# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4ec2abd1-ffc4-5558-8036-393f5659d130
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-04-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.04.2024 32.2023.116
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2023-116_2024-04-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  32.2023.116

   

  PC/sc

  	
  Lugano

  29 aprile 2024               

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, cancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 ottobre 2023 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 28 settembre 2023 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  RI 1, nato il __________ 1980, di
formazione impiegato di commercio (con attestato federale di capacità,
rilasciato l’8 luglio 2004) e gerente (con certificato di capacità per
esercenti, Tipo I, rilasciato il 27 giugno 2008), di professione “__________”
(venditore/rappresentante) presso __________ a __________ al 100% dal 1° aprile
2008 al 30 settembre 2012, in malattia al 100% dal 17 aprile 2012, il 27
ottobre 2012 ha inoltrato una richiesta di prestazioni AI per adulti,
giustificata da “Depressione, ansia”, indicando che “già dal 1997 si
sono verificati i primi sintomi”.

 

                                  Dopo avere acquisito agli atti
l’incarto LAMal ed esperiti gli accertamenti medici ed economici del caso, l’Ufficio
assicurazione invalidità (di seguito: UAI) con decisione del 10 novembre 2014
(preavvisata il 1° ottobre 2014), ha rifiutato all'assicurato il diritto a
prestazioni AI, rilevando quanto segue: “(…) Per concludere, considerati
giustificati unicamente i periodi di incapacità sopraccitati, non vi è alcun
diritto a rendita in quanto il periodo è inferiore all’anno di attesa, come
dettato dall’art. 28 cpv.1 lett. b LAI.” 

Questa decisione è cresciuta incontestata in giudicato.

(cfr. STCA 32.2020.42 del 21 dicembre 2020, consid. 1.1).

                          1.2.  Il 22 novembre 2018 RI 1, attivo al
100% quale venditore indipendente d’auto d’occasione presso la “__________m” di __________ dal 1° febbraio 2015,
inabile al lavoro al 100% a causa di un infortunio occorsogli il 18 dicembre
2017, ha inoltrato una nuova domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI
per adulti, giustificata come segue “Sono stato vittima di un incidente
durante il tempo lavorativo e ho subito un trauma cranio cervicale e
consecutivo peggioramento del mio stato lombare”, puntualizzando di essere
in cura dal 1° maggio 2018 dal dr. med. __________, specialista FMH in
psichiatria e psicoterapia, per “Disturbi post traumatico”.

Dopo avere acquisito agli atti l’incarto LAINF rispettivamente la perizia
pluridisciplinare (medicina interna, neurologia, psichiatria e reumatologia)
del __________, del 10 settembre 2019 ed esperiti gli ulteriori accertamenti
medici ed economici del caso, l’UAI con decisione del 18 febbraio 2020
(preavvisata il 13 gennaio 2020) ha rifiutato all'assicurato il diritto a
prestazioni AI, a fronte di un grado di invalidità del 17%.

(cfr. STCA 32.2020.42 del 21 dicembre 2020, consid. 1.2, 1.3 e 1.4).

                                 

                          1.3.  Con sentenza 32.2020.42 del 21
dicembre 2020 (pag. 917-969 incarto AI) il TCA ha “accolto ai sensi dei
considerandi” il ricorso inoltrato dall’assicurato, annullando la decisione
e retrocedendo l’incarto all’UAI per l’allestimento - previo aggiornamento
degli atti medici dal profilo psichico e somatico - di una rivalutazione del
caso dal profilo psichiatrico e per l’acquisizione pure di un complemento
peritale reumatologico (rispettivamente, se ritenuto necessario dai periti, una
valutazione peritale di decorso dal profilo reumatologico e/o neurologico) da
parte del __________ (cfr. STCA 32.2020.42 del 21 dicembre 2020, consid. 2.12).

Questa decisione è cresciuta incontestata in giudicato.

                          1.4.  Ritornati gli atti, l’UAI ha esperito
gli ulteriori accertamenti medici ed economici del caso (in particolare,
acquisendo agli atti la perizia pluridisciplinare - in ambito internistico,
neurologico, reumatologico e psichiatrico - del __________ del 19 luglio 2022: pag.
1215-1514 incarto AI). Sulla base delle relative risultanze, l’amministrazione,
con decisione del 28 settembre 2023 (preavvisata il 28 giugno 2023:  pag.
1806-1813 incarto) ha rifiutato all'assicurato il diritto a prestazioni AI, a
fronte di un grado di invalidità del 17.64% dal 1° dicembre 2018 (alla scadenza
dell’anno di attesa) rispettivamente del 7.34% dal 1° aprile 2019 (doc. A2)

                          1.5.   Con tempestivo ricorso del 27
ottobre 2023 l’avv. RA 1 ha postulato l’annullamento della decisione impugnata
e che il suo assistito sia “posto al beneficio di una rendita di ¾ almeno,
sub. dato un grado di invalidità del 20% almeno, l’assicurato è posto al
beneficio di provvedimenti professionali e/o d’integrazione e/o di riqualifica
professionale” (cfr. doc. I, pag. 19).

Sostanzialmente il rappresentante del ricorrente contesta la valutazione medica
ed economica operata dall’amministrazione.

Innanzitutto l’avv. RA 1 ritiene giustificato, anche in questa sede, “chiedere
- come già fatto dinanzi all'UAI con le osservazioni del 4.9.2023 e rimasta
inevasa - la ricusa ex art. 36 LPGA della dr.ssa __________ e che venga
effettuata nuova valutazione peritale ad opera di altro medico.”, dato che
“A ben vedere, e leggere, la dr.ssa __________ non è imparziale, non è
indipendente e la sua - contestata, errata - perizia, palese e ingiuriata base
del progetto di decisione qui impugnato - non deve e non può ritenersi valida
nei modi, nei toni e nell'insieme quale perizia di parte.” e, inoltre, “A
più riprese la Dr.ssa __________ conferma il fatto di non essere in possesso di
tutti i rapporti medici, quantunque gli stessi vengano citati nelle anamnesi e
nella descrizione dell'iter medico del signor RI 1.” (doc. I, pag. 10)  

                                  In secondo luogo l’avv. RA 1
osserva che: 

 

" II signor RI
1, ha altresì riferito di non essersi sentito ascoltato e di ritenersi
denigrato dalle valutazioni peritali, soprattutto quelle di natura psichiatrica,
affermando, in una mail inviata il 4.8.2023 (senza consultarsi con lo
scrivente) ai Dr.i __________ e __________, quanto segue:

"Per me __________ e i
periti del __________ sono solo delle formalità che devono fare un rapporto di
parte e prendere una remunerazione, se una persona sta male, gli stessi
alimentano sempre di più il problema anziché ridurlo, essere valutato tanto per,
con 17 perizie e negando l'evidenza e il problema, io pur essendo consapevole
già a naso ancor prima delle conclusioni peritali del risultato, non ho più
minimamente fiducia nei confronti del __________ con procedure burocratiche e
non, in effetti ai test del Dr. __________, ho risposto testa o croce, a caso,
non sono stato informato a cosa si riferiva il test dunque... anche da lei sono
stato molto vago.”

Questo messaggio, il cui senso e la cui opportunità sono
discutibili, appare rilevante nel contesto delle valutazioni mediche,
soprattutto di natura psichiatrica, illustra bene quanto alto sia e sia stato
al momento della somministrazione dei test e delle valutazioni psichiatriche,
il grado di esasperazione (riteniamo patologico) del signor RI 1.

La questione attiene all'attendibilità delle valutazioni peritali. Si tratta di
un aspetto medico che il perito doveva comunque verificare, rientrando tale
aspetto nelle sue competenze.

Ci si interroga, sulla questione a sapere come mai nell'ambito
della valutazione del test somministrato dal dr. __________ non sia stata
valutata l'attendibilità del risultato - che lo psicologo medesimo espone come
- significativamente superiore al punteggio limite, indicando che "...
l'analisi delle 5 scale di Validità ... rendendo di fatto improbabile
un'accurata interpretazione del protocollo".

Ora, il test, sul cui risultato, evidentemente falsato, i periti
si sono acriticamente adagiati, ha determinato le conclusioni errate del perito
psichiatra.

Del resto, le modalità con le quali l'assicurato ha approcciato il
test in occasione della sua somministrazione potrebbero essere la
manifestazione delle patologie psichiatriche di cui soffre.

Ma nemmeno questa ipotesi è stata valutata dai periti.

Questo approccio superficiale e tendenzioso ha caratterizzato
l'intera perizia che si manifesta come negazione dell'esistenza dei problemi di
salute e le patologie invalidanti di cui soffre l'assicurato.

Si tratta di aspetti rilevanti e significativi che configurano
concreti indizi ai sensi della giurisprudenza, tali da mettere in dubbio
l'affidabilità delle conclusioni mediche (DTF 137 V 210 consid. 6.2.4; 134 V
231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 35).

Ma vi è di più.

Quello che lascia oltremodo perplessi e configura una carenza
inaccettabile, è il fatto che tale comunicazione ai periti __________, non sia
confluita negli atti Al (quantomeno quelli pervenuti allo scrivente in data
5.10.2023). I periti __________ avrebbero quantomeno dovuto informare
l'amministrazione in attesa di eventuali istruzioni o presentare la loro
posizione. Eppure - a mente dell'assicurato - tale comunicazione (di natura
patologica) - doveva essere inviata all'amministrazione o al SMR ai sensi
dell'art. 30 LPGA e di riflesso catalogato secondo l'art. 46 LPGA.

Nulla di ciò è però occorso.

Giova infine rilevare come nelle proprie osservazioni l'assicurato
abbia fatto riferimento alla comunicazione mail ai periti di data 4.9.2023,
senza che l'UAI abbia preso posizione in merito, circostanza che configura una
violazione del diritto costituzionale (art. 29 CF) di essere sentito garantito
dall'art. 42 LPGA. 

Ma vi è di più. 

Anche qualora si volesse per pura ipotesi di ragionamento considerare
l'atteggiamento del signor RI 1, non già quale manifestazione della patologia e
del disagio, psichico, bensì quale suo rifiuto di collaborare.

(…).

In tal senso, fanno qui chiaramente difetto sia l'ingiunzione, sia la diffida
scritta con avvertimento delle conseguenze giuridiche, così come l'assegnazione
di un termine adeguato di riflessione.

Data la non collaborazione del signor RI 1 il perito avrebbe
dovuto informare l'amministrazione, la quale avrebbe dovuto applicare i
disposti di cui all'art. 43 LPGA.

Le conclusioni peritali del Dr. __________ appaiono quindi non solo errate dal
profilo materiale, ma pure viziate a livello formale, configurando una
decisione implicita irrita, sanzionante un (comunque non dato, giacché
patologico) rifiuto di collaborare, adottata in dispregio dell'art. 43 LPGA.”
(doc. i, pag. 10-12). 

 

In terzo luogo l’avv. RA 1 rileva
che il perito psichiatrico non ha posto alcuna diagnosi psichiatrica e che tale
conclusione “ben si sposa con la posizione pregiudiziale della Dr.ssa __________
e si pone senza alcuna spiegazione né motivazione, in chiaro contrasto con
l’anamnesi, remota e recente, del signor RI 1” (cfr. doc. I, pag. 12). Egli
non avrebbe neppure tenuto conto dei limiti attestati dallo psichiatra curante
(limitata capacità di concentrazione e di adeguamento nonché suscettibilità e
impulsività; cfr. doc. I, pag. 13). 

 

I periti del __________
avrebbero pure “banalizzato” l’infortunio del 21 dicembre 2017, ritenuto
dai medici specialisti curanti (che “hanno avuto in cura l’assicurato
nell’arco di diversi anni e che - diversamente dai medici __________- conoscono
pertanto il paziente”) quale “punto di rottura”; inoltre la necessità
di cure e di presa a carico psichiatrica sarebbe un “ulteriore aspetto a
torto non considerato (o considerato erroneamente dai periti __________) senza
valida giustificazione” e anche quanto occorso nel 1997 non sarebbe stato
debitamente analizzato dal perito psichiatra del __________ (cfr. doc. I, pag.
13 e 14). 

A ciò aggiungasi che la perizia del __________ del 2019 sanciva un’incapacità
lavorativa del 20% (riduzione di rendimento) per motivi psichiatrici, mentre
“la nuova perizia - nata sotto condizionamenti inaccettabili - nega ora,
inspiegabilmente, ogni inabilità lavorativa in ambito psichiatrico” e le
patologie psichiatriche con influenza sulla capacità lavorativa poste nella
perizia del 2019 (“Sindrome da disadattamento reazione ansioso-depressiva
(ICD-10 F 43.22); Disturbo della personalità misto (ICS-10 F 61.0); Sindrome
somatoforme da dolore persistente (ICD-10 F 45.4)” “sono scomparse e
vengono negate in sede di perizia __________, oppure laddove rilevate, sono
considerate senza influsso sulla capacità lavorativa” (cfr. doc. I, pag. 15).  

L’avv. RA 1 osserva inoltre che sarebbe stata violata anche la giurisprudenza
federale secondo cui in presenza di disturbi psichici (in particolare di
disturbi da dolore somatoforme, di disturbi derivanti da affezioni
psicosomatiche assimilate a questi ultimi oppure di disturbi depressivi di
grado da leggero a medio), la capacità lavorativa dell’assicurato deve essere
valutata nell’ambito di una procedura probatoria oggettiva fondata su
indicatori e illustrata nella DTF 141 V 281. Il patrocinatore sottolinea che: 

" Questa
giurisprudenza è qui stata palesemente disattesa, anche perché l'asserita
esagerazione dei sintomi non è data e non sarebbe comunque (anche nella
denegata ipotesi fosse data) tale da escludere un danno alla salute
invalidante, soprattutto in presenza di costanti cure effettive somministrate
negli anni da medici specialisti.

Difatti, la sentenza TCA del 21.12.2021 ha sancito l'esigenza di
una rivalutazione del caso dal profilo psichiatrico (in particolare, che
esamini in modo circostanziato gli indicatori posti dalla giurisprudenza
federale) da parte del __________.

Non solo.

Il TCA aveva indicato che il perito del __________ dovrà inoltre esprimersi, in
modo circostanziato e motivato, in merito alle critiche sollevate dal
patrocinatore dell'assicurato al suo operato e alle valutazioni discordanti
dello psichiatra curante, dr. med. __________.

Ciò non è stato fatto.

(…).

Dal profilo reumatologico il Dr. __________ si è sostanzialmente riconfermato
nelle proprie valutazioni di cui alla perizia __________ del 2019.

Ciò è inammissibile e sì pone in contrasto con quanto sancito da
codesto lod. TCA nella sentenza del 21.12.2021 che aveva rinviato gli atti per
un complemento peritale.

Le valutazioni del Dr. __________ non configurano alcun
complemento, bensì l'acritica conferma di quanto già esposto - in maniera
insufficiente, giacché si impone proprio un complemento - in precedenza.

Si noti a conferma di quanto precede come non siano nemmeno stati discussi,
tantomeno indagati, i problemi di cui soffre il signor RI 1.” (cfr. doc. I,
pag. 15-17).

Per quanto concerne l’aspetto medico, l’avv. RA 1 ha quindi concluso quanto
segue:

 

" Già solo
dato quanto precede, la capacità residua del signor RI 1 in ogni ambito deve
essere ammessa in misura del 30% almeno (20% psichiatrico + 10% neurologico),
dovendosi sommari i limiti funzionali che attengono ad ambiti, capacità e
funzioni diverse.

Ciò detto, si ritiene che la capacità residua reale del signor RI
1, a definita a fronte di valide e congruenti valutazioni mediche deve
attestarsi al 60%.” (cfr. doc. I, pag. 17 e 18).

 

Da ultimo, per quanto concerne
le contestazioni relative all’a-spetto economico, si riferirà, per quanto
occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. I, pag. 18 e 19).

                                 

                          1.6.  Nella risposta di causa del 4 dicembre
2023, l'UAI - dopo aver versato agli atti l'incarto AI completo - ha postulato
la reiezione del ricorso (doc. VI). 

                          1.7.  Nel successivo scambio di allegati,
le parti hanno confermato integralmente le proprie posizioni (doc. VIII, XII e
XII-1, XVI e XVIII). In tali occasioni esse hanno pure versato agli atti
svariata documentazione medica di cui si dirà, per quanto occorra, nei
considerandi di diritto (doc. B1-5, XII-2, C).

considerato                 in diritto

 

                          2.1.  Il TCA è chiamato a stabilire se
l’amministrazione ha corretta-mente o meno rifiutato di assegnare
all’assicurato una rendita di invalidità. È parimenti oggetto di contestazione
la mancata adozione di provvedimenti professionali.

 

                          2.2.  Va qui innanzitutto rilevato che il
1° gennaio 2022, ossia prima dell’emanazione della decisione impugnata, è
entrata in vigore una modifica della LAI e dell’OAI che concerne (anche) il
diritto alla rendita (cfr. RU 2021 705).

 

                                  Per la disamina del diritto a una
rendita di invalidità eventualmente già insorto in precedenza, di norma,
occorre rifarsi alle regole generali del diritto intertemporale secondo cui
sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello
stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce
conseguenze giuridiche (DTF 130 V 445 consid. 1, pag. 446 seg. con riferimento
a DTF 130 V 329).

                                

                                  La Circolare sull’invalidità e
sulla rendita nell’assicurazione in-validità (CIRAI), valida dal 1. gennaio
2022, stato al 1. luglio 2022, prevede al marginale n. 9100 che “Le
disposizioni della LAI e dell’OAI nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2022 sono
applicabili a tutte le rendite il cui diritto è nato a partire dal 1° gennaio
2022.” rispettivamente al marginale n. 9101 che “Se la decisione sulla prima
concessione di una rendita è emanata dopo il 1° gennaio 2022, ma il diritto
alla rendita è nato prima di questa data, sono applicabili le disposizioni
della LAI e dell’OAI nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2021.” 

 

                                  I marginali n. 1007 e seg. della
Circolare concernente le disposi-zioni transitorie della riforma Ulteriore
sviluppo dell’AI sul siste-ma di rendite lineare (C DT US AI), edita dall’UFAS,
stato al 1. gennaio 2022 e valido da tale data, prevedono che:

 

" Conformemente
alle DT [Disposizioni transitorie, n.d.r.] LAI, le rendite AI rette dal diritto
anteriore sono le rendite il cui diritto secondo l’articolo 29 capoversi 1 e 2
LAI è nato al più tardi il 31 dicembre 2021. Poiché il momento dell’insorgenza
dell’invalidità (art. 28 cpv. 1 e 1bis LAI) e quello della nascita del diritto
alla rendita non sono necessariamente identici (se la richiesta è tardiva in
base all’art. 29 cpv. 1 LAI), una rendita AI è retta dal nuovo diritto, se il
diritto alla medesima nasce il 1° gennaio 2022 o successivamente, anche se
l’invalidità è insorta prima di questa data. Le rendite AI rette dal nuovo
diritto sono pertanto le rendite il cui diritto è nato il 1° gennaio 2022 o
successivamente conformemente all’articolo 29 capoversi 1 e 2 LAI.

Per le decisioni di rendita emanate a partire dal 1° gennaio 2022
valgono le regole seguenti:

in caso di insorgenza dell’invalidità e inizio del diritto alla
rendita al più tardi il 31 dicembre 2021:

- prima fissazione della rendita → DR [diritto, n.d.r.] in
vigore fino al 31 dicembre 2021,

- modifica del grado d’invalidità tra il 1° gennaio 2022 e il 31
dicembre 2031 → C DT US AI;

in caso di nascita del diritto alla rendita secondo l’art. 29 cpv.
1 e 2 LAI il 1° gennaio 2022 o successivamente:

- prima fissazione della rendita → DR in vigore dal 1°
gennaio 2022.”

 

                                  Secondo le citate circolari,
dunque, qualora contestualmente ad una prima fissazione di rendita, l’asserita
invalidità e l’eventuale diritto alla rendita sono insorti al più tardi al 31
dicembre 2021, torna applicabile il diritto previgente, e ciò anche se la
decisione è stata resa, come nel caso di specie, nel 2023 (cfr., pure, la STCA
32.2022.58 del 2 dicembre 2022, consid. 2.2 e la STCA 32.2023.3 del 17 aprile 2023,
consid. 2.3).

 

                                  In concreto, l’assicurato ha
presentato una domanda di prestazioni dell’AI nel mese di novembre 2018. L’UAI
ha ritenuto che l’insorgente è stato completamente inabile al lavoro dal 18
dicembre 2017 al 5 agosto 2018, ritenut6o che in seguito egli sarebbe stato
inabile al 20% (riduzione di rendimento) fino al 31 marzo 2019 rispettivamente
al 10% (riduzione di rendimento) dal 1° aprile 2019 e non avrebbe diritto alla
rendita poiché il suo grado di invalidità è inferiore al 40%. 

In concreto l’eventuale diritto alle prestazioni nascerebbe prima del 31
dicembre 2021. 

Ne consegue che al caso di specie vanno applicate le norme in vigore fino al 31
dicembre 2021, cui si farà riferimento qui di seguito, tranne indicazione in
senso contrario.

                                

                          2.3.  Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in
relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità
al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno
alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. 

                                  Occorre quindi che il danno alla
salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il
caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini,
Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi
Ginevra 1991, pp. 216ss).

                                  

L’art. 28 cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli
assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%,
a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se
sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al
40%. 

                                  

                                  Ai sensi dell'art. 16 LPGA il
grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). 

                                  Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). 

 

                                  Nel confronto dei redditi la
giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei
all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini
fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21;
Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente
esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e
dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione
personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua
capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge
il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se
ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione
fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313). 

                                  

                                  Secondo la giurisprudenza per il
raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento
dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da
invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la
valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone
intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul
diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).

 

                          2.4.  Va poi ricordato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti particolarmente
difficile, occorre che la graduazione dell’invalidità avvenga, ispirandosi al
metodo specifico applicabile alle persone non esercitanti un’attività lucrativa
(art. 27 OAI), eccezionalmente secondo il metodo straordinario.

                                  Capita in particolare nel caso di
indipendenti, dove un calcolo sufficientemente preciso dei redditi da porre a
confronto sia escluso (Pratique VSI 1998 p. 121; pag. 255; SVR 1996 IV Nr. 74
p. 213ss. consid. 2b; RAMI 1996 p. 36 consid. 3b e 3c; DTF 104 V 137 consid. 2c; DTF 97 V 57; DTF 104 V 139; DTF 105 V 154ss consid. 2a; Duc, Les
assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, p. 456).

 

                                  L’invalidità
è allora stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione
concreta in cui si svolge l’attività (Pratique VSI 1999 pag. 121s; Valterio,
op. cit., p. 199). Perciò l’invalidità sarà valutata considerando le
ripercussioni economiche dovute alla riduzione del rendimento sulla situazione
concreta dove si svolge l’attività dell’assicurato divenuto invalido (DTF 105 V
151). 

 

                                  In tal caso si procede a
paragonare le attività svolte prima e dopo la sopravvenienza del danno alla
salute, riferendosi al metodo specifico applicato a coloro i quali non svolgono
attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI 1998 p. 122 consid. 1a). La
differenza sostanziale tuttavia con quest’ultimo metodo consiste nel fatto che
il grado di invalidità non viene stabilito direttamente sulla base del
raffronto tra le attività. Dapprima, infatti, sulla base di tale raffronto, si
constata l’impedimento dovuto al danno, poi si valutano gli effetti di tale
impedimento sull’incapacità di guadagno (metodo straordinario; Pratique VSI
1998 pag. 123 consid. 1a; SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss consid. 2b; DTF 105 V
151, 104 V 138). Una determinata limitazione della capacità produttiva
funzionale può, non deve tuttavia forzatamente, produrre una perdita di
guadagno della medesima entità (Pratique VSI 1998 pag. 123 consid. 1a).

                                  Se si volesse, nel caso di
persone attive, fondarsi esclusivamente sul risultato ottenuto dal confronto
delle attività, si violerebbe il principio legale secondo cui per questa
categoria di assicurati l'invalidità deve essere stabilita in base
all'incapacità di guadagno (DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2; VSI
1998 pag. 122 consid. 1a e pag. 257 consid. 2b; cfr. in particolare STFA
inedite del 27 agosto 2004 in re I, I 543/03 e del 12 maggio 2004 nella causa
T., I 540/02).

 

                                  Secondo giurisprudenza infine, il
metodo straordinario è spesso applicato alle persone con attività lucrativa
indipendente o comunque nei casi in cui anche solo uno dei redditi determinanti
per il raffronto non può essere accertato o stimato in maniera affidabile (STFA
I 543/03 del 27 agosto 2004 in re I, consid. 4.3 e STFA I 224/01 del 22 ottobre
2001, consid. 2b; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag.
205).

 

                                  Nel caso di un indipendente, il
TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha precisato che il solo
raffronto tra l’utile realizzato prima e quello conseguito dopo l’incidente, non
conduce a conclusioni affidabili per quel che riguarda la perdita di guadagno
che dipende dall’invalidità. In effetti, troppi fattori influenzano gli utili
di un’azienda, come ad esempio la situazione congiunturale e la situazione
concorrenziale, di conseguenza le oscillazioni sono dovute anche ad aspetti
estranei all’invalidità.

                                  Di conseguenza il TFA ha
stabilito che i soli documenti contabili non sono dei mezzi idonei a stabilire
in maniera affidabile i redditi ipotetici (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b;
DTF 104 V 137 consid. 2c; STCA 32.2013.165 del 28 luglio 2014, consid. 2.3;
STCA 32.2019.36 dell’11 febbraio 2020, consid. 2.3; STCA 32.2019.81 del 27
aprile 2020, consid. 2.3; STCA 32.2019.127 del 25 maggio 2020, consid. 2.3).

                                  

                          2.5.  Per quanto attiene l’esame delle
conseguenze del danno alla salute dal profilo economico e, quindi, la
determinazione del grado di inabilità, richiamato l’art. 16 LPGA e quanto già
esposto ai consid. 2.2. e 2.3. che precedono, va ricordato che l'invalidità
nell'ambito delle assicurazioni sociali svizzere è un concetto di carattere
economico giuridico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b, 110 V 275 consid.
4a). 

                                  I dati economici risultano
pertanto determinanti. 

                                  Al medico compete la valutazione
dello stato di salute del peritando, della misura e del tipo di attività in cui
l’interessato è incapace al lavoro. Il medico stabilisce, quindi, in che misura
il danno alla salute limita l’interessato nelle sue funzioni corporali e
psichiche. Egli si limita in particolare alle funzioni importanti nelle
attività lavorative che secondo la sua esperienza di vita entrano in linea di
conto nel caso concreto (Meyer-Blaser, op. cit., p. 227, cfr. anche DTF 125 V
261 consid. 4, 115 V 143 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).

                                  D’altro canto compito
dell’orientatore professionale è quello di stabilire, in base alle informazioni
del medico riguardo alle mansioni ancora possibili, le attività lavorative
ancora concretamente ammissibili per l’invalido (Meyer-Blaser, op. cit., p.
228, Omlin, Die Invalidità in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo
1995, p. 201).

                                  In particolare, al fine di
determinare l'incapacità al guadagno mediante il metodo ordinario di cui
all’art. 16 LPGA, occorre porre in confronto il reddito che l'assicurato
avrebbe conseguito senza il danno (reddito da valido) con quello risultante
dalle attività esigibili nonostante il danno alla salute (reddito da invalido).
Determinante per il raffronto dei redditi ipotetici è il momento dell'inizio
dell’eventuale diritto alla rendita, tenuto conto che l'amministrazione deve
considerare inoltre eventuali rilevanti modifiche dei redditi di riferimento
intervenute sino all'emanazione della decisione contestata (cfr. consid. 2.2.).

                                  In ogni modo, ai fini
dell'accertamento dell'invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro
equilibrato e quindi fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra
domanda e offerta di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in
relazione con le capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta
pertanto di un concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer Blaser, op
cit. p. 212). Un assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità
congiunturale di trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984
p. 347). 

                                

                                  Va ancora la pena di rilevare
che, secondo la giurisprudenza federale, per accertare il reddito conseguibile
dall'assicurato senza l'invalidità (reddito da valido) è decisivo
stabilire, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, quanto
l’assicurato guadagnerebbe, al momento della nascita del diritto alla rendita,
se fosse sano (STFA I 782/03 del 24 maggio 2006; STFA inedite 13 giugno 2003
nella causa G., I 475/01 e 23 maggio 2000 nella causa T., U 243/99; RAMI 1993
no. U 168 pag. 100 consid. 3b con riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96
consid. 4a). Il reddito dev'essere fissato il più concretamente possibile.
Determinante è dunque il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire
tenuto conto delle competenze professionali come pure delle circostanze
personali per un prospettato avanzamento professionale (quali la frequentazione
di corsi, l’inizio di studi ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi
concreti in merito (cfr. DTF 96 V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure
RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b). Considerato come di regola bisogna
presumere che senza il danno alla salute l’assicurato avrebbe continuato la
precedente attività, decisivo risulta di regola l’ultimo guadagno conseguito,
adeguato al rincaro ed eventualmente all’usuale crescita dei salari (RKUV 2000
n. U 400 p. 381 e riferimenti). 

                                  Per quel che concerne la
determinazione del reddito di un indipendente, si deve tener conto in
particolare delle attitudini professionali e personali e del genere di attività
della persona assicurata, come pure della situazione economica e dell'andamento
della sua azienda (RCC 1961 pag. 338) prima dell'insorgere dell'invalidità. In
mancanza di dati affidabili, il reddito medio o il risultato d'esercizio di aziende
simili possono fungere da base per valutare il reddito ipotetico (RCC 1962 pag.
125). Il reddito di tali aziende non può tuttavia essere equiparato
direttamente al reddito ipotetico senza invalidità (RCC 1981 pag. 40). In tutti
i casi deve essere fatta astrazione del reddito che non proviene dall'attività
personale dell'assicurato, come il good-will, l'interesse derivante dal
capitale investito o la parte di reddito attribuibile alla collaborazione di
famigliari (RCC 1971 pag. 432; cfr. Valterio op. cit., pag. 206; Peter, Die
Koordination von Invalidenrenten, Zurigo 1997 pag. 65 e il marginale 3030 della
Circolare sull'invalidità e la grande invalidità nell'assicurazione per
l'invalidità (CIGI) edita dall’UFAS, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2000;
cfr. al riguardo anche STCA del 29 ottobre 2003, inc. 32.2002.154, STCA del 27
ottobre 2003, inc. 32.2003.15).

 

                                  Per quel che concerne invece il reddito
da invalido, lo stesso deve essere determinato sulla base della situazione
professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo
sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che
il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non
costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (cfr. DTF 126 V
76 consid. 3b/aa e riferimenti).

                                  Se invece non esiste un siffatto
guadagno, in particolare perché come nel caso in esame l'assicurato non ha
intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da
contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità,
può essere ricavato dai rilevamenti di statistici ufficiali, editi dall'Ufficio
federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali
regioni e categorie di lavoro (Pratique VSI 2002 pag. 68 consid. 3b; DTF 126 V
76 consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).

 

                                  Inoltre, va rilevato che, secondo
la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare
situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e
tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere
completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che
pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul
mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico
che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF
126 V 80 consid. 5b/cc, recentemente confermato in Pratique VSI 2002 pag. 64;
STCA 32.2013.165 del 28 luglio 2014, consid. 2.4; STCA 32.2019.36 dell’11
febbraio 2020, consid. 2.4; STCA 32.2019.81 del 27 aprile 2020, consid. 2.4;
STCA 32.2019.127 del 25 maggio 2020, consid. 2.4; STCA 32.2023.94 del 27 novembre
2023, consid. 2.5).

 

                          2.6.   Ai fini del presente giudizio
giova qui inoltre ricordare che, qualora una prima richiesta di rendita sia
stata negata perché il grado di invalidità era insufficiente o perché
l'invalido poteva provvedere a se stesso, una nuova richiesta è riesaminata
soltanto se l'assicurato rende verosimile che il grado di invalidità si è
modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 2
e 3 OAI, fino al 31 dicembre 2011 cpv. 3 e 4 OAI). 

                                  Il Tribunale federale, nella DTF
133 V 263, chiamato a pronunciarsi nel caso di nuova domanda presentata dopo
l’assegnazione retroattiva di una rendita limitata nel tempo, ha precisato la
propria giurisprudenza e stabilito che in una tale evenienza la nuova domanda
deve rispettare i requisiti posti dall’art. 87 cpv. 2 e 3 OAI. Scopo di questo
requisito è quello di impedire che l'amministrazione debba costantemente
chinarsi su domande identiche e non motivate, quando la prestazione in causa è
già stata rifiutata da una precedente decisione cresciuta in giudicato (DTF 130
V 64 consid. 5.2.3; 117 V 198 consid. 4b con riferimenti). Se tale condizione
non è soddisfatta l'amministrazione non entra nel merito della domanda emanando
una decisione in tal senso; se per contro è resa verosimile una rilevante
modifica suscettibile di influenzare il diritto alla rendita l'amministrazione
è obbligata ad entrare nel merito della richiesta (DTF 130 V 64 consid. 3; 117
V 198 consid. 4b; 109 V 108 consid. 2b; SVR 2002 IV Nr. 10; Müller, Die
materiellen Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung,
Universitätsverlag Freiburg Schweiz, 2003, pagg. 84-86). Se l'amministrazione
entra nel merito della nuova domanda deve esaminare la fattispecie da un punto
di vista materiale e in particolare verificare se la modifica del grado di
invalidità resa verosimile dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF
109 V 115). In tal caso applicherà, per analogia, le disposizioni sulla
revisione di rendite in corso (art. 17 cpv. 1 LPGA, art. 41 vLAI, art. 87segg.
OAI; Pratique VSI 1999 pag. 84; Rüedi, Die Verfügungsanpassung als Grundfigur
von Invalidenrentenrevisionen, in Schaffhauser/Schlauri, Die Revision von
Dauerleistungen in der Sozialversicherung, Veröffentlichungen des Schweizerischen
Instituts für Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999, pag. 15; DTF 117 V
198). La giurisprudenza sopra menzionata va applicata anche dopo l’entrata in
vigore della LPGA il 1° gennaio 2003, il nuovo tenore dell’art. 87 OAI valido
dal 1° marzo 2004 (STF I 630/06 del 20 giugno 2007, consid. 3 con riferimenti;
DTF 130 V 343 consid. 3.5) e l’entrata in vigore il 1. gennaio 2012 dei cpv. 2
e 3 dell’art. 87 OAI corrispondenti ai precedenti cpv. 3 e 4 dello stesso
articolo.

                                

                          2.7.  Se il grado d'invalidità del
beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante
sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta
proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).
Qualsiasi cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul
grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una
revisione giusta l’art. 17 LPGA. 

                                  La rendita può essere oggetto di
revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello stato di
salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di
guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una
modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi
pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b). 

                                  Una semplice valutazione diversa
delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non
giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372
consid. 2b e 390 consid. 1b). 

                                  Per stabilire in una situazione
concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto di vista temporale vanno in
particolare paragonati i fatti esistenti al momento della decisione formale
iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia della nuova
decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF 133 V 108). Da questo
punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione
di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V 30; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2010, p. 379). 

                                  Se la capacità al guadagno
dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento
determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni
dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo
si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a
cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno,
occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non
appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2
OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della
rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione
limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137). 

 

                                  Va ancora rilevato che con
sentenza 8C_237/2014 del 21 gennaio 2015 pubblicata in DTF 141 V 9 e SVR 4/5
2015 IV Nr. 21, pag. 62, il Tribunale federale ha stabilito che se i fatti
determinanti per il diritto alla rendita si sono modificati a tal punto da
lasciar apparire una notevole modificazione dello stato di salute da
giustificare una revisione, il grado d'invalidità deve essere stabilito
nuovamente sulla base di fatti accertati in maniera corretta e completa, senza
rinvii a precedenti valutazioni dell'invalidità (DTF 117 V 198 consid. 4b pag.
200; sentenze 9C_378/2014 del 21 ottobre 2014 consid. 4.2; 9C_226/2013 del 4
settembre 2013). Per questa ragione, nel quadro di una nuova valutazione dello
stato di salute e della capacità di lavoro, un trauma alla spalla aggiuntivo al
quadro clinico esistente non osta alla soppressione di una rendita (consid. 5 e
6).

Nella recente STF 9C_445/2022 del 27 settembre 2023, il TF ha inoltre ribadito,
al consid. 4.1, che “se i fatti che giustificano il diritto alla rendita
d’invalidità sono cambiati in misura tale da determinare un cambiamento
significativo delle circostanze che motivano una revisione, il grado di
invalidità deve essere rivalutato sulla base di uno stato di fatto stabilito in
modo corretto e completo, senza fare riferimento a precedenti valutazioni
dell’invalidità (9C_486/2022 del 17 agosto 2023 consid. 7.1 con riferimenti).”.

                                 

                          2.8.  Preliminarmente il TCA rileva che
l'amministrazione è entrata nel merito della nuova richiesta di rendita di RI 1
e che pertanto, conformemente alla giurisprudenza esposta al considerando 2.6,
si deve situare al momento in cui l’UAI con decisione del 10 novembre 2014
(pag. 234-236 incarto AI), cresciuta incontestata in giudicato, ha rifiutato
all'assicurato il diritto a prestazioni AI, poiché aveva presentato un periodo
di incapacità lavorativa inferiore all’anno d’attesa ex art. 28 LAI.

 

                                  In quell’occasione
l’amministrazione si era fondata, dal profilo medico, su una perizia con
accertamento medico psichiatrico e psicoterapeutico del 28 luglio 2014 della
dr.ssa med. __________ del __________ (pag. 199-216 incarto AI) e sul rapporto
finale SMR del 12 settembre 2014 del dr. med. __________, specialista FMH in
psichiatria e psicoterapia (pag. 226-230 incarto AI). 

 

                                  Nella perizia allestita il 28
luglio 2014 (pag. 199-216 incarto AI) la specialista psichiatra - dopo aver
esposto dettagliatamente l'anamnesi, la descrizione della giornata come pure
delle attività e delle abitudini, l’esame clinico, la descrizione soggettiva
dei disturbi secondo vocabolario AMDP-System, gli approfondimenti testali (la
valutazione psicodiagnostica o psicometrica, tramite test di Rorschach, del 20
gennaio 2014, pag. 221-222 incarto AI, e l’esame neuropsicologico del 28
febbraio 2014, pag. 217-220 incarto AI), la ricerca per sostanze stupefacenti,
il trattamento psichiatrico e le informazioni di terzi (telefonata del 12
dicembre 2013 con lo psichiatra curante, dr. med. __________) - aveva posto la
diagnosi di: 

 

" Sindrome
cervicolombovertebrale cronica intermittente, in:

Probabile Sindrome affettiva bipolare, attuale episodio misto
(ICD10:F31.6) da luglio 2013, in precedenza episodio depressivo grave con
sintomi psicotici (ICD10:F31.5)

Probabile Sindrome ossessivo-compulsiva, associazione di pensieri
ossessivi e atti compulsivi (I CD10:F42.2)

Gioco d'azzardo patologico (ICD10:F63.0)” (pag. 209 incarto AI)

 

                                  La perita psichiatra ha rilevato
quanto segue: 

 

" L'esame
del caso ha sollevato numerose perplessità, che elenco di seguito:

(…).

Nel rimettere il mandato nelle vostre mani, specifico quindi che,
sulla base di tutti i dubbi argomentati fino ad ora trovo impossibile
esprimermi in merito alla capacità lavorativa di questo soggetto, alla
veridicità della sintomatologia che egli descrive oltre che alla reale
pregnanza di limiti e risorse, alla possibilità di provvedimenti di natura
professionale o di reintegro.

Specifico di non aver eseguito un test MMPI2, che avrei ritenuto
necessario ai fini di avere un ulteriore aiuto per quanto riguarda queste
questioni, dal momento che ho deciso di interrompere il procedimento
dell'accertamento peritale in seguito alla presa di coscienza dei
misunderstanding da parte dell'assicurato rispetto il mio ruolo. (…)”. (pag.
214 e 215 incarto AI)

 

                                  Al termine dell’esame
neuropsicologico del 28 febbraio 2014 (pag. 217-220 incarto AI) il
neuropsicologo, dott. __________, ha concluso quanto segue:

 

" (…).
L'esame neuropsicologico mette in evidenza un profilo cognitivo caratterizzato
da rallentamento esecutivo, riduzione dell'attenzione e difficoltà di memoria
verbale. Il profilo è assimilabile ad una compromissione neuropsicologica di
grado lieve-moderato compatibile con i disturbi psichici del paziente (in
particolare sul versante depressivo) e con il disturbo del sonno.” (pag. 219
incarto AI)

 

                                  Nel rapporto finale SMR del 12
settembre 2014 (pag. 226-230 incarto AI), il dr. med. __________ ha posto la
diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di “Probabile
sindrome affettiva bipolare” e le diagnosi senza influsso sulla
capacità lavorativa di “Probabile sindrome ossessivo-compulsiva; Gioca
d’azzardo patologico; Non escludibile abuso di sostanze.” (pag. 226 incarto
AI). Il medico SMR ha concluso per una incapacità lavorativa del 100% in
qualsiasi attività dal 23 al 28 febbraio 2012 e dal 7 marzo al 31 luglio 2012
(pag. 227 incarto AI). Il medico SMR ha indicato “Limiti oggettivi non
valutabili, vedi osservazioni conclusive.” e prognosi evoluzione capacità
lavorativa “Non valutabile, vedi osservazioni conclusive.” (pag. 227 e
228 incarto AI). Sub “Osservazioni conclusive” (pag. 229 incarto AI) il
medico SMR ha rilevato quanto segue:

 

" L'assicurato
è stato sottoposto a 3 visite peritali, distanziate nel tempo tra dicembre 2013
e giugno 2014. Dal 31 marzo 2014, l'assicurato non si è più presentato presso
lo psichiatra curante.

L'assicurato ha descritto in perizia la propria sintomatologia in
maniera prolissa, stato che è risultato molto variegato e multiforme, lasciando
spazio al dubbio della possibilità di una scarsa autenticità della
sintomatologia descritta.

Innegabile che vi sia stato nel passato dell'assicurato un grave
episodio depressivo che ha condotto ad un altrettanto grave tentamen suicidario
(1997), in quanto testimoniato anche dalla documentazione medica in atti.
Tuttavia, non è possibile oggettivare l'evoluzione più recente.

La descrizione di limiti e risorse, fornita utilizzando lo schema
MINI-ICF-APP, è stata effettuata sulla base delle dichiarazioni soggettive
dell'assicurato, rispetto alle quali non è stato possibile ottenere conferma
oggettiva o oggettivabile.

Non è possibile conoscere lo stato della reale collaborazione
dell'assicurato a livello di assunzione della terapia psicofarmacologica,
poiché ha rifiutato l'esecuzione del prelievo per la propria fobia specifica
degli aghi (dichiarazione soggettiva) e che nell'ultimo colloquio peritale ha
affermato di non assumere più alcuna terapia, osservazione quest'ultima
indirettamente confermata dal Dr. __________, che non vede l'assicurato dal
31.03.2014 e che da quella data non gli ha fornito prescrizioni di medicamenti.

Il riscontro di negatività albo screening tossicologico effettuato
dopo l'ultimo incontro peritale potrebbe non rilevare la reale situazione
dell'assicurato giacché questi aveva rifiutato di sottoporvisi in precedenza
(conosceva quindi le intenzioni del perito in tal senso) ed è stato convocato
per l'ultimo colloquio con oltre una settimana di preavviso, avendo quindi
tempo per astenersi dall'eventuale consumo di sostanze.

Si sono riconosciuti i periodi di assenza dal lavoro noti relativi
al 2012.”

 

                                  Da ultimo, il medico SMR ha
indicato che non erano applicabili terapie che avrebbero migliorato o mantenuto
verosimilmente la capacità lavorativa (pag. 229 incarto AI).                            

                                                                   

                          2.9.  Il 22 novembre 2018 RI 1 ha
inoltrato una nuova domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti,
in quanto il suo stato di salute era peggiorato, a causa dei postumi di un
infortunio occorsogli il 18 dicembre 2017 (cfr. consid. 1.2).  

                        2.10.   Il 4 marzo 2019 l’UAI ha incaricato
il __________ di eseguire un accertamento pluridisciplinare (in ambito
internistico, psichiatrico, reumatologico e neurologico; pag. 395-396 incarto
AI). La perizia del __________ è datata 10 settembre 2019 (pag. 475-575 incarto
AI).  

In tale ambito i medici del __________ hanno sottoposto l'assicurato ad un
consulto internistico (dr. med. __________), ad un consulto psichiatrico (dr.
med. __________), ad un consulto reumatologico (dr. med. __________) e ad un
consulto neurologico (dr. med. __________).

Globalmente, nel rapporto peritale del 10 settembre 2019 i medici del __________,
sulla base delle risultanze dei singoli consulti e delle visite ambulatoriali
del ricorrente presso il citato centro d’accertamento come pure su una
esauriente discussione tra i medici periti del __________ (pag. 509 incarto
AI), hanno posto le seguenti diagnosi:

 

" B.1
Diagnosi rilevanti con ripercussioni sulla capacità lavorativa 

Diagnosi psichiatriche

Sindrome da disadattamento con reazione ansioso-depressiva (ICD-10
F 43.22).

Disturbo di personalità misto (ICD-10 F 61.0).

Sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD-10 F 45.4).

 

B.2 Diagnosi rilevanti senza ripercussioni sulla capacità
lavorativa 

Diagnosi reumatologiche

Fibromialgia di tipo primario con emisindrome dolorosa sin.

Sindrome cervicale su alterazioni degenerative soprattutto C5-C6.

Sindrome lombovertebrale con componente spondilogena alla gamba
sin, su una discopatia L4-L5 e L5-S1.

 

Diagnosi neurologiche

Sindrome algica cronica non spiegata da patologia neurologica.

Possibile lieve sindrome irritativa del n. ulnare sinistro.

 

Diagnosi internistiche

Sovrappeso con BMI 29k/m2.

Tabagismo cronico.” (pag. 512 incarto AI; n.d.r.: il grassetto e
le sottolineature non sono della redattrice)

 

Quanto alla capacità lavorativa
medico - teorica globale, i medici del __________ hanno quindi concluso
ritenendo l’assicurato inabile al lavoro al 100% in qualsiasi attività
lavorativa (abituale adeguata) dal 18 dicembre 2017 (infortunio) al 5 agosto
2018 e abile al lavoro a tempo pieno con un rendimento ridotto del 20% (dettato
unicamente dalla patologia descritta in ambito psichiatrico) in qualsiasi
attività lavorativa (abituale e adeguata) dal 6 agosto 2018 e continua (pag.
514 e 515 incarto AI).

                        2.11.  A seguito della STCA 32.2020.42 del
21 dicembre 2020 (cfr. consid. 1.3), l’UAI ha incaricato, seguendo la procedura
prevista dall’art. 44 LPGA (cfr. pag. 1057-1062; 1073-1077 e 1119-1120 incarto
AI), il __________ di eseguire un accertamento pluridisciplinare (in ambito
internistico, psichiatrico, reumatologico e neurologico). La perizia del __________
è datata 19 luglio 2022 (pag. 1215-1514 incarto AI).

 

                                  In tale ambito i medici del __________
- dopo aver elencato gli atti (relativi alla precedente perizia __________ del
2019 e successivi alla perizia __________ del 2019, dettati dalla dr.ssa. med. __________)
ed esposto dettagliatamente l'anamnesi (familiare, personale-sociale,
professionale, patologica e sistemica), le constatazioni soggettive ed
obiettive, la descrizione della giornata e la terapia farmacologica, come pure
i risultati degli esami di laboratorio (ematologico, ematochimico, screening
tiroideo, autoanticorpi, tasso psicofarmaci; esame delle urine) del 2 e 10
novembre 2021, dell’ECG a riposo del 2 novembre 2021, degli esami
psicodiagnostici SIMS e MMPI-2-RF del 3 novembre 2021 - hanno sottoposto
l'assicurato ad un consulto internistico (dr.ssa med. __________), ad un
consulto psichiatrico (dr. med. __________), ad un consulto reumatologico (dr.
med. __________) e ad un consulto neurologico (dr. med. __________).

 

                                  Globalmente nel rapporto peritale
del 19 luglio 2022 i medici del __________, sulla base delle risultanze dei
singoli consulti e delle visite ambulatoriali del ricorrente presso il citato
centro d’accertamento come pure su una esauriente discussione tra i medici
periti del __________ (pag. 1338 incarto AI), hanno posto le seguenti diagnosi:

 

" B
Diagnosi rilevanti con e senza ripercussioni sulla capacità lavorativa

B.1 Diagnosi rilevanti con ripercussioni sulla capacità
lavorativa

Probabile lesione minore del plesso brachiale inferiore sin. su
trauma del 18.12.2017 con:

- disestesie persistenti sull'avambraccio ulnare e la mano ulnare
sin.

 

B.2 Diagnosi rilevanti senza ripercussioni sulla capacità
lavorativa

Cefalee croniche come parte integrante di una probabile sindrome
del dolore cronico senza base neurologica. 

Fibromialgia di tipo primario con tendenza alla generalizzazione
della sintomatologia dolorosa antecedentemente con un'emisindrome dolorosa a
sin.

Sindrome cervicale su alterazioni degenerative a carattere
pluridiscale senza correlati irritativi radicolari all'esame clinico e
neuroradiologico con soprattutto interessamento dei segmenti C5-C6 e C6-C7.

Sindrome lombovertebrale con componente spondilogena alla gamba
sin. più che a ds. su una discopatia L4-L5 e L5-S1.

Stato dopo carenza di acido folico.

Ipovitaminosi D.

Stato dopo reazione di stadio II L. Müller di origine allergica
alimentare.

Tabagismo cronico.

Stato dopo distorsione-contusione ginocchio ds. nel 2009.” (pag. 1356
incarto AI; n.d.r.: il grassetto non è della redattrice).

 

                                  I periti del __________
hanno anche osservato quanto segue:

 

" E
Discussione di fattori di stress e risorse

Per l'aspetto psichiatrico le risorse non sono intaccate da
malattia psichica. I fattori di stress percepiti dall'A. non rientrano tra gli
elementi medici invalidanti.

Le risorse psichiche non sono inficiate da alcuna malattia mentale
obiettivabile.

Per l'aspetto reumatologico il consulente afferma non vi siano
delle patologie somatiche di entità tale da portare a delle limitazioni
funzionali.

Per l'aspetto neurologico il Dr. med. __________ afferma che
durante la visita nel suo studio l'A. dà l'impressione di avere comunque delle
buone risorse per affrontare la sua situazione attuale. 

Per l'aspetto internistico l'A. mantiene risorse piene, quali
fattori di stress vi è sicuramente la situazione economica e famigliare, che
possono giocare un ruolo stressogeno.” (pag. 1357 incarto AI; n.d.r.: il
grassetto non è della redattrice).

                                  

Quanto alla capacità lavorativa
medico - teorica globale, i medici del __________ hanno quindi concluso
ritenendo l’assicurato abile al lavoro a tempo pieno con un rendimento ridotto
del 10% (dettato unicamente dalla patologia descritta in ambito neuro-logico)
in qualsiasi attività lavorativa (abituale e adeguata) dall’aprile 2019 e
continua (pag. 1359-1361 incarto AI).

                                                                   

                        2.12.   Nel rapporto finale del 27
luglio 2022 (pag. 1580-1584 incarto AI) il medico SMR, dr. med. __________,
dopo aver ripreso le diagnosi con e senza influenza sulla
capacità lavorativa poste dai periti del __________, ha fissato in qualsiasi
attività (abituale e adeguata) un'inabilità lavorativa del 100% dal 18 dicembre
2017 al 5 agosto 2018, del 20% (riduzione globale di rendimento) dal 6 agosto
2018 al 31 marzo 2019, del 10% (riduzione globale di rendimento) dal 1° aprile
2019 al 13 maggio 2019, del 100% dal 14 maggio 2019 al 31 maggio 2019 (per un ricovero
presso il reparto di __________ della __________ per un trattamento
reumatologico, sotto supervisione del reumatologo curante dr. med. __________:
pag. 584-587 incarto AI) e nuovamente del 10% (riduzione globale di rendimento)
dal 1° giugno 2019 e continua (pag. 1583 incarto AI). 

 

                                  Il medico SMR ha puntualizzato
che non vi è alcuna limitazione per il carico massimo in kg, che non vi è
necessità di alternanza della postura, che non vi è difficoltà nello svolgere
lavori di precisione, mentre sono necessarie pause supplementari (incluse; pag.
1582 incarto AI). Sub “Ulteriori risorse e limiti presenti e disponibili”
ha ripreso integralmente quanto indicato dai periti del __________ sub “E
Discussione di fattori di stress e risorse” del referto peritale (cfr.
consid. 2.12; pag. 1582 incarto AI). Ha poi concluso che non sono applicabili provvedimenti
sanitari/terapie con ripercussioni sulla capacità lavorativa (pag. 1584 incarto
AI).

                                

                        2.13.  Agli atti è stata poi versata una MR
ginocchio destro nativo del 23 luglio 2022 che ha messo in evidenza una “lesione
del corno posteriore del menisco mediale. Cisti di baker dell’estensione
longitudinale di 4 cm ca.” (pag. 1586 incarto AI).

Nel complemento peritale del 20 ottobre 2022, il dr. med. __________ ha
rilevato che la nuova diagnosi non era di entità tale da modificare la sua
precedente valutazione (pag. 1607 incarto AI).

 

Questa valutazione è stata anche
confermata il 27 ottobre 2022 dal medico SMR (pag. 1603 incarto AI).  

In seguito sono stati versati agli atti un certificato medico dell’11 novembre
2022 del dr. med. __________, specialista FMH in medicina interna nonché medico
di famiglia del ricorrente (attestante un’incapacità lavorativa del 100% dal 18
dicembre 2017 al 30 novembre 2022 per “infortunio”.: pag. 1615 incarto
AI), un rapporto del 27 ottobre 2022 della dr.ssa __________ (che aveva
visitato il ricorrente in data 13 ottobre 2022 e che aveva deciso di cambiare
il farmaco Aimovig, introducendo Vyepti, in quanto il paziente le aveva
riferito un peggioramento delle cefalee come pure della stipsi: pag. 1616
incarto AI) e tre rapporti (del 26 settembre, del 17 ottobre e del 7 novembre
2022) del dr. med. __________, caposervizio dell’ambulatorio di terapia del
dolore dell’Ospedale __________ di __________, che, in tali occasioni, aveva
proceduto ad eseguire delle infiltrazioni a livello dell’articolazione del
ginocchio destro (pag. 1617-1622 incarto AI).  

Agli atti è stato anche versato il certificato medico del 6 febbraio 2023 del
dr. med. __________, specialista FMH in psichiatria e psicoterapia nonché
psichiatra curante dell’assicurato, secondo il quale:

 

" La
sintomatologia dolorosa di cui soffre il paziente e le conseguenti limitazioni
sulla vita quotidiana si sono aggravate. Alla sintomatologia neurologica e
reumatologica già presenti si è aggiunta una lesione al menisco mediale del
ginocchio destro, che accentua i dolori e le difficoltà nella deambulazione.

A causa delle difficoltà economiche il paziente non ha un proprio
alloggio indipendente e la relazione con genitori che lo ospitano, coi parenti
e con le persone cui si e rivolto per dei prestiti, presentano momenti di
tensione che accentuano il suo disagio.

Il suo stato di salute e le sue difficoltà economiche
compromettono anche la sua possibilità di seguire e sostenere i figli come
vorrebbe: vi sono momenti in cui le sue impossibilità in questo ambito mettono
a dura prova la sua capacità sostenere la situazione.

Non disponendo delle proprie abituali risorse, che gli hanno
sempre consentito di far fronte alle proprie necessità, si sente costretto a
dipendere da una presa di posizione assicurativa che tarda a concretizzarsi.

Abituato a fondare la propria condizione sulla propria
intraprendenza, vive con estrema difficoltà l'attuale situazione in cui il suo
vivere e il vivere dei suoi figli dipende dalle valutazioni e dalle decisioni
di altre persone. Per lo stesso motivo fatica a rivolgersi al sostegno sociale
e preferisce cercare di resistere piuttosto che accettare un ricovero in
clinica.

L'incerta prospettiva riguardo alle reali possibilità di
raggiungere un miglioramento del proprio stato di salute in futuro, la
condizione economica sempre pin compromessa, il passare del tempo senza che vi
siano riscontri di nessun genere, sono alla base di uno stato psichico
caratterizzato da umore deflesso, intensa tensione interiore, tendenza
all'isolamento sociale, insonnia, intermittenti (…)

di suicidio. Lo stato di tensione del paziente raggiunge talvolta
un'intensità preoccupante, come se la sua esasperazione fosse vicina al punto
di cedimento e lo predisponesse a una reazione impulsiva.

La terapia attuale comprende:

Pregabalin 100 mg 1-1-1

Duloxetin 30 mg 1-1-0

Stilnox 10 mg 0-0-0-I

Walium 10 mg al bisogno” (pag. 1761 incarto AI).   

 

                                  Nei complementi del 14 e del 17 maggio
2023, il dr. __________ e __________ hanno ha confermato le loro precedenti
valutazioni

(pag. 1801, 1802 e 1804 incarto AI).

Queste valutazioni sono state confermate il 26 giugno 2023 anche dal medico SMR
(pag. 1805 incarto AI).  

In seguito è stato versato agli atti il certificato medico del 31 agosto 2023
dello psichiatra curante, giusta il quale:

 

" Con
riferimento alla perizia del __________ del 19.7.2022 esprimo il mio disaccordo
con la valutazione psichiatrica in essa contenuta.

Confermo le valutazioni da me precedentemente espresse riguardo
allo stato di salute del paziente.

Ritengo che egli necessiti tuttora di cure e sottolineo che lo
stato psichico del paziente beneficia del trattamento farmacologico in corso,
senza il quale esso sarebbe ulteriormente compromesso” (pag. 1834 incarto AI).

 

Nel complemento peritale del 18
settembre 2023, il dr. med. __________ ha osservato quanto segue:

 

" Quest'ultimo
documento esprime semplicemente il disaccordo del curante rispetto alle conclusioni
peritali, ma non contiene dei dati oggettivi che richiedano commenti ulteriori.

L'affermazione che il periziando necessiti tuttora di cure e che
il trattamento farmacologico in corso porti benefici non implica
automaticamente una messa in discussione della capacità funzionale.” (pag. 1849
incarto AI). 

 

Questa valutazione è stata
confermata il 26 settembre 2023 anche dal medico SMR (pag. 1844 incarto AI).  

                        2.14.   Davanti al TCA, il ricorrente ha
prodotto i rapporti del 19 ottobre e del 6 novembre 2023 della dr.ssa __________
(doc. B1 e B2), i certificati medici del 3 e del 23 novembre 2023 del medico di
famiglia, dr. med. __________, (doc. B3 e B4) e un referto del 21 novembre 2023
di una RX ginocchio al destro (doc. B5).

In particolare, nel rapporto del 19 ottobre 2023 (doc. B1) della neurologa
curante risulta attestato quanto segue:

 

" Ho
ricevuto la copia della (recte: nella) perizia pluridisciplinare __________,
alla quale è stato sottoposto il paziente. Mi riferisco in particolare alla
valutazione del Dottor __________, specialista in neurologia.

Da parte mia rivedrò Il paziente a breve per un controllo, ma mi
permetto di inviarti nel frattempo alcune mie considerazioni.

Dal punto di vista neurologico dalla perizia __________ è stata
considerata unicamente una leggera riduzione della capacità lavorativa, dovuta
alla neuropatia del plesso brachiale sinistro, che potrebbe causare dolori
neuropatici. Non è stata ritenuta nessuna capacità lavorativa

(recte: alcuna incapacità lavorativa) per quanto riguarda il dolore
cervicobrachiale di origine radicolare, per la sindrome lomboradico-lare e
soprattutto la cefalea non è stata considerata come causa della inabilità
lavorativa.

Devo dire che sono molto stupita da questa valutazione.

Ricordo che la cefalea è insorta subito dopo il trauma e ha
assunto caratteristiche di una cefalea muscolo tensiva e cervicogena, alla
quale si sono poi associate componenti emicraniche.

La perizia neurologica discute a lungo che in alcuni miei rapporti
si parla di una cefalea emicranica e in alcuni di cefalea in parte di origine
muscolo tensiva. Sappiamo che un trauma cranico minore può fare insorge una
cefalea che poi si ripete con caratteristiche di una cefalea primaria, come in
questo caso; inoltre la cefalea, può nel suo decorso modificarsi, senza che
questo metta in dubbio la sua presenza o la sua gravità.

La perizia non si sofferma sulla frequenza delle cefalee sempre
documentata dal diario e dalle ripetute visite. Non si sofferma sulle varie
terapie prescritte.

Ricordo di aver seguito il paziente regolarmente partire dal 2018.
Abbiamo provato veramente molti farmaci, tra cui antidepressivi triciclici,
beta-bloccanti, il topiramato, abbiamo eseguito infiltrazioni di tossina
botulinica. Il paziente ha sempre mostrato una eccellente collaborazione con le
terapie, che ha sempre assunto in modo diligente. Il paziente ha sempre
compilato il diario della cefalea che testimoniava l'elevata intensità e
frequenza dei dolori. Dal 2020 il paziente ha iniziato una terapia a base di
Aimovig, grazie alla quale la frequenza delle cefalee e la loro intensità si
sono leggermente ridotte. Le iniezioni di Aimovig sono state eseguite
mensilmente nel mio studio.

Nel corso del 2022 abbiamo dovuto cambiare la terapia con Aimovig,
introducendo Vyepti a causa di una stipsi ostinata provocata dalla Aimovig.
Anche con questo farmaco il paziente ha riportato benefici confermati dal
diario.

Il fatto che non vi sia stata una risposta ottimale ma solo
parziale alla terapia con gli anticorpi monoclonali è stato considerato come
indicatore di una cefalea non specifica. Dal mio punto di vista la risposta
parziale agli anticorpi monoclonali parla a favore di una cefalea di veramente
difficile controllo farmacologico e invalidante, ricordo che secondo la
letteratura la cefalea farmacoresistente non scompare, ma si riduce con la
terapia a base di anticorpi monoclonali.

Non riesco a capire per quale ragione la cefalea di questa entità,
farmaco-resistente tendente alla cronicizzazione, che ha un impatto netto sulle
attività diurne del paziente, non sia stata considerata almeno in parte una
causa della incapacità lavorativa, ma ê stata "banalizzata" e
giudicata aspecifica e facente parte della sintomatologia algica cronica.

D'altro canto vengono anche contestati i dolori cervico radicolari
e lombo-radicolari. Ricordo che il paziente lamenta un dolore cervicobrachiale
sinistro, che inizialmente non era correlato con i conflitti radicolari, ma è
stata ipotizzata una lesione traumatica del plesso brachiale su trauma da
stiramento. A questo si aggiungeva clinicamente una neuropatia del nervo ulnare
al gomito, senza correlato ENG, come spesso succede in pazienti con neuropatia
del nervo ulnare, nelle quali non sempre si osserva chiare anomalie ENG. In un secondo
tempo si sono invece aggiunti dei dolori radicolari, bilaterali, in territorio
C6 bilaterale, su stenosi foraminale bilaterale a livello CS-C6.

Inoltre, il paziente ha anche sviluppato un dolore all'arto
inferiore sinistro, inizialmente considerato di origine pseudo radicolare,
visto all’irradiazione non specifica per un territorio topografico preciso. A
partire dal 2020, il dolore si è irradiato fino al dorso del piede sinistro
associandosi a parestesie nella stessa sede e sulla RMN lombare si documentava
una progressione della discopatia L4-LS, con contatto con entrambe le radici L5
all'emergenza. Per questa problematica il paziente si è sottoposto a plurime
infiltrazioni periradicolari, con benefici transitori. Il paziente si è sempre
impegnato molto a sottoporsi ad una fisioterapia sia antalgica che di rinforzo
muscolare.

Il paziente è stato seguito regolarmente anche dal punto di vista
psichiatrico da parte del dr. __________, con il quale mi sono spesso sentita,
preoccupata per le condizioni del paziente che oltre all'umore depresso
esprimeva anche una ideazione suicidale.

Il paziente ha sempre assunto una terapia farmacologica importante
a base di pregabalin, duloxetina e sonniferi/miorilassanti.

Mi sorprende quindi che nella perizia del __________ non sia stata
posta nessuna diagnosi dal punto di vista psichiatrico.

A mio avviso la perizia del __________ si sofferma su alcuni
aspetti diagnostici, puntualizzando singole frasi di noi medici curanti, senza
tuttavia cercare di capire la reale condizione del paziente e né cercare di
quantificare la sua sintomatologia, che personalmente ho sempre ritenuto
genuina e importante, avendo potuto seguire il paziente dal 2018 in maniera
periodica, ad intervalli di 1-3 mesi.

A mio avviso, il complesso iter assicurativo, in paziente che in
pochi anni ha dovuto sottoporsi a diverse perizie mediche, purtroppo ha
influito negativamente alle condizioni dello stesso, causando una forte
situazione di stress.

Rivedrò a breve il paziente per un aggiornamento. clinico. Resto a tua
disposizione per ulteriori informazioni.” (doc. B1).

Nel precitato rapporto del 6 novembre 2023 (doc. B2) della neurologa curante (al
medico di famiglia dell’assicurato) risulta attestato quanto segue:

 

" ti
riferisco a proposito del paziente a margine, che ho visitato in data odierna
per un controllo. Ho visto il paziente molto demoralizzato, stanco e sofferente.
Mi riferisce di isolarsi molto e di aver ridotto le sedute di fisioterapia,
alle quali spesso non riesce a recarsi a causa di uno stato di astenia e di
dolori diffusi. Le cefalee che sono migliorate con la terapia a base di Vyepti
ma stanno riapparendo, il paziente mi chiede di riprogrammare una nuova
infusione,

Abbiamo parlato a lungo della perizia pluridisciplinare alla quale
si è sottoposto che ha giudicato il paziente abile al lavoro, senza limitazioni
maggiori e senza considerare le patologie per cui il paziente è seguito da
diversi specialisti. Ti ho inviato separatamente le mie osservazioni in merito.
Ho proposto al paziente una riabilitazione presso il reparto di
immuno-reumatologia in sede, ma per varie ragioni il paziente preferisce
posticiparla. Chiedo comunque al Dr. __________, che mi legge in copia, di
volerlo rivalutare per discutere delle varie problematiche dolorose e per valutare
se vi è l'indicazione ad una nuova infiltrazione a livello cervicale e/o
lombare.

Il paziente mi ha parlato anche dei dolori al ginocchio destro,
per i quali è stato valutato alle __________ e sottoposto ad infiltrazioni di
plasma, senza beneficio. Il paziente mi chiede se può beneficiare di una
valutazione ortopedica in sede e lo invio volentieri al Dr. __________. Il
paziente ha eseguito una RMN del ginocchio in sede (estate del 2022) e porterà
eventuale ulteriore documentazione radiologica più recente.

Da parte mia rivedrò il paziente al più tardi all'inizio di
febbraio, durante la pausa della terapia con gli anticorpi monoclonali prevista
dalla LAMaI. Nel frattempo il signor RI 1 continuerà a mantenere il diario
della cefalea.” (doc. B2).

Nel precitato certificato
medico del 3 novembre 2023 il medico di famiglia ha attestato un’incapacità
lavorativa del 100% dal 18 dicembre 2017 al 30 novembre 2023 per “infortunio”
(doc. B3) mentre in quello del 23 novembre 2023 (doc. B4) il medesimo medico ha
attestato quanto segue:

 

" (…) in
risposta al vostro progetto di decisione AI, datato 28 settembre 2023, esprimo
il mio disaccordo con la vostra conclusione "Nessun diritto a prestazioni
AI" (grado d'invalidità pari a 17.64% ossia 7.34%).

Non ritorno sull'anamnesi e sulle diagnosi del paziente a voi, già
note.

In veste del medico curante ho ritenuto il Signor RI 1 inabile al
lavoro in misura totale dalla data dell'infortunio ovvero dal 17.12.2017 a
tutt'ora.

Come ben sapete, il Signor RI 1, ha avuto diverse importanti
complicazioni sia a livello fisico che a livello psicologico perle quali è
tutt'oggi in cura da colleghi specialisti.

A mio parere, nel corso della vostra perizia non sono stati presi
in considerazione diversi fattori psico-fisici importanti come le valutazioni
specialistiche in atto.

Per tale motivo vi chiedo di rivalutare la vostra decisione.”
(doc. B4).

Infine, la RX ginocchio al
destro del 21 novembre 2023 ha messo in evidenza una “lieve riduzione
d’ampiezza dello spazio articolare femoro-tibiale al comparto interno con lieve
sclerosi della spongiosa ossea subcondrale al piatto tibiale mediale. Un poco
ridotto lo spazio articolare femoro-rotuleo al versante laterale” (doc.
B5).

 

Nei complementi peritali del 23
dicembre 2023 e del 10 gennaio 2024 il dr. med. __________ e il dr. med. __________
hanno confermato le precedenti valutazioni (doc. XII-2).

 

Queste valutazioni sono state
confermate il 1° febbraio 2024 anche dalla dr.ssa med. __________ (doc. XII-2),
che ha pure puntualizzato quanto segue:  

 

" Riteniamo
che il lavoro svolto sia stato dettagliato è abbia preso in considerazione le
lamentele descritte dall'A., nonché valutato in modo critico e oggettivo il
comportamento dimostrato dall'A. stesso. Facciamo notare che la perizia consiste
in ben 148 pagine e peraltro l'accusa di lacune, carenze o manchevolezze è a
nostro avviso assolutamente ingiustificata.” (doc. XII).

                                

                                  In data 6 marzo 2024 l’avv. RA 1
ha infine versato agli atti il rapporto del 4 marzo 2024 della __________ - relativo
al consulto del 27 febbraio 2024 - dal quale si evince quanto segue:

 

" Beurteilung
und Prozedere

(…) Zusammengefasst handelt es sich um ein Schmerzsyndrom mit
psychischen und somatischen Faktoren.

Im heute durchgeführten MRI der HWS zeigt sich eine Zunahme der
Degenerationen in mehreren Segmenten, insbesondere im Vergleich zur
Voruntersuchung 2019. Es zeigt sich eine Spinalkanaleinengung
ohne Myelopathie und mehrsegmentale Foramenstenosen. Aktuell habe ich keine
klaren Hinweise, dass ein zervikomyeloradikuläres Reiz- oder sensomotorisches
Ausfallssyndrom vorliegt. Auch die Elektrophysiologie im linken Arm liefert
keine Hinweise für eine Schwerpunktneuropathie als Ursache der
Kribbelparästhesien.

Der kernspintomographische Befund sollte sicherlich kontrolliert
werden. Bei regulärem Verlauf ohne Hinweise für zervikomyeloradikuläre Symptome
empfehle ich ein Verlaufs-MRI der HWS in etwa 2 Jahren.

Bezüglich des aktuellen Beschwerdebildes mit medikamentöser
Therapie wie oben angegeben, empfehle ich diese bei den behandelnden
Spezialisten im Tessin weiterzuführen. Ebenfalls auch die
Physiotherapie und das Beibehalten der körperlichen Aktivität. Wiedervorstellung
bei Bedarf.” (doc. C).

 

                        2.15.   Per costante giurisprudenza, in un
procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STF U 259/02
dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                  Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR
2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. 

                                  Devono piuttosto esistere delle
particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati
i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                  In una sentenza 8C_216/2009 del
28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale federale ha
precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria
sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze
dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno
il più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in
tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle
armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1
CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio
l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei
mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in
particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.

 

                                  Trattandosi invece di perizie
affidate dagli assicuratori sociali, durante la procedura amministrativa, a
medici esterni all’amministrazione o a servizi specializzati indipendenti, esse
godono di piena forza probatoria, a condizione che non esistano indizi
concreti che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF 8C_458/2023 del
18 dicembre 2023 consid. 3.2.; STF 8C_862/2014 del 2 aprile 2015 consid. 3.2 e
riferimenti ivi citati). 

 

                                  Per quel che concerne il valore
probante di un rapporto medico, determinante è che esso sia completo sui temi
sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle censure
sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena conoscenza
dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le
conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125
V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160
ss., consid. 1c e riferimenti). 

                                  L'elemento rilevante per decidere
circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la sua
designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo
contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

                                  È infine utile osservare che se
vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia,
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come
farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è
l’opinione più adeguata (cfr. STF I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in
fine; STF I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV Nr. 10 p. 35 consid. 4b).

 

                                  Da ultimo, affinché un esame
medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere
diverse condizioni (DTF 127 V 294; D. Cattaneo, “La promozione dell'autonomia
del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT II-2003, pag.
571 seg., in particolare la nota 158, pag. 628-629; D. Cattaneo, “Le perizie
nelle assicurazioni sociali” in: Le perizie giudiziarie, Ed. CFPG, Lugano e
Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008, pag. 203 e segg. (249-254).

                                  Innanzitutto la diagnosi deve
essere espressa da uno specialista in psichiatria e fondata sui criteri posti
da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (STF 9C_815/2012
del 12 dicembre 2012; DTF 131 V 49; DTF 130 V 396 segg.; DTF 127 V 294;
Mosimann, Somatoforme Störungen: Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in:
SZS/RSAS 1999 pag. 105 segg.).

                                  Il medico deve inoltre
pronunciarsi sulla gravità dell'affezione e deve anche valutare l'esigibilità
della ripresa di un'attività lucrativa da parte dell'assicurato.

                                  Tale prognosi deve tener conto di
diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle
organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto
tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata
pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità
di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi
sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                  Inoltre, l'esperto deve
esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                  Del resto, il rifiuto del
carattere invalidante deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali
le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni
sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una
richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal
paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto
dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi
handicap nonostante un ambiente psicosociale intatto (STCA 32.1999.124 inedita
27 settembre 2001; STFA I 683/03 del 12 marzo 2004 pubblicata in DTF 130 V 352;
cfr. STCA 32.2018.57 del 18 marzo 2019, consid. 2.5; STCA 32.2018.158 del 30
luglio 2019, consid. 2.4 in fine e STCA 32.2019.47 del 24 febbraio 2020,
consid. 2.4, STCA 32.2019.63 del 27 aprile 2020, consid. 2.7 e STCA 32.2019.219
del 15 luglio 2020, consid. 2.4; STCA 32.2020.8 del 20 agosto 2020, consid.
2.4; STCA 32.2023.3 del 17 aprile 2023, consid. 2.7; STCA 35.2023.145 del 18
marzo 2024, consid. 2.6 e la STCA 32.2023.115 del 22 aprile 2024, consid. 2.6).

 

                        2.16.   Ai fini del presente giudizio giova
qui inoltre rilevare, che, per quel che concerne l’invalidità psichica, con due
sentenze 8C_841/2016 e 8C_130/2017 del 30 novembre 2017, pubblicate in DTF 143
V 409 e 143 V 418, il Tribunale federale ha stabilito che la giurisprudenza
sviluppata per i dolori somatoformi persistenti secondo cui la reale capacità
lavorativa e di rendimento della persona interessata siano da accertare alla
luce di indicatori, troverà in futuro applicazione per tutte le malattie psichiche.
Ciò significa, in particolare per depressioni lievi fino a medio-gravi, che non
avrà più il medesimo significato il precedente criterio della “resistenza alle
terapie” come condizione necessaria per la concessione di una rendita AI.

 

                                  Nel Comunicato stampa del
Tribunale federale del 14 dicembre 2017 figurano inoltre le seguenti
indicazioni:

 

" Nel 2015
il Tribunale federale aveva modificato la sua prassi per l’accertamento del
diritto a una rendita AI in presenza di disturbi somatoformi senza cause organiche
oggettivabili (dolori somatoformi) e analoghe affezioni psicosomatiche (DTF 141
V 281; comunicato stampa del Tribunale federale del 17 giugno 2015). In questi
casi la decisione sul diritto a una rendita AI deve avvenire attraverso una
procedura probatoria strutturata. In tale ambito, occorre valutare l'effettivo
potenziale di rendimento raggiungibile dalla persona interessata, considerando
da un lato i fattori di carico esterno di diminuzione del potenziale da un
altro lato i fattori positivi di compensazione (risorse) in una valutazione
complessiva commisurata al caso singolo. Determinanti come indicatori sono tra
l'altro l'intensità della diagnosi e dei sintomi, l'assunzione effettiva di una
terapia, il decorso e l'esito di terapie come anche gli sforzi per il
reinserimento professionale, le patologie associate, sviluppo e la struttura
della personalità, il contesto sociale della persona interessata e l'insorgenza
delle limitazioni fatte valere nei diversi ambiti della vita (lavoro e tempo
libero). Come in precedenza la persona assicurata sopporta l'onere della prova
(cfr. comunicato stampa del Tribunale federale del 14 dicembre 2017).

Nelle due sentenze del 30 novembre 2017 il Tribunale federale è
giunto alla conclusione che la procedura appena descritta deve essere applicata
in futuro all'esame di tutti i casi ove è richiesta una rendita AI in presenza
di disturbi psichici, ossia in particolare anche nell'eventualità di
depressione lieve fino a medio-grave. 

Le malattie psichiche possono essere individuate e dimostrate in
linea di principio soltanto in maniera limitata con criteri oggettivi. Anche se
una classificazione medica è necessaria e secondo la scienza è presupposta una
diagnosi, dal profilo giuridico non è possibile accontentarsi solo di questo.
Piuttosto è decisiva la questione delle ripercussioni funzionali di un
disturbo. Per la valutazione delle conseguenze di un’affezione psichica la
diagnosi non è più centrale.

Soltanto da quell'elemento non emerge alcuna attestazione sulle
prestazioni lavorative della persona toccata. È proprio per questa ragione che
per tutte le malattie psichiche deve essere applicata una procedura probatoria
fondata su indicatori, soprattutto in presenza di simili disturbi che in
sostanza si accomunano per problemi probatori. Eventualmente si dovrà secondo
la specifica sindrome nella valutazione dei singoli indicatori provvedere ad
alcuni adattamenti. Per motivi scaturenti dal principio di proporzionalità, si
potrà prescindere da un procedimento probatorio strutturato, laddove si
dimostrasse inutile o addirittura inadatto. La realizzazione di questa
evenienza deve essere valutata secondo la necessità probatoria concreta. La
prova di un'invalidità pensionabile può in genere essere ritenuta apportata, se
nell'ambito di un esame complessivo risulta un quadro coerente di limitazione
della capacità lavorativa in tutti gli ambiti della vita. La mancanza di tale
indicazione fa comportare conseguentemente l'assenza di prova atta a dimostrare
una limitazione della capacità lavorativa, aspetto che si ripercuote
conseguentemente a sfavore della persona toccata.

Secondo la giurisprudenza precedente del Tribunale federale
riguardante le depressioni da lievi a medio gravi, le malattie corrispondenti
potevano essere considerate invalidanti, solo se era stata dimostrata una
"resistenza alle terapie". Con il cambiamento di prassi adottato dal
Tribunale federale questo concetto non vale più in maniera assoluta.

Ora invece, come nelle altre malattie psichiche, la questione
decisiva è se la persona interessata riesca a presentare sulla base di un metro
di valutazione oggettivo la prova di un'incapacità lavorativa e al guadagno
invalidante. La possibilità di terapia, in genere ammessa, in presenza di
depressioni lievi fino a medio-gravi deve ad ogni modo ancora essere
considerata complessivamente nell'apprezzamento delle prove, tuttavia
considerando esigibile una terapia conseguente e adeguata.”

 

                                  Questa giurisprudenza è stata
confermata in una sentenza 8C_409/2017 del 21 marzo 2018, pubblicata in DTF 144
V 50

                                  (STCA 32.2017.176 del 14 agosto
2018, consid. 2.6).

                                  

                                  Nella DTF 145 V 215 il TF ha
infine stabilito che anche le sindromi da dipendenza primaria, come tutte le
malattie psichiche, devono essere sottoposte, in linea di principio, a una
procedura probatoria strutturata secondo la DTF 141 V 281.

 

                                  Il Tribunale federale ha in
seguito costantemente confermato la giurisprudenza di cui alle DTF 143 V 409 e
143 V 418 (cfr. STF 9C_672/2017 dell'11 luglio 2018 consid. 3.3.1 e 3.3.2;
8C_6/2018 del 2 agosto 2018 consid. 4.1, 4.2 e 4.3; 8C_309/2018 del 2 agosto
2018 consid. 3.2; 9C_77/2018 dell'8 agosto 2018 consid. 2.2.).

 

                                  Vedi pure STCA 32.2018.145 del 21
ottobre 2019, consid. 2.3, STCA 32.2019.47 del 24 febbraio 2020, consid. 2.3,
STCA 32.2020.8 del 20 agosto 2020, consid. 2.4, STCA 32.2022.58 del 2 dicembre
2022, consid. 2.4, STCA 32.2023.3 del 17 aprile 2023, consid. 2.6, STCA
32.2023.49 del 23 ottobre 2023, consid. 2.5, STCA 32.2023.47 dell’8 gennaio
2024, consid. 2.5, STCA 35.2023.145 del 18 marzo 2024, consid. 2.5 e la STCA
2.2023.115 del 22 aprile 2024, consid. 2.5).           

                                

                        2.17.   Il TCA è chiamato a verificare
innanzitutto se lo stato di salute del ricorrente è stato accuratamente
vagliato dall’UAI prima della 

                                  data di emissione della decisione
qui impugnata (nel caso concreto il 28 settembre 2023) che segna, come si vedrà
meglio al considerando 2.19.2, il limite temporale del potere cognitivo del
giudice delle assicurazioni sociali.

 

                                  Dopo attenta analisi della
documentazione medica agli atti (cfr., in particolare, quella riassunta ai
considerandi da 2.10 a 2.14), questa Corte ritiene di poter fondare il proprio
giudizio sull’apprezzamento espresso dai periti amministrativi incaricati
dall’amministrazione nel rispetto della procedura di cui all’art. 44 LPGA (cfr.
supra, consid. 2.11).

 

                                  Il TCA constata, infatti, che i
periti del __________ hanno tenuto conto di tutte le problematiche lamentate
dall'assicurato ponendo le diagnosi concernenti l’insieme dei disturbi
dell’interessato, valutando le sue limitazioni funzionali e le relative
ripercussioni sulla capacità lavorativa al termine di un’analisi approfondita
di tutti i referti medici dei curanti (anche specialisti). 

In particolare il perito neurologo, che ha visitato l’assicurato il  2 novembre
2021, nel referto del 12 novembre 2021 (pag. 1365-1445) ha spiegato nel
dettaglio e in modo convincente i motivi per i quali, contrariamente a quanto
ritenuto dalla neurologa curante, le cefalee di cui soffriva l’assicurato non
erano di origine né post-traumatica né emicranica e, quindi, non inquadrabili
in una cefalea autonoma, di base organica (neurologica), bensì psicogena-somatoforme
(ovvero cefalee fin da subito croniche, resistenti a trattamenti farmacologici
con le caratteristiche stesse della cefalea variabili). Per queste ragioni non
si poteva considerare la cefalea dell'assicurato come una entità a se stante,
indipendente, ma si trattava di un sintomo che faceva parte di un contesto di
una sindrome del dolore cronico diffuso, la quale a sua volta sarebbe stata
valutata nell'ambito reumatologico e/o psichiatrico, quindi senza che vi fosse una
base neurologica soggiacente. Egli ha pure spiegato nel dettaglio e in modo
convincente che dal danno del plesso brachiale inferiore derivavano delle
disestesie persistenti ormai da quasi quattro anni (comunque d'entità minore e
che non necessitavano un trattamento farmacologico particolare) che, potendo
comunque creare un "fastidio di base" giustificavano una limitazione
del rendimento del 10%.

                                  Anche il perito psichiatra - che
ha sottoposto l’assicurato ad un consulto il 9 novembre 2021 (dalle ore 10.00
alle ore 11.00) e il 29 novembre 2021 (dalle ore 11.15 alle ore 11.45) - nel
rapporto del 30 novembre 2011 (pag. 1473-1499 incarto AI) - dopo aver descritto
l'anamnesi e le constatazioni obbiettive sul piano psicopatologico  e avere
valutato i test SIMS e MMPI-2-RF eseguiti dallo psicologo __________ in data 3
novembre 2021 dalle ore 10.40 alle ore 13.50 sulla base del relativo rapporto
del 16 novembre 2021 (pag. 1500-1503) - ha spiegato nel dettaglio e in modo
convincente i motivi per i quali, alla luce di tutti gli elementi che a quel
momento erano emersi, a differenza del dr. med. __________ (nella precedente
perizia __________ del 2019) e dello psichiatra curante, non ha posto alcuna
diagnosi psichiatrica, ravvisando per contro “un tentativo volontario di
simulazione della malattia mentale” (cfr. rapporto peritale psichiatrico
del 30 novembre 2021, in particolare 1494 incarto AI).

In particolare, il perito psichiatra ha sottolineato che la valuta-zione
obiettiva dell’assicurato e dei dati che erano emersi in occasione della
perizia, portava alla luce delle incoerenze molteplici e assai rilevanti (ad
es.: completa discrepanza tra la presentazione esteriore del soggetto e la
riferita sofferenza devastante che egli riferiva di sperimentare, anche psichicamente,
ogni giorno della sua vita: molto curato nella persona e nell'abbigliamento, in
ordine, con un viso disteso, non segnato, senza indizi di affaticamento o di
assopimento visibili durante il colloquio, il periziando aveva mantenuto sempre
una lucidità razionale ed emotiva che era del tutto incompatibile con la
malattia mentale; insistenza, manifestamente strumentale e ridondante, sul tema
della presunta ideazione suicidale: comportamento inusuale in chi soffre di un
genuino disturbo mentale, sia esso la depressione o qualunque altra
manifestazione psicopatologica, che spesso si accompagna a sentimenti di timore
e di vergogna; incoerenze enormi si osservavano sul tema della terapia
antalgica e psichiatrica: l’assicurato aveva ribadito con molta insistenza di
passare le giornate a "bombardarsi" di dosaggi cospicui di farmaci,
che avrebbero inciso negativamente sulla sua vigilanza e lo avrebbero fatto
dormire a lungo mentre dagli estratti della Cassa Malati si evinceva un
acquisto modesto e anche irregolare dei farmaci, sicuramente incompatibile con
un loro uso massiccio e inoltre dai dosaggi ematici si evinceva che nessuno, ma
proprio nessuno dei farmaci presenti in terapia psichiatrica, raggiungeva
nemmeno lontanamente il minimo livello dell'intervallo terapeutico). Infine il
perito psichiatra ha portato l'attenzione sulla testistica accurata che era
stata effettuata dallo psicologo __________. Il test di screening per la
simulazione SIMS aveva fornito un punteggio globale straordinariamente elevato,
con livelli superiori ai cut-off per tutte le scale che erano state analizzate.
II test MMPI-2-RF aveva fornito dei risultati del tutto non interpretabili, a
causa dell'alterazione di tutte e cinque le scale di validità. II giudizio
dello psicologo, che segnalava una rilevante amplificazione volontaria dei
sintomi riferiti era estremamente bonale, potendosi ravvisare invece tutti gli
estremi per una presentazione totalmente incoerente, e quindi totalmente
infondata, della sofferenza psichica. Ha quindi concluso per una piena capacità
lavorativa in qualsiasi (abituale e adeguata) attività lavorativa dall’aprile
2019.

Anche il perito reumatologo - che ha visitato l’assicurato il 17 novembre 2021
(dalle ore 9.55 alle ore 11.00) - nel rapporto del 2 dicembre 2021 (pag.
1450-1468 incarto AI) ha spiegato nel dettaglio e in modo convincente i motivi
per i quali, rispetto alla sua valutazione peritale del 2019, non aveva
rilevato modifiche, assistendo piuttosto ad una certa generalizzazione della
sintomatologia dolorosa che stava gradatamente interessando anche la parte
destra del corpo (mentre per quanto riguardava il lato sinistro la situazione
era sostanzialmente invariata rispetto alla sua valutazione antecedente). Le
indagini neuroradiologiche effettuate recentemente non mostravano evoluzioni
particolari.

Il perito reumatologo ha inoltre segnalato che le irritazioni radicolari
descritte dai colleghi radiologi erano soprattutto localizzate sul lato destro,
dove l'assicurato aveva meno problemi. Come già nella visita del 2019 il perito
amministrativo ha rilevato una certa difficoltà nella valutazione dal punto di
vista clinico per un atteggiamento difensivo dell'assicurato. Persisteva un
quadro fibromialgico, mentre non vi erano, dal punto di vista reumatologico,
patologie di entità maggiore. Anche per quanto riguardava le alterazioni
degenerative alla colonna vertebrale queste non portavano compressioni di tipo
radicolare (valutazioni neurologiche del decorso) e non erano sono segni
clinici d'instabilità soprattutto alla colonna lombare. In quel momento il
quadro clinico andava inquadrato nell'ambito di un dolore cronico con
componente miofasciale e la presenza di una problematica biopsicosociale in
relazione con una sindrome ansioso-depressiva. L'evoluzione era da considerarsi
cronica. Ha quindi concluso per una piena capacità lavorativa in qualsiasi
(abituale e adeguata) a partire al più tardi dal 6 agosto 2018, data in cui
terminava l'incapacità lavorativa determinata dal neurochirurgo.

Inoltre, per quanto concerne la “lesione del corno posteriore del menisco
mediale. Cisti di baker dell’estensione longitudinale di 4 cm ca.”
evidenziata dalla MR ginocchio destro nativo del 23 luglio 2022 (pag. 1586
incarto AI), nei complementi peritali del 20 ottobre 2022 e del 17 maggio 2023,
il dr. med. __________ ha osservato/ribadito che la nuova diagnosi non era di
entità tale da modificare la sua precedente valutazione (pag. 1607 e 1804
incarto AI). 

Anche, dal profilo internistico, l’assicurato è stato sottoposto ad un accurato
esame nell’ambito della perizia __________, grazie al consulto specialistico
del 18 ottobre 2021 (dalle ore 8.45 alle ore 13.40) e del 16 novembre 2021
(dalle ore 10.05 alle ore 11.05) della dr.ssa med. __________, specialista FMH
in medicina interna generale, che - dopo avere posto le diagnosi senza influsso
sulla capacità lavorativa di “Stato dopo carenza di acido folico;
Ipovitaminosi D; Stato dopo reazione di stadio II L. Müller di origine
allergica alimentare; Tabagismo cronico; Stato dopo distorsione-contusione
ginocchio ds. nel 2009” - ha a