# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 00f24603-60b6-55fa-b625-90a6d5295a2f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-11-03
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 03.11.2016 14.2016.143
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2016-143_2016-11-03.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2016.143

  	
  Lugano

  3 novembre 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Fiscalini

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa SO.2016.345 (rigetto provvisorio dell’opposizione) della
Pretura della Giurisdizione di Locarno-Cam­pagna promossa con istanza 25 aprile
2016 da

 

	
   

  	
  CO 1 (L)

  (patrocinata dall’avv. PA 2,)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

  (patrocinato dall’avv. PA 1,)

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 22 giugno 2016 presentato da RE 1 contro la
decisione emessa il 3 giugno 2016 dal Pretore aggiunto;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Sulla scorta del precetto esecutivo n. __________ emesso il 22 marzo
2016 dall’Ufficio di esecuzione di Locarno, la CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso
di fr. 340'000.– oltre agli interessi del 8% dal 4 marzo 2016 e di fr. 17'000.–
oltre agli interessi del 8% dal 15 dicembre 2015, indicando quale titolo di
credito il contratto di finanziamento del 14 settembre 2015.

 

                            B.  Avendo
RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 25 aprile 2016 la
CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura della Giurisdizione di Locarno-Campagna. Nel
termine impartito, la parte convenuta non ha presentato osservazioni all’istanza.

 

                            C.  Statuendo con decisione del 3 giugno 2016, il Pretore aggiunto ha
accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla
parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 750.– e
un’indennità di fr. 2'000.– a favore del­l’istante.

 

                            D.  Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 22 giugno 2016 per ottenerne l’an­­nullamento
e la reiezione dell’istanza. Visto l’esito del giudizio odierno il reclamo non
è stato notificato alla controparte per osservazioni.

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­­posizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                           1.1  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato il 22 giugno 2016 contro la sentenza notificata a RE 1 il 13 giugno,
in concreto il reclamo è tempestivo.

 

                           1.2  Il
reclamo dev’essere “motivato” (art. 321 cpv. 1 CPC), ciò che la
Camera verifica d’ufficio. Il reclamante è così tenuto a formulare delle
conclusioni chiare, a designare dettagliatamente sia i punti contestati della
sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e a spiegare
perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le
sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale
5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). Doglianze
generiche e recriminazioni di carattere generale non sono sufficienti, come non
basta ripetere nel reclamo le argomentazioni esposte in prima sede. Solo a tali
condizioni è possibile entrare nel merito del ricorso, poiché giudicare un
reclamo non significa rifare il processo di primo grado, ma verificare se la
sentenza impugnata resista alla critica. La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della
giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo
l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione
errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando
che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi
(art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                           1.3  Nel
caso in esame, il reclamante non ha presentato osservazioni in prima sede,
sicché tutte le sue allegazioni di fatto risultano nuove e pertanto
inammissibili. La Camera è nondimeno tenuta a verificare d’ufficio la capacità
di essere parte dell’istante e la sua capacità processuale (art. 59 cpv. 2
lett. c e 60 CPC) e l’esi­­stenza di un valido titolo di rigetto provvisorio
dell’opposizione (DTF 103 Ia 52 consid. 2/e; 139 III 447
consid. 4.1.1).

 

                           1.4  Relativamente
alla prima questione, il reclamante non ha sollevato obiezione in prima sede e
nel reclamo non ha contestato l’esistenza della società istante né il potere di
rappresentanza del firmatario della procura rilasciata a favore del suo
patrocinatore (doc. A), il direttore __________, limitandosi a lamentare la
mancanza di un estratto dal registro di commercio __________. Il reclamante
neppure ha evocato alcun indizio che potesse far nascere dubbi sui presupposti
processuali in questione né ha spiegato perché avrebbe concluso un contratto di
finanziamento (doc. B) con una società inesistente rappresentata proprio dal direttore
di cui ora revoca in dubbio il potere di rappresentanza. In queste circostanze
né il primo giudice né la Camera hanno avuto motivi di verificare presupposti
né contestati né dubbi (v. sentenza della CEF 14.2014.88/89 del 16 ottobre
2014 consid. 5.2). Ad ogni modo, una semplice consultazione del
sito web del Registre de
commerce et des Sociétés del __________ (www.__________)
basta a confermare l’esisten­za della società istante (registrata con il n. __________).
La censura presentata solo ora appare d’altronde strumentale e incompatibile
con il principio della buona fede processuale (art. 52 CPC), e pertanto immeritevole
di protezione (v. Trezzini in: Trez­zini/Cocchi/Bernasconi [curatori], Commentario al Codice di
diritto processuale civile svizzero, 2011, pag. 202 ad B; Bohnet in: CPC commenté, 2011, n. 12 ad art.
60 CPC).

 

                             2.  Nel
merito, il reclamante invoca l’assenza di prova negli atti del fatto che l’istante
gli avrebbe effettivamente conferito l’importo (di fr. 340'000.–)
stabilito nel contratto di finanziamento (doc. B), il quale, stante il suo
carattere bilaterale, non costituirebbe un valido titolo di rigetto provvisorio
dell’opposizione. Sennonché egli non ha contestato l’allegazione dell’istante
secondo cui la somma di fr. 340'000.– è stata
trasferita in due tranches sul conto della co-mutuataria solidale __________ il
15 e il 18 settembre 2015 (istanza ad II/1). Si tratta quindi di un fatto da
considerare accertato (art. 150 cpv. 1 CPC a contrario e sentenza della CEF 14.2016.13/14 del 15 giugno 2016 consid. 7.2), oltre
che comprovato dagli ordini di pagamento agli atti (doc. C), sui quali il reclamante
si è ben guardato dal spendere una parola. Senza contare
che l’eccezione d’inadempimento (art. 82 CO), ch’egli implicitamente solleva,
non è rilevabile d’ufficio dal giudice, il quale può validamente presumere che
l’istante abbia fornito la propria prestazione ove l’escusso non abbia eccepito
nulla al riguardo (Staehelin in: Basler Kommentar, SchKG I,
2a ed. 2010, n. 98 ad art. 82 LEF). La
decisione impugnata resiste quindi senz’altro alla critica.

 

                             3.  Il
reclamante contesta infine l’esigibilità del credito posto in esecuzione,
affermando che la disdetta del mutuo non gli è stata notificata. Anche in
questa circostanza l’allegazione contraria della procedente (istanza ad II/2),
non debitamente contestata in prima sede, poteva essere tenuta per costante dal
Pretore aggiunto (art. 150 cpv. 1 CPC a contrario), e di conseguenza l’obbligo
di rimborso del capitale di fr. 340'000.– risultava, e risulta tuttora,
immediatamente esigibile (art. 11.3/b del contratto di finanziamento), così
come gli interessi maturati dal 15 settembre 2015 al 15 marzo 2016, pari a fr. 34'000.–
(al tasso del 10% annuo per sei mesi, art. 3.1) e gli interessi di mora al
saggio contrattuale dell’8% (art. 4.1).

 

                             4.  La tassa del presente giudizio, stabilita
in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza
(art. 106 cpv. 1 CPC). Non si
pone invece problema di ripetibili, la controparte, cui il reclamo non è stato
notificato per osservazioni, non essendo incorsa in spese
in questa sede. Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett.
d LTF), il valore litigioso, di fr. 357'000.–, raggiunge senz’altro la
soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1
lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è respinto e la sentenza
impugnata è confermata.

 

                             2.  Le
spese processuali di complessivi fr. 1'200.– relative al presente
giudizio, già anticipate dal reclamante, sono poste a suo carico.

 

                             3.  Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                  Comunicazione
alla Pretura della Giurisdizione di Locarno-Campagna.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).