# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c3ab1a90-868f-5d27-b55d-e03aa67a3266
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2011-09-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.09.2011 D-4215/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4215-2009_2011-09-27.pdf

## Full Text

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t

T r i buna l   adm in i s t r a t i f   f édé ra l

T r i buna l e   ammin i s t r a t i vo   f ede ra l e

T r i buna l   adm in i s t r a t i v   f ede ra l

Corte IV
D­4215/2009

Sen t e n z a   d e l   2 7   s e t t emb r e   2 0 1 1

Composizione Giudici Pietro Angeli­Busi (presidente del collegio), 
Hans Schürch, Gérarld Bovier; 
cancelliera Antonella Guarna.

Parti A._______, nato il (…),
Afghanistan, 
ricorrente, 

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), 
Quellenweg 6, 3003 Berna,   
autorità inferiore.

Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 25 giugno 2009 / N […].

D­4215/2009

Pagina 2

Fatti:

A. 
Il  (…),  l'interessato  –  cittadino  afgano,  nato  e  con  ultimo  domicilio  a 
B._______ (Afghanistan) – ha inoltrato una domanda di asilo in Svizzera. 
Ha  dichiarato,  in  sostanza  e  per  quanto  è  qui  di  rilievo  (cfr.  verbali 
d'audizione  del  25 maggio 2009  [di  seguito:  verbale  1]  e  del 
4 giugno 2009  [di seguito:  verbale  2])  di  aver  vissuto  a B._______ dalla 
nascita sino al 1990­91, quando si sarebbe trasferito con la sua famiglia 
in C._______ per sfuggire alla guerra, e di esservi ritornato assieme alla 
stessa nel  1997,  a  causa dei  problemi di  salute della madre. Nel  2005, 
l'interessato avrebbe aperto un negozio di (…), grazie all'aiuto finanziario 
del padre,  il quale era proprietario di una  fabbrica di  (…). Nel corso del 
mese  di  (…)/(…)  2008,  suo  padre  sarebbe  stato  sequestrato  da  degli 
individui in abiti militari, i quali avrebbero preteso un riscatto di USD (…). 
Durante l'operazione condotta dalla Polizia per liberare il genitore, costui 
sarebbe  rimasto  ucciso.  Due  dei  sequestratori  sarebbero  stati  arrestati, 
mentre  uno  sarebbe  riuscito  a  fuggire  e,  dopo  (…)  circa,  avrebbe 
cominciato a minacciare di morte  telefonicamente  l'interessato, al  fine di 
ottenere  il  perdono  e  l'abbandono  del  caso  da  parte  di  quest'ultimo. 
Approfittando del  tempo chiesto  al  suo minacciatore  per  riflettere  e non 
potendo sopportare le minacce proferitegli, l'interessato avrebbe venduto 
il suo negozio e nel (…) 2009 sarebbe espatriato, onde evitare la stessa 
sorte  del  padre.  Da  B._______,  egli  si  sarebbe  recato  in  auto  a 
D._______  (C._______)  e  poi  a  E._______  (Iran),  da  dove  avrebbe 
proseguito il viaggio a piedi per (…) giorni fino a giungere ad F._______ 
(Turchia).  Dopo  aver  raggiunto  in  TIR  la  località  portuale  di G._______ 
(Turchia),  l'interessato  si  sarebbe  imbarcato  su  un  nave  alla  volta  della 
Grecia  e,  su  consiglio  del  passatore,  avrebbe  gettato  in  mare  i  suoi 
documenti d'identità. Infine, da H._______ (Grecia), dopo (…) giorni, egli 
avrebbe  viaggiato  nascosto  in  una  grande  auto  fino  ad  arrivare  in 
Svizzera, senza documenti d'identità e senza subire alcun controllo. 

In occasione dell'audizione sommaria del 25 maggio 2009, l'interessato è 
stato  esortato  e  reso  attento,  tramite  la  consegna  dell'apposito 
documento da parte dell'UFM, circa  la necessità di consegnare, entro  le 
48  ore  successive,  un  documento  d'identità  o  di  viaggio,  con 
comminatoria  che,  in  caso di mancata  consegna e  in  assenza di motivi 
scusabili, non si entra nel merito della sua domanda di asilo  (cfr. atto A 

D­4215/2009

Pagina 3

6/1).  Ad  oggi,  l'interessato  non  ha  versato  agli  atti  alcuno  dei  suddetti 
documenti. 

B. 
Con decisione del 25 giugno 2009  (notificata all'interessato  il medesimo 
giorno;  cfr.  atto  A  15/1),  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda  ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998  (LAsi,  RS  142.31).  Detto  Ufficio  ha  pure  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso il suo Paese di origine siccome lecita, esigibile 
e possibile. 

C. 
Il  30  giugno  2009,  l'insorgente  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo  federale  (di  seguito:  il  Tribunale)  contro  la  menzionata 
decisione  dell'UFM.  Ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  del 
provvedimento  litigioso  e  la  trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità 
inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda di asilo e, 
in via sussidiaria,  la concessione dell'ammissione provvisoria. Ha altresì 
presentato  una  domanda  di  esenzione  dal  pagamento  di  un  anticipo  a 
copertura delle presumibili spese processuali.

D. 
Il Tribunale,  tramite decisioni  incidentali del 3  luglio 2009, ha  rinunciato, 
ritenuta  la  sussistenza  di  motivi  particolari  (art.  63  cpv.  4  della  legge 
federale  sulla  procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  [PA, 
RS 172.021]),  a  chiedere  al  ricorrente  il  versamento  di  un  anticipo  a 
copertura  delle  presumibili  spese  processuali,  autorizzandolo  a 
soggiornare  in  Svizzera  sino  a  conclusione  della  procedura.  Nel 
contempo,  ha  invitato  l'autorità  inferiore  a  presentare  una  risposta  al 
ricorso. 

E. 
Il 24 agosto 2009, l'UFM ha presentato le proprie osservazioni,  in cui ha 
proposto la reiezione del gravame.

F. 
In data 15 settembre 2009, il ricorrente ha inoltrato l'atto di replica. 

G. 
Il  29  luglio  2011,  l'UFM  ha  presentato  le  sue  osservazioni  (duplica), 

D­4215/2009

Pagina 4

ribadendo  la  sua  posizione.  Le  stesse  sono  state  trasmesse  per 
conoscenza ed eventuale presa di posizione al ricorrente. 

H. 
In  data  18  agosto  2011,  l'insorgente  ha  inoltrato  le  sue  ulteriori 
osservazioni.  Quest'ultime  sono  state  trasmesse  per  informazione 
all'UFM.

Diritto:

1. 

1.1. Le procedure in materia di asilo sono rette dalla PA, dalla  legge del 
17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32) 
e  dalla  legge  del  17 giugno 2005  sul  Tribunale  federale  (LTF,  RS 
173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

1.2.  Il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni 
dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di 
estradizione  da  parte  dello  Stato  abbandonato  dal  richiedente  l'asilo  in 
cerca di protezione (art. 31 e 33 lett. d LTAF, art. 105  LAsi e art. 83 lett. d 
cifra 1 LTF).

2. 
Vi è motivo di entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni di 
ammissibilità  di  cui  agli  art.  48  cpv.  1  e  52  PA  nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3. 

3.1. Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi e 
dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2. Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano ed 
il ricorso è stato presentato in tale lingua. Pertanto, la presente sentenza 
va redatta in italiano.

4. 
Il  Tribunale  esamina  liberamente  l'applicazione  del  diritto  federale, 
l'accertamento  dei  fatti  e  l'inadeguatezza,  senza  essere  vincolato  dai 
motivi  invocati  delle  parti  (art.  62  cpv.  4  PA)  o  dai  considerandi  della 

D­4215/2009

Pagina 5

decisione  impugnata  (cfr.  DTAF  2009/57  consid.  1.2;  PIERRE  MOOR, 
Droit administratif, vol. II, 3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5).

5. 

5.1.  Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  ritenuto,  da  un  lato,  che  il 
richiedente  non  avrebbe  addotto  alcun motivo  scusabile,  giustificante  la 
mancata  tempestiva  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o  d'identità,  che 
egli  avrebbe  dissimulato  per  i  bisogni  di  causa,  in  considerazione 
dell'inverosimiglianza  delle  circostanze  del  viaggio  descritte.  In 
particolare,  egli  non  avrebbe  fornito  nessun  documento  di  identità 
suscettibile  di  identificarlo,  malgrado  affermi  di  aver  posseduto  un 
passaporto e una carta di identità. Peraltro, non corrisponderebbe al vero, 
l'asserzione  del  richiedente  secondo  cui  non  avrebbe  ricevuto  da  parte 
dell'UFM alcuna  richiesta  di  presentare  un  documento  di  identità,  come 
risulterebbe  dal  verbale  della  prima  audizione  e  dal  foglio  arancione, 
entrambi  firmati  dal  richiedente.  Inoltre,  il  medesimo  si  sarebbe 
contraddetto sui documenti di  identità, dichiarando nella prima audizione 
di  aver  gettato  in mare  la  fotocopia  e  di  aver  lasciato  a  casa  l'originale 
della  carta  di  identità,  mentre  che  in  occasione  dell'audizione  federale 
avrebbe  asserito  di  essere  espatriato  sia  con  il  passaporto  che  con  la 
carta di identità originale e di averli entrambi gettati in mare per evitare un 
rimpatrio  forzato.  Il  richiedente avrebbe altresì  sostenuto  in maniera del 
tutto inverosimile di aver raggiunto la Svizzera senza mai utilizzare alcun 
documento di identità. Infatti, sarebbe poco plausibile che egli sia riuscito 
a raggiungere il C._______ in un lasso di tempo tanto breve, considerate 
le circostanze (periodo […]­[…], valico in zona montuosa elevata). Per di 
più,  il  richiedente  non  sarebbe  riuscito  ad  indicare  quali  Paesi  abbia 
attraversato dalla Grecia per giungere  in Svizzera e non avrebbe  fornito 
alcun  dettaglio  in  merito  alle  modalità  di  attraversamento  dei  confini 
senza  subire  controlli,  limitandosi  a  dichiarare  di  essersi  affidato  al 
passatore. Dall'altro lato, l'UFM ha considerato che le allegazioni decisive 
in  materia  di  asilo  presentate  dal  richiedente  sarebbero  vaghe, 
stereotipate  e  contraddittorie.  In  particolare,  il  richiedente  non  avrebbe 
saputo  descrivere  gli  eventi  principali  accaduti  a  B._______  negli  anni 
1997­2009  in  cui  vi  avrebbe  vissuto,  limitandosi  a  dire  che  prima  vi 
sarebbero  stati  i  Talebani,  i  quali  proibivano  agli  uomini  di  tagliarsi  la 
barba, obbligavano le donne a vestire il chador ed imponevano punizioni 
severe ai criminali, nonché aggiungendo in maniera molto vaga che ad un 
certo  punto  sarebbero  arrivati  gli  Americani  a  bombardare,  senza 
precisare  quando  e  quali  danni  sarebbero  stati  inferti  a  B._______.  A 
mente dell'UFM, tali dichiarazioni – indefinite e prive di dettagli significativi 

D­4215/2009

Pagina 6

– lascerebbero  dubitare  che  il  richiedente  si  sarebbe  trovato 
effettivamente  a  B._______  al  momento  dei  fatti  narrati.  In  aggiunta,  il 
richiedente  sarebbe  incorso  in  molteplici  contraddizioni,  segnatamente 
riguardo alle modalità secondo cui avrebbe denunciato la scomparsa del 
padre  alla  Polizia,  al  numero  di  telefonate  o  volte  in  cui  i  rapitori  si 
sarebbero  messi  in  contatto  con  lui  e  la  sua  famiglia,  come  pure  alla 
consegna  del  riscatto.  Da  ultimo  avrebbe  reso  dichiarazioni  confuse  e 
stereotipate  in  merito  agli  eventi  successivi  alla  morte  del  padre,  al 
numero  ed  agli  autori  delle  minacce  telefoniche,  nonché  riguardo  alle 
generalità dei due  rapitori  incontrati  in carcere, di cui si sarebbe  limitato 
ad affermare che si trattava di persone di media età. Secondo l'UFM, se il 
richiedente  avesse  realmente  vissuto  i  fatti  narrati,  egli  avrebbe 
verosimilmente  saputo  indicare  l'identità  degli  uomini  che  avrebbero 
rapito  e  causato  la  morte  del  padre.  Per  questi  motivi,  l'UFM  ha 
considerato che  il  richiedente non avrebbe  la qualità di  rifugiato  in base 
agli  art.  3  e  7  LAsi  e  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32  cpv. 3 
LAsi sarebbe realizzata nel caso di specie. Di conseguenza, non sarebbe 
applicabile  il principio del divieto di  respingimento all'allontanamento del 
medesimo,  la  cui  esecuzione  in  Afghanistan  sarebbe  ammissibile,  visto 
che – dal profilo della situazione generale dei diritti dell'uomo ed anche in 
considerazione dei recenti sviluppi – non vi sarebbero indizi circa il rischio 
di  esposizione  a  trattamenti  contrari  all'art. 3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950  (CEDU,  RS  0.101).  L'UFM  ha,  altresì,  ritenuto  che – 
posto che  il  richiedente proverrebbe da B._______ – dove  la situazione 
potrebbe  tuttora  essere  considerata  fondamentalmente  sicura  –  il  suo 
allontanamento  verso  il  suo  Paese  di  origine  sarebbe  pertanto 
ragionevolmente  esigibile.  Infine,  non  vi  sarebbero  altri motivi  relativi  al 
richiedente  –  considerato  che  egli  sarebbe  giovane,  in  buona  salute, 
benestante e disporrebbe di una  rete sociale nel  suo Paese su cui  fare 
affidamento – o dal punto di vista tecnico e pratico, che si opporrebbero 
all'esecuzione dell'allontanamento del medesimo a B._______.

5.2. Nel gravame, l'insorgente fa valere che – per la sua buona fede e per 
quanto al meglio avrebbe collaborato – gli si potrebbe scusare la mancata 
presentazione  dei  documenti  d'identità.  Infatti,  egli  ribadisce  di  aver 
dovuto gettare via durante il suo viaggio di espatrio sia il passaporto che 
la  carta  di  identità,  per  timore  di  subire  un  rimpatrio  forzato. Peraltro,  a 
causa  del  suo  analfabetismo  e  delle  difficoltà  a  capire  il  funzionamento 
della  procedura  di  asilo,  egli  non  avrebbe  compreso  l'importanza  di 
attivarsi  subito  per  farsi  inviare  un  duplicato  di  uno  dei  documenti  di 
identità, che egli assicura in questa sede che arriverà presto, ritenuto che 

D­4215/2009

Pagina 7

avrebbe chiesto ai familiari in patria di attivarsi ad inviarglielo. In secondo 
luogo, il ricorrente sostiene che l'UFM avrebbe anche dovuto entrare nel 
merito della sua domanda di asilo, in quanto sarebbero necessari ulteriori 
chiarimenti  per  accertare  lo  statuto  di  rifugiato  o  impedimenti 
all'esecuzione dell'allontanamento. In particolare, egli adduce che i motivi 
di  asilo  da  lui  esposti  sarebbero  veri  e  verosimili,  come  sarebbero 
autentiche  le minacce  ricevute e  i  fondati  timori  di  essere ucciso,  come 
suo  padre.  Inoltre,  secondo  l'attualità  e  le  dichiarazioni  dei  governi 
impegnati  sul  posto,  la  drammatica  situazione  dell'Afghanistan – 
compresa B._______ assediata dentro e fuori – sembrerebbe peggiorare 
giorno dopo giorno e le autorità non riuscirebbero a garantire la sicurezza 
ai  loro cittadini, né tantomeno contro quei gruppi che avrebbero preso di 
mira lui e la sua famiglia. Infine, a mente del ricorrente, tale situazione nel 
suo Paese renderebbe  il suo rientro a B._______  inesigibile e dovrebbe 
condurre  comunque  ad  offrirgli  una  protezione  da  parte  delle  autorità 
svizzere. 

5.3. Nella sua risposta, l'UFM ha osservato che il ricorso non conterrebbe 
fatti o mezzi di prova nuovi che potrebbero giustificare una modifica della 
sua  posizione,  ribadendo  tuttavia  che  l'assenza  di  documenti  del 
ricorrente non sarebbe scusabile, poiché il contenuto del foglio arancione 
sarebbe  stato  letto  e  tradotto  al  ricorrente  analfabeta,  gli  sarebbe  stata 
illustrata in maniera esplicita e approfondita l'importanza di presentare un 
documento valido e, malgrado ciò, egli non avrebbe  intrapreso nulla per 
farsi  pervenire  dei  documenti  di  identità.  Peraltro,  il  duplicato  dei 
medesimi – che si sarebbe attivato ad ottenere  (cfr.  ricorso pag. 2) non 
sarebbe  giunto  all'UFM.  Oltre  a  ciò,  sarebbero  contraddittorie  le 
allegazioni  in  merito  al  tipo  ed  alla  quantità  dei  documenti  di  identità 
gettati  in mare,  nonché  sarebbe  lacunosa  ed  inverosimile  la  narrazione 
del viaggio Di espatrio,  in particolare  l'attraversamento dei confini senza 
l'utilizzo di alcun documento. Infine, i motivi di asilo esposti dal ricorrente 
sarebbero caratterizzati da allegazioni estremamente vaghe, stereotipate 
e  contraddittorie,  nonché  dall'assenza  di  dettagli  suscettibili  di 
comprovare  un  effettivo  coinvolgimento  dell'interessato,  il  cui 
allontanamento – secondo  la prassi dell'UFM – sarebbe altresì esigibile. 
In conclusione, detto Ufficio ha proposto la reiezione del gravame e per il 
resto,  ha  rinviato  ai  considerandi  della  decisione  impugnata, 
confermandoli pienamente. 

5.4. Nell'atto di replica, il ricorrente ha sottolineato nuovamente di essersi 
rivolto  alla  sua  famiglia  per  far  pervenire  la  carta  di  identità, ma  di  non 
sapere  quanto  tempo  questo  implicherà.  Inoltre,  egli  ha  chiesto  al 

D­4215/2009

Pagina 8

Tribunale di esaminare gli ostacoli all'esecuzione del suo allontanamento 
verso  l'Afghanistan,  rinviando alla situazione di  instabilità  regnante nella 
città  di  B._______  secondo  la  decisione  del  Tribunale  E­1331/2009  del 
21 agosto 2009, nonché di accogliere il suo ricorso. 

5.5.  Nella  duplica,  l'UFM  ha  evidenziato  che  –  benché  nelle  sue 
osservazioni il ricorrente abbia dichiarato il suo impegno a presentare un 
documento  di  identità  –  il  medesimo  non  avrebbe  depositato  alcun 
documento  suscettibile  di  identificarlo.  Peraltro  –  anche  qualora  avesse 
incontrato delle difficoltà a procurarsi quanto richiesto – un lasso di tempo 
di  quasi  due  anni  sarebbe  sufficiente  per  depositare  un  documento  di 
identità,  la  cui  assenza  pertanto  non  sarebbe  giustificabile.  Quanto  al 
rinvio dell'insorgente verso B._______,  l'autorità  inferiore ha sottolineato 
che – in condizioni favorevoli – sarebbe attualmente esigibile, ritenuto che 
in  concreto  il  ricorrente  sarebbe  giovane,  in  buona  salute,  avrebbe 
un'esperienza  lavorativa,  sarebbe  economicamente  benestante  e 
potrebbe contare su una  rete  familiare  in patria. Di conseguenza,  l'UFM 
ha confermato la sua decisione e proposto la reiezione del ricorso. 

5.6. Nelle sue ulteriori osservazioni, richiamata la decisione del Tribunale 
del  16  giugno  2011  (E­7625/2008),  il  ricorrente  ha  asserito  che,  da 
quando sarebbe venuto in Svizzera, non avrebbe più avuto alcun contatto 
con  la  sua  famiglia,  la  quale  probabilmente  non  si  troverebbe  più  in 
Afghanistan, ritenuto che non sarebbe riuscito a contattare i suoi parenti e 
che  essi  gli  avrebbero  detto  di  voler  andare  in  C._______.  Inoltre,  egli 
non saprebbe dove si trova la "(…)" che aveva nel suo Paese di origine. 
In  conclusione,  l'insorgente  fa  valere  di  non  avere  una  rete  sociale  in 
Afghanistan, ragion per cui il suo rinvio non sarebbe ammissibile. 

6. 

6.1.  Giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda  di  asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della 
domanda. Secondo l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il 
richiedente  può  rendere  verosimile  di  non  essere  in  grado,  per  motivi 
scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore 
dalla  presentazione della  domanda  (lett. a),  se  la  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  all'art. 3  e 
all'art. 7 LAsi  (lett. b),  oppure  se  l'audizione  rileva  che  sono  necessari 
ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un 
impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c). 

D­4215/2009

Pagina 9

6.2. Sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, 
segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che  permettono 
un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in  particolare  della  sua 
cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio  senza  necessità  di 
particolari formalità amministrative. Per contro, non sono documenti validi 
giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi,  come  la 
licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di nascita, la carta 
scolastica o l'attestato di fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7 consid. 6).

6.3.  Nella  fattispecie,  il  ricorrente,  senza  valide  ragioni,  non  ha 
tempestivamente presentato documenti di viaggio o di identità ai sensi di 
legge.  Infatti,  in  data  25 maggio  2009,  in  occasione  dell'audizione  sulle 
generalità, al  ricorrente è stato consegnato  il documento che  lo ha  reso 
attento  circa  la  necessità  e  l'importanza  di  procurarsi  entro  le  48  ore 
successive dei documenti di  identità  (cfr. atto A 6/1 e verbale 1 pag. 7). 
Peraltro,  alla  domanda  posta  dall'UFM  per  accertarsi  che  il  suo  dovere 
nonché compito fosse chiaro, il ricorrente ha espressamente dichiarato di 
aver compreso  la portata di quanto  richiestogli e di valutare cosa  fare a 
tale  scopo  (cfr. verbale  1  pag.  7).  Per  giunta,  anche  in  occasione 
dell'audizione  federale  diretta,  al  ricorrente  sarebbe  stato  ribadito  di 
presentare  i  suoi  documenti  di  identità  e,  dal  canto  suo,  egli  avrebbe 
evidenziato  la  possibilità  di  procurarseli,  ciò  che  tuttavia  non  ha 
verosimilmente  mai  fatto,  visto  che  sino  ad  oggi  egli  non  ne  avrebbe 
presentato alcuno, nonostante  le svariate promesse (cfr. verbale 2 D14­
16). In tali circostanze, pertanto, presentano un carattere manifestamente 
pretestuoso le allegazioni dell'insorgente, secondo le quali – a causa del 
suo analfabetismo e della complessità della procedura di asilo – egli non 
avrebbe  compreso  l'importanza  di  attivarsi  al  fine  di  presentare  i 
necessari documenti (cfr. ricorso pag. 2). Tali giustificazioni – oltre a non 
costituire  nel  caso  di  specie  ragioni  valide  per  giustificare  la  mancata 
esibizione  di  documenti  ai  sensi  della  legge  ed  a  non  dimostrare  che 
l'insorgente  abbia  effettuato  seri  e  concreti  sforzi  per  procurarsi  dei 
documenti  d'identità,  denotano  un  atteggiamento  irriverente  e  contrario 
alla buona  fede da parte del  ricorrente,  ciò che  lascia presumere da sé 
che  allegazioni  del medesimo  siano  poco  credibili  e  che  egli  dissimuli  i 
suoi  documenti  di  identità  per  i  bisogni  della  causa.  Tale  tesi  trova 
conferma, da un  lato, nelle sue allegazioni  stereotipate e contraddittorie 
circa  la sorte e  la presentazione dei suoi documenti di  identità, dall'altro 
lato,  nell'inverosimiglianza  delle  asserite  circostanze  del  viaggio  di 
espatrio. Difatti,  il ricorrente si è contraddetto riguardo a quali documenti 
avesse gettato in mare durante il suo tragitto tra la Turchia e la Grecia, in 
particolare  se  la  fotocopia  della  sua  carta  di  identità  o  se  la  carta  di 

D­4215/2009

Pagina 10

identità  stessa,  assieme  al  suo  passaporto  (cfr.  verbale  1  pagg.  5­6  a 
confronto con verbale 2 D7, D11­D12 e D17). Inoltre, riguardo al viaggio 
di  espatrio,  in  relazione  a  quanto  già  rettamente  rilevato  dall'UFM,  il 
ricorrente  non  è  stato  in  grado  di  fornire  alcuna  indicazione  dettagliata 
sull'attraversamento  dei  diversi  confini  per  giungere  in  Svizzera,  senza 
documenti  e  senza  subire  controlli,  limitandosi  ad  affermare  di  essere 
giunto da solo  in C._______ e di essersi poi affidato al passatore, con il 
quale i suoi documenti – che avrebbe avuto con lui – non sarebbero stati 
necessari (cfr. verbale 1 pag. 9 e verbale 2 D17­D23 e D26). Oltre a ciò, 
egli non ha saputo riferire dove avrebbe incontrato  il passatore,  in quale 
località  sarebbe giunto  in Grecia, quali Paesi avrebbe attraversato dalla 
Grecia  alla  Svizzera,  nonché  dove  si  sarebbero  fermati  durante  tale 
tragitto  (cfr.  verbale  1  pag.  9  e  verbale  2  D23­D24).  Ne  discende  che, 
l'insorgente  non  può  aver  viaggiato  nelle  circostanze  descritte.  In 
conclusione,  vista  l'inverosimiglianza  delle  circostanze  del  viaggio  di 
espatrio,  nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette 
dichiarazioni del ricorrente circa la mancata presentazione dei documenti 
d'identità,  vi  è  ragione  di  concludere  che  l'insorgente  dissimuli  i  suoi 
documenti d'identità per i bisogni della causa. Egli deve quindi sopportare 
le conseguenze della mancata consegna dei documenti d'identità. 

6.4. In considerazione di quanto precede, non avendo né esibito alcun 
documento  d'identità,  né  fornito  una  valida  giustificazione  per  la 
mancata produzione degli stessi,  l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 
lett. a LAsi a favore dell'insorgente non è applicabile.

7. 

7.1.  In assenza di documenti d'identità, occorre  inoltre esaminare se,  in 
applicazione  della  seconda  eccezione  dell'art. 32  cpv. 3  lett. b  LAsi,  in 
base  agli  art. 3  e  7  LAsi  nonché  all'audizione,  è  accertata  la  qualità  di 
rifugiato del ricorrente. 

7.2. Inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore 
ha  pure  introdotto  una  procedura  di  esame  materiale,  accelerata  e 
sommaria, delle domande che si  fondano su allegazioni manifestamente 
inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La  manifesta  irrilevanza  può 
risultare,  fra  l'altro,  dalla  palese  assenza  di  una  sufficiente  intensità  dei 
pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi  nonché  dall'evidente  esistenza  di 
un'alternativa  di  rifugio  interna  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di 
un'appropriata  protezione  statale  contro  l'agire  illegittimo  di  terzi  (DTAF 
2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5), 

D­4215/2009

Pagina 11

7.3.  L'insorgente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione.  Infatti,  le  allegazioni 
decisive in materia di asilo si esauriscono in mere affermazioni di parte 
non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, 
in sostanza per  le ragioni  indicate nel provvedimento  litigioso, cui può 
essere  rimandato.  Il  ricorrente,  peraltro,  in  sede  di  ricorso,  non  ha 
apportato  alcun  chiarimento  circa  le  argomentazioni  dell'UFM 
(cfr. ricorso pag. 2).

In particolare, il ricorrente non è stato in grado di rendere verosimile, i 
fatti  addotti  a  sostegno  della  sua  domanda  di  asilo,  segnatamente  le 
minacce  di  cui  sarebbe  stato  oggetto  a  seguito  del  rapimento  e 
dell'uccisione del padre e che sarebbero alla base della  fuga dal  suo 
Paese  di  origine,  avuto  riguardo  alle  sue  dichiarazioni  vaghe, 
contraddittorie  nonché  contrarie  alla  logica  dell'agire  su  punti 
essenziali  della narrata vicenda.  Innanzitutto,  il  ricorrente non è stato 
in  grado di  fornire  una  spiegazione  logica e  lineare  riguardo all'entità 
delle  minacce  proferitegli,  ovvero  riguardo  a  che  cosa  i  malfattori 
avrebbero  preteso  da  lui.  Infatti,  se  da  un  lato,  il  ricorrente  ha 
affermato  di  essere  stato  minacciato  da  un  gruppo  di  gente  in 
relazione ai sequestratori di suo padre, al fine di lasciar perdere il caso 
davanti  alle  autorità  e  di  dare  loro  il  suo  perdono  (cfr.  verbale  1 
pagg. 7­8 e verbale 2 D50, D82, D95), dall'altro lato, egli ha riferito che 
i  rapitori  di  suo  padre  sarebbero  stati  incriminati  ufficialmente 
(cfr. verbale  2  D85)  ed  avrebbero  avuto  dei  mediatori  che 
corrompevano  la Polizia per  farli  liberare (cfr.  ibidem D86­D88), come 
pure  che  la  Polizia  avrebbe  seguito  il  caso,  se  non  l'avesse  fatto  la 
persona  interessata  come  lui,  rispettivamente  che  i  rapitori 
rimarrebbero  in  detenzione,  se  egli  non  desse  la  luce  verde  (cfr. 
ibidem D97­D98). Alla  luce di  tali asserzioni,  ritenuto che  i  rapitori del 
padre del ricorrente sono stati ad ogni qual modo incriminati, sebbene 
la  Polizia  fosse  stata  corrotta  e  nonostante  il  ricorrente  non  abbia  a 
quel  tempo  deciso  di  lasciar  perdere  il  caso  o  meno,  risulta 
assolutamente contrario alla  realtà dei  fatti  il contenuto delle minacce 
telefoniche asserite dal ricorrente. Oltre a ciò, è manifestamente poco 
plausibile  che,  se  tali  minacce  fossero  state  verosimili  ed  avessero 
raggiunto  una  tale  intensità  da  costituire  addirittura  delle  minacce  di 
morte, nonché delle persecuzioni, il ricorrente avrebbe potuto chiedere 
ai  suoi  malfattori  un  mese  di  tempo  per  riflettere  sul  da  farsi, 
rispettivamente  che  gli  autori  di  tale  minacce  gli  avrebbero 
ingenuamente  offerto  tale  lasso  di  tempo,  durante  il  quale  non  vi 

D­4215/2009

Pagina 12

sarebbero  stati  ulteriori  avvenimenti,  in  assenza  di  segnalazioni  di 
sorta  da  parte  del  ricorrente  (cfr.  verbale  1  pag.  8  e  verbale  2 D50). 
Per giunta,  il  ricorrente non ha saputo  indicare chi  sarebbero stati  gli 
autori,  rispettivamente  la  persona  responsabile  di  tali  minacce, 
limitandosi  a  dichiarare  si  tratterebbe di  un  gruppo di  gente  legato  ai 
sequestratori  del  padre  (cfr. verbale  pag.  8  e  verbale  2  D95). 
Nemmeno di quest'ultimi, peraltro, il ricorrente è riuscito ad abbozzare 
minimamente  l'aspetto  e  l'identità,  nonostante  due  li  avesse  visti  in 
prigione e uno all'ospedale (cfr. verbale 1 pag. 8 e verbale 2 D78­D83 
e D99­D103). Peraltro,  il  comportamento del  ricorrente –  il  quale non 
ha  chiesto  i  nomi  di  tali  individui  –  non  trova  alcuna  giustificazione 
nelle circostanze del caso, così come le spiegazioni rese in merito (cfr. 
verbale  2  D80­D82).  Del  resto,  a  confermare  l'inconsistenza  delle 
dichiarazioni rese dal ricorrente circa le minacce proferitegli e gli autori 
delle  stesse,  l'insorgente  ha  espresso  il  timore  –  in  caso di  rientro  in 
patria – di essere accusato dell'omicidio di suo padre, di essere fuggito 
e di non aver seguito il caso, ciò che non combacia con la versione dei 
fatti da esso raccontata (cfr. verbale 2 D117). Inoltre, il medesimo non 
è  stato  in  grado  di  indicare  in  maniera  lineare  il  numero  delle 
telefonate minatorie  (cfr. verbale 1 pag. 8 e verbale D91­92), nonché, 
fatto  ancora  più  importante,  la  data  precisa  del  sequestro, 
rispettivamente  della morte  del  padre,  ossia  gli  eventi  primordiali  del 
suo  racconto.  Inizialmente,  egli  ha  infatti  indicato  che  questi 
avvenimenti  sarebbero  avvenuti  tra  il  mese  di  (…)  e  (…)  2008  (cfr. 
verbale  1  pagg.  4  e  7),  per  poi  affermare  che  il  (…)  giorno  dopo  il 
sequestro, ovvero giorno dell'appuntamento del  riscatto e della morte 
del padre, era il (…) 2008 (cfr.  ibidem pag. 7). Tuttavia, nell'audizione 
federale diretta,  il ricorrente ha affermato di non sapere la data esatta 
del  sequestro  del  genitore  a  causa  del  suo  analfabetismo,  indicando 
nuovamente  il  periodo  di  tempo  tra  (…)  e  (…)  2008,  ma  senza  più 
riferimento  alcuno  alla  data  sopraesposta  di  (…)  2008  (cfr.  verbale  2 
D50­D51). A ciò aggiungasi che – come rilevato dall'UFM – il ricorrente 
ha  reso  versioni  discrepanti  sulle  modalità  secondo  cui  lui  e  la  sua 
famiglia  si  sarebbero  rivolti  alla  Polizia  per  denunciare  la  scomparsa 
del  padre,  ovvero  affermando  di  aver  telefonato  alla  Polizia  (cfr. 
verbale 2 pag. 7) oppure di essersi recati presso la stessa (cfr. verbale 
2 D50­D54).  Infine,  riguardo a  tale denuncia, nonché al sequestro del 
genitore,  è  manifestamente  contrario  alla  logica  dell'agire  che  la 
Polizia  si  sia  limitata  a  chiedere  loro  il  numero  di  targa  e  quello 
telefonico  del  padre,  unitamente  a  quello  di  casa,  senza  invece 
domandare una  foto del padre o maggiori  in  formazioni sul suo conto 
(cfr. verbale 2 D55). Alla luce di tutto quanto suesposto, vi è ragione di 

D­4215/2009

Pagina 13

concludere all'assoluta  inverosimiglianza dei motivi di asilo addotti dal 
ricorrente,  senza  che  sia  necessario  evocare  ulteriori  elementi 
inconsistenti. 

7.4.  Pertanto,  il  racconto  reso  dall'insorgente  a  sostegno  della  sua 
domanda di asilo deve essere ritenuto inverosimile e, convenendo con 
l'autorità di prime cure, non è data la qualità di rifugiato del medesimo 
con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi.  

7.5. Di conseguenza, ritenuta la manifesta inconsistenza delle allegazioni 
decisive  presentate  dal  ricorrente  (cfr.  consid.  7.3­7.4),  non  risultano 
nemmeno elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la 
necessità di ulteriori accertamenti ai fini della determinazione della qualità 
di rifugiato.

7.6.  Inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione  dell'allontanamento  dal  punto  di  vista  dell'ammissibilità 
(cfr. DTAF  2009/50  consid.  8).  Difatti,  dalle  carte  processuali  non 
emergono  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Afghanistan,  segnatamente  a 
B._______ possa violare  l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione  federale della 
Confederazione  Svizzera  del  18 aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art. 33 
della  convenzione  del  28 luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83  cpv. 3  della  legge  federale  sugli  stranieri  del  16  dicembre  2005 
(LStr,  RS  142.20)  o  esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art. 3 CEDU  o  all'art. 3 della 
convenzione  del  10 dicembre  1984  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o 
trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105).

8. 
Da  quanto  esposto,  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è  entrato  nel 
merito della domanda di asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2  lett. a LAsi. Ne 
consegue che,  in materia di non entrata nel merito,  il  ricorso non merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

9. 
L'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avrebbe 
dovuto astenersi dal pronunciare  l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 
cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché  art. 32 dell'Ordinanza  1 

D­4215/2009

Pagina 14

sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 agosto  1999  [OAsi  1, 
RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9).

10. 

10.1.  L'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art. 83  LStr. 
Giusta  detta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve  essere 
possibile  (art. 83  cpv. 2  LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr)  e 
ragionevolmente  esigibile  (art. 83  cpv. 4  LStr).  Per  l'esame 
dell'esecuzione  dell'allontanamento  è  determinante  la  situazione  al 
momento della presa di decisione.

10.2.  In considerazione di quanto esposto al consid. 7.6,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  nel  caso  di  specie 
(artt. 44 cpv. 2 LAsi e 83 cpv. 3 LStr).

10.3. 

10.3.1.  Giusta  l'art.  83  cpv.  4  LStr,  l'esecuzione  non  può  essere 
ragionevolmente  esigibile  qualora,  nello  Stato  di  origine  o  di 
provenienza,  lo straniero venisse a  trovarsi concretamente  in pericolo 
in  seguito  a  situazioni  quali  guerra,  guerra  civile,  violenza 
generalizzata  o  emergenza  medica  (cfr.  DTAF  2007/10  consid.  5.1 
pag. 111, GICRA 1999 n. 28 consid. 5b pag. 170, nonché GICRA 1998 
n. 22 consid. 7a pag. 191).

10.3.2.  In  Afghanistan,  secondo  la  recente  giurisprudenza  del 
Tribunale,  in  questi  ultimi  anni  la  situazione  securitaria  è  andata 
peggiorando  nell'intero  Paese.  Lo  stesso  vale  per  la  situazione 
umanitaria,  sebbene  occorre  distinguere  le  zone  rurali  dai  territori 
urbani,  dove  le  condizioni  sono migliori. Anche nelle  città,  tuttavia,  le 
cure  mediche  spesso  non  sono  garantite.  In  definitiva,  la  situazione 
vigente  in  Afghanistan  sull'insieme  del  territorio  –  salvo  nelle  grandi 
città – è talmente grave da rappresentare una minaccia di esposizione 
concreta a pericolo ai sensi dell'art. 83 cpv. 4 LStr. Nondimeno, non è 
in maniera  generale  inesigibile  l'esecuzione  dell'allontanamento  nella 
città  di  Kabul,  dove  la  situazione,  dal  profilo  umanitario  e  della 
sicurezza, è meno drammatica che nel  resto del Paese. L'esecuzione 
dell'allontanamento  a  Kabul  può  tuttavia  essere  riconosciuta  come 
ragionevolmente  esigibile,  anche  a  titolo  di  alternativa  di  soggiorno 
interna,  solo  a  determinate  condizioni  restrittive,  già  poste  da  tempo 
dalla giurisprudenza  (cfr. GICRA 2003 n. 10), per un uomo giovane e 

D­4215/2009

Pagina 15

sano,  segnatamente  in  presenza  di  una  solida  rete  sociale  in  loco, 
nonché di concrete garanzie di sostentamento minime e di accesso ad 
un alloggio (cfr. DTAF E­7625/2008 del 16 giugno 2011).

10.3.3. Nel caso in esame, il ricorrente, originario di B._______, dove ha 
avuto ultimo domicilio prima del suo espatrio nel (…) 2009 (cfr. verbale 1 
pag. 1), ha vissuto in detta città per tutta la sua esistenza, salvo per (…) 
anni (dal 1990­91 al 1997­98, ovvero dall'età di […] anni fino all'età di […] 
anni), in condizioni finanziarie buone, vivendo del resto nella loro casa di 
famiglia (cfr. verbale 1 pag. 2 e 4, nonché verbale 2 D31). Suo padre era 
peraltro  proprietario  di  una  fabbrica  di  (…)  e,  a  far  tempo  dal  2005,  il 
ricorrente ha  lavorato  in un negozio di  (…) di sua proprietà, che egli ha 
potuto aprire grazie ai soldi  lasciati dal padre (cfr. verbale 1 pagg. 3­4 e 
verbale 2 D43­D47). Oltre alle suesposte condizioni di vita favorevoli del 
ricorrente a B._______, in relazione alle quali vi è già di per sé ragione di 
desumere che egli disponga di una rete sociale in detta città, l'insorgente 
per sua stessa ammissione beneficia in detta città della presenza di una 
solida rete familiare costituita da sua madre, il fratello, i nonni (un nonno 
paterno e una nonna materna), nonché diversi zii e zie paterni e materni 
con  i  relativi  figli  (cfr.  verbale  1  pagg.  4­5).  Ora,  le  allegazioni  del 
ricorrente  –  fatte  valere  soltanto  in  fine  alla  procedura  di  istruzione – 
secondo le quali, da quando sarebbe venuto in Svizzera, non avrebbe più 
avuto alcun contatto con la sua famiglia, non sarebbe riuscito a contattare 
i suoi parenti, che gli avrebbero detto di voler andare in C._______, e la 
sua  famiglia  probabilmente  non  si  troverebbe  più  in  Afghanistan 
(cfr. osservazioni  del  18  agosto  2011),  sono  prive  di  qualsiasi 
fondamento,  così  come evidentemente  invocate  solo  per  i  bisogni  della 
causa,  ovvero  dopo  che  egli  aveva  preso  conoscenza  della  richiamata 
DTAF E­7625/2008  del  16 giugno  2011,  in  cui  è  stato  stabilito  che –  in 
assenza  di  una  rete  sociale  –  l'allontanamento  verso  B._______  non 
sarebbe  esigibile.  Alla  luce  di  tutte  le  suesposte  considerazioni,  vi  è 
ragione di ritenere che a B._______ il ricorrente disponga effettivamente 
di una rete sociale – in cui sono compresi i suoi menzionati familiari (cfr. 
verbale  1  pagg.  4­5),  nonché  altre  persone  con  cui  il  ricorrente  deve 
avere  instaurato  una  relazione  sociale  in  tutti  gli  anni  di  soggiorno  e  di 
lavoro  in  detta  città  (cfr.  ibidem  pagg.  3­4)  –  che  potrà  apportare  al 
ricorrente  l'adeguato e concreto sostegno al suo reinserimento sociale e 
professionale in Patria. A ciò aggiungasi che il ricorrente è giovane, celibe 
ed  ha  un'esperienza  professionale  pluriennale  nel  campo della  (…),  ciò 
che  manifestamente  non  collima  con  l'asserito  analfabetismo  (cfr. 
ibidem).  Infine,  egli  è  in  buona  salute,  ritenuto  che  non  ha  preteso  nel 
gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  tali  da  giustificare 

D­4215/2009

Pagina 16

un'ammissione  provvisoria  (cfr. GICRA  2003  n. 24),  senza  che  da  un 
esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una  sua 
permanenza  in  Svizzera  per  motivi  medici.  In  conclusione,  visto  tutto 
quanto  precede,  il  Tribunale  considera  che  l'autorità  inferiore  ha 
rettamente  ritenuto,  siccome adempiuti,  i  presupposti  per  formulare una 
prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive  possibilità  per  il 
ricorrente  di  un  adeguato  reinserimento  nel  suo  Paese  di  origine, 
segnatamente a B._______.

10.3.4.  Pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel 
suo  Paese  di  origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi 
ed art. 83 cpv. 4 LStr). 

10.4.  Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 44  cpv. 2  LAsi  ed 
art. 83  cpv. 2  LStr).  Infatti,  l'insorgente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento  indispensabile al  rimpatrio 
(cfr.  DTAF  2008/34  consid.  12  pagg.  513­515).  L'esecuzione 
dell'allontanamento è dunque pure possibile.

10.5. Di  conseguenza,  anche  in  materia  di  allontanamento  e  relativa 
esecuzione,  il  gravame  va  disatteso  e  la  querelata  decisione 
dell'autorità inferiore confermata. 

11. 
Visto  l'esito  della  procedura  le  spese  processuali,  di  CHF  600.­,  che 
seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 
cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale 
del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente)

D­4215/2009

Pagina 17

Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale 
pronuncia:

1. 
Il ricorso è respinto.

2. 
Le  spese  processuali  di  CHF  600.­  sono  poste  a  carico  del  ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  entro  un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

3. 
Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità 
cantonale competente. 

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Pietro Angeli­Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

 

D­4215/2009

Pagina 18

Comunicazione a:

– ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
– UFM, Asilo e ritorno, Procedura alla centrale e ritorno, con allegato 

l'incarto (per corriere interno; in copia)
– Migrationsamt X.__________(in copia)