# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bcabe7a4-3713-516e-9153-ced7f2d78eda
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-10-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 26.10.2017 9.2017.98
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_007_9-2017-98_2017-10-26.html

## Full Text

Incarto n.

  9.2017.98

  9.2017.163

   

  	
  Lugano

  26 ottobre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Camera di protezione del
  Tribunale d'appello

  
	
  Franco
  Lardelli

  
	
  giudice
  unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 LOG 

  
						

 

	
  assistito
  dalla

  vicecancelliera

  	
   

  Dell'Oro

  

 

 

sedente
per statuire nella causa che oppone

 

	
   

  	
  RE
  1 

  patr.
  da: PR 1 

   

  

 

	
   

  	
  all’

  

 

	
   

  	
  Autorità
  regionale di protezione __________, 

   

  e
  a

   

  CO
  2 

  patr.
  da: PR 2 

  

 

	
   

  	
  per
  quanto riguarda le relazioni personali con PI 1 e il conferimento di un
  mandato per una perizia psichiatrica su RE 1 

  

 

giudicando
sul reclamo presentato da RE 1 in data 8 maggio 2017 contro la decisione emanata
il 30 marzo 2017 dall'Autorità regionale di protezione __________ (inc.
9.2017.98) e sul reclamo presentato da RE 1 in data 19 luglio 2017 contro la
decisione emanata il 19 giugno 2017 dall'Autorità regionale di protezione __________
(inc. 9.2017.163);

 

letti ed esaminati gli atti,

 

ritenuto

in fatto

                                         che dal matrimonio
contratto il 2005 da RE 1 e CO 2 è nato PI 1 (2009);

 

                                         che nell’ambito della
causa di protezione dell’unione coniugale, con ordinanza del 1° dicembre 2014
il Pretore di __________ ha invitato l’allora competente Autorità regionale di
protezione __________, a provvedere alla nomina di un curatore educativo per PI
1 ai sensi dell’art. 308 CC, ciò che è stato fatto con risoluzione del 23 dicembre
2014 (ris. n. 421);

 

                                         che nel febbraio 2015 PI 1
è stato portato dal padre in __________, suo paese di provenienza, senza
l’accordo della madre;

 

                                         che con sentenza 16
settembre 2015 il matrimonio è stato sciolto per divorzio dal Pretore della
giurisdizione di __________. Alla madre è stata affidata la custodia di PI 1;
quest’ultima detiene inoltre in via esclusiva l’autorità parentale su di lui.
Al padre non sono stati concessi diritti di visita;

 

che
la permanenza all’estero del minore si è protratta sino all’11 gennaio 2016,
data in cui il padre l’ha riconsegnato alla madre;

 

che, con risoluzione del 25 febbraio 2016
(ris. n. 114), l’Autorità regionale di protezione __________ (in seguito:
Autorità di protezione) ha assunto la curatela educativa di PI 1, tenendo
tuttavia in sospeso l’espletamento della medesima da parte del curatore vista
l’assenza di diritti di visita paterni;

 

che, con decisione del 25 marzo 2016 (ris.
n. 222), nell’attesa di ricevere una valutazione sulle capacità genitoriali e
di eseguire un ascolto del minore, l’Autorità di protezione ha deciso la
sospensione delle relazioni personali tra il padre e PI 1;

 

che con decisione del 5 luglio 2016 (ris.
n. 462) l’Autorità di protezione ha ripristinato le relazioni personali fra RE
1 e il figlio, in forma sorvegliata, a cadenza settimanale per la durata di
un’ora e mezzo;

 

che, durante l’audizione del 14 febbraio
2017, RE 1 ha postulato l’ottenimento di diritti di visita in forma libera
oppure, subordinatamente, l’estensione degli stessi – istanza avversata da CO 2;

 

che, con decisione del 30 marzo 2017 (ris.
n. 201), la richiesta è stata respinta dall’Autorità di protezione; nei
considerandi quest’ultima ha considerato che “valuterà l’opportunità di
disporre una perizia sul signor RE 1, finalizzata ad accertare l’eventuale
rischio futuro di atteggiamenti contrari all’interesse del minore, in modo da
potersi esprimere su eventuali modifiche dei diritti di visita” (pag. 2);

 

che, con reclamo 8 maggio 2017 (inc. CDP
9.2017.98), RE 1 è insorto contro tale risoluzione, postulando un diritto di
visita settimanale libero, con passaggio dal Punto d’Incontro, in aggiunta al
diritto di visita sorvegliato già in essere;

 

                                         che, con decisione
del 19 giugno 2017 (ris. n. 365), l’Autorità di protezione ha conferito alla
dott.ssa __________ il mandato di svolgere una perizia psichiatrica su RE 1,
formulando in particolare alcuni quesiti peritali quanto all’attuale stato di
salute psichico del periziando e fissando già la data del primo appuntamento;

 

                                         che con reclamo del 19
luglio 2017 (inc. CDP 9.2017.163) RE 1 è insorto anche contro la predetta
risoluzione, postulando l’annullamento della decisione, l’ammissione
all’assistenza giudiziaria e al gratuito patrocinio, nonché l’immediata
restituzione dell’effetto sospensivo al gravame;

 

                                         che con decisione 31
agosto 2017 al gravame è stato restituito l’effetto sospensivo;

 

                                         che con scritto 20 ottobre
2017, il Pretore di __________ ha dato seguito ad una richiesta di informazioni
da parte di questo Giudice, affermando che in data 31 agosto 2017 RE 1 ha
inoltrato dinnanzi alla Pretura una domanda di modifica della sentenza di divorzio,
con richieste cautelari e supercautelari (inc. DM.2017.45);

 

                                          che
lo scritto in questione è stato intimato a tutte le parti.

 

 

Considerato

 

 

in diritto

                                         che le decisioni delle
Autorità regionali di protezione concernenti maggiorenni e minorenni sono
impugnabili mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale di
appello, che decide nella composizione di un giudice unico [art. 450 CC in
relazione agli art. 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC; art. 2 cpv. 2 della Legge
sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e
dell’adulto (LPMA); art. 48 lett. f n. 7 LOG];

 

                                         che per quanto riguarda la
procedura applicabile occorre riferirsi, in via sussidiaria e per quanto non
già regolato dagli art. 450 segg. CC, alla Legge sulla procedura
amministrativa, in particolare alle norme concernenti le azioni connesse con il
diritto civile di competenza dell’autorità amministrativa (art. 99 LPAmm; cfr.
Messaggio del Consiglio di Stato n. 6611 del 7 marzo 2012 concernente la modifica
della LTut, pag. 8) e, in via ancora più sussidiaria, alle disposizioni del
diritto processuale civile (CPC; v. art. 450f CC);

 

                                         che nel caso concreto,
vista la richiesta presentata da RE 1 al giudice matrimoniale, occorre chinarsi
preliminarmente sulla questione della competenza materiale di questo giudice;

 

                                         che ai sensi dell’art. 134
cpv. 1 CC il giudice – a istanza di un genitore, del figlio o dell’autorità di
protezione – modifica l’attribuzione dell’autorità parentale se fatti nuovi
importanti lo esigono per il bene del figlio;

 

                                         che l’autorità di
protezione dei minori è competente per un nuovo disciplinamento dell’autorità
parentale e della custodia nonché per l’approvazione di un contratto di
mantenimento, in caso di accordo tra i genitori; negli altri casi, decide il
giudice cui compete la modifica della sentenza di divorzio (art. 134 cpv. 3
CC);

 

                                         che il giudice modifica se
del caso anche le relazioni personali o la partecipazione di ciascun genitore
alla cura del figlio, qualora debba decidere sulla modifica dell’autorità
parentale, della custodia o del contributo di mantenimento di un figlio
minorenne; negli altri casi l’autorità di protezione dei minori decide circa la
modifica delle relazioni personali o della partecipazione alla cura del figlio
(art. 134 cpv. 4 CC);

 

                                         che nella procedura di
modifica della sentenza di divorzio, il giudice è competente a modificare le
misure giudiziarie relative all’attribuzione e alla protezione del figlio,
secondo le norme disciplinanti il divorzio (art. 315b cpv. 1 n. 2 CC);

 

                                         che gli articoli 134 e 315b
CC sono strettamente connessi e, per le modifiche delle decisioni adottate dal
giudice matrimoniale, devono essere letti in parallelo per definire la
ripartizione delle competenze materiali tra il giudice e le autorità di protezione
(CPra Matrimonial, Helle, ad art.
134 CC n. 5; CR CC I, Meier, art.
315/315a/315b CC n. 1; sentenza CDP 13 ottobre 2017, inc. 9.2017.113, consid. 4);

 

                                         che quando il giudice
matrimoniale competente deve decidere su una modifica litigiosa dell'autorità
parentale o del diritto di custodia disciplinati in una decisione di divorzio,
egli è competente – per attrazione – a decidere anche sulla modifica delle
relazioni personali (diritti di visita) tra il genitore non affidatario e il
figlio (COPMA, Droit de la protection de l’enfant, Guide Pratique, n. 6.44 pag.
203 e n. 6.50 pag. 207; CPra Matrimonial, Helle,
ad art. 134 CC n. 91-92; CPC Comm, Bernasconi,
art. 284 CPC, pag. 1286; CR CC-I, Meier,
art. 315b CC, n. 30; Meier,
Compétences matérielles du juge matrimonial et des autorités de tutelle –
Considérations théoriques et quelques cas pratiques, in: RDT 3/2007 pag. 109, n.
22 e n. 43; sentenza CDP 13 ottobre 2017, inc. 9.2017.113, consid. 4; sentenza
CDP 8 ottobre 2013, inc. 9.2013.181);

 

                                         che dallo scritto del
Pretore si evince che nella richiesta di modifica della sentenza di divorzio
presentata da RE 1 viene postulata la revoca dell’ordine di riconsegna del
figlio alla madre, l’attribuzione dell’autorità parentale congiunta ai due
genitori, con affidamento di PI 1 alle cure della madre, la concessione di un ampio
diritto di visita tra padre e figlio, da aumentare in durata gradualmente nel
tempo e la soppressione del contributo alimentare dovuto dal padre al figlio;
il Pretore ha altresì precisato di essersi già chinato in via supercautelare
sulle richieste del padre di PI 1, respingendole, e che il prossimo 6 novembre
è prevista l’udienza per il tentativo di conciliazione;

 

                                         che, di conseguenza, le
tematiche oggetto di reclamo – ovvero la regolamentazione delle relazioni personali
e la questione di sapere se per una loro estensione è necessario procedere ad
una perizia psichiatrica del padre – devono ormai essere considerate di competenza
della Pretura;

 

                                         che in applicazione delle
norme summenzionate, i reclami vanno ormai considerati privi d’oggetto e le
rispettive procedure vanno stralciate dai ruoli;

 

                                         che, viste le circostanze,
si rinuncia a prelevare oneri processuali e ad attribuire ripetibili.

 

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il
reclamo 8 maggio 2017 di RE 1 (inc. 9.2017.98) è stralciato dai ruoli. 

 

                                   2.   Il
reclamo 19 luglio 2017 di RE 1 (inc. 9.2017.163) e la contestuale istanza di
ammissione all’assistenza giudiziaria e al gratuito patrocinio sono stralciati
dai ruoli.

 

                                   3.   Non
si prelevano tasse né spese di giustizia. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   4.   Notificazione:

	
   

  	
  -
  

  -
  

   

  

 

                                         Comunicazione:

                                         -

                                         -

                                         - 

 

 

Il
presidente                                                         La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause
di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi;
quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile
se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale
(art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF.
Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo
stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale
federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.