# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7cfdeab6-af21-5b58-bba0-c4246e886ec3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-08-16
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 16.08.2017 15.2017.33
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2017-33_2017-08-16.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2017.33

  	
  Lugano

  16 agosto 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso 20 aprile 2017 di

 

	
   

  	
   RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Locarno,
o meglio contro il pignoramento di ren­dita eseguito il 4 aprile 2017 nelle
diverse esecuzioni (n. __________, ecc.) promosse nei confronti del ricorrente
segnatamente da

 

	
   

  	
  Stato del Canton Ticino, Bellinzona

  Confederazione Svizzera, Berna

  (rappr. dall’RA 1, )

  PI 3, 

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Nelle
diverse esecuzioni (n. __________, ecc.) promosse nei confronti di RI 1 segnatamente dallo Stato del Canton Ticino,
dalla Confederazione Svizzera e dal PI 3 (gruppo n. 18), l’11 febbraio 2017
l’Ufficio di esecuzione (UE) di Bellinzona ha determinato la quota pignorabile dei redditi del­l’escusso sulla base
del seguente computo:

 

                                         Redditi

	
  Rendita LPP 

  	
  fr.

  	
      1'650.30

  	
   

  
	
  Rendita AI

  	
  fr.

  	
      2'190.00

  	
   

  
	
  Totale

  	
  fr.

  	
      3'840.30

  	
   

  

                                         Minimo
d’esistenza

	
  Minimo base

  	
  fr.

  	
      1'200.00

  	
   

  
	
  Affitto

  	
  fr.

  	
         500.00

  	
   

  
	
  Assicurazione malattia

  	
  fr.

  	
         381.70

  	
   

  
	
  Totale

  	
  fr.

  	
      2'081.70

  	
   

  	 

 

                                         Accertata
la pignorabilità della rendita d’invalidità LPP, l’Ufficio ha dunque pignorato
presso l’istituto previdenziale dell’escusso, la PI 4 con sede a __________, la
quota di fr. 1'268.60 al mese dopo avere aumentato il minimo esistenziale
di fr. 490.– quale una non meglio specificata “differenza
non pignorabile in base all’art. 93 LEF”.

 

                                  B.   Appurato
in seguito che la rendita LPP a favore dell’escusso ammontava in realtà a
fr. 2'269.90 anziché fr. 1'650.30, il 4 aprile 2017 l’UE ha
modificato d’ufficio il calcolo del minimo d’esisten­­za, rettificando
l’importo in questione. Sulla base del nuovo computo, ha quindi pignorato
presso la PI 4 l’intera rendita mensile di fr. 2'269.90, la rendita AI
essendo sufficiente a coprire il minimo esistenziale dell’escusso.

 

                                  C.   Venuto
a conoscenza del predetto provvedimento, con ricorso del 20 aprile 2017,
trasmesso direttamente a questa Camera, RI 1 ha chiesto di sospenderlo e di
ripristinare il precedente pignoramento.

 

                                  D.   Alla
luce delle argomentazioni ricorsuali, avvalendosi della facoltà di
riconsiderazione, con decisione del 15 maggio 2017 l’Ufficio ha annullato il
pignoramento del 4 aprile 2017, rilevando che avrebbe in seguito proceduto a un
nuovo calcolo del minimo d’e­sistenza.

 

                                  E.   Facendo
riferimento alla decisione appena menzionata, con scritto del 30 maggio 2017 RI
1 ha chiesto a questa Camera di ordinare all’Ufficio di rimborsargli pro
rata temporis fr. 1'000.– mensili (corrispondente all’incirca alla
differenza tra le due eccedenze risultanti dai due calcoli) a contare
dall’annulla­­mento del secondo pignoramento.

 

                                  F.   Il
6 giugno 2017 l’UE ha allestito il seguente nuovo calcolo del minimo
d’esistenza:

                                         Redditi

	
  Rendita LPP

  	
  fr.

  	
      2'269.00

  	
   

  
	
  Rendita AI

  	
  fr.

  	
      2'200.00

  	
   

  
	
  Totale

  	
  fr.

  	
      4'459.00

  	
   

  

                                         Minimo
d’esistenza

	
  Minimo base

  	
  fr.

  	
      1'200.00

  	
   

  
	
  Affitto

  	
  fr.

  	
         440.00

  	
   

  
	
  Assicurazione malattia

  	
  fr.

  	
         482.35

  	
  Medicamento

  
	
  Totale

  	
  fr.

  	
      2'122.35

  	
   

  	 

 

                                         Sulla
base di quanto precede, l’Ufficio ha quindi (nuovamente) pignorato l’intera
rendita di fr. 2'269.90 al mese presso la PI 4, anche a favore dei (nuovi)
gruppi n. 19 e 20.

 

                                  G.   Preso
atto della domanda di RI 1 e del nuovo calcolo, con ordinanza del 12 giugno
2017, trasmessa alle parti interessate indicate dall’UE (ovvero all’escusso e
ai soli creditori del gruppo n. 20), il presidente di questa Camera ha invitato
l’Ufficio a determinarsi sulla richiesta di rimborso.

 

                                  H.   Con
scritto del 20 giugno 2017 l’UE ha comunicato a RI 1 di avergli già rimborsato
fr. 500.– a titolo spese mediche nel corso del mese di giugno e di non
essere in possesso di altri giustificativi per il rimborso di ulteriori
fr. 500.–, come da egli preteso. Il successivo 27 giugno l’Ufficio ha
completato la sua risposta, segnalando all’escusso di avergli restituito altri
fr. 500.– il 26 giugno 2017. Ha inoltre rilevato che “la lettura della differenza del­l’eccedenza
pignorabile sta nelle entrate che all’Ufficio al 4 aprile 2017 risultavano di
CHF 3'840.30 (Cassa pensione PI 4 CHF 1'650.30 – rendita AI CHF 2'190.00) e al
6 giugno 2017, nuovi giustificativi alla mano, di CHF 4'469.90 (Cassa pensione PI
4 CHF 2'269.30 – rendita AI CHF 2'200.00)”. Le altre
parti interessate sono rimaste silenti sia sulla decisione di annullamento del
15 maggio 2017 sia sulla richiesta di rimborso presentata successivamente
dall’escusso. Visto l’esito del giudizio odierno, il ricorso non è stato
notificato anche ai creditori dei gruppi n. 18 e 19.

 

 

Considerato

 

in diritto:                 1.   Per quanto attiene alla tempestività dell’impugnazione, né dagli
atti né dall’allegato di ricorso si evince quando l’insorgente ha avuto notizia
della decisione impugnata, notificata al più presto alla PI 4 il giorno
successivo alla sua emissione, ovvero il 5 aprile 2017. Ricordato, tuttavia,
che l’onere della notificazione di un atto ufficiale e della sua data incombe
all’autorità che intende trarne una conseguenza giuridica (DTF 129 I 10
consid. 2.2; sentenza della CEF 15.2015.32 del 15 agosto 2015,
RtiD 2016 I 741 n. 52c consid. 4.2/a ), nel dubbio occorre considerare tempestivo il ricorso, benché
datato 20 aprile 2017 (e giun­to a questa Camera soltanto
il 28 aprile 2017). Identica considerazione merita la questione della
tempestività della domanda di rimborso presentata il 30 maggio 2017 (sopra ad
E).

 

                                   2.   Poiché
l’Ufficio ha formalmente annullato la decisione impugnata con provvedimento del
15 maggio 2017 (consid. D), ora passato in giudicato, le parti interessate non
avendo ricorso contro lo stesso, la richiesta di sospendere il pignoramento del
4 aprile 2017 e di ripristinare la situazione precedente è diventata senza
oggetto. Con il nuovo computo del 6 giugno 2017, l’UE è invero giunto a
pignorare nuovamente l’intera rendita LPP (consid. F), ma tale provvedimento
sostituisce i precedenti pignoramenti, ivi compreso quello al vaglio, solo per
il futuro, ossia a contare dal mese di giugno del 2017.

 

                                   3.   Per
quanto concerne invece la domanda di rimborso del 30 maggio 2017, emerge dagli
atti che nei mesi di aprile e maggio 2017 l’organo esecutivo ha continuato a
pignorare l’intera rendita LPP anziché la quota di fr. 1'268.60, come fatto sino al marzo 2017, ciò che alla luce
dell’annullamento del 15 maggio 2017 non è corretto. Venuto meno il calcolo del
4 aprile 2017, deve necessariamente valere la situazione precedente (ossia il
calcolo dell’11 febbraio 2017) sino al nuovo computo eseguito il 6 giugno 2017.
Da qui la legittimità della richiesta di rimborso pro rata temporis di
fr. 1'000.– al mese – somma pari all’incirca alla differenza risultante
dai due calcoli in questione – a contare dall’an­­nullamento del pignoramento.
Sebbene l’organo esecutivo non abbia formalmente riconosciuto il rimborso nella
decisione di annullamento e lo abbia fatto solo in parte nelle comunicazioni
del 20 e 27 giugno 2017, si evince tuttavia dalla contabilità delle entrate e
delle uscite relativa ai procedimenti in esame che l’UE ha di fatto restituito
al debitore complessivamente fr. 2'000.– nel periodo da aprile a luglio
2017 (fr. 500.– il 28 aprile 2017, fr. 500.– il 26 maggio 2017,
fr. 500.– il 27 giugno 2017 e fr. 500.– il 28 luglio 2017). Ne
discende che anche la domanda di rimborso è ormai priva d’oggetto, il
ricorrente avendo già ottenuto quanto da lui richiesto. Il ricorso va quindi in
definitiva stralciato dai ruoli (art. 24b cpv. 1 della Legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e
fallimento [LPR, RL 3.5.1.2]).

                                   4.   Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è stralciato dai ruoli poiché divenuto privo di
oggetto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –    ;

  –  ;

  –  

      .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Locarno.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.