# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6c7153d2-59be-557c-aab7-a220bc392ee8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-06-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.06.2003 39.2002.91
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_39-2002-91_2003-06-16.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  39.2002.91

   

  rs/cd

  	
  Lugano

  16 giugno 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 29 novembre 2002
di

 

	
   

  	
  1. __________ 

  2. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 4 novembre 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1 

   

   

  in materia di assegni di famiglia

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con istanza
20 agosto 2002 __________ ha postulato il riconoscimento del diritto a un
assegno integrativo a favore della figlia __________ (17.8.2002) e a un assegno
di prima infanzia (cfr. doc. _).

 

                                         Con
decisione del 4 novembre 2002 la Cassa cantonale per gli assegni familiari (di
seguito la Cassa) ha attribuito all'assicurata un assegno integrativo di fr.
580.-- (cfr. doc. _) mensili a decorrere dal 1° agosto 2002.

 

                                         Con un
ulteriore provvedimento, emesso pure il 4 novembre 2002, l'amministrazione ha,
per contro, rifiutato l'erogazione di un assegno di prima infanzia.

                                         A
motivazione della propria decisione, la Cassa ha rilevato che il reddito
determinante, comprensivo anche di un reddito ipotetico computato in quanto
__________, padre di __________, lavorando solo nella misura del 50% non
sfrutta integralmente la sua capacità professionale, è più elevato delle spese riconosciute.

 

                                         L'amministrazione
ha inoltre precisato che lo stralcio del reddito ipotetico è possibile
unicamente con la presentazione della conferma di iscrizione di __________
presso l'ufficio del lavoro quale persona in cerca di impiego (cfr. doc. _).

 

                               1.2.   Con
tempestivo ricorso del 29 novembre 2002, inoltrato al TCA, __________ e
__________, hanno impugnato la decisione 4 novembre 2002 relativa al rifiuto
dell'assegno di prima infanzia, argomentando:

 

" 
(…)

Secondo noi non è stato tenuto conto a sufficienza della
particolare situazione professionale del sottoscritto __________ ed inoltre la
stessa è nel frattempo, e per merito dell'interessato, leggermente cambiata.

 

I fatti:

 

Io, __________, mi sono diplomato presso la __________,
Dipartimento __________, quale designer SUP in ___________ in luglio 2001.
Subito dopo, nell'agosto 2001, mi è stato offerto un posto al 50% quale
assistente del responsabile del ciclo di studio di _____________ presso lo
stesso Dipartimento __________. Questo impiego rappresenta una eccellente
opportunità professionale per me, in quanto un attestato quale assistente
presso la __________ è considerata una ottima referenza nel nostro ambito
professionale. Questa opportunità si presenta soltanto a pochi diplomati.
Nell'ottica del mio futuro professionale non ho potuto davvero rifiutare questa
offerta anche se si tratta di un impiego al 50%.

 

Durante il primo anno di assistenza ho evidentemente dimostrato le
mie capacità ed il mio impegno in quanto il contratto mi è stato prolungato per
un altro anno (fino al 31.8.2003), ed in più sono stato incaricato con alcune
ore di lezione. Si tratta di una vera e propria docenza al 13% sulla base di
uno stipendio ovviamente differente da quello di assistente (base annua
assistente Fr. 42'900.--, base annua docente Fr. 89'930.--).

 

Il mio stipendio attuale è dunque così composto: Fr. 1'650.-- per
il 50% di assistenza, più 902.-- per il 13% di docenza, totale mensile
2'552.-- per 13 mensilità.

 

Considerando questo miglioramento della mia situazione non si può
dunque affermare che io non mi dia da fare professionalmente.

 

Conclusione:

 

La decisione della cassa cantonale per gli assegni familiari si
basa sulla constatazione che io dovrei iscrivermi alla cassa disoccupazione per
la percentuale rimanente del mio contratto.

 

Il mio impegno presso la __________ al 63% non mi permette di
affermare con onestà di essere collocabile al 37% per il semplice motivo che le
ore di assistenza si svolgono secondo le necessità della scuola, e le ore di
docenza si svolgono durante i corsi di blocco, e questo significa che magari
per 1 settimana non ho lezione, e nell'altra ho parecchie ore.

 

Con che coscienza potrei iscrivermi alla cassa disoccupazione,
sapendo già in partenza che mi sarebbe impossibile accettare un altro lavoro
fisso? Devo venir punito per la mia onestà?

 

Seguendo le motivazioni della cassa cantonale per gli assegni
familiari e in considerazione di quanto esposto sopra, ho solo due scelte:

 

1)   Rinuncio al
mio impiego al 63% presso la __________ e mi iscrivo al 100% alla
disoccupazione oppure

2)   Io, mia
figlia __________ e sua madre __________ veniamo penalizzati da questa
situazione.

 

Alla luce di quanto esposto sopra vi preghiamo di voler riesaminare la decisione impugnata e assegnarci
l'assegno di prima infanzia." (cfr. doc. _)

 

                               1.3.   Con risposta
14 gennaio 2003 la Cassa ha proposto di respingere il gravame e ha osservato:

 

" 
(…)

Va precisato che, oltre alla decisione contestata, la Cassa ha
pure notificato in data 5 novembre 2002 un'altra decisione di rifiuto
dell'assegno di prima infanzia dal 1. settembre 2002 sebbene con dati economici
diversi.

 

 

In data 20 agosto 2002 i ricorrenti inoltrarono richiesta di
assegno integrativo e di assegno di prima infanzia. Dalla documentazione
inviataci abbiamo potuto rilevare i seguenti punti:

 

a)   dal 1.
settembre 2001 al 31 agosto 2002 il signor __________ ha svolto attività
lucrativa al 50 % presso la __________ di __________;

 

b)   il contratto,
con consenso delle parti, è stato rinnovato pure per l'anno scolastico
2002/2003 (1. settembre 2002 - 31 agosto 2003);

 

c)   per l'anno
scolastico 2002/2003 all'attività di assistente al 50 % si è aggiunta
un'attività di insegnante pari al 13 % di un tempo pieno;

 

d)   per le due
attività, con grado d'occupazione complessivo del 

      63%, il
signor __________ percepisce una retribuzione annua di 

      fr. 33'180.- versata in tredici mensilità;

 

Da ulteriori accertamenti risulta che il signor _________ occupa
il restante tempo libero dedicandosi ad un'attività culturale consistente
nell'appartenenza ad un complesso di cinque elementi che propone un repertorio
rock (cfr. www._________). Questa attività culturale non ha un riscontro
economico immediato e garantito, sebbene non siano da escludere introiti. Agli
atti risulta pure che il signor __________ non si è iscritto presso l'Ufficio
del lavoro quale persona in cerca d'impiego per la residua capacità lavorativa
non sfruttata equivalente al 37%.

Egli ha pure precisato di voler mantenere la sua attività
culturale di appartenenza al gruppo rock.

 

Occorre innanzitutto precisare che alla convivente signora
__________ è stato riconosciuto il diritto all'assegno integrativo di 

fr. 580.- per agosto 2002 e di fr.
556.- da settembre 2002. Ciò è dovuto al fatto del mancato computo del
reddito ipotetico per determinare l'assegno integrativo, prestazione
assicurativa a favore della figlia dei ricorrenti.

 

Di diversa impostazione sono le condizioni per poter beneficiare
dell'assegno di prima infanzia. Per una famiglia biparentale le disposizioni
vigenti pongono l'esigenza dell'espletazione di un'attività a tempo pieno,
senza imposizioni sulla ripartizione scelta all'interno della famiglia.
Trattandosi di una prestazione riguardante l'intero nucleo familiare, non è
accettabile, senza che ciò comporti il computo di un reddito ipotetico, che la
somma dei gradi d'occupazione riscontrabili al suo interno possa essere
inferiore al 100%.

 

II signor __________ non intende rinunciare alla sua attività
culturale: è un suo diritto che tuttavia non può essere messo a carico della
collettività per le sue ripercussioni economiche. Un'attività lucrativa svolta
al 100% è il parametro per stabilire se sussiste il diritto all'assegno di
prima infanzia. Non svolgendola si giustifica il computo del reddito ipotetico per
la restante capacità lavorativa non sfruttata. Va osservato che non è nemmeno
escluso che l'attività culturale generi redditi, tuttavia negati dai signor
__________ quando afferma che i costi sono spaventosamente superiori agli
introiti. Di transenna si aggiunge che il signor __________ non intende
assoggettarsi alla Cassa di compensazione per questa attività indipendente.

 

Data la situazione la Cassa ha ritenuto giustificato computare un
reddito ipotetico di fr. 19'833.- per il mese di agosto
2002 e di 

fr. 18'018.- dal mese di settembre 2002,
equivalenti ai redditi ipoteticamente conseguiti se il signor ___________
lavorasse al 100% anziché nella misura del 50% per agosto 2002 e del 63% da
settembre 2002." (cfr. doc. _)

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto del contendere
è il riconoscimento a ___________ e ___________ del diritto a un assegno di
prima infanzia, tramite lo stralcio dell'importo di fr. 19'833.-- computato
dalla Cassa a titolo di reddito ipotetico, quale rinuncia da parte del padre di
_________, che è attivo professionalmente a tempo parziale, di sfruttare la sua
restante capacità lavorativa (cfr. consid. 1.1.; 1.3.).

 

                                         Preliminarmente
va segnalato che la Legge sugli assegni di famiglia dell'11 giugno 1996 (LAF) è
stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Parlamento il 26 giugno
2002 (cfr. 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) e sono entrate in vigore,
per quanto riguarda gli assegni di base e di formazione, il 1° gennaio 2003. I
nuovi disposti concernenti gli assegni integrativi e di prima infanzia sono
invece in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/2002 del 24 dicembre 2002
pag. 489 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.).

 

                                         Il 1°
febbraio 2003 è entrata in vigore anche la Legge sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) che prevede delle nuove modalità
di calcolo per gli assegni integrativi e di prima infanzia (cfr. BU 3/2003 del
31 gennaio 2003 pag. 13 segg.).).

 

                                         Nel
diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in
vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente
rilevante (cfr. DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3; STFA del 23 gennaio 2002
nella causa L., H 114/01; STFA 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K
133/01; DTF 122 V 35 consid. 1; DTF 118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994
pag. 321 consid. 2).

                                         Il caso
in esame (decisione del 4 novembre 2002 con effetto dal 1° agosto 2002) si
riferisce a un periodo precedente all'entrata in vigore della modifica della
LAF, per cui vanno applicate le disposizioni valide fino al 31 dicembre 2002 e,
relativamente agli assegni integrativi e di prima infanzia, le norme in vigore
fino al 31 gennaio 2003.

                                      

                                         L'assegno
di prima infanzia è regolato agli art. 31 segg. LAF validi fino al 31 gennaio
2003.

                                         Il v.art.
32 LAF, relativo alla famiglia biparentale, prevede in particolare:

 

"  1 I
genitori domiciliati nel Cantone hanno diritto all'assegno, per il

   figlio, se cumulativamente:

  a)   hanno il
domicilio nel Cantone da almeno tre anni;

  b)   uno dei
genitori non esercita nessuna attività lucrativa oppure ne            esercita
una che non supera il 50% per dedicarsi alla cura del       figlio;

  c)   il reddito
disponibile dei genitori, inclusi gli eventuali assegni di    cui il nucleo
familiare beneficia in virtù della legge, è inferiore ai             limiti
posti dall'art. 24 cpv. 1 lett. c).

 

  2 Al genitore che
non esercita un'attività lucrativa o ne esercita una

    solo a tempo
parziale, senza giustificati motivi, è computabile un

    reddito ipotetico,
pari al guadagno di un'attività a tempo pieno, da lui

    esigibile.

 

  3 Il reddito
ipotetico minimo è pari al doppio del limite minimo per

    persona sola
secondo la legislazione sulle prestazioni

    complementari
all'AVS/AI."

 

                                         Il v.art.
35 LAF prevede che:

 

"  1
L'importo dell'assegno, incluso l'eventuale assegno di base e

   l'assegno integrativo nonché gli eventuali
obblighi alimentari, è pari

   alla differenza fra il reddito disponibile ai
sensi della legislazione

   sulle prestazioni complementari all'AVS/AI ed
il limite legale minimo

   previsto all'art. 24 cpv. 1 lett. c).

 

2 In
ogni caso, l'importo dell'assegno non può superare il quadruplo

  
dell'importo minimo annuo della rendita di vecchiaia ai sensi della

  
legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia ed i superstiti.

 

  3 L'assegno di prima
infanzia non è versato se il suo importo annuo è

     inferiore
all'importo mensile dell'assegno di base per un figlio."

 

                                         Per il
v.art. 36 LAF

 

" 
1 Per l'accertamento ed il calcolo sono
applicabili per analogia le

   disposizioni della legislazione federale sulle
prestazioni

   complementari all'AVS/AI.

 

2 Il
reddito del lavoro è computato per intero; la sostanza computabile

   è
considerata quale reddito nella misura di 1/15.

 

  3 Il premio per
l'assicurazione sociale ed obbligatoria contro le

     malattie a carico
della famiglia è preso in considerazione nel

     calcolo. Le spese
di cura e di malattia non sono prese in

     considerazione
nel calcolo."

 

                                         Secondo
il v.art. 51 Reg.LAF in caso di inabilità lavorativa il reddito ipotetico non
viene in particolare computato se, cumulativamente:

                                      

"  a)
il genitore è inabile al lavoro, in misura parziale o totale, a cagione           di
infortunio o di una malattia di lunga durata;

  b) la malattia o
l’infortunio sono attestati da un medico abilitato a      esercitare la
professione;"

                                         

                                         Per il
v.art. 52 Reg.LAF in caso di disoccupazione il reddito ipotetico non viene
computato se cumulativamente:

 

"a)    il
genitore è disoccupato ed ha terminato il diritto alle indennità di
disoccupazione previste dal diritto federale e dal diritto cantonale;

  b)   il genitore
attesta, su richiesta della Cassa cantonale per gli       assegni familiari,
gli sforzi intrapresi settimanalmente per trovare       un nuovo posto di
lavoro;

  c)   il genitore è
disposto ad accettare di svolgere una attività            conformemente alle
disposizioni della LADI;

  d)   il genitore è
disposto ad accettare un'occupazione           conformemente alle disposizioni
della LAS.

 

La Cassa cantonale per gli assegni familiari
segnala il suo caso ai competenti ufficio del lavoro e ufficio
dell'assistenza."

 

                                         Il v.art.
53 Reg.LAF stabilisce che

 

"  Il
reddito ipotetico non viene computato se, cumulativamente:

  a)   il genitore che
esercita una attività lucrativa indipendente ha        cessato l'attività a
causa di fallimento o per motivi equiparabili ad    un fallimento;

  b)   il genitore si
iscrive al competente Ufficio del lavoro per la ricerca           di un posto
di lavoro quale salariato;

  c)   il genitore
attesta, su richiesta della Cassa cantonale per gli       assegni familiari,
gli sforzi intrapresi settimanalmente per trovare       un nuovo posto di
lavoro;

  d)   il genitore è
disposto ad accettare di svolgere una attività che     non corrisponde alla sua
formazione scolastica o professionale."

 

                                         Per il
v.art. 54 Reg.LAF, infine,

 

"  La
Cassa cantonale per gli assegni familiari determina qual è l'attività
esigibile, tenendo in considerazione tutti i fattori che possono servire alla
determinazione del reddito ipotetico esigibile dal genitore, in particolare:

  a)   la formazione
scolastica e professionale;

  b)   le precedenti
esperienze professionali;

  c)   le conoscenze e
le competenze professionali, generali e            specifiche.

 

Ai fini della determinazione del reddito
ipotetico computabile per i salariati, la Cassa cantonale per gli assegni
familiari si avvale dei parametri applicati dall'Ufficio del lavoro.

 

Ai fini della determinazione del reddito
ipotetico computabile per gli indipendenti, la Cassa cantonale per gli assegni
familiari considera il reddito aziendale conseguito precedentemente
all'abbandono dell'attività lucrativa o, se questo fosse superiore, il reddito
che essi potrebbero conseguire quali salariati in una professione
analoga."

 

                               2.2.   Va dapprima
osservato che la presente vertenza concerne unicamente l'assegno di prima
infanzia, in quanto nell'ambito dell'assegno integrativo non è possibile
computare un reddito ipotetico. 

                                         La LAF
infatti non prevede la possibilità di tener conto di un reddito ipotetico degli
aventi diritto all'assegno integrativo. 

                                         Inoltre
la legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI non va applicata per
analogia (cfr. v.art. 28 cpv. 1 LAF in relazione con l'art. 3c cpv. 1 lett. c
LPC) agli assicurati che rinunciano ad esercitare un'attività lucrativa per
dedicarsi alla cura del figlio, visto che l'assegno integrativo non copre tutti
i costi della famiglia, bensì soltanto i costi aggiuntivi del figlio. Occorre
dunque prendere in considerazione, al fine di calcolare il diritto a questa
prestazione, solamente i redditi effettivi dei genitori e non quelli ipotetici
(cfr. D. Cattaneo, La legge sugli assegni di famiglia: caratteristiche,
sentenze e problemi aperti, in "Il diritto pubblico ticinese nel terzo
millennio", RDAT I-2000, pag. 130 e segg. (132); STCA del 18 ottobre 2002
nella causa P., 39.2002.30; STCA del 7 giugno 1999 nella causa F., 39.1998.89;
STCA del 3 maggio 1999 nella causa C.B., 39.1998.26).

 

                               2.3.   Per quanto
attiene più specificatamente al computo o meno del reddito ipotetico nel
calcolo relativo all'assegno di prima infanzia, il TCA ha avuto modo di chinarsi
sulla questione in una sentenza del 3 maggio 1999 nella causa C.B. (inc.
39.1998.26).

 

                                         Come nel
caso dell'assegno integrativo (cfr. consid. 2.2.), questa Corte ritiene che non
possa essere conteggiato il reddito ipotetico dell'avente diritto all'assegno
che rinuncia ad esercitare attività lucrativa per accudire i figli. In
proposito va evidenziato che

 

"  ...,
come l'assegno integrativo, è una prestazione sociale universale e selettiva.
Il suo campo di applicazione materiale non va comunque confuso con quello di un
futuro ed eventuale assegno di maternità federale. Quest'ultimo è più limitato
ed in ogni caso, qualora dovesse entrare in vigore, l'assegno di prima infanzia
lo considererà nel calcolo.

 

  Il modello proposto
conferisce alla madre e/o al padre, che hanno la custodia del figlio il
domicilio nel Cantone e vi risiedono da almeno un anno, il diritto all'assegno
durante i primi tre anni di vita del figlio. L'obiettivo è quello di creare,
nei casi di ristrettezza economica, le condizioni materiali atte a favorire
l'educazione del bambino e quindi tutelare il fabbisogno della famiglia. Con
ciò si intende evitare che il genitore, o i genitori, siano costretti dalle
loro precarie condizioni economiche a rinunciare ad accudirli secondo le loro
aspettative.

  Questa prestazione è
limitata ai primi tre anni di vita del figlio, muovendo dalla considerazione
che è solo da quell'età che il bambino può essere accolto nella scuola materna.
...(Messaggio del Consiglio di Stato relativo all'introduzione di una nuova
legge sugli assegni familiari del 19 gennaio 1994, p. 13)"

 

"  ...
Il disegno di legge contempla due fattispecie distinte: quella delle famiglie
monoparentali e quella delle famiglie biparentali.

  Il diritto
all'assegno è riconosciuto:

 

  -   per le famiglie
monoparentali al genitore che, a seguito della         nascita del figlio,
esercita un'attività lucrativa non superiore al 50%       per dedicarsi alla
cura del bambino o non esercita alcuna attività                                 allo
stesso scopo;

 

  -   per le
famiglie biparentali, a entrambi i genitori, se uno di questi    esercita
un'attività lucrativa non superiore al 50% per dedicarsi alla         cura
del bambino o non esercita alcuna attività allo stesso scopo.

 

  Nella famiglie
biparentali, al genitore che non si occupa della cura del figlio viene computato
un reddito ipotetico pari al guadagno conseguibile esercitando un'attività
lucrativa a tempo pieno, se egli esercita - senza giustificati motivi -
un'attività lucrativa a tempo parziale o addirittura nessuna attività. Ciò per
evitare abusi.

 

  Condizione comune ed
essenziale ad entrambe le situazioni è che il nucleo familiare dimostri
l'effettiva necessità economica, con riferimento ai minimi vitali definiti
dalla legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI. Il reddito del
lavoro è computato integralmente nel calcolo dell'assegno, analogamente a
quanto previsto per l'assegno integrativo. ... (messaggio p.14)"

                                      

                               2.4.   Relativamente
sempre all’assegno di prima infanzia il v.art. 32 cpv. 2 LAF prevede la
possibilità di computare un reddito ipotetico al coniuge che non si occupa del
figlio (cfr. consid. 2.1.).

 

                                         Nel caso
di specie va dunque accertato se sono dati gli estremi per conteggiare un
reddito ipotetico del compagno dell'assicurata, padre di __________, per il
fatto che egli, non sfrutta la sua capacità lavorativa al 100%. Nel mese di
agosto 2002, infatti, egli era impiegato unicamente al 50% quale assistente
presso la Scuola _________ (_________) (cfr. doc. _).

 

                                         Per
inciso va osservato che il 5 novembre 2002 la Cassa, tenendo conto del
cambiamento intervenuto nella situazione economica di ___________, il quale dal
1° settembre lavora presso la __________ al 63% svolgendo, oltre all'attività
di assistente al 50%, quella di docente al 13% (cfr. doc._), ha emanato due
ulteriori decisioni, con effetto dal 1° settembre 2002, con cui ha diminuito
l'importo dell'assegno integrativo da fr. 580.-- a fr. 556.-- e ha confermato
il rifiuto di un assegno di prima infanzia (cfr. doc. _).

                                         Questi
provvedimenti non sono tuttavia oggetto della presente vertenza, in quanto, non
essendo stati impugnati, sono cresciuti in giudicato incontestati.

 

                                         Secondo
la LAF, il reddito ipotetico pari al guadagno di un'attività a tempo pieno
esigibile, è computabile se il genitore non esercita un'attività lucrativa o ne
esercita una solo a tempo parziale, senza giustificati motivi (v.art. 32 cpv. 2
LAF, consid. 2.1.).

 

                                         Il
v.Reg.LAF agli art. 51, 52 e 53 definisce i casi in cui il mancato
conseguimento di un reddito è giustificato e quindi il reddito ipotetico non è
computabile (cfr. consid. 2.1.).

                                         Più
precisamente, quali legittime ragioni che, a determinate condizioni, possono
scusare il fatto di non ottenere un reddito vengono considerati, l'inabilità
lavorativa totale o parziale del genitore, a cagione di infortunio o di una
malattia di lunga durata (v.art. 51 Reg.LAF); la disoccupazione del genitore
che ha terminato il diritto alle indennità di disoccupazione previste dal
diritto federale e dal diritto cantonale (v.art. 52 Reg.LAF); il fallimento o
la cessazione dell'attività lucrativa indipendente del genitore per motivi
equiparabili al fallimento (v.art. 53 Reg.LAF).

 

                                         Al
riguardo va segnalato che il TCA con la sentenza del 3 maggio 1999 nella causa
C.B. (inc. 39.1998.26) ha stabilito che la lista dei giustificati motivi
elencata ai v.art. 51 segg. Reg.LAF è soltanto esemplificativa e non esaustiva,
visto che si tratta di un concetto giuridico indeterminato che descrive i
presupposti di una conseguenza giuridica, rispettivamente quest'ultima, in
maniera aperta, indeterminata (cfr. Häfelin/Müller, Grundriss des allgemeinen
Verwaltungsrechts, Zurigo 1990, pag. 78).

 

                                         In
occasione della prima revisione della legge sugli assegni di famiglia, entrata
in vigore, per quanto riguarda gli assegni di prima infanzia, il 1° febbraio
2003 (cfr. consid. 2.1.), è stato confermato il principio del computo di un
reddito ipotetico soltanto nel calcolo relativo all'assegno di prima infanzia a
esclusione di quello riguardante l'assegno integrativo (cfr. nuovo art. 32 cpv.
2 e 3 LAF; Messaggio del 18 dicembre 2001 sulla prima revisione della legge
sugli assegni di famiglia, p.to 4.3.17).

 

                               2.5.   Nell'evenienza
concreta __________, dopo aver terminato uno stage professionale al 50% presso
il Comune di ________ alla fine del mese di giugno 2002, si è iscritta in
disoccupazione. 

                                         Essendo
stata ritenuta inidonea al collocamento con decisione del 4 settembre 2002,
essa non ha tuttavia percepito nessuna prestazione per i mesi di luglio e
agosto 2002 (cfr. doc. _).

                                         Dalla
nascita della figlia _________, avvenuta il 17 agosto 2002 l'assicurata si
occupa in ogni caso a tempo pieno della stessa.

 

                                         Successivamente
all'ottenimento del diploma di designer in __________ presso la Scuola
_________ (________), a __________ è invece stata offerta la possibilità di
lavorare, sempre presso la _________, quale assistente del responsabile del
ciclo di studio __________ in misura del 50%. Nel mese di settembre 2001 egli
ha così concluso con questa scuola un contratto di lavoro a metà tempo di
durata determinata, e meglio dal 1° settembre 2001 al 31 agosto 2002. In tale
convenzione è stato precisato che alla scadenza il rapporto di impiego avrebbe
potuto essere rinnovato. La retribuzione era pari a fr. 1'650.-- lordi mensili
per tredici mensilità, corrispondenti a fr. 19'833.-- annui al netto dei
contributi sociali (cfr. doc. _).

                                         Nel
rimanente 50% del tempo il ricorrente suonava in un complesso musicale rock di
cinque elementi, attività che del resto svolge tuttora (cfr. il sito internet
del gruppo: _____________).

                                         L'insorgente
ha dichiarato di non guadagnare alcunché da tale occupazione, poiché i costi
sono parecchio superiori agli introiti, i quali tra l'altro non sono sempre
garantiti. Spesso infatti il gruppo si esibisce gratuitamente (cfr. doc. _).

 

                                         La Cassa,
di conseguenza, nel calcolo dell'assegno di prima infanzia ha computato, oltre
al reddito conseguito dal ricorrente lavorando al 50% presso la _________, un
reddito ipotetico per avere rinunciato a sfruttare la sua restante capacità
lavorativa.

 

                                         Questa
Corte, da un lato, concorda con __________ nel ritenere che il posto di impiego
in qualità di assistente presso la ________ rappresenti un'ottima opportunità
per il suo futuro professionale e che certamente gli permette di acquisire
delle conoscenze supplementari e di perfezionarsi. Pertanto egli a ragione non
ha rinunciato a tale occupazione. 

                                         Dallo
scritto del direttore della ________ Dipartimento __________, Dott. __________,
del 27 novembre 2002 emerge inoltre che in ogni caso non sarebbe stato
possibile lavorare al 100% presso tale scuola, dato che è stato deciso di
assumere per il ciclo di studio di ___________ due assistenti al 50%, anziché
uno al 100% (cfr. doc. _).

                                         D'altro
lato, tuttavia, il TCA constata che dagli atti risulta che il ricorrente non ha
comunque mai cercato un'ulteriore attività professionale al 50% al fine di
poter lavorare a tempo pieno. 

                                         __________
infatti non solo non si è annunciato per il collocamento, ma nemmeno ha affermato
di essersi proposto per una qualsiasi occupazione a tempo parziale nel suo
settore professionale o in altri ambiti. Al contrario egli, nel mese di
settembre 2002, ha implicitamente dichiarato che al momento voleva mantenere
l'attività culturale nel gruppo rock che svolgeva nel 50% di tempo rimanente e
oltre (cfr. doc. _).

                                         Il
ricorrente ha poi affermato di lavorare come assistente secondo le necessità
della scuola, ovvero di non avere un orario di impiego prestabilito. Questa
asserzione è stata peraltro confermata dal Dott. __________ (cfr. doc. _). 

                                         E' vero
che ciò avrebbe potuto rendere più complicato il reperimento di un'altra
occupazione al 50%, tuttavia, non avendo intrapreso nessuno sforzo a tal fine,
non si può escludere a priori che l'insorgente potesse comunque trovare un
impiego. 

                                         Nel caso
in esame dunque non risultano giustificati motivi che permettano di non
computare un reddito ipotetico.

 

                                         In simili
condizioni il TCA ritiene che il conteggio da parte della Cassa di un reddito
ipotetico ai fini del calcolo dell'assegno di prima infanzia non presta il
fianco ad alcuna critica.

 

                               2.6.   L'amministrazione,
nel calcolo dell'assegno di prima infanzia, ha tenuto conto di un reddito
ipotetico di fr. 19'833.--, corrispondente a quanto computato a titolo di
reddito per l'attività dipendente svolta dal ricorrente al 50% presso la
__________ (cfr. doc. _, consid. 2.5.).

 

                                         Come
esposto sopra (cfr. consid. 2.1.), il v. art. 32 cpv. 2 e 3 LAF stabilisce
unicamente che il reddito ipotetico computabile al genitore che non esercita
un'attività lucrativa o ne esercita una solo a tempo parziale è pari al
guadagno di un'attività a tempo pieno da lui esigibile e che il reddito
ipotetico minimo è pari al doppio del limite minimo per persona sola secondo la
legislazione sulle prestazioni complementari.

                                         Il v.art.
54 Reg.LAF precisa la nozione di reddito ipotetico computabile, indicando che
la Cassa determina qual è l'attività esigibile, tenendo in considerazione tutti
i fattori che possono servire alla determinazione del reddito ipotetico
esigibile dal genitore, in particolare la formazione scolastica e
professionale, le precedenti esperienze professionali, le conoscenze e le
competenze professionali, generali e specifiche. Inoltre ai fini della
determinazione del reddito ipotetico computabile per i salariati, la Cassa si
avvale dei parametri applicati dall'Ufficio del lavoro (cfr. consid. 2.1.).

                                         Dal 1°
gennaio 2001 al 31 dicembre 2002 l'importo minimo destinato alla copertura del
fabbisogno vitale per le persone sole ammonta a fr. 15'280.-- (cfr. art. art.
3b cpv. 1 LPC; Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari
all'AVS/AI del 18 settembre 2000), il cui doppio è uguale a fr. 30'560.--.

                                      

                                         Nel caso
di specie, come visto (cfr. consid. 2.5.), l'insorgente, che ha conseguito il
diploma di designer presso la __________, il 1° settembre 2001 ha iniziato a
lavorare quale assistente al 50% presso la medesima scuola, dove tuttavia non
era possibile essere impiegato al 100%. Nel restante tempo egli suonava in un
complesso rock, di cui fa parte ancora oggi.

                                         A
quest'ultimo proposito va osservato che benché il ricorrente da un lato abbia
asserito di non ottenere un riscontro economico da questa attività, dall'altro
egli stesso ha dichiarato che alcune volte le loro esibizioni vengono
retribuite.

                                         Pertanto
ci si potrebbe chiedere quale sia l'attività esigibile da parte di __________
il cui guadagno va computato a titolo di reddito ipotetico nel conteggio
dell'assegno di prima infanzia e secondo quali modalità debba essere calcolato
il relativo introito.

                                         Tali
questioni possono nella fattispecie rimanere irrisolte, in quanto già
computando il reddito ipotetico minimo nella misura della metà, ovvero di fr.
15'280.--, corrispondente al 50% non sfruttato professionalmente, i redditi
determinanti di fr. 43'171.-- (fr. 19'833.-- reddito da attività dipendente +
fr. 15'280.-- reddito ipotetico + fr. 1'098.--  assegno di base + fr. 6'960.--
assegno integrativo) sarebbero più elevati delle spese riconosciute di fr.
39'118.-- (cfr. doc. _).

                                      

                                         Alla luce
di quanto esposto questa Corte non può quindi che confermare la decisione del 4
novembre 2002.

 

                               2.7.   A titolo
abbondanziale va ribadito che il periodo a decorrere dal 1° settembre 2002,
come già indicato in precedenza (cfr. consid. 2.4.), non è oggetto della
presente vertenza, in quanto contro la relativa decisione di rifiuto
dell'assegno di prima infanzia non è stato inoltrato ricorso al TCA. 

                                         Tuttavia
al riguardo giova rilevare che dal 1° settembre 2002 _________ ha aumentato la
sua percentuale complessiva di attività presso la __________ al 63% (cfr. doc.
_), lavorando oltre che come assistente, anche come docente. Di conseguenza
egli, a partire da tale data, percepisce uno stipendio e degli assegni di base
più elevati. Dal mese di settembre 2002 infatti il suo salario annuo lordo
ammonta a fr. 33'180.-- comprensivo della tredicesima, pari a fr. 30'680.-- al
netto degli oneri sociali (cfr. doc. _). 

                                         Anche a
far tempo dal 1° settembre 2002 dunque già computando il reddito ipotetico
minimo corrispondente al tempo in cui il ricorrente non lavora, equivalente al
37% (100%- 63%), ovvero fr. 11'307.-- (37% di fr. 30'560.--), i redditi di fr.
50'042.-- (fr. 30'680.-- reddito da attività dipendente + fr. 11'307.-- reddito
ipotetico + fr. 1'383.-- assegno di base + fr. 6'672.-- assegno integrativo)
sarebbero in ogni caso maggiori delle spese di fr. 39'118.-- (cfr. doc. _).

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Intimazione
alle parti.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti