# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e2b71f62-e2ca-5d03-a886-c39b714ff8bc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-10-05
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 05.10.2001 15.2001.255
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2001-255_2001-10-05.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2001.00255

  	
  Lugano

  5 ottobre
  2001/FP/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini e Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla segnalazione/denuncia 29 agosto 2001
di

 

	
   

  	
  __________,  

  rappr. __________

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

__________ nell’esecuzione n. __________ promossa dal
segnalante nei confronti di

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

viste le risultanze dell’ispezione effettuata il 13 settembre 2001
presso l’UEF di __________

 

esaminati atti e
documenti

 

ritenuto in fatto e
considerando in diritto:

 

 

che con atto 29 agosto 2001 il __________ ha censurato il modus
operandi dell'UEF di __________ nell’ambito della procedura esecutiva
n.__________, promossa dal segnalante nei confronti di __________ , per il
fatto che l'organo d'esecuzione avrebbe procrastinato per un anno e sei mesi il
pignoramento e ciò malgrado le ripetute sollecitazioni verbali e scritte
dell’escutente;

 

che il 13 settembre 2001 è stata compiuta un’indagine conoscitiva
presso l’UEF di __________;

 

che in tale occasione veniva esaminato l’incarto esecutivo in
oggetto, nonché altri incarti esecutivi  aventi quale creditore il __________;

                                       

                                         che
l'Autorità cantonale di vigilanza esercita il potere disciplinare sugli organi
d'esecuzione forzata in conformità dell'art. 14 LEF (art. 11 LALEF);

 

                                         che
il procedimento disciplinare - per il quale non si applica l'art. 6 § 1 CEDU
(cfr. Joëlle Pralus-Dupuy, Discipline: Application de l'article 6 de la
Convention EDH devant le conseil de l'Ordre [des avocats], in: JCP G 1999, II,
10102, ad A n. 1 e nota 6 [p. 1091]), non trattandosi di contenzioso di
carattere penale o civile, tanto per i funzionari e gli impiegati dello Stato
(art. 2 cpv. 3 LALEF) quanto per gli organi di esecuzione e fallimento non
sottoposti alla LORD (art. 7 LALEF) - è retto dalla LPR (art. 11 cpv. 2 LALEF)
e può essere promosso d'ufficio dall'Autorità cantonale di vigilanza o su
segnalazione/denuncia di ogni interessato al corretto funzionamento del diritto
esecutivo federale (Flavio Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n.
2.5.a-b ad art. 3, p. 86);

 

                                         che la segnalazione/denuncia deve essere formulata in forma
scritta e firmata dal denunciante o dal suo rappresentante (in questo caso va
unita la procura, in conformità dell'art. 7 cpv. 2 LPR). Il denunciante non
assume qualità di parte nella procedura disciplinare (art. 11 cpv. 4 LALEF);

 

                                         che
la segnalazione/denuncia anonima, tanto verbale che scritta ma priva di firma,
non sarà presa in considerazione: in siffatta evenienza non vi sarà pertanto
alcun atto istruttorio e nemmeno sarà aperto un incarto;

 

                                         che
lo stesso vale per segnalazioni del tutto generiche, oppure d'acchito
inconsistenti o espressione di spirito querulomane (Cometta, op. cit., n.
2.5.c-d ad art. 3, p. 87): in tal caso non occorre in linea di principio aprire
un incarto per ogni segnalazione, bastando la trattazione in via di corrispondenza
o anche semplicemente per telefono (cfr. mutatis mutandis Rapporto delle
Commissioni della gestione sulla loro attività nel 1997/98, dell'8 e 26 maggio
1998, in: FF 1999, p. 2199, n. 53);

 

che nel caso di specie il segnalante ha censurato il modus operandi
dell'UEF di __________ nell’ambito della procedura esecutiva n.__________,
promossa dal segnalante nei confronti di __________ , per il fatto che l'organo
d'esecuzione avrebbe procrastinato per un anno e sei mesi il pignoramento e ciò
malgrado le ripetute sollecitazioni verbali e scritte dell’escutente;

 

che dall’indagine conoscitiva esperita presso l’UEF di __________ 13
settembre 2001 è emerso che la domanda di proseguimento dell’esecuzione
n.__________ risale al 22 dicembre 1999, mentre il pignoramento è stato
eseguito solo l’8 giugno 2001;

 

che inoltre, contrariamente a quanto stabilito dall’art. 114 LEF
l’atto di pignoramento non è stato ancora allestito e notificato al debitore;

 

che s’impone quindi la notifica in tempi brevi dell’atto esecutivo
in oggetto al __________;

 

che contro l’atto di pignoramento resta aperta, se del caso, la via
del ricorso ex art. 17 LEF;

                                       

                                          che
nel corso dell’istruttoria sono tuttavia emerse diverse aritmie

                                          procedurali
imputabili al funzionario dell’UEF di __________;

 

                                          che
in particolare, nel corso dell’ispezione 13 settembre 2001 

                                          presso
l’UEF di __________ sono emersi elementi tali da

                                          giustificare
l’apertura di un procedimento disciplinare ex art. 14

                                          cpv.
2 LEF nei confronti di __________;

 

                                         che
al segnalante __________, ancorché difetti la qualità di parte nella
procedura disciplinare, viene comunicata copia di questa sentenza per
conoscenza;

 

                                         che
sulle spese occorre ricordare a futura memoria che - benché la gratuità della
procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il
ricorso secondo l'art. 17 LEF (Jean - François Poudret/Suzette Sandoz - Monod, Commentaire
de la loi fédérale d'organisation juidiciaire, vol. II, Berna 1990, n.2.10 all'art.
81, p. 804) - siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del
legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF
125 III 383 cons. 2a);

 

 

                                         che
per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art.

                                         62
cpv. 2 OTLEF);

 

 

Richiamati gli art. 14
cpv. 2 LEF e 11 LALEF

 

 

PRONUNCIA

 

1.La segnalazione/denuncia 29 agosto
2001 del __________, è evasa nel senso dei considerandi.

 

2.All’UEF di __________ è fissato un
termine di 5 giorni, dal ricevimento di questa decisione, per intimare al
Comune di __________ l’atto di pignoramento nell’esecuzione n. __________
promossa a carico di __________ 

3.E’ ordinata l’apertura di un
procedimento disciplinare ex art. 14 cpv. 2 LEF nei confronti di __________,
funzionario dell’UEF di __________.   

 

4.Non si prelevano spese e non si
assegnano indennità.

 

5.     
Contro questa decisione è dato ricorso entro
dieci giorni alla

                                         Camera
delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il
tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                   6.   Comunicazione:            __________

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                           La
segretaria