# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6c677b31-a317-5ea8-9bf7-b1018acc6b98
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-03-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.03.2025 D-5143/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5143-2022_2025-03-06.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5143/2022 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  6  m a r z o  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Giulia Marelli, giudice unica,  

con l'approvazione del giudice Lorenz Noli;  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Turchia,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM dell'11 ottobre 2022 / N (…). 

 

 

 

D-5143/2022 

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Visto: 

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 7 di-

cembre 2021 insieme al cugino, 

la procura del 13 dicembre 2021, con la quale l'interessato ha conferito 

mandato alla protezione giuridica della Regione (…), 

l'audizione di rilevamento dei dati personali del 14 dicembre 2021, 

lo scritto del 18 gennaio 2022 inoltrato dal richiedente, per il tramite della 

sua rappresentante legale, con allegati una lettera del Partito Democratico 

dei Popoli (in turco: Halkların Demokratik Partisi, HDP, di seguito: doc. 1), 

una decisione di accompagnamento coattivo (Yakalama emri, doc. 2) e 

un'altra decisione (Değişik İş karar, doc. 3), 

l'audizione ai sensi dell'art. 26 cpv. 3 della legge sull'asilo del 26 giugno 

1998 (LAsi, RS 142.31) del 23 febbraio 2022, 

l'analisi interna della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) 

dell'11 marzo 2022 relativa al doc. 2 e al doc. 3,  

le decisioni di assegnazione alla procedura ampliata e di ripartizione al 

cantone B._______dell'11 aprile 2022, 

la rinuncia al mandato di rappresentanza della Protezione giuridica della 

Regione (…) e l'autorizzazione alla trasmissione delle informazioni relative 

allo stato della procedura al consultorio cantonale competente sottoscritta 

dal richiedente in medesima data,  

la procura del 29 aprile 2022, con la quale l'interessato ha conferito man-

dato al Consultorio giuridico del cantone B._______,  

l'audizione secondo l'art. 29 LAsi dell'8 settembre 2022, 

la concessione del diritto di essere sentito al richiedente in data 9 settem-

bre 2022 in merito agli indizi di contraffazione emersi nell'analisi interna 

della SEM del doc. 2 e del doc. 3,  

lo scritto del 28 settembre 2022 dell'interessato, inoltrato per il tramite della 

sua rappresentante legale, con allegata una lettera in lingua turca del suo 

avvocato in patria e la relativa traduzione in tedesco, 

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la decisione della SEM dell'11 ottobre 2022, notificata il giorno seguente, 

che respingeva la domanda d'asilo dell'interessato, pronunciava il suo al-

lontanamento dalla Svizzera, invitava l'interessato a lasciare il territorio el-

vetico così come lo spazio Schengen entro il giorno successivo alla cre-

scita in giudicato della decisione e incaricava il cantone B._______ dell'e-

secuzione dell'allontanamento,  

il ricorso inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il 

Tribunale) l'11 novembre 2022 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d'entrata: 14 novembre 2022), per il tramite del quale l'insorgente ha con-

cluso, in via principale, all'annullamento della decisione impugnata, al rico-

noscimento della qualità di rifugiato e alla concessione dell'asilo in Sviz-

zera; in subordine, alla concessione dell'ammissione provvisoria; in ulte-

riore subordine, al rinvio della causa alla SEM per il completamento dell'i-

struttoria, con contestuale richiesta processuale di concessione dell'assi-

stenza giudiziaria,  

la decisione incidentale del Tribunale del 24 gennaio 2023 che autorizzava 

il ricorrente a soggiornare in Svizzera fino a conclusione della procedura, 

respingeva la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione 

dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, e lo invitava 

a versare un anticipo di CHF 750.– entro l'8 febbraio 2023, con commina-

toria d'inammissibilità in caso di decorso infruttuoso del termine, 

il pagamento del suddetto anticipo spese avvenuto l'8 febbraio 2023, 

la riattribuzione, per questioni organizzative, del procedimento alla giudice 

Giulia Marelli, 

lo scritto del 31 gennaio 2025 tramite il quale il ricorrente ha chiesto infor-

mazioni in merito allo stato della procedura e ha comunicato che sarebbe 

in attesa, dal suo patrocinatore turco, del dossier giudiziario completo rela-

tivo ai reati di cui sarebbe accusato in Turchia, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

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che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una deci-

sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il 

ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, art. 48 cpv. 1 

lett. a–c e art. 52 PA e occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi in procedura semplificata dalla giudice unica, con l'approva-

zione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata 

soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la 

violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5),  

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2),  

che il richiedente, a sostegno della sua domanda d'asilo, ha dichiarato di 

essere cittadino turco di etnia curda e religione alevita e di aver vissuto a 

C._______ e D._______ (comuni soggetti al comune metropolitano di 

Istanbul); che egli ha dichiarato di essere stato arrestato e tenuto in stato 

di fermo per due giorni dalla polizia il 21 marzo 2018 durante le celebra-

zioni della festa di Newroz; che nel corso del fermo egli sarebbe stato pic-

chiato, maltrattato e messo sotto pressione psicologica; che l'interessato 

ha riferito di essere attivo nell'HDP e di essere stato responsabile, durante 

le elezioni del 2019, delle urne in una scuola; che altresì il richiedente ha 

affermato di aver pubblicato sul suo profilo Facebook una foto di Abdullah 

Öcalan; che il (…) giugno 2020 sarebbe stata aperta un'inchiesta nei suoi 

confronti a seguito della quale la polizia avrebbe fatto irruzione a casa sua 

mentre egli era assente; che da quel momento l'interessato non avrebbe 

più fatto ritorno al suo domicilio e si sarebbe nascosto per poi espatriare 

dopo diversi mesi; che il (…) agosto 2021 sarebbe stata emanata una de-

cisione di cattura nei suoi confronti (Yakalama emri, doc. 2) per sostegno 

economico e propaganda per l'organizzazione terroristica (cfr. atto SEM 

48/11, D7-D8, D17, D23-D24; atto SEM 53/9, D47-D48), 

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che nella decisione impugnata la SEM ha analizzato sotto il profilo della 

verosimiglianza ai sensi dell'art. 7 LAsi le allegazioni del richiedente; che 

le stesse sono state considerate inverosimili; che in particolare, non sono 

state ritenute attendibili le allegazioni fondate su mezzi di prova falsi; che 

l'analisi effettuata dall'autorità sui documenti avrebbe evidenziato numerosi 

indizi di contraffazione; che il mandato di cattura (doc. 2) presenterebbe 

diverse carenze essenziali rispetto a un atto giudiziario dello stesso tipo; 

che mancherebbero o risulterebbero incomplete informazioni fondamentali 

come i dati anagrafici, i numeri di funzione, la firma dell'autorità emittente 

e la data di emissione; che inoltre, sarebbe stato presentato un unico do-

cumento contenente due atti (Yakalama emri e Değişik iş karar), sebbene 

normalmente vengano emessi separatamente con codici di accesso UYAP 

distinti; che per quanto riguarda l'atto Değişik iş karar ("altra decisione", 

doc. 3), si riscontrerebbero incongruenze rispetto ai documenti di riferi-

mento in possesso della SEM, tra cui l'assenza del numero di inchiesta e 

il fatto che il giudice menzionato non sarebbe stato operativo presso l'au-

torità emittente; che inoltre, i numeri di inchiesta e di decisione non segui-

rebbero l'ordine cronologico e fattuale abituale; che infine, entrambi i docu-

menti presenterebbero un codice QR distorto e delle numerose rassomi-

glianze con quelli presentati dal cugino; che nella risposta al diritto di es-

sere sentito l'interessato si sarebbe limitato a richiamare, tramite il suo av-

vocato, la possibilità per i procuratori di condurre un'unica inchiesta su più 

persone in presenza di legami tra loro o di reati simili senza riferire che 

esisterebbe un unico fascicolo riguardante l'interessato e il cugino; che di 

conseguenza, sarebbe da escludere che egli sarebbe ricercato dalle auto-

rità turche; che le due fotografie depositate e la lettera firmata dalla presi-

denza distrettuale del partito HDP di C._______ non permetterebbero una 

diversa valutazione; che infine, la SEM ha ritenuto vaghe, imprecise, senza 

elementi di qualità e dunque inverosimili le allegazioni del richiedente in 

merito all'episodio del 21 marzo 2018 in cui sarebbe stato preso in custodia 

dai poliziotti, portato alla sede di polizia e rilasciato due giorni dopo, 

che in sede ricorsuale, l'insorgente contesta le motivazioni dell'autorità in-

feriore in merito ai mezzi di prova e ritiene che gli stessi dovrebbero essere 

considerati autentici; che non sarebbe corretto affermare che i dati anagra-

fici sono incompleti, poiché il documento riporterebbe nome, cognome, pa-

ternità, maternità, luogo e data di nascita, ovvero delle informazioni suffi-

cienti per identificare l'imputato; che inoltre, nulla vieterebbe un'emissione 

congiunta degli atti Yakalama emri (doc. 2) e Değişik İş karar (doc. 3); che 

le incongruenze evidenziate dalla SEM sarebbero quindi giustificabili e non 

comprometterebbero la validità della documentazione presentata, la cui 

autenticità sarebbe stata confermata dall'avvocato turco; che di 

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conseguenza, contrariamente a quanto affermato nella decisione impu-

gnata, risulterebbe evidente che nel suo Paese di origine il ricorrente sa-

rebbe ricercato per reati legati all'appartenenza, al finanziamento e alla 

propaganda di un'organizzazione terroristica armata, nonché per insulto al 

Presidente della Repubblica; che questo quadro si inserirebbe coerente-

mente nel contesto della sua attività politica a favore della causa curda, 

come dimostrato dagli altri mezzi di prova presentati, i quali renderebbero 

credibili i motivi addotti per la domanda d'asilo; che in seguito, l'insorgente 

contesta l'accusa di aver fornito dichiarazioni vaghe e imprecise; che il suo 

racconto sarebbe dettagliato e non potrebbe essere considerato stereoti-

pato, soprattutto se valutato nel suo complesso e insieme ai mezzi di prova 

prodotti; che pertanto, le condizioni di verosimiglianza dovrebbero ritenersi 

soddisfatte; che infine, il ricorrente teme persecuzioni nel suo Paese, dove 

sarebbe stato emesso un mandato di cattura per accuse politicamente mo-

tivate, 

che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 cpv. 1 LAsi); che l'asilo comprende la protezione e 

lo statuto accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di 

rifugiato; che esso include il diritto di risiedere in Svizzera (art. 2 cpv. 2 

LAsi), 

che, giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di 

origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di es-

sere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente l'e-

sposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile 

(art. 3 cpv. 2 LAsi), 

che chiunque domanda asilo deve provare o per lo meno rendere verosi-

mile la sua qualità di rifugiato (art. 7 cpv. 1 LAsi); che la qualità di rifugiato 

è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità preponde-

rante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in particolare le allegazioni 

che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, non 

corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova 

falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), 

che è pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l'asilo siano 

sufficientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; in questo senso 

segnatamente dichiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici 

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interpretazioni, contraddittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica 

interna, incongrue ai fatti o all'esperienza generale di vita, non possono 

essere considerate verosimili ai sensi dell'art. 7 LAsi (cfr. DTAF 2013/11 

consid. 5.1 e relativi riferimenti), 

che il Tribunale ha stabilito ed elaborato le (ulteriori) condizioni di verosimi-

glianza in diverse sentenze e le applica in prassi costante, alla quale si può 

rinviare in questa sede (cfr. DTAF 2015/3 consid. 6.5.1 con ulteriori rif. cit.),  

che anzitutto, il Tribunale rileva che l'esame sull'autenticità del mandato di 

cattura (Yakalama emri, doc. 2) e dell'altra decisione (Değişik İş karar, 

doc. 3) intrapreso dall'autorità inferiore è approfondito, rigoroso e circo-

stanziato; che a ciò si aggiunge il fatto che né in sede di diritto di essere 

sentito, né in sede ricorsuale l'insorgente ha saputo apportare un'argomen-

tazione convincente e fondata in grado di invalidare quanto rilevato dalla 

SEM; che infatti, egli si è limitato ad affermare che l'autenticità dei mezzi di 

prova sarebbe stata confermata dall'avvocato turco e che non sarebbe cor-

retto affermare che i dati anagrafici sono incompleti, poiché il documento 

riporterebbe nome, cognome, paternità, maternità, luogo e data di nascita; 

che inoltre, in merito alle numerose rassomiglianze dei documenti con 

quelli presentati dal cugino l'insorgente si è limitato a richiamare, tramite il 

suo avvocato, la possibilità per i procuratori di condurre un'unica inchiesta 

su più persone in presenza di legami tra loro o di reati simili; che tuttavia, 

come giustamente rilevato dall'autorità inferiore, egli non ha sollevato l'ar-

gomento secondo cui esisterebbe un unico fascicolo riguardante il ricor-

rente e il cugino; che pertanto, tale argomentazione appare puramente teo-

rica e non adatta al caso di specie,  

che alla luce di quanto precede, il Tribunale conferma la valutazione 

dell'autorità inferiore in merito alla ritenuta non autenticità del doc. 2 e del 

doc. 3 presentati dal ricorrente, 

che in seguito, nemmeno gli ulteriori mezzi di prova sono atti a rendere 

verosimile che egli sia ricercato dalle autorità turche; che per quanto ri-

guarda la lettera dell'HDP fornita il suo contenuto è in forte contraddizione 

con le dichiarazioni rilasciate dal ricorrente; che difatti, egli ha riferito in 

sede di audizione di non aver rivestito un ruolo di spicco all'interno del par-

tito (cfr. atto SEM 31/11, D8 e D46-D47); che contrariamente, nello scritto 

viene invece sostenuto che egli è stato un collaboratore attivo del partito e 

partecipe in diversi ruoli; che di conseguenza, vi è modo di credere che la 

lettera sia stata fabbricata per i bisogni di causa e non può dunque esserle 

attribuito alcun valore probatorio rilevante,   

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che inoltre, si rileva che il ricorrente in sede di verbale sulle generalità ha 

riferito di disporre di un avvocato in Turchia (cfr. atto SEM 12/10 lett. g); 

che successivamente, durante l'audizione sui motivi d'asilo egli ha riferito 

di non aver più un patrocinatore in Turchia (cfr. atto SEM 53/9, D51) ma 

che avrebbe potuto riattivare l'avvocato di famiglia trasmettendogli una 

nuova procura (cfr. atto SEM 53/9, D56); che pertanto, appare singolare 

che lo scritto trasmesso in data 28 settembre 2022 come ulteriore mezzo 

di prova sia stato sottoscritto da un altro rappresentante legale; che per 

altro, tale scritto può essere ritenuto uno scritto di compiacenza senza al-

cun valore probatorio rilevante, 

che per quanto riguarda l'attesa del "dossier giudiziario completo relativo 

ai reati di cui sarebbe accusato in Turchia", da parte dell'avvocato del ricor-

rente turco, come annunciato con scritto del 31 gennaio 2025, vi è modo di 

rilevare che da una parte non è stato né sostanziato né riferito se si tratte-

rebbe della stessa procedura o di una nuova procedura né se si tratterebbe 

di nuovi documenti, e dall'altra parte non è stata comunicata alcuna data 

nemmeno indicativa dell'invio; che di conseguenza, non vi è luogo di atten-

dere l'inoltro dei documenti prospettati; che in seguito, anche il fatto che il 

padre venga spesso chiamato dal comandante della polizia risulta un'affer-

mazione di parte non ulteriormente sostanziata e non può dunque essere 

ritenuta verosimile, 

che infine, anche le allegazioni in merito alla custodia e all'interrogatorio da 

parte di poliziotti in occasione della festività di Newroz il 21 marzo 2018, 

sono da considerarsi non circostanziate e vaghe (cfr. atti SEM 48/11, D50; 

53/9, D47-D50), 

che per questi motivi, nella fattispecie le dichiarazioni dell'insorgente non 

adempiono alle condizioni di verosimiglianza previste dall'art. 7 LAsi, 

che in seguito, questo Tribunale rileva che ad ogni modo, quand'anche 

delle inchieste, rispettivamente delle procedure penali dovessero essere 

effettivamente aperte nei confronti del ricorrente, tali procedure, ad esse 

sole, non costituiscono un fondato timore di subire, con probabilità prepon-

derante, delle persecuzioni in un prossimo futuro ai sensi dell'art. 3 LAsi 

(cfr. sentenza del Tribunale E-4103/2024 dell'8 novembre 2024 [sentenza 

di riferimento] consid. 8.8); che nel caso di specie, non sono riconoscibili 

ulteriori fattori di rischio, 

che infine, non è ravvisabile nemmeno una persecuzione rilevante ai sensi 

della LAsi a causa dell'etnia del ricorrente; che invero, i pregiudizi allegati 

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in sede d'audizione – maltrattamenti subiti a scuola e nel corso del servizio 

militare (cfr. atto SEM 31/11, D11) – non risultano superare d'intensità le 

difficoltà alle quali la maggior parte delle persone d'etnia curda possono 

essere sottoposte (cfr. tra le tante la sentenza del Tribunale D-6753/2023 

dell'11 ottobre 2024 consid. 8.4), 

che per quanto concerne il riconoscimento della qualità di rifugiato e la 

concessione dell'asilo la decisione impugnata va pertanto confermata, 

che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; che 

tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi),  

che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo 

relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1),  

che questo Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell'al-

lontanamento,  

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell'art. 44 LAsi, dall'art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), giusta il quale l'ese-

cuzione dell'allontanamento dev'essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), am-

missibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 

LStrI), 

che nella decisione impugnata, la SEM ha ritenuto l'esecuzione dell'allon-

tanamento ammissibile, esigibile e possibile,  

che nel ricorso, l'insorgente censura tuttavia che, in caso di rientro in Tur-

chia, rischierebbe di essere esposto a una pena o a un trattamento vietato 

dall'art. 3 CEDU, per cui l'esecuzione dell'allontanamento sarebbe inam-

missibile e inesigibile,  

che a norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera, 

che anzitutto il ricorrente non può, per i motivi già enucleati, prevalersi del 

principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi) né di un rischio 

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personale, concreto e serio di essere esposto ad un trattamento proibito, 

in relazione all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti 

dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, 

RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105), 

che gli atti non contengono inoltre alcun indizio serio e convincente che 

renda verosimile l'esistenza di un probabile rischio per cui il ricorrente 

possa subire un trattamento contrario alle norme succitate, 

che l'esecuzione dell'allontanamento risulta pertanto ammissibile (art. 44 

LAsi in relazione all'art. 83 cpv. 3 LStrI), 

che giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione non può essere ragionevol-

mente esigibile qualora, nello Stato di origine o di provenienza, lo straniero 

venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali 

guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica, 

che da costante giurisprudenza di questo Tribunale, in Turchia non vige, 

ora come prima, un contesto di guerra, guerra civile o violenza generaliz-

zata riguardante l'integralità del territorio, nonostante la ripresa del conflitto 

curdo-turco e gli scontri armati tra il PKK (Partîya Karkerén Kurdîstan; Par-

tito dei Lavoratori del Kurdistan) e le forze di sicurezza statali nel sud-est 

del Paese da luglio 2015 e gli sviluppi successivi al tentativo di colpo di 

Stato del luglio 2016 (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale E-1948/2018 

del 12 giugno 2018 consid. 7.3.1 segg.); che ciò vale anche per le province 

di Hakkâri e Şırnak (cfr. sentenza di riferimento E-4103/2024 consid 13.2 e 

13.4.8), 

che l'esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento nelle undici province 

(Kahramanmaras, Hatay, Gaziantep, Osmaniye, Malatya, Adiyaman, 

Adana, Diyarbakir, Kilis, Sanliurfa e Elazig) toccate dai forti terremoti del 

6 febbraio 2023 deve essere esaminata in modo individuale, caso per caso 

(cfr. sentenza di riferimento del Tribunale E-1308/2023 del 19 marzo 2024 

consid. 11.3.1), 

che il ricorrente ha vissuto a C._______ e D._______ (Istanbul) e non pro-

viene da una provincia che è stata colpita dai sismi del 2023; ch'egli è un 

uomo giovane e in salute, celibe e senza figli, proviene da una famiglia in 

buone condizioni economiche; che dispone di esperienza lavorativa in 

quanto (…) e imprenditore nella vendita di merce per (…) (cfr. atto SEM 

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53/9, D30-D37) – esperienze grazie alle quali riusciva a mantenersi eco-

nomicamente –nonché di un'intatta rete sociale nel Paese d'origine (cfr. 

atto SEM 53/9, D19, D22-D27, D38-D40),  

che l'esecuzione dell'allontanamento si rivela dunque ragionevolmente esi-

gibile,   

che infine, non risultano impedimenti sotto l'aspetto della possibilità dell'e-

secuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI in relazione all'art. 44 

LAsi), 

che ciò posto, la decisione avversata va quindi confermata anche in mate-

ria di esecuzione dell'allontanamento,  

che in esito, la SEM non è incorsa in una violazione del diritto federale o in 

un accertamento inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 

106 cpv. 1 LAsi); altresì, per quanto censurabile, la decisione non è inade-

guata (art. 49 PA); che il ricorso va quindi respinto e la decisione avversata 

confermata,  

che visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– vanno 

poste a carico del ricorrente soccombente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché 

art. 1–3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]) e sono prelevate dall'anticipo spese versato l'8 feb-

braio 2023, 

che infine, la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impu-

gnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale 

(art. 83 lett. d cifra 1 LTF), 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-5143/2022 

Pagina 12 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

importo è prelevato dall'anticipo spese versato l'8 febbraio 2023.  

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

La giudice unica: La cancelliera: 

  

Giulia Marelli Sebastiana Bosshardt 

 

 

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