# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1601a687-5684-50ef-a08b-dcc2d4336730
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.08.2009 D-5094/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5094-2009_2009-08-18.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5094/2009/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 8  a g o s t o  2 0 0 9

Giudice Fulvio Haefeli, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Blaise Pagan;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Iraq,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 5 agosto 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5094/2009

Visto: 

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera, 

il documento che l'UFM ha rimesso all'interessato il medesimo giorno 
e mediante il quale lo ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della loro istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
loro domanda d'asilo, 

i verbali d'audizione del 18 febbraio 2009 e del 20 luglio 2009, 

la  decisione  dell'UFM del  5  agosto  2009,  notificata  all'interessato  il 
giorno successivo (cfr. risultanze processuali), 

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 12 agosto 2009 (cfr. timbro del plico 
raccomandato), 

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 
lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF, 

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 

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dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa, 

che,  per  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  tendente  alla 
concessione dell'asilo è inammissibile,

che,  nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie le condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 
PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione impugnata; che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua; che, pertanto, la presente 
sentenza è redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato ha dichiarato di essere cittadino iracheno, d'etnia curda, e 
di essere nato a B._______, dove ha vissuto, con la sorella e lo zio 
paterno, fino al giorno del suo espatrio, 

che l'interessato avrebbe lasciato il suo Paese d'origine nel (...) 2008, 
a causa del difficile rapporto con la moglie dello zio paterno, il quale si 
sarebbe occupato dell'interessato e di  sua sorella dopo la morte dei 
suoi genitori, e in generale per migliorare le proprie condizioni di vita, 

che l'interessato avrebbe raggiunto in autobus la Turchia munito di un 
passaporto  che  gli  era  stato  procurato;  che,  dopo  due  giorni,  da 
C._______  (Turchia)  egli  avrebbe  attraversato  il  confine  a  piedi  e 
illegalmente e sarebbe arrivato in Grecia in una località sconosciuta, 
dove  sarebbe  stato  arrestato  e  detenuto  per  95  giorni;  che  dopo 
essere  stato  rilasciato,  sarebbe  andato  ad  D._______  (Grecia),  da 
dove,  dopo  un  mese  (a  fine  [...])  -  grazie  alla  conoscenza  di  un 
passatore - sarebbe partito  con un Tir, che si  sarebbe imbarcato su 
una nave; che, una volta sbarcato, grazie all'aiuto di due curdi che gli 
avrebbero  offerto  il  biglietto  del  treno  avrebbe  raggiunto  in  treno  la 
Francia e  poi  avrebbe preso un altro  treno per  arrivare  in  Svizzera, 
senza subire controlli e senza documenti,

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che  l'interessato  non  ha  esibito  alcun  documento  d'identità,  in 
occasione della prima audizione del 18 febbraio 2009, 

che,  circa  un  mese  prima  dell'audizione  federale  diretta  del 
20 luglio 2009,  il  ricorrente  ha esibito  la  fotocopia  di  due documenti 
presentati  come  la  sua  carta  d'identità,  rispettivamente  il  suo 
certificato  di  nazionalità,  i  quali  gli  sarebbero  stati  inviati  dai  suoi 
familiari in Patria, 

che, nella decisione del 5 agosto 2009, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia d'asilo un documento d'identità o di viaggio valevole ai sensi 
dell'art.  1  lett.  b  e  c  dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni 
pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311], ritenuto che la 
sola fotocopia di documenti  esibiti  dal  richiedente non costituisce un 
valido  documento  d'identità  o  di  viaggio;  che,  dall'altro  lato,  detto 
Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 al. 3 
LAsi è realizzata nel caso di specie, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione dell'allontanamento verso l'Iraq siccome lecita, esigibile e 
possibile, 

che,  nel  ricorso,  l'insorgente  ha  contestato  la  decisione  dell'UFM, 
sostenendo di aver fatto tutto quanto in suo potere per collaborare con 
l'UFM; che,  infatti,  egli  si  sarebbe  fatto  spedire  dai  suoi  familiari  la 
copia  della  sua  carta  d'identità  e  del  suo  certificato  di  nazionalità, 
ritenendoli sufficienti, mentre che soltanto in occasione della seconda 
audizione,  gli  sarebbe stato spiegato che occorrevano gli  originali  di 
tali documenti; che egli si sarebbe attivato subito, comprovando la sua 
buona fede e collaborazione, ma non avrebbe avuto il  tempo per far 
arrivare  i  documenti  in  originale  prima  della  decisione  dell'UFM,  di 
modo che li ha presentati in questa sede; che egli ha segnalato che gli 
sarebbe stato sufficiente un breve termine in più per presentarli; che, 
inoltre, il ricorrente ha addotto che l'UFM sarebbe dovuto entrare nel 
merito  della  sua  domanda  d'asilo,  in  quanto  sarebbero  necessari 
ulteriori  chiarimenti  all'accertamento  dello  statuto  di  rifugiato  o 
all'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento; 
che,  segnatamente,  come  già  spiegato  in  audizione,  egli  sarebbe 
espatriato  a  causa  della  sua  difficile  situazione  familiare  e  della 

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precaria  situazione della  sua zona d'origine; che,  di  conseguenza,  il 
suo allontanamento sarebbe inesigibile, ritenuto che - in caso di rientro 
in Patria - la sua vita ed il suo futuro sarebbero esposti a gravi rischi, 

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua domanda d'asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell'asilo o 
dell'ammissione provvisoria; che ha altresì  presentato  una domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali, 

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c), 

che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (Decisioni del Tribunale amministrativo federale [DTAF] 
2007/7 consid. 6), 

che,  nel  caso  concreto,  l'insorgente  senza  valide  ragioni,  non  ha 
tempestivamente presentato documenti di viaggio o di identità ai sensi 
di legge, 

che, infatti, la fotocopia del documento presentato come la sua carta 
d'identità e quella del suo certificato di nazionalità non costituiscono 

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manifestamente un documento valido ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi  (v. sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  E-7458/2007 
del 2 novembre 2007 consid. 3.1), 

che, d'altronde, il  ricorrente non ha fornito alcuna giustificazione per 
l'esibizione con l'inoltro del ricorso in data 12 agosto 2009 - ben oltre 
le  48  ore  previste  dalla  legge  -  di  due  documenti  presentati  come 
l'originale della  sua carta d'identità,  rispettivamente del  certificato di 
nazionalità, 

che,  segnatamente,  non  soccorre  l'insorgente  né  l'allegazione 
ricorsuale  secondo  cui  i  suoi  familiari  gli  avrebbero  detto  che  una 
copia dei documenti sarebbe stata sufficiente, né quella secondo cui 
non  gli  sarebbe  stato  spiegato  che  occorrevano  gli  originali  dei 
documenti  (cfr. ricorso pag. 2),  allorquando alla domanda se è stato 
informato che soltanto gli originali dei documenti erano necessari, egli 
ha risposto "Si è vero.[...]" (cfr. verbale d'audizione del 20 luglio 2009 
D8 pag. 3), 

che, per di più, non convince l'asserzione secondo cui i documenti in 
originale sarebbero pervenuti all'insorgente dai suoi familiari in Patria, 
considerato  che,  oltre  alle  sconosciute  circostanze  in  cui  tali 
documenti  sarebbero pervenuti  -  essi  sono stati  esibiti  dal  ricorrente 
solo una volta ottenuta la decisione negativa dell'UFM, nonché ritenuto 
che non è plausibile che il  ricorrente non ha portato con sè la carta 
d'identità per paura di  perderla durante il  suo viaggio d'espatrio (cfr. 
verbale d'audizione del 18 febbraio 2009 pag. 5), 

che, inoltre, il ricorrente non ha saputo indicare la località greca che 
dalla  Turchia  avrebbe  raggiunto  a  piedi  e  illegalmente  (cfr.  verbali 
d'audizione  del  18  febbraio  2009  pag.  7  e  del  20  luglio  2009  D97 
pag. 10); che egli  non è stato nemmeno in grado di rivelare in quale 
Paese  sarebbe  sbarcato  con  la  nave  sul  quale  era  il  TIR  con  cui 
avrebbe  lasciato  la  Grecia  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
18 febbraio 2009  pag.  7),  rispettivamente  in  quale  Paese  sarebbe 
arrivato con il  TIR  (cfr. verbale  d'audizione del  20  luglio  2009 D106 
pag. 11), 

che il ricorrente ha dichiarato di aver proseguito il suo viaggio in treno 
- transitando per la Francia - fino ad arrivare in Svizzera, senza sapere 
da dove ha preso il treno o dove quest'ultimo è arrivato o quale valico 
abbia attraversato, senza subire controlli e senza aver presentanto ad 

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oggi alcun biglietto, nonostante egli abbia affermato che due persone - 
due curdi sconosciuti - avrebbero accettato di aiutarlo comprandogli un 
biglietto  del  treno,  uno  per  la  Francia  e  uno  dalla  Francia  per  la 
Svizzera (cfr. verbali d'audizione del 18 febbraio 2009 pagg. 7 e 8 e del 
20 luglio 2009 D118-123 pag. 12), 

che,  pertanto,  l'insorgente  non  può  aver  viaggiato  nelle  circostanze 
descritte,

che,  di  conseguenza,  se  l'insorgente  non  aveva  ragioni  valide  per 
giustificare la mancata esibizione di documenti di viaggio o d'identità in 
procedura di prima istanza, non v'è motivo d'annullare la decisione di 
non entrata  nel  merito  quand'anche  avesse  a  presentare  un  siffatto 
documento in sede di ricorso, come nel caso di specie (v. fra le tante, 
sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  D-8199/2007  del 
18 dicembre 2007 consid. 8 e relativo riferimento), 

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  dichiarazioni  del 
ricorrente  circa  il  possesso  e  la  presentazione  dei  documenti 
d'identità, v'è ragione di concludere che l'insorgente abbia dissimulato 
i suoi documenti d'identità per i bisogni della causa e sostanzialmente 
per guadagnare del tempo, 

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna tempestiva dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile, 

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente, 

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 

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una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5), 

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dall'Iraq a causa della sua situazione familiare, ritenuta l'assenza dei 
genitori e il difficile rapporto con la moglie dello zio che si occupava di 
lui e della sorella (cfr. verbali d'audizione del 18 febbraio 2009 pag. 6-7 
e del 20 luglio 2009 D21 e segg. pag. 4) e in generale a causa della 
situazione precaria della sua regione d'origine (cfr. ricorso pagg. 2-3), 

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi), 

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato, 

che,  segnatamente,  i  motivi  sopraevocati  addotti  dal  ricorrente  a 
sostegno  della  sua  domanda  d'asilo  -  riconducibili  a  delle  ragioni 
d'ordine  sociale  ed  economico  -  sono  come  manifestamente 
riconoscibile, palesemente irrilevanti, ritenuto che non costituiscono, in 
tutta evidenza, un indizio proprio a giustificare la qualità di rifugiato ai 
sensi dell'art. 3 LAsi, 

che  d'altronde,  come  anche  rettamente  evidenziato  dall'UFM,  il 
ricorrente non ha fatto valere alcuna sorta di persecuzione concreta da 
parte di terzi - in questo caso dalla zia - o da parte di autorità statali,

che, per conseguenza,  l'UFM ha rettamente considerato inverosimili, 
con  riferimento  all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  le  dichiarazioni  rese  dal 
ricorrente, 

che,  pertanto,  non  risultano  elementi  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato 
dell'insorgente medesimo,

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che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente 
(art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi), 

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, 

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata, 

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1), 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  nord  dell'Iraq 
possa  violare  l'art.  25  cpv.  2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., 
RS  0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art. 
83 cpv. 3 LStr  o  esporre  il  ricorrente  in  patria  al  rischio  reale  ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti  del  10  dicembre 1984  (Conv. tortura,  RS 0.105);  che,  in 
particolare,  le  forze  dell'ordine  e  le  autorità  giudiziarie  delle  tre 
province curde del nord dell'Iraq - fra cui B._______, dove il ricorrente 
è nato ed ha vissuto dalla sua nascita fino al suo espatrio (cfr. verbale 
d'audizione del  18 febbraio 2009 pagg. 1-2)  -  hanno,  di  principio,  la 
capacità  e  la  volontà  di  garantire  agli  abitanti  delle  tre  province  la 
protezione dalle persecuzioni (DTAF 2008/4 consid. 6).

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che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile,

che,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili all'art. 83 cpv. 4 LStr, in merito allo stato della sicurezza in 
Iraq,  nelle  tre  province  curde  nel  nord  dell'Iraq  (Dohuk,  Erbil  e 
Suleimaniya)  non  vige,  al  momento,  una  situazione  di  violenza 
generalizzata  e  la  situazione  politica  non  è  talmente  tesa  da 
considerare  un  rimpatrio  come  generalmente  inesigibile;  che 
segnatamente,  lo  stato  della  sicurezza  è  più  stabile  ed  equilibrato 
rispetto  al  resto  del  Paese;  che,  inoltre,  la  situazione  dei  diritti 
dell'uomo è migliore rispetto alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq; 
che,  in  particolare,  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  le  tre 
province  curde  è  esigibile,  di  principio,  per  gli  uomini  curdi,  non 
sposati,  in  buona  salute  e  giovani,  a  condizione  che  la  persona 
interessata  sia  originaria  della  regione  o  vi  abbia  vissuto  un  lungo 
periodo e disponga di una rete sociale, segnatamente famiglia, parenti 
o conoscenti, oppure di relazioni con i partiti al potere (DTAF 2008/5 
consid. 7.5, in particolare 7.5.1 e 7.5.8), 

che,  nella  fattispecie,  il  ricorrente  ha  dichiarato  di  essere  cittadino 
iracheno di  origine  curda e  di  essere  nato  a  B._______ e  di  avervi 
vissuto dalla nascita sino al suo espatrio (cfr. verbale d'audizione del 
18 febbraio 2009 pagg. 1-2); che inoltre, egli è giovane, celibe ed ha 
una  formazione  scolastica  di  base,  nonché  un'esperienza 
professionale quale commerciante e quale fornaio (cfr. ibidem pag. 3); 
che  per  di  più,  in  Patria  risiedono  tanti  suoi  parenti  e  familiari  (cfr. 
ibidem pag. 4),  

che, il ricorrente non ha altresì preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (v. sulla problematica Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA]  2003 
n. 24), 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 
il  ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 

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documento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione dell'allontana-
mento è dunque pure possibile, 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente) 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno (in copia; n. di rif. N [...]; allegato: incarto 

UFM) 
- E._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Fulvio Haefeli Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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