# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b10ab660-126d-5d49-be8a-2833ee7a9b81
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-02-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 23.02.2012 52.2011.601
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2011-601_2012-02-23.html

## Full Text

RI 2

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  52.2011.601

   

  	
  Lugano

  23 febbraio 2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Raffaello
  Balerna, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Paola
  Passucci, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sul ricorso 19 dicembre 2011 di

 

 

	
   

  	
  RI
  1 RI 1   

  RI
  2   

  quali
  membri della __________, 

  patrocinata
  da:    

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 5 dicembre 2011 dell'Azienda Elettrica Ticinese (AET), che assegna
  allo CO 1 di  il mandato di progettazione concernente le prestazioni da ingegnere
  specialista per la tecnica degli edifici (RCVS-MCRC) nell'ambito della
  costruzione della nuova sede amministrativa di AETa __________;

  

 

 

viste le risposte:

-      2 gennaio 2012 dello CO 1;

-    20 gennaio 2012 dell'Azienda
Elettrica Ticinese (AET);

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                          in
fatto

 

                                  A.   Il 4 ottobre 2011
 l'Azienda Elettrica Ticinese (AET) ha indetto un pubblico concorso, retto
dalla legge sulle commesse pubbliche del 20 febbraio 2001 (LCPubb; RL 7.1.4.1)
ed impostato secondo la procedura libera, per aggiudicare il mandato di progettazione
concernente le prestazioni da ingegnere specialista per la tecnica degli
edifici (RCVS-MCRC) nell'ambito della costruzione della nuova sede amministrativa
di AETa __________ (FU n__________ pag. __________).

Il bando di concorso stabiliva che le opere sarebbero state aggiudicate
al miglior offerente, tenendo conto dei seguenti criteri e fattori di ponderazione:

A.  
prezzo                                                                                   50%

B.  
attendibilità del prezzo                                                       20%

C.  
qualifica degli offerenti                                                      15%

C1
Organizzazione dell'offerente                    40%

C2
Qualifiche referenze per responsabili       60%

del progetto

D.  
analisi del mandato                                                           10%

E.  
formazione apprendisti                                                        5%

 

Il capitolato d'appalto precisava tutti i parametri che
sarebbero stati utilizzati per la valutazione di ogni singolo criterio di
aggiudicazione. La pos. 2.2.2 stabiliva in particolare che l'attendibilità
del prezzo dell'offerta (criterio B) sarebbe stata valutata in base ad una
scala di note da 1 a 6, correlata ad un preventivo di riferimento definito dividendo
per tre la media tra il preventivo del committente (moltiplicato per 2) con la
media delle offerte; a tale scopo l'ente banditore avrebbe dovuto depositare
presso l'ufficio acquisti di AET un proprio preventivo in busta chiusa e
sigillata. 

La pos. 2.2.3 specificava inoltre che la qualifica
degli offerenti (criterio C) sarebbe stata apprezzata nel modo seguente:

Per il sottocriterio "Organizzazione
dell'offerente" verrà valutato l''organigramma con il personale messo a
disposizione.

Per il sottocriterio "Qualifiche referenze per
responsabili del progetto" verranno valutati in quanto a conoscenze e
esperienze, le referenze del responsabile di progetto per i singoli studi,
anche in base ai relativi curriculum vitae.

In particolare si chiede di poter dimostrare
sufficiente esperienza nella progettazione e nella realizzazione di edifici
Minergie.

 

Per il criterio relativo all'analisi del mandato (criterio
D) disponeva ancora che:

Con
questo criterio si intende valutare la comprensione del progetto da parte
dell'offerente. 

In particolare verranno
valutate la descrizione delle difficoltà prevedibili e le misure previste o da
prevedere per la loro soluzione.

L'analisi richiesta è da
esporre in una relazione tecnica.

 

La documentazione di gara specificava che anche per i criteri
C e D sarebbe stato assegnato un punteggio variabile da 1
 a 6, con la possibilità di attribuire mezzi punti.

Nel bando era infine segnalato chiaramente che contro gli
atti di appalto era data facoltà di ricorso al Tribunale cantonale amministrativo
entro 10 giorni dalla loro messa a disposizione. Nessuno li ha tuttavia
impugnati.

 

 

B.   Nel
termine prestabilito (14 novembre 2011) sono pervenute al committente otto
offerte, per importi compresi tra fr. 180'000.04 e fr. 249'199.96.

Le offerte sono quindi state
valutate da AET__________: capoprogetto) con la collaborazione della consulente
esterna __________ (ing. __________). Esperite le opportune verifiche, il
gruppo di valutazione ha proposto di aggiudicare la commessa allo studio d'ingegneria
CO 1 di __________, giunto primo in graduatoria con 538.93 punti. Facendo
propria la proposta di delibera, il 5 dicembre 2011 il committente ha conferito
il mandato messo a concorso allo studio d'ingegneria CO 1 per un importo di fr.
203'809.82 (IVA inclusa).

 

 

C.   Mediante ricorso 19 dicembre 2011 la Comunità
di progettazione __________, segnatamente gli ingegneri RI 2 e RI 1, terza
classificata con 509.35 punti, ha impugnato la predetta decisione innanzi al
Tribunale cantonale amministrativo, postulandone l'annullamento con il
rinvio degli atti alla stazione appaltante per nuova valutazione e rispettiva
delibera, previa concessione dell'effetto
sospensivo al gravame.

Esposti
i fatti, gli insorgenti hanno eccepito per cominciare che la decisione
impugnata non è sufficientemente motivata. L'ente banditore si è infatti
limitato ad indicare la graduatoria finale, segnatamente i punteggi
ottenuti dalle otto ditte in gara, ma non la loro valutazione. A loro giudizio, una violazione del diritto
di essere sentiti è stata commessa anche in relazione alla presentazione del
preventivo del committente. RI 2 e RI 1 hanno evidenziato al riguardo che il
verbale di apertura delle offerte non menziona, come invece avrebbe dovuto, il deposito
del preventivo del committente; nulla ne prova dunque l'allestimento e la
consegna prima dell'apertura delle offerte.

Nel
merito, la Comunità di progettazione ricorrente ha censurato l'operato
della stazione appaltante sotto il profilo delle valutazioni concretamente
esperite e delle motivazioni addotte per
giustificare le note attribuitele in punto ai criteri di aggiudicazione C (e
sottocriteri C1 e C2) e D, osservando che esse procedono da un accertamento
errato, rispettivamente incompleto dei fatti. A titolo abbondanziale -
onde valutare gli eventuali risvolti giuridici dal profilo del rispetto del
principio della parità di trattamento e delle norme di ricusa di cui agli art.
5 lett. a e e LCPubb - i ricorrenti hanno chiesto che venga fatta
chiarezza su un eventuale rapporto di parentela tra S__________ T__________
(membro del CdA della I__________ __________ SA, consulente esterna di AET che
avrebbe collaborato all'allestimento del preventivo) e P__________ T__________
(membro del CdA dell'aggiudicatario).

 

 

D.   All'accoglimento del ricorso si è opposta la
committente, contestando le tesi degli insorgenti con argomenti che per quanto
necessario saranno ripresi nei considerandi seguenti. L'AET ha in particolare ripercorso
le tappe della procedura concorsuale, ammettendo che nel verbale di apertura
delle offerte manca, per una inavvertenza, l'indicazione dell'avvenuto deposito
del preventivo del committente. Ha comunque confermato che il preventivo in
questione è quello contenuto nella busta sigillata e prodotta a questo
Tribunale con la memoria di risposta. Tale circostanza - ha soggiunto - potrà
essere comprovata mediante l'audizione testimoniale delle persone presenti in
occasione dell'apertura delle offerte, indicate sul relativo verbale. L'ente
banditore ha inoltre contestato la pretesa violazione del diritto di essere
sentiti degli insorgenti. Seppure succinte, le motivazioni addotte per
giustificare le note attribuite hanno consentito ai ricorrenti di formulare un
allegato di ricorso compiuto e dettagliato. Un'eventuale violazione - ha
precisato - è comunque stata sanata grazie alle ulteriori delucidazioni fornite
in questa sede.

Anche
lo CO 1 si è opposto all'accoglimento dell'impugnativa, difendendo l'operato
della stazione appaltante con argomenti di cui si dirà, ove occorresse, in
appresso.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo è data dall'art. 36 cpv. 1 LCPubb. I ricorrenti, quali
membri della Comunità di progettazione che ha partecipato alla gara di appalto,
sono senz'altro legittimati a contestare l'aggiudicazione ad un altro
concorrente (art. 37 lett. d LCPubb e 43 legge di procedura per le cause
amministrative del 19 aprile 1966; LPamm; RL 3.3.1.1). Il gravame, tempestivo
(art. 36 cpv. 1 LCPubb), è dunque ricevibile in ordine e può essere evaso sulla
base delle tavole processuali, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 LPamm). In
particolare non occorre procedere all'audizione testimoniale delle persone presenti
alla seduta di apertura delle offerte, richiesta dalla committente. La stazione
appaltante non può infatti pretendere che questo Tribunale ponga rimedio all'eventuale,
mancato rispetto di formalità essenziali di procedura, quali la corretta
stesura del verbale di apertura delle offerte, esperendo accertamenti istruttori.
Né è necessario sentire gli altri testi proposti dall'AET (__________, __________)
al fine di chiarire il ruolo assunto dalla I__________ __________ SA nell'ambito
del concorso che qui ci occupa. Una loro audizione si avvera del tutto
superflua e insuscettibile di apportare al Tribunale la concoscenza di
ulteriori elementi fattuali rilevanti per il giudizio che è chiamato a rendere.

 

 

                                   2.   Come esposto in narrativa, i
ricorrenti si dolgono di una violazione del loro diritto di essere sentiti,
ravvisata nel fatto che l'AET non avrebbe provveduto a motivare
sufficientemente la sua decisione, essendosi limitata ad indicare il punteggio attribuito alle otto offerte in gara senza
tuttavia motivare né spiegare le ragioni del risultato esposto. Le delucidazioni
fornite a posteriori dalla committenza per giustificare le note attribuite agli
insorgenti e all'aggiudicatario in relazione ai criteri e sottocriteri C e D appaiono
del tutto incomprensibili, lacunose, pertanto insufficienti. RI 2 e RI 1
affermano in buona sostanza di non essere stati posti nella condizione di poter
comprendere fino in fondo le ragioni che hanno spinto la committenza a
preferire l’offerta inoltrata dal deliberatario, anche perché l'ente banditore ha
negato loro l'accesso alla documentazione prodotta dallo CO 1 contestualmente
alla propria offerta. 

 

      2.1. La natura ed i limiti del diritto di essere sentito sono determinati
innanzitutto dalla normativa procedurale cantonale. Giusta l'art. 26 LPamm,
ogni decisione deve essere motivata per iscritto ed intimata alle parti con
l'indicazione dei mezzi e del termine di ricorso. L'obbligo di motivazione è
volto ad assicurare la trasparenza dell'attività dell'amministrazione, a
favorire la comprensione del provvedimento da parte degli interessati, a
salvaguardare l'esercizio del loro diritto di difesa ed a permettere
all'istanza di ricorso di pronunciarsi sulla legittimità dell'atto impugnato
(DTF 123 I 31 consid. 2c; Marco
Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese,
Lugano 1997, ad art. 26 LPamm).

L'art. 33 cpv. 2 LCPubb prescrive che la decisione di
aggiudicazione deve indicare succintamente i motivi che hanno condotto
all'esclusione di determinati offerenti o offerte, i criteri di aggiudicazione
adottati e i rimedi di diritto, con l'avvertenza che il ricorso non ha, per
principio, effetto sospensivo. Dal canto suo, l'art. 56 cpv. 2 del regolamento
di applicazione della legge sulle commesse pubbliche e del Concordato
intercantonale sugli appalti pubblici del 12 settembre 2006 (RLCPubb/CIAP; RL
7.1.4.1.6) specifica che la notifica delle decisioni di selezione o di aggiudicazione
da parte del committente deve contenere le seguenti indicazioni:

 

a) nome e indirizzo del o
degli aggiudicatari o selezionati;

b) tipo di procedura
impiegata;

c) oggetto e entità della
commessa;

d) motivi essenziali
dell'esclusione dall'aggiudicazione;

e) termini di ricorso e
tribunale competente.

 

Ferma restando l'esigenza di soddisfare i requisiti minimi
richiesti dalle predette norme che disciplinano specificatamente le commesse
pubbliche, le decisioni di aggiudicazione devono essere in ogni modo
convenientemente motivate. Per risultare adeguata, la motivazione deve fornire
una spiegazione ragionevole delle valutazioni operate sulle offerte inoltrate
dai singoli concorrenti, in modo che questi possano confrontarle fra loro e
sollevare eventuali contestazioni. La motivazione può anche essere succinta e
fare riferimento ad altri atti, in particolare alla documentazione prodotta dai
partecipanti. I destinatari della decisione devono tuttavia essere posti nella
condizione di esercitare compiutamente il loro diritto di ricorso. 

La violazione dell'obbligo di motivazione trae di principio
seco l'annullamento della decisione impugnata indipendentemente dalla
fondatezza delle contestazioni di merito (DTF 125 I 113 consid. 3e). Eventuali
carenze di motivazione possono comunque essere sanate davanti all'istanza di
ricorso. A tal fine occorre che il committente fornisca la motivazione mancante
e che all'insorgente sia data la possibilità di prendere posizione sugli argomenti
addotti (RDAT II-2002 n. 43; STA 52.2010.157 del 10 giugno 2010 consid. 2.1).

 

2.2. Nella decisione 5 dicembre 2011 notificata ai
ricorrenti, l'AET ha giustificato l'assegnazione del mandato di progettazione
allo CO 1 di __________ esponendo la graduatoria finale scaturita dalla valutazione
dei singoli criteri eseguita dal committente. Sollecitata a fornire ulteriori ragguagli
in merito alle valutazioni concretamente esperite, la committenza ha fatto
avere agli insorgenti una tabella, anonimizzata, denominata "Valutazione
dei criteri di aggiudicazione", dalla quale si evincono le note ottenute
dalle ditte offerenti per ogni singolo criterio di aggiudicazione, senza ulteriori
spiegazioni. Solo a seguito dell'intervento del legale degli insorgenti, la
committenza ha fornito le motivazioni delle
note attribuite in relazione ai criteri C1, C2 e D. Tuttavia, ha negato alla
Comunità di progettazione ricorrente l'accesso ai documenti prodotti dal deliberatario,
ciò che di fatto ha precluso un esame serio e approfondito delle ragioni che
hanno indotto la committente a preferire quell'offerta. Dalle tavole processuali
emerge in buona sostanza che l'AET, nella motivazione del provvedimento di
delibera, non ha fornito una giustificazione adeguata e sostenibile della nota
che ha attribuito ai singoli concorrenti per ogni criterio d'aggiudicazione. Né
una siffatta motivazione è stata fornita a seguito della notifica della
decisione dedotta in giudizio; anche agli occhi di questo Tribunale le considerazioni
addotte dalla committenza si avverano scarne e poco comprensibili. Da questo
profilo deve senz'altro essere rimproverato alla stazione appaltante di non avere
posto gli insorgenti nella condizione di poter comprendere fino in fondo le
ragioni che hanno spinto la committenza ad assegnare i punteggi riportati nella
tabella "Valutazione dei criteri di aggiudicazione", rispettivamente a
preferire l’offerta inoltrata dallo CO 1.

Sia come sia, in sede di risposta l'AET ha
illustrato ulteriormente le ragioni della propria decisione, confutando le
argomentazioni addotte dagli insorgenti. Questi ultimi hanno tuttavia
rinunciato a replicare. Neppure hanno chiesto di poter consultare l'incarto a
loro disposizione presso la cancelleria di questo Tribunale. In simili
evenienze essi non possono dolersi con successo di una violazione del diritto
di essere sentiti o di altre disattenzioni che consentano di accogliere la
prima doglianza sollevata nel loro gravame. Ben altre sono le inosservanze
nelle quali è incorsa la stazione appaltante, come si avrà modo di constatare
nel seguito.

 

 

                                   3.   A mente dei ricorrenti, una
violazione del loro diritto di essere sentiti si sarebbe prodotta anche in
relazione alla presentazione del preventivo del committente, parametro
fondamentale ai fini della valutazione del criterio dell'attendibilità del
prezzo (criterio B) ed al quale essi non hanno potuto accedere. Annotano al riguardo
che il verbale di apertura delle offerte non indica in alcun modo l'avvenuto
deposito del preventivo del committente, in busta chiusa e sigillata, prima
dell'apertura delle offerte. Stante l'importanza di tale documento, in
occasione della seduta di apertura la stazione appaltante avrebbe dovuto
addirittura divulgare e riportare a verbale le cifre pronosticate dall'AET.
Donde la necessità di annullare la controversa delibera. A suffragio della
propria domanda, i ricorrenti fanno riferimento a quanto statuito da questo
Tribunale in una recente sentenza (STA 52.2009.195 del 7 settembre 2009, pubbl.
nella RtiD I-2010 n. 24).

 

      3.1. Giusta l'art.
32 cpv. 1 LCPubb, il committente aggiudica la commessa a favore dell'offerta
più vantaggiosa determinata sulla scorta di diversi criteri, quali il termine,
la qualità, il prezzo, l'economicità, i costi di servizio, il servizio
clientela, l'adeguatezza della prestazione, l'estetica, la compatibilità
ambientale e il valore tecnico. I criteri di aggiudicazione, soggiunge
l'articolo (cpv. 2), devono essere indicati nei documenti del bando, in ordine
di importanza. Riallacciandosi a questa norma di legge, l'art. 10 cpv. 2 lett.
k RLCPubb/CIAP ribadisce che i documenti di gara devono contenere i criteri e/o
sottocriteri di aggiudicazione in ordine di importanza, con la relativa
ponderazione e la scala e/o il metodo di valutazione. L'esigenza di fissare
preventivamente i criteri di aggiudicazione in ordine d'importanza discende
soprattutto dal principio di trasparenza, che informa la procedura di aggiudicazione
delle commesse pubbliche (art. 1 lett. a LCPubb). I criteri di aggiudicazione,
scelti in funzione della natura e delle caratteristiche della commessa, devono
essere indicati già in sede di pubblicazione del bando, allo scopo di
predeterminare, secondo tale principio, il quadro all'interno del quale il
committente si impegna ad esercitare il proprio apprezzamento ai fini della
delibera. Attraverso la predeterminazione di tali criteri viene invero limitata,
se non esclusa, la libertà del committente di valutare le offerte pervenutegli
secondo parametri elaborati a posteriori nell'ottica di giustificare una
determinata scelta (DTF 125 II 86 consid. 7c pag. 100 segg.).

                                         Sempre nel
quadro della preventiva definizione dei criteri di aggiudicazione, il
committente deve di principio indicare almeno sommariamente anche il metodo che
intende applicare per valutare concretamente le offerte. Diversamente,
lasciando al committente la più ampia libertà di scegliere il metodo di
valutazione dei singoli criteri di aggiudicazione soltanto dopo l'apertura
delle offerte, può essere disatteso il principio di trasparenza, che l'obbligo
di predeterminare questi parametri assieme ai fattori di ponderazione intende
invece salvaguardare (STA 52.2008.152 dell'11 luglio 2008).

 

3.2. Il principio della trasparenza non
garantisce ai concorrenti soltanto il possesso di tutte le indicazioni
necessarie per poter inoltrare un'offerta valida e pienamente corrispondente
alle esigenze del committente. Assicura loro anche una valutazione oggettiva e
scevra da manipolazioni delle offerte presentate, così come un'adeguata
protezione giuridica (cfr. Martin Beyeler,
Ziele und Instrumente des Vergaberechts, Zürich-Basel-Genf 2008, n. 23
segg.). Sotto questo specifico aspetto, il principio della trasparenza impone
che il committente abbia a rispettare diverse formalità essenziali di procedura
aventi carattere informativo, in modo da poter anche provare - laddove
necessario - quando e in che modo sono state eseguite talune azioni contemplate
dall'iter concorsuale. Tra le formalità obbligatorie rientra la
stesura del verbale di apertura delle offerte (Vincent
Carron/ Jacques Fournier, La protection juridique dans la passation des
marchés publics, Fribourg 2002, p. 7 segg.), documento che non deve solo
attestare l'effettuazione e gli esiti di questa operazione, ma deve anche
certificare all'occorrenza il compimento di altri interventi chiave previsti
dalle condizioni di gara, quali l'avvenuto deposito del preventivo del
committente (RtiD I-2010 n. 24).

 

                                         3.3. Nel
caso di specie, il committente ha preannunciato in modo dettagliato il metodo
e/o le formule che avrebbe utilizzato per valutare ogni singolo criterio di
aggiudicazione, compreso quello riferito alla "attendibilità del
prezzo". A quest'ultimo riguardo ha chiaramente segnalato ai concorrenti
che tale criterio sarebbe stato valutato sulla scorta di un calcolo basato in
parte sul preventivo del committente (pos. 2.2.2 delle condizioni di appalto),
che è diventato elemento del bando impugnabile come tale al momento della sua
divulgazione.

                                         Dal fascicolo di causa non
è tuttavia possibile desumere con certezza quando il preventivo è stato
depositato presso l'ufficio acquisti di AET nella busta chiusa e sigillata,
prodotta a questo Tribunale in allegato alla risposta. Nulla prova in modo
inoppugnabile che il documento è stato allestito e consegnato prima dell'apertura
delle offerte. Siffatta circostanza doveva essere resa nota al momento della
pubblica seduta di apertura delle offerte e menzionata nel relativo verbale. Stante
la sua importanza ai fini della valutazione delle offerte, in occasione della
seduta di apertura la stazione appaltante avrebbe dovuto perlomeno esibire la
busta contenente il preventivo e farla sottoscrivere ai presenti, se non addirittura
divulgare e riportare a verbale la cifra prevista. Nessuna di queste operazioni
è tuttavia stata certificata nel verbale del 14 novembre 2011. Il committente
non ha dal canto suo fornito alcuna informazione in merito ai concorrenti.
Aperte le offerte, le ha vagliate sulla scorta dei criteri preannunciati e dei
dati cruciali elaborati dai suoi consulenti (preventivo di riferimento,
determinante per valutare l'attendibilità del prezzo), comunicando ai
concorrenti il solo esito della graduatoria e la sua decisione quo
all'aggiudicazione. In simili evenienze, la stazione appaltante è incorsa in
una crassa violazione del principio della trasparenza (e non del diritto di
essere sentito, come asseverano gli insorgenti), precetto cardine che governa
gli appalti pubblici. 

                                         Allorquando il committente
allestisce o fa allestire documenti di portata risolutiva per l'esito del
concorso, com'è solitamente il preventivo utilizzato per la valutazione delle
offerte, deve rispettare rigorosamente tutte le formalità essenziali volte a
garantire la limpidezza della procedura e la parità di trattamento tra i concorrenti.
Non facendolo, si espone a critiche come quelle sollevate dai ricorrenti, i
quali, in mancanza di prove certe di segno opposto e per evidenti fini, lasciano
volontariamente planare il dubbio che il preventivo possa essere stato depositato
solo dopo l'apertura delle offerte. 

                                         Ne segue che la controversa
delibera deve senz'altro essere annullata siccome pronunciata in esito ad una
procedura gravemente lesiva del principio della trasparenza. Ciò posto, non occorre
entrare nel merito delle ulteriori censure sollevate dagli insorgenti.

 

 

                                   4.   In esito alle
considerazioni che precedono, il ricorso va quindi accolto, con il conseguente
annullamento della decisione impugnata e del concorso che l'ha preceduta.

L'emanazione del presente giudizio rende superflua l'evasione
della domanda volta a concedere effetto sospensivo all'impugnativa.

La tassa di giustizia è posta a carico della committente e
del deliberatario secondo soccombenza (art. 28 LPamm). Ai ricorrenti,
patrocinati da un legale iscritto nell'apposito registro, sono dovute congrue
ripetibili (art. 31 LPamm).

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso è accolto.

§.  Di conseguenza la decisione 5 dicembre 2011 con la quale
l'Azienda Elettrica Ticinese ha assegnato allo CO 1 di __________ il mandato di
progettazione concernente le prestazioni da ingegnere specialista per la
tecnica degli edifici (RCVS-MCRC) nell'ambito della costruzione della nuova
sede amministrativa di AET a __________ è annullata assieme alla procedura che
la precede.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia di
fr. 3'000.- è posta a carico della committente e dell'aggiudicatario in ragione
di ½ ciascuno.

 

 

                                   3.   L'aggiudicatario e la committente
verseranno ai ricorrenti fr. 1'000.- ognuno a titolo di ripetibili.

 

 

                                   4.   Contro la presente
decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a
Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg.
legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110), nei limiti
ed alle condizioni enunciate all'art. 83 lett. f LTF.

 

 

	
                                     5.   Intimazione a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                            La
segretaria