# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6ff70bc8-125c-5e99-bea2-cc034215c0a5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.08.2010 C-1174/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1174-2009_2010-08-12.pdf

## Full Text

Corte II I
C-1174/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 2  a g o s t o  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Elena Avenati-Carpani, Stefan Mesmer; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
patrocinato da UNIA Ticino e Moesa, 
Segretariato regionale, via Canonica 3, 
casella postale 5650, 6901 Lugano,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 26 gennaio 2009)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-1174/2009

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano, nato , coniugato con figli, ha lavorato in 
Svizzera  dal  1989  al  1990  e  dal  1992  al  2001,  solvendo  regolari  
contributi  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e 
l'invalidità (AVS/AI)  durante tale periodo. Dal  1993 ha lavorato come 
muratore per una ditta di L._______ fino al 14 gennaio 2001 dopo un 
periodo  di  assenza  per  inabilità  lavorativa.  Ha  poi  prestato  la  sua  
opera per un'impresa edile di N.________ fino all'11 luglio 2001. Ha 
poi  lavorato  in  una  ditta  di  produzione  e  commercio  di  frutta 
(nell'ambito  di  un  riclassamento  professionale  dell'assicurazione 
invalidità).

Durante la sua carriera lavorativa l'interessato ha subito un infortunio 
al gomito destro il 27 settembre 1999 con successiva insinuazione di 
una  epicondilite  e  breve  interruzione  dell'attività  fino  al  31  ottobre 
1999. Il 17 marzo 2000 ha subito un incidente domestico interessante 
gomito,  mano  e  coscia  a  destra  con  sviluppo  di  una  tendinopatia 
locale. Il  24  settembre  2004,  ha  subito  una  contusione  cranica  con 
interruzione del lavoro fino all'11 ottobre successivo. Il  25 novembre 
2005,  sul  posto  di  lavoro,  è  scivolato  e  si  è  ferito  procurandosi 
contusioni  alla  schiena  ed  alla  gamba  destra.  Ne  è  conseguito  un 
trauma assiale del  rachide lombare e trauma alla  coscia destra con 
sindrome lombospondilogena. 

L'Istituto  nazionale  svizzero  di  assicurazione  contro  gli  infortuni 
(INSAI/SUVA)  ha  assunto  le  prestazioni  inerenti  i  diversi  infortuni 
subiti. Riguardo all'ultimo incidente, con decisione del 13 luglio 2006, 
ha  chiuso  il  caso  con  effetto  dal  1°  agosto  2006.  Questo 
provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 
28 agosto 2006.

Ad atti figura anche l'incarto della Cassa malati CSS (CM). Emerge, in 
particolare,  una  perizia  5  novembre  2001  del  Dott.  Goldinger, 
reumatologo,  attestante  un'epicondilopatia  omero-ulnare  cronica  e 
recidivante a destra, stato dopo intervento chirurgico locale il 27 luglio  
2000;  l'esperto  ritiene  il  paziente  inabile  come  muratore  ed  anche, 
provvisoriamente, in altre attività di sostituzione. Nella sua perizia del 
16 agosto 2002, dopo aver aggiunto l'elemento diagnostico di lisi del 
nervo  ulnare,  il  Dott.  Goldinger  reputa  il  paziente  abile  in  misura 

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completa,  a  determinate  condizioni  di  trasporto/sollevamento  pesi  e 
posture, in attività di sostituzione.

B.  
Il 14 giugno 2002, l'interessato aveva presentato una prima domanda 
volta al conseguimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per 
l'invalidità (per gli  esiti  dei  primi  due incidenti  e per altri  problemi di 
salute  non  riconosciuti  in  ambito  infortunistico).  L'Ufficio  AI  del 
Cantone  Ticino,  competente  per  esaminare  nel  merito  la  richiesta, 
dopo aver preso atto dell'incarto INSAI/SUVA, il 25 settembre 2003, ha 
deciso di  fare effettuare  un accertamento  professionale  (presso una 
ditta di produzione e commercio di frutta e verdura) fino al 31 ottobre 
2004.  L'interessato  ha  poi  beneficiato  di  una  procedura  di 
collocamento. Il  dipendente  è  stato  licenziato  con  effetto  immediato 
per motivi disciplinari il 28 gennaio 2005. 

Con  decisione  del  12  novembre  2004,  l'Ufficio  AI  per  gli  assicurati 
residenti  all'estero  (UAI;  ora  Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità 
per  gli  assicurati  residenti  all'estero,  UAIE)  ha  erogato  in  favore  di  
A._______ una rendita intera dell'assicurazione svizzera per l'invalidità 
dal  1°  luglio  2002  al  31  gennaio  2003.  Infatti,  dopo  tale  data, 
risultavano esigibili  attività  alternative in misura completa,  situazione 
che avrebbe comportato una perdita di  guadagno massima del 33% 
(cfr. calcolo economico del  28 settembre 2004). In  questo calcolo,  il 
salario  dopo  l'insorgenza  dell'invalidità  è  stato  ridotto  del  25%  per 
tenere conto della situazione personale dell'assicurato (età, handicap). 
L'interessato  ha  formulato  un'opposizione  contro  il  suddetto 
provvedimento  amministrativo  chiedendo  il  riconoscimento  di 
prestazioni oltre la data surriferita. L'opposizione è stata respinta il 18 
gennaio 2005. Per quel  che concerne la  procedura di  collocamento, 
un'ulteriore domanda di proroga è stata respinta con decisione del 5 
aprile 2005 dell'Ufficio AI del Cantone Ticino.

C.
In  data  24  gennaio  2007,  A._______  ha  presentato  una  nuova 
domanda di prestazioni AI.

Dall'istruttoria  emerge  che  il  richiedente  è  tornato  a  lavorare  come 
manovale il 6 giugno 2005 per la ditta B.________; il rapporto è stato 
sciolto  il  1°  febbraio  2006  per  "fine  missione"; il  dipendente  non  ha 
comunque più lavorato per ragioni di malattia dal 24 novembre 2005 
quando è rimasto vittima di un infortunio sul lavoro.

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L'assicuratore infortuni ha indennizzato la perdita di guadagno ed ha 
disposto le cure che il caso ha richiesto. Segnatamente, l'interessato 
ha soggiornato dal 6 al 24 marzo 2006 presso la Clinica Hildebrand di 
Locarno.  È  stata  posta  la  diagnosi  di  dolori  alla  gamba  destra  di  
probabile origine muscolare, probabile blocco dell'articolazione sacro-
iliaca sinistra, ernia in sede paramediana L5-S1 e protrusioni globali di 
modica  entità  tra  L2-L3,  L4-L5,  gonalgia  destra,  epicondilite  destra, 
probabile tenosinovite. Il 13 luglio 2006, l'INSAI/SUVA ha soppresso le 
prestazioni  assicurative  dal  31  luglio  successivo  per  carenza  di  un 
nesso  di  causalità  fra  i  disturbi  in  atto  e  l'infortunio.  L'opposizione 
contro  tale  provvedimento  è  stata  respinta  il  28  agosto  2006.  Un 
formulario compilato dal medico curante Dott. Cobianchi il 12 giugno 
2007  attesta  un'incapacità  al  lavoro  totale  (come  manovale)  dal  24 
novembre 2005; un formulario del Dott. Liverani, neurologo del 2 aprile 
2007 pone un tasso d'invalidità del 100% come manovale.

Viste le risultanze dell'assicuratore infortuni, l'Ufficio AI cantonale ha 
disposto una visita pluridisciplinare.

L'assicurato è stato visitato il 16, 19, 22 e 23 gennaio 2008 al Servizio 
di  accertamento  medico  dell'AI  (SAM)  di  Bellinzona.  Egli  è  stato 
sottoposto  a  visite  specialistiche  in  reumatologia  (Dott.  Christen), 
neurologia  (Dott.  Karau)  e  psichiatria  (Dott.ssa  Castra).  In  sintesi 
(dettaglio nella parte in diritto) è stata ritenuta la diagnosi di sindrome 
cervicolombospondilogena,  dolori  cronici  all'avambraccio  destro, 
cefalea  cronica,  sindrome  mista  ansio-depressiva,  poliglobulia.  Il 
paziente è giudicato inabile nel suo precedente lavoro di muratore in 
misura del 40% (presenza tutto il giorno, rendimento ridotto); in attività 
di  sostituzione,  rispettose  di  determinate  condizioni  concernenti  il 
trasporto di pesi e certe posizioni, la sua capacità di lavoro è intatta.

Il medico dell'Ufficio AI cantonale, nel suo rapporto del 4 marzo 2008, 
ha ripreso e condiviso diagnosi e valutazioni del SAM.

L'incarto  è  stato  sottoposto  al  Consulente  in  integrazione 
professionale  (CIP),  il  quale  (rapporto  del  29  settembre  2008)  ha 
ritenuto come non vi siano i presupposti per l'applicazione di ulteriori  
provvedimenti  professionali  per  i  motivi  già  studiati  ed  esposti  nel 
corso della  prima domanda di  rendita. Entrerebbe in  considerazione 
solo un aiuto al collocamento.

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Con progetto di decisione del 20 novembre 2008, l'Ufficio AI cantonale 
ha  disposto  la  reiezione  della  nuova  domanda  di  rendita,  il  tasso 
d'invalidità (perdita di guadagno) non essendo mutato rispetto a quello 
già calcolato nell'ambito della prima domanda di rendita (33%).

Con  scritto  del  19  dicembre  2008,  A._______,  rappresentato  dal 
Patronato  INCA,  ha  contestato  tale  progetto.  A  suffragio  di  quanto 
sostenuto  ha  prodotto  un  certificato  medico  del  Dott.  Liverani 
(neurochirurgo, Agno)  del  16 dicembre 2008. L'esperto  di  parte  non 
pone in evidenza ulteriori patologie, ma rileva che il  paziente accusa 
dolori importanti e limitanti; consiglia una rivalutazione neurologica e 
reumatologica,  ma  non  si  esprime  sulla  riduzione  attuale  della 
capacità di lavoro del paziente.

L'incarto è stato sottoposto in esame al Dott. Andreoli,  dell'Ufficio AI 
cantonale, il quale, nella relazione del 13 gennaio 2009, osserva che 
quanto  descritto  dal  Dott.  Liverani  non  si  differenzia  da  quanto 
esaminato  ed  esposto  presso  il  SAM.  Mediante  decisione  del  16 
gennaio 2009, l'UAIE ha respinto la nuova domanda di rendita AI.

D.
Con  il  ricorso  depositato  il  23  febbraio  2009,  A._______  chiede, 
sostanzialmente,  l'annullamento  del  summenzionato  provvedimento 
amministrativo e, di  conseguenza, il  riconoscimento del  suo diritto  a 
prestazioni  assicurative  (almeno mezza rendita  AI). Nulla  produce a 
suffragio delle sue conclusioni.

Nel  suo preavviso  del  7  aprile  2009,  l'Ufficio  AI  del  Cantone Ticino 
propone la reiezione dell'impugnativa. Anche l'UAIE, nella sua risposta 
di causa del 14 aprile 2009, propone la reiezione del ricorso.

E.
Dopo aver preso atto delle conclusioni delle rispettive amministrazioni  
AI,  A._______,  regolarmente  rappresentato  dal  Sindacato  UNIA  di 
Lugano,  con  repliche  del  20  maggio  e  23  giugno  2009,  chiede, 
sostanzialmente, il riconoscimento del suo diritto a tre quarti di rendita  
AI o, subordinatamente, almeno la mezza rendita AI. A suffragio delle 
sue  conclusioni  produce  (successivamente)  un  rapporto  peritale  26 
maggio 2009 del Dott. Mattia, specialista in psichiatria, Varese/Lugano. 
L'esperto  di  parte  rileva  la  diagnosi  di  sindrome  da  dolore 
somatoforme,  sindrome  affettiva  persistente,  sindrome  ansiosa  non 
altrimenti  specificata.  Egli  contesta,  secondo  la  dottrina  medica,  la 

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diagnosi  posta  dalla  Dott.ssa  Castra.  Egli  ritiene  che  sussista  una 
chiara inabilità a qualsiasi lavoro del 50%. Riassumendo quindi i dati  
economici ammessi nel calcolo comparativo dei redditi svolto nel 2004 
(e non contestato),  osserva il  sindacato, si  giunge ad una perdita di 
guadagno del 67%, ciò che aprirebbe il diritto a tre quarti di rendita AI.

F.
Ricevuta  la  replica,  l'Ufficio  AI  cantonale,  su  proposta  del  proprio 
servizio  medico,  Dott.  Klauser  (rapporto  del  17  luglio  2009),  ha 
sottoposto gli atti alla Dott.ssa Castra, la quale (controdeduzioni del 7 
agosto 2009) ha ampiamente esaminato, punto per punto,  la perizia 
del Dott. Mattia pur confermando il suo precedente parere. Il 10 agosto 
2009, anche uno psichiatra di fiducia dell'Ufficio AI (Dott.ssa Uslenghi) 
ha condiviso il parere completivo della Dott.ssa Castra. Duplicando in 
data 12 agosto 2009, l'Ufficio AI cantonale ha riproposto la reiezione 
del  gravame.  Anche  l'UAIE,  nella  duplica  del  14  agosto  2009,  ha 
riproposto la reiezione del ricorso.

Rispondendo alla duplica in data 5 ottobre 2009, il  Sindacato UNIA, 
dopo  aver  preso  atto  dei  pareri  dei  sanitari  consultati 
dall'amministrazione,  si  è  riconfermato  nelle  sue  precedenti 
considerazioni  ed  ha  prodotto  un  attestato  di  cure  psichiatriche  in 
corso  dal  18  giugno  2009  per  importanti  problemi  depressivi  con 
aggravamento necessitante il  ricovero del 2 settembre 2009 per una 
psicosi.  Questo  referto  è  accompagnato  da  una  nuova  presa  di 
posizione  del  Dott.  Mattia  che  risponde  alla  controdeduzione  della 
Dott.ssa Castra e degli altri medici.

Ricevuta la risposta alla duplica l'amministrazione ha sottoposto gli atti  
alla Dott.ssa Uslenghi, la quale, nella relazione del 20 novembre 2009, 
si  è  riconfermata  nelle  sue  precedenti  considerazioni.  Prendendo 
infine posizione in data 20 novembre 2009, l'Ufficio AI cantonale ha 
riproposto  la  reiezione  del  ricorso.  Alle  stesse  conclusioni  è  giunto 
l'UAIE nelle sua nota del 27 novembre 2009.

G.
Con  decisione  incidentale  del  3  dicembre  2009,  il  Tribunale 
amministrativo federale (TAF) ha invitato la parte ricorrente a versare 
un anticipo di Fr. 300.- corrispondente alle presunte spese processuali. 
Detta somma è stata regolarmente versata il 30 dicembre 2009. Una 
copia della lettera del 27 novembre 2009 e dei relativi allegati è stata 
trasmessa al ricorrente per conoscenza.

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Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi  
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla  
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il ricorrente ha versato un anticipo di Fr. 
300.-,  corrispondente  alle  presunte  spese  processuali.  Il  gravame è 
dunque ammissibile, nulla ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 

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relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente  al  diritto  applicabile,  deve  essere  precisato  che,  a 
partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI nel 
suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (5a revisione),  ritenuto  il 
principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in vigore al  
momento in cui dei fatti giuridicamente rilevanti si sono verificati (DTF 
130  V  445  consid.  1.2).  Ne  consegue  che,  il  diritto  alla  rendita  si 
esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti norme e, 
a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 

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ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni:

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

- aver versato contributi all'AVS/AI svizzera per almeno un anno (art.  
36  LAI).  A partire  dal  1°  gennaio  2008,  è  tuttavia  necessario  avere 
versato contributi per almeno 3 anni (art. 36 LAI nel tenore modificato 
il  6  ottobre  2006). A tal  fine  è  possibile  prendere in  considerazione 
anche i contributi versati ad un'assicurazione sociale assimilata di uno 
Stato membro dell'Unione europea (UE) o dell'Associazione europea 
di  libero  scambio  (AELS),  a  condizione  che  almeno  un  anno  di 
contributi  sia registrato all'AVS/AI svizzera (FF 2005 p. 4065; art. 45 
del regolamento 1408/71).

Nella specie, il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un  periodo  superiore  ai  tre  anni.  Pertanto,  l'interessata  adempie  la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia 
invalido ai sensi di legge.

6.
Qualora una prima richiesta di rendita sia stata negata perché il grado 
d'invalidità era insufficiente o perché l'invalido poteva provvedere a se 
stesso,  una  nuova  domanda  è  riesaminata  soltanto  se  l'assicurato 
rende  verosimile  che  il  grado  d'invalidità  si  è  modificato  in  misura 
rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 2 e 3 dell'ordinanza 
federale  sull'assicurazione per  l'invalidità  del  17 gennaio  1961,  OAI, 
RS 831.201). Se non è il caso, l'amministrazione non entra nel merito 
della  richiesta.  Se  l'amministrazione  entra  nel  merito  della  nuova 
domanda deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale 
e,  in  particolare,  verificare  se la  modifica  del  grado d'invalidità  resa  
verosimile dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 108 
e 130 V 64 e 71). In tal caso applicherà, per analogia, le disposizioni 
sulla revisione di rendite in corso (art. 17 cpv. 1 LPGA, art. 87 OAI).

In concreto, l'UAI ha emanato una decisione su opposizione negativa il  
18  gennaio  2005.  Con  decisione  del  16  gennaio  2009  l'UAIE  ha 
respinto  una  seconda  domanda  di  rendita  presentata  il  24  gennaio 
2007. Ne  consegue che  il  periodo di  riferimento  per  giudicare  se  è 
intervenuta  una  modifica  rilevante  del  grado  d'invalidità  va  dal  18 
gennaio 2005 al 16 gennaio 2009.

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Va comunque osservato che l'assicurato potrebbe avere diritto a una 
rendita d'invalidità al più presto dal 1° gennaio 2006. Infatti, in deroga 
all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore fino al 31  
dicembre 2007) precisa che se l'assicurato si  annuncia più di  dodici  
mesi  dopo  la  nascita  del  diritto,  le  prestazioni  possono  essere 
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter 

LAI (art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
dell'UE e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita  
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 

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LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

8.
L'interessato,  dopo  il  licenziamento  del  2005  presso  la  ditta  di 
produzione e commercio di  generi  ortofrutticoli,  ha ripreso un'attività 
lucrativa il  6  giugno 2005 nel  settore edile. Tuttavia,  il  24  novembre 
2005 è incorso in un ulteriore infortunio e da allora non avrebbe più 
ripreso un'attività lucrativa.

La  nozione  d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8  LPGA è  di  carattere  
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (28a cpv. 
1 LAI a partire dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado d'invalidità, il  
reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini 
l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  soltanto  la  perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto 
a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa (metodo generale del raffronto dei redditi). 

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In carenza di documentazione economica, la documentazione medica 
costituisce un importante  elemento  di  giudizio per determinare quali  
lavori  siano  ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato,  ma non 
spetta al medico graduare l'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). 
Infatti, per costante giurisprudenza, le certificazioni mediche possono 
costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, 
allorché permettono di  valutare l'incapacità lavorativa e di  guadagno 
dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 
V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).

9.

9.1 Nel  caso  in  esame,  può  essere  ritenuta  la  diagnosi  posta  in 
evidenza dai sanitari del SAM di Bellinzona (visite del 16, 19, 22 e 23 
gennaio 2008). Gli esperti incaricati (Dott. Christen, reumatologia; Dott. 
Karau,  neurologia; Dott.ssa Castra,  psichiatria)  hanno evidenziato la 
seguente situazione:

“Diagnosi con influenza sulla capacità di lavoro:

sindrome  cervicospondilogena  prevalentemente  a  destra  con/su:  alterazioni 

degenerative della colonna cervicale (osteocondrosi, uncartrosi, spondilosi anteriore 

C5-C6), disturbi statici del rachide (cifosi prolungata della dorsale con protrazione del 

capo);

dolori cronici dell'avambraccio destro su/con: pregresso duplice intervento al gomito 

destro (27 luglio 2000 e 18 giugno 2002);

sindrome lombospondilogena cronica su/con: alterazioni  degenerative della colonna 

(protrusione  discale  mediana  e  paramediana  a  destra  L2-L3,  protrusione  mediale 

circonferenziale L4-L5, protrusione con sviluppo mediano ed al trattino paramediano 

destro L5-S1, disturbi statici (scoliosi sinistro-convessa lombare), decondizionamento 

muscolare; 

Diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa:

cefalea cronica, sindrome mista ansiosa-depressiva (F 41.2), poliglobulia”.

Sebbene questa diagnosi appaia completa e rappresenti il risultato di 
indagini  sanitarie  specialistiche  protrattesi  per  4  giorni,  sono  sorte 
delle divergenze in merito all'accertamento psichiatrico, sulla scorta di 
una dettagliata relazione del Dott. Mattia. L'esperto di parte rileva una 

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sindrome da dolore somatoforme, una sindrome affettiva persistente, 
ed  una  sindrome  ansiosa  non  altrimenti  specificata.  Per  il  vero,  la  
Dott.ssa Castra aveva esaminato il problema della sindrome da dolore 
somatoforme, ma ha escluso tale elemento diagnostico propendendo 
invece per una complessa reazione da disadattamento. Il Dott. Mattia 
afferma  invece  che  la  sindrome  da  disadattamento  non  sarebbe 
adeguata per motivi  temporali. La Dott.ssa Castra ha avuto modo di 
replicare al parere del Dott. Mattia e lo stesso ha avuto la possibilità di 
duplicare.

Ora,  il  collegio  giudicante,  dopo  attenta  lettura  delle  refertazioni 
psichiatriche,  non  ritiene  utile  chiarire  ulteriormente  tali  divergenze 
diagnostiche. Determinante, nell'assicurazione invalidità svizzera, non 
è l'accertamento diagnostico assolutamente preciso, tanto più quando 
si tratta di materia psichiatrica, ove spesso le sfumature dipendono da 
situazioni patologiche momentanee del paziente, da metodi d'indagine, 
da esperienze personali  dello  specialista  e da altri  molteplici  fattori.  
Certo,  la  diagnosi  deve corrispondere il  più possibile  alla  situazione 
che  emerge  dallo  studio  specialistico,  ma  per  il  diritto  svizzero  in  
materia d'invalidità, molto più importante è conoscere le conseguenze 
invalidanti  di  un  determinato  complesso  morboso  e  non  tanto  la 
malattia in quanto tale.

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nel 
tenore vigente fino al  31 dicembre 2007). Trattasi,  infatti,  di  malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI (nel  
tenore  vigente  fino  al  31  dicembre  2007),  per  cui  può  entrare  in 
considerazione  solo  la  seconda  lettera  della  citata  norma legale,  la 
quale prevede un termine d'attesa di  un anno. Pertanto, il  ricorrente 
potrebbe  pretendere  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità  solo  a  partire  dal  momento  in  cui  ha  subito,  senza 
interruzione notevole, un'incapacità lavorativa media del 40% almeno 
durante un anno.

Pagina 13

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10.  

10.1 Non concordi sono i pareri circa le ripercussioni invalidanti delle 
menzionate  affezioni.  In  effetti,  i  sanitari  del  SAM  ammettono 
solamente che l'interessato è invalido come muratore o in altre attività 
medio  pesanti  e  ciò  in  misura  del  40%  essenzialmente  per  delle 
ragioni ortopediche. In attività di sostituzione rispettose di determinate 
condizioni quanto al porto di pesi, posizioni da evitare, la capacità di  
lavoro dell'assicurato sarebbe invece completa. In sede di ricorso, un 
parere diverso viene espresso dal Dott. Mattia che ritiene sussistere 
un'inabilità  al  lavoro  del  50%  in  ogni  settore.  Va  precisato  che 
l'incapacità  di  lavoro  scaturita  dall'indagine  del  SAM  è  di  origine 
ortopedica, mentre l'opinione del Dott. Mattia è basata sulla patologia 
psichica.

10.2 Al  proposito,  va  rilevato  che una  perizia  richiesta  dall'UAIE (in 
casu un servizio di accertamento medico specifico dell'assicurazione 
per l'invalidità) non può essere scartata adducendo che si tratta di un 
referto  di  parte,  come lo  sarebbe  peraltro  il  parere  del  Dott. Mattia. 
Infatti,  la legge attribuisce all'amministrazione il  compito di istruire le  
domande di rendita, procurandosi gli atti necessari, in particolare circa 
lo  stato  di  salute,  l'attività,  la  capacità  di  lavoro  e  l'idoneità  
all'integrazione  dei  richiedenti.  A  tale  scopo  possono  essere 
domandati  rapporti  e  informazioni,  ordinate  perizie,  eseguiti 
sopralluoghi  e  consultati  specialisti  dell'aiuto  pubblico  o  privato  agli  
invalidi (art. 69 cpv. 2 OAI). In questo contesto l'Ufficio AI agisce quale 
organo  amministrativo  preposto  all'attuazione  della  legge,  sicché  le 
perizie  ordinate  in  adempimento  di  questo  compito  non  possono 
essere considerate di  parte o non conclusive alla luce di  altri  referti  
(DTF 123 V 175 e 122 V 157). Il Tribunale federale ha inoltre precisato 
che  deve  essere  considerata  rilevante  una  perizia  affidata  al  SAM, 
negando che tale servizio medico possa essere considerato parte in 
causa  per  sussistenza  di  un  vincolo  per  cui  l’istituto  medesimo 
sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli  interessi 
specifici dell’assicurazione per l’invalidità.

Determinante è invece la circostanza che la perizia del SAM rispetti  
tutti  i  principi  concernenti  la valutazione medica dell'invalidità. Infatti,  
per quanto concerne il  valore probatorio di un rapporto medico va in 
particolare accertato se il  rapporto è completo per quanto riguarda i  
temi sollevati, se si riferisce ad esami approfonditi, se tiene conto delle 

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censure  del  paziente,  se  è  stato  redatto  con  conoscenza  della 
pregressa  vicenda  valetudinaria  (anamnesi),  se  è  chiaro  nella 
presentazione del  contesto medico e,  infine,  se  le  conclusioni  a  cui  
giunge sono fondate. Elemento determinante dal profilo probatorio non 
è in linea di principio l'origine del mezzo di prova né la designazione 
del  materiale  probatorio  quale  rapporto  o  di  perizia,  bensì  il  suo 
contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3a, 122 V 160 consid. 1c).

10.3 Ora,  il  collegio  giudicante  non  ha  motivo  di  scostarsi  dalle 
risultanze alle quali sono giunti i periti del SAM e si baserà dunque su 
tali valutazioni. Queste, salvo nella problematica psichica (cfr. consid.  
9), non sono state contestate, né in sede di audizione, né in procedura 
ricorsuale, fatta parzialmente eccezione del parere del Dott. Liverani 
(neurochirurgo,  Agno)  del  16  dicembre  2008,  il  quale,  pur  non 
esprimendosi sull'esistenza o meno di un'invalidità di rilievo, propone 
una  rivalutazione  specialistica,  dando  importanza  alle  doglianze 
soggettive (dolori) del paziente.

11.

11.1 Dal punto di vista ortopedico reumatologico l'assicurato presenta 
due  problemi.  Un  processo  degenerativo  della  colonna  cervicale  e 
lombare, da una parte e, dall'altra, diversi disturbi al  gomito destro da 
imputare,  in  misura preponderante  ma non essenziale,  agli  infortuni 
subiti. 

A livello della colonna in toto è presente una ipercifosi della dorsale  
con protrazione del capo e la colonna cervicale risulta moderatamente 
limitata alle rotazioni. Radiologicamente si nota una discopatia C5-C6 
con  osteocondrosi,  uncoartrosi  e  spondilosi  anteriore  che  comporta 
una limitazione funzionale della colonna cervicale. Comunque, non vi 
sono deficit cervicoradicolari e la muscolatura delle spalle è regolare. 
A  livello  lombare  si  notano  discopatie  (L2-L3,  L4-L5,  L5-S1),  ma la 
mobilità  risulta  praticamente  libera  e  non  vi  sono  deficit  
lomboradicolari.  Sostanzialmente,  dunque,  nonostante  la  presenza 
oggettiva  di  lesioni,  la  colonna  è  funzionalmente  priva  di  limitazioni 
importanti  se  non  nell'ambito  di  compiti  pesanti  o  che  richiedono 
particolari movimenti.

Il gomito destro presenta una cicatrice ulnare calma e senza franche 
periartropatie  con  mobilità  normale  in  ogni  direzione;  la  radiografia 
evidenzia strutture osteoarticolari nella norma. In esito all'infortunio del  

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24 settembre  2004,  il  paziente  presenta  ancora  dolori  ai  movimenti 
della  testa,  al  sollevamento  delle  braccia. Le limitazioni  funzionali  a 
livello degli arti superiori e del capo sono tutto sommato modeste.

L'analisi complessiva dell'apparato locomotorio/articolare porta il Dott. 
Christen a  ritenere,  dal  punto  di  vista  valetudinario,  che l'assicurato 
può sollevare molto spesso pesi  fino a 5 kg all'altezza dei  fianchi  e 
spesso pesi fino a 10 kg all'altezza dei fianchi, di rado pesi fra 10 e 25 
kg fino  all'altezza dei  fianchi,  mai  oltre  pesi  superiori;  sopra il  petto 
sono  possibili  pesi  fino  a  5  kg,  raramente  oltre  questo  peso. 
L'assicurato  può  molto  spesso  maneggiare  attrezzi  di  precisione, 
spesso  maneggiare  attrezzi  di  media  entità  e  solo  talvolta  attrezzi  
pesanti  e  praticamente  mai  attrezzi  molto  pesanti.  La  rotazione 
manuale  è  normale.  L'assicurato  può  talvolta  effettuare  lavori  al 
disopra  della  testa,  talvolta  effettuare  la  rotazione  del  tronco,  molto 
spesso assumere la posizione seduta ed inclinata in avanti, talvolta la 
posizione in piedi ed inclinata in avanti, spesso assumere la posizione 
inginocchiata,  molto  spesso  effettuare  la  flessione  delle  ginocchia; 
l'assicurato può assumere spesso la posizione seduta di lunga durata, 
spesso quella in piedi di lunga durata; l'assicurato può camminare fino 
a 50 metri  sempre, molto spesso oltre i  50 metri,  spesso per lunghi 
tragitti, come pure molto spesso camminare su terreno accidentato. In 
queste condizioni, ritiene il Dott. Christen, l'assicurato è abile al 100% 
con  rendimento  del  100%  dal  1°  settembre  2002,  salvo  intervalli 
d'incapacità transitoria.

11.2 Dal punto di vista neurologico non vi è alcuna invalidità di rilievo. 
Tutti  gli  esami  effettuati  sono  nella  norma.  Esistono  solamente  dei 
segni  di  una  sofferenza  neurogena  cronica  al  muscolo  primo 
interosseo dorsale destro, privo comunque di ripercussioni debilitanti. 
Non vi sono segni di radicolopatia cervicale o lombare. La situazione 
del nervo ulnare destro (più volte ferito) è da considerarsi guarita sotto 
il profilo neurologico e non causa più alcuna inabilità al lavoro (né in 
quello abituale, né in quelli di sostituzione).

11.3 Contestata è la situazione dal punto di vista psichiatrico. Come 
già  riferito  nei  considerandi  precedenti,  il  collegio  giudicante,  pur 
avendo  attentamente  preso  atto  delle  osservazioni  del  Dott.  Mattia, 
aderisce  alle  conclusioni  alle  quali  è  giunta  la  Dott.ssa  Castra  del 
SAM.  Le  divergenze  sono  più  che  altro  di  ordine  diagnostico  e 
dottrinale.  Determinante,  in  sede  giudiziaria,  è  di  condividere,  sul 

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piano della  conseguenze valetudinarie,  il  rapporto più convincente e 
che  più  si  avvicina  all'esame  della  residua  capacità  di  lavoro  del 
periziando.

Ora,  il  paziente  non  presenta  disturbi  del  pensiero,  né  sindrome 
psichiche maggiori. È ansioso più che altro per delle preoccupazioni 
familiari; l'umore è leggermente deflesso, il potere cognitivo è intatto. 
L'esperto  del  SAM  (e  qui  diverge  il  parere  del  Dott.  Mattia)  nega 
l'esistenza  di  un  vero  e  proprio  disturbo  da  dolore  somatoforme  e 
propende per una complessa reazione di disadattamento più recente, 
atteso  che  il  paziente  ha  avuto  delle  doglianze  soggettive  già  da 
moltissimo tempo (1991  almeno)  senza  che  abbiano  mai  provocato 
un'incapacità  lavorativa  di  rilievo.  L'acuirsi  del  disagio  psichico  si  è 
verificato  di  recente  per  problematiche  socio-relazionali  di  diversa 
natura ed origine. Proprio perché tale situazione è piuttosto recente, 
l'esperto  del  SAM  considera  opportuno  non  riconoscere  alcuna 
inabilità di lavoro per motivi psichiatrici, alfine di "non colludere con il  
rischi di incistamento del quadro che potrebbe essere evitato con un 
pronto rientro in  attività,  magari  più idonee allo stato lamentato". La 
sindrome  dolorosa,  osserva  ancora  la  Dott.ssa  Castra,  non  sembra 
attenere a dati  oggettivi,  ma prodotta all'interno di  una elaborazione 
nevrotica  che  sarebbe  opportuno  tentare  di  risolvere  prima  che  si 
strutturi  ulteriormente.  Peraltro,  continua  l'esperto  del  SAM,  una 
sindrome da dolore  somatoforme persistente  (anche  nella  denegata 
ipotesi  in  cui  si  ammettesse  questo  quadro)  non  produrrebbe 
percentuali di inabilità di rilievo, ma solo valori contenuti.  

L'esposto pur  dettagliato del  Dott. Mattia  non apporta  argomenti  più 
convincenti. Certo  esiste  la  nota  divergenza  diagnostica,  ma questa 
non giustifica un maggiore approfondimento di indagini. Peraltro, come 
lo  si  vedrà  al  considerando  13,  occorrerà  rinviare  gli  atti 
all'amministrazione  poiché  una  modifica  oggettiva  del  quadro 
patologico è avvenuta nel giugno/settembre 2009, ossia dopo la data 
dell'impugnata decisione. Determinante è invece, al  di  là di  problemi 
diagnostici,  che  il  quadro  clinico  studiato  dai  due  esperti  è 
sostanzialmente sovrapponibile.

11.4 Concludendo  quindi,  il  collegio  giudicante  è  del  parere  che 
l'interessato  presenta  una  situazione  oggettiva  perlopiù  invariata 
rispetto  al  2002,  ossia  quando  l'assicurato  è  stato  ritenuto  abile  in 
attività adeguate al cento per cento.

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12.

12.1 L'invalidità è determinata stabilendo il  rapporto fra il reddito del 
lavoro  che  l'assicurato  conseguirebbe,  dopo  la  manifestazione 
dell'invalidità  e  dopo  l'esecuzione  d'eventuali  provvedimenti 
d'integrazione,  nell'esercizio  di  un'attività  lucrativa,  ragionevolmente 
esigibile da lui in condizioni normali del mercato del lavoro, e il reddito 
che  potrebbe  conseguire  se  non  fosse  diventato  invalido  (art.  16 
LPGA). 

12.2 Un  calcolo  comparativo  dei  redditi  è  già  stato  effettuato  il  28 
settembre  2004,  nell'ambito  della  prima  decisione  cresciuta  in 
giudicato, dal quale è scaturita una perdita di  guadagno del 33%. In 
questa procedura non sono emersi  nuovi elementi dal punto di  vista 
medico.  La  situazione  valetudinaria  dell'interessato  è  infatti  rimasta 
pressoché  stabile  rispetto  alla  prima  domanda,  in  quanto  un'attività 
sostitutiva è sempre esigibile al 100%. Non si giustificherebbe pertanto 
di procedere a un nuovo raffronto dei redditi.

12.3 In  merito  al  raffronto  operato  dall'ufficio  AI,  si  può  comunque 
precisare quanto segue.

Per quanto riguarda il reddito di prima dell'invalidità, l'Ufficio AI (CIP) si  
è  basato correttamente  su quanto  dichiarato  dall'ex datore di  lavoro 
dell'assicurato,  attualizzando  l'importo  al  2002,  per  un  risultato  di 
Fr. 58'586.-.

Per  determinare  il  reddito  da  invalido  sarebbe  stato  più  opportuno 
riferirsi  ai  salari  medi  nazionali  (svizzeri)  conseguibili  nel  settore 
privato  (vedi  tabella  TA1 pubblicata dall'Ufficio  federale  di  statistica), 
invece  della  media  dei  salari  statistici  rilevati  in  diversi  settori 
dell'economia, come ritenuto dal CIP. Il salario statistico per gli uomini 
nel  2002  sarebbe  pertanto  di  Fr.  4'557.-  mensili  (e  non  4'202.-), 
calcolato statisticamente su 40 ore. Occorre riportare questo dato su 
un orario di  41,7 ore settimanali  (cfr. Vie économique, tabella B 9.2, 
durata media di lavoro in Svizzera), ciò che comporta un introito di Fr. 
4'750.70 al mese o di Fr. 57'008.40 annuali. Questo guadagno teorico 
potrebbe  essere  ridotto  per  tenere  conto  dei  fattori  personali 
dell'assicurato  (DTF  126  V  75),  quali  età,  handicap.  La  riduzione 
massima ammessa dalla giurisprudenza è del 25%. L'amministrazione 
ha ammesso una riduzione del 25% che nella fattispecie non sembra 
giustificata vista l'età dell'assicurato (cfr. nota del 28 settembre 2008 

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dell'Ufficio  AI).  Tuttavia,  anche  ammettendo  questa  riduzione,  la 
perdita di guadagno non raggiungerebbe il 40%. Il salario da invalido 
ammonterebbe infatti a Fr. 42'756.30 e il confronto fra un reddito privo 
d'invalidità di Fr. 58'586.- causa una perdita di guadagno del 27.01% 
(e  non  del  33%  come  determinato  dal  CIP),  tasso  che  esclude  il  
riconoscimento  del  diritto  ad  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera 
per l'invalidità.

13.
Durante  la  procedura  di  ricorso  il  Patronato  UNIA  ha  prodotto 
documentazione  sanitaria  dalla  quale  risulta  che  A._______  è 
costantemente in cura, dal 18 giugno 2009, presso il Dipartimento di  
salute  mentale  di  Verbania  (Centro  di  Domodossola)  per  problemi 
psichici, in particolare l'interessato presenta una deflessione del tono 
dell'umore, una capacità di concentrazione e reazione ridotte, eloquio 
scarno  e  rallentato,  polarizzazione  del  pensiero  ed  altri  disturbi  
(rapporto  del  21 settembre 2009 a firma della  Dott.ssa Berardi). La 
situazione si è aggravata il 2 settembre 2009 con un ricovero obbligato 
in ambiente ospedaliero (Verbania) per psicosi (ICD-9-CM). Il ricovero 
è durato 9 giorni. Chiaro è che il quadro clinico è peggiorato rispetto a 
quanto riscontrato sia dal Dott. Mattia che dalla Dott.ssa Castra e ciò  
sebbene i Dott.ri Uslenghi, psichiatra, e Klauser, consultati dall'Ufficio 
AI ticinese (rapporto del 20 novembre 2009), tendano a relativizzare 
l'evento di cui sopra.

Ora,  questo  collegio  giudicante  è  del  parere  che  la  situazione 
psichiatrica è in corso di peggioramento, per cui appare utile ritenere 
l'atto del 5 ottobre 2009 dell'UNIA quale esplicita nuova domanda di 
prestazioni.  Tale nuovo accertamento  ha  lo  scopo  di  verificare  se  il  
peggioramento  in  corso  assuma  un  carattere  di  continuità  tale  da 
giustificare il  riconoscimento del diritto a prestazioni da parte dell'AI.  
Gli  atti  devono  quindi  essere  rinviati  all'amministrazione  perché 
proceda all'istruzione di tale domanda.

14.

14.1 In tali  circostanze, il  ricorso deve essere respinto e l'impugnata 
decisione confermata. Visto il peggioramento intervenuto dopo la data 
della  decisione  impugnata,  gli  atti  vengono  rinviati  all'Ufficio  AI 
intimato perché proceda ai sensi del considerando 13.

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C-1174/2009

14.2 Le  spese  processuali,  ammontanti  a  Fr.  300.-,  sono  poste  a 
carico del  ricorrente  e  vengono compensate con l'anticipo  versato il 
30 dicembre 2009.

14.3 Non  si  assegnano  indennità  per  spese  ripetibili  alla  parte 
soccombente. 

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al  
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Gli atti  sono rinviati  all'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli  
assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  perché  proceda  ai  sensi  del  
considerando 13.

3.
Le spese processuali, di Fr. 300.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Esse sono computate con l'anticipo spese di Fr. 300.-. 

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

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C-1174/2009

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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