# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d9a6d8eb-3c71-5a1b-abf9-87e210aed615
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-07-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.07.2013 38.2013.16
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2013-16_2013-07-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2013.16

   

  rs

  	
  Lugano

  15 luglio
  2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Raffaella Sartoris
  Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 marzo 2013 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 8
  febbraio 2013 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento, ___________

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su opposizione dell’8 febbraio 2013 l’Ufficio regionale di
collocamento di __________ (in seguito: URC) ha confermato la precedente
decisione dell’11 gennaio 2013 (cfr. doc. 7) con cui aveva sospeso RI 1 per cinque
giorni dal diritto alle indennità di disoccupazione a causa di mancate e insufficienti
ricerche di lavoro nei mesi di ottobre (dal 16 al 31) e novembre 2012
antecedenti l’iscrizione in disoccupazione (cfr. doc. A).

 

                               1.2.   Contro la
decisione su opposizione dell’8 febbraio 2013 l’assicurato ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA nel quale ha chiesto che nessuna sospensione venga
inflitta a suo carico.

                                         A
sostegno della propria pretesa ricorsuale egli ha addotto, segnatamente, di
essersi presentato il 4 ottobre 2012, dopo che il datore di lavoro gli ha
prospettato nell’agosto 2012 un cambiamento del grado di occupazione, presso
l’URC di __________ e di aver parlato con la signora __________, la quale gli ha
confermato la possibilità di usufruire della disoccupazione parziale, gli ha
consegnato l’opuscolo “Disoccupazione” e gli ha segnalato il sito internet www.area-lavoro.ch
per tutte le informazioni del caso. L’insorgente ha precisato che la
funzionaria gli ha, inoltre, fatto notare che dal momento della ricezione della
lettera di licenziamento avrebbe dovuto attivarsi per cercare un’occupazione
adeguata senza però specificare il numero minimo di ricerche da compiere.

                                         Il
ricorrente ha, poi, evidenziato, da un lato, che né la LADI, né l’OADI, né le
indicazioni di cui alla pagina internet dell’URC (recte: della SECO)
“Disoccupato cosa fare - Primi passi” menzionano il numero minimo di ricerche da
intraprendere.

                                         Dall’altro,
di essere venuto a conoscenza del numero generalmente considerato minimo e
sufficiente di quattro ricerche al mese con la decisione su opposizione dell’8
febbraio 2013.

                                         L’assicurato
ha indicato di avere in ogni caso iniziato a cercare lavoro dal mese di
settembre 2012, subito dopo avere ricevuto le prime avvisaglie di problemi
societari, ben prima di ricevere la lettera di disdetta del 15 ottobre 2012.

                                         L’insorgente
sostiene, infine, che, non essendoci per il futuro disoccupato indicazioni
chiare in merito al numero minimo di ricerche, non ci sono le basi giuridiche
per definire il numero minimo di ricerche da compiere mensilmente.

                                         Egli ha
concluso asserendo che indicare in un secondo tempo il numero adeguato in base
alla situazione personale, mai considerata al momento del suo primo colloquio
del 4 ottobre 2012, gli pare decisamente scorretto (cfr. doc. I).

 

                               1.3.   L’URC, in
risposta, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.4.   L’assicurato
si è espresso nuovamente in merito alla fattispecie con scritto dell’8 aprile
2013 (cfr. doc. V).

 

                               1.5.   L’amministrazione
ha preso posizione al riguardo il 19 aprile 2013 (cfr. doc. VII).

 

                               1.6.   Il doc. VII
è stato trasmesso per conoscenza al ricorrente (cfr. doc. VIII).

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011;
STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF
H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003;
STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H
220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in
RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98
del 26 ottobre 1999).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a stabilire se l’assicurato deve o meno essere sospeso dal diritto
all’indennità di disoccupazione per mancate ricerche di lavoro nel periodo dal
16 al 31 ottobre 2012 e per insufficienti ricerche nel mese di novembre 2012
precedentemente all’iscrizione in disoccupazione.

 

                               2.3.   Tra
gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente
un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 cpv. 1 e 2 LADI il cui tenore non è
stato modificato dalla quarta revisione della LADI), se necessario anche fuori
della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI il cui testo è rimasto
invariato in occasione della quarta revisione LADI) ed anche fuori del proprio
luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di ogni periodo
di controllo egli dovrà, dunque, presenta-re al servizio competente le prove
documentali relative alle ricer-che di lavoro intraprese (cfr. STFA C 77/91 del
29 gennaio 1992 nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo l'art. 26 cpv. 1
OADI:

 

" 
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di
regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."

                                      

                                         L'art. 26 cpv. 2 OADI
prevede che:

 

" 
L’assicurato deve inoltrare la prova
delle ricerche di lavoro per ogni periodo di controllo al più tardi il quinto
giorno del mese seguente o il primo giorno lavorativo successivo a tale data.
Se l’assicurato lascia scadere il termine senza valido motivo, le ricerche di
lavoro non potranno più essere prese in considerazione."

 

L'art. 26 cpv. 3 OADI stabilisce che:

 

" 
Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell'assicurato."

 

                                         La LADI ha, dunque,
previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue possibilità per
evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

 

                                         Tale principio non è stato
messo in discussione contestualmente alla quarta revisione della LADI (cfr.
Messaggio concernente la modifica delle legge sull’assicurazione contro la
disoccupazione del 3 settembre 2008, FF N. 38 dl 23 settembre 2008).

 

                                         L'obbligo di ridurre il
danno, valido anche nell'assicurazione contro la disoccupazione (cfr. DTF 125 V
197 consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, p.
48), è violato, fra l'altro, quando l'assicurato compie sforzi insufficienti
per trovare lavoro.

 

                                         Se non adempie il suo
obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il
suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata (al riguardo cfr. STF
8C_180/2010 del 4 agosto 2010; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010; STFA C
221/02 del 3 agosto 2003).

 

                                         L’art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI è stato ritenuto dal TFA conforme alle disposizioni della Convenzione OIL Nr.
 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V 228-230; D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte
sul Meno 1992, p. 193s.).

 

                                         La
giurisprudenza ha stabilito che deve essere sospeso dal diritto all'indennità
l'assicurato che non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo
che precede l'adempimento dell'obbligo di controllo (cfr. STF 8C_589/2009 del
28 giugno 2010).

 

                                         Per
costante giurisprudenza, chiunque si accinge ad iscriversi in disoccupazione
deve attivarsi per cercare un nuovo impiego.

                                         In una
sentenza C 138/05 del 3 luglio 2006, la nostra Alta Corte ha così sottolineato
che l'obbligo di cercare un'occupazione adeguata nel periodo precedente la
disoccupazione vige anche con l'entrata in vigore della LPGA. Tale dovere è
ancorato nella legge stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché gli assicurati
non possono discolparsi asserendo di non aver saputo di essere tenuti a intraprendere
dei validi sforzi anche antecedentemente all'iscrizione in disoccupazione.

 

                                         L'assicurato deve così, ad
esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal
momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare una nuova
occupazione (cfr. STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010, consid. 3.1; STF
8C_800/2008 dell'8 aprile 2009, consid. 2.1; STFA C 208/03 del 26 marzo 2004,
consid. 3.1 in DLA 2005 n. 4 p. 56; STFA 

                                         C 77/91 del 29 gennaio
1992; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16ss.; vedi pure art.
45 cpv. 1 lett. a OADI).

 

                                         Inoltre
gli assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere
sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che
precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML,
n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo,

op. cit., pag. 17).

 

                               2.4.   Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la
qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76
consid. 2 con riferimenti; STFA C 49/00 del 15 gennaio 2001).

 

                                         Per quel
che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non prevede un
numero minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente.

                                         La
giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di riferimento (e
non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo di controllo
vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide (cfr., per
tutte, la STCA AD 247/86 del 28 gennaio 1987). 

                                         L'Alta Corte, pur confermando
tale principio (cfr. STFA C 33/87; STFA C 286/02 del 3 luglio 2003), ha
precisato che occorre valutare nel singolo caso concreto quante ricerche
mensili siano esigibili da ogni assicurato, sottolineando che la prassi
amministrativa esige in media da dieci a dodici ricerche di impiego al mese
(cfr. consid. 2.4.; STFA C 106/04 del 12 luglio 2005 consid. 2.1.; STFA C
199/05 del 29 settembre 2005; STFA C 6/05 del 6 marzo 2006 consid. 3.2.).

 

                                         In una sentenza
8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha confermato la propria
giurisprudenza e ha rilevato:

 

"  (…)

3.2 Pour trancher le point de savoir si l'assuré a
fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir
compte aussi bien de la quantité que de la qualité des démarches entreprises (ATF 124 V 225 consid. 4a p. 231). Sur le plan quantitatif, la jurisprudence
considère que dix à douze recherches d'emploi par mois sont en principe
suffisantes (cf. ATF 124 V 225 consid. 6 p. 234; arrêt C 258/06 du 6 février 2007 consid. 2.2). On ne
peut cependant pas s'en tenir de manière schématique à une limite purement
quantitative et il faut examiner la qualité des démarches de l'assuré au regard
des circonstances concrètes, des recherches ciblées et bien présentées valant
parfois mieux que des recherches nombreuses (arrêt C 176/05 du 28 août 2006
consid. 2.2; RUBIN, op. cit. p. 392). (…)"

 

                                         Sulle modalità con le
quali bisogna effettuare le ricerche di lavoro, il TCA ricorda innanzitutto che
secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il
suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio
competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26
cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; DLA 1988 p.
95; DTF 120 V 74).

 

                                         La legge non prevede
nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire
effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi
datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla
fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio
competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del
29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).

                                         Concretamente ciò
significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

                                         In caso di ricerca
personale il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei
datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è
necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo
"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra
forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del
28.1.1987 nella causa S. P., AD 5/87).

                                         Inoltre
deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si
è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella
causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

 

                                         L'assicurato potrà
servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dalla SECO (dal 1°
luglio 1999 la Segreteria di stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio
federale dello sviluppo economico e del lavoro).

 

                                         In caso di rifiuto del
datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà
comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al
servizio competente tale rifiuto.

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 p. 95). 

 

                                         In una
sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000

p. 156ss., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno
l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

 

                               2.5.   Secondo
l'art. 30 cpv. 3 LADI la durata della sospensione è determinata in base alla
gravità della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al
massimo o, nel caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione dal diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave

(cfr. cfr. art. 45 cpv. 3 OADI in vigore dal 1° aprile 2011; 45 cpv. 2 vOADI).

                                         La sua durata è
determinata secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della
proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv.
5 OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità, la
durata della sospensione è prolungata in modo adeguato. Per determinare il
prolungamento sono prese in considerazione le sospensioni degli ultimi due
anni. 

                                         Nella già
citata sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha
ricordato che "La gravité de la faute dépend de l'ensemble des
circonstances du cas, en particulier des recherches d'emploi qui peuvent être
mises au crédit de l'assuré malgré le caractère globalement insuffisant de ses
démarches, ou encore d'éventuelles instructions de l'ORP qu'il n'aurait pas
suivies en dépit de leur pertinence".

                                         Per quel che attiene alla sospensione dal diritto all'indennità di
disoccupazione fondata sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi
amministrativa prevede una sanzione da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per insufficienti ricerche di lavoro nel
periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i
parametri del SECO e della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali
aumenti per i periodi successivi (cfr. Prassi LADI/ID D72 punto 1 dell’ottobre
2011; Lista delle sospensioni SdL n. 464 del 23 dicembre 2011).

 

                                         Queste
direttive sono conformi alla legge (cfr. D. Cattaneo, "Alcuni
compiti …”, p. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione su queste
basi vengono regolarmente confermate dal TCA.

                                         Anche il TFA ha approvato
il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA C 10/05 del 25 aprile
2005; STFA C 210/04 del 10 dicembre 2004; STFA C 275/02 del 2 maggio 2003; STFA
C 286/02 del 3 luglio 2003; STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; STFA C 338/01
del 6 agosto 2002).

 

                               2.6.   Nell’evenienza
concreta dalla documentazione agli atti si evince che l’assicurato, di
professione ingegnere consulente, ha lavorato per la __________ dal 1° aprile
2010 al 31 dicembre 2012 (cfr. doc. 4).

                                      

                                         Il 15
ottobre 2012 il datore di lavoro ha, in effetti, disdetto il rapporto di
impiego con l’insorgente a partire dalla fine del mese di dicembre 2012 a causa del mancato rinnovo del contratto da parte di un cliente (cfr. doc. 1).

 

                                         Già alla
fine di agosto 2012 la ditta aveva comunicato all’assicurato una riorganizzazione
dell’attività, nonché una riduzione del suo grado di occupazione (cfr. doc. 2;
6).

 

                                         A far
tempo dal 1° gennaio 2013 la __________ ha, tuttavia, riassunto il ricorrente
al 25% (cfr. doc. 3; A).

 

                                         L’insorgente
si è iscritto in disoccupazione il 20 dicembre 2012 con effetto dal 1° gennaio
2013 (cfr. A, 5).

 

                                         Al
momento dell’annuncio al collocamento l’assicurato ha presentato
all’amministrazione le proprie ricerche di impiego compiute durante i mesi precedenti
la disoccupazione. 

                                         La consulente
del personale, considerato che dal 16 al 31 ottobre 2012 (successivamente alla
disdetta del rapporto di impiego del 15 ottobre 2012; cfr. doc. 1) non è stata
effettuata alcuna ricerca di lavoro e che i tre sforzi documentati dal
ricorrente per il mese di novembre 2012 risultavano insufficienti dal profilo
quantitativo, gli ha inviato una “Richiesta di giustificazione” con cui ha
richiesto di motivare, entro l’11 gennaio 2013, il fatto di non avere svolto
delle valide ricerche di lavoro nel periodo di disdetta, dal 16 ottobre al 30
novembre 2012.

                                         La
collocatrice ha pure precisato che, oltre la data indicata, l’autorità
cantonale avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso, menzionando
espressamente l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la
sospensione di un assicurato nel caso in cui non faccia il suo possibile per
ottenere un’occupazione adeguata (cfr. doc. 5).

 

                                         Il
ricorrente, il 9 gennaio 2012, ha risposto, in particolare, che le indicazioni
risultanti dalla pagina internet dell’URC “Disoccupato cosa fare - Primi passi”
non menzionano il numero minimo di ricerche da intraprendere durante il periodo
di disdetta.

                                         Egli ha,
inoltre, evidenziato di aver iniziato a compiere ricerche di impiego nel mese
di settembre 2012 dopo aver ricevuto da parte del datore di lavoro una bozza
datata 30 agosto 2012 relativa a modifiche dell’organizzazione societaria
comportanti la diminuzione dell’attività. L’assicurato ha aggiunto che le
ricerche si sono protratte anche nel mese di ottobre 2012 (cfr. doc. 6).

 

                                         Dal profilo procedurale
l’amministrazione ha, dunque, ossequiato il diritto di essere sentito
dell’insorgente garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost.fed. e dall’art. 42 LPGA
(cfr. DTF 136 V115-116; DTF 136 V 124).

                                         L’URC, visto
che l’assicurato nella sua risposta alla Richiesta di giustificazione non ha
fornito ulteriore documentazione per considerare che il medesimo, nei mesi di
ottobre e novembre 2012, abbia effettuato degli sforzi volti al reperimento di
una nuova occupazione validi quantitativamente e qualitativamente, con
decisione formale dell’11 gennaio 2013, confermata dalla decisione su
opposizione dell’8 febbraio 2013 (cfr. doc. A; consid. 1.1.), l’ha sospeso dal
diritto alle indennità di disoccupazione per cinque giorni (cfr. doc. 7;
consid. 1.1.).

 

                               2.7.   Nel caso di
specie, come visto, l’amministrazione ha considerato che l’assicurato non ha
effettuato alcuna ricerca di lavoro nel periodo dal 16 al 31 ottobre 2012 e ha
intrapreso degli sforzi volti al reperimento di una nuova occupazione insufficienti
dal profilo quantitativo nel mese di novembre 2012, avendo compiuto soltanto
tre ricerche (cfr. doc. 5; 7; A).

 

                                         L’URC ha,
invece, ritenuto sufficienti le ricerche svolte nell’ultimo periodo della
disdetta precedente l’iscrizione in disoccupazione, ossia nel mese di dicembre
2012 (cfr. doc. 5).

 

                                         Dalle
carte processuali risulta che effettivamente l’assicurato, nel periodo 16-31
ottobre 2012 non ha compiuto alcuna ricerca di impiego e nel mese di novembre 2012 ha effettuato tre sforzi, ossia il 6 presso __________, il 15 presso __________ e il 27 presso __________
(cfr. doc. 4).

 

                                         Il
ricorrente non ha, peraltro, sostenuto una versione differente dei fatti (cfr.
doc. 6, 8; I; V).

 

                                         Sulla
base di quanto esposto sopra, l’insorgente, nel periodo in questione, avrebbe
però dovuto attivarsi maggiormente al fine di reperire un’occupazione (cfr.
consid. 2.3., 2.4.).

 

                                         Al
riguardo giova rilevare che corrisponde al vero l’asserzione dell’assicurato
secondo cui né la LADI, né l’OADI prevedono un numero minimo di ricerche di
impiego da svolgere mensilmente (cfr. doc. I; consid. 2.4.).

                                         La
giurisprudenza cantonale, come menzionato sopra (cfr. consid. 2.4.), ha,
tuttavia, stabilito quale linea di riferimento (e non quale regola con
carattere assoluto), che per ogni periodo di controllo vanno comprovate almeno
quattro ricerche qualitativamente valide (cfr., per tutte, la STCA AD 247/86
del 28 gennaio 1987; STCA 38.2005.51 del 6 ottobre 2005 consid. 2.12.). 

                                         L'Alta Corte, pur
confermando tale principio (cfr. STFA C 33/87; STFA C 286/02 del 3 luglio
2003), ha precisato che occorre valutare nel singolo caso concreto quante
ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, sottolineando che la
prassi amministrativa esige in media da dieci a dodici ricerche di impiego
al mese (cfr. consid. 2.4.; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010; STFA C 275/05
del 6 novembre 2006 consid. 3.3.; STFA C 106/04 del 12 luglio 2005 consid.
2.1.; STFA C 199/05 del 29 settembre 2005; STFA C 6/05 del 6 marzo 2006 consid.
3.2.).

 

                                         In questo senso e in
questa misura, considerando che la prassi amministrativa federale esige in
media da dieci a dodici ricerche di impiego al mese, l’amministrazione
ha un certo margine di apprezzamento - citato dal ricorrente facendo
riferimento alla Prassi LADI B316 (cfr. doc. V) - per stabilire, tenendo conto
della situazione particolare di un assicurato (età, formazione, ecc.), se il
numero specifico di ricerche effettuate mensilmente sia sufficiente o meno.

 

                                         Quanto
fatto valere dall’assicurato, ovvero di aver iniziato a cercare un nuovo
impiego già nel mese di settembre 2012 dopo aver saputo dal datore di lavoro
che era in corso una riorganizzazione della società implicante una diminuzione
dell’attività (cfr. doc. 6; 8; I), non gli è del resto di alcun ausilio.

 

                                         E’ vero,
in effetti, che nel mese di settembre 2012 il ricorrente ha compiuto degli
sforzi volti al reperimento di una nuova occupazione, e meglio quattro ricerche
di lavoro per iscritto una il 5, due il 10 e una il 14 settembre 2012 (cfr.
doc. 4).

                                         E’
altrettanto vero, tuttavia, che il mese di settembre 2012, che peraltro risulta
antecedente alla disdetta formale del rapporto di impiego del 15 ottobre 2012
(cfr. doc. 1), riguarda un mese differente dai mesi di ottobre e novembre 2012 in questione in questa sede.

                                         Le
ricerche di impiego svolte nel mese di settembre 2012 non possono così
compensare la mancanza di ricerche nel periodo 16-31 ottobre 2012,
rispettivamente aggiungersi alle tre ricerche effettuate nel mese di novembre
2012.

 

                                         In proposito
giova, d’altronde, segnalare che, anche relativamente ai periodi di controllo
seguenti l’iscrizione in disoccupazione, la costante giurisprudenza federale
prevede che un assicurato deve comprovare le ricerche di lavoro effettuate per ogni
singolo periodo di controllo e che non si possono compiere insufficienti
ricerche in un mese (periodo di controllo), fondandosi sul fatto che sforzi più
intensi sono stati intrapresi nei mesi precedenti o che verranno effettuati nei
mesi successivi (cfr. STFA C 58/05 dell’11 luglio 2005; STFA C 252/00, C
254/00, C 255/00 del 21 febbraio 2001).

                                         Tale
principio non risulta, del resto, eccessivamente formalista (cfr. STFA C 10/05
del 25 aprile 2005 consid. 2.3.2).

 

                                         Non
avendo compiuto alcuna ricerca di impiego dal 16 al 31 ottobre 2012 e avendo
intrapreso delle insufficienti ricerche nel mese di novembre 2012, il
ricorrente ha violato l’obbligo di ridurre il danno imposto dalla legge
(cfr. consid. 2.3.).

 

                                         Tale
violazione implica, di principio, la sospensione dal diritto all'indennità di
disoccupazione sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI (cfr. consid. 2.3.).

 

                               2.8.   L’assicurato,
a suo discarico, ha asserito che, quando il 4 ottobre 2012, dopo che il datore
di lavoro gli ha prospettato nell’agosto 2012 una riduzione del grado di
occupazione, si è presentato presso l’URC di __________ dove gli è stata
confermata la possibilità di usufruire della disoccupazione parziale, gli è
stato sì fatto notare che dal momento della ricezione della lettera di
licenziamento avrebbe dovuto attivarsi per cercare un’occupazione adeguata,
tuttavia senza specificare il numero minimo di ricerche da compiere.

                                         Egli ha,
inoltre, sottolineato che né la LADI, né l’OADI, né le indicazioni di cui alla
pagina internet della SECO “Disoccupato cosa fare - Primi passi” menzionano il
numero minimo di ricerche da intraprendere e di essere venuto a conoscenza
soltanto con la decisione su opposizione del numero generalmente considerato
minimo e sufficiente (cfr. doc. I; V; 6; 8).

 

                                         Ora si
tratta, perciò, di esaminare se l’eventuale non conoscenza dell’obbligo di
effettuare un determinato numero di ricerche di lavoro qualitativamente
sufficienti nel periodo di disdetta precedente l’iscrizione in disoccupazione
possa costituire, nel caso di specie, un valido motivo per non sanzionare
l’insorgente.

 

                                         L'art.
27 della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni
sociali (LPGA) che regola la “Informazione e consulenza” ha il seguente tenore:

 

"  1
Gli assicuratori e gli organi esecutivi delle singole assicurazioni sociali,
nei limiti delle loro competenze, sono tenuti ad informare le persone
interessate sui loro diritti e obblighi.

2 Ognuno ha diritto, di regola gratuitamente, alla
consulenza in merito ai propri diritti e obblighi. Sono competenti in materia
gli assicuratori nei confronti dei quali gli interessati devono far valere i
loro diritti o adempiere i loro obblighi. Per le consulenze che richiedono
ricerche onerose, il Consiglio federale può prevedere la riscossione di
emolumenti e stabilirne la tariffa.

 

3 Se un assicuratore constata che un assicurato o i
suoi congiunti possono rivendicare prestazioni di altre assicurazioni sociali,
li informa immediatamente."

                                       

                                         L'art. 27 LPGA sancisce,
in particolare, per l'amministrazione un dovere di carattere collettivo,
generale e permanente di fornire informazioni (cpv. 1) e il diritto soggettivo
e individuale dell'assicurato alla consulenza (cioè un parere su ciò che
conviene fare) su un caso preciso, che può essere fatto valere in giustizia
(cpv. 2) (Su questi aspetti cfr. in particolare STFA C 192/04
del 14 settembre 2005 consid. 4.1., pubblicata in DTF 131 V 472 e in SVR
2006 ALV Nr. 9 pag. 31; STFA C 241/04 del 9 maggio 2006 consid. 6; STFA C 157/05 del 28 ottobre 2005 consid. 4.2.; E. Imhof - CH
Zünd, "ATSG und Arbeitslosenversicherung" in SZS 2003 pag. 291 seg. (306);
E. Imhof, "Anhang zur Vertiefung von art. 27 ATSG über Aufklärung,
Beratung und Kenntnisgabe" in SZS 2002 pag. 315 seg. (315-318);
R. Spira, "Du droit d'être renseigné et conseillé par les assureurs et les
organes d'exécution des assurances sociales art. 27 LPGA" in SZS 2001 pag.
524 seg. (527); U. Kieser, "ATSG - Kommentar", 2. ed.,
Zurigo-Basilea-Ginevra 2009, ad art. 27 pag. 400 e pag. 402-407).

 

                                         In materia di assicurazione
contro la disoccupazione questa disposizione della LPGA ha apportato notevoli
miglioramenti per gli assicurati nel senso che l'obbligo di informare non è più
limitato ad alcuni aspetti puntuali, fissati nelle disposizioni legali (cfr.
DTF 124 V 125, in particolare 221-222; DLA 2000 pag. 95) ma è stato
generalizzato (cfr. E. Imhof - Ch. Zünd, art. cit, in STZ 2003 pag. 307).    

 

                                         Il
capoverso 1 dell’art. 27 LPGA prevede un obbligo di informazione generale e
permanente nei confronti di una cerchia indeterminata di persone, che non deve
avvenire unicamente su richiesta degli interessati, bensì regolarmente e
d’ufficio, e a cui viene fatto fronte ad esempio tramite la consegna di
opuscoli informativi, direttive, inserzioni, internet, ecc. (cfr. STFA C
241/04 del 9 maggio 2006 consid. 6; DTF 131 V 476 consid. 4.1.=SVR 2006 ALV Nr.
9 pag. 31; DLA 2002 pag. 194).

 

                                         Per
quanto attiene al diritto alla consulenza enunciato all'art. 27 cpv. 2 LPGA, va
segnalato che ogni assicurato può esigere che il proprio assicuratore gli
fornisca, gratuitamente, consulenza in merito ai suoi diritti e obblighi (cfr.
DLA 2007 pag. 193 segg.). Quest'obbligo concerne soltanto l'ambito di
competenza dell'assicuratore in questione e le informazioni possono esse
fornite anche da non giuristi, come del resto prima dell'entrata in vigore
della LPGA. Contrariamente alle informazioni di carattere generale, la
consulenza deve riferirsi al caso specifico (cfr. FF 1999 IV 3953).

                                         Inoltre
tale diritto non è limitato alle persone assicurate, tuttavia deve esistere uno
stretto rapporto con l'assicurazione interpellata, nel senso che la consulenza
deve riferirsi a diritti e doveri che già esistono o che possono sorgere tra la
persona che ha richiesto le informazioni e l'assicurazione interessata (cfr. U.
Kieser, op. cit., ad art. 27 n. 29 pag. 405).

 

                                         Questo
Tribunale, in una sentenza 38.2003.55 del 20 novembre 2003, massimata e
parzialmente pubblicata in RtiD I-2004 N. 55 pag. 186, chinandosi su un caso di
mancate ricerche di lavoro prima dell'iscrizione in disoccupazione, ha
stabilito che anche dopo l'entrata in vigore della LPGA e conformemente alla
giurisprudenza del TFA deve essere sanzionato con una sospensione dal diritto
all'indennità di disoccupazione l'assicurato che non ha intrapreso sforzi al
fine di reperire un impiego prima di annunciarsi per il collocamento anche se
egli ignorava questo obbligo, riservata l'ipotesi in cui egli si è rivolto
all'amministrazione per chiedere informazioni sui suoi diritti e doveri.

                                         A quest’ultimo riguardo va
evidenziato che l’Alta Corte ha confermato che il dovere di informazione e di
consulenza giusta l’art. 27 cpv. 2 LPGA deve essere ossequiato
dall’amministrazione qualora un assicurato entri in contatto con lei per
ottenere delle delucidazioni o comunque quale richiedente di determinate
prestazioni.

                                         In
particolare il Tribunale federale delle assicurazioni in una sentenza C 192/04
del 14 settembre 2005, pubblicata in DTF 131 V 472, nel caso di un assicurato
ritenuto inidoneo al collocamento, in quanto il lasso di tempo fra la
presentazione della domanda e l’inizio del soggiorno linguistico che avrebbe
effettuato all’estero - di cui aveva peraltro informato i funzionari
dell’Ufficio regionale di collocamento durante il primo colloquio - era troppo
breve per poterlo collocare, ha stabilito che ai sensi dell’art. 27 LPGA, gli
assicurati devono essere resi attenti che il loro comportamento può
pregiudicare il diritto alle prestazioni. Nella fattispecie l’Ufficio regionale
di collocamento avrebbe dovuto avvertire l’assicurato che la prevista partenza
a breve scadenza non permetteva di collocarlo. 

                                         Il TFA
ha, tuttavia, accolto il ricorso dell’Ufficio regionale di collocamento e
rinviato gli atti al Tribunale cantonale, al fine di appurare se il soggiorno avrebbe
potuto essere rinviato e se l’assicurato secondo la verosimiglianza
preponderante era disposto a posticiparlo. 

                                         In caso
affermativo, l’amministrazione avrebbe dovuto rispondere della sua omissione -
implicante la tutela della buona fede dell’assicurato - ed erogare, quindi, a
quest’ultimo le prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione.

 

                                         In
proposito cfr. pure STF 8C_320/2010 del 14 dicembre 2010; STFA C 301/05 dell’8
maggio 2006; STFA C 157/05 del 28 ottobre 2005.

 

                                         Inoltre,
in una sentenza C 138/05 del 3 luglio 2006, l’Alta Corte ha precisato che
l’obbligo di cercare un’occupazione adeguata nel periodo precedente la
disoccupazione vige anche con l’entrata in vigore della LPGA. Tale dovere è
ancorato nella legge stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché gli assicurati
non possono discolparsi asserendo di non aver saputo di essere tenuti a
intraprendere dei validi sforzi anche antecedentemente all’iscrizione in
disoccupazione.

 

                               2.9.   In concreto non
è in ogni caso ravvisabile una violazione del diritto all’informazione e
consulenza ex art. 27 LPGA da parte dell’amministrazione.

 

                                         L’URC,
innanzitutto, non ha contravvenuto al proprio obbligo di informazione generale
giusta l’art. 27 cpv. 1 LPGA.

                                         In
effetti attualmente gli assicurati possono far capo a ogni tipo di informazione
tramite internet, come del resto evidenziato anche dall’assicurato che ha puntualizzato
di aver ricevuto dall’URC l’indicazione del sito internet www.area-lavoro.ch
(cfr. doc. I), o comunque possono rivolgersi alla propria cassa di
disoccupazione o a una di loro scelta per ottenere opuscoli (cfr. STFA C 241/04
del 9 maggio 2006 consid. 7; al riguardo cfr. pure www.ticino.unia.ch/Disoccupazione-e-informazioni.5642.0.html#c32668).

 

                                         Per
quanto attiene al diritto alla consulenza di cui all’art. 27 cpv. 2 LPGA, in
primo luogo, va osservato che l’assicurato stesso, nell’atto ricorsuale, ha
comunque rilevato che, quando si è recato presso l’URC il 4 ottobre 2012, lo
hanno informato di attivarsi per cercare una nuova occupazione dal momento
della disdetta (cfr. doc. I).

 

                                         Nonostante tale
indicazione, però, nel periodo del mese di ottobre 2012 posteriore al
licenziamento, ovvero dal 16 al 31, egli non ha effettuato alcuna ricerca (cfr.
doc. 4).

 

                                          In
secondo luogo, l’insorgente ha indicato che quando si è recato all’URC il 4
ottobre 2012, dopo avere ricevuto avvisaglie da parte del suo datore di lavoro
della diminuzione dell’attività, gli è stato consegnato un opuscolo “Disoccupazione”
(cfr. doc. I).

                                          In
proposito l’URC ha specificato che tale opuscolo enuncia l’obbligo per
l’assicurato di ridurre il danno, sforzandosi di cercare lavoro già prima di
essere disoccupato, benché non contempli il numero minimo di ricerche da
documentare (cfr. doc. VII).

                                         Il
ricorrente ha, altresì, rilevato di avere pure consultato il sito della SECO, www.area-lavoro.ch,
segnalatogli dall’URC, riguardante le informazioni inerenti alla disoccupazione
(cfr. doc. I).

                                         Egli,
dunque, se avesse avuto dubbi o avesse necessitato di ragguagli in merito
all’obbligo di compiere ricerche nel periodo di disdetta, avrebbe potuto e
dovuto interpellare l’amministrazione successivamente al 4 ottobre 2012 ma
precedentemente all’iscrizione in disoccupazione del 20 dicembre 2012.

 

                                          Infine,
giova evidenziare che in ogni caso l'Alta Corte ha stabilito che il
dovere di effettuare delle ricerche di impiego rappresenta una regola di
comportamento elementare, la quale deve essere seguita anche senza una
precedente informazione o - in caso di insufficienti ricerche - avvertimento da
parte dell’amministrazione. Gli assicurati, del resto, devono intraprendere
sforzi volti all’ottenimento di un’occupazione già prima della disoccupazione e
pure nel periodo di disdetta (cfr. STFA C 14/06 del 6
settembre 2006 consid. 2.2; STFA C 138/05 del 3 luglio 2006 citata al consid.
2.10.; STFA C 50/06 del 23 maggio 2006 consid. 2.1.; STFA C 144/05 del 1°
dicembre 2005 consid. 5.2.1.).

                                         Nella
sentenza C 14/06 del 6 settembre 2006, appena menzionata, l’Alta Corte ha
deciso che non era stato violato l’art. 27 cpv. 2 LPGA nel caso di un
assicurato sanzionato per insufficienti ricerche dal profilo quantitativo. 

                                         Il TFA ha
segnatamente deciso che un assicurato nulla può dedurre a suo favore dalla
circostanza che un consulente del personale non indichi già al momento
dell’annuncio in disoccupazione il numero delle ricerche da effettuare, ma
attenda il primo colloquio di consulenza.

 

                                          L’insorgente,
pertanto, non può trarre vantaggio alcuno, ai fini della presente lite, dall’asserzione di non essere stato al corrente di dover effettuare,
nel periodo di disdetta, un determinato numero minimo di ricerche di lavoro mensili.

 

                             2.10.   Alla
luce di tutto quanto sopra esposto, il ricorrente deve essere sospeso dal
diritto alle indennità di disoccupazione giusta l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI.

 

                             2.11.   Per quanto
concerne l’entità della penalità, l’URC ha inflitto all’assicurato cinque giorni
di sospensione dal diritto alle indennità di disoccupazione.

 

                                         Normalmente,
in base alle direttive in vigore, la sanzione inflitta dall'amministrazione in
caso di mancate ricerche di lavoro durante un mese antecedente la
disoccupazione ammonta a un minimo di quattro giorni di sospensione, mentre in
caso di insufficienti ricerche durante un mese precedente l’annuncio per il
collocamento la sanzione corrisponde a un minimo di tre giorni di sospensione
(cfr. consid. 2.5.).

 

                                         Tutto ben
considerato, la penalità di cinque giorni di sospensione dal diritto
all’indennità di disoccupazione per mancate ricerche nel periodo 16-31 ottobre
2012 e per insufficienti ricerche nel mese di novembre 2012 , in concreto,
risulta conforme al principio della proporzionalità (cfr. consid. 2.5.).

 

                                         Questa
soluzione si giustifica tanto più se si considera che, per costante
giurisprudenza, il Giudice non può scostarsi dalla valutazione
dell’amministrazione senza fondati motivi (cfr. DTF 137 V 71; DTF 123 V 152
consid. 2; DLA 1998 no. 10 pag. 52 consid. 2; STF C 153/06 del 12 marzo 2007
consid. 2.2).

 

                                         Conseguentemente
la decisione su opposizione dell’8 febbraio 2013 contestata deve essere
confermata.

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti