# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c40419d4-bc60-5c78-9a4c-0f9584b424a4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-12-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 20.12.2018 80.2017.271
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2017-271_2018-12-20.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2017.271

  80.2017.272

  	
  Lugano

  20 dicembre 2018/dp

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele
  Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi-Gianola, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 9 novembre 2017 contro la decisione del 19 ottobre 2017 in materia di IC-IFD
  2016.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1,
cittadino __________, risiede a __________ dal 1° agosto 2017, con la moglie __________
e i loro due figli __________ (2006) e __________ (2009).

Fino al
31 gennaio 2017 il contribuente era residente nel comune di __________, in __________,
per poi trasferirsi dal 2 febbraio 2017 (notificandolo al Comune il 14 febbraio
2017) in via __________, dove è rimasto domiciliato fino al 31 luglio 2017. 

In data
20 aprile 2017, RI 1 inoltrava all’Ufficio circondariale di tassazione di RS 1
(di seguito UT) la dichiarazione d’imposta per il periodo fiscale 2016,
indicando come indirizzo __________, non solo nel riquadro dedicato ai “dati
personali, situazione familiare e professionale al 31.12.2016” (Modulo 1), ma
anche nello spazio destinato alle informazioni personali con riferimento alla
situazione attuale (Modulo 1).

In data
5 maggio 2017, RI 1 otteneva domicilio in Svizzera e il suo permesso di dimora
(B) veniva sostituito da un permesso di domicilio (C), rilasciato il 22 maggio
2017.

 

 

                                  B.   Con
decisione di tassazione 15 giugno 2017, l’Ufficio circondariale di tassazione
di RS 1 (di seguito UT) accertava un reddito imponibile complessivo di fr.
206'900.- per l’imposta cantonale, e fr. 211'900.- per l’imposta federale
diretta. In particolare, l’UT rettificava il reddito da attività indipendente
principale del coniuge, portandolo da fr. -2'240.- a fr. 35'000.-, “sulla base
degli elementi noti all’autorità fiscale, delle indicazioni fornite dal
contribuente o dei certificati d'utile medio validi per aziende del ramo e
facenti parte della realtà locale”.

 

 

                                  C.   In data
7 settembre 2017, RI 1 presentava reclamo avverso la decisione di tassazione
IC/IFD 2016 del 15 giugno 2017. Il contribuente contestava la rettifica del
reddito da attività indipendente principale del coniuge, e dichiarava di aver
ricevuto la decisione di tassazione solo alcuni giorni prima. In particolare il
contribuente spiegava di essere domiciliato in __________, dal 1° agosto 2017 e
di aver fatto tutte le dichiarazioni necessarie per il cambiamento d’indirizzo,
sia al Comune che alla Posta, ma che, ciò nonostante, le polizze per il
pagamento delle imposte e il richiamo erano stati spediti al suo nuovo
indirizzo a __________ solo il 31 agosto 2017.

 

 

                                  D.   Con
decisione del 19 ottobre 2017, l’UT dichiarava il reclamo del 7 settembre 2017
irricevibile, poiché tardivo. L’Autorità fiscale spiegava che le motivazioni
del ritardo addotte dal contribuente non giustificavano la restituzione dei
termini, ritenuto che, per altro, il contribuente non aveva avvisato l’UT del
cambio d’indirizzo e aveva indicato sulla dichiarazione l’indirizzo di via __________,
benché al momento della compilazione fosse già residente in __________. Inoltre
il Comune di __________ aveva comunicato all’UT, tramite schedina ufficiale
datata 23 giugno 2017, “il cambiamento d’indirizzo (__________) a far tempo dal
10.07.2017”.

 

 

E.   Con ricorso del 9 novembre 2017, il contribuente impugna la decisione
su reclamo dell’UT del 19 ottobre 2017. Il ricorrente spiega che, nella
dichiarazione d’imposta per il periodo fiscale 2016, inviata all’UT il 20
aprile 2017, ha indicato il domicilio in __________, “essendo assolutamente
giusto e corretto per l’anno 2016 in riferimento”. Il ricorrente spiega di aver
correttamente e tempestivamente notificato tutti i propri spostamenti al
Municipio, all’Ufficio della migrazione e all’Ufficio dei registri, ritenendo
che questo fosse sufficiente perché anche l’UT venisse informato dei suoi
cambiamenti di domicilio.

                                         In data 22 novembre 2017,
l’UT produce l’incarto fiscale, rinunciando a presentare osservazioni.

 

 

                                  F.   Con scritto del 6
aprile 2018, il ricorrente chiede a questa Camera di essere convocato per
un’udienza.

                                         All’udienza del 19 aprile
2018, le parti si sono sostanzialmente riconfermate nelle rispettive posizioni.
Dei loro argomenti si dirà in seguito, in quanto necessario.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   La
Camera di diritto tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le
decisioni degli uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito
dei ricorsi a condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve
pertanto esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero
tempestivo, sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e
presentato da una persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione
dell’Ufficio di tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del
contribuente, sia fondata. Infatti, se l’irricevibilità del reclamo è stata
pronunciata a torto, gli atti verranno retrocessi all’autorità di tassazione
per la decisione di merito, mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la
decisione di irricevibilità.

 

 

                                   2.   2.1.

L’art. 206 cpv. 1 LT
per imposta cantonale e l’art. 132 cpv. 1 LIFD per l’imposta federale diretta
stabiliscono che contro la decisione di tassazione o contro la decisione di
tassazione d’ufficio, se è manifestamente inesatta, il contribuente può
reclamare per iscritto all’autorità che ha emesso la tassazione, entro trenta
giorni dalla notifica.

Gli art. 192 cpv. 5 LT
e 133 cpv. 3 LIFD precisano che tale termine, stabilito dalla legge, è
perentorio, essendo prevista una deroga solo quando esiste un motivo di
restituzione in intero del termine, vale a dire quando è provato che
l’inosservanza del termine è da attribuire a servizio militare, malattia,
assenza dal cantone o altri gravi motivi riguardanti il contribuente o il suo
rappresentante.

In linea di principio,
si può entrare nel merito di un ricorso tardivo solo se il contribuente è stato
impedito di presentarlo in tempo utile per un motivo che non era prevedibile
(ASA 61 p. 523), mentre una colpa da parte del richiedente o del suo rappresentante
esclude la restituzione del termine (ASA 60 p. 630 = RF 1992 p. 220; inoltre
DTF 106 II 173). La semplice ignoranza di norme giuridiche (in particolare di
carattere procedurale) come pure un errore sulla loro portata non giustifica
una restituzione dei termini, a meno che l’errore sia stato causato da
un’informazione dell’autorità (cfr. la sentenza del Tribunale federale dell’11
maggio 2006 n. 2A.175/2006 consid. 2.2.2 e dottrina citata).

 

                                         2.2.

                                         Secondo l’art. 116 cpv. 1
LIFD le decisioni sono notificate al contribuente per scritto e devono indicare
i rimedi giuridici.

                                         Una decisione esiste giuridicamente
solo dopo essere stata comunicata alle parti. Prima che ciò sia avvenuto è
inesistente (“Nichturteil”), è un semplice progetto di decisione. Una
decisione che non è mai stata comunicata alle parti non può allora produrre
alcun effetto giuridico (DTF 142 II 411 consid. 4.2 con riferimenti).

                                         Una decisione si considera
tuttavia notificata non nel momento in cui il contribuente ne prende
conoscenza, bensì il giorno in cui viene debitamente comunicata, cioè nel
momento in cui entra nella sfera di competenza del suo destinatario, in modo
tale che quest’ultimo possa prenderne conoscenza (cfr. la sentenza del
Tribunale federale 2A.494/2005 del 7 febbraio 2006 consid. 2.1; inoltre RF
67/2012 p. 301 consid. 4.2). 

                                         Siccome la legge (né
quella federale né quella cantonale) non prescrive una determinata forma, l’autorità
fiscale non è obbligata a notificare i suoi atti mediante invio postale
raccomandato, ma può procedervi anche con lettera semplice (cfr. la sentenza
del Tribunale federale 2C_430/2009 del 14 gennaio 2010, in RF 65/2010 p. 396
consid. 2.4).

                                         Dal profilo giuridico, la
differenza fondamentale concerne l’onere della prova circa l’effettiva
comunicazione di un atto e la data in cui la stessa ha avuto luogo. Infatti,
nel caso della notifica di una decisione con lettera semplice, l’amministrazione
deve assumere l’onere della prova in base alla regola dell’art. 8 CCS: questa
norma, che ha una portata generale e che si applica sia in diritto privato, sia
in diritto pubblico, dispone che ove la legge non stabilisca altrimenti, chi
vuol dedurre il suo diritto da una circostanza di fatto da lui asserita, deve
fornirne la prova (DTF 114 III 54, 99 Ib 359).

                                         Se la notificazione è
avvenuta per posta semplice, l’autorità fiscale deve apportare in maniera
adeguata la prova del fatto che la notificazione sia avvenuta e del momento in
cui si sia verificata. Non si richiede a tal fine una prova in senso stretto;
nell’ambito dell’apprezzamento delle prove, basta che in base alle circostanze
concrete sia possibile determinare in modo sufficientemente chiaro il lasso di
tempo durante il quale l’invio dovrebbe essere entrato nella sfera di competenza
del destinatario (cfr. la sentenza del Tribunale federale 2A.494/2005 del 7 febbraio
2006, consid. 2.1, con riferimento alla sentenza 2A.271/1999 del 17 novembre
1999, consid. 3a, in NStP 53/1999, p. 173).

 

 

                                   3.   3.1.

                                        Nella
fattispecie, come visto, la decisione di tassazione è stata inviata dall’UT il
15 giugno 2017 all’indirizzo di __________, mentre il reclamo è stato
interposto da RI 1 unicamente il 7 settembre 2017. In sede di udienza il
contribuente ha spiegato di aver ricevuto la decisione di tassazione e i
conguagli emessi dall’Ufficio di esazione solo a fine agosto, quando il
proprietario dell’appartamento di __________, __________, glieli ha consegnati,
avendoli rinvenuti nella bucalettere del suddetto appartamento rimasto sfitto
per diversi mesi. 

                                         Il ricorrente spiega di
aver intrapreso correttamente tutti i passi procedurali per informare le
autorità in relazione ai cambiamenti di indirizzo avvenuti nel corso del 2017.

                                         Si tratta ora di
verificare se la decisione sia stata o meno debitamente notificata al
contribuente, con l’invio del 15 giugno 2017, all’indirizzo di __________.

 

                                         3.2.

                                         Nella procedura
amministrativa, il ricorrente deve indicare il suo indirizzo, che corrisponde a
quello delle notificazioni. Quando l’autorità interviene d’ufficio, come
peraltro in generale in materia penale, spetta ad essa il compito di intraprendere
le ricerche necessarie per garantire il recapito effettivo dell’invio (Donzallaz, La notification en droit
interne suisse, Berna 2002, n. 901, p. 446). Perché sia regolare, la
notificazione deve avvenire all’indirizzo indicato dalla parte stessa
all’autorità oppure, se ne ha indicati più d’uno, a uno di essi, purché sia
sempre lo stesso (Donzallaz, op.
cit., n. 910, p. 449 e giurisprudenza citata). Ne consegue che le notificazioni
devono essere fatte all’indirizzo in questione, fintantoché un avviso di
cambiamento non sia comunicato all’autorità. Quest’ultima potrà allora
prevalersi della propria buona fede, se avrà indirizzato un atto in un
determinato luogo, secondo le indicazioni dello stesso destinatario (Donzallaz, op. cit., n. 913, p. 450). Se
l’autorità procede alla notificazione all’indirizzo indicato dal destinatario,
quest’ultimo deve rispondere di eventuali problemi nella distribuzione della
corrispondenza, se ha nel frattempo cambiato la sua residenza abituale senza
informarne l’autorità. In tal caso, sarà vincolato alla notificazione
effettuata all’indirizzo indicato, anche se non è più valido. Corre pertanto il
rischio che la notificazione avvenga al suo precedente indirizzo, senza che
egli possa sperare in una restituzione del termine (Donzallaz, op. cit., n. 924, p. 454 e giurisprudenza
citata).

 

                                         3.3.

                                         Alla luce delle
considerazioni che precedono, si deve ritenere che spetti al contribuente il
compito di indicare all’autorità fiscale, con l’inoltro della dichiarazione
d’imposta, l’indirizzo al quale vuole che gli siano notificate le decisioni di
tassazione. Questo indirizzo corrisponderà perlopiù con quello del domicilio al
momento della presentazione della dichiarazione. In linea di principio,
l’Ufficio di tassazione potrà fare affidamento sulle indicazioni ricevute, per
tutta la durata della procedura.

                                         Con riferimento alla
cosiddetta “finzione di notificazione”, cioè alla regola secondo cui un invio
raccomandato che non ha potuto essere consegnato viene ritenuto notificato il
settimo giorno dal tentativo di consegna infruttuoso (con relativo invito di
ritiro), la giurisprudenza presuppone il sussistere di una procedura in corso,
se le parti devono aspettarsi con un certo grado di probabilità che una decisione
gli sia indirizzata (p. es. DTF 130 III 396 consid. 1.2.3).

                                         Ora, ci si domanda se, per
il semplice fatto che un contribuente abbia inoltrato una dichiarazione
d’imposta, si possa concludere che sia parte in una procedura in corso. Come ha
avuto occasione di rilevare il Tribunale federale, una volta che un contribuente
abbia presentato una dichiarazione d’imposta, non si può ritenere che ne derivi
una litispendenza prolungata di durata illimitata, con la conseguenza che al
contribuente possa essere indefinitamente opposta la finzione di notificazione,
in caso di invio di decisioni che concernono quel periodo fiscale (sentenza 2C_1040/2012
e 2C_1041/2012 del 21.3.2013, in RDAF 2013 II p. 421, consid. 4.2).

                                         Le regole che concernono
la notificazione delle decisioni dell’autorità, ed in particolare l’obbligo di
comunicare a quest’ultima ogni cambiamento di indirizzo, devono pertanto essere
applicate tenendo nella dovuta considerazione le particolarità dei rapporti giuridici
che si fondano sulla legislazione fiscale.

 

                                         3.4.

                                         3.4.1.

                                         Nel caso dell’indirizzo
cui vengono notificate le decisioni delle autorità fiscali, si deve anche tener
conto del fatto che queste ultime sono costantemente tenute al corrente di
eventuali trasferimenti di domicilio, potendo confidare nella collaborazione
dei comuni. 

                                         Secondo l’art. 195 cpv. 1
LT, in particolare, i Municipi allestiscono e tengono a giorno il registro dei
contribuenti secondo le modalità stabilite dalla Divisione delle contribuzioni.
Il capoverso 2 stabilisce che essi comunicano all’autorità fiscale ogni modificazione
del registro dei contribuenti.

 

                                         3.4.2.

                                         Sul sito internet del
fisco ticinese, consultabile all’indirizzo telematico https://www4.ti.ch/dfe/dc/basi-legali/direttive-ai-municipi/,
si possono trovare le direttive ai Municipi. Per quanto concerne il registro
dei contribuenti viene indicato: 

                                         L’articolo 195 LT prevede che i Municipi allestiscano
e tengano a giorno il registro dei contribuenti conformemente alle modalità
stabilite dalla Divisione delle contribuzioni dando tempestiva comunicazione
delle relative modifiche al competente Servizio (vedi le specifiche istruzioni
indirizzate ai Comuni). (...) Con l’allestimento e la tenuta a giorno del
registro dei contribuenti il Comune è pertanto investito di un compito di
estrema importanza sia per il buon funzionamento dell’apparato fiscale, sia per
una corretta e tempestiva tassazione che è anche nell’interesse dell’autorità
comunale per gli aspetti relativi al prelevamento delle imposte comunali. Tutte
le comunicazioni riguardanti il registro dei contribuenti e le sue modifiche
devono avvenire utilizzando l’attuale avviso cartaceo. Le situazioni che
rendono necessario un avviso di mutazione sono rilevabili dalle specifiche
istruzioni indirizzate ai comuni. Il sistema di tassazione comporta un ritmo
annuale di invio e di presentazione dei moduli della dichiarazione fiscale (e
di intimazione delle relative decisioni di tassazione) per cui la tempestività
nell’invio degli aggiornamenti dei dati del Registro da parte delle cancellerie
comunali, mediante i relativi avvisi di mutazione è di basilare importanza. In
occasione di fusioni, vale la regola secondo cui nell’anno in cui è intervenuta
la fusione (fiscalmente la fusione ha infatti effetto a partire dal 1.1. dell’anno
successivo) le mutazioni sui comuni fusionati devono continuare ad essere
trattate come “arrivi” e “partenze” tra comuni diversi e non come semplici
cambi di indirizzo all’interno dello stesso Comune. Tale modalità si rende
necessaria onde garantire una corretta gestione del registro ai fini della
spedizione della dichiarazione d’imposta.

                                         3.4.3.

                                         In allegato alle Direttive
si trovano le “Istruzioni ai Comuni per trasmissioni mutazioni al servizio
registro contribuenti, UT, UTPG”. Per quanto concerne gli avvisi di mutazione
le Direttive indicano di allestirli, fra le altre casistiche, anche per gli
arrivi intercomunali e da fuori Cantone. Per quanto concerne i cambiamenti
d’indirizzo all’interno del medesimo Comune le direttive sono silenti.

                                         Sempre per quanto attiene
agli arrivi, i Comuni sono incaricati di allestire l’avviso di mutazione nel
caso di “dimorante permesso B che consegue il domicilio (C)”.

 

                                         3.5.

                                         Tornando alla fattispecie
in esame, dagli atti dell’Ufficio di tassazione risulta che il contribuente ha
compilato il formulario “Cambiamento d’indirizzo all’interno del Comune” in
data 14.2.2017, trasmettendolo al Comune. Da tale documento si apprende che dal
vecchio indirizzo “__________” RI 1 e la famiglia si sono trasferiti in via __________,
sempre nel Comune di __________.

                                         Sempre il 14.2.2017 è
stata rilasciata da parte dell’Ufficio della circolazione di __________ la
nuova licenza di circolazione (carta grigia) a RI 1, riportante come indirizzo
“__________”. L’insorgente ha altresì prodotto la dichiarazione rilasciata da
parte del Servizio regionale degli stranieri di __________, attestante il nuovo
indirizzo di via __________, __________. RI 1 ha inoltre ottenuto il 5.5.2017
un permesso di domicilio (permesso C). Il luogo di residenza indicato sul
documento è “__________”.

                                         In data 19.6.2017 il
datore di lavoro di RI 1, __________, si è rivolto all’Ufficio delle imposte
alla fonte per informare l’autorità della sospensione della trattenuta
dell’imposta alla fonte, ritenuto l’ottenimento, da parte del contribuente del
permesso C.

 

                                         3.6.

                                         È indubbio che,
presentando la dichiarazione d’imposta, il 18 aprile 2017, il ricorrente abbia
fornito un indirizzo che non era più attuale. Di tale indirizzo si è servita
l’autorità fiscale per notificare la decisione di tassazione, il 15 giugno
2017.

                                         Il ricorrente aveva tuttavia
provveduto ad informare le autorità dell’intervenuto cambiamento di indirizzo
all’interno del Comune, inoltrando l’apposito formulario all’ufficio controllo
abitanti del comune di domicilio, già prima di presentare la dichiarazione. 

                                         Per le ragioni già
indicate, tuttavia, tale comunicazione non è pervenuta alle autorità fiscali,
poiché i cambiamenti di indirizzo all’interno dello stesso comune non rientrano
fra le mutazioni che devono essere segnalate alla Divisione delle
contribuzioni.

                                         Pur ammettendo la
responsabilità dello stesso insorgente per aver indicato un indirizzo non più
attuale all’Ufficio di tassazione, si deve tuttavia ritenere determinante la
notifica inviata alle autorità comunali. Oggi d’altronde la comunicazione di
dati tra diversi registri di persone è in gran parte automatizzata. A tal fine,
l’art. 11 cpv. 1 della Legge federale del 23 giugno 2006 sull’armonizzazione
dei registri degli abitanti e di altri registri ufficiali di persone (LArRa; RS
431.02) obbliga i Cantoni ad emanare le norme necessarie affinché le persone
fisiche si annuncino presso il servizio ufficiale competente per la tenuta del
registro degli abitanti entro 14 giorni dal trasloco. Non si può allora pretendere
che un cittadino informi tutte le autorità, dalle quali potrebbe ricevere delle
decisioni, purché abbia provveduto ad annunciare il trasloco al comune. 

 

                                         3.7.

                                         Del resto, agli atti dell’Ufficio
di tassazione è reperibile l’avviso di mutazione datato 23.6.2017, con il
timbro del Comune di __________. Dallo stesso si evince la seguente
informazione: “Acquisto domicilio il 5.5.2017”. L’avviso di mutazione reca anche
il seguente dato: “All’incarto 10 luglio 2017”.

                                         Ora, se il Comune avesse
tempestivamente segnalato all’UT – conformemente alle Direttive della Divisione
delle contribuzioni ai Municipi – l’informazione relativa all’ottenimento del
permesso di domicilio del contribuente, l’autorità fiscale avrebbe potuto inviare
la decisione all’indirizzo corretto di quest’ultimo. Infatti, la decisione di
tassazione è stata inviata al contribuente il 15 giugno 2017, cioè dopo che
quest’ultimo aveva ottenuto il permesso di domicilio.

 

                                         3.8.

                                         In conclusione, alla luce
del fatto che l’onere della prova dell’avvenuta notificazione della decisione del
15 giugno 2017 è a carico dell’autorità di tassazione (v. supra, consid.
2.2), quest’ultima deve assumersi le conseguenze della circostanza che non è
riuscita a comprovare che la decisione sia entrata nella sfera di competenza
dell’insorgente prima della fine di agosto, quando il contribuente sostiene di
averne preso conoscenza tramite il suo precedente locatore. 

                                         In ragione degli argomenti
sopra esposti appare giustificato accogliere il ricorso ed annullare la
decisione impugnata.

 

                                   4.   Il ricorso è accolto
e la decisione su reclamo è annullata. Gli atti sono ritornati all’Ufficio di
tassazione affinché entri nel merito del reclamo presentato da RI 1.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è accolto.

                                         §
   Di conseguenza, la decisione su reclamo del 19 ottobre 2017 è annullata e gli
atti sono ritornati all’Ufficio di tassazione affinché entri nel merito del
reclamo presentato da RI 1.

 

                                   2.   Non si prelevano né tassa
di giustizia né spese processuali.

                                         Al contribuente viene
restituito l’importo di fr. 4'000.- versato a titolo di anticipo quale garanzia
per la copertura della tassa di giustizia e delle spese di procedura.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
  -
  RI 1, __________; 

  -
  Ufficio circondariale di tassazione Lugano Campagna, Lugano; 

  -
  Divisione delle contribuzioni Ufficio giuridico, Bellinzona; 

  -
  Amm. federale delle contribuzioni Divisione principale, Berna; 

   

  
	
   

  	
  1. Divisione delle
  contribuzioni Ufficio giuridico, viale S. Franscini 6,
  6500 Bellinzona 

  2. Amm. federale delle
  contribuzioni Divisione principale, Eigerstrasse 65, 3003 Berna 

   

  	 

				

                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: