# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 193338e8-b627-57cc-a0f3-dcc2e0145004
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-05-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 05.05.1997 50.1996.25
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-1996-25_1997-05-05.html

## Full Text

Incarto n.

  50.96.00025

   

  	
  Lugano

  5 maggio 1997

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  20 settembre 1996 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patrocinato
  da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  sentenza 20 agosto 1996 del Tribunale d'espropriazione della giurisdizione
  sottocenerina relativa all'espropriazione parziale del mapp. __________ di
  __________ da parte del comune di __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    1° ottobre 1996 del Tribunale di
espropriazione;

-    11 ottobre 1996 del Comune di
__________;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   __________ é proprietario
del mapp. __________ di __________. Il fondo, ubicato in località __________,
sotto il centro scolastico, é censito quale campo di mq 880. Il PR approvato
dal Consiglio di Stato il 3 febbraio 1976 ha vincolato una parte di quella
proprietà per la costruzione di edifici pubblici (zona EP) e di una strada di
servizio. Quei vincoli sono stati riproposti nel nuovo PR, approvato dal
Governo il 2 giugno 1993. Un ricorso di __________ é stato respinto da
quest'ultima autorità contestualmente all'approvazione del PR.

 

 

                                  B.   a) Dopo essersi procurato i
necessari crediti dal consiglio comunale, il municipio di __________ ha
promosso nei confronti di __________ una procedura di espropriazione del mapp.
__________ limitatamente alla superficie vincolata dal PR, stimata in mq 285,
offrendo fr. 200.--/mq. Gli atti d'esproprio sono stati pubblicati giusta gli
art. 20 segg. Lespr nel periodo 18 febbraio/19 marzo 1991. Con istanza 8
febbraio 1991 il municipio ha pure sollecitato l'immediata immissione in
possesso della superficie interessata all'esproprio.

 

b) Con memoria 20 marzo 1991 __________ ha formulato in via
principale opposizione all'espropriazione ed all'immissione in possesso, in via
subordinata ha notificato una pretesa di 

fr. 700.--/mq per la superficie espropriata e di fr. 350.--/mq per il deprezzamento
della porzione residua.

 

c) Con decisione 9 maggio 1996 il Tribunale d'espropriazione
ha respinto l'opposizione e concesso al comune di __________ l'immediata
immissione in possesso. Con sentenza 20 agosto 1996 il Tribunale di prima
istanza si é invece pronunciato sulle indennità. Esso ha in primo luogo
considerato che l'imposizione dei vincoli a carico del mapp. __________, in
quanto fondo di natura edilizia, erano costitutivi di un'espropriazione
materiale e che l'indennizzo per questo titolo doveva di conseguenza essere
stimato al 3 febbraio 1976, data di approvazione del primo PR. Facendo uso del
sistema statistico ha indi determinato il valore venale pieno del fondo a
quella data in fr. 160.--/mq: importo dal quale ha dedotto fr. 30.--/mq a
titolo di valore residuo della proprietà dopo l'imposizione delle restrizioni.
Per l'espropriazione materiale della superficie vincolata il giudice di prime
cure ha pertanto assegnato al ricorrente fr. 130.--/mq oltre interessi al
saggio usuale dal 20 marzo 1991, data della notifica di pretese. Per
l'espropriazione formale di quell'area, ovvero per il trapasso del terreno
spogliato delle prerogative edilizie, ha invece stabilito un risarcimento di
fr. 30.--/mq oltre interessi di mora al 5% a decorrere come all'art. 54 Lespr.
Ha infine negato un indennizzo per svalutazione della porzione residua.

 

 

                                  C.   Con gravame 20 settembre
1996 __________ é insorto davanti a questo Tribunale contro la sentenza 20
agosto 1996 del Tribunale d'espropriazione. Il ricorrente non contesta che i
vincoli sanciti a carico della sua proprietà attraverso il PR approvato il 3
febbraio 1976 fossero costitutivi di un'espropriazione materiale, ma sostiene
che queste restrizioni sono decadute alla scadenza (prorogata) del termine di
attuazione di detto PR, ovvero al 3 febbraio 1991. Per questo motivo ci si
trova di fronte ad un caso di espropriazione formale e l'indennizzo in suo
favore deve essere calcolato al 9 maggio 1996, data dell'immissione in possesso.
Chiede pertanto in via principale un risarcimento di fr. 600.--/mq per l'area
espropriata e di fr. 300.--/mq per il deprezzamento di quella residua. In via
subordinata il ricorrente chiede che gli venga almeno assegnato il risarcimento
offerto dal comune, di 

fr. 200.--/mq, di cui fr. 170.--/mq a titolo di espropriazione materiale e di
fr. 30.--/mq per quella formale, oltre a fr. 85.--/mq per la svalutazione della
frazione restantegli.

 

Il comune ha chiesto la reiezione dell'impugnativa.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
é data, il ricorso tempestivo e la legittimazione del ricorrente certa (art. 50
Lespr, 43 PAmm). Il gravame é dunque ricevibile in ordine. Può inoltre essere
deciso sulla scorta degli atti, senza istruttoria.

                                   2.   L'inclusione di un terreno
di natura edilizia in una zona per attrezzature ed edifici pubblici é, per
costante giurisprudenza, costitutiva di espropriazione materiale. Al momento
dell'imposizione del vincolo il fondo cessa di essere oggetto di mercato per
l'edilizia privata e di partecipare all'evoluzione dei prezzi dei fondi
edilizi. La perdita o la sottrazione forzata delle prerogative edilizie del
fondo - che costituisce la caratteristica determinante dell'esproprio materiale
- si situa al momento dell'entrata in vigore del vincolo pianificatorio e,
pertanto, del piano regolatore che lo istituisce: momento che nel nostro
Cantone coincide con l'approvazione del piano da parte del Consiglio di Stato
(art. 25 cpv. 1 dell'or abrogata LE 1973; attualmente art. 39 cpv. 1 LALPT).
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale é questo momento che fa stato
per determinare le caratteristiche fisiche e lo statuto giuridico del fondo ed
inoltre l'ammontare dell'indennità per il titolo di espropriazione materiale.
Quest'ultima deve inoltre fruttare interesse almeno dal giorno in cui il
proprietario ha fatto valere la sua pretesa in maniera inequivocabile. Tra
l'entrata in vigore del vincolo pianificatorio ed il momento dell'espropriazione
formale del terreno solo il residuo valore del fondo, che corrisponde - di
regola - a quello agricolo, é sottoposto all'evoluzione dei prezzi del mercato.
Le indennità dovute per ognuna delle due espropriazioni devono pertanto essere
valutate separatamente, ciascuna secondo i propri specifici principi, anche se
ha luogo una sola procedura di stima. Si può tuttavia prescindere da una doppia
stima quando nell'intervallo non si é verificata alcuna significativa modifica
dei prezzi dei terreni agricoli (cfr. per tutte le enunciazioni che precedono a
RDAT II-1991 N. 68 consid. 2 e rinvii).

 

 

                                   3.   3.1. Il ricorrente, che non
contesta che i vincoli sanciti a carico della sua proprietà attraverso il PR
approvato il 3 febbraio 1976 fossero costitutivi di un'espropriazione
materiale, sostiene che queste restrizioni sono decadute alla scadenza
(prorogata) del termine di attuazione di detto PR, 3 febbraio 1991, ovvero 15
giorni prima della pubblicazione degli atti d'espropriazione. Per questo
motivo, a suo giudizio ci si trova di fronte ad un caso di espropriazione
formale e l'indennizzo in suo favore deve essere di conseguenza calcolato al 9
maggio 1996, data dell'immissione in possesso, in applicazione dell'art. 19
Lespr. L'insorgente solleva quindi, concretamente, il quesito a sapere se la
scadenza del termine di attuazione previsto dall'art. 23 LE 1973, rispettivamente
della sua proroga, provochi l'inefficacia dei vincoli istituiti dal PR.

 

3.2. Le opinioni dei due autori ticinesi che hanno affrontato
il problema divergono. Scolari, esprimendosi invero prima dell'entrata in
vigore della LPT (Commentario della LE, ad art. 23, N. 2 segg.), sostiene la
decadenza dei vincoli allo scadere del termine di attuazione del PR. Di parere
opposto __________ (Di alcune considerazioni sulla durata del piano regolatore,
pubbl. in RDAT 1986, pag. 239 segg.), che propende per una durata indeterminata
dei vincoli. Chiamato a pronunciarsi nel caso di un vincolo istituito da un PR
approvato il 6 aprile 1973 e venuto a scadenza il 6 aprile 1988, ma riproposto
nel successivo PR, pubblicato dopo l'adozione del legislativo nel periodo nel
periodo 25 agosto/23 settembre 1986 ed approvato dal Consiglio di Stato il 12
aprile 1988, il Tribunale federale ha lasciato irrisolto il quesito con
sentenza 23 agosto 1990, pubbl. in RDAT II-1991 N. 68. In effetti, nel periodo
di soli 6 giorni intercorso tra il 6 giugno 1988 (data di scadenza del termine
di attuazione del vecchio PR) ed il 12 giugno successivo (data di approvazione
del nuovo PR) non era sussistita alcuna possibilità di edificare il fondo degli
espropriati: in primo luogo perché questo era colpito da blocco edilizio ai
sensi dell'art. 25 bis cpv. 1 LE 1973, in secondo luogo perché la particella
non era stata assegnata ad un'altra zona di utilizzazione, in particolare a quella
edificabile. Poiché anzi la proprietà era già assegnata in precedenza ad una
zona EAP ed era in atto la procedura di approvazione del nuovo PR, che riproponeva
gli stessi vincoli di inedificabilità, una possibilità di assegnazione del
fondo alla zona edificabile doveva essere considerata esclusa (cfr. consid. 3c
del citato giudizio). Data di entrata in vigore della misura pianificatoria
comportante espropriazione materiale e di estimo dell'indennità doveva dunque
essere considerato - come ritenuto dai Tribunali cantonali - il 6 aprile 1973.
Per addivenire allo stesso risultato nel giudizio impugnato in quella sede, del
3 aprile 1990, questo Tribunale aveva adottato l'opinione espressa da
__________, secondo cui il termine per l'attuazione del PR stabilito all'art.
23 LE 1973 doveva essere interpretato quale semplice disposizione
programmatica, sprovvista di effetti decadenziali sui vincoli istituiti dal PR
stesso. Il Tribunale amministrativo ha avuto occasione di pronunciarsi,
successivamente, su di un caso analogo al presente, ove un PR entrato in vigore
il 7 ottobre 1975 ed i cui termini di attuazione sono stati prorogati sino al 7
ottobre 1990 ha istituito un vincolo EAP su di un terreno di natura edilizia
che é stato riproposto dal successivo PR, pubblicato nel periodo 19 febbraio/20
marzo 1990 ed approvato dal Consiglio di Stato il 13 gennaio 1993. Facendo
propri gli insegnamenti della precitata sentenza del Tribunale federale, con
giudicato 15 marzo 1996 questo Tribunale ha concluso che ai fini della
determinazione della sussistenza di un'espropriazione materiale e della
relativa indennità faceva stato il primo PR. E questo non tanto perché il fondo
era rimasto assoggettato al blocco edilizio in applicazione degli art. 25 bis
LE 1973 e, dal 13 novembre 1990, 66 LALPT (il blocco edilizio - di durata
biennale - era decaduto da quasi un anno al momento dell'approvazione del PR),
bensì perché la ripresentazione del vincolo aveva fatto sì che il terreno
gravatone non fosse mai stato riassegnato ad altra zona di utilizzazione, in
particolare alla zona edificabile. In quella sede il Tribunale ha inoltre avuto
modo di condividere l'opinione frattanto emessa dal Tribunale della
pianificazione del territorio nella sentenza pubblicata in RDAT II-1996 N. 23,
secondo cui l'entrata in vigore dell'art. 21 LPT, il 1 gennaio 1980, ha
conferito anche ai PR entrati in vigore precedentemente a quella data - e
dunque anche ai vincoli istituiti tramite gli stessi - durata indeterminata.

 

3.3. Non vi é motivo, nel concreto caso, di scostarsi dagli
insegnamenti appena esposti. Come risulta dall'esposizione dei fatti, i vincoli
per i quali il comune procede all'esproprio sono stati sanciti una prima volta
tramite il PR approvato dal Consiglio di Stato il 3 febbraio 1976: piano il cui
termine di attuazione decennale (cfr. dispositivo n. 4 della risoluzione di
approvazione del PR) é stato prorogato dal Consiglio di Stato in applicazione
dell'art. 23 LE 1973 fino al 3 febbraio 1991. Detti vincoli sono tuttavia stati
riproposti in termini identici in sede di nuovo PR, adottato dal Legislativo
comunale nella seduta 17, 18 e 24 settembre 1990 ed approvato dal Consiglio di
Stato il 2 giugno 1993. Anche se si volesse prescindere dalla durata
indeterminata dei vincoli istituiti dai PR (compresi quelli entrati in vigore
prima del 1 gennaio 1980) ancorata all'art. 21 LPT, la ripresentazione del
vincolo EP e della strada di servizio a gravare il mapp. __________ in sede del
nuovo e vigente PR, disposta dal legislativo comunale prima della scadenza del
PR 1976, non ha dunque permesso alla proprietà del ricorrente di riacquistare
le caratteristiche di un fondo edificabile a fini privati. Per questo motivo, a
giusta ragione il giudice di prima istanza ha stabilito che l'espropriazione
materiale a danno del mapp. __________ si é concretizzata - semmai si sia
effettivamente concretizzata nella fattispecie (cfr. a quanto si dirà più
sotto) - ed é sussistita senza interruzione a partire dal 3 febbraio 1976, data
di approvazione del precedente PR dal parte del Consiglio di Stato.

 

Il richiamo dell'espropriato alla sentenza pubbl. in RDAT
II-1995 N. 44, in cui il Tribunale d'espropriazione del sottoceneri era approdato
alla soluzione opposta, non può pertanto giovargli. A prescindere dal fatto che
un giudizio di un tribunale di prima istanza non può vincolare le istanze di
ricorso, la fattispecie decisa in quella sede si distanziava notevolmente dalla
presente. Trattavasi infatti di un vincolo espropriativo sancito tramite un PR
approvato dal Consiglio di Stato nel 1988, che riproponeva le stesse
restrizioni precedentemente istituite tramite un PR approvato nel 1966 ed il
cui termine di attuazione era scaduto nel 1976 (prima dunque dell'entrata in
vigore della LPT), ovvero 12 anni prima.

 

Le domande del ricorrente non paiono però, nel concreto caso,
sprovviste di fondamento per un altro motivo, che il Tribunale individua
nell'ambito dell'applicazione d'ufficio del diritto (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   4.   4.1. Secondo la
giurisprudenza, quando una restrizione della proprietà interessa solo una parte
di un fondo, per accertarne la gravità - requisito primo e più importante
affinché la restrizione sia costitutiva di un'espropriazione materiale -
bisogna di regola considerare gli effetti spiegati dalla restrizione sull'intera
particella. L'avverarsi di un'espropriazione materiale deve infatti essere
negato quando una restrizione della proprietà lascia intatta la possibilità di
continuare ad utilizzare il fondo colpito secondo la sua destinazione in
maniera economicamente adeguata: ad esempio quando un dezonamento concerne solo
un quarto di una particella oppure un divieto di costruzione si estende solo su
di un terzo della sua superficie (DTF 114 Ib 121; RDAT II-1994 N. 63 in
initio). La prassi riserva tuttavia la possibilità di scostarsi dalla regola
generale quando questa condurrebbe a soluzioni inique. Può segnatamente essere
il caso quando la superficie di un fondo colpito da un divieto di costruzione
parziale si presta ad uno sfruttamento edilizio autonomo (Riva, Hauptfragen der
materiellen Enteignung, pag. 268 seg. con rinvii alla giurisprudenza ed alla
relativa critica della dottrina).

 

4.2. Nella fattispecie, per ammettere la realizzazione di
un'espropriazione materiale a pregiudizio del mapp. __________ il giudice di
prima istanza ha ritenuto di doversi scostare dalla regola generale, sostenendo
che la superficie vincolata del fondo, pari a 287 mq, ovvero a 2/3 della sua
superficie, si presta ad un'utilizzazione separata secondo la disciplina
edilizia applicabile alla zona R2, potendo fruttare una superficie utile lorda
pari a mq 114 (l'indice di sfruttamento della zona R2 del PR 1976 essendo pari
al 0,4). Questo risultato non convince tuttavia il Tribunale. Intanto il PR
1976 ha assegnato la superficie del mapp. __________ rimasta a libera disposizione
dell'espropriato alla zona R3, che presentava un indice di sfruttamento pari al
0,5: dall'esame degli atti di PR risulta con certezza che identica sorte
sarebbe toccata all'area colpita dalle restrizioni in esame. In secondo luogo
la superficie vincolata del fondo rappresenta in realtà poco meno di 1/3 (non
2/3) della sua estensione: mq 285 (non mq 287) rispetto a mq 880.
L'applicazione della regola generale vorrebbe dunque che il vincolo di
inedificabilità parziale che grava la proprietà del ricorrente non sia
costitutivo di un'espropriazione materiale. Per distanziarsi da questo
principio non basta però affermare che quell'area può fruttare una certa
superficie utile lorda; bisogna anche che essa si presti in modo effettivo -
ovvero razionale sotto gli aspetti edilizio ed economico - ad essere sfruttata
in maniera autonoma. Ora, un terreno di 285 mq di superficie non sembra
prestarsi, in principio, alla costruzione di una casa d'abitazione su tre
piani, ma in ogni caso ad essere sfruttato razionalmente secondo la disciplina
istituita dal PR 1976 per la zona R3.

 

4.3. Il Tribunale annulla pertanto il giudizio impugnato e
retrocede gli atti al Tribunale d'espropriazione, che dispone di periti attivi
nel settore delle costruzioni, affinché possa riesaminare compiutamente questo
aspetto alla luce dei canoni edili ed economici per ribadire con motivazioni
più pertinenti la sussistenza di un'espropriazione materiale a pregiudizio del
mapp. __________ oppure abbandonare quella tesi, con la conseguenza che detta
particella può essere oggetto della sola procedura di espropriazione formale.

 

 

                                   5.   5.1. Per quanto concerne la
determinazione del valore venale pieno del fondo il giudice di prima istanza ha
fatto capo al sistema statistico, ricercando le contrattazioni che hanno avuto
luogo negli anni 1975 e 1976 concernenti terreni edificabili ubicati nel comune
in zona R2. Si é inoltre appoggiato agli indennizzi stabiliti in due sentenze
concernenti l'espropriazione di fondi pure vincolati dal PR 1976, non molto
distanti dal mapp. __________. Ha indi definito il mapp. __________ quale
terreno che si presta facilmente all'edificazione, vicino ai servizi pubblici
ma privo di accesso diretto alla strada cantonale. Ciò facendo il Giudice di
prima istanza é approdato all'importo di fr. 160.--/mq.

 

5.2. Il Tribunale non ritiene di poter condividere, nemmeno
su questo punto, l'impostazione ed il risultato cui é addivenuta l'istanza
inferiore. Intanto, nel caso in cui dovesse essere negata la sussistenza di
un'espropriazione materiale a danno del mapp. __________ il dies aestimandi
sarebbe riportato - come rivendicato dal ricorrente - al 9 maggio 1996, data
dell'immissione in possesso (art. 19 Lespr). In ogni caso, come risulta in modo
inoppugnabile da tutto il giudicato impugnato (il riferimento alle precedenti
sentenze ne é l'ennesima conferma), il Tribunale di prima istanza é partito
dall'assunto che la superficie vincolata del mapp. __________ avrebbe
altrimenti dovuto essere attribuita alla zona R2: come é stato spiegato poco
sopra (consid. 4.2.), quell'area sarebbe invece stata assegnata dal PR 1976
(come da quello 1993) alla zona R3. Il Tribunale d'espropriazione non ha
pertanto ricercato se ebbero luogo delle compravendite di terreni ubicati nella
detta zona di utilizzazione né, semmai non ve ne furono, ha potuto spiegare in
che modo, partendo da quelle celebrate nella zona R2, é addivenuto alla stima
del terreno interessato. Del resto nemmeno le considerazioni svolte sulle peculiarità
del mapp. __________ possono essere interamente sottoscritte. Né infatti, da un
parte, il mapp. __________ può essere edificato con facilità sotto tutti gli
aspetti (é infatti piuttosto stretto per accogliere una costruzione disposta su
tre piani) né, dall'altra, la circostanza secondo cui non dispone di accesso diretto
sulla strada cantonale é necessariamente di nocumento per il suo estimo:
bisogna invece piuttosto accertare - tramite l'ispezione del registro fondiario
- se il fondo, che non é in tal modo direttamente esposto all'inquinamento
provocato dalla strada cantonale, dispone invece dei necessari diritti di passo
sulle proprietà confinanti per raggiungere quell'arteria di traffico.
Dall'esame dell'estratto del menzionato registro versato agli atti dal comune
risulta infine che il mapp. __________ é gravato da una servitù di
attraversamento di linea elettrica ad alta tensione: il giudicato impugnato non
spiega tuttavia se ed in che misura questo onere possa interessare e, se del
caso influenzare, il valore venale della superficie espropriata e, di
conseguenza, la fissazione dell'indennità a favore del ricorrente. Per questo
motivo, anche la determinazione dell'indennizzo deve essere oggetto di nuovo,
più accurato esame da parte del Tribunale di prima istanza.

 

 

                                   6.   Il ricorrente ribadisce la
richiesta di un indennizzo per svalutazione della superficie residua del mapp.
__________. Il Tribunale condivide a questo riguardo le pertinenti ed
esaurienti considerazioni svolte dal Tribunale d'espropriazione al considerando
9 del giudizio impugnato, cui esso rinvia: un indennizzo per questo titolo deve
dunque essere negato.

 

 

                                   7.   Sulla scorta di quanto
precede il gravame deve dunque essere parzialmente accolto ed i dispositivi n.
1 e 3 del giudicato impugnato annullati. Gli atti devono di conseguenza essere
retrocessi al Tribunale d'espropriazione, il quale dovrà riverificare la sussistenza
di un'espropriazione materiale a pregiudizio del mapp. __________ (consid. 4) e
- qualunque sia la soluzione a questo quesito - nuovamente fissare l'ammontare
dell'indennità spettante al ricorrente per l'espropriazione della superficie di
circa mq 285 del detto fondo (consid. 5).

 

 

                                   8.   La tassa di giudizio e le
ripetibili vengono ripartite in funzione del grado di soccombenza delle parti
(art. 28 e 31 PAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 21 LPT, 23, 25 bis LE 1973, 66 LALPT, 9,11, 50 Lespr, 18, 28, 31 e 65
PAmm

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso é parzialmente
accolto.

§.    Di
conseguenza i dispositivi n. 1 e 3 della sentenza 20 agosto 1996 (n. 4/91-6)
del Tribunale d'espropriazione della giurisdizione sottocenerina sono annullati

§§.  Gli atti sono
retrocessi al Tribunale d'espropriazione del sottoceneri, con l'obbligo di
procedere come al considerando 7 e relativi rinvii

 

 

                                   2.   La tassa di giudizio, di fr.
500.--, é posta a carico del ricorrente e del comune di __________ in ragione
di metà ciascuno. Le ripetibili sono compensate.

 

 

                                   3.   Contro la presente
decisione, nella misura in cui é fondata sul diritto pubblico federale, é data
facoltà di ricorso al Tribunale federale, Losanna, nel termine di 30 giorni
dall'intimazione.

 

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario