# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8070fccb-8c87-5ea9-9bdf-50b914612378
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2011-09-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.09.2011 D-5247/2011
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5247-2011_2011-09-29.pdf

## Full Text

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t

T r i buna l   adm in i s t r a t i f   f édé ra l

T r i buna l e   ammin i s t r a t i vo   f ede ra l e

T r i buna l   adm in i s t r a t i v   f ede ra l

   

Corte IV
D­5247/2011

Sen t e n z a   d e l   2 9   s e t t emb r e   2 0 1 1

Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Robert Galliker;
cancelliere Carlo Monti.

Parti A._______, nato il (…), Albania,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 20 settembre 2011 / N […].

D­5247/2011

Pagina 2

Visto:

la  prima  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data 
3 marzo 2011 in Svizzera;

la  decisione  del  28 aprile 2011  dell'Ufficio  federale  della  migrazione  (di 
seguito:  UFM),  notificata  all'interessato  il  2 maggio 2011  e  cresciuta  in 
giudicato,  con  la  quale  detto  Ufficio  non  ha  riconosciuto  la  qualità  di 
rifugiato  del  richiedente,  ha  respinto  la  domanda  d'asilo  ed  ha  ordinato 
l'allontanamento  dalla Svizzera  e  la  relativa  esecuzione,  siccome  lecita, 
esigibile e possibile;

l'allontanamento dell'interessato  verso  il  suo Paese d'origine avvenuto  il 
21 luglio 2011;

la seconda domanda d'asilo che  il  richiedente ha presentato  in Svizzera 
in data 19 agosto 2011;

i  verbali  d'audizione  del  29 agosto 2011  (di  seguito:  verbale 1)  e  del 
20 settembre 2011 (di seguito: verbale 2);

il  verbale  di  decisione  dell'UFM  del  20 settembre 2011,  notificata 
all'interessato  il  giorno  stesso  (cfr.  risultanze  processuali),  con  la  quale 
detto Ufficio non è entrato nel merito della seconda domanda d'asilo del 
richiedente  in  applicazione  dell'art. 32  cpv. 2  lett. e  della  legge  sull'asilo 
del  26 giugno 1998  (LAsi,  RS 142.31),  pronunciando  il  suo 
allontanamento dalla Svizzera, rispettivamente l'esecuzione di tale misura 
siccome lecita, esigibile e possibile;

il ricorso del 21 settembre 2011 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata: 22 settembre 2011) dell'insorgente;

l'incarto originale dell'UFM pervenuto al Tribunale amministrativo federale 
(di seguito: il Tribunale) il 23 settembre 2011;

ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza;

D­5247/2011

Pagina 3

e considerato:

che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla 
procedura amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, RS 172.021),  dalla 
legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  (LTAF, 
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 
RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che  fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF,  il Tribunale, 
in  virtù  dell'art. 31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi 
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità 
inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un 
interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad 
aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma 
ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono, 
sono decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico, 
con  l’approvazione  di  un  secondo  giudice  (art. 111  lett. e  LAsi)  e  la 
decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);

che,  ai  sensi  dell’art. 111a  cpv. 1  LAsi,  si  rinuncia  allo  scambio  degli 
scritti;

che,  nell'ambito  dell'audizione  sommaria,  l'interessato  ha  dichiarato  di 
essere cittadino albanese, nato e con ultimo domicilio a B._______ nella 
provincia di Berat (cfr. verbale 1, pag. 1);

che egli  ha affermato d'essere  rientrato  al  suo Paese d'origine,  dopo  la 
conclusione infruttuosa della sua prima procedura d'asilo in Svizzera e di 
esservi  rimasto  per  due  giorni  prima  di  recarsi  in  Grecia  per  poi 

D­5247/2011

Pagina 4

intraprendere di nuovo il viaggio verso la Svizzera (cfr. verbale 1, pagg. 2 
e 5);

che  l'interessato  ha  dichiarato  altresì  che  i motivi  d'asilo  della  presente 
domanda  d'asilo  sono  uguali  a  quelli  che  aveva  già  fatto  valere  in 
occasione  della  sua  prima  domanda  (cfr.  verbale 1,  pag. 5  e  verbale 2, 
pag. 3);

che, nella decisione del 20 settembre 2011, l'UFM ha considerato, da un 
lato,  che  la  precedente  procedura  d'asilo  sarebbe  definitivamente 
conclusa e che i fatti addotti dal richiedente nella presente procedura non 
sarebbero  propri  a motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la 
concessione  della  protezione  provvisoria,  e  meglio  che  l'Albania, 
dichiarata  dal  Consiglio  federale  come  Paese  esente  da  persecuzioni 
(safe  country),  assicurerebbe  la  protezione  contro  la  persecuzione  di 
terzi;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. e  LAsi;  che  l'autorità  inferiore  ha  pure 
pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  la  sua 
esecuzione verso l'Albania siccome lecita, esigibile e possibile;

che,  nel  ricorso,  il  ricorrente  fa  valere  che,  successivamente  alla  sua 
prima  domanda  d'asilo,  avrebbe  appreso  dal  di  lui  padre  che  alcune 
persone  lo  starebbero  cercando;  che,  come  già  fatto  valere  in  prima 
procedura,  i  familiari  di  un  uomo  lo  accuserebbero  ingiustamente  di 
essere il responsabile della di lui morte avvenuta durante una rapina; che, 
a  causa  di  questo  sospetto,  l'insorgente  sarebbe  stato  imprigionato  per 
quattro anni per poi essere liberato in quanto dichiarato uomo innocente; 
che,  per  giunta,  altre  quattro  famiglie  lo  perseguiterebbero  poiché  il 
ricorrente avrebbe collaborato con la polizia greca denunciando alcuni dei 
loro  familiari  coinvolti  in  un  traffico  di  droga  favorendone  l'arresto;  che, 
infine, egli sostiene che l'Albania sarebbe un Paese dominato dalle mafie 
e  dalla  corruzione  e  quindi  egli  reclama  che  il  suo  allontanamento  sia 
considerato inesigibile;

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento  della  decisione  impugnata  e,  in  via  sussidiaria,  la 
concessione dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una 
domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali e del relativo anticipo;

D­5247/2011

Pagina 5

che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. e  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda d'asilo  se  il  richiedente è già  stato oggetto  in Svizzera di  una 
procedura d'asilo terminata con decisione negativa o durante la pendente 
procedura d'asilo è rientrato nel Paese d'origine o di provenienza, a meno 
che  non  vi  siano  indizi  che  nel  frattempo  siano  intervenuti  fatti  propri  a 
motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione  della 
protezione provvisoria;

che,  preliminarmente,  il  Tribunale  osserva  che  la  precedente  procedura 
d'asilo  si  è  definitivamente  conclusa  il  3 giugno 2011  con  la  crescita  in 
giudicato  della  decisione  dell'UFM  del  28 aprile 2011,  non  avendo 
l'interessato interposto ricorso contro la menzionata decisione notificatagli 
il 2 maggio 2011;

che, in casu, codesto Tribunale rileva che l'insorgente non ha presentato, 
all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di 
giustificare una diversa valutazione  rispetto a quella di cui all'impugnata 
decisione (di non entrata nel merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 
cpv. 2 lett. e LAsi);

che, infatti, le allegazioni, s'esauriscono in mere affermazioni di parte non 
corroborate  da  alcun  elemento  della  benché  minima  consistenza,  in 
sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel  provvedimento  litigioso,  cui  può 
essere rimandato;

che, in primo luogo, l'insorgente ha affermato d'essere tornato in Albania 
e d'aver soggiornato due giorni a B._______ e che in questi due giorni di 
permanenza  non  gli  sarebbe  accaduto  nulla  e  non  sarebbe  entrato  in 
contatto  con  nessuna  delle  famiglie  di  cui  egli  temerebbe  un'eventuale 
persecuzione  (cfr.  verbale 1,  pagg. 2  e  5  seg.);  che,  in  secondo  luogo, 
egli  ha  indicato  solo  in  seconda  audizione  e  nell'atto  di  ricorso – 
omettendo quindi di  indicarlo nella prima audizione sommaria – che  il di 
lui  padre  sarebbe  stato  informato  che  alcune  persone  starebbero 
cercando il di lui figlio a B._______ (cfr. verbale 2, pagg. 3 seg. e ricorso, 
pag. 2);  che,  mal  si  comprende  come  abbia  potuto  tralasciare  un  fatto 
talmente  importante  come  quello  indicato  poc'anzi  durante  la  prima 
audizione sommaria  sui motivi  d'asilo,  a  tal  punto  che detta allegazione 
può  risultare  inverosimile;  che,  inoltre,  durante  la  sua  permanenza  a 
B._______  egli  non  si  è  rivolto  alla  polizia  cercando  protezione  per 
l'eventuale  agire  illegittimo  di  terzi  (cfr.  verbale 1,  pag. 6  e  verbale 2, 
pag. 6);  che,  un  tale  comportamento è da pretendere da un  cittadino di 
una safe country in quanto vi è la presunzione che la protezione contro la 

D­5247/2011

Pagina 6

persecuzione  di  terzi  sia  garantita;  che,  infatti,  il  ricorrente  non  ha 
corroborato  con  qualsivoglia  mezzo  di  prova  l'infondatezza  di  detta 
presunzione;  che  considerata  la  crescita  in  giudicato  della  prima 
decisione dell'UFM circa l'inverosimiglianza dei suoi motivi d'asilo, non vi 
è modo di ritenere l'improvvisa verosimiglianza di questi ultimi mediante il 
fatto non corroborato che il padre dell'insorgente sarebbe stato informato 
che alcune persone lo starebbero cercando;

che  quindi  non  soccorrono  di  certo  il  ricorrente  le  generiche  censure 
ricorsuali illustrate poc'anzi;

che, alla  luce di quanto evocato, v'è dunque ragione di concludere che i 
motivi  fatti  valere  dall'insorgente  nell'ambito  della  procedura  in  esame 
sono  inverosimili  e  rasentano  l'abuso  processuale,  nonché,  in  tutta 
evidenza, non costituiscono di per sé, un  indizio proprio a giustificare  la 
qualità di rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi, tanto meno determinante per la 
concessione della protezione provvisoria;

che,  di  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  che  i  fatti 
nuovamente  addotti  dal  ricorrente  nella  presente  procedura  d'asilo,  non 
sono  propri  a  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la 
concessione della protezione provvisoria;

che, da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito 
il ricorso, destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela 
e la decisione impugnata va confermata;

che  l'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 
(art. 14  cpv. 1  e 2 ed art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché art. 32 dell'ordinanza 1 
sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 agosto 1999  [OAsi 1, 
RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9);

che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art. 83  della 
legge  federale  sugli  stranieri  del  16 dicembre  2005  (LStr,  RS 142.20), 
giusta  il  quale  l'esecuzione  dell'allontanamento  dev'essere  possibile 
(art. 83 cpv. 2  LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr)  e  ragionevolmente 
esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che 
l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  in Albania  possa  violare 
l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera 

D­5247/2011

Pagina 7

del  18 aprile  1999  (Cost.,  RS 101),  l'art. 33  della  Convenzione  sullo 
statuto  dei  rifugiati  del  28 luglio  1951  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5  LAsi 
(divieto  di  respingimento)  nonché  l'art. 83  cpv. 3  LStr  o  esporre  il 
ricorrente  in  patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  trattamenti  contrari 
all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle 
libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950  (CEDU, RS 0.101)  o  all'art. 3 
della  Convenzione  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli, 
inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr  in  relazione 
all'art. 44 cpv. 2 LAsi);

che,  inoltre,  la  situazione  vigente  in  Albania  non  è  caratterizzata  da 
guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme 
della popolazione nell'integralità del territorio nazionale;

che,  quanto  alla  situazione  personale  del  ricorrente,  egli  è  giovane  e 
vanta un'esperienza  lavorativa come aiuto cuoco (cfr. verbale 1, pag. 2); 
che,  inoltre, egli dispone di una fitta rete  familiare  in Patria, dove vivono 
segnatamente  i  genitori,  i  nonni  e  diversi  zii  e  cugini  (cfr.  verbale 1, 
pag. 3);  che,  di  conseguenza,  si  può  desumere  che  detti  parenti  non 
mancheranno  d'agevolare  il  suo  reinserimento  sociale  nel  Paese 
d'origine;

che,  in  aggiunta,  l'insorgente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di 
gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria  (cfr.  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24) senza che da un 
esame  d'ufficio  degli  atti  emerga  la  necessità  di  una  permanenza  in 
Svizzera per motivi medici;

che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 83 cpv. 4  LStr  in 
relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi);

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83  cpv. 2  LStr  in 
relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che il ricorrente, usando della necessaria 
diligenza,  potrà  procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio 
(cfr.  DTAF  2008/34  consid. 12);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è 
dunque pure possibile;

D­5247/2011

Pagina 8

che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità 
inferiore confermata;

che  l’UFM  con  la  decisione  impugnata  non  ha  pertanto  violato  il  diritto 
federale  né  abusato  del  suo  potere  d’apprezzamento;  che  esso  non ha 
accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed 
inoltre  la decisione non è  inadeguata (art. 106 LAsi), per  il che  il  ricorso 
va respinto;

che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità d'esito 
favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 
dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA);

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che 
seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3  lett. a del  regolamento sulle  tasse e 
sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]);

che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è 
pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno 
abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF);

che  la  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di 
diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

D­5247/2011

Pagina 9

(Dispositivo alla pagina seguente)

D­5247/2011

Pagina 10

Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale 
pronuncia:

1. 
Il ricorso è respinto.

2. 
La  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta.

3. 
Le spese processuali,  di CHF 600.–,  sono poste a carico del  ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione 
della presente sentenza.

4. 
Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità 
cantonale competente. 

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione: