# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a0f003c6-1a62-5c79-9da7-1dd63c7cf533
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-09-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.09.2006 32.2005.196
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-196_2006-09-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.196

   

  BS/td

  	
  Lugano

  18 settembre
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 ottobre 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 21
  settembre 2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, nato nel 1956 e di professione capo cantiere, nel luglio 1998 ha inoltrato
una richiesta di prestazioni AI per adulti a seguito di un infortunio accaduto
il 4 marzo 1997, le cui conseguenze sono state assunte dalla __________ (doc.
AI 1).

 

                                         Con
decisioni 14 agosto 2000 l’Ufficio AI ha posto l’assicurato al beneficio di una
rendita intera dal 1° marzo 1998 e di una mezza rendita dal 1° dicembre 1998.
L’erogazione della prestazione assicurativa è stata limitata al 30 ottobre 1999
a seguito della completa ripresa dell’attività lavorativa (doc. AI 15-19).

                               1.2.   Nel
mese di febbraio 2003 l’assicurato ha presentato una seconda domanda di
prestazioni motivata da una ricaduta annunciata nel maggio 2002 all’assicuratore
LAINF.

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso - tra cui la valutazione 24
agosto 2004 del dr. __________, attivo presso il Servizio medico regionale dell’AI
(SMR) -, con decisioni 14 febbraio 2005 l’Ufficio AI ha riconosciuto il diritto
ad una rendita intera  dal 1° aprile 2002 e tre quarti di rendita dal 1° aprile
2004. A motivazione del provvedimento preso l’amministrazione ha rilevato:

 

" 
Dal 26.04.2002 la sua
capacità lavorativa è limitata in modo rilevante, trattandosi però di un risorgere
d'invalidità per lo stesso disturbo per il quale ha beneficiato di una rendita
fino al 30.10.1999, non si attende più la carenza dell'anno d'attesa.

 

•    In base alla documentazione acquisita all'incarto si evince che la __________
ha riconosciuto una completa inabilità fino al 31.03.2004, mezza dal 01.04.2004
ed ha assegnato una rendita con un grado del 40% dal 01.05.2004. Medicalmente
vi sono altre affezioni invalidanti all'infuori dei postumi infortunistici e
pertanto viene considerato totalmente inabile nella sua professione di
capo-cantiere come pure quale disegnatore edile; può svolgere in misura del 50%
un'attività adeguata leggera che rispetti le seguenti limitazioni: non
sollevare pesi superiori a 5 kg, non lavorare in posizione eretta e seduta
durante periodi prolungati, non lavorare a lungo in posizione piegato in
avanti, evitare di lavorare su ponteggi o scale per via dei capogiri e non
esercitare attività lavorative che necessitano l'impiego della mano destra (dominante)
in movimenti esigenti forza e abilità. Vista la sua esperienza del ramo
dell'edilizia è possibile immaginare l'inserimento in un'attività legata alla
vendita-consulenza di materiali edili con un reddito di Fr. 25'532.-- (considerata
la parziale esigibilità).

 

Di seguito si riporta il calcolo effettuato per fissare
il grado d'invalidità:

 

Reddito annuale esigibile:

senza invalidità                      CHF 73'970.00

con invalidità                           CHF 25'532.00

Perdita di guadagno             CHF 48'438.00 = Grado
d'invalidità 65%

 

Provvedimenti professionali non vengono presi in
considerazione a causa della residua capacità che non permette di attuare tali
provvedimenti in un lasso di tempo ragionevole e, considerato il livello salariale
raggiunto prima del danno alla salute, non porterebbero ad un recupero della
capacità di guadagno tale da escludere il diritto alla rendita. Il nostro
Ufficio rimane comunque a disposizione qualora reperisse un datore di lavoro
disposto ad assumerlo previo un periodo d'introduzione e se questo portasse ad
un incremento della capacità di guadagno." (Doc. AI 52)

 

                               1.3.   Con
decisione 21 settembre 2005 l'amministrazione ha respinto l'opposizione dell'assicurato
e confermato il giudizio del 14 febbraio 2005. In particolare essa ha evidenziato
come nella valutazione il medico del SMR abbia tenendo conto di tutta la documentazione
specialistica contenuta agli atti. 

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso l’assicurato, per il tramite del RA 1, ha postulato il riconoscimento
di una rendita intera anche a decorrere dal 1° aprile 2004 evidenziando:

 

" 
Il ricorrente contesta
questa valutazione e fa valere che le proprie condizioni di salute non sono
migliorate nei primi mesi del 2004 come presume l'intimata e pertanto chiede il
riconoscimento della rendita intera d'invalidità anche dopo il 31 marzo 2004. A
sostegno di questa sua posizione rinvia alla documentazione medica già agli
atti e si riserva di produrre ulteriore documentazione medico-specialistica nel
minor tempo possibile." (Doc. I)

                               1.5.   Con
risposta di causa l'Ufficio Al, confermando la propria decisione, ha invece
chiesto la reiezione del ricorso.

 

                                      

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1. 
 La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Nel
caso in esame oggetto del contendere è la valutazione medica operata dall’Ufficio
AI. L’assicurato contesta un miglioramento avvenuto nei primi mesi del 2004,
motivo per cui il diritto ad una rendita intera continua a sussistere anche
dopo il 31 marzo 2004.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI - sia nella sua versione in vigore sino al 31 dicembre 2002
che in quella valida dal 1° gennaio 2003 in relazione con gli artt. 7 e 8 cpv.
1 LPGA - con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente
o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica,
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi
fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi: un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2002, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40% (nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28
cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se
sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al
60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%).

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA (cfr. art. 28 cpv. 2 vLAI) il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile in condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito
che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (DTF 128
V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84; RCC 1992 p. 182, 1990
p. 543). Secondo la
giurisprudenza del TFA, nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti
particolarmente difficile, la graduazione dell’invalidità deve avvenire,
ispirandosi al metodo specifico applicabile alla persone non esercitanti
un’attività lucrativa (art. 27 OAI, cfr. infra), eccezionalmente secondo il metodo
straordinario. Capita in particolare nel caso di indipendenti, dove un calcolo
sufficientemente preciso dei redditi da porre a confronto sia escluso (Pratique
VSI 1998 p. 121; SVR 1996 IV Nr. 74; RAMI 1996 p. 36; DTF 97 V
57, 104 V 139, 105 V 154; Duc, Les assurances sociales en Suisse, 1995, p.
456). L’invalidità è allora stabilita secondo la riduzione del rendimento nella
situazione concreta in cui si svolge l’attività (Pratique VSI 1999 pp. 121s).
Perciò l’invalidità sarà valutata considerando le ripercussioni economiche
dovute alla riduzione del rendimento sulla situazione concreta dove si svolge
l’attività dell’assicurato divenuto invalido (DTF 105 V 151).

                                         La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere
calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (DTF
128 V 30 consid. 1; SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313 consid. 3a).

                               2.4.   Conformemente
ad un principio generale applicabile anche nel diritto delle assicurazioni
sociali, all'assicurato incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 123 V 233
consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati;
Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pag. 57, 551
e 572). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve
intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior
modo possibile alle conseguenze della sua "invalidità", segnatamente
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una
nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze
ivi citate; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversiche-rungsrecht,
tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg.). Non è quindi dato
alcun diritto ad una rendita se la persona interessata dovesse essere in grado
di percepire un reddito tale da escluderne l'erogazione (DTF 113 V 28 consid.
4a; RCC 1968 pag. 434). 

                                         Dalla
persona assicurata possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti
esigibili che tengano conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso
concreto, quali la sua capacità lavorativa residua, le sue ulteriori
circostanze personali, l'età, la situazione professionale, i legami presso il
luogo di domicilio, il mercato del lavoro equilibrato e la presumibile durata
dell'attività lavorativa (DTF 113 V 28 consid. 4a; cfr. pure VSI 2001 pag. 279
consid. 5a/aa e 5a/bb).

                                         

                               2.5.   Nell'evenienza
concreta, con nota 24 agosto 2004 il dr. __________, presa in considerazione la
documentazione medica acquisita durante l’istruttoria amministrativa, ha
proceduto alla seguente valutazione:

 

" 
A 48enne, di professione
disegnatore, impiegato quale capo cantiere nell'edilizia fino al 26.04.2002.
Per infortunio sul lavoro (ricaduta) l'A si dichiara inabile dal 26.04.2002.

Il 04.03.1997, l'A è vittima di un infortunio sul
lavoro, riportando una frattura comminutiva dislocata intrarticolare del radio
distale destro, delle ferite lacero-contuse al cuoio capelluto, così come delle
contusioni multiple, ma senza perdita di conoscenza. Per queste patologie è
stato sottoposto a diversi interventi chirurgici. Il 09.07.1999 esame
medico-circondariale di chiusura della __________. Vengono riconosciuti i
seguenti postumi infortunistici: limitazione funzionale algica
pluri-direzionale polso dx in presenza di uno stato dopo artrodesi
radio-carpica, resezione articolare radio-ulnare e distale e artrosi
amato-triquetrale a dx.

Dall'inizio di questo anno circa, l'A presenta dolori
alla gamba sinistra in sede posterolaterale fino al tallone e parte laterale
del piede. Accusa poca lombalgia. Da allora i dolori sono più o meno continui e
refrattari alla terapia. Secondo il neurochirurgo, Dr. __________ (06.07.2004),
questa sintomatologia di sindrome irritativa della radice S1 a sinistra per
ernia non è in relazione con l'infortunio sul lavoro del 04.03.1997. Il
23.07.04, l'A è stato sottoposto, dal Dr __________, ad un intervento di
fenestrazione L5-S1 a sin.

L'A presenta ugualmente delle cervicalgie con diminuita
mobilità della colonna cervicale. La radiografia della colonna cervicale del
26.08.2003 confermava iniziali segni di discopatia C4-6 con oncartrosi prevalente
a sin all'altezza C4-5 dove si evidenzia un restringimento foraminale. Non
evidenti lesioni post traumatiche alle strutture ossee o alterazioni focali da
struttura ossea. La __________ non riconosce un nesso causale tra l'infortunio
del 04.03.1997 e le cervicalgie.

L'A accusa capogiri e vertigini da deficit vestibolare
periferico con disfunzione otolitica a dx dopo contusione labirintica, indagato
presso l'__________ a __________ in novembre 2002.

L'A ha già beneficiato di una rendita intera dal
01.03.1998, mezza dall'1.12.1998 limitata al 30.10.1999 in quanto aveva ripreso
in misura completa la sua attività lucrativa.

Per la __________ l'A è stato inabile al 100% dal
26.04.2002, al 50% dal 01.04.2004 fino al 30.04.2004.

Le cervicalgie ed i vertigini, la limitazione al polso
destra nella funzione e nella forza come anche la patologia lombare non sono
compatibili con la professione di capo cantiere esercitata finora. Questi
disturbi influiscono sulla capacità lavorativa nella misura del 50% circa dal
01.04.2004, impedendo al paziente di esercitare attività pesanti: non deve
sollevare pesi superiori ai 5 kg, non deve lavorare in posizione eretta e
seduta durante periodi prolungati, non deve lavorare a lungo in posizione piegato
in avanti, deve evitare di lavorare su ponteggi o scale per via dei capogiri.
Non può esercitare attività lavorativa che necessitano l'impiego della mano
destra (destrimane) in movimenti esigenti forza e abilità." (Doc. AI 42)

 

                                         Il
ricorrente contesta la succitata valutazione non essendoci stato un
miglioramento delle proprie condizioni di salute tali da ridurre - con
decorrenza dal 1° aprile 2004 - la rendita da intera a tre quarti.

                                      

                               2.6.   Perché
un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed
esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami
approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia
stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione
medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (Meyer-Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; DTF 125 V 352
consid. 3a e riferimenti; Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123;
STFA del 18 marzo 2002 nella causa M [I 162/01], consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa
il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite
da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono
a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi,
fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V
176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del
28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.;
SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In
un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l'Alta Corte questo
servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un
vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare
considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non
pubbl. del 22 maggio 1995 nella causa A. C.; DTF 123 V 178 consid. 4b; Pratique
VSI 2001 p. 110 consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157). 

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano
dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

 

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01
ed S., U 330/01, consid. 3.4; DTF 125 V 353 consid.
3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc); Meyer­Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht, Zurigo 1997, pag. 230).

 

                                         Va poi ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori
il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed
indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

                               2.7.
  Dopo attento esame degli atti, questo TCA non ha motivo di mettere in dubbio
la valutazione 24 agosto 2004 effettuata dal SMR. Il dr. __________ ha
debitamente tenuto conto delle singole affezioni invalidanti di cui l’assicurato
è affetto giungendo ad una motivata e logica conclusione in merito alla
determinazione del grado d’inabilità lavorativa.

                                         Per
quel che concerne la problematica al polso destro, postumo dell’infortunio sul
lavoro del 4 marzo 1997, egli ha fatto capo alla visita medica 3 marzo 2004 del
medico della __________, dr. __________ (doc. AI 10-29). Quest’ultimo aveva accertato
la stazionarietà della sintomatologia al polso confermando in sostanza la valutazione
9 luglio 1999 del collega dr. __________, il quale, a sua volta, aveva in particolare
evidenziato una limitazione “nelle attività lavorative che richiedono
l’ingaggio dell’artlo superiore destro dominante sotto sforzo, i movimenti
ripetuti di rotazione dell’avambraccio così come i movimenti fini e continui
del polso, rispettivamente della mano per un periodo superiore a 5-10 minuti
senza possibilità di introdurre un corto riposo” (doc. AI 6-5). Per tale
danno alla salute, l’assicuratore LAINF ha riconosciuto l’assicurato inabile al
100% dal 26 aprile 2002, al 50% fino al 30 aprile 2004, erogando le prestazioni
di breve durata (doc. AI 10-1). Dal 1° maggio 2004 l’assicurato è stato posto
al beneficio di una rendita d’invalidità del 40%, nonché di un’indennità per
menomazione dell’integrità del 15% (doc. AI 11-2).

                                         Per
quel che concerne i dolori alla gamba sinistra in sede posterolaterale sino al
tallone e parte laterale del piede, il medico del SMR, tenendo conto dei
rapporti 6 e 29 luglio 2004 del dr. __________, non ha riscontrato un’affezione
invalidante. Infatti, nel referto 29 luglio 2004 il dr. __________, steso dopo
l’intervento di fenestrazione, ha certificato che il paziente è stato dimesso
in buone condizioni di salute, con la persistenza di una parestesia al piede
sinistro, senza dolori di rilievo, parestesia che “andrà progressivamente digredendo,
ma nel giro di diverse settimane” (doc. AI 41.2).

                                         Infine,
nella valutazione 24 agosto 2004 il medico del SMR ha preso in considerazione
anche le cervicalgie e le vertigini - motivo principale della notifica di
ricaduta all’assicuratore LAINF, affezioni che quest’ultimo non ha preso a
carico ritenendo non dato un nesso causale con l’infortunio assicurato (doc. AI
10-18) - sulla base dell’esame specialistico eseguito il 25 settembre 2002 presso
l’__________ di __________ (cfr. il relativo rapporto 31 ottobre 2002; doc. AI
29-5).

                                         Tenendo
conto delle cervicalgie e delle vertigini, della limitazione al polso destro e della
patologia lombare, il medico del SMR ha escluso un’abilità lavorativa nella
professione di capo cantiere precedentemente esercitata dall’assicurato. In
attività leggere adeguate con le limitazioni esposte nel rapporto, l’abilità è
stata quantificata al 50%.

                                         Questa
valutazione, coerente e fondata sulla base della documentazione medica agli
atti, merita conferma e non presta fianco ad alcuna critica.

 

                                         Non
determinante ai fini dell’esito della vertenza è il rapporto 13 febbraio 2003 inviato
dal medico curante all’Ufficio AI, in cui il sanitario ha attestato l’inesigibilità
di attività adeguate (doc. AI 29-3) mentre, oltre un anno dopo, il 29 marzo
2004 egli ha certificato all’assicurazione contro la disoccupazione che l’assicurato
poteva esercitare attività molto leggere (senza sollevamento di pesi superiori
ai 5 chili) evitando lavori su ponteggi e scale (doc. AI 1-8).

 

                                         Inoltre
va detto che l’assicurato non ha prodotto alcuna documentazione che possa
mettere in dubbio la valutazione del SMR. Al riguardo occorre ricordare che se
da una parte la procedura davanti
al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il
giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva
che questo principio non è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata
dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158
consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti). Il dovere processuale di
collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di apportare ‑
ove ciò fosse ragionevolmente esigibile ‑ le prove necessarie, avuto
riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti
rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V
264 consid. 3b con riferimenti).                     

Vero che il dr. __________ ha steso la propria valutazione senza aver
visto l’assicurato. Tuttavia, a tale proposito, in ambito LAINF, il TFA
ha peraltro precisato che i pareri redatti dai medici della __________ hanno
pieno valore probatorio, anche quando essi si sono espressi unicamente in base
agli atti, dunque senza visitare personalmente l'assicurato (cfr. STFA del 10
settembre 1998 nella causa R., U 143/98 e STFA del 2 luglio 1996 nella causa
A., U 49/95). Evidentemente tale valutazione deve rispettare i
succitati requisiti di completezza e di motivazione logica (cfr. consid. 2.6),
requisiti che la valutazione del SMR rispecchia integralmente (cfr. al riguardo STFA non pubblicata del
28 ottobre 2002 in re P [I 523/02], consid. 3 ).

 

                                         In
conclusione, sulla base dell'affidabile e concludente valutazione  24 agosto
2004 del SMR, alla quale va dato valore probatorio pieno (cfr. consid. 2.6),
richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (cfr. consid. 2.5), è da ritenere
dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito
delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi
citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V
188 consid. 2b), che il ricorrente presenta una capacità lavorativa del 50% in
attività adeguate.

 

                                         Visto
quanto sopra, la decisione impugnata merita conferma, mentre il ricorso va
respinto.                         

                                         

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                                    

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi
  implicati

  	
   

  

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti