# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9a7b2efa-fa5f-5ed1-93fd-c18eef8aa3d8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-04-29
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 29.04.2005 15.2005.32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2005-32_2005-04-29.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2005.32

  	
  Lugano

  29 aprile
  2005

  FP/sc/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Piccirilli

  

 

 

statuendo sul ricorso 24 marzo 2005 di

 

	
   

  	
   RI 1  

  rappr. dall’  RA 1  

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’

 

	
   

  	
  CO 1  

   

  

nell’esecuzione n__________
promossa dal ricorrente nei confronti di

 

	
   

  	
   PI 1    (Ucraina)

  rappr. dall’  RA 2  

   PI 2    

  rappr. da RA 3  

   

  

viste le osservazioni:

7 aprile 2005 di PI 1;

7 aprile 2005 PI 2;

12 aprile 2005 dell’CO 1;

esaminati
atti e documenti;

 

ritenuto
in fatto e considerato in diritto:

 

                                         che a
seguito del decreto di sequestro 8 marzo 2005 della Pretura di __________,
emesso su istanza di PI 2, l’CO 1 sequestrava il medesimo giorno, presso la banca
Raiffeisen di __________, il conto n.16781.30 intestato a PI 1;

 

                                         che il
sequestro veniva convalidato con domanda di esecuzione del 14 marzo 2005 ed il
relativo precetto n. __________ veniva notificato il 16 marzo 2005;

 

                                         che in
data 25 marzo 2005 il creditore chiedeva il proseguimento dell’esecuzione;

 

                                         che a
seguito di un precedente sequestro del 13 aprile 2004 e del relativo
pignoramento provvisorio 12 agosto 2004 nell’esecuzione n. __________ promossa
dal creditore RI 1, l’CO 1 estendeva la partecipazione al pignoramento ai sensi
dell’art. 281 LEF al creditore PI 2, notificando alle parti il verbale di
pignoramento 10 marzo 2005;

 

                                         che con
ricorso 24 marzo 2005 RI 1 si aggrava contro la partecipazione del creditore PI
2 al pignoramento dei beni della debitrice, sostenendo che l’CO 1, ammettendo
il nuovo creditore sequestrante a sette mesi dal pignoramento precedente, abbia
erroneamente applicato alla fattispecie l’art. 281 LEF; 

 

                                         che delle
osservazioni di PI 2 e di quelle dell’CO 1 si dirà, se necessario, in seguito;

 

                                         che secondo
l'art. 281 cpv. 1 LEF, il creditore sequestrante partecipa d'ufficio a titolo
provvisorio al pignoramento dei beni sequestrati eseguito a favore di un altro
creditore dopo l'emanazione del decreto di sequestro; a contrario, il
sequestrante non partecipa al pignoramento eseguito a favore di un altro
creditore prima del sequestro, a meno che abbia promosso esecuzione a convalida
del sequestro e sia in grado di richiedere la sua prosecuzione nel termine di
30 giorni dell'art. 110 cpv. 1 LEF (cfr. DTF 130 III 662 s., cons. 1);

 

                                         che né la legge, né la
giurisprudenza e nemmeno la dottrina precisano se la regola dell'art. 281 cpv.
1 LEF, così come il suo corollario negativo, si applicano solo al pignoramento
definitivo o anche al pignoramento provvisorio dei beni sequestrati;

 

                                         che già a causa di questo
silenzio si potrebbe pensare che l'art. 281 LEF valga per i due tipi di
pignoramento; 

 

                                         che d'altronde, il
pignoramento provvisorio ha, nei confronti del debitore e dei terzi, gli stessi
effetti del pignoramento definitivo, a parte il fatto che il creditore non può
chiedere la realizzazione prima che il suo pignoramento sia diventato
definitivo (cfr. Daniel Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG,Basilea/Ginevra/ Monaco,
n. 9 ad art. 83);

 

                                         che anche l'esecuzione di
un pignoramento provvisorio fa decorrere il termine di partecipazione dell'art.
110 LEF (cfr. Ingrid Jent–Sörensen, Basler Kommentar zum SchKG,Basilea/ Ginevra/Monaco,
n. 5 ad art. 110); 

 

                                         che ciò significa che un
altro creditore, qualora chieda il pignoramento (a titolo definitivo o
provvisorio) degli stessi beni più di 30 giorni dopo l'esecuzione del pignoramento
provvisorio non partecipa al gruppo del primo creditore, anche se il (primo)
pignoramento provvisorio diventa definitivo solo più tardi;

 

                                         che in altri termini, la
data alla quale il pignoramento provvisorio diventa definitivo è irrilevante relativamente
alla questione della partecipazione;

 

                                         che la data
dell'esecuzione di un pignoramento (definitivo o provvisorio) eseguito senza la
presenza dell'escusso è quella della notifica del verbale di pignoramento (DTF
130 III 663 s., cons 1.2);

 

                                         che l'unica possibilità
per il sequestrante di partecipare al gruppo dell'altro creditore è di
riuscire, nell'esecuzione a convalida del sequestro, a chiedere il pignoramento
(provvisorio o definitivo) entro 30 giorni dall'esecuzione del (primo)
pignoramento provvisorio (art. 110 cpv. 1 LEF);

 

                                         che nel caso in esame tra
il primo pignoramento provvisorio ottenuto dal ricorrente in data 12 agosto
2004 e il pignoramento a favore di PI 2, datato 10 marzo 2005, sono trascorsi
quasi sette mesi e di conseguenza il termine di trenta giorni stabilito
dall’art. 110 LEF non risulta rispettato;

                                         che il verbale di
pignoramento 10 marzo 2005 dell’CO 1 deve quindi essere annullato, non potendo PI
2 partecipare al medesimo gruppo di pignoramento del ricorrente;

 

                                         che non
si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2
lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

Richiamati
gli art. 17, 20a, 83, 110 LEF; 123 CO; 61, 62 OTLEF;

 

 

 

pronuncia:                     

 

                                   1.   Il
ricorso 24 marzo 2005 di RI 1, ), è accolto.

 

                               1.1.   Di
conseguenza, è annullato il verbale di pignoramento 10 marzo 2005 dell’CO 1
nelle esecuzioni n. __________.

 

 

                                   2.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

 

                                   3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

 

                                   4.   Intimazione
a:  – avv. RA 1, ;

                                                                   – RA
3 .

                                          Comunicazione
all’CO 1.

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                                Il
segretario