# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0adba5b5-8fbc-55bd-a5b3-41a89c1e7619
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-05-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 12.05.2016 11.2016.14
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2016-14_2016-05-12.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2016.14

  	
  Lugano

  12 maggio 2016/rn

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente,

  Giani
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F.
  Bernasconi 

  

 

 

sedente
per statuire nella causa SO.2016.134 (certificato ereditario) della Pretura della giurisdizione di Locarno Città
promossa con istanza del 17 febbraio 2016 dall'

 

	
   

  	
  avv.
  PI 1 

   

  
	
   

  	
  per
  ottenere il certificato ereditario fu 

  PI 2 (1926-2015),
  già in,

  

 

giudicando
sull'appello del 5 marzo 2016 presentato da AP 1 e AP 2 contro il certificato
ereditario rilasciato dal Pretore il 25 febbraio 2016;

 

Ritenuto

 

in fatto:                A.  PI 2 __________ (1926), vedova,
domiciliata a __________, è deceduta a __________ il 18 ottobre 2012 senza
lasciare discendenti. Con testamento olografo del 9 ottobre 1912
(sic), pubblicato l'11 novembre 2015 davanti al Pretore della giurisdizione
di Locarno Città, essa ha così disposto:

                                  Be__________ AP 1 und AP 2 

                                         haben
alleinigen Zutritt zu meiner 

                                         Wohnung
B Nr.505. Sie können sich 

                                         alles
aufteilen.

                                         Da ich in die
Forschung gehe, gibt es

                                         keine
Beerdigung. Kremation

                                         Todesanzeigen.                                                         

                                         (…)

                                         Das hat
geschrieben

                                         PI
2

                                         9. Oktober 1912

 

                            B.  Su istanza del notaio PI 1
di __________, il medesimo Pretore ha emesso il 25 febbraio 2015 un certificato
ereditario fu PI 2, elencando quali eredi M__________ J__________ Jo__________
D__________ Ki__________, L__________ P__________ Ku__________ Br__________ e A__________
Hei__________ El__________, Em__________ e Hed__________ La spese processuali
di fr. 100.– sono state poste a carico della successione.

 

                            C.  Il 5 marzo 2016 AP 1
e AP 2 sono insorti a questa Camera con un memoriale in tedesco (“Einspruch”)
nel quale lamentano, secondo il senso, di non essere stati inseriti nel certificato
ereditario. Il 24 marzo 2016 l'avv. PI 1, così invitato dal vicepresidente
di questa Camera, ha trasmesso al Tribunale d'appello l'inventario della
successione, come pure una decisione 9 dicembre 2015 dell'Ufficio delle imposte
di successione e donazione, oltre a una successiva decisione con cui il medesi­mo
Ufficio ha autorizzato la levata dei sigilli fiscali. Sulla documentazione
acquisita AP 1 e AP 2 hanno avuto modo di esprimersi.

 

Considerando

 

in diritto:              1.  Il rilascio di un certificato
ereditario (art. 559 cpv. 1 CC) è un atto di volontaria giurisdizione (DTF 118
II 110 consid. 1; I CCA, sentenza inc.
11.2012.47 del 6 novembre 2013, consid. 1 con richia­mo). La
relativa decisione è appellabile pertanto entro 10 giorni dalla notifica (art. 314 cpv. 1 in relazione con
l'art. 248 lett. e CPC), sempre che, trattandosi di una
controversia per sua natura patrimoniale
(sentenza del Tribunale federale 5A_800/2013 del 18 febbraio 2014, consid. 1.2),
il valore litigioso secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione
impugnata fosse di almeno fr. 10 000.– (art. 308 cpv. 2
CPC). In concreto tale presupposto è adempiuto, ove appena si consideri che l'asse
successorio comprende un conto bancario con
un saldo di fr. 35 5840.25. Il memoriale di AP 1 e AP 2 può
quindi essere trattato come appello. Quanto alla tempestività del ricorso, la
decisio­ne impugnata è stata notificata al più presto il 26 feb­braio 2016,
sicché il termine di 10 giorni è cominciato a de­cor­rere l'indomani e sarebbe
scaduto il 7 marzo 2016. Introdotto il 5 marzo 2016, l'appello in esa­me è
di conseguenza ricevibile.

 

                             2.  Nel Cantone Ticino ogni
processo deve svolgersi in lingua italiana (art. 8 LOG e 129 CPC).
Il memoriale degli appellanti, redatto in tedesco, andrebbe quindi ritornato ai mittenti con assegnazione di un breve
termine per la traduzione in italiano (art.
132 cpv. 1 CPC). Dato nondimeno che la sorte del rimedio giuridico
è segnata, il rinvio si esaurirebbe in un esercizio di forma. Tanto vale
procedere quindi all'esame dell'appello.

 

                             3.  Gli appellanti chiedono di
essere sentiti personalmente. Nel caso specifico tuttavia l'accertamento dei
fatti è chiaro e non necessita di ulteriori indagini. La postulata audizione si
rivela pertanto superflua.

 

                             4.  Il Pretore non ha motivato
il certificato ereditario. Si è limitato a rilevare che tutti gli interessati
avevano ricevuto copia delle disposizioni testamentarie e che non risultavano
opposizioni al rilascio dell'atto. Gli appellanti sostengono, da parte loro, di
essere gli unici parenti ad avere avuto contatti con PI 2 la quale aveva
confidato a certe sue sorelle la volontà di legare “il resto della successione”
a B__________ AP 1 e AP 2 (“dass Sie ihr restliches Vermögen an Frau Be__________
und an AP 1 und AP 2 vermachen werde”). Lamentano dunque, secondo il senso,
di non figurare nel certificato ereditario.

 

                             5.  Il rilascio di un
certificato ereditario non è preceduto da una disa­mina sostanziale circa la
qualità di erede, l'attestato costituendo un titolo di legittimazione meramente
provvisorio che abilita a disporre dei beni della successione (DTF 128 III 323
consid. 2.2.2 con rinvii). Sapere chi sia realmente erede va deciso, dandosi il
caso, dal giudice di merito chiamato a interpretare la disposizione – o le
disposizioni – di ultima volontà nell'ambito di un'azione di diritto
successorio (DTF 128 III 323 consid. 2.2.2; sentenza 

                                  del Tribunale federale
5A_495/2010 del 10 gennaio 2011, consid. 2.3.2). La cognizione dell'autorità
preposta al rilascio di un certificato ereditario è limitata quindi a
un'interpretazione provvisoria delle risultanze istruttorie, nell'ambito di un
giudizio meramente sommario. Trattandosi di distinguere un'istituzione
d'erede da un'istituzione di legatario, nondimeno, l'autorità cerca di
individuare la volontà del testatore senza fermarsi alla lettera della
disposizione – o delle disposizioni – di ultima volontà. Essa può legittimamente
presumere, in ogni modo, che liberalità aventi per oggetto uno o più beni
determinati non configurino istituzio­ni d'erede (I CCA, sentenza inc. 11.2009.74
del 20 agosto 2010, consid. 4 con riferimenti).

 

                             6.  Nella
fattispecie la testatrice ha stabilito che AP 1 e AP 2 (Be__________ le è
premorta), i quali avevano accesso esclusivo al suo appartamento nella Residenza
__________ di __________ (haben alleinigen Zutritt zu meine Wohnung), avrebbero avuto diritto di spartirsi tutto (Sie
kön­nen sich alles aufteilen). Dall'inventario trasmesso all'Ufficio delle imposte di
successione e donazione che il notaio PI 1 ha inviato in copia a questa Camera
risulta però che il compendio della successione non si limitava a quanto si
trovava nell'appartamento occupato dalla de cuius nella Residenza __________,
ma comprendeva anche un conto bancario. Nel testamento PI 2 ha disposto così solo
di una parte del suo patrimonio. Un'interpretazione provvisoria
della disposizione di ultima volontà induce a desumere così che PI 2 ha attribuito
a AP 1 e AP 2 unicamente determinati beni, istituendo i beneficiari alla
stregua di legatari, ma non di eredi (art. 484 cpv. 1 CC).
Si aggiunga che AP 2 nemmeno risulta erede legittimo della testatrice, poiché sua
madre J__________, sorella di PI 2 è tuttora in vita.

 

                              7.  Un
legatario è un successore a titolo particolare, che dispone
di un'azione personale contro il debitore del legato o – se questi non è specialmente
nominato – contro gli eredi legittimi o istituiti (art. 562 cpv. 1 CC). I
legatari non sono menzionati in un certificato ereditario (Steinauer, Le droit des successions, 2ª edi­zio­ne,
pag. 483 n. 902b con rinvio alla nota n. 103; Hubert-Froidevaux
in: Eigenmann/Rouiller [curatori], Commentaire du droit des successions, Berna
2012, n. 5 ad art. 559 CC), tant'è che non sono nemmeno legittimati a chiedere
il rilascio dell'atto (Karrer/Vogt/ Leu
in: Basler Kommentar, ZGB II, 5ª edizione, n. 9 ad art. 559; Emmel in: Abt/Weibel [curatori], Praxiskommentar
Erb­recht, 3ª edizione, n. 8 ad art. 559). Ne segue che l'appello, in cui
i ricorrenti si dolgono di non figurare nel certificato ereditario fu PI 2,
cade nel vuoto. È destinato di conseguenza all'insuccesso.

 

                             8.  Le spese dell'attuale giudizio seguirebbero la soccombenza (art. 106
CPC), ma le circostanze del caso specifico inducono a
rinunciare – eccezionalmente – a ogni prelievo, gli appellanti essendo
sprovvisti di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di un
patrocinatore (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Non si pone inoltre problema
di ripetibili, l'appello non essendo stato notificato per osservazioni.

 

                             9.  Quanto ai
rimedi esperibili sul piano federale contro l'odierna sentenza (art. 112 cpv. 1
lett. d LTF), il valore litigioso raggiunge la soglia di fr. 30 000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b
LTF (sopra consid. 1).

 

Per questi motivi,

 

decide:                 1.  L'appello
è respinto e la decisione impugnata è confermata.

 

                             2.  Non si riscuotono
spese.

 

                             3.  Notificazione a:

	
   

  	
  –; 

  –

  

                                  Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Città.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                 La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei
procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).