# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6731b4ee-fbba-5b59-bd5c-e83f92f70c5b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-10-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 25.10.1999 11.1999.118
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1999-118_1999-10-25.html

## Full Text

Incarto n.

  11.99.00118

  	
  Lugano

  25 ottobre 1999/rgc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini,
  vicecancelliere

  

 

 

sedente
per statuire nella causa __.__._____ (contestazione di paternità) della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa
con petizione del 26 marzo 1999 da

 

	
   

  	
  __________, __________

  (patrocinato
  dall’avv. __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________, nata __________, __________

  (patrocinata
  dall’avv. __________, __________) e

   

  __________ (1998),  __________

  (rappresentata
  dal curatore __________, __________);

   

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di
questione:      1. Se dev’essere accolta l’appellazione del 17 settembre
1999  presentata da __________ contro il decreto di stralcio emesso il 9
settembre 1999 dal Pretore del Distretto di Bellinzona;

 

                                         2.
  Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che __________ (1967) e
__________ nata __________ (1969), cittadina nordcoreana, si sono sposati il 20
giugno 1998;

 

                                         che dall’unione è nata la
figlia __________ (__________1998);

 

                                         che il 26 marzo 1999
__________ ha contestato giudizialmente la sua paternità davanti al Pretore del
Distretto di Bellinzona;

 

                                         che nella sua risposta del
27 maggio 1999 __________ si è opposta alla petizione, mentre il curatore della
figlia ha chiesto il 30 agosto 1999 la prova della paternità mediante perizia
biologica;

 

                                         che il 3 settembre 1999,
vista la perizia del Laboratorio __________ di __________del 25 agosto 1999
dalla quale risulta la sua paternità con una probabilità del 99.99%, __________
ha dichiarato di ritirare la petizione;

 

                                         che con decreto del 9
settembre 1999 il Pretore ha stralciato la causa dai ruoli, senza prelevare
tasse né spese, ma condannando l’attore a rifondere alla moglie fr. 1’200.– per
ripetibili;

 

                                         che con appello del 17
settembre 1999 __________ chiede di essere esonerato dal pagamento delle
ripetibili;

 

                                         che nelle sue osservazioni
del 21 ottobre 1999 __________ conclude per il rigetto dell’appello, mentre
__________ i si è rimessa, il 25 ottobre 1999, al giudizio della Camera;

 

e considerando

 

in diritto:                        che in materia di spese e
ripetibili un decreto di stralcio per ritiro dell’azione (art. 352 CPC) è
senz’altro appellabile (Rep. 1985 pag. 145 in fondo);

 

                                         che i nuovi documenti
prodotti dall’appellante sono ammissibili in virtù del principio inquisitorio
che governa il diritto di filiazione e nelle contestazioni di paternità (art.
254 n. 1 CC) vale tanto per l’attore quanto per il figlio (Hegnauer, Grundriss des Kindesrechts,
4ª edizione, pag. 100, n. 14.10); 

                                         

                                         che l’appellante sostiene
di nulla dovere alla controparte poiché egli è stato indotto a contestare la
paternità dal comportamento della moglie, la quale aveva chiesto finanche un
contributo alimentare per la figlia a un terzo e rifiutava di sottoporsi a perizia;

 

                                         che il ritiro di un’azione
equivale a desistenza e comporta, in linea di principio, l’addebito degli oneri
processuali a chi recede dalla lite, con obbligo di rifondere alla controparte
un’adeguata indennità per ripetibili (Rep. 1985 pag. 146; Cocchi/Trezzini, Codice di procedura
civile annotato, Lugano 1993, n. 10 ad art. 148);

 

                                         che di regola le
ripetibili sono dovute alla controparte qualunque sia la causa della
desistenza, salvo che siano dati “giusti motivi” per derogare a tale principio
(Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 8
ad art. 148 CPC);

 

                                         che in concreto il marito
è stato effettivamente indotto a contestare la paternità a causa
dell'atteggiamento – a dir poco – contraddittorio della moglie;

 

                                         che, invero, il 16
novembre 1998 e il 23 febbraio 1999 la convenuta aveva chiesto a __________,
con il quale aveva avuto una relazione, un contributo alimentare per la figlia
(doc. B e C di appello);

 

                                         che inoltre la moglie
rifiutava senza motivo di sottoporsi a perizia (ciò che avrebbe evitato
l’introduzione della causa), per di più mettendo essa medesima in dubbio la
paternità del marito;

 

                                         che nelle circostanze
descritte ben si giustificava la contestazione di paternità, di modo che
soccorrono giusti motivi per esonerare l’attore dal versare ripetibili;

 

                                         che gli oneri del presente
giudizio seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC);

                                         

per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

 

 

pronuncia:              1.   L’appello è accolto e il
dispositivo n. 3 del decreto impugnato è così riformato:

                                         Non si assegnano ripetibili.                                         

 

                                   2.   Gli oneri processuali,
consistenti in

                                         a) tassa di
giustizia      fr. 150.–

                                         b) spese                         fr.  
50.–

                                                                                fr.
200.–

                                         già
anticipati dall'appellante, sono posti a carico di __________, che rifonderà
all’appellante fr. 400.– per ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione a:

                                         – avv. __________,
__________;

                                         – avv. __________,
__________;

                                         – __________, ufficio del
tutore ufficiale, Bellinzona.

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        Il segretario