# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a72b32fa-5860-5f5d-9912-da2b9dacd137
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-04-16
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 16.04.2021 13.2020.139
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2020-139_2021-04-16.html

## Full Text

Incarto n.

  13.2020.139

  13.2020.140

  	
  Lugano

  16 aprile 2021/rg

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La terza Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Walser,
  presidente,

   

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Locatelli

  

 

 

sedente
nella composizione a giudice unico (art. 48b LOG) per statuire nella causa inc.
n. CA.2020.268 (protezione della
personalità) della Pretura del Distretto
di Lugano, sezione 6, promossa con istanza 8 settembre 2020 da

 

 

	
   

  	
   CO
  1 

  patrocinata dall’  PA 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   RE
  1 

  patrocinato dall’  PA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

e ora sul reclamo 24
dicembre 2020 di RE 1 contro la decisione 18 dicembre 2020 con cui il Pretore
aggiunto ha, fra l’altro, respinto la sua istanza di gratuito patrocinio
(dispositivo n. 3), e contro la decisione 23 dicembre 2020 con cui ha
successivamente respinto la sua istanza di revisione (inc. n. CA.2020.428) di
quel medesimo giudizio;

 

 

ritenuto

in fatto:                   A.   Dalla relazione tra CO 1 e RE
1 è nato __________. Insieme ad altri due figli di CO 1 avuti da un precedente
matrimonio, le parti hanno convissuto tra il novembre 2018 e l’agosto 2019. A
fronte dei rapporti conflittuali con il compagno, CO 1 ha poi lasciato
l’abitazione insieme ai propri tre figli.

 

                                         Il tema delle relazioni
personali tra il figlio __________ e il padre RE 1 è oggetto di una procedura
innanzi all’ARP 4 di Paradiso.

 

 

                                  B.   Con istanza 8
settembre 2020 CO 1 ha chiesto, a carico di RE 1 e in applicazione degli art.
28 segg. CC, l’adozione di misure a protezione della propria personalità e di
quella dei tre figli, provvedimenti da pronunciare in via cautelare e con la
comminatoria penale dell’art. 292 CPS, postulando altresì la concessione del
gratuito patrocinio.

 

                                         Con osservazioni 12
ottobre 2020 RE 1 ha chiesto di respingere l’istanza e la domanda di gratuito
patrocinio dell’istante, di prestare una congrua cauzione per spese ripetibili
a suo favore e il riconoscimento per sé del gratuito patrocinio.

 

                                         In esito all’udienza 10
novembre 2020, dopo avere le parti ribadito le loro richieste, il Pretore
aggiunto ha assegnato un ultimo termine per produrre i documenti di redditi e
fabbisogni.

 

 

                                  C.   Con decreto cautelare
18 dicembre 2020 il Pretore aggiunto ha respinto l’istanza cautelare. Riconosciuto
il gratuito patrocinio a CO 1 e fissata in fr. 853.55 l’indennità del
patrocinatore, il primo giudice ha negato un analogo beneficio al convenuto
(inc. n. CA.2020.268).

 

 

                                  D.   Con decisione 23
dicembre 2020 il Pretore aggiunto ha respinto l’istanza 22 dicembre 2020 di RE
1 chiedente la revisione del menzionato decreto cautelare nel senso di un
riesame della sua domanda di gratuito patrocinio per un errore di calcolo del
primo giudice (inc. n. CA.2020.428).

 

 

                                  E.   Con reclamo 24
dicembre 2020 RE 1 chiede di annullare sia il decreto 18 dicembre 2020 che la
decisione 23 dicembre 2020 e che gli sia così concesso il gratuito patrocinio,
beneficio che il reclamante postula anche in sede di reclamo.

 

                                         Non sono state raccolte
osservazioni dalla controparte.

 

 

 

Considerando

in diritto:                 1.   Con un unico atto di
reclamo, RE 1 impugna il decreto cautelare 18 dicembre 2020 nella misura in cui
il Pretore aggiunto ha respinto la sua istanza di gratuito patrocinio
(dispositivo n. 3), e la decisione 23 dicembre 2020 con cui il medesimo giudice
ha poi respinto la sua istanza di revisione di quel dispositivo. Si prescinde
dal disgiungere il reclamo che viene evaso con un’unica decisione, pur
mantenendo dispositivi separati e distinti.

 

                                1.1   Giusta l’art. 121 CPC, le decisioni
che rifiutano o revocano totalmente o parzialmente il gratuito patrocinio sono
impugnabili mediante reclamo alla terza Camera civile del Tribunale d’appello
(art. 319 lett. b cifra 1 CPC e 48 lett. c cifra 1 LOG). La domanda di gratuito
patrocinio è trattata con la procedura sommaria (art. 248 lett. a CPC e art.
119 cpv. 3 prima frase CPC), sicché il termine d’impugnazione giusta l’art. 321
cpv. 2 CPC è di 10 giorni.

 

                                1.2   Giusta l’art. 332 CPC la
decisione sulla domanda di revisione è impugnabile mediante reclamo alla terza
Camera civile del Tribunale d’appello (art. 319 lett. b cifra 1 CPC e 48 lett.
c cifra 1 LOG). Richiamata la procedura sommaria applicabile tanto alla
procedura di gratuito patrocinio quanto alla procedura cautelare (art. 248 lett.
d CPC), il termine d’impugnazione è di 10 giorni (art. 321 cpv. 2 CPC).

 

                                1.3   Il decreto 18 dicembre 2020 è
pervenuto al reclamante il 21 dicembre 2020, sicché il termine di 10 giorni
scadeva il 31 dicembre 2020. Dal canto suo la decisione di revisione datata 23
dicembre 2020 è pervenuta all’interessato il giorno successivo. Il reclamo,
giunto alla cancelleria del Tribunale d’appello il giorno 31 dicembre 2020
(timbro in originale), è quindi senz’altro tempestivo e, da questo punto di
vista, ammissibile.

 

 

                                   2.   Conformemente
all’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati l’applicazione errata
del diritto (lett. a) e l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett.
b).

 

 

                                   3.   Per l’art. 117 CPC -
che corrisponde alla garanzia costituzionale minima di cui all’art. 29 Cost.
(sentenza del Tribunale federale 4D_72/2013 del 26 agosto 2014 consid. 3 con
rinvii) - ha diritto al gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi
necessari (lett. a) e, cumulativamente, la cui domanda non appaia priva di
probabilità di successo (lett. b). Esso comprende l’esenzione dagli anticipi,
la designazione di un patrocinatore d’ufficio (art. 118 cpv. 1 CPC), può essere
concesso integralmente o in parte (cpv. 2), e non esenta dal pagamento delle
ripetibili alla controparte (cpv. 3).

 

                                3.1   È considerato indigente chi
non è in grado di far fronte con mezzi propri - reddito e sostanza - alle spese
giudiziarie e legali senza intaccare il fabbisogno suo e quello della famiglia
(sentenza del Tribunale federale 4A_54/2020 del 25 marzo 2020 consid. 7.1; DTF
128 I 232 consid. 2.5.1; RtiD I-2004 pag. 33 consid. 2.2; Trezzini, in: Trezzini e al. Commentario
pratico al CPC, IIa ed., 2017, n. 14 seg. ad art. 117). L’esistenza
di uno stato d’indigenza non va posta in astratto, ma con riferimento alla
situazione finanziaria effettiva e alle particolarità del caso, dovendosi
quindi esaminare la situazione del richiedente al momento della richiesta di
esser posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria (sentenza del Tribunale
federale 4D_72/2013 del 26 agosto 2014 consid. 3 con rinvii). Pur vigendo il
principio inquisitorio limitato (Trezzini,
op. cit., n. 15 segg. ad art. 119 e nota 2839 [versione e-book al 1°
febbraio 2019, n. 16 segg. ad art. 119]) spetta anzitutto al richiedente
presentare - spontaneamente - in modo chiaro la propria situazione finanziaria
attuale, sostanziando e dimostrando, pena la reiezione della sua domanda, che
egli non è in grado di affrontare le spese connesse alla causa senza
pregiudicare il proprio sostentamento e quello della propria famiglia (DTF 135
I 221 consid. 5 con rinvii).

 

 

                                   4.   Il Pretore aggiunto
ha computato entrate mensili in capo al reclamante per complessivi fr. 3'453.–
(di cui fr. 539.– di rendita AI, fr. 2'914.– di PC incluso il premio cassa
malattia) a fronte di un fabbisogno mensile quantificato in fr. 2'709.– (di cui
fr. 1'200.– di minimo esecutivo LEF, fr. 1'300.– di pigione e spese accessorie,
fr. 9.– di assicurazione ED e RC, fr. 200.– di contributo di mantenimento per
il figlio __________), ritenendo con ciò che l’interessato ben poteva sopperire
alle spese di causa (decreto 18 dicembre 2020 impugnato, pag. 3). Il Pretore
aggiunto ha invero soggiunto nell’ambito della successiva decisione qui
impugnata, datata 23 dicembre 2020, che quand’anche avesse conteggiato un’entrata
mensile di fr. 3'115.35, come indicato dal reclamante con la richiesta di
revisione, l’eccedenza di fr. 406.35 gli avrebbe ancora e comunque consentito
di sostenere i propri costi di causa (decisione 23 dicembre 2020 impugnata,
pag. 1).

                                   5.   Il reclamante
obietta di percepire una rendita AI mensile di fr. 539.–, una rendita AI mensile
per figli di fr. 216.– e prestazioni complementari (PC) mensili per fr.
2'363.33, da cui un’entrata complessiva di fr. 3'115.33 (correttamente
3'118.33), con cui provvedere al fabbisogno mensile di fr. 2'709.–. Censura la
decisione del Pretore aggiunto di accertamento manifestamente errato dei fatti
e di arbitrarietà, visto che una disponibilità di fr. 400.– non era sufficiente
per sostenere le spese di procedura. Sicché il beneficio del gratuito
patrocinio gli andava riconosciuto e la decisione annullata.

 

                                5.1   Va qui anzitutto rilevato che,
trattandosi di una prestazione erogata per il figlio __________, che oltretutto
da inizio 2020 viene direttamente versata nelle mani della madre (doc. 4 pag.
2), la rendita AI per figli di fr. 216.– mensili non può essere computata fra
le entrate del reclamante. E di ciò il Pretore aggiunto non ha appunto tenuto conto.
Pacifica invece la rendita AI di fr. 539.– versata mensilmente al reclamante (doc.
4 pag. 1 e pag. 6) e pure correttamente considerata dal primo giudice. A titolo
di prestazioni complementari PC riconosciute al reclamante il Pretore aggiunto
ha quindi considerato l’importo di fr. 2'914.–. Tale cifra include però già -
come peraltro rilevato dallo stesso giudice - il premio forfettario
dell’assicurazione malattia stabilito in fr. 532.–. Ora, per legge il premio
dell’assicurazione malattia è direttamente versato dal Cantone all’assicuratore
(doc. 4 pag. 3), motivo per cui andava dedotto dall’importo di fr. 2'914.–
considerato dal Pretore aggiunto. Sicché le entrate computabili in capo al
reclamante constano in realtà delle prestazioni complementari di fr. 2'382.– (la
cifra di fr. 2'393.33 proposta dal reclamante è riferita all’anno 2019: doc. 4
pag. 1) e della rendita AI di fr. 539.–, per un complessivo totale di fr.
2'921.–.

 

                                5.2   Poiché il premio effettivo dell’assicurazione
malattia che il reclamante ha documentato (doc. 6) è inferiore rispetto al
premio forfettario di cui si è detto, merita invece conferma il fabbisogno di
fr. 2'709.– ritenuto dal Pretore aggiunto e rimasto peraltro incontestato dal
reclamante.

 

                                5.3   Potendo contare su un’entrata
quantificabile in fr. 2'921.– mensili e dovendosi far carico di un fabbisogno
personale di fr. 2'709.– mensili, l’eccedenza che ne consegue si attesta in fr.
212.–, invero ancora meno di quanto conteggiato dal reclamante medesimo.

 

 

                                   6.   La situazione
finanziaria del reclamante deve quindi essere esaminata anche sotto il profilo
della sostanza. In merito l’interessato ha dichiarato un patrimonio lordo di
fr. 1'700.– a comprova di cui ha allegato un estratto conto bancario per il
giorno 24 settembre 2020 (doc. 2 pag. 1 n. 3 e documento allegato). In
relazione alla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del 2019, i
documenti attestano per quell’anno fiscale una sostanza in “titoli e capitali”
di fr. 1'174.– (doc. 2 e documenti annessi). Va tuttavia rilevato che il
reclamante ha anche versato agli atti il foglio di calcolo della prestazione
complementare AVS/AI valida dal 1° gennaio 2020 e che lo stesso indica un patrimonio
di fr. 23'062.– consistente in “averi a risparmio/titoli” (doc. 4 pag. 5), riguardo
a cui il reclamante nulla ha precisato o contestato. Ora, siffatta sostanza non
ha inciso sul calcolo delle prestazioni complementari poi riconosciute al
reclamante in quanto non superava la franchigia di fr. 37'500.– prevista per
legge sulla sostanza (secondo i parametri validi fino al 31 dicembre 2020; art.
11 cpv. 1 lett. c LPC). Questo non significa però che la stessa non debba
essere considerata in funzione di un’eventuale concessione del gratuito
patrocinio.

 

 

                                   7.   Il reclamante ha
prodotto agli atti la nota professionale del suo patrocinatore legale che
espone una pretesa complessiva di fr. 2'940.50, di cui fr. 2'124.98 di
onorario, fr. 605.30 di spese e fr. 210.23 di IVA al 7.7% (annessa allo scritto
25 novembre 2020). In aggiunta a tale importo va inoltre considerata la metà
delle spese processuali fissate in fr. 1'000.– dal Pretore aggiunto nel
contesto della decisione cautelare 18 dicembre 2020 (decreto 18 dicembre 2020
impugnato, pag. 4 dispositivo n. 4). Di qui un costo complessivo del processo
di fr. 3'440.50, onere in definitiva sostenibile anche a fronte di una
disponibilità mensile di soli fr. 212.– potendosi sotto questo profilo senz’altro
pretendere un parziale consumo del patrimonio di fr. 23'062.–. Tutto sommato
quindi, e seppur in virtù di altri motivi, per avere escluso il presupposto
dell’indigenza in capo al reclamante il giudizio del Pretore aggiunto non può
dirsi nell’esito costitutivo di un accertamento manifestamente errato dei fatti
o di un’errata applicazione del diritto. In quanto proposto avverso il decreto
cautelare 18 dicembre 2020, il reclamo va così respinto giacché infondato.

 

 

                                   8.   Nella misura in cui
impugna la decisione 23 dicembre 2020 con cui il Pretore aggiunto ha invece respinto
la domanda di revisione giova rilevare quanto segue. La revisione giusta l’art.
328 CPC è un mezzo di ricorso straordinario, cassatorio e sussidiario rispetto
all’appello e al reclamo (Trezzini, op.
cit., n. 1 ad art. 328), e come tale è proponibile avverso decisioni passate in
giudicato (cpv. 1). Ciò posto, stabilito che contro il diniego del gratuito
patrocinio sancito dal dispositivo n. 3 del decreto cautelare 18 dicembre 2020,
era aperta la via del rimedio ordinario del reclamo ai sensi dell’art. 121 CPC,
l’istanza di revisione era esclusa a priori già solo per questo motivo. Sicché,
sotto questo profilo, la reiezione dell’istanza di revisione 22 dicembre 2020 resiste
alla critica. Di conseguenza, nemmeno laddove chiede di annullare la decisione
23 dicembre 2020 il reclamo merita accoglimento.

 

 

                                   9.   La procedura di
reclamo contro il diniego di gratuito patrocinio non è, diversamente dall’art.
119 cpv. 6 CPC, gratuita (DTF 137 III 470 consid. 6). Le spese processuali,
fissate in fr. 300.–, giusta l’art. 2 cpv. 1 LTG (valore, natura e complessità
della causa) e 14 LTG (tassa di giustizia per le decisioni su reclamo tra fr.
100.– e fr. 10'000.–), vanno poste a carico del reclamante qui soccombente
(art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone la questione delle ripetibili, la procedura
di gratuito patrocinio opponendo la richiedente allo Stato e, comunque sia, non
essendo state chieste osservazioni alla controparte.

 

                                         In difetto di un
comprovato stato d’indigenza (art. 117 lett. a CPC, sopra, consid. 7), anche la
richiesta di gratuito patrocinio per la procedura di reclamo va respinta.

 

 

                                10.   Il reclamo trattato in
procedura sommaria, viene evaso da questa Camera nella composizione a giudice
unico (art. 48b cpv. 1 lett. b cifra 2 LOG).

 

 

Per i quali motivi,

pronuncia:              1.   Il reclamo 24 dicembre 2020 di RE
1 avverso il dispositivo n. 3 del decreto cautelare 18 dicembre 2020 è
respinto.

 

                                   2.   Il reclamo 24
dicembre 2020 di RE 1 avverso la decisione 23 dicembre 2020 è respinto.

 

                                   3.   L’istanza di
gratuito patrocinio 24 dicembre 2020 di RE 1 è respinta.

 

                                   4.   Le spese processuali
per il reclamo, stabilite in fr. 300.– sono poste a carico del reclamante.

 

                                   5.   Notificazione
(unitamente al reclamo 24 dicembre 2020 alla controparte):

	
   

  	
  -     ;

  -     .

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

 

Per
la terza Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione
impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in materia civile
è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno fr. 30'000.- (fr.
15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione);
quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia
civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso
in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia
con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve
presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).