# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8e0ba06f-82ed-5248-b5e1-2adbc8570bd0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-09-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.09.2011 34.2011.8
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2011-8_2011-09-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2011.8

   

  BS

  	
  Lugano

  21 settembre
  2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 17 febbraio
2011 di

 

	
   

  	
   AT 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

   

   

   

   

   

  terzo chiamato
  in causa

  	
  CV 1   

  rappr. da:   RA 2   

   

  in materia di previdenza professionale

   

   

  __________
  Cassa pensione, __________

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in fatto

 

                               1.1.   AT
1, classe __________, è stata alle dipendenze del __________ quale ricezionista
dall’ottobre 2004 a giugno 2008 ed è stata assicurata ai fini previdenziali alla
__________ (in seguito: CV 1) fino al 31 dicembre 2007. Con effetto dal 1°
gennaio 2008 il suo datore di lavoro ha cambiato istituto di previdenza affiliandosi
alla Cassa pensioni __________.

                               1.2.   Nel
 2006, in occasione di accertamenti eseguiti a seguito di un’anemia ferropriva
di origine uterina, all’assicurata è stato diagnostico un carcinoma del polmone
destro e un aneurisma dell’aorta ascendente ed una valvulopatia aortica con insufficienza
aortica di grado lieve-moderato che hanno richiesto un intervento chirurgico
effettuato il 13 dicembre 2006 presso il __________. Nello stesso giorno, a
seguito di un sanguinamento postoperatorio essa è stata nuovamente operata (doc.
D; lettera di dimissione 15 gennaio 2007 del __________) ed in seguito
trasferita a __________ per la riabilitazione. Segue un’ulteriore ospedalizzazione
nel gennaio 2007 al __________ per un pneumotorace a destra con intervento nel
febbraio 2007 di toracoscopia e pleurodesi chirurgica (doc. E rapporto 6 aprile
2007 del __________). 

                                         L’attrice
è stata totalmente incapace al lavoro dal 10 ottobre 2006 al 4 giugno 2007,
giorno in cui ha ripreso al 50% l’attività lucrativa e poi al 100% dal 1° settembre
2007 (cfr. rapporto 17 giugno 2008 del dr. __________, medico curante; atti AI sub.
VII).

 

                               1.3.   Il
22 gennaio 2008 l’attrice si è nuovamente rivolta al __________ per difficoltà
respiratoria e dispnea senza sforzo. Il successivo controllo del 29 gennaio 2008 ha dato esito positivo (cfr. doc. E; rapporti 28 gennaio e 30 gennaio 2008 del __________).

 

                                         A
seguito della comparsa di una fistola bronco-pleurale dal 15 aprile 2008 al 2
maggio 2008 essa è stata ricoverata presso __________, dove il 17 aprile 2008 è
stata sottoposta ad un intervento chirurgico ed il giorno successivo ha subito
un infarto miocardio con successiva esecuzione di una coronografia ed impianto
di tre stent alla coronaria destra (cfr. doc. G; rapporto di dimissione 6
maggio 2008 dell’__________). Dal 2 al 22 maggio 2008 segue il ricovero presso
la Clinica __________. Essa ha presentato un’incapacità lavorativa dal 21
gennaio 2008 in poi (cfr. citato rapporto 17 giugno 2008 del dr. __________).

 

                               1.4.   Durante
il periodo di degenza alla Clinica __________ all’attrice è stata diagnosticata
una sindrome mista ansioso depressiva, limitante la capacità lavorativa (cfr.
rapporto 15 luglio 2008 dello psichiatra dr. __________, in atti AI). 

                                         Dal
novembre 2008 essa è seguita dal dr. __________, specialista in psichiatria e
psicoterapia. 

                                         Su
incarico dell’assicurazione __________ (agente quale assicuratore per perdita
di guadagno in caso di malattia), AT 1 è stata peritata dal dr. __________,
specialista in psichiatria e psicoterapia, il quale con referto 7 marzo 2009 ha valutato una piena incapacità lavorativa in qualsiasi attività (doc. I).

 

                               1.5.   Avendo 
presentato nel giugno 2008 una domanda di prestazioni AI per adulti, sulla base
della documentazione agli atti, con decisione 16 novembre 2009 (preavvisata il
17 settembre 2009) l’Ufficio AI, fissando al 1° gennaio 2008 l’inizio dell’anno
di attesa, le ha riconosciuto il diritto ad una rendita intera dal 1° gennaio
2009. L’amministrazione ha motivato che “dall’esauriente documentazione agli
atti, in particolare dalla perizia psichiatrica effettuata in data 03.03.2009
dal dr. __________ per la __________ Assicurazione, risulta giustificata una
totale incapacità lavorativa nella sua abituale professione che in qualsivoglia
attività lucrativa” (cfr. atti AI).

 

                                         La
rendita è stata confermata in via di revisione con comunicazione 6 ottobre
2010.

 

                               1.6.   In
risposta alla richiesta di erogazione di una rendita d’inva-lidità LPP presentata
dall’attrice, con scritto 14 dicembre 2009 la Cassa pensione __________ ha ritenuto
di non dover corrispondere alcuna prestazione pecuniaria. Essa ha in sostanza
sostenuto, sulla base dell’esame degli atti AI, che la malattia, sia organica
che psichica, alla base dell’’invalidità risale all’ottobre 2006 e quindi prima
dell’affiliazione (1° gennaio 2008), concludendo che responsabile per un’eventuale
rendita d’invalidità è la cassa pensione cui AT 1 era assicurata al momento
dell’inizio della malattia (doc. N).

 

                                         Di
conseguenza, l’attrice, per il tramite dell’allora sua legale, si è rivolta a __________
la quale, con scritto 25 maggio 2010 ha respinto la richiesta di prestazioni
d’invalidità, sostenendo che l’incapacità lavorativa sorta negli anni 2006/2007
non è in stretta relazione materiale e temporale con la malattia (psichica) causante
l’invalidità (doc. O). 

 

                               1.7.   Con
la presente petizione AT 1, rappresentata dall’avv. RA 1, postula la condanna di
CV 1 al versamento di una rendita intera d’invalidità delle previdenza professionale
unitamente agli interessi di mora.

                                         In
sintesi, essa sostiene che la patologia psichiatrica è la conseguenza delle diverse
patologie fisiche sorte durante il rapporto assicurativo. Dei singoli motivi
verrà detto, per quanto occorra, nel prosieguo.

 

                               1.8.   Con
la risposta di causa CV 1, per il tramite dell’avv. RA 2, chiede invece la reiezione
della petizione. Sostiene in sintesi che l’incapacità al lavoro che ha condotto
all’invalidità (oggetto della decisione AI) è iniziata il 20 gennaio 2008 allorquando
l’attrice non era più assicurata e che comunque l’affezione all’origine
dell’invalidità non è la stessa che si è manifestata durante l’affiliazione
presso CV 1.

 

                               1.9.   Il
TCA ha richiamato dall’Ufficio AI gli atti concernenti l’attrice (VII), dando
alle parti la possibilità di consultarli e di presentare osservazioni (IX).

                                         

                                         Con
scritto 29 aprile 2011 l’attrice ha preso posizione sugli atti AI, producendo
ulteriore documentazione medica (X).

 

                                         Il
Fondo di previdenza convenuto si è espresso il 2 maggio 2011 sulla documentazione
AI (XI) e, su richiesta del TCA, il 16 maggio 2011 sui nuovi atti medici (XIV).

 

                                         Infine,
il 16 maggio 2011 l’attrice ha inoltrato delle contro-osservazioni a quelle
datate 2 maggio 2011 di CV 1 (XV). 

 

                             1.10.   Individuato
un interesse giuridico all’esito della presente vertenza
da parte della PI 1, presso cui l’attrice era affiliata
dal 1° gennaio 2008,  con decreto 19 agosto 2011 questo TCA ha chiamato in
causa il succitato istituto di previdenza, assegnandogli un termine per
visionare gli atti di causa e per presentare osservazioni (XVIII).

 

                                         __________
è tuttavia rimasta silente (cfr. scritto 16 settembre 2011 del TCA all’attrice;
XXI).

 

considerando
                in diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e
giurisprudenza ivi citata).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se AT 1 ha diritto all’erogazione da parte di CV 1 di
una rendita d’invalidità del secondo pilastro. Trattandosi di controversia tra
assicuratore LPP ed avente diritto, è data la competenza dello scrivente Tribunale
ai sensi dell’art. 73 LPP in relazione all’art. 8 LAPLPP (DTF 127 V 35 consid.
3b, 125 V 168 consid. 2 con riferimenti). 

 

                               2.3.   Il
1° gennaio 2005 è entrata in vigore la 1. revisione della LPP, la quale
ha modificato numerose disposizioni. In proposito deve essere precisato che per
quanto riguarda le norme di diritto materiale, dal profilo temporale il giudice
delle assicurazioni sociali applica di principio le relative norme in vigore al
momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere apprezzato
giuridicamente oppure che ha delle conseguenze giuridiche (DTF 130 V 329, 129 V
1 consid. 1.2.,127 V 466 consid. 1; 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR 2003 IV
Nr. 25 consid. 1.2.; STFA B 28/01 del 10 settembre 2003). 

 

                                         Nel
caso in esame, posto come sia litigiosa l’attribuzione di una rendita di invalidità
della previdenza professionale con decorrenza successiva al 1° gennaio 2005,
sono applicabili le disposizioni di diritto materiale della 1. revisione della
LPP.

 

                               2.4.   L’art. 23 LPP, che è una disposizione minima (art. 6 LPP), prevede
che hanno diritto alle prestazioni d’invalidità le persone che:

 

·       
nel senso dell’AI, sono invalide per almeno il
40 per cento ed erano assicurate al momento in cui è sorta l’incapacità di lavoro
la cui causa ha portato all’invalidità (lett. a); 

 

·       
in seguito a un’infermità congenita presentavano
un’incapacità al lavoro compresa fra il 20 e il 40 per cento all’inizio
dell’attività lucrativa ed erano assicurate allorché l’incapacità al lavoro la
cui causa ha portato all’invalidità si è aggravata raggiungendo almeno il 40
per cento (lett. b); 

 

·       
diventate invalide quando erano minorenni (art.
8 cpv. 2 LPGA), presentavano un’incapacità al lavoro compresa fra il 20 e il 40
per cento all’inizio dell’attività lucrativa ed erano assicurate allorché
l’incapacità al lavoro la cui causa ha portato all’invalidità si è aggravata
raggiungendo almeno il 40 per cento (lett. c).

 

                                         Per
avere diritto ad una rendita di invalidità ai sensi dell'art.
23 LPP occorre dunque essere assicurati al momento in cui si registra
un'incapacità lavorativa o una diminuzione di rendimento di una certa
importanza (ossia, secondo la giurisprudenza, di almeno il 20%; STF 9C_772/2007
del 26 febbraio 2008 consid. 3.2; Pratique VSI 1998 p. 126; STFA B 100/00 del
16 febbraio 2001). Non è invece decisivo essere assicurati quando sorge
l'invalidità vera e propria (DTF 123 V 264 consid. 1b; SZS 1994 p. 469 consid.
5a). Il richiedente deve essere assicurato al momento dell'insorgenza
dell'incapacità lavorativa che ha condotto all'invalidità, non necessariamente
quando insorge l'invalidità oppure il peggioramento della stessa (SZS 2002 p.
155; DTF 123 V 264 consid. 1b). Questa soluzione è stata voluta per sopperire
ad eventuali lacune assicurative, nel caso in cui il datore di lavoro disdica
il contratto precedentemente alla decorrenza dell’anno di attesa necessario ai
fini dell’erogazione della rendita AI e quindi della rendita LPP (art. 29 cpv.
1 lett. b LAI; DTF 123 V 263 consid. 1, 120 V 116 consid. 2b). Di conseguenza
il fondo di previdenza presso cui era assicurato il dipendente al momento
dell’intervenuta incapacità lavorativa è obbligato a versare le prestazioni di
invalidità, anche se al momento del riconoscimento della stessa il rapporto
assicurativo era già stato sciolto (SVR 1998 BVG Nr. 14, 1994 p. 38; DTF 118 V
98). I medesimi principi valgono in materia di previdenza più estesa, in assenza
di disposizioni statutarie divergenti (SVR 1994 BVG Nr. 14 p. 38 consid. 2b;
DTF 117 V 332 consid. 3).

                                      

                               2.5.   L’art.
24 cpv. 1 LPP dispone che l’assicurato ha diritto:

 

·       
alla rendita intera d’invalidità se, nel senso
dell’AI, è invalido per almeno il 70 per cento (lett. a); 

·       
tre quarti di rendita se è invalido per almeno
il 60 per cento (lett. b); 

·       
una mezza rendita se è invalido per almeno il 50
per cento (lett. c); 

·       
un quarto di rendita se è invalido per almeno il
40 per cento (lett. d).

 

                                         Nell’ambito
della previdenza più estesa (sovraobbligatoria) gli istituti di previdenza
possono prevedere nel loro regolamento, in deroga all’art. 24 cpv. 1 LPP, che
l’ammontare della rendita corrisponda al grado d’invalidità. Tuttavia l’importo
della stessa deve corrispondere almeno alla rispettiva prestazione obbligatoria
(STF B 115/06 del 5 ottobre 2007 consid. 2.2, B 72/06
dell’11 settembre 2007 consid. 2.1; Stauffer, Berufliche Vorsorge, 2005, n. 735
p. 273 ; Vetter-Schreiber, Berufliche Vorsorge, 2009, ad art. 24 n. 16 p. 93).

 

                                         Per
avere diritto ad una rendita di invalidità ai sensi dell'art.
23 LPP occorre dunque essere assicurati al momento in cui si registra
un'incapacità lavorativa o una diminuzione di rendimento di una certa
importanza (ossia, secondo la giurisprudenza, di almeno il 20%; DTF 123 V 234
cosid. 1c, cfr. inoltre STF 9C_772/2007 del 26 febbraio 2008 consid. 3.2, B 127/04 del 21 aprile 2005, consid. 4.1, riassunta in RSAS 2005 p.
549; B 96/01 del 10 luglio 2003, consid. 3.3, riassunta in RSAS 2004 p. 449; B
36/01, consid. 1, riassunta in RSAS 2003 p. 511, e B 100/00 del 16 febbraio
2001, consid. 2; Pratique VSI 1998 p. 126; STFA B
100/00 del 16 febbraio 2001). Non è invece decisivo
essere assicurati quando sorge l'invalidità vera e propria; il richiedente deve
essere assicurato al momento dell'insorgenza dell'incapacità lavorativa che ha
condotto all'invalidità, non necessariamente quando insorge l'invalidità oppure
il peggioramento della stessa (SZS 2002 p. 155; DTF 123 V 264 consid. 1b; STFA
6 marzo 1996 nella causa S.P; SZS 1995 p. 465 consid. 4, 1994 p. 469; STFA 20
luglio 1994 nella causa R. consid. 2). Questa soluzione è stata voluta per
sopperire ad eventuali lacune assicurative, nel caso in cui il datore di lavoro
disdica il contratto precedentemente alla decorrenza dell’anno di attesa
necessario ai fini dell’erogazione della rendita AI e quindi della rendita LPP
(art. 29 cpv. 1 lett. b LAI; DTF 123 V 263 consid. 1, 120 V 116 consid. 2b;
STFA 6 marzo 1996 nella causa S.P, citata anche in bollettino UFAS n. 36). Di
conseguenza il fondo di previdenza presso cui era assicurato il dipendente al
momento dell’intervenuta incapacità lavorativa è obbligato a versare le
prestazioni di invalidità, anche se al momento del riconoscimento della stessa
il rapporto assicurativo era già stato sciolto (SVR 1998 BVG Nr. 14; DTF 118 V
98). I medesimi principi valgono in materia di previdenza più estesa, in
assenza di disposizioni statutarie divergenti (SVR 1994 BVG Nr. 14; DTF 117 V
332 consid. 3).

 

                               2.6.   Nel
caso in esame, secondo l’art. 45 cpv 1 del regolamento di CV 1, nella versione
applicabile in concreto, “in linea di principio, la Fondazione si basa sulla
decisione d’invalidità dell’AI e sul grado d’invalidità da essa determinato”. 

                                         L’art. 47 cpv. 1 lett. a del regolamento dispone che “hanno
diritto alle prestazioni d’invalidità le persone invalide per almeno il 40% ai
sensi dell’AI che risultavano assicurate nel momento in cui è insorta
l’incapacità al lavoro la cui causa è all’origine dell’invalidità”. 

                                         Infine,
ai sensi dell’art. 51 del regolamento il grado d’invalidità è disciplinato come
all’art. 24 cpv. 1 LPP.

 

                               2.7.   Secondo
la giurisprudenza, l’art. 23 LPP persegue anche lo scopo di delimitare la
responsabilità tra più istituti di previdenza. La questione si pone ad esempio
nel caso in cui il lavoratore, già colpito nella sua salute in una misura atta
a influenzare la sua capacità di lavoro, entra al servizio di un nuovo datore
di lavoro e viene in seguito posto al beneficio di una rendita di invalidità.
In tale ipotesi, a determinate condizioni, le prestazioni vanno versate dal
precedente istituto di previdenza e non dall'attuale (DTF 123 V 264 consid. 1c,
120 V 117 consid. 2c e 120, dove é precisato che "l'art. 23 LPP vise quant à lui à prolonger la responsabilité de l'institution
de prévoyance au-delà de l'affiliation, lors de la survenance de l'éventualité assurée"; cfr. anche SZS 2002 p. 156 consid. 2b; STFA B
64/99 del 6 giugno 2001).

 

                                         Affinché
il precedente istituto di previdenza sia tenuto a versare la prestazione
d’invalidità, l’incapacità di lavoro deve essersi manifestata in un’epoca in
cui l’assicurato era affiliato presso quell’istituto e deve inoltre sussistere
fra detta incapacità e l’invalidità uno stretto nesso materiale e temporale. Vi
è connessione materiale se il danno alla salute all’origine dell’invalidità è
essenzialmente lo stesso che si è già manifestato durante l’affiliazione al
precedente istituto di previdenza e che ha causato un’incapacità di lavoro. La connessione
temporale presuppone che l'assicurato, dopo l'insorgenza dell'inabilità
lavorativa, non sia ridivenuto abile al lavoro per lungo tempo. Tale
connessione è interrotta se, durante un certo periodo, l'assicurato è
nuovamente abile al lavoro, ritenuto comunque che un breve periodo di
remissione non basta per interrompere il rapporto di connessione temporale (DTF
130 V 275 consid. 4.1; SZS 2002 p. 156; DTF 123 V 264 consid. 1c e 120 V 117
consid. 2c; già citata STFA non pubblicata del 6 giugno 2001). In tal caso il
vecchio istituto di previdenza è liberato da qualsiasi obbligo (DTF 120 V 117;
Moser, Die zweite Säule und ihre Tragfähigkeit, 1993, p. 210). 

 

                                         Quindi,
ai fini del versamento delle prestazioni di invalidità della previdenza professionale
obbligatoria dev'esserci un nesso materiale e temporale stretto tra l'incapacità
di lavoro e l'invalidità. Il nesso materiale è, come accennato, dato se il
danno alla salute alla base dell'invalidità è in sostanza il medesimo che ha causato
l'incapacità lavorativa. Questo presupposto non è realizzato per esempio se
l'incapacità lavorativa è riconducibile ad un dolore dorsale, mentre l'invalidità
ad una malattia psichica e dagli atti non emerge che vi sia un'interazione tra
le due affezioni (SZS 2003 p. 361).

                                         Secondo
la giurisprudenza, può esservi un nesso materiale tra l’incapacità lavorativa
per motivi somatici, sorta durante la copertura assicurativa e sui cui è stato fondato
il diritto ad una rendita dell’AI, anche nel caso in cui la stessa incapacità
sia stata fondamento di successive prestazioni previdenziali per motivi
psichici. Necessaria, ma non sufficiente condizione, è che il danno alla salute
psichico si sia già manifestato durante il periodo di assicurazione e che abbia
visibilmente marcato il decorso della malattia (Vetter-Schreiber,
Berufliche Vorsorge, 2a edizione, 2009, ad art. 23 n. 25 p. 82 con riferimenti
a STF B 46/06 del 29 gennaio 2007 consid. 3.3 e STF 9C_772/2007 del 26 febbraio
2008 consid. 4.2; cfr. anche STF 9C_597/2008 del 3 dicembre 2008 consid. 2.2.2 con riferimenti; cfr. Hürzeler, in Schneider/Geiser/Gächter,
Commentaire LPP et LFLP, art. 23, n. 24, p. 350).  

                                         Tuttavia, nel caso in cui le affezioni somatiche e psichiche possono
essere chiaramente distinte, non vi è un nesso materiale se durante il rapporto
di previdenza la diminuzione della capacità lavorativa non era dovuta a motivi
psichici che hanno finalmente condotto all’invalidità, ma a degli elementi
somatici non invalidanti (Hürzeler, in op. cit, art. 23, n. 24, p. 351
con riferimento a STF 37/06 del 22 settembre 2006 conisd. 3.3).
Non vi è parimenti una connessione materiale tra una sintomatologia somatica e
somatoforme e la susseguente depressione, manifestata in modo rilevante dopo il
rapporto previdenziale (Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 23 n. 25 p.
82 con riferimento a STF B 73/05 del 3 maggio 2006; riportata anche da
Hürzeler, op. cit. art. 23, n. 24, p. 35). 

 

                                         Nella
sentenza 6 dicembre 2007, pubblicata in DTF 134 V 20, il TF, apportando dei
chiarimenti a quanto stabilito dalla precedente giurisprudenza, ha in particolare
precisato che determinante per l’insorgenza dell’incapacità lavorativa ai sensi
dell’art. 23 lett. a LPP è l’inabilità nell’attività precedentemente svolta, mentre
il nesso temporale si determina sulla base dell’incapacità lavorativa, rispettivamente
della capacità lavorativa in un’attività ragionevolmente esigibile confacente
con il danno alla salute; questa deve permettere di conseguire, per rapporto
all’attività abituale, un reddito escludente il diritto ad una rendita (consid.
5.3).

                                         

                               2.8.   Nel
caso in esame, dagli atti AI richiamati dal TCA risulta che l’Istituto di previdenza
convenuto non ha partecipato alla procedura (sugli
effetti di una tale partecipazione: cfr. DTF 132 V 1; 129 V 73), avendo ricevuto per consultazione la documentazione medica
richiesta ma non il progetto di assegnazione rendita 17 settembre 2009 e la
susseguente decisione 26 maggio 2009. 

 

                                         Questo
TCA può liberamente accertare, senza quindi il vincolo
AI (cfr. STF B 68/06 del 31 agosto 2007 consid. 5), se una eventuale
limitazione della capacità lavorativa rilevante ai fini previdenziali (di almeno
il 20%) sia insorta prima della decorrenza, il 20 gennaio 2008, del termine di
attesa ex art. 28 cpv. 1 lett. b LAI. Infatti, secondo giurisprudenza l'accertamento
dell'inizio del diritto alla rendita da parte degli organi AI non esclude che
l'incapacità di lavoro conferente il diritto a prestazioni di invalidità della
previdenza professionale possa già essere subentrata, foss'anche in misura
ridotta, prima dell'inizio dell'anno di carenza secondo l'AI (cfr. SZS 2003 p. 45 e SZS 2005 p. 241; STFA B 81/03 del 9 novembre 2004 e
B 47/98 dell’11 luglio 2000).

 

                               2.9.   Nella
fattispecie concreta l’attrice non contesta la decorrenza del diritto alla rendita
fissato dall’AI, ma sostiene che la patologia psichiatra di cui soffre sia la
conseguenza delle diverse affezioni somatiche e delle complicazioni insorte a
seguito dei diversi interventi chirurgici e ricoveri risalenti a periodi in cui
era assicurata presso la fondazione convenuta. 

 

                                         CV
1 evidenzia invece che l’inizio del termine di attesa, che ha portato alla rendita
AI, è da porre al 20 gennaio 2008 allorquando l’attrice non era più assicurata
presso di lei e che comunque l’affezione all’origine dell’invalidità non è la
stessa che si è manifestata durante l’affiliazione.

 

                             2.10.   Come
detto, l’Ufficio AI ha posto l’inizio dell’incapacità lavorativa durevole al 20
gennaio 2008 (conformemente al rapporto 17 giugno 2008 del medico curante), con
il successivo diritto alla rendita intera, scaduto l’anno di carenza ex art. 28
cpv. 1 lett. b LAI, dal 1° gennaio 2009 principalmente per motivi psichiatrici,
facendo riferimento alla perizia 7 marzo 2009 del dr. __________, psichiatra e
psicoterapeuta.

 

                                         Ora,
dall’attento esame degli atti medici questo TCA non può concludere che durante
l’affiliazione presso il Fondo di previdenza convenuto vi fosse già
un’incapacità lavorativa di almeno 20% per motivi psichici.  

                                         Non
si misconosce che vi sia stato un certo legame tra le svariate patologie somatiche
e la successiva problematica psichica. Come indicato in petizione, nella
perizia psichiatrica 7 marzo 2009 il dr. __________ aveva concluso che “… si
tratta di una donna 52enne, di professione segretaria, sposata, madre di due
figli maggiorenni, senza antecedenti psichiatrici di rilievo, che nel contesto
di numerosi problemi somatici (carcinoide bronchiale e stato dopo resezione del
lobo polmonare superiore medio a destra, infarto miocardio acuto, ipertensione
arteriosa) ha sviluppato uno stato ansioso depressivo ingravescente che
ha necessitato l’intervento di uno specialista (lo psichiatra dr. __________),
che nel suo certificato del 14 gennaio 2009 ha attestato la presenza di un’importante disagio di rilevanza clinica (grave sofferenza depressiva)” (sottolineatura
del redattore). 

                                         Tuttavia
va fatto presente che le prime manifestazioni di una certa gravità dell’affezione
extrasomatica possono essere situate successivamente al 1° gennaio 2008,
giorno di affiliazione dell’attrice, per il tramite del suo datore di lavoro, a
CV 1. In questo senso, rettamente la convenuta ha evidenziato che il succitato
perito, dopo aver rilevato che l’attrice “è stata dichiarata inabile in
misura completa a partire dal 21.1.08 a causa di uno stato d’ansia con
importante somatizzazione, caratterizzata da palpitazioni, disturbi respiratori
ed alimentari e insorgenza di un quadro ansioso-depressivo del 14.01.09”,
ha aggiunto che “la situazione psicofisica è peggiorata anche in seguito al
licenziamento avvenuto in giugno 2008”. 

 

                                         Inoltre,
durante il soggiorno alla Clinica __________ (2 – 22 maggio 2008) il dr. __________
aveva riscontrato una sindrome mista ansioso-depressiva (ICD-10 F 41.2) di entità media (cfr. relativo rapporto 15 luglio 2008 negli atti AI) e dal novembre 2008
essa è seguita dal dr. __________, specialista in psichiatria e psicoterapia
(cfr. rapporto 13 febbraio 2009 del dr. __________ in atti AI, doc. VII). In
questo contesto si situano le osservazioni 29 aprile 2011 del legale
dell’attrice alle risposte 20 aprile 2011 del medico curante, dr. __________
(doc. X). Essa ha pertitentemente evidenziato che “… emerge con chiarezza
come nel periodo compreso fra il 2001 ed il 2006 – anno in cui alla signora AT
1 sono stati diagnosticati un carcinoide del polmone destro e un aneurisma
all’aorta – l’attrice non ha mai presentato alcun problema rilevante di
natura psichica” (sottolineatura del redattore). 

                                         L’inizio
della rilevante incapacità lavorativa, causante la successiva invalidità, è
piuttosto da situare nel mese di gennaio 2008, allorquando l’attrice era assicurata
a __________.

 

                                         Quindi, ricapitolando, non si può dedurre che la sindrome ansioso-depressiva,
cha ha portato alla successiva invalidità, si sia manifestata durante l’affiliazione
presso CV 1. Mancando il nesso materiale, l’istituto previdenziale non è
obbligato a versare prestazioni d’invalidità. 

 

                                         La
petizione dev’essere pertanto respinta. 

 

 

                             2.11.   Essendo
la presente procedura gratuita (art. 73 cpv. 2 LPP in relazione all’art. 20
cpv. 1 LPTCA), contrariamente a quanto richiesto dal Fondo di previdenza convenuto,
all’attrice, sebbene soccombente, non sono accollate tasse e spese di giustizia.

 

                                         Alla
convenuta, rappresentata da un avvocato, seppur vincente non
sono assegnate ripetibili. Infatti, conformemente alla giurisprudenza, nessuna indennità per ripetibili è di regola assegnata alle autorità
vincenti o agli organismi con compiti di diritto pubblico. Ciò vale anche per
gli istituti di previdenza (DTF 126 V 149 consid. 4, 118 V 169 consid. 7).

 

 

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   La
petizione è respinta.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti