# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9e7918ef-a48e-59b0-8025-0607abf33f13
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-05-08
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 08.05.2017 RR.2017.21
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_RR-2017-21_2017-05-08.pdf

## Full Text

Sentenza dell’8 maggio 2017 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, presidente, 

Tito Ponti e Roy Garré,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A. SA, rappresentata dagli avv.ti Luigi Mattei e Pietro 

Croce,  

Ricorrente 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DEL CANTONE TICINO,  

Controparte 

 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all’Italia 

 

Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2017.21 

- 2 - 
 
 

 Fatti: 

A. Il 24 ottobre 2016 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vicenza ha 

presentato alla Svizzera una domanda d’assistenza giudiziaria, completata il 

14 novembre seguente, nell’ambito di un procedimento penale avviato nei con-

fronti di B. e altri per i reati di associazione per delinquere transnazionale plu-

riaggravata (art. 416 CP/I e L. n. 146/2006), bancarotta fraudolenta (art. 216 

Legge fallimentare italiana), emissione di fatture o altri documenti per operazioni 

inesistenti (art. 8 D. lgs. 10 marzo 2000, n. 74), dichiarazione fraudolenta me-

diante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2 D. lgs. 10 

marzo 2000, n. 74), occultamento o distruzione di documenti contabili (art. 10 

D. lgs. 10 marzo 2000, n. 74). In sostanza, gli indagati sono sospettati di avere 

a più riprese organizzato, promosso e comunque fatto parte di un’associazione 

per delinquere finalizzata alla commissione di un numero indeterminato di delitti 

in materia di bancarotta fraudolenta ai danni di svariate società e di frodi fiscali 

nel settore del commercio di prodotti hi-tech e di materie prime alimentari (emis-

sione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, omessa presentazione 

di dichiarazione, occultamento e distruzione di scritture contabili), sodalizio ope-

rante in più Paesi (Svizzera, Inghilterra, Polonia, Repubblica Slovacca, Bulgaria 

e Repubblica Ceca). 

 

Con la sua domanda, l’autorità rogante ha chiesto, tra l’altro, la perquisizione 

della sede di A. SA, a Lugano, e il sequestro delle fatture di acquisto e di ven-

dita, corredate da documenti di trasporto e documenti doganali, relative ai rap-

porti tra la detta società e le società indagate e ritenute partecipi al sistema di 

frode, nonché dei documenti extracontabili quali appunti, comunicazioni, e-mail, 

ecc., anche in formato digitale, utili ad accertare la frode fiscale ipotizzata e il 

coinvolgimento degli indagati nell’associazione per delinquere di cui sopra. 

Essa ha parimenti postulato l’acquisizione di “copia forense dei dati contenuti 

nei PC e computer nonché nell’eventuale server presenti nei locali” (v. atti 1 e 

18 incarto MP/TI). 

 

 

B. Mediante decisione del 28 ottobre 2016, il Ministero pubblico ticinese è entrato 

nel merito della stessa, ordinando la perquisizione della sede di A. SA, a Lugano 

(v. atto 6 incarto MP/TI). 

 

 

C. Con decisione di chiusura parziale del 10 gennaio 2017, il Ministero pubblico 

ticinese ha ordinato la trasmissione alle autorità italiane di svariata documenta-

zione sequestrata in occasione della perquisizione della suddetta società inter-

venuta il 9 dicembre 2016 (v. atto 37 incarto MP/TI). 

 

 

- 3 - 
 
 

D. Il 9 febbraio 2017 A. SA ha interposto ricorso avverso la decisione di chiusura 

parziale dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, po-

stulandone l’annullamento (v. act. 1). 

 

 

E. Con risposta del 24 febbraio 2017 il MP/TI si è riconfermato nella decisione 

impugnata (act. 6). Con osservazioni del 3 marzo seguente l'Ufficio federale di 

giustizia (in seguito: UFG) ha chiesto di respingere il ricorso (act. 7). 

 

 

F. Mediante replica del 16 marzo 2017, trasmessa all’UFG e al Ministero pubblico 

ticinese per conoscenza (act. 10), la ricorrente ha confermato le sue conclusioni 

ricorsuali (act. 9). 

 

  

G. Con scritto del 21 marzo 2017, trasmesso alla ricorrente e all’UFG per cono-

scenza (v. act. 12), il MP/TI ha comunicato a questa Corte di rinunciare a dupli-

care, riconfermandosi nelle sue precedenti osservazioni (v. act. 11). 

 

 

Le ulteriori argomentazioni verranno riprese, nella misura del necessario, nei 

successivi considerandi in diritto. 

 

 

 

Diritto: 

1. 

1.1 In virtù dell'art. 37 cpv. 2 lett. a della legge federale del 19 marzo 2010 sull'or-

ganizzazione delle autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71), la 

Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale giudica i gravami in ma-

teria di assistenza giudiziaria internazionale. 

 

1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italiana e 

la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione europea di 

assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata in vigore il 

12 giugno 1962 per l’Italia ed il 20 marzo 1967 per la Svizzera (CEAG; 

RS 0.351.1), dall'Accordo italo-svizzero del 10 settembre 1998 che completa e 

agevola l'applicazione della CEAG (RS 0.351.945.41), entrato in vigore me-

diante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo italo-svizzero), 

nonché, a partire dal 12 dicembre 2008 (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, 

L 327/15-17, del 5 dicembre 2008), dagli art. 48 e segg. della Convenzione di 

applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 (CAS; testo non pub-

blicato nella RS ma ora consultabile nel fascicolo "Assistenza e estradizione" 

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edito dalla Cancelleria federale, Berna 2014). Di rilievo nella fattispecie è anche 

la Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi 

di reato, conclusa a Strasburgo l’8 novembre 1990, entrata in vigore il 1° set-

tembre 1993 per la Svizzera ed il 1° maggio 1994 per l’Italia (CRic; 

RS. 0.311.53). Alle questioni che il prevalente diritto internazionale contenuto 

in detti trattati non regola espressamente o implicitamente, come pure quando 

il diritto nazionale sia più favorevole all'assistenza rispetto a quello pattizio (co-

siddetto principio di favore), si applicano la legge federale sull'assistenza inter-

nazionale in materia penale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1), unitamente 

alla relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 

Accordo italo-svizzero; DTF 142 IV 250 consid. 3; 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 

33 consid. 2.2.2; 136 IV 82 consid. 3.1). Il principio di favore vale anche nell'ap-

plicazione delle pertinenti norme di diritto internazionale (v. art. 48 n. 2 CAS, 39 

n. 3 CRic e art. I n. 2 Accordo italo-svizzero). È fatto salvo il rispetto dei diritti 

fondamentali (DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c). 

 

1.3 La procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura amministra-

tiva del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei pertinenti 

atti normativi in materia di assistenza giudiziaria (art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP e 

12 cpv. 1 AIMP; v. DANGUBIC/KESHELAVA, Commentario basilese, Internationa-

les Strafrecht, Basilea 2015, n. 1 e segg. ad art. 12 AIMP), di cui al precedente 

considerando.  

 

1.4 Interposto tempestivamente contro la sopraccitata decisione di chiusura par-

ziale, il ricorso è ricevibile sotto il profilo degli art. 25 cpv. 1, 80e cpv. 1 e 80k 

AIMP. Nella misura in cui la perquisizione ed il sequestro sono avvenuti nei suoi 

uffici, la ricorrente è legittimata a ricorrere (v. art. 9a lett. b OAIMP; TPF 2007 

79 consid. 1.6 pag. 82). 

 

 

2. La società ricorrente sostiene che la domanda di assistenza sarebbe lacunosa 

e irrispettosa dei requisiti posti dal diritto federale. A suo dire, nella ricostruzione 

fatta dall’autorità richiedente della frode carosello contestata agli indagati non 

sarebbe chiaramente definito il suo ruolo. In realtà, gli inquirenti italiani sareb-

bero solo in grado di evidenziare un legame tra la ricorrente medesima e B. 

(considerato una delle figure al vertice dell’organizzazione) per il fatto che il se-

condo sarebbe alle dipendenze della prima, società operativa da anni a Lugano. 

Secondo la ricorrente, l’esposto dei fatti descritti in rogatoria conterrebbe incon-

gruenze e contraddizioni. 

 

2.1 Per quanto attiene alla domanda di assistenza, gli art. 14 CEAG, 27 n. 1 CRic 

e 28 AIMP esigono in sostanza che essa sia scritta, che indichi l'ufficio da cui 

emana e all'occorrenza l'autorità competente per il procedimento penale, il suo 

- 5 - 
 
 

oggetto, il motivo, la qualificazione giuridica del reato, i dati, il più possibile pre-

cisi e completi, della persona contro cui è diretto il procedimento penale pre-

sentando altresì un breve esposto dei fatti essenziali, al fine di permettere allo 

Stato rogato di verificare che non sussistano condizioni ostative all'assistenza 

(DTF 129 II 97 consid. 3; 118 Ib 111 consid. 5b pag. 121, 547 consid. 3a; 117 

Ib 64 consid. 5c). In questo ambito, non si può tuttavia pretendere dallo Stato 

richiedente la presentazione di un esposto dei fatti totalmente esente da lacune 

o contraddizioni, visto che lo scopo della rogatoria è proprio quello di chiarire 

punti oscuri relativi alle fattispecie oggetto d'indagine all'estero, fermo restando 

che la verifica delle condizioni per la concessione dell'assistenza deve rimanere 

possibile (v. DTF 117 Ib 64 consid. 5c, con giurisprudenza citata). Ciò non im-

plica per lo Stato richiedente l'obbligo di provare la commissione del reato, ma 

solo quello di esporre in modo sufficiente le circostanze sulle quali fonda i propri 

sospetti, per permettere allo Stato richiesto di escludere che la domanda costi-

tuisca un'inammissibile ricerca indiscriminata di prove (v. su questo tema DTF 

129 II 97 consid. 3.1; 125 II 65 consid. 6b/aa; 122 II 367 consid. 2c). L'esame 

della colpevolezza è riservato al giudice straniero del merito, non a quello sviz-

zero dell'assistenza (DTF 113 Ib 276 consid. 3a; 112 Ib 576 consid. 3; sentenza 

del Tribunale federale 1C_562/2011 del 22 dicembre 2011, consid. 1.5). L'au-

torità non si scosta dall'esposto dei fatti contenuto nella domanda, fatti salvi gli 

errori, le lacune o altre contraddizioni evidenti ed immediatamente rilevati (DTF 

132 II 81 consid. 2.1; 118 Ib 111 consid. 5b pag. 121 e seg.). 

 

2.2 La rogatoria del 24 ottobre 2016 indica con sufficiente chiarezza il suo oggetto. 

B. è ritenuto dagli inquirenti italiani il promotore e organizzatore dell’associa-

zione per delinquere di cui sopra (v. Fatti lett. A supra). In concorso con altri, 

egli avrebbe posto in essere condotte finalizzate a realizzare la bancarotta frau-

dolenta di cinque società, dichiarate fallite, dissipando il loro patrimonio sociale 

mediante operazioni a loro svantaggio, come l’acquisizione di crediti inesigibili, 

l’assunzione di debiti tributari scaturiti da operazioni di frode all’IVA, il paga-

mento di fatture per prestazioni inesistenti, il prelevamento in contanti senza 

una valida ragione economica. Gli indagati avrebbero inoltre sottratto e distrutto 

diversa documentazione contabile, al fine di non rendere più ricostruibile né il 

patrimonio né il movimento degli affari di ognuna società. I fatti sono descritti in 

maniera precisa nella rogatoria (v. atto 1 pag. 2 e seg. incarto MP/TI). Oltre a 

ciò, i predetti avrebbero commesso frodi nel settore del commercio di prodotti 

hi-tech (ad alta tecnologia), istigando, a tal fine, i responsabili di imprese nazio-

nali conniventi (cosiddette “broker”) a effettuare cessioni di beni a società domi-

ciliate in Paesi dell’Unione europea (cosiddette “Conduit Company”), come C 

Z.o.o., D. S.r.o. e E. S.r.o., riconducibili di fatto all’associazione. Quest’ultime 

avrebbero ceduto poi la merce a società nazionali (cosiddette “cartiere” o “mis-

sing trader”), come F. S.r.l., G. S.r.l., H. S.r.l., I. S.r.l. (dal febbraio all’aprile 

2014) e J. S.r.l. (da giugno 2013 a febbraio 2014), le quali, infine, avrebbero 

falsamente documentato la cessione dei medesimi prodotti ai reali acquirenti. 

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http://links.weblaw.ch/DTF-118-IB-111
http://links.weblaw.ch/DTF-117-IB-64
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http://links.weblaw.ch/DTF-129-II-97
http://links.weblaw.ch/DTF-125-II-65
http://links.weblaw.ch/DTF-122-II-367
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http://links.weblaw.ch/DTF-112-IB-576
http://links.weblaw.ch/1C_562/2011
http://links.weblaw.ch/DTF-132-II-81
http://links.weblaw.ch/DTF-118-IB-111

- 6 - 
 
 

Lo stesso meccanismo, con l’utilizzo di altre società, sarebbe stato posto in es-

sere per commettere frodi fiscali nel settore del commercio di materie prime 

alimentari (v. più precisamente atto 1 pag. 4 incarto MP/TI). L’autorità rogante 

ha poi descritto altre presunte frodi fiscali attuate mediante l’emissione, da parte 

di alcune società sopracitate, di fatture relative a operazioni oggettivamente ine-

sistenti. Nell’associazione in questione B. avrebbe agito in qualità di ammini-

stratore di fatto di C. Z.o.o., D. S.r.o. e E. S.r.o. Questi sarebbe stato l’organiz-

zatore materiale, detenendo potere decisionale e sollecitando l’innesco della 

frode mediante disposizioni impartite a tale K. e tendendo i rapporti con la so-

cietà “broker”. I fatti si sarebbero svolti nei territori delle province di Vicenza e 

Milano nonché in Svizzera, Inghilterra, Polonia, Repubblica Slovacca, Bulgaria, 

Repubblica Ceca, Austria, Croazia e Portogallo, dal luglio 2009 sino ad oggi 

(v. atto 1 pag. 4 incarto MP/TI). Nella rogatoria vengono infine descritti altri reati 

contestati a B., in concorso con altri, concernenti emissioni di fatture per opera-

zioni inesistenti commessi mediante le società già evidenziate (v. atto 1 pag. 4 

e segg.). Per quanto riguarda più da vicino la società ricorrente, ritenuta dall’au-

torità estera lo schermo giuridico dell’organizzazione, si rileva che nei suoi con-

fronti società di “broker” italiane avrebbero emesso fatture per operazioni sog-

gettivamente inesistenti (innesco della presunta frode). Essa avrebbe poi 

emesso, a sua volta e per la medesima merce, fatture soggettivamente inesi-

stenti nei confronti di altre società conniventi estere (passaggio tra due “Conduit 

Companies” comunitarie). La società connivente estera, a sua volta e per la 

medesima merce, avrebbe emesso fatture soggettivamente inesistenti nei con-

fronti di società nazionali cosiddette “cartiere” (dalla “Conduit Company” alla 

cartiera italiana). Le società cartiere, a sua volta e per la medesima merce, 

avrebbe emesso fatture soggettivamente inesistenti, operando in costante sot-

tocosto e omettendo il relativo versamento dell’IVA, nei confronti di società “bro-

ker” (v. atto 1 pag. 6 incarto MP/TI). In sostanza, B., per il tramite della società 

ricorrente, di cui è risultato dipendente, avrebbe gestito direttamente le società 

“Conduit Companies” D. S.r.o., C. Z.o.o. e E. S.r.o. Egli avrebbe tenuto i contatti 

con gli altri membri dell’organizzazione mediante un’utenza telefonica intestata 

alla società ricorrente (v. atto 1 pag. 7 e seg. incarto MP/TI).  

 

 Ora, premesso che singole imprecisioni o errori nella rogatoria non potrebbero, 

anche se confermati, condurre al semplice rifiuto dell’assistenza – in fondo è 

proprio la documentazione richiesta che dovrà permettere di meglio chiarire i 

fatti oggetto d’indagine – quanto precede è senz’altro sufficiente alla luce dei 

requisiti legali e giurisprudenziali di cui sopra (v. consid. 2.1). La censura in 

questo ambito va dunque disattesa. 

 

 

3. Invocando di fatto una violazione del principio della proporzionalità, la ricorrente 

afferma che la rogatoria costituirebbe una fishing expedition. A suo dire, le au-

- 7 - 
 
 

torità estere starebbero procedendo per tentativi nell’attribuirle un ruolo nell’or-

ganizzazione indagata. Non vi sarebbe alcun indizio per affermare che la stessa 

sarebbe lo schermo giuridico del sodalizio in questione. Il fatto che B. sia dipen-

dente della società ricorrente non permetterebbe di concludere che quest’ultima 

abbia avuto un ruolo nel sistema di frode contestato. 

 

3.1 La questione di sapere se le informazioni richieste nell'ambito di una domanda 

di assistenza siano necessarie o utili per il procedimento estero deve essere 

lasciata, di massima, all'apprezzamento delle autorità richiedenti. Lo Stato ri-

chiesto non dispone infatti dei mezzi per pronunciarsi sull'opportunità di assu-

mere determinate prove e non può sostituirsi in questo compito all'autorità 

estera che conduce le indagini (DTF 132 II 81 consid. 2.1 e rinvii). La richiesta 

di assunzione di prove può essere rifiutata solo se il principio della proporzio-

nalità è manifestamente disatteso (DTF 120 Ib 251 consid. 5c; sentenze del 

Tribunale penale federale RR.2008.154-157 dell'11 settembre 2008, con-

sid. 3.1; RR.2007.18 del 21 maggio 2007, consid. 6.3) o se la domanda appare 

abusiva, le informazioni richieste essendo del tutto inidonee a far progredire le 

indagini (DTF 122 II 134 consid. 7b; 121 II 241 consid. 3a). Inoltre, da consoli-

data prassi, quando le autorità estere chiedono informazioni per ricostruire flussi 

patrimoniali di natura criminale si ritiene che necessitino di regola l’integralità 

della relativa documentazione, in modo tale da scoprire tutte le persone o entità 

giuridiche coinvolte (v. DTF 129 II 462 consid. 5.5; 124 II 180 consid. 3c inedito; 

121 II 241 consid. 3b e c; sentenze del Tribunale federale 1A.177/2006 del 

10 dicembre 2007, consid. 5.5; 1A.227/2006 del 22 febbraio 2007, consid. 3.2; 

1A.195/2005 del 1° settembre 2005 in fine). La trasmissione dell'intera docu-

mentazione potrà evitare altresì l'inoltro di eventuali domande complementari 

(DTF 136 IV 82 consid. 4.1; 121 II 241 consid. 3; sentenza del Tribunale fede-

rale 1C_486/2008 dell'11 novembre 2008, consid. 2.4; sentenza del Tribunale 

penale federale RR.2011.113 del 28 luglio 2011, consid. 4.2). In base alla giu-

risprudenza l'esame da parte delle autorità di esecuzione e del giudice dell’as-

sistenza va limitato alla cosiddetta utilità potenziale, secondo cui la consegna 

giusta l'art. 74 AIMP è esclusa soltanto per quei mezzi di prova certamente privi 

di rilevanza per il procedimento penale all'estero (DTF 126 II 258 consid. 9c; 

122 II 367 consid. 2c; 121 II 241 consid. 3a e b). Vietata in particolare è la 

cosiddetta fishing expedition, la quale è definita dalla giurisprudenza una ricerca 

generale ed indeterminata di mezzi di prova volta a fondare un sospetto senza 

che esistano pregressi elementi concreti a sostegno dello stesso (DTF 125 II 

65 consid. 6b/aa pag. 73 e rinvii). Questo modo di procedere non è consentito 

in ambito di assistenza internazionale sia alla luce del principio della specialità 

che di quello della proporzionalità. Tale divieto si fonda semplicemente sul fatto 

che è inammissibile procedere a casaccio nella raccolta delle prove (DTF 113 

Ib 257 consid. 5c). 

 

- 8 - 
 
 

3.2 In concreto, visto quanto già esposto in precedenza (v. consid. 2.2), l’utilità po-

tenziale della documentazione sequestrata presso i locali della ricorrente non 

può senz’altro essere esclusa: da una parte, perché si tratta di fatture relative a 

società coinvolte nell’inchiesta estera (v. act. 1.1 pag. 13); dall’altra, in quanto 

la società ricorrente, di cui l’indagato principale (presunto promotore e organiz-

zatore dell’organizzazione) B. è dipendente, è sospettata di aver assunto un 

ruolo attivo (quale “Conduit Company”) nella presunta frode fiscale in questione. 

 

 Spetterà comunque al giudice estero del merito valutare se dalla documenta-

zione richiesta emerge in concreto una connessione penalmente rilevante fra i 

fatti perseguiti in Italia e detta documentazione. Alla luce della domanda roga-

toriale e del relativo complemento, che ben specificano la fattispecie oggetto di 

indagine, risulta che tutta la documentazione litigiosa è potenzialmente utile per 

l’inchiesta, motivo per cui la sua trasmissione rispetta il principio della propor-

zionalità e non costituisce un'inammissibile fishing expedition. 

 

 

4. In definitiva, la decisione impugnata va integralmente confermata ed il gravame 

respinto. 

 

 

5. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA). La tassa di giustizia 

è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 

del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le 

indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), ed è fis-

sata nella fattispecie a fr. 5’000.--; essa è coperta dall’anticipo delle spese già 

versato. 

 

 

- 9 - 
 
 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è respinto. 

2. La tassa di giustizia di fr. 5'000.-- è posta a carico della ricorrente. Essa è 

coperta dall'anticipo delle spese già versato. 

 
 
Bellinzona, 9 maggio 2017  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv.ti Luigi Mattei e Pietro Croce 

- Ministero pubblico del Cantone Ticino 

- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve 
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un 
sequestro, la consegna di oggetti o beni oppure la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta 
e se si tratti di un caso particolarmente importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente 
importante segnatamente laddove vi sono motivi per ritenere che sono stati violati elementari principi 
procedurali o che il procedimento all’estero presenta gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF).