# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 55e3c410-952c-5acd-b270-51cb158a9096
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-05-04
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 04.05.2004 10.1999.13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_10-1999-13_2004-05-04.html

## Full Text

Incarto n.

  10.1999.13

  (Rinvio TF)

  	
  Lugano

  4 maggio 2004/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Chiesa e Epiney-Colombo

  

 

	
  segretario:

  	
   Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per giudicare nella causa -già inc. n.
10.95.15 (2652)- promossa direttamente in appello con petizione 29 ottobre 1993
da

 

	
   

  	
  AT 1 Lugano

  rappr. da RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   CV 1 

   CV 2 

  entrambi rappr.
  da RA 2 

   

  

con cui
l'attore ha chiesto la condanna dei convenuti in solido al pagamento di fr.
500'000.- oltre interessi al 12% dal 1° gennaio 1992 nonché il rigetto in via
definitiva delle opposizioni interposte ai PE n. 296997 e 296998 dell'UE di
Lugano, domande avversate dai convenuti, che hanno postulato la reiezione della
petizione;

 

completato
lo scambio degli allegati preliminari;

 

esperita
l'istruttoria di causa;

 

preso atto
che le parti, dopo aver introdotto i rispettivi allegati conclusionali, hanno
dichiarato di rinunciare al dibattimento finale indetto per il 25 febbraio
2003;

 

richiamato
il decreto 6 aprile 2001 con cui l'attore è stato posto al beneficio
dell'assistenza giudiziaria a far tempo dal 15 luglio 1999; 

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   Nel
dicembre __________AT 1, cittadino svizzero allora sessantaquattrenne, entrò in
contatto con la società luganese CV 1, concessionaria per la Svizzera del
marchio "__________" e dei diritti di distribuzione relativi ai corsi
di lingua "__________" (cfr. doc. A9), che in precedenza aveva fatto
pubblicare su un quotidiano un'inserzione volta alla ricerca di un
"partner direttore" o di un "partner finanziario" per
l'apertura di 3 nuove filiali in Ticino rispettivamente per la sua sede di
Lugano (doc. A1). 

                                         A
seguito dei colloqui intercorsi, condotti per CV 1 dai direttori __________ CV
2 (amministratore unico) e __________, le parti decisero di iniziare un
rapporto di collaborazione.

 

 

                                   2.   Nel
febbraio 1987 __________ AT 1 acquistò pertanto, ad un prezzo di fr. 200'000.-,
il 33.67% del capitale azionario della società __________ (doc. B), che in
forza di un contratto di franchising gestiva la scuola __________ di Lugano, e
contestualmente concluse con questa società un contratto di consulenza in
qualità di direttore e consigliere d'amministrazione (doc. C), che ben presto
venne però sostituito da un semplice accordo di collaborazione quale venditore
esterno (doc. E1, E2).

                                         Preso
atto che __________ si trovava in una situazione assai diversa da quella che
gli era stata prospettata, __________ AT 1, nella primavera del 1988, chiese a CV
1 la restituzione dell'investimento da lui effettuato.

 

 

                                   3.   Per
superare la situazione di empasse venutasi a creare per il fatto che CV
1 si diceva impossibilitata a restituire in contanti le somme investite,
quest'ultima, nel settembre 1988, propose ad __________ AT 1 di cederle le
azioni di __________ in cambio di un contratto di franchising per l'apertura di
un nuovo centro __________ a Strasburgo. Fu così che nell'autunno 1988 le parti
sottoscrissero una convenzione (doc. F1), in base alla quale __________ AT 1 si
impegnava tra l'altro a cedere a CV 1 le azioni in questione ad un prezzo di
fr. 150'000.- in cambio della cessione da parte della concessionaria francese __________,
senza alcun corrispettivo, dei diritti di know-how e di marchio "__________"
per la regione di Strasburgo, contratto questo che è stato poi effettivamente
formalizzato a favore della neo-costituita società __________ (doc. F2), di cui
__________ AT 1 era il principale azionista.

 

 

                                   4.   L'attività
della scuola di Strasburgo, curata da __________ AT 1 e, in qualità di formale
gestore, dal figliastro __________, si è ben presto rivelata problematica, ciò
che ha tra l'altro obbligato __________ AT 1 ad investirvi i suoi risparmi ed
ulteriori importi mutuatigli da terze persone, per evitarne il fallimento.

                                         Viste
le persistenti difficoltà, nel settembre 1992 egli è stato tuttavia costretto a
cedere la maggioranza del pacchetto azionario della società a __________ (doc.
P) ed ha in pratica cessato di occuparsi della scuola.

 

 

                                   5.   Con
la petizione in rassegna, fondata sugli art. 41 segg. e 97 segg. CO, __________
AT 1 ha convenuto in lite CV 1 -che nel frattempo ha mutato la sua ragione
sociale in CV 1 (doc. 5), ora CV 1 - e __________ CV 2, rimproverando loro di
averlo in un primo momento indotto, sulla base di informazioni menzognere circa
la situazione finanziaria di __________, ad investire, ad un prezzo oltretutto
esorbitante, in quella società ed a prestare la sua consulenza presso la scuola
di Lugano, quando il loro scopo era in realtà solo di procacciarsi nuovi
capitali; in un secondo tempo essi lo avrebbero convinto a farsi rilasciare, in
cambio dell'uscita dalla scuola di Lugano, una concessione franchising per
Strasburgo, anche in questo caso, sulla base di informazioni totalmente
inveritiere sui centri __________ in Francia e violando in tal modo anche
specifiche norme francesi regolanti il contratto di franchising in quel Paese,
in particolare mediante la fornitura di un know-how assolutamente inadatto alla
clientela francese. A seguito di questi fatti egli pretende di aver subito un
notevole pregiudizio economico, che individua segnatamente nel cospicuo
montante inizialmente investito, nei prestiti personali effettuati a favore
della società __________, nella mancata retribuzione delle prestazioni
professionali da lui fornite a quest'ultima e nelle perdite subite in
conseguenza del parziale inadempimento dell'accordo di cui al doc. P da parte
di __________, rinviando per i dettagli alla distinta da lui redatta (doc. R1),
concludente per un danno di complessivi fr. 920'561.-, di cui tuttavia, vista
l'oggettiva impossibilità di documentare le singole poste, solo fr. 500'000.-
sono stati fatti valere giudizialmente e meglio come indicato in ingresso.

 

 

                                   6.   I
convenuti si sono opposti alla petizione, contestando in particolare che
l'attore fosse stato da loro condizionato nelle sue decisioni rispettivamente
che il know-how, fornito oltretutto sulla base di un contratto di franchising
stipulato da altre entità giuridiche, fosse inadatto alla realtà francese ed
evidenziando in ogni caso che con la conclusione dell'accordo di cui al doc. P
l'attore non poteva più pretendere alcunché nei loro confronti e in particolare
da __________ CV 2, cui per altro non poteva essere ascritta alcuna
responsabilità delittuale. Contestato era pure il fatto che il pregiudizio
asseritamente subito dall'attore, tutto da dimostrare, potesse essere loro
imputato. Pure contestata era infine l'asserita esistenza di un rapporto di
solidarietà tra i convenuti. 

 

 

                                   7.   Nei
successivi allegati scritti e in sede conclusionale le parti si sono
sostanzialmente riconfermate nelle loro precedenti allegazioni e contestazioni.
Con l'allegato conclusivo l'attore ha tuttavia provveduto a ridurre le sue
pretese a fr. 488'625.-, precisando inoltre che le stesse concernevano in
dettaglio i diritti di know-how e di marchio addebitatigli dalla ditta
convenuta (fr. 100'000.-), gli apporti da lui immessi nella __________ (fr.
240'000.-, doc. Q2), il riconoscimento di debito a suo favore sottoscritto da
quest'ultima società (fr. 135'000.-, doc. H1 lett. c), nonché il prestito
effettuato dalla società __________, da lui garantito, che __________ aveva
mancato di rimborsare nonostante gli accordi di cui al doc. P (fr. 60'000.-,
punto B2), fermo restando che da tali somme andavano dedotti alcuni rimborsi e
pagamenti ottenuti dalla convenuta rispettivamente da __________ (per complessivi
fr. 46'375.-).

 

 

                                   8.   Preliminarmente
ci si potrebbe chiedere se l'attore, omettendo negli allegati preliminari di
indicare puntualmente quali fossero le singole posizioni di danno su cui
fondava il suo diritto, limitandosi più che altro a una loro generica
descrizione salvo poi far riferimento a quanto specificato nel doc. R1, abbia
validamente adempiuto al suo obbligo di allegazione o non abbia piuttosto
violato il disposto di cui all'art. 165 lett. d CPC (II CCA 30 novembre
1999 inc. n. 12.1999.117), ciò che imporrebbe di respingere la petizione (cfr. II
CCA 14 gennaio 1998 inc. n. 10.95.64). Il quesito può tuttavia rimanere
irrisolto, visto e considerato che la stessa -come vedremo- deve comunque
essere respinta già per altri motivi.

 

 

                                   9.   Le
posizioni di danno di cui l'attore ha postulato il risarcimento in sede
conclusionale (i diritti di know-how e di marchio a lui trattenuti per la
scuola di Strasburgo [cfr. petizione p. 7 e 10, replica p. 10, conclusioni p. 7
e 8], i prestiti personali concessi ad __________, le prestazioni professionali
effettuate a favore di questa società e il rimborso del prestito effettuato
dalla società __________ sempre a favore di quest'ultima) si riferiscono
pacificamente al rapporto contrattuale relativo all'apertura ed alla gestione
della scuola di Strasburgo. 

                                         Questo
dato di fatto consente di trarre le seguenti conclusioni. Innanzitutto sta a
significare che le violazioni contrattuali o gli atti illeciti eventualmente
commessi dai convenuti in relazione all'investimento da parte dell'attore nella
società __________ e all'attività di consulenza da lui prestata presso la
scuola di Lugano sono in realtà irrilevanti per l'esito della causa, non avendo
causato alcun danno oggetto di risarcimento, per cui non necessitano di essere
esaminati. D'altro canto impone di respingere la petizione in quanto rivolta
nei confronti di __________ CV 2: contrariamente a quanto addotto dall'attore,
nessuna prova agli atti permette in effetti di ritenere che quest'ultimo
-nonostante quanto affermato dallo stesso attore in sede di interrogatorio
formale, ad 10 (in merito alla limitata valenza probatoria delle dichiarazioni
rese in sede di interrogatorio formale, specie se le stesse, come in concreto,
non sono suffragate da altre prove, cfr. Cocchi/Trezzini, CPC-TI, Lugano
2000, m. 1 ad art. 271 e n. 764 ad art. 276)- abbia partecipato alle trattative
per la conclusione della convenzione di cui al doc. F1 (in tal senso pure la
testimonianza di __________, rogatoria 20 novembre 2001, ad 8, e l'interrogatorio
formale di __________ CV 2, ad 9 e 10) e, soprattutto, che a quel momento
questi abbia assicurato l'ottimo andamento degli affari dei centri __________
in Francia, tanto più che lo stesso attore aveva a suo tempo dichiarato che
tali assicurazioni gli sarebbero state fornite da __________ e/o __________,
gerente di __________ (cfr. doc. G1, H9, H11, H16, H18, N1, N2).

 

 

                                10.   Ma
la petizione risulta in ogni caso infondata anche nella misura in cui è rivolta
nei confronti di CV 1. 

                                         Oltre
all'attore (cfr. doc. H9, H11, H16, H18, N1, N2), le cui dichiarazioni
costituiscono una semplice allegazione di parte priva di qualsiasi valenza
probatoria (II CCA 26 settembre 1994 inc. n. 94/94), nessun altro
testimone o documento agli atti ha in effetti confermato che __________, organo
della convenuta, gli avesse effettivamente fornito quelle garanzie (in sede di
interrogatorio formale, ad 10, l'attore, confermando quanto riferito dalla
teste __________, rogatoria 20 novembre 2001, ad 9, ha anzi negato di aver
trattato con costui), mentre __________, neppure sentito in sede testimoniale e
inoltre non del tutto disinteressato all'esito della lite per il suo rapporto
di parentela con l'attore e per la sua partecipazione nella società __________,
si è a sua volta limitato a dichiarare che tali garanzie gli sarebbero state
fornite da __________ (cfr. doc. G6, H15, Q3 p. 3, Q3 p. 4), di cui non è stata
per altro pretesa né tanto meno provata la qualità di ausiliario della
convenuta. La circostanza che all'attore sia stata dissimulata la reale
situazione di fatto è invece stata addotta da quest'ultimo per la prima volta e
dunque irritualmente solo in sede conclusionale (art. 78 CPC; cfr. sentenza
inedita della I Corte civile del Tribunale federale del 16 febbraio 2004,
4P.134/2003).

                                         Il
rimprovero di aver fornito un know-how assolutamente inadatto alla clientela
francese non migliora la posizione processuale dell'attore, ma semmai la
peggiora: intanto la fornitura non è avvenuta ad opera della convenuta, il cui
campo d'azione era limitato al territorio elvetico, bensì della concessionaria
per la Francia __________, per cui la violazione contrattuale in parola andava
semmai rimproverata a quest'ultima, ritenuto oltretutto -e ciò è l'aspetto più
grave- che la questione, vertendo sull'applicazione di un contratto di
franchising concluso in Francia tra ditte francesi (cfr. pure l'ammissione
dell'attore nel doc. G5), non può essere oggetto di un giudizio da parte di
questa Camera, siccome in tal caso non è dato il requisito dell'appellabilità
al Tribunale federale previsto dall'art. 302 cpv. 1 CPC, ciò che impone di
respingere in ordine l'intera petizione. In ogni caso l'inidoneità del know-how
fornito, oltretutto implicitamente smentita dal teste __________, il quale
sulla base dello stesso è stato in grado di risollevare le sorti della scuola
di Strasburgo (verbale 7 maggio 1996 p. 4), è stata pretesa dall'attore sulla
base di una semplice opinione di __________ (doc. L2): sennonché neanche
quest'ultimo aveva preteso l'assoluta inidoneità del know-how, ma solo che lo
stesso era "quasi" totalmente inapplicabile in Francia, il che, in
assenza di una prova peritale, non permette (ancora) di stabilire se ed
eventualmente in quale misura l'importo trattenuto dalla convenuta fosse
eccessivo.

 

 

                                11.   Tanto
basta per respingere la petizione, in quanto ricevibile.

                                         La tassa
di giustizia, le spese e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati per le spese gli art. 148 CPC e la LTG

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   La
petizione 29 ottobre 1993 di __________ AT 1 è respinta in quanto ricevibile.

 

 

                                   II.   Gli
oneri processuali consistenti in:

 

                                         a) tassa
di giustizia                                                 fr.     7’000. --

                                         b)
testimoni                                                             
fr.        170. --

                                         c) spese                                                                  
fr.        130. --

                                         Totale                                                                       
fr.     7’300. --

 

                                         sono a
carico dell'attore per fr. 3'000 (anticipo già versato) e per la rimanenza, in
quanto al beneficio dell'assistenza giudiziaria, a carico dello Stato.

                                         L'attore
rifonderà ai convenuti la somma di fr. 25’000.- per ripetibili.

 

 

                                  III.   Intimazione:    -    

                                                                 -    

 

 

Per la seconda Camera civile
del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                    Il segretario