# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4868f28c-75fa-5a04-a151-bb7f294d8dab
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-05-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 17.05.1999 12.1999.16
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1999-16_1999-05-17.html

## Full Text

Incarto n.

  12.99.00016

  	
  Lugano

  17 maggio 1999/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente
per giudicare nella causa ordinaria appellabile OA.94.616 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2,
promossa con petizione 16 ottobre 1992 da

 

	
   

  	
  __________ rappr. dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________

  __________

  rappr.
  ti dall'avv. __________

   

  

 

con cui
l’attore ha chiesto la condanna dei convenuti in solido al pagamento di fr.
26’031.30 oltre interessi a titolo di mercede dell’appaltatore, domanda ridotta
in corso di causa a fr. 19’522.90 oltre interessi;

 

Domanda
avversata dai convenuti, che hanno postulato la reiezione della petizione, e
che il Pretore con sentenza 16 dicembre 1998 ha ammesso per fr. 7’062.04 oltre
interessi al 9 1/2 %;

 

Appellanti
i convenuti, che con atto di appello del 20 gennaio 1999 chiedono la riforma
del querelato giudizio nel senso di ridurre al tasso legale del 5% gli
interessi sul debito di fr. 7’062.04;

 

Mentre
l’attore con osservazioni e appello adesivo del 24 febbraio 1999 postula la
reiezione del gravame avversario e la riforma della sentenza pretorile nel
senso dell’accoglimento della petizione per fr. 19’871.65 oltre interessi.

Letti ed esaminati
gli atti e i documenti prodotti,

posti a giudizio i
seguenti punti di questione

 

1.  - se
deve essere accolto l’appello

2.  - se
deve essere accolto l’appello adesivo

3.  - tassa
di giustizia e ripetibili

 

 

Ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                   A.   L’attore
sostiene che i convenuti nel 1987 gli avrebbero appaltato le opere da
capomastro necessarie alla riattazione di un rustico di loro proprietà sito sul
fondo n. __________di __________ contro una mercede approssimativa di fr.
221’214.--. Stante la richiesta di numerose modifiche da parte dei committenti,
sarebbero stati fatturati per questi lavori complessivi fr. 217’713.30 ed in
seguito ulteriori fr. 1’286.70. I committenti avrebbero in seguito richiesto
l’esecuzione della sistemazione esterna, fatturata a regia fr. 13’252.90, e la
sistemazione del pozzetto della lavanderia e della vasca da bagno, fatturata
fr. 423.15, e sarebbe inoltre dovuta una posta di fr. 942.60 per l’energia
elettrica fatturata dall’AIL all’attore.

                                          Il
totale di cui alle fatture emesse sarebbe quindi di fr. 233’618.85, e pertanto,
dato il pagamento di soli fr. 220’700.--, vi sarebbe un credito residuo di fr.
12’918.65, a cui andrebbe aggiunto l’ammontare degli sconti, che non avrebbero
ragione di essere concessi stante il ritardo nel pagamento, dal che un credito
complessivo di fr. 26’031.30 oltre interessi  al 9 1/2%, così come previsto dall’art.
190 della norma SIA 118, applicabile alla specie, importo oggetto della causa
in esame.

 

 

                                   B.   Le
argomentazioni dei convenuti quo all’esistenza e all’ammontare del credito
dell’attore possono essere tralasciate, avendo essi accettato la decisione del
Pretore che lo quantifica in fr. 7’062.04, mentre eventuali interessi, dovuti
se del caso sulla mercede relativa ad opere estranee al contratto iniziale e
alle quali non sarebbero pertanto applicabili le norme SIA 118, andrebbero
concessi al saggio legale del 5%, e non a quello richiesto del 9 1/2%.

 

                                   C.   Nel
giudizio qui impugnato il Pretore, posta l’esistenza tra le parti di un
contratto di  appalto sottomesso dalle parti alle norme SIA 118, ha rilevato
che la concessione degli sconti ivi previsti non sarebbe stata sottoposta ad
alcuna condizione, e perciò neppure a quella del tempestivo pagamento degli
importi fatturati. 

                                          Stante,
secondo le risultanze peritali, un credito per mercedi di complessivi fr.
227’762.04, e il pagamento di anticipi per fr. 220’700.--, ne è derivato
l’accoglimento della petizione per fr. 7’062.04 oltre interessi, da concedersi,
in applicazione dell’art. 190 della norma SIA 118, al richiesto tasso del 9
1/2% a far tempo dal 22 giugno 1991.

 

 

                                   D.   Con
l’appello i convenuti riconoscono il debito di fr. 7’062.04 e la decorrenza
degli interessi moratori dal 22 giugno 1991, ma contestano il saggio dei
medesimi, affermando che l’attore non avrebbe fornito la prova del tasso di
interesse passivo abitualmente applicato dalle banche nel luogo di pagamento
dei crediti per i conti correnti aperti dagli imprenditori, previsto dall’invocato
art. 190 della norma SIA 118.

 

 

                                   E.   L’attore
nell’appello adesivo chiede invece che ai committenti venga disconosciuto il
diritto allo sconto contrattuale, prevedendo l’art. 190 cpv. 1 della Norma SIA
118 la sua decadenza nel caso, verificatosi, di mancato pagamento entro 30
giorni.

 

 

                                   F.   Delle
osservazioni delle parti ai gravami avversari -dei quali è chiesta la reiezione
con protesta di spese e ripetibili- si dirà, per quanto necessario, nei
successivi considerandi.

 

Considerato

 

in diritto:

 

 

                                    1.   Chi,
come l’attore, procede per ottenere l’adempimento di una pretesa contrattuale è
gravato dell’onere di dimostrare l’esistenza dell’asserito contratto nonché la
congruità della sua pretesa (per tante: II CCA 22 luglio 1998 in re
B./F. SA).

                                          Questo
principio, che costituisce la comune applicazione della norma generale in
materia di onere probatorio (art. 8 CC), si estende evidentemente anche agli
accessori del preteso credito, e pertanto anche in materia di interessi moratori
si ritiene che il creditore che si prevale di un tasso di interesse superiore a
quello legale è tenuto a fornire la prova delle circostanze di fatto dalle
quali deriva il proprio diritto (II CCA 21 settembre 1994 in re G./S.,
28 febbraio 1994 in re M./M.; per il tasso di sconto di cui all’art. 104 cpv. 3
CO: DTF 116 II 140; II CCA 15 luglio 1997 in re Z. S.a.S./M.). 

 

 

                                    2.   Nella
specie l’attore deriva il proprio preteso diritto ad interessi moratori del 9
1/2% in primo luogo dall’applicabilità ai rapporti tra le parti della norma SIA
118, ed in particolare del suo art. 190, questione che egli era tenuto a
dimostrare.

 

                                 2.1   Secondo
dottrina e per costante giurisprudenza le norme SIA divengono obbligatorie solo
quando le parti ne convengono l’applicazione, in quanto non sono considerate
generalmente vincolanti alla stregua di leggi e di ordinanze (DTF 107 II
178; Rep. 1993, pag. 197 e segg.; II CCA 20 gennaio 1999 in re T.
SA/M. e llcc., 23 luglio 1998 in re C./G., 11 marzo 1998 in re arch. R./F.; Gauch,
Der Werkvertrag, 4. edizione, Zurigo, 1996, n. 61 e segg.). L’applicabilità può
tuttavia essere pattuita anche in forma tacita, oppure tramite assunzione
globale, cioè senza che una delle parti ne prenda concretamente conoscenza o ne
comprenda la portata.

                                          Nondimeno,
se nessuna delle parti ha fatto valere l’accordo di applicabilità delle norme
SIA, né ha obiettato l’inapplicabilità del CO, si deve dedurre che le parti
hanno concordemente rinunciato ad avvalersi di tale diritto (Rep. 1993
citato; II CCA 5 dicembre 1994 in re S./R.).

                                          Non
costituendo le norme SIA l’espressione di quanto è usuale nel settore edilizio
(DTF 117 II 284; Gauch, opera citata, n. 268) la loro
applicabilità non può inoltre essere presunta (per la norma SIA 102: II CCA
20 novembre 1997 in re arch. T./P.), ma va al contrario provata nelle concrete
circostanze, in difetto di che le lacune del contratto vanno colmate con
l’applicazione delle norme dispositive del CO, e non con quelle delle norme
SIA.

 

                                 2.2   Nel
caso in rassegna la pattuizione delle norme SIA 118 risulta in forma esplicita
solo per le opere di cui al contratto doc. B, mentre nulla consente di ritenere
preferibile la tesi per cui le parti ne avrebbero tacitamente esteso
l’applicazione anche alle opere esulanti da quelle del doc. A successivamente
richieste dai convenuti rispetto a quella secondo cui dal silenzio dei
contraenti non si potrebbe considerare avvenuta la pattuizione di quelle norme.

                                          Ne
consegue, contrariamente a quanto stabilito dal Pretore, che solo il conferimento
contrattuale di cui al doc. B soggiace alle norme SIA, mentre delle altre opere
eseguite dall’attore si deve decidere in applicazione degli art. 363 e segg.
CO.

 

                                 2.3   E’
indiscutibile che gli acconti pagati dai convenuti sono andati in primo luogo
in estinzione del loro debito concernente le opere di cui al contratto doc. B,
non fosse altro che per il motivo che si tratta del primo debito sorto a loro
carico (art. 87 CO).

                                          Essendo
tali acconti superiori al credito dell’attore per tali opere (cfr. il consid. 6
del giudizio impugnato), ne consegue che esso non è divenuto produttivo di
interessi al tasso del 9 1/2% -la cui verifica diviene pertanto superflua- e
che deve pertanto essere accolta la tesi dell’appello principale, secondo cui
gli interessi moratori vanno concessi unicamente al tasso legale del 5%. 

 

 

                                    3.   La
dottrina e la giurisprudenza conoscono due tipi di sconti contrattuali: vi è
innanzitutto lo “sconto” vero e proprio (“Skonto”) che consiste in una
riduzione percentuale della retribuzione che l’appaltatore concede al
committente per incentivarlo ad un rapido pagamento della mercede e vi è il
cosiddetto “ribasso” (“Rabatt”) che al contrario è una semplice riduzione della
mercede non connessa ad un pagamento immediato o comunque a breve termine della
mercede (Gauch, opera citata, n. 1233 e 1244; Werner/Pastor, Der Bauprozess,
8. edizione, Düsseldorf, 1996, n. 1277). La differenziazione tra i due istituti
è importante poiché il mancato pagamento nel termine concordato fa perdere al
committente il diritto allo sconto (DTF 118 II 64; II CCA 27
gennaio 1995 in re O. SA/T., 23 febbraio 1994 in re P./B., 3 gennaio 1994 in re
R. S.n.c./B.B. SA; Gauch, opera citata, n. 1237), ma non quello al
ribasso (II CCA 11 marzo 1998 in re R./F.).

                                          Atteso
che il termine “sconto” è spesso usato dalle parti impropriamente, l’esatta
qualifica giuridica della riduzione della mercede concessa deve essere appurata
mediante interpretazione (DTF citata; II CCA 11 marzo 1998 in re
R./F.; Gauch, opera citata, n. 1244).

 

 

                                    4.   Il
contratto di appalto doc. B menziona all’art. 7, denominato “accordi speciali”,
che “si concede uno sconto del 5% sulla fattura dell’opera”, mentre il
capitolato d’opera del 26 novembre 1986 (doc. S, pag. 23), cui il contratto
rinvia (doc. B, pag. 1), prevede che per le regie “l’impresa sulle tariffe SIC
concede uno sconto dell’8%” .

 

                                          Dalla
fatturazione dell’attore risulta la concessione ai committenti delle seguenti
facilitazioni:

 

                                          -     fr.
10’689.45 di “ribasso 5%” sulle opere di cui al contratto doc. B (doc. D, pag.
1);

                                          -     fr.
492.17 e fr. 778.60 “sconto 8%” sulle opere a regia di cui al contratto doc. B
(doc. D, pag. 5 e 6);                                        

                                          -     fr.
1’152.45 “ribasso 8%” sulla fattura 17 ottobre 1988 per la sistemazione esterna
e lavori vari (doc. F).

 

                                 4.1   Per
quanto riguarda la fattura 17 ottobre 1988, conseguente ad un contratto al
quale, come si è detto (consid. 2.2), le norme SIA non trovano applicazione,
sia l’utilizzo della dicitura “ribasso”, ma soprattutto il mancato esplicito
condizionamento della facilitazione al rispetto di un termine di pagamento,
neppure menzionato nella fattura, permettono di confermare il giudizio
pretorile secondo cui si tratta in questo caso di una riduzione della mercede,
non revocabile dall’appaltatore.

                                       

                                 4.2   Contrariamente
all’opinione dell’attore, l’applicabilità delle norme SIA su parte del rapporto
contrattuale non comporta alcuna modifica della situazione giuridica descritta
al considerando 3: in altri termini, anche sotto l’egida delle norme SIA esiste
la suddetta distinzione tra sconto e ribasso (Gauch, Kommentar zur SIA-Norm
118 Art. 157-190, ad art. 190, n. 10), e l’invocato art. 190 della norma SIA
118 si limita a codificare la decadenza dello sconto nel caso di mancato
pagamento della mercede entro il termine contrattualmente previsto.

                                          Non
può pertanto che essere confermata la valutazione effettuata dal Pretore, che
dall’assenza di un’esplicita condizione legata al rispetto di un termine di
pagamento -come pure, si può soggiungere, dal mancato rinvio all’art. 190 della
norma SIA 118- ha concluso per l’esistenza di un ribasso e non di uno sconto,
così come peraltro usuale in Ticino nel settore edile (da ultimo: II CCA
6 ottobre 1998 in re G./M., 11 marzo 1998 in re arch. R./F.).

 

                                          Ne
discende, ai sensi dei considerandi, l’accoglimento dell’appello principale e
la reiezione di quello adesivo.

 

                                          Tassa
di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza delle parti (art. 148
CPC), ritenuto che l’accoglimento dell’appello principale sulla marginale
questione degli accessori del credito non giustifica di modificare il riparto
di spese e ripetibili adottato dal Pretore.

 

Per i quali
motivi, richiamati gli art. 148 CPC e la TG

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                     I.   L’appello
20 gennaio 1999 __________ è accolto.

 

                                          Di
conseguenza la sentenza 16 dicembre 1998 della Pretura del distretto di Lugano,
sezione 2, è riformata nel modo seguente:

 

                                          1.   La
petizione è parzialmente accolta.

                                               __________,
sono condannati in solido a pagare a __________, fr. 7’062.04 oltre interessi
al 5% dal 22 giugno 1991.

 

                                          2.
e 3.  Invariati.

 

                                    II.   Le
spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                          a)  tassa
di giustizia                                          fr.      80.--

                                          b)  spese                                                            fr.      20.--

                                          T
o t a l e                                                             fr.    100.--

 

                                          già
anticipati dall’appellante, sono a carico dell’attore, che rifonderà ai convenuti
complessivi fr. 150.-- per ripetibili di appello.

 

                                   III.   L’appello
adesivo 3 novembre 1998 __________ è respinto. 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                  IV.   Le
spese della procedura d’appello adesivo consistenti in:

 

                                          a)  tassa
di giustizia                                          fr.    380.--

                                          b)  spese                                                            fr.      20.--

                                          T
o t a l e                                                             fr.    400.--

 

                                          già
anticipati dall’appellante, restano a suo carico, con l’obbligo di rifondere ai
convenuti complessivi fr. 500.-- per ripetibili di appello.

 

                                   V.   Intimazione:    -    __________

 

                                          Comunicazione
alla Pretura del distretto di Lugano, sezione 2.

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario