# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2d789259-98db-5bf4-aaa8-51a4047e7f2b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-09-24
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 24.09.2014 B-6314/2013
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-6314-2013_2014-09-24.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 
 Corte II 

B-6314/2013 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  2 4  s e t t e m b r e  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudici Francesco Brentani (presidente del collegio),  

Frank Seethaler, Philippe Weissenberger,  

cancelliere Dario Quirici. 

 

 
 

Parti 

 
A._______,  

agente tramite …, amministratore unico, 

patrocinata dall'avv. Aldo Ferrini,  

Piazza Cioccaro 4, casella postale 5602, 6900 Lugano, 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Commissione per la tecnologia e l'innovazione CTI, 

Effingerstrasse 27, 3003 Berna,  

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Conferimento dell'assegno CTI n. ... 

 

 

B-6314/2013 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Il 17 luglio 2013 l'impresa A._______ (in seguito, la ricorrente), con sede 

a Lugano, il cui scopo sociale consiste, in particolare, nel depositare, 

sviluppare e sfruttare brevetti, ha trasmesso alla Commissione per la 

tecnologia e l'innovazione (in seguito, CTI, KTI o autorità inferiore; 

www.kti.admin.ch), del Dipartimento federale dell'economia, della 

formazione e della ricerca (DEFR), per il tramite dell'ing. B._______, una 

domanda, munita di uno "Studio di fattibilità", tendente all'ottenimento di 

un assegno per l'innovazione 2013, del valore di Fr. 7'500.-, nel quadro 

della sperimentazione di un "Fluid Device for Recovery of the Kinetic 

Energy of a Vehicle" (brevetto europeo EP1656500). L'assegno è 

destinato a finanziare un cosiddetto "test-bench to simulate a land vehicle 

movement and measure the harvested energy on a prototype", la cui 

realizzazione sarà affidata alla Scuola universitaria professionale della 

Svizzera italiana (SUPSI).  

B.  

Tra le parti in causa ha successivamente avuto luogo uno scambio 

epistolare prolungato per via elettronica. In un primo tempo, il 30 luglio 

2013, la CTI ha chiesto al ricorrente se fosse possibile ricevere una copia 

in inglese dello "Studio di fattibilità", visto che l'esperto responsabile non 

aveva conoscenze d'italiano. Il 27 agosto 2013 la ricorrente ha sollecitato 

notizie riguardo allo stato d'avanzamento della pratica e la CTI ha 

risposto che una decisione sarebbe intervenuta dopo il 2 settembre 2013. 

La ricorrente si è manifestata nuovamente il 9 settembre 2013, 

constatando che i tempi d'evasione della pratica non corrispondevano a 

quelli indicati sul sito web della CTI. Il 16 settembre 2013 quest'ultima ha 

annunciato alla ricorrente che gli esperti avevano proposto di respingere 

la sua domanda. Lo stesso giorno la ricorrente ha espresso il proprio 

disappunto al riguardo, aggiungendo di dubitare che l'esperto avesse 

capito la documentazione, di credere che la sua domanda fosse stata 

respinta per il fatto di essere stata presentata da una richiedente 

italofona, di esigere un secondo parere di un altro esperto e di pretendere 

delle spiegazioni in relazione al non rispetto del termine di quattro 

settimane per l'evasione della pratica. Il 22 settembre 2013 la ricorrente 

ha chiesto alla CTI di emanare una decisione formale e di organizzare un 

incontro chiarificatore con l'esperto. L'8 ottobre 2013 la ricorrente si è 

lamentata con la CTI di non avere ricevuto alcuna lettera o decisione, 

precisando di considerare il ritardo nel trattamento della procedura come 

inaccettabile, di esigere l'invio di una decisione, come già richiesto il 

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22 settembre, di fissare un appuntamento con l'esperto e di avere 

l'impressione che la CTI si comportasse in modo discriminatorio nei 

confronti delle imprese svizzero italiane. Il 9 ottobre 2013 la CTI ha 

comunicato alla ricorrente di essere in attesa di una risposta dell'esperto 

riguardo alla possibilità di organizzare un colloquio, promettendo tuttavia 

di firmare e spedire la decisione nei giorni successivi.  

C.  

Nel loro documento di lavoro, stilato in tedesco il 30 agosto 2013 

(KTI-intern [Arbeitspapier]), il Dr. C._______, esperto relatore principale, 

e D._______, esperto correlatore, hanno stimato che lo sviluppo del 

progetto della ricorrente non aveva senso da un punto di vista energetico, 

proponendo quindi di respingere la domanda per quattro ragioni 

principali, qui di seguito elencate. In base a questa valutazione, 

l'11 ottobre 2013, la CTI ha emanato una decisione, in inglese, di rigetto 

della domanda d'assegno, riprendendo i motivi formulati dagli esperti, 

ossia che (a) il tempo di percorrenza di 2-3 cm ad una velocità di 20 km/h 

è di circa 0.001 secondi, la piastra dovrebbe quindi oscillare almeno ad 

una frequenza di 100 Hz, le forze necessarie a questo scopo, 

verosimilmente notevoli e identificabili in una forma o in un'altra nella 

macchina, non sono descritte, perciò anche se la pressione è 

probabilmente percettibile da un punto di vista idraulico, l'energia 

assorbita sarà scarsa o nulla, (b) non è chiaro qual è l'effetto 

dell'installazione sull'esperienza alla guida, specialmente rispetto al 

rumore, alle vibrazioni e all'accelerazione, quando diverse piastre sono 

poste le une sulle altre, (c) il grado d'usura e i calcoli d'ammortamento 

non sono chiari, e (d) non è chiaro come sarà utilizzata l'energia ricavata, 

nonché quali siano i costi relativi al suo stoccaggio e alla sua 

trasmissione a potenziali utenti.  

D.  

Contro questa decisione la ricorrente è insorta al Tribunale amministrativo 

federale l'11 novembre 2013, chiedendo, a titolo principale, di riconoscere 

il suo diritto all'ottenimento dell'assegno per l'innovazione oppure, in via 

subordinata, di rinviare la causa alla CTI per una nuova valutazione della 

domanda che metta in atto compiutamente il suo diritto di essere sentita. 

In primo luogo, la ricorrente sostiene che l'esperto della CTI non ha capito 

le informazioni tecniche fornite a causa della sua ignoranza dell'italiano, e 

lo critica inoltre per il fatto che abbia risposto ai suoi calcoli con 

osservazioni qualitative del tipo "little or no energy will be absorbed", 

invece di utilizzare dati quantitativi sotto forma di calcoli alternativi 

(ricorso, pag. 2, in risposta alla lett. a della decisione). In secondo luogo, 

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la ricorrente rimprovera all'esperto di concentrarsi sulle strategie di 

vendita e di marketing del prodotto, al posto di mettere l'accento sulla 

tecnologia e sull'innovazione del prototipo (ricorso, pag. 3, in risposta alla 

lett. b della decisione). In terzo luogo, la ricorrente rimarca di non potere, 

allo stadio di sperimentazione del prototipo, dettagliare i costi prevedibili 

dovuti all'usura, sottolineando che essi non sono comunque richiesti per 

la domanda (ricorso, pag. 3, in risposta alla lett. c della decisione). In 

quarto luogo, la ricorrente rileva che il sistema di trasporto, di 

trasformazione e di accumulazione dell'energia elettrica non è per nulla 

correlato con l'invenzione brevettata, e che, ad ogni modo, il mercato 

offre una moltitudine di tali sistemi (ricorso, pag. 4, in risposta alla lett. d 

della decisione). In quinto luogo, la ricorrente evidenzia che, benché il 

bilancio energetico possa essere positivo soltanto se la macchina 

rallenta, esiste sicuramente una nicchia di mercato da sfruttare, senza 

contare che, in ogni caso, il dispositivo meccanico può essere adattato 

con un minimo di modifiche (ricorso, pag. 4). Oltre a ciò, la ricorrente si 

lamenta per il fatto che la sua domanda sia stata trattata da un esperto 

senza conoscenze della lingua italiana, che il termine di quattro settimane 

per evadere la pratica sia stato di molto superato, e che non abbia avuto 

luogo nessun incontro tra l'ing. B._______ e l'esperto per chiarificare la 

situazione, e ciò a causa del rifiuto della CTI, ravvisando in questa 

attitudine una violazione del suo diritto di essere sentita.  

E.  

Mediante decisione incidentale del 13 novembre 2013, questo Tribunale 

ha invitato la ricorrente a versare un anticipo, equivalente alle presunte 

spese processuali, di Fr. 800.- entro il 6 dicembre 2013, ciò che è 

avvenuto il 26 novembre 2013. 

F.  

Il 3 dicembre 2013 questo Tribunale ha trasmesso un esemplare del 

ricorso, compresa una copia degli allegati, alla CTI, sollecitandola ad 

inoltrare una risposta, con l'incarto completo numerato e corredato di un 

indice degli atti, entro il 10 gennaio 2014. 

G.  

La CTI ha inviato la sua risposta il 10 gennaio 2014, nella quale, dopo 

aver preso atto delle spiegazioni della ricorrente, sottoposte all'esame 

degli esperti, ha confermato "il respingimento della richiesta per motivi 

legati ai contenuti", precisando che "pur non contestando nella sostanza 

la fattibilità tecnica del progetto, [la CTI] si interroga fra l'altro sulla sua 

economicità, come spiegato in particolare alle lettere c) e d) della 

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decisione. L'economicità, infatti, intesa nella prospettiva di futura 

competitività e di ricavi aziendali, costituisce un criterio fondamentale 

nella valutazione delle richieste. La CTI, inoltre, dichiara esplicitamente di 

aver capito in tutto e per tutto i contenuti della documentazione inviata 

[dalla ricorrente]. L'italiano è una delle lingue ufficiali svizzere e come tale 

ovviamente non costituisce un ostacolo in alcun modo".  

H.  

Il 13 gennaio 2013 (recte: 2014) questo Tribunale ha trasmesso alla 

ricorrente una copia della risposta, compresi gli allegati, riservando 

esplicitamente eventuali ulteriori misure d'istruzione o memorie delle parti, 

e, il 15 gennaio seguente, a complemento di questa informazione, ha 

comunicato alle stesse parti che non era previsto un ulteriore scambio di 

scritti.  

 

Diritto: 

1.  

1.1 In virtù dell’art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 

del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i ricorsi 

contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale del 20 dicembre 

1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle 

autorità menzionate all'art. 33 LTAF, riservate le eccezioni elencate all’art. 

32 LTAF.  

La CTI è il centro di competenza della Confederazione per la promozione 

dell'innovazione, nonché per il trasferimento delle conoscenze e delle 

tecnologie (art. 15d cpv. 1 dell'ordinanza sull'organizzazione del DEFR 

del 14 giugno 1999 [Org-DEFR, RS 172.216.1]). La sua organizzazione e 

i suoi compiti sono disciplinati dalla legge federale sulla promozione della 

ricerca e dell'innovazione del 7 ottobre 1983 (LPRI, RS 420; art. 15d cpv. 

2 Org-DEFR). In concreto è applicabile la LPRI nella sua versione in 

vigore dal 1° gennaio al 31 agosto 2013 (vLPRI, RU 2010 651), e non la 

nuova LPRI del 14 dicembre 2012, in vigore dal 1° gennaio 2014 (decreto 

del Consiglio federale del 29 novembre 2013, RU 2013 4425), visto che 

la domanda d'assegno per l'innovazione è stata presentata dalla 

ricorrente il 17 luglio 2013, e considerato che non sussistono regole 

speciali di diritto transitorio. Ora, la CTI, in quanto organo federale 

preposto alla promozione della ricerca applicata e dello sviluppo (art. 16e 

cpv. 1 vLPRI), è un'autorità inferiore ai sensi dell'art. 33 lett. f LTAF, e la 

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sua decisione dell'11 ottobre 2013, che non rientra peraltro nell'elenco 

delle eccezioni dell'art. 32 LTAF, costituisce una decisione ai sensi dell’art. 

5 cpv. 1 lett. c PA, dimodoché questo Tribunale è competente a giudicare 

il presente ricorso.   

1.2 Ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al procedimento dinanzi 

all’autorità inferiore o è stato privato della possibilità di farlo, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha un interesse 

degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 PA). Il ricorso deve essere depositato entro trenta giorni 

dalla notificazione della decisione (art. 50 cpv. 1 PA) e contenere le 

conclusioni, i motivi, l'indicazione dei mezzi di prova e la firma del 

ricorrente o del suo rappresentante, con allegati, se disponibili, la 

decisione impugnata e i documenti indicati come mezzi di prova (art. 52 

cpv. 1 PA). 

In concreto, il ricorso è ammissibile nella misura in cui è stato presentato 

tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge, e visto 

che l'anticipo di Fr. 800.-, relativo alle spese processuali, è stato versato 

nel termine impartito, per cui non sussistono ostacoli all'esame del litigio 

nel merito.  

2.  

2.1 Con il deposito del ricorso, la trattazione della causa, oggetto della 

decisone impugnata, passa al Tribunale amministrativo federale, il quale 

dispone, in generale, di un pieno potere d'esame riguardo all'applicazione 

del diritto, compreso l'eccesso o l'abuso del potere d'apprezzamento, 

all'accertamento inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti, e, 

di principio, all'inadeguatezza (art. 49 e 54 PA). 

2.2  Secondo la procedura di ricorso prevista dall'art. 13 cpv. 2 vLPRI, 

legge speciale rispetto alla PA, il richiedente può far valere: (a) la 

violazione del diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del potere di 

apprezzamento; (b) l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti. Ne deriva che il richiedente non può far valere 

l'inadeguatezza (inopportunità) della decisione impugnata (cfr. anche 

DTAF 2014/2 consid. 3). In aggiunta a ciò, l'art. 13 vLPRI stipula che i 

nomi dei relatori e dei periti scientifici possono essere comunicati al 

ricorrente soltanto con il loro consenso (cpv. 3), e che, per il rimanente, la 

procedura di ricorso è retta dalle disposizioni generali 

dell'amministrazione della giustizia federale (cpv. 4), ossia la PA.  

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2.3 Rispetto all'esame dell'esercizio del potere d'apprezzamento, il 

Tribunale federale considera che, in ambiti richiedenti conoscenze 

tecniche elevate, l'autorità di ricorso deve far prova di riserbo e confidare 

nell'apprezzamento delle autorità specializzate competenti (sentenza del 

Tribunale federale 1A.244/2003 del 31 marzo 2004 consid. 2). In questi 

campi le decisioni su ricorso devono essere prese nel rispetto dei ruoli 

abituali della giustizia e dell'amministrazione (DTF 129 II 331 consid. 3.2). 

In conformità con questa giurisprudenza, il Tribunale amministrativo 

federale limita il proprio esame in materia di sussidi per la ricerca, se la 

loro concessione dipende dall'apprezzamento dell'autorità, alla questione 

dell'eccesso o dell'abuso dell'esercizio di tale potere. A questo proposito 

bisogna considerare che il Tribunale amministrativo federale, in quanto 

autorità giudiziaria, non è un'autorità superiore preposta alla promozione 

della ricerca scientifica, né un'autorità di vigilanza in questo campo. Oltre 

a ciò, le decisioni relative a richieste di sussidi non si prestano bene ad 

un controllo giudiziario per il fatto che l'autorità di ricorso non conosce tutti 

i criteri di valutazione dei progetti e non è, generalmente, capace di 

apprezzare le qualità del progetto del ricorrente, in particolare rispetto a 

quelli dei suoi concorrenti (cfr. DTAF 2014/2 consid. 3, DTAF 2007/37 

consid. 2.1 e DTAF 2007/6 consid. 3 pagg. 47 segg.).    

3.  

L'oggetto del presente litigio porta sulla non concessione da parte della 

CTI di un assegno per l'innovazione di Fr. 7'500.- alla ricorrente. 

Quest'ultima non ha esplicitamente indicato, da un punto di vista 

sostanziale, quali sono le censure che solleva (violazione del diritto 

federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere d'apprezzamento, 

oppure l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente 

rilevanti), limitandosi in fondo a sostenere di non essere stata compresa 

dalla CTI.  

4.  

4.1 Visto che la ricorrente fa anche valere una violazione del suo diritto di 

essere sentita, nella misura in cui non le è stato concesso dalla CTI di 

esporre oralmente la sua richiesta d'assegno per l'innovazione nel quadro 

di un incontro con gli esperti, è necessario trattare dapprima questa 

censura di natura procedurale.  

4.2 Il diritto di essere sentiti è una garanzia costituzionale di carattere 

formale (art. 29 della Costituzione federale, Cost., RS 101). La sua 

violazione comporta l'annullamento della decisione impugnata, 

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indipendentemente dalle probabilità di successo nelle questioni di merito 

(DTF 132 V 387 consid. 5 con rinvii). Eccezionalmente, una violazione del 

diritto di essere sentiti, occorsa nella procedura precedente, può reputarsi 

sanata se il ricorrente può esporre la propria causa davanti ad un'autorità 

di ricorso che esamina con pieno potere cognitivo tutte le questioni che 

avrebbero potuto porsi dinanzi all'autorità inferiore se quest'ultima avesse 

sentito regolarmente il ricorrente (DTF 132 V 387 consid. 5 con rinvii). Il 

diritto di essere sentiti include i diritti di esaminare gli atti, di essere 

informato dall'autorità e di pronunciarsi, prima del rilascio di una 

decisione, sulle memorie delle parti, sulle osservazioni delle autorità, 

nonché sugli atti usati come mezzi di prova, quali scritture, perizie, pareri 

e preavvisi di organi e uffici interessati, deposizioni testimoniali, verbali e 

decisioni notificate (ADELIO SCOLARI, Diritto Amministrativo, Parte 

Generale, 2002, nn. 483 segg.). Ciò precisato, il diritto di essere sentiti 

non implica il diritto di esprimersi oralmente davanti all'autorità (DTF 134 I 

140 consid. 5.3). Anche la procedura davanti al Tribunale amministrativo 

federale si svolge essenzialmente per scritto, non esistendo un diritto a 

prendere posizione oralmente (sentenza del Tribunale amministrativo 

federale C-3597/2012 del 7 marzo 2013 consid. 3).  

4.3 In concreto, la giurisprudenza non riconosce alcun diritto alla 

ricorrente, né davanti alla CTI, né nel corso della presente procedura, di 

essere sentita oralmente. Fatta questa puntualizzazione, è ancora utile 

rilevare che la ricorrente ha avuto, ad ogni modo, l'occasione di 

esprimersi per scritto, dettagliatamente, sia davanti alla CTI, sia davanti a 

questo Tribunale, dimodoché il suo diritto di essere sentita non risulta 

essere stato violato. La corrispondente censura si rivela quindi infondata.  

5.  

5.1 Nel campo della scienza la Confederazione si prefigge di: (a) 

promuovere la ricerca scientifica e l’innovazione basata sulla scienza, 

come pure sostenere lo sfruttamento e la valorizzazione dei risultati della 

ricerca; (b) vigilare sulla collaborazione tra gli organi della ricerca e se del 

caso disciplinarla; (c) garantire un impiego efficace dei fondi federali 

devoluti alla ricerca e all’innovazione (art. 1 vLPRI).   

5.2 La promozione della ricerca e dell'innovazione avviene, in particolare, 

per il tramite del Fondo nazionale svizzero (FNS), dei Politecnici federali, 

delle scuole universitarie professionali e della CTI (art. 5 lett. a cifra 1, b e 

d, nonché art. 6 cpv. 1 lett. f vLPRI), istituzioni che devono disciplinare la 

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propria procedura per l'assegnazione di sussidi conformemente alle 

esigenze degli art. 10 e 26 a 38 PA (art. 13 cpv. 1 vLPRI).  

5.3 La Confederazione sostiene la ricerca applicata e lo sviluppo (art. 16a 

cpv. 1 vLPRI). A questo scopo essa può accordare contributi alle scuole 

universitarie e ai centri di ricerca che non perseguono scopi commerciali, 

se sono soddisfatte le condizioni seguenti: (a) il progetto è condotto in 

collaborazione con partner privati o pubblici che ne assicurano la 

valorizzazione; (b) i risultati della ricerca saranno presumibilmente 

sfruttati sul mercato; (c) verosimilmente il progetto non può essere 

realizzato senza il sostegno della Confederazione; (d) il partner che 

assicura la valorizzazione del progetto si assume la metà del 

finanziamento di quest’ultimo. Il Consiglio federale può definire 

nell’ordinanza eccezioni a questa condizione; (e) il progetto contribuisce 

alla formazione imperniata sulla pratica delle nuove leve nella ricerca 

(art. 16b cpv. 1 vLPRI).  

6.  

6.1 La CTI accorda contributi a progetti di ricerca applicata e sviluppo 

solo se i partner che assicurano la valorizzazione del progetto (partner 

attuatori) sono in grado di dimostrare che i risultati della ricerca saranno 

presumibilmente sfruttati sul mercato; a tale riguardo occorre considerare: 

(a) gli effetti previsti del progetto sulla competitività dei partner attuatori o 

sull’economia; (b) la prevista creazione di valore aggiunto in Svizzera 

derivante dall’attuazione; (c) l’utilità economica prevista per il partner 

attuatore (art. 10o cpv. 1 dell'ordinanza relativa alla legge federale sulla 

promozione della ricerca e dell'innovazione del 10 giungo 1985, nel suo 

tenore in vigore al 1° gennaio 2013 [vO-LPRI, RU 2010 5461]). La CTI 

sostiene i progetti al massimo fino alla dimostrazione della capacità dei 

prodotti o dei procedimenti di affermarsi sul mercato (art. 10o cpv. 2 

vO-LPRI). Sono esclusi contributi diretti ai partner attuatori (art. 10o cpv. 3 

vO-LPRI). 

6.2 Possono beneficiare dei contributi le seguenti scuole universitarie: (a) 

i politecnici federali e le istituzioni di ricerca del settore degli stessi 

politecnici; (b) le università e gli istituti universitari che secondo la legge 

dell’8 ottobre 1999 sull’aiuto alle università hanno diritto a contributi; (c) le 

scuole universitarie professionali autorizzate secondo la legge del 

6 ottobre 1995 sulle scuole universitarie professionali; (d) le alte scuole 

pedagogiche riconosciute secondo il diritto cantonale (art. 10p cpv. 1 

vO-LPRI). La CTI valuta il diritto ai contributi di un centro di ricerca in 

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base ai seguenti criteri: (a) l’attività di ricerca è lo scopo del centro di 

ricerca; (b) i responsabili e i proprietari dei centri di ricerca non ottengono 

vantaggi pecuniari dall’attività del centro; (c) in termini di qualità, la ricerca 

del centro di ricerca è comparabile a quella delle scuole universitarie 

aventi diritto ai contributi; (d) il centro di ricerca collabora regolarmente 

con le scuole universitarie di cui al cpv. 1 (art. 10p cpv. 2 vO-LPRI).  

7.  

7.1 Le piccole e le medie imprese possono richiedere un importo 

(assegno per l’innovazione) alla CTI per l’elaborazione di un breve studio 

di fattibilità da parte di un’istituzione di ricerca di cui all’articolo 10p 

vO-LPRI. L’importo unitario massimo per assegno e l’importo 

complessivo a disposizione sono definiti in base al decreto di 

finanziamento del Parlamento (art. 10t cpv. 1 vO-LPRI). Un’impresa può 

ricevere al massimo un assegno per l’innovazione ogni quattro anni (art. 

10t cpv. 3 e 4 vO-LPRI).  

7.2 Secondo il documento agli atti "Innovation Cheques for SMEs 

(Innovation Cheques 2013 / General Conditions for Innovation Cheque 

Funding [Innovation Cheques])", nel suo tenore valido dal 1° gennaio 

2013, gli assegni per l'innovazione servono a finanziare studi di fattibilità 

o analisi, e la loro erogazione è regolata, come indicato alla rubrica 

"Preliminary remarks", dagli art. 6 cpv. 1 lett. f e 16a cpv. 1 vLPRI in 

relazione con le corrispondenti disposizioni della legge federale sugli aiuti 

finanziari e le indennità del 5 ottobre 1990 (Legge sui sussidi, LSu, RS 

616.1), nonché dall'art. 10t cpv. 1 a 4 vO-LPRI. Per il 2013, come 

enunciato nella rubrica "Use of innovation cheques" del documento, la 

somma totale messa a disposizione delle piccole e medie imprese è pari 

a Fr. 1'000'000.- e l'importo di ogni singolo assegno equivale a Fr. 7'500.-. 

Per il resto, il documento contiene disposizioni sui criteri d'attribuzione 

degli assegni e sulla procedura da seguire per il deposito della domanda 

(4. "Eligibility criteria" e 5. "Administrative procedure"). Tra i campi coperti 

dal finanziamento figurano, in particolare, "[the] preparatory work for 

planned research and development (R&D) projects that may enable the 

small and medium enterprises (SME) to develop an innovative product or 

service" e "[the] analysis of technological innovation potential of a 

process, product, service or technology" (Innovation Cheques, 3.3).  

Da notare che tali informazioni, per il 2014, sono disponibili in italiano su 

http://www.kti.admin.ch/projektfoerderung/00216/index.html?lang=it.  

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8.  

In concreto, la ricorrente è un'impresa di piccole dimensioni, visto che 

consta di un numero d'impiegati variante da uno a cinque (cfr. formulario 

relativo alla domanda d'assegno, punto 4), e, come tale, è di principio 

abilitata a richiedere alla CTI un assegno per l'innovazione (art. 10t cpv. 1 

O-LPRI). La ricorrente intende incaricare la SUPSI, che è un'istituzione di 

ricerca ai sensi di legge (art. 10p cpv. 1 lett. c O-LPRI), di eseguire un 

cosiddetto "test-bench to simulate a land vehicle movement and measure 

the harvested energy on a prototype" (cfr. formulario relativo alla 

domanda d'assegno, punto 9). Per scrupolo di chiarezza è utile precisare 

che un "bench test" è un "test carried out on a machine, a component, or 

a software before it is released for use, to ensure that it works properly" 

(http://www.oxforddictionaries.com), e che, in quanto tale, è suscettibile di 

rientrare, perlomeno ciò sembra essere stato ammesso dalla CTI, nella 

categoria dei "brevi studi di fattibilità", a cui si rapportano gli assegni per 

l'innovazione (art. 10t cpv. 1 O-LPRI). Vista la loro natura di vantaggio 

pecuniario (prestazione in denaro non rimborsabile), quest'ultimi 

corrispondono ad un aiuto finanziario ai sensi di legge (art. 3 cpv. 1 LSu e 

13 cpv. 1 vLPRI). Considerato che le condizioni per la loro attribuzione 

non sono descritte all'art. 10t cpv. 1 vO-LPRI, e che dunque il potere 

d'apprezzamento dell'amministrazione è, sotto questo aspetto, 

determinante, essi non possono che far parte delle cosiddette 

"Ermessenssubventionen", dimodoché si può affermare con sicurezza 

che la ricorrente non ha di per sé un diritto ("Anspruch") ad ottenere 

l'assegno di Fr. 7'500.-. Questa loro caratteristica è confermata 

indirettamente anche nel documento "Innovation Cheques", in cui è 

specificato che "CTI examines applications in the order in which they are 

submitted until innovation cheques in this batch have been issued" 

(5.2 "Evaluation / Issuance of cheque", pag. 5).  

9.  

La CTI ha respinto la richiesta della ricorrente in base ai quattro motivi 

formulati dagli esperti nel loro rapporto del 30 agosto 2013. Nel suo 

parere del 10 gennaio 2013, la CTI ha diviso questi quattro motivi in due 

categorie, la prima di natura tecnica (lettere a e b della decisione 

impugnata) e la seconda di natura economica (lettere c e d della 

decisione impugnata).  

9.1 I motivi di natura tecnica espressi nelle lettere a e b sono stati, in 

definitiva, relativizzati dalla CTI, se si considera che essa ha affermato di 

non contestare, nella sostanza, la fattibilità tecnica del progetto della 

ricorrente (parere del 10 gennaio 2013). Ciò significa che le osservazioni 

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tecniche espresse dalla CTI nelle lettere a e b, criticate dalla ricorrente, 

non sono state determinanti per giustificare il rigetto della richiesta 

d'assegno. Stando così le cose, questo Tribunale, che controlla con 

riserbo l'esercizio del potere d'apprezzamento da parte di autorità 

specializzate (cfr. consid. 2.3), può quindi confidare nell'apprezzamento 

della CTI senza doversi prima confrontare, nella misura del possibile, con 

le critiche di natura tecnica formulate dalla ricorrente.  

9.2 La dimensione dell'economicità della ricerca scientifica è espressa 

chiaramente nelle norme di legge citate ai considerandi precedenti, ossia 

gli art. 1 e 16a cpv. 1 lett. b vLPRI ("[…] sostenere lo sfruttamento e la 

valorizzazione dei risultati della ricerca"; "i risultati della ricerca saranno 

presumibilmente sfruttati sul mercato"), nonché l'art. 10o cpv. 1 vO-LPRI 

("[…] i partner […] sono in grado di dimostrare che i risultati della ricerca 

saranno presumibilmente sfruttati sul mercato […]"). Il documento 

"Innovation Cheques" precisa che l'art. 16a cpv. 1 vLPRI regola 

l'erogazione degli assegni per l'innovazione (cfr. consid. 7.2).  

Con esplicito riferimento alle lettere c e d della decisione impugnata, la 

CTI ha dichiarato di interrogarsi sull'economicità del progetto della 

ricorrente, specificando che questa dimensione "intesa nella prospettiva 

di futura competitività e di ricavi aziendali, costituisce un criterio 

fondamentale nella valutazione delle richieste" (parere del 10 gennaio 

2013).  

Ora, la ricorrente si sottrae all'analisi della questione dell'economicità, 

limitandosi a rimproverare alla CTI di concentrarsi sulle strategie di 

vendita e di marketing del prodotto, come pure di esigere dati relativi ai 

costi dovuti all'usura nonché allo stoccaggio e alla trasmissione 

dell'energia a potenziali utenti, per concludere che "esiste sicuramente 

una nicchia di mercato da sfruttare" (ricorso, pag. 4). Appare chiaro che 

questo tipo di argomentazione non è atto a dissipare le interrogazioni 

della CTI riguardo all'economicità del progetto. In fondo, la ricorrente 

misconosce il fatto che la tecnicità e l'economicità del suo progetto, 

benché analiticamente separabili, non lo sono invece da un punto di vista 

del risultato finale o "reale", visto che, per legge, deve essere possibile 

dimostrare, in generale, che i risultati di un progetto di ricerca applicata 

saranno presumibilmente sfruttati sul mercato (cfr. art. 10o cpv. 1 

vO-LPRI).  

In questo senso, anche la questione dell'economicità, tenuto conto della 

sua connessione, sul piano del potenziale sfruttamento commerciale del 

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Pagina 13 

prodotto finale, con la questione della tecnicità, rientra nel potere 

d'apprezzamento della CTI in quanto autorità specializzata, l'esercizio del 

quale è controllato da questo Tribunale, come già ricordato (cfr. consid. 

2.3), con riserbo. Ne deriva che, pure relativamente alla questione 

dell'economicità, questo Tribunale non ha motivi per non confidare 

nell'apprezzamento della CTI in quanto autorità specializzata, a maggior 

ragione se si considera che la ricorrente non ha avanzato argomenti per 

dimostrare in che modo il suo prodotto potrà essere presumibilmente 

sfruttato sul mercato.  

9.3 A proposito della carenza di conoscenze d'italiano da parte degli 

esperti, alla quale la ricorrente si riferisce per sostenere che essi non 

hanno compreso le informazioni tecniche da lei fornite, l'incarto non 

permette di concludere che ciò sia il caso, malgrado la richiesta non 

esaudita del 30 luglio 2013 (cfr. punto B dei fatti), visto il carattere 

esaustivo del rapporto degli stessi esperti, del 30 agosto 2013, e 

considerato che la medesima CTI ha confermato, nel suo parere del 

10 gennaio 2014, di "avere capito in tutto e per tutto i contenuti della 

documentazione" inviata dalla ricorrente. Quindi, non solo non vi sono 

elementi all'incarto in grado di suscitare il sospetto che gli esperti non 

abbiano compreso, in tutto o in parte, il contenuto tecnico del progetto a 

loro sottoposto, ma nemmeno sono stati avanzati e sostanziati dalla 

ricorrente seri indizi di una tale evenienza.  

9.4 Quanto al termine di quattro settimane non rispettato dalla CTI 

nell'evasione della pratica, il documento "Innovation Cheques" specifica 

chiaramente che "applicants generally receive a reply within four weeks 

from the moment the complete application has been submitted" 

(5.2 "Evaluation / Issuance of cheque", pag. 5), vale a dire che il termine, 

il quale non risulta né dalla vLPRI, né dalla vO-LPRI, riveste un carattere 

puramente indicativo, per cui il suo superamento non costituisce una 

violazione del diritto federale. 

10.  

Viste le considerazioni che precedono, la decisione dell'11 ottobre 2013 

non viola il diritto federale e nemmeno si fonda su un accertamento 

inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (cfr. consid. 2.2), 

dimodoché deve essere confermata e il ricorso respinto.  

11.  

Le spese processuali, fissate a Fr. 800.-, e consistenti in una tassa di 

decisione, nelle tasse di cancellerie nonché negli esborsi, seguono la 

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Pagina 14 

soccombenza (art. 63 cpv. 1 PA), per cui sono compensate con l'anticipo 

dello stesso ammontare, versato dalla ricorrente il 26 novembre 2013. 

Non si assegnano alla ricorrente, che soccombe, indennità per spese 

ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA). Per quanto concerne la CTI, le autorità 

federali non hanno diritto ad un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 

del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, 

RS 173.320.2]).  

12.  

La presente decisione è definitiva e non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. k della legge 

del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).  

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di Fr. 800.- sono messe a carico della ricorrente e 

compensate con l'anticipo dello stesso importo, da lei versato il 

26 novembre 2013. 

3.  

Non si assegnano indennità per spese ripetibili.  

4.  

Comunicazione: 

– alla ricorrente (raccomandata);  

– all'autorità inferiore (n. …; raccomandata).  

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

 

 

 

Francesco Brentani Dario Quirici 

 

 

 

Data di spedizione: 29 settembre 2014