# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** be41ca38-2d2a-51c2-ad09-f46043b701b9
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-05-18
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Strafkammer 18.05.2021 SK2 2020 59
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_005_SK2-2020-59_2021-05-18.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

Ordinanza del 18 maggio 2021

N. d'incarto SK2 20 59

Istanza Seconda Camera penale

Composizione Hubert, presidente
Cavegn e Bergamin
Baldassarre, attuario

Parti A._____
reclamante
patrocinato dall'avv. Tiziana Meyer-Tomassini
Via Luvini 4, casella postale 6119, 6901 Lugano 

Oggetto guida in stato di inattitudine giusta l'art. 91 cpv. 2 lett. a LCStr etc.

Atto impugnato conferma dell'ordine di prelievo del sangue e delle urine 
07.12.2020 della Procura pubblica dei Grigioni, comunicata 
l'08.12.2020 (n. d'incarto VV.2020.760)

Comunicazione 19 maggio 2021

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Ritenuto in fatto:

A. Alle ore 06:05 del 1° gennaio 2020 la Polizia cantonale dei Grigioni ha ese-
guito un test etilometrico precursore nei confronti di A._____, tramite il quale è 
stato rilevato un tasso alcolemico di 1.05 mg/l, seguito da un test etilometrico pro-
batorio alle ore 06:43 dello stesso giorno, per mezzo del quale è stato rilevato un 
tasso alcolemico di 0.91 mg/l.

B. Alle ore 07:25 del medesimo giorno, il Procuratore pubblico di picchetto 
B.________ ha ordinato il prelievo del sangue e delle urine di A._____.

C. Con decisione del 7 dicembre 2020, comunicata il giorno seguente e notifi-
cata alla patrocinatrice di A._____ il 9 dicembre 2020, la Procura pubblica dei Gri-
gioni (in seguito: Procura pubblica) ha confermato l'ordine di prelievo del sangue e 
delle urine.

D. Il 21 dicembre 2020 A._____ (in seguito: reclamante) ha interposto reclamo 
contro la conferma dell'ordine di prelievo di sangue e delle urine, postulandone la 
cassazione, con protesta di tasse, spese e ripetibili.

E. Nelle sue osservazioni del 5 gennaio 2021 la Procura pubblica ha postulato 
la reiezione del reclamo.

Considerando in diritto:

1.1.1. L'ammissibilità dell'impugnazione di una decisione ai sensi degli 
artt. 379 segg. CPP presuppone segnatamente che il ricorrente abbia un interesse 
giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifica della stessa 
(art. 382 cpv. 1 CPP). Ne consegue che la disposizione di una misura coercitiva 
non è di principio più impugnabile in seguito all'esecuzione della stessa, non sus-
sistendo più un interesse attuale e pratico all'esame della relativa questione (cfr. 
TC GR SK2 19 69 del 25.11.2019 consid. 1.2, con rimandi; TF 1B_351/2012 del 
20.09.2012 consid. 2.3; Patrick Guidon, Die Beschwerde gemäss Schweizerischer 
Strafprozessordnung, Zurigo/San Gallo 2011, n. 244).

Tenor giurisprudenza del Tribunale federale un interesse giuridicamente protetto 
all'annullamento di un provvedimento coercitivo può essere eccezionalmente dato 
anche in seguito alla conclusione dello stesso, nella misura in cui la sua liceità non 
possa più essere successivamente esaminata (garanzia della via giudiziaria; 
art. 29a Cost.) o si ponesse una questione giuridica d'importanza fondamentale e 
d'interesse pubblico, il cui esame in un caso concreto sarebbe altrimenti essen-

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zialmente impossibile (cfr. TC GR SK2 19 69 del 25.11.2019 consid. 1.2, con ri-
mandi alla giurisprudenza del Tribunale federale).

1.1.2. Nella fattispecie il reclamante chiede la cassazione della conferma dell'ordi-
ne di prelievo del sangue e delle urine (act. A.1 pag. 9). Si rileva tuttavia che il pre-
lievo del sangue e delle urine è già stato effettuato in data 1° dicembre 2020 
(act. PP 3, 1 pag. 3 in alto; act. PP 3, 6 segg.). Di principio non sussiste pertanto 
un interesse attuale e pratico all'annullamento del provvedimento.

Essendo la via giudiziaria garantita nel caso di specie tramite l'art. 431 cpv. 1 CPP 
– nel contesto del quale un'eventuale illiceità del provvedimento in esame potreb-
be ancora essere esaminata dal giudice di merito – e non ponendosi una questio-
ne giuridica d'importanza fondamentale, il reclamante non è nemmeno legittimato 
in via eccezionale a chiedere l'annullamento del provvedimento coercitivo in esa-
me (TC GR SK2 16 37 del 02.06.2017 consid. 1.d.cc). 

1.1.3. Assente un interesse giuridicamente protetto attuale all'annullamento della 
decisione impugnata, il reclamo dev'essere dichiarato inammissibile (cfr. 
TC GR SK2 19 69 del 25.11.2019 consid. 1.2.1).

1.2.1. Il reclamante avrebbe potenzialmente disposto di un interesse giuridica-
mente protetto attuale qualora avesse chiesto l'accertamento dell'illiceità dell'ordi-
ne di prelievo del sangue e delle urine, potendo il prelievo eventualmente pregiu-
dicare a suo discapito l'esito del procedimento penale (cfr. TC GR SK2 19 69 del 
25.11.2019 consid. 1.2.2). 

1.2.2. Nondimeno, anche qualora avesse formulato tale richiesta (quod non) o la 
medesima dovesse poter essere considerata implicitamente contenuta – come 
questione pregiudiziale – nel petito da lui formulato, il reclamante avrebbe dovuto 
almeno motivare in tal senso il reclamo, posto come l'onere di motivazione a lui 
incombente include segnatamente anche l'onere di motivare la sua legittimazione 
a ricorrere (Guidon, op. cit., n. 216; TF 1B_351/2012 del 20.09.2012 con-
sid. 2.3.1). Egli avrebbe dovuto in altre parole indicare in che modo la disposizione 
del prelievo del sangue e delle urine avrebbe potuto pregiudicare in suo sfavore 
l'esito del procedimento penale.

1.2.3. Quanto appena illustrato vale a maggior ragione in considerazione della 
circostanza che il reclamante era patrocinato, dovendo essere pertanto esigibile 
dal medesimo la formulazione di un petito corretto o – perlomeno – una motiva-
zione esaustiva del reclamo.

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1.2.4. Nella misura in cui il reclamante avesse implicitamente postulato l'accerta-
mento dell'illiceità della decisione impugnata, egli non avrebbe sufficientemente 
motivato la relativa richiesta. Anche per tale ragione, il reclamo dev'essere dichia-
rato inammissibile.

1.3. Infine, nella misura in cui il reclamante fa valere che il prelievo del sangue e 
delle urine sia avvenuto in violazione degli art. 139 seg. CPP e le prove siano per-
tanto inutilizzabili ex art. 141 CPP (act. A.1 n. IV./4), tale petito si rivela già di per 
sé inammissibile. Si ricorda infatti che la decisione in merito all'utilizzabilità di pro-
ve illegittimamente acquisite compete al giudice di merito ed esula pertanto dalla 
competenza dell'istanza di reclamo (TC GR SK2 19 69 del 25.11.2019 consid. 1.3 
con rimandi).

1.4. Da quanto precede discende che il reclamo dev'essere dichiarato inammis-
sibile.

2.1. Anche qualora fosse ammissibile, il reclamo andrebbe respinto.

2.2.1. Nella procedura penale il prelievo di sangue e delle urine costituisce un 
provvedimento coercitivo e un'ispezione corporale (artt. 196 segg. CPP; artt. 251 
seg. CPP; Daniel Kaiser, Die Blutprobe im Strassenverkehr, in: Strassenver-
kehr 2/2017, pag. 5). Giusta l'art. 197 cpv. 1 CPP provvedimenti coercitivi possono 
essere adottati solamente laddove sono previsti dalla legge (lett. a), vi sono suffi-
cienti indizi di reato (lett. b), gli obiettivi con essi perseguiti non possono essere 
raggiunti mediante misure meno severe (lett. c) e l’importanza del reato li giustifica 
(lett. d).

Base legale per la disposizione, il prelievo e l'esame di campioni di sangue e delle 
urine nel contesto della circolazione stradale sono, oltre all'art. 55 LCStr, gli 
artt. 12 e 12a dell'Ordinanza sul controllo della circolazione stradale (OCCS; 
RS 741.013). Il prelievo del sangue e delle urine deve essere segnatamente di-
sposto laddove sussistono indizi di inabilità alla guida non attribuibili o non unica-
mente attribuibili all’influsso dell’alcol (cfr. art. 12a OCCS), nonché laddove il risul-
tato dell’accertamento etilometrico è pari o superiore a 0.15 mg/l e si sospetta che 
la persona interessata abbia guidato in stato di ebrietà un veicolo due o più ore 
prima del controllo (art. 12 cpv. 1 lett. b OCCS). Laddove il conducente del veicolo 
non può essere stabilito, possono essere sottoposte a tale provvedimento coerciti-
vo tutte le persone da non escludere a tal fine (art. 12b OCCS).

2.2.2. Dal rapporto della Polizia cantonale si evince che il reclamante è stato sot-
toposto alle ore 06:05 a un accertamento etilometrico con etilometro precursore – 

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per mezzo del quale è stato rilevato un tasso alcolemico di 1.05 mg/l – e alle ore 
06:43 a un accertamento etilometrico con etilometro probatorio, per mezzo del 
quale è stato rilevato un tasso alcolemico di 0.91 mg/l (act. PP 3, 1 pag. 2 in fine; 
cfr. per la base legale dell'accertamento etilometrico art. 10a segg. OCCS). Inoltre 
il test rapido DrugWipe – così come in seguito il test delle urine di conferma – da-
va esito positivo alla cocaina (act. PP 3, 1 pag. 3 primo paragrafo). 

Sulla base di tali risultati e sulla base della fattispecie descrittagli, riportata nel 
rapporto della Polizia cantonale, il Procuratore pubblico di picchetto ha ordinato 
telefonicamente il prelievo del sangue e delle urine (act. PP 3, 1 e 3, 4 - 3, 6). Da-
gli atti – e in particolare dal predetto rapporto – si evince peraltro che non solo il 
reclamante, figlio della detentrice del veicolo il cui conducente era fuggito verso il 
torrente in seguito al controllo, si trovava al momento del fermo in prossimità del 
veicolo e in possesso delle chiavi del medesimo – circostanze queste che avreb-
bero già di per sé costituito sufficienti indizi per la disposizione di un provvedimen-
to probatorio coercitivo –, ma che gli agenti erano persino certi, sulla base del suo 
apparire, che si trattasse del conducente dell'autovettura controllata (act. PP 3, 1 
pag. 2). 

Al momento della disposizione del prelievo del sangue e delle urine i requisiti dell'-
art. 55 LCStr e degli artt. 12 cpv. 1 lett. b e 12a OCCS erano pertanto senz'altro 
adempiuti. Sussistevano inoltre sufficienti indizi di reato ai sensi dell'art. 197 
cpv. 1 lett. b CPP. La misura si rivela infine anche adeguata all'importanza del rea-
to (art. 197 cpv. 1 lett. d CPP), costituendo la guida nell'importante stato d'altera-
zione rilevato nella fattispecie un delitto di elevata pericolosità per la pubblica sicu-
rezza e per l'incolumità fisica degli altri utenti della strada (cfr. Kaiser, op. cit., 
pag. 18).

2.2.3. Da quanto precede discende che l'ordine di prelievo del sangue e delle uri-
ne era senz'altro legittimo, ragion per cui la conferma scritta del medesimo, ogget-
to della decisione impugnata, si rivela inopinabile.

2.3.1. Le relative censure del reclamante sono inadatte a inficiare tale conclusio-
ne, rivelandosi irrilevanti ai fini dell'esame della legittimità dell'ordine di prelievo del 
sangue e delle urine, oltreché infondate.

2.3.2. Il reclamante censura innanzitutto che il controllo da parte della Polizia can-
tonale non sarebbe stato preventivo, non essendo stato il veicolo della pattuglia 
della Polizia cantonale a suo dire visibile dal parcheggio (act. A.1 n. II./1).

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Egli non indica tuttavia in alcun modo perché tale circostanza dovrebbe essere di 
rilievo per la questione della liceità della disposizione del provvedimento coercitivo 
in esame. Non essendo un tale motivo neppure ravvisabile, un ulteriore esame 
della relativa censura si rivela superfluo.

2.3.3. Il reclamante censura anche diverse asserite incongruenze nella ricostru-
zione degli eventi da parte delle autorità inquirenti, segnatamente in relazione alle 
dichiarazioni degli agenti di polizia coinvolti (act. A.1 n. II./2).

Anche in relazione alla censura in esame il reclamante omette d'indicare perché la 
circostanza allegata dovrebbe essere di rilievo nel contesto dell'esame della liceità 
della disposizione del provvedimento coercitivo oggetto del presente procedimen-
to. Per contro, come già illustrato, al momento dell'ordine del prelievo di sangue e 
delle urine i presupposti per la disposizione di tale provvedimento erano manife-
stamente adempiuti (cfr. consid. 2.2 supra). Infine, eventuali contraddizioni nelle 
dichiarazioni degli agenti – rese in seguito al prelievo del sangue e delle urine del 
reclamante – potrebbero rivelarsi rilevanti nel contesto della valutazione delle pro-
ve da parte del giudice di merito; esse sono tuttavia prive di qualsiasi rilievo in re-
lazione all'esame della liceità della disposizione del provvedimento impugnato.

2.3.4. Il reclamante censura inoltre di esser stato incapace d'intendere e di volere 
al momento dell'interrogatorio eseguito dalla Polizia cantonale, avendo avuto pro-
blemi di stomaco e avendo dovuto rimettere (act. A.1 n. II./3; cfr. anche act. A.1 
n. IV./4).

Le dichiarazioni rese dal reclamante in sede d'interrogatorio sono a loro volta irri-
levanti ai fini dell'ordine di un prelievo del sangue e delle urine, ragion per cui la 
questione non necessita di ulteriore approfondimento. Come già illustrato, i pre-
supposti legali per la disposizione di tale provvedimento coercitivo, segnatamente i 
risultati positivi di entrambi i test etilometrici e del test antidroga, erano manifesta-
mente adempiuti (cfr. consid 2.2 supra). 

2.3.5. Il reclamante sostiene altresì di aver seguito le istruzioni della Polizia can-
tonale e di non aver tentato d'impedirne gli accertamenti (act. A.1 n. II./4). Oltre a 
essere in conflitto con quanto rilevato nel rapporto della Polizia cantonale (cfr. 
act. PP 3, 1 pag. 3: "durante tutto il controllo e durante gli interrogatori, 
A.________ si comportava in modo non collaborativo usando anche un linguaggio 
scurrile"), la rilevanza dell'asserzione di tale circostanza per la questione della li-
ceità del provvedimento coercitivo in esame non è né motivata dal reclamante, né 
peraltro in alcun modo ravvisabile.

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2.3.6. Il reclamante censura quindi diversi aspetti della comunicazione della Pro-
cura pubblica alle parti del 30 novembre 2020 (act. A.1 n. III). La Procura pubblica 
vi avrebbe erroneamente rilevato che il reclamante sarebbe stato riconosciuto da-
gli agenti della Polizia cantonale quale conducente; a suo avviso, essa avrebbe 
dovuto invece analizzare l'affermazione fatta dagli agenti alla luce di tutte le circo-
stanze risultanti dagli atti, in particolare dalla documentazione fotografica e dalla 
posizione della luna, oltre che dalle planimetrie, ivi incluse quelle con gli appunti 
dei due agenti interrogati, nonché dagli interrogatori degli agenti coinvolti. Da tali 
atti emergerebbe essenzialmente che l'identità tra la persona in fuga verso il tor-
rente e quella fermata – ovverosia il reclamante – non sarebbe stata dimostrata, 
tantomeno l'identità tra il medesimo e il conducente dell'automobile oggetto del 
controllo della polizia, ragion per cui la Procura pubblica non avrebbe potuto con-
fermare a posteriori l'ordine di prelievo del sangue e delle urine.

Si ricorda innanzitutto che la comunicazione della Procura pubblica alle parti del 
30 novembre 2020 costituiva prettamente una notifica alle parti ai sensi dell'-
art. 318 cpv. 1 CPP, tramite la quale la Procura pubblica si limitava a comunicare 
di voler trasmettere la l'incarto al Tribunale regionale in applicazione degli artt. 355 
cpv. 3 lett. a e 356 cpv. 1 CPP. Tale comunicazione è pertanto di per sé inimpu-
gnabile (art. 318 cpv. 3 CPP), oltre a non costituire – a sua volta – oggetto del 
presente procedimento. 

Nella misura in cui il reclamante fa valere che l'identità tra il conducente dell'auto-
vettura – rispettivamente la persona in fuga verso il torrente – e lui stesso non 
avrebbe potuto essere dimostrata (act. A.1 n. III pag. 6 a partire dal terzo paragra-
fo), egli si fonda peraltro nuovamente su interrogatori effettuati in seguito al prelie-
vo del sangue e delle urine. Tali circostanze non possono essere tuttavia rilevanti 
per l'esame della liceità della disposizione del provvedimento in esame.

È infine opportuno ricordare nuovamente che, in ogni caso, al prelievo del sangue 
e delle urine non può essere sottoposto solamente il conducente di un veicolo. 
Laddove il conducente del veicolo non può essere stabilito, possono essere infatti 
sottoposte a tale provvedimento coercitivo tutte le persone da non escludere a tal 
fine (art. 12b OCCS; Kaiser, op. cit., pagg. 5 seg.). Dalle circostanze descritte dal-
la polizia e dal reclamante non era (e non è tuttora) possibile escludere che il re-
clamante fosse il conducente dell'autovettura oggetto del controllo della polizia. Al 
contrario, la ricostruzione degli agenti, i quali si dichiarano certi dell'identità del 
reclamante quale conducente e fuggitivo, appare – almeno prima facie – attendibi-
le, in ogni caso più attendibile della ricostruzione del reclamante.

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2.3.7. Il reclamante fa inoltre valere che i presupposti per un arresto provvisorio 
non sarebbero stati nella fattispecie adempiuti, ragion per cui la Polizia cantonale 
non avrebbe a suo avviso potuto neppure sottoporlo al prelievo del sangue e delle 
urine (act. A.1 n. IV./1 e IV./2 prima frase). 

Come precedentemente illustrato, i presupposti per la disposizione di un prelievo 
del sangue e delle urine – esclusivamente rilevanti nel presente procedimento e 
conclusivamente enumerati all'art.197 CPP, all'art. 55 LCStr e agli artt. 12 e 
12a OCCS – erano adempiuti nel caso di specie (cfr. consid. 2.2 supra).

A titolo abbondanziale si ricorda in ogni caso che la polizia può arrestare provviso-
riamente e condurre al posto di polizia chiunque sia indiziato, in base alle indagini 
o ad altre informazioni attendibili, di un crimine o di un delitto (art. 217 
cpv. 2 CPP). Tenendo conto dei sostanziali indizi a carico del reclamante (cfr. 
consid. 2.2.2 supra) e della circostanza che i reati imputatigli costituiscono delitti, 
la Polizia cantonale poteva pertanto senz'altro anche disporne l'arresto provviso-
rio.

2.3.8. Il reclamante sembrerebbe voler altresì censurare in tal contesto la circo-
stanza che il prelievo delle urine sarebbe stato eseguito dalla polizia, nella perso-
na dell'agente C.________, malgrado l'art. 252 CPP statuisca che le ispezioni 
corporali e gli interventi nell’integrità fisica debbano essere effettuate da un medi-
co o da altro personale medico specializzato (cfr. act. A.1 n. IV./2 seconda frase e 
IV./3).

La censura del reclamante – così come la norma invocata (cfr. già solo la margi-
nale dell'art. 252 CPP) – concerne l'esecuzione del prelievo delle urine. La liceità 
dell'esecuzione di tale provvedimento non è tuttavia oggetto della presente proce-
dura di reclamo, riguardante invece esclusivamente la liceità della disposizione del 
provvedimento impugnato. La censura è pertanto irrilevante ai fini del giudizio.

Al reclamante sembra in ogni caso sfuggire che il prelievo delle urine è stato nella 
fattispecie effettuato da lui stesso su istruzione del Dr. med. D.________, il quale 
ha personalmente effettuato il prelievo del sangue; l'agente di polizia C.________ 
ha per contro solamente sorvegliato la raccolta del campione d'urina (act. PP 3, 6 
e 3, 7). Tale modus operandi ottempera alle disposizioni dell'art. 14 cpv. 1 OCCS 
(cfr. OGer ZH SB170196 del 18.12.2017 consid. 1.1). Già solo per questo motivo, 
la censura si rivela anche infondata.

2.3.9. Il reclamante fa inoltre valere che l'art. 215 CPP permette alla polizia di 
fermare una persona e se necessario condurla al posto di polizia al fine di far luce 

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su un reato e d'interrogarla brevemente, non permettendo invece alla medesima di 
prelevare urine e disporre un prelievo di sangue laddove – come a suo avviso il 
caso nella fattispecie – la persona non fosse alla guida di un autoveicolo e non vi 
fosse sicurezza che ne avesse condotto uno (act. A.1 n. IV./8). 

Si rileva innanzitutto che anche questa censura del reclamante non concerne la 
liceità della disposizione del provvedimento in esame, bensì solamente dell'esecu-
zione dello stesso, rivelandosi pertanto a sua volta irrilevante ai fini del presente 
giudizio (cfr. anche consid. 2.3.8 secondo paragrafo supra).

Pur essendo patrocinato, il reclamante sembra inoltre ignorare che la base legale 
per la disposizione di prelievi del sangue e delle urine nel contesto di reati relativi 
alla circolazione stradale è costituita dall'art. 55 LCStr e dagli artt. 12 e 12a OCCS, 
disposizioni che non trovano infatti alcuna menzione nel reclamo e la cui violazio-
ne non è pertanto neppure censurata.

Contrariamente a quanto ritenuto dal reclamante – e come in precedenza esposto 
– i presupposti di tali norme erano nella fattispecie adempiuti (cfr. con-
sid. 2.2 supra).

2.3.10. Il reclamante censura altresì una violazione dell'art. 6 CPP, non avendo la 
Procura pubblica a suo dire considerato quanto emerso a discarico dell'imputato, 
con particolare riferimento alla documentazione fotografica prodotta dall'imputato e 
a quanto emerso dagli interrogatori degli agenti (act. A.1 n. IV./5).

L'art. 6 CPP concerne il principio della verità materiale. In virtù del secondo capo-
verso di tale norma le autorità penali accertano con la medesima cura le circo-
stanze a carico e a discarico dell'imputato. La disposizione del prelievo del sangue 
e delle urine serviva d'altronde esattamente a tale scopo. Il risultato dei relativi 
accertamenti avrebbe potuto andare tanto a carico quanto a discarico dell'imputa-
to. La censura si rivela pertanto infondata, nella misura in cui è rilevante ai fini del 
giudizio.

La rilevanza della documentazione fotografica allegata al reclamo per la questione 
della liceità della disposizione del prelievo del sangue e delle urine non è motivata 
dal reclamante, né invero ravvisabile.

2.3.11. Il reclamante sembra infine voler censurare una violazione dell'art. 10 CPP 
(act. IV./6). Egli non indica tuttavia per quale motivo tale norma dovrebbe essere 
violata nel caso di specie, limitandosi a riprodurne il contenuto e a ricordare che la 
presunzione d'innocenza statuita al primo capoverso valga anche per la polizia 

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(primo paragrafo) e costituisca un caposaldo dell'ordinamento giuridico nazionale 
e internazionale (secondo paragrafo). 

La presunzione d'innocenza (art. 10 cpv. 1 CPP) vale solo in modo limitato nella 
procedura preliminare; non è possibile pretenderne il rispetto segnatamente in 
relazione a provvedimenti coercitivi ai sensi degli artt. 196 segg. CPP (Paolo Ber-
nasconi, in: Bernasconi et al. [edit.], Commentario al Codice svizzero di procedura 
penale, Zurigo/San Gallo 2010, n. 13 ad art. 10 CPP), caso che ricorre appunto 
nella fattispecie. Le ulteriori disposizioni della norma invocata concernono la valu-
tazione delle prove (cfr. art. 10 cpv. 2 e 3 CPP).

Non si comprende cosa il reclamante intenda dedurre in suo favore da tale censu-
ra. Oggetto del presente procedimento non è né la valutazione delle prove né pe-
raltro l'accertamento di una fattispecie, bensì solamente la liceità della disposizio-
ne dell'assunzione di prove tramite prelievo di sangue e delle urine, per la quale 
bastano sufficienti indizi di reato (cfr. consid. 2.2 supra).

2.4. Il reclamante ritiene essere nella fattispecie dato un caso di denegata e 
ritardata giustizia (act. A.1 n. IV./10). Essendo il procedimento stato aperto in data 
1° gennaio 2020, un tale caso non appare ancora evidentemente dato né al mo-
mento della presente decisione, né tantomeno al momento della conferma del pre-
lievo del sangue e delle urine. La censura è peraltro a sua volta irrilevante ai fini 
del presente giudizio (si veda anche quanto rilevato al consid. 2.3 supra).

3. In applicazione dell'art. 8 dell'Ordinanza sugli emolumenti in cause penali 
(OECP; CSC 350.210), la tassa di giustizia per la procedura di reclamo è fissata in 
CHF 1'500.00. In virtù dell'art. 428 cpv. 1 CPP, le spese processuali per la relativa 
procedura vanno a carico del reclamante.

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La Seconda Camera penale pronuncia:

1. Il reclamo è inammissibile.

2. Le spese della procedura di reclamo, di CHF 1'500, vanno a carico di 
A._____.

3. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia penale ai 
sensi dell'art. 78 LTF. Il ricorso è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 
Losanna 14, per scritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione 
con il testo integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per 
l'ammissibilità, il diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso 
fanno stato gli artt. 29 segg., 78 segg. e 90 segg. LTF.

4. Comunicazione a: