# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4c0526bc-ad7d-50ca-b302-fb5be2c65620
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-10-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.10.2003 34.2003.24
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2003-24_2003-10-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2003.24

   

  RG/sc

  	
  Lugano

  13 ottobre 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

vista la petizione del 10 aprile 2003
promossa da

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  __________
  

   

  in materia di previdenza professionale

  

 

 

 

ritenuto in
fatto che

                                         

                                     -   per
decisione 4 marzo 1988, cresciuta in giudicato, la Fondazione istituto
collettore LPP (in seguito: Fondazione) ha affiliato d’ufficio la __________ ai
fini dell’attuazione della previdenza professionale dei suoi dipendenti con
effetto retroattivo dal 1° gennaio 1987, l'affiliazione presso il precedente
istituto essendo stata sciolta con effetto dal 1. gennaio 1987;

 

                                     -   in base
ai salari notificati dal datore di lavoro, la Fondazione ha in seguito
stabilito l’ammontare dei contributi dovuti - per quanto qui interessa -
relativamente  al periodo 1. aprile 2001 - 30 set-tembre 2002, per un ammontare
complessivo di fr. 11'664, inviando al datore di lavoro i relativi conteggi con
richiesta di pagamento;

 

                                     -   a fronte
del mancato pagamento dell'importo dovuto, nell'ottobre 2002 la Fondazione ha
notificato al datore di lavoro una diffida di pagamento per un importo
complessivo ammontante - tenuto conto del bonifico nel frattempo eseguito di
fr. 172.80 nonché dell'addebito per spese di diffida di fr. 100 - a fr.
11'591.20;

                                     -   nel
dicembre 2002 la Fondazione ha quindi fatto spiccare dall'UE di __________ nei
confronti della __________ il precetto esecutivo no. __________per un importo
di fr. 11'591.20 oltre interessi del 5% dal 

                                         6
dicembre 2002 e spese per fr. 150;

 

                                     -   l’escussa
ha interposto opposizione;

 

                                     -   con la
petizione in oggetto la Fondazione ha chiesto al TCA di condannare la
__________ al pagamento dei summenzionati importi postulando altresì il rigetto
definitivo dell'opposizione interposta al precetto esecutivo dell'UE di
__________ nonché la rifusione di ripetibili; 

 

                                     -   la
convenuta non è intervenuta in causa, malgrado la fissazione di due termini da
parte del vicepresidente del TCA per la presentazione della risposta;

 

 

considerato
in diritto che

 

                                     -   la
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                     -   l'art. 11
cpv. 1 e 3 LPP impone al datore di lavoro che occupa lavora­tori da assicurare
obbligatoriamente di affiliarsi a un istituto di previdenza regolarmente
registrato;

 

                                     -   l’Istituto
collettore è un istituto di previdenza obbligato ad affiliare d’ufficio i
datori di lavoro che non adempiono al loro obbligo di aderire ad un istituto di
previdenza (art. 60 cpv. 1 e 2 lett. a LPP; cfr. art. 2 cpv. 1 dell’Ordinanza
concernente i diritti dell’istituto collettore in materia di previdenza
professionale);

 

                                     -   l’Ordinanza
citata precisa che il datore di lavoro deve versare all’Istituto collettore i
contributi dovuti per l’insieme dei salariati sottoposti alla legge con effetto
dal momento in cui avrebbe dovuto essere affiliato ad un istituto di previdenza
(art. 3; cfr. anche l'art. 3 delle condizioni di affiliazione);

 

                                     -   l’obbligo
contributivo del datore di lavoro, affiliato d’ufficio, non è mai stato
contestato e dev’essere ammesso;

 

                                     -   secondo
l’art. 66 LPP l’istituto di previdenza stabilisce nelle disposizioni
regolamentari l’importo dei contributi del datore di lavoro e dei lavoratori e
che il datore di lavoro è l’unico debitore dei contributi (Lüthy, Das
Rechtsverhältnis zwischen Arbeitgeber und Personalvorsorgestiftung, Zurigo
1989, p. 32); 

 

                                     -   in
concreto le modalità di calcolo dei contributi sono previste alla cifra 7 del
regolamento dell’Istituto collettore contenente le disposizioni generali, che
rinvia alla cifra VI/A del Piano di previdenza, in cui vengono definite in
dettaglio le percentuali applicabili al salario assicurato (doc. _);

 

                                     -   per la
cifra 7.1.2 delle disposizioni generali 

 

" 
La Fondazione finanzia inoltre i suoi oneri e i
suoi obblighi:

-   con il suo patrimonio e il reddito dello
stesso;

-   con le prestazioni di libero passaggio e i
versamenti unici;

-   con le prestazioni assicurative provenienti dal contratto
d'assicurazione;

-   con le quote di eccedenze provenienti dal contratto
d'assicurazione;

-   dalle sovvenzioni del fondo di garanzia in caso di sfavorevole
struttura d'età ai sensi dell'art. 58 LPP;

-   con gli indennizzi del fondo di garanzia ai
sensi dell'art. 56 LPP;

-   con eventuali capitali di fondazione trasferiti (fondi per le
misure speciali, fondi liberi della fondazione ecc.) dalle nuove aziende
affiliate;

-   con elargizioni e donazioni." (Doc. _)

 

 

                                     -   la
richiesta attorea non è stata contestata dalla ditta convenuta, la quale non è
intervenuta in causa, né precedentemente risulta aver sollevato obiezioni in
merito al calcolo dei contributi previdenziali allestito dall’attrice;

 

                                     -   il
calcolo effettuato risulta suffragato dalla necessaria documentazione;

 

                                     -   infatti,
le persone assicurate e i salari erogati risultano dai documenti di causa (doc.
_). Il calcolo del debito contributivo relativo al periodo in esame per
complessivi fr. 11'491.20 si fonda su questi elementi e su quelli ricordati al
paragrafo precedente;

 

                                     -   in quanto
stabilito conformemente alle disposizioni di legge e di regolamento, l’importo
di fr. 11'491.20 come pure l'addebito di fr. 100 per spese di diffida e fr.
150.-- per costi d'esecuzione (cfr. art. 4 cpv. 4 CA; cfr. Tariffa costi
amministrativi allegata alla convenzione d'adesione, doc. _; cfr. DTF 117 II
258) dev’essere pertanto confermato;

 

                                     -   la
Fondazione postula pure il versamento di interessi di mora al 5% dal 6 dicembre
2002 su fr. 11'591.20;

                                      

                                     -   poiché la
convenuta è palesemente in mora (art. 4 cpv. 3 e art. CA; art. 102 e 103 CO)
con il pagamento dei contributi, e il tasso del 5% richiesto corrisponde a
quello legale (art. 104 CO), la domanda dev'essere accolta;

 

                                     -   pertanto
la convenuta dev’essere condannata a versare 

                                         fr.
11'741.-- oltre a interessi del 5% dal 6 dicembre 2002 su 

                                         fr.
11'591.20;

 

                                     -   con la
petizione l’attrice chiede anche la pronuncia del rigetto definitivo
dell’opposizione interposta al precetto esecutivo no. __________ dell’UE di
__________;

 

                                     -   secondo
la giurisprudenza federale il creditore che "in seguito d'opposizione ha
fatto riconoscere i propri diritti conformemente all'art. 79 LEF, può chiedere
direttamente la continuazione dell'esecuzione senza dover esperire la procedura
speciale di rigetto dell'opposizione prevista dall'art. 80 LEF; lo stesso vale
laddove la decisione pronunciata ai sensi dell'art. 79 LEF sia emanata da
un'autorità o da un Tribunale amministrativo della Confederazione o del cantone
del foro dell'esecuzione (conferma della giurisprudenza). Occorre tuttavia che
il dispositivo del giudizio civile o della decisione amministrativa si
riferisca con precisione all'esecuzione in corso e rigetti formalmente
l'opposizione integralmente o fino a concorrenza di un determinato importo
(modifica della giurisprudenza)." Così la massima del DTF 107 III 60ss.

 

 

 

                                         Il
principio è che qualora il creditore segua la procedura dell'art. 79 e quindi
intenti un'azione in riconoscimento del credito non debba, vistosi riconoscere
definitivamente il credito, adire successivamente la procedura dell'art. 80 LEF
(cfr. T. Adler, "La mainlevée de l'opposition par une caisse-maladie dans
une poursuite pour dettes", in Droit privé et assurances sociales, Friborgo
1990, p. 241ss (251 e 252);

                                         

                                     -   la
presente sentenza varrà pertanto quale titolo per la prosecuzione
dell'esecuzione, per l’importo di fr. 11'741.20 oltre interessi del 5% dal 6
dicembre 2002 su fr. 11'591.20 senza che il creditore debba previamente
chiedere il rigetto definitivo dell'opposizione al giudice dell'esecuzione;

 

                                     -   secondo
l'art. 20 cpv. 1 LPTCA, applicabile in virtù dell’articolo 8 della LALPP, la
procedura è di principio gratuita;

 

                                     -   il TFA ha
tuttavia stabilito un’eccezione alla gratuità della procedura in caso di
introduzione di procedimenti temerari o per leggerezza (DTF 124 V 285-287; SZS
1998 pag. 64; DTF 118 V 319ss; STFA del 17 luglio 1998 in re T);

 

                                     -   secondo
la giurisprudenza un processo è temerario o sconsiderato se la parte fonda la
propria richiesta su fatti di cui conosce o dovrebbe conoscere l'inesattezza.
La temerarietà è tra l'altro data nel caso in cui una parte si attiene ad un
opinione palesemente illegale.

                                         Al
contrario non si può ritenere temerario colui che sottopone al giudice un
parere non arbitrario. Ciò vale anche quando pendente causa il giudice intende
convincere la parte dell'infondatezza della richiesta per indurlo a ritirare il
ricorso (DTF 112 V 334). La presentazione di un ricorso privo di esito favorevole
non significa che il gravame è temerario. Per ammettere la temerarietà la
carenza di esito favorevole dev'essere accompagnata da un fattore soggettivo:
la parte ha riconosciuto o poteva a riconoscere l'impossibilità di successo e
malgrado ciò ha introdotto il gravame (DTF 124 V 287/288; AHI Praxis 1998 p.
189; STFA del 13 luglio 1998 in re T).

                                         La
temerarietà è inoltre data nel caso in cui una parte viola un obbligo che le
compete (ad esempio l'obbligo di collaborare o di astenersi dal compiere un determinato
atto; DTF 124 V 288, 289; DTF 112 V 335).

 

                                         Nell'ambito
dell'azione in materia di contributi LPP il solo fatto di non intervenire in
causa non è sufficiente per ritenere temerario il comportamento del convenuto.
Tuttavia, in tale contesto il comportamento della controparte dev'essere
valutato tenendo conto anche dell'agire che l'interessato ha tenuto
precedentemente al processo. Se, quindi, il datore di lavoro o l'assicurato non
rispetta fatture e solleciti, provoca l'avvio di procedure esecutive e obbliga
l'Istituto di previdenza, malgrado una situazione palesemente infondata, a
inoltrare un'azione, tramite la presentazione dell'opposizione al precetto
esecutivo, e non interviene in causa, agisce in modo temerario. In simili
condizioni si può infatti ritenere che egli abbia messo in atto manovre
dilatorie passibili d’essere sanzionate tramite il pagamento di spese di
giustizia (DTF 124 V 288, 290; STCA del 28 gennaio 1998 in re FICLPP contro P
Sagl);

 

                                     -   nel caso
in esame la ditta convenuta non ha dato seguito alle richieste e diffide di
pagamento inviatele dalla Fondazione, ha interposto opposizione al precetto
esecutivo e non è intervenuta in causa (malgrado la fissazione di due termini
per la presentazione della risposta);

 

                                     -   alla luce
della suesposta giurisprudenza il comportamento della convenuta va considerato
temerario. Di conseguenza vanno poste a suo carico tasse e spese di procedura
per fr. 300.-- (cfr. STCA del 28 gennaio 1999 nella causa FICLPP
contro P. Sagl);

 

                                     -   il tema
della rifusione delle ripetibili non è regolato dalla LPP.

                                         L'art. 73
cpv. 2 LPP si limita a delegare ai Cantoni l'istituzione di una procedura di
ricorso semplice, spedita e di regola gratuita, in cui il giudice accerta
d'ufficio i fatti.

                                         Il
principio, enunciato sia dall'art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS (estensibile all'AI,
PC, IPG, AF contadini di montagna) sia dall'art. 108 cpv. 1 lett. g LAINF,
secondo cui il ricorrente vittorioso ha diritto a ripetibili, non può essere
applicato per analogia in materia di LPP. E neppure, per costante
giurisprudenza (DTF 114 V 228ss, 112 V 111 con riferimenti), il diritto a
ripetibili può essere dedotto dall'art. 4 CF così come non è deducibile
dall'art. 6 CEDU. Spetta ai cantoni prevederlo.

                                         Vi ha
provveduto, nel Ticino, la Legge di procedura per i ricorsi al Tribunale
cantonale delle assicurazioni, che prevede il "diritto nella misura
stabilita dal giudice al rimborso delle spese processuali, dei disborsi e delle
spese di patrocinio".

                                         Il
diritto è dunque riservato, analogamente alle norme di diritto federale
sopraccitate, al solo ricorrente.

                                         Il motivo
di questo privilegio è esposto dal TFA in DTFA 7 dicembre 1989 in causa D.W.,
pubblicata in RAMI 1990 U 98 p. 195 a proposito dell'art. 108 LAINF, precisando
che scopo della norma è di consentire all'assicurato, spesso socialmente
debole, di far valere in giustizia le sue pretese a prestazioni assicurative
senza esserne trattenuto dal timore di dover sborsare, in caso di soccombenza,
un'indennità alla controparte. Motivi analoghi presiedono all'esclusione del
diritto a ripetibili a favore di organismi adempienti funzioni di diritto
pubblico, sancito dall'art. 159 cpv. 2 OG in fine (112 V 49).

                                         In
materia di LPP il diritto a ripetibili dev'essere esclusivamente riservato al
convenuto-assicurato vittorioso in causa: le ripetibili sono in tale ipotesi
accollate all'assicuratore che ha introdotto la causa e l'ha persa.

                                         L'assicuratore
che vince la causa non ha, di regola, diritto a ripetibili (DTF 112 V 356, STCA
del 9 marzo 1992 in re F.P. c/S. SA; per le eccezioni vedasi: DTF 112 V 362,
RAMI 1992).

 

                                         Visto
quanto sopra la Fondazione, per altro non patrocinata in causa, ancorché
vittoriosa non ha diritto al rimborso di spese ripetibili.

 

                                      

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   La
petizione è accolta.

                                         §)     Di
conseguenza la __________ è condannata a versare alla Fondazione Istituto
collettore LPP, Agenzia della Svizzera italiana fr. 11'741.-- oltre interessi
del 5% dal 6 dicembre 2002 su fr. 11'591.20 a titolo di contributi e spese per
il periodo 1° aprile 2001 - 30 settembre 2002.

 

                                         §§)  E'
rigettata in via definitiva l'opposizione interposta al precetto esecutivo no.
__________dell'UE di __________ per l'importo di fr. fr. 11'741.-- oltre
interessi al 5% dal 

                                                 6
dicembre 2002 su fr. 11'591.20.

 

                                 2.-   La tassa di
giustizia e le spese per globali fr. 300.-- sono poste a carico della
convenuta.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti