# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** afaacc8b-258f-5375-a75d-8d4f28dd722b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-02-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 26.02.2016 90.2015.129
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_90-2015-129_2016-02-26.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2015.129

   

  	
  Lugano

  26 febbraio 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia
  Verzasconi, presidente

  Marco
  Lucchini, Matea Pessina

  

 

	
  segretario:

  	
  Fulvio
  Campello, vicecancelliere 

  

 

 

statuendo

 

	
  a.

   

  	
  sul
  ricorso 22 dicembre 2015 di

   

  RI
  1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 10 novembre 2015 (n. 4778), con la quale il Consiglio di Stato ha
  approvato la revisione del piano regolatore del comune di Capriasca;

  
	
   

  	
   

   

  
	
  b.

   

  	
  sull'istanza
  presentata dall'insorgente avverso il lasso del termine in relazione al
  ricorso sub. a;

  

 

 

 

ritenuto,                          in
fatto

 

A.   a. RI 1 è proprietaria
di alcuni terreni situati nel comune di Capriasca, sezione Vaglio.

 

b. Il 12 marzo 2012 il
consiglio comunale di Capriasca ha adottato la revisione del piano regolatore.

c. Avverso tale decisione, nella misura in cui riguardava le sue proprietà, RI
1 è insorta davanti al Consiglio di Stato con ricorso 21 novembre 2012,
postulandone l'annullamento. In tale sede essa era rappresentata da due studi
legali con sede a __________, segnatamente dallo
studio legale __________ e dallo studio legale __________. L'allegato
ricorsuale, steso su carta intestata recante il nome dei due studi
legali e il rispettivo recapito, era firmato congiuntamente dall'avv. __________
(studio legale __________) e dall'avv. __________ (studio legale __________).
L'allegato non indicava nessun recapito preferenziale per le comunicazioni. 

 

 

B.   a. Con risoluzione 10 novembre 2015 (n. 4778) il
Consiglio di Stato ha approvato la revisione del piano regolatore,
respingendo il ricorso di RI 1. La risoluzione è stata notificata alla ricorrente il 17 novembre 2015 per il tramite dello
studio legale (cfr. estratto del tracciamento dell'invio postale raccomandato,
numero di spedizione: __________).

b. Come è emerso in seguito, RI 1 è stata informata il 23 novembre 2015
dall'avv. __________ circa l'esito del suo ricorso. Allo scritto informativo
era allegato un estratto della risoluzione 10 novembre 2015, recante sulla
prima pagina un timbro con l'indicazione "ricevuto, 19 nov. 2015".

c. Avverso la citata risoluzione RI 1 è
insorta davanti al Tribunale cantonale amministrativo con ricorso 22 dicembre
2015, rimesso brevi manu alla cancelleria il 24 dicembre 2015
successivo, postulandone l'annullamento. Contestualmente alla consegna
dell'impugnativa, redatta personalmente dalla ricorrente, la cancelleria del Tribunale le segnalava che,
da una verifica esperita presso la posta, la notificazione della risoluzione
impugnata risultava essere avvenuta nei suoi confronti il 17 novembre 2015.

d. Con invio 3 gennaio 2016 RI 1 ha prodotto la documentazione allegata al
ricorso di prima istanza, e ciò a complemento dell'allegato 1 al ricorso 22/24
dicembre 2015.

e. Con scritto 4 gennaio 2016 RI 1 ha precisato alcuni aspetti relativi alla
notificazione della decisione impugnata: oltre a quanto già anticipato (supra,
B.b.), essa rileva come, malgrado la doppia rappresentanza, il ricorso 21
novembre 2012 sia stato redatto dall'avv. __________, spedito dalla cancelleria
del suo studio e come questi abbia seguito tutta la procedura, presenziando pure
al sopralluogo indetto dal Consiglio di Stato il 18 giugno 2014. L'avv. __________
le avrebbe inoltre confermato di aver ricevuto la decisione il 19 novembre 2015, rassicurandola, nell'ottica di un
eventuale ricorso, che era al beneficio della sospensione dei termini
per le ferie giudiziarie di Natale. La ricorrente osserva infine di non aver
mai ricevuto comunicazioni circa l'esito del ricorso 21 novembre 2012 da parte
dello studio dell'avv. __________.

 

 

C.   a. Il 7 gennaio 2016
il giudice delegato ha intimato alla ricorrente e agli avv. __________ e __________,
per eventuali osservazioni, lo scritto 5
gennaio 2016 del Servizio di Segreteria del Consiglio di Stato (in
seguito: Servizio), secondo cui la risoluzione 10 novembre 2015 è stata inviata
il 13 novembre 2015 a tutti i ricorrenti, incluso l'esemplare destinato a RI 1,
intimato per il tramite dello studio dell'avv. __________. A causa di un errore
di trascrizione del recapito, l'esemplare destinato alla studio __________,
nella sua qualità però di patrocinatore di altri ricorrenti (__________), è
stato intimato solo il 17 novembre 2015.

b. RI 1, l'avv. __________ e l'avv. __________ si sono espressi in merito,
concludendo che il ricorso è da considerarsi
tempestivo, in quanto determinante sarebbe la notifica del 19 novembre 2015.

In particolare l'avv. __________ conferma di
aver avviato e seguito tutta la pratica relativa al ricorso 21 novembre 2012 e
di aver ricevuto la risoluzione impugnata solo il 19 novembre 2015, ma di essere
"(…) partito dal presupposto che la notificazione dalla decisione del
Consiglio di Stato fosse per la signora RI 1". Preso poi contatto con
lo studio dell'avv. __________ per concordare chi avrebbe informato RI 1 dell'esito del ricorso, la
cancelleria di quest'ultimo gli
avrebbe erroneamente riferito che la risoluzione sarebbe pervenuta anche a loro
il 19 novembre 2015. Pone tuttavia l'accento sull'errore in cui è incorso il
Servizio nell'intimare la risoluzione, sul fatto che l'avv. __________, che
fungeva da tramite fra i due studi, abbia cessato nel 2013 l'attività presso lo
studio dell'avv. __________ e sulla buona fede della ricorrente. 

RI 1 asserisce anzitutto di confermare la sua domanda di restituzione dei
termini, "(…) che ho già chiesto con il mio scritto del
4.01.2016 indirizzato a cod. Tribunale". Essa sottolinea di non aver
mai avuto contatti con lo studio dell'avv. __________, ritiene che la sua buona
fede vada tutelata e che non possa venir penalizzata dal fatto che le notifiche
ai suoi patrocinatori sono avvenute in date diverse. Rileva poi che non sarebbe
mai stato chiesto ai suoi patrocinatori di designare un unico rappresentante, così come previsto dalla procedura
penale federale, e che inoltre, avendo designato due difensori, l'intimazione
andasse fatta a entrambi in analogia con l'art. 42 della legge sulla procedura
amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm; RL 3.3.1.1). Invoca infine
una violazione del principio della parità di trattamento per il fatto che
alcuni ricorrenti, a cui la risoluzione è stata intimata posteriormente,
avrebbero beneficiato delle ferie giudiziarie. Conclude sottolineando come,
senza errori da parte del Servizio, i suoi due rappresentanti sarebbero entrati
in possesso della risoluzione alla stessa data, di modo che la questione
attinente alla tempestività del suo ricorso non si sarebbe mai posta. 

 

 

D.   ll ricorso e gli
scritti 3 e 4 gennaio 2015 di RI 1 non sono stati intimati alle parti per le
risposte.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.    La competenza del Tribunale cantonale
amministrativo è data (art. 30 cpv. 1 legge sullo sviluppo territoriale del 21
giugno 2011; LST; RL 7.1.1.1) e la
legittimazione della ricorrente è certa (art. 30 cpv. 2 lett. b LST). In
merito alla tempestività del gravame, che
deve essere insinuato entro trenta giorni dalla sua notificazione (art. 30 cpv.
1 LST), la Corte considera quanto segue. 

 

 

2.    2.1. Per
l'art. 11 cpv. 1 LPAmm le parti che presentano conclusioni in un procedimento
devono sempre comunicare all'autorità il
loro domicilio o la loro sede. Scopo della norma è quello di permettere all'autorità di poter eseguire le
notificazioni per posta (Messaggio 23 maggio 2012 [n. 6645] sulla
revisione totale della legge di procedura
per le cause amministrative del 19 aprile 1966 in: RVGC 2013-2014, vol. 3, pag. 1947 segg., cap. 2.1. pag. 1956).
Coerentemente, l'art. 17 cpv. 1 LPAmm stabilisce il principio secondo cui
l'autorità notifica gli atti alle parti e all'autorità che ha giudicato
mediante invio semplice o raccomandato. 

 

                                         2.2. Secondo l'art. 21
cpv. 1 LPAmm le parti compaiono di persona o per mezzo di un procuratore munito
di sufficiente mandato; rimangono riservati i casi dove le parti sono tenute ad
agire personalmente. Esse possono dunque condurre personalmente una procedura
amministrativa o scegliere di farsi rappresentare. La LPAmm non impone all'autorità di notificare gli atti direttamente
al rappresentante della parte. Tuttavia, la prassi in vigore già sotto l'egida
della cessata legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966
(LPamm; BU 1966, 181), prevede di procedere in questo modo quando il mandatario
si è fatto conoscere e si sia legittimato come tale (Marco Borghi/Guido Corti,
Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 1b ad art. 12).

2.3. La legge non vieta alle parti di farsi
rappresentare da più mandatari. D'altro canto né la LPAmm, né la legge federale sulla procedura
amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021)
conoscono una disposizione analoga all'art. 127 cpv. 2 del codice di diritto processuale penale svizzero del 5 ottobre
2007 (CPP; RS 312.0), secondo cui in questi casi le parti devono designarne uno
quale rappresentante principale abilitato a compiere gli atti di rappresentanza
dinanzi alle autorità penali e il cui domicilio sia l'unico recapito per le
notificazioni. In ogni caso, se la parte designa più di un rappresentante,
è sufficiente che l'autorità intimi l'atto a uno di loro, non potendo la parte pretendere che la notificazione degli atti giudiziari intervenga a
tutti gli indirizzi indicati (DTF 101 Ia 332). L'autorità può dunque
procedere validamente intimando l'atto a un unico rappresentante, potendo
contare sul fatto che il destinatario, al fine di salvaguardare i propri
interessi, adotti le misure necessarie per entrare in possesso dell'invio agli
indirizzi resi noti (Benoît Bovay,
Procédure administrative, 2a ed., Berna 2015, pag. 379; Jürg Stadelwie-ser, Die Eröffnung von
Verfügungen, San Gallo 1994, pag. 179; JAAC 2000, n. 45, pag. 557). L'autorità,
tuttavia, deve in linea si principio
trasmettere gli atti sempre alla medesima persona (Yves Donzallaz, La notification en droit
interne suisse, Berna 2002, n. 772). Se, invece, essa decide di inviare un atto
a tutti i patrocinatori, il termine di ricorso decorre dalla prima notificazione
(cfr. Donzallaz, op. cit., n.
771). Tale soluzione - che non si pone in contrasto con l'art. 17 LPAmm,
relativo alla forma delle notificazioni per scritto - s'impone anche in forza
dei principi della buona fede procedurale, della parità di trattamento e della
sicurezza del diritto. Permettere a una parte di procrastinare indebitamente il
termine di ricorso una volta che la decisione (e il suo contenuto) le sono noti
tramite la prima notificazione sino all'avvento dell'ultima appare infatti crassamente
in contrasto con i citati precetti. 

2.4. L'art. 20 LPAmm stabilisce che una notificazione difettosa non può
cagionare alle parti alcun pregiudizio. Tale regola, che codifica quanto già
stabilito in precedenza dalla giurisprudenza (cfr. Borghi/Corti, op. cit., n. 1 ad art. 46), è tuttavia temperata
dal principio della buona fede e da quello della sicurezza giuridica, allo
scopo di evitare che la notifica difettosa di una decisione permetta di
differire illimitatamente il termine per impugnarla. Quando, pertanto, una
parte è venuta a conoscenza di una decisione
che non le è stata intimata, essa deve mettere diligentemente in atto quanto ci
si può attendere dalla stessa affinché l'autorità proceda a tanto: non
lo facesse, allora agirebbe contrariamente alle regole della buona fede,
pregiudicando con ciò la tempestività di un suo eventuale ricorso contro una
notifica tardiva della decisione (Messaggio cit., cap. 4.3. pag. 1959; André Grisel, Traité de droit
administratif, vol. II, Neuchâtel 1984, pag. 877 seg. n. 5; Jean-François Poudret, Commentaire de la
loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. I, Berna 1990, n. 1.6 ad
art. 32). In quest'ordine d'idee l'art. 68 cpv. 1 LPAmm stabilisce che il
termine per presentare ricorso decorre, in assenza di intimazione, dalla
"conoscenza" della decisione impugnata. 

 

                                         2.5. La protezione della buona fede è
però esclusa se l'inesattezza dell'indicazione era facilmente riconoscibile in
ragione di elementi non solo oggettivi ma anche soggettivi. Il Tribunale federale
ha sempre considerato in quest'ambito le particolarità del caso concreto e in
specie la situazione personale del ricorrente: se quest'ultimo si avvale del
patrocinio di un legale, il suo caso sarà valutato con maggior rigore, ben
maggiori essendo infatti le possibilità di riconoscere senza indugio l'inesatta
o incompleta indicazione del rimedio (Borghi/Corti,
op. cit., n. 5 a ad art. 26 e rif. ivi
citati). 

 

 

3.   
Come visto in narrativa, la decisione impugnata è stata
notificata allo studio legale __________ il 17 novembre 2015. Il termine
di ricorso in relazione a questa
notificazione ha dunque cominciato a decorrere il giorno successivo (art. 13
cpv. 1 LPAmm), giungendo a scadenza il 17 dicembre 2015. L'impugnativa, consegnata
alla cancelleria del Tribunale solamente il 24 dicembre successivo,
sarebbe pertanto tardiva. La ricorrente ritiene invece che il termine abbia
cominciato validamente a decorrere unicamente il giorno seguente alla
notificazione della decisione allo studio __________, avvenuta come visto il 19
dicembre 2015, di modo che il termine non sarebbe spirato prima del 18 dicembre
successivo, quando la sua decorrenza sarebbe stata interrotta sino al 2 gennaio
2016 compreso, per effetto delle ferie stabilite dall'art. 16 cpv. 1 lett. c
LPAmm. Donde la tempestività del gravame. Tale tesi non può essere accreditata,
per i seguenti motivi.  

3.1. Il 20 novembre 2012 RI 1 ha designato con due separate procure 20 novembre
2012 quali suoi patrocinatori gli avvocati dello studio legale __________
e quelli dello studio di __________. Come esposto in narrativa, l'allegato ricorsuale
21 novembre 2012 è stato steso su carta intestata comune, riportante il nome
dei due studi e il loro rispettivo recapito (cfr. documentazione agli atti).
L'atto, firmato congiuntamente dall'avv. __________ per lo studio legale avv. __________
e dall'avv. __________ (ancorché la firma sia stata apposta per procura
dall'avv. __________) per lo studio legale avv. __________, non conteneva
indicazioni circa il recapito preferenziale per le comunicazioni. Ora, fermo
quanto appena spiegato (supra, consid. 2), il Consiglio di Stato era in
linea di principio libero di notificare
validamente gli atti dipendenti dalla procedura in parola all'uno o all'altro
patrocinatore, oppure a entrambi. Invano la ricorrente si appella all'art. 42
LPAmm, secondo cui i litisconsorzi possono
designare un rappresentante comune; in caso contrario, le notificazioni sono
fatte a ciascuno di loro. La fattispecie contemplata dalla norma non ha infatti
alcuna attinenza con quella all'esame. 

 

3.2. Vero
è anche che, alla luce del fatto che al sopralluogo indetto il 18 giugno 2014 dal Governo abbia
partecipato solamente l'avv. __________, potrebbe sorgere il dubbio che la
notificazione andava in realtà fatta almeno a quest'ultimo. La questione non
merita tuttavia di essere approfondita oltre. Intanto perché comunque
già il ritiro della raccomandata da parte del primo patrocinatore ha sortito
gli effetti di una valida notificazione. Ma anche qualora si volesse ammettere
che essa fosse difettosa, questa circostanza non può essere sollevata nella
presente procedura, per motivi derivanti dalla buona fede procedurale. 

3.3. Al momento della(e) notificazione(i) della decisione, infatti, RI 1
risultava ancora patrocinata dai citati legali, non risultando dagli atti che
essa avesse revocato i mandati o comunicato all'autorità che la decisione
doveva esserle intimata direttamente. Del resto la ricorrente nemmeno lo
pretende. Se, pertanto, si volesse ammettere che la notificazione della
decisione fosse difettosa in quanto la ricorrente poteva attendersi in buona
fede che l'autorità inviasse gli atti all'avv. __________, un simile difetto poteva
(e doveva) essere facilmente rilevato già dai suoi patrocinatori. Non poteva
infatti sfuggire loro, a chiaro tenore della decisione, che essa era stata
notificata alla ricorrente per il tra-mite dell'avv. __________ (ris. gov.,
pag. 401), così come, per lo stesso motivo, l'avv. __________ non poteva non
accorgersi che la decisione impugnata gli era stata notificata in un'unica
copia in relazione ai ricorrenti __________ (ibidem, pag. 403). Non
occorre indagare se alla fin fine l'errore
sia da ascrivere al comportamento negligente dell'uno o dell'altro
patrocinatore. Sta di fatto che l'eventuale vizio di notificazione,
semmai vi è stato, era immediatamente rilevabile da parte dei patrocinatori di RI
1, i quali non hanno sollevato obiezioni in merito. La ricorrente, pertanto,
non poteva attendere sino al 24 dicembre successivo per invocarlo a sostegno
della tempestività dell'impugnativa, un simile agire essendo contrario al
principio della buona fede procedurale. 

 

3.4. Ne discende che RI 1 non può spuntare la ricevibilità
del gravame in applicazione dell'art. 20 LPAmm.

 

 

4.   
Nel suo scritto 21 gennaio 2016 RI 1 asserisce di confermare "(…)
la mia domanda di restituzione dei termini, che ho già chiesto con il mio
scritto del 4.01.2016 indirizzato a cod. Tribunale". Ora, contrariamente a quanto essa afferma, da
tale scritto non si può desumere
nessuna richiesta ai sensi dell'art. 15 LPAmm. Tuttavia, anche qualora si
volesse ritenere che essa sia stata formulata
implicitamente, questa andrebbe comunque respinta nel merito, per i
seguenti motivi. 

 

4.1. Il 1° marzo
2014 è entrata in vigore LPAmm, che contrariamente
all'art. 12 dell'ormai abrogata LPamm - il quale rinviava alla procedura civile
per disciplinare l'istituto della restituzione in intero contro il lasso dei termini - sancisce
autonomamente all'art. 15 LPAmm che i termini non rispettati possono essere
restituiti soltanto se la parte o il suo rappresentante può dimostrare di non
averli potuti osservare a causa di un impedimento di cui non ha colpa (cpv. 1); la domanda di restituzione contro
il lasso dei termini, soggiunge la norma (cpv. 2), dev'essere presentata all'autorità competente entro 10 giorni dalla
cessazione dell'impedimento.

 

4.2. La restituzione contro il lasso dei termini è un
rimedio eccezionale, volto ad eliminare le conseguenze preclusive derivanti
dall'omissione di atti processuali. Essa mira in sostanza a evitare che da un'omissione processuale incolpevole
derivino conseguen-ze eccessive, non giustificate dall'esigenza di
assicurare un ordinato svolgimento del processo (Borghi/Corti, op.cit., n. 1 seg. ad art. 12). 

 

4.3. Il rimedio incide profondamente sulla sicurezza
del diritto, per cui occorre valutare l'adempimento dei suoi presupposti seguendo
criteri restrittivi (STF 2C_747/2011 del 26 settembre 2011, consid. 2.2). Ai
sensi dell'art. 15 cpv. 1 LPAmm, la parte, rispettivamente il suo
rappresentante, che intende prevalersene deve dunque dimostrare di essere
esente da qualsiasi colpa e che non avrebbe
potuto agire tempestivamente nemmeno dando prova di un comportamento
scrupoloso; a questa valutazione si applica un metro rigoroso e
oggettivo (cfr. ancora di recente, STF
2F_17/2014 del 19 settembre 2014 consid. 2.2.1 con rinvii; Patricia Egli in: Bernhard
Waldmann/Philippe Weissenberger [curatori], Praxiskommentar VwVG,
Zurigo/Basliea/ Ginevra 2016, n. 4 ad art. 24). Per poter essere ammessa
l'assenza di colpa, la parte deve dimostrare che né a lei, né al suo eventuale
patrocinatore possa essere imputata anche solo una leggera negligenza (Egli, op. cit., n. 16 ad art. 24).

 

4.4. In concreto tutti gli argomenti invocati da RI 1
nel suo scritto 21 gennaio 2016 (buona fede, il fatto di non poter essere penalizzata
dalla notificazione in data diversa della decisione ai suoi patrocinatori,
ecc.) non rientrano con ogni evidenza nel novero di quelli che per gravità e
mancanza di colpa permetterebbero di
accogliere la domanda di restituzione del termine non rispettato. Come esposto
in precedenza (supra, 3.3.), il mancato ossequio della scadenza è
in realtà da ricondurre all'errata convinzione che la decisione sarebbe stata
notificata il 19 novembre 2015, di modo che il termine di ricorso avrebbe
beneficiato del periodo di ferie giudiziarie natalizie. Tale errore deve a sua
volta essere ascritto - come visto in
precedenza - all'agire dei suoi
mandatari, che avrebbero dovuto verificare con maggiore scrupolo il giorno
della notificazione della decisione. Intanto, che la decisione per la
ricorrente fosse stata notificata allo studio dell'avv. __________ è fuori di
dubbio, tale circostanza emergendo come visto con cristallina chiarezza dalla
decisione impugnata (ris. gov., pag. 401). 

4.5. Ferma questa centrale
premessa, appare poi comunque pretestuoso appellarsi all'invio differito delle
decisioni da parte del Servizio.
Determinante ai fini del computo del termine non è, infatti, l'intimazione ma
la notificazione della decisione, che dipende
anche dal destinatario, per cui il termine di ricorso diverge frequentemente
anche in caso di spedizioni simultanee, circostanza
che i mandatari - avvocati senz'ombra di dubbio cogniti in materia - non
potevano ignorare. Ne discende - e questo appare determinante ai fini della
valutazione dei presupposti della restituzione del termine - che la ricorrente
non può prevalersi di non aver potuto osservare il termine di ricorso a causa
di un impedimento di cui i suoi patrocinatori, il cui comportamento le è imputabile
(Egli, op. cit., n. 16 segg. ad
art. 24), non sono responsabili. Una diversa conclusione finirebbe col
pregiudicare in modo intollerabile la sicurezza del diritto. Per questi motivi
l'istanza è respinta, senza che occorra inoltre chinarsi sulla sua tempestività.

 

 

5.   
Da ultimo è invano che la ricorrente si appella al principio della
parità di trattamento per il fatto che alcuni ricorrenti, a cui la risoluzione
è stata intimata posteriormente, avrebbero potuto beneficiare delle ferie
giudiziarie natalizie. Nell'agire dell'autorità non è nemmeno lontanamente
ravvisabile la volontà di favorire alcuni insorgenti
a discapito di altri. Tanto più che nel caso concreto anche coloro ai quali la
decisione è stata spedita in prima battuta, ossia venerdì 13 novembre 2015,
avrebbero potuto beneficiare delle ferie giudiziarie: bastava che
attendessero un paio di giorni a ritirare la
raccomandata, ciò che il termine di giacenza avrebbe permesso. 

 

 

6.   
Infine, dal fatto che per errore l'autorità abbia in un primo tempo
trasmesso la decisione destinata allo studio dell'avv. __________ in relazione ai ricorrenti __________ a un altro
studio, nulla può dedurre a suo favore la ricorrente. Tale decisione,
come visto, non la riguardava. 

 

 

7.   
Per tutti questi motivi, il ricorso dev'essere dichiarato irricevibile e
l'istanza di restituzione in intero respinta. La tassa di giustizia viene posta a carico della ricorrente, soccombente
(art. 47 cpv. 1 LPAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso è irricevibile.

 

 

                                   2.   L'istanza di restituzione
dei termini è respinta.

 

 

                                   3.   La tassa di giustizia di
fr. 2'000.-, già anticipata dalla ricorrente, rimane a suo carico.

 

 

                                   4.   Contro la presente
decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a
Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg.
legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

 

 

	
                                     5.   Intimazione a:

   

   

                                 6.   C.p.c. a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                            Il
segretario