# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2c6a2ba9-447c-59f4-bfd9-471dc6797753
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-05-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.05.2007 D-2965/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2965-2007_2007-05-15.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2965/2007
vav/mum
{T 0/2}

Sentenza del 15 maggio 2007

Composizione: Giudici Vito Valenti, Walter Lang e Fulvio Haefeli 
Cancelliera Marisa Murray

A._______, Nigeria, 
Ricorrente

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,
Autorità inferiore

concernente

la decisione del 27 aprile 2007 in materia di non entrata nel merito, allontanamento 
ed esecuzione dell'allontanamento / N 

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

2

Ritenuto in fatto: 

A. Il richiedente ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 1° aprile 2007. Ha 
dichiarato, nella sostanza e per quanto qui di rilievo (cfr. verbali d'audizione dell'11 
e del 17 aprile 2007), che nel 2000 o 2005 (secondo le versioni) 10 o 15 membri 
appartenenti al B._______ l'avrebbero esortato ad aderire alla setta e a sottoporsi 
al  rito  d'iniziazione.  Dopo il  suo rifiuto,  i  predetti  membri  della  setta  l'avrebbero 
minacciato  di  morte.  Si  sarebbe  pertanto  nascosto  ad  C._______,  ma  nel 
D._______  sarebbe  stato  reperito  e  gli  avrebbero  sparato.  Una  volta  dimesso 
dall'ospedale  di  E._______,  si  sarebbe  rifugiato  a  F._______.  Saputo  d'essere 
nuovamente  ricercato  dai  membri  della  setta,  sarebbe  espatriato  nel  marzo  del 
2007 dal G._______.

B. Il 27 aprile 2007, l'UFM non è entrato nel merito della succitata domanda ai sensi 
dell’art.  32  cpv.  2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del  26  giugno  1998  (LAsi,  RS 
142.31).  L'autorità  inferiore ha pure pronunciato l’allontanamento dell'interessato 
dalla Svizzera nonché l’esecuzione dell’allontanamento medesimo siccome lecita, 
esigibile e possibile. 

C. Il  27  aprile  2007,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  citata  decisione  dell'UFM.  Ha  chiesto 
l’annullamento della decisione impugnata e la conseguente entrata nel merito della 
domanda d’asilo. Ha altresì presentato una domanda d'assistenza giudiziaria, nel 
senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  presumibili  spese  processuali  e  del 
relativo anticipo. 

Considerato in diritto:

1. Il  TAF decide definitivamente  in  merito  ai  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31 e art.  33 lett.  d  della  legge sul  Tribunale  amministrativo 
federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32)], art. 105 cpv. 1 LAsi e art. 83 lett. 
d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). 

2. V'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le  condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48 e all'art.  52 della  legge federale  sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108a LAsi.

3. Nella  decisione  impugnata,  l'UFM ha osservato  che  il  ricorrente  non  ha  saputo 
giustificare  la  mancata  tempestiva  esibizione  di  un  documento  di  viaggio  o 
d'identità.  In particolare, egli  non avrebbe intrapreso nulla alfine di procurarsi  un 
siffatto  documento.  L'UFM  ha  inoltre  ritenuto  siccome  manifestamente 
inconsistenti le allegazioni decisive in materia d'asilo presentate dall'interessato. In 
particolare, non avrebbe saputo fornire indicazioni concrete e precise in merito ai 
membri  della  setta,  al  periodo  in  cui  sarebbero  iniziate  le  minacce  nei  suoi 
confronti (2000 o 2005) e alla data del suo ferimento. Secondo l'autorità inferiore 
non  sarebbero  inoltre  necessari  degli  ulteriori  chiarimenti  né  ai  fini 
dell'accertamento  della  qualità  di  rifugiato  né  dell'esistenza  di  un  impedimento 
all'esecuzione dell'allontanamento. 

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4. Nel  ricorso,  l'insorgente  ammette  di  non  aver  intrapreso  nulla  per  procurarsi 
tempestivamente  dei  documenti  d'identità,  ma di  non aver  potuto  fare  altrimenti 
siccome non ne avrebbe mai posseduti. Contesta, altresì, che dagli atti di causa 
non  siano  ravvisabili  degli  indizi  di  persecuzione  suscettibili  di  giustificare 
un'entrata nel merito della sua domanda d'asilo. Sostiene d'aver raccontato tutti i 
suoi  problemi  con  esattezza  e  chiarezza.  Pertanto,  non  sarebbero  adempite  le 
condizioni  per  l'applicazione dell'art.  32 cpv.  2 lett.  a LAsi.  Inoltre,  la  situazione 
generale  esistente  in  Nigeria,  unitamente  a  quanto  gli  è  accaduto,  renderebbe 
illecita ed inesigibile l'esecuzione del suo allontanamento. 

5. Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una domanda d’asilo 
se il richiedente non consegna alle autorità alcun documento di viaggio o d’identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda. Giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 
2 lett.  a non si applica se il  richiedente può rendere verosimile di non essere in 
grado, per motivi scusabili,  di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 
48 ore dalla  presentazione della  domanda (lett.  a),  se la  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base agli art. 3 e 7 LAsi (lett. 
b), o se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la 
qualità  di  rifugiato  o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontana-
mento (lett. c). 

5.1 Il TAF osserva che il ricorrente non ha tempestivamente presentato documenti di 
viaggio o d'identità ai sensi di legge, benché l'UFM l'abbia invitato ad esibirli  sin 
dal 1° aprile 2007. Non v’è, altresì, ragione di ritenere che se il ricorrente avesse 
effettuato  dei  seri  e  concreti  tentativi  per  procurarsi  tempestivamente  simili 
documenti, questi tentativi non avrebbero potuto avere esito favorevole. In effetti, e 
considerato che l'insorgente non ha fatto valere persecuzioni statali, egli avrebbe 
potuto  e  dovuto,  usando  della  necessaria  diligenza,  rivolgersi  ad  una 
rappresentanza nigeriana all'estero per ottenere un documento ai sensi di legge. 
Peraltro,  se  un richiedente  non aveva ragioni  valide  per  giustificare  la  mancata 
esibizione di documenti di viaggio o d'identità in procedura di prima istanza, non vi 
è motivo d’annullare la decisione di non entrata nel merito quand’anche avesse a 
presentare  un  siffatto  documento  in  sede  di  ricorso  (v.  Giurisprudenza  ed 
informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1999 
n. 16). 

5.2 Il  TAF  rileva,  altresì,  che  il  ricorrente  non  ha  presentato  argomenti  o  prove 
suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui 
all’impugnata  decisione,  delle  allegazioni  decisive  presentate.  Le  stesse 
s'esauriscono,  in  effetti  e  contrariamente  a  quanto  preteso  nel  ricorso,  in  mere 
affermazioni  di  parte,  non  corroborate  da  alcun  elemento  della  benché  minima 
consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso cui può 
essere, perlomeno per quanto riassunte nel presente giudizio, rimandato (art. 109 
cpv. 3 LTF in relazione all'art. 6 LAsi, all'art. 37 LTAF e all'art. 4 PA). Basti ancora 
rilevare  che  l'evocato  rischio  di  persecuzione  da  parte  dei  seguaci  della  setta 
B._______  si  basa  su  dichiarazioni  prive  di  qualsivoglia  dettaglio  significativo. 
Inoltre, non v'è motivo di presumere che le autorità statali non accorderebbero al 
ricorrente  un'appropriata  protezione  contro  l'eventuale  futuro  agire  illegittimo  di 
terzi  nei  suoi  confronti.  Non lo soccorre,  in tale ottica,  la  generica  ed imprecisa 
allegazione  secondo  la  quale  non  si  sarebbe  rivolto  alle  autorità  per  sporgere 

4

denuncia  siccome i  membri  della  citata  setta  sarebbero  persone  da temere.  Di 
conseguenza,  e  allo  stato  attuale  degli  atti  di  causa,  l'UFM  ha  rettamente 
considerato  come del  tutto  prive  di  fondamento  le  allegazioni  del  ricorrente  con 
riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b Lasi. 

5.3 Ritenuta  l'inconsistenza  manifesta  delle  citate  allegazioni  decisive  (v. 
considerando  5.2  del  presente  giudizio),  non  v'è  neppure  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente 
medesimo.

5.3.1 Per i medesimi motivi, non emergono altresì neppure elementi da cui dedurre che 
l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente possa violare l'art. 25 cpv. 2 della 
Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 
101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 14a cpv. 
3 della  legge federale concernente la dimora e il  domicilio  degli  stranieri  del  26 
marzo 1931 (LDDS, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed 
immediato di  trattamenti  contrari  all'art.  3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 
0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 
crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

5.3.2 Per  il  resto,  può  essere  lasciata  indecisa  la  questione  di  sapere  se  per 
impedimenti  all'esecuzione  dell'allontanamento  ai  sensi  dell'art  32  cpv.  3  lett.  c 
LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto nazionale (riguardanti l'esigibilità e 
la  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto 
internazionale  pubblico  (esaminati  al  precedente  considerando  5.3.1).  In  effetti, 
anche  in  materia  d'esigibilità  e  di  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile  d'imporre  degli 
ulteriori  chiarimenti,  ritenuto altresì che il  ricorrente non ha indicato nel gravame 
che tipo d'accertamenti sarebbero ancora necessari e in quale ambito.

5.3.3 Premesso  ciò,  con  riferimento  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili  all'art.  14a  cpv.  4  LDDS,  s'osserva  che  in  Nigeria  non  vige 
attualmente  una situazione di  guerra,  guerra  civile  o violenza generalizzata  che 
coinvolge  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio  nazionale.  Da 
questo  profilo,  gli  accadimenti  di  cui  al  recente  fine  settimana  elettorale  non 
giustificano un diverso apprezzamento. Inoltre, il  ricorrente è giovane, celibe, ha 
una  discreta  formazione  e  dell’esperienza  professionale.  Peraltro,  non  emerge 
dagli atti di causa che egli soffra di problemi di natura medica suscettibili d'ostare 
alla  pronuncia  dell’esecuzione  dell’allontanamento  (v.  sulla  problematica  GICRA 
2003  n.  24).  In  siffatte  circostanze,  l’autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto 
siccome  adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con 
riferimento alle effettive possibilità  per l’insorgente di  un adeguato reinserimento 
sociale in Nigeria.

5.3.4 Non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento  (art.  14a  cpv.  2  LDDS).  Peraltro,  usando  della  dovuta 
diligenza,  il  ricorrente  potrà  procurarsi  ogni  documento  necessario  al  rimpatrio. 
L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

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6. Da quanto esposto,  discende che in materia  di non entrata nel merito il  ricorso, 
destituito  d’ogni  e benché  minimo fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione 
impugnata va confermata.

7. Il  ricorrente  non adempie  le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM avrebbe dovuto 
astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2, art. 
44  cpv.  1  LAsi  nonché  art.  32  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

8. L'esecuzione  dell'allontanamento  è  lecita,  esigibile  e  possibile  per  le  ragioni 
indicate al consid. 5.3.

9. Di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell’allontanamento il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.

10. Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata (art. 111 
cpv. 1 e 3 LAsi). 

11. Il  TAF  avendo  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d’esenzione  dal 
versamento dell’anticipo a copertura delle presumibili spese processuali è divenuta 
senza oggetto. Peraltro, e ritenuto che il ricorso sembrava pure privo di probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel  senso della dispensa 
dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA). 

12. Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccombenza, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del 
regolamento  sulle  tasse  e sulle  spese  ripetibili  nelle  cause dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Il ricorso è respinto.

2. La domanda di dispensa dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto.

3. La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento 
delle spese processuali, è respinta.

4. Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente.

5. Comunicazione: 

- al ricorrente (plico raccomandato)

- all'autorità inferiore (in copia, n. di rif. N )

- al H._______ (in copia)

Il Giudice: La Cancelliera:

Vito Valenti Marisa Murray