# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fd877eeb-b379-535b-b142-e2e4b3252e6f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.03.2007 32.2006.44
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2006-44_2007-03-08.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2006.44

   

  FS/td

  	
  Lugano

  8 marzo 2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 febbraio 2006
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 18
  gennaio 2006 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe __________, da ultimo attivo quale agricoltore indipendente, il 1.
giugno 2004 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti in quanto
affetto da “coxartrosi all’anca destra” (doc. AI 2/1-7).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici e economici del caso, con decisione 26 aprile 2005,
l’Ufficio AI ha negato all’assicurato il diritto a provvedimenti professionali
in quanto in possesso di una qualifica di docente di scuola elementare e a una
rendita, ritenuto il grado di invalidità inferiore al minimo pensionabile del
40% (doc. AI 30/1-2).

                                         A
seguito dell’opposizione dell’assicurato – con la quale, ritenuta la
particolarità dei suoi rapporti con la scuola a __________, ha sostenuto di non
avere più le competenze necessarie per insegnare e i requisiti indispensabili
per concorrere per un posto di docente di scuola elementare (doc. AI 32/1-2) – l’Ufficio
AI, con decisione su opposizione 28 giugno 2005 (doc. AI 45/1-6), ha annullato
la decisione 26 aprile 2005 e, previo complemento istruttorio volto a stabilire
“(…) se, ed eventualmente a quali condizioni, l’assicurato è idoneo all’e-sercizio
dell’attività di insegnante (…)” e a quanto ammonta il reddito ipotetico da valido
(doc. AI 45/5), ha ordinato un riesame della richiesta di prestazioni.

 

                               1.2.   Con
decisione 25 ottobre 2005 (doc. AI 51/1-2) l’Ufficio AI ha negato nuovamente
all’assicurato il diritto a prestazioni adducendo che:

 

"  (…)

Preso atto della decisione su opposizione del 28.6.2005
e dei seguenti complementi istruttori lo scrivente ufficio ha stabilito che,
come già esposto nella precedente decisione del 26.4.2005, l'attività di
docente di scuola elementare risulta essere esigibile.

 

A questo proposito abbiamo contattato il capo ufficio
del __________ il quale ci ha riferito le seguenti informazioni:

 

-    la "patente" di docente di
scuola elementare non ha scadenza; non serve quindi alcuna abilitazione
supplementare, nonostante gli anni di assenza dall'ambito dell'insegnamento,
per reinserirsi come docente;

 

-    per quanto riguarda l'aggiornamento
alle nuove modalità e programmi d'insegnamento, non esiste un sistema/pacchetto
di corsi particolari da frequentare (buona parte dei corsi sono accessibili
anche a docenti che al momento non hanno una classe);

 

-    il miglior modo per
inserirsi/reinserirsi nel settore dell'insegnamento consiste nell'effettuare
delle supplenze;

 

-    il problema principale in vista
dell'integrazione professionale quale docente di scuola elementare è
rappresentato dal mercato del lavoro, ma questa difficoltà concerne tutti
(nuovi diplomati, insegnanti dopo il periodo di congedo maternità, ecc.)

 

Ribadiamo pertanto che nell'esercizio di tale
professione potrebbe attualmente percepire un salario medio pari a fr. 68'770.-
annui che, se paragonati con quanto percepito prima del danno alla salute, come
da decisione su opposizione, pari a fr. 65'738.- (aggiornati al 2004), ne
risulta un pieno recupero della capacità di guadagno senza alcun diritto a
prestazioni.

(…)." (doc. AI 51/1-2)

 

                                         A
seguito dell’opposizione dell’assicurato – con la quale ha ribadito la
necessità di frequentare corsi specifici di aggiornamento per un reinserimento
nel mondo del lavoro (nonostante gli innumerevoli concorsi per un posto di
lavoro che poteva avere attinenza con le sue conoscenze professionali di
docente non è mai riuscito ad arrivare a sostenere un colloquio) e osservato
che i problemi all’anca lo hanno costretto a lasciare tutte quelle attività
accessorie che portavano il reddito ai livelli del 2001/2002 (calla neve,
scuola sci, __________) (doc. AI 52/1-2) – l’Ufficio AI, con decisione su opposizione
18 gennaio 2006 (doc. AI 54/1-6), ha confermato la decisione 25 ottobre 2005
adducendo:

 

" 
(…)

5. Nel caso di specie, occorre anzitutto evidenziare
che la precedente decisione su opposizione datata 28 giugno 2005 aveva
fondamentalmente decretato il rinvio degli atti assicurativi al consulente in
integrazione professionale, con l'incarico di riesaminare l'adozione delle
necessarie misure dirette alla riabilitazione dell'assicurato all'insegnamento
scolastico primario, ritenuta l'obbligatorietà della frequenza di corsi mirati
all'aggiornamento della docenza.

 

Con rapporto 11 agosto 2005, il consulente ha tuttavia
sottolineato che la patente di docente di scuola elementare non è soggetta a
scadenza temporale, ragione per cui non è prevista un'abilitazione
supplementare in caso di assenza dall'ambito dell'insegnamento scolastico. Tale
disposizione è stata confermata da parte del responsabile dell'Ufficio
cantonale delle scuole comunali e revoca in sostanza l'errata affermazione
rilasciata dal collocatore Al alla base della precedente decisione su
opposizione 28 giugno 2005.

 

L'assicurato è stato dunque reputato del tutto in
possesso delle attitudini che gli consentono un rientro nel mondo del lavoro
supposto in equilibrio.

 

Per quanto attiene alle considerazioni legate alle
difficoltà di reperire un adeguato posto di lavoro, occorre precisare in primis
che il concetto di invalidità è appunto riferito ad un mercato del lavoro equilibrato,
nozione quest'ultima teorica ed astratta implicante, da una parte, un certo
equilibrio tra offerta e domanda di manodopera e, dall'altra, un mercato del lavoro
strutturato in modo tale da offrire una gamma di posti di lavoro diversificati.
Secondo questi criteri si deve di caso in caso stabilire se l'invalido possa
mettere a profitto le sue residue capacità di guadagno e conseguire un reddito
tale da escludere il diritto ad una rendita. In particolare, l'esistenza di una
simile opportunità dovrà essere negata qualora le attività esigibili
dall'interessato lo siano in una forma talmente ristretta da non rientrare più
nell'offerta lavorativa generale o siano reperibili solo in misura molto
ridotta cosicché le possibilità occupazionali appaiano sin dall'inizio escluse
o perlomeno non realistiche (DTF 110 V 276 consid. 4b; RCC 1991 pag. 332
consid. 3b e 1989 pag. 331 consid. 4a).

 

In concreto dunque si può affermare che, in un mercato
del lavoro supposto in equilibrio, la formazione e le conoscenze culturali e
professionali dell'assicurato non possono essere di impedimento alcuno
nell'ottica di un confacente reinserimento professionale e di un pressoché
totale ripristino della capacità di guadagno.

(…)." (doc. AI 54/5)

 

                               1.3.   Contro
la decisione su opposizione 18 gennaio 2006 l’assicu-rato, rappresentato
dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA chiedendo:

 

"  1.  Il ricorso è integralmente accolto.

 

§   Viene annullata la decisione su
opposizione 18 gennaio 2006 dell’Assicura-zione Invalidità di Bellinzona,
nonché la decisione 25 ottobre 2005 dell’Ufficio dell’Assicurazione Invalidità
di Bellinzona.

 

     Al Signor __________ viene quindi
riconosciuto il diritto ad una riqualifica/aggiornamento professionale.

 

2.  In via subordinata viene riconosciuta al
Signor RI 1 una rendita per il periodo giugno 2004/settembre 2005.

 

3.  Protestate spese, tasse e
ripetibili." (doc. I, pag. 8)

 

                                         In
sostanza, riconfermate le motivazioni addotte con l’opposi-zione, l’insorgente da
una parte sostiene che (nell’ottica di una migliore e più oggettiva valutazione)
forse sarebbe stato più idoneo se la pratica fosse stata trattata da un altro
funzionario anziché il sig. __________, dall’altra parte ha ribadito che nella
decisione non si tiene conto del reddito da lui conseguito precedentemente ai
problemi fisici riscontrati (ovvero al periodo di tassazione 2001-2002), che le
supplenze (sporadiche e svolte a tempo parziale) sono state possibili solo
grazie all’in-tervento dell’ispettore scolastico che (non trovando nessuno) gli
ha voluto fare un piacere e che gli innumerevoli concorsi (in ambito scolastico
e non) non gli hanno permesso di ottenere nemmeno un colloquio. Ha infine
precisato che, dal 1. settembre 2005, “(…) è impiegato, quale incaricato,
presso il __________ alla scuola agraria di __________ con compiti diversi,
fermo restando che per poter mantenere il lavoro, per poter accedere
all’insegnamento e per ottenere degli incarichi puntuali deve assolutamente seguire
dei corsi di aggiornamento professionale (…)” (doc. I, pag. 7).

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa, osservando che il ricorrente solleva le medesime obiezioni
già trattate in sede di opposizione, l’Ufficio AI chiede la reiezione del ricorso
precisando che “(…) in merito alla richiesta fatta valere con atto ricorsuale
in via subordinata, si conferma che i presupposti per il riconoscimento di una
rendita non sono realizzati non essendo stata dimostrata una perdita lucrativa
dovuta al danno alla salute (…)” (doc. III).

 

                               1.5.   Con
lettera 24 marzo 2006 il rappresentante dell’assicurato ha comunicato al TCA di
non avere altri mezzi di prova da presentare.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se l’insorgente ha diritto ad una riformazione professionale
e, in via subordinata, a una rendita di invalidità.

 

                               2.3.   L’art.
17 LAI prevede in particolare che:

 

" 
L’assicurato ha diritto
alla formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la
riformazione professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere
presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale."

 

                                         Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione professionale,
una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110 consid. 2b; AHV
Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).

 

                                         Secondo
l’art. 6 cpv. 1 OAI

 

" 
per riformazione professionale
vanno intesi i provvedimenti di formazione necessari a mantenere o migliorare
sensibilmente la capacità di guadagno al termine della prima formazione
professionale o dopo l’inizio di un’attività lucrativa senza previa formazione
professionale a causa dell’invalidità."

                                         Con
riformazione professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme
delle misure reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente
un'opportunità di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla
vecchia attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del
possibile, la capacità di guadagno (Pratique VSI 2000 pag. 27 consid. 2a; DTF 124 V 110 consid. 2a; DTF 122 V 79 consid. 3b/bb; RCC pag.
495 consid. 2a).

                                         L'assicurato
ha in particolare diritto alla formazione completa, che appare necessaria nel
suo caso per mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua capacità di
guadagno (AHI 1997 pag. 85; STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in re F. consid. 2b).

                                         Una
formazione non può quindi essere interrotta anticipatamente se, tenuto conto del
principio della proporzionalità, il successo prevedibile dei provvedimenti
d’integrazione appare ancora raggiungibile (RDAT I 1998 pag. 295 consid. 1b; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo
1997, pag. 131).

                                         Secondo la giurisprudenza, infine, l'assicurato sottopostosi a
carico dell'assicurazione per l'invalidità a provvedimenti d'integrazione
professionale ha diritto a provvedimenti completivi nel caso in cui la
reintegrazione effettuata non gli consenta di percepire un reddito adeguato e
se egli solo con tali provvedimenti supplementari possa essere in grado di
conseguire un guadagno parificabile a quello che avrebbe potuto percepire senza
invalidità nella sua precedente attività. Il diritto a detti provvedimenti
completivi non esige che sia raggiunta la soglia di rilevanza (perdita di
guadagno del 20%: DTF 124 V 110 consid. 2b) richiesta per aver diritto ai
provvedimenti d'integrazione professionale (STFA inedita 20 luglio 2002 nella
causa C, I 237/00; Pratique VSI 2000 31 consid. 2 e 32 consid. 3b, RDAT I 1998
pag. 294; RCC 1978 pag. 527e STFA 1967 pag. 108).

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati
sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV
Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                                         Al proposito va precisato che, secondo una
sentenza del TFA pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per
il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio
dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su
opposizione). L’Alta Corte ha anche precisato che l’amministrazione è comunque
tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad una prestazione, a esaminare se
nel periodo successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata
una modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità
essa dovrà pertanto procedere ad un ulteriore raffronto dei redditi prima di
decidere.

                                         Tale
principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF
129 V 222; cfr. anche STFA inedite 26
giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa
R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella
causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa
G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                               2.5.   Nel
caso in esame dagli atti di causa risulta innanzitutto che per l’assicurato, da
un punto di vista medico (fatto questo non contestato), ogni attività non
leggera ed inadeguata alle limitazioni imposte dalle patologie reumatologiche
di cui è affetto è controindicata per sempre. Per contro, in attività leggere
(senza obbligo di alzare pesi ingenti ripetutamente sopra i 10 kg, senza
movimenti bruschi o incontrollati, senza carico assiale [lunghe marce], senza
lavori su terreni irregolari), l’assicurato, dal 1° settembre 2004, è
totalmente abile al lavoro (vedi i rispettivi rapporti medici del dr. __________,
FMH in medicina interna e reumatologia e in medicina psicosomatica e
psicosociale AMPP [doc. AI 7/1-3], del dr. __________, FMH in chirurgia
ortopedica [doc. AI 11/1-3, e del dr. __________, medico SMR [doc. AI 14%1-2]).

                                         In
particolare il ricorrente non ha neppure sostenuto che egli non potrebbe esercitare
la professione di docente di scuola elementare per dei motivi legati al suo
stato di salute.

 

                                         L’assicurato
contesta in via principale che egli, senza una riformazione professionale,
possa essere assunto quale docente di scuola elementare e in generale possa
essere reinserito nel mondo del lavoro.

 

                                         Ora,
lasciata aperta la questione a sapere se l’assicurato, da un punto di vista
economico, ha diritto a provvedimenti professionali – meglio, se senza la riformazione
professionale egli subisce una perdita di guadagno pari almeno al 20% (questa
evenienza non è data secondo la decisione 25 ottobre 2005 confermata dalla decisione
su opposizione 18 gennaio 2006 [oggetto del contendere] visto che il reddito da
valido ammonta a fr. 65'738.-- e quello da invalido a fr. 68'770.-- [vedi i doc.
AI 51/1-2, 54/1-6, 44/1 e 43/1]; diversamente, una tale perdita di guadagno è appena
adempiuta secondo la decisione 26 aprile 2005 che, ritenuto lo stesso reddito
da invalido di fr. 68'770.--, considera quale reddito da valido l’importo di
fr. 86'544.-- [vedi i doc. AI 30/1-2, 26/1 e 25/1]) – nella decisione 25
ottobre 2005 (confermata dalla decisione su opposizione 18 gennaio 2006) si
legge che dall’esito degli accertamenti esperiti presso il capo ufficio del __________
è emerso che:

 

                                         “- la “patente” di scuola
elementare non ha scadenza; non serve quindi alcuna abilitazione supplementare,
nonostante gli anni di assenza dall’ambito dell’insegnamento;

                                          - per quanto riguarda
l’aggiornamento alle nuove modalità e programmi d’insegnamento, non esiste un
sistema/pacchet-to di corsi particolari da frequentare (buona parte dei corsi
sono accessibili anche a docenti che al momento non hanno una classe);

                                          - il miglior modo per
inserirsi/reinserirsi nel settore dell’inse-gnamento consiste nell’effettuare
delle supplenze;

                                          - il problema principale
in vista dell’integrazione professionale quale docente di scuola elementare è
rappresentato dal mercato del lavoro, ma questa difficoltà concerne tutti (nuovi
diplomati, insegnanti dopo il periodo di congedo maternità, ecc.)” (doc. AI
51/2).

 

                                         Anche
il consulente in integrazione, sig. __________ – di cui l’assi-curato mette in
dubbio l’oggettività (sia per il fatto che il consulente aveva già respinto in
precedenza l’applicazione di provvedimenti professionali che per l’asserita
risposta deludente circa uno stage a __________) senza tuttavia sostanziare
questa sua censura – nel suo rapporto finale 11 agosto 2005 (doc. AI 49/1-3),
ha rilevato:

 

" 
(…)

1. Nel mio rapporto finale del 19.04.05 precisavo come,
dal mio punto di vista, tenendo conto della formazione e delle attitudini
dimostrate dall'A. nel suo percorso professionale e non, non ci fossero i
presupposti per l'applicazione di provvedimenti professionali volti al
conseguimento di una qualifica di base. Ritenevo però fosse possibile applicare
una misura professionale di più breve durata e volta all'inserimento
lavorativo dell'A. in un posto determinato oppure entrare nel merito di un
aiuto al collocamento (misura che poi l'A.
ha richiesto ma che non è stata accordata
da parte del nostro Ufficio). Eventuali corsi d'aggiornamento alla docenza
avrebbero potuto rientrare in tale misura professionale (applicabile a
condizione che esistesse un reale posto di lavoro).

 

2. Ho contattato il capo dell'Ufficio delle scuole
comunali (__________), __________, signor __________:

 

-    come mi era stato anticipato presso l'Alta Scuola
Pedagogica, la "patente" di docente di scuola elementare non
ha scadenza; non serve quindi alcun'abilitazione supplementare, nonostante gli
anni d'assenza dall'ambito dell'insegnamento, per reinserirsi come docente;

-    per quanto riguarda l'aggiornamento alle nuove
modalità e programmi d'insegnamento, non esiste un sistema/pacchetto di corsi
particolari da frequentare (buona parte dei corsi di formazione continua
proposti dall'ASP sono accessibili anche ai docenti che, al momento, non
"hanno una classe" <non insegnano>);

-    il miglior modo per inserirsi/reinserirsi nel
settore dell'insegnamento di scuola elementare consiste nell'effettuare delle
supplenze, meglio se di lunga durata (dopo aver svolto 4 mesi di supplenza
nello stesso posto nasce il diritto ad una valutazione da parte dell'ispettore
scolastico, se questa valutazione è positiva chiaramente la candidatura del
docente acquista visibilità); questi periodi di supplenza rappresentano un
biglietto da visita importante per trovare un posto di lavoro;

-    il problema principale in vista dell'integrazione
professionale quale docente di scuola elementare è rappresentato dal mercato
del lavoro, ma questa difficoltà concerne anche i nuovi diplomati presso l'ASP
(i "50 che sono appena usciti"); rientri nel mondo dell'insegnamento
dopo diversi anni di assenza (ad esempio dopo 12-15 anni) ve ne sono diversi:
riguardano soprattutto donne che si sono fermate per maternità;

⇒ non corrisponde
dunque al vero quanto scritto nella decisione su opposizione "l'assicurato,
manca nondimeno della necessaria abilitazione all'insegnamento, non avendo
d'altronde seguito i corsi obbligatori di aggiornamento alla docenza,
trovandosi di conseguenza privo delle qualifiche che il regolamento cantonale
impone nell'ambito della nomina dei docenti scolastici".

 

3. Durante il primo colloquio avuto con l'A., lui stesso
ammetteva di essere ancora in grado di lavorare come docente di scuola elementare.
Era però "frenato" nel riprendere tale via professionale a causa
della penuria di posti di lavoro disponibili e dall'attuale mancanza di
motivazione e stimoli verso tale professione.

 

4. Faccio notare come la motivazione portata dall'A. in
sede di opposizione "non ritengo nemmeno serio che il sottoscritto vada ad
improvvisare sulle spalle di allievi che hanno il diritto di avere un docente
qualificato" sia in contrasto con l'attività da lui svolta in qualità di
docente a tempo parziale (nelle materie di tedesco e ginnastica) e di docente
d'appoggio.

(…)." (doc. AI 49/1-2)

 

                                         In
simili circostanze questo Tribunale deve concludere che – anche se, nel 1984,
dopo quattro anni d’insegnamento, ha lasciato il suo posto di docente delle scuole
elementari di __________ per dedicarsi ad un’occupazione indipendente quale agricoltore
a __________ – nel 2004, allorquando per motivi di salute ha abbandonato
l’attività agricola, l’assicurato era abilitato e poteva concorrere per un
posto di docente di scuola elementare senza la necessità di intraprendere un aggiornamento
professionale per le seguenti ragioni.

                                         Da
una parte la sua patente di docente di scuola elementare era sempre valida ed
egli non era tenuto a svolgere nessun corso di aggiornamento obbligatorio prima
di poter rientrare nel mondo del lavoro quale insegnante.

                                         Dall’altra
parte, anche dopo i primi quattro anni di insegnamento (dal 1980 al 1984),
fatti salvi gli anni dal 1985 al 1987 e dal 2003 al 2004, l’assicurato ha sempre
mantenuto un contatto con il mondo della scuola. Nel curriculum vitae (doc. AI
28/1-2) egli ha infatti indicato le seguenti ulteriori attività quale docente:

 

                                         “1988-2002         due UD
settimanali di tedesco presso le scuole elementari a __________

                                          1992-1999         tre UD
settimanali docente di ginnastica a __________

                                          1996-1998         sette UD
docente d’appoggio SE + Medie a __________” (doc. AI 28/1)

 

                                         Che
l’assicurato potesse poi rientrare in generale nel mondo del lavoro senza la
necessità di ulteriori provvedimenti professionali è peraltro provato dal fatto
che, come asserito dall’insorgente medesimo nel ricorso, dal 1. settembre 2005
è stato “(…) impiegato, quale incaricato, presso il __________ alla scuola
agraria di __________ con compiti diversi (…)” (doc. I, pag. 7).

 

                                         Di
conseguenza, per i motivi appena esposti, è a ragione che l’Ufficio AI ha negato
all’assicurato il diritto ad una riformazione professionale.

 

                               2.6.   Pure
a ragione l’Ufficio AI ha negato all’assicurato il diritto ad una rendita AI.

 

                                         Infatti,
anche volendo tenere per buono il reddito complessivo di fr. 81'415.-- (doc. AI
26/1, fr. 11'415.-- reddito da dipendente + fr. 70'000.-- reddito
dall’agricoltura) ritenuto dall’autorità fiscale per la tassazione 2001-2002
(doc. AI 8/6) – quindi il reddito conseguito nel biennio 1999-2000 in un periodo in
cui egli era ancora attivo presso il __________ di __________ e allorquando i
danni alla salute non influenzavano ancora la sua capacità lavorativa (vedi il
curriculum vitae doc. AI 28/1-2 e il rapporto medico 15 giugno 2004 del dr. __________
(doc. AI 7/1-3) che ha certificato una inabilità quale contadino del 50% dal 25
marzo 2004 e del 100% dal 17 maggio 2005, specificando che i sintomi e la
clinica da riferire chiaramente al problema displasia-coxartrosi sintomatica
(diagnosi questa con influsso sulla capacità lavorativa) sono stati trattati
dal mese di novembre 2001 – e aggiornandolo, secondo l’indice d’aumento dei salari, al 2004, si
ottiene un reddito ipotetico da valido pari a fr. 86'544.-- che confrontato con
un reddito da invalido di fr. 68'770.-- (minimo nel 2004 della classe 25 – i
docenti di scuola elementare sono inseriti nelle classi salariali cantonali
25-27) dà un grado d’invalidità del 20.54% non sufficiente per ottenere una
rendita (vedi rapporto finale 19 aprile 2005 del consulente IP, doc. AI 29/1-3).

 

                                         Alla
medesima conclusione si giungerebbe con ogni verosimiglianza anche volendo
aggiornare i redditi (da valido e da invalido) fino al 2006 (come visto, occorre
valutare se vi è stata una modifica di
rilievo dei dati ipotetici di riferimento sino al momento della
decisione impugnata, cfr. consid. 2.4 in fine).

 

                                         Per
quanto riguarda infine il quesito posto nel ricorso secondo cui “(…) non si
capisce in effetti quali siano i reali concetti nei quali rientra un mondo del
lavoro supposto in equilibrio, visto che il Signor RI 1 non riesce nemmeno a
sostenere un colloquio di assunzione (…)” il TCA si limita qui a rilevare che
ai fini dell'accertamento
dell'invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro equilibrato e
quindi fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta
di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in relazione con le
capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un
concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht zum
IVG, Zurigo 1997, pag. 212). Un assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità
congiunturale di trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK
1984 pag. 347).

                                         Ciò non
è il caso se l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente limitata,
che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se il suo
esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica di un
datore di lavoro medio (cfr. ZAK 1989 pag. 322 consid. 4a; Locher, Grundriss
des Sozialversicherungsrecht, 3a edizione, Berna 2003, pag. 124).

                                         Occorre
infine rilevare che, secondo la giurisprudenza, se è vero che vanno indicate
possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al giudice
non vanno poste esigenze esagerate. È infatti sufficiente che gli accertamenti esperiti
permettano di fissare in maniera attendibile il grado di invalidità.

 

                                         Nel
caso di specie non vi sono le condizioni per ritenere l’atti-vità di docente di
scuola elementare priva di qualsiasi sbocco professionale in un mercato del lavoro
equilibrato.

 

                                         In
simili circostanze, visto tutto quanto precede, la decisione impugnata va
quindi confermata e il ricorso respinto.

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti