondo dove le nuove forme di comunicazione e le tecnologie 

richiedono sempre meno degli spostamenti fisici. Di norma tali cognizioni 

dovrebbero essere apprendibili anche altrimenti (da una documentazione 

scritta, da un filmato, da un corso online). Analogamente a quanto trova 

validità per i PML, se in via eccezionale da un assicurato può essere preteso 

un soggiorno per formazione all’estero in un paese limitrofo secondo il luogo 

di domicilio e della relativa vicinanza con il posto di lavoro, la questione è ben 

diversa trattandosi della necessità di recarsi in un altro continente, in un paese 

di cultura completamente diversa dalla nostra e dove vigono condizioni di vita 

e lavoro essenzialmente differenti. Per il Tribunale amministrativo l’esigibilità 

di un simile soggiorno non può essere ammesso a priori, anche se si tratta di 

un periodo di formazione di un solo mese per un giovane trentenne senza 

impegni di famiglia. Anche l’alto rischio di maremoti e il fatto che si tratti di un 

paese dove vige ancora la pena di morte sono caratteristiche magari irrilevanti 

per alcuni, ma simili particolarità possono avere un effetto deterrente per altri. 

Se poi si considera il clima politico del paese, il tipo d’impiego in oggetto e le 

aspettative poste dal datore di lavoro il rifiuto opposto dall’istante non può 

essere oggetto di censura. Infatti, come non è neppure contestato da 

controparte, il regno di Tailandia è un paese attualmente politicamente 

instabile. Come documentato anche dalla stampa locale, nell’aprile del 2009 

il Governo decretava lo stato di emergenza per la capitale e dintorni in seguito 

alle manifestazioni che provocavano disordini da settimane, con morti 

(Corriere del Ticino del 12 aprile 2009 e Mondo del 13 aprile 2009). I disordini 

continuavano e si disacerbavano ancora una volta nella primavera del 2010. 

Il corso che l’istante era tenuto a seguire era previsto per il mese di marzo 

2010. Le preoccupazioni quanto alla propria incolumità personale erano 

pertanto giustificate. Il fatto che molte agenzie di viaggio continuavano e 

continuino ad offrire viaggi in Tailandia e che tale paese resti un’ambita 

destinazione per le vacanze non cambia nulla alla legittima preoccupazione 

del ricorrente, non trattandosi di un viaggio di propria scelta in una nota 

stazione turistica. 

c) Nell’ambito del colloquio di lavoro era stata discussa la garanzia di 

permanenza nella ditta per la durata di quattro o cinque anni, con un salario 

mensile di fr. 4'350.-- (nessuna gratifica e nessuna tredicesima). L’istante dal 

canto suo riteneva di non poter dare una simile garanzia prima di conoscere 

concretamente il tipo di lavoro, deducendo si trattasse di un impiego di tipo 

semplice e ripetitivo. Concretamente egli proponeva in alternativa, in data 18 

gennaio 2010, di iniziare immediatamente l’attività nonché di decidersi per il 

corso in Tailandia e per la garanzia di restare a lavorare per la ditta per anni 

al trascorrere dei tre mesi di prova, dopo aver avuto la possibilità di conoscere 

le mansioni assegnategli e di aver ottenuto maggiori ragguagli sull’attività 

svolta. L’assicurato evocava pure la propria disponibilità a svolgere la 

formazione in Svizzera o nei dintorni. Poiché anche la proposta di un simile 

tipo di formazione non veniva accettata dal datore di lavoro, il candidato 

rifiutava di assumere l’impiego. Per questo Giudice, alla luce delle concrete 

circostanze, non è dato intravedere una colpa nell’agire del ricorrente. Il 

particolare settore di attività in parola, il corso di formazione in Tailandia e la 

garanzia di una lunga permanenza erano dei fattori che nel loro insieme 

rendevano del tutto legittima la proposta di iniziare con il periodo di prova 

anziché impegnarsi sin dall’inizio con la formazione all’estero e con la 

garanzia di un impiego a lungo termine. Il fatto che il contratto non fosse 

previsto a tempo determinato, non è qui determinante, incontestato essendo 

il fatto che il datore di lavoro avesse richiesto all’istante la garanzia di una 

permanenza sul posto di lavoro per un minimo di quattro o cinque anni. Ne 

discende che per aver rifiutato di assumere l’occupazione al ricorrente non 

può essere imputata alcuna colpa. 

4. In conclusione, il ricorso è accolto e la decisione di sospensione dal diritto 

all’indennità annullata. Giusta l’art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA, la procedura è 

gratuita. Il ricorrente che vince la causa e che si è avvalso della collaborazione 

di una rappresentante legale ha diritto alla rifusione delle ripetibili (art. 61 lett. 

g LPGA). Il procedimento dinnanzi al Tribunale amministrativo ha preso inizio 

con la decisione su opposizione del 23 giugno 2010. Per questo della nota 

d’onorario introdotta della legale possono essere presi in considerazione solo 

gli onorari ed i costi insorti a partire da tale data. Le ripetibili risultano allora 

composte dalle ore 5:10 di tempo impiegato per il disbrigo della pratica a fr./h 

250.-- per complessivi fr. 1'275.-- e dalle spese di fr. 146.--. La somma di tali 

poste maggiorata del 7.6% di IVA, dà un ammontare complessivo di fr. 1'529.-

-.  

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto e la decisione impugnata annullata.

2. La procedura è gratuita.

3. L’Ufficio per l’industria, arti e mestieri e lavoro dei Grigioni versa a … fr. 1'529.-

- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.