# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7b05acda-de10-5f81-85e3-447373bfb377
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-12-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.12.2016 32.2016.18
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2016-18_2016-12-09.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2016.18

   

  BS

  	
  Lugano

  9 dicembre 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 febbraio 2016 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 14 gennaio 2016 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1959, di professione operaio, nel mese di marzo 2015 ha inoltrato una
domanda di prestazioni AI indicando quale danno alla salute “tachicardia,
fibrillazione” all’occhio destro (doc. AI 1). 

 

                                         Sulla
base della documentazione medica raccolta presso la Cassa malati __________,
agente quale assicurazione perdita di guadagno in caso di malattia – in
particolare la perizia 23 giugno 2015 del dr. __________, specialista in
medicina interna (doc. Cassa malati 12) vagliata dal Servizio medico regionale
dell’AI (cfr. rapporto finale 16 novembre 2015 in doc. AI 29) – con decisione 14
gennaio 2016, preavvisata il 16 novembre 2015, l’Ufficio AI ha respinto la
domanda di prestazioni non presentando l’assicurato un grado d’invalidità
pensionabile. 

 

                               1.2.   Contro
la suddetta decisione l’assicurato ha interposto ricorso. Contestando in modo
generico la valutazione medica operata dall’amministrazione, ha allegato della
documentazione medica relativa ad una sua degenza dal 25 al 27 gennaio 2016 presso
l’Ospedale __________ di __________ per una “fibrillazione atriale persistente
asintomatica” e ritiene pertanto di non poter esercitare un’attività lucrativa.
Chiede pertanto una rivalutazione del suo caso.

 

                               1.3.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI, confermando la valutazione medica alla base
della decisione contestata, ha invece postulato la reiezione del ricorso.
Rilevando come la documentazione prodotta si riferisca ad un periodo posteriore
alla decisione contestata, l’amministrazione evidenzia che un eventuale
peggioramento delle condizioni di salute dovute alla degenza ospedaliera potrà
essere valutato nell’ambito di una nuova istruttoria. 

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015;
8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).

 

                                         Nel
merito

                                         

                               2.2.   Oggetto
del contendere è accertare se l’assicurato ha diritto ad una rendita. 

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso
possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc,
L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed.,
Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46).

                                         Giusta
l'art. 28 cpv. 1 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%.

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido).

                                         Al
proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale
delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il
raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento
dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da
invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la
valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone
intervenute fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA,
decisione su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita
(DTF 129 V 222; STFA I 600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01
del 13 giugno 2003, consid. 4.1).

                                      

                               2.4.   Nella
presente fattispecie, questo TCA ritiene che correttamente l’Ufficio AI ha
concluso, con effetto dal 1° agosto 2015, per una piena abilità lavorativa dell’assicurato
in attività adeguate e questo per i motivi che seguono. 

 

                                         Con
rapporto finale 16 novembre 2015 il Servizio medico regionale dell’AI (SMR),
sulla base della documentazione medica raccolta, ha ritenuto l’assicurato
inabile al 100% nella sua originaria attività lucrativa con effetto dal 22
settembre 2014, ma abile al 50% dal 1° luglio 2015 ed al 100% dal 1° agosto
2015 in attività adeguate (doc. AI 29). 

 

                                         La
totale abilità lavorativa in attività adeguate trova fondamento nella perizia
23 giugno 2015 del dr. __________ svolta per conto della cassa malati. Esaminati
diversi rapporti (l’ultimo datato 17 giugno 2015) del cardiologo curante
dell’assicurato, dr. __________, il perito ha concluso che a causa della fibrillazione
atriale persistente l’assicurato

 

                                         “… deve evitare i
lavori fisicamente molto pesanti. Inoltre a causa della anticoagulazione
evitare i lavori ad alto rischio di ferimento. In un’attività che rispetti
queste limitazioni, l’assicurato è abile al lavoro e potrà essere reinserito in
modo progressivo, tenuto conto della lunga durata dell'attuale incapacità lavorativa.
In un’attività adatta, da leggera a medio pesante, senza rischi elevati di
ferimento l’assicurato potrà riprendere il lavoro nella misura del 50% (lavoro
a metà giornata) da inizio luglio 2015 e sarà normalmente abile al lavoro da
inizio agosto 2015. A titolo definitivo devono essere evitati i lavori pesanti
e molto pesanti come pure i lavori ad altro rischio di ferimento…” (doc. Cassa
malati 12). 

 

                                         Il
ricorrente ha genericamente contestato di poter riprendere a tempo pieno
un’attività lucrativa, facendo riferimento alla documentazione medica relativa alla
sua degenza dal 25 al 27 gennaio 2016 all’Ospedale __________ di __________ per
una “fibrillazione atriale persistente asintomatica” (doc. A2) ed alla
convocazione per un controllo cardiaco fissato per il 18 febbraio 2016 (doc.
A3).

                                         Come
rettamente evidenziato in sede di risposta, la nuova documentazione si
riferisce ad un periodo successivo all’emissione della decisione contestata,
vale a dire il 14 gennaio 2016, e non è quindi rilevante ai fini del presente
giudizio. Infatti, per costante
giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali, ai fini dell’esame della
vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento
della resa della decisione contestata (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1 pag.
220 con riferimenti). Certo, tra il ricovero e la decisione impugnata sono
trascorsi poco più di 10 giorni. Ma è altrettanto vero che agli atti non vi
sono elementi che permettono di ritenere come verosimile un rilevante
peggioramento subentrato prima del 14 gennaio 2016. Risulta unicamente che nel
rapporto 16 novembre 2015 il consulente in integrazione aveva riportato il
tenore di una telefonata avuta in quel mese con l’assicurato, il quale aveva
informato che il suo cardiologo prevedeva un’operazione (doc. AI 36). Tuttavia
il ricorrente non solo non ha prodotto alcun rapporto operatorio, sempre che
l’intervento sia effettivamente avvenuto, ma non ha nemmeno inoltrato delle
osservazioni al progetto di decisione 18 novembre 2015 (doc. AI 32). Va al proposito ricordato che se da una parte la procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo
cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal
giudice, dall’altra si rileva che questo principio non è però assoluto, atteso
che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione
della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti).

                                         Il
dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle
parti di apportare ‑ ove ciò fosse ragionevolmente esigibile ‑ le
prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati,
ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze della
carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).

 

                                         Occorre
poi ricordare che in merito alla valenza probante di un rapporto medico,
determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno
studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri
parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza
dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e
che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per
stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo
di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo
contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008). 

                                         Se
vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
procedura senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile
2008).

                                         Va infine evidenziato che in
ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché
di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione
del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009,
STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del
rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in
caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008;
DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid.
3a)cc; Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum Sozialversicherungs-recht, 2010, ad art. 28a, pag. 353)
e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione
contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia
ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF
9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010
consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

                                         Considerato
come la perizia del dr. __________ sia dettagliata, completa e convincente, alla
stesse va pertanto data forza probatoria piena ai sensi dei succitati
considerandi.

 

                                         Ciò
non toglie che l’assicurato potrà far valere un eventuale peggioramento della situazione
cardiologica successiva al ricovero di gennaio 2016 mediante l’inoltro di una
nuova domanda di prestazioni, munita della pertinente documentazione. 

 

                               2.5.   Occorre
ora procedere alla graduazione dell’invalidità mediante il metodo ordinario
(cfr. consid. 2.3), il cui calcolo è stato esposto nella decisione impugnata ed
è rimasto incontestato. 

 

                            2.5.1.   Secondo
giurisprudenza, riassunta nella STF 9_501/2013 del 28 novembre 2013, per determinare il reddito ipotetico conseguibile
dalla persona assicurata senza il danno alla salute (reddito da valido),
occorre stabilire quanto la stessa, nel momento determinante (corrispondente
all'inizio dell'eventuale diritto alla rendita), guadagnerebbe secondo il grado
di verosimiglianza preponderante quale persona sana, tenuto conto delle sue
capacità professionali e delle circostanze personali. Tale reddito dev'essere
determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si fonderà sull'ultimo
reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del danno alla salute, se
del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. Soltanto in presenza di
circostanze particolari ci si potrà scostare da questo valore e ricorrere ai
dati statistici risultanti dall'ISS (v. DTF 134 V 322 consid. 4.1
pag. 325; 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224 con riferimenti). Questo
sarà in particolare il caso qualora dovessero mancare indicazioni riguardanti
l'ultima attività professionale dell'assicurato o se l'ultimo salario da lui
percepito non corrisponde manifestamente a quello che egli sarebbe stato in
grado di conseguire con ogni verosimiglianza in qualità di persona valida; per
esempio se l'assicurato, prima di essere riconosciuto definitivamente incapace
al lavoro, si trovava in disoccupazione o aveva già delle difficoltà professionali
a causa del deterioramento progressivo del suo stato di salute o ancora
percepiva una remunerazione inferiore alle usuali norme salariali. Entra
ugualmente in linea di conto la situazione in cui il posto di lavoro della
persona assicurata prima dell'insorgenza del danno alla salute non esiste più
al momento determinante della valutazione dell'invalidità (DTF 134 V 322
consid. 4.1 pag. 325; cfr. STF 9C_416/2010 del 26 gennaio 2011 consid. 3.2).

 

                                         Nel
caso in esame, per la determinazione del reddito da valido l’Ufficio AI,
fondandosi sui dati salariali indicati dall’ex datore di lavoro (cfr. il
relativo formulario compilato il 26 giugno 2015 in doc. AI 10), lo ha
quantificato, per l’anno 2013, in fr. 46’320.--.

 

                            2.5.2.   Per
quel che concerne il reddito da invalido, lo stesso è determinato sulla base
della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che
quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa
residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato
e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid.
3b/aa e riferimenti). Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare
perché l'assicurato non ha intrapreso un'attività lucrativa da lui esigibile,
il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione
del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici
ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli
stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76
consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione
ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua
nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere
il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale
sul salario teorico statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una
deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener
conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del
lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale
procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il
giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello
degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni
economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di
riferimento TA1 dell’inchie-sta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio
federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che
riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17; STFA
I 222/04 del 5 settembre 2006).       

In una sentenza 8C_695/2015 del 19 novembre 2015, il Tribunale
federale ha applicato, per la determinazione dei redditi da raffrontare,
l’edizione 2012 della rilevazione della struttura dei salari
(RSS), senza alcuna particolare riserva (si vedano pure, ad esempio, le
sentenze UV.2014.00277 del 31 agosto 2015 consid. 3.2.2 del Tribunale delle
assicurazioni del Canton Zurigo e 200 2015 853 del 17 dicembre 2015 consid.
4.6.2 del Tribunale amministrativo del Canton Berna).

Nel giudizio 9C_767/2015 del 19 aprile 2016 al consid. 3.4, il Tribunale federale
ha confermato l'applicazione da parte del Tribunale amministrativo federale,
per la determinazione dei redditi da raffrontare, dell'edizione 2010 della rilevazione della struttura dei salari (RSS), considerato
che la decisione amministrativa litigiosa era stata emessa il 4 gennaio 2013 e
l'UAIE non poteva pertanto disporre dei dati del 2012, la cui pubblicazione
era avvenuta solo nel corso del mese di ottobre 2014 (cfr. lettera circolare AI
n. 328 dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, UFAS, del 22 ottobre
2014), consolidando così la giurisprudenza secondo la quale sono determinanti i
dati statistici più attuali a disposizione al momento della decisione di
rendita (cfr. STF 8C_78/2015 del 10 luglio 2015 consid 4 e 9C_526/2015 dell'11
settembre 2015 consid. 3.2.2).

 

                                         Nel caso di specie, l’Ufficio AI ha determinato il reddito da invalido
tenendo conto dei dati forniti dalla citata TA1
elaborata dall’Ufficio federale di statistica nel 2010 relativo alle attività
semplici e ripetitive, operando poi una riduzione di reddito del 15%, il cui
risultato, aggiornato al 2013, corrisponde a fr. 53'444.--.

 

                                         Dal raffronto tra il reddito da valido e quello da invalido non risulta
un grado d’invalidità. 

                                         Allo
stesso risultato, ovvero nessun grado d’invalidità pensionabile, si giunge
anche dovendo applicare la tabella statistica 2012 i cui
valori sono maggiori di quelli utilizzati dall’Ufficio AI. 

 

                                         Non
presentando l’assicurato un grado d’invalidità (pensionabile), la decisione contestata merita
conferma, mentre il ricorso va respinto.

 

                               2.6.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200 e 1’000 franchi in funzione delle
spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso. 

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.- sono poste a carico
dell’insorgente.

 

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese di procedura per fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

                                         Al 
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario

 

giudice Raffaele
Guffi                                         Gianluca Menghetti