# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 523d2faa-e33d-58ef-b8ff-f8a97238033d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-12-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 16.12.2022 11.2022.169
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2022-169_2022-12-16.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2022.169

  	
  Lugano

  16 dicembre 2022/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta della

  giudice:

  	
   

  Giamboni,
  giudice presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Chietti
  Soldati

  

 

 

sedente
per statuire nella causa CA.2022.319 (azione di mantenimento: provvedimenti
cautelari) della Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 28 ottobre 2022 da

 

	
   

  	
   RE
  1  

  (patrocinata
  dall'avv.  PA 1 )

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   CO 1  

  (patrocinato dall'avv.  PA 2 ) e

   

   CO 2  

  (patrocinata dall'avv.  PA 3 ),

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando
sul reclamo del 4 novembre 2022 presentato da RE 1 contro il “decreto
supercautelare” emesso dal Pretore aggiunto il 28 ottobre 2022;

 

Ritenuto

 

in fatto:                   A.   Il 28 ottobre 2022 RE
1 (2001) ha introdotto un'istanza cautelare prima della pendenza della causa
nei confronti del padre CO 1 e della madre CO 2 davanti al Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 6, per ottenere il versamento immediato dal padre,
sen­za contradditorio, di fr. 4352.52 a titolo di contributi alimentari
arretrati e fr. 2262.80 a titolo di partecipazione ai costi della cassa malati.
Previo contraddittorio, essa ha chiesto anche la condanna dei genitori a
versarle fr. 1164.38 mensili (assegni familiari compresi) a titolo di
contributo alimentare dall'agosto del 2022 “e delle spese straordinarie al 50%
tra loro, con pagamento del pregresso di fr. 1508.‒”. Infine essa ha
postulato un tentativo di conciliazione per discutere le doman­de di merito che
sarebbero state precisate in seguito.

 

                                  B.   Con “decreto
supercautelare” del 28 ottobre 2022 il Pretore aggiunto ha condannato senza
contraddittorio CO 1 a versare alla figlia la somma di fr. 1641.‒ a
titolo di contributi alimentari (assegni familiari non compresi) per i mesi di
agosto e settembre 2022, convocan­do le parti al tentativo di conciliazione,
indetto per il 25 novembre 2022, nell'azione di merito davanti al Segretario
assessore. Le spese giudiziarie sono state rinviate alla decisione finale.

 

                                  C.   Contro il decreto
appena citato è insorta RE 1 con un reclamo del 4 novembre 2022 a questa
Camera, postulando anzitutto la condanna del padre a versarle immediatamente in
via “supercautelare” fr. 2716.52 a titolo di contributi alimentari per i
mesi dall'agosto al novembre del 2022, subordinatamente l'importo di
fr. 621.80, e fr. 1164.38 mensili (assegni familiari non compresi) dopo di
allora. Previo contraddittorio, essa insta dipoi per la riforma del “decreto
supercautelare” impugnato nel senso di obbligare CO 1 a versarle
fr. 4357.52 per i contributi alimentari dall'agosto al novembre del 2022,
subordinatamente l'importo di 2262.80, e fr. 1164.38 mensili (assegni familiari
non compresi) dopo di allora. In via di ulteriore subordine essa chiede
l'annullamento del decreto impugnato e il rinvio degli atti al Pretore perché
accolga la sua istanza. Infine essa sollecita l'erogazione di una provvigione
ad litem di fr. 1000.‒ dai genitori o, subordinatamente, il conferimento
del gratuito patrocinio.

 

                                  D.   Con decreto cautelare
del 21 novembre 2022 il presidente di questa Camera ha respinto l'istanza di
provvedimenti “supercautelari” come pure le richieste di provvisio ad litem
e di gratuito patrocinio relative al decreto cautelare. Il reclamo non è stato
oggetto di notificazione. 

 

                                  E.   Il 23 novembre 2022 RE
1 ha comunicato alla Camera di ritirare il reclamo chiedendo di contenere al
minimo le spese processuali.

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Il ritiro di un
reclamo, ovvero la dichiarazione con cui una parte rinuncia unilateralmente
alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a norma dell'art. 241
cpv. 1 CPC, indipendente-mente dai motivi che possono avere indotto quella
parte a rece-dere dalla lite (sentenza del Tribunale federale 4A_602/2012 e
4A_604/2012 dell'11 marzo 2013 consid. 5.2). Nelle condizioni descritte il
giudice prende atto della dichiarazione di ritiro e stralcia la causa dal ruolo
(art. 241 cpv. 3 CPC).

 

                                   2.   Desistenza equivale
a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un reclamo di assumere – in linea
di principio – il pagamento 

                                         delle spese giudiziarie
dovute all'introduzione del suo ricorso (art. 106 cpv. 1 seconda frase CPC).
Ciò non lascia spazio a sindacati di equità in materia di oneri processuali.
Nella fattispecie la reclamante va tenuta così a farsi carico dei costi dovuti
alla procedura di reclamo, limitata all'apertura dell'incarto, agli atti
preliminari e allo stralcio del reclamo dal ruolo (art. 21 LTG). Non si pone
inoltre il problema di ripetibili, CO 1 e CO 2 non essendo stati chiamati dalla
Camera a formulare osservazioni.

 

                                   3.   Rimangono le
questioni legate alla provvigione ad litem e al gratuito patrocinio
davanti a questa Camera, fermo restando che ci si potrebbe chiedere se tali
domande non siano state ritirate insieme al reclamo. Sia come sia, per quanto
attiene al gratuito patrocinio, a supporre che
l'interessata versi in gravi ristrettezze (art. 117 lett. a CPC), per i
motivi indicati nel decreto cautelare del 21 novembre 2022 il “reclamo”
appariva fin dall'inizio senza possibilità di accoglimento (art. 117 lett. b
CPC), per tacere del fatto che, dopo il ritiro del reclamo, l'interessata ha
perduto la qualità di parte e il diritto al beneficio si è finanche estinto
(sentenza del Tribunale federale 5P.220/2003 del 23 dicembre 2003 consid. 3.1;
più recentemente: sentenza 9C_852/2017 del 25 giugno 2018 consid. 3.1 con
richiami; RtiD II-2006 pag. 614 in basso con numerosi rinvii). Per quanto
attiene alla domanda di provvigione ad litem, basti ricordare che una
simile richiesta va sottoposta al giudice di prima istanza, quand'anche la provvigione sia destinata a finanziare spese processuali e
di patrocinio in seconda sede (analogamente RtiD II-2019 pag. 64 consid. 1).
Anche tale richiesta è dunque destinata all'insuccesso.

                                      

 

 

Per questi motivi,

 

decreta:                   1.   Si prende atto del
ritiro del reclamo. La causa è stralciata dal ruolo per desistenza.

 

                                   2.   Le spese processuali di fr.
100.– sono poste a carico della reclamante. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   La richiesta di provvigione
ad litem è respinta.

 

                                   4.   Nella misura in cui non è
divenuta priva d'interesse, la richiesta di gratuito patrocinio è respinta.

 

                                   5.   Notificazione:

	
   

  	
  –
  avv.   ;

  –
  avv.   ;

  –
  avv.   .

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

La
giudice presidente                                          La vicecancelliera                

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso
in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116
LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso
durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto
sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).