# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ff657146-f0f6-5075-a0f2-79c144e7c144
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-07-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 30.07.2015 35.2015.57
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2015-57_2015-07-30.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2015.57

   

  mm

  	
  Lugano

  30 luglio 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 maggio 2015 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 27 aprile 2015 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 1  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 19 marzo 2014, RI 1, nato
nel __________, dipendente dell’__________ di __________ in qualità di
massaggiatore medicale e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni
presso la CO 1, é caduto praticando lo sci e ha riportato, secondo il rapporto
26 marzo 2014 della dott.ssa __________, una contusione al pollice della mano
sinistra (cfr. doc. 7).

 

                                         L’Istituto assicuratore ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge. 

 

 

                               1.2.   Nel corso del mese di giugno
2014, il reumatologo dott. __________ ha diagnosticato la presenza di una
sinovite post-traumatica dell’articolazione metacarpo-falangea del pollice
sinistro (cfr. doc. 14). 

 

                                         Esperiti gli accertamenti
medici del caso, con decisione formale del 29 ottobre 2014, l’amministrazione
ha dichiarato estinto il proprio obbligo a prestazioni a contare dal 18 maggio 2014, in quanto la patologia diagnosticata nel giugno 2014 non costituirebbe una conseguenza naturale
dell’evento traumatico assicurato (cfr. doc. 34).

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’assicurato personalmente (cfr. doc. 39), in data 27 aprile
2015, la CO 1 ha confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc.
A1).

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso del 27
maggio 2015, RI 1 ha chiesto l’annullamento della decisione su opposizione
impugnata, argomentando in particolare quanto segue: 

 

" (…).

In conclusione vorrei dire che il Dr. med. __________, medicina
interna FMH, il Dr. med. __________ FMH reumatologia, medicina manuale SAMM,
medicina dello sport SSMS, il Dr. med. __________, Facharzt für Innere Medizin,
Rheumaerkrankungen FMH, che mi hanno visitato hanno attestato che il caso é
dovuto solo all’infortunio occorsomi il 19 marzo 2014. Vedi varie attestazioni
mediche. Mentre il referto del 4 aprile 2014 del Dr. med. __________ non é più
da tenere in considerazione visto che é un referto solo parziale. Il parere del
medico di CO 1 che non si sa né la qualifica né il nome non é da considerarsi
valido. Per questo motivo invito CO 1, la mia assicurazione in caso
d’infortunio, a risarcirmi l’infortunio in maniera completa e per tutta la
durata di esso con le varie spese di medici specialisti addebitatemi tra i
quali anche l’ergoterapia.

 

L’art. 6 cpv. 1, per quanto non previsto dalla legge, le
prestazioni assicurative sono effettuate in caso di infortuni professionali,
d’infortuni non professionali e di malattie professionali.

Cpv. 3 L’assicurazione effettua inoltre le prestazioni per lesioni
causate all’infortunato durante la cura medica (art. 10).

(…).

 

Nel mio caso mi é stata prescritta la fisioterapia e quest’ultima
é un personale paramedico vedi prescrizione di fisioterapia del 26 marzo 2014
da parte del Dr. __________. Quindi come attestano gli specialisti: il Dr. __________
di __________ in data 2 giugno 2014 e il Dr. __________ il 25 agosto 2014; la
manipolazione di fisioterapia ed ultrasuoni in acqua avvenuta il 9 aprile 2015
fa parte del mio infortunio avvenuto il 19 marzo 2014 visti gli articoli di
legge precedenti.”

                                         (doc. I, p. 4)

 

                               1.4.   La CO 1, in risposta, ha
postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III). 

 

                               1.5.   In corso di causa,
l’insorgente ha precisato alcuni punti della risposta di causa e ha prodotto ulteriore
documentazione, in parte già presente agli atti (doc. V + allegati). 

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per
la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque
decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv.
2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del 12
marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF  9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06
del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto della lite é la
questione di sapere se l’amministrazione era legittimata a dichiarare estinto
il proprio obbligo a prestazioni a contare dal 18 maggio 2014, oppure no. 

 

                               2.3.   Secondo l’art. 6 cpv. 1
LAINF, per quanto non previsto altrimenti dalla legge, le prestazioni
assicurative sono effettuate in caso d’infortuni professionali, d’infortuni non
professionali e di malattie professionali.

 

                                         Il capoverso 3 della
disposizione appena citata recita che l’assicurazione effettua inoltre le
prestazioni per lesioni causate all’infortunato durante la cura medica (art.
10). 

 

                               2.4.   Presupposto essenziale per
l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è
però l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue
conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo presupposto è da
considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È questione di fatto lo
stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di
causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano
secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo
l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT
II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF
125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio
2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella
causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00;
STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6
aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC
1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b;
DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c,
DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p.
31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono,
di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a
giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53;
DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).

                                         Ne discende che ove
l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non
possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato
dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406
consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore contro gli
infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele
dell'infortunio giocano 

                                         un ruolo causale.
Pertanto, la cessazione delle prestazioni entra in considerazione soltanto in
due casi: 

 

-  quando lo stato
di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima
dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine) 

                                         (cfr. RAMI 1992 U 142, p.
75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von
Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici
svizzeri 71/1990, p. 1093).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia
dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è
liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non
costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute.
Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il
diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio
deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza
preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un
effetto causale non è sufficiente. 

                                         Trattandosi della
soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già
all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e
riferimenti ivi citati). 

 

                               2.5.   Occorre inoltre rilevare che
il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso
di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                         Un evento è da ritenere
causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario
delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare
un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in
linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e
405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid.
4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque, qualora sia
carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare
le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata
(cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure:
Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

                                         La giurisprudenza ha
inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della
responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un
rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi
fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde
anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano
secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5
b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser,
Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS
2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39). 

 

                               2.6.   Nella concreta evenienza, dalla decisione su opposizione
impugnata risulta che l’assicuratore resistente ha negato il diritto alle
prestazioni a far tempo dal 18 maggio 2014, per il motivo che “… il dr.
med. __________ ha avuto modo di certificare che al 4 aprile 2014 l’assicurato
non presentava alcuna instabilità sul pollice, per cui si é limitato a disporre
un trattamento conservativo per 10 giorni. È solo in seguito ad una
manipolazione in occasione di una seduta di fisioterapia che l’assicurato
presenta una recrudescenza dei sintomi con infiammazione articolare. (…). Si
deve decidere quindi, alla luce di quanto sopra, che lo status quo sine
dell’assicurato é stato raggiunto al più tardi il 18 maggio 2014.” (doc. A1, p. 7 s.). 

 

                                         Questa Corte osserva che,
in data 26 marzo 2014, il medico curante ha prescritto a RI 1 un ciclo di sei
sedute di fisioterapia, a scopo analgesico e di recupero della funzione
articolare (cfr. doc. A 2; si veda pure il doc. 12 in cui il dott. __________, chiamato a precisare le cure istituite, ha indicato “stecca, AINS, fisioterapia”
- il corsivo é del redattore). 

 

                                         A margine del consulto del
1° aprile 2014, il dott. __________, Capo servizio di chirurgia della mano
presso l’Ospedale regionale di __________, ha refertato l’assenza d’instabilità
a livello del dito infortunato e ha consigliato di proseguire con il
trattamento conservativo, mantenendo la stecca per ulteriori 10 giorni (cfr.
doc. 8). 

 

                                         Il 9 aprile 2014, il
ricorrente si é sottoposto a una seduta di fisioterapia con manipolazione e
ultrasuoni in acqua, successivamente alla quale egli ha denuciato un
peggioramento sintomatico con gonfiore e una limitata mobilità del pollice
della mano sinistra (cfr. doc. 11 e doc. I, p. 2). 

                                         In data 2 giugno 2014,
l’assicurato ha quindi consultato il reumatologo dott. __________, il quale ha
diagnosticato una probabile sinovite post-traumatica dell’articolazione
metacarpo-falangea del pollice sinistro, precisando che “dopo un primo
miglioramento sintomatico circa 3 settimane dopo si é sottoposto a fisioterapia
con manipolazione e ultrasuoni in acqua e ha avuto un netto peggioramento
sintomatico. Porta un tutore e attualmente migliora molto lentamente ma
persiste un’inabilità lavorativa.” (doc. 14; si veda pure il doc. 25 in cui lo stesso specialista ha attestato che, a suo avviso, “… la problematica del paziente é
dovuta esclusivamente all’incidente del 19.03 e alla conseguente manipolazione
eseguita 3 settimane dopo.”). 

 

                                         Interpellato
dall’amministrazione, il dott. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica,
ha dichiarato che, vista l’assenza d’instabilità e di sinovite in occasione
della prima visita presso il dott. __________, la patologia diagnosticata dal
dott. __________ non può essere ritenuta conseguenza dell’infortunio del marzo
2014, ragione per la quale egli ha sostenuto che lo status quo sine
sarebbe stato raggiunto, al più tardi, il 18 maggio 2014 (cfr. doc. 20; si veda
pure il doc. 32, in cui il dott. __________ ha ribadito che, a suo avviso, il
nesso causale naturale con l’evento traumatico assicurato si era estinto a
partire dal 18 maggio 2014). 

 

                                         Con rapporto datato 25
agosto 2014, il dott. __________, spec. FMH in reumatologia interpellato
dall’assicuratore d’indennità giornaliera di malattia, ha attestato che l’incapacità
lavorativa certificata dal medico curante di RI 1 era credibile e riconducibile
esclusivamente a conseguenze infortunistiche (cfr. doc. 29, p. 3). 

 

                               2.7.   Chiamato a pronunciarsi,
questo Tribunale non può senz’altro confermare la decisione dell’amministrazione
di dichiarare estinto il nesso di causalità naturale con l’evento
infortunistico del 19 marzo 2014, a contare dal 18 maggio 2014. 

 

                                         In effetti, con
riferimento a quanto sostenuto dal dott. __________ (parere che sta alla base
della decisione impugnata), se é vero che, a margine della consultazione del 1°
aprile 2014, il chirurgo della mano dott. __________ non aveva refertato la
presenza di sinovite a livello dell’articolazione metacarpo-falangea del
pollice sinistro, é altrettanto vero che, da parte sua, il dott. __________ ha
imputato la patologia da lui diagnosticata in occasione della visita del 2
giugno 2014 alle misure fisioterapiche a cui il ricorrente si era nel frattempo
sottoposto (cfr. i doc. 14 e 25). 

                                         Del resto, non può essere
ignorato che é stato l’assicurato stesso ad aver avvertito un netto
peggioramento della sintomatologia successivamente alla seduta di fisioterapia
del 9 aprile 2014. 

 

                                         Ora, qualora venisse accertato
che la sinovite é insorta a causa della terapia prescritta dal medico curante
dell’assicurato per la cura delle conseguenze dell’infortunio del marzo 2014,
la CO 1 sarebbe chiamata a risponderne in virtù dell’art. 6 cpv. 3 LAINF. 

 

                                         Avendo l’assicuratore
convenuto omesso di appurare un fatto rilevante dal profilo giuridico, il TCA
ritiene che siano dati i presupposti per annullare la decisione su opposizione
impugnata e per rinviargli l’incarto affinché abbia a ordinare un
approfondimento peritale esterno (art. 44 LPGA) volto ad accertare quanto
precede. 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è accolto ai
sensi dei considerandi.

                                         §    La decisione su
opposizione é annullata. 

                                         §§ L’incarto
é retrocesso alla CO 1 per complemento istruttorio e nuova decisione circa il
diritto a prestazioni a decorrere dal 18 maggio 2014. 

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

Daniele Cattaneo                                                 Maurizio
Macchi