# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1d08b0ca-5863-5fbe-bf04-55f75a330c3f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-03-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.03.2024 D-4029/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4029-2021_2024-03-21.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4029/2021 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 1  m a r z o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Chiara Piras (presidente del collegio),  

Chrystel Tornare Villanueva, Daniela Brüschweiler,  

cancelliera Giulia Marelli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Uganda,   

patrocinato dalla lic. iur. Elisabetta Luda,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 10 agosto 2021 / N (…). 

 

 

 

D-4029/2021 

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Fatti: 

A.  

Il ricorrente, cittadino ugandese originario di B._______ nel distretto Wa-

kiso, ha depositato una domanda d'asilo in Svizzera il 24 ottobre 2019. 

B.  

B.a Il 31 ottobre 2019, la Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: 

SEM) ha sentito l'interessato sulle generalità, mentre l’11 dicembre 2019 e 

il 27 gennaio 2020 si sono svolte le audizioni sui motivi d’asilo. 

B.b A sostegno della sua domanda d'asilo, il richiedente ha presentato i 

seguenti mezzi di prova:  

- Passaporto (originale); 

- Certificati riguardanti l’associazione C._______ 2010–2014 (mezzo di prova 

[mdp] n. 1; fotocopia); 

- Attestato di rilascio della Corte di D._______ dell’(…) 2014 (mdp n. 2; origi-

nale); 

- Tessera dell’associazione C._______ come direttore esecutivo dal 2015 al 

2021 (mdp n. 3; fotocopia); 

- Lettera inviata dal Consiglio comunale di E._______ al Ministro dell’etica e 

dell’integrità del (…) 2019 (mdp n. 4; originale); 

- Certificati di registrazione dell’associazione C._______ per gli anni 2012, 

2014, 2017 e 2020 (mdp n. 5; fotocopia);  

- Tre ricette/referti medici del mese di gennaio 2017 (mdp n. 6; originali); 

- Due ricette/referti medici del mese di marzo 2019 (mdp n. 7; originali). 

 

C.  

Con decisione incidentale del 20 febbraio 2020, la SEM ha assegnato il 

caso alla procedura ampliata. Il 28 febbraio 2020, il ricorrente è stato ripar-

tito al Cantone F._______.  

D.  

Il 3 marzo 2020, quale ulteriore misura istruttoria, la SEM ha inoltrato una 

richiesta di informazioni all’Ambasciata svizzera a G._______, Ambasciata 

di riferimento per l’Uganda. In data 3 maggio 2021, è stato trasmesso alla 

SEM il rapporto dell’Ambasciata del 22 aprile 2021. Il 22 giugno 2021, l’au-

torità ha concesso al ricorrente il diritto di essere sentito in merito ai risultati 

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delle indagini svolte dall’Ambasciata. Il 16 luglio 2021, il ricorrente ha preso 

posizione per tramite della sua rappresentante legale.  

E.  

Con decisione del 10 agosto 2021, notificata il giorno successivo, la SEM 

non ha riconosciuto la qualità di rifugiato all'interessato, ha respinto la sua 

domanda d'asilo ed ha pronunciato il suo allontanamento dalla Svizzera 

entro il giorno successivo alla crescita in giudicato della decisione, incari-

cando il Cantone F._______ dell'esecuzione della misura. 

F.  

In data 10 settembre 2021 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d’en-

trata: 13 settembre 2021), l'interessato è insorto contro detta decisione con 

ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: Tribunale), 

chiedendo, in via principale, il riconoscimento della qualità di rifugiato e la 

concessione dell’asilo; in subordine, la concessione dell’ammissione prov-

visoria a causa dell’inammissibilità e/o inesigibilità dell’esecuzione dell’al-

lontanamento. Altresì, egli ha presentato un’istanza di concessione dell’as-

sistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese 

processuali e del relativo anticipo, nonché di gratuito patrocinio.  

Al ricorso, l'insorgente ha allegato sei pagine di contenuti stampati da in-

ternet.  

G.  

Il 23 novembre 2021, il ricorrente ha inviato un complemento al ricorso con 

allegato un dossier relativo all’associazione C._______.  

H.  

Con decisione incidentale del 6 maggio 2022, il Tribunale ha autorizzato 

l'insorgente a soggiornare in Svizzera fino a conclusione della procedura 

ed ha, nel contempo, accolto l’istanza di concessione dell’assistenza giu-

diziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese di giustizia e 

del relativo anticipo, e conceduto all’interessato un termine per designare 

un patrocinatore d’ufficio. Con dichiarazione inviata con scritto del 12 mag-

gio 2022 (recte: 13 maggio 2022, cfr. timbro del plico raccomandato), l’in-

sorgente ha designato la sua rappresentante legale quale sua patrocina-

trice d’ufficio.  

  

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Pagina 4 

I.  

In data 25 maggio 2022 il Tribunale ha accolto l’istanza di concessione del 

gratuito patrocinio, ha nominato la MLaw Elisabetta Luda in qualità di pa-

trocinatrice d’ufficio ed ha invitato la SEM ad inoltrare una riposta al ricorso.  

L'autorità inferiore, con osservazioni dell’8 giugno 2022, ha preso posizione 

in merito al ricorso.  

J.  

Con scritto del 23 novembre 2021 (recte: 28 giungo 2022; cfr. timbro del 

plico raccomandato), il ricorrente si è espresso in replica, allegando cinque 

pagine con contenuti delle piattaforme Facebook e Twitter (oggi: X). 

K.  

La SEM ha preso posizione in merito alla replica e gli allegati con osserva-

zioni del 15 luglio 2022.  

Il ricorrente ha preso posizione con scritto del 4 agosto 2022.  

L.  

Il 17 agosto 2022, il Tribunale ha trasmesso una copia del suddetto scritto 

alla SEM per conoscenza. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia di asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda 

altrimenti (art. 6 LAsi).  

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell’art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rien-

tra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce quindi 

una decisione ai sensi dell’art. 5 PA e il Tribunale è dunque competente per 

statuire in merito a suddetto ricorso.  

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2.  

2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-

tanto entrare nel merito del ricorso.  

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l'ina-

deguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribu-

nale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle con-

siderazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni 

delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

4.  

4.1 Nell’ambito delle audizioni svolte dalla SEM (cfr. sopra, lett. B.a dei 

fatti), il ricorrente ha dichiarato, in sostanza e per quanto qui di rilievo, di 

esser stato perseguitato nel suo Paese d’origine a causa della sua omo-

sessualità. Siccome la sua prima relazione con un uomo, risalente al 

19(…), sarebbe divenuta di dominio pubblico, per smentire le voci al ri-

guardo, egli avrebbe istaurato nel 19(…) la relazione con la sua futura mo-

glie. Con la moglie, sposata nell’anno 20(…), egli avrebbe avuto cinque 

figli, nati negli anni (…). Nel 20(…), egli avrebbe iniziato nuovamente una 

relazione con un uomo, H._______ Nello stesso anno, egli avrebbe inoltre 

fondato l’associazione C._______, associazione registrata ufficialmente a 

partire dal 2010. Il (…) 2014, avrebbe avuto luogo un’incursione di militari 

in borghese nel suo ufficio. In tale occasione sarebbe stato insultato e mal-

menato, subendo anche una ferita con un’arma da taglio all’addome, prima 

di esser stato portato alla stazione di polizia di D._______ e messo in stato 

di arresto. Il (…) seguente, presso l’ufficio della magistratura, sarebbe stata 

letta l’accusa nei suoi confronti, ossia “delitti carnali contronatura, promossi 

attraverso la propria associazione e sfruttando pretesti religiosi, in viola-

zione dell’articolo costituzionale 120 Penal Code Act, Section 145, 146, 

148”. La causa sarebbe stata rinviata a giudizio, ed egli rinchiuso nella pri-

gione (…). L’ (…) 2014, si sarebbe tenuta l’udienza, nella quale a causa 

(anche) di problemi di salute avrebbe chiesto di esser liberato su cauzione. 

Già prima dell’udienza sua moglie avrebbe pagato “informalmente” 3,5 

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milioni di scellini ugandesi al magistrato, affinché concedesse la libertà 

condizionata. Da quel momento, sarebbe rimasto in libertà vigilata. Il (…) 

2019 si sarebbe tenuta un’ulteriore udienza, alla quale l’accusa avrebbe 

portato testimoni e mezzi di prova, segnatamente registrazioni. Tali prove 

sarebbero state create ad arte negli anni 2014–2019 con lo scopo di utiliz-

zarli contro di lui. Nell’udienza in questione, egli non avrebbe ricevuto l’oc-

casione di esprimersi, ma sarebbe stata fissata una nuova udienza per il 

(…) 2019, spostata infine al (…) 2019. Nel frattempo, il (…) 2019, il vicedi-

rettore dell’associazione C._______, I._______, avrebbe ricevuto in copia 

una lettera del Consiglio comunale di E._______, indirizzata al Ministro 

dell’etica e dell’integrazione, in cui sarebbe stato chiesto a quest’ultimo di 

intervenire nei confronti dell’associazione in quanto essa sarebbe contraria 

ai valori della comunità. Nella stessa lettera, sarebbe stato fatto riferimento 

alla causa pendente e sarebbe stato chiesto un intervento decisivo in tal 

senso. Il (…) 2019, un impiegato del tribunale gli avrebbe comunicato che 

la sentenza nella sua procedura sarebbe già stata scritta e che prevede-

rebbe quale pena l’ergastolo. Alla luce di ciò, l’impiegato del tribunale 

avrebbe consigliato ad egli ed al suo collega J._______ (J._______; og-

getto della procedura D-1062/2022; N […]), anch’egli accusato nello stesso 

procedimento, di non presentarsi all’udienza il giorno successivo. Il (…) 

2019, insieme ad J._______., avrebbe chiesto un visto per la Svizzera. In 

seguito, avrebbe vissuto di nascosto fino al giorno dell’espatrio, il (…) 2019. 

Infine, sarebbe arrivato in Svizzera il (…) 2019.  

4.2  

4.2.1 Con scritto del 22 giugno 2021, la SEM ha concesso al ricorrente il 

diritto di essere sentito in merito al rapporto dell’Ambasciata svizzera a 

G._______ del 22 aprile 2021 (cfr. sopra, lett. D dei fatti). Da tale indagine 

sarebbe emerso segnatamente che il ricorrente non sarebbe mai stato 

sotto processo alla Corte di D._______ e non sarebbe stata emanata al-

cuna sentenza nei suoi confronti. Sarebbero inoltre falsi vari documenti da 

lui inoltrati, tra cui la lettera del Consiglio comunale di E._______ e la regi-

strazione della sua associazione. Infine, l’articolo 145 del Codice Penale 

ugandese prevederebbe un attore (l’accusato) ed una vittima; tuttavia, 

nella fattispecie non vi sarebbe menzione di alcuna vittima di siffatti crimini.  

4.2.2 Con scritto del 16 luglio 2021, il ricorrente ha preso posizione per il 

tramite della sua rappresentante legale. A suo avviso, le ricerche effettuate 

dall’Ambasciata svizzera di riferimento non sarebbero state svolte con la 

dovuta prudenza, ed il modo di operare delle persone incaricate del com-

pito susciterebbe perplessità. Infatti, dal rapporto si evincerebbe che tali 

persone si sarebbero rivolte direttamente alle autorità ugandesi coinvolte, 

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mostrando ad esse i mezzi di prova consegnati nell’ambito della procedura 

d’asilo. In questo modo, sarebbe stato chiesto al presunto persecutore di 

confermare la persecuzione messa in atto da lui stesso. A parte ciò, sa-

rebbe poco credibile che il Presidente (“Chairperson”) del Consiglio comu-

nale fosse analfabeta, come indicato nel rapporto dell’Ambasciata. Sa-

rebbe inconcepibile anche il fatto che il Presidente del Consiglio comunale 

avrebbe mostrato alla persona delegata dall’Ambasciata svizzera un regi-

stro di tutte le lettere scritte e ricevute dal proprio ufficio in violazione di 

ogni regola di riservatezza. Inoltre, sarebbe perlomeno “irrituale” che vi sia 

stato uno scambio diretto con la Corte responsabile del dossier relativo alla 

sua causa. Alla luce di queste considerazioni, il rapporto dell’Ambasciata 

sarebbe da ritenersi da una parte privo di credibilità. Dall’altra parte, ne 

emergerebbe che sarebbero stati rivelati – perlomeno parzialmente – i suoi 

dati alle autorità del suo Paese d’origine, fatto che metterebbe ulterior-

mente a rischio non solo egli stesso, ma pure i suoi famigliari rimasti in 

patria. Per questo motivo, si chiederebbero chiarimenti in merito ai fatti 

specifici comunicati alle autorità ugandesi nonché la visione degli allegati 

del rapporto dell’Ambasciata.  

4.3 Nella decisione impugnata, la SEM ha sottolineato dapprima i dubbi in 

merito all’allegata omosessualità del ricorrente, segnatamente alla luce del 

suo matrimonio con una donna, con la quale avrebbe inoltre avuto cinque 

figli. All’avviso dell’autorità, apparirebbe inoltre illogico e contrario all’espe-

rienza di vita il fatto che il ricorrente, nonostante i problemi riscontrati (già) 

nel 2014 con la conseguente prospettiva di una condanna all’ergastolo o 

persino alla morte, non fosse espatriato prima, avendone avuto varie op-

portunità: Difatti, dai timbri e visti apportati nel suo passaporto si evince-

rebbero diversi viaggi all’estero tra il 2014 ed il 2019. Si porrebbe dunque 

in antitesi con i timori da lui esposti il fatto che egli avesse sempre deciso 

di fare rientro in Uganda. In questo modo, si sarebbe esposto più volte al 

rischio di conseguenze da parte delle autorità, avendo violato la limitazione 

di movimento imposta da esse. Alla luce della pretesa lunghezza e com-

plessità del processo nonché delle possibili conseguenze, susciterebbe 

inoltre perplessità il fatto che il ricorrente non disponesse di un avvocato 

difensore. Altresì, seppure egli abbia confermato l’esistenza di organizza-

zioni a difesa dei diritti degli omosessuali in Uganda, non vi avrebbe mai 

fatto ricorso. La sua giustificazione in merito, ossia di temere l’emargina-

zione dalla sua comunità, sembrerebbe del tutto secondaria a fronte della 

paventata pena di morte o di ergastolo. Sarebbe da considerarsi illogico e 

contrario all’esperienza generale di vita pure il fatto che il ricorrente non 

sapesse se sia stata emanata una sentenza definitiva nei suoi confronti e 

non si fosse nemmeno informato al riguardo.  

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Per quanto riguarda la presa di posizione del ricorrente del 16 luglio 2021, 

la SEM conferma di concedere la visione di una versione anonimizzata de-

gli allegati del rapporto dell’Ambasciata, come da richiesta, quali allegati 

alla decisione d’asilo. Da questi non emergerebbe, tuttavia, che i dati per-

sonali del ricorrente fossero stati rivelati in modo improprio alle autorità 

ugandesi. Le indagini non sarebbero per di più state condotte direttamente 

dall’Ambasciata, ma da avvocati esterni. Per ciò che riguarda le informa-

zioni trasmesse alla Corte di D._______, la risposta fornita da quest’ultima 

non lascerebbe dubbi riguardo all’inesistenza di un processo a carico 

dell’interessato. Per il resto, già l’inesistenza della registrazione dell’Orga-

nizzazione non governativa (ONG) C._______ varrebbe ad inficiare l’au-

tenticità della lettera del Presidente del Consiglio comunale di E._______ 

al Ministro dell’etica e dell’integrità. Tenuto conto di questo, la verosimi-

glianza dei motivi d’asilo sarebbe ulteriormente messa in discussione dai 

mezzi di prova consegnati.  

Riguardo all’esecuzione dell’allontanamento, la SEM ha constatato che il 

ricorrente sarebbe un uomo giovane ed istruito, in possesso di una laurea 

in amministrazione sociale, e che disporrebbe di una rete sociale e fami-

gliare in patria su cui contare. Per quanto riguarda i suoi problemi medici 

quali mal di testa, dolori al ginocchio (…) nonché dolori ai (…), essi non 

costituirebbero un ostacolo al rinvio. In conclusione, nulla si opporrebbe al 

suo rinvio in Uganda, che di conseguenza sarebbe ritenuto ammissibile, 

esigibile e possibile.   

4.4 Nel ricorso il ricorrente lamenta, in sostanza e per quanto qui di rilievo, 

un’errata valutazione della verosimiglianza dei motivi d’asilo da egli adotti. 

Difatti, innanzitutto, sarebbero “patrimonio di conoscenza comune” diverse 

situazioni analoghe alla sua, in cui una persona omosessuale sarebbe spo-

sata e padre di cinque figli. Segnatamente nei Paesi con una forte stigma-

tizzazione dell’omosessualità, un numero elevato di figli biologici allonta-

nerebbe i sospetti e le accuse in merito alla sfera sessuale. Per questo 

motivo, i dubbi sul suo orientamento sessuale non sarebbero condivisibili, 

trattasi nel suo caso di un matrimonio messo in atto per nascondere la sua 

vera identità sessuale. Riguardo alle tempistiche dell’espatrio, egli sarebbe 

espatriato non appena avrebbe saputo dell’emissione di una sentenza di 

ergastolo nei suoi confronti. In precedenza, in seguito alla liberazione su 

cauzione, le udienze nel suo procedimento sarebbero sempre state rin-

viate, motivo per cui egli, nonostante la gravità delle accuse, non avrebbe 

percepito di essere in imminente pericolo. Difatti, nel momento in cui la 

situazione sarebbe precipitata, egli avrebbe lasciato immediatamente il 

Paese, recandosi in Kenya per lasciare tale Paese in aereo, come avrebbe 

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Pagina 9 

fatto anche nell’ambito dei suoi viaggi precedenti. Sarebbe inoltre perfetta-

mente comprensibile che egli non avesse nominato un avvocato difensore 

in Uganda, considerato che il suo procedimento sarebbe stato continua-

mente rinviato. La nomina di un “avvocato di un’organizzazione LGBT” 

avrebbe invece implicato la divulgazione della sua omosessualità ed 

un’esposizione mediatica. Inoltre, avrebbe così reso più complicata 

un’eventuale fuga. Apparirebbe infine pretestuoso il rimprovero della SEM 

che egli non si sarebbe mai informato in merito all’emissione di una sen-

tenza nei suoi confronti, essendo egli già da tempo stato a conoscenza 

della condanna del (…) 2019.  

In merito alla presunta non autenticità dei mezzi di prova consegnati, si 

ribadirebbe in sostanza quanto già fatto valere nell’ambito del diritto di es-

sere sentito del 16 luglio 2021. Inoltre, egli osserva che nel documento A 

(allegato A del rapporto dell’Ambasciata), inviato al Consiglio comunale di 

E._______, sarebbero citate le sue generalità, con il commento che egli 

sosterrebbe di essere perseguitato (“[…] claims he is being victimized.”) e 

con l’indicazione del mandatario come ente straniera (“foreign entity”). Il 

documento D (allegato D del rapporto dell’Ambasciata) sarebbe una richie-

sta diretta alla Corte di D._______, in cui verrebbero indicate le sue gene-

ralità ed il procedimento giudiziario nei suoi confronti. Nel documento E 

(allegato E del rapporto dell’Ambasciata) verrebbe poi fatto riferimento alla 

sua domanda d’asilo (“Our client has received a request for asylum assi-

stance by a one A._______.”) nonché all’importanza dei risultati delle inda-

gini per l’esito della stessa (“Our client is due to make a decision on asylum 

based on the authenticity or lack thereof […].”). Il suo persecutore sarebbe 

dunque stato informato del fatto che egli abbia depositato una domanda 

d’asilo all’estero e che egli sia stato processato per reati legati alla sfera 

sessuale. Tutto ciò sarebbe da considerare una violazione del segreto d’uf-

ficio, atta ad aver messo ulteriormente in pericolo il ricorrente e la sua fa-

miglia in Uganda. In merito alla registrazione della sua associazione, il do-

cumento K (allegato K del rapporto dell’Ambasciata) confermerebbe la re-

gistrazione presso l’ufficio competente, nel frattempo meramente scaduta 

ed in attesa di rinnovo.  

Constatata l’inattendibilità del rapporto dell’Ambasciata svizzera e la vero-

simiglianza delle allegazioni, egli avrebbe avuto, nel momento dell’espa-

trio, un timore fondato di subire seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi. In 

aggiunta, avrebbe già subito gravi maltrattamenti in occasione del suo ar-

resto e della conseguente detenzione, oltre ad esser stato oggetto di un 

procedimento giudiziario arbitrario. Inoltre, sarebbe “presumibilmente” 

stata emessa una sentenza di condanna all’ergastolo nei suoi confronti. 

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Nel caso che ad egli non venisse riconosciuta la qualità di rifugiato, sa-

rebbe da mettere a beneficio dell’ammissione provvisoria a causa dei trat-

tamenti inumani e degradanti subiti nonché alla luce del rischio reale di 

esser sottoposto (in futuro) a trattamenti contrari all’art. 3 CEDU “nonché 

alle altre norme internazionali”.  

4.5 Con complemento al ricorso del 23 novembre 2021, il ricorrente ha inol-

trato al Tribunale il “dossier completo” dell’associazione C._______. Esso 

conterrebbe la storia completa della registrazione, dei conti bancari, delle 

referenze e delle attività svolte da egli attraverso l’associazione. La docu-

mentazione confermerebbe l’esistenza dell’associazione e le sue attività in 

Uganda. Inoltre, nel frattempo, un tale signor K._______, anch’egli mem-

bro dell’associazione, lo avrebbe informato del fatto che le autorità ugan-

desi sarebbero alla ricerca di tutti i membri dell’associazione a causa della 

sua fuga in Svizzera con I._______ Al signor K._______ sarebbe per di più 

stato riferito di una richiesta di informazioni rivolta alle autorità ugandesi da 

parte delle autorità svizzere. Infine, il signor K._______ sarebbe stato in-

formato in merito ad indagini in corso sulle attività dell’associazione, consi-

derate quest’ultime “abominevoli e illegali”. 

4.6 Con risposta al ricorso dell’8 giugno 2022, la SEM ribadisce che, pur 

ammettendo la registrazione dell’associazione del ricorrente, ma ripor-

tando i dubbi riguardo alla sua effettiva ed ufficiale registrazione, essa di 

per sé non varrebbe a sanare l’inverosimiglianza dei motivi d’asilo già evi-

denziata. In particolare, l’atto ricorsuale non sarebbe atto a fugare i dubbi 

né riguardo alla pretesa omosessualità né riguardo alle pretese conse-

guenze di essa. A tale riguardo, non si potrebbe che rimandare all’indagine 

d’Ambasciata condotta, che avrebbe evidenziato la falsità dei documenti 

giudiziari inoltrati alla SEM. Ne discenderebbe la volontà di ingannare la 

SEM da parte del ricorrente per l’esclusivo bisogno della sua causa perso-

nale. In conclusione, l’atto ricorsuale non giustificherebbe una modifica 

della propria posizione, come da decisione d’asilo del 10 agosto 2021. 

4.7 Con replica del 23 novembre 2021 (recte: 28 giugno 2022), con alle-

gate cinque pagine che mostrano contenuti delle piattaforme Facebook e 

Twitter (oggi: X), l’insorgente sottolinea che non potrebbe più esser messa 

in dubbio l’esistenza della propria associazione. Nel rapporto dell’Amba-

sciata, infatti, verrebbe precisato che l’associazione, nell’ipotesi della sua 

esistenza, opererebbe comunque in modo illegale; l’esistenza non ver-

rebbe dunque esclusa con certezza. Infine, egli avrebbe sempre utilizzato 

i “social media” per sostenere l’opposizione al regime ugandese. In questo 

contesto, trasmetterebbe “in diretta” su varie piattaforme “come Facebook 

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Pagina 11 

e Twitter”, sostenendo in particolare la “Fraternità di lotta per il potere po-

polare”, il cui obbiettivo sarebbe l’ottenimento di un nuovo governo in 

Uganda. Quale prova a dimostrazione di questo fatto, si allegherebbero 

allo scritto alcuni “screenshot”, potenzialmente rilevanti nell’ambito della 

valutazione della qualità di rifugiato e dell’esecuzione del rinvio.  

4.8 Con presa di posizione del 15 luglio 2022, la SEM constata in primo 

luogo che il ricorrente non avrebbe mai fatto valere in precedenza il suo 

sostegno per la “Fraternità di lotta per il potere popolare”. La tardività 

dell’allegazione ne lascerebbe intendere il carattere pretestuoso. In se-

condo luogo, gli allegati in merito attesterebbero una semplice apposizione 

di “like” o la riproposizione di contenuti di altre fonti. Ciò non varrebbe a 

configurare un profilo politico ad alto rischio, tale da suscitare l’interesse 

delle autorità. Per di più, il tentativo di provare un tale interesse avrebbe 

palesato al contrario la volontà del ricorrente di ingannare le autorità sviz-

zere, come testimoniato dai risultati dell’indagine d’Ambasciata condotta.   

4.9 Con scritto del 4 agosto 2022, il ricorrente ha, in sostanza, riconfermato 

le sue allegazioni precedenti. 

5.  

5.1 Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa 

deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, 

chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune 

prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti 

dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti ed in modo particolare 

dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l’amministrazione 

o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA; 

art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1).  

5.2 La determinazione dei fatti e l’applicazione della legge non sono aspetti 

disgiunti; senza considerare il diritto applicabile non vi è modo di delimitare 

quali fatti siano giuridicamente rilevanti (cfr. HÄNER, in: Häner/Waldmann, 

Das erstinstanzliche Verwaltungsverfahren, 2008, n. 34). Significativo è in-

nanzitutto il substrato fattuale per le condizioni di applicazione della norma 

giuridica (cfr. KRAUSKOPF/WYSSLING, in: Waldmann/Krauskopf [ed.], Praxi-

skommentar VwVG, 3a ed. 2023, n. 17 ad art. 12 PA). Fatti che non sono 

rilevanti per la decisione, che l’autorità è convinta siano già stati provati o 

che si presumono veri a favore delle parti interessate non impongono lo 

D-4029/2021 

Pagina 12 

svolgimento di indagini supplementari (cfr. KRAUSKOPF/WYSSLING, in: op. 

cit., n. 29 ad art. 12 PA). Allorquando l’autorità reputa le circostanze di fatto 

e le prove prodotte sufficienti per avere una propria convinzione, essa 

emana la decisione (cfr. sentenze del Tribunale D-114/2021 dell’11 mag-

gio 2021 consid. 4.2, D-291/2021 del 9 marzo 2021 consid. 7.3.1; MO-

SER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren vor dem Bundesverwal-

tungsgericht, 3a ed. 2022, n. 3.144, pag. 241).  

5.3 Nella procedura ricorsuale ordinaria possono essere addotti circo-

stanze di fatto e mezzi di prova nuovi, indipendentemente dalla questione 

di sapere se questi sono insorti precedentemente all’emanazione del prov-

vedimento sindacato (“pseudo nova”) o durante il procedimento su ricorso 

(“veri nova”). Di conseguenza, il Tribunale prende in considerazione lo 

stato di fatto e di diritto esistente al momento in cui statuisce, tenendo 

quindi conto dell’evoluzione della situazione avvenuta dopo il deposito 

della domanda d’asilo (cfr. DTAF 2012/21 consid. 5.1 e riferimento citato). 

La decisione avversata deve pertanto resistere anche alla luce dei fatti e 

mezzi di prova addotti durante la procedura di ricorso. 

5.4 La consultazione degli atti di casi connessi tra di loro, compresa la loro 

valutazione, deve essere documentata nei rispettivi dossier e presa in con-

siderazione nelle decisioni d’asilo (cfr. sentenza del Tribunale E-4122/2016 

del 16 agosto 2016 consid. 6.2.4 con ulteriori rif. cit.). 

5.5 Quando in sede ricorsuale vengono identificate delle carenze nell’istru-

zione del caso, gli atti vanno di principio retrocessi all’autorità di prima 

istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo e completo ac-

certamento dei fatti. Ciò nondimeno, il Tribunale resta libero di raccogliere 

gli elementi necessari al giudizio se una tale soluzione appare giudiziosa 

per ragioni di economia procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2 e rela-

tivi riferimenti; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, op. cit., n. 2.191). 

6.  

6.1 In casu, la SEM nella decisione impugnata ha constatato dapprima l’in-

verosimiglianza dell’allegata omosessualità del ricorrente. All’avviso del 

Tribunale, l’autorità ha, tuttavia, tralasciato un’analisi adeguata di tale 

aspetto, che andasse oltre il fatto che il ricorrente fosse sposato e padre di 

cinque figli (cfr. atto SEM […] 52/9, pag. 5, pt. II, 1.). A mente del Tribunale, 

sarebbe d’uopo che l’autorità inferiore sottoponga ancora in modo più ap-

profondito ad un’analisi di verosimiglianza le allegazioni del ricorrente. Tale 

analisi sarà da svolgere congiuntamente a quella del caso N (…) ([…].; og-

getto della causa D-1062/2022), trattandosi della domanda d’asilo di un 

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Pagina 13 

collega del ricorrente, il quale fa valere, in sostanza, gli stessi motivi d’asilo 

legati ad un vissuto comune. In particolare, affermano entrambi di esser 

stati perseguitati a causa della loro omosessualità nonché a causa delle 

attività svolte per l’associazione C._______. In questo contesto, dichiarano 

per di più di esser stati accusati e condannati nello stesso procedimento. 

Inoltre, la SEM stessa ha utilizzato i risultati della domanda d’Ambasciata 

svolta nel caso del ricorrente (cfr. sopra, lett. D dei fatti) anche nella proce-

dura di J._______, rinviando al collegamento tra i due casi e basando gran 

parte della sua argomentazione su tale circostanza (cfr. atti SEM […]-

19/11, D 23; […] 27/10 D 34, 35, 57, 58; cfr. sentenza del Tribunale D-

1062/2022 del 21 marzo 2024 consid. 4). 

 

6.2 Oltre a quanto sopra, l’autorità di prime cure ha ritenuto inverosimili i 

motivi d’asilo adotti dal ricorrente in base all’indagine svolta tramite l’Am-

basciata svizzera a G._______. Tuttavia, nella decisione impugnata e nelle 

prese di posizione in sede ricorsuale, l’autorità non ha preso in considera-

zione in modo adeguato le modalità in cui si sono svolte tali inchieste, cen-

surate dal ricorrente già nella sua presa di posizione del 16 luglio 2021 e 

successivamente in sede di ricorso. Il ricorrente sostiene, infatti, che 

nell’ambito della domanda d’Ambasciata siano stati svelati alle autorità 

ugandesi i suoi dati personali nonché elementi fondamentali del suo vis-

suto. Il Tribunale constata che, in effetti, alla lettura del rapporto dell’Am-

basciata del 3 maggio 2021 con allegati, sembrerebbe che le autorità ugan-

desi coinvolte (Consiglio comunale di E._______; magistratura di 

D._______) siano state messe a conoscenza, perlomeno in parte, 

dell’identità del ricorrente, della sua presunta omosessualità e del conse-

guente iter giudiziario, nonché del fatto che egli abbia depositato una do-

manda d’asilo all’estero. Alla luce di ciò, è d’uopo che l’autorità inferiore 

svolga un’analisi più dettagliata di queste circostanze e del loro eventuale 

riflesso sul profilo del ricorrente ai sensi dell’art. 3 LAsi, tenendo conto inol-

tre dei mezzi di prova inoltrati nell’ambito della procedura ricorsuale 

(cfr. sopra, consid. 5.3). 

 

6.3 In conclusione, alla luce di quanto sopra ed al fine di salvaguardare il 

principio della doppia istanza di giudizio (cfr. sopra, consid. 5.4), il Tribunale 

annulla la decisione della SEM del 10 agosto 2021 e ritrasmette gli atti di 

causa all’autorità inferiore, invitandola, in particolare, ad esaminare in ma-

niera approfondita – ed in parallelo al caso N (…) – se il ricorrente abbia 

reso o meno verosimile la sua omosessualità, il fatto che essa sia divenuta 

di dominio pubblico, ed in quali proporzioni, nonché se sia stata emessa o 

meno una condanna nei suoi confronti e, nel caso affermativo, quale pena 

sia stata applicata. Altresì, sarà da esaminare nella stessa misura la 

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Pagina 14 

verosimiglianza delle allegazioni riguardanti l’associazione C._______. I 

motivi d’asilo ritenuti verosimili sono, come di consuetudine, da esaminare 

dal punto di vista della loro pertinenza. Detto ciò, la nuova decisione d’asilo 

dovrà anche tenere conto della domanda d’Ambasciata svolta; in questo 

contesto, andranno valutate eventuali conseguenze della modalità di svol-

gimento di essa, laddove considerata potenzialmente rilevante per la valu-

tazione della qualità di rifugiato e dell’esecuzione del rinvio.  

 

6.4 Gli atti di causa sono ritrasmessi all'autorità inferiore affinché la stessa 

proceda, in termini ragionevoli (art. 29 cpv. 1 Cost.), a completare – nella 

misura in cui sarà necessario – l'istruttoria ed a pronunciare una nuova 

decisione, congiuntamente a quella della causa D-1062/2022, rispettosa 

dei considerandi della presente sentenza e delle istruzioni vincolanti di cui 

sopra.  

 

7.  

Alla luce dell’esito succitato del ricorso, il Tribunale può inoltre esimersi 

dall’esaminare le ulteriori e residuali censure. 

8.  

Visto l’esito della procedura, non sono riscosse delle spese processuali 

(art. 63 cpv. 1 PA).  

9.  

Alla parte vincente, alla quale – come nel caso di specie – è stato nominato 

una patrocinatrice d'ufficio, l'autorità inferiore dovrà rifondere le spese ripe-

tibili (art. 64 cpv. 1 PA ed art. 7 cpv. 1 del regolamento sulle tasse e sulle 

spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 

21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Le parti che chiedono la rifu-

sione di ripetibili e gli avvocati d’ufficio devono presentare al Tribunale, 

prima della pronuncia della decisione, una nota particolareggiata delle 

spese ed il Tribunale fissa l’indennità dovuta alla parte sulla base di tale 

nota. In difetto di tale nota, il Tribunale fissa l’indennità sulla base degli atti 

di causa (cfr. art. 14 cpv. 1 e 2 TS-TAF). Nella fattispecie, in difetto di una 

nota particolareggiata, l’indennità per spese ripetibili è fissata d’ufficio dal 

Tribunale sulla base degli atti di causa in CHF 900.– (art. 9 cpv. 1 TS-TAF).  

10.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

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Pagina 15 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Pagina 16 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale  
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è accolto. 

 

2.   

La decisione della SEM del 10 agosto 2021 è annullata e gli atti di causa 

le sono ritrasmessi per la pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei 

considerandi.  

 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

 

4.  

La SEM rifonderà al ricorrente CHF 900.– a titolo di indennità ripetibili. 

 

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

 

La presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Chiara Piras Giulia Marelli 

 

 

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