# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2d25bdab-a50a-5289-99d5-3b9c9252c3d5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-01-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.01.2022 D-6470/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6470-2019_2022-01-18.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6470/2019 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 8  g e n n a i o  2 0 2 2  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudico unico, 

con l’approvazione del giudice Yanick Felley; 

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Sri Lanka,   

rappresentato dall’avv. Lisa Catenazzi,  

(…),  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 30 ottobre 2019 / N (…). 

 

 

 

D-6470/2019 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

L’interessato, di nazionalità srilankese ed etnia tamil, ha presentato una 

domanda d’asilo in Svizzera il (…) gennaio 2019 (cfr. atto della Segreteria 

di Stato della migrazione [di seguito: SEM] A1/2). 

B.  

Il (…) febbraio 2019 il richiedente ha sostenuto un’audizione sulle genera-

lità (cfr. atto A7/12; di seguito: verbale 1), allorché l’(…) luglio 2019 (cfr. atto 

A15/21; di seguito: verbale 2) rispettivamente l’(…) settembre 2019 (cfr. 

atto A16/19; di seguito: verbale 3) – quale audizione complementare alla 

predetta – l’interessato è stato sentito in particolare riguardo ai suoi motivi 

d’asilo.  

Nel corso delle summenzionate audizioni egli ha dichiarato, in sostanza e 

per quanto qui di rilievo, di aver vissuto fin dalla tenera età nel villaggio di 

B._______, (divisione di) C._______, nel distretto di D._______ (sito nella 

Provincia del … dello Sri Lanka). Ivi avrebbe vissuto con la madre e le 

(…) sorelle sino al suo (…) anno scolastico – ovvero fino a circa i suoi (…) 

anni d’età – allorché la madre sarebbe partita a E._______ per lavoro, ed 

egli sarebbe rimasto da solo nella casa famigliare, mentre che le sorelle 

avrebbero trovato accoglienza in un orfanotrofio. Del padre invece, il quale 

sarebbe stato membro delle LTTE (acronimo per: “Liberation Tigers of  

Tamil Eelam”), non avrebbe più saputo nulla da quando egli aveva (…) 

anni, il primo avendo abbandonato la famiglia. Ciò che l’avrebbe spinto 

all’espatrio sarebbero state le problematiche avute con i genitori. Difatti la 

madre avrebbe avuto un compagno con il quale egli non andava d’accordo, 

che lo avrebbe segnatamente malmenato, ed in un’occasione avrebbe ten-

tato di avvelenare il suo cibo. In tale occasione egli avrebbe tentato di sui-

cidarsi, ma il vicino (…) F._______ lo avrebbe salvato. Questa sarebbe 

stata l’ultima volta che avrebbe visto la madre ed il compagno, in quanto in 

seguito questi si sarebbero recati a E._______. Avrebbe comunque conti-

nuato a sentire la madre al telefono. L’interessato avrebbe raccontato delle 

problematiche incorse con il compagno della madre ad F._______, nonché 

gli avrebbe pure narrato che con il padre, ex-LTTE, anni addietro (allorché 

egli avrebbe avuto […] o […] anni), avrebbero sotterrato delle armi vicino 

ad un albero. Nel (…) o (…) del (…), il vicino con altre (…) persone, avreb-

bero recuperato le armi, dopo che lui avrebbe mostrato loro il posto ove 

erano nascoste. Per questo l’interessato sarebbe stato pagato (…) dopo, 

denaro con il quale egli avrebbe potuto vivere. Sempre nel (…), il padre si 

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Pagina 3 

sarebbe presentato al domicilio chiedendogli in merito a dove fossero na-

scoste le armi. Egli avrebbe però finto di non ricordarselo. Il padre gli 

avrebbe allora riferito di cercarle e che sarebbe tornato dopo (…). In tale 

seconda evenienza l’interessato avrebbe riportato al genitore di non averle 

potute reperire, ed il padre si sarebbe arrabbiato e lo avrebbe picchiato. 

Dopo tale evento si sarebbe recato dal vicino F._______, per narrargli 

quanto accaduto con il padre. Quest’ultimo lo avrebbe messo in contatto 

con le persone che avevano dissotterrato le armi, dicendogli che lo avreb-

bero aiutato a lasciare lo Sri Lanka. Pertanto, con l’aiuto di un passatore, 

egli si sarebbe dapprima recato il (…) a E._______, per in seguito espa-

triare dall’aeroporto sito nella medesima (…) verso la G._______ in data 

(…) (cfr. verbale 1, p.to 5.01, pag. 5), rispettivamente il (…) (cfr. verbale 2, 

D150, pag. 14). Ivi sarebbe rimasto sino all’(…), proseguendo in seguito il 

suo viaggio per l’Europa ed infine giungendo in Svizzera. 

A sostegno delle sue allegazioni, l’interessato ha presentato la sua carta 

d’identità ed il suo certificato di nascita, così come uno scritto di conferma 

della “(…)” del (…) (cfr. verbale 2, D4 segg., pag. 2 e D66 segg., pag. 7; 

doc. A/13, mezzo di prova n. 1). 

C.  

Con decisione del 30 ottobre 2019, notificata il 6 novembre 2019 (cfr. atto 

A20/1), la SEM non ha riconosciuto la qualità di rifugiato al richiedente, ha 

respinto la sua domanda d’asilo, pronunciando parimenti il suo allontana-

mento dalla Svizzera e l’esecuzione del medesimo provvedimento, sic-

come ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile. 

D.  

Per il tramite del ricorso del 6 dicembre 2019 (cfr. risultanze processuali), 

l’interessato è insorto avverso la succitata decisione dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), concludendo in via princi-

pale all’annullamento della decisione impugnata ed al riconoscimento della 

qualità di rifugiato all’insorgente; ed in via subordinata all’annullamento 

della decisione avversata ed alla concessione dell’ammissione provvisoria 

al ricorrente. Il tutto con protesta di spese e ripetibili. 

Quale nuova documentazione a sostegno del ricorso, il ricorrente oltreché 

copia della procura da lui sottoscritta il (…) in favore del suo rappresentante 

legale (cfr. rubricato dal ricorrente sub doc. A), ha prodotto copia del per-

messo di soggiorno B del suo supposto cugino H._______ (cfr. rubricato 

sub doc. C). 

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Pagina 4 

E.  

Con decisione incidentale del 16 dicembre 2019 il Tribunale ha autorizzato 

l’insorgente a soggiornare in Svizzera sino a conclusione della procedura, 

invitandolo nel contempo, ed entro il 31 dicembre 2019, a versare un anti-

cipo di CHF 750.– a copertura delle presumibili spese processuali. L’im-

porto predetto è stato tempestivamente corrisposto il 20 dicembre 2019 

(cfr. risultanze processuali). 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti, verranno ripresi 

nei considerandi seguenti, qualora risultino decisivi per l’esito della ver-

tenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 

LAsi). 

La presente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. Disposizioni transi-

torie della modifica del 25 settembre 2015 cpv. 1 nLAsi, in vigore dal 

1° marzo 2019). Altresì, il 1° gennaio 2019 la legge federale sugli stranieri 

del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) è stata in parte modificata e rino-

minata quale legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI). 

Tuttavia, posto che i disposti della legge precitata che verranno menzionati 

nella presente sentenza (art. 83 cpv. 1–4) sono rimasti invariati dalla LStr 

alla LStrI, il Tribunale utilizzerà di seguito la nuova denominazione. 

Presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 vLAsi) contro una decisione 

in materia d’asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31–33 LTAF), il ricorso 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 52 

cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5), 

e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi 

dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né 

dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della 

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decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 

consid. 2). 

3.  

Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-

ciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un se-

condo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-

mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Inoltre, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 

LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti. 

4.  

4.1 Nella sua decisione, l’autorità inferiore osserva in primo luogo come le 

dichiarazioni rese nelle tre audizioni dall’interessato, non soddisferebbero 

le condizioni di verosimiglianza previste dall’art. 7 LAsi. Il racconto propo-

sto nelle medesime dal richiedente, sarebbe difatti, riguardo a diverse eve-

nienze, approssimativo e poco minuzioso. Egli si sarebbe inoltre contrad-

detto in modo importante nel corso della sua narrazione, sia circa le visite 

e gli eventi che avrebbe visto anche quale protagonista il compagno della 

madre, sia in relazione alle tempistiche in cui il padre si sarebbe ripresen-

tato al domicilio familiare e quanto sarebbe accaduto in tali frangenti. Le 

sue dichiarazioni tra le diverse audizioni, sarebbero state pure divergenti 

riguardo al numero delle scatole sotterrate contenenti le armi, nonché circa 

la data in cui egli avrebbe consegnato le stesse. Non maggiormente coin-

cidenti risulterebbero le sue allegazioni in merito alla data dell’espatrio, 

come pure in relazione a quali persone lo avrebbero accompagnato nello 

stesso. Neppure la dichiarazione dell’istituto per orfani, non sarebbe in 

grado di supportare i suoi motivi d’asilo, ma attesterebbe esclusivamente 

che le sue sorelle si trovino alloggiate presso tale struttura. In secondo 

luogo, l’autorità inferiore ritiene che il ricorrente, nel caso di un ritorno in Sri 

Lanka, non rischierebbe di attirare l’attenzione delle autorità del suo Paese 

e di essere esposto, in un prossimo futuro e con un’alta probabilità, a dei 

seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi.  

4.2 Dal canto suo, il ricorrente avversa le conclusioni presenti nel provve-

dimento sindacato. Dapprima egli riprende ed amplia la fattispecie. Invero, 

l’interessato adduce segnatamente come, già in tenera età, ed introdotto 

tramite il cugino, avrebbe cominciato a partecipare attivamente a delle ma-

nifestazioni ed eventi proposti dal partito (…) (acronimo per: “…”), por-

tando la bandiera, oppure aiutando nell’organizzazione delle riunioni (cfr. 

p.to II/2, pag. 2 del ricorso). Il ricorrente sarebbe espatriato, sia a causa 

delle vicende famigliari addotte, che della situazione creatasi con i militari, 

che sarebbero arrivati a cercarlo a casa per interrogarlo riguardo alla sua 

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appartenenza al partito (…), ma lui non si sarebbe fatto trovare a casa (cfr. 

p.ti II/8 e 10, pag. 3 del ricorso). Anche dopo la sua partenza dallo Sri 

Lanka, i militari si sarebbero recati nuovamente a cercarlo “con fare minac-

cioso”, ciò che potrebbe da lui essere comprovato con delle dichiarazioni 

(cfr. p.to II/13, pag. 4 del ricorso). Proseguendo, l’insorgente passa in ras-

segna, contestandole, alcune delle supposte incoerenze e vaghezze pre-

senti nel suo racconto rilevate dalla SEM nella decisione avversata. In par-

ticolare, le presunte contraddizioni, sarebbero invero delle imprecisioni di 

poco conto, che potrebbero senz’altro essere giustificate dall’agitazione del 

ricorrente al momento delle audizioni, come pure dal suo timore d’esporsi 

e dal tempo trascorso tra le diverse audizioni. In seguito, contesta decisa-

mente la conclusione esposta nel provvedimento impugnato che nel suo 

caso non sussisterebbero dei seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi. Invero, 

d’un canto egli sarebbe tutt’ora perseguitato a causa della sua apparte-

nenza politica al (…) da parte dei militari, che verrebbero ancora ora a cer-

carlo. D’altro canto, egli sarebbe stato maltrattato e torturato più volte nel 

Paese d’origine, e nessuno sarebbe intervenuto in suo soccorso. Ciò di-

mostrerebbe, a mente sua, che se egli facesse rientro in Sri Lanka, ver-

rebbe nuovamente picchiato. Ciò in contrasto con l’art. 3 CEDU, che viete-

rebbe qualsiasi tipo di tortura (cfr. p.to II/18, pag. 7 del ricorso). Da ultimo, 

sottolinea come la SEM, non avendogli data la possibilità di prendere po-

sizione prima dell’emanazione della decisione impugnata, avrebbe violato 

il suo diritto di essere sentito ex art. 29 cpv. 2 Cost. (cfr. p.to II/19, pag. 8 

del ricorso) Alla luce di tali evenienze, l’insorgente ritiene che la SEM 

avrebbe operato un accertamento inesatto dei fatti giuridicamente rilevanti, 

oltreché avrebbe violato il diritto federale. 

5.  

D’ingresso, risulta opportuno analizzare la censura formale del ricorrente, 

secondo la quale l’autorità di prime cure avrebbe violato il suo diritto di 

essere sentito, in quanto non gli avrebbe data la possibilità di esprimersi 

prima dell’emanazione della decisione negativa (cfr. p.to II/19, pag. 8 del 

ricorso). 

5.1 Per costante giurisprudenza il diritto di essere sentito, disciplinato 

dall’art. 29 cpv. 2 Cost., comprende il diritto per l’interessato di consultare 

l’incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne 

l’assunzione, di partecipare alla stessa e di potersi esprimere sulle relative 

risultanze nella misura in cui possano influire sulla decisione (cfr. 

DTF 135 II 286 consid. 5.1; 135 I 279 consid. 2.3; DTAF 2013/23 

consid. 6.1.1 con ulteriori riferimenti citati; DTAF 2010/53 consid. 13.1). Il 

diritto di essere sentito si riferisce soprattutto alla constatazione dei fatti. Il 

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diritto delle parti di essere interpellate su delle questioni giuridiche, è invece 

riconosciuto in modo restrittivo, allorché l’autorità interessata intende fon-

darsi su delle norme legali delle quali la loro presa in considerazione non 

poteva essere ragionevolmente prevista dalle parti; quando la situazione 

giuridica è mutata o nel caso in cui esiste un potere di apprezzamento par-

ticolarmente ampio (cfr. DTF 145 I 167 consid. 4.1 con riferimenti ivi citati). 

Il diritto di essere sentito, non porta poi in principio sulla decisione proget-

tata (cfr. DTF 145 I 167 consid. 4.1 con ulteriori riferimenti menzionati; 

DTF 132 II 257 consid. 4.2). In tal senso, l’autorità interessata non dovrà 

sottoporre anticipatamente alle parti, per presa di posizione, il ragiona-

mento che essa intende adottare. Tuttavia, allorché prevede di fondare la 

sua decisione su una norma o un motivo giuridico non invocato nella pro-

cedura anteriore e della quale nessuna delle parti in presenza se ne è pre-

valsa e non poteva valutarne la pertinenza, il diritto di essere sentito, im-

plica di dare all’interessato la possibilità di determinarsi su tale punto in 

questione (cfr. DTF 145 I 167 consid. 4.1 con ulteriori riferimenti citati). 

5.2 Venendo al caso in parola, il Tribunale ritiene che il ricorrente abbia 

potuto esprimersi compiutamente durante le tre audizioni tenutesi con l’au-

torità inferiore riguardo tutti i punti significativi relativi alla sua domanda 

d’asilo, ed in particolare ai motivi che l’avrebbero condotto all’espatrio. Gli 

è stata offerta pure ampia possibilità di pronunciarsi riguardo alle questioni 

contestategli dall’autorità resistente. Per di più, né durante la procedura 

istruttoria, né nel provvedimento impugnato, si sono concretizzate delle 

norme impensabili ed impreviste per l’insorgente. Pertanto, anche tenuto 

conto della giurisprudenza succitata, il Tribunale conclude che il ricorrente 

misconosce la portata del diritto di essere sentito, nella misura in cui ritiene 

che l’autorità inferiore avrebbe dovuto sottoporgli, anticipatamente e per 

presa di posizione, la decisione prospettata. L’insorgente ha inoltre potuto 

con piena cognizione di causa impugnare la decisione avversata dinanzi 

allo scrivente Tribunale, che in merito alla verosimiglianza ed alla rilevanza 

dei motivi d’asilo del ricorrente ha pieno potere d’apprezzamento, per il 

che, anche un’ipotetica violazione del diritto di essere sentito dell’insor-

gente, risulterebbe comunque sanata in questa sede. Pertanto la censura 

formale, infondata, è da respingere in toto. 

6.  

6.1 La Svizzera su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. 

Esso include il diritto di risiedere in Svizzera. 

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Sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi). 

6.2  

6.2.1 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). Per il resto, essendo la giurispru-

denza in materia invalsa, si ritiene di poter rinviare senz’altro alla stessa 

per ulteriori dettagli, onde evitare inutili ridondanze (cfr. DTAF 2013/11 con-

sid. 5.1 e giurisprudenza ivi citata). 

6.2.2 In conformità con la giurisprudenza dello scrivente Tribunale, il carat-

tere tardivo di elementi essenziali taciuti in occasione dell’audizione sulle 

generalità al Centro di registrazione, ma invocati più tardi durante l’audi-

zione sui motivi d’asilo, può essere ritenuto per mettere in dubbio la vero-

simiglianza dei motivi d’asilo allegati. Tale principio vale, a fortiori, per delle 

allegazioni presentate unicamente allo stadio del ricorso. Tuttavia, in al-

cune circostanze particolari, le dichiarazioni tardive possono trovare una 

giustificazione. Tale è il caso, ad esempio, delle dichiarazioni di vittime che 

hanno subito dei gravi traumatismi, che non hanno la facoltà di esprimersi, 

senza delle difficoltà notevoli sugli avvenimenti vissuti, o ancora delle per-

sone che provengono da contesti nella quale la legge del silenzio è una 

regola d’oro (cfr. sentenze del Tribunale E-6190/2018 del 9 ottobre 2020 

consid. 2.4 con ulteriori riferimenti citati; E-5624/2017 dell’11 agosto 2020 

[pubblicata quale sentenza di riferimento] consid. 3.3.1 con riferimento ci-

tato). 

6.2.3 Nella presente disamina, soltanto in fase ricorsuale il ricorrente si è 

prevalso di alcune nuove evenienze che avrebbero concorso alla sua presa 

di decisione di espatriare dal Paese d’origine. Ciò attiene sia alla sua par-

tecipazione attiva alle manifestazioni ed eventi del partito (…), che alle ri-

cerche dei militari al suo domicilio prima e dopo l’espatrio, a causa della 

sua appartenenza a tale partito. Nel gravame, tali circostanze vengono ad-

dotte dal ricorrente in modo apodittico, senza tuttavia che né delle mede-

sime si possa trovare qualsivoglia riscontro nei verbali d’audizione resi 

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dallo stesso, né una spiegazione da parte del medesimo circa la tardività 

di tali asserti o prova a supporto dei medesimi – e ciò malgrado la ventilata 

produzione di dichiarazioni (cfr. p.to II/13, pag. 4 del ricorso). Riguardo 

quest’ultimo punto, il Tribunale non vede difatti alcuna ragione per la quale 

il ricorrente non avrebbe già potuto addurre gli stessi nel corso delle diverse 

audizioni sostenute. Al contrario, si osserva come tali circostanze risultano 

scontrarsi con quanto dichiarato dall’insorgente durante i medesimi verbali, 

allorché ha negato sia di aver avuto delle problematiche con le autorità del 

suo Paese d’origine, sia di aver svolto delle attività politiche (cfr. verbale 1, 

p.to 7.02, pag. 8; verbale 2, D168, pag. 16); riconducendo esplicitamente 

il suo espatrio soltanto a problematiche avute con terzi, ovvero con i geni-

tori ed il compagno della madre (cfr. verbale 1, p.to 7.01 segg., pag. 6 

segg.; verbale 2, D131 segg., pag. 12 segg.; verbale 3, D31 segg., pag. 5 

segg.). Al termine delle audizioni, l’interessato ha inoltre confermato di aver 

presentato l’insieme dei suoi motivi d’asilo (cfr. verbale 1, p.to 7.03, pag. 8; 

verbale 2, D196 seg., pag. 18 seg.; verbale 3, D136 e D140, pag. 15), sot-

toscrivendo peraltro i verbali per approvazione del loro contenuto. Interro-

gato anche sul suo stato valetudinario, egli ha riferito di godere di buona 

salute (cfr. verbale 1, p.to 8.02, pag. 9; verbale 2, D193 segg., pag. 18; 

verbale 3, D3, pag. 2 e D5, pag. 2) e non è deducibile agli atti alcuna pro-

blematica ulteriore in tal senso che potrebbe eventualmente spiegare la 

tardività di tali suoi asserti. Il Tribunale, in merito, rileva come si tratta di 

elementi essenziali, che non trovano alcuna ragione o motivo valido che 

possano giustificare la loro tardività, ed il fatto che l’interessato abbia mo-

dificato alcune dichiarazioni – come si vedrà anche di seguito – ed intro-

dotto altre circostanze importanti nel suo esposto durante la procedura ri-

corsuale, fanno giungere alla conclusione che l’insorgente abbia cercato di 

adattare le stesse ai bisogni della causa ed alle argomentazioni e conclu-

sioni esposte dalla SEM nella decisione avversata. A tali condizioni, alle 

allegazioni tardive esposte in fase ricorsuale dall’insorgente, non può es-

sere riconosciuta dal Tribunale alcuna credibilità e non verranno analizzate 

oltre. 

6.2.4 Ciò posto, il Tribunale giunge alla medesima conclusione esposta 

nella decisione avversata, circa l’inverosimiglianza degli asserti dell’insor-

gente rilevanti in materia d’asilo. 

6.2.4.1 In primo luogo, nelle audizioni rese sono rilevabili una moltitudine 

di incoerenze e contraddizioni su dei punti centrali del suo racconto. A titolo 

meramente esemplificativo, a ragione l’autorità inferiore ritiene che egli ab-

bia rilasciato delle dichiarazioni incoerenti circa gli eventi che avrebbero 

riguardato la madre ed il compagno della stessa. Invero, nel corso della 

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prima audizione, egli ha narrato che il compagno della madre si sarebbe 

fermato per alcuni periodi, addirittura anche alcuni mesi presso il domicilio 

famigliare; e che il (…) sarebbe stata la prima volta – rispettivamente l’ul-

tima – in cui lo avrebbe picchiato il compagno della madre, nonché lo 

avrebbe tentato di avvelenare con il cibo. Quest’ultima data, sarebbe stata 

anche l’ultima volta che avrebbe visto la madre (cfr. verbale 1, p.to 7.02, 

pag. 7), e l’avrebbe sentita l’ultima volta nel (…) del (…) (cfr. verbale 1, p.to 

7.02, pag. 8). Durante le audizioni successive, l’insorgente ha invece alle-

gato che la prima volta che avrebbe visto l’uomo suddetto, sarebbe stato il 

(…) (cfr. verbale 2, D132, pag. 13), allorché l’ultima si sarebbe invece te-

nuta il (…), evenienza in cui il compagno della madre lo avrebbe tentato di 

avvelenare (cfr. verbale 2, D133 segg., pag. 13; verbale 3, D31, pag. 5, 

D37 segg., pag. 6 seg.). Per di più, a differenza di quanto addotto nella 

prima audizione, nei successivi verbali, il ricorrente ha narrato come le vi-

site di quest’uomo si sarebbero svolte soltanto in tali due date, e non in 

diverse ulteriori circostanze, anche prima del (…), e su diversi mesi, come 

invece esposto nel corso del primo verbale (cfr. verbale 1, p.to 7.02, 

pag. 7). Non è peraltro desumibile in alcun modo dalle sue affermazioni 

precedenti, come il tentativo di avvelenarlo avrebbe riguardato due occa-

sioni distinte, ovvero una a (…) e l’altra a (…), come indicato in modo lapi-

dario nel gravame (cfr. p.to II/17, pag. 6 del ricorso), senza alcun riferi-

mento concreto alle dichiarazioni da lui rilasciate in audizione. Per di più, 

anche in merito a tale episodio, l’insorgente ha reso una narrazione discre-

pante, allegando dapprima che al momento in cui il compagno della madre 

lo avrebbe voluto avvelenare, anche la madre si sarebbe trovata in casa, e 

che serviva il cibo (cfr. verbale 2, D165, pag. 16), quando invece, nella suc-

cessiva audizione ha raccontato che la madre non era presente al domicilio 

al momento del fatto dell’avvelenamento (cfr. verbale 3, D40, pag. 6), anzi 

non l’avrebbe più incontrata durante quest’ultima occasione nella quale 

l’avrebbe vista e non saprebbe neppure se la genitrice fosse a conoscenza 

di tali evenienze (cfr. verbale 3, D50 segg., pag. 7 seg.). Anche poi riguardo 

all’episodio del tentativo di suicidio gettandosi in un (…), è rilevabile un’in-

coerenza legata a chi lo avrebbe salvato, avendo allegato dapprima trat-

tarsi di qualche compaesano (cfr. verbale 2, D131, pag. 12), mentre che 

successivamente sarebbe stato soltanto e proprio il vicino F._______ (cfr. 

verbale 3, D31, pag. 5). Fra l’altro, anche riguardo al rapporto intrattenuto 

con la madre, l’interessato ha rilasciato delle asserzioni tra loro incompati-

bili, affermando nella prima audizione che sino al (…) avrebbe vissuto con 

la madre, data dopo la quale ella si sarebbe trasferita con il compagno a 

E._______ (cfr. verbale 1, p.to 7.01, pag. 7); allorché invece nella seconda 

audizione ha addotto che la madre si sarebbe trasferita a E._______, per 

lavoro, già quando lui frequentava il (…) anno scolastico, ovvero ai suoi 

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Pagina 11 

(…) anni d’età (cfr. verbale 2, D34 segg., pag. 5 seg.; D95, pag. 9), la-

sciando intendere che la madre avrebbe abbandonato lui e le sorelle, e che 

l’unica persona che lo avrebbe aiutato per sostentarsi fosse una zia (…) 

vicina di casa (cfr. verbale 2, D98 segg., pag. 9 segg.). Quando invece, 

nell’audizione complementare, ha riferito che quando lui avrebbe avuto (…) 

o (…) anni, la relazione con la zia (…) si sarebbe interrotta, essendosi 

quest’ultima trasferita, ma che per coprire i suoi bisogni dopo la partenza 

della zia, avrebbe avuto delle entrate sufficienti provenienti dalla madre, 

nonché in seguito dal suo lavoro (…), o quale (…) (cfr. verbale 3, D15 

segg., pag. 3 segg.). Non maggiormente coerenti appaiono essere le sue 

dichiarazioni riguardo agli eventi che avrebbero interessato il padre e le 

armi nascoste con quest’ultimo. Se invero nel verbale d’audizione sulle ge-

neralità, egli ha narrato che il padre si sarebbe recato nel corso dell’anno 

(…) tre volte al suo domicilio, e la prima volta sarebbe avvenuta dopo che 

egli avrebbe già consegnato le armi al vicino e ad altre persone (cfr. verbale 

1, p.to 7.01, pag. 7 e p.to 7.02, pag. 8), e che si trattava di (…) contenenti 

le armi (cfr. verbale 1, p.to 7.02, pag. 8). Durante l’audizione sui motivi, ha 

invece ricondotto nell’esposizione libera degli stessi la prima visita del pa-

dre precedentemente la vendita delle armi – peraltro ad una sola persona 

che si sarebbe recata a fare (…) presso il suo vicino di nome F._______ e 

non a più persone – (cfr. verbale 2, D131, pag. 12), e la seconda e l’ultima 

volta il (…) (cfr. verbale 2, D131, pag. 12 e D140 segg., pag. 13 seg.). 

Nell’audizione complementare, ha sostenuto invece, trattarsi di quattro per-

sone che gli avrebbero dissotterrato e acquistato le armi e non il vicino 

F._______ (cfr. verbale 3, D31, pag. 5; D77 segg., pag. 10) e che si sa-

rebbe trattato di una (…) contenenti le armi (cfr. verbale 3, D80, pag. 10). 

Le dissonanze precedentemente rilevate, a differenza di quanto sostenuto 

dal ricorrente nel gravame, non risultano riguardare delle imprecisioni “di 

poco conto”, bensì degli elementi chiave della sua narrazione che riguar-

dano intrinsecamente i suoi motivi d’asilo. Gli stessi non possono inoltre in 

alcun modo essere giustificati con le spiegazioni generiche fornite dall’in-

sorgente nel gravame, ovvero dalla sua agitazione o dal timore d’esporsi 

come pure dal tempo trascorso tra un’audizione e l’altra – peraltro audizioni 

svolte durante il medesimo anno 2019 ed a distanza di pochi mesi l’una 

dall’altra – asserzioni che non trovano alcun riscontro nei verbali d’audi-

zione dell’insorgente. 

6.2.4.2 Per le ulteriori dichiarazioni contraddittorie ed approssimative, onde 

evitare inutili ripetizioni, si rinvia senz’altro alla decisione dell’autorità infe-

riore (cfr. p.to II, pag. 3 segg. della decisione impugnata), che risulta in me-

rito sufficientemente motivata e corretta. Del resto le allegazioni ricorsuali 

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Pagina 12 

dell’insorgente non sono atte a spiegare in alcun modo le stesse incoe-

renze e mancanza di dettagli in svariate sue allegazioni, ed a mutare la 

conclusione del Tribunale già sopra esposta. 

6.2.5 Visto quanto precede, l’insieme delle dichiarazioni dell’insorgente 

non risulta verosimile giusta l’art. 7 LAsi. Ne discende quindi che il ricorso 

in materia di concessione dell’asilo non merita tutela e la decisione impu-

gna va in merito a tale punto in questione confermata. 

7.  

7.1 Proseguendo nell’analisi, l’insorgente non può neppure vedersi ricono-

scere la qualità di rifugiato, all’esclusione della concessione dell’asilo, per 

dei motivi soggettivi insorti dopo la fuga (art. 54 LAsi). In effetti, malgrado i 

cambiamenti politici recenti intervenuti in Sri Lanka, il ricorrente – visto an-

che quanto sopra considerato inverosimile (cfr. consid. 6.2) – non ha mai 

interessato la giustizia srilankese da dover essere registrato nella “Stop 

List” dalle autorità del suo Paese (cfr. sentenza del Tribunale E-1866/2015 

del 15 luglio 2016 [pubblicata quale sentenza di riferimento] consid. 8.4.3 

e consid. 8.5.2). Egli non appare nemmeno essere una persona suscetti-

bile di essere considerata dalle autorità srilankesi, come dotata di una vo-

lontà e di una capacità di ravvivare il conflitto etnico nel suo Paese (cfr. 

sentenza E-1866/2015 consid. 8.4.1 e 8.5.3; sentenza E-350/2017 del 

3 ottobre 2018 consid. 4.3). Del resto, lo stesso insorgente, ha asserito di 

non aver fatto parte delle LTTE (cfr. verbale 1, p.to 7.02, pag. 8). Non 

avrebbe peraltro esercitato delle attività politiche nel suo Paese d’origine, 

o riscontrato problematiche con le autorità o con terzi (cfr. verbale 1, p.to 

7.02, pag. 7), salvo quanto già sopra ritenuto inverosimile. Peraltro, il fatto 

allegato che l’unico parente che avrebbe fatto parte delle LTTE, sarebbe 

stato il padre, anche fosse ritenuto verosimile, appare che con il medesimo 

non abbia più avuto alcun contatto regolare da quando egli era bambino, 

ed inoltre non avrebbe riscontrato, a causa di tale presunta appartenenza 

del padre, alcuna problematica nel suo Paese d’origine, con le autorità sri-

lankesi. In buona sostanza, non appare che l’insorgente possa essere per-

cepito come una minaccia per l’unità e la coesione nazionale (cfr. in merito 

anche la sentenza del Tribunale E-350/2017 consid. 4.4). Le sole eve-

nienze di essere di etnia tamil, di aver lasciato il suo paese d’origine, come 

pure di aver introdotto una domanda d’asilo all’estero, la durata del suo 

soggiorno all’estero, nonché la sua provenienza dalla Provincia (…) e la 

sua età anagrafica (cfr. sentenza E-1866/2015 consid. 9.2.4), costituiscono 

degli elementi di rischio così leggeri che, presi a sé stanti o sommati, risul-

tano insufficienti per destare i sospetti delle autorità srilankesi. Tali fattori, 

confermano tutt’al più che egli possa essere interrogato da queste ultime 

D-6470/2019 

Pagina 13 

al suo ritorno, ma non sono atti a fondare un timore oggettivo di rappresa-

glie da parte delle stesse (cfr. la sentenza E-1866/2015 precitata con-

sid. 8.4.5 e 9.2.3 seg.; cfr. anche la sentenza del Tribunale  

E-4703/2017 e E-4705/2017 del 25 ottobre 2017 [sentenza in parte pubbli-

cata nella DTAF 2017 VI/6] consid. 4.4 e 4.5 ed a titolo esemplificativo le 

sentenze E-4296/2020 del 4 maggio 2021 consid. 6.2, D-4791/2020 del 

19 ottobre 2020 consid. 7.1). Ciò non permette però di riconoscere il rischio 

di trattamenti rilevanti nell’ambito dell’art. 3 LAsi. Non sono infine ravvisabili 

ulteriori elementi all’incarto che rendano verosimile che l’insorgente possa 

attirare l’attenzione delle autorità srilankesi a causa dell’attuale contesto 

politico e di sicurezza del Paese in questione e che debba pertanto temere 

di subire delle persecuzioni rilevanti in materia d’asilo (cfr. anche in tal 

senso la sentenza del Tribunale E-6312/2019 del 5 agosto 2021 con-

sid. 5.2.2).  

7.2 Alla luce di quanto sopra considerato, il ricorrente non può pertanto 

prevalersi di un timore fondato di persecuzione futura in un prossimo avve-

nire e secondo un’alta probabilità, per dei motivi posteriori alla sua fuga 

(art. 54 LAsi). Pertanto, anche in relazione al riconoscimento della qualità 

di rifugiato, v’è da confermare il giudizio negativo di cui alla decisione im-

pugnata. 

8.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene 

però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). 

L’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM avrebbe 

dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera (art. 14 

cpv. 1 e 2, art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a 

questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. 

DTAF 2013/37 consid. 4.4; DTAF 2011/24 consid. 10.1). Il Tribunale è per-

tanto tenuto a confermare la pronuncia dell’allontanamento. 

9.  

9.1 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 LStrI, giusta il quale l’esecuzione dell’allonta-

namento dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 

cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI).  

D-6470/2019 

Pagina 14 

9.2 Nella decisione avversata, l’autorità resistente ha ritenuto in sunto 

l’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente come ammissibile, ragio-

nevolmente esigibile sia dal profilo della situazione del Paese d’origine che 

personale, come pure possibile. Nel proprio gravame, il ricorrente contesta 

anche tale valutazione, ritenendo essenzialmente inammissibile ed inesi-

gibile – poiché il ricorrente non avrebbe alcuna solida rete famigliare, mezzi 

finanziari ed un alloggio se rientrasse in Sri Lanka, aspetto sul quale la 

SEM avrebbe completamente sorvolato nella decisione impugnata – la mi-

sura d’esecuzione dell’allontanamento decretata. 

9.3 Nel caso in parola, il Tribunale rileva come il ricorrente non è riuscito a 

dimostrare l’esistenza di seri pregiudizi o il fondato timore di essere espo-

sto a tali pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi, stante le sue dichiarazioni inve-

rosimili ed irrilevanti. Pertanto, l’art. 5 cpv. 1 LAsi, non trova applicazione 

nella sua fattispecie. Per di più, per i motivi già sopra enucleati, non sono 

ravvisabili agli atti elementi che possano far ritenere, con una probabilità 

preponderante, che l’insorgente possa essere sottoposto ad una pena o 

ad un trattamento vietati dall’art. 3 CEDU o dall’art. 3 Conv. tortura. In par-

ticolare, egli non ha stabilito di avere un profilo di una persona che possa 

concretamente interessare le autorità srilankesi, né a fortiori l’esistenza di 

un rischio personale, concreto e serio di essere esposto in patria, ad un 

trattamento contrario ai disposti succitati (cfr. sentenza della Corte EDU 

[Grande Camera] Saadi contro Italia del 28 febbraio 2008, 37201/06, 

§§125 e 129 con relativi riferimenti). Ne consegue pertanto che, l’allonta-

namento del ricorrente verso lo Sri Lanka, sia da considerarsi ammissibile 

ai sensi dell’art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione con l’art. 44 LAsi. 

9.4  

9.4.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione può non essere ragionevol-

mente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, lo straniero 

venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali 

guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica. 

9.4.2 Risulta notorio che, dopo la cessazione delle ostilità tra le forze ar-

mate del governo di Colombo e le LTTE, nel maggio del 2009, in Sri Lanka 

non viga attualmente un contesto di guerra, guerra civile o violenza gene-

ralizzata che coinvolga l’insieme della popolazione nell’integralità del terri-

torio nazionale (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale E-1866/2015 del 

15 luglio 2016 consid. 13.1). L’esecuzione dell’allontanamento risulta per-

tanto di principio ragionevolmente esigibile nelle province del (…) e dell’(…) 

dello Sri Lanka (cfr. sentenza E-1866/2015 consid. 13.3 e 13.4) – ad ecce-

zione della regione di I._______ (cfr. sentenza E-1866/2015 consid. 13.3; 

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Pagina 15 

DTAF 2011/24 consid. 13.2.2.1), così come nelle altre regioni del Paese 

(cfr. sentenza E-1866/2015 precitata consid. 13.1.2). Per quanto concerne 

la situazione della regione di I._______, il Tribunale si è pronunciato nella 

sua sentenza di riferimento D-3619/2016 del 16 ottobre 2017. L’esecu-

zione dell’allontanamento è ora ragionevolmente esigibile, se in particolare 

v’è la possibilità di un alloggio e di una prospettiva favorevole per la coper-

tura dei bisogni elementari. Le persone che rischiano l’isolamento sociale 

e l’estrema povertà non possono invece essere allontanati (cfr. sentenza 

D-3619/2016 consid. 9.5.9). 

9.4.3 Il ricorrente proviene dal distretto di D._______, nella provincia del 

(…) (regione di I._______), dove vi ha vissuto dalla sua gioventù. Viste le 

sue allegazioni inverosimili anche in merito alle relazioni intrattenute con la 

madre e la zia (…) presente in Sri Lanka – con quest’ultima fra l’altro 

avrebbe avuto da ultimo contatto anche per i documenti portatigli in  

Svizzera (cfr. verbale 2, D10 segg., pag. 3), che secondo le sue allegazioni 

ricorsuali avrebbe ricevuto tramite un cugino presente in Svizzera a diffe-

renza di quanto sostenuto in audizione (cfr. verbale 2, D13 segg., pag. 3; 

p.to II/16, pag. 6 del ricorso) – si ritiene che il ricorrente abbia sottaciuto 

degli elementi importanti per la determinazione degli eventuali ostacoli 

all’esecuzione del suo allontanamento, che gli sono ora imputabili riguardo 

sia la rete famigliare presente in patria che i suoi mezzi di sostentamento. 

Nelle sue allegazioni, per quanto incoerenti, vi sono tuttavia diversi ele-

menti che sostengono la tesi, al contrario di quanto edotto nel ricorso 

dall’insorgente, che le condizioni poste dalla giurisprudenza succitata siano 

adempiute. In particolare, egli oltreché la madre ed il padre, che vivrebbero 

separati a E._______, disporrebbe nel suo Paese d’origine anche di diversi 

zii e zie (…), tre zii (…) e tre zie (…) nel suo stesso villaggio d’origine (cfr. 

verbale 1, p.to 3.01, pag. 4), con i quali potrà senz’altro, in caso di neces-

sità, eventualmente riallacciare i contatti, non fossero già presenti. Per il 

resto, egli ha dichiarato di aver vissuto da solo, con i proventi del suo lavoro 

quale (…) e (…), per almeno (…) prima dell’espatrio, vivendo per il resto in 

una casa ed in un terreno – quest’ultimo che apparterrebbe alla (…) se-

condo le asserzioni ricorsuali dell’insorgente (cfr. p.to II/16, pag. 6 del ri-

corso) – nonché possedendo (…) ed (…) (cfr. verbale 2, D72 segg., pag. 8 

segg.; verbale 3, D18 segg., pag. 4; D33 segg., pag. 6). Inoltre, il ricorrente 

è giovane, non ha a carico una famiglia e non ha allegato dei problemi di 

salute particolari, che possano risultare ostativi all’esecuzione del suo al-

lontanamento. Tali fattori sono senz’altro suscettibili di facilitargli l’integra-

zione nel suo paese d’origine.  

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Pagina 16 

9.4.4 Su tali presupposti, l’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente, 

è pure da ritenersi ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in rela-

zione con l’art. 44 LAsi). 

9.5 Da ultimo, nemmeno risultano impedimenti sotto l’aspetto della possi-

bilità dell’esecuzione dell’allontanamento, in quanto il ricorrente, usando 

della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile 

al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12). A tal proposito, il contesto at-

tuale dovuto alla propagazione nel Mondo del coronavirus (detto anche 

Covid-19) non è atto a rimettere in causa le conclusioni che precedono, 

visto il suo carattere temporaneo. Se nel caso di specie, dovesse ritardare 

momentaneamente l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente, la 

stessa interverrebbe necessariamente più tardi, in tempi appropriati (cfr. 

fra le tante la sentenza del Tribunale E-4583/2020 del 15 luglio 2021 con-

sid. 11.2 con ulteriori riferimenti citati). 

9.6 Ne consegue che, anche in materia di esecuzione dell’allontanamento, 

la decisione dell’autorità inferiore va confermata. 

9.7 Alla luce di tutto quanto sopra, con la decisione impugnata, la SEM non 

ha violato il diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed 

inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente 

rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Altresì, per quanto censurabile, la decisione 

non è inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va conseguentemente respinto e 

la decisione impugnata confermata. 

10.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se-

guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA; nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), e sono prelevate sull’anticipo spese 

di medesimo importo versato dal ricorrente il 20 dicembre 2019. 

11.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-6470/2019 

Pagina 17 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente, e 

sono prelevate sull’anticipo delle spese processuali di medesimo importo 

versato dal ricorrente il 20 dicembre 2019. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari