# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9a0ccec1-85fd-5ad2-ab17-6844c804eb98
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-05-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 11.05.2010 38.2010.10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2010-10_2010-05-11.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  38.2010.10

   

  CI

  	
  Lugano

  11 maggio
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Carlo Iazeolla, vicecancelliere

  	 

						

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 febbraio 2010
di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 1°
  febbraio 2010 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 9 dicembre 2009 la Cassa CO 1 (di seguito: la Cassa) ha respinto
la richiesta di indennità per insolvenza inoltrata da RI 1, ritenendola tardiva
(cfr. doc. 9).

 

                                         In
seguito all’opposizione interposta dall’assicurato (cfr. doc. 7, doc. A3), con
decisione su opposizione del 1° febbraio 2010 la Cassa ha confermato il
contenuto della propria precedente decisione (cfr. doc. A1).

 

                               1.2.   Con ricorso
del 14 febbraio 2010 l’assicurato ha richiesto l’annullamento della decisione
su opposizione impugnata.

A sostegno della propria pretesa ricorsuale egli ha addotto che il 30 giugno
2008 l’avv. __________ gli aveva comunicato che, citiamo, “la __________ non
sarebbe andata in insolvenza, per cui la nostra rappresentante legale,
l’avvocato __________ ha sospeso il procedimento”, e che solamente l’8 novembre
2009 un suo ex collega di lavoro lo aveva informato telefonicamente del
fallimento della __________ (cfr. doc. I, doc. Ibis).

 

                               1.3.   In risposta,
la Cassa ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa, rilevando che
l’ignoranza del diritto non giustifica il ritardo - nel caso concreto di quasi
10 mesi rispetto alla scadenza del termine - nella presentazione della
richiesta di indennità per insolvenza, né giustifica la relativa restituzione
dei termini (cfr. doc. III).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre
2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002;
STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U
347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT  I-2002 pag. 190 seg.; STFA H
304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

__________                  2.2.                                 Secondo
l'art. 51 cpv. 1 LADI:

 

"  I
lavoratori soggetti all'obbligo di contribuzione, al servizio di datori di
lavoro che sottostanno in Svizzera ad una procedura d'esecuzione forzata o che
occupano in Svizzera lavoratori, hanno diritto all'indennità per insolvenza,
se:

 

a.   il
loro datore di lavoro è stato dichiarato in fallimento e se a quel momento
vantano crediti salariali oppure

 

b.   il
fallimento non viene dichiarato soltanto perché in seguito a manifesto
indebitamento del datore di lavoro nessun creditore è disposto ad anticipare le
spese o

 

c.   hanno
presentato, contro il loro datore di lavoro, una domanda di pignoramento per
crediti salariali."

 

                                         L'art. 51
lett. b è stato introdotto nella legge in occasione della prima revisione della
LADI del 5 ottobre 1990, in vigore dal 1° gennaio 1992.

 

                               2.3.   A norma
dell’art. 53 cpv. 1 LADI se il datore di lavoro è stato dichiarato in
fallimento, il lavoratore deve far valere il diritto all’indennità entro 60
giorni dopo la pubblicazione del fallimento nel Foglio ufficiale svizzero di
commercio, alla cassa pubblica competente nel luogo dell’ufficio d’esecuzione e
fallimenti.

Alla scadenza di questo termine, il diritto all’indennità per insolvenza, che
copre unicamente i crediti salariali concernenti gli ultimi sei mesi del
rapporto lavorativo (art. 52 cpv. 1 LADI), si estingue ai sensi dell’art. 53
cpv. 3 LADI.

L’assicurato che pretende un’indennità per insolvenza deve presentare alla
cassa competente:

a)  il modulo di domanda d’indennità debitamente compilato;

b)  il certificato d’assicurazione AVS/AI;

c)   il permesso di domicilio o di dimora oppure un’attestazione di           domicilio
del Comune ovvero, se è straniero, il permesso     pertinente;

d)  tutti gli altri documenti chiesti dalla cassa per valutare il           diritto
all’indennità (cfr. art. 77 cpv. 1 OADI).

 

                               2.4.   Il Tribunale
federale delle assicurazioni ha già avuto modo di stabilire che i termini
previsti dalla LADI per il preannuncio, rispettivamente per fare valere il
diritto alle prestazioni, non costituiscono semplici prescrizioni d’ordine, ma
hanno carattere perentorio.

                                         Concretamente,
ciò significa che nei casi in cui la legge prevede un termine di preannuncio,
la mancata osservazione del termine comporta la negazione del diritto per
mancanza di un presupposto formale.

                                         Allorché
invece la legge prevede un termine per fare valere il diritto, il mancato
rispetto dello stesso provoca la decadenza del diritto alle prestazioni (su
queste questioni, cfr. in particolare: STFA del 18 gennaio 2000 nella causa L.,
C 366/99; DLA 1996/1997 no 13 pag. 70 consid. 1a; DLA 1995 no 21 pag. 123
consid. 1a DTF 117 V 244; DTF 110 V 334; DLA 1986 p.
50; DTF del 15 aprile 1987 nella causa B. C. SA, non
pubblicata e H. U. Stauffer,
Bundesgesetz über die obligatorische Arbeitslosenversicherung und
Insolvenzentschädigung, Zurigo 1992, p. 56 e 65).

                                         Pertanto se la domanda d’indennizzazione viene presentata dopo il
termine di 60 giorni a decorrere dalla pubblicazione del fallimento nel Foglio
ufficiale svizzero di commercio - senza che siano adempiuti i necessari
presupposti per la “restituzione di un termine” - il diritto all’indennità per
insolvenza si estingue.

Al riguardo, occorre rilevare che, per quanto attiene alla domanda di indennità
per insolvenza, la perentorietà del termine per far valere il diritto
all’indennizzazione viene espressamente sancita dall’art. 53 cpv. 3 LADI. 

 

                                         In una
sentenza del 14 agosto 2006 nella causa O., C 108/86, l'Alta Corte ha riconfermato
la propria giurisprudenza, sottolineando quanto segue:

 

"  Laut
Art. 53 Abs. 3 AVIG erlischt mit dem Ablauf der 60-tägigen Frist der
Anspruch auf Insolvenzentschädigung. Entsprechend dem Verwirkungscharakter der
Frist (BGE 123 V 107 Erw. 2a; ARV 2002 S. 187 Erw. 1a; Thomas
Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, Stand Frühjahr 1998,
S. 193 Rz 515) geht unter Vorbehalt einer allfälligen
Wiederherstellung der Anspruch als solcher unter. Er existiert nicht mehr
(Gerhard Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz [AVIG],
Band I, Bern 1987, S. 569, Rz 19 zu Art. 53; Beatrice
Grob-Andermacher, Die Rechtslage des Arbeitnehmers bei Zahlungsunfähigkeit und
Konkurs des Arbeitgebers, Diss. Zürich 1982, S. 117; vgl. auch Hans-Ulrich
Stauffer, Die Arbeitslosenversicherung, Zürich 1984, S. 180; Urs
Burgherr, Die Insolvenzentschädigung, Diss. Zürich 2004, S. 103; Boris Rubin, Assurance-chômage, Delémont 2005, S. 356)."

 

                               2.5.   In una
sentenza del 21 giugno 1988 nella causa J.K., pubblicata parzialmente in DTF
114 V 123 ed integralmente in DLA 1988 p. 125ss, il Tribunale federale delle
assicurazioni ha stabilito che la restituzione di un termine decorso per far
valere un diritto ad indennità di disoccupazione, per lavoro ridotto o per
intemperie, può essere concessa in quanto il ritardo sia dovuto a motivo
scusabile. 

A mente del TCA, questo asserto giurisprudenziale trova parimenti applicazione
nell’indennità per insolvenza. 

La restituzione di un termine inosservato per motivi indipendenti dalla propria
volontà, costituisce un principio generale del diritto e trova sempre
applicazione, sia in sede ricorsuale sia nella procedura non contenziosa (cfr.
STFA del 18 gennaio 2000 nella causa L., C 366/99; DLA 1996/1997 no 13 pag. 70
consid. 1b; DTF 123 V 106 consid. 2a; DLA 1988 pag. 128 e DTF 114 V 125).

                                         Ciò
malgrado, non tutti i motivi sono scusabili.

                                         La
giurisprudenza federale non ha infatti riconosciuto valore giustificativo al
sovraccarico di lavoro, all'ignoranza del diritto, rispettivamente
all'insicurezza dovuta all'introduzione di una nuova norma legale (cfr. STFA
del 18 gennaio 2000 nella causa L., C 366/99; DTF 110 V 343 consid. 3; 216
consid. 4; STFA 16 settembre 1985 in causa G., non pubblicata; DLA 1988, pag.
128, consid. 4a).

                                         Sono
invece ritenuti motivi scusabili l'impossibilità di osservare un termine a
seguito di malattia del datore di lavoro, oppure la malattia della persona
competente ad inoltrare l'annuncio, come pure l'ospedalizzazione della moglie
dell'annunciante (DLA 1988, pag. 129 consid. 4b).

                                         In una
sentenza del 2 dicembre 1992, pubblicata in DLA 1993/1994, pag. 19 ss., il TFA
ha ancora precisato che non può essere ritenuto scusabile il ritardato annuncio
da parte di un'impiegata della ditta che, prima di inoltrare la sua domanda
entro i termini previsti dalla legge, preferiva vedere risolte le questioni
relative a precedenti conteggi, ritenuti non corretti dall'amministrazione. Al
proposito il TFA ha rilevato:

 

"  Denn
die Prüfung von Gesuchen und Begehren durch Behörden nimmt stets eine gewisse
Zeit in Ausspruch. Die Einhaltung der in der Rechtsordnung vorgesehenen Fristen
kann nicht mit der Beschlussfassung über gleichartige oder ähnliche Gesuche und
Begehren verknüpft werden, da solche Fristen sonst den ihnen zugedachten Zweck
nicht mehr erfüllen könnten.” 

(DLA 1993/1994, p. 32)

 

                                         Infine, in una decisione del 17 luglio 1997 nella causa
Assicurazione X contro Y e Tribunale delle assicurazioni del Canton Zurigo
pubblicata in SVR 1998, UV Nr. 10 il TFA ha ribadito che è un principio
generale di diritto quello secondo cui un termine passato può essere
restituito, qualora l’interessato fu impossibilitato, senza sua colpa, di agire
in termine utile, postulando altresì la possibilità per i Cantoni di spingersi
oltre le disposizioni federali. 

 

                               2.6.   In una
sentenza C 366/99 del 18 gennaio 2000, concernente l'applicazione dell'art. 53
cpv. 1 LADI, il TFA, confermando il giudizio cantonale, ha precisato che:

 

"  (…)

    2.- Nella fattispecie, il fallimento della M.
SA, presso la quale aveva lavorato la richiedente, è stato pronunciato il 2
novembre 1998 e la relativa pubblicazione sul FUSC é avvenuta il 4 dicembre
seguente. Il termine di 60 giorni prescritto dalla legge per far valere il
diritto all'indennità per insolvenza era quindi già ampiamente scaduto quando,
il 18 febbraio 1999, l'assicurata ha sottoscritto la domanda di prestazioni.
Essendo la stessa tardiva, ne consegue la decadenza del diritto alla chieda indennità.

L. non ha fatto valere, né innanzi alle
precedenti istanze né in sede di procedura federale, validi motivi idonei a
giustificare la restituzione del termine inosservato. Per le ragioni già
esaurientemente esposte nella pronunzia contestata - cui questa Corte deve
integralmente aderire e rimandare - l'asserto della ricorrente di non essere
stata a conoscenza del termine di 60 giorni, segnatamente per non esserne stata
informata dalla Cassa e dai servizi sociali, non è ritenibile quando
innanzitutto si consideri che, per una regola generale, nessuno può prevalersi
dell'ignoranza della legge (cfr. DTF 124 V 220 consid. 2b/aa, 113 V 88 consid.
4c). Né d'altra parte è pertinente il richiamo ad un presunto obbligo di
informazione dell'amministrazione ritenuto come la stessa si attui in generale
solo dopo domanda da parte dell'assicurato e in tal caso può, qualora sia
errata, trovare tutela nel rispetto del principio della buona fede (cfr. DTF
124 V 220 consid. 2b/aa, 109 V 55 consid. 3a, 107 V 160 consid. 2). (…)"

 

                                         In
un'altra sentenza C 273/04 del 13 luglio 2005, il TFA ha negato ad un
assicurato il diritto alle indennità per insolvenza, argomentando:

 

"  (…)

3. (...)

Lorsque l'employeur a
été déclaré en faillite, le délai dont dispose le travailleur pour présenter sa
demande d'indemnisation est de 60 jours à compter de la date de la publication de la
faillite dans la Feuille officielle
suisse du commerce (art. 53 al. 1 LACI). En cas de saisie de l'employeur, ce délai court à compter de
la date de l'exécution de la saisie (al. 2). Le délai de
60 jours a un caractère péremptoire, mais est accessible à la restitution (al. 3; ATF 123 V 107 consid. 2a).

3.2 Une prétention
périmée à une indemnité en cas d'insolvabilité ne renaît pas
lors d'un nouveau cas d'insolvabilité de l'employeur. Les créances de salaires
antérieures au dépòt d'une réquisition de saisie ne peuvent ainsi plus faire l'objet de la prétention éventuelle
née ensuite de l'ouverture de la
faillite (ATF 126 V 139 consid. 3d,
123 V 108 consid. 2b; Urs Burgherr, Die Insolvenzentschädigung, Zahlungsunfähigkeit des Arbeitgebers als versichertes Risiko, Zurich 2004, p. 82; Thomas Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, p. 198, n. 525; Gerhard
Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, Tome III, n. 11
ad art. 52 LACI).

 

4.

En l'espèce, il
ressort du dossier que le recourant a engagé en 2001 une

poursuite à l'encontre de son ancienne employeuse
auprès de l'Office des poursuites de Sion pour recouvrer le montant de sa
créance de salaire. Le 12 avril 2002,
l'office a procédé à une saisie de biens au domicile de la débitrice, qui s'est avérée infructueuse. Le
recourant s'est vu remettre en conséquence un procès-verbal de saisie
valant acte de défaut de biens au sens des
art. 115 al. 1 et 149 LP.

Conformément à l'art.
53 al. 2 LACI, il incombait au recourant, pour

préserver son droit à une indemnité en cas
d'insolvabilité, de présenter sa demande
d'indemnisation dans les 60 jours à compter de la date de l'exécution de
la saisie. En l'absence d'une telle demande dans le délai requis, le droit à l'indemnité s'est périmé le 11 juin 2002. Aussi,
la demande déposée le 13 mai 2003
était-elle manifestement tardive. La faillite M. ne représentait pas un nouveau
cas d'insolvabilité, dont pouvait se prévaloir le recourant pour exercer son
droit à une indemnité en cas d'insolvabilité. Il importe par conséquent
peu de savoir si les renseignements fournis par une employée de l'Office des
faillites de l'arrondissement de Lausanne au mois de novembre 2002 avaient
induit le recourant en erreur, puisque le droit à l'indemnité était déjà périmé à ce moment-là.

 

5.

L'ignorance, par le recourant, des obligations qui
lui incombaient pour faire valoir ses droits en matière d'indemnité en cas
d'insolvabilité, est sans importance. En
effet, en vertu d'un principe général valable également dans le droit
des assurances sociales, nul ne peut tirer avantage de sa propre méconnaissance du droit (ATF 126 V
313 consid. 2b et les
références). Par ailleurs,
les autorités administratives, auprès desquelles le recourant s'est adressé
(Office régional de placement de Renens, Office des poursuites de Sion), n'étaient pas tenues de le renseigner sur ses droits et
obligations en la matière. En effet, les organes de I'assurance-chômage, et à
plus forte raison les autorités compétentes
en matière de poursuite pour dettes et de faillite, ne sont pas tenus de
renseigner spontanément un assuré - sans
avoir été questionnés par celui-ci -
ou d'attirer son attention sur le risque
d'un préjudice. Il en va de même en
ce qui concerne le risque de perdre des prestations d'assurances sociales (DTA 2002 n° 15 p. 115 consid. 2c et
les références).

A cet égard, on peut laisser indécis le point de
savoir si cette

jurisprudence reste applicable à la suite de
l'entrée en vigueur le Ier janvier 2003, soit postérieurement aux faits
litigieux, de l'art. 27 al. 1

LPGA, aux termes duquel
les assureurs et les organes d'exécution des diverses assurances sociales sont
tenus de renseigner les personnes intéressées sur leurs droits et obligations. (…)"

 

                                         In una
precedente sentenza C 152/00 del 18 dicembre 2000, il TFA si era così espresso:

 

"  (…)

2.- Il est constant que la recourante s'est annoncée
à l'intimée le 4 juin 1999 et que le délai de 60 jours prévu à l'art. 53 al. 1
LACI pour présenter sa demande d'indemnisation était échu depuis longtemps, la
faillite de T.________ ayant été publiée le 23 décembre 1998 dans la Feuille
officielle suisse du commerce. Il n'y a pas lieu à restitution pour
inobservation du délai. En effet, même si l'office des poursuites ou des
faillites a pu inviter la recourante à attendre la clôture de la faillite de
T.________, elle n'a pas été empêchée, sans sa faute, de présenter une demande
d'indemnité en cas d'insolvabilité dans le délai de 60 jours à compter du 23
décembre 1998. En l'absence d'obligation de renseigner le travailleur à charge
de l'office des poursuites ou des faillites, elle ne saurait exciper de sa
bonne foi (ATF 124 V 220 consid. 2b/aa). (…)"

 

                               2.7.   La
restituzione di un termine inosservato per motivi indipendenti dalla propria
volontà, costituisce un principio generale del diritto e deve quindi trovare
sempre applicazione, sia in sede ricorsuale sia nella procedura non contenziosa
(cfr. STFA del 18 gennaio 2000 nella causa L., C 366/99; DLA 1996/1997 N. 13,
consid. 2b, pag. 71; DTF 123 V 106 consid. 2a; DLA 1988 N. 17, consid. 3b, pag.
128 e DTF 114 V 123, consid. 3b, pag. 125).

 

                                         Questo principio è stato
codificato nella legge federale sulla parte generale del diritto delle
assicurazioni sociali (LPGA).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 41 LPGA se il richiedente o il suo rappresentante è stato impedito,
senza sua colpa, di agire entro il termine stabilito, lo stesso è restituito,
sempre che l'interessato lo domandi adducendone i motivi entro trenta giorni
dalla cessazione dell'impedimento e compia l’atto omesso.

 

                                         Il tenore
appena menzionato dell’art. 41 LPGA è entrato in vigore il 1° gennaio 2007
contemporaneamente alla legge sul Tribunale amministrativo che ne ha implicato
la modifica.

 

                                         Prima
dell'entrata in vigore della LPGA, l'Alta Corte aveva stabilito che la
restituzione di un termine inosservato per motivi indipendenti dalla propria
volontà, costituisce un principio generale del diritto e deve dunque trovare
sempre applicazione, sia in sede ricorsuale sia nella procedura non contenziosa
(cfr. STFA del 18 gennaio 2000 nella causa L., C 366/99; DLA 1996/1997 N. 13,
consid. 2b, pag. 71; DTF 123 V 106 consid. 2a; DLA 1988 N. 17, consid. 3b, pag.
128 e DTF 114 V 123, consid. 3b, pag. 125).

 

                                         Per
"impedimento non colpevole" si intende, non soltanto l'impossibilità
oggettiva o la forza maggiore, ma anche l'impossibilità che risulta da
circostanze personali o da un errore scusabile. Queste circostanze devono
comunque essere valutate oggettivamente. In definitiva, al richiedente non deve
potere essere rimproverata una negligenza (cfr. DTF 96 II 265 consid. 1a; STFA del 21 novembre 2001 nella causa
Fondazione X., I 393/01; U. Kieser, ATSG-Kommentar, 2a
ed., Zurigo/ Basilea/Ginevra
2009, art. 41 n. 6; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 170s.; A. Kölz/E. Häner,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1998, n.
151). 

 

                                         La giurisprudenza federale ammette che il decesso, una grave
malattia contratta improvvisamente, in particolare una patologia seria insorta
quando il termine sta per scadere, la degenza in ospedale possano costituire un
impedimento non colposo. Non basta però che l'interessato medesimo sia stato
impedito di agire entro il termine stabilito, lo stesso dovendo oltre a ciò
essere pure stato impossibilitato ad incaricare un terzo di compiere gli atti
di procedura necessari (RDAT II-1999 n. 8, p. 32; DTF 119 II 86, consid. 2a,
DTF 112 V 255, consid. 2a; cfr., pure, STFA del 2 luglio 2003 nella causa D., K
34/03). 

 

                                         Non
costituiscono, per contro, motivi scusabili il sovraccarico di lavoro,
l'ignoranza del diritto, rispettivamente l'insicurezza dovuta all'introduzione
di una nuova norma legale (cfr. STF 2C_448/2009 del 10 luglio 2009; STFA C
366/99 del 18 gennaio 2000; DLA 2002 N. 15 pag. 113; DLA 2000 N. 6, consid. 2,
pag. 31; DLA 1988 N. 17, consid. 4a, pag. 128; DTF 110 V 339, consid. 3, pag.
343 e DTF 110 V 210, consid. 4, pag. 216).

                                         Con
sentenza 8C_910/2008 del 30 gennaio 2009, pubblicata in SVR 2009 UV Nr. 26 pag.
95, il TF ha stabilito che errori nell’elenco elettronico dei termini di un
avvocato insorti dopo una panne informatica non costituiscono un impedimento
non colpevole giustificante la restituzione del termine ex art. 41 LPGA. Dopo
una panne informatica deve essere verificata la completezza dell’elenco e ciò
anche quando il PC-Supporter non fornisce alcun indizio a favore di una
possibile perdita di dati.

 

                               2.8.   Nel caso in esame
l’assicurato ha affermato di non aver potuto sapere del fallimento della sua
precedente datrice di lavoro, visto che abitava in __________. Siccome l’avv. __________
di __________ è sempre stata in contatto con il suo legale in __________, avv. __________,
quest’ultima avrebbe dovuto essere informata subito dalla collega ticinese in
modo da presentare prontamente la richiesta di indennità per insolvenza (cfr.
doc. A3, doc. I, doc. Ibis).

 

                                         A proposito del contatto
tra l’avv. __________ e l’avv. __________, sia in sede di opposizione che nel
proprio ricorso l’assicurato menziona la lettera inviata il 30 giugno 2008
dall’avv. __________ all’avv. __________ (cfr. doc. A5).
L’insorgente sostiene che in quell’occasione l’avv. __________ aveva
consigliato di non intraprendere nulla contro la __________ (cfr. doc. A3).

                                         In realtà, con lo scritto
in questione l’avv. __________ ha comunicato che non si poteva procedere nei
confronti degli amministratori della società se ad essi non potevano essere
ascritti atti illeciti di rilevanza penale. L’avv. __________ ha inoltre
rilevato quanto segue:

 

"  (…)

Gegen die Gesellschaft laufen, wie mir seitens
vom Betreibungs- und Konkursamt dokumentiert worden ist, verschiedene
Betreibungen; es handelt sich somit um ein Problem der Liquidität der
Gesellschaft." (cfr. doc. A5)

 

                                         L’assicurato
era pertanto perfettamente al corrente delle difficoltà finanziarie in cui
versava la sua ex datrice di lavoro. Egli avrebbe potuto e
dovuto prevedere la possibilità del fallimento della ditta anche a breve
termine - come è in effetti avvenuto il 4 novembre 2008 (cfr. doc. 13) ed
attivarsi di conseguenza.

 

                                         Va
peraltro ricordato che, per costante giurisprudenza, gli assicurati devono
sopportare le conseguenze delle azioni od omissioni delle persone alle quali
hanno affidato il compito di fare valere i propri diritti (cfr. STF 8C_984/2008
dell'11 maggio 2009; DLA 2002 pag. 259; SVR 2001 KV Nr. 3; DTF 111 1b 222; STCA
38.2008.1 dell'8 maggio 2008 confermata dal TF con sentenza 8C_466/2008 del 1°
aprile 2009; STCA 39.2002.67 del 20 febbraio 2003; STCA 35.2006.39 del 7
settembre 2006; STCA 38.2009.37-38 dell'11 gennaio 2010).

 

                                         In
base alla giurisprudenza riprodotta al consid. 2.7., l’ignoranza del diritto -
nella presente fattispecie, l’ignoranza della procedura per l’ottenimento di
indennità per insolvenza - non costituisce così un valido motivo di
restituzione dei termini.

 

                                         Alla
luce di tutto quanto qui sopra esposto, questo Tribunale ritiene che, a ragione, la Cassa ha respinto la richiesta di indennità per
insolvenza di RI 1.

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti