# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9be471ee-db0c-57a8-ba71-4c582f6cbe8a
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-09-05
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 05.09.2023 R 2022 101
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2022-101_2023-09-05.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 22 101

5a Camera 

Presidenza Paganini

Giudici Brun e Audétat

Attuaria Lanfranchi

SENTENZA
del 5 settembre 2023

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____ e AA._____, 

patrocinati dall'avv. Fabrizio Keller, 

ricorrenti

contro

Comune B._____, 

patrocinato dall'avv. Davide Nollo, 

convenuto

e

C._____, 

patrocinato dall'Avvocato Giuseppe Gianella, 

convocato

concernente domanda di costruzione

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I. Ritenuto in fatto:

1. Con scritto dell'11 ottobre 2021 A._____ e AA._____ hanno chiesto al 

Comune B._____ (di seguito: il Comune) di ordinare la sospensione dei 

lavori eseguiti da C._____ sulla parcella 1211.

2. Con risposta del 5 novembre 2021 il Comune ha comunicato a A._____ e 

AA._____ di aver imposto il fermo dei lavori e di aver richiesto l'inoltro di 

una domanda di costruzione formale.

3. Con lettera del 10 novembre 2021 A._____ e AA._____ hanno chiesto al 

Comune di essere informati qualora fosse adottata una procedura 

semplificata e hanno segnalato l'opposizione ai lavori così come già 

eseguiti.

4. Con scritto del 2 dicembre 2021 A._____ e AA._____ hanno sollecitato 

una risposta dal Comune ed in particolare l'inizio di una procedura di 

domanda edilizia a posteriori.

5. Dopo ulteriori scambi di scritti, con lettera dell'8 luglio 2022 A._____ e 

AA._____ hanno chiesto al Comune di procedere con un rilievo d'ufficio 

della situazione, dando in seguito la possibilità ai ricorrenti di prendere 

posizione e di opporsi ai lavori.

6. Con scritto del 29 agosto 2022 A._____ e AA._____ hanno sollecitato 

nuovamente il Comune e l'hanno inoltre informato che nel frattempo 

C._____ aveva depositato una quarantina di blocchi di pietra sulla parcella 

1211.

7. Con scritto del 1° settembre 2022 il Comune ha comunicato a A._____ e 

AA._____ che i lavori sulla parcella 1211 erano stati sospesi e che da parte 

di C._____ non sarebbe stata inoltrata nessuna domanda di costruzione. 

Inoltre, i sassi depositati sul fondo 1211 non avrebbero nulla a che vedere 

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con interventi sulla parcella 1211, ma gli stessi sarebbero destinati alla 

ricostruzione di un muro di controriva pertinenti alla sola parcella 2500, per 

il quale sarebbe stato rilasciato regolare benestare dal Municipio.

8. Con lettera del 19 settembre 2022 A._____ e AA._____ hanno chiesto 

nuovamente al Comune un rilievo d'ufficio della situazione e inoltre la 

trasmissione di tutta la documentazione relativa all'autorizzazione alla 

costruzione del muro.

9. Con lettera del 18 ottobre 2022 A._____ e AA._____ hanno chiesto 

nuovamente al Comune l'autorizzazione rilasciata dal Municipio in favore 

di C._____ per la costruzione di un muro per un terrapieno.

10. Con e-mail del 19 ottobre 2022 il Comune ha trasmesso a A._____ e 

AA._____ lo scritto di C._____ (presentazione notifica costruzione per 

ripristino contenimento giardino) e la decisione del 30 agosto 2022 del 

Municipio B._____; il 25 ottobre 2022 il Comune ha spedito loro i 

summenzionati documenti per posta.

11. Il 27 ottobre 2022 A._____ e AA._____ (di seguito: i ricorrenti) hanno 

inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni, 

chiedendo in via principale che la decisione del 30 agosto 2022 sia 

annullata e di ritornare gli atti al Comune perché dia inizio alla procedura 

ordinaria di rilascio della licenza edilizia, con la necessaria pubblicazione. 

In via superprovvisionale e in via provvisionale i ricorrenti hanno chiesto di 

conferire al ricorso l'effetto sospensivo.

12. L'8 novembre 2022 i ricorrenti hanno inoltrato delle foto, informando il 

Giudice dell'istruzione che il recinto sopra il muro nel frattempo era stato 

costruito e chiedendo nuovamente di conferire immediatamente l'effetto 

sospensivo al ricorso del 27 ottobre 2022 e di ordinare un immediato fermo 

dei lavori.

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13. Con ordinanza del 9 novembre 2022 il giudice dell'istruzione ha decretato 

in via superprovvisionale il fermo lavori sulla parcella 2500.

14. Con scritto dell'11 novembre 2022 il Comune ha rinunciato ad inoltrare una 

presa di posizione in merito al conferimento dell'effetto sospensivo al 

ricorso, facendo tuttavia notare che la richiesta di concedere l'effetto 

sospensivo sarebbe divenuta priva di oggetto, poiché tutti gli elementi 

oggetto della notifica edilizia sarebbero stati portati a compimento e che 

rimarrebbe da effettuare unicamente lo sgombero del materiale in 

esubero.

15. Con scritto dell'11 novembre 2022 C._____ (di seguito: il convocato) ha 

fatto valere che i lavori sulla parcella 2500 sarebbero praticamente 

terminati e che mancava soltanto di sistemare la terra davanti all'edificio e 

seminare l'erba; lavori che non avrebbero nessun impatto sugli opponenti 

e che pertanto non erano intravedibili motivi per bloccarli.

16. Nelle osservazioni del 28 novembre 2022 il convocato ha chiesto che il 

ricorso sia integralmente respinto, protestando tasse, spese e ripetibili. In 

merito alla ricevibilità del ricorso ha contestato innanzitutto la tempestività 

e la legittimazione dei ricorrenti. Inoltre, secondo il convocato il Municipio 

avrebbe giustamente trattato i lavori notificati come lavori non soggetti 

all'obbligo di licenza edilizia, per cui non sarebbe stato necessario avviare 

una procedura ordinaria per la ricostruzione del muro.

17. Con presa di posizione del 14 dicembre 2022 il Comune ha chiesto in via 

principale che il ricorso sia dichiarato irricevibile e in via eventuale che sia 

respinto, in ogni caso protestando tasse, spese e ripetibili. Innanzitutto il 

Comune ha dichiarato che in mancanza di una decisione impugnabile, il 

ricorso sarebbe irricevibile, inoltre i ricorrenti non avrebbero rispettato le 

vie di ricorso, poiché la richiesta di sottoporre il progetto del convocato alla 

procedura ordinaria era da inoltrare al Comune e non al Tribunale 

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amministrativo, infine il ricorso sarebbe comunque tardivo e pertanto 

irricevibile anche per questo motivo. Nel merito il Comune ha fatto valere 

che il rispristino del muro era un'opera esente da licenza edilizia e che 

pertanto il Comune giustamente non aveva richiesto l'inoltro di una 

domanda di costruzione. Qualora il Tribunale dovesse decidere 

diversamente, il Comune ha chiesto che codesto Tribunale valuti la 

situazione di fatto sul fondo 2500 come una domanda di costruzione 

ordinaria approvata e che decida nel merito, poiché sarebbe un 

formalismo eccessivo e un giro a vuoto ritornare gli atti al Comune per 

esperire una procedura di licenza edilizia ordinaria, visto che il progetto 

sarebbe già stato portato a compimento, i documenti inoltrati dal 

convocato sarebbero completi e il Comune rilascerebbe la licenza edilizia.

18. Nel secondo scambio di scritti le parti hanno confermato i rispettivi petiti.

19. Con scritto dell'11 aprile 2022 il convocato ha chiesto che sia emanata una 

decisione e che l'effetto sospensivo venga negato.

20. Con ordinanza del 21 aprile 2023 il giudice dell'istruzione ha negato 

l'effetto sospensivo al ricorso, poiché la costruzione del muro e anche della 

staccionata erano terminate e ha pertanto revocato il fermo dei lavori 

decretato il 9 novembre 2022.

21. Con scritto del 2 maggio 2023 i ricorrenti hanno inoltrato delle osservazioni 

spontanee, chiedendo infine di rivalutare la decisione del 21 aprile 2023.

22. Con scritto del 3 maggio 2023 il giudice dell'istruzione ha comunicato alle 

parti di non intravedere motivi per riconsiderare l'ordinanza del 21 aprile 

2023.

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II. Considerando in diritto:

1. Innanzitutto vanno esaminati i criteri d'ammissibilità previsti dalla Legge 

sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100).

1.1 Decisione impugnabile

1.1.1 Innanzitutto è controverso se nell'evenienza vi sia una decisione 

impugnabile. Il Comune a tale proposito sostiene che per il progetto di 

costruzione in questione è applicabile la procedura di annuncio, in quanto 

si tratterebbe di un lavoro di manutenzione ai sensi dell'art. 40 cpv. 1 

cifra 1 dell'Ordinanza sulla pianificazione territoriale del Cantone dei 

Grigioni (OPTC; CSC 801.10), il quale non necessita di una licenza 

edilizia. Non essendoci in casu una decisione impugnabile, il ricorso 

sarebbe pertanto irricevibile. Inoltre, secondo il Comune, la procedura di 

notifica dal 1° aprile 2019 non esisterebbe più e il Municipio non avrebbe 

decretato di sottoporre i progetti di costruzione di cui all'art.40 cpv. 1 OPTC 

alla procedura semplificata, per cui tale obbligo non sarebbe attualmente 

in vigore.

1.1.2 Il diritto cantonale in vigore, in particolare la Legge sulla pianificazione 

territoriale del Cantone dei Grigioni (LPTC; CSC 801.100) e l'Ordinanza 

sulla pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni (OPTC; 

CSC 801.110), distingue tra la procedura ordinaria per il rilascio della 

licenza edilizia (art. 41 segg. OPTC), la procedura semplificata (art. 50 

segg. OPTC) e l'obbligo di annuncio (art. 40a OPTC). In questo contesto 

va precisato che la procedura semplificata fino al 31 marzo 2019 veniva 

chiamata procedura di notifica (in tedesco: Meldeverfahren). Nella pratica 

il termine "procedura di notifica" causava confusione e incomprensioni, 

perché spesso veniva confuso con l'obbligo di annuncio (in tedesco: 

Anzeigepflicht) ai sensi dell'art. 40a OPTC. Pertanto, il termine "procedura 

di notifica" con la revisione parziale della LPTC del 1° aprile 2019 è stato 

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sostituito con l'espressione "procedura semplificata per il rilascio della 

licenza edilizia". In ogni caso si è trattato solo di un adeguamento formale, 

in termini di contenuto non è invece cambiato niente (cfr. sentenza del 

Tribunale amministrativo [STA] R 20 80 del 21 dicembre 2021 consid.3 

con riferimento al Messaggio del Governo al Gran Consiglio, quaderno 

no. 5/2018-2019, pag. 443).

1.1.3 Giusta l'art. 86 cpv. 3 LPTC i comuni hanno la facoltà di sottoporre alla 

procedura semplificata progetti di costruzione non sottoposti all'obbligo di 

licenza edilizia. In questo contesto l'art. 50 cpv. 2 OPTC specifica che la 

procedura semplificata (oltre che a progetti di costruzione subordinati per 

i quali non si attendono opposizioni [cpv. 1]) viene applicata anche a 

progetti di costruzione che secondo l'art. 40 OPTC sono esentati 

dall'obbligo della licenza edilizia, ma che sono assoggettati alla procedura 

semplificata per il rilascio della licenza edilizia conformemente alla legge 

edilizia comunale. La Legge edilizia del Comune B._____ (di seguito: LE) 

statuisce che i progetti di costruzione ai sensi dell'art. 40 cpv. 1 OPTC che 

non soggiacciono all'obbligo di licenza edilizia soggiacciono all'obbligo di 

notifica (art. 56 cpv. 2 LE). Con il termine (ormai superato) "obbligo di 

notifica" la LE si riferisce esplicitamente alla procedura semplificata ai 

sensi dell'art. 50 e segg. OPTC (cfr. art. 57 LE). Questa conclusione è 

ancora più evidente se si considera che la LE attuale si basa ancora sulla 

(vecchia) terminologia della LPTC e dell'OPTC in vigore dal 2007 al 2015 

e non è ancora stata adattata alla nuova terminologia in vigore dal 1° aprile 

2019. Inoltre l'OPTC in vigore dal 2007 al 2015 non conosceva ancora 

l'obbligo di annuncio ai sensi dell'art. 40a OPTC entrato in vigore con la 

revisione del 1° aprile 2019. Poiché non risulta che il Comune applicasse 

già una simile prassi a livello comunale prima dell'introduzione dell'obbligo 

di annuncio ai sensi dell'art. 40a OPTC nel diritto cantonale, l'espressione 

"obbligo di notifica" nella LE deve per forza riferirsi alla procedura di 

notifica ai sensi dell'art. 50 cpv. 2 OPTC (in vigore dal 2007 al 2015 risp. 

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alla procedura semplificata secondo la nuova terminologia). Ne discende, 

che il Comune B._____ non conosce per alcun lavoro edilizio soltanto 

l'obbligo di annuncio ai sensi del nuovo art. 40a OPTC, ma che va sempre 

applicata (come minimo) la procedura semplificata per il rilascio della 

licenza edilizia e che tale procedura si conclude in ogni caso con una 

decisione (scritta o tacita [cfr. art. 51 cpv. 2 e cpv. 3 OPTC]). 

Conseguentemente, anche la manutenzione del muro in questione 

soggiace (come minimo) alla procedura semplificata, per cui la decisione 

del 30 agosto 2022, con cui il Comune ha dato il suo benestare per i lavori 

concernenti il muro sul fondo 2500, costituisce una decisione impugnabile.

1.1.4 Le ulteriori argomentazioni del Comune non cambiano la situazione. In 

particolare, l'art. 107 cpv. 3 LPTC (in vigore dal 1° gennaio 2007), secondo 

cui la facoltà dei comuni secondo l'art. 86 cpv. 3 LPTC di sottoporre 

progetti di costruzione che non sottostanno all'obbligo di licenza edilizia 

all'obbligo di notifica (nella versione in vigore dal 1° aprile 2019: alla 

procedura semplificata per il rilascio della licenza edilizia) può essere 

assunta in via provvisoria dalle Sovrastanze comunali fino 

all'adeguamento della legge edilizia, non è applicabile nell'evenienza. 

Infatti, l'art. 107 LPTC costituisce soltanto una disposizione transitoria e la 

facoltà summenzionata era prevista solo temporaneamente, fino 

all'adeguamento della legge edilizia alla LPTC (cfr. Arbeitshilfe zum KRG, 

pag. 107) che nel Comune B._____ è già avvenuta con la revisione decisa 

dall'Assemblea comunale il 12 marzo 2012 e approvata dal Governo il 

17 dicembre 2013 (cfr. DG no. 1270 del 17 dicembre 2013, pag. 3, 

consultabile sul sito internet: 

https://oereblex.gr.ch/api/attachments/11349). Visto che il Comune con 

l'art. 56 cpv. 2 LE ha sottoposto i progetti che non necessitano della 

licenza edilizia alla procedura di notifica (oggi chiamata: semplificata) già 

negli anni 2012/2013, non può più far uso della possibilità (transitoria) di 

cui all'art. 107 cpv. 3 LPTC in vigore dal 1° aprile 2019, secondo cui la 

https://oereblex.gr.ch/api/attachments/11349

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facoltà dei comuni secondo l'art. 86 cpv. 3 di sottoporre progetti di 

costruzione che non sottostanno all'obbligo di licenza edilizia alla 

procedura semplificata per il rilascio della licenza edilizia può essere 

assunta in via provvisoria dai municipi fino all'adeguamento della legge 

edilizia.

1.2 Legittimazione

1.2.1 Il Comune sostiene che in casu non sarebbe ravvisabile alcun pregiudizio 

concreto e attuale dei ricorrenti, che essi non sarebbero toccati dal 

progetto più di ogni altro cittadino e che dunque non sarebbero legittimati 

ad inoltrare ricorso. Anche il convocato contesta la legittimazione dei 

ricorrenti e ci tiene a sottolineare che il muro non sarebbe stato rialzato, il 

progetto in questione non priverebbe di luce i ricorrenti e non 

comporterebbe un peggioramento delle caratteristiche paesaggistiche e 

infine l'intervento sul fondo 2500 non avrebbe neppure modificato lo scolo 

delle acque meteoriche.

1.2.2 Giusta l'art. 50 LGA è legittimato ad inoltrare ricorso chiunque sia 

interessato dalla decisione impugnata e abbia un interesse tutelabile 

all'abrogazione o alla modifica della decisione o chiunque vi sia autorizzato 

in base ad una prescrizione speciale. Se, come nel caso di specie, questa 

disposizione viene applicata a una controversia in materia di diritto edilizio, 

si deve tenere conto del fatto che il diritto cantonale secondo l'art. 33 della 

Legge federale sulla pianificazione del territorio (LTP; RS 700), deve 

prevedere almeno un rimedio di diritto e garantire la legittimazione a 

ricorrere, per lo meno nella stessa misura di quella prevista per il ricorso 

al Tribunale federale in materia di diritto pubblico. Di conseguenza, in 

questi casi, è applicabile la dottrina e la giurisprudenza relative all'art. 89 

della Legge sul Tribunale federale (LTF; RS 173.110).

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1.2.3 Secondo l'art. 89 cpv. 1 LTF ha diritto di interporre ricorso in materia di 

diritto pubblico chi: ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità 

inferiore o è stato privato della possibilità di farlo (lett. a); è particolarmente 

toccato dalla decisione o dall’atto normativo impugnati (lett. b); e ha un 

interesse degno di protezione all’annullamento o alla modifica degli stessi 

(lett. c). Per quanto riguarda la lesione materiale (lett. b e c) è dunque 

necessario che il ricorrente abbia un rapporto specifico con l'oggetto di 

ricorso e che e che tragga un vantaggio pratico dall'annullamento o dalla 

modifica della decisione impugnata (DTF 133 II 400 consid.2.2). La 

vicinanza del rapporto con l'oggetto di ricorso, nel caso di progetti di 

costruzione, deve essere data in particolare in termini spaziali. Di norma, 

la giurisprudenza afferma la legittimazione al ricorso dei vicini le cui 

proprietà si trovano in un raggio di circa 100 m (cfr. sentenza del Tribunale 

federale [STF] 1C_346/2011 del 1° febbraio 2012 consid. 2.3). In tal caso, 

i ricorrenti possono chiedere la valutazione di un progetto edilizio alla luce 

di tutti quei principi giuridici che hanno un impatto giuridico o fattuale sulla 

loro posizione in modo tale che, se dovessero prevalere ne ricaverebbero 

un vantaggio pratico (DTF 141 II 50 E. 2.1).

1.2.4 Nell'evenienza, tutti i requisiti ai sensi dell'art. 89 cpv. 1 LTF sono 

adempiuti: Il Comune non ha trattato la domanda edilizia nell'ambito della 

procedura ordinaria, pertanto sul fondo 2500 non sono state posate le 

modine e la domanda di costruzione non è stata né esposta pubblicamente 

né pubblicata nell'albo comunale (cfr. l'art. 45 OPTC secondo il quale solo 

la procedura ordinaria prevede la posa di modine, l'esposizione pubblica 

della domanda di costruzione e la pubblicazione del progetto nell'organo 

di pubblicazione ufficiale del comune). In questo modo i ricorrenti sono 

stati privati della possibilità di presentare un'opposizione contro il progetto 

in questione e di conseguenza non hanno potuto partecipare al 

procedimento dinanzi all'autorità edilizia. Il criterio ai sensi della lett. a è 

dunque soddisfatto. Poiché la parcella dei ricorrenti si trova a meno di 

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100 m da quella del committente, anche la vicinanza spaziale richiesta 

dalla giurisprudenza risp. il rapporto specifico con l'oggetto di ricorso ai 

sensi della lett. b sono dati. Infine, la decisione se la domanda di 

costruzione deve essere trattata nell'ambito della procedura ordinaria, o in 

quella semplificata o se vige solo l'obbligo di annuncio, ha un impatto 

(giuridico) diretto sulla posizione dei ricorrenti. Infatti, se al Comune viene 

imposto di svolgere una procedura ordinaria per il rilascio della licenza 

edilizia, i ricorrenti avrebbero la possibilità di inoltrare un'opposizione e di 

far valere i loro interessi (art. 45 OPTC). Nell'ambito della procedura 

semplificata e della procedura d'annuncio questo invece non è possibile. 

Nel caso i ricorrenti dovessero prevalere, ne ricaverebbero un vantaggio 

pratico per il semplice fatto che avrebbero la possibilità di partecipare alla 

procedura per il rilascio della licenza edilizia. Ne consegue che la 

situazione (giuridica) dei ricorrenti è direttamente influenzata dall'esito 

della vertenza e i ricorrenti sono pertanto legittimati a presentare ricorso 

(cfr. in particolare anche STA R 13 129 consid.4.d segg.). Avendo 

accertato che la legittimazione è data non è necessario approfondire la 

questione dell'impatto paesaggistico, dello scolo delle acque, della luce e 

delle dimensioni del progetto di costruzione litigioso.

1.3 Tempestività del ricorso e rispetto delle vie di diritto

1.3.1 Infine, il Comune e il convocato sostengono che il ricorso sia tardivo, 

poiché i ricorrenti erano già stati informati con scritto del 1° settembre 2022 

che il convocato aveva il benestare del Comune per riparare il muro sul 

fondo 2500. Avendo atteso il 27 ottobre 2022 per inoltrare ricorso, non 

avrebbero rispettato il termine di ricorso. A parte questo, il Comune è 

dell'opinione che i ricorrenti avrebbero dovuto inoltrare la richiesta di 

sottoporre il progetto del convocato alla procedura ordinaria per il rilascio 

della licenza edilizia al Comune e non al Tribunale amministrativo. Il 

ricorso sarebbe dunque irricevibile anche per il fatto che i ricorrenti non 

avrebbero rispettato le vie di diritto.

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1.3.2 Giusta l'art. 52 cpv. 1 LGA il ricorso deve essere inoltrato per iscritto al 

Tribunale amministrativo entro 30 giorni dalla comunicazione della 

decisione impugnata. D'altro canto, chi in qualità di vicino di un progetto 

edilizio sostiene che - ad esempio a causa di una mancata pubblicazione 

- ingiustamente non ha potuto partecipare alla procedura per il rilascio 

della licenza edilizia, può impugnare la decisione anche successivamente 

(in lingua tedesca in questi casi si parla di "hinkende Rechtskraft"; cfr. PTA 

2012 no. 35 consid.3d; STA R 17 38 del 20 marzo 2018 consid.4.b, R 13 

129 del 5 novembre 2013 consid.3b; Bernische 

Verwaltungsrechtsprechung [BVR] 2008, pag. 253; STF 1A.1/2007 del 

18 aprile 2007 consid.2.3.2). In considerazione del fatto che la mancata 

partecipazione ingiustificata di una persona avente diritto a fare 

opposizione nella procedura per il rilascio della licenza edilizia in genere 

comporta pure una notificazione difettosa della decisione alla persona 

interessata, secondo la giurisprudenza, la decorrenza del termine per un 

tale ricorso segue le regole applicabili alla notifica difettosa o mancata di 

una decisione concreta (cfr. R 13 129 consid.3.b). Le persone che hanno 

diritto a sollevare un'opposizione e che non hanno avuto la possibilità di 

farlo nel corso della procedura per il rilascio della licenza edilizia possono 

quindi impugnare la licenza edilizia entro 30 giorni da quando sono venuti 

a conoscenza dei fatti rilevanti. Secondo la giurisprudenza, i fatti rilevanti 

sono presenti se l'avente diritto al ricorso è in possesso di tutte le 

conoscenze essenziali per tutelare con successo i propri interessi, o 

avrebbe potuto esserlo se avesse prestato la dovuta attenzione. Non è 

necessario che l'interessato conosca tutti i dettagli dell'ordinanza 

dell'autorità; piuttosto, è sufficiente che sia a conoscenza degli elementi 

essenziali (cfr. in particolare STA R 13 129 consid.3.b).

1.3.3 Nella fattispecie è incontestato che il Comune ha informato i ricorrenti con 

scritto del 1° settembre 2022 che il convocato aveva il benestare del 

Comune per la ricostruzione di un muro di controriva sul fondo 2500. In 

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questo scritto però non vi erano informazioni relative alle dimensioni e 

all'aspetto del nuovo muro e nemmeno della staccionata che sarebbe stata 

realizzato al posto del recinto, per cui non conteneva gli elementi necessari 

per poter inoltrare ricorso risp. per tutelare i propri interessi in merito. In 

seguito i ricorrenti con lettera del 19 settembre 2022 hanno chiesto al 

Comune la trasmissione di tutta la documentazione relativa 

all'autorizzazione alla costruzione del muro. Non avendo ricevuto alcuna 

risposta, i ricorrenti hanno rinnovato la loro richiesta il 18 ottobre 2022. Il 

Comune a sua volta ha dato seguito alla loro richiesta solo con l'e-mail del 

19 ottobre 2022 risp. con lettera del 25 ottobre 2022 (inviata per posta). 

Pertanto, il tempo trascorso tra il 2 settembre 2022 e la presentazione del 

ricorso è in gran parte attribuibile al comportamento del Comune e non 

all'inattività dei ricorrenti. Avendo i ricorrenti ricevuto la decisione del 

30 agosto 2022 e dunque gli elementi essenziali per poter valutare la 

situazione e tutelare i propri interessi per la prima volta con e-mail del 

19 ottobre 2022, il termine di ricorso di 30 giorni ha iniziato a decorrere 

solo da quel momento. Alla luce di quanto esposto il ricorso del 27 ottobre 

2022 risulta tempestivo.

1.3.4 Infine, per quanto riguarda le vie di diritto, va osservato che con decisione 

del 30 agosto 2022 la procedura d'annuncio era ormai conclusa, per cui il 

ricorso contro questa decisione doveva per forza essere inoltrato al 

Tribunale amministrativo e non sarebbe stato corretto impugnare il 

criticato permesso dinanzi al Comune (cfr. in particolare le STF 1A.1/2007 

del 18 aprile 2007 consid.2.3.2, 1C_217/2010 del 3 febbraio 2011 

consid.2.3.2, 1C_792/2013 del 21 marzo 2014 consid.2.2 segg. e 

1C_68/2022 del 24 novembre 2022 consid.2.2). A tale proposito va 

precisato che nell'evenienza i ricorrenti lamentano il fatto che il Comune 

abbia trattato il progetto in questione nell'ambito di una procedura 

d'annuncio, mentre a loro avviso avrebbe invece dovuto applicare la 

procedura ordinaria per il rilascio della licenza edilizia. Pertanto, la 

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giurisprudenza della sentenza R 17 13 consid.3.a, secondo la quale contro 

le licenze edilizie rilasciate (giustamente) nell'ambito di una procedura 

semplificata (o secondo la vecchia terminologia: di notifica) occorre 

presentare opposizione al Comune entro 20 giorni dalla notifica effettiva 

della decisione, in casu non è applicabile. Ne discende che i ricorrenti, 

presentando ricorso direttamente al Tribunale amministrativo, hanno 

pienamente rispettato le vie di diritto.

1.4 Il ricorso è pertanto ammissibile.

2. La controversia verte sulla questione se il Comune avrebbe dovuto trattare 

la domanda di costruzione per il muro litigioso nella procedura ordinaria o 

meno.

2.1 Il Comune ritiene che si tratti di lavori di manutenzione che rientrano 

nell'art. 40 cpv. 1 cifra 1 OPTC per i quali non è richiesta una licenza 

edilizia e che pertanto bastava un semplice annuncio ai sensi dell'art. 40a 

OPTC. Anche secondo il convocato era sufficiente fare un annuncio, 

poiché il progetto di costruzione in questione non necessiterebbe di una 

licenza edilizia. Secondo i ricorrenti invece il muro di contenimento non è 

stato semplicemente riparato, ma sarebbe stato rialzato e ampliato con 

blocchi di granito, il che avrebbe comportato anche un terrapieno più 

ampio, per cui il Comune avrebbe dovute applicare la procedura ordinaria 

per il rilascio della licenza edilizia.

2.2 Come già spiegato nei considerandi di cui sopra (cfr. consid.1.1.2) il diritto 

cantonale, in particolare l'Ordinanza sulla pianificazione territoriale del 

Cantone dei Grigioni (OPTC; CSC 801.110), distingue tra la procedura 

ordinaria per il rilascio della licenza edilizia (art. 41 segg. OPTC), la 

procedura semplificata (art. 50 segg. OPTC) e l'obbligo di annuncio 

(art. 40a OPTC). L'obbligo di annuncio, in linea di principio, è applicabile 

ai progetti di costruzione che secondo l'art. 40 OPTC non necessitano di 

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una licenza edilizia. Questo invece non vale se – come nell'evenienza – la 

Legge edilizia comunale sottopone detti progetti di costruzione alla 

procedura semplificata (o secondo la vecchia terminologia: alla procedura 

di notifica) ai sensi degli artt. 50 segg. OPTC (cfr. consid.1.1.3 di cui 

sopra). Conseguentemente – anche nell'ipotesi che i lavori riguardo al 

muro in questione dovessero rientrare nel catalogo di cui all'art. 40 cpv. 1 

OPTC – la Legge edilizia sottopone questi lavori comunque alla procedura 

semplificata, per cui – contrariamente a quanto sostengono il Comune e il 

convocato – non era sufficiente un semplice annuncio ai sensi dell'art. 40a 

OPTC.

2.3 A questo punto è dunque da esaminare se il progetto di costruzione in 

questione, era da valutare nella procedura semplificata per il rilascio della 

licenza edilizia. Questo sarebbe il caso, se il progetto litigioso rientrasse 

nel catalogo di cui all'art. 40 OPTC (in quanto si tratta di progetti di 

costruzione che la LE sottopone alla procedura semplificata ai sensi 

dell'art. 50 cpv. 2) o se sono adempiuti i criteri di cui all'art. 50 cpv. 1 OPTC 

(il quale si riferisce a progetti di costruzione subordinati per i quali non si 

attendono opposizioni). Qualora il progetto litigioso non dovesse rientrare 

in nessuno dei casi d'applicazione di cui all'art. 50 OPTC è chiaro che 

sarebbe stato necessario avviare una procedura ordinaria ai sensi degli 

artt. 41 segg. OPTC.

2.3.1 Sia il Comune che il convocato sostengono che nell'evenienza si tratti di 

progetti di costruzione che non necessitano di una licenza edilizia. Il 

Comune a tale proposito si riferisce ai lavori di manutenzione ai sensi 

dell'art. 40 cpv. 1 cifra 1 OPTC, mentre il convocato fa riferimento alla 

disposizione riguardo i muri di sostegno e di controriva fino ad un'altezza 

di 1 m di cui all'art. 40 cpv. 1 cifra 18 OPTC.

2.3.2 Nel caso di specie è incontestato che il convocato per ricostruire il muro 

ha usato dei blocchi di granito con dimensioni 50 cm x 50 cm e una 

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lunghezza indefinita. Dalle immagini risulta inoltre che all'estremità del 

muro vi sono quattro blocchi (dalle misure menzionate) sovrapposti. Da 

ciò si può facilmente dedurre che il muro costruito è di ben 2 m e non 

rientra dunque nella disposizione di cui all'art. 40 cpv. 1 cifra 18 OPTC.

2.3.3 Per i lavori di riparazione e manutenzione di cui all'art. 40 cpv. 1 cifra 1 

OPTC è da osservare quanto segue: Secondo la prassi, per lavori di 

riparazione e manutenzione si intendono solo le misure volte a preservare 

la forma interna ed esterna e la destinazione d'uso degli edifici esistenti, 

riparando o sostituendo le parti difettose; lavori dunque come p.e. la 

sostituzione di singole tavole o mattoni delle facciate o di singole tegole 

dei tetti. Si parla di "manutenzione" di un edificio quando il suo aspetto 

interno ed esterno, la sua forma e la sua destinazione d'uso rimangono 

invariati, cioè solo le parti difettose vengono sostituite o sistemate. Si 

considerano invece come "riparazione" i piccoli ritocchi, come la 

sostituzione di componenti danneggiati di importanza secondaria. Di 

conseguenza, sono considerati lavori di riparazione e di manutenzione ai 

sensi dell'art. 40 cpv. 1 cifra 1 OPTC tutti i lavori di manutenzione o 

riparazione dei danni, nonché i lavori di ristrutturazione, a condizione che 

servano alla normale manutenzione, non comportino modifiche visibili 

all'esterno dell'edificio o dell'impianto esistente e non compromettano la 

sicurezza di persone o cose. Lavori che vanno oltre sono considerati 

misure di ammodernamento, che di norma aumentano il valore 

dell'edificio. In questo contesto, una ristrutturazione completa di un edificio 

o di un impianto, effettuata al fine di cambiarne la destinazione d'uso, non 

può più essere considerata un intervento di manutenzione. 

Conseguentemente, il Tribunale amministrativo ha qualificato la 

sostituzione completa di un tetto e la sua coibentazione come un rinnovo 

che va oltre la semplice manutenzione (cfr. per il tutto STA R 18 3 

consid.11.3 con riferimento a PTA 2011 no. 23).

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Per quanto riguarda il progetto di costruzione nella fattispecie va osservato 

che il nuovo muro e la nuova staccionata hanno un aspetto completamente 

diverso dal muro e dal recinto preesistenti. Infatti, in casu il convocato non 

ha soltanto sostituito singoli sassi o ricostruito le parti del muro cedenti con 

sassi della stessa misura, ma ha invece abbattuto completamente il muro 

stesso, ricostruendolo con blocchi di granito, cambiando così in larga 

misura anche l'aspetto esteriore del muro. Inoltre, il recinto precedente – 

composto da pali verticali e due travi orizzontali tra di essi – è stato 

sostituito con una staccionata composta da paletti alti almeno 1 m e poco 

distanti gli uni dagli altri – quasi appiccicati – in modo tale da poterla 

definire una "staccionata chiusa". Come si può vedere dalle immagini (cfr. 

l'allegato alle osservazioni spontanee del 2 maggio 2023 dei ricorrenti) la 

costruzione attuale nel suo insieme (muro con blocchi di granito più la 

"staccionata chiusa" posizionata al di sopra di esso) si presenta in modo 

più appariscente e non è più paragonabile al muro in sasso e al recinto di 

prima. Ne consegue che i lavori edilizi in merito non possono essere 

qualificati come lavori di manutenzione ai sensi dell'art. 40 cpv. 1 cifra 1 

OPTC.

2.3.4 Il progetto di costruzione in questione non si lascia nemmeno sussumere 

sotto un'altra delle 22 cifre elencate nel catalogo di cui all'art. 40 OPTC. 

Ne discende che il progetto litigioso non rientra nel caso d'applicazione 

della procedura semplificata ai sensi dell'art. 50 cpv. 2 OPTC.

2.3.5 Giusta l'art. 50 cpv. 1 OPTC la procedura semplificata per il rilascio della 

licenza edilizia – oltre a progetti di costruzione che le sono assoggettati 

dalla legge edilizia comunale (cpv. 2) – viene applicata anche a progetti di 

costruzione subordinati per i quali non si attendono opposizioni, 

segnatamente in caso di: modifiche minori di progetti di costruzione già 

autorizzati (cifra 1); misure edilizie non visibili dall'esterno, che sono 

conformi alla zona e che non determinano cambiamenti riguardo al volume 

di traffico o all'utilizzazione (cifra 2). Nell'evenienza però questi requisiti 

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non sono adempiuti, poiché innanzitutto non si tratta di un progetto di 

costruzione subordinato o di una modifica minore, secondariamente – 

vista la procedura di ricorso in questione – non si può affermare che non 

vi sono opposizioni e in terzo luogo perché il muro ha subito un 

cambiamento esteriore non di poco. Pertanto, il progetto di costruzione in 

esame non rientra nemmeno nel caso di applicazione della procedura 

semplificata di cui all'art. 50 cpv. 1 OPTC. Ne discende che, come 

giustamente fanno valere i ricorrenti, il progetto litigioso doveva essere 

valutato nell'ambito di una procedura ordinaria per il rilascio della licenza 

edilizia ai sensi dell'art. 41 segg. OPTC.

2.3.6 In tal senso parla anche l'art. 56 cpv. 1 LE, secondo cui "ad eccezione dei 

casi per i quali la legislazione cantonale (art. 50 OPTC) prevede la 

procedura di notifica, tutti i progetti di costruzione (edifici ed impianti, 

comprese le modifiche dei progetti, i cambiamenti di scopo, i lavori di 

manutenzione e di rinnovo esterni, nonché il cambiamento di scopo per i 

terreni, da cui sono da attendere effetti considerevoli sull’ordinamento 

delle utilizzazioni) soggiacciono all’obbligo di licenza edilizia. Avendo 

potuto constatare che per il progetto di costruzione litigioso l'art. 50 OPTC 

non prevede l'applicazione della procedura di notifica (sott'intesa è 

ovviamente la procedura semplificata), è palese che segnatamente i 

"lavori di manutenzione e di rinnovo esterni" (e quindi anche il nuovo muro 

e la nuova staccionata) soggiacciono alla procedura ordinaria per il rilascio 

della licenza edilizia.

2.4 Resta dunque da decidere sulle conseguenze.

2.4.1 Il Comune chiede che codesto Tribunale valuti la situazione di fatto sul 

fondo 2500 come una domanda di costruzione ordinaria approvata e che 

decida nel merito, poiché sarebbe un formalismo eccessivo risp. un giro a 

vuoto ritornare gli atti al Comune, in quanto il progetto di costruzione 

sarebbe già stato terminato, i documenti inoltrati sarebbero completi, alla 

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stregua di una domanda di costruzione ordinaria e il Comune rilascerebbe 

la licenza edilizia.

2.4.2 All'avviso di codesto Tribunale la situazione che si pone nell'evenienza 

non è paragonabile alla costellazione in cui semplicemente non è stata 

posata la modinatura, ma le persone interessate sono comunque venute 

a conoscenza del progetto di costruzione e hanno potuto esercitare i loro 

diritti in modo adeguato (cfr. R 06 99 del 22 maggio 2007 consid. 3.c 

secondo cui una mancata modinatura non significa che la licenza edilizia 

debba essere annullata). Nell'evenienza la domanda di costruzione 

sarebbe dovuta essere esposta pubblicamente e pubblicata nell'albo 

comunale. Queste sono le condizioni per garantire che le persone 

interessate vengano informate in modo che possano effettivamente 

esercitare i loro diritti, segnatamente quello di opporsi con rimedi giuridici 

al progetto litigioso. Avendo il Comune adottato la procedura sbagliata e 

di conseguenza tralasciato sia l'esposizione pubblica della domanda di 

costruzione che la sua pubblicazione nell'albo comunale, ha privato i 

ricorrenti (ma anche altri potenziali opponenti) della possibilità di 

presentare un'opposizione e di far valere i propri interessi. Visto che 

nell'ambito di questa procedura queste mancanze non possono essere 

recuperate, la decisione del 30 agosto 2022 deve essere annullata (cfr. 

anche la STA R 2012 138 del 29 aprile 2014 in cui la decisione 

erroneamente concessa in applicazione della procedura di notifica è stata 

annullata). Di conseguenza gli atti vanno ritornati al Comune perché dia 

inizio alla procedura ordinaria per il rilascio della licenza edilizia, come 

richiesto dai ricorrenti.

2.4.3 In questo contesto, visto che la ricostruzione del muro nel frattempo è stata 

terminata, va specificato quanto segue: il Comune dovrà esaminare la 

regolarità materiale del muro e della staccionata esistenti applicando le 

regole della procedura (ordinaria) per il rilascio della licenza edilizia a 

posteriori. Questo significa che il Comune dovrà esporre la relativa 

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domanda di costruzione e pubblicarla nell'albo comunale, ma che non sarà 

invece necessario montare le modine. Una volta conclusa la procedura 

d'esposizione edilizia, il Comune dovrà valutare la costruzione esistente 

dal punto di vista materiale e decidere se può essere approvata a 

posteriori. Contemporaneamente, se del caso, dovrà anche decidere sulle 

opposizioni inoltrate durante il periodo d'esposizione (art. 45 cpv. 4 

OPTC).

3. Costi e ripetibili

3.1 I costi della presente procedura (composti da una tassa di Stato pari a 

CHF 3'500.00 oltre a spese di cancelleria) seguono la soccombenza 

(art. 73 LGA), per cui – nell'evenienza – sono per metà a carico del 

Comune e per metà a carico del convocato.

3.2 Il Comune e il convocato sono inoltre tenuti a rifondere ai ricorrenti, 

avvalsisi della collaborazione di un patrocinatore legale, le spese 

necessarie causate dalla procedura in conformità all'art. 78 cpv. 1 LGA. 

Nella nota d'onorario dei ricorrenti viene messo in conto un onorario di 

CHF 9'810.00 (calcolato sulla base di un onere di lavoro di 36 ore e 20 

minuti e una tariffa oraria di CHF 270.00) e spese di cancelleria pari al 3% 

dell'onorario per un totale di CHF 294.30. L'onorario deve essere ridotto 

nella misura in cui può essere fatturato solo il lavoro svolto a partire dalla 

decisione impugnata del 30 agosto 2022, la quale è stata notificata ai 

ricorrenti per la prima volta il 19 settembre 2022, poiché l'onere di lavoro 

pre-processuale (periodo dal 25 ottobre 2021 al 18 settembre 2022) non 

giustifica alcun compenso davanti al Tribunale amministrativo (cfr. fra 

tante la STA R 13 140 del 22 ottobre 2013 consid. 9.b). Detto questo, 

possono essere riconosciute 26.75 ore e quindi un onorario pari a 

CHF 7'222.50, che pare adeguato. Di conseguenza, per il presente 

procedimento viene riconosciuto un diritto a ripetibili pari a CHF 8'012.00 

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(CHF 7'222.50 [onorario] + CHF 216.70 [3 % di spese] + 572.80 [7.7 % di 

IVA]).

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III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è accolto. La decisione del 30 agosto 2022 del Comune B._____ 

concernente la costruzione del muro sul fondo 2500 è annullata. La causa 

è rinviata al Comune B._____ per lo svolgimento di una procedura 

ordinaria per il rilascio della licenza edilizia a posteriori ai sensi dei 

considerandi.

2. Vengono prelevate le seguenti spese processuali:

- una tassa di Stato di CHF 3'500.00

- e le spese di cancelleria di CHF 466.00

totale CHF 3'966.00

Tali spese sono poste per metà a carico del Comune B._____ e per l'altra 

metà a carico di C._____.

3. Il Comune B._____ e C._____ devono risarcire A._____ e AA._____ per 

metà ciascuno con un importo totale di CHF 8'012.00 (IVA inclusa).

4. [vie di diritto]

5. [Comunicazioni]