# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 76d98d6f-737a-5836-9ed9-867f7178c44f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-28
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 28.12.2004 16.2004.118
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2004-118_2004-12-28.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2004.118

  	
  Lugano

  28 dicembre
  2004/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Cocchi e Pellegrini

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 21
dicembre 2004 presentato da

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

la sentenza 17 dicembre 2004 del Giudice di pace del
circolo di Lugano nella causa civile inappellabile (inc. n. 120a/04/O) promossa
con istanza 13 settembre 2004 da

 

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  

 

 

 

con la quale l'istante ha chiesto il pagamento di fr. 698.- oltre
interessi a titolo di risarcimento danni, come pure il rigetto in via
definitiva dell'opposizione interposta dalla  convenuta al PE n. __________ dell'UE
di Lugano, domande parzialmente accolte dal giudice,

 

 

letti
ed esaminati gli atti

 

 

 

considerato

 

in fatto e in diritto:       che con
istanza 13 settembre 2004 __________ CO 1 ha convenuto in giudizio la RI 1,
titolare di una lavanderia a __________, per ottenere il pagamento di fr. 698.-
rivendicati a titolo di risarcimento danni per il danneggiamento di una giacca lavata
dalla convenuta, pretesa alla quale quest'ultima si è opposta;

 

                                          che
con sentenza 17 dicembre 2004 il Giudice di pace ha accolto l'istanza limitatamente
a fr. 200.-;

 

                                          che
con il presente tempestivo gravame RI 1 è insorta contro il predetto giudizio;

 

                                         che a
prescindere dalle censure ricorsuali, la sentenza dedotta in cassazione è nulla
per carenza di motivazione;

 

                                         che
infatti, l'art. 285 cpv. 2 lett. e CPC (applicabile in base al rinvio dell'art.
299 CPC) prevede la nullità delle sentenze che non contengono i motivi di fatto
e di diritto che hanno indotto il giudice a determinarsi nel senso indicato;

 

                                         che per
non incorrere in questa sanzione, il giudice deve spiegare, ancorché
succintamente, perché si risolve a dar torto, totalmente o parzialmente, a una
parte piuttosto che all'altra, essendo sufficiente ma necessario, per quanto
riguarda i motivi di diritto, che il giudice indichi sommariamente le ragioni
della sua decisione, riferendosi a disposizioni legali, regole professionali o
usi commerciali (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art. 285, m. 2); 

 

                                         che nel
caso concreto il giudice di pace, riferendosi alla proposta transattiva da lui formulata
alle parti il 10 novembre 2004 con assegnazione alla sola parte istante di un
termine per esprimersi, ha ritenuto di poter accogliere parzialmente la pretesa
di parte istante, avendo quest'ultima accettato la menzionata proposta, e ha
quindi condannato la parte convenuta al pagamento dell'importo di fr. 200.-;

 

                                         che la
sentenza dedotta in cassazione, che in sostanza si limita a dirimere la lite
con una soluzione equitativa - permessa tuttavia solo nell'ambito dell'art. 4
CC come norma d'eccezione alla regola generale dell'art. 1 CC (cfr. Meier-Hayoz,
in Berner Kommentar, 1966, n. 16 segg. ad art. 4 CC; CCC 31 gennaio 2000
in re D.G. c. B) - senza fornire nessuna spiegazione sulle ragioni che hanno
determinato il giudice a dar credito, ancorché solo parzialmente, alla tesi di
parte istante, risulta priva di valida motivazione;

 

                                         che in
virtù dell'art. 142 CPC, la nullità della sentenza (in concreto espressamente
comminata dalla legge) dev'essere rilevata d'ufficio;

 

                                         che
l'incarto deve pertanto essere rinviato al giudice di pace affinché proceda a
un nuovo giudizio, previa riconvocazione delle parti per la continuazione
dell'istruttoria sospesa durante l'udienza del 20 ottobre 2004;

 

                                          che
alla luce di quanto sopra esposto, la notifica del ricorso alla controparte per
eventuali osservazioni perde significato e il ricorso può essere evaso
senz'altro ai sensi dell'art. 313bis CPC (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art.
313bis, m. 1); 

 

                                         che a
dipendenza della particolarità della fattispecie, non si prelevano spese né
tassa di giustizia, né si assegnano ripetibili.

                                          

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC

 

 

pronuncia:              1.
  La sentenza 17 dicembre 2004 del Giudice di pace del circolo di Lugano è
nulla.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese, né tassa di giustizia. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  -; 

  -. 

   

  

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del Circolo di Lugano.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

La presidente                                                        La
segretaria