# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8520548a-7273-565f-95ec-d3526c59a8ba
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-12-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 12.12.2000 16.2000.92
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2000-92_2000-12-12.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2000.00092

  	
  Lugano

  12 dicembre
  2000/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

 

sedente
per giudicare il ricorso per cassazione 30 agosto 2000 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________ (patr. __________)

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la sentenza 10 luglio 2000 del Giudice di pace del circolo di
Balerna nella causa a procedura inappellabile promossa con istanza 28 aprile
2000 nei confronti di

 

 

	
   

  	
  __________ 

  (rappr. __________)

  

 

 

con la quale l’istante ha chiesto il disconoscimento del debito di
fr. 343.30 di cui alla decisione di rigetto provvisorio dell'opposizione 4 aprile
2000 del Segretario assessore della Pretura della giurisdizione di Mendrisio-Sud,
domanda respinta dal primo giudice,

 

 

esaminati
gli atti

 

 

considerato

 

 

in fatto e in diritto:

 

                                1.      Nel
mese di luglio 1998 i coniugi __________ e __________ hanno  concluso con la
ditta __________ un contratto di appalto avente per oggetto la fornitura e posa
di apparecchi sanitari e mobili da bagno, e meglio come indicato nei preventivi
20 luglio 1998 sottoscritti da __________ (doc. C). A lavori ultimati la società
imprenditrice ha emesso la fattura 10 novembre 1998 per complessivi fr.
4'737.80 (doc. 2), importo sul quale i committenti hanno versato un acconto di
fr. 2’560.70 rifiutando di pagare la differenza di fr. 2'177.10 per l’incasso
della quale la ditta appaltatrice ha notificato a __________ il PE no.
__________dell’UEF di Mendrisio. Avendo l'escusso interposto opposizione al PE,
controparte ha promosso nei suoi confronti una procedura di rigetto provvisorio
dell'opposizione sfociata nella sentenza 4 aprile 2000 con la quale il
Segretario assessore della Pretura della giurisdizione di Mendrisio-Sud ha
rigettato in via provvisoria l'opposizione interposta da __________ al PE sopra
menzionato limitatamente all’importo di fr. 343.40 dallo stesso riconosciuto.
Per la rimanenza il primo giudice ha invece respinto l'istanza di rigetto
ritenendo verosimile l’eccezione sollevata dall’escusso secondo la quale il
lavoro fatturato non corrisponderebbe per qualità e entità a quello
preventivato.

 

                                2.      Con
istanza 28 aprile 2000 __________ ha chiesto il disconoscimento del debito di
fr. 343.30 contestando il diritto della convenuta di postulare il pagamento di
quest'importo, da ritenersi ampiamente compensato con il minor valore
dell'opera fornita. La convenuta si è opposta all'istanza contestando
l'avvenuta notifica da parte dell'istante di difetti inerenti l'opera fornita.

                                    

                                3.      Con
il querelato giudizio il giudice di pace, richiamando quanto emerso nella procedura
di rigetto provvisorio dell’opposizione nell’ambito della quale l’istante aveva
espressamente riconosciuto di dovere alla convenuta l’importo di fr. 343.30
oggi contestato, ha respinto l'istanza.

 

                                4.      Con
il presente tempestivo gravame __________ è insorto contro il predetto giudizio
postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art.
327 lett. g CPC. Il ricorrente rimprovera al primo giudice di non essersi
pronunciato sul tema della lite, ovvero l’accertamento dell’inesistenza del
debito di fr. 343.30 in quanto estinto per compensazione con il minor valore
dell’opera fornita dalla convenuta. Egli si duole inoltre della lesione
dell’art. 327 lett. e CPC da parte del primo giudice che non ha assunto le
prove che egli aveva proposto, ovvero l’allestimento di una perizia giudiziaria
e il sopralluogo. 

                                          

                                          Al
ricorso la controparte non ha formulato osservazioni.

 

                                5.      Giusta
l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del giudice di pace può essere
annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale
o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa
o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è
arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed
indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della
giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi;
per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta
(o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella
circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;
è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come
insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta
da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 126 I 170 consid.
2b).

 

                                6.      Nel
caso concreto è vero che -come sostiene il ricorrente- la vertenza non ha avuto
per oggetto la verifica del preteso minor valore delle opere effettuate dalla
ditta appaltatrice, minor valore (da stabilire in causa) che l'istante
intendeva compensare con il proprio debito di fr. 343.30. Sennonché non è
sicuramente arbitraria la decisione del giudice di pace che, in sostanza, ha
ritenuto tale verifica superata dall'atteggiamento del ricorrente. Non può
essere infatti disatteso che -nella procedura di rigetto dell'opposizione- già
era litigioso tutto l'importo rimasto impagato e che in quell'occasione
l'escusso aveva sostenuto, in un dettagliato memoriale di risposta prodotto al
contraddittorio (evocando differenze nelle forniture, fatturazioni difformi
dalle prestazioni e difetti degli apparecchi forniti) -peraltro prescindendo
chiaramente da considerazioni strettamente attinenti a quella procedura- che il
corrispettivo delle prestazioni eseguite era di soli fr. 2'904.-; dedotto da
questo importo l'acconto di fr. 2'560.70, sarebbe rimasto un saldo in favore
della società __________ di fr. 343.30 (cfr. memoriale 9 giugno 1999, pag. 6).
Ciò che lascia intendere, secondo il principio dell'affidamento, che il credito
per difetti preteso dai committenti corrisponda al rimanente della fattura
litigiosa di complessivi fr. 4'737.80, dedotta cioè la somma di fr. 2'904.-. E'
pertanto solo a titolo abbondanziale che si considera quanto segue.

 

                                7.      In
un’azione di disconoscimento del debito come quella promossa dall'istante, spetta
al creditore/convenuto l'obbligo di dimostrare il fondamento del proprio
credito, mentre spetta al debitore/istante sostanziare le eccezioni liberatorie
delle quali si prevale per dimostrare l'inesistenza del debito (Rep.
1986 p. 89; (Giliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat,
1993, 3. ed., p. 156; D. Staehelin, in Kommentar zum Bundesgesetz über
Schuldbetreibung und Konkurs, 1998, n. 55 ad art. 83 LEF; Fritsche/ Walder,
Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, 1984, Vol. I, p. 270).
In quest'ottica, mentre spettava alla convenuta dimostrare il benfondato
del credito di fr. 343.30, incombeva quindi al committente di dimostrare che lo
stesso importo non era dovuto a dipendenza della difettosità dell'opera fornita.
Mentre la richiesta della convenuta trova il proprio fondamento nei preventivi
sottoscritti dall'istante, e per esso dalla moglie, la contestazione di
quest'ultimo non è stata comprovata. E ciò già perché dagli atti della causa
nemmeno risulta che il committente abbia tempestivamente notificato difetti
dell'opera così come prevede l'art. 367 cpv. 1 CO, conseguendone la perenzione
di tutti i diritti accordatigli dall'art. 368 CO (Gauch, Le contrat
d'entreprise, 1999, n. 2107 segg. e n. 2081 segg.), compreso quello di ridurre
la mercede per il minor valore dell'opera fornita.

 

                                          Nel
caso concreto, l'unica notifica di difetti agli atti è costituita dallo scritto
1° giugno 1999 (doc. 5), manifestamente tardiva se si pensa che i lavori sono
stati ultimati al più tardi il 10 novembre 1998, data della loro fatturazione.

                                          

                                8.
     Per quanto attiene alla pretesa violazione del diritto di essere sentito
del ricorrente per il fatto che il giudice di pace non avrebbe assunto le prove
dallo stesso proposte a sostegno della sua tesi difensiva (art. 327 lett. e
CPC), basta rilevare che dal verbale d'udienza, debitamente sottoscritto dal
ricorrente, non risulta nessuna richiesta di prove, tanto meno quindi di una
perizia o di un sopralluogo.

 

                                9.      Di
conseguenza il ricorso, che non ha evidenziato nessuno dei titoli di cassazione
invocati, dev'essere respinto con il carico delle spese e delle ripetibili alla
parte soccombente (art. 148 CPC).

                                          

                                          Alla
controparte che non ha formulato osservazioni al ricorso non vengono assegnate
ripetibili per questa sede.

 

 

 

Per
i quali motivi,

richiamati
gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la LTG

 

 

pronuncia:           1.      Il
ricorso per cassazione 30 agosto 2000 __________ è respinto.

                                          

                                2.      Le
spese del presente giudizio e la tassa di giustizia, per complessivi fr. 150.–,
già anticipati dal ricorrente, restano a suo carico.

 

                                3.      Intimazione
a:

                                          –
__________

                                          Comunicazione alla
Giudicatura di pace del Circolo di Balerna.

 

 

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                                La
segretaria