# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9e104849-abc8-53b7-b4ef-e04f75b273ee
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-02-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 08.02.2000 80.1999.121
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1999-121_2000-02-08.html

## Full Text

Incarto n.

  80.99.00121

  	
  Lugano

  8 febbraio 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto
  tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro
  Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Fiorenzo
  Gianinazzi

  

 

statuendo
sul ricorso del 4 giugno 1999

 

in
materia di:                 IC/IFD 93/94

 

	
  presentato
  da:

  	
  __________ __________, __________ __________,  

  rappr.
  da: __________ __________, __________ __________ __________,
  __________ __________,  

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto

 

 

in
fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   __________ __________
è proprietario della part. b. __________
RFD del Comune di __________. L’acquisto
era stato finanziato accendendo due prestiti ipotecari: uno di fr. 470'000.-
presso __________ garantito dalla
particella acquistata, l’altro di iniziali fr. 180'000.- (attualmente ca. fr.
120'000.-) garantito da un immobile a Paudo di proprietà del padre, __________ __________.

                                         Lo stabile veniva
affittato alla __________ __________ (ora __________
__________ __________),
che pagava al proprietario, __________ __________, un affitto corrispondente sia agli
interessi e all’ammortamento del prestito di fr. 470'000.- sia al prestito di
fr. 120'000.-.

                                         Nella dichiarazione
d’imposta IC/IFD 1993-94 (anni di computo 1991-92) __________ __________
dichiarava quale reddito della sostanza l’importo versatogli per l’affitto
(interessi e ammortamento dei due prestiti) dalla __________
__________ e chiedeva specularmente la
deduzione degli interessi passivi da lui personalmente pagati alla banca sui
due prestiti, compreso quello garantito dall’ipoteca sull’immobile __________ di __________.

                                         Nella notifica di
tassazione del 30 giugno 1998 l’Ufficio di tassazione di __________ riprendeva al contribuente un
importo di fr. 16'477.- di media annua a titolo di altri redditi della sostanza
in relazione agli interessi e all’ammortamento del debito garantito
dall’immobile di __________. L’UT
argomentava che gli interessi passivi e gli ammortamenti risultavano essere
stati dedotti una prima volta nei costi della __________
__________ e una seconda volta, su sua
richiesta, nella partita fiscale del padre del contribuente.

 

 

                                   2.   Il 17 luglio 1998 il
contribuente presentava reclamo per poter verificare con l’UT l’aggiunta al reddito
della sostanza degli interessi e dell’ammortamento del debito garantito
dall’immobile __________ di __________.

                                         Con decisione del 10
maggio 1999 l’UT respingeva il reclamo, ribadendo quanto già argomentato nella
motivazione della notifica di tassazione.

 

 

                                   3.   Con il presente,
tempestivo ricorso, invero assai succintamente motivato, il contribuente
rinnova la richiesta di stralciare la ripresa effettuata dall’UT a titolo di
altri redditi della sostanza in relazione agli interessi e all’ammortamento del
debito garantito dall’immobile di __________.

                                         Invitato a prendere
posizione sulle osservazioni al ricorso presentate dall’UT il 10 giugno 1999,
il ricorrente con memoria dell’8 luglio 1999 esponeva in modo chiaro i motivi
del proprio ricorso, sostenendo in particolare che la ripresa effettuata
dall’autorità fiscale non può essere giustificata dal semplice fatto che gli
interessi sul debito garantito dall’immobile di __________
sarebbero (già) stati erroneamente dedotti nella partita fiscale di __________ __________.

 

 

                                   4.   In occasione
dell'audizione del 2 settembre 1999 il rappresentante del ricorrente ha
sostenuto che il debito contratto con la banca per un importo iniziale di fr.
180'000.-, malgrado sia intestato ad __________
__________, sarebbe stato in realtà un debito
personale di __________ __________, garantito da ipoteca sull'immobile
di __________ di proprietà di __________ __________.
L'intestazione del debito al padre del ricorrente risponderebbe a una precisa
condizione posta dalla banca, sempre secondo il rappresentante del ricorrente,
alla concessione del prestito per la riattazione dell'immobile di __________.

                                         Facendo astrazione dalle
ulteriori verifiche che queste affermazione avrebbero richiesto (richiamo del
contratto di mutuo dalla banca), se fosse provato che il debitore effettivo
fosse il figlio, vale a dire il qui ricorrente, ne verrebbe che il padre fino
al decesso e in seguito la madre non avrebbero mai avuto diritto alla deduzione
degli interessi passivi in quanto di competenza di __________ __________,
rendendo così necessaria una procedura di recupero d'imposta sulla partita di __________ __________
fino al suo decesso e in seguito su quella della vedova sino al 31 dicembre
1996.

                                         Per contro, nella partita
fiscale del qui ricorrente gli interessi avrebbero dovuto essere inclusi come
affitto e nel contempo essergli dedotti a titolo di interessi.

                                         Così stando le cose, il
giudice aveva deciso di tener in sospeso fino al mese di ottobre il ricorso,
per consentire al ricorrente di conferire con la madre in vista di una
possibile soluzione interna che gli permettesse di ritirare il ricorso,
evitando nel contempo una procedura di recupero d'imposta, ev. di sottrazione
nei confronti della vedova di __________
__________.

                                         Il 3 settembre 1999
l'Ufficio di tassazione trasmetteva al rappresentante del ricorrente il
conteggio relativo all'aggravio d'imposta nella partita fiscale 1993-94 e
1995-96 dei genitori del ricorrente, qualora il debito ipotecario e i relativi
interessi non venissero computati.

                                         Scaduto il termine per
determinarsi, la Cancelleria di questa Camera ha sollecitato telefonicamente a
due riprese il patrocinatore del ricorrente e, meglio, l'11 novembre e il 21
dicembre 1999. Ritenuto che il signor __________
non si è determinato malgrado i solleciti, il 29 dicembre 1999 questa Camera
gli ha assegnato un termine fino al 15 gennaio 2000 per comunicare l'eventuale
ritiro del ricorso, ritenuto che in caso di silenzio avrebbe proceduto a
emettere la propria decisione.

                                         Anche questo termine è
scaduto infruttuoso.

 

 

                                   5.   Visto
l'atteggiamento per certi versi defatigatorio assunto dal ricorrente, questa Camera,
alla luce di quanto emerso in occasione dell'udienza, non può che annullare la
decisione su reclamo e retrocedere gli atti all'UT di __________ perché proceda ad accertare l'effettiva titolarità
del debito, invitando il ricorrente a produrre il contratto di mutuo e, per
quanto necessario, raccogliendo ogni altra prova utile ad accertare la
titolarità economica del debito.

                                         Nel contempo questa Camera
non può che segnalare il caso all'Ufficio procedure speciali perché proceda nei
propri incombenti, richiamando tra l'altro a sua volta il contratto di mutuo
dalla madre del ricorrente e verificando la correttezza delle deduzioni concesse
dall'Ufficio di tassazione ad __________
__________ e alla di lui moglie nei
periodi fiscali 1993-94 e 1995-96.

                                         Una volta completata
l’istruttoria, risp. compiuti i necessari accertamenti, terminati gli
accertamenti di rito, Ufficio di tassazione e Ufficio procedure speciali
emetteranno le decisioni di loro competenza.

 

 

                                   6.   6.1.

                                         Secondo l’art. 231 cpv. 1
LT, la tassa di giustizia e le spese di procedura davanti alla Camera di
diritto tributario sono poste a carico della parte soccombente; se il ricorso è
ammesso parzialmente, le spese sono ripartite proporzionalmente.

                                         Secondo l’art. 231 cpv. 2
LT esse sono poste totalmente o parzialmente a carico del ricorrente vincente
se questi, conformandosi agli obblighi che gli incombevano, avrebbe potuto ottenere
soddisfazione già nella procedura di tassazione o di reclamo oppure ha
ostacolato con raggiri l’ inchiesta della Camera di diritto tributario. 

                                         Secondo l’art. 231 cpv. 4
LT, in caso di accoglimento totale o parziale del ricorso, alla parte ricorrente
è riconosciuta un’ indennità a titolo di ripetibili. 

                                         Secondo l’art. 231 cpv. 5
LT, le decisioni della Camera di diritto tributario sono soggette ad una tassa
di giustizia da un minimo di 100.- franchi a un massimo di 10’000.- franchi. 

 

                                         6.2.

                                         Nel caso in esame si
giustifica di porre spese e tassa di giustizia a carico del ricorrente. Egli
avrebbe infatti potuto ottenere piena soddisfazione se già nel corso della
procedura di tassazione, risp. in quella di reclamo avesse collaborato con
l’Ufficio di tassazione, documentando in maniera ineccepibile la titolarità economica
del debito bancario, garantito da ipoteca sull’immobile di __________, qui in discussione.

                                         Né si può passare sotto
silenzio la passività assunta nella presente procedura, presentando dapprima un
ricorso ai limiti della ricevibilità, tanto si rivela carente nella motivazione
e, in corso di procedura, cadute nel vuoto, malgrado la comprensione dimostratagli
all’udienza, le ripetute richieste di risolvere internamente con la madre la
questione, nemmeno preoccupandosi di documentare in maniera ineccepibile quanto
sostenuto all’udienza con una certa verosimiglianza.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto a’ sensi dei considerandi.

                                         §    Di
conseguenza, annullata la decisione su reclamo del 10 maggio 1999, gli atti del
procedimento sono retrocessi all’ Ufficio di tassazione per nuova decisione
dopo complemento d’istruttoria.

                                         §§ La
fattispecie è altresì segnalata all’Ufficio procedure speciali perché proceda
nei propri incombenti.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                  fr.    500.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un totale di                                                       fr.    580.–

                                         sono a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Intimazione alle parti.

                                       Copia all'Ufficio procedure speciali, __________.

 

                                   4.   Per l'IC il presente
giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

                                         Per l'IFD è ammesso il
ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).

 

 

per
la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

Il
presidente:                                                          Il
segretario: