# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d683e6e7-f10b-5b5d-97fb-e694cf0ceeba
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-02-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.02.2007 38.2007.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2007-1_2007-02-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2007.1

   

  rs

  	
  Lugano

  15 febbraio
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 29 dicembre 2006
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 28
  novembre 2006 emanata da

  
	
   

  	
  Sezione del lavoro, 6500 Bellinzona

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione formale del 7 settembre 2006 la Sezione del lavoro ha sospeso
l’assicurato per 31 giorni dal diritto all’indennità di disoccupazione per non
avere accettato un’occupazione offertagli dalla __________ di __________ (cfr.
doc. 6).

 

                               1.2.   Contro tale
provvedimento l’assicurato ha interposto opposizione datata 7 ottobre 2006 e
pervenuta all’amministrazione l’11 ottobre 2006 (cfr. doc. 5).

 

                               1.3.   La Sezione
del lavoro, il 28 novembre 2006, ha emesso una decisione su opposizione con cui
ha ritenuto l’opposizione introdotta dall’assicurato irricevibile, in quanto
tardiva (cfr. doc. A).

 

                               1.4.   L’assicurato
ha tempestivamente impugnato la decisione su opposizione dinanzi al TCA,
esprimendosi come segue:

 

" 
(…)

Quello che contesto è che
loro come Ufficio giuridico della Sezione del lavoro non possono prendere in
considerazione una mia lettera giuntagli 1 giorno dopo del termine di 30 giorni
da loro stabiliti.

A parte che per corredare
tale lettera mi ci sono voluti quasi 2 giorni, per mettere insieme i vari
documenti e analizzare gli ultimi 2 anni e 1 mese di lavoro svolto presso la __________
di __________.

C’è da dire che nel mese
di settembre mi si sono accavallate diverse situazioni.

Innanzitutto sono stato
occupato col Programma occupazionale (in seguito: PO) a __________ sopra __________
fino al 22 settembre (doc. allegato).

Nel frattempo organizzavo
il mio trasloco, chiedendo libero al PO dal 11 al 15 settembre, a parte mercoledì
pomeriggio che era il 13, poiché dovevo presentarmi a __________ per un
colloquio sempre per il PO.

Intanto dovevo seguire e
preoccuparmi anche per la grave malattia arrecata a mia sorella, quindi
iniziare coi controlli delle analisi del sangue l’11 settembre presso la __________
di __________ poi il 29 settembre a __________, per poi concludere il tutto con
la trasfusione fatta il 3 novembre 2006 sempre a __________.

Poi dal 25 settembre fino
al 6 ottobre ho lavorato come elettricista tramite la __________ di __________,
tranne quel 29 settembre che sono andato su a __________.

In sintesi vi ho spiegato
il giorno di troppo della mia lettera (documentazione giustificativa).

Ma la cosa che mi dispiace
di più, è che magari a __________ non l’abbiano neanche letta.

Mi hanno tolto 31 giorni
di disoccupazione, che sono comunque quasi 2 mesi senza un soldo. Spiegatemi
voi come vivere per quasi 2 mesi senza un salario comunque meritato. Nei miei
vari lavori ho sempre pagato l’Assicurazione contro la disoccupazione.

Quindi tale decisione la
trovo e la troverò sempre ingiusta nei miei confronti.

Poi ogni volta che gli
domandavo qualcosa inerente alla cassa disoccupazione, il mio collocatore mi
rispondeva che sono 2 differenti enti, loro erano l’URC e la Cassa si occupava
dei pagamenti.

Allora io vi dico che non
mi sono mai sposato con la __________ di __________, che tra l’altro nel loro
contratto quadro hanno una clausola che prevede il rifiuto di un incarico.

Questa problematica è
saltata fuori da una semplice telefonata, non da qualche contratto d’incarico
da me firmato e poi non mantenuto, quindi!!!” (Doc. I).

 

                               1.5.   La Sezione
del lavoro, in risposta, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr.
doc. III).

 

                               1.6.   L’assicurato,
il 30 gennaio 2007, ha inviato alcuni documenti al TCA (cfr. doc. V; V1-8).

 

                               1.7.   L’amministrazione,
l’8 febbraio 2007, si è riconfermata in quanto espresso nella risposta di causa
(cfr. doc. VII).

 

                               1.8.   Il doc. VII
è stato trasmesso per conoscenza all’assicurato (cfr. doc. VIII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr.
STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002
nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00;
STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre
2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del
22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Ai sensi
dell'art. 52 cpv. 1 della Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni
sociali (LPGA), le decisioni emesse in virtù dell'art. 49 LPGA possono essere
impugnate entro trenta giorni mediante opposizione all'istanza che le ha
notificate.

 

                                         Giusta
l'art. 40 cpv. 1 LPGA, il termine legale non può essere prorogato. 

 

                                         Da questi
disposti legali emerge che il termine di trenta giorni per interporre
opposizione contro una decisione emessa da un’autorità competente ad applicare
la LADI è stabilito da una legge federale, ossia dalla LPGA.

                                         Questo
termine, dunque, contrariamente a quanto asserito dall’assicurato nel ricorso
(cfr. consid. 1.4), non è fissato dall’amministrazione.

 

                                         L'art. 39
cpv. 1 LPGA, prevede poi che le richieste scritte devono essere consegnate
all'assicuratore oppure, a lui indirizzate, a un ufficio postale svizzero o a
una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo
giorno del termine.

                                         Se la
parte si rivolge a un assicuratore incompetente, si considera che il termine è
stato rispettato (cpv. 2).

 

                                         L'art. 38
cpv. 1 LPGA recita che se il termine è computato in giorni o in mesi e deve
essere notificato alle parti, inizia a decorrere il giorno dopo la
notificazione. 

                                         Il cpv. 3,
inoltre, prevede che se l'ultimo giorno del termine è un sabato, una domenica o
un giorno festivo del Cantone in cui ha domicilio o sede la parte o il suo
rappresentante, il termine scade il primo giorno feriale seguente.

                                         Giusta il
cpv. 4, infine, i termini stabiliti dalla legge o dall'autorità in giorni o in
mesi non decorrono dal settimo giorno precedente la pasqua al settimo giorno
successivo alla pasqua incluso, dal 15 luglio al 15 agosto incluso, dal 18
dicembre al 1° gennaio incluso. 

 

                                         Il 1°
gennaio 2007 sono entrate in vigore alcune modifiche dell’art. 38 LPGA (cfr. RU
del 13 giugno 2006 N. 23 pag. 2197 segg. (2276)). In primo luogo, è stato
introdotto un ulteriore capoverso, ossia il cpv. 2bis, secondo cui una
comunicazione consegnata soltanto contro firma del destinatario o di un’altra
persona autorizzata a ritirarla è considerata avvenuta il più tardi il settimo
giorno dopo il primo infruttuoso tentativo di recapito. 

                                         In secondo luogo, i cpv. 3 e 4 sono stati modificati come segue:

 

“(…)

3 Se l’ultimo giorno del
termine è un sabato, una domenica o un giorno festivo riconosciuto dal diritto
federale o cantonale, il termine scade il primo giorno feriale seguente. È
determinante il diritto del Cantone in cui ha domicilio o sede la parte o il
suo rappresentante.

 4 I termini stabiliti dalla
legge o dall’autorità in giorni o in mesi non decorrono:

a. dal settimo giorno precedente la Pasqua al settimo giorno
successivo alla

Pasqua incluso;

b. dal 15 luglio al 15 agosto incluso;

c. dal 18 dicembre al 2
gennaio incluso.”

 

                               2.3.   Nella
presente evenienza, con decisione formale del 7 settembre 2006, la Sezione del
lavoro ha sospeso l'assicurato per 31 giorni dall’indennità di disoccupazione
per avere rifiutato un’occupazione (cfr. consid. 1.1.; doc. 6).

                                         L'opposizione
inoltrata dall'assicurato datata 7 ottobre 2006 e pervenuta all’amministrazione
l'11 ottobre 2006 (cfr. doc. 5) è stata considerata tardiva dalla Sezione del
lavoro con decisione su opposizione del 28 novembre 2006 (cfr. consid. 1.3.;
doc. A).

 

                                         Il TCA è
ora chiamato a stabilire se l'opposizione interposta dall'assicurato contro la
decisione di sospensione del 7 settembre 2006 è tempestiva oppure no.

 

                                         Un invio
raccomandato è reputato notificato al momento in cui il destinatario l’ha
ricevuto. Nel caso in cui il destinatario non è reperibile e perciò un invito
di ritiro è stato depositato nella sua buca delle lettere o nella sua casella
postale, l’invio raccomandato è considerato notificato al momento in cui
avviene il ritiro alla Posta; se ciò non avviene entro la scadenza del termine
di ritiro, che è di sette giorni (cfr. Condizioni generali della Posta
"Servizi postali", cifra 2.3.7. dell'edizione dell’aprile 2006),
l’invio si considera notificato allo scadere di questo periodo. 

                                         Con
effetto dal 1° gennaio 2007 questo principio, come esposto sopra, è stato
ripreso dall’art. 38 cpv. 2bis LPGA.

                                         Generalmente
un secondo invio e la susseguente ricezione non modificano tale risultato; essi
sono giuridicamente irrilevanti (cfr. STFA del 13 settembre 2000 nella causa
S., K 125/00; DTF 119 V 94 consid. 4b/aa con riferimenti).

                                         Questa
finzione di notifica vale, tuttavia, nell'ipotesi in cui il soggetto di diritto
debba ragionevolmente attendersi, secondo il principio della buona fede,
l'intimazione di un atto.

                                         Pertanto
chi si assenta - per un certo lasso di tempo - dal proprio domicilio, pendente
una procedura o dovendo comunque attendersi con una certa verosimiglianza una
comunicazione ufficiale, deve comunicare correttamente e tempestivamente il suo
nuovo recapito, in modo che gli atti connessi possano essergli agevolmente
notificati, o designare un rappresentante abilitato ad agire in suo nome. In
caso contrario, egli non può prevalersi della sua assenza presso l’indirizzo
noto all’autorità al momento della notifica di un determinato atto. La
comunicazione a tale indirizzo è da considerare come validamente notificata
(cfr. DTF 127 I 31 consid. 2; DTF 119 V 94 consid. 4b/aa;
DTF 117 V 132 consid. 4a; DTF 116 Ia 92 consid. 2a;
STFA del 22 febbraio 2005 nella causa S., H 134/04 consid. 2; STFA del 9 agosto
2001 nella causa G., H 61/00; STFA del 13 febbraio 2001 nella causa S., H
338/00).

 

                                         Secondo
costante giurisprudenza federale, affinché un atto possa essere ritenuto
notificato, non è poi necessario che il diretto interessato lo ritiri o ne
prenda altrimenti conoscenza, a tal fine è sufficiente che l’atto entri nella
sua sfera d’azione (cfr. DTF 122 I 139 consid. 1, pag. 142-144; STFA del 22
febbraio 2005 nella causa S., H 134/04 consid. 2).

 

                                         Nel caso
in esame dalla documentazione relativa alla ricerca postale effettuata
dall'amministrazione risulta che la decisione formale emessa dalla Sezione del
lavoro il 7 settembre 2006 è stata inviata all'assicurato per raccomandata il
medesimo giorno e gli è stata recapitata l’8 settembre 2006 al proprio domicilio
(cfr. doc. 4). 

                                         Essa è,
dunque, stata notificata all'insorgente correttamente.

 

                                         Il
termine di 30 giorni per inoltrare opposizione è, perciò, iniziato a decorrere
il 9 settembre 2006 ed è scaduto, tenuto conto che l'ultimo giorno era una
domenica, lunedì 9 ottobre 2006.

                                         Entro
questa data, quindi, l'assicurato avrebbe dovuto consegnare l'opposizione alla
Sezione del lavoro o a un ufficio postale svizzero (cfr. consid. 2.2.).

                                         L'opposizione,
per contro, è stata inviata per raccomandata alla Sezione del lavoro soltanto
il 10 ottobre 2006 (cfr. copia della busta allegata a doc. 5).

                                         In simili
condizioni, l'opposizione risulta tardiva.

 

                               2.4.   Occorre ora
esaminare se l'assicurato può prevalersi della restituzione del termine.

 

                                         Ai sensi
dell'art. 41 LPGA se il richiedente o il suo rappresentante è stato impedito,
senza sua colpa, di agire entro il termine stabilito, lo stesso è restituito,
sempre che l'interessato lo domandi adducendone i motivi entro dieci giorni
dalla cessazione dell'impedimento. Se la restituzione è concessa, il termine
per compiere l'atto omesso decorre dalla notifica della decisione.

 

                                         Con
effetto dal 1° gennaio 2007 l’art. 41 LPGA è stato modificato come segue:

 

" 
Se il richiedente o il suo rappresentante è stato impedito, senza
sua colpa, di agire entro il termine stabilito, lo stesso è restituito, sempre
che l’interessato lo domandi adducendone i motivi entro 30 giorni dalla
cessazione dell’impedimento e compia l’atto omesso.” (cfr. RU del 13 giugno
2006 N. 23 pag. 2197 segg. (2276))

 

                                         Prima
dell'entrata in vigore della LPGA, l'Alta Corte aveva stabilito che la
restituzione di un termine inosservato per motivi indipendenti dalla propria
volontà, costituisce un principio generale del diritto e deve dunque trovare
sempre applicazione, sia in sede ricorsuale sia nella procedura non contenziosa
(cfr. STFA del 18 gennaio 2000 nella causa L., C 366/99; DLA 1996/1997 N. 13,
consid. 2b, pag. 71; DTF 123 V 106 consid. 2a; DLA 1988 N. 17, consid. 3b, pag.
128 e DTF 114 V 123, consid. 3b, pag. 125).

 

                                         Per
"impedimento non colpevole" si intende, non soltanto l'impossibilità
oggettiva o la forza maggiore, ma anche l'impossibilità che risulta da
circostanze personali o da un errore scusabile. Queste circostanze devono
comunque essere valutate oggettivamente. In definitiva, al richiedente non deve
potere essere rimproverata una negligenza (cfr. DTF 96 II 265 consid. 1a; STFA del 21 novembre 2001 nella causa Fondazione X., I 393/01;
U. Kieser, ATSG-Kommentar, Schultess 2003, N. 4 ad art. 41, p. 417; U. Kieser,
Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 170s.; Kölz/Häner,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1998, n.
151). 

 

                                         La giurisprudenza federale ammette che il decesso, una grave
malattia contratta improvvisamente, in particolare una patologia seria insorta
quando il termine sta per scadere, la degenza in ospedale possano costituire un
impedimento non colposo. Non basta però che l'interessato medesimo sia stato
impedito di agire entro il termine stabilito, lo stesso dovendo oltre a ciò
essere pure stato impossibilitato ad incaricare un terzo di compiere gli atti
di procedura necessari (RDAT II-1999 n. 8, p. 32; DTF 119 II 86, consid. 2a,
DTF 112 V 255, consid. 2a; cfr., pure, STFA del 2 luglio 2003 nella causa D., K
34/03). 

 

                                         Non costituiscono,
per contro, motivi scusabili il sovraccarico di lavoro, l'ignoranza del
diritto, rispettivamente l'insicurezza dovuta all'introduzione di una nuova
norma legale (cfr. STFA del 18 gennaio 2000 nella causa L., C 366/99; DLA 2002
N. 15 pag. 113; DLA 2000 N. 6, consid. 2, pag. 31; DLA 1988 N. 17, consid. 4a,
pag. 128; DTF 110 V 339, consid. 3, pag. 343 e DTF 110 V 210, consid. 4, pag.
216).

 

                                         Il TFA,
in una sentenza del 22 settembre 1986 nella causa B., pubblicata in DTF 112 V
255, riguardo ai presupposti necessari affinché una malattia costituisca motivo
di restituzione del termine, ha osservato:

 

" 
2.- a) Die versäumte Frist kann wiederhergestellt
werden, wenn der Gesuchsteller oder sein Vertreter durch ein unverschuldetes Hindernis
abgehalten worden ist, innert der Frist zu handeln, und binnen zehn Tagen nach Wegfall
des Hindernisses unter Angabe desselben die Wiederherstellung verlangt und die versäumte
Rechtshandlung nachholt (Art. 35 Abs. 1 in Verbindung
mit Art. 135 OG). Das Gesetz lässt somit die Wiederherstellung nur zu, wenn
der Partei (und gegebenenfalls ihrem Vertreter) kein Vorwurf gemacht werden kann
(BGE
110 Ib 95 Erw. 2, 107 Ia 169 Erw. 2a). Krankheit (wie im übrigen auch schweizerischer
obligatorischer Militärdienst [vgl. BGE 104 IV 210 Erw. 3]) kann ein unverschuldetes,
zur Wiederherstellung führendes Hindernis sein (BGE 108 V 110 Erw. 2c; EVGE
1969 S. 149; GYGI, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2. Aufl., S. 62; GRISEL,
Traité de droit administratif, S. 896). Doch muss die Erkrankung derart sein, dass
der Rechtsuchende durch sie davon abgehalten wird, selber innert Frist zu handeln
oder doch eine Drittperson mit der Vornahme der Prozesshandlung zu betrauen
(EVGE 1969 S. 150). So hat das Eidg. Versicherungsgericht die Wiederherstellung
gewährt: einem an einer schweren Lungenentzündung leidenden, hospitalisierten
60jährigen Versicherten (in BGE
102 V 140 nicht veröffentlichte Erw. 1 des Urteils Poltera vom 14. September
1976), ebenso einem Versicherten, der wegen schwerer nachoperativer Blutungen
massive zerebrale Veränderungen aufwies, intellektuell stark beeinträchtigt und
daher während der gesamten Rechtsmittelfrist weder fähig war, selber Beschwerde
zu erheben, noch sich bewusst werden konnte, dass er jemanden mit der Interessenwahrung
hätte betrauen sollen (ZAK 1981 S. 523 Erw. 2b). Nicht gewährt hat das Gericht
die Wiederherstellung dagegen in Fällen eines immobilisierten rechten Armes
bzw. einer schweren Grippe, wo keine objektiven Anhaltspunkte dafür bestanden und
dies auch nicht weiter belegt wurde, dass der Rechtsuchende nicht imstande gewesen
wäre, trotz der Behinderung fristgerecht zu handeln oder nötigenfalls einen Vertreter
mit der Interessenwahrung zu beauftragen (unveröffentlichte Urteile van Driesten
vom 21. Februar 1984 und Reichlin vom 29. Juni 1977). Hindert die Krankheit den
Rechtsuchenden zwar daran, selber zu handeln, könnte er aber in nach den Umständen
zumutbarer Weise einen Dritten mit der Interessenwahrung beauftragen, so kann
die Wiederherstellung nach dem Gesagten ebenfalls nicht gewährt werden, wenn
die Partei den Beizug eines Vertreters versäumt (unveröffentlichtes Urteil Lanni
vom 26. Juni 1984; GULDENER, Schweizerisches Zivilprozessrecht, 3. Aufl., S.
273, Anm. 41; GYGI/STUCKI, Handkommentar zum bernischen Gesetz über die Verwaltungsrechtspflege,
1962, S. 113). Bedeutsam für die Frage, ob Krankheit im Sinne eines unverschuldeten
Hindernisses die Partei von eigenem fristgerechten Handeln oder der Beauftragung
eines Dritten abgehalten hat, ist vor allem die letzte Zeit der Rechtsmittelfrist,
weil die gesetzliche Regelung jedermann dazu berechtigt, die notwendige Rechtsschrift
erst gegen das Ende der Frist auszuarbeiten und einzureichen (EVGE 1969 S. 149
f. mit Hinweisen; unveröffentlichte Urteile Gianotti vom 6. Dezember 1984 und Egloff
vom 3. April 1973). Erkrankt die Partei eine gewisse Zeit vor Fristablauf, so ist
es ihr in aller Regel möglich und zumutbar, ihre Interessen selber zu verteidigen
oder die Dienste eines Dritten in Anspruch zu nehmen; erkrankt die Partei dagegen
ernsthaft gegen das Ende der Frist, so wird sie im allgemeinen nicht in der Lage
sein, selber zu handeln oder einen Dritten zu beauftragen, weshalb in solchen Fällen
die Wiederherstellung zu gewähren ist (GRISEL, a.a.O., S. 896)." 

 

In una sentenza del 2 luglio 2003, nella causa
D., K 34/03, l'Alta Corte ha ancora osservato:

 

" 
(…)

Giusta i combinati disposti di cui agli art. 35
cpv. 1 e 135 OG, la restituzione per l'inosservanza di un termine può essere accordata
solo quando il richiedente o il suo difensore è stato impedito, senza sua
colpa, di agire entro il termine fissato, fermo essendo che la domanda deve
indicare l'impedimento ed essere presentata entro dieci giorni da che questo è
cessato e che entro lo stesso termine deve essere compiuto l'atto omesso,
l'istituto della restituzione in intero costituisce un rimedio di carattere
straordinario che incide profondamente nella sicurezza del diritto, per cui
occorre valutare l'adempimento dei requisiti con rigore e seguire criteri
restrittivi,

 

secondo la prassi relativa all'art. 35 cpv. 1 OG,
per impedimento senza colpa bisogna intendere non solo l'impossibilità di agire
oggettiva nel senso della forza maggiore, bensì pure l'impossibilità soggettiva
dovuta a circostanze personali o all'errore (RDAT 1999 II n. 8 pag. 32 e i
riferimenti ivi citati),

 

la giurisprudenza federale ammette in particolare
che il decesso o una grave malattia contratta improvvisamente può costituire un
impedimento non colposo giusta l'art. 35 OG,

 

non basta però che l'interessato medesimo sia
stato impedito di agire entro il termine stabilito, lo stesso dovendo oltre a
ciò essere pure stato impossibilitato ad incaricare un terzo di compiere gli
atti di procedura necessari,

 

non appena sia oggettivamente e soggettivamente
esigibile che la persona in oggetto agisca personalmente o che affidi a un
terzo la salvaguardia dei suoi interessi, cessa l'impedimento senza sua colpa
ai sensi dell'art. 35 cpv. 1 OG (cfr. ancora RDAT 1999 II n. 8 pag. 32 con
riferimenti),

 

in concreto, nulla emerge dagli atti che permetta
di concludere che nei 30 giorni successivi alla notificazione della pronunzia
cantonale 18 ottobre 2002, avvenuta nel mese di novembre seguente, le
condizioni dell'assicurata fossero state tali da non consentirle di incaricare
una terza persona di agire in sua vece,

 

non sono quindi dati i presupposti stabiliti
dalla giurisprudenza per accogliere la domanda di restituzione del termine e
l'istanza 20 febbraio 2003 deve essere respinta. (…)"

 

                                         A mente
del TCA tale giurisprudenza mantiene la sua validità anche nel contesto
dell'art. 41 LPGA (cfr. anche Kieser, ATSG-Kommentar, pag. 417, in cui viene
citata la giurisprudenza del TFA precedente l'entrata in vigore della LPGA).

 

                               2.5.   Nel caso in
esame va rilevato che l'assicurato non ha formulato un'esplicita richiesta di
restituzione del termine legale per inoltrare l'opposizione entro dieci giorni
dalla cessazione dell'impedimento (cfr. art. 41 LPGA in vigore fino al 31
dicembre 2006).

 

                                         Agli atti
risulta, infatti, soltanto uno scritto del ricorrente del 2 novembre 2006 con
il quale, presentando le proprie osservazioni in riferimento alla comunicazione
della Sezione del lavoro secondo cui l’opposizione datata 7 ottobre 2006 - ma
inviata all’amministrazione il 10 ottobre 2006 - appariva tardiva (cfr. doc.
3), ha precisato che il ritardo era dovuto al fatto che in quel periodo erano
accaduti degli avvenimenti che l’avevano coinvolto materialmente e
psicologicamente. In particolare l’insorgente ha menzionato la grave malattia
di cui è affetta sua sorella in relazione alla quale egli, nel mese di
settembre 2006, si è sottoposto a degli esami a __________ e a __________ al
fine di valutare la compatibilità o meno del loro sangue, oltre al proprio
trasloco da __________ a __________ effettuato nella settimana dall’11 al 16
settembre 2006 (cfr. doc. 2).

 

                                         In ogni
caso, anche considerando tale lettera quale istanza di restituzione, la stessa
andrebbe respinta.

 

                                         Il
ricorrente nel periodo in questione, a causa dello stato di salute della
sorella, è stato effettivamente confrontato con una situazione familiare
difficile e fonte di ansia e timore.

 

                                         Al
riguardo va, tuttavia, evidenziato che la giurisprudenza federale ha stabilito
che ai fini della restituzione di un termine, nel caso di un assicurato egli
stesso affetto da malattia o degente in ospedale, è determinante che il
medesimo, oltre a essere impedito di agire personalmente, sia impedito di conferire
un mandato di rappresentanza a terzi (cfr. consid. 2.4.).

 

                                         Inoltre
dalla DTF 112 V 255 consid. 2a (cfr. consid. 2.5.) emerge che rilevante per
stabilire se una determinata malattia, quale impedimento non colpevole, ha reso
impossibile a un assicurato di agire egli stesso o di conferire a un terzo il
mandato di agire a suo nome è soprattutto l'ultimo periodo del termine, poiché
la normativa legale permette di elaborare il ricorso contro un determinato atto
e di procedere al relativo inoltro anche solo alla fine del termine. Se
l'assicurato si ammala qualche tempo prima dello scadere del termine, di regola
è possibile ed esigibile che egli difenda personalmente i suoi interessi o
incarichi un terzo per questo compito. Se, per contro, la malattia insorge
proprio alla fine del termine, in linea di principio l'assicurato non è in
grado di agire egli stesso o di scegliere un rappresentante. Pertanto in tali
casi la restituzione del termine deve essere garantita.

 

                                         Il
principio secondo cui per stabilire se la presentazione tardiva di un atto a
causa di una malattia è scusabile o meno risulta di fondamentale importanza
l'ultimo periodo del termine è stato ribadito in una recente sentenza dell'Alta
Corte del 9 luglio 2004 nella causa S. AG, C 272/03, consid. 2.2.

 

                                         In
concreto, pur comprendendo lo stato d’animo notevolmente preoccupato
dell’assicurato nel periodo rilevante ai fini dell’introduzione di una
tempestiva opposizione - 9 settembre-9 ottobre 2006 -, giova osservare che egli
è stato sottoposto a prelievi e analisi presso l’Ospedale __________ di __________
e l’Ospedale __________ di __________ solamente per due intere giornate, e
meglio l’11 e il 29 settembre 2006 (cfr. doc. 2/1; 2/2). 

 

                                         Il
ricorrente, inoltre, ha indicato che nella settimana dall’11 al 16 settembre
2006 ha effettuato il proprio trasloco (cfr. doc. 2, I), dal 22 agosto al 22
settembre 2006 ha svolto un programma occupazionale a __________ (cfr. doc. I, B)
e dal 25 settembre al 6 ottobre 2006 ha lavorato per la __________ (cfr. doc.
I).

 

                                         Anche
considerando che l’assicurato, oltre a essere psicologicamente turbato per la
salute della sorella, è stato pure particolarmente impegnato dal profilo del
tempo a sua disposizione, egli, da un lato, non era impedito, segnatamente nei
periodi in cui ha svolto il programma occupazionale e l’impiego per la __________
- ad eccezione dei giorni dell’11 e del 29 settembre 2006 in cui gli sono stati
effettuati degli esami presso i nosocomi citati -, a redigere l’opposizione, la
cui preparazione della documentazione pertinente e stesura a detta del medesimo
ha richiesto due giorni (cfr. doc. I), sull’arco di più giornate o meglio
serate, allorché rientrava al domicilio dopo la propria attività, così da
poterla spedire all’amministrazione entro il 9 ottobre 2006.

 

                                         E’ utile
peraltro segnalare, in generale, che il fatto di intraprendere delle misure,
come ad esempio raccogliere dei mezzi di prova rilevanti, per giustificare la
fondatezza della propria impugnativa non va considerato quale impedimento
maggiore che legittima la restituzione del termine legale di ricorso (cfr. STFA
del 25 luglio 2001 nella causa D., I 7/01).

 

                                         Dall’altro,
il ricorrente era comunque in grado in ogni momento di incaricare una terza
persona di interporre opposizione a suo nome

 

                                         In simili
circostanze, l'inoltro tardivo dell'opposizione non è scusabile.

 

                                         Il TCA
deve, pertanto, concludere che, nella presente fattispecie,  non sono dati i
presupposti stabiliti dalla legge e dalla giurisprudenza per restituire il
termine per interporre opposizione contro la decisione formale del 7 settembre
2006.

 

                                         Di
conseguenza, visto che l'opposizione datata 7 ottobre 2006, ma spedita il 10
ottobre 2006 e pervenuta all’amministrazione l’11 ottobre 2006 (cfr. consid.
2.3.), è stata inoltrata tardivamente, la decisione su opposizione emessa dalla
Sezione del lavoro il 28 novembre 2006 deve essere confermata.

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti