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**Case Identifier:** ca39f866-f690-5388-8cef-303c14200187
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-12-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.12.2022 BVGE 2022 VII/4
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_BVGE-2022-VII-4_2022-12-06.pdf

## Full Text

2022 VII/4 Divieto d'entrata 

 

 

36 VII BVGE / ATAF / DTAF  

 

2022 VII/4 

Estratto della decisione della Corte VI 
nella causa A. contro Segretaria di Stato della migrazione 

F–2885/2020 del 6 dicembre 2022 

Divieto d'entrata superiore a quindici e fino a venti anni. Espulsione 

penale obbligatoria automatica di venti anni. Ordine e sicurezza pub-

blici. Circostanze straordinarie. Recidiva penale e reiterazione di reati 

non analoghi. Principio di proporzionalità. 

Art. 67 cpv. 2 lett. a, art. 67 cpv. 3 e cpv. 5, art. 96 cpv. 1 LStrI. 

Art. 66a, art. 66b CP. Art. 5 par. 1 allegato I ALC. 

1. A differenza dell'espulsione penale obbligatoria automatica di 
venti anni la pronuncia di un divieto d'entrata superiore a quindici 

e fino a venti anni non presuppone che l'interessato sia già stato 

colpito da un divieto d'entrata in precedenza (consid. 9.4 e 9.5). 

2. Per poter pronunciare un divieto d'entrata superiore a quindici e 
fino a venti anni la fattispecie si deve contraddistinguere per la 

presenza di circostanze straordinarie (consid. 9.5 e 12.1). 

3. La recidiva penale e la reiterazione di reati non analoghi posso- 
no giustificare, in caso di circostanze straordinarie, la pronuncia 

di un divieto d'entrata superiore a quindici e fino a venti anni 

(consid. 12.1). 

4. L'assenza di recidiva penale o di reiterazione di reati non analoghi 
non esclude, in caso di circostanze straordinarie, la possibilità di 

pronunciare un divieto d'entrata superiore a quindici e fino a venti 

anni (consid. 12.1). 

5. A differenza dell'espulsione penale obbligatoria automatica di 
venti anni la durata di un divieto d'entrata superiore a quindici e 

fino a venti anni è fissata in applicazione del principio di propor-

zionalità (consid. 9.4 e 12.1). 

Einreiseverbot von mehr als fünfzehn und bis zu zwanzig Jahren. 

Automatische obligatorische Landesverweisung von zwanzig Jahren. 

Öffentliche Sicherheit und Ordnung. Ausserordentliche Umstände. 

Rückfälligkeit und wiederholte Straffälligkeit. Verhältnismässigkeits-

grundsatz. 

Divieto d'entrata 2022 VII/4 

 

 

BVGE / ATAF / DTAF VII 37 

 

Art. 67 Abs. 2 Bst. a, Art. 67 Abs. 3 und Abs. 5, Art. 96 Abs. 1 AIG. 

Art. 66a, Art. 66b StGB. Art. 5 Abs. 1 Anhang I FZA. 

1. Im Unterschied zur automatischen obligatorischen Landesverwei-
sung von zwanzig Jahren setzt ein Einreiseverbot von mehr als 

fünfzehn und bis zu zwanzig Jahren nicht voraus, dass gegen den 

Betroffenen bereits ein Einreiseverbot verhängt worden ist (E. 9.4 

und 9.5). 

2. Für ein Einreiseverbot von mehr als fünfzehn und bis zu zwanzig 
Jahren müssen ausserordentliche Umstände vorliegen (E. 9.5 und 

12.1). 

3. Rückfälligkeit und wiederholte Straffälligkeit können bei Vorlie-
gen ausserordentlicher Umstände ein Einreiseverbot von mehr als 

fünfzehn und bis zu zwanzig Jahren rechtfertigen (E. 12.1). 

4. Das Fehlen von Rückfälligkeit oder wiederholter Straffälligkeit 
schliesst es nicht aus, bei Vorliegen ausserordentlicher Umstände 

ein Einreiseverbot von fünfzehn bis zwanzig Jahren zu verhängen 

(E. 12.1). 

5. Im Unterschied zur automatischen obligatorischen Landesverwei-
sung von zwanzig Jahren darf die Dauer eines Einreiseverbots von 

mehr als fünfzehn und bis zu zwanzig Jahren nur in Anwendung 

des Verhältnismässigkeitsprinzips festgesetzt werden (E. 9.4 und 

12.1). 

Interdiction d'entrée pour une durée supérieure à quinze ans et jus-

qu'à vingt ans. Expulsion pénale obligatoire automatique de vingt ans. 

Ordre et sécurité publics. Circonstances extraordinaires. Récidive pé-

nale et réitération d'infractions non analogues. Principe de la propor-

tionnalité. 

Art. 67 al. 2 let. a, art. 67 al. 3 et al. 5, art. 96 al. 1 LEI. Art. 66a, 

art. 66b CP. Art. 5 par. 1 annexe I ALCP. 

1. A la différence de l'expulsion pénale obligatoire automatique de 
vingt ans, le prononcé d'une interdiction d'entrée pour une durée 

supérieure à quinze ans et jusqu'à vingt ans ne présuppose pas que 

l'intéressé ait déjà précédemment fait l'objet d’une interdiction 

d'entrée (consid. 9.4 et 9.5). 

2022 VII/4 Divieto d'entrata 

 

 

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2. Pour prononcer une interdiction d'entrée pour une durée de plus 
de quinze ans et jusqu'à vingt ans, la cause doit présenter des cir-

constances extraordinaires (consid. 9.5 et 12.1). 

3. La récidive pénale et la réitération d'infractions non analogues 
peuvent justifier, en présence de circonstances extraordinaires, le 

prononcé d'une interdiction d'entrée pour une durée supérieure à 

quinze ans et jusqu'à vingt ans (consid. 12.1). 

4. L'absence de récidive pénale ou de réitération d'infractions non 
analogues n'exclut pas, en présence de circonstances extra-

ordinaires, la possibilité de prononcer une interdiction d'entrée 

pour une durée supérieure à quinze ans et jusqu'à vingt ans 

(consid. 12.1). 

5. A la différence de l'expulsion pénale obligatoire automatique de 
vingt ans, la durée d'une interdiction d'entrée de quinze ans ou 

plus et jusqu'à vingt ans doit être fixée en application du principe 

de la proportionnalité (consid. 9.4 et 12.1). 

 

A. (di seguito: ricorrente), cittadino italiano nato nel 1969, celibe, senza 

figli, ha vissuto prevalentemente in Italia, rendendo di tanto in tanto visita 

a sua madre in Ticino, dove si era trasferita nel 2012. Egli ha pure lavorato 

in Ticino come allenatore di pallavolo e di tennis da tavolo, ed ha inoltre 

intrapreso la formazione di massaggiatore medico nel 2014, senza conclu-

derla. Egli non è mai stato titolare di un permesso di soggiorno svizzero. 

Prima di giungere in Svizzera, il ricorrente ha interessato più volte la giu-

stizia penale italiana. Nel 2003 gli è stata inflitta una pena di un anno e sei 

mesi con la condizionale per violenza sessuale nei confronti di un minore 

di quattordici anni. Nel 2005 ha subito una condanna ad una pena di due 

mesi e venti giorni per detenzione illegale di armi e munizioni, nonché di 

quattro anni e otto mesi per violenza sessuale commessa in due occasioni 

nei confronti di un quattordicenne e di un sedicenne, come pure per deten-

zione di materiale pornografico, e gli è stata nel contempo revocata la so-

spensione condizionale della pena pronunciata nel 2003. 

Il 2 dicembre 2016, la Corte delle assise criminali (CAC) di Lugano ha 

condannato il ricorrente alla pena detentiva di sette anni per avere com-

messo, su un minore, ripetuta coazione sessuale, ripetuti atti sessuali con 

persone incapaci di discernimento o inette a resistere e ripetuti atti sessuali 

con fanciulli, come pure ripetuta pornografia, ripetuta infrazione alla legge 

Divieto d'entrata 2022 VII/4 

 

 

BVGE / ATAF / DTAF VII 39 

 

federale sugli stupefacenti, nonché ripetuta somministrazione a fanciulli di 

sostanze pericolose per la salute. Il 7 febbraio 2018, la Corte di appello e 

di revisione penale (CARP) ha confermato la pena detentiva di sette anni 

pronunciata dalla CAC. La sentenza della CARP è cresciuta in giudicato 

il 17 luglio 2018. 

Il 21 gennaio 2020, con riferimento alla sentenza della CARP, l'Ufficio 

della migrazione del Canton Ticino (UMCT) ha ordinato l'allontana- 

mento del ricorrente dalla Svizzera e segnalato il caso alla Segreteria  

di Stato della migrazione (SEM) per l'emanazione di un divieto d'entra- 

ta. Il 13 marzo 2020, il Consiglio di Stato ha confermato la decisione 

dell'UMCT. 

Il 17 marzo 2020, la SEM ha emanato nei confronti del ricorrente un divie-

to d'entrata in Svizzera e nel Liechtenstein, valido immediatamente e fino 

al 16 marzo 2040 (venti anni). 

Il 2 giugno 2020, il ricorrente ha adito il Tribunale amministrativo federa-

le, chiedendo l'annullamento della decisione della SEM. 

Il 6 dicembre 2022, il Tribunale amministrativo federale ha respinto il ri-

corso. 

Dai considerandi: 

9.4 Ora, se si considera che, nel sistema dell'espulsione penale obbli-

gatoria (art. 66a e art. 66b CP), l'esistenza di una prima espulsione è una 

condizione necessaria per pronunciare la (nuova) espulsione di venti anni 

in caso di recidiva, e ciò senza alcuna disamina della fattispecie sotto il 

profilo del principio di proporzionalità, non si può che osservare che la 

LStrI (RS 142.20) non contempla alcuna simile restrizione dell'applicabili-

tà del principio di proporzionalità, ma comanda alla SEM, al contrario, di 

tenere conto « in particolare della situazione personale dello straniero » 

(art. 96 cpv. 1 LStrI). Ciò si rispecchia pure nel fatto che, se intende rinun-

ciare eccezionalmente ad emanare un divieto d'entrata o se intende sospen-

derlo, la SEM deve eseguire preliminarmente una ponderazione tra gli 

interessi pubblici e gli interessi privati dell'interessato (cfr. art. 67 cpv. 5 

LStrI, con la nota a piè di pagina n. 154 che rinvia alla RU 2016 2329 e al 

FF 2013 5163). Così, pur avendo riguardo ai motivi della scelta del legisla-

tore in ambito penale, il Tribunale amministrativo federale non intravede 

ragioni convincenti per trasporre, in modo analogico, il sistema dell'espul-

sione penale, che non è scevro di problematicità (…), nel sistema della 

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LStrI, senza contare che il detto sistema è il risultato della concretizzazione 

di un'iniziativa popolare che né l'Assemblea federale, né il Consiglio fede-

rale si sono affrettati ad applicare proprio a causa della sua problematicità 

(dall'accettazione dell'iniziativa popolare all'entrata in vigore degli art. 66a 

e 66b CP sono passati quasi sei anni). Peraltro, se il legislatore federale 

avesse voluto generalizzare il sistema dell'espulsione penale e trapiantarlo 

nella LStrI, non vi sono motivi per credere che non l'avrebbe (già) fatto. 

9.5 Benché il Tribunale amministrativo federale si sia fin qui ispirato, 

mutatis mutandis, alla prassi vigente per le espulsioni penali, le considera-

zioni sopraesposte, che evidenziano l'intenzione del legislatore di applica-

re pienamente il principio di proporzionalità in ambito LStrI, devono in-

durre a superare questa giurisprudenza (cfr. DTF 137 V 282 consid. 4.2; 

136 III 6 consid. 3, nonché DTAF 2018 VII/4 consid. 6), del resto non con-

solidata, relativa ai divieti d'entrata ventennali, laddove essa afferma che 

« pour admettre une récidive suite au prononcé d'une interdiction d'entrée, 

la personne concernée doit avoir fait l'objet d'une mesure antérieure ten-

dant à la garder éloignée du territoire helvétique durant une période déter-

minée » (sentenza del TAF F–2195/2017 del 26 luglio 2018, a cinque giu-

dici, consid. 6.1.2). Al di fuori di questo contesto, dove la recidiva in 

ambito LStrI è stata vincolata all'esistenza di un divieto d'entrata anteriore 

(recidiva « amministrativa »), il Tribunale amministrativo federale aveva 

già avuto modo di stabilire che è comunque possibile pronunciare un divie-

to d'entrata di venti anni se sussistono « circostanze straordinarie », sottoli-

neando, in relazione ad un ricorrente « [qui] n'a pas récidivé » (niente reci-

diva « penale ») dopo essere stato allontanato dalla Svizzera soltanto una 

volta (niente recidiva « amministrativa »), che « il appert qu'une durée 

supérieure à 15 ans ne saurait être prononcée que dans des circonstances 

extraordinaires » (sentenza del TAF F–1601/2015 del 28 novembre 2016 

consid. 7.1). 

In ogni modo, non è tanto l'esistenza di un divieto d'entrata anteriore in sé, 

che potrebbe d'altronde anche non essere stato emanato per una ragione od 

un'altra, quanto l'esistenza della recidiva penale o della reiterazione penale 

che è determinante, insieme al rischio di recidiva o di reiterazione, per la 

valutazione della minaccia all'ordine e alla sicurezza pubblici, e dunque 

per la commisurazione della durata dei divieti d'entrata come provvedi-

menti di mera natura amministrativa.  

Divieto d'entrata 2022 VII/4 

 

 

BVGE / ATAF / DTAF VII 41 

 

10.–12. (…) 

12.1 Di natura indeterminata, la nozione di « circostanze straordina-
rie » è suscettibile di designare molteplici situazioni fattuali. In proposito 

va osservato che la sentenza F–1601/2015 non ne ha dato alcuna definizio-

ne. Ciò premesso, il Tribunale amministrativo federale considera che le 

« circostanze straordinarie » possono essere delimitate, perlomeno in par-

te, mutuando diversi criteri applicati usualmente nel diritto penale (cfr., in 

questo senso, la DTF 139 II 121 consid. 6.3 […]). Esse possono così rap-

portarsi, segnatamente, alla persona dell'autore (per esempio, volontà o 

meno di emendarsi, capacità o meno di empatia, accessibilità cognitiva o 

meno alle necessarie terapie in caso di turba psichica di notevole gravità), 

al suo modo di operare (per esempio, con crudeltà o meno, con inganno o 

meno, con una mancanza particolare di scrupoli, in modo sistematico o 

saltuario), alla natura speciale del bene giuridico leso (per esempio, la vita 

o l'integrità fisica, psichica e sessuale di persone particolarmente bisogno-

se di protezione come i bambini […]), ma la loro caratterizzazione, in 

quanto circostanze che escono dall'ordinario, dipende in definitiva dalle 

specificità del caso in esame. 

Come circostanza aggravante del reato, la recidiva penale può giustificare 

la pronuncia di un divieto d'entrata superiore a quindici e fino a venti anni 

(…), se si inserisce in un contesto di ulteriori circostanze che devono esse-

re qualificate come straordinarie, essendo precisato che la durata definitiva 

del divieto d'entrata soggiace comunque, a differenza di quanto previsto 

all'art. 66b cpv. 1 CP per l'espulsione penale (…), all'esame della sua 

conformità al principio di proporzionalità. 

Anche le fattispecie senza recidiva penale non escludono la possibilità di 

emanare un divieto d'entrata superiore a quindici e fino a venti anni, ma 

soltanto nella misura in cui sono contraddistinte da circostanze straordina-

rie (cfr. consid. 9.5).