# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4ec078f7-ef0f-563b-b603-967e25810650
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-09-04
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 04.09.2018 16.2016.52
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_004_16-2016-52_2018-09-04.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2016.52

  	
  Lugano

  4 settembre 2018/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani,
  presidente,

  Fiscalini
  e Stefani

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Jurissevich

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo del 2 settembre 2016 presentato dalla

 

	
   

  	
  RE 1  

  (patrocinata
  dall'avv.  PA 1 )

   

  
	
   

  	
  contro
  la decisione emessa il 30 giugno 2016 dal Pretore del Distretto di Lugano,
  sezione 1, nella causa SE.2012.354 (appalto) promossa con petizione del 14 settembre 2012
  da

  	 

 

	
   

  	
  CO 1  

  (patrocinata
  dall'avv.  PA 2 ),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

esaminati gli atti

 

Ritenuto

 

in fatto:                   A.   Il 22 marzo 2010 G__________
R__________ A__________ alla guida di una Mercedes Benz classe A 160, della
quale la società RE 1 era detentrice, ha urtato un muro danneggiando il
veicolo, che è poi stato rimorchiato presso l'officina CO 1. Il 29 marzo 2010
la compagnia d'assicurazione A__________ SA, presso la quale la RE 1 aveva
stipulato un contratto d'assicurazione per la responsabilità civile e la copertura
casco totale, ha allestito una perizia in cui ha stimato il costo della
riparazione in fr. 8881.–. Eseguito il lavoro, la CO 1 ha trasmesso, il 26
aprile 2010, alla A__________ SA una fattura di fr. 8881.–. Il 20 maggio 2010 la
compagnia d'assicurazione ha versato direttamente all'assicurata fr.
7208.70 previa deduzione della franchigia. Sollecitata
invano la RE 1 a pagare la fattura, la CO 1 le ha fatto notificare il 15 settembre
2011 il precetto esecutivo n. __________26 dell'Ufficio di esecuzione di Lugano
per ottenere fr. 8881.– più interessi al 5% dal 1° luglio 2010, al quale
l'escussa ha interposto opposizione.

 

                                  B.   Ottenuta il 18 giugno
2012 l'autorizzazione ad agire, il 14 settembre 2012 la CO 1 si è rivolta al Pretore
del Distretto di Lugano, sezione 1, chiedendo di condannare la RE 1 al
pagamento di fr. 8881.– oltre interessi al 5% dal 1° luglio 2010 e le spese
esecutive, così come di rigettare in via definitiva l'opposizione interposta al
citato PE. Nelle sue osservazioni del 5 novembre 2012 la RE 1 ha proposto di respingere
la petizione. All'udienza del 10 dicembre 2012, indetta per le prime arringhe,
le parti hanno confermato le loro posizioni e notificato prove. Chiusa
l'istruttoria il 28 agosto 2015, le parti hanno rinunciato al dibattimento
finale, limitandosi a conclu­sioni scritte. Nei loro rispettivi memoriali del
22 e 23 ottobre 2015 la parti hanno mantenuto il loro punto di vista.

 

                                  C.   Statuendo il 30
giugno 2016 il Pretore ha obbligato la convenuta a versare all'attrice di fr. 8881.–
oltre interessi al 5% dal 1° luglio 2010 e le spese esecutive, ha rigettato in
via definitiva l'opposizione interposta al menzionato PE e ha posto le spese
processuali di fr. 450.–, così come quelle della procedura di conciliazione di
fr. 200.–, a carico della convenuta, tenuta a rifondere all'attrice fr. 2000.–
per ripetibili.

 

                                  D.   Contro la decisione
appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 2 settembre
2016 in cui chiede di annullare il giudizio impugnato. Nelle sue osservazioni
del 26 ottobre 2016 la CO 1 conclude per il rigetto del reclamo. Nelle
ulteriori prese di posizione spontanee dell'11 novembre, 23 novembre e 28
novembre 2016 le parti hanno riaffermato le loro posizioni.

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Le decisioni emanate
nella procedura semplificata sono impugnabili, trattandosi di controversie
patrimoniali con un valore litigioso inferiore a fr. 10 000.–, con reclamo
entro trenta giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC). Nella
fattispecie, la decisione impugnata è pervenuta al patrocinatore della convenuta
il 4 luglio 2016. Iniziato a decorrere l'indomani, il termine di ricorso è
rimasto sospeso dal 15 luglio al 15 agosto 2016 (art. 145 cpv. 1 lett. b CPC) e
sarebbe scaduto domenica 4 settembre 2016, salvo prorogarsi al lunedì successivo
(art. 142 cpv. 3 CPC). Introdotto il 2 settembre 2016 (cfr. attestazione
postale sulla busta d'invio) il reclamo è pertanto ricevibile.

 

                                   2.   Secondo l'art. 320
CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto
(lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b).
L'autorità di reclamo esamina con pieno potere di cognizione le censure
concernenti l'errata applicazione del diritto – federale, cantonale o estero –
da parte del giudice di prime cure. Spetta al reclamante, pena l'irricevibilità
del suo reclamo, spiegare in modo conciso in cosa consista la violazione del
diritto e su quali punti il giudizio contestato viene impugnato (DTF 140 III 88
consid. 2.2 con rinvii; 140 III 116 consid. 2). Per quel che
concerne invece i fatti, l'autorità di reclamo ha un potere di cognizione
limitato, potendo rivedere i fatti soltanto se essi sono stati accertati in
modo manifestamente errato. Quanto all'apprezzamento delle prove, esso è
arbitrario solo quando l'autorità inferiore ha manifestamente disatteso il
senso e la rilevanza di un mezzo probatorio o ha omes­so, senza fondati motivi,
di tenere conto di una prova importante, idonea a influire sulla decisione presa,
oppure quando, sulla ba­se degli elementi raccolti, essa ha fatto delle
deduzioni insosteni­bili (DTF 140 III 266 consid. 2.3 con rinvii).

 

                                   3.   Il Pretore ha accertato
che la Mercedes Benz, di cui la convenuta era detentrice, è stata
consegnata all'attrice per la riparazione da G__________ R__________ A__________,
presentatasi quale dipendente della convenuta, che dopo la perizia dell'A__________
SA l'attrice si è
occupata della riparazione della parte meccanica del veicolo mentre il danno
alla carrozzeria è stato riparato dalla C__________ __________ SA così incaricata
dell'attrice, che “i doc. G e H” riportano il materiale acquistato dall'attrice per riparare l'automobile, che la fattura è stata inviata all'assicurazione, la quale ha versato fr. 7208.70 direttamente
alla convenuta e infine che la convenuta nulla ha eccepito in merito alla mancata
esecuzione di qualche lavoro, oppure alla loro difettosità. Premesso ciò, per
il primo giudice, le argomentazioni della convenuta secondo cui l'attrice
non ha ricevuto l'incarico di riparare la sua autovettura e non l'ha riparata sono prive di consistenza, perché contraddette dalle risultanze istruttorie.
Inoltre, a suo parere, il veicolo riparato è quello appartenente alla
convenuta, la quale ne è poi rientrata in possesso, tanto più che A__________ S__________
e M__________ A__________ hanno confermato che un certo H__________ R__________
S__________, presentatosi in garage come rappresentante della convenuta, ha proposto
una liquidazione di fr. 4000.– a
saldo di ogni pretesa dell'attrice. Egli ha poi rilevato che per N__________ P__________,
“non è (ovviamente) l'assicurazione a
dare l'istruzione di eseguire la riparazione”, bensì la cliente, ossia la convenuta, ciò che trova perfetta conferma
nella denuncia di sinistro prodotta dalla A__________ SA,
compilata e firmata dalla RE 1, in cui alla domanda dov'è riparato il veicolo, la convenuta ha risposto: “CO
1, via __________, __________”. Il Pretore ha altresì considerato che la versione di H__________ R__________
S__________ non ha trovato la minima conferma e che sarebbe comunque
ininfluente dal punto di vista giuridico anche perché nei confronti
dell'attrice, tornerebbe in ogni caso applicabile l'art. 33 cpv. 3 CO. Per il
primo giudice il fatto “che tra le parti sia stato perfezionato un contratto di
riparazione è palese, come pure che la riparazione è avvenuta a regola d'arte e
che la convenuta nulla ha eccepito al riguardo. Semplicemente la convenuta,
invocando dei motivi risibili non ha pagato la fattura, incassando invece
l'importo assicurativo, arricchendosi così indebitamente”. Infine, per il Pretore,
la fattura di fr. 2797.60 del 5 luglio 2010 emessa dalla Carrozzeria D__________
__________, prodotta in causa da H__________ R__________ S__________, “non c'entra nulla con la causa che ha per oggetto
fatti risalenti al marzo 2010” epilogando
che “se la convenuta ha nuovamente accidentato l'autovettura, mal si comprende
quale possa essere la sua influenza sul pagamento dell'incidente precedente in
data (marzo 2010) oggetto di questa causa”. Ciò posto, il Pretore ha accolto la
petizione. 

 

                                   4.   Nel suo reclamo la RE 1 chiede di annullare la decisione impugnata. Ora,
quantunque il reclamo dell'art. 319 CPC abbia natura cassatoria, trattandosi di
una decisione finale il ricorrente non può limitarsi a chiedere l'annullamento
della sentenza ma – pena l'irricevibilità del rimedio – deve analogamente alla
procedura d'appello (art. 311 cpv. 1 CPC) formulare conclusioni di merito
affinché l'autorità di secondo grado possa eventualmente statuire nel caso in
cui la causa fosse matura per il giudizio (art. 327 cpv. 3 lett. b CPC;
sentenze del Tribunale federale 5D_146/2017 del 17 novembre 2017 consid. 3.2.2
e 4D_72/2014 del 12 marzo 2015 consid. 3; v. anche Jeandin in: Code de procédure civile commenté, Basilea 2011,
n. 5 ad art. 321). Dalla motivazione del reclamo, considerata nel suo
complesso, si evince tuttavia che esso tende all'annullamento della sentenza impugnata
e alla reiezione della petizione. Ne discende che, seppure al limite, il
reclamo può essere vagliato nel merito (sentenza del Tribunale
federale 5A_676/2014 del 18 maggio 2015 consid. 3.1 con riferimento a DTF 137 III 617
consid. 4-6). 

 

                                   5.   La reclamante, per
censurare la ricostruzione dei fatti operata dal Pretore, espone tutta una
serie di fatti da lui non menzionati nel giudizio impugnato e propone
un diverso apprezzamento delle risultanze istruttorie a
sostegno della propria versione dei fatti. In sintesi, essa
fa valere che la sua autovettura, incidentata il 22 marzo 2010 da G__________ R__________
A__________ cui l'aveva prestata, è rimasta presso l'attrice, alla quale non è
mai stato chiesto di ripararla, unicamente il tempo per essere visionata da un
perito della sua assicurazione, ed è poi stata ripresa, su sua richiesta, dalla
stessa G__________ R__________ A__________ e parcheggiata nella sua autorimessa
a __________, dove è restata fino a quando ha deciso di portarla alla
Carrozzeria D__________ __________ di __________ per essere riparata. Se non che, con argomentazioni del genere, di natura
appellatoria, la reclamante si limita a contrapporre la propria versione dei
fatti senza però indicare perché il Pretore sia trasceso
in arbitrio, ovvero perché i fatti da lui accertati sono manifestamente
errati. Il reclamo andrebbe così dichiarato d'acchito irricevibile.

                                       

                                   6.   a)   Sia
come sia, la reclamante adduce che il formulario “denuncia di sinistro” del 22
aprile 2010, sul quale è indicato che l'autovettura “viene riparata dalla CO 1,
via __________ __________”, è stato compilato e sottoscritto, in qualità di
conducente, da G__________ R__________ A__________ mentre tutto si ignora sulla
“firma del contraente” che non è sicuramente di “alcuna persona della RE 1”. Ora,
per tacere del fatto che tale allegazione, addotta per la prima volta in questa
sede, è nuova e come tale inammissibile (art. 326 cpv. 1 CPC; Jeandin, op. cit., n. 2 ad art. 326), il
fatto che la convenuta abbia conferito all'attrice la riparazione è stato
accertato dal Pretore in maniera non arbitraria sulla base di altri elementi
istruttori, come si vedrà in appresso.

 

                                         b)   La
RE 1 contesta, perché “non suffragato da alcun atto di causa”, l'accertamento
del Pretore secondo cui G__________ R__________ A__________ si era presentata
alla controparte come una sua dipendente e sostiene che non ha mai detto di essere
una sua rappresentante. Di conseguenza, a suo avviso, “il primo giudice non
avrebbe dovuto considerare applicabile l'art. 33 cpv. 3 CO, ritenere concluso
un contratto d'appalto e accollarle la riparazione”. In realtà per accertare
tale fatto, il Pretore si è fondato sulle dichiarazioni di A__________
S__________, dipendente dell'attrice
con funzione di capo officina (“L'autovettura
ci è stata portata da una ragazza che lavorava presso la RE 1 ma di cui non
ricordo il nome. Si tratta in realtà della sig. ra G__________ R__________ A__________.
Lo scopo era quello che noi sistemassimo questa autovettura”: deposizione dell'8 febbraio 2013, verbali pag. 1) e di M__________
A__________, anch'egli dipendente dell'attrice con
funzione di meccanico (“La macchina se ben
ricordo arrivò con il carro attrezzi (W__________, mi sembra) del cliente che
era la RE 1. Si presentò anche una sig. ra della RE 1, che del resto veniva
sempre e si chiamava G__________. […] Ci fu portata allo scopo di ripararla.”: deposizione
dell'8 febbraio 2013, verbali pag. 3). Non si disconosce che i due testi sono
dipendenti dell'attrice, ma nulla induce a credere tuttavia, né la reclamante
pretende, che essi abbiano dichiarato il falso. Non si può pertanto ritenere
che il Pretore abbia ammesso un fatto ponendosi in aperto contrasto con gli
atti di causa o interpretandoli in modo insostenibile.

 

                                                Si
aggiunga che quand'anche G__________ R__________ A__________ non si fosse
presentata come una dipendente della reclamante, ciò non escluderebbe l'applicabilità
dell'art. 33 cpv. 3 CO. Questa norma, in effetti, prevede che se
il rappresentato comunica la facoltà di rappresentanza a un terzo, la sua
estensione in confronto di quest'ultimo è giudicata a norma dell'avvenuta
comunicazione (cosiddetta “procura esterna
apparente”; DTF 131 III 518 consid. 3.2). Tale comunicazione
può avvenire anche per atti concludenti, attraverso un comportamento che,
interpretato secondo il principio dell'affidamento, può essere inteso quale
comunicazione della facoltà di rappresentanza. Il rappresentato risulta allora
vincolato non in forza di una reale volontà, bensì perché manifesta un
comportamento dal quale la controparte può, in buona fede, dedurre l'esistenza
di una siffatta volontà. In questo caso, la protezione del terzo soggiace
dunque a due condizioni: la comunicazione della facoltà di rappresentanza da
parte del rappresentato al terzo e la buona fede di quest'ultimo (DTF 131 III
517 consid. 3.2; sentenze del Tribunale federale 4D_105/2014 del 3 febbraio
2015 consid. 3 e 4C.102/2006 del 21 settembre 2006 consid. 2.1).

 

                                               Nella
fattispecie, la stessa G__________ R__________ A__________ ha dichiarato che il
giorno dopo il danneggiamento dell'autovettura “sono andata o ho telefonato
alla CO 1, dicendo loro di chiamare l'assicurazione per vedere se accettavano
il sinistro, perché se non lo avessero accettato, non si poteva riparare la
macchina”, soggiungendo che “dopo l'incidente avvisai il sig. H__________, il
quale mi disse di lasciare la macchina in qualche garage” (deposizione dell'8
febbraio 2013, verbali pag. 6). E che la compagnia si sia assunta i costi della
riparazione è dimostrato poi dalla liquidazione del sinistro (doc. M). Dal
canto suo H__________ R__________ S__________ ha riferito che G__________ R__________
A__________ l'ha contattato dopo l'incidente e che dopo essere stato informato
sul fatto che l'auto era stata portata a __________ “a quel punto dissi alla
signora di chiamare l'A__________ affinché facesse intervenire il perito per
quantificare il danno” e infine che dopo il rilascio della perizia “dissi alla
signora di non fare riparare la macchina al garage CO 1” (deposizione del 26
febbraio 2013, verbali pag. 5 e 6).

 

                                               In
tali circostanze, premesso che, come si è visto, l'accertamento secondo cui G__________
R__________ A__________ ha agito come rappresentante della convenuta non è manifestamente
errato, nel delegare alla stessa le trattative con l'attrice concernenti l'automobile
della convenuta H__________ R__________ S__________ non poteva non rendersi
conto che essa potesse agire come sua rappresentante. Non essendo intervenuto con
la debita attenzione, egli ha indotto l'attrice, sulla cui buona fede non vi è
ragione di dubitare, a credere nell'esistenza di un potere di rappresentanza da
parte di G__________ R__________ A__________. Né la convenuta pretende che H__________
R__________ S__________ non potesse agire in sua rappresentanza. Ne segue che
la conclusione del Pretore, secondo cui alla fattispecie è applicabile l'art.
33 cpv. 3 CO non può ritenersi errata. 

 

                                         c)   Per
la RE 1, A__________ S__________ (dipendente dell'attrice
con funzione di capo officina), M__________ A__________ (dipendente
dell'attrice con funzione di meccanico), A__________ C__________ (amministratore
unico della C__________ __________ SA) e G__________ R__________ A__________ –
le cui deposizioni secondo il Pretore contraddicono la sua versione secondo cui
l'attrice non ha eseguito alcuna riparazione né è stata incaricata di riparare il
suo veicolo – sono “tutti quattro direttamente coinvolti nella vicenda ma le
loro rispettive dichiarazioni sono contraddittorie”. Ora, per tacere del fatto
che l'attendibilità dei testimoni è sollevata per la prima volta in questa sede
e che costoro hanno testimoniato su fatti da loro percepiti direttamente (art.
169 CPC), non è dato di capire in che modo le loro affermazioni siano contraddittorie.
Premesso che già si è detto in merito al conferimento dell'incarico all'attrice
da parte di un rappresentante della convenuta, quand'anche si escludesse le
deposizioni dei dipendenti dell'attrice, la riparazione del veicolo è stata
attestata da A__________ C__________ (“confermo di
avere riparato questa Mercedes A160”: deposizione dell'8 febbraio 2013, verbali
pag. 5) e da G__________ R__________ A__________ (“sono sempre io
che ho ritirato la macchina su richiesta del sig. H__________ R__________ S__________
al quale l'ho poi consegnata, quando l'ho presa la macchina andava, ma non so
se sono stati eseguiti dei lavori di riparazione a regola d'arte, visto che io
non me ne intendo per nulla. Non mi ricordo se quando ritirai la macchina era a
posto, a livello di carrozzeria. Sicuramente non vi erano dei buchi nella carrozzeria,
ma a livello di dettagli non so dire niente perché non ho fatto una verifica”: deposizione
dell'8 febbraio 2013, verbali pag. 6). Ne segue che anche su questo punto non
si può ritenere che il Pretore abbia ammesso un fatto ponendosi in aperto contrasto
con gli atti di causa o interpretandoli in modo insostenibile. 

 

                                         d)   La
reclamante rimprovera al Pretore di avere ritenuto che la fattura di fr.
2797.60 emessa il 5 luglio 2010 dalla Carrozzeria D__________ __________ si poteva
riferire alla riparazione di danni occasionati in un secondo sinistro anziché in
quello del 22 marzo 2010. Essa ritiene non dimostrata la circostanza che il suo
veicolo sia incorso in un secondo sinistro nel tragitto dall'officina dell'attrice
a __________ alla sua autorimessa di __________ e rileva che sottraendo i
chilometri percorsi dalla sua autovettura riportati nella perizia del 29 marzo
2010 (145 476 km) da quelli indicati nella fattura del 5 luglio 2010 della Carrozzeria
D__________ __________ (145 320 km) risulta una differenza di circa 44 km, distanza
che corrisponde esattamente al tragitto da __________ a __________ e da __________
a __________ (dove ha sede l'officina della Carrozzeria D__________ __________).
Per la reclamante, poi, “non è dimostrato che i doc. G e H si riferiscano a materiale
acquistato dall'attrice per riparare la sua automobile” e non è vero che H__________
R__________ S__________ si sia recato nel garage dell'attrice in sua rappresentanza
per proporre una liquidazione di fr. 4000.–. 

 

                                               Ora,
con la reclamante si può anche convenire che su quanto sia successo dopo che la
nota Mercedes-Benz ha lasciato l'officina dell'attrice la conclusione del primo
giudice non si fonda su alcuna risultanza istruttoria. Resta il fatto che ciò ancora
non basta per ritenere manifestamente errato l'accertamento del Pretore secondo
cui per i danni causati dall'urto del 22 marzo 2010 l'automobile è stata
riparata dall'attrice. Quanto alla persona che ha proposto di saldare il debito
della convenuta con il pagamento di fr. 4000.– è vero che H__________ R__________
S__________ ha dichiarato di “non essere mai stato al garage CO 1” (deposizione
del 26 febbraio 2013, verbali pag. 7), ma ciò non basta per ritenere manifestamente
insostenibile il fatto che “in garage arrivò una persona della RE 1 che offrì
una liquidazione di fr. 4000.–” come indicato da A__________ S__________
e da M__________ A__________ (deposizioni dell'8
febbraio 2013, verbali pag. 1 e 3). Infine, relativamente ai bollettini di
consegna di pezzi di ricambio di marzo e aprile 2010 (doc. G e H), le
rimostranze sono generiche, la convenuta dovendo indicare quale pezzo
acquistato presso rifornitori ufficiali non sarebbe stato necessario, e si fondano
per il resto su mere supposizioni senza alcun riscontro oggettivo. Esse non bastano
pertanto per rendere manifestamente insostenibile l'accertamento del Pretore. 

 

                                   7.   In definitiva, il
reclamo, che non ha evidenziato nessun errore manifesto nell'accertamento dei
fatti o nell'applicazione del diritto da parte del primo giudice, nella misura
in cui è ricevibile dev'essere respinto. Le spese
giudiziarie seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). L'opponente, che ha
presentato osservazioni e una duplica spontanea per il tramite di un
patrocinatore, ha diritto a un'adeguata indennità per ripetibili.

 

Per questi motivi, 

 

 

decide:                     1.   Nella misura in cui è
ricevibile, il reclamo è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali di fr.
950.– sono poste a carico della reclamante, che rifonderà alla controparte fr. 1200.–
per ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   
  ;

  –   
  .

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

Per
la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore
litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie
in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta
giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti
dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.