# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 607c5378-85e5-5702-a9da-1b4378492e87
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-05-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 24.05.2017 11.2017.34
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2017-34_2017-05-24.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2017.34

  	
  Lugano

  24 maggio 2017/jh

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Grisanti,
  giudice presidente,

   

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Fasola

  

 

 

sedente
per statuire nella causa SO.2016.1898 (protezione
dell'unione coniugale: provvedimenti cautelari) della Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 26 aprile 2016
da

 

	
   

  	
  AP 1 

  (patrocinata
  dall'avv. PA 1) 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO 1 

  (patrocinato
  dall'avv. PA 2), 

  

 

giudicando sull'appello
del 13 marzo 2017 presentato da AP 1 contro il decreto cautelare emesso dal Pretore
il 1° marzo 2017;

 

Ritenuto:                     

 

in fatto:                      che
nella procedura a protezione dell'unione coniugale avviata il 26 aprile 2016 da
AP 1 (1975) nei confronti di AO 1 (1973), con decreto cautelare del 1° marzo
2017 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha accolto fra l'altro una
richiesta del 5 settembre 2016 del marito di bloccare un conto intestato alla
moglie presso l'__________ (IBAN: __________), confermando un decreto emanato
senza contraddittorio l'8 settembre 2016 e ponendo le spese processuali di 

fr. 300.– a carico di lei, con obbligo di rifondere al marito fr. 300.– per
ripetibili;

 

                                  che
contro il decreto appena citato AP 1 è insorta a questa Camera con un appello
del 13 marzo 2017 per ottenere il rigetto dell'istanza cautelare del marito e
l'annullamento del blocco "già impartito con decreto supercautelare 8
settembre 2016";

 

                                  che il 20 marzo 2017 AP 1 è stata
invitata a depositare entro il 5 aprile 2017, a titolo di anticipo per le spese
giudiziarie presunte, la somma di fr. 750.– sul conto corrente postale __________
del Tribunale di appello, introiti agiti;

 

                                  che
entro la scadenza non è intervenuto alcun pagamento, di modo che l'11 aprile
2017 è stato impartito all'appellante un ultimo termine fino al 24 aprile 2017
per depositare il citato importo, con l'avvertenza che, decorso infruttuoso il
termine, la Camera non sarebbe entrata nel merito del rimedio giuridico;

 

                                  che
con messaggio di posta elettronica del 27 aprile 2017 l'appellante ha
comunicato di avere dato l'ordine di pagamento lunedì 24 aprile 2017 tramite il
"portale e-banking di Postfinance", ma che l'ordine è stato eseguito
solo l'indomani;

 

                                  che
non potendo immaginare che il pagamento avvenisse con un giorno di ritardo, la
ricorrente chiede che esso sia considerato come intervenuto il 24 aprile 2017;

 

                                  che il
29 aprile 2017 il presidente di questa Camera ha invitato l'appellante a
documentare il momento in cui il suo conto postale è stato addebitato della
somma richiesta, con l'avvertenza che in caso di mancata conferma della tempestività
entro dieci giorni, l'appello sarebbe stato dichiarato irricevibile;

 

                                  che l'interessata non ha reagito
a questa richiesta; 

 

e considerando

 

in diritto:                    che il giudice impartisce un
termine per la prestazione 

dell'anticipo delle spese presunte (art. 101 cpv. 1 CPC);

 

                                  che se l'anticipo non è prestato
nemmeno entro un termine suppletorio, il giudice non entra nel merito
dell'azione o dell'istanza (art. 101 cpv. 3 CPC);

 

                                  che il termine (suppletorio) è
rispettato – come figurava in concreto sulla diffida dell'11 aprile 2017 – se
il conto dell'appellante o del suo patrocinatore è addebitato entro l'ultimo
giorno utile (art. 143 cpv. 3 CPC; DTF 139 III 364; sentenza del Tribunale
federale 5A_654/2015 del 22 dicembre 2015, consid. 5.3);

 

                                  che poco importa invece quando
l'appellante impartisca l'ordine di pagamento e quando la somma giunga sul
conto del Tribunale d'appello;

 

                                  che nella fattispecie
l'appellante ha dato atto che l'ordine di pagamento dell'anticipo è stato
eseguito dalla posta – sua ausiliaria (art. 101 cpv. 1 CO; Huguenin, Obligationenrecht, 2a
edizione, n. 720 pag. 223) – il giorno dopo la scadenza e non ha fornito –
malgrado il sollecito – la prova del pagamento (addebito) alla scadenza fissata
del 24 aprile 2017;

 

                                  che l'anticipo spese in questione
non è stato versato di conseguenza entro il termine suppletorio e deve
ritenersi tardivo;

 

                                  che nelle circostanze descritte
il reclamo sfugge a qualsiasi esame (art. 101 cpv. 3 CPC); 

 

                                  che l'irricevibilità del reclamo
comporta l'addebito delle spese processuali all'appellante (art. 106 cpv. 1
CPC);

 

                                  che non si pone invece problema
di ripetibili, l'appello non essendo stato intimato alla controparte per
osservazioni; 

 

 

decide:                 1.  L'appello è irricevibile.

 

                             2.  Le spese processuali di fr. 100.–
sono poste a carico dell'appellante.

 

                             3.  Notificazione:

	
   

  	
  –
  avv.; 

  –
  avv.. 

   

  

 

 

 

 

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
giudice presidente                                     Il vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali,
parziali, pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge
tale somma, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne
una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non
sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine,
il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per 

i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di
ricorso al Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non
nei procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).