# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 67d99e10-1a5d-524e-b85e-0306bdbb3c4f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-11-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 10.11.1997 52.1997.265
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1997-265_1997-11-10.html

## Full Text

Incarto n.

  52.97.00265

   

  	
  Lugano

  10 novembre 1997

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  24 settembre 1997 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patrocinato
  da: avv. __________

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 3 settembre 1997, no. 4312, del Consiglio di Stato che respinge
  l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 30 maggio
  1997 con cui il municipio di __________ gli ha ordinato di cessare l'attività
  della segheria istallata abusivamente sulla part. no. __________ RFD;

  

 

 

viste le risposte:

-    30 settembre 1997 del Consiglio di
Stato;

-      9 ottobre 1997 del municipio di
__________;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che __________ è
proprietario di un fondo (part. no. __________ RFD) situato nella zona
residenziale intensiva R5 di __________;

 

 

che nel 1985 __________, padre del ricorrente, ha avviato su
questo fondo un'attività di taglialegna / segheria, suscitando le rimostranze
del vicinato;

 

 

che da allora il municipio di __________ ha tentato a più
riprese, senza successo, di indurre il ricorrente a cessare quest'attività,
siccome incompatibile con la vocazione residenziale della zona;

 

 

che con scritto del 31 ottobre 1996, privo dell'indicazione
dei mezzi e dei termini di ricorso, l'autorità comunale ha fissato al ricorrente
un termine di 6 mesi per allontanare dal fondo l'attività installatavi senza
alcuna autorizzazione;

 

 

che il 29 marzo 1997 il ricorrente ha comunicato al municipio
di non aver reperito ubicazioni alternative per insediarvi l'attività in
questione;

 

 

che con ingiunzione del 5 maggio 1997, munita della comminatoria
dell'art. 292 CP, ma nuovamente priva dell'indicazione dei mezzi e dei termini
di ricorso, l'autorità comunale ha assegnato al ricorrente un ultimo termine
sino al 30 giugno seguente per cessare l'attività abusiva;

 

 

che il 22 maggio 1997 __________ ha segnalato al municipio le
difficoltà che incontrava per dar seguito all'ordine suddetto;

 

 

che con risoluzione del 30 maggio 1997, questa volta debitamente
munita dell'indicazione dei mezzi e dei termini di ricorso, il municipio ha
confermato l'ordine ed il relativo termine;

 

 

che con giudizio 3 settembre 1997 il Consiglio di Stato ha confermato
il provvedimento, respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata da
__________;

 

 

che il Governo ha in sostanza ritenuto che l'attività fosse
contraria alla funzione residenziale della zona e non potesse essere
autorizzata nemmeno a condizioni d'esercizio tali da permetterle di rientrare
nei limiti ammessi dall'OIF;

 

 

che contro il predetto giudizio governativo il soccombente si
aggrava davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone
l'annullamento e postulando il rilascio di un'autorizzazione per continuare
l'esercizio dell'attività in contestazione nella misura ammessa dall'OIF;

 

 

che il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato e dal
municipio di __________;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che il ricorso,
tempestivo, è ricevibile in ordine giusta gli art. 45 e 21 LE;

 

 

che l'impugnativa può essere evasa sulla base degli atti,
senza istruttoria (art. 18 PAmm): le prove chieste dal ricorrente (sopralluogo,
testi, perizia) non appaiono in effetti atte a procurare a questo tribunale la
conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio;

 

 

che il provvedimento in contestazione è riconducibile
all'art. 43 LE, che abilita l'autorità comunale ad ordinare misure di ripristino
di opere eseguite in contrasto insanabile con il diritto materialmente
applicabile;

 

 

che gli ordini di ripristino possono invero avere per oggetto
anche la semplice utilizzazione di un fondo; non presuppongono necessariamente
l'esistenza di opere abusive;

 

 

che l'ordine di ripristino presuppone, di regola, il
preventivo esperimento della procedura di rilascio del permesso in sanatoria,
volta ad accertare se l'intervento abusivo è conforme o meno al diritto
edilizio materialmente applicabile; da questa si può prescindere ove risulti
evidente che vi è un contrasto insanabile;

 

 

che tale ipotesi si verifica nel caso in esame, non potendosi
ragionevolmente sostenere che l'insediamento di una segheria in una zona
residenziale intensiva configuri un intervento edilizio rispettoso del
principio della conformità di zona sancito dall'art. 22 cpv. 2 lett. a LPT;

 

 

che nemmeno l'insorgente pretende che l'attività abusivamente
avviata da suo padre si integri convenientemente nella funzione residenziale
assegnata alla zona di utilizzazione in cui è situato il suo fondo;

 

 

che già per questo motivo l'autorizzazione in sanatoria non
può essergli accordata;

 

 

che irrilevante è il fatto che riducendo adeguatamente gli
orari d'esercizio le immissioni prodotte dalla controversa attività potrebbero
rientrare nei valori di pianificazione prescritti dall'allegato 6 all'OIF per
le zone con GS II (55 dBA di giorno);

 

 

che per essere autorizzato un insediamento deve rispettare
tanto la funzione assegnata alla zona di utilizzazione, quanto le prescrizioni
dell'OIF;

 

 

che, così stando le cose, il ricorso, manifestamente
infondato, va senz'altro respinto, addebitando all'insorgente la tassa di giustizia;

 

 

 

visti
gli art. 22 LPT; 21, 43, 45, LALPT; 25 NAPR; 3, 18, 28, 60, 61 PAmm

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia di fr.
500.-- è a carico del ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario