# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2c14c8a1-07f6-577b-b6df-8597d7b0988f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.08.2010 D-5450/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5450-2010_2010-08-05.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5450/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  5  a g o s t o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione di Maurice Brodard, giudice;
cancelliere Jean-Marie Meraldi.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 23 luglio 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5450/2010

Visto:

la prima domanda d'asilo che il ricorrente ha presentato in data (...) in 
Svizzera,

la  decisione  del  13 ottobre 2009  dell'UFM  che  ha  respinto  la 
menzionata  domanda ed  ha  ordinato  l'allontanamento  del  ricorrente 
dalla Svizzera, peraltro mai impugnata e quindi cresciuta in giudicato,

la seconda domanda d'asilo in Svizzera che il ricorrente ha presentato 
in data (...),

i  verbali  dell'audizione  sulle  generalità  (di  seguito:  verbale  1)  e 
dell'audizione,  in  virtù  del  diritto  di  essere  sentito  in  merito 
all'applicazione  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  e  della  legge  sull'asilo  del  
26 giugno 1998  (LAsi,  RS  142.31),  (di  seguito:  verbale  2)  entrambe 
avvenute in data (...), 

il  verbale  della  decisione  dell'UFM  del  23 luglio 2010,  notificata  al 
ricorrente il giorno stesso (cfr. risultanze processuali), 

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 28 luglio 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato),

l'incarto dell'UFM, pervenuto a codesto Tribunale in copia, per fax, il  
30 luglio 2010 ed in originale il 2 agosto 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del  
20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa (PA, RS 172.021), 
dalla legge del 17 giugno 2005 sul  Tribunale amministrativo federale 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  del  17 giugno  2005  sul  Tribunale 
federale  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  del  26 giugno  1998 
sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) giudica 
definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia d'asilo 

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(art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d cpv. 
1 LTF), 

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. e  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa, 

che,  per  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  tendente  alla 
concessione dell'asilo è inammissibile,

che,  nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art. 48  cpv. 1  e 
all'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  il  ricorrente ha 
dichiarato  di  essere  cittadino  georgiano,  originario  dal  villaggio  di  
B._______ (regione di C._______, Georgia),

che  egli  ha  affermato  di  aver  lasciato  la  Svizzera,  a  seguito  della 
decisione negativa dell'UFM del 13 ottobre 2009, di essersi recato in 
Germania e di non aver mai fatto rientro in Patria, 

che egli ha inoltre affermato di aver inoltrato la sua seconda domanda 
d'asilo per i medesimi motivi per cui ha depositato la prima, senza che 
si  siano aggiunte nuove ragioni  a parte  il  fatto di  non sapere più in 
grado  di  rintracciare  suo  fratello,  unico  suo  parente,  e  con  il  quale 
sarebbe espatriato (cfr. verbale 1 pag. 5 e verbale 2 pag. 2),

che,  nella  decisione  del  23 luglio 2010,  l'UFM ha  constatato  che  la 
prima procedura d'asilo è definitivamente conclusa e che i fatti addotti  
dal ricorrente nella presente procedura non sono propri a motivare la  
qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della protezione 
provvisoria, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai  sensi  dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi; che detto Ufficio  ha 
anche pronunciato l'allontanamento del ricorrente dalla Svizzera e la 
sua esecuzione verso la Georgia siccome lecita, esigibile e possibile,

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che, nel ricorso, l'insorgente fa valere che i  pericoli  ai quali  sarebbe 
confrontato in caso di rientro in Patria sarebbero aggravati dal fatto di 
aver perso ogni contatto con suo fratello, poiché non sarebbe in grado 
di affrontare i propri problemi da solo; che, quindi, il fatto di non avere 
contatti  con  il  proprio  fratello  sarebbe  un  motivo  nuovo  che 
giustificherebbe un'entrata nel merito riguardo ai suoi motivi d'asilo,

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti  
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'asilo  o 
dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, non si entra nel merito di  una 
domanda d'asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una 
procedura d'asilo  terminata con decisione negativa o se, mentre era 
pendente  la  procedura  d'asilo,  è  rientrato  nel  Paese  d'origine  o  di 
provenienza, a meno che dall'audizione non vi siano indizi che siano 
intervenuti nel frattempo fatti propri a motivare la qualità di rifugiato o 
determinanti per la concessione della protezione provvisoria, 

che la precedente procedura d'asilo si è definitivamente conclusa con 
la crescita in giudicato  della decisione dell'UFM del  13 ottobre 2009, 
giacché mai impugnata dal ricorrente,

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi), 

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo, s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato, 

che,  innanzitutto,  il  ricorrente  ha  esplicitamente  ammesso  di  non 
essere  mai  rientrato  nel  suo  Paese  d'origine,  dopo  la  conclusione 
infruttuosa della sua prima procedura d'asilo (cfr. verbale 1 pagg. 2 e 
5); che, inoltre, il ricorrente ha espressamente dichiarato di non avere 

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nuovi motivi  a sostegno della  sua domanda d'asilo, tranne il  fatto di  
aver perso ogni contatto con il proprio fratello (cfr. verbale 1 pag. 5),

che anche dall'esame degli  atti  di causa non emergono indizi di fatti  
propri  a  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la 
concessione dell'ammissione provvisoria,

che,  in  particolare,  il  fatto  di  non  essere  in  contatto  con  il  proprio 
fratello, come  rettamente  evidenziato  dall'UFM,  non  rientra 
palesemente nella nozione di seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi,

che, alla  luce di  quanto evocato, v'è,  dunque, ragione di  concludere 
che non vi siano indizi che siano intervenuti nel frattempo fatti propri a 
motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della  
protezione provvisoria ai sensi della giurisprudenza (cfr. Decisioni del 
Tribunale amministrativo federale svizzero [DTAF] 2009/53 consid. 4.2 
pag. 769 e i relativi riferimenti),

che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  che  i  fatti 
nuovamente  addotti  dall'insorgente  nella  presente  procedura  d'asilo, 
non sono propri a motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la 
concessione della protezione provvisoria, 

che,  da quanto esposto, discende che in  materia  di  non entrata  nel 
merito  il  ricorso, destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento, non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata, 

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]), 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art.  83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20);  
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) 
e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento  del  ricorrente in  Georgia possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 

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Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art.  33 della convenzione 
del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art. 83  cpv. 3  LStr  o 
esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti  contrari  all'art. 3  della  convenzione  del  4 novembre  1950 
per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), 

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile,

che,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili  all’art. 44  cpv. 2  LAsi  e  all'art. 83  cpv. 4  LStr,  dopo 
l'armistizio  del  12 agosto 2008,  negoziato,  tramite  l'Unione  Europea, 
da Russia e Georgia, in quest'ultimo Paese non vige attualmente una 
situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli è giovane e 
gode di  una formazione di tipo (...); che, inoltre, nonostante egli  non 
abbia indicato di avere una rete famigliare, essendovi nato e cresciuto, 
non vi è motivo di ritenere che egli non disponga in patria almeno di 
una rete sociale,

che l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi  
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (v. sulla problematica Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
2003 n. 24),  senza  che  ad  un  esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa 
emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento  del ricorrente nel  suo 
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 
il  ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento indispensabile al  rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12 

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pagg. 513-515); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure 
possibile, 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le  spese  processuali,  di  CHF 600.–, sono  poste  a  carico  del 
ricorrente. Tale  importo  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale, 
entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
D._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di D._______, (via fax, 
con preghiera di  notificare la  sentenza al  ricorrente e di  ritornare 
l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale amministrativo federale; 
allegato: incarto N [...])

- E._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Jean-Marie Meraldi

Data di spedizione: 

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