# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ba48b402-e7a2-5528-bdab-f60a1d198c16
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.11.2010 D-4690/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4690-2006_2010-11-09.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4690/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  9  n o v e m b r e  2 0 1 0

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Thomas Wespi e Daniel Schmid, 
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...), Afghanistan,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Esecuzione dell'allontanamento; 
decisione dell'UFM del 16 giugno 2005 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4690/2006

Fatti:

A.
Il  (...),  l'interessato – cittadino afghano di etnia hazara – ha inoltrato 
una domanda d'asilo in Svizzera. Ha dichiarato, nella sostanza e per 
quanto è qui  di  rilievo (cfr. verbali  d'audizione del  3 giugno 2005 [di 
seguito: verbale 1] e del 9 giugno 2005 [di seguito: verbale 2]) di aver 
lasciato  l'Afghanistan  all'età  di  (...)  anni  a  causa  della  guerra  e  di 
essersi trasferito con la sua famiglia a B._______ (Iran), dove avrebbe 
frequentato le scuole e lavorato legalmente fino al (...) 2004, quando le 
autorità  iraniane  non  gli  avrebbero  più  rinnovato  il  permesso  di 
soggiorno. Dunque, per poter continuare gli studi, l'interessato sarebbe 
ritornato in  Afghanistan,  a C._______ (provincia di  Baghlan),  presso 
uno zio per circa (...) giorni e, successivamente, si sarebbe recato a 
Kabul per frequentare l'università, dove sarebbe stato ospitato presso 
un conoscente. Nella capitale, avrebbe incontrato una ragazza, della 
quale si  sarebbe innamorato e che avrebbe voluto sposare. Il  padre 
della  ragazza,  di  etnia  said,  non  avrebbe  accettato  la  proposta 
dell'interessato  di  chiedere  in  sposa  la  ragazza,  a  causa  della  sua 
etnia.  A  seguito  di  tale  rifiuto,  nell'(...)  2004,  l'interessato  sarebbe 
fuggito  con  la  ragazza  prima  a  Ghazni  ed  in  seguito  a  D._______ 
(provincia  di  Ghazni),  presso  dei  suoi  parenti.  Dopo  una  settimana, 
informati  su dove si  trovava l'interessato e  la  ragazza,  il  padre  ed i  
fratelli  di  quest'ultima  sarebbero  andati  a  D._______  e  sarebbe 
scoppiata  tra  loro  una  lite,  nella  quale  sarebbe  rimasto  colpito  un 
parente dell'interessato. Di conseguenza, temendo per la sua vita, in 
data  (...)  o  l'(...),  l'interessato  avrebbe  deciso  di  espatriare.  Egli 
avrebbe  raggiunto  la  sua  famiglia  a  B._______  (Iran)  e,  dopo  (...)  
settimane, si sarebbe recato a E._______ (Turchia), da dove – dopo 
(...) mesi – sarebbe partito alla volta della Svizzera, 

B.
Con  decisione  del  16  giugno  2005,  notificata  all'interessato  il  
medesimo  giorno  (cfr.  atto  A 10/1),  l'UFM  ha  respinto  la  succitata 
domanda  d'asilo. Detto  Ufficio  ha  pure  pronunciato  l'allontanamento 
dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso 
l'Afghanistan siccome lecita, esigibile e possibile. 

C.
Il  6  luglio  2005,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  alla 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA)  contro  la 

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succitata  decisione  dell'UFM,  limitatamente  alla  questione 
dell'esecuzione  dell'allontanamento.  Ha  chiesto  l'annullamento  della 
decisione impugnata in merito all'esecuzione dell'allontanamento e, di  
conseguenza,  la  pronuncia  dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì 
presentato  una  domanda  d’assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della 
dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali  e  del  relativo 
anticipo. 

D.
Il 14 luglio 2005, la CRA ha autorizzato il ricorrente a soggiornare in 
Svizzera  fino  alla  conclusione  della  procedura  ed  ha  rinunciato, 
ritenuta la sussistenza di motivi particolari  (art. 63 cpv. 4 della legge 
del  20  dicembre  1968  federale  sulla  procedura  amministrativa  [PA, 
RS 172.021]),  a chiedere al  ricorrente il  versamento di  un anticipo a 
copertura  della  presumibili  spese  processuali.  Nel  contempo,  ha 
invitato l'autorità inferiore a presentare una risposta al ricorso.

E.
Il  21 luglio 2005, l'UFM, nell'ambito della  sua risposta al  ricorso, ha 
proposto la reiezione del gravame.  

F.
L'11 agosto 2005, il ricorrente ha inoltrato l'atto di replica.

G.
Il 26 giugno 2007, l'insorgente ha inoltrato al Tribunale amministrativo 
federale (di seguito: il Tribunale) un mezzo di prova a sostegno delle 
sue  allegazioni,  presentato  come  l'ordine  di  arresto  in  originale 
emesso  in  data  (...)  contro  l'interessato  e  la  sua  ragazza,  con  la 
relativa traduzione nella lingua italiana e in annesso la busta d'invio.

H.
Il 27 agosto 2007, tramite un altro rappresentante legale, il ricorrente 
ha presentato al Tribunale un complemento dei motivi ed integrazione 
delle  conclusioni  del  ricorso  del  6  luglio  2005.  Ha  chiesto,  in  via 
principale, l'annullamento della decisione impugnata, con conseguente 
riconoscimento della qualità di rifugiato e la concessione dell'asilo e, in  
in via sussidiaria, l'annullamento della decisione impugnata sul punto 
di  questione  dell'esecuzione  dell'allontanamento,  nonché  la 
concessione dell'ammissione provvisoria. 

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I.
Il 2 novembre 2007, l'insorgente ha inoltrato al Tribunale la fotocopia 
del contratto di tirocinio da lui sottoscritto in data (...), della durata di 
quattro anni presso una ditta di (...) a F._______, a sostegno della sua 
integrazione nel tessuto sociale svizzero.

J.
Il  9  gennaio  2008,  il  ricorrente  ha  presentato  tre  stralci  di  notizie, 
scaricati da alcuni siti internet in merito alla situazione di conflittualità  
nella  provincia  di  Ghazni,  nella  quale  gli  sarebbero  rimasti  alcuni 
parenti.  Ha,  inoltre,  sollecitato  l'evasione  del  ricorso,  che  non  gli 
permetterebbe di raggiungere una stabilità, al fine di progettare il suo 
futuro. 

K.
Il 1° luglio 2008, il ricorrente ha nuovamente sollecitato l'evasione del 
ricorso inoltrato il 6 luglio 2005.

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni 
dell'UFM in  materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF, 
RS 173.32],  art. 105 della  legge  del  26  giugno  1998 sull'asilo  [LAsi, 
RS  142.31]  e art.  83  lett.  d  della  legge  del  17 giugno  2005  sul 
Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

1.2 Inoltre,  dal  1°  gennaio  2007,  il  Tribunale  giudica,  in  quanto  sia 
competente,  i  ricorsi  pendenti  al  31  dicembre  2006  presso  le 
commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi  
dei  dipartimenti.  Il  giudizio  si  svolge  secondo  il  nuovo  diritto 
processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

1.3 Giusta  il  capoverso  1  delle  disposizioni  transitorie  della  LAsi 
riguardanti la modifica del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti  
al momento dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il  
nuovo diritto.

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1.4 Secondo l'art. 6 LAsi,  le  procedure in  materia d'asilo  sono rette 
dalla  PA,  dalla  LTAF  e  dalla  LTF,  in  quanto  la  LAsi  non  preveda 
altrimenti.

2.

2.1 V'è  motivo  di  entrare  nel  merito  del  ricorso  –  inoltrato 
dall'insorgente  il  6  luglio  2005  –  che  adempie  le  condizioni  di  
ammissibilità di cui agli art. 48, 50 e 52 PA.

2.2  Il  ricorso  del  6  luglio  2005  verte  unicamente  sulla  questione 
relativa all'esecuzione dell'allontanamento. 

2.3 L'atto di complemento dei motivi ed integrazione delle conclusioni 
del ricorso del 6 luglio 2005, inoltrato dal ricorrente – per il tramite un 
altro rappresentante legale – in data 27 agosto 2007, mediante il quale 
il  ricorrente  ha  esteso  il  suo  ricorso  alla  questione  sulla  qualità  di 
rifugiato  e  la  concessione  dell'asilo  è  inammissibile,  in  quanto 
manifestamente  tardivo.  Infatti,  nella  procedura  di  ricorso,  le 
conclusioni  sia  principali  che  in  via  subordinata,  devono  essere 
presentate con l'atto di ricorso entro il termine di ricorso di 30 giorni  
(cfr. art. 50 cpv. 1 PA). La presentazione ulteriore, per esempio in sede 
di replica, di altre conclusioni non è ammissibile, di modo che non si  
entra nel merito delle stesse (cfr. ANDRÉ MOSER / MICHAEL BEUSCH / LORENZ 
KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, Basilea 
2008,  n.  2.215  pag.  96).  Tale  documento  viene  pertanto  ritenuto 
ammissibile unicamente in relazione alle argomentazioni concernenti 
la questione dell'esecuzione dell'allontanamento.

2.4 Ne  discende  pertanto  che  l'oggetto  del  ricorso  consiste 
unicamente nella questione relativa all'esecuzione dell'allontanamento, 
mentre che la decisione impugnata del 16 giugno 2005 ha acquistato 
forza  di  cosa  giudicata  in  materia  d'asilo  e  riguardo  alla  pronuncia 
dell'allontanamento. Di conseguenza, il Tribunale  si limiterà all'esame 
del  punto  4  e  5  del  dispositivo  relativo  all'esecuzione 
dell'allontanamento del ricorrente.

3.

3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 

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della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il  
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano. 

4.
Il  Tribunale  esamina  liberamente  l'applicazione  del  diritto  federale, 
l'accertamento dei fatti e l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai 
motivi  invocati  dalle  parti  (art.  62  cpv. 4  PA) o  dai  considerandi  del 
provvedimento  litigioso  (cfr. sentenza  del  Tribunale  D-4917/2006  del 
12 luglio 2007 consid. 3).

5.

5.1 Nella  decisione  impugnata,  l'UFM,  in  merito  all'esecuzione 
dell'allontanamento,  ha  considerato  che  né  la  situazione  vigente  in 
Afghanistan – consolidata da uno sviluppo crescente dell'apparato di  
sicurezza  ed  un  programma  di  disarmo  delle  milizie  –  né  quella 
personale  del  ricorrente  –  uomo giovane,  di  buona  salute,  con  una 
formazione  scolastica  superiore  capace  di  provvedere  al  suo 
sostentamento  e  con  dei  parenti  in  Afghanistan,  dove  egli  avrebbe 
vissuto fino all'età di  (...)  anni,  prima di  trasferirsi  in Iran con la sua 
famiglia e dove sarebbe ritornato nel 2004 per frequentare l'università 
a Kabul – si opporrebbero ragionevolmente al ritorno di quest'ultimo in 
detto Paese.

5.2 Nel  gravame,  il  ricorrente,  che  non  si  oppone  alla  decisione  di 
rifiuto  della  sua  domanda  d'asilo,  contesta  l'esecuzione 
dell'allontanamento  ritenendola  inesigibile,  contrariamente  a  quanto 
considerato in maniera generalizzata da parte dell'autorità inferiore in 
contrasto  con  l'art.  14a  cpv.  4  della  nel  frattempo  abrogata  legge 
federale del 26 marzo 1931 concernente la  dimora e il  domicilio degli 
stranieri  (vLDDS)  e  con  la  relativa  giurisprudenza  della  CRA 
(cfr. Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di 
ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 2003  n.  30).  In  particolare, 
l'insorgente  ritiene,  da  un  lato,  che  la  situazione  concreta  in 
Afghanistan sarebbe molto più drammatica rispetto al  quadro fornito 
dall'UFM,  come  sarebbe  confermato  dal rapporto  pubblicato 
dall'Organizzazione  svizzera  di  aiuto  ai  rifugiati  [OSAR]  nel  marzo 
2004 e richiamato, inoltre,  lo scritto dell'Organizzazione Police Brief, 

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Care International in Afghanistan del gennaio 2003. Dall'altro lato, egli 
fa valere di non possedere più alcun parente stretto in Patria, di modo 
che  in  caso  di  rinvio  non  avrebbe  l'appoggio  di  una  rete  sociale  e 
familiare di riferimento. Per questi motivi, il ricorrente conclude che in 
caso di rimpatrio si troverebbe in una concreta situazione di pericolo e 
pertanto chiede che gli venga concessa l'ammissione provvisoria.

5.3 Nella  risposta  al  ricorso,  l'UFM ha osservato  che  lo  stesso non 
conterebbe  elementi  suscettibili  a  provocare  un  cambiamento  della 
sua posizione. Ha inoltre sottolineato che la situazione in Afghanistan 
–  la  quale  sarebbe  già  presa  in  considerazione  nell'ambito  della 
decisione impugnata – non è caratterizzata da violenza generalizzata 
e quindi  non vi  sarebbe una minaccia concreta della popolazione ai 
sensi  dell'art.  14  cpv.  4  vLDDS.  Inoltre,  detto  Ufficio  rileva  che, 
contrariamente  a  quanto  esposto  nel  ricorso,  l'insorgente  –  oltre  a 
possedere  una  formazione  scolastica  superiore  che  faciliterebbe 
l'inserimento  professionale  nel  Paese,  ha  dichiarato  di  avere  zii  e 
cugini,  presso i  quali  avrebbe vissuto  e  che si  sarebbero dimostrati 
presenti  e  disponibili.  Di  conseguenza,  l'autorità  inferiore  ha 
confermato integralmente la decisione impugnata e, rinviando ai suoi 
considerandi, ha proposto la reiezione del gravame.

5.4 Nella  replica,  il  ricorrente  ha  confermato  le  allegazioni  e 
conclusioni presentate con l'atto ricorsuale, precisando che il  quadro 
dipinto  dall'UFM  per  quanto  concerne  la  situazione  in  Afghanistan 
sarebbe  errato,  basandosi  su  valutazioni  di  generali  e  diplomatici,  i  
quali classificherebbero la situazione come fallimento del processo di 
pacificazione nel Paese. Inoltre, secondo la giurisprudenza stabilita in 
GICRA 2003  n.  30  (consid.  6  e  7),  il  rimpatrio  nella  provincia  di 
Ghazni,  come  pure  nella  zona  Hazarajat  sarebbe  inesigibile  e  il 
riconoscimento  di  un'alternativa  di  rifugio  interno  a  Kabul,  per  i 
richiedenti  l'asilo  originari  di  Hazarajat,  presupporrebbe  l'esistenza 
nella capitale di una solida familiare e sociale, nonché la sicurezza di  
disporre di un alloggio. 

5.5 Nel complemento dei motivi ed integrazione delle conclusioni del 
gravame,  il  ricorrente  ribadisce  che  nel  suo  caso  troverebbe 
applicazione l'art.  14a  vLDDS.  In  particolare,  richiamata  la 
giurisprudenza  relativa  alla  situazione  in  Afghanistan  (GICRA  2006 
n. 9,  GICRA 2003 n. 30 consid. 7a e GICRA 2003 n. 10) nonché la 
sentenza de Tribunale D-3485/2006 del 20 luglio 2007, il ricorrente fa 

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valer  che  il  suo  allontanamento  in  detto  Paese  sarebbe  inesigibile. 
Infatti,  non  avrebbe  più  alcun  legame  familiare  a  C._______,  nella 
provincia  di  Baghlan,  di  cui  sarebbe  originario,  bensì  gli  sarebbero 
rimasti nella provincia di Ghazni, dove vi sarebbe ancora la guerra, dei  
parenti, ai quali tuttavia non potrebbe chiedere aiuto poiché temerebbe 
la  Polizia  e  terzi  in  relazione  ai  motivi  che  l'avrebbero  condotto  ad 
espatriare.  Inoltre,  il  suo  allontanamento  sarebbe  inammissibile,  in 
quanto violerebbe le norme a tutela dell'integrità fisica di ogni uomo, 
previste dall'ordinamento svizzero e da quello  inernazionale a cui  la 
Svizzera ha aderito,  ossia  l'art. 25 cpv. 2 e cpv. 3 della  Costituzione 
federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost., 
RS 101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del 
28 luglio 1951  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di 
respingimento)  nonché  l'art.  14a  cpv.  3  vLDDS  e  l'art.  3  della 
Convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà 
fondamentali  del  4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o l'art. 3 della 
Convenzione  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli, 
inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

6.

6.1 Giusta l'art. 44 cpv. 2 LAsi, se l'esecuzione dell'allontanamento è 
impossibile,  inammissibile  o  non  ragionevolmente  esigibile,  l'Ufficio 
federale  disciplina  le  condizioni  di  soggiorno  conformemente  alle 
disposizioni relative all'ammissione provvisoria della legge federale del 
16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20).

6.2 Le  summenzionate  tre  condizioni  per  una  rinuncia 
all'esecuzione dell'allontanamento  –  impossibilità,  inammissibilità  ed 
inesigibilità – sono  di  natura  alternativa:  non  appena  una  di  queste 
condizioni  è adempita,  non può più essere  pronunciata l'esecuzione 
dell'allontanamento e vanno disciplinate le condizioni del soggiorno in 
Svizzera dell'interessato secondo le regole sull'ammissione provvisoria 
(cfr. Decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale  svizzero 
[DTAF] 2009/51 consid. 5.4 pag. 748 e relativi riferimenti). È sul punto 
dell'esigibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  che  il  Tribunale 
intende concentrare la sua analisi.

6.3 Secondo l'art. 83 cpv. 4 LStr, l'esecuzione dell'allontanamento non 
è ragionevolmente esigibile  in  particolare se implica per  lo  straniero 
un'esposizione concreta a pericolo. Le persone che possono prevalersi 
di questa disposizione non sono rifugiati ai sensi della legge sull'asilo 

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o  della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  e  non  beneficiano, 
pertanto, di  una protezione di  diritto internazionale pubblico contro il  
respingimento,  ma  sono  in  particolare  quelle  che  in  patria  non 
potrebbero beneficiare – a causa della loro etnia, della loro formazione 
professionale, della loro salute o dell'inesistenza dei mezzi necessari  
al sostentamento rispettivamente di una sufficiente rete sociale – delle 
condizioni di un adeguato reinserimento (cfr. DTAF 2007/10 e relativi 
riferimenti). L'autorità giudicante deve dunque ponderare i contrapposti 
interessi pubblici e privati in gioco.

6.4 Per  quanto  attiene  alla  situazione  generale  regnante  in 
Afghanistan,  secondo  la  giurisprudenza  (cfr.  GICRA  2006  n.  9), 
l’esecuzione  dell’allontanamento  in  tale  Paese  è  ragionevolmente 
esigibile a Kabul e in tutte quelle province che non conoscono più, dal 
2004,  attività  militari  significative,  oppure  che  non  sono  esposte  ad 
un’instabilità permanente. Trattasi delle province di Kabul, di quelle site 
a nord della capitale (Parwan, Baghlan, Takhar, Badakhshan, Kunduz, 
Balkh,  Sari  Pul  e  le  regioni  del  Samangan  che  non  fanno  parte  di 
Hazarajat [cfr. GICRA 2003 n. 30, consid. 7a, pag. 193]), come pure di 
Herat nell’ovest del Paese. L’esecuzione dell’allontanamento è peraltro 
ragionevolmente esigibile unicamente per le persone originarie di tali  
regioni  che  adempiono  le  medesime  restrittive  condizioni  di  cui  a 
GICRA 2003 n. 10, vale a dire che dispongono in loco di una solida 
rete  familiare  o  sociale  in  grado  d’assicurare  loro  un  adeguato 
reinserimento  sociale  (alloggio,  minimo  vitale).  Potranno,  inoltre, 
essere  rimpatriate  solo  le  persone  giovani,  celibi/nubili  oppure  le 
coppie  senza  figli,  a  condizione  che  non  soffrano  di  alcun  grave 
problema medico.

7.
L'UFM,  in  qualità  di  autorità  giudicante  in  materia  d'asilo,  deve 
accertare  d'ufficio  in  modo  esatto  e  completo  i  fatti  giuridicamente 
rilevanti (art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi in combinazione con gli art. 12, 32 
e  49  PA).  In  tale  ambito  deve  procurarsi  gli  atti  necessari  per  la 
procedura, chiarire i  fatti  giuridicamente rilevanti  e portarne la prova 
regolarmente  (ALFRED KÖLZ/ISABELLE HÄNEr,  Verwaltungsverfahren  und 
Verwaltungsrechtspflege  des  Bundes,  2.  ed.,  Zurigo  1998,  pag.  97; 
GICRA 2004 n. 16 consid. 7a pag. 108). 

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8.

8.1 Nella fattispecie, innanzitutto, il Tribunale rileva che, se da un lato 
è  incontestato  che  il  ricorrente  sia  un  cittadino  afghano,  di  etnia 
hazara, dall'altro è d'uopo constatare che non è stato stabilito quale 
sia la regione di origine o di provenienza in Afghanistan del ricorrente, 
di  primordiale  importanza,  avuto  riguardo  alla  sopra  evocata 
giurisprudenza  specifica  a  detto  Paese  (consid.  7.4).  In  particolare, 
l'UFM non  ha  approfondito  in  maniera  esatta  ed  esaustiva,  la 
questione  relativa  alla  regione  di  origine  o  di  provenienza  in 
Afghanistan del  ricorrente,  omettendo di  raccogliere,  nel  corso delle 
audizioni,  gli  elementi  necessari  a  tale  determinazione,  nonché  di 
valutare e verificare le allegazioni decisive presentate a tal proposito 
dal  ricorrente,  il  quale  ha  dichiarato,  da  un  lato,  di  essere,  nato  a 
C._______ nella provincia di Baghlan, dove avrebbe vissuto fino all'età 
di (...) anni (1989/1990), prima di trasferirsi in Iran con la sua famiglia  
(cfr. verbale 1 pag. 1 e ricorso pag. 1) e, dall'altro, di  essere nato a 
Ghazni, specificando che tutta la sua famiglia proviene dal villaggio di  
D._______  (cfr. verbale  2  D5). Inoltre,  l'UFM ha  omesso  di  chinarsi 
sulla possibilità per il ricorrente di un'alternativa di soggiorno interna, 
in  particolare  a  Kabul,  rispetto  a  quella  che  sarebbe  stata  la  sua 
regione di provenienza o di origine, nonostante fossero emersi dei fatti 
rilevanti, secondo cui il ricorrente avrebbe soggiornato a Kabul, dove si  
sarebbe recato – dopo essere rientrato in Afghanistan – allo scopo di 
frequentare  l'università  (cfr. verbale  1  e  2).  Di  conseguenza,  conto 
tenuto  della  situazione  particolare  in  Afghanistan  e  della  relativa 
giurisprudenza sopra evocata (consid. 6.4), nonché dell'insieme delle 
circostanze  del  caso  di  specie,  l'autorità  inferiore  non  poteva 
accontentarsi,  come nella  motivazione della  decisione impugnata,  di 
considerare il  ricorrente semplicemente quale cittadino afghano e di 
ritenere, quindi, in maniera del tutto generale il suo allontanamento in 
Afghanistan, senza distinzione alcuna. In altri termini, non è possibile,  
allo stato attuale degli atti, determinare con sufficiente certezza quale 
è la regione di origine o di provenienza determinante per risolvere la 
questione  dell'esecuzione  dell'allontanamento  del  richiedente  verso 
l'Afghanistan  o  stabilire  se  il  ricorrente  possiede  effettivamente 
un'alternativa di soggiorno interna. 

8.2 In secondo luogo, oltre a quanto appena premesso, l'UFM non ha 
accertato e verificato se il ricorrente – pur essendo celibe, giovane e in  
salute  –  disporrebbe  nel  suo  Paese  d'origine  di  una  solida  rete 

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familiare o sociale effettivamente in grado di assicurargli un adeguato 
reinserimento  sociale  (alloggio,  minimo  vitale)  –  in  relazione  al  suo 
allontanamento verso la regione di origine o di provenienza, oppure in 
caso di un'alternativa di rifugio interno – ciò che è indispensabile per 
ritenere ragionevolmente esigibile l'esecuzione dell'allontanamento di 
un richiedente verso determinate regioni dell'Afghanistan (cfr. GICRA 
2006 n. 9). Infatti,  malgrado dal racconto del ricorrente siano emersi  
degli elementi inerenti alla sua situazione familiare in Afghanistan, in 
particolare alla presenza di zii e cugini o di conoscenti di una famiglia 
(cfr. verbale 1 pagg. 3-5 e verbale 2 D5, D10, D12, D24), l'UFM non ha 
proceduto  ad  alcuna  verifica  in  concreto  –  segnatamente  tramite 
domande specifiche al ricorrente durante le audizioni o indagini in loco 
per  il  tramite  dei  servizi  competenti  –  circa  il  fatto  che,  in  caso  di 
rientro  in  Afghanistan,  l'insorgente  possa  effettivamente  contare  su 
questi  parenti  o  disporre  di  una  solida  rete  familiare  per  il  suo 
adeguato  reinserimento  sociale,  in  particolare  nella  provincia  di 
Baghlan  o  a  Kabul,  ritenuto  che  la  provincia  di  Ghazni  –  dove  il  
ricorrente ha affermato avere degli zii – fa parte delle province verso 
cui  l'allontanamento  è  inesigibile  all'ora  attuale.  Di  conseguenza, 
l'UFM non poteva limitarsi a rilevare in maniera del tutto stereotipata 
l'esistenza di parenti del ricorrente in Patria. 

8.3 Infine,  in  virtù  della  constatazione  circa  l'assenza  da  parte 
dell'UFM  di  un  accertamento  completo  dei  fatti,  ne  discende 
direttamente che la decisione impugnata relativamente alla questione 
dell'esecuzione dell'allontanamento è  carente  nella  sua motivazione, 
laddove  appunto  stabilisce  in  maniera  generale,  da  un  lato,  che  il  
ricorrente potrebbe essere allontanato in Afghanistan e dall'altro, che 
in detto Paese sarebbe in grado di provvedere al suo sostentamento – 
essendo giovane, in buona salute – e avrebbe dei parenti. 

8.4 In conclusione a tutto quanto precede, allo stato attuale degli atti e 
ritenuta  la  manifesta  carente  motivazione,  la  decisione  impugnata  – 
nella  misura  in  cui  pronuncia  l'esecuzione  dell'allontanamento  del 
ricorrente in Afghanistan – incorre nell'annullamento.

9.

9.1 Quando  il  Tribunale  annulla  una  decisione,  esso  può  sostituirsi 
all'autorità  inferiore  e  giudicare  direttamente  nel  merito  o  rinviare  la 
causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per nuovo giudizio 
(art.  61  cpv.  1  PA;  ULRICH HÄFELIN /  GEORG MÜLLER /  FELIX UHLMANN, 

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Allgemeines Verwaltungsrecht, 5a ed., Zurigo 2006, n. 1977 pag. 418). 
In particolare, esso può sostituirsi all'autorità inferiore, se gli atti sono  
completi  e comunque sufficienti a statuire sull'applicazione del diritto 
federale  (cfr. sentenza  del  Tribunale  D-6735/2006  del  25 luglio 2007 
consid. 11 e relativo riferimento). 

9.2 Nella  fattispecie,  ritenuto  che  gli  atti  non  sono  completi  e 
comunque insufficienti  a  statuire sull'applicazione del  diritto  federale 
come  precedentemente  considerato,  il  Tribunale  non  può  sostituirsi 
all'autorità  inferiore. In  effetti,  incombe all'UFM di  procedere ad una 
audizione  complementare  nei  confronti  del  ricorrente,  al  fine  di 
determinare  la  regione  di  origine  e  di  provenienza  del  ricorrente  in 
Afghanistan,  come  pure  la  possibilità  di  un'eventuale  alternativa  di 
soggiorno  interna  in  detto  Paese,  nonché  di  raccogliere  maggiori  e 
precise informazioni (ev. anche procedendo ad indagini in loco) sulla 
presenza concreta e sull'effettiva possibilità che il ricorrente disponga 
di  una  solida  rete  familiare  e  sociale,  la  quale  sia  attualmente 
disponibile  e  in  grado  d’assicurargli  un  adeguato  reinserimento 
sociale,  in caso di  rientro in  Patria,  che si  tratti  della sua regione di 
origine,  di  provenienza  o  di  un'eventuale  alternativa  di  soggiorno 
interna, a meno che una di queste non permetta da sola di concedere 
al ricorrente l'ammissione provvisoria. Gli atti di causa sono pertanto 
rinviati  all'autorità  inferiore  affinché  la  stessa  proceda,  in  termini 
ragionevoli (art. 29 cpv. 1 Cost.), a completare l'accertamento dei fatti  
determinanti  in  materia  d'esecuzione  dell'allontanamento  e ad 
emettere  una  nuova  decisione  rispettosa  dei  considerandi  della 
presente sentenza di cassazione.

10.
Per  conseguenza,  conto  tenuto  di  quanto  precede  la  decisione 
impugnata  è  annullata  sul  punto  di  questione  dell’esecuzione 
allontanamento (n. 4 e 5 del dispositivo della decisione impugnata). 

11.

11.1 Visto  l'esito  del  gravame,  non  si  prelevano  spese  processuali 
(art. 63  PA).  La  domanda  d’assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della 
dispensa dal versamento delle spese processuali è, pertanto, divenuta 
senza oggetto.

11.2 Ritenuto che il ricorrente è difeso da un mandatario, si giustifica 
altresì l'attribuzione di un'indennità a titolo di spese ripetibili (art. 64 PA 

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e art. 7 segg. del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  21 febbraio 
2008  [TS-TAF,  RS  173.320.2]).  La  stessa,  in  assenza  di  una  nota 
dettagliata,  è  fissata  d'ufficio  in  CHF 600.-,  conto  tenuto  del  lavoro 
effettivo  ed  utile  svolto  dal  primo  rappresentante  del  ricorrente 
(art. 14 cpv. 2 TS-TAF).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Le conclusioni presentate tardivamente con il complemento dei motivi  
e  integrazione  del 27  agosto  2007  tendenti  al  riconoscimento  della 
qualità di rifugiato e alla concessione dell'asilo sono inammissibili.

2.
Il ricorso è accolto.

3.
I punti 4 e 5 della decisione impugnata sono annullati. 

4.
Gli atti  di causa sono rinviati  all'autorità inferiore affinché proceda al  
completamento  dell'istruttoria  ed  alla  pronuncia  di  una  nuova 
decisione ai sensi dei considerandi. 

5.
L'UFM rifonderà al  ricorrente  CHF 600.- a titolo di  spese ripetibili  in 
questa sede. 

6.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (Raccomandata)
- UFM, Divisione soggiorno con allegato l'incarto N […] (in copia, per 

corriere interno)
- G._______ (in copia)

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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