# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a56fd9fc-2fef-5b49-b54d-c4bf48207c1c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-11-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.11.2023 D-6059/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6059-2023_2023-11-09.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6059/2023 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  9  n o v e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 

con l’approvazione della giudice Aileen Truttmann;  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

rappresentato da Salvatore Crisogianni,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento  

(procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 24 ottobre 2023 / N (…). 

 

 

 

D-6059/2023 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera il (…) ago-

sto 2023, 

l’estratto della banca dati europea “Eurodac” del 22 agosto 2023, da cui si 

evince che al richiedente sono state rilevate le impronte dattiloscopiche in 

Austria il (…) ed in medesima data egli ha ivi presentato una domanda 

d’asilo, 

il verbale del colloquio Dublino del (…) agosto 2023 dell’interessato, 

la domanda di ripresa in carico del richiedente del 1° settembre 2023 

dell’autorità svizzera competente alla sua omologa austriaca, fondata 

sull’art. 18 par. 1 lett. b del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento 

europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i mec-

canismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di 

una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati 

membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gaz-

zetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di se-

guito: RD III); e la risposta positiva dell’Austria del 7 settembre 2023 ex 

art. 20 par. 5 RD III, 

la decisione della SEM del 24 ottobre 2023, notificata il 27 ottobre 2023 

(cfr. [atto della SEM] n. [{…}]-21/1), di non entrata nel merito giusta 

l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31), con conseguente trasferimento 

dell’interessato verso l’Austria, 

il ricorso del 3 novembre 2023 (cfr. risultanze processuali), inoltrato dall’in-

sorgente dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribu-

nale) contro la summenzionata decisione della SEM, con richieste proce-

durali tendenti d’un canto alla sospensione dell’esecuzione dell’allontana-

mento in via supercautelare ed alla concessione dell’effetto sospensivo al 

ricorso, e d’altro canto, all’accoglimento dell’istanza d’assistenza giudizia-

ria formulata dall’interessato, nel senso dell’esenzione dal versamento 

delle spese processuali e del relativo anticipo; nonché la nuova documen-

tazione allegata al ricorso, ovvero una dichiarazione ex art. 16 RD III datata 

(…) e sottoscritta dall’interessato e dalla presunta sorella C._______ (cfr. 

sub doc. 3) nonché un manoscritto sottoscritto dalla predetta non datato ed 

in lingua inglese (cfr. sub doc. 4), 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

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e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 3 LAsi) ed è ammissibile sotto il 

profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 52 cpv. 1 PA, 

che il ricorso, manifestamente infondato per i motivi che seguono, è deciso 

dal giudice unico, con l’approvazione di una seconda giudice (art. 111 

lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a 

cpv. 2 LAsi); che giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo 

scambio di scritti, 

che nel suo memoriale ricorsuale, l’insorgente rimprovera dapprima alla 

SEM di aver accertato in modo incompleto e scorretto i fatti rilevanti della 

causa, sia dal profilo dell’applicazione dell’art. 16 RD III, sia omettendo di 

esprimersi circa la situazione di difficoltà in cui si troverebbe sua sorella 

che necessiterebbe del suo sostegno in particolare per la cura e la crescita 

dei figli, nonché non comunicando alle autorità austriache la presenza, su 

territorio elvetico, della sorella del ricorrente e della “sua recente mater-

nità”, non adempiendo in tal senso neppure al suo obbligo inquisitorio e di 

motivare correttamente la decisione, 

che inoltre egli lamenta che la SEM non avrebbe esaminato nella decisione 

impugnata la possibilità d’incorrere in una violazione dell’art. 8 CEDU né la 

sussistenza dei motivi umanitari allegati, che in tal senso, egli si prevale 

della presenza della sorella C._______ e dei figli minori della medesima, 

per poter rimanere in Svizzera; che tale desiderio e necessità di rimanere 

assieme a loro, anche nell’interesse superiore dei bambini, sarebbe pure 

supportato dalla documentazione annessa al ricorso; che egli si prevale 

esplicitamente dell’applicazione dell’art. 16 RD III o, a titolo eventuale, 

dell’art. 8 CEDU, 

che la SEM, nel contesto della procedura Dublino e nel caso di una proce-

dura di ripresa in carico, come è il caso di specie, non entra nel merito di 

una domanda d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi quando, senza 

aver effettuato un nuovo esame di determinazione dello Stato membro 

competente secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1), e 

previa accettazione espressa o tacita di ripresa in carico del richiedente 

l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2), 

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conclude che un altro Stato è competente per l’esecuzione della procedura 

e allontanamento, 

che nella presente disamina, l’Austria ha riconosciuto espressamente 

(art. 25 par. 1 RD III) in data 7 settembre 2023 (cfr. n. 17/2), la propria com-

petenza per la ripresa in carico dell’insorgente basata sull’art. 20 par. 5 RD 

III, dopo la richiesta della Svizzera del 1° settembre 2023 fondata 

sull’art. 18 par. 1 lett. b RD III (cfr. n. 14/5), 

che di conseguenza, la competenza dell’Austria è di principio data, 

che per ciò che attiene alla presenza della sorella e dei nipoti del ricorrente 

(cfr. dossier della SEM N […]) in Svizzera, il Tribunale osserva dapprima 

che i primi, non risultano essere membri della famiglia dell’insorgente ai 

sensi dell’art. 2 lett. g RD III, 

che proseguendo nell’analisi, anche considerando le allegazioni e la docu-

mentazione presentata con il ricorso dall’insorgente, il Tribunale ritiene che 

costui non possa prevalersi validamente né dell’applicazione dell’art 16 

par. 1 RD III, né dell’art. 8 par. 1 CEDU, per opporsi ad un suo trasferi-

mento verso l’Austria, 

che invero, a differenza di quanto addotto dall’insorgente nel suo gravame, 

il Tribunale non ravvede alcuna relazione stretta ed effettiva o ancora di 

particolare dipendenza tra l’insorgente e la sorella rispettivamente con i di 

lei figli ai sensi della giurisprudenza topica in materia (cfr. DTF 135 I 143 

consid. 1.3.1 e giurisprudenza ivi citata; DTF 143 I 21 consid. 5.1 seg.;  

139 I 330 consid. 2.1 con rif.; DTAF 2017 VI/5 consid. 8.3.3 e 8.3.5; sen-

tenze del Tribunale E-3704/2022 del 27 ottobre 2022 consid. 6.3,  

D-1968/2022 del 5 maggio 2022 consid. 8.5.1), 

che segnatamente, dal supposto scritto della sorella C._______ presentato 

con il ricorso (cfr. sub doc. 4), non si desume come al contrario allegato 

dall’insorgente anche nel gravame, che egli rappresenterebbe per i nipoti 

viventi in Svizzera – e lo fosse già nel loro paese d’origine – la figura pa-

terna; che invero, a seguire le dichiarazioni della sorella, eventualmente 

egli, assieme anche agli altri fratelli e sorelle, in patria avrebbe dato un 

aiuto alla sorella con i figli, allorché ella doveva svolgere delle mansioni o 

aveva degli appuntamenti fuori casa; che inoltre, a differenza di quanto ri-

ferito nel colloquio Dublino dall’insorgente, e ribadito anche nel suo ricorso, 

appare dagli atti della sorella, che ella ha intrapreso il viaggio con i figli da 

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sola a partire dal (…), senza essere accompagnata da famigliari, e da al-

lora vive con i medesimi da sola,  

che frattanto, egli non può validamente prevalersi neppure del principio 

dell’interesse superiore dei suoi nipoti minorenni, per ovviare ad un suo 

allontanamento verso l’Austria,  

che inoltre non è evincibile dal quadro valetudinario della sorella in  

Svizzera, né men che meno da quello dell’insorgente, che il loro stato di 

salute li ponga in un legame di dipendenza particolare, ai sensi della giuri-

sprudenza succitata, nel senso che essi necessitino di essere assistiti in 

modo importante o siano oggetto di cure permanenti nella loro vita quoti-

diana che soltanto un parente stretto potrebbe fornire loro,  

che da ultimo, anche le censure sollevate dal ricorrente in relazione ad un 

accertamento inesatto ed incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti e di 

mancanza di motivazione della decisione da parte della SEM, sono da re-

spingere; che invero l’autorità inferiore ha citato ed analizzato le dichiara-

zioni rese dall’insorgente e dal suo rappresentante legale nel corso del col-

loquio Dublino dal profilo dell’art. 16 RD III (cfr. decisione avversata, p.to 

II, pag. 3), ed ha motivato a sufficienza gli elementi per i quali non ritenesse 

le condizioni di tale disposizione date, 

che visto quanto sopra, e non adempiendo l’insorgente alle condizioni dei 

suddetti disposti, le ulteriori argomentazioni ricorsuali dell’insorgente – in 

particolare sull’interpretazione dell’art. 16 RD III – (cfr. ricorso, p.to III, 

pag. 4 seg.) non devono essere analizzate oltre, 

che proseguendo nell’analisi, l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III 

non si giustifica nel caso di specie, visto che non vi sono fondati motivi per 

ritenere che in Austria, sussistano carenze sistemiche ai sensi dell’art. 4 

della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (GU C 364/1 del 

18.12.2000, di seguito: CartaUE; cfr. tra le tante le sentenze del Tribunale 

F-5431/2023 del 12 ottobre 2023, F-4796/2023 del 18 settembre 2023), 

ciò che peraltro il ricorrente non sostiene, 

che la presunzione secondo cui l’Austria agisca in linea con gli standard 

previsti dal diritto europeo e internazionale non è quindi stata rovesciata 

dal ricorrente, 

che altresì, dagli atti all’incarto e visto quanto già sopra ritenuto dal profilo 

dell’art. 8 CEDU, risulta che il trasferimento in Austria dell’insorgente, non 

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contravvenga ad alcuna norma imperativa di diritto internazionale; che an-

che dal punto di vista medico non vi sono problemi di una gravità tale da 

impedirne il rinvio, non essendo l’affezione del ricorrente – di diagnosi po-

sta di piede destro infetto con una terapia farmacologica impostata per una 

settimana (cfr. n. 18/1) – classificabile quale grave ai sensi della giurispru-

denza convenzionale in materia (cfr. sentenze della CorteEDU N. contro 

Regno Unito del 27 maggio 2008, [Grande Camera] n. 26565/06;  

Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, [Grande Camera] 

n. 41738/10, §181 segg.; DTAF 2011/9 consid. 7.1), 

che sulla scorta dei surriferiti presupposti, non si ravvisano indicatori per 

concludere che l’autorità inferiore abbia esercitato in maniera arbitraria il 

suo potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.); che non vi 

è quindi alcun motivo di applicare le clausole discrezionali previste 

all’art. 17 par. 1 RD III rispettivamente all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, 

che di conseguenza, in mancanza dell’applicazione di tali disposizioni da 

parte della Svizzera, l’Austria è competente per la ripresa in carico dell’in-

sorgente in ossequio alle condizioni poste nel RD III, 

che considerato quanto precede, il ricorso deve quindi essere respinto e la 

decisione della SEM confermata, 

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande proce-

durali tendenti d’un canto alla sospensione della decisione in via supercau-

telare ed alla concessione dell’effetto sospensivo al ricorso, e d’altro canto, 

all’esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 

spese processuali, sono divenute senza oggetto, 

che infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta, 

che visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA; nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe-

tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF),  

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(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

Data di spedizione: