# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c93f6ede-452d-533c-8c3f-a0261a13137d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.07.2010 C-6449/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6449-2009_2010-07-15.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6449/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 5  l u g l i o  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Madeleine Hirsig, Vito Valenti; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
rappresentata dal Patronato ACLI, Sede Provinciale, 
via Brambilla 35, IT-22100 Como,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
16 settembre 2009).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6449/2009

Fatti:

A.
A._______, cittadina italiana,  nata il    ha lavorato in Svizzera, come 
frontaliera,  dal  1970  al  2001,  solvendo  regolari  contributi 
all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  
(AVS/AI) durante tale periodo (doc. 6). Ha cessato l'attività di operaia 
dell'industria pasticciera, causa chiusura aziendale (doc. 10), sebbene 
in un secondo momento dichiari che avrebbe smesso di lavorare per 
ragioni  di  salute  (doc.  30).  Da  allora  non  ha  più  ripreso  un'attività 
lucrativa  e  si  è  iscritta,  ai  fini  assicurativi,  all'Istituto  nazionale  della  
previdenza sociale (INPS) come disoccupata (doc. 24). 

In data 31 ottobre 2005, la nominata ha formulato una prima richiesta 
volta al conseguimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per 
l'invalidità (doc. 1, 4). L'indagine medica aveva posto in evidenza che 
la richiedente era portatrice di una sindrome schizoaffettiva in terapia 
psicofarmacologica costante, iniziale sovraccarico ventricolare sinistro 
con  episodio  di  scompenso  cardiaco  secondario  a  flutter  atriale  ad 
elevata  risposta,  obesità,  psoriasi  cutanea  (cfr.  perizia  medica 
particolareggiata del 12 dicembre 2005, doc. 17). Il medico dell'Ufficio 
dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
(UAIE)  ha  ritenuto,  nel  suo  rapporto  del  17  gennaio  2007,  che 
l'interessata  sarebbe  in  grado  di  attendere  alle  sue  usuali  faccende 
domestiche in misura del 90% circa o di svolgere un'attività lucrativa 
adeguata  alle  sue  condizioni  di  salute  (leggera  e  prevalentemente 
sedentaria)  in  misura  completa  dopo  il  6  marzo  2003,  data  di 
dimissione ospedaliera in seguito all'evento cardiaco; nel precedente 
lavoro era da considerarsi del tutto inabile (doc. 19).

Mediante decisione dell'8 maggio 2007, l'UAIE ha respinto la richiesta 
di prestazioni assicurative (doc. 22).

B.
In data 30 maggio 2008, A._______ ha formulato una nuova richiesta 
di rendita AI (doc. 23, 25).

La  richiedente  è  stata  visitata  il  27  giugno  2008  presso  l'INPS  di 
Como,  ove  il  sanitario  incaricato  ha  evidenziato  la  diagnosi  di 
sindrome  dissociativa  cronica  di  tipo  schizoaffettivo,  aritmia  da 
fibrillazione atriale parossistica, in trattamento farmacologico cronico, 

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obesità grave, distiroidismo, psoriasi cutanea cronica, note cliniche di 
poliartrosi" ed ha posto un tasso d'invalidità del 70% (doc. 48). Sono 
stati esibiti documenti oggettivi, segnatamente:

- un estratto di cartella clinica relativo alla degenza dal 7 al 20 febbraio 
1992  per  teratoma  cistico  benigno  operato  con  laparoisterectomia 
totale con annessiectomia destra (doc. 35);

- i risultati di un'ecografia delle spalle del 23 marzo 2005 (doc. 38);

- i risultati di una scintigrafia tiroidea del 28 ottobre 2005 (doc. 42);

- i risultati di un'ecografia calcaneare piede sinistro (poco leggibile) del 
14 gennaio 2006 (doc. 44);

-  un  verbale  di  pronto  soccorso  del  26  aprile  2006  per  fibrillazione 
atriale parossistica (doc. 45);

- un referto di ecografia uterale del 17 maggio 2006 (doc. 46).

Nel  questionario  per  assicurati  occupati  nell'economia  domestica, 
l'interessata afferma di  essere in grado di  svolgere solo una piccola 
parte dei lavori di casa (doc. 31).

L'UAIE ha sottoposto gli  atti  alla Dott.ssa Meyer, del proprio servizio 
medico,  la  quale,  nella  sua  relazione  del  15  gennaio  2009,  ha 
affermato che la richiedente sarebbe invalida al  cento per cento nel 
suo precedente lavoro di operaia del settore alimentare; nella tenuta 
dell'economia  domestica,  la  sua  invalidità  si  situerebbe  al  40%;  in 
attività  confacenti  alle  sue  attitudini  (semplici,  leggere  e/o 
prevalentemente sedentarie) la nominata presenterebbe una capacità 
di lavoro del 50% (doc. 50).

A  differenza  di  quanto  ritenuto  nell'ambito  della  prima  domanda  di 
rendita,  l'amministrazione  ha  applicato  il  metodo  di  valutazione 
generale (e non quello specifico delle casalinghe), ossia ha calcolato 
la  perdita  di  guadagno  come  persona  che  ha  esercitato  un'attività 
lucrativa  e  l'ha  cessata,  essenzialmente,  per  motivi  di  salute  o  per  
difficoltà  congiunturali  (il  danno  alla  salute  essendo  intervenuto  a 
posteriori).  L'UAIE  ha  quindi  proceduto  al  calcolo  comparativo  dei 
redditi  (doc.  56),  dal  quale  è  risultato  che,  svolgendo  un'attività 
alternativa  a  lei  proponibile  (semplice,  leggera,  sedentaria)  al  50%, 

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invece di  quella  di  operaia del  settore della  pasticceria,  l'interessata 
subirebbe una perdita di  guadagno del  62,55%. In questo calcolo, il  
salario  dopo l'invalidità  è  stato  ridotto  del  15% per  motivi  personali,  
quali età ed handicap.

In una nota del 14 aprile 2009 (doc. 57), l'UAIE ha fatto presente al  
medico consulente che in data 8 maggio 2007 è stata emanata una 
decisione vincolante di rifiuto di prestazioni assicurative nella quale è 
stata  ritenuta  un'invalidità  del  100%  nella  precedente  attività,  dello 
zero  per  cento  in  attività  di  sostituzione  e  del  9,5%  nell'ambito 
casalingo  (doc.  57).  L'amministrazione  ha  chiesto  al  medico  di 
determinare  l'evoluzione  dell'incapacità  dall'8  maggio  2007  in  poi. 
Nella sua risposta del 30 aprile 2009 (doc. 58) la Dott.ssa Meyer ha 
affermato  che  da  maggio  2007  può  essere  ammesso  un  tasso 
d'invalidità  del  50%  in  attività  di  ripiego,  mentre  come  casalinga,  il  
medico corregge il suo primo parere e ritiene un tasso d'invalidità del 
25% sempre da maggio 2007. 

Mediante progetto di decisione del 13 luglio 2009, l'UAIE ha disposto 
la reiezione della domanda di rendita per carenza d'invalidità di livello  
pensionabile  (doc.  60).  L'interpellata  (rappresentata  dal  Patronato 
ACLI di Como) non ha preso posizione in merito.

In  data  16  settembre  2009,  l'amministrazione  ha  emanato  una 
decisione conformemente al progetto (doc. 61). 

C.
Con il ricorso depositato l'8 ottobre 2009, regolarizzato il 5 novembre 
successivo,  A._______,  sempre  rappresentata  dal  Patronato  ACLI, 
chiede,  sostanzialmente,  l'annullamento  del  summenzionato 
provvedimento amministrativo e, di conseguenza, il riconoscimento del 
suo diritto a prestazioni assicurative. A suffragio delle sue conclusioni 
produce un referto  di  visita  cardiologica del  29 ottobre 2009,  ove si 
propone di effettuare un esame Holter.

D.
Dopo che la ricorrente ha versato l'anticipo di Fr. 300.-, corrispondente 
alle  presunte  spese  processuali,  l'incarto  è  stato  sottoposto 
all'amministrazione per la presa di posizione sul ricorso. 

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Nel frattempo, l'insorgente ha inviato i risultati dell'esame Holter (ECG 
dinamico)  effettuato  il  17  novembre  2009.  Anche  questa 
documentazione è stata inviata all'UAIE. 

Quest'ultimo ha sottoposto gli atti alla Dott.ssa Meyer, la quale, nella 
relazione del 23 marzo 2010, si  è riconfermata nelle sue precedenti 
considerazioni (doc. 63).

Nelle  osservazioni  ricorsuali  del  15  aprile  2010,  l'UAIE  ha  quindi 
proposto  la  reiezione  del  ricorso  con  argomenti  di  cui,  per  quanto 
occorra, si riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio.

E.
Con ordinanza del 22 aprile 2010, il Tribunale amministrativo federale 
(TAF) ha invitato la parte ricorrente a volersi pronunciare in merito alla 
risposta di causa dell'UAIE ed altra documentazione di rilievo, entro 30 
giorni  dalla  ricezione  dell'ordinanza  stessa.  L'interpellata  non  ha 
esercitato il suo diritto di replica.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi  
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 

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l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla  
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). La ricorrente ha versato un anticipo di  
Fr. 300.-, corrispondente alle presunte spese processuali. Il gravame è 
dunque ammissibile, nulla ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 

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condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.

4.1 Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato 
che, a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla 
LAI nel suo tenore modificato il 6 ottobre 2006 (V revisione), ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2).

4.2 Il  periodo  di  cognizione  giudiziaria  dello  scrivente  Tribunale 
amministrativo  federale  si  estende  fino  al  16  settembre  2009,  data 
dell'impugnata  decisione  (cfr.  anche  consid.  6).  Il  giudice  delle 
assicurazioni  sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione 
impugnata, in generale, secondo lo stato di fatto esistente al momento 
in cui la decisione in lite è stata resa (DTF 130 V citata).

5.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

- aver versato contributi all'AVS/AI svizzera per almeno tre anni (art. 36 
LAI).  A  tal  fine  è  possibile  prendere  in  considerazione  anche  i 
contributi  versati  ad un'assicurazione sociale assimilata di  uno Stato 
membro  dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione  europea  di 
libero scambio (AELS), a condizione che almeno un anno di contributi  
sia  registrato  all'AVS/AI  svizzera  (FF  2005  p.  4065;  art.  45  del 
regolamento 1408/71).

Nella specie, la ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un  periodo  superiore  ai  tre  anni.  Pertanto,  l'interessata  adempie  la 

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condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia 
invalida ai sensi di legge.

6.
Qualora una prima o più richieste di rendita siano state negate perché 
il  grado  d'invalidità  era  insufficiente  o  perché  l'invalido  poteva 
provvedere a se stesso, una nuova domanda è riesaminata soltanto se 
l'assicurato rende verosimile che il grado d'invalidità si è modificato in 
misura  rilevante  per  il  diritto  alle  prestazioni  (art.  87  cpv.  2  e  3 
dell'ordinanza federale sull'assicurazione per l'invalidità del 17 gennaio 
1961, OAI, RS 831.201). Se non è il caso, l'amministrazione non entra 
nel merito della richiesta (DTF 109 V 114 consid. 2a).

Se, come nel caso che ci occupa, l'amministrazione entra nel merito 
della  nuova  domanda deve esaminare  la  fattispecie  da  un  punto  di 
vista  materiale  e,  in  particolare,  verificare  se  la  modifica  del  grado 
d'invalidità resa verosimile dall'assicurato si è effettivamente realizzata 
(DTF 109 V 115). In tal caso applicherà, per analogia, le disposizioni 
sulla revisione di rendite in corso (art. 17 cpv. 1 LPGA, art. 87 segg. 
OAI, Jurisprudence et pratique administrative [Pratique VSI] 1999 pag. 
8, DTF 117 V 198).

In  concreto,  l'UAIE  ha  emanato  una  prima  decisione  negativa  l'8 
maggio 2007, che l'interessata non ha impugnato. Con decisione del 
16 settembre 2009 ha in  seguito respinto  una seconda domanda di 
rendita presentata il  30 maggio 2008. Ne consegue che il  periodo di 
riferimento per  giudicare se è intervenuta una modifica rilevante del 
grado  d'invalidità,  può  essere  limitato  dal  9  maggio  2007  al  16 
settembre  2009.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 

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ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 2  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, secondo il quale le rendite per un grado 
d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che sono 
domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è 
più applicabile quando l'assicurato è cittadino svizzero o dell'UE e vi  
risiede.

7.3 L'art.  28  cpv. 1  LAI  stabilisce  che  l'assicurato  ha diritto  ad  una 
rendita alle seguenti  condizioni: a. la sua capacità di  guadagno o la 
sua  capacità  di  svolgere  le  mansioni  consuete  non  può  essere 
ristabilita,  mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti 
d'integrazione  ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di 
lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza 
notevole interruzione; c. al termine di questo anno è invalido almeno al 
40%. Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi 
dalla  data  in  cui  l'assicurato  ha  rivendicato  il  diritto  alle  prestazioni  
conformemente all'articolo 29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire 
dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI).

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile.

7.5 Per gli art. 5 LAI ed 8 cpv. 3 LPGA gli assicurati maggiorenni che 
prima di subire un danno alla salute fisica o psichica non esercitavano 
un'attività lucrativa e dai quali non si può esigere che l'esercitino sono 

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considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svolgere le proprie 
mansioni consuete. 

8.

8.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il  rinvio dell'art. 28a cpv. 1 LAI,  per 
valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe 
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo 
la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione  (reddito  da  invalido),  tenuto  conto  di  una  situazione 
equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli  
avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da 
valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce 
soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica 
o  psichica  dovuto  a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la 
conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei 
redditi; DTF 128 V 30; Pratique VSI 2000 p. 84). La documentazione 
medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare 
quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili  dall'assicurato, ma 
non spetta al  medico graduare l'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 
314).

8.2 L'invalidità dell'assicurato che non esercita un'attività lucrativa, ma 
svolge le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente 
esigere che intraprenda un'attività lucrativa, è determinata, in deroga 
all'art.  16  LPGA,  in  funzione  dell'incapacità  di  svolgere  le  mansioni 
consuete (art. 28a cpv. 2 LAI). L'art. 27 OAI precisa che per mansioni 
consuete  di  una  persona  senza  attività  lucrativa  occupata 
nell'economia  domestica  s'intendono  gli  usuali  lavori  domestici, 
l'educazione dei  figli  nonché le attività  artistiche e di  pubblica utilità 
(metodo specifico).

8.3

8.3.1 Per  quanto  riguarda  la  scelta  del  metodo  di  valutazione 
dell'invalidità di una persona assicurata che non esercita più un'attività 
lucrativa si deve esaminare quale sarebbe stata l'attività esercitata se 
non  fosse  subentrata  l'invalidità.  In  altre  parole,  lo  statuto 
dell'assicurata  viene  determinato  valutando  se  la  stessa  da  sana, 
quindi  se  non  fosse  subentrato  il  danno  alla  salute,  avrebbe 

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consacrato  l'essenziale  del  suo  lavoro  all'economia  domestica  o  ad 
un'occupazione  remunerata  e  questo  tenendo  conto  dell'evoluzione 
della  situazione  fino  all'emanazione  della  decisione  impugnata. 
L'ipotetica  ripresa  di  un'attività  lucrativa  va  ammessa  ove  tale 
eventualità  si  presenti  alla  luce della  situazione personale,  familiare, 
sociale ed economica con un grado di verosimiglianza preponderante 
(DTF 125 V 150 consid. 2c, 117 V 194 consid. 3b). 

8.3.2 Nella specie dev'essere rilevato che l'interessata ha cessato di  
lavorare il 31 maggio 2001 per chiusura aziendale, così come dichiara 
nel  questionario  per  l'assicurato  compilato  il  30  agosto  2006 
nell'ambito  della  prima  domanda  di  rendita  (doc.  10,  cifra  7),  pur 
avendo precisato, in quell'occasione, di essere già in cattive condizioni 
di salute. Nello stesso tipo di formulario, compilato nel dicembre 2008 
(seconda domanda di rendita), la nominata afferma di aver rassegnato 
le  dimissioni  per  motivi  di  salute  (doc.  30,  cifre  6  e  7).  Non  sono 
disponibili  i  dati  dell'ex datore  di  lavoro,  la  cui  attività  è  cessata  da 
tempo.

Ora,  è  ben  chiaro  che  nella  fattispecie  il  metodo  di  valutazione 
dell'invalidità  applicabile  è  quello  generale.  Infatti,  l'interessata  ha 
dovuto  lasciare  la  propria  attività  lucrativa  e  poi  si  è  iscritta  alla 
disoccupazione dal 27 agosto 2001 al 27 agosto 2002 (vedi l'attestato 
concernente la carriera assicurativa in Italia, doc. 24, E 205 pag. 2). In 
altre  parole,  se  la  ditta  non  avesse  chiuso  e  se  l'interessata  non 
avesse  cominciato  a  presentare  seri  problemi  di  salute,  la  stessa 
avrebbe  verosimilmente  continuato  a  svolgere  il  suo  lavoro  presso 
l'impresa in questione.

8.3.3 Ne  consegue  che  l'amministrazione,  a  torto,  ha  ritenuto  il 
metodo di valutazione specifico delle persone senza attività lucrativa 
invece di  quello  generale. Va precisato  che il  fatto  che l'UAIE abbia 
applicato  il  metodo  specifico  per  l'esame  della  prima  domanda 
d'invalidità,  poi  respinta,  non è vincolante  per  lo  scrivente Tribunale. 
Infatti,  la  scelta del  metodo di  valutazione è una questione giuridica 
che  fa  parte  della  motivazione  di  una  decisione  e  non  del  suo 
dispositivo (SVR 2010 IV n° 35 consid. 3). Ora, soltanto il dispositivo di  
una  decisione  può  acquisire  autorità  di  cosa  giudicata  (MADELEINE 
CAMPRUBI,  in  Christoph  Auer,  Markus  Müller,  Benjamin  Schindler, 
Kommentar  zum  Bundesgesetz  über  das  Verwaltungsverfahren 
(VvVG),  Zurigo/San  Gallo,  2008,  ad  61  nota  24).  Conformemente  a 

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questo principio, poteva essere esclusa l'esistenza di un diritto a una 
rendita d'invalidità  fino  alla  data  della  decisione dell'8  maggio  2007, 
cresciuta in giudicato, ma spettava all'autorità inferiore (e allo scrivente 
Tribunale)  esaminare  liberamente  la  nuova  domanda  di  rendita  dal 
punto di vista materiale.

9.
Nel  caso  in  esame,  in  sede  d'istruttoria,  è  stata  sostanzialmente 
evidenziata la diagnosi di sindrome dissociativa cronica (di tipo psico-
affettivo),  aritmia  da  fibrillazione  atriale  parossistica  in  trattamento 
farmacologico  cronico,  obesità  grave,  distiroidismo,  psoriasi  cutanea 
cronica,  note  cliniche  di  poliartrosi  (cfr.  la  perizia  medica 
particolareggiata del 27 giugno 2008, E 213, doc. 48).

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni, il medico dell'INPS pone un tasso d'invalidità del 
70% annotando che l'interessata non è in grado di svolgere un'attività 
lucrativa e che, in ogni caso, non potrebbe nemmeno essere riadattata 
in lavori più consoni.

Dal canto suo, in un primo rapporto del 15 gennaio 2009 (doc. 50), la 
Dott.ssa  Meyer  dell'UAIE  ha  attestato  che  l'assicurata  è  da 
considerarsi  del  tutto  inabile  nel  precedente  lavoro  dal  25  febbraio 
2003  (ospedalizzazione  per  scompenso  cardiaco;  giudizio  che 
conferma  quello  espresso  dal  servizio  medico  dell'UAIE  nell'ambito 
della prima domanda di rendita, doc. 19). Dopo il 6 marzo 2003 (data 
delle dimissioni ospedaliere), l'interessata avrebbe potuto riprendere al 
50% un'attività di sostituzione semplice, leggera/sedentaria e svolgere 
al 40% le sue mansioni nell'economia domestica. A seguito della nota 
UAIE del 14 aprile 2009 (doc. 57), la Dott.ssa Meyer ha confermato un 
tasso d'invalidità  del  50% in  attività  sostitutive  ma dal  maggio  2007 
(data della precedente decisione cresciuta in giudicato) e ha precisato 
che da questa data sarebbe stata incapace di riprendere i suoi compiti 
in casa in misura del 25% (e non più del 40%).

10.2 Ora, i pareri della Dott.ssa Meyer appaiono contraddittori, sia in 
relazione al problema della decorrenza dello stato d'invalidità, sia nella 
valutazione dell'incapacità di lavoro come casalinga (cfr. doc. 50 con 
doc. 58). L'avviso formulato dallo stesso medico in sede ricorsuale non 
permette  di  dirimere  questa  contraddizione,  in  quanto  il  medico  si 

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limita a riferire che un'incapacità del 40% si poteva giustificare tutt'al  
più per alcuni mesi, senza indicarne le ragioni (doc. 63).

11.

11.1 A prescindere  da  queste  contraddizioni  nella  valutazione  della 
capacità  di  lavoro  residua  (o  di  attendere  alle  usuali  faccende 
domestiche), si deve rilevare che le patologie di cui soffre l'assicurata 
non sono state adeguatamente investigate. Ad atti esistono documenti 
di  scarso rilievo analitico. Vero è che in base soprattutto alla perizia 
medica  particolareggiata  INPS  la  situazione  valetudinaria  di 
A._______  appare  compromessa.  Tre  fattori  negativi  concorrono  a 
sollevare dei dubbi circa un'oggettiva capacità in tal senso: l'affezione 
psichica/mentale, l'evidente e progressivo sovrappeso (ora 120 kg per 
160 cm circa; nel 2006 104 kg) e la insidiante patologia cardiaca.

Sotto  il  profilo  psichiatrico/neurologico,  manca  un'adeguata  indagine 
specialistica  completa,  che  contenga  un'anamnesi  dettagliata,  un 
esame oggettivo che riferisca sull'orientamento spazio-temporale della 
paziente, sull'umore, sulle idee presenti, nonché in merito ai gradi di 
attenzione,  concentrazione,  organizzazione  mentale,  intuizione  ecc., 
ponga una precisa diagnosi,  menzioni  l'eventuale  terapia seguita,  si  
esprima  sulla  prognosi  e  si  pronunci  infine  sulla  capacità  ed 
all'esigibilità di un'attività lucrativa ed in quale misura questa sarebbe 
proponibile.  Questa  indagine  s'impone  tanto  più  che  posta  una 
diagnosi di sindrome dissociativa seppur in un quadro di un disturbo 
schizo-affettivo,  ci  si  può  legittimamente  chiedere  quali  siano  le 
residue capacità al lavoro dell'assicurata.

Manca  pure  un  rapporto  d'esame  internistico/cardiologico, 
accompagnato  dagli  abituali  esami  clinici  e  strumentali 
(elettrocardiogramma,  ecocardiogramma,  ergometria,  ecc.)  volto  a 
riferire  sulle  conseguenze  valetudinarie  dell'attuale  notevole 
sovrappeso e sui risvolti cardiocircolatori già in parte denunciati. 

11.2 Ora,  fatte  queste  considerazioni,  il  collegio  giudicante  si  trova 
nell'impossibilità di determinare la misura dell'eventuale incapacità di 
lavoro  e  di  guadagno  subita  dall'interessata  e  da  quando  questa 
invalidità esisterebbe. 

12.
In queste circostanze è necessario accogliere parzialmente il ricorso, 

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annullare la decisione impugnata e rinviare l'incarto all'UAIE, affinché 
emani  una nuova decisione. Certo,  l'art. 61  cpv. 1 PA permette solo 
eccezionalmente di ricorrere ad una tale procedura. Nel caso concreto, 
l'applicazione  dell'eccezione  prevista  è  tuttavia  giustificata  se  si 
considerano  le  numerose  lacune  dell'incarto  e  l'ampiezza  delle 
informazioni da raccogliere.

L'UAIE dovrà quindi completare l'istruttoria delucidando la situazione 
medica dall'8 maggio 2007 (data della precedente decisione cresciuta 
in  giudicato)  fino  alla  data  dell'impugnata  decisione  (16  settembre 
2009). L'UAIE emanerà poi  un nuovo provvedimento  impugnabile. A 
tale  fine  la  ricorrente  dovrà  essere  sottoposta  ad  una  perizia 
particolareggiata  ed  a  tutti  quegli  esami  specialistici  descritti  al 
considerando precedente.

L'incarto  sarà  poi  inviato  in  esame  al  servizio  medico  dell'UAIE,  il  
quale si pronuncerà in merito all'evoluzione dell'incapacità al lavoro fra 
il  maggio 2007 ed il  16 aprile 2009, data della decisione impugnata, 
nonché  in  merito  all'attività  professionale  che  la  ricorrente  avrebbe 
potuto espletare. Se del  caso, l'Autorità  amministrativa effettuerà poi 
un'adeguata e circostanziata indagine comparativa dei redditi.

13.

13.1 Visto l'esito del ricorso, non vengono prelevate spese processuali 
e l'anticipo di Fr. 300.- viene restituito all'insorgente.

13.2 In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in 
tutto o in parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le spese 
indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. Nel caso in 
esame, viste la memoria di ricorso, nonché la documentazione esibita, 
si  giustifica  riconoscere  alla  parte  ricorrente  un'indennità  per  spese 
ripetibili di Fr. 700.-, da porre a carico dell'UAIE.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto nel senso che, annullata la decisione 
del 16 settembre 2009, l'incarto è rinviato all'autorità inferiore perché 
proceda ai sensi del considerando 12 e statuisca di nuovo.

2.
Non  si  prelevano  spese  processuali.  L'anticipo  di  Fr.  300.-  versato 
dall'insorgente le è restituito.

3.
Alla parte ricorrente viene riconosciuta un'indennità per spese ripetibili  
di Fr. 700.-, la quale è posta a carico dell'Ufficio AI intimato.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante della ricorrente (raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30 giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono rispettate le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 
e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS 173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i  
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte ricorrente  –  i  documenti 
indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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