# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9083867b-1c9f-580c-92b0-bb6fa3f11b10
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-11-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 15.11.2021 11.2021.139
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2021-139_2021-11-15.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2021.139

  	
  Lugano,

  15 novembre 2021/rg

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente,

  Giani
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Chietti
  Soldati

  

 

 

sedente
per statuire nella causa SO.2021.3330 (esecuzione di decisioni) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6,
promossa con istanza del 21 luglio 2021 da

 

	
   

  	
   CO
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   RE
  1  

  (patrocinata
  dall'avv.  PA 1 ),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sul reclamo
del 18 ottobre 2021 presentato da RE 1 contro la sentenza emanata il 7 ottobre
2021 dal Pretore;

 

Ritenuto

 

in fatto:                   A.   Con sentenza del 28 marzo
2018, emanata in una causa di divorzio promossa da CO 1 nei confronti di RE 1
(entrambi del 1968), il Pretore del Distretto di Lugano, sezio­ne 6, ha disposto la liquidazione delle
particelle n. 458 e 459 RFD di __________,
sezione di __________, comproprietà dei coniugi in ragione di metà
ciascuno, nel seguente modo (inc. DM.2013.150);

–  al più presto
mediante vendita all’asta pubblica con le modalità degli art. 229 segg. CO, con un piede d’asta minimo, per il primo
incanto, di fr. 2 600 000.–;

–  in caso d’insuccesso, vendita a una seconda asta
pubblica, con un piede d’asta inferiore, concordato direttamente tra le parti,
ritenuto che in caso di disaccordo lo stesso sarà pari al valore dei debiti
gravanti gli immobili (one­ri ipotecari, eventuali ipoteche legali, oneri LPP
ecc.);

–  gli incanti di cui ai punti che precedono saranno
organizzati e diretti da un pubblico notaio designato concordemente dalle parti
o, in caso di mancata intesa, dallo scrivente Pretore;

–  il ricavato della vendita, dedotti gli oneri
ipotecari, le spese, l’onorario del notaio, l’eventuale TUI, le eventuali
provvigioni e il rimborso della LPP andrà suddiviso a metà tra i comproprietari.

 

                                  B.   I dispositivi che precedono non sono stati
impugnati. Adita con appello dell'8 maggio 2018 da RE 1 riguardo ad altri dispositivi
della sentenza di divorzio, mediante decisione del 6 luglio 2020 questa Camera ha stabilito quanto
segue (inc. 11.2018.59):

5.5  In liquidazione dei rapporti di dare e avere AO 1
è condannato a versare ad AP 1 fr. 80 400.–, più interessi di mora al 5% dal 31 dicembre
1997 su fr. 60 000.– e dal 16 maggio 2013 su fr. 9900.–.

5.6  In liquidazione del regime dei beni AO 1 è
condannato a versa­re ad AP 1 fr. 112 870.. Ad AP 1 è assegnata inoltre la
metà del valore di riscatto o del valore equivalente (art. 4 cpv. 3 OPP 3), il
16 maggio 2013, della polizza n. __________ intestata a AO 1 presso la P__________.

                                         7.    AO 1 è
condannato a versare alla figlia A__________, anticipatamente entro il
5 di ogni mese, un contributo alimentare di fr. 1650.– mensili (assegni familiari non compresi) fino al termine
della formazione universitaria. 

 

                                         Un ricorso in materia civile presentato da CO 1 il 14 settembre
2020 contro tale decisione è stato respinto dal Tribunale federale nella misura
in cui era ammissibile con sentenza 5A_764/2020 del 13 settembre 2021.

 

                                  C.   Il 21 luglio 2021 CO
1 si è rivolto al Pretore perché designas­se un notaio incaricato di eseguire
lo scioglimento della comproprietà sulle citate particelle n. 458 e 459.
Statuendo il 7 ottobre 2021, il Pretore ha accolto l'istanza e ha così
deciso:

L’avv.
__________ C__________, __________, è designato quale notaio incaricato
dell’organizzazione e della direzione dei pubblici incanti ai sensi del
dispositivo n. 4 della sentenza 28 marzo 2018 (DM.2013.150), ovvero:

–  al più presto
mediante vendita all’asta pubblica con le modalità degli art. 229 segg. CO, con un piede d’asta minimo, per il primo
incanto, di fr. 2 600 000.–;

–  in caso d’insuccesso, vendita a una seconda asta
pubblica, con un piede d’asta inferiore, concordato direttamente tra le parti,
ritenuto che in caso di disaccordo lo stesso sarà pari al valore dei debiti
gravanti gli immobili (oneri ipotecari, eventuali ipoteche legali, oneri LPP
ecc.);

–  il ricavato della vendita, dedotti gli oneri
ipotecari, le spese, l’onorario del notaio, l’eventuale TUI, le eventuali
provvigioni e il rimborso della LPP andrà suddiviso a metà tra i
comproprietari.

Le spese processuali di fr. 500.– sono state
poste a carico della convenuta. Non sono state assegnate ripetibili.

 

                                  D.   Contro la sentenza appena menzionata RE 1 è
insorta a questa Camera con un reclamo del 18 ottobre 2021 per ottenere che la sentenza impugnata sia annullata e
gli atti rinviati ”alla Pretura competente“ per nuovo giudizio.
Subordinatamente essa chiede che dalla spettanza di CO 1 una volta eseguiti i
pubblici incanti il notaio trattenga la somma di fr. 362 248.20 complessivi in garanzia della pretesa di lei in liquidazione
dei rapporti di dare e avere (fr. 80 400.–),
in garanzia degli interessi moratori al 5% dal 31 dicembre 1997 maturati
su fr. 60 000.– (fr. 71 000.–), in garanzia degli interessi moratori al
5% dal 16 maggio 2013 maturati su fr. 9900.– (fr. 3609.40), in
garanzia del suo credito in liquidazione del regime dei beni (fr. 112 870.–), oltre che per il riscatto della polizza
assicurativa P__________ il 16 maggio 2013 (fr. 26 718.80), e in garanzia di contributi alimentari
in favo­re della figlia dall'aprile del 2018 fino a oggi (fr. 67 650.–). Preliminarmente essa chiede che al reclamo sia conferito effetto sospensivo.

 

                                         Nelle sue osservazioni del
4 novembre 2021 CO 1 dichiara di “contestare totalmente la richiesta di rinvio della messa al­l'asta, idem che il ricorso abbia
effetto sospensivo”.

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Nel Cantone Ticino il giudice
dell'esecuzione secondo l'art. 335 cpv. 1 CPC è, indipendentemente dal valore
della prestazione,

                                         il Pretore o il
Pretore aggiunto (art. 37 cpv. 3 LOG), il quale sta­tuisce con la procedura
sommaria (art. 339 cpv. 2 CPC). Contro le sue decisioni non è dato appello, ma
unicamente reclamo (art. 309 lett. a CPC), da presentare – trattandosi di
procedura sommaria – entro 10 giorni dalla notifica della decisione (art. 321
cpv. 2 CPC). In concreto la sentenza impugnata è
stata notificata al patrocinatore della convenuta l'8 ottobre 2021 (tracciamento
degli invii n. 98.__________, agli atti). Inoltrato il 18 ottobre 2021, ultimo
giorno utile, il reclamo in oggetto è pertanto tempestivo.

 

                                   2.   La
reclamante contesta anzitutto la competenza per materia del Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 6. A suo parere la nomi­na del notaio chiamato a realizzare
la comproprietà sulle particelle n. 458 e 459 RFD è una questione “che nulla ha
più a che vedere con il diritto di famiglia e che è stata trattata nella senten­za
di divorzio per una questione di unità della materia”. Essa chiede perciò di
annullare la decisione impugnata e di rinviare gli atti “alla Pretura
competente” per nuovo giudizio. Ora, a parte il fatto che nemmeno la reclamante
indi­ca quale sarebbe a mente sua “la Pretura competente”, la tesi è
manifestamen­te infondata. Lo scioglimento delle comproprietà sulle particelle
n. 458 e 459 RFD mediante vendita all'asta è stata pattui­ta dai coniugi stessi
il 30 settembre 2013 all'udien­za di conciliazione nella causa di divorzio. La
spettanza di ognuno di loro è poi stata considerata nella liquidazione del
regime dei beni matrimoniali e le modalità del­l'incanto sono state fissate dal
Pretore a norma dell'art. 205 cpv. 2 CC nella sentenza del 28 marzo 2018
(sopra, lett. A). Pretendere in simili circostanze che il giudi­ce del divorzio
non sia più competente per nominare il notaio preposto all'esecuzione della
vendita, notaio che il giudice medesimo si è riservato di designa­r­e in caso
di disaccordo fra le parti, non è serio. Poco importa che nel frattempo la pronuncia
del divorzio sia passata in giudicato. L'esecuzione dell'asta continua a esse­re
retta dal diritto di famiglia che governa lo scioglimento delle comproprietà.
Su questo punto il reclamo manca di consistenza.

 

                                   3.   In
secondo luogo la reclamante reputa giustificato prescrivere

                                         al notaio di far sì che l'immissione in possesso delle
particelle n. 458 e 459 RFD avvenga non prima di sei mesi dall'avvenuta
vendita, sia perché in tal modo lei sa quando sgomberare la casa sia perché altrimenti
in caso di disaccordo le parti dovranno nuovamente rivolgersi al Pretore. Così argomentando,
nondime­no, essa tenta di far passare per una semplice modalità d'esecuzio­ne quella
che in realtà è una condizione materiale supplementare per l'aggiudicazione dei
beni, condizione che sarebbe stata da inserire – se mai – nel capitolato d'asta.
E al giudice del divorzio RE 1 non pretende di avere proposto nulla del genere.
L'impossibilità di entrare in possesso per sei mesi dei beni acquistati
potrebbe distogliere del resto più di un interessato dal partecipare alla gara,
influendo sull'esito del­l'incanto. La condizione andava ponderata a suo tempo perciò
dal giudice del divorzio e non può essere introdotta surrettiziamente adesso, al
momento di eseguire la sentenza. Quanto al fatto che la reclamante debba sapere
quando liberare l'immobile, essa sa fin d'ora che al momento in cui le
particelle n. 458 e 459 RFD saranno aggiudicate al migliore offerente essa
dovrà sgomberare lo stabile senza indugio. Non può dunque dirsi sorpresa in
buona fede dagli eventi. Ne discende che al proposito il reclamo è destinato una
volta ancora all'insuccesso.

 

                                   4.   Sostiene
poi la reclamante che, impregiudicato quanto precede, il notaio va invitato a
trattenere dalla spettanza di CO 1, una
volta incassato il provento dell'asta,
la somma di fr. 362 248.20 complessivi in garanzia della sua
pretesa in liquidazione dei rappor­ti di dare e avere (fr. 80 400.–), in garanzia degli interessi

                                         moratori
al 5% dal 31 dicembre 1997 maturati su fr. 60
000.– (fr. 71 000.–), in
garanzia degli interessi moratori al 5% dal 16 maggio 2013 maturati su fr.
9900.– (fr. 3609.40), in garanzia del suo credito in liquidazione del regime dei beni (fr. 112 870.–), oltre che per il valore di riscat­to della polizza
assicurativa P__________ il 16 maggio 2013 (fr. 26 718.80), e in garanzia di contributi alimentari
per la figlia dall'aprile del 2018 fino a oggi (fr. 67 650.–). Essa adduce che qualora il marito ricevesse quanto gli
compete in esecuzione del­l'asta le sue prete­se sarebbero a rischio, poiché la
quota di comproprietà immobiliare di lui (in pratica l'unico suo attivo) è già gravata
da pignoramenti.

 

                                         Nelle osservazioni al
reclamo CO 1 contesta “totalmen­te la richiesta di rinvio della messa al­l'asta”,
ma “per quan­to riguar­da la cifra pretesa dall'ex moglie da trattenere
direttamente dal notaio e poi rifusa all'ex moglie” – egli prosegue – “sono di
principio d'accordo”, tranne per quel che è dei contributi alimentari in favore
del­la figlia, maggiorenne sin dal 2 settembre 2017, tali contributi dovendo
essere riscossi dalla figlia stessa e non dalla madre (memoriale, punto 3). Ciò
premesso, CO 1 dichiara opporsi al reclamo, ma non a che il notaio trattenga in
favore della convenuta la spettan­za di lui derivante dalla vendita all'asta fino
a concorrenza di fr. 294 598.20 (il complessivo
di fr. 362 248.20 rivendicato dall'ex
moglie, meno fr. 67 650.– per i contributi
alimentari dovuti alla figlia maggiorenne). Di ciò va preso atto ai fini del
presente giudizio. È vero inoltre che la convenuta non è legittimata a far
valere in proprio nome contributi di mantenimento in favore della figlia
maggiorenne (nemmeno se si riferissero al periodo della minore età: DTF 142 III
78). Infine va ricordato che l'importo trattenuto del notaio dipenderà dal­l'ammontare
dell'incasso netto, dedotti gli oneri menzionati dal Pretore nella sentenza di
divorzio (sopra, lett. A), giacché la convenuta non è una creditrice prioritaria
rispetto ai titolari di altre pretese nei confronti di CO 1. Entro tali limiti
il reclamo merita perciò accoglimento e la decisione impugnata va modificata.

 

                                   5.   Le spese del
giudizio odierno seguono la vicendevole soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC). La
reclamante ottiene causa parzialmente vinta nella misura in cui il notaio
preposto all'esecuzio­ne dell'asta va invitato a trattenere in favore di lei quanto
spetta all'ex marito dalla vendita fino a concorrenza di fr. 294 598.20. Soccombe invece per la differenza di
fr. 67 650.–, come pure sul postulato
annullamento della decisione impugnata per difetto di competenza e sulla
pretesa di consentire l'immissione in posses­so delle
particelle n. 458 e 459 RFD al migliore offerente non prima di sei mesi
dal­l'aggiudicazione. Dal profilo equitativo si giustifica così di suddividere
gli oneri processuali tra le parti in ragione di metà ciascuno. L'indennità per ripetibili spettante alla convenuta, che ha presentato reclamo
tramite un patrocinatore, va commisurata al grado di parziale vittoria. CO 1
non essendo rappresentato da un patrocinatore, non risultano infatti indennità
da compensare (I CCA, sentenza inc. 11.2019.101 del 22 maggio 2020
consid. 7; sentenza inc. 11.2019.96 del 10 apri­le 2020 consid. 8 con
rinvio). Le spese e le ripetibili di primo grado seguono identica
sorte.

 

                                   6.   L'emanazione dell'attuale sentenza rende senza oggetto la
richiesta di effetto sospensivo contenuta nel reclamo.

 

                                   7.   Quanto ai rimedi
giuridici esperibili contro la presente decisione (art. 112 cpv. 1 lett. d
LTF), il valore litigioso raggiunge agevolmente la soglia di fr. 30 000.– giusta l'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF nella
prospettiva di un ricorso in materia civile.

 

Per questi motivi,

 

decide:                     1.   Il reclamo è parzialmente
accolto, nel senso che il dispositivo n. 1 della sentenza impugnata è così
completato (ultimo capoverso):

                                         –  il notaio
__________ C__________ è invitato a trattenere in favore RE 1 quanto spetterà a CO
1 dalla vendita all'asta delle particelle n. 458 e 459 RFD di __________, sezione di __________, fino a concorrenza di
fr. 294 598.20. L'importo effettivo andrà definito in base al
provento netto dei pubblici incanti.

                                      

                                         Il dispositivo n. 2 della
sentenza impugnata è riformato inoltre come segue:

                                         Le spese processuali di fr. 500.–, da anticipare da CO
1, sono poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno. CO 1 rifonderà
ad RE 1 un'indennità di fr. 750.– per ripetibili ridotte.

 

                                         Per
il resto il reclamo è respinto.

 

                                   2.   Le spese del reclamo di fr.
1000.–, da anticipare da RE 1, sono poste per metà a carico di quest'ultima e
per l'altra metà a carico di CO 1, che rifonderà ad RE 1 fr. 1000.– per
ripetibili ridotte.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  –
  avv.   

  –  
  

  –
  avv.   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso
in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116
LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso
durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto
sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).