# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a543917b-94be-5bf2-ab6f-c54f318024ba
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-01-10
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 10.01.2005 14.2004.139
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2004-139_2005-01-10.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2004.139

  	
  Lugano

  10 gennaio
  2005

  B/sc/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Epiney-Colombo

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
5 ottobre 2004 presentata da

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  patr. dall’ PA 1 

   

  

 

sulla quale istanza la Pretore del __________, con
sentenza 

7 dicembre 2004 ha così deciso:

 

“1.          È pronunciato il fallimento di
__________ AP 1, __________, a far tempo da martedì 7 dicembre 2004 alle ore
14.00.

 

2./3./4.   Omissis”;

 

sentenza
dedotta tempestivamente in appello il 23 dicembre 2004 da AP 1 che ne postula
l’annullamento;

 

preso
atto dello scritto 28 dicembre 2004 della parte appellata;

 

 

 

 

ritenuto

 

In fatto:                           A.   Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ __________ la CO 1 ha chiesto il fallimento di AP
1 per fr. 5'830.80 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.

 

 

B.     
All’udienza di contraddittorio del 24
novembre 2004 nessuno è comparso.

 

 

                                          C.   Con decisione 7 dicembre 2004 la Pretore del __________, ha
dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da martedì 7 dicembre 2004 alle
ore 14.00.

 

 

D.     
Con appello 23 dicembre 2004 AP 1 ha
postulato la declaratoria di nullità del decreto di fallimento asserendo di
avere saldato il debito nei confronti della creditrice e producendo un ricevuta
di quest’ultima datata 23 dicembre 2004 relativa al versamento di fr. 5'830.80
(doc. F). L’appellante ha poi affermato di avere finalmente trovato un nuovo
impiego che gli garantisce quella stabilità e solidità economica che negli
ultimi due anni gli era venuta meno. Questa nuova situazione reddituale gli
permetterà di far fronte ai vari impegni nei confronti di alcuni creditori, fra
i quali figurano per la maggior parte Autorità cantonali e comunali per debiti
d’imposta. Con quest’ultime egli ha però già da tempo concordato delle
ratealizzazioni. AP 1 ha poi rilevato di voler far annullare presso l’Ufficio
esecuzioni diverse procedure, che negli ultimi mesi ha provveduto a saldare.

 

 

                                          E.   Con scritto 28 dicembre 2004 la CO 1 ha confermato il pagamento
effettuato da AP 1 il 23 dicembre 2004.

 

 

Considerato

 

In diritto:                      1.a)   In
virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare
la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e provi per mezzo di documenti che nel frattempo:

 

                                                 1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                                 2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che

                                                 3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

                                          

                                          b)   L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano
adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova
autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo
(Roger Giroud, Basler Kommentar
zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des
Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14
p. 305; Jürgen Brönnimann,
Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und
Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                          c)    Dalla ricevuta 23 dicembre 2004
della CO 1 (doc. F) si evince che l'appellante ha saldato, posteriormente alla
dichiarazione di fallimento, il suo debito nei confronti della creditrice, per
cui risulta adempiuto il presupposto previsto dall'art. 174 cpv. 2 cifra 1 LEF.

                                                 Per
quel che riguarda il requisito della solvibilità va rilevato che dall'estratto
3 gennaio 2005 __________ risulta che nei confronti di AP 1 sono pendenti –
esclusa quella in esame – 55 esecuzioni promosse negli ultimi 4 anni, di cui 3
nel 2000, 2 nel 2001, 1 nel 2002, 23 nel 2003 e 26 nel 2004. Orbene l’elevato
numero delle esecuzioni pendenti nei confronti dell’appellante per un importo
complessivo di fr. 101'330.25, il fatto che le procedure siano andate via via
aumentando e che 12 siano giunte all’emissione della comminatoria di fallimento,
5 alla domanda di realizzazione, rispettivamente 2 al pignoramento indicano che
il debitore non é più in grado di far fronte regolarmente ai suoi impegni e che
questa situazione si protrae già da tempo. Nonostante egli abbia affermato di
avere provveduto a pagare diverse esecuzioni, nessuna ricevuta è stata prodotta
a dimostrazione che la sua situazione debitoria sia migliore di quella che si
evince dall’estratto sopra menzionato. L’appellante non ha inoltre presentato
alcun accordo concluso con le rispettive autorità concernente la concessione di
ratealizzazioni per debiti d’imposta. Le precedenti considerazioni portano
pertanto a concludere che egli si trova in uno stato d’illiquidità. Di
conseguenza non avendo l’appellante reso verosimile la sua solvibilità, l’art.
174 cpv. 2 LEF non può essere applicato. Il suo fallimento va quindi confermato,
al di là del pagamento di cui al doc. F.

 

 

                                          2.    L’appello
23 dicembre 2004 di AP 1 va pertanto respinto.

                                                 Di
conseguenza va confermata la dichiarazione di fallimento decretata dalla
Pretore.

                                                 La
tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante (art. 49 OTLEF).

                                                 Non
si assegnano indennità in mancanza di petitum in tal senso (art. 62 cpv. 1
OTLEF).

Per
questi motivi,

 

richiamato
l’art. 174 LEF

 

 

pronuncia:                     1.    L’appello
23 dicembre 2004 di AP 1, __________, è respinto.

 

                                       1.1.   Di
conseguenza è confermato il fallimento di AP 1, __________, a far tempo da

 

martedì 7 dicembre 2004 alle ore 14.00.

 

2.       
La tassa di giustizia di fr. 120.--, già
anticipata dall’appellante resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

 

 

3.       
Intimazione a:  -    avv. PA 1, __________;

                                                                           -CO
1, Lugano;

                                                                           -    Ufficio
__________                           -           Ufficio __________;

                                                                           -    Ufficio
__________.

 

                                                 Comunicazione
alla Pretura __________

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello

Il presidente:                                                                            La
segretaria: