# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ba7001c8-b65c-5690-afb9-4eee84add1ac
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-05-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.05.2010 C-7619/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7619-2008_2010-05-27.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7619/2008/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 7  m a g g i o  2 0 1 0  

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Franziska Schneider, Alberto Meuli, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
rappresentato dal Patronato INCA, Ufficio legale, 
casella postale 287, 4005 Basilea,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità, decisione del 10 ottobre 2008.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7619/2008

Fatti:

A.
A.______, cittadino italiano nato il  (...), coniugato e padre di tre figli, 
ha lavorato in Svizzera come modellista d'abbigliamento dal 1968 al 
1994,  versando  i  contributi  obbligatori  all'assicurazione  per  la 
vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  (AVS/AI; doc. 79). Il   28 dicembre 
2007,  per  il  tramite  dell'Istituto  nazionale  italiano  della  previdenza 
sociale  (INPS),  l'assicurato  ha formulato  all'Ufficio  dell'assicurazione 
per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  una 
domanda tendente ad ottenere una rendita d'invalidità svizzera (doc. 1 
a 7).  

B.
Nell'ambito  dell'istruzione  della  domanda  di  rendita,  l'UAIE  ha 
acquisito, tra gli altri, i documenti seguenti:

-  il  questionario  per  l'assicurato  e  quello  per  indipendenti,  del  21 
maggio 2008,  dai  quali  si  evince che l'interessato ha lavorato come 
venditore ambulante indipendente dal gennaio 1993 fino al 30 giugno 
2007, quando ha cessato per malattia la propria attività, alla quale ha 
posto un termine definitivo il 31 dicembre successivo, percependo da 
ultimo un salario di EUR 842.66 mensili,  e che egli  beneficia di  una 
pensione d'invalidità italiana dal 1° gennaio 2008 (doc. 11 e 12), 

- una cartella clinica del 5 febbraio 2004, relativa ad un intervento di 
vitrectomia e di trapianto corneale all'occhio sinistro (doc. 13),

- un rapporto di dimissione dell'... (...), del 27 aprile 2007, relativo ad 
un  ricovero  protrattosi  dal  17  al  24  aprile  2007,  facente  stato  della 
diagnosi  d'infarto  miocardico  antero-laterale,  di  diabete  mellito, 
d'ipertensione arteriosa e  di  dislipidemia,  dal  quale  si  evince inoltre 
che  l'assicurato  è  stato  sottoposto  ad  un  intervento  d'angioplastica 
percutanea con stent (doc. 14),

-  un  referto  d'ecocolordoppler  del  21  novembre  2007,  nel  quale  è 
rilevato,  in  particolare,  che  i  vasi  arteriosi  degli  arti  inferiori  non 
rivelano alterazioni di rilievo (doc. 18),

- un certificato medico dell'..., del 16 gennaio 2008, nel quale è riferita 
una frazione d'eiezione (FE) del 45% (doc. 20), 

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- una perizia medica particolareggiata E 213 del dott. B._______, del  
30 gennaio 2008, diagnosticante degli esiti da infarto miocardico acuto 
esteso, trattato con angioplastica coronaria selettiva, ed una sindrome 
metabolica  cronica  (ipertensione,  diabete,  obesità  e  dislipidemia). 
Nella  stessa  è  affermato  che  l'assicurato  è  in  grado  di  svolgere 
regolarmente  attività  leggere,  essendo  controindicati  l'umidità,  il 
freddo, ritmi di lavoro particolarmente stressanti, frequenti flessioni e 
movimentazioni di carichi, spostamenti su piani inclinati e scale, e che 
sono  necessarie  delle  pause  supplementari  con  la  possibilità  di 
alternare  la  posizione  durante  il  lavoro.  Nella  perizia  è  inoltre 
specificato  che  l'assicurato  può  esercitare  attività  adeguate  al  suo 
stato  di  salute,  come  quelle  di  portinaio,  magazziniere  o  fattorino, 
quattro  o  cinque  ore  al  giorno,  ed  è  formulato  un  grado d'invalidità 
generale, secondo il diritto italiano, del 75% (doc. 21). 

C.
L'UAIE ha trasmesso per apprezzamento la documentazione raccolta 
al  proprio  servizio  medico,  nella  persona del  dott. C._______. Nella 
sua  presa  di  posizione  del  10  luglio  2008,  quest'ultimo  ha 
diagnosticato  degli  esiti  da  infarto  del  miocardio  (IMA,  Ischemia-
Modified  Albumin),  trattato  in  modo  ottimale  mediante  angioplastica 
(PTCA, Percutaneous Transluminal Coronary Angioplasty), con una FE 
attuale del 45%, aventi un influsso sulla capacità lavorativa, come pure 
una  sindrome  metabolica  in  trattamento  e  una  cecità  monoculare 
dell'occhio sinistro dopo vitrectomia con trapianto della cornea, senza 
influenza sull'abilità lavorativa, e ha formulato un'incapacità di lavoro, 
dal 17 aprile 2007 (inizio del ricovero presso l'...), del 50% per l'ultima 
attività svolta e nulla per attività leggere, quali bidello, sorvegliante di  
parcheggi o cassiere (doc. 71 e 71.1). 

Nel  contempo,  per  il  tramite  del  Patronato  “Istituto  nazionale 
confederale  di  assistenza”  (INCA),  l'assicurato  ha  fatto  pervenire 
all'UAIE la cartella clinica completa relativa al suo ricovero presso l'...  
(doc.  24  a  70),  la  quale  consta,  in  particolare,  di  diversi  referti  
d'ecocardiogramma,  facenti  stato  di  un  infarto  settale  d'epoca 
indeterminata (doc. 25), di diversi referti d'analisi chimica del sangue 
(doc.  26  a  40),  di  un  referto  d'ecocardiogramma  transtoracico,  nel 
quale  è  esposto,  tra  l'altro,  che  il  ventricolo  sinistro  è  dilatato  e 
presenta una funzione sistolica globale ridotta, con una FE del 35%, e 
che sussistono una sclerosi aortica non condizionante ed un gradiente 

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transvalvolare  significativo  (doc.  42),  nonché  di  altri  documenti  ed 
analisi  inerenti  ai  problemi cardiaci  dell'assicurato messi  in evidenza 
durante il ricovero (doc. 43 a 70). 

Dopo  aver  preso  conoscenza  di  questa  cartella  clinica,  il  medico 
dell'UAIE  si  è  nuovamente  pronunciato  sul  caso  il  20  luglio  2008, 
rilevando  che  essa  conferma  l'infarto  del  miocardio  trattato  con 
angioplastica,  la  cui  evoluzione  è  stata  molto  favorevole,  per  cui  la 
stessa non è atta a fondare una valutazione medica diversa da quella 
del 10 luglio 2008 (doc. 73). 

D.
Il 4 agosto 2008 l'UAIE ha proceduto al calcolo del grado d'invalidità. 
Come reddito ipotetico da valido, in assenza di dati affidabili all'incarto,  
l'amministrazione ha ritenuto  per  il  2005 un valore  di  EUR 1'536.45 
(1'396.77  aumentati  del  10%,  per  tenere  conto  dell'esperienza 
dell'assicurato), sulla base dei dati statistici dell'Ufficio internazionale 
del  lavoro (ILO), e, come reddito da invalido, sempre secondo i  dati  
dell'ILO per il  2005, in attività quali cassiere o venditore all'ingrosso, 
ha considerato un valore medio di EUR 1'314.85, ridotto del 20%, viste 
le  circostanze  personali  dell'assicurato,  ossia  EUR  1'051.88. 
Procedendo al  raffronto dei  due redditi,  l'UAIE ha così  ottenuto una 
perdita  di  guadagno  del  31.54%,  corrispondente  ad  un  grado 
d'invalidità del 32% (doc. 74). 

L'8 agosto 2008 l'UAIE ha quindi approntato un progetto di decisione, 
con  il  quale  ha  preannunciato  all'assicurato  il  rigetto  della  sua 
domanda d'invalidità,  invitandolo nel  contempo a formulare eventuali 
osservazioni entro un termine di trenta giorni (doc. 75).

Scaduto  il  detto  termine  senza  che  l'assicurato  si  sia  manifestato, 
l'UAIE  ha  emanato  una  decisione,  il  10  ottobre  2008,  mediante  la 
quale ha negato all'interessato il  diritto all'ottenimento di una rendita 
d'invalidità svizzera (doc. 76). 

E.
Contro  questa  decisione,  per  il  tramite  dell'INCA,  l'assicurato  ha 
inoltrato  ricorso  al  Tribunale  amministrativo  federale  il  28  novembre 
2008, chiedendo che gli sia riconosciuto il diritto ad una mezza rendita 
d'invalidità o, eventualmente, ad una rendita maggiore, a decorrere dal 
dicembre 2006.  

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L'UAIE ha risposto il 2 febbraio 2009, postulando il rigetto del ricorso e 
la conferma della decisione impugnata.

Il  ricorrente  ha  brevemente  replicato  il  2  aprile  2009,  ribadendo  le 
proprie conclusioni.

F.
Con  decisione  incidentale  del  7  aprile  2009,  questo  Tribunale  ha 
invitato  il  ricorrente  a  versare  un  anticipo  equivalente  alle  presunte 
spese processuali di Fr. 300.-. Il relativo pagamento è stato effettuato il 
24 aprile 2009. 

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla  
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20). 

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per  l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempreché la  LAI  non deroghi 
alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 

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notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi,  
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti  
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art.  
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso  è  ammissibile  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge  (art.  59  e  60  LPGA,  nonché  l'art.  52  cpv. 1  PA),  e  visto  che 
l'anticipo di  Fr. 300.-,  relativo alle spese processuali,  è stato versato 
nel termine impartito.  

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di trattamento tra i cittadini di uno Stato membro della Comunità 
europea,  ivi  risiedenti,  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  2  e  3  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 

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ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente  procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  italiano  che  risiede 
nell'Unione europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del 
Consiglio del 14 giugno 1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 
marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire dal 1° gennaio 2008, secondo le nuove disposizioni.

4.
Il ricorrente  ha  contestato  la  validità  materiale  della  decisione 
dell'UAIE, chiedendo che gli  sia riconosciuto il  diritto ad almeno una 
mezza rendita d'invalidità, a decorrere da dicembre 2006.   

5.
Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  presente  legge  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo  
prevedano.

In  deroga  all'art.  24  cpv.  1  LPGA,  che  prevede  che  il  diritto  a 
prestazioni arretrate si estingue cinque anni dopo la fine del mese per 
cui  era dovuta la  prestazione,  l'art. 48 cpv. 2 LAI,  nel  suo tenore in 
vigore  fino  al  31  dicembre  2007,  precisa  che,  se  l'assicurato  si 

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annuncia più di dodici  mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni 
possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  dodici  mesi  precedenti  la 
richiesta. 

In  concreto,  il  ricorrente  ha  presentato  la  domanda  di  rendita  il  28 
dicembre 2007. Questo Tribunale può quindi limitarsi ad esaminare se 
il  ricorrente avesse diritto ad una rendita il  28 dicembre 2006 (ossia 
dodici mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un 
diritto alla rendita fosse sorto tra tale data e il 10 ottobre 2008, data  
della decisione dell'UAIE. Il giudice delle assicurazioni sociali analizza, 
infatti,  la  legalità della  decisione impugnata,  in  generale,  secondo lo 
stato di  fatto esistente al  momento in cui  la decisione in lite è stata  
resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Secondo  le  norme  applicabili,  per  avere  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  un  cittadino  italiano  deve 
adempiere, cumulativamente, le seguenti condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

-  aver versato contributi  all'AVS/AI svizzera per un anno (art. 36 LAI 
nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007). A partire dal 1° gennaio 
2008, è tuttavia necessario avere versato contributi durante almeno 3 
anni (art. 36 LAI nel tenore modificato il 6 ottobre 2006 ). A tale fine è 
possibile  prendere  in  considerazione  anche  i  contributi  versati  ad 
un'assicurazione sociale assimilata di  uno Stato membro dell'Unione 
europea (UE) o dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), a 
condizione che almeno un anno di  contributi sia registrato all'AVS/AI 
svizzera (FF 2005 p. 4065; art. 45 del Regolamento CEE n° 1408/71).

In  concreto,  è  pacifico  che il  ricorrente  adempie  la  condizione della 
durata  minima  di  contribuzione,  alla  quale  la  legge  subordina 
l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai 
sensi di legge.

7.

7.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità 
al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga 
durata.  L'art.  4  cpv.  1  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 

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conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  Va 
ricordato che fino al  31 dicembre 2003, la LAI prevedeva il  diritto al 
quarto di rendita con un tasso d'invalidità del 40% almeno, alla mezza 
rendita con un tasso d'invalidità del 50% almeno ed alla rendita intera 
con un tasso d'invalidità dei due terzi (66.67%). In seguito all'entrata in 
vigore dell'ALC, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter  LAI  (art. 29 
cpv. 4 LAI a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale le rendite 
per  un  grado  d'invalidità  inferiore  al  50%  sono  versate  solo  ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'Unione europea e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita  
alle  seguenti  condizioni:  (a)  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  (b)  ha avuto un'incapacità  di  lavoro  (art. 6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e (c) al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 

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un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno  è  definita  all'art.  7  cpv. 1  LPGA e  consiste  nella  perdita, 
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.  Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

7.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è  
di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 
1b). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 
LAI  (art. 28a cpv. 1 LAI  dal  1°  gennaio 2008),  per  valutare il  grado 
d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando 
l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e 
l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di 
una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido.  In  altri  termini,  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 
risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla  
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la conseguente incapacità lavorativa.

7.6 Secondo  la  giurisprudenza,  nel  caso  di  lavoratori  indipendenti 
invalidi,  il  reddito  senza  invalidità  dev'essere  determinato,  in  modo 
ipotetico,  considerando  l'evoluzione  che  l'azienda  della  persona 
assicurata  avrebbe avuto  se non fosse subentrata l'invalidità,  tenuto 
conto  delle  attitudini  professionali  e  personali  dell'interessato,  come 
pure  del  genere  di  attività  nonché  della  situazione  economica  e 
dell'andamento  della  sua  azienda  prima  dell'insorgere  dell'invalidità. 
Per  valutare  questo  reddito  ipotetico,  possono  fungere  da  base  il  
reddito medio di lavoratori indipendenti nello stesso campo d'attività o 
il risultato d'esercizio di aziende simili (cfr., tra le altre, le sentenze del 
18 ottobre  2006  in  re  T. I  790/04 e del  24 maggio  2006  in  re  C.,  I  
782/03,  consid.  3.1.3).  Se  non  è  possibile  determinare  o  stimare  in 
maniera attendibile ("zuverlässig") i  redditi  da valido e da invalido, si 
deve  procedere,  ispirandosi  al  metodo  specifico applicabile  alle 
persone non esercitanti attività lucrativa (art. 28 cpv. 3 LAI, 26 bis  e 27 

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OAI),  al  confronto  delle  mansioni  consuete  dell'interessato  prima  e 
dopo l'invalidità  e  valutare  il  grado di  invalidità  ritenendo l'incidenza 
della  diminuita  capacità  di  rendimento  sulla  situazione  economica 
concreta (metodo  straordinario di  graduazione; DTF 104 V 136 seg. 
consid. 2; VSI 1998 pag. 122 consid. 1a e pag. 257 consid. 2b). Questo 
metodo particolare si applica eccezionalmente (RCC 1969 pag. 699) e, 
soprattutto,  nel  caso  di  lavoratori  indipendenti,  se  un  calcolo 
sufficientemente  attendibile  dei  redditi  da  paragonare  è  escluso. La 
differenza fondamentale tra il metodo straordinario di graduazione e il  
metodo specifico risiede nel fatto che, nel primo caso, l'invalidità non è 
graduata  direttamente  sulla  base  di  un  confronto  delle  mansioni 
concrete  ("Betätigungsvergleich"):  si  valuta  infatti  dapprima 
l'impedimento  cagionato  dalle  condizioni  di  salute  e  solo 
successivamente  si  accertano  le  ripercussioni  di  tale  impedimento 
sulla  capacità  di  guadagno.  Una  certa  diminuzione  della  capacità 
funzionale  di  rendimento  può certo,  nel  caso di  una persona attiva, 
determinare uno scapito economico della stessa misura,  ma non ha 
necessariamente  una  tale  conseguenza. Se  si  volesse,  nel  caso  di 
persone  attive,  fondarsi  sempre,  ed  esclusivamente,  sul  risultato 
ottenuto dal confronto delle mansioni, si violerebbe il principio legale 
secondo cui per questa categoria di assicurati l'invalidità deve essere 
stabilita  in  base all'incapacità  di  guadagno (sentenza del  17 giugno 
2008  del  Tribunale  federale  9C_580/2007  consid.  4;  DTF  128  V  30 
consid. 1, 104 V 136 consid. 2; VSI 1998 pag. 122 consid. 1a e pag. 
257  consid.  2b).  Occorre  ancora  precisare  che,  nel  caso  in  cui 
l'assicurato  cessa  l'attività  indipendente,  si  può  rinunciare 
all'applicazione  del  metodo  straordinario  in  quanto  il  raffronto  delle 
mansioni svolte prima e dopo la sopravvenienza del danno alla salute 
non è più attuabile (RAMI 1995 p. 107).

8.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti  
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 

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probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti  
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di  
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

9.

9.1 In concreto, dall'insieme della documentazione medica agli atti e, 
in particolare, dalla cartella medica di dimissione dell'..., del 27 aprile  
2007  (doc. 14 e  24 a  70),  dalla  perizia  E  213 del  dott.  B._______, 
medico dell'INPS, del 30 gennaio 2008 (doc. 21), e dalle due prese di 
posizione  del  dott. C._______,  medico  dell'UAIE,  del  10 e  20  luglio 
2008 (doc. 71 e 73), risulta la diagnosi di esiti da infarto miocardico, di 
sindrome  metabolica  cronica  (ipertensione,  diabete,  obesità, 
dislipidemia)  e  di  cecità  monoculare  dell'occhio  sinistro  dopo 
vitrectomia con trapianto della cornea. 

Visto il carattere univoco di questa diagnosi, del resto non contestata  
dal ricorrente, il collegio giudicante non vede nessun valido motivo per  
scostarsene. 

A questo quadro diagnostico si aggiunge un tono dell'umore depresso, 
benché menzionato unicamente dal dott. B._______ nella sua perizia 
E 213, peraltro senza alcuna osservazione, che il collegio giudicante 
può considerare pertanto, allo stato dell'incarto, come ininfluente sulla 
capacità lavorativa. 

9.2 Per costante giurisprudenza, le affezioni appena menzionate sono 
di carattere labile, ossia suscettibili di migliorare o di peggiorare. Così,  
nell'assenza  di  uno  stato  di  salute  sufficientemente  stabilizzato,  è 
inapplicabile l'art. 29 cpv. 1 let. a LAI (nella versione in vigore fino al 31 
dicembre 2007), per cui può entrare in considerazione solo la lettera b 
della citata norma legale, la quale prevede un termine di attesa di un 
anno.  Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 

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dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui ha subito, senza interruzione notevole, un'incapacità lavorativa di 
almeno il 40% in media durante almeno un anno. 

10.

10.1 Rispetto  alle  conseguenze  invalidanti  delle  affezioni 
diagnosticate sulla capacità lavorativa, nella cartella clinica dell'... non 
ci sono indicazioni di sorta, mentre il dott. B._______ ha stimato, nella 
sua perizia E 213, un grado d'invalidità generale del 75%, affermando, 
da un lato, che il ricorrente può esercitare dei lavori leggeri adeguati al 
suo stato di salute, evitando, in particolare, l'esposizione all'umidità e 
al freddo nonché frequenti flessioni e la movimentazione di pesi, come 
quelli di portinaio o magazziniere, quattro o cinque ore al giorno (ciò 
che  corrisponderebbe  ad  un  grado  d'invalidità  del  50%  circa),  e, 
dall'altro lato, formulando un grado d'invalidità generale del 75%. 

Dal canto suo, il  dott. C._______ ha stabilito un'incapacità lavorativa 
del 50% per l'ultima attività svolta e nulla per attività leggere adeguate 
allo stato di salute del ricorrente, come quelle di bidello o cassiere, e 
ciò  a  decorrere  dal  17  aprile  2007,  data  d'inizio  della  degenza 
dell'interessato  presso  l'....  Il  medico  dell'UAIE  ha  precisato,  in 
proposito,  che  il  trattamento  dell'infarto  miocardico  ha  dimostrato 
un'ottima  efficacia  e  che  l'evoluzione  della  situazione  è  stata  molto 
favorevole,  evidenziando  che  la  FE,  pari  al  45%  (doc.  20),  risulta 
essere  normale.  Egli  ha  concluso  che  la  situazione  è  stabilizzata, 
anche  se il  ricorrente  deve essere  controllato  per  i  fattori  di  rischio 
inerenti  alla  sua  patologia  e  deve  modificare  il  suo  modo  di  vivere 
(alimentazione e attività fisica intensa). 

10.2 Anche se è lecito dubitare del fatto che una FE del 45% sia da 
ritenersi  normale  (la  letteratura  medica  in  proposito  parla  di  FE 
normale  in  presenza  di  un  valore  del  55%),  il  collegio  giudicante 
condivide sostanzialmente il parere del medico dell'UAIE, secondo cui 
l'incapacità lavorativa del ricorrente è pari al 50% per l'ultima attività 
svolta e nulla per attività leggere confacenti, però non già a partire dal 
17 aprile  2007,  data  d'inizio  della  degenza presso l'...,  ma dopo un 
necessario periodo di convalescenza, comunque inferiore ad un anno. 

Pertanto,  considerando  che  la  media  dell'incapacità  lavorativa  del 
ricorrente sull'arco di un anno potrebbe essere pari ad almeno il 40%, 

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occorre ancora verificare, per determinare un eventuale diritto ad una 
rendita  d'invalidità,  se  la  perdita  di  guadagno,  alla  scadenza  del 
termine d'attesa di un anno (cfr. consid. 9.2), è uguale o superiore al  
40%. 

11.

11.1 In concreto, considerato che il ricorrente ha cessato per malattia 
la  propria  attività  nel  giugno  2007,  alla  quale  ha  posto  un  termine 
definitivo  il  31  dicembre  seguente,  e  tenuto  conto delle  difficoltà 
evidenti che sorgerebbero per accertare con esattezza il reddito che il  
ricorrente  avrebbe potuto  conseguire prima e  dopo l'apparizione del 
danno alla  salute come venditore  ambulante,  il  metodo straordinario 
per il calcolo del grado d'invalidità non risulta applicabile. 

11.2 L'UAIE ha quindi proceduto al calcolo del grado d'invalidità sulla 
base delle statistiche dell'ILO relative al 2005, considerando un salario 
da valido di  EUR 1'536.45 (1'396.77 aumentati  del  10%, per  tenere 
conto dell'esperienza del ricorrente), e un salario da invalido, in attività  
leggere come bidello o venditore all'ingrosso, di EUR 1'314.85, ridotto 
del  20%,  viste  le  circostanze  personali  del  ricorrente,  ossia  EUR 
1'051.88. Così  facendo,  l'amministrazione  ha  stabilito  una  perdita  di 
guadagno, al  più tardi  allo scadere del  termine di  attesa di  un anno 
(art.  28  cpv.  1  LAI),  del  31.54%,  valore  equivalente  ad  un  grado 
d'invalidità  del  32%,  il  quale  non  dà  diritto  all'ottenimento  di  una 
rendita  d'invalidità. Occorre  ancora  precisare  che,  pure  indicizzando 
questi dati al 2007 (dati disponibili dell'ILO: http://laborsta.ilo.org), non 
si otterrebbe un grado d'invalidità sufficiente per il riconoscimento del  
diritto ad una rendita. 

12.
È  necessario  a  questo  punto  ricordare  che,  secondo  un  principio 
generale  del  diritto  delle  assicurazioni  sociali,  ogni  assicurato  ha 
l'obbligo di ridurre il  danno conseguente alla sua invalidità (sentenza 
del  Tribunale  federale I  147/01 del  9  maggio  2001; DTF 123 V 230 
consid.  3c  e  DTF  117  V  275  consid.  2b).  In  virtù  di  tale  obbligo, 
l'assicurato  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  ragionevolmente 
esigibile  per  ovviare  nel  modo  migliore  possibile  alle  conseguenza 
della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua 
capacità lavorativa, se necessario in una nuova professione (sentenza 
del  Tribunale  federale  I  543/03  del  27  agosto  2004;  DTF  113  V  22 
consid. 4a).

Pagina 14

http://laborsta.ilo.org/STP/guest

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13.
Di  conseguenza,  in  applicazione  delle  norme  legali  e  della 
giurisprudenza  sopraccitate,  la  decisione  impugnata  del  10  ottobre 
2008 deve essere confermata e il ricorso respinto.

14.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 
a  carico  della  parte  soccombente.  In  concreto,  visto  l'esito  della 
procedura, le spese processuali di Fr. 300.- sono poste a carico  del 
ricorrente  e  compensate  con  l'anticipo  dello  stesso  ammontare, 
versato il 24 aprile 2009.

In conformità con l'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 
(spese ripetibili). Considerato l'esito della procedura, non si assegnano 
al ricorrente indennità per spese ripetibili. 

Per quanto concerne l'UAIE, le autorità federali  non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del Regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al  
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

Pagina 15

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di Fr. 300.- sono poste a carico del ricorrente e 
compensate con l'anticipo dello stesso ammontare, versato il 24 aprile 
2009. 

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione: 

- al rappresentante del ricorrente (Atto giudiziario);
- all'autorità  inferiore  (n.  di  rif.  AI  IT/756.122931402.34/MQG; 

Raccomandata);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata). 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

Pagina 16

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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