# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ee2f4781-4ce9-5aba-b162-113cbc8d1c35
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-03-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 01.03.1999 INC.1998.99103
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1998-99103_1999-03-01.html

## Full Text

N.   991.98.3 R                                                           Lugano,
1. marzo 1999ir

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

Ivano Ranzanici

 

 

sedente per statuire sull’istanza
di libertà provvisoria 23 febbraio 1999 formulata da:

 

__________           detenuto
c/o __________

(patrocinato dall’avv. __________)

 

letto il preavviso negativo 26
febbraio 1999 del PP avv. Marco Bertoli, Lugano, ed offerto alla difesa la
possibilità di formulare contro osservazioni alla presa di posizione del PP;

 

lette le contro osservazioni del
patrocinatore dell’accusato di data 26 febbraio 1999 con cui si ribadisce
l’istanza formulata e la richiesta di concessione della libertà provvisoria;

 

 

avuti gli atti dell’incarto a
disposizione, ritenuto

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

1.

 

 

Questo giudice, come noto alle
parti, già si é occupato della materia qui oggetto di discussione con decisione
del 24 dicembre 1998, decisione che concludeva per lo stralcio della procedura
in seguito all’avvenuto ritiro dell’istanza allora presentata dalla diligente
difesa dell’accusato. La decisione di stralcio 24 dicembre 1998, nonostante
l’avvenuto ritiro dell’istanza, é stata comunque motivata ed allora quelle
motivazioni soccorrono ancora oggi per il compito che incombe a questo giudice.

 

Va qui ricordato come

 

 

 

 

 

 

“__________, di professione medico
psichiatra, é stato arrestato in data 1. dicembre 1998 per titolo di truffa e
falsità in documenti dietro ordine del PP avv. Marco Bertoli. L’arresto é
avvenuto contestualmente con l’esecuzione di numerose perquisizioni e sequestri
e con l’intervento di 4 magistrati d’accusa, coordinati nella loro attività,
presso lo studio medico dell’accusato, e presso le cliniche __________.
L’operazione, denominata “__________” dagli organi di polizia, ha permesso di
acquisire un'impressionante mole di documentazione sia di tipo contabile che
medico (in specie cartelle riferite a numerosi pazienti) documentazione
attualmente al vaglio degli inquirenti come noto alla diligente difesa.

 

Nel corso dell’istruttoria, che é seguita
all’intervento di magistrati e polizia, sono stati interrogati numerosi
indiziati e testi mentre le persone che risulta ancora necessario dover
interrogare sono numerose stando ai rilievi dell’incarto a disposizione.
L’accusato __________ é attualmente trattenuto, per ordine medico, presso le
apposite celle __________, sotto sorveglianza medica, ciò che non impedisce -
con atteggiamento dei medici solo apparentemente contraddittorio - di essere
interrogato dal magistrato d’accusa come risulta dai verbali prodotti.

 

A __________ il PP rimprovera numerose
malversazioni, commesse con varie modalità, in danno di Casse malati, di
pazienti, di assicurazioni sociali e di case farmaceutiche. Più
specificatamente __________ avrebbe fatturato,  per prestazioni mai eseguite,
ricoveri di pazienti che in realtà non si trovavano degenti nelle cliniche da
lui dirette o che si trovavano congedati dalle stesse (con l’apposizione di
indicazioni fasulle sulle cartelle mediche come se i pazienti fossero
ricoverati, il tutto al fine di conseguire - mediante fatturazione di
prestazioni inesistenti - un indebito profitto personale rispettivamente in
favore di terzi).

 

Le indagini condotte dal magistrato
d’accusa hanno sin qui messo in evidenza numerose “modalità operative” 

truffaldine (o ritenute tali dalla pubblica accusa) nell’ambito sia della
gestione delle cliniche facenti capo a __________ sia nella gestione dello
studio medico dello stesso accusato ove - ed a puro titolo narrativo senza
volontà di completezza a fronte dell’enorme numero di casi attualmente al
vaglio degli inquirenti - le ore fatturate dal professionista per una giornata
di lavoro superavano spesso il numero di ore di cui il giorno é composto, con
punte di fatturazione di oltre 50 ore sempre riferite a giornata di lavoro.

 

Solo nel corso degli accertamenti
iniziali al magistrato d’accusa é stato possibile evidenziare altro “filone di
indagine” riferito all’inserimento di pazienti, a ciò non adatti per le
patologie presentate, in sperimentazioni svolte su incarico di case
farmaceutiche il tutto mediante l’allestimento di cartelle mediche fittizie e
ciò al fine di ottenere dalle case farmaceutiche di cui si tratta il versamento
di importanti commissioni rispettivamente al fine di non interrompere detto
rapporto con le case farmaceutiche.

 

I fatti rimproverati all’accusato da
parte del PP sono di inusuale estensione sia temporale che numerica per i casi,
e sono di particolare gravità.”

 

 

Da quella prima decisione
l’istruttoria ha seguito un intenso corso mediante l’audizione, sia
direttamente da parte del magistrato d’accusa sia mediante audizione da parte
della Polizia Cantonale (così delegata dal PP), di oltre 100 persone. Ancora al
vaglio degli inquirenti é l’esame dell’enorme mole di documentazione sequestrata,
in particolare il medico legale dott. __________ sta esaminando  tutte le
cartelle mediche sequestrate. Gli accertamenti sin qui svolti, il cui risultato
appare riassunto nel Rapporto intermedio di data 13 febbraio scorso, evidenzia
la commissione di differenti e numerose “irregolarità” nella fatturazione di
prestazioni.

 

All’accusato, sentito
ripetutamente dal magistrato d’accusa ed ancora un verbale di interrogatorio
era previsto per lo scorso 25 febbraio 1999 (con disponibilità in questo senso
indicata nell’istanza qui in discussione), sono state contestate
sostanzialmente tutte le diverse tipologie di malversazione ritenute dalla
pubblica accusa. In questo senso appare illuminante quanto indicato nel verbale
30 dicembre 1998 alle pagine 10 e seguenti. In sostanza a __________ il PP
rimprovera di avere fatturato, in particolare alle CM, per pazienti fittizi,
ossia non presenti in clinica, rispettivamente per pazienti diurni o notturni,
vi sarebbero poi malversazioni con riferimento a pazienti amministrativi, ossia
a pazienti per i quali si procedeva ad ammissioni anticipate (la fatturazione
iniziava prima della reale ammissione del paziente in clinica), rispettivamente
a dimissioni posticipate (la fatturazione proseguiva oltre il reale periodo di
degenza), ed ancora malversazioni riferite alla fatturazione di congedi
effettivi ma con falsa iscrizione sulle cartelle mediche o congedi prolungati.
Le ipotesi del magistrato d’accusa, che tanto ipotesi non sono alla lettura dei
numerosi verbali consegnati in atti ed a fronte delle stantie ammissioni
dell’accusato accortosi “a posteriori” (ossia in seguito all’intervento della
magistratura) delle irregolarità, annoverano poi la “sovrappopolazione” di
letti ossia letti fatturati a più pazienti, le sovrafatturazioni per farmaci,
terapie e per analisi (ed é sintomatico l’avere operato iscrizioni nelle
cartelle mediche relative a fasulle prescrizioni di farmaci - pagati dalle CM -
in sostituzione di prestazioni fisioterapeutiche invece non pagate dalle CM
come evidenziano gli atti e come ammesso dall’accusato stesso che tende
comunque a ridimensionare i casi a pochi e per contenuto indebito
arricchimento).

 

Tra le varie tipologie di
malversazione ancora evidenziate dai verbali in atti, e va qui rilevato come
numerosi collaboratori ed ex collaboratori dell’accusato abbiano ammesso le
loro responsabilità riconducendo comunque il loro agire al dott. __________
giustificandolo con la volontà del “capo” ed il rischio di perdere il posto di
lavoro oltre che a pressioni specifiche in questo senso subite dal dott. __________,
vi sono poi quelle connesse con le ricerche ossia con l’inserimento nelle
ricerche di pazienti non adatti mediante la falsificazione delle cartelle il
tutto al fine di mantenere dette ricerche e conseguire il prestigio ad esse
connesso e gli introiti da esse derivanti.

 

D’altro lato, come evidenziato
già nella decisione 24 dicembre 1998, __________ é accusato di avere malversato
con le fatturazioni per le prestazioni eseguite presso il suo studio medico.
Dagli accertamenti in atti venivano fatturate ore di consultazione che
superavano non solo la durata dell’arco di un’intera giornata ma risultano
essere state fatturate prestazioni da parte del dott. __________ quando questi
neppure si trovava a __________ ma era assente a __________ per i corsi
universitari. Ulteriori capitoli attualmente al vaglio del magistrato d’accusa
si riferiscono, e ci si atterrà qui alla nomenclatura convenuta tra le parti
nel verbale 30 dicembre 1998 dell’accusato, anche alle consultazione degli
psicologi, all’AI, alle problematiche connesse con l’esenzione militare, ad
incassi non dichiarati ed ai ricoveri forzati.

 

Appare significativo, e solo a
titolo esemplativo, come il capitolo connesso con le malversazioni (ipotizzate
dall’accusa) connesse alle ricerche non sia limitato alla ricerca della casa
farmaceutica __________ ma che situazioni analoghe possano essere state poste
in essere con riferimento ad altre e precedenti ricerche.

 

 

 

 

 

 

Da notare che il dott. __________,
sin dal giorno del suo arresto, si trova ricoverato presso l’__________ sotto
cura medica da parte, in particolare, del dott. __________ e del Prof. __________
che, ancora recentemente, lo hanno visitato. Da profilo psichiatrico il dott. __________
é stato visitato dal dott. __________ ed é stata ordinata una perizia
psichiatrica affidata al prof. __________. Va qui subito osservato come nel
loro recentissimo certificato medico il dott. __________ ed il Prof. __________
hanno indicato la necessità di un esame esterno ritenuto il loro ruolo diretto
nella cura del paziente, ed allora é mal venuto il difensore a rimproverare al
magistrato d’accusa mancata fiducia nei medici curanti rispettivamente sospetti
di favoritismi (contro osservazioni pag. 1), si ribadisce che sono stati gli
stessi medici curanti che hanno indicato la necessità di verifica da parte di
terzi medici circa le condizioni di salute del dott. _________________________.

 

In costanza dell’istanza in
discussione il magistrato d’accusa, a fronte del certificato medico dei dott.ri
__________ e __________ ed a fronte dell’attestazione medica del dott. __________
(che ha ravvisato un netto peggioramento delle condizioni psicofisiche del
dott. __________ con manifestazione di una sintomatologia ansioso depressiva con
rischio suicidale e quindi con la necessità di una rivalutazione della carcerabilità
dell’accusato - che comunque non é incarcerato ma subisce la detenzione
preventiva all’__________), ha disposto una serie di esami da parte di medici
esterni. Il PP ha già preannunciato che, a dipendenza dell’esito degli esami in
discussione, egli provvederà a dar seguito alle indicazioni mediche in merito
alla collocazione di __________ ed in merito alle eventuali indicazioni circa
le modalità di detenzione, ciò compatibilmente con le strutture esistenti
(preavviso pag. 2).

 

 

2.

 

 

Con l’istanza in discussione,
invero assai scarna priva di una qualsiasi motivazione e limitata
all’invocazione delle condizioni di salute dell’accusato ed all’assenza di
motivi istruttori sufficienti, la difesa postula la concessione della libertà
provvisoria.

 

Dal canto suo il magistrato
d’accusa, fatta la premessa relativa alle condizioni di salute di __________ ed
indicata l’esistenza di suo ordine di visita da parte di un cardiologo e di uno
psichiatra con l’impegno a seguire le indicazioni che gli specialisti
forniranno, rileva il sussistere di un concreto rischio di collusione e di
inquinamento delle prove. Per il PP ad impedire la liberazione concorrono anche
motivi di ordine pubblico. Secondo il magistrato d’accusa l’enorme portata
della vicenda, la necessità di sentire numerose persone e procedere al
completamento dell’esame della documentazione sequestrata, la necessità di
identificare e sentire numerosi pazienti che hanno svolto un ruolo attivo nelle
malversazioni rimproverate all’accusato (ruolo consapevole o meno) 

impongono il mantenimento della detenzione preventiva. Data la posizione di __________,
datore di lavoro, lume scientifico e proprietario delle cliniche, il magistrato
ravvede inoltre il rischio di pressione facilmente esercitabile dall’accusato
su coloro che già sono stati sentiti e la cui deposizione va ancora
dettagliatamente approfondita e verificata rispettivamente confrontata con la
posizione di __________, che spesso contesta dette chiamate in correità e
deposizioni.

 

Alla difesa é stata offerta la
possibilità di formulare contro osservazioni. Con scritto di data 26 febbraio
1999 il legale dell’accusato ha ribadito l’assenza di concrete esigenze
istruttorie e di rischio di inquinamento probatorio. Nello scritto difensivo si
rammentano le condizioni di salute del paziente (che comunque viene
convenientemente seguito presso l’__________) e la necessità di liberazione
dello stesso.

 

 

3.

 

 

Alle parti il diritto che regge
la materia é noto, basti qui ricordare che l'art. 95 CPP - corrispondente
all'art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali i bisogni dell'istruzione, il pericolo di fuga e
quello di recidiva (senza dimenticare che l'arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell'istruttoria, ma anche ad assicurare
la presenza dell'accusato al processo e a garantire l'eventuale espiazione
della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993
del Tribunale federale in re A.H., 1P 477/1993, consid. 3). L'eccezione della
cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in
una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in
corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza
della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -,
ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986
pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta
la restrizione della  libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle
indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

 

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

 

 

 

 

 

4.

 

 

Come rilevato in entrata
l’istanza in discussione appare assolutamente carente nella sua motivazione ed
appare invero irricevibile. Alla difesa é noto come le istanze e le impugnative
debbano essere convenientemente motivate per consentire alle parti interessate
ed all’autorità adita di prendere adeguata posizione rispettivamente decisione
(in questo senso GIAR 28 giugno 1994 in re BT 263.94.2, GIAR 16 marzo 1994
192.94.1 e 18 marzo 1994 230.94.1 si veda anche CRP 339/89 24 gennaio 1990 in
re FP, CRP 76/93 30 agosto 1993 in re V.). Nel caso di specie l’istanza si
limita ad invocare - oltre alle ragioni mediche ricordate - carenza del
presupposto delle necessità istruttorie. L’istanza in discussione va comunque
respinta nel merito ed un esame di merito va comunque affrontato al fine di
evitare inutile nuova formulazione dell’istanza ed inutile procedura a breve
termine a fronte di declaratoria di irricevibilità.

 

La diligente difesa non ha posto
in discussione il sussistere di concreti e gravi indizi per le ipotesi
accusatorie formulate dal PP. Si ricorda qui che le ipotesi accusatorie ed i
fatti rimproverati sono di inusuale gravità sia per la sistematicità con la
quale l’accusato avrebbe agito, sia per la durata temporale, sia per la continuità
delle azioni ritenute delittuose.

 

A carico di __________ sussistono
gravi e concreti indizi per i reati di truffa ripetuta e falsità in documenti
ripetuta commessa in correità con terzi. Ad oggi il magistrato d’accusa ha
promosso l’accusa nei confronti di altre 8 persone e numerosissime sono le
persone indiziate di reato la cui posizione é al vaglio dell’inquirente. I
gravi indizi di reato consistono negli accertamenti preliminari messi in atto
dal dott. __________ e sono facilmente deducibili dal citato rapporto
intermedio dello stesso, vi sono poi le numerose chiamate in correità agli
atti, basti qui ricordare le deposizioni rese dai medici che con __________
hanno collaborato, si pensi al dott. __________ - già messo a confronto con
l’accusato - rispettivamente il dott. __________, basti citare le deposizioni
di __________, delle dott. __________ e __________, le deposizioni di __________
per non citarne che alcune. Stralci di dette deposizioni sono stati prospettati
all’accusato il quale ha solo in parte ammesso le sue responsabilità
contestando - a tratti vivacemente - il dire dei chiamanti in causa. Si
ribadisce qui che le ammissioni dell’accusato sono state spesso accompagnate
dalla precisazione di una consapevolezza acquisita solo dopo l’intervento della
magistratura.

 

Si tratta di elementi oggettivi,
ancora comunque al vaglio degli inquirenti (esame delle cartelle mediche
sequestrate), e deposizioni univoche e significative accompagnate da parziali
ammissioni dell’accusato stesso. Si ha quindi il sussistere di concreti e seri
indizi di reato tali da giustificare il mantenimento della detenzione
preventiva.

 

 

 

 

 

5.

 

 

Anche dal profilo delle necessità
istruttorie, del rischio di collusione e dell'inquinamento delle prove
l'istanza va respinta, in effetti il sussistere di detti elementi appare
particolarmente manifesto tanto da rendere l’istanza in discussione ai limiti
della temerarietà.

 

Come già ricordato nella
decisione 24 dicembre 1998, che su tale punto appare ancora attuale:

 

“... dalla lettura dei numerosi verbali
di interrogatorio resi sin qui (e solo in parte contestati all'accusato)
risultano indicati nomi di persone la cui audizione appare di rilievo per la
ricostruzione dei fatti oggetto di indagine, si pensi a persone già dipendenti
delle cliniche che oggi svolgono altra attività lavorativa. Dette persone non
sono ancora tutte state sentite, nonostante l'enorme mole di lavoro svolto
dagli inquirenti, ed occorre permettere al magistrato d'accusa di provvedere
alla bisogna compatibilmente anche con le emergenze della perquisizione
dettagliata delle cartelle mediche attualmente in atto.

 

Nei confronti di tali persone, che per
l'esistenza di concreto rischio di inquinamento probatorio non vanno qui
indicate nominativamente, esiste una forte probabilità di pressione e quindi
concreto rischio di inquinamento probatorio.

 

Visti i rapporti di chiara dipendenza sia
dei collaboratori dell'accusato e di società facenti capo allo stesso, ma
soprattutto per ragioni di dipendenza psicologica, dei pazienti - la cui
posizione va comunque vagliata a dipendenza dei riscontri che il medico legale
sta operando -, il rischio di collusione appare più che concreto. Ciò a maggior
ragione se si pon mente al fatto che __________ ha fatto sì ammissioni al
magistrato d'accusa ma ciò è avvenuto unicamente a seguito di precise
contestazioni ed è avvenuto con professione di sostanziale errore.”

 

 

Ancora nella decisione citata si
ricordava come:

 

 

 

 

 

“Non v'è chi non veda quindi la necessità
di procedere all'audizione dei pazienti con verifica dei dati che le CM sono
chiamate a fornire al magistrato d'accusa. Il tutto senza rischio di
inquinamento probatorio e di collusione con i vari pazienti.

 

Nell'ambito del capitolo "pazienti
vaganti" o "fantasmi", ossia pazienti solo fatturati ma non
presenti in clinica, l'indagine condotta dal magistrato d'accusa tende - con la
verifica delle cartelle cliniche - in particolare alla loro completa
identificazione e successiva audizione al fine di valutarne la posizione. Ciò
deve potere avvenire senza diretto, e concretamente prospettabile, intervento
di __________, intervento facilmente attuabile in caso di liberazione
dell'accusato, ...

 

Analogo ragionamento vale per le
ulteriori ipotesi di reato prospettate dal magistrato d'accusa. Si pensi in
particolare alle fatturazioni per prestazioni offerte presso lo studio (con
esposizione di tempi complessivi per giornata che, sommati, superano le ore del
giorno stesso) ed a quanto avvenuto con specifico riferimento alle ricerche
intraprese con le case farmaceutiche.

Significativi appaiono, in questo senso,
i verbali __________ e __________ con la necessità di procedere a nuove ed
approfondite audizioni di altre persone su tale specifico punto. Appare poi
necessario recuperare - per quanto possibile - le cartelle mediche dei pazienti
inseriti artificiosamente nei protocolli di ricerca mediante falsificazione
delle cartelle rispettivamente dei dati dell'anamnesi ed ancora con indicazioni
inveritiere quo ai farmaci prescritti ed assunti.”

 

A rafforzare il rischio concreto di
collusione ed inquinamento probatorio vi sono, come anticipato, i rapporti tra
l'accusato e le persone interrogate in corso di istruttoria. Significativo del
rapporto di subordinazione esistente grazie al quale l'accusato otteneva la
collaborazione di terzi nelle sue attività ritenute illecite é, a titolo
d'esempio, il dire di __________ che ricorda come "era per me tuttavia
chiaro, che se non rispettavo queste indicazioni... perdevo il posto" (verb.
PP 2.12.1998) ed ancora il 

recentissimo verbale del dott. __________ (verb. Polizia 22.12.1998 ore 11.10,
pag. 2) secondo cui il dott. __________, con riferimento a "procedure poco
corrette" riferite a "pazienti non presenti in clinica", gestiva
in generale "questi pazienti" ed aggiunge che __________ "...
subiva l'influenza del dott. __________ nella peggiore delle accezioni. In
pratica lui faceva tutto quello che gli chiedeva __________".

 

D'altra parte anche __________ ricorda le
"pressioni che egli" (__________) "esercitava sul nostro capo
clinica" e ricorda come, nell'ambito della c.d. ricerca "abbiamo
fatto sparire dalla clinica tutta la documentazione medica di questi pazienti i
cui dati anamnestici erano stati manipolati".

Sempre per quanto attiene alle pressioni
esercitate dall'accusato si veda ancora il verbale __________ 16.12.1998
contestato all'accusato che nega la circostanza (v. verb. PP 17.12.1998, pag.
6).”

 

 

Come ricordato nella decisione 24
dicembre scorso anche per l’aspetto delle ricerche mediche, che oggi appare indubbiamente
più esteso rispetto a quanto appariva nel corso del mese di dicembre, vanno
approntati accertamenti ed interrogatori che non debbono essere in alcun modo
inquinati come invece potrebbe facilmente fare l’accusato.

 

Delle numerosissime persone interrogate
molte ancora debbono essere chiamate a deporre in particolare dinanzi al
magistrato d’accusa, fornendo precisazioni e dettagli in merito all’attività
svolta in particolare quella “irregolare”. A ragione il PP ricorda come molte
deposizioni iniziali abbiano avuto quale scopo quello di raccogliere quante più
informazioni possibile con necessità ora di approfondimento, verifica e
successivo confronto con l’accusato. Questi, come detto, confrontato con il
dire di numerosi interrogati, ha negato o comunque mitigato la sua posizione
spesso ricordando autonome decisioni del personale che così agiva per
compiacerlo, ciò ad indebito profitto del solo __________. L’esistenza di
rapporto di dipendenza, si pensi al fatto che __________ ed altri sono ancora dipendenti
delle cliniche di cui l’accusato é azionista, é sufficientemente accertato come
detto più sopra e come noto all’accusato per le contestazioni mosse dal PP.

 

Il rischio di intervento, ed anzi
la probabilità di un intervento dell’accusato nei confronti di personale medico
che amministrativo che é stato chiamato a deporre e ciò al fine di ottenerne
rettifica o mitigazione della sua posizione, 

appare evidente. Non solo. Già si é detto che compito del dott. __________ é
quello di vagliare, possibilmente in tempi brevi, le cartelle mediche
sequestrate per identificare i pazienti che hanno consapevolmente, od
inconsapevolmente, collaborato con l’accusato sia per quanto attiene alle
ricerche sia per le ulteriori ipotesi di malversazioni. Nei confronti di questi
pazienti, in particolare per il loro presumibile stato psicologico e per la
loro dipendenza dal dott. __________ (e la paziente __________ non é che un
esempio con il suo intervento sul giornale), una collusione appare possibile ed
anzi probabile.

 

A proposito dello stato di
dipendenza dei collaboratori si ricordava nella decisione 24 dicembre 1998
citata come:

 

“Ciò comporta un elevato rischio di
collusione soprattutto laddove i fatti appaiono contestati ed un
approfondimento istruttorio si impone a fronte dei gravi indizi esistenti.”

 

D'altra parte, come rileva il
verbale __________, vengono posti in evidenza situazioni riferite all'AI ed
all'esonero dal servizio militare, situazioni che impongono accertamenti
puntuali e senza inquinamento possibile mediante l'assunzione testimoniale
degli interessati e l'acquisizione di documenti.

 

Non solo, come già ritenuto nella
decisione 24 dicembre 1998, anche per ciò che concerne il pagamento da parte
dell’accusato della quota del 10 % delle fatture a carico del paziente va
evidenziata l’esigenza di approfondimento ritenuta l’ipotesi di precedente
aggravio della fattura, d’altro canto va anche approfondito l’aspetto
dell’indicazione in sede di fatturazione di terapie farmacologiche in realtà
non prestate in sostituzione di prestazioni fisioterapeutiche non coperte dalle
casse malati.

 

A ragione poi il PP evidenzia
come l’approfondimento delle indagini e la successiva scoperta di nuove
modalità operative ha accentuato l’esigenza di una raccolta di prove senza
rischio di inquinamento da un lato e senza possibile intervento dell’accusato
nei confronti delle persone sentite o da sentire. Occorre qui ancora citare la
decisione 24 dicembre ricordata, circa il rischio di collusione, ancora
attuale:

 

“Va ... evidenziato anche se quanto
precede abbondantemente basta, come __________ ritenga le deposizioni contro di
lui raccolte dagli inquirenti piene di acredine e “talmente univoche da farmi
pensare essere state concordate o discusse”, si tratta di atteggiamento che non
può non essere ritenuto nella valutazione di un concreto rischio di
collusione.”

 

 

 

 

 

 

come d’altra parte indica il
magistrato d’accusa nel suo preavviso.

 

Va riservata quindi la necessità
di procedere a tutte le audizioni ancora necessarie senza rischio di intervento
dell’accusato, probabile in caso di sua liberazione, e va riservata la
possibilità di approfondire le audizioni già in atti con la raccolta dei
necessari dettagli. Va poi riservata la possibilità - d’altra parte sollecitata
dallo stesso accusato - di procedere a tutta una serie di verbali a confronto
che l’inchiesta rileva come necessari anche a fronte dell’atteggiamento assunto
dall’accusato che contesta perlomeno parte degli addebiti mossi. La detenzione
preventiva non serve per ottenere la confessione dell’accusato, questo fatto é
ampiamente noto al magistrato d’accusa, ma deve impedire che l’accusato libero
possa influenzare la raccolta delle prove. L’assenza di ammissione od il
contrasto di posizione tra l’accusato ed altri indagati od accusati impone
quindi la verbalizzazione a confronto al fine di chiarimento delle posizioni ed
accertamento dei fatti.

 

Si tratta, senza ombra di dubbio,
di necessità istruttorie tali da impedire la concessione della libertà
provvisoria all'accusato, necessità che appaiono evidenti dagli atti cui
l'accusato ha avuto solo parziale accesso.

 

 

6.

 

 

Come già ricordato nella
decisione, più volte citata, del 24 dicembre scorso

 

“il carcere preventivo deve essere
rispettoso del principio di proporzionalità. In particolare, per costante
prassi del Tribunale Federale, viola il principio di proporzionalità la
detenzione che dura oltre la prevedibile pena in caso di giudizio di condanna.
Nel caso concreto, tale limite appare ben lungi dall’essere raggiunto alla luce
della particolare gravità dei reati rimproverati a persona che, per formazione
e per il ruolo svolto (con implicazioni pubbliche), avrebbe agito con una
sistematica inusuale e conseguendo illeciti profitti per importi rilevanti. A
fronte delle ipotesi citate, viste le condizioni personali dell’accusato e
ritenuta quindi la possibile inflizione di pena ferma in caso di giudizio di
condanna, la detenzione preventiva sin qui subita, e quella che ancora appare
necessaria per potere chiarire sostanzialmente i fatti, appare più che
ampiamente rispettosa del principio di proporzionalità. ... 

l’inchiesta a suo carico si rileva complessa ed articolata e la collaborazione
offerta, pur dando atto di talune ammissioni, non appare spontanea e,
soprattutto, completa ... “

 

Questi rilievi appaiono ancora
del tutto attuali oggi a tre mesi dall’inizio della detenzione preventiva, ciò
anche considerando il particolare stato di salute dell’accusato ed il fatto che
egli, personaggio noto, possa soffrire particolarmente la detenzione preventiva
comunque subita in una struttura sanitaria. La detenzione sin qui subita, e
quella ancora prevedibile, che - alla luce delle risultanze istruttorie sin qui
acquisite - non appare di breve durata, é rispettosa del principio di proporzionalità.
Va comunque ricordato al magistrato d’accusa - cui va dato atto di impegno e
solerzia nella trattazione del caso di specie - il principio di celerità nella
conduzione di inchieste che vedono coinvolte persone private della loro
libertà.

 

 

7.

 

 

Alla luce di quanto precede
l’istanza va quindi respinta senza che questo giudice debba ulteriormente
analizzare il sussistere di particolari motivi d’ordine pubblico invocati dal
magistrato d’accusa.

 

Non può essere sottaciuta in
questa sede la situazione di salute dell’accusato cui tutte le parti, compreso
il magistrato d’accusa, appaiono particolarmente sensibili. __________ ha perso
20 Kg di peso, come ricorda il dott. __________ nel suo referto medico del 16
febbraio 1999, vi é un rischio suicidale e vi sono complicazioni cardiache.
L’aspetto della salute dell’accusato non può comunque essere valutato dal PP
rispettivamente dal GIAR nell’ottica dell’esame cui essi sono preposti. La
detenzione preventiva, giuridicamente, deve durare poiché tutti i presupposti
sono dati nel caso di specie. Come rettamente ricorda il PP é compito dei
medici analizzare la carcerabilità dell’accusato, ossia se egli possa essere
trattenuto presso una struttura penitenziaria o meno. Compito loro, in caso di
impossibilità ad incarcerare l’accusato, di valutare se egli debba subire la
detenzione preventiva in un ospedale, eventualmente quale ed eventualmente
ancora con quali particolari condizioni, il tutto per potere curare al meglio
la cardiopatia dell’accusato (che comunque a casa non potrebbe ottenere cure
migliori rispetto a quelle ottenibili in un ospedale) e per potere curare al
meglio lo stato ansioso depressivo in cui versa. Si prende atto del fatto che
il PP ha ordinato, in tempi del tutto contenuti e come desiderato dai dott.ri __________
e __________ (e non come sostenuto dalla difesa per altri motivi), un esame
medico da parte di un cardiologo e di uno psichiatra. Si da atto al magistrato
d’accusa del suo impegno, a dipendenza delle risultanze degli esami ordinati,
di dar seguito alle indicazioni dei medici e 

di collocare l’accusato nella struttura più idonea possibile e di adottare
quegli accorgimenti circa le modalità della detenzione preventiva che verranno
suggeriti dagli esperti ciò compatibilmente con le strutture esistenti.

 

L’istanza va quindi respinta
senza carico di tassa di giustizia e spese. L’accusato ed il suo difensore sono
avvertiti del diritto di ricorrere alla Camera dei Ricorsi Penali del Tribunale
di Appello nel termine di dieci giorni dall’intimazione della presente.

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli articoli
menzionati e gli art. 107 e 108 nonché 284 cpv. 1 lett. a) CPP;

 

 

 

decreta

 

 

 

1.   Nella
misura in cui è ricevibile l'istanza di libertà provvisoria 23 febbraio 1999 é
respinta.

 

 

2.   Non
si percepiscono tasse e spese.

 

 

3.   Avverso
la presente decisione é data facoltà di ricorso alla Camera dei Ricorsi Penali
del Tribunale di Appello nel termine di dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.   Intimazione:

-    
all’accusato __________, per il tramite del patrocinatore avv. __________;

-    
all’avv. __________o;

-    
al PP avv. __________, con gli atti di ritorno.

 

 

 

 

 

 

                                                                                     giudice
Ivano Ranzanici