# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d5cf9df1-58d2-52cd-82a8-c69c5beb756b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.08.2010 C-329/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-329-2010_2010-08-12.pdf

## Full Text

Corte II I
C-329/2010

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 2  a g o s t o  2 0 1 0

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Antonio Imoberdorf, Blaise Vuille, 
cancelliera Mara Vassella.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Autorizzazione d'entrata nello spazio Schengen 
concernente B._______.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-329/2010

Fatti:

A.
Il  15  maggio  2009  B._______,  cittadina  tailandese  nata  il  ...,  ha 
presentato  alla  competente  Ambasciata  Svizzera  a  Bangkok  una 
domanda di visto per entrare nello spazio Schengen al fine di visitare 
per un periodo di novanta giorni l'amico ("Freund") A._______, cittadino 
svizzero nato il .... e domiciliato ad Ascona. 

In data 19 maggio 2009 la suddetta Rappresentanza elvetica ha tra-
smesso la domanda per decisione all'UFM indicando che la richieden-
te non ha legami famigliari con l'ospitante, non ha dimostrato di avere 
un'attività stabile e duratura né di  avere i  mezzi finanziari  sufficienti. 
L'uscita dalla Svizzera al termine della scadenza del visto postulato è 
stata pertanto ritenuta non sufficientemente garantita; l'Ambasciata ha 
inoltre manifestato dubbi circa il reale scopo del soggiorno.

Con decisione del 13 agosto 2009 l'UFM ha quindi rifiutato di concede-
re l'autorizzazione d'entrata in Svizzera alla richiedente.

B.
Il  21  ottobre  2009  l'interessata  ha  presentato  una  nuova  domanda 
d'autorizzazione  d'entrata  nello  spazio  Schengen  per  un  periodo  di 
sessanta giorni al fine di recarsi in visita dall'amico in Ticino. Rifiutata 
informalmente dalla suddetta Rappresentanza per le stesse motivazio-
ni di cui sopra, la Sezione dei permessi e dell'immigrazione (SPI, at-
tualmente: Sezione della popolazione) ha trasmesso l'istanza all'UFM 
per competenza e decisione.

Alla  richiesta  erano  allegati  una  polizza  dell'assicurazione  di  viaggi 
C._______  del  9  ottobre  2009,  una  dichiarazione  d'invito  del  16 
settembre  2009  dell'ospitante  con  la  quale  quest'ultimo  si  rende 
garante per l'osservanza dei termini d'uscita dallo spazio Schengen e 
per  le  spese  di  soggiorno  nonché  due  attestazioni  concernenti  le 
prestazioni  dell'AVS e della  Cassa pensione percepite dal  ricorrente 
nel 2007. 

C.
Con decisione del 6 gennaio 2010, l'autorità inferiore ha nuovamente 
respinto la domanda d'autorizzazione d'entrata presentata dalla richie-
dente. In sostanza l'UFM ha osservato che la legislazione in ambito di  

Pagina 2

C-329/2010

visti  non garantisce  nessun  diritto  all'entrata  nello  spazio  Schengen 
anche qualora il richiedente adempia tutte le condizioni. A maggior ra-
gione un visto non sarà concesso se il ritorno non risulta garantito sia 
a causa della situazione politica e socioeconomica prevalente nel Pae-
se d'origine sia a causa della situazione personale dell'interessato. In 
concreto, vista la situazione personale dell'interessata (persona in gio-
vane età, senza impegni familiari e professionali) e quella socioecono-
mica  della  Thailandia,  l'UFM  ritiene  che  la  partenza  dallo  spazio 
Schengen al termine del soggiorno non può essere considerata suffi -
cientemente garantita. L'autorità inferiore ha infine ritenuto dubbio lo 
scopo effettivo del soggiorno auspicato. 

D.
Il 18 gennaio 2010 A._______ è insorto avverso la suddetta decisione 
postulando il rilascio dell'autorizzazione d'entrata in favore dell'amica. 
Il ricorrente si è innanzitutto prevalso del fatto che, a seguito di gravi 
problemi di salute sopravvenuti in Thailandia nel 2006, era dovuto rien-
trare in Svizzera. Essendo da allora affetto da un'aritmia cardiaca deve 
evitare i lunghi viaggi. Per quanto riguarda il suo rapporto con la richie-
dente, egli ha dichiarato di intrattenere con lei una relazione dal 2002 
e  di  aver  sempre  mantenuto  i  contatti  anche  dopo  il  suo  rientro  in 
Svizzera nel 2006. Il ricorrente ha sottolineato che tutte le condizioni 
richieste erano adempiute e che l'istanza era formalmente corretta. A 
tale  proposito  egli  ha  asserito  che,  se  le  condizioni  d'entrata  sono 
adempiute,  unicamente  in  presenza  di  un  motivo  valido,  ossia  una 
pena o un sospetto fondato, deve essere rifiutata la concessione del  
visto. Il ricorrente ha ritenuto indiscusso il fatto che vi siano differenze 
tra la Svizzera e la Thailandia ma nel presente caso sarebbe irrilevan-
te siccome egli sostiene la richiedente finanziariamente la quale non 
ha pertanto alcun interesse a rimanere in Svizzera. Il  ricorrente si  è 
poi dichiarato disposto a depositare una cauzione qualora vi fosse la 
possibilità.

E.
Chiamato ad esprimersi in merito al suddetto gravame, con preavviso 
del 25 febbraio 2010, l'UFM si è riconfermato nelle sue argomentazioni 
ed ha osservato che i legami tra l'invitante e la richiedente potrebbero 
costituire un motivo per prolungare il soggiorno in Svizzera. L'autorità 
di prime cure ha inoltre asserito che ogni caso va esaminato singolar-
mente e che le autorità decidono, nell'ambito del potere di apprezza-
mento conferito  loro dal  legislatore,  tenendo conto dell'insieme delle 

Pagina 3

C-329/2010

circostanze del caso. Infine l'UFM ha precisato che le decisione in ma-
teria di  visti  non rimettono in causa la buona fede dei richiedenti  né 
quella  dei  loro ospitanti  in  Svizzera. Le garanzie fornite  sono inoltre 
degne d'interesse ma in quanto tali  non esplicano effetto giuridico e 
non sono atte a garantire la partenza effettiva della richiedente al ter -
mine del soggiorno previsto. 

F.
Invitato ad esprimersi in merito al suddetto preavviso, con replica del  
15 marzo 2010 il  ricorrente ha dichiarato che l'autorità di prime cure 
non gli avrebbe potuto vietare di unirsi in matrimonio con la richieden-
te e che se non verrà emesso un visto in suo favore, si prevarrà di tale 
diritto. Pertanto  egli  ha  osservato  che la  tattica  di  rifiuto  dell'UFM è 
controproducente. 

G.
Chiamato ad esprimersi in merito alla suddetta replica, con duplica del  
31 marzo 2010, l'autorità inferiore si è riconfermata nelle sue allega-
zioni di fatto e di diritto ed ha inoltre osservato che un matrimonio con 
l'interessata non avrebbe influenza alcuna sulla  presente procedura, 
non essendo applicabili le stesse disposizioni legali in caso di doman-
da di visto turistico o di permesso di dimora a scopo di matrimonio. 

Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), giusta 
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF o il 
Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 dalla 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. 

In particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione d'en-
trata  nello  spazio  Schengen  rese  dall'UFM  -  il  quale  costituisce 
un'unità  dell'amministrazione  federale  come  definita  all'art.  33  let.  d 
LTAF – possono essere impugnate dinanzi al TAF, il quale statuisce in 
via definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 
1  della  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  federale  [LTF,  RS 
173.110]).

Pagina 4

C-329/2010

1.2 Riservati i casi in cui la LTAF non dispone altrimenti la procedura 
dinanzi al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF).

1.3 A._______  ha  il  diritto  di  ricorrere  (art.  48  cpv.1  PA)  e  il  suo 
ricorso,  presentato nella  forma e  nei  termini  prescritti  dalla  legge,  è 
ricevibile (art. 50 e 52 PA). 

2.
Ai sensi dell'art. 49 PA i motivi di ricorso sono la violazione del diritto  
federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di  apprezzamento, 
l'accertamento  inesatto  o  incompleto  di  fatti  giuridicamente  rilevanti 
nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autorità cantonale non 
abbia giudicato come autorità di ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il  
diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato in nessun 
caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevanti sono in pri-
mo luogo la situazione di fatto e di diritto al momento del giudizio (cfr. 
consid. 1.2 della sentenza 2A.451/2002 del 28 marzo 2003 pubblicata 
parzialmente in: DTF 129 II 215).

3.
La politica delle autorità svizzere in materia di visti riveste un ruolo im-
portante nella prevenzione dell'immigrazione clandestina (cfr. Messag-
gio del Consiglio federale relativo alla legge sugli stranieri dell'8 marzo 
2002, in FF 2002 3327). Non potendo accogliere tutti gli stranieri che 
desiderano venire in questo paese, sia per un soggiorno di corta dura-
ta che per un soggiorno di lunga durata, le autorità svizzere possono 
applicare legittimamente una politica d'ammissione restrittiva (cfr. DTF 
122 II  1 consid. 3a;  ALAIN WURZBURGER,  La giurisprudenza recente del 
Tribunale federale in materia di polizia degli stranieri, Rivista di diritto 
amministrativo e di diritto fiscale [RDAF] 1997 I, p. 287).

Come rilevato a giusto titolo dall'autorità inferiore la legislazione sviz -
zera sugli stranieri non garantisce né il diritto d'entrata in Svizzera né il 
rilascio di  un visto. La Svizzera, come gli  altri  Stati,  non è tenuta ad 
autorizzare di  principio l'entrata di  stranieri  nel suo territorio. Questa 
decisione viene presa dalla Svizzera autonomamente in accordo con il 
diritto internazionale pubblico (cfr. Messaggio citato in FF 2002 3327 
nonché DTF 135 II 1 consid. 1.1). 

Pagina 5

C-329/2010

4.

4.1 Le condizioni d'entrata in Svizzera per un soggiorno non superiore 
a tre mesi sono disciplinate all'art. 2 cpv. 1 dell'ordinanza del 22 otto-
bre  2008  concernente  l’entrata  e  il  rilascio  del  visto  (OEV,  RS 
142.204), il  quale rinvia al  Regolamento (CE) n. 562/2006 del Parla-
mento europeo e del Consiglio del 15 marzo 2006, che istituisce un 
codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere 
da parte delle persone fisiche (codice frontiere Schengen [GU L 105 
del  13.04.2006  pag.  1-32]).  L'art.  5  par.  1  del  codice  frontiere 
Schengen  definisce  le  condizioni  d'ingresso  per  i  cittadini  di  paesi 
terzi.  Questi  devono  essere  in  possesso  di  uno  o  più  documenti  di 
viaggio validi che consentano di attraversare la frontiera e se richiesto, 
di un visto valido (let. a e b). Inoltre devono giustifi care lo scopo e le 
condizioni  del  soggiorno previsto e disporre di  mezzi  di  sussistenza 
sufficienti  (let.  c).  Infine  non  devono  essere  segnalati  nel  Sistema 
d'informazione  Schengen  (SIS)  ai  fini  della  non  ammissione  e  non 
essere  considerati  una  minaccia  per  l'ordine  pubblico,  la  sicurezza 
interna, la salute pubblica o le relazioni internazionali di uno degli Stati 
membri (let. d ed e).

Le condizioni  d'entrata  previste  dal  codice  frontiere  Schengen corri-
spondono essenzialmente a quelle di cui all'art. 5 cpv. 1 della legge fe-
derale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20). 

4.2 L'art. 5 cpv. 2 LStr esige dallo straniero che prevede un soggiorno 
temporaneo in Svizzera una garanzia di  partenza al termine del suo 
soggiorno. Questa  condizione  del  diritto  nazionale,  non  rappresenta 
un'esigenza  supplementare  e  non  contraddice  il  codice  frontiere 
Schengen. L'indicazione del soggiorno temporaneo costituisce di fatto 
una dichiarazione d'intenzione di lasciare il paese non appena il moti-
vo di soggiorno sia cessato. Allo stesso modo devono essere interpre-
tate le istruzioni consolari comuni del 22 dicembre 2005 indirizzate alle 
rappresentazioni diplomatiche e consolari di prima categoria (ICC; GU 
C 326 del 22 dicembre 2005 pag.1-149). Le ICC esigono in particolare 
che venga valutato il rischio migratorio (cfr. GU C 326 pag.10). Pertan-
to la pratica e la giurisprudenza relative all'art. 5 cpv. 2 LStr possono 
essere applicate (in merito ai  dettagli  di  tale problematica, cfr. DTAF 
2009/27 consid. 5.2 e 5.3). 

Pagina 6

C-329/2010

5.
L'art. 1 § 1 e 2 del Regolamento n. 539/2001 del Consiglio del 15 mar-
zo 2001 (GU L 81 del 21 marzo 2001, pag. 1-7) distingue tra i cittadini 
dei paesi terzi  a dipendenza dell'obbligo del visto. I cittadini  di paesi  
terzi elencati nell'allegato I del precitato regolamento devono essere in 
possesso di un visto all'atto dell'attraversamento delle frontiere ester-
ne degli Stati membri. Considerato che la Thailandia figura in questo 
allegato,  B._______,  quale  cittadina  tailandese,  soggiace  all'obbligo 
del visto. 

6.

6.1 Al fine di valutare se l'uscita dallo spazio Schengen alla scadenza 
del previsto soggiorno risulti sufficientemente assicurata, è necessario 
giudicare un comportamento futuro. Ora, non è possibile constatare in 
modo certo un fatto non ancora accaduto, tuttavia si possono emettere 
delle supposizioni, considerando l'insieme delle circostanze della fatti-
specie e i dati concreti che risultano dalla situazione generale del Pae-
se d'origine del richiedente. 

6.2 A tale proposito è necessario prendere in considerazione la quali -
tà di vita e le condizioni economiche e sociali prevalenti in Thailandia. 
L'economia di questo Paese ha ripreso a crescere dopo la crisi finan-
ziaria asiatica del 1997. In effetti nel 2007 la crescita economica era 
del 4.8 %. Tuttavia nel 2008, in particolare a causa della crisi finanzia-
ria mondiale, la crescita economica è rallentata. Il tasso complessivo 
registrato si situava al 2.3 %. Il prodotto interno lordo (PIL) corrispon-
deva al 4'081 USD nel 2008 e al 3'845 USD nel 2009. A tutt'oggi lar-
ghe fasce di popolazione sono confrontate a condizioni economiche e 
sociali difficili (cfr. fonti: sito internet dell'Ufficio degli affari esteri tede -
sco, <http://www.auswaertiges-amt.de  >, Länder, Reisen und Sicherheit 
> alle Länder A – Z > Thailand > ultimo aggiornamento: ottobre 2009, 
visitato il 14 luglio 2010).

6.3 Tenuto conto della situazione socioeconomica del Paese d'origine 
della richiedente nonché delle differenze tra questo Paese e la Svizze-
ra, la valutazione dell'UFM secondo cui il rischio di un'uscita non con-
forme ai termini prestabiliti appaia relativamente elevato, non può es-
sere contestata. Effettivamente, a prescindere dal  fatto che la predi-
sposizione a lasciare il proprio Paese d'origine è agevolata allorquan-
do parenti o conoscenti si trovano all'estero, va ricordato che la pres-
sione migratoria, come lo dimostra l'esperienza, risulta essere più ele-

Pagina 7

http://www.auswaertiges-amt.de/

C-329/2010

vata in presenza di persone giovani che non hanno particolari legami 
famigliari o professionali al loro Paese d'origine. 

Ciò nonostante trarre delle conclusioni basandosi unicamente sulla si-
tuazione generale del paese d'origine, porterebbe ad una valutazione 
dei  fatti  eccessivamente  generalizzata. Occorre  per  tanto  esaminare 
l'insieme delle circostanze del caso concreto. In particolare gli obblighi 
familiari, sociali o professionali possono costituire una prognosi favore-
vole in vista di una partenza regolare dalla Svizzera.

7.

7.1 Per quanto riguarda i vincoli al Paese d'origine, dagli atti di causa 
risulta che la richiedente ha 29 anni, è nubile e non ha figli, non le in -
combe pertanto alcun obbligo famigliare, come asserito a giusto titolo 
dall'autorità inferiore. Per quanto attiene ad un impiego si osserva che 
nella richiesta di visto del 15 maggio 2009 l'interessata aveva dichiara -
to di  essere impiegata presso il  Thai Restaurant D._______, ciò che 
non è stato comprovato con nessun documento. Nella seconda richie-
sta di visto compilata il 21 ottobre 2009 l'interessata non ha indicato 
alcun  impiego;  si  può  quindi  concludere  che  la  richiedente  non  ha 
neppure alcun vincolo di natura professionale al suo Paese d'origine, 
ciò che il ricorrente ha d'altronde chiaramente indicato osservando che 
la richiedente non svolgeva alcuna attività lucrativa e che lui stesso ne 
assumeva il sostentamento. 

Circa  il  motivo  di  soggiorno,  va menzionato  che nello  scritto  del  10 
gennaio 2009 all'attenzione dell'Ambasciata Svizzera di Bangkok, il ri -
corrente scriveva che  "qualora non le piacesse in Svizzera, la richiedente 
avrebbe potuto in qualsiasi momento fare rientro in Thailandia". In altre paro-
le tale espressione lascia intendere che l'interessata sarebbe stata di -
sposta a soggiornare presso il ricorrente a tempo indeterminato. In ag-
giunta  a  ciò,  dalle  indicazioni  fornite  dall'Ambasciata  Svizzera  a 
Bangkok il 19 maggio 2009, risulta che l'ospitante è il fidanzato della 
richiedente. La stessa ha poi affermato che l'invitante aveva lascia to la 
Thailandia da un anno mentre in realtà egli era già rientrato in Svizze -
ra da tre anni ed ha manifestato la volontà di vivere assieme a lui in  
Svizzera e prendersene cura. In occasione del secondo rifiuto con for-
mulario del 22 ottobre 2009 essa ha dichiarato che il garante era il suo 
"Ex-Chef" senza tuttavia poterlo dimostrare. Infine i timori di una par -
tenza non conforme ai termini prestabiliti espressi dall'autorità di prime 

Pagina 8

C-329/2010

cure si avverano a maggior ragione fondati in quanto il ricorrente nella 
sua replica del 15 marzo 2010 ha esternato la possibilità di sposare la 
richiedente al fine di poterla invitare in Svizzera e in seguito procurarle 
un permesso di soggiorno in Svizzera. Tale affermazione indica pale-
semente che la persona in questione non ha alcun vincolo famigliare 
al suo Paese d'origine e che, soprattutto, i motivi alla base del soggior -
no auspicato non sono chiari.

7.2 Visto  quanto precede,  il  mero desiderio  espresso dal  ricorrente, 
perfettamente  comprensibile,  di  invitare  l'amica in  Svizzera  non  può 
costituire di per sé un motivo giustificante la concessione del visto. Te-
nuto conto del numero importante di domande di concessioni dell'auto-
rizzazione d'entrata inoltrate, le autorità elvetiche devono prendere in 
considerazione il rischio risultante dal fatto che la persona a beneficio 
d'un visto d'entrata non lasci la Svizzera entro i termini del suo sog-
giorno ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LStr. In tali circostanze le autorità com-
petenti  sono state portate ad adottare una politica d'ammissione re-
strittiva e a procedere ad una severa limitazione del numero delle au-
torizzazioni d'entrata nello spazio Schengen. 

Da quanto precede il Tribunale constata che si è in presenza di un ri -
schio  migratorio  elevato  e  che  pertanto,  pure  in  considerazione  dei 
gravi problemi di salute del ricorrente i quali gli  impediscono di viag-
giare,  il  rilascio  del  visto  a  favore  della  richiedente  non  può  essere 
concesso. 

7.3 Ne discende che l'autorità di prime cure ha rilevato a giusto titolo 
sulla base della situazione agli atti, che l'uscita dallo spazio Schengen 
entro i termini stabiliti dopo un soggiorno per visita non è sufficiente-
mente garantita. Giustificati si sono rivelati pure i dubbi circa lo scopo 
effettivo del soggiorno. La correttezza di tale valutazione non può es-
sere  pregiudicata neanche dalle  ripetute  dichiarazioni  di  garanzia di  
uscita puntuale dalla Svizzera formulate dal ricorrente. A questo titolo 
giova  sottolineare  che  la  buona  fede  e  l'onestà  dell'invitante  non  è 
messa in discussione. In effetti nell'esame del rischio di un'uscita non 
conforme ai termini è rilevante in prima linea il possibile comportamen-
to dell'invitata dedotto dalla documentazione agli atti. Solo quest'ultima 
è in grado di assicurare la partenza dallo spazio Schengen entro i ter -
mini  stabiliti.  Considerato  l'insieme delle  circostanze del  caso,  la  di -
chiarazione fornita dal ricorrente con la quale egli si porta garante per 
tutte le spese di soggiorno, non è tale da impedire alla richiedente di 

Pagina 9

C-329/2010

intraprendere i passi necessari per stabilirvisi durevolmente (cfr. DTAF 
2009/27 consid. 9). Le garanzie finanziarie fornite dall'ospi tante costi-
tuiscono delle semplici dichiarazioni d'intenzione prive di ef fetti giuridi-
ci le quali non permettono di garantire la volontà della richiedente di 
uscire dallo spazio Schengen e di assicurarne la partenza entro i ter-
mini stabiliti. 

7.4 Per quanto concerne la proposta del ricorrente di versare una cau-
zione in denaro, prevista dall'art. 6 cpv. 3 LStr, quale garanzia di ritor-
no in Patria dell'invitata, incombeva a quest'ultimo trovare un accordo 
con le autorità cantonali competenti allo scopo di depositarla. Tuttavia 
neppure in presenza di una tale cauzione è possibile prevedere le in-
tenzioni e il comportamento della persona invitata. Prestando una si -
curezza finanziaria l'ospitante può certamente garantire la copertura di 
eventuali costi insorti durante il soggiorno auspicato, ma non è comun-
que in grado di  garantire un certo comportamento (cfr. sentenza del 
Tribunale  amministrativo  federale  C-7005/2007  del  25  giugno  2009 
consid. 9 e giurisprudenza ivi citata).

8.
Ne discende che l'UFM con decisione del 6 gennaio 2010 non ha né 
violato il diritto federale né abusato del suo potere di apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 49 PA). Per questi motivi il ricorso va respinto.

9.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali vengono poste a ca-
rico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1 a 3 del  
regolamento del  21 febbraio 2008 sulle  tasse e sulle  spese ripetibili  
nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]).

Pagina 10

C-329/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di fr. 700.- sono poste a carico del ricorrente e 
sono computate con l'anticipo spese dello stesso importo versato il 26 
gennaio 2010. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione  della  popolazione,  Bellinzona,  per  informazione  (incarto 

cantonale di ritorno)

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

Data di spedizione: 

Pagina 11