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**Case Identifier:** 588896de-c60e-59f7-bc56-1b1f1cd8d742
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-06-02
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 02.06.2014 A-1482/2013
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-1482-2013_2014-06-02.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte I 

A-1482/2013 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  2  g i u g n o  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), Kathrin Dietrich, Marianne Ryter,  

cancelliera Sara Friedli. 

 

 
 

Parti 

 
A._______,  

patrocinata dall'avv. Fernando Pedrolini,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ferrovie Federali Svizzere FFS,  

società anonima di diritto speciale,  

Hochschulstrasse 6, 3000 Bern 65 SBB,   

rappresentata da Ferrovie federali svizzere FFS, Immobili, 

Acquisizione e Vendite, Froburgstrasse 10, casella postale 

1726, 4600 Olten e patrocinata da Bersani Studio legale,  

controparte,  

 

Commissione federale di stima del 13° Circondario 

(Ticino-Grigioni),  

casella postale 1018, 6501 Bellinzona,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Nuova rete ferroviaria celere Mendrisio-Stabio-Confine (FMV), 

particelle n. ***
1
 e n. ***

2
 RFD del Comune di X._______. 

A-1482/2013 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Il 17 agosto 2007 la società anonima di diritto speciale FFS SA (di 

seguito: FFS SA) ha presentato all'Ufficio federale dei trasporti (UFT) la 

domanda di approvazione dei piani concernenti il progetto ferroviario 

Mendrisio – Stabio – Confine (la cosiddetta ferrovia Mendrisio – Varese 

[FMV]) interessante i Comuni di Mendrisio, Rancate, Ligornetto, 

Genestrerio e Stabio. Con decisione 19 settembre 2008, l'UFT ha poi 

approvato i relativi piani del predetto progetto.  

B.  

La realizzazione del progetto comporta l'espropriazione in via definitiva o 

temporanea di vari fondi, tra cui le particelle n. ***
1
 e n. ***

2
 del Registro 

fondiario definitivo (RFD) del Comune di X._______ di proprietà della 

società anonima A._______, in X._______ (subentrata alla società 

anonima B._______, in X._______ [di seguito: espropriata]). Per i predetti 

fondi il progetto in pubblicazione prevedeva inizialmente un'espro-

priazione nella misura seguente (cfr. piani versione 17 giugno 2008):  

(i) 

 

 

particella n. ***
1
:  

 

 espropriazione parziale definitiva di 
3'913 m

2
 in zona industriale e di 20 m

2
 

fuori zona; 

 occupazione temporanea di 1'183 m
2
 in 

zona industriale e di 1'311 m
2
 fuori zona; 

 

(ii) 

 

 

particella n. ***
2
: 

 

 espropriazione parziale definitiva di 
1'878 m

2
 (= 1'425 m

2
 + 453 m

2
 ) in zona 

industriale e di 59 m
2
 (= 26 m

2
 + 33 m

2
) 

fuori zona; 

 occupazione temporanea di 320 m
2
 in 

zona industriale e di 616 m
2
 fuori zona. 

 

C.  

Dette espropriazioni sono poi state rinegoziate dalle parti con l'accordo 

del 4/7 luglio 2008, con cui l'espropriata si è impegnata a ritirare la propria 

opposizione al progetto e la FFS SA (l'espropriante) ad estendere 

l'espropriazione ad alcuni triangoli di terreno a sud delle particelle n. ***
1
 e 

n. ***
2
, in quanto divenuti privi di utilità per l'espropriata, nella misura 

seguente (cfr. piani versione 7 luglio 2008): 

(i) 

 

 

particella n. ***
1
:  

 

 espropriazione parziale definitiva di 
4298 m

2 
(= 4'047 m

2
 + 251 m

2
) in zona 

industriale e di 3'186 m
2
 (= 3'161 m

2
 + 

25 m
2
) fuori zona; 

A-1482/2013 

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 occupazione temporanea di 852 m
2
 in 

zona industriale e di 72 m
2
 fuori zona; 

 

(ii) 

 

 

particella n. ***
2
: 

 

 espropriazione parziale definitiva di 
1'948 m

2
 (= 1'541 m

2
 + 407 m

2
) in zona 

industriale e di 1'310 m
2
 (= 1'228 m

2
 + 

82 m
2
) fuori zona; 

 occupazione temporanea di 318 m
2
 in 

zona industriale e di 34 m
2
 fuori zona. 

 

Nel contempo, la FFS SA si è altresì impegnata a vendere all'espropriata 

una superficie di 70 m
2
 della particella n. ***

3
 RFD del Comune di 

X._______. Di tale accordo, l'UFT ne ha preso atto con decisione 

d'approvazione dei piani del 19 settembre 2008.  

D.  

Per quanto attiene alla superficie espropriata della particella n. ***
1
 RFD 

del Comune di X._______, la FFS SA ha poi ulteriormente precisato la 

sua estensione come segue (cfr. piani versione 18 luglio 2008): 

        particella n. ***
1
:  

 

 espropriazione parziale definitiva di 
4298 m

2 
(= 4'047 m

2
 + 251 m

2
) in zona 

industriale, di 575 m
2
 in area boschiva e 

di 2'611 m
2
 (= 2'586 m

2
 + 25 m

2
) fuori 

zona; 

 occupazione temporanea di 852 m
2
 in 

zona industriale e di 72 m
2
 fuori zona. 

 

E.  

Con contratti del 16 gennaio 2009 – uno per la particella n. ***
1
 e l'altro 

per la particella n. ***
2
 – le parti riconoscendo la validità dell'accordo del 

4/7 luglio 2008 pattuito in precedenza – e dell'estensione dell'espropria-

zione come indicata sub lett. C (particella n. ***
2
) e lett. D (particella 

n. ***
1
) – hanno deferito alla Commissione federale di stima del 

13° Circondario (di seguito: CFS) il compito di stabilire l'indennità di 

espropriazione corrispondente. Il 24 febbraio 2009, i predetti contratti 

sono stati sottoscritti dalla CFS per approvazione. 

F.  

Secondo i termini stabiliti nei due contratti del 16 gennaio 2009 

(cfr. punto 3 dei citati contratti), l'espropriata ha poi concesso l'anticipata 

immissione in possesso alla FFS SA, su richiesta scritta del 27 luglio 

2011 di quest'ultima, a far tempo dal 29 agosto 2011. 

A-1482/2013 

Pagina 4 

G.  

Conformemente ai due contratti del 16 gennaio 2009, con istanza 4 luglio 

2011, la FFS SA ha in seguito postulato l'apertura della procedura di 

stima affinché la CFS determini le indennità di espropriazione per le 

particelle n. ***
1
 e n. ***

2
 RFD del Comune di X._______, senza tuttavia 

formulare una proposta di indennizzo. 

H.  

Negli scritti successivi, l'espropriata – per il tramite del suo patrocinatore 

ha avanzato una richiesta di indennizzo di 500 franchi/m
2
, mentre la FFS 

SA ha proposto un indennizzo di 240 franchi/m
2
 per le porzioni di terreno 

in zona industriale, di 20 franchi/m
2
 per quelle fuori zona e di 3 franchi/m

2
 

per quelle in aerea boschiva (zona boschiva).  

I.  

Nell'ambito della procedura di stima, la CFS ha poi esperito vari atti 

d'istruzione, tra cui un sopralluogo, un'udienza di discussione e un 

udienza di conciliazione. Quest'ultima, tenutasi il 25 gennaio 2012, è 

risultata totalmente infruttuosa.  

J.  

Nel memoriale conclusivo 24 novembre 2012, l'espropriata – per il tramite 

del suo patrocinatore – ha ribadito la richiesta d'indennizzo pari a 

500 franchi/m
2
, contestando nel contempo la correttezza delle tabelle 

delle contrattazioni allestite dall'Ufficio di statistica del Canton Ticino (di 

seguito: USTAT), in quanto alcuni dati ivi riportati sarebbero erronei e 

alcune contrattazioni non figurerebbero nelle stesse. 

K.  

Nel memoriale conclusivo 13 dicembre 2012, la FFS SA ha invece 

ribadito la proposta di indennizzo pari a 240 franchi/m
2
 per i terreni in 

zona industriale, a 20 franchi/m
2
 per i terreni fuori zona e a 3 franchi/m

2
 

per i terreni in area boschiva (zona forestale). 

L.  

Con decisione 22 febbraio 2013, la CFS (di seguito: autorità inferiore) ha 

riconosciuto all'espropriata le seguenti indennità espropriative: 

 per la particella n. ***
1
 RFD del Comune di X._______: 

(i) 1'264'785 franchi, oltre accessori, per l'espropriazione parziale 

definitiva di 7'414 m
2
; (ii) 1 franco/m

2
 all'anno per l'occupazione 

temporanea di 852 m
2
; (iii) 0.20 franchi/m

2
 all'anno per l'occupazione 

temporanea di 72 m
2
; 

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Pagina 5 

 per la particella n. ***
2
 RFD del Comune di X._______: 

(i) 571'640 franchi, oltre accessori, per l'espropriazione parziale 

definitiva di 3'258 m
2
; (ii) 1 franco/m

2
 all'anno per l'occupazione 

temporanea di 318 m
2
; (iii) 0.20 franchi/m

2
 all'anno per l'occupazione 

temporanea di 34 m
2
; 

 a titolo di indennità di ripetibili: 17'153.10 franchi. 

Per l'indennizzo dei fondi situati in zona industriale, l'autorità inferiore ha 

preso quale valore medio di riferimento un importo pari a 280 franchi/m
2
. 

M.  

Contro la predetta decisione, la A._______ (di seguito: ricorrente) – per il 

tramite del suo patrocinatore – ha presentato ricorso il 20 marzo 2013 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale. Protestando tasse, spese e 

ripetibili, essa postula l'accoglimento del proprio gravame e in particolare 

che gli venga riconosciuta un'indennità per espropriazione parziale 

definitiva pari a (i) 2'167'945 franchi per la particella n. ***
1
 RFD del 

Comune di X._______ e pari a (ii) 1'000'200 franchi per la particella 

n. ***
2
 RFD del Comune di X._______, sulla scorta di un valore medio di 

500 franchi/m
2
. In sunto, essa postula altresì l'annullamento della 

decisione impugnata, per mancanza di motivazione e accertamento 

manifestamente errato della fattispecie determinante, in rapporto 

all'inesattezza dei dati riportati nelle tabelle prese in considerazione 

dall'autorità inferiore per il calcolo dell'indennità. 

N.  

Con osservazioni 3 giugno 2013, la FFS SA (di seguito: controparte), 

protestando tasse e spese giudiziarie, ha in sostanza postulato il rigetto 

del gravame, ribadendo quanto detto in precedenza e contestando le 

allegazioni della ricorrente. Con scritto 15 aprile 2013, l'autorità inferiore 

ha invece rinunciato a presentare le proprie osservazioni, fornendo 

tuttavia qualche precisazione in merito al calcolo dell'indennità d'espro-

priazione da essa applicato.  

O.  

Con ordinanza 8 aprile 2014, lo scrivente Tribunale ha impartito alle parti 

un termine scadente il 9 maggio 2014 per presentare le proprie 

osservazioni finali, invitando nel contempo l'autorità inferiore a produrre le 

tabelle dell'USTAT (contrattazioni immobiliari) inviate a suo tempo alle 

parti, nonché una copia della decisione d'approvazione dei piani dell'UFT 

del 19 settembre 2008. 

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Pagina 6 

P.  

Il 28 aprile 2014 lo scrivente Tribunale, dopo aver ricevuto i predetti 

documenti dalla CFS e aver invitato con ordinanza 16 aprile 2014 le parti 

a comunicare se desideravano una copia degli stessi, ha loro trasmesso 

– a seguito della loro richiesta – le tabelle dell'USTAT. 

Q.  

Con osservazioni finali 5 maggio 2014, la ricorrente si è in sostanza 

confermata nelle proprie allegazioni. Altrettanto ha fatto la controparte 

con osservazioni finali 7 maggio 2014. 

R.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, 

nei considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale è competente per decidere il 

presente gravame giusta gli art. 1 e 31 segg. LTAF in relazione con 

l'art. 77 cpv. 1 della legge federale del 20 giugno 1930 sull'espropriazione 

(LEspr, RS 711).  

1.2 Per l'art. 77 cpv. 2 LEspr, fatte salve disposizioni contrarie contenute 

nella LEspr stessa, alla procedura di ricorso davanti al Tribunale 

amministrativo federale si applica la LTAF e quindi, in base al rinvio di cui 

all'art. 37 LTAF, la PA. 

1.3 La legittimazione a ricorrere è retta dall'art. 78 cpv. 1 LEspr e 

dall'art. 48 cpv. 1 PA. Secondo questi disposti, nella misura in cui alla 

ricorrente, destinataria della decisione 22 febbraio 2013 dell'autorità 

inferiore qui impugnata, è stato concesso un indennizzo inferiore a 

quanto da lei richiesto, essa risulta direttamente toccata e ha pertanto un 

interesse a che la predetta decisione venga annullata. 

1.4 La decisione della CFS è poi stata impugnata con atto tempestivo 

(cfr. art. 22 segg. PA, art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di forma e di 

contenuto previste dalla legge (cfr. art. 52 PA). Occorre pertanto entrare 

nel merito del ricorso. 

 

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Pagina 7 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-

cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incompleto 

di fatti giuridicamente rilevanti nonché l'inadeguatezza (cfr. art. 49 PA; 

cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren 

vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2
a
 ed. 2013, op. cit., n. 2.149). 

Ai sensi dell'art. 49 lett. b PA, l'accertamento dei fatti è incompleto 

allorquando tutte le circostanze di fatto e i mezzi di prova determinanti per 

la decisione non sono stati presi in considerazione dall'autorità inferiore. 

L'accertamento è invece inesatto allorquando l'autorità ha omesso 

d'amministrare la prova di un fatto rilevante, ha apprezzato in maniera 

erronea il risultato dell'amministrazione di un mezzo di prova, o ha 

fondato la propria decisione su dei fatti erronei, in contraddizione con gli 

atti dell'incarto, ecc. (cfr. BENOÎT BOVAY, Procédure administrative, 2000 

pag. 395; OLIVIER ZIBUNG/ELIAS HOFSTETTER in: Waldmann/Weissen-

berger (ed.), Praxiskommentar VwVG, 2009, n. 37 seg. ad art. 49 PA). 

2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62 

cpv. 4 PA) né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, 

né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2; PIERRE 

MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3
a
 ed. 2011, 

no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della massima inquisitoria e dell'appli-

cazione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati: l'autorità competente 

procede difatti spontaneamente a constatazioni complementari o esamina 

altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino 

indizi in tal senso (cfr. DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; 

DTAF 2007/27 consid. 3.3).  

2.3 Nella giurisprudenza e nella dottrina è ammesso che l'autorità 

giudiziaria di ricorso – anche se dispone di un potere di cognizione 

completo – eserciti il suo potere d'apprezzamento con riserbo qualora si 

tratti di questioni legate strettamente a delle circostanze di fatto o a 

questioni tecniche (cfr. DTAF 2008/23 consid. 3.3). Quando si devono 

giudicare questioni tecniche speciali per le quali l'autorità di prima istanza 

dispone di conoscenze specifiche, l'autorità di ricorso non si discosterà 

senza validi motivi dall'apprezzamento di chi l'ha preceduta (cfr. DTF 133 

II 5 consid. 3; 131 II 680 consid. 2.3.2; sentenza del TAF A-7836/2008 del 

21 dicembre 2011 consid. 3; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., 

n. 2.154 segg.). 

http://links.weblaw.ch/BVGE-2008/23
http://links.weblaw.ch/DTF-133-II-35
http://links.weblaw.ch/DTF-131-II-680

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Pagina 8 

3.  

La ricorrente censura innanzitutto la totale mancanza di motivazione della 

decisione impugnata in rapporto al calcolo dell'indennità espropriativa 

sulla base del metodo statistico-comparativo. A suo avviso, l'autorità 

inferiore avrebbe infatti semplicemente indicato di avere accertato i prezzi 

dei terreni, non solo senza fare riferimento alle tabelle dell'USTAT, ma 

addirittura omettendo una qualsiasi motivazione circa il preteso 

accertamento, la natura della propria indagine e i relativi risultati. Non si 

saprebbe poi per quale motivo l'autorità inferiore avrebbe esteso il 

periodo utile a 4 anni, quando la dottrina e la giurisprudenza limiterebbero 

la valutazione al periodo immediatamente precedente il dies aestimandi. 

Inoltre non verrebbero neppure precisate le contrattazioni ritenute come 

confrontabili, quali invece no, e per quale motivo; lo stesso per quanto 

attiene ad eventuali "eventi particolari e inusuali". In fine, l'autorità inferio-

re non avrebbe preso posizione in merito alle critiche da lei mosse circa 

la scarsa fedefacenza e quindi la rilevanza delle citate tabelle. Di fatto, la 

stessa invoca dunque una violazione del suo diritto di essere sentita. 

3.1 Il diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la cui 

violazione implica, di principio, l'annullamento della decisione resa 

dall'autorità, indipendentemente dalle possibilità di successo del ricorso 

nel merito (cfr. DTF 132 V 387 consid. 5.1 con rinvii; DTAF 2009/36 

consid. 7). Tale doglianza deve quindi essere esaminata prioritariamente 

dall'autorità di ricorso (cfr. DTF 127 V 431 consid. 3d/aa; 124 I 49 

consid. 1). Detto diritto, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., è concretizzato in 

procedura amministrativa federale dagli artt. 18, 26 – 33 e 35 cpv. 1 PA. 

Lo stesso garantisce all'interessato il diritto di esprimersi prima che sia 

resa una decisione sfavorevole nei suoi confronti, il diritto di prendere 

visione dell'incarto, la facoltà di offrire mezzi di prova su fatti suscettibili di 

influire sul giudizio, di esigerne l'assunzione, di partecipare alla loro 

assunzione e di potersi esprimere sulle relative risultanze, nella misura in 

cui esse possano influire sulla decisione (cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1 

con rinvii; sentenze del TF 4A_35/2010 del 19 maggio 2010 consid. 6; 

8C_321/2009 del 9 settembre 2009 consid. 2.3; sentenza del TAF A-

7094/2010 del 21 gennaio 2011 consid. 3.2 con rinvii).  

3.2 La giurisprudenza ha dedotto il dovere per l'autorità di motivare la sua 

decisione dal diritto di essere sentito. A livello procedurale, tale garanzia è 

ancorata all'art. 35 PA. Scopo di ottenere una decisione motivata è che il 

destinatario possa comprendere le ragioni della medesima e, se del caso, 

impugnarla in piena coscienza di causa e che l'autorità di ricorso possa 

esercitare il suo controllo (cfr. DTF 134 I 83 consid. 4.1; 129 I 232 

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consid. 3.2 con rinvii; 126 I 97 consid. 2b). È quindi sufficiente che 

l'autorità si esprima sulle circostanze significative atte ad influire in un 

modo o nell'altro sul giudizio di merito. L'autorità non è tuttavia tenuta a 

prendere posizione su tutti i fatti, le censure e i mezzi di prova invocati dal 

ricorrente, ma può limitarsi ad esporre le sole circostanze rilevanti per la 

decisione (cfr. DTF 130 II 530 consid. 4.3; 129 II 232 consid. 3.2; 126 I 97 

consid. 2b; sentenza del TAF A-6258/2010 del 14 febbraio 2011 

consid. 5.2.2 con rinvii; DTAF 2009/35 consid. 6.4.1; RENÉ RHINOW/HEIN-

RICH KOLLER/CHRISTINA KISS/DANIELA THURNHERR/DENISE BRÜHL-MOSER, 

Öffentliches Prozessrecht, 2
a
 ed. 2010, n. 437; LORENZ KNEUBÜHLER, Die 

Begründungspflicht, 1998, pag. 29 segg.). Peraltro, la motivazione non 

deve necessariamente trovarsi nella decisione stessa; essa può anche 

trovarsi in un documento separato che sia stato portato a conoscenza 

dell'interessato o può discendere dal rinvio a una presa di posizione di 

un'altra autorità sempre portata a conoscenza dell'interessato (cfr. DTF 

123 I 31 consid. 2c; 113 II 204 consid. 2; LORENZ KNEUBÜHLER, in: 

Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das 

Verwaltungsverfahren [VwVG], 2008, n. 8 ad art. 35 PA; BLAISE KNAPP, 

Précis de droit administratif, 4
a
 ed. 1991, pag. 150 seg.), basta che il 

destinatario sia in grado di procurarsi i documenti ai quali la decisione 

rimanda (cfr. ADELIO SCOLARI, Diritto amministrativo, Parte generale, 

2002, n. 535 con rinvii). L'ampiezza della motivazione non può tuttavia 

essere stabilita in modo uniforme. Essa va determinata tenendo conto 

dell'insieme delle circostanze della fattispecie e degli interessi della 

persona toccata nonché applicando i principi sviluppati dalla giurispruden-

za del Tribunale federale. La motivazione può anche essere sommaria, 

ma vi si devono perlomeno dedurre gli elementi essenziali sui quali 

l'autorità si è fondata per rendere il proprio giudizio (cfr. SCOLARI, op. cit., 

n. 531 con rinvii).  

A titolo eccezionale, la violazione dell'obbligo di motivazione può essere 

sanata nella procedura di ricorso, se i motivi determinanti sono stati ad-

dotti in risposta dall'autorità, se il ricorrente ha potuto commentarli in un 

successivo memoriale e, soprattutto, se il potere d'esame della giurisdi-

zione competente non è più ristretto di quello dell'istanza inferiore 

(cfr. DTF 126 I 72 consid. 2 con rinvii; 116 V 28 consid. 3; [tra le molte] 

sentenza del TAF A-3925/2009 del 27 febbraio 2012 consid. 4.2.1; KNAPP, 

op. cit., pag. 150 seg.). 

3.3 Nella decisione impugnata, l'autorità inferiore dopo aver esposto il 

metodo comparativo-statitistico da lei applicato, ha indicato di aver 

accertato i prezzi dei terreni pagati nella regione e risultanti dai pubblici 

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Pagina 10 

registri, puntualizzando di aver già comunicato alle parti i predetti dati. 

Essa ha poi ritenuto che da questi accertamenti risulterebbe per il terreno 

industriale un prezzo medio per gli anni 2006-2011 di 250 franchi/m
2
. 

Tenuto conto del dies aestimandi a fine 2011, essa ha dunque sancito che 

l'indennità di espropriazione ammonterebbe a 280 franchi/m
2 
(= 250 fr./m

2
 

x 1.05 x 1.05 [indicizzazione teorica 5% al 2008]).  

Con scritto 15 aprile 2013, in sede ricorsuale l'autorità inferiore ha poi 

precisato di aver preso come riferimento unicamente le tabelle delle 

contrattazioni del Comune di X._______, poiché più rappresentative, il 

che, visto l'incremento di valore degli ultimi anni, andrebbe a favore degli 

espropriati. Essa ha altresì indicato che per la transazione n. […] 

(particella n. ***
4
 RFD del Comune di X._______) il valore reale al m

2
 

ammonterebbe a 370 franchi/m
2 

anziché a 142 franchi/m
2
. Per quanto 

attiene invece alla rivendita della particella n. ***
4
 unitamente alla 

particella n. ***
5
 RFD del Comune di X._______ – sui quali sarebbero 

ubicati alcuni stabili qualificabili di "Abbruchobjekt" – l'autorità inferiore ha 

precisato che il valore di vendita di 583 franchi/m
2 

non figurerebbe nelle 

tabelle, in quanto le stesse riportano soltanto i dati dei fondi non edificati. 

Al riguardo, essa ha precisato che, trattandosi di una punta, non va consi-

derato nel calcolo dell'indennizzo. La stessa, ha comunque trasmesso i 

calcoli aggiornati dell'indennità, tenuto conto del valore di 370 franchi/m
2 
e

 

di 583 franchi/m
2
, come pure le tabelle del Comune di X._______. 

3.4 In concreto, sebbene la motivazione della decisione appaia effettiva-

mente piuttosto succinta e a tratti anche insufficiente per la comprensione 

del calcolo delle indennità espropriative – essendo sì esposto il 

ragionamento seguito per il predetto calcolo, ma difettando di fatto un 

riferimento preciso alle tabelle e alle transazioni su cui l'autorità inferiore 

si sarebbe fondata, come pure una spiegazione al riguardo, così come 

giustamente rilevato dalla ricorrente – è qui doveroso constatare che in 

sede ricorsuale quest'ultima ha nondimeno precisato i dati mancanti e 

prodotto la documentazione alla base del calcolo, su cui le parti hanno 

avuto modo di esprimersi ampiamente dinanzi allo scrivente Tribunale. 

Orbene, dal momento che lo scrivente Tribunale – salvo per quanto 

attiene alle questioni più tecniche di competenza dell'autorità inferiore, 

quale autorità specializzata (cfr. consid. 2.3 del presente giudizio) – 

dispone di un ampio potere di apprezzamento e può, per quanto 

necessario, tenere conto di tutti gli elementi invocati dalla ricorrente, delle 

eventuali lacune presenti nella motivazione della decisione impugnata 

sono chiaramente sanabili in sede ricorsuale. Quand'anche si dovesse 

constatare la violazione del diritto di essere sentito della ricorrente dinanzi 

A-1482/2013 

Pagina 11 

all'autorità inferiore, la stessa andrebbe pertanto considerata come qui 

sanata. Di conseguenza, la censura della ricorrente va respinta e la 

decisione impugnata non va annullata per questo motivo formale. 

4.  

Nel caso concreto, la ricorrente contesta l'indennizzo a lei concesso (per 

espropriazione parziale definitiva) nonché il metodo e le basi di calcolo 

adottati dall'autorità inferiore, censurando l'accertamento inesatto delle 

circostanze di fatto su cui essa si è basata. 

In casu, si tratta dunque di accertare se – tenuto conto delle circostanze 

concrete, nonché dei principi qui applicabili (cfr. consid. 4.1 del presente 

giudizio) – gli importi concessi dall'autorità inferiore a titolo d'indennità 

espropriativa appaiono adeguati e proporzionali rispetto ai diritti 

espropriati e ai danni subiti dalla ricorrente, ciò che implica altresì di 

verificare se quest'ultima ha accertato correttamente la fattispecie alla 

base della propria decisione (cfr. considd. 4.2 e 4.3 del presente giudizio). 

4.1  

4.1.1 Giusta l'art. 16 LEspr, l'espropriazione non può aver luogo che 

verso piena indennità. Ciò indicato, nell'esame del patrimonio 

dell'espropriato, l'indennità non deve condurre né ad un impoverimento 

né ad un arricchimento. Essa deve collocare l'espropriato in una 

situazione economicamente equivalente a quella di cui avrebbe 

beneficiato senza l'espropriazione (cfr. DTF 95 I 453 consid. 2; 93 I 554 

consid. 3; sentenza del TAF A-3440/2012 del 21 gennaio 2014 

consid. 5.1.1; HEINZ HESS/HEINRICH WEIBEL, Das Enteignungsrecht des 

Bundes, vol. I, 1986, n. 4 ad art. 16 LEspr; PIERRE MOOR, Droit 

administratif, vol. III, 1992, pag. 413).  

4.1.2 Giusta l'art. 19 LEspr, nel fissare l'indennità devono essere tenuti in 

conto tutti i pregiudizi subiti dall'espropriato per effetto dell'estinzione o 

della limitazione dei suoi diritti. L'indennità comprende quindi (lett. a) 

l'intero valore venale del diritto espropriato; (lett. b) inoltre, nel caso di 

espropriazione parziale di un fondo o di più fondi economicamente 

connessi, l'importo di cui il valore venale della frazione residua viene ad 

essere diminuito; (lett. c) l'ammontare di tutti gli altri pregiudizi subiti 

dall'espropriato, in quanto essi possano essere previsti, nel corso 

ordinario delle cose, come una conseguenza dell'espropriazione. 

4.1.3 Il diritto all'indennizzo presuppone tuttavia che in corrispondenza del 

pregiudizio avanzato dall'espropriato – indipendentemente dalla sua 

A-1482/2013 

Pagina 12 

natura – sussista un nesso di causalità naturale e adeguata con la 

soppressione, la modifica, il trasferimento del diritto espropriato 

(cfr. MOOR, op. cit., pag. 415; PIERMARCO ZEN-RUFFINEN/CHRISTINE GUY-

ECABERT, Aménagement du territoire, construction, expropriation, 2001, 

n. 1137; RAPHAËL EGGS, Les « autres préjudices » de l'expropriation, 

2013, n. 649 e segg.). Secondo il corso ordinario delle cose e 

dell'esperienza generale della vita, l'espropriazione deve essere propria a 

produrre un effetto del genere di quello che si è realizzato. Il mancato 

reddito è indennizzato soltanto nella misura in cui, senza l'espropriazione, 

lo stesso si sarebbe realizzato con certezza, o almeno con alta 

verosimiglianza. Una semplice probabilità o aspettativa, fondata su delle 

considerazioni congiunturali o economiche, o su delle previsioni future 

senza fondamenti precisi, non basta (ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. 

cit., n. 1138). In assenza di detto nesso di causalità, per l'espropriato non 

sussiste pertanto alcun diritto all'indennizzo (cfr. sentenza del TAF A-

8333/2010 del 29 aprile 2013 consid. 3.4).  

4.1.4 Ai fini del calcolo dell'indennità espropriativa, giusta l'art. 19
bis

 cpv. 1 

LEspr, la data determinante (dies aestimandi) è quella dell'udienza di 

conciliazione. Detta data fissa le circostanze di fatto e di diritto sulla base 

delle quali la stima deve fondarsi. Essa concerne i tre elementi del 

pregiudizio elencati all'art. 19 lett. a, b e c LEspr (cfr. DTF 121 II 350 

consid. 5d; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1167). 

4.1.5  

4.1.5.1 Per costante giurisprudenza, per stabilire il valore venale di un 

terreno deve prevalere il metodo statistico-comparativo. Esso si fonda sul 

confronto dei prezzi pagati per beni simili e in analoga situazione poco 

prima del dies aestimandi (cfr. DTF 122 I 168 consid. 3a; sentenze del TF 

1E.14/2006 del 6 agosto 2007 consid. 4.1; 1A.159/2001 del 16 aprile 

2002 consid. 3.1). In base a questo metodo, all'espropriato viene 

riconosciuto l'importo che avrebbe oggettivamente potuto conseguire 

vendendo la particella espropriata sul libero mercato a un qualsiasi 

potenziale acquirente (cfr. DTF 122 II 246 consid. 4; 122 II 337 

consid. 5a; 115 Ib 408 consid. 2c; 114 Ib 286 consid. 7; sentenza del TF 

1A.28/2005 del 29 luglio 2005 consid. 2.2, in: RtiD 2006 I; sentenza del 

TAF A-7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.1).  

4.1.5.2 L'applicazione del metodo statistico-comparativo non presuppone 

che i fondi considerati siano identici riguardo a situazione, dimensione, 

qualità, grado di urbanizzazione e possibilità di sfruttamento. Occorre 

solo che essi siano paragonabili. Di eventuali differenze (caratteristiche 

A-1482/2013 

Pagina 13 

positive o negative) delle particelle può essere infatti tenuto conto anche 

mediante adeguamenti dei prezzi. Nella misura in cui presentino 

caratteristiche simili, nemmeno occorre che le particelle siano ubicate 

nello stesso quartiere (cfr. DTF 122 I 168 consid. 3a; 122 II 246 consid. 4; 

sentenza del TF 1A.28/2005 del 29 luglio 2005 consid. 2.2 seg.; sentenza 

del TAF A-7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.2 con rinvii; ZEN-

RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1170 segg.). Dal profilo temporale è 

quindi di per sé possibile considerare anche negozi giuridici precedenti 

l'anno della data determinante (dies aestimandi) o che concernono fondi 

in situazioni e dalle caratteristiche paragonabili ma ubicati in comparti 

territoriali più distanti o eventualmente in Comuni vicini (cfr. sentenza del 

TF 1E.14/2006 del 6 agosto 2007 consid. 4.2 con rinvii). Anche la 

disponibilità limitata di contrattazioni quale termine di paragone non basta 

infine a giustificarne una mancata applicazione. A condizione che siano 

esaminati accuratamente e non risulti che circostanze insolite abbiano 

influito sulla conclusione di un contratto, anche singoli confronti possono 

permettere conclusioni sul livello generale dei prezzi ed essere quindi 

presi in considerazione per fissare l'indennità (cfr. DTF 122 I 168 

consid. 3a; sentenza del TF 1A.28/2005 del 29 luglio 2005 consid. 2.3; 

sentenza del TAF A-7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.2 con rinvii; 

ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1170 segg.).  

4.1.5.3 Nella stima del valore venale devesi tenere equo conto altresì 

della possibilità di un miglior uso del fondo (art. 20 cpv. 1 LEspr), sempre 

che siano, alla data determinante, realmente attuabili o perlomeno 

imminenti (cfr. DTF 134 II 49 consid. 13.3; 129 II 470 consid. 6.1). Per 

contro, semplici offerte, prezzi discussi durante le trattative o stabiliti da 

persone toccate dall'espropriazione e che per essa reclamano 

un'indennità non costituiscono un valido termine di paragone ai fini della 

fissazione del risarcimento (cfr. DTF 122 I 168 consid. 3c; sentenza del 

TAF A-7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 5.2). Lo stesso vale altresì 

per i valori estremi opposti, che si trovano ben al di sopra o al di sotto 

della media, gli stessi potendo potenzialmente falsare il calcolo del valore 

medio applicabile ad un determinato fondo. Detti valori, pur non potendo 

essere del tutto esclusi a priori, vanno apprezzati con particolare riguardo 

(cfr. HESS/WEIBEL, op. cit. n. 87 ad art. 19 LEspr).  

4.2  

4.2.1 Stabiliti i principi applicabili, è qui doveroso dapprima constatare 

come la ricorrente contesti di fatto unicamente l'indennità concessa per 

l'espropriazione parziale definitiva delle particelle n. ***
1
 e n. ***

2
 RFD del 

Comune di X._______ – così come risultante dall'accordo 4/7 luglio 2008 

A-1482/2013 

Pagina 14 

(cfr. doc. C allegato all'atto n. 1 dell'incarto prodotto dalla CFS [di seguito: 

inc. CFS]) e dai successivi contratti del 16 gennaio 2009 (cfr. doc. A 

allegato all'atto n. 2 dell'inc. CFS; doc. B allegato all'atto n. 1 

dell'inc. CFS) – e meglio per le porzioni di terreno con connotazione 

industriale. Gli altri elementi del risarcimento (segnatamente per 

occupazione temporanea) non essendo qui contestati, non verranno 

dunque esaminati dallo scrivente Tribunale. Analogo discorso vale altresì 

per quanto attiene all'entità dell'espropriazione, la stessa – che qui non 

viene contestata – potendo, se del caso, essere corretta a misurazione 

ultimata verso il basso o verso l'alto conformemente al punto 4 del 

dispositivo della decisione impugnata. 

4.2.2 Ciò premesso, nella decisione impugnata, richiamati i principi 

relativi al metodo comparativo-statitistico, l'autorità inferiore ha indicato di 

aver accertato i prezzi dei terreni pagati nella regione e risultanti dai 

pubblici registri dei quali sarebbe stata data comunicazione alle parti. Per 

quanto attiene al terreno industriale, essa ha poi affermato che dalle 

contrattazioni risulterebbe un prezzo medio per gli anni 2006-2011 di 

250 franchi/m
2
. Tenuto conto del dies aestimandi a fine 2011 si avrebbe 

dunque un valore indicizzato pari a 280 franchi/m
2 

(= 250 fr./m
2
 x 1.05 x 

1.05 = 276 fr./m
2
). L'indennità per l'espropriazione parziale della parte 

ubicata in zona industriale della particella n. ***
1
 RFD del Comune di 

X._______ ammonterebbe pertanto a 1'203'440 franchi (= 4'298 m
2
 x 

280 fr./m
2
), mentre quella della particella n. ***

2
 RFD del Comune di 

X._______ a 545'440 franchi (= 1'948 m
2
 x 280 fr./m

2
). Da detti importi 

andrebbe dedotto un importo pari a 19'600 franchi (= 70 m
2
 x 280 fr./m

2
) 

per la cessione da parte della controparte alla ricorrente di 70 m
2 

della 

particella n. ***
3
 RFD del Comune di X._______. 

4.2.3 In completo disaccordo con quanto precede, la ricorrente lamenta 

un errato accertamento dei fatti rilevanti, nonché la violazione della 

garanzia della proprietà (art. 26 Cost.). In particolare, essa contesta la 

validità dei dati riportati nelle tabelle dell'USTAT, rilevando l'assenza di 

alcune transazioni nelle prime tabelle a lei trasmesse (l'acquisto da parte 

della B._______ – predecessore della società ricorrente – delle particelle 

n. ***
6
 e n. ***

7
 RFD del Comune di X._______, iscritto a RFD il 2 febbraio 

2011) e la presenza di un errore per quanto attiene alla vendita del 

mappale n. ***
4
 RFD di X._______, che avrebbe invero una superficie di 

soli 2831 m
2
 cosicché il prezzo di vendita ammonterebbe a 370 franchi/m

2
 

e non a 142 franchi/m
2
. Ciò precisato, rilevando l'assenza di transazioni 

nell'anno immediatamente precedente il dies aestimandi, essa ritiene che 

andrebbe tenuto conto dell'acquisto perfezionato nel maggio 2012 da 

A-1482/2013 

Pagina 15 

parte della ricorrente della particella n. ***
8
 RFD del Comune di 

X._______, per un valore pari a 527.05 franchi/m
2
, escluso a torto 

dall'autorità inferiore (unica compravendita vicina alla data determinante). 

Essendo in concreto in presenza di un'area industriale importante, 

agevolmente edificabile, perfettamente urbanizzata – fognatura compresa 

– e sfruttabile al massimo delle norme del Piano regolatore, essa ritiene 

che un valore medio di esproprio pari a 500 franchi/m
2
 terrebbe conto di 

tutte le predette circostanze, motivo per cui postula qui un tale 

indennizzo. Essa si dice poi d'accordo a che venga applicato un valore 

medio pari a 500 franchi/m
2 

anche alla superficie di 70 m
2
 della particella 

n. ***
3
 RFD del Comune di X._______ ceduta dalla controparte alla 

ricorrente. 

4.2.4 In proposito, la controparte ritiene che il calcolo dell'autorità inferiore 

e gli indennizzi concessi siano corretti. A suo avviso, sarebbe a torto che 

la ricorrente vorrebbe che venisse tenuto conto delle transazioni concluse 

ad un prezzo superiore alla media stabilita dall'autorità inferiore, dimenti-

cando i valori al di sotto della stessa. A giusta ragione, non andrebbe poi 

tenuto conto dell'acquisto delle particelle n. ***
6
 e n. ***

7
 RFD del Comune 

di X._______ da parte dell'allora B._______, attuale società ricorrente. 

Essa indica poi che la parte espropriata della particella n. ***
2
 RFD del 

Comune di X._______, pari al 4% della superficie totale, costituirebbe la 

parte meno pregiata del fondo poiché situata in una zona discosta e 

lontana dalla strada principale. Per la particella n. ***
1
 RFD del Comune di 

X._______, essa indica che detto fondo avrebbe una forma a "L" e che il 

rettangolo più largo sarebbe già stato completamente edificato. Il fatto 

che detto fondo sia già largamente edificato e che dagli atti non 

risulterebbe la volontà o l'intenzione da parte della ricorrente di costruire 

ulteriormente, dimostrerebbe che l'esproprio non inciderebbe minimamen-

te sulle possibilità edificatorie del fondo, poiché troppo stretto per poter 

eventualmente edificare strutture nel rispetto delle norme applicabili. Di 

tale elemento andrebbe tenuto conto nel calcolo dell'indennizzo. 

4.2.5 Dal canto suo, l'autorità inferiore ha rinunciato a prendere posizione, 

precisando soltanto che per il calcolo dell'indennità essa si sarebbe 

basata sulle sole tabelle del Comune di X._______. Essa ha altresì 

rilevato un errore nelle predette tabelle, indicando che la particella n. ***
4
 

RFD del Comune di X._______, oggetto della transazione n. […], 

avrebbe invero una superficie di soli 2831 m
2
 cosicché il prezzo di vendita 

ammonterebbe a 370 franchi/m
2
 e non a 142 franchi/m

2
. Per quanto 

attiene alla rivendita in data 21 dicembre 2011 della particella n. ***
4
 

unitamente alla particella n. ***
5
 RFD del Comune di X._______, il cui 

A-1482/2013 

Pagina 16 

valore di 583 franchi/m
2 

non è riportato nelle tabelle, poiché le stesse 

riportano solo i dati dei fondi non edificati (su detto fondo sarebbero 

presenti alcuni stabili qualificabili di "Abbruchobjekt"), l'autorità inferiore 

ha precisato che, trattandosi di una punta, non andrebbe considerato nel 

calcolo dell'indennizzo. Essa ha poi prodotto i calcoli aggiornati dell'inden-

nità, tenuto conto del valore di 370 franchi/m
2 
e

 
di 583 franchi/m

2
. 

4.3  

4.3.1 In merito, lo scrivente Tribunale rileva innanzitutto come l'autorità 

inferiore si sia fondata soltanto sulle tabelle dell'USTAT concernenti il 

Comune di X._______ per il calcolo dell'indennità in oggetto. Orbene, tale 

modo di procedere appare corretto, le due particelle n. ***
1
 e n. ***

2
 in 

oggetto essendo proprio ubicate nel Comune di X._______. Che poi la 

stessa abbia tenuto conto solo delle transazioni concernenti i fondi a 

connotazione industriale e artigianale, appare del tutto giustificato dal 

momento che le due predette particelle rientrano in tale categoria. Al 

riguardo non può dunque essere mossa alcuna critica (cfr. consid. 4.1.5.2 

del presente giudizio). Peraltro, le censure della ricorrente non risultano 

atte ad inficiare il ragionamento seguito dall'autorità inferiore. 

4.3.2 Altra è invece la questione del periodo temporale preso in 

considerazione dall'autorità inferiore. Se è vero che per l'applicazione del 

metodo statistico-comparativo è possibile tener conto non solo delle 

transazioni intervenute poco prima del dies aestimandi, ma anche di 

quelle intervenute negli anni antecedenti (cfr. consid. 4.1.5.2 del presente 

giudizio), d'altro canto il periodo preso in considerazione deve essere 

ragionevolmente limitato. Generalmente la giurisprudenza ha ammesso la 

presa in considerazione di un periodo di 3-4 anni precedente il dies 

aestimandi (cfr. DTF 122 II 337 consid. 5; sentenza del TF 1A.28/2005 del 

29 luglio 2005 consid. 2.3; sentenza del TAF A-7495/2007 del 19 maggio 

2007 consid. 6). Nel caso che qui ci occupa, l'autorità inferiore ha tuttavia 

tenuto conto delle transazioni intervenute tra il 2006 e il 2011, ovvero in 

un periodo di ben 6 anni e non di soli 4 anni come da lei erroneamente 

indicato nella decisione impugnata. Il periodo da lei ritenuto non tiene 

dunque conto dei principi richiamati poc'anzi. In casu, converrebbe piutto-

sto tenere conto di un periodo massimo di 4 anni, e meglio, delle 

contrattazioni intervenute tra il 2008 e il 2011 (ovvero delle 9 transazioni 

registrate nelle tabelle dell'USTAT per la zona industriale e artigianale). 

Un periodo di 4 anni appare qui appropriato, se si considera inoltre che 

nelle tabelle riguardanti il Comune di X._______, per gli anni 2009 e 2011 

non figura alcun dato per i terreni a connotazione industriale e/o 

artigianale. 

A-1482/2013 

Pagina 17 

4.3.3 Va poi rilevato – come giustamente indicato sia dalla ricorrente, che 

dall'autorità inferiore – che effettivamente nelle predette tabelle risulta un 

errore in rapporto alla transazione n. […] concernente la particella n. ***
4
 

RFD del Comune di X._______. Tenuto conto della corretta superficie 

venduta di soli 2'831 m
2
, il prezzo di vendita ammonta di fatto a 

370 franchi/m
2
 e non a 142 franchi/m

2
.  

Riguardo invece alla vendita delle particelle n. ***
6
 e n. ***

7
 RFD del 

Comune di X._______, va qui constatato che nelle ultime tabelle 

aggiornate al 26 aprile 2012 risultano pure dette transazioni, di cui la 

ricorrente aveva lamentato l'assenza. In tali circostanze, a parte qualche 

piccola correzione qui apportata, lo scrivente Tribunale non rileva alcun 

elemento tale da inficiare la validità delle predette tabelle. 

4.3.4 Per quanto attiene al prezzo di vendita pari a 527.05 franchi/m
2
 del 

fondo n. ***
8
 RFD del Comune di X._______, intervenuta formalmente 

posteriormente al dies aestimandi (cfr. DTF 122 II 337 consid. 5a), lo 

scrivente Tribunale non può che rilevare come oltre a trattarsi di un dato 

estremo rispetto alla media dei dati riportati nelle tabelle dell'USTAT, tale 

fondo è pure stato acquistato dalla stessa ricorrente durante la 

precedente procedura di stima (cfr. consid. 4.1.5.2 del presente giudizio), 

parte espropriata e dunque interessata. Orbene, tenuto conto dell'insieme 

delle circostanze, contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, non 

si può tenere conto di siffatto dato nel calcolo dell'indennizzo, la giurispru-

denza essendo chiara al riguardo. 

4.3.5 Visto quanto precede, il calcolo dell'indennizzo va chiaramente 

rivisto e corretto tenendo conto delle tabelle dell'USTAT del Comune di 

X._______, con i dati qui corretti concernenti i terreni industriali e 

artigianali che si riferiscono agli anni 2008-2011. Inoltre, sarebbe altresì 

opportuno tenere conto – così come suggerito dalla controparte – dei 

correttivi verso il basso e verso l'alto del prezzo considerato, elementi che 

in apparenza non risultano essere stati sviluppati o perlomeno spiegati 

dall'autorità inferiore, mancando nella decisione impugnata ogni 

riferimento alla situazione concreta dei fondi espropriati. Ciò precisato, 

dal momento che l'autorità inferiore dispone delle necessarie competenze 

tecniche per approfondire i calcoli e – nella misura in cui essa lo reputi 

necessario – per accertare ulteriormente la natura dei fondi espropriati e 

le loro particolarità, appare qui opportuno lasciare a quest'ultima il calcolo 

dell'indennizzo (cfr. art. 61 cpv. 1 PA).  

A-1482/2013 

Pagina 18 

In definitiva, alla luce di tutto quanto suesposto, il ricorso va pertanto 

accolto e la causa rinviata all'autorità inferiore affinché ricalcoli l'indennità 

di espropriazione parziale definitiva delle particelle n. ***
1
 e n. ***

2
 del 

Comune di X._______ ai sensi considerandi. 

5.  

Non da ultimo, lo scrivente Tribunale rileva che la fattispecie in esame 

appare chiara e gli atti dell'incarto risultano completi. Le parti hanno poi 

già avuto ampiamente modo di esprimersi, presentando esaustivamente 

le loro pretese e argomentazioni. In tali circostanze, tenuto altresì conto 

che la causa deve essere rinviata all'autorità inferiore per nuovo calcolo 

dell'indennizzo, il Tribunale statuente ritiene che l'assunzione degli 

ulteriori mezzi di prova postulati dalla ricorrente – e meglio, la richiesta di 

sopralluogo nonché d'audizione testimoniale – sia ininfluente ai fini del 

giudizio, motivo per cui non vi è alcuna ragione di dar loro seguito (art. 12 

PA a contrario).  

6.  

Nel contesto della presente vertenza, la questione delle spese e delle 

ripetibili è regolata dagli art. 114 segg. LEspr (cfr. sentenze del TAF A-

8433/2007 del 3 novembre 2009 consid. 10; A-4676/2007 dell'11 dicem-

bre 2007 consid. 8; A-996/2007 del 9 agosto 2007 consid. 7 con rinvii). 

Giusta l'art. 116 cpv. 1 LEspr, le spese e le ripetibili sono di regola poste a 

carico dell'espropriante. Se le conclusioni dell'espropriato vengono 

respinte totalmente, si può procedere ad una diversa ripartizione. In ogni 

caso, le spese provocate inutilmente sono addossate a chi le ha 

cagionate. 

Nella fattispecie, le spese processuali pari a 5'000 franchi sono poste a 

carico della controparte.  

Visto il totale accoglimento del gravame, si giustifica inoltre la 

concessione di un'indennità di ripetibili alla ricorrente, qui assistita da un 

legale iscritto nel registro degli avvocati del Cantone Ticino. In concreto, 

tenuto altresì conto degli atti di causa, appare qui appropriato assegnarle 

un'indennità di ripetibili pari a 5'000 franchi, importo che giusta l'art. 116 

cpv. 1 LEspr deve essere posto a carico della controparte, ovvero 

l'espropriante. 

(il dispositivo è indicato alla pagina seguente) 

  

A-1482/2013 

Pagina 19 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è accolto e la causa rinviata all'autorità inferiore affinché ricalcoli 

l'indennità di espropriazione parziale definitiva delle particella n. ***
1
 e ***

2
 

RFD del Comune di X._______ ai sensi dei considerandi.  

2.  

Le spese processuali pari a 5'000 franchi sono poste a carico della 

controparte. Tale importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, 

entro un termine di 30 giorni dalla crescita in giudicato della presente 

sentenza. Il bollettino di versamento sarà inviato per corrispondenza 

separata. 

3.  

La controparte corrisponderà alla ricorrente l'importo di 5'000 franchi a 

titolo di indennità di ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– controparte (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. ***; atto giudiziario) 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Sara Friedli 

 

  

A-1482/2013 

Pagina 20 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine 

di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg., 90 segg. e 100 LTF). Gli 

atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. 

La decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i docu-

menti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

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