# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 03245dba-ffb5-5515-b3e1-1d1c743837af
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-07-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 15.07.2005 30.2005.54
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2005-54_2005-07-15.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2005.54

  571 10 102

  	
  Bellinzona

  8 agosto
  2005

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente con Marisa
Romeo in qualità di segretaria per statuire sul ricorso del 9 febbraio 2005
presentato da

 

	
   

  	
  RI 1 

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione n. 571/10/102 del 4 febbraio 2005 emessa dalla Divisione
  dell’ambiente, Bellinzona;

  

 

viste                                  le osservazioni del 3 marzo 2005 presentate dalla Divisione dell’ambiente;

 

                                         letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto                              in fatto:

 

                                                                 
A.         
Con decisione 4 febbraio 2005, la Divisione
dell’ambiente ha inflitto a RI 1, una multa di fr. 150.-, oltre a una tassa di
giustizia e alle spese per complessivi fr. 20.-, per i seguenti fatti:

 

“[avere] fatto
uso il giorno 15 ottobre 2004, in qualità di cacciatore, di un veicolo a motore
targato TI __________ per percorrere la strada vietata ai cacciatori __________,
in territorio del Comune di __________; lasciato incustodita l’arma tra il 12
ottobre e il 15 ottobre 2004 nel rustico di proprietà del sig. __________
ubicato sul monte __________”.

 

                                         La risoluzione è stata resa
in applicazione degli art. 20, 41 e 44 cpv. 2 LCC; 48, 51 e 69 RALCC; 21 LCP.

 

                                                                 
B.         
Contro la predetta pronuncia, RI 1 si
aggrava ora davanti alla Pretura penale, chiedendo in sostanza l’annullamento
della stessa o la riduzione della multa.

 

                                                                 
C.         
Con osservazioni del 3 marzo 2005, la
Divisione dell’ambiente chiede la reiezione del gravame e la conferma della
decisione impugnata.

 

considerato                        in
diritto:

 

                                                                  
1.         
La competenza di questo giudice, la
legittimazione attiva dell’insorgente e la tempestività dell’impugnativa sono
date dall’art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile in ordine e
può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell’art. 12 LPContr.

 

                                                                  
2.         
L’art. 18 cpv. 2 LCC rimanda alle norme
stabilite dal Consiglio di Stato per il controllo, l’uso e la detenzione di
armi e munizioni. L’art. 48 RALCC precisa che le armi e le munizioni vanno
tenute al proprio domicilio (cpv. 1); durante il periodo di caccia il cacciatore
le può tenere con sé nei luoghi dove egli soggiorna o pernotta (cpv. 2); infine
al cpv. 3 sancisce che non è autorizzato il deposito incustodito, in
particolare in abitazioni secondarie, cascine o stalle non raggiungibili con le
strade consentite elencate all’art. 51.

Parimenti
l’art. 20 LCC rinvia al medesimo regolamento per quanto attiene all’uso di
veicoli a motore e ciclomotori per il trasporto di cacciatori, armi, munizioni,
equipaggiamento e bottino di caccia. Ai sensi dell’art. 51 RALCC, l’uso di
veicoli a motore e di ciclomotori per il trasporto di cacciatori, armi e
munizioni è consentito esclusivamente sulle strade elencate alle lett. a e b,
fatta eccezione a quanto previsto agli art. 28 e 55 RALCC.

L’art. 41 cpv.
1 RALCC, relativo allo spostamento sul luogo di caccia, decreta che la partenza
per le zone di caccia, con fucile e munizioni è permessa alla vigilia dell’apertura
della caccia dopo le ore 7.00 dall’ultimo posto autorizzato ai veicoli a
motore; tuttavia il cpv. 3 specifica che resta riservato quanto previsto agli
art. 51 e 52.

 

                                                                  
3.         
Nell’evenienza concreta, il ricorrente
stesso ammette di avere lasciato la propria arma al rustico ubicato sul monte __________,
ove si dirigeva in automobile il 15 ottobre 2004, allo scopo di esercitare la
caccia il giorno successivo.

Egli dichiara
infatti che “mi ero preoccupato di non spostarmi la vigilia in auto con un
fucile […] posso affermare che il rustico in quel periodo è stato da me
occupato esattamente domenica 10, martedì 12, venerdì 15 (giorno incriminato),
sabato 16, domenica 17 […] mi trovavo in auto e mi recavo in
un’abitazione da me affittata in periodo non aperto alla caccia […] sono
cacciatore di caccia bassa con staccata la regolare patente e il giorno
successivo (giornata di apertura di caccia bassa) partendo dall’abitazione
citata innanzi ho partecipato ad una giornata di caccia” (cfr. osservazioni
del 5 novembre 2004). Vi è una conferma di siffatta versione nello scritto
ricorsuale del 9 febbraio 2005: “mi pare sia cosa impensabile il riportare
al domicilio a __________ l’arma in questione dal martedì 12 (ultima
occupazione prima del viaggio della vigilia) fino al venerdì 15 e riportarvela
in questa occasione […] non avendo con me in auto né un’arma né della
munizione di caccia”.

Tali circostanze sono comprovate dai fogli di controllo dei due
cacciatori, dai verbali di segnalazione e dai rapporti di contravvenzione.

Nei verbali di segnalazione del 15 ottobre 2004 l’agente ha
specificato che il ricorrente si era “recato in zona di caccia, con il sig. __________,
percorrendo con l’auto un tratto di strada vietato ai cacciatori (__________).
Il fucile di caccia è stato portato sul monte di __________ martedì 12
ottobre ed ivi depositato, nella cascina disabitata” e lo stesso del signor
__________, che si era “recato in zona di caccia, con armi e munizioni,
percorrendo un tratto di strada vietato ai cacciatori […] auto TI 91439”.

Dal rapporto di contravvenzione dell’Ufficio caccia e pesca del 22
ottobre 2004, firmato dall’agente predetto, si ha un’ulteriore conferma che il
signor RI 1 è stato fermato in compagnia del sig. __________, mentre con
l’auto stavano recandosi sul monte di __________, per poi il giorno dopo
esercitare la caccia alla lepre. Il RI 1, al momento del fermo, non aveva con
sé l’arma, alla nostra domanda dove fosse, ci rispose che martedì 12 ottobre
era salito a __________ ed aveva depositato l’arma nel rustico del sig __________
disabitato in questi ultimi giorni. Gli facemmo notare, che questo modo di fare
è proibito, pertanto era incorso in un’infrazione”.

Dai fogli di controllo, compilati dai cacciatori medesimi, emerge
che entrambi hanno esercitato la caccia il 16 e 17 ottobre 2004.

 

Da quanto suesposto emerge che l’insorgente ha lasciato la propria
arma, incustodita, al rustico presso il monte di __________ dal 12 al 15
ottobre 2004, fuori dal periodo di caccia (cfr. art. 16 cpv. 1 litt. b LCC),
come rimproveratogli dalla Divisione dell’Ambiente. Tale agire è in contrasto
con quanto previsto all’art. 48 RALCC, poiché le armi vanno tenute al proprio
domicilio (cpv. 1), il cacciatore le può tenere con sé nei luoghi dove
soggiorna o pernotta solamente durante il periodo di caccia (art. 48 cpv. 2
RALCC) e non è permesso il deposito incustodito nelle abitazioni secondarie
(art. 48 cpv. 3 RALCC) non raggiungibili con le strade consentite elencate
all’art. 51 RALCC. Il ricorrente è quindi incorso in un’infrazione che prevede,
quale pena, la multa (art. 41 LCC; 69 RALCC).

 

In merito allo spostamento del ricorrente in data 15 ottobre 2004,
con il veicolo TI __________, sulla strada che porta da __________ a __________,
si osserva quanto segue. 

Nelle osservazioni del 5 novembre 2004 il multato sostiene che lo
scopo del passaggio sulla strada __________ era quello di sostituire una bombola
di gas al rustico: “Lo scopo di quel mio viaggio era primariamente di
rimettere in funzione il gas che da martedì prima era esaurito e per questo
avevo con me in auto una nuova bombola. Anche le provviste erano già state da
me portate in baita la settimana precedente” (cfr. ricorso 9 febbraio
2005).

Ritenuto che i guardacaccia hanno spiegato all’insorgente che aveva
commesso un’infrazione (cfr. rapporto di contravvenzione dell’Ufficio caccia e
pesca del 22 ottobre 2004), non è dato modo di capire per quale ragione nessuno
dei due cacciatori abbia specificato il preteso scopo in quell’occasione, ciò
che avrebbe permesso una verifica da parte degli agenti. Se il cambiamento
della bombola del gas fosse stato lo scopo primario, il fatto che egli non
l’abbia detto agli agenti apparirebbe incomprensibile, visto che sarebbe stato
nel suo interesse ottenere la constatazione di tale circostanza. L’allegazione
del multato non trova riscontri probatori, né in eventuali dichiarazioni del
signor __________ né in altri atti. Dalle affermazioni del ricorrente si
evidenzia invece una serie di azioni intese a preparare il soggiorno a scopo di
caccia.

Ma anche volendo dar credito, per avventura, alla tesi ricorsuale
non v’è dubbio che l’insorgente si stesse recando in auto in un luogo, in cui
avrebbe poi esercitato attività venatoria. L’infrazione risulta quindi perciò
solo adempiuta, a prescindere dal preteso scopo “primario” del viaggio.

Considerato che
l’insorgente dichiara di avere esercitato la caccia il giorno seguente (cfr.
osservazioni del 5 novembre 2004) e ha iscritto tale evento nel proprio foglio
di controllo, l’uso del veicolo sulla strada __________ a scopo di caccia è
palese. Parimenti risulta di meridiana evidenza la qualità di cacciatore del
ricorrente, ai sensi dell’art. 51 RALCC, poiché egli è possessore della patente
di caccia e lo spostamento era direttamente connesso con l’esercizio della
caccia del 16 ottobre 2004.

                                         L’uso di veicoli per il
trasporto di cacciatori è permesso esclusivamente sulle strade elencate
all’art. 51 RALCC; non apparendo il tratto percorso dall’insorgente tra le
strade elencate nel predetto disposto, il ricorrente ha violato la legislazione
sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici
(art. 51 RALCC; cfr. rinvii degli art. 20 LCC; 41 cpv. 3 RALCC). L’infrazione è
punibile con la multa (art. 69 RALCC, 41 LCC).

 

                                                                  
4.         
Giusta l’art. 41 (prima frase) LCC, chi,
intenzionalmente o per negligenza, contravviene alla presente Legge e alle
relative norme di applicazione è punibile con una multa fino a fr. 20’000.-.

Ritenuto che
l’insorgente ha commesso due infrazioni alle disposizioni cantonali sulla
caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici, la multa
inflittagli dalla Divisione dell’ambiente appare confacentemente proporzionata
alla gravità delle infrazioni commesse, rettamente commisurata al grado di
colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge.

 

                                                                  
5.         
In virtù di quanto esposto, il ricorso del 9
febbraio 2005 deve essere respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art.
15 LPContr).

 

per questi motivi,                visti gli art. 20,
41 e 44 cpv. 2 LCC; 48, 51 e 69 RALCC; 21 LCP; 1 e segg. LPContr;

 

pronuncia:                1.     Il ricorso è
respinto e la decisione impugnata confermata.

 

                                 2.     La tassa di giustizia di fr. 200.-
e le spese di fr. 50.- sono a carico ricorrente.

 

                                 3.     Intimazione a:

	
   

  	
  ;

  .

  

 

 

 

Il presidente:                                                                            La
segretaria: