# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2721b0a5-2d9a-5b08-9324-8755deb6f75a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-01-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 08.01.2015 14.2014.222
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2014-222_2015-01-08.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2014.222

  	
  Lugano

  8 gennaio 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cassina

  

 

 

statuendo quale giudice unico
(art. 48b LOG) nella causa SO.2014.2457 (fallimento) della Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 6 giugno 2014 da

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 7 novembre 2014
presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 27 ottobre 2014 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Nell’ambito dell’esecuzione
n. __________ dell’Ufficio fallimenti di Lugano, il 6 giugno 2014 la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il fallimento
di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 1'175.80 più interessi e spese.

 

                            B.  All’udienza
di discussione del 1° ottobre 2014 nessuno è comparso.

 

                            C.  Statuendo
con decisione 27 ottobre 2014 il Pretore ha dichiarato il fallimento di RE 1 a
far tempo dal 28 ottobre 2014 alle ore 10.00, ponendo a carico della massa
fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.–
per le spese esecutive.

 

                            D.  Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a
questa Camera con un reclamo del 7 novembre 2014 per ottenere l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato
il credito posto in esecuzione. Il reclamo non è stato intimato alla controparte
per osservazioni, avendo la stessa perso ogni interesse alla causa in seguito
all’estinzione del suo credito.

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a
CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del
Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG).

 

                                  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv.
2 CPC). Presentato il 7 novembre 2014 contro la sentenza notificata ad RE 1 al
più presto il 28 ottobre, in concreto il reclamo è tempestivo.

 

                             2.  In
virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione
di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua
solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito,
compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo
dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione
del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di
fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.

 

                           2.1  Questi
fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di
fallimento (nova autentici o in senso proprio, denominati
in tedesco “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova o “unechte
Nova” citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non vengono considerati
d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento
con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso
verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione che
esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte
(DTF 120 II 393 consid. 4c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento
della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più
probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze
troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda
sopravviva economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III
80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del
Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2).

 

                                  L’illiquidità
dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori
alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’insolvibilità
può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al
decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di
pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa
verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti
pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici
dichiarazioni del debitore sono insufficienti (Giroud
in:
Bas­ler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 26 ad art. 174 LEF).

 

                           2.2  Nel
caso in esame al reclamante ha prodotto una ricevuta del 7 novembre 2014 dell’Ufficio
d’esecuzione di Lugano relativa al versamento di fr. 1'390.60 a saldo dell’esecuzione promossa dall’istante, per cui il presupposto di cui all’art. 174 cpv.
2 n. 1 risulta adempiuto.

 

                           2.3  Per
quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione
indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché,
come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto
dopo la pronuncia del fallimento – dall’estratto esecutivo assunto d’ufficio
dalla Camera in data odierna si evince che nei suoi confronti sono tuttora pendenti
solo due esecuzioni, notificate il 1° e il 18 dicembre 2014 per complessivi fr. 798.50,
il reclamante avendo saldato altre otto esecuzioni il 17 novembre 2014. Dall’e­stratto,
d’altronde, non risultano attestati di carenza di beni a suo carico. Ciò porta
a ritenere che la sua situazione finanziaria è nettamente migliorata. Ricordato
che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze troppo
severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si può
affermare che la capacità di pagamento del reclamante appare più probabile
della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione
finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità
sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui all’art.
174 cpv. 2 LEF, il fallimento di RE 1 va annullato.

                             3.  La
tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF), come pure
le spese dell’Ufficio fallimenti di Lugano, sono poste in ambo le sedi a carico
dal reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio della
procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Non si pone
invece problema di ripetibili, il reclamo non essendo stato intimato alla
controparte per osservazioni.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:             I.  Il reclamo è accolto e di conseguenza:

                                   1.   La dichiarazione di fallimento
pronunciata il 27 ottobre 2014 dalla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5
(inc. SO.2014.2457) nei confronti di RE 1 è annullata.

                                   2.   La tassa di giustizia di prima
sede di fr. 80.–, da anticipare come di rito, è posta a carico di RE 1.

                                   3.   Le spese dell’Ufficio
fallimenti di Lugano, da anticipare come di rito, sono poste a carico di RE 1.

 

                             II.  La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 150.– è posta a carico di RE
1.

 

                            III.  Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –;

  –  Ufficio
  esecuzione di Lugano, Lugano;

  –  Ufficio
  fallimenti di Lugano, Viganello;

  –  Ufficio
  cantonale del Registro di commercio, Biasca;

  –  Ufficio
  del Registro fondiario del Distretto di Lugano, Lugano.

   

  

                                  Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                 Il
vicecancelliere

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).