# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6875b4a6-5911-5236-8e15-2e253a9926ec
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-11-17
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 17.11.2025 D-7975/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7975-2025_2025-11-17.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-7975/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 7  n o v e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Chrystel Tornare Villanueva;  

cancelliera Ambra Antognoli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), 

Afghanistan,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 8 ottobre 2025. 

 

 

 

D-7975/2025 

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Fatti: 

A.  

A.a L’interessata, cittadina afghana, ha presentato una domanda d’asilo in 

Svizzera, unitamente alla madre (N (…), inc. D-7973/2025) e al fratello 

maggiorenne (N (…), inc. D-7970/2025), in data 23 agosto 2025 (cfr. atto 

della Segreteria di Stato della migrazione [di seguito: SEM o autorità infe-

riore] n. (…)-3/2).  

A.b Dai riscontri dattiloscopici nell’unità centrale del sistema europeo "Eu-

rodac" è risultato ch’ella aveva già depositato una domanda d’asilo in Gre-

cia l’11 luglio 2025, ottenendo la protezione internazionale quale rifugiata 

(cfr. atto SEM n. 9/1). Agli atti sono stati depositati il suo titolo di viaggio 

greco valido dal 28 luglio 2025 al 27 luglio 2030 nonché il permesso di 

soggiorno per rifugiati valido dal 17 luglio 2025 al 16 luglio 2028. 

A.c Il 29 agosto 2025 la SEM ha presentato alle competenti autorità greche 

una richiesta di riammissione della richiedente conformemente alla Diret-

tiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le norme 

e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di 

paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicembre 2008; 

di seguito: direttiva ritorno) e all’Accordo bilaterale di riammissione tra la 

Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una protezione interna-

zionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Re-

pubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situazione ir-

regolare [RS 0.142.113.729]) (cfr. atto SEM n. 14/3).  

A.d Il 14 settembre 2025, la Grecia ha accettato la riammissione dell’inte-

ressata sul proprio territorio, confermando il suo statuto di rifugiata a far 

tempo dal 17 luglio 2025, unitamente ad un permesso di soggiorno valido 

dal medesimo giorno fino al 16 luglio 2028 (cfr. atto SEM n. 19/2). 

A.e Il 16 settembre 2025 la SEM ha effettuato con l’interessata un colloquio 

in merito al rinvio verso uno Stato terzo sicuro, nel contesto del quale le è 

stato concesso il diritto di essere sentita in relazione al suo stato di salute, 

alla possibile non entrata nel merito della domanda d’asilo secondo 

l’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi (RS 142.31), nonché al prospettato allontana-

mento dalla Svizzera verso la Grecia (cfr. atto SEM n. 22/6).  

B.  

Con decisione dell’8 ottobre 2025, notificata il giorno seguente, la SEM non 

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Pagina 3 

è entrata nel merito della domanda d’asilo in oggetto e ha pronunciato l’al-

lontanamento dell’interessata dalla Svizzera (verso la Grecia), incaricando 

il Cantone B._______ dell’esecuzione di quest’ultima misura e disponendo 

la consegna degli atti procedurali conformemente al relativo indice (cfr. atti 

SEM n. 26/17 e 27/1). 

C.  

Con ricorso del 16 ottobre 2025, l’interessata ha avversato la decisione 

succitata dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribu-

nale o TAF) concludendo all’annullamento della stessa e alla concessione 

dell’ammissione provvisoria in Svizzera. Sul piano procedurale, ella ha po-

stulato la concessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione 

dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo.  

D.  

Con decisione incidentale del 30 ottobre 2025, il giudice istruttore ha im-

partito alla ricorrente un termine di tre giorni dalla notificazione della stessa 

per regolarizzare il ricorso poiché sprovvisto della firma in originale (cfr. atto 

TAF n. 3). Il gravame regolarizzato è giunto al Tribunale il 4 novembre suc-

cessivo (cfr. atto TAF n. 4).  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (cfr. art. 108 cpv. 3 LAsi) contro 

una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒ 33 

LTAF), è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-

c nonché 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 

1.3 Il Tribunale rileva preliminarmente che, secondo il senso e i motivi del 

ricorso, l’insorgente contesta unicamente l’esecuzione del suo allontana-

mento, nonostante postuli l’annullamento integrale della decisione avver-

sata. L’oggetto della lite si limita, pertanto, a tale questione giuridica. 

1.4 I ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l’approvazione di una seconda giudice e la sen-

tenza è motivata soltanto sommariamente (artt. 111 lett. e cum 111a cpv. 2 

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LAsi). Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti 

conformemente all’art. 111a cpv. 1 LAsi. 

2.  

In materia d’asilo, il potere di cognizione del Tribunale e le censure ammis-

sibili sono disciplinati dall’art. 106 cpv. 1 LAsi (art. 62 cpv. 4 PA; DTAF 

2014/1 consid. 2; 2014/26 consid. 5 secondo cui, in materia di diritto degli 

stranieri, resta censurabile l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA). Adito 

su ricorso contro una decisione di non entrata nel merito di una domanda 

d’asilo, il Tribunale si limita ad esaminare la fondatezza di tale decisione 

(cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 

3.  

3.1 Nella decisione impugnata, la SEM rileva anzitutto che, in virtù della 

sua qualità di rifugiata, la Grecia avrebbe già accettato la domanda della 

ricorrente di riammissione sul proprio territorio. Inoltre, il Consiglio federale 

avrebbe designato detto Paese come Stato terzo sicuro ai sensi dell’art. 6a 

cpv. 2 lett. b LAsi. In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, tali circostanze 

imporrebbero quindi di non entrare nel merito della domanda d’asilo in og-

getto. Inoltre, considerate le dichiarazioni relative alle vicende occorse du-

rante il precedente breve soggiorno in Grecia, la richiedente potrebbe rien-

trarvi senza temere trattamenti contrari agli impegni di diritto internazionale 

pubblico della Svizzera o un allontanamento in violazione del divieto di re-

spingimento. Ella non apparterrebbe inoltre alla categoria delle persone 

particolarmente vulnerabili. L’insorgente potrebbe altresì rivolgersi alle au-

torità greche per reclamare i diritti derivanti dal suo statuto di rifugiata posta 

al beneficio della protezione internazionale, segnatamente per cercare un 

lavoro e un alloggio, nonché per ottenere assistenza medica in caso di bi-

sogno. Per quanto riguarda i presunti maltrattamenti perpetrati dalla polizia 

greca al suo arrivo in Grecia, la SEM ribadisce che in Grecia è possibile 

denunciare eventuali infrazioni penali, in quanto le autorità di polizia sareb-

bero disposte e in grado di offrire un’adeguata protezione. In questo senso, 

l’esecuzione del suo allontanamento sarebbe ammissibile, possibile e ra-

gionevolmente esigibile. 

3.2 Nel suo ricorso, la ricorrente si limita a rimproverare all’autorità inferiore 

di non aver adeguatamente valutato l’ammissibilità e l’esigibilità dell’ese-

cuzione del suo allontanamento verso la Grecia. L’intera famiglia avrebbe 

subito maltrattamenti da parte delle forze di polizia elleniche e non avrebbe 

ricevuto le opportune indicazioni dalle autorità per sporgere denuncia in 

merito. L’interessata avrebbe subito un trattamento disumano in Grecia, in 

quanto l’alloggio assegnatole a C._______ era in condizioni igieniche 

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precarie e privo delle necessità di base, il cibo sarebbe stato “disgustoso” 

e la sicurezza assente. Ella lamenta altresì di non aver ricevuto le “infor-

mazioni di base” da parte delle competenti autorità elleniche per poter ac-

cedere ai corsi di lingua, all’alloggio, al lavoro e alle cure mediche. Ella si 

qualifica come persona vulnerabile e meritevole di particolare tutela, soste-

nendo che, in caso di rientro in Grecia, il suo stato di salute fisica e psichica 

peggiorerebbe. La ricorrente chiede infine che sia presa in considerazione 

la sentenza del Tribunale D-2590/2025 dell’11 settembre 2025 [destinata 

alla pubblicazione quale sentenza di riferimento].  

3.3 L’art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 

2005 (LStrI, RS 142.20), applicabile per rinvio dell'art. 44 LAsi, dispone che 

l'esecuzione dell'allontanamento dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), 

ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 

LStrI). Qualora non sia adempiuta una di queste condizioni, la SEM di-

spone l'ammissione provvisoria in Svizzera (art. 83 cpv. 1 LStrI).  

3.4  

3.4.1 Giusta l’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non è 

ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto inter-

nazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nel princi-

pio del divieto di respingimento. Infatti, anche altri impegni di diritto inter-

nazionale possono risultare ostativi all’esecuzione del rimpatrio, in partico-

lare l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene 

o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. Tortura, RS 0.105). In 

proposito, la Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) ha più volte 

ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una si-

tuazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è tuttavia sufficiente per ritenere una violazione dell’art. 3 

CEDU. Spetta infatti all’interessato provare o rendere verosimile l’esi-

stenza di seri motivi che permettano di ritenere ch’egli correrà un reale ri-

schio (“real risk”) di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allon-

tanato, a trattamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2). 

3.4.2 In punto all’ammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento verso 

la Grecia, il Tribunale ha poi stabilito che vanno riconosciuti degli ostacoli 

unicamente a condizioni molto severe (cfr. sentenza del TAF E-3427/2021, 

E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.2 [sentenza di riferimento]). Si 

può infatti partire dal presupposto che, essendo la Grecia firmataria della 

CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, essa rispetti di principio 

gli obblighi di diritto internazionale. Sebbene dalle informazioni a disposi-

zione di questo Tribunale risulti che i beneficiari della protezione 

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sussidiaria, così come i rifugiati, siano esposti al rischio di vivere in condi-

zioni precarie, non emergono da fonti attendibili e concordi degli elementi 

che comprovino l’adozione di una pratica sistematica di discriminazione nei 

confronti di tali soggetti rispetto ai cittadini greci, in relazione all’accesso 

all’occupazione, all’assistenza sociale, all’assistenza sanitaria, all’istru-

zione e all’alloggio. Nonostante le carenze nel sistema d’accoglienza, non 

è inoltre possibile ammettere che, in detto Stato, le persone beneficiarie 

della protezione internazionale si trovino, in maniera generale (quindi indi-

pendentemente dalle fattispecie concrete), totalmente dipendenti dall’aiuto 

pubblico, confrontate all’indifferenza delle autorità oppure in una situazione 

di privazione o mancanza di assistenza incompatibile con la dignità umana 

(sentenza E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 9 e 11.2 confermata a più 

riprese, cfr. sentenze del TAF D-6873/2024 del 25 novembre 2024 con-

sid. 8.2.1; D-4625/2024 del 20 agosto 2024 consid. 6.2.3.2). Il Tribunale ha 

recentemente ribadito tale conclusione nella sentenza D-2590/2025 succi-

tata, dopo aver svolto un’analisi aggiornata e approfondita della situazione 

dei beneficiari di protezione internazionale in Grecia, basata su una plura-

lità di fonti recenti, affidabili e pertinenti (cfr. consid. 8 e 9). 

3.4.3  

3.4.3.1 Nel caso concreto, si osserva anzitutto che la ricorrente è rinviata 

in uno Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale 

(art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi), dove sussiste una presunzione di rispetto degli 

impegni di diritto internazionale pubblico, tra cui il principio di non respingi-

mento ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi, così come il principio del divieto della 

tortura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 della Conv. tortura. 

3.4.3.2 Le censure proposte nel gravame, non sono in grado di sovvertire 

la giurisprudenza di riferimento succitata (cfr. consid. 3.4.2 supra). In Gre-

cia, la ricorrente ha infatti ottenuto la protezione internazionale a fronte 

della sua qualità di rifugiata. Ella può quindi contare sulle garanzie derivanti 

dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 

2011 recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della 

qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme 

per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione 

sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta (rifusione; 

GU L 337/9 del 20.12.2011 [di seguito: direttiva qualificazione]). Quest’ul-

tima è stata trasposta nel diritto nazionale interno greco con decreto presi-

denziale (P.D.) 141/2013, pubblicato nella gazzetta ufficiale A 

226/21.10.2013. In particolare, gli obblighi della Grecia nei confronti dei 

beneficiari della protezione internazionale impongono l’accesso all’occupa-

zione, all’istruzione, all’assistenza sociale, all’assistenza sanitaria, 

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all’accesso all’alloggio nonché agli strumenti di integrazione (cfr. capo VII 

[contenuto della protezione internazionale] della direttiva qualificazione). 

La richiedente potrà quindi rivolgersi alle competenti autorità greche per far 

valere i diritti che le spettano. Peraltro, dagli atti di causa non risulta che 

ella abbia richiesto il sostegno delle autorità elleniche, né che tale supporto 

le sia stato negato o che le siano state rifiutate le condizioni minime di vita 

a lei spettanti. Si osserva altresì che, in caso di violazione dei diritti sanciti 

dalla CEDU, le persone interessate possono poi adire i tribunali greci e, in 

ultima istanza, la Corte EDU (art. 34 CEDU). 

3.4.3.3 Quanto ai presunti maltrattamenti subiti per mano delle autorità al 

suo arrivo in Grecia, non vi sono supporti probatori agli atti, salvo uno scritto 

e-mail di denuncia da parte del fratello all’(…) privo di data di invio. Ad ogni 

buon conto, anche se ritenuti verosimili, essi non permettono ragionevol-

mente di concludere che, in caso di ritorno in Grecia, l’interessata sarebbe 

nuovamente esposta a vessazioni da parte della polizia simili a quelle vis-

sute alla frontiera, rispettivamente a trattamenti contrari all’art. 3 CEDU. 

Del resto, l’insorgente non ha fornito motivazioni specifiche per cui le ver-

rebbe negata la protezione necessaria. Si considera pertanto che, in futuro 

e in caso di necessità, l’insorgente potrà indirizzarsi alle preposte autorità 

elleniche – ritenute in grado e disposte a offrire un’adeguata protezione – 

per segnalare maltrattamenti o per far valere i propri diritti di rifugiata al 

beneficio della protezione internazionale (cfr. ex pluris sentenze del TAF E-

8131/2024 dell’8 gennaio 2025 consid. 9.6; E-6870/2024 del 7 gennaio 

2025 consid. 7.1.1; D-7503/2024 del 5 dicembre 2024 consid. 9.7).  

3.4.3.4 In esito, non si può ammettere che l’interessata sarà confrontata 

con una situazione di emergenza esistenziale oppure esposta a trattamenti 

vietati dalle norme di diritto internazionale. L’esecuzione dell’allontana-

mento risulta quindi ammissibile. 

3.5  

3.5.1 Secondo l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non 

può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di 

provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a 

seguito di situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o 

emergenza medica. 

3.5.2 Ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’allontanamento verso i Paesi 

UE/AELS è da ritenersi di principio esigibile e tale presunzione legale può 

essere sovvertita solo se la persona interessata rende verosimile che, per 

delle ragioni personali, varrebbe il contrario (cfr. sentenza del TAF 

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D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 9 [sentenza di riferimento]). A tal 

fine, la persona richiedente d’asilo deve addurre seri indizi che, con riferi-

mento al caso specifico, le autorità dello Stato in questione violino il diritto 

internazionale, non le concedano la necessaria protezione o la espongano 

a condizioni di vita disumane, oppure che si troverebbe in una situazione 

d’emergenza esistenziale a causa di circostanze individuali di natura so-

ciale, economica o sanitaria (cfr. sentenze del TAF D-628/2024 del 9 feb-

braio 2024 consid. 12.2; D-4606/2022 del 9 dicembre 2022 consid. 6.4; 

D-911/2021 del 25 maggio 2022 consid. 9.3). Il Tribunale ha inoltre statuito 

che l’esecuzione dell’allontanamento in Grecia di persone beneficiarie 

della protezione internazionale rimane esigibile anche se trattasi di per-

sone vulnerabili, come ad esempio donne incinte o persone che soffrono 

di problemi di salute, che non sono da considerare come malattie gravi (cfr. 

sentenza E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.3–11.5.1). La giurispru-

denza ha fissato dei criteri più rigidi soltanto per i nuclei familiari e per le 

persone particolarmente vulnerabili, quali i minorenni non accompagnati o 

persone il cui stato di salute è compromesso in modo particolarmente 

grave, tale da esporle ad un rischio di trovarsi, in modo duraturo, in gravi 

difficoltà in ragione dell’impossibilità di rivendicare con le proprie forze i loro 

diritti (idem consid. 11.5.2-11.5.3). Tale analisi, nella misura in cui riguarda 

le persone sole affette da problemi di salute, non è stata modificata dalla 

sentenza D-2590/2025 succitata (cfr. consid. 8.2), nella quale il Tribunale 

ha ribadito che i beneficiari di uno statuto di protezione in Grecia hanno 

diritto all’assistenza medica alle stesse condizioni previste per i cittadini 

greci e che, in caso di emergenza, tutte le strutture sanitarie pubbliche sono 

tenute a fornire gratuitamente le cure mediche di prima necessità e a di-

spensare i farmaci necessari, indipendentemente dalla presentazione di un 

numero di previdenza sociale (cfr. consid. 9.7.1 e riferimenti citati). 

3.5.3 Nel caso concreto, la ricorrente non ha fornito elementi concreti a 

dimostrazione del fatto che la Grecia non le garantirebbe le prestazioni as-

sistenziali a cui ha diritto. Peraltro ella ha trascorso in detto Paese un pe-

riodo di tempo breve, durante il quale ha sempre risieduto in un alloggio. 

Inoltre, non risulta che abbia intrapreso delle misure concrete per trovare 

un lavoro remunerato o per ottenere sostegno da parte delle autorità gre-

che, di terze persone o di ONG.  

Infine, con riferimento ai suoi problemi di salute (disturbo post-traumatico 

da stress, dismenorrea ed epigastralgia favorita da stato di stress [cfr. atti 

SEM n. 11/2, 16/2, 17/2 e 30/4]), occorre rilevare che la Grecia dispone di 

strutture mediche sufficienti, in grado di garantire i trattamenti necessari in 

relazione allo stato fisico e psicologico dell’interessata, ai quali vi ha 

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Pagina 9 

accesso alle stesse condizioni previste per i cittadini greci (artt. 2 lett. b e 

lett. g cum 30 par. 1 della direttiva qualificazione; cfr. sentenza 

E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 8-9.10; ex pluris sentenze del TAF 

D-2685/2024 del 10 maggio 2024 consid. 7.4.4; D-1522/2024 del 14 marzo 

2024 consid. 11.2.3). Lo stato valetudinario succitato non è inoltre suscet-

tibile, dal profilo della sua gravità, di porre concretamente e seriamente in 

pericolo la vita o la salute a breve termine in caso di un suo ritorno in Gre-

cia, rispettivamente di considerare la ricorrente come una persona vulne-

rabile incapace di integrarsi nel sistema sociale ed economico greco. La 

presenza di un disturbo post-traumatico da stress, una dismenorrea e 

un’epigastralgia favorita da stato di stress non è sufficiente per ammettere 

un grave profilo di estrema vulnerabilità ai sensi della giurisprudenza suc-

citata (cfr. ex pluris sentenze del TAF E-7170/2025 del 25 settembre 2025 

consid. 5.7; D-1142/2025 del 18 marzo 2025 consid. 8.2 e 8.4.2; 

E-7326/2024 del 12 febbraio 2025 pag. 7).  

3.5.4 Per queste ragioni, l’esecuzione dell’allontanamento si rivela pure ra-

gionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

3.6 Non risultano infine impedimenti dal profilo della possibilità dell’esecu-

zione dell’allontanamento (artt. 44 LAsi e 83 cpv. 2 LStr), ritenuto peraltro 

che le autorità elleniche hanno accettato la riammissione dell’insorgente 

sul proprio territorio. 

3.7 Per il resto, conviene rinviare alle corrette motivazioni contenute nella 

decisione impugnata, alla quale può essere prestata adesione (art. 109 

cpv. 3 LTF per rinvio dell’art. 6 LAsi). 

3.8 In esito, la richiesta di giudizio tendente alla concessione dell’ammis-

sione provvisoria in Svizzera va respinta poiché infondata. 

4.  

Visto quanto precede, la SEM non ha violato il diritto federale e neppure 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi). La decisione non è inoltre inadeguata per quanto 

attiene alla valutazione dell’esecuzione dell’allontanamento pronunciato 

(cfr. art. 49 PA). Il ricorso va pertanto respinto e la decisione avversata 

confermata. 

5.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del gravame, la domanda 

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Pagina 10 

procedurale tendente all’esenzione dal versamento di un anticipo equiva-

lente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto. 

6.  

Posto che le richieste di giudizio contenute nel ricorso erano sprovviste di 

probabilità di successo, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso 

della dispensa dal versamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA), 

è respinta. 

7.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 1’000.– sono per-

tanto poste a carico della ricorrente in quanto soccombente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

8.  

Questa sentenza è definitiva e non può essere impugnata con ricorso in 

materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-7975/2025 

Pagina 11 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 1’000.– sono poste a carico della ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all'autorità can-

tonale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Manuel Borla Ambra Antognoli 

 

 

Data di spedizione: