# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 660fc1d7-8de8-524d-9179-71be726642d1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-04-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 15.04.2003 11.2003.42
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2003-42_2003-04-15.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2003.42

  	
  Lugano,

  15 aprile
  2003/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Locatelli, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa __________.__________.__________ (protezione
dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6,
promossa con istanza del 2 dicembre 2002 da

 

	
   

  	
  __________ __________, nata __________, ora in __________

  (patrocinata dall'avv. __________ __________,
  __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ __________, __________ __________

  (patrocinato dall'avv. __________ __________,
  __________);

   

  

 

giudicando
ora sul decreto cautelare del 24 marzo 2003 con cui
il Pretore ha condanna­to __________ __________ a versare un contributo
alimentare provvisionale per la moglie;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 4 aprile 2003 presentato da __________ __________ contro il
decreto cautelare emesso il 

                                              24
marzo 2003 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezio-

                                              ne
6;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che
il 2 dicembre 2002 __________ __________, nata B__________llani (1952), si è
rivolta al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, con un'istanza a
protezione dell'unione coniugale, postulando la condanna del marito __________
__________ (1947) al versamento di un contributo ali­mentare di fr. 15 000.–
mensili retroattivamente dal 1° ottobre 2002 e alla produzione di tutta una
serie di documenti;

 

                                         che in
via provvisionale essa ha sollecitato lo stanziamento del contributo alimentare
con effetto immediato;

 

                                         che
all'udienza del 3 dicembre 2002, indetta per la discussione dell'istanza e
della domanda provvisionale, __________ __________ ha confermato le sue
richieste e ha offerto varie prove, non contestate dal convenuto, il quale si è
limitato a sostenere di non avere i mezzi per erogare l'importo in questione;

 

                                         che con
decreto emanato il 24 marzo 2003 “in via supercautelare nelle more istruttorie”
il Pretore ha obbligato __________ __________ a corrispondere alla moglie fr.
5000.– mensili a titolo di contributo alimentare provvisionale, senza
riscuotere tassa di giustizia o spese;

 

                                         che
contro il decreto appena citato __________ __________ è insorto il 

                                         4 aprile
2003 con un appello per ottenere, previo conferimento dell'effetto sospensivo
al ricorso, la riduzione del contributo a 

                                         fr.
2500.– mensili;

 

                                         che
l'appello non è stato intimato all'istante;

 

e considerando

 

in diritto:                        che
le misure a protezione dell'unione coniugale (art. 172 segg. CC) sono trattate
con la procedura contenziosa di camera di consiglio (art. 361 segg. CPC, cui
rinviano l'art. 4 n. 5 e l'art. 5 LAC);

 

                                         che
nell'ambito di tale procedura il giudice può decretare provvedimenti cautelari
in qualsiasi momento, “anche prima della discussione” (art. 371 CPC);

 

                                         che i
provvedimenti cautelari, emanati secondo gli art. 376 segg. CPC, possono essere
appellati solo “dopo il contraddittorio” (art. 382 cpv. 1 CPC);

 

                                         che per
contraddittorio non va intesa ogni discussione preliminare o interlocutoria fra
le parti, bensì la discussione finale, tenuta dopo l'istruttoria o dopo che il
giudice ha rifiutato le prove offerte (Rep. 1983 pag. 280 consid. 1 con
rinvii);

 

                                         che tale
nozione di “contraddittorio” è sempre rimasta costante nella giurisprudenza
(riferimenti in: Cocchi/Trezzini,
CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 382);

 

                                         che nella
fattispecie non è stato tenuto alcun “contraddittorio” sul decreto impugnato,
esplicitamente designato – del resto – co­me “su­percau­telare nelle more
istruttorie”;

 

                                         che, del
resto, la nozione di decreto cautelare emesso “nelle more istruttorie” lascia
intendere senza equivoco come, per finire, il giudice debba ancora adottare un
decreto cautelare “di convalida” (Cocchi/Trezzini,
op. cit., pag. 846 nota 907, esclusa la nota 908);

 

                                         che nelle
condizioni descritte l'appello in esame si rivela, già di primo acchito, improponibile;

 

                                         che
l'emanazione del giudizio odierno rende senza oggetto la domanda di effetto
sospensivo;

 

                                         che gli
oneri processuali, volutamente ridotti per tenere conto del caso particolare, seguono
la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non si giustifica di assegnare
ripetibili all'istante, cui il ricorso non è stato notificato e non ha
provocato costi presumibili;

 

 

in applicazione dell'art. 313bis CPC

 

e vista sulle spese la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
è irricevibile.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 200.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr. 250.–

                                         sono
posti a carico dell'appellante. Non si attribuiscono ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  – avv. __________ __________, __________;

  – avv. __________ __________, __________.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale
d’appello

La presidente                                                        Il
segretario