# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 96b2d5bf-307b-588e-9fac-f2f84f2896b5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-10-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 26.10.2005 52.2005.34
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2005-34_2005-10-26.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2005.34

   

  	
  Lugano

  26 ottobre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 4 febbraio 2005 della

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinata da: PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 5 gennaio 2005 con cui l'Ufficio
  dell'ispettorato del lavoro (UIL) ha risolto, sotto comminatoria della pena
  prevista dall'art. 292 CPS, di richiamare la ricorrente al rispetto degli
  art. 18, 19 cpv. 3, 20, 31 cpv. 4 LL, 21 e 59 OLL1, e ha disposto la
  trasmissione al Ministero pubblico dell'incarto per infrazione al divieto di
  lavoro domenicale dei giovani e degli apprendisti;

  

 

 

vista la risposta 18 febbraio
2005 dell'UIL;

 

 

considerata la replica 4
aprile 2005 della ricorrente e la duplica 15 aprile 2005 dell'UIL;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

che il 30 novembre 2004 l'UIL ha effettuato un
controllo presso gli uffici della RI 1 , ditta attiva nel commercio all'ingrosso
e al dettaglio di generi alimentari e non, per verificare se in occasione delle
aperture domenicali prenatalizie del supermercato __________ di __________, avvenute
nel corso del 2003, erano state rispettate le condizioni imposte dalla legge
federale sul lavoro nell'industria, nell'artigianato e nel commercio del 13
marzo 1964 (LL);

che da questo esame è emerso che la ditta aveva disatteso su alcuni punti le
norme previste dalla legislazione federale sul lavoro;

che, in particolare, nel suo rapporto del 6 dicembre 2005 l'UIL ha constatato
che:

- numerosi dipendenti erano stati impiegati domenica 4 gennaio 2004 per
l'allestimento dell'inventario delle merci, senza che la ricorrente avesse
chiesto la necessaria autorizzazione;

- non tutti i lavoratori e le lavoratrici avevano beneficiato del supplemento
salariale del 50%, per il lavoro prestato in occasione delle aperture
domenicali prenatalizie;

- un centinaio di dipendenti, che avevano lavorato nelle domeniche prima di
natale, non avevano beneficiato del riposo compensativo per il lavoro prestato
e/o avevano lavorato per più di 6 giorni consecutivi e/o avevano superato la
durata settimanale massima;

- due lavoratrici, ancora diciannovenni al momento dei fatti, erano state impiegate
per le aperture domenicali prenatalizie e/o per l'allestimento dell'inventario
delle merci, avvenuto domenica 4 gennaio 2004;

 

che, raccolte le osservazioni della RI 1,
con decisione 5 gennaio 2005 l'UIL ha richiamato quest'ultima ditta al rispetto
delle norme legali in materia di lavoro, e segnatamente degli art. 18 LL (divieto
del lavoro domenicale), 19 cpv. 3 LL (deroghe al divieto del lavoro
domenicale), 20 LL (domenica libera e riposo compensativo), 21 OLL1 (giorno di
riposo settimanale o giorno di riposo compensativo per il lavoro domenicale e
il lavoro nei giorni festivi), 31 cpv. 4 LL (durata del lavoro per i giovani) e
59 OLL1 (lavoro domenicale dei giovani), sotto comminatoria della pena prevista
dall'art. 292 CPS;

che l'autorità di prime cure ha inoltre reso attenta l'interessata del fatto
che il mancato rispetto delle condizioni indicate in un permesso in deroga ai
normali orari di lavoro avrebbe potuto avere quale conseguenza il rifiuto per
un tempo determinato di ulteriori permessi e che per l'infrazione al divieto di
lavoro domenicale dei giovani e degli apprendisti, l'incarto sarebbe stato trasmesso
al Ministero pubblico;

che avverso questa decisione, la RI 1 insorge ora dinanzi al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento; pur riconoscendo di avere
impiegato senza permesso il proprio personale domenica 4 gennaio 2004 per allestire
l'inventario delle merci presenti nel supermercato di __________, contesta il
provvedimento sostenendo che in ogni caso essa adempiva le condizioni per
l'ottenimento di una simile autorizzazione in deroga; critica poi i rimanenti
rimproveri formulati dall'autorità cantonale, adducendo a questo proposito una
serie di argomenti che non è necessario qui evocare;

che all'accoglimento del gravame si oppone l'UIL con motivi di cui si dirà, per
quanto necessario, in seguito.

che in sede di replica l'insorgente ha dichiarato di voler mantenere il proprio
gravame contro la decisione impugnata, unicamente nella misura in cui quest'ultima
la esorta al rispetto delle disposizioni legali di cui agli art. 18 e 19 LL: a
questo proposito essa ribadisce e sviluppa le proprie tesi ricorsuali

che con duplica del 15 aprile 2005 l'UIL si è dal canto suo riconfermato nelle
proprie precedenti allegazioni e domande di giudizio;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

che la competenza del Tribunale cantonale
amministrativo è data dall’art. 26 cpv. 2 della legge cantonale sul lavoro
(Llav); oggetto dell’impugnativa è infatti un provvedimento amministrativo fondato
sull'art. 51 cpv. 2 LL;

che la legittimazione ad agire della ditta
ricorrente, destinataria della decisione impugnata, è pacifica (art. 43 PAmm)

che il ricorso, tempestivo (art. 56 LL), è dunque ricevibile in ordine; non
essendovi contestazione sui fatti, può essere evaso senza istruttoria (art. 18
PAmm).

che, come esposto in narrativa, con la propria replica la ricorrente ha di
fatto riconosciuto i rimproveri dell'UIL di non aver versato ai suoi dipendenti
il supplemento salariale previsto dalla legge, di non aver concesso loro il
necessario tempo di riposo e di avere occupato di domenica delle lavoratrici
giovani; litigiosa in questa sede rimane dunque solamente la questione relativa
al mancato rispetto del divieto di lavoro domenicale in relazione all'allestimento
dell'inventario aziendale, avvenuto domenica 4 gennaio 2004;

che, giusta l'art. 18 cpv. 1 LL, di principio il lavoro è vietato nell'intervallo
che intercorre tra le 23 del sabato e 23 della domenica;

che tale divieto non è tuttavia assoluto: deroghe sono ammesse quando l’azienda
fornisce la prova dell’indispensabilità tecnica o economica o di un urgente bisogno
(art. 19 LL); la prova dell’indispensabilità è richiesta nei casi in cui motivi
tecnici o economici rendono necessario il lavoro domenicale regolare o periodico
(art. 19 cpv. 2 LL); la dimostrazione dell’urgente bisogno va invece fornita
quando il lavoro domenicale è soltanto temporaneo, ovvero occasionale (art. 19 cpv.
3 LL); costituisce lavoro temporaneo quello che sin dall’inizio è previsto per
una durata limitata (Walter Hug, Commentaire de la loi fédérale sur le travail,
ad art. 19 n. 4);

 

che nel caso di specie è incontestato che domenica 4 gennaio
2004 la ricorrente ha fatto svolgere a circa 80 suoi dipendenti i lavori per
l'allestimento dell'inventario delle merci presenti presso il suo supermercato
di __________;

che è altrettanto pacifico che ciò è avvenuto senza che essa fosse stata posta
al beneficio di un'autorizzazione che le permetteva di derogare al divieto di
lavoro sancito dall'art. 18 LL;

che già sulla base di queste emergenze il richiamo al rispetto degli art 18 e
19 LL, contenuto nella querelata decisione, appare del tutto giustificato;

che la questione di sapere se la ricorrente avesse o meno diritto
all'ottenimento del citato permesso è del tutto irrilevante nel contesto della
presente lite e come tale può rimanere aperta;

 

che determinante è in effetti unicamente il fatto che la RI 1,
benché a conoscenza delle regole e delle procedure vigenti in materia, ha occupato
di domenica i propri dipendenti, senza neppure chiedere alle competenti
autorità cantonali un permesso in tal senso;

che è pertanto di meridiana evidenza che con il suo agire la ricorrente non ha
rispettato quanto previsto dalle predette disposizioni federali;

 

che per questi motivi il gravame, manifestamente infondato, dev'essere
respinto, senza che si renda necessario entrare nel merito della questione di
sapere se l'esigenza di allestire l'inventario delle merci presenti in un
supermercato dia luogo o meno ad una situazione di urgente bisogno ai sensi
dell'art. 27 OLL1;

 

che, visto l'esito, la tassa di giustizia e le spese sono
poste a carico della ricorrente (art. 28 PAmm);

 

Per questi motivi,

visti gli art. 3, 18, 28, 43, 61 PAmm; 18, 19, 20, 31,
51 e 56 LL; 21 e 27 OLL1; 26 LLav;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese di fr. 800.- sono a carico della ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  ;

  . 

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  CO 1 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario