# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a8de21d5-516d-5c6f-bba0-d4c1566ce29b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-05-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 28.05.2003 90.2002.47
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-2002-47_2003-05-28.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2002.47

  	
  Lugano

  28 maggio
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della pianificazione del
  territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente,

  Lorenzo Anastasi,
  Werner Walser

  

 

	
  segretario

  	
  Stefano Furger, vicecancelliere

  

 

statuendo sul ricorso del 25 febbraio 2002 di

 

	
   

  	
  __________ __________ -__________, __________ __________ 

  rappr. da: avv. __________ __________, __________
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 22 gennaio 2002 (n. __________) del
  Consiglio di Stato di approvazione del piano particolareggiato del Quartiere
  __________ (PPQS) del comune di __________;

  

  

  

 

 

 

viste le risposte:

 

- 14 maggio 2002 della divisione della pianificazione territoriale
del dipartimento del  

   territorio;

- 5 giugno 2002 del municipio di __________;

 

 letti ed esaminati gli
atti;

 

ritenuto,

 

 

                                          in fatto:

 

 

                                  A.   Nella
seduta del 13 marzo 2000 il consiglio comunale di __________ ha adottato il
piano particolareggiato del Quartiere __________ (PPQS), che si prefigge di
attuare una riqualifica generale dell'area urbanizzata attraversata da via
__________, compresa fra la rotonda di via Interlenghi e il sottopasso di via
__________. In quella sede il mapp. __________è stato attribuito alla zona
semi-estensiva A, per il quale essa prevede un'altezza massima delle
costruzioni di 12,50 m e un indice di sfruttamento pari a 0,7. Il mapp.
__________, di proprietà di __________ __________ -__________, presenta una
superficie di 625 mq, risulta edificato con un palazzo di 6 piani e
un'autorimessa e confina a ovest con via __________.

 

 

                                  B.   La
proprietaria è insorta contro quella deliberazione dinanzi al Consiglio di
Stato, chiedendo il ripristino dei parametri edificatori che consentano di
elevare edifici di 6 piani, come quello esistente sul suo fondo, lo stralcio
della linea di arretramento tracciata lungo via __________ e della piazza di
giro dirimpetto alla sua proprietà.

 

 

                                  C.   Con
risoluzione 22 gennaio 2002 (n. __________) il Consiglio di Stato ha approvato
il piano particolareggiato e ha respinto l'impugnativa di __________ __________
-__________ (cfr. risoluzione impugnata, pag. 73 segg.).

 

 

                                  D.   Con
ricorso 25 febbraio 2002 __________ __________ -__________ insorge innanzi a
questo Tribunale avverso la menzionata risoluzione governativa, postulandone
l'annullamento e riproponendo le medesime domande di prima istanza. A sostegno
della sua impugnativa, la ricorrente lamenta una violazione della garanzia
della proprietà. Innanzitutto, i parametri edificatori previsti dalla zona
semi-estensiva A sono a tal punto restrittivi, quindi sproporzionati, da
consentire alla proprietaria soltanto, in caso di sostituzione dell'edificio
d'appartamenti esistente, l'edificazione di una costruzione di dimensioni ben
più modeste. Per giunta, la linea di costruzione posta a 4 m dal ciglio di via
__________ renderebbe in pratica inedificabile il fondo, ritenute le sue
limitate dimensioni e la presenza sul mappale restrostante di un edificio di
ben 7 piani. La ricorrente contesta infine la piazza di giro, giacché
causerebbe un aumento del traffico a detrimento della quiete del quartiere.
Lamentando il notevole danno economico cagionato dai vincoli sufferiti, essa
chiede in via subordinata un'indennità per espropriazione materiale.

 

 

                                  E.   Il
municipio e la divisione della pianificazione territoriale postulano la
reiezione integrale del ricorso.

 

 

                                  F.   Il
13 marzo 2003 si sono tenuti l'udienza e il sopralluogo in contraddittorio,
durante i quali i rappresentanti del comune hanno prodotto una relazione
allestita dall'ufficio tecnico comunale sulle possibilità edificatorie del mapp.
__________, di cui si dirà, se necessario, nei considerandi di diritto.
Inoltre, sono state scattate alcune fotografie dei luoghi, acquisite in seguito
agli atti. Le parti hanno quindi confermato le rispettive allegazioni e
domande.

 

 

considerato,                    in diritto:

 

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale è data, il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1 LALPT)
e la legittimazione della ricorrente certa (art. 38 cpv. 4 lett. b LALPT). Il
ricorso è dunque ricevibile.

 

 

                                   2.   In
campo pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è,
però, assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno
un'istanza di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato
(art. 37 cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno
potere cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma
anche dell'opportunità delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità
incaricate di compiti pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità
loro subordinate il margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro
compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente
sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il
diritto di questo di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più
appropriata, ragionevole od opportuna. Esso non può però limitarsi ad
intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun
criterio oggettivo e sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario
rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli
scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro
sufficiente attuazione, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto
della pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano
direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà
segnatamente che sia stata effettuata in modo corretto la ponderazione globale
degli interessi richiesta dall'art. 3 OPT (RDAT II-1999 n. 27 consid. 3).

 

                                         Il
potere cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece
circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT cit.,
ibidem; inoltre II-1997 n. 23); fanno eccezione - per poter ossequiare l'art.
33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una modifica del piano
regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.

 

 

                                   3.   Giusta l'art. 75 Cost. i Cantoni devono allestire dei piani d'azzonamento
per assicurare un'appropriata e parsimoniosa utilizzazione del suolo e un
ordinato insediamento del territorio. A livello legislativo l'obbligo di
pianificare è codificato all'art. 2 LPT. Secondo quest'ultima legge la
pianificazione deve avere luogo in diverse tappe: pianificazione direttrice,
pianificazione dell'utilizzazione e procedura del permesso di costruzione. Esse
stanno in reciproco rapporto e formano un tutto coerente, di cui ogni parte
adempie una specifica funzione. Il piano di utilizzazione - in Ticino detto
piano regolatore - viene adottato, secondo le indicazioni del piano direttore
(art. 6 e segg., 26 cpv. 2 LPT), sulla scorta di un'ampia coordinazione e
valutazione (art. 1 cpv. 1 2.a frase, 2 cpv. 1 LPT) e nell'ambito di una
procedura ove è garantita protezione giuridica (art. 33 e segg. LPT) e
partecipazione democratica (art. 4 LPT). Il piano regolatore disciplina l'uso
ammissibile del suolo (art. 14 e segg. LPT) e attua il contenuto del piano
direttore, rendendolo vincolante verso i privati (art. 21 cpv. 1 LPT). Il piano
regolatore si compone di un rapporto di pianificazione, di rappresentazioni
grafiche, di norme di attuazione e di un programma di realizzazione (art. 26
LALPT). Le rappresentazioni grafiche comprendono i piani del paesaggio, delle
zone, del traffico, delle attrezzature e costruzioni di interesse pubblico e il
piano indicativo dei servizi pubblici (art. 28 cpv. 1 LALPT). Esse fissano, tra
l'altro, la rete delle vie di comunicazione per i mezzi di trasporto pubblici e
privati con la precisazione delle linee di arretramento (art. 28 cpv. 2 lett. p
LALPT). Le norme di attuazione stabiliscono le regole generali e particolari
sull'utilizzazione e l'edificabilità del suolo (art. 29 cpv. 1 lett. a, b
LALPT). Il piano particolareggiato (art. 28 cpv. 2 lett. c, 54 segg. LALPT)
organizza e disciplina nel dettaglio l'uso ammissibile di una parte esattamente
delimitata del territorio comunale, quando particolari obiettivi di promozione
urbanistica o socio-economica lo giustificano oppure interessi inerenti alla
protezione naturalistica o ambientale, di monumenti, nuclei o centri storici lo
richiedono. Esso deve essere previsto nell'ambito di un piano regolatore
comunale (art. 54 cpv. 2 LALPT).

 

 

                                   4.   Una
restrizione di diritto pubblico è compatibile con la garanzia della proprietà
sancita dall'art. 26 Cost. solo se si fonda su di una base legale, è giustificata
da un interesse pubblico preponderante, rispetta il principio della
proporzionalità, non viola la garanzia della proprietà quale istituto e dà
luogo a piena indennità ove equivalga ad una espropriazione (art. 36 Cost.).
Nella fattispecie, non è contestata la carenza di una base legale, comunque
data (cfr. consid. 3 in fine), né si pone il problema della violazione della
garanzia della proprietà quale istituto. I problemi espropriativi esulano
invece da questa procedura. Non resta quindi che esaminare l'interesse pubblico
e la proporzionalità dei vincoli in discussione.

 

 

                                   5.   La
ricorrente contesta l'interesse pubblico dei vincoli pianificatori gravanti il
suo fondo. In particolare, si aggrava contro la riduzione dei parametri
edificatori introdotti, a suo dire, dalla nuova pianificazione, quali un indice
di sfruttamento diminuito allo 0,7 e l'altezza massima per gli edifici di 12,5
m, che, con la linea di arretramento posta a 4 m dalla strada e sezionante
longitudinalmente la palazzina esistente, edificata nel 1961, ne impedirebbero
la sostituzione con una nuova delle medesime dimensioni. Ciò avviene in un
contesto ampiamente edificato, quale il quartiere __________, ove per altro
sono già presenti numerosi palazzi di 6 e più piani.

 

                                         5.1.
Prima di entrare nel merito occorre rilevare che il concetto di interesse
pubblico è un concetto dinamico, che evolve con la società riflettendone
esigenze ed aspirazioni (Imboden / Rhinow / Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung,
Nr. 57 B II). In linea generale è pubblico l'interesse che coinvolge la
generalità dei cittadini o una sua frazione significativa e che compete al
potere pubblico promuovere nell’esercizio delle sue funzioni. V’è interesse
pubblico a un provvedimento di pianificazione del territorio quando la sua
adozione corrisponde a un bisogno importante, chiaramente avvertito dalla
collettività (G. Müller, Commentaire de la Constitution fédérale, art. 22ter n.
34). Tale interesse deve prevalere sui contrapposti interessi pubblici e
privati in giuoco.

 

                                         5.2. Il quartiere __________ costituisce uno fra i comparti
insediati abitativi più popolosi della città di __________. Sviluppatosi
principalmente negli anni 60-70 del secolo scorso, attraverso un'edificazione
di tipo intensivo, a volte poco strutturata e discontinua, che si è venuta a
contrapporre a preesistenze d'inizio secolo meno concentrate e dalla tipologia
edilizia di una certa qualità, il quartiere si presenta oggi con una situazione
urbanistica disorganica, in parte degradata, con spazi pubblici e privati
carenti, in aggiunta a stati conflittuali determinati dalla commistione di
alcune attività industriali e artigianali con la residenza. Tutto ciò a
detrimento di un'immagine cittadina all'insegna della qualità e della
vivibilità. Il comune di __________, ritenute queste premesse e preso atto che
il piano regolatore vigente non desse sufficienti risposte pianificatorie atte
a favorire un recupero e una valorizzazione efficace di un quartiere importante
per lo sviluppo residenziale della città, ha deciso di rivedere la
pianificazione di questo comparto cittadino adottando un piano
particolareggiato. Scopo di questa pianificazione è di rafforzare la preminente
funzione abitativa del quartiere, nonché di favorire, laddove ancora possibile,
uno sviluppo insediativo, per mezzo di un riassetto urbanistico e dei suoi
contenuti, impiantando spazi pubblici e privati attrattivi, migliorando i
collegamenti con gli altri comparti cittadini e la fruizione di adeguati spazi
destinati allo svago, al fine di migliorare la qualità di vita degli abitanti e
dei loro rapporti sociali (cfr. rapporto di pianificazione, pag. 3 segg.). A
questo scopo, il piano particolareggiato sviluppa un concetto urbanistico che
prevede la concentrazione delle funzioni lavorative sulle fasce esterne del
quartiere. La loro funzione consiste principalmente nella protezione delle aree
interne esclusivamente residenziali dalle emissioni rumorose prodotte dagli
impianti ferroviari adiacenti e dai flussi di traffico degli assi stradali principali,
che circoscrivono e delimitano il perimetro del quartiere. In particolare, è
prevista lungo via __________, via ____________________ e via __________ una
corona ad edificazione di tipo intensivo con destinazione residenziale-commerciale
che cinge e scherma la zona centrale del quartiere, destinata invece, come
detto, unicamente alla residenza con un carattere semi-estensivo. All'esterno
di questa corona, più discosta, è prevista una fascia destinata all'artigianato
e alle attività commerciali. Negli intendimenti del piano, via __________
__________, attraversante longitudinalmente e al centro il quartiere
__________, assume la funzione di asse di riferimento per il recupero e il
consolidamento in senso qualitativo della funzione residenziale: il piano ne
prevede un nuovo assetto con una pavimentazione speciale, la creazione di aree
verdi e la piantumazione di filari alberati, nonché la chiusura, dal tratto
intersecato da via dei __________ a via __________, a strada pedonale e
ciclabile, in modo da assumere il ruolo di piazza per tutte le attività
d'aggregazione sociale. Fra gli strumenti, propri della disciplina urbanistica,
atti a realizzare questi intendimenti figurano le linee d'arretramento e di
costruzione, la localizzazione delle aree inedificabili e la panoplia dei
parametri edificatori. Sull’interesse pubblico in genere delle distanze dalle
strade (arretramenti o allineamenti che siano), volte a ridefinire e
ristrutturare le adiacenze delle stesse, è inutile dilungarsi: tali vincoli,
noti ed applicati da lungo tempo, possono avere svariate giustificazioni. In
particolare tutelano la sicurezza della circolazione stradale, assicurano la
possibilità di attuare future correzioni stradali, permettono uno sviluppo
armonioso degli agglomerati, danno il necessario respiro ai quartieri (aria,
luce, tutela dalle immissioni), migliorano l’estetica dei centri urbani,
facilitano la creazione di aree verdi e spazi riservati ai pedoni,
contribuiscono in definitiva ad elevare la qualità di vita della popolazione
(DTF 109 Ib 116 e relativi rinvii; A. Scolari, Commentario, ad art. 25 LE, n.
1026 segg.).

 

                                         5.3.
Nel caso specifico, via __________ è ubicata nel comparto nord-est del
quartiere __________. L'ossatura del comparto è costituita da via __________,
dalla quale si dipartono, penetrando a sud verso il centro del quartiere, in
sequenza parallela secondo uno schema a pettine, una serie di strade di
servizio, fra di esse la via __________, che sfociano in via __________
__________. Il sopralluogo esperito da questo Tribunale ha permesso di appurare
che questa zona costituisce un quartiere ancora eminentemente residenziale. Dal
profilo della sostanza edilizia il comparto all'esame si caratterizza per la
presenza dominante di case d'appartamenti di 3 e 4 piani. In particolare, per
ciò che concerne le edificazioni che si affacciano su via __________, che
suddivide i settori indicati nei piani come 9 e 10, si è accertata la presenza,
fatta unicamente riserva dell'eccezione costituita dal palazzo della
ricorrente, di edifici di media taglia di 2 o 3 piani; la maggior parte dei
fondi risultando comunque ancora inedificati oppure occupati da costruzioni
accessorie di un piano come ad esempio alcune autorimesse. In questo contesto,
nella parte mediana e direttamente a confine di via __________ insiste
l'imponente palazzo della ricorrente, alto 6 piani e con una facciata lunga 29
m, occupante più della metà del fondo e con un indice di sfruttamento pari al
3. 

 

                                         5.4.
Questo comparto era assegnato dal piano regolatore (PR88) alla zona
residenziale semi-estensiva a 3 piani Rse 3, con un indice di sfruttamento
dello 0,7, un'altezza massima di 10,50 m e un indice di occupazione del 30%. Il
piano particolareggiato in oggetto lo suddivide invece in due differenti zone:
lungo il versante meridionale di via __________, per una profondità variabile
fra i 26 e 28 m, comprendente quindi un esiguo tratto di via __________, è
prevista una fascia ad utilizzazione mista destinata alla residenza e alle
attività commerciali (cfr. supra: corona), la zona C, che protegge la
retrostante zona residenziale semi-estensiva A a contatto con via __________
__________ - ove è ubicato il fondo della ricorrente - dalle immissioni foniche
degli impianti ferroviari e del traffico veicolare. Rispetto al piano previgente
la zona C ha subito un'apprezzabile densificazione dei parametri edificatori:
difatti il piano particolareggiato prevede un incremento dell'indice di
sfruttamento dello 0,8 (ora pari a 1,5), dell'altezza massima di 6 m (ora 16,50
m). Mentre la zona residenziale semi-estensiva A ha conservato inalterato
l'indice di sfruttamento (0,7), con un aumento dell'altezza massima di 2 m (ora
12,50). Per entrambe le zone è stato abolito l'indice di occupazione, il quale,
essendo sostituito dall'imposizione di un'area verde minima del 30%,
risulterebbe virtualmente del 70%. Ciò premesso occorre esaminare se
l'interesse pubblico a mantenere le restrizioni della proprietà previste dal
piano iniziale e in parte riprese dalla nuova pianificazione è effettivamente
venuto a mancare, così da doverle sopprimere o adeguatamente mitigare. In altre
parole va valutato se nella fattispecie esiste un interesse pubblico che
giustifica la densificazione della zona C, per rapporto al mantenimento del
carattere semi-estensivo della zona A.

 

                                         5.5.
Alla luce di queste circostanze e degli scopi perseguiti con il piano
particolareggiato, occorre riconoscere la sussistenza di un interesse pubblico
alla differenziazione del comparto in due differenti zone d'utilizzazione con
differenti parametri edificatori. Per tutte le ragioni esposte nel rapporto pianificatorio
e riassunte nei considerandi precedenti, il comparto all'esame, più in generale
il quartiere __________, costituisce nel contesto cittadino di __________ un
elemento importante, sia per la sua taglia, sia per la cospicua popolazione
residente, che necessita indubbiamente di essere recuperato attraverso una
riorganizzazione e valorizzazione strutturale e funzionale, in modo da
garantire appieno uno sviluppo razionale e coerente, al fine di favorire un
consolidamento in termini qualitativi della funzione residenziale. In
quest'ottica si giustifica pienamente la scelta del comune di istituire una
corona dove concentrare le attività di tipo commerciale, che, per mezzo di
un’edificazione notevolmente intensiva in corrispondenza dell'anello di
circonvallazione del quartiere, protegge la parte più pregiata per la
residenza, il centro dello stesso, dalle immissioni foniche causate dai flussi
di traffico e, per quanto concerne specificatamente il comparto in cui è
inserito il fondo della ricorrente, da quelle causate dalla ferrovia. Tale
premessa risulta fondamentale per la conservazione e lo sviluppo del centro del
quartiere con un insediamento accogliente (art. 1 cpv. 2 lett. b LPT), i cui
parametri edificatori meno intensivi, seppur di media densità (cfr. A. Scolari,
Commentario, Bellinzona, 1997, ad art. 37 LE, n° 1111), risultano così consoni,
oltre che necessari ed idonei, con la funzione esclusivamente residenziale a
cui viene riservato e coerenti con la sostanza edilizia che già oggi lo
caratterizza principalmente: il palazzo della ricorrente, in quanto
sovradimensionato, costituisce un'eccezione in questo contesto. Per quanto
riguarda la linea di arretramento posta a 4 m dalla strada, oltre a perseguire
una miglior strutturazione e riqualifica dello spazio urbano con costruzioni
ordinate ai lati della strada, si rivela conforme con il principio pianificatorio,
che prescrive di inserire negli insediamenti spazi verdi e alberati (art. 3
cpv. 3 lett. e LPT).

 

 

                                   6.   Verificata
la presenza di un interesse pubblico alle misure pianificatorie in
contestazione, occorre ora esaminare se per rapporto alle circostanze concrete,
i vincoli così adottati dal comune risultano ragionevoli, attuabili e
sopportabili; segnatamente se non sacrificano eccessivamente l'interesse
privato contrapposto. Se così fosse, queste misure violerebbero il principio
della proporzionalità (DTF 118 Ia 394). 

 

                                         6.1.
Già assodate in precedenza la necessità e l'idoneità di un indice di
sfruttamento e di un'altezza massima moderati per il raggiungimento
dell'obiettivo di riqualifica perseguiti dal nuovo ordinamento (cfr. cons.
5.5), ritenuto inoltre che esso ha comunque aumentato alcuni parametri
edificatori della zona residenziale semi-estensiva rispetto al piano previgente
(cfr. altezza massima pari a 12,50 m e abolizione dell'indice di occupazione),
occorre appurare nella fattispecie se tali requisiti sono adempiuti anche in
merito alla linea di arretramento. A tale proposito va considerato che
l'altezza massima dà ora luogo ad una previsione edificatoria nel comparto di
edifici alti 4 piani. Orbene, a fronte di questi dati e ritenuto l'obiettivo di
miglioramento della qualità di vita perseguito dal piano (cfr. art. 2 cifra 1
lett. c NAPPQS), una fascia di stacco di almeno 4 metri dai bordi della strada
che distanzi i due fronti edificati, come quelli che si affacciano sui lati di
via __________, risulta congrua alla natura di una zona a carattere
eminentemente residenziale. Queste zone necessitano indubbiamente di aree
aperte, che possano garantire alle abitazioni la miglior insolazione ed
aerazione possibile, favorendo parimenti la formazione di spazi verdi. Tutte
queste funzioni non possono in genere essere assicurate compiutamente dalla
sola ampiezza del campo stradale; a maggior ragione se, come nella fattispecie,
si tratta di una semplice strada di servizio, per definizione, di modeste
dimensioni. Per tutte queste ragioni una riduzione della distanza della linea
di arretramento dalla strada, quindi della profondità della fascia di rispetto,
non può entrare in linea di conto.

 

                                         6.2.
Circa l'idoneità della linea di arretramento al raggiungimento degli scopi
prefissi di riqualifica e riordino urbano, il Tribunale considera quanto segue.
Dall'esame dei piani risulta che la linea di arretramento contestata, lunga
circa 100 m su entrambi i lati della strada, è tracciata lungo fondi, che per
la maggior parte sono inedificati o occupati da costruzioni accessorie. Di
conseguenza, essa potrà realizzare agevolmente le auspicate aree di stacco
dalla strada. Non compiutamente, tuttavia, giacché essa risulta essere
sopravanzata dalla costruzione della ricorrente. Nondimeno, questa costruzione
incide comunque solo marginalmente (una trentina di metri) sull'assetto pianificatorio,
che va a maggior ragione salvaguardato in presenza di un edificio completamente
fuori misura per una zona semi-estensiva, contrastante quindi con gli
intendimenti del piano e destinato ad essere sostituito, fosse anche sul lungo
periodo, da una costruzione conforme.

 

                                         6.3.
Da ultimo, occorre esaminare se sussiste un rapporto ragionevole tra il
risultato da raggiungere e tutti i vincoli gravanti la proprietà della
ricorrente, necessari al suo conseguimento. Durante l'udienza 13 marzo 2003 i
rappresentanti del comune hanno versato agli atti un memoriale composto da
planimetrie e di calcoli relativi a 3 differenti ipotesi di edificazione del
fondo, volto a dimostrare che il mapp. 201 conserva, malgrado i vincoli in
discussione, ragionevoli potenzialità edificatorie. Dalla variante B si evince
ad esempio che tenendo conto della linea di arretramento e della distanza
minima dal confine del fondo retrostante sarebbe possibile erigere un edificio,
le cui dimensioni in pianta sarebbero di 25 m di larghezza (fronte strada) per
una profondità di 6 m, ottenendo una superficie di base di 146 mq. Se tale
edificio fosse costruito su 4 piani (altezza massima), di cui il pianterreno
destinato a garage e cantina, gli altri tre ad abitazione, disporrebbe allora
di una superficie utile lorda (SUL) di 438 mq, pari ad un indice di
sfruttamento (i.s.) dello 0,7, corrispondente al massimo previsto per la zona.
Da quanto precede, risulta assodato che, malgrado i vincoli contestati, il fondo
della ricorrente dispone di un'apprezzabile potenzialità edificatoria, che, per
altro, è perfettamente congruente con quelle di cui godono i proprietari
viciniori, in ossequio alla parità di trattamento. Pertanto, malgrado si possa
riconoscere che, nella fattispecie, il margine di manovra in ambito progettuale
venga limitato dall'esigua profondità del fondo, riservata comunque la facoltà
per la proprietaria, in caso in cui vengano soddisfatte le condizioni dell'art.
23 NAPR (applicabile su rinvio dell'art. 16 NAPPQS), di poter chiedere in fase
di realizzazione una deroga alla linea di arretramento, le misure pianificatorie
all'esame devono essere considerate oggettivamente ragionevoli. Rimane assodato
che l'edificio esistente, malgrado la sua difformità con gli ordinamenti del
piano particolareggiato, beneficia senz'altro della protezione della situazione
di fatto (Besitzstandsgarantie), che consente alla proprietaria di poterlo
mantenere.

 

 

                                   7.   In conclusione, la linea di costruzione e i parametri
edificatori gravanti il mapp. 201 non prefigurano una violazione del principio
della proporzionalità. Pertanto, essendo queste misure pianificatorie
giustificate da un prevalente interesse pubblico, il ricorso deve essere
respinto su questo punto.

 

 

                                   8.   Da
ultimo, la ricorrente si aggrava contro la piazza di giro, chiedendone lo
stralcio, ritenendola diretta conseguenza dell'errata impostazione del piano
del traffico, che, prevedendo la chiusura a fondo cieco di via __________,
laddove essa confluisce in via __________ __________, e comportando
l'introduzione del doppio senso di circolazione al posto dell'attuale senso
unico, aumenterebbe, a suo dire, il traffico a detrimento della quiete del
quartiere.

 

                                         8.1.
Nella risoluzione impugnata il Consiglio di Stato ricorda che l'impostazione
del piano del traffico persegue lo scopo di ridurre il traffico veicolare
parassitario di transito nel quartiere __________, attuando la chiusura di un
ampio tratto di via __________ __________, attraversante il centro del quartiere,
e convogliando di conseguenza il traffico sugli assi stradali principali posti
sul perimetro dello stesso. Da questi assi si dipartono le strade di servizio a
fondo cieco, disposte in uno schema a pettine, che garantiscono l'accesso agli
isolati abitativi interni del quartiere. Alle estremità di queste strade,
dunque in prossimità di via __________ __________, il piano prevede delle
piazze di giro. L'Autorità governativa ritiene pertanto che i vantaggi
derivanti dalla riduzione o dall'esclusione del traffico di attraversamento
siano superiori alle trascurabili molestie che può arrecare una piazza di giro,
come quella prevista in fondo a via __________, ritenuto come la stessa sia
necessaria e congruente con l'impostazione viaria e con gli obiettivi del piano
(cfr. risoluzione impugnata, pag. 76).

 

                                         8.2.
Il Tribunale non può che far sue, su questo punto, le considerazioni addotte
dal Consiglio di Stato. Scopo del piano particolareggiato è quello di
consolidare e rafforzare in senso qualitativo la funzione residenziale del
quartiere. Il problema della limitazione e dell'eliminazione, per quanto
possibile, del traffico veicolare di transito o parassitario assume quindi in
quest'ottica una rilevanza affatto particolare: la chiusura di via __________
__________, dal tratto intersecato da via dei __________ a via __________, a
strada pedonale e ciclabile, in modo da assumere, con l'ausilio di un nuovo
assetto, il ruolo di piazza per tutte le attività d'aggregazione sociale,
rappresenta il punto cardine dell'impostazione pianificatoria del quartiere
__________. Ciò comporta necessariamente la chiusura a fondo cieco di via
__________ laddove confluisce in via __________ __________, su cui, altrimenti,
vi convoglierebbe sia il traffico dei suoi residenti (attraversamento del
quartiere), che quello parassitario. Questa misura, attuando dal punto di vista
del traffico veicolare la netta separazione fra gli isolati, esplica inoltre
effetti benefici anche per i residenti di via __________ sia dal profilo
quantitativo, che qualitativo: da un lato, vi sarà verosimilmente una notevole
diminuzione del traffico, giacché essi diventeranno funzionalmente gli unici
fruitori della loro strada, ad esclusione quindi degli altri residenti del
quartiere e di terzi costituenti traffico parassitario, dall'altro lato,
ritenuto che l'automobilista dimostra in genere un'accresciuta sensibilità e
riguardo per gli abitanti del proprio quartiere, vi sarà un guadagno in
sicurezza per i pedoni e una diminuzione di comportamenti molesti a tutto giovamento
della tranquillità, in particolare di quella notturna. Date queste premesse e a
maggior ragione, trattandosi nella fattispecie di una strada di servizio con un
campo stradale di soltanto 3,60 m di larghezza, risulta più che comprovata la
necessità di prevedere una piazza di giro su via __________. La ricorrente, non
dimostra invece in alcun modo per quali motivi gli avversati provvedimenti,
senz'altro provvidi, violino il diritto e possano di conseguenza essere
censurati da parte del Tribunale (art. 61 Pamm). Pretestuosa risulta
innanzitutto l'argomentazione circa l'accresciuta molestia dovuta alla presenza
della piazza di giro, i cui innegabili effetti saranno comunque ampiamente
mitigati dai vantaggi poc'anzi descritti e dall'ubicazione della stessa, che, a
differenza di quanto sostenuto dalla ricorrente, dista ben 30 m dal suo
immobile, posizionata nel punto più discosto della via. Essa si limita infine a
fornire una sua ipotesi di viabilità - prevedente per via __________ l'attuale
uso a senso unico di marcia - che collide appunto con l'obiettivo del piano di
eliminare il transito all'interno del quartiere __________.

 

                                         8.3.
Anche su questo punto il gravame deve essere respinto.

 

 

                                   9.   La
tassa di giudizio e le spese devono essere poste a carico della ricorrente
(art. 28 PAmm)

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie,

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

 

2.La ricorrente è condannata al pagamento
delle tasse di giudizio e spese per complessivi fr. 1'000.- (mille).

 

 

	
                                      3.   Intimazione
  a:

  	
  -        
  __________
  __________ -__________,
  ____________________, 

        rappr. da avv. __________
  __________, Via 

        __________ __________,
  ____________________ 

  	 

	
   

  	
  -        
  Municipio di
  __________, __________
  __________ __________, ____________________ 

  -        
  Divisione della
  pianificazione territoriale,
  __________ __________. __________ __________, ____________________

  -        
  Consiglio di Stato, Residenza governativa,
  ____________________

  

 

 

Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                                                                    Il
segretario