# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3ed9d7a8-0ce4-5506-88da-3ea67ee49a60
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-06-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.06.2003 35.2003.15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2003-15_2003-06-16.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2003.15

   

  mm/DC

  	
  Lugano

  16 giugno 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca
  Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul rinvio di cui alla sentenza
del 29 gennaio 2003 del TFA nella causa promossa con ricorso del 12 aprile 2001
(inc. n. 35.2001.25) di

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr. da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 23 gennaio 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: avv. __________ 

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 26
marzo 1995, __________ - di formazione meccanico di automobili, attività
esercitata sino al mese di febbraio del 1995, allorquando è entrato alle
dipendenze del Ristorante "__________" di __________ in qualità di
cameriere - è rimasto coinvolto di un incidente della circolazione stradale al
volante della propria autovettura, sinistro avvenuto in territorio del Comune
di __________.

                                         A causa
dell'urto l'assicurato ha lamentato, stando al certificato del 12 aprile 1995
dell'Ospedale regionale di __________, un trauma alla colonna cervicale secondo
un meccanismo del tipo "colpo di frusta" (cfr. doc. _).

 

                                         Il caso è
stato assunto dalla __________, la quale ha regolarmente corrisposto le proprie
prestazioni di legge.

 

                               1.2.   A cavallo
fra i mesi di ottobre e novembre 1999, __________ ha fatto oggetto di
pedinamenti ordinati dalla __________ assicuratore RC della conducente che
causò il summenzionato incidente della circolazione stradale.

 

                                         Successivamente,
per la precisione il 17 agosto 2000, l'assicuratore LAINF ha emanato una
decisione formale - poi confermata in sede di opposizione (cfr. doc. _) - del
seguente tenore: 

 

" 
(…).

 

Dagli atti componenti l'incarto è dimostrato che
il sig. __________ ha svolto quotidianamente abituali mansioni attribuibili ad
un meccanico, nel corso di una settimana almeno, così come
la spett. __________ ha documentato a seguito dell'investigazione che mise in
atto. Nessuno degli argomenti da lei addotti a contestazione degli accertamenti
eseguiti appare tale da indurci a modificare la nostra presa di posizione.

 

La circostanza secondo cui il sig. __________
abbia svolto l'attività di meccanico, seppure nell'ambito di un puro e semplice
tentativo, dimostra inequivocabilmente che egli era in grado di sfruttare
la capacità lavorativa, in quanto il tentativo riuscì! La __________,
dal canto suo, non fu mai posta al corrente di tale situazione; ignari degli
avvenimenti, prestammo fede ai referti medici, rispettivamente alle pretese
apparentemente obiettivabili dell'assicurato ed erogammo le prestazioni
assicurate.

 

Premesso quanto sopra, concludiamo che
l'atteggiamento assunto dal sig. __________ nei nostri confronti è stato
chiaramente abusivo e fraudolento. Questo determina la cessazione
delle prestazioni assicurative con effetto immediato, rispettivamente il
diritto a nostro favore di recuperare gli esborsi. A tale proposito, nulla ci
impedisce di scostarci dall'opinione, secondo cui il sig. __________ abbia
svolto l'attività di meccanico sin dalla data in cui l'officina del fratello entrò
in esercizio; le nostre prestazioni, pertanto, sono da recuperare almeno
retroattivamente fino alla data del 04.03.1998.

 

In virtù di quanto sopra, confermiamo
l'estinzione del diritto a tutte le prestazioni ai sensi della LAINF
con effetto dal 04.03.1998; di seguito, indichiamo l'ammontare degli esborsi
registrati

 

(…).

 

Invitiamo il suo cliente a rifonderci l'importo
complessivo di CHF 45'464.60 per il tramite dell'allegata polizza di
versamento. In caso di preferenza di versamenti rateali, voglia sottoporci
eventuali proposte del suo cliente"

                                         (doc. _).

 

                               1.3.   Statuendo
sul ricorso presentato dall’assicurato per il tramite dell'avv. __________, il
TCA, con pronunzia del 20 marzo 2002, ha negato l'esistenza di un nesso di
causalità adeguata fra l'evento traumatico del mese di marzo 1995 ed i disturbi
ancora accusati da __________ posteriormente al 3 marzo 1998, confermando
pertanto, nel suo risultato, la querelata decisione su opposizione (cfr. XXVII
- inc. 35.2001.25). 

 

                               1.4.   Contro il
giudizio cantonale, l'assicurato ha interposto ricorso di diritto
amministrativo al TFA. Nell’allegato ricorsuale, __________ ha chiesto, in via
principale, il riconoscimento dell'esistenza di una totale incapacità
lavorativa, l'assegnazione di ulteriori indennità giornaliere a far tempo dal
1° novembre 1999 nonché la determinazione della relativa rendita di invalidità
e, in via subordinata, che l'incarto venga retrocesso alla Corte cantonale per
un complemento di istruttoria (cfr. XXVIII - inc. 35.2001.25). 

 

                               1.5.   Con sentenza
del 29 gennaio 2003, il TFA ha accolto il gravame di __________ nel senso che,
annullato il giudizio cantonale, ha rinviato la causa al TCA perché proceda
conformemente ai considerandi e renda una nuova pronunzia. Queste le ragioni
alla base del giudizio federale:

 

" 
(…).

 

2.2 Da un attento esame degli atti e della più recente
giurisprudenza di questa Corte, la valutazione operata dai primi giudici non
può tuttavia essere condivisa.

 

A prescindere dal fatto che,
come evidenzia la prassi del Tribunale federale delle assicurazioni in materia
(DTF 117 V 360 consid. 4b; RAMI 2001 no. U 412 pag. 79), anche uno stato
depressivo ricollegabile ad un infortunio del tipo "colpo di frusta"
configura un disturbo tipico rientrante nel normale quadro clinico di una simile
lesione, nel caso di specie si osserva che questa affezione, il cui fattore
scatenante è stato riconosciuto essere l'evento del 26 marzo 1995 (cfr. perizia
della __________ del 7 dicembre 1996), è stata diagnosticata per la prima volta
a distanza di nove mesi dall'incidente in parola, pertanto non immediatamente
dopo l'infortunio (cfr. in quest'ottica anche la sentenza del 20 agosto 2002 in
re N., U 89/02, consid. 3.1). Né si può affermare che, nel periodo entrante in
linea di considerazione, i disturbi fisici, complessivamente, abbiano giocato
un ruolo assai marginale e siano stati completamente relegati in secondo piano.
A tal proposito, basti pensare che, a distanza di quasi due anni
dall'infortunio, il già citato referto medico e neurologico 7 dicembre 1996
della clinica riabilitativa di __________ continua ad attestare una 9pertonia
muscolare dolorosa alla pressione e alla percussione lungo i trapezi e la
regione della muscolatura cervicale, in particolare nella regione dei punti
d'intersezione all'occipite, nonché una lieve limitazione della mobilità della
colonna cervicale in inclinazione, flessione ed estensione" proponendo,
quale misura terapeutica, fisioterapia e massaggi puntuali, e continua ad
accertare, dal profilo neuropsicologico, "deficit dell'attenzione e della
memoria". Né può passare inosservato il fatto che ancora nel gennaio 1999,
nel corso di una degenza - peraltro riconosciuta dall'assicuratore infortuni -
presso la __________, siano stati rilevati, oltre ai già indicati dolori occipitali
e cervicali, anche parestesie nella regione del mignolo, disturbi alla vista,
saltuarie vertigini, nausee, disturbi del sonno nonché (gravi) disturbi della
concentrazione e della memoria - tipici di un "colpo di frusta" - e
siano state ulteriormente adottate, a livello terapeutico, misure
fisioterapiche, oltre a quelle di ordine psicologico.

In tali condizioni, non potendo, per quanto appena esposto,
ritenere che, complessivamente, i disturbi fisici abbiano giocato un ruolo
assai marginale e siano stati completamente relegati in secondo piano dalle
affezioni di natura psichica, se ne deve dedurre che la valutazione del
rapporto di causalità adeguata con l'evento del 26 marzo 1995 doveva essere
effettuata sulla base dei principi adottati dal Tribunale federale delle
assicurazioni nella sentenza pubblicata in DTF 117 V 359 e non, come stabilito
dai primi giudici, secondo quanto sviluppato in materia di evoluzione psichica
abnorme conseguente ad infortunio (cfr. a titolo di paragone la sentenza del 27
agosto 2002 in re H., U 172/00).

 

Nulla modifica, in un simile
contesto, il fatto che gli esperti medici intervenuti, le cui valutazioni sono
state riprese nella pronuncia querelata, abbiano ritenuto __________
(pienamente) abile al lavoro dal profilo puramente somatico ed abbiano per il
resto precisato che l'incapacità lavorativa sarebbe unicamente dovuta ai
disturbi di natura psichica (cfr. per esempio rapporti 15 febbraio 1996 del
dott. __________ [pag. 3], 22 aprile 1996 del dott. __________ [pag. 4], 7 dicembre
1996 della clinica riabilitativa di __________ [pag. 6]). Siffatta
considerazione non è infatti di alcun rilievo nei presente ambito, questo
Tribunale avendo già avuto modo di stabilire che, in presenza di un infortunio
del tipo "colpo di frusta" e conseguente realizzazione del relativo
quadro clinico, una differenziazione tra affezioni fisiche e psichiche non è
operabile (DTF 117 V 367 consid. 6a; cfr. pure sentenza dei 24 dicembre 2002 in
re M., U 437/00, consid. 7.2).

 

 

3.

Stante quanto precede, tenuto conto dell'opportunità di garantire
alle parti il doppio grado di giurisdizione (cfr. ZAK 1991 pag. 370 consid. 8;
cfr. pure sentenza citata del 24 dicembre 2002 in re M., consid. 7.2 in fine, e
sentenza del 27 aprile 2001 in re R., U 328/00, consid. 2c), si giustifica di
annullare, in accoglimento del gravame, il giudizio cantonale e di retrocedere
gli atti alla istanza precedente affinché si determini nuovamente
sull'adeguatezza del rapporto causale e sul diritto di __________ alle
prestazioni assicurative anche successivamente al 4 marzo 1998, esaminando, se
necessario, anche i motivi (comportamento asseritamente abusivo e fraudolento
dell'assicurato) addotti in sede cantonale dalla __________ a negazione di ogni
ulteriore obbligo prestativo"

                                         (STFA del
29.1.2003, consid. 2.2. e 3).

 

                               1.6.   Riprendendo
l’istruttoria, questa Corte ha, in data 24 febbraio 2003, interpellato i
sanitari della __________, i quali sono stati invitati a pronunciarsi riguardo
alla capacità lavorativa dell'assicurato all'epoca della degenza (cfr. II -
inc. 35.2003.15).

 

                                         La
risposta è pervenuta il 5 marzo 2003 (III - inc. 35.2003.15).

 

                                         Le parti
hanno avuto modo di prendere posizione in merito (cfr. V e VI - inc.
35.2003.15).

 

                               1.7.   In data 12
maggio 2003, le parti sono state citate dal Presidente del TCA per la
discussione di causa. 

                                         Nel corso
dell'udienza, esse hanno preso visione della videoregistrazione versata agli
atti dalla __________. 

 

                                         Alle
parti è stata concessa la facoltà di formulare delle osservazioni in merito
(cfr. XI e XII).

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000. Con la stessa sono state
modificate numerose disposizioni nel settore dell'assicurazione contro gli
infortuni. Poiché dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali
non può, per principio, tenere conto di modifiche di legge e di fatto
subentrate successivamente al momento determinante della decisione in lite
(cfr. SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 467 consid. 1; DTF 126 V 166 consid. 4b) e
poiché, inoltre, il Tribunale delle assicurazioni valuta la legalità di una
decisione in base alla situazione di fatto esistente al momento in cui essa è
stata emessa (cfr. SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 121 V 366 consid. 1b; qui: il 23
gennaio 2001), nel presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore
fino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.2.   Con il
proprio giudizio del 20 marzo 2002, il TCA - fondandosi su un'abbondante ed
affidabile documentazione specialistica - ha riconosciuto l'esistenza, da un
canto, di un trauma distorsivo al rachide cervicale del tipo "colpo di
frusta" e, d'altro canto, di una relazione di causalità naturale con
l'incidente della circolazione del 26 marzo 1995 (cfr. STCA del 20.3.2002,
consid. 2.11.). 

                                         Queste
due questioni non sono state rimesse in discussione nella procedura ricorsuale
dinanzi al TFA e, pertanto, possono essere considerate ormai acquisite. 

                                         Del
resto, con la sentenza di rinvio del 29 gennaio 2003, l'Alta Corte ha ordinato
al TCA di valutare di nuovo l'esistenza di una relazione di causalità adeguata
fra il danno alla salute e l'evento infortunistico assicurato (cfr. STFA del
29.1.2003, consid. 3). 

 

                               2.3.   Giusta
l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi
d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione
dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare
a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il
diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello
dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità
lavorativa, con l'assegna­zione di una rendita o con la morte dell'assicurato.

 

                                         Parimenti,
il diritto alle cure cessa qualora dalla loro 

                                         conti­nuazione
non sia da attendersi un sensi­bile migliora­mento della salute
dell'assicurato: nemmeno persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla
continuazione del trattamento se da questo non si può sperare un miglioramento
sensibile dello stato di salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de
la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).

 

                                         Se, al
momento dell'estinzione del diritto alle cure mediche, sussiste un'incapacità
lucrativa, viene corrisposta una rendita d'invalidità o un'indennità unica in
capitale: l'erogazione di indennità giornaliere cessa con il diritto alle
prestazioni sanitarie.

 

                               2.4.   Nondimeno, è
utile ricordare che presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da
parte dell'assicurazione contro gli infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità
naturale fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità,
morte). 

 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,
vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

 

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile
generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di
assicurazioni sociali. Al riguardo essi si attengono, di regola, alle
attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la
disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134;
DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46; cfr. pure sentenza inedita 17
ottobre 1989 in re F.).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a
e sentenze ivi citate).

 

                               2.5.   Il diritto a
prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità
adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361
consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore
restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni
allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza
di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione
risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non
si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb,
118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser,
Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS
2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

 

                               2.6.   Diversa
invece è la situazione per quel che riguarda le affezioni di carattere
psichico, dove la nozione di causalità adeguata assume un'importanza
fondamentale. 

                                         In merito
all’adeguatezza del rapporto causale fra infortunio e disturbi di natura
psichica manifestatisi dopo di esso, il TFA ha avuto modo di esprimersi
ripetutamente e la sua giurisprudenza è stata sottoposta a profonde
trasformazioni. 

                                         Di questa
evoluzione significative sono le sentenze in DTF 112 V 37 (l'adeguatezza è
riconosciuta solo nei casi in cui l'infortunio riveste un'importanza rilevante
nell'insieme delle circostanze; l'idoneità del trauma a provocare turbe
psicogene non si misura più per rapporto alle reazioni di una persona
"normale"); in DTF 113 V 316 e 324 (l'adeguatezza difficilmente può
essere negata se alla luce della personalità pretraumatica dell'assicurato
l'infortunio non è, con le circostanze concomitanti, relegato all'irrilevanza);
in RAMI 1988 U 47 pag. 225 in cui il TFA ha ribaltato la precedente
formulazione negativa esigendo che l'infortunio rivesta "una certa
importanza" per rapporto a tutto il complesso delle circostanze; e infine
in DTF 115 V 133, in cui la somma istanza ha ritenuto utile procedere ad una
classificazione degli infortuni sulla base di criteri oggettivi anziché
fondarsi direttamente sul modo in cui la vittima ha vissuto ed elaborato il
trauma. 

                                         Il TFA
conferisce valore paradigmatico non all'esperienza dell'infortunio
(Unfallerlebnis) ma all'evento infortunistico come tale (Unfallereignis),
valutato oggettivamente (objektivierte Betrachtungsweise) in funzione del modo
in cui é avvenuto l'infortunio propriamente detto (cfr. DTF 115 V 408 consid.
5; RAMI 1992 U 154 p. 246ss).

 

"  A
seconda della dinamica dell'infortunio, esso è classificato in una delle tre
categorie seguenti: nella categoria degli eventi insignificanti o leggeri, in
quella degli eventi gravi e in quella degli eventi di grado medio."

 

                                         Di regola
l'adeguatezza del nesso causale viene ammessa nel caso di infortuni gravi
("secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita gli
infortuni gravi sono in effetti idonei a provocare danni invalidanti alla
salute psichica").

                                         Per
contro, nel caso di infortuni insignificanti ("l'assicurato per esempio ha
leggermente battuto la testa o si è slogato il piede") o leggeri (ad
esempio caduta o scivolata banale) l'adeguatezza può di regola essere negata a
priori (RAMI 1992 U 154, p. 246ss.). L'infortunio sarà tutt'al più ritenuto la
causa fortuita delle turbe nondimeno manifestatesi. La vera causa è da
ricercare in fattori extra-infortunistici, per esempio nella predisposizione
costituzionale. "E' noto per esperienza che gli infortuni della presente
categoria, data la loro minima importanza, non possono influire sulla salute
psichica dell'infortunato".

                                         Per
quanto attiene, invece, agli infortuni di grado medio - cioè a quegli "eventi
che non possono essere classificati nelle due predette categorie" -
l'adeguatezza non può essere stabilita facendo semplicemente riferimento
all'evento infortunistico.

 

"  Occorre
piuttosto tener conto, da un profilo oggettivo, di tutte le circostanze che
sono strettamente connesse con l'infortunio o che risultano essere un effetto
diretto o indiretto dell'evento assicurato. Esse possono servire da criterio di
apprezzamento nella misura in cui secondo il corso ordinario delle cose e
l'esperienza della vita sono tali da provocare o aggravare, assieme
all'infortunio, un'incapacità lavorativa e di guadagno di origine psichica."

 

                                         I criteri
di maggior rilievo sono:

 

                                         -  le
circostanze concomitanti particolarmente drammatiche o la particolare
spettacolarità dell'infortunio;

 

                                         -  la
gravità o particolare caratteristica delle lesioni lamentate, segnatamente la
loro idoneità, secondo l'esperienza, a determinare disturbi psichici;

 

                                         -  la
durata eccezionalmente lunga della cura medica;

 

                                         -  i
disturbi somatici persistenti;

 

                                         -  la
cura medica errata che aggrava notevolmente gli esiti dell'infortunio;

 

                                         -  il
decorso sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute;

 

                                         -  il
grado e la durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni fisiche.

 

                                         Il TFA
opera all'interno della classe medio-grave un'ulteriore, doppia distinzione.

 

                                         Gli
infortuni medio-gravi si dividono in tre sottogruppi a seconda della loro
relativa gravità:

 

                                         -  infortuni
la cui gravità raggiunge il punto più alto della categoria e li avvicina
addirittura agli infortuni della categoria superiore;

 

                                         -  infortuni
di media gravità all'interno della categoria medio-        grave;

 

                                         -  infortuni
di poca rilevanza, al limite della categoria inferiore (infortuni
insignificanti o leggeri).

 

                                         Nel primo
caso basta la presenza di uno solo dei fattori sopra elencati.

 

                                         Nel
secondo bisogna nuovamente distinguere:

 

                                         -  se
un fattore è particolarmente incisivo (ad esempio durata particolarmente lunga
dell'incapacità lavorativa per l'intervento di complicazioni durante la cura),
l'adeguatezza è ammessa; 

 

                                         -  in
caso contrario occorre l'intervento di più fattori.

 

                                         Nel terzo
sottogruppo è richiesta alternativamente:

 

                                         -  la
presenza, cumulativamente, di tutti i fattori elencati, o

                                         -  la
particolare intensità dei fattori effettivamente intervenuti.

 

                                         Solo a
queste condizioni si ammetterà l'adeguatezza del nesso causale.

                                         Se
però queste condizioni sono adempiute, non si dovrà più ricercare se vi siano
altre cause atte a spiegare le turbe psichiche, per esempio in relazione alla
predisposizione costituzionale della vittima.

                                         Può
essere infatti affermato che se l'infortunio e i fattori concomitanti sono
particolarmente importanti, al punto da poter causare le turbe psichiche anche
se la personalità della vittima non vi sia particolarmente predisposta,
l'infortunio avrà la valenza di "causa sopravveniente", che eclissa
gli altri fattori. Basta da solo a scompensare la psiche e relega
all'irrilevanza la sua eventuale particolare vulnerabilità. 

                                         Non importa
che qualsiasi altro choc avrebbe potuto scompensarla; l'infortunio è in ipotesi
idoneo in sé a produrre quel risultato ed è irrilevante che altri traumi
avrebbero potuto provocarlo in sua vece.

                                         In RAMI
1995 U 215, p. 90ss., il TFA ha ribadito che la qualifica degli infortuni va
effettuata secondo criteri puramente oggettivi senza far riferimento al vissuto
dell'infortunio elaborato dalla persona coinvolta.

 

                               2.7.   Anche in
materia d’infortunio del tipo “colpo di frusta” alla colonna cervicale,
vige una particolare giurisprudenza relativa alla questione della causalità.

 

                                         Nella
giurisprudenza applicabile sino all’emanazione della sentenza di principio 4
febbraio 1991 in re S., pubblicata in DTF 117 V 359ss. e RAMI 1991 U 121, p.
95ss., il TFA considerava che in assenza di deficit neurologici e d’alterazioni
visibili attraverso radiografie, delle lesioni neuropsichiche non erano, in
generale, atte a provocare dei disturbi evolutivi di natura patologica, di modo
che - trattandosi d’infortuni del tipo “colpo di frusta” alla colonna cervicale
- senza prova di deficit funzionale organico e senza alterazioni
radiologicamente oggettivabili, l’esistenza di una relazione di causalità
adeguata era negata, facendo difetto dei postumi durevoli derivanti da un
infortunio di quel tipo (DTF 117 V 359 consid. 5c). 

 

                                         Con la
DTF 117 V 359, il TFA ha definito il quadro clinico tipico di una lesione del
tipo “colpo di frusta”. In presenza di un tale quadro, si può, di regola,
ammettere l’esistenza di una relazione di causalità naturale fra l’infortunio e
la susseguente incapacità lavorativa, rispettivamente lucrativa. Questo quadro
clinico é caratterizzato da disturbi multipli, quali diffusi mal di testa,
vomito, vertigini, disturbi della concentrazione e della memoria, facile
stanchevolezza, disturbi visivi, irritabilità, labilità affettiva, depressione,
cambiamento della personalità, ecc.. Tale giurisprudenza é stata ulteriormente
confermata (DTF 119 V 334; DTF 122 V 415 = SVR 1997 UV 85, p. 309ss.; DTF 123 V
98 = SVR 1997 UV 96, p. 349ss.; cfr., inoltre, gli estratti pubblicati in RAMI
1995 U 221, p. 109ss.).

 

                                         Nella
succitata pronunzia, la Corte federale ha ricordato che, secondo le ultime
pubblicazioni scientifiche, in caso di “colpo di frusta” alla colonna
cervicale, dei deficit funzionali molto diversi possono apparire a distanza di
anni, anche senza uno stato patologico oggettivabile. Il fatto che in molti
casi i disturbi tipici del “colpo di frusta” non siano oggettivabili con gli
attuali mezzi tecnici (RX, TAC, EEG) non deve indurre a qualificarli di puri
disturbi soggettivi e, pertanto, a negare ogni rilevanza nell’ambito
dell’assicurazione contro gli infortuni. 

                                         Il TFA ha
considerato - modificando così la sua giurisprudenza anteriore - che un
infortunio del tipo “colpo di frusta” alla colonna cervicale é, secondo il
corso ordinario delle cose e l’esperienza della vita, suscettibile di provocare
un’incapacità lavorativa o di guadagno, anche se la natura organica dei deficit
funzionali non é stata dimostrata. Ne ha pure dedotto che, per decidere circa
l’adeguatezza della relazione di causalità, non é determinante sapere se, da un
profilo medico, i disturbi consecutivi al “colpo di frusta” devono essere
qualificati piuttosto di natura fisica che psichica, nella misura in cui una
tale distinzione, in certi casi, potrebbe essere la causa di notevoli
difficoltà d’apprezzamento, vista la complessità e la varietà del quadro
clinico.

 

                                         L'Alta
Corte ha, peraltro, stabilito che la sua vecchia prassi non avrebbe più potuto
essere mantenuta, in quanto, per valutare il carattere adeguato del nesso
causale, essa si basava esclusivamente sulle lesioni riportate a seguito
dell’infortunio, quando, in ossequio alla giurisprudenza elaborata in materia
di turbe psichiche, la medesima questione dev’essere apprezzata riferendosi
all’evento infortunistico ed alle circostanze concomitanti ad esso. La
particolare natura delle lesioni subite costituisce, in questo ambito, soltanto
uno dei criteri che devono essere presi in considerazione. 

                                         Se ne
deduce che, trattandosi di un infortunio del tipo “colpo di frusta” alla
colonna cervicale, senza prova di un deficit funzionale oggettivo, la questione
della causalità adeguata deve essere valutata basandosi sull’evento
infortunistico nonché sull’insieme delle circostanze che, da un punto di vista
oggettivo, sono strettamente connesse con lo stesso o che risultano essere un
effetto diretto o indiretto dell'evento assicurato, di modo che, secondo il
corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita, sono atte a provocare o
aggravare, assieme all'infortunio, un'incapacità lavorativa o di guadagno. 

 

                                         Posto
che, tanto in caso di turbe psichiche consecutive ad infortunio quanto in caso
di disturbi provocati da un “colpo di frusta” alla colonna cervicale, ci si
trova confrontati a deficit che non é possibile oggettivare da un profilo
organico, il TFA ha precisato che, per valutare l’adeguatezza del nesso di
causalità fra un infortunio ed un’incapacità al lavoro o lucrativa consecutiva
ad un “colpo di frusta” alla colonna cervicale, conviene applicare, per
analogia, il metodo elaborato per le turbe psichiche. La Corte federale ha, in
effetti, statuito che, dal momento in cui la causalità adeguata é stata ammessa
in caso d’incapacità al lavoro o di guadagno d’origine psichica anche in
assenza di lesione organica oggettivabile, sarebbe contrario al principio
dell’uguaglianza di trattamento fra gli assicurati esigere la prova di una tale
lesione in caso d’infortunio del tipo “colpo di frusta” alla colonna cervicale
(DTF 117 V 359, consid. 5d/bb).

                                         Un
discorso analogo, del resto, è stato sviluppato in relazione ai traumi
cranio-cerebrali, allorquando le lesioni non
possono essere sufficientemente dimostrate da un profilo organico (cfr. DTF 117
V 382s. consid. 4b; cfr., pure, S. Leuzinger, Versicherungsrechtliche Kriterien
bei psychischen Unfallfolgen - zur Leistungspflicht im Rahmen der
obligatorischen Unfallversicherung, in P. Zangger/ D. Erb Egli (Hrsg.),
Die verunfallte Psyche, Zurigo 1999, p. 90). 

 

                               2.8.   Alla luce
dei principi evocati al precedente considerando - qualora ci si trovi
confrontati a dei sintomi sprovvisti di sostrato organico oggettivabile - é
necessario, dapprima, chiedersi se, tenuto conto della dinamica dell’infortunio
e dei disturbi diagnosticati, si é o meno in presenza di un infortunio del tipo
“colpo di frusta” alla colonna cervicale:

 

"  Das
Vorliegen eines Schleudertraumas wie seine Folgen müssen somit durch
zuverlässige ärztliche Angaben gesichert sein. Trifft dies zu und ist die
natürliche Kausalität - aufgrund fachärztlicher Feststellungen in einem
konkreten Fall - unbestritten, so kann der natürliche Kausalzusammenhang ebenso
aus rechtlicher Sicht als erstellt gelten, ohne dass ausführliche Darlegungen
zur Beweiswürdigung nötig wären (BGE 119 V 340 E. 2b/aa).”

(DTF
122 V 415 = SVR 1997 UV 85, p. 309ss.).

 

                                         L’esistenza
di un infortunio del tipo “colpo di frusta” così come delle sue conseguenze,
presuppone, dunque, delle attendibili certificazioni medico-specialistiche
(cfr. RAMI 2000 U 395, p. 316ss. consid. 3 = SVR 2001 UV 1, p. 1ss.; DTF 122 V
415 = SVR 1997 UV 85, p. 309ss.; DTF 119 V 340 consid. 2b/aa; STFA del 12
maggio 2000 nella causa B., consid. 4b/bb, U 404/99;
cfr., pure, U. Meyer-Blaser, op. cit., p. 104). 

                                         Per
costante giurisprudenza, decisivo dev’essere ritenuto l’apprezzamento
diagnostico espresso da uno specialista in neurologia, oltre, beninteso,
la presenza del quadro tipico dei disturbi, contraddistinto da un’accumulazione
di disturbi (P. Gomm, Kausalität in der Unfallversicherung, Plädoyer 3/97, p.
29; J. Senn, Das “Schleudertrauma” der Halswirbelsäule - Bemerkungen zum Stand
der Diskussion, SZS 4/1996, p. 322; cfr., pure, sentenza 10.8.1998 del TA del
Canton Lucerna, pubblicata in Plädoyer 5/98, p. 80ss.).

 

                                         Se
l’esistenza del nesso di causalità naturale é stata ammessa, é ancora
necessario pronunciarsi sulla questione riguardante il rapporto di causalità
adeguata, questione che dev’essere valutata secondo il metodo elaborato per le
turbe psichiche (DTF 115 V 138 consid. 6):

 

"  Entgegen
der Auffassung des kantonalen Gerichts besteht kein Anlass, bei medizinisch
zwar angenommenem, jedoch nicht (hinreichend) organisch nachweisbarem
natürlichem Kausalzusammenhang zwischen einem Unfall mit Schleudertrauma der
HWS und andauernden Beschwerden, welche die Arbeits- und Erwerbsfähigkeit
einschränken, von einer Prüfung der Adequanz abzusehen, welche grundsätzlich
bei sämtlichen Gesundheitsschädigungen, die aus ärztlicher Sicht mit
überwiegender Wahrscheinlichkeit als natürliche Unfallfolgen gelten können,
Platz zu greifen hat (BGE 121 V 49 E. 3a mit Hinweisen; MAURER, a.a.O., S. 460;
MEYER-BLASER, a.a..O., S. 82)."

(DTF
122 V 417 = SVR 1997 UV 85, p. 310). 

 

                               2.9.   Volendo
sintetizzare quanto esposto ai precedenti considerandi - si tratta, in primo
luogo, di valutare se l'interessato è rimasto vittima di un trauma
d'accelerazione alla colonna cervicale, di un trauma equivalente (cfr. SVR 1995
UV 23, p. 67 consid. 2) oppure di un trauma cerebrale
(cfr. DTF 117 V 382 consid. 4).

                                         Se ciò dovesse
essere il caso, per gli infortuni di grado medio, è necessario applicare i
criteri elencati dalla giurisprudenza di cui alla DTF 117 V 366 consid. 6a e
382 consid. 4b. In caso contrario, la valutazione dell'adeguatezza del nesso
causale va operata, trattandosi sempre degli infortuni di grado medio, secondo
i fattori elaborati dal TFA nella DTF 115 V 140 consid. c/aa (cfr. RAMI 2000 U
395, p. 316ss. consid. 3 = SVR 2001 UV 1, p. 1ss.). 

                                         A
differenza degli infortuni che hanno comportato un trauma d'accelerazione al
rachide cervicale, per l'apprezzamento della causalità adeguata, in caso di
disturbi psicogeni, bisogna differenziare le componenti psichiche da quelle
somatiche, giacché solo queste ultime vanno considerate. 

 

                                         Deve
ancora essere aggiunto che l'applicabilità della giurisprudenza federale in
materia di causalità adeguata in caso di trauma d'accelerazione alla colonna
cervicale, giusta la quale è irrilevante determinare se i disturbi accusati
dall'assicurato siano di natura organica e/o psichica (cfr. DTF 117 V 363
consid. 5d/aa), presuppone che questi disturbi siano a tal punto intrecciati
fra loro che "eine Differenzierung angesichts des komplexen und
vierschichtigen Beschwerdebildes in heiklen Fällen gelegentlich grosse
Schwierigkeiten bereitet" (DTF 117 V 363 consid. 5d/aa). Per applicare
questa prassi è dunque necessario che i disturbi psichici siano stati provocati
dall'infortunio e che unitamente ai disturbi somatici, anch'essi di natura
traumatica, formino un complesso di
disturbi psicosomatici difficilmente differenziabili
(cfr. SVR 2001 UV 13, p. 47ss. = RAMI
2000 U 397, p. 327ss.).

                                         Per
contro, il tema dell'esistenza del nesso di causalità adeguata va affrontato
alla luce dei principi applicabili nel caso di evoluzione psichica abnorme
conseguente ad infortunio (DTF 115 V 133) - e, quindi, non alla luce dei
criteri che sono stati sviluppati in materia di colpo di frusta alla colonna
cervicale (cfr. DTF 117 V 359) - quando le menomazioni rientranti nel quadro
tipico dei postumi di un “colpo di frusta” alla colonna cervicale, ancorché, in
parte accertate, sono relegate in secondo piano rispetto a marcate turbe
psichiche (RAMI 2000 U 397, p.
327ss., DTF 123 V
98ss. = SVR 1997 UV 96, p. 349ss.; STFA del 17 marzo 1995 nella causa Z., STFA del
6 gennaio 1995 pubblicata parz. in RAMI 1995 U 221, p. 177; STFA 9
settembre 1994 pubblicata parz. in RAMI 1995 U 221, p. 115).

 

                                         Con una
sentenza del 18 giugno 2002 nella causa W., U 164/01, consid. 3a e b,
parzialmente pubblicata in RAMI 2002 U 465, p. 437ss., la Corte federale ha
ulteriormente precisato la propria prassi. 

                                         Essa ha,
in effetti, stabilito che l'esame della causalità adeguata può essere
effettuato sulla base dei principi applicabili nel caso di evoluzione psichica
abnorme conseguente ad infortunio, conformemente a quanto sancito dalla DTF 123
V 99 consid. 2a, soltanto se la problematica psichica predomina in maniera
chiara già immediatamente dopo l'incidente, ritenuto che, in caso contrario,
un'ulteriore applicazione di tale giurisprudenza in un momento successivo si
giustifica solo se, nel corso dell'intera evoluzione - dall'infortunio fino al
momento determinante per il giudizio -, i disturbi fisici, complessivamente,
hanno giocato un ruolo assai secondario e sono stati completamente relegati in
secondo piano. 

                                         Il TFA ha
così motivato la sua precisazione giurisprudenziale:

 

" 
Der
Rechtsprechung gemäss BGE 123 V 99 Erw. 2a liegt der Sachverhalt zu Grunde,
dass sehr bald nach einem Unfall mit Schleudertrauma der HWS oder äquivalenten
Verletzungen, gleichsam an diesen anschliessend, die psychische Problematik
derart überwiegt, dass die mit dem Schleudertrauma einhergehenden
gesundheitlichen Beeinträchtigungen (buntes Beschwerdebild) völlig in den
Hintergrund treten. Die Formulierung in BGE 123 V 99 Erw. 2b, «das in den
ersten Monaten nach dem Unfall durch die Schleuderverletzung geprägte
Beschwerdebild (habe) in der Folge in eine psychische Überlagerung
umgeschlagen, welche schliesslich eindeutige Dominanz aufwies», ist insofern
nicht unmissverständlich, als die Wendung «in der Folge» unter Umständen auf
eine gewisse zeitliche Distanz zum Unfall schliessen lassen könnte. Die in BGE
123 V 99 Erw. 2a zitierten Urteile (Urteil C. vom 28. November 1994, U 107/94,
auszugsweise publiziert in RKUV 1995 S. 116 Nr. 8 und F. vom 6. Januar 1995, U
185/94, auszugsweise publiziert in RKUV 1995 S. 117 Nr. 9) zeigen aber ganz
klar, dass die psychische Problematik unmittelbar nach dem Unfall eindeutige
Dominanz aufweisen muss, damit anstelle von BGE 117 V 351 die zur Adäquanz bei
Unfällen mit anschliessend einsetzender psychischer Fehlentwicklung geltende
Rechtsprechung Anwendung findet. Würde auf das Erfordernis eines nahen
zeitlichen Zusammenhangs zwischen Unfall und überwiegender psychischer
Problematik verzichtet, hätte dies zur Folge, dass der adäquate
Kausalzusammenhang bei den meisten Versicherten, die ein Schleudertrauma der
HWS oder eine äquivalente Verletzung erlitten haben und im Zusammenhang mit
diesem Unfall auch an psychogenen Beschwerden leiden, nach BGE 115 V 133 zu
beurteilen wäre. Denn bei Opfern eines Schleudertraumas der HWS, bei welchem
keine organischen Befunde vorliegen, steht mit zunehmender zeitlicher Distanz
zum Unfall immer häufiger die psychische Problematik im Vordergrund. Damit würde
jedoch die Rechtsprechung zum adäquaten Kausalzusammenhang bei Schleudertraumen
der HWS ohne organisch nachweisbare Befunde (BGE 117 V 359) unterlaufen, für
deren Anwendung eben gerade nicht entscheidend ist, ob Beschwerden medizinisch
eher als organischer und/oder psychischer Natur bezeichnet werden"

                                         (RAMI
succitata, consid. 3a). 

 

                                         In altre
parole, in caso di trauma d'accelerazione alla colonna cervicale, se i disturbi
psichici non sono apparsi subito dopo l'infortunio e se i disturbi fisici non
rivestono un'importanza del tutto marginale, si applicano i principi sviluppati
nella DTF 117 V 359. 

 

                                         A titolo
di esempio, la nostra Alta Corte, in una sentenza del 21 marzo 2003 nella causa
A., U 335/02 - pubblicata in Plädoyer 3/03, p. 61s. - ha stabilito che
l'adeguatezza del nesso causale andava esaminata secondo i principi sviluppati
nella DTF 117 V 359, trattandosi di un assicurato, vittima di una distorsione
cervicale del tipo "colpo di frusta", i cui disturbi depressivi erano
stati diagnosticati, per la prima volta, circa 10 mesi dopo l'infortunio.
D'altro canto, mai i disturbi somatici lamentati dall'interessato (una sindrome
cronica cervicocefalica e toracovertebrale) avevano giocato un ruolo assai
marginale per rapporto alla problematica psichica.

                                         In questa
stessa pronunzia, il TFA ha ricordato che il fatto che i disturbi fisici siano
stati aggravati dalla componente psichica già breve tempo dopo l'infortunio,
non è decisivo, giacché uno stato
depressivo costituisce un disturbo che rientra nel quadro clinico tipico di un
trauma d'accelerazione al rachide cervicale.

                                         Ad
analoghe conclusioni, il TFA è pure giunto nelle sentenze del 27 agosto 2002
nella causa H., U 172/00 e del 20 agosto 2002 nella causa N., U 89/02.

 

                                         Per
contro, in una sentenza del 2 aprile 2003 nella causa S., U 58/02, il TFA ha
valutato l'adeguatezza dal profilo della DTF 115 V 133, nonostante che la
problematica ansio-depressiva fosse stata diagnosticata, per la prima volta,
poco meno di 20 mesi dopo l'infortunio e che l'assicurata continuasse a
presentare (anche) dei disturbi di natura somatica (dolori cervico-cefalici,
irritazione del sistema simpatico cervicale posteriore con occasionali
vertigini e nausee nonché fono e fotofobie). 

 

                             2.10.   Nella
presente fattispecie, in ossequio a quanto
stabilito dalla sentenza federale di rinvio, l'esame del nesso di causalità
adeguata va eseguito alla luce dei principi elaborati dal TFA nella sentenza
pubblicata in DTF 117 V 369, senza pertanto operare una differenziazione tra
affezioni fisiche e psichiche, e non - contrariamente quindi a quanto stabilito
dal TCA nella propria pronunzia - secondo quanto sviluppato in materia di
evoluzione psichica abnorme conseguente ad infortunio (DTF 115 V 133ss.). 

                                         In
effetti:

 

" 
(…).

A prescindere dal fatto che, come evidenzia la
prassi del Tribunale federale delle assicurazioni in materia (DTF 117 360
consid. 4b; RAMI 2001 U 412 pag. 79), anche uno stato depressivo ricollegabile
ad un infortunio del tipo "colpo di frusta" configura un disturbi
tipico rientrante nel normale quadro clinico di una simile lesione, nel caso di
specie si osserva che questa affezione, il cui fattore scatenante è stato
riconosciuto essere l'evento del 26 marzo 1995 (cfr. perizia della ____________
del 7 dicembre 1996), è stata diagnosticata per la prima volta a distanza di
nove mesi dall'incidente in parola, pertanto non immediatamente dopo
l'infortunio (cfr. in quest'ottica anche la sentenza del 20 agosto 2002 in re
N. U 89/02, consid. 3.1).

Né si può affermare che, nel periodo entrante in
linea di considerazione, i disturbi fisici, complessivamente, abbiano giocato
un ruolo assai marginale e siano stati completamente relegati in secondo piano.
A tal proposito, basti pensare che, a distanza di quasi due anni
dall'infortunio, il già citato referto medico e neurologico 7 dicembre 1996
della clinica riabilitativa di __________ continua ad attestare una
"ipertonia muscolare dolorosa alla pressione e alla percussione lungo i
trapezi e la regione della muscolatura cervicale, in particolare nella regione
dei punti d'intersezione all'occipite, nonché una lieve limitazione della
mobilità della colonna cervicale in inclinazione, flessione ed estensione"
proponendo, quale misura terapeutica, fisioterapia e massaggi puntuali, e
continua ad accertare, dal profili neuropsicologico, "deficit
dell'attenzione e della memoria". Né può passare inosservato il fatto che
ancora nel gennaio 1999, nel corso di una degenza - peraltro riconosciuta
dall'assicuratore infortuni - presso la __________, siano stati rilevati, oltre
ai già indicati dolori occipitali e cervicali, anche parestesie nella regione
del mignolo, disturbi alla vista, saltuarie vertigini, nausee, disturbi del
sonno nonché (gravi) disturbi della concentrazione e della memoria - tipici di
un "colpo di frusta" - e siano state ulteriormente adottate, a
livello terapeutico, misure fisioterapiche, oltre a quelle di ordine
psicologico.

In tali condizioni, non potendo, per quanto
appena esposto, ritenere che, complessivamente, i disturbi fisici abbiano
giocato un ruolo assai marginale e siano stati completamente relegati in
secondo piano dalle affezioni di natura psichica, se ne deve dedurre che la
valutazione del rapporto di causalità adeguata con l'evento del 26 marzo 1995
doveva essere effettuata sulla base dei principi adottati dal Tribunale
federale delle assicurazioni nella sentenza pubblicata in DTF 117 V 359 e
non, come stabilito dai primi giudici, secondo quanto sviluppato in materia di
evoluzione psichica abnorme conseguente ad infortunio (cfr. a titolo di
paragone la sentenza del 27 agosto 2002 in re H., U 172/00)"

                                         (STFA del
29.1.2003, consid. 2.2. - la sottolineatura è del redattore). 

 

                             2.11.   Nella sua
precedente pronunzia (cfr. STCA del 20.3.2002, consid. 2.13., p. 30), il TCA ha
già avuto modo di accertare che __________, al volante della propria
autovettura, si trovava fermo in colonna, quando è stato tamponato dalla
conducente della vettura che lo seguiva. L'autovettura dell'assicurato è quindi
stata spinta contro quella che la precedeva. La vettura del ricorrente ha
riportato danni materiali tutto sommato assai contenuti (la struttura portante
non é stata toccata). Questi danni hanno interessato soprattutto la sua parte
posteriore. Così come risulta dalla documentazione fotografica presente
nell'incarto della __________, la parte anteriore è stata solo leggermente
danneggiata.

 

                                         Chiamato
ora a classificare questo sinistro, lo scrivente Tribunale ritiene che si
tratta di un infortunio di grado medio al limite della categoria degli infortuni
leggeri o insignificanti, conformemente ad una ormai consolidata prassi
federale (cfr. STFA del 6 novembre 2002 nella causa G., U 99/01, consid. 4.1.:
"Der erlittene Verkehrsunfall ist mit der Vorinstanz im mittleren Bereich,
hier aber eher an der Grenze zu den leichten Unfällen anzusiedeln. Dies
entspricht auch der Praxis des Eidgenössischen Versicherungsgerichts, welches
Auffahrkollisionen auf ein haltendes Fahrzeug in der regel als mittelschweren
Unfall im Grenzbereich zu den leichten Unfällen qualifiziert (Urteil B. vom
22. Mai 2002, U 339/01)" - la sottolineatura è del redattore; cfr., pure,
STFA del 21 giugno 1999 nella causa E., U 128/98, consid. 3 e riferimenti; U.
Müller, Die Rechtsprechung des EVG zum adäquaten Kausalzusammenhang beim sog.
Schleudertrauma der HWS: Leitsätze, Kasuistik und Tendenzen, in SZS
2001, p. 431ss.).

 

                                         Il
giudice é quindi tenuto a valutare le circostanze connesse con l’infortunio,
secondo i criteri di rilievo elaborati dal TFA. Per ammettere l’adeguatezza
sarebbe, pertanto, necessaria, alternativamente, la presenza, cumulativamente,
di tutti i fattori elencati o la particolare intensità dei fattori
effettivamente intervenuti.

                                         In una
sentenza del 12 maggio 2000 nella causa F., U 339/98, il TFA ha precisato che,
in presenza di un evento infortunistico di grado medio, al limite della
categoria inferiore, tre criteri soddisfatti con una certa intensità
sono sufficienti per ammettere l'esistenza di un legame causale adeguato (cfr.,
pure, STCA del 28 settembre 2001 nella causa C., inc. n. 35.2000.20, consid.
2.6., confermata dal TFA con giudizio del 17 ottobre 2002, U 371/01; M.
Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht, Soziale Sicherheit, n. 41 p. 18).

 

                                         Ciò è il
caso nella concreta evenienza.

                                         Posto
come non debba essere operata alcuna distinzione fra componente organica e
componente psichica (cfr. consid. 2.10.), questa Corte ritiene infatti
soddisfatti - con una particolare intensità - il criterio dei disturbi
persistenti, quello della lunga durata della cura medica, nonché quello del
grado e della durata dell'incapacità lavorativa.

                                         Al
riguardo, occorre ricordare che __________, dal giorno in cui rimase vittima
dell'infortunio assicurato, non ha più potuto riprendere alcuna attività
lavorativa, e ciò a causa, sostanzialmente, di una persistente sindrome
dolorosa cervico-cefalica, di disturbi a carattere neuropsicologico a livello
dell'attenzione e del pensiero, nonché, infine, di una grave depressione
reattiva con tendenza all'isolamento ed all'introversione.

                                         Ancora in
occasione della degenza 20 gennaio-3 marzo 1999 presso la __________, dunque a
distanza di poco meno di 4 anni dall'evento traumatico, i sanitari - constatato
il persistere di dolori occipitali e cervicali, di parestesie nella regione del
mignolo, di disturbi della vista, di sporadiche vertigini, di nausee, di
disturbi del sonno, nonché di disturbi della concentrazione e della memoria
(cfr. doc. _, p.3) - hanno dichiarato l'assicurato ulteriormente incapace al lavoro,
considerandolo momentaneamente non reintegrabile nel mondo del lavoro, ed hanno
raccomandato l'esecuzione di fisioterapia ambulatoriale, così come di una
psicoterapia di sostegno (cfr. doc. _, p. 6).

                                         È
soltanto nel corso del mese di marzo 2000 che il dott. __________ ha
riconosciuto il ricorrente parzialmente abile al lavoro, nella misura del 25%
(cfr. certificato del 23.3.2000 accluso al doc. _). Da notare che, sempre
secondo il medico curante, questa parziale abilità lavorativa aveva invero piuttosto
un fine terapeutico, allo scopo di cercare di riabituare l'assicurato alla vita
sociale (cfr. doc. _: "…, sperando in un miglioramento fisico, si è
cercato negli ultimi sei mesi, di spingere il sign. __________, a incrementare
la sua partecipazione alla vita di relazione con l'aiuto, a sua insaputa, dei
parenti e dei conoscenti, particolarmente del fratello __________, che avendo
una attività commerciale, risultava il più idoneo a tale scopo"). 

 

                                         D'altro
canto, dagli atti di causa emerge che il decorso post-infortunistico è stato
caratterizzato - oltre che da costanti trattamenti, somatici e psichiatrici,
effettuati su base ambulatoriale - da innumerevoli soggiorni di cura in
cliniche specializzate nella riabilitazione (11 luglio-3 agosto 1995 presso la
Clinica __________ [cfr. doc. _], 18 dicembre 1995-20 gennaio 1996 nuovamente
presso la Clinica __________ [cfr. doc. _], 7-21 maggio 1996 presso la
__________ [doc. _] e 20 gennaio-3 marzo 1999 presso il Centro di
riabilitazione di __________ [doc. _]), degenze che non hanno comunque
consentito di risolvere i problemi di salute lamentati dall'insorgente. 

 

                                         A titolo
di raffronto, va ricordato che, in una sentenza del 30 luglio 2002 nella causa
M., U 249/01 - parzialmente pubblicata in RAMI 2002 U 470, p. 531ss.- il TFA ha
ammesso la realizzazione di questi stessi tre criteri di rilievo (e, quindi,
del nesso di causalità adeguata), trattandosi di un caso che presentava una
costellazione certamente più favorevole all'assicurato rispetto al caso sub
judice:

 

" 
(…). 

bb) En revanche, l’intimée
souffre de douleurs à la nuque en permanence, ainsi que de céphalées plus
diffuses pouvant parfois durer plusieurs jours de suite et de lancées
douloureuses occipitales, la médication antalgique ne supprimant qu’une partie
des douleurs (rapport du docteur G., p. 2). De manière plus circonstanciée, le
docteur V. évoque, près de six ans après l’accident, d’une part, des douleurs
latéro-postérieures bilatérales dans la nuque avec accentuation à gauche et
irradiation dans l’épaule, exacerbées à l’effort, éveillant l’intimée entre
cinq et dix fois par nuit et, d’autre part, de vives douleurs, à caractère
quotidien, vrillantes à type de «lancées» partant de la nuque, irradiant dans
la région occipitale, accompagnées de nausées et non maîtrisables par des
manifestations antalgiques. 

cc) En ce qui concerne la
durée et l’intensité de l’incapacité de travail consécutive à l’accident, peu
importe, contrairement à l’opinion de la recourante, que les attestations
relatives à la capacité de travail de l’intimée émises par ses médecins
traitants au cours de la convalescence présentent une certaine discontinuité.
Ces dernières reflètent en effet les efforts pour reprendre son travail
déployés par l’intimée, qui n’est cependant jamais parvenue à atteindre les
taux d’activité prévus pour une période prolongée (rapport du docteur G., p. 4;
rapport du docteur V., p. 4). Ces deux derniers médecins s’accordent, en
revanche, à reconnaître rétroactivement une incapacité de travail complète
durant les dix-huit mois qui ont suivi l’accident et à 50% depuis lors, pour
une durée de six mois pour le premier (rapport du docteur G., ad question 6, p.
6), respectivement de manière permanente pour le second (rapport du docteur V.,
ad question 11, p. 16).

En ce qui concerne la
persistance d’une incapacité de travail au-delà de vingt-quatre mois après
l’accident, les critiques émises par le docteur V. (rapport précité, p. 11) à
l’égard des conclusions du docteur G. sont pertinentes et convaincantes. On
relèvera, en outre, que dans la mesure où le docteur G. suggère, en réalité,
une proposition de règlement du cas d’assurance emportant «compensation» d’une
incapacité de travail résiduelle par la reconnaissance d’un certain taux
d’atteinte à l’intégrité, ses considérations, qui procèdent d’une certaine
confusion entre évaluation de la capacité de travail et existence d’un dommage
permanent (cf. rapport précité, p. 6, spéc. ad question 8), ne parviennent pas
à emporter la conviction. Il faut, dès lors admettre, conformément aux
conclusions du docteur V., que l’intimée subit une incapacité de travail de
50%.

dd) Enfin, comme le relève à
juste titre la juridiction cantonale, l’intimée a été durant une longue période
l’objet d’investigations et de traitements médicaux, sous forme de chiropraxie,
de médication antalgique et de physiothérapie – qui a d’ailleurs eu pour effet,
dans un premier temps, d’aggraver la symptomatologie douloureuse (rapport du
docteur E., du 20 avril 1995).

d) L’ensemble de ces
circonstances – la persistance des douleurs, la durée de l’incapacité de
travail ainsi que la longue durée du traitement médical – permettent
d’admettre, en l’espèce, l’existence d’un rapport de causalité adéquate entre
l’accident et les atteintes à la santé dont souffre l’intimée audelà du 30 juin
1996. Comme l’ont admis à bon droit les premier juges, la recourante n’était
dès lors pas en droit de mettre un terme au versement des indemnités
journalières dès cette date"

                                         (STFA
succitata). 

 

                                         Questo
Tribunale deve dunque concludere che l’infortunio del 26 marzo 1995 ha avuto,
secondo il corso ordinario delle cose e l’esperienza della vita, un significato
decisivo per l’instaurazione dei disturbi di cui __________ è sofferente. 

                                         In
siffatte condizioni, l’adeguatezza del nesso di causalità non può, quindi, che
essere ammessa anche dopo il 3 marzo 1998, data dalla quale continua, di
principio, a sussistere un diritto alle prestazioni assicurative da parte
dell'insorgente.

 

                             2.12.   Dall'impugnata
decisione su opposizione emerge che l'assicuratore LAINF convenuto ha negato la
propria responsabilità a contare dal 4 marzo 1998, siccome - considerato
l'esito di alcuni pedinamenti eseguiti da un'agenzia privata d'investigazione,
nei giorni del 30 ottobre, nonché 2, 3, 4, 5, 8, 9 e 10 novembre 1999, indagini
che avrebbero dimostrato un agire fraudolento dell'assicurato che, in quei
giorni, avrebbe regolarmente svolto l'attività di meccanico di automobili
presso il garage del fratello - __________ è stato dichiarato totalmente abile
al lavoro a partire dalla data in cui ha avuto inizio l'attività della
succitata ditta (appunto il 4 marzo 1998):

 

" 
(…).

Si richiamano gli allegati sopra elencati. I
medici e gli specialisti hanno ammesso l'esistenza dei disturbi evocati
dall'assicurato poiché compatibili con il quadro clinico acquisito, seppure non
dimostrabili e meglio obiettivabili. In tale contesto, le versioni rese
dall'assicurato hanno contribuito prevalentemente al riconoscimento delle
prestazioni medico-assicurative.

 

 

3.2.       Viste
le prove acquisite, vengono a mancare le premesse per giustificare:

 

 

3.2.1
    i disturbi pretesi dall'assicurato o, quantomeno, l'importante incidenza di
questi sulla di lui capacità lavorativa;

 

 

3.2.2     le
indagini mediche eseguite e, di rilesso, le cure istituite.

 

 

e ciò a far tempo, almeno, dalla data di
entrata in esercizio dell'impresa di proprietà
del fratello dell'assicurato, alla quale è affiliata parimenti la moglie di
quest'ultimo (sig.ra __________) a titolo di socio accomandante. Si
ricorda che l'iscrizione al registro di Commercio dell'impresa è avvenuta in
data 22.12.1997 e l'entrata in servizio in data 04.03.1998"

                                         (doc. _,
p. 8).

 

                                         L'assicurato,
con il proprio gravame, ha contestato la tesi della __________, facendo
essenzialmente valere che la propria presenza presso l'impresa del fratello
deve essere vista come un semplice tentativo di reinserimento professionale e,
quindi, non come una vera e propria attività lucrativa. 

                                         D'altra
parte, egli considera assurdo pretendere di stabilire il grado della sua
capacità lavorativa fondandosi, citiamo: "… su risultanze investigative
effettuate in maniera dilettantesca, superficiale e il cui contenuto non è
neppure comprovato in maniera oggettiva" (I, p. 4). 

 

                                         Al
riguardo il TCA ricorda innanzitutto che, a proposito delle
video-registrazioni, il Tribunale federale delle assicurazioni, in una sentenza
del 25 febbraio 2003 nella causa F., U 161/01 - riguardante un'assicurata
sottoposta a video-sorveglianza da parte dell'assicuratore RC, mezzo di prova
successivamente utilizzato dall'__________ - ne ha riconosciuto la legittimità
di principio, argomentando come segue:

 

" 
(…).

 

Die Überwachung (inkl. die entsprechenden
Videoaufnahmen) - vorgenommen im Verhältnis zwischen privater
Haftpflichtversicherung und einer Privatperson - sind nicht widerrechtlich,
sondern durch ein überwiegendes privates und öffentliches Interesse
gerechtfertigt (Art. 28 Abs. 2 ZGB): Weder die Versicherung noch die dahinter
stehende Versichertengemeinschaft sollen zu Unrecht Leistungen erbringen müssen
(JdT 1998 I 763 Erw. 2b = SJ 1998 S. 303 f. Erw. 2b, bestätigt durch Urteil des
Europäischen Gerichtshofes für Menschenrechte vom 28. Juni 2001, VPB 65 [2001]
Nr. 134 S. 1381). Zudem ist bei der Interessenabwägung zu berücksichtigen, dass
die Versicherte gegenüber der Haftpflichtversicherung (wie auch gegenüber der
__________) einen Anspruch erhebt, der sich auf den Gesundheitszustand und die
Arbeitsfähigkeit abstützt, so dass diesbezüglich Eingriffe in die
Persönlichkeit zu erdulden sind, was das Interesse der Beschwerdeführerin
geringer erscheinen lässt. Damit sind die im Verhältnis Privatversicherung -
Beschwerdeführerin erhobenen Beweismittel rechtmässig erlangt worden. 

 

Dies bedeutet aber noch nicht, dass solche
Beweise auch von der SUVA erhoben oder verwertet werden dürfen, da es sich bei
der SUVA um eine öffentlich-rechtliche Anstalt handelt (Art. 61 Abs. 1 UVG),
welche vom öffentlichen Recht beherrscht wird und damit - als Teil des Staates
- die Grundrechte der Versicherten (hier Schutz der Privatsphäre; Art. 13 Abs.
1 BV) zu berücksichtigen hat. Dieser Schutz gilt jedoch nicht absolut; vielmehr
können die Grundrechte gemäss Art. 36 BV eingeschränkt werden, wenn eine
gesetzliche Grundlage vorliegt (Abs. 1), ein öffentliches Interesse an der Einschränkung
besteht (Abs. 2), die Einschränkung verhältnismässig ist (Abs. 3) und der
Kerngehalt der Grundrechte nicht angegriffen wird (Abs. 4). In vorliegender
Sache besteht die gesetzliche Grundlage für die Verwertung der fraglichen
Beweismittel in Art. 47 UVG, welcher dem Versicherer eine Pflicht zur
Sachverhaltsabklärung auferlegt, ohne dabei eine Beschränkung der Beweismittel
vorzusehen (mit Ausnahme der Autopsie eines tödlich Verunfallten; Art. 47 Abs.
4 UVG). Das öffentliche Interesse an der Einschränkung des Schutzes der
Privatsphäre liegt darin, keine nicht geschuldeten Leistungen zu erbringen
(vgl. JdT 1998 I 763 Erw. 2b = SJ 1998 S. 303 f. Erw. 2b, bestätigt durch
Urteil des Europäischen Gerichtshofes für Menschenrechte vom 28. Juni 2001, VPB
65 [2001] Nr. 134 S. 1381), um die Gemeinschaft der Versicherten nicht zu
schädigen. Nach der Rechtsprechung verlangt der Grundsatz der
Verhältnismässigkeit, dass der Grundrechtseingriff zur Erreichung des
angestrebten Zieles geeignet und erforderlich ist und dass das verfolgte Ziel
in einem vernünftigen Verhältnis zu den eingesetzten Mitteln, den zu seiner
Verwirklichung notwendigen Freiheitsbeschränkungen, steht (Verhältnismässigkeit
im engeren Sinne; Urteil K. des Schweizerischen Bundesgerichts vom 24. Oktober
2001, 2P.52/2001). Die Verwertung der durch den Privatdetektiv erbrachten
Beweise ist zur Erreichung des angestrebten Zieles (keine Leistungszusprechung
an Unberechtigte und entsprechender Schutz der Versichertengemeinschaft)
geeignet und auch erforderlich, da nur diese Beweismittel - bei offensichtlich
bestehenden Anhaltspunkten einer effektiv bestehenden Arbeitsfähigkeit - eine
unmittelbare Wahrnehmung wiedergeben können (vgl. JdT 1998 I 764 Erw. 2c = SJ
1998 S. 304 Erw. 2c). Zudem sind sie auch im engeren Sinne verhältnismässig, da
nur die für die Anspruchsbeurteilung notwendigen Aspekte berücksichtigt worden
sind (faktische Arbeitsfähigkeit als Putzfrau). Die Verwertung der aus der
beschränkten Überwachung durch einen Privatdetektiv erlangten Beweismittel
greift zudem den Kerngehalt des Schutzes auf Privatsphäre gemäss Art. 13 Abs. 1
BV nicht an, womit die Verwertung der durch den Privatdetektiv erstellten
Beweismittel in casu zulässig ist. Ob dies auch bei einer Beweisaufnahme durch
die SUVA so wäre, kann offen gelassen werden"

                                         (STFA
succitata, consid. 3.3.3.).

 

                                         Nella
presente fattispecie, il TCA constata che la __________, assicuratore RC della
conducente responsabile del noto incidente della circolazione stradale, ha
ordinato il pedinamento di __________, da parte di un'agenzia privata di
investigazioni, tale __________. 

                                         I
pedinamenti sono state eseguiti a cavallo fra i mesi di ottobre e novembre
1999.

                                         All'inserto
figurano i resoconti scritti di questi pedinamenti ed una videocassetta.

 

                                         Questo il
tenore dei rapporti giornalieri allestiti dai detective:

 

" 
(…).

 

SABATO 30 OTTOBRE 1999

 

ore 10.00 Inizio servizio.

ore 11.00 arriviamo a __________

ore 11.30 individuiamo l'abitazione del Sig. __________, notiamo
che la parte superiore della stessa é stata ristrutturata recentemente mentre
il resto della casa é in condizioni molto precarie.

Perlustriamo la zona per individuare eventuali postazioni atte ad
effettuare gli appostamenti, non notiamo la presenza di persone nell'abitazione
essendo sabato e presumendo l'assenza delle persone interessate sospendiamo il servizio.

ore 13.00 fine servizio.

 

(…).

 

MARTEDÌ 2
NOVEMBRE 1999

 

ore 05.00 Inizio servizio.

ore 06.05 Arriviamo a __________ - Italia presso la piazzetta
della chiesa, controlliamo tutti i parcheggi possibili senza riscontrare una
vettura __________.

ore 06.20 Localizziamo la casa del signor __________ di __________.

La casa sembra disabitata, si vedono che sono stati effettuati
diversi lavori, però rimane un cantiere aperto. Sul muro della stessa vediamo
un cartello di vendita con l'indirizzo di un'immobiliare.

La bucalettere presenta il nome __________ scritto con un gesso ed
inoltre c'è un disegno di un viso disegnato sulla stessa. Ci sono due pulsanti
di citofono.

Restiamo nei dintorni.

 

ore 08.30 Parliamo con una
vicina che ci conferma che il signor __________ e sua moglie __________ non
abitano più in via __________ da circa 1 anno e con molta probabilità si sono
trasferiti ad __________ presso __________.

Partiamo per __________.

 

ore 09.10 Arriviamo a __________, località situata subito dopo __________, in quanto il municipio responsabile per le persone domiciliate
ad __________ è appunto __________.

Ci rechiamo presto iI municipio di __________ dove non risulta
abitare il signor __________ e
sua moglie.

Telefoniamo al municipio di __________, responsabile per le
persone di __________, e ci rispondono che il signor __________ è sempre
domiciliato in via __________.

Partiamo per __________.

 

ore 10.00 Arriviamo a __________ presso la clinica __________ dove
veniamo a sapere che la signora __________, nata __________, non lavora più nella clinica.

Risulta un indirizzo in via __________ ed un numero telefonico
__________ 

Veniamo a sapere inoltre che la stessa __________ a suo tempo era
stata contattata dall'istituto __________ dove però non riscontriamo,
attraverso una nostra telefonata, che la stessa lavora.

 

ore 11.20 Partiamo per
__________.

 

ore 12.30 Arriviamo a __________, località situata vicina a
__________, dove localizziamo la __________.

La casa si trova sulla strada principale e sembra divisa in due
appartamenti, non riscontriamo il nome del signor
__________ o __________.

Proviamo più volte a telefonare alla famiglia __________ (lo
stesso che la signora __________ lasciò alla clinica) papà di __________ senza successo.

La stessa prova la indirizziamo alla famiglia __________ o, papà
di __________ senza successo. All'esterno della casa non vediamo nessuna
__________, è parcheggiata un __________ targata __________ con il bollo svizzero
per l'autostrada. Restiamo nei dintorni.

 

ore 14.30 Una donna esce
dalla casa di via __________ a __________,
sale a bordo della __________ e parte in direzione
__________, la pediniamo.

 

ore 14.45 La __________ arriva a __________ presso il parcheggio
situato vicino al __________. La donna scende dall'auto ed attende nei
dintorni.

 

ore 15.45 La donna è sempre nei dintorni del porto a __________,
convinti che non era collegata con il __________ ci spostiamo
a __________ presso l'indirizzo del signor __________ per controllare se una
vettura __________ è parcheggiata.

 

ore 15.55 Non riscontriamo nessuna vettura
__________.

Ci spostiamo presso il
domicilio del signor __________, papà di __________, in via __________ a
__________ senza però riscontrare nessuna vettura __________. Al telefono dello stesso __________ c'è sempre
una segreteria telefonica.

 

ore 16.30 Ritorniamo a __________ in via __________ dove ci
appostiamo.

 

ore 18.20 Presso la casa di via __________ a __________ non
riscontriamo la presenza del signor __________.

 

Sospendiamo la sorveglianza.

 

ore 19.30 Fine servizio.

 

(…).

 

MERCOLEDÌ 3 NOVEMBRE 1999

 

ore 05.00 Inizio
servizio.

 

ore 06.15 Arriviamo a
__________ - Italia
in via __________, all'esterno della casa ci sono due auto parcheggiate. Una __________ ed una
__________.

Restiamo in posizione.

 

ore 08.20 Un uomo di 45
anni ca. esce dalla casa di via __________ a __________, ci spostiamo in quanto è evidente che il
signor __________ non vive a
__________.

 

ore 08.30 Arriviamo a __________, domicilio del signor __________,
papà di __________, dove non riscontriamo nessuna __________.

Partiamo per __________.

 

ore 09.10 Arriviamo a __________ dove incontriamo una signora che
abita di fianco all'abitazione di via __________ la quale ci confida che il
signor __________ e sua moglie __________ non vivono più a __________ da circa
1 anno e che il signor __________ ha aperto un garage a __________.

Inoltre ci confida che la signora __________ non lavora più in
Svizzera ma esercita a __________ in un istituto,
probabilmente, per anziani.

Veniamo a sapere anche che sono stati spesi parecchi soldi per
ristrutturare la casa di via __________ e che ne servono ancora molti.

Ci trasferiamo a __________ in cerca del garage.

 

ore 10.30 Dopo alcune indagini veniamo a sapere che tre soci
hanno, da diverso tempo, aperto un garage a __________ situato in via
__________.

Localizziamo il possibile garage __________ in via __________ a
__________ - __________. Entriamo e ci mostriamo interessati all'acquisto di una
vettura.

Individuiamo due persone che non corrispondono all'indentikit di
__________. 

L'officina dello stesso garage è aperta, una vettura si trova
all'interno per riparazioni. Azzardiamo chiedere, dopo la trattativa dell'auto,
dove è situato il garage dei signori __________ e __________. Il signor
__________, responsabile delle vendite e possibile terzo socio, ci risponde che
é questo e che il signor __________ rientrerà a momenti
con un pezzo da sostituire.

Chiudiamo velocemente la conversazione, promettendo di ripassare
presto, e ci allontaniamo. Restiamo nascosti nei dintorni.

 

ore 12.15 Passiamo presso il garage __________ a __________, lo
stesso è chiuso per la pausa. Cerchiamo una postazione ideale per vedere tutti
gli spostamenti e l'officina dove il signor __________ lavora.

Individuiamo l'unico posto possibile per l'operazione, dobbiamo
comunque sospendere per motivi di sicurezza.

sospendiamo la sorveglianza.

 

ore 13.30 Fine servizio.

 

(…).

 

MERCOLEDÌ 3 NOVEMBRE 1999

 

ore 20.15 Inizio servizio.

Trasferta a __________ - Italia per sopralluogo della postazione
ideale.

 

ore 21.40 La postazione é ritenuta
ottima in tutti i particolari compresa una certa sicurezza di manovra.

 

ore 23.45 Fine servizio.

 

(…).

 

GIOVEDÌ 4 NOVEMBRE 1999

 

ore 07.00 Inizio servizio.

 

ore 08.30 Il signor __________ indossa una tuta da meccanico, si trova all'interno dell'officina del
garage __________ di via __________ dove é intento a riparare un'auto.

 

ore 12.00 I 2 colIeghi del signor __________ partono dal garage
__________ separatamente, chiudono il cancello.

Lo stesso __________ rimane nell'officina con un altro uomo che lo
aiuta nei lavori.

 

ore 13.20 Un collega del
signor __________ arriva presso il garage
__________ a __________ dove entra.

 

ore 13.25 II signor __________ abbassa la vettura __________ dal
ponte dell'officina.

 

ore 14.00 Il signor __________
si toglie la tuta di lavoro.

 

ore 14.05 Il signor __________ o, il collega e l'altro uomo partono a
bordo di una __________, alla guida si trova
il __________. che parte sgommando.

 

ore 14.15 __________ rientra al garage
__________ a __________ con
a bordo il signor __________, il collega e l'altro uomo.

 

ore 14.30 L'altro collega del signor __________ arriva a bordo di una __________ presso il garage
__________.

 

ore 14.35 Il signor __________ indossa nuovamente la tuta da
lavoro ed inizia a lavorare.

 

ore 17.55 Il signor __________ si toglie la tuta da lavoro, lo
vediamo conversare con delle persone e uno dei colleghi.

 

ore 18.25 Il signor __________ parte da via __________ a
__________ a bordo della vettura __________ targata __________.

Sospendiamo la sorveglianza. 

 

ore 20.00 Fine servizio.

 

(…).

 

VENERDÌ 5 NOVEMBRE 1999

 

ore 06.30 Inizio servizio.

 

ore 08.35 Un Collega del signor __________ arriva a bordo di una
__________ presso il garage __________, entra ed apre l'officina.

 

ore 08.37 Il signor __________ arriva a bordo
della __________ __________ presso il
garage __________.

 

ore 09..00 Il signor __________ indossa la tuta da
lavoro, alza una vettura sul ponte dell'officina ed inizia a lavorare.

 

ore 12.05 II signor __________ o si toglie la tuta da lavoro e
subito dopo parte a bordo della __________.

 

ore 12.30 Passiamo a __________ in via __________, domicilio
del signor __________, papà di __________,
dove troviamo la vettura __________ del signor __________
parcheggiata.

 

ore 13.45 Un collega del signor
__________ arriva in via __________ presso
il garage __________, entra ed
apre lo stesso.

 

ore 14.25 Il signor __________ arriva a bordo della __________ presso il garage __________.
Indossa la tuta da lavoro.

 

ore 15.20 il Signor __________ e un uomo partono
a bordo di una __________.

 

ore 15.50 La __________ rientra a __________ presso il garage
__________, il signor __________ ha con sé un pezzo di
ricambio. Lo stesso __________ indossa la tuta da lavoro e riprende il lavoro.

 

ore 19.30 il signor __________ si trova
ancora all'interno dell'officina del garage __________ con
due colleghi.

 

Sospendiamo la sorveglianza. 

 

ore 21.00 Fine servizio.

 

(…).

 

LUNEDÌ 08 NOVEMBRE 1999

 

Ore 07.00 Inizio servizio.

 

Ore 08.20 una persona (presumibilmente un socio del garage) arriva
al garage __________ a bordo di una __________ apre il cancello e entra nel
garage.

 

Ore 08.30 arriva il sig. __________ a bordo di una __________
e entra nel garage __________.

 

Ore 08.33 vediamo il
Sig. __________ scaricare due grossi sacchi (tipo spazzatura).

 

Ore 12.30 il Sig. __________
parte dal garage.

 

14.30 Il Sig. __________ rientra al garage.

 

Ore 17.30 Il Sig. ____________ é ancora all'interno del garage,
sospendiamo la sorveglianza.

 

Ore 19.00 fine servizio.

 

(…).

 

MARTEDÌ 09 NOVEMBRE 1999

 

ore 05.30 inizio servizio.

 

ore 07.00 ci troviamo a
__________ - Italia
presso il domicilio del signor __________, papà
di __________. 

Non troviamo la __________.

 

ore 08.05 Arriviamo, sempre a __________, presso la nostra
postazione e decidiamo per motivi di sicurezza di non avvicinarci. Restiamo nei dintorni.

 

ore 08.25 Un collega del signor __________ arriva a bordo di una __________ presso il Garage __________.
Entra ed apre lo stesso.

 

ore 08.35 Il signor __________ arriva a bordo della __________
entra presso il garage __________. Nello stesso tempo
arriva l'altro collega a bordo di una __________.

 

Ore 08.45 Ci spostiamo a __________ presso il municipio per
riuscire ad ottenere l'estratto che conferma chi sono i soci della ditta
__________.

Dopo varie ricerche ed attese ci comunicano che per ottenere
l'estratto dobbiamo trasferirci a __________ presso la Camera di Commercio.

 

ore 09.30 Partiamo per
__________.

 

ore 10.00 Arriviamo presso la Camera di Commercio di __________,
riusciamo ad ottenere l'estratto. 

Rientriamo a __________ e restiamo nei dintorni del garage __________.

 

ore 11.10 Vediamo il signor __________, il
quale indossa la tuta da lavoro, intento nella riparazione di una vettura.

 

ore 12.05 Il signor __________ parte da __________ a bordo della
__________.

 

ore 14.15 Il signor __________ arriva in via __________ presso il garage
__________ a bordo della
__________.

 

ore 17.55 Il signor __________ e
un uomo partono da via __________ a bordo di una
__________.

 

ore 18.20 La __________ rientra in via __________, il signor __________ rientra nel garage
__________.

 

ore 18.30 Il signor __________ parte da via __________ a bordo
della __________.

Sospendiamo la sorveglianza.

 

20.00 Fine servizio.

 

(…).

 

MERCOLEDÌ 10 NOVEMBRE 1999

 

Ore 08.4E Effettuiamo una telefonata di controllo presso il garage
__________ spacciandoci per dei conoscenti ci facciamo passare il Sig.
__________ il quale ci risponde al telefono"

                                         (doc. _).

 

                                         Il
contenuto della videocassetta prodotta dall'assicuratore infortuni, è stato
visionato il 12 maggio 2003 dal Presidente del TCA, alla presenza delle parti. 

                                         In
occasione di questa udienza, è stato redatto un verbale, il cui contenuto è -
per quanto qui di interesse - il seguente:

 

" 
(…).

 

Il giudice delegato chiede all'avv. del
ricorrente se è a conoscenza dei rapporti investigativi della __________. La
risposta è sì, l'abbiamo visto e ne ho una copia.

 

Il giudice delegato chiede all'assicurato
informazioni sull'officina in questione. Egli risponde che si tratta
dell'officina del fratello e precisa che loro cercavano di farlo andare a
lavorare per tirarlo fuori di casa. Lui andava là e cercava di fare quello che
poteva. Uno dei miei fratelli lavora nell'officina, anche l'altro però mi
spingeva a uscire di casa. Sono contento che l'abbiano fatto altrimenti non so
cosa avrei fatto. 

 

Andavo in officina e mi dicevano di spostare le
macchine, di lavarle. A domanda del giudice preciso che sono meccanico non
diplomato. Mi occupavo anche di cambiare i pezzi alla macchina. 

 

A domanda del giudice delegato preciso che per
quel che posso capire io soggettivamente adesso sto meglio di prima nel senso
che almeno adesso riesco a stare in mezzo alla gente.

 

Il giudice delegato chiede all'assicurato se
aveva qualche compito specifico in merito ai pezzi di ricambio. La risposta è:
non ricordo.

 

Il giudice delegato legge all'assicurato la terza
risposta data sul questionario congiunto __________ e datato 11.1.2000. Chiede
in particolare indicazioni sulla frase "a prendere un qualche pezzo per
mio fratello". L'assicurato risponde che non ricorda questo aspetto.

 

Con riferimento al verbale del 3.11.99 della
__________, il sig. __________ precisa che non è stato lui ad aprire il garage
a __________, bensì il fratello. Della società fa pure parte la moglie del
ricorrente in quanto per potere vendere macchine occorre avere un attestato che
il fratello non ha, ma la moglie sì.

Il giudice delegato legge il verbale del 4.11.99,
il signor __________ non ricorda di avere riparato una __________. 

 

Il giudice delegato chiede all'assicurato
informazioni circa la tuta di lavoro. Egli ricorda che effettivamente arrivava
lì e metteva la tuta di lavoro perché anche se c'è da lavare una macchina ci si
può sporcare.

 

L'avv. __________ sottolinea che secondo questo
verbale il __________ è partito sgommando, ciò che è incompatibile con il fatto
che doveva prendere delle pastiglie.

 

Il giudice delegato, con riferimento al verbale
del 5.11.99, chiede al signor __________ se è possibile che in quel periodo
lavorava anche due giorni consecutivi. La risposta è: non ricordo.

 

Il giudice delegato chiede all'assicurato se
ricorda qualche cosa a proposito della __________. Egli risponde che non
ricorda più di preciso, anche se suo cognato aveva una __________ (4x4, grigio
chiaro, se non sbaglio).

 

Di solito, secondo il __________, era il fratello
a rispondere al telefono.

 

Il giudice delegato procede ora alla visione
della cassetta prodotta dall'assicuratore. Su richiesta del giudice, l'avv.
__________ precisa che si tratta della copia della cassetta in possesso della
__________, la quale ha ordinato le investigazioni alla __________. L'avv.
__________ precisa che dopo aver ottenuto i rapporti scritti ha insistito per
avere una copia della cassetta. L'avv. __________
segnala immediatamente che il ricorrente e il suo patrocinatore non
hanno mai visto la cassetta. Il giudice segnala al riguardo che proprio per
questo viene vista nel corso dell'odierna udienza.

 

Il sig. __________ si riconosce all'inizio della
registrazione, ha indossato una tuta grigio/verde. Si avvicina a guardare una
__________s, ma non ricorda cosa stava facendo.

Il giudice delegato prende atto che le immagini
successive non mostrano cosa stesse facendo. Questo vale anche in relazione ad
una successiva __________.

 

Dopo un episodio della registrazione che
verosimilmente nulla ha a che vedere con il caso __________, l'assicurato
riconosce il cognato, proprietario del __________, ma non riconosce il signore
col cappello e con la barba.

 

L'assicurato riconosce la __________ del cognato,
sulla quale è partito dal garage.

Si tratta di una __________ non in riparazione.
Si vede poi una __________ in riparazione e l'assicurato conferma che si tratta
della sua macchina.

 

Le parti concordano con l'opinione del giudice
delegato secondo cui la cassetta contiene una parte dedicata ad altre persone. 

 

(…)"

                                         (X). 

 

                                         Occorre
inoltre sottolineare che, nel corso del mese di dicembre 1999, visto l'esito
dei pedinamenti, la __________, unitamente al patrocinatore della __________
(cfr. doc. _), aveva invitato __________ a rispondere ad alcuni quesiti
attinenti, in particolare, alla presunta sua attività presso il Garage __________.

                                         Queste
sono state le risposte che l'assicurato ha fornito in data 11 gennaio 2000:

 

"  (…).

 

1. Dica il sig. __________ se negli ultimi 3 anni ha mai prestato
attività lavorativa. In caso affermativo, voglia precisare i periodi esatti e
descrivere il tipo di attività prestata nonché fornire il nome del/dei da­tori
di lavoro.

 

Una vera attività lavorativa, negli ultimi mesi, non è mai
stata da me eseguita e nemmeno presso il Garage __________, semmai sono stato
visto essere presente in questo garage che è di mio fratello e presso il quale
mi fa estremamente comodo soggiornare e mi aiuta nell'ambito di questa mia
volontà di voler riuscire, presto o tardi, a riprendere una qualche attività.

 

2. Dica il sig. __________ se nel corso del 1999 ha mai prestato
attività lavorativa presso il Garage __________ 

 

vedi punto 1.

 

3. In caso di risposta affermativa alla domanda no. 2, dica il
sig. __________ per quante ore al giorno e per quali giorni dell'anno. Voglia
lo stesso fornire una descrizione precisa e dettagliata dell'attività svolta
(tipo di lavoro eseguito, durata, modo di lavoro, attività pesanti, ecc.).

 

Sì, sono stato presso il Garage di mio fratello ma le mie
presenze sono state di poca e brevissima durata in quanto ben presto, quando
anche solo inizio a lavare una o due auto mi ritornano i disturbi che mi
impediscono di star meglio; è vero che ho tentato di dare una mano a mio
fratello e questo lo ritengo un passo, ripeto, verso il tentativo di
ripristinare la capacità lavorativa ed è pertanto sicuramente probabile che son
stato visto con una tuta di lavoro presso il Garage di mio fratello a lavare,
soprattutto la mia autovettura, o sono stato visto una qualche volta, ma
saltuariamente, ad andare a prendere un qualche pezzo per mio fratello.

Lo ripeto, considero questo esattamente come un'attività di
tentativo di ripristinare la mia capacità come potrebbe essere una passeggiata
in un bosco, un percorso vita o quant'altro.

Purtroppo ben presto, dopo pochi momenti, mi ritorna il forte
dolore che mi getta nuovamente a letto.

 

4. In caso di risposta negativa alla domanda no. 2, voglia il sig.
__________ precisare se nel corso del 1999 è stato presente presso il Garage
__________ senza prestare attività alcuna, ad eccezione di qualche lavaggio di
auto (come precisato dall'avv. __________ nella sua lettera del 16.12.99). In
tal caso voglia egli indicare di quali giorni si tratta, rispettivamente
quantificare il numero di lavaggi che egli ha effettuato (all'incirca).

 

5. Dica il sig. __________, se non lavora, cosa fa tutto il
giorno, come passa le giornate.

 

In presenza di dolori la giornata la passo a letto e faccio uso
di medicamenti. Nei momenti dove mi sento meglio mi reco da mio fratello per
tentare di distrarmi.

 

6. Dica il sig. __________ se è sposato, da quando e con chi.

 

Sono sposato con __________.

 

7. Dica il sig. __________ se la moglie lavora, dove lavora e
quanto guadagna.

 

Lavora in una clinica di __________.

 

8. Dica il sig. __________ se eventualmente la moglie partecipa
economicamente come socio al Garage __________.

 

Tempo fa mia moglie aveva fatto da presta nome.

 

9. Dica il sig. __________ quali progetti ha per il futuro, per es. qualora la __________ assegnasse una rendita di invalidità.

 

Progetti veri e propri non ne ho ancora.

Lotto con i dolori, soprattutto alla nuca, alla testa, tento di
distrarmi, come detto, con partecipazioni di momenti di vita presso mio
fratello che mi dà un certo sostegno, morale prima di tutto, ma mi serve,
questa attività, per distrarmi e per cercare di superare i forti dolori.

 

10. Dica il sig. __________ quali sono le attività fisiche e
mentali che ritiene di non più poter svolgere a causa dell'infortunio.

 

Al momento attuale una vera attività lavorativa, seria e
continuata, di qualsiasi genere, mi è molto difficile a causa dei forti dolori,
pertanto non mi è possibile dare un giudizio per il futuro.

 

(…)"

                                         (questionario allegato al
doc. _). 

 

                                         Queste
sono state le prese di posizione formulate dalle parti a proposito del
contenuto della videocassetta visionata in occasione dell'udienza del 12 maggio
2003:

 

"  Il
ricorrente è rimasto senza parole dopo aver preso visione della

cassetta allestita dalla __________ alla quale l'__________ ha
ordinato le investigazioni e materiale che è stato prodotto in causa e
divulgato dalla __________.

 

Si ribadisce innanzitutto per l'ennesima volta che il rapporto
scritto, di cui si ha una copia, risulta di una superficialità disarmante, di
basso profilo e sicuramente per nulla professionale.

Tutto quanto ivi riportato non è comprovato, in gran parte errato
e viene integralmente contestato dal signor __________.

In ogni caso un documento del genere non può di certo neppure
lontanamente attestare un'eventuale capacità lavorativa del ricorrente: il
quale ribadisce di non aver mai svolto alcuna attività lucrativa in quanto
impedito dalla sua situazione fisica conseguente al noto incidente della
circolazione.

II rapporto di investigazione non può quindi essere considerato
una prova sulla capacità lavorativa del signor __________.

 

Stessa sorte vale per la cassetta prodotta agli atti alla quale
controparte ha sempre negato la visione fino all'udienza del 12 maggio 2003.

Le immagini sono infatti scure, non danno nessun senso di
continuità; non permettono di vedere i personaggi in faccia, ma soprattutto non
mostrano mai __________ che svolge un'attività lavorativa.

Si intravvede unicamente il ricorrente intento ad osservare una
__________ e poi, a una distanza temporale sconosciuta (minuti, ore, giorni ?),
una __________. Nessuno dei veicoli viene tuttavia toccato né tantomeno
riparato da __________, stesso discorso vale per la __________.

 

II video contiene poi addirittura una parte dedicata ad altre
persone ciò a comprova, se ancora ce ne fosse bisogno, della superficialità
disarmante e dell'assoluta nullità del rapporto investigativo allestito dalla
__________. Se la documentazione scritta è stata qualificata quale opera per
nulla professionale, la cassetta non può neppure essere considerata quale video
amatoriale talmente le immagini e i fatti riportati emergono in maniera confusa
e per nulla chiara.

 

In altre parole la credibilità del materiale fornito da
controparte equivale al "nulla" e non può di certo comprovare una
capacità lavorativa del ricorrente soprattutto a fronte della voluminosissima documentazione
medica agli atti tutta univoca nell'affermare __________ inabile al 100%.

 

L'istruttoria di causa permette quindi senza ombra di dubbio di
giungere alle seguenti conclusioni:

 

1- esiste un nesso di causalità adeguata fra l'incidente avvenuto
il 26 marzo 1995 e il degrado fisico del signor __________;

 

2- l'incapacità lavorativa del ricorrente è totale e
verosimilmente lo sarà per sempre;

 

3- controparte deve quindi stabilire la relativa rendita
d'invalidità e versare le indennità giornaliere con effetto a decorrere dal
1.11.1999;

 

4- l'__________, la __________ e la __________ (ditta peraltro
sconosciuta ai sottoscritti legali) si sono resi colpevoli del reato penale
previsto dall'art. 179quater CPS. Un eventuale riparto del grado di responsabilità
fra le parti, o meglio fra i suoi organi, sarà ovviamente deciso dal Ministero
Pubblico al quale verrà sottoposta la questione tramite querela penale." (XI)

 

" 
(…)

Dò preliminarmente atto, che la menzionata cassetta contiene uno spez­zone,
che assolutamente non riguarda il signor __________: trattasi in
particolare delle immagini, di quel giovane, che ha una certa somiglianza con
il ricorrente, con il cui ambiente però il ricorrente ha dichiarato a verbale
di non aver assolutamente nulla a che vedere.

 

Del resto quelle immagini (una delle quali reca una data del
settembre 1999, vale a dire di un periodo risalente addirittura ad un epoca, in
cui verosimilmente il mandato dell'inchiesta __________ neppure era stato
conferito alla società investigativa) non sembrano palesemente riferite al
contesto personale, economico e sociale del signor __________: per di più
rilevo che, se anche solo lontanamente quel filmato si riferisse all'inchie­sta
__________, nel rapporto dattiloscritto si dovrebbero trovare delle trac­ce,
che invece non ci sono!

 

Sembra perciò di poter inferire, che quelle immagini (in cui si
scorgono persone con abbigliamenti estivi, alberi ancora verdi, veicoli
lussuosi tar­gati TI e paesaggi di certo ticinesi) nulla abbiano a che vedere
con la procedura che ci occupa.

 

V V V

 

E' però palese, che i rimanenti filmati sono invece correlati con
il testo dattiloscritto delle constatazioni dell'investigatore e riferiscono, a
non averne dubbio, di una situazione chiara: in quei _giorni il signor
__________ fu quotidianamente presente da mattina a sera nell'officina del
fratello!

 

La costante presenza del ricorrente in quell'officina per periodi
prolungati e dunque non interrotti dai periodi di pausa, nel corso dei quali
egli si sarebbe dovuto "riprendere" dallo stress dovuto al tentativo
di lavoro (cfr. la dichiarazione del ricorrente, formulata per il tramite del proprio patrocinatore nel verbale del 12 maggio 2002, 

pag. 5).

 

"l'assicurato cerca di lavorare
un giorno per tentare di reinserirsi in un qualche modo, ma poi deve smettere
per i suoi problemi di salute (stilettate e mal di testa ad ogni piccolo
movimento)",

 

lascia intendere che, con buona verosimiglianza il ricorrente sia
da

ritenere siccome persona doppiamente sfortunata: egli infatti non
solo ha avuto la disavventura di incappare nell'infortunio, che ci occupa,
bensì dovrebbe aver avuto la sfortuna, di stare un po' meglio
del solito e di aver perciò lavorato a tempo pieno e per l'intera
settimana, proprio in occa­sione del controllo, cui egli a sua insaputa
era stato sottoposto!

 

I rapporti dattiloscritti sono evidentemente più completi di
quanto non sia potuto risultare dal filmato, sovente disturbato dalla presenza
dei vei­coli d'occasione collocati all'esterno dell'officina; è vero, che non
si riesce quasi mai a vedere il __________ lavorare sui veicoli affidati
all'officina dei clienti: vi è però un'immagine dove palesemente si scorge il
__________ avvicinarsi ad un'automobile posta su un elevatore ed abbassarsi
quasi a verificare od a maneggiare ruote, oppure parti meccaniche.

 

L'investigatore lo ha comunque visto lavorare e cambiare
pezzi di veicoli, come del resto egli stesso ha indicato nel verbale
citato

         "mi occupavo anche di cambiare i pezzi alla
macchina".

 

 

V V V

 

 

A mente della compagnia di assicurazione convenuta la situazione
dal punto di vista dell'attività svolta dal ricorrente almeno nel periodo in
cui fu controllato, ma probabilmente anche prima e dopo (e forse tuttora) è
dimostrata.

 

Di lì la prova, che (al di là delle risultanze degli accertamenti
medici, che parrebbero parlare in senso almeno parzialmente diverso)
fondamental­mente il ricorrente ha lavorato e verosimilmente ancora lavora,
ragione per cui appare doveroso accogliere le tesi della
"__________", confermandole come già codesto Tribunale ha fatto nella
sentenza che ha preceduto il rinvio ad opera del Tribunale federale delle
assicurazioni." (XII)

 

                             2.13.   Chiamato ora
a pronunciarsi, questo Tribunale ritiene che i mezzi di prova prodotti dalla
__________ non dimostrino, perlomeno con il grado di verosimiglianza richiesto
dalla giurisprudenza federale, il preteso comportamento abusivo
dell'insorgente.

 

                                         In primo
luogo, va evidenziato che, da un profilo medico, __________, nel periodo in cui
è stato oggetto di pedinamenti, era totalmente incapace al lavoro. 

                                         A questo
proposito, lo scrivente Tribunale ha, in corso di causa, interpellato i
sanitari della __________, dove l'assicurato è rimasto degente dal 20 gennaio
al 3 marzo 1999, i quali hanno confermato che, al momento della sua dimissione,
__________ presentava un'inabilità del 100% e che, del resto, un suo
reinserimento professionale non appariva neppure realizzabile (cfr. III - inc.
35.2003.15).

 

                                         In
secondo luogo, nessuno degli specialisti che ebbero in loro cura il ricorrente,
ha mai messo in dubbio che i complessi disturbi da lui accusati fossero
credibili. 

                                         Ad
esempio, nella loro perizia del 7 dicembre 1996, i medici della __________
hanno esplicitamente affermato non esservi alcun indizio per ammettere un
aggravamento, una simulazione oppure una dissimulazione (cfr. doc. _, p. 33,
risposta al quesito n. 9).

                                         Ad
analoga conclusione sono pure pervenuti gli specialisti del __________, che
indagarono __________ da un profilo psichiatrico, a mente dei quali i disturbi
da lui lamentati apparivano oggettivabili e credibili (cfr. 40, p. 5:
"Beim Exploranden bestehen keine Hinweise für eine
Aggravation/Begehrungstendenz. Die von ihm angegebenen Beschwerden sind
objektivierbar und glaubhaft"). 

                                         Lo stesso
medico di fiducia della __________, il dott. __________, in occasione della
visita di controllo del 5 settembre 1995, affermava che, citiamo: "Ci
troviamo confrontati con il corteo tradizionale dei disturbi da colpo di frusta
cervicale. Nulla sembra esagerato, anzi la correlazione tra le lamentele
ed il reperto clinico non desta il sospetto di sovraccarico. (…). Non c'è
dubbio che l'ulteriore inabilità lavorativa è ancora pienamente
giustificata" (doc. _, p. 3s. - la sottolineatura è del redattore).

                                         È vero
che, successivamente, pronunciandosi sul contenuto del rapporto di uscita 26
gennaio 1996 della Clinica di riabilitazione __________ (cfr. doc. _), il dott.
__________ ha dichiarato l'assicurato in grado di riprendere la propria
attività lavorativa in misura completa nel giro di 2 mesi al massimo, nondimeno
egli ha fatto astrazione dalla componente psichica, ciò che, alla luce di
quanto stabilito dal TFA (cfr. consid. 2.10), non era in realtà legittimato a
fare (cfr. doc. _, p. 2: "All'occasione di questo secondo soggiorno presso
la Clinica __________ l'assicurato è stato accertato e curato veramente bene,
tanto da ritenere che ulteriori terapie fisiche non sono più giustificate. Il
decorso tuttavia non è soddisfacente per la persistenza di un corteo di
disturbi soggettivi in relazione con uno stato depresso profondo. È quindi
attualmente questo stato che rimane in primo piano e deve venir curato da
specialisti del ramo."). 

                                         Del
resto, e soprattutto, lo stesso TFA ha implicitamente giudicato credibili i
disturbi presentati da __________, al punto tale da prenderli in considerazione
nella discussione riguardante la questione a sapere se l'adeguatezza del nesso
causale andava valutata secondo i principi elaborati nella sentenza pubblicata
in DTF 117 V 359 oppure secondo quelli sviluppati in materia di evoluzione
psichica abnorme conseguente ad infortunio.

 

                                         In terzo
luogo, né il contenuto dei rapporti investigativi allestiti dall'agenzia
__________, né, tantomeno, le immagini della video-registrazione, legittimavano
la __________ a ritenere che __________ fosse, in realtà, totalmente abile al
lavoro e, pertanto, a negargli il diritto ad ulteriori in