# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 22463890-2e8b-52a5-8005-82e5e361820d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-08-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 31.08.2009 30.2009.20
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2009-20_2009-08-31.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2009.20

   

  cs

  	
  Lugano

  31 agosto
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato del Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 giugno 2009 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 10 giugno
  2009 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1

   

   

  in materia di rendite AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI
1, nata il __________, domiciliata a RI 1 e trasferitasi a RI 1 dal __________
(doc. 43), con decisione del 12 agosto 1999 è stata posta al beneficio di una
rendita vedovile di fr. 992 al mese (fr. 1'125 nel 2009) con effetto dal 1°
agosto 1999.

 

                                         Il
27 aprile 2009 la Cassa CO 1 è venuta a conoscenza del fatto che __________
l’assicurata si è risposata con __________ dal quale ha avuto un figlio nel __________
(doc. 37).

 

                                  B.   Con
decisione del 5 maggio 2009, confermata dalla decisione su opposizione del 10
giugno 2009, la Cassa CO 1, in applicazione dell’art. 25 cpv. 1 LPGA, ha
chiesto a RI 1 la restituzione dell’importo di fr. 64'476, corrispondente alla
rendita vedovile versata per il periodo dal 1° maggio 2004 al 30 aprile 2009.
L’amministrazione ha inoltre precisato che, prossimamente, si sarebbe
pronunciata in merito alla richiesta di condono tramite decisione separata.

 

                                  C.   Con
decisione formale del 19 giugno 2009 l’amministrazione ha respinto la domanda
di condono.

 

                                  D.   Il
1° luglio 2009 la Cassa CO 1 ha trasmesso al TCA uno scritto di RI 1 intitolato
“opposizione riguardo alla decisione ricevuta il 19 giugno 2009” (doc.
I), indicando che l’interessata ha interposto ricorso alla decisione su
opposizione del 10 giugno 2009, per cui sarebbe dato solo il ricorso al TCA
(doc. II).

                                         RI
1 fa in sostanza valere la sua buona fede, dovuta alla non conoscenza della
lingua e del sistema sociale svizzero. L’insorgente ribadisce inoltre di
trovarsi in gravi difficoltà finanziarie (doc. I).

 

                                  E.   Con
risposta dell’8 luglio 2009 l’amministrazione propone la reiezione del ricorso
con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di
motivazione (doc. IV).

 

                                         in
diritto

 

                                         In ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
dell'articolo 49 cpv. 2 della
Legge sull'organizzazione
giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).

 

2.Il 1° luglio 2009 la Cassa CO 1 ha
trasmesso al TCA lo scritto del 27 giugno 2009 dell’assicurata, intitolato “opposizione
al riguardo della decisione ricevuta il 19 giugno 2009” e dove figura “__________”
(doc. I e II).

L’amministrazione lo ha ritenuto quale ricorso contro la decisione su
opposizione del 10 giugno 2009.

                                         In
realtà, dall’esame delle motivazioni e dall’intestazione dello scritto del 27
giugno 2009, emerge che l’interessata ha inteso inoltrare opposizione contro la
decisione del 19 giugno 2009 emanata dalla Cassa CO 1 e relativa al condono
della richiesta di restituzione (“__________” e “(…) e non, come viene
citato nella Vostra del 19.06.09, di negligenza da parte mia.”, allorché
nella decisione su opposizione non viene fatto riferimento alla negligenza).

 

                                         Ne
segue che, nella misura in cui l’assicurata intendeva contestare la decisione
sul condono del 19 giugno 2009, lo scritto non andava trasmesso al TCA come ricorso
ma doveva essere trattato come opposizione dalla medesima amministrazione. 

                                         Lo
scritto va pertanto inviato alla Cassa per i suoi incombenti.

 

                                         Tuttavia,
il TCA esaminerà lo scritto del 27 giugno 2009 anche quale ricorso contro la
decisione su opposizione del 10 giugno 2009, rilevato che in sede di risposta
l’amministrazione lo ha inteso come tale e per non pregiudicare i diritti della
ricorrente.

 

                                         Nel
merito

 

                                   3.   Oggetto
del contendere è la questione di sapere se l’insorgente è tenuta a restituire
la rendita vedovile percepita dal 1° maggio 2004 al 30 aprile 2009.

 

                                   4.   Dal
1° gennaio 2003 la materia è regolata dall'art. 25 cpv. 1 LPGA (e non più dall'art. 47 LAVS in vigore fino al 31 dicembre
2002), giusta il quale le prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite.
La restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era in buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi
difficoltà.

Il diritto di esigere
la restituzione si estingue dopo un anno a decorrere dal momento in cui l'istituto di assicurazione ha avuto
conoscenza del fatto, ma al più tardi cinque anni dopo il versamento della
prestazione. Se il credito deriva da un atto punibile per il quale il diritto
penale prevede un termine di prescrizione più lungo, quest’ultimo è determinante
(art. 25 cpv. 2 LPGA).

 

Per giurisprudenza
costante, nell'ambito delle assicurazioni sociali, la restituzione delle
prestazioni presuppone, di regola, che siano adempiute le condizioni di una
riconsiderazione o di una revisione processuale della decisione con la quale le
prestazioni litigiose sono state versate (DTF 126 V 42 cons. 2b).

 

                                   5.   Per
l'art. 53 cpv. 1 LPGA, le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente
passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o
l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di
prova che non potevano essere prodotti in precedenza.

Per il cpv. 2,
l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente
passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e se la loro
rettifica ha una notevole importanza.

 

L'allora TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale
federale) ha stabilito che, in ambito di restituzione delle prestazioni, i
principi applicabili al diritto precedentemente in vigore sono ancora attuali
(STFA K 147/03 del 12 marzo 2004 = DTF 130 V 318).

In questo senso, l'amministrazione può riconsiderare una
decisione passata formalmente in giudicato e sulla quale un'autorità
giudiziaria non si è pronunciata nel merito, a condizione che sia senza dubbio
errata e la sua rettifica rivesta un'importanza notevole. Questi principi sono pure applicabili nel caso
in cui delle prestazioni siano state accordate senza essere state oggetto di
una decisione formale se il loro versamento ha comunque validamente esplicato
effetti giuridici (DTF 129 V 110, DTF 126 V 23 consid. 4b, DTF 126 V 46 consid.
2b, DTF 126 V 400 consid. 2b/a; STFA C 24/02 dell'11 febbraio 2004). Una
decisione è stata ad esempio considerata senza dubbio errata a seguito di
calcolo illegale di una rendita, in conseguenza ad una valutazione errata
dell'invalidità per l'applicazione errata di principi fondamentali (DTF 110 V
179; ZAK 1991 pag. 137, DTF 119 V 483 consid. 3).

 

Dalla riconsiderazione
(o riesame) va distinta la revisione processuale delle decisioni
amministrative.

Per analogia con la
revisione processuale delle decisioni emanate dalle autorità giudiziarie,
l'amministrazione è tenuta a procedere alla revisione di una decisione
formalmente cresciuta in giudicato quando sono scoperti fatti nuovi o nuovi
mezzi di prova atti ad indurre ad una conclusione giuridica differente (DTF 129
V 110, DTF 126 V 42 consid. 2b con rinvii; STFA C 191/02 del 15 luglio 2003;
STFA I 339/01 del 29 novembre 2002).

 

Kieser, in ATSG-Kommentar,
2a ed., Zurigo 2009, a pag. 682, n. 47 ad art. 53, a proposito dell'art. 53
cpv. 3 LPGA, precisa:

"  b)
Die in art. 53 Abs. 3 ATSG kodifizierte Regelung galt bereits nach der
bisherigen Rechtsprechung (einlässliche Darstellung derselben Schlauri, 176 ff.; vgl. zudem SVR
2005 EL Nr. 3, P 7/02, E. 3.2), welche ihre Gültigkeit auch unter
Berücksichtigung von Art 53 Abs. 3 ATSG beibehält. Insbesondere steht es dem
Versicherungsträger frei, während des laufenden Beschwerdeverfahrens ohne
Beachtung der besonderen Wiedererwägungsvoraussetzungen (insbesondere ohne
Annahme einer zweifellosen Unrichtigkeit) auf den Entscheid zurückzukommen
(vgl. BGE 107 V 192). Beinhaltet eine solche lite pendente erlassene Verfügung
eine Schlechterstellung, stellt die entsprechende Verfügung lediglich einen
Antrag an das Gericht dar, und es bleibt der Partei die Möglichkeit offen (auf
welche sie hinzuweisen ist), das Rechtsmittel zurückzuziehen (vgl. BGE 127 V
234; zur Kritik von Schlauri, 173 ff.; an diesem Entscheid vgl. SVR 2005 EL Nr. 3, P 7/02, E.
3.3). Entspricht die Wiedererwägung sonst nicht dem im Beschwerdeverfahren
gestellten Antrag, kommt sie bloss einem Antrag an das Gericht gleich (vgl. ZAK
1992 117). Im Übrigen wird bei einer entsprechenden Wiedererwägung das Beschwerdeverfahren
gegenstandlos (vgl. ATSG-Kommentar, Art. 61 N 87). Allerdings ist es nach der
Rechtsprechung dem Versicherungsträger nicht benommen, eine im
Gerichtsverfahren vorgenommene Wiedererwägung zu widerrufen (vgl. SVR 2001 IV
Nr. 20).”.

 

L'irregolarità deve essere manifesta. Ancora di recente il TF ha
precisato (STF 8C_883/2008 del 31 marzo 2009, consid. 4.1.2):

 

"  In
particolare, non si può parlare di un'inesattezza manifesta se l'assegnazione della prestazione dipende dall'adempimento di condizioni materiali il cui esame presuppone un certo
margine di apprezzamento riguardo a certi loro aspetti o elementi, e se la
decisione iniziale appare ammissibile alla luce della situazione di fatto e di
diritto. Se persistono ragionevoli dubbi sul carattere erroneo della decisione
iniziale, le condizioni per procedere a una riconsiderazione non sono date
(cfr. sentenza 9C_439/2007 del 28 febbraio 2008, consid. 3.1 con
riferimenti).".

 

                                   6.   Va
ancora rammentato che per l’art. 3 OPGA l’ammontare della restituzione è
stabilito mediante decisione (cpv. 1). Nella decisione di restituzione
l’assicuratore indica la possibilità di chiedere il condono (cpv. 2).
L’assicuratore decide di rinunciare alla restituzione se sono manifestamente
date le condizioni per il condono (cpv. 3).

 

A norma dell’art. 4 cpv. 1 OPGA se il beneficiario era in buona fede
e si trova in gravi difficoltà, l’assicuratore rinuncia completamente o in
parte alla restituzione delle prestazioni indebitamente concesse. Per l’art. 4
cpv. 2 OPGA determinante per il riconoscimento di una grave difficoltà è il
momento in cui la decisione di restituzione passa in giudicato. L’art. 4 cpv. 4
OPGA prevede che il condono è concesso su domanda scritta. La domanda, motivata
e corredata dei necessari giustificativi, deve essere inoltrata entro 30 giorni
dal momento in cui la decisione è passata in giudicato.

                                         Giusta
l’art. 4 cpv. 5 OPGA sul condono è pronunciata una decisione.

 

                                         L’art. 5
OPGA descrive i casi di gravi difficoltà.

 

                                         A
questo proposito Kieser, op cit, pag. 354 ad art. 25, n. 8 e seguenti rammenta
che:

 

“e) Damit erfolgt
die Festlegung einer (allfälligen) Rückerstattung von Leistungen in einer
mehrstufigen Verfahren: In einem ersten Entscheid ist (1) über die Frage der
Unrechtmässigkeit des Bezugs der Leistung zu befinden; hier ist insbesondere
auf Art. 53 ATSG bzw. auf Art. 17 ATSG abzustellen. Daran schliesst sich (2)
der Entscheid über die Rückerstattung an, mit dem insbesondere zu beantworten
ist, ob – bei der festgestellten Unrechtmässigkeit der Leistungsbezugs – eine
rückwirkende Korrektur erfolgt oder nicht; rechtliche Grundlage dafür bildet –
neben den einzelgesetzlichen Regelungen – Art. 25 Abs. 1 Satz 1 ATSG.
Schliesslich ist – gegebenenfalls – (3) über den Erlass der zurückzuerstattenden
Leistung zu entscheiden; dafür ist auf Art. 25 Abs. 1 Satz 2 ATSG abzustellen.

 

f) Art. 25 Abs. 1 und Abs. 2 ATSG entspricht der bisherigen
Gesetzgebung, insbesondere der Regelung von altArt. 47 AHVG (so BGE 130 V 319
f.). Die zu den früheren Gesetzbestimmungen ergangene Rechtsprechung ist
insoweit ohne Einschränkung anwendbar, und es ergeben sich zudem keine
besonderen übergangsrechtlichen Fragen (dazu BGE 130 V 318).“

 

                                   7.   In
concreto l’insorgente era al beneficio di una rendita vedovile in seguito al
decesso del marito avvenuto nel corso del mese di luglio 1999. Il __________
2002 l’assicurata ha contratto un nuovo matrimonio.

                                         Per
l’art. 23 cpv. 4 LAVS il diritto alla rendita vedovile si estingue, tra
l’altro, con il passaggio a nuove nozze (lett. a).

 

                                         Ne
segue che l’interessata non ha più diritto alla rendita vedovile.

 

                                         In
queste circostanze è a giusta ragione che l’amministrazione ha chiesto la
restituzione delle prestazioni indebitamente percepite.

                                         Infatti
le decisioni, informali (cfr. DTF 129 V 110), di versamento delle prestazioni
successivamente al nuovo matrimonio sono manifestamente errate, non
sussistendone più il diritto e il riesame delle decisioni riveste un’importanza
notevole considerato che l’importo versato supera i fr. 1'000 mensili.

 

                                   8.   Altro
presupposto per verificare se l'obbligo di restituzione è dato, è il termine di prescrizione di un
anno, a proposito del quale la nostra Massima istanza ha stabilito che i
termini dell'art. 47 vLAVS - ripresi dall'art. 25 cpv. 2 LPGA -, contrariamente al tenore letterale della
norma, costituiscono un termine di perenzione (DTF 127 V 484; DTF 124 V 380;
DTF 122 V 274; DTF 119 V 431 consid. 3a; Kieser,
Bundesgesetz über die Alters- und Hinterlassenenversicherung, Zurigo 1996, pag.
192).

I termini di perenzione
non possono essere né interrotti né sospesi e devono essere applicati d'ufficio (DTF 111 V 135 consid. 3b; cfr. pure Locher, Grundriss des Sozialversicherungs-rechts, Ed. Stämpfli, Berna
1997, N. 36-37, pag. 59-60 e N. 12-13, pag. 311-312).

 

Per giurisprudenza costante, i termini
sono salvaguardati se prima del loro scadere è stata emessa una decisione
formale e se la medesima è stata correttamente notificata alla persona che deve
restituire le prestazioni (DTF 119 V 434, Kieser,
op. cit., n. 30 ad art. 25, pag. 286).

 

In una sentenza
pubblicata in DTF 124 V 380, al considerando 1 il Tribunale federale delle
assicurazioni ha stabilito che il termine relativo di perenzione di un anno
giusta l'art. 95 cpv. 4 LADI, che si richiama ai princìpi fissati dall'art. 47
cpv. 2 vLAVS, comincia a decorrere nel momento in cui l'amministrazione, usando
l'attenzione da essa ragionevolmente esigibile avuto riguardo alle circostanze,
avrebbe dovuto rendersi conto dei fatti giustificanti la restituzione (DTF 119
V 433; DTF 112 V 180; STFA C 317/01 del 29 aprile 2003).

 

Il TFA ha precisato
ancora che qualora tale restituzione sia addebitabile ad un errore
dell'amministrazione, l'anno di perenzione decorre non dal momento in cui esso
è stato commesso, bensì da quello in cui l'amministrazione avrebbe dovuto in un
secondo tempo - per esempio a seguito di un errore di calcolo di una prestazione
o nel caso in cui venga a conoscenza di fatti atti a far nascere dei dubbi
sulla fondatezza della pretesa -, rendersi conto di tale errore commesso
prestando l'attenzione ragionevolmente esigibile (DTF 124 V 380 consid. 1 e 2c;
DTF 110 V 304 consid. 2b; cfr. anche DTF 122 V 270 consid. 5; STFA C 317/01 del
29 aprile 2003).

Per poter esaminare i
presupposti della restituzione, l'amministrazione deve poter disporre di tutti
i fatti rilevanti, da cui emerga sia il principio che la misura del diritto
alla medesima. Per determinare la pretesa non è quindi sufficiente che la Cassa
venga a conoscenza di circostanze che forse potrebbero condurre ad ammetterla
oppure che permettono di stabilirne il principio ma non la misura (DTF 112 V
180 consid. 4a; STFA C 317/01 del 29 aprile 2003; STFA C 11/00 del 10 ottobre
2001, consid. 2).

 

Circa l'inizio del
termine annuale di perenzione quando l'amministrazione deve, con ulteriori
accertamenti, completare le conoscenze necessarie per fondare la pretesa di
restituzione, al considerando 4b del DTF 112 V 180 il TFA ha sottolineato che:

 

"  (…)
b) Die mit BGE 110 V 304 begründete Praxis, wonach der Beginn der einjährigen
Verwirkungsfrist unter dem Gesichtspunkt der von der Verwaltung geforderten
Aufmerksamkeit zu bestimmen ist, hat nicht nur bei der Beantwortung der Frage
zu gelten, ob die von einem Dritten erstattete Meldung die erforderliche
Kenntnis der Verwaltung auszulösen vermag. Sie ist sinngemäss auch auf die von
der Verwaltung in der Folge zu treffenden Abklärungen auszudehnen. Die
Verwaltung hat die ihr zumutbare Aufmerksamkeit insbesondere auch bei den sich
allenfalls aufdrängenden Erhebungen anzuwenden, damit ihre noch ungenügende
Kenntnis so vervollständig wird, dass die Rückforderungsanspruch die nötige
Bestimmtheit erhält. Wenn die Verwaltung nicht die erforderlichen Anstrengungen
unternimmt, um über ihre noch ungenügend bestimmte Forderung innert absehbarer
Zeit ein klares Bild zu erhalten, so darf sich ihre Säumnis nicht zu ihre
Gunsten und zuungunsten des Versicherten auswirken. In einem solchen Fall ist
der Beginn der Verwirkungsfrist vielmehr auf den Zeitpunkt festzusetzen, in
welchem die Verwaltung ihre unvollständige Kenntnis mit dem erforderlichen und
zumutbaren Einsatz so hätte ergänzen können, dass der Rückforderungs-anspruch
die nötige Bestimmtheit erhält und der Erlass einer Verfügung möglich wird.
(…).".

 

Inoltre, per costante
giurisprudenza, quando la determinazione della pretesa di restituzione
presuppone il concorso di parecchi organi amministrativi, il termine annuale
comincia già a decorrere nel momento in cui una delle autorità competenti ha
sufficiente conoscenza dei fatti (DTF 119 V 431 consid. 3a; DTF 112 V 180
consid. 4c; citata STFA C 317/01 del 29 aprile 2003).

 

Va ribadito come la
tematica della restituzione di cui all'art. 47 cpv. 2 vLAVS è stata ripresa
dall'art. 25 LPGA (DTF 130 V 319), perciò la citata giurisprudenza ha valore anche
per il periodo di restituzione in oggetto, posteriore al 2003 (Kieser,
ATSG-Kommentar, 2009, pag. 355, n. 9 ad art 25 LPGA).

 

                                   9.   In
concreto la Cassa di compensazione ha avuto conoscenza del matrimonio
dell’interessata nel corso del mese di aprile 2009 (doc. 37). La decisione di
restituzione del 5 maggio 2009 è pertanto stata emanata nel termine di un anno
da quando l’amministrazione ha avuto conoscenza della modifica dello stato
civile della ricorrente. Tuttavia, la restituzione può essere richiesta
unicamente per le prestazioni versate dal mese di maggio 2004, in virtù del
termine di 5 anni previsto dall’art. 25 cpv. 2 LPGA.

 

                                         Per
quanto concerne l’ammontare dell’importo da restituire, peraltro non
contestato, va rilevato che la Cassa lo ha calcolato correttamente.
L’interessata deve infatti restituire fr. 8'328 per i mesi da maggio a dicembre
2004 (fr. 1’041 X 8, doc. 41), fr. 25'464 per il 2005 ed il 2006 (fr. 1'061 X
24, doc. 40), fr. 26'184 per il biennio 2007/2008 (fr. 1'091 X 24, doc. 39) e
fr. 4'500 per 4 mesi del 2009 (fr. 1'125 X 4, doc. 38), per un totale di fr.
64'476 come calcolato dall’amministrazione.

 

                                10.   L’insorgente
fa valere di essere stata in buona fede, giacché non in grado di capire la
lingua italiana e tedesca e non conoscendo il diritto sociale svizzero. Essa
non sarebbe in particolare stata informata che con il matrimonio avrebbe perso
il diritto alla rendita vedovile.

                                         

                                         Il
diritto alla protezione della buona fede, che trova il suo fondamento nell'art.
9 della nuova Costituzione federale in vigore dal 1° gennaio 2000, permette al
cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa
eviti di contraddirsi. Così un'informazione o una decisione erronea possono
obbligare l'amministrazione a consentire ad un assicurato un vantaggio contrario
alla legge.

                                         Le
condizioni per tutelare la buona fede dell'assicurato, e discostarsi così dal
principio della legalità, sono precisate da una lunga e consolidata
giurisprudenza:

 

1.   l'autorità deve essere intervenuta in una situazione concreta nei
riguardi di persone determinate;

 

2.   l'autorità ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie
competenze;

 

3.   l'assicurato non deve essersi reso conto immediatamente
dell'inesattezza dell'informazione ricevuta;

 

4.   l'informazione errata ha indotto l'assicurato ad adottare un
comportamento o un omissione che gli è pregiudizievole;

 

5.   la legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è
stata data.

 

                                         (DTF
121 V 65, consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata; RAMI 1993 pag.
120-121, Pratique VSI 1993 pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983
pag. 195 consid. 3, RCC 1982 pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3,
RCC 1979 pag. 155, DLA 1992 p. 106, DTF 118 V 76 consid. 7, RDAT I-1992 n° 63;
Grisel, Traité de droit administratif, vol. I, pag.
390ss; Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., n° 509,
pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze gleich, pag.
217ss).

 

                                         Nell'evenienza concreta tuttavia i presupposti per la protezione della
buona fede non sono dati. Infatti non risulta dagli atti che l'amministrazione
sia intervenuta in una situazione concreta presso l'insorgente dandogli
un'informazione errata. 

                                         Affermando
di non conoscere il diritto sociale svizzero, di non parlare italiano e tedesco
e non essere stata informata che un eventuale matrimonio avrebbe messo fine al
versamento della rendita, l’insorgente invoca implicitamente la violazione
dell’art. 27 cpv. 1 LPGA entrato in vigore il 1° gennaio 2003 e secondo il
quale gli assicuratori e gli organi esecutivi delle singole assicurazioni
sociali, nei limiti delle loro competenze, sono tenuti ad informare le persone
interessate sui loro diritti e obblighi. Questa norma non è tuttavia
applicabile al caso concreto giacché l’insorgente è convolata a nozze il __________
quando la LPGA non era ancora in vigore. Per cui va applicato il principio
secondo il quale nessuno può prevalersi dell’ignoranza della legge. 

                                         In
questo senso la buona fede della ricorrente non è data.

 

                                         Per
quanto concerne la questione della negligenza grave, contestata con lo scritto
del 27 giugno 2009, va rilevato che la questione andrà trattata nell’ambito
dell’esame dell’opposizione contro la decisione di condono del 19 giugno 2009.

 

                                         Va
infatti rammentato che per quanto riguarda i presupposti del condono, la
giurisprudenza, relativamente al concetto di buona fede, distingue la mancanza
di coscienza dell’irregolarità commessa dalla questione a sapere se, nelle
circostanze concrete, l’interessato poteva invocare la buona fede o avrebbe
dovuto, facendo prova dell’attenzione da lui esigibile, riconoscere l’errore di
diritto commesso. Il TFA ha stabilito che la problematica relativa alla
coscienza dell'irregolarità commessa è una questione di fatto, per contro quella
concernente l'attenzione esigibile è di diritto (cfr. STFA del 15 marzo 2004
nella causa P.-B., C 292/02, consid. 2.3.; SVR 2003 IV Nr.
4 pag. 10; SVR 2002 EL Nr. 9 pag. 21-22; Pratique VSI 1994 p. 126; DTF 122 V
221 = Pratique VSI 1996 pag. 269).

                                         La buona fede non è compatibile con un comportamento di grave
negligenza da parte dell'assicurato (U. Meyer-Blaser,

"Die Rückerstattung von Sozialversicherungsleistungen, in RSJB 1995, pag.
481).

 

                                         Secondo
l'art. 3 cpv. 2 CCS, che è applicabile analogicamente, 

 

"  nessuno
può invocare la propria buona fede quando questa non sia compatibile con
l'attenzione che le circostanze permettevano di esigere da lui." 

 

                                         Compete
al Giudice inoltre, sulla base di un criterio oggettivo, cioè indipendentemente
dalle conoscenze e dalle attitudini particolari della parte, determinare il
grado dell’attenzione richiesta (DTF 79 II 59).

 

                                         La
buona fede deve essere quindi esclusa, qualora i fatti che hanno determinato
l'obbligo di restituire (violazione dell'obbligo di annunciare o di informare)
siano imputabili a comportamento doloso o negligenza grave dell'interessato.

                                         Viceversa,
l'assicurato può prevalersene quando l'atto o l'omissione colpevole siano
costitutivi unicamente di una violazione lieve dell'obbligo di annunciare o di
informare

(cfr. STFA del 20 giugno 2005 nella causa C., P. 42/04,

consid. 2.2.; STFA del 15 marzo 2004 nella causa P.-B., C 292/02, consid. 2.3.;
SVR 2003 IV Nr. 4 pag. 10; Pratique VSI 1994, pag. 125ss; DTF 118 V 218, 112 V
105, 110 V 180 consid. 3 c, 102 V 245 consid. a) oppure se non ha violato tale
obbligo

(U. Meyer-Blaser, op. cit., 481/482). 

                                         Infatti,
la buona fede presuppone che l'assicurato ignori che una prestazione gli è
versata indebitamente. Di detta ignoranza egli non si può avvalere se la stessa
è stata determinata da sua negligenza (STFA non pubbl. del 31 agosto 1993 in re
I. R p. 3).

 

                                11.   Alla
luce di tutto quanto sopra esposto la decisione impugnata deve essere
confermata, giacché la Cassa ha chiesto a ragione la restituzione delle prestazioni
versate a torto e il principio della buona fede non è stato violato (cfr.
sentenza 9C-59/2007 del 30 gennaio 2008, consid. 6).

Lo scritto del 27
giugno 2009 va tuttavia trasmesso alla Cassa CO 1 affinché entri nel merito
dell’opposizione alla decisione del 19 giugno 2009 (cfr. sentenza 9C-59/2007
del 30 gennaio 2008, consid. 6).

                                         Contro
la decisione su opposizione in ambito di condono l’interessata potrà ricorrere al
TCA nei tempi e nei modi che saranno indicati in calce al provvedimento.

 

                                12.   La
ricorrente ha chiesto “la possibilità di un’audizione per poter spiegare
personalmente le mie ragioni e la mia situazione.” (doc. VI).

 

                                         Il
TCA rileva innanzitutto che l’audizione richiesta può essere rifiutata senza
per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2
Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

 

                                         Infatti,
secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento
pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e
inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad
esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di
testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile
obbligo (cfr. sentenza 9C_578/2008 del 29 maggio 2009; sentenza I 472/06 del 21 agosto 2007; nonché DTF 122 V 47; cfr. pure
DTF 124 V 90, consid. 6, pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).

 

                                         In
concreto, non essendo stata presentata una domanda espressa di procedere ad
un’udienza pubblica (l’assicurata ha presentato una generica istanza di udienza
di discussione e quindi ha formulato unicamente una richiesta di prova), questo
TCA rinuncia ad una sua audizione poiché superflua ai fini dell’esito della
vertenza (cfr. sentenza del 21 agosto 2007, I 472/06, consid. 2).

 

                                         Conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223
consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale
modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                                         In
queste condizioni il TCA rinuncia all’assunzione di ulteriori prove ed a
sentire le parti.

 

                                      

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso, nella misura in cui è ricevibile, è respinto.

 

                                   2.   L’incarto
è trasmesso alla Cassa CO 1 per l’emanazione della decisione su opposizione in
materia di condono.

 

                                   3.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti