# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1ec23c57-728a-53ad-96fb-4aa75b48ac70
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-06-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 21.06.2002 11.2002.69
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2002-69_2002-06-21.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.2002.00069

  	
  Lugano

  21 giugno
  2002/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa n. __________/__________
(revoca dell'interdizione) della Divisione degli interni, Sezione degli enti
locali quale autorità di vigilanza sulle tutele, promossa con istanza del 6
aprile 2001 da

 

	
   

  	
  __________ __________ __________, ora in __________

  
	
   

  	
   

  	 

riguardo al figlio __________ de __________
(__________), __________;

	
   

  	
   

  

giudicando ora sulla domanda di riesame presentata dall'istante il 10 giugno 2002
con riferimento alla sentenza emessa il 13 maggio 2002 da questa Camera nei
suoi confronti (inc. __________.__________.__________);

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta la
domanda di riesame;

 

                                         2.   Se
dev'essere accolta la domanda di restituzione in intero contro il lasso del termine
per l'appello; 

 

                                         3.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che
il 6 aprile 2001 __________ __________ __________
ha chiesto alla Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza sulle tutele,
la revoca dell'interdizione riguardante il figlio __________
__________ __________i,
pronunciata il 21 dicembre 1998;

 

                                         che la
Sezione degli enti locali ha assegnato all'istante, il 9 aprile 2001, un
termine di 15 giorni – sotto comminatoria dello stralcio dell'istanza – per
presentare “una concisa esposizione dei fatti con l'indicazione dei mezzi di
prova richiesti”, “una sufficiente motivazione” e “i documenti probatori a sua
disposizione”;

 

                                         che __________ __________
__________ ha presentato il 26 aprile
2001 un reclamo contro l'assegnazione del termine al Consiglio di Stato, che lo
ha trasmesso il 30 aprile successivo all'autorità di vigilanza;

 

                                         che
l'autorità di vigilanza, statuendo l'11 maggio 2001, ha dichiarato irricevibile
l'istanza del 6 aprile 2001, senza prelevare spese;

 

                                         che
contro tale decisione dell'autorità di vigilanza __________
__________ __________
è insorta al Consiglio di Stato con un “ricor­so” dell'11 giugno 2001;

 

                                         che con
risoluzione del 22 agosto 2001 il Consiglio di Stato ha dichiarato il ricorso
irricevibile per incompetenza, senza riscuotere oneri processuali;

 

                                         che con
ricorso dell'11 settembre 2001 __________
__________ __________
ha chiesto a questa Camera, previa nomina di un difensore d'ufficio e
concessione del gratuito patrocinio, l'accoglimento della sua istanza e la
revoca dell'interdizione;

 

                                         che, in
parziale accoglimento dell'appello (”ricorso”), il 13 maggio 2002 questa Camera
ha annullato la decisione emessa l'11 mag­gio 2001 dall'autorità di vigilanza,
cui ha rinviato gli atti per un complemento di istruttoria e perché statuisse
sulla domanda di assistenza giudiziaria e sulla designazione di un
patrocinatore d'ufficio postulata dall'interessata (inc. __________.__________.__________);

 

                                         che il 10
giugno 2002 __________ __________ __________
ha introdotto a questa Camera un'istanza “di petizione – di riesame (legge e
diritto)”, con la quale chiede il “riesame della sentenza e causa contestata
(legge e diritto)”, la “restituzione in intero del termine di ricorso al __________ (legge e diritto)”, “il ripristino
della legalità di legge e di diritto” e “la nomina di un difensore d'ufficio
(legge e diritto)”;

 

                                         che in
sostanza la richiedente afferma di rifiutare la sentenza del 13 maggio 2002 e
lamenta un vilipendio della Costituzione cantonale;

 

                                         che la
domanda in questione non è stata notificata all'autorità di vigilanza;

 

e considerando

 

in diritto:                        che
le sentenze emesse in materia di interdizione dalla Camera civile di appello, ultimo
grado di giurisdizione cantonale, sono suscettibili in sede cantonale solo di revisione
o di interpretazione (art. 333 e 340 CPC);

 

                                         che una
domanda di revisione o di interpretazione è proponibile, in ogni modo, solo per
i motivi esplicitamente enunciati dagli stessi art. 333 e 340 CPC;

 

                                         che il
Codice di procedura civile ticinese non prevede, invece, la possibilità di riesaminare
sentenze definitive;

 

                                         che in
concreto la richiedente chiede il “riesame” della sentenza 13 maggio 2002,
adducendo che questa sarebbe “di comodo e illegale”;

 

                                         che tale
motivazione esula manifestamente dai titoli di revisione previsti dall'art. 340
CPC, di modo che la domanda di riesame è d'acchito irricevibile;

 

                                         che le
richieste di “restituzione del termine di ricorso al __________ (legge e diritto)”, “nomina di un difensore
d'ufficio” e “ripristino della legalità di legge e di diritto” sono divenute
prive di oggetto con l'emanazione della sentenza del 13 maggio 2002;

 

                                         che
l'istanza del 10 giugno 2002, priva di consistenza, può essere decisa pertanto
con la procedura dell'art. 313bis CPC;

 

                                         che,
vista la particolarità della fattispecie, si soprassiede al prelievo di tasse e
spese;

 

 

pronuncia:              1.   L'“istanza
di petizione e di riesame” è irricevibile.

 

                                   2.   Non si riscuotono
tasse né spese.

 

                                   3.   Intimazione
a:

                                         – __________ __________
__________, __________;

                                         – Sezione
degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele.

                                         Comunicazione
al Consiglio di __________, __________.

                                      

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario