# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b5d2c61e-b272-5faf-a807-83b88399d3f0
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 1986-11-26
**Language:** it
**Title:** Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Bundesrat 26.11.1986 JAAC 51.32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_VB/CH_VB_008_JAAC-51-32--_1986-11-26.pdf

## Full Text

JAAC 51.32

Decisione del Consiglio federale del 26 novembre 1986

Examens des professions médicales. Procédure. Le droit à la
consultation du dossier n’est pas absolu, mais limité par l’intérêt
public ou privé prépondérant au maintien du secret sur certains
documents. Le droit antérieur est applicable au candidat qui
a effectivement commencé ses études avant l’entrée en vigueur
de la nouvelle législation, peu importe la date de l’admission à
l’immatriculation. L’obligation de motiver les décisions est respectée
lorsque des informations suffisantes ont été fournies au sujet des
questions posées au candidat, des réponses données par celui-ci et des
considérations sur lesquelles est basée la note attribuée. L’obligation
de conserver les documents concernant les examens est sanctionnée,
en cas d’impossibilité de reconstituer le déroulement d’un examen, par
l’annulation de celui-ci.

Medizinalprüfungen. Verfahren. Das Akteneinsichtsrecht ist nicht
absolut, sondern durch das überwiegende öffentliche oder private
Interesse an der Geheimhaltung gewisser Dokumente beschränkt.
Das alte Recht ist auf den Kandidaten anwendbar, der sein Studium
tatsächlich vor Inkrafttreten des neuen Rechts begonnen hat,
ungeachtet des Datums der Zulassung zur Immatrikulation. Die Pflicht
zur Entscheidbegründung wird erfüllt, wenn genügende Informationen
über die dem Kandidaten gestellten Fragen, seine Antworten und die
der Notengebung zugrundeliegenden Erwägungen erteilt werden.
Die Pflicht zur Aufbewahrung der Examensakten wird, falls der
Prüfungsverlauf nicht mehr rekonstituiert werden kann, mit der
Annullierung des Examens sanktioniert.

1

Esami federali per le professioni mediche. Procedura. II diritto
all’esame degli atti non è assoluto, ma è limitato dall’interesse
preponderante statuale o privato alla segretezza di certi documenti.
Il diritto previgente è applicabile al candidato che ha effettivamente
cominciato gli studi prima dell’entrata in vigore della nuova
legislazione, per cui la data dell’ammissione all’immatricolazione
o dell’immatricolazione stessa è irrilevante. L’obbligo di motivare
le decisioni è rispettato qualora siano date sufficienti informazioni
quanto alle domande poste al candidato, alle risposte date da
quest’ultimo e alle considerazioni che stanno alla base della nota
assegnata. Obbligo di conservare i documenti riguardanti gli esami,
per cui l’impossibilità di ricostruire l’andamento di un esame comporta
l’annullamento del medesimo.

I

A. Nel corso della sessione autunnale 1984, il Signor B., in seguito ricorrente,
non ha superato gli esami di anatomia, istologia e embriologia, fisiologia e
biochimica, che costituivano il secondo esame propedeutico di medicina. I
risultati ottenuti, comunicati il 5 ottobre 1984, furono i seguenti:

anatomia: 5

istologia e embriologia: 3,5

fisiologia: 3,5

biochimica: 4,5

Pur avendo ottenuto una valutazione media superiore alla sufficienza, il
ricorrente non ha potuto ottenere il certificato di riuscita in quanto l’esame
presentava due note inferiori al 4.

B. Contro questa decisione il ricorrente ha inoltrato un ricorso dinanzi alla
Giunta direttiva in tema di esami federali per le professioni mediche, in
seguito GD. ...

2

Concludeva chiedendo alla GD la modifica del verbale d’esame del 5 ottobre
1984 nel senso di accordare il certificato.

C. La GD ha respinto il ricorso con decisione del 21 febbraio 1985.

D. La decisione del 21 febbraio 1985 della GD veniva attaccata, tramite un
ricorso amministrativo, dinanzi al Dipartimento federale dell’interno, in
seguito DFI.

E. Il DFI, con decisione del 11 luglio 1985 respingeva il ricorso.

F. L’11 luglio 1986 il ricorrente ha interposto un gravame contro la
decisione del 30 settembre 1985 del DFI al Consiglio federale, concludendo
all’accoglimento del ricorso con conseguente modifica del processo verbale del
9 ottobre 1984 nel senso di sostituire la menzione «Refusé» con «Admis».

II

1. La decisione impugnata del DFI concerne l’esito di un esame di capacità.
Tale decisione può essere impugnata dinanzi al Consiglio federale giusta
l’art. 99 lett. f OG in relazione con gli art. 5 e 72 lett. a PA (competenza del
Consiglio federale, GAAC 47.35). La legittimazione al ricorso dev’essere
ammessa giusta l’art. 48 lett. a PA. Anche i disposti degli art. 50, 51 e 52 PA
relativi al termine, al deposito, al contenuto e alla forma dell’atto di ricorso
sono stati ossequiati. Il gravame interposto il 30 luglio 1985 è pertanto
ricevibile.

2. Il Consiglio federale esamina completamente la decisione impugnata.
La valutazione di un esame di capacità fa appello ad un certo potere di
apprezzamento; in questi casi, ove la decisione dell’autorità precendente
si fonda sul parere di esperti, il Consiglio federale, in ossequio ad una prassi
costante, assume una certa reticenza ad esaminare i moventi ricorsuali: esso
non si distanzierà senza necessità dall’opinione degli esperti ed esaminatori,
la quale, ovviamente, è difficilmente verificabile da parte delle autorità della
giustizia amministrativa (DTF 99 Ia 591, GAAC 41.101).

L’istanza di ricorso annulla unicamente la decisione querelata, a parte il vizio
procedurale grave, qualora il risultato si riveli materialmente insostenibile,
sia perché gli esperti, nel loro giudizio, sono partiti da esigenze eccessive,
sia perché, pur tralasciando dei requisiti esagerati, hanno manifestamente
sottovalutato il lavoro del candidato (GAAC 45.43).

3. Nell’esame di questo ricorso occorrerà pronunciarsi in primo luogo sulle
censure sollevate dal ricorrente in merito agli asseriti vizi procedurali in cui
sarebbero intercorse le autorità inferiori, ed in particolare il DFI, rifiutando
i mezzi di prova da lui offerti o richiesti: nel contempo si dovrà decidere
sul seguito da dare alle richieste formulate nel ricorso davanti al Consiglio
federale. In seguito ci si occuperà delle censure, formali e materiali, inerenti ai
contestati esami di medicina.

3.1 Circa l’asserita produzione parziale dei documenti probatori richiesti dal
ricorrente, si impongono le seguenti osservazioni.

3

http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_99_Ia_591&resolve=1

II diritto del ricorrente ad accedere agli atti che costituiscono il fondamento
della decisione è previsto dall’art. 26 PA. Tuttavia questo diritto non è assoluto;
è limitato dall’interesse preponderante che possono avere lo Stato od il
privato alla segretezza di questi documenti. In particolare il diritto, per il
candidato che ne giustifichi l’interesse, di consultare i documenti di cui agli
art. 14 cpv. 2 dell’O generale sugli esami federali per le professioni mediche
del 19 novembre 1980 (RS 811.112.1; OGPM), e 3 cpv. 2 dell’O del 30 giugno
1983 che regola la particolarità della procedura degli esami federali per le
professioni mediche (RS 811.112.18; OPPM) può essere fatto valere unicamente
in merito ai propri esami (v. Herbert Plotke, Schweizerisches Schulrecht,
Berna/Stoccarda 1979, p. 479): in questo senso deve essere interpretato il
rifiuto di mettere a disposizione del ricorrente gli esami degli altri candidati.

In casu il ricorrente ha potuto consultare, dal 11 al 27 gennaio 1986, presso
la Pretura di M., tutti gli atti formanti gli incarti 6.2.1-2768, 7.316.04.01/27 e
B.4097; il 12 agosto 1986 gli è stata trasmessa copia degli appunti scritti, con
relativa presa di posizione dell’esaminatore, riguardanti l’esame di istologia
orale e l’8 settembre gli scritti dei dott. K., dott. P. e prof. J. concernenti gli
esami pratico di istologia e orale di fisiologia: vale a dire tutti i documenti di
cui si prevale l’autorità di ricorso per motivare la propria decisione.

Così facendo, escludendo cioè solamente l’edizione dei documenti considerati
segreti dalla costante prassi specialistica, il principio espresso dall’art. 26
PA è stato rispettato. Ne consegue dunque che la lagnanza riguardo ad una
eventuale violazione del diritto di essere sentito giusta gli art. 26 e 27 PA è
priva di fondamento.

4. Quanto all’invocata irregolarità formale e materiale degli esami, si
impongono le seguenti considerazioni.

4.1. Fino al 1° ottobre 1982 gli esami di medicina si svolgevano secondo il
Regolamento del 22 dicembre 1964 degli esami federali per le arti sanitarie.
L’OGPM del 19 novembre 1980, entrata in vigore il 1° ottobre 1982, ha abrogato
(art. 47) gli articoli da 1 a 45 e da 114 a 121 del suddetto regolamento. Dal
canto suo l’ordinanza sugli esami dei medici, anch’essa entrata in vigore il
1° ottobre 1982, ne abrogava gli art. da 46 a 73.

Giusta l’art. 21 di questa ordinanza:

«Le disposizioni previgenti continuano ad applicarsi ai candidati che hanno
cominciato gli studi prima dell’entrata in vigore della presente ordinanza....»

Queste due ordinanze, unitamente all’ordinanza del 30 giugno 1983 che
regola la particolarità della procedura degli esami, sono state applicate
a tutti gli studenti che hanno intrapreso gli studi di medicina a partire
dal semestre invernale 1982/1983, indipendentemente dalla data della
loro immatricolazione. In effetti il testo della legge parla di «cominciare
gli studi» (cfr. i testi francese: commencer leurs études; e tedesco: das
Studium begonnen haben) e non fa alcun riferimento al momento
dell’immatricolazione del candidato. Questa soluzione, oltre ad essere l’unica
possibile dal punto di vista legale, è anche la sola ad essere ragionevole
ed a tenere in debito conto il principio di uguaglianza di trattamento
ai sensi dell’art. 4 Cost. Sarebbe stato arbitrario e contrario al principio
costituzionale summenzionato di prendere in considerazione il momento
dell’immatricolazione o la data d’ammissione all’immatricolazione, le

4

quali vanno da fine estate fino ad autunno inoltrato, con la conseguenza di
applicare agli uni il vecchio regolamento ed agli altri la nuova ordinanza.
D’altronde il ricorrente aveva sostenuto il primo esame propedeutico secondo
le disposizioni del nuovo diritto senza sollevare alcuna censura in merito;
nulla giustificherebbe d’applicare il vecchio regolamento al secondo esame
propedeutico. Questa censura non può, di conseguenza, essere ammessa.

5. Quanto alla contestata valutazione degli esami orali e pratici di fisiologia e
di istologia-embriologia si impongono le seguenti considerazioni.

A tenore dell’art. 13 cpv. 2 e 15 cpv. 3 OPPM, per le prove orali e pratiche del
secondo esame propedeutico di medicina il coesaminatore, alla fine di ogni
prova, consegna brevemente per scritto: «i soggetti trattati», «i motivi per
i quali la nota è stata assegnata» e «la sua valutazione se vi è divergenza
con quella dell’esaminatore». La redazione di un tale protocollo serve quale
mezzo probatorio e costituisce il fondamento sul quale poggia la decisione
della Commissione d’esame: viene così rispettato l’obbligo di motivare le
decisioni previsto dall’art. 35 cpv. l PA (v. Jacques Meylan, La motivation des
actes administratifs à la lumière de la jurisprudence récente du Tribunal
fédéral, Revue de droit administratif et de droit fiscal, 1973, p. 369).

Le prese di posizione dei vari esaminatori, co-esaminatori e del presidente
locale o del suo supplente in merito ai contestati esami del ricorrente si
fondano, verosimilmente, su tali protocolli. L’assenza dagli incarti di questi
protocolli può risultare indifferente ai fini del giudizio, purché l’autorità
chiamata a giudicare abbia la possibilità di ricostruire lo svolgimento degli
esami contestati (GAAC 42.65).

Una decisione accertante i risultati di un esame deve, in caso di impugnazione,
pronunciarsi su tutti i punti contestati con sufficiente precisione in modo che
l’applicazione del diritto federale possa essere verificata (GAAC 42.65; Plotke,
op. cit., p. 320, 476, 478 e 479). Una motivazione è necessaria specialmente
quando l’autorità gode di un ampio potere d’apprezzamento in quanto il
rischio d’arbitrario è ancora più elevato (in questo senso vd. DTF 98 Ia 465;
Max Imboden /René A. Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung,
5a edizione, Basilea/Stoccarda 1976, vol. I, no. 85, p. 536). Quando la persona
alla quale la decisione è indirizzata non è in grado di conoscere i motivi che
stanno alla base della stessa, vi è un diniego formale di giustizia (DTF 102
Ib 238) che comporta l’annullamento della decisione attaccata, a meno che
l’autorità di ricorso non possa porre rimedio a questo vizio (GAAC 41.21 e
giurisprudenza citata). La giurisprudenza relativa agli esami di medicina ha
più volte affermato che l’obbligo di motivare le decisioni è rispettato qualora
siano date sufficienti informazioni in merito alle domande poste al candidato,
alle risposte date da quest’ultimo e alle considerazioni che stanno alla base
della nota assegnata (GAAC 42.65).

a. Esame orale di fisiologia.

Circa la nota assegnata, il ricorrente, in sostanza, parte dal presupposto
che il prof. J. aveva valutato la sua prestazione con un 4.5: l’intervento del
prof. J. avrebbe dunque abbassato la valutazione a 4. Questo ragionamento,
meramente ipotetico, non può essere condiviso. Il ricorrente stesso, nelle

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http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_98_Ia_465&resolve=1
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_102_Ib_238&resolve=1
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_102_Ib_238&resolve=1

osservazioni indirizzate al DFI in risposta ai rapporti degli esaminatori, si
esprimeva nel modo seguente: «le recourant a affirmé que la cotation entre
l’expert et l’examinateur avait une différence d’un point. Ni le prof. J., ni le
Dr C. ne se sont prononcés sur ce point important et on peut imaginer que la
note de 4 est peut-être une moyenne entre une note de 4.5 et de 3.5.» Non si
vede come si possa, partendo da una nota 4, sostenere che la stessa è data dalla
media fra un 3.5 e un 4.5.

Occorre comunque esaminare se la valutazione dell’esame è conforme
ai principi sopraesposti in merito all’obbligo di motivazione delle note
assegnate. Appare in modo evidente che in casu l’autorità di ricorso non
è in grado di ricostruire lo svolgimento dell’esame e di verificare, sia pure
nel ristretto margine di apprezzamento di cui dispone, la fondatezza della
nota assegnata. In particolare, i rapporti 21 dicembre 1984 e 7 gennaio 1985
del dott. C. e 21 dicembre 1984, 9 dicembre 1985 del prof. J. non contengono
alcuna indicazione in merito alle risposte date dal candidato e non motivano
sufficientemente la nota assegnata: solo il Dr C., che era l’esperto, si limita
a dire che il candidato «n’a pas pu répondre à toutes les questions de
l’examinateur; il a montré des lacunes dans des connaissances importantes
aussi bien pour la première que pour la seconde question. En particulier,
ses connaissances concernant la vision étaient insuffisantes.» Malgrado
la richiesta di più complete e precise informazioni da parte dell’Ufficio
federale di giustizia (UFG), il prof. J., con lettera del l settembre 1986, si
limitava a confermare la sua precedente presa di posizione del 21 dicembre
1984 che a suo avviso, e secondo il dott. D., è una presa di posizione chiara
a senza equivoci. Il prof. J. conclude affermando che «tout commentaire
complémentaire qui serait rédigé près de deux ans après l’examen, me paraît
superflu et inutile». A questo proposito giova ricordare che giusta l’art. 2 OPPM
«le facoltà provvedono affinché tutti i documenti d’esami (fogli di domande
e risposte per gli esami scritti, appunti presi durante gli esami orali, rapporti
degli esami pratici, ecc.) vengano conservati durante tre mesi a partire dalla
proclamazione dei risultati. In caso di ricorso, i documenti saranno conservati
durante almeno due anni dopo la liquidazione definitiva della procedura di
ricorso.» Spetta alla GD il controllo dell’osservanza di questa disposizione da
parte delle diverse Facoltà di medicina.

Fra i documenti da conservare figurano pure la osservazioni scritte che il
coesaminatore deve redigere alla fine dell’esame giusta il già citato art. 13
cpv. 2 OPPM.

Il fatto che questo esame si sia svolto oralmente non dispensa gli esaminatori
dal dare delle spiegazioni quando sorge una controversia, altrimenti il diritto
di ricorrere previsto dall’art. 46 OGPM sarebbe privo d’ogni effetto pratico.

L’assenza di spiegazioni in merito alle risposte date dal candidato nonché
l’assolutamente insufficiente determinazione in merito aimotivi che hanno
giustificato la nota assegnata, comporta, in ossequio alla summenzionata
giurisprudenza, l’annullamento di questo esame. Da notare che, nei ricorsi
davanti alla GD ed al DFI, il ricorrente censurava principalmente una
presunta differenza di valutazione fra l’esaminatore e l’esperto, senza
contestare espressamente l’apprezzamento dell’esame mediante la nota 4. E>

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apparentemente per questo motivo che dette autorità hanno considerato come
sufficentemente motivate le rispettive prese di posizione dell’esaminatore e del
coesaminatore in merito a questo esame

Risulta inutile rinviare quest’affare all’autorità inferiore per un nuovo esame
in quanto è escluso che la stessa possa ricostruire l’esame in questione: lo
stesso deve essere annullato ed al ricorrente deve essere concessa la possibilità
di presentarsi un’altra volta ad una sessione d’esame per svolgere questa
prova. Qualora il ricorrente ottenesse almeno la nota 5 in un eventuale futuro
esame orale di fisiologia, la nota principale, risultante dalla media delle note
parziali ottenute, risulterebbe sufficiente: egli avrebbe così superato il secondo
esame propedeutico di medicina.

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Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften

Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées

Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

JAAC 51.32 - Decisione del Consiglio federale del 26 novembre 1986

In Verwaltungspraxis der Bundesbehörden
Dans Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération
In Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione

Jahr 1987
Année

Anno

Band 51
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Ref. No 150 000 422

Das Dokument wurde durch das Schweizerische Bundesarchiv und die Bundeskanzlei konvertiert.

Le document a été digitalisé par les Archives Fédérales Suisses et la Chancellerie fédérale.

Il documento è stato convertito dall'Archivio federale svizzero e della Cancelleria federale.

	Decisione del Consiglio federale del 26 novembre 1986
	I
	II
	a. Esame orale di fisiologia.