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**Case Identifier:** 07f9a36e-c85d-5c2d-8d69-b92158c3c377
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.08.2010 A-5879/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-5879-2008_2010-08-19.pdf

## Full Text

Corte I
A-5879/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 9  a g o s t o  2 0 1 0

Giudici Michael Beusch (presidente del collegio), 
Markus Metz, Marianne Ryter Sauvant, 
cancelliera Frida Andreotti.

A._______ AG, ...,
patrocinata dall'avv. Rossano Guggiari, via Lugano 18, 
World Trade Center, 6982 Agno,
ricorrente,

contro

Amministrazione federale delle contribuzioni AFC
Divisione principale dell'imposta sul valore aggiunto, 
Schwarztorstrasse 50, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Imposta sul valore aggiunto (1° trimestre 1997 - 
4° trimestre 2000), prescrizione.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

A-5879/2008

Fatti:

A.
La  S._______  AG è una società anonima con sede in Zugo, avente 
quale scopo sociale l'acquisto, la vendita e la gestione di partecipazio-
ni. Essa è iscritta nel registro dei contribuenti per l'imposta sul valore 
aggiunto a partire dal 1° gennaio 1995.

B.
Con scritto  del  19 novembre 2002, l'AFC ha informato sia la  contri -
buente che la B._______ SA, società di revisione della medesima, che 
dal 27 al 30 gennaio 2003, avrebbe proceduto a una revisione riguar -
dante i periodi fiscali 1° gennaio 1997 – 30 dicembre 2002, chiedendo 
parimenti la presentazione della documentazione necessaria per poter 
effettuare la verifica riguardante il suddetto periodo.

C.
In  data  22  novembre  2002,  l'AFC ha  provveduto  a  comunicare  alla 
ricorrente tramite lettera raccomandata notificatale il 29 novembre suc-
cessivo, l'interruzione della prescrizione per i crediti d'imposta ancora 
dovuti e per l'imposta precedente dedotta a torto a partire dal 1° gen-
naio 1997. Ciò poiché, per vari motivi, l'amministrazione non avrebbe 
potuto effettuare il controllo fiscale il medesimo anno. La comunicazio-
ne, redatta in lingua tedesca, veniva designata dall'AFC quale atto di  
esazione volto a interrompere la prescrizione ai sensi degli artt. 40 e 
41 vOIVA rispettivamente degli artt. 49 e 50 vLIVA.

D.
Il 3 dicembre 2002 la B._______ SA ha chiesto all'AFC di posticipare il 
controllo previsto tra il 27 e il 30 gennaio 2003 al mese di febbraio suc-
cessivo, poiché i  dipendenti  della  contribuente attivi  nel  segretariato 
non sarebbero stati disponibili alle date previste. L'autorità inferiore ha 
quindi comunicato alla società di revisione con missiva del 13 dicem-
bre  2002  che  il  controllo  sarebbe  quindi  stato  effettuato  il  6  e  il 
7 febbraio 2003. L'esame dei conti è effettivamente stato svolto i sud -
detti giorni così pure anche il 3 e il 4 aprile 2003 visto che le difficoltà  
riscontrate nella ricostruzione delle operazioni contabili hanno neces-
sitato di disporre di più tempo. La contribuente non aveva difatti  pre-
sentato  documentazione  contabile  alcuna  per  l'anno  1997  e,  per  il 
periodo  1998-2000,  la  contabilità  tenuta  si  era  rivelata  difficile  da 
verificare.

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E.
Il 4 aprile 2003, l'AFC ha comunicato alla contribuente gli accertamenti 
esperiti durante i controlli fiscali, precisando che essi erano basati sul -
la contabilità 1998 – 2000, visto che, come detto, per il 1997 non era  
stato messo a disposizione alcun documento. Per ricostruire la base di 
calcolo necessaria alla verifica delle condizioni d'assoggettamento per 
il 1997, l'autorità inferiore ha quindi determinato in via d'apprezzamen-
to la cifra d'affari realizzata nel corso di tale periodo fiscale. Proceden-
do  a  una  tassazione  d'ufficio,  il  medesimo giorno  ha  emesso  per  il  
periodo fiscale 1° gennaio 1997 – 31 dicembre 2000 il conto comple-
mentare  no. 1... per  un importo  di  fr. 633'404.00 oltre  a  interessi  di 
mora a partire dal 31 agosto 1999 (scadenza media). Parimenti, per il  
periodo fiscale 1° gennaio 2001 – 31 dicembre 2002 ha emesso il con-
to  complementare  no.  2...  per  un  importo  di  fr. 12'886.00  oltre  a 
interessi di mora a partire dal 15 aprile 2002 (scadenza media).

F.
Con scritto  del  2  maggio  2003 la  contribuente  ha contestato i  conti  
complementari succitati  precisando, con riferimento al conto comple-
mentare  no.  1...,  che  la  ripresa  dell'IVA  relativa  al  1997  per 
fr. 143'779.50 era da ritenersi abusiva, siccome prescritta e che la ri -
presa fiscale concernente i costi bancari per fr. 1'177.00 andava dedot-
ta. In merito al conto complementare no. 2..., secondo la ricorrente sia 
la ripresa fiscale concernente i costi bancari per fr. 2'416.00 che quella 
relativa all'imposta precedente su fatture di fr. 3'746.30 andavano pure 
dedotte. Nel  medesimo scritto  essa informava l'amministrazione che 
avrebbe  provveduto  a  versare  nei  termini  previsti  le  somme  non 
contestate. Con riguardo al conto complementare no. 1... per i periodi  
fiscali  dal  1° trimestre 1997 al  4° trimestre 2000, in  data 13 maggio 
2003  la  contribuente  ha  quindi  effettuato  il  pagamento  anticipato 
limitato a fr. 488'447.10. Sempre il medesimo giorno, essa ha saldato 
anticipatamente  pure  una  parte  della  ripresa  fiscale  per  i  periodi 
1° trimestre 2001 – 4° trimestre 2002 e meglio, l'importo di fr. 6'724.05 
relativo al conto complementare no. 2...

G.
In data 22 luglio 2003 l'AFC ha emesso due decisioni di conferma dei 
debiti  fiscali  risultanti  dai  suddetti  conti  complementari,  respingendo 
integralmente le richieste della ricorrente con conseguente intimazione 
di pagamento integrale degli importi dovuti.

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H.
Per il  tramite del suo patrocinatore, la ricorrente è insorta contro tali  
decisioni con reclamo del 15 settembre successivo riproponendo es-
senzialmente le censure già addotte nel suo scritto di  contestazione 
del 2 maggio 2003. Con particolare riferimento al  conto complemen-
tare no. 1..., la contribuente ha riconosciuto la ripresa fiscale rela tiva ai 
costi bancari per fr. 1'177.00.

I.
Con decisione dell'11 luglio 2008, l'AFC ha respinto il reclamo contro  
la decisione relativa al conto complementare no. 1... del 4 aprile 2003, 
confermando  integralmente  la  ripresa  di  imposta  complessiva  di 
fr. 633'404.00 per i periodi fiscali 1° trimestre 1997 – 4° trimestre 2000. 
Di conseguenza, alla contribuente è stato intimato il pagamento della 
rimanente imposta di  fr. 143'779.90 e dei non contestati fr. 1'177.00, 
oltre ai relativi interessi moratori, così pure degli ulteriori interessi sul-
l'importo di fr. 488'447.10 versato il 13 maggio 2003. Sempre il mede-
simo  giorno,  l'autorità  inferiore  ha  emesso  un'altra  decisione  acco-
gliendo  parzialmente  il  reclamo  contro  la  decisione  concernente  il 
conto complementare no. 2..., riducendo quindi la ripresa fiscale per i 
periodi fiscali 1° gennaio 2001 – 31 dicembre 2002 a fr. 3'121.95 oltre 
a interessi.

J.
Solo  la  decisione  relativa  al  conto  complementare  no.  1...  è  stata 
impugnata  dalla  A._______ AG  (ricorrente)  con  ricorso  davanti  al 
Tribunale amministrativo federale del 15 settembre 2008. Protestando 
tasse,  spese e ripetibili,  con tale  atto  la  ricorrente postula  l'annulla-
mento  della  suddetta  decisione che la  condanna al  pagamento  del-
l'importo  residuo  d'IVA relativo  alla  ripresa  effettuata  per  il  1997  di 
complessivi fr. 144'956.90 oltre al rispettivo interesse moratorio a parti-
re  dal  31  agosto  1999  (scadenza  media),  sollevando  unicamente 
l'eccezione dell'intervenuta prescrizione del credito dell'AFC nei  suoi 
confronti.

K.
Con risposta del 21 ottobre 2008, l'AFC, riferendosi alla decisione del-
l'11 luglio 2008 contestata, ha postulato il rigetto integrale del ricorso, 
ribadendo la fondatezza della sua decisione.

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Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, 
nei considerandi in diritto del presente giudizio.

Diritto:

1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale è competente per statuire sul 
presente gravame in virtù degli artt. 1 e 31 segg. della legge federale 
del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, 
RS 173.32). Fatta eccezione per quanto prescritto direttamente dalla 
LTAF come pure da normative speciali, la procedura dinnanzi allo scri-
vente Tribunale è retta dalla legge federale del 20 dicembre 1968 sulla 
procedura amministrativa (PA, RS 172.021).

1.2 Tenuto conto delle ferie giudiziarie estive, il ricorso è stato inter -
posto  tempestivamente  (art.  20  segg.,  art. 50 PA),  nel  rispetto  delle 
esigenze di contenuto e di forma previste dalla legge (art. 52 PA).

1.3 L'atto impugnato è una decisione dell'AFC fondata sul diritto pub-
blico federale giusta l'art. 5 PA, che condanna la ricorrente al  paga-
mento di un importo a titolo di ripresa fiscale. Comportando il medesi -
mo un onere pecuniario, dato è quindi l'interesse a ricorrere. Da qui la 
legittimazione della ricorrente (art. 48 cpv. 1 PA).

1.4 Oggetto litigioso nella procedura davanti al Tribunale amministra-
tivo federale può essere solamente la decisione su reclamo del l'auto-
rità  inferiore. Eventuali  decisioni  anteriori  rese  dalle  istanze  inferiori 
non possono quindi essere oggetto di  contestazione, visto che sono 
state sostituite dalla decisione su reclamo (DTF 130 V 138 consid. 4.2;  
decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale  A-5875/2009  del 
16 giugno 2010 consid. 1.1; ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEU-
BÜHLER,  Prozessieren  vor  dem  Bundesverwaltungsgericht,  Basilea 
2008, cifra 2.7). Il contenuto della decisione impugnata – segnatamen-
te, il suo dispositivo  – delimita il possibile oggetto litigioso (decisione 
del  Tribunale  amministrativo  federale  A-1536-7/2006  del  16 giugno 
2008 consid. 1.4.1,  con rinvii; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER,  op. cit.,  cifra 
2.7 segg.). Oggetto del litigio nel presente giudizio è la decisione su 
reclamo  resa  dall'AFC  l'11  luglio  2008,  concernente  l'imposta  sul 
valore aggiunto per il  periodo 1° trimestre 1997 – 4° trimestre 2000. 
Con particolare riferimento all'importo complessivo relativo all'imposta 

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ancora dovuta di  fr. 144'956.90 oltre a interessi  (cfr. dispositivo pun-
to 4.) occorre precisare che il medesimo è suddiviso in  fr. 143'779.90 
relativi alla ripresa IVA per il 1997 e in fr. 1'177.00 concernenti costi  
bancari  direttamente attribuibili  alla  cifra d'affari  esclusa dall'imposta 
dedotti ingiustificatamente dalla ricorrente. In sede di reclamo, la ricor-
rente ha riconosciuto la ripresa fiscale relativa a quest'ultimo importo. 
Nell'allegato ricorsuale, essa ha tuttavia postulato l'annullamento della 
decisione dell'AFC con conseguente inesigibilità per intervenuta pre-
scrizione dell'importo  totale  di  fr. 144'956.90 oltre  a  interessi,  senza 
compiere alcuna differenziazione riguardo a tale ammontare. Nella mi-
sura in cui l'importo di fr. 1'177.00 oltre a interessi di cui al punto 2.2. 
del  conto  complementare  no.  1...  è  stato  ritenuto  giustificato  nella 
decisione dell'AFC del 22 luglio 2003 e quindi successivamente non 
contestato dalla contribuente, è possibile addurre davanti al Tribunale 
amministrativo  federale  unicamente  che  la  decisione  su  reclamo ha 
trattato a torto la questione. Non essendo il caso nella fattispecie, lo 
scrivente Tribunale non entra nel merito della suddetta censura.

Fatta eccezione per le considerazioni che precedono, il ricorso è rice-
vibile in ordine e deve essere quindi esaminato nel merito.

2.
2.1 Con ricorso al  Tribunale amministrativo federale  possono essere 
invocati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o in -
completo di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 49 PA). 
Pur se sulla base dell'art. 49 PA lo scrivente Tribunale può di principio 
riesaminare  la  decisione impugnata  con  pieno potere  di  cognizione, 
per quanto attiene l'esame di decisioni aventi  per oggetto tassazioni 
d'ufficio, esso fa uso di questo potere unicamente per verificare che le 
condizioni  per  potervi  procedere  siano  date.  Per quanto  riguarda  la 
tassazione  come  tale,  questo  Tribunale  interviene  invece  per  cor-
reggerla solo quando è il risultato di una violazione del diritto oppure 
di un errore di apprezzamento evidente (decisioni del Tribunale ammi-
nistrativo  federale  A-3503/2007  del  19 marzo  2009  consid.  2  e  ri-
ferimenti  ivi  citati  e  A-5875/2009  del  16  giugno  2010  consid.  1.2; 
MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., cifra 2.162).

2.2 Secondo il principio di articolazione delle censure ("Rügeprinzip"), 
l'autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure che non ap -
paiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla constatazione 
e presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza sostanziate (deci-

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sione del Tribunale amministrativo federale A-7933/2008 del 8 febbraio 
2010 consid. 1.3; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., cifra 1.55). 

2.3 Nella fattispecie, la ricorrente postula l'annullamento della decisio-
ne dell'AFC, sollevando unicamente la censura relativa alla prescri zio-
ne del credito relativo al 1997. È quindi solo riguardo alla prescrizione 
del credito fiscale che lo scrivente Tribunale è chiamato ad esprimersi. 

3.
3.1 Il 1° gennaio 2010 sono entrate in vigore la nuova legge federale 
del  12 giugno 2009 concernente l'imposta sul valore aggiunto (LIVA, 
RS 641.20)  e  la  relativa  ordinanza  del  27  novembre  2009  (OIVA, 
RS 641.201). Giusta l'art. 112 cpv. 1 LIVA, fatto salvo l'art. 113 LIVA, le 
disposizioni del diritto anteriore e le loro prescrizioni d'esecuzione ri -
mangono ancora applicabili a tutti i fatti e rapporti di diritto sorti duran-
te la loro validità. Ne consegue che le operazioni effettuate prima del  
1° gennaio  2010  restano soggette  materialmente  alla  legge federale 
del  2  settembre  1999  concernente  l'imposta  sul  valore  aggiunto 
(vLIVA,  RU 2000 1300)  e  all'ordinanza  del  29  marzo 2000 ad  essa 
relativa (OLIVA, RS 2000 1347), normative entrate in vigore il 1° gen-
naio 2001 (art. 94 vLIVA). Secondo l'art. 93 cpv. 1 vLIVA, le operazioni 
eseguite  prima  della  sua  entrata  in  vigore  soggiaciono  al  diritto 
previgente.  Tra il  1°  gennaio  1995  e  il  31  dicembre  2000  trova ap-
plicazione l'ordinanza del  22 giugno 1994 concernente  l'imposta  sul 
valore aggiunto (vOIVA, RU 1994 1464 e successive modifiche). Ciò 
vale anche per le tassazioni d'ufficio (cfr. decisione del Tribunale am-
ministrativo federale A-5460/2008 del 12 maggio 2010 consid. 1.2.).

3.2 Giusta l'art. 112 cpv. 1 LIVA, la prescrizione continua a essere ret-
ta dagli ex articoli 49 e 50 vLIVA. La prescrizione dei crediti d'imposta 
è un istituto di diritto materiale che concerne direttamente l'esistenza 
del credito fiscale. Di conseguenza, essa è disciplinata dal diritto previ-
gente  (DTF  126  II  1  consid. 2a  e  riferimenti  ivi  citati;  decisioni  del 
Tribunale  federale  2C_227/2010  del  5  agosto  2010  consid.  2.5  e 
2D_46/2007 del 2 novembre 2007 consid. 2.2 con riferimenti). 

3.3 La presente  fattispecie  ha  per  oggetto  i  periodi  fiscali  dal 
1° gennaio 1997 al  31 dicembre 2000, alla  stessa risultano pertanto 
applicabili le disposizioni della vOIVA.

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4.
4.1 Come già indicato precedentemente, con la sua impugnazione la 
ricorrente si limita a sollevare l'eccezione di merito di prescrizione del 
credito dell'AFC nei suoi confronti e il conseguente diritto di riscossio-
ne degli interessi sul medesimo. 

4.2 La prescrizione è un modo generale di estinzione dei diritti, ovvero 
un mezzo con cui si estingue il diritto quando il  titolare non lo abbia 
esercitato nel termine stabilito dalla legge. Il diritto di per sé scompare, 
ma il debitore può prevalersi dell'eccezione di prescrizione. Le regole 
sulla prescrizione delle pretese di diritto pubblico sono dettate da ra-
gioni di sicurezza del diritto e da esigenze di tutela giuridica, irrinun-
ciabili in uno Stato fondato sul diritto (DTF 101 Ia 22). Esse hanno in  
particolare per scopo di  permettere di  stabilire  in modo definitivo gli  
oneri cui si debba far fronte dopo trascorso un certo tempo, nonché di 
porre fine a contestazioni del passato, per cui la prova è divenuta diffi -
cile  o  impossibile  (DTAF 2009/12  consid.  6.2;  ADELIO SCOLARI, Diritto 
amministrativo,  Parte  generale,  Cadenazzo  2002,  n.  684  segg.  e 
riferimenti ivi citati). 

4.3 Tutti  i  crediti  di  diritto  pubblico  e  in  particolare  quelli  di  natura 
fiscale, sono soggetti a prescrizione in base ai principi generali del di -
ritto pubblico, e in particolare, quelli di natura fiscale sono soggetti a  
prescrizione in base ai principi generali del diritto, anche in assenza di 
norme specifiche (DTF 112 Ia 262 consid. 5).
Per quanto riguarda l'IVA, tenuto conto del diritto applicabile alla fat-
tispecie, la prescrizione è regolata dall'art. 40 vOIVA. In base a questa 
norma, il credito fiscale si prescrive in cinque anni dalla fine dell'anno 
civile in cui è sorto (cpv. 1). La prescrizione è interrotta da qualsiasi 
atto di esazione o di rettifica da parte del l'autorità competente (cpv. 2). 
La vOIVA non conosce nessun termine di  prescrizione assoluta: ciò 
significa  che dopo ogni  interruzione  comincia  a  decorrere  un nuovo 
termine di  prescrizione della  durata di  cinque anni  (cfr. decisioni  del 
Tribunale  amministrativo  federale  A-1402/2006  del  17 luglio  2007 
consid.  2.4  e  A-1427/2006  del  23  novembre  2007  consid.  2.6). 
Per giurisprudenza,  un  atto  di  esazione  non  necessita  di  una forma 
particolare; esso può peraltro essere anche non scritto (decisioni del 
Tribunale  amministrativo  federale  A-1525/2006  del  28 gennaio  2008 
consid. 1.4 con riferimenti e A-659/2007 del 1° febbraio 2010 consid. 
5). Per interrompere la prescrizione in materia fiscale è sufficiente – 
perlomeno secondo il  diritto applicabile al caso in esame (cfr. invece 

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art. 42 cpv. 2 LIVA) – una semplice comunicazione al contribuente da 
parte dell'autorità, dalle quali risulti,  con riferimento a una fat tispecie 
specifica,  che  egli  è  considerato  sottoposto  all'imposta  (cfr. la  già 
citata  decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale  A-1591/2006 
consid. 4.1 con riferimenti). Una semplice  lettera dell'AFC che men-
ziona che un determinato stato di fatto è soggetto ad imposta, senza 
che sia necessario che questo stato di fatto sia completo e che tutti i  
fatti  siano  delucidati,  né  che  vi  sia  indicato  l'importo  dell'imposta 
richiesta  può  essere  sufficiente,  in  quanto  basta  che il  contribuente 
comprenda di  che cosa si  tratti  (Giurisprudenza delle autorità ammi-
nistrative della Confederazione [GAAC] 69.109 consid. 57 segg. e i nu-
merosi riferimenti ivi citati). Tra gli atti  tendenti all'esazione interruttivi 
della prescrizione, la giurisprudenza ha annoverato non solo gli atti di 
riscossione  dell'imposta,  ma  anche  tutti  gli  atti  ufficiali  tendenti  alla 
determinazione della  pretesa fiscale  che sono portati  a  conoscenza 
del contribuente, tra i quali: l'invio di un conto complementare, l'invio di  
un formulario di dichiarazione, la diffida per l'inoltro della dichiarazione 
o per il pagamento, e ancora, la notifica di una distinta provvisoria, il  
preavviso  e  l'esecuzione  del  controllo  della  contabilità,  la  domanda 
d'esecuzione, l'insinuazione nel fallimento oppure un ordine di prestare 
garanzia (decisioni del Tribunale federale 2A.314/2006 del 10 ottobre 
2006 consid. 2.6 e  riferimenti  ivi  citati  e  2A.546/2001 del  1. maggio 
2002,  in:  Archivi  di  diritto  fiscale  svizzero  [ASA] 73  pag.  239  con-
sid. 3d; le già citate: decisione del Tribunale amministrativo federale A-
1525/2006 consid. 1.4 con riferimenti e GAAC 69.109 consid. 58 con 
riferimenti).  Conformemente alla  giurisprudenza  precitata,  sono pari-
menti considerati atti di interruzione della prescrizione, anche se non 
fanno concretamente avanzare la procedura di tassazione, tutte le co-
municazioni ufficiali, anche per telefax, che annunciano semplicemen-
te  una  tassazione  futura  e  il  cui  scopo  è  essenzialmente  quello  di  
interrompere la  prescrizione,  nella  misura in  cui  esse portano a  co-
noscenza del contribuente la volontà delle autorità di proseguire il loro 
lavoro in vista della concretizzazione del credito fiscale (cfr. le già cita-
te decisione del Tribunale federale 2A.314/2006 consid. 2.6 e GAAC 
69.109 consid. 59 con i  numerosi  riferimenti; decisione del  Tribunale 
amministrativo federale A-568/2009 del 17 giugno 2010 consid. 2.2).

4.4 Il caso in esame ha per oggetto crediti fiscali per l'imposta sul va-
lore aggiunto riguardanti i periodi fiscali dal 1° gennaio 1997 al 31 di -
cembre 2000. Se è ben vero che i crediti in questione per il suddetto 
periodo fiscale sono stati fatti valere con conto complementare solo il 

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4 aprile 2003, come indicato in precedenza, l'AFC aveva tuttavia già 
informato la contribuente il 19 novembre 2002 che avrebbe proceduto 
a una revisione nel corso del mese di gennaio 2003. Il  22 novembre 
successivo l'autorità aveva quindi ribadito alla contribuente che il con-
trollo fiscale non avrebbe potuto tenersi entro la fine dell'anno in corso 
e aveva dunque annunciato l'interruzione della prescrizione per i credi-
ti d'imposta ancora dovuti e per l'imposta precedente dedotta a torto a 
partire dal 1° gennaio 1997. Tale avviso, ove era indicato chiaramente 
in  epigrafe  il  termine "interruzione della  prescrizione",  veniva altresì  
qualificato dall'autorità quale atto di esazione volto a interrompere la 
prescrizione ai  sensi  degli  artt. 40 e 41 vOIVA rispettivamente degli 
artt. 49 e 50 vLIVA. Il tenore del medesimo lasciava quindi intendere 
alla contribuente che l'autorità intendeva procedere nei suoi incomben-
ti anche per l'anno 1997.
Come detto  precedentemente,  per  interrompere  validamente  la  pre-
scrizione, non occorre che l'AFC indichi con completezza l'imponibilità 
di una determinata fattispecie soggetta all'IVA, ma è sufficiente che il 
contribuente sappia, prima della scadenza del termine di prescrizione, 
che l'amministrazione voglia chiaramente procedere con la procedura 
di tassazione. Conformemente alla giurisprudenza precitata del Tribu-
nale  federale  nonché  del  Tribunale  amministrativo  federale  –  che 
peraltro si  è chinato sulla medesima problematica del caso concreto 
con  le  già  citate  decisioni  A-1525/2006  del  28  gennaio  2008  e  A-
659/2007  del  1°  febbraio  2010  –  lo  scritto  del  22 novembre  2002 
dell'autorità inferiore ha validamente interrotto il termine di prescrizio-
ne a partire dal 1° gennaio 1997. Contrariamente a quanto sostenuto 
dalla qui  ricorrente, i  crediti  d'imposta fatti  valere dall'AFC non sono 
dunque affatto prescritti.

4.5 Al pari della prescrizione, anche il diritto di riscuotere gli interessi  
di mora è espressamente previsto dalla vOIVA. Giusta l'art. 38 cpv. 2 
vOIVA, in caso di pagamento tardivo gli interessi moratori sono dovuti 
senza diffida e pure nel caso in cui il  credito fiscale vantato non sia 
ancora definitivo, inoltre essi sono indipendenti da un'eventuale com-
portamento colpevole delle parti (cfr. la già citata decisione del Tribu-
nale amministrativo federale A-1591/2006 consid. 4.3 con riferimenti). 
In base all'art. 81 lett. i vOIVA, i tassi di interesse vengono stabiliti dal  
Dipartimento federale delle finanze (DFF). Per l'art. 1 cpv. 1 lett. d del-
l'ordinanza del DFF concernente l'interesse moratorio e rimuneratorio 
dell'11 dicembre 2009 (RS 641.207.1), un interesse moratorio è dovu-
to in caso di pagamento tardivo delle imposte dovute in base all'ordi-

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nanza del 22 giugno 1994 sull'IVA. Il tasso di interesse annuo ammon-
ta al 5% dal 1° gennaio 1995 al 31 dicembre 2009 (art. 1 cpv. 2 lett. b  
della citata ordinanza del DFF). Per quanto precede, è manifesto che 
la ricorrente è tenuta a pagare anche gli interessi moratori relativi ai 
crediti  fiscali  per  l'imposta  sul  valore  aggiunto  concernenti  i  periodi 
fiscali oggetto del presente giudizio. 

5.
5.1 In  materia  di  imposta  sul  valore  aggiunto,  la  dichiarazione  e  il  
pagamento dell'imposta avvengono secondo il principio dell'autotassa-
zione (art. 37 segg. vOIVA; ERNST BLUMENSTEIN/PETER LOCHER, System des 
schweizerischen  Steuerrechts,  6.  edizione,  Zurigo  2002,  pag.  421 
segg.), il che implica che il contribuente è tenuto a dichiarare sponta-
neamente  l'imposta  e  l'imposta  precedente  all'AFC  (art.  37  vOIVA). 
Egli è quindi il solo responsabile del completo ed esatto assoggetta-
mento delle sue operazioni imponibili e del calcolo corretto del l'impo-
sta precedente. Giusta l'art. 38 cpv. 1 vOIVA, egli  è inoltre tenuto a 
versare all'AFC l'imposta dovuta  entro  sessanta giorni  dalla  fine  del 
periodo di rendiconto. Il  mancato rispetto di tali  obblighi deve essere 
considerato una grave violazione, poiché mette in pericolo la corret ta 
riscossione  dell'imposta  (decisioni  del  Tribunale  amministrativo  fe-
derale A-1531/2006 del 10 gennaio 2008 consid. 2.2; A-1397/2006 del 
19 luglio  2007 consid. 2.2,  entrambe con ulteriori  rinvii,  considerato 
che le disposizioni attuali della LIVA in merito riprendono quelle della 
vOIVA). A tenore  dell'art.  46  vOIVA,  il  contribuente  deve  indicare 
secondo scienza e coscienza all'Amministrazione federale delle contri -
buzioni tutti i fatti che possono essere di rilevanza per l'accertamento 
dell'assoggettamento o per il calcolo dell'imposta. Se i documenti con-
tabili non esistono o sono incompleti, o i dati presentati non corrispon-
dono manifestamente alla  fattispecie reale, l'AFC esegue quindi  una 
tassazione d'ufficio in base ad una valutazione nei limiti del suo potere 
d'apprezzamento  (art.  48  vOIVA).  L'AFC  è  quindi  tenuta  a  stabilire 
l'ammontare  dell'imposta  dovuta  solo  nel  caso  in  cui  il  contribuente 
non ossequia i suoi obblighi (ALOIS CAMENZIND/NIKLAUS HONAUER/KLAUS A. 
VALLENDER, Handbuch zum Mehrwertsteuergesetz  [MWSTG], 2. edizio-
ne, Berna 2003, no. 1680 segg.). 
Se sono date le condizioni per eseguire una tassazione d'ufficio, l'AFC 
è obbligata a fare uso del potere di apprezzamento conferitole. Nella  
misura  in  cui  l'autorità  inferiore  ha  il  diritto  e  il  dovere  di  rettificare 
l'importo dovuto mediante una tassazione d'ufficio, il contribuente deve 
sopportare gli svantaggi di una situazione illegale che egli stesso ha 

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creato  (DTF  105  Ib  181  consid.  4c  in  fine;  decisione  del  Tribunale 
federale 2A.253/2005 del 3 febbraio 2006 consid. 3 e riferimenti ivi ci-
tati; PASCAL MOLLARD, TVA et taxation par estimation, ASA 69, pag. 559 
e referenze ivi citate).

5.2 Con riferimento alla fattispecie, la ricorrente ha presentato un alle-
gato  ricorsuale  che  postula  l'annullamento  della  decisione  dell'AFC, 
adducendo unicamente l'intervenuta prescrizione dei crediti. Essa non 
ha quindi sollevato ulteriori censure, tanto meno in merito alla tassa-
zione  d'ufficio  operata  dall'autorità  inferiore.  In  tale  contesto,  sulla 
scorta del principio di articolazione delle censure, lo scrivente Tribuna-
le non entra nel merito dell'analisi di ulteriori argomentazioni. Si osser-
va unicamente che, essendosi rifiutata la ricorrente di fornire all'auto-
rità i dati contabili per l'anno 1997, l'esecuzione da parte dell'ammini-
strazione di una tassazione d'ufficio è ampiamente giustificata. Di con-
seguenza, essa deve sopportarne le conseguenze.

6.
Per  quanto  precede,  il  gravame,  per  quanto  ricevibile,  deve  essere 
integralmente  respinto  con  conseguente  conferma  della  decisione 
impugnata.

7.
In considerazione dell'esito della lite, giusta l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese 
processuali  vanno  poste  a  carico  della  ricorrente  soccombente 
(art. 1 segg.  Regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle 
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  [TS-TAF; 
RS 173.320.2]).  Nella  fattispecie  esse  sono  stabilite  in  fr.  4'000.-- 
(art. 4  TS-TAF),  importo  che  verrà  compensato  con  l'anticipo  da  lei 
versato il 30 settembre 2008. Alla ricorrente non vengono assegnate 
ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Per quanto ricevibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di fr. 4'000.-- sono poste a carico della ricorrente 
e interamente compensate con l'anticipo spese da lei versato. 

3.
Non vengono assegnate ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (atto giudiziario),
- autorità inferiore (n. di rif. ...; atto giudiziario).

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Michael Beusch Frida Andreotti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  1000  Losanna  14  entro  un 
termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. 
e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17  giugno  2005  [LTF, 
RS 173.110]. Gli atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale,  
contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed 
essere  firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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