# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4d34a46c-5749-5eea-96ba-27993aed562e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-11-29
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 29.11.2018 14.2018.169
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2018-169_2018-11-29.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2018.169

  	
  Lugano

  29 novembre 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Villa

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa SO.2018.2036 (fallimento senza preventiva esecuzione) della
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 13 aprile 2018
dalla

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

  (patrocinata dall’__________ PA 1, __________)

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 22 ottobre 2018 presentato dall’RE 1 contro
la decisione emessa il 10 ottobre 2018 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con istanza del 13
aprile 2018, la CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione
5, di decretare il fallimento senza preventiva esecuzione dell’RE 1, facendo
valere che la convenuta ha sospeso i suoi pagamenti ed è in mora nei suoi confronti
per crediti di complessivi fr. 79'554.20 oltre agli accessori.

 

                                  B.   All’udienza
di discussione del 12 settembre 2018, l’istante ha confermato la propria
domanda, mentre la convenuta vi si è opposta, facendo valere di essere intenzionata
a far fronte al debito mediante pagamenti rateali.

 

                                  C.   Statuendo
con decisione del 10 ottobre 2018 il Pretore ha dichiarato il fallimento dell’RE
1 dall’11 ottobre 2018 alle ore 10.00, ponendo a carico della massa fallimentare
la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.– per le
spese esecutive.

 

                                  D.   Contro la sentenza appena citata l’RE 1 è insorta a
questa Camera con un reclamo del 22 ottobre 2018 per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annulla­­mento
del fallimento, asserendo di avere saldato tutti gli atti di carenza di beni e
le esecuzioni senza opposizione pendenti nei suoi confronti. L’indomani il
presidente della Camera ha concesso all’impugnazione effetto sospensivo
parziale. Entro il termine assegnatole, l’istante non ha presentato osservazioni
scritte al reclamo.

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC),
contro la quale è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF, cui rinvia
l’art. 194 cpv. 1 LEF, e 319 lett. a CPC) alla Camera di
esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1
LOG).

 

                                         Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 e 321 cpv. 2
CPC). Presentato il 22 ottobre 2018 contro la sentenza notificata all’RE 1 al
più presto lunedì 12 ottobre, in concreto il reclamo è tempestivo.

 

                                   2.   La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della
giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con
il reclamo possono essere censurati sia l’ap­­plicazione errata del diritto sia
l’accertamento manifestamente errato dei fatti. Sono di regola inammissibili
conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prove nuovi, fatte
salve speciali disposizioni di legge (art. 326 cpv. 2 CPC). In materia di
fallimento le parti possono avvalersi senza restrizioni di fatti nuovi – detti pseudonova o “unechte
Nova” –, se
questi si sono verificati prima della decisione di prima istanza (art. 174 cpv.
1, 2° periodo LEF). Ove invece invochi fatti successivi – detti nova
autentici o in senso proprio, oppure “echte Nova” – il debitore deve inoltre rendere verosimile la propria solvibilità
(art. 174 cpv. 2 LEF). Queste regole valgono anche in materia di fallimento
senza preventiva esecuzione, l’art. 194 cpv. 1 LEF rinviando all’art. 174 LEF
(sentenze del Tribunale federale 5A_711/2012 del 17 dicembre 2012, consid. 5.2,
e 5A_14/2011 del 9 agosto 2011 consid. 3.4, con rimandi).

 

                                         Nel
caso specifico, tutti i documenti acclusi al reclamo risultano nuovi, siccome
non sono stati prodotti in prima sede. Come visto, essi sono ad ogni modo ricevibili,
ma il fallimento potrà essere annullato solo se la reclamante, oltre a dimostrare
la ripresa dei suoi pagamenti, avrà anche reso verosimile la propria solvibilità
(v. sotto consid. 4).

 

                                   3.   In
virtù dell’art. 190 cpv. 1 n. 2 LEF, il creditore può chiedere al giudice la
dichiarazione di fallimento senza preventiva esecuzione contro il debitore
soggetto alla procedura di fallimento che abbia sospeso i suoi pagamenti.

 

                                3.1   La
nozione di sospensione dei pagamenti è una nozione giuridica indeterminata che
conferisce al giudice del fallimento un ampio potere di apprezzamento. Per
ammettere la sospensione dei pagamenti occorre che il debitore non paghi debiti
incontestati ed esigibili,
lasci moltiplicare le esecuzioni promosse nei suoi confronti interponendo
sistematicamente opposizione, oppure ometta di pagare anche
debiti di minima importanza, dimostrando così di non disporre di sufficienti
mezzi liquidi per far fronte ai propri impegni. Non occorre tuttavia che il debitore interrompa tutti i suoi pagamenti,
è sufficiente che il rifiuto di pagare verta su una parte essenziale delle sue
attività commerciali o su una determinata categoria di crediti, come i
contributi di diritto pubblico (sentenza del Tribunale
federale 5A_860/2008 del 28 maggio 2009 consid. 2). Perfino
un solo debito permette di ammettere una sospensione dei pagamenti, se il
debito è importante e se il rifiuto di pagare è durevole. La sospensione dei pagamenti non dev’es­­sere
soltanto di natura passeggera, ma deve trattarsi di una situazione durevole (DTF 137 III 468 consid. 3.4.1; sentenze
del Tribunale federale 5A_707/2015 del 5 gennaio 2016 consid. 5.1 e 5A_14/2011 [citata sopra al consid. 2], consid. 3.1, con rimandi).

 

                                3.2   Con il reclamo l’RE 1 ha prodotto la prova del versamento da parte di
una sua cliente, la __________ SA, sul conto dell’Ufficio d’esecuzione di
Lugano di fr. 120'000.– a saldo di 23 esecuzioni pendenti nei suoi
confronti (doc. J e K), che ha permesso l’estinzione integrale
di 22 di esse, tra cui 11 promosse dall’istante (v. doc. H) per complessivi fr. 69'282.90,
e la parziale riduzione della ventitreesima (n. __________), rimasta scoperta
per fr. 196.95. Rimangono tuttora in corso 9
esecuzioni per poco più di fr. 70'000.– complessivi, di cui 7 della CO 1, ammontanti in totale a fr. 27'190.95, ma sono tutte sospese da opposizione (art. 78 cpv. 1 LEF). A parte il
fatto che le pretese oggetto di quelle esecuzioni non possono ancora dirsi
certe, la reclamante ha comunque provato di aver pagato in gran parte le
pretese fatte valere dall’istante (quantificate nell’istanza in fr. 79'554.20,
oltre a non meglio precisati interessi di mora) e così ha dimostrato di aver
ripreso i suoi pagamenti, sicché la causa di fallimento dell’art.
190 cpv. 1 n. 2 LEF non sussiste più.

 

                                   4.   Come
già menzionato (sopra consid. 2), essendo la ripresa dei pagamento successiva
alla dichiarazione del fallimento, occorre inoltre verificare il requisito della
solvibilità – condizione indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione
impugnata (art. 174 cpv. 2 LEF).

 

                                4.1   Un
fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione
ch’esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF 120 II 393
consid. 4/c). Concretamente è pertanto sufficiente
per l’annullamento della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del
fallito sia più probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono
essere poste esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la
possibilità che l’azienda sopravviva economicamente non può essere negata a
priori (FF 1991 III 80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare
passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011,
consid. 2).

 

                                         L’illiquidità
dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori
alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’insolvibilità
può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al
decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di
pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa
verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti
pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici
dichiarazioni del debitore sono insufficienti (Giroud
in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 26 ad art. 174 LEF).

 

                                4.2   Nel
caso specifico, come visto, sono tuttora pendenti nei confronti della reclamante
solo esecuzioni sospese da opposizione e a suo carico non risultano essere
stati rilasciati attestati di carenza di beni. Pare d’altronde verosimile ch’essa
paghi gli stipendi dei suoi operai e i canoni d’affitto (doc. L). La sua
sopravvivenza economica non sembra dunque minacciata a breve. Ricordato che
secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze troppo severe
alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci occupa si può affermare
che la capacità di pagamento della reclamante appare più probabile che la sua
incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria
può essere ritenuta favorevole e la sua solvibilità sufficientemente
verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui al­l’art. 174 cpv. 2 LEF,
il fallimento dell’RE 1 va annullato.

 

                                   5.   La
tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [RS 281.35]), come
pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti di Lugano, sono poste in ambo le sedi
a carico della reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio
della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte
non si assegnano ripetibili, non avendo la stessa presentato osservazioni al
reclamo.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:               I.   Il reclamo è accolto e di conseguenza:

                                          1.    La dichiarazione di
fallimento pronunciata il 10 ottobre 2018 dalla Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 5, nei confronti dell’RE 1 è annullata.

                                          2.    La tassa di giustizia
di prima sede di fr. 80.–, da anticipare come di rito, è posta a carico dell’RE
1.

                                          3.    Le spese dell’Ufficio
dei fallimenti di Lugano, da anticipare come di rito, sono poste a carico dell’RE
1.

 

                                   II.   La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 150.– è posta a carico dell’RE
1.

 

                                  III.   Notificazione a:

	
   

  	
  –    ;

  –

       ;

  –  Ufficio
  di esecuzione, Lugano;

  –  Ufficio
  dei fallimenti, Lugano;

  –  Ufficio
  cantonale del Registro di commercio, Biasca;

  –  Ufficio
  del Registro fondiario del Distretto di Lugano, Lugano.

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).