# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 37c91679-7831-5b35-8b20-6435eae69d6d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2004.188
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2004-188_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2004.188

   

  	
  Lugano

  27 ottobre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Flavio Canonica, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 25 maggio 2004 del

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinato da: PA 1 6830 Chiasso, 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 4 maggio 2004 (n. 1854) del Consiglio
  di Stato, che ha accolto l’impugnativa presentata dalla __________ SA avverso
  la risoluzione 16 febbraio 2004 con cui il municipio di __________ le aveva
  negato il permesso edilizio per la realizzazione di due servizi igienici
  all’interno del deposito agricolo esistente sul fondo n. 760 RFD __________,
  fuori della zona edificabile;

  

 

 

viste le risposte:

-        
1. giugno 2004 del
Dipartimento del territorio (UDC);

-        
8  giugno 2004 del
Consiglio di Stato;

-        
9  giugno 2004 della __________
SA, __________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   A seguito
di vicissitudini note alle parti, che non occorre qui rievocare, il 27 novembre
2003 la __________ SA, qui resistente, ha chiesto al municipio di Ligornetto il
permesso di realizzare all’interno del deposito agricolo ubicato sul fondo n.
760 RFD di __________ in località “__________” ed allacciato alla canalizzazione
pubblica, due servizi igienici, uno per gli uomini ed uno per le donne,
destinati agli operai che la ditta impiega nella coltivazione e nella
vinificazione delle uve.

                                         Preso
atto dell’avviso negativo formulato dall’autorità dipartimentale, il municipio
ha negato alla __________ SA la postulata licenza.

 

 

                                  B.   Con
giudizio 4 maggio 2004 il Consiglio di Stato ha tuttavia accolto il ricorso
interposto dalla resistente contro la predetta risoluzione, annullandola e
rinviando gli atti al municipio affinché rilasciasse la licenza richiesta.

                                         Considerato
che l’impianto sanitario dedotto in licenza risponderebbe adeguatamente a
precise esigenze fisiologiche oltre che igieniche, disponendo per altro di un
allacciamento alla canalizzazione pubblica, esso sarebbe ad ubicazione
vincolata e beneficerebbe dunque di un’autorizzazione eccezionale giusta l’art.
24 LPT, ritenuto che al progettato intervento non si opporrebbero interessi
pubblici preponderanti.

 

 

                                  C.   Contro il
predetto giudizio governativo il comune soccombente si aggrava ora davanti al
Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento.

                                         Non
conforme alla funzione della zona in cui è inserito, definita dal PR quale zona
di rispetto del paesaggio, incluso nelle superfici per l’avvicendamento delle
colture agricole (SAC), il controverso manufatto non sarebbe in sostanza ad
ubicazione vincolata e non potrebbe dunque essere autorizzato. 

 

 

                                  D.   All’accoglimento
del gravame si oppongono il dipartimento del territorio ed il Consiglio di
Stato, senza formulare osservazioni, mentre la __________ SA contesta
succintamente le tesi del comune ricorrente con argomenti che verranno, se del
caso, discussi nei seguenti considerandi.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall’art. 21 LE. Certa
è la legittimazione attiva del ricorrente (art. 21 cpv. 2 LE e 43 PAmm). Il
ricorso, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è dunque ricevibile in ordine.

                                         Esso può
essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). In effetti,
il sopralluogo invocato dal ricorrente non appare idoneo a procurare a questo
tribunale la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio.

 

 

                                   2.   Di
principio, l’autorizzazione a costruire può essere rilasciata soltanto per
edifici e impianti conformi alla funzione prevista per la zona di utilizzazione
(principio della conformità di zona, art. 22 cpv. 2 lett. a LPT). Sebbene il
diritto cantonale possa prevedere disposizioni più restrittive, rientrano
perlomeno nella nozione di impianto retta dal diritto federale i manufatti in
relazione stabile e duratura con il suolo, suscettibili di influenzare
localmente la percezione dell’ordinamento delle utilizzazioni, in particolare
modificando in maniera rilevante la percezione dello spazio, intensificando
l’uso delle opere di urbanizzazione oppure ripercuotendosi in modo apprezzabile
sull’ambiente circostante (DTF 113 Ib 314 ss, consid. 2b; cfr. anche STF
17.02.2004, inc. n. 1A.202/2003, consid. 3.2. e rinvii).

                                         Ancorché
progettati all’interno del deposito agricolo, i nuovi servizi igienici comporterebbero
un utilizzo più intenso delle opere di urbanizzazione del fondo, giacché
verrebbero allacciati all’esistente canalizzazione fognaria. Essi costituiscono
dunque un impianto che, in virtù del diritto federale applicabile, necessita di
un’autorizzazione edilizia.

 

 

                                   3.   3.1. Sono
conformi alla zona agricola gli edifici e gli impianti che sono necessari
alla coltivazione agricola o all’orticoltura oppure che servono all’ampliamento
interno di un’azienda agricola o orticola produttiva (art. 16a cpv. 1 e 2 LPT,
34 cpv. 1 OPT). A determinate condizioni, sono inoltre conformi alla zona
agricola gli edifici e gli impianti destinati alla preparazione, all’immagazzina-mento
o alla vendita di prodotti agricoli (art. 34 cpv. 2 OPT) come pure quelli
destinati al fabbisogno abitativo indispensabile per la gestione della relativa
azienda agricola, compreso quello della generazione che si ritira dalla vita
attiva (cpv. 3). Oltre al requisito della necessità, il rilascio del permesso
presuppone, tra l’altro, che all’intervento edilizio non si oppongano interessi
preponderanti (art. 34 cpv. 4 OPT).

 

                                         3.2. In
concreto, la realizzazione dei controversi servizi igienici non è oggettivamente
necessaria all’utilizzazione agricola del fondo situato in zona SAC. Nemmeno i
requisiti posti dalle fattispecie previste dall’art. 34 cpv. 2 e 3 OPT sono
evidentemente adempiuti, senza che sia necessario esaminarli dettagliatamente.
In linea con quanto questo tribunale ha già avuto modo di rilevare in passato
(cfr. RDAT 1982 n. 112), autorizzare la costruzione di questi manufatti
significherebbe ammetterne la proliferazione indiscriminata su gran parte del
territorio agricolo cantonale, in aperto contrasto con i principi pianificatori
che informano la materia (cfr. art. 1 e 3 LPT) e quindi con l’interesse
pubblico sotteso ad un’appropriata e parsimoniosa utilizzazione del suolo (cfr.
art. 75 Cost.).

                                         Un
permesso edilizio ordinario non entra dunque in linea di conto.

 

 

                                   4.   4.1.
Giusta l’art. 24 LPT, in deroga al principio della conformità di zona, fuori
delle zone edificabili possono essere eccezionalmente rilasciate autorizzazioni
per la costruzione o il cambiamento di destinazione di edifici o impianti non
conformi alla funzione prevista per la zona di utilizzazione, a condizione che,
cumulativamente, la loro destinazione esiga un’ubicazione fuori della zona
edificabile (lett. a) e che non vi si oppongano interessi preponderanti (lett.
b). Il requisito dell’ubicazione vincolata ha carattere oggettivo e alla
realizzazione di tale requisito devono essere poste esigenze severe (cfr.
Scolari, Commentario, n. 530 ss). Occorre infatti che sia necessario realizzare
l’edificio o l’impianto fuori del territorio edificabile per motivi d’ordine
tecnico, inerenti all’esercizio o alla natura del terreno (DTF 119 Ib 442,
consid. 4a). Motivi puramente finanziari, personali o di comodità non sono
sufficienti (DTF 124 II 252 consid. 4a). Il vincolo può anche essere negativo,
imposto cioè dall’esclusione di ogni altra ubicazione in zona edificabile. In
caso di aziende agricole, il concetto di ubicazione vincolata giusta l’art. 24
cpv. 1 LPT coincide, in sostanza, con le esigenze poste al criterio della conformità
di zona ex art. 16a LPT (cfr. DTF 123 II 499, consid. 3b/cc).

 

                                         4.2. Nel
caso di specie, benché i servizi igienici siano strettamente connessi
all’esercizio dell’attività agricola svolta, la loro destinazione non è
oggettivamente legata all’utilizzo del fondo in questione. Ammettere il
contrario, significherebbe infatti autorizzare sistematicamente interventi
edilizi in qualche modo connessi all’esercizio dell’attività agricola, eludendo
così il severo criterio della conformità di zona sancito dall’art. 16a LPT che,
come illustrato, coincide in sostanza con quello dell’ubicazione vincolata. Il
controverso impianto non può evidentemente essere ritenuto ad ubicazione
vincolata neppure in senso negativo, poiché nulla ne impedisce la realizzazione
all’interno della zona edificabile.

 

 

                                   5.   5.1.
Giusta l’art. 24a cpv. 1 LPT, quando il cambiamento di destinazione di un edificio
o di un impianto fuori delle zone edificabili non necessita di lavori di
trasformazione ai sensi dell’art. 22 cpv. 1 LPT, l’autorizzazione è rilasciata
se, cumulativamente, non ne deriva alcuna nuova ripercussione sul territorio,
sull’urbanizzazione e sull’ambiente (lett. a) e se esso non contravviene ad
alcun altro atto normativo federale (lett. b).

 

                                         5.2. In
concreto, l’autorizzazione edilizia non può essere rilasciata in virtù del
succitato disposto, già perché l’installazione dei servizi igienici dedotti in
licenza, incrementando l’utilizzo della canalizzazione fognaria, ingenererebbe
indiscutibilmente nuove ripercussioni sull’urbanizzazione del fondo (v. consid.
2).

 

                                   6.   Infine,
l’art. 24c LPT, disciplinante la tutela delle situazioni acquisite fuori della
zona edificabile, ossia la trasformazione fuori della zona edificabile di
edifici e impianti divenuti non conformi alla destinazione della zona in
seguito a modifiche di atti legislativi o piani (cfr. art. 41 OPT) -
contrariamente a quanto assume di transenna il Consiglio di Stato – non torna
applicabile alla presente fattispecie. Infatti, il deposito agricolo in
questione è perfettamente conforme alla destinazione della zona agricola in cui
è ubicato.

 

 

                                   7.   In esito
ai precedenti considerandi, il progettato intervento non può essere posto a beneficio
di alcuna autorizzazione edilizia.

                                         Il
ricorso deve pertanto essere accolto, annullando il giudizio governativo
impugnato e ripristinando il diniego della licenza edilizia pronunciato dal municipio.

                                         La tassa
di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

                                         La __________
SA verserà al comune ricorrente, in questa sede patrocinato da un legale
iscritto all’albo, un adeguato importo a titolo di ripetibili (art. 31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 3, 16, 22, 24, 24a, 24c, LPT; 34, 41
OPT; 21 cpv. 2 LE; 18, 28, 31, 46, 60 e 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

§.  Di conseguenza:

1.1.          
la decisione 4 maggio 2004 (n. 1854) del
Consiglio di Stato è annullata;

 

 

1.2.          
la decisione 16 febbraio 2004 con cui il
municipio di __________ ha negato alla __________ SA la licenza edilizia per la
realizzazione di due servizi igienici all’interno del deposito agricolo situato
sul fondo n. 760 RFD __________ è confermata.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, di complessivi fr. 800.–, sono a carico della __________
SA, che verserà al comune ricorrente fr. 1'000.– a titolo di ripetibili per
questa sede. 

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
di Losanna nel termine di 30 giorni dall’intimazione.

 

 

	
                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario