# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2b7f0b98-ac5e-50d7-87d1-00797d344a6a
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-10-31
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 31.10.2014 A 2013 3
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2013-3_2014-10-31.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

A 13 3

Priuli in qualità di Giudice unico e Zanolari come attuaria ad hoc

SENTENZA
del 31 gennaio 2014

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____, 

rappresentato dall‘Avvocato lic. iur. Andrea Toschini, 

ricorrente

contro 

Comune X._____, 

rappresentato dall‘Avvocato lic. iur. Fabrizio Keller, 

convenuto

concernente tassa per le acque luride

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1. In data 9 ottobre 2012 il Comune X._____ ha staccato una decisione con 

la quale poneva a carico di A._____, residente a Y._____ e proprietario di 

una casa di vacanze a X._____, la tassa per l’uso canalizzazione 2012, 

calcolata in conformità a due unità per un importo totale di fr. 470.00 più 

IVA, ovvero fr. 507.60. Con decisione dell’11 dicembre 2012, comunicata 

il 12 dicembre 2012, il Municipio X._____ ha respinto il reclamo di 

A._____ del 24 ottobre 2012 contro la rispettiva fattura.

2. Nel tempestivo ricorso presentato il 25 gennaio 2013 al Tribunale 

amministrativo, A._____ chiedeva l’annullamento della decisione dell’11 

dicembre 2012 e della tassa per l’uso canalizzazione 2012 emessa il 9 

ottobre 2012. In via eventuale chiedeva il rinvio degli atti al comune 

convenuto per prendere una nuova decisione. A mente del ricorrente, i 

principi determinanti per la protezione delle acque a livello di legge 

federale e cantonale dovrebbero avere la precedenza. In particolare il 

principio della causalità, che negli ultimi anni avrebbe assunto sempre 

maggior importanza e indicherebbe la necessità di allestire un sistema 

contributivo per il prelievo di tasse ricorrenti che non considererebbe solo 

il probabile o possibile uso dell’infrastruttura pubblica degli impianti per le 

acque di scarico, ma anche dell’effettivo uso della stessa e della quantità 

di acque di scarico consegnate. Il comune convenuto invece 

considererebbe in base al regolamento canalizzazioni soltanto gli abitanti 

adulti per immobile, senza tener conto, in modo inammissibile, dei minori 

di diciotto anni e le case di vacanze in modo arbitrario sempre con 

un’unica tassa (fattore 2 unità), senza tenere minimamente conto del 

volume, del valore e dell’occupazione dell’edificio. Concludendo il 

ricorrente affermava che i principi dell’uguaglianza di trattamento, 

dell’equivalenza e di causalità sarebbero inequivocabilmente violati.

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3. Nella sua presa di posizione il comune convenuto postulava la reiezione 

del ricorso, affermando che al comune non sarebbe noto se il ricorrente, 

in qualità di proprietario di una casa di vacanze a X._____, avesse una 

compagna o dei figli e tanto meno sarebbero disposti dei controlli relativi 

all’utilizzazione della casa di vacanze, la quale sarebbe dotata di quattro 

camere con una superficie abitativa di 84.7 m² e un volume abitativo di 

599 m³ e con un fondo su cui sorge di 125 m². Le normative della legge 

federale e cantonale sulla protezione delle acque e i principi dedotti dalle 

stesse dell’esistenza di una base legale in senso formale, della copertura 

dei costi, dell’equivalenza e dell’uguaglianza di trattamento sarebbero 

pienamente rispettati in merito alle tasse per l’uso della canalizzazione. 

Giusta l’art. 43 del regolamento canalizzazioni comunale la tassa base 

per unità verrebbe stabilita in base al risultato d’esercizio, ripartito sul 

numero di abitanti equivalenti e moltiplicato con fattori di 

schematizzazione che avrebbero un’oggettiva giustificazione (per ogni 

abitante adulto fattore 1; per unità abitativa casa di vacanze fattore 2; 

alberghi, ristoranti e pensioni per numero posti letto fattore 0.50; etc.). 

Considerando che per l’anno 2011 il comune avrebbe avuto in merito allo 

smaltimento delle acque di scarico delle uscite di fr. 129'144.40 (capitolo 

710 canalizzazione del consuntivo annuale), l’unità base della tassa per 

l’uso canalizzazione sarebbe stata fissata a fr. 235.00, IVA esclusa. 

Siccome il ricorrente non sarebbe persona domiciliata nel comune 

convenuto e nemmeno minorenne, il presente ricorso sarebbe irricevibile 

per quanto atterrebbe l’esenzione dei minori ai diciotto anni domiciliati nel 

comune. Per quanto riguarda la tassa per principio dovuta dal ricorrente, 

siccome la sua casa di vacanze sarebbe allacciata alla canalizzazione 

comunale, si dovrebbe tenere conto che potrebbe ospitare come 

abitazione primaria da ben quattro a sei persone adulte e dunque la tassa 

sarebbe da due a tre volte superiore alla tassa che sarebbe stata 

prelevata. Il fatto che il ricorrente abbia un’utilizzazione limitata della casa 

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di vacanza non potrebbe essere considerato. In ogni caso visto che 

l’abitazione potrebbe essere affittata o messa a disposizione 

gratuitamente a terzi, significherebbe, che l’intensità d’uso potrebbe 

essere alquanto elevata. Inoltre andrebbe considerato che il solo fatto di 

essere allacciati alla canalizzazione causerebbe al comune spese fisse di 

fr. 80’000.00 (capitolo 710.331.00 e 01, 710.380.00, 710.390.00 del 

consuntivo annuale), ovvero oltre il 60% dei costi totali, che andrebbero 

comunque addebitati alle abitazioni secondarie allo stesso modo che per 

le abitazioni dei domiciliati. 

4. Replicando il ricorrente sottolineava che lui vivrebbe da solo e 

utilizzerebbe l’abitazione di vacanze al massimo da cinque a sei 

settimane l’anno. Alla luce dell’art. 43 del regolamento canalizzazioni i 

dati delle dimensioni delle abitazioni o il valore assicurativo dell’immobile 

sarebbero totalmente ininfluenti; unico criterio base per la tassazione 

sarebbe il numero di abitanti maggiorenni. Tenendo conto del fatto che la 

tassa per unità sarebbe di fr. 235.00, risulterebbe la presa in 

considerazione di 549 unità (fr. 129'144.40 ÷ fr. 235.00). Dal sito internet 

del comune convenuto risulterebbe un numero di 487 abitanti. Se nel 

calcolo fosse stata considerata una popolazione di minorenni del 20%, 

equivalente a ca. 100 persone, la tassa per unità sarebbe stata di ca. fr. 

202.00 (fr. 129’144.40 ÷ 639). Il ricorrente, che sarebbe solo e che 

soggiornerebbe soltanto circa un mese all’anno a X._____, pagherebbe la 

stessa tassa come una famiglia di residenti composta da due adulti e tre 

figli minorenni. Alla luce della prassi del Tribunale amministrativo illustrata 

nella sentenza STA A 11 55 ciò sarebbe però inammissibile. Questa 

prassi consentirebbe una riscossione del 70% della tassa fissa per la 

copertura dei costi fissi in base al valore di stima del fabbricato. 

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5. Il comune convenuto rinviava nella duplica agli argomenti della presa di 

posizione e precisava, che la schematizzazione del comune sarebbe 

lecita in base alla prassi del Tribunale amministrativo. Soltanto il cittadino 

domiciliato che non avrebbe figli minorenni potrebbe essere penalizzato 

dalla norma. Il ricorrente invece non sarebbe nella stessa situazione 

come i cittadini domiciliati e sarebbe trattato come tutti gli altri proprietari 

di residenze secondarie. La citata sentenza STA A 11 55 riconoscerebbe 

che la metà dei costi potrebbe essere considerata come costo fisso. Il 

comune non potrebbe installare per motivi economici contatori per le 

acque di scarico e infine, per le residenze secondarie, non sarebbe 

possibile controllare la reale presenza di tutti i villeggianti sul territorio. Il 

regolamento canalizzazione del comune inoltre rispetterebbe il criterio del 

consumo medio pro capite di un cittadino adulto e pertanto anche il 

principio di causalità, perché la tassa si fonderebbe esattamente sulla 

spesa contenuta nel consuntivo. 

Considerando in diritto:

1. a) Giusta l'art. 43 cpv. 3 della legge sulla giustizia amministrativa [LGA; CS 

370.100]), il Tribunale amministrativo decide nella composizione di Giudi-

ce unico, quando il valore litigioso non supera i fr. 5'000.00 e non è pre-

scritta una composizione di cinque giudici. Nel caso in oggetto, il valore li-

tigioso è di fr. 507.60. Ne consegue che la controversia è di competenza 

del Giudice unico.

b) Oggetto del presente ricorso è la decisione su reclamo dell’11 dicembre 

2012, comunicata il 12 dicembre 2012, che conferma la tassazione 

dell’uso canalizzazione del 9 ottobre 2012. La questione che si pone è se 

la decisione impugnata – inclusa la tassazione antecedente – rispetti o 

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meno i principi dell’equivalenza, dell’uguaglianza di trattamento e di 

causalità. Nell’ambito di ricorsi giudiziari contro decisioni comunali (Art. 49 

cpv. 1 lett. a LGA) il Tribunale amministrativo esamina incidentalmente la 

conformità delle norme applicate a quelle superiori (sia federali che 

cantonali) e ai principi che ne derivano.

c) In merito alla legittimazione del ricorrente va sottolineato che pure le sue 

obiezioni inerenti i criteri sulla tassazione degli abitanti domiciliati 

compresa l’esenzione dei minorenni nel comune convenuto, che vengono 

confrontati con quelli dei proprietari di case di vacanze, sono in ogni caso 

ricevibili e devono quindi essere esaminate.

2. a) Giusta l’art. 10 della legge federale sulla protezione delle acque (LPAc; 

RS 814.20), i cantoni provvedono alla costruzione di canalizzazioni 

pubbliche e di stazioni centrali di depurazione per le acque di scarico 

inquinate provenienti dalle zone edificabili e da gruppi di edifici esistenti 

che si trovano fuori dalla zona edificabile (cpv. 1 lett. a e b). I cantoni 

provvedono affinché i costi di costruzione, esercizio, manutenzione, 

risanamento e sostituzione degli impianti per le acque di scarico che 

servono per scopi pubblici siano finanziati mediante emolumenti o altre 

tasse conformemente al principio di causalità. L’ammontare delle tasse è 

fissato tenendo conto in particolare del tipo e della quantità di scarico 

prodotte, degli ammortamenti necessari a mantenere il valore degli 

impianti, degli interessi, degli investimenti pianificati per la manutenzione, 

il risanamento e la sostituzione degli impianti nonché per il loro 

adattamento alle esigenze legali o per l’ottimizzazione del loro esercizio 

(art. 60a LPAc). Anche se le condizioni quadro dell’art. 60a LPAc 

aumentano le esigenze quanto ai criteri di ripartizione dei costi, spetta 

attualmente ancora sempre al diritto cantonale e a quello comunale 

concretizzarli (DTF 128 I 50; STA A 04 99).

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b) Secondo la prassi del Tribunale federale (vedi sentenza 2C_103/2010 del 

27.9.2010, cons. 4.2) il principio di  causalità permette essenzialmente di 

definire la cerchia delle persone tenute al pagamento anche delle tasse di 

utilizzazione. Dal punto di vista della commisurazione, le tasse citate 

soggiacciono per contro ai principi della copertura dei costi e dell’equi-

valenza. Il principio della copertura dei costi, anch’esso ancorato nell’art. 

60a LPAc, esige una ragionevole correlazione fra il gettito globale delle 

tasse di utilizzazione e l’ammontare complessivo dei costi generati (art. 

60a cpv. 3 LPAc; DTF 126 I 180 cons. 3a aa pag. 188; 124 I 111 cons. 6c 

pag. 20; sentenze 2C_817/2008 del 27 gennaio 2009 cons. 9.1 e 

2P.45/2003 del 28 agosto 2003 cons. 5.3). Il principio dell’equivalenza, 

che discende da quello della proporzionalità, dispone invece che 

l’ammontare della singola tassa deve rimanere in rapporto adeguato con 

la prestazione fornita dall’ente pubblico (DTF 126 I 180 cons. 3a bb pag. 

188; sentenza 2C_656/2008 del 28 agosto 2008 cons. 3.3.). Infine il 

divieto dell’arbitrio e il principio dell’uguaglianza giuridica pongono ulteriori 

limitazioni all’esazione (WYSS, Kausalabgaben, 2009, pag. 56 s.). In 

questo contesto il Tribunale federale ha comunque ripetutamente deciso 

che, salvo nei casi in cui la loro applicazione porti a risultati 

manifestamente ingiustificati, le tasse in oggetto possono essere 

prelevate anche in base a criteri schematici (sentenze 2C_847/2008 dell’8 

settembre 2009 cons. 2 e 2C_656/2008 del 29 maggio 2009 cons. 3.3).  

 

c) A livello cantonale l’art. 6 della legge d'introduzione della legge federale 

sulla protezione delle acque (Legge cantonale sulla protezione delle 

acque, LCPAc; CS 815.100) sottolinea il principio di causalità e stabilisce 

che deve sopportare i costi colui che causa provvedimenti ai sensi della 

presente legge o della legge federale. Giusta l’art. 39 della legge sui 

comuni del Cantone dei Grigioni (CS 175.050) viene imposto ai comuni di 

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coprire il proprio fabbisogno fra l’altro con tasse per le prestazioni speciali 

e per quanto possibile ed esigibile, secondo il principio di causalità 

mediante tasse causali. Nel comune convenuto il prelievo della tassa 

d'uso delle canalizzazioni è retto dall'art. 43 del regolamento 

canalizzazioni del 23 settembre 2003, giusta il quale:

“Le tasse annuali d’utilizzazione e d’esercizio dovute dai proprietari degli 

immobili vengono stabilite dal Municipio in base al risultato d’esercizio e sul 

numero degli abitanti equivalenti.

Per il calcolo dell’abitante equivalente (AE) valgono le disposizioni 

dell’Associazione Svizzera degli specialisti per canalizzazioni in analogia al 

Consorzio Depurazione B._____:

Descrizione: Fattore

   ·Abitanti (da 18 anni) 1.00

   ·Abitazioni di vacanza (per unità abitative) 2.00

   ·Alberghi, Ristoranti, pensioni (numero letti) 0.50

   ·Alberghi, Ristoranti, Pensioni (numero posti 

    a sedere, terrazze escluse) 0.25

   ·Case di cura (numero posti letto) 1.00

Campeggi:

   ·Accantonamento rifugi militari e PC 0.10

   ·Industrie e artigianato per dipendente 0.10

Altro:

   ·Piscine (ogni 50 m3 allacciate alla rete comunale) 0.50

Le tasse stato 1.1. come pure per i casi non contemplati dal presente 

regolamento, sono stabilite dal Municipio.“

d) Nell’ottica materiale del diritto tributario il cittadino è chiamato su base 

legale a versare delle tasse all’amministrazione pubblica come singolo 

indennizzo per una prestazione da questa ricevuta (tasse causali). Tenor 

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costante prassi, le tasse per l’uso della canalizzazione sono delle tasse 

d’utilizzazione, le quali costituiscono, a causa del loro scopo, degli oneri 

preferenziali che il cittadino versa allo stato onde contribuire ai costi di 

gestione e manutenzione di una struttura pubblica dalla quale trae 

vantaggi particolari (sentenza del TF, ZBl 105 [2004] 263, 266). La tassa 

d’utilizzazione della canalizzazione deve rispettare i principi menzionati 

nel precedente cons. 2 a e b di causalità,  della copertura dei costi e della 

proporzionalità ovvero dell'equivalenza secondo la terminologia 

comunemente invalsa in materia di tributi causali 

(HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 6a ed., 

Zurigo/San Gallo 2010, n. 2625a e 2625b). Infine per poter esigere il 

versamento di una retribuzione a titolo di tassa, l’amministrazione 

pubblica necessita di una base legale in senso formale che deve almeno 

stabilire le premesse, la misura dell’impostazione e la cerchia dei soggetti 

fiscali (HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, op. cit., n. 2625c).

3. a) Nel presente caso non è controversa la conformità della decisione 

impugnata al principio della base legale in senso formale e al principio 

della copertura dei costi. Entrambi i principi non vengono contestati dal 

ricorrente. Quindi è da esaminare la conformità della decisione impugnata 

che viene retta dal citato art. 43 del regolamento comunale ai principi di 

causalità, dell’equivalenza nonché all’uguaglianza di trattamento.

b) Il ricorrente rinvia nella sua motivazione in merito alla violazione del 

principio di causalità alla sentenza del Tribunale amministrativo A 11 55, 

nella quale viene riassunta la prassi giudiziaria. Sia dapprima rilevato che 

la citata sentenza nel frattempo con sentenza del 16 dicembre 2013 

2C_995/2012 è stata confermata in merito alla tassa per le acque luride 

(cons. 6) e annullata per quanto riguarda la tassa per l’acqua potabile). La 

sentenza A 11 55 contiene le indicazioni per comuni che calcolano le 

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tasse ricorrenti in base al valore di stima del fabbricato. Secondo il 

Tribunale amministrativo è inammissibile prelevare tasse d’uso soltanto in 

base al valore fisso del valore di stima e quindi è irrinunciabile ripartire la 

tassa in una tassa base che non può superare il 70% della tassa 

percepita e una tassa variabile basata sul consumo effettivo. Nel presente 

caso il comune convenuto riscuote invece le proprie tasse sulla base del 

risultato d’esercizio annuo in merito allo smaltimento delle acque di 

scarico, ripartito sul numero d’abitanti equivalenti. Trattandosi di due modi 

di esazione delle tasse completamente differenti, il rinvio alle regole 

stabilite nella sentenza A 11 55 non può essere pertinente e nemmeno 

ammesso. 

c) Alla luce delle determinanti basi legali e dei principi che ne derivano 

enunciati nel precedente cons. 2 la riscossione delle tasse d’uso nel 

comune convenuto in applicazione dei costi totali effettivi causati dallo 

smaltimento delle acque di scarico, nonostante la mancanza di contatori 

nelle singole unità allacciate, è sostenibile. L’occorrenza che lo scarico 

del singolo utente non possa essere individuato per motivi giustificabili a 

titolo di economia amministrativa non esclude che la totalità degli utenti 

sia chiamata a pagare i costi dello smaltimento delle acque di scarico. Per 

questa ragione il principio di causalità è rispettato in quanto vengono 

considerati esclusivamente i costi effettivi causati da tutti gli allacciati alla 

canalizzazione del comune convenuto. Questi costi effettivi a mente 

dell’art. 43 del regolamento canalizzazioni vengono poi ripartiti sul numero 

degli abitanti equivalenti (AE) secondo le disposizioni dell’Associazione 

svizzera degli specialisti per canalizzazioni in analogia al Consorzio 

Depurazione B._____, che per l’anno in questione è risultato di 549 unità, 

vale a dire in ogni caso paragonabile al totale degli abitanti del Comune 

X._____, che secondo l’Annuario cantonale 2012 per il 2010 raggiungeva 

un totale, comprese tutte le fasce d’età e quindi pure i minorenni, di 535 

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abitanti. Il totale di 487 abitanti ripreso dal ricorrente dal sito internet del 

comune convenuto si riferisce esplicitamente al 2007 ed è quindi 

superato. Visto comunque che per la ripartizione dei costi da una parte 

sono stati ripresi i valori degli abitanti equivalenti riconosciuti dagli 

specialisti svizzeri competenti in materia e che le schematizzazioni sono 

per principio ammesse dalla prassi sia del Tribunale federale che del 

Tribunale amministrativo, i calcoli teorici del ricorrente non possono in 

alcun modo scalfire il metodo di ripartizione stabilito dal comune 

convenuto, che tiene in definitiva conto in generale in modo corretto 

appunto dei costi effettivi di ogni anno e di tutti gli abitanti equivalenti.

d) In particolare il ricorrente critica il fatto che per la ripartizione dei costi 

totali sul singolo utente il comune convenuto si fondi su schematizzazioni 

che distinguono fra la popolazione domiciliata e i proprietari delle case di 

vacanze. Questa distinzione è sia comprensibile che giustificabile per il 

motivo, che i domiciliati noti al comune vengono tassati in misura più 

precisa rispetto ai proprietari delle case di vacanze, dove al comune è 

soltanto nota l’esistenza dell’immobile e dunque deve per forza ricorrere a 

ulteriori schematizzazioni. Inoltre non regge il confronto avanzato da un 

proprietario di casa di vacanze, che sostiene di vivere da solo, con una 

famiglia domiciliata composta di due adulti e tre minorenni. Semmai è 

lecito paragonare una famiglia domiciliata composta di due adulti e tre 

minorenni con un’altra famiglia, proprietaria di una casa di vacanze, 

composta anch’essa di due adulti e tre minorenni; entrambi pagano – in 

virtù dell’art. 43 del regolamento in questione – il contributo per due 

persone rispettivamente per due unità. Inoltre la tassa percepita non è 

manifestamente sproporzionata alla prestazione offerta 

dall’amministrazione pubblica, considerando che oltre il 60% dei costi per 

lo smaltimento delle acque di scarico figura come costo fisso. Seguendo 

la prassi che le fattispecie uguali sono da trattare in senso uguale e quelle 

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disuguali in senso disuguale (crf. DTF 134 I 23, 42 con riferimenti) e 

ricordando il fatto che obiettivamente è più difficile controllare la presenza 

dei proprietari di vacanze che quella dei domiciliati, la tassazione dei 

proprietari di case di vacanze per l’utilizzazione della canalizzazione in 

base alla quantità totale annuale d’acqua di scarico effettiva è coerente ai 

principi sia dell’equivalenza che dell’uguaglianza di trattamento.

e) In sintesi quindi il ricorso deve essere respinto e merita conferma la 

decisione impugnata concernente la tassa d’uso canalizzazione per il 

2012. 

4. Le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 73 cpv. 1 LGA) men-

tre al comune convenuto, che ha agito nell’esercizio delle proprie attribu-

zioni ufficiali, non spettano ripetibili (art. 78 cpv. 2 LGA).

Il Giudice unico decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 300.--

- e le spese di cancelleria di fr. 266.--

totale fr. 566.--

il cui importo sarà versato da A._____ entro trenta giorni dalla notifica della 

presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei 

Grigioni, Coira. 

3. [Vie di diritto]

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4. [Comunicazioni]

Con sentenza del 14 ottobre 2014 il Tribunale federale ha, per quanto 

ammissibile, accolto il ricorso e annullata la sentenza del 31 gennaio 2014 del 

Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni (2C_244/2014).