# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5b5702b1-e36d-5989-ac10-70707e07bf31
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-08-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.08.2008 32.2007.330
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2007-330_2008-08-14.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2007.330

   

  BS/vm

  	
  Lugano

  14 agosto
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 ottobre 2007
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 25 settembre 2007
  emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1954 e professionalmente attivo quale muratore, dal 1° aprile 1992 è beneficiario
di una mezza rendita d’invalidità (cfr. decisione 3 settembre 1993; doc. AI
20-1). 

 

                                         Il
grado d’invalidità del 50% è stato confermato più volte in sede di revisione.

 

                                         A
seguito di un infortunio (2003), l’assicurato ha presentato un limitato periodo
di totale incapacità lavorativa, circostanza che ha giustificato l’erogazione
di una rendita intera d’invalidità dal 1° gennaio al 30 aprile 2004. Avendo in
seguito ripreso l’attività di muratore nella misura del 50%, con effetto 1°
maggio 2004 la prestazione è stata ridotta a mezza rendita (cfr. decisione 25 agosto
2004, doc. AI 70-1; per le motivazioni cfr. doc. AI 67-1). 

                                         

                               1.2.   Nel
mese di marzo 2006 l’assicurato ha inoltrato una domanda di revisione, allegando
un certificato del suo medico curante attestante un’incapacità lavorativa al
100% dal 15 marzo 2006 (doc. AI 72). 

 

                                         Esperiti
i necessari accertamenti medici ed economici, fra cui una perizia reumatologica
a cura del dr. __________ (il quale ha ritenuto l’assicurato totalmente inabile
nella sua precedente attività, ma abile al 60% in attività adeguate; cfr.
rapporto peritale 18 ottobre 2006; doc. AI 78-1), con decisione 25 settembre
2007 (preavvisata il 14 agosto 2007), l’Ufficio AI ha confermato la mezza
rendita. Dal raffronto dei redditi (reddito da valido: fr. 64'293.--; reddito
da invalido: fr. 29'493.-- ) è risultato un grado d’invalidità del 54% (doc. AI
132-2). 

 

                               1.3.   Avverso
la succitata decisione l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha presentato
ricorso al TCA e postulato il riconoscimento di una rendita intera, in subordine
di tre quarti di rendita. Evidenziando come il perito abbia accertato un
peggioramento delle condizioni di salute al punto da attestare un’incapacità
lavorativa del 100% nella professione di muratore, il ricorrente contesta l’esigibilità
in attività adeguate. In particolare egli ha rilevato:

 

"  (…)

Non solo, ma l'assicurato ha studi limitati alla quinta
elementare ed ha sempre praticato solo la professione di muratore. In simili
circostante non si può pretendere dall'assicurato attività come quelle
descritte nel rapporto 1° febbraio 2007, attività che presuppongono tutte
conoscenze professionali che l'assicurato non ha (cfr. rapporto citato, pag.
2), nell'ambito delle quali egli dunque non ha la benché minima possibilità di
essere occupato.

 

Pertanto, tenuto conto delle particolarità di cui si è
detto, si chiede che la riduzione sia aumentata dal 15% al 40% con conseguente
riconoscimento di una rendita intera ev. tre quarti di rendita.

 

Infine, si sottolinea che il presente caso costituisce
una ulteriore riprova delle conseguenze aberranti alle quali conduce la ormai
famigerata sentenza del Tribunale federale del 12 ottobre 2006, con la quale è
stata sancita l'applicazione generalizzata della tabella TA1 dell'ISS (causa U
75/2003). Secondo il ricorrente, questa sentenza viola in modo crasso il
principio della libertà di lingua e quello delle pari possibilità: chi di
lingua madre italiana è alla ricerca di lavoro ha ben poche possibilità di
trovarlo in un'altra regione linguistica. (…)" (Ricorso)

                               1.4.
  Con la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto la conferma della decisione
impugnata e la conseguente reiezione del ricorso. 

 

                                        

considerato,                   in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito 

 

                               2.2.   Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148). 

 

                                         Occorre
qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti
quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica
degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).

 

                                         Dal
momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è
realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5.a revisione
della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati
in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

 

                               2.3.   L’oggetto
della vertenza è circoscritto alla questione di sapere se l’Ufficio AI ha
legittimamente confermato, in sede di revisione, la mezza rendita d’invalidità.
Il ricorrente sostiene che a seguito del peggioramento delle condizioni di
salute, egli avrebbe diritto ad una rendita intera o, in subordine, a tre quarti
di rendita. 

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%. 

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere
calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR
1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                                         I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

 

                               2.5.   L’art.
17 cpv. 1 LPGA stabilisce che se il grado d’invalidità del beneficiario
della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è
aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.

                                         I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione allorché è durato
tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a
durare (art. 88 a cpv. 1 OAI).
Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre
tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena
esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). 

                                         La
costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione
non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso
sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto
invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un
cambiamento importante (STFA non pubbl. 28 giugno 1994 nella causa P. P.; RCC
1989 p. 323; DTF 113 V 275, 109 V 116, 105 V 30). Affinché sia possibile la
revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche
dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da influire sulla perdita di
guadagno.

                                      

                               2.6.   Nel
caso in esame, l’Ufficio AI ha ordinato una perizia reumatologica a cura del
dr. __________. Nel circostanziato e completo referto 18 ottobre 2006 (doc. AI
78-10) il citato specialista, dopo aver proceduto alla consueta anamnesi, ha posto
le diagnosi (pag. 10), in particolare di sindrome lombospondilogena cronica e di
sindrome cervico vertebrale cronica. Rispetto alla perizia reumatologica del
1992, il dr. __________ ha riscontrato un peggioramento, tant’è che egli ha ritenuto
pienamente inesigibile l’attività di muratore. Tuttavia, in attività leggere - in
cui l’assicurato non debba sollevare ripetutamente pesi superiori ai 10kg, dove
non debba lavorare in anteflessione, dove non debba fare forza con il polso sinistro
con movimenti di torsione -, la capacità lavorativa è stata ritenuta nella misura
del 60% (pag. 8). Nel complemento peritale 23 maggio 2007 il dr. __________ ha
confermato la residua capacità al lavoro al 60% in attività leggere, rispettose
delle limitazioni fisiche esposte in perizia (doc. AI 114-1). 

 

                                         Questa
Corte non ha motivo di scostarsi dall’accurata e concludente perizia reumatologica,
né del resto l’assicurato ha sollevato censure al riguardo.

                                         A proposito delle perizie mediche eseguite
nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare
che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati
riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e
sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che
indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V
161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre
1996 nella causa G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV
Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189). 

 

                                         Pertanto,
è da ritenere
dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito
delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi
citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V
188 consid. 2b), che, per lo meno fino all’emissione della decisione impugnata,
l'assicurato presenta un’incapacità lavorativa del 100%
nell’abituale professione di muratore, ma del 60% in attività leggere e
confacenti al suo stato di salute.

 

                               2.7.   Accertata
dunque, dal punto di vista medico-teorico, una capacità lavorativa in attività
leggere adeguate del 60%, mediante rapporto 1° febbraio 2007 il consulente in
integrazione professionale, tenuto conto dei dati medici presenti nell’inserto,
ha rettamente individuato alcune possibilità reintegrative dell’assicurato, più
precisamente:

 

"  (…)

Esempi di attività
considerate leggere:

 

►
Operaio generico (mansioni d'assemblaggio, stampa, rifinitura, lucidatura,
controllo del funzionamento e della qualità, attività di controllo, di
sorveglianza, riparazioni, imballaggio, etichettatura).

-         
Operaio ausiliario
addetto ad attività secondarie in produzioni industriali o artigianali di
seconda lavorazione

-         
Operaio generico addetto
alla rettifica di pezzi finiti di seconda lavorazione in officine meccaniche

-         
Operaio non qualificato
in calzoleria multi servizio 

-         
Operaio generico in
campo elettro-meccanico (bobinaggio, montaggio, rifinitura di apparecchiatura
elettro-meccaniche)

►
Addetto alla logistica (magazziniere, con l'ausilio del muletto)

►
Usciere, sorvegliante di immobili e parcheggi.

►
Autista, fattorino addetto alla distribuzione e consegna a domicilio di merce
non troppo pesante di beni voluttuari.

►
Personale ausiliario addetto ad attività collaterali semplici, per lo più di tipo
manuale (archivio, servizi meccanografici, di duplicazione, economato e
similari)

►
operaio/a ausiliario/a in lavori leggeri non qualificati (addetti al controllo,
imballaggio, etichettatura, spedizione, ausiliari) nelle cinque categorie
presenti nel campo dell'abbigliamento, della confezione, della maglieria e
simili;

►
operaio/a generico/a nell'industria cioccolatiera;

►
operaio/a nell'industria farmaceutica (controlli, condizionamento); 

(Doc. AI 96-2)

 

                                         Al
riguardo, il ricorrente ha evidenziato di possedere la licenza di quinta elementare
e di avere sempre praticato solo la professione di muratore, motivo per cui non
si può pretendere che possa esercitare le attività suindicate richiedendo le
stesse delle conoscenze professionali che lui non ha. 

 

                                         Va
qui rammentato che il concetto d’invalidità è riferito ad un mercato del lavoro
equilibrato, nozione quest'ultima teorica ed astratta implicante, da una parte,
un certo equilibrio tra offerta e domanda di manodopera e, dall'altra, un
mercato del lavoro strutturato in modo tale da offrire una gamma di posti di
lavoro diversificati. Secondo questi criteri si dovrà di caso in caso stabilire
se l'invalido possa mettere a profitto le sue residue capacità di guadagno e
conseguire un reddito tale da escludere il diritto ad una rendita. In
particolare, l'esistenza di una simile opportunità dovrà essere negata qualora
le attività esigibili dall'interessato lo siano in una forma talmente ristretta
da non rientrare più nell'offerta lavorativa generale o siano reperibili solo
in misura molto ridotta cosicché le possibilità occupazionali appaiano sin
dall'inizio escluse o perlomeno non realistiche (DTF 110 V 276 consid. 4b; RCC
1991 pag. 332 consid. 3b e 1989 pag. 331 consid. 4a; Plädoyer 1995 no. 1 pag.
67 consid. 5c).

                                         Inoltre,
conformemente ad un principio generale applicabile anche nel diritto delle
assicurazioni sociali, all'assicurato incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF
123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi
citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pag.
57, 551 e 572).In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve
intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior
modo possibile alle conseguenze della sua "invalidità", segnatamente
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una
nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze
ivi citate; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht,
tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg.). 

                                         In
questo ordine di idee, il TFA ha stabilito che – trattandosi di lavoratori non
qualificati esercitanti, prima di divenire invalidi, un’attività manuale – entrano
generalmente in linea di conto soltanto dei lavori di manovalanza oppure altre
attività fisiche (P. Omlin, op. cit., pag. 206; RCC 1989, pag. 331 consid. 4a).

                                         L’Alta
Corte ha, tuttavia, anche precisato che il mercato del lavoro accessibile a
questi assicurati non è limitato a tali attività.

                                         Nell'industria
e nell'artigianato le attività fisicamente pesanti vengono eseguite sempre più
spesso tramite macchinari, motivo per cui aumentano le attività di controllo e
sorveglianza (cfr. SVR 2002 UV 15, pag. 49 consid. 3b; RCC 1991, pag. 332
consid. 3b, STFA U 871/02 del 20 aprile 2004, consid. 3).

                                         Anche
in questo ambito, vi sono aperte delle opportunità occupazionali per lavoratori
ausiliari, così come è il caso per il settore delle prestazioni di servizio.

 

                                         Ritornando
al caso in esame, il consulente ha individuato numerose attività che non
necessitano, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, particolari
conoscenze professionali. Si tratta in particolare di tutti quei lavori di sorveglianza,
di controllo e generici accessibili al ricorrente, nonostante che egli abbia “solo”
la licenza elementare ed abbia unicamente esercitato la professione di muratore.
Occorre infine rilevare che,
secondo la giurisprudenza, se è vero che vanno indicate possibilità di lavoro
concrete, all'amministrazione rispettivamente al giudice non vanno poste
esigenze esagerate. È infatti sufficiente che gli accertamenti esperiti permettano
di fissare in maniera attendibile il grado di invalidità. In proposito va
rilevato che il TFA ha in particolare già ritenuto corretto il rinvio ad
attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori leggeri di
montaggio, compiti di controllo e sorveglianza (cfr. VSI 1998 p. 296 consid.
3b; STFA del 25 febbraio 2003, U 329/01, consid. 4.7).

 

                               2.8.   Per
la determinazione del grado d’invalidità, nel rapporto 10 agosto 2007 (doc. AI
123-1), il consulente ha utilizzato il consueto metodo ordinario, mettendo a
confronto il reddito che l’assicurato avrebbe conseguito senza il danno alla
salute quale muratore (reddito da valido) con quello risultante da un’attività
leggera non qualificata desunto dai salari statistici (reddito da invalido). Il calcolo in dettaglio è stato riportato
nella decisione contestata.

 

                            2.8.1.   Riguardo
al reddito da valido, nel citato rapporto il consulente, sulla base dei
dati salariati ricevuti dall’ex datore di lavoro dell’assicurato (doc. AI 92),
lo ha determinato in fr. 64'292,80. A tale importo si può fare riferimento. Né d’altronde
l’insorgente ha mosso alcuna critica al riguardo. 

 

                            2.8.2.   Conformemente
alla giurisprudenza del TFA, il reddito da invalido è determinato sulla base della situazione
professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo
sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che
il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non
costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid.
3b/aa e riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti,
età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non
possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in
lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio
dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico
statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una
deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener
conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del
lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale
procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il
giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello
degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni
economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento
TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di
statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori
in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5 settembre 2006
nella causa P., I 222/04).

 

                                         Nel
caso di specie, utilizzando i dati forniti dalla tabella TA1
elaborata dall'Ufficio federale di statistica relativi ad una professione che
presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della
rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439,
p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), il consulente ha fissato in fr. 64'292,80
il relativo reddito. Egli ha poi tenuto conto di una riduzione del 15%. Considerando
un reddito ipotetico senza il danno alla salute di fr. 64'292,80, una capacità
lavorativa residua del 60%, il reddito da valido è stato determinato in fr. 29'493.
Dal raffronto dei redditi è scaturito un grado d’invalidità del 54,14% (doc. AI
123-2).

 

                          2.8.2.1   Il
ricorrente sostiene che la sentenza 12 ottobre 2006 ( U 75/2003 pubblicata in
SVR UV nr. 17) che ha introdotto l’applicazione generalizzata della Tabella TA1
“viola in modo crasso il principio della libertà di lingua e quello della
pari possibilità: chi di lingua madera italiana è alla ricerca di lavoro ha ben
poche possibilità di trovarlo”. 

                                         Questa
Corte non può che rilevare che nella sentenza 20 febbraio 2008 nella causa C. (U
8/07) il TF, confrontato con simili critiche (in quel caso veniva messo in
evidenza come il Ticino, cantone di frontiera, sia confrontato con retribuzioni
nettamente inferiori e penalizzanti rispetto al resto della Svizzera), pur
confermando l’utilizzo della Tabella TA1, le abbia ritenute comprensibili,
relativizzandole tuttavia con la giurisprudenza circa la determinazione dei
redditi in caso di fattori estranei all’invalidità (cfr. consid. 6.2 della
citata sentenza). Al riguardo occorre ricordare che nel
caso in cui il reddito conseguito prima dell'invalidità è inferiore alla media
dei salari per un'attività paragonabile nel settore interessato e non vi è
inoltre motivo che induca a ritenere che fosse intenzione dell'assicurato accontentarsi
di un guadagno modesto, la giurisprudenza ammette che gli stessi fattori che
hanno influenzato negativamente il reddito da valido vengano considerati anche
per fissare il reddito da invalido (DTF 129 V 222 consid. 4.4 pag. 225; SVR
2004 UV no. 12 pag. 44, consid. 6.2, secondo cui un reddito inferiore del 10%
rispetto ai salari usuali del settore è stato considerato chiaramente sotto la
media [U 173/02]; cfr. pure sentenza U 529/06 del 28 gennaio 2008, consid. 8.2
con riferimenti).

                                         Di
conseguenza, accertato che l'assicurato ha realizzato un guadagno inferiore
alla media per dei motivi estranei all'invalidità, anche il reddito medio
realizzabile sul mercato equilibrato del lavoro (reddito da invalido) va
ridotto in proporzione (AHI 1999, p. 329 consid. 1; ZAK 1989, p. 458s. consid.
3b; STFA del 5 dicembre 2003 nella causa S., I 630/02, consid. 2.2.2 e del 2
dicembre 2002 nella causa R., I 53/02, consid. 3.3). 

                                         Con
sentenza del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla
sentenza U 8/7 del 20 febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario
da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al
salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da invalido
va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti, art.cit.,
in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (…)”.

                                         Con
sentenza 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta
la questione a sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il valore
fosse chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”). Tale è di
regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45 consid.
6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007).

                                      

                                         L’assicurato,
quale muratore, nel 2004 avrebbe guadagnato fr. 64'292,80. Tale reddito si
situa leggermente sotto la media dei salari svizzeri per un’attività equivalente,
ammontante a fr. 65'445.-- (cfr. Tabella TA1 p.to 45 “costruzioni”,
livello di qualifica 4: fr. 4’829.-- X 12 mesi = 62’777.--, riportato su 41.7 ore/settimana
= 65’445.--) e pari ad una differenza percentuale dell’1,7% (fr. 64'292,80 vs.
fr. 65'445.--). Non sono, perciò, realizzati i presupposti per ridurre il
reddito statistico da invalido in applicazione della giurisprudenza di cui alla
STF U 8/07 del 20 febbraio 2008 sopra menzionata.

                                      

                         2.8.2.2.   Contestato
è inoltre il grado di riduzione del reddito da valido per particolari circostanze.

 

                                         Occorre ricordare che, secondo la giurisprudenza
federale, per gli assicurati che, a causa della particolare situazione
personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di
permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere
completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che
pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul
mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico
statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una
deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener
conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del
lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale
procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice
non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli
organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

 

                                         Riguardo
alla riduzione per motivi personali, il consulente ha tenuto conto di una
percentuale del 15% per le numerose limitazione ergonomiche, la ridotta scolarità
e le difficoltà a reperire un’altra attività (doc. AI 123-2). Il ricorrente
postula un aumento dal 15% al 40%. Senza motivare tale richiesta, va ricordato
che, come accennato sopra, per costante giurisprudenza la deduzione massima
consentita è del 25%. 

                                         In
una sentenza del 25 aprile 2005 nella causa R., inc. 35.2004.104, il TCA ha
fornito alcune indicazioni circa le modalità secondo le quali deve essere
applicata la riduzione percentuale sul reddito statistico da invalido,
argomentando:

 

" 
(…)

Al fine di garantire l’uguaglianza di trattamento fra
assicurati (circa la necessità di introdurre dei criteri obiettivi allo scopo
di evitare disparità di trattamento, cfr. DTF 123 V 104 consid. 3e, DTF 115 V
138ss. consid. 6-7, 405ss., consid. 4-6; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa
S., U 80/04, consid. 4.2.1), questo Tribunale – chiamato peraltro, in talune
circostanze, a direttamente quantificare la riduzione percentuale (cfr., ad
esempio, la STFA del 25 febbraio 2003 nella causa P., U 329 + 330/01) – e visto
che il problema si pone in modo analogo in alcuni importanti settori delle
assicurazioni sociali (assicurazione per l’invalidità, previdenza
professionale, assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le
malattie), ritiene di dover fornire le seguenti indicazioni.

 

Ad ognuno dei fattori di rilievo indicati dalla
giurisprudenza federale corrisponde una decurtazione del 5%. 

Per quanto riguarda specificatamente la riduzione
percentuale legata alla limitazione addebitabile al danno alla salute,
l’esistenza, in un caso concreto, di impedimenti di una particolare gravità,
che in genere limitano l’assicurato anche nell’esercizio di un’attività
sostitutiva, può comunque giustificare l’applicazione di una riduzione più
elevata (cfr., in questo senso, la STFA del 16 febbraio 2005 nella causa C., I
559/04, consid. 2.2, in cui la Corte federale ha avallato la riduzione decisa
dall’amministrazione (15%), trattandosi di un assicurato abile soltanto
parzialmente in attività leggere, la STFA del 17 febbraio 2005 nella causa B.,
I 1/04, consid. 4.3.4, in cui è stata applicata una decurtazione del 10% per
tenere conto delle difficoltà legate al danno alla salute e la STFA del 23 febbraio
2005 nella causa B., I 632/04, consid. 4.2.2, in cui è stata confermata una riduzione
del 15% per ragioni di salute).

La presenza cumulativa di più fattori legittima
l’applicazione della riduzione massima del 25% (cfr., in questo senso, la STFA
del 4 febbraio 2003 nella causa S., U 311/02, consid. 4.3).

 

Nella già citata sentenza del 23 febbraio 2004 nella
causa M., il TFA ha applicato una deduzione globale del 15% motivata dagli
impedimenti legati al danno alla salute, ritenendo assenti gli altri fattori di
riduzione (anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione). (…)" (STCA del 25 aprile 2005 nella causa R., inc.
35.2004.104)

 

                                         Inoltre,
secondo la giurisprudenza, non è possibile rinunciare a decurtare il reddito
statistico per il solo fatto che l’assicurato può svolgere un’attività adeguata
soltanto in misura parziale (cfr. STFA del 15 marzo 2006 nella causa L.,
U 471/05).

 

                                         Orbene,
a mente del TCA, stante quanto sopra, nel caso di specie non risulta essere
stato debitamente tenuto conto del fatto che l’assicurato può lavorare in attività
leggere adeguate solo nella misura dell’60% (fattore occupazione). Oltre a ciò,
la consulente ha comunque considerato le limitazioni ergonomiche
derivanti dal danno alla salute, la ridotta scolarità e le difficoltà a reperire
un’altra attività. Per il che appare giustificato operare una riduzione complessiva del 20%. Ne consegue che il reddito da
invalido ammonta a fr. 27'759.-- (57'830 meno 20% = 46'264; 60% di 46'265 =
27'758,40).

 

                            2.8.3.   Raffrontando
il reddito da valido di fr. 64’293.-- (importo arrotondato da
fr. 64'292,80) con il reddito ipotetico da invalido di fr. 27'759.--, risulta
un grado d’invalidità del 57% ([64'293 - 27'759] x 100 : 64'293 = 56,80) che
conferisce il diritto a mezza rendita.                                                 

                                         Alla
medesima conclusione si giungerebbe, con ogni verosimiglianza, anche volendo
aggiornare i redditi (da valido e da invalido) fino al 2007 (dato che occorre
valutare se vi è stata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di
riferimento sino al momento della decisione impugnata), dovendo aggiornare
entrambi i redditi, in maniera simile, in base all’inflazione. 

 

                                         La reiezione della domanda di revisione è pertanto giustificata e la
decisione contestata merita conferma. Il ricorso va di conseguenza respinto.

 

                               2.9.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.- vanno poste a carico
dell’assicurato.

 

 

                                      

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Le spese
di fr. 200.- sono poste a carico del ricorrente.     

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti