# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 890530ce-2280-51d2-96bf-c25fc1f109fd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-04-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 14.04.1995 80.1995.51
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1995-51_1995-04-14.html

## Full Text

Incarto n.

  80.95.00051

  	
  Lugano

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto
  tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Michele Rusca

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Andrea Pedroli vicecancelliere

  

 

statuendo sul ricorso del 20 marzo 1995

 

in materia di:                   Imposte alla fonte

 

	
  presentato da:

  	
  __________ __________, __________ __________, 
  

  rappr. da: __________.
  __________, __________ __________, 
  

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto 

 

in fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   __________ __________,
cittadino __________, dimora a __________ con la moglie e i figli e lavora
quale __________ alle dipendenze della __________ __________
di __________. 

                                         Avendo rilevato, nel corso
della revisione del 20 maggio 1994, che il dipendente __________ __________ era
stato erroneamente assoggettato, in quanto avrebbe dovuto essere tassato con le
aliquote per dipendenti coniugati, l' Ufficio imposte alla fonte notificava
alla ditta __________ __________ un rapporto, con il quale stabiliva
la ripresa a favore del fisco di fr. 5'229.35, esigendone il pagamento entro
dieci giorni. Tale importo veniva ridotto a fr. 2'615.- con decisione del
successivo 13 gennaio 1995. 

                                         Il 13 dicembre 1994 la __________ __________
scriveva al signor __________, chiedendo
la restituzione delle imposte oggetto della decisione dell'autorità fiscale. Il
dipendente rifiutava il pagamento, con lettera del 15 dicembre 1994, nella
quale si dichiarava non responsabile dell'eventuale errore commesso. Ritenendo
invece esclusivamente riconducibile alla negligenza del proprio dipendente
l'erronea trattenuta delle imposte, la __________
__________ si rivolgeva allora
all'Ufficio imposte alla fonte, chiedendogli di prendere posizione.

                                         Dopo un ulteriore scambio di
lettere fra autorità fiscale e dipendente, con decisione del 17 gennaio 1995
l'Ufficio imposte alla fonte intimava a __________
__________ il pagamento di fr. 2'614.35,
dicendosi peraltro disposto a concedere una dilazione di pagamento.

 

                                   2.   __________ __________
impugnava la decisione dell'autorità di tassazione con reclamo del 6 febbraio
1995, nel quale contestava l'esistenza di una base legale per l'operato
dell'Ufficio stesso. A suo avviso, infatti, l'autorità avrebbe potuto esigere
il pagamento solo dal datore di lavoro, non invece direttamente dal lavoratore,
riservata comunque la rivalsa del primo contro il secondo.

                                         L'Ufficio confermava
peraltro la propria decisione in data 21 febbraio 1995, argomentando che la
responsabilità del mancato pagamento dell'imposta dovuta era ascrivibile solo
alla condotta del reclamante.

 

                                   3.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario__________
__________ ripropone la censura già
sottoposta all'autorità di tassazione con il proprio reclamo, osservando che la
decisione impugnata non è minimamente entrata nel merito della stessa. Aggiunge
che la questione della responsabilità non è affatto formale, poiché egli
dispone di eccezioni contro il datore di lavoro fondate sul codice delle
obbligazioni e che intende farle valere, in caso di rivalsa, in sede civile.

 

                                   4.   4.1

                                         Si osserva, in primo
luogo, che dalla legge tributaria emerge chiaramente che debitore dell'imposta
alla fonte è il datore di lavoro, che ha l'obbligo di trattenere l'imposta
dovuta sul salario e di riversarla periodicamente all'autorità fiscale
competente. Ciò non toglie che contribuente sia pur sempre l'impiegato e non
già il datore di lavoro (cfr. Rivier, Droit fiscal suisse, Neuchâtel
1980, p. 296). Fra datore di lavoro e lavoratore - o, se si preferisce, fra
debitore della prestazione e contribuente (art. 237 LT) - vi è inoltre una
responsabilità solidale nei confronti del fisco.

                                         Nell'imposta alla fonte si
ha un caso di sostituzione fiscale. Si ha sostituzione fiscale quando
tutti o alcuni obblighi e diritti di un soggetto fiscale passano per legge e ad
un'altra persona, il sostituto, senza che quest'ultima adempia i requisiti
dell'obbligo fiscale soggettivo; tali requisiti devono essere integrati nella
persona del soggetto fiscale. Il rapporto giuridico di imposta tra ente
pubblico e soggetto fiscale resta intatto. Così, nel caso dell'imposizione alla
fonte, soggetto fiscale è il lavoratore straniero, nella cui persona devono
pertanto essere integrati i presupposti dell'obbligo fiscale; il datore di
lavoro, che deve trattenere l'imposta dal salario e riversarla allo Stato, è
invece sostituto fiscale del lavoratore (Höhn, Steuerrecht, VII ediz.,
Berna 1993, p. 137 s.). Alcuni autori definiscono il ruolo attribuito dalla
legge al datore di lavoro come una sorta di funzione fiduciaria tra soggetto
fiscale ed autorità di tassazione (cfr. Richenberger, Die Quellenbesteuerung
von Erwerbseinkommen in der Schweiz, in ZBl 70, p. 290; Zuppinger,
Zur zürcherischen Verordnung, in ZBl 59, p. 550; cfr. CDT
n. 281 del 4 settembre 1989 in re La.).

                                         Primo effetto della
sostituzione fiscale è la c.d. sostituzione nel pagamento. Nel caso
dell'imposta alla fonte, si ha evidentemente una di quelle figure che la
dottrina chiama sostituzione cumulativa - per distinguerle dalla sostituzione
privativa - in cui cioè l'obbligo del pagamento del sostituto non esclude
quello solidale del contribuente sostituito (cfr. Blumenstein/Locher,
System des Steuerrechts, Zurigo 1992, p. 64; Rivier, op. cit., p.
70). Infatti, come già si è visto, la legge tributaria stabilisce espressamente
una responsabilità solidale del contribuente e del datore di lavoro (art. 237
cpv. 2 LT). Altro effetto dell'instaurazione di una sostituzione fiscale è la sostituzione
nel procedimento; il soggetto fiscale sostituito non ha cioè più alcun
diritto né obbligo di procedura fintantoché la sostituzione sussiste. La sostituzione
nel procedimento, diversamente dalla sostituzione nel pagamento, è
sempre privativa, in quanto il contribuente è del tutto escluso dalla
partecipazione al procedimento (cfr. Blumenstein/Locher, op.
cit., p. 66; CDT n. 61-62 del 25 marzo 1993 in re C.S.).

 

                                         4.2

                                         Quanto all'obbligo di
versare le imposte non trattenute o trattenute in modo insufficiente, anche se
la legge non lo esprime direttamente, esso deve formare oggetto di una
decisione dell'autorità di tassazione, con diritto di reclamo e di ricorso. La
decisione nei casi di mancata trattenuta o di trattenuta insufficiente deve
confermare specificatamente nel dispositivo il diritto di rivalsa verso i
singoli contribuenti per renderne possibile e efficace l'esecuzione. Copia
della decisione deve essere intimata anche ai singoli contribuenti (cfr. art.
238 LT, Rapporto della Commissione speciale in materia tributaria
sul progetto di nuova LT dell'11 settembre 1976, p. 190 s.).

                                         In altre parole, alla
procedura di ricupero prevista dall'art. 238 LT partecipano sia il soggetto d'imposta,
ovvero il contribuente (Steuerpflichtiger), sia il debitore d'imposta,
ovvero il datore di lavoro (Leistungsschuldner).

                                         Contro la notifica della
tassazione il contribuente può reclamare per iscritto all'autorità di tassazione
entro 30 giorni dall'intimazione della tassazione (cfr. art. 176 cpv. 1 LT;
inoltre CDT n. 79/88 del 9 marzo 1988; CDT n. 158
del 19 maggio 1988 in re G.B.).

 

                                         4.3 

                                         Nella fattispecie, si è
già detto che la decisione in merito al ricupero delle imposte non trattenute è
stata intimata alla debitrice d'imposta, cioè alla __________ SA, in data 20
maggio 1994, nella forma di un Rapporto di revisione. Successivamente,
una nuova decisione è stata intimata il 13 gennaio 1995, per un importo ridotto
a fr. 2'915.-. La stessa è stata notificata peraltro alla sola debitrice
d'imposta e non anche al contribuente, sicché essa dovrebbe essere annullata,
come stabilito dalla Camera di diritto tributario (CDT n. 158 del
19 maggio 1988 in re G.B.). Si può peraltro ritenere che tale mancanza sia
stata sanata dallo stesso Ufficio imposte alla fonte, allorché, in data 17 gennaio
1995, ha intimato un'analoga decisione a __________, attribuendogli un termine
di trenta giorni per reclamare.

 

 

                                         4.4

                                         La suddetta decisione del
17 gennaio 1995, intimata al contribuente, pone peraltro un problema di
interpretazione. Non sembra infatti trattarsi di una semplice decisione si
ricupero ai sensi dell'art. 238 LT, poiché, invece di reclamare al debitore
della prestazione, cioè alla __________ __________, il pagamento dell'imposta non
trattenuta, pare esigere il pagamento direttamente dal contribuente, in chiaro
contrasto con il palese tenore dell'art. 238 LT. 

                                         La decisione su reclamo
impugnata deve dunque essere riformata nel senso che essa stabilisce l'obbligo
della debitrice d'imposta di pagare l'importo di fr. 2'614.35, non trattenuto;
essa deveprecisare inoltre che è riservato il diritto di rivalsa della
debitrice nei confronti del contribuente.

                                         In nessun modo, invece, la
decisione in questione può essere interpretata nel senso che con essa
l'autorità fiscale reclama direttamente al ricorrente l'imposta non trattenuta
dal suo datore di lavoro.

 

                                         4.5

                                         Si vuole infatti precisare
che la Camera di diritto tributario ha già avuto modo di decidere che l'azione
di rivalsa, espressamente riservata dall'art 238 cpv. 1 ultima frase LT non è
di sua competenza (CDT n. 158 del 19 maggio 1988 in re G.B.).

                                         Se il legislatore ticinese
avesse voluto attribuire la competenza per l'azione di rivalsa al giudice fiscale,
infatti, non avrebbe mancato di stabilirlo nel testo di legge e soprattutto non
avrebbe mancato di fissare le norme sia di diritto formale (procedura) sia di
diritto materiale (norme sulla responsabilità, ecc.) applicabili all'azione di
rivalsa, ad esempio sulla falsariga di quanto previsto dall'art. 52 LAVS e
dalle relative norme dell'OAVS.

                                         L'assenza di una qualsiasi
norma procedurale e di diritto materiale non può essere intesa se non nel senso
che l'azione di rivalsa é da promuovere davanti ad altra Autorità giudiziaria
cantonale.

                                         La soluzione voluta dal
legislatore cantonale ha il pregio non indifferente di consentire alle parti di
far valere compiutamente le loro ragioni nell'ambito dell'azione di rivalsa. Al
datore di lavoro, ad esempio, di provare la colpa del contribuente, al
contribuente la facoltà di sollevare eventuali eccezioni nei confronti del
datore di lavoro inerenti ad esempio ad una sua asserita colpa o alla violazioni
di norme contrattuali.

 

 

 

                                   5.   Ne consegue che il
ricorso è sostanzialmente accolto. Pertanto non si prelevano né tassa di giustizia
né spese ed al ricorrente è riconosciuta un'indennità di fr. 300.- a titolo di
ripetibili.

 

 

Per questi motivi,

visto per le spese l'art. 185 LT

 

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è accolto.

                                         §    Di conseguenza la
decisione su reclamo del 21 febbraio 1995 è riformata nel senso che con essa
viene richiesto alla __________ __________ il pagamento dell'imposta alla
fonte non trattenuta, riservata la rivalsa nei confronti di __________ __________.

 

                                   2.   Non si prelevano né spese
né tassa di giudizio.

                                         Al ricorrente è
riconosciuta un'indennità di fr. 300.- a titolo di ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione alle parti.

 

                                   4.   Il presente giudizio è
definitivo (art. 184 cpv. 3 LT).

 

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario

 

Il Presidente:                                                                           
Il Segretario: