# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a8de94ca-5b9a-5d1c-928d-b716d7338d1f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-12-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 13.12.2002 11.2000.104
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2000-104_2002-12-13.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2000.00104

  	
  Lugano

  13 dicembre 2002/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Chietti Soldati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa _._._ (completazione di sentenza di divorzio) della
Pretura della giurisdizione di Locarno Città promossa con petizione dell'11
maggio 1999 da

 

	
   

  	
  _ _,
  nata _, _

  (patrocinata dall'avv. dott. _ _, _)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  _ _, _

  (patrocinato dall'avv. dott. _ _, _);

   

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di questione:      1.   Se dev'essere accolto l'appello del 20
settembre 2000 presentato da _ _ contro
la sentenza emessa il 10 agosto 2000 dal Pretore della giurisdizione di Locarno
Città; 

 

                                          2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   _ _ (1961) e _ nata _ (1964), cittadini _ _, si sono sposati il _ 1985 a _
(__). Dal matrimonio non sono
nati figli. Nel 1996 il marito si è rivolto al Tribunale di _, chiedendo il
divorzio. La moglie non è comparsa all'udienza indetta per il 6 novembre 1996.
Statuendo il giorno medesimo alla presenza del solo marito, il Tribunale di _ ha pronunciato il divorzio. La sentenza non è
stata impugnata. 

 

                                  B.   Con
petizione dell'11 maggio 1999 _ _ ha
convenuto _ _ davanti al Pretore della
giurisdizione di Locarno Città chiedendo che in completazione della sentenza di
divorzio fosse liquidato il regime matrimoniale dei beni e di conseguenza le
fossero versati fr. 132 500.–. Nella risposta del 10 settembre 1999 _ _ si è opposto alla domanda sostenendo
preliminarmente che l'azione era improponibile. Nella replica del 14 ottobre
1999 l'attrice ha ribadito la sua domanda, chiedendo inoltre la corresponsione
di interessi al 5% dal 30 settembre 1996. Nella duplica del 20 dicembre 1999 il
convenuto ha confermato la sua opposizione all'azione. 

 

                                  C.   All'udienza
preliminare del 3 febbraio 2000 il Pretore ha limitato l'istruttoria all'eccezione
sollevata dal convenuto. Chiusa l'istruttoria su tale questione, le parti hanno
rinunciato al dibattimento finale e nei rispettivi memoriali conclusivi hanno
riaffermato le loro domande. Statuendo il 10 agosto 2000, il Pretore ha
respinto la petizione. Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 1500.–, sono
state poste a carico dell'attrice, con obbligo di rifondere al convenuto fr.
3500.– per ripetibili.

 

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata _ _ è
insorta con un appello del 20 settembre 2000 nel quale chiede che, in riforma
del giudizio impugnato, la sua azione sia dichiarata ricevibile e giudicata nel
merito. Nelle sue osservazioni del 30 ottobre 2000 _ _ propone di respingere l'appello e di confermare la sentenza
del Pretore.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Il Pretore ha accertato anzitutto la propria competenza per territorio
in base agli art. 64 cpv. 1 e 59 LDIP (foro del domicilio), giungendo alla
conclusione che nel caso in esame, ove litigiosa è la liquidazione del regime
dei beni, si applica il diritto svizzero (art. 64 cpv. 2 con rinvio all'art. 54
cpv. 1 lett. a LDIP). Ciò posto, egli ha ricordato che la completazione di una
sentenza di divorzio è proponibile non solo qualora l'omissione riguardi un
punto che il giudice avrebbe dovuto esaminare d'ufficio, ma anche qualora
indecisa sia rimasta una pretesa retta dal principio dispositivo, a meno che la
parte richiedente si sia dimostrata negligente. E in concreto – ha soggiunto il
Pretore – l'attrice era stata negligente nella causa di divorzio davanti al Tribunale
di _, il suo stato di salute nel 1996 non risultando compromesso a tal punto da
impedirle di designare un patrocinatore. Il che sarebbe stato del resto alla
sua portata, giacché nel 1996 essa poteva contare su un reddito netto mensile
di fr. 2980.–, che copriva il suo fabbisogno di fr. 1900.– e le lasciava un
certo agio. L'attrice, inoltre, sapeva della sostanza immobiliare e mobiliare.
Restando inattiva nella causa di divorzio bosniaca, essa ha implicitamente
rinunciato a rivendicare liquidazioni del regime matrimoniale. Donde il rigetto
della petizione.

 

                                   2.   L'appellante
adduce di non aver dato seguito alla citazione estera (inviata al suo domicilio
di _) per motivi di salute e finanziari, confidando in una seconda convocazione
o nella possibilità di esprimersi in forma scritta, come prevede la procedura
civile ticinese. Il tribunale bosniaco, invece, ha pronunciato senz'altro il
divorzio, ciò che offende le norme di procedura ticinesi, di modo che la
sentenza emanata il 6 novembre 1996 dal tribunale di _ risulta palesemente
incompatibile con l'ordine pubblico svizzero. L'attrice non contesta il
principio del divorzio e non si oppone pertanto a che il matrimonio vada
considerato sciolto, ma chiede che la sentenza straniera sia completata in
merito alla liquidazione del regime dei beni, al cui riguardo è silente.
L'attrice rimprovera al Pretore, inoltre, di avere posto esigenze troppo severe
in materia e contesta di avere tenuto un comportamento negligente nel corso
della procedura estera.  

 

                                   3.   I
tribunali svizzeri sono abilitati a completare sentenze estere, sempreché la
loro competenza discenda dagli art. 59 o 60 LDIP (art. 64 cpv. 1 LDIP; cfr.
anche DTF 128 III 345, 124 III 178 consid. 4 prima frase; Dutoit, Commentaire de la loi fédérale
du 

                                         18 décembre
1987, 2a edizione, n. 2 ad art. 64). Nella fattispecie entrambe le
parti risiedono in Svizzera dal 1986 (petizione, punto 3 prima frase). È dato
quindi il foro del domicilio in virtù dell'art. 59 LDIP. Quanto alla
liquidazione del regime dei beni, l'art. 54 cpv. 1 lett. a LDIP (che fa stato
giusta il rinvio dell'art. 64 cpv. 2 LDIP; Dutoit,
op. cit., n. 4 ad art. 64 LDIP) prevede
l'applicabilità della legge dello Stato del domicilio comune. Correttamente,
perciò, il Pretore ha fatto capo al diritto svizzero (Dutoit, op. cit., n. 1 ad art. 54 LDIP). Ne segue che la completazione della sentenza di divorzio
bosniaca soggiace ai medesimi presupposti che disciplinano la completazione di
una sentenza svizzera. Che si tratti – appunto – di una sentenza estera, poco
importa (DTF 5C.173/2001 del 19 ottobre 2001, consid. 2b in fine).

 

                                   4.   Invero la possibilità di completare una sentenza di divorzio non è
esplicitamente prevista dal diritto svizzero. È ammessa però secon­do dottrina
e giurisprudenza, a condizione che nel pronuncia­to si ravvisi una lacuna
(DTF 108 II 385 consid. 4 con riferimenti). Ciò è il caso qualora il giudice
del divorzio abbia omesso – per svista, errore di diritto o mancata conoscenza
di un fatto – di decidere una que­stione su cui avrebbe dovuto statuire,
d'ufficio o su richiesta di una parte (DTF 104 II 291 consid. 3; Sutter/ Freiburghaus, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, Zurigo
1999, n. 3 ad art, 135 CC). La completazione può riguardare, in altri termini,
anche pretese rette dal principio dispositivo (Steck in: Basler Kommentar, 2a edizione, n. 14 ad
art. 120 CC; Spühler/Frei-Maurer
in: Berner Kommentar, Ergänzungsband, Berna 1991, n. 88 dell'introduzione agli
art. 149–157 vCC con richiami), come quelle inerenti alla liquidazione del
regime dei beni (DTF 104 II 291 consid. 3). Non è lecito tuttavia chiedere la
completazione di una sentenza di divorzio su pretese in liquidazione del regime
matrimoniale che non siano mai state fatte valere prima (DTF 108 II 385 secondo
paragrafo prima frase e 386 nel mezzo; Rep. 1991 pag. 429 consid. 1.1 e 1.2 con
riferimenti). Anzi, nel dubbio la liquidazione del regime dei beni fissata
nella sentenza di divorzio va ritenuta esauriente (DTF 108 II 385 consid. 4;
cfr. anche Spühler/Frei-Maurer,
op. cit., n. 90 dell'introduzione agli art. 149-157 vCC; Hinderling/Steck, Das Schweizerisches Ehescheidungsrecht,
Zurigo 1995, pag. 583 a metà). L'onere di provare l'esistenza di una lacuna
incombe a chi se ne prevale (Rep. 1991 pag. 429 consid. 1.2 in fine).

 

                                   5.   Nel
caso specifico il tribunale di _ ha sciolto il matrimonio (doc. A:
sentenza del 6 novembre 1996), ma non ha statuito né su eventuali contributi di
mantenimento né sulla liquidazione del regime matrimoniale. Sotto questo
profilo la sentenza estera, meramen­te parziale, va assimilata a un giudizio
lacunoso (analoga­mente: DTF 128 III 343). Rimane la questione di sapere se,
omettendo di costituirsi in giudizio davanti al tribunale bosniaco, l'attrice
abbia rinunciato di fatto a qualunque pretesa derivante dalla liquidazione del
regime matrimoniale. 

                                         

                                   a)  Come
la sentenza bosniaca sia stata notificata all'appellante non è dato di sapere.
L'interessata non contesta in ogni modo di avere ricevuto per tempo la convocazione
all'udienza del 

                                         6
novembre 1996 (doc. G), come pure la sentenza di divorzio munita dell'indicazione
dei rimedi giuridici (doc. A, cfr. appello, n. 2 prima frase e ultima frase).
Né è controverso in questa sede l'accertamento del Pretore, secondo cui
l'interessata co­nosceva, al momento della causa di divorzio, i beni immobiliari
intestati all'ex marito e al padre di lui, nonché il conto di risparmio del
convenuto (sentenza impugnata, consid. 6 in fine; petizione, pag. 5 seg.). Il
problema è di sapere se, rimanendo inattiva, l'attrice abbia implicitamente
rinunciato – come reputa il Pretore – a qualsiasi pretesa in liquidazione del
regime matrimoniale.

 

                                   b)  Il
Pretore si riferisce alla sentenza di questa Camera pubblicata in Rep. 1991
pag. 429. Se non che, in quel caso i coniugi avevano sottoscritto una convenzione
sulle conseguenze del divorzio che regolava i loro rapporti patrimoniali. Omologando
tale convenzione, il giudice del divorzio aveva quindi statuito sullo scioglimento
dei regime dei beni. E, quanto meno nel dubbio, tale regolamentazione andava
considerata come esaustiva (sopra, consid. 4 in fine). Nel caso concreto,
invece, il tribunale bosniaco non ha nemmeno accennato allo scioglimento del
regime. La mancata costituzione in giudizio non precludeva dunque alla convenuta
la possibilità di chiedere che sui punti estranei al pronunciato si statuisse
successivamente (cfr. Steck, op.
cit., n. 14 ad art. 120 CC in fine con rinvii e n. 16 ad art. 120 CC). I motivi
per cui l'interessata è rimasta inattiva poco giovano. Decisivo è che lo scioglimen­to
del regime dei beni non risulti essere intervenuto. Ne discende che l'appello,
provvisto di buon diritto, merita accoglimento. La sentenza impugnata deve
dunque essere riformata. Il Pretore convocherà poi le parti per la
continuazione dell'udienza preliminare e il seguito dell'istruttoria.

 

                                   6.   Gli
oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). L'appellato
rifonderà inoltre alla controparte, assistita da un legale, un'adeguata indennità
per ripetibili. 

 

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:               I.   L'appello è accolto e la sentenza impugnata è riformata come
segue:

 

                                         1.  L'eccezione è respinta.

                                         2.  Le
spese di fr. 155.– e la tassa di giustizia di fr. 1'500.– sono poste a carico
di _ _, che rifonderà all'attrice fr.
3'500.– per ripetibili.

 

 

                                   II.   Gli
oneri processuali di appello, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 750.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
800.–

                                         da
anticipare dall'appellante, sono posti a carico di _ _, che rifonderà all'appellante fr. 1200.– per ripetibili.

 

                                   III.   Intimazione:

                                         – avv.
dott. _ _, _;

                                         – avv.
dott. _ _, _.

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Città.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        La
segretaria