# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 354831af-7d2e-56e1-8e3f-c20536131016
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-03-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.03.2015 38.2014.73
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2014-73_2015-03-26.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  38.2014.73

   

  rs

  	
  Lugano

  26 marzo 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 dicembre 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione dell'11 dicembre 2014 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento,

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione su opposizione
dell’11 dicembre 2014 l’Ufficio regionale di collocamento di __________ (in
seguito: URC) ha confermato la precedente decisione del 20 ottobre 2014 (cfr.
doc. A2) con cui aveva sospeso RI 1 per dieci giorni dal diritto alle indennità
di disoccupazione a causa di mancate e insufficienti ricerche di lavoro nel
periodo dal 20 maggio al 19 agosto 2014 precedente l’annuncio per il collocamento
del 20 agosto 2014 (cfr. doc. A1).

 

                               1.2.   Contro la decisione su
opposizione dell’11 dicembre 2014 l’assicurato ha inoltrato un tempestivo
ricorso al TCA (cfr. doc. I), nel quale ha chiesto una riduzione della penalità
inflittagli da dieci a cinque giorni di sospensione.

 

                                         A sostegno della propria
pretesa ricorsuale l’insorgente ha addotto:

 

" Posso
essere d’accordo per il mese di maggio e giugno anche se lavoravo a tempo pieno
e non sapevo le vostre regole, non essendo mai iscritto all’URC. Per il mese di
luglio e agosto invece faccio una ferma opposizione visto che io avendo solo 21
anni ero e sono tuttora alla ricerca di un posto di tirocinio come operatore di
edifici e infrastrutture e/o decoratore 3D.

Sapete benissimo che se un giovane trova un
posto di tirocinio non può e non ha bisogno di iscriversi alla Cassa di
disoccupazione!!!

Quando mi sono iscritto allo sportello in
data 20.08.2014 mi è stata consegnata la tabella da compilare per il mese
corrente (agosto) e il mese prima (luglio).

Quindi avete le prove in mano dei miei
sforzi per trovare un datore di lavoro!!! Un nuovo apprendistato!!!

Io per i motivi elencati sopra chiedo che i
giorni di sospensione vengano dimezzati.

Giorni di sospensione richiesti per ogni
mese:

2 giorni per maggio / 3 giorni per giugno /
0 giorni per luglio / 0 giorni per agosto. (…)” (Doc. I)

 

                               1.3.   Nella sua risposta del 7
gennaio 2015 l'URC, ritenuto che non vi siano le condizioni tali da poter
modificare la propria decisione, ha confermato la correttezza della sospensione
applicata all’assicurato (cfr. doc. III).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

 

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Il TCA è chiamato a stabilire
se l’assicurato deve o meno essere sospeso dal diritto all’indennità di
disoccupazione per mancate e insufficienti ricerche di lavoro nel lasso di
tempo dal 20 maggio al 19 agosto 2014 precedente l’iscrizione in
disoccupazione, rispettivamente se l’entità della sanzione inflittagli (10
giorni di sospensione) è corretta oppure no.

 

                               2.3.   Tra gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente
un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 cpv. 1 e 2 LADI il cui tenore non è
stato modificato dalla quarta revisione della LADI), se necessario anche fuori
della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI il cui testo è rimasto
invariato in occasione della quarta revisione LADI) ed anche fuori del proprio
luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di
ogni periodo di controllo egli dovrà, dunque, presenta-re al servizio
competente le prove documentali relative alle ricer-che di lavoro intraprese
(cfr. STFA C 77/91 del 29 gennaio 1992 nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo
l'art. 26 cpv. 1 OADI:

 

" L'assicurato
deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di regola sotto forma di
domande d'impiego ordinarie."

 

                                         L'art. 26
cpv. 2 OADI prevede che:

 

" L’assicurato
deve inoltrare la prova delle ricerche di lavoro per ogni periodo
di controllo al più tardi il quinto giorno del mese seguente o il primo giorno
lavorativo successivo a tale data. Se l’assicurato lascia scadere il termine
senza valido motivo, le ricerche di lavoro non potranno più essere prese in
considerazione."

 

L'art. 26 cpv. 3 OADI stabilisce che:

 

" Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell'assicurato."

 

                                         La LADI ha,
dunque, previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue
possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

 

                                         Tale
principio non è stato messo in discussione contestualmente alla quarta
revisione della LADI (cfr. Messaggio concernente la modifica delle legge
sull’assicurazione contro la disoccupazione del 3 settembre 2008, FF N. 38 dl 23 settembre 2008).

                                         L'obbligo di
ridurre il danno, valido anche nell'assicurazione contro la disoccupazione
(cfr. DTF 125 V 197 consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, p.
48), è violato, fra l'altro, quando l'assicurato compie sforzi insufficienti
per trovare lavoro.

 

                                         Se non
adempie il suo obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv.
1 lett. c LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se
non fa il suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata (al riguardo cfr.
STF 8C_180/2010 del 4 agosto 2010; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010; STFA C
221/02 del 3 agosto 2003).

 

                                         L’art. 30
cpv. 1 lett. c LADI è stato ritenuto dal Tribunale federale delle assicurazioni
(TFA; dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale) conforme alle disposizioni della
Convenzione OIL Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V 228-230; D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de
réadaptation de l'assurance chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn,
Basilea e Francoforte sul Meno 1992, p. 193s.).

 

                                         La giurisprudenza ha
stabilito che deve essere sospeso dal diritto all'indennità l'assicurato che
non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo che precede
l'adempimento dell'obbligo di controllo (cfr. STF 8C_589/2009 del 28 giugno
2010).

 

                                         Per costante
giurisprudenza, chiunque si accinge ad iscriversi in disoccupazione deve
attivarsi per cercare un nuovo impiego.

                                         In una sentenza C 138/05
del 3 luglio 2006, la nostra Alta Corte ha così sottolineato che l'obbligo di
cercare un'occupazione adeguata nel periodo precedente la disoccupazione vige
anche con l'entrata in vigore della LPGA. Tale dovere è ancorato nella legge
stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché gli assicurati non possono
discolparsi asserendo di non aver saputo di essere tenuti a intraprendere dei
validi sforzi anche antecedentemente all'iscrizione in disoccupazione.

 

                                         L'assicurato
deve così, ad esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a
partire dal momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare
una nuova occupazione (cfr. STF 8C_544/2014 del 26 novembre 2014 consid. 4.2.; STF
8C_278/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 2.1.2. pubblicata
in DTF 139 V 524; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010, consid.
3.1; STF 8C_800/2008 dell'8 aprile 2009, consid. 2.1; STFA C 208/03 del 26
marzo 2004, consid. 3.1 in DLA 2005 n. 4 p. 56; STFA C 77/91 del 29 gennaio
1992; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16ss.; vedi pure art.
45 cpv. 1 lett. a OADI).

 

                                         Inoltre gli assicurati con
un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere sforzi per cercare
da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che precede la fine del
rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML, n. 12, 29 dicembre
1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo,

op. cit., pag. 17).

 

                               2.4.   Per stabilire se un
assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare un'occupazione adeguata non
è importante soltanto la quantità bensì anche la qualità delle ricerche
effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76 consid. 2 con
riferimenti; STFA C 49/00 del 15 gennaio 2001).

 

                                         Per quel che attiene
all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non prevede un numero
minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente.

                                         La
giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di riferimento (e
non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo di controllo
vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide (cfr., per
tutte, la STCA AD 247/86 del 28 gennaio 1987). 

                                         L'Alta
Corte, pur confermando tale principio (cfr. STFA C 33/87; STFA C 286/02 del 3
luglio 2003), ha precisato che occorre valutare nel singolo caso concreto
quante ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, sottolineando che
la prassi amministrativa esige in media da dieci a dodici ricerche di impiego
al mese (cfr. STFA C 106/04 del 12 luglio 2005 consid. 2.1.; STFA C 199/05 del
29 settembre 2005; STFA C 6/05 del 6 marzo 2006 consid. 3.2.).

 

                                         In una
sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha confermato la
propria giurisprudenza e ha rilevato:

 

" (…)

3.2 Pour trancher le point de savoir si l'assuré a
fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir
compte aussi bien de la quantité que de la qualité des démarches entreprises (ATF 124 V 225 consid. 4a p. 231). Sur le plan quantitatif, la jurisprudence
considère que dix à douze recherches d'emploi par mois sont en principe
suffisantes (cf. ATF 124 V 225 consid. 6 p. 234; arrêt C 258/06 du 6 février 2007 consid. 2.2). On ne
peut cependant pas s'en tenir de manière schématique à une limite purement
quantitative et il faut examiner la qualité des démarches de l'assuré au regard
des circonstances concrètes, des recherches ciblées et bien présentées valant
parfois mieux que des recherches nombreuses (arrêt C 176/05 du 28 août 2006
consid. 2.2; RUBIN, op. cit. p. 392). (…)"

 

                                         Al riguardo cfr. pure STF
8C_278/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 2.1.4., pubblicata in DTF 139 V 524;
STF 8C_544/2014 del 26 novembre 2014 consid. 4.4.

 

                                         Sulle modalità
con le quali bisogna effettuare le ricerche di lavoro, il TCA ricorda
innanzitutto che secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al
servizio competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr.
art. 26 cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; DLA
1988 p. 95; DTF 120 V 74).

                                         La legge non
prevede nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così
venire effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i
diversi datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato,
alla fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio
competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del
29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).

                                         Concretamente
ciò significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

                                         In caso di
ricerca personale il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco
dei datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è
necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo
"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra
forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del
28.1.1987 nella causa S. P., AD 5/87).

                                         Inoltre deve essere
indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si è proposto
per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella causa P.,
pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

 

                                         L'assicurato
potrà servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dalla SECO (dal 1°
luglio 1999 la Segreteria di stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio
federale dello sviluppo economico e del lavoro).

 

                                         In caso di
rifiuto del datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato
potrà comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca
segnalando al servizio competente tale rifiuto.

                                         Infine, in
caso di ricerca telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato
deve, di regola, confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva
conferma per iscritto (cfr. DLA 1988 p. 95). 

 

                                         In una sentenza del 20
marzo 2000, pubblicata in DLA 2000

pag. 156 segg., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno
l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

 

                               2.5.   Secondo l'art. 30
cpv. 3 LADI la durata della sospensione è determinata in base alla gravità
della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o,
nel caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La
sospensione dal diritto all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave

(cfr. cfr. art. 45 cpv. 3 OADI in vigore dal 1° aprile 2011; 45 cpv. 2 vOADI).

                                         La sua
durata è determinata secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della
proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù
dell'art. 45 cpv. 5 OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto
all'indennità, la durata della sospensione è prolungata in modo adeguato. Per
determinare il prolungamento sono prese in considerazione le sospensioni degli
ultimi due anni. 

                                         Nella già citata sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale
federale ha ricordato che "La gravité de la faute dépend de l'ensemble des
circonstances du cas, en particulier des recherches d'emploi qui peuvent être
mises au crédit de l'assuré malgré le caractère globalement insuffisant de ses
démarches, ou encore d'éventuelles instructions de l'ORP qu'il n'aurait pas
suivies en dépit de leur pertinence".

                                         Per
quel che attiene alla sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione
fondata sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una
sanzione da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i parametri del SECO e
della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di
lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali aumenti per i periodi
successivi, visto l'art. 45

cpv. 2 bis OADI (cfr. Prassi LADI/ID D72 punto 1 dell’ottobre 2011; Lista delle
sospensioni SdL n. 464 del 23 dicembre 2011).

 

                                         Queste direttive sono
conformi alla legge (cfr. D. Cattaneo, "Alcuni compiti …”,
p. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione su queste basi vengono
regolarmente confermate dal TCA.

                                         Anche il TFA
ha approvato il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA C 10/05 del
25 aprile 2005; STFA C 210/04 del 10 dicembre 2004; STFA C 275/02 del 2 maggio
2003; STFA C 286/02 del 3 luglio 2003; STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; STFA
C 338/01 del 6 agosto 2002).

 

                               2.6.   Nell’evenienza concreta dalla
documentazione agli atti si evince che l’assicurato, nato il 20 aprile 1993 (cfr.
doc. 3), nel mese di settembre 2011 ha ottenuto l’attestato di capacità
federale quale panettiere-pasticciere, lavorando dal 2009 presso la Panetteria __________
di __________ con soddisfazione dell’azienda (cfr. doc. 5, 9).

 

                                         Dal 2011 al 2013 il ricorrente
è rimasto alle dipendenze della Panetteria __________ (cfr. doc. 4; 7). 

                                         Nel 2013 l'assicurato ha lavorato quale operaio presso __________, partner ufficiale del __________ (cfr.
www.__________). Più specificatamente egli si è occupato del supporto alla
squadra logistica, del montaggio di strutture, di allestimenti e decorazioni,
dello sgombero dei materiali (tavoli, sedie, palchi ecc.) e della pulizia (cfr.
doc. 4; 8). Dal novembre 2013 al 30 giugno 2014, mediante incarichi a tempo
determinato, egli è stato attivo quale operaio presso il __________ (cfr. doc.
4; 6).

 

                                         Il 20 agosto 2014
l’insorgente si è iscritto in disoccupazione, rivendicando il diritto alle
prestazioni con effetto da quella data (cfr. doc. 14).

 

                                         Al momento dell’annuncio
per il collocamento l’URC ha rilevato che il ricorrente, per quanto concerne
gli ultimi tre mesi precedenti la disoccupazione, e meglio dal 20 maggio al 19
agosto 2014, non ha documentato alcuna ricerca di impiego per i mesi di maggio
e agosto 2014, mentre ha comprovato due ricerche per il mese di giugno 2014 e
due ricerche per il mese di luglio 2014 (cfr. doc. 28).

                                         Il consulente del
personale, il 18 settembre 2014, gli ha quindi inviato una “Richiesta di
giustificazione” con cui l’ha invitato a motivare, entro il 28 settembre 2014,
il fatto di non avere intrapreso sforzi al fine di reperire una nuova
occupazione nei periodi 20-31 maggio e 1°-19 agosto 2014 e di avere compiuto
insufficienti ricerche nei mesi di giugno e luglio 2014, allegando l’eventuale
documentazione a sostegno delle proprie dichiarazioni.

                                         Il collocatore ha pure
precisato che, oltre la data indicata, l’autorità cantonale avrebbe deciso
sulla base degli atti in suo possesso, menzionando espressamente l’art. 30 cpv.
1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la sospensione di un assicurato nel
caso in cui non faccia il suo possibile per ottenere un’occupazione adeguata
(cfr. doc. 61).

 

                                         Il 25 settembre 2014
l’assicurato ha risposto quanto segue:

 

" Maggio –
giugno – luglio ho sempre lavorato al 100% o quasi e non mi aspettavo di certo,
di trovarmi a casa di punto in bianco!

Per agosto avete tutte le prove dei miei
sforzi per trovare un apprendistato o un posto di lavoro!

Tabella di agosto consegnata al piano terra
del vostro stabile!

Adesso allego altre 5 prove!” (Doc. 58)

 

                                         Dal profilo
procedurale l’URC ha, in ogni caso, ossequiato il diritto di essere sentito
dell’insorgente garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost. fed. e dall’art. 42 LPGA
(al riguardo cfr. DTF 136 V 115-116; DTF 136 V 124).

 

                                         L’amministrazione, con
decisione formale del 20 ottobre 2014, indicando che le motivazioni presentate
nella lettera del 25 settembre 2014 in risposta alla Richiesta di giustificazione
non potevano essere accettate, ha sospeso il ricorrente dal diritto alle indennità
di disoccupazione per dieci giorni (cfr. doc. A2; consid. 1.1.).

                                         Tale provvedimento è stato
confermato con decisione su opposizione dell’11 dicembre 2014 (cfr. doc. A1;
consid. 1.1.).

 

                               2.7.   Per quanto attiene, dapprima,
all’arco di tempo dal 20 maggio al 30 giugno 2014, va osservato che l’URC ha
considerato non valido il comportamento di RI 1 che, da una parte, non ha
effettuato alcuna ricerca di lavoro nel periodo 20-31 maggio 2014, dall’altra,
ha svolto due ricerche nel mese di giugno 2014 (cfr. doc. A2; A1).

                                         L’assicurato, nell’atto
ricorsuale, ha manifestato il proprio accordo con la decisione dell’URC di
sospenderlo in relazione al periodo 20-31 maggio 2014 e al mese di giugno 2014
(cfr. doc. I).

 

                                         Questa Corte ritiene, comunque,
utile rilevare che in effetti dal formulario “Prova degli sforzi personali
intrapresi per trovare lavoro” compilato e sottoscritto il 20 agosto 2014 dall’insorgente
non risulta alcuna ricerca relativa al periodo 20-31 maggio 2014 (cfr. doc.
48).

                                         Per il mese di giugno 2014
sono state indicate tre ricerche d’impiego, ossia il 5 giugno 2014 quale
custode presso il __________, il 24 giugno 2014 come apprendista operatore di
edifici e infrastrutture per la __________ e il 26 giugno 2014 nuovamente in
qualità di apprendista operatore di edifici e infrastrutture per __________ di __________
(cfr. doc. 48=30; 49; 50).

 

                                         A prescindere dall’aspetto
qualitativo, le ricerche effettuate nel mese di giugno 2014 sono in ogni caso
insufficienti già dal profilo quantitativo. 

 

                                         A tale proposito giova
ribadire che la giurisprudenza cantonale ha stabilito, quale
linea di riferimento (e non quale regola con carattere assoluto), che per ogni
periodo di controllo vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente
valide (cfr., per tutte, la STCA AD 247/86 del 28 gennaio 1987; STCA 38.2005.51
del 6 ottobre 2005 consid. 2.12.). 

                                         L'Alta
Corte, pur confermando tale principio (cfr. STFA C 33/87; STFA C 286/02 del 3
luglio 2003), ha comunque precisato che occorre valutare nel singolo caso
concreto quante ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato,
sottolineando che la prassi amministrativa esige in media da dieci a dodici
ricerche di impiego al mese (cfr. consid. 2.4.; DTF 139 V 524 consid.
2.1.4.; STF 8C_544/2014 del 26 novembre 2014 consid. 4.4.; STF
8C_306/2013 del 5 giugno 2013; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010; STFA C
106/04 del 12 luglio 2005 consid. 2.1.; STFA C 199/05 del 29 settembre 2005;
STFA C 6/05 del 6 marzo 2006 consid. 3.2.).

 

                                         Al riguardo cfr. pure STCA
38.2014.67 del 25 febbraio 2015; STCA 38.2014.22 del 20 agosto 2014 consid.
2.8.; STCA 38.2013.12 del 7 agosto 2013 consid. 2.7.; STCA 38.2012.32 del 24
settembre 2012 consid. 2.11.

 

                                         L’assicurato, perciò, non
solo non ha intrapreso alcuno sforzo al fine di reperire un’occupazione dal 20
al 31 maggio 2014, ma ha pure svolto delle ricerche di impiego insufficienti
nel mese di giugno 2014.

 

                                         Il ricorrente, del resto,
non si è trovato senza occupazione di punto in bianco, come da lui asserito
(cfr. doc. 58), visto che con scritto del febbraio 2014 il __________ l’aveva
informato che il suo incarico di lavoro veniva prolungato per l’ultima volta
con scadenza al 30 giugno 2014 (cfr. doc. 6).

 

                                         Relativamente, poi, alla
censura formulata dall’assicurato, ossia che nei mesi di maggio e giugno 2014
lavorava a tempo pieno (cfr. doc. I), questo Tribunale ricorda che secondo
l'art. 329 cpv. 3 del Codice delle obbligazioni, se il contratto è disdetto, il
datore di lavoro deve concedere al lavoratore "il tempo necessario per cercare
un altro lavoro" (cfr. ad esempio STCA 38.2000.13 del 2 maggio 2000).

                                         Il tempo necessario per
cercare un altro impiego deve essere concesso anche ai lavoratori legati da un
contratto di lavoro di durata determinata che sta per scadere (cfr. STCA 38.2010.75
del 4 maggio 2011 consid. 2.8.; STCA 38.2008.72 del 18 marzo 2009
consid. 2.7.; G. Aubert, "Du contrat de travail" in Code des
obligations I. Commentaire romand. Ed. Helbing & Lichtenhahn,
Ginevra-Basilea-Monaco 2003 ad art. 329 n. 6 pag. 1734; Brunner-Bühler-Wacher-Bruchez
"Commentaire du contrat de travail". Ed Réalités sociales, Losanna
2004 ad art. 329 n. 3 pag. 160).

 

                                         In
proposito cfr. pure STCA 38.2012.72 del 27 febbraio 2013 consid. 2.10.; STCA 38.2012.6
del 26 aprile 2012 consid. 2.9.; STCA 38.2011.49 del 19 luglio 2011 consid.
2.7. e STCA 38.2007.67 del 26 novembre 2007 consid. 2.7.

 

                               2.8.   Per quanto concerne il mese di
luglio e il periodo 1°-19 agosto 2014, l’amministrazione ha sospeso
l’assicurato, ritenendo che il medesimo avesse compiuto delle insufficienti
ricerche di lavoro nel mese di luglio 2014 e nessuna ricerca dal 1° al 19
agosto 2014 (cfr. consid. 1.1.; doc. A1; A3).

 

                                         Nel modulo “Prova degli
sforzi personali intrapresi per trovare lavoro” del 20 agosto 2014 l’insorgente
ha indicato di aver compiuto cinque ricerche sempre quale apprendista operatore
di edifici e infrastrutture (il 5 luglio 2014 presso __________ e __________,
il 10 luglio 2014 presso __________ e l’__________, il 20 luglio 2014 presso __________)
e nessuno sforzo nel lasso di tempo 1°-19 agosto 2014 (cfr. doc. 48=30).

 

                                         In concreto è rilevante, oltre
alla circostanza che effettivamente delle cinque candidature del mese di luglio
2014 segnate sul citato formulario soltanto due - presso __________ e l’__________
- risultano comprovate da uno scritto del potenziale datore di lavoro (cfr.
doc. A3; 31), pure il fatto che l’assicurato ha ricercato esclusivamente un
posto per un nuovo apprendistato quale operatore di edifici e infrastrutture.

                                         Tale modo di procedere non
si rivela conforme all’obbligo di ridurre il danno vigente in ambito
dell’assicurazione contro la disoccupazione che impone di non limitare le
ricerche a un determinato settore professionale (cfr. consid. 2.3.).

 

                                         E’ vero che
il Tribunale federale, nella sentenza 8C_ 278/2013 del 22 ottobre 2013 consid.
2.1.3., pubblicata in DTF 139 V 524 e già citata sopra, ha stabilito che gli
assicurati professionalmente qualificati, nel periodo antecedente
l’annuncio per il collocamento, hanno il diritto di limitare le ricerche di
impiego dapprima al loro ambito professionale specifico, purché questo offra posti liberi.

                                         E’ altrettanto, vero,
tuttavia, che in concreto l’assicurato, nato nel 1993, benché nel 2013 e 2014,
prima della disoccupazione, abbia avuto delle esperienze lavorative che gli
hanno permesso di occuparsi della logistica, del montaggio di strutture, di
allestimenti e decorazioni, dello sgombero dei materiali (tavoli, sedie, palchi
ecc.) e della pulizia (cfr. consid. 2.6.), nel 2011 ha conseguito l’attestato di capacità quale panettiere-pasticciere e ha lavorato dal 2009 fino
al 2013 in tale settore (cfr. consid. 2.6.).

 

                                         Egli, pertanto, avrebbe
dovuto, nel mese di luglio 2014 e nel periodo 1°-19 agosto 2014 antecedenti
all’iscrizione in disoccupazione, intensificare le ricerche di impiego,
postulando anche per occupazioni nel suo settore di formazione di panettiere e
pasticciere (cfr. STCA 38.2014.34 del 14 luglio 2014 consid. 2.10.), come pure
in altri ambiti professionali dove ci fosse stata offerta di lavoro.

                                         A quest’ultimo proposito non
va d’altronde dimenticato che l’art. 16 cpv. 3bis LADI, come evidenziato
dall’URC nel Piano d’azione sottoscritto dal ricorrente il 29 agosto 2014 (cfr.
doc. 21), enuncia che il capoverso 2 lettera b del medesimo articolo (“Non è
considerata adeguata e di conseguenza è esclusa dall’obbligo di accettazione
un’occupazione che non tiene convenientemente conto delle capacità e
dell’attività precedente dell’assicurato”) non si applica alle persone
minori di 30 anni.

                                      

                               2.9.   Da quanto precede discende che
l’insorgente dal 20 al 31 maggio 2014, nei mesi di giugno e luglio 2014 e dal
1° al 19 agosto 2014 ha violato l’obbligo di ridurre il danno imposto dalla
legge (cfr. consid. 2.3., 2.7.; 2.8.).

 

                                         Tale violazione implica,
di principio, la sospensione dal diritto alle indennità di disoccupazione sulla
base dell’art. 30 cpv. 1 lett. c (cfr. consid. 2.3.).

 

                             2.10.   RI 1, nel ricorso, riferendosi
alle mancate e insufficienti ricerche di lavoro nel periodo antecedente
l’annuncio per il collocamento ha fatto valere di non aver saputo le regole
vigenti, non essendosi mai iscritto prima all’URC (cfr. doc. I, consid. 1.2.).

 

                                         Questo Tribunale deve,
perciò, esaminare se l’eventuale non conoscenza dell’obbligo di effettuare un
determinato numero di ricerche di lavoro qualitativamente sufficienti nel
periodo precedente l’iscrizione in disoccupazione possa costituire, nel caso di
specie, un valido motivo per non sanzionare l’insorgente in relazione al
periodo 20 maggio – 19 agosto 2014.

 

                                         L'art. 27
della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni
sociali (LPGA) che regola la “Informazione e consulenza” ha il seguente tenore:

 

" 1 Gli assicuratori e gli organi esecutivi
delle singole assicurazioni sociali, nei limiti delle loro competenze, sono
tenuti ad informare le persone interessate sui loro diritti e obblighi.

 

2 Ognuno ha diritto, di regola gratuitamente, alla consulenza in merito
ai propri diritti e obblighi. Sono competenti in materia gli assicuratori nei
confronti dei quali gli interessati devono far valere i loro diritti o
adempiere i loro obblighi. Per le consulenze che richiedono ricerche onerose,
il Consiglio federale può prevedere la riscossione di emolumenti e stabilirne
la tariffa.

 

3 Se un assicuratore
constata che un assicurato o i suoi congiunti possono rivendicare prestazioni
di altre assicurazioni sociali, li informa immediatamente."

                                       

                                         L'art. 27
LPGA sancisce, in particolare, per l'amministrazione un dovere di carattere
collettivo, generale e permanente di fornire informazioni (cpv. 1) e il diritto
soggettivo e individuale dell'assicurato alla consulenza (cioè un parere su ciò
che conviene fare) su un caso preciso, che può essere fatto valere in giustizia
(cpv. 2) (Su questi aspetti cfr. in particolare STFA C
192/04 del 14 settembre 2005 consid. 4.1., pubblicata in DTF 131
V 472 e in SVR 2006 ALV Nr. 9 pag. 31; STFA C 241/04 del 9 maggio 2006 consid. 6; STFA C 157/05 del 28 ottobre 2005 consid. 4.2.; E. Imhof - CH
Zünd, "ATSG und Arbeitslosenversicherung" in SZS 2003 pag. 291 seg. (306);
E. Imhof, "Anhang zur Vertiefung von art. 27 ATSG über Aufklärung,
Beratung und Kenntnisgabe" in SZS 2002 pag. 315 seg. (315-318);
R. Spira, "Du droit d'être renseigné et conseillé par les assureurs et les
organes d'exécution des assurances sociales art. 27 LPGA" in SZS 2001 pag.
524 seg. (527); U. Kieser, "ATSG - Kommentar",
2. ed., Zurigo-Basilea-Ginevra 2009, ad art. 27 pag. 400 e pag. 402-407).

                                         In materia
di assicurazione contro la disoccupazione questa disposizione della LPGA ha
apportato notevoli miglioramenti per gli assicurati nel senso che l'obbligo di
informare non è più limitato ad alcuni aspetti puntuali, fissati nelle
disposizioni legali (cfr. DTF 124 V 125, in particolare 221-222; DLA 2000 pag. 95) ma è stato generalizzato (cfr. E. Imhof - Ch. Zünd, art. cit, in STZ 2003
pag. 307).                                        

 

                                         Il capoverso 1 dell’art.
27 LPGA prevede un obbligo di informazione generale e permanente nei confronti
di una cerchia indeterminata di persone, che non deve avvenire unicamente su
richiesta degli interessati, bensì regolarmente e d’ufficio, e a cui viene
fatto fronte ad esempio tramite la consegna di opuscoli informativi, direttive,
inserzioni, internet, ecc. (cfr. STFA C 241/04 del 9 maggio 2006
consid. 6; DTF 131 V 476 consid. 4.1.=SVR 2006 ALV Nr. 9 pag. 31; DLA 2002 pag.
194).

 

                                         Per quanto attiene al
diritto alla consulenza enunciato all'art. 27 cpv. 2 LPGA, va segnalato che
ogni assicurato può esigere che il proprio assicuratore gli fornisca,
gratuitamente, consulenza in merito ai suoi diritti e obblighi (cfr. DLA 2007
pag. 193 segg.). Quest'obbligo concerne soltanto l'ambito di competenza
dell'assicuratore in questione e le informazioni possono esse fornite anche da
non giuristi, come del resto prima dell'entrata in vigore della LPGA.
Contrariamente alle informazioni di carattere generale, la consulenza deve
riferirsi al caso specifico (cfr. FF 1999 IV 3953).

                                         Inoltre tale diritto non è
limitato alle persone assicurate, tuttavia deve esistere uno stretto rapporto
con l'assicurazione interpellata, nel senso che la consulenza deve riferirsi a
diritti e doveri che già esistono o che possono sorgere tra la persona che ha
richiesto le informazioni e l'assicurazione interessata (cfr. U. Kieser, op.
cit., ad art. 27 n. 29 pag. 405).

 

                                         Questo Tribunale, in una
sentenza 38.2003.55 del 20 novembre 2003, massimata e parzialmente pubblicata
in RtiD I-2004 N. 55 pag. 186, chinandosi su un caso di mancate ricerche di
lavoro prima dell'iscrizione in disoccupazione, ha stabilito che anche dopo
l'entrata in vigore della LPGA e conformemente alla giurisprudenza del TFA deve
essere sanzionato con una sospensione dal diritto all'indennità di
disoccupazione l'assicurato che non ha intrapreso sforzi al fine di reperire un
impiego prima di annunciarsi per il collocamento anche se egli ignorava questo
obbligo, riservata l'ipotesi in cui egli si è rivolto all'amministrazione per
chiedere informazioni sui suoi diritti e doveri.

                                         A
quest’ultimo riguardo va evidenziato che l’Alta Corte ha confermato che il
dovere di informazione e di consulenza giusta l’art. 27 cpv. 2 LPGA deve essere
ossequiato dall’amministrazione qualora un assicurato entri in contatto con lei
per ottenere delle delucidazioni o comunque quale richiedente di determinate
prestazioni.

                                         In
particolare il Tribunale federale delle assicurazioni in una sentenza C 192/04
del 14 settembre 2005, pubblicata in DTF 131 V 472, nel caso di un assicurato
ritenuto inidoneo al collocamento, in quanto il lasso di tempo fra la
presentazione della domanda e l’inizio del soggiorno linguistico che avrebbe
effettuato all’estero - di cui aveva peraltro informato i funzionari
dell’Ufficio regionale di collocamento durante il primo colloquio - era troppo
breve per poterlo collocare, ha stabilito che ai sensi dell’art. 27 LPGA, gli
assicurati devono essere resi attenti che il loro comportamento può
pregiudicare il diritto alle prestazioni. Nella fattispecie l’Ufficio regionale
di collocamento avrebbe dovuto avvertire l’assicurato che la prevista partenza
a breve scadenza non permetteva di collocarlo. 

                                         Il TFA ha, tuttavia,
accolto il ricorso dell’Ufficio regionale di collocamento e rinviato gli atti
al Tribunale cantonale, al fine di appurare se il soggiorno avrebbe potuto
essere rinviato e se l’assicurato secondo la verosimiglianza preponderante era
disposto a posticiparlo. 

                                         In caso affermativo,
l’amministrazione avrebbe dovuto rispondere della sua omissione - implicante la
tutela della buona fede dell’assicurato - ed erogare, quindi, a quest’ultimo le
prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione.

 

                                         In proposito cfr. pure STF
8C_320/2010 del 14 dicembre 2010; STFA C 301/05 dell’8 maggio 2006; STFA C
157/05 del 28 ottobre 2005.

 

                                         Inoltre, in una sentenza C
138/05 del 3 luglio 2006, l’Alta Corte ha precisato che l’obbligo di cercare
un’occupazione adeguata nel periodo precedente la disoccupazione vige anche con
l’entrata in vigore della LPGA. Tale dovere è ancorato nella legge stessa (cfr.
art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché gli assicurati non possono discolparsi asserendo
di non aver saputo di essere tenuti a intraprendere dei validi sforzi anche
antecedentemente all’iscrizione in disoccupazione.

 

                             2.11.   Nel caso di specie non è
ravvisabile una violazione del diritto all’informazione e consulenza ex art. 27
LPGA da parte dell’URC.

 

                                         In primo
luogo, non risulta che l’assicurato abbia contattato l’amministrazione nel
periodo antecedente l’iscrizione in disoccupazione del 20 agosto 2014 per
ottenere delucidazioni circa i diritti e gli obblighi dei disoccupati.

 

                                          In
secondo luogo, in ogni caso l'Alta Corte ha stabilito che il
dovere di effettuare delle ricerche di impiego rappresenta una regola di
comportamento elementare, la quale deve essere seguita anche senza una
precedente informazione o - in caso di insufficienti ricerche - avvertimento da
parte dell’amministrazione. Gli assicurati, del resto, devono intraprendere
sforzi volti all’ottenimento di un’occupazione già prima della disoccupazione e
pure nel periodo di disdetta (cfr. STFA C 14/06 del 6 settembre 2006
consid. 2.2; STFA C 138/05 del 3 luglio 2006 citata al consid. 2.10.; STFA C
50/06 del 23 maggio 2006 consid. 2.1.; STFA C 144/05 del 1° dicembre 2005
consid. 5.2.1.).

 

                                         Nella sentenza C 14/06 del
6 settembre 2006, appena menzionata, la nostra Massima istanza ha deciso che
non era stato violato l’art. 27 cpv. 2 LPGA nel caso di un assicurato
sanzionato per insufficienti ricerche dal profilo quantitativo. 

                                         In particolare è stato
stabilito che un assicurato nulla può dedurre a suo favore dalla circostanza
che un consulente del personale non indichi già al momento dell’annuncio in
disoccupazione il numero delle ricerche da effettuare, ma attenda il
primo colloquio di consulenza.

 

 

                                         Inoltre nel giudizio
8C_278/2013 del 22 ottobre 2013, pubblicato in DTF 139 V 524 e già citato
sopra, l’Alta Corte ha ribadito che un assicurato non può discolparsi dal non
avere compiuto ricerche di lavoro o dall’averne effettuate di insufficienti nel
periodo antecedente la disoccupazione asserendo di non avere saputo di dovere
cercare seriamente un’occupazione già a questo momento e di non essere stato
reso attento a tale obbligo.

 

                                         Al riguardo cfr. pure STF
8C_544/2014 del 26 novembre 2014 consid. 4.2.

 

                                          L’insorgente
non può, conseguentemente, trarre vantaggio alcuno, ai fini della presente
lite, da un’eventuale non conoscenza del dovere di effettuare un
determinato numero di ricerche di lavoro nel periodo antecedente l’iscrizione
in disoccupazione.

 

                             2.12.   Alla luce di tutto quanto
esposto, il ricorrente deve essere sospeso dal diritto all’indennità di
disoccupazione giusta l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI a causa di mancate ricerche
di lavoro nei periodi 20-31 maggio 2014 e 1°-19 agosto 2014 e di insufficienti
ricerche di impiego nei mesi di giugno e luglio 2014.

 

                             2.13.   Per quanto concerne l’entità
della penalità, l’URC ha inflitto all’assicurato dieci giorni di sospensione
dal diritto alle indennità di disoccupazione (2 giorni di sospensione a causa
delle mancate ricerche di lavoro nel lasso di tempo 20-31 maggio 2014 + 3
giorni di sospensione per le insufficienti ricerche di giugno 2014 + 3 giorni
di sospensione per le insufficienti ricerche di luglio 2014 + 2 giorni di
sospensione a causa delle mancate ricerche dal 1° al 19 agosto 2014; cfr.
consid. 1.1.; doc. A1; A2).

                                      

                                         Normalmente, in base alle
direttive in vigore, la sanzione inflitta dall'amministrazione in caso di mancate
ricerche di lavoro durante un mese antecedente la disoccupazione ammonta a un
minimo di quattro giorni di sospensione, mentre la penalità minima prevista per
insufficienti ricerche durante un mese precedente l’annuncio per il
collocamento corrisponde a tre giorni di sospensione (cfr. consid. 2.5.).

 

                                         Tutto
ben considerato la penalità di dieci giorni di sospensione dal diritto
all’indennità di disoccupazione per mancate e insufficienti ricerche di impiego
nel periodo precedente l’annuncio per il collocamento del 20 agosto 2014, e
meglio per mancati sforzi dal 20 al 31 maggio 2014 e dal 1° al 19 agosto 2014,
nonché per insufficienti ricerche nei mesi di giugno e luglio 2014, in concreto, risulta quindi conforme al principio della proporzionalità (cfr. consid. 2.5.).

 

                                         Questa soluzione si
giustifica tanto più se si considera che, per costante giurisprudenza, il
Giudice non può scostarsi dalla valutazione dell’amministrazione senza fondati
motivi (cfr. DTF 137 V 71; DTF 123 V 152 consid. 2; DLA 1998 no. 10 pag. 52
consid. 2; STF C 153/06 del 12 marzo 2007 consid. 2.2).

 

                                         La decisione su
opposizione dell’11 dicembre 2014 contestata deve, pertanto, essere confermata.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti