# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7e5c7273-3e14-53ab-8bfb-6a2bec7c4330
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-04-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 04.04.1997 52.1996.37
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1996-37_1997-04-04.html

## Full Text

Incarto n.

  52.96.00037

   

  	
  Lugano

  4 aprile 1997

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Monica
  Campana Liebi, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso 30 gennaio 1996 del

 

 

	
   

  	
  Comune
  di __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 22 gennaio 1996, no 7620/95, con cui il Dipartimento delle
  istituzioni ha annullato la decisione municipale 14 ottobre 1994 in materia
  di tassa annuale d'acqua potabile;

  

 

 

viste le risposte:

-    15 febbraio 1996 di __________,

-    19 febbraio 1996 del Dipartimento;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   __________ è proprietaria di
una casa composta da tre unità abitative a __________.

Il 31 ottobre 1995 l'Azienda comunale dell'acqua potabile
(AAP) le ha chiesto il pagamento di una "tassa annuale" di fr. 360.-
per l'anno 1995, pari a fr. 120.- per unità abitativa.

Contro questa imposizione __________ ha interposto reclamo al
municipio, chiedendo una riduzione della tassa a fr. 120.- in considerazione
del fatto che lo stabile dispone di un unico allacciamento e di un unico contatore.

 

 

                                  B.   Con decisione 14 novembre
1995 il municipio di __________ ha respinto il gravame, asserendo che l'art. 25
del Regolamento dell'AAP (in seguito: RAAP) commisura la tassa annuale in base
al numero delle economie domestiche facenti capo ad un singolo allacciamento.

 

 

                                  C.   Contro questa decisione
__________ è insorta davanti al Consiglio di Stato contestando sia
l'interpretazione, sia l'applicazione dell'art. 25 RAAP.

A suo modo di vedere, varrebbe l'equazione: "un
allacciamento + un contatore = una tassa". Stabilendo che la tassa
annuale conferisce all'utente il diritto di rimanere allacciati alla rete di distribuzione
dell'acqua potabile ed è comprensiva del noleggio del contatore, la norma in
questione escluderebbe qualsiasi commisurazione fondata sul numero delle
economie domestiche allacciate.

 

 

                                  D.   Con giudizio 22 gennaio 1996
il Dipartimento delle istituzioni ha accolto l'impugnativa ed annullato la
pronuncia municipale.

Considerato che il RAAP prevede la riscossione di una tassa
d'allacciamento al momento del raccordo alla rete di distribuzione, l'autorità
cantonale ha ritenuto che non potessero più essere imposte ulteriori tasse per
lo stesso genere di prestazione. In ogni caso, la tassa per il noleggio del
contatore andrebbe prelevata separatamente, poiché altrimenti l'utente si
vedrebbe privato della possibilità di conoscerne l'esatto ammontare.

 

 

                                  E.   Avverso il predetto giudizio
il comune di __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento.

Secondo l'insorgente, la tassa annuale - comprensiva di
quella del noleggio del contatore - non sarebbe una tassa d'allacciamento,
bensì  una tassa minima configurabile quale tassa base di consumo. Di
conseguenza, andrebbe prelevata proporzionalmente al numero delle economie
domestiche facenti capo al singolo allacciamento.

A suo avviso, l'art. 25 RAAP costituirebbe una base legale
sufficiente per prelevare sia la tassa annuale, sia quella relativa al noleggio
del contatore. Tenuto conto dei modici costi di noleggio degli apparecchi,
ulteriori specificazioni non sarebbero necessarie.

 

 

                                  F.   All'accoglimento del ricorso
si oppone il Dipartimento delle istituzioni che non formula osservazioni.

Ad identica conclusione perviene la resistente __________,
con argomenti che, per quanto necessario, saranno ripresi nei seguenti considerandi.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo discende dagli art. 60 PAmm e 40 LMSP. 

La legittimazione attiva della ricorrente è indiscutibile
(art. 43 PAmm). Il ricorso, tempestivo (art. 46 PAmm), è pertanto ricevibile in
ordine.

Data la natura delle questioni poste a giudizio,
l'impugnativa può essere decisa sulla base degli atti senza istruttoria (art.
18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   Le tasse sono il
corrispettivo dovuto all'ente pubblico per un atto dell'amministrazione
occasionato dal singolo cittadino o per l'utilizzazione di un servizio pubblico
(Imboden Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V ed. N. 110 B I).
Conformemente a questa doppia funzione, le tasse si suddividono in tasse
amministrative e tasse d'utilizzazione. In quanto tributi causali rispondono al
principio della copertura dei costi ed al principio dell'equivalenza. Il primo,
applicabile senza riserve in tema di tasse amministrative, esige che il gettito
complessivo delle tasse prelevate corrisponda ai costi totali del relativo
servizio. Il secondo, discendente dal principio di proporzionalità, postula
invece che la tassa percepita si situi in un rapporto ragionevole con il valore
effettivo della prestazione fornita dall'ente pubblico (Rhinow Krähenmann,
Schweiz. Verwaltungsrechtsprechung, Erg. Bd. N. 110 B III seg.).

Le tasse d'utilizzazione costituiscono il compenso dovuto per
una prestazione fornita dalla pubblica amministrazione o per l'utilizzazione di
un servizio pubblico. A differenza delle tasse amministrative, se la legge lo
prevede, il gettito complessivo di queste tasse può dare un certo utile. Entro
certi limiti, le tasse d'uso possono inoltre tener conto di fattori che vanno
oltre il semplice valore economico della prestazione dispensata (Grisel, Traité
de droit administratif, II ed., vol. II, pag. 609 e riferimenti; Scolari,
Diritto amministrativo, vol. II, pag. 263 seg., n. 417, 424).

Le tasse di consumo dell'acqua potabile sono tasse
d'utilizzazione prelevate periodicamente quale emolumento per la fornitura di
acqua potabile attraverso l'impianto di distribuzione (DTF 102 Ia 402). 

Le tasse d'allacciamento sono invero tasse uniche, che
vengono riscosse in occasione del collegamento di una costruzione alla rete di
distribuzione dell'acqua potabile. Si tratta di un emolumento dovuto per il
diritto stesso di allacciarsi e di rimanere allacciato al servizio (Scolari,
op. cit., pag. 266, n. 428).

La tassa di allacciamento è considerata una tassa di
utilizzazione, poiché va ben oltre gli atti amministrativi propri dell'esame e

dell'evasione della domanda di allacciamento, caratteristici
della tassa amministrativa, quali ad esempio lo studio degli atti, i sopralluoghi,
i rilievi sulle mappe comunali degli allacciamenti ed i collaudi. Essa remunera
infatti anche la possibilità di utilizzare in ogni momento la rete di
distribuzione o di raccolta (Grisel, op. cit., vol. II, pag, 609; DTF 102 Ia
397; DTF 112 Ia 263; RDAT 1991 II 8). La tassa d'allacciamento è dovuta non
appena viene effettuato il raccordo ed è possibile usufruire dell'impianto. Non
è necessario, per contro, che sia dimostrata l'utilizzazione effettiva
dell'allacciamento da parte dell'utente (Rhinow Krähenmann, op. cit., n. 110 B
VI seg., Rep 1984 pag. 45).

 

 

                                   3.   3.1 Per la costruzione e
l'esercizio degli impianti di distribuzione dell'acqua potabile l'art. 25 RAAP
di __________ prevede il prelievo di tasse d'allacciamento, di tasse annuali e
di tasse sul consumo.

 

La tassa di allacciamento non è definita. La norma si
limita ad indicare che è esigibile al momento della posa del contatore e che
viene determinata in base alla volumetria del fabbricato da allacciare in
ragione di fr. 0,50 al mc.

 

La tassa annuale è invece definita come la tassa che
"da diritto all'utente di rimanere allacciato alla rete dell'acquedotto ed
è comprensiva del noleggio del contatore."

Viene fissata dal municipio mediante ordinanza entro i
seguenti parametri:

 

"a) case
unifamiliari, appartamenti (per ogni ec. domestica): da un minimo fr. 100.- ad
un massimo fr. 250.--;

 

 b) abitazioni
adibite a residenze secondarie: da fr. 200.- a fr. 500.--;

 

 c)  alberghi,
pensioni, ristoranti, motel, garni, hôtel, e simili: da fr. 350.- a fr.
1'000.--;

 

 d) negozi,
commerci in genere, uffici, bar, banche, laboratori, studi medici, attività
artigianali e simili da fr. 250.- a fr. 500.-;

 

 e) aziende,
autolavaggi, stabilimenti, attività industriali e garages da fr. 500.- a fr.
3'000.-;

 

 f)   autorimesse
autonome e uso agricolo, privato da fr. 50.- a fr. 150.-;

 

g)  piscine
a partire da 8 mc, da fr. 3.- a fr. 10.- al mc"

 

La tassa sul consumo annuale è dal canto suo definita
come l'emolumento dovuto in base al volume d'acqua prelevata, moltiplicato per
il prezzo unitario fissato dal municipio mediante ordinanza tra un minimo di
fr. 0,80 ed un massimo di fr. 1,60 per mc.

 

3.2 In concreto, va osservato che il Tribunale federale in un
caso analogo a quello in esame (cfr. STF 24 febbraio 1997 in re S.) ha
considerato che poco importa se la contestata tassa annuale sia una tassa
d'allacciamento in senso lato o, invece, una parte della tassa di
utilizzazione. Determinante è che il dovere di versarla nasce in seguito al
fatto che l'abbonato continua a rimanere allacciato alla rete e beneficia
quindi della possibilità di utilizzarla. Un simile tributo, a mente dell'Alta
corte, non può pertanto che essere destinato a coprire le spese che l'ente
pubblico deve sopportare anche in assenza di qualsiasi consumo.

Contrariamente a quanto assume il Dipartimento delle
istituzioni, il tributo in esame non è dunque destinato a remunerare una seconda
volta il diritto di rimanere allacciato alla rete di distribuzione e di
prelevare acqua potabile in ogni tempo, ma serve soltanto ad assicurare la
copertura delle spese di manutenzione e di rinnovo dell'impianto di
distribuzione.

Se è ben vero infatti che tali oneri possono essere compresi
nel costo dell'acqua e, quindi, essere coperti mediante la tassa sul consumo;
nulla vieta tuttavia che un comune sovvenga a tali spese, indipendenti dal
consumo, mediante tributo distinto, non legato all'uso effettivo dell'impianto
(cfr. STF citata).

La regolamentazione in esame indica segnatamente che il comune
di __________ ha optato per quest'ultima soluzione.

Il fatto poi che il noleggio del contatore sia compreso nella
tassa annuale e non venga conteggiato separatamente non incide sulla validità
della tassa stessa. Considerato il costo d'acquisto di un contatore e la sua
durata, il noleggio costituisce in effetti un onere di modica entità e di
rilevanza marginale, accessoria e trascurabile rispetto all'ammontare della
tassa in discussione.

 

 

                                   4.   La tassa in esame non
presta il fianco a critiche nemmeno nella misura in cui determina la tassa
annuale delle abitazioni primarie sulla base del numero di economie domestiche
facenti capo ad un singolo allacciamento.

In effetti, come esposto nel precedente considerando, la
tassa litigiosa è destinata a coprire i costi di manutenzione e di rinnovo
dell'impianto. Ora, è evidente che, se un immobile ospita più economie
domestiche l'uso potenziale della rete di distribuzione è più importante che
nel caso di uno stabile occupato da una sola famiglia. Ne deriva che, anche a
parere della nostra massima istanza giudiziaria (cfr. STF citata), la
regolamentazione sancita dall'art. 25 RAAP, che non poggia sul numero di allacciamenti
o sul numero degli abbonati, bensì soltanto sul potenziale utilizzo
dell'impianto merita di essere confermata.

Data la trascurabile rilevanza dei costi di noleggio dei
contatori nell'economia della tassa annuale, il fatto che non venga commisurata
in base alle dimensioni degli apparecchi di misura, non incide sulla
legittimità della norma. Tanto meno quando si consideri che i contatori delle
case plurifamiliari sono sostanzialmente identici a quelli delle case
monofamiliari.

 

 

                                   5.   Per tutte le ragioni sin
qui esposte, il ricorso va quindi accolto, annullando la decisione
dipartimentale censurata e confermando la tassa annuale esatta dal municipio di
__________.

La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza.

Non si assegnano ripetibili.

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 40 LMSP, 25, 45 RAAP di __________; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 65 PAmm,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è accolto.

§.  Di conseguenza:

1.1.   la decisione 22 gennaio 1996, no
7620/95, del Dipartimento delle istituzioni è annullata;

1.2.   la decisione 14 ottobre 1995 del
municipio di __________ è confermata.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia e le
spese di fr. 600.-- sono a carico della resistente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             La
segretaria