# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e07cc4ee-9f0d-56e9-9028-a946e11f19c0
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-01-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.01.2023 D-347/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-347-2023_2023-01-27.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-347/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 7  g e n n a i o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Susanne Bolz-Reimann;  

cancelliera Francesca Bertini. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

B._______, nata il (…), 

Afghanistan,   

entrambi patrocinati dalla MLaw Tindara Santoro,  

(…),  

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 16 gennaio 2023 / N (…). 

 

 

 

D-347/2023 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A._______ e B._______, cittadini afghani, hanno depositato una domanda 

d'asilo in Svizzera il (…) novembre 2022 (cfr. atti SEM 2/2 e 3/2). 

B.  

Dai riscontri dattiloscopici nell'unità centrale del sistema europeo "EURO-

DAC" è risultato che gli interessati aveva già depositato una domanda d'a-

silo in Grecia il (…) giugno 2021 e che entrambi avevano ottenuto la pro-

tezione internazionale in tale Paese, B._______ il 18 aprile 2022 mentre 

A._______ il 21 aprile 2022 (cfr. atti SEM 13/1 e 15/1).  

C.  

Il 25 novembre 2022 i richiedenti hanno conferito procura alla rappresen-

tanza legale assegnatale (cfr. atti SEM 17/1 e 18/1).  

D.  

In data 2 dicembre 2022, si è tenuto con gli interessati un colloquio in me-

rito al rinvio verso uno Stato terzo (cfr. atti SEM 22/7 e 23/6).  

E.  

Il 6 dicembre 2022, la Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: 

SEM) ha presentato alle competenti autorità greche una richiesta di riam-

missione dei richiedenti (cfr. atto SEM 28/2) conformemente alla Direttiva 

2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le norme e 

procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di 

paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicembre 2008) 

ed all'Accordo bilaterale di riammissione tra la Grecia e la Svizzera per le 

persone a beneficio di una protezione internazionale (Accordo tra il Consi-

glio federale svizzero e il Governo della Repubblica ellenica concernente 

la riammissione di persone in situazione irregolare [RS 0.142.113.729]).  

F.  

Il 7 dicembre 2022 le competenti autorità greche hanno accettato la riam-

missione degli interessati ed hanno indicato che a B._______ è stato ac-

cordato lo statuto di rifugiata in data 18 aprile 2022 e che ella dispone di 

un permesso di soggiorno valido dal 18 aprile 2022 al 17 aprile 2025, men-

tre a A._______ è stato accordato lo statuto di rifugiato in data 20 aprile 

2022 e che egli dispone di un permesso di soggiorno valido dal 20 aprile 

2022 al 19 aprile 2025 (cfr. atto SEM 30/1).  

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Pagina 3 

G.  

In corso di procedura, B._______ ha beneficiato di un consulto medico (cfr. 

21/2) e di una visita (…) (cfr. atto SEM 37/2).  

H.  

Il 13 gennaio 2023 i richiedenti hanno inoltrato il parere circa la bozza di 

decisione della SEM del 12 gennaio 2023.  

I.  

Con decisione del 16 gennaio 2023, notificata il medesimo giorno, la SEM 

non è entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 

lett. a LAsi ed ha pronunciato l'allontanamento nonché l'esecuzione dell'al-

lontanamento dei richiedenti verso la Grecia. 

J.  

Con ricorso del 20 gennaio 2023, gli interessati sono insorti dinanzi al Tri-

bunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la summen-

zionata decisione della SEM ed hanno concluso all'annullamento della de-

cisione impugnata ed alla restituzione degli atti all'autorità inferiore per il 

completamento dell'istruzione. Altresì, hanno domandato la concessione 

dell'assistenza giudiziaria nel senso dell'esenzione dal pagamento delle 

spese di giustizia e del relativo anticipo con protestate tasse e spese. 

Al ricorso è stato allegato il referto medico del consulto psichiatrico inerente 

B._______ del 17 gennaio 2023. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

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2.  

2.1 I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-

riore, sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano un 

interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto sono legittimati ad aggravarsi contro di 

essa. 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-

tanto entrare nel merito del ricorso. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre si rileva che il Tribunale, adito con un ricorso contro una decisione 

di non entrata nel merito di una domanda d'asilo, si limita ad esaminare la 

fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1; 2012/4 

consid. 2.2). 

4.  

I ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei considerandi che seguono, 

sono decisi dal giudice unico (art. 111a LAsi), con l'approvazione di una 

seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si 

rinuncia allo scambio degli scritti. 

5.  

Preliminarmente, il Tribunale osserva che nell'atto ricorsuale gli insorgenti 

non ha contestato la decisione dell'autorità inferiore circa la non entrata nel 

merito della loro domanda d'asilo fondata sull'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi. 

Oggetto del litigio in questa sede risulta dunque essere esclusivamente 

l'esecuzione dell'allontanamento dalla Svizzera. 

6.  

6.1 Nel colloquio in merito al rinvio verso uno Stato terzo i coniugi hanno 

entrambi confermato di aver depositato una domanda d'asilo in Grecia il 

(…) giugno 2021 e di aver ottenuto la protezione internazionale e il relativo 

permesso di soggiorno greco. Inoltre, i richiedenti hanno dichiarato di aver 

dovuto aspettare diversi mesi, dopo la risposta positiva alla loro domanda 

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d'asilo, prima di ottenere i documenti. A tal proposito, B._______ ha affer-

mato che avrebbe ottenuto i documenti circa una settimana prima della sua 

partenza dalla Grecia verso la Francia, avvenuta l'8 novembre 2022, men-

tre A._______ ha dichiarato di aver lasciato la Grecia il 21 novembre 2022 

e di aver ottenuto i documenti circa tre settimane prima. Altresì, gli interes-

sati hanno allegato di aver viaggiato in aereo legalmente, muniti della loro 

carta d'identità greca, dalla Grecia alla Francia e di essere poi venuti in 

treno in Svizzera. A._______ ha inoltre specificato che il viaggio sarebbe 

stato finanziato tramite il fratello, il quale gli avrebbe inviato dei soldi. In 

Francia B._______ avrebbe smarrito il suo zaino contenete tutti i docu-

menti.  

Successivamente, entrambi sono stati questionati in modo approfondito re-

lativamente al loro soggiorno, al loro statuto in Grecia, alla loro situazione 

lavorativa/professionale, alle conoscenze linguistiche e all'accesso alle 

cure mediche. 

Infine, gli è stato concesso il diritto di essere sentito in merito ad eventuali 

motivi che si opporrebbero ad un loro rinvio verso la Grecia. B._______, 

ha segnalato come durante il soggiorno in Grecia ella non si sarebbe sen-

tita bene emotivamente e non sarebbe mai stata aiutata da nessuno. Ella 

non avrebbe potuto continuare a vivere in quella condizione senza poter 

né lavorare né studiare e ciò pensando in particolare ad un futuro figlio. 

Inoltre, ha affermato che in Grecia sarebbe sempre stata in ansia in quanto 

avrebbe appreso che (…) sarebbe sulle loro tracce e gli vorrebbe ammaz-

zare. A._______ ha invece fatto valere di opporsi ad un rinvio in Grecia, in 

quanto in tale Paese non ci sarebbe sicurezza per i migranti. Ad esempio, 

egli sarebbe stato più volte avvicinato e molestato da persone che in cam-

bio di 5-10 Euro avrebbero voluto dei rapporti sessuali con lui. Infine, ha 

asserito di avere molte immagini brutte del vissuto su suolo ellenico e per-

ciò egli non potrebbe più farvi ritorno ed inoltre egli desidererebbe poter 

continuare a studiare.  

6.2 Nella decisione avversata l'autorità inferiore, dopo aver esposto i fatti, 

ha in primo luogo osservato come i ricorrenti avrebbero ottenuto lo statuto 

di rifugiati in Grecia, Stato terzo designato quale sicuro dal Consiglio fede-

rale svizzero, nonché che le autorità elleniche avrebbero acconsentito alla 

loro riammissione in data 7 dicembre 2022. Il parere alla bozza di decisione 

negativa non conterrebbe poi fatti o mezzi di prova che giustificherebbero 

una modifica del punto di vista della SEM. In secondo luogo, l'autorità infe-

riore ha ritenuto l'esecuzione dell'allontanamento ammissibile, ragionevol-

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mente esigibile e possibile. In particolare, per quanto concerne l'ammissi-

bilità dell'esecuzione, l'autorità di prima istanza ha constatato come i richie-

denti non avrebbero presentato alcun mezzo di prova concreto che gli con-

cerne a sostegno delle allegazioni in merito alle loro condizioni di vita in 

Grecia. Proseguendo, l'autorità di prima istanza, ha ritenuto che l'esecu-

zione dell'allontanamento degli interessati sarebbe ragionevolmente esigi-

bile in quanto né la situazione politica vigente in Grecia, né altri motivi vi si 

opporrebbero. In particolare, in merito alle asserite minacce da parte (…) 

e le asserite molestie verbali, la SEM ha sottolineato che la Grecia è uno 

Stato di diritto con un'autorità di polizia funzionante, disposta ed in grado 

di offrire una protezione adeguata. Inoltre, non sussisterebbero indizi atti a 

sostenere che le autorità greche non siano in grado di offrire agli interessati 

la protezione adeguata contro le aggressioni da parte di terzi o che rinun-

ciano in modo sistematico a perseguire gli atti delittuosi commessi sul loro 

territorio. Dipoi, la SEM ha ricordato che, secondo la nuova giurisprudenza 

del Tribunale, l'esecuzione dell'allontanamento per i beneficiari di prote-

zione internazionale in Grecia è in principio esigibile anche per le persone 

vulnerabili, come per esempio donne incinte o per persone che soffrono di 

problemi medici non classificabili come malattie gravi. Pertanto, la nuova 

sentenza non permetterebbe di mettere in discussione l'esigibilità dell'al-

lontanamento, in quanto entrambi non soffrirebbero di problemi medici 

gravi e la loro situazione medica risulterebbe chiara ed acclarata. Altresì, 

l'autorità inferiore ha rilevato come dalle dichiarazioni degli interessati non 

risulterebbe che quest'ultimi abbiano intrapreso delle misure concrete per 

ottenere il sostegno da parte delle autorità una volta ottenuta la protezione 

internazionale e il relativo permesso di soggiorno in Grecia. Pertanto, ha 

ricordato come spetterebbe ai ricorrenti rivolgersi alle autorità preposte per 

ottenere l'aiuto necessario in legame con il loro nuovo statuto di rifugiati. 

Infine, l'allontanamento dei richiedenti sarebbe possibile sia sul piano tec-

nico che pratico, avendo in particolare le autorità elleniche dato il loro ac-

cordo alla loro riammissione sul loro territorio. 

6.3 Dal canto loro, nel memoriale ricorsuale, gli insorgenti evidenziano prin-

cipalmente il carattere inammissibile e non ragionevolmente esigibile 

dell'esecuzione del loro rinvio in Grecia. Essi ritengono che l'autorità di 

prima istanza non avrebbe esaminato in modo esaustivo tutti gli elementi 

della fattispecie giuridicamente rilevanti. Inoltre, la SEM – non avendo chia-

rito sufficientemente la loro situazione, nonché le condizioni di accoglienza 

per i titolari di protezione internazionale in Grecia – non avrebbe adempiuto 

ai suoi obblighi di diritto internazionale e questo anche alla luce delle noto-

rie carenze del sistema di accoglienza greco. A tal proposito, sottolineano 

come il rischio di riscontrare problemi nell'accesso all'assistenza sociale, 

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all'alloggio, al cibo, all'assistenza medica, al mercato del lavoro, nonché 

alle misure di integrazione, tale da costituire un trattamento disumano e/o 

degradante, sarebbe corroborato anche da diversi studi internazionali. Per-

tanto, la gravità della condizione di abbandono assistenziale e materiale 

nella quale si ritroverebbero a vivere metterebbe a repentaglio la possibilità 

di una vita dignitosa.  

7.  

7.1 Preliminarmente occorre chiedersi se l'autorità inferiore abbia violato o 

meno il principio inquisitorio (cfr. supra consid. 6.3).  

7.2 Nelle procedure d'asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l'autorità 

competente accerta d'ufficio i fatti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa 

deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, 

chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune 

prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti 

dal dovere di collaborare all'accertamento dei fatti ed in modo particolare 

dall'onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l'amministrazione 

o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed 

art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). 

7.3 Nella presente disamina, al contrario di quanto asserito dagli insorgenti 

in sede di ricorso, il Tribunale non intravvede alcun elemento giuridica-

mente rilevante che non sarebbe stato ritenuto dalla SEM nella sua valu-

tazione. Infatti, risulta sia dall'esposizione dei fatti, che dalla motivazione 

adottata dall'autorità inferiore, che la predetta si sia espressa sufficiente-

mente ed in modo chiaro circa gli elementi che l'avrebbero fatta propendere 

nel caso concreto per l'inesistenza di un rischio serio di violazione dell'art. 3 

CEDU nel caso di un ritorno dei ricorrenti in Grecia. Il fatto che l'autorità di 

prima istanza abbia ritenuto le allegazioni dei richiedenti circa le difficili 

condizioni nelle quali si sarebbero trovati in Grecia semplici allegazioni di 

parte – riportando però nella decisione impugnata ampiamente le dichiara-

zioni fatte dagli insorgenti in merito ed indicando sufficientemente i motivi 

per i quali le loro allegazioni avrebbero condotto l'autorità a tale conclu-

sione (cfr. p.to I e II, pag. 3 segg. della decisione impugnata) – non di-

scende da un accertamento inaccurato o incompleto della fattispecie da 

parte dell'autorità inferiore ma piuttosto dall'apprezzamento svolto dalla 

SEM nel caso dei ricorrenti. In tale contesto, occorre sottolineare come gli 

interessati abbiano avuto ampio modo di esporre le vicissitudini vissute in 

Grecia, come pure gli ostacoli che si opporrebbero ad un loro rinvio, din-

nanzi all'autorità inferiore, e ciò in particolare durante il colloquio in merito 

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al rinvio verso uno Stato terzo (cfr. atti SEM 22/7 D36 e 23/6 D31-41), o 

ancora presentando il parere alla bozza di decisione negativa (cfr. atto 

SEM 39/3).  

Anche sotto l'aspetto del loro stato di salute, il Tribunale ritiene che gli atti 

di causa risultavano completi al momento dell'emanazione della decisione. 

La SEM disponeva di tutti gli elementi per potersi pronunciare in merito 

senza aspettare e/o effettuare ulteriori accertamenti. Quest'ultima nel prov-

vedimento sindacato ha del resto esposto in modo sufficientemente detta-

gliato i motivi per i quali ha ritenuto l'esecuzione dell'allontanamento dei 

ricorrenti verso la Grecia ammissibile e ragionevolmente esigibile, anche 

in relazione alle loro condizioni mediche rispettivamente alla loro vulnera-

bilità.  

7.4 Ne discende quindi che, tenuto conto delle questioni giuridiche che si 

ponevano, il complesso fattuale era sufficientemente delineato per giudi-

care il trasferimento degli interessati in Grecia, di modo che, nulla può es-

sere rimproverato all'autorità inferiore, che non ha violato il principio inqui-

sitorio.  

8.  

8.1 L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dellʹart. 44 LAsi, dallʹart. 83 della Legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la precitata 

norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 

cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile 

(art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento d'una di queste condi-

zioni, la SEM dispone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 

 

8.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l'apprezzamento degli 

ostacoli all'allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova con-

sacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero la ricorrente deve 

provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un ostacolo all'al-

lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 

9.  

9.1 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non è 

ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto inter-

nazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella mas-

sima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto internazio-

nale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk

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trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più 

volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una 

situazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU. 

Spetta infatti all'interessato provare o rendere verosimile l'esistenza di seri 

motivi che permettano di ritenere che egli correrà un reale rischio ("real 

risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trat-

tamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi rife-

rimenti).  

9.2 Inoltre, giusta l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, i ricorrenti sono rinviati in uno 

Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia 

uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di diritto 

internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non respingimento 

ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del divieto della tor-

tura sancito dall'art. 3 CEDU e dall'art. 3 della Conv. tortura (cfr. FANNY MAT-

THEY, in: Cesla Amarelle/Minh Son Nguyen, Code annoté de droit des mi-

grations, LAsi, 2015, n. 12 ad art. 6a LAsi). Appartiene quindi agli interes-

sati sovvertire tale presunzione. A tal fine, egli deve presentare seri indizi 

che le autorità dello Stato in questione violino il diritto internazionale nel 

caso specifico, non gli concedano la necessaria protezione o lo espongano 

a condizioni di vita disumane, o che si trovi in una situazione di emergenza 

esistenziale nello Stato in questione a causa di circostanze individuali di 

natura sociale, economica o sanitaria (cfr. tra le tante le sentenze del Tri-

bunale E-4040/2021 del 7 ottobre 2021 consid. 9.3 e D-114/2021 dell'11 

maggio 2021 consid. 8.2). 

9.3 Passando ora alla situazione generale della Grecia, il Tribunale ha ri-

tenuto anche nella recente sentenza di riferimento E-3427/2021, 

E-3431/2021 del 28 marzo 2022 che per quanto riguarda l'ammissibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento verso tale Paese vengono riconosciuti 

degli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento unicamente a condizioni 

molto severe (cfr. sentenza di riferimento E-3427/2021, E-3431/2021 con-

sid. 11.2). Si può infatti partire dal presupposto che essendo la Grecia fir-

mataria della CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, in principio 

rispetta i suoi obblighi di diritto internazionale. Certamente, da informazioni 

a disposizione di questo Tribunale risulta che i beneficiari della protezione 

sussidiaria, così come i rifugiati, corrono un rischio di vivere in condizioni 

precarie, a seconda dei casi, comparabili alle situazioni dei richiedenti. Tut-

tavia, non risulta da fonti affidabili e concordi (tenuto anche conto delle in-

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formazioni risultanti da rapporti di organizzazioni non governative, in parti-

colare di quelli dell'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati [OSAR], di 

Pro Asyl e della Refugee Support Aegean [RSA], ai quali gli interessati si 

riferiscono nel loro parere, rispettivamente nel loro ricorso) che la Grecia 

abbia adottato una pratica di discriminazione sistematica – rispetto ai suoi 

cittadini – verso i beneficiari dello statuto di rifugiato o dalla protezione sus-

sidiaria, nell'accesso all'occupazione, all'assistenza sociale, all'assistenza 

sanitaria, all'istruzione e all'alloggio. Il Tribunale ha altresì rilevato che no-

nostante ci siano un certo numero di carenze nel sistema di accoglienza 

greco (cfr. sentenza di riferimento precitata consid. 9), non vi è luogo di 

concludere che i beneficiari di protezione internazionale si trovino in tale 

Paese in maniera generale (indipendentemente quindi dalle fattispecie 

concrete) totalmente dipendenti dall'aiuto pubblico, confrontati all'indiffe-

renza delle autorità ed in una situazione di privazione o mancanza a tal 

punto grave che sarebbe incompatibile con la dignità umana (cfr. sentenza 

di riferimento E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.2). Al riguardo oc-

corre inoltre evidenziare che i beneficiari di protezione possono pure con-

tare sulle garanzie derivanti dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e 

del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante norme sull'attribuzione, a citta-

dini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione inter-

nazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo 

a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della pro-

tezione riconosciuta [rifusione; GU L 337/9 del 20 dicembre 2011; di se-

guito: direttiva qualificazione]). Tale direttiva è stata trasposta dalla Grecia, 

in conformità all'art. 39, in diritto nazionale interno con decreto presiden-

ziale (P.D) 141/2013, pubblicato nella gazzetta ufficiale A 226/21.10.2013. 

Gli obblighi della Grecia, derivanti dal diritto europeo, nei confronti dei be-

neficiari di protezione costituiscono la non discriminazione nell'accesso 

all'occupazione, all'istruzione, all'assistenza sociale, all'assistenza sanita-

ria, all'accesso all'alloggio e agli strumenti di integrazione (cfr. capo VII 

[contenuto della protezione internazionale] della direttiva qualificazione). 

Infine, in caso di violazione di diritti sanciti dalla CEDU, gli interessati po-

tranno adire i tribunali greci, ed in ultima istanza la Corte EDU (art. 34 

CEDU). 

9.4  

9.4.1 Nella fattispecie, B._______ ha ottenuto lo statuto di rifugiata in Gre-

cia in data 18 aprile 2022 ed è stata posta al beneficio di un permesso di 

soggiorno valido dal 18 aprile 2022 fino al 17 aprile 2025. Parimenti, 

A._______ ha ottenuto lo statuto di rifugiato in Grecia in data 20 aprile 2022 

ed è stato posto al beneficio di un permesso di soggiorno valido dal 20 

aprile 2022 fino al 19 aprile 2025 (cfr. atto SEM 30/1).  

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9.4.2 Si osserva in primo luogo che, perciò, i ricorrenti posso rivolgersi alle 

competenti autorità greche per far valere i diritti che gli spettano. In se-

condo luogo, dagli atti non vi sono elementi che permettano di ritenere che 

in caso di rinvio degli insorgenti in Grecia le loro prospettive future, consi-

derate dal punto di vista materiale, fisico o psicologico, denotino un rischio 

sufficientemente reale e imminente di privazioni di gravità tale da rientrare 

nell'ambito di applicazione dell'art. 3 CEDU. Si osserva che gli interessati, 

malgrado abbiano affermato che dopo l'ottenimento dello statuto di rifugiati 

sarebbero stati esortati a lasciare il Centro di accoglienza, non hanno tut-

tavia mai addotto di aver richiesto aiuto per ottenere segnatamente un al-

loggio, un lavoro ed altre prestazioni essenziali alle autorità greche. Invero, 

hanno dichiarato che non sapendo dovere andare, avrebbero deciso di 

partire dalla Grecia con un volo verso la Francia (cfr. atti SEM 22/7 D4 e 

23/6 D5), asserendo in modo molto generale che una volta ottenuto i do-

cumenti greci nessuno sarebbe più stato disposto ad aiutarli (cfr. atto SEM 

22/7 D21). Inoltre, per quanto concerne le minacce temute e le molestie 

vissute, il Tribunale ritiene che non si possa partire dall'assunto che le au-

torità elleniche non abbiano la volontà o la capacità di perseguire gli atti 

delittuosi commessi sul loro territorio. Pertanto, anche in questa eventualità 

è compito dei ricorrenti rivolgersi se del caso alle autorità per denunciare i 

fatti. Alla luce di quanto precedentemente considerato, ed a differenza delle 

considerazioni contrarie contenute nel gravame, non appare che gli insor-

genti, nel caso di un loro ritorno in Grecia, saranno confrontati con una 

situazione di emergenza di carattere esistenziale o a dei trattamenti vietati 

dalle norme di diritto internazionali succitate. 

9.4.3 Da ultimo, né dal gravame né dagli atti, risultano esserci degli ele-

menti per ritenere che lo stato di salute dei ricorrenti (cfr. anche infra con-

sid. 10.3), risulti ostativo all'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontana-

mento (cfr. sentenze della Corte EDU N. contro Regno Unito del 27 mag-

gio 2008, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 

41738/10, § 181 segg.; cfr. anche DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2 e 

DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

9.4.4 In conclusione, l'esecuzione dell'allontanamento in Grecia è ammis-

sibile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della 

LAsi (art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

10.  

10.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

D-347/2023 

Pagina 12 

a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento 

verso i paesi dell'Unione europea (UE) e dell'Associazione europea di li-

bero scambio (AELS) è da ritenersi di principio esigibile e che tale presun-

zione legale può essere sovvertita solo se l'interessato rende verosimile 

che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ritenuto ragio-

nevolmente esigibile (cfr. sentenza di riferimento D-559/2020 consid. 9). 

Nella recente sentenza di riferimento E-3427/2021, E-3431/2021 il Tribu-

nale ha avuto modo di precisare la propria giurisprudenza in merito all'esi-

gibilità dell'esecuzione dell'allontanamento di persone vulnerabili trasferite 

verso la Grecia. In particolare, ritenendo l'esecuzione dell'allontanamento 

di persone vulnerabili, come donne incinte o persone con problemi di salute 

non ritenuti gravi, di principio esigibile (cfr. sentenza di riferimento 

E-3427/2021, E-3431/2021 consid. 11.5.1). 

10.2 Nel caso in disamina, le difficili condizioni di esistenza nelle quali si 

sarebbero trovati i ricorrenti in Grecia non sono sufficienti per ritenere ine-

sigibile l'esecuzione del loro allontanamento. In particolare, nonostante le 

varie critiche sollevate da alcune organizzazioni non governative al sistema 

d'accoglienza e di procedura greco, alcune anche citate nel ricorso, va nuo-

vamente rammentato che la Grecia è vincolata dalla direttiva qualifica-

zione. È quindi responsabilità degli insorgenti rivendicare i diritti che gli 

spettano direttamente presso le autorità di detto Paese. Quali rifugiati rico-

nosciuti, i richiedenti hanno infatti diritto ad essere trattati in modo equiva-

lente ai cittadini greci in relazione all'occupazione, all'assistenza ed alla 

sicurezza sociale. Pertanto, si ribadisce come sarà dovere degli insorgenti 

quello di rivolgersi alla polizia per chiedere protezione in caso di ulteriori 

minacce e molestie. Inoltre, visto che entrambi dispongono di un permesso 

di soggiorno valido, di principio il mercato del lavoro greco risulta essergli 

aperto (cfr. nello stesso senso anche la sentenza del Tribunale D-570/2022 

del 10 febbraio 2022 consid. 8.5). A tal proposito, si osserva anche che en-

trambi possiedono una solida formazione scolastica (cfr. atti SEM 22/7 D20 

e 23/6 D19). Anche se è noto che le condizioni di vita in Grecia non sono 

facili a causa della situazione economica prevalente, non ci sono in specie 

indicazioni – visto anche quanto già ritenuto sotto il profilo dell'ammissibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento – che gli interessati verrebbero esposti 

ad un'emergenza esistenziale in caso di ritorno in Grecia. Tali criticità del 

sistema sociale ed economico greci, non risultano difatti ostative, di per sé 

sole, a realizzare una messa in pericolo concreta ai sensi della legge e 

della giurisprudenza (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1–8.3; 2010/41 con-

sid. 8.3.5; 2008/34 consid. 11.2.2; 2007/10 consid. 5.1) e pertanto non ri-

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Pagina 13 

sultano atte a costituire un ostacolo insormontabile sotto il profilo dell'esi-

gibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (cfr. nello stesso senso la sen-

tenza del Tribunale E-1985/2021 del 27 settembre 2021 consid. 7.4.2). 

10.3  

10.3.1 Da ultimo, concernente lo stato di salute degli insorgenti si deve ri-

levare che per quanto attiene le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l'esecuzione dell'allontanamento diviene inesigibile se queste ultime po-

trebbero essere private delle cure mediche essenziali. Sono considerate 

come essenziali le cure di medicina generale ed acuta assolutamente ne-

cessarie ad un'esistenza conforme alla dignità umana. Se le cure neces-

sarie possono essere assicurate nel paese d'origine o di destinazione del 

richiedente, all'occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in 

Svizzera, l'esecuzione dell'allontanamento sarà ragionevolmente esigibile. 

Invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in ragione 

dell'assenza di trattamento adeguato, lo stato di salute dell'interessato si 

degraderebbe così rapidamente al punto da condurlo in maniera certa alla 

messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, dure-

vole e notevolmente grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 con-

sid. 8.3 e rel. rif.). Tuttavia, ciò non appare essere il caso di specie.  

10.3.2 In sede di colloquio in merito al rinvio verso uno Stato terzo, 

B._______ ha affermato di soffrire molto (…) (cfr. atto SEM 22/7 D1 e D28). 

A._______ in stessa sede, ha dichiarato di avere (…) (cfr. atto SEM 23/6 

D1).  

10.3.3 Dai documenti medici all'inserto, risulta inoltre che B._______ è 

stata visitata da un medico in data 28 novembre 2022 (cfr. atto SEM 21/2). 

Alla stessa è stata diagnosticata (…) e gli è stato prescritto quale tratta-

mento (…), (…). Inoltre, ella ha espresso durante la medesima visita la 

necessità di avere un supporto psicologico/psichiatrico. Altresì, l'interes-

sata si è sottoposta ad (…), in data 9 gennaio 2023, per (…). Il controllo è 

risultato nella norma ed è stato eseguito (…) (cfr. atto SEM 37/2). Mentre 

per quanto concerne lo stato di salute di A._______ dall'analisi dell'incarto 

non risultano esserci atti medici. Pertanto, si deduce che i menzionati (…) 

si siano attenuati (cfr. atto SEM 23/6). 

10.3.4  Inoltre, il Tribunale constata che il 17 gennaio 2023, la ricorrente ha 

potuto beneficiare di un consulto psichiatrico (cfr. allegato ricorsuale; atto 

SEM 43/2). Dal referto medico si evince un (…) e un adattamento della 

terapia con (…), (…). Una visita di continuità è stata fissata per il 3 febbraio 

2023.  

D-347/2023 

Pagina 14 

10.3.5 Tenuto conto di quanto precede, le affezioni delle quali soffrono i 

ricorrenti, non appaiono essere suscettibili, dal profilo della loro gravità, di 

porre concretamente e seriamente in pericolo la loro vita o la loro salute a 

breve termine in caso di ritorno in Grecia, rispettivamente non si rileva dagli 

atti che il loro stato di salute necessiti imperativamente di trattamenti medici 

che non possano essere proseguiti che in Svizzera, secondo la giurispru-

denza restrittiva applicabile in materia (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3; 

2009/2 consid. 9.3.2). Inoltre la Grecia, dispone delle strutture mediche suf-

ficienti anche in campo psichiatrico, che possono dispensare le cure ed i 

trattamenti necessitanti al suo stato di salute, essendo ancora una volta 

rammentato che l'interessata ha in principio accesso alle cure di salute alle 

stesse condizioni che i cittadini greci (art. 2 lett. b e g e art. 30 par. 1 della 

direttiva qualificazione). È pertanto responsabilità dei ricorrenti di far valere 

i loro diritti presso le autorità greche.  

10.4 L'esecuzione dell'allontanamento, risulta pertanto essere pure ragio-

nevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

11.  

Visto quanto sopra rilevato sia in ambito di ammissibilità che di esigibilità 

della misura, non si ritengono essere i ricorrenti delle persone particolar-

mente vulnerabili ai sensi della giurisprudenza. Pertanto, non era in casu 

necessario né che la SEM analizzasse l'esistenza di fattori favorevoli (cfr. 

sentenza di riferimento del Tribunale E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 

marzo 2022 consid. 11), né che richiedesse alle autorità greche delle ga-

ranzie specifiche per poter pronunciare l'esecuzione del loro allontana-

mento in Grecia. 

12.  

Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-

secuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStrI) ritenuto 

che le autorità elleniche hanno dato il loro benestare alla riammissione dei 

ricorrenti.  

13.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA), 

per il che, per quanto ammissibile, il ricorso va respinto. 

D-347/2023 

Pagina 15 

14.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta senza oggetto. 

15.  

Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito fa-

vorevole, la domanda di assistenza giudiziaria giusta l'art. 65 cpv. 1 PA, nel 

senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta. 

Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che se-

guono la soccombenza sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 

PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

16.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che ha abbandonato in 

cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ricorso di 

diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). La 

pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-347/2023 

Pagina 16 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico dei ricorrenti. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

1.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Francesca Bertini 

 

 

Data di spedizione: