# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 87cb548a-d301-5337-a767-17d6ee790fa6
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-04-29
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 29.04.2014 R 2012 138
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2012-138_2014-04-29.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 12 138A

5a Camera

presieduta da

Priuli, vicepresidente, e composta dal presidente Meisser e dalla 

giudice Moser, attuario ad hoc Plozza

SENTENZA
del 29 aprile 2014

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____,
rappresentato dall'Avvocato lic. iur. Fabrizio Keller, 

ricorrente
contro 

Comune di X._____,
convenuto 1

e

B._____,
rappresentato dall'Avvocato lic. iur. Mirco Rosa, 

convenuto 2

concernente opposizione edilizia

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1. B._____ è proprietario della particella no. 28, sita in località O.1._____ sul 

territorio del Comune di X._____ e ubicata in zona edilizia, zona nucleo 

vecchio (NV), dove sorge fra l’altro un ripostiglio no. ass. 300-B.

In data 11 ottobre 2011 B._____ ha presentato alla competente autorità 

del Comune di X._____ una domanda di costruzione avente per oggetto 

la sostituzione del tetto a falde, il rialzamento della porta d’entrata alta 

solo 1,5 m, l’ampliamento della gronda fino a 80 cm sul lato della casa 

verso il fondo della stessa e la demolizione di una parete interna del 

ripostiglio. In seguito alla pubblicazione della domanda e ad opposizione 

presentata da A._____, proprietario della particella confinante no. 1929, 

B._____ ha ritirato detta domanda di costruzione presentando, in data 17 

novembre 2011, una nuova richiesta di rilascio di licenza edilizia uguale 

alla prima con in più la realizzazione di un camino. Pure nell’ambito della 

nuova procedura di esposizione dei piani A._____ ha sollevato 

opposizione.

Tramite lettera del 30 marzo 2012 il Municipio di X._____ ha comunicato 

all’opponente che la domanda di costruzione in oggetto era stata ritirata il 

16 marzo 2012 e che quindi la pratica d’opposizione era divenuta priva di 

oggetto. Nel frattempo B._____, in data 17 marzo 2012, adottando la 

procedura di notifica, aveva comunicato al Comune di X._____ la sua 

intenzione di sostituire il tetto, di alzare la porta da m 1.50 a m 1.90, di 

allontanare una parete interna e di restaurare le facciate del ripostiglio no. 

ass. 300-B, nonché di demolire il muro di cinta su un metro di lunghezza. 

Con decisione del 21 marzo 2012, comunicata il 2 aprile seguente, il 

Municipio di X._____ ha autorizzato gli interventi previsti dal richiedente a 

definite condizioni considerando come non sarebbero stati lesi interessi 

pubblici o privati preponderanti e concedendo una deroga sulle distanze 

per quanto concerne la sporgenza della gronda nei confronti della via 

pedonale pubblica e un’ulteriore deroga in relazione alle prescrizioni che 

reggono l’evacuazione delle acque meteoriche. 

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2. In data 24 settembre 2012 A._____ ha formulato alla Presidenza del 

Tribunale del Distretto Moesa una richiesta di assunzione di prova a titolo 

cautelare, ai sensi dell’art. 158 CPC, avente per oggetto il rilievo del 

deposito no. ass. 300-B di B._____. Durante l’udienza davanti al 

Presidente del Tribunale distrettuale, tenuta il 18 ottobre 2012, il 

patrocinatore di B._____ ha informato il collega patrocinatore di A._____ 

che il Comune di X._____ aveva rilasciato al suo mandante il permesso di 

ristrutturazione del vecchio ripostiglio. Dietro esplicita richiesta del legale 

di A._____ l’ufficio comunale competente, in data 18 ottobre 2012, ha 

consegnato a quest’ultimo copia della decisione edilizia notificata 

all’istante dal comune il 2 aprile 2012.

3. Tramite ricorso al Tribunale amministrativo del 22 ottobre 2012 A._____ 

ha contestato la decisione rilasciata dal Municipio di X._____ il 21 marzo 

2012 tramite la quale, applicando la procedura di notifica, senza 

coinvolgere o avvisare terze persone eventualmente legittimate 

all’opposizione, il comune aveva concesso a B._____ il permesso di 

ristrutturare il vecchio ripostiglio. In sostanza, il ricorrente chiedeva che 

detta decisione fosse annullata e che gli atti venissero rinviati al municipio 

al fine di pubblicazione della domanda di costruzione nel contesto di una 

procedura di licenza edilizia ordinaria. 

Lamentando il fatto che, malgrado le due precedenti opposizioni, il 

comune non lo avesse informato sul rilascio del permesso concesso 

nell’ambito della procedura di notifica, il ricorrente riteneva che per i lavori 

approvati, consistenti nella sostituzione della carpenteria e copertura in 

tegole dello stabile, nella modifica dell’apertura della porta esistente con 

aumento delle dimensioni, nella demolizione del muro interno in pietra 

naturale, negli interventi sulle facciate e nella demolizione del muro di 

cinta, a maggior ragione viste la deroga sulla distanza a favore della 

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gronda e quella concernente l’evacuazione delle acque meteoriche, non 

fosse stata ammissibile l’applicazione della procedura di notifica. Alla luce 

degli interventi approvati e delle deroghe concesse l’autorità edilizia 

comunale sarebbe stata tenuta ad applicare la procedura edilizia ordinaria 

e a rilasciare la rispettiva autorizzazione tramite licenza edilizia formale. 

Infatti, gli interventi approvati avrebbero costituito un’attività edilizia 

soggetta alle disposizioni dell’art. 86 cpv. 1 LPTC che impongono 

espressamente la procedura ordinaria nei casi dove non è applicabile la 

procedura di notifica espressamente regolata dall’art. 40 OPTC.

Secondo il ricorrente la cronologia dei fatti avrebbe palesato la totale 

malafede dell’autorità edilizia che, a suo parere, avrebbe perseguito 

l’intenzione di porlo davanti al fatto compiuto senza permettergli di 

esercitare il proprio diritto di ricorso. 

I lavori concessi tramite l’autorizzazione comunale avrebbero perseguito 

la creazione di uno spazio nuovo e diverso all’interno dell’edificio 

lasciando in realtà presupporre un cambiamento di destinazione dello 

stesso. Gli interventi avrebbero permesso di utilizzare il locale rinnovato, 

sempre usato quale ripostiglio, quale vano coperto adiacente al giardino 

sul confine con la particella del ricorrente. Con il proprio agire l’autorità 

edilizia avrebbe reso possibile il cambiamento di destinazione del 

fabbricato senza tenere conto delle contestazioni al riguardo sollevate dal 

ricorrente in occasione delle precedenti pratiche. 

4. In data 23 novembre 2012 il Comune di X._____ ha presentato la propria 

presa di posizione tramite la quale ha proposto di respingere il ricorso. 

Secondo il comune convenuto, contrariamente a quanto richiesto tramite 

le due domande di licenza edilizia in seguito ritirate, il proprietario del 

deposito, nell’ambito della procedura di notifica in giudizio, si sarebbe 

limitato a chiedere il consenso per dei meri interventi di manutenzione e 

cioè per la sostituzione del tetto esistente, per dei rappezzi agli intonaci 

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delle facciate, per la demolizione di un muro interno, per il rialzamento 

della porta d’entrata e per la demolizione di parte di un muro di cinta. 

La sostituzione della copertura del tetto sarebbe stato un intervento 

ammissibile in applicazione dell’art. 40 cpv. 1 cifra 4 OPTC in unione 

all’art. 50 cpv. 2 OPTC. Il rialzamento della porta d’entrata a m 1,90 

sarebbe chiaramente un intervento per il quale non sarebbero state 

prevedibili delle opposizioni, quindi autorizzabile ai sensi dell’art. 50 cpv. 1 

OPTC. I rappezzi all’intonaco delle facciate sarebbe stati soggetti 

all’applicazione dell’art. 50 cpv. 1 OPTC in unione all’art. 40 cpv. 1 cifra 1 

OPTC. La demolizione del muro interno del ripostiglio avrebbe costituito 

una modifica insignificante all’interno dell’edificio, non in connessione con 

alcun tipo di trasformazione dello scopo e quindi autorizzabile in base 

all’art. 40 cpv. 1 cifra 2 OPTC in unione all’art. 50 OPTC. La concessione 

delle due deroghe sarebbe stata ininfluente ai fini dell’accertamento della 

procedura adottabile. Infatti, la gronda verrebbe modificata limitatamente 

alla facciata verso l’edificio principale del mappale armonizzando le 

dimensioni della stessa su tutta la sua lunghezza con un incremento 

variabile da 1 a 21 centimetri, chiaramente classificabile quale semplice 

intervento di conservazione. Le deroghe in oggetto avrebbero riguardato 

meramente aspetti di dettaglio nei rapporti fra il comune e l’amministrato 

senza influenza alcuna sulla situazione dei vicini, in particolare su quella 

del ricorrente.

Alla luce di quanto esposto il comune ha quindi respinto ogni accusa di 

aver agito in malafede e ha ribadito di essersi limitato ad applicare la 

legge edilizia. Contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente i lavori 

previsti avrebbero riguardato unicamente la manutenzione dello stabile e 

non sarebbero stati di portata tale da consentire la trasformazione d’uso 

da ripostiglio a rustico.

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5. Tramite sentenza dell’11 luglio 2013, comunicata l’11 settembre 

seguente, il Tribunale amministrativo, pur considerando come alla luce 

della fattispecie che aveva visto il proprietario presentare e quindi ritirare, 

in seguito alle opposizioni del vicino, ben due richieste di licenza edilizia 

ordinaria per poi presentare una richiesta per interventi pressoché 

identici, con l’eccezione del camino e dell’entità dell’ampliamento della 

gronda, tramite la procedura di notifica, il comune sarebbe stato tenuto a 

trasmettere al vicino copia della notifica di intervento corredata dai relativi 

atti per informazione, ha giudicato il ricorso quale irricevibile con 

l’argomento che, venuto a conoscenza della licenza edilizia, il ricorrente 

sarebbe stato tenuto a presentare al comune opposizione contro il 

progetto edilizio pretendendo l’espletamento della procedura di licenza 

ordinaria che avrebbe condotto a una decisione comunale impugnabile 

poi in sede di Tribunale amministrativo. L’impugnazione diretta davanti 

alla Corte cantonale della licenza edilizia comunale in oggetto, senza 

espletare la procedura di prima istanza con conseguente decisione su 

opposizione, avrebbe leso palesemente il principio della via gerarchica 

implicando quindi l’inammissibilità del ricorso in giudizio.

6. In data 11 ottobre 2013 A._____ ha impugnato, tramite ricorso in materia 

di diritto pubblico e ricorso sussidiario in materia costituzionale, la 

decisione del Tribunale amministrativo davanti al Tribunale Federale 

chiedendone la cassazione.

Con sentenza del 21 marzo 2014 (1C_792/2013) il Tribunale Federale ha 

accolto il ricorso in materia di diritto pubblico annullando la decisione del 

Tribunale amministrativo dell’11 luglio/11 settembre 2013.

La presente decisione viene quindi emanata in ottemperanza alle per tutti 

vincolanti considerazioni giuridiche del Tribunale Federale.

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Considerando in diritto:

1. a) Come emerge dalla fattispecie il proprietario convenuto, nell’ottobre 2011, 

ha presentato una domanda di costruzione nell’ambito della procedura di 

licenza edilizia ordinaria avente per oggetto interventi all’interno e 

all’esterno del suo vecchio ripostiglio. In seguito all’opposizione 

presentata dall’attuale ricorrente il convenuto ha ritirato la domanda di 

costruzione e, nel novembre 2011, ha presentato una nuova richiesta di 

rilascio di licenza edilizia, sempre avvalendosi della procedura ordinaria, 

avente per oggetto la sostituzione del tetto a falde, l’ampliamento della 

gronda, la demolizione di una parete interna e la realizzazione di un 

camino. In seguito ad una ulteriore opposizione presentata dall’attuale 

ricorrente, il convenuto, tramite lettera del 16 marzo 2012, ha ritirato pure 

la seconda domanda di licenza edilizia. Il 17 marzo 2012 il convenuto, 

adottando la procedura di notifica per progetti di costruzione non 

sottoposti all’obbligo della licenza edilizia secondo l’art. 40 OPTC, ha 

comunicato alla competente autorità comunale la propria intenzione di 

procedere a meri interventi di manutenzione del fabbricato in oggetto 

tramite la sostituzione del tetto, il rialzamento della porta da m 1.50 a m 

1.90, l’allontanamento di una parete interna, il restauro delle facciate e la 

demolizione di un piccolo tratto di muro di cinta.

Già in data 2 aprile 2012 il municipio del comune convenuto ha 

comunicato al proprietario richiedente che, nella seduta del 21 marzo 

precedente, preso atto che non sarebbero stati lesi interessi pubblici e 

privati preponderanti, aveva approvato gli interventi notificati, concedendo 

altresì una deroga all’art. 28 della Legge edilizia comunale (LE) in 

relazione alla distanza dalla strada per quanto concerne la sporgenza 

della gronda oggetto di ampliamento. Al richiedente è stata inoltre pure 

concessa una deroga all’art. 36 LE in relazione al sistema 

dell’evacuazione delle acque meteoriche. Il municipio ha notificato la 

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decisione d’approvazione degli interventi oggetto della procedura di 

notifica unicamente all’istante senza informare l’attuale ricorrente che in 

precedenza si era opposto per ben due volte a interventi edilizi analoghi 

oggetto della procedura ordinaria.

Il ricorrente è venuto a conoscenza dell’approvazione degli interventi 

notificati al comune da parte del convenuto in occasione dell’udienza 

tenuta il 18 ottobre 2012 nell’ambito della procedura di assunzione di 

prova a titolo cautelare in sede civile. 

b) Ai sensi dell’art. 86 cpv. 2 e 3 LPTC progetti di costruzione limitati nel 

tempo nonché quelli che non toccano né interessi pubblici né interessi 

privati non sono sottoposti all’obbligo di licenza edilizia. Il Governo 

stabilisce tramite ordinanza quali progetti di costruzione non necessitano 

di una licenza edilizia. I comuni hanno la facoltà di sottoporre, tramite la 

propria legge edilizia, all’obbligo di notifica progetti di costruzione non 

sottoposti all’obbligo di licenza edilizia.

Tenor l’art. 50 OPTC la procedura di notifica è una procedura semplificata 

per il rilascio della licenza edilizia. Essa viene applicata a progetti di 

costruzione subordinati per i quali non si attendono opposizioni, 

segnatamente in caso di modifiche minori di progetti di costruzione già 

autorizzati o di misure edilizie non visibili dall’esterno che sono conformi 

alla zona e che non determinano cambiamenti riguardo al volume di 

traffico o all’utilizzazione. La procedura di notifica si applica inoltre a 

progetti di costruzione che secondo l’art. 40 OPTC sono esentati 

dall’obbligo della licenza edilizia ma che secondo la legge edilizia 

comunale sono sottoposti alla procedura di notifica.

In applicazione dell’art. 40 OPTC non sono sottoposti all’obbligo di licenza 

edilizia, fra l’altro, i lavori di riparazione e di manutenzione ad edifici e 

impianti utilizzabili in conformità alla destinazione, purché servano 

soltanto alla conservazione del valore e l’edificio e l’impianto non 

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subiscano una modifica o un cambiamento dello scopo, come pure le 

modifiche insignificanti all’interno di edifici e impianti ad eccezione di 

modifiche della superficie o del numero di locali. 

Il comune convenuto ha ripreso nel proprio ordinamento le citate 

disposizioni del diritto cantonale. 

c) Alla luce della fattispecie che ha visto il proprietario presentare e quindi 

ritirare, in seguito alle opposizioni del vicino, ben due richieste di licenza 

edilizia ordinaria per poi presentare una richiesta per interventi pressoché 

identici, con l’eccezione del camino e dell’entità d’ampliamento della 

gronda, tramite la procedura di notifica, appare concreto l’intento dell’inte-

ressato di aggirare l’ostacolo al suo progetto costituito dall’avversione allo 

stesso da parte del vicino. Nel caso in giudizio il comune sarebbe stato 

tenuto a trasmettere al vicino copia della notifica di intervento corredata 

dai relativi atti per informazione concedendogli la possibilità di contestare 

sia la procedura scelta dal proprietario interessato che la conformità 

materiale dei singoli interventi. Giova considerare come l’art. 50 cpv. 1 

OPTC subordini la procedura di notifica ai progetti di costruzione nei 

confronti del quali non ci si attendono opposizioni. Nel caso concreto il 

comune non poteva certo appellarsi a una tale supposizione bensì, al 

contrario, era tenuto a presupporre una nuova contestazione da parte del 

vicino. Inoltre, l’ampliamento della porta, il mutamento del numero dei 

locali interni tramite abbattimento di una parete come pure le deroghe 

concesse in relazione al pur leggero prolungamento della gronda e 

all’evacuazione delle acque meteoriche lasciavano perlomeno sorgere dei 

dubbi sull’applicabilità della procedura di notifica. Omettendo di 

comunicare all’attuale ricorrente l’avvio della nuova procedura di notifica 

da parte del vicino, rispettivamente omettendo di notificare allo stesso 

copia della decisione di licenza edilizia, il comune convenuto è incorso in 

una grave omissione lesiva del principio della buona fede ancorato all’art. 

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9 della Costituzione federale (Cost.) con la conseguenza che la 

circostanza per la quale il ricorrente è venuto a conoscenza del rilascio 

della licenza edilizia solo in data 18 ottobre 2012, non potendo essere 

imputata a colpa o negligenza dello stesso, non può implicare per 

quest’ultimo alcuno svantaggio processuale (art. 5 cpv. 3 Cost.; DTF 138 I 

49 cons. 8.3.1 e 8.3.2). Alla luce delle conclusioni esposte e in base alla 

prassi di Tribunali amministrativo e federale, il termine di gravame per il 

ricorrente ha iniziato a decorrere dal momento dell’avvenuta conoscenza 

dell’emanazione della licenza edilizia cioè dal 18 ottobre 2012. Di 

conseguenza, il ricorso presentato al Tribunale amministrativo il 22 

ottobre 2012 deve essere considerato tempestivo. Appaiono pure dati i 

presupposti dell’impugnabilità della licenza edilizia, che costituisce una 

decisione comunale definitiva ai sensi dell’art. 49 cpv. 1 lett. a LGA, non 

altrimenti contestabile davanti al Tribunale amministrativo cantonale, 

nonché della legittimazione attiva al ricorso, ai sensi dell’art. 50 LGA, da 

parte del vicino confinante, peraltro già opponente nell’ambito delle due 

precedenti procedure di licenza ordinaria.

d) Come considerato in precedenza, tenor l’art. 50 OPTC la procedura di 

notifica è una procedura semplificata per il rilascio della licenza edilizia 

che viene applicata a progetti di costruzione subordinati per i quali non si 

attendono opposizioni, segnatamente in caso di modifiche minori di 

progetti di costruzione già autorizzate o di misure edilizie non visibili 

dall’esterno che sono conformi alla zona e che non determinano 

cambiamenti riguardo al volume di traffico o all’utilizzazione. In 

applicazione dell’art. 40 cpv. 1 cifra 2 OPTC non sono sottoposti 

all’obbligo di licenza edilizia, fra l’altro, le modifiche insignificanti all’interno 

di edifici e impianti ad eccezione di modifiche della superficie o del 

numero dei locali. 

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Nella pratica in giudizio, in seguito all’espletamento di due procedure di 

licenza edilizia ordinarie sfociate nel ritiro delle rispettive domande da 

parte dell’interessato in seguito alle opposizioni dell’attuale ricorrente, con 

decisione del 2 aprile 2012 il comune convenuto, nel contesto della 

procedura di notifica, ha autorizzato l’intervento edilizio caratterizzato 

dalla sostituzione della copertura del tetto, dalla modifica dell’apertura 

della porta esistente con conseguente aumento delle dimensioni, dalla 

demolizione del muro interno in pietra naturale, dai rappezzi alle facciate 

e dalla demolizione di parte del muro di cinta in pietra naturale. L’autorità 

comunale ha inoltre concesso al richiedente una deroga al rispetto alla 

distanza dalla strada per quanto concerne la sporgenza della gronda e 

un’ulteriore deroga per quanto concerne l’evacuazione delle acque 

meteoriche della falda del tetto che si immette sul sentiero comunale. 

In base alle conclusioni espresse dal Tribunale Federale risulta come nel 

caso in giudizio non esistevano i presupposti per applicare la procedura di 

notifica, bensì la pratica edilizia, alla stregua delle due precedenti, doveva 

essere espletata sotto l’egida della procedura ordinaria. In tale contesto 

giova rilevare come l’art. 50 cpv. 1 OPTC subordini perentoriamente la 

procedura di notifica ai progetti di costruzione nei confronti dei quali non ci 

si attendono opposizioni. Considerati gli antefatti che hanno caratterizzato 

la ristrutturazione del ripostiglio in oggetto che hanno visto l’attuale 

ricorrente per ben due volte opporsi alla domanda di licenza edilizia 

presentata in sede comunale, appare a mente del Tribunale federale (vedi 

cons. 2.6 cpv. 3) come il comune non potesse partire dal presupposto che 

non sarebbero state presentate opposizioni. Al contrario, l’ente pubblico 

avrebbe dovuto praticamente contare sulla presentazione di un’opposizio-

ne anche nel contesto della nuova domanda di costruzione. L’iter 

procedurale, come precedentemente considerato, lascerebbe trasparire 

l’intenzione dell’autorità edilizia di aggirare arbitrariamente il probabile 

nuovo ostacolo di un’opposizione nei confronti della domanda di licenza 

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edilizia. Già per tale motivo il comune convenuto non sarebbe quindi stato 

legittimato a concedere la licenza edilizia applicando la procedura di 

notifica. Anche nell’ottica dell’art. 40 cpv. 1 cifre 1 e 2 OPTC in unione 

all’art. 50 cpv. 2 OPTC che permette l’applicazione della procedura di 

notifica a condizione che l’edificio o l’impianto non subiscano una modifica 

o un cambiamento dello scopo, rispettivamente che siano previste 

modifiche insignificanti all’interno di edifici ed impianti, il comune, tenendo 

conto in particolare del rialzamento della porta da m 1,50 a m 1,90, della 

demolizione di parte del muro di cinta e del pur minimo ampliamento della 

falda del tetto che indubbiamente costituiscono delle modifiche all’esterno 

dell’edificio, non sarebbe stato legittimato a concedere la licenza edilizia 

in applicazione della procedura di notifica. Di conseguenza, il Tribunale 

amministrativo constata come la licenza edilizia in giudizio sia viziata in 

quanto frutto di una procedura arbitraria. La licenza edilizia contestata 

deve perciò essere annullata.

2. In applicazione dell’art. 73 cpv. 1 e 2 LGA nella procedura di ricorso e 

nella procedura d’azione la parte soccombente deve di regola assumersi 

le spese. Più parti si assumono le spese in parti uguali se l’autorità non 

decide diversamente. Il destinatario della licenza edilizia chiamato in 

causa quale convenuto, in virtù del proprio ruolo di istante del rilascio 

della licenza contestata, non può dichiararsi estraneo alla procedura di 

ricorso e resta quindi parte attiva della stessa anche se rinuncia ad 

esprimersi.

Visto l’esito del gravame le spese procedurali vengono quindi accollate, 

nella ragione della metà ciascuno al comune convenuto e al richiedente la 

licenza che, in applicazione dell’art. 78 cpv. 1 LGA, devono altresì 

rifondere al ricorrente, patrocinato da un avvocato, sempre nella ragione 

della metà ciascuno, le spese da lui sostenute nella procedura tenor nota 

d’onorario del legale. Secondo costante prassi del Tribunale 

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amministrativo non vengono riconosciute quali indennizzabili le spese di 

cancelleria fatturate dall’avvocato, comprese nella tariffa oraria. Nel caso 

in giudizio le ripetibili riconosciute tenor fattura del legale del 29 gennaio 

2013 ammontano a fr. 2'626.40 (IVA inclusa).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto e, di conseguenza, la decisione comunale di 

autorizzazione del progetto edilizio contestato emanata il 2 aprile 2012 è 

annullata.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 800.--

- e le spese di cancelleria di fr. 314.--

totale fr. 1'114.--

il cui importo sarà versato, in ragione della metà ciascuno, dal Comune di 

X._____ e da B._____ entro 30 giorni dalla notifica della presente 

decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, 

Coira.

3. Il Comune di X._____ e B._____ sono tenuti a versare in totale, nella 

ragione della metà ciascuno, fr. 2'626.40 (IVA inclusa) a A._____ a titolo 

di ripetibili.

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]