# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5725217d-7720-5265-8ab4-dd6c8278239e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.11.2005 35.2005.80
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2005-80_2005-11-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2005.80

   

  mm/td

  	
  Lugano

  7 novembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 settembre 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 21 giugno
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 cerna
  

  rappr. da: RA 2

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 2
marzo 2000, RI 1 – dipendente dell’Impresa di costruzioni __________ di __________
in qualità di manovale e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni
presso l’CO 1 – è scivolato, è caduto da un’altezza di circa un metro e ha
battuto a terra il fondoschiena e parte della gamba destra.

 

                                         L’Istituto
assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha regolarmente
corrisposto le prestazioni di legge. 

 

                               1.2.   Con
decisione formale del 30 maggio 2001, l’assicuratore LAINF convenuto ha
dichiarato estinto il proprio obbligo a prestazioni a far tempo dal 30 agosto
2000, facendo difetto, da tale data in poi, una relazione di causalità naturale
con l’evento traumatico del mese di marzo 2000 (doc. 66).

 

                                         Nell’ambito
della procedura di opposizione, a modifica della citata decisione formale, le
parti hanno convenuto di posticipare al 30 maggio 2001 la data di chiusura del
caso (doc. 89). 

 

                               1.3.   Nel corso
del mese di marzo 2005, l’assicurato, patrocinato dall’avv. RA 1, ha annunciato
all’Istituto assicuratore una ricaduta dell’infortunio del 2 marzo 2000,
postulando il riconoscimento di una rendita di invalidità (doc. 112).

 

                               1.4.   Il 31 maggio
2005, l’CO 1 ha rilasciato una decisione formale, mediante la quale si è
rifiutato di riconsiderare la decisione del 30 maggio 2001 (doc. 117).

 

                                         A seguito
dell’opposizione interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato (doc.
123), l’assicuratore infortuni, in data 21 giugno 2005, ha confermato il
contenuto della decisione formale del 31 maggio 2005 (doc. 125).

 

                               1.5.   Con
tempestivo ricorso del 20 settembre 2005, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA
1, ha chiesto che l’CO 1 venga obbligato a riaprire il caso d’infortunio,
argomentando:

 

" 
Con decisione 30.05.01 (doc. R) la spettabile CO
1 riconobbe la propria responsabilità fino al 30 agosto 2000. Secondo
l'assicuratrice se persistevano "stati di disagio" questi erano
riconducibili a patologie preesistenti e quindi non ricollegabili
all'infortunio subito.

 

A seguito dell'opposizione dell'assicurato,
l'assicurazione CO 1 in accordo con l'__________, segretariato di __________,
all'epoca patrocinatrice dell'assicurato, si accordavano per prorogare la
responsabilità della CO 1 fino al 31.05.2001. 

(Doc. H)

 

(…)

 

L'assicurato si sente leso da questa transazione.
Non solo il "banale incidente" non gli ha permesso di ristabilirsi al
100% e quindi di essere completamente abile al lavoro ma il suo stato di salute
è sensibilmente peggiorato, situazione accertata da almeno 3 medici

 

Dr. __________, doc. M

Dr. __________, doc. N

Dr. __________, doc. L

 

(…)

 

Secondo il dr. __________ l'incidente è stato "in
gran parte corresponsabile dell'apparizione delle lesioni discali…".

 

In contrapposizione (ma non è l'unica voce) alla
posizione del Dr. __________ della CO 1 vi è anche la Dott.ssa __________

"…Dr. __________ della CO 1 che nel
rapporto del 29.08.2000 esclude tal nesso e considera chiuso il caso. Tale
chiusura mi sembra affrettata…".

 

L'infortunio con il passare del tempo ha
pregiudicato notevolmente la capacità di procreazione dell'assicurato, il quale
solo grazie all'intervento di inseminazione artificiale e dopo numerosi
tentativi, può oggi sperare di poter avere figli! (doc. L). La situazione è
seguita attualmente dal Dr. __________.

 

(…)

 

I fatti sopraesposti giustificano una ricaduta ed
i postumi tardivi dell'infortunio in applicazione dell'art. 21 cpv. 3 LAINF. In
altri termini, la causalità con l'infortunio non si è estinta con il
30.05.2001.

La transazione del 22.01.02 (doc. H) non può
essere considerata una decisione cresciuta in giudicato, non fosse che per dei
requisiti di forma indispensabili (indicazione dei rimedi di diritto, termini,
notifica, ecc.).

I vari rapporti medici evidenziano il nesso di
causalità naturale e adeguata con l'evento naturalistico: l'istruttoria
confermerà.

 

(…)." 

                                         (I)

 

                               1.6.   L’CO 1, in
risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (III).

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;
STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002
nella causa B.,

H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R.,

H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000.

                                         Con la stessa sono state
modificate numerose disposizioni contenute nella LAINF.

                                         Dal profilo temporale il
giudice delle assicurazioni sociali applica di principio le norme di diritto
materiale in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che esplica
degli effetti (cfr. DTF 129 V 1; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V
467 consid. 1; DTF 126 V 166 consid. 4b; STFA del 4 giugno 2004 nella causa L.,
H 6/04; STFA del 10 settembre 2003 nella causa Cassa pensioni X. c/ C., B
28/01; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01).

                                         Di conseguenza, nel caso
in esame, visto che la pretesa ricaduta è stata fatta valere nel corso del mese
di marzo 2005, tornano applicabili le disposizioni di diritto materiale contenute
nella LPGA, in vigore dal 1° gennaio 2003. 

 

                               2.3.   Dalle tavole processuali si
evince che, con la decisione formale del 30 maggio 2001, l’CO 1, facendo capo
alla valutazione espressa dal proprio medico __________, dott. __________, spec.
FMH in chirurgia (cfr., in particolare, il doc. 41), ha stabilito che, al più
tardi a contare dalla fine del mese di agosto 2000, i disturbi
alla schiena accusati da RI 1 non si trovavano più in una relazione di
causalità naturale con l’evento traumatico del 2 marzo 2000 (doc. 66).

 

                                         In data
21 giugno 2001, l’assicurato, patrocinato dal __________, ha interposto
opposizione contro la citata decisione, postulando il riconoscimento delle
prestazioni di legge anche dopo il 30 agosto 2000 (doc. 74).

 

                                         Nel corso
del mese di gennaio 2002, le parti - ossia, da una parte, l’CO 1 e, dall’altra,
RI 1, rappresentato dal lic. iur. __________ - hanno concluso una transazione,
ai termini della quale la data di chiusura del caso è stata posticipata dal 30
agosto 2000 al 30 maggio 2001, con l’intenzione di porre fine alla procedura di
opposizione (doc. 89). 

 

                                         Nel mese
di marzo 2005, l’assicurato ha notificato all’Istituto assicuratore una
ricaduta, ritenuta trovarsi in un nesso di causalità, naturale ed adeguata, con
l’infortunio del 2 marzo 2000, e ha preteso il riconoscimento di una rendita di
invalidità (doc. 112). 

                                         A
sostegno della propria richiesta, RI 1 ha prodotto il rapporto 18 marzo 2005
del neurochirurgo dott. __________, il quale ha definito come probabile il
fatto che il sinistro in questione sia, citiamo: “ in gran parte
corresponsabile dell’apparizione delle lesioni discali con rispettivo conflitto
radicolare S1 a sx”, rispettivamente, quello datato 1° marzo 2005 della
dott.ssa __________, spec. FMH in medicina interna (referti acclusi al doc.
112).

 

                                         Con la
decisione su opposizione impugnata, l'Istituto assicuratore convenuto ha fatto
valere che, siccome l'estinzione del nesso di causalità naturale fra i disturbi
al rachide lombare e l'infortunio assicurato era stata accertata mediante una
transazione cresciuta in giudicato, non vi sarebbe più spazio per una ricaduta
(cfr. doc. 125). 

 

                                         Da parte
sua, l’insorgente sostiene che la transazione del 22 gennaio 2002 non può
essere considerata quale decisione cresciuta in giudicato, difettando dei
requisiti formali indispensabili.

                                         D’altro
canto, fondandosi sulle certificazioni dei dottori __________ e __________,
egli ritiene che i disturbi dorsali costituiscono una conseguenza, naturale e
adeguata, del sinistro assicurato e che essi devono quindi essere assunti dall’CO
1 a titolo di ricaduta (cfr. I).

 

                                         Questa
Corte non può fare propria l'argomentazione del ricorrente.

 

                                         Giusta l’art.
50 cpv. 2 LPGA, una transazione deve essere comunicata sotto forma di decisione
impugnabile.

 

                                         Il
legislatore federale ha così ancorato nella legge la giurisprudenza valida
prima dell’entrata in vigore della LPGA (cfr. DTF 104 V 162, consid. 1 e U.
Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, n. 11 ad art. 50).

 

                                         Nel caso
di specie, è incontestato il fatto che la transazione in questione non sia
stata comunicata a RI 1 sotto forma di decisione formale.

                                         Tuttavia,
il TFA, nella DTF 104 V 162 consid. 3, ha stabilito che un assicurato non è
legittimato a pretendere in ogni tempo il rilascio di una decisione
impugnabile, nel caso in cui constati che l’amministrazione, erroneamente, non
abbia reso una tale decisione su una pretesa di diritto pubblico. Ciò deve
avvenire entro un termine ragionevole, a salvaguardia dei principi della buona
fede e della sicurezza del diritto. 

                                         In
proposito, è utile inoltre precisare che, sempre secondo la nostra Corte
federale, sapere se l'assicurato ha manifestato il proprio dissenso entro un
termine ragionevole è una questione che dipende dalle circostanze del caso
concreto (cfr. DTF 126 V 24 consid. 4b, DTF 122 V 367, consid. 3 e
giurisprudenza ivi menzionata; STFA del 14 luglio 2003 nella causa N., C 7/02,
consid. 3, in cui il TFA ha stabilito che, di principio, un atto amministrativo
informale avente però carattere di decisione sostanziale deve essere impugnato
mediante ricorso entro 90 giorni).

 

                                         In
concreto, dagli atti di causa risulta che l’assicurato ha manifestato il
proprio dissenso in merito al contenuto della nota transazione, la prima volta,
nel corso del mese di marzo 2005 (doc. 112), trascorsi più di tre anni dalla
sua conclusione. 

                                         Ne
discende che, in applicazione della suevocata giurisprudenza, la chiusura del
caso d’infortunio per causalità naturale estinta a far tempo dal 1° giugno
2001, consegnata nella transazione del 22 gennaio 2002, é ormai cresciuta in
giudicato.

 

                               2.4.   In virtù
dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF é tenuto a riprendere l’erogazione
delle prestazioni assicurative in caso di ricadute o conseguenze
tardive (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 71 e A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 277).

                                         Né la
LAINF né l’OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la pretesa
potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze tardive
appaiono, per la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio assicurato, e
ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento, l’interessato sia o meno
ancora assicurato. Rilevante é soltanto l’esistenza di un nesso di causalità
(cfr. STFA del 31 luglio 2001 nella causa H., U 122/00).

                                         Secondo
la giurisprudenza, si è in presenza di una ricaduta quando un danno alla
salute, che si presumeva guarito, si riacutizza, di modo che esso necessita di
cura medica e causa incapacità lavorativa. 

                                         Per
contro, si parla di postumi tardivi quando un danno alla salute
apparentemente guarito produce, nel corso di un periodo di tempo prolungato,
delle modificazioni organiche o psichiche, comportanti sovente uno stato
patologico differente (cfr. DTF 118 V 296 consid. 2c e riferimenti, 105
V 35 consid. 1c e riferimenti).

 

                                         Nella
concreta evenienza, l'CO 1 ha a suo tempo posto termine alle prestazioni di
legge, non perché si presumeva che RI 1 fosse nel frattempo guarito, ma poiché
i disturbi di cui egli ancora soffriva al rachide lombare erano stati ritenuti,
alla luce della valutazione espressa dal dott. __________, ormai estranei
all'evento infortunistico assicurato. 

                                         Ora, il
fatto che la nuova domanda di prestazioni sia basata semplicemente su un
diverso apprezzamento degli stessi disturbi alla salute (in effetti, in
particolare il dott. __________, spec. FMH in neurochirurgia, ha sostenuto, a
differenza del medico __________, che l’infortunio è (parzialmente)
responsabile dell’insorgenza di un danno strutturale a livello degli anuli
fibrosi L4/L5 e L5/S1), non consente di ritenere che il ricorrente, nel
prosieguo, abbia accusato una ricaduta di un danno alla salute apparentemente guarito
ai sensi dell'art. 11 OAINF. 

                                         In altri
termini, una ricaduta, in presenza del medesimo danno alla salute, entra in
linea di conto qualora la chiusura del caso iniziale abbia avuto luogo poiché
l’assicurato ha nel frattempo ritrovato una piena capacità lavorativa e non
necessita più di cure mediche, e non quando il caso è stato chiuso per assenza
del nesso di causalità. 

 

                                         Del
resto, in una recente sentenza del 28 febbraio 2005 nella causa B., U 144/04,
consid. 3.3, riguardante una fattispecie del tutto analoga a quella sub
judice, la nostra Corte federale ha deciso in questo stesso modo:

 

" 
Par ailleurs, la juridiction cantonale a jugé que
la recourante ne pouvait prétendre des prestations en raison d'une rechute ou
de séquelles tardives au sens de l'art. 11 OLAA. Elle a considéré que la
suppression des prestations au 1er décembre 1991, par décision sur opposition
du 30 janvier 1992, était justifiée exclusivement par l'absence d'un lien de
causalité naturelle et adéquate entre l'événement assuré et les troubles
persistant après le 1er décembre 1991. C'est pourquoi, dans la mesure où la
nouvelle demande reposait seulement sur un nouveau diagnostic au sujet de ces
mêmes troubles, on ne pouvait considérer que la recourante souffrait d'une
rechute ou de séquelles tardives d'une lésion apparemment guérie.

 

Ce point de vue est bien fondé. En effet, le motif invoqué à l'appui de la nouvelle demande ne
constitue pas un fait survenu postérieurement à la décision de suppression des
prestations, mais repose uniquement sur une nouvelle qualification d'un état de
fait médical déjà constaté antérieurement." 

                                         (STFA
succitata – la sottolineatura è del redattore)

 

                               2.5.   Benché RI 1
non lo abbia esplicitamente richiesto, il TCA, per motivi attinenti
all'economia procedurale, esaminerà qui di seguito se sono eventualmente
adempiute le condizioni della riconsiderazione oppure della revisione
processuale di una decisione amministrativa.

 

                                         Ai sensi dell’art. 53 cpv.
1 LPGA, le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente
passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l’assicurato o
l’assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di
prova che non potevano essere prodotti in precedenza.

                                         D’altro
canto, l’assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su
opposizione formalmente passate in giudicato se è provato che erano
manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole importanza (cpv.
2). 

 

                                         Conformemente
ad un principio generale valido per il diritto delle assicurazioni sociali,
l'amministrazione può riconsiderare una decisione cresciuta in giudicato
formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è
senza dubbio errata e la correzione ha un'importanza rilevante (cfr. STFA del
23 marzo 2004 nella causa D., C 227/03; STFA del 12 febbraio 2004 nella causa
B., C 349/00; STFA del 17 dicembre 2003 nella causa B., C 19/03; STFA del 28
novembre 2003 nella causa S., C 307/01; STFA del 21 luglio 2003 nella causa T.,
C 81/03; STFA del 28 aprile 2003 nella causa F., C 24/01 e C 137/01; STFA del 7
marzo 2003 nella causa D., C 354/01; STFA del 28 febbraio 2003 nella causa M.,
C 353/01; STFA del 5 novembre 2002 nella causa C., C 165/02; le STFA del 6
luglio 2001 nelle cause B., C 274/99; I, C 278/99 e O, C 279/99; STFA del 6
giugno 2000 nella causa B., C 407/99, consid. 2; DTF 129 V 110 = SVR 2003 ALV
Nr. 5, p. 15; DTF 127 V 466, consid, 2c, p. 469; DTF 126 V 399 = DLA 2001 N.
37, p. 247; DLA 2000 N. 40, p. 208; DLA 1998 N. 15, consid. 3b, p. 79 e 80; SVR
1997 ALV Nr. 101, p. 309 consid. 2a e riferimenti).

 

                                         Nella
concreta evenienza, a mente del TCA, la decisione di dichiarare estinto il
nesso di causalità naturale con l’evento traumatico del 2 marzo 2000, in
ragione del raggiungimento dello status quo sine, non può essere
considerata manifestamente errata ai sensi della giurisprudenza. 

 

                                         In
effetti, solo un errore crasso dell'amministrazione giustifica la
rettifica della decisione, pena la lesione ingiustificata della sicurezza del
diritto (cfr. A.-C. Doudin, La rente d'invalidité dans l'assurance-accidents
selon la jurisprudence du Tribunal fédéral des assurances, in SZS 1990, p. 302;
U. Kieser, Die Abänderung der formell rechtskräftigen Verfügung nach der
Rechtsprechung der EVG - Bemerkungen zur Revision, Wiedererwägung und
Anpassung, in SZS 1991, p. 135).

 

                                         La nostra
Corte federale ha statuito che ciò è il caso della decisione dell'assicuratore
infortuni che considera a torto che il diritto alla rendita d'invalidità era a
priori escluso per il fatto che l'assicurata era in grado di riprendere
un'attività lucrativa a tempo parziale; emergeva, inoltre, dalla documentazione
medica agli atti che essa non era però in grado di estendere oltre la sua
attività professionale. L'assicuratore non aveva commesso soltanto un errore di
apprezzamento - che di principio non è soggetto a riconsiderazione - ma pure un
errore di diritto interessante i principi stessi che regolano la valutazione
dell'invalidità in materia d'assicurazione contro gli infortuni (cfr. DTF 119 V
475).

                                         In questo
ordine d'idee, è manifestamente inesatta la decisione dell'amministrazione che
sopprime la rendita d'invalidità disattendendo circostanze giuridicamente
rilevanti, quando il raffronto fra i redditi doveva condurre ad un tasso
d'invalidità di valore pensionabile (cfr. DTF 117 V 8).

                                         Per
contro, non è stata considerata manifestamente errata la decisione di un
assicuratore malattie di rimborsare un trattamento dentario, fondata su delle
indicazioni fornite dal medico curante dell'assicurato che, da parte sua, aveva
diagnosticato delle cisti follicolari, quand'anche il medico fiduciario ha, in
seguito, escluso la presenza di cisti e che un esperto ha dichiarato che solo
un esame istologico avrebbe potuto confermare la diagnosi di cisti follicolare
(STFA 8 giugno 1989 nella causa H.).

 

                                         Come già
detto in precedenza, l’CO 1 ha negato al ricorrente l'erogazione di ulteriori
prestazioni dopo il 30 maggio 2001, per delle ragioni di mera natura medica
(cfr. doc. 66: “Il nostro medico __________, con apprezzamento del 29 agosto
2000, ritiene che ogni relazione causale con i disturbi alla schiena lamentati
dal suo assistito e l’evento infortunistico del 2 marzo 2000 si sia estinta
dopo l’esame radiologico del 16 marzo 2000” e doc. 41: “In base a tutti questi
accertamenti strumentali, viene documentato in modo chiaro l’eziologia
puramente degenerativa-morbosa dei referti patologici riscontrati a livello
L4-S1, regione del rachide in nessun modo influenzata da parte dell’infortunio
del 2.3.2000 (caduta sulla coscia/anca destra). Dal lato medico quindi
al più tardi dal momento in cui fu rivelata l’importante estesa patologia del
rachide (16.3.2000), la causalità era da considerare estinta”). 

                                         Certo il
dottor __________, con il suo referto del 18 marzo
2005, è giunto a delle conclusioni diverse per quel che concerne l'eziologia
del danno alla salute presentato dall’insorgente (cfr. rapporto accluso al doc.
112: “È quindi probabile che l’infortunio non sia stato unicamente un fattore
scatenante dei dolori, bensì anche in gran parte corresponsabile
dell’apparizione delle lesioni discali con rispettivo conflitto radicolare S1 a
sx”; la dott.ssa __________, da parte sua, si è invece limitata a definire
“affrettata” la decisione di chiusura presa dall’Istituto assicuratore,
sottolineando che è possibile che una caduta con un sacco in spalla provochi i
dolori presentati dall’assicurato [cfr. allegato al doc. 112]), nondimeno ciò
non permette ancora di qualificare la decisione di chiusura del caso per causalità
estinta, come manifestamente errata ai sensi della giurisprudenza del TFA. 

                                         Alla base
del succitato atto amministrativo vi potrebbe essere stato, tutt'al più, un
errore di apprezzamento, che di principio non è soggetto a riconsiderazione
(cfr. DTF 126 V 23 consid. 4c e RAMI 1998 K 990, p. 253). 

 

                                         In esito
alle considerazioni che precedono, le condizioni di una riconsiderazione ai
sensi dell'art. 53 cpv. 2 LPGA non sono realizzate.

 

                                         Non
rimane, pertanto, che da valutare l'eventualità della revisione processuale
(cfr. art. 53 cpv. 1 LPGA).

 

                                         L'amministrazione
è tenuta a procedere a una revisione processuale se si manifestano nuovi
elementi o nuovi mezzi di prova atti ad indurre ad una conclusione giuridica
differente

(cfr. STFA del 23 marzo 2004 nella causa D., C 227/03; STFA del 12 febbraio
2004 nella causa B., C 349/00; STFA del

17 dicembre 2003 nella causa B., C 19/03; STFA del 21 luglio 2003 nella causa
T., C 81/03; STFA del 7 marzo 2003 nella causa D., C 354/01; STFA del 6 giugno
2000 nella causa B.,

C 407/99; DTF 127 V 466, consid. 2c, p. 469 e la giurisprudenza ivi citata; SVR
1997 ALV Nr. 101, p. 309 consid. 2a e riferimenti; DLA 1998 N. 15, consid. 3b,
p. 79 e 80).

                                         Nuove, secondo costante giurisprudenza federale, vanno
considerate quelle circostanze che si sono realizzate fino al momento in cui,
nel procedimento principale, allegazioni di fatto sarebbero ancora state
lecite, ma che tuttavia, nonostante sufficiente attenzione, erano sconosciute
all’istante (cfr. STFA del 7 marzo 2003 nella causa D., C 354/01; DLA
1995, p. 64 consid. 2b e riferimenti; DTF 122 V 134 e seg.). 

                                         Inoltre,
i fatti nuovi devono essere rilevanti, ovverosia essere idonei a modificare la
base fattuale della decisione e a condurre, attraverso un appropriato apprezzamento
giuridico, ad una diversa decisione (DTF 110 V 141 consid. 2, 293 consid. 2a; RAMI 1991 K 855, p. 16; A.
Grisel, Traité de droit administratif, Vol. II, Neuchâtel 1984, p. 942ss.; U. Kieser, ATSG Kommentar, 2003, ad art. 53, n. 10).

                                         Per quel che riguarda i nuovi mezzi di prova,
essi devono essere tali da provare o fatti nuovi importanti che fondano la
revisione o fatti che erano conosciuti nel procedimento precedente, ma che non
hanno potuto essere provati a detrimento dell’istante. Se i nuovi mezzi di
prova sono destinati a provare fatti già allegati anteriormente, il richiedente
deve dimostrare di non aver potuto produrli nella precedente procedura.

                                         Un
mezzo di prova è considerato come concludente, qualora si debba ammettere che
avrebbe condotto ad una diversa decisione, nel caso in cui l'assicuratore ne
avesse avuto conoscenza nella procedura amministrativa (STFA del 13 aprile 1993
nella causa G.P.).

                                         In sostanza, il nuovo mezzo di prova non deve solo servire
ad apprezzare i fatti ma pure ad accertarli (DTF 110 V 141,

consid. 2). Non è pertanto sufficiente, ad esempio, che una nuova perizia
valuti in modo diverso una determinata fattispecie. Occorrono, piuttosto, nuove
circostanze, che facciano apparire oggettivamente incompleta la base su cui si
fonda la precedente decisione. Per la revisione di una decisione non basta che,
successivamente, il perito tragga, da fatti già conosciuti, delle conclusioni
differenti. Non costituisce neppure motivo di revisione la circostanza che
siano stati forse valutati in modo errato fatti già conosciuti nella procedura
principale. Occorre piuttosto che l'apprezzamento non corretto sia avvenuto
poiché fatti determinanti ai fini del giudizio erano sconosciuti o rimasti non
provati.

 

                                         Nel caso
concreto, le certificazioni dei dottori __________
e __________, che dovrebbero costituire il mezzo di prova nuovo, non
comprendono altro che un apprezzamento diverso della natura dei disturbi
lamentati da RI 1 alla colonna lombare, rispetto a quello a suo tempo espresso
dal medico __________ dell’CO 1. 

                                         Esse non
contengono quindi alcuna nuova circostanza di fatto, suscettibile di fondare
una revisione processuale. 

                                         A questo preciso proposito, è utile ripetere che non
costituisce un nuovo mezzo di prova, la perizia che valuta semplicemente in
maniera diversa la medesima fattispecie (cfr. RAMI 1998 K 990, p. 253s.;
Th. Locher,
Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1997, p. 364 e giurisprudenza
ivi citata).

 

                               2.6.   Per
la prima volta con il ricorso del 20 settembre 2005, RI 1 ha preteso soffrire
di disturbi della fertilità, disturbi che, sempre secondo l’assicurato,
sarebbero da mettere in relazione di causalità naturale con l’infortunio del 2
marzo 2000 (I, p. 3). 

                                         Al proposito, l’insorgente
ha versato agli atti un rapporto, datato 19 settembre 2005, del dott. __________,
medico aggiunto presso il Servizio di urologia dell’Ospedale regionale di __________.

                                         Da questo documento
risulta che l’assicurato è entrato in sua cura nel settembre 2002 per dei dolori
uretrali e retropubici, causati da una uretrite trattata favorevolmente con
antibiotici, e per una valutazione dello stato di fertilità, la quale ha
mostrato una alterazione dello spermiogramma.

                                         Il citato sanitario
segnala inoltre che, in occasione della consultazione del 12 settembre 2005, il
ricorrente gli ha riferito che, successivamente al noto sinistro, egli ha
accusato, citiamo: “una disfunzione erettile caratterizzata da una difficoltà
ad ottenere e soprattutto a mantenere l’erezione che permette rari rapporti
sessuali (un rapporto sessuale al mese), disturbati dalla sintomatologia
dolorosa a livello della colonna lombare” (doc. L). 

 

                                         L’Istituto assicuratore
convenuto non ha ancora avuto occasione di pronunciarsi in merito alla
questione a sapere se questi disturbi interessanti la sfera uro-genitale, siano
o meno di sua competenza.

 

                                         Ora, per
costante giurisprudenza, la decisione impugnata costituisce il
presupposto ed il contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale
(cfr. DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V 51 consid. 3b e giurisprudenza ivi
citata; SVR 1997 UV 81, p. 294). 

                                         In una
sentenza del 12 marzo 2004 nella causa F., C 226/03, parzialmente pubblicata in
SJZ 100 (2004), n. 11, p. 268s., il TFA ha stabilito che, anche dopo l'entrata
in vigore della LPGA, il rilascio di una decisione è una condizione materiale
necessaria per poter emanare un giudizio di merito nella successiva procedura
amministrativa o giudiziaria.

 

                                         Alla luce
di quanto precede, nella misura in cui l’insorgente pretende aver diritto a
prestazioni in relazione ai disturbi uro-genitali, questa pretesa va dichiarata
irricevibile. 

 

                               2.7.   Deve essere,
infine, esaminato se l'assicurato può essere posto al beneficio dell'assistenza
giudiziaria e del gratuito patrocinio, come da lui richiesto (cfr. I).

 

                                         Come già
indicato al consid. 2.2., il 1° gennaio 2003, è entrata in vigore la LPGA.

Secondo la dottrina e la giurisprudenza, le disposizioni formali della LPGA
(art. 27-62 LPGA), tra cui l’assistenza giudiziaria (art. 61 lett. f LPGA),
sono immediatamente applicabili con l’entrata in vigore della nuova legge (cfr.
SVR 2004 AHV Nr. 3 consid. 3.2.; SVR 2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.; STFA del 23
ottobre 2003 nella causa K., H 73/03; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa J.,
K 55/03; STFA del 20 marzo 2003 nella causa E., I 238/02; U. Kieser, ATSG-Kommentar,
Ed. Schulthess, Zurigo 2003, art. 82 N. 8 pag. 820). 

 

                                         Ai sensi
dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere
garantito il diritto di farsi patrocinare. 

                                         Se le
circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito
patrocinio. 

                                         Tale
norma di legge rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 108 cpv. 1
lett. f LAINF, rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002 (cfr. STFA del 3
luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid. 2.1.).

                                         L’art. 61
lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del diritto alla
concessione dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto
federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto
cantonale (cfr. DTF 110 V 362 consid. 1b; Kieser, op. cit., art. 61 N. 86, p.
626).

                                         Le
condizioni cumulative per la concessione dell’assistenza giudiziaria
rimangono invariate rispetto al vecchio diritto, per cui trova ancora
applicazione la giurisprudenza elaborata in riferimento al v.art. 108 cpv. 1
lett. f LAINF (cfr. STFA del 3 luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid.
2.1.). 

                                         Tali
presupposti sono adempiuti qualora l'assistenza di un avvocato appaia necessaria
o comunque indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le sue
conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. Kieser, op. cit.,
art. 61 N. 88s., cfr., anche, DTF 108 V 269; 103 V 47; 98 V 117; Zbl 94/1993 p.
517; STFA del 23 maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U
234/00; STFA del 15 marzo 2002 nella causa A., U 220 + 238/00; STFA del 5
settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G.,
I 11/01; STFA del 7 dicembre 2001 nella causa B., I 194/00; DTF 125 V 202; DTF
121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a, DTF 124 I 1,
consid. 2a, pag. 2; SVR 1998 UV, Nr. 11, consid. 4b, pag. 31; SVR 1998 IV, Nr.
13, consid. 6b, pag. 47; STCA del 23 marzo 1998, nella causa G.I., 38.97.323;
STFA del 18 giugno 1999 nella causa D.V.). 

 

                                         Inoltre
va rilevato che dal 30 luglio 2002 è in vigore la legge cantonale sul
patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (cfr. art. 38 Lag e BU
30/2002 p. 213 segg.), la quale si applica alle domande di assistenza
giudiziaria introdotte dopo la sua entrata in vigore .

                                         L'art. 3
della citata legge, alla quale la legge di procedura per i ricorsi al TCA
rinvia espressamente (cfr. il nuovo art. 21 cpv. 2 LPTCA in vigore dal 30
luglio 2002), prevede:

 

" 
1L'istituto
dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica 

indigente la tutela adeguata dei suoi diritti
dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone."

 

2E' ritenuta
indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri
agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio".

 

                                         Le altre
condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge
sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite
negativamente all'art. 14 Lag:

 

" 
1L'assistenza
giudiziaria non è concessa:

a)
  la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito
favorevole;

b)
  una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a
causa delle spese che questa comporta.

2L'ammissione
al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di
procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è
necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta
difficoltà particolari."

 

                                         I criteri
posti nella legge cantonale sono dunque identici a quelli fissati dalla
giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale
relative alle assicurazioni sociali (cfr. v.art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS), che
sono validi anche sotto l'egida della LPGA.

                                         In questo
senso la Lag è conforme all'art. 61 lett. f LPGA.

 

                                         Il TCA,
chiamato ora a pronunciarsi, ritiene che nella fattispecie non sia soddisfatto
il requisito della probabilità di esito favorevole (cfr. STFA del 10 ottobre
2001 nella causa F., U 347/98; STFA dell'8 febbraio 2001 nella causa B., I
446/00; STFA del 26 settembre 2000 nella causa D.N., U 220/99; STFA del 17
ottobre 2001 nella causa X, 1P.569/2001; STFA del 6 marzo 2001 nella causa E. e
E., 5P.426/2000; STFA del 17 maggio 2000 nella causa B., 1P 281/2000; DTF 119
Ia 253 consid. 3b).

 

                                         Tale
presupposto difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue
che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe
al processo in considerazione delle spese cui si esporrebbe (cfr. STFA del 26
settembre 2000 nella causa D.N.; RAMI 1994 p. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b;
DTF 119 Ia 251; B. Cocchi/F. Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato
e commentato, Lugano 2000, ad art. 157, p. 491-492, n. 1).

                                         A tal
proposito si osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole non si
deve adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di
primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di essere
accolto che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un
ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (STFA non
pubbl. del 29 giugno 1994 in re A.D.; DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid.
2c). 

                                         Inoltre,
quando le prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si
eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi,
le domande non possono essere considerate senza esito favorevole (cfr. DTF 125
II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; B. Cocchi/F.
Trezzini, op. cit., ad art. 157, p. 491, nota 591).

 

                                         Nel caso
di specie, alla luce della chiara giurisprudenza federale, segnalata
dall’Istituto assicuratore convenuto in sede di decisione su opposizione e
facilmente consultabile nel sito internet della Confederazione (cfr. www.bger.ch),
al patrocinatore di RI 1 non avrebbe dovuto sfuggire che, una volta chiuso il
caso d’infortunio per causalità naturale estinta, non vi è più spazio per il
successivo annuncio di ricadute.

                                         D’altro
canto, era pure evidente che la documentazione medica prodotta, nella misura in
cui conteneva semplicemente un apprezzamento diverso dello stesso danno alla
salute, non era suscettibile di fondare una riconsiderazione oppure una
revisione processuale, e ciò a prescindere dal fatto che questi due mezzi non
sono stati neppure invocati dall’avv. RA 1. 

 

                                         Di primo
acchito, dunque, si doveva concludere che il procedimento non aveva probabilità
di esito favorevole (cfr. DTF 125 II 265 consid. 4c; per alcuni casi analoghi:
STCA del 21 maggio 2002 nella causa l., 35.2002.12; STCA del 9 luglio 2002
nella causa C., 35.2002.32).

 

                                         In esito a quanto precede,
la domanda di assistenza e di gratuito patrocinio non merita
accoglimento. 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Per quanto
ricevibile, il ricorso é respinto.

 

                                 2.-   La domanda
di assistenza e di gratuito patrocinio è respinta.

 

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti