# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3a534ba1-9d5e-5c42-8fbf-99a53955f301
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-11-24
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 24.11.2017 14.2017.102
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2017-102_2017-11-24.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2017.102

  	
  Lugano

  24 novembre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Villa

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa __________ (rigetto provvisorio dell’opposizione) della
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 4 aprile 2017
dalla

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 26 giugno 2017 presentato da RE 1 contro la
decisione emessa il 19 giugno 2017 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Con precetto esecutivo n. __________
emesso il 20 dicembre 2016 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, la CO 1 ha
escusso RE 1 per l’incasso di fr. 9'430.75 oltre agli interessi del 5% dal
1° dicembre 2016, indicando quale titolo di credito le “spese di patrocinio legale”.

 

                                  B.   Avendo
RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 4 aprile 2017 la
CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 5. All’udienza di discussione inizialmente
prevista per il 12 giugno 2017 e rinviata al 19 giugno su domanda dell’istante,
è comparso solo il patrocinatore di quest’ultima, che ha confermato la domanda.

 

                                  C.   Statuendo con decisione del 19 giugno 2017, il Pretore ha accolto l’istanza
e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta,
ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 200.– e un’indennità di fr. 400.–
a favore dell’istante.

 

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 26 giugno 2017 per ottenerne l’annullamento
e la convocazione a una nuova udienza. Stante l’esito del giudizio odierno, il
reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­­posizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                                1.1   Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato il 26 giugno 2017 contro la sentenza notificata a RE 1 il 23 giugno,
in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.

 

                                1.2   La Camera decide in linea di principio in
base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2
CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC)
contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 con­sid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con
il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento
manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili
conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                                   2.   Nella
decisione impugnata, il Pretore ha accolto l’istanza dopo aver considerato che
il riconoscimento di debito sottoscritto il 22 luglio 2016 da RE 1, con cui
egli si è impegnato a corrispondere allo dello studio legale fr. 9'430.75
in rate mensili di fr. 500.– ciascuna
(la prima entro il 30 luglio 2016), costituisce un valido titolo di
rigetto provvisorio del­l’opposizione nel senso dell’art. 82 cpv. 1 LEF per l’importo
posto in esecuzione, giacché l’atto in questione prevede che la mancata o la
ritardata corresponsione di anche solo una rata avrebbe reso immediatamente
esigibile l’intero debito ancora residuo.

 

                                   3.   Nel
reclamo RE 1 si duole di non esser potuto comparire all’udienza indetta dal
primo giudice il 19 giugno 2017 per il fatto che quel giorno si trovava “in uno stato febbrile” che gli “impediva di
lasciare il letto di convalescenza”. A sostegno di
quanto egli afferma, il reclamante produce un certificato medico e chiede pertanto
l’annullamento della decisione impugnata e la fissazione di una nuova udienza,
così da poter “presentare la [sua]
difesa”.

 

                                   4.   Ora, quanto chiede il reclamante è a ben vedere unicamente la
restituzione del termine di comparizione
all’udienza.

 

                                4.1   Secondo la giurisprudenza
della Camera la restituzione di termini nelle procedure giudiziarie di rito
sommario previste dalla LEF è disciplinata dalla norma speciale dell’art. 33
cpv. 4 LEF, non dal­l’art. 148 cpv. 1
CPC (sentenza della CEF 14.2016.122 del 21 giugno 2016, consid. 2.2, con rinvii, in particolare a Tappy in: CPC commenté, 2011, n. 10
ad art. 148 CPC; A. Staehelin in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger
[curatori], Kommentar zur Schweizerischen ZPO, 3ª ed. 2016, n.
3 ad art. 148 CPC; Frei in: Berner
Kommentar, Schweizerische ZPO, vol. I, 2012, n. 2 ad art. 148 CPC).

 

                                4.2   Ancorché
senza particolare analisi, la giurisprudenza e la dottrina specializzata in
ambito esecutivo pare invece orientata verso l’applicazione dell’art. 148 CPC
ai termini giudiziari anche nelle procedure sommarie della LEF (DTF 138 III
488, consid. 3.2.5; sentenze del Tribunale federale 5D_166/2012 del 7 febbraio
2012, consid. 4.3.2 e 5A_102/2014 del 22 maggio 2014, c. 4.2; Russenberger/Minet in: SchKG, Kurzkommentar, 2a ed.
2014, n. 1 ad art. 33 LEF; Nordmann
in: Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 1, 2a e 9 ad art. 33; Abbet/Veuillet,
La mainlevée de l’opposition (2017), n. 96 ad
art. 84 LEF; Kren Kostkie­wicz, Schuldbetreibungs- & Konkursrecht,
2a
ed. 2014, n. 237, seconda osservazione),
specialmente per quanto attiene alla fissazione di una nuova udienza (sentenza
del Tribunale federale 5A_290/2011 du 23 septembre
2011 consid. 1.3.1, BlSchK 2013, 45). Sembra però ricadere sotto l’art.
33 cpv. 4 LEF la restituzione dei termini giudiziari prescritti da tale legge,
in particolare i termini d’azione – ad esempio quelli degli art. 77 cpv. 2, 153a
cpv. 1 o 278 cpv. 1 LEF – e d’impugnazione, come quelli previsti agli art. 174 cpv. 1 o 278 cpv. 3 LEF (cfr. FF 2006,
6683; Trezzini in: Commentario
pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, vol. I, 2a
ed. 2017, n. 1 ad art. 148 CPC; Russenber­ger/Minet,
op. cit. loc. cit.; Nordmann, op. cit. loc. cit.). Questi sono
infatti termini “fissati nella presente legge” nel senso dell’art. 33
cpv. 1 LEF, che la norma speciale dell’art. 33 cpv. 4 LEF – rispetto all’art. 148 CPC – dovrebbe reggere. Conclusioni
analoghe andrebbero verosimilmente tratte anche per la proroga dei termini
giudiziari nelle procedure sommarie della LEF, da considerare in linea di
principio disciplinata dall’art. 144 CPC (in
tal senso, senza particolare analisi: sentenze del Tribunale federale 5D_49-51/2013 del
29 luglio 2013 consid. 6.1; 5D_87-93/2013 del 16 luglio 2013 consid. 6;
5D_117/2013 del 16 luglio 2013 consid. 7.1; 5D_21/2013 del 28 maggio 2013 consid. 5.1; sentenze della
CEF 14.2014.195 del 1° dicembre 2014,
RtiD 2015 II 893 n. 53c consid. 4; 14.2016.71 del 13 aprile 2016; 14.2016.163 del 1° dicembre
2016 consid. 2.2; 14.2011.183 del 18 novembre 2011, RtiD
2012 II 907 n. 68c; Abbet/Veuillet,
op. cit., n. 95 ad art. 84), tranne appunto che per i termini d’azione
e d’impugnazione stabiliti dalla normativa esecutiva, o meglio l’art. 33 cpv. 2
LEF.

 

                                4.3   Nel
caso in esame, la questione del diritto applicabile può tuttavia rimanere
aperta. In effetti, in virtù sia dell’art. 33 cpv. 4 LEF che dell’art.
148 CPC, la domanda di citazione a una nuova udi­enza andava presentata all’autorità
giudiziaria competente, ovvero al giudice che ha fissato il termine di cui è
chiesta la restituzione, nella fattispecie il Pretore (per l’art. 33 cpv. 4
LEF: Gillié­ron, Commentaire de la
LP, vol. I, 1999, n. 54 ad art. 33 LEF; per l’art. 148 CPC: Tappy, op. cit., n. 3 ad art. 149), e non
alla scrivente Camera. A ricezione della decisione odierna RE 1 avrà comunque
dieci giorni per eventualmente riproporre la sua domanda al Pretore (art. 63
cpv. 3 CPC in relazione con gli art. 33 cpv. 4 LEF o 148 cpv. 2 CPC; Rus­senberger/Minet, op.
cit., n. 8 ad art. 32). Se il primo giudice accoglierà la domanda di restituzione, annullerà egli stesso
la sentenza emessa senza contraddittorio (cfr. Trezzini, op. cit., n. 17 ad art. 148). Se invece la domanda
verrà respinta, rimarrà a RE 1 la facoltà d’inoltrare un altro reclamo (cfr. DTF
139 III 481 consid. 6.3). In entrambe le ipotesi, il reclamo in esame è ad ogni
modo sin dall’inizio senza oggetto e di conseguenza irricevibile.

 

                                   5.   La tassa del presente giudizio, stabilita
in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma nella sua commisurazione va
tenuto conto che la decisione odierna si esaurisce in una dichiarazione d’irri­­cevibilità.
Non si pone invece problema di ripetibili, la controparte, cui il reclamo non è
stato notificato per osservazioni, non essendo incorsa in spese in questa sede.

 

                                   6.   Circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 9'430.75,
non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art.
74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è irricevibile.

 

                                   2.   Le
spese processuali di complessivi fr. 50.– relative al presente giudizio,
già anticipate dal reclamante, sono poste a suo carico. Fatta salva una
compensazione con eventuali altri suoi debiti, l’eccedenza di fr. 210.– da
lui anticipata gli è restituita.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –

      .

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza fondamentale”
(art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto è dato, entro
lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al
Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).