# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4b605b5f-f7b0-516b-99a4-d291836e4081
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 09.03.2010 (pubblicato) 14.2003.50
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2003-50_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2003.50

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente,

  Pellegrini e Chiesa

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall'istanza 3 marzo 2003 presentata da

 

	
   

  	
  __________ 

  Rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  Contro

  

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

sulla quale istanza la Pretore del Distretto di
Lugano, Sezione 5, con sentenza 

23 maggio 2003 ha così deciso:

 

"1. È pronunciato il fallimento di __________
a far tempo da venerdì 

      __________ alle ore 14.00.

 

  2./3./4. Omissis."

 

Sentenza dedotta tempestivamente in appello da
__________ che con atto 

5 giugno 2003 ne postula l'annullamento;

 

preso atto
delle osservazioni 11 giugno 2003 della parte appellata;

 

rilevato
che con ordinanza presidenziale 11/17 giugno 2003 all'appello è stato concesso
effetto sospensivo parziale;

 

 

ritenuto

 

In fatto

 

 

A.

 

Con
istanza 3 marzo 2003 la __________ ha chiesto il fallimento di __________ per
fr. 1'120.60 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.

 

 

B.

 

All'udienza
di contradditorio del 14 maggio 2003 nessuno è comparso.

 

 

C.

 

Con
decisione 23 maggio 2003 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha
pronunciato il fallimento di __________ a far tempo da venerdì __________alle
ore 14.00.

 

 

D.

 

Con atto
d'appello 5 giugno 2003 __________ ha postulato la declaratoria di nullità del
decreto di fallimento sostenendo che già il __________alle ore 10.30 si era
presentato nell'ufficio dell'agente della __________ per saldare il debito
oggetto dell'esecuzione in esame, ma che questi si era rifiutato di prendere in
consegna la somma, non potendo secondo le direttive interne, incassare premi se
a carico di clienti è in corso una procedura. L'appellante ha poi dichiarato di
avere saldato il suo debito il 26 maggio 2003 all'Ufficio esecuzione di Lugano
(doc. B). Per quel che riguarda la la sua solvibilità __________ ha dichiarato
di essere pronto a  saldare tutte le esecuzioni pendenti, salvo quelle promosse
il 24 gennaio 2000 risp. il 19 febbraio 2002 dall'avv. __________ risp. dalla
__________, giunte alla stadio di opposizione, in quanto non le riconosce. Il
17 giugno 2003 risp. il 3 risp. il 4 luglio 2003 l'appellante ha inviato
integrazioni all'appello relative alle procedure esecutive saldate.  

 

 

E.

 

Con le sue osservazioni la creditrice ha
confermato il pagamento di fr. 1'297.80

avvenuto il 2 giugno 2003.

 

 

Considerato

 

In diritto

 

 

In
diritto:

                                          1.   Ex
art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del fallimento può essere deferita
all'autorità giudiziaria superiore entro dieci giorni dalla notificazione.

                                               Il
termine di dieci giorni per impugnare la decisione è un termine perentorio e
inizia a decorrere dalla notifica della decisione di prima istanza. 

                                               Avendo
__________ dichiarato con il suo appello 5 giugno 2003 di avere ricevuto la
sentenza pretorile il 26 maggio 2003, il termine di dieci giorni per presentare
appello ha iniziato a decorrere il 27 maggio 2003 (ex art. 131 cpv. 1 CPC non
essendo compreso nel computo dei termini il 26 maggio 2003), per giungere a
scadenza il 5 giugno 2003. Gli scritti 17 giugno 2003 risp. 3 risp. 4 luglio
2003 dell'appellante sono pertanto irricevibili per tardività. 

 

                                      2.
a)  Ex art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria
superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore,
impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo
di documenti che nel frattempo

 

                                               1) il debito,
compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                               2) l'importo dovuto è
stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del
creditore; o che

                                               3) il creditore ha
ritirato la domanda di fallimento.

 

                                          b)  L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove
nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in
senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte
nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2
n. 1- 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il
debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre
che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in
senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di
evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può
tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità,
concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve
impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro
crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore
deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un
indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni
pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute
posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere
in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve
essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi
concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre
semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al
debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere
troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più
verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già
con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione
della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione
dell’effetto sospensivo (Roger Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Gasser, Grundriss des
Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14
p. 305; Jürgen Brönnimann,
Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und
Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ  95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                          c)  Dalla ricevuta 26 maggio 2003 dell'UE di Lugano (doc. B) si evince
che il debitore con il versamento di fr. 1'304.30 ha saldato l'esecuzione in
oggetto n. __________, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto
dall'art. 174 LEF cpv. 2 n. 1 LEF.

                                               Per
quel che concerne il presupposto della solvibilità va rilevato che
dall'estratto delle esecuzioni 7 luglio 2003 dell'UE di Lugano risulta che
contro l'appellante sono pendenti solo due esecuzioni, promosse da __________
per fr. 2'528.75 risp. da __________ per fr. 4'282.55, le quali sono giunte
allo stadio di opposizione totale, per cui in questa fase di procedura non può
ancora essere stabilito se __________ è effettivamente debitore dei menzionati
importi. Non emergendo nei confronti dell'appellante ulteriori debiti risp.
esecuzioni, il presupposto della sua solvibilità appare come reso
sufficientemente verosimile. Risultando pertanto adempiuti i presupposti
previsti dall'art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di __________ può essere
annullato. 

 

 

                                          3.   L'appello 5 giugno 2003 di __________ va pertanto accolto.

                                               La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49
OTLEF).

                                               Non
si assegnano indennità, in mancanza di petitum in tal senso (art. 62 cpv. 1
OTLEF). 

 

Per
questi motivi,

richiamato
l'art. 174 cpv. 2 LEF

 

pronuncia:

 

                                          I.    L'appello 5 giugno 2003 __________ è accolto.

 

                                               "1.     La dichiarazione di fallimento 23
maggio 2003 pronunciata dalla Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, inc.
FA. 2003.00240, nei confronti di __________, è annullata.

 

                                           
2.    La tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, 

                        
                         da anticipare come di rito, è posta a carico di 

                                                 
__________.

 

                                           
3.   Le spese dell'Ufficio fallimenti di Lugano, da 

                     
                            anticipare come di rito, sono poste a carico 

                                                 
di __________

 

                                          II. 
La tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata
dall'appellante,  resta a carico di __________. Non si assegnano indennità.

 

                                          III.  Intimazione a:          

                                               -
__________

                                               Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, 

                                               Sezione
5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                            La
segretaria