# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a7183f8e-a5e0-5203-87bf-931adf405249
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-05-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 24.05.2018 36.2018.18
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2018-18_2018-05-24.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  36.2018.18-19

   

  IR/sc

  	
  Lugano

  24 maggio 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
						

statuendo sul ricorso del 9 marzo 2018 formulato da

 

	
   

  	
  1. RI
  1  

  2. RI
  2  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 22 febbraio 2018 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle
  prestazioni, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione sociale contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                                  A.   RI
1, 1992, salariato dal febbraio 2017, e la moglie RI 2, 1991, salariata dal gennaio
2016, entrambi assicurati presso __________ per la copertura obbligatoria delle
cure medico sanitarie, hanno postulato la riduzione del premio dell’assi-curazione
obbligatoria contro le malattie per il 2018 con l’inoltro del formulario
previsto a tale scopo. La coppia è domiciliata a __________. I signori __________
si sono sposati il 30 ottobre 2015 e non hanno figli.

 

                                  B.   Alla
richiesta di riduzione dei premi la coppia ha annesso la decisione di tassazione
relativa al 2015 da cui emergono redditi lordi per complessivi CHF 72'812.-
(doc. 1). Alla luce della situazione economica dei signori __________ la Cassa
ha accertato manualmente i redditi conseguiti dagli assicurati (scritto 18 agosto
2017 nel plico 1) ritenendo un guadagno mensile della signora RI 2 mediamente
poco superiore ai CHF 1'600.- mentre per il marito un reddito variabile con
mensilità importanti (CHF 4'707,15 per marzo 2017) e mensilità decisamente
inferiori (CHF 2’263,55 per agosto 2017). Dopo avere ritenuto i redditi medi
l’amministrazione ha respinto la richiesta di sussidio con decisione 17
novembre 2017 (doc. 2).

 

                                  C.   Con
reclamo del 27 novembre 2017 (doc. 3) i signori __________ hanno contestato il
provvedimento, da un lato per la carenza nella motivazione e poi per
l’insufficienza dei loro redditi. Il signor RI 1 ha precisato di lavorare
tramite un’agenzia e senza garanzie, con il percepimento di una paga minima, la
signora RI 2 ha invece terminato di percepire le indennità di disoccupazione
con peggioramento delle condizioni economiche. Dopo avere accusato ricevuta del
reclamo il 28 dicembre 2017 (doc. 4), la Cassa ha verificato i calcoli operati
(doc. 5). Le parti hanno avuto degli scambi di posta elettronica nel gennaio
2018 (doc. 6) e, con scritto 1° febbraio 2018, l’amministrazione ha chiesto
agli assicurati di fornire i necessari dati di reddito per la verifica del loro
diritto al sussidio al di fuori della tassazione applicabile (doc. 7). I
coniugi __________ hanno trasmesso alla Cassa cantonale di compensazione un
plico di documenti, pervenuto il 12 febbraio 2018, tra cui emerge il
certificato di salario di RI 1 per il 2017 indicante un salario netto di CHF
40'721.-, quello della moglie per l’attività svolta in seno alla __________ di __________
rilevante un reddito di CHF 11'129.-, l’attestazione del versamento di rendite
alla signora RI 2 per complessivi CHF 15'684.-, sempre riferiti al 2017, nonché
copia della tassazione 2016 indicante redditi lordi per complessivi CHF 79'102.-.
A questi documenti i ricorrenti hanno aggiunto attestazioni relative agli
ultimi stipendi percepiti (plico doc. 8).

 

                                  D.   Dopo
avere vagliato la documentazione e verificato i calcoli (doc. 9) la Cassa ha
respinto il reclamo dei signori __________ considerando un reddito disponibile di
complessivi CHF 49'377.- superiore al limite di reddito massimo che consente la
riduzione del premio per un’unità di riferimento composta da due adulti (CHF
41'651,20). I signori __________ si sono aggravati mediante ricorso del 28 febbraio
2018, inoltrato direttamente alla Cassa (doc. 11), con cui contestano la sufficienza
delle loro risorse economiche per fronteggiare i premi, indicano di non rilevare
nessuna differenza rispetto all’anno precedente quando comunque avevano
ottenuto un sussidio e di non comprendere le ragioni di tale differenza.
L’amministrazione ha trasmesso ai ricorrenti uno scritto in cui ha spiegato
l’iter procedurale seguito (doc. 12). I signori __________ hanno quindi
inoltrato (datato 9 marzo 2018) al Tribunale cantonale delle assicurazioni il
medesimo testo in precedenza spedito all’amministrazione (doc. I di tenore
uguale al doc. 11). Sollecitati dalla Cancelleria del Tribunale cantonale delle
assicurazioni (doc. II scritto del 13 marzo 2018) essi hanno prodotto la
decisione impugnata il 16 marzo successivo (doc. III).

                                         Invitata
a esprimersi in merito al gravame (doc IV del 21 marzo 2018), la Cassa cantonale
di compensazione, con risposta del 17 aprile 2018 (doc. V), ha postulato la
reiezione del ricorso con argomenti che saranno ripresi, dove necessario, in
corso di motivazione.

 

                                  E.   Ai
ricorrenti è stata offerta la possibilità di esprimersi sulla risposta di
causa. Il giudice delegato, con scritto 26 aprile 2018, ha interpellato le
parti per ottenerne precisazioni sulla fissazione del reddito lordo al di fuori
della tassazione applicabile (doc. VI). La Cassa cantonale di compensazione ha
preso posizione in merito il 4 maggio 2018 (doc. VII) mentre i ricorrenti non
hanno comunicato nulla al Tribunale cantonale delle assicurazioni. Lo scritto 4
maggio 2018 della Cassa è stato trasmesso ai signori __________ con facoltà di
esprimersi in merito, ciò che essi non hanno fatto.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                                   1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove).

Il TCA può
quindi decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell’art. 49
cpv. 2 Legge sull’organizzazione giudiziaria come a costante giurisprudenza del
Tribunale federale (fra le ultime, STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015 consid.
5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell’11
luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7
novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del
21 luglio 2003).

 

Per una
critica dottrinale della STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015 in cui il Tribunale
federale, giudicando a corte completa, ha annullato una decisione del Tribunale
cantonale delle assicurazioni del Cantone Ticino siccome emanata a giudice
unico, apparentemente instaurando così una nuova e più restrittiva prassi
rispetto al passato, cfr. Ivano Ranzanici:
La possibilità concessa dall’art. 49 cpv. 2 LOG alla Sezione di diritto
pubblico del Tribunale di Appello di emanare giudizi monocratici alla luce
della recente giurisprudenza federale, in RtiD I – 2016, pagg. 307 e segg., in
particolare ad 4.3.3 pag. 328 e segg.

 

Va inoltre
segnalato che in giudizi successivi, in particolare nella STF 1C_569/2015
dell’11 novembre 2015, l’Alta Corte ha confermato la sua costante prassi
antecedente il 31 agosto 2015, senza quindi riprendere il giudizio criticato in
Ticino per i suoi effetti negativi (Ranzanici,
op. cit., n. 4.3.3 pag. 328 seg.).

 

                                   2.   A norma dell’art. 76 cpv. 1 e
2 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito),
contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima
legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento,
ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono
impugnabili al Tribunale cantonale delle assicurazioni le decisioni emanate su
reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale
delle assicurazioni è quindi competente a esaminare i ricorsi in materia. In
concreto il ricorso è ricevibile siccome tempestivo e motivato in maniera
comunque sufficiente.

 

                                         Nel
merito

 

                                   3.   Dal 2012 le norme della Legge
Cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), che reggono la
riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie
(RIPAM l’acronimo è utilizzato sia nei lavori preparatori che
dall’amministrazione nei suoi allegati), hanno subito una modifica sostanziale.
Il titolo IV della legge è radicalmente cambiato a seguito dell’approvazione
della Legge 24 giugno 2010 (Bollettino Ufficiale 2010, 297). Il legislatore ha
previsto un nuovo sistema di attribuzione dei sussidi, conformemente al dettato
degli art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più efficace l’aiuto sociale, la
precedente normativa aveva mostrato talune lacune e, soprattutto, per ottemperare
gli obiettivi di politica sociale cantonale valuti con l’adozione della Legge
sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (in questo
senso il Messaggio 15 settembre
2009 del Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di modifica della
LCAM, a pagina 7, ed il relativo Rapporto
della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina
1, per maggiori dettagli e specifiche si veda: Ivano
Ranzanici, La riduzione dei premi dell’assicurazione malattia; tesi
pubblicata nella collana AISUF [n. 364], edita da Schulthess Verlag Zurigo,
2016, in particolare il capitolo 14, p. 357 e ss.). Il Consiglio di Stato, con
il disegno di legge, e il Parlamento, promulgando le norme, hanno voluto
rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi
distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione
del diritto al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile,
maggiormente indipendente da scelte di politica fiscale. D’altro canto
l’esecutivo prima ed il Parlamento poi hanno voluto maggiormente considerare il
contesto famigliare in cui l’assicurato vive passando da una valutazione
riferita alle persone sole ed alle famiglie (definite in maniera restrittiva,
si veda in merito l’art. 25 v. LCAMal) all’unità di riferimento definita nel
nuovo art. 26 LCAMal.

 

                                         Le nuove norme tendono a
conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla
realtà sociale e vogliono, come detto, considerare maggiormente la diversa
capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle
loro dimensioni. Il nuovo sistema adottato non tende però solo ad evitare “gli
effetti indesiderati” del precedente ma anche a “tenere conto della reale
situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito dell’assicurazione di base …
con l’introduzione del premio medio di riferimento” che sostituisce la
nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta.

 

                                         Il Cantone gode, nella
concretizzazione di quanto in materia di RIPAM prevede la LAMal, di ampio
margine di valutazione ed apprezzamento (Ranzanici,
tesi citata, capitoli 6.1.2.4. [p. 156] e 8 [p. 195 e ss.], in particolare
capitolo 8.4.5. [p. 207 e ss.]) ed è vincolato in particolare da quanto impone
l’art. 65 cpv. 1 bis LAMal secondo cui, per i redditi medi e bassi, i Cantoni
riducono di almeno il 50 per cento i premi dei minorenni e dei giovani adulti
in periodo di formazione (oltre all’obbligo d’informazione della popolazione in
merito al diritto di ottenere la riduzione dei premi e lo scambio di dati tra
Cantoni ed assicuratori). Spetta, infatti, ai Cantoni definire quali siano i
potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi definire gli assicurati di
condizione economica modesta. Il diritto cantonale è un diritto autonomo come
rammenta il Tribunale Federale nella sua costante giurisprudenza (DTF 122 I
343, 125 V 185 e 134 I 313) e compete al Cantone non solo fissare la procedure
ma decidere il modello da applicare per pervenire alla riduzione dei premi.

 

                                         Il Cantone accorda le
riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie
(art. 23 LCAMal) a fronte della presentazione di un’istanza scritta
accompagnata dalla necessaria documentazione (art. 25 LCAMal) da parte degli assicurati,
fatto salvo il caso dei beneficiari di prestazioni complementari all’AVS ed
all’AI nonché di prestazioni Laps (art. 42 e 43 LCAMal). Per gli assicurati
tassati in via ordinaria l’istanza deve essere di principio inoltrata entro la
fine dell’anno che precede l’anno per il quale il sussidio è richiesto. Se la
data è rispettata e se dati i presupposti l’aiuto sociale è versato dal 1
gennaio dell’anno di competenza (ed in costanza delle condizioni per l’aiuto
sociale lo stesso è versato per tutto l’anno). Se la domanda è tardiva e
formulata dopo il termine del 31 dicembre dell’anno che precede quello di
competenza, il diritto alla riduzione per gli assicurati in via ordinaria è
dato solo a partire dal mese seguente quello della presentazione della richiesta.

 

                                   4.   Il premio medio di
riferimento, necessario alla determinazione del diritto alla RIPAM, è
costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti come appena descritto e
del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore, ripartiti
per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2 LAMal). Il Consiglio di Stato stabilisce
annualmente il premio medio di rifermento per ogni singola categoria di
assicurati prevista dalla LAMal. Alla base del diritto alla riduzione del
premio è stato posto il reddito disponibile che è dedotto dai dati accertati
fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni singolo anno di
sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAM). La legge rinvia invece
al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di accertamento del
reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati relativi al periodo
fiscale determinante. Analogamente al reddito la sostanza è fissata sulla base
della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel suo annuale decreto, con
la precisazione però che va reintegrata la sostanza donata o ceduta in
usufrutto che deve essere computata nel calcolo (art. 30 a LCAMal). Per questa
ultima ipotesi occorre riferirsi alla situazione che emerge dall’ultima
tassazione che precede la donazione o cessione in usufrutto. Il regolamento di
applicazione della legge (RLCAM) 29 maggio 2012 all’art. 16, prevede che, in
queste ipotesi (sia che la cessione avvenga prima o durante il periodo fiscale
determinante), nel calcolo del reddito di riferimento siano considerati i
valori di sostanza antecedenti la rinuncia. I dati registrati nella tassazione
fiscale prima della donazione o della cessione in usufrutto sono riportati
anche sui periodi fiscali successivi e il rispettivo ammontare è ridotto
annualmente di CHF 10'000.00.

 

                                         L’art. 31 LCAMal definisce
il reddito disponibile. Lo stesso è determinato dalla somma di tutti i redditi
dell’unità di riferimento secondo la LT, cui va aggiunto un quindicesimo della
sostanza netta ritenuta nella tassazione dalla quale, contrariamente al diritto
previgente, non è più dedotta alcuna franchigia. Dall’importo così calcolato
sono ammesse specifiche deduzioni.

                                   5.   A partire dalla RIPAM 2015 il
legislatore ha introdotto il nuovo concetto di reddito disponibile massimo (Ranzanici, tesi citata, capitolo 15.2.
p. 474 e ss., in particolare 15.2.2. p. 476). Per tale norma la riduzione dei
premi è accordata sino al raggiungimento di un reddito disponibile massimo che,
per le UR senza figli, è definito con la formula di calcolo (ermetica)
seguente:

 

                                         RDM
= costante del 3,4 x 50% del limite di fabbisogno Laps senza computo della
pigione

 

                                         Se dell'UR fanno parte dei
figli la formula diviene ancor più complessa per cui:

 

                                         RDM = [costante del 3,9 + 1 – (n° dei figli) / 10] x
50 % del limite di fabbisogno Laps senza computo della pigione.

 

                                         Le due formule adottate dal
legislatore appaiono complesse. Esse fanno riferimento ai valori ritenuti
all’art. 10 Laps (considerato per il suo 50%), e ritengono due valori costanti
del 3.4 e del 3,9.

 

Nel corso
dei lavori preparatori (Messaggio
6982 del 10 settembre 2014 relativo alla modifica della Legge cantonale di
applicazione della LAMal del 26 giugno 1997), l’esecutivo cantonale ha voluto
inserire nella legge un “limite esplicito … (che) non dipende dai PMR …
L’introduzione di questo nuovo parametro consente … di non far aumentare o
quantomeno contenere l’aumento del numero dei beneficiari, nei redditi alti, a
dipendenza dell’aumento dei premi di cassa malati. Il RDM interessa ovviamente
le fasce alte di reddito, di modo che la sua introduzione equivale a prevedere
dei criteri di esclusione … per queste situazioni reddituali” (Messaggio
citato, p. 13).

 

Posto il
principio di fissare un reddito disponibile massimo il Messaggio ha indicato la
volontà di sostenere maggiormente le persone con figli a carico: “Dopo vari
approfondimenti d’impatto sulle differenti tipologie di UR, si ritiene di dover
considerare maggiormente le UR con figli a carico, perciò le famiglie monoparentali
e biparentali, piuttosto che le persone sole o le coppie senza figli” (Messaggio
citato, p. 13).

 

                                         Da queste considerazioni è
nata la scelta di proporre due formule di calcolo diverse e due diversi
parametri per determinare il RDM, a dipendenza della presenza di figli. Sono
quindi state proposte una costante del 3.4 per le persone sole e le coppie
senza figli computabili, e del 3.9 in caso di presenza di figli, ritenuto
comunque che l’esecutivo può cambiare tali costanti nel suo annuale decreto di
fissazione dei parametri l’attribuzione della RIPAM. Sempre nel suo messaggio
(p. 13) il Consiglio di Stato ha considerato che la riduzione dei premi: “è
una prestazione coordinata ai sensi della Laps …, il RDM è calcolato come un
multiplo del 50% del limite di RD Laps; per le UR con figli il multiplo aumenta
in funzione del numero di figli”.

 

                                         Per stabilire la costante
l’esecutivo ha presentato nel Messaggio (p. 14 e 15) specifiche tabelle di
verifica dell’impatto del calcolo ed ha considerato come il “valore delle
costanti … influenza l’importo del RDM: tanto minore è il valore della costante,
(quanto) minore è … l’importo del RDM e, di conseguenza, diminuisce  anche il
numero dei beneficiari con redditi alti”. La Tabella 2 (fonte IAS) illustra
i limiti di reddito massimo disponibile per tipologia di unità di riferimento
secondo la modifica di legge proposta (e poi accettata il 3 novembre 2014) e il
sistema precedente, con una chiara diminuzione dei redditi massimi, più elevata
per le coppie e le famiglie monoparentali.

 

                                         In sostanza le costanti
scelte dal Parlamento, e che il Consiglio di Stato (va ribadito) è abilitato a
determinare per ogni anno di sussidio a norma dell’art. 40 lett. c LCAMal, sono
il frutto di una valutazione operata dal legislatore e che ha considerato
redditi e composizione dell’UR, per determinare importi massimi al di sopra dei
quali la riduzione del premio è esclusa, compatibili (anche se inferiori) rispetto
al passato e conformi al dettato dell’art. 65 LAMal che vuole un aiuto sociale non
solo a chi è nel bisogno ma anche alle fasce medie.

 

                                   6.   Come anticipato per
determinare il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si
deve stabilire il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera semplificata
partendo dai dati fiscali) che si determina partendo dal reddito lordo
riportato dalla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di
tassazione determinato dal Consiglio di Stato, aumentato della quota parte
della sostanza computabile, dedotti i valori che la legge ammette in deduzione.
L’amministrazione si basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui
l’espressa base legale che consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali
necessari all’elabora-zione del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di
principio, necessario all’amministrazione acquisire altre informazioni
dall’assicurato medesimo o tramite terzi (v. Ranzanici,
tesi citata, capitolo 14.8. p. 387 e ss.) 

                                         Il RDS è stato fissato
considerando i concetti cardine del reddito disponibile in ambito Laps (sia per
quanto attiene i redditi computabili che per quel che riguarda le spese ammesse
in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una semplificazione nelle
operazioni amministrative alla luce del numero dei beneficiari della RIPAM.
Nella volontà del legislatore il RDS costituisce dunque un “reddito disponibile
di tipo operativo che precisa la reale capacità economica degli assicurati”,
ed è costituito dalla somma di ogni reddito, indipendentemente dalla sua fonte,
ritenuto nella tassazione fissata dall’esecutivo cantonale annualmente, cui va
aggiunta una quota della sostanza (1/15 della sostanza netta secondo la LT,
senza imputazione di franchigia alcuna).

 

                                         L’amministrazione è tenuta a
considerare il reddito da attività, principale rispettivamente accessoria, che
sia svolta in maniera dipendente e/o indipendente, quello della sostanza
(mobiliare od immobiliare), comprensivo quindi del reddito locativo proprio,
dei canoni di locazione (oggi non più distinguibili a livello di decisione di tassazione),
degli interessi su titoli od azioni, ed ogni altro simile che la Legge
Tributaria comprenda tra quelli imponibili. Si tratta inoltre delle indennità e
rendite delle assicurazioni sociali o private (rendite AVS o AI rispettivamente
LAINF o versate da un assicuratore malattia, ed ancora i versamenti di assicuratori
privati), nonché dei redditi di altra fonte considerati dall’autorità fiscale.
Non fanno parte della determinazione del reddito, secondo il Messaggio di
accompagnamento della novella legislativa, redditi di complemento del
fabbisogno vitale che sono esenti fiscalmente: assegni integrativi e di prima
infanzia, borse di studio, prestazioni complementari all’AVS ed all’AI,
prestazioni assistenziali ed assegni di grande invalido, e ciò alla luce della
particolare natura di questi redditi. Si tratta infatti di trasferimenti che
coprono spese supplementari rispettivamente prestazioni Laps successive
nell’ordine di priorità dei versamenti alla riduzione dei premi ed ancora di
trasferimenti (le PC) a favore di persone che non sono toccate dalla riforma
del sistema di determinazione e quantificazione della riduzione dei premi
dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (Messaggio, op. cit., pag. 16 in initio).

 

                                         Dai lavori preparatori
discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora
l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo determinato
dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS (si veda Ranzanici, tesi citata, n. 826, p. 433,
capitolo 14.8.6). Va sin d’ora osservato (come rammentato nelle STCA
36.2016.130-131 del 15 marzo 2017; 36.2015.78 del 2 febbraio 2015; 36.2011.31
del 9 settembre 2011, 36.2011.32 del 14 luglio 2011, 36.2011.19 del 16 giugno
2011, 36.2008.163 del 4 febbraio 2009; 36.2008.94 del 10 settembre 2008, fra le
ultime in ordine di tempo e STCA 36.1999.28 del 2 giugno 1999 e 36.2003.91 del
29 marzo 2004 fra le prime) che: "per costante giurisprudenza di
codesto TCA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà. L'amministrazione
è vincolata dalle comunicazioni delle autorità di tassazione. E' possibile
scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato solo se la stessa
contiene errori manifesti e debitamente comprovati. … l'assicurato deve
innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto
concerne i contributi delle assicurazioni sociali". Salvo casi
eccezionali, che ancora le norme del regolamento riservano (art. 14 RegLCAMal
del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13
novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal) ove viene eseguito un nuovo calcolo
autonomo indipendente dalla decisione di tassazione, sia l’amministrazione che
il Tribunale cantonale delle Assicurazioni debbono attenersi alla decisione di
tassazione fissata dal Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.

 

                                         L’art. 14 RLCAMal, prevede
in particolare, ai suoi capoversi 2 e seguenti che:

 

" 2La
Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG accerta, su richiesta, i dati necessari
per il calcolo del reddito di riferimento al di fuori o in assenza della
tassazione fiscale determinante in caso di: 

a)    cessazione
parziale dell’attività lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g)
del capoverso 1; 

b)   diminuzione
delle prestazioni, in forma di rendite e indennità giornaliere delle assicurazioni
sociali o private, o delle pensioni alimentari, rispetto al relativo dato
desunto dalla tassazione fiscale determinante; 

c)   diminuzione
del reddito da lavoro (da attività dipendente o indipendente) per altri fattori
oltre a quelli indicati alla lett. a), rispetto al relativo dato desunto dalla
tassazione fiscale determinante; 

d)   diminuzione
degli affitti percepiti, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale
determinante; 

e)   diminuzione
importante dei valori di sostanza desunti dalla tassazione fiscale determinante,
se l’utilizzo della sostanza è comprovato e giustificato per necessità primarie
proprie. 

3Nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2, in caso di
esistenza di sostanza e reddito della sostanza (immobiliare e mobiliare), i
dati necessari sono desunti dall’ultima tassazione fiscale cresciuta in giudicato
al momento dell’istanza. 

4I dati necessari nelle evenienze di cui ai capoversi 1
e 2 sono accertati mediante uno specifico modulo ufficiale che è recapitato
dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG. 

5Per le persone non residenti in Svizzera, assicurate
obbligatoriamente in Svizzera in ragione degli Accordi bilaterali CH/CE o della
Convenzione istitutiva dell’AELS, di cui alla lett. a) del capoverso 1, si richiamano
le disposizioni federali specifiche relative al calcolo del reddito
determinante.”

 

                                         In caso di diminuzione del
reddito conseguito comunicato all’am-ministrazione la Cassa procede alla
determinazione del diritto alla riduzione del premio al di fuori dei parametri
fiscali, accertando il reddito da ultimo conseguito dai membri che compongono
l’unità di riferimento.

 

                                   7.   Dall’importo del reddito
complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente
riconosciute dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva e
completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia fatto, gli
importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Commissione
della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il
Rapporto DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra essere stato
quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il
premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie
determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito, in merito
si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI,
IPG, AD, LAINF e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali
(secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000.00) nonché le spese per
interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo
massimo di CHF 3'000.00) . Altre spese quali l’affitto, altri premi
assicurativi (ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto),
imposte e tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni
nell’ambito della LAMal) o ancora per l’invalidità (per una critica si veda Ranzanici, tesi citata, p. 423 nota 803
e p. 437 e ss. note 833 e ss.), rispettivamente spese di gestione e
manutenzione immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od
ancora per doppia economia non possono essere considerate.

 

                                         Secondo le nuove norme la
spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e dimostrata
dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000.00. L’accento è posto
sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e riferibile,
nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La deducibilità, per il
Messaggio, sarebbe necessaria per “garantire una certa parità di trattamento
tra proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i proprietari di case …
gravati da un’ipoteca sulla casa primaria” (pag. 18). La giustificazione della
limitazione dell’im-porto sarebbe poi da ricondurre al favore che la LT fa ai
proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il valore locativo dell’im-mobile
non risponde in realtà mai sino in fondo a quello reale di mercato. Quindi
secondo il Messaggio (pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del riconoscimento tra i
redditi del valore locativo occorre – ma sino a CHF 3'000.00 al massimo –
ammettere una deduzione in caso di oneri ipotecari (si veda anche: Ranzanici, tesi citata, n. 790 e 800 e
801, p. 388 e 421 e seguente, nota a piè pagina 1211).

 

                                         La deduzione, così come
espressa all’art. 31 cpv. 1 LCAMal, non è però limitata ai debiti ipotecari.
Per evitare ai funzionari che applicano la LCAMal difficoltà amministrative per
accertare la natura degli interessi passivi versati (remunerazione di debiti
ipotecari o di debiti privati rispettivamente aziendali, od ancora di prestiti
al consumo) il legislatore ammette in deduzione, sino al limite citato, gli interessi
passivi che sono riconosciuti a livello fiscale. Una differenziazione non è
infatti precisata e deducibile dai dati cui la Cassa cantonale ha accesso
all’interno dei dati fiscali (art. 25 a LCAMal e 8 a RegLCAMal). La proposta
del disegno di legge non ha fatto oggetto di approfondimento da parte della
Commissione della gestione e delle finanze nel suo Rapporto con implicita
condivisone delle valutazioni dell’esecutivo. Di rilievo per ammettere la
deduzione dell’importo di CHF 3'000.-- è il riconoscimento degli interessi in
deduzione a livello fiscale, su quest’aspetto la volontà del legislatore appare
chiara.

 

                                   8.   Va indicato che per l’anno 2018,
l’esecutivo cantonale ha così fissato le basi di calcolo nel decreto esecutivo
del 15 novembre 2017:

a)  periodo fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di riferimento:
classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno 2015. 

b)  premio medio di riferimento per gli adulti: CHF 5’577.--, per i
giovani adulti CHF 5’119.-- e per i minorenni CHF 1’284.--. 

La costante
per il calcolo del reddito disponibile massimo è stata determinata, per l’unità
di riferimento senza figli in 3.2 e per l’unità di riferimento con figli in
4.5.

 

Il decreto
rammenta poi che per i proprietari o usufruttuari di sostanza immobiliare, ai
fini del calcolo del reddito disponibile di riferimento ai sensi dell’art. 30
LCAMal, il valore della sostanza immobiliare registrato nella tassazione di
riferimento di ciascun membro dell’unità di riferimento è maggiorato con la
percentuale di adeguamento prevista dall’Ufficio cantonale di stima.

 

                                   9.   In
concreto la Cassa si è correttamente scostata dai redditi conseguiti dai
coniugi __________ e riportati nella tassazione 2015 applicabile in concreto.
In effetti il reddito complessivo di oltre CHF 79'000.- è diminuito nel tempo,
successivamente al 2016, in particolare nel corso del 2017 per le ragioni
addotte dagli assicurati che qui non giova riportare.

 

                                         Il
nuovo reddito, quello da ultimo conseguito dagli assicurati, è stato
determinato sulla scorta dei documenti prodotti a richiesta della Cassa cantonale
di compensazione dagli stessi ricorrenti. In favore di RI 1 è stato ritenuto un
reddito di CHF 45'453.- e il reddito della moglie assomma a CHF 19'078.-. Queste
cifre sono il frutto del calcolo operato dalla Cassa dei redditi conseguiti e riportati
su base annua e non sono stati, come tali, specificatamente contestati dai
ricorrenti. I signori __________ non hanno proposto cifre diverse, precisandone
l’origine, e suggerito un reddito differente da quello ritenuto dall’amministrazione.
La loro contestazione è generica e fa riferimento al loro disponibile. Il
Tribunale, con scritto 26 aprile 2018 (doc. VII), ha interpellato
specificatamente la Cassa – sollecitando comunque parallelamente i coniugi __________
a fornire migliori informazioni in merito al loro reddito – per accertare nel
dettaglio se l’amministrazione ha determinato il reddito lordo, e quindi quello
disponibile dei ricorrenti, in maniera corretta. La Cassa ha preso posizione,
fornendo le informazioni richieste, con lettera 4 maggio 2018 (doc. VIII), mentre
i ricorrenti sono rimasti silenti. Il reddito è stato calcolato in base ai
valori riportati nei documenti prodotti dagli stessi ricorrenti e riportato su
base annua. La fedefacenza del reddito stabilito va ammessa. Per il signor RI 1
è stato stabilito il reddito su una base di 327 giorni, valore poi riportato su
365 giorni, per la signora RI 2 i dati si riferiscono a 7 mesi e sono stati
correttamente riportati su 12 mesi. Il reddito della signora RI 2 è stato confermato
in CHF 19'078,30 su base annua e quello del signor RI 1 invece in CHF
45'453,10. Da tale reddito vanno dedotte le spese professionali al massimo
dell’importo deducibile (CHF 4'000.-) oltre ai premi medi di riferimento per
complessivi CHF 11'154.-. Dal reddito lordo complessivamente conseguito deve
quindi essere dedotto l’importo di complessivi CHF 15'154.- per le spese
professionali e i premi medi della cassa malati. Il reddito disponibile è
quindi di CHF 49'377.-, superiore purtroppo per i ricorrenti ai limiti che
consentono la riduzione dei loro premi di cassa malati come si vedrà più oltre.
Infatti, la formula per stabilire il valore del reddito massimo sussidiabile,
esplicitamente voluta dal legislatore con delega all’esecutivo per la
fissazione annua dei valori della costante, è la seguente (si faccia
riferimento alle considerazioni che precedono):

 

RDM = costante del 3,2 x 50% del limite di
fabbisogno Laps (senza computo della pigione).

                                         Ritenuto
che il limite Laps per il 2018 corrisponde alla somma di CHF 17'441 per il
titolare del diritto e CHF 8'591 per la prima persona supplementare dell’unità
di riferimento, in totale per l’UR in discussione quindi CHF 26'032, il reddito
massimo sussidiabile è di:

 

RDM = 3.2 x 50%
(CHF 26'032) = CHF 41‘651,20.

 

                                         Detto
importo è inferiore al reddito conseguito dai ricorrenti. Il ricorso va, conseguentemente,
respinto senza carico di tassa di giustizia e spese ai ricorrenti e senza
attribuzione di ripetibili.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il giudice delegato                                                Il
segretario

 

Ivano Ranzanici                                                   Gianluca
Menghetti