# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4eec1ec2-ebb9-557c-9c67-44831c4827be
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-04-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 03.04.2013 52.2012.458
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2012-458_2013-04-03.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2012.458

   

  	
  Lugano

  3 aprile 2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Stefano Bernasconi, vicepresidente,

  Matteo
  Cassina, Flavia Verzasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Paola Passucci, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 19 novembre 2012 di

 

 

	
   

  	
  RI 1, , 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 6 novembre 2012 (n. 6282) del Consiglio
  di Stato, che respinge il ricorso degli insorgenti avverso la decisione 3
  febbraio 2012 della Sezione per la protezione dell'aria, dell'acqua e del suolo,
  Ufficio dell'aria, del clima e delle energie rinnovabili, in materia di
  mancata concessione di un sussidio per il risanamento dell'involucro termico
  dell'edificio al mappale n. __________ del comune di __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    5 dicembre 2012 della Sezione per la protezione dell'aria, dell'acqua e
del suolo, Ufficio dell'aria, del clima e delle energie rinnovabili;

-    5 dicembre 2012 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI 1 sono
proprietari, in ragione di ½ ciascuno, dell'edificio che sorge sul mappale n. __________
sito in località __________ del comune di __________.

 

 

                                  B.   Nell'ambito
della riattazione con ampliamento della loro abitazione, gli insorgenti hanno
chiesto all'Ufficio dell'aria, del clima e delle energie rinnovabili del
Dipartimento del territorio (in seguito: UACER), di essere messi al beneficio di
una sovvenzione per il risanamento dell'involucro termico dello stabile. Alla
domanda, presentata il 6 dicembre 2011 utilizzando l'apposito modulo ("Richiesta di contributo per il risanamento dell'involucro
dell'edificio") scaricabile dal sito www.ilprogrammaedifici.ch, erano
allegati le fotografie dell'edificio, copia delle offerte delle opere da carpentiere
(tetto), falegname (serramenti) e pittore (isolamento facciate), la
planimetria, un estratto del calcolo dei coefficienti di trasmissione termica
(U) del tetto a falda e delle pareti, nonché il calcolo delle superfici
(finestre, tetto a falda e facciate con cappotto) unitamente ad una descrizione
del progetto.

 

 

                                  C.   Il 22
dicembre 2011 - dopo aver attentamente analizzato la documentazione riguardante
la ristrutturazione e l'ampliamento dell'abitazione dei coniugi RI 1 - l'agenzia
regionale del Programma Edifici (integrata nell'UACER) si è espressa negativamente
in punto allo stanziamento del sussidio, annotando che gli interventi prospettati
non rispettavano l'art. 3 delle Condizioni generali del Programma Edifici, riportato
alla cifra 8 del modulo di richiesta di sovvenzione, giusta il quale "[...]
edifici annessi e sopraelevazioni di nuova costruzione" non sono autorizzati
ad usufruire del contributo.

 

 

                                  D.   Con scritto
del 9 gennaio 2012 RI 1 hanno contestato le conclusioni dell'agenzia locale e
sollecitato il rilascio di una decisione
formale. Sennonché, dopo aver rilevato che la progettata riattazione prevede
la demolizione totale del secondo piano dell'edificio e la costruzione
sostitutiva di due nuovi piani (secondo piano e mansardato, allo scopo di ricavarne una nuova unità abitativa) e osservato
che oggetto della richiesta di sovvenzione
sono unicamente i lavori di coibentazione termica dei nuovi elementi costruttivi
(tetto, murature e finestre dei due nuovi piani), con decisione 3 febbraio 2012 l'UACER ha respinto la richiesta. L'ufficio cantonale ha fondato il proprio diniego richiamandosi,
da un lato, al già citato art. 3 delle Condizioni generali del Programma
Edifici e, dall'altro, alle Linee guida per l'esecuzione della valutazione
delle domande per i Cantoni (versione 10/30.09.2011), le quali specificano che le
nuove costruzioni sostitutive, ovvero le ricostruzioni di edifici o di parti di
edifici che vengono completamente demoliti, sono escluse dalla sovvenzione
(cfr. punto 2.3).

E.  Con giudizio 6
novembre 2012, il Consiglio di Stato ha confermato la predetta risoluzione dipartimentale, respingendo l'impugnativa contro di
essa interposta da RI 1.

L'Esecutivo cantonale ha ritenuto corrette le conclusioni
alle quali è pervenuta l'autorità di prime cure secondo cui gli insorgenti non avevano
diritto di ottenere la sovvenzione a cagione della natura degli interventi per
i quali era stata richiesta. Le Condizioni generali e le Linee guida applicabili
alla presente fattispecie, ha precisato il Governo, non solo escludono dal
sussidio edifici annessi e sopraelevazioni di nuova costruzione, ma non prevedono
neppure eccezioni o deroghe di sorta. A giusta ragione agli interessati è stata
pertanto negata la concessione dell'invocato aiuto per il risanamento dell'involucro
termico del loro edificio.

 

 

F.   Contro la predetta pronunzia governativa RI 1 sono insorti davanti
al Tribunale cantonale amministrativo, postulandone l'annullamento e
sollecitando il rinvio degli atti alla Sezione per la protezione dell'aria,
dell'acqua e del suolo (di seguito: SPAAS) affinché riconosca loro una
sovvenzione in deroga alle disposizioni legislative applicabili in materia.

I ricorrenti hanno ribadito in buona sostanza le medesime argomentazioni già
addotte dinanzi alle precedenti istanze. Anche in questa sede hanno riepilogato
i termini della prevista riattazione, volta
sostanzialmente al mantenimento di un edificio del 1600 meritevole di
conservazione nel rispetto delle nuove esigenze in tema di risparmio
energetico, e illustrato le ragioni - essenzialmente riconducibili alla vetustà
della struttura esistente del secondo piano in legno e relativa necessità di
sostituzione - che impongono la demolizione delle parti più antiche in legno,
mantenendo unicamente la parete in muratura sul lato a monte. Secondo gli
insorgenti, tali particolari circostanze giustificano appieno la concessione di
una sovvenzione, se del caso in deroga alle disposizioni legislative e alla
prassi vigenti. 

 

 

G.  All'accoglimento dell'impugnativa si è
opposto il Governo, riconfermandosi nelle tesi di diritto, allegazioni e
conclusioni contenute nella pronunzia impugnata. Medesima
proposta di giudizio è stata espressa dalla SPAAS (UACER), la quale ha ritenuto
di non dover formulare ulteriori osservazioni rispetto a quelle già presentate dinanzi
al Consiglio di Stato.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 60 cpv. 2 della
legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966 (LPamm; RL
3.3.1.1). La legittimazione attiva degli insorgenti, destinatari della
decisione impugnata, è certa (art. 43 LPamm).
Il ricorso, tempestivo (art. 46 cpv. 1 LPamm), è dunque ricevibile in
ordine e può essere evaso sulla scorta delle tavole processuali, senza
procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 LPamm).

 

 

                                   2.   Il Programma
Edifici, varato da Confederazione e Cantoni, è stato introdotto nel 2010
allo scopo di incentivare in tutta la Svizzera il risanamento energetico degli edifici e l'utilizzo delle energie rinnovabili. Esso si compone di due
parti: la prima (parte A) prevede lo stanziamento di contributi federali per l'esecuzione
uniforme sull'intero territorio nazionale di misure di risanamento energetico
degli involucri di edifici, ossia per il miglioramento dell'isolamento di
tetti, pareti, pavimenti, soffitti e finestre; la seconda (parte B) comprende,
a seconda del Cantone, programmi cantonali supplementari volti a promuovere le
energie rinnovabili, il recupero del calore residuo e dell'ottimizzazione della
tecnica impiantistica (cfr. Il Programma Edifici nel primo anno d'esercizio:
Rapporto di gestione 2010, pag. 5). Il Programma Edifici si finanzia mediante
la cosiddetta tassa sul CO2, di cui si parlerà in dettaglio nei considerandi
seguenti.

2.1. Applicabile alla fattispecie è la legge federale sulla riduzione delle
emissioni di CO2 dell'8 ottobre 1999, in vigore fino al 31 dicembre 2012 (LCO2; RU 2000 pag. 979 segg., abrogata con l'avvento
- il 1° gennaio 2013 - della nuova LCO2 del 23 dicembre 2011; RS
641.71). La legge, nella sua formulazione in vigore fino al 31 dicembre 2012,
si prefigge di ridurre le emissioni di CO2 derivanti dall'utilizzazione
energetica di agenti energetici fossili (combustibili e carburanti). Essa tende
a contribuire anche alla riduzione di altri effetti dannosi sull'ambiente, a un'utilizzazione
parsimoniosa e razionale dell'energia nonché a un maggior impiego delle energie
rinnovabili (art. 1 LCO2).

Ad interessare la presente vertenza sono unicamente gli artt. 6-11 LCO2
(tassa federale sul CO2), nonché 28a-j dell'Ordinanza relativa alla
tassa sul CO2 dell'8 giugno 2007, nell'enunciazione valevole fino al
31 dicembre 2012 (OCO2; RU 2010 pag. 953 segg., abrogata con l'entrata
in vigore - il 1° gennaio 2013 - della nuova OCO2 del 30 novembre
2012, RS 641.711), disciplinanti l'erogazione degli aiuti finanziari globali
per provvedimenti di riduzione delle emissioni di CO2 negli edifici.

2.2. L'art. 10 cpv. 1bis LCO2  scaturito dalla modifica
legislativa del 12 giugno 2009 (RU 2010 pag. 951) dispone che parte del
prodotto della tassa - ove per prodotto della tassa si intendono gli introiti
complessivi provenienti dalla tassa CO2 previa detrazione dei costi
di esecuzione e compresi gli interessi (art. 10 cpv. 1 LCO2) - è utilizzata
per provvedimenti di riduzione delle emissioni di CO2 negli edifici.
Entro il limite indicato, vale a dire un terzo del prodotto della tassa, ma al
massimo 200 milioni di franchi l'anno (cfr. art. 10 cpv. 1bis LCO2),
 la Confederazione concede ai Cantoni aiuti
finanziari globali per il risanamento energetico di edifici esistenti abitativi
e di servizi (lett. a). Detti aiuti - precisa l'art. 28a cpv. 1 OCO2
- vengono elargiti al fine di agevolare provvedimenti volti a migliorare
l'isolamento termico dell'involucro di edifici abitativi e del terziario
esistenti (edifici). Quasi la totalità dei Cantoni ha delegato alla Conferenza
dei direttori cantonali dell'energia (EnDK, Konferenz kantonaler Energiedirektoren)
l'organizzazione delle modalità di ripartizione degli aiuti finanziari (art.
28a cpv. 3 OCO2). Conformemente all'art. 28c cpv. 1 OCO2,
essa ha concluso con la Confederazione un accordo programmatico finalizzato alla
concessione del contributo finanziario, disciplinante essenzialmente gli
obiettivi del programma di sovvenzionamento e il contributo globale della Confederazione
(cvp. 2). Anche il Ticino, attraverso la Conferenza dei direttori cantonali dell'energia - e l'associata Conferenza dei servizi
cantonali dell'energia (EnFK, Konferenz der kantonalen Energiefachstellen)
- ha aderito, nell'ambito dell'erogazione dei proventi della tassa sul CO2
destinati al risanamento degli edifici, al modello definito Programma
Edifici. Il Programma Edifici - si legge sul sito internet www.ilprogrammaedifici.ch - è stato varato in seguito a una decisione
delle Camere federali. I Cantoni, rappresentati dalla Conferenza dei direttori
cantonali dell'energia (EnDK), hanno sviluppato il programma insieme all'Ufficio
federale dell'energia (UFE) e
all'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM).
La Confederazione e i Cantoni si sono pronunciati a
favore del modello più semplice possibile e orientato all'utente. Il modello
tiene conto delle diversità regionali e garantisce un rapporto con la tassa sul
CO2. Il risanamento degli edifici, l'efficienza energetica e le
energie rinnovabili, come pure la protezione del clima, sono i temi prioritari.
Ai Cantoni, in quanto organi esecutivi, viene assegnato un ruolo centrale. [...]
Per affrontare insieme le questioni energetiche, i Cantoni hanno istituito nel
1979 la Conferenza dei direttori cantonali dell'energia (EnDK) che, a sua
volta, è collegata alla Conferenza dei
servizi cantonali dell'energia (EnFK). L'EnDK e l'EnFK costituiscono, a livello
cantonale, il centro di competenza per le questioni relative all'energia
e all'efficienza energetica degli edifici.

Le sovvenzioni sono distribuite dalla Conferenza dei direttori cantonali dell'energia attraverso le agenzie locali integrate nei
competenti Uffici cantonali (in Ticino, l'UACER), secondo i criteri enunciati
nelle Condizioni generali del Programma Edifici e precisati nelle Linee guida
per l'esecuzione della valutazione e delle richieste per i Cantoni (versione
10/30.09.2011).

 3.   Nel caso di specie, la documentazione
annessa alla richiesta di contributo per il risanamento dell'involucro
dell'edificio del 6 dicembre 2011 dimostra chiaramente che il
progetto prevede la demolizione totale del secondo piano dell'edificio e la costruzione
sostitutiva di due nuovi piani (secondo piano e mansarda), allo scopo di ricavarne
una nuova unità abitativa. Dagli stessi atti emerge inoltre che oggetto della
richiesta di sussidio sono unicamente i lavori di coibentazione termica dei
nuovi elementi costruttivi (tetto, murature e finestre dei due nuovi piani).

Come si legge infatti nel "commento e dichiarazione" riportato
a pag. 8 della richiesta di sovvenzione "[...] Il 2°P è attualmente abitabile,
ma verrà demolito fino al livello del pavimento e rifatto tutto a nuovo, così
come nuove saranno le pareti a partire dal 2°P ed il tetto a falda. Al 2°P e
mansarda si otterrà un nuovo appartamento indipendente. Al PT e 1°P non sono
previsti interventi". Anche l'arch. __________, che in nome e per
conto di RI 1 ha trasmesso all'UACER la richiesta di sovvenzione, nella lettera
accompagnatoria ha così descritto gli interventi per i quali gli insorgenti
hanno postulato l'erogazione del contributo litigioso: "Il progetto in
questione, per cui si chiede il sussidio, è il risanamento del 2°P con
ampliamento dello stabile. In pratica, essendo il 2°P un piano abitabile ma in
uno stato di conservazione basso e oltretutto di limitata altezza, si è optato
per la rimozione completa di questo livello, con rifacimento a nuovo delle sue
pareti perimetrali, nonché del tetto a falda, ampliando la volumetria dello
stabile a beneficio di una nuova mansarda abitabile. Questo importante
intervento creerà comunque un beneficio termico all'intera abitazione. Infatti attualmente il 2°P non è isolato con conseguente
disperdimento termico elevato. Rifacendo "a nuovo" sia il
secondo piano che il tetto, il beneficio termico nel complesso aumenta sebbene
aumenti anche il volume dello stabile. Il PT e il 1°P sono due piani abitabili,
ma non subiranno interventi di ristrutturazione e rimarranno tali anche in futuro".

Sennonché, l'art. 3 delle Condizioni
generali riportato alla cifra 8 del modulo di richiesta sottoscritto dagli
insorgenti, esclude espressamente dal sussidio edifici annessi e
sopraelevazioni di nuova costruzione. Tale impostazione è ribadita e compiutamente
definita, anche sulla scorta di esempi illustrati, nelle Linee guida del Programma
Edifici (vedi in particolare la "Figura 1: costruzione sostitutiva
parziale. Sostituzione dell'ultimo piano e del tetto", pag. 10), ove
si specifica, al § 2.3 (pag. 9), che le nuove costruzioni sostitutive, ossia
la ricostruzione di edifici o parti di edifici che vengono completamente demoliti,
non sono ammesse a contributi. 

Ciò posto, non v'è dubbio alcuno che i lavori progettati da RI 1 non possano
beneficiare dell'incentivo offerto dal Programma
Edifici. Questa conclusione si impone a maggior ragione in
considerazione del fatto che gli stessi ricorrenti, alla domanda volta a sapere
se "si progettano edifici annessi, sopraelevazioni o innalzamenti (vedi
punto 5 della richiesta di contributo) - espressamente esclusi, come visto,
dalla sovvenzione (cfr. art. 3 Condizioni generali) - hanno risposto affermativamente.

Nessuna prescrizione, dalla LCO2 sino alle Condizioni generali e
alle linee guida, prevede la possibilità di concedere deroghe. In assenza di una base legale non è pertanto
possibile accogliere la richiesta in tal senso formulata dagli insorgenti (Adelio scolari, Diritto amministrativo, parte generale, II. ed.,
Cadenazzo 2002, n. 790 segg.).

Ne segue che la decisione impugnata non presta il fianco a critiche e merita
piena tutela.

 

 

                                   4.   In esito
alle considerazioni che precedono, il ricorso va dunque respinto. La tassa di
giustizia e le spese sono poste a carico degli insorgenti, in solido (art. 28
LPamm).

 

 

 

Per questi motivi,

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa
di giustizia e le spese, di complessivi fr. 500.-, sono poste a carico dei ricorrenti,
in solido.

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

 

 

	
                                     4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il vicepresidente                                                      La
segretaria