# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d00db4c9-17ae-57ce-8776-3bd34384c16b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.07.2010 D-4992/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4992-2010_2010-07-19.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4992/2010/dei
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 9  l u g l i o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Thomas Wespi; 
cancelliere Carlo Monti;

A._______, Iraq, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 2 luglio 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4992/2010

Visti:

la  domanda d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  20 mag-
gio 2010 in Svizzera;

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità o di  viaggio, con la comminatoria che,  in caso di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione dell'11 giugno 2010 e del 2 luglio 2010;

la decisione dell'UFM del 2 luglio 2010, notificata all'interessato il gior-
no stesso (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso  del  9 luglio 2010  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato,  data 
d'entrata 12 luglio 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo federale 
(TAF) in data 12 luglio 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino iracheno di etnia curda, nato 
a  B._______,  nella  provincia  di  Dohuk,  e  di  essersi  recato  a 
C._______, Ninive, dopo essere stato espulso dalle forze armate dei 
peshmerga in data 5 maggio 2005, in quanto sospettato, oppure accu-
sato di avere legami con un partito islamico (cfr. verbale d'audizione 
dell' 11 giugno 2010, pagg. 1-2);

che egli avrebbe poi lasciato l'Iraq il 1° maggio 2010 per il fatto di es -
sere stato rapito nell'agosto 2005 e, dopo la sua liberazione, di avere 
ricevuto continuatamente delle telefonate anonime durante le quali gli 
sarebbe stato intimato dagli arabi di lasciare la loro zona e per il fatto 
che i suoi figli sarebbero spesso stati insultati da parte dei vicini; che il 
ricorrente e la sua famiglia si sarebbe recata in data 1° maggio 2010 a 
bordo di un Opel al valico di D._______ da dove avrebbero varcato il 
confine con la Turchia a piedi ove un loro amico di nome E._______ li 
avrebbe attesi e li avrebbe portati a casa sua a F._______; che dopo 
aver trascorso qualche ora nella dimora del suo amico sarebbe riparti-
to da solo e E._______ l'avrebbe accompagnato in auto ad Istanbul;  
che dal 2 al 10 maggio 2010 avrebbe soggiornato nell'appar tamento di 
un passatore per poi riprendere il suo viaggio a bordo di un Transport 
International  Routier  (TIR)  con  il  quale  sarebbe  giunto  in  Italia  il 
16 maggio 2010, facendo un'unica sosta in Romania; che l'autista bul-
garo l'avrebbe fatto scendere su un ponte insieme ad altri quattro curdi 
dal quale avrebbero raggiunto una fermata dell'autobus; che avrebbero 
quindi preso un autobus ed un taxi, oppure un autobus ed un treno per 
incontrare un loro contatto italiano a G._______; che sarebbero rimasti 
a casa di quest'ultimo per tre giorni dopo di che sarebbe giunto insie-

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me agli altri a bordo di un auto nera in Svizzera il 19 maggio 2010 (cfr. 
verbale d'audizione dell'11 giugno 2010, pag. 8);

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del -
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso l'Iraq siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità, riconfermato quanto già affermato nei 
verbali d'audizione, ed ha prospettato l'arrivo della sua carta d'identità 
nonché della documentazione concernente la sua attività svolta per i 
peshmerga e la sua espulsione entro non più di  dieci  giorni; che ha 
pure ribadito, per quanto riguarda i suoi motivi d'asilo, quanto già di -
chiarato  in  sede d'audizione ed ha aggiunto  che sarebbe espatriato 
solo nel 2010, in quanto avrebbe dovuto risparmiare il denaro per l'e-
spatrio; che, infine, ha fatto valere la situazione precaria in Iraq come 
ostacolo al suo rinvio;

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità  inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda 
d'asilo; che ha, altresì, presentato una domanda di esenzione dal ver-
samento anticipato delle presumibili spese processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 

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del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'e-
sistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett.  c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative;

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a  
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine  degli  studi  (cfr.  Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale 
[DTAF] 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di quasi due mesi dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che egli si è semplicemente limitato a dichiarare di non aver mai pos -
seduto un passaporto ed ha prospettato l'arrivo della sua carta d'iden-
tità tra breve, che sarebbe, a suo dire, attualmente in possesso di sua 
moglie in Turchia; 

che in tal caso non lo soccorre la censura secondo cui l'UFM non gli 
avrebbe concesso il tempo necessario per produrre il documento suc-
citato e nemmeno la dichiarazione presentata in sede d'audizione se-
condo cui non avrebbe potuto contattare subito sua moglie, in quanto 
non avrebbe avuto il suo numero di telefono ed avrebbe dovuto scopri -
lo per il tramite di un amico di E._______ e che dapprima avrebbe do-
vuto procurarsi il numero di telefono di tale amico tramite una persona 
in Svizzera dalla quale avrebbe scoperto che lo conosceva per caso 
(cfr. verbale d'audizione del 2 luglio 2010, pag. 3); che questo modo di 
procedere  appare  poco  credibile,  in  quanto  secondo  l'esperienza  di 
vita generale si può partire dal presupposto che sua moglie si organiz-
zi in modo tale da rendere noto il suo recapito telefonico ad un suo fa-
migliare, oppure a E._______; che, inoltre, se veramente avesse dovu-
to  procurarsi  il  numero  dell'amico  di  E._______,  avrebbe  senz'altro 
contattato direttamente il suo conoscente per scoprirlo e non si sareb-
be limitato a far capo ad una semplice coincidenza;

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che, oltre a ciò, interrogato sul proprio viaggio, egli  è stato assoluta-
mente superficiale ed evasivo senza fornire alcun dettaglio del tragitto 
intrapreso tra la Turchia e la Svizzera; che nella prima audizione ha al -
legato di aver forse attraversato la Romania, mentre nella seconda ha 
affermato di aver capito di esser passato per la Romania e la Bulgaria, 
in quanto glielo segnalava il suo cellulare il quale mostrava la rete tele-
fonica  attiva  in  sovraimpressione  (cfr. verbali  d'audizione  dell'11 giu-
gno 2010, pag. 8 e del 2 luglio 2010, pag. 10); che, inoltre, non ha sa-
puto indicare nemmeno la nazionalità della targa del TIR; che, peraltro, 
nella prima audizione ha dichiarato di aver preso un taxi, mentre nella 
seconda audizione avrebbe preso un treno per recarsi  a G._______ 
(cfr. ibidem); che, in aggiunta, si è contraddetto sulla somma totale del 
viaggio indicando U$ 12000.- nella prima e U$ 13000.- nella seconda 
audizione (cfr. ibidem);

che, per di più, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazione 
in merito alle modalità del viaggio intrapreso;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che, in particolare, appare totalmente inverosimile che egli sia giunto 
in Svizzera senza poter allegare alcun dettaglio preciso del viaggio tra 
la Turchia e la Svizzera, e senza aver mai subito alcun tipo di controllo;

che argomentazioni come quelle addotte appaiono tutte assolutamente 
inattendibili;

che, per di più ed a prescindere dalle allegazioni di cui sopra, già var -
care il confine Schengen senza subire alcun controllo, risulta a tutt'og-
gi quantomeno difficoltoso;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

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che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  
stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dall'Iraq per il fatto di essere stanco delle continue intimazioni da parte 
della popolazione araba a lasciare il loro territorio;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, a mente di questo Tribunale, come rettamente evidenziato dall'au-
torità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno della 
sua domanda d'asilo non presenta alcun elemento di verosimiglianza;

che basti rilevare innanzitutto che nonostante il ricorrente sia stato ra-
pito nell'agosto del 2005 ed avrebbe ricevuto numerose telefonate mi-
natorie  dopo  la  sua  liberazione,  egli  è  soltanto  espatriato  nel  mag-
gio del 2010, ossia dopo quasi cinque anni; che tale comportamento 
appare tanto più incomprensibile tenendo conto che, visto quanto alle-
gato, a causa di tali eventi sua moglie ed i suoi figli sarebbero stati in -
sultati e che sarebbe espatriato solo nel maggio del 2010 per il fatto 
che in precedenza non avrebbe avuto il denaro necessario (cfr. verba-
le d'audizione del 2 luglio 2010, pag. 6); che, inoltre, non ha neanche 
tentato  di  cambiare  il  suo numero  di  telefono dichiarando  generica-
mente che i suoi persecutori sarebbero venuti a conoscenza del suo 
nuovo  numero  (cfr.  ibidem);  che,  peraltro,  interrogato  sul  fatto  che 

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avrebbe potuto recarsi  a B._______ da suo padre e dai suoi fratelli,  
egli ha dichiarato che i membri del Partîya Demokrata Kurdistan (PDK) 
lo  perseguiterebbero  perché  l'avrebbero  espulso  ritenendolo  un 
informante di un altro partito a causa di due cugini che ne farebbero 
parte;  che,  tuttora,  non  ha  presentato  il  decreto  di  espulsione  per 
dimostrare tale allegazione nonostante l'abbia prospettato (cfr. verbale 
d'audizione del 2 luglio 2010, pagg. 2, 7 e 8); che in tale ambito si è 
pure  contraddetto  allegando  dapprima  di  essere  stato  sospettato  di 
spionaggio  per  poi  cambiare  versione  ed  indicare  di  essere  stato 
accusato  formalmente  di  spionaggio  (cfr. ibidem);  che  se  realmente 
fosse stato accusato di essere una spia, non avrebbe di certo subito 
soltanto l'espulsione dalle forze armate dei peshmerga;

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati esaminati e ret -
tamente  ritenuti  come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non risultano  elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi -
mento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  (cfr.  DTAF 
2009/50, consid. 8, pagg. 730 e segg.);

che, dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Iraq possa viola-
re  l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

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che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  come detto,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile  (art. 44 cpv. 2 LAsi  e art. 83 cpv. 3 
LStr);

che,  in  merito  alla  sicurezza in  Iraq,  codesto Tribunale ha già avuto 
modo  di  precisare  che  nelle  tre  province  curde  nel  nord  dell'Iraq 
(Dohuk, Erbil e Suleimaniya) non vige, al momento, una situazione di 
violenza generalizzata e la situazione politica non è talmente tesa da 
considerare un rimpatrio come generalmente inesigibile; che, segnata-
mente, lo stato della sicurezza è più stabile ed equilibrato rispetto al 
resto del Paese; che, inoltre, la situazione dei diritti dell'uomo è miglio -
re rispetto alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq; che, in particolare,  
l'esecuzione dell'allontanamento verso le tre province curde è esigibi-
le, di principio, per gli uomini curdi, non sposati, in buona salute e gio -
vani, a condizione che la persona interessata sia originaria della regio-
ne o vi abbia vissuto un lungo periodo e disponga di una rete sociale, 
segnatamente famiglia, parenti o conoscenti, oppure di relazioni con i  
partiti al potere (DTAF 2008/5, consid. 7.5, in particolare 7.5.1 e 7.5.8);

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli  è giovane e 
possiede una formazione scolastica di base, in quanto ha frequentato, 
la scuola primaria sino alla terza elementare (cfr. verbale d'audizione 
del 2 luglio 2010, pag. 4); che egli inoltre ha pure una buona esperien -
za professionale come militare professionale ed imbianchino (cfr. ver-

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bale d'audizione dell'11 giugno 2010, pag. 2); che egli ha ancora i ge-
nitori,  tre  fratelli  e  due  sorelle  a  B._______  (Duhok)  (cfr.  ibidem, 
pag. 4); che, pertanto, si può partire dal presupposto che abbia una di-
screta rete sociale in patria; che l'insorgente non ha preteso nel grava-
me di soffrire  di  gravi  problemi di  salute che possano giustificare la 
sua ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica Giurisprudenza ed 
informazioni della Commissione svizzera di  ricorso in materia d'asilo 
[GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti emer-
ga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art.  44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio; che l'esecuzione dell'al-
lontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori -
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  
giuridicamente  rilevanti  ed  inoltre  la  decisione  non  è  inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

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che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente, tramite il H._______ (Raccomandata; allegato: bollettino 
di versamento);

- all'UFM, H._______ con ordine di notificare la sentenza al ricorren-
te e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale ammini-
strativo  federale  (per  l'incarto N  [...];  allegato:  copia  del  ricorso 
del 25 giugno 2010, per corriere interno; in copia);

- I._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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