# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 696b467f-3de0-5b80-98c0-e0f78c25f035
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-05-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 08.05.1996 12.1996.25
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1996-25_1996-05-08.html

## Full Text

Incarto n.

  12.96.00025

  	
  Lugano

  8 maggio 1996

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente, 

  Chiesa e Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

sedente per giudicare nella causa civile appellabile
inc. no. 1879 della Pretura del Distretto di Vallemaggia, promossa con
petizione 4 gennaio 1993 da                 

 

 

	
   

  	
  __________
  rappr. dallo studio legale __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________

   

  

 

con cui
l'attore ha chiesto la condanna dei convenuti al pagamento di fr. 73'071.--
oltre interessi a titolo di mercede dell'appaltatore, e l'iscrizione in via
definitiva di un'ipoteca legale a carico del fondo n. __________ di __________,
di proprietà dei convenuti, domande ridotte a fr. 46'176.-- oltre interessi in
corso di causa;

 

Domande
avversate dai convenuti che hanno postulato la reiezione della petizione
protestando spese e ripetibili e che il Pretore con sentenza 14 dicembre 1995
ha accolto per fr. 46'176.-- oltre interessi;

 

Appellanti
i convenuti, che con atto di appello del 19 gennaio 1996 chiedono la ri­forma
del querelato giu­dizio nel senso di ammettere le domande dell'attore per fr.
25'062.50 oltre interessi;

 

Mentre
l'attore con osservazioni del 15 febbraio 1996 chiede la reiezione dell'appello
con protesta di spese e ripetibili.

 

Letti ed esaminati
gli atti e i documenti prodotti,

posti a giudizio i
seguenti punti di questione

 

 

1.  - se
deve essere accolto l'appello

2.  - tassa
di giustizia e ripetibili.

 

 

 

Ritenuto

 

 

 

in fatto:

 

 

                                  A.   L'attore
nel corso del 1990 ha eseguito le opere da capomastro nell'ambito della
ristrutturazione di un rustico di __________, di proprietà dei convenuti.

                                         Ritenendo
di avere diritto ad una mercede complessiva di fr. 143'316.20, e considerato il
pagamento da parte dei convenuti di due acconti per un totale di fr. 80'000.--,
con la presente causa egli ne ha chiesto la condanna al pagamento del saldo di
fr. 63'316.20 oltre interessi, e degli interessi già maturati di fr. 9'754.80.

                                         Per
il totale di fr. 73'071.-- egli ha chiesto inoltre l'iscrizione di un'ipoteca
legale definitiva in suo favore e a carico del fondo in questione.

 

 

                                  B.   Nella
risposta del 1° aprile 1993 i convenuti si sono opposti alla petizione.

                                         Le
opere sarebbero state appaltate all'attore in base a un preventivo di fr.
88'850.-- da lui allestito per il precedente proprietario del rustico.

                                         Sulla
scorta di quel preventivo le parti avrebbero pattuito una mercede a corpo ex art.
373 CO, di modo che -considerati i ritardi nella consegna dell'opera,
oltretutto non terminata, e l'esecuzione di qualche opera supplementare, tutte
richieste in forma scritta- l'attore potrebbe richiedere una mercede totale di
soli fr. 93'534.--.

 

                                  C.   Nelle
proprie conclusioni l'attore in conseguenza delle risultanze peritali ha
ridotto la propria pretesa a fr. 46'176.-- oltre interessi.

                                         Le
parti hanno per il resto mantenuto le rispettive tesi e domande, contestando
nel contempo quelle della parte avversaria.

 

 

                                  D.   Il
Pretore nel giudizio impugnato ha ritenuto l'esistenza tra le parti di un
contratto di appalto in cui la mercede sarebbe stata determinata solo in via
approssimativa (art. 374 CO) e non a corpo (art. 373 CO).

                                         Detta
mercede, in aderenza a quanto accertato dal perito, ammonterebbe a fr.
126'176.--, dal che, dopo deduzione di quanto versato dai convenuti,
l’accoglimento delle domande dell'attore per fr. 46'176.-- oltre interessi.

 

 

                                  E.   Con
gravame datato 19 gennaio 1996 i convenuti chiedono la riforma del giudizio del
pretorile nel senso di accogliere la petizione per fr. 25'062.50 oltre
interessi.

                                         Contrariamente
a quanto ritenuto dal Pretore, le parti avrebbero effettivamente pattuito una
mercede a corpo ai sensi dell'art. 373 CO, il che risulterebbe dalla
corrispondenza intercorsa tra le parti e dalle prese di posizione dei convenuti
nei confronti delle pretese dell'attore.

                                         Ciò
premesso, essi potrebbero accettare solo quegli aumenti dovuti ad opere da loro
accettate e concordate, con il che la mercede dell'attore ammonterebbe a fr. 114'287.50,
somma dalla quale dovrebbero però essere effettuate deduzioni per fr. 9'225.--.

                                         Gli
interessi di mora sul saldo sarebbero infine da ammettere al saggio del 5%, e
non dell'8%

 

 

                                  F.   Nelle
osservazioni del 15 febbraio 1996 l'attore postula la reiezione del gravame
sulla scorta di considerazioni che, se del caso, verranno riprese nei
successivi considerandi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Considerato 

 

 

 

in diritto:

 

 

                                   1.   I
convenuti ancora in questa sede sostengono l'esistenza della pattuizione di una
mercede a corpo ai sensi dell'art. 373 CO, e non di una mercede determinata
approssimativamente ex art. 374 CO.

 

                                1.1   L'accertamento
del tipo di retribuzione scelto dalle parti è una questione di diritto, da
risolvere mediante interpretazione del con­tratto (art. 18 CO; II CCA 15
dicembre 1992 in re H./L. SA; Kramer/Schmidlin, Berner Kommentar, N. 76
ad art. 18 CO).                        

                                         Vale
comunque la regola secondo cui la parte che invoca l'esistenza di una mercede
stabilita a corpo sopporta l'onere della prova per l'esistenza di tale
pattuizione (Gauch, Der Werkvertrag, 3. edizione, n. 697 e 698).

                                         Se
la prova non può essere fornita, torna applicabile la norma dispositiva dell'art.
374 CO, con la conseguenza che la mercede sarà determinata in base al valore
del lavoro e del materiale.

 

                                1.2   Dall'esame
della prima offerta del 27 aprile 1989 (doc. 2) si può senz'altro escludere che
l'attore abbia inteso offrire un prezzo a corpo ex art. 373 CO.

                                         Infatti,
solo per poche delle posizioni dell'offerta si indica un prezzo forfetario,
mentre nella maggior parte dei casi vi è l’indicazione di prezzi a misura, e il
più delle volte i quantitativi da fornire sono esplicitamente indicati in forma
approssimativa con la dicitura "ca." (circa).

                                         E'
perciò da escludere che l'attore abbia voluto vincolarsi all'esecuzione
dell'opera completa contro una mercede a corpo di fr. 88'850.--, e questo,
evidentemente, indipendentemente da quanto possono aver inteso -incompatibilmente
con il chiaro tenore dell'offerta- i convenuti.

 

                                         Ad
eccezione della posizione 7, sono invece dei prezzi fissi quelli esposti
nell'aggiornamento dell'offerta" del 14 maggio 1990 (doc. A). Gli stessi,
per quanto rilevante, non risultano essere stati ecceduti dall'attore, così che
i convenuti non possono trarre diritto da questo argomento.

 

                                1.3   La
questione, in effetti, non è da confondere -come sembrano fare i convenuti- con
quella del consenso alla realizzazione dell'opera: sia nel caso dell'art. 373
CO, che in quello dell'art. 374 CO, l'obbligo alla retribuzione esiste solo
entro i limiti del contratto di appalto. Ciò significa che la retribuzione
contrattuale è dovuta solo per quelle opere coperte dal necessario consenso quo
alla loro realizzazione, mentre per le opere non richieste dal committente, e
nondimeno eseguite dall'appaltatore, si deciderà sulla retribuzione in
applicazione dei principi sull'indebito arricchimento (II CCA 21 agosto
1992 in re T. SA/M.).

                                         Va
poi rilevato che l'attore si è attenuto agli importi preventivati nelle varie
offerte, di modo che non si pone il problema di doversi confrontare con
maggiori costi per opere previste. Il rispetto della mercede stabilita in via
approssimativa toglie perciò ogni significato pratico alla differenziazione tra
mercede a corpo e quella determinata approssimativamente.

 

 

                                   2.   Ciò
premesso, i convenuti da una parte contestano la mercede attribuita dal Pretore
all'attore e che essi vorrebbero in qualche misura vedere ridotta (consid. 3),
e d'altra parte chiedono delle deduzioni dal credito dell'attore in conseguenza
di alcune loro contropretese (consid. 4).

 

 

                                   3.   Non
è controverso che il computo della mercede dell'attore vada iniziato
dall'importo di fr. 86'850.-- dell'offerta 27 aprile 1989 (doc. 2), dopo
riduzione dei fr. 2'000.-- di cui alla voce imprevisti (punto 10.0, pag. 7).

 

                                3.1   Il
supplemento per l'aumento dei salari e dei costi del materiale è stato
quantificato dal perito in fr. 4'800.-- dopo arrotondamento del risultato di
fr. 4'757.50 del calcolo di un aumento percentuale del 5,5% (perizia pag. 4). 

                                         Questo
arrotondamento, contestato dai convenuti, rientrava indubbiamente nel potere 
di apprezzamento del perito, che a non averne dubbi ha indicato l'aumento
ammissibile in fr. 4'800.--, e non nei fr. 4'757.50 ai quali si aggrappano i
convenuti.

                                         Ne
deve senza dubbio seguire la reiezione della contestazione.

 

 

                                3.2   Per
la scala interna il perito ha ritenuto giustificati i fr. 1'500.-- fatturati
dall'attore (doc. A, posizione 2; perizia, pag. 4).

                                         I
convenuti riconoscono invece fr. 1'000.-- con riferimento all'offerta di fr.
1'200.-- dell'attore (doc. 4), dedotti però  fr. 200.-- per la ringhiera
mancante.

                                         L'obiezione
è parzialmente fondata: stante un'offerta di "ca. fr. 1'200.--", non
vi è motivo per riconoscere fr. 1'500.--, pur se questo importo sarebbe in sé
ragionevole.

                                         Non
vi è però nemmeno ragione per scendere a fr. 1'000.--, posto che l'offerta di
fr. 1'200.-- è silente sulla ringhiera, che non può essere ritenuta senz'altro
inclusa. Ne segue una riduzione di fr. 300.-- della mercede dell'attore.

 

                                3.3   Per
il tetto in piode i convenuti riconoscono fr. 11'400.-- come all'offerta doc.
8, mentre il Pretore, seguendo il perito (pag. 4), ha ammesso i fr. 11'500.--
di cui al doc. A, posizione 3.

                                         Il
litigio non verte in questo caso sul costo unitario dell'opera, visto che sia
l'offerta doc. 8 che la perizia (pag. 4) prevedono un costo unitario di fr.
400.-- al mq. Stante una superficie di 57 mq, indicata nell'offerta doc. 1
(posizione 3.9, pag. 3) e non smentita da altre misurazioni, ne segue che il
costo dell'opera è di fr. 22'800.-- e il supplemento, come rettamente sostenuto
dai convenuti, di fr. 11'400.--.

                                         Ne
consegue una deduzione di fr. 100.-- della mercede dell'attore.

 

                                3.4   I
convenuti contestano integralmente il supplemento per la maggiore volumetria
del rustico, richiesto in misura di fr. 10'500.-- (doc. A, posizione 5) e
accordato in ragione di fr. 6'700.-- (perizia, pag. 5), sostenendo di non aver
richiesto alcun aumento del volume del rustico. 

                                         La
doglianza è infondata.

                                         Si
deve in effetti ritenere che nonostante l'assenza del consenso dei committenti
l'opera è stata eseguita, il che ha comportato da una parte un ovvio maggior
costo per l'attore, e d'altra parte un indubbio beneficio per i convenuti,
trattandosi di un sensibile aumento (quasi 32 m3, ovvero circa il 15% della
volumetria originale), pari al volume di un locale di medie dimensioni per un
rustico.

                                         Pur
mancando il consenso dei committenti a questo aumento di volume, nulla in atti
permette di ritenere che l'attore abbia agito in cattiva fede, tesi che del
resto nemmeno i convenuti hanno sostenuto.

                                         Dovendosi,
al contrario, presumere per legge la sua buona fede (art. 3 cpv. 1 CC), e
sussistendo un evidente arricchimento per i convenuti, questa Camera reputa
equo attribuire i fr. 6'700.-- stabiliti dal perito e dal Pretore, importo che
non solo corrisponde al maggior costo, ma che può senz'altro essere ritenuto
equivalente anche all'arricchimento dei convenuti (Gauch, opera citata,
n. 887; cfr. consid. 1.3 e riferimento).

                                3.5   Pure
litigioso è l'importo di fr. 300.-- per la posa e lo smontaggio del canale in
legno, in un primo momento non ammesso dal perito (perizia, allegato 3,
posizione B), ma poi riconosciuto in sede di delucidazione del referto e in
sentenza dal Pretore (pag. 5 in fondo).

                                         I
convenuti contestano l'importo in quanto l'opera sarebbe inadeguata e carente,
del che non vi è però prova, né vi è prova della notifica tempestiva del
preteso difetto, così che la pretesa deve essere confermata.

 

 

                                3.6   Vi
è contestazione anche sull'importo di fr. 3'000.-- per la formazione di un
nuovo acquedotto, importo riconosciuto dal perito e dal Pretore (cfr. perizia,
allegato 3, posizione D).

                                         I
convenuti nell'appello (pag. 11) riconoscono nel principio questo importo, ma
pretendono di dedurre fr. 900.-- di cui alle posizioni 4.3 e 4.4 dell'offerta
doc. 2 (pag. 6).

                                         La
richiesta è infondata.

                                         In
primo luogo va considerato che gli stessi convenuti nelle conclusioni (pag. 3)
hanno espressamente ammesso la pretesa, dichiarando di volerla compensare con
le spese per la gru e i generatori, utilizzati dall'attore anche per un vicino
cantiere (compensazione di cui si dirà al considerando successivo).

                                         D'altra
parte, la pretesa è espressamente formulata quale supplemento rispetto alle
richieste precedenti, e in qualità di supplemento è stata approvata dal perito
(pag. 7), il che significa, in difetto di una prova del contrario che i
convenuti non forniscono, che l'importo è da computare in aggiunta, e non in
alternativa a quelli di cui all'offerta doc. 2.

 

                                3.7   Sono
contestati anche i fr. 789.-- richiesti per le prestazioni supplementari
"taglio castagno, separazione locale soggiorno, scavo dietro casa"
(perizia, allegato 3, posizione G).

                                         Il
perito, considerata l'esecuzione delle opere e la corretta fatturazione, ha
ammesso l'importo (pag. 8).

                                         Occorre
tuttavia considerare che l'attore non ha saputo provare il conferimento
dell'appalto per le opere in questione in data posteriore al 14 maggio 1990,
quella dell'offerta aggiornata doc. A (in senso contrario per il taglio del
castagno: doc. 11, pag. 2), conferimento contestato dai convenuti; né si può
ammettere che i convenuti si siano arricchiti a seguito di tali prestazioni, e
nemmeno si potrebbe quantificare un eventuale arricchimento.

                                         Va
perciò ammessa la contestazione nei committenti, con il che è da ridurre di fr.
789.-- la pretesa dell'attore.

 

                                3.8   I
convenuti contestano infine anche i fr. 3'082.-- di cui alla liquidazione del
31 luglio 1992 (allegato 4b della perizia).

 

                                         I
fr. 1'971.-- per opere da lattoniere (canali in rame) non possono essere
definiti spesa "inutile" (conclusioni, pag. 4), dal momento che il
perito l'ha approvata.

                                         Né
i convenuti possono in questo caso sostenere di non aver ordinato l'opera,
avendo essi ammesso di aver visto il lattoniere al lavoro e di non essersi
opposti all'esecuzione, ma di aver solo espresso dubbi sulla retribuzione
dell'opera dicendo al lattoniere che doveva "mettersi d'accordo con il
signor __________ " (conclusioni, pag. 4).

 

                                         Le
cuffie (fr. 35.--), attinenti alla gronda, ne seguono il destino e devono
perciò anch'esse venire retribuite all'attore.

 

                                         Per
i fr. 500.-- della ringhiera in legno della scala esterna, i convenuti
ritengono che l'importo debba ritenersi incluso nel costo della scala medesima.

                                         La
tesi è infondata, visto che l'offerta per la scala esterna in sasso non
menziona alcuna ringhiera (doc. 2, pag. 3, posizione 3.8), che ne è del resto
un semplice accessorio e non un elemento costitutivo.

 

                                         Per
i fr. 576.-- della finestra della camera grande, i convenuti ritengono a torto
che la spesa sia già stata computata al punto F del conteggio allegato 3 alla
perizia, non avvedendosi che si tratta di prestazioni differenti: da una parte
il taglio delle travi in legno che formano la parete perimetrale della
finestra, e dall'altra il costo del vetro e del serramento (cfr. delucidazione
di perizia, pag. 2). Non vi è perciò la paventata doppia fatturazione, con il
che in assenza di migliori doglianze l'importo esposto può essere confermato.

 

                                3.9   Le
contestazioni dei convenuti sull'ammontare della mercede sono perciò da
ammettere per complessivi fr. 1'189.-- (fr. 300.-- al consid. 3.2, fr. 100.--
al consid. 3.3, fr. 789.-- al consid. 3.7), e di conseguenza il saldo in favore
dell'attore va ridotto a fr. 44'987.-- oltre interessi.

   

 

                                   4.   I
convenuti sostengono poi l'esistenza di alcune loro contropretese.

 

                                4.1   Fr.
500.-- sarebbero loro dovuti per la mancanza della copertura di protezione
delle bombole a gas (appello, pag. 13, punto b).

                                         Essi
non indicano però in quale parte dell'offerta figurerebbe siffatto impegno
dell'attore, questione che peraltro non è stata sottoposta al perito, in
assenza di che la pretesa, sulla cui quantificazione non vi sono comunque
prove, deve essere respinta.

 

 

                                4.2   Un
altro importo di fr. 500.-- sarebbe dovuto per la mancata chiusura ermetica
della scala esterna contro la pioggia.

                                         Anche
in questo caso si tratta di opera che non risulta prevista dal contratto, prova
ne è che i convenuti desideravano una grondaia almeno sulla scala esterna
"perché questa scala, com'è noto, è permeabile" (conclusioni, pag.
4).

                                         Anche
in questo caso la pretesa, la cui quantificazione è comunque dubbia, deve
essere reietta.  

 

                                4.3   Fr.
950.-- sarebbero dovuti in conseguenza della mancata finitura delle pareti
(doc. 2, posizione 3.15), che sarebbe stata effettuata dai convenuti.

                                         Anche
questa tesi è rimasta allo stadio di affermazione di parte, e non può di
conseguenza essere accolta siccome non provata.

 

                                4.4   Parimenti
infondata è la pretesa di fr. 5'000.-- per "perdita del valore locativo ed
affitti per gli anni 1990 e 1991".

                                         Ammesso
e non concesso un colpevole ritardo dell'attore nella consegna dell'opera, mai
i convenuti hanno affermato che il rustico era destinato ad essere locato a
terzi (in senso contrario: doc. 10, in cui i convenuti esprimono il desiderio
di poter trascorrere presto le ferie nel rustico), oppure di aver dovuto locare
un ente sostitutivo a causa dell'indisponibilità del rustico. 

                                         Ne
segue che l'eventuale mancato godimento del loro rustico, non costituisce danno
economico risarcibile, ma un mero pregiudizio di fatto, ininfluente nell'ambito
della presente causa.

 

                                4.5   Vi
è infine una pretesa compensatoria di fr. 3'000.-- per il fatto che l’attore
avrebbe profittato dei macchinari del cantiere del loro rustico in favore di un
vicino cantiere, con il che la spesa fatturata di fr. 5’000.-- per questa
prestazione dovrebbe essere suddivisa tra i due cantieri.

                                         La
tesi è manifestamente infondata.

                                         Non
vi è infatti dubbio alcuno sul fatto che i convenuti hanno correttamente
ricevuto la prestazione che essi si erano dichiarati disponibili a pagare fr.
5’000.-- (offerta doc. 2, pag. 1, posizione 1.0).

                                         L’eventuale
risparmio che l’attore può aver realizzato utilizzando le stesse attrezzature
su un cantiere vicino è invece questione che non li riguarda, in quanto non li
ha in alcun modo danneggiati, né ha causato loro un maggior onere.

                                         Non
vi è perciò motivo alcuno per ridiscutere in questa sede i termini della
pattuizione contrattuale.

 

                                4.6   All’indubbia
mancanza di prove su buona parte delle pretese compensatorie dei convenuti (consid.
4.1, 4.2, 4.3, 4.4) non può supplire il ragionamento, proceduralmente
inammissibile, secondo cui le loro pretese dovrebbero valere come ammesse per
il fatto di non essere state contestate nella replica (appello, pag. 14).

                                         Questa
Camera ha infatti a più riprese stabilito che la nostra procedura impone al
convenuto di contestare nella risposta le affermazioni di petizione, ma non
all'attore di replicare alle affermazioni della risposta (II CCA 30
marzo 1994 in re R./R,10 giugno 1994 in re T./R. SA) e comunque nella specie
non si può affatto affermare che l'attore abbia omesso di opporsi alle tesi e
domande dei convenuti. Nè giova ai convenuti affermare di non essere stati
patrocinati per motivi economici (art. 155 CPC), oppure invocare l'art. 322 CPC
(appello, pag. 15), non incombendo a questa Camera di supplire alle negligenze
dei convenuti nell'istruzione della causa (Cocchi/Trezzini, CPC, ad art.
322, n. 3). 

 

 

                                   5.   L'appello
merita invece accoglimento sul tema degli interessi di mora, ammessi dal
Pretore al saggio dell'8% senza spiegarne la ragione, e senza che lo stesso
attore abbia in qualche modo motivato la propria pretesa.

                                         Non
potendo il solo silenzio dei convenuti sul tema giustificare siffatta
soluzione, in assenza dell'indicazione dei motivi di fatto che
giustificherebbero la domanda dell'attore, gli interessi devono essere
ricondotti al saggio legale del 5% (art. 104 cpv. 1 CO; II CCA 21
settembre 1994 in re G./S.). 

 

 

                                         Ne
segue il parziale accoglimento del gravame ai sensi dei considerandi.

                                         Tassa
di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC) che in
prima sede , stante la solo lieve rettifica del giudizio pretorile, rimane di
3/5 a carico dei convenuti e di 2/5 a carico dell’attore, essendo da respingere
il ragionamento dei convenuti secondo il quale non vi sarebbe per loro
soccombenza sull’importo di fr. 13’534.-- ammesso con la risposta, dato che
anche per quella cifra è stata necessaria l’azione giudiziale.

                                         In
questa sede la soccombenza dei convenuti è invece di 4/5.

 

 

Per i quali motivi, richiamati gli art.
148 CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L'appello
19 gennaio 1996 di __________ e __________ è parzialmente accolto.

                                         Di
conseguenza la sentenza 14 dicembre 1995 della Pretura del distretto di Vallemaggia
è riformata nel modo seguente:

 

                                         1.     La
petizione è parzialmente accolta.

                                                 __________
e __________ sono tenuti a versare l’importo di fr.   44’987.-- oltre interessi
al 5% dal 3 gennaio 1993 a ____________________

 

                                         2.     E’
confermata in via definitiva per tale importo l’iscrizione    dell’ipoteca
legale a favore di __________, __________ e           a carico del mappale
__________ di __________, di proprietà,                                   in
ragione di metà ciascuno, di __________ e __________.

 

                                         3.     Invariato.

 

                                   II.   Le
spese della procedura d'appello consistenti in:

 

                                         a)
tassa di giustizia                                    fr.    750.--

                                         b)
spese                                                      fr.      50.--

                                         T
o t a l e                                                      fr.    800.--

 

 

                                         già
anticipati dai convenuti, restano a loro carico per 4/5 e per 1/5 sono a carico
dell’attore. I convenuti rifonderanno all’attore fr. 800.-- per ripetibili
d'appello.

 

 

 

 

 

                                  III.   Intimazione
a:      - __________ 

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Vallemaggia.         

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente:                                                 Il segretario: