# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9fb7c37b-d664-51d5-8747-5ac97fb95982
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-10-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.10.2014 D-2099/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2099-2014_2014-10-29.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-2099/2014 

 

 

 

 S e n t e n z a  d e l  2 9  o t t o b r e  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 

con l'approvazione della giudice Esther Karpathakis; 

cancelliera Zoe Cometti. 

 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), alias 

C._______, nato il (…), alias 

D._______, nato il (…), 

Pakistan, 

patrocinato dall'avv. Pietro Pellegrini, 

ricorrente, 

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale della migrazione (UFM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 

 

Oggetto 

 
Asilo ed allontanamento; 

decisione dell'UFM del 18 marzo 2014 / N […]. 

 

 

D-2099/2014 

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Visto: 

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera in data 

7 novembre 2013; 

i verbali d'audizione del 15 novembre 2013 (di seguito: verbale 1) e del 

10 marzo 2014 (di seguito: verbale 2); 

la decisione dell'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) del 

18 marzo 2014, notificata al richiedente in data 21 marzo 2014 (cfr. at-

to A29/1); 

il ricorso del 12 aprile 2014 (timbro del plico raccomandato: 

17 aprile 2014; data d'entrata: 22 aprile 2014); 

la decisione incidentale del Tribunale amministrativo federale (di seguito: 

il Tribunale) del 6 maggio 2014 con la quale ha informato il ricorrente di 

poter soggiornare in Svizzera fino alla conclusione della procedura e lo 

ha invitato a versare, entro il 21 maggio 2014, un anticipo di CHF 600.– a 

copertura delle presunte spese processuali; 

lo scritto del 15 maggio 2015 con il quale l'insorgente ha presentato 

istanza di concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso della 

dispensa dal versamento delle spese di giustizia e del relativo anticipo; 

la decisione incidentale del 21 maggio 2014 con la quale il Tribunale ha 

respinto suddetta istanza, impartendo all'insorgente un nuovo termine per 

versare l'anticipo equivalente le presunte spese processuali; 

il tempestivo pagamento dell'anticipo effettuato dal ricorrente il 

4 giugno 2014; 

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno ri-

presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; 

 

e considerato: 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi [RS 142.31]) contro 

una decisione in materia d'asilo dell'UFM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 

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LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 

cpv. 1 lett. a-c e 52 cpv. 1 PA; 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di 

un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltan-

to sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); 

che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti; 

che, con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del di-

ritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente 

rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); 

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), 

né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle ar-

gomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2); 

che nel corso dell'audizione sulle generalità il richiedente ha dichiarato di 

essere cittadino pakistano, di religione sciita, nato a E._______ e cresciu-

to a F._______ in Pakistan (cfr. verbale 1, pagg. 2-4); 

che sarebbe espatriato dopo essere stato aggredito in quanto sciita ed 

avrebbe quindi avuto il timore di fare la stessa fine del padre, a suo dire, 

ucciso per motivi d'appartenenza religiosa; che altresì sarebbe espatriato 

per costruirsi un futuro (cfr. verbale 1, pag. 8 e verbale 2, pag. 5); 

che a sostegno della sua domanda d'asilo, ha depositato agli atti una co-

pia di un articolo di giornale redatto in lingua straniera in merito all'omici-

dio del padre, copia della denuncia in merito a tale assassinio e copia del-

la registrazione del decesso del padre come pure copia del formulario B 

con i nominativi dei membri della sua famiglia; 

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato inverosimili le di-

chiarazioni dell'interessato circa i suoi motivi d'asilo; che, in particolare, il 

richiedente si sarebbe contraddetto indicando dapprima d'essere espa-

triato nel 2008 per poi indicare d'aver lasciato il Pakistan il 

7 settembre 2011; che in seguito avrebbe affermato d'essere espatriato 

nel 2010; che altresì ha indicato di aver subito l'aggressione nel mese del 

Ramadan 2010 per poi fornire un'ulteriore data collocando l'asserita ag-

gressione nel mese del Ramadan 2008; che la denuncia dell'aggressione 

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l'avrebbe sporta nel mese prima del Ramadan 2010 e poi sarebbe stato 

condotto in tribunale ed arrestato, mentre in seguito avrebbe indicato di 

non essere mai stato portato in tribunale dopo l'arresto; che circa l'asseri-

to mese passato in prigione non sarebbe stato in grado di fornire alcun 

dettaglio credibile; che oltracciò, non sarebbe stato in grado di indicare il 

momento in cui ha cominciato a ricevere delle minacce di morte, ipotiz-

zando il 2004 o il 2005; che infine, i mezzi di prova sarebbero inadeguati 

giacché, anche qualora fossero autentici, confermerebbero unicamente 

che il padre sarebbe stato ucciso nel giugno del 1997; 

che, pertanto, l'UFM ha respinto la domanda d'asilo ed ha pronunciato 

l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dello stes-

so verso il Pakistan siccome lecita, esigibile e possibile; 

che, nel ricorso, l'insorgente ha contestato la decisione dell'UFM circa 

l'inverosimiglianza rilevata dei suoi motivi d'asilo; che infatti, l'espatrio sa-

rebbe stato descritto in maniera minuziosa: avrebbe lasciato il Pakistan a 

due riprese dapprima nel 2008 e poi nel 2011; che si tratterebbe dunque 

di un puro malinteso allorquando avrebbe dichiarato di non essere rien-

trato in Pakistan dopo il 2008; che quo all'aggressione, seppur esposta in 

maniera equivoca, non vi sarebbe alcun dubbio sulla sua veridicità; che 

ha indicato che il padre essendo stato vittima del gruppo terrorista La-

shkar-e-Jhangvi per motivi religiosi, lo stesso avrebbe, a ragione, un fon-

dato timore di subire parimenti una persecuzione essendo di religione 

sunnita (sic!); che l'UFM avrebbe dovuto dunque esprimersi sulla presen-

za di tale gruppo terrorista in Pakistan e in relazione ai motivi d'asilo 

dell'insorgente; 

che, in conclusione, il ricorrente ha concluso all'annullamento della deci-

sione impugnata, al riconoscimento della qualità di rifugiato nonché alla 

concessione dell'asilo con protestate spese e ripetibili; 

che, giusta l'art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai 

rifugiati; che l'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a 

persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato; che esso 

include il diritto di risiedere in Svizzera; che, giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, 

sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, 

nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro 

opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali 

pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo 

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della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che 

comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi); 

che, a tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda l'asilo deve prova-

re o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la qua-

lità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una pro-

babilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in parti-

colare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o 

contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determi-

nante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi); 

che, in altre parole, per poter ammettere la verosimiglianza, ai sensi dei 

summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri-

chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di convin-

zione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibilità del 

contrario, così che quest'ultima risulti secondaria; che le dichiarazioni de-

vono essere attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non 

generiche e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più ve-

rosimile), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno 

con altri dati o elementi certi; che, peraltro, il giudizio sulla verosimiglian-

za dev'essere il frutto d'una valutazione complessiva, e non esclusiva-

mente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consen-

tire di limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo 

di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili postulati di civiltà 

giuridica, semplici impressioni dell'autorità giudicante (cfr. DTAF 2013/11 

consid. 5.1 e riferimenti ivi citati); 

che, come rettamente ritenuto nella querelata decisione, questo Tribunale 

ritiene che le dichiarazioni decisive rese dal ricorrente in corso di proce-

dura sono inverosimili, giacché contraddittorie e non corroborate da ele-

menti consistenti, limitandosi, quo ai fatti evocati, ad esprimere delle con-

getture non fondate su un indizio oggettivo; 

che in primo luogo, il suo racconto circa il viaggio d'espatrio è palesemen-

te contraddittorio: egli ha indicato d'essere espatriato nel 2008 e di non 

essere più tornato in Pakistan, per poi indicare improvvisamente d'essere 

espatriato una prima volta nel 2008 e poi successivamente nel 2011  

(cfr. verbale 1, pagg. 4 e 6 seg.); che quo all'aggressione egli ha afferma-

to situarla nel mese del Ramadan 2010 ed interrogato poco dopo sul 

momento in cui ha denunciato tale aggressione egli ha sorprendentemen-

te indicato d'aver denunciato tale fatto un mese prima del Ramadan  

(cfr. verbale 1, pag. 8); che interrogato su tale contraddizione ha indicato 

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d'aver sporto denuncia un mese prima del Ramadan e nel mese del 

Ramadan sarebbe stato rilasciato dalla prigione (cfr. verbale 1, pag. 9); 

che altresì in audizione federale ha indicato che l'aggressione sarebbe 

avvenuta nel 2008, per poi indicare che forse era nel 2010 (cfr. verbale 2, 

pag. 6); che essendo l'aggressione l'evento scatenante il suo espatrio, 

mal si comprende che l'insorgente non sia stato in grado di situarla in 

modo coerente nella cronologia degli eventi; che ad ogni modo, ha pure 

dichiarato, nella prima audizione, che 15 giorni dopo il suo arresto sareb-

be stato portato in tribunale, mentre in seconda audizione ha indicato che 

in tribunale non c'è mai stato (cfr. verbale 1, pag. 9 e verbale 2, pag. 9); 

che, per il resto, onde evitare ulteriori ripetizioni, si rimanda alle conside-

razioni della decisione dell'UFM; che in secondo luogo, l'ipotesi secondo 

la quale sarebbe bersaglio del gruppo Lashkar-e-Jhangvi non convince il 

Tribunale; che infatti il ricorrente si è limitato a produrre mezzi di prova 

per dimostrare che il padre è stato vittima di omicidio nel 1997; che cio-

nonostante e ritenute le contraddizioni sopra esposte non v'è da ritenere, 

anche ammettendo la veridicità di quanto accaduto al padre, che lo stes-

so sia bersaglio di tale gruppo essendosi egli limitato ad esporre pure 

congetture generali (cfr. verbale 2, pagg. 5 e 8); 

che, inoltre, nel gravame non vi sono elementi atti a provare l'improvvisa 

verosimiglianza dei suoi motivi d'asilo; 

che, sia aggiunto che nella sentenza del Tribunale D-295/2014 del 

3 luglio 2014 (consid. 6) si è concluso che la sola appartenenza religiosa 

allo sciismo non è motivo di persecuzione collettiva; che in tale sentenza 

la persecuzione collettiva è stata analizzata in relazione alla regione del 

Punjab, la quale è testimone di una delle tensioni più importanti tra sunniti 

e sciiti (consid. 6.2); che pertanto non v'è motivo di discostarsi da tale 

conclusione, non essendovi elementi agli atti per concludere diversamen-

te, per quanto concerne F._______ nella provincia del Sindh; 

che, in considerazione di quanto esposto, il ricorso in materia di ricono-

scimento della qualità di rifugiato e di concessione dell'asilo, destituito di 

fondamento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata; 

che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'UFM pronun-

cia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; 

che tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi); 

che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

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(art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo 

relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4); 

che codesto Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell'al-

lontanamento; 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr 

(RS 142.20), giusta il quale l'esecuzione dell'allontanamento dev'essere 

possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragione-

volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); 

che nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione 

dell'UFM relativa alla domanda d'asilo dell'insorgente, quest'ultimo non 

può prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1  

LAsi), generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale 

pubblico ed espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione sullo 

statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30); 

che, in siffatte circostanze, non v'è motivo di considerare l'esistenza di un 

rischio personale, concreto e serio per il ricorrente di essere esposto, in 

caso di allontanamento nel suo Paese d'origine ad un trattamento proibi-

to, in relazione all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della Convenzione contro la tor-

tura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 

10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile (cfr. art. 83 

cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 LAsi); 

che, inoltre, la situazione vigente in Pakistan nonostante sia tesa non ri-

sulta caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che 

coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio naziona-

le; 

che egli è giovane ed ha frequentato più di dieci anni di scuola (pur non 

ottenendo il diploma) e vanta un'esperienza professionale come venditore 

di abbigliamento (cfr. verbale 1, pag. 4 e verbale 2, pag. 3); che, inoltre la 

madre, i fratelli e gli zii risiedono a tuttora nel Paese d'origine (cfr. verba-

le 1, pag. 5 e verbale 2, pag. 4); che, pertanto, si può partire dal presup-

posto che abbia un'ottima rete sociale in Patria; 

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che, in aggiunta, il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di 

gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione prov-

visoria (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1-8.3; 2009/2 consid. 9.3.2); 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo 

Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr in relazio-

ne all'art. 44 LAsi); 

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione 

all'art. 44 LAsi); che l'insorgente, usando della necessaria diligenza, potrà 

procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 

LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è 

dunque pure possibile; 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ra-

gionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche su que-

sto punto la querelata decisione dell'autorità inferiore va confermata; 

che l’UFM con la decisione impugnata non ha pertanto violato il diritto fe-

derale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), per il che il ricorso va respinto; 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente e computate 

con l'anticipo spese, di CHF 600.–, versato dal ricorrente il 4 giugno 2014 

(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e 

sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); 

che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno ab-

bandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); 

che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di dirit-

to pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); 

che la pronuncia è quindi definitiva; 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 600.– sono poste a carico del ricorrente e 

computate con l'anticipo versato il 4 giugno 2014. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto-

nale competente. 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Zoe Cometti 

 

 

Data di spedizione: