# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fb12d552-8c6d-5447-a37b-2a49b7cdd008
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-04-24
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 24.04.2024 BE.2023.29
**Docket/Reference:** BE.2023.29
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BE-2023-29_2024-04-24

## Full Text

Levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA);;Levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA);;Levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA);;Levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA)

Decisione del 24 aprile 2024 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Daniel Kipfer Fasciati e Nathalie Zufferey,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

AMMINISTRAZIONE FEDERALE DELLE 

CONTRIBUZIONI,  

 

Richiedente 

 

   

  contro 

   

A. SA,  

 

rappresentata dall'avv. Edy Salmina, 

 

Opponente 

 

   

Oggetto  Levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BE.2023.29 
 

 

- 2 - 
 
 

 Fatti: 

A. Con decisione del 6 novembre 2023, l’Amministrazione federale delle contri-

buzioni (AFC), Divisione principale imposta federale diretta, imposta preven-

tiva, tasse di bollo, dopo aver ricevuto l’autorizzazione da parte del Capo del 

Dipartimento federale delle finanze DFF (v. act. 1.1), ha aperto nei confronti 

di B. Sagl in liquidazione, C. Ltd, D. ed E. un’inchiesta fiscale speciale giusta 

gli articoli 190 e seguenti della legge federale sull’imposta federale diretta 

(LIFD; RS 642.11) per sottrazione di importanti somme d’imposta e frode 

fiscale, reati commessi tra il 2016 e il 2021 (v. act. 1.1 e 1.2).  

 

In sostanza, l’autorità fiscale sospetta che il fondo lussemburghese F. costi-

tuito il 21 giugno 2010 da D., sia stato gestito dalla Svizzera, in particolar 

modo dal Canton Ticino tramite B. Sagl in liquidazione o C. Ltd, Malta. Que-

sto perché le commissioni corrisposte dal summenzionato fondo per la ge-

stione degli asset sarebbero state versate alla G. SA, Lussemburgo, la quale 

non impiegando personale le avrebbe riversate verosimilmente a C. Ltd, 

anch’essa senza attività e personale, commissioni a loro volta riversate nella 

holding del gruppo, H. Ltd, Malta, società detenuta da D. ed E. In questo 

modo, le commissioni di gestione non sarebbero state tassate nella giurisdi-

zione nella quale avrebbero lavorato i principali amministratori e dove vero-

similmente il fondo sarebbe stato gestito (v. act. 1, pag. 2 e seg.). 

 

 

B. Nell’ambito del procedimento di cui sopra, l’AFC, con scritto del 27 novembre 

2023, ha presentato alla A. SA, a Lugano, una richiesta di edizione di atti 

concernenti le persone fisiche e giuridiche indagate (v. act. 1.3), sfociata, il 

giorno seguente, nella consegna alle autorità fiscali di due scatole chiuse e 

sigillate contenenti documenti cartacei e un supporto informatico USB. Op-

ponendosi la A. SA alla perquisizione, quanto consegnato è stato posto sotto 

sigilli (v. act. 1.4 e 1.5). 

 

 

C. Con istanza del 15 dicembre 2023, presentata alla Corte dei reclami penali 

del Tribunale penale federale, l’AFC ha postulato l’autorizzazione a proce-

dere alla levata dei sigilli e alla cernita dei documenti cartacei e dei dati in-

formatici contenuti sul supporto informatico consegnati dalla A. SA (v. act. 

1). 

 

 

D. Con risposta del 26 gennaio 2023, la A. SA si è opposta all’istanza in que-

stione, postulando inoltre la sospensione della procedura fino a decisione 

definitiva nelle parallele cause BE.2023.23, BE.2023.24 e BE.2023.25+27 

(v. act. 8).  

- 3 - 
 
 

E. Con replica del 5 febbraio 2024, trasmessa all’opponente per conoscenza 

(v. act. 11), l’AFC ha confermato la propria istanza, contestando inoltre la 

legittimità di A. SA a opporsi a quest’ultima e respingendo la domanda di 

sospensione della procedura (v. act. 10). 

 

 

Le argomentazioni delle parti saranno riprese, nella misura del necessario, 

nei considerandi in diritto. 

 

 

 

 Diritto: 

1.  

1.1 Giusta gli art. 25 cpv. 1 e 50 cpv. 3 DPA, nonché l’art. 37 cpv. 2 lett. b della 

legge federale sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione 

(LOAP; RS 173.71), la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale 

è competente a decidere sulla perquisizione di carte nell’ambito di procedure 

d’inchiesta di diritto penale amministrativo. 

 

1.2 Giusta l’art. 190 cpv. 1 LIFD, il capo del DFF può autorizzare l’AFC a svol-

gere un’inchiesta in collaborazione con le amministrazioni cantonali delle 

contribuzioni, se esistono sospetti giustificati di gravi infrazioni fiscali, d’assi-

stenza o d’istigazione a tali atti. Secondo il cpv. 2 di tale disposizione, sono 

considerate gravi infrazioni fiscali in particolare la sottrazione continuata di 

importanti somme d’imposta (art. 175 e 176) e i delitti fiscali (art. 186 e 187). 

In base all’art. 191 cpv. 1 LIFD, la procedura contro gli autori, i complici e gli 

istigatori è retta dagli articoli 19-50 DPA.  

 

Nell’ambito della presentazione della domanda di dissigillamento l'autorità 

amministrativa competente dell'inchiesta deve tenere sufficientemente conto 

del principio di celerità del diritto processuale penale (art. 29 cpv. 1 Cost. e 

art. 5 cpv. 1 CPP; DTF 139 IV 246 consid. 3.2). 

 

1.3 L’AFC è legittimata a sottoporre la richiesta di levata dei sigilli alla Corte dei 

reclami penali del Tribunale penale federale. Premessa l’inesistenza di un 

termine per presentare una simile richiesta, l’istanza presentata dall’AFC il 

15 dicembre 2023 è ricevibile in ordine e rispetta in ogni caso il principio di 

celerità. 

 

 

2. Il patrocinatore dell’opponente chiede “di sospendere la procedura di dissug-

gello delle carte da lei consegnate fino a decisione definitiva nei ricordati 

incarti BE.2023.23-24-25-27. Ove ivi fossero accolte le richieste dei soggetti 

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opponenti, A. SA […] manterrebbe l’opposizione al dissuggello delle carte da 

lei prodotte. In caso contrario, invece, la mia assistita consentirebbe. Si os-

servi che, ove fossero accolte le richieste in questione, l’edizione domandata 

da A. SA si troverebbe logicamente sprovvista di fondamento” (act. 8, pag. 

1 e seg.). 

 

2.1 Il DPA non contiene nessuna disposizione riguardante la sospensione della 

procedura. Una procedura di ricorso può essere sospesa se il suo esito di-

pende da un’altra procedura di cui appare opportuno attendere l’esito (v. art. 

314 cpv. 1 lett. b in relazione con art. 379 CPP). Giusta l’art. 5 cpv. 1 CPP, 

le autorità penali avviano senza indugio i procedimenti penali e li portano a 

termine senza ritardi ingiustificati. 

 

2.2 Nella fattispecie, non vi sono ragioni per sospendere la procedura di levata 

dei sigilli. Premesso che la presente Corte si è già pronunciata nelle proce-

dure BE.2023.24, BE.2023.25 e BE.2023.27 in data 21 febbraio 2024, giudizi 

però impugnati dall’AFC dinanzi al Tribunale federale, si rileva che l’esito 

della presente procedura non dipende da quello delle procedure pendenti al 

Tribunale federale, segnatamente non essendo la documentazione litigiosa 

oggetto della presente causa la stessa di quella riguardante le summenzio-

nate procedure. Considerato altresì l’imperativo di celerità, la domanda di 

sospensione va dunque respinta.  

 

 

3.  

3.1 Tra le misure coercitive previste in ambito di DPA vi è la perquisizione di 

carte (art. 50 DPA). Altri supporti d’informazioni (ad esempio pellicole, nastri 

magnetici per registrazioni, ecc.) sono assimilabili alle "carte" ai sensi dell'art. 

50 DPA (DTF 108 IV 76). Ne segue che anche la perquisizione di telefoni 

cellulari sottostà alla suddetta normativa. 

 

3.2 Nell’ambito di un’istanza di levata dei sigilli ai sensi dell’art. 50 cpv. 3 DPA, 

la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale non deve pronun-

ciarsi sull’esistenza delle infrazioni contestate all’imputato; essa si limita a 

determinare se la perquisizione è ammissibile (DTF 106 IV 413 consid. 3) 

alla luce dei criteri di cui al consid. 4.1.  

 

 La perquisizione di carte dev’essere fatta col maggior riguardo possibile dei 

segreti privati e in modo da tutelare il segreto professionale e d'ufficio (art. 50 

cpv. 1 e 2 DPA; cfr. TPF 2007 96 consid. 2; decisioni del Tribunale penale 

federale BE.2019.5 del 20 agosto 2019 consid. 3.1; BE.2018.19 del 16 aprile 

2019 consid. 3). 

 

 

- 5 - 
 
 

4.  

4.1 L’autorità chiamata a statuire sulla richiesta di levata dei sigilli deve innanzi-

tutto esaminare se sussistono sufficienti indizi di reato atti a giustificare una 

perquisizione (DTF 106 IV 413 consid. 4). All’uopo, occorre soddisfare due 

condizioni. Da una parte, i fatti devono essere descritti in maniera sufficien-

temente dettagliata, affinché si possa procedere alla sussunzione ad uno o 

più reati penali. D’altra parte, devono essere presentati sufficienti mezzi di 

prova o indizi a sostegno dell’adempimento della fattispecie. Differentemente 

dai gravi indizi di reato, i sufficienti indizi di reato non necessitano la presenza 

di prove o indizi prospettanti già una considerevole o forte probabilità di con-

danna (v. decisione del Tribunale penale federale BE.2019.4 del 17 settem-

bre 2019 consid. 4.1 e rinvii). 

 

La perquisizione di documenti presuppone inoltre che questi contengano 

scritti importanti per l’inchiesta (art. 50 cpv. 1 DPA). L’autorità inquirente non 

deve tuttavia ancora dimostrare l’esistenza di un rapporto di connessione 

concreto tra le indagini e ogni singolo documento posto sotto sigilli. È suffi-

ciente che essa indichi, in linea di massima, in che misura i documenti sigillati 

sono rilevanti per la procedura (cfr. sentenza del Tribunale federale 

1B_322/2013 del 20 dicembre 2013 consid. 3.1 con rinvii). I detentori di re-

gistrazioni od oggetti che richiedono la messa sotto sigilli e che contestano 

la perquisizione, dal canto loro, hanno l’incombenza processuale di indicare 

ogni oggetto che a loro avviso non presenta manifestamente nessuna con-

nessione con l’inchiesta penale. Ciò vale in particolare allorquando essi po-

stulano la messa sotto sigilli di documenti o file voluminosi o complessi 

(v. sentenza del Tribunale federale 1B_637/2012 dell’8 maggio 2013 con-

sid. 3.8.1 in fine, non pubblicato in DTF 139 IV 246). 

 

A questo stadio, l’autorità chiamata a giudicare sulla richiesta di levata dei 

sigilli deve riferirsi al cosiddetto principio dell'utilità potenziale, verificando 

quindi se sussiste un nesso plausibile tra i reati perseguiti e i documenti posti 

sotto sigillo (sentenze del Tribunale federale 1B_602/2020 del 23 febbraio 

2021 consid. 5.2; 1B_487/2020 del 2 novembre 2020 consid. 3.2; 

1B_167/2015 del 30 giugno 2015 consid. 2.1; 1B_671/2012 dell’8 maggio 

2013 consid. 3.7.1 con riferimenti). 

 

Oltre al fondato sospetto e all'utilità potenziale per l’inchiesta dei documenti 

posti sotto sigillo, la perquisizione è ammissibile solo se rispetta il principio 

di proporzionalità. Essa deve, in altre parole, apparire come la misura meno 

incisiva in grado di raggiungere l’obiettivo perseguito (decisione del Tribu-

nale penale federale BE.2014.17 del 27 marzo 2015 consid. 2.6). 

 

4.2  

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4.2.1 Nel caso concreto, l’AFC ha aperto un’inchiesta fiscale speciale giusta gli 

art. 190 e segg. LIFD nei confronti dell’opponente, D., B. Sagl in liquidazione 

e C. Ltd a seguito delle seguenti ipotesi di reato, menzionate nello scritto 

dell’AFC del 6 novembre 2023: “B. Sagl in liquidazione, rispettivamente C. 

Ltd nei periodi fiscali 2016-2021 avrebbero commesso una sottrazione d’im-

posta (art. 175, art. 176 LIFD) di importanti somme d’imposta, in quanto B. 

Sagl in liquidazione non avrebbe contabilizzato i ricavi derivanti dalla ge-

stione del fondo d’investimento F., rispettivamente C. Ltd, Valletta, Malta non 

avrebbe intrattenuto sede effettiva in Ticino. Di conseguenza, le attività di 

gestione del fondo d’investimento non sarebbero state tassate dove esse 

venivano eseguite”. Inoltre, “B. Sagl in liquidazione non avrebbe contabiliz-

zato una parte dei ricavi a lei spettanti, inoltrando documenti falsi all’autorità 

fiscale, in ragione di quanto precede sarebbe dato il reato di frode fiscale 

(art. 186 LIFD)”. “D., oltre ad aver commesso personalmente una sottrazione 

d’imposta, avrebbe attuato la frode fiscale a nome di B. Sagl e sarebbe com-

plice dei presunti reati indicati al punto 1 (art. 177 LIFD)”. Mentre “E., oltre 

ad aver commesso personalmente una sottrazione d’imposta, sarebbe com-

plice dei reati indicati al punto 1 (art. 177 LIFD)” (act. 1.2, pag. 1 e seg.). In 

altre parole, l’AFC sospetta che il fondo d’investimento di diritto lussembur-

ghese F. venga in realtà gestito in Canton Ticino ad opera di D. ed E. In tale 

caso, i ricavi derivanti dalla gestione – specificatamente le management fees 

e, quando conseguite, le performance fees – dovrebbero essere contabiliz-

zate e tassate in Ticino e non all’estero (v. act. 1.1). I sospetti dell’autorità 

fiscale si basano sulla struttura nella quale sono inglobate le società indagate 

e su quanto ha potuto essere ricostruito in merito alle posizioni di D. ed E. 

(v. ibidem). Secondo l’autorità fiscale, “le commissioni corrisposte dal fondo 

citato per la gestione degli asset (Allegato 8, pag. 800.119.0044, 0087), ve-

nivano versate alla G. SA, Lussemburgo (Allegato A, pag. 800.116.0017, 

0030, dal cui conto economico risulta che queste venivano contabilizzate 

come utile), la quale non impiegando personale (Allegato B, pag. 

800.116.0009-0012, nella quale si osserva che la società non contabilizzava 

alcun costo del personale) le riversava (cfr. Allegato A, pag. 800.116.0029, 

dalla quale si vede che le commissioni percepite venivano poi contabilizzate 

quasi nella loro integralità come costi alla voce “Autres charges externes – 

Rémunérations d’intermédiaires et honoraires – Honoraires – Autres hono-

raires”) verosimilmente alla società maltese C. Ltd, anch’essa senza attività 

e personale (Allegato C, da cui risulta che la società generava ingenti utili 

[pag. 800.114.0020] a fronte di alcun costo del personale [pag. 

800.114.0032]). Quindi, dalla C. Ltd. le commissioni venivano riversate nella 

società holding del gruppo, la H. LTD, Malta, la quale era detenuta da D. ed 

E. (Allegato D, pag. 800.110.0031, 0035 e 0040, da cui risulta l’importante 

dividendo concesso alla società holding durante l’anno 2019; Allegato 9, pag. 

800.101.0147-0148). In questo modo le commissioni di gestione non veni-

vano tassate nella giurisdizione nella quale lavoravano i principali 

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amministratori (D. ed E.) e dove verosimilmente il fondo veniva gestito (Alle-

gato 10, parzialmente con omissis, pag. 800.101.0476-0482, pag. 

800.100.0185-0188). Per quanto riguarda l’attività svolta da E., divenuto coa-

zionista di H. LTD tra gennaio e giugno 2017 e direttore operativo a partire 

da fine 2016, occorrerà verificare in quali giurisdizioni egli ha svolto la propria 

attività professionale negli anni 2017-2018 (cfr. Allegato 9). Da notare che 

secondo il suo profilo Linkedin, E. sarebbe divenuto Member of the Board of 

directors and of the lnvestment Committee di “I. Real Estate” solamente nel 

dicembre 2017 (Allegato 11, pag. 800.100.01 84). Vi è poi il sospetto che 

anche le subscription e redemption fees corrisposte a seguito della vendita 

di parti del fondo non siano state tassate in Svizzera, ma sono verosimil-

mente transitate dalla società di intermediazione mobiliare J. Ltd, Londra (In-

ghilterra), della quale D. ed E. erano soci (cfr. Allegato 9), per poi essere 

suddivise con i gestori patrimoniali che acquistavano le parti del fondo per i 

propri clienti. Anche in questo caso I’AFC ipotizza che una parte dell’attività 

di distribuzione venisse svolta dal Cantone Ticino, senza essere tassata” 

(act. 1, pag. 3 e seg.). 

 

L’AFC aggiunge che “D. ed E. sono le persone che, nel periodo oggetto d’in-

chiesta, hanno agito per conto di H. LTD (Allegato 12, pag. 800.110.0023-

0025) e delle sue partecipate, occorrerà quindi chiarire essi se hanno com-

messo atti di partecipazione alle presunte sottrazioni sopra descritte” (ibi-

dem, pag. 4). Inoltre, sotto il profilo delle sottrazioni personali di D., “il so-

spetto fondato riguarda una presunta trasposizione avvenuta nel 2017. D. 

presenta infatti per il menzionato anno fiscale due dichiarazioni fiscali diffe-

renti, con valori diversi. Nella prima, ricevuta dalla Divisione delle contribu-

zioni del Cantone Ticino il 2 ottobre 2018, si evidenzierebbe una trasposi-

zione (cfr. art. 20a cpv. 1 lett. b LIFD), data dal trasferimento dell’integralità 

delle azioni di diverse società alla H. LTD detenuta da D. in misura del 50% 

(Allegato 13; pag.800.101.0429). Per contro, nella seconda dichiarazione fi-

scale, datata 18 febbraio 2020 e controfirmata da A. SA (Allegato 14; pag. 

800.101 .0115), vi sono delle correzioni tali per cui la trasposizione non è più 

data, vale a dire che la percentuale di detenzione di H. LTD è stata corretta 

al di sotto della soglia del 50 %. In aggiunta a ciò, viene prodotto il “Patto 

Parasociale” (cfr. Allegato 9), tra D. ed E., a sostegno dei menzionati cam-

biamenti, nel quale addirittura la ragione sociale della società oggetto di patto 

è riportato in maniera errata” (ibidem, pag. 4). 

 

4.2.2 Con l’intento di raccogliere elementi utili all’inchiesta, l’AFC ha proceduto alla 

richiesta di edizione di atti in possesso dell’opponente relativi agli indagati 

(v. act. 1.3), operazione che ha permesso di ottenere documentazione car-

tacea e informatica, suggellata su richiesta dell’opponente sulla base 

dell’art. 50 cpv. 3 DPA (v. act. 1.4 e 1.5). A sostegno della richiesta di levata 

dei sigilli, l’autorità fiscale afferma, in sostanza, che la documentazione 

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cartacea (fatture, documentazione bancaria e contabile, bilanci, contratti, 

pratiche del personale, documentazione fiscale, ecc.), concernente B. Sagl 

e K. SA in liquidazione, sarebbe necessaria per comprendere l’attività svolta 

dalle società, precisato come D. ed E. sarebbero stati dipendenti della se-

conda società. Per quanto riguarda i documenti informatici, l’AFC sostiene 

che questi, “riguardanti le pratiche fiscali, contabili, quelle del personale, i 

contratti, la corrispondenza, la nota studi e la rete A. SA (files di lavoro) dei 

soggetti D., E., K. SA in liquidazione e B. SagI in liquidazione sono determi-

nanti per comprendere i fatti” (act. 1, pag. 6). Inoltre, “le e-mail esportate 

dall’archivio di posta elettronica che contengono D., E., B. Sagl e K. SA nel 

campo del mittente, del destinatario, nell’oggetto e/o nel corpo del testo sono 

potenzialmente rilevanti per ricostruire i fatti” (ibidem). L’autorità fiscale ag-

giunge che “le offerte di A. SA nei confronti delle società K. SA in liquidazione 

e B. SagI in liquidazione, le fatture emesse da A. SA e il dettaglio dei lavori 

svolti dai dipendenti della fiduciaria (timesheet) riguardo i soggetti D., E., K. 

SA in liquidazione e B. SagI in liquidazione sono importanti per capire l’ope-

rato della consulente fiscale degli imputati” (ibidem, pag. 7). Riassumendo, 

“risulta chiaro che tra i documenti cartacei e i dati informatici dell’opponente 

vi siano mezzi di prova rilevanti che permettono di chiarire la fattispecie. La 

perquisizione di carte è inoltre proporzionale. Pertanto l’istanza è fondata” 

(ibidem). 

 

4.2.3 L’opponente, dal canto suo, formula tre osservazioni in risposta all’istanza 

dell’AFC, ossia: “in primo luogo, A. SA […] è legata a un rapporto di mandato 

con le persone e società nei confronti delle quali la AFC conduce l’inchiesta 

speciale (e/o ad esse collegate). In secondo momento, tali soggetti hanno 

attivato procedure e reclamo/ricorso contro il sequestro di loro documenta-

zione deciso dalla AFC (incarti BE.2023.23-24-25-27). Terzo aspetto, la do-

cumentazione richiesta in edizione alla A. SA è, almeno in parte, la stessa 

alla consegna e accesso alla quale i citati soggetti indagati dalla AFC si op-

pongono. Per queste ragioni A. SA si oppone alla levata dei sigilli da lei fatti 

apporre” (act. 8, pag. 1). Contestualmente a quanto precede, l’opponente 

chiede “di sospendere la procedura di dissuggello delle carte da lei conse-

gnate fino a decisione definitiva nei ricordati incarti BE.2023.23-24-25-27. 

Ove ivi fossero accolte le richieste dei soggetti opponenti, A. SA manterrebbe 

l’opposizione al dissuggello delle carte da lei prodotte. In caso contrario, in-

vece, la mia assistita consentirebbe. Si osservi che, ove fossero accolte le 

richieste in questione, l’edizione domandata ad A. SA si troverebbe logica-

mente sprovvista di fondamento. A. SA osserva, per finire, che procedere in 

altro modo significherebbe, in pratica, bypassare le garanzie processuali che 

la legge assicura a chi è oggetto di indagine in ambito di DPA. Al tempo 

stesso, se A. SA non si opponesse alla levata dei sigilli sulle carte da lei 

consegnate alla DAPI, potrebbe esporsi a rimprovero da parte dei suoi clienti 

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coinvolti nella procedura dell’AFC. Donde, appunto, la sua presente presa di 

posizione” (ibidem, pag. 1 e seg.). 

 

4.3 Orbene, contrariamente a quanto ritenuto dall’opponente, quanto addotto e 

documentato dall’AFC nella sua dettagliata istanza, anche alla luce dei ne-

cessari chiarimenti ancora da effettuarsi, permette indubbiamente di conclu-

dere che sussistano sufficienti indizi di reato e che tutti i documenti posti sotto 

sigillo presentino un’utilità potenziale per il prosieguo dell’inchiesta. Non es-

sendo ipotizzabile una misura meno invasiva, ma altrettanto adeguata a per-

mettere alle autorità di accedere alle informazioni utili all’inchiesta, la misura 

richiesta risulta altresì proporzionata. Ciò che risulta particolarmente signifi-

cativo è che la documentazione litigiosa riguarda direttamente le attività delle 

persone fisiche e giuridiche coinvolte nei fatti oggetto d’inchiesta. Le obie-

zioni dell’opponente non toccano la sostanza degli argomenti apportati con 

precisione e dovizia di particolari dall’AFC, ma si limitano a vaghi rinvii, di 

natura quasi tautologica, alla necessità di salvaguardare gli interessi delle 

persone e società contrattualmente legate all’opponente stessa, senza chi-

narsi di fatto sugli essentialia della presente causa, ovvero gli indizi di reato 

e l’utilità potenziale della documentazione litigiosa. L’opponente non ha al-

tresì invocato segreti qualificati ex art. 50 cpv. 2 DPA e per il resto vigono 

comunque le garanzie offerte dall’art. 50 cpv. 1 DPA, a cui l’autorità inqui-

rente è tenuta ad attenersi. Alla luce di ciò non vi è alcun motivo di negare la 

postulata levata dei sigilli. 

 

 

5. In definitiva, la richiesta di levata dei sigilli presentata dall’AFC deve essere 

integralmente accolta. Non essendo i documenti cartacei e i dati contenuti 

nel supporto informatico oggetto della richiesta toccati da un segreto profes-

sionale ai sensi dell’art. 50 cpv. 2 DPA, l’AFC è autorizzata a procedere essa 

stessa al dissigillamento e alla cernita della documentazione in questione, 

contenuta in due scatole, consegnata dall’opponente il 28 novembre 2023 a 

seguito della richiesta di edizione atti del 27 novembre 2023 (v. act. 1.5). La 

scatola 1 riguarda “B. Sagl – Dossiers dei clienti”. La scatola 2 contiene: 

“Dossiers pratiche del personale allestiti da A. SA”; “Dossiers ispezioni fi-

scali”; “Dossier privato D.”; “Dossier nero” (contenuto dispositivo USB) 

(v.  act. 1.4). 

 

 

6. Conformemente all’art. 25 cpv. 4 DPA, l’onere delle spese per la procedura 

davanti alla Corte dei reclami penali si determina secondo l’art. 73 LOAP, 

disposizione che rinvia al regolamento del Tribunale penale federale sulle 

spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura penale fe-

derale (RSPPF; RS 173.713.162). Tale regolamento non contiene tuttavia 

indicazioni in merito all’attribuzione delle spese giudiziarie, trovando pertanto 

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applicazione per prassi costante le disposizioni della LTF in analogia 

(TPF 2011 25 consid. 3). Giusta l'art. 66 cpv. 1 LTF, all’opponente, parte 

soccombente, viene addossata la tassa di giustizia di fr. 2’000.–. Non ven-

gono per contro assegnate ripetibili all’AFC (v. art. 68 cpv. 3 LTF). 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. La richiesta di sospensione della procedura di levata dei sigilli è respinta.  

2. La richiesta di levata dei sigilli è accolta. 

3. L’Amministrazione federale delle contribuzioni è autorizzata a procedere alla 

levata dei sigilli e alla cernita dei documenti cartacei e dei dati informatici con-

tenuti nelle due scatole consegnate dall’opponente. 

4. La tassa di giustizia di fr. 2’000.– è posta a carico dell’opponente. 

 
 
Bellinzona, 25 aprile 2024  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Amministrazione federale delle contribuzioni 

- Avv. Edy Salmina 

 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Le decisioni della Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 30 giorni 
dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (art. 79 e 100 cpv. 1 della legge federale del 17 giugno 
2005 sul Tribunale federale; LTF). Gli atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale oppure, 
all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più 
tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). In caso di trasmissione per via elettronica, per il rispetto 
di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha eseguito 
tutte le operazioni necessarie per la trasmissione (art. 48 cpv. 2 LTF). 

La procedura è retta dagli art. 90 e segg. LTF. 

Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice 
dell’istruzione lo ordini (art. 103 LTF).