# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d85c7e91-0e22-54cc-985c-4c812b1386fd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-05-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 24.05.2019 52.2019.158
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2019-158_2019-05-24.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2019.158

   

  	
  Lugano

  24 maggio 2019

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Matteo
  Cassina, vicepresidente,

  Matea Pessina, Sarah Socchi

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Barbara
  Maspoli

  

 

 

statuendo
sul ricorso del 28 marzo 2019 di

 

 

	
   

  	
   RI
  1   

  patrocinato
  da:   PA 1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione del 12 marzo 2019 (n. 17) del Presidente del Consiglio di Stato,
  che respinge la domanda di conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso
  interposto dall'insorgente avverso la decisione del 19 febbraio 2019 con cui
  la Sezione della circolazione gli ha revocato la licenza di condurre a titolo
  preventivo e cautelativo, ordinandogli di sottoporsi a una perizia
  specialistica;

  

 

 

ritenuto,                          in
fatto

 

che RI 1, nato nel 1983 e spazzacamino di professione, è
titolare di una licenza di condurre veicoli a motore; 

che, in passato, egli ha accumulato diversi precedenti penali e in materia di
circolazione stradale e nel 2006 è stato ritenuto caratterialmente inidoneo
alla guida sulla base di una perizia psicologica (cfr. diniego di riammissione
alla guida del 12 ottobre 2006); una licenza di allievo conducente (cat. B),
con la facoltà di sottoporsi a esami teorici
e pratici, gli è infine stata concessa nel 2013: l'autorizzazione alla guida è
stata tuttavia subordinata al seguito di un percorso psicoeducazionale, che è
cessato nel febbraio 2017 (cfr. decisione del 7 maggio 2013 ed "estinzione
della condizione medica" del 10 febbraio 2017);

che, con sentenza del 12 ottobre 2018, il Presidente della Pretura penale ha
ritenuto RI 1 colpevole di:

1.     ripetuta infrazione alle norme della
circolazione

        per avere, il 7 marzo 2018, circolando con il motoveicolo __________:

·         
a __________ alle ore 07.45, effettuato
dapprima una pericolosa manovra dì sorpasso sulla destra dell'antistante
vettura __________ targata __________ condotta da __________ regolarmente
circolante all'interno di un'intersezione con percorso rotatorio obbligato, per
poi effettuare una pericolosa manovra di inversione di marcia, impennando il
motoveicolo e urtando con il piede destro il veicolo condotto da __________,
sferrando un pugno allo specchietto retrovisore sinistro di quest'ultimo, per
infine salire su di un passaggio pedonale invadendo così una superficie vietata
al fine di immettersi nuovamente sul percorso rotatorio e allontanarsi a
velocità sostenuta;

·         
a __________ alle ore 16.40,
effettuato una pericolosa manovra d'inversione di marcia, salendo su di un
passaggio pedonale invadendo così una superficie vietata, per poi sferrare un
calcio con il piede sinistro allo specchietto retrovisore della vettura __________
targata __________ condotta da __________, allontanandosi infine in direzione
di __________;

 

2.     guida senza licenza di circolazione e senza
assicurazione per la responsabilità civile

per avere, nelle circostanze di tempo e di luogo di cui al punto 1,
condotto il motoveicolo __________ senza la licenza di circolazione e le targhe
di controllo richieste sapendo o dovendo sapere, prestando tutta l'attenzione
richiesta dalle circostanze, che non sussisteva la prescritta assicurazione per
la responsabilità civile;

 

3.     ripetuto danneggiamento 

per avere, ripetutamente ed intenzionalmente danneggiato cose mobili altrui, e
meglio:

·         
il 7 marzo 2018 a __________,
lo specchietto retrovisore sinistro e il cofano dell'automobile __________
targata __________ di proprietà di __________, provocando il tal modo danni per
fr. 2443.70;

·         
il 7 marzo 2018 a __________,
Io specchietto retrovisore, la portiera e il parafango sinistro dell'automobile
__________ targata __________ di proprietà di __________, provocando il tal
modo danni per EUR 1030.-;

 

4.     minaccia

per avere, l'11 maggio 2018 a __________, agendo in correità con __________ e __________,
incusso timore e spavento a __________, usando grave minaccia, e meglio per
aver proferito al suo indirizzo: "... Ho fatto 5 anni di carcere e posso
farne altri 5 per te! Vattene o ti ammazziamo! ...",

condannandolo alla pena pecuniaria (sospesa condizionalmente per un periodo di
prova di 4 anni) di 75 aliquote giornaliere di fr. 30.-, per un totale di fr.
2'250.-, oltre al pagamento di una multa di fr. 700.-; 

che, con decreti d'accusa del 18 aprile e del 23 luglio 2018 - divenuti
esecutivi a seguito del ritiro delle opposizioni - la Sezione della
circolazione, Ufficio giuridico, ha inoltre condannato RI 1 a una multa di fr.
400.- rispettivamente di fr. 200.- ritenendolo in entrambi i casi colpevole di
infrazione alle norme della circolazione (art. 90 cpv. 1 della legge federale
sulla circolazione stradale del 19 dicembre 1958; LCStr; RS 741.01), e meglio

per avere, il 14 novembre 2017, alle ore
12.25, __________, con il motoveicolo __________, eseguito una manovra di
sorpasso di un motoveicolo già in fase di sorpasso, spostandosi a sinistra
sulla corsia di preselezione per il traffico sopraggiungente in senso inverso e
inoltre, durante la fase di sorpasso, fatto un uso irrazionale del motore con
conseguente impennata (ruota anteriore completamente sollevata);

rispettivamente, per avere, il 24 maggio 2018, alle ore 7.45, a __________,
con il motoveicolo __________, effettuato un'inversione di marcia verso
sinistra intersecando la linea di sicurezza ivi demarcata e inoltre eseguito un
movimento (accelerazione con conseguente perdita di aderenza della ruota
anteriore) che impediva la completa manovrabilità; 

che, preso atto di queste condanne penali e dei relativi rapporti di polizia,
riferiti in particolare ai fatti del 7 marzo 2018 e del 14 novembre 2017 e 24
maggio 2018, la Sezione della circolazione, Ufficio giuridico, ha notificato l'apertura di un
procedimento amministrativo di revoca della licenza di condurre all'interessato, che è rimasto silente; 

che, sospettando seriamente una sua inidoneità caratteriale a condurre con
sicurezza veicoli a motore, il 7 febbraio 2019, sulla base degli art. 15d
cpv. 1 lett. c LCStr e 30 dell'ordinanza
sull'ammissione alla circolazione del 27 ottobre 1976 (OAC; RS 741.51), la
Sezione della circolazione gli ha quindi revocato la patente a titolo
preventivo e cautelativo a tempo indeterminato e con effetto immediato,
ordinandogli nel contempo di sottoporsi a una perizia specialistica presso uno
psicologo del traffico (secondo l'allegato informativo);

che contro quest'ultima decisione, dichiarata immediatamente esecutiva, RI 1 si
è aggravato davanti al Governo, postulandone l'annullamento e chiedendo, in via
cautelare, la concessione dell'effetto sospensivo al ricorso; 

che, con giudizio del 12 marzo 2019, il Presidente del Consiglio di Stato ha
respinto quest'ultima domanda, considerando in sostanza che, dai fatti
sopradescritti, emergessero sufficienti indizi per dubitare dell'attitudine
caratteriale alla guida del ricorrente; ha quindi escluso che all'impugnativa
potesse essere accordato l'effetto sospensivo, vista l'opportunità del
provvedimento adottato a scopo di sicurezza e nell'ottica dell'interesse
pubblico; 

che, contro tale pronuncia, il ricorrente
insorge ora dinnanzi al Tribunale cantonale amministrativo, postulandone
l'annullamento e riproponendo la domanda formulata in via provvisionale, rimasta
inascoltata; 

che l'insorgente contesta in sostanza che vi siano gli estremi per diffidare
della sua idoneità caratteriale sulla base delle infrazioni commesse il 7 marzo
2018, nonché il 14 novembre 2017 e 24 maggio 2018: queste ultime due non
sarebbero state gravi e, in generale, non avrebbe mai compromesso la salute di
altri o causato danni materiali "rilevanti"; alcun sospetto potrebbe
poi essere dedotto dal fatto che in passato sia già stato sottoposto ad
analoghe verifiche peritali (2006 e 2012); ritiene infine che il provvedimento
- non fondato su una perizia psicologica - sarebbe in ogni caso sproporzionato,
visto il tempo trascorso dai fatti, il suo comportamento frattanto corretto e
le gravi ripercussioni professionali ed economiche che la misura comporterebbe
per sé e la sua famiglia; 

che il Presidente del Governo si oppone all'accoglimento del ricorso, senza
formulare particolari osservazioni; a identica conclusione perviene la Sezione
della circolazione, rilevando tra l'altro che l'insorgente è nuovamente
incappato in un'infrazione il 2 marzo 2019 (guida nonostante la revoca e in
stato di lieve ebrietà); 

che della replica dell'insorgente - invero non insinuata nel termine (non sospeso dalle ferie, art. 16 cpv. 3
della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL
165.100) assegnato dal Tribunale e pertanto
di per sé da estromettere dall'incarto (cfr. art. 75 cpv. 1 LPAmm e
ordinanza del 16 aprile 2019) - come pure del suo scritto del 15 maggio 2019 si
dirà, se del caso, più avanti; 

 

considerato,                   in
diritto 

che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo deve essere ammessa in
applicazione dei combinati art. 10 cpv. 2 della
legge di applicazione alla legislazione federale sulla circolazione stradale e
la tassa sul traffico pesante del 24 settembre 1985 (LALCStr; RL 760.100) e 37
cpv. 4 LPAmm;

 

                                         che
la legittimazione attiva del ricorrente, personalmente e direttamente toccato
dal giudizio impugnato di cui è destinatario (art. 65 cpv. 1 LPAmm), è data,
con la riserva di quanto verrà precisato in seguito in punto all'oggetto del
gravame; 

 

che il ricorso, tempestivo
(art. 10 cpv. 3 LALCStr e 68 cpv. 2
LPAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli
atti richiamati, senza istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm);

che oggetto di controversia è il giudizio con cui il Presidente del Consiglio
di Stato si è rifiutato di ripristinare l'effetto sospensivo alla decisione del
7 febbraio 2019 della Sezione della circolazione, dichiarata immediatamente
esecutiva, di (1) revocare all'insorgente la licenza di condurre a titolo preventivo e cautelativo, (2) ordinandogli nel
contempo di sottoporsi a un esame peritale, così come indicato in
narrativa;

che nelle more della presente procedura l'insorgente ha comunicato al Tribunale
che si sottoporrà a una perizia specialistica della Dr. phil. __________ (dopo
aver invano tentato di fissare un appuntamento con l'Unità di psicologia applicata
della SUPSI, cfr. scritto del 15 maggio 2019); ne discende che, nella misura in
cui concerne l'immediata esecutività del provvedimento relativo all'esame
peritale (2), la sua impugnativa risulta quindi priva di oggetto o d'interesse;
tant'è che le sue censure sono rivolte tutte contro l'effetto immediato della
revoca preventiva (1); 

che quest'ultima si configura alla stregua di una misura cautelare, fondata
sull'art. 30 OAC, volta a proteggere la circolazione in attesa delle risultanze
della procedura principale (attinente nel caso specifico a una revoca di
sicurezza per sospetta inidoneità
caratteriale alla guida, cfr. STF 1C_339/2016 del 7 novembre 2016 consid. 3.1);

che per prassi costante, avallata da dottrina
e giurisprudenza, le revoche preventive (art. 30 OAC), come pure le misure di
sicurezza, sono per principio
dichiarate immediatamente esecutive, nel senso che l'autorità che le adotta è
solita togliere preventivamente l'effetto sospensivo a un'eventuale impugnativa
(cfr. DTF 122 II 359 consid. 3a, 106 Ib 115 consid. 2b; STF 1C_195/2013
del 20 marzo 2013 consid. 3.2; STA 52.2017.397 dell'11 settembre 2017 e
rimandi; Cédric Mizel, Droit et
pratique illustrée du retrait du permis de conduire, Berna 2015, n. 25.3 pag.
192 e 97.5.2 pag. 741 e rimandi; cfr. inoltre, per la procedura ticinese, l'art. 37 cpv.
4 LPAmm, che dichiara le misure provvisionali immediatamente esecutive per
legge);

che in caso di ricorso il destinatario del provvedimento può comunque chiedere
al Presidente dell'autorità adita la sospensione della decisione (art. 71
LPAmm);

che la pronuncia sull'effetto sospensivo - fondata su un giudizio d'apparenza (prima
facie) - dipende dalla ponderazione degli interessi contrapposti delle
parti, nell'ambito della quale l'autorità adita fruisce di un ampio margine
d'apprezzamento (cfr. DTF 130 II 149 consid.
2.2, 129 II 286 consid. 3; Marco
Borghi/Guido Corti,
Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 1c ad art. 21);

che, chiamato a statuire su un ricorso proposto contro una decisione mediante
la quale il Presidente del Governo respinge la domanda di concessione
dell'effetto sospensivo al gravame inoltrato contro una decisione
immediatamente esecutiva, il Tribunale cantonale amministrativo deve limitarsi
a verificare che il diniego non integri gli estremi di una violazione del
diritto, segnatamente dal profilo dell'eccesso o dell'abuso di potere (art. 69
cpv. 1 lett. a LPAmm);

che le misure fondate sugli art. 16 cpv. 1 LCStr e 30 OAC, così come le revoche
adottate in base all'art. 16d cpv. 1 LCStr, mirano a prevenire possibili compromissioni della sicurezza del traffico
da parte di persone che non offrono sufficiente affidabilità quali
conducenti di veicoli a motore; 

che, considerato il potenziale pericolo ingenerato da tali conducenti, nel caso
di revoche per scopo di sicurezza (siano esse preventive
o ordinarie) l'effetto sospensivo a un ricorso va quindi accordato soltanto quando sulla base degli atti si
può ritenere che molto probabilmente non sono date le premesse per adottare un
simile provvedimento; non occorre per contro sia provata l'inidoneità alla
guida: basta la sussistenza di sufficienti indizi per ritenere che il
conducente non soddisfi più le condizioni poste per il rilascio della
licenza (cfr. DTF 122 II 359 consid. 3a, 106 Ib 115 consid. 2b; STF 1C_195/2013 citata consid. 3.2 e 3.3;
STA 52.2017.397 citata); 

che in concreto il Presidente del Consiglio
di Stato ha in particolare ritenuto data l'esistenza di tali indizi,
osservando come i gravi comportamenti tenuti dal ricorrente (sfociati in
condanne penali cresciute in giudicato), come pure i suoi precedenti, non
potessero non far nascere seri interrogativi sulla sua attitudine caratteriale
alla guida; 

che tale deduzione, alla luce di quanto emerge dagli atti, non risulta affatto insostenibile,
ma anzi corretta;

che infatti, da un esame sommario, la natura e la gravità delle molteplici
infrazioni in cui è incorso l'insorgente tra il 14 novembre 2017 e il 24 maggio 2018 - in un brevissimo lasso di tempo (circa sei mesi) e a meno di un anno di
distanza dall'affrancazione dalla
precedente presa a carico psicologica ("estinzione condizione medica"
del 10 febbraio 2017) - appaiono senz'altro atte a fondare il sospetto di inidoneità
caratteriale alla base del provvedimento cautelare disposto dalla Sezione della
circolazione, e meglio il dubbio che egli anche in futuro non osserverà le
prescrizioni della circolazione stradale e non avrà riguardo per il prossimo
(cfr. art. 14 cpv. 2 lett. d e 16d cpv. 1 lett. c LCStr); 

che non fa che corroborare tale sospetto l'infrazione di cui si è all'apparenza
macchiato ancora recentissimamente (il 2 marzo 2019), che ha dato luogo all'avvio di un procedimento penale per
guida senza autorizzazione e in stato di ebrietà lieve; 

che, a questo stadio, come concluso dal Governo, non è quindi possibile affermare che, a prima vista, non
sussistano le premesse per l'adozione della controversa revoca
preventiva; 

che in tal senso irrilevante è invece il fatto che la misura cautelare in
questione non poggi su una perizia psicologica: la pronuncia di una revoca
preventiva non presuppone in effetti l'esistenza di una tale valutazione; al
contrario, secondo la giurisprudenza, è già quando viene ordinato un esame d'idoneità che
il permesso di condurre deve di regola essere revocato (cfr. DTF 125 II 396
consid. 3; STF 1C_339/2016 citata consid. 3.1 e rimandi, 1C_111/2015 del 21
maggio 2015 consid. 4.7); in simili evenienze, l'attitudine alla guida è
infatti seriamente messa in dubbio e, dal profilo della sicurezza della circolazione, non è ammissibile che al conducente
venga lasciato il permesso di condurre prima dell'esito degli accertamenti
(cfr. DTF 125 II 492 consid. 2b, 122 II 359 consid. 3a; STF 1C_339/2016
citata consid. 3.1; STA 52.2016.584 del 28 marzo 2017 consid. 2.4); 

che altresì ininfluente ai fini del presente giudizio è la censura con cui il
ricorrente lamenta di non essersi potuto pronunciare prima della decisione
della Sezione della circolazione: essendo stata sollevata solo con la replica,
come detto tardiva, l'eccezione è invero inammissibile; in ogni caso, quand'anche
fosse fondata - ciò che a prima vista non sembra - la stessa non appare
suscettibile di comportare l'annullamento della revoca, già perché l'insorgente
ha potuto esprimersi compiutamente davanti al Governo, esercitando in quella
sede i suoi diritti di difesa (cfr. al riguardo: DTF 137 I 195 consid. 2.3.2; STA
52.2018.293 del 5 dicembre 2018, 52.2016.345 del 7 marzo 2017 consid. 2 e
rimandi); 

che, fermo quanto precede, dal profilo della ponderazione degli interessi
occorre considerare che l'insorgente non adduce alcun elemento a dimostrazione
che il suo interesse a non essere privato della licenza di guida sia superiore
all'interesse pubblico - per principio preponderante - volto a proteggere la
sicurezza del traffico e gli altri utenti della strada (cfr. DTF 106 Ib 115
consid. 2b; Mizel, op. cit., n.
25.3 pag. 192 e rimandi), tale non potendo in particolare essere l'asserito
rischio di perdere il suo (nuovo) posto di lavoro; 

che la misura non gli impedisce del resto di esercitare la sua professione di spazzacamino, sebbene in questo
lasso di tempo non potrà guidare e dovrà quindi organizzarsi diversamente (con
i mezzi di trasporto pubblico o facendo capo ad altre persone che l'accompagnino);
nemmeno il ricorrente sostanzia d'altra parte che quale spazzacamino
avrebbe un'esigenza imperativa di condurre un veicolo, come ad es. un'autista
professionista o un tassista (cfr. STF 1C_339/2016 citata consid. 5.1); 

che, a fronte di tutto quanto precede, non si può pertanto rimproverare al
Presidente del Governo di avere fatto un uso scorretto - segnatamente abusivo
(art. 69 cpv. 1 lett. a LPAmm) - del potere di apprezzamento che la legge gli
riserva, per aver attribuito un peso accresciuto al citato interesse pubblico
alla sicurezza stradale piuttosto che a quello privato del ricorrente a poter
condurre fino all'esito della procedura di merito pendente;

 

che il ricorso va quindi respinto;

che la richiesta di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio va anch'essa
respinta, ritenuto che l'impugnativa appariva sin dall'inizio sprovvista della
possibilità di essere accolta (art. 3 cpv. 3 della legge sull'assistenza
giudiziaria e sul patrocinio d'ufficio del 15 marzo 2011; Lag; RL 178.300); 

che la tassa di giustizia è quindi posta a carico dell'insorgente, secondo soccombenza
(art. 47 cpv. 1 LPAmm); nella sua commisurazione si tiene comunque conto della
sua situazione finanziaria.

Per
questi motivi,

 

 

decide:

1.    Il ricorso è
respinto.

2.    La domanda di
assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio è respinta.

3.    La tassa di
giustizia di fr. 1'000.- è posta a carico del ricorrente. 

 

 

4.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110).

 

 

	
  5.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
vicepresidente                                                     La
vicecancelliera