# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 527408f8-5ff3-5796-aea6-5f9cc1a10b2e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-03-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 04.03.2015 36.2014.82
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2014-82_2015-03-04.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  36.2014.82

   

  cs

  	
  Lugano

  4 marzo 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 ottobre 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 12 settembre 2014 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1  

   

   

  in materia di assicurazione sociale contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Nel corso del mese di marzo
2009 RI 1, nato il 13 maggio 1943, al beneficio di una rendita di vecchiaia
svizzera, ha chiesto a CO 1 (di seguito: CO 1) di essere affiliato tramite una
copertura completa per cure mediche sia in Svizzera che all’estero anche per il
settore privato, avendo trasferito il proprio domicilio da __________ a __________
in __________ (cfr. doc. V, risposta di causa, punto 2.1).

 

                               1.2.   Il 25 marzo 2009 RI 1 ha
sottoscritto il contratto assicurativo __________, offerto da CO 1 (di seguito:
__________), retto dalla LCA, valido in tutto il mondo (art. 3 CGA), che
permette di mantenere una copertura privata anche in Svizzera. Il contratto
prevedeva l’esclusione di prestazioni per le “malattie colonna vertebrale”.

 

                               1.3.   Dal 1° maggio 2009 al 31
dicembre 2012 l’assicuratore ha pagato un importo complessivo di fr. 98'927.40
per prestazioni usufruite (tutte in Svizzera) da RI 1, da cui vanno dedotte le
franchigie, per un importo netto di fr. 95'727.40. Tutte le fatture
assicurative sono sempre state trasmesse all’indirizzo in Svizzera, che
l’interessato ha indicato di aver definitivamente lasciato per recarsi in __________.

 

                               1.4.   Nel corso dei mesi di agosto
e settembre 2012 CO 1 ha negato l’erogazione di prestazioni assicurative in
relazione con la cura di una lombalgia acuta, essendo esclusa
dall’assicurazione __________ e segnatamente una cura stazionaria presso la
clinica __________, i costi del servizio ambulanza e una cura stazionaria
presso la __________ di __________.

 

                               1.5.   In seguito al rifiuto
dell’assicuratore di pagare le citate prestazioni, RI 1, rappresentato da RA 1,
ha segnalato a CO 1 che l’assicurazione in essere non era conforme con quanto
previsto dalla LAMal e dall’Accordo sulla libera circolazione delle persone ed
ha chiesto il rimborso di fr. 6'996.40 di prestazioni LAMal, domandando nel
contempo “che l’assicurazione sia ricondotta nei parametri di diritto regolari,
con evidentemente il postulato del mantenimento dell’estensione della copertura
complementare ai sensi di quanto riconosciuto a suo tempo da CO 1”.   

 

                               1.6.   Con effetto dal 1° gennaio
2013 RI 1 ha riportato il proprio domicilio a __________ ed ha domandato a CO 1
l’affiliazione sia per la copertura obbligatoria che per le assicurazioni
complementari. L’assicuratore ha dato seguito alle sue richieste,
sottoscrivendo in particolare le assicurazioni __________ ambulatoriale ed
ospedaliera, variante __________, rette dalla LCA. L’attore ha beneficiato del
privilegio degli affiliati alla __________ ed ha potuto concludere le
assicurazioni complementari senza nuovo esame dello stato di salute.

 

                               1.7.   CO 1 ha mantenuto il diniego
di versare prestazioni in relazione con la patologia esclusa dalla riserva (doc.
9). Per l’assicuratore se l’interessato intende chiedere prestazioni LAMal il
contratto va adattato ex tunc, con conseguente obbligo di restituzione delle
prestazioni della LCA e riconoscimento delle sole prestazioni LAMal, ciò che comporta
anche la disdetta di tutto il pacchetto assicurativo, compresa la situazione
acquisita in ambito LCA. L’assicuratore ha evidenziato che l’interessato ha
beneficiato di numerosi vantaggi dall’assicurazione __________ non solo per le
prestazioni ottenute, ma anche per il fatto che grazie a questo tipo
d’assicurazione nel 2013 ha potuto passare nelle assicurazioni LCA senza nuovo
esame dello stato di salute. CO 1 ha pertanto ritenuto di mantenere la
copertura in essere, senza alcuna modifica, ma contestualmente senza il
pagamento delle prestazioni soggette a riserva. L’assicurato non si è detto
d’accordo con questa presa di posizione ed ha preteso una decisione formale,
imposta dal TCA con decisione del 17 giugno 2013 in seguito al ricorso per denegata giustizia del ricorrente (inc. 36.2013.22).

 

                               1.8.   Con decisione formale del 22
ottobre 2013 CO 1 ha affiliato RI 1, quale cittadino svizzero titolare di una
rendita pensionistica, domiciliato in __________ e non esonerato dall’obbligo
assicurativo, alla LAMal con effetto dal 1° maggio 2009. Contestualmente
l’assicuratore ha indicato in fr. 32'760 i premi dovuti dall’assicurato ed in
fr. 48'828.80 le prestazioni riconosciute, oltre fr. 6'996.40 per prestazioni
da lui rivendicate e non ancora rimborsate. 

                                         L’assicuratore ha inoltre dichiarato
compensate le pretese LAMal dell’assicurato nei suoi confronti (fr. 17'065.20),
ritenuto che l’affiliazione aveva comportato la revoca dell’assicurazione __________
e l’insorgere di una pretesa di restituzione di CO 1 nei confronti
dell’assicurato per fr. 56'664.40 (fr. 95'727.40 di prestazioni erogate – fr.
39'063 di premi corrisposti), ceduta parzialmente ai sensi dell’art. 164 CO in
misura dell’importo di prestazioni LAMal.

                                         Ogni pretesa di RI 1 nei
confronti di CO 1 era da intendersi compensata con le pretese di CO 1 e CO 1
negava un diritto di RI 1 all’erogazione di ulteriori importi della LAMal. 

                                         CO 1 ha negato eventuali
responsabilità in applicazione dell’art. 78 LPGA, in assenza di un danno.

                               1.9.   Con decisione su opposizione
del 12 settembre 2014 l’assicuratore ha confermato l’affiliazione di RI 1 alla
LAMal dal 1° maggio 2009, ha ribadito che con l’affiliazione alla __________
non poteva ritenersi danneggiato poiché aveva ottenuto prestazioni pari a fr.
50'000 che altrimenti non avrebbe potuto usufruire e che motivi di buona fede
non potevano permettere di invocare la nullità del contratto assicurativo e nel
contempo l’erogazione di ulteriori prestazioni LAMal. CO 1 ha aggiornato il
conteggio delle prestazioni LAMal in fr. 58'969 dopo aver preso a suo carico
un’ulteriore fattura della __________ di __________ prodotta solo con
l’opposizione. L’assicuratore ha confermato che non avrebbe versato ulteriori
importi poiché la pretesa di restituzione di CO 1 è stata ceduta in
compensazione della pretesa dell’assicurato verso CO 1. L’assicuratore ha
inoltre informato RI 1 che CO 1 avrebbe formalizzato l’annullamento
dell’assicurazione __________ e avrebbe fatto debitamente valere le sue pretese
di restituzione a seguito della rettifica ex tunc della situazione assicurativa
(cfr. inc. 36.2014.83).

 

                             1.10.   RI 1, sempre rappresentato da RA
1, è insorto al TCA contro la predetta decisione su opposizione, chiedendone
l’annullamento e domandando il riconoscimento di prestazioni LAMal come ai
considerandi (doc. I, pag. 12). 

                                         L’insorgente rammenta di
essersi trasferito in __________ nel corso del mese di dicembre 2002 e di
essersi affiliato presso __________ per l’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie, in quanto cittadino svizzero a beneficio di una rendita di
vecchiaia domiciliato in un Paese dell’UE e per alcune assicurazioni
complementari e segnatamente per i ricoveri stazionari in divisione privata. In
seguito alla cessazione dell’attività all’estero di __________, l’interessato
ha richiesto un’offerta a CO 1 che lo ha affiliato, dal 1° maggio 2009, tramite
la __________, assicurazione privata retta dalla LCA e gravata da una riserva
per “malattie alla colonna vertebrale”.

                                         L’interessato evidenzia
che CO 1 ha commesso un errore in quell’occasione, poiché ha ritenuto che la __________
fosse equivalente alla LAMal, malgrado fosse stata gravata da una riserva, e
non ha ossequiato il dovere di informazione e di consulenza di cui all’art. 27
LPGA. L’insorgente ritiene di essere in buona fede e considera adempiute le 5
condizioni per poterne beneficiare.

                                         Il ricorrente afferma che
“qui è contestato il fatto che CO 1 non abbia ad assumere le prestazioni
scoperte nel contesto LAMal; e ciò in considerazione dei seguenti fattori
sostanziali: (i) ope legis il mio assistito è astretto obbligatoriamente al
regime LAMal, (ii) la LAMal non conosce l’istituto della riserva nel contesto
delle cure medico-sanitarie d’obbligo, (iii) la LAMal implica una continuità
assicurativa, senza quindi lacune” e sostiene che l’assicuratore deve
rimborsare i seguenti costi scoperti: fr. 6'996.45 (allegato H), fattura della __________
di __________ per un trasporto del 9 agosto 2012 e fattura del 10 agosto 2012 della
__________ per complessivi fr. 23'015.55 del 10 agosto 2012.

                                         L’interessato afferma che
se non gli fosse stata garantita la possibilità delle cure in Svizzera, avrebbe
deciso altrimenti sia per quanto attiene alla compagnia presso cui iscriversi,
sia circa il suo domicilio.

                                         Per quanto concerne
la LAMal, a pag. 9 l’insorgente afferma:

 

“(…)

 

CO 1 ha proposto al mio assistito la copertura assicurativa
attraverso l’__________.

Questo, errando nell’esame degli atti preliminari e costringendo
il mio cliente in una situazione di illegalità nella copertura d’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie.

Corrente, ratione temporis, il suddetto contratto, ed essendo,
esso, immutabile ex tunc senza ledere la buona fede contrattuale – oltre tutto
questo contratto ad oggi non esiste più, in quanto si è nel frattempo estinto
-, de facto il mio cliente è stato danneggiato nei suoi diritti che derivano
dalla LAMal.

 

Ne consegue che l’assicuratore, responsabile di tutto questo, deve
porvi rimedio a proprie spese, assumendo, in casu, quanto ancora scoperto; e
meglio quanto in precedenza evidenziato (supra, n. 6).

Essendo intervenute, le dette prestazioni, dopo il 2004, per il
mio cliente il diritto di assunzione delle medesime in Svizzera è pienamente
dato.

 

Ininfluente, ai fini del presente giudizio, la questione se nel
passato l’assicuratore abbia riconosciuto qualcosa più del dovuto.

Ragione per la quale tale aspetto può restare tranquillamente
inesplorato.” 

 

                                         L’interessato
chiede l’audizione dell’istituto comune LAMal.

 

                             1.11.   Con risposta del 10 novembre
2014 l’assicuratore chiede la congiunzione con la procedura 36.2014.83 (in
ambito LCA) e propone la reiezione del ricorso (doc. V). CO 1 mette in dubbio
la costituzione del domicilio in __________ alla luce dei continui ricoveri in
Svizzera, dell’invio delle fatture all’indirizzo di __________ e di altri
indizi secondo i quali l’interessato non avrebbe in realtà mai lasciato il
territorio svizzero. L’assicuratore chiede al TCA di intraprendere accertamenti
in tal senso. CO 1 evidenzia comunque che ha ammesso l’obbligo assicurativo
dell’interessato secondo la LAMal con effetto dal 1.5.2009, riconsiderando, in
sostanza, quanto avvenuto. Quale cittadino svizzero al beneficio di una
pensione che non ha chiesto l’esonero dall’obbligo assicurativo egli aveva
l’obbligo di assicurarsi presso la LAMal. “Di fronte alle pretese
rivendicate dall’assicurato, CO 1 si è trovata costretta a ripristinare –
facendo una “reformatio in peius” – una situazione legalmente corretta con
effetto ex tunc, e quindi ad affiliare l’insorgente per l’assicurazione secondo
la LAMal dal 01.05.2009, con i relativi obblighi per le parti (cfr. RAMI 1999
KV 71 pag. 188 e seguenti).”

                                         L’assicuratore ribadisce
che complessivamente l’assicurato era stato beneficiato dalla sottoscrizione
dell’assicurazione __________ (oltre fr. 50'000 pagati per un reparto privato
cui non avrebbe avuto diritto in caso di affiliazione alla LAMal), che la
rettifica può avvenire a titolo retroattivo in applicazione dell’art. 25 LPGA, che
lo stesso assicurato doveva conoscere la sua situazione essendo già stato
assicurato presso __________ e che ha espressamente riconosciuto la riserva per
“malattie della colonna vertebrale”. 

                                         Circa i rapporti di dare e
avere in ambito LAMal, l’assicuratore evidenzia che l’interessato deve versare
premi per fr. 32'760 (fr. 6'840 nel 2009, fr. 7'650 nel 2010, fr. 8'640 nel
2011 e fr. 9'780 nel 2012), mentre ha diritto a prestazioni per fr. 58'969, da
cui vanno dedotti fr. 4'000 per franchigia (fr. 1'200) e aliquota (fr. 2'800).
L’importo di fr. 58'969 è composto di fr. 46'828.80 relativi alle prestazioni
di fr. 98'927.40 erogate dalla __________, dedotte le prestazioni LCA non
assicurate dalla LAMal e corrispondenti ai costi di cura stazionari in settore
privato pari a fr. 52'098.60 (doc. 4 e 12), fr. 6'996.40 per le prestazioni
ancora scoperte (fattura __________ del 3 agosto 2012 di fr. 702.35, fattura
ambulanza trasferimento alla __________ del 20 agosto 2012 di fr. 2'340,
fattura degenza __________ dal 9 al 20 agosto 2012 di fr. 3'557.35,
fisioterapia __________ dal 10 al 28 settembre 2012 di fr. 396.70), fr.
5'143.80 per prestazioni per cura presso la clinica __________ dal 20 agosto
2012 al 27 agosto 2012, fattura presentata in sede di opposizione.

                                         “Risulta quindi un
importo LAMal a saldo a favore dell’assicurato di CHF 22'209.00 al netto
delle partecipazioni ai costi di cura, che a sua volta è stato compensato con
pretese di CO 1 di restituzione secondo l’art. 62ss CO di CHF 56'664.40 (CHF
95'727.40 – CHF 39'063.00) nei confronti di RI 1 e che quest’ultima ha ceduto
parzialmente (come da art. 164ss. CO) a CO 1 (doc. da 18 a 20)”.

                                         L’assicuratore evidenzia
inoltre che l’insorgente misconosce da una parte che con la decisione impugnata
e l’affiliazione alla LAMal è stata ripristinata la situazione assicurativa
corretta e che sono state quantificate tutte le prestazioni a suo favore,
comprese le degenze presso la clinica __________ di __________. Poiché
l’insorgente ha già beneficiato delle prestazioni si giustificava compensare le
reciproche pretese delle parti come da art. 120ss CO di modo che ogni pretesa
dalla LAMal è da ritenersi interamente estinta dalla pretesa di CO 1 ex art. 62
CO come da domanda riconvenzionale di cui alla procedura inc. 36.2014.83. 

                                         L’assicuratore nega anche
qualsiasi violazione dell’obbligo di informare ed in ogni caso esclude
qualsiasi responsabilità da parte sua. “La disattenzione di CO 1 è avvenuta
di buona fede, ed è stata dimostrata durante il rapporto contrattuale, nel cui
ambito essa ha erogato ingenti prestazioni assicurative, alle quali, come
visto, non vi sarebbe stato diritto in ambito LAMal (a CHF 52'098.60 ammontano
le prestazioni private). Dalla situazione l’unico a trarne benefici è stato quindi
senza ombra di dubbio l’assicurato; non è pertanto lecito affermare che egli
sia stato danneggiato dalla mancata conclusione di un’assicurazione secondo la
LAMal. Del resto, avendo beneficiato dell’assicurazione __________, dal
1.1.2013 è potuto passare nelle assicurazioni complementari senza alcun esame
dello stato di salute. In assenza di un danno non vi è alcuna responsabilità ai
sensi dell’art. 78 LPGA.”

 

                             1.12.   Con osservazioni del 21
novembre 2014 l’insorgente ha ribadito la sua posizione (doc. VII).
L’interessato ha inoltre contestato il saldo LAMal relativo alla degenza presso
la __________ dal 20 agosto 2012 al 27 agosto 2012, troppo basso rispetto
all’entità della fatturazione complessiva di fr. 23'015.15. Il ricorrente
afferma che la convenuta, verosimilmente, non considera che la partecipazione
del Cantone ai sensi dell’art. 49a cpv. 2 LAMal pertocca all’assicuratore (art.
37 lett. a OAMal) che quindi deve assumere in toto la tariffa di cui all’art.
49 cpv. 1 LAMal. L’insorgente afferma che nella denegata ipotesi in cui la tesi
dell’assicuratore avesse fondamento, l’interessato dovrebbe ricevere il saldo
tra i premi versati e quelli dovuti pari a fr. 6'303, le prestazioni già
rivendicate per complessivi fr. 6'996.40, la fattura della __________ di __________
per un trasporto avvenuto il 9 agosto 2012 per fr. 1'340, la parte LAMal
attinente al ricovero 20 agosto 2012 presso la __________ di __________ ed
emendata nell’importo.

 

                             1.13.   Pendente causa il TCA ha
chiesto alla Cassa di prendere espressamente posizione circa l’applicazione
dell’art. 37 lett. a OAMal al pagamento della fattura per la degenza dal 20
agosto 2012 al 28 agosto 2012 presso la __________ di __________ per
complessivi fr. 23'125.55 e rimborsata nella misura di fr. 5'143.80 (doc. X).

                                      

                             1.14.   Dopo aver chiesto (doc. XI) ed
ottenuto (doc. XII), una proroga, il 27 gennaio 2015 l’assicuratore ha
affermato:

 

“(…)

 

Dalle informazioni degli specialisti per la fatturazione DRG
risulta che l’importo di CHF 5'143.80 era stato stabilito considerando il
codice DRG indicato in fattura (I53Z: che corrisponde alla diagnosi. “Andere
Eingriffe an der Wirbelsäule ohne äusserst schwere CC, mit komplexem Eingriff
oder Halotraxtion (cfr. http://www.swissdrg.org/de/12 archiv/swissDRG   system 
1.0.asp)“, nonché il baserate 2012 del cantone __________ valevole per la
clinica __________, di CHF 9’500 (cfr. in merito: __________).

 

Ne risultava quindi un importo di CHF 10'497.50. L’importo in
discussione di CHF 5'143.80 era stato stabilito tenendo conto del contributo
cantonale del 49% nel 2012 del Cantone __________ per assicurati residenti nel
Cantone (cfr. informazioni degli specialisti, doc. 26 allegato).

 

Da un riesame della situazione, considerato che il signor RI 1
all’epoca dei fatti aveva domicilio in __________, CO 1 giunge alla conclusione
che l’importo di prestazioni LAMal da riconoscere al ricorrente nell’ambito
della copertura bilaterali dovrebbe esser di CHF 10'497.50 (senza il contributo
cantonale), tenuto conto di quanto previsto dall’art. 37 lett. a OAMal. Il
restante della fattura rappresenta prestazioni non assicurate in ambito LAMal.

Di conseguenza CO 1 procede a rettificare il calcolo delle
prestazioni assicurative LAMal, che vengono ora quantificate in CHF 64'322.70
complessive lorde (aumento di CHF 5'353.70) e quindi un saldo di CHF 27'562.70
(rettifica del consid. 3.4 risposta di causa del 10.11.2014). Il calcolo della
pretesa di restituzione LCA di CO 1 viene aggiornato di conseguenza a CHF
29'101.70 (inc. n. 36.3014.83 domanda riconvenzionale).

 

Con la presente si rinnova la richiesta di congiunzione delle due
procedure inc. n. 36.2014.82+83, vista la stretta connessione delle due
procedure, la valutazione di una procedura non può prescindere dall’altra e
viceversa” (doc. XIII) 

 

                             1.15.   All’insorgente è stato
assegnato un termine di 5 giorni per eventualmente esprimersi in merito (doc.
XIII). Il 3 febbraio 2015 ha rilevato di non avere particolari osservazioni
(doc. XV).

 

                             1.16.   Il 12 febbraio 2015 le parti
sono state sentite nel corso di un’udienza di discussione (doc. XVIII).

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   L’assicuratore si è espresso
anche in merito alla responsabilità di cui all’art. 78 LPGA (cfr. doc. B e C).

 

                                         Per l’art. 52 cpv. 1 LPGA
le decisioni possono essere impugnate entro trenta giorni facendo opposizione
presso il servizio che le ha notificate; fanno eccezione le decisioni
processuali e pregiudiziali.

 

                                         Per quanto
concerne la decisione di risarcimento danni va invece rilevato che l’art. 78
cpv. 4 seconda frase LPGA prevede che non è svolta alcuna procedura
d’opposizione (cfr. anche Kieser, ATSG-Kommentar, Berna-Zurigo-Losanna 2a ed.,
pag. 994 n. 40 ad art. 78).

 

                                         A norma dell’art. 78a
LAMal le pretese di risarcimento dell’istituzione comune, di
assicurati e di terzi secondo l’articolo 78 LPGA devono essere fatte valere nei
confronti dell’assicura-tore; quest’ultimo statuisce mediante decisione.

 

                                         In concreto l’assicuratore
già nella decisione formale si è espresso circa la domanda di risarcimento ai
sensi dell’art. 78 LPGA. L’interessato non è tuttavia insorto al TCA ma ha
inoltrato opposizione direttamente all’assicuratore. CO 1                                   
CO 1 avrebbe tuttavia dovuto indicare in calce alla decisione la via di ricorso
diretta al TCA e avrebbe dovuto trasmettere l’opposizione del ricorrente
direttamente a questo Tribunale per competenza (cfr. anche art. 39 cpv. 2
LPGA).

 

                                         Per cui il ricorso, anche
su questo punto, è ricevibile.

 

                               2.2.   L’assicuratore insiste nel
chiedere la congiunzione delle procedure derivanti dal ricorso del 7 ottobre
2014 contro la decisione su opposizione del 12 settembre 2014 (inc. 36.2014.82)
e dalla petizione del 7 ottobre 2014 inoltrata dal medesimo assicurato contro
la CO 1 (inc. 36.2014.83).

                                         La richiesta va respinta.
Infatti, pur portando sul medesimo periodo e pur concernendo il medesimo
assicurato, le procedure sono state inoltrate contro due assicuratori diversi,
sottostanno la prima a norme di diritto pubblico (inc. 36.2014.82), la seconda
a norme di diritto privato (inc. 36.2014.83) e i mezzi di diritto contro le
sentenze che emanerà questo Tribunale non sono i medesimi (ricorso in materia
di diritto pubblico nel primo caso, ricorso in materia civile nel secondo
caso).

 

                                         Ne segue che le procedure
restano separate. In concreto oggetto del contendere è unicamente l’aspetto
assicurativo retto dalle assicurazioni sociali. Le problematiche derivanti
dalla LCA saranno oggetto di una sentenza separata (inc. 36.2014.83).

 

                                         Nel merito

 

                               2.3.   Con la decisione impugnata
l’insorgente è stato affiliato alla LAMal con effetto dal 1° maggio 2009, gli
sono state riconosciute le prestazioni richieste, compensate con i premi da lui
dovuti. L’eccedenza a suo favore è stata compensata con il debito che, secondo
l’assicuratore, l’insorgente ha nei confronti di CO 1, attiva in ambito di
assicurazioni private.

 

                                         Occorre esaminare se
l’interessato poteva essere affiliato dal 1.5.2009 presso la LAMal, se l’insorgente
può far valere la propria buona fede e un danno nei confronti della Cassa e se
l’assicuratore LAMal può compensare le prestazioni dovute all’assicurato con
quelle che l’assicurato dovrebbe versare a CO 1.

                                      

                                         Per quanto concerne il
domicilio dell’insorgente all’estero, che l’assicuratore, in sede di risposta
di causa mette in dubbio, va evidenziato che sarebbe spettato alla Cassa
effettuare gli accertamenti necessari e che l’assicuratore non può demandare al
Tribunale indagini che, se avesse avuto dubbi riguardo al luogo di domicilio,
avrebbe dovuto effettuare lui stesso.

 

                                         Non va infatti dimenticato
che con sentenza 9C_675/2009 del 28 maggio 2010, l’Alta Corte, ha rammentato:

 

" 8.3 Ad
ogni modo si ricorda alla ricorrente che l'accertamento dei fatti incombeva in
primo luogo a lei stessa in forza dell'obbligo derivante dall'art. 43 LPGA,
secondo il quale l'assicuratore esamina le domande, intraprende d'ufficio i
necessari accertamenti e raccoglie le informazioni di cui ha bisogno (cfr. per
analogia la sentenza 8C_122/2008 del 10 marzo 2008 consid. 3). Anche per questa
ragione essa non può ora rimproverare alla Corte cantonale un accertamento
asseritamente lacunoso per non avere approfondito un aspetto - per altro
insufficientemente sostanziato in sede cantonale come pure in sede federale,
non potendosi dal solo doppio ruolo assunto da F.________ inferire un serio
indizio di manifesto abuso di diritto - che avrebbe potuto e dovuto essere da
lei acclarato. Come già avuto modo di affermare in altro ambito,
l'amministrazione non può infatti rimandare gli approfondimenti necessari
all'accertamento dei fatti determinanti alla procedura di opposizione e tanto
meno a quella giudiziaria di ricorso senza in questo modo contravvenire allo 

scopo perseguito dalle relative disposizioni che è quello di
sgravare in definitiva i tribunali (cfr. DTF 132 V 368 consid. 5 pag. 374;
sul tema cfr. pure RAMI 1999 n. U 342 pag. 410 [U 51/98]).” (sottolineatura del
redattore)

 

                                         In concreto pertanto la
questione del domicilio non merita ulteriore approfondimento. 

 

                               2.4.   Secondo l’art. 25 LPGA,
applicabile in forza degli articoli 2 LPGA e 1 LAMal, le prestazioni
indebitamente riscosse devono essere restituite. La restituzione non deve
essere chiesta se l’interessato era in buona fede e verrebbe a trovarsi in
gravi difficoltà (cpv. 1; cfr. art. 4 OPGA). Il capoverso 2 prevede che il
diritto di esigere la restituzione si estingue dopo un anno a decorrere dal
momento in cui l’istituto d’assicurazione ha avuto conoscenza del fatto, ma al
più tardi cinque anni dopo il versamento della prestazione. Se il credito
deriva da un atto punibile per il quale il diritto penale prevede un termine di
prescrizione più lungo, quest’ultimo è determinante. I principi applicabili
alla restituzione secondo la LPGA sono dedotti dalla legislazione e dalla
giurisprudenza anteriore che conserva pertanto la sua validità (DTF 130 V 318).

                                         La restituzione delle
prestazioni presuppone, di regola, che siano adempiute le condizioni di una
riconsiderazione o di una revisione processuale della decisione con la quale le
prestazioni litigiose sono state versate (DTF 129 V 110, 126 V 42 consid. 2b;
STF 9C_429/2012 del 19 settembre 2012, 9C_795/2009 del 21 giugno 2010 pubblicata
in SVR 11/2010 EL Nr. 12; STF U 408/06 del 25 giugno 2007, K 147/03 del 12 marzo
2004).

                                         Ciò non è il caso – e la
restituzione non presuppone un motivo e quindi una decisione di
riconsiderazione – allorquando l’assicurato ha beneficiato di una prestazione
alla quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto (STF 9C_233/2007 del 28
giugno 2007, consid. 2.3.2 con riferimenti; STCA 32.2011.285 del
14 giugno 2012).

                                         Analogamente alla
revisione delle sentenze delle autorità giudiziarie, l'amministrazione deve
procedere alla revisione processuale di una decisione cresciuta in giudicato
quando sono scoperti nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti ad indurre ad
una conclusione giuridica differente (art. 53 cpv. 1 LPGA; cfr. STF U 409/06
del 25 giugno 2007, C 128/06 del 10 maggio 2007; SVR 2004 ALV N° 14; DTF 127 V
466 consid. 2c pag. 469 e riferimenti).

                                         Inoltre, l’amministrazione
può riconsiderare una decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata
oggetto di un controllo giudiziario, se essa è senza dubbio errata e la correzione
ha un’importanza rilevante (art. 53 cpv. 2 LPGA; cfr. anche la STF U 409/06 del
25 giugno 2007).

                                         Questi principi si
applicano anche quando delle prestazioni sono state accordate senza una
decisione formale e che il loro versamento ha comunque acquisito forza di cosa
giudicata (STF C 128/06 del 10 maggio 2007; DTF 129 V 110 consid. 1.1).

 

                               2.5.   Nel caso di specie
l’insorgente, dal 1° maggio 2009, come ammesso dalle parti, quale cittadino
svizzero domiciliato in un Paese dell’UE, a beneficio esclusivamente di una
rendita di vecchiaia svizzera, di principio andava affiliato per
l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie in Svizzera.

                                         Infatti, per
l’art. 1 cpv. 2 lett. d OAMal sono tenuti ad assicurarsi
all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie le persone
che risiedono in uno Stato membro dell'Unione europea e sono soggette
all'assicurazione svizzera ai sensi dell'Accordo del 21 giugno 1999 tra la
Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati
membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (Accordo sulla
libera circolazione delle persone) e del relativo allegato II, menzionati
nell'articolo 95a lettera a della legge.

 

                                         A questo proposito va
rammentato che ai sensi dell’art. 95a cpv. 1 lett. a LAMal per le
persone designate nell'articolo 2 del regolamento n. 1408/71 e in relazione con
le prestazioni previste nell'articolo 4 di questo regolamento, purché siano
comprese nel campo d'applicazione della presente legge, sono applicabili anche l'Accordo
del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità
europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle
persone, nella versione dei Protocolli del 26 ottobre 2004 e del 27 maggio 2008
relativi all'estensione dell'Accordo ai nuovi Stati membri della Comunità
europea, il suo allegato II e i regolamenti n. 1408/71 e n. 574/72 nella
loro versione aggiornata (dal 1° aprile 2012: regolamento 883/2004 del
29 aprile 2004 e regolamento d’applicazione 987/2009).

                                         Per l’art.
13 n. 1 del regolamento 1408/71 in vigore per la Svizzera fino al 31 marzo 2012
le persone per cui è applicabile il presente regolamento
sono soggette alla legislazione di un solo Stato membro, fatti salvi gli
articoli 14quater e 14septies. Tale legislazione è determinata in base alle
disposizioni del presente titolo.

                                         Il n. 2 lett.
a del regolamento 1408/71 prevede che la persona che
esercita un’attività subordinata nel territorio di uno Stato membro è soggetta
alla legislazione di tale Stato anche se risiede nel territorio di un altro
Stato membro o se l’impresa o il datore di lavoro da cui dipende ha la propria
sede o il proprio domicilio nel territorio di un altro Stato membro.

                                         Per l’art. 17bis
del regolamento 1408/71, il titolare di una pensione o di
una rendita spettante in forza della legislazione di uno Stato membro o di pensioni
o di rendite spettanti in forza delle legislazioni di più Stati membri, che
risiede nel territorio di un altro Stato membro, può essere esonerato, a sua
richiesta, dall’applicazione della legislazione di quest’ultimo Stato, a
condizione che non sia soggetto a detta legislazione a causa dell’esercizio di
un’attività professionale.

                                         A questo
proposito ai sensi dell’art. 2 cpv. 6 OAMal a domanda, sono esentate
dall'obbligo d'assicurazione le persone residenti in uno Stato membro
dell'Unione europea, purché possano esservi esentate conformemente all'Accordo
sulla libera circolazione delle persone e al relativo allegato II e dimostrino
di essere coperte in caso di malattia sia nello Stato di residenza sia durante
un soggiorno in un altro Stato membro dell'Unione europea o in Svizzera

 

                                         Il regolamento
883/2004 del 29 aprile 2004 in vigore per la Svizzera dal 1° aprile 2012
prevede norme simili (cfr. art. 11 e seguenti).

 

                                         Ne segue che in concreto
l’assicurato, dal 1° maggio 2009 al 31 dicembre 2012 avrebbe dovuto essere
affiliato in Svizzera per l’assicurazione delle cure medico-sanitarie. 

 

                                         La decisione, informale,
di non affiliarlo all’assicurazione di base, ma di offrirgli un’assicurazione
privata è di conseguenza manifestamente errata e la sua modifica riveste
un’importanza notevole alla luce degli ingenti importi in gioco (oltre fr.
95'000 di prestazioni versate in virtù dell’assicurazione privata).

 

                                         Ne segue che, di
principio, l’assicuratore, in presenza di una decisione (informale)
manifestamente errata poteva, come ha fatto, affiliare l’interessato retroattivamente
dal 1° maggio 2009.

 

                                         Circa il lasso di tempo
entro il quale ciò può avvenire (cfr. art. 25 LPGA), va evidenziato che con
sentenza 9C_925/2012 del 19 marzo 2013, il TF ha rammentato che il termine
annuo di perenzione comincia normalmente a decorrere nel momento in cui
l'amministrazione, usando l'attenzione da essa ragionevolmente esigibile avuto
riguardo alle circostanze, avrebbe dovuto rendersi conto dei fatti
giustificanti la restituzione (DTF 119 V 431 consid. 3a pag. 433; 110 V 304).
Ciò si verifica quando l'amministrazione dispone di tutti gli elementi decisivi
nel caso concreto dalla cui conoscenza risulti di principio e nel suo ammontare
l'obbligo di restituzione di una determinata persona (DTF 111 V 14 consid. 3
pag. 17). Il termine annuo di perenzione comincia in ogni caso a decorrere non
appena dagli atti emerge direttamente l'irregolarità della corresponsione delle
prestazioni (consid. 5.1 non pubblicato in DTF 133 V 579, ma in SVR 2008 KV n.
4 pag. 11 [K 70/06]; cfr. pure sentenza 9C_1057/2008 del 4 maggio 2009 consid.
4.1.1). Se per l'assegnazione (e il pagamento: cfr. sentenza 9C_276/2012 del 14
dicembre 2012 consid. 5.1) della prestazione o per l'esame del diritto alla
restituzione è necessaria la collaborazione tra più unità amministrative
incaricate dell'attuazione dell'assicurazione, la (sopra definita) conoscenza
anche di una sola di esse è sufficiente a fare decorrere i termini (DTF 119 V
431 consid. 3a pag. 433; 112 V 180 consid. 4c pag. 182 seg.; RCC 1989 pag.
558). 

                                         In caso di errore
dell'amministrazione (ad esempio nel calcolo di una prestazione) il termine non
decorre però dal momento in cui esso è stato commesso, bensì da quello in cui
l'amministrazione avrebbe dovuto in un secondo tempo (per esempio in occasione
di un controllo contabile oppure nel caso in cui venga a conoscenza di fatti
atti a far nascere dei dubbi sulla fondatezza della pretesa) rendersi conto
dello sbaglio commesso in base all'attenzione ragionevolmente esigibile (DTF
124 V 380 consid. 1 e 2c pag. 383 e 385; RDAT II-2003 n. 72 pag. 306 [C 317/01]
consid. 2.1). Diversamente, se si facesse risalire il momento della conoscenza
del fatto determinante alla data del versamento indebito, ciò renderebbe spesso
illusoria la possibilità per l'amministrazione di reclamare il rimborso di
prestazioni versate a torto per colpa propria (DTF 124 V 380 consid. 1 in fine pag. 383; DTA 2006 pag. 158 [C 80/05]). Nel concretare questi principi, il
Tribunale federale (delle assicurazioni) ha tra l'altro stabilito che se più
unità amministrative sono coinvolte nella procedura di emanazione della
decisione originaria e che se una di esse commette uno sbaglio, quest'ultimo va
qualificato come un unico errore ai sensi della giurisprudenza suesposta. Il
secondo momento che determina la decorrenza del termine annuo di perenzione non
si realizza già quando un'unità amministrativa riceve dall'altra una copia
della decisione originaria ma soltanto quando in un momento successivo subentra
un motivo per riesaminare il fascicolo (sentenza I 308/03 del 22 settembre 2003
consid. 3.2.2).

 

                                         In concreto l’interessato
ha sottoscritto il 25 marzo 2009 la proposta per l’assicurazione __________ ed
ha successivamente inviato numerose fatture su cui figurava il suo indirizzo di
__________, pagate senza alcuna obiezione dall’assicuratore per complessivi fr.
95'727.40 (fr. 98'927.40 da cui sono state dedotte le franchigie pattuite),
fino alla degenza del mese di agosto 2012 presso la __________ di __________
per una problematica lombare. Dopo aver ricevuto il 27 agosto 2012 dall’Ufficio
del medico cantonale, il rifiuto della garanzia di pagamento per
ospedalizzazioni extracantonali secondo l’art. 41 cpv. 3 LAMal poiché il
paziente non è domiciliato in Ticino, il 12 settembre 2012 l’assicuratore ha
informato l’insorgente che non si sarebbe assunto i costi dell’intervento a
causa della riserva a suo tempo sottoscritta nell’assicurazione __________ (doc.
6).

                                         Con scritto del 19 ottobre
2012 (pervenuto all’assicuratore il 23 ottobre 2012; cfr. doc. 7),
l’interessato, per il tramite del suo rappresentante, ha sollevato la questione
“della conformità legale della copertura d’assicurazione del mio cliente –
pensionato svizzero domiciliato in __________, al solo beneficio di rendite
elvetiche, e che non ha esercitato il diritto di opzione assicurativa verso lo
Stato di residenza (copertura sociale delle cure medico-sanitarie) (…)”
(doc. 7). In precedenza, e meglio il 12 ottobre 2012 il rappresentante dell’assicurato
aveva avuto un colloquio telefonico con una funzionaria della convenuta per
conto di __________ alla quale, il medesimo giorno, ha trasmesso la procura e
che il 17 ottobre 2012 aveva affermato che “l’institution commune LAMal,
office compétent pour la surveillance sur l’obbligation d’assurance des suisses
à l’étranger, avec l’entrée en vigeur des accords bilatéraux le 1er juin 2002, a reconnu le 23 août 2002 l’assurance __________ comme “assurance équivalente”. Comme conséquence Monsieur RI 1 (retraite) dispose de la couverture
d’assurance prescrite. Le 25.03.2009 Monsieur RI 1 a se choisi pour l’__________.
C’est une assurance privée subordonnée à la Loi fédérale sur le contrat
d’assurance (LCA) et non à la Loi fédérale sur l’assurance maladie (LAMal). » (doc. E).

                                         Rilevato
che la decisione formale è stata emessa, in seguito al ricorso per denegata
giustizia, il 22 ottobre 2013, e che il rappresentante dell’assicurato ha
affermato di averla ricevuta il 23 ottobre 2013 (“la medesima è stata trasmessa
in contemporanea anche al sottoscritto, in copia e per lettera semplice, sempre
datata 22 ottobre 2013, ed è stata da me ricevuta il 23 ottobre 2013 (che in
casu può essere ritenuto il dies a quo)”) l’affiliazione alla LAMal dal 1°
maggio 2009 va confermata. Infatti l’assicuratore ha emesso la decisione entro
un anno da quando, il 23 ottobre 2012, in un secondo tempo, con tutta
l’attenzione da lui esigibile, avrebbe potuto rendersi conto dell’errore
commesso.

 

                               2.6.   La Cassa ha presentato la seguente
situazione di dare e avere tra le parti per il periodo dal 1° maggio 2009 al 31
dicembre 2012:

 

                                         - premi 2009 (fr.
570 al mese)                             fr.   6’840

                                         - premi 2010 (fr.
630 al mese)                             fr.   7’560

                                         - premi 2011 (fr.
720 al mese)                             fr.   8’640

                                         - premi 2012 (fr.
810 al mese)                             fr.   9’870

                                         Premi mensili
totali                                               fr. 32’760

 

                                         Prestazioni LAMal

 

                                         - fr. 46'828.80 (fr.
98'927.40 di prestazioni __________ erogate, dedotte le prestazioni LCA non
assicurate in ambito LAMal e corrispondenti ai costi di cura stazionari in
settore privato pari a fr. 52'098.60 [cfr. tabelle allegate]);

                                         - fr. 6'996.40 (per le
prestazioni rivendicate ed ancora scoperte: fattura clinica __________ per cura
del 3.8.2012 di fr. 702.35, fattura ambulanza per trasferimento a __________
del 20 agosto 2012 di fr. 2'340, fattura degenza clinica __________ dal 9
agosto al 20 agosto 2012 di fr. 3'557.35, fattura fisioterapia __________ per
sedute del 10.09-28.09.2012 di fr. 396.70);

                                         - fr. 5'143.80 per la
prestazione LAMal per la cura presso la clinica __________ dal 20 agosto 2012
al 27 agosto 2012 presentata in sede di opposizione;

 

                                         per un totale di fr. 58'969
di prestazioni (lorde) da cui va dedotto l’importo di partecipazione
complessivo di fr. 4'000 (fr. 1'200 di franchigia [300 X 4] e fr. 2'800 [700 X
4] di aliquota), per un saldo a favore del ricorrente di fr. 22'209 (58'969 -
4'000 - 32'760).

 

                                         L’assicurato, in sede di
ricorso, non contesta specificatamente il calcolo dei premi e delle prestazioni
di fr. 46'828.80 a lui riconosciute, ma “rigetta”, genericamente e senza
approfondire e motivare le ragioni della sua censura “ogni aspetto dei
calcoli esposti dalla convenuta” (doc. I, pag. 11). Questo Tribunale non ha
alcun motivo per dubitare della correttezza del calcolo così come da tabella
allegata alla decisione su opposizione (cfr. doc. B).

 

                                         L’insorgente chiede inoltre
il rimborso di tre poste, e meglio, di un importo fr. 6’996.40 citato in uno
scritto del 22 aprile 2013 della Cassa (doc. H), della fattura della __________
di __________ per il trasporto del 9 agosto 2012 per fr. 1'340 e della fattura
del 10 agosto 2012 della __________ di complessivi fr. 23'015.55.

 

                                         Come visto,
l’assicuratore, con la decisione su opposizione ha già riconosciuto i fr.
6'996.40 citati dal ricorrente.

 

                                         Circa la fattura della __________
per il trasporto del 9 agosto 2012 questo Tribunale dà atto al ricorrente che
l’assicuratore è stato opaco e poco comprensibile nelle sue fatturazioni.

                                         Tuttavia, dagli atti
emerge che la prestazione, complessivamente, è stata ritenuta nel calcolo di
quanto rimborsato.

                                         La fattura, rimborsata al
ricorrente il 24 agosto 2012 (doc. 4) ed oggetto di poco comprensibile, di
primo acchito, storno il 28 dicembre 2012 (tabella doc. 4), è comunque stata
presa in considerazione dall’assicuratore. 

                                         Dalla tabella di cui al
doc. 4, non sempre di facile lettura, poiché scritta in piccolo con numeri non
sempre di immediata lettura, ma comunque ricostruibili grazie ai totali, emerge
che l’importo di fr. 1'340, per i seguenti motivi è stato rimborsato.

                                         Dalla finca “Nettoleistungen”
risultano i seguenti rimborsi per il 2012: 

                                         532.65 (__________,
prestazioni del 5 marzo 2012) + 40.15 (__________, prestazioni del 2 marzo
2012) + 438.50 (__________, prestazioni dal 19 aprile all’8 maggio 2012) + 150 (Fornitore
di Mezzi ausiliari, prestazioni del 20 aprile 2012) + 62 (__________,
prestazioni dall’11 al 18 maggio 2012) + 214.05 (__________, prestazioni dal 18
aprile all’11 maggio 2012) + 101.70 (__________, prestazioni del 6 luglio 2012)
+ 375.85 (__________, prestazioni dall’11 al 24 maggio 2012) + 326.85 (__________,
prestazioni del 16 luglio 2012) + 197.65 (__________, prestazioni del 5 luglio
2012) + 1'340 (__________, prestazioni del 9 agosto 2012) + 605.75 (__________,
prestazioni dal 9 al 10 agosto 2012) + 506.80 (__________, prestazioni dal 6
luglio al 7 settembre 2012) + 82.05 (__________, prestazioni del 24 ottobre
2012) + 114.35 (__________, prestazioni del 18 ottobre 2012) – 1'340 (__________,
prestazioni del 9 agosto 2012) + 1'340 (__________, prestazioni del 9 agosto
2012) = 5'088.55.

                                         L’ammontare complessivo di
fr. 5'088.55 relativo alle prestazioni nette del 2012, sommato agli importi
netti di fr. 1'376.35 per il 2009, fr. 50'043.05 per il 2010 e fr. 39'219.45
per il 2011, danno complessivamente l’ammontare di fr. 95'727.40,
corrispondente al netto che l’assicuratore afferma di aver riconosciuto e che
l’insorgente non contesta in quanto tale.

 

                                         Per cui, essendo l’importo
di fr. 1'340 compreso nel complessivo di fr. 95'727.40, poiché dedotto una
volta ma aggiunto due volte, esso va considerato rimborsato. 

                                         Ne segue che, anche se
dagli allegati conteggi del 24 agosto 2012 (doc. I) e del 28 dicembre 2012
(doc. L), peraltro assai poco chiari, da una prima veloce lettura potrebbe sembrare
che l’assicuratore ha stornato l’importo di fr. 1'340, esso in realtà è stato
riconosciuto. Del resto nella citata tabella 4, alla posta “Nettoleistungen”,
come visto, sono stati riconosciuti anche gli importi di fr. 82.05 (__________,
prestazioni del 24 ottobre 2012) e di fr. 114.35 (__________, prestazioni del
18 ottobre 2012) che nell’allegato L sembravano non essere rimborsati. Ora, nel
doc. 4 figura al 28 dicembre 2012 un importo di fr. 82.05 per la __________ per
prestazioni del 24 ottobre 2012 e di fr. 114.35 della __________ di __________
per prestazioni del 18 ottobre 2012, così come l’importo di fr. 1'340 dapprima
stornato e poi riconosciuto al ricorrente per la prestazione del 9 agosto
2012.  

 

                                         Questi interventi
contabili sono verosimilmente dovuti alla circostanza che inizialmente
l’assicuratore ha versato l’importo al ricorrente ed in seguito ha dovuto
stornarlo poiché nel contempo l’assicuratore aveva pure già versato
direttamente l’importo alla __________.

 

                                         Resta da esaminare la
fattura della __________ del 10 agosto 2012. Nella decisione impugnata,
l’assicuratore ha riconosciuto un importo di fr. 5'143.80, a motivo che
l’interessato ha usufruito di prestazioni in camera privata, allorché la LAMal
riconosce unicamente il rimborso secondo la tariffa per la camera comune.

 

                                         In sede di osservazioni
l’insorgente contesta nuovamente l’importo affermando che nel preciso caso di
specie la partecipazione del Cantone ai sensi dell’art. 49a cpv. 2 LAMal
pertocca all’assicuratore in applicazione dell’art. 37 lett. a OAMal e dunque
deve assumersi l’intera somma ai sensi dell’art. 49 cpv. 1 LAMal. 

                                         Secondo l’art. 49 cpv. 1
LAMal per la remunerazione della cura ospedaliera, compresa la degenza e le
cure in ospedale (art. 39 cpv. 1) o in una casa per partorienti (art. 29),
le parti alla convenzione stabiliscono importi forfettari. Tali importi sono
fissati di norma per ogni singolo caso. Essi si rifanno alle prestazioni e si
basano su strutture uniformi per tutta la Svizzera. Le parti alla convenzione
possono convenire che prestazioni diagnostiche o terapeutiche speciali non
siano computate nell'importo forfettario, bensì fatturate separatamente. Le
tariffe ospedaliere si rifanno alla remunerazione degli ospedali che forniscono
la prestazione tariffata assicurata obbligatoriamente, nella qualità
necessaria, in modo efficiente e vantaggioso.

 

                                         Per l’art. 49a cpv. 2
LAMal il Cantone fissa per ogni anno civile, al più tardi nove
mesi prima dell'inizio dello stesso, la quotaparte cantonale per gli abitanti
del Cantone. La quotaparte cantonale ammonta almeno al 55 per cento.

                                         Ai sensi dell’art. 37
lett. a OAMal per le prestazioni ospedaliere in Svizzera, in un
ospedale figurante nell'elenco, l'assicuratore assume gli importi forfettari
fatturati conformemente all'articolo 49 capoverso 1 della legge per gli
assicurati che risiedono in uno Stato membro dell'Unione europea, in Islanda o
in Norvegia e che sono soggetti all'assicurazione svizzera.

 

                                         Chiamato a prendere
posizione in merito (doc. X) l’assicuratore ha confermato che il rimborso non è
stato calcolato correttamente e che deve essere aumentato a fr. 10'497.50
poiché l’insorgente in quel periodo era domiciliato all’estero (cfr. doc. XIII).
Quest’ultimo, su questo specifico aspetto, non ha obbiettato alcunché (doc. XV).

 

                                         Su questo punto il
ricorso va accolto.

                                         Ne segue che l’importo
complessivo a favore dell’insorgente ammonta a fr. 27'562.70 (22'209 +
10'497.50 – 5'143.80).

 

                               2.7.   Il
ricorrente fa valere il principio della buona fede, sostenendo che, ai sensi
dell’art. 27 LPGA, sarebbe spettato all’assicuratore informarlo circa il suo
obbligo assicurativo alla LAMal.

 

                                         L'art. 27
della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni
sociali (LPGA) che regola la “Informazione e consulenza” ha il seguente tenore:

 

" 1 Gli assicuratori e gli organi esecutivi
delle singole assicurazioni sociali, nei limiti delle loro competenze, sono
tenuti ad informare le persone interessate sui loro diritti e obblighi.

 

2 Ognuno ha diritto, di regola gratuitamente, alla consulenza in merito
ai propri diritti e obblighi. Sono competenti in materia gli assicuratori nei
confronti dei quali gli interessati devono far valere i loro diritti o
adempiere i loro obblighi. Per le consulenze che richiedono ricerche onerose,
il Consiglio federale può prevedere la riscossione di emolumenti e stabilirne
la tariffa.

 

3 Se un assicuratore
constata che un assicurato o i suoi congiunti possono rivendicare prestazioni
di altre assicurazioni sociali, li informa immediatamente."

                                       

                                         L'art. 27
LPGA sancisce, in particolare, per l'amministrazione un dovere di carattere
collettivo, generale e permanente di fornire informazioni (cpv. 1) e il diritto
soggettivo e individuale dell'assicurato alla consulenza (cioè un parere su ciò
che conviene fare) su un caso preciso, che può essere fatto valere in giustizia
(cpv. 2) (Su questi aspetti cfr. in particolare STFA C
192/04 del 14 settembre 2005 consid. 4.1., pubblicata in DTF 131
V 472 e in SVR 2006 ALV Nr. 9 pag. 31; STFA C 241/04 del 9 maggio 2006 consid. 6; STFA C 157/05 del 28 ottobre 2005 consid. 4.2.; E. Imhof - CH
Zünd, "ATSG und Arbeitslosenversicherung" in SZS 2003 pag. 291 seg. (306);
E. Imhof, "Anhang zur Vertiefung von art. 27 ATSG über Aufklärung,
Beratung und Kenntnisgabe" in SZS 2002 pag. 315 seg. (315-318);
R. Spira, "Du droit d'être renseigné et conseillé par les assureurs et les
organes d'exécution des assurances sociales art. 27 LPGA" in SZS 2001 pag.
524 seg. (527); U. Kieser, "ATSG - Kommentar",
2. ed., Zurigo-Basilea-Ginevra 2009, ad art. 27 pag. 400 e pag. 402-407).

 

                                         Il capoverso 1 dell’art.
27 LPGA prevede un obbligo di informazione generale e permanente nei confronti
di una cerchia indeterminata di persone, che non deve avvenire unicamente su
richiesta degli interessati, bensì regolarmente e d’ufficio, e a cui viene
fatto fronte ad esempio tramite la consegna di opuscoli informativi, direttive,
inserzioni, internet, ecc. (cfr. STFA C 241/04 del 9 maggio 2006
consid. 6; DTF 131 V 476 consid. 4.1.=SVR 2006 ALV Nr. 9 pag. 31; DLA 2002 pag.
194).

 

                                         Per quanto attiene al
diritto alla consulenza enunciato all'art. 27 cpv. 2 LPGA, va segnalato che
ogni assicurato può esigere che il proprio assicuratore gli fornisca,
gratuitamente, consulenza in merito ai suoi diritti e obblighi (cfr. DLA 2007
pag. 193 segg.). Quest'obbligo concerne soltanto l'ambito di competenza
dell'assicuratore in questione e le informazioni possono esse fornite anche da
non giuristi, come del resto prima dell'entrata in vigore della LPGA.
Contrariamente alle informazioni di carattere generale, la consulenza deve
riferirsi al caso specifico (cfr. FF 1999 IV 3953).

                                         Inoltre tale diritto non è
limitato alle persone assicurate, tuttavia deve esistere uno stretto rapporto
con l'assicurazione interpellata, nel senso che la consulenza deve riferirsi a
diritti e doveri che già esistono o che possono sorgere tra la persona che ha
richiesto le informazioni e l'assicurazione interessata (cfr. U. Kieser, op.
cit., ad art. 27 n. 29 pag. 405).

 

                               2.8.   Nel caso di specie, ritenuto
che l’insorgente in seguito alla decisione di affiliarlo alla LAMal, ha
ottenuto il rimborso completo di tutte le prestazioni da lui usufruite dal 1°
maggio 2009 al 31 dicembre 2012, nell’ambito delle assicurazioni sociali
non ha subito alcun pregiudizio e pertanto non può prevalersi del principio
della buona fede.                  

                                         Allo stesso modo, non
avendo subito alcun danno, giacché l’assicuratore lo ha affiliato alla LAMal e
lo ha rimborsato secondo le norme vigenti nell’ambito dell’assicurazione delle
cure medico-sanitarie, non può neppure prevalersi dell’art. 78 LPGA il cui cpv.
1 prevede che gli enti di diritto pubblico, gli organismi fondatori privati e
gli assicuratori rispondono, in qualità di garanti dell'attività degli organi
d'esecuzione delle assicurazioni sociali, per i danni causati illecitamente a
un assicurato o a terzi da parte degli organi d'esecuzione o dei loro
funzionari.

 

                               2.9.   Resta da esaminare se
l’assicuratore può compensare l’importo di fr. 27'562.70 con quello che
sostiene essere dovuto dal ricorrente a CO 1, soggetto di diritto privato.

 

                                         Va in primo luogo
rammentato che per l’art. 120 CO quando due persone sono debitrici l’una verso
l’altra di somme di denaro o di altre prestazioni della stessa specie, ciascuna
di esse, purché i crediti siano scaduti, può compensare il proprio debito con
il proprio credito. Il debitore può opporre la compensazione sebbene il suo
credito sia contestato.

                                         

                                         In concreto CO 1 ha ceduto
a CO 1 parte della propria pretesa di restituzione nei confronti dell’insorgente
e meglio per l’importo della pretesa LAMal di quest’ultimo nei confronti di CO
1 (doc. 18a). L’ammontare dell’importo è stato quantificato, il 22 ottobre 2013, in fr. 17'065.20, “importo che potrà venir aggiornato di seguito in base all’esito
della procedura in corso” (doc. 18a).

 

                                         La LPGA non
contiene norme generali sulla compensazione (cfr. tuttavia l’art. 20 cpv. 2
LPGA; cfr. DTF 138 V 402 consid. 4.2).                   

                                         In una sentenza pubblicata
in DTF 130 V 505 il TF ha stabilito che la pretesa di restituzione
di una rendita d'invalidità comprendente le rendite completive (successivamente
rimpiazzata da una rendita di vecchiaia e dalle rendite completive) nei
confronti di uno dei coniugi può essere compensata con gli arretrati di una
rendita d'invalidità assegnata all'altro coniuge anche se debitore e creditore
dell'amministrazione non sono identici. La condizione dell'esistenza di una
stretta connessione, dal profilo della tecnica assicurativa o dal punto di
vista giuridico, tra i crediti posti in compensazione è in effetti adempiuta
(consid. 2.6 e 2.8). Le cifre marginali 10907 e 10908 delle Direttive sulle
rendite (DR) dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali sono conformi
alla legge (consid. 2.9). 

                                         Il TF ha
rammentato al consid. 2.4 che la compensazione non deve intaccare il minimo
vitale del debitore («la jurisprudence en matière d'assurances sociales
soumet la compensation à l'exigence que cette mesure ne mette pas en péril les
moyens d'existence du débiteur (voir par exemple ATF 115 V 343
consid. 2c, ATF 111 V 103
consid. 3b). Cette exigence est à rapprocher de l'art. 125 ch. 2 CO, aux termes
duquel ne peuvent être éteintes par compensation les créances dont la nature
spéciale exigent le paiement effectif entre les mains du créancier, telles que
des aliments ou le salaire absolument nécessaires à l'entretien du débiteur et
de sa famille (ATF 108 V 47
consid. 2).”).

                                         In una sentenza pubblicata
in DTF 136 V 286 il TF ha affermato che la compensazione di
rendite arretrate dell'assicurazione per l'invalidità con pretese risarcitorie
ai sensi dell'art. 52 LAVS è disciplinata dall'art. 50 cpv. 2 LAI in relazione
con l'art. 20 cpv. 2 lett. a LAVS e non dalle disposizioni della LPGA. Essa è
ammissibile (consid. 4 e 5). Se l'autorità competente in materia di aiuto
sociale ha versato alla persona assicurata prestazioni anticipate per il
periodo corrispondente a quello delle rendite arretrate, il minimo vitale del
diritto esecutivo non costituisce un limite alla compensazione (consid. 7 e 8).

                                         L’Alta Corte
al consid. 8.2 ha precisato che il divieto di intaccare il minimo vitale in
caso di compensazione nell’ambito delle assicurazioni sociali, è simile a
quello previsto dal diritto privato e figurante nell’art. 125 cpv. 2 CO. Questo
disposto prevede che  non possono estinguersi mediante compensazione contro la
volontà del creditore le obbligazioni che per la particolare loro natura devono
essere effettivamente soddisfatte al creditore, come per esempio quelle per
alimenti e salari assolutamente necessari al mantenimento del creditore e della
sua famiglia. L’Alta Corte ha evidenziato che l’art. 125 cpv. 2 CO (e l’art. 93
cpv. 1 LEF) vogliono impedire che la persona interessata, a causa della
compensazione, cada nel bisogno. Ciò non è il caso
quando la compensazione retroattiva avviene nei confronti di una persona che
nel medesimo periodo ha beneficiato di prestazioni assistenziali (“Ähnlich
verhält es sich, wenn die versicherte Person in der Vergangenheit von der
Fürsorgebehörde während einer Zeitspanne unterstützt wurde, für welche später
Renten nachbezahlt werden, die Verrechnung jedoch nicht mit der Sozialbehörde,
sondern - wie hier - mit einem anderen Zweig der Sozialversicherung zur
Diskussion steht, dessen Anspruch jenem der Fürsorgebehörde vorgeht (vgl. auch
Urteil I 141/05 vom 20. September 2006 E. 5.3.2). Hinzu kommt, dass sich der
Schutz des Existenzminimums bei Verrechnungen auf dem Gebiet der
Sozialversicherung an Art. 125 Ziff. 2 OR anlehnt. Dieser sieht vor, dass
Verpflichtungen, deren besondere Natur die tatsächliche Erfüllung an den
Gläubiger verlangt, wie Unterhaltsansprüche und Lohnguthaben, die zum Unterhalt
des Gläubigers und seiner Familie unbedingt erforderlich sind, nicht durch
Verrechnung getilgt werden können (vgl. BGE 130 V 505 E. 2.4 S. 510). Art. 125
Ziff. 2 OR wie auch Art. 93 Abs. 1 SchKG wollen einzig vermeiden, dass jemand
durch die Verrechnung tatsächlich ins Elend gestossen würde, was nicht der Fall
ist, wenn es - wie im vorliegenden Fall - um eine nachträgliche Beurteilung für
einen Zeitraum geht, für welchen Sozialhilfe effektiv ausgerichtet worden ist
(vgl. zum Ganzen: SCHLAURI, a.a.O., S. 148 ff.).“).

 

                                         Con
sentenza pubblicata in DTF 138 V 402 il TF ha affermato che nel
caso di pagamento retroattivo di rendite per periodi precedenti, la
salvaguardia del minimo esistenziale non dev'essere presa in considerazione
quale limite di compensazione laddove la rendita assegnata a titolo retroattivo
sostituisce semplicemente una rendita riconosciuta per un periodo precedente e
le due prestazioni si escludono vicendevolmente (consid. 4.5). 

                                         L’Alta Corte
al consid. 4.2 ha rammentato che la compensazione di prestazioni e contributi
può essere effettuata sia con rendite già versate, sia con rendite future, ma,
di principio, il minimo vitale della persona assicurata non può essere
intaccato. Si pone pertanto la questione di sapere se anche in caso di
compensazione con rendite già versate occorre esaminare se il minimo vitale
della persona interessata è salvaguardato, e questo nel lasso di tempo durante
il quale la rendita avrebbe dovuto essere versata. (“ (…)
Die zweigintern und zweigübergreifend zulässige Verrechnung von Leistungen und
Forderungen kann sich sowohl auf laufende Renten als auch auf
Rentennachzahlungen beziehen (BGE 136 V 286 E. 4.1 S. 288). Sie darf indessen
den nach betreibungsrechtlichen Regeln zu ermittelnden Notbedarf der
versicherten Person nicht beeinträchtigen (BGE 136 V 286 E. 6.1 S. 291; BGE 131
V 249 E. 1.2 S. 252). Dabei stellt sich nach der Rechtsprechung die Frage der
Zulässigkeit der Verrechnung unter dem Gesichtspunkt der Wahrung des
betreibungsrechtlichen Existenzminimums nicht nur bei einer laufenden,
monatlich ausgerichteten Rente, sondern auch bei Rentennachzahlungen, weil auch
diese zum Zweck haben, den Existenzbedarf der versicherten Person zu decken (Art. 34quater Abs.
2 Satz 3 aBV; Art. 112 Abs. 2
lit. b BV), und zwar in jener Zeitspanne,
für welche sie nachbezahlt werden (BGE 136 V 286 E. 6.2 S. 291; Urteil des
Eidg. Versicherungsgerichts I 305/03 vom 15. Februar 2005 E. 4; vgl. auch
Urteil I 141/05 vom 20. September 2006 E. 5.3.1; kritisch dazu: FRANZ SCHLAURI,
Die zweigübergreifende Verrechnung und weitere Instrumente der
Vollstreckungskoordination des Sozialversicherungsrechts, in:
Sozialversicherungsrechtstagung 2004, S. 137 ff., 150 f.). (…)“).

                                         Con
riferimento alle sentenze 9C_1015/2010 e DTF 136 V 286 il TF ha affermato che,
di regola, il divieto di compensazione non vale quando il minimo esistenziale,
nel periodo passato in cui avviene la compensazione, è stato garantito dal
versamento di prestazioni assistenziali (“Damit ergibt sich aus beiden
Urteilen, dass das Verrechnungsverbot dann nicht gilt, wenn das Existenzminimum
während der fraglichen Zeitspanne durch Leistungen der Sozialhilfe
gewährleistet war, und dass die Beachtung der Verrechnungsschranke bei
Nachzahlungen vor allem sicherstellen soll, dass es nicht zufolge zeitlicher
Verschiebungen von Zahlungen zu ungerechtfertigten Nachteilen für den
Versicherten kommt.”).

                                         L’Alta Corte ha poi evidenziato che la compensazione (retroattiva) può
portare su contributi non ancora pagati o su prestazioni da restituire. La
questione del minimo esistenziale può concernere solo il primo caso, poiché nel
periodo determinante non sono state versate altre prestazioni. Quando invece la
persona assicurata ha beneficiato di rendite, che non erano dovute o erano
dovute in misura inferiore, la situazione è diversa. In tal caso, di principio,
la compensazione è possibile senza necessità di effettuare il calcolo del
minimo vitale, poiché il reddito e la sostanza della persona interessata, per
il passato, non subirebbero alcuna modifica (consid. 4.4;
cfr. consid. 4.5:” Die Verrechnung ist hier somit zulässig, ohne dass dem
die Einhaltung des betreibungsrechtlichen Existenzminimums entgegengehalten
werden kann. Dies entspricht auch dem oben in E. 4.2 dargelegten
grundsätzlichen Ziel, dass Rechtswirkungen nicht lediglich aus der zeitlichen
Verschiebung von Zahlungen resultieren sollen. Ebenso wenig wie die Beachtung
der Verrechnungsschranke bei Nachzahlungen sicherstellen soll, dass es nicht
zufolge zeitlicher Verschiebungen von Zahlungen zu ungerechtfertigten
Nachteilen für den Versicherten kommt, soll die zeitliche Verschiebung zu vom
Gesetz grundsätzlich ausgeschlossenen Leistungskumulationen führen.“).

 

                                         Per quanto concerne la LAMal, con sentenza K 72/05 del 14 agosto 2006, ha affermato:

                                                                                

„In der Verwaltungsgerichtsbeschwerde wird ferner
beanstandet, die Beschwerdegegnerin habe trotz Kenntnis der Situation ohne
weitere Erklärungen und insbesondere ohne Berücksichtigung des behördlichen
Verzugs in der Auszahlung der Prämienverbilligungen die noch ausstehenden
Monatsprämien mit dem Beschwerdeführer zustehenden Rückvergütungsansprüchen
verrechnet.

5.1 Die Verrechenbarkeit sich gegenüberstehender
Forderungen stellt nach Lehre und Rechtsprechung einen allgemeinen
Rechtsgrundsatz dar, der für das Zivilrecht in Art. 120 ff. OR ausdrücklich
verankert ist, aber auch im Verwaltungsrecht zur Anwendung gelangt. Unter
Vorbehalt verwaltungsrechtlicher Sonderbestimmungen können im Prinzip
Forderungen und Gegenforderungen des Bürgers und des Gemeinwesens miteinander
verrechnet werden. Der Verrechnungsgrundsatz gilt insbesondere auch im
Bundessozialversicherungsrecht, und zwar selbst in jenen Zweigen, welche dies
nicht ausdrücklich vorsehen; allerdings kennen die meisten Gebiete der
Sozialversicherung eine ausdrückliche Regelung (BGE 110 V 185 Erw. 2 mit
Hinweisen; Erw. 6.1.1 [mit diversen Hinweisen] des noch nicht in der Amtlichen
Sammlung publizierten Urteils B. vom 28. Dezember 2005, B 41/04
[zusammengefasst wiedergegeben in HAVE 2006 S. 42]).

5.1.1 Das ATSG enthält keine allgemeine
Verrechnungsnorm (vgl. aber Art. 20 Abs. 2 ATSG; BGE 131 V 252 Erw. 1.2 mit
Hinweisen). Das Verrechnungsrecht ist sodann auch im Bereich der
obligatorischen Krankenpflegeversicherung nicht normiert. In Analogie zu
anderen Sozialversicherungszweigen (z.B. Art. 20 Abs. 2 AHVG) erlaubt jedoch
die Praxis den Krankenkassen, geschuldete Versicherungsleistungen mit
ausstehenden Prämienforderungen zu verrechnen (BGE 126 V 268 f. Erw. 4a, 110 V 185 f. Erw. 2 und 3; RKUV 2005 Nr. KV 343 S. 358 [Urteil L. vom 22.
Juli 2005, K 114/03]).

5.1.2 Wie im Privatrecht ist auch im Verwaltungs-
und namentlich im Sozialversicherungsrecht eine Verrechnung nur möglich, wenn
folgende grundsätzliche Voraussetzungen erfüllt sind: Forderung und
Gegenforderung, die verrechnet werden sollen, müssen zwischen den gleichen
Rechtsträgern bestehen und die zur Verrechnung gebrachte Forderung muss fällig
und rechtlich durchsetzbar sein. Ferner bedingt die Verrechnung die
Gleichartigkeit der sich gegenüberstehenden Forderungen (zum Ganzen: Erw.
6.4.3.1 des noch nicht in der Amtlichen Sammlung publizierten Urteils B. vom
28. Dezember 2005, B 41/04 [zusammengefasst wiedergegeben in HAVE 2006 S. 42]).
Die Verrechnung durch den Versicherer darf jedoch im Verrechnungszeitpunkt das
betreibungsrechtliche Existenzminimum (Notbedarf) der versicherten Person nach
Art. 93 SchKG nicht gefährden (BGE 131 V 249, 115 V 343 Erw. 2c, je mit Hinweisen;
Urteil H. vom 19. Februar 2002, I 684/00, Erw. 2b; Eugster, a.a.O., S. 114 Rz
225).“

 

                                         Va ancora evidenziato che con sentenza 9C_108/2009 del 26 gennaio 2009
il TF ha affermato:

 

„4.3 Eine Verrechnung, die sich mangels
spezialgesetzlicher Grundlage (im AHVG oder KVG) nach den allgemeinen Regeln
von Art. 120 OR beurteilt, tritt nach Art. 124 Abs. 1 OR nur insofern ein, als
der Schuldner dem Gläubiger zu erkennen gibt, dass er von seinem Rechte der
Verrechnung Gebrauch machen wolle. Weiter setzt Verrechnung im vorliegenden
Fall voraus, dass die Ausgleichskasse HOTELA ihre Beitragsforderung der HOTELA
Kranken- und Unfallkasse schriftlich (Art. 165 Abs. 1 OR) abgetreten hat. Eine
solche Abtretungserklärung findet sich in den Akten nicht. Indessen hat die
HOTELA bereits mit Verfügung vom 21. April 2004 ausstehende AHV-Beiträge mit
Krankentaggeldern verrechnet; diese Anordnung blieb unangefochten. Nachdem der
Beschwerdeführer das Fehlen einer Abtretungserklärung nie gerügt, sondern im
Zusammenhang mit der Verrechnung im vor- und im letztinstanzlichen Verfahren
einzig behauptet hat, nicht selbstständigerwerbend gewesen zu sein, erübrigen
sich weitere Abklärungen zur Abtretung der Beitragsforderung.

 

5.

Gemäss den vorstehenden Erwägungen ist die
Verrechnung somit zulässig. Nach den verbindlichen und im Übrigen unangefochten
gebliebenen Feststellungen der Vorinstanz beträgt die Verrechnungsforderung der
Beschwerdegegnerin aus unbezahlt gebliebenen Sozialversicherungsbeträgen über
Fr. 61'000.-. Dieser Forderung steht der Anspruch des Versicherten auf 50 % des
versicherten Taggelds für die Periode vom 1. November 1996 bis 7. Juni 1998
gegenüber, der sich laut Berechnungen des Verwaltungsgerichts auf Fr. 26'864.-
beläuft. Unabhängig vom genauen Resultat der vom Beschwerdeführer beanstandeten
Überversicherungsberechnung, deren Durchführung im angefochtenen Entscheid
nicht mit den gesetzlichen Grundlagen (Art. 78 Abs. 2 KVG; Art. 122 KVV; BGE
128 V 149 E. 4a S. 156 mit Hinweisen) in Einklang stehen dürfte, ist bei der
ausgewiesenen Differenz zwischen den beiden Forderungen die Verweigerung
weiterer Taggeldzahlungen im Ergebnis richtig. Selbst wenn der Beschwerdeführer
ein wesentlich höheres als das von der HOTELA anerkannte Taggeldguthaben hätte,
würde sich nichts daran ändern, dass sein Anspruch verrechnungsweise getilgt
wäre.“

                                         

                                         In concreto l’assicurato non fa valere di essere intaccato nel suo
minimo vitale, né contesta che quanto versato dalla LAMal non debba più esserlo
dalla LCA.

 

                                         L’importo complessivo
a carico della LAMal e non più a carico dell’assicurazione __________ ammonta a
fr. 46'828.80 (gli importi di fr. 6'996.40 e di fr. 10’497.50 non erano
stati rimborsati dalla LCA) e dovrebbe essere restituito dall’insorgente
all’assicuratore nell’ambito dell’assicurazione privata. Ritenuto tuttavia che
nella parallela procedura LCA (inc. 36.2014.83) questo TCA ha stabilito che il
credito dell’assicurato in favore dell’assicuratore ammonta a fr. 10'965.80, la
cessione del credito ai sensi dell’art. 164 CO tra l’assicuratore privato e
l’assicuratore sociale può essere confermata solo per questo importo.

                                         L’ammontare restante,
ossia fr. 16'596.90 (27'562.70 – 10'965.80), deve invece essere versato al
ricorrente.

 

                             2.10.   L’assicurato
chiede che vengano sentiti i responsabili dell’istituzione comune LAMal di
Soletta.

 

                                         Questo TCA
rinuncia all’assunzione di ulteriori prove ed in particolare a sentire i
responsabili dell’istituzione comune LAMal di Soletta poiché gli atti
dell’incarto sono già sufficienti per statuire nel merito della vertenza.

 

                                         Conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223
consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale
modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                             2.11.   Alla luce di
tutto quanto sopra esposto, la decisione impugnata va modificata, nel senso che
l’importo a favore dell’insorgente ammonta a fr. 27'562.70, di cui fr. 16'596.90
devono essere rimborsati all’assicurato.

                                         Al
ricorrente, rappresentato da una persona cognita in materia, vanno assegnate congrue
ripetibili.

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso é parzialmente
accolto ai sensi dei considerandi.

                                         § La
decisione impugnata deve essere modificata nel senso che della somma
complessiva di fr. 27'562.70 la compensazione porta su fr. 10'965.80,
mentre fr. 16'596.90 devono essere rimborsati all’assicurato.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. CO 1 verserà al
ricorrente fr. 2’000 (IVA inclusa se dovuta) a titolo di ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti