# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3659ae84-b56a-58e2-ac42-3a818242cba9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-04-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 19.04.2002 INC.2001.58204
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-58204_2002-04-19.html

## Full Text

N. 582.2001.4 M                                                        Lugano,
19 aprile 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per
statuire sull’istanza 15 aprile 2002 inoltrata dal

Procuratore Pubblico avv.
__________, Lugano

e volta ad
ottenere la proroga di quattro mesi, ovvero sino al 23 agosto 2002 compreso,
della carcerazione preventiva cui è astretto

___________,          

(difeso di fiducia dallo studio legale avv. __________)

nel
procedimento penale a suo carico per titolo di atti sessuali con fanciulli e
con persone incapaci di discernimento o inette a resistere, coazione sessuale,
violazione del dovere di assistenza o educazione;

assegnato all’accusato, con ordinanza 15 aprile 2002, un
termine scadente il 19 aprile 2002, ore 09.00, per presentare eventuali
osservazioni all’istanza di proroga, e letto l’allegato 17/18 aprile 2002;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP 4247/2001/BA/mg;

 

ritenuto 

in fatto:

A.

___________ è
stato tratto in arresto in data 24 ottobre 2001, in quanto sospetto autore di
abusi sessuali ai danni dei figli suoi e della sua precedente convivente (v.
rapporto d'arresto, inc. Giar 582.2001.1, doc. 2). Il giorno successivo questo
giudice ha confermato l'arresto, con contestuale intimazione della promozione
dell'accusa per titolo di atti sessuali con fanciulli, coazione sessuale, atti
sessuali con persone incapaci di discernimento, violazione del dovere di
assistenza o educazione (v. inc. Giar citato, doc. 3 rispettivamente doc. 1;
come qui, verbatim, decisione 23 novembre 2001 sull’istanza di libertà
provvisoria, inc. Giar 582.2001.2 doc. 6 consid. A).

L'inchiesta ha
preso avvio lo scorso mese di giugno, quando l'accusato si è presentato
spontaneamente al Procuratore Pubblico per denunciare abusi sessuali da lui
medesimo commessi ai danni della figlia della sua precedente compagna (inc. MP.
doc. 1.1). Successivi atti istruttori, segnatamente l'audizione di testi e
della madre della presunta vittima, hanno fatto nascere il sospetto che gli
abusi potessero essersi prodotti in numero maggiore e nei confronti di più
vittime (come qui, verbatim, decisione 23 novembre 2001 sull’istanza di
libertà provvisoria, inc. Giar 582.2001.2 doc. 6 consid. B).

 

B.

Un’istanza di libertà provvisoria 9/12 novembre 2001 – sospesa
su richiesta dell’accusato istante (inc. Giar 582.2001.2, allegata al doc. 3) –
è stata respinta con decisione 23 novembre 2001 (inc. Giar 582.2001.2 doc. 6)
per il sussistere di marcato pericolo di inquinamento delle prove, in
particolare collusione (loc. cit., consid. 3), e per serio pericolo di recidiva
(loc. cit., consid. 4).

Una seconda istanza di libertà provvisoria 17 dicembre 2001
(inc. Giar 582.2001.3, doc. 3) è stata ritirata dall’accusato in sede di
udienza 21 dicembre 2001 (inc. Giar cit., doc. 7 e 8).

 

C.

L’istanza di proroga qui in esame (inc. Giar 582.2001.4 doc.
1), riassunti gli indizi di reato che derivano essenzialmente dalle deposizioni
raccolte a fatica dai bambini (loc. cit., p. 2-3) e dall’esame proctologico
(loc. cit., p. 3), ripropone – a valere quali motivi per l’ulteriore
mantenimento della carcerazione preventiva di ___________ – i pericoli di
collusione e di recidiva.

Il pericolo
di collusione, già ammesso precedentemente da questo giudice, sarebbe
particolarmente sentito poiché nel frattempo è stata commissionata una perizia
di credibilità delle presunte vittime, il cui esito potrebbe essere seriamente
compromesso da “comportamenti inappropriati” (loc. cit., p. 4) che dovesse
assumere l’accusato. Il pericolo di recidiva, pure già ammesso in occasione
della citata decisione sull’istanza di libertà provvisoria (cit., consid. 4),
sarebbe stato confermato dal perito psichiatra (istanza, cit., p. 4).

Sussisterebbero
inoltre ancora esigenze istruttorie, segnatamente la seconda audizione di
___________ (terza, se si considerano separatamente le due audizioni del 9 e
del 12 novembre 2001, inc. MP doc. 3.2 e 3.3) ed un nuovo tentativo di sentire
___________, il più giovane fra le presunte vittime, apparentemente
particolarmente refrattario ad esprimersi su quanto subito (descritto da due
delle altre presunte vittime).

 

D.

___________,
da parte sua, in sede di osservazioni 17/18 aprile 2002 (inc. Giar 582.2002.4
doc. 3) si diffonde essenzialmente in critiche sulla valenza formale del
rapporto proctologico, e di contenuto sulla perizia psichiatrica effettuata
sull’accusato (loc. cit., p. 2). Per quanto attiene ai requisiti della propria
detenzione preventiva in senso stretto, ___________ contesta la fondatezza del
pericolo di recidiva attribuitogli, che sarebbe la conseguenza della mancata
considerazione, da parte del perito, di “aspetti oggettivi quali l’autodenuncia
dell’accusato o l’audizione di un ragazzo che nega ogni comportamento anomalo
dell’accusato in presenza di altri ragazzini nudi” (osservazioni, cit., p. 2).
Sostanzialmente, le conclusioni della perizia non attesterebbero un pericolo di
recidiva sufficientemente concreto, e dunque compatibile con dottrina e
giurisprudenza (ibid.). Contestato anche un atteggiamento negatorio da parte sua
(ibid.), l’accusato conclude dichiarandosi disposto ad accettare una proroga
della propria carcerazione, tuttavia di durata inferiore a quanto prospettato
dal Procuratore Pubblico: una volta rassegnata la perizia di credibilità sulle
presunte vittime, a fine giugno, i bisogni dell’istruttoria verrebbero meno, e
con essi pure la legittimità e la proporzionalità della carcerazione preventiva
(loc. cit., p. 3).

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95 CPP, dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo
cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto,
perdurare e - segnatamente come nel caso in discussione - proroga del carcere
preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione ed un certo
pericolo di recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16
novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep.
132 [1999] n. 116), e ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità
(Rep. 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore
nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà
e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416;
1989 pag. 287 ss.). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi
penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep. 1980 pag. 128).

La
legittimità dell’arresto va esaminata d’ufficio, perlomeno sommariamente, anche
in assenza di espressa opposizione da parte dell’accusato.

 

2.

Si deve allora constatare che sufficienti presupposti di
legge, come anche esplicitati dalla dottrina e dalla giurisprudenza, sono
presenti nella situazione personale e processuale di ___________ a legittimare
e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà oltre
il termine legale disposto dall’art. 102 cpv. 2 CPP.

 

3.

a)        In punto all’esistenza di sufficienti indizi di colpevolezza,
va premesso che sin dal momento dell’arresto l’accusato nega con veemenza ogni
e qualsiasi attenzione sessuale nei confronti dei tre maschietti (v. verbali MP
24 ottobre 2001, inc. MP doc. 1.2 p. 1 s.; 13 novembre 2001, inc. MP doc. 1.3,
p. 1.3; 20 novembre 2001, inc. MP doc. 1.4, passim; 18 dicembre 2001,
inc. MP s.n., p. 2; come l’accusato possa negare [v. osservazioni, cit., p. 2
in fine] di negare – con buona pace per l’inevitabile gioco di parole –, appare
sinceramente incomprensibile). Di questi ultimi, tuttavia, due – ___________
(audizioni del 9 e del 12 novembre 2001, cit.) e ___________ (audizioni videoregistrate
9 novembre e 14 dicembre 2001, agli atti MP in videocassetta) – hanno
ripetutamente confermato agli inquirenti quanto già detto alla mamma ed alla
pedagogista che li segue (v. rispettivi verbali MP, agli atti MP doc. 2.4 ss.),
ovvero che ___________ li aveva ripetutamente toccati sui genitali, uno di loro
precisando altresì che l’accusato l’aveva baciato nelle parti intime, e si era
fatto a sua volta toccare il pene. Ancora ___________ ed ___________ confermano
che l’accusato avrebbe commesso atti simili anche nei confronti del terzo
bambino ___________, che non ha ancora potuto essere sentito.

b)        Non è notoriamente compito di questo giudice esprimersi
definitivamente sulla colpevolezza dell’accusato. In proposito, deve bastare un
esame a prima vista, in base a criteri di mera verosimiglianza, sia perché
questo giudice si pronuncia di regola ad inchiesta non ancora completata
(sicché nuovi elementi di giudizio potrebbero aggiungersi), sia per non
pregiudicare l’esame sul fondo da parte della Corte di merito. Ma a livello di
pura verosimiglianza, non si può qui che richiamare le considerazioni proposte
già in occasione della precedente istanza di libertà provvisoria: “vi è in primo luogo l'autodenuncia per
i fatti commessi ai danni di I. (inc. MP doc. 1), confermata in termini
equivalenti dalla bambina (inc. MP doc. 6). Per quanto riguarda i presunti
abusi commessi ai danni dei bambini maschi, va detto che le dichiarazioni delle
vittime appaiono coerenti nel tempo (___________, ad esempio, si è espresso in
termini univoci di fronte alla pedagogista, alla mamma e al Magistrato dei
minorenni, v. inc. MP doc. 7, 9 e verbale 9 novembre 2001, s. n.) e nel
contenuto, anche se raffrontate le une con le altre (si vedano ad esempio il
già citato verbale di ___________ e le dichiarazioni 19 novembre 2001 di
___________, all'incarto MP in videocassetta; sulle dichiarazioni di
___________, v. anche i verbali Messi 16 e 19 novembre 2001, agli atti MP s.n.)”
(come qui, verbatim, decisione 23 novembre 2001 sull’istanza di libertà
provvisoria, inc. Giar 582.2001.2 doc. 6 consid. 2).

c)         Rispetto a quanto scritto cinque mesi orsono, la valutazione
dei fatti testé riproposta appare corroborata non solo dalle nuove audizioni
delle presunte vittime esperite nel frattempo (I., 19 febbraio 2002 [nella
quale occasione racconta ulteriori episodi]; ___________, 12 dicembre 2001;
___________, 14 dicembre 2001), ma anche dall’esame proctologico (che dà atto
di “abuso probabile” nella zona anale di ___________, e di “abuso possibile”
nella medesima zona di ___________, v. istanza, cit., p. 3; rapporto 20
dicembre 2001 dello specialista, all’inc. MP s.n., p. 9-10), e soprattutto
dalla perizia psichiatrica 11 marzo 2002 esperita sull’accusato, cui viene
attestata “parafilia”, e che viene detto incapace di tenere sotto controllo il
proprio agire (v. istanza, cit., p. 3; perizia psichiatrica cit., all’inc. MP s.n.,
p. 28 e 30 ss.), con conseguente pericolo di recidiva (v. perizia,
psichiatrica, cit., ad 4 p. 32). In questo contesto, le conclusioni della
perizia concorrono a rendere ovviamente più credibili le accuse delle presunte
vittime che non l’assoluta innocenza protestata dall’accusato medesimo.

 

4.

a)        Chiare e pacifiche sono le esigenze istruttorie ancora da
evadere, consistenti essenzialmente nella completazione delle audizioni delle
vittime – audizioni, come rettamente rileva l’accusa (istanza, loc. cit.), più
delicate in quanto riguardanti vittime minorenni o addirittura bambini – ed
alla completazione della perizia di credibilità delle stesse vittime. Inoltre,
queste ultime risultanze dovranno essere ulteriormente prospettate
all’accusato, senza che sussista già oggi la possibilità di anticipatamente
valutare se da questi prossimi passi istruttori sgorgherà la necessità di
procedere all’assunzione di ulteriori prove. Senza dimenticare che per la completazione
dell’istruttoria dovranno seguire gli inevitabili passi formali del deposito
degli atti e della chiusura.

b)        Quando ritiene di dover porre un limite alla sua carcerazione
preventiva in concomitanza con la consegna della perizia di credibilità sui
bambini, l’accusato sembra effettivamente non considerare l’eventualità che
l’ulteriore prosieguo dell’inchiesta nei suoi confronti possa comportare
l’assunzione di mezzi di prova ancora passibili di soffrire sotto manovre
collusive da parte sua: ad esempio le esplicitamente preannunciate “perizia di
parte e quella successiva di approfondimento della perizia giudiziaria”
(osservazioni, cit., p. 2) potrebbero senz’altro soffrire una grave relativizzazione
della loro forza probatoria se l’accusato avesse la possibilità di contattare
le presunte vittime e/o la sua già compagna.

c)         Se ne può pertanto concludere che continuano a sussistere
esigenze istruttorie impossibili da soddisfare con l’imputato in libertà
provvisoria, e dunque tali da non permettere la sua anticipata messa in
libertà. Né è possibile, a questo stadio dell’istruttoria, decidere sin d’ora
in modo vincolante se a fine giugno, rassegnata la perizia di credibilità sulle
presunte vittime, esigenze di tal genere continueranno a sussistere.

 

5.

a)        Notoriamente, il pericolo di recidiva deve essere concreto
(DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell’insieme delle circostanze,
tra le quali i precedenti dell’accusato, il suo comportamento durante
l’istruttoria, la sua personalità, la sua costituzione fisica e soprattutto
psichica, e le modalità di commissione dei reati che gli vengono addebitati,
così che la reiterazione appaia assai verosimile (v. Mario Luvini, I
presupposti materiale del carcere preventivo nel processo penale ticinese, in:
Rep. 122 [1989], p. 287 ss., pto. 3 p. 294; Gérard Piquerez, Précis de procédure
pénale suisse, 2ème éd. Lausanne 1994, margin. 1388 s.).

b)        Già cinque mesi orsono, in
occasione della prima istanza di libertà provvisoria discussa, si ammetteva –
sulla scorta delle coerenti dichiarazioni delle presunte vittime e di un primo
parere del perito psichiatra – l’esistenza di un concreto pericolo di recidiva,
oltretutto “connaturato con il
genere di reati qui in discussione” (decisione 23 novembre 2001, inc. Giar
582.2001.2 doc. 6, consid. 4a). Ora, il Procuratore Pubblico lo ribadisce, ed
il perito psichiatra lo attesta formalmente (v. perizia dr. __________
11 marzo 2002, all’inc. MP s.n., part. p. 23 s. [test psicometrici] e p. 28, 30
ss. [part. risposta alla domanda 4]).

c)         Le critiche che l’accusato
solleva nei confronti della perizia sono di dubbio peso nella sostanza, e fuori
luogo nell’ottica del momento processuale. Per quanto attiene alle critiche di
natura sostanziale, in particolare l’asserita mancata considerazione, da parte
del perito, di elementi a favore dell’accusato, quali l’autodenuncia o la
testimonianza di un “ragazzo che nega ogni comportamento anomalo dell’accusato
in presenza di altri ragazzini nudi” (osservazioni, cit., p. 2), vanno dette
due cose: in primo luogo, mal si comprende in base a quali regole della logica
il mancato compimento, in una determinata circostanza, di atti punibili possa
escludere il compimento di tali atti in altre occasioni. Sarebbe come dire che
il ladro pluricondannato per furto può essere considerato recidivo unicamente
se abbia rubato ogni qual volta gli si sia presentata l’occasione. Più a monte,
vale la pena di ricordare che seppur la perizia è un elemento di prova come gli
altri, e dunque sottostà al libero apprezzamento del magistrato, quest’ultimo
può disattenderne le conclusioni soltanto “wenn wirklich gewichtige zuverlässig
begründete Tatsachen oder Indizien deren Überzeugungskraft ernstlich erschüttern”
(DTF 101 IV 130, citato secondo Stefan Trechsel, Schweizerisches Strafgesetzbuch,
Kurzkommentar, 2. Aufl. Zürich 1997, nota 8 ad art. 13 CPS, con ulteriori
rinvii). E se quanto detto vale per il giudice di merito, perché lo scrivente
giudice – che decide in base a mera verosimiglianza – si distanzi da una
perizia psichiatrica, si deve esigere che le perplessità e obiezioni sollevate
dalla medesima siano ancora più plateali e di immediata constatazione. Quelle
riportate da ___________, persona – a giudicare dagli atti – sprovvista di conoscenze
specialistiche in tema di psichiatria, non soddisfano certo questi criteri.
Resta ovviamente impregiudicata la facoltà, per la Corte di merito, di valutare
diversamente le obiezioni dell’accusato, e semmai di discostarsi dalla perizia
agli atti.

d)        Ne discende, in conclusione, che a carico di ___________ deve
essere ritenuto serio e concreto pericolo di recidiva, a valere quale
principale motivo per il rifiuto della sua rimessa in libertà provvisoria.

 

6.

a)        Per quanto attiene al requisito della proporzionalità del
carcere preventivo, resta da dire che l'inchiesta – di per sé delicata per il
genere di reati ipotizzati nonché per il coinvolgimento di vittime minorenni, e
resa ulteriormente difficile dall'atteggiamento negatorio dell'accusato – sembra
nondimeno procedere a ritmo sufficientemente celere, in consonanza con i
dettami di legge. Il carcere preventivo sofferto, considerato in termini
assoluti, non può più certo essere definito breve; ma la carcerazione
preventiva complessiva, prospettabile sulla scorta dell’istanza qui discussa,
appare nondimeno ancora rispettosa del principio di proporzionalità, con
riferimento sia alla presumibile pena, sia alla presumibile durata
dell'evasione delle necessità istruttorie ancora incombenti, ragionevolmente
quantificata in quattro mesi – ovvero nemmeno due mesi oltre il termine
previsto per la consegna della perizia di credibilità (fine giugno).

b)        Come già detto supra (consid. 4b e 4c), la pretesa
limitazione della proroga al tempo necessario per la stesura della perizia di
credibilità sulle presunte vittime si fonda sull’assunto che a quel momento
(fine giugno) non sussisteranno più esigenze istruttorie: ma ciò è lungi
dall’essere chiaro, e in nessun caso può essere affermato oggi. L’obiezione, in
ogni caso, perde di consistenza nella misura in cui la protrazione della
detenzione preventiva è comunque sufficientemente giustificata già solo quale
misura atta a contenere un serio e concreto pericolo di recidiva. 

c)         Resta sottinteso l'obbligo, per il magistrato inquirente, di
trattare con priorità i casi in cui l'accusato è in detenzione (art. 102 cpv. 1
e 176 cpv. 3 CPP).

 

7.

In
conclusione, l’istanza di proroga appare di principio giustificata in
considerazione delle incombenze ancora da evadere, nonché e soprattutto di
sufficientemente concreto pericolo di recidiva. Pure la durata postulata –
quattro mesi (v. istanza, cit., p. 5) – appare adeguata. L’istanza può pertanto
essere accolta integralmente, con la presente decisione esente da tassa e spese
di giudizio (art. 39 lit. f TG e contrario) e suscettibile di
impugnazione entro 10 (dieci) giorni alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP).

*   *   *

Per i quali
motivi,

richiamate le
norme menzionate e visti gli artt. 103, 280 ss. e 284 CPP

d e c i d e :

1.   L’istanza 15 aprile
2002 di proroga del carcere preventivo cui è astretto ___________ è accolta.

§     Di
conseguenza, la detenzione preventiva cui è astretto l’accusato viene prorogata
sino al prossimo 23 agosto 2002 compreso.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è data facoltà di ricorso alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

-          
avv. __________, per sé e per l’accusato;

-          
Procuratore Pubblico avv. __________, con le osservazioni 17/18
aprile 2002 dell’accusato, e l’inc. MP 4247/2001/BA/mg di ritorno;

-          
Direzione del Penitenziario cantonale La Stampa, Cadro.

giudice __________