# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d5d60425-92d5-5557-bccf-fb2e6f94c583
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-11-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.11.2009 C-8/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-8-2008_2009-11-18.pdf

## Full Text

Corte II I
C-8/2008/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 8  n o v e m b r e  2 0 0 9

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Francesco Parrino, Johannes Frölicher, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 7 novembre 2007).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-8/2008

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano  nato  il  (...),  coniugato,  ha  lavorato  in 
Svizzera come bracciante agricolo nel 1968, dal 1970 al  1975 e nel 
1988,  versando  i  contributi  obbligatori  all'assicurazione  per  la 
vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  (AVS/AI).  Il  28  aprile  2005,  per  il 
tramite  dell'Istituto  nazionale  italiano  di  previdenza  sociale  (INPS), 
l'assicurato ha formulato all'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per 
gli assicurati residenti all'estero (UAIE) una domanda per l'ottenimento 
di una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 1 a 6). 
Dall'incarto risulta che l'assicurato è stato messo a beneficio  di  una 
pensione d'invalidità italiana dal 1° agosto 2001.   

B. Nell'ambito  dell'istruzione  della  domanda  di  rendita,  l'UAIE  ha 
acquisito, tra gli altri, i documenti seguenti: 

-  il  questionario  per  l'assicurato,  dell'8  maggio  2006,  dal  quale  si 
evince  che  quest'ultimo  ha  sempre  svolto  l'attività  di  bracciante 
agricolo  e  che,  dal  1°  agosto  2001,  ha  dovuto  interrompere  il  suo 
lavoro a causa di un'invalidità indotta da una cardiopatia e da ulcere 
(doc. 15),

- una cospicua documentazione medica, dal 1984 al 2006, spesso di 
difficile  lettura,  facente  stato  di  svariate  diagnosi,  e  specialmente  di 
problemi cardiaci, psichici e dorsali (doc. 15 a 60),

-  un  referto  di  risonanza  magnetica  del  rachide,  stilato  dal  dott. 
S._______ il 12 maggio 2000, nel quale sono diagnosticate delle note 
degenerative  prevalentemente  spondilosiche,  una  spondiloartrosi  e 
delle protrusioni discali varie (doc. 41),  

- un certificato psichiatrico del dott. T._______, del 7 luglio 2005, dove 
è formulata la diagnosi di disturbo depressivo maggiore cronicizzato, 
con  ideazione  ipocondriaca  vertiginosa  su  base  vasomotoria  e 
muscolotensiva in soggetto con ritiro sociale, ed è stabilita la presenza 
di un costante aggravamento della sintomatologia psicopatologica che 
rende  l'assicurato  totalmente  incapace  di  svolgere  qualsiasi  attività 
lavorativa e bisognoso d'assistenza familiare (doc. 54),

- una perizia medica particolareggiata E 213 della dott.ssa Q._______, 

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del  21  luglio  2005,  nella  quale  è  riportata  la  diagnosi  di  disturbo 
depressivo  maggiore  cronicizzato  con  spunti  ipocondriaci  e  disturbo 
somatoforme,  in  terapia,  di  cardiopatia  ipertensiva,  d'ulcera 
duodenale,  di  stenosi  catotidea  e  di  lombosciatalgia  a  destra,  in 
documentate  protrusioni  discali  multiple,  con  un  grado  d'invalidità 
generale del 70% (doc. 55), 

-  un  certificato  del  dott.  Pe.________,  otorinolaringoiatra,  del  23 
maggio 2006, facente stato, in particolare, d'ipoacusia bilaterale (doc. 
70),

- una relazione di visita cardiaca, del 16 settembre 2006, in cui sono 
rilevati, in particolare, dei toni cardiaci validi ed un soffio al cuore (doc. 
71),

- un certificato psichiatrico del dott. T._______, del 7 febbraio 2007, nel 
quale  è  posta  la  diagnosi  di  disturbo  depressivo  endogeno 
cronicizzato,  con  ideazione  ipocondriaca  e  fobico-ossessiva  e  con 
disturbi  di  attacco  di  panico,  di  sindrome  cefalgico-vertiginosa  ad 
insorgenza accessuale su base vasomotoria e muscolotensiva, e dove 
è  specificato  che  l'assicurato  non  è  più  in  grado  di  attendere 
autonomamente ai normali atti della vita quotidiana (doc. 72),

- un referto di visita psichiatrica del 1° luglio 2007, di difficile lettura, 
diagnosticante una depressione dell'umore somatizzata (doc. 73), 

- un esame radiologico del rachide, del 12 aprile 2007, da cui risulta 
una cervicoartrosi con marcata riduzione degli spazi C-5 e C-6 e C-6 e 
C-7 per discopatia (doc. 74),

- un rapporto di visita psichiatrica del dott. G._______, del 25 giugno 
2007,  attestante  la  diagnosi  di  sindrome  ansiosa  con  incidenza 
funzionale moderata (doc. 75),

- una perizia medica dettagliata E 213 del dott. P._______, del 3 luglio 
2007, facente stato della diagnosi di sindrome ansioso-depressiva, di 
cardiopatia ipertensiva ed ateromasia carotidea, di spondiloartrosi con 
discreta incidenza funzionale e d'ipoacusia neurosensoriale bilaterale, 
e  nella  quale  è  stabilito  che  l'assicurato  può  svolgere  regolarmente 
lavori leggeri, ma non il proprio lavoro e nemmeno attività confacenti, 

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se non nella misura del 30%, il grado d'invalidità essendo pari al 70% 
(doc. 76).

C.
L'UAIE ha quindi  sottoposto la  documentazione medica raccolta  alla 
valutazione  del  proprio  servizio  medico,  nella  persona  del  dott. 
R._______.  Nella  sua  presa  di  posizione  del  20  settembre  2007, 
quest'ultimo ha posto la  diagnosi  di  sindrome ansioso-depressiva, di 
cardiopatia ipertensiva, di ateromasia carotidea, di lomboartrosi  con 
incidenza  funzionale  discreta  e  d'ipoacusia  bilaterale,  concludendo 
che queste  affezioni  sono tutte  compatibili  con l'esercizio  dell'ultima 
attività dell'assicurato (doc. 79).

Il 4 ottobre 2007 l'UAIE ha quindi approntato un progetto di decisione, 
con  il  quale  ha  preannunciato  all'assicurato  il  rigetto  della  sua 
domanda  d'invalidità,  invitandolo  nel  contempo  ad  esprimere  sue 
eventuali osservazioni entro trenta giorni (doc. 80). 

Il  22  ottobre  2007  l'assicurato  ha  contestato  il  detto  progetto, 
chiedendo all'UAIE di riesaminare la sua domanda (doc. 90). 

Il  7  novembre  2007  l'UAIE  ha  emanato  una  decisione,  mediante  la 
quale ha respinto la domanda dell'assicurato, per il  motivo che dagli 
atti  non  risulta  né  un'incapacità  permanente  di  guadagno,  né 
un'incapacità al lavoro media di almeno un anno.

D.
Contro questa decisione, l'assicurato ha inoltrato ricorso al Tribunale 
amministrativo  federale  il  20  dicembre  2007,  chiedendo  che  gli  sia 
riconosciuto il diritto ad una rendita intera d'invalidità a decorrere dal 
1° maggio 2005, ed ha allegato diversa documentazione, tra cui: copie 
del  suo libretto  di  lavoro  e della  decisione che accorda la  pensione 
d'invalidità italiana; un certificato ortopedico del 4 dicembre 2007, nel 
quale si fa stato di una spondilosi cervicale e lombare con discopatie 
plurime  che  riducono  la  capacità  funzionale  del  ricorrente;  un 
certificato  medico  del  dott.  C._______,  del  10  dicembre  2007,  che 
riprende  la  nota  diagnosi  e  dichiara  il  ricorrente  inabile  al  lavoro 
proficuo; altri referti medici già agli atti. 

Il 28 febbraio 2008 il ricorrente ha esibito nuovi documenti medici, in 

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parte di difficile lettura, tra cui una tomografia computerizzata del 21 
febbraio 2008, facente stato di segni di atrofia cerebrale e cerebellare. 

E.
Su richiesta dell'UAIE, il dott. M._______ si è pronunciato sul caso con 
presa di posizione del 16 marzo 2008, dalla quale risulta la diagnosi di 
sindrome  spondilogena  cervicale  e  lombare  cronica,  di  disturbo 
depressivo endogeno cronicizzato, d'ipertensione arteriosa essenziale 
e  di  malattia  peptica  dell'ulcera  duodenale  anamnestica,  come pure 
un'incapacità lavorativa del 50% dal 12 maggio 2000 (data del referto 
di risonanza magnetica del dott. S._______) e del 70% dal 4 dicembre 
2007  (data  del  certificato  ortopedico  prodotto  dal  ricorrente)  per 
l'attività di bracciante agricolo, e un'incapacità lavorativa nulla dal 12 
maggio 2000 e del 50% dal 7 febbraio 2007 in attività confacenti (doc. 
93). 

L'UAIE ha eseguito il  calcolo del grado d'invalidità il  31 marzo 2008, 
sulla base delle statistiche dell'Ufficio internazionale del lavoro (ILO) 
relative al  2004 e al  2005,  considerando un salario  da valido, come 
operaio  agricolo  in  Italia,  di  EUR  1'239.-,  e  un  salario  da  invalido 
medio, in attività leggere (camionista per il trasporto locale di merci e 
montatore di apparecchi elettronici), di EUR 1'180.67, ridotto del 20% 
in  funzione  delle  circostanze  personali  del  ricorrente,  ossia  EUR 
944.53. L'UAIE ha quindi proceduto al raffronto dei salari da valido e 
da  invalido,  stabilendo  un grado  d'invalidità  del  24% dal  12  maggio 
2000 e del 62% dal 4 dicembre 2007, mentre ha ritenuto un grado del 
50%, in  funzione dell'incapacità  lavorativa quale  bracciante  agricolo, 
dal 7 febbraio al 3 dicembre 2007 (doc. 94 e 95). 

F.
L'UAIE ha risposto al ricorso il 22 aprile 2008, proponendo che esso 
sia  accolto,  nella  misura in  cui  il  ricorrente  ha diritto  ad una mezza 
rendita d'invalidità dal 1° febbraio 2007 e ad una rendita di tre quarti 
dal 1° marzo 2008. 

Con ordinanza del 28 aprile 2008, questo Tribunale ha trasmesso per 
conoscenza  al  ricorrente  i  doc.  94  e  95,  invitandolo  a  determinarsi 
sulla  proposta  di  parziale  accoglimento  del  ricorso  formulata 
dall'UAIE . 

Il 4 giugno 2008 il ricorrente ha replicato, dichiarando di non aderire 

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alla proposta dell'UAIE, ed ha prodotto documenti già agli atti. 

L'UAIE ha duplicato il 17 giugno 2008, ribadendo la fondatezza della 
propria proposta. 

G.
Con decisione  incidentale  del  23  giugno  2008,  questo  Tribunale  ha 
invitato  il  ricorrente  a  versare  un  anticipo  equivalente  alle  presunte 
spese processuali di Fr. 300.-. Il relativo versamento è stato effettuato 
il 18 luglio 2008. 

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20).

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi, 

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l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti 
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art. 
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso è  ammissibile,  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente,  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge  (art.  59  e  60  LPGA,  nonché  l'art.  52  cpv. 1  PA),  e  visto  che 
l'anticipo  equivalente  alle  presunte  spese  processuali  di  Fr. 300.-  è 
stato versato nei termini. 

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 del Regolamento 
CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

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2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71. 

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire dal 1° gennaio 2008, secondo le nuove disposizioni.

4.
Il  ricorrente  ha  contestato,  da  un  lato,  la  validità  della  decisione 
dell'UAIE, chiedendo che gli  sia riconosciuto il  diritto  ad una rendita 
intera d'invalidità dal 1° maggio 2005, ed ha rifiutato, dall'altro lato, la 
proposta  dell'UAIE,  formulata  in  sede  di  risposta,  di  riconoscergli  il 
diritto ad una mezza rendita dal 1° febbraio 2007 e ad una rendita di 
tre quarti dal 1° marzo 2008. 

5.
L'art.  24  cpv. 1  LPGA stipula  che  il  diritto  a  prestazioni  si  estingue 
cinque anni dopo la fine del mese per cui era dovuta la prestazione. In 
deroga  a  questa  norma,  l'art.  48  cpv.  2  LAI  stabilisce  che,  se 
l'assicurato si annuncia più di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le 
prestazioni  possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  dodici  mesi 
precedenti la richiesta. 

In  concreto,  il  ricorrente  ha  presentato  la  domanda  di  rendita  il  28 
aprile 2005. Questo Tribunale può quindi limitarsi  ad esaminare se il 

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ricorrente avesse diritto ad una rendita il 28 aprile 2004 (ossia dodici 
mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un diritto 
alla rendita sia sorto tra tale data ed il  7 novembre 2007, data della 
decisione  impugnata.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza, 
infatti,  la  legalità della  decisione impugnata,  in  generale,  secondo lo 
stato di  fatto esistente al  momento in cui  la decisione in lite è stata 
resa (DTF 130 V 445, citato sopra al consid. 3.2).

6.
Secondo  le  norme  applicabili,  per  avere  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  un  cittadino  italiano  deve 
adempiere, cumulativamente, le seguenti condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

-  aver  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  durante  un  anno  intero 
almeno (art. 36 cpv. 1 LAI).

In concreto, è pacifico che il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI 
svizzera  durante  più  di  un  anno  intero  e,  pertanto,  adempie  la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita.

7.

7.1 In  conformità  con  l'art.  8  LPGA,  è  considerata  invalidità 
l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente 
o  di  lunga  durata.  L'art.  4  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista  dall'art.  28  cpv. 1ter LAI,  secondo  il  quale  le  rendite  per  un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non è più  applicabile  quando l'assicurato  è  cittadino della  Comunità 
europea e vi risiede.

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7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace al  lavoro per almeno il  40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

7.5 Giova  ancora  ricordare  che,  secondo  un  principio  generale  del 
diritto delle assicurazioni sociali, ogni assicurato ha l'obbligo di ridurre 
il danno conseguente la sua invalidità (sentenza del Tribunale federale 
I 147/01 del 9 maggio 2001; DTF 123 V 230 consid. 3c e DTF 117 V 
275 consid. 2b). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere 
tutto  quanto  sia  ragionevolmente  esigibile  per  ovviare  nel  modo 
migliore possibile alle conseguenze della sua invalidità, segnatamente 
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario in 
una nuova professione (sentenza del Tribunale federale I  543/03 del 
27 agosto 2004; DTF 113 V 22 consid. 4a). 

8.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti 

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elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti 
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di 
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

9.

9.1 In concreto, dalla documentazione agli atti (doc. 72, 76, 79 e 93), 
risulta  che  il  ricorrente  soffre,  sostanzialmente,  di  una  sindrome 
spondilogena cervicale e lombare cronica,  di  un disturbo depressivo 
endogeno  cronicizzato,  d'ipertensione  arteriosa  essenziale  e  di  una 
malattia peptica dell'ulcera duodenale anamnestica.  

Questa  diagnosi  è  condivisa  da  tutti  gli  specialisti,  sia  dai  medici 
dell'UAIE, sia dai medici  che hanno visitato il  ricorrente in Italia,  per 
cui  il  collegio  giudicante  non  intravede  nessun  motivo  per 
discostarsene. 

9.2 Per  quanto  riguarda  la  capacità  lavorativa  durante  il  periodo 
d'esame  pertinente,  ossia  dal  28  aprile  2004  al  7  novembre  2007, 
come  esposto  al  considerando  5,  tra  i  medici  italiani  che  si  sono 
pronunciati  sulla  questione,  il  dott.  T._______  ha  considerato,  nel 
certificato psichiatrico del  7 luglio 2005 (doc. 54),  che il  ricorrente è 
totalmente  incapace  d'esercitare  qualsiasi  lavoro,  e  la  dott.ssa 
Q._______,  nella  perizia  E  213  del  21  luglio  2005  (doc.  55),  ha 
valutato un grado d'invalidità generale del 70%. Il dott. T._______ ha 
riconfermato il  suo apprezzamento,  con un certificato del  7  febbraio 
2007  (doc. 72),  specificando che  il  ricorrente  non  è  più  in  grado di 
attendere autonomamente ai normali atti della vita quotidiana. Il dott. 
G._______  ha  invece  attestato  che  la  sindrome  ansiosa  esplica 

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un'incidenza funzionale moderata (doc. 75), mentre il dott. P._______ 
ha formulato, nella perizia E 213 del 3 luglio 2007 (doc. 76), un grado 
d'invalidità  del  70%. Nel  certificato ortopedico del  4  dicembre 2007, 
esibito in questa sede, si riferisce che le affezioni del rachide riducono 
la capacità funzionale, e il dott. C._______, nel suo certificato del 10 
dicembre  2007,  pure  prodotto  nell'ambito  di  questa  procedura,  si  è 
limitato  ad  esprimere  l'opinione  che  il  ricorrente  è  inabile  al  lavoro 
proficuo.  
 
Dal  canto  loro,  i  medici  dell'UAIE  si  sono  pronunciati  nel  modo 
seguente: il dott. R._______, nella presa di posizione del 20 settembre 
2007 (doc. 79), ha considerato che le affezioni di cui soffre il ricorrente 
sono tutte compatibili con l'esercizio dell'attività di bracciante agricolo; 
il dott. M._______, dopo avere rilevato, nella presa di posizione del 16 
marzo  2008  (doc.  93),  che  l'affezione  dell'apparato  locomotore  può 
provocare una limitazione funzionale a sostenere sforzi  ed effettuare 
lavori  pesanti  ed  avere  costatato  che  sussistono  alterazioni 
degenerative e discopatie a più livelli e che, dal punto di vista psichico, 
il ricorrente segue un trattamento da quasi quindici anni, ha ammesso 
una  parziale  limitazione  per  l'attività  di  bracciante  agricolo.  Egli  ha 
quindi  determinato  un'incapacità  lavorativa  del  50%  dal  12  maggio 
2000 (data del referto di risonanza magnetica; doc. 41) e del 70% dal 
4  dicembre  2007  (data  del  certificato  ortopedico  prodotto  con  il 
ricorso) per l'attività  di  bracciante agricolo, e un'incapacità lavorativa 
nulla  dal  12  maggio  2000 e  del  50% dal  7  febbraio  2007  (data  del 
certificato del dott. T._______; doc. 72) in attività confacenti. 

10.
Dagli  apprezzamenti  medici  appena  esposti  si  evince  un  quadro 
contraddittorio che non permette a questo Tribunale, allo stato attuale 
degli atti all'incarto, di determinarsi su un grado d'incapacità lavorativa 
univoco. Infatti,  lo  spettro delle  valutazioni  mediche su questo punto 
varia  estremamente:  il  dott.  T._______  ha  stabilito  e  ribadito 
un'incapacità totale in qualsiasi attività, la dott.ssa Q._______ e il dott. 
P._______ hanno formulato un grado d'invalidità generale del 70%, il 
dott. G._______ ha qualificato di moderata l'incidenza funzionale della 
sindrome  ansioso-depressiva,  il  dott.  R._______  ha  fissato  una 
capacità  lavorativa  completa  per  l'attività  di  bracciante  agricolo  e  il 
dott.  M._______  ha  determinato  un'incapacità  lavorativa,  per 
quest'ultima  attività,  dapprima del  50% e in  seguito  del  70%,  come 
pure  un'incapacità  lavorativa,  in  attività  confacenti,  dapprima nulla  e 

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poi del 50% basandosi in particolare, dal punto di vista psichiatrico sul 
secondo  certificato  del  dott.  T._______  (doc.  72).  Ora,  lo  stesso 
medico, in un precedente certificato del 7 luglio 2005 (doc. 54), aveva 
già riscontrato le stesse affezioni ed effettuato un'analoga valutazione 
ritenendo il ricorrente incapace per qualsiasi attività lucrativa. Non può 
quindi  essere  condivisa  dal  Tribunale  la  conclusione  che  solo  dal  7 
febbraio  2007 la  situazione psichica  del  ricorrente  si  sia  modificata. 
D'altro canto, anche le attività di sostituzione ritenute per effettuare il 
raffronto  dei  redditi  appaiono  poco  compatibili  con  la  patologia 
riscontrata,  in  particolare  gli  attacchi  di  panico  e  la  sindrome 
cefalalgica-vertiginosa).

Questo Tribunale ritiene perciò che la decisione impugnata non poggia 
su  di  un'adeguata  istruttoria,  nella  misura  in  cui  non  è  possibile 
determinare  in  modo  univoco  il  grado  dell'incapacità  lavorativa  e, 
quindi,  l'ampiezza  della  perdita  di  guadagno  subita  dal  ricorrente, 
come pure l'inizio dell'invalidità.  

11.

11.1 Secondo l'art. 61 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso decide la causa o 
eccezionalmente  la  rinvia,  con  istruzioni  vincolanti,  all'autorità 
inferiore.

Benché  questa  disposizione  permetta  solo  eccezionalmente  di 
ricorrere ad una tale procedura, l'applicazione dell'eccezione prevista 
è  tuttavia  giustificata  in  concreto,  se  si  considerano  le  numerose 
contraddizioni all'incarto riguardo al grado dell'incapacità lavorativa. 

11.2 L'UAIE  dovrà  quindi  completare  l'istruttoria  per  determinare  il 
grado dell'incapacità lavorativa durante il periodo dal 28 aprile 2004 al 
7 novembre 2007 (periodo d'esame giudiziario),  e da questa data in 
poi.  A  questo  fine,  l'UAIE  sottoporrà  l'incarto  completo  al  proprio 
servizio medico, in particolare ad uno specialista in psichiatria, il quale 
valuterà  la  necessità  o  meno  di  far  eseguire  nuovi  esami 
eventualmente tramite la competente sede dell'INPS. Una volta che il 
servizio  medico  avrà  quantificato  l'incapacità  lavorativa  rispetto  alle 
attività  ragionevolmente  esigibili  tenuto  conto  anche  dell'età  del 
ricorrente (cf. sentenza del Tribunale federale del 14 luglio 2008 nella 
causa  9C_612/2007),  l'UAIE  effettuerà  un'adeguato  e  circostanziato 

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raffronto  dei  redditi,  ed  emanerà  quindi  una  nuova  decisione 
impugnabile. 

12.
In  considerazione  di  quanto  precede,  il  ricorso  deve  essere 
parzialmente  accolto,  la  decisione  impugnata  annullata  e  l'incarto 
rinviato  all'UAIE  affinché  completi  l'istruzione,  conformemente  al 
considerando precedente, ed emani una nuova decisione impugnabile. 

13.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 
a  carico  della  parte  soccombente.  In  concreto,  visto  l'esito  della 
procedura, non si prelevano spese processuali e l'anticipo di Fr. 300.-, 
versato il 18 luglio 2008, è restituito al ricorrente.

In conformità con l'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 
(spese  ripetibili).  Considerato  che  il  ricorrente  ha  agito  senza 
rappresentante  e  non  ha  dovuto  sopportare  spese  indispensabili  e 
relativamente  elevate,  non  viene  assegnata  un'  indennità  per  spese 
ripetibili. 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il  ricorso  è  parzialmente  accolto  e  la  decisione  dell'UAIE  del  7 
novembre 2007 è annullata.

2.
Gli atti sono rinviati all'UAIE affinché proceda conformemente a quanto 
esposto al considerando 11.2. 

3.
Non  si  prelevano  spese  processuali.  Al  ricorrente  viene  rimborsato 
l'importo di Fr. 300.- versato il 18 luglio 2008. 

4.
Non si assegna al ricorrente un'indennità per spese ripetibili.

5.
Comunicazione: 

- al ricorrente (Raccomandata/AR);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali. 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30  giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 
90 e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS  173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i 
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte ricorrente  –  i  documenti 
indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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