# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4b410baa-18dc-5f59-bbcc-b158a6124cce
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-12-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.12.2021 C-1621/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1621-2020_2021-12-06.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-1621/2020 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  6  d i c e m b r e  2 0 2 1  

Composizione 

 
Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 

Caroline Bissegger e Madeleine Hirsig-Vouilloz, 

cancelliera Marcella Lurà. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, (Italia), 

rappresentato dall’avv. Silvia Galilei, Studio legale, 

ricorrente, 

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero (UAIE), 

autorità inferiore. 

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per l'invalidità; domanda di rendita (decisione 

del 19 febbraio 2020). 

 

 

 

C-1621/2020 

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Fatti: 

A.  

A._______ (di seguito, interessato, ricorrente o insorgente) – cittadino ita-

liano, nato il (…) – ha lavorato in Svizzera da gennaio del 1978 a gennaio 

del 1985 nonché da ottobre del 1985 a novembre del 1991, solvendo con-

tributi all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità 

(doc. 6 dell’incarto dell’autorità inferiore [di seguito, doc. 6]). Rientrato in 

Italia, dal 1997 ha svolto attività lucrativa come commerciante in proprio 

(nel servizio ristoro). Ha interrotto il lavoro il 31 dicembre 2015 per motivi 

di salute (doc. 42 pag. 3, 12 e 29). L’interessato percepisce, a far tempo 

dal 1° maggio 2014, una pensione d’invalidità italiana. Il 21 giugno 2018, 

ha formulato una richiesta volta all’ottenimento di una rendita dell’assicu-

razione svizzera per l’invalidità (doc. 11). 

B.  

B.a Nel corso dell’istruttoria, l’Ufficio dell’assicurazione invalidità per gli as-

sicurati residenti all’estero (UAIE) ha in particolare assunto agli atti docu-

menti medici di data da novembre 2008 a novembre 2018 (doc. 16 a 38) 

nonché la perizia medica E 213 del 6 giugno 2019 (doc. 15), in cui è posta 

la diagnosi di cardiopatia ischemica ipertensiva già rivascolarizzata, segni 

clinici di spondilodiscoartrosi lombare, broncopneumopatia. Nella citata pe-

rizia E 213, è stato ritenuto che l’interessato può svolgere regolarmente 

lavori pesanti nonché, e a tempo pieno, sia il suo ultimo lavoro sia un lavoro 

adeguato alle sue condizioni e segnalato che il medesimo è considerato 

invalido al 60%, conformemente alle disposizioni di legge del Paese di re-

sidenza, nella precedente attività. Tra gli atti vanno annoverati anche il que-

stionario per l’assicurato (doc. 42 pag. 1) ed il questionario per lavoratori 

autonomi (doc. 42 pag. 12), unitamente all’attestazione dell’Agenzia En-

trate del 6 settembre 2019 (secondo cui l’attività individuale è cessata al 

31 dicembre 2015), ed ai formulari per la dichiarazione dei redditi per gli 

anni 2013, 2014, 2015 e 2018 (doc. 42 pag. 26 e 34). 

B.b Nei rapporti dell’11 e 22 novembre 2019, il medico SMR B._______, di 

cui non è nota la specializzazione (di seguito, medico SMR), ha posto la 

diagnosi principale di cervicobrachialgia bilaterale. Ha pure evidenziato la 

diagnosi secondaria, con ripercussioni sulla capacità lavorativa, di cardio-

patia ischemica cronica. Ha altresì considerato le lombalgie croniche con 

disturbi degenerativi, la broncopneumopatia di grado medio con sindrome 

restrittiva, la cardiopatia ipertensiva, la pericardite costrittiva, la coxartrosi, 

la gonartrosi, la sindrome depressiva cronica, il fumo attivo, la fibromialgia, 

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l’insufficienza venosa ed arteriosa agli arti inferiori ed il sovrappeso sic-

come senza ripercussioni sulla capacità lavorativa. Il medico SMR ha 

quindi ritenuto per l’interessato un’incapacità lavorativa del 20% nella pre-

cedente attività di servizio ristoro di macchine da caffè dal 17 marzo 2017, 

ma una capacità al lavoro del 100% in un’attività confacente allo stato di 

salute (doc. 48 e 52). 

B.c Con progetto di decisione del 27 novembre 2019, l’autorità inferiore ha 

comunicato all’interessato che la domanda di prestazioni è (recte: sarebbe 

stata) respinta, ritenuto in particolare che l’esercizio di un’attività lucrativa 

sarebbe da considerare esigibile in misura sufficiente per escludere il diritto 

ad una rendita (doc. 53). 

B.d Con messaggio di posta elettronica del 2 gennaio 2020 (doc. 54), l’in-

teressato ha segnalato che, secondo il rapporto cardiaco del 16 dicembre 

2019 ed il certificato ortopedico del 20 dicembre 2019, allegati in copia 

(doc. 55 e 56), “sussistono le condizioni affinché (…) possa esser(gli) rico-

nosciuta la prestazione di Assegno Ordinario da parte di Stato Estero”. 

B.e Nel rapporto del 28 gennaio 2020, il medico SMR ha ritenuto che i do-

cumenti medici prodotti non apportano nuovi elementi clinici tali da modifi-

care la sua precedente presa di posizione (doc. 58). 

B.f Il 28 gennaio 2020 (doc. 59), l’interessato ha esibito un referto di tomo-

grafia computerizzata dell’8 gennaio 2020, un referto di spirometria del 20 

gennaio 2020 ed un rapporto di visita pneumologica del 28 gennaio 2020 

(doc. 60 a 62). 

B.g Nel rapporto dell’11 febbraio 2020, il medico SMR ha rilevato che la 

documentazione medica prodotta non apporta nuovi elementi clinici ogget-

tivi. Ha quindi confermato la precedente valutazione (doc. 64). 

B.h Con decisione del 19 febbraio 2020, l’UAIE ha respinto la domanda di 

prestazioni dell’assicurazione svizzera per l’invalidità. L’autorità inferiore 

ha in particolare ritenuto che dalle carte processuali non risulta che l’inte-

ressato ha subito un’incapacità al lavoro media sufficiente per un anno, ai 

sensi delle disposizioni dell’assicurazione svizzera per l’invalidità. Per-

tanto, malgrado il danno alla salute, l’esercizio di un’attività lucrativa è da 

considerare esigibile in misura sufficiente per escludere il diritto ad una 

rendita (doc. 65). 

 

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C.  

C.a Il 16 marzo 2020, l’interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale contro la decisione dell’UAIE del 19 febbraio 2020 

mediante il quale ha chiesto, in via principale, l’accoglimento del gravame, 

l’annullamento della decisione impugnata ed il riconoscimento di una ren-

dita d’invalidità svizzera. In via subordinata, ha postulato il rinvio degli atti 

di causa all’autorità inferiore affinché la stessa provveda ad effettuare un 

nuovo esame delle sue condizioni di salute e dell’incidenza delle affezioni 

di cui soffre sulla capacità a svolgere la precedente attività ed un’attività 

sostitutiva adeguata (nonché a pronunciare una nuova decisione). Si è do-

luto di un’errata valutazione del suo stato di salute. In particolare, ha se-

gnalato che, secondo i documenti medici di cui agli atti dell’incarto dell’au-

torità inferiore, le patologie di cui è affetto lo rendono “incapace di gestire 

in autonomia la propria attività lavorativa” (doc. TAF 1). 

C.b L’11 giugno 2020, il ricorrente ha versato l’anticipo a copertura delle 

presumibili spese processuali (doc. TAF 2 a 5). 

C.c Nella risposta al ricorso del 14 luglio 2020, l’UAIE ha proposto la reie-

zione del ricorso. In virtù dei rapporti dell’11 e 22 novembre 2019 del pro-

prio servizio medico, il ricorrente è stato ritenuto in grado di svolgere la 

precedente attività di commerciante in proprio nel servizio ristoro di mac-

chine da caffè. Per conseguenza, non ha mai subito un’incapacità lavora-

tiva di livello pensionabile. Detta autorità ha altresì rilevato che i documenti 

medici prodotti con scritto di obiezioni al progetto di decisione e sottoposti 

ad esame del proprio servizio medico (v. i rapporti del 28 gennaio ed 11 

febbraio 2020), non evidenziano nuovi elementi oggettivi atti a modificare 

la valutazione clinico-lavorativa dell’interessato. Infine, ha sottolineato che 

l’assicurazione svizzera per l’invalidità non è vincolata dal fatto che l’insor-

gente è stato riconosciuto quale invalido in Italia (doc. TAF 7). 

C.d Con provvedimento del 14 luglio 2020 (notificato il 31 luglio 2020; doc. 

TAF 9 [avviso di ricevimento]), il Tribunale amministrativo federale ha tra-

smesso al ricorrente la risposta al ricorso dell’autorità inferiore del 6 luglio 

2020, unitamente a copie dei documenti dell’incarto dell’UAIE menzionati 

nella presa di posizione, e gli ha concesso la facoltà di pronunciarsi in me-

rito alle osservazioni dell’autorità inferiore (doc. TAF 8), facoltà di cui l’in-

sorgente non ha fatto uso. 

 

 

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Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-

gnizione la sua competenza rispettivamente l'ammissibilità dei gravami che 

gli vengono sottoposti (art. 7 cpv. 1 PA; DTAF 2016/15 consid. 1; 2014/4 

consid. 1.2). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione 

con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi 

contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione 

per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE). 

1.3 La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla 

PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). In virtù dell'art. 

3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni sociali non è discipli-

nata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). Secondo 

l'art. 2 LPGA, le disposizioni della legge stessa sono applicabili alle assi-

curazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e per quanto le 

singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano. Giusta l'art. 1 cpv. 1 

LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'inva-

lidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI non deroghi alla LPGA. Se-

condo le regole generali del diritto intertemporale, si applicano le norme 

procedurali in vigore al momento dell’esame del ricorso (DTF 130 V 1 con-

sid. 3.2). 

1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso è stato interposto tempestiva-

mente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispetta i requisiti previsti dalla 

legge (art. 52 cpv. 1 PA). Il ricorso è pertanto ammissibile. 

2.  

2.1 Dal profilo temporale, con riserva di disposizioni particolari di diritto 

transitorio, sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della rea-

lizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o 

che produce conseguenze giuridiche (DTF 143 V 446 consid. 3.3; 139 V 

335 consid. 6.2; 138 V 475 consid. 3.1). Se è intervenuto un cambiamento 

delle norme legislative nel corso del periodo sottoposto ad esame giudizia-

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rio, il diritto eventuale alle prestazioni si determina secondo le vecchie di-

sposizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a partire dalla loro 

entrata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 V 445). 

2.2 La domanda di una rendita AI essendo stata presentata il 21 giugno 

2018, al caso in esame, salvo indicazione contraria, si applicano di princi-

pio le disposizioni della 6a revisione della LAI entrate in vigore il 1° gennaio 

2012 (cfr. DTF 130 V 1 consid. 3.2 per quanto concerne le disposizioni 

formali della LPGA immediatamente applicabili con la loro entrata in vi-

gore), così come le ulteriori modifiche entrate in vigore successivamente e 

fino alla pronuncia della decisione impugnata. 

2.3 Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della de-

cisione impugnata, in concreto il 19 febbraio 2020. Il giudice delle assicu-

razioni sociali esamina infatti la decisione impugnata sulla base della situa-

zione di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa (DTF 136 V 24 

consid. 4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando 

essi possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della si-

tuazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V 

362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi 

all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del 

giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (sentenze 

del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 

del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine). 

3.  

Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea, è 

domiciliato in Italia e sussiste un nesso transfrontaliero, il medesimo es-

sendo stato assicurato ed avendo lavorato in Svizzera per periodi dal 1978 

al 1991 (DTF 143 V 354 consid. 4, 143 V 81, in particolare consid. 8.1, 

nonché 141 V 521 consid. 4.3.2), per cui è applicabile, di principio, l'Ac-

cordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione svizzera e la Comunità 

europea ed i suoi Stati membri sulla libera circolazione delle persone (ALC, 

RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale. L'allegato II ALC prevede in particolare che le 

parti contraenti applicano tra di loro, dal 1° aprile 2012, il regolamento (CE) 

n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 (RS 

0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, 

con le relative modifiche, e il regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento 

europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 (RS 0.831.109.268.11) che 

stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 

(art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC in relazione con la Sezione A dell’Allegato II 

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ALC). Il Regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulteriormente modificato dai 

regolamenti (UE) n. 1244/2010 (RU 2015 343), n. 465/2012 (RU 2015 345) 

e n. 1224/2012 (RU 2015 353), applicabili nelle relazioni tra la Svizzera e 

gli Stati membri dell’Unione europea a decorrere dal 1° gennaio 2015. Tut-

tavia, anche in seguito all'entrata in vigore dell'ALC, l'organizzazione della 

procedura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una ren-

dita d'invalidità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (art. 46 

cpv. 3 del Regolamento n. 883/2004 in relazione con l’Allegato II del rego-

lamento medesimo; DTF 130 V 253 consid. 2.4). 

4.  

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per più di 13 anni (doc. 

6) e, pertanto, adempie in ogni caso la condizione della durata minima di 

contribuzione (art. 36 cpv. 1 LAI). 

5.  

5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno 

totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può 

essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8 

LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI). 

5.2 Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la perdita, 

totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equi-

librato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fi-

sica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato 

alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. In caso 

d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere prese in considera-

zione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività 

(art. 6 LPGA). 

5.3 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se 

la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-

suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-

dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-

capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno 

senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-

lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c). 

5.4 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita 

se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per 

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almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad 

una rendita intera se è invalido per almeno il 70%. 

5.5 In virtù dell’art. 29 cpv. 1 LAI, il diritto alla rendita nasce al più presto 

dopo sei mesi dalla data in cui l'assicurato ha rivendicato il diritto alle pre-

stazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA (riservate altresì le condi-

zioni dell'art. 28 cpv. 1 LAI [cfr. consid. 5.3 del presente giudizio]; DTF 142 

V 547 consid. 3.2), ma al più presto a partire dal mese seguente il compi-

mento dei 18 anni. L’art. 29 cpv. 3 LAI precisa altresì che la rendita è ver-

sata all'inizio del mese in cui nasce il diritto. 

5.6 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di 

carattere economico-giuridico e non medico (sentenze del TF 

9C_318/2014 del 10 settembre 2014 consid. 3.1 e 8C_636/2010 del 17 

gennaio 2011 consid. 3 con rinvii). In virtù dell'art. 16 LPGA, applicabile per 

il rinvio dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito 

che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 

esigibile da lui, dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedi-

menti d'integrazione, in una situazione equilibrata del mercato del lavoro 

(reddito da invalido) è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto 

ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido; metodo gene-

rale del confronto dei redditi). 

5.7 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e di princi-

pio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica 

o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente 

incapacità lavorativa. 

6.  

6.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-

tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi 

decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad 

un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio 

medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in 

merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa 

situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto 

delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a 

fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto 

medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua 

denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-

nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 134 V 231 consid. 5.1; 125 V 351 consid. 

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3a). Il rapporto medico deve altresì essere redatto da medici che dispon-

gono delle qualifiche specialistiche richieste nel singolo caso (DTF 137 V 

210 consid. 3.1; sentenze del TF 9C_855/2017 del 22 novembre 2017 con-

sid. 3.1 e 9C_826/2009 del 20 luglio 2010 consid. 4.2). 

6.2 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha preci-

sato che esse contengono considerazioni specialistiche che possono con-

tribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non 

abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve 

valutare se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia 

giudiziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rile-

vare come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso 

dei medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del pro-

prio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli 

stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii). 

6.3 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere 

la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli 

si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia 

precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri 

medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, 

come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale 

sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio 

2011 consid. 7.2 con rinvii). 

6.4 In ambito psichiatrico, la diagnosi deve essere espressa da uno spe-

cialista in psichiatria e fondata sui criteri posti da un sistema di classifica-

zione riconosciuto scientificamente (DTF 141 V 281 consid. 2.1; 130 V 396 

consid. 6.3; sentenza del TF 9C_815/2012 del 12 dicembre 2012 consid. 

3). In presenza di tutte le malattie psichiche (DTF 143 V 418 consid. 6 e 7), 

in particolare di disturbi da dolore somatoforme, di disturbi derivanti da af-

fezioni psicosomatiche assimilate a questi ultimi (DTF 140 V 8 consid. 

2.2.1.3) oppure di disturbi depressivi di grado da leggero a medio (DTF 143 

V 409), la capacità lavorativa esigibile di una persona che soffre di tali di-

sturbi deve essere valutata sulla base di una visione d’insieme, nell’ambito 

di una procedura d’accertamento dei fatti strutturata fondata su indicatori 

atta a stabilire, da un lato, i fattori invalidanti e, dall’altro, le risorse della 

persona (DTF 141 V 281 consid. 2, 3.4-3.6 e 4.1 nonché 143 V 418 consid. 

6 segg.). Il Tribunale federale ha suddiviso gli indicatori per la valutazione 

della capacità lavorativa in due categorie (DTF 141 V 281 consid. 4.1.3), 

segnatamente categoria “gravità funzionale” (consid. 4.3) con i complessi 

“danno alla salute” (consid. 4.3.1; risultati e sintomi rilevanti per la diagnosi; 

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successo od insuccesso del trattamento e della reintegrazione; comorbi-

dità), “personalità” (sviluppo e struttura della personalità, funzioni psichiche 

[consid. 4.3.2] e contesto sociale [consid. 4.3.3]) nonché categoria “coe-

renza” (aspetti del comportamento [consid. 4.4] in rapporto alla limitazione 

uniforme dei livelli di attività in tutti gli ambiti della vita paragonabili [consid. 

4.4.1] ed alla sofferenza dimostrata secondo l’anamnesi in vista di un trat-

tamento o di una reintegrazione [consid. 4.4.2]). 

7.  

7.1 Nel caso in esame, occorre determinare se, e a partire da quando, il 

ricorrente abbia subito, e senza interruzione notevole, un’incapacità lavo-

rativa del 40% durante un anno giusta l’art. 28 cpv. 1 lett. b LAI. In consi-

derazione della data d’inoltro della domanda di rendita (il 21 giugno 2018), 

ma anche del momento in cui sarebbe sorta per la prima volta a partire dal 

17 marzo 2017 un’incapacità lavorativa nella precedente attività di com-

merciante in proprio svolta dall’insorgente (v. il rapporto del medico SMR 

del 22 novembre 2019), un diritto ad una rendita d’invalidità svizzera 

avrebbe potuto sorgere al più presto a partire dal 1° dicembre 2018. 

7.2 L’autorità inferiore, fondandosi sui rapporti del suo servizio medico, ha 

ritenuto che dagli atti di causa non risulta un’incapacità al lavoro media 

sufficiente, per un anno, ai sensi di legge; malgrado il danno alla salute, 

l’esercizio dell’attività di commerciante in proprio nel servizio ristoro di mac-

chine da caffé sarebbe sempre esigibile in misura completa. Per conse-

guenza, l’insorgente non ha mai subito un’incapacità lavorativa di livello 

pensionabile. 

7.3  

7.3.1 In merito alle valutazioni del medico SMR sullo stato di salute e sulla 

capacità lavorativa del ricorrente di cui ai diversi rapporti da lui redatti, oc-

corre precisare che le stesse sono generiche, basate sostanzialmente sulle 

imprecise risultanze della perizia medica E 213 del giugno 2019 (doc. 15) 

e non è dato sapere su quali specifiche ragioni sia fondata la conclusione 

di una residua capacità lavorativa dell’80% nella precedente attività rispet-

tivamente del 100% in un’attività sostitutiva adeguata (a decorrere peraltro 

da data imprecisata). Non soccorre il medico SMR neppure l’affermazione 

che i documenti specialistici sarebbero illeggibili. Essi sono sì di difficile 

lettura, ma permettono di constatare, per i motivi che saranno indicati nei 

considerandi che seguono, che sussistono dubbi ed incertezze sullo stato 

di salute effettivo dell’insorgente, le indicazioni e valutazioni di cui ai referti 

C-1621/2020 

Pagina 11 

specialistici non essendo coincidenti con quelle di cui al rapporto E 213 

medesimo. 

7.3.2 Affezioni somatiche 

7.3.2.1 Quanto alle indicazioni sullo stato di salute somatico del ricorrente, 

nei rapporti dell’11 e 22 novembre 2019 (doc. 48 e 52), il medico SMR, ha 

rilevato, in virtù dei documenti medici agli atti, che l’insorgente soffre di una 

cervicobrachialgia bilaterale (con spondiloartrosi, ernia discale C3-C4, di-

sturbi degenerativi) e di una cardiopatia ischemica cronica (con malattia di 

due vasi coronarici ed infarto miocardico). Ha poi segnalato che la rela-

zione di visita medica del marzo 2017 (doc. 33) e la perizia E 213 del giu-

gno 2019 (doc. 15) fanno stato di una buona mobilità delle spalle, passaggi 

posturali nella norma, movimenti ed andatura normali, in assenza di deficit 

neurologici agli arti inferiori. Ha altresì constatato che il rapporto cardiaco 

del novembre 2018 riferisce di una frazione di eiezione (FE) del 50% (doc. 

24). La situazione cardiaca è, a suo parere, stabilizzata. Infine, ha osser-

vato che i documenti riferiscono anche di lombalgie croniche, broncopneu-

mopatia di grado medio con sindrome restrittiva, cardiopatia ipertensiva, 

pericardite costrittiva, coxartrosi bilaterale, gonartrosi bilaterale, fumo at-

tivo, fibromialgia, insufficienza venosa ed arteriosa agli arti inferiori, sovrap-

peso, quest’ultime affezioni comunque, e a suo giudizio, senza incidenza 

sulla capacità lavorativa. Il medico SMR ha quindi concluso che il ricorrente 

presenta un’incapacità lavorativa del 20% nell’attività di servizio ristoro di 

macchine da caffé dal 17 marzo 2017 (data della relazione di visita me-

dica), ma una capacità al lavoro del 100% in un’attività confacente allo 

stato di salute. 

7.3.2.2 In sede di opposizione al progetto di decisione, con messaggi di 

posta elettronica del 2 e 28 gennaio 2020 (doc. 54 e 59), il ricorrente ha 

trasmesso un rapporto cardiaco del dicembre 2019, un certificato ortope-

dico del dicembre 2019, un referto di tomografia computerizzata del gen-

naio 2020, un referto di funzionalità polmonare del gennaio 2020 ed un 

rapporto pneumologico del gennaio 2020 (doc. 55, 56 e 60 a 62). 

7.3.2.3 Nei rapporti del 28 gennaio ed 11 febbraio 2020 (doc. 58 e 64), il 

medico SMR ha altresì, e nella sostanza, confermato la sua precedente 

valutazione, anche sulla base della nuova documentazione esibita. In par-

ticolare, ha segnalato che il rapporto cardiaco del dicembre 2019 (doc. 55) 

espone la cardiopatia ischemica cronica nota e precedentemente diagno-

sticata e riferisce di un elettrocardiogramma nella norma e di una frazione 

di eiezione del 50%. A suo parere, la situazione cardiaca è stabilizzata. Il 

C-1621/2020 

Pagina 12 

medico SM ha poi ancora rilevato che il rapporto ortopedico del dicembre 

2019 (doc. 56) fa stato di dolori dorso-lombari con disturbi degenerativi. Ha 

altresì osservato che il rapporto pneumologico del gennaio 2020, peraltro, 

e a suo parere, di difficile lettura (doc. 60), diagnostica una riacutizzazione 

della broncopneumopatia, evidenzia una saturazione di ossigeno del 96%, 

riferisce di una terapia farmacologica e prescrive un’assoluta astensione 

dal fumo, in assenza di un’insufficienza respiratoria e di un ricovero per 

scompenso della broncopneumopatia. Il medico SMR ha infine constatato 

che il referto di tomografia computerizzata del torace del gennaio 2020 

(doc. 61) è nella norma. Quanto al referto di funzionalità polmonare del 

gennaio 2020 (doc. 62), lo stesso evidenzia una sindrome restrittiva di 

grave entità, quadro clinico comunque, e a suo giudizio, compatibile con la 

diagnosticata riacutizzazione della broncopneumopatia. Il ricorrente non ha 

d’altra parte smesso di fumare. L’astensione dal fumo potrebbe, sempre a 

giudizio del medico SMR, migliorare le condizioni respiratorie dell’insor-

gente. Secondo il medico SMR, dal profilo polmonare, non sussiste alcuna 

malattia invalidante. 

7.3.2.4 Questo Tribunale rileva che dal profilo somatico, il ricorrente è stato 

ricoverato nell’ottobre 2011 per una cardiopatia ipertensiva (rapporto di di-

missione ospedaliera del 29 ottobre 2011; doc. 32) e nel marzo 2018 per 

un infarto miocardico acuto anteriore (IMA) trattato con angioplastica coro-

narica percutanea transluminale (PTCA) e stent medicato (lettera di dimis-

sione ospedaliera del 27 marzo 2018; doc. 22) ed è stato sottoposto nel 

giugno 2018 ad un completamento di rivascolarizzazione miocardica (let-

tera di dimissione ospedaliera del 3 giugno 2018; doc. 16). Quanto all’evo-

luzione nel tempo dei disturbi cardiaci, se il rapporto di dimissione ospeda-

liera del 29 ottobre 2011 riferiva di una frazione di eiezione (FE) conservata 

e di una classe funzionale NYHA II (doc. 32), il rapporto cardiaco del 25 

ottobre 2016 evidenziava un labile compenso emodinamico (II-III classe 

NYHA; doc. 23) e la lettera di dimissione ospedaliera del 27 marzo 2018 

menzionava una FE del 58% (doc. 22), il rapporto cardiaco del 16 dicembre 

2019 segnala una FE 50% ai limiti bassi ed una classe NYHA III (doc. 55). 

Un accertamento più approfondito delle affezioni cardiache appare per-

tanto indispensabile. Per quanto attiene allo stato di salute ortopedico-reu-

matologico e neurologico, il ricorrente è stato ricoverato nel novembre 2008 

per una spondilodiscoartrosi cervicale con ernia discale C3-C4. Gli esami 

radiologici evidenziavano, fra gli altri, segni di spondiloartrosi a livello di 

C3-C4, una protrusione a livello di C4-C5 e C5-C6, un’osteofitosi a livello 

di C6-C7 nonché una sofferenza radicolare C6-C7 (lettera di dimissione 

ospedaliera del 21 novembre 2018; doc. 25). Nella relazione di visita orto-

C-1621/2020 

Pagina 13 

pedica del 21 maggio 2014 sono stati diagnosticati segnatamente una sin-

drome cervicocefalalgica e vertiginosa, cervicobrachialgia bilaterale con 

radicolopatia cronica C6-C7 da protrusioni discali multiple C3-C4, C4-C5, 

C5-C6 e C6-C7 con stenosi del canale vertebrale, lombosciatalgia bilate-

rale con radicolopatia cronica da protrusioni discali L4-L5 e L5-S1, coxar-

trosi, gonartrosi con deficit della deambulazione (doc. 36), diagnosi poi 

confermata dalla relazione di visita ortopedica del 14 dicembre 2016 (doc. 

37). Il rapporto ortopedico del 24 gennaio 2017 segnala altresì la presenza 

di un reumatismo fibromialgico (doc. 21). Dal certificato ortopedico del 20 

novembre 2018 (doc. 34) risultano poi essere subentrate delle parestesie 

diffuse agli arti superiori ed inferiori (il paziente deambula con dolore e ri-

ferisce difficoltà prensile delle mani con scivolamento degli oggetti presi), 

disturbi confermati nel certificato ortopedico del 20 dicembre 2019 (doc. 

56), in cui è pure indicato che il paziente è in trattamento farmacologico per 

patologia vascolare di stenosi carotidea agli arti inferiori con segni clinici di 

flebostasi. Stante queste premesse, non era consentito rinunciare ad un 

approfondito e dettagliato esame ortopedico-reumatologico e neurologico. 

Peraltro, dal profilo pneumologico, l’insorgente soffre, almeno da marzo del 

2010, di una broncopatia cronica in trattamento farmacologico (rapporto 

pneumologico del 2 marzo 2010; doc. 19). Contrariamente a quanto rite-

nuto dal medico SMR, e per quanto emerge dalla documentazione medica 

agli atti, se il rapporto pneumologico del 18 ottobre 2016 diagnosticava una 

broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) Gold Stadio III ed eviden-

ziava all’esame di spirometria un’incapacità ventilatoria di grado moderato 

(doc. 38), la situazione appare essersi modificata al più tardi dal 28 gennaio 

2020, data di un referto di spirometria, in cui è segnalato un deficit funzio-

nale ventilatorio, prevalentemente ostruttivo, di grave entità (v. anche il rap-

porto pneumologico del 28 gennaio 2020, in cui è posta la diagnosi di 

BPCO Gold III riacutizzato), ciò che appare confermare la necessità di più 

approfondite indagini. 

7.3.3 Affezioni psicosomatiche 

7.3.3.1 Quanto alla valutazione sullo stato di salute psichico del ricorrente, 

nei rapporti dell’11 e 22 novembre 2019 (doc. 48 e 52), il medico SMR ha 

segnalato che dalla relazione di visita medica del marzo 2017 (doc. 33) 

risulta che il ricorrente è una persona ansiosa tendente al depresso e soffre 

di una sindrome depressiva cronica. Il medico SMR ha poi rilevato che il 

rapporto psichiatrico del gennaio 2017 (doc. 28) è illeggibile. Non sono al-

tresì disponibili, secondo detto medico, rapporti psichiatrici più recenti e 

dettagliati. Per quanto attiene ai certificati del giugno 2016, novembre 2015 

e marzo 2014 (doc. 29 a 31), si tratta, sempre a parere del medico SMR, 

C-1621/2020 

Pagina 14 

di prescrizioni per farmaci, senza che siano peraltro state fornite delle indi-

cazioni sullo stato psichico dell’insorgente (in assenza di un ricovero per 

disturbi psichiatrici). Secondo il medico SMR, dal profilo psichico, non sus-

siste alcun disturbo significativo. 

7.3.3.2 Ora, questo Tribunale constata che dal certificato psichiatrico del 

25 marzo 2014 (doc. 31) risulta che il ricorrente soffre di una sindrome 

depressiva cronica di grado severo con decremento marcato del tono 

dell’umore, disturbi del sonno e della concentrazione, abulia, facile affati-

cabilità e riduzione significativa dell’autostima ed è stata prescritta l’assun-

zione di una terapia farmacologica (un farmaco antidepressivo ed un an-

siolitico; v. anche la prescrizione medica del 30 novembre 2015 [doc. 30]), 

diagnosi poi confermata nel certificato psichiatrico del 22 giugno 2016 (doc. 

29). Un trattamento farmacologico (un farmaco antidepressivo ed un an-

siolitico) è stato continuato almeno fino al 19 gennaio 2017 (doc. 28), data 

di un certificato psichiatrico in cui è evidenziata la diagnosi di depressione 

cronica di grado severo, precisato che la deflessione del tono dell’umore si 

accompagna ad uno stato d’angoscia continua e segnalato un disagio psi-

copatologico di entità non trascurabile nel funzionamento lavorativo e so-

ciale. Per il resto, nella relazione di visita medica del 17 marzo 2017 (doc. 

33) è indicato che “il disturbo ansioso-depressivo, reattivo alla storia lavo-

rativa e clinico-patologica, pesa comunque sulle attitudini lavorative (del) 

ricorrente con un aspetto sintomatologico rappresentato da una tendenza 

alla somatizzazione dell’ansia, oscillazione del tono dell’umore in rapporto 

a situazione o modificazioni organiche, somatiche o neurovegetative”. Ba-

sti al proposito ancora rilevare che, secondo una costante giurisprudenza 

del Tribunale federale, in ambito psichiatrico, la diagnosi deve essere 

espressa da uno specialista in psichiatria e fondata su criteri posti da un 

sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (DTF 141 V 281 

consid. 2.1) e in presenza di tutte le malattie psichiche (DTF 143 V 418 

consid. 6 e 7), in particolare di disturbi da dolore somatoforme, di disturbi 

derivanti da affezioni psicosomatiche assimilate a questi ultimi (DTF 140 V 

8 consid. 2.2.1.3) oppure di disturbi depressivi di grado da leggero a medio 

(DTF 143 V 409), la capacità lavorativa esigibile di una persona che soffre 

di tali disturbi deve essere valutata sulla base di una visione d’insieme, 

nell’ambito di una procedura d’accertamento dei fatti strutturata fondata su 

indicatori atta a stabilire, da un lato, i fattori invalidanti e, dall’altro, le risorse 

della persona (DTF 143 V 418 consid. 6 segg.; 143 V 409; 141 V 281 con-

sid. 2, 3.4-3.6 e 4.1; valutazione che non è stata effettuata nell’ambito 

dell’istruttoria della domanda di rendita d’invalidità svizzera). Non è altresì 

dato sapere/non è stato indicato perché nel caso concreto si sarebbe po-

tuto rinunciare a tale procedura probatoria strutturata. 

C-1621/2020 

Pagina 15 

7.3.4 Quanto alla (generica) perizia medica E 213 del 6 giugno 2019 (doc. 

15), non è possibile attribuirle pieno valore probatorio, dal momento che la 

stessa non è stata redatta da uno specialista in cardiologia, ortopedia-reu-

matologia, neurologia, pneumologia o psichiatria e che l’esame cardiaco, 

ortopedico-reumatologico, neurologico, pneumologico e psichico effettuato 

dal medico dell’INPS risulta estremamente superficiale ed impreciso (doc. 

15 pag. 4 e 5 n. 4.1, 4.4, 4.5, 4.8 e 4.10). 

7.3.5 Visto quanto precede, l’autorità inferiore non poteva sulla base di in-

sufficiente documentazione medica e di generiche ed imprecise valutazioni 

del medico SMR (che peraltro neppure ha visitato personalmente l’insor-

gente), negare ogni effetto invalidante, sia nella precedente attività che in 

attività sostitutive adeguate, ai disturbi cardiaci, ortopedico-reumatologici, 

neurologici, pneumologici e psichici attestati da altri medici, senza prima 

completare l’istruttoria dal profilo cardiaco, ortopedico-reumatologico, neu-

rologico, pneumologico e psichico con una perizia interdisciplinare. Infatti, 

solo una valutazione specialistica avrebbe potuto stabilire con il necessario 

grado della verosimiglianza preponderante se i descritti disturbi in tali am-

biti potevano assumere valore patologico avente incidenza significativa – 

e quale – sulla capacità lavorativa sia nella precedente attività che in un’at-

tività sostitutiva adeguata nel periodo determinante. 

8.  

Da quanto esposto, discende che la decisione impugnata, che viola il diritto 

federale – accertamento insufficiente dei fatti giuridicamente rilevanti – in-

corre nell'annullamento. 

9.  

9.1 Quando il Tribunale amministrativo federale annulla una decisione, 

esso può sostituirsi all'autorità inferiore e giudicare direttamente nel merito 

o rinviare la causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per un 

nuovo giudizio (cfr. sentenza del TAF C-4444/2019 del 20 maggio 2021 

consid. 9.1). In particolare, esso si sostituirà all'autorità inferiore se gli atti 

sono completi e comunque sufficienti a statuire sull'applicazione del diritto 

federale (v. sentenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 e 

relativi riferimenti; DTF 126 II 43; 125 II 326). Tale non è il caso nella pre-

sente fattispecie per i motivi precedentemente indicati. 

9.2 Gli atti di causa sono pertanto rinviati all'autorità inferiore affinché la 

stessa proceda a completare l’accertamento dei fatti giuridicamente rile-

C-1621/2020 

Pagina 16 

vanti e ad emanare una nuova decisione. L'autorità inferiore dovrà in par-

ticolare far effettuare una perizia interdisciplinare in cardiologia, ortopedia-

reumatologia, neurologia, pneumologia e psichiatria, da svolgersi in Sviz-

zera (cfr., sulla possibilità di rinvio all'autorità inferiore in siffatte circo-

stanze, DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4), nonché ogni ulteriore esame che 

pure l'evoluzione nel tempo dello stato di salute del ricorrente dovesse an-

cora rendere necessario. Per il resto, e a seconda del risultato della citata 

perizia interdisciplinare, l'UAIE dovrà pronunciarsi sulla sfruttabilità di 

un’(eventuale) residua capacità lavorativa medico-teorica nonché, a se-

conda del risultato di tale esame, effettuare un confronto dei redditi deter-

minanti sulla base delle possibili attività sostitutive adeguate ritenute. 

9.3 Peraltro, stante le premesse, nulla – neppure la più recente giurispru-

denza del Tribunale federale di cui a DTF 137 V 210 (cfr. segnatamente il 

consid. 4.4.1.4) – si oppone al rinvio della causa all'autorità inferiore per 

completamento dell'istruttoria. In effetti, in assenza dei citati accertamenti 

complementari non era, né è, possibile determinarsi con cognizione di 

causa, ed il necessario grado della verosimiglianza preponderante, sullo 

stato di salute del ricorrente e sull’incidenza delle affezioni di cui soffre sulla 

capacità a svolgere un’attività sostitutiva adeguata. In particolare, un rinvio 

all’autorità inferiore si giustifica, dal profilo delle garanzie procedurali (in 

particolare quello della doppia istanza con piena cognizione) nei casi in cui, 

come nella fattispecie, è richiesto un accertamento peritale interdisciplinare 

in ambiti che non sono stati (o comunque insufficientemente) chiariti nella 

procedura di prima istanza, ma che lo avrebbero dovuto essere prima 

dell’emanazione della decisione litigiosa, gli elementi per dovere agire in 

tal senso essendo già presenti agli atti di causa (DTF 137 V 210 consid. 

4.4.1.4 [cfr., in particolare, il consid. 7.3 del presente giudizio]). Peraltro, il 

Tribunale federale ha già avuto modo pure di precisare che in virtù dell’art. 

43 LPGA nonché degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 

40 PCF (RS 273), il Tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i 

fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove ne-

cessarie e le valuta liberamente. Secondo giurisprudenza, se il giudice ri-

tiene che i fatti non sono sufficientemente delucidati, può, peraltro non 

senza qualche limitazione (cfr. DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4), sia rinviare 

la causa all'amministrazione per completamento dell'istruzione sia proce-

dere lui medesimo a tale istruzione complementare. Un rinvio all'ammini-

strazione che ha per scopo di completare l'accertamento dei fatti non viola 

né i principi della semplicità e della celerità né il principio inquisitorio. In 

particolare, un siffatto rinvio appare in generale siccome giustificato se 

l'amministrazione ha proceduto ad una constatazione dei fatti sommaria 

C-1621/2020 

Pagina 17 

nella speranza che in caso di ricorso sarebbe poi stato il Tribunale ad ef-

fettuare i necessari accertamenti fattuali (sentenza del TF 9C_162/2007 

del 3 aprile 2008 consid. 2.3 con rinvii; cfr. pure sentenza del TAF 

C- 4444/2019 consid. 9.3). 

9.4 Per il resto, occorre rilevare che nell'ambito dell'accertamento ancora 

da esperire dall'autorità inferiore, a seguito del rinvio degli atti di causa, non 

sussiste l'eventualità di una nuova decisione dell'UAIE a detrimento dell'in-

sorgente (cfr., sulla questione, DTF 137 V 314 consid. 3.2.4) dal momento 

che nella decisione impugnata del 19 febbraio 2020 l'autorità inferiore ha 

considerato che il ricorrente non ha subito un'incapacità lavorativa di livello 

pensionabile, perlomeno fino alla data della decisione impugnata (che co-

stituisce il limite della cognizione temporale di questo Tribunale nel caso di 

specie), ed ha respinto la domanda del medesimo volta all'ottenimento di 

una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Non era pertanto ne-

cessario conferire all’insorgente la facoltà di ritirare il proprio gravame. 

10.  

10.1 Visto l'esito della causa, non sono prelevate delle spese processuali 

(art. 63 PA). L'anticipo equivalente alle presunte spese processuali di 

fr.  800.-, versato l'11 giugno 2020, sarà restituito al ricorrente allorquando 

la presente sentenza sarà cresciuta in giudicato. 

10.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentato in questa sede da manda-

tario professionale, si giustifica altresì l'attribuzione di un'indennità a titolo 

di spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 e segg. del 

regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]). La stessa, in assenza di una nota dettagliata, è fissata d'ufficio 

(art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in fr. 2'000.- (senza IVA; cfr., sulla questione, la 

sentenza del TAF C-4215/2019 del 2 novembre 2020 consid. 10.2), tenuto 

conto del lavoro effettivo ed utile – relativamente contenuto ed in causa 

non particolarmente complessa – svolto dalla rappresentante del ricor-

rente. L'indennità per ripetibili è posta a carico dell'UAIE. 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

C-1621/2020 

Pagina 18 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è accolto, nel senso che la decisione impugnata del 19 febbraio 

2020 è annullata e gli atti di causa sono rinviati all'UAIE affinché proceda 

al completamento dell'istruttoria ed emani una nuova decisione ai sensi dei 

considerandi. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. L'anticipo di fr. 800.-, corrisposto l'11 

giugno 2020, sarà restituito al ricorrente allorquando il presente giudizio 

sarà cresciuto in giudicato. 

3.  

L'UAIE rifonderà al ricorrente fr. 2'000.- a titolo di spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– rappresentante del ricorrente (Raccomandata con avviso di 

ricevimento; allegato: formulario "indirizzo per il pagamento) 

– autorità inferiore (n. di rif. […]; Raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata) 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Vito Valenti Marcella Lurà 

 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

C-1621/2020 

Pagina 19 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione, nella misura in cui sono 

adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF. Il 

termine è reputato osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale 

federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una 

rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno 

del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono contenere le 

conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

Data di spedizione: