# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5c3c979a-7b8c-5a97-9b06-f829b52d08bc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-07-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.07.2009 32.2008.210
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2008-210_2009-07-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2008.210

   

  FC/sc

  

  	
  Lugano

  13 luglio
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Francesca
  Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 novembre 2008
di

 

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 ottobre 2008 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

                                         

                               1.1.   RI
1, nato nel 1970, già attivo come piastrellista, ha presentato una prima
domanda di prestazioni AI nel settembre 1999, dichiarando di essere sofferente
dal luglio 1998 di disturbi alla schiena (cfr. doc. 1). Dopo gli accertamenti
del caso, a RI 1 sono stati riconosciuti provvedimenti professionali (doc. AI
20, 29, 41) oltre a mezzi ausiliari nella forma dell’assunzione dei costi per
una sedia speciale (doc. AI 57). 

 

 

                                         Alla
luce del rapporto di fine sorveglianza del 9 luglio 2007 - dal quale emergeva
per l’assicurato una perdita di guadagno del 40% con relativa richiesta di
assegnazione di un quarto di rendita -, con progetto di assegnazione di rendita
del 16 ottobre 2007 l’Ufficio AI, appurato un grado di invalidità del 41%, ha
assegnato all’assicurato un quarto di rendita di invalidità (cfr. doc. 113).

 

                               1.2.   Il
7 novembre 2007 l’assicurato, rappresentato dal RA 1, ha denunciato un peggioramento
delle condizioni di salute  dal punto di vista psichico, chiedendo
l’attribuzione di una mezza rendita di invalidità (cfr. doc. 118-1) e
producendo certificazioni mediche.  

 

                               1.3.   L’amministrazione,
dopo aver sottoposto l’interessato ad una perizia bi-disciplinare
(reumatologica e psichiatrica) ad opera del  Servizio di accertamento medico
dell’AI (in seguito SAM; doc. 129), il 13 ottobre 2008 ha emesso una decisione
confermante il precedente provvedimento, precisando che il grado di invalidità
si attestava al 46% motivando come segue:

 

"  (...)

Esito degli accertamenti:

 

Dalla
documentazione acquisita agli atti, con particolare riferimento al rapporto di
fine sorveglianza 09.07.2007 della consulente in integrazione professionale
dell'AI, risulta che l'assicurato, attualmente, può svolgere l'attività appresa
di impiegato di commercio con un rendimento del 60 %.

Dopo
aver ricevuto le vostre osservazioni del 7 novembre 2007 abbiamo proceduto ad
ulteriori accertamenti medici. In particolare è stata effettuata una perizia
bidisciplinare presso la Clinica di riabilitazione di __________, la quale
attesta che il vostro patrocinato è idoneo a svolgere un'attività lavorativa
quale impiegato di commercio in misura completa (tutta la giornata, ma con
rendimento ridotto al 55%), con gli adattamenti del caso nell'organizzazione
delle diverse mansioni.

 

Nel
caso specifico dal raffronto tra il reddito da valido quale piastrellista (Fr.
62'712.-) e quello ottenibile in un'attività adeguata (impiegato di commercio)
allo stato di salute (Fr. 33'820.--), risulta una perdita di guadagno del 46%.

 

 

Decidiamo pertanto:

 

Dal
01.07.2007 (mese seguente l'interruzione dell'indennità giornaliera) ha diritto
a un quarto di rendita d'invalidità con un grado del 46%." (Doc. AI 131-2)

 

                               1.4.   Contro
tale decisione l’assicurato, sempre tramite il RA 1, ha presentato tempestivo
ricorso al TCA, postulando il riconoscimento di una mezza rendita di
invalidità.

 

                                         A
sostegno della propria pretesa ricorsuale l’insorgente ha, in particolare,
addotto:

 

     "1.  Con domanda del mese di
settembre 1999, il  ricorrente  chiedeva  l'assegnazione 

di prestazioni assicurative per invalidità. Dopo gli
accertamenti di rito, l'intimata giungeva alle conclusioni che vi era diritto a
misure di reintegrazione professionale sulla base di una capacità lavorativa
dal profilo medico-teorico dell' 80 % come da perizia SAM __________ del 6
ottobre 2004.

 

A seguito di un peggioramento delle condizioni di
salute intervenuto nei primi mesi del 2006, il ricorrente veniva sottoposto a
ulteriori accertamenti medico-specialistici da cui e­mergeva una capacità lavorativa
in attività confacenti del 60 %, poi ridotta, a seguito delle obiezioni
formulate dal ricorrente al progetto di decisione, al 55 %. Di conseguenza,
l'inti­mata il 13 ottobre 2008 notificava al ricorrente la decisione oggetto
del presente ricorso con la quale assegnava un quarto di rendita da luglio
2007, essendo il discapito economico impu­tabile all'invalidità stato
quantificato con un 46 %.

     Prove: atti dell'intimata, da
richiamare d'ufficio; copia decisione impugnata 13.10.2008

 

2.  L'amministrazione fonda la decisione
essenzialmente su documentazione medico­specialistica da cui emerge che il
ricorrente, malgrado le patologie diagnosticate in sede peri­tale, ossia
sindrome lombovertebrale, risp. lombospondilogena, sindrome cervico-brachiale a
destra, sospetto clinico di potenziale impingement alle anche, sindrome depressiva
ricorrente (attualmente di entità lieve-moderata) e sindrome somatoforme da
dolore persistente, sareb­be in grado di svolgere un'attività lavorativa confacente
in misura del 55 %.

 

3.  Il ricorrente non contesta in linea di
massima la valutazione di esigibilità posta dai me­dici dell'intimata, ma fa
valere che nel calcolo del discapito economico non è stata ricono­sciuta
un'adeguata riduzione del salario da invalido causa cambio di professione in
attività non qualificata con orario di lavoro notevolmente inferiore al tempo
pieno. Egli, visti gli im­pedimenti oggettivi di natura somatica e psichica, ritiene
giustificata una riduzione di almeno il 15 % del salario da invalido, per cui
per il calcolo del grado d'invalidità al salario da vali­ do incontestato di
Fr. 62'712.- va contrapposto un salario da invalido di circa Fr. 27'000.-, per
cui risulta una perdita economica dovuta allo stato d'invalidità di ca. Fr.
35'700, pari al 57 % del salario da valido. E' pertanto giocoforza ammettere il
diritto del ricorrente a una mezza rendita d'invalidità.

     Prove:
come sopra. (...)" (doc. I)

 

                               1.5.   L’Ufficio
AI, con risposta del 3 dicembre 2008, ha postulato la reiezione
dell’impugnativa, richiamando i contenuti della decisione su opposizione e osservando
tra l’altro:

 

"  (...)

 

Con
il ricorso l'assicurato contesta in sostanza il calcolo del suo grado d'invalidità.
Egli indica che il suo reddito da invalido, conto tenuto di una riduzione del
15%, ingiustamente non applicata nella decisione impugnata, sarebbe di fr.
27'000.-- di modo che, con un salario da valido incontestato pari a fr.
62'712.-- e di conseguenza una perdita economica di fr. 35'700.-, conoscerebbe
un'invalidità del 57%, con il diritto ad una mezza rendita d'invalidità. Il
ricorrente chiede pertanto il riconoscimento del diritto ad una mezza rendita
d'invalidità da luglio 2007.

Giova
ricordare che l'invalidità è la perdita di capacità di guadagno dovuta al danno
alla salute. Occorre valutare quale sia la capacità lavorativa residua massima
in attività adeguata dal punto di vista medico e quindi definire la perdita
economica. Il fatto di svolgere o no tale attività nella misura esigibile non è
rilevante.

 

Relativamente
alla contestazione della ricorrente per il reddito da invalido stabilito nella
decisione impugnata, si osserva che con reddito da invalido si intende il
reddito del lavoro che una persona invalida, dopo eventuali provvedimenti
d'integrazione, potrebbe ancora conseguire esercitando un'attività esigibile in
condizioni normali di mercato del lavoro. La possibilità di guadagno è
determinata in primo luogo in base alla capacità lavorativa residua, ossia alla
capacità di svolgere una determinata attività in una determinata misura.

Il
reddito da invalido va determinato nel modo più preciso possibile. Nel caso in
esame il reddito da invalido è stato stabilito in considerazione dell'attività
nella quale l'assicurato è stato riformato (impiegato di commercio) e nella
quale ha anche effettivamente lavorato.

 

La
riduzione richiesta non trova giustificazione. Le limitazioni fisiche e
psichiche che per il ricorrente giustificano una ulteriore riduzione del 15%
sono state considerate nella valutazione medica peritale dell'incapacità
lavorativa. Il salario da invalido stabilito nella decisione può quindi essere
ritenuto corretto." (Doc. IV)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della LOG (STF 9C_792/2007 del 7
novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del
21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4
febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre
2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre
2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Questa
Corte è chiamata a stabilire se l’Ufficio AI era legittimato o meno a negare
all’assicurato il diritto a una rendita di invalidità superiore a quella (di un
quarto) riconosciutagli.

 

                                         Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta perma-nente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. 

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità
(G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, Basilea e Francoforte sul Meno 1991, p. 216ss.).

                                         Va
qui rilevato che con la 5.a revisione della LAI (RU 2007 5148), è entrato in
vigore l’art. 7 cpv. 2 LPGA, per il quale per valutare la presenza di un’incapacità al
guadagno sono considerate esclusivamente le conseguenze del danno alla salute.
Inoltre, sussiste un’incapacità al guadagno soltanto se essa non è obiettivamente
superabile.

 

                                         Giusta
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%.

                                         Nel
tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI (al cpv. 2 dal 1°
gennaio 2008) prescrive che gli assicurati hanno diritto a una rendita intera
se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno
al 60%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da
invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non
fosse diventato invalido (reddito da valido). 

                                         Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000
p. 84 consid. 1b). 

 

                                         Nella
DTF 107 V 21 consid. 2c, la nostra Corte federale ha stabilito che l'assicurazione
per l'invalidità non è tenuta a rispondere, qualora l'assicurato, in ragione
della sua età, di una carente formazione oppure a causa di difficoltà di
apprendimento o linguistiche, non riesce a trovare concretamente un'occupazione
(giurisprudenza confermata dal TFA con una sentenza del 14 luglio 2006 nella causa A., U
156/05, consid. 5).

                                         La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende, d'altra parte, dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. 

 

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                                         Al
proposito, va precisato che, secondo la DTF 128 V 174, resa in ambito LAINF,
per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio
dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su opposizione).

                                         L’Alta
Corte ha anche precisato che l’amministrazione è comunque tenuta, prima di
pronunciarsi sul diritto a una prestazione, a esaminare se nel periodo
successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una
modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità
essa dovrà pertanto procedere a un ulteriore raffronto dei redditi prima di
decidere.

                                         Tale
principio è poi stato esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF
129 V 222; cfr., pure, STFA del 26 giugno
2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R.,
I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002
nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STFA del 13 giugno 2003
nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                               2.3.   Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che è decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile
per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169; Pratique
VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag. 342, 607;
STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b;
Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag. 128).

                                         L'Alta
Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

"  (…)

Tra
i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono determinare
un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre
alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a
malattia. Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque
non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le
limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando
prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente esigibile
dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque
stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno
alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato del lavoro
gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello
di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di
stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un danno alla
salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno
un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi
se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in
pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe persino
insopportabile per la società (DTF 102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a,
pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid. 1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e
sentenze ivi citate)" (STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F. [I
148/98], pag. 10 consid. 3b)."

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie,
le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen),
l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre
1999 nella causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I
148/98, pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti). 

 

                                         In
una sentenza pubblicata in DTF 130 V 352 l’Alta Corte ha precisato i criteri
per poter concludere che un disturbo da dolore somatoforme provoca
un’incapacità di guadagno duratura.

                                         Tali
criteri sono stati così riassunti dal TFA in un’altra sentenza del 23 aprile 2004, in lingua italiana, nella causa N. (I 404/03), nella quale il TFA si è così espresso:

 

"  6.2. A determinate condizioni, anche un disturbo da
dolore somatoforme - rientrante nella categoria delle affezioni psichiche, per
le quali l'allestimento di una perizia psichiatrica si rende normalmente necessario
alfine di stabilirne le ripercussioni economiche - può causare una incapacità
lavorativa (cfr. sentenza del 12 marzo 2004 in re N., I 683/03, consid. 2.2.2, destinata alla pubblicazione nella Raccolta ufficiale [ndr.: pubblicata in DTF
130 V 352]). Secondo giurisprudenza, ancora recentemente confermata, un disturbo
somatoforme da dolore persistente non è tuttavia, di regola, atto a
determinare, in quanto tale, una limitazione duratura della capacità lavorativa
suscettiva di dare luogo a un'invalidità ai sensi dell'art.
4 cpv. 1 LAI (sentenza citata del 12 marzo 2004 in re N., consid. 2.2.3; Ulrich Meyer-Blaser, Der Rechtsbegriff der Arbeitsunfähigkeit und seine
Bedeutung in der Sozialversicherung, namentlich für den Einkommensvergleich in
der Invaliditätsbemessung, in: René Schaffhauser/Franz Schlauri [editori],
Schmerz und Arbeitsunfähigkeit, San Gallo 2003, pag. 76 segg., in particolare
pag. 81 seg.). Un'eccezione a questo principio entra in linea di conto soltanto
in quei casi in cui il disturbo da dolore somatoforme presenta secondo gli accertamenti
medici una gravità tale da rendere in pratica oggettivamente non più esigibile
dalla persona assicurata lo sfruttamento della sua capacità lavorativa residua
sul mercato del lavoro oppure dove ciò risultasse insostenibile per la società
(DTF 102 V 165; VSI 2001 pag. 225 consid. 2b con riferimenti; cfr. pure DTF 127
V 298 consid. 4c in fine). Una simile inesigibilità, da ammettersi soltanto in
casi eccezionali, presuppone tuttavia l'esistenza concomitante di una
comorbidità psichica di notevole gravità, intensità e durata oppure la presenza
qualificata di altri criteri, quali ad es. l'esistenza di concomitanti affezioni
organiche croniche accompagnate da un decorso patologico pluriennale con
sintomi stabili o in evoluzione senza remissione duratura, l'accertamento di un
ritiro totale dalla vita sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia
(cosiddetto "Krankheitsgewinn") come pure un insuccesso, nonostante
gli sforzi profusi, di trattamenti e di provvedimenti riabilitativi. A volte,
la presenza di tali fattori permette di ritenere insormontabile il disturbo da
dolore somatoforme (sentenza citata del 12 marzo 2004 in re N., consid. 2.2.3 e i riferimenti ivi citati; cfr. pure VSI 2000 pag. 155 consid. 2c). Da
notare ancora che i fattori psicosociali o socioculturali non figurano nel
novero delle affezioni alla salute suscettibili di originare un'incapacità di
guadagno ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI (cfr.
sentenza del 29 gennaio 2003 in re P., I 129/02, consid. 3.2, con riferimento
ai principi sanciti in DTF 127 V 294).

 

In
tale contesto, l'esperto chiamato ad esprimersi deve, sul piano psichiatrico,
porre una diagnosi nell'ambito di una classificazione riconosciuta e
pronunciarsi sulla gravità dell'affezione. Tenendo conto dei criteri esposti,
egli deve così valutare l'esigibilità della ripresa, rispettivamente
dell'estensione lavorativa da parte dell'assicurato (VSI 2000 pag. 155 consid.
2c)."

 

                                         Anche
in un'altra sentenza del 28 maggio 2004 nella causa B. (I
702/03), il TFA ha evidenziato che:

 

"  5.2 In una recente sentenza, questa Corte ha avuto modo di
precisare che una tale inesigibilità presuppone in ogni caso la presenza
manifesta di una comorbidità psichiatrica di notevole gravità, intensità e
durata oppure la presenza costante e intensa di altri criteri qualificati quali
(1) l'esistenza di concomitanti affezioni organiche croniche accompagnate da un
decorso patologico pluriennale con sintomi stabili o in evoluzione senza
remissione duratura, (2) la perdita d'integrazione sociale in tutti gli ambiti
della vita, (3) uno stato psichico consolidato, senza possibilità di evoluzione
sul piano terapeutico, ad indicare allo stesso tempo l'insuccesso e la
liberazione dal processo risolutivo del conflitto psichico (profitto primario
tratto dalla malattia; "primärer Krankheitsgewinn") oppure (4)
l'insuccesso di trattamenti ambulatoriali o stazionari conformi alle regole
dell'arte nonché di provvedimenti riabilitativi a dispetto degli sforzi profusi
dalla persona assicurata (sentenza citata del 12 marzo 2004 in re N., consid. 2.2.3 e sentenza del 21 aprile 2004 in re P., I 870/02, consid. 3.3.2; VSI
2000 pag. 155 consid. 2c; Ulrich Meyer-Blaser, Der Rechtsbegriff der
Arbeitsunfähigkeit und seine Bedeutung in der Sozialversicherung, namentlich
für den Einkommensvergleich in der Invaliditätsbemessung, in: René
Schaffhauser/Franz Schlauri [editori], Schmerz und Arbeitsunfähigkeit, San
Gallo 2003, pag. 76 segg. e 80 segg.)."

 

                                         In una sentenza del 16 dicembre 2004 nella causa J., I 770/03 pubblicata
in DTF 131 V 49 l'Alta Corte, dopo avere confermato che l'esame dell'effetto
invalidante di un disturbo da dolore somatoforme richiede una verifica completa
della situazione sulla base dei criteri summenzionati, ha aggiunto che si
devono considerare anche gli elementi a sostegno della non sussistenza
dell'obbligo di prestazione sull'assicurazione per l'invalidità.

 

 

                                         Pertanto,
se le limitazioni nell'esercizio di un'attività risultano da un'esagerazione
dei sintomi o simili, di regola non sussiste un danno alla salute che dà
diritto a prestazioni dell'assicurazione. Questa situazione è data quando: vi è
una notevole discrepanza tra i dolori descritti e il comportamento
osservato/l'anamnesi; l'assicurato afferma di essere afflitto da dolori
intensi, ma li caratterizza in modo vago; l'assicurato non fa richiesta di cure
mediche o terapie; i lamenti dell'assicurato sembrano ostentati e quindi poco
credibili al perito; l'assicurato sostiene di subire gravi limitazioni nella
vita quotidiana, nonostante il contesto psicosociale sia pressoché intatto (v.
Kopp/Willi/Klipstein, Im Graubereich zwischen Körper, Psyche und sozialen Schwierigkeiten,
in: Schweizerische Medizinische Wochenschrift 1997, p. 1434, con riferimento ad
uno studio approfondito di Winchkler e Foerster).

 

                               2.4.   Nell’evenienza
concreta dalle carte processuali emerge che l’as-sicurato, precedentemente
attivo come piastrellista, è stato posto al beneficio di provvedimenti professionali
che ne hanno permesso la riformazione quale impiegato di commercio (doc. AI
108). 

                                         Mediante
una perizia pluridisciplinare del 6 ottobre 2004 i sanitari del SAM hanno posto
quali diagnosi “Sindrome da disadattamento con reazione misto ansioso-depressiva,
fibriomalgia, sindrome lombovertebrale”, concludendo per una capacità
lavorativa nell’attività di impiegato di commercio dell’80% (doc. AI 70). 

                                         Nel
suo rapporto intermedio di sorveglianza la consulente IP ha proposto il prolungamento
della garanzia di copertura dei costi di formazione professionale; prolungo che
è stato concesso all’assicurato mediante decisione del 20 luglio 2005 (doc. AI
86 e 87). 

                                         Nel
rapporto di fine sorveglianza del 9 luglio 2007 la consulente professionale concludeva
quanto segue:

 

"  (...)

Rapporto di fine sorveglianza

 

 

Come
potete leggere dagli allegati risulta che l'assicurato ha concluso con successo
la sua riqualifica di impiegato di commercio presso la FTIA, con una media
nelle materie scolastiche del 4.8 ed in quelle professionali del 5.1.

 

Malgrado
quanto sopra però bisogna notare che, a causa delle numerose ed irregolari
assenze dovute a danno alla salute e della conseguente impossibilità di
affidargli mansioni urgenti da eseguire a breve termine, il rendimento
lavorativo effettivo globale dell'assicurato è del 60% (ricordo che la
valutazione di presenza lavorativa medico teorica è dell'80%).

 

 

Per quanto concerne il calcolo dei redditi, risulta
quanto segue:

 

RH 2005: secondo CCL
quale piastrellista, 62'712.-- frs. annui.

 

RI 2005:      secondo indicazioni SIC come impiegato di commercio
37enne e ad inizio carriera al 60%, 36'894.- frs annui.

 

CGR: 58%

 

La
FTIA ha deciso inoltre di assumerlo al 60% con una paga mensile di frs 2010.-.

L'assunzione
è, per ora, determinata ad un periodo di 4 mesi, ma non è escluso che il
rapporto di lavori diventi a tempo indeterminato (vedi allegato). 

 

Ritengo
quindi che la formazione intrapresa è stata portata a termine con relativo successo
e propongo l'assegnazione di una rendita 1/4." (Doc. AI 108/1-2)

 

                                         Di
conseguenza l’Ufficio AI, con progetto di decisione del 16 ottobre 2007, ha assegnato
all’assicurato un quarto di rendita di invalidità per un grado di invalidità
del 41% (doc. AI 113 e sopra consid. 1.1).

                                      

                                         Il
dr. __________ del SMR, dopo avere esaminato i rapporti dei medici del Servizio
Psicosociale, del dr. __________, psichiatra, e della dr.ssa __________,
generalista curante dell’assicurato,  prodotti dall’assicurato a complemento
dello scritto 7 novembre 2007 avverso la proposta di concessione del quarto di rendita
di invalidità (cfr. consid. 1.2.), ha ritenuto necessaria una valutazione
peritale specialistica psichiatrica e reumatologica per determinare le effettive
condizioni dell’assicurato (cfr. doc. 119).

                                         

         Nella perizia del 31 marzo 2008 il dr. __________ del SAM, specialista
FMH in chirurgia ortopedica, alla luce anche del consulto peritale di natura
psichiatrica stilato dal dr. __________, ha posto le seguenti diagnosi:__________

 

                                         concludendo
quindi come segue:

 

"  (...)

VALUTAZIONE E PROGNOSI    

 

Aspetti somatici

(…)

 

Il
quadro clinico complessivo attinente al rachide cervicale, al cinto scapolare e
al rachide toracale non presenta attualmente nessuna potenziale valenza
invalidante, in particolare nell'attività svolta quale impiegato di commercio.

Il
carattere dei disturbi accusati alle anche, soprattutto la loro modalità di
apparizione nell'esecuzione di movimenti combinati potrebbe far pensare ad una
problematica d'impingement rispettivamente a un disturbo del labbro
acetabolare.

In
relazione con il reperto clinico oggettivato non ritengo personalmente esservi
per il momento l'indicazione a ulteriori misure diagnostiche semi-invasive
(eventuale artro-RM1) l'intensità dei disturbi non essendo ancora tale da
indurre a considerare eventualmente delle misure terapeutiche cruenti.

In
funzione del decorso possono per contro entrare in linea di conto delle misure
fisioterapiche focali ad obiettivo primariamente antalgico / antiflogistico.

Nell'attività
svolta attualmente di impiegato di commercio, i disturbi alle anche non
presentano nessuna potenziale valenza invalidante.

 

 

Aspetti psichiatrici

 

Sindrome
depressiva di lieve-media entità sviluppatasi a seguito della sintomatologia
algica lombare insorta nel 1998. Decorso fluttuante con momenti di
miglioramento e progressivo aggravamento, dal 2003 con influsso sulla capacità
lavorativa.

Quadro
psicopatologico attuale di gravità lieve-media.

Viene
constatato un peggioramento rispetto alla valutazione effettuata dal Dr. __________
nell'ambito della perizia SAM risalente al 2004.

 

 

B.    Conseguenze sulla capacità di lavoro?
Menomazioni dovute ai disturbi constatati?

 

Dal
punto di vista ortopedico il Signor RI 1 presenta primariamente una ridotta caricabilità
del rachide nel suo insieme.

Le
limitazioni funzionali psichiatriche risultano essere di tipo misto. Presenza
di un quadro clinico che compromette l'affettività con livello d'angoscia
fluttuante e rimuginazione di pensieri a contenuto depressivo. Presenza inoltre
di una sintomatologia algica che comporta una discontinuità ed una mancanza di
resistenza al lavoro.

 

Conseguenze dei disturbi sull'attività attuale?

 

Dal
punto di vista ortopedico i limiti funzionali riscontrati non giustificano
nessuna inabilità lavorativa quale impiegato di commercio.

Dal
punto di vista psichiatrico esso presenta un'incapacità lavorativa nella misura
del 45%

 

C.    È possibile effettuare provvedimenti
d'integrazione? Ve ne sono in corso? Ne sono previsti?

 

Dal
punto di vista ortopedico l'attività attualmente svolta dal Signor RI 1,
risultato di una reintegrazione professionale già avvenuta, risulta essere
molto ben adattata alle limitazioni funzionali riscontrate.

Dal
punto di vista medico non si giustifica quindi l'esecuzione di ulteriori/nuovi
provvedimenti d'integrazione.

Dal
punto di vista psichiatrico anche nello svolgimento di altre attività adatte
permane un'incapacità lavorativa nella misura del 45%.

 

 

È possibile migliorare la capacità di lavoro sul posto di lavoro
attuale?

 

Ammesso
che non sia già stato effettuato, tenuto conto della sensibilità della FTIA
verso questi aspetti specifici, potrebbero se del caso entrare in linea di
conto un chiarimento ed eventualmente un adattamento ergonomico del posto di
lavoro.

L'organizzazione
del decorso delle mansioni svolte dovrebbe inoltre permettere al Signor RI 1 di
alternare regolarmente la propria posizione introducendo ad intervalli regolari
degli spostamenti oppure delle attività da svolgersi in posizione eretta.

Da
preconizzarsi inoltre la prosecuzione delle misure attive individuali rivolte
al controllo posturale, al rinforzo muscolare ed alla stabilizzazione del
tronco nel suo insieme con intensità lentamente progredente in funzione del
decorso.

Dal
punto di vista psichiatrico il quadro psico-patologico risulta essere ben
seguito da un punto di vista specialistico.

 

 

L'assicurato è in grado di svolgere altre attività?

 

In
considerazione dei limiti funzionali riscontrati dal punto di vista ortopedico
il Signor RI 1 potrebbe svolgere con un rendimento praticamente completo altre
attività leggere con le caratteristiche di quella appresa con la riformazione
nel frattempo conclusa.

Dal
punto di vista psichiatrico anche nello svolgimento di ulteriori attività
adatte permane un'inabilità lavorativa nella misura del 45%.

 

L'incapacità
lavorativa del 45% per la patologia psichiatrica è presente dal mese di ottobre
2007, in precedenza l'incapacità lavorativa psichiatrica è stata del 20%, come
da valutazione SAM del 2004." (Doc. AI 129/8-10)

                                         

Nel suo rapporto medico del 14 aprile 2008 il medico SMR dr. __________
ha così concluso:

 

"  (...)

	
  Diagnosi principale

  	
  Sindrome depressiva ricorrente, episodio attuale
  lieve-moderato

   

   

  Sindrome somatoforme da dolore persistente

  
	
  Codice ICD 10

  	
   

  	
  Codice AI

  	
   

  
	
  Ulteriori diagnosi con influsso sulla CL

  	
  Sindrome lombovertebrale rispettivamente lombospondilogena,
  focalizzata clinicamente piuttosto all'altezza del segmento lombosacrale, in presenza
  di alterazioni degenerative plurisegmentali

   

  Sindrome cervico-brachiale dx clinicamente con zona
  d'irritazione medio cervicale attualmente senza indizi per una componente irritativa
  o deficitaria

   

  Sospetto clinico di potenziale d'impigement rispettivamente
  disturbo del labbro aceta bolare anca dx più che a sx

  
	
  Codice ICD 10

  	
   

  	
  Codice AI

  	
   

  
	
  Ulteriori diagnosi sen-za influsso sulla
  CL

  	
   

  
	
  Limiti funzionali

  	
  Somatici: ridotta caricabilità del rachide nel suo insieme
  che richiede un adattamento ergonomico del posto di lavoro, alternando regolarmente
  la propria posizione introducendo ad intervalli regolari degli spostamenti
  oppure delle attività da svolgersi in posizione eretta. (vedi valutazione EFL
  in allegato alla perizia)

   

  Psichiatrici: quadro clinico che compromette
  l'affettività con livello d'angoscia fluttuante e rimarginazione di pensieri
  a contenuto depressivo, associato alla presenza di una sintomatologia algica
  che comporta una discontinuità ed una mancanza di resistenza al lavoro.

  
	
  IL in %

  	
   

  	
   

  	
   

  
	
  Attività abituale

  	
   

  	
  Attività adeguata

  	
   

  
	
  Inizio IL dura

  tura Mese/anno

  	
  IL 45% da ottobre 2007

  	
  Inizio-possibilità 

  integrazione 

  (mese/anno)

  	
  IL 45% da 

  ottobre 2007

  

 

	
  Raccomandazioni, proposte SMR

   

  Della perizia bidisciplinare eseguita in data
  31.03.2008 c/o Clinica di __________ si evince che:

   

  Aspetti somatici:

  - sindrome lombo vertebrale rispettivamente lombospondilogena
  focalizzata in sede lombare inferiore e all'altezza del segmento lombosacrale
  con episodi anamnestici recidivanti di bloccaggio. Attualmente assenza di
  contratture muscolari e di un'insufficienza muscolare evidente, nonché
  mancanza di indizi evocatori di una componente radicolare irritativa o
  deficitaria di rilievo. L'orientamento delle faccette articolari lombosacrali
  su di un piano sagittale (RX) rappresenta un elemento potenzialmente
  suscettibile di favorire uno scompenso in presenza di una insufficienza
  muscolare.

  - Il disturbo focalizzato nella regione del collo del
  piede e verso l'alluce dx rispecchia il territorio di distribuzione L5,
  mentre il carattere urente del dolore risentito alla gamba sx fa pensare ad
  una irritazione laterale, in sede foraminale/extra-foraminale.

  - La cervico-brachialgia dxAnon presenta attualmente
  nessuna potenziale valenza invalidante, in particolare nell'attività abituale
  dell'A. in questione.

  - Il carattere dei disturbi accusati alle anche fa
  pensare ad una problematica d'impigement rispettivamente a un disturbo del
  labbro aceta bolare, non presentando comunque nessuna potenziale valenza
  invalidante nell'attività abituale dell'A. in questione.

  - Pertanto, dal punto di vista ortopedico l'A.
  presenta primariamente una ridotta caricabilità del rachide nel suo insieme e
  i limiti funzionali riscontrati (vedi EFL) non giustificano nessuna IL
  nell'attività abituale, come neanche l'esecuzione di ulteriori/nuovi
  provvedimenti d'integrazione.

   

   

  Aspetti psichiatrici:

  - Sindrome depressiva di lieve-media entità sviluppatasi
  a seguito della sintomatologia algica lombare insorta nel 1998, con decorso
  fluttuante e momenti di miglioramento e progressivo aggravamento, dal 2003
  con influsso sulla CL. 

  - Attualmente il quadro psicopatologico si presenta
  di gravità lieve media

  - Viene constatato un peggioramento rispetto alla
  valutazione effettuata dallo psichiatra Dr. __________ nell'ambito della
  perizia SAM risalente al 2004.

  - Le limitazioni funzionali psichiatriche risultano
  essere di tipo misto (vedi sopra)

  - Dal punto di vista psichiatrico l'A. presenta una
  IL nella misura del 45%in ogni attività lavorativa a partire da ottobre 2007
  (in precedenza l'IL psichiatrica è stata del 20% come valutazione SAM del
  2004)

   

  

(Doc.
AI 130/1-2)

 

                                         Di
conseguenza, con il provvedimento contestato l’amministra-zione ha confermato
l’attribuzione del quarto di rendita di invalidità per un grado di invalidità
del 46% cui l’Ufficio AI è giunto procedendo al seguente calcolo:

 

"  La perizia disciplinare attesta una IL del 45% nella
professione appresa di impiegato di commercio.

Abbiamo
conseguentemente adeguato il reddito ipotetico stabilito dalla CIP all'incapacità
lavorativa definita in sede medica, ossia calcolato un reddito ipotetico del
55% anziché del 60%.

(Fr.
36'894/60 x 100) = 61'490.- reddito quale impiegato di commercio al 100%.

 

Fr.
61'490 x 55% = Fr. 33'820.­

 

Calcolo
grado di invalidità:

 

Fr.
62'712.-33'820./62712.- = 46%." (Doc. AI 132-1)

 

                               2.5.   Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è
che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio
approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri
parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena
conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia
chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi
per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del
mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF
8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01
e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid.
1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM
1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il
suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa,
il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici
specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni
logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi,
fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V
176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329
e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
1994, pag. 332).

 

In
una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però
ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire
delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie.
In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha
statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione
degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale
le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una
certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale
referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per
farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

 

Nella
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI
1993 pag. 95).

Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

Occorre ancora
evidenziare che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 concernente un caso di assicurazione per l'invalidità (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse
dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante
ed il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia.
In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

"  (…)

3.2 L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport d'expertise
émanant d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la
jurisprudence a admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de
l'administration et de l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport
médical établi par le SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de
divergence d'opinion entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de
manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise.

La
valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt
s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf.
consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR
ici en cause ou de lui préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif
que c'est le service médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du
déroulement de l'examen clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu
de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune circonstance particulière
propre à faire naître un doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel.
(…)."

 

Va
ancora ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice
non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i
motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25
aprile 2007).

 

Infine
è utile rilevare che, affinché un esame medico in
ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse
condizioni (D. Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile: esempi
scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in
particolare la nota 158, pag. 628-629, nella quale vengono citate alcune
sentenze federali e cantonali, in particolare la DTF 127 V 294; cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni sociali” in Le perizie giudiziarie Ed.
CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203 e segg.
(249-254).

                                         In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di
Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte
und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito
psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una
classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

                                         Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le
lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le
allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001, inc. 32.1999.124).

 

                               2.6.   Nella presente fattispecie, richiamata la suesposta giurisprudenza
in materia di valore probatorio di rapporti medici, questo Tribunale ritiene
che le conclusioni esposte nella perizia bidisciplinare del SAM del 31 marzo
2008, secondo cui l’assicurato presentava una capacità lavorativa del 55%
nell’attività appresa di impiegato di commercio così come in altre attività
leggere e adatte, possano validamente costituire da supporto probatorio al
giudizio che ora lo occupa, senza che si riveli necessario procedere a ulteriori
atti istruttori.

 

                                         Al
riguardo, va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione
anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (STFA dell'11
dicembre 2003 nella causa R., U 239/02; STFA del 31 gennaio 2003 nella causa
V., H 5/02; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01; SVR 2003 IV Nr. 1
p. 1; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio
2002 nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H
299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15
novembre 2001 nella causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G.,
I 11/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.;
STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.;
STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,
2a ed., p. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,
Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del
diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94
consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

 

                                         Il
rapporto peritale (cfr. doc. 129-1 segg.) non contiene, in effetti,
contraddizioni e presenta tutti i requisiti posti dalla giurisprudenza affinché
gli possa essere riconosciuto piena forza probante: in particolare, i periti
hanno tenuto conto delle singole patologie invalidanti di cui l’assicurato è
affetto e hanno espresso la loro valutazione in modo chiaro, motivato e
convincente, dopo aver proceduto ad un esame approfondito del caso, e meglio
fondandosi sullo studio del dossier dell’insorgente, su visite del paziente e sulle
risultanze degli esami esperiti.

 

                                         Si
deve pertanto concludere che l’assicurato presenta una capacità lavorativa del 55%
nella professione appresa di impiegato di commercio o in altra attività leggera
adatta.

 

                                         Del
resto tale conclusione non è contestata dal ricorrente il quale anzi ammette
nel suo ricorso espressamente di condividere tale valutazione (cfr. I e sopra
consid. 1.4). 

 

                               2.7.   Si
tratta ora di esaminare le conseguenze del danno alla salute dal profilo economico.
In effetti, il ricorrente censura l’operato dell’amministrazione laddove nel
calcolo del discapito economico avrebbe omesso di considerare un’adeguata
riduzione del salario da invalido “causa cambio di professione in attività
non qualificata con orario di lavoro notevolmente inferiore al tempo pieno”
(cfr. I e sopra consid. 1.3).   

 

Dagli atti emerge che appurata un’abilità lavorativa medico teorica
del 55%, sulla base della perizia stesa dal dr. __________,  l’amministrazione
ha operato il confronto dei redditi procedendo come segue:

 

"  La perizia disciplinare attesta una IL del 45% nella
professione appresa di impiegato di commercio.

Abbiamo
conseguentemente adeguato il reddito ipotetico stabilito dalla CIP all'incapacità
lavorativa definita in sede medica, ossia calcolato un reddito ipotetico del
55% anziché del 60%.

(Fr.
36'894/60 x 100) = 61'490.- reddito quale impiegato di commercio al 100%.

 

Fr.
61'490 x 55% = Fr. 33'820.­

Calcolo
grado di invalidità:

 

Fr.
62'712.-33'820./62’712.- = 46%." (Doc. AI 132-1)

 

                                         I
salari posti come base del raffronto sono stati stabiliti dalla consulente IP
nel suo rapporto del 9 luglio 2007 considerando un salario annuo quale
piastrellista secondo CCL di fr. 62'712 nel 2005, da un lato, e un salario “secondo
indicazioni SIC”  di fr. 61'490 annui (sempre nel 2005) quale impiegato di
commercio, dall’altro (cfr. doc. AI 108 e sopra al consid. 2.4). 

 

                                         Ora,
alla luce della giurisprudenza citata di seguito, questo Tribunale deve
rivedere come segue il calcolo del grado di invalidità.

 

                               2.8.   La
giurisprudenza federale ha stabilito che per il raffronto dei redditi fa stato
il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. sopra consid.
2.2). Il TCA, tenuto conto del disposto di cui all’art. 29 cpv. 1 lett. b LAI,
ritiene pertanto in concreto determinante il 2007.

 

                                         Per
calcolare il reddito da valido, secondo la giurisprudenza del TFA, è
decisivo stabilire, secondo il principio della verosimiglianza preponderante,
quanto l’assicurato guadagnerebbe, al momento della nascita del diritto alla
rendita, se fosse sano (STFA inedite 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01 e
23 maggio 2000 nella causa T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid.
3b con riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a). Il reddito
dev'essere fissato il più concretamente possibile.

                                         Determinante
è dunque il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto
delle competenze professionali come pure delle circostanze personali per un
prospettato avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi,
l’inizio di studi ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in
merito (cfr. DTF 96 V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr.
U 168 pag. 100s. consid. 3b). 

                                         Un
salario di punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che
lo giustificano (RCC 1980 pag. 560 pag. 560 con riferimenti). I salari medi
pagati nel settore hanno in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base
a contratti collettivi di lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b). Siccome di
norma una simile valutazione professionale parte dal presupposto che, senza il
danno alla salute, l’assicurato avrebbe continuato ad esercitare la precedente
attività lucrativa, devono essere considerati eventuali adeguamenti ed aumenti
salariali (RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b, ZAK 1990 pag. 519 consid.
3c).

                                         Se
nel caso concreto non è possibile quantificare l’ipotetico reddito che
l’assicurato avrebbe potuto percepire senza l’invalidità, si può ricorrere a
dati ottenuti da valori statistici e d’esperienza (Pratique VSI 1999 pag. 248
consid. 3b; cfr. anche STFA inedita del 30 dicembre 2002 nella causa B., I
56/02).

 

                                         Nella
fattispecie, per quanto concerne il reddito da valido, va rilevato che
l’amministrazione, nella decisione formale del 13 ottobre 2008, ha considerato,
a questo titolo, un importo pari a fr. 62’712.-- (cfr. doc. 108) corrispondente
al salario di un piastrellista secondo il CCL per l’anno 2005. 

 

                                         L’assicurato
non ha contestato tale salario e questa Corte può senz’altro aderire a tale
ammontare. Rivalutato secondo l’indice di aumento dei salari nominali, tale salario
corrisponde a fr. 64'480 nel 2007. 

 

                               2.9.   Per
quanto riguarda invece il reddito da invalido, va ricordato che lo stesso è determinato sulla
base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione
però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità
lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente
svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn")
(DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

 

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere
il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione
percentuale sul salario teorico statistico. Il TFA ha
precisato, al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del salario
statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di
influire sul reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla
deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve
succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il
suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80
consid. 5b/cc).

 

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di
indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla
tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita
dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella
TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV
nr. 17, STFA del 5 settembre 2006 nella causa P., I 222/04).

 

                                         Nella
specie, utilizzando quindi i dati forniti dalla tabella TA1 elaborata
dall'Ufficio federale di statistica,  l’assicurato, svolgendo nel 2006 una
professione nell’ambito del Settore dei servizi (nella cui categoria deve
essere inclusa l’attività di impiegato di commercio) che presuppone delle conoscenze
professionali (considerato come l’assicurato, al termine della riformazione professionale
finanziata dall’AI, ha conseguito nel giugno 2007 il certificato di impiegato
di commercio, ramo “servizi e amministrazione”, cfr. doc. 96) nel settore
privato svizzero (a proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel
settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe
potuto realizzare, in media, un salario mensile lordo pari a fr. 5’522.--. 

                                         Riportando
questo dato su 41.6 ore (cfr. tabella B 9.2, pubblicata in La Vie économique,
12-2008, pag. 94), esso ammonta a fr. 5'742.90 mensili oppure a fr. 68'914.55.--
per l'intero anno        (fr. 5'742.90 x 12, ritenuto che la quota di tredicesima
è già compresa, cfr. STFA U 274/98 del 18 febbraio 1999, consid. 3a). Rivalutato
al 2007 secondo l’indice di aumento dei salari normali, corrisponde a fr. 70'112.15.

 

                             2.10.   In
ossequio alla giurisprudenza federale, occorre, in seguito, esaminare le
circostanze specifiche del caso concreto (limitazio-ne addebitabile al danno
alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora,
grado d'occupazione, cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere
ad una riduzione percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima
consentita ammonta al 25%, percentuale che consente "… di tener conto
delle varie particolarità che possono influire sul reddito del lavoro"
(cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

 

 

                                         In
una sentenza del 25 luglio 2005 nella causa J., I 147/05, consid. 2, il TFA ha
proceduto ad una riduzione del 15% sul reddito statistico da invalido,
trattandosi di un assicurato straniero, nato nel 1953 e al beneficio di un
permesso di domicilio, che, a causa del danno alla salute, era stato giudicato
in grado di svolgere un’attività adeguata in misura del 60%.

                                         La
nostra Corte federale ha ritenuto suscettibili di incidere sul livello di
reddito ancora conseguibile dall’assicurato, gli impedimenti funzionali
derivanti dal danno alla salute (10%), così come il fatto di poter lavorare
soltanto a tempo parziale (5%):

 

"  2.4 Aufgrund der zu Recht nicht bestrittenen Auffassung
der Gutachter des Instituts Y.________ vom 4. April 2003 ist dem
Beschwerdegegner die angestammte Tätigkeit als Schweisser nicht mehr zumutbar,
während körperlich leichte bis intermittierend mittelschwere adaptierte
Tätigkeiten zu 60% zumutbar sind (d.h. wechselbelastende Tätigkeiten ohne
Heben, Stossen und Ziehen von Lasten über 5 bis 10 kg repetitiv und vereinzelt
über 15 kg, ohne Überkopftätigkeiten und ohne Tätigkeiten in gebückter Haltung
mit Rotation der Wirbelsäule). Aufgrund dieser Einschränkungen sind keine
triftigen Gründe ersichtlich, um von einem leidensbedingten Abzug abzusehen;
dies wird von der Beschwerde führenden Verwaltung denn auch nicht bestritten.

 

2.5
Entgegen der Auffassung im kantonalen Entscheid ist die Nationalität hier zu
vernachlässigen angesichts der Tatsache, dass die statistischen Löhne aufgrund
der Einkommen der schweizerischen und der ausländischen Wohnbevölkerung erfasst
werden (AHI 2002 S. 70) und der Beschwerdegegner kein Saisonnier ist, sondern
über die Niederlassungsbewilligung C verfügt (Urteil S. vom 16. April 2002, I
640/00 [Zusammenfassung in HAVE 2002 S. 308]). Damit gehört der Versicherte
vielmehr einer Ausländerkategorie an, für welche der monatliche
Männer-Bruttolohn im Anforderungsniveau 4 sogar etwas über dem entsprechenden,
nicht nach dem Merkmal der Nationalität differenzierenden Totalwert liegt
(Lohnstrukturerhebung 2000 S. 47 Tabelle TA12 sowie Lohnstrukturerhebung 2002
S. 59 Tabelle TA12). Es ist denn auch dieser Totalwert die massgebende
Vergleichsgrösse und nicht etwa das Einkommen der Schweizer (wie es die
Vorinstanz angenommen hat), da sich Tabellenlöhne aus den Einkommen der In- und
Ausländer zusammensetzen.

2.6
Die IV-Stelle führt in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde zwar zu Recht aus,
"dass Teilzeitangestellte nicht zwingend weniger als Vollzeittätige
verdienen (zum Beispiel in Beschäftigungsbereichen, in denen Teilzeitarbeit
Nischen auszufüllen vermag, die arbeitgeberseits stark nachgefragt und
dementsprechend entlöhnt werden ...)." Jedoch wird das Invalideneinkommen
hier allein aufgrund statistischer Angaben festgesetzt, so dass die statistisch
erhärtete Tatsache der Lohneinbusse von teilzeitarbeitenden Männern im
massgebenden Anforderungsniveau 4 (einfache und repetitive Tätigkeiten) zu
berücksichtigen ist (vgl. Lohnstrukturerhebung 2000 S. 24 T8 sowie
Lohnstrukturerhebung 2002 S. 28 T8), auch wenn in diesem Rahmen der prozentuale
Minderverdienst nicht schematisch dem Abzug gleichzusetzen ist (vgl. BGE 126 V
79 Erw. 5b/aa).

 

2.7
Damit sind im Rahmen des Abzuges die leidensbedingten Einschränkungen des
Versicherten (vgl. Erw. 2.4) sowie die Möglichkeit, nur noch Teilzeit arbeiten
zu können (Erw. 2.6 hievor), zu berücksichtigen. Da die IV-Stelle in Verfügung
und Einspracheentscheid keinen Abzug wegen Teilerwerbstätigkeit berücksichtigt
hat, obwohl dies angemessen gewesen wäre, lag für das kantonale Gericht ein triftiger
Grund vor, sein Ermessen an die Stelle desjenigen der Verwaltung zu setzen; die
abweichende Ermessensausübung erweist sich deshalb insoweit als näher liegend
(vgl. Erw. 2.3 hievor). Indessen hat die Vorinstanz zu Unrecht auch den
Ausländerstatus des Beschwerdegegners berücksichtigt (Erw. 2.5 hievor). Die
IV-Stelle hat jedoch die leidensbedingten Einschränkungen - angesichts der
Beschwerden - mit einem Abzug von 10% vom Tabellenlohn berücksichtigt; wird
auch der Tatsache Rechnung getragen, dass der Beschwerdegegner nur noch
teilerwerbstätig sein kann, erscheint - gesamthaft gesehen - das Ermessen der
Vorinstanz als näher liegend. Damit hatte diese genügend triftige Gründe, um
vom Abzug der Verwaltung abzuweichen, so dass ein solcher in Höhe von 15% vorzunehmen
ist, was zu einem Invaliditätsgrad von 52% und damit zum Anspruch auf eine
halbe Invalidenrente führt." (STFA
succitata) 

 

                                         In un’altra pronunzia del 25 luglio 2005 nella causa Y., U 420/04,
consid. 2 - riguardante un assicurato straniero, nato nel 1961 e al beneficio
di un permesso di domicilio, totalmente abile in attività lavorative leggere da
un profilo dell’impegno fisico - lo stesso TFA ha nuovamente applicato una
decurtazione del 15% (“Dem Beschwerdegegner sind aus medizinischer Sicht unbestrittenermassen
keine schweren Arbeiten mehr zumutbar (vgl. Erw. 2.5.1 hievor), sodass
er den bisher ausgeübten Tätigkeiten nicht mehr nachgehen kann. Mit den von der SUVA verfügten 15% wird sowohl dem Verlust,
Schwerarbeit leisten zu können, als auch der leidensbedingten Einschränkung,
die für sich nicht sehr ausgeprägt ist, angemessen Rechnung getragen”). 

 

                                         In una sentenza del 25 aprile 2005 nella causa R., inc. 35.2004.104,
il TCA ha fornito alcune indicazioni circa le modalità secondo le quali deve essere
applicata la riduzione percentuale sul reddito statistico da invalido,
argomentando:

 

"  Su quest’ultimo punto, il TCA ha attentamente esaminato
alcune recenti sentenze federali e ne ha ricavato l’impressione di una prassi
non sempre coerente.

A
titolo di esempio, in una sentenza del 14 febbraio 2005 nella causa T., I
594/04, consid. 2.3, il TFA ha indicato che l’età dell’assicurato (47 anni al
momento del rilascio della decisione impugnata) non rappresentava un fattore di
riduzione, stabilendo inoltre che i lavoratori ausiliari, su un mercato
equilibrato del lavoro, vengono richiesti a prescindere dalla loro età e quindi
che, in queste attività, l’età di per sé non influisce sul livello retributivo.

Per
conto, in una pronunzia del 20 gennaio 2005 nella causa R., I 138/04, consid.
4.3., la stessa Alta Corte federale ha applicato una riduzione sul reddito
statistico da invalido, trattandosi di un assicurato di 35 anni, dichiarato
completamente abile in attività semplici e ripetitive nel settore dei servizi,
“en regard de l’âge de l’assuré et des limitations résultant de
l’atteinte à sa santé” (la sottolineatura è del redattore). 

 

In
un’altra sentenza del 23 febbraio 2004 nella causa M., B 67/04, consid. 3.3.2 -
concernente un assicurato di 54 anni al beneficio di un permesso di domicilio -
l’Alta Corte non ha ritenuto che l’età costituisse un fattore di riduzione. 

Del
resto, con riferimento all’art. 28 cpv. 4 OAINF (cfr. consid. 2.4.), la
giurisprudenza federale ha stabilito che questa disposizione torna applicabile
agli assicurati che, alla data di inizio della rendita di invalidità, hanno
un’età attorno ai 60 anni (cfr. DTF 123 V 419 consid. 1b; SVR 1995 UV 35, p.
105 consid. 2b). 

 

Al
fine di garantire l’uguaglianza di trattamento fra assicurati (circa la
necessità di introdurre dei criteri obiettivi allo scopo di evitare disparità
di trattamento, cfr. DTF 123 V 104 consid. 3e, DTF 115 V 138ss. consid. 6-7,
405ss., consid. 4-6; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa S., U 80/04, consid.
4.2.1), questo Tribunale – chiamato peraltro, in talune circostanze, a
direttamente quantificare la riduzione percentuale (cfr., ad esempio, la STFA
del 25 febbraio 2003 nella causa P., U 329 + 330/01) – e visto che il problema
si pone in modo analogo in alcuni importanti settori delle assicurazioni
sociali (assicurazione per l’invalidità, previdenza professionale,
assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le malattie), ritiene
di dover fornire le seguenti indicazioni.

 

Ad
ognuno dei fattori di rilievo indicati dalla giurisprudenza federale
corrisponde una decurtazione del 5%. 

Per
quanto riguarda specificatamente la riduzione percentuale legata alla
limitazione addebitabile al danno alla salute, l’esistenza, in un caso
concreto, di impedimenti di una particolare gravità, che in genere limitano
l’assicurato anche nell’esercizio di un’attività sostitutiva, può comunque
giustificare l’applicazione di una riduzione più elevata (cfr., in questo
senso, la STFA del 16 febbraio 2005 nella causa C., I 559/04, consid. 2.2, in
cui la Corte federale ha avallato la riduzione decisa dall’amministrazione
(15%), trattandosi di un assicurato abile soltanto parzialmente in attività
leggere, la STFA del 17 febbraio 2005 nella causa B., I 1/04, consid. 4.3.4, in
cui è stata applicata una decurtazione del 10% per tenere conto delle difficoltà
legate al danno alla salute e la STFA del 23 febbraio 2005 nella causa B., I
632/04, consid. 4.2.2, in cui è stata confermata una riduzione del 15% per ragioni
di salute). 

La
presenza cumulativa di più fattori legittima l’applicazione della riduzione
massima del 25% (cfr., in questo senso, la STFA del 4 febbraio 2003 nella causa
S., U 311/02, consid. 4.3). 

 

Nella
già citata sentenza del 23 febbraio 2004 nella causa M., il TFA ha applicato
una deduzione globale del 15% motivata dagli impedimenti legati al danno alla
salute, ritenendo assenti gli altri fattori di riduzione (anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione)." (STCA
succitata, consid. 2.11.)

 

 

                             2.11.   In
concreto, l’Ufficio AI non ha applicato al reddito da invalido alcuna riduzione
percentuale ritenendo che le limitazioni fisiche e psichiche - che per il
ricorrente giustificano una ulteriore riduzione del 15% almeno - sono state già
considerate nella valutazione medica peritale dell’incapacità lavorativa.

 

                                         Va
qui rilevato che, per costante giurisprudenza, il Giudice non può scostarsi
dalla valutazione dell’amministrazione senza fondati motivi (cfr. DTF 126 V 80
consid. 5b/dd e 6).

                                         Egli
può tuttavia farlo in presenza di validi motivi.

                                         Ad
esempio, in una sentenza 8C_675/2008 del 22 ottobre 2008, il Tribunale federale
ha confermato, visti i validi motivi addotti dall’istanza cantonale, l’aumento
della percentuale di riduzione del salario statistico decisa dal primo giudice
per tenere adeguatamente conto delle circostanze specifiche del caso concreto,
osservando:

 

"  2.

2.1
Die Frage, ob die von der IV-Stelle angenommene, bloss 50%ige Einschränkung der
Arbeitsfähigkeit angesichts der zahlreichen somatischen Befunde (beidseitige
Knie- und Rückenbeschwerden, dilatative Kardiomyopathie [Herzmuskelerkrankung],
Amaurose links), deren Berücksichtigung bei der Beurteilung der verbliebenen Arbeitsfähigkeit
nur teilweise gesichert ist, den konkreten Verhältnissen gerecht zu werden
vermag, liess das kantonale Gericht in seinem Entscheid vom 5. August 2008
trotz erheblichen Zweifeln offen. Zur Zusprechung einer ganzen Invalidenrente
und damit zur Gutheissung des von ihm zu prüfenden Rechtsmittels gelangte es bereits,
weil es der Auffassung war, im Rahmen eines Einkommensvergleichs sei bei der
Bestimmung des Invalideneinkommens ein höherer als der von der Verwaltung
angenommene behinderungsbedingte Abzug von den in der LSE statistisch ausgewiesenen
Löhnen zuzubilligen. Dabei hat es in seinem Entscheid dargelegt, die IV-Stelle
habe einzig wegen dem unabdingbaren Erfordernis einer körperlich leichten,
wechselseitigen Tätigkeit einen Abzug von 15 % gewährt; wegen der
vielschichtigen Polymorbidität müsse aber mit einem weit unterdurchschnittlichen
Einkommen gerechnet werden, weshalb sich der nach der Rechtsprechung maximal
zulässige behinderungsbedingte Abzug von 25 % (BGE 126
V 75 E. 5b/cc S. 80) rechtfertige.

2.2
Die Vorinstanz hat damit entgegen der Argumentation in der Beschwerdeschrift
ihr Ermessen nicht missbraucht, sondern sogar triftige Gründe für ihre von der
Ansicht der Verwaltung abweichende Ermessensausübung angeführt. Angesichts der
dem Bundesgericht bezüglich der Höhe eines behinderungsbedingten Abzuges zustehenden
Überprüfungsbefugnis besteht kein Anlass zu einer Korrektur des angefochtenen
Entscheids.”

 

                                         Nel caso di specie, questo Tribunale rileva innanzitutto che a dipendenza
del danno alla salute, l'assicurato è stato sì giudicato in grado di esercitare
l’attività sostitutiva imparata, quale impiegato di commercio, ma unicamente
nella misura del 55%. Gli specialisti hanno infatti evidenziato che dal punto
di vista ortopedico il signor RI 1 presenta primariamente una ridotta caricabilità
del rachide nel suo insieme. Dal punto di vista psichiatrico esistono invece
delle limitazioni funzionali che risiedono nel fatto che l’assicurato presenta “un
quadro clinico che compromette l'affettività con livello d'angoscia fluttuante
e rimuginazione di pensieri a contenuto depressivo” oltre che “una
sintomatologia algica che comporta una discontinuità ed una mancanza di resistenza
al lavoro” (doc. AI 129). Dal punto di vista ortopedico la capacità
lavorativa è stata giudicata integra pur essendo stato precisato che l’attività
lavorativa da svolgere deve permettere all’assicurato di alternare regolarmente
la posizione, introducendo ad intervalli regolari degli spostamenti oppure
delle attività da svolgersi in posizione eretta.

                                         Dal punto
di vista psichiatrico invece anche nello svolgimento di attività adatte
l’abilità lavorativa è stata quantificata nella misura del 55% (cfr. doc. AI
129-10 e sopra consid. 2.4). 

 

                                         Ora,
secondo occorre evidenziare che in una sentenza I 793/06 pubblicata in plädoyer
1/08 pag. 69 e seg., l’Alta Corte ha avuto modo di confermare la necessità di
procedere ad una riduzione del reddito da invalido nel caso in cui l’assicurato
sia in grado di svolgere un’attività adeguata unicamente a tempo parziale. Tale
riduzione deve essere stabilita in maniera precisa. In quel caso, relativo a un
assicurato ancora abile al lavoro soltanto in misura del 50%, la riduzione del
reddito è stata quantificata al 10% (contrariamente a quanto ritenuto dai primi
giudici, che avevano considerato corretta una riduzione del 9%).

 

Per quel che riguarda la percentuale di
riduzione per gli impedimenti alla salute, in una sentenza 8C 604/2007 del 7
aprile 2008, il Tribunale federale, contrariamente ai primi giudici, ha
ritenuto corretta la riduzione percentuale del 10% del reddito statistico
stabilita dall’amministrazione, per tener conto unicamente delle limitazioni funzionali
derivanti dal danno alla salute di un assicurato, che da un punto di vista medico
era risultato pienamente abile al lavoro in attività adatte al suo stato di salute.
L’Alta Corte ha sottolineato che nella fattispecie in esame, l’attribuzione di
una riduzione del 15%, stabilita dai primi giudici, senza motivazione, anziché
del 10%, come operato dall’amministrazione, non era giustificata, dato che
l’età, la nazionalità, gli anni di servizio presso il precedente datore di
lavoro e il tasso di occupazione esigibile (del 100%) dall’assicurato non
costituivano degli elementi capaci di influire sul reddito da invalido
dell’interessato sul mercato del lavoro.

 

                                         Nel
caso concreto, tutto ben considerato, quindi, conformemente alla giurisprudenza
appena citata, alla luce delle circostanze del caso specifico, segnatamente
anche delle limitazioni da osservare da RI 1 nello svolgimento dell’attività
lucrativa a causa del danno alla salute (secondo la perizia la ridotta
caricabilità del rachide nel suo insieme richiede un adattamento ergonomico del
posto di lavoro, alternando regolarmente la posizione e introducendo ad
intervalli regolari degli spostamenti; inoltre le problematiche psichiatriche comportano
una discontinuità ed una mancanza di resistenza al lavoro; cfr. doc. 129 e
sopra consid. 2.4) e del fatto che l'assicurato può lavorare solo a tempo
parziale, il TCA ritiene giustificata una riduzione del 10%. (cfr. anche Ufficio
federale di statistica, Enquête suisse sur la structure des salaires - Panorama
salarial 2006, Neuchâtel 2008, pag. 16 T2*). 

 

                                         Partendo
quindi, da un salario da invalido di fr. 70'112.15 (cfr. consid.
2.9) e ritenuta
un’esigibilità dal profilo medico dell’55% (cfr. consid. 2.6), ammettendo una
riduzione del 10%, il reddito ipotetico da
invalido dell’insorgente nel 2007 ammonta quindi a fr. 34'705.50 ( 38’561.68 –
(38'561.68 - x 10 : 100)). 

 

                                         Confrontando
ora questo dato con l'importo di fr. 64'480.-- corrispondente al reddito che l’insorgente
avrebbe conseguito da valido nell'anno 2007 (cfr. consid. 2.8), emerge
un’incapacità al guadagno pari a 46,17%. 

 

                                         A
titolo abbondanziale va detto che tale risultato muterebbe in misura non
rilevante ai fini del riconoscimento di una maggiore prestazione di invalidità
applicando una riduzione sul salario statistico teorico nella
misura percentuale postulata dal ricorrente del 15%.

                                         In
effetti, anche volendo per ipotesi riconoscere una siffatta riduzione percentuale
sul salario teorico statistico, il salario ipotetico da invalido nel 2007, di
fr. 70'112.15, ritenuta
un’esigibilità del 55% e applicando una riduzione del 15%, risulterebbe essere
pari a fr. 32'777.43.

Confrontando
questo dato con l'importo di fr. 64'480 corrispondente al reddito che l’insorgente
avrebbe conseguito da valido nell'anno 2007, emergerebbe un’incapacità al guadagno
pari al 49.16% circa arrotondato al 49% (secondo la giurisprudenza di cui alla
DTF 130 V 121 consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41) ([fr. 64’480 – fr. 32'683.40] x 100 : fr. 64’480). Tasso di invalidità che ancora non apre
il diritto ad una mezza rendita di invalidità.  

 

                                         Merita
pertanto conferma la decisione contestata che ha attribuito
all’insorgente il diritto ad un quarto di rendita di invalidità dal 1. luglio
2007. Il ricorso va di conseguenza respinto.

 

                                         Si
ribadisce tuttavia ancora che il presente giudizio non pregiudica eventuali
diritti del ricorrente nei confronti dell’AI insorti in epoca successiva alla
data decisiva del provvedimento in lite, il quale, sia nuovamente rilevato,
delimita il potere cognitivo del giudice (DTF 130 V 140 e 129 V 4).            

 

                                         

                             2.12.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegna-zione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. 

                                         L’entità
delle spese è determinata fra 200 e 1’000 franchi in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese di complessivi fr. 200.--vanno a carico del
ricorrente. 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto

 

                                   2.   Le
spese di procedura per fr. 200.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti