# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c7b65113-59ff-591c-a668-65592ccc9b16
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-10-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 25.10.2001 INC.2001.35802
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-35802_2001-10-25.html

## Full Text

N. 358.2001.2 M                                                        

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
inoltrata in data 16/17 ottobre 2001 da

___________

__________ 

(difeso di fiducia dall’ __________

e trasmessa
in data 19/22 ottobre 2001 con preavviso negativo dal __________;

concessa
all’accusato, con ordinanza 22 ottobre 2001, la facoltà di presentare
osservazioni al preavviso negativo del magistrato inquirente, e letto l’allegato
22 ottobre 2001;

avuti a
disposizione gli atti formanti l’inc. MP __________;

ritenuto

in fatto:

A.

__________ (qui di seguito: __________) è stato tratto in
arresto in data 8 luglio 2001, in quanto rinvenuto in possesso di 31,7 grammi
di cocaina, e sospettato di essere coinvolto in un traffico di stupefacenti più
importante (v. rapporto d’arresto 8 luglio 2001, inc. Giar __________ doc. _).
Il giorno successivo, questo giudice ha confermato l’arresto, con contestuale
intimazione della promozione dell’accusa per titolo di infrazione aggravata
sub. semplice alla LFStup. (inc. Giar cit., doc. _ risp. 1).

 

B.

Dopo aver
inizialmente negato ogni e qualsiasi traffico di stupefacenti, in prosieguo
d’inchiesta l’accusato ha dovuto ammettere – a fronte degli indizi raccolti
dall’accusa – di aver acquistato, consumato, rivenduto, offerto, procurato e
tenuto in deposito quantitativi non irrilevanti di cocaina. Permangono comunque
divergenze importanti fra le cifre sostenute dal e quelle ammesse dall’accusato
(v., fra tutti, i verbali MP __________ agosto 2001 [inc. MP doc. __________],
p. 5 e 7; verbale MP _ settembre 2001 [inc. MP doc. __________], p. 4).

 

C.

Con l’istanza
qui discussa (inc. Giar __________ doc. _), proposta quasi contemporaneamente
al deposito atti (effettuato in data 19 ottobre 2001, inc. MP doc. __________),
_____ postula la propria rimessa in libertà provvisoria. Sulla scorta delle
quantità da lui ammesse, dell’avvenuta messa in libertà provvisoria degli altri
coaccusati, ed appunto dell’avvenuta conclusione dell’inchiesta (loc. cit., p.
1-2), si sente di escludere tanto il pericolo di inquinamento delle prove o di
collusione, quanto l’esistenza di motivi istruttori (loc. cit., p. 2). Non
sussisterebbe neppure pericolo di fuga: l’entità dell’accusa sarebbe
“sostanzialmente non particolarmente pregiudizievole da un profilo della pena”
(ibid.), della pena precedente avrebbe già espiato più dei due terzi (ibid.), e
la famiglia (salvo il figlio maggiore) risiede e lavora in Svizzera (ibid.).
Quanto al pericolo di recidiva, lo ritiene questione da porsi semmai “a livello
di misura generale preventiva della pena e non già per motivare il protrarsi
della detenzione preventiva, quindi in sede predibattimentale” (loc. cit., p.
3); e comunque non sarebbe dato, la sua personalità non permettendo “a priori
di accreditare l’ipotesi che questi [l’accusato
istante, ndr.] voglia continuare a delinquere [...]” (ibid.).

 

D.

Il riassunti
luoghi, date e quantitativi di stupefacente a suo dire trattato dall’accusato
(per quantitativi ben superiori a quanto dallo stesso ammessi, v. preavviso
negativo, inc. Giar __________ doc. _ p. 2), preavvisa negativamente l’istanza
in discussione non potendosi preventivamente escludere che proprio la difesa
richieda ulteriori confronti (loc. cit., p. 3 in alto). Ritiene pure dato
marcato pericolo di fuga, poiché non solo le nuove imputazione sarebbero gravi,
ma anche poiché l’accusato, in quanto recidivo specifico, rischia pure la
revoca della sospensione condizionale della precedente pena (loc. cit., p. 3).
Rileva da ultimo il pericolo di recidiva (ibid.), concludendo con la
proporzionalità del carcere preventivo prospettabile fino al pubblico
dibattimento, “che potrà essere agendato in tempi brevi visto l’avvenuto
deposito degli atti [...]” (loc. cit., p. 3-4).

 

E.

Nelle proprie
osservazioni al preavviso negativo del __________ si riconferma nei
quantitativi di stupefacente trattato, come da lui ammessi a verbale (v.
osservazioni, inc. Giar __________ doc. _, pto. 1 p. 1-2), ed anche sugli altri
punti si limita a ribadire quanto esposto in sede d’istanza (loc. cit., pto. 2
p. 2). Contesta da ultimo l’asserito pericolo di recidiva, le argomentazioni
del magistrato inquirente riferendosi “nei fatti a misure generali di
prevenzione, che non possono essere ritenute in un ambito predibattimentale,
avverandosi peraltro generiche” (loc. cit., pto. 2 p. 2 in fine).

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza:
v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., inc. GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al
cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà,
consente al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere
preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di
recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16
novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep.
132 [1999] n. 116).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) –
ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986
pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la
Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep.
1980 pag. 128).

 

2.

a)        Con la verosimiglianza sufficiente a questo stadio del
procedimento ed in questa sede (che non è deputata a pronunciarsi sul merito
delle accuse e deve evitare di pregiudicare), si può con tranquillità
concludere per la presenza di seri e concreti indizi di colpevolezza a carico
di __________, e relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti inquisiti: basti
qui fare riferimento alle ammissione riportate (v. supra, consid. B). 

b)        I dubbi che solleva l’accusato riguardano essenzialmente i
quantitativi di cocaina smerciata (v. osservazioni, cit., pto. 1 p. 1-2). Essi
costituiscono, a non dubitarne, obiezioni che vorranno approfondimento.
Tuttavia, trattandosi di obiezioni di natura sostanziale, una valutazione
definitiva della loro portata compete alla Corte di merito e non a questo
giudice – nell’ambito delle proprie competenze limitate alla valutazione della
legittimità della carcerazione preventiva, unicamente autorizzato ad un esame
sommario di verosimiglianza del grado di responsabilità dell’accusato istante
(v., come qui, anche la decisione 19 aprile 2000 in re C.F., inc. GIAR
124.2000.2 consid. 2b p. 4).

 

3.

Nel caso di
specie, il peso specifico da attribuire alle esigenze istruttorie ancora da
soddisfare è minimo: l’avvenuto deposito degli atti testimonia come, dal punto
di vista del l’istruttoria sia completa. L’eventualità che l’accusato chieda
complementi istruttori è, al momento, aleatoria – e sorprenderebbe, se egli ne
postulasse senza neppure averne fatto cenno in sede di discussione della
propria istanza di libertà provvisoria.

 

4.

a)        Il pericolo di fuga, per giustificare la carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire il carattere di una certa
probabilità: in altri termini si ammette siffatto pericolo quando l’accusato,
fosse posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al
perseguimento penale e all’esecuzione della pena. La gravità della presumibile
pena, di per sé, non basta a motivare la carcerazione preventiva; piuttosto,
l’insieme delle circostanze, quali il carattere dell’interessato, la sua
morale, i suoi legami familiari, l’assenza di un domicilio fisso, la sua
professione, la sua situazione finanziaria e le sue risorse economiche, deve
essere valutato e vanno accertati motivi concreti che rendano la fuga non solo
possibile, ma probabile (così verbatim DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.,
consid. 5a p. 7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69 consid. 4).

b)        Nel caso di specie, vi sono elementi di giudizio di segno
opposto: da un lato non si può negare che l’accusato e la sua famiglia, in
quanto da tempo qui residenti, abbiano sviluppato in loco legami sociali
non indifferenti. D’altra parte, è altrettanto vero che la gravità oggettiva
dei fatti rimproverati all’accusato, ed ancor più la sua recidiva specifica,
rendono seriamente verosimile una severa pena detentiva da espiare, alla quale
potrebbe aggiungersi la revoca della sospensione condizionale del residuo della
pena precedente (art. 41 cfr. 3 CPS; e se è vero che per due terzi, quella pena
è già stata espiata, v. istanza, cit., p. 2, è parimenti vero che la liberazione
condizionale dopo i due terzi della pena ai sensi dell’art. 38 CPS non è
automatica). In questa prospettiva, e considerato pure come per l’accusato
risulterà sempre più difficile reinserirsi nella vita professionale locale (in
ragione delle sue condanne penali), l’ipotesi di una sua fuga verso il proprio
Paese d’origine non è certo del tutto peregrina. In ogni caso, il sussistere di
un palese pericolo di recidiva esime questo giudice dal pronunciarsi
definitivamente sul pericolo di fuga.

 

5.

a)        Notoriamente, il pericolo di recidiva deve essere concreto
(DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell’insieme delle circostanze,
tra le quali i precedenti dell’accusato, il suo comportamento durante
l’istruttoria, la sua personalità, la sua costituzione fisica e soprattutto
psichica, e le modalità di commissione dei reati che gli vengono addebitati,
così che la reiterazione appaia assai verosimile (v. Mario Luvini, I
presupposti materiale del carcere preventivo nel processo penale ticinese, in:
Rep. 122 [1989], p. 287 ss., pto. 3 p. 294; Gérard Piquerez, Précis de
procédure pénale suisse, 2ème éd. Lausanne 1994, margin. 1388 s.).

b)        L’esistenza di un forte pericolo di recidiva non fa dubbio.
Emerge dagli atti che __________ è stato condannato per atti del medesimo
genere poco più di un anno fa ad una pena detentiva importante, al limite di
quanto possa essere pronunciato ancora con il beneficio della condizionale,
dopo aver passato un lungo periodo in carcere preventivo. Cionondimeno, ha
ripreso a delinquere pochi mesi dopo il suo rilascio. Come egli possa affermare
che questo vissuto “non permette a priori di accreditare l’ipotesi che questi
voglia continuare a delinquere [...]” (istanza, cit., p. 3), appare misterioso.
È piuttosto vero il contrario: proprio il fatto di reiterare il medesimo genere
di reato a brevissima distanza temporale da una prima condanna dimostra, come
rettamente argomenta la pubblica accusa (v. preavviso negativo, cit., p. 2),
che “la prima inchiesta e la successiva sua condanna a nulla gli sono serviti
[...]”. E l’attitudine mentale che sta a monte di un tale comportamento non
lascia ben sperare per il futuro. Ciò non significa che un suo ravvedimento sia
escluso per sempre: significa unicamente che almeno fino al processo, questo
giudice riconosce valenza prioritaria all’esigenza di tutelare la pubblica
sicurezza dai reati che l’accusato ha dimostrato essere solito attuare. Ed è,
questa, senz’altro una decisione di competenza di questo giudice, come si
evince a chiare lettere dall’art. 95 cpv. 2 CPP, dove il pericolo di recidiva è
menzionato espressamente. È vero, ma qui inconferente, che l’eventuale
concessione della sospensione condizionale per la nuova pena (art. 41 CPS)
risponde (anche) ad altri criteri, e compete comunque alla Corte di merito.

 

6.

Per quanto
attiene al requisito della proporzionalità del carcere preventivo, resta da
dire che l’inchiesta, di per sé relativamente complessa per il coinvolgimento
di più autori, e comunque resa ulteriormente difficile dall’atteggiamento reticente
dell’accusato, sembra nondimeno procedere a ritmo sufficientemente celere, in
consonanza con i dettami di legge. Il carcere preventivo sofferto e
prospettabile appare allora ancora rispettoso del principio di proporzionalità,
con riferimento sia alla presumibile pena, sia alla presumibile durata
dell’evasione delle necessità istruttorie ancora incombenti; tanto più che la
chiusura dell’istruttoria appare imminente, e di prossimo aggiornamento sarà
allora il pubblico dibattimento. Solo per scrupolo di completezza si ribadisce
che ogni confronto con il trattamento riservato ad altre persone accusate (così
l’accusato in sede d’istanza, cit., p. 2) non è certo atto a sostanziare una
censura di violazione del principio di proporzionalità, tanti sono i parametri
di cui tener conto in tema di libertà personale.

Resta
sottinteso l’obbligo, per il magistrato inquirente, di trattare con priorità i
casi in cui l’accusato è in detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP).

 

7.

In
conclusione, l’istanza in discussione dev’essere respinta, con la presente
decisione impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP), e senza conseguenza di tassa
e spese.

Per i quali motivi,

visti gli
artt. 95 ss., 107 s., 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP

d e c i d e :

1.   L’istanza di libertà
provvisoria inoltrata in data 16/17 ottobre 2001 da _ACCU1 è respinta.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

-      __________ per sé e per l’accusato __________;

-      __________
con copia delle osservazioni dell’accusato istante.

giudice __________