# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7c92a7b9-6986-5022-a711-cb5c0c4d594d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-06-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 13.06.2000 INC.2000.13102
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-13102_2000-06-13.html

## Full Text

N. 131.2000.2 L                                                         Lugano,
13 giugno 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sull'istanza
di libertà provvisoria presentata il 6 giugno 2000 da

 

 

 

__________

(patrocinato dall'avv.
__________)

 

 

 

nel procedimento pendente nei
suoi confronti dinnanzi alla Corte delle Assise correzionali di Lugano con le
imputazioni di ripetuta esposizione a pericolo della vita altrui ed altri
reati, come ad atto di accusa 31 maggio / 5 giugno 2000 del Procuratore
pubblico avv. __________;

 

 

 

preso atto del preavviso negativo
7 giugno 2000 ("visti i reati imputati") della Presidente
della Corte delle Assise correzionali e delle osservazioni 8 giugno 2000 del
magistrato requirente, che si rimette al giudizio di questa sede, accennando
comunque a pericolo di fuga;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

 

che:

 

 

-         
__________ è stato arrestato il 1. marzo 2000 ed è ora deferito alla
Corte del merito con l'atto di accusa citato in epigrafe  per ripetuta
esposizione a pericolo della vita altrui, lesioni semplici qualificate e
infrazione alla legge federale sulle armi, avendo nell'eseguire "un
ordine dell'amico __________, ripetutamente esposto senza scrupoli a pericolo
la vita di __________ dapprima puntandogli alla nuca la pistola Glock mod. 17
cal 9 successivamente esplodendo un colpo in direzione della vittima",
così anche portando con sé un'arma "senza diritto" e appunto
colpendo la vittima "all'anca sinistra e trapassandogli entrambe le
gambe e ledendogli la vena femorale";

 

 

-         
l'istanza di libertà provvisoria sottolinea la spontanea costituzione
dell'accusato (quando avrebbe potuto rimanere in Italia senza rischio di
arresto né tanto meno di estradizione) e l'ampia e dettagliata conferma dei
fatti, per cui nella prospettiva di procrastinato aggiornamento del processo si
impone la libertà provvisoria, al confronto di verosimile eventualità di
sospensione condizionale della pena e con il conforto di una cauzione,
circostanze tali quindi da escludere latitanza;

 

 

-         
l'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione
parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del
principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al
cpv. 2 arresto, perdurare e ( se del caso) proroga del carcere preventivo a'
sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e
concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono
presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali segnatamente e per
quanto qui concerne  il pericolo di fuga: si tratta di provvedimento
processuale cautelativo, inteso anche ad assicurare la presenza dell’accusato
al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena (DTF 109 Ia 323
consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re
A.H., 1P.477/1993, consid. 3);

 

 

-         
l'esistenza di sufficienti indizi di colpevolezza non è a giusta ragione
posta in dubbio, quanto riassunto nell'atto di accusa corrispondendo agli
accertamenti istruttori: va comunque evidenziata la gravità dei fatti,
costituiti 

da volontario pericoloso intervento punitivo, all'inizio delle indagini
mascherato con pretesa legittima difesa;

 

 

-         
in questa situazione il pericolo di fuga è concreto per l'eventualità di
condanna a pena da espiare, al di là dei comprensibili intenti del
patrocinatore e indipendentemente dalla spontanea costituzione all'autorità
inquirente (quando appunto vi era la speranza di far passare la mitigante
circostanza della legittima difesa);

 

 

-         
l'istanza fa però anche valere violazione della proporzionalità per il
presumibile fatale rinvio della celebrazione del processo, ma qui si può avere
solo costatazione di adeguata celerità dell'istruzione formale e del rinvio a
giudizio, con rispetto dei precetti di legge in proposito anche nei termini di
legge per l'aggiornamento del dibattimento (art. 230 CPP), non spettando a
questo giudice né di ipotizzarne proroghe né di valutarne gli estremi, in
quanto materia di competenza della Camera dei ricorsi penali (art. 130 cpv. 1
lett. b CPP);

 

 

-         
l'istanza è così respinta con la presente decisione, esente da tassa e
spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario) e suscettibile di impugnazione
alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP);

 

 

 

per i quali motivi,

 

 

 

visti i citati articoli di legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.     
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.     
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

 

 

 

 

 

3.     
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.     
Intimazione:

-        
avv. __________, per sé e per l’istante (con copia delle
osservazioni della Presidente della Corte delle Assise correzionali e del Procuratore
pubblico);

-        
Procuratore pubblico avv. __________, sede (con copia delle
osservazioni della Presidente della Corte delle Assise correzionali);

-        
Presidente della Corte delle Assise correzionali giudice avv.
__________, sede (con copia delle osservazioni del Procuratore pubblico e con
l'inc. ACC 100/2000 di ritorno)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
__________