# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d82cc54b-77d4-5be3-9303-4a3721f0291a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-03-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 04.03.2014 80.2012.249
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2012-249_2014-03-04.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2012.249

  	
  Lugano

  4 marzo 2014

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Antonio Saredo-Parodi

  

 

 

	
  parti

  	
  RI 1 

  RI 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS 1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso del 23 novembre 2012 contro la decisione del
  31 ottobre 2012 in materia di IC 2011.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   La
comunione ereditaria formata da RI 1 e da __________ è proprietaria di alcuni
beni immobiliari nel Comune di __________ (__________).

                                         Nella
dichiarazione fiscale 2011, RI 1 ed il marito RI 2__________, limitatamente
imponibili nel Canton Ticino in quanto domiciliati a __________ (__________), attribuivano
agli immobili in questione un valore locativo di fr. 3'000.–, per la quota di
un mezzo, e chiedevano la deduzione di spese di manutenzione pari a fr.
6'229.–.

 

 

                                         Notificando
loro la tassazione IC 2011, con decisione del 26 settembre 2012, l’RS 1
commisurava il reddito imponibile in fr. 1'000.– e quello determinante per
l’aliquota in fr. 99'900.–, cui corrispondeva un’imposta di fr. 69.80. Rispetto
alla dichiarazione dei contribuenti, l’autorità fiscale aveva in particolare
elevato il valore locativo degli immobili ticinesi a fr. 8'100.–, deducendo
spese di manutenzione pari a fr. 5'998.–. Nella motivazione spiegava che “il
valore locativo delle abitazioni secondarie corrisponde al valore di mercato
delle pigioni della zona” e che “l’agevolazione fiscale prevista per le
abitazioni primarie non può essere ammessa”. 

 

 

                                  B.   I
contribuenti impugnavano la suddetta decisione, con reclamo del 29 settembre
2012, nel quale contestavano l’aumento del valore locativo da fr. 10'700.– a
fr. 16'200.–, sottolineando che gli immobili sono abitabili solo durante sette
mesi, perché i ¾ delle camere non sono riscaldati, che non tutte le case hanno
impianti sanitari e acqua corrente e che vi sono problemi di umidità.
Chiedevano pertanto la riduzione a fr. 6'000.–, da dividere poi per metà.

                                         L’Ufficio
di tassazione respingeva il reclamo con decisione del 31 ottobre 2012, nella
quale argomentava che la riduzione al 60-70% del valore di mercato delle
pigioni, prevista per il calcolo del valore locativo delle abitazioni primarie,
“non è ammessa per gli immobili utilizzati prevalentemente a scopo di vacanza”,
in seguito all’entrata in vigore, il 1° gennaio 2009, dell’art. 20 cpv. 3 LT.
L’autorità fiscale concludeva che “il valore locativo delle abitazioni
secondarie di __________ in comunione ereditaria (mappali 1988 e 1990) viene
confermato in fr. 16'200.–, ritenuto che il valore imposto nel periodo di
tassazione 2008 era rappresentativo del 60-70% del valore di mercato”.  

 

 

                                  C.   Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 e RI 2 contestano nuovamente
il valore locativo attribuito alle loro proprietà immobiliari di __________, richiamando
gli argomenti già sollevati con il reclamo e sottolineando che non chiedono una
riduzione del valore di mercato al 60-70%, come previsto per le abitazioni primarie,
bensì una riduzione a causa dell’abitabilità ridotta “per ragioni stagionali”. 

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Secondo l’articolo
20 cpv. 1 lett. b LT, è imponibile quale reddito della sostanza immobiliare
il valore locativo di immobili o di parti di essi che il contribuente ha a disposizione per uso proprio in forza del suo diritto di proprietà o di un usufrutto ottenuto a titolo
gratuito.

                                      

                                         1.2.

                                         La legge federale
sull’armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni obbliga i
cantoni ad assoggettare all’imposta sul reddito il valore locativo (in virtù
del combinato disposto dell’art. 2 cpv. 1 lett. a e dell’art. 7 cpv. 1
LAID), ma non contiene ulteriori disposizioni relative alle modalità di accertamento
del valore locativo, lasciando in tal modo ai cantoni un certo margine. In
relazione alla questione in che misura il valore locativo possa scendere
rispetto al valore di mercato, l’art. 7 cpv. 1 LAID non pone pertanto alcun
altro limite se non quelli che derivano dagli articoli 8 cpv. 1 e 127 cpv. 2
Cost. fed. (DTF 125 I 65 consid. 2b p. 67; DTF 124 I 145 consid. 3 p. 152 ss.).
L’Alta Corte ha stabilito che il valore locativo può essere inferiore al valore di mercato (DTF 124 I 145, consid. 4d p. 156), precisando poi che il 60% del
valore di mercato rappresenta il limite inferiore che è ancora conforme al
principio costituzionale dell’uguaglianza (art. 8 cpv. 1 Cost. fed.).

 

                                         1.3.

                                         Per
quanto qui di interesse, l’art. 20 cpv. 2 LT precisa che il valore locativo,
tenuto conto della promozione dell’accesso alla proprietà e della previdenza
personale, è stabilito al 60 - 70 per cento del valore di mercato delle pigioni
e che per il suo calcolo è possibile considerare in modo adeguato il valore
della stima ufficiale.

                                         Dal 1°
gennaio 2009 è entrato in vigore l’art. 20 cpv. 3 LT, secondo cui la riduzione
di cui al capoverso 2 non è ammessa per gli immobili utilizzati prevalentemente
a scopo di vacanza.

                                         

 

                                   2.   2.1.

                                         Per
quanto riguarda le modalità di determinazione del valore locativo, secondo l’art.
2 del Decreto esecutivo del 21 dicembre 2010 concernente l’imposizione delle persone
fisiche valido per il periodo fiscale 2011 (RL 10.2.2.1.1), il valore locativo corrisponde al valore di
mercato della pigione per immobili dello stesso genere nella medesima posizione (cpv. 1). Il valore locativo delle
abitazioni primarie corrisponde mediamente al 60-70%
del valore di mercato della pigione; in mancanza di altri elementi utili al suo
calcolo, esso corrisponde di regola al 90% del valore di reddito determinato
dall’Ufficio di stima nella decisione di stima (cpv. 2).

 

                                         2.2.

                                         In una
sentenza di principio del 9 maggio 2008 (CDT n. 80.2007.173, in: RtiD II-2008
n. 3t), questa Camera ha esaminato nel dettaglio la nuova prassi, già applicata
a partire dal periodo fiscale 2006, sulla base di una circolare della Divisione delle contribuzioni, concludendo per la sua illegalità.

                                         In primo
luogo, il Canton Ticino non rientra nel novero dei cantoni in cui i valori
locativi sono “accertati individualmente” nella procedura di stima ufficiale
degli immobili. Ciò presupporrebbe infatti che la legge sulla stima ufficiale
prevedesse espressamente l’accertamento individuale non solo del valore di
stima in sé ma anche del valore locativo dell’immobile, come avviene, per esempio,
nel Canton Argovia oppure Svitto. La sola circostanza che dalla decisione
dell’Ufficio stima si possa ricavare anche il valore di reddito non significa
invece che essa accerti anche il valore locativo dell’immobile, ove si pensi
appena che l’autorità di cosa giudicata non si estende in linea di
principio ai motivi di una decisione ma solo al dispositivo.

                                         D’altra
parte, anche volendo sostenere che la decisione dell’Ufficio stima, nella misura in cui accerta il valore di reddito, non passa in giudicato scaduto il
termine per impugnarla dinanzi allo stesso Ufficio, ugualmente non vi sarebbero
le condizioni perché tale valore possa essere riesaminato nell’ambito di una
procedura di reclamo prima, e di ricorso poi, contro la decisione di tassazione
dell’imposta sul reddito. In primo luogo, nel rispetto delle regole sull’onere
probatorio, non si può pretendere che sia il contribuente a portare la prova
dell’inesattezza del valore locativo indicato nella decisione in questione.
Quindi, si dovrebbe stabilire a chi competa l’eventuale esame dei reclami e dei
ricorsi contro il valore locativo. Contrariamente alla soluzione adottata nel
Canton Berna, in cui l’autorità competente per l’accertamento della stima
ufficiale, da una parte, e per la tassazione dell’impo-sta sul reddito,
dall’altra, è sempre l’autorità di tassazione, in Ticino le competenti autorità
ed i successivi rimedi giuridici non si identificano: la stima ufficiale è di
pertinenza dell’Ufficio stima, mentre l’accertamento dell’imposta sul reddito è
attribuito agli uffici circondariali di tassazione, così come la decisione sulla stima è impugnabile dapprima dinanzi allo stesso Ufficio stima e poi al Tribunale di
espropriazione, mentre la decisione di tassazione dell’imposta sul reddito è
suscettibile di reclamo all’Ufficio di tassazione e di ricorso alla Camera di
diritto tributario. Inoltre, perché si possa entrare nel merito di un reclamo o
di un ricorso, dovrebbe essere disponibile una decisione motivata, cioè una decisione in cui l’autorità di stima indichi in quale modo ha intrapreso l’accertamento
del valore locativo, in modo da consentire al contribuente di valutare se
contestarlo o meno. Le decisioni dell’Ufficio stima si limitano invece ad
indicare il reddito (presunto o dichiarato), il tasso di capitalizzazione ed il valore di reddito che ne deriva, senza aggiungere ulteriori precisazioni.

                                         A titolo
abbondanziale, questa Camera ha infine sollevato i propri dubbi in merito alla
circostanza che il valore di reddito – ma anche il 90% del valore di reddito –
accertato nel quadro della procedura di stima ufficiale corrisponda
effettivamente al 60-70% del valore medio delle pigioni di mercato (cfr. anche
CDT n. 80.2006.173 del 21 dicembre 2006; 80.2007.18 del 9 marzo 2007).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Nel caso
in esame, l’Ufficio di tassazione ha determinato il valore locativo degli immobili
dei ricorrenti partendo da quello stabilito nella tassazione dei periodi
fiscali fino al 2008 (fr. 11’341.–), che ha considerato pari al 70% del valore
di mercato. Ha quindi diviso tale importo per 70 ed ha poi moltiplicato il
risultato per 100. L’importo così determinato (arrotondato a fr. 16’200.–) corrisponderebbe
in tal modo al valore di mercato, senza la riduzione riconosciuta ai
proprietari di abitazioni primarie. 

 

                                         3.2.

                                         Ora, il
problema è che l’importo, che l’autorità fiscale ha considerato pari al 70% del
valore di mercato e sulla cui base ha quindi proceduto al calcolo del valore
locativo dei ricorrenti, è stato accertato applicando la prassi che, come
l’Ufficio di tassazione non poteva non sapere, era già stata ripetutamente
considerata illegale. 

                                         Ne viene
che anche il risultato del calcolo in questione è viziato dall’illegalità del
criterio adottato a tal fine. Altrimenti si dovrebbe ammettere che basti
riportare il valore di partenza ai 100/70 per renderlo conforme alla legge.  

                                          

                                         3.3.

                                         La
decisione impugnata è pertanto annullata e gli atti sono rinviati all’autorità
fiscale perché determini il valore locativo dell’abitazione di vacanza dei
ricorrenti, in modo rispettoso della legge applicabile e dei principi costituzionali. 

 

                                   4.   Visto
l’esito del ricorso, non si prelevano né tassa di giustizia né spese
processuali.

 

 

Per questi motivi,

visto per le spese l’art. 231 LT

 

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   La
decisione su reclamo del 31 ottobre 2012 è annullata e gli atti sono rinviati
all’Ufficio di tassazione di __________, perché accerti il valore locativo
degli immobili di __________.

 

                                   2.   Non si
prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione
a: 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per
conoscenza:

                                         - municipio
di.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario
del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: