# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d3e42649-aeb6-5eed-a337-896eeb1db2b7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-10-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.10.2006 36.2006.115
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2006-115_2006-10-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2006.115

   

  cs

  	
  Lugano

  12 ottobre
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 29 maggio 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 3 maggio
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

ritenuto,                            in
fatto

 

                                  A.   RI
1 è stato affiliato fino al 31 dicembre 2004 presso la Cassa malati CO 1 per
l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e per l’indennità
giornaliera contro la perdita di guadagno. 

 

                                         In
seguito al mancato pagamento dei premi dell’assicurazione di base per il
periodo da agosto a dicembre 2004, nonché della partecipazione ai costi per prestazioni
effettuate nel corso del 2004, la Cassa ha fatto spiccare un precetto esecutivo
per un ammontare di fr. 1'770.30, tramite il quale ha chiesto anche un importo
di fr. 60 di spese, oltre agli interessi di mora del 5% dal 16 maggio 2005.

                                         Con
decisione formale del 19 settembre 2005, confermata tramite decisione su
opposizione del 3 maggio 2006, la Cassa ha confermato l’ammontare dell’importo
richiesto ed ha rigettato l’opposizione al precetto esecutivo (PE).

 

                                  B.   Con
ricorso del 29 maggio 2006 RI 1 contesta la predetta decisione. L’assicurato
non riconosce il debito vantato dalla Cassa, la quale chiederebbe il pagamento
di rimborsi per partecipazioni alle spese non dovute, in periodi in cui non
sarebbe stato assicurato presso CO 1.

                                         L’insorgente
fa inoltre valere che l’assicuratore non avrebbe rispettato gli accordi
sottoscritti, non avendo versato l’importo derivante dall’assicurazione
d’indennità giornaliera.

                                         Egli,
con il ricorso e negli scritti successivi, chiede di essere convocato con la
controparte per poter dimostrare gli errori commessi dalla Cassa malati (doc.
I).

 

                                  C.   Con
risposta del 6 luglio 2006 la Cassa propone la reiezione del ricorso con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. V).

 

                                  D.   Pendente
causa le parti hanno ribadito le loro argomentazioni (doc. da VII a XIV).

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
dell'articolo 49 cpv. 2 della
Legge sull'organizzazione
giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).

 

                                   2.   Secondo
quanto disposto dall'art. 1a cpv. 1 LAMal l'assicurazione sociale contro le
malattie comprende l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e
l'assicurazione d'indennità giornaliera facoltativa.

                                         La
LAMal si applica soltanto all'assicurazione malattia sociale. Le assicurazioni
complementari offerte dalle casse malati sono rette dal diritto privato ed in
particolare, in applicazione dell'art. 12 cpv. 3 LAMal, dalla legge federale
sul contratto d'assicurazione (LCA).

 

                                         Giusta
l'art. 85 cpv. 2 della nuova legge federale sulla sorveglianza delle imprese
d’assicurazione del 17 dicembre 2004 (LSA), entrata in vigore il 1° gennaio
2006, per le controversie relative alle assicurazioni complementari
all’assicurazione sociale malattie, i Cantoni prevedono una procedura semplice
e spedita, nella quale il giudice accerta d’ufficio i fatti e valuta
liberamente le prove.

 

                                         In
ambito cantonale, la LCAMal all'art. 75 prevede che le contestazioni relative
alle assicurazioni complementari all'assicurazione sociale contro le malattie praticate
da assicuratori autorizzati all'esercizio ai sensi della LAMal sono decise dal
TCA, che applicherà, per analogia, la Legge di procedura per le cause davanti
al TCA (LPTCA).

 

                                         In
concreto, con atto del 29 maggio 2006, RI 1 ricorre contro la decisione su
opposizione del 3 maggio 2006 e fa valere prestazioni derivanti dal contratto
di assicurazione in caso di perdita di guadagno retto dalla LCA.

 

                                         Nella
misura in cui l’assicurato fa valere prestazioni derivanti dal contratto
assicurativo retto dal diritto privato, le sue pretese saranno oggetto di
giudizio separato da parte di questo Tribunale (inc. 36.2006.180). 

 

                                         nel
merito

 

                                   3.   Giusta
l'art. 61 LAMal, l'assicuratore stabilisce l'ammontare dei premi dei propri
assicurati. Sempreché la legge non preveda eccezioni, l'assicuratore riscuote
dai propri assicurati premi uguali (cpv. 1). 

                                         L'assicuratore
può graduare i premi se è provato che i costi differiscono secondo i Cantoni e
le regioni. Determinante è il luogo di domicilio dell'assicurato. L’Ufficio
federale stabilisce in modo unitario le regioni per l’insieme degli
assicuratori (cpv. 2).

                                         Per
gli assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni (minorenni),
l'assicuratore deve fissare un premio più basso rispetto a quello degli
assicurati d'età superiore (adulti). Egli è legittimato a fare altrettanto nel
caso di assicurati che non hanno ancora compiuto 25 anni (cpv. 3).

                                         Il
Consiglio federale può stabilire le riduzioni di premio di cui al capoverso 3
(cpv. 3bis).

                                         Per
gli assicurati residenti in uno Stato membro della Comunità europea, in Islanda
o in Norvegia i premi sono calcolati in funzione dello Stato di residenza. Il
Consiglio federale emana prescrizioni sulla determinazione e l’incasso dei
premi di questi assicurati (cpv. 4). L'ammontare dei premi dell'assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie deve essere approvato dal Consiglio
federale. Prima dell'approvazione, i Cantoni possono prendere posizione in
merito alle tariffe dei premi previste per la loro popolazione; la procedura
d'approvazione non deve esserne ritardata (cpv. 5). 

 

                                         Per
l'art. 64 cpv. 1 LAMal, gli assicurati partecipano ai costi delle prestazioni
ottenute. La partecipazione ai costi comprende un importo fisso per anno
(franchigia) e il 10 per cento dei costi eccedenti la franchigia (aliquota
percentuale) (cpv. 2). Gli assicurati pagano inoltre un contributo ai costi di
degenza ospedaliera, graduato secondo gli oneri familiari (cpv. 5).

 

                                         Secondo
l'art. 103 cpv. 1 OAMal, la franchigia prevista nell'articolo 64 cpv. 2 lett. a
della legge ammonta a 300 franchi per anno civile dal 1° gennaio 2004 (cfr. RU 2003
3249). L'importo annuo massimo dell'aliquota percentuale secondo l'articolo 64
cpv. 2 lett. b della legge ammonta a 700 franchi per gli assicurati adulti e a
350 franchi per gli assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni (cpv. 2).
Per la riscossione della franchigia e dell'aliquota percentuale è determinante
la data della cura (cpv. 3).

 

                                         A
norma dell'art. 93 cpv. 1 OAMal, oltre all’assicurazione ordinaria delle cure
medico-sanitarie, gli assicuratori possono esercitare un’assicurazione per la
quale gli assicurati possono scegliere una franchigia superiore a quella
prevista nell’articolo 103 capoverso 1 (franchigie opzionali). Le franchigie
opzionali ammontano a 500, 1000, 1500, 2000 e 2500 franchi per gli adulti e i
giovani adulti, a 100, 200, 300, 400, 500 e 600 franchi per gli assicurati che
non hanno ancora compiuto 18 anni. Un assicuratore può offrire franchigie
diverse per gli adulti e i giovani adulti. Le offerte dell’assicuratore devono
essere valide in tutto il Cantone.

 

                                         L'art.
90 cpv. 1 OAMal prevede che i premi devono essere pagati in anticipo e di
regola mensilmente.

 

                                         Il
tasso per gli interessi di mora sui premi scaduti ai sensi dell’articolo 26
capoverso 1 LPGA è del 5 per cento all’anno (art. 90 cpv. 2 OAMal).

 

                                   4.   Nel
caso di specie l'assicuratore, tramite la decisione su opposizione, chiede il
pagamento di un importo complessivo di fr. 1'830.30 (cfr. doc. A).

 

                                         La
Cassa ha chiesto il pagamento dei premi LAMal dovuti dal 1.08.2004 al 30.09.2004
(fr. 252 X 2) e dal 1.10.2004 al 31.12.2004 (fr. 272 X 3).

 

                                         Di
principio, per quanto concerne i premi, il calcolo della Cassa è corretto.

 

                                         Infatti,
dal certificato di assicurazione 2004 emerge che il premio mensile, con
franchigia annua di fr. 1’500, ammontava a fr. 252 fino al 30 settembre 2004
(doc. 37) e fr. 272 dal 1.10.2004 (per cambiamento di domicilio, doc. 38), come
chiesto con la decisione su opposizione. 

 

                                         Per
quanto concerne le partecipazioni ai costi l’assicurato sostiene che gli
vengono chiesti importi per periodi in cui “è evidente che non risulto
essere stato tra i loro clienti” (doc. I).

 

                                         In
realtà dagli atti emerge che l’interessato ha sottoscritto la “proposta per
un’assicurazione malattie” della convenuta in data 13 settembre 2002 (doc.
4). Egli ha disdetto il rapporto assicurativo, compreso quello inerente
l’assicurazione di base, in data 11 novembre 2004 per il 1. gennaio 2005 (doc.
21).

                                         

                                         Ne
discende che nel periodo litigioso, visto l’obbligo assicurativo in Svizzera
(cfr. art. 3 LAMal), il ricorrente era affiliato presso la CO 1 e doveva sia i
premi dell’assicurazione di base che le partecipazioni ai costi.

 

                                         A
questo proposito va rilevato che nel 2004 l’insorgente aveva una franchigia di
fr. 1'500. Agli atti la Cassa ha prodotto copia della fattura della __________ di
__________, per prestazioni di fr. 29.85 del 24 marzo 2004, nonché una fattura della
__________ di __________ per prestazioni del 16 marzo 2004 e del 13 aprile 2004
di fr. 147.20 (doc. 33). Agli atti è pure stato prodotta una fattura del 2
dicembre 2004 del laboratorio di __________ richiesto dal medico curante __________
per fr. 273.25. Tutte le prestazioni concernono il ricorrente (doc. 33).

                                         Poiché
complessivamente gli importi in questione non superano l’ammontare della
franchigia, considerato che per la riscossione della franchigia e dell’aliquota
percentuale è reputata determinante la data della cura (art. 103 cpv. 3 OAMal;
cfr. ad es. RAMI 1998 no. KV 33 pag. 284 consid. 2 nonché
Gebhard Eugster, Krankenversicherung in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht
[SBVR], Soziale Sicherheit, cifra marg. 342) e visto
che l’insorgente non ha prodotto altre fatture per il 2004, a giusta ragione
l’assicuratore ha chiesto il pagamento della partecipazione ai costi per
complessivi fr. 450.30.

 

                                         Ritenuto
che l’insorgente non ha prodotto alcuna prova circa eventuali pagamenti, la
decisione della Cassa di condannare il ricorrente a versare complessivamente fr.
1'770.30 ([252 X 2] + [272 X 3] + 147.20 + 273.25 + 29.85) si rivela corretta.

 

                                   5.   La
richiesta, implicita, di compensare quanto dovuto alla Cassa con quanto
l’assicuratore dovrebbe versare in base all’assicurazione LCA deve essere
respinta. Infatti la presunta pretesa derivante dall’indennità per perdita di
guadagno è di diritto privato, mentre i premi e le partecipazioni ai costi sono
dovuti in virtù di una legge  di diritto pubblico (LAMal). Inoltre va rammentato
che in ambito LAMal con sentenza del 22 luglio 2005 nella causa L. (K 114/03), pubblicata
in RAMI 2005, KV 343, pag. 358, il TFA ha affermato che:

 

"  Nella più volte citata sentenza pubblicata in DTF
110 V 183, resa vigente la LAMI, questa Corte, alla ricerca di una soluzione
uniforme per i vari settori delle assicurazioni sociali, aveva stabilito - come
già s'è visto - che gli assicurati, contrariamente alle casse malati, non
potevano procedere alla compensazione di prestazioni con contributi rimasti
impagati. Il Tribunale aveva in sostanza ricondotto il motivo di tale disparità
fra assicurati e assicuratori al fatto che la sola amministrazione disponeva
del potere decisionale ai sensi dell'art. 5 PA e che l'assicurato, tramite
l'istituto della compensazione, avrebbe avuto la possibilità di provocare una
decisione della cassa in un ambito diverso da quello contestato (premi invece
di prestazioni; cfr. pag. 186 in fine).

 

Orbene, la menzionata giurisprudenza merita di essere mantenuta anche
sotto l'imperio della LAMal. Né dai lavori preparatori di quest'ultima legge,
né da quelli della LPGA emergono indicazioni per un cambiamento della
consolidata prassi che esclude la compensazione in favore degli assicurati in
materia d'assicurazione contro le malattie. Inoltre va rilevato che le
conseguenze della soluzione contraria appaiono piuttosto imprevedibili. La
possibilità di potersi avvalere della compensazione, che equivarrebbe in
pratica alla sospensione del pagamento dei premi da parte degli assicurati,
ogni qualvolta una prestazione è contestata e dev'esserne pertanto chiarita la
fondatezza tramite le usuali procedure previste dalla legge (art. 80 LAMal; art.
49, 51, 52 e 56 LPGA), potrebbe in effetti significare paralizzare l'operato
delle casse malati, che, vista la durata delle procedure (anche esecutive), potrebbero
vedersi private per lungo tempo del necessario finanziamento e perciò cessare
di funzionare, senza poter sciogliere, a seguito dell’assicurazione
obbligatoria, il rapporto assicurativo.

 

Su questo punto il ricorso deve quindi essere
respinto."

                                         Una
compensazione non è pertanto possibile.

 

                                   6.   L’assicuratore ha chiesto all’insorgente anche fr. 60 di spese
amministrative.

 

                                         In
una sentenza del 18 giugno 1999 pubblicata in DTF 125 V 276 il TFA ha ricordato
che pure sotto l'imperio della nuova LAMal un assicuratore contro le malattie
può esigere il pagamento in adeguata misura delle spese di diffida così come di
spese supplementari cagionate da mora dell'assicurato al momento del versamento
dei premi e della partecipazione ai costi, in quanto tali spese (alle quali si
sarebbe ovviato in caso di versamento tempestivo) siano addebitabili a colpa dell'interessato
e le disposizioni generali sui diritti e gli obblighi degli assicurati
contemplino una regolamentazione al riguardo.

 

                                         Con
il 1° gennaio 2006 è entrato in vigore l’art. 90 cpv. 5 OAMal, non applicabile
in concreto, che prevede che se l’assicurato ha causato a torto spese cui si
sarebbe ovviato in caso di pagamento tempestivo, l’assicuratore può esigere, in
adeguata misura, spese di diffida o spese supplementari, nella misura in cui ne
preveda il disciplinamento nelle sue disposizioni generali sui diritti e sugli
obblighi degli assicurati.

 

                                         Nel
caso di specie l’art. __________ del regolamento delle assicurazioni secondo la
LAMal prevede che le spese dell’assicuratore per richiami ed esecuzioni sono a
carico della persona assicurata.

                                         

                                         In
queste condizioni l’assicuratore può esigere il pagamento dell’importo di fr.
60, proporzionato al debito dell’insorgente (fr. 1'770.30), il quale non ha
soluto, malgrado ne fosse debitore, l’importo richiesto.

 

                                         Questo
importo non va confuso con le spese esecutive vere e proprie che non formano
oggetto della sentenza di rigetto, ma seguono le sorti dell'esecuzione per la
quale è stato concesso il rigetto (STFA del 22 luglio 2005 nella causa L., K
114/03; STCA del 14 settembre 2004 nella causa H., 36.2004.79; RAMI 2003 no. KV
251 pag. 226 consid. 4; SZS 2001 pag. 568 consid. 5 con riferimenti; Panchaud/Caprez,
La mainlevée de l'opposition, §164, pag. 414; K. Ammon, Grundriss des Schuldbetreibungs-und
konkursrechts, Berna 1983, p. 106). Non essendo oggetto della procedura
di rigetto dell’opposizione, sull’importo relativo a queste spese non è
ammissibile pronunciare il rigetto (STFA del 22 luglio 2005
nella causa L., K 114/03, STFA del 26 agosto 2004 nella causa M., K 68/04 e del
18 giugno 2004 nella causa B., K 144/03).

 

                                   7.   Infine,
circa gli interessi, va rammentato che l'art. 26 cpv. 1 LPGA prevede che i
crediti di contributi dovuti o di contributi indebitamente riscossi sottostanno
rispettivamente a interessi di mora o rimunerativi. Il Consiglio federale può
prevedere eccezioni per importi esigui e termini di breve durata.

                                         Il
tasso per gli interessi di mora sui premi scaduti ai sensi dell’articolo 26
capoverso 1 LPGA è del 5 per cento all’anno (art. 90 cpv. 2 OAMal).

 

                                         Con
sentenza del 12 gennaio 2006 (K 40/05), pubblicata in RAMI 2006, KV 356, pag.
40, il TFA ha affermato che anche dopo l’entrata in vigore della LPGA non
sussiste alcuna base legale per la riscossione di interessi di mora o di
interessi compensativi sulle partecipazioni ai costi non corrisposte
dall’assicurato. Dall’art. 26 cpv. 2 LPGA non può essere desunto l’obbligo di
pagare un interesse di mora sulle prestazioni da restituire:

 

"  4.2 Mit Art. 26 ATSG ist eine allgemeine, auch für
die soziale Krankenversicherung geltende Verzugs- und Vergütungszinspflicht
aufgenommen worden, welche sich sowohl auf Beiträge wie auch auf Leistungen
bezieht (vgl. Kieser, ATSG-Kommentar, N 1 zu Art. 26). Diese Regelung gilt
gestützt auf Art. 1 Abs. 1 KVG (in der seit 1. Januar 2003 geltenden Fassung)
auch in der sozialen Krankenversicherung, wobei die Sonderregelung gemäss Art.
10 Abs. 2 KVG (vgl. Erw. 4.1 hievor) bewusst beibehalten wurde (vgl. BBl 1999 V
4580).

 

4.2.1 Die Vorinstanz hat Art. 26 Abs. 1 ATSG angewendet. Diese
Bestimmung sieht indessen Verzugs- und Vergütungszinsen nur für
Beitragsforderungen und Beitragsrückerstattungsansprüche vor. Beiträge im Sinne
von Art. 26 Abs. 1 ATSG sind diejenigen Zahlungen, welche im Hinblick auf eine Versicherungsdeckung
zu erbringen sind oder zu Unrecht geleistet wurden (Thomas Locher, Grundriss
des Sozialversicherungsrechts, 3. Aufl., Bern 2003, § 43 N 16; vgl. auch Kieser,
ATSG-Kommentar, N 7 zu Art. 26). Dabei wird im KVG (und teilweise in anderen
Sozialversicherungszweigen) weiterhin der Begriff Prämie anstelle von Beitrag
verwendet (Locher, a.a.O., § 43 N 16; Kieser, a.a.O., N 7 und 32 zu Art. 26;
vgl. auch RKUV 2004 Nr. KV 306 S. 465 Erw. 5.3.4 [Urteil M. vom 26. August
2004, K 68/04]; Gebhard Eugster, ATSG und Krankenversi-cherung: Streifzug durch
Art. 1-55 ATSG, in: SZS 2003 S.  225). Kostenbeteiligungen dienen nun aber
nicht der Begründung und höchstens mittelbar dem Erhalt der
Versicherungsdeckung und fallen somit nicht unter den Beitragsbegriff gemäss
Art. 26 Abs. 1 ATSG. Davon ging auch der Verordnungsgeber aus, indem er in Art.
90 KVV (in der seit 1. Januar 2003 geltenden Fassung) zwar bei der Regelung der
Vollstreckung nebst den Prämienforderungen auch die Kostenbeteiligungen erwähnt
(Abs. 3 ff.), zugleich aber lediglich für die Prämien einen Verzugszinssatz
festgesetzt hat  (Abs. 2). Art. 26 Abs. 1 ATSG kann somit nicht als
Grundlage für die Erhebung von Verzugs- oder Vergütungszinsen auf
Kostenbeteiligungen dienen.

 

4.2.2 Gleiches gilt für Art. 26 Abs. 2 ATSG. Diese Bestimmung sieht
eine Verzugszinspflicht nur zu Lasten der Sozialversicherungen auf deren Leistungen
vor und ist damit auf den gegebenen Sachverhalt nicht anwendbar."

 

 

                                         Questo
concetto è stato ribadito con sentenza del 3 luglio 2006 nella causa K 24/06,
dove il TFA ha affermato:

 

"  3.2 Der Versicherer war ausserdem befugt, die
geltend gemachten Mahn- und Bearbeitungsgebühren von insgesamt Fr. 50.-
(Fr. 20.- Mahnspesen, Fr. 30.- Bearbeitungsgebühren [vgl.
Zahlungsbefehl vom 21. Februar 2005]) zu erheben, da die erforderliche
Grundlage in den Allgemeinen Versicherungsbestimmungen (in Kraft seit
1. Januar 2003, Art. 12. Ziff. 2 lit. a), existiert, die Unterlassung
der Kostenbeteiligungszahlungen als schuldhaft zu qualifizieren ist und die
Entschädigung angesichts der konkreten Umstände als betragsmässig angemessen
erscheint (vgl. BGE 125 V 277 Erw. 2c/bb mit Hinweisen; Urteil S. vom
2. Februar 2006, K 112/05, Erw. 4.3; zur unveränderten
Rechtslage nach In-Kraft-Treten des ATSG: RKUV 2004 Nr. KV 306
S. 465 Erw. 5.3.3 mit Hinweisen [Urteil M. vom 26. August 2004,
K 68/04]). Korrekt sind sodann die vorinstanzlichen Ausführungen zur
Erhebung von Verzugszinsen von 5 % auf den ausstehenden
Kostenbeteiligungen. Gemäss Rechtsprechung besteht auch nach In-Kraft-Treten
des ATSG keine gesetzliche Grundlage für die Erhebung von Verzugs- oder
Vergütungszinsen auf ausstehenden Kostenbeteiligungen der versicherten Person.
Art. 26 ATSG bietet hiezu keine gesetzliche Grundlage (Urteil T. vom
12. Januar 2006, K 40/05) und in Art. 90 Abs. 2 KVV hat der Verordnungsgeber
lediglich für die Prämien einen Verzugszinssatz festgesetzt."

 

                                         In simili condizioni, la decisione tramite la quale la Cassa chiede
interessi dal 16 maggio 2005 al 5%, merita conferma solo nella misura in cui gli
interessi sono calcolati sui premi. Per contro essi non possono essere chiesti
né sulla partecipazione ai costi, né sulle spese amministrative.

 

                                         In
questo senso la decisione va modificata ed il ricorso parzialmente accolto. 

 

                                         L’opposizione
al PE n. __________ del __________ dell’__________ di __________ va
definitivamente rigettata per un importo di fr. 1'830.30, oltre ad interessi al
5% dal 16 maggio 2005 su un importo di fr. 1'320 (doc. 9, ossia fr. [252 x 2] +
[272 x 3]).

 

                                   8.   L’insorgente
chiede in più occasioni di essere sentito in un contraddittorio con
l’assicuratore per meglio spiegare la fattispecie, non potendo far capo ad un
legale. Egli sostiene inoltre di avere molte prove che tuttavia non può
produrre in un solo documento (doc. VII).

 

                                         Il
TCA, che dispone del potere di indagare d’ufficio e di applicare d’ufficio il
diritto, rinuncia a sentire le parti. Infatti l’interessato ha potuto
ampiamente esprimersi sia dinanzi al TCA che in precedenza, facendo valere in
più occasioni le sue argomentazioni. Un’audizione dell’insorgente non
modificherebbe l’esito del ricorso. Infatti per i motivi esposti nei
considerandi precedenti il calcolo effettuato dalla Cassa, eccetto per quanto
concerne gli interessi, è corretto.

 

                                         Inoltre
l’audizione richiesta può essere rifiutata senza per questo ledere il diritto
d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

 

                                         Infatti,
secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento
pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e
inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad
esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di
testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile
obbligo (cfr. STFA dell'8 novembre 1999 nella causa H., H 74/99, consid. 5b,
pag. 6; DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90, consid. 6, pag. 94 e il rinvio
alla DTF prima citata).

 

                                         Inoltre,
conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare
d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,
pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,
2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H
103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid.
2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce
una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2
Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162
consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                                         In
concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita
dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori
prove e all'audizione del ricorrente.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il
ricorso é parzialmente accolto.

                                         La
decisione impugnata è modificata nel senso che gli interessi al 5% sono dovuti
solo sull’importo di fr. 1’320.

                                         Di
conseguenza è rigettata in via definitiva l’opposizione al PE n. __________ del
__________ dell’__________ di __________ per un importo di fr. 1'830.30, oltre
ad interessi al 5% dal 16 maggio 2005 su fr. 1’320.

 

                                 2.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti