# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 828cf65e-2f89-50e6-9459-76d291589f53
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-11-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 19.11.2004 INC.2004.62102
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2004-62102_2004-11-19.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2004.62102

  	
  Lugano,

   19 novembre 2004

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Edy
  Meli

  
	
   

   

   

   

   

   

   

  sedente per statuire
  sull'istanza di libertà provvisoria presentata il 16 novembre 2004 da

  
						

 

	
   

  	
  _ACCU1 attualmente detenuto
  c/o carceri pretoriali

  (rappr. dall'avv._DIFU1
  __________)

   

  
	
   

  	
  e qui trasmessa con
  preavviso negativo del 18 novembre 2004 dal

  

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico
  Mario Branda, Bellinzona

  

 

 

viste
le osservazioni della difesa dell'accusato (18 novembre 2004);

 

 

visto
l'incarto __________;

 

 

ritenuto
e considerato

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

che:

 

 

-       
è stato arrestato il 26 ottobre
2004 con l'accusa di atti sessuali con persone incapaci di discernimento o
inette a resistere, atti sessuali con fanciulli e coazione sessuale (artt. 191,
187, 189 CP), per (presunti) fatti avvenuti tra il 2001 ed il 2003, al proprio
domicilio, a danno dell'abiatico __________, nato il __________ (cfr. ODA del
26.10.2004);

 

-       
l'arresto é stato confermato da
questo giudice il giorno successivo, ritenuti presenti gravi indizi di reato e
bisogni dell'istruzione, "con particolare riferimento alla verifica
delle telefonate" di cui si dirà meglio nel seguito della decisione
(doc. 3, inc. GIAR 621.2004.1);

 

 

-       
è stato rinviato a giudizio con
atto d'accusa dell'8 aprile 2004 (n. __________), per gli stessi titoli di
reato, per fatti (formalmente sempre presunti, ma in gran parte ammessi)
avvenuti nel periodo che va dalla primavera del 2000 al giugno 2003 a danno di
__________;

 

-       
l'attuale accusa concerne fatti
ulteriori, avvenuti nello stesso periodo e che coinvolgono sempre __________.,
nel senso che in alcune occasioni le pratiche sessuali avrebbero visto il
coinvolgimento di terze persone, più precisamente delle prostitute (cfr.
rapporto di polizia 26 ottobre 2004, doc. 2 inc. GIAR 621.2004.2);

 

-       
questi "nuovi" fatti
sono stati indicati da __________ prima alla psicologa __________ e poi al
Magistrato dei minorenni (AI 17); da queste dichiarazioni ha preso avvio la
nuova indagine;

 

-       
con l'istanza qui in discussione,
_ACCU1 per il tramite del difensore, chiede di essere posto in libertà
provvisoria; a suo dire gli indizi a carico sono costituiti unicamente da
dichiarazioni di __________ che non hanno trovato riscontro alcuno nelle indagini
effettuate nel corso degli oltre 20 giorni di detenzione preventiva, nonostante
l'interrogatorio di vicini e l'analisi delle fatture telefoniche (recanti i
numeri dei collegamenti concernenti gli anni oggetto d'indagine) sequestrate al
suo domicilio (Istanza 16 novembre 2004, punti 3 e 4); le dichiarazioni di
__________, sempre secondo l'accusato, non hanno quella concretezza necessaria
per giustificare il mantenimento della misura cautelare, e ciò per la loro
collocazione temporale (poco dopo un incontro casuale con la nonna e il proprio
compleanno, senza regalo da parte di questa), per i riferimenti ai rapporti tra
nonna e nonno contenuti nella deposizione stessa (la nonna non dovrebbe stare
con il nonno), per l'assenza di un qualsiasi elemento descrittivo delle persone
che avrebbero partecipato ai giochi sessuali ed il contrasto dei fatti
descritti (da __________) con il profilo dell'accusato tracciato dal perito
nella precedente inchiesta (Istanza, punto 6); in conclusione l'accusato
ritiene che se, visto quanto emerso dalla precedente inchiesta, il nuovo
racconto del nipote poteva costituire un grave indizio di reato nei suoi
confronti (al momento del racconto stesso), ciò non è più il caso dopo oltre 20
giorni di detenzione preventiva in assenza di ulteriori riscontri (Istanza,
punto 2);

 

-       
il magistrato inquirente preavvisa
negativamente la richiesta (18 novembre 2004); dopo aver brevemente riassunto i
fatti relativi alla precedente inchiesta e la genesi delle attuali (e
ulteriori) dichiarazioni di __________, afferma presenza di sufficienti indizi
di reato (dichiarazioni del bimbo e dei genitori) e di concrete necessità
istruttorie, segnatamente l'identificazione, tramite analisi delle telefonate,
delle eventuali terze persone coinvolte e la loro audizione senza rischio di
pratiche collusive; precisa che le telefonate da vagliare sono più di 5'000
(Preavviso, pag. 3); 

 

-       
il magistrato inquirente
sottolinea pure esistenza di un pericolo di recidiva, conseguente al fatto che
l'accusato avrebbe sottaciuto, nella precedente inchiesta, elementi della sua
condotta;

 

-       
con osservazioni del 18 novembre
2004, la difesa ribadisce quanto affermato nell'istanza, con particolare
riferimento all'esito delle indagini sin qui esperite e contesta concretezza di
un pericolo di recidiva, in quanto non ritenuto al momento dell'arresto;

 

-       
i principi che reggono la materia,
pur se noti alle parti, vengono qui riproposti:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.
32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine
pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza  della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior
rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della
libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag.
416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi
penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc.
520.2001.5) 

 

-      gli indizi di reato nei confronti dell'accusato sono
quelli già indicati nella decisione di conferma dell'arresto del 27 ottobre 2004
(assenza di elementi rilevanti a minare la credibilità del racconto di
__________ - pur se intervenuto ad un anno circa dalla precedente inchiesta
nell'ambito della quale questi fatti non erano emersi - precedente racconto di
abusi che ha trovato conferma sostanziale, primo verbale dell'accusato
contenente affermazioni non veritiere su fatto - rapporti con altre donne oltre
la moglie - non necessariamente di secondaria importanza, ancorché non
direttamente connesso con il reato) e riconosciuti come tali anche dalla
difesa; il problema posto è se tali indizi siano ancora sufficienti, dopo ca.
tre settimane di carcere preventivo, a giustificare la misura cautelare;

 

-      la risposta, per questo giudice, è affermativa;

 

-      va innanzitutto detto che i rilievi della difesa sulla
deposizione di __________, anche se non privi di pertinenza (perlomeno alcuni,
dato che l'ipotesi avanzata in relazione all'incontro con la nonna ed al
compleanno dimentica che __________ ha parlato del coinvolgimento di terze
persone già il 26 agosto 2004 - cfr. scritto psicologa __________ del 24
ottobre 2004 in AI 14), non derivano da elementi acquisiti posteriormente alla
decisione di conferma; il tempo trascorso dall'arresto, senza che si siano
aggiunti nuovi indizi non è, a giudizio di questo giudice, ancora tale da
permettere di affermare che gli indizi menzionati non raggiungano (più) quel
grado di concretezza e pregnanza necessaria a giustificare la detenzione, pur
nel maggior rigore richiesto dal trascorrere del tempo; non va dimenticato che
nell'ambito dei reati di carattere sessuale, ancor più se commessi con modalità
che non lasciano segni fisici visibili, raramente vi sono elementi probatori
acquisibili immediatamente e direttamente, di conseguenza le versioni della
parti coinvolte e, soprattutto, la loro "credibilità" sono spesso, e
anche per un tempo importante, gli unici indizi certi; nel caso in esame il
racconto del piccolo __________ appare coerente, lineare, privo di evidenti
contraddizioni e, inoltre, non sono emersi elementi concreti che ne mettano in
dubbio la credibilità; la deposizione è, impregiudicato ogni e qualsiasi
giudizio di merito, indizio concreto (non semplice sospetto) e sufficiente,
allo stadio attuale, per giustificare il perdurare della detenzione preventiva
(ovviamente, se risulta presente anche una delle condizioni alternative che vi
si devono aggiungere ex art. 95 CPP; 

 

-      i bisogni istruttori sono indicati dal magistrato
inquirente con riferimento al pericolo di collusione con le persone (non ancora
identificate) che avrebbero partecipato, in un certo numero di casi, alle
pratiche di carattere sessuale messe in atto dall'accusato nei confronti di
__________; tale pericolo è concreto; infatti, se alle negazioni dell'accusato
(e sia detto senza giudizio sulla fondatezza) si aggiunge il fatto che queste
persone avrebbero partecipato al reato (vista la presenza del minore),
l'interesse (convergente) collusivo è evidente e non può essere sottovalutato
(CRP 14.04.1995 in re D., cons. 2; GIAR 19 dicembre 2002 in re C., cons. 4);
può anche essere difficile pensare che, una volta identificate (e se
identificate), queste persone ammettano tranquillamente i fatti, ma ciò rende
ancora più determinante che possano essere sentite senza preventivi contatti
con l'accusato;

 

-      a scanso d'equivoci si precisa che stabilito il valore
(attuale) indiziante delle dichiarazioni di __________, è automaticamente
sufficientemente "indiziata" l'esistenza di queste persone;

 

-      ponendo in relazione il tempo trascorso con gli
accertamenti effettuati, anche e soprattutto sui numeri telefonici, la difesa
pone il problema della proporzionalità nell'accezione di cui all'art. 102 cpv.
2 CPP (rispetto della celerità nella conduzione dell'istruttoria); nello
scritto del 17 novembre 2004 al Procuratore pubblico, la polizia giudiziaria,
segnala che sta lavorando su oltre 5000 chiamate relative a oltre 400 numeri
diversi che devono essere identificati nel loro intestatario e immessi (si
suppone in un PC) manualmente (AI 31); lo scritto non si esprime sullo stato
dei lavori (quanti già identificati, quanti già immessi, ecc.), rispettivamente
sul tempo prevedibile per la conclusione di questo lavoro; ricordando che,
visto lo stato di detenzione dell'accusato, va scelta la modalità operativa che
permetta di individuare al più presto elementi utili (nell'uno o nell'altro
senso), lasciando a fasi successive eventuali approfondimenti nonché il
riordino generale, il tempo sin qui impiegato per la ricerca dei dati utili
all'inchiesta, vista la mole degli stessi e la loro collocazione temporale, non
appare eccessivo e lesivo del principio di celerità;

 

-      la proporzionalità della carcerazione, nella sua
accezione più generale di rapporto tra la durata della stessa e il rischio di
pena, è data; il carcere preventivo si qui sofferto, poco meno di un mese, non
appare sproporzionato se si tien conto della gravità dei reati ipotizzati e
delle relative comminatorie di pena; va precisato, a scanso di equivoci, che
visto lo scopo della detenzione preventiva (misura d'inchiesta) il carcere
preventivo sofferto per la precedente inchiesta può essere considerato, se del
caso, solo in misura limitata; comunque, tutti i reati imputati sono dei
crimini e la proporzionalità è data anche tenendo conto del carcere preventivo
sofferto durante la precedente inchiesta;

 

-      da ultimo, ancorché a titolo abbondanziale, il
pericolo di recidiva (che può manifestarsi o essere individuato anche in corso
d'inchiesta e non solo all'inizio della stessa) non appare sufficientemente
concreto alla luce degli argomenti addotti dal magistrato inquirente; se è vero
che gli attuali indizi concernono fatti sottaciuti all'epoca della precedente
inchiesta, è altrettanto vero che concernono lo stesso periodo e l'accusato è
in libertà dal 9 dicembre 2003 (si veda la casistica riportata in REP 1989,
pag. 294/295 e in SJ 1981, pag. 380 ss);

 

-       
in conclusione, questo giudice
ritiene ancora presenti, a carico di_ACCU1 sufficienti indizi di reato e un
concreto pericolo di collusione a giustificazione della detenzione preventiva,
che risulta, nel contempo, ancora rispettosa del principio di proporzionalità e
dell'obbligo di celerità ex art. 102 CPP.

 

 

 

P.Q.M

 

 

 

visti gli artt. 187, 189, 191 CP, 95 ss., 107 ss., 279 ss. e 284 cpv.
1 lit. a CPP, 10 CF, 5 CEDU;

 

decide

 

__________

1.     
L’istanza di libertà provvisoria
formulata con scritto 16 novembre 2004 da  __________ è respinta.

2.     
Non si percepiscono né tassa né
spese giudiziarie.

3.     
Contro la presente decisione è
dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello
entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.     
Intimazione (anticipata via fax
vista l'imminenza del fine settimana e ritenuto che i termini di ricorso
decorrono comunque dalla notifica dell'originale):

 

 

 

 

 

 

                                                                                giudice
Edy Meli