# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fc2e8c96-5487-50f5-9c66-34abd83b7fb8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-03-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.03.2007 D-1370/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1370-2007_2007-03-15.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1370/2007
vav/pom/bet
{T 0/2}

Sentenza del 15 marzo 2007

Composizione: Giudici Valenti, Galliker e Bovier
Cancelliere Poretti

A._______, _______, Nigeria, _______,
Ricorrente

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,
Autorità inferiore

concernente

la  decisione  del  19  febbraio  2007  in  materia  di  non  entrata  nel  merito, 
allontanamento ed esecuzione dell'allontanamento / N _______

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

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Ritenuto in fatto: 

A. Il 29 dicembre 2006, l'interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera. 
Ha  dichiarato,  in  sostanza  (cfr.  verbali  d'audizione  del  25  gennaio  e  9  febbraio 
2007), d'essere espatriato perché sarebbe ricercato dalle autorità statali e da terze 
persone. Nel mese d'ottobre del 2006, sarebbe stato assunto per trasportare delle 
persone ad B._______. In seguito, avrebbe appreso che i suoi passeggeri, che lo 
avrebbero  anche  minacciato  di  morte  se  non avesse  partecipato  all'operazione, 
avrebbero voluto incendiare [...]. Sarebbe dunque stato costretto a collaborare al 
citato atto. Le autorità sarebbero risalite alla sua identità grazie alla testimonianza 
di  una  guardia  presente  sui  luoghi  che avrebbe  preso nota  della  targa  del  suo 
veicolo. Pure gli autori del menzionato incendio doloso lo cercherebbero, non per 
arrestarlo  come  la  polizia,  ma  per  ucciderlo  alfine  d'eliminare  uno  scomodo 
testimone. Avrebbe quindi deciso d'espatriare, ciò che avrebbe fatto per via aerea.

B. Il  19  febbraio  2007,  l'UFM non è entrato  nel  merito  della  succitata  domanda ai 
sensi dell’art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 
142.31).  L'UFM  ha  pure  pronunciato  l’allontanamento  dell'interessato  dalla 
Svizzera  nonché  l’esecuzione  dell’allontanamento  medesimo  siccome  lecita, 
esigibile e possibile. 

C. Il  21  febbraio  2007,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale (TAF) contro la succitata decisione dell'UFM. Ha chiesto 
l’annullamento della decisione impugnata e la conseguente entrata nel merito della 
domanda d’asilo. Ha altresì presentato una domanda di dispensa dal versamento 
dell'anticipo sulle presumibili spese processuali.

Considerato in diritto:

1. Il  TAF decide definitivamente  in  merito  ai  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in 
materia d'asilo (art. 31 e 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32)], art. 105 cpv. 1 LAsi e art. 83 lett. d della 
legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). 

2. Giusta il capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica del 16 dicembre 
2005 della LAsi, ai procedimenti pendenti al momento dell’entrata in vigore della 
citata modifica, il 1° gennaio 2007, è applicabile il nuovo diritto.

3. V'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le  condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48 e all'art.  52 della  legge federale  sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108a LAsi.

4. Nella decisione impugnata, l'UFM ha osservato che il ricorrente non ha presentato 
alcun documento di viaggio o d'identità e non ha addotto alcun motivo suscettibile 
di giustificare la mancata consegna di un simile documento. L'allegazione giusta la 
quale avrebbe lasciato il Paese in aereo utilizzando un passaporto recante ignote 
generalità  e  non  comportante  la  sua  fotografia  non  convincerebbe.  L'UFM  ha 
inoltre ritenuto che il ricorrente non ha la qualità di rifugiato ai sensi degli art. 3 e 7 

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LAsi.  Non  sarebbe  credibile  che  abbia  partecipato  all'evocato  reato  a  viso 
scoperto, senza prendere alcuna precauzione per quanto attiene all'identificazione 
sua e del suo veicolo. Avrebbe pure rilasciato dichiarazioni divergenti in merito alla 
conoscenza,  da  parte  della  polizia,  del  numero  degli  autori  del  citato  assalto. 
Infine, da quanto risulta dagli atti di causa non sarebbero necessari degli ulteriori 
chiarimenti per la qualità di rifugiato o l'esistenza di un impedimento all'esecuzione 
dell'allontanamento.

5. Nel  ricorso,  l'insorgente  sostiene  d'aver  chiesto  ad  un  prete  d'inviargli  la  carta 
d'identità e che dunque l'UFM avrebbe dovuto attendere "un tempo ragionevole" 
prima  di  pronunciare  una  decisione  di  non  entrata  nel  merito,  in  modo  da 
permettergli  di  presentare  il  menzionato  documento  d'identità.  Inoltre,  il  suo 
racconto sarebbe preciso,  dettagliato e privo di  contraddizioni  rilevanti.  Sarebbe 
dunque necessario provvedere ad ulteriori accertamenti. 

6. Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una domanda d’asilo 
se il richiedente non consegna alle autorità alcun documento di viaggio o d’identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda. Giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 
2 lett.  a non si applica se il  richiedente può rendere verosimile di non essere in 
grado, per motivi scusabili,  di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 
48 ore dalla  presentazione della  domanda (lett.  a),  se la  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base agli art. 3 e 7 LAsi (lett. 
b), o se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la 
qualità  di  rifugiato  o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontana-
mento (lett. c). 

6.1 Il TAF osserva che il ricorrente non ha tempestivamente presentato documenti di 
viaggio o d'identità ai sensi di legge, benché l'UFM l'abbia invitato ad esibirli  sin 
dal  29 dicembre 2006.  Bisogna altresì  convenire con l’autorità  inferiore che egli 
non ha fornito valide giustificazioni per la mancata esibizione di siffatti documenti. 
Non v’è,  infatti,  ragione  di  ritenere  che  se  avesse effettuato  dei  seri  e  concreti 
tentativi  per  procurarsi  tempestivamente  simili  documenti,  questi  tentativi  non 
avrebbero  potuto  avere  esito  favorevole.  Basti  rilevare  che ha dichiarato  che in 
patria vivono ancora dei suoi parenti, oltre al menzionato prete, e che vi si trovano 
dei suoi documenti. Non risulta però dalle carte processuali che l'insorgente abbia 
agito con la dovuta sollecitudine per procurarsi i necessari documenti. Peraltro, e 
come  rettamente  ritenuto  nella  decisione  impugnata,  non  è  credibile  che  il 
ricorrente  abbia  potuto  lasciare  il  Paese  per  via  aerea  con  un  passaporto  non 
comportante la sua fotografia e senza conoscere il nome ed il cognome apposti sul 
passaporto medesimo.  Peraltro,  se un richiedente l'asilo  non aveva motivi  validi 
per  giustificare  la  mancata  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o  d'identità  in 
procedura di prima istanza, non vi è motivo d’annullare la decisione di non entrata 
nel  merito  quand’anche  avesse  a  presentare  un  siffatto  documento  in  sede  di 
ricorso (v. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in 
materia d'asilo [GICRA] 1999 n. 16).

6.2 Il  TAF  rileva,  altresì,  che  il  ricorrente  non  ha  presentato  argomenti  o  prove 
suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui 
all’impugnata decisione, delle allegazioni decisive presentate. [...], non corroborate 
da alcun elemento  della  benché minima consistenza,  in  sostanza per  le  ragioni 

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indicate nel  provvedimento litigioso e cui  può essere  rimandato (art.  109 cpv.  3 
LTF, in  relazione all'art.  6 LAsi  e all'art.  4  PA).  Certo,  nel  gravame il  ricorrente 
sostiene d'aver reso delle dichiarazioni precise, dettagliate e prive di contraddizioni 
rilevanti. Sennonché tale generica allegazione è priva di qualsivoglia fondamento, 
fermo restando  che l'insorgente  non ha neppure  cercato  di  spiegare  in  sede di 
ricorso  le  ragioni  per  cui  l'apprezzamento  dei  fatti  da  parte  dell'UFM  sarebbe 
errato.  Peraltro,  non  può  assolutamente  essere  creduto  che  dei  terzi  abbiano 
costretto  il  ricorrente  a  prendere  parte  ad un reato  da loro  ideato  se  avessero 
avuto paura che egli li potesse denunciare. Inoltre, la partecipazione ad un reato di 
diritto comune non costituisce palesemente, di per sé, una circostanza suscettibile 
di giustificare un'entrata nel merito di una domanda d'asilo. Di conseguenza, e allo 
stato attuale degli  atti  di causa, l'UFM ha rettamente considerato come del tutto 
inconsistenti  le  allegazioni  del  ricorrente  con riferimento  all'art.  32  cpv.  3 lett.  b 
LAsi.

6.3

6.3.1 Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive  presentate  (v. 
considerando  6.2  del  presente  giudizio),  non  emerge  una  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente 
(art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi). 

6.3.2 Per i medesimi motivi, non emergono altresì neppure elementi da cui dedurre che 
l’esecuzione dell’allontanamento dell'insorgente possa violare l'art. 25 cpv. 2 della 
Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 
101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 14a cpv. 
3 della  legge federale concernente la dimora e il  domicilio  degli  stranieri  del  26 
marzo 1931 (LDDS, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed 
immediato di  trattamenti  contrari  all'art.  3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 
0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 
crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

6.3.3 Per  il  resto,  può  essere  lasciata  indecisa  la  questione  di  sapere  se  per 
impedimenti  all'esecuzione  dell'allontanamento  ai  sensi  dell'art  32  cpv.  3  lett.  c 
LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto nazionale (riguardanti l'esigibilità e 
la  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto 
internazionale  pubblico  (esaminati  al  precedente  considerando  6.3.2).  In  effetti, 
anche  in  materia  d'esigibilità  e  di  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile  d'imporre  degli 
ulteriori chiarimenti.

6.3.4 Premesso ciò, quanto ad ostacoli  all'esecuzione dell'allontanamento riconducibili 
all'art.  14a  cpv.  4  LDDS,  s'osserva  che  in  Nigeria  non  vige  attualmente  una 
situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolge l'insieme 
della  popolazione  nella  totalità  del  territorio  nazionale.  Inoltre,  il  ricorrente  è 
giovane, celibe e ha dell’esperienza professionale. Peraltro, non emerge dagli atti 
che  egli  soffra  di  problemi  di  natura  medica  suscettibili  d'ostare  alla  pronuncia 
dell’esecuzione dell’allontanamento (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 24).  In 
siffatte  circostanze,  l’autorità  inferiore  ha rettamente  ritenuto  siccome adempiti  i 

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presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive 
possibilità per l’insorgente di un adeguato reinserimento sociale in Nigeria.

6.3.5 Non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento  (art.  14a  cpv.  2  LDDS).  Peraltro,  usando  della  necessaria 
diligenza,  il  ricorrente  potrà  procurarsi  ogni  documento  necessario  al  rimpatrio. 
L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

6.3.6 Infine, l'insorgente non ha indicato in cosa dovrebbero consistere gli accertamenti 
richiesti  a pagina due del gravame e perché non avrebbe potuto fornire di moto 
proprio eventuali ulteriori elementi utili ai fini del giudizio.

7. Da quanto esposto, discende che, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, 
destituito d’ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e che la decisione 
impugnata va confermata. 

8. Il  ricorrente  non adempie  le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM avrebbe dovuto 
astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 e art. 
44  cpv.  1  LAsi  nonché  art.  32  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

9. L'esecuzione  dell'allontanamento  è  lecita,  esigibile  e  possibile  per  le  ragioni 
indicate al consid. 6.3. 

10. Di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell’allontanamento il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.

11. Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata (art. 111 
cpv. 1 e 3 LAsi). 

12. Il  TAF  avendo  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d’esenzione  dal 
versamento dell’anticipo a copertura delle presumibili spese processuali è divenuta 
senza oggetto. 

13. Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccombenza, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del 
regolamento  sulle  tasse  e sulle  spese  ripetibili  nelle  cause dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Il ricorso è respinto.

2. La  domanda  di  dispensa  dal  versamento  dell'anticipo  sulle  presumibili  spese 
processuali è divenuta senza oggetto ai sensi dei considerandi.

3. Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente.

4. Comunicazione: 

- al ricorrente (plico raccomandato)

- all'autorità inferiore (in copia, n. di rif. N _______)

- al C._______ (in copia)

Il Giudice: Il Cancelliere:

Vito Valenti Marco Poretti

Data di spedizione: