# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5333d46a-185b-57e2-b5a5-ac15165e7b46
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-03-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.03.2006 36.2005.77
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2005-77_2006-03-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2005.77

   

  TB

  	
  Lugano

  28 marzo 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 9 luglio 2005
di

 

	
   

  	
  AT 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  Cassa Malati CV 1 

   

   

  in materia di assicurazione contro le
  malattie

  

 

 

in fatto ed in diritto

 

ritenuto che

il 7 marzo 2004 AT 1 è
caduto da una rampa d'accesso
di un posteggio seminterrato, procurandosi gravi ferite al torace e alla
scatola cranica,

 

l'assicuratore infortuni ha subito assunto il
caso,

 

emersi nuovi elementi,
l'assicuratore infortuni ha
negato il proprio obbligo a prestazioni, poiché, a suo dire, si sarebbe
trattato di un tentativo di suicidio e non di una caduta accidentale,

 

questa tesi è stata
impugnata dall'assicuratore
malattia,

 

la determinazione
della natura dell'accaduto del
7 marzo 2004 è sfociata in una controversia tra i predetti assicuratori davanti
al Tribunale Cantonale delle Assicurazioni (Inc. n. 35.2005.72),

 

sulla scorta dei
diversi atti medici, della documentazione fornita dalla polizia, delle
dichiarazioni dell'assicurato e
della moglie, con sentenza del 16 marzo 2006 il TCA ha concluso che la caduta oltre il parapetto della rampa d'accesso del garage costituiva un tentato
suicidio (consid. 2.8),

 

per l'art. 37 LAINF, l'assicurato che ha provocato intenzionalmente
il danno alla salute o la morte non ha diritto alle prestazioni assicurative,
ad eccezione delle spese funerarie,

 

l'art. 48 cpv. 1 OAINF
precisa che il precitato disposto non è applicato se l'assicurato, al momento
dell'azione e senza propria colpa, era completamente incapace di agire
ragionevolmente o se il suicidio, il tentativo di suicidio o l'automutilazione
vanno indubbiamente ascritti ad un infortunio assicurato,

 

la giurisprudenza ha
precisato che il suicidio come tale costituisce un infortunio assicurato
soltanto se è stato commesso in uno stato di totale incapacità di
discernimento ai sensi dell'art. 16 CC,

 

affinché la
responsabilità dell'assicuratore contro gli infortuni sia impegnata, è
necessario che, al momento dell'atto e tenuto conto di tutte le circostanze
oggettive e soggettive, in relazione anche all'atto in questione, l'interessato
fosse totalmente privato della facoltà di agire ragionevolmente, a causa,
segnatamente, di infermità o debolezza mentale (DTF 129 V 95),

 

il TCA ha conseguentemente accertato se, al
momento dell'atto, l'assicurato
fosse o meno totalmente incapace di discernimento,

 

sulla scorta della
documentazione medica di cui disponeva, il TCA, applicando il criterio della probabilità preponderante utilizzato
abitualmente per l'apprezzamento delle prove nel settore delle assicurazioni
sociali, ha ritenuto che il 7 marzo 2004, al momento in cui ha compiuto il
tentativo di suicidio, l'assicurato non si trovava in uno stato di totale
incapacità di discernimento (citata STCA del 16 marzo 2006, consid. 2.12),

 

pertanto, i
presupposti dell’art. 48 OAINF non sono stati adempiuti, cosicché è stato
accertato il buon fondamento del rifiuto da parte dell’assicuratore infortuni di
erogare delle prestazioni a AT 1,

 

non trattandosi dunque
di un infortunio, il ricorso dell'assicuratore malattia LAMal è stato respinto,

 

con la presente
petizione del 9 luglio 2005 (doc. I), AT 1 chiede che l'assicuratore malattia privato sia condannato a versare le indennità
giornaliere per malattia di sua spettanza a dipendenza del contratto collettivo
per perdita di guadagno secondo la LCA stipulato dal suo ex datore di lavoro,
valido dal 1° gennaio 2003,

 

a dire del
patrocinatore dell'attore, il
gesto inconsulto del 7 marzo 2004 avrebbe infatti preso forza da un
irrefrenabile impulso dovuto ad una malattia psichica, circostanza, questa,
corroborata dal successivo ricovero dell'assicurato all'Ospedale
__________ (doc. I),

 

dal canto suo,
basandosi sulla documentazione medica presente nell'incarto parallelo n. 35.2005.72, la convenuta è giunta alla
conclusione che le ferite riportate dall'assicurato non siano la conseguenza di un infortunio, bensì di un
tentativo di suicidio commesso scientemente, ovvero con la capacità di
intendere e di volere,

 

l'assicuratore CV 1 (doc. III) nega pertanto di
dover corrispondere all'attore
delle indennità giornaliere a causa del tentato suicidio, poiché l'art. 14 LCA escluderebbe un proprio
intervento,

 

considerato che

la presente vertenza
non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad
esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il
TCA può dunque decidere nella
composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge
organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella
causa N., I 707/00),

 

giusta l'art. 14 cpv. 1 LCA, l'assicuratore non è responsabile quando il
sinistro sia stato cagionato intenzionalmente dallo stipulante o dall'avente diritto,

tuttavia, questo
disposto non si applica quando le CGA regolano chiaramente le problematiche
poste da un caso di suicidio (RUA XII n. 17),

 

nel caso di specie, le
Condizioni Generali del contratto d'Assicurazione (CGA) per l'assicurazione collettiva d'indennità giornaliera per malattia secondo LCA, edizione 1999,
applicabile al contratto stipulato tra CV 1 e l'ex datore di lavoro dell'attore (doc. IX), non contemplano il tentato suicidio come motivo d'esclusione della copertura assicurativa
(art. A15 CGA),

 

di conseguenza, torna
applicabile in via suppletiva l'art. 14 LCA,

 

in concreto quanto
occorso all'attore non è stato qualificato
come un infortunio siccome in quel momento egli era capace di discernimento, 

 

in virtù dell'art. 14
LCA l'assicuratore privato LCA non
deve assumersi le conseguenze del tentato suicidio, avendo l'attore agito chiaramente con intenzione,

 

sulla scorta del
contratto collettivo d'indennità
giornaliera stipulato con l'ex
datore di lavoro di AT 1, la convenuta non è dunque tenuta a corrispondere al
beneficiario delle prestazioni per perdita di guadagno per malattia a
dipendenza del tentativo di suicidio del 7 marzo 2004,

 

in queste circostanze, la petizione dell'attore va respinta,

 

l'art. 43 della Legge
federale sull'organizzazione giudiziaria (OG) prevede il ricorso per riforma al
Tribunale federale per violazione del diritto federale,

 

per l'art. 46 OG, nelle
cause civili per altri diritti di carattere pecuniario, il ricorso per riforma
è ammissibile solo quando, secondo le conclusioni delle parti, il valore
litigioso davanti all'ultima giurisdizione cantonale raggiungeva ancora Fr. 8'000.-,

 

in concreto, il valore
litigioso è rappresentato dalle indennità giornaliere che l'assicuratore dovrebbe versare all'attore a dipendenza della sua incapacità di
lavoro per malattia,

 

ritenuto come
un'indennità giornaliera corrisponda a Fr. 97,40 (doc. D) e che l'attore abbia contrattualmente diritto a 730
giorni d'indennità, l'importo che gli spetterebbe supera
facilmente i citati Fr. 8'000.-, per cui sono dati gli estremi per un eventuale
ricorso per riforma al Tribunale Federale di Losanna,

 

secondo l'art. 49 cpv.
2 LSA, i tribunali svizzeri devono trasmettere gratuitamente all'autorità di
sorveglianza una copia di tutte le sentenze civili concernenti disposizioni del
diritto in materia di contratto d'assicurazione, perciò s'impone di notificare
all'autorità di sorveglianza anche la presente sentenza.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   La
petizione è respinta.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Intimazione
alle parti e all'UFAP, Berna.

                                         Contro il presente giudizio è dato ricorso per riforma al Tribunale
federale di Losanna ai sensi degli artt. 43 segg. della Legge federale
sull'organizzazione giudiziaria (OG).

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti