# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 36f0bd15-2145-5c11-9c98-8c82f8b85e26
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-10-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 06.10.2005 10.2005.218
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_10-2005-218_2005-10-06.html

## Full Text

LESA 1 

   

  	 

	
  Incarto
  n.

  10.2005.218/CEG

  1635/2005

  	
  Bellinzona

  6
  ottobre 2005

   

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Giudice della Pretura penale

  
	
  Giovanni Celio

  
	
   

  
						

sedente con Flavio Biaggi in qualità
di Segretario, per giudicare

 

	
   

  	
  ACCU 1 

  difesa da DI 1 

   

  

prevenuta colpevole di         lesioni colpose

 

                                        per avere, a __________ in data
__________, cagionato per negligenza un danno al corpo o alla salute di LESA 1,
in particolare per averla dapprima afferrata al collo con entrambe le mani per poi
spintonarla con vigore tanto da farla cadere a terra, cascandole infine addosso
con il corpo per imprevidenza colpevole, con la conseguenza che la parte lesa
si ruppe una costola così come emerge dal certificato medico, agli atti, del __________
dell’Ospedale __________;

 

fatti avvenuti                       nelle riferite circostanze di
tempo e di luogo;

 

perseguita                         con decreto d’accusa del 28 aprile
2005 n. 1635/2005 del AINQ 1 che propone la condanna: 

                                        1. Alla multa di fr. 500.--
(cinquecento).

2. Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 100.-- (cento) e delle spese
giudiziarie di fr. 100.-- (cento);

 

vista                                  l’opposizione al decreto
d’accusa interposta tempestivamente in data 3 maggio 2005;

 

indetto                               il
dibattimento 6 ottobre 2005, al quale è comparsa l’accusata personalmente,
accompagnata dal difensore DI 1, Lugano, mentre il AINQ 1 con lettera 22 luglio
2005 ha rinunciato ad intervenire al pubblico dibattimento, postulando nel
contempo la conferma del decreto d'accusa impugnato;

 

accertate                           le generalità dell'accusata, data
lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusata;

 

sentiti                                il difensore, il quale postula
l’assoluzione della propria assistita perché i fatti non possono essersi svolti
come indicato nel decreto d’accusa, soffrendo, come da certificato medico del
neurologo __________, l’accusata di problemi fisici tali da esserle impossibile
compiere atti di forza con le braccia, tantomeno di afferrare al collo una
persona e/o spintonarla con vigore. Essa è già stata operata due volte; nemmeno
può alzare pesi, addirittura prova diffi-coltà a stringere la mano.
Confrontando le due versioni dei fatti (denuncia e interrogatorio) rese dalla
denunciante risultano diverse incongruenze: nella prima ha evidentemente
esagerato. La dinamica dei fatti sino all’accompagna-mento alla porta (ammesso)
non sembra discostarsi da quanto sostenuto dall’accusata a verbale e ancora
oggi in aula. La versione dell’accusata è logica e non fa una grinza:
accompagnata alla porta dai due (poco credibile vista la sua stazza e forza
fisica sia avvenuto il contrario), mal si vede come avrebbe potuto rivoltarsi,
gettarsi al collo della LESA 1, più alta di lei, riuscire a stringerglielo (con
la sua patologia medica) addirittura per un certo tempo, senza che __________
intervenisse. In verità, aprendo la porta, la LESA 1 è inciampata sull’uscio,
ha trascinato con sé, poiché la teneva al braccio, l’accusata, la quale a sua
volta ha subito il peso di __________ anch’egli caduto. Quanto dice __________
non è poi credibile. egli è parte interessata quale convivente della
denunciante (nemmeno presente oggi) nonché nell’”af-fare” della casa. Non
risulta agli atti né l’intervento della Polizia né l’immediato trasporto della LESA
1 al pronto soccorso (avvenuto verso le 18.00 e non al mattino, quando sono
successi i fatti). Nemmeno v’è prova del nesso causale fra la caduta (di due
persone, l’accusata e, sopra, __________) e la rottura della costola della LESA
1, che peraltro mai ha quantificato le proprie pretese.

                                        Ne deriva in conclusione che
l’accusata va prosciolta dall’accusa; 

 

                                        per ultimo l'accusata;

 

posti                                 a giudizio i seguenti quesiti:

 

                                 1.     E’ ACCU 1 autrice colpevole di
lesioni colpose per avere, a __________ in data __________, cagionato per
negligenza un danno al corpo o alla salute di LESA 1, in particolare per averla
dapprima afferrata al collo con entrambe le mani per poi spintonarla con vigore
tanto da farla cadere a terra, cascandole infine addosso con il corpo per
imprevidenza colpevole, con la conseguenza che la parte lesa si ruppe una
costola così come emerge dal certificato medico, agli atti, del __________
dell’Ospedale __________?

 

                                 2.     In caso di risposta
affermativa, deve, e se sì, in quale misura essere ridotta la pena proposta?

 

                                 3.     L'eventuale condanna va
iscritta a casellario giudiziale e, se sì, quando e a quali condizioni potrà
avvenire la cancellazione?

 

                                 4.     Devono essere riconosciute le
pretese della parte civile e, se sì, in quale misura o deve esservi rinvio al
competente foro civile?

 

                                 5.     A chi vanno caricate le tasse e
le spese?

 

Letti ed
esaminati               gli atti;

preso atto                          che nessuna parte ha chiesto nel
termine di cui all'art. 276 cpv. 2 CPP la motivazione scritta della sentenza,
né ha formulato dichiarazione di ricorso;

 

visti                                   gli art. 1 segg. CP; 9 e segg.,
273 e segg CPP; 39 LTG;

 

rispondendo                       negativamente al quesito posto sub 1;
decaduti gli altri,

 

proscioglie                       ACCU 1 

                                        dall’accusa di lesioni colpose
(art. 125 cpv. 1 CP) per quanto accaduto a __________ in data __________;

 

assegna                           le tasse e le spese allo
Stato; 

                                    

avvertite                           le parti del diritto di
presentare, tramite questo giudice, dichiarazione di ricorso alla Corte di
cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto
di richiedere, entro lo stesso termine, la motivazione della sentenza;

 

dichiara                           la sentenza definitiva.

 

	
  Intimazione a:

  	
   

   

   

   

   Ministero
  pubblico della Confederazione, Berna

  

                                        Comando della Polizia
cantonale, Bellinzona,

                                        Sezione esecuzione pene e
misure, Torricella,

                                        Servizio di coordinamento cant.
in materia di casellario giudiziale, Bellinzona,

                                        Sezione dei permessi e
dell’immigrazione, Ufficio giuridico, Bellinzona,

                                        Ufficio del Giudice
dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.

 

 

Il giudice:                                                                     Il
segretario: