# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 48b7a08f-0305-5159-8826-f88d0c540578
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-01-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.01.2002 36.2001.95
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2001-95_2002-01-23.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2001.00095

   

  IR/sc

  	
  Lugano

  23 gennaio 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Ivano Ranzanici

  
	
   

  
						

 

statuendo sulla petizione del 12 novembre
2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  Cassa Malati __________,  

  rappr. da: __________,  

   

  in materia di assicurazione contro le
  malattie

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________ è
stato assicurato contro le malattie - sino alla fine del 2000 - presso la
__________.

                                         Con
l'inizio del 2001 egli ha concluso con la __________ nuove coperture sia per
l'assicurazione di base che per le prestazioni complementari.

                                         A
quest'ultimo proposito va rilevato che __________ ha sottoscritto una copertura
assicurativa denominata __________ per le spese di cura per la prevenzione e la
medicina alternativa, compreso l'infortunio.

                                         Per detta
copertura, retta dalla LCA, l'assicurato doveva versare un premio mensile di
CHF 15.90.

 

                               1.2.   Al momento
della formulazione dell'offerta d'assicurazione __________ ha risposto a
precise domande sul suo stato di salute precisando di sentirsi completamente
sano, di non essere in cura medica, di non avere in previsione trattamenti ambulatoriali
o stazionari, di non avere malattie o disposizioni a malattie - in particolare
- alla schiena, articolazioni ed alla colonna vertebrale. __________ ha anche
specificato di non assumere medicamenti, di non essere stato in trattamento
presso una terapista od un medico se non nel 1996 per un controllo .

 

                                         La
copertura __________ ha preso avvio con il 1.1.2001 e già il 4 gennaio
l'assicurato faceva capo alle prestazioni di __________, massaggiatrice medico
diplomata.

 

                               1.3.   __________
ha seguito la terapia di __________ in maniera continuata sino al luglio 2001
vedendosi fatturare complessivamente CHF 2'430.--. Le note sono state trasmesse
alla Cassa che ha rimborsato l'assicurato come alle condizioni del contratto
__________ (75% di CHF 2'430.-- = CHF 1822.50).

 

                                         Il 18
settembre 2001 l'assicuratore a fronte delle prestazione eseguite (ed onorate)
in favore di __________, ha chiesto informazioni al medico di famiglia
dell'assicurato dott. __________ ed alla massaggiatrice __________.

 

                                         Il dott.
__________ ha indicato (doc. _, lettera 27 settembre 2001) come la diagnosi
delle affezioni di cui soffre __________ è lombaggine recidivante, con la
specifica che:

 

" 
(…)

dalla cartella clinica risulta che già nel 1988
il paziente era stato in mia cura per lombalgia dopo aver forzato la schiena
tagliando legna. Era guarito con una terapia con AINS.

 

Il 3.8.94 ho rivisto il paziente per dolori
lombari, la radiografia a-p e laterale della colonna lombare risultava normale.

Anche in questa occasione guarigione con
Tilcotil.

 

Ho rivisto il paziente il 24.9.01, da me
convocato, il quale mi comunica che da qualche anno soffre di lombalgie che
migliorano con sedute di fisioterapia e ginnastica che esegue regolarmente a
casa.

 

(…)

 

Penso che con l'esecuzione regolare di
appropriati esercizi di ginnastica la prognosi sia buona." (Doc. _)

 

                                         Dal canto
suo la massaggiatrice ha comunicato all'assicuratore di svolgere, in favore
dell'assicurato, dei trattamenti terapeutici miorilassanti e decontrattanti con
esercizio muscolare mirato.

                                         La
diagnosi posta è quella di "lombalgia con dolori improvvisi nella zona
lombare accompagnati a volte da impotenza funzionale assoluta". __________
ha indicato di avere in cura __________ dal settembre 1999 ed il paziente
sarebbe stato a conoscenza della sua malattia sicuramente dall'ottobre 2000.

                                         Per la
terapista i trattamenti sarebbero necessari anche in assenza di massaggi
ravvicinati nel tempo. Le comunicazioni del dott. __________ e di __________
sono state ricevute dall'assicuratore il 1° ottobre ed 11 settembre 2001 (doc.
_ e _).

 

                               1.4.   Con lettera
raccomandata 24 ottobre 2001 la __________ ha comunicato all'assicurato quanto
segue:

 

"  in
data 4 ottobre 2000, lei ha stipulato l'assicurazione integrativa di cura
medica per prevenzione e medicina complementare, categoria __________, con
inizio 1° gennaio 2001.

 

L'accettazione della sua proposta contrattuale ha avuto luogo
sulla base delle sue indicazioni inerenti lo stato di salute, ove ha indicato
di essere in perfetta salute, di non essere stato in cura medica negli ultimi
anni e di non soffrire di malattie e neppure di conseguenze d'infortunio.

 

A seguito delle fatture inoltrateci, inerenti le prestazioni di
massaggio offerte dalla terapeuta, signora __________, siamo stati indotti a
procedere ad un riesame delle sue dichiarazioni.

 

Dalla documentazione medica in nostro possesso, in particolare dal
certificato del dr. __________ del 27 settembre 2001, abbiamo potuto appurare
che già prima della stipulazione dell'assicurazione integrativa __________, lei
era a conoscenza dell'affezione che ha causato la cura nell'ambito della
medicina alternativa.

 

Questa circostanza di fatto, rilevante per la valutazione del
rischio, avrebbe dovuto essere assolutamente indicata; tanto più che la domanda
per le assicurazioni integrative riporta in grassetto, che "... dati
incompleti e non veritieri oppure dati di fatto nascosti possono causare un
rifiuto di prestazioni, riserve, richieste di restituzione o esclusioni risp.
rescissione del contratto …".

 

Per quanto precedentemente indicato, rileviamo una palese
violazione dell'obbligo dì denuncia ai sensi delle disposizioni della Legge
federale sul contratto d'assicurazione (LCA) e delle nostre Condizioni generali
d'assicurazione (CGA) per le assicurazioni integrative di malattia (AlM).

 

Nel caso concreto la informiamo che siamo costretti ad annullare
con effetto retroattivo, 1°  gennaio 2001, l'assicurazione integrativa di cura
medica per prevenzione e medicina complementare (categoria __________).

 

La cassa malati __________ è inoltre tenuta a richiedere la
restituzione dell'importo di fr. 1'822.50, relativo alle prestazioni finora
accordate. Questa somma le verrà addebitata nel prossimo conteggio." (Doc.
_)

 

                                         __________
si è quindi rivolto a questo TCA con petizione del 12 novembre 2001 in cui
contesta la "decisione" dell'assicuratore, nega una reticenza e così
spiega i suoi problemi di salute:

 

" 
(…)

Il mio problema alla schiena è iniziato nel 1986 circa e nei primi
anni mi sono curato presso il Dott. __________, dopodiché mi limitavo a
telefonargli per richiedere una ricetta per delle pastiglie analgesiche, solo
quando ne avevo bisogno e senza avvalermi del diritto di rimborso della cassa
malati.

La Cassa Malati __________ non è quindi mai stata a conoscenza del
mio "problema", anche perché io non ho mai ritenuto si trattasse di
una "patologia". Lo dimostra il fatto che dal 1986 al 1994 sono stato
dal dottore non più di 10 volte, e dal 1994 ad oggi neppure una.

 

Nel 1999, grazie alla terapista __________ ho sperimentato la
tecnica dei massaggi abbinata ad esercizi nel suo studio ed a casa e ad un
programma mirato in palestra (n.b.: quota da me pagata per intero, senza
ricorso alla cassa malati!), con ottimo risultato. Sono così riuscito ad
attenuare quel fastidio che ciclicamente si faceva sentire, senza dover
ricorrere a medicamenti.

In un secondo tempo, dal momento che la Cassa Malati __________
non riconosceva il massaggio quale terapia complementare, ho optato per la
Cassa Malati __________ che contempla una copertura complementare per la
medicina alternativa di fr. 5'000.‑‑ annui.

Ho preso questa decisione in totale buona fede e senza
l'intenzione di approfittare delle prestazioni assicurative della Cassa Malati
(cosa che peraltro non ho mai fatto, come si può dedurre da quanto sopra
esposto); non ho "dichiarato" questo mio problema per il semplice
motivo che, per mia ignoranza, non ho ritenuto si trattasse di
"patologia"." (Doc. _)

 

                                         __________
si è quindi opposto alla restituzione di CHF 1823.50.

 

                                         Dal canto
suo l'assicuratore, per il tramite dell'__________, ha chiesto la reiezione
della petizione, ribadendo l'esistenza di una reticenza confermando la
richiesta di rimborso collegata con l'annullamento retroattivo del contratto
__________. In particolare __________ così si esprime:

 

" 
(…)

7. Per quanto
attiene al diritto alla qui convenuta appare evidente che la fattispecie
inerente il signor __________ concretizzi un caso di reticenza atteso come
l'assicurato in narrativa (oggi assicurato altrove) cognito dei suoi problemi
ha risposto in modo inesatto ad una serie di domande riguardanti la sua salute
ed il suo stato fisico. La qui convenuta desidera sottolineare che i problemi
fisici del signor __________ sono a lui noti da anni e come specificato dai
curanti sono legati all'igiene di vita adottato. Pure l'affermazione chiara
secondo la quale il signor __________ ha cambiato assicuratore malattia con il
palese intento di farsi rimborsare delle cure in precedenza assunte
integralmente e, contemporaneamente, non ha informato il nuovo assicuratore
della propria situazione fisica impedendo così a quest'ultimo di valutare la
situazione e, più precisamente, di esaminare la situazione reale rispetto alla
portata delle coperture assicurative prescelte dimostra che il signor
__________ sia venuto meno agli obblighi imposti dall'art. 4 LCA. (Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98;
STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999
nella causa C.,    I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Dagli atti
prodotti si desume che, con effetto al 1 gennaio 2001, il 24 marzo 2000 la
__________ ha sottoscritto il contratto di assicurazione complementare
denominato __________ con l’attore.

                                         Detto
contratto è stato risolto con effetto retroattivo al momento della sua
conclusione ed entrata in forza mediante lettera 24 ottobre 2001
dell’assicuratore sulla scorta di due comunicazioni del dott. __________ e
della massaggiatrice __________ in risposta a richieste di __________.

 

                                         La parte
attrice contesta la risoluzione del contratto retroattiva, contesta l’esistenza
di reticenza e chiede di non essere astretta al rimborso dell’importo di CHF
1'822,50 come alla richiesta dell’assicuratore.

 

                                         Occorre
anzitutto verificare la competenza di questo TCA a giudicare la fattispecie. 

 

                                         L'assicurazione
contro le malattie é stata regolamentata, sino al 31 dicembre 1995, dalla LAMI
che é stata sostituita, con effetto a decorrere dal 1. gennaio 1996, dalla
nuova legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal).

                                         Secondo
quanto disposto dall'art 1 LAMal, l'assicurazione sociale contro le malattie
comprende l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e
l'assicurazione di indennità giornaliera facoltativa.

 

                                         La LAMal
si applica soltanto all'assicurazione malattia sociale così definita e,
contrariamente a quanto succedeva in ambito LAMI, le assicurazioni
complementari offerte dalle casse malati (art. 13 OAMal) e gli altri rami
d’assicurazione (art. 14 OAMal) sono diventate di puro diritto civile e sono
rette, in applicazione dell'art 12 cpv. 3 LAMal,  dalla legge federale sul
contratto d'assicurazione (LCA).

                                         Dal
profilo procedurale, la LAMal ha operato una cesura completa fra i rimedi
giuridici nell'assicurazione malattia sociale e nelle assicurazioni
complementari: se per la prima le vie di diritto sono quelle previste dalla
procedura amministrativa (cfr. 85ss LAMal), per le vertenze relative alle
seconde sono da intraprendere le vie di diritto previste per i litigi di
diritto civile.

 

                                         Giusta
l'art 47 cpv. 2-4  della legge federale del 23 giugno 1978 sulla sorveglianza
degli istituti d'assicurazione privati (modificata in occasione dell'adozione
della LAMal), per le contestazioni relative alle assicurazioni complementari
all'assicurazione sociale contro le malattie giusta la legge federale del
14.3.1994 sull'assicurazione malattie, i cantoni prevedono una procedura
semplice e spedita, nella quale il giudice accerta d'ufficio i fatti e valuta
liberamente le prove.

                                         Il 1°
gennaio 1996 è entrata in vigore la legge di applicazione della LAMal (LCAMal)
che, all’art. 75, prevede che

 

"  le
contestazioni degli assicuratori tra di loro, con i loro membri o con terzi
concernenti le assicurazioni complementari all’assicurazione sociale contro le
malattie o altri rami d’assicurazioni, praticati da assicuratori autorizzati
all’esercizio ai sensi della LAMal e delle relative Ordinanze, sono decise dal
Tribunale cantonale delle assicurazioni.

  È applicabile per
analogia la Legge di procedura per le cause davanti al TCA.” 

 

                                         Nel
concreto la contestazione si fonda sulla risoluzione di contratto
d’assicurazione __________ che copre le spese di cura integrative alla LAMal,
corrisponde prestazioni in caso di trattamenti ambulatoriali e stazionari di
medicina complementare e fornisce prestazioni in caso di medicina preventiva e
per la promozione della salute (Condizioni supplementari d’assicurazione
__________ art. 1, doc._). In queste circostanze, trattandosi di prestazioni
complementari ai sensi dell'art. 12 cpv. 2 e 3 LAMal (cfr. A. Maurer, Das neue
Krankenversicherungsrecht, ed. Helbing et Lichtenhahn 1996, pag. 134) - ambito
nel quale le casse malati e gli altri istituti assicurativi non sono
autorizzati a emanare decisioni -, il TCA è competente a statuire sulla
petizione presentata dall'interessato in base all'art. 75 cpv. 1 e 2 LCAMal
come detto.

 

                               2.3.   Prima di
esaminare se __________ deve rifondere le prestazioni derivanti dal contratto
di assicurazione in discussione occorre esaminare se tale contratto è stato
validamente risolto dalla convenuta, con effetto retroattivo, per una pretesa
reticenza. 

 

                                         Secondo
l’art. 6 LCA:

 

" 
Se alla conclusione del contratto chi era tenuto
a fare la dichiarazione ha dichiarato inesattamente o taciuto un fatto
rilevante che conosceva o doveva conoscere, l'assicuratore non e vincolato al
contratto purché ne sia receduto entro quattro settimane da quando ebbe
cognizione della reticenza.”

 

                                         Va
anzitutto osservato che l’art. 6 LCA è norma semi imperativa alla quale non è
possibile derogare in sfavore dell’assicurato (art. 98 LCA). Il termine di 4
settimane per notificare la recessione dal contratto è termine di perenzione
(DTF 119 V 287) che decorre dalla conoscenza completa di tutti i punti relativi
alla reticenza. Non bastano semplici sospetti, anche se gravi, di reticenza per
stabilire la decorrenza del termine (DTF 118 II 333; SJ 1984 162, cfr. Olivier
Carré: Loi fédérale sur le contrat d’assurance, pag. 148, Ed. Carré, maggio
2000). L’assicuratore agisce in tempo utile anche quando cerchi delle
informazioni precise e receda dal contratto solo dopo averle ottenute. Il
termine decorre unicamente dalla conoscenza positiva della reticenza e non dal
momento in cui l’assicuratore avrebbe potuto sapere o conoscere dell’esistenza
della reticenza (in questo senso: DTF 119 V 283; 116 V 218; 118 II 333 c. 3),
il legislatore non ha voluto creare un dovere di diligenza particolare per
l’assicuratore. Decorre poi un termine di 4 settimane da ogni reticenza
ritenuta, in effetti per ognuna delle reticenze commesse dall’assicurato inizia
a decorrere un termine nuovo di 4 settimane dalla conoscenza effettiva della
stessa da parte dell’assicuratore (DTF 109 II 159). Qualora l’assicuratore
abbia liquidato dei sinistri in rispetto del contratto prima della sua
conoscenza con sicurezza della reticenza non se ne può dedurre che abbia
rinunciato a prevalersi del suo diritto (DTF 116 V 218). Come rammenta O. Carré
(op. cit. pag. 148/149) il termine di 4 settimane decorre se l’assicuratore
apprende di un soggiorno in ospedale ed era a conoscenza dell’esistenza della
malattia che l’assicurato aveva omesso di indicare nella sua proposta
d’assicurazione, non costituendo il ricovero – quanto piuttosto la malattia –
il fatto importante per l’apprezzamento del rischio (cfr. TF in RUA XVII n. 8
in re P. Ass. c./B.). Ancora agisce con ritardo l’assicuratore che, orientato
della reticenza, va alla ricerca di nuove informazioni che nulla apportano di
nuovo alle sue conoscenze e non rispetta così il termine di 4 settimane (O.
Carré, op. cit., pag. 149; RUA XVII 8). La reticenza può essere invocata anche
dopo che sia subentrato l’evento assicurato (DTF 118 II 333; 109 II 159; SJ
1984 164). L’avviso del medico curante l’assicurato reso in corso di un’udienza
è sufficiente per far decorrere il termine, senza che sia necessario attendere l’esito
del giudizio e l’apprezzamento dato alla prova (DTF 116 II 338).

 

                                         La
reticenza deve essere riferita a fatti rilevanti. La legge presume importanti i
fatti per i quali l’assicuratore abbia formulato domande scritte. Occorre
comunque che le domande scritte poste siano precise e non equivoche.
Nell’ambito di una assicurazione individuale contro gli incidenti la domanda
tendente a sapere di cure di una certa durata appare generica e non può quindi
fondare una reticenza (RUA XVII 7), costituisce invece reticenza – nello stesso
ambito – il fatto di tacere l’esistenza di una incapacità lavorativa al 50%
(RUA XVI 5 citata da Benoît Carron, La loi fédérale sur le contrat d’assurance,
Ed. Universitaires Fribourg Suisse, pag. 12). Nell’ambito della conclusione di
una assicurazione sulla vita costituisce reticenza negare di avere sofferto di
male allo stomaco quando siano stati consultati due medici in proposito e ciò
anche se gli esami non hanno rilevato l’esistenza di malattie gravi (RUA XV
22).

 

                                         Se ad una
domanda l’assicurato non abbia risposto l’assicuratore non potrà prevalersi di
questo fatto per risolvere il contratto, a meno che dal contesto particolare
(altre risposte del proponente), la domanda lasciata in bianco possa essere
ritenuta evasa in un determinato senso e che questa risposta costituisca una
reticenza (Carron, citato pag. 13; DTF 110 II 499). Se circostanze importanti
non hanno fatto oggetto di domande, in generale non se ne potrà dedurre una
reticenza. Nell’ambito dell’assicurazione contro le malattie la domanda a
sapere se negli ultimi 5 anni sia stata eseguita una radiografia verte su di un
fatto importante, non tanto per la radiografia come tale quanto per le
indicazioni che se ne possono dedurre riferibili al rischio assicurabile (Carron,
citato, pag. 15 no. 42) mentre l’assicuratore non può invocare la reticenza a
fronte di risposta imprecisa a domanda non intelleggibile per tutti e se il
proponente non l’aveva compresa (DTF 101 II 339). Non può essere inoltre
ritenuta una reticenza laddove il proponente l’assicurazione ometta di
segnalare dei sintomi di una malattia alla domanda tendente a sapere di quale
malattia importante abbia sofferto, ciò se la malattia sia stata indicata (TA
del Cantone Ticino, RUA XVII 6). Come ricorda Carron (citando un giudizio del
Cantone Svitto pubblicato in RUA XVI 9):

 

" 
Comme la réticence ne peut être admise qu’avec
la plus grande retenue, sa preuve n’est pas apportée lorsque les médecins
traitants du preneur d’assurance n’étaient pas au courant d’un petit infarctus
qu’il aurait subi et n’ont décelé aucune trace de troubles cardiaques … “

 

                                         E’
d’altra parte possibile al proponente l’assicurazione dimostrare che la domanda
alla quale ha risposto con reticenza non sia stata determinante per la
conclusione del contratto da parte dell’assicuratore (cfr. comunque l’art. 4
cpv. 3 LCA), e che l’assicuratore avrebbe comunque concluso il contratto se a
conoscenza del fatto (SJ 1986 557).

 

                                         La
giurisprudenza ha ammesso reticenza, con riferimento all’assicurazione contro
le malattie, per domande alle quali non sia stata data veritiera o completa
risposta relative a precedenti patologie del tubo digerente (Carron, citato,
pag. 23 n. 64).

 

                                         In merito
all’esattezza delle risposte fornite occorre considerare gli aspetti soggettivi
connessi al proponente. In altri termini il fatto di ignorare in maniera
volontaria o per negligenza una circostanza può essere opposto al proponente.
Come rammenta Carron (citato, no. 65) “Le proposant satisfait à son obligation
de faire des déclarations lorsqu’il indique, outre les faits qui lui sont
connus sans autre, ceux dont l’existence ne peut pas lui échapper s’il
réfléchit sérieusement aux questions de l’assureur”.

 

                               2.4.   Nel concreto
caso allo stipulante sono state chieste informazioni dettagliate circa lo stato
di salute con il questionario “Dichiarazione sullo stato di salute per
assicurazioni integrative” poi sottoscritto il 4 ottobre 2000. In questo
documento __________ attesta di sentirsi “completamente sano” ed indica di non
essere stato in trattamento da un “medico, chiropratico, ecc. …”, tace ogni e
qualsiasi riferimento ai problemi relativi alla sua schiena, non indica in
nessun modo la cura avviata con la massaggiatrice __________ già a partire dal
settembre 1999 con massaggi miorilassanti e decontrattanti con esercizio
muscolare mirato (doc. _), tace il fatto che , al momento della sottoscrizione
delle dichiarazioni riferite allo stato di salute “già da più di un anno” (doc.
_) egli si sottoponeva alle cure della terapista. Nonostante la domanda (no.
11, doc. _) relativa all’esistenza di malattie, disposizione alle malattie ,
infermità  od infermità alla schiena od alla colonna vertebrale l’attore
risponde negativamente nonostante – lo si ripete – egli abbia sofferto in
passato e soffrisse, al momento della sottoscrizione delle dichiarazioni (doc.
_), delle affezioni che la massaggiatrice ha indicato ossia “lombalgia con
dolori improvvisi nella zona lombare accompagnati, a volte, da impotenza
funzionale assoluta”, e questo – in conseguenza alla prima visita del settembre
1999 (doc. _) – da più di un anno.

 

                                         Questo
TCA conclude quindi che, a fronte delle domande relative a fatti importanti per
l’apprezzamento del rischio contenute nel questionario (doc. _), la parte
attrice sia stata reticente. In particolare – alla luce della natura delle
domande poste all’assicurato circa le condizioni presentate (domanda 6) e circa
l’esistenza di patologie (domanda 11) – appariva manifesta la necessità di
specificare di essere affetto da una lombaggine ed appariva necessario
specificare l’esistenza delle cure dalla massaggiatrice __________ (doc. _):
alla luce delle domande circa la previsione di trattamento ambulatoriale
(domanda 8) __________ doveva rispondere che una cura era in corso presso la massaggiatrice
già da oltre 1 anno e che verosimilmente altri massaggi sarebbero stati
necessari. D’altra parte lo stesso __________ ammette nella sua petizione le
patologie esistenti, gli interventi eseguiti in particolare dalla
massaggiatrice, ammette di essere passato alla __________ proprio perché la
stessa offriva la copertura per medicina alternativa con rimborsi sino a CHF
5'000.- annui. Il fatto che __________ sostenga di non avere ritenuto i suoi
dolori, che gli imponevano l’assunzione di analgesici  (come specificato in
petizione) e costanti cure da parte di un massaggiatore, quale patologia non
può essere ritenuto. Alla parte attrice non poteva certo sfuggire, visto anche
come __________ indichi a volte una “impotenza funzionale totale”, la rilevanza
dei fatti ed il carattere di patologia delle affezioni presentate anche se
__________ non faceva capo ai medici. La circostanza fattuale descritta, ossia
i dolori (con blocchi) presenti e quindi la lombalgia con dolori improvvisi
come descritto nel doc. _, era rilevante e doveva essere descritta nelle
risposte ai quesiti posti dall’assicuratore. Questi avrebbe verosimilmente
escluso il rischio dalla copertura od omesso la conclusione del contratto fosse
stato a conoscenza delle circostanze che __________ avrebbe dovuto comunicare.

 

                               2.5.   Accertata
l’esistenza di una reticenza occorre verificare quando la stessa era, in
maniera completa, nota all’assicuratore, ossia quando __________ era
completamente orientata su tutti i punti relativi alla reticenza. __________ ha
ottenuto, come rilevabile dai timbri di ricevuta apposti sulla corrispondenza
(doc. _ e _) due risposte a precise domande. In particolare il medico curante
l’assicurato ha comunicato – con lettera pervenuta 1 ottobre 2001
(all’attenzione del funzionario dott. __________ della Cassa) – una lombalgia
del 1988 ed un ultimo intervento di cura del 1994 (di oltre 5 anni antecedente
alla controversia in discussione). Il 3 agosto 1994 il paziente era stato dal
dott. __________ per dolori lombari, la radiografia aveva presentato risultati
nella norma ed il dolore era stato curato con Tilcotil. Sino a dopo i fatti in
discussione il curante non ha prestato cure al signor __________. A __________
non può quindi essere rimproverato di non avere risposto correttamente alla
domanda 17 del doc. _. 

                                         La
massaggiatrice, e terapeuta dell’attore, __________ ha risposto invece con
lettera pervenuta alla Cassa (e per essa al servizio medico della Cassa), in
data 11 settembre 2001. Da notare che lo scritto della massaggiatrice reca la
data del 4 settembre 2001. Nello scritto formante il doc. _, la signora
__________ specifica il genere di trattamenti posti in atto in favore
dell’assicurato:

 

·       
trattamenti
terapeutici miorilassanti e decontrattanti con esercizio muscolare mirato;

·       
l’esistenza di una
lombalgia con dolori improvvisi nella zona lombare accompagnati, a volte da
impotenza funzionale assoluta;

·       
l’indicazione
secondo cui il paziente aveva consapevolezza della patologia dal settembre
1999, con accertamenti in quella data e pronunzia della diagnosi in settembre
1999 in occasione della prima visita;

·       
__________ ha
specificato la necessità delle terapie alla luce dell’igiene di vita del
paziente, ed ha precisato che  la patologia di cui soffre __________ ha
indicazioni per “cronicità e ricadute”.

 

                                         Le
due attestazioni agli atti vanno quindi esaminate attentamente e va quindi
accertato se dal tenore delle stesse – sia singolarmente che congiuntamente –
__________– che è Cassa Malati riconosciuta facente capo all’__________ -
poteva avere tutti gli elementi di valutazione, in maniera completa come esige
la giurisprudenza citata, per ritenere data una reticenza per tutti gli aspetti
per i quali la stessa è stata ammessa da questo TCA.

 

                               2.6.   Questa
Corte ritiene, alla luce della completezza dell’informazione fornita dalla
signora __________, coma __________ disponesse di tutti gli elementi di
valutazione della situazione al più tardi in data 11 settembre 2001. Va
osservato come __________ non è stato in cura del dott. __________ a partire
dall’agosto 1994 ossia per oltre 6 anni antecedentemente la formulazione della
proposta d’assicurazione __________ da parte sua. Le informazioni del medico
non appaiono quindi rilevanti in sè, si riferiscono ad un periodo di tempo
decisamente molto antecedente ai fatti in discussione. Il certificato medico
del dott. __________ non indica nulla di preciso e di particolare e non
fornisce elementi nuovi rispetto alle conoscenze di cui disponeva la Cassa con
le risposte della massaggiatrice. Nel caso specifico il contratto __________,
per quanto qui d’interesse, prevede il rimborso a precise condizioni delle
spese per trattamenti ambulatoriali eseguiti secondo i metodi terapeutici della
medicina complementare. Vista la natura particolare del contratto e le
prestazioni per le quali l’assicuratore si è impegnato non appariva, d’avviso
di questo Tribunale, necessario l’ottenimento – per la valutazione
dell’esistenza di una reticenza o meno dell’attore – di un certificato medico
in effetti la reticenza è consistita, nel caso specifico, nell'aver sottaciuto
i dolori che dal 1999 attanagliavano il paziente, le cure poste in essere dalla
sig.ra __________ e quelle ancora prevedibili. In concreto la massaggiatrice ha
comunicato alla Cassa in maniera completa,  precisa e sufficiente come
__________ fosse affetto da mal di schiena, e meglio da una lombalgia, con
dolori improvvisi nella zona lombare ed – a volte – impotenza funzionale. Ha
specificato i trattamento posti in essere (si rinvia a quanto esposto in precedenza),
ha precisato come detta patologia fosse presente dal settembre 1999, come
__________ fosse consapevole della patologia sin da subito. La signora
__________ ha indicato come le cure siano state efficaci ed abbiano reso
sporadiche le manifestazioni acute ed il “recupero più veloce”, la necessità
del “supporto di questi trattamenti … come discusso con il paziente e come già
facciamo, le sedute non sono più” (ed il certificato è dell’inizio settembre
2001 ossia successivo alla terapia intervenuta tra il gennaio e luglio 2001
oggetto della vertenza) “così ravvicinate in quanto la sua condizione attuale
lo permette”. La massaggiatrice ha aggiunto che il disturbo è legato all’igiene
di vita “del sig. __________ "che porta ad avere questo tipo di disturbi”.
In sostanza dunque in data 11 settembre 2001 al più tardi __________ disponeva
di tutte le informazioni necessarie ed utili. Aveva una sufficiente diagnosi,
completa e precisa, disponeva di una prognosi sufficientemente precisa, poteva
valutare compiutamente l’evolversi della situazione alla luce delle cure
prestate. __________ sapeva quando __________ aveva subito le prime cure da
parte della massaggiatrice (settembre 1999), da quanto egli era in cura presso
la stessa /settembre 1999), da quando egli era al corrente della sua affezione
e consapevole della stessa (settembre 1999). 

 

                                         D’altra
parte va osservato come la __________ non abbia avuto bisogno di ricorrere ad
ulteriori accertamenti fattuali per dichiarare di dipartirsi dal contratto il
24 ottobre successivo. La convenuta non ha infatti postulato dal medico curante
informazioni maggiori, non ha richiesto ulteriori informazioni alla
massaggiatrice e non ha chiesto all’assicurato circostanze concrete
particolari. D’altra parte la patologia così come descritta dalla signora
__________, e gli interventi eseguiti dalla massaggiatrice (in uno con le
ulteriori risposte fornite dalla stessa) non imponevano neppure la
consultazione di un medico fiduciario per una loro valutazione.

 

                                         Questo
TCA ritiene che, alla luce del tenore della risposta fornita dalla signora
__________, l’assicuratore disponesse di tutti gli elementi tali per ammettere
le reticenze considerate in corso di motivazione in data 11 settembre 2001. Il
certificato medico del dott. __________ appare, su tutti gli aspetti
d’interesse ritenuti per comunicare la volontà della __________ di recedere dal
contratto, del tutto inutile ed ininfluente bastando il completo, esauriente e
comprensibile (senza necessità di ricorrere a sua interpretazione da parte di
un medico), rapporto della signora __________.

 

                                         Dall’11
settembre 2001 la convenuta disponeva di tutti gli elementi per recedere dal
contratto (oltre alla attestazione della massaggiatrice vi erano infatti – a
sostegno della stessa – le fatture rimborsate all’attore) e, da quella data,
__________ disponeva di un termine di 4 settimane per farlo. Non avendolo fatto
nei tempi imposti dalla legge (con scadenza il 9 ottobre 2001) il contratto
deve essere ritenuto vincolante per la parte convenuta e le prestazioni
fatturate dalla signora __________ e rimborsate dalla Cassa devono rimanere a
carico della stessa e non poste a carico della parte attrice.

 

                               2.7.
  Alla luce di quanto precede la petizione va allora accolta con il presente
giudizio esente da spese. Di conseguenza la partecipazione versata
dall’assicuratore convenuto all’attore per le spese di cura prestate dalla
massaggiatrice __________ dal 4 gennaio sino al 5 luglio 2001 permangono a
carico della __________. Ci si deve porre il quesito a
sapere se all’attore possa essere riconosciuta un'indennità equa quale parte
non patrocinata che agisce in causa propria. Il dispendio temporale appare
indubbio, ancorché non eccessivo. Va anzitutto osservato come “nel concetto di
ripetibili … rientra anche un’equa indennità per chi in causa non si avvale di
un patrocinatore, già per compensare il dispendio di tempo” (Rep. 1990 213 e
citazioni ivi riportate). Non va dimenticato che, nel concreto caso, non ci si
trova confrontati con una procedura in cui la Cassa resistente opera nella sua
qualità di amministrazione. Il caso demandato al TCA è di puro diritto civile
ma con connotazioni di diritto delle assicurazioni sociali. La procedura
applicabile alla fattispecie regola solo in parte la materia delle ripetibili
all’art. 22 LPrTCA, per il resto occorre far capo al Codice di procedura
civile. La giurisprudenza cantonale sviluppata in quest’ambito riconosce anche
all’avvocato che si difende da solo in causa il diritto ad un’equa indennità (I
CCA 5.8.1998 in re F. c/ X.). A fronte di queste considerazioni a __________ va
riconosciuto il diritto al versamento, a carico della Cassa resistente, di un
importo di CHF 100.- a titolo di equa indennità, importo che considera – nel
caso concreto - l’impegno ed il dispendio posto in essere.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolta.

                                   §
Di conseguenza l’importo di CHF 1'822,50 versato dalla convenuta all’attore
quale partecipazione alle spese per i massaggi operati da __________ tra
gennaio e luglio 2001 permane a carico della Cassa Malati __________.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         La Cassa
convenuta verserà alla parte attrice l’importo di 

                                         CHF
100.-. a titolo di equa indennità e per le spese sostenute ai fini di causa.

 

 

                                 3.-   Intimazione
alle parti.

                                         Contro il
presente giudizio è dato ricorso per riforma al Tribunale federale di Losanna
ai sensi degli art. 43seg della Legge federale sull'organizzazione giudiziaria
(OG).

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti