# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f6725ca7-3c8d-56bb-b6e0-2fd70cca6464
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-10-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 27.10.1998 11.1998.164
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1998-164_1998-10-27.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.98.00164

  	
  Lugano

  27 ottobre 1998/rgc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Gronchi
  Pozzoli, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nella causa __.__.______ (accesso necessario) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3, promossa
con petizione del 21 ottobre 1986 da

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________ e __________

  (patrocinata
  dall’avv. __________ __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________
  __________ __________ -__________
  __________, __________

  (patrocinata
  dall’avv. __________ __________, __________);

   

  

giudicando ora sul
decreto 26 settembre 1998 con cui il Pretore ha respinto un’istanza di
ricusa del perito giudiziario presentata il 24 aprile 1998; 

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di
questione:     1.   Se dev’essere accolto l’appello presentato il 10
ottobre 1998 da __________ __________ __________ -__________ __________ contro
il decreto emanato il 26 settembre 1998 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione
3;

 

                                         2.   Se
deve essere accolta la domanda di revisione proposta con l’appello;

 

                                         3.   Il
giudizio sulle spese e ripetibili.

 

Ritenuto 

 

in fatto:                          che __________ __________
è proprietaria della particella n. __________RFD di __________, confinante con
la particella n. __________, proprietà di __________ __________ __________
-__________ __________;

 

                                         che essa ha convenuto il
21 ottobre 1986 davanti alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3,
__________ __________ __________ -__________ __________, chiedendo l’iscrizione
– previo versamento di un’indennità da stabilire – di un diritto di passo
pedonale e veicolare su 54 m² della particella n. ____________________secondo i
piani presentati con una domanda di costruzione del 4 aprile 1986;

 

                                         che la convenuta si è
opposta alla domanda e in via riconvenzionale ha chiesto l’accertamento di un
accordo tra le parti;

 

                                         che l’attrice ha postulato
il rigetto della riconvenzione;

 

                                         che nei successivi
allegati ogni parte ha mantenuto le proprie domande;

 

                                         che nel corso
dell’istruttoria la convenuta ha chiesto il 17 gennaio 1996 che la perizia
giudiziaria nel frattempo esperita fosse dichiarata nulla, presentando il 12
aprile e il 12 giugno 1996 due istanze di restituzione in intero per produrre
nuovi mezzi di prova;

 

                                         che contro i decreti del
Pretore che hanno respinto le citate istanze la convenuta ha interposto tre
appelli, respinti da questa Camera il 21 aprile 1998 (inc. n.
__________.__________.__________, __________.__________.__________e
__________.__________.__________);

 

                                         che il Tribunale federale
ha respinto il 24 giugno 1998 un ricorso di diritto pubblico introdotto dalla
convenuta contro la sentenza della Camera;

 

                                         che il 24 aprile 1998 la
convenuta ha postulato la ricusa del perito giudiziario, lamentando la sua
unilateralità nella stesura del referto;

 

                                         che l’attrice si è opposta
il 4 maggio 1998 all’istanza, mentre il perito giudiziario ha comunicato il 6
maggio 1998 di non ravvisare alcun motivo di ricusa nei suoi confronti,
rimettendosi al giudizio del Pretore; 

 

                                         che le parti si sono
ancora espresse sull’istanza di ricusa all’udienza del 17 settembre 1998;

 

                                         che con decreto del 26
settembre 1998 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 3, ha respinto
l’istanza, non ravvisando in concreto “gravi ragioni” ai sensi dell’art. 27
lett. b CPC, tali da mettere in dubbio l’imparzialità del perito giudiziario;

 

                                         che contro il predetto
decreto è insorta __________ __________ __________ -__________ __________ con
un appello del 10 ottobre 1998 nel quale chiede, previa concessione
dell’effetto sospensivo al gravame, l’annulla-mento della decisione pretorile,
inficiata a suo avviso da diniego di giustizia, subordinatamente l’accoglimento
dell’istanza di ricusa del perito;

 

                                         che con l’appello la
convenuta ha proposto anche domanda di revisione del decreto pretorile;

 

                                         che l’appello non è stato
notificato alla controparte;

 

considerando 

 

in diritto:                        che, come si è accennato,
__________ __________ __________ -__________ __________ ha postulato davanti al
Pretore la ricusa del perito giudiziario a motivo della sua parzialità;

 

                                         che l’art. 248 cpv. 2 CPC
rinvia espressamente alle norme sui motivi di esclusione e ricusa dei giudici;

 

                                         che la cognizione dei
motivi di ricusazione del perito giudiziario compete al giudice che lo ha
designato, in analogia con la norma (art. 30 cpv. 1 ultima frase CPC) che
lascia la decisione sulla ricusa del segretario al giudice da cui dipende (Cocchi, Appunti sul tema della perizia
giudiziaria nel processo civile, in: Rep. 1994 161); 

 

                                         che il relativo giudizio
viene pronunciato mediante decreto in camera di consiglio e non può essere
impugnato (art. 30 cpv. 3 CPC);

 

                                         che le numerose censure
rivolte dall’appellante al perito giudiziario sfuggono pertanto all’esame di
questa Camera;

 

                                         che l’appellante
rimprovera al Pretore un diniego di giustizia per avere ritardato la trattazione
delle istanze di restituzione in intero da lei presentate e per non avere
sentito il perito giudiziario nell’ambito dell’istanza di ricusa, come da lei
chiesto esplicitamente;

 

                                         che non essendovi rimedio
ordinario di diritto contro il decreto del Pretore sulla ricusazione del
perito, tali censure esulano dalla competenza di questa Camera;

 

                                         che il gravame,
manifestamente irricevibile ed esperito non senza leggerezza, può essere deciso
con la procedura semplificata prevista dall’art. 313bis CPC;

 

                                         che l’emanazione del
giudizio di merito rende priva di oggetto la domanda di effetto sospensivo;

 

                                         che la domanda di
revisione contenuta nell’appello si rivela d’acchito improponibile già per il
fatto che non è ammessa la revisione di sentenze o decreti contro i quali non è
dato il rimedio dell’appello (II CCA, sentenza del 25 aprile 1995 nella causa
M.; Rep. 1930 393; Anastasi, Il
sistema dei mezzi di impugnazione del codice di procedura civile ticinese,
Zurigo 1981, pag. 225 in alto), come è appunto il caso in concreto; 

 

che in simili circostanze si giustifica di adottare
anche per la domanda di revisione la procedura semplificata dell’art. 313bis
CPC, applicabile per analogia in virtù dell’art. 341 cpv. 1 CPC;

 

                                         che gli oneri del presente
giudizio seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC);

 

                                         che nella determinazione
della tassa di giustizia si deve tenere in considerazione anche l’inutile
prolissità del ricorso; 

 

                                         che non si giustifica in
ogni modo di attribuire ripetibili alla controparte, cui l’appello con domanda
di revisione non è nemmeno stato notificato;

 

per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L’appello e la domanda di
revisione sono irricevibili.

 

 

 

 

                                   2.   Gli oneri processuali,
consistenti in

                                         a) tassa di
giustizia      fr. 500.–

                                         b) spese                         fr.  
50.–

                                                                                fr.
550.–

                                         sono
posti a carico dell’appellante. Non si assegnano ripetibili. 

 

                                   3.   Intimazione a:

                                         – avv. __________
__________, __________;

                                         – avv. __________
__________, __________. 

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3.

 

 

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La segretaria