# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4cda9748-aeed-5d5e-86d8-2376c99ee5e8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-05-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.05.2017 32.2016.38
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2016-38_2017-05-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2016.38

   

  BS

  	
  Lugano

  15 maggio 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 25 aprile 2016 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 3 marzo 2016 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato nel 1968, di
nazionalità italiana, entrato in Svizzera il 6 giugno 2012 (cfr. permesso di
dimora in pag. 7 inc. AI), in data 8 ottobre 2010 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per poter beneficiare di una rendita (doc. AI 27).
Quale danno alla salute egli ha indicato: “ipovisione grave causa cataratta
congenita, perdita occhio sinistro, glaucoma occhio destro”.

 

                               1.2.   Sulla base della
documentazione medica acquisita, in particolare il rapporto 6 novembre 2014 del
medico curante (doc. AI 27), e degli atti medici allegati alla richiesta di
erogazione di un assegno per grandi invalidi (il 23 gennaio 2013 l’assicurato è
stato posto al beneficio di un assegno per grandi invalidi di grado esiguo con
decorrenza dal 1° giugno 2012; doc. AI 16), vagliati dal SMR il 1° aprile 2015
(doc. AI 54), con decisione 3 marzo 2016 (preavvisata il 6 novembre 2015)
l’Ufficio AI ha negato il diritto alla rendita non essendo assolte le
condizioni contributive in quanto l’assicurato è entrato in Svizzera “già
portatore del danno alla salute”.

 

                               1.3.   Contro la succitata decisione
è insorto l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, chiedendo in sostanza l’erogazione
di una rendita d’invalidità e, subordinamente, una rendita straordinaria,
previo rinvio degli atti all’Ufficio AI per i dovuti accertamenti sia medici sia
economici.

                                         In primo luogo sostiene
che il diritto alla rendita è sorto il 1° aprile 2015, sei mesi dopo la domanda
di prestazioni inoltrata il 30 settembre 2014. Tenuto conto dei contributi
versati in Svizzera (da luglio 2012 a settembre 2015) ed in Italia (dal 1°
settembre 1988 al 7 luglio 1994), egli adempie ampiamente al periodo contributivo
minimo di tre anni ex art. 6 cpv. 2 LAI.

                                         Contesta che quando entrò
in Svizzera fosse già portatore di un danno alla salute invalidante,
rimproverando all’amministrazione di non avere accertato l’insorgenza dell’invalidità.
Rileva come l’Ufficio AI non abbia svolto alcun accertamento volto a
determinare le attività lucrative eseguite in Italia da luglio 2002 a dicembre
2011, evidenziando al riguardo che in quel periodo aveva lavorato quale informatico
presso la __________, ditta da lui costituita insieme al padre e alla sorella, oltre
ad un’intensa attività di collaborazione e di consulenza con l’__________. Dopo
avere ricevuto donazioni ed anticipi ereditari ha terminato l’attività in
Italia per trasferirsi in Svizzera, senza attività lucrativa, con un patrimonio
sufficiente per provvedere al suo sostentamento. Rileva inoltre di avere
seguito a __________ presso il __________ i corsi di finanza ed investimenti
conseguendo il 18 maggio 2015 il titolo di “__________” ed il 19 maggio 2015
quello di “__________” (punto no. 10 pag. 6 del ricorso). 

                                         Solo a seguito di un
peggioramento della problematica agli occhi, attestato dal suo oculista e
oftalmologo curante con rapporto allestito il 13 aprile 2016, è subentrata un’incapacità
lavorativa, motivo per cui l’amministrazione, alla quale vanno retrocessi gli
atti, “… dovrà definire il grado d’invalidità sul raffronto dei redditi da
lui conseguibili nell’attività d’insegnante rispettivamente di consulente e
coordinatore informatico prima e dopo il subentrare del danno alla salute”.

 

                               1.4.   Con la risposta di causa l’Ufficio
AI propone la reiezione del ricorso. Rileva di aver proceduto ai necessari
accertamenti, evidenziando di avere formulato il 19 novembre 2014 direttamente
all’assicurato domanda circa le attività svolte dal 2002 – al fine di definire
lo status (casalingo o salariato) – ricevendo risposta il 1° dicembre 2014 in
cui l’interessato aveva fra l’altro sostenuto che, a causa degli effetti del
glaucoma, dopo la formazione accademica, conclusasi nel 2002, non aveva la
possibilità di svolgere alcuna attività lucrativa. Pertanto, secondo
l’amministrazione, l’assicurato è “entrato in Svizzera già portatore del
danno alla salute invalidante”, sostenendo come successivamente non sia subentrato
un significativo peggioramento delle condizioni di salute. L’Ufficio AI
evidenzia infine come durante la procedura amministrativa l’attività presso
l’azienda di famiglia non sia mai stata menzionata.

 

                               1.5.   Il 16 giugno 2016 l’insorgente
ha chiesto che venga indetto un pubblico dibattimento (VI). 

 

                               1.6.   Con scritto 4 luglio 2016
l’Ufficio AI ha fatto presente di non avere osservazioni da presentare (VIII).

 

                               1.7.   In data 4 maggio 2017 si è
tenuto il dibattimento pubblico (XV).

 

 

considerato                    in diritto

                                      

                               2.1.   Oggetto del contendere è
sapere se l’assicurato, cittadino italiano, entrato in Svizzera nel giugno
2012, ha diritto ad una rendita ordinaria d’invalidità o meno.

 

                               2.2.   Decisivo per il
diritto a una rendita ordinaria dell'assicurazione per l'invalidità è
innanzitutto, conformemente all'art. 36 cpv. 1 LAI (nella versione applicabile
in concreto, in vigore dal 1° gennaio 2008), che all'insorgere dell'invalidità
(evento assicurato) siano stati pagati i contributi per almeno tre anni. Per determinare ciò, occorre stabilire quando si è manifestata
l'invalidità (cfr. sentenza 9C_658/2008 del 10 giugno 2009, consid. 3.1;
sentenza I 76/05 del 30 maggio 2006, in SVR 2007 IV n. 7 pag. 23, consid. 1.1).

                                         Secondo
l'art. 4 cpv. 2 LAI l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione. L’invalidità è da
considerare insorta al momento in cui, a dipendenza dello stato di salute
dell’assicurato, vi è il diritto a delle prestazioni (Pratique VSI 2001 p. 149;
DTF 118 V 82, 112 V 275). In particolare ciò non dipende né dalla data in cui è
stata presenta la domanda di prestazioni, né da quando tale prestazioni è stata
richiesta e generalmente non coincide con il momento in cui l’assicurato
apprende, per la prima volta, che il danno alla salute può aprigli un diritto a
prestazioni assicurative (DTF 118 V 82, 111 V 121, 108 V 62, 105 V 60, 103 V
130). 

 

                                         L’insorgenza
dell’invalidità va accertata singolarmente per ogni tipo di prestazione (art. 4
cpv. 2 LAI; Meyer/Reichmuth, Rechsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2014, ad
art. 4, n. 140 pag. 51).

Trattandosi del diritto alla rendita, l’invalidità insorge quando la capacità al guadagno dell’assicurato o
la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita,
mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d’integrazione ragionevolmente
esigibili, ha avuto un’incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40 per
cento in media durante un anno senza notevole interruzione e al termine
di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40 per cento (art. 28 LAI).

                                         Per l’art.
29 cpv. 1 LAI il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi dalla
data in cui l’assicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni
conformemente all’articolo 29 capoverso 1 LPGA, ma al più presto a partire dal
mese seguente il compimento dei 18 anni.

 

                               2.3.   Secondo l'art.
6 cpv. 2 LAI, il diritto di un cittadino straniero a una prestazione è
subordinato al fatto che, all'insorgere dell’invalidità, siano stati pagati i
contributi almeno per un anno intero (tre anni per una rendita d’invalidità:
cfr. art. 36 cpv. 1 LAI) oppure che l'interessato abbia risieduto
ininterrottamente in Svizzera per dieci anni. Se una persona è già invalida
(almeno) nella misura del 40% al momento della sua prima entrata in Svizzera,
ciò significa che l'evento assicurato specifico per il diritto alla rendita
d'invalidità è subentrato prima che le menzionate condizioni potessero
realizzarsi. Se dopo l'entrata in Svizzera la persona parzialmente invalida
esercita un'attività lavorativa, essa è obbligatoriamente assicurata all'AVS/AI
e tenuta a versare i contributi. Se con l'andare del tempo il danno alla salute
e la capacità lucrativa peggiorano, si pone la questione di sapere se la persona
interessata possa o meno fare valere un diritto alla rendita (sentenza
9C_658/2008 del 10 giugno 2009, consid. 3.2). 

                                         

                               2.4.   Come detto, decisivo
per il diritto a una rendita ordinaria dell'assicurazione per l'invalidità è
innanzitutto, conformemente all'art. 36 cpv. 1 LAI nel tenore in vigore dal 1°
gennaio 2008, che all'insorgere dell'invalidità siano stati pagati i contributi
per almeno 3 anni interi (fino al 31 dicembre 2007: un anno). 

                                         A tal fine è possibile prendere in considerazione anche i
contributi versati ad un'assicurazione sociale assimilata di uno Stato membro
dell'Unione europea (UE) o dell'Associazione europea di libero scambio (AELS),
a condizione che almeno un anno di contributi sia registrato all'AVS/AI
svizzera (FF 2005 pag. 4065; art. 45 del regolamento 1408/71; cfr. anche marg.
no. 3004.3 cifra 2 delle Direttive sulle rendite AVS e AI edite dall’UFAS).
Secondo il TF quest’ultima condizione non crea una
discriminazione inammissibile (DTF 131 V 397 consid. 5 segg.).

                                         

                               2.5.   Nella fattispecie, il
ricorrente è entrato in Svizzera nel giugno 2012 ed era già affetto da un danno
alla salute agli occhi (subcecità su cataratta congenita bilaterale, protesi
oculare occhio sinistro, glaucoma secondario occhio destro, cfr. rapporto 6
novembre 2014 del dr. __________, in cura dal 26 settembre 2012; doc. AI 27, inc.
AI pagg. 168 ss). Dal 1° giugno 2012 egli è titolare di un assegno per grandi
invalidi di grado esiguo (doc. AI 16, inc. AI pag. 133) e beneficia di diversi
mezzi ausiliari (assunzione dei costi di lenti filtranti; cfr. comunicazione 17
dicembre 2014 [inc. AI pag. 246]; garanzia per i bastoni bianchi; cfr.
comunicazione 21 maggio 2015 [inc. AI pag. 266); rimborso dei costi di protesi oculari
in materiale sintetico; cfr. comunicazione 10 luglio 2015 [inc. AI pag. 269]).

 

                                         In Svizzera l’assicurato non
ha mai lavorato ed è stato ritenuto inabile quale casalingo con una percentuale
variabile tra il 20 e 50% (cfr. annotazioni 1° aprile 2015 del SMR; inc. AI pag.
261). Del resto, al punto no. 5.5 della domanda di prestazioni, firmata il 26
settembre 2014, egli ha dichiarato di essere casalingo e studente (inc. AI pag.
143).                                        

 

                                         In data 1° dicembre 2014 l’assicurato
ha dichiarato all’Ufficio AI che “… le attività che ho svolto dopo il 1993
(data dell’ultima attività lavorativa effettiva) si possono riassumere quale
attività di studio accademico (corso di laurea dal 1993 al 1997 e dottorato dal
1998 al 2002 .. “ e che dopo la formazione accademica (laurea e dottorando
in scienze informatiche) conclusasi nel 2002 “… non ho avuto la possibilità
di svolgere alcuna attività lucrativa” (inc. AI pag. 236).

                                         

                                         Dalla “perizia medica
particolareggiata” del 6 novembre 2014 del dr. __________ risulta che le limitazioni
agli occhi sono presenti almeno dal 1999 (inc. AI pagg. 182). 

 

                                         In queste circostanze, con
la decisione contestata l’Ufficio AI ha ritenuto come al momento dell’entrata
in Svizzera l’assicurato fosse già invalido, motivo per cui egli non presenta
un periodo contributivo minimo ex art. 6 cpv. 2 LAI. 

 

                               2.6.   Il ricorrente, contestando la
tesi dell’Ufficio AI, sostiene invece che al momento dell’ingresso in Svizzera egli
non presentava un danno alla salute invalidante, tant’è che prima di venire nel
nostro paese aveva svolto in Italia diverse attività.

 

                                         In sede di ricorso l’assicurato
per la prima volta ha menzionato, oltre alle attività elencate nel succitato
scritto 1° dicembre 2014 (cfr. consid. 2.5), un’attività lavorativa svolta presso
la ditta di famiglia __________ __________ da luglio 2002 a dicembre 2011 in
qualità d’informatico; va qui rilevato che tale attività non è stata dichiarata
nel curriculum vitae (doc. AI 22), né nel formulario E 207 (doc. AI 42), né nelle
osservazioni al progetto di decisione dell’11 dicembre 2015 (doc. AI 66) e per
la stessa non risulta una contribuzione (cfr. attestato concernente la carriera
assicurativa in Italia; doc. AI 51, inc. pag. 256). 

                                         Il ricorrente sostiene di
aver avuto l’85% delle quote societarie della ditta di famiglia (cfr. ricorso
pag. 5) e che grazie alla sua attività (in pratica era solo lui che la
conduceva) la __________ ha registrato un buon andamento. Quanto alle sue
competenze in quella società, in sede di pubblico dibattimento ha dichiarato:

 

" Per quanto
concerne l’attività lavorativa nell’ambito della società di famiglia la __________
anche qui è necessario distinguere se si parla di lavoro effettivamente svolto
oppure se si richiede un elenco di contributi previdenziali. Lavoravo si ma
tale attività non era soggetta al versamento di contributi lavorativi o
previdenziali e per questo non risultano nei certificati prodotti. Mi occupavo
tuttavia di tutti gli aspetti tecnici e commerciali anche di marketing
(l’assicurato versa agli atti un gadget promozionale (tappetino per mouse) frutto
della mia attività di marketing in seno alla società che mostra l’esistenza del
sito web __________); mediante questo sito svolgevamo un’attività di commercio
elettronico di accessori e servizi per telefoni cellulari (periodo 2002/2011).”
(verbale d’udienza 4 maggio 2017 pag. 5).

 

                                         Per questa attività non ha
percepito una retribuzione fissa, ma faceva “…. capo alla distribuzione dei
dividendi come pure a tutti quei vantaggi concessi dalla legislazione italiana
per gli imprenditori, titolari d’aziende e consulenti della stessa “
(verbale d’udienza del 4 maggio 2017 pag. 3). Sempre con riferimento al periodo
italiano, dagli atti risulta che l’assicurato detiene l’idoneità psico-fisica
all’espletamento dell’attività d’insegnante (__________13 novembre 2007; doc.
H). È stato tra i primi posti in graduatoria per il concorso ordinario
d’insegnante di scuola secondaria nel 2001 (doc. G). 

 

                                         Il ricorrente ha poi fatto
presente di aver liquidato a fine del 2011 la società __________ e che “…mi
sono trasferito in Svizzera a giugno 2012. Ho anche ricevuto un anticipo
ereditario prima di trasferirmi in Svizzera e ho ritenuto di dedicarmi
principalmente alla gestione del patrimonio. Se volessi potrei svolgere
l’attività di gestione patrimoniale disponendo dei necessari titoli conseguiti
in Svizzera (__________)” (verbale 4 maggio 2017 pag. 6). In effetti, il 18
maggio 2015 egli ha conseguito il diploma federale di “__________” ed il 19
maggio 2015 quello di “__________” (doc. M).

                                         In Svizzera “…  mi
dedico a varie attività in particolare alla gestione e amministrazione del mio
patrimonio personale (che in Svizzera non è considerata attività anche se
evidentemente da tale attività ottengo un beneficio economico). Tale attività
consiste nella selezione, gestione e amministrazione di titoli quali azioni,
obbligazioni, fondi d’investimento e altri strumenti finanziari. Svolgo questa
attività principalmente a casa, se devo incontrare un rappresentante di una banca
o un consulente ecc. sono in grado di recarmici.” (verbale 4 maggio 2017
pag. 6). 

 

                                         Ora, in primo luogo va
fatto presente che, come visto, è l’assicurato stesso che in sede ricorsuale ha
dichiarato di avere svolto un’attività lavorativa (questo in contraddizione con
quanto dichiarato nella domanda di prestazioni, ossia di essere casalingo e
studente; cfr. consid. 2.5) prima dell’asserita invalidità sorta
successivamente all’entrata in Svizzera. Non va pertanto applicato il metodo
specifico previsto per le persone senza attività lucrativa (al riguardo cfr.
SVR 1996 IV Nr. 76 pag. 221 consid. 1; RCC 1986 pag. 246 consid. 2b; DTF 104 V
136) ma – come si vedrà nel seguito – quello del raffronto dei redditi (come d’altronde
da lui chiesto; cfr. consid. 1.3). 

 

                                         Fatta questa premessa, con
riferimento a quanto dichiarato dall’assicurato riguardo all’attività
lavorativa svolta presso la ditta di famiglia __________, società confezionata
su sua misura (cfr. memoriale consegnato dal ricorrente in udienza, punto no.
14), ci si può chiedere, come legittimamente fatto dall’Ufficio AI in sede
d’udienza, se la stessa possa essere considerata come attività svolta in un
contesto “protetto”. In tal caso, non presentando una capacità lavorativa
fruibile in un mercato equilibrato del lavoro (fra le tante cfr. DTF 110 V 276
consid. 4b; RCC 1991 pag. 332 consid. 3b e 1989 pag. 331 consid. 4a) al momento
dell’entrata in Svizzera l’assicurato andrebbe considerato già invalido. Non avendo
nel giugno 2012 contribuito almeno per un anno all’AVS, non avrebbe diritto ad
una rendita ordinaria, tantomeno ad una rendita straordinaria ex art. 39 LAI in
relazione all’art. 42 LAVS (l’erogazione di quest’ultima prestazione è esclusa
già per il fatto che l’assicurato non adempie al requisito della cittadinanza
svizzera).  

 

                                         Altra ipotesi altamente
verosimile è che non vi è mai stata incapacità al guadagno - quindi nessun
diritto alla rendita - poiché prima di entrare in Svizzera, come visto e come
ammesso dall’assicurato medesimo, quest’ultimo ha potuto svolgere attività
lavorativa senza discapito economico e, per quanto riguarda il periodo
successivo alla sua entrata in Svizzera, non risulta comprovato (né vi sono
elementi che inducono a ritenere necessario l’esperimento di ulteriori
accertamenti a proposito) un peggioramento – per lo meno fino all’emanazione
del qui contestato provvedimento – dello stato di salute con ripercussioni
sulla capacità lavorativa.

                                         Non va al riguardo dimenticato
che la liquidazione __________ è avvenuta non per motivi di salute, tantomeno
per indebitamento, ma piuttosto a seguito della volontà dell’assicurato di
trasferirsi in Svizzera, come detto, per amministrare e gestire il suo
patrimonio personale. 

                                         Inoltre, nelle già citate
annotazioni 1° aprile 2015 il dr. __________ del SMR, dopo aver vagliato la
documentazione presente agli atti ha sostenuto che “… in base ai dati in
nostro possesso non c`è stato un peggioramento dello stato di salute, nel caso
particolare del visus, per questo A:, da quando risiede in Svizzera” (inc.
AI pag. 261). Certo, nel certificato 13 aprile 2016 il dr. __________, specialista
in oftalmologia e oftalmochirurgia, ha concluso che ”… dal 2013 ad oggi si è
assistito ad un peggioramento progressivo del campo visivo della percezione
visiva”, ma nello stesso rapporto egli ha precisato che”..la malattia è suscettibile
di peggioramento nonostante la pressione si sia mantenuta, con l’attuale
terapia, stabile negli ultimi tre anni” (sottolineature del redattore; doc.
P). Questo non vuol dire che il succitato specialista ha attestato un
peggioramento, lo ha solo ipotizzato per il futuro. Anche in sede
dibattimentale il ricorrente ha precisato che “…  il mio peggioramento della
salute è stato graduale nel tempo come certificato dal dott. __________ e
infatti negli ultimi anni (da quando risiedo in Svizzera) gradualmente ho avuto
necessità di adottare dapprima il bastone bianco, corsi di mobilità e altri
mezzi ausiliari. E chiaramente le difficoltà visive aumentano nel tempo con
l’insorgere anche di nuove situazioni quali l’ipersensibilità alla luce
(infatti ho dovuto adottare filtri speciali applicabili agli occhiali e
riconosciuti dall’AI) e nonché la vista sfocata e riduzione dell’ampiezza del
campo visivo (anche questo certificato dagli esami medici svolti dalla equipe
del dott. __________ di __________)” (verbale pagg. 6/7).” Senza
voler misconoscere la problematica agli occhi, non risulta tuttavia che
l’eventuale peggioramento abbia avuto una ripercussione sulla gestione patrimoniale
che l’assicurato continua a svolgere. Del resto, a supporto del suo danno alla
salute, egli ha beneficiato di mezzi ausiliari che molto verosimilmente sono
stati utili per svolgere le sue attività. Nondimeno va evidenziato che, nonostante
l’ipotetico peggioramento, nel 2015 egli è riuscito a concludere il suo
percorso formativo conseguendo i citati diplomi nell’ambito della finanza e
degli investimenti.  

 

                                         Infine, quale terza
ipotesi di lavoro, ammettendo che a seguito di un rilevante peggioramento dello
stato di salute l’incapacità al guadagno sia subentrata successivamente all’entrata
in Svizzera, con cambio della professione da esperto informatico (riguardo
all’attività svolta prima dell’ingresso in terra elvetica il ricorrente non ha
fornito l’ammontare del dividendo della __________ ricevuto oltre, per quanto è
dato di capire, al vitto ed all’alloggio in luogo della retribuzione) a gestore
patrimoniale (va qui rilevato che i proventi di una gestione patrimoniale di
beni privati, come parrebbe essere il caso dell’assicurato, esulano dal concetto
di attività lucrativa; fra le tante cfr. DTF 134 V 250 consid. 3.1), presentando
un periodo minimo contributivo ex art. 6 cpv. 2 LAI (dal mese di luglio 2012
versa i contributi AVS), l’assicurato comunque non potrebbe beneficiare di un
diritto alla rendita non presentando un grado d’invalidità pensionabile.

                                         Non disponendo di dati
reali né riguardanti, come visto, il reddito da valido, né di quelli concernenti
il reddito da invalido, ritenuto - come accennato - che la mera gestione di
patrimonio privato non costituisce attività lucrativa, occorre fare capo ai dati
salari statistici. Dal raffronto dei salari statistici mensili di base [cfr. inchiesta svizzera sulla struttura dei salari
2014, edita dall'Ufficio federale di statistica, più precisamente tabella TA1 2014
tirage_skill_level (NOGA08, RSS 2014; salario mensile lordo (valore centrale)
secondo il ramo economico, il livello di competenze e il sesso], utilizzati
– come visto sopra – in assenza di dati salariali concreti, risulta che per “l’attività
informatiche ed altri servizi informatici” (settore 62-63) il reddito
statistico è fr. 9'170.-- (reddito da valido), mentre per attività “servizi
finanziari” (settore 64,66) il salario statististico è di fr. 11’018.--
(reddito da invalido).

 

                                         In queste circostanze, viste
le succitate tre ipotesi, l’assicurato non ha diritto ad una rendita né
ordinaria né straordinaria.

 

                                         Visto quanto sopra, non è
poi necessario procedere ad ulteriori accertamenti medici. Al riguardo, va fatto presente che se
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
DTF 130 II 425 consid. 2.1 pag. 429 e riferimenti).. Un tale modo di procedere non lede il diritto
di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 pag.
28 consid. 4b; riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124 V 94
consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         Pertanto,
rettamente l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni. Ne
consegue la reiezione del ricorso.

                                                                                 

                               2.7.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di controversie
relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale
cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

                                         L’entità delle spese è
determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura
e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto l’esito della
vertenza, le spese di complessivi fr. 500.-- sono poste a carico
dell’assicurato.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese per complessivi
fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti