# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 741907d3-d1c3-5c0a-8253-cb53f961b0a5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-12-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 15.12.2003 50.2003.18
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_50-2003-18_2003-12-15.html

## Full Text

Incarto
  n.

  50.2003.18/KRM

  DAP
  2506/2002

  	
  Bellinzona

  15
  dicembre 2003

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente con la segretaria Carmela
Fiorini per giudicare nella procedura penale avviata con istanza 19 agosto 2003
da

 

	
   

  	
  __________ __________, di __________ e __________ __________, nato a
  __________ il __________ 1977, cittadino kosovaro, domiciliato a __________,
  divorziato, studente 

  difeso
  da: Avv. __________ __________, __________ 

   

  

mediante la quale chiede la revoca
dell'espulsione dalla Svizzera pronunciata con decreto di accusa 11 ottobre
2002, cresciuto in giudicato;

 

preso atto                          che
con osservazioni 24 settembre 2003 il Procuratore pubblico __________
__________ ha preavvisato negativamente l'istanza;

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto
ed in diritto:          che con decreto di accusa 11 ottobre 2002 del
Procuratore pubblico Bruno Balestra, __________ __________ è stato
dichiarato autore colpevole di infrazione alla Legge federale concernente la
dimora e il domicilio degli stranieri ed è stato condannato alla pena di 6
giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni
e alla pena accessoria dell'espulsione dal territorio svizzero per un periodo
di 3 anni;

 

                                         che
l'istante era entrato illegalmente in Svizzera da un imprecisato valico in data
9 ottobre 2002 privo di certificati validi di legittimazione, nonché
legittimandosi alle autorità di frontiera con il passaporto croato n.
__________intestato a __________ __________ sul quale aveva fatto apporre la
sua fotografia;

 

                                         che
il decreto di accusa è stato notificato all'accusato a __________ il 11 ottobre
2002 alle 17.35 alla presenza di un interprete, come risulta dal relativo verbale
di notifica (cfr. act 4 dell'incarto del Ministero pubblico);

 

                                         che
il 21 ottobre 2002 __________ __________ ha contratto matrimonio in
__________ con la connazionale __________ __________, nata nel 1983, residente
in Svizzera dall'età di 7 anni e beneficiaria di un permesso di domicilio tipo
C (cfr. doc. C e D);

 

 

                                         che
con l'istanza che ci occupa __________ __________ postula la revoca
dell'espulsione per potersi ricongiungere con la moglie;

 

                                         che
il Procuratore pubblico preavvisa negativamente la richiesta in ordine, poiché
non è stata presentata dall'interessato ma dalla moglie e nel merito:

                                         "-  
poiché non  si tratta di una decisione amministrativa ma di un decreto penale
validamente intimato a __________ __________ __________.2002 e nel frattempo
cresciuto in giudicato;

                                         -   per
le modalità dell'infrazione oggetto di decreto (entrata illegale con documento
falso);

                                         -   al
momento di sposarsi con l'istante __________ __________ era perfettamente a
conoscenza di questa su espulsione. Tale matrimonio è quindi posteriore e non
antecedente al decreto;

                                         -   non
è nemmeno passato un anno dal decorso dell'espulsione. Non vi è quindi spazio
per una sua eventuale revoca anche nell'ottica della sua proporzionalità.";

 

                                         che
all'inizio il legale aveva effettivamente presentato l'istanza a nome del
condannato, ma su incarico della moglie; questo verosimilmente in attesa della
procura del marito, che nel frattempo è giunta ed è stata versata agli atti
(cfr. doc. E): si può quindi entrare nel merito della questione;

 

                                         che
dagli atti emerge che l'istante aveva già tentato di entrare in Svizzera nel
1998 come richiedente d'asilo, ma che era stato rinviato con decisione 4
ottobre 1999 (cfr. act. 5);

 

                                         che
__________ __________ è poi rientrato illegalmente in Svizzera ed è stato
espulso; appare perlomeno strano che si sia sposato pochi giorni dopo
l'esecuzione di questa misura e proprio con una connazionale beneficiaria di un
permesso di domicilio nel nostro paese;

 

                                         che
dall'incarto si evince che egli per poter entrare nella Confederazione si è già
procurato diversi documenti falsi;

 

                                         che
inoltre al momento del matrimonio, avvenuto come detto al rientro in patria,
egli ben sapeva che non avrebbe potuto tornare in Svizzera: ciò che lascia
apparire il matrimonio stesso come un mero pretesto (conclusione confortata dal
fatto che si è poi atteso circa 10 mesi prima di chiedere la revoca
dell'espulsione);

 

                                         che
in sostanza non si può concludere che i coniugi abbiano la reale volontà di
formare una famiglia in Svizzera;

 

                                         che
l'istanza deve così essere respinta;

 

 

 

visti                                   gli
art. 55 CP; 347 cpv. 1 lett. e, e cpv. 3 CPP;

 

 

 

pronuncia:                1.     L'istanza
è respinta.

 

 

                                 2.     Non
si prelevano né tasse né spese.

 

 

                                 3.     Intimazione
a:

	
   

  	
  Procuratore pubblico Marco Villa, Via __________,
  __________, 

  __________ __________, __________, tramite il
  patrocinatore

  Lic.iur. __________ __________, __________ __________,
  __________, 

   

  

 

 

Il
presidente:                                                                            La
segretaria:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvertenza:   contro
il presente giudizio può essere interposto ricorso per cassazione alla Corte di
cassazione e revisione penale. Il ricorso deve essere presentato al giudice
della Pretura penale, in triplice esemplare, entro venti giorni dalla
notificazione della sentenza, con la precisa indicazione dei motivi e delle
norme di legge che si ritengono lese.