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**Case Identifier:** 6e02a4f5-873a-562a-9480-508ea7245467
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-07-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.07.2017 B-4744/2015
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-4744-2015_2017-07-03.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte II 

B-4744/2015 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  3  l u g l i o  2 0 1 7  

Composizione 

 
Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio),  

David Aschmann, Hans Urech,  

cancelliere Dario Quirici.  
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

…, 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale delle assicurazioni sociali, 

Effingerstrasse 20, 3003 Berna, 

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Aiuti finanziari per la custodia dei bambini complementare 

alla famiglia. 

 

 

 

B-4744/2015 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Il 31 dicembre 2013, A._______ (CHE-..; di seguito, la ricorrente), attiva dal 

…, il cui scopo principale consiste nella promozione e nella gestione di asili 

nido e di strutture di prima infanzia, ha fatto pervenire all’Ufficio federale 

delle assicurazioni sociali (di seguito, l’autorità inferiore o l’UFAS) una 

richiesta di aiuti finanziari per strutture di custodia collettiva diurna in base 

alla legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini 

complementare alla famiglia del 4 ottobre 2002 (LAFCB, RS 861).    

B.  

Mediante decisione del 4 dicembre 2014, l’autorità inferiore ha accertato il 

diritto della ricorrente all’aiuto finanziario per due anni, a partire dal 

23 gennaio 2014 (dispositivo, cifra 1), calcolato in funzione di ventisei posti 

(dispositivo, cifra 2), avvertendola nel contempo che i documenti 

giustificativi (contabili e statistici) avrebbero dovuto essere presentati entro 

tre mesi dalla scadenza dell’anno di concessione degli aiuti, l’inosservanza 

di questo termine comportando, in conformità con l’art. 13 cpv. 2 e 3 

dell’ordinanza sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini 

complementare alla famiglia del 9 dicembre 2002 (OAFCB, RS 861.1), una 

riduzione degli stessi (dispositivo, cifra 3). A titolo informativo, nella parte 

finale della decisione, l’autorità inferiore ha indicato che, per il primo anno, 

sarebbero stati presumibilmente concessi contributi forfettari di fr. 5'000.- 

per ogni posto occupato e di fr. 2'500.- per ciascun posto non occupato, e, 

per il secondo anno, un contributo forfettario per ogni posto occupato di 

fr. 5'000.-. La decisione è cresciuta in giudicato incontestata.   

C.  

Il 2 giugno 2015, la ricorrente ha inoltrato all’autorità inferiore l’apposito 

modulo per il conteggio dell’aiuto finanziario relativo al primo anno (Modulo 

A, con gli Allegati I e II, corredato dei documenti giustificativi necessari, 

contemplanti in particolare i costi per posto di custodia, gli orari di apertura 

del nido d’infanzia, il numero complessivo di bambini custoditi e il totale del 

personale impiegato), munito di una lettera accompagnatoria. In 

quest’ultima, riferendosi ad una conversazione telefonica non meglio 

precisata con un dipendente dell’autorità inferiore, vertente sul ritardo 

nell’inoltro dei documenti giustificativi, la ricorrente ha spiegato che ciò era 

accaduto poiché “le comunicazioni pervenute alla nostra responsabile 

didattica non sono pervenute a chi si occupa dell’allestimento dei rendiconti 

e della contabilità”, nonché in ragione del compimento di “tutta una serie di 

lavori complementari (allestimento della contabilità 2014, verifica da parte 

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dell’ufficio di revisione, verifica da parte dell’autorità cantonale del 

conteggio 2014)”.     

D.   

Tramite decisione del 2 luglio 2015, l’autorità inferiore ha fissato l’aiuto 

finanziario totale per il primo anno a fr. 88'294.25, che ha ridotto del 40%, 

ossia di fr. 35'317.70, data l’inosservanza da parte della ricorrente del 

termine per presentare i documenti giustificativi, ottenendo così un importo 

finale di fr. 52'976.55. In sostanza, l’autorità inferiore ha considerato che la 

ricorrente avrebbe dovuto inoltrare, conformemente all’art. 13 cpv. 

3 OAFCB, i detti documenti entro il 22 aprile 2015, dato che essa ha iniziato 

la propria attività il 23 gennaio 2014, mentre li ha trasmessi soltanto il 

2 giugno 2015 (ritardo di un mese e dieci giorni). L’autorità inferiore ha 

peraltro osservato che le condizioni per un’eventuale restituzione del 

termine non erano adempiute, le ragioni del ritardo derivando da presunte 

lacune organizzative della ricorrente.   

E.  

Il 31 luglio 2015, in disaccordo con questa decisione, la ricorrente ha adito 

il Tribunale amministrativo federale (TAF), chiedendo essenzialmente, 

previo accertamento, da un lato, del fatto che l’autorità inferiore avrebbe 

disatteso o negletto i suoi obblighi d’informazione e, dall’altro lato, della 

fondatezza dei motivi alla base del ritardo nella consegna dei documenti 

giustificativi, l’attribuzione dell’intero aiuto finanziario senza alcuna 

riduzione. Essa chiede inoltre di essere sentita.  

F.  

Il 10 agosto 2015, mediante decisione incidentale, questo Tribunale ha 

invitato la ricorrente a versare un anticipo equivalente alla presunte spese 

processuali di fr. 2'500.- entro il 14 settembre 2015, ciò che è avvenuto 

puntualmente. 

G.  

Il 27 agosto 2015, questo Tribunale ha trasmesso una copia del ricorso 

all’autorità inferiore, con l’invito ad inoltrare una risposta al ricorso in due 

esemplari, munita dell’incarto completo, numerato e corredato di un indice 

degli atti, non oltre il 29 settembre 2015. In seguito ad una domanda di 

proroga del termine, questo Tribunale ha fissato all’autorità inferiore una 

nuova scadenza al 27 ottobre 2015.   

H.  

Il 26 ottobre 2015, l’autorità inferiore ha inoltrato la sua risposta al ricorso, 

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nella quale, concludendo al rigetto dello stesso, ha ripreso, 

fondamentalmente, l’argomentazione da essa esposta nella decisione 

impugnata, puntualizzando di avere informato dettagliatamente la persona 

di contatto della ricorrente sulla procedura relativa al conteggio degli aiuti 

finanziari, in particolare sulle scadenze e sulle conseguenze della loro 

inosservanza, da cui l’assenza di motivi oggettivi per un’eventuale 

restituzione del termine entro il quale la ricorrente ha omesso di agire. 

I.  

Invitata da questo Tribunale a presentare una replica dapprima entro il 

4 dicembre 2015, quindi, su domanda di proroga, non oltre il 15 gennaio 

2016, la ricorrente si è manifestata con uno scritto del 13 gennaio 2016, 

nel quale ha ribadito succintamente il suo punto di vista, concludendo 

all’annullamento della decisione impugnata e alla corrispondente 

erogazione dell’intero aiuto finanziario senza alcuna riduzione. 

J.  

Il 12 febbraio 2016, l’autorità inferiore ha riaffermato le proprie conclusioni 

in una breve duplica, che questo Tribunale ha trasmesso alla ricorrente per 

conoscenza. 

  

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Pagina 5 

Diritto: 

1.  

1.1 In virtù dell’art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale del 

17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i ricorsi contro 

le decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 

sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità 

menzionate all'art. 33 LTAF, riservate le eccezioni elencate all’art. 32 LTAF. 

In concreto, l’UFAS fa parte delle dette autorità (art. 33 lett. d LTAF) e il suo 

provvedimento del 2 luglio 2015, che non rientra peraltro nell'elenco 

dell'art. 32 LTAF, costituisce una decisione a tenore dell’art. 5 PA, 

dimodoché questo Tribunale è competente a giudicare il presente ricorso.  

1.2 Ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al procedimento dinanzi 

all’autorità inferiore o è stato privato della possibilità di farlo, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha un interesse degno 

di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 

1 PA). Il ricorso deve essere depositato entro trenta giorni dalla 

notificazione della decisione (art. 50 cpv. 1 PA) e contenere le conclusioni, 

i motivi, l'indicazione dei mezzi di prova e la firma del ricorrente o del suo 

rappresentante, con allegati, se disponibili, la decisione impugnata e i 

documenti indicati come mezzi di prova (art. 52 cpv. 1 PA). L’anticipo 

equivalente alle presunte spese processuali deve essere saldato entro il 

termine impartito (art. 63 cpv. 4 PA). 

In concreto, la ricorrente, destinataria della decisione impugnata, ha 

presentato il suo ricorso tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti 

dalla legge, versando inoltre l'anticipo di fr. 2’500.-, relativo alle spese 

processuali, nel termine impartito. Ne discende che il ricorso è ammissibile 

e nulla osta quindi all’esame del merito del litigio. 

2.  

2.1 Con il deposito del ricorso, la trattazione della causa, oggetto della 

decisone impugnata, passa al Tribunale amministrativo federale (effetto 

devolutivo), il quale dispone di un pieno potere d’esame riguardo 

all'applicazione del diritto, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di 

apprezzamento, all'accertamento inesatto o incompleto dei fatti 

giuridicamente rilevanti, come pure, di principio, all'inadeguatezza (art. 49 

e 54 PA). In particolare, questo Tribunale può esaminare, a titolo 

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pregiudiziale, la legalità di un’ordinanza del Consiglio federale (controllo 

concreto delle norme; cfr. DTAF 2014/8 consid. 2.4).   

2.2 Questo Tribunale accerta d'ufficio i fatti, con l'ausilio, dove necessario, 

dei mezzi di prova previsti dalla legge, ossia documenti, informazioni delle 

parti, informazioni o testimonianze di terzi, sopralluoghi e perizie (art. 12 

PA: massima inquisitoria), le parti essendo comunque tenute a cooperare 

in diversi modi (art. 13 cpv. 1, 49 e 52 cpv. 1 PA). Tuttavia, esso procede 

spontaneamente a constatazioni fattuali complementari rispetto a quanto 

risulta dagli atti solamente se ciò appare indicato. Esso ammette le prove 

offerte dalle parti se paiono idonee a chiarire i fatti, apprezzandole 

liberamente (art. 33 cpv. 1 PA nonché art. 37 e 40 della legge federale del 

4 dicembre 1947 di procedura civile [PC, SR 273], in relazione con l'art. 19 

PA). Esso è vincolato dalle conclusioni delle parti (principio dispositivo), a 

meno che siano soddisfatte le condizioni per concedere di più, di meno o 

un'altra cosa rispetto a quanto richiesto (art. 62 cpv. 1 a 3 PA: massima 

dell'ufficialità), ma non è vincolato in nessun caso dai motivi del ricorso 

(art. 62 cpv. 4 PA: principio dell'applicazione d'ufficio del diritto o iura novit 

curia).  

3.  

Il presente litigio ha per oggetto la riduzione del 40% (due quinti, ossia un 

valore litigioso di fr. 35'317.-), in applicazione dell’art. 13 cpv. 2 e 3 OAFCB, 

dell’aiuto finanziario di fr. 88'294.25 che l’autorità inferiore ha concesso alla 

ricorrente, in virtù della LAFCB, per il suo primo anno d’attività. La 

ricorrente contesta questa riduzione e pretende che le sia riconosciuto “il 

pieno diritto agli aiuti finanziari” (ricorso, punto 3 del petito), esprimendo in 

particolare l’opinione che “il beneficiario dell’aiuto non può rendersi conto 

dell’enorme incidenza della decurtazione (20% per ogni ritardo di 

30 giorni)” (ricorso, pag. 2).  

4.  

Innanzitutto, la ricorrente chiede di essere sentita (ricorso, pag. 3).  

4.1 Senza alcuna ulteriore precisazione, la detta richiesta deve essere 

intesa come una domanda d’audizione personale, volta all’assunzione di 

prove, e non come una richiesta di organizzare un dibattimento pubblico. 

Ora, visti gli atti all'incarto, questo Tribunale considera che una tale 

audizione è superflua, nella misura in cui non si capisce cosa la ricorrente 

potrebbe ancora aggiungere di pertinente, oralmente, rispetto a quanto ha 

già esposto per scritto nell'ambito del suo diritto di essere sentita (art. 29 e 

30 cpv. 1 PA; apprezzamento anticipato delle prove: cfr., per esempio, DTF 

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122 II 464 consid. 4a), dimodoché la sua domanda deve essere respinta 

(sentenza TAF B-5777/2013 del 27 novembre 2013, consid. 6.2; cfr. anche 

DTF 140 I 68 consid. 9.6.1 e sentenze TAF B-6637/2014, del 10 ottobre 

2016, consid. 13.1.2.1, nonché B-6204/2014 del 29 luglio 2016, consid. 

6.2).  

È ancora utile precisare, a scanso di equivoci, che, in generale, secondo 

la giurisprudenza, l'obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai sensi 

dell'art. 6 cpv. 1 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti 

dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101), in vigore per la 

Svizzera dal 28 novembre 1974, presuppone che la parte formuli una 

richiesta chiara ed inequivocabile: semplici domande di assunzione di 

prove, relative per esempio all'interrogatorio di parti o di testimoni oppure 

ad un sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo, a meno che 

siano formulate allo scopo di esporre il proprio punto di vista personale 

sulle risultanze probatorie davanti ad un tribunale indipendente (cfr. 

sentenze del Tribunale federale 2C_100/2011 del 10 giugno 2011 consid. 

2 e 9C_903/2011 del 25 gennaio 2013 consid. 6.3; DTF 125 V 37 consid. 

2 e 122 V 47 consid. 3a).  

4.2 Ciò detto, nel caso concreto, anche se si volesse ammettere che la 

ricorrente non si sia limitata a presentare una semplice domanda di 

assunzione di prove, ma abbia chiesto di organizzare un dibattimento 

pubblico, questa richiesta non potrebbe essere soddisfatta, per il motivo 

che i litigi relativi alla concessione di sussidi, benché di natura patrimoniale, 

non rientrano nella sfera delle controversie su diritti e doveri di carattere 

civile ("droits et obligations de caractère civil", "civil rights and obligations"), 

ai sensi dell'art. 6 cpv. 1 CEDU. Tali litigi pertengono infatti, in maniera 

predominante, al diritto pubblico ("öffentlichrechtliche Streitigkeiten") e le 

decisioni che li dirimono, derivano dal potere discrezionale dell'autorità 

amministrativa, senza che l'interessato possa vantare alcuna pretesa 

(alcun diritto) in proposito (HAEFLIGER/SCHÜRMANN, Die Europäische 

Menschenrechtskonvention und die Schweiz, 2a ed., 1999, pagg. 134 a 

147; DTF 132 V 6 consid. 2.3.2 e 127 I 121 consid. 5b/bb; sentenza TAF 

B-5777/2013, già citata, consid. 6.2).  

5.  

5.1 La regolamentazione generale in materia di aiuti finanziari è codificata 

nella legge federale sugli aiuti finanziari e le indennità (legge sui sussidi, 

LSu, RS 616.1), il cui art. 2 cpv. 1 stipula infatti che la LSu si applica, di 

principio, a tutti gli aiuti finanziari e indennità previsti nel diritto federale (cfr. 

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anche Foglio federale [FF] 1987 I 297, 301, come pure la sentenza TAF 

B-1012/2015 dell’8 febbraio 2017, consid. 2.2.1 con i riferimenti 

giurisprudenziali).  

Ai sensi dell’art. 3 LSu, gli aiuti finanziari sono vantaggi pecuniari, concessi 

a beneficiari estranei all'amministrazione federale, per assicurare o 

promuovere l'adempimento di un compito scelto dal beneficiario. Sono 

considerati vantaggi pecuniari in particolare le prestazioni in denaro non 

rimborsabili, le condizioni preferenziali per mutui, le fideiussioni, come 

anche i servizi e le prestazioni in natura, gratuiti o a condizione di favore 

(cpv. 1). Le indennità sono prestazioni concesse a beneficiari estranei 

all'amministrazione federale per attenuare o compensare oneri finanziari 

risultanti dall'adempimento: a) di compiti prescritti dal diritto federale; b) di 

compiti di diritto pubblico, che la Confederazione ha affidato al beneficiario 

(cpv. 2). 

 

Secondo l’art. 11 LSu (Domanda; obbligo di informare), gli aiuti finanziari e 

le indennità sono concessi soltanto su domanda (cpv. 1). Il richiedente 

deve fornire all'autorità competente tutte le informazioni necessarie (cpv. 

2). Gli obblighi definiti al cpv. 2 sussistono anche dopo la concessione 

dell'aiuto finanziario o dell'indennità, affinché l'autorità competente possa 

svolgere i controlli necessari e chiarire i diritti alla restituzione (cpv. 3). 

 

A tenore dell’art. 28 LSu (Inadempienza totale o parziale nel caso di aiuti 

finanziari), se, nonostante diffida, il richiedente non adempie il suo compito, 

l'autorità competente non versa l'aiuto finanziario oppure ne esige la 

restituzione, incluso un interesse annuo del 5% dal giorno del versamento 

(cpv. 1). Se, nonostante diffida, il richiedente adempie insufficientemente il 

suo compito, l'autorità competente riduce adeguatamente l'aiuto finanziario 

oppure ne esige la restituzione parziale, incluso un interesse annuo del 5% 

dal giorno del versamento (cpv. 2).  

 

Conformemente all’art. 40 LSu (Sanzioni di diritto amministrativo applicabili 

in caso di aiuti finanziari), se il richiedente o il beneficiario viola l'obbligo di 

informare di cui all'art. 11 cpv. 2 e 3 LSu, l'autorità competente può negargli 

l'assegnazione o il versamento di aiuti finanziari oppure esigere la 

restituzione delle prestazioni già fornite, incluso un interesse annuo del 5% 

dal giorno del versamento (cpv. 1).  

5.2 Nella sezione 1 della LACFB (Principi), l’art. 1 prevede che la 

Confederazione concede, nei limiti dei crediti stanziati, aiuti finanziari per 

l'istituzione di strutture di custodia per l'infanzia complementari alla famiglia 

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allo scopo di aiutare i genitori a conciliare meglio famiglia e lavoro o 

formazione (cpv. 1), e che i detti aiuti sono concessi solo se anche i 

Cantoni, le collettività locali di diritto pubblico, datori di lavoro o altri terzi 

forniscono una partecipazione finanziaria adeguata (cpv. 2). 

Nella sezione 3 della LACFB (Procedura), l’art. 6 afferma che le domande 

di aiuti finanziari devono essere presentate all'UFAS (cpv. 1), che le 

strutture di custodia collettiva diurna e di custodia parascolastica devono 

presentare la loro domanda prima dell'apertura della struttura o 

dell'aumento dell'offerta (cpv. 2), e che le strutture che coordinano la 

custodia in famiglie diurne devono presentare la loro domanda prima di 

iniziare l'attuazione della misura (cpv. 3). 

Nella stessa sezione l’art. 7 prevede che l'UFAS statuisce, con decisione 

formale, sulle domande presentate dalle strutture di custodia collettiva 

diurna, dalle strutture di custodia parascolastica e dalle strutture che 

coordinano la custodia in famiglie diurne, e che consulta preliminarmente 

l'autorità cantonale competente (cpv. 1).  

Nella sezione 5 della LACFB (Disposizioni finali), l’art. 9 LACFB 

(Esecuzione) afferma che il Consiglio federale emana le disposizioni di 

esecuzione dopo aver sentito le organizzazione specializzate competenti.  

5.3 In base all’art. 13 OAFCB (Versamento degli aiuti finanziari), gli aiuti 

finanziari sono erogati annualmente e possono essere versati al più presto 

a partire dal momento in cui vi siano spese imminenti (cpv. 1). L’UFAS fissa 

l’importo degli aiuti finanziari: a) per le strutture di custodia collettiva diurna 

e di custodia parascolastiche, sulla base delle statistiche annue sul tasso 

d’occupazione e della chiusura dell’esercizio annuale; b) per le strutture 

che coordinano la custodia in famiglie diurne, sulla base delle spese annue 

dimostrate di formazione e perfezionamento, del numero di famiglie diurne 

occupate o del bilancio finale del progetto (cpv. 2). I documenti 

corrispondenti devono essere presentati all’Ufficio entro tre mesi dalla 

scadenza dell’anno in cui sono erogati aiuti finanziari o dalla conclusione 

del progetto. Se vi sono motivi sufficienti, prima della sua scadenza il 

termine può essere prorogato, su domanda scritta, di un mese al massimo. 

Se il termine ordinario o prorogato non è rispettato senza un motivo 

plausibile, gli aiuti finanziari sono ridotti di un quinto in caso di ritardo di un 

mese e di un altro quinto per ogni ulteriore mese di ritardo (cpv. 3).  

  

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Pagina 10 

6.  

6.1 In concreto, la ricorrente non contesta di non avere inoltrato all’autorità 

inferiore la documentazione necessaria (in particolare, l’esercizio annuale 

e le statistiche sui tassi d’occupazione) entro il 22 aprile 2015, violando in 

questo modo il termine di tre mesi fissato all’art. 13 cpv. 3 OAFCB. Essa 

ammette pure che l’autorità inferiore, alla cifra 3 del dispositivo della 

decisione del 4 dicembre 2014 (cfr. consid. B), l’ha resa attenta alle 

conseguenze, previste allo stesso art. 13 cpv. 3 OAFCB, dell’inosservanza 

del detto termine. Cionondimeno, essa pretende che l’autorità inferiore 

l’abbia informata “in maniera assolutamente insufficiente e senza 

quantificazione dell’ammontare [della decurtazione dell’aiuto in caso di 

ritardo nella consegna della documentazione]”, considerato che “nella 

comunicazione del 4.12.2014 non erano stati indicati gli estremi della 

riduzione, ma solamente citato un riferimento agli articoli di legge 

applicabili” (ricorso, pag. 2, ad c).  

6.2 Ora, questa critica non convince. Infatti, come visto, la ricorrente 

sapeva, perlomeno al più tardi dal giorno in cui ha ricevuto la decisione del 

4 dicembre 2014 (molto verosimilmente entro metà dicembre), che l’invio 

della documentazione necessaria dopo il 22 aprile 2015 avrebbe implicato, 

per legge, una riduzione dell’aiuto finanziario concesso a partire dal 

23 gennaio 2014. In questo senso, il fatto di sapere se, prima o dopo 

l’emanazione della decisione del 4 dicembre 2014, l’autorità inferiore e la 

ricorrente, per il tramite della sua “direttrice/persona di contatto (…)” 

oppure del suo “presidente/persona di contatto (…)” (cfr. Modulo A, pagg. 

2 e 4), abbiano avuto ulteriori scambi, in particolare telefonici, sulla 

scadenza del termine o sui tassi di riduzione dell’aiuto finanziario in caso 

di presentazione tardiva della documentazione necessaria, è ininfluente 

per la trattazione della causa. Senza contare che non spetta di certo 

all’autorità amministrativa avvertire un interessato che un determinato 

termine sta per scadere. Comunque sia, se avesse voluto farsi un’idea più 

precisa del rischio in cui stava incorrendo, la ricorrente avrebbe potuto 

senza problemi, per esempio, consultare su Internet l’art. 13 cpv. 3 OAFCB 

oppure, se del caso, chiedere consiglio ad una persona che conosce la 

materia o contattare l’autorità inferiore di propria iniziativa. Non è quindi 

pertinente, in definitiva, l’affermazione della ricorrente sull’imprevedibilità 

dell’ampiezza della riduzione dell’aiuto finanziario (“[…] Sono quindi 

assolutamente inspiegabili delle disposizioni talmente penalizzanti […] per 

chi, per motivi giustificati, non inoltra per tempo la documentazione 

richiesta […]”, ricorso, pag. 3).  

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Pagina 11 

Da notare ancora che, contrariamente a quanto sembra intendere l’autorità 

inferiore (parere del 26.10.2015, pag. 2), la ricorrente non ha formulato alla 

stessa alcuna richiesta di restituzione del termine scaduto il 22 aprile 2015, 

per cui non è necessario verificare le condizioni d’applicazione dell’art. 24 

cpv. 1 PA e della giurisprudenza in materia (cfr., per esempio, DTF 119 II 

86, 114 II 181 e 112 V 255). In questo senso, se il punto 2 del petito (ricorso, 

pag. 3) deve essere interpretato come una domanda di restituzione del 

detto termine, essa è inammissibile in questa sede per incompetenza 

funzionale di questo Tribunale (cfr. sentenza del Tribunale federale 

9C_1020/2010 del 28 dicembre 2011, consid. 3.3, con le referenze). Ad 

ogni modo, anche se si volesse riconoscere nella lettera della ricorrente, 

del 2 giugno 2015, accompagnante il Modulo A con i documenti necessari 

(cfr. consid. C), una domanda, implicita, di restituzione del termine scaduto 

il 22 aprile 2015, le condizioni dell’art. 24 cpv. 1 PA non sarebbero 

soddisfatte, in particolare per l’assenza di un vero e proprio impedimento e 

per l’imputabilità del ritardo a lacune organizzative della ricorrente, come 

giustamente rilevato dall’autorità inferiore (cfr. decisione impugnata, 

pag. 2).    

6.3 In conclusione, il rimprovero mosso dalla ricorrente all’autorità inferiore, 

più o meno confusamente, di avere violato il diritto federale (art. 49 lett. a 

PA) per non avere osservato “sufficientemente gli obblighi d’informazione” 

e, in questa misura, per avere informato “persone non autorizzate/delegate 

al ricevimento di comunicazioni” (punto 1 del petito), è infondato.  

7.  

La ricorrente pretende di avere diritto all’intero aiuto finanziario concessole 

mediante la decisione del 4 dicembre 2014 (cfr. consid. B), senza alcuna 

riduzione di sorta (punto 3 del petito del ricorso).  

8.  

8.1 Secondo l’art. 13 cpv. 3 3a frase OAFCB, già citato (cfr. consid. 5.3), se 

il termine ordinario o prorogato non è rispettato senza un motivo plausibile, 

gli aiuti finanziari sono ridotti di un quinto in caso di ritardo di un mese e di 

un altro quinto per ogni ulteriore mese di ritardo.  

La versione tedesca dello stesso articolo ha il tenore seguente: “Wird die 

ordentliche oder erstreckte Frist ohne triftigen Grund nicht eingehalten, so 

wird die auszurichtende Finanzhilfe bei einer Verspätung bis zu 1 Monat 

um einen Fünftel und für jeden weiteren Monat um einen weiteren Fünftel 

gekürzt“.  

B-4744/2015 

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La versione francese del medesimo articolo è formulata come segue: “La 

non-observation sans raison valable du délai ordinaire ou du délai prolongé 

entraîne une réduction de l'aide financière d'un cinquième en cas de retard 

allant jusqu'à un mois, et d'un autre cinquième pour chaque mois de retard 

supplémentaire“.  

8.2 La legge s’interpreta in primo luogo secondo la sua lettera 

(interpretazione letterale). Se il testo non è assolutamente chiaro o se più 

interpretazioni sono possibili, il giudice determinerà la vera portata della 

norma alla luce della volontà del legislatore reperibile nei lavori preparatori 

(interpretazione storica), oppure in funzione dello scopo della regola, del 

suo spirito nonché dei valori sui quali essa riposa, in particolare l’interesse 

protetto (interpretazione teleologica), o ancora in base alla sua relazione 

con altre disposizioni legali (interpretazione teleologica), senza che vi sia 

un ordine di priorità tra le differenti interpretazioni (DTF 140 II 315 consid. 

5.2.1 e 137 III 344 consid. 5.1; sentenza TAF A-5028/2013 del 12 maggio 

2014, consid. 4.1.4.1). 

9.  

9.1 In concreto, come esposto al consid. 6, la ricorrente non ha osservato 

il termine per inoltrare la documentazione necessaria senza un motivo 

plausibile, per cui la riduzione dell’aiuto finanziario concesso è, in quanto 

tale, giustificata.  

9.2 Il punto da verificare riguarda invece l’ampiezza della riduzione, fissata, 

nella decisione impugnata, a due quinti (40%). In proposito, l’autorità 

inferiore ha accertato un ritardo di un mese e dieci giorni, coprente il 

periodo dal 22 aprile 2015 (ultimo termine utile secondo l’art. 13 cpv. 3 

OAFCB) al 2 giugno 2015 (data d’invio della documentazione necessaria), 

fatto non contestato dalla ricorrente. Considerato che il ritardo è superiore 

ad un mese, una riduzione del 20% (un mese di ritardo) è senz’altro 

conforme all’art. 13 cpv. 3 OAFCB. 

9.3 Per quanto riguarda i dieci giorni del secondo mese di ritardo, si tratta 

di sapere se essi implichino un’ulteriore riduzione del 20% oppure, 

eventualmente, una riduzione pro rata temporis o nessuna riduzione. In 

proposito, bisogna rilevare che la versione tedesca e quella francese 

dell’art. 13 cpv. 3 OAFCB sono più precise della versione italiana nel fissare 

la modalità delle riduzioni, siccome specificano che, in caso di ritardo “bis 

zu 1 Monat” e “allant jusqu’à un mois”, ossia fino ad un mese, la riduzione 

ammonta al 20%, poco importando quindi che il ritardo sia, per esempio, 

B-4744/2015 

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di tre, quattordici o venticinque giorni. Questo principio, formulato 

esplicitamente in riferimento al primo mese di ritardo, non può quindi che 

applicarsi anche ai mesi di ritardo susseguenti. Ciò implica che la riduzione 

del 20% dell’aiuto finanziario anche per i (soli) dieci giorni di ritardo del 

secondo mese, da cui una riduzione complessiva del 40%, è conforme alla 

lettera e allo spirito dell’art. 13 cpv. 3 OAFCB.  

9.4 È ancora utile notare che questa riduzione risulta, oggettivamente, 

considerevole, però essa va rapportata alla natura degli aiuti finanziari in 

quanto “vantaggi pecuniari […] per assicurare o promuovere 

l’adempimento di un compito scelto dal beneficiario” (art. 3 cpv. 1 LSu; cfr. 

consid. 5.1), i quali possono essere concessi, senza che sussista un diritto 

in questo senso, solamente “nei limiti dei crediti stanziati” (art. 1 cpv. 1 

LACFB; cfr. consid. 5.2). Questo implica, come si evince dall’art. 13 cpv. 3 

OAFCB (meccanismo di riduzione), che il beneficiario deve far prova della 

diligenza necessaria, nel cooperare con l’autorità amministrativa per 

rendere possibile e facilitare l’erogazione dell’aiuto finanziario (cfr., in 

proposito, l’art. 13 cpv. 1 lett. a PA), se vuole poter usufruire dello stesso 

senza riduzioni di sorta.  

9.5 Tenuto conto di quanto precede, i rimproveri rivolti dalla ricorrente 

all’autorità inferiore per avere ridotto del 40% l’aiuto finanziario concessole, 

sono infondati.   

10.  

In conclusione, riducendo l’aiuto finanziario di fr. 88'294.25 nella misura del 

40% (fr. 35'317.70), per un importo finale, a favore della ricorrente, di 

fr. 52'976.55, l’autorità inferiore non ha violato il diritto federale (art. 49 lett. 

a PA). Di conseguenza, il ricorso deve essere respinto e la decisione 

impugnata confermata.  

11.  

Le spese processuali, consistenti in una tassa di decisione, nelle tasse di 

cancelleria nonché negli esborsi, sono fissate a fr. 1'500.-, poste a carico 

della ricorrente che soccombe (art. 63 cpv. 1 PA), e parzialmente prelevate 

sull'anticipo dello stesso importo da essa già versato.  Il rimanente importo 

di fr. 1'000.- verrà restituito alla ricorrente.  

Per quanto concerne le spese ripetibili, alla ricorrente non si assegna 

alcuna indennità conformemente al principio della soccombenza (art. 64 

cpv. 1 PA a contrario).  

B-4744/2015 

Pagina 14 

Quanto all’UFAS, le autorità federali, come autorità di prima istanza, non 

hanno diritto, per principio, ad indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del 

regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, 

RS 173.320.2]). 

12.  

La presente sentenza non può essere impugnata davanti al Tribunale 

federale (art. 83 lett. k della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale 

[LTF]; RS 173.110), ed è quindi definitiva.  

  

B-4744/2015 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:  

1.  

Il ricorso è respinto nella misura della sua ammissibilità.  

2.  

Le spese processuali sono fissate a fr. 1'500.- e parzialmente prelevate 

sull’anticipo dello stesso importo già versato dalla ricorrente. Il rimanente 

importo di fr. 1'000.- verrà restituito alla ricorrente. 

3.    

Non si assegnano indennità per spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione: 

– alla ricorrente (raccomandata; allegati: formulario “indirizzo per il 

pagamento” e atti di ritorno);  

– all’autorità inferiore (n. di rif. …; raccomandata;  

allegato: atti preliminari di ritorno).  

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Pietro Angeli-Busi Dario Quirici 

 

Data di spedizione: 5 luglio 2017