# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3d4f34cf-2cbc-5cfe-bfb5-639412166811
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-07-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 21.07.2005 72.2005.36
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2005-36_2005-07-21.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2005.36

  	
  Lugano,

  21 luglio 2005/nh

  	
  In
  nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte delle assise criminali

  
	
   

   

   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giovanna Roggero-Will (Presidente)

  GI 1 

  GI 2 

   

  

 

	
  e dagli assessori giurati:

  	
  AS 2 

  AS 3 

  AS 4 

  AS 5 

  AS 6 

   

  

 

	
  con la segretaria:

  	
  Valentina Tuoni, vicecancelliera

  

 

 

Conviene oggi nell’aula penale di
questo Palazzo di giustizia

 

 

	
  per giudicare

  	
  AC 1

  e domiciliato a  

   

  
	
   

  	
  detenuto dal 26 al 27 luglio 2004 e dal 12 agosto 2004;

  

 

 

prevenuto colpevole di:

 

                                   1.   mancato omicidio
intenzionale plurimo

per avere, a Savosa, nella notte tra l’11/12.08.2004, 

con attrezzo atto allo scopo, tagliato il tubo di gomma del
sistema frenante che comanda il freno anteriore sinistro della vettura Peugeot
405 colore rosso, targata __________, 

di proprietà di PC 2 ed intestata a __________ e parcheggiata
all’esterno dell’abitazione di PC 2, perlomeno mettendo in conto che tale
azione avrebbe potuto provocare la morte degli occupanti della vettura,
segnatamente di PC 2 - che aveva fatto conoscere a fine giugno 2004 alla sua
ex-fidanzata __________ con la quale aveva avuto una relazione di oltre 13
anni, dal 1988 al 2001, il nuovo compagno PC 4) e della sua convivente PC 3 -
ciò a seguito della drastica perdita di efficacia del sistema frenante (almeno
del 50 %) che avrebbe reso impossibile far arrestare la vettura in tempo utile
prima di ostacoli o imprevisti; in aggiunta la vettura, così alterata, aveva
una pericolosa tendenza, in caso di frenata, già ad una velocità di 50 km/h, a
deviare di traettoria, e meglio come descritto nella perizia tecnica, con
relativo complemento, dell’ing. PE 2 del 30 settembre rispettivamente del 27 settembre
2004 in atti; l’evento non si è realizzato per circostanze fortuite, essendosi
manifestati gli effetti del taglio all’impianto frenante (pedale a fondo corsa)
in occasione di una manovra di parcheggio, a velocità ridotta, a Lugano, il
giorno 12 agosto 2004; reato contestato;

 

                                   2.   coazione ripetuta (stalking)

per avere, tra gli inizi di luglio ed il 12 agosto 2004, a Lamone,
Bedano, Savosa, ed in altre località del Cantone, 

usato minaccia di grave danno contro PC 1 e PC 4, minacciandoli di
morte e di grave pregiudizio all’integrità fisica ed inoltre controllandoli,
pedinandoli, derubandoli, violando il loro domicilio, segnatamente:

 

                                2.1   dal 20 al 26 luglio
2004, a Lamone, Savosa, Bedano ed in altre località del Cantone, 

inviato messaggi SMS, e vocali con voce alterata, 

tramite l’utenza __________, intestata a PC 1 ed a lui in uso, e
tramite l’utenza prepagata __________, 

di cui non si è potuto risalire all’intestatario, al fine di
importunare, inquietare e minacciare PC 1 e PC 4, facendo anche riferimento ai
furti commessi ai loro danni (vedi p.to 3.2.e 3.3 del presente atto d’accusa),
telefonando sulla di lei utenza mobile __________, nonché sull’utenza
telefonica fissa di PC 4 __________ e meglio:

 

                             2.1.1   dallo __________:

 

                                                      il 20.07.2004, 13:29:        “Ricorda
che se salta fuori la storia di san gallo io vado male ma non so lui se starà
ancora con te”;

 

                                                      il 24.07.2004, 07:36:        “Ne
hai preso uno già con un bimbo e sta divorziando ? Uno che ha fame di . . . 
Quanti bei bacietti che ti data tenendoti i capelli e ti facevi mordere le
labbra ? Hai fame di sesso ?  E quando sei arrivata subito in bagno a lavarti
era così bagnata?”

 

reati ammessi;

 

                             2.1.2   dallo
__________:

 

                                         il 24.07.2004, 21:56:        “Fate
poco i dolci le bocche non si devono toccare”;

 

                                                      il 24.07.2004, 22:03:        “Noi
siamo terroristi del irak e difendiamo un nostro amico che noi riteniamo
importante e vitale noi sappiamo come essere molto convincenti”;

 

                                                      il 25.07.2004, 01:02:        “Le
mutande anche se nuove e belle ma stanno al loro posto e niente toccatine alla figa”;

 

                                                      il 25.07.2004, 02:41:        “Guarda
che sapevo che arrivava la polizia ho sentito la chiamata”;

 

                                                      il 25.07.2004, 03:02:        “Povero
__________ andare in galera x avere ucciso una ragazza con il suo cortello ? Ne
valeva la pena x te”;

 

                                                      il 25.07.2004, 09:39:        “Io
non rido peccato x il bimbo ne vale la pena ! Non andare da lui”

 

                                                      il 25.07.2004, 19:28:        “Non
serve piantonare la sua casa con i suoi genitori e la sua vicina noi colpiamo
ugualmente il nostro obiettivo ! Noi le consigliamo di lasciare lui e tornare
dal signor AC 1 seno la sua vita sarà un inferno ! Bello il giardino oggi?”

 

                                                      il 25.07.2004, 20:52:        ”Rifletta
non penso che il suo amico voglia questo x ciò lo lasci eviti questa tortura
anche x il bimbo ? Abbiamo contatti con dubai e ci moviamo veloci  vuole vivere
negli ospedali e vedere loro mal messi ci rifletta lo lasci e torni da AC 1 !
La sua vita sarà un inferno peggio di ora lo vuole ?”

 

                                                      il 25.07.2004, 21:37:        “Vediamo
che continui e sei ancora da lui bene e dove andate adesso con la sua auto”

 

                                                      il 25.07.2004, 21:50:        “Bravi
a giocare ma vali così tanto anche di morire ?”

 

                                                      il 25.07.2004, 22:08:        “Senta PC 1 i clinex
lato destro del letto dicono che dorme li lei come sua abitudine e i pupazzi di
__________ con la gola tagliata ? Lui un grande militarista con un colpo di
canone a casa ?”

 

                                                      il 25.07.2004, 22:13:        “anche
la madre di __________ è disposta a giocare la vita del bambino x una donna è
sempre suo figlio ? O forse non sa ancora nulla ?”

 

                                                      il 26.07.2004, 12:17:        “Bene
brava signorina vediamo che lei perseguita ed è ancora da lui oggi e ci sono
anche la polizia brava !”

 

                                                      il 26.07.2004, 12:42:        “Ma lei è stupida vele
così poco la loro vita x lei ? Si ricordi che se ci scopa sarà una delle ultime
volte x tutti e due ? Ci pensi cosa vuole la vita o;”

 

                                                      il 26.07.2004, 14:20:        “Vedo che è ancora
lei a fare cosa magari sesso?”

 

                                                      reati contestati;

 

                             2.1.3   tra il 24 e 25 luglio
2004, a __________, 

sulla segreteria telefonica dell’appartamento di PC 4, con voce
alterata:

 

"mio caro amico , non credo che questa donna
meriti tutto questo, è troppo pericoloso per te …(incomprensibile)…tuo figlio.
Lascia perdere, è un consiglio che ti diamo”;

 

 “__________,
mi pare di capire che avere tutti questi problemi per una donna…tuo figlio
valga di più che la tua… (incomprensibile) …di lei…( incomprensibile)…tua
ex-moglie”;

 

                                                     reati contestati;

 

                                2.2   tra il 22 ed 23 luglio
2004, a Bedano, 

derubando PC 1, nelle circostanze descritte al pto 3.3 del
presente atto d'accusa; reato contestato;

 

                                2.3   il 23 luglio 2004, a Savosa,

spiando PC 1 e PC 4 presso la sua abitazione, come descritto al p.to
5.2 del presente atto d’accusa e preannunciando a PC 4, che avrebbe fatto di
tutto per impedire la relazione, minacciando di prendersela anche con il di lui
figlio, reato parzialmente ammesso; 

 

                                2.4   tra il 24 ed il 25
luglio 2004 a Savosa, 

derubando PC 4 e danneggiandone la proprietà nelle
circostanze descritte al pto 3.4, 

usando un coltello od un oggetto simile non rinvenuto, 

tagliato la gola a due peluches appartenenti al figlio di PC 4, di
anni 4, scrivendo sul rotolo della carta igienica la parola BUM, ripetutamente
per circa 60 cm, 

sottraendo una scatola di fazzoletti di carta marca kleenex, in
uso abitualmente alla ex fidanzata PC 1; 

reato contestato;

 

                                2.5   perlomeno tra il 10 ed
22 luglio 2004, 

pedinando ripetutamente PC 1, 

sia in moto, nelle circostanze descritte al pt. 7. e 8. del
presente atto, che in auto, reato parzialmente ammesso;

 

intralciando in questo modo la libertà di agire delle due vittime,
nei confronti dell’ex fidanzata per costringerla a riallacciare la loro
relazione, nei confronti del nuovo compagno per costringerlo ad interrompere la
relazione con PC 1;

 

                                   3.   furto ripetuto

per avere, allo scopo di procacciarsi un indebito profitto, 

ed al fine di appropriarsene, sottratto ripetutamente cose mobili
altrui, e meglio:

 

                                3.1   in data imprecisata
tra il 7 gennaio 2003 ed il 31 luglio 2004, 

a Bioggio, ai danni del suo datore di lavoro sino al 31 luglio
2004, la __________, 

sottratto 5 motori di porte-garages marca Normasthal , 

del valore complessivo di Fr. 1980.-- circa , 

nonchè 27 tubetti di silicone per un valore complessivo di 

Fr. 135.--, refurtiva recuperata nella cantina dell’appartamento
in uso all’accusato a __________; reato contestato;

 

                                3.2   in data imprecisata
nella primavera 2004, a __________, 

nel locale lavanderia presso l’abitazione di PC 1, sottrattole, a
più riprese, vari capi di biancheria intima, 

in parte recuperata (un perizoma azzurro) nell’appartamento
dell’accusato a __________; reato contestato;

 

                                3.3   tra il 22 ed il 23
luglio 2004, a __________, 

previo scasso della porta d’entrata dell’appartamento sito al 3°
piano, sottratto all’ex-fidanzata PC 1, 

costituitasi parte civile, quasi tutta la biancheria intima, 

costumi da bagno, magliette, scarpe, alcuni gioielli, della
bigiotteria, un classificatore con la contabilità 2004 (fra cui la
documentazione attestante i debiti che l’accusato aveva accumulato nei suoi
confronti per un importo di circa fr. 30'000), un’agenda, due vibratori, le
solette delle scarpe invernali, 

per un’entità del refurtiva di fr. 8’305.-, refurtiva in parte
recuperata nella vettura dell’accusato (due anelli e due certificati veterinari
dei gatti) ed in parte presso la sua abitazione (un perizoma nero); reato
contestato;

 

                                3.4   tra il 24 ed il 25
luglio 2004, a Savosa, 

previo scasso della portafinestra dell’appartamento sito al
pianterreno, sottratto a PC 4, costituitosi parte civile, un coltello da caccia
marca Buck Knives con lama a scomparsa, un’asciugamani, una scatola di
fazzoletti di carta marca kleenex e delle chiavi di proprietà dei vicini PC 2 e
PC 3, costituitisi parte civile, per una refurtiva complessiva denunciata da PC
4 di fr. 245, e da PC 2 e PC 3 di fr. 656; reato contestato;

 

                                   4.   danneggiamento ripetuto

per avere, ripetutamente intenzionalmente deteriorato, 

distrutto o reso inservibili cose altrui e meglio:

 

                                4.1   nelle circostanze e di
tempo e luogo di cui al pto 3.3 del presente atto d’accusa, 

danneggiando la porta principale dell’appartamento ed altri
oggetti per complessivi fr. 2’744.60, di cui fr. 1203.75 a carico diretto della
parte civile; reato contestato;

 

                                4.2   nelle circostanze e di
tempo e luogo di cui al pto 3.4 del presente atto d’accusa, 

danneggiando il serramento della portafinestra, nonché tagliando
due animaletti di peluches nella stanza del figlio (v. anche pto 2.4 del
presente atto d’accusa); reato contestato;

 

                                4.3   tra l’11 ed il 12
agosto 2004, a Savosa, 

deteriorato intenzionalmente l’impianto frenante della vettura di
proprietà di PC 2, costituitosi parte civile, 

come descritto nel pto 1. del presente atto d’accusa, causandogli
un pregiudizio quantificato in fr. 200.-; reato contestato;

 

                                   5.   violazione di domicilio
ripetuta

per essersi ripetutamente indebitamente introdotto,

 e contro la volontà dei rispettivi aventi diritto, in case,
abitazioni, e giardini cintati ed attigui a case e meglio:

 

                                5.1   nelle circostanze di
cui ai pti 3.3. e 3.4 del presente atto d’accusa; reati contestati;

 

                                5.2   il 23 luglio 2004, ai
danni di PC 4 essendo l’accusato penetrato nel suo giardino; reato ammesso;

 

                                5.3   il 12 agosto 2004 a Savosa
nei giardini privati di PC 2 e PC 3 e rispettivamente PC 4; 

reato contestato;

 

                                   6.   abuso di impianti di
telecomunicazioni ripetuto

per avere, dal 20 al 26 luglio 2004, a Lamone, Savosa, Bedano ed
in altre località del Cantone, 

per malizia utilizzato abusivamente l’impianto telefonico tramite
l’utenza __________, intestata a PC 1 ed a lui in uso, e tramite l’utenza
prepagata __________, di cui non si è potuto risalire all’intestatario, 

al fine di importunare, inquietare e minacciare l’ex-fidanzata PC
1, sulla sua utenza __________, 

nonché il suo compagno PC 4 sulla sua utenza telefonica fissa __________
e meglio come ai messaggi SMS e vocali riportati nel pto. 2.1 del presente atto
d’accusa; 

reato parzialmente ammesso;

 

                                   7.   abuso della licenza o
targhe ripetuto

per essersi, tra il 10 ed il 16 luglio 2004, a Lugano, 

ai danni della PL 2, intenzionalmente appropriato della targa di
controllo __________, allo scopo di farne uso, tra il 16 ed il 21 luglio 2004, 

nel Luganese, in territorio di Lamone, Bedano, Savosa, Taverne ed
in altre località limitrofe applicandola sulla sua moto Suzuki Gsx-R 750; la
targa è stata restituita il 22 luglio 2004 dall’accusato infilandola nella
bucalettere del Comune di Lamone; reato parzialmente ammesso;

 

                                   8.   veicoli a motore senza
licenza di circolazione ripetuto

per avere, nelle circostanze di tempo e luogo di cui al pto 7. del
presente atto d’accusa, 

circolato con il motoveicolo marca Suzuki Gsx-R 750 privo della
targa di controllo richiesta; reato ammesso;

 

                                   9.   disobbedienza a
decisioni dell'autorità ripetuta 

per avere, in data 26 luglio 2004 e tra l’11 ed il 12 agosto 2004,

a Savosa, omesso di rispettare, la decisione intimatagli dal
Procuratore pubblico il medesimo giorno, che gli vietava di avvicinarsi a PC 1
ed a PC 4, alle loro abitazioni ed ai loro parenti stretti e di telefonare
loro, come da relativo verbale di interrogatorio di polizia del 26 luglio 2004,
sottoscritto dall’accusato; reato contestato;

 

                                10.   appropriazione semplice

per avere, tra l’aprile 2003 ed il luglio 2004, a Cadempino,
durante il lavoro di riparazione di una porta garage effettuato per il suo
datore di lavoro __________, 

sottratto a PL 3, presso la sua abitazione, 

il suo passaporto CH nr. __________ con il suo nome da nubile __________,
annullato; reato ammesso;

 

                                11.   pornografia

per avere, dal 11 settembre 2002 al 23 febbraio 2003, a Lamone
presso la propria abitazione, fabbricato, 

salvandole sul suo computer dopo averle scaricate da internet, 15
immagini vertenti su atti sessuali con animali; reato contestato;

 

                                12.   contravvenzione LStup
ripetuta

per avere, senza essere autorizzato, 

nel periodo gennaio 2004 agosto 2004 in luogo imprecisato, 

in due occasioni detenuto, per il proprio consumo, 

al proprio domicilio, grammi 2.6 lordi di canapa, 

rinvenuti in occasione della perquisizione del 26 luglio 2004, 

e grammi 6.5 lordi di canapa, rinvenuti in occasione della perquisizione
del 15 settembre 2004; reato ammesso;

 

fatti avvenuti nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reati previsti art. 111 CP richiamato l’art. 22 cpv. 1 CP, art.
137 Cifra 1 CP, art. 139 Cifra 1 CP, art. 144 cpv. 1 CP, art. 179septies CP, art.
181, art. 186 CP, art. 197 cifra 3 e 3bis CP, art. 292 CP,  art. 96 LCS e art.
97 LCS; art. 19a LFStup;

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 35/2005 del 22 marzo 2005, emanato dal Procuratore pubblico.

 

 

	
  Presenti

  	
  § Il PP 1.

  § L'accusato AC 1 assistito dal
  difensore d'ufficio 

     DUF 1.

  § L'avv. RC 2 in rappresentanza delle PC PC 2
  e PC 3, costituitosi in collegio difensivo insieme all'avv. RC 1,
  rappresentante della PC 1

   

  

 

Espleti i pubblici dibattimenti 

                                     -   giovedì        14 luglio 2005  dalle ore 9:30 alle ore 16:45

                                     -   venerdì        15 luglio 2005 dalle ore 9:30 alle ore 16:50

                                     -   lunedì          18 luglio 2005 dalle ore 9:30 alle ore 15:35

                                     -   martedì       19 luglio 2005 dalle ore 9:30 alle ore 17:15

                                     -   mercoledì   20 luglio 2005
dalle ore 9:30 alle ore 10:30

                                     -   giovedì        21 luglio
2005 dalle ore 9:30 alle ore 19:35.

 

 

Il Procuratore pubblico
rettifica il capo di accusa no. 7:

 

"restituita
il 21" e non il "22" 
come scritto nell'atto di accusa.

 

 

	
  SUBORDINATE

  

 

La Presidente, d'accordo le
parti, prospetta le seguenti subordinate:

 

-   In alternativa al capo di accusa di mancato omicidio intenzionale
plurimo:

 

    "è invece colpevole di esposizione a pericolo della vita
altrui per avere tagliato, senza scrupoli, il tubo di gomma del sistema
frenante anteriore sinistro della vettura Peugeot 405 di PC 2, mettendo così in
pericolo la vita di PC 2, la vita di altri eventuali occupanti della vettura e
di altri utenti della strada"

 

-   In alternativa al capo di accusa di mancato omicidio intenzionale
plurimo:

 

    "lesioni gravi mancate"

 

-   In alternativa al capo di accusa di furto AA 3.1:

 

    "appropriazione indebita"

 

-   In alternativa al capo di accusa di furto AA 3.2:

 

    "furto di poco entità;

 

-   In alternativa al capo di accusa di furto AA 3.4:

 

    "furto di poco entità"

 

D'accordo le parti la Presidente,
relativamente al capo di accusa di coazione aggiunge il seguente "per
avere":

 

"tagliando il tubo
dell'impianto frenante"

 

D'accordo le parti la Presidente,
relativamente al capo di accusa di veicoli a motore senza licenza di
circolazione ripetuto, propone il seguente "per avere":

 

"per avere, nelle circostanze di tempo e di luogo di cui al
punto 7 dell'atto di accusa, circolato con il motoveicolo marca Suzuki Gsx-R
750 privo della necessaria licenza di circolazione e della prescritta
assicurazione di responsabilità civile"

 

D'accordo le parti la Presidente,
relativamente al capo di accusa di pornografia, propone il seguente "per
avere":

 

"è invece colpevole di pornografia per essersi procurato per
via elettronica, scaricandole da internet, ed aver posseduto 15 immagini
vertenti su atti sessuali con animali".

 

 

 

 

Sentiti                        §   Il Procuratore pubblico, per la sua
requisitoria, il quale chiede la conferma dell'atto di accusa ed in particolare
dell'accusa di coazione (DTF 129 IV 262), di pornografia (DTF 131 IV 16) e di
omicidio intenzionale plurimo mancato trattandosi di reato commesso per dolo
eventuale (DTF 130 IV 59). AC 1 ha condiviso le conclusioni del perito PE 2 in
punto alle conseguenze della manomissione all'impianto frenante, aveva vissuto
una situazione analoga, e conosceva il percorso che il PC 2 doveva fare per
recarsi al lavoro. Con il taglio del tubo dell'impianto frenante AC 1 non era
più in grado di controllare il rischio, ciò che esclude l'applicazione
dell'esposizione a pericolo della vita altrui (STF 6S.180/2003 del 24.7.2003).

Procede quindi all'evocazione degli indizi che vedono l'accusato
quale autore della manomissione.

-  DUF 1 è stato
visto sul luogo del delitto dal PC 2 e da __________. Il riconoscimento ad
opera del PC 2 è da ritenere fedefacente in considerazione dell'assenza di disturbi
oculari, della buona visibilità di quella sera, della distanza relativamente
ravvicinata, della conoscenza decennale tra l'accusato ed il PC 2 e della
particolare configurazione fisica dell'accusato.

-  Le conoscenze
tecnico meccaniche del AC 1.

-  La stretta
connessione temporale tra il taglio e l'avvistamento del AC 1 nel giardino del PC
2.

-  La facilità
dell'operazione grazie anche alla posizione della ruote sinistra della macchina
posteggiata ed alla particolare configurazione dei luoghi che permetteva di non
essere visti.

-  La conoscenza
del AC 1 del domicilio e del tipo di macchina in uso al PC 2.

-  Il tempo a sua
disposizione dopo la visione del primo film per recarsi sul luogo ed agire.

Sottolinea come l'accusato non sia credibile in considerazione deI
vizio di raccontare bugie, e dell'apparente sfida messa in atto dal AC 1 con
gli inquirenti tesa a negare anche l'evidenza.

Evidenzia il particolare stato psichico vissuto dall'accusato in
quei giorni testimoniato dalla PC 1 e dal AC 1 per quanto osservato la sera del
23 luglio. La rabbia e la gelosia ne dettarono le azioni. AC 1 però colpisce,
come già lo aveva fatto a San Gallo, i più deboli e quindi non colpisce né il PC
4 - che lo aveva minacciato e la cui vettura era sempre posteggiata nel garage-
né PC 1 - che era, malgrado l'ambivalenza dei sentimenti e malgrado la donna lo
facesse sentire una nullità, l'oggetto dei suoi desideri. AC 1, forse in un
momento di rabbia e forse per ragioni pratiche, agisce ai danni del PC 2, che
sapeva essere amico di PC 1 e sapeva che aveva giocato il ruolo di cupido tra
lei ed il suo vicino di casa.

La gelosia del AC 1 nei confronti di PC 1 è paranoica. L'accusato
mette in atto gesti che vogliono spaventare la coppia per far rompere
l'idillio. La vendetta lo spinge all'azione. Il AC 1 è poi una persona
pericolosa a cui basta poco per agire e mettere in atto gesti in apparenza
inspiegabili come aveva già fatto in passato a San Gallo. I precedenti da
minorenne acquistano importanza nella misura in cui forniscono un quadro del
modus operandi del AC 1 che si ripropone con regolarità negli anni.

AC 1 è uno stalker caratterizzato da una rabbia immotivata,
dall'idea delirante che PC 1 è sua e di nessun altro. Lo stimolo è
imprevedibile. PC 2 abita vicino al PC 4 e quindi lo prende di mira in modo da
far capire alla donna che lui ("gli iracheni") fa(nno) "sul
serio".

Per quanto concerne il furto ai danni della PC 1 e del PC 4, il
genere di refurtiva lo indica come unico autore possibile e probabile. Inoltre,
l'autore degli abusi di impianti telefonici non può che essere il AC 1, e ciò
in considerazioni di numerosi indizi:

-  l'uso della
parola "cortello"

-  l'indicazione
di "i terroristi irakeni" che sposano la sua causa sentimentale

-  la volgarità
dei testi;

-  la concomitanza
tra quanto osservato in occasione dei suoi pedinamenti e i testi dei messaggi;

-  l'evocazione
della scatola di Kleenex;

-  l'indicazione
del nome del figlio del PC 4;

-  la rievocazione
della refurtiva del furto in casa PC 4 e di quanto visto a casa sua in punto
alla carriera militare dell'uomo.

Indizi che confermano pure la paternità del furto a casa del PC 4
aggiunti alla scritta "BUM" sulla carta igienica a seguito della
minaccia del PC 4 di sparargli se si fosse riavvicinato alla sua famiglia, e
delle gole tagliate ai peluches a seguito delle sue minacce rivolte al figlio
del PC 4 il 23 luglio 2004.

L'ostinazione, le minacce, gli sms, i pedinamenti, i
danneggiamenti finiscono quando lui viene arrestato. Numerosi sono i lapsus in
inchiesta che vedono il AC 1 ammettere un fatto per poi ritrattarlo. L'accusato
si dichiara disposto a farsi curare ma poi non lo fa, affronta il carcere con
serenità quasi fosse una implicita richiesta d'aiuto.

Il Procuratore prosegue chiedendo pure la conferma dell'imputazione
di furto ai danni del datore di lavoro in considerazione della testimonianza
del __________, della refurtiva rinvenuta a casa del AC 1 e della tendenza
dell'accusato a rubare a danni dei propri datori di lavoro. Chiede altresì la
conferma dell'imputazione di furto ai danni della PC 1 nella primavera del 2004
in considerazione delle testimonianza della PC 1 e di quanto osservato dalla
sua vicina di casa.

Per la commisurazione della pena sottolinea la gravità oggettiva
dei reati commessi, l'assenza di pentimento, l'atteggiamento negatorio ed
ostinato davanti anche all'evidenza che ne testimonia - visti anche i suoi
precedenti - la pericolosità dell'accusato. Da sola l'imputazione di omicidio
mancato giustificherebbe, secondo il PP, una pena di 6 anni. In considerazione
della scemata responsabilità e del concorso con le altre imputazioni, il PP
chiede che AC 1 venga condannato alla pena di 4 anni e 6 mesi e chiede che, in
costanza di espiazione di pena, venga ordinato un trattamento ambulatoriale ex
art. 43 CP così come suggerito dal perito. Chiede, da ultimo, la revoca della
sospensione condizione della pena di 5 giorni di detenzione inflitti con DAC
8.7.2004 e la confisca di quanto in sequestro.

 

                                    §   RC 1, rappresentante
della PC PC 1, il quale, associandosi alla requisitoria della pubblica accusa,
chiede la conferma dell'atto di accusa che vede PC 1 quale vittima.

Chiede inoltre che AC 1 venga condannato al pagamento di fr.
26'181,75 di cui fr. 8'305.-- corrispondono al valore degli oggetti sottratti
dal domicilio in occasione del furto del 22/23 luglio 2004, fr. 1'023,75
corrispondono ai costi di riparazione della porta d'entrata forzata dal Acco1,
fr. 185.-- corrispondono ad ulteriori danni, fr. 488.-- corrispondono al prezzo
di acquisto di un nuovo telefono, fr. 12'000.-- corrispondono alle spese legali
e fr. 4'000.-- corrispondono al risarcimento del torto morale a dipendenza
della coazione subita e della grave, illecita limitazione della formazione e
dell'esercizio della volontà della vittima che ne è conseguita durante un
periodo ininterrotto di oltre un mese.

 

                                    §   RC 2, rappresentante
delle PC 2 e PC 3, il quale, associandosi alla requisitoria della pubblica
accusa, chiede la conferma dell'atto di accusa che vede PC 2 e PC 3 quali
vittime. Chiede inoltre che AC 1 venga condannato al pagamento di un'indennità
di fr. 14'271.-- di cui fr. 200.-- corrispondono alla sostituzione della chiave
della scuola media, fr. 240.-- corrispondono alla sostituzione dei cilindri,
fr. 207.-- corrispondono al valore di oggetti vari, fr. 200.-- corrispondono
alla riparazione dei freni, fr. 10419,55 corrispondono alle spese legali e fr.
2'000.-- di torto morale per PC 2 e fr. 1'000.-- di torto morale per PC 3 per
la sofferenza patita a causa dell'agire del AC 1.

 

                                    §   Il Difensore,
il quale non contesta il reato di coazione limitatamente al capo di accusa AA2.1.1,
il furto ai danni del datore di lavoro di cui al capo di accusa AA3.1, la
violazione di domicilio ai danni del PC 4 il 23.7.2004, il reato di abuso di
impianti di telecomunicazioni limitatamente ai primi 2 SMS, i capi di accusa
AA7, AA8, AA10, AA11 - riservato l'aspetto soggettivo - e il capo di accusa
AA12.

Contesta, per contro, sia il reato di omicidio intenzionale
plurimo sia il reato di esposizione a pericolo della vita altrui e anche della
subordinata di lesioni colpose gravi.

AC 1 non ha tagliato i freni della macchina del PC 2. Non vi sono
indizi oggettivi che colleghino AC 1 al taglio del tubo. L'accusa si basa
unicamente sul riconoscimento del PC 2 che avrebbe scorto il AC 1 nel suo
giardino, e comunque non vicino alla sua autovettura. La difesa contesta
l'attendibilità del riconoscimento avvenuto da tergo, a distanza, con scarsa
visuale ritenuto che PC 2 ha avuto problemi di vista e che non vedeva il AC 1 -
il quale nel frattempo aveva perso peso - da più di un anno. Il riconoscimento
è frutto di suggestioni indotte dagli avvenimenti che hanno preceduto la sera
del 12 agosto 2004. Contesta altresì l'attendibilità delle dichiarazioni di __________
in particolare in punto all'orario in cui avrebbe visto il AC 1 transitare
dalla Cappella delle due mani. Contesta pure il movente: gli innegabili litigi
tra PC 2 e la PC 1 non sono mai sfociati in atti di violenza. Nemmeno la sua
gelosia nei confronti di eventuali rivali è mai sfociata in atti di violenza. AC
1 non sapeva che il PC 2 avesse presentato PC 1 a PC 4, non conosceva la sua
autovettura e non era neppure certo che abitasse in via __________. L'accusato
ha visto solo il cognome del PC 2 sui campanelli. Non ha per contro visto il
nominativo sulla buca lettere che comunque potrebbe essere stato nel frattempo
cambiato.

Nella denegata ipotesi di una diversa conclusione da parte della
Corte, contesta comunque entrambi i reati in assenza rispettivamente
dell'intenzione di uccidere PC 2 - nemmeno per dolo eventuale - e
dell'intenzione di creare un pericolo per la vita del PC 2 poichè AC 1 poteva
contare su una pronta reazione di quest'ultimo. In relazione al reato di
esposizione a pericolo della vita altrui contesta la realizzazione del
presupposto oggettivo della creazione di un immediato e grave pericolo poiché
il PC 2 è un guidatore esperto e contesta, pure, l'esistenza di un rapporto di
causalità tra la manomissione e il supposto grave pericolo a causa dello stato
deteriorato dei freni della macchina del PC 2.

 

Conclude, quindi, chiedendo il proscioglimento dalle imputazioni
di omicidio intenzionale plurimo mancato, esposizione a pericolo della vita
altrui, lesioni colpose gravi, in via principale, per mancanza di prove e, in
via subordinata, per mancanza dei presupposti oggettivi e soggettivi.

Chiede, perciò, l'immediata scarcerazione del suo patrocinato.

In via ancor più subordinata, chiede che la pena non ecceda i 18
mesi di detenzione visto il grado di scemata responsabilità. Chiede, in tal
caso, la concessione del beneficio della sospensione condizionale. Non si
oppone alla pronuncia di misure ex art. 43 CP ma non in un contesto di
espiazione di pena. Aggiunge che il suo patrocinato si è impegnato a non più
avvicinarsi né infastidire la sua ex fidanzata. Contesta le pretese di parte
civile e chiede che vengano rinviate al foro civile.

 

 

Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti 

 

quesiti:                    A.   AC 1

 

                                   1.   E’ autore colpevole di:

 

                               1.1.   mancato omicidio
intenzionale plurimo

                                         per avere tagliato il tubo
di gomma del sistema frenante anteriore sinistro della vettura Peugeot 405 di PC
2, mettendo in conto che tale azione avrebbe potuto provocare la morte degli
occupanti della vettura, PC 2 e della sua convivente PC 3 e di altre persone?

 

                            1.1.1.   è invece autore colpevole di esposizione
a pericolo della vita altrui per avere tagliato, senza scrupoli, il tubo di
gomma del sistema frenante anteriore sinistro della vettura Peugeot 405 di PC 2,
mettendo così in pericolo la vita di PC 2, la vita di altri eventuali occupanti
della vettura e di altri utenti della strada?

 

                            1.1.2.   è invece autore colpevole
lesioni gravi mancate?

 

 

                               1.2.   coazione (stalking)

                                         per avere usato minaccia
di grave danno contro PC 1 e PC 4, minacciandoli di morte e di grave
pregiudizio all'integrità fisica ed inoltre controllandoli, pedinandoli,
derubandoli, violando il loro domicilio, intralciando in questo modo la libertà
di agire delle due vittime, nei confronti dell'ex fidanzata per costringerla a
riallacciare la loro relazione e nei confronti di PC 4 per costringerlo ad
interrompere la relazione con PC 1, e meglio per avere:

 

                            1.2.1.   inviato messaggi a PC 1
dall'utenza __________ il 20.7.2004 e il 24.7.2004?

 

                            1.2.2.   inviato messaggi a PC 1
dall'utenza __________ dal 24.7.2004 al 26.7.2004?

 

                            1.2.3.   lasciato messaggi sulla
segreteria telefonica di PC 4, con voce alterata, il 24 ed il 25.7.2004?

 

                            1.2.4.   derubato PC 1 nelle
circostanze di tempo e di luogo di cui al punto 1.3.3.?

 

                            1.2.5.   spiato PC 1 e PC 4 il
23.7.2004 nelle circostanze di luogo di cui al punto 1.5.2., preannunciando a PC
4 che avrebbe fatto di tutto per impedire la relazione minacciando di
prendersela anche con suo figlio?

 

                            1.2.6.   derubato PC 4 e danneggiato la
sua proprietà nelle circostanze di cui al punto 1.3.4., usando un coltello od
oggetto simile non rinvenuto, tagliando la gola a due peluches appartenenti al
figlio di 4 anni e scrivendo sul rotolo della carta igienica la parola BUM,
sottraendo una scatola di fazzoletti di carta marca Kleenex in uso a PC 1?

 

                            1.2.7.   pedinato PC 1 per lo meno tra
il 10 ed il 21.7.2004 sia in moto, nelle circostanze di cui al punto 1.7., sia
in auto?

 

                            1.2.8.   tagliato il tubo di gomma del
sistema frenante anteriore sinistro della vettura Peugeot 405 di PC 2?

 

                            1.2.9.   trattasi di coazione ripetuta?

 

 

 

 

                               1.3.   ripetuto furto

                                         per avere, allo scopo di
procacciarsi un indebito profitto ed al fine di appropriarsene, sottratto cose
mobili altrui e meglio: 

 

                            1.3.1.   ai danni della __________, sottratto,
tra il 7.1.2003 ed il 31.7.2004, 5 motori di porte garages nonché 27 tubetti di
silicone per un valore denunciato di fr. 2'115.-?

                         1.3.1.1.   trattasi invece di
appropriazione indebita?

 

                            1.3.2.   ai danni di PC 1, sottratto,
nella primavera del 2004, vari capi di biancheria, in parte recuperata (1
perizoma azzurro)?

                         1.3.2.1.   trattasi di furto di poca
entità?

 

                            1.3.3.   ai danni di PC 1, sottratto,
tra il 22 ed il 23.7.2004, la biancheria intima, costumi da bagno, magliette,
scarpe, alcuni gioielli, della bigiotteria, un classificatore con la
contabilità 2004, 1 agenda, 2 vibratori, le solette delle scarpe invernali per
un valore denunciato di fr. 8'305.--, in parte recuperata nella vettura
dell'accusato (2 anelli e 2 certificati veterinari dei gatti) ed in parte
presso la sua abitazione (1 perizoma nero)?

 

                            1.3.4.   ai danni di PC 4, sottratto,
tra il 24 ed il 25.7.2004; 1 coltello da caccia marca Buck Knives con lama a
scomparsa, 1 asciugamano, 1 scatola di kleenex per un valore denunciato di fr.
245.-- e delle chiavi di proprietà di PC 2 e PC 3 per un valore denunciato di
fr. 656.--?

                         1.3.4.1.   trattasi di furto di poca entità?

 

                               1.4.   danneggiamento ripetuto

                                         per avere, ripetutamente
intenzionalmente deteriorato, distrutto o reso inservibili cose altri e meglio:

 

                            1.4.1.   nelle circostanze di cui al
punto 1.3.3., danneggiato la porta principale dell'appartamento ed altro
oggetti per complessivi fr. 2'744,60, di cui fr. 1'203,75 a carico diretto
della parte civile?

 

                            1.4.2.   nelle circostanze di cui al
punto 1.3.4., danneggiato il serramento della portafinestra e tagliato 2 peluches?

 

                            1.4.3.   nelle circostanze di cui al
punto 1.1., deteriorato l'impianto frenante della vettura di PC 2, causando un
danno di fr. 200.--?

 

                               1.5.   violazione di domicilio

                                         per essersi ripetutamente
indebitamente introdotto, contro la volontà dei rispettivi aventi diritto, in
case, abitazioni e giardini cintati ed attigui a case e meglio:

 

                            1.5.1.   nelle circostanze di cui ai
punti 1.3.3. e 1.3.4.?

 

                            1.5.2.   il 23 luglio 2004 ai danni di PC
4?

 

                            1.5.3.   il 12 agosto ai danni di PC 2,
PC 3 e di PC 4?

 

                               1.6.   abuso di impianti di
telecomunicazioni ripetuto

                                         per avere, dal 20 al
26.7.2004, utilizzato abusivamente, per malizia, l'impianto telefonico tramite
le utenze __________ e __________, al fine di importunare, inquietare e
minacciare l'ex fidanzata PC 1 sulla sua utenza __________ nonché il suo
compagno PC 4 sull'utenza telefonica __________?

 

                               1.7.   abuso della licenza o
targhe ripetuto

                                         per essersi appropriato,
tra il 10 ed il 16.7.2004, della targa di controllo __________, ai danni della PL
2, allo scopo di farne uso fra il 16 ed il 21.7.2004, applicandola sulla sua
moto Suzuki Gsx-R 750, e restituendo la targa il 21.7.2004?

 

                               1.8.   veicoli a motore senza
licenza di circolazione ripetuto        

per avere, nelle circostanze di cui al punto 1.7. circolato con il
motoveicolo Suzuki Gsx-R 750 privo della targa di controllo richiesta?

 

                            1.8.1.   è invece colpevole di veicoli
a motore senza licenza di circolazione ripetuto per avere, nelle
circostanze di tempo e di luogo di cui al punto 1.7 dell'atto di accusa,
circolato con il motoveicolo marca Suzuki Gsx-R 750 privo della necessaria
licenza di circolazione e della prescritta assicurazione di responsabilità
civile?

 

                               1.9.   disobbedienza a decisioni
dell'autorità ripetuta

                                         per avere, a Savosa,
omesso di rispettare la decisione del procuratore pubblico che gli vietava di
avvicinarsi a PC 1 ed a PC 4, alle loro abitazioni, ai loro parenti stretti e
di telefonare loro, come da verbale di interrogatorio del 26.7.2004
sottoscritto dall'accusato:

 

                            1.9.1.   il 26.7.2004?

 

                            1.9.2.   tra l'11 ed il 12.8.2004?

 

                             1.10.   appropriazione semplice

                                         per avere sottratto a PL 3,
presso la sua abitazione il suo passaporto CH nr. 8760524, annullato?

 

                             1.11.   pornografia

                                         per avere fabbricato,
salvandole sul suo computer dopo averle scaricate da internet 15 immagini
vertenti su atti sessuali con animali?

 

                          1.11.1.   è invece colpevole di pornografia
per essersi procurato per via elettronica, scaricandole da internet, ed aver
posseduto 15 immagini vertenti su atti sessuali con animali?

 

                             1.12.   contravvenzione alla legge
federale sugli stupefacenti

                                         per avere, senza essere
autorizzato, detenuto in due occasioni, per il proprio consumo, 9,1 grammi di
canapa,

 

e meglio come descritto dall’atto di accusa e prospettato in aula
all'accusato?

 

                                   2.   Ha agito in stato di
scemata responsabilità?

 

 

                                   3.   Può beneficiare della
sospensione condizionale della pena?

 

 

                                   4.   Deve essere revocata la
sospensione condizionale della pena di 5 giorni di detenzione inflitta
l'8.7.2002 dal Ministero pubblico?

 

 

                                   5.   Deve essere ordinata una
misura e se si quale?

 

 

                                   6.   Deve essere ordinata la
confisca di:

 

                               6.1.   2 anelli?

                               6.2.   1 passaporto svizzero di __________?

                               6.3.   1 timbro della sezione della
circolazione?

                               6.4.   1 telefono cellulare?

                               6.5.   1 microcassetta per
segreteria telefonica?

                               6.6.   2 certificati veterinari per
gatti?

                               6.7.   2,6 grammi lordi di canapa?

                               6.8.   6,5 grammi lordi di canapa?

                               6.9.   150 grammi di semi di canapa?

                              6.10.   1
pipa ciloom?

                              6.11.   1
scatola di kleenex?

                              6.12.   3
vibratori?

                              6.13.   3
palline erotiche?

                              6.14.   7
paia di calze da donna?

                              6.15.   vari
arnesi e stracci?

                              6.16.   5
perizomi?

                              6.17.   20
CD contenenti materiale pornografico?

                              6.18.   1
catenina a ciondolo?

                              6.19.   1
personal computer con 6 floppy disc?

                              6.20.   10
tessere telefoniche?

                              6.21.   1
apparecchio radio CB?

                              6.22.   1
apparecchio fotografico digitale?

                              6.23.   2
scatole telefoni cellulari?

                              6.24.   1
cassetta VHS "Herr AC 1 "?

 

 

                                   7.   Deve essere condannato al
pagamento di un’indennità:

 

                               7.1.   alla parte civile PC 1 e se
si in che misura?

                               7.2.   alla parte civile PC 2 e se
si in che misura?

                               7.3.   alla parte civile PC 3 e se
si in che misura?

Considerato,

 

                                   1.   vita

 

AC 1 è nato a Sorengo il __________. Suo padre, di formazione
idraulico, venne a mancare nel 1996 in seguito ad un infarto. La madre, oggi
sessantenne, lavora come ausiliaria presso la __________. __________ ha un
fratello maggiore (__________), camionista. 

AC 1 frequentò le scuole elementari a Paradiso. Il primo periodo
scolastico fu caratterizzato da difficoltà di apprendimento - da lui attribuite
al fatto gli veniva insegnato a scrivere con la mano destra, malgrado fosse
mancino - e da lunghe assenze da scuola per ragioni di salute. Dovette, così, ripetere
un anno.

In quel periodo venne pure seguito da uno psicologo. 

Frequentò poi le scuole medie a Barbengo.

Alla fine della terza media, lasciò la scuola ed intraprese
diversi stages e diversi apprendistati. 

A 18 anni, dopo un apprendistato empirico, conseguì il diploma di
fabbro e carrozziere.

Alla fine della scuola reclute, nel giugno del 1990, si trasferì
in Appenzello esterno. Lavorò fino al 1995 alle dipendenze di un garage in
qualità di carrozziere. 

A 25 anni ritornò in Ticino e fino al 1997/1998 svolse diversi lavori
temporanei fino a quando venne assunto dalla ditta __________ ed assegnato alla
catena di montaggio. Il rapporto di lavoro si sciolse nel 2000/2001 poiché,
così come riferito da __________ in aula, una sua assenza prolungata dovuta a
problemi di salute generò degli attriti con la direzione che decise di
licenziarlo. Nel 2001 venne assunto dalla ditta __________, ma il periodo di
prova non ebbe successo. Sempre in quell'anno svolse ancora diversi lavori
temporanei, tra i quali l'assistente di volo per elicotteri presso la __________.
AC 1 ha riferito in aula di aver perso quel posto di lavoro poiché ritenuto non
idoneo. 

All'inizio del 2003 venne assunto dalla __________ alle cui
dipendenze lavorò fino alla fine di giugno del 2004.

 

In aula l'accusato ha dichiarato che il suo stipendio si aggirava,
in genere, sempre attorno a fr. 3'500.-- mensili.

 

 

                                   2.   situazione
finanziaria

 

La situazione finanziaria disastrosa dell'accusato è testimoniata
dalla documentazione in atti richiamata dall'accusa dall’ufficio esecuzioni e
fallimenti che riporta a suo carico 18 esecuzioni in corso per un totale di fr.
23'301,75 e l'emissione di 44 attestati di carenza beni per un totale di fr.
48'352,40 (AI 66). 

A questi si aggiungono i debiti contratti con PC 1 per un totale
di ca. fr. 30'000.--.

                                          

AC 1 ha, di tutta evidenza, sempre vissuto al di sopra delle sue
possibilità finanziarie.

Questa circostanza è testimoniata dall'amica __________ la quale,
in corso d’inchiesta, ha dichiarato che:

 

" 
A domanda rispondo che AC 1, a mio parere, spendeva molto.
Avevamo lo stesso stipendio ma lui riusciva ad avere auto, moto, appartamento,
e anche a comperare parecchi vestiti di marca, macchina del caffè nuova, DVD,
televisione, Dolby, due stereo per la casa e altro." (PS 30.9.2004)

 

Lo stesso AC 1, chiamato in aula a dare spiegazioni sul mancato
pagamento dei premi di cassa malati desumibile dalle esecuzioni in corso, ha
dichiarato che la sua morosità era dovuta ad un tenore di vita troppo alto:

 

" 
Ci siamo permessi cose che non dovevamo..."

 

In sostanza, al far fronte agli obblighi della vita quotidiana
(cassa malati, telefono, imposte,…), lui aveva preferito permettersi beni
voluttuari quali vacanze, motocicletta, autovettura di pregio, ecc.

Va segnalato che, fra quelle rimaste impagate dal AC 1, vi è una
fattura aggirantesi fra i 6 e i 7'000.- fr. per telefonate a numeri – così li
ha definiti - di "chat line".

 

 

                                   3.   precedenti penali

 

AC 1 ha al suo attivo diversi precedenti penali. 

I primi episodi si situano già nell'adolescenza.

 

A 16 anni AC 1 minacciò con un coltello tascabile una ragazza di
26 anni in una strada secondaria di Pambio Noranco, intimandole di seguirlo. 

Al rifiuto della vittima ed alla sua pronta reazione di richiesta
di aiuto (la donna si mise ad urlare), AC 1 reagì allontanandosi e facendo
perdere le proprie tracce. 

Tre mesi dopo la donna riconobbe nel ragazzo fermo dietro l'angolo
dello stabile l’autore dell’aggressione. Dalla targa del motoveicolo le fu
possibile identificare il ragazzo – era il AC 1 - e così potè denunciarlo.

AC 1, all'epoca, disse alla polizia che la donna aveva male
interpretato le circostanze ovvero che:

 

" 
ero incavolato perché il motorino non mi funzionava più (…) e
mentre mi sfogavo era sopraggiunta una donna che andava verso il paese di Pambio.
Credo di aver gettato a terra con forza il cacciavite o non so quale altro
attrezzo che probabilmente stavo usando per aggiustare il motorino" (verb. pol. 9.9.1986 allegato al PS 3.1 al rapporto
di polizia)

 

Davanti al PP, in corso d'inchiesta, AC 1 ripetè la stessa versione,
pur dando maggiori precisazioni (ciò che è piuttosto sospetto se se pensa agli
anni trascorsi dai fatti) e ammettendo che “il cacciavite o non so quale
altro attrezzo” era, in realtà, un coltellino:

 

" 
stavo smontando il carburante con il coltellino. ADR che non ho
minacciato nessuno" (VI PP 27.8.2004 AI43)

 

In aula, AC 1 ha nella sostanza confermato quanto detto al PP: lui
stava aggiustando il motorino, la donna si è, in buona sostanza, spaventata da
sola.

Tanto più – ha aggiunto il AC 1 in aula - che, in quel frangente,
nel tentativo di sistemare il motorino aveva “probabilmente rotto il cortello"
[n.d.r.: sottolineatura del redattore].

 

Va, qui, sottolineato che, come già in corso d'inchiesta davanti
al procuratore pubblico (cfr. VI PP 25.8.2004 AI30), il AC 1 anche in aula ha
fatto uso del termine non corretto di "cortello" invece di
"coltello". 

                                    
Su questa circostanza si ritornerà in seguito.

 

Sempre a 16 anni, AC 1 scrisse, firmandosi "cane pazzo", 
una lettera ad una vicina di casa (una donna di 29 anni) cui chiedeva di
presentarsi di notte, in un certo luogo, con un certo abbigliamento
minacciandola, per il caso in cui l’invito fosse stato disatteso, di
conseguenze gravi per lei o (ed è la minaccia più perversa che, poi, lo
vedremo, ripeterà) per la figlia piccola. 

La lettera – che, oltre che per la minaccia orribile di far del
male ad una bambina, brilla per improprietà di linguaggio e contenuti
indecenti  – è la seguente:

 

" 
Signora io ho il suo costume, se lo vuole? Deve venire al mio
appuntamento di stassera. La aspetto alle ore 0 30 cioè alle mezzanotte e
trenta deve venire dasola, sotto al portico delle PTT. Se lei non si
presentasse potrebbe accadere qualcosa di grave a vostra figlia o anche a voi,
non vi converebbe tendermi una trappola se ha letto la lettera appenda una sua
calza nel stenditoio dellv vostro giardino la calza deve essere appesa tutto il
giorno. Fino a sera inoltrata si vesta elegante scarpe con visione del piede,
gonna corta, un paio di gette per coscia mutande molto sexil, maglia scollata,
con bel reggi seno. Guardi che non e uno scherzo controlli se uno dei due
costumi che ha messo ieri sera prima di cena se manca la parte sotto del 
costume. Ciao Bella gioia. Su tutto lo stenditoio non ci deve essere appeso
niente altro che la calza da donna sua."

 

Il servizio di sorveglianza predisposto dalla polizia a seguito
della denuncia della donna diede esito negativo: nessuno si presentò
all’appuntamento. 

Qualche giorno dopo, alle 00.30, la donna udì dei rumori provenire
dal solaio, situato sopra il suo appartamento. Chiese l'intervento della
polizia che fermò un giovane, identificato successivamente nel AC 1, che si era
appena reso autore del furto di un costume da bagno, di biancheria intima e della
suola interna di un paio di scarpe della donna:

                                          La
vittima dichiarò a suo tempo che AC 1 le disse:

 

" 
che era stato lui a sottrarmi tempo fa parte di un costume da
bagno ed a prelevarmi delle scarpe dall'armadio del pianerottolo della scala
che conduce al solaio, scarpe che io ebbi a rinvenire in lavanderia e che il
giovane depositò dopo aver strappato parzialmente la suola interna. (…) Devo
anche aggiungere che la sera che venne fermato a casa mia già si era
impossessato degli indumenti intimi che lasciò in solaio al momento che tentò
di fuggire" (verb. pol. 18.8.1986 allegato
al PS 3.1 al rapporto di polizia)

 

AC 1 in aula, come già allora, ha riconosciuto di avere scritto la
lettera aggiungendo, tuttavia, di non ricordare il motivo per cui la scrisse e
negando, in particolare, di essere stato mosso da pulsioni di natura sessuale o
erotica.

Poi ha aggiunto di averlo fatto perché voleva stuzzicare la donna.
Voleva, in un certo modo, farle pagare delle beghe di vicinato. 

Chiamato, poi, a dire il motivo per cui ritornò a casa della donna
e le sottrasse le cose di cui s’è detto, ha dichiarato 

 

" 
volevo farle ancora uno scherzo per dare credito alla cosa e
allora mi sono recato nel solaio della signora."

 

Interrogato sulla ragione per la quale egli strappò le suole alle
scarpe della signora, l'imputato ha dichiarato che 

 

" 
la suola delle scarpe l'ho strappata per vendetta. Non la
sopportavo. Nei suoi atteggiamenti aveva sempre da reclamare. Ho rubato la
biancheria e la suola per ripicca"

 

Sempre sull'argomento, confrontato dalla Presidente con il
risultato delle ricerche effettuate dal Gruppo Criminalità informatica, ovvero
confrontato con il rinvenimento nel suo computer di una serie impressionante
(diverse migliaia) di fotografie di piedi da donna scaricate da internet, il AC
1 ha dichiarato che: 

 

" 
le foto dei piedi sono una passione puramente estetica. Che, tra
l’altro, va di moda. Non mi eccito a vedere i piedi." 

 

Tornando al precedente in esame, l'imputato ha poi precisato di
avere tolto le suole delle scarpe solo "per farlo notare".

Che cosa volesse far notare non è stato possibile appurare. 

                                          Anche
su questo aspetto si tornerà in seguito.

 

Per questi due episodi, AC 1 venne ammonito dal Magistrato dei
minorenni.

 

Il 1.10.1996, l'imputato venne condannato dal Kantonsgericht di
San Gallo al collocamento in una di casa d'educazione al lavoro (ai sensi
dell’art 100bis CP) per sequestro di persona, rapimento aggravato, coazione
sessuale, furto e danneggiamento.

E’ stato liberato, con l’obbligo di sottoporsi ad una terapia
ambulatoriale, dopo 6 mesi di soggiorno nell’istituto di Uitikon, con un
periodo di prova di 3 anni.  

Dalla relativa sentenza, versata agli atti in AI 47, emerge, in
sostanza, che il 20.10.1994 AC 1 spinse una ragazza, dopo averle messo in bocca
uno straccio imbevuto di benzina, nel cofano della sua autovettura (una monovolume).
Si diresse nei pressi di una zona boschiva. Nel tragitto la vittima riuscì a
raggiungere i sedili anteriori dell'auto dove ebbe modo di notare un coltello
ed un pistola ad aria compressa posati sui sedili. AC 1, giunto nel bosco, si
fermò, legò la donna con una corda, la baciò sulla bocca e su tutto il viso, le
tagliò con il coltello gli indumenti intimi, le afferrò i seni, le leccò gli
organi sessuali e introdusse le dita nella vagina. 

Poi il AC 1 rimise la ragazza nel baule dell’autovettura e, dopo
averla imbavagliata, ripartì. Fortunatamente, mentre la vettura era ferma ad un
semaforo, la ragazza riuscì a scappare ed a denunciare il suo aggressore.

Davanti al PP, in corso d'inchiesta, AC 1 - chiamato a rievocare i
fatti di San Gallo - ha negato di aver commesso gli atti sessuali descritti in
sentenza. 

Lui avrebbe spinta la ragazza nella macchina e l’avrebbe portata
in quel bosco soltanto per parlare con lei.

Ci sono volute numerose contestazioni da parte del magistrato per
indurre il AC 1 ad ammettere, ma soltanto in modo parziale, i fatti per i quali
fu condannato:

 

" 
ribadisco di non aver avuto alcun contatto sessuale con la
vittima. Il Magistrato mi fa presente che sulla base del rapporto di polizia io
ho ammesso di aver toccato la vittima sulla vagina e di aver constatato che
ella aveva gli assorbenti igienici. Io non ricordo di averla toccata. Ricordo
per contro che lei mi ha detto che aveva gli assorbenti. Ricordo che nel
tirarla fuori dalla macchina io l'avevo dovuta liberare tagliandole le ghette
e/o il body perché si era impigliata nella chiusura del baule. Mi ricordo che
avevo una pistola in quell'occasione, pistola ad aria compressa. Ricordo anche
di aver impiegato, nel momento in cui l'ho immobilizzata, uno straccio imbevuto
di alcool." (VI PP 27.8.2004 AI43)

 

" 
In merito ai miei precedenti di San Gallo rinvio unicamente al
mio verbale 27 agosto 2004 senza voler aggiungere nulla. Il Magistrato mi
informa che, contrariamente alle mie dichiarazioni in tale verbale, la sentenza
è stata emanata sulla base delle mie importanti ammissioni. Ho quindi ammesso
di aver commesso i reato di sequestro di persona aggravato e il reato di
coazione sessuale. Ho capito quanto espostomi dal Magistrato." (VI PP 8.9.2004 AI71)

 

" 
Mi viene data per lettura copia della lettera da me scritta e
salvata nel computer in data 4.9.2002 ed allegata al presente verbale sub. doc.
A. Ricordo di averla scritta personalmente. PC 1 mi ha poi corretto i miei
errori grammaticali. Essa era indirizzata, se ben ricordo, al patronato penale.
Il magistrato mi fa notare che in questo scritto io mi scuso per quanto
arrecato alla ragazza. Ciò è in contrasto con quanto da me dichiarato a verbale
PP 25 agosto 2004, pag. 2 e cioè che avevo portato quella ragazza nel bosco a
S. Gallo nel 1994, solo per parlarci e quindi non c'era nulla da scusarsi. Devo
dire che mi vergogno ancora oggi di quello che è successo nel 1994. Non ne vado
fiero." (VI PP 9.11.2004 AI45)

 

In aula, AC 1 ha riproposto lo stesso processo di iniziale
banalizzazione delle proprie azioni per poi gradualmente ammettere qualche
dettaglio ma sempre dando dei fatti una lettura benevola.

Lui voleva soltanto parlare. Aveva, sì, la pistola. Ma, probabilmente,
lui era più spaventato della ragazza. Il coltello lui non lo voleva usare. L’ha
usato soltanto per liberarle i vestiti che si erano impigliati nella serratura
dell’autovettura. Lui non voleva abusare della ragazza. E’ stata lei ad
equivocare e a dirgli che aveva le mestruazioni e che aveva un tampone per cui
non poteva avere rapporti sessuali e ad invitarlo a verificare.

 

In seguito, posto di fronte alle evidenze dell’incarto, il AC 1
ha, in qualche modo, ammesso i fatti. Tuttavia, si è trattato di ammissioni
temporanee, indotte dalle contestazioni ma subito ritrattate pari pari o
banalizzate con una lettura innocentista. 

E’ vero che, infine, in conclusione della prima mattinata di
dibattimento, il AC 1 ha concordato con la Presidente che gli diceva che quel
che aveva fatto era una "una cosa orribile".

E, probabilmente, a quel momento si è lasciato sfuggire l’unica
dichiarazione credibile affermando:

 

" 
non ne vado fiero. È per questo che non dico la verità".

 

Ha, poi, aggiunto di avere agito in quel modo poiché era frustrato
dai continui litigi con PC 1 e voleva "fare pagare a qualcuno"
i soprusi che doveva patire nella sua relazione sentimentale. Sempre in aula,
l'imputato ha detto:

 

" 
volevo sentirmi superiore, perché io con PC 1 non lo ero".

 

Nel suo curriculum, AC 1 ha, poi, una condanna a 5 giorni di
detenzione inflittagli dal ministero pubblico per titolo di truffa con decreto
di data 8.7.2002 (allegato 3.10 al rapporto di polizia). AC 1, all’epoca
dipendente della società __________ Bedano, aveva utilizzato due carte di
credito di pertinenza della società all'insaputa dei suoi superiori,
procurandosi in tal modo indebitamente merce per un totale di fr. 571,30.

Chiamato in aula a fornire spiegazioni in merito a tale accusa AC
1 ha dichiarato di non essersi opposto a tale decreto di accusa soltanto per
non avere dei problemi ma che lui era innocente poiché era autorizzato dal suo
datore di lavoro ad utilizzare, per sé, la carta di credito.

 

AC 1 non può essere definito nemmeno un guidatore corretto.

Infatti, in punto ai suoi precedenti relativi alla circolazione
stradale, emergono le seguenti decisioni della sezione della circolazione
stradale (AI 14 aggiornato al 6.9.2004 - inc. 5918/2004):

 

                                          -    il
6.11.1987 è stato ammonito per avere, alla guida di un ciclomotore, affrontato
una curva priva di visuale a velocità inadeguata ed investito un pedone che si
trovava al centro di una ciclopista e strada pedonale (fatto avvenuto a Noranco,
il 21.9.1987);

 

                                          -
   il 31.5.1989 gli è stata revocata la licenza allievo conducente cat. B per 4
mesi e 15 giorni per avere circolato con un motoveicolo senza essere in
possesso della prescritta licenza di condurre (fatto avvenuto a Melide il
27.2.1989) e per avere circolato nuovamente con un motoveicolo senza essere in
possesso della prescritta licenza di condurre ed avere, a causa della velocità
inadeguata, perso la padronanza di guida e tamponato un antistante veicolo
(fatto avvenuto a Lugano il 12.3.1989);

                                          -    il
9.9.1994 è stato ammonito per avere circolato con un veicolo omettendo di
portare gli occhiali o le lenti a contatto come prescritto dalla sua licenza di
condurre (fatto avvenuto a San Gallo il 6.8.1994);

 

                                          -    il
27.9.1996 è stato nuovamente ammonito per avere perso la padronanza di guida ed
essere uscito dal campo stradale (fatto avvenuto a Buchs il 22.8.1995).

 

Sempre nell'ambito della circolazione stradale, il 24 luglio 1999,
il AC 1 è stato protagonista di un grave incidente della circolazione in cui
perse la vita un giovane motociclista. Il 18.10.2001 il PP decretò nei suoi
confronti un non luogo a procedere a causa del comportamento scorretto ed
imprevedibile che assunse la vittima alla guida di un motoveicolo (allegato 3.8
al rapporto di polizia).

 

                                          Nel
rievocare questo incidente AC 1, in aula, ha reso un freddo resoconto dello
stato alterato in cui si trovava il motociclista rilevando, senza emozione
alcuna, che, dopo avere tolto il casco alla vittima che giaceva a terra, egli
aveva visto della "materia cerebrale che gli usciva dal cranio".
Null’altro.

 

 

                                   4.   progetti per il
futuro dell'imputato

 

Rispondendo alla domanda sui suoi progetti per il futuro, il AC 1
ha dichiarato che, una volta conclusasi la sua vicenda penale, intende
trasferirsi nel Locarnese per poter restare vicino a delle persone per lui
importanti. 

Richiesto di indicare chi fossero queste persone, AC 1 ha indicato
__________, i bambini di cui questa ragazza si occupa e i genitori di questi
bambini.

__________ è una ragazza che il AC 1 ha, per un breve periodo,
corteggiato senza successo e a cui, dal carcere, ha scritto lettere traboccanti
d’amore e da cui, quale unica risposta, ha ricevuto un messaggio in cui la
ragazza gli dice che non sa come fargli capire che lei per lui non prova nulla
e gli chiede di lasciarla in pace poiché lei ha già un fidanzato (cfr lettere
manoscritte in atti).

Richiamata l’attenzione dell’imputato su questa lettera, il AC 1
ha ribadito che, sì, è vero che la ragazza gli ha detto di non volerlo, ma che
si tratta di una situazione destinata a cambiare. In realtà, secondo l'imputato,
__________ non lo ha voluto perché non aveva tempo per null’altro che non fosse
il suo lavoro: in quel momento la sua attenzione era rivolta ai due bambini di
cui si occupava e che avevano problemi di salute. Ma - il AC 1 ha aggiunto -
ora le cose erano cambiate. 

Sempre rispondendo alla Presidente, egli ha tuttavia dichiarato
che __________ – ad eccezione del messaggio di cui s’è detto – non gli ha mai
scritto, non gli ha mai telefonato né gli ha mai reso visita in carcere.

E altrettanto è sia per i bambini sia per i loro genitori (di cui,
va segnalato, nemmeno l’imputato conosceva il nome).

 

 

                                   5.   rapporti fra
l’imputato e PC 1

 

                                   a)   il
racconto dell’imputato

Interrogato in aula sulla sua
relazione con PC 1, l'imputato ha riferito di aver conosciuto l'ex compagna a
19 anni, quando gli venne presentata da un’amica comune. Fra loro nacque subito
un’intensa simpatia che si tramutò ben presto in un sentimento importante.

Così, quando qualche mese dopo,
nel 1990, PC 1 si trasferì in Svizzera interna per lavoro, lui decise di
seguirla.

Rimasero insieme a S. Gallo fino al 1995.

 

In aula, AC 1 ha affermato che il rientro in Ticino non dipese dai
suoi problemi con la giustizia - dei quali PC 1 era a conoscenza - ma venne
deciso perché PC1 non sopportava più le ripicche delle colleghe, gelose del suo
successo professionale. 

 

Egli ha ammesso, poi, che, già in quegli anni, la loro relazione
era caratterizzata da frequenti litigi.

AC 1, chiamato a riferirne le ragioni, li ha ricondotti
sommariamente ad un atteggiamento possessivo ed insofferente di PC 1 nei suoi
confronti. La donna – secondo l’imputato - era gelosa delle sue amicizie
femminili e non sopportava che lui dedicasse molto del suo tempo libero ai suoi
hobbies, in particolare al modellismo. Inoltre, la donna mal comprendeva che
lui si piegasse così docilmente a tutte le richieste del suo datore di lavoro,
che lo obbligava ad accompagnarlo, anche dopo il normale orario di lavoro,
nelle sue peregrinazioni da un bar all’altro (il padrone beveva e lui doveva
fargli da autista). Inoltre - sempre a dire dell’imputato - PC 1 sfogava su di
lui i suoi problemi di lavoro e gli rinfacciava i loro problemi economici. 

 

Nessun accenno, in tutto il racconto, ad una sua parte di
responsabilità nell'instaurarsi del clima conflittuale descritto.

 

Sempre in aula, l'imputato ha riferito che, una volta tornati in
Ticino, essi andarono a vivere provvisoriamente presso i rispettivi genitori in
attesa di trovare un appartamento ed una occupazione lavorativa. 

PC 1 trovò, subito, un impiego presso uno studio legale.

                                          Il
AC 1, come già anticipato, ebbe più difficoltà a trovare un posto fisso e,
così, almeno per un paio d’anni, dovette accontentarsi di lavori temporanei.

                                          I
due ripresero a convivere a Caslano, dividendo, però, l'appartamento con __________,
il fratello di PC 1.

In seguito, i due si trasferirono a __________.

 

Le discussioni e gli attriti, tuttavia, continuarono. 

Ai motivi già descritti che si riproponevano, almeno nella loro
sostanza, anche in Ticino, AC 1 ha riferito che se ne aggiunse un altro: il
mancato concepimento di un figlio. 

A PC 1 fu diagnosticata una difficoltà congenita di concepimento e
anche lui aveva delle - non meglio specificate o approfondite - difficoltà. 

Difficoltà che per entrambi potevano essere curate. 

PC 1, ciò non di meno, rimproverava a AC 1 che non poteva avere
figli a causa sua e che nemmeno avrebbero potuto adottarne a causa dei suoi
precedenti penali. 

Inoltre, continuava a rimproverargli di non essere in grado di
onorare i suoi debiti. Gli rimproverava le continue assenze da casa a causa
della nuova passione della motocicletta e di essere un farfallone con le
altre donne. 

PC 1 gli rimproverava, inoltre, di non ricevere mai un aiuto in
casa: era sempre lei che doveva cucinare, pulire e stirare. 

PC 1, insomma, non era mai contenta. 

E la responsabilità di tutto veniva - secondo l'imputato, a torto
- sempre attribuita al AC 1.

Il AC 1 mal sopportava tutte queste recriminazioni tanto che fu
proprio lui a decidere, nel dicembre 2001, di mettere un termine alla loro
relazione, o perlomeno di chiedere a PC 1 di andarsene da casa per permettergli
un periodo di riflessione.

In aula ha dichiarato che non ne poteva più di essere sempre
criticato.

 

Dopo la separazione – PC 1 si era trasferita dal fratello a Lamone
- i due hanno continuato a frequentarsi.

 

Chiamato a descrivere la natura del suo rapporto con PC 1 dopo la
loro separazione, AC 1 ha dichiarato in inchiesta, e confermato in aula, che
lui e PC 1 si frequentavano ancora come buoni amici:

" 
(…) nel senso che fino a metà luglio lei veniva a casa mia ed i
nostri rapporti erano tranquilli e sempre disponibile a darmi una mano, anche
per esempio veniva a stirarmi, mi faceva i pagamenti (io gli davo i soldi), mi
faceva delle commissioni e altro simile." 

(PS 19.8.2004)

 

                                          In
aula, egli ha ribadito che PC 1 lo andava a trovare regolarmente, che andavano
in vacanza insieme, che uscivano la sera, che insieme si recavano alle feste di
carnevale. 

PC 1 andava anche a dormire a casa sua quando il fratello aveva
bisogno della casa. 

                                          Sempre
secondo il AC 1, i due continuarono ad avere rapporti sessuali occasionali,
almeno sino all'inizio del 2004. Secondo PC 1, invece, questi ebbero fine circa
sei mesi dopo la loro separazione.

                                          

                                  b)   accertamenti della Corte

                                          La
Corte ha potuto accertare che la descrizione del suo rapporto con PC 1 fatta
dall’accusato non corrisponde ad una fedele trascrizione della realtà poiché –
in quella che si è poi rivelata essere una costante – egli ha sottolineato
alcune cose e ne ha banalizzate altre così da rendere un’immagine il più
possibile neutra delle cose.

 

In realtà, la Corte ha potuto accertare, da un lato, che, già
durante la loro convivenza, il rapporto fra PC 1 e AC 1 era caratterizzato
dalla necessità di quest’ultimo di esercitare una certa forma di controllo
sull’amica.

                                          Se
è vero che il AC 1 ha ammesso soltanto con molte reticenze questa sua forma di
gelosia (cfr VI PP 25.8.2004 AI30; VI PP 27.8.2004 AI43; PS 1.9.2004;PS
1.9.2004) cercando di ridimensionarla e farla apparire una normale
manifestazione maschile di affetto (giungendo ad affermare che la stessa PC 1
lo rimproverava di non essere sufficientemente geloso), altre testimonianze
dimostrano in modo concorde che il AC 1, pur senza averne motivo, era molto geloso
(“di una gelosia sproporzionata”) già durante la convivenza e che poteva
manifestare questa gelosia in modo verbalmente aggressivo, insultando
pesantemente la compagna. (PC 1 VI PP 31.8.2004 AI49; __________ PS 26.8.2004; __________
PS 26.8.2004)

 

La Corte ha, altresì, accertato - per ammissione stessa del AC 1 -
che l'imputato viveva il suo rapporto di coppia con un costante e crescente
senso di frustrazione:

 

" 
Preciso che lei mi considera una nullità, nel senso che non mi
ritiene in grado di ripagarla dei debiti che ho accumulato nei suoi confronti,
mi ritiene sterile dal profilo sessuale (anche senza approfondite verifiche
mediche) ed inoltre i miei precedenti ci avrebbero impedito di adottare un
figlio" (VI PP 25.8.2004 AI30)

 

" 
(...) di fronte a degli amici, il __________ e la __________. PC
1 mi ha accusato più volte, anche di fronte a loro due, che io non potevo avere
figli. Altre discussioni sono successe in privato dove mi ha rinfacciato che
non potevamo neanche adottarli per i miei precedenti e per il fatto che
guadagno troppo poco con il mio stipendio per mantenere tutti e due. Questo mi
dava fastidio ed era fonte di litigate." (PS
1.9.2004)

 

Anche PC 1 – che, pure, ha tenuto a sottolineare di essersi sempre
prodigata affinché l’amico acquistasse fiducia in sé stesso – ha dato atto
della sentimento di frustrazione del AC 1 affermando che lui non sentiva
ragioni e che, nonostante le sue rassicurazioni in senso contrario, lui
continuava a ritenersi “una nullità”:

 

" 
ADR che io non ho mai detto o fatto capire a AC 1 che è una
nullità, anzi al contrario mi sono data da fare per fargli capire che malgrado
tutte le difficoltà aveva ancora tanti amici, io, sua madre ed anche suo
fratello che gli volevano bene e che lo aiutavano. Lui non sentiva ragioni. Era
convinto di essere una nullità e di essere sfortunato." (VI PP 31.8.2004 AI49)

 

E indicativa dell’intensità del sentimento di frustrazione vissuto
dall’imputato durante la convivenza con PC 1 è la spiegazione  da lui data in
aula su quanto lo spinse, il 20.10.1994, a buttare una ragazza sconosciuta nel
baule della sua macchina, a portarla in un bosco e a fare quello che fece. Fu
perché – ha detto – “forse ero arrabbiato con PC 1 e volevo sfogarmi”.

 

                                          D’altro
canto, la Corte ha accertato che, contrariamente al dire dell’imputato, dopo la
fine della loro convivenza, il rapporto fra i due non era, certo, né tranquillo
né amichevole.

                                          Se,
come visto sopra, il rapporto fra i due continuò anche dopo la fine della loro
convivenza, esso non fu mai – come preteso dall’imputato – un sano e tranquillo
rapporto di amicizia basato sulla solidarietà reciproca.

In realtà, fu un rapporto tormentato ed ambiguo che vedeva lei
continuare a frequentarlo, in forme diverse nel tempo, per motivi contrastanti
e vedeva lui vieppiù equivocare sulla reale natura di quel rapporto ed assumere
atteggiamenti vieppiù possessivi ed ossessivi man mano che vedeva PC 1
allontanarsi.

 

Se fu il AC 1 a volere la loro separazione, a PC 1 non occorse
molto tempo per rendersi conto di non volere più riallacciare il suo rapporto
con AC 1. L'imputato, invece, ritornò subito sui suoi passi. O meglio, ci
ritornò non appena vide che la donna si allontanava da lui:

 

" 
per me era chiaro che era una storia finita, per lui no, da
quando io ho rotto definitivamente lui ha iniziato a sperare di ricostruire il
rapporto. Purtroppo io l’ho sempre aiutato ed ho continuato ad aiutarlo anche
negli ultimi due anni. Questo non ha facilitato il distacco, me ne rendo
conto." (PC 1, PS 18.8.2004)

 

                                          Così
il AC 1 si rese conto - o si convinse - di essere ancora innamorato di PC 1.
Questo suo sentimento lo confidò agli amici: 

 

" 
Preciso che sono due anni che gli dico di lasciare perdere l’ex
fidanzata ma su questo argomento non mi ascolta. (…) A domanda precisa rispondo
che per me la storia tra loro due non è mai realmente finita, si cercavano
entrambi ma non riuscivano a tornare assieme. AC 1 mi diceva sempre che è
rimasto amico della PC 1 perché non poteva dimenticare tutti gli anni che hanno
passato insieme, però io potevo vedere che non mi diceva la verità nel senso
che PC 1 gli piaceva ancora ma non voleva ammetterlo." TE 8PS 30.9.2004)

 

" 
lui mi ha detto che avevano convissuto e che lei aveva finito la
relazione, dicendogli che non lo voleva più. (…) mi ha detto che era ancora innamorato
della sua ex ragazza e che talvolta lei andava a casa sua aggiungendo che
talvolta elle pernottava da lui senza precisare se avevano avuto o meno
rapporti sessuali" 

(TE 7 VI PP 15.2.2005 AI 186)

 

" 
A ACCO1 avevo chiesto come mai continuava questo tira e molla e
lui mi aveva detto che nutriva ancora la speranza di riallacciare ancora una
relazione. Ricordo la loro relazione come piuttosto litigiosa, con dei
battibecchi continui, anche per dei futili motivi. (…) ADR che AC 1 di PC 1
diceva che era contento del fatto che lei venisse a casa sua a stirare. Egli
aveva anche una certa frustrazione dovuta al fatto che lei si concedeva a lui
unicamente quando l'iniziativa era sua, mentre quando tentava AC 1 qualche
approccio lei si negava. In questo senso lui la definiva talvolta stronza
quando era giù di morale e aveva dei momenti un po’ di depressione." (__________VI PP 16.2.2005 AI 187)

 

                                         Così il loro rapporto
continuò.

Con la donna che – pur non volendo più riallacciare con lui la
vecchia relazione sentimentale e pur criticandolo - continuava a frequentarlo.
Da un lato, aiutandolo nelle faccende di casa. D’altro lato, aiutandolo a
mantenere un certo ordine nelle sue questioni economiche. Lo faceva – ha detto
la donna in aula – perché, così, poteva forse sperare di recuperare i soldi che
le doveva. Tuttavia, le cose non finivano lì. C’erano quegli sporadici rapporti
sessuali. Ma c’erano, anche, i racconti di lei su quel che faceva, c’erano le
confidenze di lei che gli raccontava quello che le succedeva nei weekend.

                                          E
così - grazie all’ambiguità che permeava il loro rapporto, con lui che voleva
tornare con lei e lei che non voleva ma che, ciò nonostante, lo frequentava –
il AC 1 ha cominciato a voler controllare la vita della donna.

                                          Ne
criticava l’abbigliamento – troppo provocante – e i comportamenti:

 

" 
Devo dire che lei aveva un atteggiamento provocante verso gli
uomini sia nell'abbigliamento sia nell'atteggiamento. (…) L'anno scorso un uomo
sposato le s'è buttato sopra nella camera da letto dell'appartamento dove erano
depositate le giacche. Deve essere che quanto è successo è riconducibile ad una
sua provocazione. Da parte mia le avevo consigliato, all'ultimo compleanno di __________,
nostro amico di __________, di non mettersi con scollature provocanti per
evitare di mandare in crisi il loro matrimonio. Io da parte mia ammetto
comunque di aver provato almeno un po’ di gelosia." (VI PP 25.8.2004 AI30)

 

" 
Ribadisco che lei è particolarmente provocante verso gli uomini.
Ricordo episodi recenti dove lei, nel 2004 nel corso di una gita dell'Automoto
Club Ceresio a Livigno, ha fatto uno strip poker, sventolando il suo reggiseno.
Non so se ha mostrato in pubblico il seno o se aveva una camicia sopra. Lei mi
aveva detto che l'autista le aveva proposto di avere un rapporto sessuale.
Ricordo anche un altro episodio successo circa poco più di un mese fa: in una
discoteca era stata accerchiata da un gruppo di 7-8 stranieri i quali avevano
provato a palpeggiarla. Lei si è salvata essendo venuta l'amica __________, se
non erro domiciliata a __________, a portarsela via. Desidero aggiungere che
quella sera il gruppo di amiche, di cui faceva parte PC 1, è stato pedinato al
rientro dalla discoteca che si trova a Marchirolo. Inoltre vi è anche un
episodio legato alla vettura che __________ aveva in uso dal garage __________
di __________, proprietario un tale __________. Una persona aveva chiamato più
volte il garage per avere i dati della conducente con la quale, asseriva lui,
aveva avuto degli incidenti della circolazione, dei tamponamenti. __________
comunque non ha fornito i dati a questo sconosciuto. A parte quest'ultimo fatto
gli altri episodi mi sono stati riferiti da PC 1 stessa, la quale sospettava
che sarei venuto comunque a saperlo. …omissis… Ricordo ora anche un episodio di
un mio amico che le ha allontanato la camicetta davanti al seno. Verosimilmente
deve essersi sentito autorizzato da una sua provocazione." (VI PP 27.8.2004 AI43)

 

" 
Rispondo che è vero che l’ho rimproverata per essere provocante e
questo era motivo di litigi. Ogni tanto si litigava per questo motivo. Lei si
difendeva dicendo che lo faceva innocentemente. ADR: che era lei che si vestiva
in maniera seducente, con scollature o vestiti un po’ trasparenti che
attiravano l’attenzione. L’atteggiamento di PC 1 era abbastanza spesso di
provocazione verso altri uomini e lasciava anche fare, nel senso che gradiva le
loro attenzioni" (PS 1.9.2004)

 

 

Poi, in un tentativo di controllo, AC 1 comincia a seguire PC 1,
controllandone gli spostamenti:

 

" 
(…) sono stata, sempre a periodi alterni, seguita dal mio ex
fidanzato, che preciso, mi seguiva solamente senza importunarmi. Per questo
motivo non ho mai sporto querela nei suoi confronti, anche per non peggiorare
situazione. In pratica riuscivo a gestire la situazione, tra alti e
bassi." (PS 26.7.2004; cfr, anche, VI PP
31.8.2004 AI49)

 

" 
A domanda rispondo che AC 1 aveva anche in precedenza controllato
l’ex fidanzata. In due occasioni si è fermato dov’era posteggiata l’auto
dell’ex fidanzata e ha controllato se il cofano era caldo. Io ero rimasta in
auto. Ogni volta che si passava di fronte al domicilio dell’ex fidanzata
cercava di guardare se questa era a casa (non era facile perché abitava nel
seminterrato)." 

(__________,PS 30.9.2004 allegato
1.39 al rapporto di polizia)

 

AC 1 non si fa scrupolo nemmeno di importunare PC 1 e la sua
famiglia con telefonate ed sms.

                                          La
madre di PC 1, sentita in aula, ha riferito quanto segue:

 

" 
Ricordo che nel periodo ottobre-novembre 2003, ho ricevuto dal AC
1 almeno 2 o 3 telefonate di insulti. Mia figlia in quel periodo seguiva un
corso di danza a Paradiso. In quelle telefonate lui mi diceva che pedinava mia
figlia e che mia figlia era una puttana. Che si vestiva tutta aperta, tutta
scandalosa. Insomma me ne ha dette di tutti i colori. Preciso che in quelle
telefonate lui si era presentato anche se questa presentazione non era
necessaria siccome io conosco bene la sua voce. Ricordo che in quelle
telefonate AC 1 mi ha anche detto di verificare dove erano andati a finire i
soldi di mia figlia. Ricordo che io ho tentato di richiamarlo per spiegarli o
per tranquillizzarlo. Non ci sono riuscita perché lui appena sentiva la mia
voce mi riattaccava. Sono riuscita a parlare con lui solo una volta e in quella
occasione gli ho detto di non ripresentarsi a casa mia." 

(verb. dib. p. 25)

 

AC 1 in aula ha negato di aver telefonato alla madre di PC 1, non
senza precisare - confermandone, quindi, la fedefacenza - che 

 

" 
(…) nel momento in cui PC 1 doveva comprare una vettura i suoi
genitori le avevano in pratica rinfacciato di avere prestato dei soldi a
me." (verb. dib. 28)

 

Inoltre, proprio in quel periodo, AC 1 inviò a PC 1 un SMS il cui
testo non testimonia dell’idilliaco rapporto di amicizia di cui il AC 1 ha
raccontato ma è esplicita conferma di un rapporto estremamente teso e di
un’aggressività del AC 1 poco compatibile con la serenità di rapporti di cui ha
parlato in aula:

 

"Crepa stronza
quanto sei bastarda! Se qualche giorno qualche duno ti fa la festa ci godo
l'hai cercata!!"  (SMS partito alle
19.58 del 10.9.2003 dallo 079/2401545) 

 

Anche gli amici del AC 1 hanno riferito di suoi atteggiamenti
ossessivi ed assillanti: 

 

" 
L’estate scorsa (2003) hanno iniziato a litigare. Preciso che li
ho mai visti personalmente litigare ma riporto quanto mi diceva AC 1 mi diceva
che lei parlava male di lui, in un certo periodo abbastanza lungo di due o tre
mesi durante l’autunno scorso, e AC 1 era molto infastidito da questo fatto.
ADR: che mi è proprio parso geloso e si comportava come tale nei confronti
dell’ex fidanzata. Questo me lo ha confermato verbalmente, era ancora
innamorato e quindi geloso. Ricordo che me lo ha detto circa un anno fa,
d’estate, ma me lo ha detto parecchie volte quel periodo e anche dopo. Io gli
dicevo di lasciare perdere e di voltare pagina, che di donne ce ne sono tante,
ma lui aveva sempre la sua PC 1 in testa." (__________,
PS 30.9.2004)

 

" 
I rapporti tra me, mia moglie e AC 1 si sono degradati quest’anno
ad inizio anno. Mia moglie e PC 1 si vedono ogni mattino a bere il caffè. PC 1
si confida con mia moglie e AC 1 è diventato sempre più geloso e arrabbiato nei
confronti di mia moglie. Addirittura ha mandato un sms dai toni offensivi a mia
moglie, al che io gli ho telefonato arrabbiandomi parecchio e litigando con
lui. Da quel momento non ci siamo più sentiti " (__________PS 26.8.2004)

 

Malgrado PC 1 abbia riferito che AC 1 nei primi mesi del 2004
l'avesse importunata di meno – le capitava di ritrovarselo in giro con meno
frequenza e riceveva meno telefonate (VI PP 31.8.2004 AI49) - lui continuava a
chiamare gli amici di lei per parlare del loro rapporto e continuava a
controllarla, seppur a suo insaputa. 

__________, infatti, riferisce che:

 

" 
AC 1, questa primavera, mi ha chiamato più volte al telefono per
confidarsi con me. Sapeva che vedevo PC 1 e che parlavo con lei. In pratica mi
diceva che si erano visti di nascosto, che lei non voleva che si sapesse e mi
diceva anche che ogni volta che litigavano lei tirava in ballo la storia del
denaro che non riusciva a restituire e della sua sterilità. Da parte mia non ho
riferito nulla a PC 1. Tutto quello che mi dicevano lo tenevo per me per
evitare loro ulteriori litigi. (…) A domanda precisa rispondo che l’sms
ricevuto da AC 1 l’ho cancellato. Ricordo che in questo sms mi ha data della scimmietta
perché lui pensava che ascoltavo quello che diceva PC 1 e che PC 1 mi
influenzava e che quindi non ragionavo più con la mia testa, e questo non lo
sopportava. L’sms non era volgare o minaccioso, però mi ha dato della
scimmiotta" (PS 26.8.2004)

 

 

 

 

__________ ha dichiarato che:

 

" 
AC 1 mi ha detto dei suoi problemi con PC 1, della sua difficoltà
a superare il fatto che non fossero più assieme. A me era evidente che facesse
fatica ad accettarlo. Non me lo ha detto a chiare lettere ma traspariva da ogni
suo discorso.  ADR: a me pareva che mi chiamasse apposta per sfogarsi, quelle
poche volte (quattro o cinque) che mi ha chiamato, tra l’autunno scorso (2003)
e questa primavera (2004)." (PS 11.9.2004)

 

Nella primavera del 2004, AC 1 raccontò a PC 1 che doveva
assentarsi per un viaggio di lavoro in Iraq. 

In realtà, quel viaggio non ci fu. 

Fu un’invenzione del AC 1 fatta allo scopo di poter meglio seguire
e controllare PC 1.

Per rendere verosimile questa sua permanenza in Medio Oriente, AC
1 inviava messaggi a PC 1 tenendola al corrente di fantomatici arrivi in aeroporto,
di viaggi in macchina, e di cene con i clienti.

                                          PC
1 ha, infatti, dichiarato che:

 

" 
è vero che mi ha raccontato che era stato in IRAQ. Non ricordo la
data ma era in primavera. Mi ha raccontato di essere stato via 4 o 5 giorni e
mi mandava degli sms che dicevano: - siamo atterrati…abbiamo avuto ritardo
con l’aereo…andiamo a cena con i clienti…ripartiamo…mi aveva preso un
regalo…ecc.  Ricordo che mi disse che la Metalproject gli aveva dato una
carta VISA per pagare le spese di viaggio. Ricordo disse che sarebbe andato con
un collega di lavoro irakeno. Al rientro il regalo non l’ho mai ricevuto
e questo mi aveva fatto capire che molto probabilmente era tutta un’altra delle
sue invenzioni." (PS 18.10.2004)

 

                                          Per
dare corpo a quest’inganno – così che PC 1 non potesse avere dubbi e si
muovesse perciò liberamente - il AC 1 aveva addirittura raccontato la stessa
storia a __________ ed aveva chiesto all'amico __________ di tenergli il gioco,
nel caso in cui PC 1 gli avesse chiesto qualcosa:

 

" 
il AC 1 mi ha chiesto, una decina di giorni prima di simulare la
partenza per l’Irak, di tenergli il gioco, cioè che se incontravo PC 1, se mi
chiedeva dov’era il AC 1, dovevo dirgli che era in Irak. Adr: penso che questa
fosse un ennesima trovata per fare ingelosire o preoccupare PC 1, (…). A
domanda precisa rispondo che non mi ha detto il preciso motivo di questa
menzogna. Mi ha detto solo che stava a casa e che se anche se tutto era chiuso
e le tapparelle abbassate, potevo andare a trovarlo a casa (cosa che non ho mai
fatto)." (__________, PS 18.10.2004)

 

" 
Preciso che durante questa primavera non ho sentito il AC 1 per
un mese. Prima di partire mi aveva detto che la sua ditta gli aveva offerto di
montare della barriere in Iraq, al confine con la Siria. Passato questo mese ci
siamo rivisti e AC 1 mi ha detto che aveva visto questo lavoro in Iraq, che ci
era stato, e che sarebbe dovuto ritornare in Iraq per fare il lavoro che ancora
non era stato fatto." (__________,PS
30.9.2004)

 

                                          AC
1, in aula, ha dichiarato di aver raccontato a Jennifer la storia del viaggio
perché la ragazza conosceva PC 1 e, nel caso in cui le due donne si fossero
incontrate, __________ non avrebbe potuto tradirsi.

 

                                          Così
come da lui dichiarato, questa assurda messinscena doveva permettergli di
meglio sorvegliare PC 1, in particolare gli avrebbe permesso di scoprire cosa
la donna facesse in casa sua quando lui non c’era (va, qui, precisato che il AC
1 l'aveva incaricata di ritirargli la posta e portarla nell'appartamento). 

Questo è quanto il AC 1 ha detto in aula, precisando che, in quei
giorni, quando lei entrava in casa sua, lui si nascondeva dietro il divano e ne
spiava le mosse.

 

Sempre nella primavera del 2004, il AC 1, ad insaputa della PC 1,
era anche solito aggirarsi nei dintorni di casa sua:

 

" 
Ricordo che in quel periodo una mia vicina di casa mi ha detto di
aver visto il AC 1 nel palazzo in cui abitavo, al pian terreno. Meglio questa
mia vicina aveva visto il AC 1 in lavanderia e una volta sulle scale. L'ha poi
visto nel cortile del palazzo" (verb dib.
p. 13)

 

                                          La
conflittualità che si era instaurata tra i due e dovuta - per AC 1 - al fatto
che non riusciva a rassegnarsi di non fare più parte della vita della sua ex
compagna e - per PC 1 - al fatto che AC 1 la assillava e controllava, prendendo
contatto anche con i suoi amici e la sua famiglia - generò situazioni
spiacevoli che non fecero altro che accentuare il sentimento di frustrazione
dell'imputato e meglio, come da lui stesso riferito:

 

" 
Ella ha visto in un'occasione la foto di Veska (n.d.r.: una ragazza che il AC 1 aveva conosciuto a
Locarno) e mi ha preso in giro chiedendomi se era la mia nuova ragazza,
sogghignandomi in faccia." (VI PP
27.8.2004 AI43).

 

" 
L’interrogante mi chiede se ho avuto modo di raccontare alla mia
ex fidanzata PC 1 della mia nuova relazione con Veska(n.d.r.: in realtà, non c'era nessuna relazione con __________).
Rispondo che gliel’ho detto a maggio e lei mi ha anche preso “per il culo”
perché ha visto in casa mia una foto che mi ritrae insieme a Veska(non ricordo
il suo cognome). Non so per che motivo abbia riso." (PS 1.9.2004)

 

" 
Mi ha anche preso in giro dinanzi agli amici per il taglio di
capelli e il mio nuovo orecchino, questo qualche tempo fa" (VI PP 27.8.2004 AI43).)

 

Quindi, in ogni caso a partire da settembre 2003, con un crescendo
impressionante nell’autunno successivo e nella primavera 2004, il rapporto fra AC
1 e PC 1 è stato caratterizzato da una grande conflittualità.

                                          In
estrema sintesi, lui la voleva per sé. 

                                          Ma
lei non tornava. Anzi, pian piano anche quella specie di legame che era
sopravvissuto sin lì si andava diradando. Lei diventava più fredda. E lui non
capiva perché. Così reagiva a questo progressivo e, per lui, incomprensibile –
ma, soprattutto, inaccettabile – allontanarsi, cercando, con le modalità di cui
s’é detto sopra, di rimanere in qualche modo legato. In sintesi, voleva
esorcizzare il suo abbandono aumentando il controllo su di lei.

                                          Quel
che il AC 1 provava per PC 1 nel periodo citato - ovvero quando la disponibilità
della donna nei suoi confronti venne meno - non era amicizia e preoccupazione
(così come egli disse alla polizia il 19.8.2004) ma era rabbia, rancore e
gelosia perché lei non lo voleva più.

                                          Le
dichiarazioni del AC 1 rese in inchiesta a questo proposito sono significative
e vengono qui riprodotte in ordine cronologico:

 

" 
ADR che io a PC 1 le voglio ancora bene e che sono ancora
innamorato di lei e che spero di avere una seconda opportunità per tornare
assieme." (PS 26.7.2004)

 

" 
Io non ho mai voluto far male a PC 1 né gliene ho fatto né mai
glene farò. A lei auguro ogni bene ed è libera di fare quello che vuole. Per me
lei è importante come amica. Anche recentemente avevo bisogno di un favore lei
mi aiutava di buon grado" (VI PP 25.8.2004
AI30)

                                          

" 
(…) che adesso non tornerei più assieme a PC 1. Lei mi ritiene
una nullità e io non sopporto questo atteggiamento. Rettifico quindi quanto
dichiarato nel verbale del 26 luglio 2004, nel senso che non sono più
innamorato di lei." (VI PP 25.8.2004 AI30)

 

" 
Desidero dichiarare che considero la mia ex ragazza una persona
malvagia: elle mi ha ricattato rivendicando il pagamento dei suoi debiti. Mi ha
detto diverse volte che se non le davo almeno qualcosa dei debiti ammontanti a
circa fr. 30'000.--, interessi esclusi avrebbe mandato suo fratello a spaccarmi
la faccia. ADR che le ho rimborsato circa fr. 2'000.-- L'importo di fr.
30'000.-- comprende anche fr. 6'000.-- accumulati a telefonate non erotiche
bensì ad una chat line. ADR ribadisco che io ho solo parlato di queste
telefonate e che le stesse non avevano, malgrado fossero care, contenuto
erotico. Ricordo anche che PC 1 mi ha minacciato di far ipotecare la casa di
mia madre se non avessi saldato i debiti….omissis… . PC 1 inoltre mi ha usato.
Quando le andavo bene ero un pezzente. " (VI
PP 8.9.2004 AI71)

 

                                          Il
cambiamento di atteggiamento di PC 1 non fece preoccupare il AC 1, così come
lui dichiarò nei primi verbali di polizia. In realtà, lo faceva arrabbiare
poiché si rendeva conto di avere perso il controllo sulla sua vita. Se prima la
donna, almeno, andava a casa sua, a partire da fine giugno le cose cambiarono. PC
1 era distratta da altre cose. Come vedremo in seguito, PC 1 non tornava a casa
la notte. Rientrava solo al mattino presto. E lui la controllava perché la
vedeva rientrare verso le 06.00 del mattino. 

In effetti, in aula, per la prima volta, il AC 1 ha ammesso che

"
in quel periodo provava rancore nei confronti di PC 1" e  che 

"
 il rancore che lui provava derivava dal fatto che era geloso e
non voleva che PC 1 avesse rapporti sessuali con un altro." 

(verb. dib. p. 10).

 

Dichiarazioni che confermano anche il dire di PC 1 quando
riferisce che l'unica domanda che AC 1 le rivolse quando lei gli disse della
sua nuova relazione fu se intratteneva con il nuovo amico dei rapporti
sessuali.

 

 

                                   6.   la perizia

 

Il PP ha ordinato l’allestimento di una perizia psichiatrica volta
ad accertare il grado di responsabilità del AC 1. 

Quale perito è stato designato il dr. med. PE 1 (AI 24 e 25).

 

Il referto peritale è stato consegnato l'8.11.2004 (AI146).

Esso è stato integralmente confermato in aula.

Dalla prospettiva dell’ attività psichica di base il perito
ha osservato quanto segue:

 

" 
La coscienza, soprattutto per quanto concerne il carattere
illecito di certe azioni attribuitegli, sembra ben conservata ed egli con cura
evita di entrare nei dettagli e con una particolare abilità manipola i fatti,
trasformandoli in argomenti a suo favore e indicando le azioni degli altri come
appositamente lesive e diretto contro di lui. Egli appare ipervigilante e molto
lucido, L'orientamento temporo-spaziale è impeccabile. I disturbi della memoria
non sono stati rilevati. Non vi sono amnesie, ipermnesie o paramnesie. Nella
raccolta dei dati anamnestici, egli "non ha ricordato" soltanto i comportamenti
illeciti e gli eventi che lo mettono in cattiva luce. L'affettività di base non
mostra degli affetti depressivi, dolore, angoscia e nemmeno degli affetti
espansivi come gioia o piacere. Dello stesso parer è lo psichiatra __________
che ha visitato il periziato il 12.8.2004. Al perito l'affettività è apparsa
piuttosto coartata, appiattita, rivolta verso se stesso. Non si osservano
emozioni particolari ed egli appare piuttosto freddo; in particolare in
occasione del racconto dell'incidente nel quale ha perso la vita il
motociclista che ha urtato l'auto del periziato. L'attività sintetica di base
non rivela particolari impoverienti degli strumenti della mente, naturalmente
tenendo conto della sua formazione. Non si osservano disturbi dell'attenzione e
della concentrazione psichica, disturbi dell'astrazione e delle operazioni
intellettive o disturbi del corso dl pensiero. La comunicazione non presenta
disturbi dell'articolazione, sintattici o semantici. La psicomotricità è priva
di crisi di mania o di ansia. Non si percepiscono segni fisici di tensione o
disturbi psicomotori sistematizzati. La percezione è libera da qualsiasi dispercezione
o allucinazione."

 

                                          In
seguito, il PE 1 è passato alla valutazione diagnostica:

 

" 
Il periziato presenta una serie di criteri diagnostici della
personalità dissociale, narcisistica e affettivamente instabile. I criteri
rilevati del disturbo dissociale sono: incapacità di rispettare le norme
sociali, ripetute condotte di rilevanza penale, mentire, truffare per profitto e
rubare, impulsività, irritabilità, aggressività, inosservanza della sicurezza
propria e degli altri, irresponsabilità, incapacità di sostenere una attività
lavorativa continuativa, di far fronte ad obblighi finanziari e mancanza di
rimorso dopo aver danneggiato o derubato. La componente narcisistica si
intravede nelle sue fantasie di grandiosità di amore ideale, nella scarsa
empatia, nel comportarsi come se tutto gli fosse dovuto, nella ricerca di
soddisfazione immediata delle proprie aspettative, nello sfruttamento
interpersonale e nell'incapacità di capire i sentimenti o le necessità degli
altri dei quali è spesso invidioso. Non mancano atteggiamenti arroganti e
presuntuosi come risulta dai verbali di alcuni compagni di lavoro e amici.
L'instabilità affettiva, delle relazioni interpersonali, dell'immagine di sé,
dell'umore e impulsività (detta anche borderline), si rileva attraverso i suoi
sforzi di evitare un abbandono. Le sue relazioni sono intense e instabili,
spaziano dall'iperidealizzazione alla svalutazione totale. Il suo comportamento
antisociale come spendere, abbuffarsi, guidare in modo spericolato può anche
essere interpretato come impulsività nelle attività potenzialmente dannose ciò
che assume il valore di uno dei criteri diagnostici per il disturbo borderline.
Vi sono stati anche ricorrenti minacce e comportamenti suicidali e difficoltà
nel controllarsi come ad esempio, quando in occasione del divieto di
avvicinarsi ai denuncianti PC 1 e PC 4, si è recato appena rilasciato verso il
loro domicilio. Il suo desiderio di vendetta si può spiegare con l'ideazione
paranoie che fa parte di quest'ultimo disturbo della personalità. Trattasi
dunque di un disturbo di personalità che integra diversi criteri appartenenti
ai disturbi di personalità del gruppo B della classificazione DSM-IV ovvero sia
disturbi dissociale, borderline, istrionico e narcisistico di
personalità."

 

                                          In
aula il perito, chiamato a precisare il concetto di fantasie di grandiosità
espresso nel referto a spiegazione della componente narcisistica riscontrata
nel periziato, ha dichiarato che le stesse consistono nelle fantasia di essere
amato, di essere primo nella vita della sua compagna. E, confermando la sua
valutazione diagnostica, ha aggiunto che il AC 1 soffre di un’instabilità
affettiva.

 

Il PE 1 ha poi analizzato la morfologia del comportamento
del AC 1 :

 

" 
La morfologia del comportamento del periziato corrisponde al
cosiddetto stalker, un termine coniato recentemente nella letteratura
anglosassone. Lo stalkering è una condotta patologica contrassegnata da
inseguimento, osservazione, controllo e vigilanza della vittima che è spesso un
ex partner oppure una persona desiderata o immaginata come persona amata.
Questa costellazione di comportamenti include reiteranti e persistenti
tentativi di imporre alla vittima il contatto e/o la comunicazione
indesiderata, telefonando, scrivendo e.mail, lettere, graffiti oppure lasciando
altri segni della propria presenza. Generalmente vi è una patologia
psichiatrica sottostante e da essa dipende l'evoluzione dello stalking.
Statisticamente, la maggioranza si limita alle molestie e minacce, mentre un
terzo passa al danneggiamento e all'assalto. Nella psichiatria classica questo
disturbo è definito come erotomania, ovverosia illusione delirante di essere
amato. Si chiama anche sindrome di G. de Clérambault, dal nome di colui che
descrisse questo disturbo. De Clérambault in questo delirio sistematizzato
distingue i postulati fondamentali (orgoglio, desiderio e speranza) e i temi
derivanti che determinano il comportamento delle persone affette che si svolge
in tre fasi; fase della speranza, fase del dispetto e fase del rancore.
L'oggetto dell'attenzione è immaginato come dipendente, bisognoso e monco di
valore senza la presenza