# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 08bf1041-7918-5bb4-956b-fd059e02146f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-08-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.08.2006 42.2006.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2006-1_2006-08-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  42.2006.1

   

   

  rs/sdm

  	
  Lugano

  3 agosto 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 febbraio 2006
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 18 gennaio
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e
  dell'inserimento, 6501 Bellinzona

   

  in materia di assistenza sociale

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 27 settembre 2005 l’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento (USSI) ha assegnato a RI 1 una prestazione assistenziale
ordinaria di fr. 1'804.-- mensili a decorrere dal 1° ottobre 2005 (cfr. doc.
D).

 

                               1.2.   Il 18
gennaio 2006 l’USSI ha emesso una decisione su reclamo con cui ha accolto
parzialmente il reclamo interposto da RI 1 contro il precedente provvedimento
(cfr. doc. E). La prestazione assistenziale accordata dal mese di ottobre 2005
è infatti stata aumentata a fr. 1'969.-- (cfr. doc. H).

 

                               1.3.   Contro
la decisione su reclamo RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA,
esprimendosi come segue:

 

 

" 
(…)

1. La sottoscritta provvedeva all'inoltro del
contratto di tirocinio della figlia __________ contemporaneamente alla richiesta della borsa di studio.

 

(prove: allegato C / fotocopia
lettera trasmissione atti).

 

2. L'Ufficio del sostegno
sociale trasmetteva alla sottoscritta un nuovo calcolo della prestazione assistenziale, con la quale in particolare non veniva riconosciuto " l'eccedenza spesa per alloggio pari a fr./mese 430,00 ", (motivo del presente ricorso).

 

(prove: allegato
D / fotocopia nuova prestazione assistenziale).

 

3. La sottoscritta ricorrente
inoltrava reclamo il 03 ottobre
05, e riceveva la decisione sul
ricorso, che confermava sostanzialmente la precedente decisione, solamente il 20.02.2006, dopo numerose
telefonate e ben 2 raccomandate di
sollecito.

 

La sottoscritta chiede che
venga severamente censurato questo comportamento, che viene recepito come indebito mezzo di pressione e intimidazione.

 

(prove: - allegato E / fotocopia lettera reclamo

            - allegato F / fotocopia raccomandata
1 ° sollecito 

            - allegato G / fotocopia raccomandata 2° sollecito 

            - allegato H / fotocopia decisione
reclamo ).

 

4. La sottoscritta ricorrente occupa dal mese di
ottobre 2000 un appartamento di 41/2
locali ; il contratto era stato a suo
tempo approvato dall'Ufficio del sostegno
sociale per il nucleo famigliare composto fino al 2004 dalla sottoscritta e dai 3 figli, fino al 2005 con 2
figli, in seguito e fino al momento attuale con la figlia __________.

 

Il canone di
locazione ammonta a 1'500,00 fr./mese + 180,00 (anticipo spese), con scadenza
30 settembre e termine di disdetta per il 30 giugno.

 

Quando mi è stata
comunicata la deduzione di 430,00 fr./mese (unitamente ad altre deduzioni importanti) non potevo
più inoltrare la disdetta, salvo reperire un subentrante contemporaneamente
all'occupazione di un nuovo appartamento più piccolo (2 1/2 locali) perché sono impossibilitata a pagare 2 appartamenti.

 

Sono attivamente
alla ricerca di un subentrante, contemporaneamente ad un nuovo appartamento di
2 1/2
locali, oppure sono disposta
a lasciare, immediatamente
l'appartamento attuale se l'Ufficio del sostegno sociale si assume la doppia spesa fino alla
soluzione del problema.

In conclusione:

 

Sono già stata
duramente penalizzata con la decurtazione della prestazione assistenziale scaturita dal conteggio
della modesta entrata di mia figlia, e non posso assumermi anche la deduzione dell'eccedenza
per l'alloggio (che non posso
risolvere immediatamente anche con tutto il mio impegno e buona volontà). (…)" (Doc. I)

 

                                        

                               1.4.   L’USSI,
in risposta, ha postulato un’integrale reiezione del ricorso con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.5.   RI 1 ha
presentato ulteriori osservazioni il 18 marzo 2006 (cfr. doc. V), in merito
alle quali l’USSI si è pronunciato con scritto del 22 marzo 2006 (cfr. doc.
VII).

 

                               1.6.   Pendente
causa questa Corte ha invitato l’USSI a fornire alcune precisazioni (cfr. doc.
IX).

                                         L’Ufficio
resistente ha risposto il 5 aprile 2006 (cfr. doc. X).

 

                                         I doc. IX
e X sono stati sottoposti alla ricorrente per conoscenza con la facoltà di
presentare eventuali osservazioni (cfr. doc. XI). Essa è rimasta silente.

 

                               1.7.   Il 24 giugno
2006 RI 1 ha trasmesso al TCA copia della disdetta del contratto di locazione
relativo all’appartamento in Via __________ a __________ con effetto dal 30
settembre 2006 (cfr. doc. XII+bis).

 

                                         Il doc. XII+bis
è stato inviato per conoscenza all’USSI (cfr. doc. XIII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio
2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00;
STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre
2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del
22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).

 

 

                                      

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Preliminarmente
va evidenziato che la ricorrente ha censurato l’operato dell’USSI per avere
emanato la decisione su reclamo soltanto il 18 gennaio 2006 (il reclamo è stato
interposto il 3 ottobre 2006) dopo numerose telefonate e due raccomandate di
sollecito (cfr. doc. I).

 

                                         Al
riguardo il TCA rileva che il ricorso per ritardata giustizia (art. 29 Cost.) è
privo di oggetto, per mancanza di interesse degno di protezione, poiché l’USSI
ha comunque prolato il provvedimento in questione.

 

                                         Per
inciso questa Corte osserva che in ogni caso un lasso di tempo di tre mesi per
emettere la decisione su reclamo non appare eccessivo, in considerazione della
mole di lavoro a carico dell’USSI.

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è la questione di sapere se l’importo della prestazione
assistenziale riconosciuta a RI 1 a fare tempo dal mese di ottobre 2005 è o
meno corretto. 

 

                               2.4.   La garanzia
costituzionale del diritto al minimo vitale costituisce la base del sostegno
sociale regolamentato nelle leggi cantonali in materia di assistenza sociale (cfr.
consid. 2.5.; in proposito vedi l’art. 3 legge federale sulla competenza ad
assistere le persone nel bisogno).

                                         Va
comunque precisato che oltre ad assicurare la sopravvivenza, il sostegno
sociale promuove anche la partecipazione attiva alla vita economica e sociale
della comunità. Il sostegno sociale persegue, dunque, obiettivi che vanno oltre
il semplice raggiungimento del minimo vitale assoluto (cfr. Direttive “Concetto
e indicazioni per il calcolo dell’aiuto sociale” emanate dalla COSAS ediz.
2000, p.to A1 ed ediz. 2005 p.to A1). Esso rappresenta, infatti, un minimo
sociale e non solo un minimo di quanto assolutamente necessario per la
sopravvivenza (cfr. Consiglio di Stato Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002 relativo
alla modifica della legge sull'assistenza sociale, pag. 5). 

 

                                         In una
sentenza pubblicata in RAMI 2005 pag. 25 segg. il TFA ha rilevato che:

 

" 
(…) Im Bereich der Fürsorgeleistungen gilt der
Grundsatz der Subsidiarität. Danach besteht ein Anspruch auf Fürsorgeleistungen
erst dann, wenn eine betroffene Person die notwendigen Mittel nicht durch
Selbsthilfe, Leistungsverpflichtungen Dritter oder freiwillige Mittel Drittter
erhält (Wolffers, a.a. O., S. 71). Zu den Leistungsverpflichtungen Dritter
gehören auch die Leistungen der Sozialversicherung (Wolffers, a.a.O., S. 72).

Die fürsorgerische Unterstützung von Flüchtligen
richtet sich grundsätzlich nach den Normen der allgemeinen Sozialhilfe, sofern
die Asylgesetzgebung keine Sondernormen kennt (Wolffers, a.a. O., S. 184 f. und
191)." (RAMI 2005 pag. 30)

 

                                         La
garanzia costituzionale del diritto fondamentale a condizioni minime di
esistenza è sancita dall’art. 12 Cost. fed., il quale prevede che:

 

" 
chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere
a sè stesso ha diritto d’essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi
indispensabili per un’esistenza dignitosa."

 

A
tale proposito in una sentenza del 5 agosto 2004 nella causa B., 1P.294/2004,
pubblicata parzialmente in DTF 130 I 366 e in Cahiers genevois et romands de securité
sociale N° 33-2004, il Tribunale federale ha rilevato quanto segue:

 

"  (…)

4.-  L’art.
12 Cst. concerne le droit d’obtenir de l’aide dans des situations de détresse.
Cette disposition n’a pas pour objet de garantir un revenu minimum à chacun,
elle porte seulment sur les moyens indispensables à la survie dans une
situation de dénuement, tels que la nourriture, les vêtements, le gîte et les
soins medicaux (ATF 130 I 71 consid. 4.1 p. 75).
Aux termes de l'art. 1 LRMCAS, le revenu minimum cantonal d'aide
sociale a pour but d'éviter aux bénéficiaires le recours à l'assistance
publique. Celle-ci est prévue, à Genève, par la loi sur l'assistance publique
du 19 septembre 1980. Destinée aux personnes dépourvues des moyens nécessaires
à la satisfaction de leurs besoins vitaux et personnels indispensables, elle
est subsidiaire aux autres prestations sociales fédérales, cantonales et
communales (art. 1 al. 2 et 3 de cette loi). De toute évidence, elle constitue
précisément l'aide qui est garantie par l'art. 12 Cst. L'arrêt attaqué dénie au
recourant le droit de percevoir le revenu minimum cantonal d'aide sociale mais
il ne porte aucune atteinte à ses perspectives d'obtenir, au besoin,
l'assistance publique. Le moyen tiré de l'art. 12 Cst. est donc, lui aussi,
mal fondé."

 

                                         In un'altra sentenza del
18 marzo 2005 nella causa X., 2P.318/2004, pubblicata in DTF 131 I 166, il TF ha
precisato che:

 

"  (...)

3.1. Nach Art. 12 BV hat,
wer in Not gerät und nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen, Anspruch auf
Hilfe und Betreuung und auf die Mittel, die für ein menschenwürdiges Dasein
unerlässlich sind. Dieses Grundrecht garantiert nicht ein Mindesteinkommen;
verfassungsrechtlich geboten ist nur, was für ein menschenwürdiges Dasein
unabdingbar ist und vor einer unwürdigen Bettelexistenz zu bewahren vermag (BGE
130 I 71 E. 4.1 S. 74 f.; 121 I 367 E. 2c S. 373; Urteil 2P.148/2002 vom 4.
März 2003, E. 2.3). Der Anspruch umfasst einzig die in einer Notlage im Sinne
einer Überbrückungshilfe unerlässlichen Mittel (in Form von Nahrung, Kleidung,
Obdach und medizinischer Grundversorgung), um überleben zu können (BGE 130 I 71
E. 4.1 S. 75 mit Hinweisen). Diese Beschränkung des verfassungsrechtlichen
Anspruches auf ein Minimum im Sinne einer "Überlebenshilfe" (AB 1998
S 39) bedeutet, dass Schutzbereich und Kerngehalt zusammenfallen (BGE 130 I 71
E. 4.1 S. 75 mit Hinweis auf Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3.
Aufl., Bern 1999, S. 178). Die Formulierung "wer in Not gerät und nicht in
der Lage ist, für sich zu sorgen" soll klarstellen, dass für das Recht auf
Hilfe in Notlagen der Grundsatz der Subsidiarität gilt (BGE 130 I 71 E. 4.1 S.
75 mit Hinweisen).

 Art. 12 BV stellt ein leistungsrechtliches
Auffanggrundrecht dar (Markus Schefer, Die Kerngehalte von Grundrechten, Bern
2001, S. 338 f.). Dieses steht in engem Zusammenhang mit dem Schutz der
Menschenwürde nach Art. 7 BV und gilt wegen seines menschenrechtlichen Gehalts
nicht nur für schweizerische Staatsangehörige, sondern auch für Ausländer, und
zwar unabhängig von deren aufenthaltsrechtlichem Status. Auch illegal Anwesende
wie der Beschwerdeführer können sich auf Art. 12 BV berufen (BGE 121 I 367 E.
2d S. 374; vgl. auch BGE 130 I 1 und 82; 122 II 193; Kathrin Amstutz,
Anspruchsvoraussetzungen und -inhalt, in: Carlo Tschudi [Hrsg.], Das Grundrecht
auf Hilfe in Notlagen, Bern/Stuttgart/Wien 2005, S. 17; Dies., 2003, a.a.O., S.
29; Dies., Das Grundrecht auf Existenzsicherung, Bern 2002, S. 157; Malinverni/Hottelier,
a.a.O., S. 1351; Müller, a.a.O., S. 169; Uebersax, a.a.O., S. 39 f.; Alain Wurzburger,
La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers,
in: RDAF 53/1997 I, S. 343)." (STF del 18 marzo 2005 nella causa
X., 2P.318/2004, consid. 3.1.)

 

                                         Al riguardo cfr. anche STF
del 16 maggio 2006 nella causa X., 2P.67/2006, consid. 3.

 

                                         Il TFA,
dal canto suo, in una sentenza del 21 ottobre 2003, ha sottolineato che:

 

"  (…)

                                        4.2.3 Le recourant ne peut pas
non plus se prévaloir de l'art. 12 Cst. aux termes duquel quiconque est dans
une situation de détresse et n'est pas en mesure de subvenir à son entretien a
le droit d'être aidé et assisté et de recevoir les moyens indispensables pour mener
une existence conforme à la dignité humaine. Certes, cette disposition pose le
principe du droit à des conditions minimales d'existence pour toute personne
qui n'est pas en mesure de subvenir à ses besoins et fonde une prétention justiciable
à des prestations positives de la part de l'Etat (ATF 122 II 193 consid. 2/dd
p. 198; Auer/Malinverni/Hottelier, Droit constitutionnel suisse, vol. II : Les droits
fondamentaux, p. 685 et 689). Le contenu du droit à des conditions minimales d'existence
est défini par le législateur, auquel il incombe d'adopter des règles en matière
de sécurité sociale. Toutefois, si le droit à des conditions
minimales d'existence est un droit de l'homme qui appartient à toute personne
physique dans le besoin, quelle que soit sa nationalité et indépendamment de
son statut au regard de la police des étrangers (Auer/Malinverni/Hottelier, op.
cit. p. 688), il suppose un lien de rattachement avec la Suisse, telle la
résidence dans ce pays, condition qui n'est pas réalisée en l'occurrence."
(SVR 2004 IV N. 23 pag. 71)

 

                                         In merito
alla differenza tra aiuto sociale in senso lato e aiuto urgente in applicazione
dell’art. 12 Cost. vedi pure la sentenza del Tribunale federale del 9 febbraio
2005 nella causa X., 2A.692/2004.

 

                                         Anche
l’art. 13 della Costituzione cantonale ticinese riconosce quale diritto sociale
- a cui, quindi, ci si può appellare direttamente in giudizio - il diritto ai
mezzi necessari per condurre un’esistenza conforme alle esigenze della dignità
umana e alle cure mediche essenziali.

 

                               2.5.   L’intervento della pubblica
assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge
sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las). 

                                         Preliminarmente
va segnalato che tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state
adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre
2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

                                         Tali
modifiche sono state rese necessarie dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

 

                                         L’art. 1
Las stabilisce quanto segue:

 

" 
Lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei
diritti della persona, all’attribuzione delle prestazioni sociali stabilite
dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all’assistenza di
quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno. (cpv. 1)

Esse hanno lo scopo di favorire l’ inserimento
sociale e professionale dei beneficiari." (cpv. 2)

 

                                         Principio
basilare della Las è il diritto per il cittadino di beneficiare dell’assistenza
dello Stato qualora egli stia per cadere o sia caduto nel disagio. L’esistenza
del diritto è affermata a prescindere dagli obblighi assistenziali di natura
civile a favore dell’assistito (cfr. Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970
riguardante la legge sull’assistenza sociale, pag. 4).

 

                                         Come già
risulta dal consid. 2.4. in fine, nell’ambito dell’assistenza sociale vige il
principio della sussidiarietà.

                                         Al
riguardo l’art. 2 Las prevede:

 

" 
Le prestazioni assistenziali secondo questa
legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle
assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre
leggi cantonali. (cpv. 1)

In particolare le prestazioni assistenziali
propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite
le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)."  (cpv. 2)

 

                                         L’art. 13
Laps, attinente all’ordine delle prestazioni, enuncia:

 

" 
Le prestazioni sociali di complemento armonizzate
vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che: 

a) prima dell’erogazione delle prestazioni
sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni
al premio dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità
di riferimento hanno diritto; 

b) ogni prestazione va erogata sino al massimo
dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che
segue nell’ordine; 

c) nel calcolo di ogni prestazione vengono
computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto
o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

 

                                         Le prestazioni
assicurative e previdenziali sono, dunque, prioritarie rispetto alle
prestazioni assistenziali che hanno carattere complementare e suppletivo.
Inoltre, in base al principio di coordinamento delle prestazioni previsto dalla
Laps, le prestazioni assistenziali si situano all’ultimo posto nell’ordine di
priorità e vengono concesse unicamente quando il diritto a quelle precedenti è
esaurito (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002
relativo alla modifica della legge sull’assistenza sociale, pag. 2-3).

 

                                         Secondo l’art. 3 Las:

 

"  Le
prestazioni assistenziali devono essere adeguate ai bisogni e alle attitudini
della persona, in modo da prevenirne lo scadimento morale e materiale o da
consentirne un conveniente inserimento nella società."

 

Come evidenziato al
consid. 2.4., l’assistenza non deve soltanto procurare alla persona quei beni
materiali che le sono essenziali per la sussistenza, ma deve anche permetterle
di provvedere a una sua vita più degna nel contesto sociale, assicurandole
prestazioni adeguate alle sue attitudini e bisogni soggettivi, per far sì che
la persona stessa sia in grado di reinserirsi nella società (cfr. Consiglio di
Stato, Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970, pag. 5).

 

                               2.6.   Per quanto concerne il
titolare del diritto l’art. 5 Las prevede:

 

" 
Hanno diritto ai provvedimenti e alle
prestazioni della presente legge le persone con domicilio o dimora
assistenziale nel Cantone. (cpv. 1)

Le persone con sola dimora assistenziale hanno
per principio diritto unicamente a prestazioni o aiuti immediati. (cpv. 2)

Sono riservate le disposizioni del diritto
federale e dei trattati internazionali." (cpv. 3)

 

                                         Delle
eccezioni sono contemplate all’art. 6 Las:

 

" 
Il Consiglio di Stato disciplina la
determinazione, la concessione, la limitazione e la procedura delle prestazioni
assistenziali concesse a 

a) richiedenti l’asilo e 

b) persone bisognose di protezione non titolari
di un permesso di dimora. (cpv. 1)

Nello stabilire tali criteri il Consiglio di
Stato fa riferimento alle disposizioni federali sul rimborso ai Cantoni delle
spese cagionate da queste persone. (cpv. 2)

II Consiglio di Stato può affidare, mediante la
stipulazione di contratti di prestazione, la gestione di queste prestazioni ad
enti assistenziali pubblici o privati. (cpv. 3)."

 

                               2.7.   Secondo
l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti
preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette
(art. 17).

                                         Sono
queste ultime a essere coinvolte nel coordinamento e, parzialmente,
nell’armonizzazione delle prestazioni sociali previste dalla Laps (cfr.
Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

 

                                         Al
riguardo va rilevato che la Laps ha previsto per la Las la possibilità di
derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art.
2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4,
6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

 

                                         La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali
propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa
legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

                                         Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las). 

                                         Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8
maggio 2002, pag. 3).

                                         Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3 Las).

 

                                         Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

 

" 
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono
la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola
carattere ricorrente. (cpv. 2)."

 

                                         Ex art.
19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

 

" 
La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."

 

                                         L’art. 19
Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.

 

                                         La Las
rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale (COSAS) che corrisponde in lingua tedesca
alla “Schweizerische Konferenz für Sozialhilfe (SKOS), a cui peraltro il
Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.

 

                                         L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione
della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata (al riguardo
cfr. pure il consid. 2.5.).

 

                                         Il
Dipartimento della sanità e della socialità – DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento) -, il 12 gennaio 2005, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale, ha deciso, considerato, da un lato, che la COSAS
ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione delle «direttive per il
calcolo del sostegno sociale» che la Conferenza dei direttori cantonali delle
opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che il coordinamento con le
altre prestazioni sociali, l’organizzazione del sostegno sociale in Ticino,
come pure ragioni attinenti alla politica di bilancio del Cantone rendono
problematico un adeguamento integrale alle nuove direttive della COSAS - peraltro
non richiesto dall’art. 19 della Las -, che a far tempo dal 1° febbraio 2005 la
soglia di intervento corrisponde:

" 
A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

 

	
  Persona
  dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

  	
  Forfait
  globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Supplemento
  d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Totale

   

   

   

  (fr./mese)

  
	
  1
  persona

  	
   
  960.--

  	
  100.--

  	
  1060.--

  
	
  2
  persone

  	
  1469.--

  	
  100.--

  	
  1569.--

  
	
  3
  persone

  	
  1786.--

  	
  100.--

  	
  1886.--

  
	
  4
  persone

  	
  2054.--

  	
  100.--

  	
  2154.--

  
	
  5
  persone

  	
  2323.--

  	
  100.--

  	
  2423.--

  
	
  6
  persone

  	
  2592.--

  	
  100.--

  	
  2692.--

  
	
  7
  persone

  	
  2861.--

  	
  100.--

  	
  2961.--

  
	
  Per
  ogni persona supplementare

  	
  +
  269.--

  	
  -

  	
  +
  269.--

  

 

B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o
più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della
COSAS):

 

per unità di riferimento con più di due persone
di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un
supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più
anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di
queste persone." 

(FU 4/2005 del 14 gennaio 2005 pag. 246; BU
6/2005 dell’11 febbraio 2005 pag. 62-63)

 

                                         Il DSS il
20 gennaio 2006, sentito il parere dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento e della Divisione dell’azione sociale, ha
stabilito che per l’anno 2006 gli importi della soglia di intervento
corrispondono a quelli decisi per il 2005 (cfr. BU 4/2006 del 24 gennaio 2006
pag. 33-34).

 

                                         L'art. 20
Las definisce, invece, le prestazioni speciali:

 

" 
Le prestazioni speciali sono destinate a coprire
dei bisogni particolari, quali ad esempio: 

a) spese di formazione; 

b) franchigie, partecipazioni, spese dentarie e
spese straordinarie dovute a malattia o handicap; 

c) determinate assicurazioni; 

d) misure che favoriscono l’integrazione sociale
e l’inserimento professionale; 

e) spese di collocamento diurno di figli
minorenni; 

f) spese di collocamento in istituto; 

g) spese di sepoltura. (cpv. 1)

 

Possono inoltre essere concesse prestazioni
speciali per fare fronte per un periodo limitato a spese vincolate o per l’alloggio
superiori ai limiti previsti dall’art. 22. (cpv. 2)

Le prestazioni speciali possono essere cumulate
alle prestazioni ordinarie, o essere indipendenti quando le risorse del
beneficiario raggiungono o superano la soglia d’intervento ma non coprono il
bisogno specifico cui esse sono destinate. (cpv. 3)."

 

                                         Le
prestazioni speciali si distinguono da quelle ordinarie, poiché rispondono a
bisogni particolari, non considerati per la definizione del fabbisogno in
termini di lacuna di reddito rispetto alla soglia di intervento. Proprio per il
loro carattere puntuale e per il fatto che sono destinate alla copertura di
bisogni specifici, le prestazioni speciali possono essere concesse, come già
attualmente, anche quando il reddito disponibile supera di poco la soglia
d’intervento (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 4; STCA del 17
maggio 2005 nella causa A., 42.2004.3., pubblicata in RtiD II-2005 N. 14 pag.
59 segg.).

 

                               2.8.   Per quanto
attiene alle norme comuni della Las, l’art. 22 Las, concernente il reddito
disponibile residuale, enuncia:

 

" 
Il reddito disponibile residuale è quello
definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti: 

 

a) Reddito computabile: 

    1.
vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato
sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente; 

    2.
la sostanza netta viene computata
interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,
per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una
coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio
minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie
a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la
sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile; 

    3.
vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità
di riferimento. 

b) Spesa vincolata: 

    1.
non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

    2.
non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps; 

    3.
non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps; 

    4.
le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo
fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art.
19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps)." 

 

                                         Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

 

                                         L'art. 6
Laps regolamenta così il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza imponibile dell’unità di riferimento
superiore a fr. 50’000.--, rispettivamente a fr. 100’000.-- per l’abitazione
primaria. (cpv. 1)

 

Le entrate di cui al capoverso precedente alle
quali un membro 

dell’unità di riferimento ha rinunciato a favore
di persone che non fanno parte dell’unità di riferimento possono essere computate
se la rinuncia costituisce un manifesto abuso di diritto. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         La spesa
computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate
e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT; 

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie
vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento
dell’importo della quota cantonale media ponderata; 

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate; 

i)  ... 

l)  le imposte ordinarie federali, cantonali e comunali sul reddito
e sulla sostanza. (cpv. 1) 

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di: 

 

a) per le persone unità               importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

 

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°
gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--
per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle
prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI
del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

                                         

                                         Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps  (cfr. consid. 2.7.) hanno carattere
restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora
meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.

                                         Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai
redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi
della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

                                         I limiti
di esenzione della sostanza (ad esclusione dell’abitazione primaria) indicati
all’art. 22 lett. a cfr. 2 Las sono, inoltre, inferiori a quelli della Laps.

 

                                         Dal
calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali
le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti e le imposte: le risorse delle
prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri.
La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha
eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo
degli alimenti). 

                                         Infine il
limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio
n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

 

                               2.9.   Nella
presente evenienza l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento con
decisione su reclamo del 18 gennaio 2006, ha accordato alla ricorrente una
prestazione assistenziale di fr. 1’969.-- mensili a partire dal mese di ottobre
2005 (cfr. doc. H).

 

                                         RI 1 contesta,
da una parte, il computo del reddito conseguito dalla figlia __________ presso
la __________ di __________ quale apprendista operatrice socio-sanitaria, in
quanto lo stesso serve a coprire unicamente le spese vive della figlia
necessarie per svolgere il tirocinio e frequentare la relativa scuola (cfr.
doc. E).

 

                                         Dall’altra,
l’importo della pigione di fr. 15'000.-- annui conteggiato dall’amministrazione
nel calcolo volto a definire l’ammontare della prestazione assistenziale a cui
essa ha diritto. La ricorrente, infatti, chiede che, a titolo di canone
locativo, venga considerata la somma effettiva di fr. 20'160.--, in quanto
quando le è stato comunicato l’ammontare computabile di fr. 15'000.-- non
poteva più inoltrare la disdetta dell’appartamento (cfr. doc. I).

 

                                         Dapprima
è utile evidenziare che l’art. 21 Las, che si riferisce all’unità di
riferimento, prevede:

 

" 
In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del
diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito
disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di
intervento delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono
esclusi i genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi
dell’art. 277 CCS. (cpv. 1)

In caso di rigore, l’autorità competente può pure
escludere dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro
obblighi di mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del
diritto, ai sensi degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS. (cpv. 2)."

 

                                         Secondo
l'art. 4 Laps:

 

" 
L’unità di riferimento è costituita: 

a) dal titolare del diritto; 

b) dal coniuge; 

c) dal partner convivente, se vi sono figli in
comune; 

d) dai figli minorenni di cui essi hanno
l’autorità parentale; 

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente
indipendenti. (cpv. 1)

 

Se il titolare del diritto non è economicamente
indipendente, dell’unità di riferimento fanno pure parte i suoi genitori e
fratelli minorenni o non economicamente indipendenti. (cpv. 2)

Se entrambi i genitori sono privati dell’autorità
parentale, il minorenne fa parte dell’unità di riferimento della madre. (cpv.
3)

I figli e i titolari del diritto maggiorenni
economicamente dipendenti fanno parte dell’unità di riferimento del genitore
con cui condividono il domicilio; se hanno domicilio per conto proprio fanno
parte dell’unità di riferimento del genitore da loro indicato. (cpv. 4)

Se non vi sono figli in comune, dell’unità di
riferimento fa parte il partner convivente allorquando questi ricava
dall’unione vantaggi simili a quelli che scaturiscono da un matrimonio e
l’Amministrazione dispone di elementi sufficienti per presumere che non si
sposa per poter accedere alle prestazioni della presente legge. (cpv. 5)

Non fanno parte dell’unità di riferimento le
persone domiciliate all’estero. (cpv. 6)."

 

                                         L'unità
economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde
alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr.
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).

 

                                         Come
appena visto, per l’art. 4 cpv. 1 Laps l’unità di riferimento del titolare del
diritto alla prestazione è costituita dal coniuge, come pure dai figli
maggiorenni se questi non sono economicamente indipendenti.

 

                                         L’art. 2 Reg.Laps,
definisce le persone economicamente dipendenti, e meglio:

 

" 
Una persona maggiorenne non è economicamente
indipendente se, cumulativamente: 

a) ha meno di 30 anni; 

b) non è sposata, legalmente separata, divorziata
o vedova; 

c) non ha figli; 

d) è in prima formazione.
(cpv. 1)

Vi è prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett.
d) quando, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una
persona maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente: 

a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di
tipo propedeutico; 

b) secondario 2 di tipo professionale o terziario
non universitario, se non possiede già un titolo dello stesso livello o di
livello superiore; 

c) terziario di tipo universitario professionale
e accademico compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o
del master che completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello
terziario; 

d) perfezionamento linguistico dopo una
formazione di livello secondario 2. (cpv. 2)

Il Servizio centrale delle prestazioni sociali
emana una direttiva amministrativa per l’ applicazione dei capoversi 1 e 2,
sentita la Divisione della scuola del Dipartimento dell’ educazione, della
cultura e dello sport. (cpv. 3)"

 

                                         In
concreto la figlia della ricorrente, __________, è nata il 13 agosto 1985.
Essa, pur essendo maggiorenne, vive con la madre ed è ancora in formazione, più
precisamente sta svolgendo un apprendistato di operatrice socio-sanitaria (cfr.
doc. 3). 

                                         La stessa
adempie, quindi, i requisiti di cui all’art. 2 Reg.Laps per essere considerata
una persona economicamente dipendente ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps,
come del resto riconosciuto dall’USSI (cfr. doc. H; III).

 

                                         In simili
condizioni, la ricorrente e la figlia __________ costituiscono un’unica unità
di riferimento, come rettamente indicato dall’Ufficio resistente (cfr. doc. H;
III).

 

                             2.10.   In
applicazione dell’art. 5 Laps, al quale l’art. 22 Las rinvia (cfr. consid. 2.8.),
al fine di determinare l’importo della prestazione assistenziale a cui ha
diritto la ricorrente, vanno conteggiati i redditi e le spese computabili dei
componenti della sua unità di riferimento, ossia di lei stessa e della figlia.

 

                                         Per
quanto attiene più specificatamente, ai redditi computabili, dalle tavole
processuali non emerge che RI 1 consegua alcun reddito.

 

                                         La figlia
__________, invece, nel mese di settembre 2005 ha iniziato un apprendistato di
operatrice socio-sanitaria presso la __________ di __________ (cfr. doc. 3).

                                         Dal
relativo contratto di tirocinio emerge che lo stipendio del primo anno
corrisponde a fr. 1'372.-- lordi al mese per dodici mensilità, ossia fr.
16'464.-- annui (cfr. doc. 3).

 

                                         Tuttavia __________,
nel 2005, è stata attiva presso la __________ al 90% (cfr. doc. 7), per cui il
salario lordo annuo effettivamente percepito è pari a fr. 14'817.60, come
rettamente indicato dall’USSI nella decisione su reclamo (cfr. doc. H).

 

                                         La
ricorrente ha contestato il conteggio di tale somma, in quanto servirebbe a far
fronte alle spese vive causate dallo svolgimento dell’apprendistato e dalla frequentazione
della scuola da parte della figlia (cfr. doc. E).

 

                                         L’Ufficio
delle borse di studio e dei sussidi con decisione del 6 novembre 2005 ha però
accordato ad __________ un assegno di studio per l’anno scolastico 2005-2006
del valore di fr. 2'800.-- (cfr. doc. 6).

 

                                         L’assegno
di studio, previsto dagli art. 19 segg. Legge della scuola e dagli art. 7 segg.
Regolamento delle borse di studio, è finalizzato a permettere l’accesso alla
formazione scolastica e professionale postobbligatoria, il perfezionamento e la
riqualificazione professionali. Gli assegni sono commisurati alle spese
derivanti dagli studi e alle possibilità economiche del richiedente e della sua
famiglia.

 

                                         L’art. 11
del Regolamento delle borse di studio prevede

 

" 
1L’assegno massimo annuo è: 

a) di fr. 13'000.-- per il richiedente che
durante gli studi rimane fuori dal domicilio dei genitori, oppure che vive in
modo indipendente; 

b) fr. 4000.--, più le spese di viaggio con mezzi
pubblici, per il richiedente che rientra giornalmente al domicilio dei genitori,

e viene determinato sommando i seguenti fattori: 

- spesa per l’alloggio: spesa effettiva da
documentare, sino ad un massimo di fr. 6000.--; 

- spesa per il vitto, pensione completa, fuori
dal domicilio dei genitori: spesa effettiva, sino ad un massimo di fr. 5000.--;

- spese per il pranzo fuori casa, se non è
possibile il rientro al domicilio dei genitori: spesa effettiva, sino a un
massimo di fr. 2000.--; 

- spese di viaggio con modalità più conveniente,
con mezzi pubblici: spesa effettiva, da documentare; 

- tasse scolastiche, per la frequenza di istituti
superiori in Svizzera: spesa effettiva, da documentare; 

- libri, materiale scolastico, attrezzature,
indumenti professionali: spesa effettiva, sino ad un massimo di fr. 1000.--. 

2…

3L’assegno massimo sussidiabile
di cui al cpv. 1, lettere a) e b) può essere aumentato dalla tassa scolastica,
se supera fr. 1000.-- annui e se non esiste scuola equivalente che
comporterebbe un onere complessivamente minore per lo Stato.

4Nel caso di studenti coniugati,
o non coniugati con obblighi legali di mantenimento, il massimo di cui al cpv.
1 è aumentato di fr. 5000.-- per coppia, per ogni figlio a loro carico di fr.
3000.--. 

5Nel caso dei soggiorni
linguistici e degli stage professionali il massimo sussidiabile corrisponde
alla sola tassa del corso.”

 

                                         In
concreto l’ammontare di fr. 2'800.-- è costituito di fr. 2'000.--per i pranzi, somma
corrispondente al limite massimo previsto dall’art. 11 del Regolamento delle
borse di studio per questa spesa, di fr. 308.-- per l’abbonamento Arcobaleno e
di fr. 500.-- per il materiale scolastico (cfr. doc. 6).

 

                                         Pertanto,
nel caso di specie, l’assegno di studio, che peraltro l’USSI, come dallo stesso
dichiarato, non computa al fine della determinazione della prestazione
assistenziale (cfr. doc. H), copre già le principali spese vive connesse allo
svolgimento del tirocinio.

 

                                         L’USSI,
inoltre, nel calcolo ha tenuto in considerazione, quale spesa, l’importo di fr.
2'100.-- corrispondente alla somma per “Altre spese professionali” deducibile
fiscalmente dal reddito da attività dipendente (cfr. art. 25 cpv. 1 lett. c
LT).

                                         Al
riguardo questa Corte rileva unicamente che per il 2005 l’importo forfetario
per “Altre spese professionali”, ossia per i costi generati, segnatamente,
dall’acquisto di attrezzi e strumenti di lavoro, di abiti di lavoro, ammonta a
fr. 2'400.-- (cfr. art. 7 Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle
persone fisiche valido per il periodo fiscale 2005) e non più a fr. 2'100.--,
somma valida per il biennio fiscale 2001/2002 (cfr. art. 7 Decreto esecutivo
concernente l’imposizione delle persone fisiche valido per il periodo fiscale
2001-2002).

                                         Tale
importo è rimasto invariato anche per il 2006 (cfr. art. 7 Decreto esecutivo
concernente l’imposizione delle persone fisiche valido per il periodo fiscale
2006).

 

                                         L’art. 7
cpv. 3 del Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche
valido per il periodo fiscale 2005 prevede che la deduzione forfetaria è
dimezzata soltanto se l’attività lucrativa dipendente è esercitata per meno di
sei mesi all’anno o con un grado di occupazione inferiore al 50%.

                                         Ciò
implica che se l’attività è svolta per almeno sei mesi all’anno o con un grado
del 50% viene dedotto l’importo forfetario intero.

                                         

                                         In applicazione
analogica dell’art. 7 cpv. 3 del Decreto esecutivo concernente l’imposizione
delle persone fisiche valido per il periodo fiscale 2005, dunque, la somma di
fr. 2'400.--, nonostante l’occupazione di __________ quale tirocinante sia al
90%, non va ridotta proporzionalmente, bensì, essendo superiore al 50%, va
interamente computata nel calcolo della prestazione assistenziale di spettanza
della ricorrente.

                                      

                                         Alla luce
di quanto appena esposto, il reddito conseguito da __________ presso la __________
di __________ deve essere considerato nel calcolo.

 

                                         A
ragione, quindi, l’Ufficio resistente ha computato il relativo salario di fr.
14'817.60 annui, pari a fr. 1'235.-- mensili, nel conteggio della prestazione
assistenziale a cui ha diritto RI 1 (cfr. doc. H).

 

                             2.11.   A titolo di
spesa per l’alloggio l’USSI ha ritenuto l’importo di fr. 15'000.-- (cfr. doc.
H).

 

                                         Come
esposto sopra (cfr. consid. 2.8.), l’art. 9 Laps, al quale rinvia l’art. 22
Las, prevede che la spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo, nel
caso di unità di riferimento composte da due persone, come quella della
ricorrente - costituita dalla stessa e dalla figlia __________ -, pari
all’importo riconosciuto dalla LPC per i coniugi (fr. 15’000.--).

 

                                         Ai sensi
dell’art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali:

 

" 
La spesa per l'alloggio è definita come segue:

       
a)                                                                      per
l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.

       
b)                                                                      per il
proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15%
per le spese accessorie."

 

                                         Nell’evenienza
concreta dal contratto di locazione risulta che la pigione netta è di fr.
18'000.-- e che le spese accessorie ammontano a fr. 2'160.-- annui (cfr. doc.
10).

                                         In
applicazione dell’art. 5 Reg.Laps la pigione netta di fr. 18'000.-- maggiorata
del 15% per le spese accessorie corrisponde a una spesa per l’alloggio di fr.
20'700.--. 

                                         Tale
importo è superiore a quello massimo riconosciuto di fr. 15'000.--. Quest’ultimo
ammontare coincide con quello riconosciuto dall’Ufficio resistente.

 

                                         L’assicurata
ha chiesto di tenere conto della pigione lorda complessiva di fr. 20'160.--
(fr. 18'000.-- + fr. 2'160.--) a cui deve effettivamente far fronte, poiché
quando ha saputo - nel mese di settembre 2005 - dell’importo inferiore che le
sarebbe stato computato quale spesa per l’alloggio nel calcolo della
prestazione assistenziale, ossia della somma di fr. 15'000.--, non poteva più
inoltrare la disdetta del contratto di locazione. La relativa scadenza è
infatti prevista per la fine del mese di settembre con un termine di preavviso
di tre mesi (cfr. doc. I, V; 10).

 

                                         Dalle
carte processuali si evince che l’assicurata ha concluso il contratto di
locazione relativo all’appartamento di 4 ½ locali al terzo piano in Via __________
a __________ nel 1990, quando con lei vivevano, oltre ad __________, anche i
figli __________ (1975) e __________ (1977) (cfr. doc. 10).

                                         __________
non vive più con la madre dal novembre 2004, allorché si è stabilito a Intragna
(cfr. doc. 11).

                                         __________,
invece, dal mese di maggio 2005 ha un’economia domestica propria nello stesso
stabile in cui vive la madre. Più precisamente essa, dal mese di maggio al mese
di settembre 2005, ha vissuto in un appartamento al 1° piano, mentre all’inizio
del mese di ottobre 2005 la stessa ha traslocato al 2° piano (cfr. doc. 11).

 

                                         RI 1,
quindi, viste le difficoltà finanziarie a cui era confrontata, era tenuta, al
più tardi a decorrere dal mese di maggio 2005, quando la figlia __________ ha
costituito una economia domestica indipendente, ad attivarsi per cercare un
appartamento più piccolo ed entro la fine di giugno 2005 a inoltrare la
disdetta del contratto di locazione. 

                                         La
ricorrente, se avesse disdetto il contratto entro la fine di giugno 2005,
avrebbe avuto cinque mesi per reperire un appartamento più economico.

 

                                         Inoltre,
in proposito, è utile evidenziare che le raccomandazioni COSAS al p.to B3
prevedono sì che un affitto già vigente giudicato eccessivamente elevato dev’essere
finanziato fintanto che non venga trovata una soluzione abitativa più idonea ed
economica. Tuttavia esse precisano pure espressamente che le condizioni
contrattuali di disdetta devono comunque essere rispettate.

                                         Le
direttive COSAS contemplano, altresì, il dovere per gli uffici di assistenza
sociale di aiutare attivamente il beneficiario a trovare un alloggio più
modesto.

                                                                                                                                                       

                                         RI 1
sostiene di avere immediatamente cercato un appartamento più piccolo, dapprima
presso l’amministratore dei cinque stabili dove è situato il suo appartamento
attuale e in seguito presso altre amministrazioni del __________. Purtroppo, entro
il termine del 30 giugno valido per disdire il contratto di locazione, le
ricerche non hanno avuto successo (cfr. doc. V).

 

                                         La
ricorrente non ha però sostanziato in alcun modo queste allegazioni. 

                                         L’esito
non sarebbe stato comunque differente nell’ipotesi in cui essa avesse
comprovato quanto asserito, come indicato dall’USSI al TCA il 5 aprile 2006
(cfr. doc. IX, X).

                                         In
effetti la ricorrente avrebbe dovuto disdire il contratto di locazione indipendentemente
dal fatto di avere trovato un nuovo appartamento già nel mese di giugno 2005.
Del resto il termine di disdetta è di tre mesi, per cui essa, con l’aiuto
dell’USSI, avrebbe potuto reperire una abitazione più consona alla sua attuale
composizione familiare per la fine del mese di settembre 2005.

                                         In casu,
d’altronde, come sottolineato dall’Ufficio resistente (cfr. doc. X), non è
stata giustificata una particolare situazione (ad esempio una lunga
convalescenza in ospedale o il perdurare di una malattia) che abbia impedito di
disdire il rapporto contrattuale nei termini prescritti.

 

                                         Al
riguardo va, pure, osservato che RI 1 non avrebbe dovuto attendere fino al mese
di agosto 2005 per informare l’USSI che __________ non viveva più con lei (cfr.
doc. 9). Essa, al contrario, avrebbe dovuto comunicare questa circostanza senza
indugio nel mese di maggio 2005, permettendo così all’Ufficio resistente di
intervenire tempestivamente collaborando a reperire una nuova abitazione.

 

                                         E’ vero
che l’art. 20 cpv. 2 Las enuncia che possono essere inoltre concesse
prestazioni speciali per un periodo limitato per fare fronte a spese vincolate
o per l‘alloggio superiori ai limiti previsti dall’art. 22 Las.

                                         E’ tuttavia
altrettanto vero che dal Messaggio del 15 ottobre 2004 sul preventivo 2005 del
Consiglio di Stato - n. 5589 emerge che:

 

" 
(…)

Le prestazioni speciali
(art. 20 della Legge sull’assistenza sociale, Las) sono generalmente aggiuntive
a quelle ordinarie e mirate a far fronte a bisogni particolari, sovente
limitati nel tempo o puntuali (una tantum). Sono anch’esse basate sulle
raccomandazioni della Conferenza svizzera dell’azione sociale, ma la loro
attuazione comporta valutazioni caso per caso.
Sussistono quindi margini per restringerne l'entità, secondo modalità
differenziate attinenti alla prassi.

 

In particolare, si opererà nei modi seguenti
(misure già in atto dal mese di giugno 2004):

(…)

- spese per l'alloggio: la Legge
sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps)
stabilisce il massimo riconoscibile comprese le spese accessorie: fr. 13'200.-
per le persone sole, fr. 15'000.- per due persone, fr. 18'000.- per tre o più
persone. L'art. 20, cpv. 2 permette deroghe limitate per gli assistiti. Queste
deroghe non vengono più applicate, se non in casi eccezionali (famiglie
numerose con difficoltà a reperire un alloggio, persone molto problematiche,…);

(…)”

 

                                         La
situazione personale e familiare della ricorrente e della figlia __________ non
presenta alcun elemento tale da far concludere che si sia in presenza di un
caso eccezionale per il quale possa essere riconosciuto a titolo di pigione un
importo superiore a fr. 15'000.-. 

 

                                         Giova, peraltro,
segnalare che il Tribunale federale in una sentenza del 16 maggio 2006 nella
causa X., 2P.67/2006, già menzionata sopra (cfr. consid. 2.3.) riguardo
all’art. 12 Cost., relativo al diritto in situazioni di bisogno (cfr. consid.
2.5.) ha indicato che da tale diritto fondamentale non può essere desunta la
pretesa a prestazioni che coprano necessità che vanno oltre le condizioni
minime di esistenza, segnatamente il costo di un appartamento più grande
rispetto alle proprie esigenze.

                                         Inoltre
il TF, in merito, ha osservato:

 

" 
(…)

3.4 Der Beschwerdeführer beruft sich vor
Bundesgericht nicht ausdrücklich auf das Willkürverbot gemäss Art. 9 BV, weshalb die Beschwerde auch nicht zulässig ist,
soweit der Beschwerdeführer sinngemäss geltend macht, der angefochtene
Entscheid sei unsachlich. Selbst wenn der angefochtene Entscheid auf Willkür
überprüft werden könnte, wäre er aber nicht zu beanstanden. Zwar ist
grundsätzlich einzuräumen, dass bei der Gewährung von Sozialhilfeleistungen in
der Regel eine Übergangsfrist einzuhalten sein dürfte, um eine zu Wohnzwecken
benutzte, als zu gross beurteilte Wohnung kündigen und eine kleinere mieten zu
können. Das Kantonsgericht hat aber in verbindlicher Weise festgestellt, dass
der Beschwerdeführer seinen als zu gross beurteilten Wohnungsteil nicht zu
Wohn-, sondern zu Berufszwecken verwendet hat. Die rechtliche Folgerung, von
der Sozialhilfe sei daher nur die zum Wohnen benützte Fläche nach einem
ortsüblichen Mietzins abzugelten, erscheint nicht unhaltbar. Auch die übrigen
vom Kantonsgericht vorgenommenen Beurteilungen beruhen auf ernsthaften
sachlichen Gründen.“

 

                                         La
decisione dell’USSI di computare, quale spesa per l’alloggio, l’ammontare
massimo riconosciuto per due persone di fr. 15'000.-- (cfr. doc. H) non è,
pertanto, censurabile.

 

                                         Nel mese
di giugno 2006 la ricorrente ha inviato al TCA copia della disdetta del
contratto di locazione inoltrata all’amministrazione dello stabile in Via __________
a __________ per il 30 settembre 2006 (cfr. doc. XIIbis). Dalla stessa risulta
che vi sarebbe la possibilità di subentrare nel contratto di locazione relativo
a un appartamento di 2 ½ locali sito nella medesima palazzina, siccome
l’attuale inquilina ha manifestato l’intenzione di lasciare l’abitazione per il
mese di settembre 2006.

                                         L’USSI è
invitato a seguire il caso della ricorrente per verificare se il ventilato
cambiamento presenti o meno sufficienti garanzie di attuabilità. In caso
negativo, collaborerà al fine di aiutarla a reperire un nuovo appartamento più
adeguato alla composizione della sua unità famigliare e più economico rispetto
a quello attuale.

 

                             2.12.   Per il resto RI
1 non ha sollevato ulteriori eccezioni in merito al conteggio delle singole
voci di reddito e delle spese computabili indicate dall’USSI valido a decorrere
dal mese di ottobre 2005.

 

                                         In casu
trattasi di una vertenza in materia di assistenza sociale. Alle procedure Las,
rinviando quest’ultima all’art. 33 Laps, si applica la legge di procedura per
le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni e conseguentemente
i principi procedurali validi per i procedimenti di diritto delle assicurazioni
sociali.

                                         Ora,
nell'ambito delle assicurazioni sociali, pur essendo la procedura retta dal
principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono
essere accertati dal giudice (cfr. SVR 2001 KV N. 50 pag. 145; per le
assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale cfr. art. 61
lett. c LPGA), il Tribunale federale delle assicurazioni ha più volte ricordato
come questo principio non sia assoluto, atteso che la sua portata è limitata
dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione della causa (cfr. DLA 2001
N. 12 pag. 145; STFA del 9 maggio 2003 nella causa A., C 271/02; STFA del 9
maggio 2001 nella causa W.Z., P 36/00; STFA del 13 marzo 2001 nella causa M.P.,
U 429/00; STFA del 5 giugno 2000 nella causa V.P., I 76/00; DTF 125 V 195; Untersuchungsgrundsatz,
SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI praxis 1994 pag. 212; DTF 117 V
263; DTF 117 V 282; per le assicurazioni sociali disciplinate dalla
legislazione federale cfr. art. 61 lett. c LPGA). 

 

                                         Il dovere
processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di
portare - ove ciò fosse ragionevolmente possibile - le prove necessarie, avuto
riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti
esse rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (cfr.
DLA 2002 pag. 178 (179); STFA del 7 dicembre 2001 nella causa M., U 202/01;
STFA del 9 maggio 2001 nella causa G.L., P 52/00; STFA del 9 maggio 2001 nella
causa W.Z., P 36/00; DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti). 

                                         

                                         Siccome
nel caso di specie la ricorrente non ha portato ulteriori elementi tali da
dimostrare l'inesattezza di altre voci del calcolo dell'USSI, ad eccezione dell'importo
forfetario delle altre spese professionali per il 2005 (cfr. consid. 2.10.),
per il periodo a partire dal 1° ottobre 2005, i redditi computabili sono
costituiti dal reddito da attività dipendente conseguito dalla figlia __________,
in qualità di apprendista presso la __________ di __________, di fr. 14'817.60
(cfr. consid. 2.10.).

                                         Le spese
computabili della sua unità di riferimento sono, invece, composte dal premio
della cassa malati pari alla quota cantonale media ponderata per il 2005 di
complessivi fr. 6'640.-- (fr. 3'730.-- per la ricorrente + fr. 2'910.-- per la
figlia di 20 anni; cfr. art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e art. 1 Decreto esecutivo
concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni individuali
di premio nell’assicurazione sociale malattie per l’anno 2005), dalle “altre
spese professionali” di fr. 2'400.-- (cfr. consid. 2.10.), dalla spesa per
l’alloggio di fr. 15'000.-- (cfr. consid. 2.11.) e dai contributi sociali
AVS/AI/IPG/AD/AINP di fr. 896.-- (cfr. doc. H).

                                         Esse, globalmente,
corrispondono a fr. 24'936.--.

 

                                         La
sostanza imponibile risulta nulla.

 

                                         Visto che
le spese computabili di fr. 24'936.-- sono più elevate dei redditi computabili
di fr. 14'817.60 la ricorrente non presenta alcun reddito disponibile residuale
(cfr. art. 5 Laps; consid. 2.8.), ma al contrario un disavanzo di fr. 10’118.40,
pari a circa fr. 843.-- al mese.

 

                                         La soglia
di intervento per il 2005 della famiglia di RI 1, formata dalla ricorrente e
dalla figlia __________, è pari a fr. 18'828.-- annui, ovvero fr. 1'569.-- al
mese (cfr. art. 19 Las; consid. 2.7.), come riconosciuto dall’Ufficio
resistente (cfr. doc. H).

 

                                         Come
indicato sopra, hanno diritto alla prestazione assistenziale ordinaria coloro
il cui reddito disponibile residuale, sommato alle prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps, non raggiunge la
soglia di intervento (cfr. art. 18 Las; consid. 2.7.).

 

                                         In casu,
come visto, non vi è alcun reddito disponibile residuale. 

                                         I sussidi
della cassa malati per il 2005 ammontano dal canto loro a fr. 5’448.-- annui,
ovvero fr. 454.-- mensili (cfr. doc. H, 9, 10). 

 

                                         La lacuna
di reddito Las mensile è pertanto pari a fr. 1’958.-- [(fr. 1'569.-- + fr. 843.--)
- fr. 454.--].

 

                                         La
ricorrente ha, dunque, diritto, a decorrere dal mese di ottobre 2005, a una
prestazione assistenziale ordinaria di fr. 1’958.--, alla quale va aggiunto
l’importo di fr. 36.-- mensili quale prestazione speciale – supplemento della
cassa malati, riconosciutole dall’USSI per far fronte integralmente al premio
della cassa malati effettivamente a suo carico dedotti i sussidi (cfr. doc. H;
D).

                                         Complessivamente,
di conseguenza, RI 1 ha diritto all’ammontare di fr. 1'994.-- mensili, invece
della somma di fr. 1'969.-- stabilita dall’Ufficio resistente (cfr. doc. H).

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

                                         § La
decisione su reclamo del 18 gennaio 2006 impugnata è riformata nel senso che a RI
1 è riconosciuta, a decorrere dal mese di ottobre 2005, una prestazione assistenziale
di complessivi fr. 1'994.--.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Intimazione
alle parti.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti