# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c5e45e3b-3eba-5def-9c61-55dbefb8531c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-11-02
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 02.11.2022 D-4670/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4670-2022_2022-11-02.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4670/2022 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  2  n o v e m b r e  2 0 2 2  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Muriel Beck Kadima, Jeannine Scherrer-Bänziger,  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Georgia,   

rappresentato dall’avv. Michela Gentile,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Esecuzione dell’allontanamento (non entrata nel merito,  

nessuna domanda asilo - art. 31a cpv. 3 LAsi);  

decisione della SEM del 7 ottobre 2022 / N (…). 

 

 

 

D-4670/2022 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il (…) lu-

glio 2022. 

A.b In data (…) luglio 2022 si è svolta con il richiedente un’audizione in 

merito al rilevamento dei suoi dati personali, mentre che il (…) luglio 2022 

si è tenuto un colloquio Dublino. Sempre il predetto, è stato sentito circa i 

suoi motivi d’asilo, il (…) settembre 2022. 

Nel corso delle medesime audizioni, egli ha dichiarato, in sostanza e per 

quanto qui di rilievo, di essere originario di B._______, nella provincia di 

C._______, e di aver lasciato la Georgia il (…) a causa del suo stato di 

salute. Difatti, gli sarebbe stato diagnosticato un tumore all’intestino, per il 

quale avrebbe subito (…) operazioni durante il (…) presso la clinica ospe-

daliera D._______ a E._______. Dopo il secondo intervento, gli avrebbero 

prescritto sei cicli di chemioterapia che egli avrebbe effettuato integral-

mente. A seguito dell’ultima operazione, avvenuta a circa un anno dalla 

(…), egli avrebbe avuto un episodio di sepsi, e sarebbe stato ricoverato nel 

reparto di rianimazione per (…), a seguito del quale avrebbe effettuato le 

cure farmacologiche prescrittigli per due o tre mesi. Le stesse sarebbero 

però state da lui interrotte a causa della sua situazione finanziaria. I medici 

gli avrebbero prescritto degli esami di controllo ogni tre mesi, che egli però 

non avrebbe potuto eseguire per problemi economici, già da circa un anno 

e mezzo prima dell’espatrio. Stessa cosa sarebbe stata per una trombosi 

alla gamba sinistra ed al braccio destro che gli sarebbero state diagnosti-

cate. Per la trombosi, avrebbe ricevuto una terapia in Georgia, che però 

non avrebbe potuto concludere a causa della sua situazione economica. 

Egli sarebbe riuscito a finanziare le sue cure in Georgia vendendo una (…) 

ed un (…). Sarebbe giunto in Svizzera per conoscere il suo stato di salute 

attuale, malgrado non lamentasse particolari dolori salvo l’addormenta-

mento durante la notte del braccio destro e della gamba sinistra, nonché 

poiché non disporrebbe più nulla nel suo Paese d’origine. 

A supporto della sua domanda d’asilo egli ha consegnato l’originale della 

sua carta d’identità. 

A.c Il 6 ottobre 2022, la rappresentante legale dell’insorgente, ha inoltrato 

alla SEM il suo parere in merito al progetto di decisione dell’autorità infe-

riore del 5 ottobre 2022. 

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Pagina 3 

B.  

Con decisione del 7 ottobre 2022, notificata lo stesso giorno (cfr. atto della 

SEM n. [{…}]-30/1), la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo 

del richiedente ai sensi dell’art. 31a cpv. 3 della legge sull’asilo (LAsi, 

RS 142.31), ha pronunciato il suo allontanamento dalla Svizzera, nonché 

l’esecuzione del medesimo provvedimento, siccome ammissibile, ragione-

volmente esigibile e possibile. 

C.  

L’interessato è insorto avverso la summenzionata decisione con ricorso del 

14 ottobre 2022 (cfr. risultanze processuali) dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale (di seguito: il Tribunale), chiedendo a titolo principale l’an-

nullamento della decisione avversata e la concessione dell’ammissione 

provvisoria in Svizzera; ed a titolo subordinato, che gli atti siano restituiti 

all’autorità inferiore per un nuovo esame delle allegazioni e per comple-

mento istruttorio. Ha altresì presentato istanza di assistenza giudiziaria, nel 

senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo 

anticipo. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti saranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi), contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 

art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 

cpv. 1 LTAF). In applicazione dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in questi casi 

il Tribunale può rinunciare allo scambio degli scritti, come nella fattispecie. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

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Pagina 4 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’ina-

deguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribu-

nale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle con-

siderazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni 

delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

4.  

4.1 Nel suo provvedimento l’autorità inferiore, dopo aver ritenuto di non do-

ver entrare nel merito della domanda d’asilo dell’insorgente in applicazione 

dell’art. 31a cpv. 3 LAsi, ha osservato che il parere espresso dal ricorrente 

al progetto di decisione della SEM non sia in grado di modificare la deci-

sione negativa precitata presa nei suoi confronti (cfr. p.to II, pag. 3-4 della 

decisione impugnata). Segnatamente, nessuno dei suoi problemi di salute 

sarebbe ostativo all’esecuzione del suo allontanamento. Inoltre, egli 

avrebbe potuto concludere le cure per il tumore nel suo Paese d’origine, 

come pure non gli sarebbero stati prescritti dei farmaci, ma soltanto consi-

gliato di effettuare degli esami di controllo ogni circa tre mesi. Peraltro, le 

condizioni di vita difficili dal profilo economico e lavorativo, che caratteriz-

zano la popolazione georgiana in generale, non sarebbero di per sé suffi-

cienti per rappresentare una situazione di pericolo. Per quanto concerne la 

sua condizione d’indigenza, egli sarebbe stato sia vago sia contraddittorio 

nelle sue allegazioni esposte durante l’audizione sui motivi. Per di più, non 

vi sarebbe nulla che dimostrerebbe come lui sia attualmente inabile al la-

voro in maniera totale. Proseguendo nella sua analisi, la SEM ha concluso 

che nella fattispecie non si applicherebbe il principio di non-respingimento 

previsto agli art. 5 cpv. 1 LAsi e all’art. 33 della Convenzione sullo statuto 

dei rifugiati del 28 luglio 1951 (RS 0.142.30, di seguito: Conv. rifugiati). 

Inoltre non sussisterebbero agli atti degli elementi che dimostrerebbero che 

il suo stato di salute si sia degradato dalla conclusione delle terapie com-

pletate in Georgia circa nel (…), e non vi sarebbe alcuna evidenza che egli 

presenti delle problematiche mediche serie che dovrebbero essere curate 

attualmente o in un prossimo futuro. A differenza poi di quanto proposto dal 

ricorrente nel parere, la SEM ha ritenuto che non sia necessario attendere 

l’esito delle visite mediche programmate a novembre del 2022, in quanto 

nell’eventualità di una riapparizione del tumore del colon, egli potrà essere 

nuovamente curato in Georgia. Peraltro, contrariamente a quanto da egli 

allegato, in regime di ricovero le operazioni specifiche e le cure di follow-

up, nonché i trattamenti oncologici, sarebbero coperti al 100% dall’assicu-

razione sanitaria statale, e non vi sarebbero motivi per ritenere che egli non 

ne possa beneficiare come il 90% della popolazione. Disporrebbe altresì di 

una rete famigliare e di un alloggio di famiglia nel suo Paese d’origine. 

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Pagina 5 

Conseguentemente, l’esecuzione dell’allontanamento sarebbe esigibile. 

Quest’ultima sarebbe anche possibile verso la Georgia. 

4.2 Dal canto suo, nell’impugnativa, l’insorgente contesta tali conclusioni 

della SEM, ritenendo l’esecuzione del suo allontanamento verso la Georgia 

come inesigibile, segnatamente a causa delle sue condizioni di salute 

come pure in mancanza delle possibilità di accedere alle cure mediche nel 

suo Paese d’origine. Egli ritiene difatti come il suo stato di salute non sa-

rebbe ancora stato sufficientemente accertato e che occorrerebbe atten-

dere gli esami medici prescrittigli, tra cui una colonscopia, perché ci si 

possa pronunciare in merito. A differenza di quanto sostenuto dalla SEM 

nella decisione avversata in relazione al fatto che egli non presenterebbe 

dei problemi seri che andrebbero curati presentemente o in un prossimo 

futuro, dalla documentazione medica agli atti si evincerebbe piuttosto l’in-

dicazione di procedere con ulteriori esami per accertare se vi siano o meno 

problematiche di salute e di che tipo. Appare difatti fondamentale, a mente 

dell’insorgente, definire con certezza, oltre alle diagnosi, i trattamenti ne-

cessari e la prognosi (con e senza trattamento), al fine di stabilire l’esatto 

suo stato valetudinario. Peraltro, non corrisponderebbe a quanto evincibile 

dagli atti medici né dalle allegazioni del ricorrente, la conclusione della 

SEM che egli avrebbe terminato le cure e non gli sarebbero stati prescritti 

dei farmaci. Invero, lui non avrebbe potuto effettuare ulteriori visite mediche 

per motivi economici, e quindi di conseguenza non sarebbe potuto essere 

accertato se egli avesse necessità di assumere anche ulteriori farmaci. Nel 

seguito, il ricorrente ripercorre alcune delle sue dichiarazioni inerenti la sua 

situazione economica in patria e come avrebbe dovuto finanziare le spese 

per le cure e le terapie. Sarebbe per lui evidente che le garanzie in merito 

alle cure oncologiche gratuite in Georgia, non si tradurrebbero in maniera 

concreta nei fatti. Peraltro, egli avrebbe affermato non di essere inabile al 

lavoro totalmente – ciò che andrebbe anche accertato – in maniera gene-

rica, ma soltanto nella sua abituale professione, l’unica che potrebbe svol-

gere se fosse in salute, in quanto non avrebbe altra formazione professio-

nale. In caso di ritorno in Georgia, egli non disporrebbe più di un’abitazione 

– avendo ivi venduto ogni suo bene per far fronte alle cure mediche – ed i 

genitori viventi in patria con la sola pensione, non sarebbero in grado di 

sostenerlo. 

5.  

Oggetto del ricorso, nel caso in disamina, risulta essere esclusivamente la 

questione dell’esecuzione dell’allontanamento. L’insorgente infatti, nel pro-

prio ricorso, non solleva alcun argomento che sarebbe atto a contestare la 

non entrata nel merito della sua domanda d’asilo ai sensi dell’art. 31a 

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cpv. 3 LAsi da parte della SEM, essendo che nello stesso egli contesta 

unicamente l’esecuzione del suo allontanamento verso la Georgia in ra-

gione dei suoi problemi di salute e delle difficoltà economiche. 

6.  

Nel suo gravame, l’insorgente si prevale di un accertamento inesatto ed 

incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti da parte dell’autorità inferiore 

in relazione al suo stato di salute. Tuttavia, appare dalle sue motivazioni 

contenute nel ricorso, che l’interessato in realtà voglia rimettere in causa 

l’apprezzamento svolto dalla SEM nel suo caso specifico, ciò che costitui-

sce in realtà una questione materiale, e come tale verrà quindi trattata dal 

Tribunale direttamente nel merito. 

7.  

7.1 Va quindi analizzato, dappresso, se l’autorità inferiore ha, a giusto titolo 

o meno, ritenuto ammissibile, esigibile e possibile l’esecuzione dell’allon-

tanamento dell’insorgente. 

7.2 Per quanto concerne l’esecuzione dell’allontanamento, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, l’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro inte-

grazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20) prevede che la stessa 

sia ammissibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non 

adempimento di una di queste condizioni, la SEM dispone l’ammissione 

provvisoria (art. 44 LAsi e art. 83 cpv. 1 LStrI). 

7.3 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli 

ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento 

della prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il 

ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un 

ostacolo all’esecuzione dell’allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 con-

sid. 10.2). 

7.4  

7.4.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento 

non è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di 

diritto internazionale pubblico della Svizzera. La portata di detta norma non 

si esaurisce nella massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni 

di diritto internazionale della Svizzera possono essere ostativi all’esecu-

zione del rimpatrio in particolare l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione 

contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti 

del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105; cfr. DTAF 2013/27 con-

sid. 8.2 e relativi riferimenti). 

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7.4.2 Nel caso in esame, nella misura in cui non si è entrato nel merito della 

domanda d’asilo dell’insorgente, quest’ultimo non può prevalersi con suc-

cesso del principio del divieto di respingimento ex art. 5 LAsi, in quanto è 

una disposizione che protegge unicamente le persone alle quali è stata 

riconosciuta la qualità di rifugiato. In siffatte circostanze, non v’è neppure 

motivo di considerare l’esistenza di un rischio personale, concreto e serio 

per il ricorrente, di essere esposto, nel suo Paese d’origine, ad un tratta-

mento proibito ai sensi dell’art. 3 CEDU o dell’art. 3 Conv. tortura. 

7.4.3 In seguito, occorre rammentare che per quanto concerne una per-

sona con problemi di salute, secondo la giurisprudenza della Corte euro-

pea dei diritti dell’uomo (di seguito: CorteEDU), il ritorno forzato della 

stessa non è suscettibile di costituire una violazione dell’art. 3 CEDU che 

se la medesima si trovi in uno stadio a tal punto avanzato e terminale da 

lasciar presupporre che, a seguito del suo trasferimento, la sua morte ap-

paia come una prospettiva prossima (cfr. sentenza della CorteEDU N. con-

tro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

Si tratta di casi eccezionali, nel senso che la persona in questione deve 

riportare uno stato di salute a tal punto alterato che l’ipotesi del suo rapido 

decesso dopo il ritorno deve confinare con una certezza (cfr. sentenza del 

Tribunale D-2151/2019 del 24 febbraio 2021 consid. 4.6). Tale giurispru-

denza è stata ulteriormente precisata, nel senso che il ritorno dell’interes-

sato può pure risultare contrario all’art. 3 CEDU se nello Stato di destina-

zione non vi sono i trattamenti medici adeguati, e la persona in questione 

sarà quindi confrontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversi-

bile peggioramento delle sue condizioni di salute comportante delle intense 

sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza 

della CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, 

§181 segg.; cfr. anche DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2).  

Un quadro così grave dello stato di salute dell’insorgente, che renderebbe 

inammissibile sotto il profilo dell’art. 3 CEDU l’esecuzione del suo allonta-

namento ai sensi della giurisprudenza testé citata, non risulta ravvisabile 

nel caso di specie, come si vedrà anche di seguito sotto il profilo dell’esigi-

bilità ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI (cfr. infra consid. 8.5). 

7.4.4 Pertanto, come ritenuto a ragione nel giudizio litigioso, l’esecuzione 

dell’allontanamento del ricorrente non risulta trasgredire alcun obbligo della 

Svizzera derivante dal diritto internazionale, ed è quindi da ritenere ammis-

sibile (art. 83 cpv. 3 LAsi in relazione all’art. 44 LAsi). 

 

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8.  

8.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non è ra-

gionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, lo 

straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situa-

zioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza me-

dica. 

8.2 Anzitutto, concernente la situazione generale, in Georgia – ad ecce-

zione delle regioni secessioniste dell’Abkhazia e dell’Ossezia del sud, dalle 

quali il ricorrente non proviene – Stato designato dal Consiglio federale 

come Stato terzo sicuro (“safe country”) con effetto al 1° ottobre 2019, non 

vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza genera-

lizzata che coinvolga l’insieme della popolazione nella totalità del territorio 

nazionale che permetta di presumere, a priori e indipendentemente dalle 

circostanze della fattispecie – a proposito di tutti i cittadini di tale paese – 

l’esistenza di una messa in pericolo concreta ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 

LStrI (cfr. sentenza del Tribunale D-4247/2018 del 16 dicembre 2019 con-

sid. 5.5.3 e riferimenti citati). Altresì, giusta l’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’esecu-

zione dell’allontanamento o dell’espulsione è di norma ragionevolmente 

esigibile. 

8.3 In seguito, per quanto attiene le persone in trattamento medico in  

Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile nella misura 

in cui, nel caso di rientro nel loro paese d’origine o di provenienza, potreb-

bero non ricevere le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni 

minime d’esistenza. Per cure essenziali, si intende le cure di medicina ge-

nerale e d’urgenza assolutamente necessarie alla garanzia della dignità 

umana. L’art. 83 cpv. 4 LStrI, non può invece essere interpretato quale 

norma che comprenderebbe un diritto di soggiorno lui stesso indotto da un 

diritto generale di accesso in Svizzera a delle misure mediche tendenti al 

recupero della salute o a mantenerla, per il semplice motivo che l’infrastrut-

tura ospedaliera o le regole dell’arte medica nel paese d’origine o di desti-

nazione dell’interessato, non raggiungono lo standard elevato elvetico (cfr. 

DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati). In tal senso, se le cure ne-

cessarie possono essere assicurate nel paese d’origine del richiedente, 

all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento in tale Paese sarà ragionevolmente esi-

gibile. Invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in 

ragione dell’assenza di possibilità di trattamento adeguato, lo stato di sa-

lute dell’interessato si degraderebbe così rapidamente al punto da con-

durlo in maniera certa alla messa in pericolo concreta della sua vita o ad 

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un pregiudizio serio, durevole e notevolmente più grave della sua integrità 

fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con rif. citati). 

Infine, vista la definizione di cure essenziali precitata, la tradizione umani-

taria della Svizzera non ha vocazione di applicarsi in favore di cittadini di 

paesi terzi che hanno messo a profitto l’esenzione dell’obbligo di essere 

muniti di un visto d’entrata per attraversare le frontiere esterne degli Stati 

membri dello spazio Schengen per dei soggiorni di corta durata (inferiori a 

90 giorni su un periodo totale di 180 giorni), per entrare in Svizzera e sol-

lecitare un diritto al soggiorno di lunga durata in vista di accedere gratuita-

mente a delle cure costose, o a dei trattamenti di medicina specialistica 

sconosciuti nel loro paese, e migliorare così le loro possibilità di guarigione 

di una malattia preesistente (cfr. nello stesso senso la sentenza del Tribu-

nale D-2416/2022 del 7 giugno 2022 consid. 8.3 con ulteriori rif. cit.). 

8.4 Per quanto riguarda nello specifico la situazione del sistema sanitario 

e le modalità di finanziamento dello stesso in Georgia si osserva quanto 

segue. L’invalsa giurisprudenza del Tribunale ha constatato come negli ul-

timi anni, il sistema sanitario in tale Paese ha conosciuto un’importante ri-

strutturazione e dei grandi progressi sono stati realizzati, nel senso che il 

trattamento della maggior parte delle problematiche fisiche e psichiche è 

ora possibile, anche se non corrisponde agli standard medici svizzeri (cfr. 

fra le tante le sentenze del Tribunale D-3855/2022 del 14 settembre 2022, 

D-2416/2022 succitata consid. 8.4 con ulteriore rif. cit.). In particolare, a 

partire dalla messa in funzione del nuovo sistema finanziario statale dell’as-

sicurazione malattia universale, cosiddetto “Universal Health Care Pro-

gram” (UHCP), nel febbraio del 2013, la copertura dell’assicurazione ma-

lattia gratuita è assicurata a tutte le persone che in precedenza ne erano 

sprovviste, e copre un insieme di cure primarie e secondarie, come pure 

l’acquisto di un certo numero di medicamenti. La riforma dell’UHCP nel 

2017 ha introdotto un meccanismo di sostegno finanziario limitato per l’ac-

quisto di ulteriori medicamenti, che sono altrimenti a carico quasi intera-

mente degli interessati, per le persone socialmente vulnerabili o indigenti. 

Le stesse possono invero farsi rimborsare, in principio, il 90% dei costi del 

medicamento, se questo costa almeno 1 GEL, per un limitato numero di 

patologie (cfr. sentenze del Tribunale D-2416/2022 precitata consid. 8.4, 

D-4247/2018 del 16 dicembre 2019 consid. 5.4.3.3). Se non è escluso che 

i pazienti debbano a volte sostenere circa il 10% dei costi dei medicamenti, 

tuttavia in caso d’incapacità finanziaria, possono indirizzarsi alla “Referral 

Service Commission”, che in alcuni casi completa le prestazioni erogate 

dall’UHCP, in particolare per delle famiglie giudicate come vulnerabili (cfr. 

sentenza del Tribunale D-3855/2022 precitata). Per quanto concerne i 

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gruppi di persone vulnerabili, i bambini ed i pensionati, essi beneficiano di 

tutte le prestazioni dell’UHCP (cfr. sentenza del Tribunale D-2416/2022 

consid. 8.4 con ulteriori rif. cit.). 

8.5 Tornando ora al caso in parola, il Tribunale rileva dapprima come al 

momento dell’emissione della decisione avversata, l’incarto della SEM 

contenesse già diversa documentazione riguardante lo stato di salute del 

ricorrente (cfr. n. 14/2, 21/2, 22/2 e 24/2). Dalle medesime si evince difatti 

come il quadro clinico anamnestico dell’interessato sia contraddistinto da 

una diagnosi principale di adenocarcinoma del colon trasverso operato nel 

(…), e da diagnosi secondarie di: trombosi venosa profonda all’arto infe-

riore sinistro post-operatoria verosimilmente nel (…); colecistectomia nel 

(…); sepsi post-chirurgica nel (…), con terapie specialistiche eseguite in 

patria di emicolectomia destra nel (…) ed una chemioterapia adiuvante con 

schema Capox per sei cicli (cfr. n. 24/2). Le visite mediche effettuate in 

Svizzera, hanno inoltre potuto appurare che si escluda la presenza di segni 

per recente trombosi venosa profonda e superficiale interessante gli arti 

inferiori bilateralmente e l’arto superiore destro, non vi sarebbero anomalie 

a livello cardio-polmonare e gli esami di laboratorio sarebbero nella norma. 

Dalla visita angiologica, è risultata unicamente la presenza di un’insuffi-

cienza della vena poplitea sinistra, verosimilmente in esiti di pregresso 

evento trombotico (cfr. n. 21/2); mentre che dalla TAC del torace e dell’ad-

dome un micronodulo polmonare destro attualmente aspecifico, da moni-

torare nel tempo radiologicamente, un grossolano laparocele mediano 

senza tuttavia evidenza di sofferenza ischemica delle anse impegnate e 

non vi sono altri reperti di rilievo in sede toraco-addominale. Come propo-

sta terapeutica, è stata richiesta una colonscopia, con l’appuntamento fis-

sato a novembre prossimo (cfr. n. 22/2 e n. 24/2). Ulteriori cure o proposte 

di terapie o farmaci non sono evincibili dalle visite mediche effettuate in 

Svizzera. Alla luce dei referti medici in parola, anche il Tribunale è d’avviso 

che la SEM, disponesse di sufficienti elementi per procedere in maniera 

non arbitraria ad un esame della sua situazione medica e non ha, in parti-

colare, commesso alcuna negligenza procedurale rinunciando ad investi-

gare maggiormente circa lo stato di salute del ricorrente o ad attendere lo 

svolgimento di ulteriori visite mediche previste in futuro o ancora da ese-

guire – peraltro l’unica rilevabile dal carteggio degli atti medici è una colon-

scopia da eseguire nel mese di novembre prossimo. Infatti, nella misura in 

cui i documenti medici già presenti all’incarto al momento della decisione 

della SEM, hanno permesso di escludere che il ricorrente soffrisse di gravi 

patologie, l’autorità inferiore, viste le diagnosi poste, poteva ritenere a ra-

gione che i suoi problemi di salute non erano suscettibili di porre la sua 

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esistenza in pericolo in caso di un suo ritorno in Georgia ai sensi della re-

strittiva giurisprudenza convenzionale in materia (cfr. supra consid. 8.3; 

DTAF 2011/50 consid. 8.3; 2009/2 consid. 9.3.2 con rif. cit.). La visita di co-

lonscopia programmata per novembre prossimo, in assenza di qualsivoglia 

elemento medico concreto fondante la scoperta di patologie non fin qui già 

diagnosticate e che appaiono essere già state curate nel paese d’origine 

dell’insorgente, non permette di sovvertire tale conclusione. Difatti, non sa-

rebbe ragionevolmente atteso da parte delle autorità svizzere, che intra-

prendano, ogni volta che un richiedente l’asilo invoca dei motivi medici, un 

numero importante d’investigazioni tendenti ad individuare delle potenziali 

affezioni. A tal riguardo, sotto il profilo dell’esigibilità, sono decisivi unica-

mente i fatti medici conosciuti al momento della presa di decisione; tale non 

è invece il caso di esami medici complementari, che portano su dei fatti 

futuri per principio di per sé incerti (cfr. nello stesso senso la sentenza del 

Tribunale E-2649/2021 del 14 giugno 2021). Le allegazioni del ricorrente 

circa una sua inabilità lavorativa, in quanto gli sarebbe stato detto in patria 

che non poteva sollevare pesi superiori al chilo e mezzo (cfr. n. 23/12, D15, 

pag. 4), tesi ribadita anche nel gravame per quanto attinente alla sua pro-

fessione abituale di (…) (cfr. ricorso, pag. 8), non risultano essere fondate 

su alcun elemento di qualsivoglia sostanza e concretezza. Lo stato di sa-

lute del ricorrente, risultava quindi essere sufficientemente acclarato e non 

ostativo all’esecuzione del suo allontanamento già al momento della presa 

di decisione della SEM e tale conclusione è tutt’ora attuale. Altresì, come a 

ragione considerato dall’autorità inferiore nella decisione avversata, anche 

in Georgia risultano essere disponibili, in caso di necessità, i trattamenti 

oncologici (tra i quali la chemioterapia ed i farmaci; cfr. anche nello stesso 

senso la sentenza del Tribunale E-1119/2022 del 26 luglio 2022 con-

sid. 4.4.3). Egli avrebbe peraltro già prima del suo espatrio beneficiato di 

cure nel suo Paese d’origine. Il fatto che egli non abbia potuto proseguire 

le cure o effettuare le visite di controllo ogni tre mesi presso il medico viste 

le diagnosi pregresse, poiché non avrebbe più avuto la disponibilità econo-

mica (cfr. n. 23/12, D6, pag. 3; D61 segg., pag. 8), come allegato anche nel 

ricorso, poiché l’assicurazione sanitaria statale gli avrebbe coperto soltanto 

parzialmente i trattamenti effettuati ed egli avrebbe dovuto vendere tutti i 

suoi (…) per finanziare i medesimi (cfr. n. 23/12, D14 segg., pag. 4), non 

risultano neppure essere delle asserzioni suscettibili di rendere il suo al-

lontanamento inesigibile. Difatti, come già sopra rilevato (cfr. supra con-

sid. 8.4), egli potrà, nel caso in cui non disponesse effettivamente di risorse 

economiche – ciò che non appare all’evidenza invece essere stato nel suo 

passato (cfr. n. 23/12, D14, pag. 4; D28 segg., pag. 5 seg.) – rivolgersi per 

il finanziamento di trattamenti che risultassero necessari in futuro a pro-

grammi sociali e al sistema finanziario statale di assicurazione malattia 

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Pagina 12 

dell’UHCP presenti in Georgia (cfr. supra consid. 8.4). Inoltre il ricorrente 

potrà richiedere in Svizzera, se necessario, un sostegno finanziario per as-

sicurare l’eventuale assistenza medica e proseguimento dei trattamenti es-

senziali, per un periodo limitato nel Paese d’origine a conclusione della 

procedura ricorsuale in parola (cfr. art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi e art. 73 segg. 

dell’Ordinanza 2 sull’asilo relativa alle questioni finanziarie dell’11 ago-

sto 1999 [OAsi 2, RS 142.312]). Per quanto attiene il pagamento di even-

tuali trattamenti, vi è ancora da osservare che seppure in Georgia le risorse 

risultino più limitate rispetto a quanto presente in  

Svizzera e che in tale Paese il sistema sanitario non offra la stessa qualità 

come su suolo elvetico, tuttavia, tali circostanze non comportano, prese a 

sé stanti, l’inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (cfr. la sentenza 

del Tribunale D-2416/2022 consid. 8.5 con ulteriori rif. cit.). Sotto tale pro-

filo, appartiene inoltre all’insorgente indirizzarsi prioritariamente ai pro-

grammi sociali e di salute che sono disponibili – al contrario di quanto da 

egli considerato anche nel ricorso – nel suo Stato d’origine, prima di appel-

larsi alla tradizione umanitaria svizzera in materia di cure (cfr. a tal propo-

sito la sentenza del Tribunale D-2871/2019 dell’11 agosto 2021 con-

sid. 6.10.3 con ulteriore rif. cit.).  

Altresì, a differenza di quanto da egli sollevato nel ricorso, egli dispone in 

patria di una rete famigliare, composta in particolare dai suoi genitori – che 

percepiscono la pensione – e da un fratello, che vivono nella sua località 

di origine in un’abitazione propria (cfr. n. 23/12, D30 segg., pag. 5 seg.), 

che potranno in caso di necessità – e come già in passato – aiutarlo nella 

sua reintegrazione. Così stando le cose, il Tribunale ritiene che l’insorgente 

non si ritroverebbe in una situazione di emergenza esistenziale nel caso di 

ritorno in patria. 

8.6 Su tali presupposti, l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente, ri-

sulta pure essere ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione 

all’art. 44 LAsi). 

9.  

Infine, non risultano esserci impedimenti neppure dal profilo della possibi-

lità dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI in relazione 

all’art. 44 LAsi), disponendo per il resto il ricorrente della sua carta d’iden-

tità tutt’ora valida, e che con la dovuta diligenza, sarà in grado d’intrapren-

dere i passi necessari presso la competente rappresentanza del suo Paese 

d’origine, per l’ottenimento di eventuali documenti necessitanti per il suo 

rimpatrio (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi nonché DTAF 2008/34 consid. 12). 

D-4670/2022 

Pagina 13 

10.  

Di conseguenza, la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi); altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va pertanto respinto e la decisione impu-

gnata confermata. 

11.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta senza oggetto. 

12.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a ca-

rico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, 

non essendo state le conclusioni ricorsuali d’acchito sprovviste di possibi-

lità di esito favorevole e potendo partire dal presupposto che l’insorgente è 

indigente, v’è luogo di accogliere la domanda di assistenza giudiziaria nel 

senso della dispensa dal pagamento delle spese di giustizia (art. 65 cpv. 1 

PA). 

13.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF).  

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 14 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

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