# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ada69bed-3716-59eb-8412-4696d30ac8e9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-06-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 11.06.2003 32.2002.86
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-86_2003-06-11.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.86

   

  BS/cd

  	
  Lugano

  11 giugno 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice
  Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 2 luglio 2002 di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 3 giugno 2002 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1  

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1941, montatore elettricista presso l’__________ (), presenta delle
affezioni alla schiena ed all’anca. Dal 1° marzo 1996 è beneficiario di una
rendita d’invalidità del 20% erogata dall’assicurazione contro gli infortuni
(cfr. decisione 22 aprile 1996 della __________, doc. AI _).

In data 11 giugno 2001 egli ha presentato una domanda tendente ad ottenere
delle prestazioni AI per adulti (doc. AI _).

 

                               1.2.   Dopo aver
esperito degli accertamenti economici e medici, tra cui una perizia
reumatologica a cura del dr. __________, con proposta di decisione 4 aprile
2002 l’Ufficio assicurazioni invalidità (UAI) ha respinto la domanda di prestazioni,
motivando come segue:

 

" 
(…)

Dalla documentazione acquisita all’incarto ed in modo particolare
dalla perizia del dr. __________ risulta che il danno alla salute di cui lei è
portatore le comporta un’incapacità di guadagno e di lavoro del 30% nell’attività
di elettricista.

Le condizioni per l’ottenimento della richiesta d’invalidità non sono assolte.
“ (Doc. AI _).

 

                                         Con
lettera 17 aprile 2002 il medico curante dell’assicurato, dr. __________, ha
preso posizione in merito alla perizia reumatologica, allegando il rapporto 5
aprile 2002 dell’Ospedale regionale di __________ dove l’interessato è stato
ricoverato d’urgenza per una patologia gastro-intestinale (doc. AI _).

Dopo che il Servizio medico regionale dell’AI (SMR) ha ritenuto le due nuove
patologie internistiche (diabete e diverticolite) non  invalidanti (doc. AI _),
con provvedimento formale 3 giugno 2002 l’amministrazione ha confermato il
rifiuto di erogare delle prestazioni assicurative (doc. AI _).

                               1.3.   Contro la
decisione amministrativa è tempestivamente insorto __________, per il tramite
dell’avv. __________, postulando il riconoscimento di una rendita intera. 

L’assicurato rileva in particolare che le sue condizioni di salute non gli
permettono più lo svolgimento della sua precedente attività lucrativa, facendo
riferimento alle mansioni descritte il 3 maggio 2002 dal suo ex datore di
lavoro, dal quale è stato prepensionato per ragioni mediche. In particolare
egli ha sottolineato che :

" 
(…)

l'assicurato, per i provati motivi di salute, si
è visto costretto ad abbandonare le funzioni professionali svolte da decenni
presso l'________, la quale, in considerazione dell'età (al momento della
domanda aveva 60 anni), della formazione ma anche dei limiti dati dallo stato
di salute di __________, non ha potuto offrirgli alternativa professionale in
ambito amministrativo.

 

La documentazione formante l'incarto e la lettera
3 maggio 2002 dell'__________ che si produce, costituiscono elementi probatori
del danno alla salute e delle sue conseguenze a livello economico
(impossibilità di esercitare l'attività sinora svolta, impossibilità di
svolgere un lavoro alternativo, necessità di pre-pensionamento): l'assicurato
deve pertanto essere posto a beneficio di una rendita AI intera." (cfr.
doc. _) 

                               1.4.   Mediante
risposta di causa 12 luglio 2002 l’UAI ha proposto di respingere il gravame,
osservando fra l’altro:

" 
(…)

Per quel che concerne l'aspetto reumatologico, lo
scrivente Ufficio si allinea alla valutazione peritale, in quanto dettagliata e
completa (cf. anche parere SMR, doc. n. _ inc. AI).

 

In merito poi alle osservazioni formulate dall'_________,
si osserva quanto segue. 

L'attività all'esterno, sulla base delle
constatazioni effettuate a sostegno dalla __________, era piuttosto variata.
Nell'ambito d'una inchiesta in loco, l'ispettore __________ rilevava: "si
esce in 2-3 uomini, a volte anche da soli. Manutenzione degli impianti per la
distribuzione di energia elettrica (sottostazioni). Tutto a terra. Ci sono le
letture da fare, pulizia del luogo, cambio di lampade con l'uso di scale a
pioli. Esecuzione sul posto o in officina di squadrette di rame. Capita anche
di spostare o rimuovere pezzi di peso notevole.

Evidentemente c'è la gru….C'è poi la revisione o
l'intervento per guasti…." (cf. doc. n. _ inc. __________).

Alcune delle mansioni previste si rilevano
incompatibili con le limitazioni in sede peritale; la maggior parte delle
stesse rimane per contro del tutto esigibile. E' appunto per tale ragione che
il perito ha proposto una riduzione pari al 30%.

 

Per quel che concerne poi l'obiezione in base
alla quale l'assicurato non potrebbe svolgere la mansione di
"operatore", in quanto sotto costante influsso di sostanze
psicotrope, si sottolinea innanzitutto che in sede peritale l'assicurato non ha
minimamente lamentato alcun sintomo depressivo o ansiogeno, né tanto meno ha
dichiarato di far uso di ansiolitici o sonniferi.

Nel proprio rapporto 10 luglio 2001 il curante
non faceva menzione d'alcun disturbo a livello psichico (cf. doc. n. _ inc.
AI). Solo a seguito dell'emanazione del progetto di decisione ha reso noto che
l'assicurato, causa disturbi del sonno,  "riceve ansiolitici e
sonniferi".

Ad ogni modo riteniamo che qualora una cura per i
disturbi del sonno venga seguita secondo prescrizione medica, non si dovrebbero
produrre effetti collaterali. Invitiamo comunque il curante a renderci nota
l'esatta terapia seguita, affinché la questione possa essere sottoposta ai
nostri medici." (cfr. doc. _)

 

                               1.5.   Il 26 luglio
2002 rispettivamente l’8 ottobre 2002 l’avv. __________ ha trasmesso al TCA
alcuni certificati medici (V, XX).

                                         

                                         Successivamente
il TCA si è rivolto al medico curante per accertare gli effetti della cura di
ansiolitici e sonniferi (IX), ricevendo risposta il 21 agosto 2002 (X). 

In seguito sono stati inoltre interpellati l’__________ ed il perito dr.
__________ per alcune delucidazioni in merito alle diverse mansioni lavorative
svolte dal ricorrente, rispettivamente sulla loro esigibilità dal profilo
reumatologico (XXIV - XXXI).     

                                        

Ogni singolo atto istruttorio è stato intimato alla parti le quali hanno
inviato le loro rispettive prese di posizione (VII, XX, XXII, XXXIV, XXXV). 

Delle risultanze istruttorie si parlerà nei considerandi successivi.

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza
non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad
esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle  prove).
Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2
cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle
assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA
del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella
causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa
H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).               

 

Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è l’eventuale riconoscimento all’assicurato di una rendita
d’invalidità.

 

                               2.3.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché,
secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non
tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non
pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid.
1, 121 V 366 consid. 1b). 

Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 6 giugno
2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI corrispondono al
tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.4.   L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

                                         -  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a 

   infermità congenita, malattia o infortunio, e

 

                                         - la
conseguente incapacità di guadagno.

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de
la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

                               2.5.   Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il
reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l'assurance-invalidité, Les prestations, pagg. 200 e ss.). 

                                         Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28 cpv. 2 LAI).            

                                         Nel
confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di
fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale,
le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325
consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G. Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures
préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158
e 1159 e la giurisprudenza citata).

                                         La misura
dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione
personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure
reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

                               2.6.   Al fine di
accertare lo stato di salute di __________ e l’eventuale sua inabilità
lavorativa, l’UAI ha incaricato il dr. __________ di eseguire una perizia
reumatologica.

Nel referto 11 febbraio 2002, dopo aver proceduto all’anamnesi, alla
descrizione dei dati soggettivi, nonché ad un esame reumatologico e
neurologico, lo specialista in reumatologia ha posto la seguente diagnosi:

" 
4. Diagnosi

 

Sindrome panvertebrale prevalentemente
lombovertebrale cronica su

 

-   rachide piatto,

 

-
  alterazioni degenerative lombari (osteocondrosi bisegmentale L4/5 e L5/S1 con
Baastrup associato, spondilosi L2/3 e L3/4, protrusione discale a base larga
L3/4, spondilartrosi plurisegmentali),

 

-   decondizionamento e sbilancio muscolare 

    Periartropatia omeroscapolare a destra in

 

-   esito da diverse operazioni alla spalla
destra negli anni 90

 

Epicondilopatia omeroradiale a destra

 

Coxartrosi minime bilaterali

 

Esito da foraggio sottocondrale ed abrasione
cartilaginea della rotula a destra il 22 giugno 1979." (cfr. doc. AI 28)

 

                                         Circa la
valutazione della capacità lavorativa, il dr. __________ ha specificato quanto
segue:

" 
(…)

Dal lato strettamente reumatologico
medico-teorico, l'assicurato sarebbe abile al lavoro nella misura del 100%, con
un rendimento al 100% a partire da subito, in un'attività con carichi variabili
che non vanno oltre i 15 kg e con la possibilità di cambiare la posizione del
rachide al bisogno; sono controindicati movimenti ripetitivi di rotazione del
rachide come pure la posizione curva della colonna lombare. Sono sconsigliabili
movimenti ripetitivi del braccio destro oltre il piano orizzontale specialmente
sotto carico.

A causa delle alterazioni degenerative alle
estremità inferiori, l'assicurato non dovrebbe effettuare lavori che richiedono
il doversi accovacciare, di dover salire e scendere scale specialmente con dei
carichi, non sono eseguibili lavori su terreno declivo o sconnesso.

 

 

Ricorderemo che dal 25 settembre 2000
l'assicurato è stato dichiarato inabile al lavoro in misura completa come
operatore per l'__________.

Se l'assicurato viene prevalentemente impiegato
all'interno della centrale di comando, è da considerare abile al lavoro in
misura completa e con un rendimento massimo. Se venisse ancora impiegato come
elettricista fuori dalla centrale, il rendimento sarebbe ridotto del 30%."
(cfr. doc. AI _)

 

                                         Sulla
base della perizia reumatologica, considerato inoltre come il SMR non abbia
attribuito al diabete ed alla diverticolite carattere invalidante, l’UAI ha
dunque determinato un'incapacità lavorativa, rispettivamente di guadagno del
30%, escludendo quindi l’erogazione di una rendita d’invalidità.

L’assicurato contesta tale conclusione, sostenendo di non essere in grado
d’esercitare la sua precedente attività lucrativa.

                               2.7.   Va ricordato che affinché un rapporto medico
abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza
dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31; Pratique VSI 3/1997
pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; STFA
del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F.
inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988
p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189).        

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità
dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         In
una sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l'Alta Corte questo
servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un
vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare
considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non
pubbl. del 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178 consid. 4b; VSI
2001 pag. 110 consid. 3c).

Per quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio,
egli attesta a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), cfr. U.
Meyer‑Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, Zurigo
1997, pag. 111).

 

                               2.8.   Nell'evenienza
concreta, per quel che concerne le affezioni reumatiche, nella completa ed
approfondita valutazione il dr. __________ ha ritenuto il ricorrente pienamente
abile in attività adeguate rispettose dei limiti funzionali descritti in
perizia, specificando pertanto che “ se l’assicurato viene prevalentemente
impiegato all’interno della centrale di comando, è da considerare abile al
lavoro in misura completa e con un rendimento massimo” (perizia pag. 6). 

Nell’attività di elettricista, fuori dalla centrale, il rendimento è stato
considerato ridotto al 30%.

Lo specialista in reumatologia ha del resto consigliato una diversa terapia per
migliorare la sintomatologia algica e, di conseguenza, la capacità lavorativa (“
La terapia in atto è sicuramente insufficiente a migliorare la sintomatologia
algica. 

È consigliabile una fisioterapia attiva rivolta ad influenzare le patologie
sopramenzionate modificabili: l’assicurato deve sottoporsi ad una ginnastica di
ricondizionamento rispettivamente allungamento muscolare alla colonna
vertebrale e alle estremità….”, doc. AI _ pag. 6).

Allegato al ricorso, __________ ha trasmesso lo scritto 3 maggio 2002 dell’__________
in cui sono illustrati i motivi per cui l’allora collaboratore non è più
impiegabile al Centro Comando con la funzione di operatore.

In particolare l’ex datore di lavoro ha rilevato:

" 
(…)

Osserviamo che la mansione di
"operatore" necessita un'integrità fisica e psichica, per intervenire
in modo rapido ed accurato, allo scopo di evitare danni materiali agli impianti
e danni corporali ai colleghi di lavoro addetti alla manutenzione. Questi ultimi
rischiano pure la vita, nel caso che l'operatore del centro comando intervenga
con manovre errate.

La necessaria lucidità d'intervento non può
essere garantita da collaboratori che fanno regolare uso di medicamenti
ansiolitici e/o sonniferi: in questi casi la capacità psichica risulta alterata
e non vi è più garanzia di interventi rapidi e razionali.

 

Il signor __________ era pure impiegato nel
lavoro esterno, in qualità di elettricista-elettromeccanico. Egli svolgeva
lavori di montaggio, revisione e manutenzione di apparecchiature ad alta
tensione, da 16'000 Volt a 220'000 Volt, ad un'altezza variabile (dal livello
del suolo fino a 4-5 metri d'altezza o più). Secondo gli accertamenti del Dr.
__________, che ha riscontrato sensibili limitazioni di mobilità al signor
__________, quest'ultimo non potrebbe più essere impiegabile nel lavoro
esterno.

 

Da ultimo, anche in considerazione dell'età e
delle limitatezze fisiche oggettive del signor __________, non siamo nemmeno in
grado di offrirgli un lavoro amministrativo." (cfr. doc. _)

 

                                         Pendente
causa il ricorrente ha inoltre prodotto il rapporto 23 settembre 2002 della
Clinica __________, presso la quale egli ha soggiornato per una terapia contro
il dolore. Secondo i medici della citata clinica, il paziente sarebbe pienamente
inabile nell’attività di elettricista (Elektromonteur) senza specificare
tuttavia i limiti funzionali (XX).

Al fine di accertare quali erano esattamente le mansioni che l’assicurato
ricopriva prima del danno alla salute, nonché il genere di posizioni che le
stesse richiedevano, questo TCA si è rivolto a due riprese all’__________.

Nello scritto 23 aprile 2003 l’ex datore di lavoro ha dettagliatamente
descritto le funzioni che l’interessato doveva svolgere, suddividendole tra
“operatore centro __________ ” (90% del tempo di lavoro totale) e “montatore
elettricista per la squadra sottostazioni” (10%).

Per quel che concerne la funzione principale, quella di addetto alla centrale
elettrica, l’80% di tale attività veniva eseguita in posizione seduta con i seguenti
compiti: 

" 
(…)

Circa 80% del tempo di lavoro in sala comando
viene svolto in posizione seduta:

le operazioni di controllo e di comando degli
impianti dell'azienda avvengono tramite gli appositi terminali, che devono
essere tenuti costantemente sotto controllo.

Pertanto durante i tempi di esecuzione delle
manovre (normali o di soccorso) è vietato abbandonare la postazione e risulta
pure impossibile farsi rimpiazzare da colleghi in tempi brevi.

 

In caso di guasti o incidenti l'operatore di
turno in sala comando è l'unico ad avere il controllo della situazione: egli
deve procedere alle operazioni di ripristino dell'esercizio in modo autonomo,
senza perdere tempo e con la massima concentrazione: in caso contrario egli
rischia di mettere in pericolo il personale che opera sulla rete aziendale.
Queste situazioni, soprattutto nei casi di perturbazioni atmosferiche,
provocano forte stress e carichi di lavoro che risultano di difficile recupero.

Cambiamenti di posizioni, come pure
l'abbandono momentaneo del posto di lavoro, in questi casi diventano
praticamente impossibili." (cfr. doc. _)

 

                                         Per il
restante 20%, il ricorrente si occupava “ dei controlli generali legati
all’esercizio degli impianti, della stesura di rapporti e di documentazione in
generale. Quando svolge questi compiti all’operatore non è consentito di
abbandonare il posto di lavoro “ (XXIX pag. 2). ”

La funzione di “montatore elettricista per la squadra sottostazioni”
richiedeva:

 

" 
(…)

il trasporto ed il posizionamento di
apparecchi con peso superiore ai 15 kg consentiti. Inoltre la loro messa in
esercizio esige degli sforzi fisici maggiori.

 

Anche la posa ed il tiraggio di cavi elettrici
richiede posizioni non ideali e sforzi maggiori al consentito: in tal caso
l'azienda, tenuto conto dell'handicap di __________, è praticamente obbligata a
far intervenire un terzo lavoratore, che non sempre risulta disponibile.

 

Risulta difficile stabilire una percentuale
delle attività sotto sforzo fisico. Risulta comunque chiaro che __________, per
astenersi dall'esecuzione di lavoro fisicamente pesante, compromette il lavoro
di squadra coi colleghi di lavoro." (cfr. doc.
_)

                                      

Il TCA ha poi trasmesso il succitato mansionario al perito dr. _________ per
una valutazione medica.

Il 2 maggio 2003 egli ha fra l’altro rilevato quanto segue:

" 
(…)

Da quest'ultimo risulta che il signor __________
svolgeva la funzione principale di "Operatore Centro Comando __________
" nella misura del 90% circa del tempo lavorativo, sussidiariamente la
funzione di "Montatore elettricista per la squadra sottostazioni"
nella misura del 10%.

 

La funzione principale di "Operatore Centro
Comando __________ " richiede prevalentemente ma non esclusivamente la
posizione seduta, per cui giudico la capacità lavorativa dell'assicurato, in
questa funzione, del 100% con un rendimento al 100%, come già segnalato nel mio
rapporto peritale dell'11 febbraio 2002.

 

La funzione di "montatore elettricista per
la squadra sottostazioni" richiede prevalentemente, stando al mansionario
ora trasmessomi, posizioni corporee inergonomiche ed il sollevamento di pesi
oltre i 

15 kg, per cui, per questo tipo di attività
secondaria, l'assicurato è da considerare inabile al lavoro nella misura del
100%." (cfr. doc. _)

 

                                         Orbene,
l’esito di questo accertamento ha permesso di costatare che dovendo svolgere la
gran parte della sua precedente attività lucrativa (90%) in posizione
prevalentemente seduta, dal punto di vista medico – reumatologico l’assicurato
non presenta alcuna limitazione, circostanza già rilevata in sede peritale. 

Per quanto riguarda l’attività secondaria di montatore elettricista, il dr.
__________ ha per contro corretto la sua valutazione peritale nel senso, di non
ritenerla esigibile al 100%. Infatti, sulla scorta del dettagliato mansionario
23 aprile 2003 il perito ha potuto rilevare che per tale attività l’assicurato,
oltre ad assumere delle posizioni non ergonomiche, doveva sollevare pesi
superiori ai 15 chili, funzioni ritenute controindicate nel rapporto peritale
11 febbraio 2002.

Dal punto di vista reumatologico, quindi, l’assicurato non presenta un grado di
incapacità al lavoro, rispettivamente al guadagno pensionabile, potendo egli
svolgere la gran parte della sua attività. Infatti il 90% della sua professione
era costituita da mansioni di vigilanza che richiedono una posizione
prevalentemente seduta e che non implicano movimenti e posture ritenute non
esigibili dal dr. __________.

Su questo punto, ritenendo la perizia completa, dettagliata e approfondita,
secondo il TCA alla stessa deve essere attribuita forza probante piena
conformemente ai parametri giurisprudenziali citati al consid. 2.7. 

Non possono invece essere ritenuti rilevanti i generici certificati medici del
curante trasmessi dall’__________ il 27 febbraio 2003 poiché privi di
motivazione riguardo al grado d’incapacità lavorativa ivi certificato (cfr.
XXV/2). 

 

                               2.9.   Siccome nel
rapporto 17 aprile 2002 il medico curante ha evidenziato la regolare assunzione
da parte del ricorrente di ansiolitici e sonniferi, il giudice delegato gli ha
chiesto di specificare la terapia eseguita e di indicare lo stato di salute
psichico, nonché la relativa incidenza sulla capacità lavorativa (IX).

Il 21 agosto 2002 il dr. __________ ha risposto come segue:

 

" 
(…)

Il paziente assume quale ansiolitico il Temesta 1.0 Exidet, nome farmacologico
Lorazepanum, 1.0 mg 1 pastiglia per la notte come pure del Normison 20 mg, nome
farmacologico Temazepanum, 1 per la notte.

Il primo medicamento è un ansiolitico, il secondo
un sonnifero ma sono entrambi della famiglia delle benzodiazepine.

Il paziente normalmente alterna queste sostanze;
una volta l'ansiolitico, una volta il sonnifero, talvolta però se i disturbi
del sonno sono importanti prende prima l'ansiolitico e poi il sonnifero. I
disturbi del sonno sono legati, in parte, ad uno stato di tensione e d'ansietà
ed in parte ai dolori degenerativi della colonna vertebrale.

Da un'anamnesi accurata, quando il paziente
lavorava e doveva assumere questi medicamenti spostava i turni di lavoro nel
pomeriggio essendo impiegato all'interno della centrale di comando ed avendo
una funzione di responsabilità.

Lo stato attuale di salute psichica risulta
ancora nei limiti della norma, mostra solo un iniziale stato depressivo ansioso
legato all'attuale conflitto e vertenza per l'assicurazione invalidità.

Quando era ancora attivo professionalmente, a
parte la tensione professionale e l'invecchiamento, lo stato psichico era nei
limiti della norma e non incideva sulla capacità lavorativa." (cfr. doc.
_) 

 

                                         Quindi,
secondo il medico curante l’assunzione di questi ansiolitici e sonniferi
obbligava l’assicurato a spostare i turni di lavoro al pomeriggio poiché
impiegato all’interno della centrale di comando, mansione che, come visto al
consid. 2.8., necessitava di concentrazione e di lucidità mentale. 

A questo accertamento vanno aggiunte le osservazioni 28 agosto 2002 del medico
dell’AI, dr. __________, il quale fra l’altro ha evidenziato:

 

" 
Nel caso specifico si tratta di sostanze che
possono influire, soprattutto al momento del risveglio, sulla vigilanza.
Vengono però prese prima di coricarsi (gli ansiolitici possono essere
somministrati anche a inizio giornata) quindi la maggior parte dell’effetto
dovrebbe essere eliminato (altrimenti si dovrebbero scegliere altere sostanze a
emivita più corta). 

Sono pure sostanze a larga diffusione e, generalmente, ben sopportate. 

Medicazioni ansiolitiche servono sia per la cura di stati ansiosi gravi (in
genere in associazioni con altri farmaci) ed anche per continuare l’attività
senza che questa o pensieri inopportuni creino stati di malessere." (Doc.
_)

 

                                         Ora,
tenuto conto che secondo il medico curante lo stato di salute psichico del
ricorrente rientra nella norma, nonostante l’iniziale stato depressivo legato
alla vertenza assicurativa, e che i medicamenti citati sono assunti durante la
notte, questo Tribunale aderisce alle succitate conclusioni del dr. __________,
il quale ritiene che gli effetti di tale cura abbiano effetti minimi e
tollerabili anche per lo svolgimento dell’attività professionale dell’assicurato.
Del resto, quando assumeva tali medicinali il ricorrente spostava il suo turno
lavorativo al pomeriggio.

                                         Questo,
tuttavia, non esclude che egli possa in futuro avviare una procedura di
revisione della rendita, facendo valere un rilevante peggioramento del suo
stato di salute subentrato dopo la resa della decisione contestata. Infatti, per costante giurisprudenza il giudice delle
assicurazioni sociali valuta la legalità delle decisioni impugnate in base alla
situazione di fatto esistente al momento in cui esse sono state rese. I fatti
accaduti posteriormente e che hanno modificato questa situazione devono di
regola formare oggetto di un nuovo provvedimento (DTF 127 V 251 consid. 4d e
DTF 121 V 366 consid. 1b e sentenze ivi citate). 

 

                             2.10.   L’assicurato
ha chiesto l’allestimento di una perizia medica giudiziaria. 

A tal proposito va rilevato che, quando
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove ( valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V
162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         Nel caso
in esame, la documentazione agli atti è sufficiente per  statuire nel merito
della vertenza. Né vi sono dei validi motivi per ritenere la perizia del dr.
__________ non affidabile.

Pertanto, non è necessario procedere ad un perizia giudiziaria.

In conclusione, non riscontrando
globalmente una rilevante limitazione di rendimento nella precedente attività
professionale dell’assicurato, rettamente l’amministrazione ha respinto la
domanda di prestazioni e quindi la decisione contestata merita conferma. Il
ricorso è pertanto da respingere. 

                                        

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti