# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8a465723-2616-55a2-8586-34be863fa6d4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-05-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.05.2004 34.2003.15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2003-15_2004-05-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2003.15

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  13 maggio
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

vista la petizione del 21 febbraio 2003
promossa da

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  __________
  

   

  in materia di previdenza professionale

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con scritto
17 gennaio 2003 la Cassa pensioni dei __________ (in seguito: Cassa) ha
comunicato a __________, ex funzionario __________, quanto segue:

 

" 
Su ordine dell'Ufficio esecuzione di __________o,
la sua pensione è oggetto di un pignoramento mensile di fr. 648.00.

 

L'Ufficio esecuzione, quando stabilisce
l'ammontare del pignoramento, tiene conto del minimo vitale che deve essere
garantito. Le altre prestazioni che eccedono il minimo vitale devono essere
riversate integralmente all'ufficio esecuzione. La tredicesima mensilità
rientra in queste prestazioni.

 

La informiamo che per un disguido, la Sezione
delle Finanze le ha invece versato la tredicesima mensilità 2002 di fr.
3'714.00, per cui dobbiamo procedere al relativo recupero.

 

Le comunichiamo quindi che l'importo di fr.
3'714.00 sarà recuperato sulle pensioni di febbraio, marzo e aprile 2003 per un
importo di fr. 1'238.00 mensili." (Doc. _)

 

                                         In data
11 febbraio 2003 l’Ufficio esecuzioni e fallimenti (UEF) di __________ ha
notificato alla Cassa un ulteriore pignoramento della rendita d’invalidità LPP
di __________ per un importo di 

                                         fr. 4'190
(doc. _). 

 

                                         Il 14
febbraio 2003 la Cassa, facendo presente che la rendita pignorata ammonta a fr.
4'085 e di dover recuperare nel periodo 1° febbraio – 30 aprile 2003, tramite
rate mensili di fr. 1'238.—cadauna, la tredicesima mensilità di pensione ex
art. 17 CP del 2002 (fr. 3'714.--) erroneamente versata all’assicurato, ha
proposto all’UEF di __________ di limitare fino al mese di aprile il
pignoramento a fr. 2'847 (4'085 – 1'238) (doc. _).

 

                                         In
risposta, con lettera 18 febbraio 2003 l’UEF ha respinto il piano di recupero
della Cassa in quanto non si tratta di un credito privilegiato, confermando quindi
l’ordine di pignoramento di fr. 4'085 al mese (doc. _). 

 

                               1.2.   Con
petizione 21 febbraio 2003 __________, rappresentato dall’avv. __________, ha
chiesto al TCA l’annullamento della “decisione” 17 gennaio 2003 con cui la
Cassa ha disposto la compensazione della rendita con l’asserito credito di
restituzione della tredicesima mensilità di pensione erroneamente versata dallo
__________.

                                         Egli ha
inoltre chiesto l’annullamento in via provvisionale delle "decisioni"
di trattenuta di salario (pensione e rendita AI) e di riversamento all'UEF di
__________ e l’immediata conseguente erogazione integrale della rendita
pensionistica e di quella AI, essendo le stesse necessarie alla parziale
copertura delle esigenze vitali minime sue e della sua famiglia.

 

                                         Parallelamente
alla procedura in oggetto, __________ ha inoltrato alla Camera esecuzione e
fallimenti del Tribunale di appello, quale autorità di vigilanza (CEF), un
ricorso contro i succitati ordini di pignoramento per contestare il calcolo del
minimo d’esistenza eseguito dall’UEF di __________, chiedendone l’annullamento.

Anche in quella sede egli ha postulato l’emanazione di provvedimenti cautelari.

                                         L’assicurato
ha altresì postulato di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria.

 

                               1.3.   Con presa di
posizione 7 marzo 2003 alla succitata richiesta cautelare, la Cassa,
premettendo di rispondere unicamente per quel che concerne gli aspetti legati
alle prestazioni previdenziali, ha fatto presente di aver sospeso, a partire
dal 1° marzo 2003, il recupero rateale della tredicesima di fr. 3'714.-- a
seguito del rifiuto dell’UEF di dar seguito all’ordine di pignoramento in
misura parziale che avrebbe permesso di recuperare sino al 30 aprile 2003, la
tredicesima mensilità erroneamente versata a __________, dichiarando inoltre di
rimettersi al giudizio di questo TCA per quanto riguarda l’adozione di
eventuali provvedimenti cautelari (IV).

 

                               1.4.   Con decreto
17 marzo 2003 il Vicepresidente del TCA ha respinto la domanda di provvedimenti
cautelari, non esistendo al momento sufficienti elementi per stabilire in modo
chiaro l’esito della vertenza.

 

                                         Contestualmente
questa Corte ha ordinato la sospensione della procedura in attesa dell’esito
del procedimento pendente presso la CEF, condizione indispensabile per accertare
se a seguito della trattenuta di fr. 1'238 le risorse di __________ scendano al
di sotto del minimo vitale. Lo scrivente Tribunale ha inoltre rilevato che, pur
senza beneficiare della somma trattenuta dalla Cassa, l'attore dispone, secondo
il (contestato) calcolo effettuato dall'UEF di __________, del minimo vitale,
la cui quantificazione potrà se del caso venire modificata a favore dell'attore
a dipendenza dell'esito della procedura ricorsuale di competenza della CEF
(VI).

 

                               1.5.   Con scritto
11 novembre 2003 __________ ha chiesto il ripristino della procedura, allegando
le sentenze cantonali e federali relative alla vertenza di diritto esecutivo
(IX).

 

                                         Di
conseguenza, con decreto 13 novembre 2003 questo TCA ha disposto la
riattivazione della causa, intimando alla Cassa un termine per presentare la
risposta di causa (X).

 

                               1.6.   Il 19
novembre 2003 __________ ha fatto presente che la sua ex moglie ha chiesto la
trattenuta dalla pensione di 

fr. 2'100.— mensili per contributi alimentari, rilevando che tale circostanza
comporterà la completa perdita della prestazione previdenziale (XI).

                               1.7.   Con risposta
di causa 7 gennaio 2004 la Cassa, dopo aver spiegato di aver già “compensato”
fr. 1'238.-, ha quindi postulato le seguenti:

 

" 
(…)

Conclusioni

 

Il Comitato ribadisce che la richiesta di
compensazione sulla pensione mensile delle prestazioni non dovute, avanzata
dall'Amministrazione della Cassa pensioni dei __________ per conto dello
__________ è legittima e meritevole di tutela.

A nostro parere l'Amministrazione della Cassa
pensioni deve essere autorizzata a ricuperare l'importo residuo scoperto di fr.
2'476.00, con riduzione proporzionale dell'importo pignorato dall'Ufficio
esecuzioni e fallimenti di __________.

 

Per le motivazioni che precedono si chiede a
codesto lodevole Tribunale di voler giudicare:

 

1.   La
petizione del 21 febbraio 2003 del sig. __________ rappresentato dall'avv.
__________ è respinta.

 

2.   La
richiesta di compensare l'importo di fr. 2'476.00 mensilmente in due rate di
fr. 1'238.80 sulla pensione del signor __________, è ammessa ed è prioritaria
sulla richiesta della signora __________ e sull'ordine di pignoramento
dell'Ufficio esecuzione e fallimento di __________." (Doc. _)

 

 

                               1.8.   In data 23
gennaio 2004 __________ ha replicato contestando nuovamente la compensazione
decisa dalla convenuta. Egli ha altresì allegato copia di un altro ricorso,
datato 23 gennaio 2004, alla CEF contro i verbali di pignoramento 14 gennaio e
21 gennaio 2004 (XVIII).

 

                                         Su
richiesta del TCA, il 4 febbraio 2004 la Cassa ha presentato una duplica (XX).

 

                                         Infine,
il 9 febbraio 2004 l’attore ha rilevato “ che la richiesta di trattenuta a
favore della signora __________ è da considerarsi revocata” (XXII).

 

                               1.9.   Con scritto
14 aprile 2004 lo scrivente Tribunale ha chiesto alla convenuta alcuni
chiarimenti in merito al versamento della tredicesima mensilità di pensione,
ricevendo risposta il 22 aprile 2004 (XXVI).

Infine, il TCA ha richiamato d’ufficio dalla CEF la sentenza relativa al
ricorso 23 gennaio 2004 dell’assicurato.

 

                                         Le parti
hanno poi preso posizione in merito ai succitati accertamenti ( XXX e XXXI).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   Giusta
l'art. 73 cpv. 1 LPP le controversie tra isti­tuti di previdenza, datori di
lavoro e aventi diritto sono decise da un Tribunale di ultima istanza cantona­le.

                                         Competente
nel Canton Ticino è il Tribunale cantonale delle assicurazioni quale istanza
unica (art. 8 della Legge cantonale di applicazione alla LPP del 4 ottobre
1999).

 

                                         Oggetto
del contendere è la compensazione da parte della Cassa della rendita
d’invalidità del secondo pilastro con l’asserito credito di restituzione della
tredicesima mensilità di pensione (2002) versata in eccesso dallo __________
(Sezione delle finanze) all'attore.

Trattandosi quindi di una controversia in materia previdenziale che vede
opposto un istituto di previdenza ad un avente diritto, è data la competenza,
ai sensi dell’art. 73 LPP, dello scrivente Tribunale (DTF 127 V 35 consid. 3b,
125 V 168 consid. 2 con riferimenti).

                                      

                               2.2.   L'esame
giudiziale da parte di questo TCA dovendo essere circoscritto agli aspetti
pensionistici che interessano l'operato della Cassa, la questione relativa
all'asserita ulteriore trattenuta della rendita AI di spettanza dell'attore non
è suscettibile di essere esaminata in questa sede da parte della scrivente
Corte, tale questione non rientrando nella sfera di competenza della Cassa - e
non essendo dunque oggetto della querelata risoluzione - ritenuto che
l'interessato non risulta per il resto aver al riguardo introdotto una
procedura ricorsuale nei confronti del competente Ufficio AI ai sensi degli
artt. 56 e segg. LPGA.

 

                               2.3.   Parimenti
questo TCA non può determinarsi, così come chiesto dalla convenuta nella
risposta di causa 7 gennaio 2004, sulla priorità della compensazione di fr.
2'476.— rispetto agli ordini di pignoramento di pensione emessi l’11 febbraio
2003 e 14 gennaio 2004 dall'UEF di __________ per fr. 4'190 (doc. _),
rispettivamente fr. 2'465.— (XVIII/2). 

                                         Nella
risposta di causa la convenuta, infatti, dopo aver spiegato di aver versato, in
ossequio ad un ordine di pignoramento, la tredicesima mensilità di pensione
2002 all’UEF di __________ 

(fr. 3'714.--) e che ciononostante la Sezione delle finanze ha erroneamente
erogato il medesimo importo anche all’attore (pag. 2), ha precisato, come
detto, che dei fr. 3'714.— versati a torto a __________, essa ha sinora
recuperato, tramite compensazione, unicamente fr. 1'238.— (pag. 3 in fine) e
ribadito quindi la legittimità di poter compensare anche il restante importo di
fr. 2'476.—, in deroga agli ordini di pignoramento emessi nel frattempo
dall’UEF di __________.

Va del resto ricordato che con scritto 18 febbraio 2003 l’UEF di __________ ha
rifiutato il piano di recupero proposto dall’Amministrazione della Cassa, a
scapito dell’ordine di pignoramento, “in quanto trattasi di un credito non
privilegiato” (IV/4) e che contro tale operato la convenuta non risulta
comunque aver presentato alcun ricorso alla competente autorità di vigilanza.

 

                               2.4.   Con la petizione
in esame l'attore ha anche chiesto l’annullamento dell’ordine di pignoramento
11 febbraio 2003 emesso dall’UEF relativo alla trattenuta di fr. 4'190.— dalla
rendita pensionistica (doc. _).

La questione sollevata ricade nell’ambito del diritto esecutivo e quindi esula
dalla competenza decisionale di questa Corte (cfr. consid. 2.1), motivo per cui
anche su questo punto la petizione è irricevibile.

 

                               2.5.   In replica
__________ ha postulato che questo Tribunale adotti tutte le misure necessarie
per salvaguardare la sua vita e quella dei suoi famigliari previsti dalla Legge
federale sull’inchiesta mascherata del 20 giugno 2003 che dovrebbe entrare
prossimamente in vigore (cfr. XVIII), misure che tuttavia esulano dalla
competenza di questa Corte, chiamata a derimere controversie nell’ambito delle
assicurazioni sociali. 

                                      

Rimane pertanto da verificare se la compensazione operata dalla cassa può
essere confermata o meno.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.6.   Secondo
dottrina e giurisprudenza la compensabilità di due pretese configura un
principio generale del diritto, previsto,in ambito civile agli art. 120ss CO e
applicabile, in via analogica, anche al diritto amministrativo, rispettivamente
al diritto delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1994 pag. 217 consid. 3).

                                         Riservate
disposizioni particolari del diritto amministrativo, prestazione e
controprestazione di Stato e cittadino possono quindi essere di regola
compensate. Il principio della compensazione vale in particolare anche nel
diritto delle assicurazioni sociali e anche in quegli ambiti in cui non è
previsto espressamente; la maggior pare dei settori delle assicurazioni
sociali, tuttavia, prevede espressamente una regola in tal senso (DTF 128 V 228
consid. 3a con riferimenti, 110 V 185 consid. 2; cfr. anche  DTF 114 V 33).

                                         La LPP
prevede una norma specifica in materia di compensazione, secondo cui il diritto
alle prestazioni (rendita di invalidità, di vecchiaia, per i superstiti e
prestazione di libero passaggio) può essere compensato con crediti che il
datore di lavoro ha ceduto all’istituto di previdenza soltanto se questi si
riferiscono a contributi, che non sono mai stati dedotti dal salario (art. 39
cpv. 2 LPP; DTF 126 V 315). L’art. 21 cpv. 2 Legge cantonale sulla Cassa
pensioni dei dipendenti dello Stato (Lcpd) è del medesimo tenore.

 

                                         Come nel
diritto privato, anche nel diritto amministrativo e in particolare nel diritto
delle assicurazioni sociali, una compensazione è possibile se sono adempiuti i
seguenti presupposti: prestazione e controprestazione devono sussistere tra i
medesimi soggetti giuridici, ossia deve sussisterci una reciproca identità tra
debitore e creditore (“gegenseitige Identität von Gläubiger und Schuldner”);
la pretesa posta in compensazione dev'essere inoltre scaduta ed esigibile
giuridicamente (Imhof/Rhinow, Verwaltungs-rechtsprechung, 6.a edizione, volume
1, pag. 196/7; DTF 128 V 224 consid. 3b; cfr. anche STFA non pubblicata 21
novembre 2002 nella causa L consid. 4.1, B 78/00). 

Applicando questi principi, in una recente sentenza non pubblicata il TFA ha
fatto presente che (sottolineatura del redattore):

" 
Né la prestazione di libero passaggio, come ha
osservato la Corte cantonale, poteva, per considerazioni di esigibilità
della pretesa e per mancanza di reciprocità dei crediti, essere validamente
compensata dalla Fondazione opponente con un credito da essa vantato nei
confronti dell'allora datore di lavoro per contributi non pagati." (STFA
15 ottobre 2003 nella causa S, consid. 5.2, B 27/01 e B 30/1).

                                         Tuttavia,
affinché un istituto di previdenza possa operare una compensazione di
prestazioni assicurative con crediti vantati nei confronti di un assicurato, è
necessario che per effetto di detta compensazione non venga intaccato il minimo
vitale ai sensi del diritto esecutivo (DTF 128 V 54 consid. 4, 115 V 343
consid. 2c, 111 V 103; RAMI 1991 N. U 268 pag. 39; SZS 2000 pag. 548; STFA non
pubbl. del 17 settembre 1991, consid. 5c; sulla compensazione quale principio
giuridico ammesso nel diritto delle assicurazioni sociali cfr. DTF 119 V 39,
111 Ib 158 consid. 3; Rüedi, Allgemeine Rechtsgrundsätze des
Sozial-versicherungsprozesses, in: FS Koller, Bern/Stuttgard/Wien 1993,  pag.
454; sulla restituzione di prestazioni indebitamente percepite quale principio
valido anche nel settore della previdenza professionale cfr. in particolare
RDAT 1998-II pag. 223 e segg.; Meyer-Blaser, Die Rückerstattung von
Sozialversicherungsleistungen, in: ZBJV 1995 pag. 496-497).

 

                               2.7.   Nella
fattispecie in esame, solo con la risposta di causa 7 gennaio 2004 l’Amministrazione
della Cassa, ente erogante la rendita da compensare, ha fatto presente che “
in accordo con la Sezione finanze si è quindi assunta per conto dello
__________, l’onere di procedere alla compensazione dell’importo versato
erroneamente” (cfr. risposta pag. 3), precisando inoltre che 

“ dall’errato pagamento effettuato dalla Sezione finanze all’assicurato la
Cassa pensioni dei __________ non ha avuto alcun pregiudizio” (cfr.
risposta pag. 2).

Con scritto 14 aprile 2004 questo Tribunale ha chiesto alla convenuta delle
precisazioni in merito, formulando le seguenti domande.

 

"1.  Sulla base di quale accordo la Sezione finanze dello
__________ ha versato all'attore la tredicesima mensilità di pensione 2002,
visto che si tratta di una prestazione del secondo pilastro e non di salario?

2. Per quale motivo sostenente di non aver subito alcun
pregiudizio?" (XXIV)

 

                                         Questa è
la risposta, datata 22 aprile 2004, fornita dalla Cassa:

 

"  Con
riferimento al vostro scritto del 14 aprile 2004, vi comunichiamo che – nell'ambito
dei rapporti interni con lo __________– la Cassa pensioni dispone presso la
Sezione Finanze di un conto corrente (art. 29 Rcpd).

Su questo conto vengono accreditati i contributi mensili, più
altre entrate, come pure vengono addebitate le pensioni mensili ed altre
uscite.

 

Su ordine dell'Amministrazione della Cassa, la Sezione finanze
esegue il pagamento mensile delle pensioni e procede ad addebitare alla Cassa
il relativo importo sul conto corrente.

 

Nella fattispecie su richiesta dell'Amministrazione della Cassa
pensioni, la Sezione finanze ha riversato all'Ufficio esecuzioni la tredicesima
mensilità 2002 del signor __________.

Successivamente ha eseguito erroneamente una seconda volta il
versamento di pari importo, direttamente all'assicurato mediante assegno da
incassare presso l'Ufficio postale.

Questo secondo pagamento è stato addebitato sul conto dello
__________.

 

Per queste motivazioni vi confermiamo che la Cassa non ha alcun
pregiudizio derivante da questo errore nell'esecuzione del pagamento."
(Doc. _)

 

                                         Alla luce
delle considerazioni che precedono, a mente di questa Corte – indipendentemente
dal quesito a sapere se e in virtù di quale norma giuridica possa di principio
essere ammesso il diritto di un istituto di previdenza alla restituzione di
prestazioni LPP indebitamente versate (in argomento cfr. DTF 128 V 50; SJ 2003
329 ss.) - le premesse giustificanti una compensazione non appaiono in casu
adempiute poiché, da un lato  - come espressamente dichiarato dalla convenuta -
a seguito dell’errato pagamento da parte della Sezione delle finanze la Cassa
non ha subito alcun pregiudizio (e quindi essa non ha nei confronti
dell’assicurato alcun credito da compensare), dall’altro, per poter validamente
procedere alla compensazione, prestazione e controprestazione devono
sussistere, come visto, tra i medesimi soggetti giuridici, presupposto che in
concreto non risulta adempiuto (cfr. consid. 2.5).

 

                                         Va del
resto precisato che il riferimento alla sentenza inedita del 5 maggio 2000 di
questo Tribunale nella causa M.M (inc. __________) fatto dalla convenuta (cfr.
risposta di causa, pag. 3), non è pertinente e non giustifica la contestata
compensazione.

In quel caso si trattava di compensare parte della rendita LPP dovuta ad un
assicurato con il credito vantato dalla Cassa pensioni dello __________ nei
confronti della medesima persona, risultante dalla restituzione di prestazioni
previdenziali indebitamente percepite a seguito di una sovrassicurazione (cfr.
STCA 5 maggio 2000, consid. 2.18). 

In quella fattispecie e diversamente dal caso in esame, oltre a sussistere un
valido titolo di credito da compensare, vi era dunque reciprocità tra creditore
e debitore.

 

                               2.8.   La
compensazione in oggetto non potrebbe in ogni caso essere confermata anche
volendo, per pura ipotesi di lavoro, ammettere l'esistenza di una reciprocità
nel senso sopra indicato e ciò per i motivi che seguono.

 

                                         Dagli
atti di causa si evince innanzitutto come la fissazione del fabbisogno minimo
ex art. 93 LEF sia stato oggetto di un lungo contenzioso. Con sentenza 7 agosto
2003 la CEF ha corretto il relativo calcolo eseguito dall’UEF nel verbale di
pignoramento 11 febbraio 2003 (doc. _), determinando un’eccedenza mensile
pignorabile di fr. 2'740.--. La pronunzia cantonale è stata poi confermata con
sentenza 21 ottobre 2003 dalla II Corte Civile del Tribunale Federale (IX/4) e
con sentenza 27 ottobre 2003 della Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del
TF (IX/4).

Accogliendo parzialmente una domanda di revisione, il 22 settembre 2003 la CEF ha
leggermente modificato l’eccedenza pignorabile, portandola a fr. 2'465 (IX/2).

Infine, mediante un altro ordine di pignoramento 14 gennaio 2004, rettificato
il 21 gennaio 2004, l’UEF di __________ ha confermato l’eccedenza pignorabile
in fr. 2'465 (XVIII/2,3).

Con sentenza 19 aprile 2004 la CEF, in parziale accoglimento del ricorso 23
gennaio 2003, ha leggermente modificato il fabbisogno minimo dell’assicurato
fissandolo a fr. 5'230,50, ciò che corrisponde ad un’eccedenza di fr. 2'441,50
(7'672.— di entrate meno fr. 5'230,50 di minimo vitale esecutivo) (XXVIII).

La Cassa, quindi, dando seguito ai diversi ordini di pignoramento, ha detratto
dalla prestazione previdenziale l’eccedenza mensile.

                                         Orbene,
visto che l’intera quota d’eccedenza (fr. 2'441,50) – determinata sulla base
del fabbisogno minimo esecutivo - è ed è stata oggetto di pignoramento, a mente
del TCA, la convenuta non potrebbe quindi ulteriormente compensare la
rendita LPP per recuperare la tredicesima mensilità di pensione 2002 versata in
eccesso, altrimenti il minimo esistenziale non verrebbe rispettato, e questo
indipendentemente dalla questione circa la non reciprocità dei crediti da porre
in compensazione esaminata nel considerando precedente. 

                               2.9.   In
conclusione, viste le argomentazioni riportate nei considerandi precedenti, la
Cassa non può compensare l'asserito credito di restituzione derivante dal
versamento di fr. 3'714.- (importo corrispondente alla tredicesima mensilità di
pensione) da parte della Sezione delle finanze con le rendite previdenziali di
spettanza dell'attore, motivo per cui la somma di fr. 1'238.- sinora
effettivamente trattenuta deve essere versata all’assicurato.

Ne consegue l’accoglimento della petizione nel senso sopra indicato.

                                         All’attore,
patrocinato da un legale, va di conseguenza riconosciuta un’indennità per
ripetibili di fr. 1'000.--, ciò che rende priva d'oggetto l'istanza di
assistenza giudiziaria (cfr. DTF 124 V 309 consid. 6; STFA del 9 aprile 2003
nella causa C., U 164/02 e  STFA del 18 agosto 1999 nella causa E.T.). 

                                         

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   La
petizione, nella misura in cui ricevibile, è accolta ai sensi dei considerandi.

 

                                         §    La
Cassa pensioni dei dipendenti __________ non è 

                                              autorizzata
ad operare una compensazione delle rendite di

                                              pensione
di spettanza di __________ con il credito di 

                                              restituzione
della tredicesima mensilità di pensione versata a

                                              quest'ultimo
dalla Sezione delle finanze dello __________.

                                         §§  Di
conseguenza la Cassa pensioni dei __________ 

       è condannata a versare a __________ la somma di

                                               fr.
1'238.-.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         La Cassa
pensioni dei __________ verserà a __________ l'importo di fr. 1'000.-- (IVA
inclusa) a titolo di ripetibili, ciò che rende priva di oggetto l’istanza di
assistenza giudiziaria.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti