# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a6b440df-5b0f-536b-bcec-d2875becc739
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-02-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.02.2014 35.2013.62
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2013-62_2014-02-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2013.62

   

  cr

  	
  Lugano

  3 febbraio
  2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa
  Somaini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 settembre 2013
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 25 luglio
  2013 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 24
maggio 2012, RI 1, nato nel 1963, mentre stava svolgendo un programma
occupazionale organizzato dall’__________ – e per questo assicurato d’obbligo
contro gli infortuni presso l’CO 1 - è inciampato mentre stava camminando per
posizionare un nastro di delimitazione dei lavori che stava eseguendo e, per
evitare di cadere, ha fatto alcuni passi, scivolando e riportando una
distorsione alla caviglia destra (doc. 1, doc. 11 e doc. 36).

                                         

 

                                         Dalla
radiografia svolta la sera stessa dell’infortunio presso l’Ospedale di __________
è stato possibile escludere la presenza di una frattura, come del resto
indicato dal dr. __________ nella cartella medica dell’interessato (doc. 16).

 

                                         L’Istituto
assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di
legge.

 

                               1.2.   Esperiti gli
accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione dell’11 aprile 2013,
l’amministrazione ha dichiarato estinto il proprio obbligo a prestazioni a
contare dal 21 gennaio 2013, in quanto i disturbi presentati dall’assicurato
non sono più in relazione di causalità con l’infortunio del 24 maggio 2012 ma
sono da attribuire esclusivamente a malattia (doc. 66).

 

                                         A seguito
dell’opposizione interposta dallo studio legale dell’avv. RA 1 per conto
dell’assicurato (doc. 76), in data 25 luglio 2013 l’assicuratore LAINF ha
confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 81).

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 13 settembre 2013, RI 1, sempre rappresentato dallo
studio legale dell’avv. RA 1, ha chiesto che gli vengano riconosciute le
prestazioni assicurative dal 21 gennaio 2013, fino alla sua completa
guarigione.

 

                                         Il
ricorrente ha contestato, dal profilo medico, le valutazioni svolte
dall’amministrazione, criticando in particolare la tesi dell’assicuratore
infortuni secondo la quale “il male alla caviglia sia da imputare ad uno stato
degenerativo preesistente, senza però portare a supporto delle prove concrete,
segnatamente delle perizie o accertamenti medici per tale affermazione,
oseremmo dire di comodo”.

                                         Il
patrocinatore del ricorrente ha rilevato che, nel caso di specie,
l’assicuratore LAINF avrebbe potuto porre termine alle prestazioni solo qualora
fosse stato ripristinato lo stato di salute esistente prima dell’infortunio,
ciò che, tuttavia, non è accaduto nella fattispecie concreta, posto che
l’assicurato continua ad accusare dolori alla caviglia, dei quali non aveva
invece mai sofferto prima dell’infortunio del 24 maggio 2012.

                                         Nemmeno
si può, secondo il legale dell’interessato, ritenere che i dolori alla caviglia
si sarebbero verificati anche senza il subentrare dell’infortunio, con
l’evoluzione inevitabile dello stato morboso preesistente, trattandosi di una
mera possibilità ventilata dall’amministrazione, che non raggiunge il grado
della verosimiglianza preponderante richiesto in materia di assicurazioni
sociali (doc. I).

 

                               1.4.   L’CO 1, in risposta, ha chiesto che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto
occorra, nei considerandi di diritto (doc. III).

 

                               1.5.   In data 14
ottobre 2013, il patrocinatore del ricorrente ha chiesto al TCA una proroga del
termine per presentare ulteriori mezzi di prova (doc. V).

 

                                         Nonostante
la proroga di 30 giorni concessa dal TCA (doc. VI), ad oggi il legale non ha
prodotto ulteriori mezzi di prova.

 

 

                                         in
diritto

                                         

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011;
STF  9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008;
STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003;
STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H
220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in
RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98
del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è la questione di sapere se l’CO 1 era legittimato, oppure no, a
sospendere a partire dal 21 gennaio 2013 il proprio obbligo a prestazioni in
relazione all’infortunio del 24 maggio 2012. 

 

                               2.3.   Giusta
l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi
d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione
dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare
(cfr. art. 6 LPGA) a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità
giornaliera.

                                         Il
diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello
dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità
lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato.

                                         Parimenti,
il diritto alle cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da
attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato (cfr. art.
19 cpv. 1 LAINF): nemmeno persistenti dolori bastano a conferire il diritto
alla continuazione del trattamento se da questo non si può sperare un miglioramento
sensibile dello stato di salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de
la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).

 

                                         L’Alta
Corte ha inoltre precisato che la questione del “sensibile miglioramento” di
cui all’art. 19 cpv. 1 LAINF va valutata in funzione dell’entità del previsto
aumento oppure del ripristino della capacità lavorativa, nella misura in cui
quest’ultima è pregiudicata dalle sequele infortunistiche (DTF 134 V 109
consid. 4.3 e riferimenti).

 

                               2.4.   Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è però l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra
l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,
vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p.
145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella
causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121
V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto
2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106
consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468
consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323
consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in Basler
Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche,
quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF
119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V
164; DTF 113 V 46).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid.
3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore
contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che
le sequele dell'infortunio giocano 

                                         un ruolo
causale. Pertanto, la cessazione delle prestazioni entra in considerazione
soltanto in due casi: 

 

-  quando
lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva
immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine) 

                                         (cfr.
RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer,
Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die
Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino
dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).

                                         Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con
l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza,
l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio
non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute.
Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il
diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio
deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza
preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un
effetto causale non è sufficiente. 

                                         Trattandosi
della soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe,
non già all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46
consid. 2 e riferimenti ivi citati). 

 

                               2.5.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181
consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e
382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

                                         La giurisprudenza
ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della
responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un
rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi
fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde
anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano
secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in
SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39). 

 

                               2.6.   Dalle carte processuali emerge che l’amministrazione ha fondato la
decisione di negare il proprio obbligo a prestazioni in relazione al danno alla
caviglia e al piede destro, sulla base del rapporto medico del 15 gennaio 2013
del dr. __________, spec. FMH in chirurgia generale e della mano. 

                                         

                                         Lo
specialista, dopo aver riassunto gli atti, le dichiarazioni del paziente, lo
stato locale e la radiologia ha posto la diagnosi in relazione all’evento del 24
maggio 2012 di “trauma distorsivo caviglia destra meso e retropiede a destra”
(doc. 49).

 

                                         Il dr. __________
ha aggiunto che, come è emerso chiaramente dall’esame RM del retro e mesopiede
destro del 9 luglio 2012, l’assicurato presenta pure, quali diagnosi precedenti
all’infortunio del 24 maggio 2012, delle “importanti alterazioni
degenerative a livello dell’articolazione talo-navicolare con lesioni cistiche
sottocorticali a livello del talo e in corrispondenza dell’articolazione
talo-calcaneare” (doc. 49).

 

                                         Lo
specialista ha quindi rilevato quanto segue:

 

" 
(…)

Gli esami clinici, ortopedici e radiologici, in
particolare la MRI del piede destro del 9.7.2012, non hanno rilevato lesioni
traumatiche bensì importanti alterazioni degenerative a livello
dell’articolazione talo-navicolare pre-esistenti all’infortunio anche se
silenti dal punto di vista clinico sintomatologico. Questo è stato spiegato in
maniera semplice anche dall’assicurato. Vista la situazione, sulla base anche
dell’esame clinico odierno, si può passare all’estinzione del nesso causale fra
piede-caviglia destra e l’infortunio del 24.5.2012. Le prestazioni CO 1/LAINF
cesseranno a partire dal 21.1.2013, l’assicurato deve annunciarsi alla propria
cassa malati privata e di nuovo alla Cassa disoccupazione __________ di __________.
A partire dal 21.1.2013 cessano le prestazioni CO 1/LAINF, assicurato quindi da
ritenersi abile al lavoro al 100% a partire da questa data.” 

(Doc. 49)

 

                                         A fronte
delle critiche presentate dal patrocinatore dell’assicurato nei confronti della
valutazione medica del medico __________ (doc. 54), il dr. __________, con
apprezzamento medico del 23 gennaio 2013, ha puntualizzato:

 

" 
La documentazione inoltrata dopo la mia visita
medico-__________ del 15.1.2013 non arreca nuovi elementi, si mantiene la
posizione determinata e assunta dopo la visita medica suddetta, gli esami
clinici ortopedici e radiologici, in particolare l’esame MRI del piede destro
del 9.7.2012, non hanno rilevato lesioni traumatiche bensì importanti
alterazioni degenerative a livello dell’articolazione talo-navicolare
preesistenti all’infortunio anche se silenti dal punto di vista clinico
sintomatologico.

L’evento infortunistico può aver reso sintomatica
per un tempo ben determinato la problematica al piede destro, si ricorda che
l’infortunio era avvenuto il 24.5.2012.

Passato questo tempo, si riconferma l’estinzione
del nesso causale con l’infortunio citato con il piede e la caviglia destra, si
riconferma che le prestazioni CO 1 Lainf cesseranno a partire dal 21.1.2013.
L’assicurato era stato informato in modo semplice sul significato di estinzione
di nesso causale alla fine della mia visita medica in __________.

Vista la cessazione di prestazioni CO 1 Lainf
l’assicurato era quindi da ritenersi abile al lavoro al 100% dal 21.1.2013.” 

(Doc. 60)   

 

                                         In sede
ricorsuale, il patrocinatore del ricorrente ha nuovamente contestato la
valutazione del dr. __________, producendo, tra l’altro, a sostegno della sua
tesi relativa alla persistenza del rapporto causale fra i disturbi alla
caviglia e al piede destro e l’infortunio, un referto del 3 aprile 2013 del dr.
__________, spec. FMH in medicina generale, del seguente tenore:

 

" 
Come comunicatovi telefonicamente, sono
d’accordo con quanto comunicano i colleghi della Clinica __________ di __________o,
cioè che “il rapporto con l’infortunio può senz’altro esserci”, con o senza
un’artrosi precedente, comunque mai manifestatasi prima.”

(Doc. 64a)

 

                                         Nel
referto del 12 dicembre 2012, il dr. __________ e il PD dr. __________ del
reparto di ortopedia della Uniklinik __________ di __________ hanno osservato:

 

" 
(…)

Die vom Patienten beschriebenen Beschwerden
lassen sich gut mit der talonaviculären Arthrose erklären. Der Zusammenhang mit
dem Unfall kann durchaus bestehen. Es kann durch den Sprung zu einer
Akzentuierung der Arthrose gekommen sein mit Ödembildung des Taluskopfes. Vor dem Unfall war der Patient völlig
beschwerdefrei und direkt nach dem Unfall zeigte sich ein geschwollener Fuss.

In seiner Situation würden wir als einzige
kausale Therapie eine Arthrodese des Talonavicularegelenkes durchführen. Bei
entspr. Wunsch können wir diesen Eingriff in unserem Hause durchführen.” (Doc. 46)

 

                                         Con
apprezzamento medico del 25 giugno 2013, il dr. __________ ha ancora una volta
rilevato:

 

" 
(...)

Rivalutazione della situazione, da notare la
discrepanza della fattispecie dell’evento del 24.5.2012 nel rilevamento del
18.9.2012 da parte dell’ispettore esterno CO 1 signor __________ con domanda
fatta direttamente all’assicurato, quest’ultimo stava effettuando dei buchi con
un escavatore e lavori in genere, improvvisamente è inciampato e per non cadere
ha fatto alcuni passi di corsa in una piccola discesa, è riuscito a non cadere
a terra ma è scivolato riportando una distorsione della caviglia destra. Sul
momento l’assicurato non ha dato troppo peso all’accaduto, ha lavorato per un
certo periodo ancora dopo la pausa pranzo ma verso il primo pomeriggio ha
dovuto abbandonare l’attività lavorativa poiché la caviglia destra era gonfia e
dolente. Ha parlato anche a livello medico di trauma distorsivo della caviglia
destra. Nel rapporto della visita specialistica ortopedica della Clinica __________
di __________ si parla di un salto dall’altezza di circa 1.5 metri.

Si ribadisce il reperto dell’esame artro-RM della
caviglia destra retro e mesopiede destro: si notano importanti alterazioni
degenerative a livello dell’articolazione talonavicolare con lesioni cistiche
sottocorticali a livello del talo e in corrispondenza dell’articolazione
talocalcaneare, reperti associati ad un edema del midollo osseo nella parte
anteriore del talo. Versamento nell’articolazione tibiotalare e talocalcaneare
senza evidenti lesioni della cartilagine o fratture. Nessun segno per
tendinopatia, non si notano lesioni legamentarie. Ho di nuovo preso visione
dell’esame menzionato della RM confermando quanto sopra riferito. 

Bisogna analizzare ora se il trauma in parola ha
portato a dei cambiamenti morfologici dell’articolazione che possa aver
provocato un peggioramento direzionale dell’artrosi preesistente (per esempio
se vi è stata una frattura con scomposizione della superficie articolare oppure
se vi è stato un danno cartilagineo ulteriore provato dalle immagini a
disposizione o altro ancora: rivalutando tutta la situazione e la
documentazione medica, questo non è il caso, non si sono rilevate lesioni
traumatiche alla valutazione degli esami strumentali a parte l’edema a livello
del midollo osseo nella parte anteriore del talo.

Lo stato degenerativo talonavicolare è senz’altro
preesistente all’infortunio del 24.5.2012 anche se la situazione era silente
dal punto di vista clinico sintomatologico.

Si riconferma dunque quanto espresso nei miei
precedenti apprezzamenti, ultimo del 17.6.2013 e sulla base della visita __________
da parte mia del 15.1.2013. La relazione con l’infortunio in parola è per conto
mio solo possibile, questo anche valutando il rapporto citato della Clinica __________
di __________o (PD dr. med. __________, specialista ortopedia e chirurgia
ortopedica FMH).”

(Doc. 80)

 

                               2.7.   L’CO 1 ha dichiarato estinto il proprio obbligo a prestazioni, poiché fondandosi sulle conclusioni del dr. __________ ha
ritenuto raggiunto lo status quo ante vel sine, alla luce delle
importanti alterazioni degenerative morbose
preesistenti all’infortunio del 24 maggio 2012.

                                         

                                         Il
ricorrente, dal canto suo, sostiene invece che tra i problemi alla caviglia e
al piede destro e l’infortunio del 24 maggio 2012 continui a sussistere un
nesso causale, visto che prima dell’evento infortunistico egli non ha mai
risentito di dolori a livello del piede destro, mentre ne ha iniziato a
soffrire dopo l’infortunio oggetto della presente vertenza (doc. I).

 

                                         In tale
contesto va ricordato che, per costante giurisprudenza, in un procedimento
assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della
controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa
è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr.
RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA dell'8 luglio 2003 nella causa B.,
U 259/02, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                         Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999
U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente
motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere
degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         In una
sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il
Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può
fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle
dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno,
nemmeno il più lieve, a proposito della correttezza delle
conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal
principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha
dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a
mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni
all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di
prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei
medici curanti.

 

                                         Per
quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante
è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata,
che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella
presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano
motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352;
RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss,
consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento
rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo
di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma
semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         E’ infine utile osservare
che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia,
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come
farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è
l’opinione più adeguata (cfr. STFA I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in fine; STFA I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV n. 10 pag. 35 consid. 4b).

 

                               2.8.   Nella
fattispecie in esame, questo Tribunale, chiamato a pronunciarsi su una
questione di carattere medico, attentamente vagliata la documentazione medica
presente all'inserto - vista anche l’assenza di pareri specialistici divergenti
- non ha valide ragioni per scostarsi dall'apprezzamento del 15 gennaio 2013
del dr. __________ (cfr. doc. 49) - poi confermato con apprezzamenti del 23
gennaio 2013 (doc. 60) e del 24 giugno 2013 (doc. 80) - secondo cui i disturbi
denunciati dall’assicurato non costituiscono più, dopo il 21 gennaio 2013, una
conseguenza naturale dell’evento traumatico occorso il 24 maggio 2012.

 

                                         Lo
specialista ha chiaramente indicato che dopo l'infortunio del 24 maggio 2012,
gli esami clinici ortopedici e radiologici effettuati non hanno rilevato la
presenza di lesioni traumatiche (cfr. cartella clinica del 25 giugno 2012, doc.
16, laddove il dr. __________k, spec. FMH in ortopedia e chirurgia ortopedica,
ha rilevato che “visto all’__________, fatte Rx che hanno escluso fratture”),
ma hanno per contro messo in evidenza l’esistenza di importanti alterazioni
degenerative preesistenti a livello talonavicolare e talocalcaneari, che non
possono certo essere insorte nel breve periodo intercorso fra l’evento infortunistico
e l’esame MRI del retro e mesopiede destro del 9 luglio 2012.

                                         Alla luce
di tali evidenze oggettive, a mente del dr. __________ l’infortunio del 24
maggio 2012 è quindi suscettibile di aver condotto ad un peggioramento solo temporaneo
del quadro morboso preesistente – seppure sintomatologicamente silente dal
punto di vista clinico - caratterizzato da “importanti alterazioni
degenerative a livello dell’articolazione talo-navicolare con lesioni cistiche
sottocorticali a livello del talo e in corrispondenza dell’articolazione
talo-calcaneare”, come emerso dalla MRI del 9 luglio 2012 (cfr. doc. 49).

 

                                         L'evento
del 24 maggio 2012 non ha in ogni caso condotto a nessun sostanziale
cambiamento del quadro funzionale oggettivabile, ritenuto che, come indicato
dal dr. __________ nell’apprezzamento medico complementare del 24 giugno 2013,
il trauma in parola non ha portato a dei cambiamenti morfologici
dell’articolazione che possano aver provocato un peggioramento direzionale
dell’artrosi preesistente, come ad esempio nel caso di una frattura con
scomposizione della superficie articolare oppure in caso di danno cartilagineo.
Tutto ciò non si è verificato nel caso di specie, come confermato dalla
valutazione degli esami radiologici e di RM, che hanno solo mostrato un edema a
livello del midollo osseo nella parte anteriore del talo.

 

                                         A
proposito della valutazione degli specialisti della Clinica __________ di __________,
il dr. __________ ha sottolineato che i medici in questione hanno formulato il
loro parere partendo dal presupposto - errato in quanto non corrispondente a
quanto dichiarato dall’assicurato stesso all’ispettore esterno
dell’assicuratore in occasione del colloquio del 18 settembre 2012 (doc. 36) -
che l’interessato si sia fatto male a seguito di un salto da 1.5 metri. In realtà, come dichiarato dallo stesso ricorrente, l’infortunio si è verificato nel
seguente modo, citiamo: “stavo effettuando dei buchi con un escavatore e lavori
in genere. Verso le ore 11.30 erano giunti delle mamme con dei bambini e quindi
mi sono recato a prendere un nastro per delimitare la zona. Improvvisamente
sono inciampato e per non cascare ho fatto alcuni passi di corsa in una piccola
discesa. Sono riuscito a non cadere a terra, ma sono scivolato riportando una
distorsione della caviglia destra” (cfr. doc. 36).

                                         Alla luce
di quanto sopra, ribadita l’assenza di fratture immediatamente dopo
l’infortunio e tenuto conto delle importanti alterazioni degenerative
preesistenti, il dr. __________ ha considerato che “la relazione con
l’infortunio in parola è per conto mio solo possibile, questo anche valutando
il rapporto citato della Clinica __________ di __________” (doc. 80). Rapporto
quest’ultimo che in effetti, partendo da un’anamnesi errata, riteneva comunque
solo possibile l’esistenza di un nesso causale (doc. 46).

                                         Il TCA
concorda con queste considerazioni del dr. __________.

 

                                         Infine,
quanto alla pretesa ricorsuale di riconoscere, anche dopo il 21 gennaio 2013,
il nesso causale tra i disturbi al piede destro e l’infortunio del 24 maggio
2012, visto che prima dell’infortunio citato l’interessato non ha mai
presentato dei dolori a livello del piede destro, disturbi che sono invece
insorti successivamente all’evento traumatico citato, questo Tribunale
ribadisce che, come correttamente indicato dall’assicuratore infortuni, la
regola “post hoc, ergo propter hoc” (dopo questo, dunque a causa di
questo) non ha valenza scientifica. La giurisprudenza federale ha stabilito che
per il solo fatto d’essere insorto dopo l’infortunio, un disturbo alla salute
non può già essere ritenuto una sua conseguenza. Tale argomento è insostenibile
dal profilo della medicina infortunistica e inammissibile da quello probatorio
(cfr. STF 8C_725/2012 del 27 marzo 2013 consid. 7.2.2:
“Der Versicherte argumentiert weiter, "woher sonst,
wenn nicht vom Unfall aus dem Jahre 1993, kommen die erwähnten Beschwerden an
der linken oberen Extremität?" Die mit dieser rhetorischen Frage
angerufene Beweisregel "post hoc ergo propter hoc" (vgl. BGE 119 V
335 E. 2b/bb S. 341 f.) ist jedoch praxisgemäss unfallmedizinisch nicht haltbar
und beweisrechtlich nicht zulässig, …”; sul tema vedi
pure Th. Frei, Die Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des
Bundesgesetzes über die Unfallversicherung, Friborgo 1998, p. 30, nota 96; A.
Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 1995, p. 41). 

 

                                         Pertanto, in esito alle considerazioni che precedono, questo
Tribunale reputa dimostrato, secondo il criterio della verosimiglianza
preponderante, caratteristico del settore della sicurezza sociale (cfr. DTF 125
V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr.,
pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts
zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo
2003, p. 343), che l’infortunio occorso a RI 1 il 24 maggio 2012 ha cessato di giocare un ruolo causale in
relazione ai disturbi da esso lamentati alla caviglia e al piede destro a far
tempo dal 21 gennaio 2013.

                                      

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti