# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0ca07d27-2c0f-5616-8ee4-2b372aaaff15
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2012-11-16
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 16.11.2012 BG.2012.41
**Docket/Reference:** BG.2012.41
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BG-2012-41_2012-11-16

## Full Text

Competenza ratione materiae (art. 28 CPP).;;Competenza ratione materiae (art. 28 CPP).;;Competenza ratione materiae (art. 28 CPP).;;Competenza ratione materiae (art. 28 CPP).

Decisione del 16 novembre 2012 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, Presidente, 

Andreas J. Keller e Tito Ponti, 

Cancelliere Davide Francesconi  

   
 

Parti 

  

MINISTERO PUBBLICO DEL CANTONE TICINO,  

 

 

Richiedente 

 

 contro 

   

 

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIO-

NE, 

 

Opponente 

 

Oggetto  Competenza ratione materiae (art. 28 CPP) 

 
 
 
 
 
 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t   

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

 

 

Numero dell ’ incarto: BG.2012.41 

 

 

 

- 2 - 

Fatti: 

 

A. Mediante segnalazione del 6 marzo 2012, il Prof. Dr. Med. A., cittadino 

svizzero, ha portato all'attenzione del Ministero pubblico del Cantone Ticino 

(di seguito: MP-TI) un "tentativo di frode informatica". Quest'ultimo ha infatti 

ricevuto più volte un e-mail apparentemente inviato da un presunto 

"Director Customer Service" della banca B., nel quale veniva in sostanza 

chiesto di seguire delle determinate istruzioni, e meglio di compilare un 

formulario per il rimborso di una somma di denaro erroneamente addebita-

ta, dovendo in tal modo verosimilmente fornire gli estremi di identificazione 

del proprio conto bancario.  

 

 

B. Ricevuta tale segnalazione, il MP-TI ha, in data 8 marzo 2012, conferito 

mandato di indagine alla Polizia cantonale giusta l'art. 309 cpv. 2 CPP, 

senza tuttavia procedere all'apertura formale dell'istruzione.   

 

 

C. Le indagini svolte dalla Polizia cantonale, riassunte nel relativo rapporto 

d'esecuzione del 29 aprile 2012, hanno determinato che si è trattato di un 

cosiddetto caso di "phishing" e hanno potuto localizzare in Germania il mit-

tente dell'e-mail in questione, identificato per il tramite del numero IP 

("Internet Protocol address"), scoperto essere in uso ad un provider tede-

sco, tale C. AG, a Z. 

 

 

D. Con lettera del 27 agosto 2012, il MP-TI, per il tramite del Procuratore pub-

blico titolare dell'incarto, si è rivolto al Ministero pubblico della Confedera-

zione (di seguito: MPC), postulando l'assunzione da parte dell'autorità fede-

rale del procedimento in questione, alla luce della giurisprudenza della Cor-

te dei reclami penali del Tribunale penale federale in materia di casi di "phi-

shing", espressamente richiamata (TPF 2011 170). 

 

 

E. In data 25 settembre 2012 il MPC ha rifiutato la richiesta di assunzione del 

procedimento in parola, rilevando che la fattispecie avrebbe i classici con-

torni di un banale tentativo di truffa mediante invio di un singolo e-mail. A 

dire dell'autorità federale, il caso di specie non costituirebbe un caso parti-

colarmente complesso e con ramificazioni internazionali tali da giustificare 

una conduzione unitaria e coordinata. Nemmeno sarebbero ravvisabili ag-

gressioni illegali da parte di hacker, né l'intervento di sedicenti intermediari 

finanziari in Svizzera.  

 

- 3 - 

F. Mediante "istanza di determinazione della competenza per materia (art. 28 

CPP)" del 4 ottobre 2012, il MP-TI chiede a questa Corte di accertare la 

competenza della giurisdizione federale, trattandosi nella fattispecie di un 

caso riconducibile al fenomeno "phishing", per il perseguimento del quale 

occorrono una visione d'insieme del territorio svizzero, specializzazione 

nella materia e continui contatti con inquirenti esteri.  

 

 

G. In data 18 ottobre 2012 il MPC, in risposta alla suddetta istanza, ha ribadito 

la propria precedente presa di posizione, rilevando che non sarebbero dati i 

presupposti per ammettere la giurisdizione federale, il caso in esame di-

stinguendosi in maniera sostanziale dai tradizionali casi di "phishing". Si 

tratterebbe di un caso di scarsa complessità, che non richiederebbe né par-

ticolari conoscenze né tantomeno particolari competenze specialistiche in 

materia. 

 

 

H. Delle ulteriori e specifiche argomentazioni sollevate dalle due autorità coin-

volte si dirà, per quanto necessario all'emanazione del presente giudizio, 

nei successivi considerandi in diritto.  

 

 

Diritto: 

 

1.  

1.1 La competenza della Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale 

a statuire in merito a conflitti di competenza tra il pubblico ministero della 

Confederazione e le autorità penali cantonali discende dai combinati dispo-

sti di cui agli artt. 28 CPP e 37 cpv. 1 LOAP.  In assenza di esplicite dispo-

sizioni processuali disciplinanti la materia, la Corte dei reclami penali sta-

tuisce secondo le regole che la legge e la giurisprudenza hanno stabilito 

per la risoluzione di conflitti di foro in ambito intercantonale (KIPFER, Basler 

Kommentar, Basilea 2011, art. 28 CPP, no. 2; SCHWERI/BÄNZIGER, Inter-

kantonale Gerichtsstandsbestimmung in Strafsachen, 2a ed., Berna 2004, 

no. 419 e il rinvio alla DTF 128 IV 225 consid. 2.3; TPF 2011 170 con-

sid. 1.1). Condizione per adire la presente Corte è, da un lato, l'esistenza di 

una contestazione relativa alla competenza giurisdizionale e, dall'altro, che 

le parti coinvolte abbiano proceduto a prendere posizione in merito median-

te uno scambio di scritti. Riguardo alla procedura applicabile, nonché al 

termine per sottoporre la vertenza alla scrivente autorità, quest'ultima con-

sidera applicabili gli artt. 379 e segg. CPP, segnatamente gli artt. 393 e 

segg. CPP (KIPFER, op. cit., art. 28 CPP, no. 2; BERTOSSA, Commentaire 

- 4 - 

romand du CPP, Basilea 2011, art. 28 CPP, no. 4; GALLIANI/MARCELLINI 

Commentario CPP, Zurigo/San Gallo 2010, art. 28, no. 3). 

1.2 Le autorità legittimate a rappresentare il proprio Cantone nell'ambito dello 

scambio di scritti, nonché nel procedimento dinanzi alla presente Corte, 

sono determinate secondo il diritto cantonale (SCHWERI/BÄNZIGER, op. cit.,  

no. 564; GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., art. 40 CPP, no. 5). Ai sensi dell'art. 

67 cpv. 1 della Legge sull'organizzazione giudiziaria del Cantone Ticino del  

10 maggio 2006 (LOG; RL 3.1.1.1), il Ministero pubblico è l'autorità abilitata 

ad inoltrare una richiesta come quella in esame. Inoltrata in data 4 ottobre 

2012, ossia entro il termine di 10 giorni dalla fine dello scambio di scritti con 

il MPC, avvenuto in data 25 settembre 2012, l'istanza è dunque ricevibile in 

ordine. 

 

 

2.  

2.1 L'adempimento dei presupposti processuali e l'assenza di impedimenti a 

procedere sono condizioni essenziali affinché l'autorità possa essere inve-

stita, e condurre, un procedimento penale. La competenza ratione materia-

e, ratione loci, così come quella funzionale sono presupposti processuali 

detti "positivi", il cui adempimento deve essere verificato d'ufficio e ad ogni 

stadio della procedura (HAUSER/SCHWERI/HARTMANN, Schweizerische Stra-

fprozessrecht, 6a ed., Basilea 2005, p. 179 no. 13 e segg.; KIPFER, op. cit., 

ad intro art. 22 – 28 CPP, no.  5). La ripartizione delle competenze tra Con-

federazione e Cantoni in materia penale è disciplinata dagli artt. 22 – 28 

CPP. L'art. 22 CPP sancisce la primaria competenza cantonale a persegui-

re e giudicare i reati previsti dal diritto federale, mentre la competenza delle 

autorità federali costituisce l'eccezione, e come tale deve essere espres-

samente prevista dalla legge (DTF 125 IV 165 consid. 5). La competenza 

federale è regolata a sua volta dagli artt. 23 – 24 CPP. 

 

2.2 Ai sensi dell'art. 24 cpv. 1 CPP sottostanno alla giurisdizione federale i reati 

di cui agli articoli 260
ter

, 260
quinques

, 305
bis

, 305
ter

 e 322
ter

 – 322
septies

 CP, 

nonché i crimini commessi da un'organizzazione criminale ai sensi 

dell'art. 260
ter

 CP, a condizione che siano stati commessi prevalentemente 

all'estero (lett. a) oppure in più in Cantoni senza un riferimento prevalente 

in uno di essi (lett. b). La norma riprendere sostanzialmente l'art. 337 aCP 

(rispettivamente l'art. 340
bis

 aCP), di modo che ci si può riferire alla dottrina 

e alla giurisprudenza sviluppate in riferimento alle predette norme. L'istitu-

zione di nuove competenze della Confederazione aveva quale scopo quello 

di contrastare con miglior efficienza le nuove forme di criminalità, segnata-

mente quella organizzata, il riciclaggio di denaro nonché determinati generi 

di criminalità economica, ritenuta l'alta complessità nonché il carattere  

transcantonale o internazionale di tali fattispecie. Portata e complessità dei 

- 5 - 

reati devono rendere necessario lo svolgimento unitario delle indagini (cfr. 

Messaggio del Consiglio federale del 28 giugno 1998 sui provvedimenti in-

tesi a migliorare l'efficienza e la legalità nel procedimento penale, FF 1998 

1095; BERTOSSA, op. cit., art. 24 CPP, no. 2). La nozione di reato commes-

so prevalentemente all'estero (pour une part préponderante à l'étranger; zu 

einem wesentlichen Teil im Ausland) deve essere analizzata secondo i 

normali canoni di metodologia giuridica, onde appurare, al di là del signifi-

cato puramente letterale del testo, quale sia l'interpretazione più vicina alla 

volontà del legislatore. A questo proposito è necessario richiamarsi a quella 

che è l'idea guida della riforma legislativa, ovvero l'intento di migliorare l'ef-

ficienza e le caratteristiche dello Stato di diritto in sede di perseguimento 

penale, di fronte alle nuove forme di criminalità, segnatamente quella orga-

nizzata, il riciclaggio di denaro, nonché determinati generi di criminalità  

economica. Nel dubbio occorre dunque scegliere l'interpretazione che per-

mette di operare in maniera più efficace contro questo tipo di criminalità, 

tenendo conto delle risorse disponibili. In quest'ottica il concetto di parte 

preponderante rispettivamente di parte importante del reato va interpretato 

non in termini quantitativi o peggio ancora contabili ma in termini qualitativi. 

Il reato è dunque da considerarsi commesso prevalentemente all'estero se 

la componente estera raggiunge una massa critica tale per cui i nuovi 

strumenti d'indagine messi a disposizione della Confederazione si rivelano 

più adatti, rispetto a quelli cantonali, nella prospettiva di un'efficiente re-

pressione del crimine (DTF 130 IV 68 consid. 2.2. e i riferimenti ivi citati; 

BERTOSSA, op. cit., art. 24 CPP, no. 5; GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., art. 24 

CPP, no. 3). 

 

2.3 Nel caso concreto, un cittadino svizzero residente in Ticino avrebbe ricevu-

to per tre volte un e-mail, apparentemente inviato dalla banca B., con il 

quale veniva invitato a compilare un determinato formulario per recuperare 

una somma di denaro erroneamente prelevata dal suo conto, e al cui testo 

si accedeva mediante un collegamento ipertestuale presente nell'e-mail 

stesso ("Klicken Sie hier, um Ihre Erstattung Form zugreifen"). Gli accerta-

menti svolti dalla polizia su incarico del magistrato competente, riassunti 

nel relativo rapporto d'esecuzione del 29 aprile 2012, portano a concludere 

circa l'esistenza di un caso di "phishing", e che il numero IP utilizzato dal 

mittente dell'incriminato messaggio è risultato essere in uso al provider C. 

AG, in Germania. Non risulta siano stati esperiti ulteriori atti di indagine, né 

risultano esservi, per quanto a conoscenza di questa Corte, ulteriori perso-

ne che abbiano segnalato all'autorità cantonale l'esistenza di casi analoghi.  

 

2.4 Da quanto emerge dagli atti in possesso della scrivente Corte, sembrereb-

be trattarsi dunque di un caso isolato, il quale non pare racchiudere in sé 

particolari complessità tecnico-informatiche, tali da richiedere specifiche 

- 6 - 

conoscenze in materia. Nemmeno gli accertamenti svolti hanno permesso 

di rilevare particolari complessità della fattispecie, fatta eccezione per la ve-

rosimile localizzazione all'estero, e meglio in Germania, del mittente dell'e-

mail. Vero è che questo Tribunale, in una pronuncia del 12 ottobre 2011 

(TPF 2011 170), come ricordato anche dall'autorità istante, ha riconosciuto 

la necessità di una soluzione pragmatica per i casi di "phishing" e di confe-

rire quindi il perseguimento degli autori ("mandanti") al MPC, poiché era 

stato ritenuto che la complessità della procedura, le ramificazioni interna-

zionali nonché la complessità tecnica della fattispecie, richiedessero una 

conduzione unitaria e coordinata a livello federale (consid. 2.3). Nel caso in 

esame, tuttavia, il citato criterio di complessità della fattispecie, sia con rife-

rimento alla procedura in quanto tale, sia con riferimento alle questioni di 

natura tecnica o informatica, sembra difettare, presentandosi piuttosto co-

me un'iniziativa solitaria, ancorché proveniente dall'estero, al di fuori di un 

contesto criminale organizzato, o con intricate ramificazioni internazionali. 

In siffatte condizioni, venendo sostanzialmente a mancare le premesse es-

senziali - e poste a fondamento della richiamata decisione del 12 ottobre 

2011 - che di principio giustificano l'attribuzione di casi come quello in  

esame al MPC, il procedimento di cui all'incarto no. 2012.2191 aperto dal 

MP-TI può eccezionalmente rimanere di competenza cantonale. Non si 

ravvisa dunque la necessità di affidarne il perseguimento all'autorità federa-

le. Il MP-TI, entro questi limiti, è senz'altro in grado di far fronte al perse-

guimento della fattispecie in esame. 

 

 

3. Sulla scorta di tutto quanto precede, l'istanza presentata dal MP-TI deve 

essere respinta. Le autorità cantonali sono le sole competenti per il perse-

guimento e il giudizio dei reati di cui all'inc. 2012.2191/AMB. 

 

4. Per la presente decisione non vengono prelevate spese (art. 423 cpv. 1 

CPP). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- 7 - 

 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

 

1. Il Ministero pubblico del Cantone Ticino è l'autorità competente per il perse-

guimento dei reati di cui all'incarto INC.2012.2191. 

 

2. Non si prelevano spese giudiziarie. 

 

 

Bellinzona, il 16 novembre 2012 

 

In nome della Corte dei reclami penali 

del Tribunale penale federale 

 

Il Presidente: Il Cancelliere:  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Comunicazione a 

 

- Ministero pubblico del Cantone Ticino 

- Ministero pubblico della Confederazione 

 

 

 

 

Informazione sui rimedi giuridici: 

Contro questa decisione non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.