# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e126848b-2fc4-5987-a8d9-afc2d04a709f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-03-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.03.2022 BVGE 2022 I/6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_BVGE-2022-I-6_2022-03-11.pdf

## Full Text

2022 I/6 Principio inquisitorio. Apprezzamento anticipato delle prove 

 

 

56 I BVGE / ATAF / DTAF  

 

2022 I/6 

Estratto della decisione della Corte IV 
nella causa A. contro Segreteria di Stato della migrazione 

D–546/2022 dell'11 marzo 2022 

Principio inquisitorio. Apprezzamento anticipato delle prove. 

Art. 12, art. 13 e art. 33 cpv. 1 PA. Art. 26a LAsi. 

1. Obbligo per l'autorità di provvedere d'ufficio all'accertamento 
esatto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti. L'istruzione 

d'ufficio è da ritenersi conclusa nel momento in cui i fatti giuridi-

camente rilevanti sono stati chiariti o quando, in modo non arbi-

trario, si può partire dall'assunto che ulteriori chiarimenti non 

porteranno a conoscenze aggiuntive sulla questione (consid. 4.2.2). 

2. L'autorità può procedere ad un apprezzamento anticipato delle 
prove offerte e negarne l'assunzione ove le stesse appaiano chiara-

mente ininfluenti ai fini del giudizio (consid. 4.2.3). 

3. Accertamento dello stato di salute. Valore probatorio di un certi-
ficato medico (consid. 4.3). 

Untersuchungsgrundsatz. Antizipierte Beweiswürdigung. 

Art. 12, Art. 13, Art. 33 Abs. 1 VwVG. Art. 26a AsylG. 

1. Pflicht der Behörde, von Amtes wegen den rechtlich relevanten 
Sachverhalt richtig und vollständig abzuklären. Die Untersuch-

ung von Amtes wegen gilt als abgeschlossen, sobald der rechtser-

hebliche Sachverhalt geklärt ist oder wenn willkürfrei davon aus-

gegangen werden kann, dass weitere Abklärungen nicht zu einem 

zusätzlichen Erkenntnisgewinn führen würden (E. 4.2.2). 

2. Die Behörde kann eine antizipierte Beweiswürdigung vornehmen 
und auf die Abnahme von Beweisen verzichten, wenn ersichtlich 

ist, dass diese offensichtlich keinen Einfluss auf den Entscheid ha-

ben werden (E. 4.2.3). 

3. Untersuchung des Gesundheitszustands. Beweiskraft eines ärztli-
chen Zeugnisses (E. 4.3).  

Principio inquisitorio. Apprezzamento anticipato delle prove 2022 I/6 

 

 

BVGE / ATAF / DTAF I 57 

 

Maxime inquisitoire. Appréciation anticipée des preuves. 

Art. 12, art. 13 et art. 33 al. 1 PA. Art. 26a LAsi. 

1. Obligation pour l'autorité de procéder d'office à la constatation 
exacte et complète des faits juridiquement pertinents. 

L'instruction d'office est réputée achevée dès le moment où les 

faits juridiquement pertinents ont été établis ou quand on peut 

partir de l'idée, de manière non arbitraire, qu'une instruction 

complémentaire n'apporterait aucun élément additionnel sur la 

question décisive (consid. 4.2.2). 

2. L'autorité peut procéder à une appréciation anticipée des preuves 
offertes et en refuser l'administration s'il apparaît clairement 

qu'elles n'auront aucune influence sur l'issue de la cause 

(consid. 4.2.3). 

3. Examen de l'état de santé. Force probante d'un certificat médical 
(consid. 4.3). 

 

In data 7 novembre 2021 A. (di seguito: ricorrente o insorgente), cittadina 

afgana, entrata illegalmente nello Spazio Dublino dall'Italia il 23 ottobre 

2021, ha presentato una domanda d'asilo in Svizzera. 

Il 16 novembre 2021 la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha pre-

sentato alle autorità italiane una domanda di presa a carico fondata sul re-

golamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 

26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione eu-

ropea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: regolamento Dublino III). 

Con decisione del 26 gennaio 2022, l'autorità inferiore non è entrata nel 

merito della domanda d'asilo della ricorrente, pronunciando nel contempo 

il suo trasferimento verso l'Italia, nonché l'esecuzione della predetta mi-

sura. 

Il 3 febbraio 2022, A. ha adito il Tribunale amministrativo federale, postu-

lando, in limine, la concessione dell'effetto sospensivo al ricorso con misu-

re supercautelari; in via principale l'annullamento della decisione avversa-

ta e la trattazione da parte delle autorità svizzere della procedura d'asilo e 

in subordine la restituzione degli atti alla SEM per il completamento 

dell'istruttoria. 

2022 I/6 Principio inquisitorio. Apprezzamento anticipato delle prove 

 

 

58 I BVGE / ATAF / DTAF  

 

Il 4 febbraio 2022, il Tribunale amministrativo federale ha ordinato la so-

spensione dell'esecuzione dell'allontanamento quale misura supercaute-

lare. 

L'11 marzo 2022, il Tribunale amministrativo federale ha respinto il ri-

corso. 

Dai considerandi: 

4.  
4.1 Nel gravame la ricorrente lamenta un'istruzione inesatta ed in-
completa della fattispecie nell'ambito della procedura di prima istanza. Pri-

ma di evadere le singole censure, si necessita così di richiamare i principi 

che reggono la materia. 

4.2  
4.2.1 Nelle procedure di natura amministrativa si applica il principio 
inquisitorio (art. 12 PA; DTAF 2015/1 consid. 4.2). Ciò sottintende che 

l'autorità competente deve provvedere d'ufficio all'accertamento esatto  

e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (cfr. DTAF 2019 I/6 

consid. 5.1). La determinazione dei fatti e l'applicazione della legge non 

sono aspetti disgiunti; senza considerare il diritto applicabile non vi è mo-

do di delimitare quali fatti siano giuridicamente rilevanti (cfr. ISABELLE 

HÄNER, Die Feststellung des rechtserheblichen Sachverhalts, in: Das er-

stinstanzliche Verwaltungsverfahren, 2008, pag. 34 segg.). Significativo è 

il substrato fattuale per le condizioni di applicazione della norma giuridica 

(cfr. sentenza del TAF D–291/2021 del 9 marzo 2021 consid. 7.2.2). Fatti 

che non sono rilevanti per la decisione; che l'autorità è convinta siano già 

stati provati o che si presumono veri a favore delle parti interessate non 

impongono lo svolgimento di indagini supplementari (cfr. KRAUSKOPF/ 

EMMENEGGER, in: Praxiskommentar VwVG, 2009, art. 12 n. marg. 29). 

4.2.2 In concreto, l'autorità deve procurarsi la documentazione neces-
saria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed ammi-

nistrare a tal fine le opportune prove a riguardo (cfr. sentenza del TAF  

F–5929/2018 del 25 novembre 2021 consid. 8.1). L'accertamento dei fatti 

è incompleto allorquando tutte le circostanze di fatto e i mezzi di prova 

determinanti per la decisione non sono stati presi in considerazione. Esso 

risulta inesatto se l'autorità omette di amministrare le prova di un fatto rile-

vante, apprezza in maniera erronea il risultato dell'amministrazione di  

un mezzo di prova o fonda la decisione su fatti non conformi all'in- 

carto (cfr. DTAF 2015/10 consid. 3.2; sentenze del TAF A–671/2015  

Principio inquisitorio. Apprezzamento anticipato delle prove 2022 I/6 

 

 

BVGE / ATAF / DTAF I 59 

 

del 3 agosto 2020 consid. 2.1; D–1079/2018 del 17 dicembre 2019 

consid. 5.2; KIENER/RÜTSCHE/KUHN, Öffentliches Verfahrensrecht, 3a ed. 

2021, n. marg. 1585). L'istruzione d'ufficio (« Amtsermittlung ») è da rite-

nersi conclusa nel momento in cui i fatti giuridicamente rilevanti sono stati 

chiariti o quando, in modo non arbitrario, si può partire dall'assunto che 

ulteriori chiarimenti non porteranno a conoscenze aggiuntive sulla que-

stione (cfr. DTAF 2012/21 consid. 5; sentenza F–5929/2018 consid. 8.2). 

Allorquando l'autorità reputa che le prove assunte le abbiano permesso di 

formarsi una propria convinzione, essa può emettere la decisione (cfr. 

sentenze del TAF D–291/2021 consid. 7.2.2; A–3056/2015 del 22 dicem-

bre 2016 consid. 3.1.4; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor 

dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. marg. 3.144). 

4.2.3 Così, sebbene nel diritto amministrativo la parte abbia di princi-
pio il diritto di richiedere l'assunzione di prove all'autorità (art. 33 cpv. 1 

PA), una tale richiesta deve vertere su fatti suscettibili d'influenzare l'esito 

della procedura e che non si evincono già dall'incarto (cfr. DTF 131 I 153 

consid. 3; sentenza A–3056/2015 consid. 3.1.3). Nemmeno detta massima 

impedisce d'altro canto all'autorità di procedere ad un apprezzamento anti-

cipato delle prove offerte (« antizipierte Beweiswürdigung ») e di negarne 

l'assunzione ove le stesse appaiano chiaramente ininfluenti ai fini del giu-

dizio, non potendo in altri termini condurla a modificare la propria opinio-

ne (cfr. DTF 134 I 140 consid. 5.3; sentenza del TF 1C_179/2014 del 

2 settembre 2014 consid. 3.2; sentenza del TAF A–6515/2010 del 19 mag-

gio 2011 consid. 4.3; THIERRY TANQUEREL, Manuel de droit administratif, 

2011, n. marg. 1552 con rinvii). Procedendo in tal senso in modo non arbi-

trario, l'autorità può porre un termine all'istruzione (cfr. DTF 133 II 384 

consid. 4.2.3 con rinvii; sentenza del TF 2C_720/2010 del 21 gennaio 

2011 consid. 3.2.1; sentenze del TAF D–6763/2018 dell'11 giugno 2020 

consid. 9; A–7392/2014 dell'8 agosto 2016 consid. 3.4.2.2). 

4.2.4 Qualora un fatto rimanga non comprovato nonostante un accerta-
mento completo e corretto dei fatti, occorre fare riferimento alle regole 

sulla ripartizione dell'onere della prova derivanti dall'applicazione analo-

gica dell'art. 8 CC (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.3; 2015/1 consid. 4.2 e 

riferimenti citati). Il principio inquisitorio non dispensa inoltre le parti dal 

dovere di collaborare all'accertamento dei fatti ed in modo particolare dal-

l'onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l'amministrazione non 

sia in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA; DTF 140 I 285 

consid. 6.3.1; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). Se la parte rifiuta di dare il pro-

2022 I/6 Principio inquisitorio. Apprezzamento anticipato delle prove 

 

 

60 I BVGE / ATAF / DTAF  

 

prio contributo al chiarimento della fattispecie per ciò che ci si può ragio-

nevolmente attendere da essa, l'autorità può tenerne conto a suo sfavore 

nell'apprezzamento delle prove e, in determinate circostanze, può esimersi 

dall'indagare ulteriormente (cfr. per maggiori sviluppi DTF 130 II 482 

consid. 3.2; DTAF 2015/1 consid. 4.2 seg.; sentenza del TF 2A.669/2005 

del 10 maggio 2006 consid. 3.5.2; anche KIENER/RÜTSCHE/KUHN, op. cit., 

n. marg. 710 seg.). 

4.2.5 I criteri esposti delimitano sia l'attività istruttoria dell'am-
ministrazione che quella del Tribunale amministrativo federale (cfr.  

DTAF 2019 I/6 consid. 5; sentenza del TAF F–5065/2019 del 21 gennaio  

2021 consid. 5.3; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. marg. 1.49, 

3.117 seg., in particolare 3.144). Quando in sede ricorsuale vengono iden-

tificate delle carenze nell'accertamento dei fatti il caso va di principio re-

trocesso all'autorità di prima istanza, di modo che questa possa procedere 

ad un nuovo e completo chiarimento degli stessi (cfr. MOSER/BEUSCH/ 

KNEUBÜHLER, op. cit., n. marg. 2.191; in questa anche le sentenze del TAF 

D–3567/2019 del 29 novembre 2019 consid. 5.2; D–1443/2016 del 

22 febbraio 2017 consid. 4.2). 

4.2.6 Una violazione del principio inquisitorio non implica in ogni caso 
l'automatica retrocessione degli atti all'autorità inferiore, dal momento  

che il Tribunale amministrativo federale resta libero di raccogliere gli 

elementi necessari al giudizio se una tale soluzione appare giudiziosa per 

ragioni di economia procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2; 2012/21 

consid. 5.1). 

4.3  
4.3.1 Nel caso in narrativa viene innanzitutto censurato un accertamen-
to inesatto ed incompleto dello stato di salute. Dagli atti risulterebbe invero 

che la ricorrente soffra di un disturbo depressivo ansioso e di un disturbo 

post traumatico da stress. Nonostante fosse prevista una visita medica per 

il 2 febbraio 2022, la documentazione ad essa inerente non sarebbe ancora 

stata versata all'inserto. Il quadro clinico non sarebbe pertanto stato defi-

nito in modo completo. Difetterebbe peraltro un rapporto medico detta-

gliato in grado di definire la gravità e l'estensione della patologia, il tratta-

mento necessario, la prognosi ed i rischi legati ad una sua interruzione. 

4.3.2  
4.3.2.1 I principi esposti sub. consid. 4.2 tornano applicabili anche  
nel contesto del chiarimento delle questioni di natura medica (sentenze  

del TAF D–291/2021 consid. 7.2.4; D–1665/2018 del 27 gennaio 2021 

Principio inquisitorio. Apprezzamento anticipato delle prove 2022 I/6 

 

 

BVGE / ATAF / DTAF I 61 

 

consid. 8.3.5). In materia d'asilo l'art. 26a LAsi (RS 142.31) prevede non 

di meno alcune disposizioni particolari. In sostanza, viene sancito che i 

problemi medici noti e rilevanti devono di principio essere fatti valere 

immediatamente dopo il deposito della domanda d'asilo ed al più tardi 

durante l'audizione sui motivi. In caso contrario possono risultarne 

svantaggi procedurali nella forma di un accresciuto onere della prova  

a carico dei richiedenti. La portata pratica della norma è da relativizza- 

re (cfr. sentenza del TAF D–1560/2021 del 30 aprile 2021 consid. 6.1.4;  

MARC SPESCHA, in: Migrationsrecht Kommentar, 5a ed. 2019, art. 26a  

LAsi n. marg.°1 seg.; anche art. 32 cpv. 1 e art. 33 cpv. 1 PA e supra 

consid. 4.2.3). 

4.3.2.2 Nel suo messaggio relativo al riassetto del settore dell'asilo, il 
Consiglio federale sottolineava come l'assistenza sanitaria per i richiedenti 

l'asilo dovesse essere garantita mediante consultazioni mediche in loco, 

possibilità di trattamento ambulatoriale in ospedale o una visita medica in 

caso di necessità (cfr. Messaggio del 3 settembre 2014 concernente la mo-

difica della legge sull'asilo , FF 2014 6917, 6940). Nella prassi, nel caso 

in cui il personale curante / servizio di assistenza reindirizzi il richiedente 

l'asilo presso un medico esterno, quest'ultimo allestisce, di norma, un breve 

referto nella forma di un « formulario F2 ». Qualora la documentazione 

agli atti non permetta di determinare in modo completo i fatti giuridica-

mente rilevanti, la SEM ordina di principio un rapporto più dettagliato, e 

meglio, la compilazione di un « formulario F4 » da parte del medico. Nulla 

vieta inoltre al ricorrente di presentare ulteriori mezzi di prova al soggetto 

rispettivamente di rivolgersi autonomamente ad un medico (cfr. sentenza 

D–291/2021 consid. 7.2.5). Le autorità svizzere non sono dal canto loro 

tenute a prendere in considerazione il potenziale insorgere di ulteriori 

affezioni non ancora diagnosticate o sospettate, essendo determinante lo 

stato di fatto presente al momento della decisione (cfr. DTAF 2012/21 

consid. 5.1; 2010/44 consid. 3.6). 

4.3.2.3 In maniera del tutto generale, il valore probatorio di un certificato 
medico non si apprezza in funzione della sua origine (ufficiale o di parte) 

o della sua designazione (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.7) bensì dipende 

soprattutto dalla sua esattezza, dall'ampiezza delle indagini effettuate, dal-

la conoscenza del vissuto del paziente (anamnesi), dai legami evidenziati 

tra i presunti disturbi e la diagnosi nonché dalla logica che emerge 

dall'analisi medica e dal grado di motivazione di quest'ultima (Giurispru-

denza e informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia 

d'asilo [GICRA] 2002 n. 18 consid. 4aa pagg. 145-146). Per il resto, la 

2022 I/6 Principio inquisitorio. Apprezzamento anticipato delle prove 

 

 

62 I BVGE / ATAF / DTAF  

 

procedura amministrativa federale è retta dal principio del libero apprez-

zamento delle prove (art. 40 PC [RS 273] applicabile su rinvio dell'art. 19 

PA; DTAF 2019 I/6 consid. 5.7; sul concetto cfr. DTF 130 II 482 

consid. 3.2; tra le tante le sentenze del TAF F–6861/2018 del 6 maggio 

2020 consid. 5.2; B–3708/2007 del 4 marzo 2008 consid. 4.1). Così, 

sebbene l'autorità, in assenza di elementi concreti tali da rimetterne in dub-

bio l'affidabilità, non possa scostarsi dalle conclusioni del medico, essa 

rimane libera di apprezzarne liberamente la portata alla luce delle condi-

zioni legali (cfr. DTAF 2007/31 consid. 5.1; sentenze del TAF D–291/2021 

consid. 7.2.6; E–4933/2012 del 21 novembre 2012). 

4.3.3  
4.3.3.1 Nelle procedure Dublino, gli aspetti giuridicamente rilevanti (cfr. 
supra consid. 4.2.1) rispetto ai quali lo stato valetudinario della persona da 

trasferire funge da discriminante sono innanzitutto inerenti le condizioni 

di applicazione delle clausole discrezionali previste agli art. 17 par. 1 Re-

golamento Dublino III e 29a cpv. 3 dell'Ordinanza 1 sull'asilo dell'11 ago-

sto 1999 (OAsi 1, RS 142.311; sulle nozioni si veda FANNY MATTHEY, 

Procédures d'asile et pluralité de statuts, 2012, pag. 174; anche DTAF 

2011/9 consid. 8.1). È a questo titolo opportuno sottolineare che se il tra-

sferimento del richiedente nel paese di destinazione contravviene ad una 

norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, 

l'autorità inferiore è obbligata ad applicare la clausola di sovranità e a farsi 

materialmente carico della domanda d'asilo. La SEM può nondimeno en-

trare discrezionalmente nel merito della domanda anche laddove ciò sia 

giustificato da « motivi umanitari ». In quest'ultimo caso, essa gode di un 

reale potere di apprezzamento ed il Tribunale amministrativo federale di-

spone di un potere di esame ridotto (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1). 

4.3.3.2 Occorre altresì sottolineare come la CorteEDU abbia stabilito che 
il respingimento forzato di persone che soffrono di problemi medici non 

sia suscettibile di costituire una violazione dell'art. 3 CEDU, a meno che 

la malattia dell'interessato si trovi ad uno stadio avanzato e terminale, al 

punto che la sua morte appaia come una prospettiva prossima (cfr. sentenza 

della CorteEDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05, 

Recueil CourEDH 2008-III pag. 229; DTAF 2011/9 consid. 7.1). Una vio-

lazione dell'art. 3 CEDU può però anche sussistere qualora vi siano dei 

seri motivi per ritenere che la persona, in assenza di trattamenti medici 

adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata ad un reale rischio di 

un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle condizioni di salute 

comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione della 

Principio inquisitorio. Apprezzamento anticipato delle prove 2022 I/6 

 

 

BVGE / ATAF / DTAF I 63 

 

speranza di vita (cfr. sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Belgio 

del 13 dicembre 2016, 41738/10, § 181 segg.). 

4.3.3.3 In una siffatta valutazione non è privo di rilievo il diritto sovra-
nazionale che lega lo stato di destinazione. Gli Stati membri sono invero 

vincolati dalla CartaUE e dalla CEDU e tenuti ad applicare la direttiva 

2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione interna-

zionale (rifusione, GU L 180/96 del 29.06.2013) la quale prevede, 

all'art. 19 par. 1, che si debba provvedere affinché i richiedenti ricevano la 

necessaria assistenza sanitaria che comprende quantomeno le prestazioni 

di pronto soccorso e il trattamento essenziale delle malattie e di gravi di-

sturbi mentali. Pure da considerare è l'infrastruttura sanitaria in essere nel 

Paese di destinazione e le conseguenti possibilità di trattamento. 

4.3.3.4 Sempre sulla base dei principi stabiliti dalla CorteEDU (cfr. in 
particolare la sentenza della CorteEDU Tarakhel contro Svizzera del 4 no-

vembre 2014, 29217/12, § 114 seg.), la giurisprudenza elvetica impone, in 

determinate circostanze, che vengano raccolte delle garanzie preliminari 

rispetto alle condizioni di accoglienza presso le autorità del Paese di desti-

nazione. Allo stato attuale della prassi riguardante i rinvii in Italia, ciò è 

segnatamente il caso in presenza di gravi problematiche di natura medica 

(somatiche o psichiche), che pur non rientrando nelle casistiche che pre-

giudicano ipso facto il trasferimento (cfr. supra consid. 4.4.3.2), implica-

no, per la persona interessata, un rischio di peggioramento serio dello stato 

di salute laddove vengano interrotti i trattamenti (cfr. sentenza del TAF  

E–962/2019 del 17 dicembre 2019 consid. 7.4.3). Alla luce delle più 

recenti evoluzioni nell'apparato di assistenza italiano, tale prerequisito 

supplementare è ad oggi valido solo per i casi di ripresa in carico, ossia 

per le costellazioni in cui la persona interessata aveva già depositato una 

domanda d'asilo nel Paese limitrofo (cfr. sentenza del TAF D–2926/2021 

del 19 luglio 2021 consid. 11). 

4.3.3.5 Ad ogni modo, si deve inoltre ricordare che il peggioramento del-
lo stato psichico di un richiedente l'asilo a seguito di una decisione nega-

tiva è casistica osservabile di frequente (cfr. tra le tante sentenza del TAF 

D–5256/2020 del 9 febbraio 2021 consid. 10.4.1) e non preclude di prin-

cipio un trasferimento, anche in concomitanza con tentativi di suicidio o 

tendenze anticonservative (cfr. sentenze del TAF D–2473/2021 del 14 lu-

glio 2021 consid. 13.7; E–4218/2020 del 3 settembre 2020 consid. 5.2.3;  

2022 I/6 Principio inquisitorio. Apprezzamento anticipato delle prove 

 

 

64 I BVGE / ATAF / DTAF  

 

E–5384/2017 del 4 settembre 2018 consid. 4.3.3; E–1302/2011 del 2 apri-

le 2012 consid. 6.3.2; secondo il senso anche la recente sentenza del TF 

2C_221/2020 del 19 giugno 2020 consid. 2). 

4.3.4  
4.3.4.1 Ferme queste premesse, si può ora valutare se l'accertamento dei 
fatti svolto dall'autorità di prima istanza sia conforme ai principi sopra 

esposti. 

4.3.4.2 Al momento dell'emissione della decisione impugnata l'incarto 
della SEM conteneva già diversi mezzi di prova riguardanti la situazione 

valetudinaria della ricorrente. Il 16 dicembre 2021 quest'ultima è stata vi-

sitata dal generalista il quale ha ipotizzato l'esistenza di un disturbo de-

pressivo-ansioso lieve-moderato con possibile eziologia post-traumatica e 

proposto una valutazione presso i Servizi psico-sociali (SPS) dell'Organiz-

zazione sociopsichiatrica cantonale ([…]). Il 22 dicembre 2021 l'insorgen-

te si è altresì recata dalla ginecologa, negando di avere disturbi e non accet-

tando di essere esaminata ([…]). In data 20 gennaio 2022 ha così avuto 

luogo la consultazione presso i SPS, nel cui contesto è stata confermata la 

diagnosi di Disturbo da stress post-traumatico riconducibile agli eventi 

traumatici vissuti in Afghanistan, prescritto un trattamento con Cipralex e 

Psychopax e fissato un follow up per il 2 febbraio 2022. 

4.3.4.3 La documentazione in forza della quale sono state poste le dia-
gnosi appariva sufficientemente dettagliata, ben motivata e coerente conto 

tenuto della tipologia di affezioni in presenza, dell'ampiezza delle indagini 

effettuate e dell'anamnesi della paziente. Nei certificati medici versati agli 

atti non vi erano dipoi indicazioni quanto a sospetti di patologie gravi da 

identificare ulteriormente. Pertanto, nemmeno si giustificava di attendere 

l'esito del controllo periodico previsto per il 2 febbraio 2022 presso i SPS. 

In un tale contesto, non era nemmeno indicato raccogliere un ulteriore rap-

porto più dettagliato nella forma di un « formulario F4 » o di altra docu-

mentazione medica. Per quanto concerne poi eventuali problematiche gi-

necologiche, essendosi la ricorrente sottratta all'esame ed avendo dichia-

rato di non soffrire di alcun disturbo, si può partire dall'assunto che in detto 

contesto non vi fossero aspetti rilevanti per il giudizio di cui alla querelata 

decisione. 

4.3.4.4 Ciò detto, è indubbio che nel caso in narrativa il substrato fattuale 
non contenesse indicatori quanto all'esistenza, finanche potenziale, di af-

fezioni terminali ai sensi della giurisprudenza convenzionale. Allo stesso 

modo, non vi erano elementi per sospettare che le patologie diagnosticate 

Principio inquisitorio. Apprezzamento anticipato delle prove 2022 I/6 

 

 

BVGE / ATAF / DTAF I 65 

 

potessero raggiungere un tale livello di gravità da configurare un rischio 

reale di peggioramento rapido ed irreversibile dello stato di salute com-

portante delle intense sofferenze o una significativa riduzione della spe-

ranza di vita in caso di trasferimento. Trattandosi di una presa a carico, la 

questione dell'ottenimento di garanzie preliminari non si poneva in con-

creto. La fattispecie risultava d'altro canto anche sufficientemente acclara-

ta per fondare un giudizio in piena cognizione di causa quanto all'opportu-

nità di entrare nel merito della domanda d'asilo per motivi umanitari. 

4.4  
4.4.1 La ricorrente si duole altresì di un accertamento insufficiente del 
legame di dipendenza che la legherebbe con il fratello residente in Svizze-

ra. 

4.4.2 La presenza di famigliari sul suolo elvetico può avere rilievo nel 
contesto della possibile applicazione dell'art. 8 CEDU – che rientra nelle 

disposizioni imperative che possono imporre l'applicazione della clausola 

di sovranità – e dell'altra clausola discrezionale prevista all'art. 16 par. 1 

Regolamento Dublino III. Trattandosi di adulti, decisiva è qui effettiva-

mente la questione a sapere se la relazione faccia stato di un particolare 

rapporto di dipendenza, come in caso di necessità di prodigare cure spe-

ciali per un handicap o una malattia grave (cfr. DTF 129 II 11 consid. 2; 

120 Ib 257 consid. 1e; sentenza del TAF D–6168/2020 del 15 dicembre 

2020 consid. 12.4). In altri termini, va vagliata l'esistenza di problemi di 

salute di una gravità tale da imporre un'assistenza significativa nella vita 

quotidiana, nel senso di una presenza, di una sorveglianza o di un'attenzio-

ne permanente suscettibile di essere fornita solo da un parente stretto. La 

mera necessità di un sostegno emotivo o psicologico non rientra invece in 

tale casistica (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 8.3.3 e 8.3.5). 

4.4.3 Nel caso in esame, per i medesimi motivi di cui sopra, non sussi-
stevano indizi quanto all'esistenza di problematiche tali da esigere presta-

zioni assistenziali in favore dell'insorgente da parte di terze persone legate 

da un legame di parentela e soggiornanti sul suolo elvetico. Allo stesso 

modo, l'insorgente, nonostante avesse tematizzato la questione della pre-

senza dei famigliari in Svizzera, non ha preteso che dei suoi famigliari 

residenti in Svizzera necessitassero il suo sostegno ([…]). Su questi pre-

supposti, non incombeva all'autorità inferiore, ricercare, in assenza di in-

dicazioni in tal senso, ipotetiche situazioni di dipendenza meritevoli di in-

dagini più approfondite in quanto discriminanti per l'applicazione delle 

clausole discrezionali di cui agli art. 16 e 17 Regolamento Dublino III. Gli 

2022 I/6 Principio inquisitorio. Apprezzamento anticipato delle prove 

 

 

66 I BVGE / ATAF / DTAF  

 

elementi raccolti dalla SEM risultavano peraltro sufficienti per valutare 

tale punto di questione anche sotto l'aspetto dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1. 

4.5 Conto tenuto delle questioni giuridiche che si ponevano, il com-
plesso fattuale era dunque sufficientemente delineato per giudicare del tra-

sferimento dell'interessata in Italia nel contesto di un procedimento Dubli-

no, di modo che, nulla può essere rimproverato all'autorità inferiore, che 

non ha violato il principio inquisitorio.