# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 51c808d7-5e83-5750-b7c7-0a91f1abf7c5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-09-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 06.09.2017 14.2017.150
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2017-150_2017-09-06.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2017.150

  	
  Lugano

  6 settembre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Villa

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa SO.2017.793 (fallimento) della Pretura del Distretto di
Bellinzona promossa con istanza 11 luglio 2017 dalla

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

  (patrocinata da PA 1,)

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 28 agosto 2017 presentato dalla RE 1 contro
la decisione emessa il 21 agosto 2017 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Nell’ambito dell’esecuzione
n. __________ dell’Ufficio di esecuzione di Bellinzona, l’11 luglio 2017 l’CO
1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Bellinzona di decretare il
fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 2'699.35 più interessi
e spese.

 

                                  B.   Entro
il termine impartito dal Pretore, la convenuta non ha presentato osservazioni
né chiesto di essere convocata a un’udien­­za.

 

                                  C.   Statuendo
con decisione del 21 agosto 2017 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE
1 dal 22 agosto 2017 alle ore 09:00, ponendo a carico della massa fallimentare
la tassa di giustizia di fr. 80.–.

 

                                  D.   Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 28 agosto 2017 per ottenere, previo conferimento dell’effetto sospensivo, l’annullamento
del fallimento, asserendo di avere saldato il credito posto in esecuzione. Il
30 agosto 2017 il presidente della Camera ha concesso all’impugnazione effetto
sospensivo parziale.

 

                                         Il
reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni, avendo la
stessa perso ogni interesse alla causa in seguito al­l’estinzione del suo
credito.

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a
CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del
Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG).

                                         Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv.
2 CPC). Presentato il 28 agosto 2017 contro la sentenza notificata alla RE 1 il
22 agosto, in concreto il reclamo è senz’al­tro tempestivo.

 

                                   2.   In
virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione
di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua
solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito,
compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo
dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione
del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di
fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.

 

                                2.1   Questi
fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento
(nova
autentici o in senso proprio, denominati
in tedesco “echte Nova”, in
contrapposizione agli pseudonova o “unechte
Nova” citati
all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non vengono considerati d’ufficio, ma
spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con
documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso verosimile
se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione che esso
corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte (DTF
120 II 393 consid. 4c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento
della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più
probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste
esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda
sopravviva economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III
80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del Tribunale federale
5A_328/2011 del­l’11 agosto 2011, consid. 2).

                                         L’illiquidità
dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori
alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’insolvibilità
può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al
decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di
pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa
verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti
pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici
dichiarazioni del debitore sono insufficienti (Giroud
in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 26 ad art. 174 LEF).

 

                                2.2   Nel
caso in esame la reclamante ha prodotto un estratto del registro delle esecuzioni
rilasciato dall’Ufficio di esecuzione di Bellinzona il 24 agosto 2017 (doc. G
accluso al reclamo), da cui risulta che l’esecuzione promossa dall’istante è
stata estinta per pagamento (compresa la tassa di giustizia della prima sede),
per cui il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto.

 

                                2.3   Per
quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione indispensabile
per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché il pagamento della
somma posta in esecuzione è avvenuto verosimilmente il 24 agosto 2017 (doc. E e
F, reclamo ad n. 4), ovvero soltanto dopo la pronuncia del fallimento – va
osservato che dall’estratto esecutivo già citato si evince che con i pagamenti
del 24 agosto 2017 la reclamante ha estinto tutte le esecuzioni ancora pendenti
nei suoi confronti e a suo carico non è registrato alcun attestato di carenza
di beni. Ciò porta a ritenere che la sua sopravvivenza economica non sia
minacciata. Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono
imporre esigenze troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso
che ci occupa si può affermare che la capacità di pagamento della reclamante
appare più probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in
merito alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua
solvibilità sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di
cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della RE 1 va annullato.

 

                                   3.   La
tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [RS 281.35]), come
pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti di Bellinzona, sono poste in ambo le
sedi a carico della reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio
della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla
controparte non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni
al reclamo.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:               I.   Il reclamo è accolto e di conseguenza:

                                          1.    La dichiarazione di
fallimento pronunciata il 21 agosto 2017 dalla Pretura del Distretto di
Bellinzona nei confronti della RE 1 è annullata.

                                          2.    La tassa di giustizia
di prima sede di fr. 80.–, già prelevata dall’Ufficio d’esecuzione di
Bellinzona, è posta a carico della RE 1.

                                          3.    Le spese dell’Ufficio
dei fallimenti di Bellinzona, da anticipare come di rito, sono poste a carico della
RE 1.

 

                                   II.   La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 230.– è posta a carico della
RE 1.

 

                                  III.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –;

  –  Ufficio
  di esecuzione, Bellinzona;

  –  Ufficio
  dei fallimenti, Bellinzona;

  –  Ufficio
  cantonale del Registro di commercio, Biasca;

  –  Ufficio
  del Registro fondiario del Distretto di Bellinzona,

      Bellinzona.

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).