# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e0cea53b-8afb-5c29-8fd4-1f6456901f00
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.11.2010 D-7828/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7828-2010_2010-11-16.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7828/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  n o v e m b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del Giudice François Badoud,
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nata (...), alias
B._______, (...),
Etiopia, dichiaratasi d'Eritrea,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 27 ottobre 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7828/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessata ha inoltrato il (...) in Svizzera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso 
alla richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha resa atten-
ta circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inol -
tro della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio con la com-
minatoria  che,  in  caso di  mancata  consegna e  in  assenza  di  motivi 
scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i  verbali  d'audizione  dell'interessata  del  10 settembre 2010  e  del 
23 settembre 2010;

la  decisione dell'UFM del  27 ottobre 2010,  notificata  all'interessata  il 
29 ottobre 2010 (cfr. risultanze processuali);

il ricorso del 5 novembre 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 8 novembre 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (il Tribu-
nale) in data 8 novembre 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, 
in  virtù  dell'art. 31 LTAF, giudica i  ricorsi  contro le  decisioni  ai  sensi 
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che la ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimata 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che i ricorsi manifestamente infondati sono decisi in procedura sempli -
ficata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 
sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);

che, ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scrit -
ti;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressata ha dichiarato di essere cittadina eritrea, ma di essere nata e 
cresciuta ad C._______, in Etiopia (cfr. verbale d'audizione del 10 set-
tembre 2010, pag. 2);

che ella sarebbe fuggita da D._______ il (...) dopo aver vissuto per (...) 
anni clandestinamente a casa di una certa signora E._______ che l'a-
vrebbe accolta  dopo la  morte  dei  suoi  genitori,  entrambi  deceduti  a 
causa  del  virus  F._______,  e  considerato  che  la  ricorrente  a  causa 
delle  sue origini  eritree era  malveduta  dai  precedenti  vicini  di  casa;  
che durante questi (...) anni l'insorgente si sarebbe occupata dei figli 
della padrona di casa e delle faccende domestiche, subendo maltratta-
menti ed insulti; che, inoltre, visto che la padrona non le avrebbe per -
messo di  studiare,  l'interessata sarebbe espatriata grazie all'aiuto di 
un amico di suo padre che vivrebbe negli G._______ (cfr. verbale d'au-
dizione del 10 settembre 2010, pagg. 6 seg. e verbale d'audizione del 
23 settembre 2010,  pagg. 8  segg.);  che  la  ricorrente  ha  confermato 
che non avrebbe mai avuto problemi né con autorità né con persone 
terze in Eritrea, confermando peraltro di non aver mai vissuto in Eri -
trea, come pure di non aver avuto problemi particolari con autorità o 
terzi in Etiopia, ad eccezione della persona che la impiegava e dei pre-

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cedenti vicini di casa (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, 
pag. 7 e verbale d'audizione del 23 settembre 2010, pag. 11);

che, circa il suo viaggio, ella ha raccontato che sarebbe partita in auto 
da D._______ il  (...)  giungendo in data (...) a  H._______,  in Sudan, 
ove sarebbe rimasta un mese e venti giorni in compagnia del passato-
re vivendo in una casa dalla quale non sarebbe mai uscita (cfr. verbale 
d'audizione del  10 settembre 2010,  pag. 8); che,  sempre assieme al 
passatore, avrebbe poi proseguito in aereo sino in Francia, senza sa-
per indicare il nome delle località da cui sarebbe decollata e atterrata, 
trascorrendo la notte del suo arrivo, il  (...),  nell'auto del  passatore e 
proseguendo il giorno seguente in treno in direzione di I._______ (cfr. 
verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pagg. 8 e 9); che la ricor-
rente ha pure confermato di non aver mai subito dei controlli durante il 
suo viaggio (cfr. ibid.);

che l'interessata non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà;

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
la richiedente non ha consegnato alle autorità competenti  in materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del -
l'art. 1 (recte: 1a) lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a que-
stioni procedurali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro 
lato, detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste al -
l'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie; 

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda  ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  pronunciando  l'al -
lontanamento dell'interessata dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento medesimo siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha ribadito in sostanza di essere nata in  
Etiopia da madre etiope e padre eritreo, di esservi cresciuta e di non 
conoscere praticamente nulla dell'Eritrea, suo padre essendo decedu-
to allorquando ella era ancora in tenera età; che ella ha pure confer-
mato che in Etiopia non le sarebbe possibile procurarsi un documento 
d'identità e che pertanto avrebbe fornito motivi scusabili che spiegano 
le  ragioni  per  la  mancata  consegna dei  documenti  richiesti;  che,  ad 
ogni  modo, l'insorgente asserisce, riferendosi  fra l'altro  alle osserva-
zioni redatte dal rappresentate dell'opera assistenziale alla fine della 
seconda audizione,  che dati  gli  indizi  di  persecuzione emersi,  l'UFM 

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avrebbe dovuto procedere ad ulteriori chiarimenti, entrando nel merito 
della domanda da lei presentata; 

che, in conclusione, la ricorrente ha chiesto l'annullamento della deci-
sione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità infe-
riore per una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asi lo; 
che, infine, ha presentato una domanda di assistenza giudiziaria, nel 
senso dell'esenzione dal pagamento delle spese di giustizia e del rela -
tivo anticipo;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'esi -
stenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative (DTAF 2007/7, consid. 5); 

che,  per  contro,  non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2 
lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la 
carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'atte-
stato di fine degli studi (DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, la ricorrente, a distanza di oltre due mesi dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che,  per  di  più,  ella  si  è  semplicemente limitata  a  dichiarare di  non 
aver  mai  posseduto  né  il  passaporto  né  la  carta  d'identità,  poiché 
avendo sempre vissuto in Etiopia ed illegalmente da più di (...) anni, in  

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detto Paese non le era possibile ottenere una carta d'identità eritrea, 
asserendo semplicemente che prima della guerra tra Eritrea ed Etiopia 
– iniziata a suo dire nell'anno 1999 – gli eritrei che vivevano in Etiopia 
avevano uno statuto legale ed invece susseguentemente sarebbero di-
venuti illegali (cfr. verbale d'audizione del 23 settembre 2010, pagg. 2 
seg.); che, oltre a ciò, avendo ella stessa dichiarato che per poter otte -
nere una carta d'identità bisognava possedere un certificato di prove-
nienza,  alla  domanda sul  fatto di  aver o meno mai  posseduto  detto 
certificato,  l'interessata  si  è  limitata  a  rispondere  che  non  l'ha  mai 
chiesto e mai ottenuto (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, 
pag. 5); che la ricorrente non è neppure stata in grado di indicare se la 
sua nascita è stata registrata in Etiopia, limitandosi a dichiarare di non 
sapere nulla al  riguardo poiché i suoi genitori  sono morti  quando lei 
era ancora  bambina (cfr. verbale  d'audizione del  23 settembre 2010, 
pag. 2); che, al riguardo, si rileva per contro che la ricorrente ha dichia-
rato che suo padre sarebbe deceduto il (...) e la madre il (...), ovvero 
quando lei aveva già 14 anni, considerata la data di nascita dichiarata 
e  risalente  al  (...)  (cfr.  verbale  d'audizione  del  10 settembre 2010, 
pagg. 1  e  4);  che,  in  aggiunta,  la  ricorrente,  alla  domanda  su  cosa 
avrebbe  fatto  dopo  essere  venuta  a  conoscenza  dell'incombenza  di 
presentare un documento di viaggio o d'identità dopo le 48 ore dalla 
presentazione della domanda d'asilo, si è limitata a rispondere di non 
aver fatto nulla poiché non ha mai avuto i documenti che le erano stati 
richiesti (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pag. 6);

che nel ricorso, l'insorgente non ha fatto altro che ribadire di non avere 
mai avuto un documento d'identità a causa, segnatamente, dell'origine 
eritrea del fu di lei padre (cf. ricorso pag. 2);

che inoltre,  interrogata  sul  suo viaggio,  l'interessata  ha dichiarato  di 
essere partita da D._______ in auto e di essere arrivata a H_______, 
in Sudan, dove sarebbe rimasta un mese e venti giorni non uscendo 
mai dalla casa in cui soggiornava e non sapendo dunque dove elle si 
trovasse esattamente (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, 
pag. 8); che circa il volo che avrebbe fatto dal Sudan sino in Francia, la 
ricorrente non è riuscita a fornire dettagli  riguardo al nome o al logo 
della compagnia aerea con la quale avrebbe viaggiato, ai nomi degli  
aeroporti o dei luoghi in Sudan ed in Francia, dichiarando unicamente 
che il  viaggio  in  aereo sarebbe durato  sette  o  otto  ore  (cfr. verbale 
d'audizione del 10 settembre 2010, pagg. 8 seg.); che inoltre ella so-
stiene che sarebbe stato il passatore ad avere in mano, durante tutto il 

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viaggio, dei documenti di identità che però lei non avrebbe mai né vi -
sto né detenuto, non sapendo neppure indicare che generalità avrebbe 
dovuto dichiarare nel caso in cui le autorità l'avessero fermata od in-
terpellata (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pag. 8); che 
pure in merito al viaggio in treno che la ricorrente avrebbe fatto dalla 
Francia sino in Svizzera, ella non è riuscita a fornire alcun dettaglio cir -
ca il tragitto o il valico dal quale sarebbe entrata in territorio elvetico  
(cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pag. 9);

che, la ricorrente non è stata in grado di specificare null'altro o fornire 
dettagli e spiegazioni che possano donare credibilità al proprio raccon-
to, che risulta quindi vago, impreciso e contraddittorio;

che, in aggiunta, in sede ricorsuale non è stata fornita alcuna spiega-
zione circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modali -
tà del viaggio d'espatrio (cfr. ricorso, pag. 2);

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze e secondo le modalità descritte;

che giova peraltro ricordare che varcare il confine Schengen senza su-
bire alcun controllo, come l'insorgente ha dichiarato di aver fatto, risul-
ta a tutt'oggi per lo meno alquanto difficoltoso;

che, vista l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette dichiarazioni 
della ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, nonché l'in-
verosimiglianza delle circostanze del viaggio d'espatrio, il Tribunale ha 
ragione di concludere che ella dissimuli i suoi documenti d'identità per 
i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla-
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-

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cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempie manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò può risul -
tare  sia dalla  manifesta inconsistenza sia dalla  manifesta irrilevanza 
dei motivi d'asilo addotti (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che, nel caso di specie, l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente di 
essere  fuggita  dall'Etiopia,  a  seguito  della  sua situazione  illegale  in 
detto Paese, essendo di origine eritrea e non potendo quindi avere fu-
turo alcuno, come pure considerati la vita che avrebbe dovuto condur -
re ed i maltrattamenti subiti presso la persona che l'avrebbe accolta in 
Etiopia;

che nella fattispecie la ricorrente non ha presentato, all'infuori di gene-
riche censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa 
valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non en-
trata  nel  merito  della  domanda  d'asilo  giusta  l'art.  32 cpv. 2  lett. a 
LAsi);

che, a mente di questo Tribunale, come rettamente ritenuto dall'autori-
tà inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno delle sue 
origini e della sua domanda d'asilo non presenta elementi di verosimi -
glianza;

che infatti basti rilevare che il fatto di cui la ricorrente pretenderebbe 
prevalersi a sostegno della sua domanda d'asilo, ovvero quello di es-
sere scappata dall'Etiopia poiché in loco non aveva uno statuto legale 
e che pertanto non le sarebbe stato possibile condurre una vita nor -
male (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pag. 6 e verbale 
d'audizione  del  23 settembre 2010,  pag.  7)  risulta  inverosimile,  alla 
luce delle sue dichiarazioni carenti, contraddittorie ed illogiche; 

che, infatti, l'insorgente ha dichiarato di essere d'origine eritrea, di non 
aver mai vissuto in detto Paese, ma non è riuscita a fornire alcun det -
taglio sull'asserito Paese d'origine come, e a titolo d'esempio, le etnie 
delle popolazioni che vivono in Eritrea (ed in particolare la sua), la du -
rata del conflitto tra detto Paese e l'Etiopia, la bandiera dell'Eritrea o la 
sua  suddivisione  amministrativa  (cfr. verbale  d'audizione  del  10 set-

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tembre 2010,  pag.  2  e  verbale  d'audizione  del  23 settembre 2010, 
pagg. 4 segg.); che alla domanda sulla ragione di così poche informa-
zioni in merito all'asserito Paese di provenienza, la ricorrente si è limi-
tata a rispondere che nessuno le ha mai spiegato nulla sull'Eritrea e 
che le poche informazioni addotte in sede d'audizione le sapeva sem-
plicemente per caso perché ne aveva sentito parlare (cfr. verbale d'au-
dizione del 10 settembre 2010, pag. 3); che, in particolare, per giustifi -
care il fatto che il padre non le avrebbe tramandato nulla sulla cultura, 
le tradizioni e altre informazioni sul loro Paese d'origine, ella ha dichia-
rato di essere piccola quando suo padre è deceduto (cfr. verbale d'au-
dizione del 10 settembre 2010, pag. 2) per poi affermare in seguito che 
suo  padre  non  era  a  casa  (cfr.  verbale  d'audizione  del  23 settem-
bre 2010, pag. 6); che giova pure ricordare, come già citato in prece-
denza, che l'interessata avrebbe già avuto quasi 14 anni al momento 
del decesso del padre e che pertanto avrebbe potuto essere informata 
e/o  interessarsi  alle  particolarità  dell'evocato  paese  di  provenienza, 
cosa che comunque ella non avrebbe mai fatto neppure in seguito;

che, infine, non appare credibile la giustificazione della ricorrente sul  
fatto che non avrebbe più avuto contatti con la nonna e lo zio materni 
dopo la morte del padre, avvenuta un anno prima di quella della ma-
dre,  poiché  questi  avevano  paura  di  essere  contagiati  dal  virus 
F._______, allorché ella stessa ha dichiarato che i due parenti veniva-
no a trovare la famiglia della ricorrente già quando il padre era malato, 
ovvero  prima  del  decesso  (cfr.  verbale  d'audizione  del  23 settem-
bre 2010, pag. 8); che la ricorrente si è pure contraddetta in merito alla  
persona che l'avrebbe aiutata a fuggire dall'Etiopia, asserendo, alter-
nativamente e senza spiegazioni plausibili,  che detta persona era un 
vicino amico di suo padre che vive in Etiopia o, a seconda delle diver-
se dichiarazioni, negli G._______ (cfr. verbale d'audizione del 10 set-
tembre 2010,  pag.7  e  verbale  d'audizione  del  23 settembre 2010, 
pagg. 8 seg.);

che,  di  conseguenza,  l'autorità  inferiore  ha  rettamente  considerato 
come  inverosimili  le  dichiarazioni  rese  dall'insorgente, giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi;

che, inoltre, ritenuta l'inconsistenza delle allegazioni decisive presen-
tate  dall'interessata  ed  illustrate  poc'anzi,  non  risultano  elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -

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riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesima;

che  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione  com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista del -
l'ammissibilità (DTAF 2009/50 consid. 8);

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento della ricorrente verso il suo Pae-
se  d'origine  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione  federale 
della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101), 
l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o possa esporre l'insorgente in detto Paese al ri -
schio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Conven-
zione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamen-
tali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Conven-
zione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli,  inumani o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en-
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che la  questione del  carattere possibile  ammissibile  ed esigibile  de-
v'essere esaminata d'ufficio; che, tuttavia,  questo principio è limitato 
dall'obbligo della  persona interessata  di  collaborare  all'accertamento 

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dei fatti giusta l'art. 8 cpv. 1 LAsi (cfr. sentenza del Tribunale ammini-
strativo federale D-7804/2008 del  17 aprile 2009 consid. 12.1 e refe-
renze citate);  che si tratta di un tipico caso d'applicazione dell'art. 13 
cpv. 1 lett. c PA;

che, come illustrato in precedenza, nel caso in esame le affermazioni 
della ricorrente in merito alla propria cittadinanza sono manifestamen-
te carenti ed inverosimili, per il che ella ha segnatamente violato l'ob-
bligo di collaborare circa l'indicazione della sua vera cittadinanza, a lei  
senza dubbio nota, ed ha così posto le autorità nell'impossibilità di de-
terminare con certezza il suo Paese d'origine, così come l'esistenza di 
ostacoli all'allontanamento;

che non di meno, e contrariamente a quanto rubricato nella decisione 
impugnata menzionante l'Eritrea, tale origine, sulla base della prece-
dente analisi, non può essere ritenuta;  

che, in considerazione di quanto precede, nulla si oppone all'ammissi-
bilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 44 cpv. 2 LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr);

che, sebbene in Etiopia vi siano ancora dei movimenti di ribellione, in 
detto Paese non vige attualmente una situazione di guerra civile o vio-
lenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella to-
talità del territorio nazionale; che infatti la guerra di frontiera tra l'Etio -
pia e l'Eritrea, durata due anni e mezzo, si è conclusa con l'armistizio 
negoziato, nel giugno 2000, per il tramite dell'Organizzazione per l'Uni-
tà Africana (OUA) e la successiva firma, in data 12 dicembre 2000, di 
un trattato di pace da parte di entrambi gli Stati; che inoltre, nonostan-
te il ritiro delle truppe di pace dell'Organizzazione delle Nazioni Unite  
(ONU), nel marzo 2008 dall'Eritrea e nell'agosto 2008 dall'Etiopia, non 
v'è attualmente un conflitto aperto al  confine tra questi  due Paesi e 
che nell'insieme non si può dunque parlare di un peggioramento della 
situazione generale in Etiopia (cfr. sentenza del Tribunale amministrati -
vo federale  D-5407/2008 del  26 agosto 2010; sentenza del  Tribunale 
amministrativo federale D-7804/2008 del 17 aprile 2009 consid. 12.4 e 
giurisprudenza citata);

che, peraltro, in relazione all'art. 83 cpv. 4 LStr, avendo dissimulato la  
sua nazionalità, la ricorrente ha reso impossibile la ricerca di pericoli  
concreti e suscettibili di minacciarla nel suo effettivo Paese d'origine;

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che, quanto alla situazione personale della ricorrente, ella è giovane, 
in buona salute, ha frequentato la scuola dall'età di almeno (...) anni 
sino all'anno (...)  ed ha pure lavorato in patria come bambinaia (cfr. 
verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pagg. 3 e 10); che, inoltre, 
stando a quanto riferito, in Etiopia vivono ancora la nonna e uno zio 
materni (cfr. verbale d'audizione del 10 settembre 2010, pag. 4); 

che l'insorgente non ha nemmeno preteso nel  gravame di soffrire di 
gravi  problemi  di  salute che possano giustificare la  sua ammissione 
provvisoria (cfr. sulla problematica Giurisprudenza ed informazioni del -
la Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 
24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la ne -
cessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici;

che, per le ragioni sopraindicate, l'esecuzione dell'allontanamento del-
la ricorrente è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art.  83 
cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  ed 
art. 83 cpv. 2 LStr); 

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori -
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 
106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che, avendo il codesto Tribunale statuito nel merito del ricorso, la do-
manda d'esenzione dal versamento dell'anticipo equivalente alle pre-
sunte spese processuali è divenuta senza oggetto;

che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA);

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che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  della  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, è respinta.

3.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico della ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N [...] (per corriere 

interno; in copia)
- J._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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