# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9a401ffc-06df-54f6-9ddb-0e6190103626
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-01-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.01.2003 32.2002.83
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-83_2003-01-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.83

   

  BS/cd

  	
  Lugano

  29 gennaio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 giugno 2002 di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 17 maggio 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

 

                               1.1.   Con
decisione 24 novembre 1998, cresciuta in giudicato, l'Ufficio assicurazione
invalidità (UAI) ha riconosciuto a __________, commessa di negozio, una rendita
intera dal 1° agosto al 30 novembre 1998 (doc. AI _).

                                         Sulla
base della perizia 24 marzo 1998 del dr. __________ (doc. AI _),
l’amministrazione ha infatti ritenuto che dal 30 giugno 1998 l’assicurata non
presenta un’incapacità al guadagno pensionale e che le esacerbazioni,
manifestatesi due – tre volte all’anno, non influenzano in modo importante la
capacità lavorativa.

                               1.2.   Mediante una
nuova domanda del 3 aprile 2002 __________ ha chiesto di essere posta al
beneficio di prestazioni assicurative, asserendo un peggioramento delle
condizioni di salute (doc. AI _).

                                         Non
avendo l’assicurata comprovato la modifica del suo stato di salute, con
proposta di decisione 5 aprile 2002 l’amministrazione non è entrata nel merito
della succitata istanza (doc. AI _).

Dopo che l’assicurata ha trasmesso della documentazione medica, mediante
decisione 17 maggio 2002 l’amministrazione ha confermato di non entrare nel
merito della domanda di prestazioni, in quanto:

 

" 
Neanche lo scritto della Dr.ssa __________,
datato 23 aprile 2002, apporta nuovi elementi infatti nei rapporti che allega
non si riscontrano notevoli modifiche rispetto alle diagnosi e agli status
descritti nella perizia del Dr. __________." (Doc. AI _) 

 

                               1.3.   Con scritto
13 giugno 2002 indirizzato all’UAI, da questi trasmesso al TCA per competenza
decisionale, ha contestato il provvedimento 17 maggio 2002 sostenendo in
particolare un peggioramento del suo stato di salute.

Mediante lettera 30 giugno 2002 il medico curante della ricorrente ha chiesto
una rivalutazione del caso, allegando il risultato di una risonanza magnetica
eseguita il 21 giugno 2002 (doc. AI _).

 

                               1.4.   Con risposta
di causa 3 luglio 2002 l'UAI ha chiesto la reiezione del gravame, osservando in
particolare:

 

" 
(…)

La fattispecie è pertanto stata sottoposta al
vaglio del Servizio medico regionale.

Il dottor __________, esaminata la nuova
documentazione prodotta, ha giudicato che la stessa non è atta a fondare una
rivalutazione del caso, non essendo in sostanza oggettivato un peggioramento
dello stato valetudinario.

 

La decisione di non entrata in materia è pertanto
corretta."

(cfr. doc. _).

 

                                         Contestualmente
l’amministrazione ha allegato il parere del dr. __________ (IIIbis).

                                         

                                       

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22
dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).

 

Nel merito

 

                               2.2.   Nell’evenienza
concreta, oggetto del contendere è sapere se l’amministrazione rettamente non è
entrata nel merito della nuova domanda di prestazioni.

                                      

                               2.3.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità,

Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché,
secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non
tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non
pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid.
1, 121 V 366 consid. 1b). 

Ne consegue che gli articoli citatati della LAI e dell’OAI corrispondono al
tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.4.   Ove la
rendita è stata negata perché il grado di invalidità era insufficiente, una
nuova richiesta è riesaminata soltanto quando il grado d'invalidità risulti
modificato in misura rilevante (art. 87 cpv. 3 e 4 OAI).

                                         Questa
regolamentazione deve essere applicata anche quando, in precedenza, la rendita
era stata rifiutata per assenza d'invalidità (RCC 1983 pag. 492 consid. 1c).

                                         La ratio
dell'art. 87 cpv. 4 OAI è quella di impedire che l'amministrazione debba
costantemente chinarsi su domande identiche e non motivate, quando la
prestazione in causa è già stata rifiutata da una decisione cresciuta in
giudicato (RCC 1992 pag. 99 consid. 4b, RCC 1985 pag. 335 consid. 2c, RCC 1984
pag. 366 consid. 3, RCC 1983 pag. 389 consid. 2a, RCC 1983 pag. 492 consid. 1c,
RCC 1971 pag. 494 consid. 2 in fine, RCC 1966 pag. 264-265).

                                         Se
l'assicurato non rende attendibile che la sua invalidità si è modificata in
modo tale da influire sul diritto alla rendita, la nuova domanda è dichiarata
irricevibile, nel senso che la Cassa (ora l’Ufficio invalidità) emana una
decisione di non entrata in materia (RCC 1991 pag. 270 consid. 1a).

                                         Se
l'assicurato interpone ricorso, il giudice esamina solo se l'amministrazione ha
rifiutato di entrare in materia a buon diritto. Se invece essa ha accettato di
esaminare la nuova richiesta, il giudice non si pronuncia sulla questione dell'entrata
in materia, ma esamina materialmente se la modifica delle circostanze resa
attendibile dall'assicurato è effettivamente avvenuta (RCC 1991 pag. 270
consid. 1a, RCC 1983 pag. 389 consid. 2b).

 

                               2.5.   Se
l'assicurato rende attendibile la modifica l'amministrazione deve entrare nel
merito della nuova richiesta ed esaminare materialmente se la modifica è
effettivamente intervenuta (RCC 1984 pag. 366 consid. 3, RCC 1983 pag. 389
consid. 2b; Valterio, Droit et pratique de l'assurance-invalidité, pag. 270;
Fonjallaz, Invalidité et révision des rentes d'invalidité, pag. 114).

                                         In
quest'evenienza la Cassa deve procedere in modo analogo alla procedura
applicabile in caso di revisione secondo l'art. 41 LAI (RCC 1992 pag. 98
consid. 3a).

                                         Se
l'amministrazione constata che il grado di invalidità non si è modificato dalla
precedente decisione cresciuta in giudicato, essa rigetta la nuova domanda.
Nella circostanza opposta l'amministrazione esamina se la modifica intervenuta
è tale da ammettere questa volta un'invalidità pensionabile ai sensi dell'art.
28 cpv. 1 LAI (RCC 1992 pag. 98 consid. 3a, RCC 1983 pag. 492 consid. 1c, RCC
1983 pag. 389 consid. 2b).

 

                               2.6.   Analogicamente
alla procedura di revisione, per esaminare materialmente una nuova richiesta di
rendita AI è dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche
dell'assicurato abbiano subito una notevole modificazione, tale da
influire in modo diverso sulla perdita di guadagno.

                                         D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto vista in astratto, ma
piuttosto in rapporto all'art. 28 cpv. 1 LAI che prevede l'assegnazione di un
quarto di rendita quando il grado d'invalidità è di almeno il 40%, una mezza
rendita quando il grado d'invalidità è di almeno il 50% e una rendita intera
quando l'invalidità raggiunge almeno il 66 2/3%.

                                         Comunque
una revisione della rendita è possibile unicamente se, da quando è stata resa
la decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente mutata. Non
basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invariata, sia
giudicata in modo diverso (RCC 1987, pag. 38, consid. 1a; STFA 29 aprile 1991
in causa G.C., Bellinzona, non pubblicata, consid. 4).

In particolare si devono paragonare i fatti esistenti al momento della
decisione precedente a quelli relativi all’istante della nuova decisione. Un
provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è
dunque sufficiente (DTF 105 V 29; Valterio, op. cit., p. 268).

 

                               2.7.   Nel caso in
esame, avendo l'UAI emanato una decisione di non entrata in materia, unico
punto di giudizio è quello a sapere se l'amministrazione ha rifiutato a buon
diritto di esaminare il merito della richiesta.

 

                                         Innanzitutto
va rilevato che in occasione della prima domanda di AI, l’insorgente è stata
sottoposta ad un esame reumatologico eseguito dal dr. __________. 

Nel referto 24 marzo 1998 il perito aveva posto la seguente diagnosi

" 
4. Diagnosi:

 

1. Sindrome cervico-cefalica e cervico-bracchiale
a dx con:

    -    st. d. contusione-distorsione cervicale
il 06.05.1992

-
   tendomioperiostosi a catena cervico-scapolare e dell'arto inferiore dx

 

 

2. TOS vascolare ed eventualmente neurologica a
dx con:

    -    costa accessoria C7 dx

 

 

3. Sindrome irritativa del tunnel carpale e del
canale di Guyon a dx

4. Esiti di resezione della prima costa a sx per
TOS nel 1983

5. Lombalgie banali della cerniera
lombosacrale." (cfr. doc. AI _)

 

 

                                         Lo
specialista in reumatologia aveva concluso che l’attività attuale della
paziente non richiedeva particolari sforzi e nemmeno una posizione seduta ininterrotta,
valutando quindi  un’incapacità lavorativa del 25% (doc. AI _).

Nel corso della procedura amministrativa relativa alla domanda oggetto del
presente gravame, con certificato medico 2 aprile 2002 il dr. __________,
medico generalista e di fiducia dell’assicurazione del datore di lavoro della
ricorrente, ha in particolare ritenuto esigibile una ripresa del lavoro dall’8
aprile 2002 al 75%, nel senso di un orario di lavoro completo senza
sollevamento di pesi maggiori di 10 Kg, con pause per sedersi e camminare (doc.
AI _).

 

                                         In
precedenza, l’assicurata è stata degente presso la clinica __________ per una
terapia antidolorifica. Con rapporto 15 febbraio 2002 i medici della clinica
hanno diagnosticato quanto segue:

" 
DIAGNOSI

 

1.   Sindrome panvertebrale su/con:

·   lombalgia
aspecifica su turbe statiche con marcata lordosi lombare (sospetta
insufficienza legamentare L5/S1 con marcata debolezza della muscolatura
estensoria).

2.
  Cervicalgia cronica specifica con bloccaggio recidivante C5/C6 e C6/C7, attualmente
più marcata a sx, con sindrome miofasciale ed esiti di incidente della
circolazione (colpo di frusta nel 1992).

3.
  Stato dopo resezione della I costola a sx per sindrome neurovascolare
(thoracic Outlet Syndrom).

4.
  Stato dopo plastica legamentare secondo __________ alla TM dx in data
18.02.01 (Dr. __________ per instabilità trapezio-metacarpea I a dx)
attualmente con disturbi di lieve entità.

5.   Ipercolesterolemia trattata.

6.   Linfedema cronico agli arti inferiori.

7.   Obesità con BMI di 27.44 kg/M2." (cfr.
doc. AI _)

 

Al termine del soggiorno, attestando che “ la paziente è contenta dei
risultati raggiunti, i dolori sono essenzialmente migliorati, rimane ancora un
problema quando deve alzarsi al mattino ed a scendere dall’auto visto che
risente ancora un punto doloroso a livello del gluteo sx. La mobilità della
colonna lombare è quasi completamente recuperata, la forza e la resistenza in
generale sono aumentate. Obbiettivamente: la mobilità in tutte le direzioni è
evidentemente migliorata, le rotazioni sono indolenti e la distanza dita-suolo
è di 0 cm, il fenomeno della scaletta risulta negativo ma persistono ancora
delle miogelosi al gluteo sx.”,

i responsabili della clinica hanno consigliato all’assicurata di continuare gli
esercizi appresi, attestando una capacità lavorativa del 50% fino al 16
febbraio 2002 “da interpretare come un periodo di sensibilizzazione e di
adattamento al lavoro” (doc. AI _).

Nello scritto 23 aprile 2002 il medico curante, dr. __________, ha invece
sostenuto un peggioramento delle condizioni fisiche generali dell’assicurata
dal mese di ottobre 2001. Diagnosticata una sindrome lombovertebrale, essa ha
parlato di un peggioramento delle condizioni generali di salute rispetto
all’ultima visita dell’ottobre 2001, allorquando l’assicurata era impiegata al
100% presso la __________. Inoltre il curante ha rimarcato un’ulteriore
persistenza della sintomatologia dolorosa lombare, con peggioramento del tono
dell’umore, dovuta al fatto che il datore di lavoro non abbia rispettato le indicazioni
sulla ridotta capacità lavorativa fornite dal dr. __________, certificando
dunque un’inabilità lavorativa al 100% per circa due mesi (doc. AI _).

 

                               2.8.   In casu, al
fine di verificare se effettivamente vi sia un rilevante cambiamento dello
stato di salute, va innanzitutto osservato che, come rettamente rilevato
dall’amministrazione, lo status reumatologico dell’assicurata accertato dal dr.
__________ è sostanzialmente sovrapponibile a quanto riscontrato dai medici che
l’hanno successivamente visitata. 

Vero che il perito nel marzo del 1998 aveva riscontrato una banale lombalgia
della cerniera lombosacrale, mentre il 23 aprile 2002 il medico curante ha
attestato un peggioramento della sindrome lombovertebrale e del tono
dell’umore.

Tuttavia, secondo questa Corte non vi sono elementi oggettivi che fanno
ritenere, almeno al momento dell’emanazione della decisione contestata (il giudice delle assicurazioni sociali valuta la
legalità della decisione impugnata in base alla situazione di fatto e di
diritto esistente al momento in cui essa è state resa; cfr. DTF 121 V 366
consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V 93 consid. 3, 99 V 102), una notevole modifica delle condizioni di salute tale da influire in
modo diverso l’incapacità lavorativa del 25% valutata dal dr. __________.

Da una parte i medici della clinica di __________, qualificata la sindrome
lombovertebrale diagnosticata dal curante come sindrome panvertebrale su
lombalgia aspecifica su turbe statiche con marcata lordosi lombare ed accertato
sostanzialmente il buon esito delle terapia, hanno prescritto un’inabilità al
50% fino al 16 febbraio 2002 da valere quale periodo di stabilizzazione e di
adattamento al lavoro (doc. AI _).

Dall’altra, il 2 aprile 2002 dr. __________ ha valutato un’abilità al 75% (documento
non numerato che si trova tra il doc. AI _), attestando quindi il medesimo
grado d’incapacità lavorativa certificato dal dott. __________ nella perizia
del marzo 1998 (cfr. doc. AI _), con riferimento alla medesima attività
d’impiegata presso la __________ e considerando sostanzialmente le medesime
limitazioni già evidenziate nella citata perizia. 

Non determinante è comunque il rapporto 21 giugno 2002 della risonanza
magnetica alla colonna lombare e lombo-sacrale trasmesso dalla dr.ssa
__________ il 30 giugno 2002, in cui si conclude per un "incipiente
canale stretto degenerativo L3-L4 senza ernie discali e senza apprezzabili
compressioni radicolari." (doc. AI _). Infatti, come rimarcato dal dr.
__________, “non vi sono descritte lesioni severe che possano far richiedere
un consulto neurochirugico” (doc. _). Pertanto, non può essere ritenuto che
quanto rilevato dalla risonanza magnetica sia sufficiente per attestare una
notevole modifica delle condizioni di salute.

                                         Alla luce
di quanto precede, a mente di questa Corte, la nuova documentazione medica non
sostanzia un peggioramento rilevante delle condizioni di salute e della
capacità lavorativa dell’assicurata constatate in occasione della precedente
procedura.

 

                                         L'insorgente
non avendo reso verosimile alcuna modificazione rilevante della sua capacità di
guadagno né delle proprie condizioni cliniche e/o economiche, la decisione di
non entrata in materia non può che essere confermata, l'UAI avendo fatto buon
uso della facoltà concessagli dall'art. 87 cpv. 4 OAI.     

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

                                         

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella
impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o
del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti