# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ec5cc57e-5c05-5d38-b151-c229db36f734
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-09-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.09.2003 36.2002.141
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2002-141_2003-09-25.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2002.141

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  25 settembre
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 29 novembre 2002
di

 

	
   

  	
  1. __________ 

  2. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 novembre 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Istituto assicurazioni sociali Ufficio
  assicurazione malattia, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________ e
__________, coniugati con figli ed assicurati obbligatoriamente contro le
malattie presso __________, hanno chiesto la concessione del sussidio
dell'assicurazione contro le malattie per gli anni 2000 e 2001 con atto del 17
settembre 2002 (cfr. doc. _).

 

                                         Con
scritto datato 25 settembre 2002 l’Ufficio dell'Assicurazione Malattia ha
chiesto a __________ di fornire le giustificazioni del ritardo con il quale
sono state presentate le richieste di sussidio (cfr. doc. _).

                                         In data
26 settembre 2002 l’assicurato ha comunicato all'amministrazione di non avere
richiesto per tempo i sussidi per il secondo ed il terzo figlio in quanto non
era a conoscenza di tale possibilità e di esserne stato informato solo in
occasione della presentazione della richiesta di sussidio cantonale sul reddito
(cfr. doc. _).

 

                                         L’Ufficio
dell'Assicurazione Malattia ha respinto le richieste di sussidio in favore del
secondo e del terzo figlio per gli anni 2000 e 2001 con decisione del 23
ottobre 2002, ritenuto come le motivazioni addotte dall'assicurato per
giustificare il ritardo nella presentazione della richiesta non fossero sufficienti.

 

 

                               1.2.   Con scritto
del 6 novembre 2002 i coniugi __________ hanno reclamato contro la decisione
amministrativa indicando di avere ricevuto informazioni non corrette da parte
dei funzionari dell'__________, che, a detta dei ricorrenti, avrebbero comunicato
loro che non avevano diritto ad ottenere nessun sussidio (cfr. doc. _).

 

                                         Il 13
novembre 2002 l’Ufficio dell'Assicurazione Malattia ha respinto il reclamo di
__________ e __________, ritenendo quanto segue:

 

" 
Esaminata la richiesta per l'ottenimento del
sussidio summenzionato;

 

preso atto delle motivazioni addotte a sostegno
del reclamo avanzato in data 06.11.2002 avverso la nostra decisione negativa
del 23.10.2002;

 

in applicazione degli art. 53-55 LCAMal;

 

ritento in particolare, l'art. 55 cpv. 2 LCAMal
e, inoltre, che le motivazioni addotte a giustificazione del ritardo
dell'inoltro dell'istanza non possono essere considerate da parte dello
scrivente Ufficio come una giustificazione sufficiente per concedere un
sussidio retroattivo nel tempo;

 

 

r i s o
l v e:

 

 

1.                                                                            Il
reclamo contro la nostra decisione negativa del 23.10.2002 è respinto.

 

2.                                                                            Contro
la presente decisione è data facoltà di ricorso entro 30 giorni dalla
notificazione al Tribunale cantonale delle assicurazioni." (Doc. _)

 

 

                               1.3.   Contro
questa decisione __________ e __________ hanno inoltrato un tempestivo ricorso
al TCA, rilevando quanto segue:

 

" 
(…)

1.

In data 20 settembre 2002 abbiamo fatto richiesta, tramite la
Cassa malati __________, dei sussidi retroattivi per gli anni 2000-2001 in
favore del secondo e terzo figlio. La stessa è stata respinta poiché non
risulterebbe alcuna giustificazione a sostegno del ritardo con il quale è stata
presentata.

La nostra richiesta è stata tardiva, in quanto abbiamo ricevuto,
in passato, informazioni non corrette da parte dei funzionari dell'__________,
i quali nel corso degli anni in questione ci avevano confermato che non era
possibile ottenere alcun sussidio. Sulla base di queste indicazioni abbiamo
quindi rinunciato a presentare domanda di sussidio nei suddetti anni. In
occasione della richiesta di sussidi per l'anno corrente, siamo venuti a
conoscenza della possibilità di ottenere i sussidi arretrati, quindi ne abbiamo
fatto richiesta. Il ritardo nella presentazione della richiesta è perciò dipesa
da informazioni non corrette ricevute dall'agenzia di assicurazione di
__________.

 

2.

La Legge cantonale di applicazione della Legge federale
sull'assicurazione malattie prevede espressamente la possibilità di ottenere il
sussidio retroattivo che decade dopo cinque anni dall'anno in cui tale diritto
si verifica (art. 53 cpv. 1).

Il sussidio retroattivo è oggetto di richiesta scritta e deve
specificare le motivazioni del ritardo (art. 54 cpv. 1 e 2). Le motivazioni
devono essere particolari e fondate, inoltre la negligenza nell'inoltro della
richiesta non è considerato valido motivo per il riconoscimento del sussidio
nella forma retroattiva (art. 55 cpv. 2 e 3).

 

Nel caso concreto riteniamo di non avere alcuna responsabilità del
ritardo.

Infatti, abbiamo agito in perfetta buona fede facendo affidamento
sulle informazioni ricevute dai consulenti assicurativi dell'agenzia.

Come specificato sopra, la negligenza è semmai da attribuire ai
responsabili dell'agenzia __________ di __________, i quali ci hanno sconsigliato
di far domanda di sussidio.

 

Riteniamo di non aver agito con negligenza, anzi ci siamo fatti
parte attiva nell'assumere tutte le informazioni necessarie, perciò ci appare
eccessivamente penalizzante il mancato riconoscimento del sussidio retroattivo.

 

Inoltre a fronte di un reddito famigliare imponibile per gli anni
1999-2000 al di sotto di fr. 37'000.- e per gli anni 2001-2002 di fr. 31'000.-,
è per noi di fondamentale importanza poter beneficiare di un alleggerimento
dell'onere di cassa malati mediante i sussidi per il secondo e terzo
figlio." (Doc. _)

 

                                         Dal canto
suo l’amministrazione ha chiesto la reiezione dell’impugnativa con le seguenti
argomentazioni:

 

"  (…)

Si tratta di un caso in cui vengono richiesti i sussidi
retroattivi per gli anni 2000 e 2001 in favore del secondo e del terzo figlio.

Per la definizione del diritto al sussidio nel caso di specie
occorre dunque applicare i disposti di cui agli artt. 53 a 56 LCAMal.

 

A mente della parte convenuta, il gravame in oggetto deve essere
evaso in osservanza di quanto indicato all'art. 55 cpv. 3 LCAMal, e ciò in
considerazione degli argomenti che seguono.

 

Secondo quanto previsto dall'art. 47 LCAMal, la procedura
stabilita dal nostro Istituto in merito alle richieste di sussidio in favore
dei secondi e successivi figli di famiglie non sussidiate, è, in sintesi, la
seguente (cfr. doc. n° _):

 

·     l'assicurato che intende richiedere il
sussidio in favore dei figli, deve rivolgersi all'assicuratore presso cui gli
stessi sono affiliati;

·     l'assicuratore deve trasmettere il
modulo di richiesta debitamente compilato all'Ufficio dell'assicurazione
malattia (UAM);

·     I'UAM verifica la situazione economica
della famiglia e trasmette la propria decisione all'assicuratore, mediante
ritorno del modulo di richiesta e indicazione del relativo codice.

 

L'art. 45 Reg. LCAMal, che stabilisce i termini di presentazione
delle istanze di sussidio è applicabile per analogia anche alle richieste di
sussidio riguardanti i secondi e successivi figli di famiglie non sussidiate.

 

In applicazione dell'art. 45 cpv. 1 lett. a) Reg. LCAMal, gli
assicurati tassati in via ordinaria devono inoltrare le richieste di sussidio
nel corso dell'anno che precede la corresponsione del sussidio.

Concretamente, dunque, la controparte avrebbe dovuto inoltrare la
richiesta di sussidio per l'anno 2000 nel corso dell'anno 1999 e quella per
l'anno 2001 durante l'anno 2000.

 

La tassazione utile al fine di decidere in margine al sussidio per
l'anno 2000 (tassazione 1997/1998 - art. 1 lett. a) del Decreto esecutivo
27.10.1999 concernente le basi di calcolo per l'applicazione dei sussidi per
l'anno 2000) è stata intimata al ricorrente in data 27.07.1998, mentre la
notifica di tassazione 1999/2000, applicabile per l'anno 2001 giusta l'art. 1
lett. a) DE 14.11.2000, è stata trasmessa alla controparte in data 11.10.1999.

 

Ciò sta ad indicare che l'istanza di sussidio 2000 è stata
inoltrata circa quattro anni dopo che l'interessato è giunto a conoscenza delle
notifiche fiscali utili, mentre per la richiesta 2001 gli anni trascorsi sono
circa tre.

 

Considerata la particolarità della procedura di richiesta di
sussidio in favore dei secondi e successivi figli di famiglie non sussidiate,
in cui l'assicuratore assume un ruolo centrale, il nostro Istituto, allo scopo
di verificare le affermazioni effettuate al p.to 1 dell'atto ricorsuale, ha
preso contatto con i responsabili della __________, chiedendo una presa di
posizione al riguardo. Per la presa di posizione della __________ si veda il
documento n° _.

 

A titolo abbondanziale si sottolinea inoltre quanto segue.

 

La modalità di concessione del sussidio previa istanza individuale
da parte dell'assicurato è stata introdotta nel Cantone Ticino a partire dal
1°.01.1994.

Si può dunque legittimamente ritenere che durante gli anni 2000 e
2001 ogni cittadino potenzialmente interessato fosse a conoscenza delle
particolarità legate alle pratiche di specie.

Si tratta, in questo caso, di conoscenze elementari alla portata
di tutti.

L'Autorità cantonale procede del resto a una costante informazione
nei confronti della popolazione ed i servizi amministrativi cantonali sono
ampiamente disponibili a fornire informazioni personalizzate e specifiche a
singole richieste di utenti.

 

La ratio della LCAMal è, al riguardo, di evidenza meridiana:
senza che alla radice di un'istanza di sussidio tardiva vi siano ragioni gravi
e comprovate da fattori almeno oggettivamente - o umanamente - comprensibili
(stati di comprovata malattia, residenza all'estero, dimostrata incapacità di
una gestione in proprio degli affari correnti di vita quotidiana, ...), la
stessa non deve essere evasa in modo positivo dai servizi amministrativi
preposti." (Doc. _)

 

 

                                         In
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Conformemente
a quanto disposto dall'art. 23 LCAMal, il Cantone ed i Comuni partecipano al
pagamento delle quote a carico degli assicurati di condizioni economiche
modeste per le prestazioni minime previste dalla legge.

 

                                         Gli
assicurati di condizioni economiche modeste sono definiti dall'art. 29 LCAMal:
si tratta delle famiglie il cui reddito determinante non supera i fr. 32.000.-
e delle persone sole il cui reddito non supera i fr. 20.000.-.

                                         Con
decreto esecutivo del 18.11.1997, il Consiglio di Stato ha, in forza dell’art.
49 LCAMal, ritoccato verso l’alto i limiti di reddito che conferiscono diritto
al sussidio, con effetto a decorrere dal 1.1.1998. Questi limiti sono ora di
fr. 22.000.- per le persone sole e di fr. 34.000.- per le famiglie (cfr. art 1
lett. c D.E. 14.11.2000).

                                         Di
regola, il reddito determinante risulta, secondo l'art. 30 LCAMal, dalla somma
arrotondata al mille franchi superiore:

 

                                         a)
 del reddito imponibile desunto dalla tassazione ordinaria o intermedia del
biennio stabilito dal Consiglio di Stato;

 

                                         b)
 di un quindicesimo della sostanza imponibile desunta dalla tassazione
ordinaria o intermedia del biennio stabilito dal Consiglio di Stato, per la
parte eccedente l'importo di fr. 150.000.- per le persone sole e fr. 200.000.-
per le famiglie.

 

                                         L’espressione
“di regola” tende a volere salvaguardare la possibilità per l’amministrazione
designata (l’Ufficio Assicurazione Malattia) di accertare autonomamente il
reddito dell’assicurato in caso di persone adempienti i presupposti dell’art.
31 LCAMal.

 

                                         Per il
2001 come per il 2002, il Consiglio di Stato ha stabilito che il reddito
determinante é rilevato dalle classificazioni per l’imposta cantonale del
periodo di tassazione 1999/2000 oppure dalla tassazione intermedia più recente
e relativa all’anno di competenza (D.E. 6.11.2001).

 

                                         Come
indicato con l’art. 31 LCAMal il legislatore ticinese ha riservato
l’accertamento del reddito determinante, secondo il Regolamento allestito
dall’esecutivo cantonale, nei seguenti casi:

 

"a)    delle
persone soggette all'imposta cantonale solo per una parte del loro reddito o
della loro sostanza;

b)   delle persone soggette all'imposta alla
fonte;

c)   delle persone sole con reddito imponibile nullo o reddito lordo
annuo inferiore a fr. 6000.- secondo il biennio fiscale determinante, che
esercitano un'attività lucrativa;

d)   in altri casi particolari."

 

                                         In virtù
del Regolamento della Legge cantonale sull’assicurazione obbligatoria contro le
malattie emanato il 18 maggio 1994 e modificato dal Consiglio di Stato con
decreto esecutivo del 27 ottobre 1999 avente valenza dal 1 gennaio 2000, il
reddito determinante va accertato dall’Istituto delle assicurazioni sociali in
maniera autonoma, "in particolare nei seguenti casi":

 

" 
a)   persone soggette all'imposta alla fonte;

b)   decesso del coniuge;

c)   matrimonio,
divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, nel caso di assenza
di tassazione applicabile;

d)   persone
sole che esercitano un'attività lucrativa o conducono esistenza autonoma, con
reddito imponibile nullo o reddito lordo annuo inferiore a fr. 6000.- secondo
il biennio fiscale determinante;

e)   persone
domiciliate che al momento dell'istanza non dispongono di alcuna tassazione
fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo
fiscale determinante;

f)    persone
al beneficio di misure ai sensi della legge sull'assicurazione contro la
disoccupazione, dopo almeno sei mesi di inattività lucrativa;

g)   persone
al beneficio di prestazioni ai sensi della legge sull'assistenza sociale;
d'intesa con il competente Ufficio;

h)   cessazione
definitiva dell'attività lucrativa a causa di pensionamento o di invalidità;

i)    cessazione
temporanea di attività lucrativa per riqualificazione o perfezionamento
professionale;

l)    cessazione dell'attività lucrativa a
seguito di maternità;

m)  diminuzione
importante del reddito lordo rispetto al medesimo dato desumibile dai parametri
fiscali applicabili."

 

                               2.3.   In merito al
tema qui sollevato della concessione del sussidio ai figli dell’assicurato (2.
e 3. figlio) per il 2000 e per il 2001, occorre ricordare come le famiglie non
sussidiate con reddito determinante fino a fr. 5'000.-- oltre il limite per il
sussidio, secondo l’art. 45 LCAMal, sono esonerate dal pagamento del premio
dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie per il secondo
figlio e per quelli successivi.

 

                                         Per
quanto attiene generalmente ai tempi ed alle modalità di presentazione della
domanda di sussidio questo TCA si é in più occasioni occupato del tema. In una
sentenza del 23 aprile 2002 (36.2002.5 in re J.) è stato rammentato come
secondo l'art. 28 LCAMal, riservato l'art. 40, il sussidio è corrisposto
tramite presentazione di un'istanza scritta. Il regolamento determina le
modalità di presentazione dell'istanza e il contenuto della stessa.

 

                                         L'art. 44
Reg. LCAMal prevede che l'istanza di sussidio avviene per mezzo dei moduli
ufficiali. I moduli ufficiali sono recapitati dall'Istituto delle assicurazioni
sociali ai potenziali beneficiari del sussidio o possono essere ritirati dai
singoli richiedenti presso la Cancelleria del Comune di residenza. L'istanza
dev'essere corredata dai documenti richiesti con il modulo ufficiale.

 

 

                                         Per
l'art. 45 cpv. 1 Reg. LCAMal, l'Istituto delle assicurazioni sociali stabilisce
i termini di presentazione dell'istanza, tenuto conto che di regola:

 

                                         a)
 per gli assicurati tassati in via ordinaria l'istanza è presentata nel corso
dell'anno che precede la corresponsione del sussidio;

                                         b)
 per gli assicurati tassati alla fonte l'istanza è presentata nel corso
dell'anno medesimo per il quale si richiede il sussidio;

                                         c)
  gli assicurati che si stabiliscono nel Cantone ad anno inoltrato, possono
avanzare l'istanza nel corso dell'anno stesso per cui si richiede il sussidio;

                                         d)
 gli assicurati che nel corso dell'anno, per mutate condizioni di reddito
(tassazione intermedia o d'inizio di assoggettamento, o per le situazioni di
cui all'art. 67), ritenessero di rientrare nel diritto al sussidio, possono
presentare istanza nel corso dell'anno stesso.

 

                                         Il cpv. 2
prevede che per casi particolari e per ragioni comprovate, l'Istituto delle
assicurazioni sociali può ritenere anche istanze che giungessero fuori dei
termini stabiliti per l'inoltro della richiesta.

 

                                         Giusta
l'art. 53 LCAMal il diritto al beneficio di un sussidio nella forma retroattiva
decade dopo cinque anni a partire dall'anno in cui tale diritto si verifica.

                                         Costituisce
eccezione l'applicazione del sussidio retroattivo nell'ambito delle procedure
di revisione delle prestazioni complementari AVS/AI.

 

                                         Per
l'art. 54 LCAMal il sussidio retroattivo è oggetto di richiesta scritta da
parte dell'assicurato all'istanza designata dal Consiglio di Stato. Tale
richiesta deve specificare le motivazioni del ritardo. E` riservato l'art. 53
cpv. 2, dove il sussidio viene applicato d'ufficio.

 

                                         L'art. 55
LCAMal prevede che il Consiglio di Stato fa decidere nel merito delle domande
di sussidio retroattivo. Le stesse sono accolte solo se suffragate da
motivazioni particolari e fondate. La negligenza a giustificazione del mancato
rispetto dei termini stabiliti dal regolamento non è considerata motivo valido
per il riconoscimento del sussidio nella forma retroattiva.

 

                                         Il
Messaggio relativo all'introduzione della LCAMal, circa l'art. 55, a pag. 59,
precisa che:

 

" 
Il riconoscimento di sussidi retroattivi può
essere concesso quando l'assicurato fa valere ragioni oggettive e fondate circa
i motivi per cui non è riuscito a produrre l'istanza in forma tempestiva.

Relativamente alla fattispecie, all'autorità
amministrativa competente è riconosciuto un margine di ponderazione nell'esame
delle richieste.

La pura e semplice negligenza nell'inoltro
dell'istanza di sussidio nei termini stabiliti non è comunque considerata
motivo valido per il riconoscimento di un sussidio nella forma
retroattiva."

 

                                         Come
visto, l'art. 45 Reg. LCAMal prevede che per gli assicurati tassati in via
ordinaria l'istanza va presentata nel corso dell'anno che precede la
corresponsione del sussidio.

 

                                         Nella
sentenza emessa nell’inc. 36.2002.5 citata questo TCA aveva in particolare
ritenuto come:

 

" 
In concreto le parti sono concordi
nell'affermare che la tassazione

determinante per ottenere i sussidi richiesti dal
1998 al 2000, da cui risulta un reddito inferiore ai limiti fissati per
l'ottenimento del sussidio, è stata emessa nel marzo 2000. Per cui in
precedenza non era disponibile una tassazione che avrebbe permesso
all'interessato l'ottenimento dell'aiuto statale. Tuttavia, una volta in
possesso di tale tassazione l'insorgente avrebbe dovuto inoltrare la propria
domanda in termini relativamente brevi. Infatti l'art. 55 cpv. 2 LCAMal prevede
che le domande di sussidio retroattivo (ossia presentate dopo i termini di cui
all'art. 45 Reg. LCAMal) sono accolte solo se suffragate da motivazioni particolari
e fondate. La negligenza nell'inoltro dell'istanza di sussidio nei termini
stabiliti dal regolamento non è considerata motivo valido per il riconoscimento
del sussidio nella forma retroattiva.

Ora, pur potendo comprendere lo stato di grande
abbattimento in cui si trovava J. a causa della perdita di lavoro e della
difficoltà nel trovare un nuovo impiego, un lasso di tempo di un anno e mezzo
per chiedere il sussidio retroattivo (da marzo 2000 a settembre 2001) è un
periodo troppo lungo per giustificare il ritardo nell'inoltro della
domanda."

 

                               2.4.   Nel caso in
esame è in discussione il sussidio riferito agli anni 2000 e 2001 richiesti dai
ricorrenti con i formulari datati 17 settembre 2002. L’amministrazione ha
considerato formalmente tardive le richieste (cfr. doc. _).

 

                               2.5.   In concreto,
è incontestata la circostanza che i ricorrenti hanno chiesto di potere
beneficiare dei sussidi per il 2000 e per il 2001 nel settembre del 2002.
Infatti, l'Istituto assicurazioni sociali, Ufficio assicurazione malattia, ha
apposto il proprio timbro di ricezione dei formulari di richiesta dei sussidi
della famiglia __________ in data 20 settembre 2002 (cfr. doc. _ e doc.
_).

                                         A motivo
del ritardo dell'inoltro della domanda __________ e __________ hanno precisato
che negli anni in questione i funzionari della __________ avrebbero comunicato
loro che essi non avevano diritto ad ottenere i sussidi per il secondo e il
terzo figlio; di conseguenza, i coniugi __________ hanno rinunciato ad
inoltrare la relativa richiesta all'amministrazione (cfr. doc. _).
Successivamente, in occasione della richiesta di sussidi relativa all'anno
2002, essi sono venuti a conoscenza dell'esistenza della possibilità di
richiedere i sussidi retroattivi.

                                         Come
visto, l'art. 45 Reg. LCAMal prevede che per gli assicurati tassati in via
ordinaria l'istanza va presentata nel corso dell'anno che precede la
corresponsione del sussidio.

                                         La
lettera d) della medesima norma prevede che gli assicurati che nel corso
dell'anno, per mutate condizioni di reddito (tassazione intermedia o d'inizio
di assoggettamento, o per le situazioni di cui all'art. 67), ritenessero di
rientrare nel diritto al sussidio, possono presentare istanza nel corso
dell'anno stesso.

Nel caso di specie, __________ e __________, come
indicato dall'amministrazione nella risposta di causa (cfr. doc. _), hanno
ricevuto la dichiarazione fiscale relativa agli anni 1997-1998, necessaria per
la richiesta del sussidio per l'anno 2000, in data 27 luglio 1998 e la
dichiarazione fiscale relativa agli anni 1999-2000, necessaria per la richiesta
del sussidio per l'anno 2001, in data 11 ottobre 1999. Essi avrebbero dovuto
quindi presentare la richiesta di sussidio relativa all'anno 2000 nel corso del
1999 e la richiesta di sussidio relativa all'anno 2001 nel corso del 2000, una
volta in possesso delle tassazioni.

                                         Infatti
l'art. 55 cpv. 2 LCAMal prevede che le domande di sussidio retroattivo (ossia
presentate dopo i termini di cui all'art. 45 Reg. LCAMal) sono accolte solo se
suffragate da motivazioni particolari e fondate. La negligenza nell'inoltro
dell'istanza di sussidio nei termini stabiliti dal regolamento non è
considerata motivo valido per il riconoscimento del sussidio nella forma
retroattiva.

 

                               2.6.   Nel caso di
specie, i coniugi __________, per giustificare il ritardo nel presentare la
richiesta di sussidio per il secondo e il terzo figlio per l'anno 1999 e per
l'anno 2000, hanno a più riprese sostenuto che i funzionari della Cassa malati
__________ avrebbero comunicato loro che non erano in possesso dei requisiti
necessari per potere ottenere i sussidi citati.

                                         I
ricorrenti hanno chiesto di non essere penalizzati a causa della negligenza dei
funzionari della Cassa malati, che, fornendo loro delle informazioni non
corrette, che gli assicurati hanno seguito in totale buona fede, sono stati la
causa del ritardo nella presentazione della richiesta di sussidi retroattivi
(cfr. doc. _).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza (cfr. SZS 1998 pag. 41; DTF 121 V 66; RAMI 1993 pag. 120-121,
Pratique VSI 1993 pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983 pag. 195
consid. 3, RCC 1982 pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3, RCC 1979
pag. 155, DLAD 1992 p. 106; DTF 119 V 307 consid. 3a;  DTF 118 Ia 254 consid.
4b; DTF 118 V 76 consid. 7; DTF  117 Ia 287 consid. 2b, 418 consid. 3b e
sentenze ivi citate; RDAT I-1992 n° 63, DTF 116 V 298ss) e la dottrina 
(Grisel, Traité de droit administratif, vol. I, pag. 390ss; Knapp, Précis de
droit administratif, 4a ed., n° 509, pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer
sind vor dem Gesetze gleich, pag. 217ss) affinché la buona fede di un
assicurato possa essere tutelata, nei casi in cui l'amministrazione formula una
promessa o crea un'aspettativa in modo contrario alla legge, devono essere
adempiute cumulati­vamente le seguenti condizioni:

 

1.-    l'informazione deve riferirsi ad una situazione individuale e
concreta;

 

2.-    essa deve emanare da un organo competente o che possa essere
ritenuto tale compatibilmente con l'attenzione esigibile nelle circostanze.

 

3.-    la promessa dev'essere propria a ispirare fiducia.

       Ciò
significa che l'interessato, date le circostanze, non deve poter riconoscere
l'erroneità della disposi­zione. La comunicazione dell'amministrazione deve infatti
essere interpretata come il destinatario può e deve capirla usando tutta
l'attenzione da lui esigibile (protezione della buona fede dell'assicurato).

       Una
mancanza di chiarezza di un'informazione da parte della cassa non può trarre
seco conseguenze sfavorevoli per il cittadino (cfr. DTF 106 V 33, consid. 4;
104 V 18 consid. 4; RAMI 1991, p. 68).

       Inoltre
l'informazione deve essere incondizionata. Qualora l'organo amministrativo che
fornisce la comu­nicazione esprime - almeno implicitamente, ma con chiarezza -
che la comunicazione non è definitiva, il destinatario della comunicazione non
può far valere la propria buona fede (cfr. Imboden-Rhinow, Schweiz.
Vewaltungsrechtsprechung, 5a. edizione, n. 75 B III b 3);

 

4.-    l'informazione deve aver indotto il destinatario ad adottare un
comportamento che gli è pregiudizievole.

 

5.-    la legge non deve essere cambiata dal momento in cui l'informazione
è stata data (RAMI 1991 p. 68ss; DTF 113 V 87 consid. 4c; 112 V 199 consid. 3a;
111 V 71; 110 V 155 consid. 4b; 109 V 55).

 

                                         La
giurisprudenza applicabile in materia, in relazione con l'art. 4 v. Cost. (DTF
121 V 66 consid. 2) è applicabile anche in virtù del nuovo art. 9 Cost. (RAMI
2000 p. 223).

 

                               2.7.   Al riguardo,
occorre innanzitutto osservare che, come appena indicato, uno dei presupposti
fondamentali per tutelare la buona fede di un assicurato è che l'informazione
ricevuta emani da un organo competente. Nel caso di specie, questa condizione
non risulta adempiuta: l'informazione errata, che i coniugi __________
sostengono di avere ricevuto dai funzionari della Cassa malati __________, non
emana infatti dall'autorità competente, dato che competente in materia di
sussidi di Cassa malati è lo Stato, ovvero l’autorità cantonale.

                                         Questa
circostanza è risaputa: l’esistenza della LAMal applicabile in Svizzera, che
tanto è stata dibattuta prima della sua adozione (ed invero anche dopo) e che è
stata oggetto di votazione popolare il 4 dicembre 1994, è notoria a tutti
coloro che risiedono in Svizzera.

                                         Di
conseguenza, i coniugi __________ dovevano essere perfettamente a conoscenza
del fatto che l'unica autorità competente ed in grado di stabilire se essi
avevano o meno diritto ai sussidi per il secondo ed il terzo figlio era
l'Istituto delle assicurazioni sociali e non la Cassa malati __________, che in
materia non ha nessun potere decisionale. 

                                         Essi avrebbero
pertanto dovuto indirizzare le loro richieste di sussidio all'autorità
competente.

 

                                         I
ricorrenti, inoltre, nello scritto 26 settembre 2002 indirizzato all'IAS, hanno
giustificato il ritardo nella presentazione delle richieste di sussidio con il
fatto che essi non erano a conoscenza della possibilità di ottenere tali
sussidi, osservando:

 

" 
Come già spiegato telefonicamente in data
odierna riguardante i retroattivi sussidi del secondo figlio (nato nel novembre
1994) e terza figlia (nata nel gennaio 1996), il motivo della mia richiesta
fatta solo ora è perché non ne ero a conoscenza fino a quando ho richiesto il
sussidio cantonale sul reddito ed una vostra collega mi ha informato che
esisteva anche una deduzione sul secondo e terzo figlio.

Come potete constatare anche negli anni passati
per quanto riguarda il nostro reddito abbiamo superato di poco il minimo per
richiedere il sussidio perché lavora anche mia moglie." (Doc. _)

 

                                         Quanto
sostenuto dai ricorrenti non può costituire valida scusante. Infatti, per
giurisprudenza costante, dall'ignoranza del diritto nessuno può trarre dei
benefici (STFA del 18 gennaio 2000 nella causa L., C 366/99, consid. 2 pag. 3;
DTF 124 V 215, consid. 2b) aa) e la giurisprudenza ivi citata).

 

Viste le affermazioni ricorsuali dei coniugi
__________ in merito a presunte informazioni errate ricevute dai funzionari
della Cassa malati, l'amministrazione ha preso contatto con i responsabili
della __________, chiedendo dei chiarimenti.

                                         Con
scritto del 17 dicembre 2002 __________ della __________ ha inviato
all'amministrazione la seguente risposta:

 

"  In
data 13 dicembre 2002 ho contattato la signora __________ (ex gerente della
filiale di __________) per sapere se si ricordava della famiglia __________.

 

Purtroppo la risposta è stata negativa: non ha mai sentito
nominare queste persone.

 

Ho allora chiesto come avrebbe evaso una richiesta per i sussidi
(sia famigliari che solo per i figli).

 

La signora __________ mi conferma che in caso di sussidio
famigliare ha sempre indirizzato i richiedenti direttamente alla cancelleria
comunale (per la richiesta del formulario) o rispettivamente per domande
direttamente all'IAS.

 

Nel caso di richiesta di sussidio solo per i figli, mi conferma
che la richiesta è sempre stata inoltrata al nostro servizio di __________,
spiegando al cliente che non essendo in possesso dei dati riguardanti i
redditi, non possiamo dare delle indicazioni precise prima della richiesta
all'ufficio cantonale competente." (Doc. _)

 

                                         Ora,
vista la presa di posizione della __________   - che ha rilevato che, secondo
prassi, i funzionari della Cassa malati indicano sempre agli assicurati
richiedenti il sussidio di fare domanda direttamente all'IAS, ufficio
competente - questo TCA deve ritenere che i presupposti per tutelare la buona
fede dell'insorgente non sono adempiuti: i coniugi __________, una volta in
possesso delle tassazioni di riferimento, avrebbero dovuto presentare, in
termini relativamente brevi, la richiesta di sussidio per il secondo e il terzo
figlio, apparendo evidente che essi erano in possesso dei requisiti necessari
per potere beneficiare di tali sussidi.

 

I ricorrenti, del resto, non hanno sostenuto e
quindi reso verosimile l'esistenza di ragioni gravi quali ad esempio dei motivi
medici tali da impedire loro di essere tempestivi nella richiesta, oppure
l'esistenza di altri fattori oggettivi, che possano giustificare il ritardo
nella presentazione della richiesta di sussidio relativa all'anno 2000 e
all'anno 2001.

La semplice negligenza, come visto, non è
considerata motivo valido per il riconoscimento del sussidio nella forma
retroattiva (cfr. consid. 2.3.).

 

                                         In queste
circostanze, il TCA non può che confermare la tardività delle domande volte
all'ottenimento dei sussidi cantonali per il secondo e terzo figlio relativi
agli anni 2000 e 2001 e confermare la decisione dell'IAS.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepiscono tasse e spese e non si attribuiscono ripetibili.

 

                                 3.-   Intimazione
alle parti.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti