# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fbedf2b3-47d4-5ce8-9989-7f88ac9d1b14
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-10-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 05.10.2009 52.2008.201
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2008-201_2009-10-05.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2008.201

   

  	
  Lugano

  5 ottobre
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Stefano Bernasconi, vicepresidente,

  Raffaello
  Balerna, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 28 maggio 2008 del

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 13 maggio 2008 (n. 2504) del Consiglio
  di Stato, che ha accolto il gravame inoltrato il 21 giugno 2007 da CO 1
  avverso la decisione 4 giugno 2007 con cui il ricorrente ha posto a carico di
  quest'ultima un contributo consortile per il 2007 di fr. 701.65;

  

 

 

viste le risposte:

-    11 giugno 2008 del
Consiglio di Stato;

-    7 luglio 2008 di __________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

A.     Il 3 ottobre 2006, a causa del maltempo, si sono verificati nella regione
della __________ degli scoscendimenti e delle inondazioni che hanno provocato
danni ad alcune opere di proprietà del RI 1 (in seguito: Consorzio). Gli
interventi di ripristino sono stati finanziati grazie ad un credito di fr. 350'000.-
concesso dalla Banca dello Stato del Cantone Ticino. La delegazione consortile ha
quindi deciso di procedere al prelievo in due fasi (2007 e 2008) di contributi
consortili per un importo di complessivi fr. 400'000.- a copertura dei costi di
gestione del Consorzio e dei suddetti danni. Con decisione del 1° marzo 2007 il
Dipartimento del territorio ha autorizzato questo modo di procedere.

B.     Dopo avere fissato l'aliquota di'imposizione dei citati contributi all'1,5‰ del valore di stima ufficiale dei fondi,
il 4 giugno 2007 la delegazione consortile ha emesso nei confronti dei vari
proprietari di immobili situati nel comprensorio consortile le relative decisioni
d'imposizione per il 2007.

A CO 1, proprietaria di più fondi a __________, è stato chiesto il pagamento di
un contributo di fr. 701.65.

C.    Adito su ricorso da quest'ultima, con giudizio del 13 maggio 2008 il
Consiglio di Stato ha annullato la suddetta decisione d'imposizione, ritenendo
in sostanza che l'aliquota per il calcolo dei contributi fissata dalla
delegazione è priva di base legale in senso formale, non essendo contemplata né
dalla legge sui consorzi del 21 luglio 1913 (LCons; RL 9.1.4.1), né dal
regolamento consortile. Inoltre, secondo il Governo, nella misura in cui
permette un'imposizione senza alcuna distinzione in merito all'effettivo
vantaggio che deriva dalle opere consortili ad ogni singolo proprietario, essa disattende
quanto prescritto dall'art. 5 cpv. 1 LCons.

D.    Avverso questa pronuncia il consorzio insorge ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento. Sostiene che in virtù
dell'art. 19 LCons la delegazione consortile è l'organismo competente a
stabilire l'aliquota d'imposizione applicabile, in funzione delle effettive
necessità finanziarie. Rileva inoltre come sia stato lo stesso Consiglio di
Stato ad avere deciso il 21 settembre 1982 di sopprimere le zone differenziate di
interessenza stabilite nell'atto di costituzione del Consorzio per la
determinazione dei contributi e ad introdurre una zona unica per tutto il
comprensorio.

E.     All'accoglimento dell'impugnativa si oppongono sia il Consiglio di
Stato, senza formulare osservazioni, che CO 1, la quale si richiama alle tesi e
alle conclusioni contenute nel querelato giudizio governativo.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.La competenza del Tribunale è data (art. 32 cpv. 2 LCons). Il ricorso
è tempestivo (art. 46 cpv. 1 della legge di procedura per le cause
amministrative del 19 aprile 1966; LPamm; RL 3.3.1.1.) e la legittimazione
dell'insorgente certa (art. 43 LPamm). Il gravame è pertanto ricevibile in
ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 LPamm).

2.Giusta l'art. 1 LCons, i laghi, i fiumi, i torrenti e gli altri
corsi d'acqua del Cantone devono essere sistemati e corretti con opere adatte
(cpv. 1); devono pure essere eseguite le opere di premunizione, consolidamento,
piantagione ed imboschimento necessarie per prevenire od arrestare gli
scoscendimenti, le frane e le valanghe (cpv. 2). Qualora da queste opere derivi
vantaggio a tutta la collettività o a più di un interessato e sia inoltre riconosciuta
la loro pubblica utilità, esse dovranno essere eseguite e mantenute a mezzo ed
a spese dei consorzi (art. 3 cpv. 1 LCons). Nel caso di opere di interesse
generale dovranno far parte del consorzio tutti i comuni, gli altri enti
pubblici e le aziende pubbliche, nonché gli enti e le aziende private (rectius:
privati) che esercitano un'attività di interesse generale, ai quali dalle opere
derivi un vantaggio (art. 4 cpv. 1 LCons). Nel caso invece di opere di
prevalente interesse particolare, dovranno far parte del consorzio tutti i
privati e le persone giuridiche, comprese quelle di diritto pubblico, ai quali
dalle opere derivi un vantaggio particolare (art. 4 cpv. 2 LCons). Le spese
saranno ripartite tra i membri del consorzio in proporzione al vantaggio che
loro deriva (art. 5 cpv. 1 LCons).

3.3.1. Il ricorrente è un consorzio per opere di prevalente interesse
particolare, ai sensi dell'art. 4 cpv. 2 LCons, istituito con decreto 17
gennaio 1939 del Consiglio di Stato con lo scopo di realizzare e mantenere le
opere di correzione del Fiume __________ e i suoi affluenti nel territorio dei
comuni di __________ e __________ (art. 1 del regolamento consortile). Fanno
parte del medesimo tutti i privati e tutte le persone giuridiche, comprese
quelle di diritto pubblico, proprietarie di fondi situati nel comprensorio
consortile (art. 2 del regolamento consortile). 

A giusto titolo il Consiglio di Stato ha dunque riconosciuto il principio
secondo cui anche la resistente CO 1, in quanto proprietaria di alcuni terreni ubicati a Lodrino, è in linea di massima tenuta a contribuire alle spese
per l'esecuzione e la manutenzione delle opere consortili, secondo quanto
disposto dall'art. 5 cpv. 1 LCons.

3.2. Il Governo cantonale ha tuttavia annullato il contributo posto a carico
della resistente, rilevando come lo stesso sia stato calcolato in applicazione
di un'aliquota che non trova fondamento in una base legale in senso formale. Il
consorzio ricorrente, dal canto suo, contesta questa argomentazione, rilevando
che l'art. 19 LCons attribuisce chiaramente alla delegazione consortile il
compito di fissare i tempi e i modi di estinzione dei debiti contratti dal consorzio,
il che comporterebbe anche la competenza di questo organismo a fissare i criteri
di calcolo dei contributi da prelevare a tale scopo.

3.3. Come giustamente rilevato dal Consiglio di Stato, i contributi che i
consorziati sono tenuti a versare per l'esecuzione e la manutenzione di opere
di premunizione e di bonifica, sono dei tributi pubblici e in quanto tali,
sottostanno alle norme generali vigenti 

in materia (Adelio Scolari, Tasse
e contributi di miglioria, 2005, n. 355).

Di principio tutti i tributi pubblici, ad eccezione degli emolumenti di
cancelleria, devono fondarsi su una legge in senso formale, ossia su di un atto
di portata generale e astratta, adottato secondo le regole del diritto pubblico
e sottoposto a referendum (DTF 126 I 180 consid. 2a/aa con riferimenti), nel
quale sono stabilite, accanto al principio, perlomeno anche le premesse, la
misura dell’imposizione e la cerchia dei soggetti fiscali.

Il requisito in rassegna può comunque essere attenuato per il prelevamento di determinati
emolumenti che presentano un carattere molto tecnico o che dipendono da
circostanze soggette a rapidi cambiamenti. In questi casi i principi della
legalità e della separazione dei poteri sono sufficientemente rispettati se il
principio del prelevamento della tassa figura in una legge formale e se
l'organo esecutivo ne fissa l'ammontare sulla base di una delega.
Un'attenuazione della massima in parola si giustifica parimenti laddove, tenuto
conto della natura della tassa, per il cittadino è ancora possibile verificarne
la legittimità in applicazione dei principi costituzionali, in particolare di
quelli della copertura dei costi e dell’equivalenza. Trattandosi invece di
tributi causali indipendenti dalle spese sopportate dall'ente pubblico, il
principio della base legale in senso formale deve essere rispettato in modo
assoluto, come per le imposte (DTF 128 II 112 consid. 5; 126 I 180 consid.
2a/bb con riferimenti; A. Scolari,
op. cit., n. 17). Il principio della legalità assume dunque una diversa portata
a seconda della natura della tassa.

3.4. Ora, i contributi consortili sono in sostanza dei contributi di miglioria
(cfr. A. Scolari, op. cit., n.
356), destinati al finanziamento dei consorzi. Data la loro natura, è evidente
che la legge non possa stabilire a priori il loro ammontare esatto (ibidem,
n. 24 e 243), il quale dipende principalmente dal concreto fabbisogno. Già per
questo motivo il principio della legalità, inteso quale necessità di disporre
di una base legale in senso formale, non trova completa applicazione nel
contesto in esame, nel senso che lo stesso risulta in linea di massima
rispettato già a partire dal momento in cui esiste una disposizione legale che
prevede la possibilità per il consorzio di far capo a questa forma di finanziamento
presso i soggetti consorziati e che attribuisce alla delegazione consortile il
compito di provvedere in tal senso. Requisiti questi che, per quanto riguarda
il caso di specie, sono senz'altro adempiuti, stante quanto previsto dall'art.
5 cpv. 1 LCons, che come detto sancisce la regola secondo cui è data facoltà al
consorzio di rivolgersi ai suoi membri per esigere il pagamento di contributi,
e dai combinati art. 18 cpv. 1 e 19 cpv. 2 LCons, che attribuiscono alla delegazione
consortile la competenza ad occuparsi della gestione finanziaria del consorzio
e a stabilire le modalità di rimborso dei prestiti bancari contratti per poter
far fronte alle varie spese, ivi comprese naturalmente anche quelle necessarie
alla manutenzione delle opere consortili. Per quanto riguarda poi i criteri di
calcolo del contributo, è sufficiente che gli stessi vengano di volta in volta
stabiliti da quest'ultimo organismo, in virtù delle sue competenze, tenendo
conto delle concrete necessità del caso e, naturalmente, in ossequio dei
principi costituzionali validi in questo ambito. In particolare, i contributi
consortili soggiacciono al rispetto del principio della copertura dei costi,
giusta il quale il loro gettito globale non deve in linea di massima superare
l'ammontare complessivo dei costi sostenuti dall'ente pubblico (pro multis cfr.
DTF 126 I 180 consid. 3a/aa), e quello dell'equivalenza, il quale esige che tra
l'ammontare della singola tassa ed il valore economico della prestazione
concreta vi sia una certa correlazione e che sussista un rapporto perlomeno ragionevole
(DTF 128 I 46 consid. 4a). Al contribuente è dunque data la possibilità di
verificare la legittimità dell'importo concretamente posto a suo carico sulla
base di queste regole generali.

Per quanto attiene più specificatamente alla presente fattispecie, ritenuto che
con risoluzione del 21 settembre 1982, pubblicata sul Foglio Ufficiale n. 77
del 28 settembre successivo (doc. L), il Consiglio di Stato aveva stabilito che
per il Consorzio in parola il criterio di base per il prelievo di contributi
sarebbe stato a partire dal 1° gennaio 1981 il valore di stima ufficiale dei
fondi, occorre rilevare come l'aliquota dell' 1,5‰ applicata per la determinazione dei singoli tributi posti a carico
dei consorziati non sia altro che il risultato di un semplice calcolo
matematico finalizzato a consentire l'incasso, attraverso due distinte
imposizioni, della somma di fr. 400'000.- (comprensiva del debito contratto con
la Banca dello Stato e dei costi ordinari di gestione), partendo da un valore
di stima imponibile complessivo riferito a tutti i fondi situati all'interno
del comprensorio consortile, di circa fr. 130'000'000.- (cfr. in proposito: doc.
C). Ciò significa dunque che il contestato emolumento rispetta senz'altro il
principio della copertura dei costi in quanto commisurato in modo tale che il
suo gettito globale non superi l'importo massimo stabilito dalla Divisione
delle costruzioni del Dipartimento del territorio nella sua risoluzione del 1°
marzo 2007. Resta comunque il fatto che il fabbisogno del Consorzio è stato
determinato dalla delegazione consortile senza tenere conto di eventuali
sussidi cantonali o federali, la cui entità al momento dell'emissione del
contributo in parola era ancora sconosciuta (doc. B). Va da sé che, se versati,
detti aiuti finanziari dovranno andare a beneficio dei proprietari consorziati
nella forma di una riduzione proporzionale della prossima tranche di contributi
oppure attraverso la restituzione di quanto da loro pagato in eccesso. Spetterà
quindi alla delegazione consortile informare tutti i contribuenti della situazione
non appena sarà a conoscenza degli importi incassati a titolo di sussidio. 

Se si considera poi che, mediante il versamento di un contributo unico di fr. 701.65.-
all’anno, per al massimo due anni, la resistente partecipa al finanziamento di
un ente pubblico al quale incombe il compito di mantenere le opere di arginatura
e di premunizione esistenti all'interno dell'ampio comprensorio sottoposto alla
sua giurisdizione, si deve ammettere che il tributo in questione non può essere
ritenuto manifestamente sproporzionato rispetto ai vantaggi economici e
giuridici di cui essa beneficia; ragione per la quale anche il principio di
equivalenza appare, in concreto, rispettato.

Sotto questo profilo, la decisione di tassazione emanata dal ricorrente nei
confronti di CO 1 sfugge dunque a qualsiasi critica. 

4.4.1. Nel suo giudizio, il Governo cantonale ha pure ritenuto che il
contestato contributo disattende il principio, sancito dall'art. 5 cpv. 1 LCons,
secondo il quale lo stesso deve essere commisurato proporzionalmente al
vantaggio ricavato dai singoli membri del consorzio, in quanto calcolato sulla
base di un'unica aliquota d'imposizione.

La critica è infondata.

4.2. In primo luogo occorre rilevare che, mediante la già citata risoluzione
del 21 settembre 1982, il Consiglio di Stato aveva deciso la soppressione delle
zone differenziate stabilite nell'atto di costituzione del Consorzio per la
determinazione dei contributi e aveva disposto, con effetto dal 1° gennaio 1982, l'introduzione di una zona unica per tutto il comprensorio senza prevedere alcuna aliquota d'imposizione
predefinita, ma - come appena esposto (consid. 3.3.) - stabilendo il principio
secondo cui il prelievo dei contributi deve avvenire in base ad una percentuale
del valore di stima ufficiale dei fondi. Il Governo aveva argomentato le
proprie scelte con, da un lato, le modifiche che erano intervenute sul territorio
per quanto attiene in particolare al raggruppamento dei terreni, all'adozione dei
piani regolatori e all'adeguamento dei valori di stima, e con, dall'altro lato,
il fatto che, nella misura in cui la giurisdizione del Consorzio non concerneva
più soltanto il corso principale del fiume Ticino ma si era estesa a tutti i
suoi affluenti, essa riguardava la quasi totalità dei comprensori comunali di __________
e di __________, che dalle opere di correzione idrica e dalla corretta
manutenzione dei corsi d'acqua traevano indubbi vantaggi per l'intera collettività.

Ora, contrariamente a quanto sostenuto nel giudizio impugnato, un sistema di
calcolo del contributo fondato sulle predette regole appare tutto sommato in linea
con i principi sanciti dall'art. 5 cpv. LCons. Premesso che ai fini della
commisurazione dei tributi causali dottrina e giurisprudenza riconoscono alle
autorità la possibilità di far capo a criteri schematici dedotti
dall'esperienza (DTF 125 I 182 cons. 4h; Max
Imboden/René Rhinow/Beat Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung,
Basilea e Francoforte 1986, N. 110 B V) e ritenuto come ormai, secondo quanto
rilevato a suo tempo dal Consiglio di Stato, i vantaggi derivanti dalle opere
di correzione e di premunizione esistenti tocchino in eguale misura praticamente
tutti i proprietari fondiari inclusi nel perimetro del Consorzio,
si deve considerare che quella del valore di stima ufficiale
costituisce una chiave di riparto delle spese consortili senz'altro equa, che
permette di commisurare i contributi tenendo conto in modo oggettivo e adeguato
del differente interesse che i singoli consorziati ripongono in tali manufatti
a dipendenza della natura e delle peculiarità dei loro immobili. La medesima soluzione
è d'altra parte contemplata dalla legge di applicazione della legge federale
contro l'inquinamento delle acque del 2 aprile 1975 (LALCIA; RL 9.1.1.2) per il
calcolo dei contributi di costruzione in materia di opere di canalizzazione, i
quali, data la loro natura, sono un particolare genere di contributo di
miglioria che presenta molte analogie con i contributi consortili qui in
discussione. Detto criterio rientra quindi nei casi di semplificazione indotta
da motivi pratici che devono essere ammessi, non potendosi pretendere, senza un
eccessivo e intollerabile aggravio amministrativo, che in questo ambito il
consorzio operi delle distinzioni per ciascun fondo incluso nel suo comprensorio
in funzione della superficie, del suo statuto pianificatorio e magari anche della
sua posizione. Oltretutto va rilevato che i valori di stima ufficiale
attualmente vigenti nei comuni di __________ e di __________ sono il frutto di
accertamenti condotti in epoca recente durante il medesimo periodo (2004),
fatto questo che contribuisce a garantire la parità di trattamento tra i contribuenti.

5.Stante tutto quanto precede, il ricorso è pertanto accolto annullando
il giudizio governativo impugnato e ripristinando la decisione 4 giugno 2007
con cui il consorzio ricorrente ha posto a carico di CO 1 un contributo
consortile per il 2007 di fr. 701.65.

Visto l'esito, la tassa di giustizia e le spese sono poste a carico di quest'ultima,
la quale, essendosi richiamata nel suo allegato responsivo alle tesi e alle
conclusioni contenute nel querelato giudizio governativo, deve essere
considerata parte soccombente del presente procedimento (art. 28 LPamm). Per
contro non si assegnano ripetibili (art. 31 LPamm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 3, 4, 5, 18, 19 e 32 LCons, 3, 18,
28, 31, 43, 46, 60 e 61 LPamm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

                                         §.   Di
conseguenza:

                                              1.1  la
decisione 13 maggio 2008 (n.
2504) del Consiglio di Stato è annullata;

                                              1.2  la decisione 4 giugno 2007 con cui il Consorzio
RI 1 ha posto a carico di CO 1 un contributo consortile per il 2007 di fr.
701.65 è confermata.

 

 

                                   2.   La tassa
di giustizia e le spese di fr. 400.- sono poste a carico della resistente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. legge sul Tribunale federale, del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

 

	
   

                                     4.   Intimazione
  a:

  	
   

  ;

  ;

  .

   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il vicepresidente                                                      Il
segretario