# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9d2b3ec2-e356-5c38-9121-ef2467db4967
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-12-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 12.12.2023 15.2023.83
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2023-83_2023-12-12.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2023.83

  	
  Lugano

  12 dicembre 2023

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso 24 luglio 2023 della

 

	
   

  	
  RI 1 

  (patrocinata dagli  PR 1 e PA 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione, sede di
Mendrisio, in merito all’esecuzione del sequestro n. __________ decretato
il 7 luglio 2023 dal Pretore viciniore della Giurisdizione di Mendrisio-Nord su
istanza della ricorrente nei confronti di

 

	
   

  	
   PI 1  (CO)

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Su
istanza della RI 1 con decreto del 7 luglio
2023 il Pretore viciniore della Giurisdizione di
Mendrisio-Nord ha ordinato il sequestro del salario che PI
1 percepisce da PI 2, titolare dell’Osteria
__________ a __________ sino a con­correnza di fr. 10'797.62 oltre
a interessi dell’8% dal 15 febbraio 2021.

 

                                  B.   In
fase di esecuzione del sequestro, il 12 luglio 2023 la sede di Mendrisio dell’Ufficio
d’esecuzione (UE) ha interrogato PI 2, la quale ha dichiarato che PI 1 aveva
rassegna­to le proprie dimissioni il 1° maggio 2023, come emerge dalla sua disdetta
manoscritta di stessa data prodotta all’Ufficio, e che “non vanta alcun credito o altro dall’Osteria __________
essendole già stati versati gli stipendi regolarmente” (verbale delle operazioni interne di pignoramento 12
luglio 2023, pag. 2). Il 13 luglio 2023 l’organo esecutivo
ha quindi emesso il verbale di sequestro, ove ha trascritto le dichiarazioni
rilasciate da PI 2 e considerato il sequestro infruttuoso.

 

                                  C.   Preso
atto del verbale di sequestro, con scritto del 19 luglio 2023 la RI 1 ha
comunicato all’Ufficio che, secondo informazioni in suo possesso, PI 1 lavorava
ancora per PI 2, sicché ha invitato l’UE a pretendere dalla sua datrice di
lavoro “tutta la documentazione
attestante quanto da ella asserito rispettivamente la comunicazione all’Ufficio
della migrazione della conferma secondo cui la debitrice non svolgerebbe più un’atti­vità
lavorative alle sue dipendenze”.

 

                                  D.   Il
21 luglio 2023 l’Ufficio ha nuovamente sentito PI 2, la quale ha ribadito le
risposte fornite la volta scorsa e prodotto la dichiarazione scritta 20 luglio
2023 della PI 3, con sede a , responsabile del personale dell’Osteria __________,
che ha confermato la fine del rapporto lavorativo e precisato che il permesso G
di PI 1, scaduto il 13 luglio 2023, non è più stato rinnovato.

 

                                  E.   Con
ricorso del 24 luglio 2023 la RI 1 si aggrava contro il verbale di sequestro,
chiedendo a questa Camera d’invi­­tare l’Ufficio a richiedere a PI 2 tutta la
documentazione attestante la fine del rapporto di lavoro con effetto immediato
al 1° maggio 2023 e a volerla diffidare dal versare salari a PI 1. Nella misura
in cui fosse ancora in essere un contratto di lavoro, la ricorrente domanda
pure di ordinare all’UE di procedere a un nuovo sequestro.

 

                                  F.   Mediante
e-mail del 25 luglio 2023 la PI 3 ha inoltrato all’UE copia della notifica di
fine attività di PI 1 trasmessa lo stesso giorno all’Ufficio della migrazione.

 

                                  G.   Tramite
osservazioni 25 luglio 2023 l’Ufficio chiede di valutare la possibilità di
dichiarare irricevibile il ricorso senza ulteriori atti istruttori giusta l’art.
9 cpv. 2 della Legge cantonale sulla procedura di ricorso in materia di
esecuzione e fallimento (LPR, RL 280.200), reputando di aver agito
correttamente.

 

                                  H.   Il
26 luglio 2023 l’insorgente ha chiesto via e-mail alla Camera di poter ricevere
copia dei documenti citati nelle osservazioni del­-l’UE, ovvero lo scritto
della PI 3 e la notifica di fine attività inviata all’Ufficio della migrazione,
onde valutare un eventuale ritiro del ricorso. Per inavvertenza, tali documenti
sono stati inviati via e-mail alla RI 1 solo il 30 novembre 2023.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino
la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 3 LPR [RL 280.200]) – entro dieci giorni
dalla notifica dell’atto impugnato emesso il 13 luglio 2023 dall’UE, il ricorso
inoltrato per invio raccomandato il 24 luglio 2023 è in linea di principio
ricevibile (art. 17 LEF).

 

                                   2.   La
ricorrente si duole di non aver ricevuto alcuna risposta al suo scritto 19
luglio 2023, motivo per cui – a suo dire – si è vista costretta a presentare il
ricorso al vaglio per ottenere dall’UE la documentazione richiesta sulla fine
del rapporto lavorativo tra PI 2 e PI 1. Ribadisce invero che in base a
informazioni in suo possesso, la debitrice sequestrata è ancora attiva presso l’Osteria
__________.

 

                                   3.   Laddove
rimprovera all’Ufficio di non aver svolto gli accertamenti chiesti nel suo
scritto, a ben vedere la RI 1 fa valere una denegata giustizia. Ora, pur
dovendo darle atto che effettivamente l’UE non ha dato risposta alle sue
richieste attraverso una comunicazione scritta, dagli atti emerge che PI 2 è
stata interrogata il 12 e il 21 luglio 2023 e che in entrambe le occasioni ha
affermato e provato attraverso documenti che il rapporto di lavoro con PI 1 è
terminato con effetto immediato il 1° maggio 2023 (consid. B e D), ciò che l’Ufficio
ha riassunto nelle sue osservazioni, rimaste incontestate. La ricorrente ha inoltre
ricevuto da questa Camera copia della dichiarazione 20 luglio 2023 della PI 3,
con cui ha confermato la fine del rapporto lavorativo in questione, e copia della
notifica della fine dell’attività della debitrice sequestrata inviata il 25
luglio 2023 all’Ufficio della migrazione (consid. H) e non ha sollevato
obiezioni neppure contro tali documenti. Ciò posto, la ricorrente avrebbe
finanche potuto pretendere dall’UE di visionare l’incarto e rendersi
direttamente conto delle dichiarazioni rilasciate da PI 2 e dei documenti da
lei prodotti. Ad ogni modo, dagli atti in questione risulta pacifico che a
partire dal 1° maggio 2023 PI 1 non percepisce più alcun salario da PI 2, ragione
per cui l’UE ha agito conformemente alla legge, ove ha dichiarato infruttuoso
il seque-stro eseguito il 12 luglio 2023. Il ricorso s’avvera dunque infondato.

 

                                   4.   Stante
l’esito del giudizio odierno, non è necessario notificare alla controparte né
il ricorso né la sentenza (art. 9 cpv. 2 LPR).

 

                                   5.   Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione
all’avv. , , .

 

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Mendrisio.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.