# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 74de8fda-5b74-5058-98fb-325e603c3f45
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-03-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 26.03.1996 11.1995.73
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1995-73_1996-03-26.html

## Full Text

Incarto n.

  11.95.00073

  	
  Lugano

  26 marzo 1996

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

   

  

 

	
  segretaria:

  	
  Galfetti,
  vicecancelliera

  

 

sedente
per statuire nella causa n. ______ (nomina di un rappresentante della comunione
ereditaria e azione di divisione) della
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4, promossa con istanza del 26 maggio 1994 da

 

	
   

  	
  __________, __________ 

  (patrocinata
  dall’avv. __________, __________)  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________, __________

  __________, __________ 

  __________, __________ 

  __________, __________

  (rappresentati
  dall’avv. __________, __________);  

   

  

esaminati
gli atti,

 

posti
i seguenti

 

punti
di questione:

 

                                   1.   Se dev’essere accolta
l’appellazione del 27 luglio 1994 presentata da __________ contro la sentenza
emessa il 18 luglio 1994 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4;

 

                                   2.   Il giudizio sulle spese e
le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:

 

                                  A.   Il __________ luglio
19__________ è deceduta a __________ __________, nata __________. A seguito
della successiva morte, nel 19__________, del vedovo __________, e della cessione
della sua quota ereditaria da parte del figlio __________, ai fratelli
__________, __________, __________ e __________ sono con __________ gli attuali
membri della comunione ereditaria. Dopo che per anni l’eredità, e in
particolare la sostanza immobiliare situata a __________, è stata amministrata
da __________, il 31 marzo 1994 __________ ha revocato questo incarico. Di
fatto a tutt’oggi __________ continua l’amministrazione dell’eredità.

 

                                  B.   Il 26 maggio 1994
__________ ha introdotto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4,
un’istanza di divisione e di nomina di un rappresentante della comunione
ereditaria, quest’ultima richiesta formulata già in via cautelare.

                                         All’udienza dell’8 luglio
1994 __________, __________, __________ __________ e __________ pur aderendo
alla domanda di divisione, si sono opposti alla nomina di un rappresentante
della comunione ereditaria sia in via cautelare che nel merito.

 

                                  C.   Statuendo il 18
luglio 1994, il Pretore ha respinto la prospettata nomina di un rappresentante
della comunione ereditaria e ha posto la tassa di giustizia di fr. 300.– a
carico dell’istante, tenuto a rifondere ai convenuti fr. 400.– per ripetibili.
Nel merito il Pretore ha poi respinto la richiesta di nomina di un
rappresentante della comunione ereditaria, ma ha accolto l’istanza di divisione
e ha designato l’avv. __________ __________ notaio divisore. Le spese, con una
tassa di giustizia di fr. 300.–, sono state poste per metà a carico
dell’istante e per l’altra metà a carico della successione. __________ è stata
tenuta inoltre a versare ai convenuti un’indennità di fr. 200.– per ripetibili
ridotte.

 

                                  D.   Contro la citata
sentenza è insorta __________ con appello del 27 luglio 1994 nel quale chiede
che, in riforma del querelato giudizio, venga nominato un rappresentante della
comunione ereditaria fino alla divisione. Nelle osservazioni del 29 agosto 1994
__________, __________, __________ __________ e __________ hanno proposto di
respingere il gravame e di confermare la sentenza del Pretore.

 

                                  E.   Il 7 ottobre 1994 il
patrocinatore di __________ ha trasmesso a questa Camera copia di una lettera
di medesima data inviata all’avv. __________ __________. Il 19 ottobre
successivo quest’ultimo ne ha contestato la produzione.

 

Considerando

 

in diritto:

 

                                   1.   Preliminarmente va dichiarata
irricevibile la lettera 7 ottobre 1994 dell’avv. __________, trasmessa in copia
a questa Camera, ostandovi l’art. 321 cpv. 1 lett. b CPC.

 

                                   2.   Il Pretore, sebbene
nel caso concreto vi fossero divergenze tra coeredi, ha ritenuto ingiustificata
la postulata nomina di un rappresentante della comunione ereditaria poiché i
dissensi riguardavano soltanto i rapporti interni, senza che ciò impedisse una
razionale amministrazione dell’eredità.

 

                                         L’appellante censura tale
conclusione sostenendo che l’attuale gestione dei beni della successione curata
da __________ __________ è illegale poiché, in violazione all’art. 653 cpv. 2
CC, avviene senza l’accordo unanime dei coeredi sia per quanto riguarda i
rapporti interni che quelli esterni. Essa sostiene inoltre che la gestione
degli immobili deve essere affidata a una persona disinteressata e cognita, e
che l’assenza di un rappresentante legale e la mancanza di accordo su una
amministrazione comune crea insanabili difficoltà nei rapporti interni e
esterni, ciò a discapito dell’interesse di tutta la comunione ereditaria.

 

                               3.a)   Per l’art. 602 cpv. 2
CC i coeredi diventano proprietari in comune di tutti i beni della successione
e dispongono in comune dei diritti inerenti alla medesima, sotto riserva delle
facoltà di rappresentanza o di amministrazione particolarmente conferite per
legge o per contratto. L’art. 653 cpv. 2 CC prevede che in difetto di altre
disposizioni l’esercizio della proprietà comune e il diritto di disporre della
cosa richiedono l’unanime decisione dei proprietari (v. anche DTF 118 II 500
consid. 5b). A richiesta di un coerede l’autorità può nominare alla comunione
ereditaria un rappresentante fino alla divisione.

 

                                  b)   La nomina di un
rappresentante deve essere giustificata, nell’interesse di tutta la comunione,
da validi e concreti motivi (Rep. __________ 58; Piotet, Précis de droit successoral, Berna 1988, pag. 122 in
fondo), fra cui l’esistenza di divergenze tra coeredi tali da rendere
impossibile una razionale amministrazione dell’eredità, specialmente nei
rapporti con i terzi (Rep. __________206 con riferimenti). Il compito del
rappresentante è quello di curare gli interessi della comunione ereditaria tutelandone
i diritti verso l’esterno al posto dei comunisti non unanimi, senza il potere di
intervenire nelle vertenze che sorgono tra di essi  (loc. cit.). Il giudice non
deve necessariamente nominare un rappresentante se un erede ne fa domanda, ma
deve valutare, secondo il suo apprezzamento, l’opportunità della richiesta
(Rep. __________ 220; Tuor/Picenoni,
Berner Kommentar, n. 49 ad art. 602).

 

 

                                   4.   Dal fascicolo
processuale risulta che i beni della successione attualmente indivisi
consistono in un immobile locativo a __________, in un’abitazione a __________,
in quattro boschi a __________, __________, a __________ e a __________ e in un
conto intestato alla comuni__________ di __________ (cfr. brevetto n.
__________del notaio __________).

 

                                         Ora, non è contestato che
__________ ha di fatto amministrato, almeno fino alla primavera del 1994 con
l’accordo di tutti i coeredi, i beni della successione (doc. H e L). Che prima
di allora vi fossero divergenze di vedute tra i coeredi sulla gestione della
sostanza immobiliare o che si siano create delle situazioni insolubili che
hanno reso impossibile l’amministrazione della stessa non risulta. Non è
neppure stato affermato che l’attuale amministrazione metta, o abbia messo, in
pericolo il valore dei beni della successione, oppure che gli immobili si
trovino in una situazione di incuria tale da necessitare interventi sui quali
gli eredi discordano. Da quanto risulta dagli atti le divergenze tra le parti
sono dovute essenzialmente al fatto che alcuni di loro occupano immobili di
spettanza della successone traendone vantaggi (doc. I), ma ciò non significa, e
neppure l’appellante pretende, che gli eredi non riescano ad accordarsi sulla
loro normale manutenzione, amministrazione e locazione. 

                                         

                                         Del resto la nomina di un
rappresentante della comunione è prevista per evitare la paralisi della stessa,
in particolare in caso di divergenze o di difficoltà nel raggiungere un erede (Piotet, op. cit., pag. 122 in fondo),
ciò che non risulta nel caso concreto. Le pigioni sono regolarmente incassate e
all’appellante è stato esibito un rendiconto, ancorché succinto, sui redditi
delle proprietà e le sono stati versati fr. 30’000.­­­­­–, corrispondenti alla
quota parte dell’eredità (doc. M e doc. 3 inc. n. __________richiamato). Come
correttamente ritenuto dal primo giudice, i disagi causati agli inquilini dello
stabile di __________ sono stati causati dall’appellante stessa, che dopo anni
di pacifica amministrazione ha comunicato loro la modifica delle modalità di
riscossione delle pigioni (doc. H). Certo, è verosimile che la causa di
divisione sarà lunga e laboriosa, ma allo stato attuale delle cose la nomina di
un rappresentante non appare indispensabile per una razionale amministrazione
della successione. Contrariamente all’opinione dell’appellante la richiesta è
intesa a risolvere dissensi interni, in particolare quello relativo al mancato
accordo in merito alla rimunerazione a favore della comunione ereditaria per il
godimento da parte di due coeredi di immobili di spettanza della successione
(petizione pag. 7; appello pag. 5; doc. I e L). Che tale dissenso comporti l’impossibilità
di una razionale amministrazione dell’eredità non è neppure preteso, di modo
che la nomina di un rappresentante non giustificata per evitare attriti tra
coeredi (Tuor/Picenoni, op. cit.,
n. 52 ad art. 602), deve essere negata. Si aggiunga infine che gli addebiti
mossi a __________ di non attuare un’amministrazione razionale (appel-lo pag.
8) sono irricevibili in quanto addotti per la prima volta in questa sede (art.
321 cpv. 1 lett. b CPC). Ciò posto, l’appello su questo punto si rivela sprovvisto
di buon diritto. 

 

                                   5.   L’appellante si
duole infine dell’addebito delle ripetibili relative alla domanda di merito,
che il Pretore ha  fissato in fr. 200.–. Essa sostiene – per quanto è dato di
capire – che il Pretore avrebbe dovuto assegnare ripetibili alla controparte
una sola volta per la nomina di un rappresentante della successione, poiché il
disciplinamento cautelare durerebbe fino alla divisione dell’eredità. La
doglianza è infondata già per il fatto che, dopo la divisione, la nomina di un
rappresentante non avrebbe più senso. Giustamente il Pretore ha statuito quindi
nel merito.

                                         

                                         Più delicata è la
questione relativa alla disciplina cautelare. La procedura intesa alla nomina
di un rappresentante della comunione ereditaria è infatti quella contenziosa in
camera di consiglio (art. 4 n. 12 LAC), come quella relativa all’azione di
divisione (art. 475 CPC). Essa consta perciò di un’unica udienza (se non vi
sono prove da assumere: art. 363 CPC), che in concreto ha avuto luogo l’8
luglio 1994. Statuendo il 18 luglio 1994 sul merito, il Pretore non aveva più
motivo tuttavia per giudicare in via cautelare. In altri termini: il 18 luglio
1994 il Pretore ha respinto la postulata nomina di un rappresentante della
comunione; non avendo nominato alcun rappresentante prima di allora, il procedimento
cautelare diveniva caduco con l’emanazione della sentenza di merito. Ci si
potrebbe chiedere quindi se per il procedimento cautelare si giustificasse di
riscuotere una tassa di giustizia e di assegnare ripetibili. La questione può
rimanere indecisa poiché l’appellante non contesta il giudizio su spese e
ripetibili riguardanti il dispositivo n. 1 della sentenza impugnata (disciplina
cautelare), bensì il giudizio su spese e ripetibili riguardante il dispositivo
n. 2 (merito). Ora, sul merito della postulata nomina l’appellante soccombe,
ciò che legittima una suddivisione degli oneri processuali (art. 148 cpv. 2
CPC). Nell’appel-lo l’istante non censura tale riparto, ma sostiene – a torto –
di non dover pagare nulla, tanto meno a titolo di ripetibili, poiché sussisterebbe
il regime cautelare. Simile opinione però non ha fondamento. Anche su
quest’ultimo punto il gravame è destinato pertanto all’insuccesso.

                                         

                                   6.   Gli oneri del
presente giudizio seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC) e sono posti a
carico dell’appellante, soccombente, che dovrà rifondere alla controparte un
adeguato importo per ripetibili di appello.

 

 

Per
questi motivi,

 

vista
sulle spese anche la tariffa giudiziaria

 

pronuncia:

 

                                   1.   L’appello è respinto
e la sentenza impugnata è confermata.

 

                                   2.   Gli oneri del
presente giudizio, consistenti in:

                                         a) tassa di giustizia                      fr.    350.–

                                         b)                                                    fr.      50.–

                                                                                                fr.    400.–

 

                                         sono posti a carico
dell’appellante che rifonderà alla controparte l’importo di fr. 600.– a titolo
di ripetibili di appello.

 

                                   3.   Intimazione a:

                                         - avv. __________,
__________;

                                         - avv. __________,
__________.

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 4.

 

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La segretaria