# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ac89e15e-96f0-5b35-8cc5-900cf614ef6e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-03-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 15.03.2013 52.2009.270
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2009-270_2013-03-15.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2009.270

   

  	
  Lugano

  15 marzo 2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Stefano Bernasconi, vicepresidente,

  Matteo
  Cassina, Flavia Verzasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Paola Passucci, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 3 luglio 2009 di

 

 

	
   

  	
  RI 1, , 

  RI 2, , 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 16 giugno 2009 (n. 2984) del Consiglio
  di Stato, che respinge l'impugnativa presentata dai ricorrenti avverso la decisione
  24 aprile 2009 del Dipartimento delle finanze e dell'economia in materia di imposizione
  della tassa per il finanziamento della promozione dello smercio e della
  qualità;

  

 

 

viste le risposte:

-    15 luglio 2009 della CO
1;

-      5 agosto 2009 del
Dipartimento delle finanze e dell'economia;

-    18 agosto 2009 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Con
risoluzione n. 3174 del 13 luglio 2004 il Consiglio di Stato ha riconosciuto l'CO
1 (di seguito: CO 1) quale organizzazione di categoria per il prodotto "vino"
ai sensi degli art. 9 cpv. 2 della legge sull'agricoltura del 3 dicembre 2002 (LA;
RL 8.1.1.1) e 17 del relativo regolamento di applicazione (regolamento sull'agricoltura
del 23 dicembre 2003; RLA; RL 8.1.1.1.1).

 

 

                                  B.   Il 21
luglio 2004 l'CO 1 ha presentato al Governo una domanda di estensione dell'obbligo
del pagamento dei contributi per finanziare la promozione dello smercio del
vino all'insieme dei produttori e dei trasformatori. Con risoluzione n. 4009
del 7 settembre 2004 l'Esecutivo cantonale, richiamati gli artt. 14 LA e 21-22
RLA e ritenuto giustificato che anche i non soci dell'associazione partecipino
al finanziamento della promozione dello smercio del vino - in quanto ne
traggono direttamente o indirettamente dei vantaggi - ha autorizzato l'CO 1 ad
estendere l'obbligo del pagamento dei contributi all'insieme dei produttori di
vino (dispositivo n.1). Quale organizzazione di categoria, si legge nel
dispositivo n. 2, l'CO 1, allo scopo di finanziare la propaganda dei prodotti
vitivinicoli ticinesi, è autorizzata a prelevare dai non membri, i seguenti
contributi massimi, per quintale di uve trasformate in Ticino in vino commerciale:

a) fr. 7.-/q. per le uve di prima categoria;

b) fr. 3.-/q. per le uve di seconda categoria.

Contro la risoluzione era dato ricorso al Consiglio di Stato entro 15 giorni
dall'intimazione e dalla pubblicazione sul Foglio Ufficiale.

 

 

                                   C.  Il 5
novembre 2008, su richiesta dell'CO 1, l'Esecutivo cantonale ha modificato il dispositivo n. 2 della risoluzione n. 4009 come segue:

"Importo dei
contributi

Quale organizzazione di categoria, l'CO 1 allo scopo di finanziare la propaganda
dei prodotti vitivinicoli ticinesi è autorizzata ad incassare dai non membri, i
seguenti contributi massimi, per quintale di uve trasformate in Ticino in vino commerciale:

a)  fr. 10.-/q. per tutte le uve, fatta eccezione per le uve citate alle lett.
b), c), 

    d) e e);

b)  fr. 3.-/q. per le uve delle varietà ammesse alla produzione di vini a deno-

    minazione di origine controllata declassate per legge, segnatamente per il 

    superamento dei limiti di produzione (tolleranze comprese) o per mancato 

    raggiungimento del tenore zuccherino minimo;

c)  fr. 3.-/q. per le uve di varietà non definita destinate alla produzione di
vini a 

    indicazione geografica tipica ai sensi degli artt. 22 e 23 dell'ordinanza
sulla 

    viticoltura e l'importazione di vino del 14 novembre 2007 (Ovino);

d)  fr. 3.-/q. per le uve americane;

e)  fr. 3.-/q. per le uve destinate alla produzione di vini da tavola ai sensi
del-

    l'art. 24 cpv. 1 dell'Ovino" (cfr. ris.
gov. n. 5565).

Il Consiglio di Stato ha sottolineato che la domanda
dell'CO 1 concerneva solo la modifica dell'ammontare delle tasse, non già il
principio medesimo della misura già approvata con risoluzione n. 4009 del 7
settembre 2004 rimasta incontestata, che rimaneva pertanto immutato. 

Contro le singole decisioni di imposizione della tassa era dato ricorso al
Dipartimento delle finanze e dell'economia secondo le norme della legge di
procedura per le cause amministrative come previsto dall'art. 14 della Legge
sull'agricoltura (dispositivo n. 9).

 

 

                                  D.   Il 16
dicembre 2008 l'CO 1, richiamandosi alla risoluzione del 5 novembre 2008
pubblicata sul FU n. 90/2008 (pag. 8055-56), ha emesso all'indirizzo di RI 1 e RI
2 le seguenti fatture, a valere quali contributi di solidarietà nell'ambito
della vendemmia 2008:

RI 1, __________ 

uve come da art. 2 lett. a)           14 q          fr. 7.40              fr.
 103.60

uve come da art. 2 lett. b), c), e)    6 q          fr. 3.00              fr.   
18.00

                                                                Totale              fr.
 121.60

RI 2, __________ 

uve come da art. 2 lett. a)           36.5 q       fr. 7.40              fr.
 270.10

uve come da art. 2 lett. b), c), e)    2 q          fr. 3.00              fr.   
  6.00

                                                                Totale              fr.
 276.10

                                  E.   Contro le suddette
decisioni di imposizione RI 1 e RI 2 sono insorti dinnanzi al Dipartimento
delle finanze e dell'economia (in seguito: DFE) postulandone implicitamente l'annullamento.

I ricorrenti si sono opposti al pagamento delle tasse emesse dall'CO 1,
adducendo innanzi tutto che l'obbligatorietà dei contributi di solidarietà
richiesti si scontra con le normative della legge federale sull'agricoltura del
29 aprile 1998 (LAgr; RS 910.1) e dell'ordinanza concernente l'estensione delle
misure di solidarietà delle organizzazioni di categoria e delle organizzazioni
di produttori (OOCOP; RS 919.117.72), ritenuto che solo il Consiglio federale è
abilitato a concedere alle associazioni di categoria la possibilità di
prelevare questo tipo di tassa. Gli insorgenti hanno contestato in seguito l'imposizione
di una tassa per la promozione di prodotti ticinesi applicata a uve coltivate
nel canton __________ e commercializzate quali "vino svizzero",
rispettivamente il pagamento di detto tributo sulla base del tipo di uva
utilizzato e non sulla qualità del vino prodotto poiché non ritenuto equo. RI 1
e RI 2 hanno avversato infine la legalità della messa a disposizione dell'CO 1
dei dati relativi al controllo della vendemmia poiché, a loro giudizio, sono di
proprietà della Confederazione e non possono essere trasmessi ad un ente da
essa non riconosciuto senza il consenso dell'Ufficio federale dell'agricoltura.

 

 

                                  F.   Con
decisione 24 aprile 2009 il DFE ha respinto il ricorso presentato dagli insorgenti
e confermato le tasse quali contributi di solidarietà nell'ambito della vendemmia
2008.

Il DFE ha rilevato anzitutto che, stando alla legislazione applicabile, il
Consiglio di Stato è l'autorità abilitata a concedere alle associazioni
cantonali di categoria la possibilità di prelevare tali contributi; l'estensione
dell'obbligo di pagamento ai non membri dell'CO 1 da parte dell'Esecutivo
cantonale è infatti avvenuta in conformità degli artt. 14 LA e 21-23 RLA,
attraverso la risoluzione governativa n. 5565 del 5 novembre 2008. L'imposizione della tassa ed il relativo prelevamento sono poi stati attuati seguendo le
indicazioni ivi contenute, in particolare del dispositivo n. 2, giusta il quale
l'CO 1 è autorizzata all'incasso dei contributi per 

quintale di uve trasformate in Ticino in vino commerciale. Un simile
sistema, ha precisato il DFE, non appare per nulla arbitrario, neppure per il fatto
che nelle modalità di calcolo si sia optato per il parametro della
trasformazione delle uve in Ticino - ciò che rende così ininfluente il fatto
che le stesse siano state coltivate in Mesolcina - e per quello, invero
generico, della trasformazione delle uve in vino commerciale, senza ulteriori precisazioni,
quindi anche senza la specificazione di "vino svizzero". Il DFE ha illustrato
infine secondo quali disposizioni legali il controllo della vendemmia, in
particolare dei relativi dati, sia stato trasferito dalla Confederazione al Cantone
e da questi all'CO 1 quale organizzazione di categoria. La subdelega alla Sezione
dell'agricoltura dell'autorizzazione alla trasmissione dei suddetti dati all'CO
 1, ha concluso, è peraltro stata sancita nella risoluzione governativa del 5
novembre 2008 (cfr. dispositivo n. 6).

 

 

                                  G.   La
risoluzione dipartimentale è stata avversata da RI 1 e RI 2 con ricorso al Consiglio
di Stato, che con giudizio 16 giugno 2009 lo ha respinto.

 

 

                                  H.   RI 1 e RI 2
si sono quindi aggravati al Tribunale cantonale amministrativo, riproponendo le
medesime argomentazioni espresse in sede di precedente ricorso al DFE e al
Consiglio di Stato. Non occorre quindi riassumerle.

 

 

                                    I.   All'accoglimento
dell'impugnativa si è opposto l'Esecutivo cantonale, riconfermandosi nelle tesi
di diritto, allegazioni e conclusioni contenute nella pronunzia impugnata.

Medesima proposta di giudizio è stata espressa dal DFE, il quale ha ritenuto di
non dover formulare ulteriori osservazioni rispetto a quanto già dettagliatamente
pronunciato nella sua decisione del 24 aprile 2009.

L'CO 1 ha rinviato alle sue precedenti prese di posizione. 

 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 60 cpv. 2
della legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile 1966 (LPamm;
RL 3.3.1.1).

La legittimazione attiva dei ricorrenti, destinatari del provvedimento
impugnato, è certa (art. 43 LPamm). 

Il gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1
LPamm), è dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli
atti, senza 

istruttoria (art. 18 cpv. 1 LPamm).

 

 

                                   2.   2.1. I
ricorrenti si oppongono al pagamento delle tasse emesse
dall'CO 1, adducendo innanzi tutto che l'obbligatorietà dei contributi di
solidarietà richiesti si scontra con le normative della legge federale sull'agricoltura
e dell'OOCOP, nel senso che solo il Consiglio
federale è abilitato a concedere alle associazioni di categoria la possibilità
di prelevare questo tipo di tassa. A mente degli insorgenti, l'CO 1 avrebbe pertanto
dovuto inoltrare una domanda di estensione dell'obbligo del pagamento
dei contributi all'Ufficio federale dell'agricoltura; non avendolo fatto, e non
essendo di conseguenza in possesso della relativa decisione del Consiglio
federale che la abiliti a farlo, l'CO 1 non è autorizzata a prelevare questo
tipo di tassa.

2.2. L'art. 8 cpv. 1 LAgr, recante il marginale "Misure di solidarietà"
dispone che la promozione della qualità e dello smercio nonché l'adeguamento
della produzione e dell'offerta alle esigenze del mercato spettano alle
organizzazioni dei produttori o alle relative organizzazioni di categoria.

Tale articolo di legge fissa le misure di solidarietà (che consistono nella
promozione della qualità e dello smercio e nell'adeguamento della produzione e
dell'offerta alle esigenze del mercato), da un lato, e le organizzazioni
abilitate all'esecuzione di tali misure (ovvero le organizzazioni dei
produttori o le relative organizzazioni di categoria), dall'altro. Elenca, in
particolare, i settori nei quali normalmente la Confederazione non emana
prescrizioni, i provvedimenti citati dovendo essere presi in primo luogo dalle
cerchie direttamente interessate [cfr. messaggio del Consiglio 

federale del 26 giugno 1996 concernente la riforma della politica agricola,
Parte I: nuova legge sull'agricoltura, in: FF 1996 IV, pag. 75-76]. L'art. 12
cpv. 1 LAgr, concernente la promozione dello smercio - quindi proprio l'ambito
al cui finanziamento sono destinate le tasse in discussione - prevede che la
Confederazione può sostenere con contributi finanziari i provvedimenti presi a
livello nazionale o regionale dai produttori, dai trasformatori o dai
commercianti per promuovere lo smercio di prodotti agricoli svizzeri nel Paese e all'estero. Dal tenore letterale di quest'ultima disposizione
si evince che i provvedimenti di promozione dello smercio sostenuti con
contributi finanziari della Confederazione sono esclusivamente quelli presi a livello
nazionale e regionale, pertanto a livello sovracantonale (sui cantoni che compongono le tre regioni vitivinicole
svizzere cfr. art. 20 ordinanza concernente la viticoltura e l'importazione di
vino del 14 novembre 2007; Ordinanza sul vino; RS 916.140). Ciò traspare
del resto anche dai materiali legislativi relativi alla nuova LAgr, dai quali
si evince che la Confederazione sosterrà in futuro non solo gli sforzi di
promozione dello smercio di organizzazioni nazionali di produttori relative a
tutti i gruppi di prodotti, di trasformatori e di commercianti, ma anche le
organizzazioni che promuovono lo smercio di specialità regionali (cfr. FF 1996
IV 1, pag. 79). Le organizzazioni agricole di cui all'art. 8 cpv. 1 LAgr che
promuovono tali provvedimenti a livello sovracantonale sono organizzazioni nazionali
(se la produzione e la trasformazione di un prodotto hanno luogo su tutto il
territorio nazionale), rispettivamente regionali (se essa non copre tutto il
territorio svizzero e la trasformazione è limitata a una regione). Le normative
federali della LAgr riguardanti le misure di solidarietà, compreso l'art. 9
cpv. 2 LAgr, che permette al Consiglio federale, se è soddisfatta una serie di
condizioni, di obbligare chi non è membro di un'organizzazione a contribuire al
finanziamento delle misure di solidarietà previste all'art. 8 cpv. 1 LAgr e le
relative norme di applicazione, si applicano di conseguenza soltanto alle
organizzazioni agricole nazionali e regionali, come del resto appare manifesto dall'allegato
2 della OOCOP. Alle organizzazioni agricole cantonali tornano per contro applicabili
eventuali norme del diritto cantonale.

In Ticino, tale materia è retta dalla LA. Con il progetto di nuova legge
cantonale, si legge nei materiali legislativi, si sono voluti 

fissare i concetti fondamentali dell'azione cantonale di promozione agricola,
che consistono prevalentemente in misure complementari di integrazione della
politica agraria federale secondo i particolari bisogni regionali e locali. Il
progetto di legge propone perciò interventi di promozione dello smercio e della
qualità dei prodotti agricoli e di miglioramento strutturale a livello delle aziende
e limita quelli di promozione settoriale, evitando così misure dispersive e di
scarsa efficacia. Il principio federale di cui all'art. 9 cpv. 2 LAgr è
stato in particolare riproposto nella legge cantonale per le misure di
competenza del Cantone (cfr. messaggio del Consiglio di Stato n. 5125 del 6
giugno 2001 concernente la nuova legge sull'agricoltura, capitolo 5 e commento
all'art. 13).

La promozione dello smercio e della qualità dei prodotti agricoli è disciplinata
al capitolo IV della legge (artt. 9-14 LA) e agli artt. 17-25 RLA. Giusta l'art.
9 cpv. 1 LA la promozione dello smercio e della qualità dei prodotti
agricoli spetta sia alle organizzazioni dei produttori sia alle relative
organizzazioni di categoria. Analogamente a quanto previsto nella legge
federale sull'agricoltura, essa deve essere dunque realizzata in primo luogo
dalle cerchie direttamente interessate (cfr. messaggio del Consiglio di Stato
n. 5125, commento all'art. 9). L'organizzazione di categoria è composta dalle associazioni
dei produttori, dei trasformatori e, se del caso, dei commercianti (cpv. 2). Per
poter beneficiare del sostegno del Cantone, soggiunge il cpv. 3, le organizzazioni
dei produttori e di categoria devono essere riconosciute dal Consiglio di Stato
in base a criteri di rappresentatività. L'art. 10 LA, recante il marginale "sostegno
alle misure di promozione dello smercio", definisce i provvedimenti
che possono beneficiare del sostegno del Cantone. Il ventaglio proposto è
abbastanza ampio per lasciare alle organizzazioni la facoltà di prendere le
misure più efficaci onde favorire lo smercio dei prodotti agricoli ticinesi (pubbliche
relazioni, promozione delle vendite, pubblicità in generale, ecc.). Giusta l'art.
14 LA, qualora un'organizzazione riscuota contributi dai suoi membri per
finanziare la promozione dello smercio e della qualità, il Consiglio di Stato
può estendere l'obbligo del pagamento dei contributi all'insieme dei
produttori, dei trasformatori e dei commercianti interessati da singoli
prodotti o da gruppi di prodotti (cpv. 1); i contributi sono prelevati
dalle organizzazioni sia dei produttori sia di categoria (cpv. 2).

Ora, il quadro legale suesposto comprova la sussistenza di una base legale sia
per quanto attiene al riconoscimento delle organizzazioni dei produttori e di
categoria (art. 9 cpv. 3 LA e 17-18 RLA), che per quanto riguarda l'estensione
dell'obbligo del pagamento dei contributi ai non membri di tali organizzazioni
(art. 14 cpv. 1 LA e 21- 22 RLA).

Come esposto in narrativa, il riconoscimento dell'CO 1 quale organizzazione di
categoria per il prodotto "vino" è validamente avvenuto con
risoluzione governativa n. 3174 del 13 luglio 2004, nel rispetto delle disposizioni
di cui agli artt. 9 cpv. 3 LA e 17-18 RLA. Parimenti, l'estensione dell'obbligo
del pagamento dei contributi ai non membri dell'CO 1 da parte del Consiglio di
Stato è stata operata in conformità dei disposti di legge di cui agli artt. 14
cpv. 1 LA e 21-22 RLA, attraverso la risoluzione governativa n. 5565 del 5
novembre 2008.

Entrambe le risoluzioni sono state soggette a regolare procedura di adozione ai
sensi di legge, nonché a pubblicazione (cfr. FU 58/2004 pag. 5365-67 e FU n. 90/2008
pag. 8055-57).

Alla luce di quanto precede, la prima censura dei ricorrenti secondo cui l'obbligatorietà
dei contributi di solidarietà richiesti si scontra con la legislazione federale
in materia (LAgr e OOCOP) è da respingere siccome infondata. Come rettamente ritenuto
dalle autorità inferiori, è infatti il Consiglio di Stato l'autorità preposta
al riconoscimento delle organizzazioni di categoria, rispettivamente l'istanza abilitata
a concedere alle stesse la possibilità di prelevare questo tipo di contributi,
anche nei confronti di coloro che non ne sono membri.

 

 

3.   Gli insorgenti contestano in seguito le modalità di calcolo del
contributo, segnatamente l'imposizione di una tassa per la promozione di
prodotti ticinesi applicata a uve coltivate nel Canton Grigioni e commercializzate
quali "vino svizzero", sostenendo, da un lato, che non vi è l'obbligo
di produrre vino ticinese con le uve prodotte in Mesolcina, che in tal modo restano
grigionesi e, dall'altro, che le uve grigionesi non devono portare al finanziamento
della promozione del vino ticinese se con tali uve si produce "vino
svizzero". Nel contempo, i ricorrenti avversano, poiché non ritenuto equo,
il pagamento della tassa sulla base del tipo di uva utilizzato e non già sulla
qualità del vino prodotto.

3.1. Ai fini del presente giudizio occorre preliminarmente qualificare la natura dei contributi oggetto
di contestazione.

In ambito di tributi pubblici, dottrina e giurisprudenza distinguono tradizionalmente tra imposte e tasse causali (DTF
138 II 70 consid. 5.1). Le imposte vengono definite come tributi versati
dai singoli cittadini per partecipare alle spese che risultano dai compiti generali
conferiti alla collettività, a prescindere dall'ottenimento di una controprestazione
da parte dello Stato. A dipendenza del fatto che siano destinati a delle spese
specifiche o meno, questi tributi vengono anche suddivisi in imposte a destinazione
vincolata e imposte a carattere generale; nella misura in cui colpiscano solo
determinate attività o siano dovuti solo da una parte di cittadini, si parla
inoltre di imposte speciali. Le tasse causali costituiscono invece la
contropartita di una prestazione o di un vantaggio particolare accordati dallo
Stato. In ragione del carattere causale che li contraddistingue, questi tributi
devono, di regola, rispettare il principio della copertura dei costi e quello
dell'equivalenza, secondo cui il montante richiesto deve essere in rapporto con
il valore della prestazione fornita e restare nei limiti del ragionevole (DTF
138 II 70 consid. 5.2).

Le imposte a destinazione vincolata (le cosiddette Kostenanlastungssteuer)
vengono definite come delle imposte speciali, che colpiscono gli appartenenti
ad un determinato gruppo di persone, in ragione della particolare relazione che
questi hanno con un determinato prodotto. Nella misura in cui, pur prescindendo
dall'ottenimento di una controprestazione, un contributo come quello oggetto di
contestazione, teso al finanziamento della promozione dello smercio e della
qualità del vino, si giustifica tuttavia per i vantaggi che anche i non membri delle
associazioni di produttori o di categoria possono trarne direttamente o
indirettamente, esso presenta le caratteristiche di un'imposta (speciale) a destinazione
vincolata. Come tale, deve soddisfare le medesime rigorose esigenze
costituzionali che devono adempire tutte le imposte (cfr. art. 127 cpv. 1 Costituzione
federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999; Cost., RS 101; DTF 129
I 346 consid. 5.3; 122 I 305 consid. 4b). Il Tribunale federale ha peraltro già
avuto modo di pronunciarsi sulla natura del contributo che anche i non membri
possono essere tenuti a versare alle organizzazioni di categoria e di
produttori in virtù dell'art. 9 LAgr, che 

ha qualificato, per l'appunto, come un'imposta a destinazione vincolata (DTF 2A.61/2005
del 22 marzo 2006, consid. 3.3; 2A.246/2004 del 21 dicembre 2004, consid. 5.2).
In quanto tale, essa deve pertanto soddisfare le esigenze dell'art. 127 cpv. 1
Cost., segnatamente il principio della legalità.

3.2. Il principio della legalità, sancito in termini generali dall'art. 5
cpv. 1 Cost., prevede che un atto amministrativo debba fondarsi su una base
legale materiale, sufficientemente determinata e adottata dall'autorità
competente secondo le regole del diritto costituzionale. Ciò serve, da una
parte, a garantire dal punto di vista democratico, il rispetto della
ripartizione costituzionale delle competenze e, dall'altra parte, ad assicurare
la previsibilità e l'uguaglianza di trattamento dell'azione statale (DTF 128 I
113 consid. 3/c; 123 I 1 consid. 2/b e rinvii). 

In materia fiscale da lungo tempo dottrina e
giurisprudenza attribuiscono al principio di legalità, oggi esplicitamente
ancorato all'art. 127 cpv. 1 Cost., una portata particolare, al punto da farlo
assurgere al rango di diritto costituzionale autonomo, direttamente applicabile
e giustiziabile (DTF 136 I 142 consid. 3.1; 132 II 371 consid. 2.1). Questa
norma, che si applica a tutti i pubblici tributi - siano essi federali,
cantonali o comunali - prevede in effetti che i principi generali del regime
fiscale, vale a dire la cerchia delle persone assoggettate, nonché l'oggetto e
le basi di calcolo dell'imposta, devono essere disciplinati da una legge in
senso formale (STF 2C_609/2010 del 18 giugno 2011, consid. 3.1; DTF 136 I 142 consid. 3.1; 132 II 371
consid. 2.1; 131 II 735 consid. 3.2 con riferimenti; Klaus Vallender/René Wiederkehr, Die
Schweizerische Bundesverfassung, St. Galler Kommentar, 2a ed., Zurigo/Basilea/Ginevra
2008, n. 4 e segg. ad art. 127; Xavier
Oberson, Le principe de la légalité en droit des contributions
publiques, in: RDAF 1996 pag. 278). La regola vale anche nel caso in cui il
legislatore abbia delegato all'esecutivo la competenza di fissare il tributo:
la legge su cui poggia la delega agli organi del potere esecutivo è dunque sufficientemente
precisa se determina perlomeno il soggetto, l'oggetto e le basi di calcolo del
tributo (DTF 136 I 142 consid. 3.1; 132 II 371 consid.
2.1 con rinvii). 

3.3. Come detto, nel Cantone Ticino la base legale per il prelevamento dei
contributi destinati a finanziare la promozione dello smercio e della qualità
ad opera delle organizzazioni dei produttori e di categoria riconosciute nei
confronti di coloro che non ne sono membri è data dagli artt. 14 cpv. 1 e 2 LA
e 21 RLA. La facoltà di prevelare contributi viene conferita dal Consiglio di
Stato, in esito ad una procedura d'esame gestita dalla Sezione dell'agricoltura
(art. 14 cpv. 1 LA, 22 RLA) volta ad estendere al di fuori delle organizzazioni
dei produttori e di categoria riconosciute ex art. 17 RLA l'obbligo di
partecipare al finanziamento di misure promozionali. 

Ora, se è incontestato che per quel che riguarda la competenza
delle organizzazioni di categoria di prelevare il contributo di solidarietà in
parola le suddette norme possono costituire una valida base legale, altrettanto
non può invece dirsi per ciò che concerne le modalità di calcolo del medesimo. 

Nel caso specifico, l'CO 1 ha infatti proceduto all'imposizione della tassa basandosi
unicamente sulla decisione di estensione del Consiglio di Stato del 5 novembre
2008 (ris. gov. n. 5565) la quale indica, al dispositivo n. 2, l'importo dei contributi massimi per quintale (e tipo) di uve trasformate in Ticino in vino commerciale,
che l'CO 1, quale organizzazione di categoria, è autorizzata ad incassare dai
non membri. 

Né la LA, né il relativo regolamento di applicazione fissano tuttavia il modo con il quale il contributo di solidarietà deve essere
calcolato, la risoluzione governativa n. 5565 su cui si fondano le decisioni di imposizione non potendo evidentemente assurgere a base legale in senso formale.
Palesemente a torto il Consiglio di Stato annota nel suo giudizio che nessuna
disposizione di legge impone infatti, in questo ambito, un particolare metodo
di calcolo, ragion per cui la scelta effettuata a suo tempo non può che essere
tutelata in quanto né illegale né arbitraria (consid. C, pag. 4).

Dalle tavole processuali emerge infatti che in passato, il DFE (cfr. decisione del 19 aprile 1995) e il Consiglio di Stato
(cfr. ris. n. 4296 del 22 agosto 1995) hanno già avuto modo di confrontarsi con
una simile problematica sollevata dai medesimi ricorrenti. RI 1 e RI 2 avevano in
particolare contestato la decisione con cui la __________ aveva imposto loro il
pagamento di una tassa per il finanziamento della propaganda 

dei prodotti vitivinicoli ticinesi, emessa sulla base dell'allora vigente legge
sul promovimento e la salvaguardia dell'agricoltura dell'11 novembre 1982 (BU
13/1983 pag. 55 segg., abrogata con l'entrata in vigore della LA attualmente in
vigore). In quell'occasione, le autorità inferiori avevano chiaramente definito
la tassa in oggetto quale tributo pubblico destinato al finanziamento della
propaganda dei prodotti vitivinicoli ticinesi. Premesso che in materia
di tributi pubblici vige il rispetto del principio costituzionale della
legalità e che le tasse devono dunque essere prelevate sulla base e nell'ambito
di una legge formale che determina la cerchia dei contribuenti, l'oggetto della
contribuzione e il modo in cui deve essere calcolata, hanno ritenuto per
finire che l'imposizione del contributo da parte della __________ era sorretta
da una base legale sufficiente. Il legislatore cantonale aveva infatti previsto,
all'art. 17 cpv. 4 della legge, che "allo scopo di finanziare la propaganda
dei prodotti agricoli ticinesi, il Consiglio di Stato fissa le relative tasse a
carico della produzione, della trasformazione, del controllo e dello smercio
all'ingrosso. Le tasse saranno prelevate dagli Enti professionali qualificati e
riconosciuti" (cfr. BU 13/1983 pag. 58). Su detta base, il
Governo aveva riconosciuto la __________ quale ente qualificato per la
propaganda dei prodotti vitivinicoli ticinesi (ris. n. 1697 del 3 aprile 1984)
e promulgato, la prima volta il 2 settembre 1986, i vari decreti esecutivi di applicazione,
oggetto di regolari adeguamenti, i quali istituivano dal canto loro l'ammontare
delle tasse dovute per quintale (e tipo) di uva utilizzata. Quello in vigore al
momento della decisione governativa del 22 agosto 1995 datava del 18 ottobre
1994, mentre l'ultimo in ordine di tempo [decreto esecutivo concernente le
tasse per il finanziamento della propaganda dei prodotti vitivinicoli ticinesi
del 24 settembre 2002 (cfr. BU 39/2002 pag. 333)], è stato abrogato con l'entrata
in vigore, il 2 gennaio 2004, del RLA.

A dispetto della vecchia legge sull'agricoltura (che delegava al Consiglio di
Stato la competenza di fissare le relative tasse; cfr. art. 17 cpv. 4) e dei diversi
decreti esecutivi emanati sulla base della stessa, la LA attualmente in vigore
non fissa il sistema di imposizione dei contributi di solidarietà. Non ne determina
l'importo massimo, né il metodo di calcolo, limitandosi a sancire, in modo del
tutto generico, che i contributi sono prelevati dalle organizzazioni sia dei
produttori sia di categoria (art. 14 cpv. 2 LA). 

Nulla più. Neppure il regolamento di applicazione, nel titolo IV consacrato
alla promozione dello smercio (cfr. art. 17-25 RLA), stabilisce le modalità con
cui gli stessi devono essere calcolati; dispone unicamente, al suo art. 22 cpv.
2 lett. d, che le domande di estensione dell'obbligo del pagamento dei
contributi di cui all'art. 14 LA devono contenere, fra le altre cose, i contributi massimi che i non membri interessati dalle misure sono
tenuti a versare. A ben vedere, nemmeno la
competenza del Consiglio di Stato di fissare le relative imposte è prevista
nella legge, come dovrebbe. I
combinati disposti di cui agli artt. 14 cpv. 1 LA e 21-23 RLA contemplano, in effetti,
unicamente la facoltà per l'Esecutivo cantonale di autorizzare le associazioni
di categoria ad estendere l'obbligo del pagamento dei contributi di solidarietà
all'insieme dei produttori e dei trasformatori. Non
istituiscono una delega legislativa a suo favore per determinarne l'ammontare.
A livello cantonale manca insomma una solida piattaforma attuattiva come quella
realizzata dalla Confederazione con l'adozione dell'OOCOP.

Non potendosi sostituire al legislatore, questo Tribunale deve limitarsi a
sollecitare Governo e Parlamento a porre rimedio alle carenze citate. Le
decisioni di imposizione della tassa per il finanziamento
della promozione dello smercio e della qualità emesse
dall'CO 1, in seguito confermate dal DFE, non sono sorrette da una sufficiente
base legale e si pongono dunque in urto con il principio
della legalità. Esse devono pertanto essere annullate, assieme all'atto impugnato
che le protegge.

 

 

4.   4.1. Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso deve essere accolto, con
il conseguente annullamento della decisione governativa impugnata, al pari di
quella dipartimentale e dell'CO 1 che essa ha tutelato, senza che si renda
necessario esaminare le ulteriori censure sollevate dagli insorgenti. 

4.2. Visto l'esito, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia e delle
spese (art. 28 LPamm).

 

 

 

Per questi motivi,

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

§.  Di conseguenza sono annullate:

1.1.   la decisione 16 giugno
2009 (n. 2984) del Consiglio di Stato;

1.2.   la decisione 24 aprile
2009 del Dipartimento delle finanze e dell'economia;

1.3.   le decisioni di
imposizione 16 dicembre 2008 dell'CO 1.

 

 

                                   2.   Non si
prelevano tasse di giustizia, né spese.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

 

 

	
                                     4.   Intimazione
  a:

  	
  .

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il vicepresidente                                                      La
segretaria