# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 29671391-7a7e-5399-b9e1-c6451b155656
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-02-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 07.02.2013 11.2012.147
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2012-147_2013-02-07.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2012.147

  	
  Lugano

  7 febbraio
  2013/lw

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Jaques

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F. Bernasconi

  

 

 

sedente per statuire nella causa SO.2012.3100 (protezione
dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa
con istanza del 18 luglio 2012 da

 

	
   

  	
  AO 1 , 

  (patrocinata dall' PA 2)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 ora in 

  (patrocinato da, PA 1),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando
sull'appello del 15 novembre 2012 presentato da AP 1 contro la decisione emessa
dal Pretore il 2 novembre 2012;

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   AP 1 (1964), cittadino britannico, e AO 1 (1972), cittadina lettone,
hanno contratto matrimonio a __________ il 17 dicembre 2008. La sposa era già
madre di R__________ (1989) e il marito era già padre di A__________ (1997). I
coniugi non hanno figli comuni. AP 1 lavora come operatore finanziario per la __________
di __________ ed è direttore di altre società. Cameriera, dopo il 2007 la
moglie non ha più svolto attività lucrativa. I coniugi si sono separati di
fatto nel gennaio del 2012, quando il marito ha lasciato l'abitazione coniugale
di __________ per trasferirsi prima ad __________ e poi a __________.

 

                                  B.   Il 18
luglio 2012 AO 1 si è rivolta al Pretore del 

                                         Distretto di Lugano, sezione 6, con un'istanza a protezione dell'unione
coniugale per ottenere l'autorizzazione a vivere separata, l'assegnazione dell'alloggio
coniugale, l'attribuzione di una __________” e un contributo alimentare di fr.
20 000.–
mensili dal 1° luglio 2012, chiedendo inoltre che al marito fosse vietato – sotto
comminatoria dell'art. 292 CP – di disporre della __________ medesima e di due
imbarcazioni (“__________” e “__________”). Identiche domande essa ha formulato
in via provvisionale. Con decreto cautelare del 19 luglio 2012, emesso inaudita
parte, il Pretore aggiunto ha vietato al marito – sotto comminatoria dell'art. 292
CP – di disporre del veicolo e della “__________”. Il convenuto ha proposto il
6 agosto 2012 di respingere l'istanza, chiedendo a sua volta che alla moglie
fosse ingiunto di lasciare l'appartamento coniugale, di trovare un altro
alloggio a un costo massimo di fr. 2000.– mensili, di restituire determinati beni,
compresa la __________, come pure di essere autorizzato a disdire determinati
contratti di leasing e a vendere la “__________”. Formulate in via superprovvisionale,
identiche richieste sono state respinte dal Pretore aggiunto con decreto cautelare
del 7 agosto 2012.

 

                                  C.   All'udienza
del 13 agosto 2012, indetta per il contraddittorio, i co­niugi si sono accordati
sull'autorizzazione a vivere separati, sull'assegnazione dell'alloggio
coniugale alla moglie, sull'attribuzione della __________ alla stessa e sul
mantenimento della restrizione della facoltà di disporre, estesa anche alla “__________”.
Per il resto essi hanno sostanzialmente ribadito le loro posizioni. Con decreto
cautelare emanato il 5 settembre 2012 “nelle more istruttorie” il Pretore ha condannato
AP 1 a versare alla moglie un contributo alimentare di fr. 7000.– mensili.
Esperita l'istruttoria, alla discussione finale dell'8 ottobre 2012 i coniugi hanno
sostanzialmente ribadito le loro domande, il marito offrendo nondimeno all'istante un contributo alimentare di fr. 2000.–
mensili.

 

                                  D.   Statuendo
il 2 novembre 2012, il Pretore ha autorizzato i coniugi a vivere separati, ha
attribuito l'abitazione coniugale alla moglie, ha accertato l'impegno dei
coniugi a disdire il contratto di locazione e quello del marito ad aiutare la
moglie a trovare una nuova sistemazione, ha assegnato la __________ a AO 1, ha obbligato il marito a versare a quest'ultima un contributo alimentare di fr. 8293.50
mensili dal luglio 2012, ha ordinato alla __________ di trattenere dallo
stipendio o da tutte le indennità di pertinenza del marito l'importo di fr.
8293.50 mensili, riversandolo direttamente alla moglie, e ha confermato la
restrizione del potere di disporre sulla vettura e sulle imbarcazioni. Le spese
giudiziarie di complessivi fr. 5000.– sono state poste a carico delle parti in
ragione di un mezzo ciascuno, compensate le ripetibili.

 

                                  E.   Contro la decisione appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con
un appello del 15 novembre 2012 in cui chiede, previo conferimento dell'effetto
sospensivo, che sia "calcolato un nuovo contributo alimentare in favore
della moglie, e meglio come ai considerandi”, che sia “revocata la diffida ai
debitori nei confronti della __________” e che sia “decretato lo sblocco dei
beni”. L'appello non è stato notificato
all'istante per osservazioni.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le misure a protezione dell'unione coniugale emanate secondo gli
art. 172 segg. CPC sono impugnabili con appello, trattandosi di procedura
sommaria (art. 271 lett. a CPC), entro 10 giorni dalla notificazione (art. 314
cpv. 1 CPC). Se esse vertono su questioni meramente patrimoniali, nondimeno, l'appello
è ammissibile soltanto se il valore litigioso raggiunge almeno fr. 10 000.– (art. 308
cpv. 2 CPC). Nella fattispecie tale presupposto è senz'altro dato, ove
appena si consideri l'entità del contributo alimentare in discussione. Tempestivo,
sotto questo profilo l'appello è pertanto ricevibile.

 

                                   2.   In
appello il convenuto offre nuove prove (fattura della __________ 

                                         __________, lettera 1° ottobre 2012 con allegati di __________, distinte di due
versamenti eseguiti sul suo conto presso il __________ dalla __________ di __________).
Ora, nuovi mezzi di prova sono proponibili in appello se vengono immediatamente
addotti e se dinanzi alla giurisdizione inferiore non era possibile farli
valere nemmeno con la diligenza esigibile, tenuto conto delle circostanze (art.
317 cpv. 1 CPC). Di per sé i documenti in questione sarebbero dunque ammissibili.
Come si vedrà oltre, tuttavia, essi non sono di rilievo ai fini del giudizio.

 

                                   3.   Litigiosi
rimangono, in questa sede, il contributo alimentare per la moglie, l'ordine di
trattenuta alla __________ e la restrizione della facoltà di disporre sull'automobile
e le due imbarcazioni. Quanto al contributo alimentare, ravvisata una certa
reticenza del convenuto nel chiarire le sue fonti di reddito, il Pretore ha
constatato che durante la vita in comune il marito ha sempre potuto contare su
entrate importanti, con una “soglia minima” tra fr. 263 000.– e fr. 270 000.–
annui. Ciò premesso, per determinare il contributo alimentare in favore
dell'istante egli si è scostato dall'abituale metodo di calcolo consistente nel
suddividere a metà l'eccedenza del bilancio coniugale, fondandosi invece sul tenore
di vita sostenuto dai coniugi durante la comunione domestica. A tal fine egli ha
fissato il fabbisogno della moglie in fr. 7510.– mensili, ma ha accertato che
il convenuto riconosceva per finire la cifra da lei
esposta di fr. 8293.50 mensili. Ha obbligato AP 1 così a
versare all'istante un contributo alimentare di tale importo, in modo da
garantire alla beneficiaria il tenore di vita precedente, consentendole inoltre
di far fronte all'onere fiscale e di permettersi le vacanze di cui essa aveva
goduto durante la vita comune.

 

                                   4.   Nell'appello il convenuto fa valere, in sintesi, che nel 2011 il
suo reddito è considerevolmente diminuito e che lo stile di vita dispendioso
sostenuto durante la comunione domestica era finanziato in realtà con denaro
ricevuto da terzi. Egli conferma di riconoscere le spese esposte dalla moglie,
ma eccepisce che queste non corrispondono al tenore di vita coniugale, poiché
si riferiscono a soli tre mesi su tre anni di vita in comune. Per tali motivi
egli chiede di ricalcolare il contributo alimentare in favore della moglie
“come ai considerandi”.

 

                                         a)   Un
appello dev'essere “scritto e motivato” (art. 311 cpv. 1 CPC). Per “motivato”
si intende provvisto delle conclusioni, dall'appello dovendo risultare non solo
che la sentenza di primo grado è impugnata e per quali ragioni, ma anche in che
misura ne sia chiesta la riforma (DTF 137 III 618 consid. 4.2 con
riferimenti). Pretese pecuniarie, in particolare, devono essere cifrate, sia
perché l'appello preclude l'efficacia e l'esecutività della decisione impugnata
unicamente nei limiti delle conclusioni, sia perché entro tali limiti l'autorità
superiore deve statuire nel merito (e non può – almeno di norma – rinviare gli
atti in prima sede per nuovo giudizio), sia perché la controparte deve avere
modo di difendersi adeguatamente e valutare – dandosi il caso – se
introdurre appello incidentale (DTF 137 III 619 consid. 4.3 con riferimenti).
Ciò vale anche per le cause rette dal principio inquisitorio, il quale non esonera
dal formulare pretese pecuniarie cifrate (DTF 137 III 620 consid. 4.5 con
riferimenti), nemmeno nei processi in cui il giudice non è vincolato alle
conclusioni delle parti (DTF 137 III 621 consid. 5 con riferimenti).

 

                                                È
vero che l'esigenza di formulare conclusioni pecuniarie cifrate non deve trascendere
nell'eccesso di formalismo. Un appello con richieste pecuniarie non
quantificate può rivelarsi eccezionalmente ammissibile, di conseguenza, ove dalla
sua motivazione – eventualmente in combinazione con la sentenza impugnata – si
evinca quale sia l'ammontare della somma pretesa (DTF 137 III 621 consid. 6.2
con riferimenti). Se anche tale ricerca risulta infruttuosa, nondimeno, l'appello
va dichiarato irricevibile, senza che l'appellante possa contare sull'assegnazione
di un termine supplementare entro cui sanare il difetto (DTF 137 III 622
consid. 6.4 con riferimenti).

 

                                         b)   Nella
fattispecie l'appellante non indica, nella richiesta di giudizio, in che modo
debba essere riformato il contributo alimentare per la moglie di fr. 8293.50.–
mensili fissato dal Pretore. Né ciò risulta dalla motivazione del rimedio
giuridico, eventualmente facendo capo alla sentenza impugnata. L'appellante critica
infatti il reddito accertato dal primo giudice, contesta il livello di vita sostenuto
durante la comunione domestica, lamenta il mancato rispetto del principio della
proporzionalità, ma all'entità del contributo alimentare chiesto in modifica
della decisione impugnata neppure allude. Del resto, egli non accenna più
nemmeno al contributo alimentare di fr. 2000.– mensili offerto davanti al
Pretore. In simili circostanze anche la decisione impugnata non è di alcun
ausilio interpretativo. Ne segue che, carente dei più elementari presupposti
formali, su questo punto l'appello non adempie i requisiti dell'art. 311 cpv. 1
CPC e va dichiarato irricevibile.

 

                                   5.   Per quanto riguarda la “diffida ai debitori” il Pretore ha accertato
che il marito non ha mai rispettato appieno gli obblighi di mantenimento
a lui imposti con il decreto cautelare emanato il 5 settembre 2012 “nelle more istruttorie”.
Ha ritenuto manifesto inoltre il rischio che quegli possa sottrarsi ulteriormente
ai suoi obblighi, “sfruttando in particolare le sue connessioni internazionali
e la generale opacità che permea le sue attività”. Nelle circostanze descritte il
primo giudice ha ordinato alla __________ di trattenere
mensilmente fr. 8293.50 dalle spettanze del convenuto e di riversarli all'istante.
Nell'appello l'interessato eccepisce che una "diffida ai debitori” va
ordinata solo in caso di ripetuta trascuranza degli obblighi alimentari o nel caso
in cui determinati comportamenti indizino senza equivoco le intenzioni dell'obbligato,
mentre dal 5 settembre 2012 egli ha sempre pagato la pigione dell'appartamento
in cui vive la moglie e spese d'automobile per complessivi fr. 4701.30
mensili. Visti i cattivi rapporti che intercorrono tra le parti, egli
soggiunge, non v'è inoltre alcuna garanzia che la moglie assuma gli oneri di
cui egli è debitore.

 

                                         L'appellante
chiede di revocare l'ordine di trattenuta nei confronti della __________, mentre
l'ingiunzione del Pretore era diretta alla __________. Sia come sia, foss'anche
l'appellante incorso in una svista, la pretesa è infondata. Si conviene che una
trattenuta di stipendio non si giustifica per il solo fatto che il debitore
ometta o ritardi sporadicamente il versamento di un contributo periodico, anche
un “avviso ai debitori” dovendo rispettare il principio della proporzionalità. Determinante
è che, oggettivamente, la trascuranza dell'obbligo alimentare appaia seria (RtiD
II-2004 pag. 598 n. 29c; I CCA, sentenza inc.11.2007.125 del 16 settembre
2008, consid. 5 con riferimenti). Nella fattispecie l'appellante non contesta
di non 

                                         avere mai versato interamente il contributo
alimentare di fr. 7000.– mensili fissato dal Pretore con il decreto
cautelare del 5 settembre 2012. Certo, ove paghi direttamente oneri rientranti
nel fabbisogno del creditore, il debitore alimentare acquisisce un diritto alla
compensazione, nel sen­so che può dedurre dall'ammontare del contributo ali­mentare
dovuto quanto ha versato direttamente (cfr. RtiD I-2005 pag. 765 consid. 13; da
ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2008.8 del 2 settembre 2012, consid. 5g).
Resta il fatto che nel caso specifico il convenuto medesimo ha dichiarato più
volte di non poter pagare interamente il dovuto perché “non ha soldi a
sufficienza” (verbale dell'8 ottobre 2012, pag. 4). A un 

                                         esame
sommario il giudizio del Pretore resiste dunque alla critica.

                                      

                                   6.   Il
Pretore ha ordinato la restrizione della facoltà di disporre sulla citata vettura
e sulle due imbarcazioni dopo avere accertato la manifesta trascuranza degli
obblighi alimentari da parte del convenuto e il rischio che questi possa
sottrarsi ulteriormente ai suoi doveri sfruttando le sue connessioni
internazionali, vista la scarsa trasparenza delle sue attività. Secondo l'appellante
il blocco della “__________” comporta solo spese che egli non può più
permettersi, onde la necessità di revocare il provvedimento per trovare un compratore
e dividere il provento della vendita con la moglie. Quanto alla “__________”,
egli obietta di avere acquistato l'imbarcazione a mero titolo fiduciario per
conto di __________, sicché il provvedimento va dichiarato nullo.

 

                                         a)   L'art.
178 cpv. 1 CC prevede che, ove appaia necessario per assicurare le basi
economiche della famiglia o per adempiere un obbligo patrimoniale derivante
dall'unione coniugale (in specie per assicurare i contributi alimentari per la
moglie), il giudice può – a istanza di un coniuge – subordinare al consenso di
questo la disposizione di determinati beni da parte dell'altro. A tal fine egli
prende le appropriate misure conservative (art. 178 cpv. 2 CC).

 

                                         b)   In concreto l'appellante sollecita la revoca della
restrizione della facoltà di disporre sulla nota __________”, ma non spende una parola per motivarla. Al proposito l'appello si
dimostra dunque, già di primo acchito, irricevibile. Quanto alla “__________”, è
vero che l'imbarcazione risulta oggetto di un contratto fiduciario retto dal
diritto svizzero tra AP 1 e __________ (doc. 12). È altrettanto vero però che un
contratto del genere implica il trasferimento di tutti i diritti al fiduciario,
il quale acquisisce la proprietà degli averi a lui consegnati e la titolarità
dei crediti a lui trasferiti (DTF 130 III 427 consid. 3.4, 117 II
430 consid. 3b; Winiger, Commentaire
romand, n. 97 seg. ad art. 18 CO). In concreto la misura decretata
dal Pretore colpisce, appunto, il proprietario del bene. A parte ciò, si
seguisse l'argomentazione dell'appellante, in mancanza di un interesse
giuridicamente protetto egli non sarebbe nemmeno legittimato a contestare il
provvedimento (sentenza del Tribunale federale 5A_259/2010 del 26 aprile
2012, consid. 2.3.2). Per il resto il convenuto non discute le
argomentazioni del Pretore, sicché l'appello si rivela nuovamente irricevibile
per difetto di motivazione.

 

                                         c)   Quanto
all'altra imbarcazione, la “__________”, il Pretore non si è limitato a emanare una restrizione
della facoltà di disporre nei confronti del convenuto, ma ha anche ordinato il
blocco della vela con un cavo di acciaio al pontile del porto regionale di __________.
Contrariamente a quanto crede l'appellante, tuttavia, il provvedimento (nel
senso dell'art. 178 cpv. 2 CC) non è definitivo. Dovesse necessitare della liberazione
della barca ai fini della vendita, l'appellante potrà sempre rivolgersi al
giudice e chiedere lo sblocco del natante. Per il
resto, una volta di più, egli non censura le motivazioni addotte dal Pretore a
sostegno del provvedimento, sicché l'appello si rivela destinato all'insuccesso.

 

                                   7.   L'emanazione
della sentenza odierna rende senza oggetto la richiesta di effetto sospensivo
contenuta nell'appello. Le spese del giudizio odierno seguono la soccombenza
(art. 106 cpv. 1 CPC), mentre non si pone problema di ripetibili, l'appello non
essendo stato intimato all'istante per osservazioni.

 

                                   8.   Quanto
ai rimedi esperibili contro l'odierna sentenza sul piano federale (art. 112
cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso supera am­piamente la soglia di
fr. 30 000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

Per questi motivi,

 

decide:                    1.   Nella
misura in cui è ricevibile, l'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

2.   Le spese processuali di fr.
1000.– sono poste a carico dell'appellante.

 

                                   3.   Notificazione
a:

	
   

  	
  –;

  –.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza carattere
pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100
cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il
ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta
ad almeno 30
000
franchi; quando il valore
litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è
ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art.
76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro
lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al
Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.