# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 58cf2b12-12a6-520e-97db-7c750b57e267
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-12
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 12.07.2010 BB.2010.33
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BB-2010-33_2010-07-12.pdf

## Full Text

Sentenza del 12 luglio 2010 
I Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Tito Ponti, Presidente, 
Emanuel Hochstrasser e Joséphine Contu,  
Cancelliere Graziano Mordasini  

   
Parti   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  
Reclamante 

 
   
  contro 
  

 
1. A. S.R.L.,  
 
2. B.,  
 
entrambi rappresentati dall’avv. Filippo Ferrari, 

 
Controparti 

 
Autorità che ha reso la 
decisione impugnata 

 

UFFICIO DEI GIUDICI ISTRUTTORI FEDERALI,  

   
Oggetto  Dissequestro (art. 65 PP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: BB.2010.33 

 

- 2 - 
 
 

 Fatti:  
 

A. Nell’ambito di un’indagine preliminare di polizia giudiziaria avviata nei con-
fronti di ignoti e di B., cittadino italiano, per titolo di riciclaggio di denaro ai 
sensi dell’art. 305bis del codice penale svizzero del 21 dicembre 1937 (CP; 
RS 311.0), il 17 marzo 2005 il Ministero pubblico della Confederazione 
(MPC) ha posto sotto sequestro la relazione n. 1 intestata a B. presso la 
banca C., nonché il conto n. 2, riferibile all’interessato, intestato alla società 
A. SRL presso la banca D. SA. 

 
All’origine dei provvedimenti vi era il sospetto che sulle relazioni bancarie ri-
feribili all’imputato in Svizzera fossero confluiti averi di provenienza illecita 
legati al noto affare di corruzione internazionale “Oil for Food” (programma di 
acquisto di petrolio e derivati dall’Iraq gestito dall’ONU).  
 
 

B. Facendo seguito alla richiesta formulata in questo senso dal MPC il 22 di-
cembre 2006 (v. act. 1.2), in data 8 marzo 2007 l’Ufficio dei giudici istruttori 
federali (UGIF) ha ordinato l’apertura dell’istruzione preparatoria nei confronti 
di B. (v. act. 1.3) per titolo di riciclaggio di denaro (art. 305bis CP).  

 
 
C. Con sentenza del 3 febbraio 2009, il Giudice per le indagini preliminari del 

Tribunale di Genova (I) ha pronunciato l’abbandono del procedimento aperto 
in Italia nei confronti di B. e della A. SRL per il reato di corruzione di funzio-
nario estero per intervenuta prescrizione (v. act. 5.2). In seguito alla richiesta 
di ritiro della domanda di assistenza giudiziaria del 3 agosto 2005 formulata 
dalle competenti autorità italiane, in data 12 marzo 2010, la sezione di Lo-
sanna del MPC ha ordinato il dissequestro in particolare dei conti n. 1 e n. 3 
intestato a B. (v. act. 5.3). 

 
 
D. Dando seguito ad una richiesta del patrocinatore di B. e della A. SRL (v. 

act. 1.12), in data 27 aprile 2010 l’UGIF ha pronunciato il dissequestro del 
conto bancario n. 2 presso la banca D. SA intestato alla società, nonché del-
la relazione bancaria n. 1 presso la banca C. intestato a B. (v. act. 1.8), rite-
nendo in particolare che le movimentazioni effettuate da quest’ultimo sui 
conti ad esso riferibili, anche qualora dovessero costituire atti di riciclaggio ai 
sensi dell’art. 305bis CP, sono decadute per intervenuta prescrizione.  

 
 
E. Con reclamo del 3 maggio 2010 il MPC è insorto contro questa decisione 

dinanzi alla I Corte dei reclami penali postulandone l’annullamento (v. act. 1). 
Esso si è prevalso di una violazione del suo diritto di essere sentito garantito 

- 3 - 
 
 

dall’art. 29 cpv. 2 Cost., dal diritto internazionale, nonché dagli 
artt. 3 cpv. 2 let. c e 107 cpv. 1 let. d nPP. Il MPC sostiene in estrema sintesi 
che la sentenza impugnata sia stata emanata senza un previo accesso 
all’integralità dell’incarto, in particolar modo all’istanza di dissequestro dei re-
sistenti, e che la stessa sarebbe carente di motivazione. Il MPC ha poi de-
nunciato la pressoché totale immobilità dell’UGIF nella conduzione delle in-
dagini preliminari con conseguente violazione del principio della proporziona-
lità (beni bloccati da oltre tre anni), rinunciando nel contempo a richiedere la 
pronuncia da parte dello scrivente Tribunale dell’effetto sospensivo al suo 
reclamo.  
 
 

F. In data 12 maggio 2010, con missiva all’intenzione del patrocinatore di B. e 
della A. SRL (v. act. 4) l’UGIF, pur constatando la rinuncia del MPC a richie-
dere l’effetto sospensivo al proprio reclamo, ha dichiarato la sua volontà di 
mantenere il sequestro in oggetto in attesa di una decisione del TPF. 

 
 
G. Con osservazioni del 14 maggio seguente l’UGIF ha chiesto la reiezione del 

reclamo in oggetto e la conferma della decisione impugnata (v. act. 5), preci-
sando in primo luogo che il diritto di essere sentito del MPC non comprende 
la facoltà di esprimersi sulla conduzione del procedimento e che l’autorità re-
clamante ha ricevuto alcune copie degli atti del procedimento ed è stata in-
formata verbalmente sullo sviluppo dello stesso. L’UGIF ha poi affermato che 
l’obbligo di motivare la propria decisione non le impone di esporre nei minimi 
dettagli le proprie argomentazioni ma rende necessarie alcune anticipazioni 
di valutazioni di merito, sottolineando nel contempo come il termine di confi-
sca di sette anni sia intervenuto nell’agosto 2008, di modo che il sequestro 
delle relazioni bancarie in oggetto non può essere mantenuto. Esso ha infine 
dichiarato che dall’apertura dell’istruzione preparatoria non ha proceduto ad 
atti istruttori in attesa delle risultanze del procedimento italiano sul reato a 
monte (corruzione), nonché della rogatoria di competenza del MPC di Lo-
sanna.  
 
 

H. Nelle loro osservazioni del 25 maggio 2010 B. e la A. SRL hanno anch’essi 
chiesto la reiezione del reclamo (v. act. 6), rammentando di avere a svariate 
riprese chiesto e sollecitato tanto all’UGIF che al MPC il dissequestro delle 
relazioni bancarie a loro riferibili, senza che quest’ultimo avesse mai preso 
posizione in merito, precisando nel contempo che la suddetta autorità ha 
sempre avuto libero accesso agli atti dell’istruzione preparatoria. I resistenti 
hanno poi rilevato che nessun effetto sospensivo è stato concesso, se non 
dal giudice istruttore stesso, peraltro in modo illegittimo essendo la questione 
già sub iudice, sottolineando infine come lo stesso MPC avesse riconosciuto 

- 4 - 
 
 

una presumibile violazione del principio della proporzionalità nell’ipotesi di 
mantenimento del sequestro.  
 
 

I. Con replica del 7 giugno 2010 il MPC ha postulato l’annullamento della deci-
sione impugnata (v. act. 8). Per quanto attiene le osservazioni formulate 
dall’UGIF esso ha in particolare sostenuto che l’ipotesi di reato aggiuntivo 
contenuta nell’ordine di apertura dell’istruzione preparatoria è relativa ad atti 
di riciclaggio protrattisi fino al 2005 e si riferisce pure alla sussistenza del ca-
so di riciclaggio aggravato ai sensi dell’art. 305bis n. 2 CP con le relative con-
seguenze sulla prescrizione. Quo alle argomentazioni dei resistenti, il MPC 
ha affermato di concordare con gli stessi in merito all’impossibilità per l’UGIF 
di modificare una sua decisione nel frattempo impugnata e di conferire motu 
proprio l’effetto sospensivo al reclamo in oggetto, riconoscendo la decisione 
dello stesso del 12 maggio 2010 contraria alla legge. Esso ha infine dichiara-
to di non sapere se B. e la A. SRL hanno impugnato la stessa, ottenendo co-
sì il legittimo immediato sblocco dei loro averi.  
 
 

 Diritto:  
 

1.  
1.1. Giusta i combinati disposti degli artt. 214 cpv. 1 e 216 della legge federale 

sulla procedura penale del 15 giugno 1934 (PP, RS 312.0) le operazioni e le 
omissioni del Giudice istruttore federale possono essere impugnate con re-
clamo dinanzi alla I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale.
  
Il Tribunale penale federale, analogamente al Tribunale federale, esamina 
d’ufficio e con piena cognizione l’ammissibilità dei reclami che gli sono sotto-
posti senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dal-
le loro conclusioni (v. DTF 132 I 140 consid. 1.1; 131 I 153 consid. 1; 131 II 
361 consid. 1, 131 II 571 consid. 1).  
 

1.2. Il ricorso contro un atto del giudice istruttore dev’essere presentato entro 
cinque giorni a contare dal giorno in cui il ricorrente ne ha avuto conoscenza 
(art. 217 PP). Nella fattispecie, la decisione impugnata datata 27 aprile 2010 
è stata ricevuta dal MPC il giorno successivo. Il reclamo, introdotto in data 
3 maggio 2010, risulta pertanto tempestivo.  
 

1.3. Il diritto di reclamo spetta alle parti e a qualunque persona cui l’operazione o 
l’omissione abbia cagionato ingiustamente un danno (art. 214 cpv. 2 PP ap-
plicabile giusta il rinvio dell’art. 30 della legge sul Tribunale penale federale 
del 4 ottobre 2002 [LTPF, RS 173.71]). La legittimazione ricorsuale del MPC, 

- 5 - 
 
 

parte nella procedura penale per effetto dell’art. 34 PP e destinatario della 
decisione impugnata, è senz’altro data. 

 
1.4. Il potere d’apprezzamento della I Corte dei reclami penali varia secondo la 

natura dei litigi che le sono sottoposti. Nell'ambito delle misure coercitive, 
quali il sequestro, il Tribunale penale federale dispone di un libero potere 
d’apprezzamento (sentenza del Tribunale federale 1S.13/2005 del 22 aprile 
2005, consid. 4; sentenza del Tribunale penale federale BH.2005.48 del 12 
gennaio 2006, consid. 2).  
 

 
2. Il sequestro, così come il blocco del registro fondiario per i fondi, costituisco-

no misure processuali provvisionali volte ad assicurare i mezzi di prova nel 
corso dell’inchiesta (art. 65 PP); parimenti si possono sequestrare oggetti e 
beni patrimoniali sottostanti presumibilmente a confisca ai sensi degli artt. 69 
seg. CP (v. art. 59 vCP: sentenza del Tribunale federale 1S.2/2004 del 
6 agosto 2004, consid. 2.2; DTF 124 IV 313 consid. 4 e riferimenti ivi citati). 
Per sua natura, tale provvedimento va preso rapidamente ritenuto che, di re-
gola, spetterà al giudice di merito pronunciare le misure definitive e determi-
nare i diritti dei terzi sui beni in questione. Come in tutti gli istituti procedurali 
che intaccano eccezionalmente i diritti individuali per prevalenza di interesse 
pubblico, il sequestro è legittimo unicamente in presenza concorrente di suf-
ficienti indizi di reato e di connessione tra questo e l’oggetto che occorre sal-
vaguardare agli incombenti dell’autorità inquirente; la misura ordinata deve 
inoltre essere rispettosa del principio della proporzionalità (HAUSER/ 
SCHWERI/HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6a ediz., Basilea 
2005, pag. 341 n. 3; PIQUEREZ, Traité de procédure pénale suisse, 2a ediz., 
Ginevra – Zurigo – Basilea 2006, n. 914). 

 
Nelle fasi iniziali dell’inchiesta penale non ci si dovrà mostrare troppo esigen-
ti quanto al fondamento del sospetto: è infatti sufficiente che il carattere illeci-
to dei fatti rimproverati appaia verosimile. L’indizio di reato deve però concre-
tizzarsi e rafforzarsi nel corso del procedimento in modo che “la prospettiva 
di una condanna deve sembrare vieppiù fortemente verosimile” (cfr. senten-
za del Tribunale federale 1S.3/2005 del 7 febbraio 2005, consid. 2.3; 
TPF BB.2006.16 del 24 luglio 2006, consid. 2.1 e riferimenti ivi citati); le esi-
genze poste all’intensificazione dell’indizio di reato man mano che aumenta 
la durata del provvedimento coercitivo non devono tuttavia essere eccessive 
(TPF 2006 269 consid. 2.2). Adita con un reclamo, la I Corte dei reclami pe-
nali non può statuire sul merito del procedimento penale, ma deve limitarsi 
ad esaminare l’ammissibilità del sequestro in quanto tale (DTF 119 IV 326 
consid. 7c e 7d pag. 328). Secondo costante giurisprudenza, fintanto che 
sussiste una possibilità di confisca, l’interesse pubblico impone di mantenere 

- 6 - 
 
 

il sequestro penale (DTF 125 IV 222 consid. 2 non pubblicato; 124 IV 313 
consid. 3b e 4; SJ 1994 pag. 97, 102).  

 
 
3. Giusta l’art. 218 PP il reclamo non sospende l’esecuzione della disposizione 

impugnata se non nel caso in cui la Corte dei reclami penali o il suo presi-
dente lo ordini. Nelle fattispecie, il MPC ha rinunciato a richiedere la pronun-
cia dell’effetto sospensivo al suo reclamo del 3 maggio 2010 (v. act. 1 ad. 2 
pag. 7), sospensione peraltro non ordinata dallo scrivente Tribunale.   
 
Facendo seguito ad una richiesta formulata dal patrocinatore dei resistenti, 
con scritto del 12 maggio 2010, constatata la suddetta rinuncia a richiedere 
la concessione dell’effetto sospensivo al reclamo, l’UGIF ha manifestato la 
propria volontà di mantenere il sequestro in oggetto fino alla pronuncia della 
scrivente autorità, concedendo nel contempo l’effetto sospensivo al gravame 
(v. act. 4). Ora, come rettamente indicato da B. e dalla A. SRL nelle loro os-
servazioni del 25 maggio 2010 (v. act. 6 ad. 2 pag. 6) e riconosciuto dal MPC 
stesso nella sua replica del 7 giugno seguente (v. act. 7 ad. 2 pag. 3), l’UGIF 
non può motu proprio modificare una sua decisione nel frattempo impugnata, 
di modo che la posizione assunta da quest’ultimo è contraria alla legge. Si 
rammenta di transenna che l’atto dell’UGIF del 12 maggio 2010, contraria-
mente a quanto sostenuto dalla reclamante, non costituisce una nuova deci-
sione impugnabile ex. art. 214 e segg. PP ma una “semplice” missiva di ca-
rattere informativo all’intenzione delle parti.   
 
Giova inoltre rilevare come la reclamante ha pure espressamente sottolinea-
to di nutrire perplessità quo alla legittimità, sotto il profilo della proporzionali-
tà, di un sequestro di valori patrimoniali che si protrae da tempo considerevo-
le (circa tre anni e mezzo) in mancanza pressoché totale di misure istruttorie 
da parte dell’UGIF (v. act. 1 ad. 2 pag. 7). Essa ha poi espressamente affer-
mato che i resistenti, contestando la presa di posizione dell’UGIF del 
12 maggio 2010, avrebbero potuto senz’altro ottenere il legittimo immediato 
sblocco dei loro averi (v. act. 8 ad. 2 pag. 3).  
 
Alla luce di tutto quanto testé esposto e del principio dell’economia proces-
suale, non è pertanto necessario pronunciarsi sulle argomentazioni (presun-
ta violazione del suo diritto di essere sentito) sviluppate dal MPC nel suo gra-
vame del 3 maggio 2010.  
 
Di conseguenza, tutti i valori patrimoniali sequestrati detenuti sul conto ban-
cario n. 1 presso la banca C. intestato a B., nonché sulla relazione bancaria 
n. 2 presso la banca D. SA ed intestato alla A. SRL vanno dissequestrati.
  

- 7 - 
 
 

4. Discende da quanto precede che il reclamo deve essere respinto. Giusta 
l’art. 245 cpv. 1 PP alle spese e indennità nella procedura giudiziaria sono 
applicabili per analogia gli art. 62-68 della legge sul Tribunale federale del  
17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110).   
 
Di regola, le spese giudiziarie sono addossate alla parte soccombente 
(art. 66 cpv. 1 LTF); al MPC non possono comunque essere addossate tali 
spese (art. 66 cpv. 4 LTF). Visto l’esito del reclamo, ai resistenti, che si sono 
avvalsi del patrocinio di un legale, vanno riconosciute adeguate indennità per 
ripetibili (art. 68 LTF). Secondo l’art. 68 cpv. 1 LTF, statuendo sulla contesta-
zione, il Tribunale decide se e in quale misura le spese della parte vincente 
devono essere sostenute da quella soccombente. Se la sentenza dà ragione 
alla parte resistente, le spese indispensabili causate dalla contestazione gli 
devono essere rimborsate; in concreto è applicabile il Regolamento del 
26 settembre 2006 sulle ripetibili nei procedimenti davanti al Tribunale pena-
le federale (RS 173.711.31). Giusta il suo art. 3 cpv. 2, se entro l’udienza fi-
nale il patrocinatore non fa pervenire la sua nota delle spese, l’onorario è fis-
sato secondo il libero apprezzamento del Tribunale. Nelle procedure davanti 
alla I Corte dei reclami penali, la data della decisione fa stato e sostituisce 
quella della chiusura dei dibattimenti. Tenuto conto del presumibile e neces-
sario dispendio causato dalla presente causa, in concreto ai resistenti è as-
segnata un’indennità forfetaria di Fr. 1’000.-- cadauno a titolo di ripetibili, da 
porre a carico del MPC. Al contrario, all’UGIF non sono accordate spese ri-
petibili (art. 68 cpv. 3 LTF).  

- 8 - 
 
 

Per questi motivi, la I Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il reclamo è respinto.  

2. I valori patrimoniali detenuti sul conto bancario n. 1 presso la banca C., inte-
stato a B. ed il conto bancario n. 2 presso la banca D. SA, intestato ad 
A. SRL vanno dissequestrati. 

3. Non si prelevano spese giudiziarie. 

4. Il MPC verserà ai resistenti un importo di Fr. 1'000.-- cadauno a titolo di ripe-
tibili della sede federale.  

 
 
Bellinzona, il 19 luglio 2010 
 
In nome della I Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Ministero pubblico della Confederazione  
- Ufficio dei giudici istruttori federali  
- Avv. Filippo Ferrari 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Le decisioni della I Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 30 
giorni dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (artt. 79 e 100 cpv. 1 della legge federale del 
17 giugno 2005 sul Tribunale federale; LTF). La procedura è retta dagli art. 90 ss LTF. 

Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice 
dell’istruzione lo ordini (art. 103 LTF).