# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7d4de197-5df5-5113-953c-5569f547ef2c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-05-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.05.2024 D-2768/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2768-2024_2024-05-10.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2768/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 0  m a g g i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Gabriela Freihofer;  

cancelliere Agostino Bullo. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Eritrea,   

patrocinato da Eric Kavu-Mvemba,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 29 aprile 2024 / N (…). 

 

 

 

D-2768/2024 

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Fatti: 

A.  

A.a L’interessato, cittadino eritreo, ha presentato una domanda d'asilo in 

Svizzera in data 7 marzo 2024 (cfr. atto della Segreteria di Stato della mi-

grazione [di seguito: SEM] n. [{…}]-2/2).  

A.b Dai riscontri dattiloscopici nell'unità centrale del sistema europeo "EU-

RODAC" è risultato che l'interessato aveva già depositato una domanda 

d'asilo in Grecia il (…) settembre 2023, ottenendo protezione sussidiaria il 

(…) ottobre 2023 (cfr. atto della SEM n. 8/1).  

A.c In data 21 marzo 2024 la SEM ha effettuato con l'interessato un collo-

quio in merito al rinvio verso uno Stato terzo. In occasione dello stesso, al 

richiedente è stato concesso il diritto di essere sentito in merito alla possi-

bile non entrata nel merito della sua domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a 

cpv. 1 lett. a LAsi (RS 142.31) ed all'allontanamento verso la Grecia 

(cfr. atto della SEM n. 13/6). 

A.d Il 22 marzo 2024 la SEM ha presentato alle competenti autorità greche 

una richiesta di riammissione della richiedente conformemente alla Diret-

tiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le norme 

e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di 

paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicembre 2008; 

di seguito: direttiva ritorno) ed all'Accordo bilaterale di riammissione tra la 

Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una protezione interna-

zionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Re-

pubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situazione ir-

regolare [RS 0.142.113.729]) (cfr. atto della SEM n. 15/3). Le suddette au-

torità hanno accettato la richiesta in data 15 aprile 2024 (cfr. atto della SEM 

n. 23/1).  

A.e Con scritto del 29 aprile 2024 il richiedente ha inoltrato il suo parere 

circa la bozza di decisione della SEM trasmessa del 25 aprile 2024 (cfr. atti 

della SEM n. 29/9 e 30/3). 

A.f Agli atti vi sono anche diversi fogli di trasmissione d’informazioni medi-

che (F2), relativi allo stato di salute dell’insorgente, dei quali si dirà, per 

quanto necessario nei considerandi (cfr. atti della SEM n. 17/2, 20/2, 21/2, 

25/3, 26/2 e 28/1). 

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B.  

Con decisione del 29 aprile 2024, notificata il giorno seguente (cfr. atto 

della SEM n. 32/1), la SEM non è entrata nel merito della domanda d'asilo 

ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi ed ha pronunciato l'allontanamento 

nonché l'esecuzione dell'allontanamento della richiedente verso la Grecia. 

C.  

Con ricorso del 3 maggio 2024 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d’entrata: 6 maggio 2024), presentato in lingua francese, l’interessato è in-

sorto dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) 

contro il succitato provvedimento dell’autorità inferiore, chiedendo prelimi-

narmente la concessione dell’effetto sospensivo al ricorso, mentre in via 

principale, la concessione dello statuto di rifugiato al ricorrente. Altresì, egli 

ha domandato la concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso dell'e-

senzione dal pagamento delle spese di giudizio e del relativo anticipo. Al 

ricorso egli ha allegato la procura, la decisione impugnata e la ricevuta 

della ricezione della stessa. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF, e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

2.  

2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

2.2 In applicazione dell’art. 33a cpv. 1 PA, una parte può presentare il suo 

ricorso in una lingua ufficiale svizzera di sua scelta (cfr. anche in merito 

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THOMAS PFISTERER in: Auer/Müller/Schindler [ed.], VwVG Kommentar, 2a 

ed., 2019, n. 26, pag. 502) e non essendovi ragioni per scostarsi dalla re-

gola sancita all’art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell’art. 6 LAsi e 

dell’art. 37 LTAF, il procedimento segue la lingua della decisione impu-

gnata. 

2.3 Per il resto i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), 

alla forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, eccetto per quanto segue.  

2.4 Nell'ambito di un ricorso contro una decisione di non entrata nel merito 

in materia di asilo, l'oggetto suscettibile di essere impugnato non può es-

sere esteso alla questione della concessione dell'asilo che presuppone un 

esame materiale della domanda stessa (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 

2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). Di conseguenza, le conclusioni 

tendenti al riconoscimento della qualità di rifugiato e alla concessione 

dell'asilo sono inammissibili.  

3.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 

PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

4.  

4.1 I ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei considerandi che se-

guono, sono decisi dal giudice unico (art. 111a LAsi), con l'approvazione di 

una seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). 

4.2 Ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti. 

5.  

5.1 Nella decisione impugnata, la SEM ha anzitutto ritenuto l’esecuzione 

dell’allontanamento ammissibile in quanto non vi sarebbero indizi per rite-

nere un "real risk" di essere sottoposto a trattamenti contrari all'art. 3 della 

CEDU in caso di rinvio in Grecia. L'eventuale rischio di vivere in condizioni 

precarie in Grecia ed in condizioni di accoglienza non comparabili a quelle 

ottenibili in Svizzera non costituirebbe una violazione dell'art. 3 CEDU. In 

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secondo luogo, l'esecuzione dell'allontanamento sarebbe ragionevolmente 

esigibile. Dipoi, le condizioni di vita difficili in Grecia non costituirebbero un 

motivo d'inesigibilità. Peraltro, non risulterebbe che egli avrebbe intrapreso 

delle misure concrete per ottenere il sostegno da parte delle autorità una 

volta ottenuta la protezione internazionale in Grecia ed il relativo permesso 

di soggiorno. Sarebbe dunque compito dell'interessato far valere i suoi di-

ritti. Altresì, i problemi medici di cui soffrirebbe – sufficientemente acclarati 

da parte della SEM – non sarebbero particolarmente gravi ai sensi della 

sentenza di riferimento del Tribunale E-3427/2021 e E-3431/2021del 

28 marzo 2022 e non apparterrebbe dunque alla categoria di persone par-

ticolarmente vulnerabili. 

5.2 In sede ricorsuale, secondo il senso, l'insorgente contesta la decisione 

della SEM affermando che l’autorità inferiore non avrebbe preso in consi-

derazione il fatto che quanto affermato dall’interessato andrebbe oltre alla 

verosimiglianza e che, il rappresentante legale, avrebbe ricevuto prima 

della decisione ulteriori elementi che giustificherebbero la paura del proprio 

mandante. Egli afferma come dalle proprie dichiarazioni durante l’audi-

zione, egli avrebbe avuto dei problemi nel Proprio paese d’origine e sa-

rebbe passato dalla Grecia per raggiungere la Svizzera di modo da poter 

usufruire del ricongiungimento familiare vista la presenza del fratello del 

ricorrente in Svizzera. In conclusione, il rappresentante legale, chiede ul-

teriore tempo in quanto sarebbe in attesa di nuovi elementi provenienti dal 

Paese di origine del ricorrente alfine di completare la procedura.  

6.  

6.1 Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel merito della 

domanda di asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro 

secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato preceden-

temente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi sia un 

effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 

LAsi. Si presuppone inoltre, che tale Stato abbia garantito la riammissione 

del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte all’asilo. Senza 

tale garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo non può infatti essere 

eseguito e dunque è inutile (cfr. FF 2002 6087, 6125). 

6.2 Il Consiglio federale ha effettivamente inserito, il 14 dicembre 2007, la 

Grecia, come anche altri Paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associa-

zione europea di libero scambio (AELS), nel novero degli Stati terzi sicuri 

ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, per i quali esiste una presunzione di 

rispetto del principio di non respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi). 

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6.3 In casu, la Grecia ha riconosciuto al richiedente la protezione sussidia-

ria. Il 15 aprile 2024 le autorità elleniche hanno accettato la riammissione 

dell’interessato sul loro territorio (cfr. atto della SEM n. 23/1). Tali elementi 

non sono stati contestati dal ricorrente, che non ha neppure apportato al-

cun elemento suscettibile di ritenere che la Grecia rischierebbe di allonta-

narlo verso il suo Paese d’origine disattendendo al principio di non respin-

gimento. 

6.4 Le condizioni dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano dunque osse-

quiate, ed è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do-

manda d’asilo dell’insorgente. 

7.  

7.1 Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; 

tiene però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi).  

Il principio dell’unità della famiglia, sancito dall’art. 44 LAsi è di portata più 

estesa rispetto all’art. 8 CEDU (cfr. sentenza del Tribunale D-6528/2024 

del 10 marzo 2015 consid. 4.3).  

7.2 Nel caso in parola, vi è luogo di rinviare alle considerazioni esposte di 

seguito (cfr. infra consid. 9.2.2) secondo le quali, l’interessato non ha reso 

verosimile di avere una relazione stretta ed effettiva con il fratello, che 

possa essere ritenuta – anche nella ponderazione degli interessi in pre-

senza – lesiva dell’art. 8 CEDU nel caso di un suo allontanamento dalla 

Svizzera alla Grecia. Pertanto, posto che nessuna eccezione alla regola 

generale della pronuncia dell’allontanamento sia adempiuta (art. 14 cpv. 1 

e 2 LAsi e art. 32 Oasi 1 in combinato disposto con l’art. 44 LAsi; 

cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9), il Tribunale è tenuto a 

confermare tale misura.  

8.  

Occorre ora verificare se la SEM ha a giusto titolo ritenuto l'esecuzione 

dell'allontanamento ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile.  

8.1 L'esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 LStrI (RS 142.20). Giusta la precitata norma, 

l’esecuzione dell’allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 

LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 

cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento d’una di queste condizioni, la 

SEM dispone l’ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 

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8.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli 

ostacoli all’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova con-

sacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve 

provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un ostacolo all’al-

lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 

9.  

9.1 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non è 

ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto inter-

nazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella mas-

sima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto internazio-

nale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più 

volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una 

situazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU. 

Spetta infatti all'interessato provare o rendere verosimile l'esistenza di seri 

motivi che permettano di ritenere che egli correrà un reale rischio ("real 

risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanata, a trat-

tamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi rife-

rimenti). Inoltre, giusta l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, il ricorrente è rinviato in 

uno Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, os-

sia uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di 

diritto internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non respin-

gimento ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del divieto 

della tortura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 della Conv. tortura (cfr. 

FANNY MATTHEY, in: Cesla Amarelle/Minh Son Nguyen, Code annoté de 

droit des migrations, LAsi, 2015, n. 12 ad art. 6a LAsi). Appartiene quindi 

all’interessato sovvertire tale presunzione. A tal fine, egli deve presentare 

seri indizi che le autorità dello Stato in questione violino il diritto internazio-

nale nel caso specifico, non gli concedano la necessaria protezione o lo 

espongano a condizioni di vita disumane, o che si trovi in una situazione di 

emergenza esistenziale nello Stato in questione a causa di circostanze in-

dividuali di natura sociale, economica o sanitaria (cfr. tra le tante, le sen-

tenze del Tribunale E-4040/2021 del 7 ottobre 2021 consid. 9.3 e  

D-114/2021 dell'11 maggio 2021 consid. 8.2). 

9.2 Dapprima occorre determinare se, come sostenuto dall’insorgente nel 

suo gravame, l’esecuzione del suo allontanamento in Grecia sia contrario 

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al principio del diritto al rispetto della vita privata e famigliare previsto 

dall’art. 8 CEDU.  

9.2.1 Per poter invocare il diritto al rispetto della vita famigliare ex art. 8 

CEDU, lo straniero non soltanto deve provare la presenza di una relazione 

stretta ed effettiva con una persona della sua famiglia, ma pure che 

quest’ultima abbia un diritto di presenza assicurato o duraturo in Svizzera 

(cfr. DTF 135 I 143 consid. 1.3.1 e giurisprudenza ivi citata), nonché che 

all’interessato non è possibile, rispettivamente non sarebbe ragionevol-

mente possibile, proseguire la sua vita famigliare altrove (cfr. DTF 143 I 21  

consid. 5.1 seg.; 139 I 330 consid. 2.1 con riferimenti). Se la persona a 

beneficio di un diritto di presenza assicurato in Svizzera può lasciare que-

sto paese senza difficoltà e con la persona che richiede un permesso di 

soggiorno in Svizzera, l’art. 8 CEDU non è in principio violato. Al contrario, 

se la partenza del membro che può restare in Svizzera non è possibile 

senza difficoltà è necessario procedere ad una ponderazione degli inte-

ressi prevista dall’art. 8 par. 2 CEDU (cfr. DTF 140 I 145 consid. 3.1 e re-

lativi riferimenti; DTAF 2011/48 consid 6.3.1; cfr. anche la sentenza del Tri-

bunale D-4561/2016 del 20 novembre 2019 consid. 11.3.1 con ulteriori ri-

ferimenti citati). Secondo la giurisprudenza, le relazioni famigliari protette 

dall’art. 8 par. 1 CEDU, sono anzitutto i rapporti tra coniugi e tra genitori e 

figli minori che coabitano. In una tale evenienza una relazione stretta ed 

effettiva è presunta (cfr. DTF 140 I 77 consid. 5.2; 137 I 113 consid. 6.1). 

Non di meno, le relazioni tra maggiorenni (in particolare genitori e figli) pos-

sono eccezionalmente essere considerate quando tra i famigliari esiste un 

particolare rapporto di dipendenza come in caso di necessità di prodigare 

cure speciali per un handicap o una malattia grave (cfr. sentenze del Tribu-

nale E-3704/2022 del 27 ottobre 2022 consid. 6.3; D-1968/2022 del 

5 maggio 2022 consid. 8.5.1). Pertanto, la mera necessità di un sostegno 

emotivo o addirittura psicologico, non è tale da stabilire un rapporto di di-

pendenza (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 8.3.5; sentenza del Tribunale D-

2168/2021 del 12 aprile 2023 consid. 6.4 con ulteriore rif. cit.). 

9.2.2 Nel caso concreto, dall’incarto, non è evincibile che il loro stato di 

salute li ponga in un legame di dipendenza particolare, ai sensi della giuri-

sprudenza succitata, nel senso che essi necessitino di essere assistiti in 

modo importante o siano oggetto di cure permanenti nella loro vita quoti-

diano che solo un parente stretto sarebbe in grado di offrire loro, tanto più 

che tale argomentazione non è stata sollevata nel corso della procedura e 

neppure nel gravame da parte dell’insorgente. L’interessato non ha pre-

sentato alcuna prova concreta, né è deducibile dagli atti agli incarti, che sia 

in grado di dimostrare che il suo trasferimento possa pregiudicare la salute 

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del fratello o la propria a causa di un particolare legame di dipendenza che 

si sarebbe instaurato, ai sensi della giurisprudenza sopra citata.  

9.2.3 Pertanto, il ricorrente non può prevalersi validamente dell’applica-

zione dell’art. 8 par. 1 CEDU per opporsi al suo trasferimento in Grecia.  

9.3 Di seguito, occorre dunque verificare se, tenuto conto della situazione 

generale vigente attualmente in Grecia e delle circostanze proprie all’insor-

gente, vi siano delle serie ragioni di credere che egli sarebbe esposto al 

rischio reale di subire un trattamento contrario all’art. 3 CEDU o ad altre 

disposizioni del diritto internazionale, in caso di un suo rinvio verso il suc-

citato Paese. 

9.3.1 Con particolare riferimento alla situazione generale della Grecia, il 

Tribunale ha esaminato la situazione in questo Paese nel dettaglio ed ha 

ritenuto che essendo lo stesso firmatario della CEDU, della Conv. tortura e 

della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 

(RS 0.142.30; di seguito: Conv. rifugiati), si può partire dal presupposto che 

essa rispetti di principio i suoi obblighi di diritto internazionale (cfr. sentenza 

del Tribunale E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 [pubblicata 

come quale sentenza di riferimento] consid. 11.2). Concernente i benefi-

ciari di protezione internazionale, l’esistenza di ostacoli all’esecuzione 

dell’allontanamento è, dal profilo dell’ammissibilità, ritenuta soltanto in casi 

particolari nei quali esistono degli indizi concreti di un rischio di violazione 

di disposizioni di diritto internazionale obbligatorie. A tal proposito il Tribu-

nale non ignora le informazioni risultanti dai rapporti e prese di posizione 

delle diverse organizzazioni non governative relative alla situazione attuale 

dei rifugiati e dei titolari di protezione internazionale in Grecia. Tuttavia, no-

nostante un certo numero di carenze sia stato rilevato nel sistema di acco-

glienza greco (cfr. sentenza di riferimento E-3427/2021 e E-3431/2021 del 

28 marzo 2022 consid. 9), il Tribunale ha ritenuto che non vi è luogo di con-

cludere che i beneficiari di protezione internazionale si trovino in tale Paese 

in maniera generale (indipendentemente quindi dalle fattispecie concrete) 

totalmente dipendenti dall’aiuto pubblico, confrontati all’indifferenza delle 

autorità ed in una situazione di privazione o mancanza a tal punto grave 

che sarebbe incompatibile con la dignità umana o che confrontati ad una 

pratica di discriminazione sistematica (cfr. sentenza di riferimento succitata 

consid. 11.2 [che conferma la precedente giurisprudenza di cui alla sen-

tenza di riferimento D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 8.2]). I pro-

blemi noti in Grecia non permettono difatti di dedurre che tale paese non 

avrebbe, per principio, la volontà o la capacità di accordare la protezione 

internazionale, rispettivamente che i beneficiari di protezione 

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internazionale non possano ottenere una tale protezione per via giudiziaria. 

Al riguardo, occorre inoltre evidenziare come, tale categoria di persone 

possa pure contare sulle garanzie derivanti dalla Direttiva 2011/95/UE del 

Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante norme sull’attri-

buzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di 

protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le per-

sone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul 

contenuto della protezione riconosciuta (rifusione; GU L 337/9 del 

20.12.2011 [di seguito: direttiva qualificazione]). Gli obblighi della Grecia, 

derivanti dal diritto europeo implicano proprio la non discriminazione nei 

contesti citati (cfr. capo VII [contenuto della protezione internazionale] della 

direttiva qualificazione; cfr. sentenza di riferimento D-559/2020 con-

sid. 8.2). Infine, in caso di violazione di diritti sanciti dalla CEDU, l'interes-

sata potrà adire i tribunali greci, ed in ultima istanza la Corte EDU (art. 34 

CEDU). 

9.3.2 Nella fattispecie, risulta che al ricorrente è stato riconosciuto lo sta-

tuto di rifugiato in Grecia in data (…) ottobre 2023 e che è stata posto al 

beneficio di un permesso di soggiorno valido dal (…) ottobre 2023 al 

(…) ottobre 2026 (cfr. atto del SEM n. 23/1). Di conseguenza, in qualità di 

beneficiario della protezione internazionale può rivolgersi alle competenti 

autorità elleniche per far valere i diritti che gli spettano. Invero, egli non ha 

mai allegato in corso di procedura, né men che meno in fase ricorsuale, di 

essersi effettivamente rivolto alle autorità greche per far valere i suoi diritti 

in quanto gli stessi sarebbero stati in concreto violati, tanto più che, a suo 

dire, non sarebbe stato nemmeno a conoscenza del fatto che avesse otte-

nuto protezione internazionale in Grecia (cfr. atto della SEM n. 13/6, D3 e 

segg.). Per il resto non si evincono elementi che permettano di ritenere che 

in caso di un suo allontanamento verso la Grecia le sue prospettive future, 

considerate dal punto di vista materiale, fisico o psicologico, denotino un 

rischio sufficientemente reale e imminente di incontrare privazioni di una 

gravità tale da rientrare nell’ambito di applicazione dell’art. 3 CEDU. Alla 

luce di quanto precedentemente considerato, ed a differenza delle consi-

derazioni contrarie contenute nel gravame, non appare che l'insorgente, 

nel caso di un suo ritorno in Grecia, sarà confrontato con una situazione di 

emergenza di carattere esistenziale o a dei trattamenti vietati dalle norme 

di diritto internazionali succitate. 

9.3.3 Da ultimo, né dal gravame né dagli atti, risultano esserci degli ele-

menti per ritenere che lo stato di salute del ricorrente (cfr. anche infra con-

sid. 10.2.2), risulti ostativo all’ammissibilità dell’esecuzione dell’allontana-

mento (cfr. sentenze della Corte EDU N. contro Regno Unito del 

D-2768/2024 

Pagina 11 

27 maggio 2008, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 dicem-

bre 2016, 41738/10, § 181 segg.; cfr. anche DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2 e 

DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

9.4 In conclusione, l'esecuzione dell'allontanamento in Grecia è ammissi-

bile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi 

(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

10.  

10.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento 

verso i paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associazione europea di li-

bero scambio (AELS) è da ritenersi di principio esigibile e che tale presun-

zione legale può essere sovvertita solo se l'interessata rende verosimile 

che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ritenuto ragio-

nevolmente esigibile (cfr. sentenza di riferimento D-559/2020 consid. 9).  

Il Tribunale ha inoltre confermato recentemente che l’esecuzione dell’allon-

tanamento in Grecia per delle persone beneficiarie di protezione interna-

zionale rimane esigibile, anche per persone vulnerabili, quali ad esempio 

donne incinte o persone che soffrono di problemi di salute, che non sono 

da considerare come malattie gravi (cfr. sentenza di riferimento precitata 

E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.3 – 11.5.1). Il Tribunale ha fissato 

dei criteri più rigidi invece soltanto per i nuclei famigliari e per le persone 

particolarmente vulnerabili, quali i minorenni o persone il cui stato di salute 

è compromesso in modo particolarmente grave (cfr. sentenza di riferimento 

precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.5.2, cfr. anche la sen-

tenza del Tribunale D-309/2022 del 10 maggio 2022 consid. 5.4.2.3). 

10.2  

10.2.1 Nel caso in disamina, in primo luogo il Tribunale osserva che le dif-

ficili condizioni di esistenza vigenti in Grecia, peraltro questione già trattata 

sotto l’aspetto dell’ammissibilità, non sono in specie sufficienti per ritenere 

inesigibile l’esecuzione dell’allontanamento. In particolare, nella misura in 

cui il ricorrente fa riferimento alle precarie condizioni di vita dei migranti in 

Grecia, e segnatamente anche in rapporto ai beneficiari di protezione in-

ternazionale, va effettivamente rilevato che il sistema di assistenza sociale 

greco presenta delle criticità non soltanto per i richiedenti asilo, ma anche 

per le persone beneficiarie di protezione internazionale (cfr. sentenza di 

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Pagina 12 

riferimento precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 8 – 9.10). Tutta-

via va notato anche in tale contesto che la Grecia è vincolata dalla direttiva 

qualificazione. È quindi responsabilità dell’insorgente rivendicare i diritti 

che gli spettano direttamente presso le autorità di detto Paese. Anche se 

le condizioni di vita in Grecia non sono facili a causa della situazione eco-

nomica prevalente, in specie, visto quanto già sopra rilevato anche sotto 

l’aspetto dell’ammissibilità (cfr. supra consid. 9 e segg.), non vi sono indi-

cazioni che il ricorrente verrebbe esposto ad un’emergenza esistenziale 

nel caso di un suo rinvio in Grecia. 

10.2.2 Da ultimo, concernente lo stato di salute dell’interessato, si deve 

rilevare che per quanto attiene le persone in trattamento medico in Sviz-

zera, l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile se queste ultime 

potrebbero essere private delle cure mediche essenziali. Sono considerate 

come essenziali le cure di medicina generale ed acuta assolutamente ne-

cessarie ad un’esistenza conforme alla dignità umana. Se le cure neces-

sarie possono essere assicurate nel paese d’origine o di destinazione del 

richiedente, all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in 

Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento sarà ragionevolmente esigibile. 

Invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in ragione 

dell’assenza di trattamento adeguato, lo stato di salute dell’interessata si 

degraderebbe così rapidamente al punto da condurla in maniera certa alla 

messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, dure-

vole e notevolmente grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 con-

sid. 8.3 e rel. rif.). Tuttavia ciò non appare essere il caso di specie. 

Per quanto attiene lo stato di salute dell’interessato egli ha in un primo mo-

mento dichiarato, nel corso del colloquio in merito al rinvio verso uno Stato 

terzo, di aver contratto la febbre gialle, di avere sempre caldo all’interno, di 

avere dolori quando va al bagno e di sentirsi sempre stanco (cfr. atto della 

SEM n. 13/6). Il 14 marzo 2023 ha svolto la prima visita medica nella quale 

è stata diagnosticata la dispepsia e gli è stata prescritta l’assunzione di 

Pantoprozollo 40mg (cfr. atto della SEM n. 26/2). In data 22 marzo 2024 è 

stato nuovamente visitato e i risultati degli esami svolti sono risultati nella 

norma. Il medico ha tuttavia indicato un probabile stato depressivo e di-

spepsia e ha prescritto un trattamento a base di Rebalance 500mg e Car-

menthin (cfr. atto della SEM n. 17/2). A causa di frequenti dolori in tutto il 

corpo, stanchezza persistente e problemi allo stomaco è stato nuovamente 

visitato il 3 aprile 2024 (cfr. atto della SEM n. 20/2). Dal referto medico si 

evince che, secondo le dichiarazioni dell’interessato, psicologicamente an-

drebbe tutto bene, che i movimenti intestinali risultano invariati e che il peso 

è stabile e gli è stato prescritto l’assunzione di Pantoprazolo, nonché 

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ulteriori esami di laboratorio. Egli è stato nuovamente visitato il 

10 aprile 2024, da tale visita si evince, per quanto attiene la diagnosi, la 

persistenza di sintomi non chiari con evidenza anamnestica di epatite, di-

sturbi al sistema nervoso centrale e dolore agli arti. All’insorgente è stato 

prescritta nuovamente l’assunzione di Pantoprazolo e il medico curante ha 

ordinato uno screening dell’epatite, la sierologia delle malattie sessual-

mente trasmissibili, l’esame delle feci per i parassiti e l’helicobacter pylori 

(cfr. atto della SEM n. 20/2). In data 22 aprile 2024 ha ricevuto i risultati 

degli esami dai quali è risultato positivo per l’helicobacter pylori mentre per 

le ulteriori patologie gli esami non hanno dato riscontri. Pertanto la diagnosi 

conclusiva per quanto attiene l’interessato ha rilevato che egli soffre di mi-

cosi cutanea su mani e piedi, dolori generalizzati, sintomi generali DD psi-

cosomatici e Helicobacter. Quale terapia è stata impostato un tentativo di 

eradicazione dell’Helicobacter con Sarotene 25 mg, Canesten crema per 

mani e piedi da applicare per quattro settimane, Pantoprazolo 40 mg per 

quattordici giorni, Amoxicillina 10 mg per quattordici giorni e Klacid 500 mg 

per quattordici giorni (cfr. atto della SEM n. 25/3).  

10.2.3 Tenuto conto di quanto precede, pur non volendo in alcun modo mi-

nimizzare le stesse, le affezioni delle quali soffre il ricorrente, non appaiono 

essere suscettibili, dal profilo della loro gravità, di porre concretamente e 

seriamente in pericolo la sua vita o la sua salute a breve termine in caso di 

ritorno in Grecia, rispettivamente non si rileva dagli atti che il suo stato di 

salute necessiti imperativamente di trattamenti medici che non possano 

essere proseguiti che in Svizzera, secondo la giurisprudenza restrittiva ap-

plicabile in materia (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3; 2009/2 consid. 9.3.2). A 

ciò si aggiunge il fatto che nella fattispecie non sono riconoscibili ulteriori 

indicatori di vulnerabilità (cfr. per la questione la sentenza del Tribunale D-

2952/2022 del 21 marzo 2023 consid. 8.4) ed è pertanto a giusto titolo che 

la SEM ha considerato che la situazione del ricorrente non rientrasse nel 

profilo di particolare vulnerabilità stabilito dalla giurisprudenza. Dipoi, sem-

pre ai sensi della sentenza di cui sopra, va valutato in tal senso se l’inte-

ressato ha effettuato dei ragionevoli sforzi per ottenere aiuto dallo stato 

greco, sforzi che il ricorrente ha negato in sede di audizione (cfr. atto della 

SEM n. 13/6, D18 e segg.). In tale contesto, risulta determinante se, nono-

stante sforzi ragionevoli, l’interessato si ritroverebbe con ogni probabilità in 

una situazione di emergenza esistenziale, che non sarebbe in grado di af-

frontare da solo (cfr. sentenza di riferimento E-3427/2021 e E-3431/2021 

consid. 11.5.2). Dagli atti e come rilevato in precedenza tale probabilità non 

è data.  

D-2768/2024 

Pagina 14 

10.2.4 L'esecuzione dell'allontanamento, risulta pertanto essere pure ra-

gionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

11.  

Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStr) ri-

tenuto che le autorità elleniche hanno dato il loro benestare alla riammis-

sione della ricorrente. 

12.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA), 

per il che il ricorso va respinto. 

13.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

oltre che di concessione dell’effetto sospensivo al ricorso sono divenute 

senza oggetto. 

14.  

14.1 Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria giusta l'art. 65 cpv. 1 PA, 

nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è re-

spinta. 

14.2 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che 

seguono la soccombenza sono poste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 

1 e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

15.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF). 

  

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Pagina 15 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Per quanto ammissibile, il ricorso è respinto.  

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico della ricorrente. 

Il succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 

termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Agostino Bullo 

 

 

Data di spedizione: