# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 129f6ecc-efe8-5687-99e0-b52e7a02c3b4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-01-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 22.01.2013 60.2012.407
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2012-407_2013-01-22.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2012.407

   

  	
  Lugano

  22 gennaio
  2013/dr

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Daniela Fossati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 19/22.10.2012
presentato da

 

 

	
   

  	
  RE 1 

  patr. da: PR 1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  la decisione 9.10.2012 del giudice dei provvedimenti
  coercitivi Edy Meli, sedente in materia di applicazione della pena, mediante
  la quale ha ordinato il suo collocamento in sezione chiusa ed ha stabilito
  che la pena sarà considerata interamente scontata il 23.09.2014;

  

 

 

richiamato lo scritto 25/26.10.2012 del
Tribunale penale federale (di seguito TPF), mediante il quale comunica di non
formulare osservazioni, rinviando al contenuto della sua sentenza emanata il
21.08.2012 nel frattempo passata in giudicato;

 

richiamate inoltre le osservazioni
25/26.10.2012 del Ministero pubblico della Confederazione (di seguito MPC),
mediante le quali ritiene in particolare che le motivazioni e le conclusioni di
cui alla decisione impugnata siano corrette e da condividere pienamente;

 

richiamate infine le osservazioni
30/31.10.2012 del giudice dei provvedimenti coercitivi, sedente in materia di
applicazione della pena, mediante le quali si riconferma, in sintesi, nella
decisione impugnata;

 

rilevato che RE 1, interpellato da questa
Corte, non ha presentato osservazioni di replica;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

                                   a.   Il
21.08.2012 il TPF, con rito abbreviato, ha riconosciuto RE 1 (__________), cittadino
__________, autore colpevole di ripetuta infrazione aggravata alla LStup (art.
19 cpv. 1 e 2 LStup) e lo ha in particolare condannato alla pena detentiva di
quattro anni e sei mesi (cui va dedotto il carcere preventivo sofferto di 189
giorni) e al pagamento della somma di CHF 12'000.-- a favore della
Confederazione a valere quale risarcimento equivalente (art. 71 CP). L’esecuzione
della pena è stata demandata al Canton Ticino in applicazione dell’art. 74 LOAP
(cfr., nel dettaglio, sentenza TPF __________ del 21.08.2012).

                                         

                                         Il
5/8.10.2012 l’Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi, competente in
materia secondo la LEPM, ha ricevuto la comunicazione ufficiale della suddetta
decisione e della sua esecutività (AI 10 – inc. GPC __________). 

                                         Già
nel corso del mese di settembre 2012 erano pervenuti al predetto Ufficio alcuni
documenti riguardanti la persona di RE 1, in particolare il piano di esecuzione
della pena (PES) e la sua richiesta di trasferimento in sezione aperta (AI 1,
AI 2 e AI 3 – inc. GPC __________; AI 5 – inc. GPC __________).

 

 

                                  b.   RE
1 è stato posto in carcerazione preventiva il 24.03.2010. Il 29.09.2010 gli è
stato concesso il regime agevolato di esecuzione anticipata della pena.
L’espiazione della pena è formalmente iniziata il 21.08.2012. Dedotto il
carcere preventivo sofferto, egli ha già superato i 7/12 della pena il 23/24.10.2012.
I 2/3 della pena saranno raggiunti il 24.03.2013, mentre la fine della pena è
prevista il 23.09.2014.

 

 

                                   c.   Con
scritto datato 27.09.2012 RE 1 ha inoltrato alla Direzione delle strutture carcerarie
una richiesta di trasferimento in sezione aperta raggiunti i 7/12
dell'esecuzione della pena come definito nel PES (AI 1 – inc. GPC __________). 

                                         La
richiesta è stata preavvisata favorevolmente sia dal Servizio sociale (AI 1 –
inc. GPC __________), sia dal Servizio medico delle strutture carcerarie
cantonali (AI 2 – inc. GPC __________), sia dalle stesse Strutture carcerarie
cantonali (AI 3 – inc. GPC __________).

 

 

                                  d.   Con
decisione 9.10.2012 il giudice dei provvedimenti coercitivi, sedente in materia
di applicazione della pena – richiamata la sentenza del 21.08.2012 emanata dal
TPF nei confronti di RE 1 e dovendosi determinare sul collocamento iniziale
(art. 76 CP) rispettivamente sulla domanda 27.09.2012 di trasferimento in sezione
aperta – ha ordinato il collocamento di quest’ultimo in sezione chiusa ed ha
stabilito che la pena sarà considerata interamente scontata il 23.09.2014
(decisione 9.10.2012, inc. GPC __________ e __________).

 

                                         Il
giudice, riassunti i fatti rilevanti ed esposto il diritto applicabile, ha stabilito
l’esistenza/la sussistenza di sufficienti elementi per una prognosi sfavorevole
in merito al suo pericolo di fuga. Ha inoltre non ritenuto necessario procedere
alla sua audizione prima dell’emanazione della decisione (qui impugnata),
avendo dovuto, da un lato, stabilire l’esecuzione (sia nei termini sia nelle
sue modalità) della sentenza 21.08.2012 del TPF e avendo considerato,
dall’altro lato, che lo stesso RE 1 si è espresso nel suo scritto del 27.09.2012.

 

 

                                   e.   In
data 17.10.2012 l’Ufficio della migrazione della Sezione della popolazione ha
emesso nei confronti di RE 1 un ordine di allontanamento da eseguirsi al
momento della sua scarcerazione (AI 16 – inc. GPC __________).

 

 

                                    f.   Con
il presente gravame RE 1 chiede che gli sia concesso il trasferimento in sezione
aperta e di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del
gratuito patrocinio.

 

                                         Il
reclamante, dopo aver esposto brevemente i fatti, ritiene anzitutto che sia
stato violato il suo diritto di essere sentito, non avendo il giudice ritenuto
necessario procedere alla sua audizione prima dell’emanazione della decisione
qui impugnata. Contesta poi il suo pericolo di fuga, avendo in particolare
legami e vincoli famigliari a __________ ed essendo stato deciso il suo collocamento
nella zona agricola in relazione alla sua attività lavorativa in seno al
carcere.

                                         Delle sue puntuali argomentazioni, così
come delle osservazioni delle altre parti si dirà, laddove necessario, nei
considerandi in diritto.

 

in diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         L’art.
74 cpv. 1 lit. a-i della Legge federale sull’organizzazione delle autorità
penali della Confederazione (LOAP) prevede l’esecuzione da parte dei Cantoni di
diverse pene e misure pronunciate dalle autorità penali, tra cui le pene
detentive (lit. b). 

Il Cantone competente – in
casu il Canton Ticino – prende le decisioni inerenti all’esecuzione (art. 74
cpv. 3 LOAP).

 

                                         1.2.

                                         Il
CPP, in vigore dall'1.01.2011, all'art. 439 cpv. 1 CPP lascia ai Cantoni la
facoltà di designare le autorità competenti per l'esecuzione delle pene e delle
misure e di stabilire la relativa procedura. 

                                         Il
Canton Ticino ha adottato il 20.04.2010 la Legge sull'esecuzione delle pene e delle misure per gli adulti (LEPM), entrata in vigore l'1.01.2011, che all'art. 10 cpv. 1 lit. h conferisce al giudice dell'applicazione della
pena – funzione questa attribuita in Ticino dall'1.01.2011 al nuovo giudice dei provvedimenti coercitivi giusta l'art. 73 LOG – la competenza, tra l'altro, a
decidere il collocamento iniziale del condannato (art. 76 CP) e il
trasferimento del condannato in sezione aperta e la concessione del lavoro e
dell'alloggio esterni (art. 77a CP). 

                                         Contro
tali decisioni, conformemente all'art. 12 cpv. 1 lit. b LEPM, è data facoltà al
condannato e al Ministero pubblico di interporre reclamo ai sensi degli art.
393 ss. CPP alla Corte dei reclami penali.

 

                                         1.3.

                                         Con
il reclamo ex art. 393 ss. CPP si possono censurare le violazioni del diritto,
compreso l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento e la denegata o
ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lit. a CPP), l'accertamento inesatto o
incompleto dei fatti (art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e/o l'inadeguatezza (art. 393
cpv. 2 lit. c CPP).

 

                                         Il
reclamo deve essere presentato entro 10 giorni per iscritto e motivato (art.
396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare all'art. 390 CPP per la forma
scritta ed all'art. 385 CPP per la motivazione.

 

                                         Esso
deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,
i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati
(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

 

                                         1.4.

                                         Il
gravame inoltrato il 19/22.10.2012, contro la decisione 9.10.2012 del giudice
dei provvedimenti coercitivi, sedente in materia di applicazione della pena, è
tempestivo. 

 

                                         Le
esigenze di forma e motivazione del reclamo sono rispettate.

 

                                         RE
1 – quale condannato e destinatario della decisione impugnata che lo tocca direttamente,
personalmente e attualmente nei suoi diritti – è pacificamente legittimato a
reclamare giusta l'art. 382 cpv. 1 CPP avendo un interesse giuridicamente
protetto all'annullamento o alla modifica del giudizio. 

 

                                         Il
reclamo è quindi, nelle predette circostanze, ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Le
pene detentive sono scontate in un penitenziario chiuso o aperto (art. 76 cpv.
1 CP).

 

                                         Giusta
l'art. 75a cpv. 2 CP per regime aperto si intende un'espiazione della pena tale
da essere meno restrittiva della libertà, in particolare il trasferimento in un
penitenziario aperto, la concessione di congedi, l'autorizzazione del lavoro o
alloggio esterni e la liberazione condizionale.

 

                                         L'art.
76 cpv. 2 CP stabilisce che il detenuto è collocato in un penitenziario chiuso
o in un reparto chiuso di un penitenziario aperto se vi è il pericolo che si
dia alla fuga o vi è da attendersi che commetta nuovi reati.

                                         Il
detenuto è, di principio, da collocare in un penitenziario aperto, a meno che
sussista il pericolo che egli si dia alla fuga oppure il rischio che egli
commetta nuovi reati (cfr. Messaggio concernente la modifica del Codice penale
svizzero del 21.09.1998, pubblicato in FF 1999 p. 1793; BSK Strafrecht I – B.F.
BRÄGGER, 2. ed., art. 76 CP n. 8).

 

                                         A
livello cantonale –  oltre l'applicazione del Concordato sull'esecuzione delle
pene privative di libertà e delle misure concernenti gli adulti e i giovani
adulti nei cantoni latini del 10.04.2006 (Concordato latino sulla detenzione penale degli adulti) – l'art. 19 del Regolamento sull'esecuzione delle pene
e delle misure per gli adulti del 6.03.2007 (REPM), in vigore dal 9.03.2007, al cpv. 1 dispone che l'esecuzione della pena in uno stabilimento chiuso
(ossia in uno stabilimento in cui le misure di sicurezza sono elevate) è la
forma di esecuzione ordinaria quando al detenuto non possono essere concesse
altre forme di esecuzione in grado di evitare in particolare la fuga o pericoli
a terzi.

                                         Il
cpv. 3 del medesimo regolamento prevede inoltre la possibilità di espiare la
pena privativa della libertà, in tutto o in parte, in uno stabilimento aperto
(ossia in una struttura che dispone di misure di sicurezza ridotte per quanto
concerne l'organizzazione, il personale e la costruzione) se tale collocazione
non provoca pericoli alla comunità, evita il ripetersi di azioni delittuose e
non vi è rischio di fuga.

                                         L'art.
3 del Regolamento delle strutture carcerarie del Cantone Ticino del 15.12.2010, in vigore dall'1.01.2011, precisa che sono considerate strutture aperte lo
Stampino e il Naravazz (cpv. 5). Esse sono in particolare destinate
all'incarcerazione di: a) persone in esecuzione di pene eseguite in regime di
lavoro esterno; b) persone in esecuzione di pene eseguite in forma di semiprigionia;
c) persone in esecuzione di pene di breve durata eseguite per giorni; d)
persone in esecuzione di pena che non presentano un rischio di fuga e per le
quali non vi è da attendersi che commettano nuovi reati (cpv. 6).

                                         Inoltre
l'art. 43 cpv. 1 di detto regolamento stabilisce che l'esecuzione della pena avviene
di principio secondo una progressione, il cui obiettivo, condizioni e fasi sono
contemplati dal PES (Piano d'esecuzione della sanzione penale). I passaggi tra
le fasi sono decisi dall'autorità competente, che tiene conto segnatamente
della durata della pena, del comportamento in esecuzione di pena, dell'impegno
nel lavoro o nella formazione, dei rischi di fuga, della capacità di rispettare
le norme di condotta imposte, dei rischi di commissione di reati e di
sicurezza.

 

                                         2.2.

                                         Con
quale intensità debba sussistere il pericolo di fuga o il rischio che il
detenuto commetta nuovi reati richiesto dall'art. 76 cpv. 2 CP, non può essere
espresso in generale e in astratto, ma dipende dalle circostanze. I due criteri
non sono cumulativi (cfr. Messaggio concernente la modifica del Codice penale
svizzero del 21.09.1998, FF 1999 p. 1793).

                                         Conformemente
alla giurisprudenza federale il rischio di fuga deve essere analizzato in
funzione di un insieme di circostanze quali la gravità dei reati, il carattere
dell'interessato, la sua morale, le sue risorse, i suoi legami con lo Stato che
lo persegue come pure i suoi contatti con l'estero, che fanno apparire un tale
rischio non solo possibile ma probabile (decisione TF 1B_423/2010 del 17.01.2011;
decisione TF 1B_195/2010 del 13.07.2010; DTF 125 I 60).

                                         In
una recente sentenza in ambito di concessione del primo congedo, l'Alta Corte
ha avuto modo di precisare che il pericolo di fuga non può essere ammesso, allorquando
un rischio simile è dato solo in modo astratto. Devono sussistere dei motivi
concreti, che facciano apparire la fuga come probabile. Al proposito va preso
in considerazione l'insieme delle condizioni del detenuto ("die
gesamten Verhältnisse des Eingewiesenen"), quali ad esempio i suoi
legami familiari ("familiäre Bindungen"), le sue condizioni di
vita ("Lebensumstände"), la sua situazione professionale e finanziaria
("berufliche und finanzielle Situation"), i suoi contatti
all'estero ("Kontakte zum Ausland") [decisione TF 6B_577/2011
del 12.01.2012, consid. 2.2. e rif.; cfr. anche decisione TF 6B_774/2011 del
3.04.2012 consid. 3.1. e rif.].

                                         La
dottrina ha inoltre precisato che un alto pericolo di fuga è dato in
particolare allorquando l'interessato non dispone di alcuna rete di relazioni ("Beziehungsnetz")
con il nostro paese, ovverossia quando egli non ha alcun legame con la
Svizzera, ciò che è da presupporre per i cosiddetti turisti del crimine ("Kriminaltouristen")
e per i condannati sprovvisti di un valido permesso di soggiorno o di dimora
(BSK Strafrecht I – B.F. BRÄGGER, op. cit., art. 76 CP n. 4).

 

                                         Per
quanto attiene al pericolo di recidiva il testo di legge non precisa espressamente
di quale gravità i reati di cui si teme la reiterazione debbano essere. Per la
dottrina gli stessi devono essere di una certa rilevanza (BSK Strafrecht I – A.
BAECHTOLD, op. cit., art. 77b CP n. 7), stante che nel pericolo di recidiva non
entra in considerazione la (prospettata) commissione di semplici
contravvenzioni (S. TRECHSEL et al., Schweizerisches StGB, Praxiskommentar,
art. 76 CP n. 3).

 

 

                                   3.   È pacifico e incontestato che RE 1 abbia raggiunto
i 7/12 dell'esecuzione della pena. 

                                         Dal
PES emerge in particolare che il suo comportamento generale ("buone
capacità di adattamento, rispettoso e degno di fiducia") e sul
luogo di lavoro ("collocato al lavoro in cucina, puntuale, motivato e
affidabile"), così come le relazioni con i collaboratori delle Strutture
carcerarie ("rispettoso, corretto") sono stati valutati buoni
(PES, p. 6, AI 5 – inc. GPC __________). 

                                         Il
reclamante è stato collocato al lavoro in zona agricola dall’1.10.2012 e non ha
subito alcuna sanzione disciplinare (preavviso alla richiesta di trasferimento
in sezione aperta 3.10.2012 delle Strutture carcerarie cantonali, AI 3 – inc.
GPC 850.2012.1003).

 

                                         Ciononostante
questa Corte intravvede, per le circostanze che verranno esposte nel seguente
considerando, un concreto pericolo di fuga che impedisce la concessione del
postulato trasferimento in sezione aperta, così come rettamente accertato dal
giudice dei provvedimenti coercitivi nella decisione qui impugnata, che merita dunque
di essere tutelata.

 

 

                                   4.   Dal rapporto finale allestito l’11.10.2011
dalla polizia giudiziaria federale, Divisione Indagini __________ – Commissariato
I (annesso alle osservazioni 25/26.10.2012 del MPC, doc. 4) risulta che RE 1,
cittadino __________, è nato l’__________, a __________, ed è cresciuto a __________
"(…) dove ha tuttora residenza. Il padre, di
professione pasticcere, era titolare di una pasticceria nella quale prestava
aiuto anche la madre. Ha una sorella. Ha frequentato le scuole dell’obbligo a __________
fino alla terza media. Non ha mai ottenuto un diploma professionale. È coniugato
con __________, __________, dalla quale ha avuto due figli, __________ (4 anni)
e __________ (2 anni). Oltre all’attività in società con il padre, nella
pasticceria, RE 1 si è pure occupato di compravendita di auto a partire dal
2006. Vive in un’abitazione propria donatagli dalla madre. Mediamente, nella
sua attività lecita riusciva a percepire un guadagno mensile di circa Euro 2'000. A suo dire ha debiti per una decina di
migliaia di Euro per multe arretrate ciò che ha provocato l’iscrizione di
un’ipoteca legale sulla casa. Il 15.11.2000 e il 20.07.2005 era stato arrestato
a __________ per consumo e spaccio di cocaina con la conseguenza di due
condanne a 6 mesi rispettivamente due anni per stupefacenti. In quel periodo
era anche tossicodipendente" (rapporto finale dell’11.10.2011, p. 9,
annesso alle osservazioni 25/26.10.2012 del MPC, doc. 4).

                                         

                                         Il
21.08.2012 RE 1 è stato condannato, con rito abbreviato ai sensi degli art. 358
ss. CPP, alla pena detentiva di quattro anni e sei mesi per ripetuta infrazione
aggravata alla LStup (art. 19 cpv. 1 e 2 LStup). 

                                         Nella
sua decisione il TPF ha in particolare esposto che "(…) nel caso concreto, le sanzioni proposte con l’atto di accusa appaiono
adeguate stante il fatto che si è confrontati con importanti quantitativi di
stupefacente, ed in particolare di cocaina, sostanza presente in quantità tali
da mettere in pericolo la salute di molte persone; in casu, trattasi di
infrazione aggravata ex art. 19 n. 2 LStup, segnatamente alla luce
dell’importante cifra d’affari (superiore a fr. 100'000.--) e dei regolari redditi
conseguiti col citato traffico, nonché alla luce della frequenza e
dell’intensità degli atti punibili, così come pure delle finalità egoistiche
perseguite, fermo restando altresì la concorrenza di precedenti specifici, come
risulta dal casellario giudiziale __________ (…)"
(decisione TPF __________ del 21.08.2012, p. 9; cfr., per i dettagli, i verbali
d’interrogatorio di RE 1 e il rapporto finale annessi alle osservazioni
25/26.10.2012 del MPC, doc. 4, alla cui lettura si rimanda per brevità). 

 

Circa la posizione di RE 1 in
rapporto alla sua condanna, nel PES del 23.08.2012 è stato indicato che egli ha
ammesso i fatti così come sono stati indicati nella sentenza, che egli avrebbe agito
in tal senso per necessità di denaro e che avrebbe riconosciuto l’infrazione
commessa (AI 5 – inc. GPC __________). 

In effetti, egli durante
l’udienza per la conferma dell’arresto 19.10.2010 dell’Ufficio dei giudici
istruttori federali ha in particolare ammesso che "(…) con gli stupefacenti arrotondavo. Negli ultimi
tempi ho avuto problemi di denaro e ho ripreso a fare traffici perché avevo
bisogno di denaro. (…). Mia moglie sa che ero un consumatore di cocaina. Da
febbraio/marzo 2008 ho smesso però ho molte multe in arretrato (…)"
(verbale d’udienza per la conferma dell’arresto 19.08.2010 dell’Ufficio dei
giudici istruttori federali, p. 2 e 3, annesso alle osservazioni 25/26.10.2012
del MPC, doc. 4).

                                         

                                         Dal
PES risulta che RE 1 ha un legame stretto con la famiglia d’origine e che
riceve visite regolari da parte della compagna, dei due figli minorenni e dei
parenti. Possiede una buona rete famigliare che lo sostiene ed effettua
regolari versamenti alla famiglia di CHF 100.-- mensili. Egli è intenzionato a
riprendere l’attività di pasticcere e ritirare la pasticceria di suo padre. La
sua situazione finanziaria sarebbe difficile da verificare, ma a suo dire è molto
precaria. Ha buone capacità relazionali, rispetta le norme istituzionali ed ha
un comportamento corretto. Quale fattore rischio nel bilancio da considerare ai
fini dell’inserimento sociale è stata indicata la sua situazione debitoria in __________.

 

                                         RE
1, cittadino __________, non ha dunque alcun legame con il territorio elvetico
(PES, p. 7, AI 5 – inc. GPC __________; cfr. anche verbale d’udienza per la conferma
dell’arresto 19.08.2010 dell’Ufficio dei giudici istruttori federali, p. 4,
annesso alle osservazioni 25/26.10.2012 del MPC, doc. 4: "ADR che in Svizzera non ho niente,
nessun conto bancario, nessuna relazione. Tutti i miei legami affettivi, personali,
famigliari si trovano in __________ "), circostanza comprovata anche
dal fatto che la sua compagna e i suoi due figli minorenni, che lo visitano regolarmente in carcere,
risiedono nella vicina __________. 

                                         L’__________,
prima del suo arresto, era il centro dei suoi interessi personali, famigliari e
professionali e verosimilmente lo sarà anche in futuro, avendo dichiarato di
essere intenzionato a ritornarvi per ritirare la pasticceria di suo padre. 

                                         

                                         Non
da ultimo va ricordato che il 17.10.2012 l’Ufficio della migrazione della
Sezione della popolazione ha emesso nei suoi confronti un ordine di
allontanamento da eseguirsi al momento della sua scarcerazione in applicazione
dell’art. 64 LStr (AI 16 – inc. GPC __________).

 

                                         Ciò
posto e visti in particolare l’entità e la gravità della condanna (in
particolare con riferimento ai traffici di cocaina, per i quali egli ha del
resto inizialmente negato ogni addebito ed ha ammesso le sue responsabilità
solo in un secondo tempo poiché coinvolto dalle dichiarazioni di altri imputati)
e la pena ancora da scontare (i 2/3 della pena saranno raggiunti il 24.03.2013,
mentre la fine della pena è prevista il 23.09.2014), la totale assenza di
legami con il territorio elvetico da parte sua se non quelli di avervi commesso
azioni penalmente rilevanti di una certa gravità, i suoi solidi legami
d’origine, affettivi, famigliari (dai quali riceve regolari visite in carcere),
personali e professionali con il territorio __________, la sua situazione
finanziaria precaria (si ricorda al proposito che egli ha dichiarato che
proprio a causa di problemi finanziari ha ripreso con il traffico di
stupefacenti poiché aveva bisogno di denaro), il rischio che egli possa
sottrarsi al residuo di pena riparando in patria, qualora fosse trasferito in
sezione aperta, risulta concreto e altamente probabile.

 

 

                                   5.   L'esistenza di un concreto pericolo di
fuga, essendo da solo sufficiente a giustificare il mantenimento del reclamante
in un penitenziario chiuso ex art. 76 cpv. 2 CP, rende superfluo l'esame del
rischio di recidiva.

 

 

                                   6.   Il reclamante sostiene che il giudice dei provvedimenti coercitivi,
sedente in materia di applicazione della pena, avrebbe violato il suo diritto
di essere sentito, non avendo ritenuto necessario procedere alla sua audizione formale
prima dell’emanazione della decisione. Giova anzitutto rilevare che la
procedura in questione non prevede espressamente il diritto ad un’udienza. L’art.
11 cpv. 1 LEPM prevede unicamente il diritto di essere sentito. Il qui
reclamante ha in ogni modo potuto esprimersi prima dell’emanazione della
decisione. Ne discende che il suo diritto di essere sentito è stato tutelato. 

 

 

                                   7.   RE
1 era già stato ammesso dal
MPC al beneficio del gratuito patrocinio, con la nomina dell’avv. PR 1 a suo
difensore d’ufficio (doc. B annesso al reclamo 19/22.10.2012). Postula in questa sede di essere posto
al beneficio del gratuito patrocinio e dell’assistenza giudiziaria nella
persona dell’avv. PR 1, producendo diversa documentazione a suffragio della sua
domanda. A giudizio di questa Corte la richiesta deve essere accolta, vista la
fattispecie in esame e ritenuto inoltre che dall’analisi degli atti può essere
riconosciuto lo stato d’indigenza del reclamante.

 

 

                                   8.   Il
reclamo è respinto. Non si prelevano tassa di giustizia e spese. L’indennità
dovuta al difensore d’ufficio, avv. PR 1, è fissata in CHF 500.-- (IVA inclusa)
ed è a carico della Confederazione (art. 74 cpv. 5 LOAP).

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 379 ss., 393 ss., 439
cpv. 1 CPP, 75a, 76 CP, la LEPM, il REPM, il Regolamento delle strutture
carcerarie del Cantone Ticino del 15.12.2010, 74 LOAP ed ogni altra
disposizione applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
reclamo è respinto.

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese. 

 

 

                                   3.   L’istanza
di gratuito patrocinio in favore di RE 1 per il tramite del suo patrocinatore
avv. PR 1 è accolta. Di conseguenza egli è posto al beneficio dell’assistenza
giudiziaria in questa sede. L’importo di CHF 500.-- (cinquecento) (IVA inclusa)
a titolo d’indennizzo a favore dell’avv. PR 1 è a carico della Confederazione
(art. 74 cpv. 5 LOAP).

 

 

                                   4.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
il presente giudizio è dato ricorso in materia penale al Tribunale federale di
Losanna entro 30 giorni dall'intimazione della presente decisione (art. 78 cpv.
2 lit. b e 100 cpv. 1 LTF).

 

 

                                   5.   Intimazione:

                                         

 

 

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                           La
cancelliera