# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 96d464fd-5e40-5354-854a-b55418e7230b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-11-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.11.2008 D-4374/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4374-2007_2008-11-28.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4374/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 8  n o v e m b r e  2 0 0 8

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Walter Lang e Gérald Bovier,
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Afghanistan,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 20 giugno 2007 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4374/2007

Fatti:

A.
Il  12  maggio  2007,  l'interessato  –  cittadino  afghano  e  originario  di 
B._______ in provincia di Herat – ha presentato una domanda d'asilo 
in Svizzera. Ha dichiarato, in sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. 
verbali  d'audizione  del  21  maggio  e  del  15  giugno  2007)  di  avere 
lasciato il suo Paese d'origine con i genitori all'età di sei o sette anni 
per  recarsi  in  Iran.  Il  padre  dell'interessato  avrebbe  fatto  parte  del 
partito di nome “C._______” e avrebbe, perciò, avuto dei nemici. Dopo 
otto anni,  o otto anni  e mezzo, passati  in Iran, l'interessato sarebbe 
partito  per  la  Germania,  dove  avrebbe  presentato  domanda  d'asilo. 
L'11 maggio 2007, egli avrebbe lasciato la Germania per la Svizzera. 

B.
Il 20 giugno 2007, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della  legge sull'asilo del  26 giugno 
1998  (LAsi,  RS  142.31).  Detto  Ufficio  ha  anche  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  l'Afghanistan  siccome  lecita,  esigibile  e 
possibile. 

C.
Il 28 giugno 2007, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 
impugnata, la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
ulteriori indagini ed una nuova decisione nel merito della sua domanda 
d'asilo.  Inoltre,  in  via  sussidiaria,  ha  chiesto  la  concessione 
dell'ammissione  provvisoria.  Infine,  ha  presentato  una  domanda 
d'esenzione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali. 

D.
Il 29 giugno 2007, il TAF ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi 
particolari  (art.  63  cpv.  4  della  legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), a chiedere al 
ricorrente  il  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili 
spese  processuali.  Nel  contempo,  ha  invitato  l'autorità  inferiore  a 
presentare una risposta al ricorso. 

Pagina 2

D-4374/2007

E.
Il 2 luglio 2007, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame. 

F.
Il 16 luglio 2007, il ricorrente ha inoltrato l'atto di replica. 

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 
art. 105 LAsi  e  art.  83  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e  all'art.  52  PA,  nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che il ricorrente non 
ha  addotto  motivi  che  possano giustificare  la  mancata  esibizione  di 
documenti  di  viaggio  o  d'identità.  Non  convincerebbero  l'autorità 
inferiore le affermazioni, secondo le quali  il  ricorrente avrebbe perso 
un  passaporto  in  Germania  e  dato  via  o,  a  seconda  delle  versioni, 
buttato  via  un  altro  passaporto  in  Iran.  Inoltre,  l'insorgente  avrebbe 
fornito versioni contraddittorie in rapporto segnatamente al rilascio dei 
documenti  summenzionati.  Per  di  più,  detto  Ufficio  ha  anche 

Pagina 3

D-4374/2007

sottolineato che i fatti allegati dal ricorrente per corroborare la propria 
qualità di rifugiato non avrebbero alcun nesso con il richiedente stesso 
e  la  situazione  politica  vigente  in  Afghanistan.  L'autorità  inferiore 
conclude  che  egli  avrebbe  lasciato  la  Germania  dopo  otto  anni  di 
permanenza, a causa dei problemi con le autorità tedesche, legati al 
consumo  di  droga.  Infine,  l'UFM  ha  ritenuto  non  necessari  ulteriori 
chiarimenti  ai  fini  dell'accertamento  della  qualità  di  rifugiato  o 
dell'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento. 

5.
Nel  ricorso,  l'insorgente  fa  valere  –  al  contrario  di  quanto  preteso 
dall'autorità  inferiore  –  di  non  avere  fornito  dichiarazioni 
contraddittorie.  Nel  corso  delle  audizioni  avrebbe  manifestato  una 
certa confusione a causa della sua tossicodipendenza ed avrebbe, per 
tale ragione, fornito versioni incongruenti. Inoltre, apparrebbe evidente 
che non sia in  grado, per motivi  scusabili,  di  consegnare documenti 
d'identità o di viaggio nel termine legale di 48 ore. Egli contesta altresì 
che nel caso concreto non ricorrano i  presupposti  dell'art. 32 cpv. 3 
lett.  c  LAsi  circa  la  necessità  d'ulteriori  chiarimenti  per  la 
determinazione della qualità di rifugiato o dell'esistenza di un ostacolo 
all'esecuzione  dell'allontanamento.  In  particolare,  conto  tenuto  della 
situazione vigente in Afghanistan (richiamato in proposito, il  rapporto 
pubblicato  dall'OSAR  nel  dicembre  2006),  non  sarebbe  consentito, 
come invece avrebbe effettuato l'autorità inferiore nel caso di specie, 
di  non entrare nel  merito  della  domanda d'asilo. Infine,  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso l'Afghanistan sarebbe inesigibile, visto che il 
ricorrente vi avrebbe vissuto solo per pochi anni e non vi troverebbe 
né una solida rete sociale, né la garanzia di un minimo vitale, né la 
sicurezza di trovare un alloggio. 

6.
Nella risposta al ricorso l'UFM ha proposto la reiezione del gravame, in 
sostanza,  per  l'assenza  di  fatti  o  mezzi  di  prova  che  potrebbero 
giustificare una modifica del provvedimento litigioso. 

7.
Nella replica, il ricorrente ha sottolineato la necessità di una decisione 
di merito a causa della sua precaria situazione personale. In caso di 
rinvio in Afghanistan, infatti,  non potrebbe contare su una solida rete 
familiare e sociale. Infine, la cronaca quotidiana dimostrerebbe che la 

Pagina 4

D-4374/2007

situazione in Afghanistan starebbe manifestamente peggiorando e non 
solo nelle province del sud del Paese. 

8.

8.1 Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c).

8.2 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

8.3 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

9.
Questo  Tribunale  osserva  che  il  ricorrente,  il  quale  ha  affermato  di 
avere fornito un'identità falsa al suo arrivo al Centro di registrazione e 
di procedura di Chiasso (cfr. verbale d'audizione del 21 maggio 2007 

Pagina 5

D-4374/2007

pag.  1),  senza  valide  ragioni,  non  ha  tempestivamente  presentato 
documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai  sensi  di  legge,  benché  l'UFM 
l'abbia  invitato  ad  esibirli  sin  dal  12  maggio  2007.  Per  di  più,  il 
ricorrente  ha  asserito,  nella  prima audizione,  di  avere  richiesto  una 
prima volta  un passaporto  alla  rappresentanza  afghana in  Iran  e  di 
averlo  buttato  via  durante  il  viaggio  per  la  Germania  (cfr.  verbale 
d'audizione  del  21  maggio  2007  pag.  4).  Nella  seconda  audizione, 
invece, egli ha sostenuto di avere ricevuto due passaporti: l'uno presso 
l'ambasciata  afghana  a  D._______  e  l'altro  in  Germania.  Il  primo 
l'avrebbe perso ed il secondo dato a terzi (cfr. verbale d'audizione del 
15 giugno 2007 pag. 2). Inoltre, in occasione di due fermi alla frontiera 
italo-svizzera egli ha dichiarato due identità diverse (cfr. formulari agli 
atti, A4/19). Il ricorrente ha pure affermato di non avere presentato alle 
autorità tedesche il  passaporto per paura di essere allontanato dalla 
Germania  (cfr.  verbale  d'audizione  del  16  giugno  2007  pag.  4).  In 
considerazione  di  quanto  precede,  questo  Tribunale  rileva  che 
l'insorgente  ha  fornito  versioni  fortemente  contraddittorie  e  poco 
credibili  circa il  possesso da parte  sua di  un documento di  identità. 
Non v'è, altresì, ragione di ritenere che se avesse effettuato dei seri e 
concreti sforzi per procurarsi tempestivamente un documento ai sensi 
di  legge,  detti  sforzi  non  avrebbero  potuto  avere  esito  favorevole. 
Infatti,  il  ricorrente  avrebbe  potuto  e  dovuto,  in  corso  di  procedura 
d'asilo,  usando  la  necessaria  diligenza,  rivolgersi  ad  una 
rappresentanza  del  suo  Paese  all'estero  per  farsi  emettere  un 
documento  di  viaggio  o  d'identità  ai  sensi  della  legge.  A  questo 
proposito,  giova  rilevare  che  dal  momento  della  prima  richiesta  di 
esibire un documento d'identità fino ad oggi sono passati ben 18 mesi. 

10.
Il  TAF rileva,  altresì,  che l'insorgente non ha presentato all'infuori  di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 
diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le 
allegazioni  decisive in  materia  d'asilo si  esauriscono, infatti,  in mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento delle benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF 
in  relazione  all'art.  6  LAsi,  all'art.  37  LTAF e  all'art.  4  PA).  Questo 
Tribunale constata inoltre che il ricorrente si è contraddetto varie volte 
durante le audizioni. A titolo d'esempio, nell'ambito dell'audizione del 
21 maggio 2007,  il  ricorrente aveva sostenuto di  avere dichiarato gli 
stessi motivi d'asilo in Germania (pag. 7), mentre, durante l'audizione 

Pagina 6

D-4374/2007

del  15  giugno  2007,  egli  ha  affermato  di  averne  adotti  altri,  poiché 
voleva a tutti i costi ottenere l'asilo, ma di avere deciso di dire tutta la 
verità  arrivando  in  Svizzera  (pag.4).  Per  di  più,  durante  la  prima 
audizione,  il  ricorrente  aveva  allegato  di  avere  lasciato  il  Paese 
d'origine con la famiglia a causa dell'appartenenza del padre al partito 
“E._______”. Il padre avrebbe, infatti, avuto dei nemici membri di altri 
partiti,  i  quali  ora  farebbero  parte  del  governo  afghano  (cfr. verbale 
d'audizione del 21 maggio 2007 pag. 6). Nell'ambito dell'audizione del 
15 giugno 2007, l'insorgente ha invece sostenuto che i presunti nemici 
del  padre  erano  membri  dello  stesso  partito,  appartenenti  oggi  al 
governo afghano e quindi molto potenti (pag. 2). È importante rilevare 
che il ricorrente evade in modo molto vago e stereotipato le domande 
dell'autorità inferiore in relazione al problema presentatosi al padre in 
patria. A tal proposito, non soccorre il ricorrente nemmeno la generica 
affermazione,  secondo la  quale,  da  un lato,  era  troppo  giovane per 
capire e, dall'altro, il padre non avrebbe voluto parlarne davanti a figli 
(cfr. verbale  d'audizione del  21  maggio  2007 pag. 6). Non soccorre, 
altresì,  il  ricorrente la generica censura ricorsuale, secondo la quale 
avrebbe  manifestato  confusione  durante  le  audizioni  e  fornito  così 
versioni  incongruenti,  ma  non  contraddittorie,  a  causa  delle  sua 
tossicodipendenza  (v.  gravame  pag.  3).  Infine,  il  ricorrente  ha 
affermato di non avere mai avuto problemi con le autorità o terzi nel 
proprio Paese d'origine (cfr. verbale d'audizione del 21 maggio 2007 
pag. 7).

11.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 
presentate  (v. considerando  10  del  presente  giudizio),  non  risultano 
elementi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini 
della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente 
(art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

12.

12.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Afghanistan,  più precisamente 
nella provincia di Herat, possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione 
federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 
101), l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 
1951  (Conv.,  RS  0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento) 

Pagina 7

D-4374/2007

nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli 
stranieri  (LStr, RS 142.20) o esporre il  ricorrente in patria al rischio 
reale ed immediato di  trattamenti  contrari  all'art. 3 CEDU o all'art. 3 
della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, 
inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). 

12.2

12.2.1 Ai  fini  dell'esame  dell'applicabilità  della  seconda  eccezione 
prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi, ovvero se sono necessari ulteriori 
chiarimenti per accertare l'esistenza di un impedimento all'esecuzione 
dell'allontanamento, la  questione  legata  segnatamente  al  carattere 
esigibile ai sensi dell'art. 83 cpv. 4 LStr dev'essere esaminata d'ufficio. 
Tuttavia,  questo  principio  è  limitato  dall'obbligo  dell'interessato  di 
collaborare  all'accertamento  dei  fatti  giusta  l'art. 8  cpv. 1 LAsi  (v. la 
sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  D-3975/2007  del  15 
giugno 2007,  consid. 3.4;  WALTER KÄLIN,  Grundriss des Asylverfahrens, 
Basel  und Frankfurt  am Main,  1990,  pag. 262). Si  tratta di  un tipico 
caso  d'applicazione  dell'art.  13  cpv.  1  lett.  c  PA.  In  tal  senso, 
l'occultamento  deliberato  di  fatti  rilevanti  è  da  riteneresi  quale 
violazione  dell'obbligo  di  collaborare  (v.  Giurisprudenza  ed 
informazioni della Commissione svizzera di  ricorso in materia d'asilo 
[GICRA] 1995 n. 18 consid. 3b). 

12.2.2 Premesso ciò, questo Tribunale osserva che per quanto attiene 
alla situazione generale regnante in Afghanistan, secondo la recente 
giurisprudenza (v. GICRA 2006 n. 9), l'esecuzione dell'allontanamento 
in  tale  Paese  è  ragionevolmente  esigibile  a  Kabul  e  in  tutte  quelle 
province che non conoscono più, dal 2004, attività militari significative, 
oppure  che  non  sono  esposte  ad  un'instabilità  permanente. Trattasi 
delle province di  Kabul,  di  quelle site a nord della capitale (Parwan, 
Baghlan, Takhar, Badakhshan, Kunduz, Balkh, Sari Pul e le regioni del 
Samangan che non fanno parte di  Hazarajat  [v. GICRA 2003 n. 30, 
consid.  7a,  pag.  193]),  come  pure  di  Herat  nell'ovest  del  Paese. 
L'esecuzione dell'allontanamento è peraltro ragionevolmente esigibile 
unicamente per le persone originarie di tali regioni che adempiono le 
medesime restrittive condizioni di cui a GICRA 2003 n. 10, vale a dire 
che dispongono in loco di una solida rete familiare o sociale in grado 
d'assicurare loro un adeguato reinserimento sociale (alloggio, minimo 
vitale).  Potranno,  inoltre,  essere  rimpatriate  solo  le  persone  giovani, 

Pagina 8

D-4374/2007

non  sposate  oppure  le  coppie  senza  figli,  a  condizione  che  non 
soffrano d'alcun grave problema medico. 

12.2.3 Nel  caso di  specie,  il  ricorrente  è giovane,  celibe ed ha una 
certa  formazione  scolastica  (otto  anni  di  scuola  in  Iran;  cfr. verbale 
d'audizione del 21 maggio 2007 pag. 3). Egli  ha dichiarato di essere 
cittadino afghano e di avere vissuto fino all'età di sei o sette anni ad 
B._______,  provincia di  Herat,  per  poi  lasciare il  Paese con tutta  la 
famiglia e trasferirsi in Iran. Egli ha altresì precisato che in patria non 
avrebbe più nessuno (cfr. ibidem pag. 2 e 3). 

Tuttavia, come rettamente rilevato dall'UFM, questo Tribunale ritiene le 
affermazioni del ricorrente in merito ai suoi familiari ed il loro luogo di 
soggiorno – in particolare in riferimento agli zii (v. verbale d'audizione 
del  15  giugno  2007  pag.  4)  –  come  manifestamente  carenti, 
inverosimili  e  quindi  poco credibili,  come peraltro  lo  è  anche tutto  il 
resto del suo racconto (v. considerandi 9 e 10 del presente giudizio), al 
punto  tale  che non può  essere  escluso che la  descrizione familiare 
lacunosa sia stata consapevolmente construita  ad arte  per i  bisogni 
della causa. Non v'è infatti ragione di credere al ricorrente su questo 
punto, ritenuto in particolare che lo stesso ha mostrato di essere poco 
credibile durante tutta la procedura, presentanto a più riprese identità 
false  e  diverse,  versioni  divergenti  circa  il  possesso  di  documenti  e 
circa i motivi d'asilo. Così facendo, l'insorgente ha mostrato di essere 
pronto  a  affermare  qualsiasi  cosa  o  ad  omettere  delle  informazioni 
rilevanti pur di riuscire a rimanere nel nostro Paese. Di conseguenza, il 
ricorrente  ha  violato  l'obbligo  di  collaborare  (v.  GICRA  1995  n.  18 
consod.  3b)  con  riferimento  segnatamente  all'indicazione  della  sua 
situazione familiare,  a  lui  senza dubbio  nota,  e  ha posto  le  autorità 
nell'impossibilità  di  determinare  la  presenza  di  una  rete  sociale  in 
patria,  e  quindi  l'esistenza  d'ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento.  Considerata  l'evidente  mancanza  di 
collaborazione, ulteriori accertamenti da parte dell'UFM, o da parte di 
questo Tribunale, ai fini di appurare l'effettiva esistenza per il ricorrente 
di  una  rete  sociale  nella  provincia  di  Herat  per  potere  determinare 
l'esistenza  di  eventuali  ostacoli,  da  questo  profilo,  all'esecuzione 
dell'allontanamento non sarebbero di alcun'utilità. 

Inoltre,  l'insorgente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi 
problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria 
(v. sulla  problematica  GICRA 2003  n. 24),  senza  che  ad  un  esame 

Pagina 9

D-4374/2007

d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una  sua 
permanenza  in  Svizzera  per  motivi  medici.  In  siffatte  circostanze, 
risultano adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole 
con riferimento alle effettive possibilità per il ricorrente di un adeguato 
reinserimento sociale nella provincia di Herat. 

12.3 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile. 

13.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata. 

14.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 
agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]). 

15.
L'esecuzione  dell'allontanamento  verso  l'Afghanistan,  più 
precisamente la provincia di Herat, è ammissibile, esigibile e possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando 12 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata. 

16.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 
nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 10

D-4374/2007

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- rappresentante  del  ricorrente  (plico  raccomandato;  allegato: 
bollettino di versamento)

- UFM,  Divisione  dimora  e  aiuto  al  ritorno  (in  copia;  n.  di  rif.  N  ; 
allegato: incarto UFM)

- F._______ (in copia)

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

Pagina 11