# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 77fa2433-d76b-5b37-a666-577e8d50db95
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-11-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 20.11.2002 52.2001.444
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-444_2002-11-20.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00444

  	
  Lugano

  20 novembre
  2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 10 dicembre 2001 del 

 

 

	
   

  	
  Comune di __________

  patr. da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 20 novembre 2001 (no 5430) del Consiglio di Stato che ha evaso ai sensi dei
  considerandi i ricorsi dell'insorgente avverso le decisioni 9 marzo 2000 con
  cui il dipartimento delle istituzioni ha ratificato le deliberazioni adottate
  il 30 giugno 1999 dal consiglio comunale di __________ concernenti
  rispettivamente la concessione di un credito per la sistemazione finale della
  strada di PR n. __________ in località __________ a __________, per fr.
  307'000.-, e la concessione di un credito per la posa di una nuova condotta
  dell'acqua potabile lungo la stessa strada, per fr. 83'100.-;

  

 

viste le risposte:

-     18 dicembre 2001 del
Consiglio di Stato;

-     17 dicembre 2001 del
Dipartimento delle istituzioni;

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   In data 18
agosto 1999 il municipio di __________ - comune che beneficia dell'aiuto
finanziario del fondo di compensazione - ha inoltrato al dipartimento delle
istituzioni, per approvazione, una serie di deliberazioni adottate dal
consiglio comunale nella seduta del 30 giugno precedente. Tra queste figuravano
le decisioni con cui il legislativo aveva stanziato un credito di fr. 307'000.-
per la sistemazione finale della strada di PR n. __________ in località
__________ a __________, sancendo nello stesso tempo il prelievo di contributi
di miglioria nella misura del 30%, e un credito di fr. 83'100.- per la posa di
una nuova condotta dell'acqua potabile lungo la stessa strada. Con decisioni 9
marzo 2000 il dipartimento delle istituzioni ha ratificato le menzionate deliberazioni.
Esso ha tuttavia stabilito che la percentuale d'imposizione dei contributi di
miglioria non poteva essere inferiore al 50% e che la spesa determinante doveva
includere anche la posa della condotta dell'acqua potabile.

 

 

                                  B.   Con ricorsi
27 marzo 2000 il comune di __________ è insorto contro le decisioni
dipartimentali davanti al Consiglio di Stato.

                                         Per
quanto concerne la sistemazione finale della strada di PR n. __________ l'insorgente
ha contestato l'aumento della percentuale d'imposizione dei contributi di
miglioria (dal 30% ad almeno il 50%) adducendo che per la sistemazione della
strada di PR di __________ l'autorità cantonale aveva accettato l'imposizione
di contributi nella misura del 30%. La strada in esame, inizialmente prevista
per una lunghezza di soli 90 m, aveva inoltre dovuto essere prolungata per
necessità di coordinamento con i progetti adottati nell'ambito della procedura
di raggruppamento terreni. Per questo motivo il ricorrente ha anche sollecitato
una riduzione dei costi determinanti per il prelievo dei contributi di
miglioria a questa sola tratta. Esso ha altresì addotto che il sedime necessario
alla realizzazione dell'opera era stato ceduto gratuitamente dai proprietari.

                                         In merito
all'obbligo di imporre i contributi di miglioria nella stessa percentuale (del
50%) a seguito della posa, sotto la strada in discussione, di una nuova
condotta dell'acqua potabile, il ricorrente ha addotto di non avere mai
prelevato sino a quel momento contributi per il servizio di distribuzione
dell'acqua potabile, pur avendo eseguito opere per quasi fr. 5'000'000.-. Esso
ha inoltre rilevato che un tratto della condotta, di circa 100 m, era già
esistente: si trattava semplicemente di spostarla sotto la nuova strada.

 

 

                                  C.   Il
Consiglio di Stato ha evaso i ricorsi mediante unica risoluzione del 7 novembre
2000, respingendoli. Dopo aver premesso di limitare il potere cognitivo
all'arbitrio, il Governo ha in sostanza considerato che le decisioni impugnate
non realizzassero tali estremi.

 

 

D.  Con
decisione 5 marzo 2001 Tribunale cantonale amministrativo ha parzialmente
accolto il ricorso 28 novembre 2000 del comune di __________, annullando la predetta
risoluzione e retrocedendo gli atti al Consiglio di Stato per una nuova decisione.

      Il
Governo, chiamato in concreto a sindacare l'esercizio del potere
d'apprezzamento svolto dal dipartimento in punto alla determinazione della
percentuale di prelievo dei contributi di miglioria, pur godendo in
quest'ambito del pieno potere cognitivo aveva limitato il proprio potere
d'esame all'arbitrio, incorrendo quindi in un diniego formale di giustizia.  

 

 

E.  Con
decisione 20 novembre 2001 il Consiglio di Stato ha quindi evaso i ricorsi confermando
le decisioni del Dipartimento delle istituzioni per ciò che riguarda la ratifica
dei crediti per la sistemazione finale della strada e per la posa di una nuova
condotta dell'acqua potabile lungo la stessa strada. Ha per contro fissato al
70% la percentuale d'imposizione dei contributi di miglioria, da calcolarsi sia
sui costi determinanti della strada sia su quelli per la posa della condotta
dell'acqua potabile, con l'esclusione dei 100 ml di condotta già esistenti. La
strada essendo qualificabile quale opera d'urbanizzazione particolare, i
contributi di miglioria sarebbero da fissare al 70% della spesa determinante.

      In punto
alla nuova condotta dell'acqua potabile ha poi ritenuto che, trattandosi di un
potenziamento della rete di distribuzione che permette di servire in maniera
esclusiva i fondi inseriti in zona edificabile R3 ad est del nucleo di
__________, è essa pure da considerare opera d'urbanizzazione particolare, con
la conseguenza che anche per questa sono da prelevare contributi di miglioria
nella misura del 70% della spesa determinante.

 

 

F.   Con
ricorso 10 dicembre 2001 il comune di __________ chiede l'annullamento della
decisione governativa postulando che la percentuale di prelievo dei contributi
di miglioria sia fissata al 30% dei costi determinanti delle opere di cui
trattasi. A mente del ricorrente la strada sarebbe opera d'urbanizzazione
generale e non particolare e la sua errata qualifica sarebbe riconducibile ai
carenti accertamenti della situazione da parte del Consiglio di Stato.

 

Il Consiglio di Stato ed il Dipartimento
delle istituzioni hanno sollecitato la reiezione dell'impugnativa.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale é data (art. 12 LCint). Il ricorso é tempestivo (art.
46 cpv. 1 PAmm) e la legittimazione del comune ricorrente certa (art. 43 PAmm).
L'impugnativa è pertanto ricevibile, con le precisazioni che seguono.

 

 

                                   2.   Giusta
l'art. 205 della Legge organica comunale (LOC), le deliberazioni del legislativo
concernenti l'apertura di crediti d'investimento devono essere ratificate dal
dipartimento. L'art. 49 cpv. 3 RALOC precisa che soggiacciono parimenti alla
ratifica dipartimentale le deliberazioni concernenti i crediti per le spese di
investimento e l'esecuzione delle opere pubbliche giusta l'art. 13 cpv. 1 lett.
e e g LOC. Tutte le deliberazioni dei legislativi di tutti i comuni
del Cantone che vertono sui menzionati oggetti soggiacciono pertanto a
ratifica: atto attraverso il quale il dipartimento attesta la legalità, sia
sotto l'aspetto formale sia materiale, della deliberazione interessata
(messaggio 2 luglio 1985, in RVGC, sessione ordinaria autunnale 1986, vol. 3,
pag. 1788, ad art. 206; rapporto della commissione della legislazione 24
gennaio 1987, op. cit., pag. 1840; Ratti, Il Comune, vol. III, pagg. 1902 -
1904). La ratifica prevista all'art. 205 LOC rappresenta pertanto
un'espressione della vigilanza esercitata dallo Stato sui comuni (art. 23 Cost.
cantonale Ti, art. 194 e 195 cpv. 1 lett. a LOC). Esaurendosi tuttavia in una
verifica di pura legalità della deliberazione interessata, tale atto non è
volto - né potrebbe condurre - a limitare l'autonomia decisionale dell'autorità
comunale. La risoluzione dipartimentale resa in applicazione dell'art. 205 LOC
è impugnabile solo dinanzi al Consiglio di Stato (art. 55 PAmm). La legge non
prevede difatti l'ulteriore impugnabilità di quell'atto dinanzi a questo
Tribunale (art. 60 PAmm), coerentemente con il principio che si tratta di una
deliberazione adottata nell'esercizio dei poteri di vigilanza (cfr. art. 207
LOC).

 

 

                                   3.   3.1. Con
il termine compensazione orizzontale s'intende l'intervento finanziario versato
ai comuni, tramite il fondo di compensazione (art. 6 Legge sulla compensazione
intercomunale: LCint) nelle forme descritte agli art. 7 e 8 LCint. Giusta
l'art. 7 cpv. 1 LCint i comuni nei quali, per la copertura del fabbisogno comunale
derivante da investimenti e servizi essenziali, occorre un importo globale
superiore al 100% dell'imposta cantonale base possono chiedere l'intervento del
fondo di compensazione per la copertura dell'eccedenza. L'aiuto sarà accordato
solo ai comuni nei quali il gettito delle risorse fiscali per abitante, senza
il contributo di livellamento di cui all'art. 9a, é inferiore ai 2/3 della
media cantonale (art. 7 cpv. 2 LCint). 

                                         Secondo
invece l'art. 8 cpv. 1 LCint il Consiglio di Stato può versare aiuti
particolari per il finanziamento di spese di investimento o per la copertura
degli oneri che ne derivano che causerebbero un carico finanziario eccessivo
tale, in particolare, da provocare un aumento del moltiplicatore di imposta
oltre il limite del 100%. Pari criterio può essere adottato per casi
particolari non contemplati dagli art. 7, 9a e 10 cpv. 2 (art. 8 cpv. 2 LCint).
L'art. 9 LCint (marginale "poteri del Consiglio di Stato")
dispone che nei comuni che richiedono l'aiuto finanziario di cui all'art. 7 il
Consiglio di Stato ha il diritto di approvare i preventivi ed i consuntivi
nonché le risoluzioni assembleari concernenti le spese straordinarie. 

                                         

                                         Ove i
conti del comune rispettivamente le risoluzioni concernenti uscite d'investimento
eccedessero i bisogni del comune - precisa l'art. 9 cpv. 1 RLCint - la loro
approvazione può essere negata. I conti e le risoluzioni possono essere
rinviati al comune per la loro modificazione oppure essere modificati
d'ufficio, secondo l'apprezzamento del Consiglio di Stato (art. 9 cpv. 1
RLCint).

                                         Valendosi
delle facoltà concessegli dall'art. 4 cpv. 1 della legge concernente le competenze
organizzative del Consiglio di Stato e dei suoi dipartimenti del 25 giugno 1928
il Governo ha delegato al dipartimento delle istituzioni la competenza di
approvare i conti e le deliberazioni contemplati all'art. 9 LCint: delega che
si deduce parimenti dal testo dell'art. 9 cpv. 1 1.a frase RLCint. La relativa
decisione é, al riguardo, preliminarmente suscettibile di reclamo al
dipartimento medesimo quando concerne i conti: non invece quando riguarda, come
in concerto, una deliberazione concernente uscite d'investimento (allegato al
Regolamento sulle deleghe di competenze decisionali del 24 agosto 1994 e successive
modifiche, messo in relazione con gli art. da 4 a 7 del regolamento medesimo).
Contro la decisione del dipartimento é successivamente dato ricorso al
Consiglio di Stato (art. 4 cpv. 4 della legge concernente le competenze
organizzative del Consiglio di Stato e dei suoi dipartimenti del 25 giugno
1928; 55 cpv. 1 PAmm).

 

3.2. L'art. 9 LCint, che sancisce il diritto
del Consiglio di Stato di approvare i preventivi, i consuntivi e le
deliberazioni concernenti le spese straordinarie dei comuni che richiedono
l'intervento del fondo di compensazione per la copertura del fabbisogno ai
sensi dell'art. 7 LCint, limita - legittimamente (art. 16 cpv. 2 Cost. cantonale
Ti, 1 LOC) - l'autonomia del comune richiedente quell'intervento. Questa
limitazione, nella misura in cui affianca al Legislativo comunale un organo
decisionale superiore, assume anche un chiaro significato politico (messaggio
13 febbraio 1979, in RVGC, sess. ordinaria autunnale 1979, vol. 1, pag. 282). A
tal punto che il messaggio governativo nemmeno prevedeva la possibilità di
ricorrere al Tribunale amministrativo contro le decisioni rese dal Consiglio di
Stato in questa materia. La competenza istituita all'art. 13 LCint, proposta
dalla commissione speciale per la compensazione intercomunale, è nondimeno
stata introdotta dal Gran Consiglio, dopo aver accantonato una proposta tendente
all'attribuzione della competenza a conoscere le contestazioni in questa
materia al Parlamento stesso (che, secondo il direttore del dipartimento delle
finanze, presentava "l'enorme svantaggio di una inevitabile
inerzia":: RVGC cit., pag. 205), con 27 voti contro 23 andati alla
proposta di stralcio del progetto licenziato dalla commissione, contrari i
gruppi liberale e socialista proprio a causa del carattere politico delle
decisioni rese in questa materia (per il complesso della discussione relativa
all'introduzione dell'art. 12 LCint: RVGC cit., pagg. 203 - 207).

 

3.3. Il quadro legale istituito attraverso
l'art. 9 LCint, che non definisce nel dettaglio e tantomeno limita l'estensione
della competenza di verifica e di approvazione del Consiglio di Stato relativamente
ai conti ed alle deliberazioni del Legislativo comunale concernenti uscite
d'investimento, conduce a riconoscere a favore del Governo un esteso potere
d'apprezzamento a tal fine: prerogativa che, di riflesso, limita il potere
cognitivo di questo Tribunale alle sole ipotesi di abuso od eccesso nel suo esercizio
(art. 61 PAmm). Corrobora questa conclusione la circostanza, secondo cui il
diniego di approvazione dei conti o delle deliberazioni relative ad uscite di
investimento rientra nelle facoltà dell'autorità cantonale ("può"),
una volta accertato che essi eccedono i bisogni del comune (art. 9 cpv. 1 2.a
frase LCint); questa "può" in seguito decidere secondo il suo
apprezzamento se rinviarli al comune per nuova approvazione oppure rettificarli
d'ufficio (art. 9 cpv. 1 3.a frase RLCint). Come dire che una decisione in
merito poggia sull'esercizio del potere d'apprezzamento da svolgere a più
riprese da parte dell'autorità decidente. Presupposto preliminare e
fondamentale risulta comunque essere l'avverarsi di un eccesso nei bisogni del
comune (art. 9 cpv. 1 2.a frase RLCint): concetto di natura indeterminata, per
la cui individuazione l'autorità decidente dispone di una certa latitudine di
giudizio. Non bisogna tuttavia perdere di vista, d'altro canto, che
l'approvazione dei conti e delle deliberazioni effettuata in applicazione
dell'art. 9 LCint non si esaurisce in un esclusivo esercizio del potere d'apprezzamento
dell'autorità cantonale: anche il conferimento di tale approvazione soggiace,
in primo luogo, ad una scrupolosa, preliminare verifica, da parte di
quest'ultima autorità, circa il rispetto delle disposizioni di natura formale e
sostanziale - e quindi legalità - che presiedono all'adozione della deliberazione
interessata. L'eventuale esistenza di un eccesso nei bisogni del comune va
pertanto ricercata solo dopo che quest'ultima ha superato, con esito positivo,
lo scoglio di tale esame.

 

 

                                   4.   4.1. In
concreto, l'impugnativa del comune di __________ è rivolta contro una decisione
del Consiglio di Stato vertente su due oggetti. Uno è la deliberazione con cui
il legislativo di __________ ha stanziato un credito di fr. 307'000.-- per la
sistemazione finale della strada di PR n. __________ in località __________ a
__________ e sancito nel contempo il prelievo di contributi di miglioria nella
misura del 30%. Il dipartimento ha ratificato tale deliberazione, imponendo
tuttavia al comune di elevare la percentuale di imposizione dei contributi di
miglioria ad almeno il 50%. Il secondo oggetto concerne la deliberazione con
cui il legislativo del menzionato comune ha stanziato un credito di fr.
83'100.-- per la posa di una nuova condotta dell'acqua potabile lungo la stessa
strada. Il dipartimento ha ratificato anche questa deliberazione, imponendo
tuttavia al comune il prelievo dei contributi di miglioria - non previsti a livello
comunale - nella stessa percentuale, ossia di almeno il 50%. Entrambe le decisioni
sono poi state modificate dal Consiglio di stato che, con la decisione impugnata
in questa sede, ha aumentato la percentuale dei contributi di miglioria al 70%.

                                         Entrambe
le deliberazioni comunali soggiacevano tanto alla ratifica in applicazione
dell'art. 205 LOC quanto all'approvazione giusta l'art. 9 LCint.

 

                                         Il comune
contesta in questa sede l'obbligo di imporre i contributi di miglioria nella
misura del 70% della spesa di realizzazione di entrambe le opere, postulando la
riduzione dell'onere impositivo al 30% dei costi determinanti.

 

4.2. Giusta l'art. 1 cpv. 1 della legge sui
contributi di miglioria del 24 aprile 1990 (LCMI) il cantone, i comuni ed i consorzi
di comuni sono tenuti a prelevare contributi di miglioria per le opere che
procurano vantaggi particolari. Danno luogo a contributo, in particolare (art.
3 cpv. 1 LCMI), le opere di urbanizzazione generale e particolare dei terreni
(lett. a), le opere di premunizione e di bonifica (lett. b) e le ricomposizioni
particellari (lett. c). Con urbanizzazione generale si intende l'allacciamento
di un territorio edificabile ai rami principali degli impianti di
urbanizzazione, segnatamente alle condotte dell'acqua, dell'approvvigionamento
energetico e delle acque di rifiuto nonché a strade ed accessi che servono
direttamente il territorio edificabile (art. 3 cpv. 2 LCMI). L'urbanizzazione
particolare comprende invece il raccordo dei singoli fondi ai rami principali
degli impianti di urbanizzazione, nonché alle strade di quartiere aperte al
pubblico ed alle canalizzazioni pubbliche (art. 3 cpv. 3 LCMI). Il contributo è
imponibile anche per il miglioramento o l'ampliamento di un'opera esistente,
esclusi i lavori di manutenzione (art. 3 cpv. 4 LCMI). Un vantaggio particolare
è presunto specialmente quando (art. 4 cpv. 1 LCMI): l'opera serve
all'urbanizzazione dei fondi ai fini dell'utilizzazione prevista, oppure
l'urbanizzazione viene migliorata secondo uno standard minimo (lett. a); la
redditività, la sicurezza, l'accessibilità, la salubrità e la tranquillità dei
fondi sono migliorate in modo evidente, tenuto conto della loro destinazione
(lett. b); sono eliminati o ridotti inconvenienti od oneri (lett. c). Sono imponibili
tutti i proprietari, i titolari di diritti reali limitati o di altri diritti,
compresi gli enti pubblici, cui dalle opere derivi un vantaggio particolare
(art. 5 cpv. 1 LCMI). Per il calcolo dei contributi sono determinanti le spese
totali d'esecuzione o di acquisto dell'opera, comprese quelle per i terreni
necessari, le indennità, i progetti, la direzione dei lavori e gli interessi di
costruzione (art. 6 cpv. 1 LCMI); eventuali sussidi sono invece da dedurre
(art. 6 cpv. 3 LCMI). Per le opere di urbanizzazione generale la quota a carico
dei proprietari non può essere inferiore al 30% né superiore al 60% e per le
opere di urbanizzazione particolare non inferiore al 70% della spesa determinante;
se la distinzione tra opere di urbanizzazione generale e particolare non è agevole,
può essere stabilita una percentuale media (art. 7 cpv. 1 LCMI). La natura
dell'urbanizzazione è di regola dedotta dai piani regolatori (art. 7 cpv. 1
LCMI; RDAT I-1998 n. 53). Per le opere non contemplate da questo strumento la
quota è fissata in base al vantaggio particolare presumibile (art. 7 cpv. 2
LCMI). La determinazione sul principio e sulla percentuale di prelievo spetta
al Legislativo comunale (RDAT I-1994 n. 7 consid. 3.2.).

 

 

                                         4.3. Il
comune ticinese dispone di una grande libertà nell'ambito dell'applicazione
della LCMI, che gli è affidata dal legislatore cantonale, e pertanto di
autonomia protetta (RDAT II-1999 n. 41 consid. 2d; II-1996 n. 52 consid. 4;
I-1996 n. 49 consid. 4; 1987 n. 75 consid. 4, quest'ultima relativa all'or
abrogata LCMI 1971). Questa prerogativa non solleva però il comune dall'obbligo
di interpretare ed applicare correttamente le definizioni e le disposizioni
contenute nella legislazione cantonale. Per quanto qui interessa, l'art. 3 LCMI
definisce i concetti di urbanizzazione generale (cpv. 2) e di urbanizzazione
particolare (cpv. 3), impiegando gli stessi termini utilizzati dal legislatore
federale all'art. 4 della legge federale che promuove la costruzione
d'abitazioni e l'accesso alla loro proprietà del 4 ottobre 1974 (LCAP). Con urbanizzazione
generale si intende l'allacciamento di un territorio edificabile ai rami principali
degli impianti di urbanizzazione, segnatamente alle condotte dell'acqua, dell'approvvigionamento
energetico e delle acque di rifiuto nonché a strade ed accessi che servono
direttamente il territorio edificabile (art. 3 cpv. 2 LCMI = art. 4 cpv. 1
LCAP). L'urbanizzazione particolare comprende invece il raccordo dei singoli
fondi ai rami principali degli impianti di urbanizzazione, nonché alle strade
di quartiere aperte al pubblico ed alle canalizzazioni pubbliche (art. 3 cpv. 3
LCMI = art. 4 cpv. 2 LCAP). La legge cantonale definisce pertanto in maniera
completa e precisa i concetti di urbanizzazione generale e di urbanizzazione
particolare. Essa indica altresì il metodo che le autorità comunali devono
seguire per procedere alla classificazione di determinate opere nell'una o
nell'altra di queste due categorie: bisogna far capo, in principio, alle scelte
effettuate in sede di piano regolatore (art. 7 cpv. 1 ultima frase LCMI). Quando
questo strumento non fornisce una risposta, la determinazione della natura
dell'urbanizzazione deve essere effettuata sulla scorta delle caratteristiche
intrinseche dell'opera (RDAT I-1998 n. 53; inoltre art. 7 cpv. 2 LCMI). L'art.
7 cpv. 1 LCMI istituisce poi ancora una terza ipotesi: quella in cui la
distinzione tra opere di urbanizzazione generale e opere di urbanizzazione
particolare non è agevole. Ai fini della sussunzione di singole, specifiche
fattispecie nei concetti appena definiti di urbanizzazione generale e di
urbanizzazione particolare oppure nella categoria delle opere di incerta
classificazione, il comune non dispone pertanto di importanti spazi di
determinazione. E' solo dopo l'accertamento della natura dell'opera di urbanizzazione
rispettivamente della difficoltà a determinarsi per l'una o per l'altra
categoria che l'autorità comunale può effettivamente e pienamente disporre di
quella notevole libertà decisionale che le è riconosciuta dalla prassi in
questa materia e che è caratteristica dell'autonomia, fissando - in
applicazione dell'art. 7 cpv. 1 LCMI - il prelievo dei contributi di miglioria
tra il 30% ed il 60% nel caso di opere di urbanizzazione generale, tra il 70%
ed il 100% per quelle di urbanizzazione particolare, oppure adottando una
percentuale media nel caso in cui la distinzione tra le due categorie non
apparisse, malgrado tutto, agevole (RDAT I-2000 n. 43 consid. 4.2.).

 

4.4. In sintesi, il comune ticinese non
dispone di libertà di decisione quando si tratta di determinare il principio
(obbligo) dell'imposizione dei contributi di miglioria e la natura dell'opera
di urbanizzazione che ne sta alla base. Una volta assodati tali elementi, esso
acquista invece un ragguardevole margine di manovra nel fissare la percentuale
di imposizione. Nell'ambito della ratifica di una deliberazione del legislativo
comunale effettuata in applicazione dell'art. 205 LOC, che, come detto sopra, è
circoscritta ad un puro esame di legalità della deliberazione, esclusivo quindi
di ingerenze nell'autonomia del comune, il dipartimento deve pertanto limitarsi
ad accertare - per quanto qui interessa - che, trattandosi di realizzare
un'opera di urbanizzazione, la deliberazione preveda semplicemente l'obbligo di
imporre i contributi di miglioria conformemente al genere di quest'ultima,
ossia tra il 30% ed il 60% per un'opera di urbanizzazione generale e di almeno
il 70% per un'opera di urbanizzazione particolare (art. 7 cpv. 1 LCMI). Non può
invece sindacare anche la percentuale di prelievo adottata dall'organo comunale
entro tali limiti. E questo diversamente da quando il dipartimento, per delega
del Governo, è chiamato ad approvare la stessa deliberazione in applicazione
dell'art. 9 LCint: disposizione che, com'è parimenti già stato spiegato, limita
l'autonomia decisionale dei comuni che beneficiano dell'intervento del fondo di
compensazione. A differenza dell'art. 205 LOC, l'art. 9 LCint conferisce
pertanto all'autorità cantonale un potere di verifica completo della deliberazione
del legislativo comunale.

 

4.5. Ai fini della ricevibilità
dell'impugnativa in esame non appare di conseguenza necessario distinguere se
ed in che misura le decisioni dipartimentali poggino sull'art. 205 LOC o
piuttosto sull'art. 9 LCint, dal momento che l'applicazione di quest'ultima disposizione,
che può essere contestata dinanzi a questo Tribunale, include necessariamente -
ed anzi va oltre - l'esame che deve essere effettuato in forza dell'altra
norma.

 

 

                                   5.   5.1. Il
Governo, in veste di autorità di ricorso, fruisce di pieno potere cognitivo: questo
significa che un ricorso presentato innanzi allo stesso permette un riesame completo
della decisione impugnata. Il potere cognitivo del Tribunale amministrativo,
quando é investito di un ricorso, é invece circoscritto alla violazione del
diritto: concetto includente, in definitiva, anche l'accertamento inesatto od
incompleto dei fatti (art. 61 seg. PAmm), sicché gli è data facoltà di
verificare l'esercizio del potere d'apprezzamento da parte dell'autorità
inferiore solo dal profilo dell'eccesso o dell'abuso. 

 

5.2. Con l'impugnata decisione, il Consiglio
di Stato ha stabilito che le infrastrutture interessate dall'imposizione
costituiscono delle opere di urbanizzazione particolare.

La situazione risultante dagli atti di causa
e dal sopralluogo impone di confermare tali conclusioni. La strada è
classificata - sicuramente almeno nella sua parte iniziale, così come prevista
dal PR originariamente sottoposto per approvazione al Consiglio di Stato (cfr.
risoluzione di approvazione del PR 14 giugno 1988, pag. 36, cifra 3.6.4.3.) -
nella categoria inferiore delle superfici di circolazione veicolare, ossia tra
le strade di servizio (SS 4.2), che per definizione hanno lo scopo di servire i
fondi (art. 6 cpv. 5 LStr). Tale qualifica giuridica trova poi riscontro nelle
caratteristiche intrinseche del manufatto. Trattasi difatti di strada di larghezza
modesta (gli estratti dei progetti agli atti indicano 3 m + 0,50 m di banchina)
che è volta in primo luogo a permettere l'accesso da e per le proprietà
adiacenti ubicate nella zona del nucleo (NV) e in quella residenziale (R3) ad
est di quest'ultimo. In tal senso, anche il messaggio municipale no 48 del 23
maggio 1999 precisava che "la strada serve in particolare la zona residenziale
(R3) e la zona del nucleo (NV) ad est di __________ ", fatto questo
chiaramente emerso in sede di sopralluogo.

Vero è che la strada è stata prolungata sino
al limite della zona edificabile allo scopo di collegarla con la strada agricola
e quindi rendere più comodo l'accesso alla zona agricola ed ai rustici ubicati
a monte della frazione: ciò non ne cambia tuttavia la natura di opera di
urbanizzazione particolare. Va al proposito rilevato che, poiché la strada
"favorisce inoltre l'accesso carrabile ai rustici censiti ubicati a monte
della frazione di __________ " (MM no 48 del 23 maggio 1999), anche
tali fondi situati fuori della zona edificabile ("edifici fuori zona
edificabile, rilevati, trasformati o meritevoli di conservazione secondo
decisione del Consiglio di Stato del 22.02.1995": cfr. relazione
tecnica 17.5.1999 dello studio d'ingegneria M.&B., pag. 3), rientrano nel
comprensorio soggetto al prelievo dei contributi di miglioria. 

 

5.3. Per i medesimi motivi, a maggior
ragione è da considerare opera di urbanizzazione particolare la condotta
dell'acqua potabile. Attualmente esiste solo una condotta del diametro di
2" che si trova parzialmente su proprietà privata e alla quale sono allacciati
tre mappali.  Il progetto prevede invece la posa di un anello di distribuzione
su tutta la strada di PR, realizzato con tubi di ghisa del diametro di 80 mm
che permetterà di servire tutti i fondi inseriti nella zona edificabile R3
posti lungo la menzionata strada; pure prevista è la posa di un idrante a
colonna lungo la nuova strada di PR. Trattasi indubbiamente di urbanizzazione
particolare a'sensi degli artt. 3 - 5  LCMI. 

Se, stante quanto precede, fosse
giustificato limitare il prelievo dei contributi di miglioria alla tratta di
170 m invece che prevederlo per l'intera condotta di 270 m non ha da essere
deciso, la questione non essendo oggetto d'impugnativa.

 

5.4. Le infrastrutture in rassegna
costituiscono pertanto delle opere di urbanizzazione particolare ai sensi
dell'art. 3 cpv. 3 LCMI  con la conseguenza  che la loro realizzazione soggiace
al prelievo di contributi di miglioria in una percentuale variante tra il 70%
ed il 100% della spesa determinante (art. 7 cpv. 1 LCMI).

                                         

                                         

                                         La
risoluzione governativa impugnata, che fissa i contributi di miglioria al 70%
della spesa determinante, vale a dire al minimo previsto dalla legge, va
pertanto confermata in quanto immune da violazioni del diritto.

 

Sulla scorta di tali considerazioni il
ricorso dev'essere respinto. Date le circostanze si prescinde dal prelievo di
una tassa di giustizia.

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. da 7 a 9, 12 LCint, 9 RLCint, 151 ,
194, 195, 205, 207 LOC, 1, 3, 4, 6, 7, 14 LCMI, 3, 18, 28, 43, 46, 51, 55, 56,
57, 60, 61, 65 PAmm;

 

 

dichiara e pronuncia:                                        

 

 

                                   1.   Il ricorso
é respinto.

 

 

                                   2.   Non si 
prelevano tasse né spese.

	
   

   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario