# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3a5dcfce-94ed-5539-b1a0-472443b79e5f
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-05-15
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 15.05.2007 A 2006 55
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2006-55_2007-05-15.pdf

## Full Text

A 06 55

3a Camera 

SENTENZA
del 15 maggio 2007

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente imposta sul reddito cantonale

1. L’8 aprile 2004, … cedeva al figlio … a titolo di futura eredità la particella 

sopraedificata con una stalla/rimessa no. 1280, in località “…” sul territorio del 

Comune di …, per un valore di stima di fr. 101'000.--. Ancora lo stesso anno, 

ossia il 22 dicembre 2004, … trasferiva l’immobile nella propria società di 

pittura ... Nella dichiarazione d’imposta per l’anno 2004, i coniugi … 

indicavano entrate derivanti da attività lucrativa indipendente per un 

ammontare di fr. 15'000.--. Non essendo stata introdotta all’autorità fiscale la 

documentazione relativa all’attività indipendente, le entrate di quest’ultima 

venivano stabilite d’ufficio a fr. 16'000.--. Dopo la deduzione da questo importo 

di oneri sociali per un ammontare di fr. 4'000.--, l’amministrazione imposte 

aggiungeva l’importo di fr. 36'000.-- per la cessione della particella no. 1280 

al figlio. I contribuenti si opponevano immediatamente al provvedimento, 

adducendo di non aver conseguito alcun utile in relazione all’attività lucrativa 

indipendente dalla cessione della stalla/rimessa al figlio a titolo di futura 

eredità. 

2. Con decisione 2 novembre 2006, l’amministrazione cantonale delle imposte 

respingeva il reclamo. L’immobile sarebbe stato acquistato nel 1997 per fr. 

65'000.-- e da allora sarebbe sempre stato dichiarato fiscalmente come 

sostanza aziendale. Per procedere alla cessione al figlio, l’immobile avrebbe 

necessariamente dovuto essere trasferito dalla sostanza aziendale a quella 

privata. La differenza tra valore contabile e valore del trapasso costituirebbe 

pertanto un utile in capitale da attività lucrativa indipendente e come tale 

andrebbe aggiunto alle entrate di tale attività per l’anno in questione. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 1. 

dicembre 2006, … chiedevano che solo l’importo di fr. 2'000.-- corrispondente 

agli ammortamenti concessi fino al 31 dicembre 2004 venisse computato 

come un utile in capitale da attività lucrativa indipendente e non l’importo di fr. 

36'000.--. Per l’imposizione della differenza tra utile e ammortamenti cioè fr. 

34'000.--, gli istanti chiedevano un rinvio dell’imposta, giusta l’art. 18 cpv. 3 

della legge sulle imposte per il Cantone dei Grigioni (LIG). La cessione 

dell’immobile al figlio sarebbe avvenuta senza controprestazione in denaro, il 

ricorrente non sarebbe titolare di un’impresa di taglio boschi bensì 

svolgerebbe la propria attività solo saltuariamente e realizzerebbe con questa 

un reddito annuo alquanto limitato.

4. Nella propria presa di posizione, l’amministrazione cantonale delle imposte 

postulava la reiezione del ricorso. Avendo sottratto un valore patrimoniale 

dagli attivi dalla sostanza aziendale per destinarlo a scopi privati, i ricorrenti 

avrebbero formalmente operato un prelevamento privato imponibile in ragione 

della differenza tra il valore d’imputazione del bene immobiliare e il suo valore 

d’acquisto. Un’imposizione semplicemente in base agli ammortamenti 

effettuati non sarebbe possibile, non trattandosi di un trasferimento di 

sostanza fissa necessaria all’azienda, come dimostrerebbe il conseguimento 

di un maggior reddito da attività accessoria nel 2005 rispetto all’anno 

precedente. Inoltre l’imposizione in base ai soli ammortamenti non troverebbe 

applicazione, essendo stato il bene in oggetto trasferito dal figlio nella propria 

società di pittura e quindi alienato entro il termine limite di 5 anni. 

5. Replicando, i ricorrenti consideravano l’immobile come facente parte della loro 

sostanza privata e non aziendale, avendo il marito già cessato l’attività 

principale indipendente nel 2004. Per il resto reputavano censurabile la 

tassazione secondo apprezzamento dopo aver introdotto un estratto bancario 

relativo a tale attività e aver ottenuto una proroga per l’introduzione di altri 

documenti. Criticabile sarebbe infine la presa in considerazione nell’attività 

aziendale del contratto leasing stipulato dalla moglie del contribuente, la quale 

svolgerebbe un’attività lucrativa dipendente. 

6. Dal canto suo, l’amministrazione imposte contestava l’ammissibilità 

dell’estensione del petito nell’ambito della replica e le motivazioni a 

fondamento di tale censura. Il contratto leasing a nome della moglie non 

sarebbe comunque stato preso in considerazione nella sostanza aziendale. 

Per il resto, la convenuta ribadiva l’inoppugnabilità della tassazione operata 

anche volendo ritenere che l’attività principale del contribuente fosse cessata 

alla fine del 2003. Infatti, anche con la cessazione dell’attività non vi sarebbe 

automaticamente un trapasso della sostanza aziendale in quella privata, ma 

sarebbe ancora sempre necessaria una manifestazione di volontà 

riconoscibile per l’autorità fiscale. 

Considerando in diritto:

1. Il 1. gennaio 2007 è entrata in vigore la nuova legge sulla giustizia 

amministrativa (LGA). Giusta la disposizione transitoria di cui all’ art. 85 cpv. 

2 LGA, le procedure pendenti al momento dell'entrata in vigore della presente 

legge vengono portate a termine dinanzi alla rispettiva istanza secondo il 

diritto precedente. Nell’evenienza, la decisione impugnata è stata prolata il 2 

novembre 2006 ed il termine di ricorso scadeva il 4 dicembre 2006. Per questo 

alla presente vertenza vengono ancora applicate le disposizioni della legge 

sul Tribunale amministrativo (LTA).

2. Formalmente è d’obbligo precisare che la presente vertenza concerne 

unicamente le imposte cantonali e più precisamente l’importo di fr. 36'000.-- 

computato ai ricorrenti come utile di capitale e del quale gli istanti non 

riconoscono la legittimità in sede di ricorso che in ragione di fr. 2'000.--. Nel 

reclamo del 21 agosto 2006 infatti, i contribuenti contestavano esclusivamente 

“l’imposizione sul reddito di fr. 36'000.00 derivanti dalla cessione a futura 

eredità della stalla-deposito”. Per quanto riguarda la tassazione operata 

d’ufficio per il reddito conseguito da attività lucrativa indipendente del marito, 

la decisione di tassazione è pertanto da tempo cresciuta incontestata in 

giudicato, non avendo gli istanti contestato tale modo di procedere entro i 

perentori termini di reclamo. 

3. a) Giusta l’art. 18 LIC, sono soggette all’imposta sul reddito tutte le entrate 

derivanti dall’esercizio di un’attività lucrativa indipendente (cpv. 1). Sono 

considerate entrate derivanti da attività lucrativa indipendente anche tutti gli 

utili in capitale ottenuti con l’alienazione, la realizzazione o la rivalutazione 

contabile della sostanza commerciale. Sono parificati all’alienazione il 

trasferimento di sostanza commerciale nella sostanza privata e lo 

spostamento intero o parziale dell’attività lucrativa fuori dalla Svizzera. 

Vengono considerate sostanze commerciali tutti i valori patrimoniali che 

servono del tutto o prevalentemente all’attività lucrativa indipendente (cpv. 2). 

b) I ricorrenti contestano già il carattere aziendale dell’immobile ceduto, 

ritenendolo un bene privato. La distinzione tra bene privato e bene aziendale 

non è sempre chiara e l'attribuzione di un bene specifico alla sfera privata 

piuttosto che a quella commerciale, e viceversa, non sempre è di facile 

attuazione, soprattutto qualora si tratti di beni alternativi, di quei beni cioè che 

non rientrano esclusivamente nell'una o nell'altra sfera di interessi (Reich, Die 

Abgrenzung von Geschäfts- und Privatvermögen im Einkommensteuerrecht, 

in SJZ, vol. 80, 1984, pag. 222; Känzig, Wehrsteuer, ad art. 21 cpv. 1 lett. d 

DIFD, no. 151, pag. 362; inoltre, StE 1987 B 23.2 no. 4; StE 1996 B 23.2 no. 

17, cons. 5). Dottrina e giurisprudenza distinguono tra sostanza aziendale 

necessaria e sostanza privata necessaria. La prima è costituita da beni 

economici che per caratteristiche e destinazione concreta appaiono necessari 

e indispensabili alla realizzazione dello scopo commerciale. La loro 

appartenenza al patrimonio aziendale si evince direttamente dalla 

destinazione e funzione loro conferita nell'azienda (ad es. macchinari, 

fabbricati ma anche debitori o creditori). Rientrano, invece, nel patrimonio 

privato tutti quei beni che sono destinati esclusivamente al fabbisogno privato 

(ad es. abiti, mobili, gioielli, immobili adibiti ad uso privato). Sono, di contro, 

beni alternativi e possono quindi essere assegnati sia alla sfera privata che a 

quella commerciale, tutte quelle cose, diritti o beni economici che a motivo 

della loro peculiarità e della loro destinazione non sono in connessione diretta 

e immediata con il raggiungimento dello scopo aziendale, ma neppure 

appaiono destinati esclusivamente a coprire un fabbisogno privato (Reich, op. 

cit., p. 222 s.). Secondo costante giurisprudenza, l'assegnazione deve 

avvenire secondo criteri oggettivi, operando una valutazione e un 

apprezzamento dell'insieme delle condizioni e delle circostanze particolari. 

Determinante è la destinazione conferita al bene in questione nell'azienda. Di 

conseguenza è sempre considerato appartenere alla sostanza aziendale 

qualsiasi bene acquistato a scopi commerciali e che serve direttamente o 

indirettamente all'azienda (DTF 94 I 464; ASA 44 pag. 205; StE 1991 B 23.2. 

no. 9; Reich, op. cit., pag. 227, no. 5).

c) Nell’evenienza, il contribuente svolgeva, almeno fino al 2004 per propria 

ammissione “dei lavori saltuari quale operaio indipendente nel ramo forestale” 

(vedi scritto di ricorso). L’attività svolta nel 2004 presso una ditta del vicino 

cantone veniva in sede giudiziaria qualificata come dipendente, per cui 

l’istante parte dal presupposto che non esistano più neppure dei redditi da 

attività lucrativa indipendente. La tesi non merita protezione. Nella 

dichiarazione d’imposta per il 2003, la stalla/rimessa era dai contribuenti stata 

dichiarata come sostanza aziendale e come tale era pure stata tassata. Per 

gli anni fiscali 2003 e 2004, i contribuenti dichiaravano dei proventi da attività 

lucrativa indipendente per un ammontare di fr. 11'000.--, rispettivamente fr. 

15'000.--. Ne consegue che non può in questa sede essere posto in dubbio 

che per il periodo anteriore alla cessione dell’immobile al figlio il contribuente 

esercitava un’attività lucrativa a titolo indipendente e considerava la 

stalla/rimessa come immobile commerciale, che serviva del resto 

indubbiamente l’attività aziendale. La pretesa stando alla quale il trapasso 

dell’immobile dalla sostanza commerciale a quella privata sarebbe avvenuto 

prima della cessione al figlio non trova pertanto alcun riscontro negli atti. Del 

resto se ciò fosse avvenuto già nel 2003, l’imposizione qui in questione 

sarebbe stata semplicemente anticipata, ma in ogni caso non avrebbe potuto 

avvenire senza conseguenze fiscali come sembrano pretendere i contribuenti 

e questo per i motivi che seguono. 

d) Come è stato esposto in precedenza, la LIG prevede espressamente che il 

trasferimento dalla sostanza aziendale a quella privata sia soggetto 

all’imposta, non da ultimo per poter tassare le riserve occulte dell’oggetto 

facente parte della sostanza aziendale trasferito nella sostanza privata. Per 

questo, dal momento che un singolo attivo aziendale viene sottratto 

all’esercizio aziendale per destinarlo a scopi privati, si è in presenza di un 

prelevamento privato (Duss/Greter/von Ah, Die Besteuerung 

Selbständigerwerbender, pag. 63). Per chi tiene una contabilità il 

prelevamento a scopo privato va indicato in modo riconoscibile nei libri 

contabili. Se il contribuente non tiene una contabilità il prelevamento deve 

essere altrimenti riconoscibile, per esempio tramite una chiara dichiarazione 

all’autorità fiscale o con la creazione di una fattispecie che permetta 

chiaramente di concludere ad un prelevamento privato. In ogni caso un 

prelevamento non può avvenire di nascosto (StE 1995 B 23.2 no. 15). Dopo 

il trasferimento nella sostanza privata, è in principio irrilevante la destinazione 

che il contribuente intende fare della sostanza trasferita, per cui anche una 

donazione senza pertanto controprestazione in denaro nulla cambia a questa 

concezione. In principio, la donazione di singoli valori patrimoniali aziendali, 

in quanto negozio giuridico della sfera privata del singolo, costituisce un tipico 

prelevamento privato, benché i beni donati escano dalla sostanza privata del 

contribuente senza controprestazione. La cessione a titolo di futura eredità è 

in questo caso equiparata alla donazione (Reich, Die Realisation stiller 

Reserven im Bilanzsteuerrecht, pag. 125). Ne consegue che per poter cedere 

l’immobile al figlio a titolo di futura eredità era previamente indispensabile che 

il bene passasse dalla sostanza aziendale a quella privata del contribuente. Il 

trasferimento di sostanza commerciale in sostanza privata è però equiparato 

all’alienazione giusta quanto previsto all’art. 18 cpv. 2 LIG e sottostà pertanto 

all’imposta sugli utili in capitale.

4. Se immobili della sostanza fissa necessaria all’azienda vengono trasferiti nella 

sostanza privata senza successiva alienazione, gli utili sono imponibili come 

reddito soltanto nella misura cui in precedenza erano stati ammessi degli 

ammortamenti. Se questi immobili vengono alienati dal contribuente o dal suo 

successore entro cinque anni, l’utile è soggetto all’imposta sul reddito. Sono 

parificate all’alienazione tutte le fattispecie elencate all’art. 42 cpv. 2 (art. 18 

cpv. 3 LIG). Giusta questo disposto, il trasferimento di fondi nella sostanza 

commerciale è parificato all’alienazione (art. 42 cpv. 2 lett. b LIG). Gli istanti 

chiedono che venga loro imputato solo il valore degli ammortamenti ammessi 

e pari a fr. 2'000.--. Anche questa tesi non può essere protetta. A prescindere 

dal fatto che i ricorrenti non sono in grado di comprovare degli ammortamenti 

dell’entità di quanto preteso, dopo il trasferimento nella sostanza privata 

dell’immobile commerciale nei diritti del contribuente subentrava il figlio. 

Quest’ultimo, alienava però l’immobile otto mesi dopo, avendo trasferito tale 

bene privato nella società di pittura che aveva nel frattempo creato. Anche in 

questo caso il trasferimento dalla sostanza privata in quella commerciale è 

considerato come un’alienazione ai sensi dell’art. 42 cpv. 2 lett. b LIG. Ne 

consegue che il periodo di blocco di 5 anni per poter applicare un’imposizione 

solo in base agli ammortamenti non è stato ossequiato e che pertanto non si 

giustifica alcuna eccezione al principio generale dell’imposizione degli utili in 

capitale dopo il trasferimento operato. Considerata l’inosservanza del termine 

di cinque anni non si giustifica più l’esame della questione di sapere se 

l’immobile in oggetto appartenesse alla sostanza fissa necessaria dell’azienda 

o meno, benché non sussistano motivi per dubitare delle conclusioni della 

parte convenuta. 

5. Secondo l’art. 6 dell’ordinanza d’esecuzione della legge sulle imposte per il 

Cantone dei Grigioni (OELIG), viene considerato utile di capitale ai sensi 

dell’art. 18 cpv. 2 LIG la differenza tra il valore dell’imposta sul reddito e quello 

del ricavo oppure del valore venale al momento della realizzazione o del 

trasferimento nella sostanza privata. I valori nell’evenienza presi in 

considerazione dell’autorità fiscale non vengono dagli istanti espressamente 

contestati e meritano pertanto piena conferma. La cessione a titolo di futura 

eredità è avvenuta in base ad un valore di stima dell’immobile di fr. 101'000.-

-. L’acquisto dello stesso era avvenuto nel 1997 al prezzo di fr. 65'000.--. La 

differenza tra questi due importi, a sapere fr. 36'000.--, rappresenta pertanto 

un utile in capitale da attività lucrativa indipendente imponibile. 

6. In conclusione il ricorso deve essere integralmente respinto e meritano in 

questa sede protezione la decisione di tassazione del 21 luglio 2006 e la 

rispettiva decisione su reclamo del 2 novembre 2006. L’esito della 

controversia giustifica l’accollamento delle spese occasionate dal presente 

procedimento alla parte ricorrente (art. 75 LTA). 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1'500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 238.--

totale fr. 1'738.--

il cui importo sarà versato da … entro trenta giorni dalla notifica della presente 

decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira.