# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d91416db-16e8-5a67-bf4c-859689b9bde2
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 00.00.0000 PVG 2019 4
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2019-4_0000-00-00.pdf

## Full Text

4/4 Sozialversicherung PVG 2019

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Sozialversicherung 4
Assicuranza sociala 
Assicurazioni sociali

Assicurazione infortuni. Lesioni corporali giusta l’art. 6 
cpv. 2 LAINF.
– Le lesioni corporali di cui all’art. 6 cpv. 2 LAINF in vigore 

dal 1° gennaio 2017 vanno a carico dell’assicurazione in- 
fortuni se non  sono  dovute  prevalentemente  a  malattia 
o a usura, indipendentemente dalla questione se vi è sta- 
to evento esterno e se questo era straordinario.

Unfallversicherung. Körperschädigungen gemäss Art. 6 
Abs. 2 UVG.
– Körperschädigungen gemäss Art. 6 Abs. 2 UVG in der 

Fassung ab 1. Januar 2017 gehen zu Lasten der Unfall- 
versicherung, sofern sie nicht vorwiegend auf Abnüt- 
zung oder Erkrankung zurückzuführen sind, unabhängig 
davon, ob ein äusserer Faktor vorliegt und dieser ausser- 
gewöhnlich ist.

Considerando in diritto:
1. È controverso il riconoscimento di prestazioni a titolo

di infortunio per sole tre settimane, anziché fino alla conclusione 
della cura medica e al ripristino della capacità lavorativa. Nel ricor- 
so viene formalmente chiesto l’annullamento della decisione del 
5 aprile 2018 e di quella del 13 ottobre 2017. L’oggetto impugnato 
è il rapporto giuridico determinato dalla decisione su opposizione 
del 5 aprile 2018, che, in seguito all’effetto devolutivo del ricorso, 
sostituisce la decisione amministrativa impugnata in sede di op- 
posizione (vedi anche DTF 117 V 294 consid. 2a pag. 295). Pertan- 
to correttamente in questa sede può essere postulato unicamente 
l’annullamento del provvedimento del 5 aprile 2018. Sul richiesto 
annullamento anche della decisione del 13 ottobre 2017 non è per- 
tanto dato entrare nel merito del ricorso.

2.1. Conformemente all’art. 6 cpv. 1 LAINF, per quanto non 
previsto altrimenti dalla legge, le prestazioni assicurative sono ef- 
fettuate in caso d’infortuni professionali, d’infortuni non professio- 
nali e di malattie professionali. La nozione d’infortunio è definita 
all’art. 4 LPGA: è considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, 
improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un fattore

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esterno straordinario che comprometta la salute fisica, mentale o 
psichica o provochi la morte. Inoltre, giusta l’art. 6 cpv. 2 LAINF, 
l’assicurazione effettua le prestazioni anche per le lesioni corporali 
seguenti, sempre che non siano dovute prevalentemente all’usura 
o a una malattia: fratture, lussazioni di artico-lazioni, lacerazioni del 
menisco, lacerazioni muscolari, stiramenti muscolari,  lacerazioni 
dei tendini, lesioni dei legamenti e del timpano.

2.2. Nel caso in esame, quanto accaduto il 17 maggio 2017 
non si conforma alla definizione di infortunio facendo difetto due 
degli elementi costitutivi dell’infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA 
ovvero il fattore esterno e la straordinarietà dello stesso. Trattan- 
dosi però di una lacerazione del menisco, entra in considerazione 
la presa a carico da parte dell’assicuratore infortuni quale lesione 
corporale ai sensi dell’art. 6 cpv. 2 LAINF.

2.3. Dal 1. gennaio 2017 sono entrate in vigore delle nuove 
diposizioni in materia di assicurazioni contro gli infortuni e detta 
normativa si applica agli infortuni che si sono verificati dopo tale 
data (vedi art. 118 cpv. 1 LAINF). La modifica legislativa riguarda 
specificamente la norma applicabile alla presente fattispecie ovve- 
ro l’art. 6 cpv. 2 LAINF. Le prestazioni assicurative sotto il regime in 
vigore fino al 31 dicembre 2016 erano erogate nel caso di infortuni 
non professionali e di infortuni e malattie professionali. Secondo il 
tenore del vecchio art. 6 cpv. 2 LAINF, il Consiglio federale poteva 
includere nell’assicurazione le lesioni corporali parificabili ai postu- 
mi d’infortunio (quali le rotture dei legamenti e gli strappi musco- 
lari). Queste lesioni corporali erano state parificate ad infortunio in 
quanto il loro prodursi era molto più spesso riconducibile a infortu- 
nio che a malattia. Onde quindi evitare costose e lunghe procedure 
di accertamento medico, si era ritenuto che tali danni alla salute 
fossero da ricondurre a infortunio con o senza la realizzazione del 
concetto tecnico di infortunio di cui all’art. 4 LPGA. Nell’ordinanza 
del 20 dicembre 1982 sull’assicurazione contro gli infortuni (OAINF; 
RS 832.202) tali lesioni figuravano in un elenco esaustivo. Secon- 
do la normativa in vigore dal 1998, le lesioni corporali non chiara- 
mente riconducibili a una malattia o a una degenerazione erano co- 
perte dall’assicurazione contro gli infortuni anche in assenza di un 
influsso esterno straordinario. Nella propria giurisprudenza il Tri- 
bunale federale sosteneva invece che, per essere riconosciuta, una 
lesione corporale parificabile ai postumi di un infortunio dovesse 
essere imperativamente riconducibile a un influsso esterno, ovve- 
ro a un’attività o a un movimento associati a un rischio elevato di 
danneggiare la salute. L’influsso esterno non doveva invece neces-

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sariamente essere straordinario. Questa giurisprudenza, tuttavia, è 
stata fonte di incertezze fra gli assicurati e aveva creato difficoltà 
agli assicuratori contro gli infortuni. Per tale motivo il Consiglio fe- 
derale, così come già auspicato dal legislatore nel 1976, proponeva 
una nuova normativa che rinunciasse al criterio del fattore ester- 
no. Le lesioni corporali figuranti nell’elenco di cui all’art. 6 cpv. 2 
LAINF, nella versione in vigore dal 1. gennaio 2017, vanno allora 
considerate lesioni corporali parificabili ai postumi di un infortunio 
e devono essere assunte dall’assicuratore infortuni. Quest’ultimo è 
tuttavia esonerato dall’obbligo di erogare prestazioni se è in grado 
di provare che la lesione corporale è riconducibile prevalentemente 
a una malattia o a usura (cfr. art. 6 cpv. 2 LAINF).

2.4. L’evento qui in discussione si è prodotto il 16 maggio 
2017 per cui alla presente diatriba si applicano le disposizioni della 
LAINF nella versione in vigore dal 1. gennaio 2017. Questa premes- 
sa si è resa necessaria giacché sia la ripetuta richiesta formulata 
dall’assicuratore infortuni onde chiarire l’accaduto (invio di due 
formulari) che la relazione medica 15 febbraio 2018 – sulla quale 
l’assicuratore infortuni si fonda per negare il diritto a prestazioni – 
sembrano voler attribuire alla dinamica dell’accaduto a monte del- 
la lesione qui in discussione una rilevanza che la nuova normativa 
non permette più di considerare. Con l’entrata in vigore del nuovo 
art. 6 cpv. 2 LAINF, indipendentemente dalla dinamica dell’accadu- 
to, ovvero anche senza alcun evento esterno e senza tantomeno la 
necessità che questo sia straordinario, una lacerazione del menisco 
dopo una semplice distorsione del ginocchio, come nel caso in esa- 
me, ricade nel campo di responsabilità dell’assicuratore infortuni  
se non è prevalentemente riconducibile ad una malattia a all’usura 
(vedi sulla questione Kommentar zum schweizerischen Sozialver- 
sicherungsrecht (KOSS), UVG, 2018, A. Nabold, art. 6 LAINF nota 
39 ss.).

3. Nel caso in esame, l’assicuratore infortuni riconosceva in 
sede di opposizione la propria responsabilità per quanto avvenuto 
il 16 maggio 2017 solo per la durata di tre settimane. Poi sarebbe 
subentrato lo stato che si sarebbe in ogni caso verificato anche 
senza alcun infortunio. Tale argomentazione non può però essere 
riportata alle lesioni di cui all’art. 6 cpv. 2 LAINF. O una lacerazio- 
ne del menisco è riconducibile a infortunio e allora l’assicuratore 
risponde di tutte le sue conseguenze o tale danno alla salute è da 
ascrivere prevalentemente a malattia o a usura e allora la respon- 
sabilità causale dell’assicuratore infortuni non è data. Riconoscen- 
do le proprie prestazioni in sede di opposizione per una durata li-

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mitata a tre settimane e mantenendo inalterata tale pretesa anche 
in sede di ricorso, è chiaro che per l’assicuratore infortuni il danno 
subito dall’assicurata non potesse essere ricondotto a malattia o 
all’usura, nel quale caso sarebbe rimasta solo la possibilità di nega- 
re qualsiasi prestazione. In principio quindi, con il riconoscimento 
di prestazioni giusta la LAINF, parte convenuta ammette l’esistenza 
di una lesione corporale ai sensi dell’art. 6 cpv. 2 LAINF, essendo 
incontestato che quanto avvenuto il 16 maggio 2017 non potesse 
essere qualificato quale infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA. In caso 
di lesione meniscale il trattamento chirurgico fa però parte del nor- 
male trattamento della patologia, per cui le prestazioni assicurati- 
ve non avrebbero potuto essere sospese prima di tale intervento 
operatorio.
S 18 55 sentenza del 12 marzo 2019