# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 44236f4f-eee7-59ee-9561-2b2639a1404b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-09-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.09.2025 F-6697/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-6697-2025_2025-09-05.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-6697/2025 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  5  s e t t e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 

 
Giudice Basil Cupa, giudice unico, 

con l’approvazione del giudice Daniele Cattaneo;  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (...), alias 

B._______, nato il (...), 

Congo (Kinshasa), 

(…), 

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione SEM,  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento  

(procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 25 agosto 2025 / N (...). 

 

 

 

F-6697/2025 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera il (…) lu-

glio 2025, 

l’estratto del sistema centrale d’informazione sui visti (CS-VIS) del 17 lu-

glio 2025, dal quale è risultato che la Spagna aveva rilasciato al richiedente 

un visto valido per gli Stati Schengen il (…), con validità dal (…) al (…), 

la richiesta del 18 luglio 2025 di presa in carico dell’interessato presentata 

dalla SEM alle preposte autorità spagnole ai sensi dell’art. 12 par. 2 del 

regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 

26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell’Unione euro-

pea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III), 

il colloquio Dublino del (…) luglio 2025 dell’interessato, nonché la sua carta 

d’elettore nazionale congolese in originale depositata agli atti, 

l’accettazione della Spagna del 14 agosto 2025 di presa in carico del ri-

chiedente ai sensi dell’art. 12 par. 2 RD III, 

la decisione della SEM del 25 agosto 2025, di non entrata nel merito della 

domanda d’asilo giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31), con con-

seguente trasferimento dell’interessato verso la Spagna, 

il ricorso datato 1° settembre 2025, ma inviato il 2 settembre 2025 (cfr. ri-

sultanze processuali: busta del plico raccomandato), in lingua francese, 

che l’interessato ha presentato dinanzi al Tribunale amministrativo federale 

(di seguito: il Tribunale) avverso il summenzionato provvedimento, con cui 

egli ha postulato, secondo il senso ed a titolo processuale, la concessione 

dell’effetto sospensivo al ricorso e l’assistenza giudiziaria totale, nel senso 

dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anti-

cipo nonché del gratuito patrocinio, ed altresì, nel merito, l’annullamento 

della decisione avversata e l’applicazione nel suo caso dell’art. 17 par. 1 

RD III, nonché la concessione dell’asilo in Svizzera, 

la documentazione nuova allegata in copia al ricorso, e meglio: la carta 

quale membro dell’“(…)”” valida fino al (…); un certificato per la riuscita di 

un corso dell’(…); una locandina di una conferenza; una fotografia di una 

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carta identificativa dell’interessato; e sette stampe di fotografie rappresen-

tanti l’interessato, 

la pronuncia della sospensione dell’esecuzione dell’allontanamento dell’in-

sorgente quale misura supercautelare da parte del giudice istruttore della 

causa in data 4 settembre 2025, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 3 LAsi) ed è ammissibile sotto il 

profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 52 cpv. 1 PA; che occorre pertanto 

entrare nel merito del ricorso, 

che nel caso concreto, il ricorrente ha introdotto il suo ricorso in lingua fran-

cese; che tuttavia il Tribunale non ravvede alcuna ragione per scostarsi 

dalla regola sancita all’art. 33a cpv. 2 prima frase PA; che il procedimento 

segue quindi la lingua della decisione impugnata, 

che il Tribunale, adito con un ricorso contro una decisione di non entrata 

nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esaminare la fondatezza di 

una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1 e rif. cit.), 

che per i motivi che seguono, il ricorso è manifestamente infondato, ed è 

quindi deciso dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice 

(art. 111 lett. e LAsi), nonché la decisione è motivata soltanto sommaria-

mente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che altresì, giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il 

Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che il ricorrente innanzitutto nel suo ricorso solleva quale censura formale, 

che la SEM avrebbe mal interpretato i suoi asserti nonché vi sarebbe stata 

una cattiva comunicazione con l’interprete presente durante il suo colloquio 

Dublino sulle ragioni del suo soggiorno in Spagna, 

che tale censura risulta essere del tutto priva di fondamento; che difatti non 

soltanto nel corso del colloquio Dublino (cfr. n. 21/3) il ricorrente ha riferito 

di comprendere bene l’interprete e non sono evincibili dal verbale delle dif-

ficoltà di comprensione, né ne sono state segnalate dal ricorrente o dal suo 

rappresentante legale presente nell’ambito del suo colloquio, ma altresì 

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l’insorgente ha apposto la sua firma al colloquio, confermando che le affer-

mazioni ivi fatte fossero corrette e corrispondessero alle sue affermazioni, 

che inoltre, le circostanze così come da lui esposte nel colloquio Dublino, 

e reiterate per lo più invariate nell’ambito del suo ricorso, sono state riprese 

correttamente dalla SEM – salvo che egli sarebbe giunto a C._______ il 

(…) luglio 2025 secondo gli asserti resi dal ricorrente (cfr. n. 21/3) e non il 

(…) luglio 2025 come riportato erroneamente nella decisione impugnata 

(cfr. p.to II, pag. 2) – nel provvedimento avversato (cfr. p.to II, pag. 2 seg.), 

anche ed in particolare il fatto narrato dall’insorgente di essere ritornato per 

qualche giorno in Congo e di esservi ripartito a destinazione della Svizzera 

arrivandovi il (…) (recte: […]) luglio 2025, ciò che del resto è stato comuni-

cato anche alle autorità spagnole nella domanda di presa in carico del 

18 luglio 2025 sulla base delle sue dichiarazioni contenute nel questionario  

Europa del (…) luglio 2025 (cfr. n. 4/2 e 14/9), 

che pertanto, non si ravvisa nel procedere della SEM, alcuna violazione 

della massima inquisitoria (art. 12 PA) o un accertamento scorretto ed in-

completo dei fatti giuridicamente rilevanti (cfr. art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi), 

per cui l’autorità predetta si è attenuta al suo obbligo inquisitorio e le cen-

sure mosse dal ricorrente in tal senso risultano essere infondate,  

che l’autorità inferiore ha altresì correttamente dedotto che di principio la 

competenza per l’esame della sua domanda d’asilo e per il seguito della 

sua procedura appartiene alla Spagna ai sensi dell’art. 12 par. 2 RD III, 

avendo del resto la Spagna accettato la presa in carico dell’interessato for-

mulata dalla SEM il 18 luglio 2025 (cfr. n. 14/9 et 15/1) sulla base della me-

desima norma il 14 agosto 2025 (cfr. n. 24/1), quindi entro il termine rego-

lamentare previsto (cfr. art. 22 par. 1 RD III), 

che il fatto che il ricorrente nel gravame sottolinei come egli sarebbe tornato 

nel suo Paese d’origine tra il (…) ed il (…) luglio 2025, dopo essere stato 

in Spagna per una conferenza tenutasi dal (…) al (…) (producendo in tal 

senso anche della documentazione fotografica a supporto nel suo ricorso), 

ed ivi non aver mai depositato una domanda d’asilo, ma averla presentata 

in Svizzera giungendovi direttamente dal Congo il (…) luglio 2025, avendo 

il suo secondo viaggio quale destinazione la Svizzera (cfr. ricorso, pag. 2 

seg.), non conducono il Tribunale a diversa conclusione di quella esposta 

dalla SEM nella decisione avversata (cfr. p.to II, pag. 3), 

che in merito si sottolinea difatti come il ricorrente, al momento della sua 

entrata in Svizzera e del suo deposito della domanda d’asilo il 

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(…) luglio 2025 (cfr. n. 3/2), era ancora beneficiario di un visto valido rila-

sciato dalla Spagna il (…) e valevole fino al (…) (cfr. n. 11/2), circostanza 

peraltro da lui stesso confermata (cfr. n. 21/3); che pertanto il ricorrente non 

può appellarsi ad alcuna norma di cessazione di competenza per la Spa-

gna, per ritenere che la competenza nella trattazione della sua domanda 

d’asilo sia passata alla Svizzera; che per il resto si rinvia alla decisione 

della SEM che risulta sul punto sufficientemente completa e corretta (cfr. 

p.to II, pag. 3), 

che proseguendo, l’autorità inferiore ha correttamente motivato nella deci-

sione impugnata, che il sistema d’accoglienza e di procedura d’asilo spa-

gnolo non è soggetto a carenze sistemiche per le quali la competenza, 

giusta l’art. 3 par. 2 RD III, debba essere trasferita alla Svizzera (cfr. le sen-

tenze del Tribunale F-5114/2025 del 15 luglio 2025, pag. 7; F-4046/2025 

dell’11 giugno 2025 consid. 3.2 con rif. cit.) e che nella presente disamina 

non sussistono motivi di diritto internazionale per cui la Svizzera sia co-

stretta ad applicare la clausola di sovranità giusta l’art. 17 par. 1 RD III; che 

peraltro, l’autorità inferiore ha deciso di non entrare nel merito della do-

manda d’asilo dell’insorgente in ottemperanza al suo margine d’apprezza-

mento garantito all’art. 17 par. 1 RD III (“clausola di sovranità”) e all’art. 29a 

cpv. 3 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 ago-

sto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), disposizione che concretizza in diritto in-

terno svizzero l’art. 17 par. 1 RD III (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.), la cui 

applicazione risulta nel caso concreto priva di violazioni di diritto,  

che sul punto, si rileva come le considerazioni addotte dal ricorrente in me-

rito alle vicissitudini da lui vissute nel suo Paese d’origine ed alla situazione 

politica e di sicurezza ivi vigenti, nonché la sua conclusione ricorsuale circa 

la concessione dell’asilo in Svizzera, esulino dall’oggetto della presente 

procedura, il quale porta unicamente sull’esame di quale Stato risulti se-

condo il RD III competente per la procedura di asilo e di allontanamento 

(cfr. ex multis la sentenza del Tribunale F-2133/2025 del 1° aprile 2025 

consid. 2.2.2); che pertanto si ritiene non dover essere aggiunto altro,  

che nemmeno nel suo ricorso, l’insorgente ha peraltro sollevato dei motivi 

che possano far ritenere che egli non possa accedere alla procedura 

d’asilo ed alle condizioni di accoglienza per i richiedenti l’asilo in Spagna, 

una volta presentata regolare domanda d’asilo; che si rinvia per il resto alla 

decisione della SEM, che risulta essere sufficientemente motivata e com-

pleta sul punto (cfr. p.to II, pag. 3 segg.),  

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che infine, non risulta deducibile dagli atti all’inserto (cfr. n. 23/4, 28/3, 31/3 

e 32/3), che il ricorrente soffra di particolari patologie fisiche o psichiche di 

natura grave e tale da impedirne il suo trasferimento in Spagna (cfr. sen-

tenze della Corte europea dei diritti dell’uomo, [Grande Camera], N. contro 

Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/06; Paposhvili contro Belgio del 

13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg., confermata in Savran contro  

Danimarca del 7 dicembre 2021, 57467/15, § 121 segg.; DTAF 2011/9 con-

sid. 7.1), 

che del resto, se egli in futuro dovesse necessitare di cure mediche, potrà 

senz’altro beneficiarne anche in Spagna, dopo aver presentato domanda 

d’asilo nella stessa, Paese che dispone di strutture mediche sufficienti e 

adeguate (cfr. ex multis la sentenza del Tribunale F-3800/2025 del 2 giu-

gno 2025 consid. 2.2.1) ed è tenuta a garantire al ricorrente, qualora ne 

avesse bisogno, un sufficiente trattamento medico e/o psicologico (cfr. 

art. 19 par. 1 della direttiva 2013/33/UE), 

che alla luce di quanto precede, la SEM ha correttamente stabilito di non 

dover entrare nel merito della domanda d’asilo del ricorrente sulla base 

dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi e ne ha disposto il trasferimento verso la 

Spagna in applicazione dell’art. 44 LAsi, essendo quest’ultimo Paese com-

petente per la trattazione della domanda d’asilo e d’allontanamento del ri-

corrente in ossequio alle condizioni poste nel RD III; che pertanto, il ricorso 

deve essere respinto e la decisione della SEM confermata, 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda dell’in-

sorgente tendente all’esenzione dal versamento di un anticipo sulle presu-

mibili spese processuali, risulta divenuta senza oggetto; che inoltre, con la 

pronuncia della presente sentenza, le misure supercautelari pronunciate il 

4 settembre 2025 dal Tribunale sono revocate, 

che infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali e del gratuito patrocinio, è respinta; 

che quindi le spese processuali di fr. 750.– sono poste a carico del ricor-

rente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse 

e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la presente decisione è definitiva e non può, in principio, essere impu-

gnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale 

(art. 83 lett. d cifra 1 LTF),   

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il procedimento si svolge in italiano. 

2.  

Il ricorso è respinto. 

3.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali e del gratuito patrocinio, è respinta. 

4.  

Le spese processuali di fr. 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Basil Cupa Alissa Vallenari 

 

 

Data di spedizione: