# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c7976880-5784-5ac5-a7d8-7f52dbe8535a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-10-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.10.2017 35.2017.65
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2017-65_2017-10-10.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2017.65

   

  dc/gm

  	
  Lugano

  10 ottobre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 giugno 2017 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione dell’8 maggio 2017 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nata nel 1959,
professionalmente attiva quale impiegata a tempo pieno presso l’__________, il
7 agosto 2016 alle ore 14:00 circa in __________ (zona __________) è stata
risucchiata da un mulinello mentre faceva il bagno in un pozzo d’acqua ed è
riuscita a liberarsi a stento, subendo uno shock emozionale senza lesioni
fisiche.

                                         Ella è stata dichiarata
inabile al lavoro dal dott. __________ di __________. Il medico curante ha
certificato dapprima un’inabilità lavorativa al 100% dall’8 agosto 2016 al 15
agosto 2016 ed in seguito, dopo una breve ripresa di lavoro a tempo pieno da parte
dell’assicurata, dal 22 agosto 2016 al 50%. 

                                         Visto lo stato psicologico
dell’assicurata, il medico curante ha prescritto delle sedute di psicoterapia
da parte dello psicologo __________. 

                                         Con rapporto del 30 agosto
2016 il dott. __________ ha indicato una sindrome post traumatica da stress ICD
10 S 43.1, precisando che la terapia psicologica di supporto sia la via più
logica e diretta per migliorare la sintomatologia dell’assicurata e aumentare la
capacità lavorativa. 

                                         A partire dal 27 settembre
2016 l’assicurata è stata certificata inabile al lavoro al 25% fino al 10
ottobre 2016.

                                         Il caso è stato annunciato
alla CO 1 (doc. 1).

 

                               1.2.   Con decisione su opposizione
dell’8 maggio 2017, l’assicuratore contro gli infortuni ha confermato la
precedente decisione del 17 novembre 2016 (cfr. doc. 19) ed ha negato che siamo
in presenza di un infortunio, nella forma di un evento traumatizzante
straordinario:

 

" (…) Nel
caso concreto la signora RI 1 e stata coinvolta in un mulinello d'acqua in un
posto che le era noto sin dall'infanzia. Il punto in cui si trovava
l'assicurata in quel momento, non era profondo (120-130 cm) e la forza che l'ha
trascinata sott'acqua era tale da permetterle di ritornare a galla con la
proprie forze. L'intero evento è durato meno di un minuto (verbale d'audizione
del 07.09.2016) e l'assicurata non ha riportato nessuna conseguenza fisica. 

Il fatto che il mulinello, quale fattore esterno, abbia causato in
lei un effetto straordinario, ovvero uno shock emozionale, non significa che
tale fattore esterno sia straordinario. Un mulinello d'acqua in un fiume di
montagna non può infatti essere considerato un fattore straordinario, cosi come
non sono straordinarie, per quanto grandi, le onde del mare. Il fattore stesso
non è dunque stato straordinario, oltretutto in un posto ben noto all’assicurata.
D'altronde l'intera situazione non può essere considerata di una gravità
equiparabile agli eventi straordinari ammessi dalla giurisprudenza e citati
alla fine del punto che precede. L'evento in questione non rappresenta quindi
un evento traumatizzante straordinario. 

Il fatto che l'assicurata abbia soggettivamente subito l'evento in
modo diverso, non permette di giungere a conclusione diversa. Determinante non
è infatti come l'evento è stato vissuto, bensì l'evento dal punto di vista
oggettivo in quanto tale (DTF 118 V 61; Kieser, ATSG Kommentar, 3. Ed., N. 28
ad art. 4 LPGA). Quindi, sulle basi delle considerazioni esposte al punto
precedente, la definizione di infortunio ai sensi dell'art. 4 LPGA non è
adempiuta. (…)” (Doc. A1)

 

                               1.3.   Contro questa decisione
l’assicurata ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA.

                                         Il suo patrocinatore
ritiene che l’episodio in questione costituisca un infortunio ai sensi
dell’art. 4 LPGA.

 

                                         Egli contesta la pertinenza
delle sentenze federali citate dall’amministrazione e rileva:

 

" (…) A
sostegno del proprio rifiuto, l'assicuratore richiama le sentenze del TF 129 V
402 e 129 V 177. 

Nel primo caso, i fatti riguardano un'assicurata che si è punta
con una siringa usata, durante la sua attività lavorativa all'ospedale, mentre
il secondo caso tratta di un assicurato che è stato vittima di una rapina sotto
minaccia di arma fa fuoco. 

In entrambe le situazioni il TF non ha riconosciuto gli estremi
dell'infortunio.

 

6.   Le
situazioni suddette, non sono paragonabili alla presente fattispecie, visto che
in entrambi i casi, la minaccia acuta non era attuale. 

Nella situazione della puntura con la
siringa, infatti, non vi è alcuna certezza che vi sia stato un contagio
concreto, ed anche nella situazione della rapina, in cui l'arma non viene
usata, il pericolo non è né acuto né imminente. 

Nella situazione che ha colpito la
ricorrente, invece, e dal momento in cui è stata risucchiata dal mulinello, la
stessa si trova immediatamente in un'acuta situazione di alto pericolo,
considerato che il trascinamento verso il fondo di un fiume, è di regola
letale. 

Tale circostanza è nota, specie dopo
le continue campagne di informazione e prevenzione relativa alla pericolosità
dei nostri fiumi, ove l'utenza viene messa soprattutto in guardia per il
pericolo dei mulinelli e delle loro conseguenze mortali. 

 

7.   Secondo la
decisione querelata, consid. 2.4., occorre dunque contestare che un mulinello
non rappresenti un fattore esterno straordinario, visto che nel momento in cui
una persona ne viene risucchiata, una via d'uscita non è in alcun modo
scontata. 

In questo senso, il raffronto della
decisione con le onde del mare, non regge, visto che l'onda come tale è
visibile, prevedibile ed evitabile, ciò che non è il caso di un mulinello, che
può crearsi all'improvviso e soprattutto non è visibile. 

Il fatto che l'episodio sia accaduto
in un posto noto all'assicurata, e che l'acqua non fosse profonda, non modifica
la situazione, visto che quello che conta è l'evento come tale, e meglio la
forza improvvisa che ha trascinato sott'acqua l'assicurata. (…)” (doc. I)

 

                               1.4.   Nella sua risposta del 31
luglio 2017 il patrocinatore di CO 1 chiede di respingere il ricorso.

                                         Egli ritiene che non si
tratta di un infortunio e sottolinea che i criteri per ammettere la
straordinarietà vanno applicati in modo restrittivo, anche perchè la
giurisprudenza parte dal presupposto che un assicurato è normalmente in grado
di superare eventi traumatici, senza particolari conseguenze.

                                         Il rappresentante della
convenuta sottolinea che:

 

" (…) Nel
caso concreto la ricorrente si trovava in una pozza di un fiume a lei
conosciuto sin dall'infanzia. Un luogo che conosceva talmente bene da
conoscerne con precisione la conformazione. Essa ha infatti illustrato che
lungo il corso del fiume, dopo il punto in cui si trovava, i macigni formano un
imbuto che porta a un cunicolo sotterraneo che conduce a delle grotte poste a
valle. 

La ricorrente, alta 167 cm, si trovava in un corso d'acqua non
profondo (ca. 120-130 cm) in cui essa riusciva a stare in piedi. 

Nel corso d'acqua si è formato un mulinello d'acqua, come
oggettivamente capita nei fiumi di montagna, come giustamente fa notare la
stessa ricorrente, ricordando le campagne di informazione messe in atto. Questo
mulinello si è sviluppato con una forza relativa, che ha si risucchiato la
ricorrente verso il fondo, permettendole comunque di mantenersi per lo più a
galla, nuotando con le proprie forze sino a trovare un appiglio e a uscire
dall'acqua da sola. L'intero evento è durato meno di un minuto. 

L'assicuratore è dell'avviso che l'evento non possa essere
considerato straordinario al punto da poter considerare dato un infortunio. 

(…)

Così la giurisprudenza ha ritenuto che potesse essere superato
senza particolari conseguenze, il caso della persona che si è punta con l'ago
di una siringa o – in determinate condizioni – la persona che ha assistito a una
rapina a mano armata o, ancora, la persona seduta in un aereo che ha terminato
la sua corsa oltre la pista d'atterraggio (decisione TF U 324/04) o quella
messa a terra con violenza da agenti di sicurezza (decisione TF 8c 533/2008) o,
ancora, quella bloccata in una funivia per un'ora e mezza a 300 metri di
altezza (decisione TF 8c 159/2011). 

Allo stesso modo l'assicuratore è dell'avviso che poteva essere
superato senza particolari conseguenze l'evento vissuto dalla qui ricorrente:
un mulinello in un fiume di montagna che ha creato una forza di risucchio solo
temporanea e tale da poter essere contrastata con la nuotata decisa della
ricorrente. Si tratta di un evento sicura-mente non paragonabile ai casi di
tsunami o maremoto in cui la straordinarietà è stata ammessa. 

Il caso in esame sconfessa peraltro l'asserzione di controparte
secondo la quale "il trascinamento verso il fondo di un fiume, è di
regola letale". L'affermazione non è vera e i casi letali in Ticino si
contano sulle dita di una mano. Sono tutti casi in cui l'acqua è più profonda
di 120 cm, e in cui la conformazione del terreno e la forza dell'acqua sono ben
diversi dal punto in cui è successo quanto narra la ricorrente. (…)” (Doc. III)

 

                               1.5.   Il 4 luglio 2017 il TCA ha
assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri
mezzi di prova (cfr. doc. IV). Il patrocinatore dell’assicurata è rimasto
silente, mentre quello dell’assicuratore contro gli infortuni ha comunicato di
non avere ulteriori mezzi di prova (cfr. doc. V).

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Per costante giurisprudenza,
uno shock emozionale costituisce un infortunio quando, da un lato, risulta da
un evento di grande violenza realizzatosi in presenza dell’assicurato e,
dall’altro, tale evento drammatico è atto a far sorgere una paura istantanea
anche in persone meno idonee a sopportare certi shock nervosi. Tuttavia solo
degli eventi straordinari atti a suscitare paura e comportanti degli shock psichici,
anch’essi straordinari, adempiono la condizione del carattere straordinario
dell’evento e sono, perciò, costitutivi di un infortunio (cfr. STF 8C_341/2008
del 25 settembre 2008; SVR 2017 UV Nr. 29; SVR 2017 UV Nr. 30; DTF 129 V 402 =
RAMI 2003 p. 269; DTF 129 V 177= SVR 2003 UV N. 11; RAMI 2000 p. 89).

Se l’esistenza di un
evento traumatico viene ammessa, l’esame della causalità adeguata si effettua
conformemente alla regola generale, secondo cui la causalità è adeguata se,
secondo l’andamento ordinario delle cose e la generale esperienza della vita,
un fatto è atto a produrre un risultato come quello che si è verificato, così
che esso appaia favorito da tale fatto (cfr. DTF 125 V 461 consid. 5a e
riferimenti ivi citati). 

 

                                         In una sentenza 8C_30/2007
del 20 settembre 2007 e in una sentenza U 548/06 del 20 settembre 2007 il
Tribunale federale ha ammesso l’evento straordinario nel caso di due assicurate
che avevano assistito al maremoto dell’Oceano Indiano del 26 dicembre 2004.

 

                                         In una sentenza pubblicata
in RAMI 2005 U 545 pag. 212 l’Alta  Corte ha negato il carattere
infortunistico, inteso come avvenimento terrificante, nel caso di un pilota il
cui aereo, pieno di gente, è atterrato male su una pista ghiacciata. 

 

                                         Il Tribunale federale è
arrivato allo stesso risultato in una sentenza 8C_159/2011 dell’11 luglio 2011
trattandosi di un’assicurata bloccata in una funivia per un’ora e mezza a 300 metri
di altezza:

 

" (…) Entgegen
den Darlegungen in der Beschwerde handelte es sich demnach nicht um ein aussergewöhnliches
Schreckereignis, verbunden mit einem entsprechenden psychischen Schock. Mit
Ereignissen wie etwa Brand- oder Erdbebenkatastrophen, Eisenbahn- oder
Flugzeugunglücken, schweren Autokollisionen, Brückeneinstürzen, Bombenabwürfen,
verbrecherischen Überfällen oder sonstigen plötzlichen Todesgefahren sowie
Seebeben (Urteil 8C_584/2010 vom 3. September 2008 E. 4.1), lässt sich das
vorliegende Geschehen nicht vergleichen. (…)”

 

                                         Con pronuncia U 10/04 del
22 agosto 2005 pubblicata in RtiD I-2006 N. 67 pag. 265, il TFA, confermando
una sentenza di questa Corte, ha stabilito, nel caso di un ferraiolo caduto da
una scala in un cantiere e la cui causa della morte era da fare risalire, per
esclusione, a un disturbo del sistema elettrico di conduzione, che non
potrebbero essere ammessi gli estremi per riconoscere l’esistenza di un evento
terrificante straordinario nell’ipotesi in cui l’assicurato prima sia scivolato
e poi sia intervenuto il disturbo al cuore.

 

                                         Questa Corte, in una
sentenza 35.2007.28 del 19 novembre 2007, ha negato la realizzazione di un
evento di straordinaria violenza in relazione al caso di un assicurato,
macchinista presso il cantiere Alptransit, che, mentre stava pulendo i vagoni
per il trasporto del materiale residuo nella trivella perforatrice in
corrispondenza dello scarico a caduta del materiale indossando le cuffie
insonorizzate, alzando lo sguardo, aveva visto il segnale luminoso, indicante
che entro pochi minuti si sarebbe avviata la trivella. Egli si era così
precipitato fuori della medesima per evitare di essere colpito dagli inerti in
caduta e salendo una scaletta aveva picchiato il ginocchio destro. 

                                         In quella pronunzia era
stato in particolare sottolineato che, quale macchinista che si occupava dei
convogli all’interno della trivella, la vista, nel contesto della sua attività
e nelle circostanze suesposte, del segnale luminoso che precedeva l’avvio del
nastro trasportatore degli inerti, allorché portava le cuffie insonorizzate, e
quindi senza sapere da quanto esattamente stava funzionando, non costituisce un
evento che eccede l’ambito di situazioni che possono essere considerate
oggettivamente quotidiane o abituali.

 

                                         Il TCA è arrivato alla
medesima conclusione in un’altra sentenza 35.2007.98 del 18 giugno 2008
trattandosi del caso del macchinista di un treno TILO il cui modulo anteriore è
deragliato.

 

                               2.2.   Nella presente fattispecie,
in data 7 settembre 2016 l’assicurata ha approvato e firmato il “Verbale
d’audizione” nel quale l’evento in questione è stato così descritto:

 

" (…) In
data 07.08.2016 verso le 14:00 si trovava presso una pozza laterale (con
cascata) del fiume della __________ in zona __________ per fare il bagno in
compagnia di conoscenti.

Il corso d’acqua in quel punto non era profondo (circa 120-130 cm)
e lei toccava il fondo coi piedi (tenendo conto che è di cm 167 di statura).

Quando, improvvisamente, mentre si trovava alla base della piccola
cascata, si è formato un mulinello che ha cominciato a risucchiarla verso il
fondo della cascata, dove i macigni formano come un imbuto che porta il fiume a
un cunicolo sotterraneo che conduce a delle grotte a circa 300 metri a valle.

La signora ha subito capito di essere finita in un mulinello,
essendo esperta nuotatrice ed in possesso di un brevetto da sub (Paddy 1, ottenuto
in __________ nel 1982).

Non è riuscita a mettere in pratica le sue conoscenze in questi
casi a causa della conformazione del fondale.

È stata risucchiata per tre volte verso il fondo, ma ha fatto di
tutto per rimanere a galla ed evitare di finire nell’imbuto sotto le rocce,
fino a quando è riuscita ad aggrapparsi ed ad uscire da sola dall’acqua.

Malgrado le grida lanciate, i bagnanti presenti non sono
intervenuti.

L’evento ha avuto una durata inferiore ad minuto e nelle due volte
che è finita sotto ha visto esattamente l’imbuto che la risucchiava, quindi non
ha pensato ad altro che a nuotare ed evitare la cascata che la colpiva sulla
testa.

Nell’evento non ha subito lesioni fisiche a parte aver inghiottito
dell’acqua, infatti non ha dovuto far capo a cure mediche se non per lo
spavento enorme subito.

 

8. Diversi

La signora riferisce che il posto dove sono avvenuti i fatti lo
conosceva bene e che frequentava fino dall’infanzia.

Ha sempre evitato per prudenza i luoghi riconosciuti per la loro
pericolosità.

La signora riferisce che quando è stata risucchiata era
perfettamente lucida e che per 2 volte ha pensato seriamente di morire non
riuscendo a liberarsi dalla corrente discendente che la intrappolava malgrado
di suoi sforzi. (…)” (Doc. A punto 7-8)

 

                                         Alla luce di questa
descrizione il TCA ritiene che siano necessari ulteriori accertamenti da parte
dell’assicuratore.

                                         Infatti, se da una parte,
è appurato che il corso d’acqua non era profondo (120-130 cm) e che l’assicurata
toccava il fondo con i piedi (167 cm di statura), ciò che potrebbe indurre a
negare il carattere eccezionale dell’evento, d’altra parte, l’assicurata ha sottolineato
che il mulinello “ha cominciato a risucchiarla verso il fondo della cascata
dove i macigni formano un imbuto che porta il fiume a un cunicolo sotterraneo
che conduce a delle grotte a circa 300 metri a valle” e che “ha fatto di
tutto per evitare di finire nell’imbuto sotto le rocce”. 

                                         Soprattutto quest’ultimo
aspetto va chiarito e approfondito prima di poter concludere che non ci
troviamo di fronte a un evento terrificante. In tale contesto va rilevato che
la perfetta conoscenza del posto da parte dell’assicurata e le sue capacità
natatorie potrebbero semmai costituire un elemento di maggiore consapevolezza
del rischio che stava effettivamente correndo.

 

                                         Si giustifica quindi l’annullamento
della decisione su opposizione dell’8 maggio 2017 e il rinvio degli atti
all’amministrazione affinché predisponga un sopralluogo alla presenza
dell’assicurata e del suo patrocinatore per chiarire la situazione.

                                         A seguito di tale
accertamento CO 1 emetterà una nuova decisione.

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

                                         §      La decisione su
opposizione dell’8 maggio 2017 è annullata.

                                         §§    Gli
atti sono rinviati ad CO 1 per ulteriori accertamenti e nuova decisione. 

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         CO 1 verserà
all’assicurata l’importo di fr. 1'000.- (IVA inclusa) a titolo d’indennità per
ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti