# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d0540ba4-118e-570d-b563-c127801ad487
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-08-16
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 16.08.1996 15.1996.60
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1996-60_1996-08-16.html

## Full Text

Incarto n.

  15.96.00060

  	
  Lugano

  16
  agosto 1996/B/fc/bsn

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini, Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

statuendo
sul reclamo 22 aprile 1996 di

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato
dell’ Ufficio esecuzione di Lugano e meglio contro l’atto di pignoramento 29
gennaio/2 febbraio 1996 emesso in diverse esecuzioni promosse contro la
reclamante da

 

	
   

  	
  __________ rappr. __________

  esec.
  n__________, __________

  __________ rappr. da: __________

  esec.
  n. __________, 

  __________ rappr. __________ esec. n. __________

  __________ rappr. da: __________ esec. n. __________

  __________ rappr. da: __________ esec. n. __________

   

  

 

 

viste
le osservazioni 7 maggio 1996 dell’UE di Lugano;

 

ritenuto

 

in
fatto

 

 

                                  A.   Diversi
creditori procedono contro __________ per l’incasso dei loro crediti.

 

 

                                  B.   Con
provvedimento 29 gennaio/2 febbraio 1996 l’UE di Lugano ha pignorato alla
reclamante Fr. 300.-- al mese sulla base del seguente computo:

 

                                         Introito                                                                           Fr.   2’495.--

 

                                         Minimo
di esistenza

                                         -
minimo base                          Fr.   1’025.--

                                         -
locazione                                Fr.   1’100.--

                                         -
trasferta e pasti  fuori

                                          
dall’economia domestica     Fr.         70.--              __________

                                         totale                                         Fr.   2’195.--
             Fr.   2’495.-- 

 

                                  C.   Contro
siffatto provvedimento si è aggravata __________ sostenendo di pagare
mensilmente Fr. 1’300.-- per l’affitto, Fr. 200.-- per la cassa malati, che
tuttavia non riesce a versare, e Fr. 200.-- per le spese di trasporto casa-lavoro,
così come per pasti consumati fuori dall’economia domestica, spese di farmacia
ed altri imprevisti.

 

                                  D.   .Delle
osservazioni dell’UE di Lugano si dirà, se del caso, in seguito.

 

 

Considerato

 

 

 

 

in diritto

 

 

                                   1.   Nel
procedere al sequestro o al pignoramento del salario, le autorità di esecuzione
sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento
dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore
e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21 cons. 2a; 108 III 12
cons. 3; 106 III 13 cons. 2; 102 III 15 cons. 4; Amonn in ZBJV 1984 p. 470),
ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto
conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).

  

                               2.a)   La
reclamante ha sostenuto di pagare per l’affitto Fr. 1’300.-- al mese ed ha
prodotto un ordine di pagamento per tale importo datato 10 aprile 1996. 

                                         Per
quel che riguarda le spese di locazione va osservato quanto segue: 

 

                                aa)   Nel determinare il  minimo vitale va considerato il
canone locatizio conforme all’uso locale per un alloggio del quale si possa
pretendere che l’escusso si accontenti nelle circostanze concrete, ritenuto
l’imperativo categorico di ridurre al minimo le spese per un’abitazione
adeguata alle sue necessità e possibilità (DTF 104 III 38-41, 87 III 102 e 57
III 207; CEF 8 aprile 1991 su reclamo C.R. cons. 1, 30 agosto 1988 su reclamo
B. cons. 4c, 4 agosto 1988 su reclamo S. e 12 giugno 1970 in Rep 1971 p. 117).

                                         L’importo
del canone va messo in relazione con il reddito dell’escusso (CEF 16 febbraio
1989 su reclamo S. cons. 5b).

 

 

                                bb)   Il debitore non può essere costretto dalle autorità di
esecuzione ad occupare un alloggio corrispondente ai suoi mezzi finanziari:
tuttavia il canone deve essere ridotto ad una misura normale se l’escusso
utilizza un’abitazione costosa solo per  sua eccessiva comodità (cfr. DTF 114
III 12-18 cons. 2 e 4; CEF 15 febbraio 1989 su reclamo S. cons. 5b).

                                         La
decurtazione del quantum può però, di regola, essere operante solo nel rispetto
dei termini contrattuali.

 

 

                                cc)   Nel caso in esame, a fronte di un reddito di Fr.
2’450.-- l’escussa ha preteso il riconoscimento di Fr. 1’300.-- a titolo di
canone locatizio per l’appartamento che occupa a __________                                                

 

                         
   dd) E` di tutta evidenza che Fr. 1’300.-- mensili quale canone
locatizio, per persona singola con un reddito di Fr. 2’450.--, costituiscono un
onere manifestamente sproporzionato che non può essere riconosciuto come tale
in sede di determinazione del minimo di esistenza dopo il primo termine utile
per la disdetta. Ne consegue che nel caso di specie, per il divieto della reformatio
in peius (art. 22 LPR), alla debitrice devono essere riconosciuti Fr. 1’300.--
mensili a titolo di canone locatizio. Va tuttavia rilevato che nel caso in cui
i creditori dovessero ulteriormente procedere in via di pignoramento, ad
__________ per il calcolo del minimo di esistenza, verrebbe riconosciuto quale
canone locatizio, dal primo termine utile di disdetta, un canone mensile di Fr.
600.-- al massimo, spese di riscaldamento comprese, per  un monolocale a
__________ o in un comune viciniore.

 

                                   3.   Nonostante
la reclamante non abbia prodotto il certificato d’assicurazione, le va
riconosciuto l’importo di Fr. 200.-- al mese fatto valere per il pagamento dei
premi per la cassa malati, trattandosi di un importo che si situa nella media
dei premi richiesti dalle casse malati. 

 

                                   4.   Inoltre
secondo il punto 2.4.3. della Tabella dei minimi di esistenza agli effetti del
diritto esecutivo a chi è costretto a prendere dei pasti fuori dell’economia
domestica è riconosciuto un importo da Fr. 6.-- a Fr. 9.-- per ogni pasto
principale. Ritenuto che la reclamante abita a __________ e lavora a __________
l’importo di Fr. 200.-- al mese, preteso per pasti consumati fuori
dall’economia domestica, per le spese di trasferta ed altri imprevisti, appare
giustificato. 

 

                                   5.   Il
minimo di esistenza di __________ va calcolato pertanto come segue:

 

                                         Introito                                                                                  Fr. 2’495.--

 

                                         Minimo
di esistenza

                                         -
minimo base                                   Fr. 1’025.--

                                         -
locazione                                         Fr. 1’300.-- 

                                         -
cassa malati                                    Fr.    200.--

                                         -
trasferta e pasti consumati

                                          
fuori dall’economia domestica      Fr.    200.--              _________

                                         totale   
                                               Fr. 2’725.--              Fr. 2’495.--

 

                                         Nessuna
eccedenza pignorabile.

 

                                   6.   Il
reclamo 22 aprile 1996 di __________ va quindi accolto.

                                         Non
si prelevano spese (art. 67 cpv. 2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68
cpv. 2 OTLEF).

 

 

Per i
quali motivi,

richiamati
gli art. 17 e 93 LEF

 

 

pronuncia

 

                                   1.   Il
reclamo 22 aprile 1996 __________, è accolto.

 

                               1.1.   Di
conseguenza l’atto di pignoramento 29 gennaio/2 febbraio 1996 dell’UE di Lugano
è annullato.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                   3.   Intimazione:

                                         -
__________

 

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

 

Il
presidente                                                           La
segretaria