# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ec9727f8-cbe0-5f2d-b0ae-ee2268ad78a5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-04-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 21.04.2015 15.2015.7
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2015-7_2015-04-21.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2015.7

  	
  Lugano

  21 aprile 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG) sul
ricorso 16 gennaio 2015 per ritardata giustizia di

 

	
   

  	
  RI
  1 

  (patrocinata
  dall’avv. PA 1, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’Ufficio esecuzione e fallimenti di Bellinzona
nelle esecuzioni n. __________ e __________ promosse dalla ricorrente nei
confronti di

 

	
   

  	
  PI 1 

   

  

ritenuto

 

in fatto:                A.  Sulla
scorta del precetto esecutivo n. __________0 emesso il 4 marzo 2009 dall’Ufficio
esecuzione e fallimenti (UEF) di Bellinzona, RI 1 ha escusso PI 1 per l’incasso
degli interessi scaduti del contratto di mutuo del 26 giugno 2003, pari a fr. 60'000.–
più interessi del 10% su cinque rate di fr. 12'000.– dal 1° luglio 2004,
rispettivamente 2005, 2006, 2007 e 2008. Il 31 ottobre 2012, la stessa
escutente ha poi fatto emettere un secondo precetto esecutivo (n. __________2)
per fr. 138'000.–, oltre interessi del 10% dal 1° luglio 2009 su
fr. 12'000.– e dal 1° gennaio 2010 su fr. 126'000.–, volto ad ottenere
il rimborso dello stesso mutuo e il pagamento degli interessi maturati tra il
1° luglio 2008 e il 31 dicembre 2009.

 

                            B.  Rigettata in via provvisoria l’opposizione
all’esecuzione n. __________0, il 21 gennaio 2010 l’UEF ha
proceduto al pignoramento provvisorio di una cartella ipotecaria di fr. 78'000.–
che grava la particella n. __________ RFD di U__________ (BE), intestata all’escussa
in comproprietà con i due fratelli. Il pignoramento è diventato definitivo con
il decreto 2 giugno 2014 del presidente della I Corte di diritto civile del
Tribunale federale, che ha respinto l’istanza di effetto sospensivo richiesta
dall’escussa nella procedura di disconoscimento di debito. Il 10 settembre
2014, RI 1 ha chiesto la realizzazione della cartella e della quota di comproprietà
di un terzo del medesimo fondo n. __________ RFD di U__________, quota che però
è stata pignorata in via rogatoria e complementare, dietro richiesta dell’escutente
del 1° ottobre 2014, solo il successivo 17 novembre (con annotazione il 20).

 

                            C.  Nel
frattempo, ottenuto il rigetto provvisorio nell’esecuzione n. __________2 il 10
ottobre 2014 (data del passaggio in giudicato della sentenza 14.2013.164 del 22
agosto 2014 di questa Camera), RI 1 ha chiesto il pignoramento provvisorio il
15 ottobre 2014, eseguito dall’UEF il 17 novembre 2014 sulle cartelle ipotecarie
al portatore di fr. 22'000.– e fr. 78'000.– gravanti la nota
particella di U__________, sulla quota di comproprietà di un terzo nonché su una
fideiussione assicurativa presso Axa Winterthur Assicurazioni di fr. 225'000.–.

 

                            D.  Il
20 novembre 2014, RI 1 ha sollecitato l’evasio­­ne delle sue domande di
realizzazione e di pignoramento provvisorio segnalando di aver saputo che l’escussa,
assieme ai fratelli, intenderebbe vendere la casa a breve. Lo stesso giorno, l’UEF
ha confermato di avere eseguito il pignoramento complementare della quota di un
terzo nell’esecuzione n. __________0 e di avere pignorato in via provvisoria a
favore dell’esecuzione n. __________2 la cartella di fr. 78'000.– già
pignorata nella prima esecuzione cosi come la cartella di fr. 22'000.–
gravante il medesimo fondo, e di stare aspettando la documentazione giustificativa
relativa al terzo oggetto pignorato, ovvero la fideiussione presso Axa Winterthur.
Ritenendo i suoi crediti parzialmente scoperti, il 4 dicembre 2014 l’escutente
ha chiesto all’UEF di pignorare al più presto anche il salario dell’escussa ed
eventuali altri beni mobili e di realizzare le due cartelle ipotecarie. Con
email del 12 gennaio 2015, la procedente ha sollecitato l’UEF (diventato nel
frattempo l’Ufficio di esecuzione [UE] di Bellinzona) a dare seguito alle sue
richieste entro due giorni.

                            E.  Con
ricorso per ritardata giustizia del 16 gennaio 2015, RI 1 è insorta a questa
Camera per ottenere che sia fatto ordine all’UE di procedere indilatamente alle
proprie incombenze nelle esecuzioni n. __________0 e __________, eseguendo e
completando i pignoramenti secondo quanto previsto dalla legge e disponendo l’immediata
realizzazione dei beni pignorati nell’ese­­cuzione n. __________0.

                             F.  Con
osservazioni del 21 gennaio 2015, l’UE si è rimesso al giudizio della Camera, precisando
però di aver indetto un incontro con la debitrice per il 27 gennaio 2015,
avendo la stessa manifestato l’intenzione di pagare le procedure esecutive in
questione. È stato d’altronde ricordato che il responsabile dell’incarto era
impegnato nell’implementazione del nuovo applicativo informatico.

                            G.  Il
18 febbraio 2015 la ricorrente ha comunicato alla Camera che le trattative con
la controparte erano sfumate e chiesto l’emana­­zione della decisione sul
ricorso.

                            H.  Sollecitato
dalla Camera, il 6 marzo 2015 l’Ufficiale ha informato di avere inviato alla
debitrice, a sua richiesta, il saldo delle procedure con valuta al 31 marzo,
confermando che la procedura avrebbe seguito il suo corso se essa non avesse
pagato il dovuto entro tale scadenza, pur segnalando lo stato di disagio in cui
si trova l’ufficio, dovuto alla vacanza dei posti di caposervizio dei
pignoramenti e della cassa.

                              I.  Il
14 aprile 2015 l’UE ha inoltrato a questa Camera una e-mail del 1° aprile 2015
del notaio __________, con cui quest’ultima chiede conferma che dietro
pagamento di fr. 345'682.20 possa ottenere la restituzione delle due cartelle
ipotecarie pignorate e informa che l’importo in questione verosimilmente le
sarebbe stato messo a disposizione per l’inizio di agosto del 2015, data di
pagamento del prezzo di compravendita della casa di U__________.

 

 

Considerato

 

in diritto:              1.  Giusta l’art. 17 cpv. 3 LEF è ammesso in ogni tempo il ricorso per
denegata o ritardata giustizia all’autorità di vigilanza cantonale, nel Cantone
Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
3 LPR).

 

                             2.  Dall’esposizione
dei fatti appena ricordati si evince che nell’ese­­cuzione n. __________0, la domanda di
realizzazione della cartella ipotecaria di fr. 78'000.– e della quota di
comproprietà di un terzo della particella di U__________ giace dal 10 settembre
2014 (sopra ad B). I termini, d’ordine stabiliti dalla legge per la
realizzazione dei beni mobili e immobili, di rispettivamente due (art. 122 cpv.
1 LEF) e tre mesi (art. 133 cpv. 1 LEF), sono già scaduti alla fine dello
scorso anno e l’UE non ha ancora chiesto al Betreibungs- und Konkursamt
Berner Oberland, in via rogatoria, di procedere alla realizzazione dei beni
oggetto di un pignoramento già da tempo definitivo, malgrado i solleciti dell’escutente
20 novembre 2014, 4 dicembre 2014 e 12 gennaio 2015 (sopra ad D) e il ricorso
per ritardata giustizia in esame.

 

                           2.1  Va
dato atto all’UE che a fronte dell’intenzione manifestata dall’escussa di voler
pagare le procedure esecutive in corso, era opportuno concederle qualche tempo
per dare seguito alla sua dichiarazione, ciò a cui la ricorrente ha del resto implicitamente
acconsentito all’inizio di quest’anno (sopra ad G). Tuttavia, dopo l’interruzione
delle trattative e il mancato rispetto della scadenza del 31 marzo 2015 per il
pagamento dei crediti posti in esecuzione (sopra ad H), passate le ferie
pasquali l’UE avrebbe dovuto riattivare l’esecuzione. Nulla muta al riguardo la
comunicazione 1° aprile 2015 del notaio __________, su un possibile pagamento
all’ini­­zio dell’agosto del 2015, visto l’atteggiamento passato dell’e­scus­­­sa,
la relativa indeterminazione della comunicazione in questione e la distanza
dall’an­nunciata estinzione delle pendenze, incompatibile con i termini di
legge. D’altronde, le oggettive difficoltà dell’UE in termini di organico, per
cui la Camera ha comprensione, non costituiscono un motivo di dilazione delle
operazioni, il Cantone essendo responsabile di dotare i suoi uffici di un
effettivo sufficiente per garantire il tempestivo avanzamento delle procedure
(DTF 119 III 3 consid. 3).

 

                           2.2  Giova
poi rammentare che l’avvio della procedura di realizzazione non impedisce, con
l’accordo dei creditori pignoranti, una vendita a trattative private (art. 130
e 143b LEF), ciò che per gli immobili presuppone ad ogni modo il preventivo
allestimento dell’elenco oneri (art. 143b cpv. 2 LEF), a cura dell’ufficio
rogato (art. 75 cpv. 1 Regolamento del Tribunale federale
concernente la realizzazione forzata di fondi [RFF, RS 281.42]). Il tempo necessario
a tale incombenza costituisce un ulteriore motivo perché si dia immediato
seguito alla domanda di realizzazione.

 

                           2.3  Il
ricorso va quindi accolto su questo punto e l’UE invitato ad avviare la
realizzazione della cartella ipotecaria al portatore di fr. 78'000.– che grava la particella n. __________ RFD di U__________ e, posto che il credito posto in esecuzione a causa degli interessi
maturati nel frattempo (v. sopra ad A) oggi supera fr. 110'000.–,
incaricare il Betreibungs- und Konkursamt Berner
Oberland di procedere alla realizzazione della quota
di comproprietà di un terzo della particella n. __________ RFD di U__________
spettante all’e­­scussa, stimata in fr. 109'000.– dall’ufficio bernese il
20 novembre 2014. A scanso di equivoci va precisato che la realizzazione
separata della cartella e del fondo non è contraria all’art. 35 cpv. 2 RFF,
poiché nel caso specifico l’escussa non è (unica) proprietaria del fondo su cui
grava la cartella.

                             3.  Quanto
alla richiesta di completare il pignoramento a favore dell’esecuzione n. __________2,
si osserva che la situazione esecutiva in questa procedura non è chiara. Nei tre
incarti trasmessi alla Camera figura solo il verbale (interno) delle operazioni
del pignoramento (del 17 novembre 2014) e non il verbale (definitivo) del
pignoramento provvisorio delle cartelle ipotecarie, della quota di comproprietà
di un terzo e della fideiussione assicurativa di fr. 225'000.–. Inoltre,
non è dato di sapere se il pignoramento di quest’ultimo oggetto è stato
fruttuoso e se l’esecuzione n. __________6 fa parte dello stesso gruppo di
quelle promosse dalla ricorrente. In siffatte circostanze, il ricorso dev’essere
parzialmente accolto anche su questo punto, nel senso di ordinare all’UE di
allestire il verbale definitivo relativo al pignoramento del 17 novembre 2014 e
di valutare se i crediti vantati dalla ricorrente sono coperti o se invece è
necessario procedere a un pignoramento complementare di beni mobili e redditi.
L’UE coglierà anche tale occasione per aggiornare tutti gli incarti riferiti a PI
1, riordinandoli.

                             4.  Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art.
20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:            1.  ll ricorso è parzialmente accolto e di conseguenza è ordinato all’Ufficio
esecuzione di Bellinzona di procedere alle operazioni indicate ai considerandi
2.3 e 3.

 

                             2.  Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                             3.  Notificazione a:

	
   

  	
  –

      ;

  –.

  

                                  Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Bellinzona.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                         Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro
cinque giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è
stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.