# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3c22b136-ecdc-56f6-bb0f-e3ee080bff7d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-11-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 17.11.1999 16.1999.87
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-1999-87_1999-11-17.html

## Full Text

Incarto n.

  16.1999.00087

  	
  Lugano

  17 novembre
  1999/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per giudicare il ricorso per cassazione 17 settembre 1999 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________ (patr. __________)

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la sentenza 13 agosto 1999 del Pretore del Distretto di Lugano,
sezione 3, nella causa a procedura inappellabile promossa con istanza 10 maggio
1999 da

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

 

con la quale l'istante ha chiesto il pagamento di fr. 5'160.75 oltre
interessi nonché il rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta dalla
convenuta al PE no__________dell'UE di Lugano, domande accolte dal primo
giudice,

 

 

letti
ed esaminati gli atti

 

 

 

considerato

 

 

in fatto e in diritto:       che con
istanza 10 maggio 1999 __________–ditta di trasporti internazionali– ha
convenuto in giudizio __________ al fine di ottenere il pagamento di fr.
5'160.75 a saldo della fattura emessa il 18 agosto 1998 (doc. E);

 

                                          che
con il querelato giudizio il primo giudice, giudicando sulla base della documentazione
prodotta dalla parte istante, ha accolto la domanda ritenendo comprovato il
credito, rimasto incontestato poiché la convenuta non ha presenziato al contraddittorio;

 

                                          che
con il presente tempestivo gravame, al quale è stato concesso effetto sospensivo
con decreto 21 settembre 1999, __________ è insorta contro il predetto giudizio
postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art.
327 lett. e CPC: la ricorrente si duole della lesione del suo diritto di essere
sentita per non aver potuto partecipare al contraddittorio non essendole
pervenuta la citazione in quanto assente all'estero, assenza della quale la
pretura era stata informata dall'ufficio postale di __________;

 

                                          che
al ricorso la controparte non ha formulato osservazioni;

 

                                          che
giusta l’art. 327 lett. e CPC, disposto che censura la violazione del diritto
di essere sentito garantito dall’art. 4 Cost., una sentenza del giudice di pace
o del pretore può essere annullata se una parte non è stata posta in grado di
far valere le proprie ragioni;

 

                                          che
a seguito della richiesta della convenuta di rinviare l'udienza inizialmente
fissata per il 15 giugno 1999 il pretore, ritenute giustificate le motivazioni
dalla stessa addotte, ossia l'assenza all’estero dal 28 maggio sino al 28
giugno 1999 (cfr. lettera 22 maggio 1999 della convenuta alla Pretura), con
ordinanza 26 maggio 1999 (spedita mediante invio raccomandato n__________) ha
proceduto a una nuova citazione per il 6 luglio 1999;

 

                                          che
la raccomandata destinata a __________, giunta all'ufficio postale di
__________ 28 maggio 1999, non è stata tempestivamente ritirata
dall'interessata il cui soggiorno all'estero si era protratto fino al 15 luglio
successivo;

 

                                          che
la ricorrente non contesta l'avvenuta regolare notifica di questa raccomandata
contenente la citazione, ma si duole del fatto che il pretore non abbia tenuto
conto di una comunicazione alla Pretura di un funzionario postale di __________
che notificava la proroga dell'assenza fino al 15 luglio;

 

                                          che
la censura ricorsuale non può trovare accoglimento; 

                                          

                                          che
per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione dell’autorità
spedita per lettera raccomandata è notificata al destinatario nel momento della
consegna effettiva oppure, se l’invio non è recapitato a domicilio né ritirato
alla posta, l’ultimo dei sette giorni durante i quali rimane depositato presso
l’ufficio postale (DTF 123 III 492, 113 Ib 89 consid. 2b; Cocchi/Trezzini,
CPC, ad art. 124, n. 4, 9 e 11);

 

                                          che
questo principio vale anche quando la parte ha dato ordine all'ufficio postale
di trattenere la corrispondenza, poiché quest'ordine non ha nessuna influenza
sulla notifica di un atto giudiziario (Cocchi/Trezzini, CPC, ad art.
124, n. 1, 2, e 11), ragione per la quale è del tutto irrilevante la
dichiarazione del funzionario postale che si è occupato dell'invio controverso
e che la ricorrente ha richiamato a sostegno delle sue censure;

 

                                          che
in caso di assenza della parte dal proprio domicilio per un certo periodo,
spetta a quest’ultima assumere le necessarie misure per assicurarsi il
ricevimento della corrispondenza che le è indirizzata al fine di poter
tempestivamente tutelare i propri interessi (DTF 113 Ib 90);

 

                                          che
in quest'ottica spettava quindi alla convenuta, che oltre tutto attendeva la
nuova citazione alla discussione per aver chiesto il rinvio della prima
udienza, assumere le necessarie cautele onde accertarsi dell'esito della sua
richiesta, ciò a maggior ragione se si considera che il periodo di assenza da
lei comunicato alla pretura si protraeva solo sino al 28 giugno 1999;

 

                                          che
questo esito trova conforto anche nella considerazione che lo scritto personale
della convenuta contenente il termine del 28 giugno porta la data del 22 maggio
e che l'avviso dell'ufficio postale con un diverso e più lungo termine di
assenza (il 15 luglio 1999–fermo posta) è del 28 maggio: coincidenza atta
oltretutto a non creare chiarezza, dovendosi comunque ritenere determinante la
comunicazione personale della parte in causa la quale oltre il termine del 28
giugno si sarebbe comunque organizzata in merito ai suoi impegni giudiziari;

 

                                          che
pertanto il diritto fondamentale delle parti di essere sentite  non è stato
violato e il ricorso fondato esclusivamente su questa censura dev'essere
disatteso;

 

                                          che
il giudizio sulle spese segue la soccombenza della ricorrente;

 

 

Per
i quali motivi,

richiamati
gli art. 327 segg., 148 segg. CPC e la LTG

 

 

pronuncia:           1.      Il
ricorso per cassazione 17 settembre 1999 __________ è respinto.

 

                                2.      Tasse
e spese del presente giudizio, per complessivi fr. 200.– già anticipate dalla
ricorrente, restano a suo carico.

 

                                3.      Intimazione
a:

                                          –
__________

                                          Comunicazione alla Pretura
del distretto di Lugano, sezione 3.

 

 

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                                 La
segretaria