# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ca67b60e-4739-5a38-8010-bac3fab28745
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-04-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 02.04.2001 INC.2001.12502
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-12502_2001-04-02.html

## Full Text

N. 125.2001.2 EM                                                     Lugano,
2 aprile 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sull'istanza
di libertà provvisoria presentata il 23 marzo 2001 da

 

__________,            c/o
Penitenziario cantonale La Stampa

                                   (patr.
dall'avv. dott. __________)

 

qui trasmessa con preavviso
negativo il 28 marzo 2001 dal Procuratore pubblico avv. __________;

 

 

viste le osservazioni 30 marzo
2001 dell'accusata, che conferma contenuti e conclusioni dell'istanza;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto e considerato

 

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

1.

_____________ è stata arrestata
il 5.03.2001 (con conferma dell’arresto in data 6.03.2001) in quanto nei suoi
confronti era pendente ODA del 22 maggio 1997, per titolo di rapina, relativo a
fatti del 25 agosto 1991 avvenuti a ___________.

In sostanza l’accusata, in
correità con altre due donne, sarebbe penetrata, con la forza e con l’inganno,
nell’appartamento di __________ (1911); mentre due di loro costringevano la
vittima nel cucinino, la terza frugava negli altri locali alla ricerca di
qualcosa da sottrarre.

Trovati ca. 4'000.- CHF, le tre
sarebbero poi fuggite travolgendo una terza persona accorsa in aiuto alla
__________.

 

 

 

 

 

2.

Al momento dell’arresto _____________
ha negato la sua partecipazione al fatto, nonostante sul luogo del reato sia
stata ritrovata una sua impronta (verbale GIAR 6.03.2001; verbale PS 6.03.2001;
all. 7 rapp. PS 20.03.2001).

In occasione del suo secondo
verbale davanti alla polizia (12.03.2001) ammetteva la sua partecipazione
asserendo d’essere colei che si è dedicata alla ricerca di refurtiva e
rifiutando di fornire i nomi delle due corree per (asserita) paura di
ritorsioni.

Tra l’8 ed il 9 marzo 2001
venivano sentite la vittima e due testi per il riconoscimento dell’accusata.
Visto il tempo trascorso le testi non hanno saputo riconoscere con certezza la
_____________.

Sentita dal Procuratore pubblico
in data 28 marzo 2001, ribadiva sostanzialmente quanto detto nell’ultimo
verbale di polizia, negando particolare premeditazione.

 

 

3.

Con istanza del 23 marzo 2001
_____________ chiede di essere posta in libertà provvisoria, eventualmente
dietro versamento di cauzione. 

Non sarebbero più attuali le
necessità istruttorie, a seguito della confessione, inesistente sarebbe pure il
pericolo di recidiva vista la lieve gravità dei precedenti e la loro
collocazione temporale.

 

Di diverso avviso il procuratore
che, con preavviso negativo del 28 marzo 2001, dopo aver indicato i gravi
indizi di colpevolezza adduce pericolo di recidiva (sulla base dei precedenti),
pericolo di fuga (cittadina straniera residente all’estero) e necessità
istruttorie.

Queste ultime derivano dal fatto
che l’accusata si rifiuta di fornire l’identità delle persone che hanno agito
con lei, cerca di ridimensionare il suo ruolo e la premeditazione. E’ quindi
necessario, a giudizio del Procuratore, ulteriore interrogatorio dell’accusata
ed eventuale confronto con la vittima ed i testi.

 

 

4.

L'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpevolezza per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell'istruzione
e il pericolo di recidiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

L'eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

5.

Indiscutibile, e neppure
contestata dalla difesa, la presenza di gravi indizi di reato nei confronti di
_____________.

Oltre alla confessione vi è
l’elemento costituito dal ritrovamento di impronte riconducibili all’accusata
(cfr. all.7 rapporto di inchiesta 20.03.2001).

 

 

5.1.

In merito alle necessità
istruttorie va subito detto che il silenzio dell’accusata sul nome e
sull’identità dei correi, non può essere (da solo) ritenuto motivo sufficiente
a mantenere in essere la misura cautelare.

La carcerazione avente quale
unico scopo la confessione o altre informazioni relative alla fattispecie
inquisita è, di principio, illecita ( M. Luvini, I presupposti materiali del
carcere preventivo nel processo penale ticinese, REP 1989, p. 287/290 e
citazioni).

Non è escluso che il silenzio
sull’identità dei complici possa assurgere ad elemento che giustifichi la
carcerazione preventiva per pericolo di collusione, ma occorre che la loro
identificazione, rispettivamente la possibilità di un loro arresto sia
ragionevolmente ipotizzabile in tempi brevi, ed indipendentemente dal silenzio
dell’accusato già arrestato, o che una concertazione tra i correi possa
compromettere il seguito dell’istruttoria (R. Barbey, Aperçu de la
jurisprudence genevoise, suisse et européenne en matière de détention
préventive, SJ 1981 p. 369/380; N. Schmid, op. cit., no 701a; DTF 106 Ia 7).

Nella fattispecie in esame
elementi in tal senso non emergono dall’incarto né vengono indicati dagli
inquirenti.

 

A conclusioni diverse si deve
giungere per quanto concerne la necessità di meglio chiarire la dinamica dei
fatti, il ruolo effettivo svolto da _____________ nella preparazione e
nell’esecuzione materiale del reato.

 

 

 

 

 

 

 

 

I fatti, pur se lontani nel
tempo, sono di oggettiva gravità e necessitano ulteriori chiarimenti ed
approfondimenti anche nell’interesse dell’accusata (si vedano ad esempio la
questione dell’incappucciamento”, menzionata nel rapporto di polizia, che non
trova immediato ed evidente riscontro nel verbale della vittima; l’effettivo
compito svolto dall’accusata per rapporto alle due altre partecipanti al reato
e le modalità della fuga).

Il procuratore intende, a questo
scopo, procedere ad ulteriore audizione dell’accusata e ad effettuare un
confronto con la vittima e le altre due testi.

Nonostante il tempo trascorso ed
il rischio che il ricordo della vittima e delle testi non sia più
sufficientemente chiaro (vedi verbale __________ 9.03.2001), questa esigenza
istruttoria (correttamente riconosciuta anche dalla difesa nelle sue
osservazioni) deve essere garantita e può esserlo solo con la presenza
dell’accusata senza che le sia possibile dilazionare questi accertamenti o
concertarsi in qualche modo con le altre partecipanti al fine, ad esempio, di
farsi precisare dettagli che le permetterebbe di sostenere di aver svolto lei
un ruolo che invece è stato di altri.

 

Al fine di compimento degli atti
istruttori indicati (non per gli altri motivi indicati come si dirà in
seguito), il mantenimento della detenzione preventiva si giustifica ancora.

Ovviamente, in ossequio al
dettame dell’art. 102 cpv. 1 CPP, gli accertamenti in questione dovranno
avvenire celermente, ritenuto anche il fatto che non è chiaro se e perché nulla
in tal senso sia stato intrapreso tra il 9 marzo 2001 (data audizione
__________) ed il 28 marzo 2001 (data audizione PP).

 

L’accusata è in carcere
preventivo da poco meno di un mese. Considerata la gravità oggettiva del reato
(crimine) e l’importanza oggettiva degli accertamenti, la durata della
detenzione è rispettosa del principio di proporzionalità.

 

 

5.2.

La difesa chiede che, qualora la
libertà provvisoria fosse rifiutata per permettere i confronti, questo giudice
fissi chiari limiti temporali entro i quali gli invocati atti istruttori
dovranno aver luogo.

Questa richiesta si fonda,
evidentemente, sul fatto che la difesa contesta recisamente l’esistenza di
pericolo di fuga e di recidiva.

Questo giudice non ha facoltà (né
sarebbe opportuno) di fissare chiari limiti temporali agli inquirenti nel
quadro di una decisione conseguente ad istanza di libertà provvisoria.

Va da sé che un ingiustificato
ritardo nell’esecuzione degli atti invocati potrebbe costituire violazione
dell’art. 102 cpv. 1 CPP e del principio di proporzionalità (a cui la norma
sostanzialmente si ispira) e potrebbe condurre ad accoglimento di successiva
domanda di libertà, qualora gli altri motivi invocati a sostegno del preavviso
negativo non risultino fondati (e la situazione sotto, questo profilo, rimanga
immutata).

 

 

 

 

 

Non è pertanto inutile
pronunciarsi anche sull’esistenza (a questo stadio) di pericolo di fuga e/o
recidiva.

 

Il pericolo di recidiva non può
essere considerato concreto.

I fatti oggetto di inchiesta (sicuramente
di una certa gravità) risalgono al 1991.

Il casellario giudiziale svizzero
dell’accusata riporta una condanna a 15 giorni di detenzione, per furto, nel
1993 ed una di 21 giorni, sempre di detenzione e sempre nel 1993, per
infrazione alla LDDS.

Il casellario germanico riporta
condanne nel 1986, 1990 e 1998, sempre per furto, a pene lievi (di fatto
pecuniarie).

L’ultimo reato risale al 1997.

Pertanto se è vero che l’accusata
negli ultimi quindici anni ha più volte delinquito, è altrettanto vero che, con
l’eccezione del reato oggetto della presente inchiesta, si è sempre trattato di
reati non particolarmente gravi. Inoltre, nulla risulta a suo carico negli
ultimi quattro anni.

Ne consegue che, al momento
attuale, un concreto pericolo di recidiva non è dato (N. Schmid,
Strafprozessrecht, ZH 1997, p.210; G. Piquerez, Procedure pénale suisse, ZH
2000, nos. 2359 e 2360; DTF 105 Ia 25; DTF 12.08.1981 in re C.).

 

Quanto al pericolo di fuga va
constatato che l’accusata è un’apolide residente in Germania.

Non risultano legami particolari
con il territorio svizzero se non in relazione con  le presenze per asserite
vendite di tappeti, di fatto risoltesi con la commissione dei reati di cui si è
detto al punto precedente e, prima ancora, di quello oggetto della presente
inchiesta.

Come giustamente rilevato dal
procuratore, il minimo edittale per la rapina di cui all’art. 140 cifra 1 (v139
cifra 1) è di sei mesi di detenzione.

Tuttavia, per valutare la
concretezza del pericolo di fuga, occorre ancora interrogarsi sulle prospettive
che la pena eventualmente comminata sia da espiare (DTF 107 Ia 3; DTF 117 Ia
69; Corte Europea D. U., serie A, no. 9, § 15, 10.11.1969 in re S; N: Schmid,
op. cit., no. 701).

Nel caso in esame, anche a
prescindere dal fatto che il tempo trascorso potrebbe assurgere ad attenuante
specifica (con possibilità tecnica di pena inferiore al minimo edittale) e che
la pena eventualmente comminata sarà comunque aggiuntiva, non appare in modo
evidente una prognosi negativa in relazione alla sospensione condizionale, come
peraltro neppure sostenuto dal procuratore.

Pertanto il rischio di fuga può
essere validamente limitato mediante presentazione di una cauzione come
proposto dall’accusata e costituzione di valido recapito per l’eventuale
notifica di atti futuri. La somma proposta (cfr. scritto Avv. __________ 30
marzo 2001) appare adeguata.

 

 

 

 

 

 

 

 

6.

In conclusione, ritenuto che allo
stadio attuale dell’inchiesta permangono specifiche necessità istruttorie ed il
perdurare della detenzione preventiva per il tempo necessario all’espletamento
di tali necessità non lede il principio di proporzionalità, l’istanza deve
essere respinta.

 

 

Per tutti i motivi esposti,

 

 

 

richiamati i citati articoli di
legge, in particolare gli artt. 95 ss., 96, 102, 108 CPP, 4 CF, 5 CEDU

 

 

 

 

 

 

decide:

 

1.

L’istanza di libertà provvisoria presentata da _____________
è respinta.

 

2.

Non si percepiscono tasse e spese.

 

3.

Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei
ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

 

4.

Intimazione.

-      Avv. Dott. __________, per sé e per l’istante.

-        
Procuratore pubblico __________, sede (con copia delle
osservazioni dell’istante e con gli atti dell’incarto __________ di ritorno).

 

 

 

 

 

giudice  __________