# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a80b70b3-f90d-5b2a-a222-d7ce9ca94bdc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-03-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.03.2025 D-754/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-754-2025_2025-03-20.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-754/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 0  m a r z o  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Camilla Mariéthoz Wyssen, Manuel Borla,  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

B._______, nata il (…), 

entrambi Somalia,  

c/o DGZ Sonnenhof, (…),   

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Domanda di restituzione del termine e ricorso (Paese terzo 

sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 22 gennaio 2025 / N (…). 

 

 

 

D-754/2025 

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Visto: 

le domande d’asilo che gli interessati hanno presentato in Svizzera il 2 no-

vembre 2024, 

la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) 

del 22 gennaio 2025, notificata il giorno successivo, in data 23 gennaio 

2025 (cfr. atto SEM n. [{…}]-54/1), mediante la quale tale autorità non è 

entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. a 

della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed ha pronun-

ciato il trasferimento degli interessati verso la Grecia, 

lo scritto del 23 gennaio 2025, con il quale la Protezione giuridica della 

Regione Ticino e Svizzera centrale ha comunicato la cessazione al man-

dato di rappresentanza agli interessati (cfr. atti SEM n. 55/1 e 56/1), 

l’istanza del 5 febbraio 2025 (data d’entrata: 6 febbraio 2025), con cui i 

richiedenti hanno domandato al Tribunale la restituzione del termine di ri-

corso e l’entrata nel merito della loro domanda d’asilo in applicazione della 

clausola di sovranità, con allegata la decisione impugnata in copia e l’av-

viso di ricevuta della stessa, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),  

che il Tribunale amministrativo federale è competente per trattare, in virtù 

dell’art. 24 PA, una domanda di restituzione del termine presentata nell’am-

bito della sua giurisdizione (cfr. sentenza del Tribunale D-2623/2023 del 

23 maggio 2023 pag. 3; PATRICIA EGLI, in: Praxiskommentar zum Bun-

desgesetz über das Verwaltungsverfahren [VwVG], 3a ed. 2023, n. 6 ad 

art. 24 PA), 

che ai sensi dell’art. 111a LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

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che il ricorso contro una decisione di non entrata nel merito deve essere 

depositato entro 5 giorni lavorativi (art. 108 cpv. 3 LAsi) a decorrere dal 

giorno feriale successivo a quello della notificazione della decisione (art. 20 

cpv. 1 e 3 PA), 

che gli atti scritti devono essere consegnati all'autorità oppure all'indirizzo 

di questa, a un ufficio postale svizzero o a una rappresentanza diplomatica 

o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno del termine (art. 21 cpv. 1 

PA); che il termine stabilito dalla legge non può essere prorogato (art. 22 

cpv. 1 PA), 

che nel caso in disamina, la decisione impugnata è stata notificata il 23 

gennaio 2025, per il che il termine di ricorso scadeva il 30 gennaio 2025, 

che di conseguenza, il ricorso presentato in data 5 febbraio 2025 (cfr. tim-

bro del plico raccomandato) risulta essere tardivo,  

che ai sensi dell’art. 24 cpv. 1 PA, se un termine legale o giudiziario è sca-

duto senza essere stato utilizzato viene restituito se il richiedente o il suo 

rappresentante è stato, senza sua colpa, impossibilitato ad agire entro il 

termine, 

che per poter entrare nel merito di una richiesta di restituzione del termine 

le seguenti tre condizioni devono essere cumulativamente adempiute (con-

dizioni di ricevibilità formali): la domanda deve essere motivata, depositata 

entro 30 giorni dalla cessazione dell'impedimento e l'atto omesso deve es-

sere compiuto (cfr. DTAF 2017 I/3 consid. 4.2; tra le tante anche la sen-

tenza del Tribunale D-2623/2023 del 23 maggio 2023 pag. 3; PATRICIA 

EGLI, in: op. cit., n°5 e segg. ad art. 24 PA), 

che nel caso che ci occupa, le summenzionate condizioni di ricevibilità 

sono da ritenersi adempiute, avendo i ricorrenti agito entro 30 giorni dalla 

cessazione dell'impedimento compiendo nel contempo l'atto omesso (ri-

corso); che pertanto occorre entrare nel merito della richiesta di restitu-

zione dei termini, e meglio, determinare se i richiedenti siano o meno stati 

impediti senza loro colpa di agire nel termine stabilito,  

che l’art. 24 cpv. 1 PA subordina la restituzione di un termine all’esistenza 

di un impedimento ad agire insorto senza colpa (condizione materiale; cfr. 

PATRICIA EGLI, in: op. cit., n. 11 ad art. 24 PA),  

che nondimeno la nozione di "senza colpa" è da apprezzarsi in modo molto 

restrittivo (cfr. DTAF 2017 I/3 consid 6.1 e relativi riferimenti; PATRICIA EGLI, 

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in: op. cit., n. 4 ad art. 24 PA); che la restituzione del termine presuppone 

infatti che una qualsivoglia negligenza non sia imputabile alla parte richie-

dente o al suo mandatario (cfr. STEFAN VOGEL, Auer/Müller/Schindler [ed.], 

in: Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren 

[VwVG], 2a ed. 2019, n. 10 segg. ad art. 24 PA; PATRICIA EGLI, in: op. cit., 

n. 10 ad art. 24 PA) e che l’inazione sia da ricondurre ad un’impossibilità 

oggettiva o soggettiva di agire (cfr. DTAF 2017 I/3 consid 6.1), 

che si è in presenza di un ostacolo oggettivo, allorquando il richiedente o il 

suo rappresentante è stato impedito di agire nel termine stabilito a causa 

di una circostanza indipendente dalla sua volontà; che l'ignoranza della 

legge, il sovraccarico di lavoro, come pure l'assenza per ferie o le carenze 

di ordine organizzativo, non rappresentano dei validi motivi giustificanti la 

restituzione del termine (cfr. DTAF 2017 I/3 consid. 6.1.1; STEFAN VOGEL, 

in: op. cit., n. 10 seg. ad art. 24 PA; PATRICIA EGLI, in: op. cit., n. 13 ad 

art. 24 PA; MOSER et al., Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 

3a ed. 2022, n. marg. 2.140),  

che un’impossibilità soggettiva è invece data allorquando l’atto da com-

piere nel termine sarebbe stato oggettivamente espletabile ma l’interessato 

è stato impedito di agire a causa di particolari circostanze di cui lui stesso 

non è responsabile; che l’ostacolo soggettivo deve aver messo l’ammini-

strato o il suo rappresentante nell’impossibilità di occuparsi delle proprie 

incombenze o di indicare un terzo affinché se ne occupi, come il ricovero 

urgente in ospedale dovuto ad un infortunio o una malattia grave (cfr. DTAF 

2017 I/3 consid. 6.1.2; STEFAN VOGEL, in: op. cit., n. 12 ad art. 24 PA;  

PATRICIA EGLI, in: op. cit., n. 14 ad art. 24 PA; MOSER et al., op. cit., 

n. marg. 2.143a), 

che nel caso in esame siffatti presupposti risultano disattesi, 

che gli interessati, quale motivazione della loro domanda, affermano di non 

essere stati in grado di presentare tempestivamente il ricorso in quanto 

sprovvisti di una rappresentanza legale che li informasse sui termini e le 

procedure,  

che anzitutto, il Tribunale constata che la domanda di restituzione del ter-

mine non contiene alcun mezzo di prova a sostegno di quanto ivi fatto va-

lere,  

che a prescindere da ciò, quo all’assenza di una consulenza legale, non è 

ravvisabile un’impossibilità oggettiva né soggettiva di agire per i ricorrenti; 

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che il Tribunale constata che ai ricorrenti la decisione impugnata è stata 

consegnata dalla rappresentante legale immediatamente, in data 23 gen-

naio 2025 e pertanto non corrisponde al vero che gli stessi, nel contesto di 

un’esecuzione diligente del rapporto di mandato, non siano stati edotti del 

contenuto della decisione qui impugnata dalla loro rappresentanza legale; 

che in tal senso gli interessati hanno sottoscritto per ricevuta la cessazione 

del mandato (cfr. atti SEM n. 55/1 e 56/1); che i ricorrenti, avessero avuto 

la necessità di una consulenza legale, avrebbero dovuto attivarsi immedia-

tamente nella ricerca di un avvocato; che pertanto il mancato rispetto del 

termine per la presentazione del ricorso è da imputare al mancato agire 

degli interessati stessi, per colpa propria; che in ogni caso l’ignoranza della 

legge non rappresenta un valido motivo giustificante la restituzione del ter-

mine (cfr. supra), 

che visto quanto esposto, nel caso in esame non è quindi identificabile al-

cun impedimento senza colpa ad agire nel termine stabilito (cfr. in tal senso 

anche sentenza del Tribunale D-2623/2023 del 23 maggio 2023 pag. 4 

seg. e D-3301/2024 del 5 giugno 2024, pag. 5 seg.), 

che conseguentemente, alla luce delle considerazioni che precedono, nel 

caso in esame i presupposti per l’accoglimento della domanda di restitu-

zione del termine di ricorso di data 5 febbraio 2025 non sono riuniti, per il 

che la stessa va respinta ed il ricorso della medesima data è inammissibile, 

che trattandosi in specie di apprezzare il ben fondato materiale della do-

manda di restituzione dei termini presentata in virtù dell’art. 24 PA a seguito 

di un’emanazione di una decisione di non entrata nel merito dell’autorità 

inferiore, si necessita di giudicare la questione nella composizione ordina-

ria di tre giudici (cfr. sentenza del Tribunale D-2623/2023 del 23 mag-

gio 2023 pag. 3), 

che con la presente decisione finale la richiesta di concessione dell’effetto 

sospensivo al ricorso – per quanto ammissibile – diviene priva d’oggetto, 

che infine, ritenute le allegazioni sprovviste di probabilità di esito favore-

vole, la domanda di concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso 

dell'esenzione dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 

cpv. 1 PA),  

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che 

seguono la soccombenza sono poste a carico degli insorgenti (art. 63 

cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese 

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ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF), 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

La domanda di restituzione del termine del 5 febbraio 2025 è respinta. 

2.  

Il ricorso del 5 febbraio 2025 è inammissibile. 

3.  

La decisione della SEM del 22 gennaio 2025 è cresciuta in giudicato. 

4.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico dei ricorrenti. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

5.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari 

 

 

Data di spedizione: