# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 39a3c75b-b93f-56a2-a07b-8529c275bf34
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-11-04
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 04.11.2018 12.2017.102
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2017-102_2018-11-04.html

## Full Text

__________

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  12.2017.102

  	
  Lugano

  4 novembre 2018/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Lardelli

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. OR.2013.221
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3 - promossa con petizione 20
novembre 2013 da

 

	
   

  	
   AP
  1  

  rappr. da  RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO
  1  

  rappr. da  RA 2  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

con cui l’attrice ha
chiesto la condanna della convenuta al pagamento di USD 351'537.43 oltre
interessi al 5% dal 25 giugno 2012 e il rigetto in via definitiva,
limitatamente a CHF 349'183.- oltre interessi al 5% dal 25 giugno 2012 e spese,
dell’opposizione interposta al PE n. __________ (poi sostituito dal PE n. __________)
dell’UE del Canton Nidwaldo, ritenuto che in sede conclusionale gli interessi
su queste somme sono stati rivendicati dal 3 aprile 2013;

 

domanda avversata dalla
convenuta, che ha postulato la reiezione della petizione, e che il Pretore con
decisione 22 maggio 2017 ha respinto;

 

appellante l'attrice con
appello 30 giugno 2017, con cui ha chiesto la riforma del querelato giudizio
nel senso di accogliere la petizione, protestando spese e ripetibili di entrambe
le sedi; 

 

mentre la convenuta con
risposta 15 giugno 2018 ha postulato la reiezione del gravame pure con protesta
di spese e ripetibili;

 

richiamata la decisione 12
marzo 2018 (inc. n. 12.2017.137) con cui questa Camera, in parziale accoglimento
dell’istanza 8 settembre 2017 dell’attrice, l’ha esentata dal prestare gli
anticipi e le spese processuali per la procedura d’appello; 

 

letti ed
esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

                                   1.   Nel corso del 2012 AP
1 e la società AO 1, rappresentata dal suo direttore R__________ __________, hanno
concluso un contratto di agenzia della durata di almeno un anno, retto dal
diritto svizzero, in base al quale la prima, in qualità di agente, s’impegnava a
trattare affari di import / export di materie prime in Sudamerica a favore della
seconda, in qualità di mandante.

                                         

 

                                   2.   Con petizione 20
novembre 2013 AP 1, al beneficio della necessaria autorizzazione ad agire, ha
convenuto in giudizio AO 1 innanzi alla Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 3, per ottenere la sua condanna al pagamento di USD 351'537.43 (recte:
USD 349'005.57; l’importo di USD 351'537.43 è invece riferito alla sua
precedente richiesta di cui al doc. AB) oltre interessi al 5% dal 25 giugno 2012
e il rigetto in via definitiva, limitatamente a CHF 349'183.- oltre interessi
al 5% dal 25 giugno 2012 e spese, dell’opposizione interposta al PE n. __________
poi sostituito - in virtù di una mutazione dell’azione in seguito ammessa dal
Pretore - dal PE n. __________ dell’UE del Canton Nidwaldo, ritenuto che in
sede conclusionale gli interessi su queste somme sono stati rivendicati dal 3
aprile 2013. Essa, in estrema sintesi, ha rilevato che a fronte delle
provvigioni da lei maturate in ragione di USD 442'897.38 per gli 8 contratti
acquisiti (quelli di cui ai doc. L-S), la controparte le aveva a tutt’oggi
corrisposto unicamente USD 93'891.81.

                                         La convenuta si è
integralmente opposta alla petizione.

                                      

 

                                  3.   Esperita
l’istruttoria di causa e raccolti gli allegati conclusivi delle parti, il
Pretore, con decisione 22 maggio 2017, ha respinto la petizione (dispositivo n.
1.1 [recte: n. 1]), ponendo la tassa di giustizia e le spese di
complessivi CHF 13’000.- a carico dell’attrice, tenuta altresì a rifondere alla
controparte CHF 25’000.- a titolo di ripetibili (dispositivo n. 2). A suo
giudizio, le provvigioni dovute all’attrice per i 3 soli contratti da lei
acquisiti per la convenuta (quello di cui al doc. L e quelli di cui ai doc. R e
S), al massimo di USD 44'655.01, erano inferiori alle somme, di USD 93'891.-, corrispostele
fino ad oggi da quest’ultima. 

 

 

                                   4.   Con l’appello 30
giugno 2017 che qui ci occupa, avversato dalla convenuta con risposta 15 giugno
2018, l'attrice ha chiesto di riformare il querelato giudizio nel senso di
accogliere la petizione, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi.

                                         Essa ha ribadito
che le provvigioni che dovevano esserle riconosciute per gli 8 contratti da lei
acquisiti ammontavano in realtà a USD 442'897.38.

                                         

 

                                   5.   In base al diritto
svizzero, per quanto qui interessa, l’agente ha diritto alla provvigione
convenuta od usuale per tutti gli affari che ha trattato o conchiuso durante il
periodo di validità del contratto (art. 418g cpv. 1 prima frase CO), ritenuto
che, salvo convenzione contraria stipulata per iscritto, il diritto alla
provvigione nasce allorché l’affare è stato validamente conchiuso col cliente
(art. 418g cpv. 3 CO). 

                                         L’agente perde tuttavia
il diritto alla provvigione nella misura in cui l’esecuzione di un affare
conchiuso è impedita da una causa non imputabile al mandante (art. 418h cpv. 1
CO), ritenuto che detto diritto si estingue invece integralmente se la
controprestazione corrispondente alla prestazione già eseguita dal mandante non
è fornita o lo è in misura tanto esigua da non potersi pretendere che il
mandante paghi una provvigione (art. 418h cpv. 2 CO): il primo capoverso
presuppone che l’affare conchiuso o una sua parte non sia eseguito a seguito dell’impugnazione
o dell’annullamento dello stesso, di fattori esterni, del comportamento
dell’agente, di un’inadempienza del cliente o dell’inesecuzione del mandante (Bühler, Zürcher Kommentar, n. 9 ad art.
418h CO; Wettenschwiler, Basler
Kommentar, 6ª ed., n. 1 ad art. 418h CO; Dreyer,
Commentaire Romand, 2ª ed., n. 1 ad art. 418h CO; Badertscher/Spoerri, Handkommentar, n. 3 ad art. 418h CO) e
che ciò non sia imputabile al mandante oppure risulti necessario nell’interesse
della sua azienda (Bühler, op.
cit., n. 12 ad art. 418h CO; Meister,
Bundesgesetz über den Agenturvertrag, p. 36; ZR 1949 nr. 137), ritenuto che se
l’affare è eseguito solo in parte la provvigione va ridotta proporzionalmente (Bühler, op. cit., n. 13 ad art. 418h CO;
Wettenschwiler, op. cit., ibidem; Dreyer, op. cit., ibidem; Meister, op. cit., ibidem); il secondo
capoverso presuppone che la controprestazione del cliente corrispondente alla
prestazione già eseguita dal mandante non sia stata fornita e che quella circostanza
non sia imputabile al mandante (Bühler,
op. cit., n. 15 ad art. 418h CO; Badertscher/Spoerri,
op. cit., n. 6 ad art. 418h CO).

                                         In ogni caso la
provvigione è esigibile, salvo patto od uso contrario, per la fine del semestre
dell’anno civile in cui l’affare è stato conchiuso (art. 418i prima semifrase
CO).

 

 

                                   6.   A questo stadio
della lite è ormai pacifico, sulla base degli accertamenti del Pretore, non
censurati dalle parti, che la provvigione a favore dell’attrice, che in virtù degli
accordi contrattuali ammontava “for imports: USD/MT 3 … for exports: USD/MT
0.50 for iron ore and USD/MT 1.00 for mill scale …” (cfr. doc. D p. 1 e H
p. 1), nasceva già al momento della conclusione dell’affare tra il mandante e
il suo cliente (art. 418g cpv. 3 CO) e non al momento in cui la merce oggetto
del contratto veniva imbarcata, per cui era dovuta, a meno che beninteso fosse
dato uno dei motivi elencati all’art. 418h CO, anche se la quantità imbarcata -
riservate le usuali percentuali di tolleranza del +/- 10% - era inferiore a
quella pattuita.

 

 

                                   7.   Ciò premesso, si
osserva che il Pretore ha innanzitutto riconosciuto all’attrice la provvigione per
il contratto concluso l’8 agosto 2012 tra la convenuta e F__________ __________
(in seguito: F__________) (doc. L, avente per oggetto la compravendita di 5'000
[recte: 5’022] MT (= tonnellate), con una variazione consentita di +/-
10%, di “Hot Rolled Coils”), di USD 14'936.46 (pari a USD 3.- / MT per i
4'978.82 MT poi imbarcati).

                                         In questa sede l’assunto
pretorile non è stato censurato dalle parti e non può pertanto essere rimesso
in discussione.

 

 

                                   8.   Il Pretore, riferendosi
agli altri due contratti con F__________, ossia quello del 24 agosto 2012 (doc.
M, avente per oggetto la compravendita di 5'000 MT +/- 10% di “Wire Rods
(vergella)”) e quello del 10 ottobre 2012 (doc. N, avente per oggetto la compravendita
di 2'500 [recte: 2’542] MT +/- 10% di “Hot Rolled Coils”), al
contratto con J__________ __________ (in seguito: J__________) del 20 agosto
2012 (doc. O, avente per oggetto la compravendita di 1’500 MT +/- 10% di “Cold
Rolled Coils”) e ai due contratti con A__________ __________ (in seguito: A__________
__________), ossia quello del 19 novembre 2012 (doc. P, avente per oggetto la compravendita
di 4'000 MT +/- 10% di “Aluzinc Coils” rispettivamente di 3'000 MT +/-
10% di “Hot Rolled Coils”) e quello del 5 marzo 2013 (doc. Q, avente per
oggetto la compravendita di 1’500 MT +/- 10% di “Aluzinc Coils”), ha
osservato che gli stessi non erano stati conclusi dalla convenuta ma dalla
società S__________ __________, la quale, nonostante lo stretto legame di
parentela dei loro rappresentanti, rappresentava un’entità giuridica distinta e
indipendente. Rilevato da un lato che l’attrice era effettivamente a conoscenza
del fatto che la convenuta avrebbe accettato soltanto pagamenti entro 120
giorni dalla lettera di carico, al contrario di S__________ __________, che
accettava il pagamento entro 180 giorni (cfr. doc. 3), e appurato dall’altro
che la corrispondenza e-mail intercorsa tra l’attrice e R__________ __________
in merito a questi contratti confermava soltanto che le trattative erano state
condotte dall’attrice ma non il fatto che essi erano stati conclusi da S__________
__________ per scelta di R__________ __________ rispettivamente per motivi di
strategia interna al gruppo, ha concluso che non era stato provato un abuso da parte
della convenuta che giustificherebbe il sorgere di un diritto alla provvigione
dell’attrice anche in capo a questi contratti.

 

 

                               8.1.   In questa sede
l’attrice ha ribadito che la convenuta abusava manifestamente del suo diritto
nel non volerle riconoscere la provvigione per i cinque contratti di cui ai
doc. M-Q. 

                                         

 

                            8.1.1.   Essa può senz’altro essere
seguita laddove ha evidenziato che la convenuta e S__________ __________
facevano parte del medesimo gruppo societario, che tutte le trattative per
questi contratti erano state portate avanti con l’accordo di R__________ __________
e che l’intestazione degli stessi a S__________ __________ era stata in seguito
decisa da e con quest’ultimo per esigenze del gruppo. 

                                         Sul primo tema, si osserva
che lo stesso giudice di prime cure ha evidenziato che tra i rappresentanti
delle due società vi era uno stretto legame di parentela, il direttore della
convenuta R__________ __________ essendo pacificamente il fratello del
direttore di __________ B__________ __________. Da una pagina internet versata
agli atti (doc. AO) risultava poi che B__________ __________ si presentava
quale organo delle società “AO 1 / S__________ __________”. Ma soprattutto
in due e-mail, il primo del 24 maggio 2012 (per altro denominato
emblematicamente “EH limits of AO 1 and S__________ __________ for Brazil”)
e il secondo del 10 luglio 2012 (cfr. plico doc. AP p. 3 segg.),
R__________ __________ aveva comunicato all’attrice “please see below (and
in excel attached) the limits in place for Brazilian customers”
rispettivamente “please see attached the list of our Brazilian
customers we are holding credit limits for …”  allegandovi
poi due liste da cui si evinceva che per alcuni clienti brasiliani “insured”
era la convenuta e per altri clienti brasiliani “insured” era “S__________”.
Tutti quei contratti erano per altro stati gestiti dalle stesse persone (facenti
tutte capo, com’era del resto il caso per R__________ __________, all’indirizzo
e-mail “…@__________.com”, cfr. plico doc. AR p. 9 segg., plico doc. AQ
e plico doc. AS) che già si occupavano dei contratti della convenuta. Tanto
basta per far ritenere che quelle società facessero effettivamente parte di un
medesimo gruppo. 

                                         Sulla seconda tematica, è nuovamente
a ragione che l’attrice ha evidenziato che tutte le trattative per questi
contratti erano state portate avanti dall’attrice con il pieno e incontestato accordo
di R__________ __________. Tutti quei clienti erano stati prima visitati dall’attrice
assieme a R__________ __________ (teste __________ p. 2), che si era persino
occupato di organizzare i viaggi (cfr. lo scambio di e-mail di cui ai plichi doc.
U, AH, AR p. 0, AS). La corrispondenza e-mail relativa a quei contratti era oltretutto
sempre inviata, almeno in copia, a R__________ __________ o alla convenuta (per
quanto riguarda i contratti di cui al doc. M e N, cfr. doc. M p. 1, plico doc. AR
p. 9 segg.; per quanto riguarda quello di cui al doc. O, cfr. doc. O p. 1, plico
doc. AQ; per quanto riguarda quelli di cui al doc. P e Q, cfr. plico doc. AS). 

                                         Sul terzo aspetto, è anche
qui a ragione che l’attrice ha rilevato che l’intestazione di questi contratti
a S__________ __________ era stata decisa con l’accordo almeno tacito di R__________
__________, che - come detto - era perfettamente informato delle trattative con
i clienti e del tenore dei loro contratti, tenendo conto anche delle coperture
assicurative previste per i rispettivi clienti nei due già menzionati e-mail
del 24 maggio 2012 e del 10 luglio 2012 (cfr. plico doc. AP p. 4 e 6 seg.),
ritenuto che in un ulteriore e-mail del 6 agosto 2012 (cfr. plico doc. AQ p. 5)
R__________ __________ aveva persino giustificato l’intestazione a S__________ __________
di uno di quei contratti, in concreto quello con J__________ di cui al doc. O, proprio per il fatto che “S__________ __________ is the
company having the credit limit for J__________”.

 

 

                            8.1.2.   La
circostanza, addotta dal Pretore sulla base del doc. 3, che la convenuta avrebbe
accettato soltanto pagamenti entro 120 giorni dalla lettera di carico,
diversamente da S__________ __________, che accettava pagamenti entro 180
giorni dalla lettera di carico, è invece irrilevante e comunque non sarebbe tale
da modificare la situazione appena accertata. Da una parte l’istruttoria ha in
effetti permesso di stabilire che la convenuta era a sua volta disposta ad
accettare pagamenti entro 180 giorni dalla lettera di carico (cfr. plico doc.
AP p. 4 e 7, con riferimento al cliente A__________ __________), tant’è che essa
nel marzo 2013, con riferimento al contratto con T__________ di cui al doc. L, aveva
per finire accettato di prorogare di 60 giorni - confermando così la
facilitazione di pagamento concessa per errore dall’attrice nel doc. 3 - il
termine di pagamento entro 120 giorni dalla lettera di credito inizialmente
concordato con quel cliente. Dall’altra è pure risultato che T__________, che aveva
concluso i contratti di cui ai doc. M e N con S__________ __________, sarebbe
stata senz’altro disposta a pagare entro 120 giorni dalla lettera di credito e
con ciò a concludere con la convenuta (cfr. doc. L e AP p. 4 e 6). In tali
circostanze nulla permette di ritenere che l’intestazione a S__________ __________
piuttosto che alla convenuta dei contratti acquisiti dall’attrice, quand’anche
per ipotesi fosse stata motivata dalla sola diversa modalità di pagamento (che
per altro dipende anche, se non addirittura solo, dalla disponibilità e dalla
bonità del relativo cliente), fosse di per sé tale da escludere il diritto
dell’attrice alle sue provvigioni.

 

 

                            8.1.3.   Si aggiunga, per
completezza di motivazione, che nell’e-mail del 30 aprile 2013 (nel plico doc.
AB) lo stesso R__________ __________, confrontato con le varie richieste di
provvigione dell’attrice, da lui per altro contestate nel loro ammontare, non aveva
tuttavia mai preteso che la convenuta non fosse di principio tenuta a
corrisponderle le provvigioni derivanti dai contratti conclusi con S__________ __________,
ossia quelli di cui ai doc. M-Q. La convenuta appare dunque malvenuta a
sostenere, per la prima volta solo in causa, che essa non ne era debitrice per
quella ragione.

 

 

                               8.2.   Dovendosi così ammettere
che la conclusione dei contratti in parola da parte di S__________ __________,
anziché da parte della convenuta, non era tale da impedire il riconoscimento di
una provvigione all’attrice (cfr., per analogia, DTF 76 II 378 consid. 3; TF 24
aprile 2008 4A_155/2008 consid. 3.1, 26 luglio 2010 4A_200/2010 consid. 7.1; II
CCA 14 luglio 2008 inc. n. 12.2007.160, 22 gennaio 2018 inc. n. 12.2016.91
secondo cui l’esistenza di un nesso giuridicamente rilevante per l’applicazione
dell’art. 413 cpv. 1 CO, che di regola viene negata quando il contratto non
viene concluso con la persona segnalata dal mediatore bensì con un terzo, deve
ciononostante venir ammessa qualora fra il terzo e la persona indicata dal
mediatore vi sia una relazione economica o personale così intensa da poterli
considerare un tutt’uno), alla stessa vanno riconosciuti USD 15'561.29 (pari a
USD 3.- / MT per i 5'187.098 MT di “Wire Rods (vergella)” poi imbarcati)
per il contratto di cui al doc. M, USD 2'552.95 (pari a USD 1.- / MT per i
2'552.95 MT di “Hot Rolled Coils” poi imbarcati) per il contratto di cui
al doc. N, USD 4'338.15 (pari a USD 3.- / MT per i 1'446.05 MT di “Cold
Rolled Coils” poi imbarcati) per il contratto di cui al doc. O, USD
13'198.32 (pari a USD 3.- / MT per i 4'399.44 MT di “Aluzinc Coils” poi
imbarcati) rispettivamente USD 9'229.89 (pari a USD 3.- / MT per i 3'076.631 MT
di “Hot Rolled Coils” poi imbarcati) per il contratto di cui al doc. P e
USD 4'500.52 (pari a USD 3.- / MT per i 1'500.174 MT di “Aluzinc Coils”
poi imbarcati) per il contratto di cui al doc. Q; il tutto per USD 49'381.12.

                                         

 

                                   9.   Il Pretore, con
riferimento ai due contratti conclusi tra la convenuta e Su__________ __________
(in seguito: Su__________), ossia quello del 25 giugno 2012 (doc. R, avente per
oggetto la compravendita di 60'000 [recte: 59'000 - 64'000] MT +/- 10%
di “Iron Ore”) e quello del 3 aprile 2013 (doc. S, avente per oggetto la
compravendita inizialmente di 840’000 MT +/- 10% di “Iron Ore”, quantitativo
poi ridotto a 700'000 MT +/- 10% con il doc. 5), ha evidenziato che per gli
stessi l’attrice aveva di principio maturato il diritto alla provvigione. Egli ha
quindi esaminato se tale diritto si fosse estinto integralmente o parzialmente
in virtù dell’art. 418h cpv. 1 e 2 CO.

                                         Per quanto riguarda il
contratto di cui al doc. R, il Pretore, in fatto, ha rilevato che lo stesso era
stato eseguito solo parzialmente, visto che Su__________ aveva compiuto una
sola spedizione (delle due previste) con 27'159.59 MT, per un valore di USD
287'097.60, a fronte dei USD 1'447'088.20 già versati dalla convenuta; ha
osservato che la seconda spedizione non aveva invece potuto essere effettuata a
causa della situazione venutasi a creare sul mercato dopo l’invio del primo
vascello; e ha evidenziato che per questo motivo gli accordi contrattuali erano
stati in seguito più volte modificati e che Su__________ aveva per finire
riconosciuto un suo debito di USD 1'159'990.60 nei confronti della convenuta
(cfr. doc. 4 addenda 3 e 5), sorto “in quanto la nave era in ritardo, ci
sono stati 5 scioperi mentre stavano caricando la barca e il mercato è sceso,
tra il momento in cui la barca è arrivata al porto, i 22 giorni di imbarco del
vascello, e l’arrivo della merce in Cina. Questo ha creato questo debito di Su__________
nei confronti di AO 1. A questo momento il contratto 4 è chiuso per Su__________
in quanto c’è stato questo riconoscimento di debito. Quanto dovuto verrà pagato
da Su__________ con della merce” (teste __________ p. 4). Preso così atto da
una parte che Su__________, per ragioni di mercato non imputabili alla
convenuta, aveva adempiuto il contratto solo parzialmente e risultava oggi
debitrice della convenuta per USD 1'159'990.60, che dall’altra, considerata la
difficile situazione societaria di Su__________ (cfr. doc. 15), il credito
della convenuta appariva difficilmente recuperabile e che infine appariva
evidente che le modifiche apportate al contratto originariamente trattato dall’attrice
avevano come unico obiettivo quello di ridurre il danno che si sarebbe
prospettato per la convenuta proprio a seguito dell’intervenuta impossibilità,
per la cliente, di adempiere agli obblighi assunti, ne ha dedotto, in diritto,
che, in base all’art. 418h cpv. 1 CO, andava quantomeno ammessa la parziale
estinzione del diritto alla provvigione dell’attrice, che andava ridotta in
considerazione del materiale effettivamente imbarcato, a una somma di USD
13'579.79 (pari a USD 0.50 / MT per i 27'159.59 MT di “Iron Ore” poi
imbarcati). 

                                         Quanto al contratto di cui
al doc. S/5, il Pretore, in fatto, ha rilevato che Su__________ aveva
effettuato un’unica spedizione con 32'277.488 MT, per un valore di USD
1'299'279.56, a fronte dei USD 4'950'265.60 già versati dalla convenuta; ha
osservato che anche in questo caso gli accordi contrattuali erano stati in
seguito più volte modificati, con conseguente prolungamento dei termini di
consegna originariamente previsti entro agosto 2014, e che Su__________ il 6
febbraio 2014 aveva per finire riconosciuto un suo debito di USD 3'650'986.04
nei confronti della convenuta (doc. 13 pt. 2.1); e ha evidenziato che il teste __________
aveva dichiarato (a p. 4) che “è intenzione di Su__________ fornire la merce
di cui al doc. 5 … Oggigiorno sono pronte 110'000 tonnellate. Confermo che
abbiamo deciso di comune accordo con il sig. __________ di non spedire la merce
al momento attuale in quanto se mandiamo la merce Su__________ avrebbe
aumentato il debito. Anche AO 1 perderebbe soldi in quanto per questo contratto
ci hanno già dato una lettera di credito e il trasporto della merce al momento
attuale è più caro che il prezzo della merce stessa”, ma aveva in seguito
però pure affermato, in uno scritto del 9 dicembre 2014 (doc. 15), di pochi
giorni successivo alla sua deposizione testimoniale, che il tribunale aveva
nominato un revisore per esaminare la situazione finanziaria, fiscale e
operativa di Su__________ e che soltanto dopo tale revisione la società sarebbe
stata in grado di stabilire come risarcire il suo debito nei confronti della
convenuta, aggiungendo che le condizioni di mercato non permettevano alla
società di esportare il materiale senza incorrere in ingenti perdite e quindi
essa avrebbe ricominciato a spedire la merce soltanto quando e se le stesse
sarebbero migliorate. A fronte di questa situazione e del fatto che l’ultima
spedizione era stata effettuata nel dicembre 2013, ne ha dedotto, in diritto,
che l’irrecuperabilità della merce non ancora spedita e del debito riconosciuto
da Su__________ appariva sufficientemente certa per ritenere adempiuti i
presupposti di cui all’art. 418h cpv. 2 CO, posto che anche in questo caso
l’unico motivo per cui la convenuta aveva acconsentito ad apportare le
successive modifiche contrattuali era quello di ridurre per quanto possibile il
danno che le sarebbe derivato dall’inadempienza della sua cliente. Ad ogni
modo, sempre a suo giudizio, anche una riduzione della provvigione dell’attrice
in ragione della quantità effettivamente imbarcata, a un importo di USD
16'138.75 (pari a USD 0.50 / MT per i 32'277.488 MT di “Iron Ore” poi
imbarcati), non avrebbe cambiato l’esito finale della lite.

 

 

                               9.1.   In questa sede
l’attrice ha ribadito che i due contratti di cui ai doc. R e S/5 erano tuttora
in essere, che la convenuta e Su__________ avevano concordato la sospensione
delle forniture e che quest’ultima, le cui presunte difficoltà finanziarie per
altro non erano state sufficientemente provate, aveva chiaramente espresso la
sua volontà di fornire la merce oggetto di quegli accordi. Non essendo così
stato dimostrato che Su__________ fosse stata definitivamente inadempiente, la
convenuta, gravata dell’onere della prova, non poteva pretendere l’estinzione
della provvigione in applicazione dell’art. 418h CO, la sua richiesta in tal
senso risultando quanto meno prematura. 

 

 

                               9.2.   A questo stadio della
lite è pacifico, in fatto, che i contratti di cui ai doc. R e S/5, a fronte dei
quali la convenuta ha già corrisposto anticipi rilevanti, siano stati adempiuti
da Su__________ solo in modo parziale, in misura del 20% circa il primo (per
raffronto alle somme anticipate) rispettivamente del 26% circa il secondo (per
raffronto alle somme anticipate), e che gli stessi, per l’evoluzione
sfavorevole del mercato non imputabile alle parti contraenti, d’accordo la convenuta
e Su__________ (per quanto riguarda il contratto di cui al doc. R, cfr. teste __________
p. 3 secondo cui “mi viene chiesto perché Su__________ non ha fornito tutta
la merce di cui al doc. 4. Rispondo perché le condizioni di mercato non lo
permettevano. Mi viene chiesto se ciò è stato fatto in accordo con AO 1,
rispondo di sì. Il fatto che le condizioni di mercato non fossero favorevoli
andava a svantaggio di tutti e due i contraenti, AO 1 e Su__________”; per
quanto riguarda quello di cui al doc. S/5, cfr. teste __________ p. 4 secondo
cui “è intenzione di Su__________ fornire la merce di cui al doc. 5 …
Confermo che abbiamo deciso di comune accordo con il sig. __________ di non
spedire la merce al momento attuale in quanto se mandiamo la merce Su__________
avrebbe aumentato il debito. Anche AO 1 perderebbe soldi in quanto per questo
contratto ci hanno già dato una lettera di credito e il trasporto della merce
al momento attuale è più caro che il prezzo della merce stessa”), siano in
seguito stati più volte modificati finché Su__________ ha per finire
riconosciuto, per entrambi i contratti, un suo debito nei confronti della
convenuta (per quanto riguarda il contratto di cui al doc. R, cfr. doc. 4
addenda 3 e 5; per quanto riguarda quello di cui al doc. S/5, cfr. doc. 13 pt.
2.1). 

                                         Come rilevato dal Pretore,
l’istruttoria di causa ha permesso di stabilire che il contratto di cui al doc.
R è stato in seguito chiuso (cfr. teste __________ p. 4 secondo cui “il contratto
4 è chiuso per Su__________”) fermo restando che “quanto dovuto
verrà pagato da Su__________ con della merce” (cfr. teste __________ p. 4),
mentre quello di cui al doc. S/5 era ancora in essere (cfr. teste __________ p.
4 secondo cui “è intenzione di Su__________ fornire la merce di cui al doc.
5”), ritenuto che le forniture da parte di Su__________, quelle “sostitutive”
del contratto di cui al doc. R e quelle del contratto di cui al doc. S/5,
sarebbero avvenute non appena l’evoluzione del mercato lo avrebbe consentito
(cfr. teste __________ p. 4 e doc. 15, quest’ultimo invero non allestito da
quest’ultimo ma da __________) e meglio non appena il prezzo sui mercati sarebbe
stato tale da non comportare danni alle due parti contraenti. Per pacifica
ammissione delle parti, la situazione, da allora, non risulta essere mutata, se
non per il fatto che il 1° agosto 2017, dopo l’emanazione della decisione
pretorile, la convenuta, allo scopo di recuperare gli anticipi corrisposti a
quella società (doc. 2 e 3 allegati alla risposta all’appello), ha rilasciato
delle procure a degli avvocati brasiliani, che tuttavia, a suo dire, non
avrebbero ancora avviato alcuna procedura in tal senso. Per il resto, nulla,
nemmeno il doc. 15, permette invece di concludere che Su__________ si trovasse
in una situazione finanziaria precaria o che la merce non ancora spedita non
fosse recuperabile.

 

 

                               9.3.   In diritto, alla luce
di questi accertamenti, si può concludere quanto segue:

 

 

                            9.3.1.   È innanzitutto incontestabile
che l’attrice, a seguito dell’applicazione e contrario dell’art. 418h
cpv. 1 CO (secondo cui il diritto alla provvigione decade solo nella misura in
cui l’esecuzione dell’affare concluso è impedita), possa di principio pretendere
(riservato quanto di dirà al consid. 9.3.3) le provvigioni per le merci che erano
già state imbarcate, ossia per i 27'159.59 MT di “Iron Ore” del
contratto di cui al doc. R e per i 32'277.488 MT di “Iron Ore” del
contratto di cui al doc. S/5.

 

 

                            9.3.2.   Le provvigioni per le
merci che non erano ancora state imbarcate, ossia per i 30'000 MT di “Iron
Ore” del contratto di cui al doc. R e per i 667'772.512 MT di “Iron Ore”
del contratto di cui al doc. S/5, non possono invece essere riconosciute. 

                                         In merito alle merci
non ancora imbarcate del contratto di cui al doc. S/5, si osserva in effetti
che la mancata esecuzione sino ad oggi di quella parte dell’affare, sostanzialmente
lasciato in sospeso dalle parti contraenti, era dovuta alla particolare e
perdurante evoluzione sfavorevole del mercato e non era così imputabile alla
convenuta, tanto più che quella mancata esecuzione risultava pure necessaria
nell’interesse della sua azienda, non potendosi ragionevolmente pretendere da
lei l’esecuzione di un contratto “in perdita” (art. 418h cpv. 1 CO); oltretutto
Su__________, pur avendo già ricevuto ampi anticipi dalla convenuta, non aveva poi
eseguito la sua controprestazione, senza che nemmeno quella situazione, causata
a sua volta dalla volontà di Su__________ di non lavorare “in perdita” in
considerazione della già menzionata situazione del mercato, potesse essere
imputata alla convenuta (art. 418h cpv. 2 prima semifrase CO). Confrontata con
una disposizione analoga (e meglio dell’art. 1749 cpv. 1 CC/It., nella
formulazione, secondo cui “la provvigione spetta all’agente anche per gli
affari che non hanno avuto esecuzione per causa imputabile al preponente”, in
vigore prima dell’intervento della direttiva comunitaria del 18 dicembre 1986
sugli agenti di commercio indipendenti e delle due leggi italiane di attuazione,
di cui ai decreti legge del 10 settembre 1991 n. 303 e 15 febbraio 1999 n. 65),
anche la giurisprudenza italiana, condivisa dalla dottrina, ha avuto modo di rilevare
che “non sussiste colpa nell’esecuzione dell’affare, ove il preponente non
esegua l’affare per evitare un danno, ove s’accerti che l’esecuzione avrebbe
comportato, per l’aumento dei costi, un danno certo al preponente (Cass. 2
giugno 1980, n. 3601)” (Pescatore/Ruperto,
Codice civile annotato, 8ª ed., Vol. II, n. 3 ad art. 1749).  

                                         Per le merci non ancora
imbarcate del contratto di cui al doc. R la soluzione è analoga, ritenuto che
il fatto che le parti contraenti abbiano considerato chiuso il relativo
contratto a seguito dell’impegno di Su__________ di ripagare il dovuto “con
della merce”, ossia con altra e diversa merce che sarebbe stata oggetto di
un contratto sostitutivo e “gratuito” nella misura dei maggiori anticipi da lei
ricevuti, non toglie che sino ad oggi quell’impegno, a sua volta tenuto in sospeso
per la già menzionata situazione sfavorevole del mercato, non sia in seguito stato
adempiuto (art. 418h cpv. 1 e 2 prima semifrase CO).

                                         

 

                            9.3.3.   Tornando alle
provvigioni dovute per le merci che erano già state imbarcate, resta ancora da
esaminare se, in virtù dell’art. 418h cpv. 2 seconda semifrase CO e contrariamente
a quanto ritenuto dal Pretore, all’attrice debba essere riconosciuto anche il
diritto alle provvigioni per i 32'277.488 MT di “Iron Ore” del contratto
di cui al doc. S/5, rispettivamente la convenuta non possa essere obbligata a corrispondere
nemmeno le provvigioni per i 27'159.59 MT di “Iron Ore” del contratto di
cui al doc. R. Come si dirà, il quesito va risolto come proposto dall’attrice.

                                         Il fatto che i contratti
di cui ai doc. R e S/5 siano già stati adempiuti da Su__________ in misura del 20%
circa (per raffronto alle somme anticipate dalla convenuta) il primo
rispettivamente del 26% circa (per raffronto alle somme anticipate dalla
convenuta) il secondo esclude in effetti a priori l’estinzione delle relative
provvigioni, ciò essendo possibile in presenza non solo di una controprestazione
esigua (cfr. Mirfakhraei, Les
indemnités de fin de contrat dans le contrat d’agence et le contrat de distribution
exclusive, p. 41), circostanza questa che nel caso concreto non risulta però
essersi verificata, ma anzi laddove quella sua esiguità sia poi talmente importante
da non potersi pretendere che il mandante abbia a pagare la provvigione (già
ridotta), eventualità questa che a maggior ragione non risulta essersi avverata.

                                         Il fatto, evocato dalla
convenuta, che a seguito della limitata controprestazione di Su__________ le
siano stati rilasciati due riconoscimenti di debito di complessivi USD
4’810'976.64, è invece del tutto irrilevante sul tema dell’esiguità della
controprestazione, nulla permettendo in ogni caso di ritenere che Su__________,
nei confronti della quale a tutt’oggi non è stata promossa alcuna procedura di
recupero di quelle somme, si trovasse in una situazione finanziaria precaria e che
dunque quei suoi riconoscimenti di debito dovessero essere considerati
sostanzialmente irrecuperabili.

 

 

                               9.4.   All’attrice possono
così essere riconosciuti USD 13'579.79 (pari a USD 0.50 / MT per i 27'159.59 MT
di “Iron Ore” già imbarcati) per il contratto di cui al doc. R e USD 16'138.74
(pari a USD 0.50 / MT per i 32'277.488 MT di “Iron Ore” già imbarcati) per
il contratto di cui al doc. S/5; il tutto per USD 29'718.53.

 

 

                                10.   In definitiva
l’attrice ha quindi maturato il diritto a provvigioni per complessivi USD
94'036.11 (USD 14'936.46 [consid. 7], USD 49'381.12 [consid. 8] e USD 29'718.53
[consid. 9]). Avendo a tutt’oggi già percepito dalla convenuta somme per USD
93'891.-, le spettano dunque ancora USD 145.11.

 

 

                                11.   In questa sede
l’attrice ha infine chiesto che gli interessi sulle eventuali somme a suo
favore siano dovuti dalla data di conclusione dei contratti con i clienti e
meglio, per semplicità di calcolo, dal 3 aprile 2013, data di conclusione dell’ultimo
e più importante contratto, quello di cui al doc. S. Il rilievo è infondato.

                                         Come detto, giusta l’art.
418i prima semifrase CO, la provvigione è in effetti esigibile, salvo patto od
uso contrario, qui non evocati né tanto meno provati, per la fine del semestre
dell’anno civile in cui l’affare è stato conchiuso. In tali circostanze,
ritenuto che l’esigibilità della provvigione per l’ultimo e più importante contratto
è intervenuta solo il 30 giugno 2013, gli interessi di mora vanno fatti
decorrere dal 23 settembre 2013, data della notificazione alla convenuta del PE
n. __________ dell’UE del Canton Nidwaldo ([doc. AC] poi annullato e sostituito
d’ufficio, a seguito dell’errata indicazione del creditore da parte
dell’autorità esecutiva [cfr. doc. AV e AZ], dal PE n. __________ del medesimo
UE [doc. BA]), prima valida interpellazione agli atti.

 

 

                                12.   In definitiva, in
parziale accoglimento dell’appello dell’attrice, la convenuta dev’essere
obbligata a pagare a quest’ultima USD 145.11 oltre interessi al 5% dal 23 settembre
2013, con conseguente rigetto in via definitiva, limitatamente al controvalore
in CHF di quella somma (al tasso, non contestato, di CHF 0.985 per USD 1.-),
dell’opposizione interposta al PE n. __________ dell’UE del Canton Nidwaldo. 

                                         Le spese giudiziarie di
entrambe le sedi, calcolate sulla base del valore litigioso di USD 349'005.57, seguono
la pressoché totale soccombenza dell’attrice (art. 106 CPC), fermo restando che
la stessa nel frattempo è però stata esentata dal prestare le spese processuali
per la procedura d’appello.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 106 seg. CPC, la LTG e il RTar

 

 

decide: 

 

                                      

                                    I.   L’appello 30 giugno 2017 di AP 1 è parzialmente accolto. 

                                         Di conseguenza la decisione 22 maggio 2017 della Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 3, invariati gli altri dispositivi, è così
riformata:

                                         

                                         1.     La
petizione è parzialmente accolta.

                                         1.1   AO 1
è condannata a versare a AP 1 l’importo di USD 145.11 oltre
interessi al 5% dal 23 settembre 2013.

                                         1.2   Limitatamente
a CHF 142.93 oltre interessi al 5% dal 23 settembre 2013 è rigettata in via definitiva l’opposizione interposta al PE n. __________
dell’UE del Canton Nidwaldo.

                                                 

 

                                   II.   Le spese processuali della procedura di
appello di CHF 13’000.- sono poste a carico dell’appellante e per essa, al
beneficio del gratuito patrocinio, dello Stato. L’appellante rifonderà all’appellata
CHF 12’000.- per ripetibili.

 

 

                                  III.   Notificazione:

	
   

  	
  -      

  -       

  - ,  (in formato
  elettronico)

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 3

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a CHF 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1
e 100 cpv. 1 LTF).