# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f688bc47-2a4e-5b0e-9943-56ceaddc7231
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-11-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 27.11.2001 52.2001.311
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-311_2001-11-27.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00311

   

  	
  Lugano

  27 novembre
  2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Michele Patuzzo, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 10 settembre 2001 di

 

 

	
   

  	
  __________ patr. da: studio legale __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 22 agosto 2001, no. 3779, del Consiglio
  di Stato, che ha respinto il gravame presentato dall'insorgente contro la
  risoluzione 10 maggio 2001 con cui l'Ufficio giuridico della circolazione gli
  ha revocato a tempo indeterminato la licenza di condurre veicoli a motore;

  

 

 

vista la risposta 25
settembre 2001 del Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   __________
è stato oggetto in passato di svariate revoche della licenza di condurre: la
prima di un mese nel 1988 per eccesso di velocità, quindi a tempo indeterminato
per consumo di sostanze stupefacenti nel luglio 1989 con riammissione alla
guida nel luglio 1990 e nel settembre 1995 con riammissione alla guida nel
maggio 1997, ed infine di 6 mesi per guida in stato di ebrietà dal 5 settembre
1999 al 4 marzo 2000.

 

 

                                  B.   Il 9
dicembre 2000 in territorio di __________ l'insorgente in una curva per lui piegante
a sinistra ha perso la padronanza dell'automobile di cui era alla guida in
stato di ebrietà, sbandando oltre la linea di sicurezza, salendo sul
marciapiedi ed urtando il muro di un'abitazione, allontanandosi senza conformarsi
ai suoi doveri in caso di infortunio. Il 28 febbraio 2001 in territorio di
__________ egli ha nuovamente circolato in automobile in stato di ebrietà, con
un tasso di alcolemia del 1,53-3,23‰, ed in una svolta a destra ha urtato tre
paletti, allontanandosi senza conformarsi ai suoi doveri in caso di infortunio.
La licenza di condurre gli è stata ritirata il giorno stesso dalla polizia.

 

 

                                  C.   Con
decisione 10 maggio 2001 la Sezione della circolazione, visto il rapporto peritale
20 aprile 2001 di Ingrado centro di cura dell'alcolismo (in seguito: Ingrado) e
considerato che l'interessato era in cura psichiatrica a causa di scompensi
psichici, richiamati gli art. 14 cpv. 2 lett. c, 16 cpv. 1 e 17 cpv. 1 bis e
cpv. 3 LCStr, modificando la propria precedente risoluzione di revoca
cautelativa 22 marzo 2001, ha revocato a tempo indeterminato la licenza di
condurre veicoli a motore di __________, disponendo che nessun riesame gli
verrà concesso prima del mese di dicembre 2002, e subordinando la riammissione
alla guida alla presentazione cumulativa

·       
di un certificato medico internistico e di un
rapporto Ingrado attestanti dopo un periodo di controllo di almeno 12 mesi l'avvenuta
disintossicazione e la scomparsa di qualsivoglia dipendenza psicofisica da
bevande alcoliche;

·       
di un certificato medico attestante dopo
regolari e frequenti controlli che egli non ha più fatto uso di sostanze
stupefacenti per un periodo di almeno 12 mesi consecutivi;

·       
di un certificato medico psichiatrico attestante
l'idoneità alla guida.

La risoluzione autorizzava comunque la guida
di ciclomotori durante il periodo di revoca.

 

 

                                  D.   Contro tale
decisione __________ è insorto davanti al Consiglio di Stato, postulando la
riduzione del periodo di attesa prima di un eventuale riesame della decisione,
sostenendo di avere iniziato per la prima volta una psicoterapia con
l'assunzione di adeguati farmaci, come sarebbe attestato dal certificato medico
(recte: lettera 22 maggio 2001 indirizzata al patrocinatore del
ricorrente) dello psichiatra e psicoterapeuta dr. med. FMH __________, che
indicherebbe che "… una volta raggiunti i risultati terapeutici, non vi
sono controindicazioni al possesso della patente di guida a condizione che il
paziente segua scrupolosamente i controlli previsti e descritti in precedenza…".
L'insorgente ha prodotto anche un secondo certificato medico (recte:
lettera 17 maggio 2001 indirizzata al patrocinatore del ricorrente) del medico
internista dr. med. FMH __________, che indicherebbe che il ricorrente ha
prospettive di vita tra i 5 e i 10 anni. In queste condizioni a mente del
ricorrente un periodo di prova di 22 mesi prima della sua eventuale
riassunzione alla guida sarebbe di durata eccessiva e non rispettoso del
principio della proporzionalità.

 

 

                                  E.   Con
decisione 22 agosto 2001 il Consiglio di Stato ha respinto il gravame e negato
la concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.
L'esecutivo, alla luce del rapporto __________ che evidenziava in particolare
un consumo alcolico smodato occasionale che facilmente trascende e denotava
aspetti etilistici tali da non permettere di ritenere realmente garantita
l'idoneità alla guida dell'interessato, ha ritenuto che al momento della
decisione impugnata l'insorgente non era in grado di sormontare per mezzo della
propria volontà questa tendenza a consumare bevande alcoliche in proporzioni
eccessive. Visto come "il perito medico ha il compito di descrivere la
situazione clinica dell'interessato, mentre è competenza dell'autorità
amministrativa, sulla base di tutti gli elementi a disposizione, pronunciarsi
sull'opportunità della revoca della licenza di condurre" (decisione
impugnata, consid. 5), il Consiglio di Stato ha ritenuto giustificata una
revoca della licenza ex art. 17 cpv. 1 bis LCStr come pure la durata del
termine di prova, in considerazione della recidiva e dell'elevato tasso
alcolico riscontrato al momento delle infrazioni.

 

 

                                  F.   Contro
questa decisione il ricorrente si aggrava ora davanti a questo tribunale, chiedendo
di concedergli il riesame della revoca della licenza di condurre già dal febbraio
2002, e chiede di essere messo a beneficio dell'assistenza giudiziaria e del gratuito
patrocinio. L'insorgente sostiene che alla luce dei due certificati medici da
lui prodotti, sui quali il Consiglio di Stato in violazione del diritto di
essere sentito non si sarebbe chinato e non avrebbe argomentato omettendo di
accertare compiutamente i fatti e di motivare la propria decisione, una durata
minima di 12 mesi potrebbe essere sufficiente a raggiungere lo scopo della
revoca, mentre i 22 mesi decisi dall'autorità sarebbero sproporzionati e non
sorretti da interesse pubblico. Degli ulteriori argomenti di dettaglio si dirà
per quanto necessario in seguito.

 

 

                                  G.   Il
Consiglio di Stato ha chiesto la reiezione del gravame senza formulare
particolari osservazioni.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire contro le decisioni
amministrative del Consiglio di Stato in materia di circolazione stradale discende
dall'art. 10 LALCStr.

Il gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm)
e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm),
è ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

1.2. Nel caso di specie, trattandosi di una
revoca a scopo di sicurezza, il potere cognitivo di questo Tribunale si limita
alla verifica di un'eventuale violazione del diritto, segnatamente con riferimento
all'apprezzamento erroneo di un fatto e all'eccesso o abuso di potere (art. 61
cpv. 1 e 2 PAmm), nonché alla verifica se l'accertamento dei fatti ad opera
delle istanze inferiori è stato esatto e completo (art. 62 PAmm).

 

 

                                   2.   L'insorgente
si duole di una violazione del diritto di essere sentito, ravvisata nel fatto
che il Consiglio di Stato non avrebbe preso in considerazione i certificati
medici da lui prodotti. Tali rimproveri vanno esaminati prioritariamente,
poiché il diritto di essere sentito costituisce una garanzia di natura formale
la cui disattenzione comporta l'annullamento della decisione impugnata indipendentemente
dalle possibilità di successo del ricorso nel merito (DTF 120 Ib 379 consid.
3b).

 

2.1. La natura ed i limiti del diritto di
essere sentito sono determinati anzitutto dalla normativa procedurale cantonale.
Se questa risulta insufficiente, valgono le garanzie minime dedotte dagli art.
29 Cost. e 6 CEDU (DTF 125 I 257 consid. 3a, 119 Ia 136 consid. 2c), norme che
assicurano all'interessato il diritto di esprimersi su tutti i punti essenziali
di un procedimento prima che sia emanata una decisione ed il diritto di
partecipare all'assunzione delle prove, di conoscere i risultati delle stesse,
di determinarsi a riguardo e di avanzare offerte di prova rilevanti (DTF 126 I
15 consid. 2aa, 124 I 49 consid. 3a, 122 I 109 consid. 2a, 120 Ib 379 consid.
3b).

 

2.2. La procedura amministrativa cantonale è
retta dal principio inquisitorio, che impone all'autorità di accertare
d'ufficio gli elementi suscettibili di determinare la decisione di assumere di
sua iniziativa le prove necessarie, senza essere vincolata dalle domande delle
parti (art. 18 cpv. 1 PAmm). In quest'ambito, l'autorità può procedere al
cosiddetto apprezzamento anticipato delle prove, rinunciando a quelle offerte
la cui assunzione non condurrebbe verosimilmente ad alcun nuovo chiarimento
rilevante per il giudizio (DTF 122 II 464 consid. 4a, 120 Ib 224 consid. 2b;
Rep. 1980 p. 7; Borghi, GAT, N. 364), dando ragione nel proprio giudizio del
rifiuto di assumere le prove considerate ininfluenti (DTF 112 Ia 107 consid.
2b; RDAT II-1994 N. 50, 1990 N. 43).

 

2.3. Il diritto di
ottenere una decisione motivata, che è componente essenziale del diritto di
essere sentito, è garantito dall'art. 26 cpv. 1 PAmm, il quale si limita però a
stabilire il principio della motivazione scritta e non precisa altrimenti il
contenuto e l'estensione della motivazione. Quest'ultima deve pertanto
rispettare le esigenze che discendono direttamente dal diritto di essere sentito
e che costituiscono una garanzia sussidiaria minima: l'ampiezza della
motivazione va determinata tenendo conto dell'insieme delle circostanze della
fattispecie e degli interessi della persona colpita ed applicando i principi
sviluppati dalla giurisprudenza del Tribunale federale (Borghi/Corti, Compendio
di procedura amministrativa ticinese, ad art. 26 n. 1 e citazioni). In linea di
massima, le autorità devono pronunciarsi sulle allegazioni delle parti nei
considerandi, riferendosi agli argomenti che esse hanno sollevato; una motivazione
può comunque essere sufficiente quando l'autorità menziona, almeno brevemente,
i motivi che l'hanno spinta a decidere in un senso piuttosto che nell'altro e
pone quindi l'interessato nella condizione di rendersi conto della portata del
giudizio e delle eventuali possibilità d'impugnazione con conoscenza di causa
presso un'istanza superiore. Non occorre invece che l'autorità si pronunci su
tutti gli argomenti che potrebbe esaminare, bastando che si occupi delle sole
circostanze rilevanti per il giudizio ed atte ad influire sulla decisione di
merito, purché non manifestamente inconsistenti (Borghi/Corti, ibid., n. 2a e
citazioni, 3d e citazioni).

 

2.4. Il ricorrente lamenta il fatto che
l'autorità non avrebbe preso in considerazione i due certificati medici
prodotti (recte: due lettere dei suoi medici). La censura è infondata.
Nella sua decisione il Consiglio di Stato indica che il ricorrente "postula
una mitigazione della sanziona amministrativa … adducendo in sostanza il principio
della proporzionalità e facendo valere le cure a cui si sta sottoponendo attualmente.
Altre argomentazioni ricorsuali verranno riprese, se del caso, in seguito"
(consid. 2). L'esecutivo fa inoltre riferimento alla "dichiarazione
medica 11 aprile 2001" indirizzata dal dr. __________ ad __________
(consid. 4 i. f.), e precisa che "secondo la giurisprudenza federale il
perito medico ha il compito di descrivere la situazione clinica
dell'interessato, mentre è competenza dell'autorità amministrativa, sulla base
di tutti gli elementi a disposizione, pronunciarsi sull'opportunità della
revoca della licenza di condurre. Pertanto, alla luce della documentazione agli
atti e delle precedenti argomentazioni … la scrivente autorità ritiene dati i
presupposti per la revoca …" (consid. 5 e 6 i. i.). Ne discende che
l'autorità ha preso in considerazione l'intera documentazione agli atti e non
solo quella esplicitamente evocata nei motivi della decisione (consid. 6 i.
i.), ha dato atto che il ricorrente aveva fatto valere le cure cui era
sottoposto (consid. 2 e 4 i. f. ) ed indicato che le dichiarazioni del perito
medico sono solo uno degli elementi che l'autorità deve considerare in questo
ambito per rendere la propria decisione (consid. 5), argomentando principalmente
sulla perizia __________. In tali condizioni, il fatto che l'esecutivo abbia citato
(marginalmente) solo una delle dichiarazioni mediche in atti non costituisce violazione
del diritto di essere sentito del ricorrente, cui è stato comunque indicato che
le valutazioni del perito medico e dell'autorità si riferiscono a due ambiti
distinti, la valutazione (clinica) del primo non potendosi sostituire alla
decisione (di opportunità) della seconda; tali indicazioni benché scarne sono
comunque sufficienti a fare capire all'insorgente che l'esecutivo richiamandosi
ad una giurisprudenza federale ha considerato prevalente la perizia Ingrado
rispetto alle argomentazioni mediche ed alle cure seguite, sulle quali non si è
ulteriormente soffermato in quanto ritenute in concreto ininfluenti sull'esito
del gravame.

 

2.5. Alla luce di quanto sopra esposto
neppure l'evidente errore redazionale per cui al consid. 6 della decisione
impugnata risulta in cognome diverso da quello del ricorrente riunisce gli
estremi di una violazione del diritto di essere sentito, in quanto la motivazione
della decisione impugnata, che adempie comunque ai requisiti minimi garantiti
dal diritto costituzionale, non ne risulta in alcun modo scalfita.

 

 

 

 

 

 

                                   3.   A norma
dei combinati art. 16 cpv. 1 e 14 cpv. 2 lett. c LCStr, la licenza di condurre
dev'essere revocata se il conducente è dedito al bere o ad altre forme di
tossicomania che possono diminuirne l'idoneità alla guida. La licenza di
condurre è revocata per una durata indeterminata se il conducente non è idoneo
a guidare un veicolo a motore a causa d’alcolismo o altra forma di tossicomania
oppure per motivi caratteriali o altri motivi; la revoca comporta un periodo di
prova di almeno un anno; nel caso di revoca per motivi medici non vi è periodo
di prova (art. 17 cpv. 1 bis LCStr). L'art. 17 cpv. 3 prima e seconda frase
LCStr stabilisce che la licenza che è stata revocata per un tempo maggiore può
essere nuovamente rilasciata dopo almeno sei mesi condizionatamente, se può
essere ammesso che il provvedimento ha conseguito il suo scopo; la durata
minima legale della revoca (l'art. 17 cpv. 1 lett. d) e il periodo di prova
connesso con la revoca di sicurezza (art. 17 cpv. 1 bis) non possono
essere ridotti.

 

 

                                   4.   Le
autorità inferiori hanno fondato la revoca della licenza sulle risultanze della
perizia 20 aprile 2001 del lic. phil. __________. Nel caso specifico, pur non
contestando l'imparzialità e l'indipendenza del perito, il ricorrente ritiene
che alla luce delle dichiarazioni mediche prodotte e del suo status psicofisico
il termine di riesame della decisione possa essere significativamente ridotto.

 

4.1. Il perito ha avuto un colloquio
personale con l'interessato, l'ha sottoposto a numerosi test ed ha chiesto al
medico curante dr. __________ di svolgere determinate analisi e di fornirgli determinate
informazioni, ed ha tenuto conto nel referto dell'insieme di tutte le
risultanze. Il perito ha indicato che il ricorrente ha un passato tossicomanico
(eroina e cocaina) che ne ha seriamente compromesso la salute, ed attualmente
presenta problemi fisici (segnatamente epatite virale; il dr. __________ riferisce
anche di infetto HIV cronico) e psichici (gravi disturbi psicotici insorti con
l'abuso di cocaina, e per i quali è in cura psichiatrica ed assume un
neurolettico indicato per disturbi mentali di carattere schizofrenico), oltre
ad una depressione da quando gli è stata revocata la licenza. Sia l'assunzione
del medicamento che l'epatite virale sconsiglierebbero l'uso di alcolici. Il
perito riferisce esplicitamente che il dr. __________ ritiene non presente una
problematica etilistica abituale.

4.2. Dai test svolti dal paziente su
richiesta del perito sono però emersi una certa problematica alcolcorrelata o
addirittura etilistica con predominanza numerica degli aspetti patologici gravi
sulla loro problematizzazione (test MAST-01), un marcato profilo etilistico
della personalità (scala dell'alcolismo), un'asserita assenza di difficoltà nel
resistere agli inviti ed al desiderio di assumere bevande alcoliche (scala del
craving) ed una assenza di preoccupazioni riguardo al giudizio che potrà essere
emesso sulla base dei risultati dei test, con tendenza a sottolineare comportamenti
negativi senza tenere conto dell'accettazione sociale, denotando carenze nella
capacità di controllare i comportamenti e le reazioni emotive e gravi disturbati
e difficoltà ad evitare comportamenti inadeguati (scala di attendibilità delle
affermazioni). Il perito riferisce che l'interessato molto probabilmente quando
beve non tiene conto del proprio consumo, mostra una resistente banalizzazione
della guida in stato di ebrietà e dell'assunzione della responsabilità quando
beve (molto). __________ banalizza questo fatto e non denota di averne
raggiunto un utile grado di consapevolezza: la sua attribuzione della colpa dei
propri eccessi è prevalentemente eterodiretta, attribuita alla situazione o
alla compagnia. Il lic. phil. __________ condivide inoltre le preoccupazioni
del dr. __________ sulle ripercussioni che il perdurare del consumo di THC
potrebbe avere sul disturbo mentale del paziente, che occasionalmente fumerebbe
cannabinoidi, non sembrando cosciente del rischio potenziale ma importante che
ciò comporta.

 

4.3. In conclusione il perito ha ravvisato
un consumo smodato occasionale di bevande alcoliche che facilmente trascende,
principalmente legato alle situazioni di convivialità ma soprattutto di
gestione degli stati emotivi e dell'umore, giudicandolo altamente dannoso con
aspetti etilistici tali da non permettere di ritenerne realmente garantita
l'idoneità alla guida. Particolarmente preoccupante sarebbe la banalizzazione
della pericolosità degli eccessi alcolici per la propria salute, denotante un
atteggiamento di irresponsabilità di cui tenere conto anche come atteggiamento
generale nel mettersi alla guida. Il perito ha suggerito quindi la certificazione
della riacquisizione dell'idoneità alla guida attraverso il controllo del
consumo alcolico e di stupefacenti, come anche della disponibilità alla cura
psichiatrica, garanzie da richiedere a tempo indeterminato anche dopo il
superamento del periodo di controllo richiesto per la riammissione alla guida
alla luce dei dubbi "alquanto importanti" sulla accondiscendenza
spontanea alle cure e sulla reale volontà e capacità dell'interessato di astenersi
dall'uso/abuso di sostanze psicoattive.

 

4.4. Il dr. Ru__________p l'11 aprile ha
riferito che per l'interessato "...sino ad ora il consumo etilico non è
mai stato un problema medico…" e che "per quanto riguarda
l'idoneità alla guida le … preoccupazioni sono rivolte soprattutto all'abuso di
cannabis tuttora presente e ai possibili scompensi psichici. …. In fase depressiva
il paziente può assumere in maniera compulsiva sia sonniferi che alcool o altra
droga … in queste situazioni il paziente è chiaramente instabile e inadatto
alla guida e potrebbe causare incidenti come già accaduto…. Ritengo che a
questo punto sia più importante il parere dello psichiatra che del medico
internista…". La successiva lettera 17 maggio 2001 del dr. __________,
prodotta dal ricorrente davanti al Consiglio di Stato, indica che "… il
paziente è abbastanza stabile dal lato della sua politossicomania… nella
situazione attuale non si possono completamente escludere degli abusi saltuari,
un abuso cronico è comunque da escludere … Ritengo perciò che data la
particolare psicologia del paziente, che rifiuta le terapie per le sue
patologie virali, determinando così una prognosi infausta a medio a lungo
termine (5-10 anni) si possa concedere cautelativamente la patente di guida,
soddisfacendo l'ardente desiderio e le speranze del paziente. … Bisognerebbe …
trovare un modo di mediare tra un uso compassionevole della concessione della
patente e le necessità della sicurezza stradale. Penso quindi che la concessione
sottoposta ad un periodo di controlli di almeno 6 mesi possa essere un
compromesso ragionevole." Lo scritto 22 maggio 2001 del dr. __________
riferisce dal canto suo di una "psicosi mista insorta … verosimilmente
grazie all'effetto degli allucinogeni. … Questo paziente … ricorre
verosimilmente all'alcool e in precedenza all'eroina per combattere le
sensazioni che gli crea la malattia. Ora per la prima volta … ha accettato un
trattamento appropriato. … Il piano terapeutico include controlli d'assunzione
dei medicamenti e controllo dell'abuso etilico con l'introduzione dell'__________
a breve termine. Una volta raggiunti i risultati terapeutici, non vi sono
controindicazioni al possesso della patente di guida a condizione che il
paziente segua scrupolosamente i controlli previsti e descritti in precedenza.
Non escludo che questa condizione possa richiedere una misura protettiva (art.
369 e 370 CC). …".

 

4.5. La perizia del lic. phil. __________
appare fondata ed attendibile ed il suo impianto puntuale e scrupoloso.
L'analisi effettuata non appare contrasto con quanto espresso dai medici curanti
dell'insorgente, ritenuto che si china su aspetti inerenti la sicurezza della
circolazione stradale che esulano totalmente dall'esame internistico
rispettivamente psichiatrico e psicologico ai quali si sono limitati il dr.
__________ ed il dr. __________. Non si può non sottolineare che comunque entrambi
i medici si sono espressi in modo assai cauto sull'idoneità alla guida del paziente.
Infatti il dr. __________ ha precisato di non vedere controindicazioni alla restituzione
della licenza di condurre "una volta raggiunti i risultati terapeutici"
e "a condizione che il paziente segua scrupolosamente i controlli
previsti" senza escludere aggiuntivamente "una misura
protettiva". Il dr. __________ dal canto suo ha dichiarato di ritenere
il referto dello psichiatra prevalente, ed ha suggerito una restituzione della
patente "dopo un periodo di controlli di almeno 6 mesi"
non su basi mediche, ma su un criterio di compassione che lo induce a
compromessi sulla sicurezza stradale. Tali considerazioni, possibiliste ed orientate
su una prognosi futura soggettiva, non possono e non devono entrare in
considerazione nell'ambito di una revoca di sicurezza, che mira esclusivamente
a salvaguardare gli altri utenti della strada da conducenti che costituiscono
un pericolo per la circolazione stradale.

Il referto peritale, che verte unicamente
sull'idoneità dell'interessato alla guida, risulta essere chiaro ed
approfondito. Non si può pertanto rimproverare alle autorità inferiori d'aver
aderito alla prognosi negativa formulata dal perito, secondo cui è presente un
consumo alcolico smodato occasionale che facilmente trascende, con aspetti etilistici
tali da non poter ritenere realmente garantita l'idoneità alla guida
dell'interessato, tantopiù alla luce della preoccupante banalizzazione degli
eccessi alcolici e dell'abuso di cannabis di cui il referto dà atto.

 

 

 

                                   5.   Da quanto
esposto discende che le condizioni giustificative di una revoca a scopo di
sicurezza per problemi alcolcorrelati giusta gli art. 14 cpv. 2 lett. c, 16
cpv. 1 e 17 cpv. 1 bis LCStr, sono adempiute, per cui il provvedimento di
revoca a tempo indeterminato adottato dalla Sezione della circolazione, come
pure le condizioni poste, che appaiono del tutto consone alle particolarità del
caso, si rivela giustificato. La decisione del Consiglio di Stato che lo ha
confermato ed é oggetto di impugnativa va pertanto confermata siccome immune da
violazioni del diritto.

 

 

                                   6.   Rimane da
esaminare se la misura concernente il periodo di prova della durata di 1 anno e
7 mesi è proporzionata alla fattispecie.

 

6.1. La revoca della licenza a scopo di
sicurezza per motivi che non siano medici, deve sempre essere pronunciata per
una durata indeterminata. Nella decisione deve inoltre essere fissato un
periodo di prova, che può variare da un minimo di un anno (art. 17 cpv. 1 bis
LCStr e 33 cpv. 1 OAC) ad un massimo di cinque anni (art. 23 cpv. 3
LCStr). Se può essere ammesso che il provvedimento ha conseguito il suo scopo,
la licenza può nuovamente essere rilasciata condizionatamente, non prima però
che tale periodo sia trascorso (art. 17 cpv. 3 LCStr). Il periodo di prova
fissato nell'ambito di una revoca a scopo di sicurezza corrisponde così ad un
periodo minimo e assoluto di revoca, durante il quale non può avvenire il
rilascio anticipato di una nuova licenza, neppure condizionatamente (cosiddetta
"Sperrfristwirkung; cfr. R. Schaffhauser, op. cit., n. 2180 segg., in
particolare n. 2185; FF 1986 III pag. 199).

 

6.2. Come si è visto, il ricorrente è già
stato oggetto di svariate misure di revoca della licenza di condurre. Inoltre
dall'ultimo provvedimento adottato nei suoi confronti è trascorso un lasso di
tempo breve (nove mesi). Inoltre la revoca in rassegna si riferisce a due
episodi di guida in stato di ebrietà con perdita di padronanza del veicolo,
uscita dal campo stradale, danni materiali a terzi ed abbandono del luogo del
sinistro in violazione dei doveri in caso di incidente succedutisi nel breve
lasso di tempo di neppure tre mesi. Nell'ultima occasione inoltre il tasso di
alcolemia era oggettivamente elevato (1,53-3,23‰). Se ne deve dedurre che
malgrado i lunghi periodi di revoca che ha dovuto scontare, l'insorgente non ha
tratto alcun insegnamento dalle vicende. In definitiva, le precedenti revoche
non hanno raggiunto lo scopo voluto. Questa conclusione è pure confortata dal
parere del perito lic. phil. __________. 

 

6.3. In simili circostanze, la durata
fissata dal Consiglio di Stato appare adeguata alle circostanze, esistendo un
rapporto ragionevole tra il risultato prefissato e le restrizioni imposte. La
misura risulta idonea e necessaria per raggiungere lo scopo di interesse
pubblico dettato dalla sicurezza in materia di circolazione stradale. Ancorché
severa, la decisione censurata non procede da un esercizio abusivo del potere
di apprezzamento che la legge riserva all’autorità competente in ordine alla
commisurazione della durata della misura adottata.

 

 

                                   7.   Sulla
scorta delle considerazioni sin qui esposte, il ricorso va pertanto respinto.
Siccome il gravame era ab initio privo di possibilità di esito favorevole, la
domanda di concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio è
respinta. La tassa di giustizia e le spese, commisurate in funzione della
condizione economica del ricorrente, seguono la soccombenza (art. 28
PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 14 cpv. 2 lett. c, 16 cpv. 1 e 17 cpv.
1 bis e cpv. 3, 23 cpv. 3 LCStr, 33 cpv. 1 OAC, 10 LALCStr, 29 Cost, 6 CEDU, 1
segg. PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese di fr. 400.-- sono poste a carico del ricorrente. 

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
di Losanna nel termine di 30 giorni dalla notifica.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario