# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9bfb6337-05e3-5409-adaa-025640325d07
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-04-29
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 29.04.2014 S 2013 156
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2013-156_2014-04-29.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 13 156

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presieduta da

Priuli, vicepresidente, e composta dalla giudice Moser e dal 

presidente Meisser, attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 29 aprile 2014

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____, 

rappresentato dal Sindacato UNIA, 

ricorrente

contro

Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni 

(SUVA), 

rappresentato dall'Avvocato Mattia Alessandro Ferrari, 

convenuto

concernente prestazioni assicurative LAINF

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1. A._____, 1967, era impiegato presso la ditta B._____ SA di X._____, 

impresa facente parte del Consorzio Galleria Y._____, ed era in tale 

qualità obbligatoriamente assicurato all'Istituto nazionale svizzero di 

assicurazione contro gli infortuni (assicuratore infortuni) contro le 

conseguenze di infortuni e malattie professionali. Il 1. febbraio 2013, 

mentre stava smontando una trave, l'assicurato cadeva da una scala da 

un'altezza di circa 4 m e riportava una contusione al torace ed alla gamba 

destra. Mentre i dolori costali si risolvevano nel giro di poche settimane, al 

ginocchio destro permanevano fitte alla flessione e scendendo le scale. 

L'esame di risonanza magnetica eseguito in data 21 marzo 2013 

evidenziava un'estesa ulcera condrale sul versante patellare mediale ed 

una zona di edema osseo sottocondrale. Il trattamento fisioterapico non 

aveva successo e una ripresa del lavoro, anche per attività di cantiere di 

tipo leggero, non veniva reputato fattibile dall'infortunato. Per risolvere la 

situazione dolorosa al ginocchio destro, lo specialista in ortopedia - a cui 

l'assicurato era stato inviato per consulto su proposta dell'assicuratore 

infortuni - proponeva in data 25 giugno 2013 un intervento chirurgico.

2. Il 17 luglio 2013, l'assicuratore infortuni sospendeva le prestazioni a titolo 

di spese di cura e di indennità giornaliera, reputando non più imputabili ad 

infortunio i disturbi ancora lamentati dall'assicurato. Per il medico 

responsabile dell'assicuratore infortuni, la contusione al ginocchio subita 

dall'assicurato non sarebbe propria a produrre una lesione corporale 

come quella in oggetto. La tempestiva opposizione contro detta 

sospensione delle prestazioni veniva respinta in data 19 novembre 2013, 

malgrado le diverse conclusioni alle quali giungeva il chirurgo che nel 

frattempo aveva operato l'assicurato in data 6 settembre 2013. Per 

l'assicuratore infortuni, un unico trauma del tipo di quello subito dal 

paziente non avrebbe potuto provocare un'affezione degenerativa come 

quella riscontrata a livello del ginocchio infortunato. 

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3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo dei Grigioni il 

19 dicembre 2013, A._____ chiedeva l'annullamento del provvedimento 

impugnato e il riconoscimento di un legame causale tra i disturbi lamentati 

e l'infortunio subito anche dopo il 17 luglio 2013 o il rinvio degli atti 

all'assicuratore infortuni per l'espletamento di ulteriori accertamenti. In 

sostanza, l'assicurato reputava che le conclusioni mediche 

dell'assicuratore infortuni fossero state sconfessate dal diverso parere 

dello specialista in ortopedia e dalle risultanze dell'intervento al ginocchio 

eseguito nel frattempo. 

4. Dal canto suo, l'assicuratore infortuni ribadiva il ben fondato della 

decisione di rifiuto di prestazioni a partire dal mese di luglio 2013, non 

potendo la patologia di tipo degenerativo accertata a livello del ginocchio 

essere ascritta all'evento occorso il 1. febbraio 2013. Il diverso parare 

espresso dallo specialista in ortopedia non sarebbe stato considerato 

determinante per il medico dell'assicurazione infortuni che confermava le 

sue precedenti conclusioni sia il 5 che il 30 luglio 2013.

5. Il 7 febbraio 2014, l'assicurato riconfermava il petito di ricorso, non 

avendo l'assicuratore infortuni apportato alcunché di nuovo nella propria 

risposta di causa. 

Considerando in diritto:

1. a) La controversia verte sulla legittimità della sospensione delle prestazioni 

da parte dell'assicuratore infortuni dal 17 luglio 2013. Conformemente 

all'art. 6 cpv. 1 della legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni 

(LAINF; RS 832.20), per quanto non previsto altrimenti dalla legge, le 

prestazioni assicurative sono effettuate in caso d'infortuni professionali, 

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d'infortuni non professionali e di malattie professionali. La nozione 

d'infortunio è definita all'art. 4 della legge federale sulla parte generale del 

diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1). L'assicurazione 

infortuni è di carattere causale. Il diritto a prestazioni assicurative sussiste 

dal momento in cui il danno alla salute sia in relazione causale naturale 

ed adeguata con l'infortunio. Cause, nel senso della causalità naturale, 

sono tutte le circostanze senza le quali un determinato evento non si 

sarebbe potuto verificare o si sarebbe verificato in altro modo o in altro 

tempo. Affinché si ammetta l'esistenza di un nesso di causalità naturale, 

non occorre che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno 

alla salute. È sufficiente che l'evento, unitamente ad altri fattori, abbia 

comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica 

dell'assicurato (DTF 129 V 181 cons. 3.1; 126 V 361 cons. 5c, 119 V 337 

cons. 1 e 118 V 289 cons. 1b, con i rispettivi riferimenti). 

b) È questione di fatto lo stabilire se tra l'evento infortunistico e il danno alla 

salute esista un nesso di causalità naturale. Su questa questione 

assicurazione e giudice si determinano secondo il principio della 

probabilità preponderante, essendo la sola possibilità di una relazione 

causale insufficiente a fondare un diritto a prestazioni assicurative (DTF 

129 V 181 cons. 3.1 e 402 cons. 4.3.1; 119 V 339 cons. 1 e 118 V 289 

cons. 1b con i rispettivi riferimenti). Per l'apprezzamento delle prove, 

assicurazione e giudice si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, 

quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la loro disattenzione 

(DTF 113 V 311 ss. e riferimenti). Il diritto a prestazioni assicurative da 

parte dell'assicurazione infortuni presuppone ancora l'esistenza di un 

nesso causale adeguato. Tenor costante giurisprudenza, esiste un 

rapporto di causalità adeguata se, secondo il corso normale delle cose e 

l'esperienza generale della vita, il fatto è di per sé idoneo a provocare un 

risultato del genere di quello che si è verificato, in modo tale che questo 

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risultato appaia come favorito dall'evento (DTF 125 V 352 cons. 3b aa e 

118 V 290 cons. 1c e riferimenti). Il nesso causale adeguato non deve 

essere provato con rigore scientifico; basta invece che il grado della 

probabilità preponderante deponga per una determinata evoluzione 

causale. 

c) Giusta l'art. 36 cpv. 1 LAINF, che costituisce un'espressa rinuncia da 

parte del legislatore al principio della causalità adeguata, le prestazioni 

sanitarie, i rimborsi delle spese, le indennità giornaliere e gli assegni per 

grandi invalidi non sono ridotti se il danno alla salute è solo in parte 

conseguenza dell'infortunio. Ne consegue che l'assicuratore LAINF può 

sopprimere tali prestazioni soltanto quando l'infortunio non gioca più un 

ruolo causale. Se uno stato patologico preesistente è aggravato oppure si 

manifesta in seguito ad un infortunio, l'obbligo dell'assicurazione contro gli 

infortuni di corrispondere le prestazioni decade se l'evento non costituisce 

più la causa naturale (e adeguata) del danno, ossia se quest'ultimo è da 

ricondurre soltanto ed esclusivamente a fattori extra-infortunistici. Ciò si 

verifica in particolare con il ripristino dello stato di salute esistente 

immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante) oppure con il 

raggiungimento di quello stato che, prima o poi, secondo l'evoluzione 

ordinaria, sarebbe intervenuto anche senza l'infortunio (status quo sine; 

cfr. la sentenza del Tribunale federale 8C_790/2010 del 15 febbraio 2011 

ed i riferimenti). Anche in questo caso l'assenza di qualsiasi relazione 

causale tra l'infortunio ed il danno alla salute deve essere comprovata con 

il grado della probabilità preponderante. Poiché trattasi di uno stato di 

fatto a conclusione di un diritto a prestazioni, all'assicuratore incombe 

pure un onere probatorio, nel senso che, in caso d'assenza di prove, la 

decisione sarà sfavorevole alla parte che intende derivare un diritto da 

una circostanza rimasta indimostrata (DTF 129 V 181 cons. 3.1, 402 

cons. 4.3.1; 119 V 337 cons. 1, 118 V 289 cons. 1b; RAMI 1994 no. U 

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206, pag. 329 cons. 3b; 1992 no. U 142, pag. 76 cons. 4b in relazione con 

DTF 117 V 264 cons. 3b). 

2. In principio, ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di 

un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a 

condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente 

motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere 

degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il 

medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, 

non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. 

Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di 

ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità 

dell'apprezzamento. Per quel che concerne il valore probante di un 

rapporto medico, determinante è che esso sia completo sui temi sollevati, 

che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle censure 

sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena 

conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del 

contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate. 

L'elemento rilevante per decidere circa il valore probante, non è né 

l'origine del mezzo di prova né la sua designazione quale rapporto oppure 

quale perizia, ma semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 

cons. 3a e riferimenti).

 

3. a) Nell'evenienza in esame, a favore di una relazione causale si esprimeva 

chiaramente il dott. med. C._____ che già nella relazione del 25 giugno 

2013 poneva la diagnosi di lesione osteocondrale faccetta mediale rotulea 

"ritrovata al bilancio radiologico RM" a livello del ginocchio destro di 

origine post-traumatica, a seguito di una caduta in avanti da una scala 

con trauma diretto alla parte anteriore del ginocchio. Questa convinzione 

veniva poi riaffermata nella relazione del 26 luglio 2013, allorquando il 

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chirurgo ortopedico riteneva molto probabilmente data una correlazione 

tra l'infortunio subito dal paziente e le lesioni osteocondrali riscontrate a 

livello del ginocchio. Tenendo in considerazione la caduta in avanti con 

trauma diretto alla parte anteriore del corpo e del ginocchio destro e 

considerati i bilanci radiologici standard, completati dalle radiografie del 

marzo 2013 che rilevavano una lesione osteocondrale centro-superiore 

della faccetta mediale rotulea con edema sottogiacente, per lo specialista 

in ortopedia la correlazione tra la patologia e il trauma diretto al ginocchio 

anteriore era data. Del resto nella relazione operatoria relativa 

all'intervento eseguito in data 6 settembre 2013 (di cui è in ogni caso dato 

tenere conto essendo tale relazione anteriore alla decisione su 

opposizione, DTF 130 V 140 cons. 2.1), veniva messa in evidenza "una 

lesione di circa 20 x 10 mm con la zona centrale chiaramente di 

condropatia grado IV. Dopo il débridement si ritrovano dei bordi pur 

sempre franchi con leggero sotto-minaggio condrale distale, compatibile 

con l'anamnesi traumatica di shock diretto". 

b) L'assicuratore infortuni ritiene non traumatica la patologia di cui soffre il 

paziente sulla base di quanto affermato dal dott. med. D._____ il 5 e il 30 

luglio 2013. Considerato che l'onere probatorio relativamente 

all'esaurimento di una relazione causale e quindi per la sospensione delle 

prestazioni spetta all'assicurazione infortuni, tali pareri sono però del tutto 

impropri a comprovare quanto l'assicuratore infortuni pretende. In primo 

luogo, nella conferma del 5 luglio 2013, il dott. med. D._____ si è limitato 

a rispondere alle domande che gli erano state sottoposte, senza 

giustificare le proprie risposte, ma limitandosi a dei commenti generici del 

tutto inappropriati a rendere plausibile nel caso concreto la posizione 

assunta dall'assicuratore dal profilo medico. Malgrado poi il diverso parere 

espresso e motivato dal dott. med. C._____, il medico dell'assicuratore 

infortuni non adduceva alcuna argomentazione atta a confutare tale 

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conclusione, ma si limitava a mantenere in modo lapidario il precedente 

giudizio. Già dal profilo medico non vi è pertanto da parte della parte 

convenuta alcun convincente giudizio per giustificare il rifiuto di 

prestazioni alla data prescelta. 

c) Le domande alle quali il dott. med. D._____ rispondeva il 5 luglio 2013 

erano poi già in parte tendenziose. L'evento infortunistico veniva 

presentato come "una lesione al costato" e "in seguito veniva pure fatta 

valere una lesione al ginocchio destro". Che "questa esposizione dei fatti 

non fosse propria a causare una lesione osteocondrale" come preteso dal 

dott. med. D._____ è del tutto ininfluente ai fini del giudizio, in quanto la 

dinamica dell'accaduto era del tutto diversa da tale descrizione. Giusta 

l'esposizione dei fatti agli atti, "durante i lavori di smontaggio di un 

ponteggio, l'operaio doveva togliere dal piano superiore una trave che 

stava per cadere. L'operaio è salito su di una scala ad un'altezza di circa 

4 m. Alla medesima altezza, ad una distanza di circa 2.5 m c'era un altro 

collega per aiutarlo a togliere la trave. Purtroppo il collega non è riuscito a 

tenere la trave. Il sig. A._____ ha provato con una sola mano a tenere la 

trave, anche per proteggere un collega che era sotto a lavorare, ma non 

ci è riuscito ed ha perso l'equilibrio, cadendo giù insieme alla trave". Da 

questa descrizione, l'assicurato è caduto da un'altezza di 4 m con la trave 

che cercava di trattenere. In queste condizioni il giudizio espresso dal 

medico dell'assicuratore infortuni, sulla base di un arbitrario accertamento 

degli eventi, non convince in quanto per risolvere la presente controversia 

è, per i motivi esposti nel considerando che segue, di fondamentale 

importanza la dinamica dell'accaduto.

4. a) Dal profilo materiale, l'assicuratore infortuni vorrebbe limitare la propria 

responsabilità, essendo palese che la grave condropatia a livello del 

ginocchio destro non possa essere insorta a seguito dell'infortunio. Tale 

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pretesa non è neppure contestata. Il fatto però che l'affezione 

degenerativa fosse preesistente alla caduta del febbraio 2013, non 

esonera l'assicuratore infortuni dalla propria responsabilità fintanto che lo 

status quo sine vel ante non sia ristabilito. Nell'evenienza poi è in 

discussione la traumatica lesione osteocondrale e non la grave 

condropatia. È vero che in presenza di un'affezione degenerativa 

preesistente come quella in oggetto, l'esperienza medica, fatta propria 

anche dalla giurisprudenza, ha posto dei limiti temporali all'aggravamento, 

nel senso che uno stato anteriore clinicamente silente viene reputato 

ristabilito dopo un determinato numero di mesi a seconda della zona del 

corpo compromessa (cfr. per i disturbi alla schiena sentenze del Tribunale 

federale 8C_811/2012 del 4 marzo 2013 cons. 5, 8C_794/2012 del 26 

novembre 2012 cons. 2.3, 8C_790/2010 cons. 4.3 del 15 febbraio 2011, 

8C_174/2008 dell'8 agosto 2008 cons. 4.2 e 8C_412 del 3 novembre 

2008 cons. 5.1 con riferimenti). È presumibilmente in base a tali giudizi 

generici che il dott. med. D._____ considerava nell'evenienza adeguato 

un aggravamento temporaneo di tre mesi dall'infortunio (vedi questionario 

del 5 luglio 2013). 

b) La presa in considerazione di assunti temporali generici nel senso della 

giurisprudenza citata nel considerando che precede non si giustifica però 

se all'infortunio va riconosciuta una certa gravità e quindi la facoltà 

intrinseca di causare un danno alla salute che esuli dal contesto ordinario. 

Nel caso di affezioni degenerative del rachide, per il Tribunale federale 

vanno considerati come aggravanti dell'infortunio gli eventi che riguardano 

la caduta libera da un'altezza importante, la caduta da una decina di metri 

di altezza o la caduta quando si stanno portando dei pesi nonché degli 

urti a forte velocità (sentenze del Tribunale federale 8C_811/2012 del 4 

marzo 2013 cons. 6.2 con riferimenti, 8C_790/2010 del 15 febbraio 2011 

cons. 4.3 e U 24/00 del 26 luglio 2000 cons. 3c). In questi casi ed a 

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determinate condizioni, è dato ammettere un legame di casualità tra 

danno alla salute e infortunio che vada oltre quello che viene definito 

come il normale temporaneo periodo di aggravamento di una patologia 

preesistente. In ossequio a questi principi è nell'evenienza riduttivo 

operare con un aggravamento temporaneo di tre mesi dall'evento 

infortunistico. La caduta da una scala da un'altezza di circa 4 m portando 

una trave non è un evento che esclude a priori un impatto particolarmente 

forte per il ginocchio. Questa dinamica dell'accaduto rende ancora meno 

convincente il giudizio sulla durata normale dell'aggravamento di tre mesi 

dall'evento infortunistico espresso dal medico dell'assicuratore infortuni. 

Ne consegue che anche detto argomento non regge alle censure di 

ricorso. In esito alle considerazioni che precedono, per questo Giudice 

l'assicuratore infortuni non ha saputo dimostrare, secondo il grado della 

verosimiglianza preponderante applicabile nell'ambito delle assicurazioni 

sociali  (cfr. DTF 125 V 195 cons. 2 e riferimenti), l'esaurimento di un 

legame di causalità tra i disturbi ancora lamentati dal paziente nel luglio 

2013 e l'infortuni subito nel febbraio precedente. 

c) Dopo un esame della dinamica dell'accaduto, il dott. med. C._____ ha 

concluso con il necessario grado della probabilità preponderante 

all'esistenza di una compromissione al ginocchio di carattere infortunistico 

ed alla necessità di intervenire chirurgicamente (vedi relazione del 25 

giugno 2013). Anche dalla relazione operatoria del 6 settembre 2013, 

trova conferma l'origine traumatica almeno di una parte della patologia. 

Queste conclusioni, sopportate dai relativi accertamenti di fatto e medici, 

sono convincenti e non vi sono motivi per dubitare della loro attendibilità. 

Ne consegue che la responsabilità dell'assicuratore infortuni è data fino al 

ristabilimento dello status quo sine vel ante che comprende in ogni caso 

l'intervento eseguito il 6 settembre 2013 e il successivo necessario 

periodo di riabilitazione. Vada a questo proposito precisato che 

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l'esposizione dei fatti fatta dall'assicuratore - sia nella decisione su 

opposizione che nella propria risposta di causa - lascia erroneamente 

supporre che l'operazione al ginocchio destro fosse stata assunta 

dall'assicurazione infortuni, mentre era stato propriamente il ventilato 

intervento a provocare la decisione di sospensione delle prestazioni del 

17 luglio 2013. 

5. In conclusione il ricorso è accolto e la decisione impugnata è annullata. 

Le prestazioni assicurative possono essere sospese solo dal ripristino 

dello status quo sine vel ante che nell'evenienza non può essere 

considerato raggiunto fino al termine del periodo di riabilitazione dopo 

l'intervento del 6 settembre 2013. Giusta l’art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA, la 

procedura è gratuita. Il ricorrente che vince la causa e che si è avvalso 

della collaborazione di un rappresentante legale ha diritto alla rifusione 

delle ripetibili (art. 61 lett. g LPGA ). Davanti al Tribunale amministrativo le 

organizzazioni di autoaiuto e le assicurazioni di protezione giuridica 

hanno diritto attualmente ad un’indennità oraria di fr. 160.-- (PTA 2010 no. 

32). Lo stesso vale per la rappresentanza tramite sindacato (sentenze del 

Tribunale federale 8C_517/2012 del 1. novembre 2012 e 8C_824/2007 

del 15 maggio 2008), per quanto gli allegati di ricorso vengano redatti da 

un avvocato o da una persona che dispone di analoghe qualifiche per 

rappresentare l'assicurato, come ad esempio una giurista (DTF 122 V 279 

cons. 3e e sentenza del Tribunale federale I 752/05 del 27 giugno 2006 

cons. 6). In base alla nota allegata, il dispendio di tempo ammonta 

nell'evenienza a quattro ore, per cui l'istante ha diritto a un'indennità di 

parte di fr. 640.--.

Il Tribunale decide:

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1. Il ricorso è accolto e la decisione impugnata annullata. 

2. La procedura è gratuita.

3. L'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni versa a 

A._____ fr. 640.-- a titolo di ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]