# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a6562c3a-717d-5a70-985d-eba6c288e6a6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-09-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 11.09.1995 80.1995.122
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1995-122_1995-09-11.html

## Full Text

Incarto n.

  80.95.00122

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto
  tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro
  Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Andrea
  Pedroli vicecancelliere

  

 

statuendo
sul ricorso del 24 giugno 1995

 

in
materia di:                 IC/IFD 93/94

 

	
  presentato
  da:

  	
  __________
  __________, __________ __________, 
  

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto

 

 

in
fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   Con la dichiarazione
fiscale 1993/94, i coniugi __________ e __________ __________ chiedevano, fra
l'altro, la deduzione di fr. 4'500.- per l'IC e di fr. 4'700.- per l'IFD per persona
bisognosa a carico, dovendo provvedere al mantenimento della madre del signor
__________, alloggiata nell'appartamento di loro proprietà ubicato in un
condominio di __________.

                                         Con decisione del 15
maggio 1995, l' Ufficio di tassazione di Bellinzona notificava ai contribuenti
la tassazione IC/IFD 1993/94, nella quale negava la deduzione richiesta,
argomentando che non era adempiuto il requisito della convivenza con la persona
bisognosa, indispensabile per concedere la detrazione in questione.

                                         I contribuenti
contestavano la suddetta decisione con reclamo del 17 maggio 1995, nel quale
definivano ingiusta la limitazione della deduzione al solo caso della
convivenza della persona bisognosa, essendo più oneroso il mantenimento di una
persona al di fuori del nucleo familiare. L' Ufficio di tassazione respingeva
il gravame con decisione del 19 giugno 1995, ribadendo i criteri stabiliti
dalla giurisprudenza della Camera di diritto tributario per la concessione
della deduzione richiesta.

 

                                   2.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, __________ __________ ripropone le
censure già sottoposte all'autorità di tassazione con il reclamo. Propone
un'interpretazione estensiva del requisito della convivenza, fino a farvi
rientrare il caso dell'assistenza alla madre in un appartamento separato, di
proprietà del congiunto che si occupa del mantenimento.

 

                                   3.   Imposta cantonale

                                         3.1.

                                         L'art. 35 cpv. 1 lett. b
LT ammette la deduzione dal reddito netto di fr. 4'500.-- per ogni persona
invalida o ricoverata, al cui sostentamento il contribuente provvede.

   

                                         3.2.

                                         Secondo la lettera della
norma cantonale, non basta che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre
altresì che sia invalida o ricoverata. 

                                         Nondimeno la
giurisprudenza di questa Camera ha mitigato il rigore della norma, assimilando
alla persona ricoverata o invalida anche la persona anziana, il membro della
famiglia convivente con il contribuente che, a cagione dell'età, è escluso dal
circuito produttivo e non può che contare sull'altrui aiuto per far fronte ai
bisogni correnti della vita (cfr. art. 328 CC), a meno che si occupi a titolo
principale dell'economia domestica del contribuente (cfr. CDT n.
469 del 28 novembre 1984 in re F.F.; CDT del 18 giugno 1964 in re
Co.). In altre parole, occorre che ci si trovi al cospetto di prestazioni
basate sul diritto di famiglia (cfr. art. 328 CC).

                                         Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale (DTF 106 IIa 292, cons. 3a) e la dottrina
(cfr. Egger, Commento, n. 27 all'art. 328) ascendenti e discendenti,
così come fratelli e sorelle si devono assistenza quando, senza questo aiuto,
la persona assistita cadrebbe nel bisogno. Uno cade nel bisogno quando non è
più in grado di mantenersi con i propri mezzi.

                                         Per stabilire se uno si
trovi in tale stato occorre, a giudizio di questa Camera, riferirsi alla
tabella del minimo d'esistenza stabilita dalla Camera esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello (cfr. CDT n. 363 dell'8 ottobre 1986 in
re P.S.; inoltre RF 1983, p. 491). Perchè la deduzione possa essere

                                         ammessa, occorre inoltre
che la prestazione assistenziale sia effettiva. Essa lo è comunque soltanto
nella misura in cui serve a colmare la differenza tra reddito effettivo e
minimo vitale, se inferiore all'importo legale della deduzione (cfr. CDT
n. 469 del 28 novembre 1984 in re F.F.; Känzig, Direkte Bundessteuer,
II ediz., vol. I, Basilea 1982, p. 712 ss.).

 

                                         3.3.

                                         D'altronde, la funzione
delle deduzioni sociali è proprio di tener conto della situazione economica
personale del contri­buente, al fine di avvicinarsi il più possibile alla
capacità contributiva sogget­tiva (Blumenstein/Locher, System des
Steuerrechts, Zurigo 1992, p. 212). La dottri­na parla anche, con riferimento
alle deduzioni sociali, di "progressione indiretta". In altri
termini, il fine di una imposi­zione proporzionale può essere perseguito, oltre
che applicando un'aliquota sempre crescente con l'accre­scersi del valore
dell'oggetto ("progressione diretta"), anche con questo
ulteriore strumento che consente di ridimensionare le basi di computo (Blumenstein/Locher,
op. cit., p. 244).

                                         Per queste ragioni, le
deduzioni in questione possono essere concesse solo nella misura in cui la
capacità economica del contribuente che le fa valere sia effettivamente
diminuita dalle spese sostenute (CDT n. 125 del 21 giugno 1993 in
re O.M).

 

                                         3.4.

                                         Un'ulteriore estensione
dell'interpretazione della norma legale, nel senso auspicato dal ricorrente,
deve essere esclusa, avuto riguardo al principio di legalità che deve essere
rigorosamente osservato nel diritto fiscale (cfr. anche CDT n.
237 del 4 ottobre 1991 in re G.A.), tanto più che è ormai entrata in vigore la
nuova legge tributaria e che di conseguenza, a partire dal prossimo periodo
fiscale 1995/96, la deduzione sarà concessa "per ogni persona residente in
Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare attività lucrativa,
al cui sostentamento il contribuente provvede" (art. 34 cpv. 1 lett. b LT
1994), senza che sia più posta alcuna limitazione circa il ricovero o
l'invalidità. Non può allora essere censurato l'operato dell' Ufficio di
tassazione, che ha escluso la deduzione richiesta. 

 

                                   4.   Imposta federale diretta

                                         4.1.

                                         Il DIFD, dal canto suo,
concede una deduzione per persone bisognose, al cui sostentamento il
contribuente provvede, di fr. 4'700.- (cfr. art. 25 cpv. 1 lett. d DIFD).

 

                                         4.2.

                                         Il solo requisito cui il
decreto sull'imposta federale diretta subordina la concessione della deduzione
in esame è, come si vede, che la persona cui il contribuente provvede sia
bisognosa. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, è bisognoso
chi non dispone di un reddito e di una sostanza sufficienti a provvedere da sé
al proprio mantenimento. Vi rientrano le persone che a causa dell'età, dello
stato di salute o comunque della disoccupazione non sono in grado di esercitare
un lavoro retribuito oppure possono guadagnare solo un reddito insufficiente;
ne sono invece escluse le persone che, vivendo in un unico nucleo familiare con
il contribuente, non dispongono di un proprio patrimonio ma provvedono alla sua
economia domestica, nel qual caso il mantenimento equivale ad un salario in
natura (Känzig, op. cit., pp. 712-713 e giurisprudenza ivi
citata).

                                         Del tutto irrilevante è
l'esistenza di un vincolo di parentela fra contribuente e persona bisognosa
(ibidem).

 

                                         4.3.

                                         Ne consegue che il
ricorrente adempie manifestamente i presupposti per la deduzione di fr. 4'700.-
ai fini dell'imposta federale diretta, giacché la Camera di diritto tributario
ha avuto modo di verificare che la madre del signor __________ è praticamente
priva di redditi propri e, d'altronde, essendo nata nel 1917, non è ovviamente
possibile pretendere che eserciti un'attività lucrativa.

 

                                   5.   Il ricorso è
pertanto accolto, nella misura in cui era indirizzato contro la decisione in
materia di imposta federale diretta; è invece respinto per quanto riguarda
l'imposta cantonale. In considerazione dell'almeno parziale accoglimento del
gravame, si rinuncia a porre a carico del ricorrente tassa di giustizia e spese
processuali.

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 111 DIFD e 231 LT 1994

 

 

 

 

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

 

                                   1.   1.1.    Il
ricorso in materia di IFD 1993/94 è accolto.

                                                   §   Di
conseguenza, la decisione su reclamo del 19 giugno 1995 è riformata nel senso
che è concessa la deduzione per persona bisognosa a carico (fr. 4'700.-).

 

                                         1.2.    Il
ricorso in materia di IC 1993/94 è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano né tassa
di giudizio né spese.

 

                                   3.   Intimazione alle parti.

 

                                   4.   Per l'IC il presente
giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994). Per l'IFD è ammesso il ricorso
entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 112 DIFD).

 

 

 

 

 

per
la Camera di diritto tributario

del
Tribunale d’appello

Il
Presidente:                                                          Il
Segretario: