# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 419791b8-ed07-547a-9f67-10d0a3035ce6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-05-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.05.2017 D-5579/2016
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5579-2016_2017-05-16.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5579/2016 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 6  m a g g i o  2 0 1 7  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Bendicht Tellenbach;  

cancelliera Sebastiana Stähli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

Etiopia, alias 

A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), alias 

C._______, nato il (…),  

Somalia 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 31 agosto 2016 / N (…). 

 

 

 

D-5579/2016 

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Visto: 

la domanda d'asilo che il richiedente ha presentato in Svizzera in data 

28 gennaio 2015, 

i verbali d'audizione del 4 febbraio 2015 (di seguito: verbale 1) e del 

24 agosto 2016 (di seguito: verbale 2), 

la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) 

del 31 agosto 2016, notificata all'interessato il 1° settembre 2016 (cfr. risul-

tanze processuali), con cui tale autorità ha respinto la succitata domanda 

d'asilo, pronunciando contestualmente l'allontanamento del richiedente 

dalla Svizzera ed ordinandone l'esecuzione, 

il ricorso del 14 settembre 2016 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d'entrata: 15 settembre 2016), con cui l'insorgente ha postulato innanzi al 

Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) l'annullamento 

della decisione impugnata e la restituzione degli atti di causa all'autorità 

inferiore per una nuova decisione sul punto della verosimiglianza dei motivi 

d'asilo; in primo subordine, egli ha chiesto la concessione dell'ammissione 

provvisoria ed in secondo subordine, la restituzione degli atti di causa 

all'autorità di prime cure per una nuova decisione circa la sussistenza di 

ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento; ha altresì presentato, secondo 

il senso, una domanda di assistenza giudiziaria, ovvero di dispensa dal 

versamento delle spese processuali e del relativo anticipo,  

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato: 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi [RS 142.31]) contro 

una decisione in materia d'asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 

LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 

cpv. 1 lett. a-c e 52 PA,  

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

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che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l'approvazione di un 

secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la 

violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5), 

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che nel corso delle audizioni il richiedente ha dichiarato di essere cittadino 

etiope di etnia somala, di appartenere al clan Ogadeen, di essere nato e 

cresciuto a D._______ nella regione di E._______ e di aver da ultimo risie-

duto a Giggiga (cfr. verbale 1, pag. 2 seg. e pagg. 6-8), 

che egli avrebbe lasciato il suo Paese d'origine dopo essere stato picchiato 

e fermato dalla "New Police" con l'accusa di far parte dell'organizzazione 

Ogaden National Liberation Front (ONLF) (cfr. verbale 2, D111-D120, 

D122, D131), 

che egli sarebbe tuttavia riuscito a sottrarsi dal fermo recandosi a Giggiga 

(cfr. verbale 2, D122, D126-D128, D142-D144), 

che inoltre, la sua casa sarebbe stata bruciata (cfr. verbale 1, pag. 9; ver-

bale 2, D135-D136), 

che infine, il richiedente avrebbe indicato di essere espatriato anche a 

causa della disoccupazione, della difficoltà di studiare e dell'assenza di fa-

migliari (cfr. erbale 1, pag. 9; verbale 2, D114), 

che nella decisione impugnata la SEM ha considerato inverosimili ai sensi 

dell'art. 7 LAsi le allegazioni circa i motivi d'asilo del richiedente, 

che segnatamente, le stesse sarebbero da un parte contraddittorie su punti 

essenziali e dall'altra apparse solo tardivamente,  

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che in particolare, le da lui addotte circostanze dell'arresto da parte della 

"New Police", della successiva fuga nonché le allegazioni in merito al pe-

riodo passato a Giggiga prima dell'espatrio risulterebbero contraddittorie,  

che le dichiarazioni in merito all'arresto ed allo stupro delle due sorelle ad 

opera della "New Police" sarebbero oltretutto tardive,  

che con ricorso, richiamati i fatti esposti in corso di procedura, l'insorgente 

contesta le considerazioni dell'autorità inferiore, asserendo di non essersi 

contraddetto e di aver fornito chiarimenti esaustivi sulle presunte incon-

gruenze; che in particolare, le risposte sarebbero state travisate dall'audi-

trice la quale non gli avrebbe permesso di esprimersi completamente; che 

al contrario, da un'accurata lettura dei verbali emergerebbero numerosi 

dettagli; che inoltre, le divergenze emerse – frutto di problemi di audizione 

e traduzione – non sarebbero comunque sufficienti per mettere in dubbio 

la verosimiglianza dell'esposto, 

che la decisione impugnata andrebbe dunque annullata in quanto fondata 

su una valutazione erronea dei fatti, 

che essendo i motivi d'asilo del ricorrente verosimili, gli andrebbe ricono-

sciuta la qualità di rifugiato e concesso asilo, 

che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi); che l'asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato; che 

esso include il diritto di risiedere in Svizzera,  

che giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di 

origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di es-

sere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente l'e-

sposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le 

misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 

LAsi), 

che a tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la qualità 

di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in particolare le 

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allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddit-

torie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi 

di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), 

che è pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente siano sufficien-

temente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; che in questo senso di-

chiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

o all'esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi-

mili ai sensi dell'art. 7 LAsi; che è altresì necessario che il richiedente 

stesso appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere cre-

duta; che questa qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue 

allegazioni su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette 

fatti importanti o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di 

procedura ritratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, ne 

introduce tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella proce-

dura oppure nega la necessaria collaborazione; che infine, non è indispen-

sabile che le allegazioni del richiedente l'asilo siano sostenute da prove 

rigorose; che al contrario, è sufficiente che l'autorità giudicante, pur nu-

trendo degli eventuali dubbi circa alcune affermazioni, sia persuasa che, 

complessivamente, tale versione dei fatti sia in preponderanza veritiera; 

che il giudizio sulla verosimiglianza non deve, infatti, ridursi a una mera 

verifica della plausibilità del contenuto di ogni singola allegazione, bensì 

dev'essere il frutto di una ponderazione tra gli elementi essenziali a favore 

e contrari ad essa; che decisivo sarà dunque determinare, da un punto di 

vista oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. 

DTAF 2013/11 consid. 5.1 e relativi riferimenti), 

che il Tribunale ritiene che nella fattispecie le dichiarazioni decisive in ma-

teria d'asilo rese dal ricorrente in corso di procedura non adempiono né 

alle condizioni di verosimiglianza ai sensi dell'art. 7 LAsi né di rilevanza ai 

sensi dell'art. 3 LAsi, 

che in particolare, l'insorgente ha fornito delle versioni sostanzialmente in-

congruenti contraddicendosi in varie occasioni, 

che segnatamente, nel corso dell'audizione sulle generalità il ricorrente ha 

in un primo tempo addotto di essere espatriato per timore di venire arre-

stato con l'accusa di collaborare con l'ONLF ed a causa della distruzione 

della sua abitazione avvenuta quando egli aveva nove anni, salvo poi as-

serire in un secondo tempo di aver lasciato il Paese d'origine in quanto non 

trovava più i famigliari e non aveva un lavoro (cfr. verbale 1, pag. 9 seg.),  

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che in sede d'audizione sui motivi d'asilo, l'insorgente ha invece dichiarato 

di essere espatriato a causa della distruzione dell'abitazione di famiglia e 

dell'arresto da parte della "New Police" con l'accusa di collaborazione con 

l'organizzazione ONLF (cfr. verbale 2, D111-D113), 

che nella medesima occasione, egli ha fornito delle versioni contrastanti in 

merito allo svolgimento dell'arresto (il quale non è neppure stato menzio-

nato nel corso dell'audizione precedente) dichiarando dapprima di essere 

stato accusato ed arrestato mentre si trovava a casa (cfr. verbale 2, D119 

e D125), salvo poi asserire di essersi trovato al lavoro (cfr. verbale 2, D122) 

ed infine rettificare nuovamente allegando di essere tornato a casa dopo il 

lavoro (cfr. verbale 2, D139),  

che del resto, interrogato in merito, l'insorgente si è limitato a negare di 

aver detto di trovarsi sul posto di lavoro (cfr. verbale 2, D141),  

che sempre in occasione d'audizione sui motivi d'asilo, il ricorrente ha indi-

cato che il padre è stato arrestato e condannato a 25 anni di carcere per 

aver collaborato con l'ONLF ancor prima della distruzione dell'abitazione e 

dunque prima dell'espatrio (cfr. verbale 2, D157 e D161); che ciò risulta 

essere in evidente contrasto con quanto allegato nell'audizione prece-

dente, ovvero che egli ha appreso unicamente una volta giunto in Libia 

dell'arresto del padre (cfr. verbale 1, pag. 10), 

che nel complesso il racconto contiene inoltre ulteriori elementi che per-

mettono di concludere a che la versione dei fatti addotta non sia in prepon-

deranza veritiera e per il cui apprezzamento pare opportuno rinviare alla 

decisione impugnata che si conferma pienamente, 

che d'altra parte, non giova al ricorrente sostenere che le incongruenze 

emerse in procedura d'asilo vadano imputate a delle difficoltà di traduzione 

poiché egli ha confermato a precisa domanda ed in entrambe le audizioni 

di ben comprendere l'interprete (cfr. verbale 1, pag. 2 e pag. 11; verbale 2, 

D1 e D179) apponendo la propria firma su ogni pagina del verbale e con-

fermandone così la correttezza,  

che l'allegazione ricorsuale secondo cui il collaboratore della SEM non gli 

avrebbe permesso di esprimersi costituisce una mera argomentazione di 

parte, non comprovata da alcun elemento concreto; che invero, l'autorità di 

prime cure ha concesso all'insorgente numerose opportunità di approfon-

dimento e chiarimento, specialmente laddove il racconto risultava laconico 

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o contraddittorio (cfr. verbale 2, D6, D10-D12, D40, D61, D73-D74, D104-

D106, D134-D135, D139, D141, D163-D168, D173-174), 

che infine, l'asserita assenza di un lavoro e la difficoltà di studiare (cfr. ver-

bale 1, pag. 10; verbale 2, D114), costituiscono dei motivi d'asilo legati 

esclusivamente a ragioni di ordine economico e come manifestamente ri-

conoscibile, non sono rilevanti ai sensi dell'art. 3 LAsi,  

che in conclusione, alla luce di tutto quanto sopra, il ricorso in materia di 

riconoscimento della qualità di rifugiato e della concessione dell'asilo, de-

stituito di fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata va con-

fermata,  

che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; 

tiene però conto del principio di unità della famiglia (art. 44 LAsi), 

che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo 

relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1), 

che lo scrivente Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia 

dell'allontanamento, 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell'art. 44 LAsi, all'art. 83 della legge federale sugli stranieri (LStr, RS 

142.20), giusta il quale l'esecuzione dell'allontanamento dev'essere possi-

bile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevol-

mente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che nella decisione impugnata la SEM ha considerato l'esecuzione dell'al-

lontanamento verso l'Etiopia ammissibile, ragionevolmente esigibile e pos-

sibile, 

che in sede ricorsuale l'insorgente contesta le valutazioni dell'autorità di 

prime cure poiché generiche e non terrebbero conto della sua situazione 

specifica dell'interessato, segnatamente del rischio di uccisione, tortura e 

di trattamenti inumani contrari all'art. 3 CEDU; che la SEM non avrebbe 

inoltre esaminato la specificità dell'Ogaden né indicato se e perché sa-

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rebbe disponibile un'alternativa di fuga interna in Somalia; che tale omis-

sione costituirebbe una violazione grave dell'obbligo di motivare e conse-

guentemente una violazione del suo diritto di essere sentito, 

che giusta l'art. 83 cpv. 3 LStr, l'esecuzione non è ammissibile se la prose-

cuzione del viaggio dello straniero verso lo Stato d'origine o di provenienza 

o verso uno Stato terzo è contraria agli impegni di diritto internazionale 

pubblico della Svizzera, 

che nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione della 

SEM relativa al respingimento della domanda d'asilo dell'insorgente, que-

st'ultimo non può prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 

cpv. 1 LAsi), generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazio-

nale pubblico ed espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione 

sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), 

che pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle 

norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi (art. 83 cpv. 3 

LStr per rinvio dell'art. 44 LAsi), 

che ai sensi dell'art. 83 cpv. 4 LStr, l'esecuzione non può essere ragione-

volmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di provenienza, lo stra-

niero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni 

quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica, 

che nella fattispecie non risultano indizi da cui desumere che il ricorrente 

sarà concretamente in pericolo in caso di ritorno in Etiopia, 

che invero, la situazione in Etiopia non è caratterizzata da guerra, guerra 

civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione 

nell'integralità del territorio nazionale, 

che inoltre, egli è giovane, dispone di esperienza professionale quale mu-

ratore (cfr. verbale 1, pag. 5) ed alla luce dell'inverosimiglianza delle sue 

dichiarazioni non può essere escluso che disponga di una rete sociale e 

famigliare sufficiente in Patria,  

che in aggiunta, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi 

problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria 

(cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1-8.3; 2009/2 consid. 9.3.2), 

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che la censura ricorsuale secondo cui avrebbe dovuto essere analizzata 

l'esistenza di un'alternativa di fuga interna in Somalia, non può dunque es-

sere seguita,  

che pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo 

Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr in relazione 

all'art. 44 LAsi), 

che infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione 

all'art. 44 LAsi); che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà 

procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 

LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è 

dunque pure possibile, 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ra-

gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in materia 

di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la que-

relata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

che di conseguenza, la SEM con la decisione impugnata non ha violato il 

diritto federale né abusato del suo potere di apprezzamento ed inoltre non 

ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA),  

che avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzione dal ver-

samento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali è dive-

nuta senza oggetto, 

che infine, essendo le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal pagamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA), 

che visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 3 lett. b del del regolamento sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF),  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

La domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal paga-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Sebastiana Stähli 

 

 

Data di spedizione: