# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ca5dbd6e-4326-5b32-9e5a-36bb3d119cd0
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-08-12
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 12.08.2014 BB.2014.23
**Docket/Reference:** BB.2014.23
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BB-2014-23_2014-08-12

## Full Text

Gratuito patrocinio per l'accusatore privato (art. 136 CPP).;;Gratuito patrocinio per l'accusatore privato (art. 136 CPP).;;Gratuito patrocinio per l'accusatore privato (art. 136 CPP).;;Gratuito patrocinio per l'accusatore privato (art. 136 CPP).

Decisione del 12 agosto 2014 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, presidente, 

Tito Ponti e Nathalie Zufferey Franciolli, 

Cancelliera Susy Pedrinis Quadri 

   

Parti  A. S.p.a. in liquidazione, rappresentata dall'avv. Diego 

Della Casa, 

 

Reclamante 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  

 

Controparte 

   

Oggetto  Gratuito patrocinio per l'accusatore privato (art. 136 CPP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BB.2014.23  

- 2 - 
 
 

 Fatti:  

A. Il Ministero pubblico della Confederazione (di seguito: MPC) conduce dal 

7 ottobre 2010 un'indagine nei confronti di B., C., D., E., F., G., H., I., J. e K. 

per titolo di riciclaggio di denaro ai sensi dell'art. 305
bis

 CP, organizzazione 

criminale ai sensi dell'art. 260
ter

 CP, amministrazione infedele ai sensi dell'art. 

158 CP, falsità in documenti ai sensi dell'art. 251 CP, falsità in certificati ai 

sensi dell'art. 252 CP, appropriazione indebita ai sensi dell'art. 138 CP, cattiva 

gestione ai sensi dell'art. 165 CP e favori concessi ad un creditore ai sensi 

dell'art. 167 CP (act. 1.1 pag. 1 e seg.). 

 

 

B. L'11 novembre 2010 la Sezione fallimentare del Tribunale di Milano ha dichia-

rato il fallimento di A. Spa in liquidazione ed ha nominato quale curatore del 

fallimento L. (act. 3.1). 

 

 

C. L'11 dicembre 2012 B., D., F., H. e J. sono stati condannati, con sentenze di 

patteggiamento definitive, dal Giudice per le indagini preliminari (di seguito: 

GIP) del Tribunale di Milano per la bancarotta fraudolenta ai danni di A. Spa, e 

di M. Spa, Milano società attive nella compravendita di traffico telefonico e di 

schede telefoniche prepagate (act. 1.1 pag. 2). 

 

 

D. Il 5 agosto 2013, la Sezione II. Civile del Tribunale di Milano ha autorizzato la 

L., in qualità di curatrice del Fallimento di A. Spa in liquidazione (di seguito 

Fallimento di A.) a costituirsi parte civile nel procedimento penale elvetico con 

l'assistenza dell'avv. Diego Della Casa, e dell'avv. N., Milano (act. 3.2). 

 

 

E. Il 2 settembre 2013, il Fallimento di A. ha presentato un'istanza di costituzione 

di accusatore privato nell'ambito della procedura penale condotta dal MPC, 

facendo valere un'azione civile. Contestualmente, esso ha chiesto l'accesso 

agli atti e l'ammissione al gratuito patrocinio. In merito a questa ultima richie-

sta, il 23 settembre 2013 la curatrice del Fallimento di A. ha precisato che sia 

la massa fallimentare, sia i beneficiari economici che gli ex amministratori – 

imputati nel procedimento penale – sarebbero privi di patrimonio e che pertan-

to non vi sarebbero soggetti che potrebbero assumere le spese di patrocinio, 

motivo per cui si giustificherebbe un'eccezione alla regola secondo cui alle 

persone giuridiche non può essere concesso il gratuito patrocinio. Il 

26 novembre 2013, il Fallimento di A. ha indicato che la procedura di ricono-

scimento della sentenza dichiarativa del suo fallimento in Svizzera non sareb-

be ancora stata avviata, non essendo a conoscenza dell'esistenza e del luogo 

- 3 - 
 
 

di situazione di eventuali beni su suolo elvetico, informazioni che potrebbero 

essere ottenute solo con l'accesso agli atti del procedimento penale (act. 1.1. 

pag. 2 e seg.). 

 

 

F. Il 27 gennaio 2014 il MPC ha decretato l'ammissione della curatela del Falli-

mento di A. quale accusatrice privata e le ha concesso l'accesso agli atti del 

procedimento. Il MPC ha per contro negato l'ammissione della medesima al 

gratuito patrocinio (act. 1.1 pag. 5). 

 

 

G. Con reclamo del 4 febbraio 2014, la curatela del Fallimento di A., patrocinata 

dall'avv. Diego Della Casa, è insorta contro il predetto decreto dinanzi alla 

Corte dei reclami penali, postulando l'assunzione da parte dello Stato della re-

tribuzione del summenzionato legale (act. 1). 

 

 

H. Nelle sue osservazioni del 18 febbraio 2014, il MPC si è riconfermato nella 

propria decisione (act. 5). 

 

 

I. Con missiva del 28 febbraio 2014, la reclamante ha comunicato di non pre-

sentare alcuna replica al reclamo (act. 7). Tale comunicazione è stata tra-

smessa per conoscenza al MPC (act. 8). 

 

 

J. Le ulteriori argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, 

nei considerandi di diritto. 

 

 

 

 Diritto: 
 

1.  

1.1 In virtù degli art. 393 cpv. 1 lett. a del Codice di diritto processuale penale 

svizzero del 5 ottobre 2007 (CPP; RS 312.0) e 37 cpv. 1 della legge federale 

del 19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità penali della Confedera-

zione (LOAP; RS 173.71) in relazione con l’art. 19 cpv. 1 del regolamento del 

31 agosto 2010 sull’organizzazione del Tribunale penale federale (ROTPF; 

RS 173.713.161), la Corte dei reclami penali giudica i gravami contro le deci-

sioni e gli atti procedurali del pubblico ministero. 

 

 Il Tribunale penale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammis-

sibilità dei reclami che gli sono sottoposti senza essere vincolato, in tale ambi-

- 4 - 
 
 

to, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (v. art. 391 cpv. 1 CPP 

nonché PATRICK GUIDON, Die Beschwerde gemäss schweizerischer Strafpro-

zessordnung, tesi di laurea bernese, Zurigo/San Gallo 2011, pag. 265 e giuri-

sprudenza citata). 

 

1.2 Il reclamo contro decisioni comunicate per iscritto od oralmente va presentato 

e motivato entro dieci giorni (art. 396 CPP). Nella fattispecie, il decreto impu-

gnato, datato 27 gennaio 2014, è stato notificato al patrocinatore della recla-

mante il giorno successivo. Il reclamo, interposto il 5 febbraio 2014, è pertanto 

tempestivo (v. act. 1 e act. 1.1). 

 

1.3 Giusta l'art. 393 cpv. 2 CPP, mediante il reclamo si possono censurare le vio-

lazioni del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento e 

la denegata o ritardata giustizia (lett. a), l’accertamento inesatto o incompleto 

dei fatti (lett. b) e l’inadeguatezza (lett. c). 

 

1.4 Sono legittimate ad interporre reclamo contro una decisione le parti che hanno 

un interesse giuridicamente protetto (art. 382 cpv. 1 CPP) e diretto 

all’annullamento o alla modifica della stessa. 

 La reclamante è stata ammessa quale accusatrice privata da parte del MPC 

(v. act. 1.1): in tale veste e quale destinataria della decisione impugnata, essa 

è legittimata ad impugnare il decreto del 27 gennaio 2014 in merito al rifiuto 

del gratuito patrocinio.  

 

 

2.  

2.1 L'insorgente censura la mancata concessione da parte del MPC del gratuito 

patrocinio in suo favore. Non esistendo attivi della massa fallimentare, essa 

sarebbe infatti manifestamente sprovvista dei mezzi finanziari per sostenere le 

spese legali legate a questa causa (v. act. 1 pag. 4). La sola possibilità per il 

Fallimento di A. di recuperare una posizione attiva consisterebbe nell'avanza-

re pretese civili sui beni sequestrati agli imputati nel procedimento penale el-

vetico, imputati che sono gli ex-amministratori della reclamante ed ai quali le 

società azioniste di A. sono riconducibili. Si tratterebbe dunque di soggetti che 

avrebbero, semmai, interesse a che la reclamante non si costituisca accusato-

re privato e non faccia valere pretese civili, dunque in sostanza di controparti 

processuali del Fallimento di A.. Contrariamente all'assunto del MPC, non esi-

sterebbe pertanto la possibilità che altri soggetti legati al Fallimento di A. so-

stengano le spese di patrocinio. Lo stesso dicasi per i creditori del Fallimento 

di A.. In effetti, nel diritto italiano, a cui soggiace la reclamante, non esistereb-

be alcuna norma a garanzia di un privilegio simile a quello conferito ai creditori 

nell'ambito della cessione dei diritti di cui all'art. 260 della legge federale sulla 

esecuzione e sul fallimento (LEF; RS.281.1), motivo per cui i creditori non sa-

rebbero interessati a finanziare il patrocinio per la massa fallimentare. 

- 5 - 
 
 

 

Infine, a mente della reclamante, la concessione del beneficio del gratuito pa-

trocinio si giustificherebbe anche alla luce delle buone possibilità di successo 

insite nell'azione civile che essa intenderebbe promuovere. 

 

2.2 Giusta l'art. 29 cpv. 3 della Costituzione federale della Confederazione Svizze-

ra del 18 aprile 1999 (Cost.; RS 101), chi non dispone dei mezzi necessari ha 

diritto alla gratuità della procedura se la sua causa non sembra priva di proba-

bilità di successo. Non dispone dei mezzi necessari colui che può far fronte al-

le spese di causa solo intaccando il minimo vitale "allargato" suo e della sua 

famiglia, valutati tenendo in considerazione sia il reddito che il patrimonio 

(DTF 124 I 1 consid. 2a). 

 

L’art. 136 cpv. 1 CPP (per rinvio dell’art. 379 CPP per la procedura di ricorso) 

precisa che chi dirige il procedimento accorda parzialmente o totalmente il 

gratuito patrocinio all'accusatore privato, affinché questi possa far valere le 

sue pretese civili, se l'accusatore privato è sprovvisto dei mezzi necessari (lett. 

a) e l'azione civile non appare priva di probabilità di successo (lett. b). Le pre-

tese non devono dunque essere limitate al solo aspetto penale (v. GALLIA-

NI/MARCELLINI, Codice svizzero di procedura penale [CPP] – Commentario, 

[Bernasconi/Galliani/Marcellini/Meli/Mini/Noseda, ed.], Zurigo/San Gallo 2010, 

n. 2 e seg. ad art. 136 CPP). Giusta l'art. 136 cpv. 2 CPP, il gratuito patrocinio 

comprende l'esonero dagli anticipi e dalla prestazione di garanzie (lett. a), l'e-

sonero dalle spese procedurali (lett. b) e la designazione di un patrocinatore, 

se necessario per tutelare i diritti dell'accusatore privato (lett. c). L'accusatore 

privato dispone infatti di principio, in quanto parte, dei diritti connessi a tale fi-

gura, quali il diritto di esaminare gli atti, il diritto di essere sentito, il diritto ad 

una decisione motivata, il diritto al patrocinio e la legittimazione a ricorrere 

(LIEBER, Kommentar zur schweizerischen Strafprozessordnung [StPO], [Do-

natsch/Hansjakob/Lieber, ed.], Zurigo/Basilea/Ginevra 2010, n. 20 ad art. 104 

CPP). 

 

 Nel caso concreto, la qualifica di accusatore privato in capo alla reclamante è 

stata confermata dal MPC nel decreto impugnato (act. 1.1; v. supra lett. F). 

Essa può pertanto, di principio, prevalersi dei diritti di cui all'art. 136 CPP, se 

le relative condizioni risultano adempiute. 

 

2.3 Il diritto al gratuito patrocinio esiste indipendentemente dalla nazionalità e dal 

domicilio della persona toccata (DTF 120 Ia 217 consid. 1; GORAN MAZ-

ZUCCHELLI/MARIO POSTIZZI, Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozess-

ordnung – Jugendstrafprozessordnung [Niggli/Heer/Wiprächtiger, ed.] Basilea 

2011, n. 3 ad art. 136 CPP). Tale principio è stato ripreso dall'art. 11c della 

legge federale del 18 dicembre 1987 sul diritto internazionale privato (LDIP; 

- 6 - 
 
 

RS 281.1), secondo cui alle persone con domicilio all'estero è concesso il gra-

tuito patrocinio alle stesse condizioni delle persone domiciliate in Svizzera. 

 

2.4  

2.4.1 In genere, solo le persone fisiche possono beneficiare dell'assistenza giudizia-

ria, non invece le persone giuridiche ed i patrimoni separati con propria auto-

nomia (tra cui le masse fallimentari e le masse concordatarie). A tale proposito 

il Tribunale federale ha ricordato che solo una persona fisica può trovarsi in 

una situazione di indigenza o di povertà (presupposti – tra altri – per poter be-

neficiare dell'assistenza giudiziaria gratuita), mentre una persona giuridica può 

unicamente essere dichiarata insolvibile o essere indebitata in modo da avere 

un'eccedenza debiti, ciò che la esporrebbe a conseguenze societarie e/o fal-

limentari. Mantenendo una giurisprudenza costante, l'Alta Corte ha dunque 

sempre escluso le persone giuridiche dalla garanzia costituzionale dell'assi-

stenza giudiziaria (v. DTF 131 II 306 consid. 5.2.2; 119 Ia 337 consid. 4c-e; 

116 II 651 consid. 2; 88 II 386 consid. 3; CREC 5 dicembre 2012/426, senten-

za del 5 dicembre 2012 della Camera dei ricorsi civili del Tribunale cantonale 

vodese, in: JdT 2013 III pag. 47 e segg. [di seguito: JdT 2013 III pag. 47 e 

segg.] e riferimenti citati; v. anche ADRIAN STAEHELIN/DANIEL STAEHELIN/PA-

SCAL GROLIMUND, Zivilprozessrecht unter Einbezug des Anwaltsrechts und 

des internationalen Zivilprozessrechts, 2a ediz., 2013, pag. 258 e riferimenti 

citati; DENIS TAPPY, Les différentes procédures selon le Code de procédure ci-

vile et les litiges judiciaires en matière de poursuites: champs d'application et 

problèmes choisis, in: JdT 2014 II pag. 77 e segg. [di seguito: JdT 2014 II 

pag. 77 e segg.], pag. 93 nota 58; FRANK EMMEL, Kommentar zur Schweizeri-

schen Zivilprozessordnung, 2a ediz., 2013, pag. 895). Nella sua sentenza 

DTF 119 Ia 337 consid. 4b, l'Alta Corte ha precisato che "[p]er quanto concer-

ne l'assistenza giudiziaria innanzi al Tribunale federale l'art. 152 OG recita che 

la stessa può essere concessa "alla parte che si trova nel bisogno", risp. nel 

testo francese a "partie qui est dans le besoin", e la lettera tedesca del testo 

legge indica "einer bedürftigen Partei". Dal testo legale può unicamente esse-

re presa in considerazione una persona fisica, poiché l'espressione essere nel 

bisogno è sinonimo di povertà, indigenza (DEVOTO/OLI, Il dizionario della lin-

gua italiana, Firenze 1990, pag. 230; DTF 88 II 388 consid. 3). L'idea, dedotta 

dal principio dell'eguaglianza di fronte alla legge (art. 4 Cost.), alla base 

dell'art. 152 OG, è che una persona fisica in condizioni di indigenza deve poter 

far valere i propri diritti come una persona dotata di mezzi finanziari, senza 

esserne impedita dall'obbligo di anticipare le spese del procedimento. Queste 

considerazioni non valgono però per una persona giuridica, che non è mai in 

condizioni di indigenza o povertà, ma che può solo essere dichiarata insolvibi-

le o essere indebitata in modo di avere un'eccedenza debiti e che in tale si-

tuazione, trattandosi di una società anonima, è esposta alla dichiarazione di 

fallimento". Il Tribunale federale ha tuttavia intravvisto un'eccezione a tale 

principio nel caso di una società anonima costretta a stare in giudizio allo sco-

http://relevancy.bger.ch/php/clir/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&from_year=1954&to_year=2014&sort=relevance&insertion_date=&from_date_push=&top_subcollection_clir=bge&query_words=DTF+88+II+386&part=all&de_fr=&de_it=&fr_de=&fr_it=&it_de=&it_fr=&orig=&translation=&rank=0&highlight_docid=atf%3A%2F%2F88-II-386%3Ait&number_of_ranks=0&azaclir=clir#page388

- 7 - 
 
 

po di ottenere il pagamento di un credito rappresentante praticamente il suo 

solo attivo: in tale evenienza – senza tuttavia applicare i medesimi criteri validi 

per le persone fisiche – ha ritenuto possibile prendere in considerazione la 

concessione dell'assistenza giudiziaria in presenza di altre condizioni, sul mo-

dello della legislazione tedesca. Nella sentenza in questione, il Tribunale fede-

rale è ciò nonostante giunto alla conclusione di dover respingere la richiesta di 

assistenza giudiziaria, avendo la ricorrente invocato diritti riconosciuti unica-

mente alle persone fisiche, ignorando così il fondamento stesso e la giustifica-

zione dell'istituto dell'assistenza giudiziaria, che non consente di far beneficia-

re una persona giuridica – la quale agisce nel campo economico e con re-

sponsabilità limitata – delle prestazioni che lo Stato riserva alle persone fisiche 

nell'indigenza (v. DTF 119 Ia 337 consid. 4b-4e). In una successiva decisione, 

il Tribunale federale ha ribadito la possibilità per una persona giuridica, in via 

eccezionale, di beneficiare del gratuito patrocinio, se il suo unico attivo è og-

getto della pretesa e tutte persone ad essa economicamente interessate – a-

zionisti, organi della persona giuridica e creditori particolarmente interessati – 

sono sprovviste dei mezzi necessari (DTF 131 II 306 consid. 5.2.2 e riferimenti 

citati; 126 V 42 consid. 4). 

 

2.4.2 Il diritto all'assistenza giudiziaria è invece stato riconosciuto alle società di 

persone, quali le società in nome collettivo o le società in accomandita, a con-

dizione che esse e tutti i loro soci illimitatamente responsabili si trovino nel bi-

sogno. L'Alta Corte ha ritenuto queste società assimilabili alle persone fisiche 

ed ha identificato il loro patrimonio con quello dei soci, ricordando che il giudi-

zio reso nei confronti delle società colpisce direttamente e personalmente i 

soci, responsabili personalmente e su tutti i loro beni dei debiti societari (v. 

DTF 124 I 241 consid. 4d; JdT 2013 III pag. 47 e segg., pag. 48 e riferimenti 

citati; SJZ 94/1998 pag. 225 e segg., pag. 228). 

 

2.4.3 Il beneficio dell'assistenza giudiziaria gratuita é, sinora, sempre stato rifiutato 

alle masse fallimentari (DTF 125 V 371 consid. 5; 116 II 652 consid. 2; 88 II 

386 consid. 2; 61 III 170 consid. 2 e 3). Esse, infatti, non possono essere con-

siderate povere o indigenti (ADRIAN STAEHELIN/DANIEL STAEHELIN/PASCAL 

GROLIMUND, op. cit. , pag. 258 e riferimenti citati). Quale giustificazione per il 

diniego del gratuito patrocinio, l'Alta Corte ha osservato che i creditori, nel 

medesimo modo in cui hanno la facoltà di domandare l'apertura del fallimento 

(art. 169 LEF) e richiedere una procedura ordinaria in luogo di quella somma-

ria (art. 231 cpv. 2 LEF) tramite il versamento di un anticipo, hanno anche la 

possibilità di permettere la continuazione di una causa per conto della massa, 

mettendo a disposizione dell'amministrazione del fallimento i mezzi necessari 

(DTF 109 Ia 5 consid. 2; DTF 61 III 170 consid. 2). Il Tribunale federale ha pu-

re ricordato che, nel diritto svizzero, l'art.  260 LEF prevede la possibilità per i 

creditori farsi cedere le pretese della massa – in cui, per definizione, i passivi 

superano gli attivi – ciò che libera quest'ultima dall'agire in giudizio. Il creditore 

https://www.swisslex.ch/AssetDetail.mvc/Show?assetGuid=ffaeacd4-613c-4b30-84da-2292407eefba&SP=3|e3i34u#cons_4d
https://www.swisslex.ch/AssetDetail.mvc/Show?assetGuid=c74e2065-0487-43bf-a028-0083895fe1e3&SP=3|e3i34u#cons_5

- 8 - 
 
 

cessionario, che si assume il rischio della procedura, avrà poi la facoltà di be-

neficiare dell'assistenza giudiziaria, se ne adempie le condizioni (DTF 125 V 

371 consid. 5 e riferimenti citati; SJZ 94/1998 pag. 225 e segg., pag. 228 e 

seg.). Infine, per le masse fallimentari che non dispongono di attivi sufficienti, 

l'art. 230 LEF prevede la misura della sospensione della procedura di fallimen-

to per mancanza di attivi (v. JdT 2014 II pag. 77 e segg., pag. 93 nota 58). 

 

2.5 Nel caso concreto, richiedente è una massa fallimentare estera, ammessa 

quale accusatore privato nell'ambito di un procedimento penale elvetico (v. 

act. 1.1). La facoltà per la medesima di beneficiare del gratuito patrocinio va 

analizzata, come visto supra (consid. 2.3), alle stesse condizioni delle parti 

domiciliate in Svizzera. 

 

Una massa fallimentare svizzera, secondo la costante ed immutata giurispru-

denza del Tribunale federale, è esclusa dal diritto al gratuito patrocinio (v. su-

pra consid. 2.4.3). 

 

Stando alle affermazioni contenute nel reclamo, il Fallimento di A. risulta esse-

re privo di attivi, con una manifesta eccedenza di passivi, per circa Eur 34 mi-

lioni, di cui oltre Eur 1.5 milioni di crediti privilegiati (act. 1 pag. 3 e seg.). Si 

tratta pertanto, precisamente, della situazione in cui si trovano in genere le 

masse fallimentari, come evidenziato dall'Alta Corte. La reclamante, pratica-

mente priva di attivi e con crediti vantati da terzi, ossia creditori, per oltre Eur 

34 milioni, rientra pertanto nella casistica prevista dalla giurisprudenza. In tali 

circostanze, questa Corte non intravvede motivi per scostarsi dalla consolidata 

prassi del Tribunale federale in materia: l'impugnativa deve dunque essere re-

spinta. 

 

 

3. Giusta l'art. 428 cpv. 1, prima frase, CPP le parti sostengono le spese della 

procedura di ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono nella causa. 

La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP nonché 5 e 8 

cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ri-

petibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF; 

RS 173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a fr. 1'000.--. 

 

 

https://www.swisslex.ch/AssetDetail.mvc/Show?assetGuid=c74e2065-0487-43bf-a028-0083895fe1e3&SP=3|e3i34u#cons_5
https://www.swisslex.ch/AssetDetail.mvc/Show?assetGuid=c74e2065-0487-43bf-a028-0083895fe1e3&SP=3|e3i34u#cons_5

- 9 - 
 
 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

 

1. Il reclamo è respinto. 

2. La tassa di giustizia di fr. 1'000.-- è posta a carico della reclamante. 

 
Bellinzona, il 12 agosto 2014 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: La Cancelliera: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

 

- Avv. Diego Della Casa 

- Ministero pubblico della Confederazione 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Contro la presente decisione non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.