# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 35b152df-c12e-5dce-8015-d74331c3a4d4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-08-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 18.08.1999 50.1998.8
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-1998-8_1999-08-18.html

## Full Text

Incarto n.

  50.98.00008

   

  	
  Lugano

  18 agosto 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Lorenza
  Ponti Broggini, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sul ricorso 2 novembre 1998 della

 

 

	
   

  	
  Comunione
  ereditaria fu __________, composta
  da:

  __________,

  __________,

  __________,

  __________,

  tutti
  patr. dall'avv. __________,

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 1. ottobre 1998 (no. 3/98) del Tribunale di espropriazione della
  giurisdizione sottocenerina, prolata nell'ambito del procedimento
  espropriativo promosso dal comune di __________ per acquisire la proprietà
  del mappale no. __________ RFD di tale comune;

  

 

 

viste le risposte:

-    20 novembre 1998 del Tribunale di
espropriazione della giurisdizione sottocenerina;

-    30 novembre 1998 del comune di
__________;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   La comunione ereditaria fu
__________, composta da __________, __________, __________ e __________, è proprietaria
del mappale no. __________ RFD di __________, così censito a RF:

 

A)  fabbricato                              mq       128

B)  tettoia                                     mq         21

c)   piazzale                                 mq       469

d)  prato                                      mq     6778

      totale                                      mq     7396

 

Il fondo, pianeggiante e di forma tendenzialmente
triangolare, si trova in località "__________", sulla destra della
strada cantonale che da __________ porta a __________. Esso è il risultato di
una lottizzazione operata nel 1982 sulla più vasta part. __________ ed è posto
a S/W rispetto alla sua estensione originale.

Il fabbricato e la tettoia sono di proprietà di una locale
associazione sportiva, che sino al 31 dicembre 1997 ha goduto del sedime in
virtù di un contratto di locazione. 

 

 

                                  B.   Il PR di __________,
approvato dal Consiglio di Stato il 30 settembre 1975, ha collocato la
particella in zona riservata per attrezzature pubbliche ed edifici pubblici
(AP-EP). Nel piano regolatore entrato in vigore il 20 dicembre 1994, esso è
stato nuovamente posto in zona attrezzature pubbliche (AP). 

 

 

                                  C.   Verso la fine del 1996 il
comune di __________ ed i proprietari hanno intavolato delle trattative
finalizzate alla compravendita del fondo in oggetto, al fine di metterlo
definitivamente a disposizione della popolazione e dell'associazione sportiva. 

Venuta meno la possibilità di un accordo bonale, il comune di
__________ - mediante avviso personale 2 marzo 1998 e pubblicazione degli atti
(relazione tecnica, piano d'espropriazione, tabella d'espropriazione ed offerte
d'indennità) - ha promosso l'espropriazione formale della particella no.
__________, offrendo un indennizzo di fr. 30.- al mq. 

Con scritto 9 marzo 1998 la CE __________ ha chiesto invece
di adeguare l'indennità d'espropriazione "al reale ed effettivo valore
dei terreni, di gran lunga superiore" all'offerta dell'ente pubblico,
senza peraltro opporsi all'esproprio.

All'udienza di conciliazione del 6 maggio 1998 le parti si
sono accordate in tema di anticipata immissione in possesso, concessa a far
tempo dal 1. gennaio 1998, e di saggio d'interesse annuo sull'indennità,
convenuto al 5%. 

 

 

                                  D.   Esaurite le formalità
processuali, con sentenza 1° ottobre 1998 il Tribunale di espropriazione si è
pronunciato sull'indennità dovuta all'espropriata. 

Accertata in fr. 15.- il mq la quotazione media dei fondi
posti in zona agricola o comunque non edificabile di __________ e valutate le
peculiarità del terreno espropriato, il primo giudice ha deciso di concedere
alla proprietaria un'indennità di fr. 25.- il mq, per un totale di fr.
184'900.-, oltre interessi al 5% a partire dal 1° gennaio 1998.

 

 

                                  E.   Avverso il predetto
giudicato la CE __________ è insorta davanti al Tribunale cantonale
amministrativo mediante ricorso 2 novembre 1998. 

                                         La ricorrente ha criticato
la prima istanza per aver quantificato l'indennizzo in soli fr. 25.- il mq.
Evidenziate le qualità del proprio fondo ed esposti i prezzi soluti in passate
compravendite di terreni meno pregiati, ha chiesto il riconoscimento di
un'indennità di fr. 50.- il mq, subordinatamente di fr. 30.- il mq, con
interessi al 5% dal 1° gennaio 1998.

 

 

                                  F.   Il Tribunale di
espropriazione si è opposto all'accoglimento dell'impugnativa, riconfermandosi
nella propria decisione e nelle motivazioni ivi contenute.

                                         Ad identica conclusione è
pervenuto il comune di __________, contestando partitamente le tesi della
ricorrente con argomentazioni di cui si dirà, per quanto necessario, nel
seguito. 

 

 

                                  G.   In occasione di un
sopralluogo tenutosi il 17 giugno 1999 il giudice delegato ha sottoposto alle
parti una proposta transattiva, respinta dagli espropriati il 12 luglio seguente.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo a statuire in merito ai ricorsi contro le decisioni
del Tribunale di espropriazione, apprezzando liberamente il fatto ed il diritto,
si fonda sull'art. 50 cpv. 1 Lespr. Il gravame, tempestivo (art. 50 cpv. 3
Lespr) e correttamente formulato, è pertanto ricevibile in ordine e può essere
deciso sulla base degli atti, integrati dalle risultanze del sopralluogo
esperito in fase istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm). 

 

 

                                   2.   Come in prima istanza,
anche in questa sede la lite si concentra sull'indennità dovuta all'espropriata
per l'esproprio totale della particella no. __________ RF di __________.

 

2.1. Giusta l'art. 9 Lespr, l'espropriazione ha luogo
mediante piena indennità. La determinazione di questa è disciplinata dal
principio secondo cui l'espropriato non deve subire un danno individuale, né
conseguire particolari vantaggi per effetto dell'espropriazione. In altre
parole, all'espropriato dev'essere garantita la stessa situazione economica, in
cui si troverebbe se l'espropriazione non avesse avuto luogo, in modo che non
subisca danni né consegua vantaggi pecuniari per effetto dell'espropriazione
(Hess/Weibel, Das Enteignungsrecht des Bundes, vol. 1, Berna 1986, n. 3 segg.
ad art. 16 LFespr; G. Müller, in: Commentaire de la Constitution fédérale,
1996, n. 66 ad art. 22ter; DTF 95 I 455).

L'importo dell'indennità è calcolato in base all'intero
valore venale del diritto espropriato (art. 11 lett. a Lespr). Essa comprende
pure l'ammontare di tutti gli altri pregiudizi subiti dall'espropriato come
conseguenza dell'espropriazione. 

Nella stima del valore venale si deve tener conto anche della
possibilità di un miglior uso del fondo (art. 12 cpv. 1 Lespr); gli aumenti e
le diminuzioni di valore derivanti dall'opera dell'espropriante non vengono
però considerati.

Nel caso di espropriazione parziale, l'indennità comprende
inoltre l'importo di cui il valore venale della frazione residua viene ad essere
diminuito (art. 11 lett. b Lespr).

Il dies aestimandi si situa al momento dell'anticipata
immissione in possesso (art. 19 prima frase Lespr), data a far tempo dalla
quale decorrono pure gli interessi al saggio usuale sull'indennità definitiva
(art. 52 cpv. 3 Lespr); se non v'è presa di possesso anticipata, sarà
determinante il momento dell'emanazione della decisione di stima da parte del
Tribunale di espropriazione (art. 19 seconda frase Lespr) e l'interesse
legale sull'indennità inizierà a decorrere a partire dalla data, in cui la
stessa diventa esigibile, ossia decorsi venti giorni dalla sua fissazione
definitiva (art. 54 cpv. 1 Lespr).

 

In casu il dies aestimandi va situato in corrispondenza del
1. gennaio 1998, giorno a far tempo dal quale l'espropriata ha bonalmente
concesso l'anticipata immissione in possesso dei diritti espropriati (art. 19
Lespr prima frase).

 

2.2. Dottrina e giurisprudenza concordano nel ritenere che il
valore venale di un terreno venga di regola stabilito in base al metodo statistico-comparativo
(cfr. Hess/Weibel, op. cit., n. 80 segg. ad art. 19 LFespr; Moor, Droit
administratif, Berna 1994, pag. 417; DTF 122 I 168, 122 II 337, 115 Ib
408). Secondo questo metodo il valore venale di un fondo viene individuato confrontando
i prezzi già soluti nella regione di cui si tratta per analoghi terreni in
libere contrattazioni; nel limite del possibile vengono di norma prese in
considerazione le contrattazioni attendibili realizzate nell'anno precedente il
dies aestimandi. Di eventuali differenze (per forma, situazione, dimensione,
possibilità di sfruttamento, ecc.) si tiene conto attraverso adeguati aumenti o
diminuzioni. In sostanza il valore corrisponde al prezzo che l'espropriato
potrebbe conseguire in una normale contrattazione, rispettivamente alla somma
che un numero imprecisato di acquirenti sarebbe disposto a pagare, tenuto conto
dei prezzi praticati in zona, corretti e adeguati alle peculiarità dei singoli
terreni. Il prezzo di gran lunga inferiore o superiore alla media convenuto in un
contratto isolato non è evidentemente determinante, e non può essere assunto
quale esempio, dal momento che vi possono influire elementi che impediscono di
considerarlo oggettivo (cfr. Hess/Weibel, op. cit., N. 87 ad art. 19 LFespr;
Wiederkehr, Die Expropriationsentschädigung, Zurigo 1966, pag. 36). L'applicazione
del metodo comparativo presuppone d'altro canto che esistano sufficienti
contrattazioni relative a fondi che possano essere paragonati a quello in
esame, ma non è necessario che si tratti di fondi identici. Richiesto è invece
che i prezzi pagati per quei fondi possano essere analizzati e che da essi si
possano trarre conclusioni ragionevoli circa il livello del mercato in generale
(RDAT 1985, N. 92). Le cifre indicative ottenute con questo approccio analitico
vanno quindi corrette ed adeguate in funzione delle peculiarità, siano esse
negative o positive, riguardanti il fondo oggetto dell'esproprio. Giova infine
ricordare che il metodo comparativo non conduce alla determinazione di valori
assoluti, bensì serve a mettere in evidenza una tendenza nell'evoluzione dei
prezzi dei terreni in una determinata zona, che può essere influenzata dalla
situazione di fatto e di diritto che la caratterizza.

 

2.3. Il complesso delle transazioni ritenute dal Tribunale di
espropriazione indica che nel biennio 1996-1997 il prezzo medio pagato nel
comune di __________ per l'acquisto di terreni posti in zona agricola o
comunque ubicati al di fuori della zona edificabile si aggirava attorno a fr.
15.- il mq. Come rettamente annota il giudice di prima istanza, i prezzi soluti
per le particelle no. __________ (fr. 170.- il mq) e no. __________ (fr.
3,48 il mq) vanno esclusi dal calcolo, trattandosi di valori estremi convenuti
in situazioni oggettivamente particolari. Il primo si riferisce infatti ad un'esigua
striscia di terreno integrata nel giardino di un fondo contermine edificabile,
mentre il secondo concerne un fondo prevalentemente boschivo. 

 

2.4. La cifra indicativa di cui sopra (fr. 15.- il mq) va ora
corretta ed adeguata in funzione delle specificità giuridiche e fattuali del
mappale espropriato, in modo da giungere al suo effettivo valore venale.

In sede di sopralluogo si è potuto constatare che il mapp.
__________ possiede effettivamente le qualità individuate dal Tribunale di
espropriazione ed evocate dalla ricorrente: il terreno è infatti ampio, di
conformazione pianeggiante, vicino ad una fonte di approvvigionamento idrico e
dotato di un comodo accesso alla pubblica via. La forma irregolare e
l'ubicazione infelice (in una depressione tra due colline) gli precludono
tuttavia la qualifica di ottimo terreno agricolo.

Considerato che salvo un paio di casi del tutto eccezionali
l'importo di fr. 30.- il mq rappresenta il valore massimo finora assegnato per
l'espropriazione di ottimi terreni agricoli, l'indennità di fr. 25.- il mq
riconosciuta dal primo giudice - superiore di oltre il 65% alla quotazione
media dei fondi agricoli di __________ - appare senz'altro corretta ed adeguata
alle peculiarità del terreno in oggetto. Tanto più che a far tempo dal 1994 il
valore di mercato dei poderi agricoli di superficie superiore ai 2'500 mq è
vistosamente decresciuto a seguito dell'entrata in vigore della LDFR e della
sorveglianza sui prezzi operata dallo Stato (STA 28 gennaio 1998 in re Commissione
di vigilanza in materia di diritto fondiario rurale/ASN).

 

2.5. La ricorrente critica il Tribunale di espropriazione per
averle riconosciuto un indennizzo inferiore all'offerta formulata dal comune di
__________ (fr. 30.- il mq) ed ai prezzi pagati in passato per acquistare la
proprietà di fondi contermini (fr. 30.-/mq nel 1982, rispettivamente fr.
160.-/mq nel 1992). La censura è infondata.

Innanzitutto perché per legge il Tribunale di espropriazione
non è vincolato dalle conclusioni delle parti nel fissare l'importo dell'indennità
(art. 49 Lespr). Secondariamente perché i prezzi stipulati nell'ambito di
trattative bonali non possono notoriamente influire in modo determinante sulla
quantificazione dell'indennità espropriativa, che deve corrispondere ai reali
valori di mercato (cfr. Hess/Weibel, op. cit., n. 86 ad art. 19 LFespr; RDAT
I-1993 N. 51). In terzo luogo perché l'operazione del 1992 è stata manifestamente
influenzata dall'esigenza del compratore di disporre proprio dello spazio acquisito
per erigere in loco alcune infrastrutture necessarie alla propria attività
sportiva; l'indennità espropriativa deve invece corrispondere al prezzo (di
mercato) che un acquirente qualsiasi avrebbe sborsare per far sua la part.
__________.

 

 

                                   3.   Ferme queste premesse, il
gravame è integralmente respinto.

                                         La tassa di giustizia e le
ripetibili seguono la soccombenza.

 

 

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 9, 11 lett. a e b, 12 cpv. 1, 19, 49, 50 cpv. 1 e 3, 54 cpv. 1 e 70
Lespr; 1 segg. PAmm, 

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia e le
spese per complessivi fr. 750.- sono poste a carico della ricorrente, la quale
rifonderà al comune di __________ la somma di fr. 800.- a titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  

 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             La
segretaria