# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f7ccefb5-a2e3-55f9-bb5e-35bd788d52a8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-10-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.10.2023 D-5415/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5415-2023_2023-10-11.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5415/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l l ’ 11  o t t o b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Aileen Truttmann;  

cancelliere Agostino Bullo. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata l’(…) 

Angola,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); 

decisione della SEM del 28 settembre 2023. 

 

 

 

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Visto: 

la domanda d’asilo che la ricorrente ha presentato in Svizzera il 22 lu-

glio 2023, 

l’estratto dalla banca dati europea «CS-VIS» del 26 luglio 2023, da cui si 

evince che le autorità belghe hanno rilasciato il (…) dicembre 2022 all’in-

sorgente un visto Schengen di tipo C per ingresso singolo valido dal 

(…) gennaio 2023 al (…) febbraio 2023,  

il verbale del colloquio Dublino dell’8 agosto 2023 (cfr. atto della Segreteria 

di Stato della migrazione [di seguito: SEM] n. [{…}]-18/3), 

la richiesta di presa in carico sempre dell’8 agosto 2023 fondata sull’art. 12 

par. 4 del Regolamento Dublino (di seguito: RD III) presentata dalla SEM 

alle competenti autorità belghe (cfr. atto della SEM n. 19/9), 

la risposta positiva del 17 agosto 2023 da parte delle autorità belghe alla 

richiesta di presa a carico fondata sull’art. 12 par. 4 RD III (cfr. atto della 

SEM n. 23/1), 

la decisione della SEM del 28 settembre 2023, notificata il medesimo 

giorno (cfr. atto della SEM n. 32/1), di non entrata nel merito giusta 

l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, con conseguente trasferimento dell’interessata 

verso il Belgio, 

il ricorso del 5 ottobre 2023 inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo fe-

derale (di seguito: il Tribunale), entrato in data 6 ottobre 2023, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato: 

che il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 3 della legge sull’asilo del 26 giu-

gno 1998 [LAsi, RS 142.31]) ed è ammissibile (art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 

art. 52 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 

1968 [PA, RS 172.021]), 

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che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che il ricorso è manifestamente infondato e la decisione è motivata quindi 

soltanto sommariamente (art. 111 lett. e e 111a cpv. 2 LAsi); che giusta 

l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che nel colloquio Dublino l’interessata ha dichiarato di avere dei problemi 

di pressione alta, di soffrire di cataratta e di avere dolori alla schiena; che 

ella ha affermato di non voler essere rinviata in Belgio, perché lì non 

avrebbe nessuno e di trovarsi in Svizzera per capire dove si trova la figlia, 

con cui non avrebbe contatti da vent’anni,  

che l’autorità inferiore nella decisione avversata ha escluso che in Belgio 

sussistano delle carenze sistemiche ai sensi dell’art. 3 della Convenzione 

per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4 no-

vembre 1950 (CEDU, RS 0.101); che non vi è il rischio di violazione del 

divieto di respingimento; che non vi è motivo per l’applicazione degli art. 16 

par. 1 e art. 17 RD III (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 180/31 del 

29 giugno 2013), 

che nel ricorso l’insorgente chiede che la sua domanda d’asilo sia trattata 

per ragioni umanitarie; che ella sostiene di essere rimasta totalmente sola, 

in quanto il marito forse è deceduto e lei non ha più alcun contatto con la 

famiglia di quest’ultimo; che l’interessata non avrebbe altri figli e che l’unica 

figlia vive attualmente in Svizzera; che inoltre ella è malata e ha già (…) 

anni; 

che la SEM, nel contesto della procedura Dublino, non entra nel merito ai 

sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi quando, dopo aver passato in rassegna 

gli art. 7–15 RD III, conclude che un altro Stato è competente per l’esecu-

zione della procedura d’asilo e allontanamento, 

che il Belgio ha riconosciuto espressamente la propria competenza, fon-

data sull’art. 12 par. 4 RD III, per la trattazione della domanda d’asilo in 

questione, 

che, di conseguenza, la competenza del Belgio è di principio data, 

che l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si giustifica nel caso 

di specie, visto che non vi sono fondati motivi per ritenere che in Belgio 

sussistano carenze sistemiche ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fon-

damentali dell’Unione europea;  

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che la presenza di famigliari sul suolo elvetico può effettivamente avere 

rilievo nel contesto della possibile applicazione dell’art. 8 CEDU – che rien-

tra nelle disposizioni imperative che possono imporre l’applicazione della 

clausola di sovranità – e dell’altra clausola discrezionale prevista all’art. 16 

par. 1 Regolamento Dublino III; che trattandosi di adulti, decisiva è la que-

stione a sapere se la relazione faccia stato di un particolare rapporto di 

dipendenza, come in caso di necessità di prodigare cure speciali per un 

handicap o una malattia grave (cfr. DTF 129 II 11 consid. 2 e 120 Ib 257 

consid. 1e; sentenza del Tribunale D-6168/2020 del 15 dicembre 2020 con-

sid. 12.4); che in altri termini, va vagliata l’esistenza di problemi di salute di 

una gravità tale da imporre un’assistenza significativa nella vita quotidiana, 

nel senso di una presenza, di una sorveglianza o di un’attenzione perma-

nente suscettibile di essere fornita solo da un parente stretto; che la mera 

necessità di un sostegno emotivo o psicologico non rientra invece in tale 

casistica (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 8.3.3 e 8.3.5),  

che da un punto di vista dell’art. 3 CEDU il respingimento forzato di persone 

che soffrono di problemi medici costituisce una violazione unicamente in 

casi eccezionali,  

che ciò risulta essere il caso segnatamente laddove la malattia dell’interes-

sato si trovi in uno stadio a tal punto avanzato o terminale da lasciar pre-

supporre che a seguito del trasferimento la sua morte appaia come una 

prospettiva prossima (cfr. sentenza della CorteEDU N. contro Regno Unito 

del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7 e relativi riferi-

menti),  

che la CorteEDU ha a tal proposito precisato che una violazione dell’art. 3 

CEDU può però anche sussistere qualora vi siano dei seri motivi di ritenere 

che la persona – in assenza di trattamenti medici adeguati nello Stato di 

destinazione – sarà confrontata ad un reale rischio di un grave, rapido e ed 

irreversibile peggioramento delle condizioni di salute comportante delle in-

tense sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita 

(cfr. sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicem-

bre 2016, 41738/10, §180-193),  

che il trasferimento verso il Belgio della ricorrente non contravviene ad al-

cuna norma imperativa di diritto internazionale; che dal punto di vista me-

dico non vi sono problemi di una gravità tale da impedirne il rinvio (cfr. atti 

SEM n. 22/2, 25/2, 27/2, 28/2 e 30/1), 

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che su questi presupposti, il suo caso non rientra nelle succitate casistiche, 

tanto più che è notorio che lo stato di destinazione disponga di infrastrutture 

mediche sufficienti,  

che in definitiva, la ricorrente non ha fornito indizi seri suscettibili di com-

provare che le sue condizioni di vita o la sua situazione personale sarebbe 

tale da contravvenire all’art. 4 della CartaUE, all’art. 3 CEDU o all’art. 3 

Conv. tortura in caso di esecuzione del trasferimento in Belgio,  

che dagli atti non appaiono nemmeno elementi per ritenere che l’autorità 

inferiore abbia esercitato in maniera arbitraria il proprio potere di apprez-

zamento nell’applicazione dell’art. 29a cpv. 3 OAsi 1 (cfr. DTAF 2015/9 

consid. 7 seg.),  

che, pertanto, pure l’art. 17 par. 1 RD III («clausola di sovranità»), che è 

concretizzato in diritto interno svizzero dall’art. 29a cpv. 3 dell’Ordinanza 1 

sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 

142.311), non è applicabile, 

che il Belgio è tenuto a prendere in carico la ricorrente in ossequio alle 

condizioni poste agli art. 23, 24 e 29 RD III, 

che, visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione 

della SEM confermata, 

che avendo statuito nel merito del ricorso, le richieste di concessione 

dell’effetto sospensivo al ricorso, come pure d’esenzione dal versamento 

di un anticipo sulle presumibili spese processuali, formulate dalla ricor-

rente, sono divenute prive d’oggetto, 

che, visto l’esito della procedura, le spese processuali sono poste a carico 

della ricorrente, 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico della ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all'autorità can-

tonale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Agostino Bullo 

 

 

Data di spedizione: