# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8b3cb136-15ed-5074-9282-67f61305dab6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-11-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 15.11.2001 INC.2001.38904
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-38904_2001-11-15.html

## Full Text

N. 389.2001.4 M                                                        Lugano,
15 novembre 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

Luca Marazzi

 

 

sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
inoltrata in data 9 novembre 2001 da

__________,                                    __________(difesa
d’ufficio dall’avv. __________)

 

e trasmessa
in data 12/13 novembre 2001 con preavviso negativo dal Procuratore Pubblico
avv. Arturo Garzoni;

concesso
all’accusata istante, con ordinanza 13 novembre 2001, di formulare osservazioni
al preavviso negativo del magistrato inquirente, e letto l’allegato 13 novembre
2001;

letti ed
esaminati gli atti dell’inc. MP __________;

ritenuto 

in fatto:

A.

__________ e __________
sono stati arrestati in uscita dalla Svizzera, in data 25 luglio 2001,
sospettati di riciclaggio di denaro (v., più in esteso, decisione 9 agosto 2001
sulla prima istanza di libertà provvisoria di __________, inc. Giar 390.2001.2
consid. B p. 2). In data 26 luglio 2001, questo giudice ha confermato l’arresto
di entrambi gli accusati, con contestuale intimazione della promozione
dell’accusa per quel titolo di reato; l’accusa è stata successivamente estesa
ai titoli di estorsione (sub. coazione) con notifica a verbale MP 22 agosto
2001 ore 14.00, ed ai titoli di riciclaggio aggravato e falsità in documenti
con decisione 27 agosto 2001 (v. preavviso negativo 27 agosto 2001, inc. Giar
389.2001.2 doc. 1 p. 1)(come qui, già in decisione 30 agosto 2001 sulla prima
istanza di libertà provvisoria dell’accusata, inc. Giar 389.2001.2, consid. A).

Una prima
istanza 24 agosto 2001 è stata respinta con decisione 30 agosto 2001 (cit.),
per sussistenza di necessità d’inchiesta, pericolo di collusione e di fuga.

 

B.

L’accusata
istante ripropone ora la richiesta di essere messa in libertà provvisoria (v. istanza
9 novembre 2001, inc. Giar 389.2001.4 doc. 1), fondandola essenzialmente sulla
pretesa inesistenza di indizi di colpevolezza a suo carico (loc. cit., pto. 5.3
p. 3-5), di pericolo di collusione (loc. cit., pto. 7 p. 8-9) e di pericolo di
fuga (loc. cit., pto. 5.4 p. 5), quest’ultimo oltretutto mitigato dalla
maggiore severità con la quale la __________ punirebbe il reato di riciclaggio
(loc. cit., pti. 5.4.1-5.4.4 p. 5-6).

 

C.

Il
Procuratore Pubblico, riassunti gli indizi di colpevolezza e riaffermata
l‘esistenza di ulteriori necessità istruttorie (v. preavviso negativo 12/13
novembre 2001, inc. Giar 389.2001.4 doc. 2 p. 1-2), rammentata l’avvenuta
concessione della libertà provvisoria al coaccusato __________ previa
versamento di una cauzione, si dice disposto a procedere nel medesimo modo con
l’accusata istante (loc. cit., p. 3).

 

D.

Con
osservazioni 13 novembre 2001 (inc. Giar 389.2001.4 doc. 4), l’accusata istante
– ribadita la propria innocenza e preso atto della possibilità di una sua messa
in libertà provvisoria contro versamento di una cauzione (loc. cit., p. 1-2) –
disquisisce essenzialmente solo sull’entità della prospettata cauzione.

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza:
v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., inc. GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al
cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà,
consente al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere
preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di
recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare
la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione
della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993
del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep. 132 [1999] n.
116).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) –
ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986
pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la
Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep.
1980 pag. 128).

 

2.

a)        Con la verosimiglianza sufficiente a questo stadio del
procedimento ed in questa sede, si può con tranquillità concludere per la
presenza di seri e concreti indizi di colpevolezza a carico di __________, e
relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti inquisiti. Ella risulta infatti
essere l’intestataria formale di tutte le relazioni bancarie che hanno ospitato
i fondi poi confluiti nella società __________ (v. rapporto preliminare 19/2001
27 agosto 2001 dell’équipe finanziaria del MP, agli atti MP s.n., pto. 3.3 p.
3, e allegati; v. ora rapporto finale 9 ottobre 2001 dell’Equipe finanziaria,
all’inc. MP in classatore separato, pto. 3.1 e allegato 1). Si dice, in verità,
anche effettiva avente diritto economico di tali attivi (v. verbale MP __________
del 22 agosto 2001, ore 14.00, passim, in specie p. 3 in fine): ma
sull’origine di tale denaro l’accusata non solo non ha saputo fornire prova
documentale alcuna, ma anzi ha fornito molteplici, contraddittorie spiegazioni
(parlando prima del reddito di attività sportiva, poi di una clinica dentaria,
infine di una propria attività quale prostituta di lusso, v. ad es. verbale MP
22 agosto 2001 ore 14.00, p. 5, 7).

b)        Così si esprimeva, verbatim, questo medesimo giudice
in sede di decisione 30 agosto 2001 (cit., consid. 3 p. 4), e così ritiene di
doversi esprimere oggi: in primo luogo, la effettiva (e non solo nominale)
titolarità degli importi in discussione millantata da __________ appare
incompatibile con le prove raccolte circa il deposito delle prime somme di
denaro, effettuato personalmente da __________ sul conto aperto originariamente
presso la __________ di __________. In secondo luogo, le spiegazioni che
l’accusata istante ha fornito sull’origine dei suoi (pretesi) risparmi sono col
tempo divenute sempre più contorte, contraddittorie ed inverosimili. Dati tali
presupposti, che __________ protesti la propria innocenza (v. istanza, cit.,
pto. 5.3 p. 3-4) è semplicemente fuorviante: almeno, lo fa senza troppa
convinzione, sorvolando elegantemente proprio sulle questioni più ostiche quali,
appunto, l’origine dei fondi (loc. cit., pto. 5.3 p. 4).

 

3.

a)        Unica, concreta necessità istruttoria indubbiamente non
ancora evasa è la rogatoria rivolta alle autorità __________ in data 12
settembre 2001 (inc. MP doc. 130 e 131). Si tratta, a non dubitarne, di misura
istruttoria indispensabile per ricostruire quel nesso fra le operazioni di
riciclaggio imputate all’accusata istante ed i reati a monte, riconducibili a __________
– nesso sino ad oggi soltanto presunto, e contestato con veemenza da __________
(v. istanza, cit., pto. 2 p. 1 e pto. 5.3 p. 3-4). Va da sé che la
documentazione acquisita per quella strada dovrà poi essere vagliata e
sottoposta agli accusati, e che da quelle audizioni potrebbero scaturire
ulteriori quesiti bisognosi di approfondimento.

Non basta,
tuttavia, che vi siano ancora passi istruttori da esperire. Il mantenimento
della carcerazione preventiva dell’accusato è giustificato soltanto se – e
nella misura in cui – la prematura rimessa in libertà di lui possa essere di
nocumento proprio nell’ottica dell’assunzione delle prove che ancora mancano.
Si è soliti parlare, in questo contesto, di pericolo di collusione, quando è
lecito temere l’intervento dell’accusato su terze persone (siano esse correi,
parti lese o semplici testi), mentre il termine più ampio di inquinamento delle
prove sta ad indicare altri atteggiamenti suscettibili di falsare l’assetto
probatorio, come la soppressione o l’alterazione di mezzi di prova eccetera
(come qui, verbatim, v. decisione 2 agosto 2001 in re A., inc. Giar
23.2001.8 consid. 3b p. 5).

b)        In linea di principio non si possono che confermare le
considerazioni già proposte in occasione della precedente decisione sulla
libertà provvisoria dell’accusata istante (v. decisione 30 agosto 2001, cit.,
consid. 4b p. 6). E se il pericolo di collusione può essere diminuito nei
confronti di persone residenti in Svizzera, in considerazione degli
interrogatori e dei confronti nel frattempo effettuati, esso resta teoricamente
acuto nei confronti di quelle residenti in __________, segnatamente il più
volte menzionato __________, ma pure quell’__________ cui vengono attribuiti
ruoli di uomo di paglia gestito dal coaccusato __________.

c)         A oltre tre mesi dall’arresto è giustificato, tuttavia,
chiedersi se nel frattempo le persone residenti in __________ e potenzialmente
interessanti per l’inchiesta non conoscano ormai in ogni dettaglio il tenore
delle dichiarazioni dei due accusati qui detenuti, e se l’ulteriore
mantenimento della carcerazione preventiva dei medesimi sia giustificato
nell’incerta prospettiva di evasione della commissione rogatoria. In risposta
alla prima domanda si può solo presumere che se davvero esiste la pericolosa
organizzazione criminale facente capo a __________, è verosimile che nel
frattempo il vertice della medesima abbia saputo acquisire le informazioni di
cui necessitava per preparare eventuali interrogatori in termini che non
contraddicessero le versioni fornite qui dai due accusati.

Per quanto è
della seconda domanda, corrisponde a costante giurisprudenza di questo Ufficio
che “eventuali eccessive lungaggini nell’evasione di una rogatoria non devono
andare di principio a detrimento dell’accusato in detenzione preventiva [...]”
(sic in decisione 18 ottobre 2001 in re R., inc. Giar 664.2000.3 consid.
5a; come qui, in germe, già decisione 19 agosto 1999 in re L., inc. 386.99.9
consid. 4d), soprattutto quando precipuo interesse per un sollecito avanzamento
dell’inchiesta dovrebbe averlo proprio il Paese richiesto. Secondariamente, va
pure rilevato che con la rogatoria non sono stati chiesti nuovi passi
istruttori, bensì unicamente l’acquisizione di documentazione attinente
precedenti inchieste a carico dei fratelli __________, forse già concluse (v.
commissione rogatoria 12 settembre 2001, inc. MP doc. 131, pto. 3 p. 3):
dunque, si tratta di documentazione che difficilmente potrebbe venire alterata
in caso di concessione della libertà provvisoria all’accusata istante.

 

4.

a)        Il pericolo di fuga, per giustificare la carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire il carattere di una certa
probabilità: in altri termini si ammette siffatto pericolo quando l’accusato,
fosse posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al
perseguimento penale e all’esecuzione della pena. La gravità della presumibile
pena, di per sé, non basta a motivare la carcerazione preventiva; piuttosto,
l’insieme delle circostanze, quali il carattere dell’interessato, la sua
morale, i suoi legami familiari, l’assenza di un domicilio fisso, la sua professione,
la sua situazione finanziaria e le sue risorse economiche, deve essere valutato
e vanno accertati motivi concreti che rendano la fuga non solo possibile, ma
probabile (così verbatim DTF 19 gennaio 1999 in re G.S., consid. 5a p.
7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69 consid. 4).

b)        Come già rilevato in occasione della precedente decisione su
istanza di libertà provvisoria (v. decisione 30 agosto 2001, cit., consid. 5b
p. 7), “__________ non ha legame alcuno con la Svizzera. Anzi, tutti i suoi
interessi (familiari, affettivi e personali) portano in __________, paese di
cui lei possiede la cittadinanza (ragione per cui non sarebbe estradabile)”.
L’affermazione secondo la quale all’accusata istante non converrebbe comunque
sottrarsi al procedimento svizzero, ritenuto come nel suo Paese il reato di
riciclaggio sia perseguito ben più duramente (v. istanza, cit., pti.
5.4.1-5.4.4 p. 5-6), non è comprovata in alcun modo (ma non è neppure
contestata dalla pubblica accusa). Tuttavia, se in precedenza l’adozione di misure
sostitutive quali la liberazione su cauzione aveva dovuto essere esclusa per la
concomitante presenza di pericolo di inquinamento delle prove e di collusione,
l’evoluzione dell’incarto nel senso indicato sopra (consid. 3c) permette di
riconsiderare tale prospettiva, tenuto soprattutto conto dell’asserito
interesse dell’accusata a tenersi a disposizione delle autorità svizzere.

c)         L’entità della cauzione deve essere determinata soprattutto
in relazione alla gravità del reato e all’importanza del pericolo di fuga.
Occorre pure (entro certi limiti) considerare la situazione economica
dell’accusato e/o delle persone eventualmente chiamate a prestare cauzione (DTF
105 Ia 186; SemJud 1981 p. 389 e relative citazioni; Niklaus Schmid,
Strafprozessrecht, 3. Aufl. Zürich 1997, margin. 719; Andreas
Donatsch/Niklaus Schmid, Kommentar zur Strafprozessordnung des Kantons
Zürich, Zürich 2000, note 21 a 23 ad § 73 StPO). Spetta all’accusato, e
a chi è disposto ad intervenire, fornire i necessari elementi per una corretta
e completa valutazione della situazione (SemJud 1980, p. 181 e 586).

d)        Nel caso di specie, non vi sono informazioni attendibili
sulla situazione economica dell’accusata istante – e ciò principalmente perché
ella medesima si è trincerata dietro la millantata titolarità dei beni
rinvenuti in Svizzera nel corso dell’inchiesta, pur di non dover ammettere
l’effettiva loro pertinenza di __________. D’altra parte, in sede di
osservazioni (cit.) e con la successiva comunicazione fax del 13 novembre 2001
(inc. Giar 389.2001.4 doc. 6) __________ ha espressamente dato il suo accordo
per la prestazione di una cauzione di entità massima pari a quella richiesta
dal Procuratore Pubblico in sede di preavviso negativo. Quanto all’importo
proposto dal magistrato inquirente, esso appare commisurato all’entità
oggettiva del reato principale imputato all’accusata istante (riciclaggio per
oltre fr. 2,2 mio), tenuto conto del suo presumibile ruolo di prestanome: a
titolo di paragone, il coaccusato __________ – verosimilmente la mente grigia
dell’operazione di riciclaggio in Svizzera – è stato posto in libertà
provvisoria contro versamento di una cauzione di fr. 150'000.—, mentre in altra
recente decisione (26 ottobre 2001 in re A., inc. Giar 529.2001.2) una persona
accusata di truffa ed altri reati patrimoniali per un importo di circa fr. 1,4
mio è stata posta in libertà provvisoria contro versamento di una cauzione pari
a fr. 100'000.—.

La cauzione
stabilita potrà essere versata dall’accusata medesima o da terzi (art. 111 cpv.
2, 111 cpv. 3 e contrario CPP), ovviamente senza attingere a denaro
sequestrato o comunque di illecita provenienza.

 

5.

In conclusione, alla luce di quanto sopra esposto si deve
concludere che nei confronti di __________ sono dati gravi indizi di
colpevolezza, come all’originaria promozione d’accusa ed alla successiva
estensione. Sussiste inoltre concreto pericolo di fuga.

Quest’ultimo
può essere validamente limitato tramite prestazione di adeguata cauzione, che
viene fissata in fr. 100'000.—.

*   *   *

 

Per i quali
motivi

visti gli
artt. 95 ss., 107 s., 110 s. e 279 ss. CPP

d e c i d e :

1.      L’istanza
di libertà provvisoria inoltrata in data 9 novembre 2001 da __________ è
accolta.

§   Di conseguenza, __________
è posta in libertà provvisoria previo versamento di una cauzione dell’importo
di frs. 100'000.— (franchi svizzeri centomila) presso il Ministero Pubblico,
Lugano.

2.      Non
si prelevano tassa né spese di giustizia.

3.      Contro
la presente decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi
penali del Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.     
Intimazione:

giudice Luca Marazzi