# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 706d8451-a438-5e50-8358-e1aa4859d550
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-02-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 26.02.2001 52.2000.311
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2000-311_2001-02-26.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2000.00311

   

  	
  Lugano

  26 febbraio
  2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso  6 dicembre 2000 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patr. dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 21 novembre 2000 (n. 5170) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa inoltrata dall'insorgente avverso
  la decisione 7 settembre 2000 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione dei
  permessi e dell'immigrazione, in materia di autorizzazione d'entrata in
  Svizzera e di rilascio di un permesso di dimora alla figlia __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    20 dicembre 2000 del
Dipartimento delle istituzioni,

-    20 dicembre 2000 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   La
cittadina colombiana __________ è madre di __________, __________ e __________,
nati da relazioni con il connazionale __________. Il 22 agosto 1999 la
ricorrente è stata autorizzata ad entrare in Svizzera per sposarsi con il
cittadino salvadoregno divorziato, titolare di un permesso di domicilio,
__________, che aveva conosciuto durante i suoi precedenti soggiorni turistici
nel nostro Paese (novembre 1998, febbraio 1999). Le nozze sono state celebrate
il __________ a __________. A seguito del matrimonio l'insorgente ha ottenuto
un permesso di dimora, in seguito regolarmente rinnovato, con prossima scadenza
fissata per il 24 settembre 2001. I coniugi __________ vivono in via __________
a __________. Presso di loro soggiorna attualmente il figlio di primo letto del
marito, __________.

 

 

                                  B.   a) Il 6
giugno 2000 __________ ha chiesto alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione
del Dipartimento delle istituzioni, per il tramite dell'Ambasciata di Svizzera
in Colombia, l'autorizzazione ad entrare nel nostro Paese al fine di terminare
i suoi studi e vivere insieme alla madre. Alla richiesta è stata allegata
diversa documentazione. In particolare, è stato versato agli atti il
certificato 9 maggio 2000 di __________ di autorizzazione all'espatrio della
figlia. I coniugi __________ hanno dal canto loro allegato lo scritto 22 maggio
2000 (Declaracion de Permanencia) col quale indicavano che desideravano
avere presso di loro __________ al fine di permetterle di continuare gli studi
e offrirle un futuro migliore dal momento che quest'ultima non poteva
continuare a farlo in Colombia per motivi famigliari. Essi hanno pure trasmesso
lo scritto 23 maggio 2000 (Peticion de Menores), con cui chiedevano il
rilascio di un visto d'entrata in Svizzera per __________ e __________, in
quanto il legame affettivo era diventato insostenibile durante gli ultimi mesi
a causa della loro lontananza.

 

 

b) Con decisione 7 settembre 2000,
l'autorità dipartimentale competente ha respinto la domanda, rilevando che
garantire ad uno dei figli una migliore formazione scolastica non costituiva un
motivo che potesse giustificare il ricongiungimento famigliare.

 

 

                                  C.   a) Contro
la predetta risoluzione, __________ - senza il patrocinio di un avvocato - è
insorta davanti al Consiglio di Stato. Ha sostenuto di essere entrata in
Svizzera nella speranza di trovare un futuro migliore per sé e per le sue
figlie di primo letto, in quanto suo "marito" __________ le
maltrattava ed aveva pure abusato sessualmente di __________ e __________. Ha
indicato che, per quest'ultimo motivo, il padre aveva appena terminato di
scontare sei mesi di carcere e che, ultimamente, aveva minacciato di morte le
figlie ed aveva organizzato atti di vandalismo presso l'abitazione della nonna
materna __________, alla quale esse erano state affidate. Per rendere credibili
i suoi argomenti, __________ ha fornito diversi recapiti (Justicia civil de
menores della città di __________ e il nominativo di un avvocato).

 

Visto che il dipartimento aveva risposto che
la ricorrente non aveva presentato alcun elemento concreto a sostegno dei suoi
argomenti, quest'ultima ha versato agli atti in sede di replica diversa
documentazione in lingua spagnola, chiedendo il ricongiungimento anche con
__________.

 

b) Con giudizio 21 novembre 2000, fondato
sull'art. 8 CEDU, il Consiglio di Stato ha confermato la decisione di prima
istanza. Preliminarmente, il Governo ha sottolineato che la risoluzione riguardava
unicamente __________. Ha quindi rilevato che la domanda verteva su un
ricongiungimento parziale della famiglia ed era volta al soddisfacimento di
obiettivi di natura squisitamente economica. Ha inoltre sottolineato che dalla
documentazione versata agli atti dalla ricorrente risultava che __________,
ormai prossima al compimento del 18° anno di età, era a sua volta madre di una
bimba di due anni e conviveva con la famiglia del padre di quest'ultima. Ha
quindi concluso che essa aveva fondato un legame famigliare più intenso con sua
figlia piuttosto che con la ricorrente. Ha pure posto in evidenza la separazione
volontaria tra madre e figlia, la mancanza tra di esse di provate relazioni
strette, durature ed effettivamente vissute, ed ha rilevato che nulla impediva
alle stesse di mantenere le loro relazioni famigliari come erano intrattenute
fino a quel momento.

 

L'Esecutivo cantonale ha ritenuto in seguito
che il ricorso fosse "con ogni probabilità da respingere" anche in
caso di ricongiungimento con __________, in quanto la ricorrente si era
separata due anni e mezzo prima dalla prole per rifarsi una nuova vita all'estero,
non era mai più rientrata in Colombia e non era stata dimostrata la necessità
di modificare le relazioni che le figlie avevano instaurato dapprima con il padre
e, in seguito, con i "suoceri" (__________), rispettivamente con la
nonna materna, il loro fratello e altri parenti (__________). Il Consiglio di
Stato ha quindi concluso che il ricongiungimento con le due figlie dell'insorgente
non avrebbe fatto altro che separarle ulteriormente dai famigliari residenti in
Colombia e ha ribadito che la domanda era volta principalmente ad offrire alle
stesse una formazione scolastica ed un avvenire professionale migliori di
quelli ottenibili nel loro Paese d'origine. D'altro canto, ha ritenuto che gli
argomenti addotti dalla ricorrente relativi agli abusi sessuali subìti da
__________ non potessero essere presi in considerazione in quanto esulavano
dalla domanda in esame, la quale riguardava soltanto __________.

 

 

                                  D.   Contro la
predetta pronunzia governativa, __________ insorge ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando in via cautelare
che __________ sia autorizzata ad entrare in Svizzera, in via principale che
sia posta al beneficio di un permesso di dimora a titolo di ricongiungimento
famigliare. Non contesta di essersi trasferita in Svizzera per costruirsi una
nuova vita, lasciando __________ e __________ presso il padre di queste ultime,
ma precisa di aver soggiornato in precedenza nel nostro Paese soltanto per un
mese nel 1998, quando ha conosciuto il suo futuro marito, e un paio di mesi all'inizio
del 1999. Sostiene di aver comunque mantenuto con le figlie un legame intenso e
vivo durante la separazione tramite lettere e telefonate. Ritiene di non poter
far fronte in altro modo alle violenze perpetrate da __________ sulle sue due
figlie. Adduce che, venendo in Svizzera, esse potranno superare l'attuale choc
e beneficiare di una migliore formazione scolastica e professionale. Precisa di
aver in un primo tempo chiesto il permesso di dimora soltanto per __________,
poiché __________ si opponeva all'espatrio di __________. Asserisce di essere
ora in possesso di un'autorizzazione da parte di un giudice colombiano che
permette alla minore di trasferirsi presso di lei a causa delle violenze
subìte. Afferma che la figlia di __________ vive presso i genitori del suo
compagno, che è deceduto. Sostiene che in Colombia le sue figlie non avrebbero
più nessuno e che l'altro suo figlio, __________, lavora e non può occuparsi di
loro. __________ avrebbe ancora bisogno della madre, tanto più che essa non va
d'accordo con la famiglia che ha in custodia sua figlia. Chiede di essere sentita
personalmente unitamente alla figlia e di essere posta al beneficio
dell'assistenza giudiziaria.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del gravame si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime sono suscettibili di
essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
(cfr. art. 10 lett. a LALPS).

 

1.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3
OG, in materia di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo
al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di
permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto.
L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente, nei limiti
delle disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla
concessione del permesso di dimora o di domicilio. Lo straniero ha quindi un
diritto all'ottenimento di un simile permesso solo laddove tale pretesa si
fonda su di una disposizione particolare del diritto federale o di un trattato
internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid. 1a con rinvii).

 

1.3. Non esiste alcun trattato conchiuso tra
la Confederazione svizzera e la Repubblica di Colombia che regoli in modo
specifico il soggiorno nel nostro Paese dei cittadini colombiani, dal quale
potrebbe scaturire un diritto al rilascio di un permesso per ricongiungimento
famigliare. Anche la Convenzione 20 novembre 1989 sui diritti del fanciullo (RS
0.107) non istituisce un diritto in tal senso (DTF 124 II 361, consid. 3b).

 

1.4. Giusta l'art. 17 cpv. 2 LDDS i figli
celibi d'età inferiore ai 18 anni hanno il diritto di essere inclusi nel
permesso di domicilio dei genitori, a condizione che essi vivano con
quest'ultimi. In concreto, è incontestato che tali condizioni non sono
soddisfatte. La ricorrente non è infatti al beneficio di un permesso di domicilio.
Ne consegue che __________ non ha alcun diritto di farsi raggiungere in
Svizzera dalla figlia __________ in virtù della menzionata norma.

 

1.5. La ricorrente si richiama all'art. 8
CEDU. Affinché tale norma sia applicabile, occorre - in particolare - che il
membro della famiglia con il quale lo straniero che domanda un permesso di dimora
afferma d'intrattenere una relazione stretta, intatta ed effettivamente
vissuta, abbia il diritto di risiedere in Svizzera. In altre parole, è necessario
che questa persona sia al beneficio di un permesso di domicilio oppure possieda
la cittadinanza elvetica (DTF 118 Ib 157, consid. c). Lo straniero titolare di
un permesso di dimora non può prevalersi dell'art. 8 CEDU. Una deroga è consentita
quando, in determinate circostanze, lo straniero titolare di una tale
autorizzazione abbia il diritto di risiedere nel nostro Paese, ossia abbia la
certezza di vedersi accordato un permesso di dimora (DTF 111 Ib 163 consid.
1a), ciò che è il caso della ricorrente. Difatti, __________ è sposata con un
cittadino salvadoregno domiciliato in Svizzera, con cui convive. Conformemente
all'art. 17 cpv. 2 LDDS, essa ha il diritto certo alla proroga del permesso di
dimora e, quindi, di soggiornare nel nostro Paese. Nell'ambito dell'art. 8
CEDU, se il legame di parentela è intatto ed effettivamente vissuto, la libertà
delle autorità cantonali di rifiutare un permesso di soggiorno (cfr. art. 4 LDDS)
è limitata e contro una decisione di rifiuto è ammissibile il ricorso di
diritto amministrativo dinanzi al Tribunale federale in applicazione dell'art.
100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG (DTF 122 II 5 consid. 1e, 292 consid. 1e, 389
consid. 1b, 93 consid. 1c) e, di riflesso, nella presente sede attraverso il
rinvio di cui all'art. 10 lett. a LALPS. Ciò vale pure quando il ricorso è
presentato da un membro della famiglia, in specie la madre, avente diritto di
risiedere in Svizzera (DTF 119 Ib 84 consid. 1c).

La ricorrente sostiene inoltre di avere
mantenuto con la figlia un legame vivo e intenso per averle scritto e
telefonato regolarmente nel corso dell'ultimo anno e, in precedenza, per averle
reso visita. Per la soluzione della vertenza non è necessario esaminare più a
fondo tale aspetto, come pure se __________ possa prevalersi della protezione
del citato disposto convenzionale poiché a sua volta madre di una bimba di
pochi anni con la quale ha fondato un nuovo nucleo famigliare. In effetti, per
la ragioni che seguono, nella misura in cui la censura di violazione dell'art.
8 CEDU fosse ammissibile, essa andrebbe comunque respinta nel merito.

 

1.6. Il gravame, tempestivo (art. 10 LALPS e
46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere
(art. 43 PAmm), può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art.
18 cpv. 1 PAmm). L'audizione della ricorrente non è necessaria, in quanto non
appare idonea a procurare al Tribunale la conoscenza di ulteriori elementi
affidabili e di rilievo per il giudizio. Né la legislazione cantonale né quella
federale, d'altronde, garantiscono alla parte il diritto di essere udita
oralmente, essendo sufficiente che essa possa far valere le proprie ragioni per
iscritto (DTF 117 II 132 consid. 3b, p. 137 e rinvii; Scolari, Diritto
amministrativo, parte generale, N. 141 e 146). Neppure l'audizione della figlia
dell'insorgente si rivela imprescindibile. L'art. 12 della Convenzione sui
diritti del fanciullo non conferisce allo stesso un diritto assoluto ad essere
sentito personalmente, ovvero oralmente. A seconda del caso e delle
circostanze, è sufficiente che egli possa esprimersi per iscritto o tramite un
rappresentante (cfr. n. 2 di tale disposizione; DTF 124 II 368 consid. 3c).
Orbene, __________ ha avuto la possibilità di esprimersi per bocca della madre
ed è indubbio che le richieste avanzate dalla ricorrente riflettano il
desiderio della fanciulla di potersi stabilire in Svizzera.

 

 

                                   2.   2.1.
Giusta l'art. 8 CEDU ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata
e famigliare, del suo domicilio e della sua corrispondenza (n. 1). Non può
esservi ingerenza della pubblica autorità nell'esercizio di tale diritto se non
in quanto tale ingerenza sia prevista dalla legge e in quanto costituisca una
misura che, in una società democratica, è necessaria per la sicurezza nazionale,
l'ordine pubblico, il benessere economico del paese, la prevenzione dei reati,
la protezione della salute o della morale, o la protezione dei diritti e delle
libertà altrui (n. 2).

 

2.2. L'art. 8 CEDU tutela, tra l'altro, la
relazione famigliare tra genitori e figli minorenni. Non assicura tuttavia alla
persona residente in Svizzera un diritto assoluto di far venire nel nostro paese
un suo famigliare, segnatamente quando essa stessa ha preso la decisione di
vivere separata da quest'ultimo per venire a risiedere in Svizzera (DTF 122 II
392 consid. 4b con rinvii; 119 Ib 81 consid. 4a; 118 Ib 153 consid. 2c). Per
giurisprudenza, il genitore che ha, per propria libera scelta, deciso di
partire per l'estero non può quindi, di regola, dedurre dall'art. 8 CEDU alcun
diritto a fare entrare in Svizzera la propria prole, se ha con quest'ultima
delle relazioni meno strette rispetto a quelle intrattenute dall'altro genitore
e se non sussistono ostacoli al mantenimento dei rapporti esistenti. Pertanto,
il ricongiungimento di un figlio con il genitore che vive nel nostro Paese
presuppone, da un lato, che sia con quest'ultimo che egli intrattiene le
relazioni famigliari più intense, dall'altro, che sia accertata la necessità
della sua venuta in Svizzera. A tale proposito va detto che, per valutare
questi aspetti, non si deve tenere conto soltanto della situazione passata, ma
anche di eventuali cambiamenti intervenuti e delle prospettive future. In ogni
caso non può essere ritenuto come unicamente determinante il fatto che il
figlio abbia sempre vissuto all'estero, dove ha allacciato i legami più
stretti, altrimenti il ricongiungimento famigliare non diverrebbe in pratica
mai possibile. E' necessario per contro accertare presso quale dei genitori il
figlio abbia vissuto, e, in caso di divorzio, chi ne ha ricevuto l'affidamento;
se nel frattempo gli interessi dei figli si sono modificati, l'adattamento alla
nuova situazione famigliare dovrebbe, di principio, essere dapprima regolato
dal diritto civile. Restano tuttavia riservati i casi in cui le nuove relazioni
famigliari sono chiaramente definite - come ad esempio in presenza del decesso
del genitore titolare della custodia sui figli o di un cambiamento sostanziale
dei bisogni di mantenimento - e quelli in cui l'intensità della relazione si è
trasferita da un genitore all'altro. Riassumendo, l'autorizzazione di soggiorno
a favore della prole di un genitore residente in Svizzera va rifiutata se la
separazione della famiglia è il risultato della libera volontà di quest'ultimo,
se non sussistono interessi famigliari preponderanti tali da modificare i
rapporti esistenti o non è stato accertato che un simile cambiamento sia
imperativo, e, da ultimo, se non vi sono da parte delle autorità ostacoli al
mantenimento delle relazioni intrattenute sino a quel momento (DTF 122 II 385
consid. 4b, 119 Ib 81 consid. 4b). I principi testé esposti valgono per
analogia anche nei casi in cui uno dei genitori vive in Svizzera e il figlio è
restato al paese d'origine in cura ad una terza persona o presso un famigliare
che non sia né il padre né la madre.

 

 

                                   3.   3.1. In
concreto, __________ non è stata costretta ad allontanarsi dalla sua prole.
Essa ha scelto la via della separazione per costruirsi una nuova famiglia
all'estero (ricorso, ad H1, p. 9). Il 28 maggio 1999 l'insorgente ha chiesto un
visto d'entrata per la Svizzera, dove è giunta il 21 agosto successivo, per
sposarsi e per vivere definitivamente nel nostro Paese, lasciando le sue due
figlie presso il padre di queste ultime. In precedenza, essa era già entrata
due volte in Svizzera: nel novembre 1998, quando ha conosciuto il suo futuro
marito, all'epoca ancora coniugato con una cittadina elvetica (doc. 5), e nel
febbraio 1999. A partire dalle nozze celebrate il __________, essa ha dunque
beneficiato di un permesso di dimora annuale ed aveva quindi la possibilità di
richiedere immediatamente il ricongiungimento famigliare con __________.
Tuttavia, è solo il 6 giugno 2000 che l'insorgente ha voluto che sua figlia,
diciassettenne, entrasse in Svizzera. Non va inoltre dimenticato che la richiesta
del permesso di soggiorno era volta a permettere a __________ di vivere presso
la madre essenzialmente con lo scopo di terminare gli studi scolastici (v.
domanda di visto per la Svizzera; dichiarazione 22 maggio 2000 di __________ e
del marito __________). Orbene, la protezione dell'art. 8 n. 1 CEDU non può
essere invocata quando lo scopo prefisso è l'ottenimento di migliori condizioni
d'insegnamento o di un futuro professionale più favorevole (DTF 119 Ib 91). Il
dipartimento non poteva dunque che rifiutare la domanda di ricongiungimento, in
quanto non era principalmente volta a ricostituire la vita famigliare in
comune. Va pure rilevato che l'insorgente ha nascosto alla Sezione dei permessi
e dell'immigrazione che sua figlia __________ era a sua volta madre di una
bimba di due anni (doc. 13). In questo modo essa non ha rispettato l'obbligo
sancito dagli art. 3 cpv. 2 LDDS e 8 ODDS, che hanno per scopo di permettere
alle autorità di prendere in considerazione, sin dall'inizio, tutte le
conseguenze che la concessione di un permesso di soggiorno potrebbe comportare
sul sovrappopolamento di stranieri e, eventualmente, sul mercato del lavoro (DTF
115 Ib 98 consid. 3b). Orbene, se già il ricongiungimento famigliare sulla base
dell'art. 8 CEDU viene fatto dipendere dall'adempimento di una serie di ben
precise condizioni (cfr. consid. 2.2.), a più forte ragione si deve ammettere
che in situazioni come quella appena illustrata, dove la ricorrente ha fornito
all'autorità delle informazioni inesatte sul conto della propria prole,
soltanto la presenza di circostanze del tutto particolari permette di
soprassedere a simili comportamenti e giustifica la concessione del permesso
richiesto. Non va poi sottovalutato che si tratta di un ricongiungimento
famigliare parziale, circostanza che porterebbe a separare __________
quantomeno dal fratello __________, che vive presso la nonna materna
__________.

 

3.2. Con il ricorso al Consiglio di Stato
__________ ha invero addotto che alcuni gravi fatti avevano mutato radicalmente
la situazione famigliare in Colombia. Ha affermato di essere fuggita in
Svizzera nella speranza di trovare un futuro migliore per sé e per le sue
figlie di primo letto, anche perché queste ultime erano state oggetto di
maltrattamenti da parte del "marito", rispettivamente padre. In
seguito, essa ha indicato che voleva richiedere il ricongiungimento anche di
__________, in quanto era minacciata di morte dal padre, che ne aveva abusato.
A sostegno di suoi argomenti, essa ha versato agli atti diversa documentazione
in lingua spagnola, tra cui la denuncia 19 ottobre 1999 di __________ nei
confronti del padre per abusi sessuali. Anche in questa sede la ricorrente, ora
patrocinata da un avvocato, ribadisce tali argomenti, sottolineando come non
avesse potuto richiedere tempestivamente il ricongiungimento per __________, in
quanto il padre non ne voleva autorizzare l'espatrio. E' soltanto ora che
__________ è in prigione per i fatti addebitatigli dalla figlia, che un giudice
l'ha autorizzata a raggiungere l'insorgente (doc. 7 e 8). Ci si può chiedere
quale sia la portata della documentazione prodotta in fotocopia da __________,
in gran parte non tradotta in lingua italiana. Sia come sia, la questione non
necessita di essere approfondita. Gli argomenti addotti dalla ricorrente per motivare
il ricongiungimento famigliare con __________ vanno difatti - semmai - esposti
dinnanzi al dipartimento, cui spetterebbe innanzitutto di pronunciarsi su di
una domanda di autorizzazione di entrata in Svizzera per soggiornarvi. In sede
di ricorso non sono difatti ammesse nuove domande (art. 57 cpv. 2 e 63 cpv. 2
PAmm): del resto l'insorgente, seppur assistita da un avvocato, non chiede
nemmeno in questa sede il ricongiungimento con questa figlia a livello di
conclusioni. Questo Tribunale si limita invece ad osservare, per quanto
riguarda invece __________, che l'asserita situazione di pericolo creata dal
padre nei confronti della figlia risaliva quantomeno già all'ottobre 1999
(ricorso ad 7, p. 5; denuncia 19 ottobre 1999 di __________ nei confronti del
padre per atti commessi il 15 ottobre precedente, prodotta dalla ricorrente
dinnanzi al Consiglio di Stato). Questi fatti non hanno tuttavia impedito all'insorgente
di raccogliere l'autorizzazione all'espatrio di __________ da parte di
__________ (v. dichiarazione 9 maggio 2000 del padre, agli atti). Inoltre la
figlia dell'insorgente è nata e risiede da sempre in Colombia. È dunque in quel
Paese che ha i suoi legami sociali e culturali più stretti. D'altronde, al
momento della domanda di entrata in Svizzera, __________ viveva presso la
famiglia del suo compagno, che ha in custodia sua figlia (v. recapiti indicati
sulla domanda di visto per la Svizzera 28 maggio 2000 di __________ e la
dichiarazione 4 dicembre 2000 di __________, nonna paterna della figlia di
__________, prodotta quale doc. 13). Dato che nel suo Paese d'origine vivono
pure sua nonna __________ e diversi altri parenti (v. verbale 22 marzo
contenuto nel rapporto dell'"Instituto colombiano __________ "
prodotto dall'insorgente dinnanzi al Consiglio di Stato), non appare
appropriato inserirla in un ambiente di cui non conosce la lingua e in un
sistema socioprofessionale totalmente diverso dal suo. Che __________ non vada
d'accordo con la famiglia che si occupa di sua figlia non è dunque di decisivo
rilievo. Del resto, la sua venuta in Svizzera non farebbe altro che dividerla
dalla sua bimba. Non permette di mutare il giudizio il fatto che il padre, a
dire dell'insorgente, sarebbe fonte di pericolo permanente per __________ e per
i suoi parenti. Nulla impedisce che i suoi famigliari informino le autorità di
polizia e la magistratura locali, al fine di prevenire rispettivamente combattere
tali pericoli. Non sussistono pertanto interessi famigliari preponderanti tali
da modificare in modo imperativo i rapporti attualmente esistenti tra
__________ e l'insorgente.

 

3.3. Visto quanto precede, ritenuto pure che
la ricorrente non adduce nemmeno di aver incontrato ostacoli recandosi in Colombia
per rendere visita alla figlia e può dunque mantenere i contatti con la stessa
come li ha sempre mantenuti finora, si deve concludere che le autorità
inferiori, rifiutando di accordare un'autorizzazione d'entrata a __________ per
stabilirsi in Svizzera, non hanno violato l'art. 8 CEDU.

 

 

                                   4.   Sulla
scorta di quanto precede il ricorso deve essere respinto. Visto l'esito del gravame,
la relativa domanda di concessione di provvedimenti cautelari diviene priva
d'oggetto. L'istanza di conferimento dell'assistenza giudiziaria e del gratuito
patrocinio va respinta siccome il ricorso era infondato sin dall'inizio (art.
30 PAmm). Tassa e spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 12 della Convenzione dell'ONU sui
diritti del fanciullo; 1, 3, 4 LDDS; 8 CEDU; 8 ODDS; 100 cpv. 1 lett. b n. 3
OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 21, 28, 30, 43, 46, 60, 61 PAmm;

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Nella
misura in cui è ricevibile, il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La domanda
di conferimento dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio è
respinta.

 

 

                                   3.   La tassa di
giustizia e le spese, per complessivi fr. 800.–, sono poste a carico della
ricorrente.

 

 

                                   4.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      5.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario