# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 69d3b5b7-67a9-5fc9-bb16-3e97c38b3734
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-01-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 26.01.2000 INC.1999.53303
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-53303_2000-01-26.html

## Full Text

N. 533.99.3 R                                                          Lugano,
26 gennaio 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sull'istanza
formulata in data 18 gennaio 2000 dal

 

 

Procuratore Pubblico
Generale avv. __________

 

 

tendente ad ottenere la proroga
della detenzione preventiva cui è astretto

 

 

__________,                    c/o
Penitenziario "La Stampa", Lugano

(patrocinato dall'avv.
__________);

 

 

sino e compreso il prossimo 5
aprile 2000;

 

 

lette le osservazioni 24 gennaio
2000 formulate dal patrocinatore dell'accusato che evidenzia la confessione
dell'accusato e violazione del principio di celerità;

 

 

letti gli atti considerato

 

 

 

in fatto ed in
diritto

 

 

1.

 

__________ è stato arrestato alle
23.00 del 5 agosto scorso nell'ambito di un'inchiesta denominata dagli
inquirenti __________, siccome trovato in possesso di 500 grammi di cocaina.
Dal marzo 1999 gli inquirenti erano informati di investigazioni in corso in
Italia per un importante traffico di stupefacenti.

 

Dagli accertamenti avviati in
Ticino era emerso che l'accusato stava raccogliendo importanti somme di danaro
da destinare all'acquisto di rilevanti quantitativi di cocaina. Con __________,
la sera del 5 agosto scorso, è stata arrestata anche __________.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel corso dell'istruttoria
seguita all'arresto __________ è apparso collaborativo, come rammenta il
magistrato d'accusa nell'istanza qui in discussione, ammettendo non solo i
fatti che lo hanno portato all'arresto ma anche altri commerci di sostanze
stupefacenti. In particolare nel verbale di interrogatorio reso dinanzi al
Magistrato d'accusa il 9 settembre 1999 __________ ha ammesso di avere ripreso
con i consumi di cocaina nel corso del 1997 dopo la sua liberazione dal carcere
avvenuta il 24 dicembre 1996, ed ha riferito di avere fornito, su incarico di
__________, cocaina a Lugano "a certo __________ ". Secondo l'esposto
del magistrato d'accusa __________ avrebbe così fornito a terzi, nell'anno
precedente l'arresto, complessivamente 300 grammi di cocaina, egli avrebbe
inoltre ceduto gratuitamente altri 250 grammi di cocaina e 100 grammi di eroina
nello stesso periodo di tempo, vi sarebbe poi la fornitura a __________ di 600
grammi di cocaina nella primavera del 1999, sostanza destinata alla vendita in
Italia, nonché fornitura di altri 200 grammi di cocaina a persona che
l'accusato non ha voluto indicare per ragioni di sicurezza personale.
L'accusato è inoltre accusato di atti preparatori per altri traffici di
stupefacenti (1 kg da __________ e 3 kg da __________).

 

 

2.

 

Con istanza 18 gennaio 2000 il
PPG avv. __________ chiede la proroga della detenzione preventiva cui è
astretto __________, prossima alla scadenza, per ulteriori 2 mesi. A fondamento
della richiesta il magistrato evidenzia i gravi e concreti indizi di colpevolezza,
in uno con esigenze istruttorie essendo necessario procedere a verbalizzazioni
a confronto con altre persone coinvolte nelle indagini, attendere il Rapporto
preliminare di polizia giudiziaria, e quindi provvedere al deposito degli atti
nonché alla formale chiusura dell'istruttoria. Per il magistrato d'accusa a
carico di __________ va ritenuto un concreto rischio di recidiva ed un concreto
rischio di fuga.

 

Dal canto suo la difesa
dell'accusato, che già ha postulato di potere procedere alla celebrazione di un
processo con rito abbreviato, evidenzia come dal novembre 1999 __________ non
venga sentito e come i verbali a confronto servono al PPG per altre inchieste.
La difesa chiede che l'inchiesta venga chiusa in brevissimo tempo.

 

 

3.

 

In diritto, come rammentato nella
decisione 13 gennaio 2000 relativa allo stesso accusato, la materia è retta
dall'art. 95 CPP - corrispondente all'art. 33 scaturito dalla revisione
parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del
principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al
cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali i bisogni
dell'istruzione, il pericolo di fuga e quello di recidiva (senza dimenticare
che l'arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai
bisogni dell'istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell'accusato al
processo e a garantire l'eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323
consid. c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in
re A.H., 1P 477/1993, consid. 3). L'eccezione della cautelare privazione della
libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di
diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3), in corrispondenza ed a
superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi
penali - nel 

 

 

 

 

solco di quella del Tribunale
federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag.
44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della  libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss). Ed anche questo giudice,
come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione
all'arbitrio (REP 1980 pag. 128).

 

 

4.

 

Nel caso di specie sono dati
manifestamente tutti gli elementi giustificanti la detenzione preventiva
dell'accusato ed anche per concedere la proroga della stessa così come richiesto
dal PPG.

 

 

4.1. Gravi e concreti indizi
di colpevolezza

 

L'esistenza di concreti e gravi
indizi di colpevolezza non si presta a particolare discussione. Da un lato, al
momento dell'arresto, l'accusato è stato trovato in possesso di 500 grammi di
cocaina, d'altro canto egli stesso ha ammesso tutta una serie di fatti di
rilevanza penale così come sommariamente riassunti sub. 1. D'altro canto il
dire dell'accusato ha trovato riscontro nelle verbalizzazioni di altre persone
coinvolte nei fatti.

 

La condizione legale è
manifestamente data e gli indizi si riferiscono a fatti di oggettiva importanza
posti in atto da persona gravemente recidiva per reati analoghi.

 

 

4.2. Necessità istruttorie

 

Il magistrato d'accusa pone
l'accento sulla necessità di procedere a verbalizzazioni a confronto. Si tratta
di esigenza, genericamente indicata, che da sola non basta a giustificare il
mantenimento della detenzione preventiva, neppure se accompagnata dalla
necessità di attendere il Rapporto preliminare di polizia rispettivamente per
ossequiare il deposito degli atti e raccogliere, semmai, eventuali prove a
scarico offerte dalla difesa.

 

Lo stadio della procedura appare
decisamente avanzato e la collaborazione dell'accusato appare decisiva per
escludere concreto rischio di inquinamento probatorio e di collusione.

 

 

4.3. Rischio di recidiva

 

Per poter ritenere un rischio di recidiva occorre
che l'accusato possa, con verosimiglianza, delinquere nuovamente e costituire
così un rischio per la società. Al fine di ammettere un rischio di recidiva la
possibilità di ricaduta deve essere concreta (DTF 105 Ia 31) e risultare da una
valutazione dell'insieme delle circostanze, tra cui i precedenti, il
comportamento in istruttoria, la personalità, la costituzione fisica e
soprattutto psichica e le modalità di commissione dei reati (Luvini, REP 1989
p. 287 ss; Piquerez n.1186/7). In particolare, tenendo anche conto del tempo
trascorso dalla cessazione della attività criminosa, il rischio di recidiva
sarà più facilmente ammesso quando l'accusato sia un delinquente abituale o uno
squilibrato, più difficilmente quando si sia reso colpevole di un solo reato o
di più reati concentrati in un breve lasso di 

 

tempo (Luvini con rif. a STF 12.8.81
consid. 5 in re C.). Occorre quindi fondarsi su circostanze concrete che
rendano l'eventualità della reiterazione assai verosimile, rispettando così
anche in tal modo il criterio di proporzionalità e senza dimenticare l'effetto
deterrente del procedimento penale.

 

__________ è persona non più
giovane avendo superato la cinquantina. Il suo casellario giudiziale riporta la
prima condanna, ad otto mesi di detenzione, nel 1974 con espiazione della pena
inflitta. Nel 1986, per ripetuta violazione aggravata alla LFStup, __________
risulta essere stato nuovamente condannato, questa volta a 20 mesi di
detenzione, e la pena risulta essere stata espiata sino all'aprile 1987. Con il
passare degli anni e le condanne rammentate l'accusato non ha migliorato il suo
comportamento. Il 18 agosto 1994 __________ è stato infatti condannato, sempre
per infrazione aggravata alla LFStup e contravvenzione alla medesima legge, ad
una severa pena di 4 anni e 3 mesi di reclusione, pena espiata sino alla
liberazione condizionale (con periodo di prova di 4 anni) avvenuta il 24
dicembre 1996.

 

Dopo tale condanna il casellario
giudiziale annovera ulteriore intervento del Ministero Pubblico con condanna ad
altri 60 giorni di detenzione per titolo di infrazione alla LFStup e reati in
materia di circolazione stradale.

 

Tutte queste condanne, ed i
lunghi periodi di carcerazione subiti, non sono stati sufficiente e concreto
monito a miglior comportamento. __________ é sostanzialmente ricaduto nel
consumo di cocaina appena pochi mesi dopo la sua liberazione e, nel corso del
1998 e 1999, egli ha nuovamente delinquito come alle sue ammissioni dinanzi al
PPG.

 

A non averne dubbio vi è quindi
un concreto rischio di recidiva, sia per i precedenti pesanti e numerosi, ma
anche per la totale assenza di prospettive per il futuro. __________ non ha un
lavoro, non ha concreta prospettiva di iniziare un'attività ed, in caso di
giudizio di condanna, appare verosimile l'inflizione di una lunga pena
detentiva con revoca della liberazione condizionale decisa il 26 settembre 1996
dal Consiglio di vigilanza. A fronte di tale situazione e del consumo di
stupefacenti durato per anni va ammesso un concreto rischio di recidiva.

 

L'ammissione di tale condizione
rende superfluo l'esame del prospettato rischio di fuga avanzato dal PPG
nell'istanza in discussione.

 

 

5.

 

Resta da esaminare la
proporzionalità della detenzione preventiva sin qui subita e quella ancora
prevedibile per terminare l'istruttoria e giungere al processo. Si può allora
fare ampio riferimento alla decisione Giar 25 maggio 1999 in re R. (991.98.10):

 

"Giusta l’art. 102
cpv. 2 CPP la durata del carcere preventivo durante l’istruzione formale può
essere di sei mesi; tale termine può essere convenientemente prorogato (art.
103 CPP).

La prassi del Tribunale
federale ha comunque stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni
carcerazione preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena
privativa della libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal
giudice di merito (DTF 116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2
e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; Rep. 1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del
carcere preventivo deve comunque obbedire al principio della proporzionalità,
stando al quale la durata dipende anche dalle circostanze concrete, in
particolare, dalla vastità e complessità dell’inchiesta e dal comportamento
dell’arrestato (DTF 107 Ia 259 consid. 3b, 105 Ia 33 consid. 4b)."

 

 

 

 

Nel concreto caso la fattispecie
oggetto d'istruttoria appare complessa, coinvolge più situazioni, e la
prevedibile pena - in caso di giudizio di condanna - appare elevata sia per i
quantitativi di droga trattati sia per la recidiva dell'accusato (che dovrà
ancora espiare residui di pena relativi a precedenti condanne). La misura
chiesta dal PPG, ossia due mesi di proroga della detenzione preventiva, giustificata
dal completamento dell'istruttoria, dal deposito degli atti e dall'eventuale
evasione delle richieste di complemento che dovessero provenire dalla difesa,
appare inoltre commisurata alle circostanze ed ancora limitata nel tempo. La
detenzione complessiva subita, considerata dall'arresto, e quella ancora
prevedibile per giungere al processo appaiono di gran lunga inferiori alla
possibile pena in caso di giudizio di colpevolezza.

 

Il principio di proporzionalità
cui deve sottostare la detenzione preventiva appare rispettato come d'altra
parte lo è il principio di celerità, l'inchiesta in corso essendo articolata e
vedendo più situazioni fattuali da acclarare con il coinvolgimento di più
persone la cui posizione - per la doverosa verifica delle ammissioni
dell'accusato - ha dovuto essere accertata. Va evidenziato come effettivamente
__________ non sia più stato sentito dagli inquirenti per oltre un mese, ciò
non costituisce comunque ancora violazione del principio di celerità stante la
citata ampiezza dei fatti da acclarare. Il PPG è comunque invitato a volere,
per quanto possibile, completare l'istruttoria nei tempi più contenuti ed a
volere emanare la decisione di sua competenza non appena i tempi procedurali lo
permetteranno.

 

 

6.

 

Visto quanto precede l’istanza di
proroga della detenzione preventiva va integralmente accolta con il presente
giudizio, esente da spese e soggetto ad impugnativa alla Camera dei ricorsi
penali del Tribunale di Appello nel termine di 10 (dieci) giorni
dall'intimazione.

 

 

Pqm, visti le norme procedurali
citate e gli artt. 284 e segg. CPP;

 

 

decide:

 

 

1.     
L'istanza di proroga di cui in ingresso è accolta.

 

 

Di conseguenza
la detenzione preventiva cui è astretto __________ è prorogata sino e compreso
il prossimo 5 aprile 2000

 

 

2.     
Non si percepiscono tasse e spese.

 

 

3.     
Avverso la presente decisione è data facoltà di ricorso alla Camera dei
Ricorsi penali del Tribunale di Appello nel termine di 10 (dieci) giorni
dall'intimazione.

 

 

 

 

 

 

 

4.     
Intimazione:

-         
all'accusato, per il tramite del difensore Avv. __________;

-         
all'Avv. __________, personalmente;

-         
ed al PPG avv. __________, con gli atti di ritorno.

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                           giudice
__________