# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8fcd26ed-c625-5f27-9aeb-e6466aa0d6ca
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-04-13
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 13.04.2022 15.2021.146
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2021-146_2022-04-13.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2021.146

  	
  Lugano

  13 aprile 2022

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso 26 novembre 2021 di

 

	
   

  	
   RI 1 

  (patrocinato dagli  PR 1 e PR 2, )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione, sede di
Mendrisio, o meglio contro l’attestato di carenza di beni emesso il 15
novembre 2021 nell’esecuzione n. __________(a) promossa dal ricorrente nei
confronti di

 

	
   

  	
  CV 1, 

   

  

ritenuto
in fatto e considerando in diritto:

 

                                         che con domanda d’esecuzione del 14 gennaio 2019 RI 1 ha escusso PI
1 per l’incasso di fr. 59'146.94 oltre agli interessi del 5% dal 30
settembre 2018;

 

                                         che
dando seguito alla domanda, il 17 gennaio 2019 il Centro cantonale dei precetti
esecutivi (CCPE) dell’Ufficio d’esecuzione (UE) ha emesso il precetto esecutivo
n. __________ e l’ha notificato all’e­­scussa, la quale vi ha interposto
opposizione il 22 gennaio 2019;

 

                                         che
sulla scorta della decisione di rigetto definitivo dell’opposi­­zione decretata
dal Pretore aggiunto supplente della Giurisdizione di Mendrisio-Sud il 9
settembre 2019 limitatamente a fr. 59'051.70 oltre agli interessi al 5%
dal 30 settembre 2018, il 28 ottobre 2019 l’escutente ha chiesto alla sede di
Mendrisio dell’UE il proseguimento dell’esecuzione per l’importo in questione;

 

                                         che
il 10 gennaio 2020 l’Ufficio ha pignorato presso il domicilio dell’escussa
diversi quadri stimati in complessivi fr. 69'500.–;

 

                                         che
ricevuto il verbale di pignoramento, il 13 febbraio 2020 l’escu­­tente ha
chiesto all’UE di realizzare i beni pignorati;

 

                                         che
venuto a conoscenza dell’esito della perizia estimativa eseguita sui predetti
beni, l’11 maggio 2020 il procedente ha chiesto all’organo esecutivo di estendere
il pignoramento ad altri oggetti, a copertura del suo credito;

 

                                         che
il 28 agosto 2020 l’asta è andata deserta, sicché il 31 agosto l’Ufficio ha proceduto
a un pignoramento complementare di altri beni mobili, compresa la quota
pignorabile dei redditi dell’escussa, e ha emesso il relativo verbale;

 

                                         che
dopo aver scoperto l’esistenza di un diritto di compera iscritto a favore dell’escussa
sulla quota di proprietà per piani n. __________ della particella n. __________
RFD di __________, con scritto del 14 settembre 2020 l’escutente ha sollecitato
l’UE a invitare PI 1 a precisare la provenienza dell’importo versato per la
costituzione di tale diritto;

 

                                         che
il 29 ottobre 2021 l’Ufficio ha realizzato i nuovi beni pignorati, ma siccome
il ricavo non bastava per soddisfare il credito dell’e­­scutente, compresi
interessi e spese, il 15 novembre 2021 ha rilasciato l’attestato di carenza di
beni (ACB) per l’ammontare di fr. 62'528.10 rimasto scoperto;

 

                                        che
con ricorso del 26 novembre 2021 RI 1 si aggrava contro questo provvedimento, chiedendo
il suo annullamento e la retrocessione dell’incarto all’Ufficio, affinché
proceda a ulteriori approfondimenti atti a stabilire il destino dell’importo pagato
dall’escussa per la costituzione del diritto di compera, che per finire non ha esercitato;

 

                                         che
dando parzialmente seguito alle richieste ricorsuali, il 1° dicembre 2021 l’UE
ha invitato la PI 2 di __________, proprietaria dell’immobile gravato dal
diritto di compera, e l’avv. PI 3, notaio che ha redatto il rogito di
costituzione di siffatto diritto, a comunicare il motivo della sua
cancellazione e l’eventuale indennizzo o rimborso (parziale) ricevuto dalla
beneficiaria;

 

                                         che
mediante scritti del 2 e 7 dicembre 2021 la PI 2 e il notaio hanno sostanzialmente
riferito all’UE che i contraenti hanno rinunciato consensualmente al diritto di
compera e alle pattuizioni previste nel rogito, accordandosi per la
restituzione di fr. 250'000.– a favore di PI 1, di cui fr. 50'000.–
già rimborsati;

 

                                         che
alla luce di tali notizie, il 10 dicembre 2021 RI 1 ha presentato all’UE una
domanda di continuazione dell’ese­­cuzione sulla scorta dell’ACB, chiedendo all’organo
esecutivo di pignorare senza indugio il credito dell’escussa nei confronti
della PI 2;

 

                                         che
quel giorno stesso l’Ufficio ha pignorato il credito, ingiungendo alla PI 2 di versargli
fr. 200'000.–;

 

                                         che
il 15 dicembre 2021 l’UE ha emesso il relativo verbale di pignoramento e l’ha
notificato alle parti;

 

                                         che
a fronte degli sviluppi della vicenda, tramite osservazioni del 27 dicembre
2021 l’organo esecutivo postula che questa Camera consideri il ricorso privo d’oggetto;

 

                                         che
legittimato a ricorrere giusta l’art. 17 LEF è colui che giustifica un
interesse proprio, attuale, pratico e degno di protezione alla
modifica o all’annullamento del provvedimento impugnato oppure all’adozione di
una determinata misura ingiustamente negata nel­l’ambito di un’esecuzione per
debiti o di un fallimento (sentenza della CEF 15.2014.128 del 26
febbraio 2015 consid. 5 e i rinvii);

 

                                         che
l’interesse deve esistere non solo al momento del deposito del ricorso ma anche
quando viene emanata la decisione (DTF 143 III 587 consid. 3.2.2.2; 137 I 299
consid. 4.2; 137 II 41 consid. 2.1);

 

                                         che
nel caso in rassegna, dopo il deposito del ricorso, l’insorgente ha chiesto all’UE
il proseguimento dell’esecuzione sulla base del­l’ACB impugnato (art. 149 cpv.
3 LEF), sicché, così facendo, egli non dimostra più alcun interesse pratico e
attuale al suo annullamento, ma anzi ne ha riconosciuto la sua validità per
atti concludenti;

 

                                         che
ad ogni modo nel dare seguito alla domanda di continuazione dell’esecuzione
fondata sull’ACB l’UE ha sostanzialmente eseguito quanto l’escutente chiedeva
nel ricorso;

 

                                         che
stando così le cose, il ricorso si rivela sprovvisto di portata pratica e
interesse attuale, sicché risulta privo d’oggetto e va dunque stralciato dai
ruoli (art. 24b cpv. 1 della Legge cantonale sulla procedura di ricorso
in materia di esecuzione e fallimento [LPR, RL 280.200]);

 

                                         che
stante l’esito del giudizio odierno, si giustifica di rinunciare alla
notificazione della sentenza alla debitrice, cui il ricorso non è stato
comunicato;

 

                                         che
per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è dichiarato senza oggetto ed è stralciato dai ruoli.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione
all’ ,  

 

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Mendrisio.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.