# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7f682c1c-5519-554b-8ae3-a8d6a64ed9ef
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-12-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 03.12.2018 80.2016.197
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2016-197_2018-12-03.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2016.197

  80.2016.198

  	
  Lugano

  3 dicembre 2018

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele
  Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi - Gianola, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI 1  

   RI 2  

  tutti rappr. da:   RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 5 agosto 2016 contro la decisione del 27 aprile 2016 in materia di IC-IFD
  2005-2007-2008-2009-2010.

  

 

 

Fatti

                                         

 

                                         Dichiarazioni e
decisioni fiscali IC/IFD 2005, 2007, 2008, 2009 e 2010

                                      

                                  A.   a. Periodo fiscale
2005

                                         Nel 2005 RI 1 indicava nel
modulo 1 della propria dichiarazione fiscale di essere divorziato e di svolgere
la professione di “gerente”. Dagli atti risultava un certificato di salario rilasciato
dalla “__________            Con dichiarazione di tassazione del 17.7.2007 esponeva
un reddito imponibile complessivo di fr. 37'198.- ed una sostanza imponibile
complessiva di fr. 111'166.-.

                                         Con decisione di
tassazione del 27.10.2010 l’Ufficio di tassazione di __________ (di seguito UT)
accertava un reddito imponibile complessivo di fr. 130'000.- per l’IC e di fr. 138'100.-
per l’IFD ed una sostanza imponibile complessiva di fr. 0.-. In particolare,
per quanto concerne la posizione “altri redditi”, la stessa veniva modificata
da fr. 24'000.- a fr. 66'250.- con la motivazione “Prestazioni valutabili in
denaro o reddito d’altra fonte stabiliti per insufficienza di disponibilità
finanziaria, così come convenuto in sede d’audizione del 15.10.2010 con il
rappresentante __________”.

 

                                         b. Periodo fiscale 2007

                                         Per il periodo 2007 il
contribuente indicava al modulo 1 di essere divorziato e di svolgere la professione
di “gerente”. Dagli atti risultavano tre certificati di salario rilasciati da __________,
__________ e da __________.

                                         Con dichiarazione di
tassazione del 22.6.2009 egli esponeva un reddito imponibile complessivo di fr.
35'279.- ed una sostanza imponibile complessiva di fr. 0.-.

                                         Con decisione di
tassazione del 10.12.2014 l’UT accertava un reddito imponibile complessivo di
fr. 527'700.- per l’IC e di fr. 535'600.- per l’IFD ed una sostanza imponibile
di fr. 0.-. In particolare l’autorità fiscale aggiungeva l’importo di fr.
58'000.- a titolo di “reddito quale amministratore di persone giuridiche”, fr.
10'000.- provenienti da attività indipendente svolta dal contribuente.
Modificava al rialzo il reddito proveniente da valore locativo/ affitti, commisurandolo
in fr. 68'600.- come anche gli “altri redditi”, quantificati in fr. 415'094.-.
La modifica dei dati era conseguente all’inchiesta fiscale aperta a carico del
contribuente da parte della Divisione affari penali e inchieste della
Confederazione (DAPI), in particolare per quanto concerneva il reddito percepito
quale amministratore di persone giuridiche, nonché per gli “altri redditi”
qualificati come prestazioni valutabili in denaro ricevute da parte di __________
e di __________.

 

                                        c. Periodo fiscale 2008

                                         Per il periodo 2008 il
contribuente indicava al modulo 1 di essere coniugato e di essere “senza
attività”. Con dichiarazione di tassazione del 2.4.2010 i coniugi RI 1
dichiaravano un reddito imponibile complessivo di fr. 67'190.- ed una sostanza
imponibile di fr. 0.-.

                                         Con decisione di
tassazione del 10.12.2014 l’UT accertava un reddito imponibile complessivo di
fr. 605'100.- per l’IC e di fr. 615'000.- per l’IFD ed una sostanza imponibile
complessiva di fr. 0.-. In particolare ai redditi venivano aggiunti fr.
18'000.- da attività indipendente del contribuente. Il valore locativo/affitti
veniva modificato da fr. 82'000.- a fr. 177'750.- e gli altri redditi venivano
commisurati in fr. 439'395.- anziché fr. 18'000.-. Per quanto concerne gli
altri redditi, l’autorità fiscale indicava che l’aggiunta era dovuta a seguito
di prestazioni valutabili in denaro da parte delle società __________, __________
e __________. 

 

                                         d. Periodo fiscale 2009

                                         Per il periodo fiscale
2009 il contribuente indicava nel modulo 1 di essere coniugato e di svolgere
un’attività dipendente. La moglie risultava, dai dati compilati, senza attività
lucrativa. Produceva un certificato di salario rilasciato dalla __________ e
uno della __________. 

                                         Con dichiarazione di
tassazione del 20.4.2011 veniva esposto un reddito imponibile complessivo di
fr. 145'446.- ed una sostanza imponibile complessiva di fr. 0.-.

                                         Con decisione di
tassazione del 10.12. 2014 l’UT accertava un reddito imponibile complessivo di
fr. 684'500.- per l’IC e di fr. 696'100.- per l’IFD ed una sostanza imponibile
complessiva di fr. 0.-.

                                         Ai dati dichiarati
venivano in particolar modo aggiunti da parte dell’autorità fiscale fr.
58'000.- quali reddito da amministratore di persone giuridiche. Il valore
locativo/affitti veniva aumentato da fr. 92'000.- a fr. 223'050.-. Venivano
inoltre aggiunti fr. 437'063.- a titolo di “altri redditi”. Le modifiche al
rialzo di alcune poste di reddito venivano motivate dall’autorità fiscale sulla
base di informazioni in loro possesso come anche, per gli altri redditi, a seguito
di prestazioni valutabili in denaro godute/ricevute da parte di __________, __________,
__________ ed anche __________.

 

                                         e. Periodo fiscale 2010

                                         Per il periodo fiscale
2010 il contribuente veniva tassato d’ufficio con decisione del 10.12.2014.
L’autorità fiscale accertava un reddito imponibile complessivo di fr. 991'700.-
ed una sostanza imponibile complessiva di fr. 0.-.

 

                                         Reclami presentati
contro le decisioni fiscali IC/IFD 2005, 2007, 2008, 2009 e 2010                                                          

 

                                  B.   a. Periodo fiscale
2005

                                         Con reclamo 26.11.2010
__________, per il tramite di __________, censurava la decisione di tassazione
per quanto concerneva la modifica degli “altri redditi” conseguiti, per un
ammontare stabilito dall’autorità fiscale di fr. 66'250.-.

 

 

 

                                         b. Periodi fiscali
2007, 2008, 2009 e 2010

                                         Con unico reclamo 8.1.2015
il contribuente, patrocinato dall’avv. __________, impugnava le decisioni
relative ai periodi fiscali 2007, 2008, 2009 e 2010.

                                         In particolare venivano
contestati i redditi aggiunti quale amministratore di persone giuridiche, come
anche le prestazioni valutabili in denaro riconducibili a __________, __________,
__________, __________, __________ e la penale percepita per il diritto di
compera relativo alla part. no. __________ RFD __________. RI 1 chiedeva
pertanto di stralciare il presunto reddito accertato e di confermare i dati
fiscali da lui dichiarati.

                                         Per quanto concerneva il
2010, periodo fiscale per il quale i contribuenti erano stati tassati d’ufficio,
veniva inoltre inviata la dichiarazione di tassazione e chiesto che la
decisione su reclamo fosse conforme ai dati indicati. 

 

 

                                  C.   Con ripetuti scritti
inviati ad __________ tramite posta A Plus del 18.3.2016 e del 5.4.2016 il
contribuente/i suoi rappresentanti venivano convocati ad un’audizione.
L’incontro tra le parti avveniva il 13.4.2016, alla presenza anche dell’avv. __________
a tutela degli interessi del contribuente. Durante la discussione le parti non
adducevano altre argomentazioni oltre a quelle già esposte in sede di reclamo e
nella procedura avviata dalla DAPI. 

 

                                         Decisioni su reclamo
IC/IFD 2005, 2007, 2008, 2009 e 2010

 

                                  D.   a. Periodo fiscale
2005

                                         Con decisione su reclamo
del 27.4.2016 il reddito imponibile complessivo accertato veniva commisurato in
fr. 450'400.- per l’IC e in fr. 458'500.- per l’IFD. In particolare, la
significativa modifica – a sfavore di quanto dichiarato dal contribuente e di
quanto stabilito nella prima decisione impugnata – degli “altri redditi”
attestati in fr. 386'647.- dall’autorità fiscale, faceva seguito ai risultati
dell’inchiesta condotta dalla DAPI e dal relativo rapporto del 1°.2.2016 -
trasmesso a __________ - dal quale emergevano gli importi ripresi a titolo di
“altri redditi” derivanti dalle distribuzioni dissimulate di utili legate a
società attive nell’ambito dei postriboli e che si sono succedute anche nella
gestione del “__________” e della “__________” a __________.

 

                                         b. Periodo fiscale 2007

                                         Con
decisione su reclamo del 27.4.2016 veniva accertato un reddito imponibile
complessivo di fr. 528'200.- per l’IC e di fr. 536'100.- per l’IFD ed una
sostanza imponibile complessiva di fr. 0.-. A motivazione della decisione
veniva indicato: “I ricorrenti sono stati
assunti in audizione il 13 aprile 2016 (vedi verbale), alfine di definire il reclamo
pendente. Ritenuto che i comparenti non hanno fornito ulteriori documenti o
osservazioni atte a contrastare le riprese DAPI, si procede all’evasione del
gravame come da rapporto DAPI del 1.2.2016 a pagina 17, già intimato ai
reclamanti. (...)”.

 

                                         c. Periodo fiscale 2008

                                         Con decisione su reclamo
del 27.4.2016 il reddito imponibile complessivo dei contribuenti veniva
stabilito in fr. 661'100.- per l’IC ed in fr. 671'000.- per l’IFD mentre che la
sostanza imponibile complessiva veniva quantificata in fr. 0.-. Anche per
questo periodo fiscale l’aggiunta dei redditi derivava dal rapporto 1°.2.2016
allestito dalla DAPI e contro il quale i contribuenti non avevano fornito prove
atte a contrastarne i contenuti.

 

                                         d. Periodo fiscale 2009

                                         Con decisione su reclamo
del 27.4.2016 il reddito imponibile complessivo dei contribuenti veniva
stabilito in fr. 636'200.- per l’IC ed in fr. 647'700.- per l’IFD mentre che la
sostanza imponibile complessiva veniva quantificata in fr. 0.-. Anche per
questo periodo fiscale l’aggiunta dei redditi derivava dal rapporto 1°.2.2016
allestito dalla DAPI e contro il quale i contribuenti non avevano fornito prove
atte a contrastarne i contenuti.

 

                                         e. Periodo fiscale 2010

                                         Con decisione su reclamo
del 27.4.2016 il reddito imponibile complessivo dei contribuenti veniva
stabilito in fr. 779’000.- per l’IC ed in fr. 793’100.- per l’IFD mentre che la
sostanza imponibile complessiva veniva quantificata in fr. 0.-. Anche per
questo periodo fiscale l’aggiunta dei redditi derivava dal rapporto 1°.2.2016
allestito dalla DAPI e contro il quale i contribuenti non avevano fornito prove
atte a contrastarne i contenuti.

                                         Inoltre,
posto come la prima decisione di tassazione era stata allestita d’ufficio
veniva specificato: 

                                         “Per quanto attiene agli altri elementi della
tassazione ci si attiene alla documentazione prodotta con la presentazione
della dichiarazione debitamente compilata dai contribuenti, e sulla base della
documentazione fornita. Le varie posizioni non giustificate dalle relative
pezze giustificative non sono pertanto considerate ai fini del gravame in
oggetto”.

 

                                         Ricorso presentato
contro le decisioni su reclamo IC/IFD 2005, 2007, 2008, 2009, 2010

 

                                  E.   Con unico ricorso
5/8.8.2016 i coniugi RI 1, per il tramite dell’avv. __________ insorgono contro
le decisioni di tassazione su reclamo IC/IFD 2005, 2007, 2008, 2009 e 2010.
Rilevano d’acchito, in merito alla tempestività del ricorso, come, nonostante
le decisioni siano datate 27.4.2016, in realtà le medesime sarebbero state
notificate al contribuente unicamente nel mese di luglio 2016.

                                         Per quanto attiene al
merito, i ricorrenti ritengono che l’UT non abbia minimamente vagliato le
censure da loro proposte in sede di reclamo e si sia limitato a rinviare al rapporto
DAPI del 1°.2.2016. L’aggiunta di altri redditi non sarebbe, secondo i richiedenti,
minimamente documentata e si rivelerebbe del tutto sproporzionata e fantasiosa.
I ricorrenti chiedono che l’intero incarto DAPI sia richiamato agli atti con la
possibilità di prendere ulteriormente nuovamente posizione, una volta
consultato il medesimo.

 

 

                                  F.   Con osservazioni
23.9.2016 l’UT chiede che le decisioni su reclamo siano confermate. L’autorità rileva
in particolare che la censura relativa alla violazione del diritto di essere
sentiti dei contribuenti – in relazione alla motivazione delle decisioni – è infondata.
In particolare i reclami presentati dai coniugi RI 1 sono anteriori alla
redazione del rapporto 1°.2.2016 della DAPI. In seguito a tale rapporto è stata
data la possibilità agli insorgenti di potersi esprimere in merito, in
un’apposita udienza, durante la quale gli stessi non hanno accennato a voler
completare i reclami. Inoltre, nel corso della procedura penale amministrativa
che ha coinvolto RI 1 è stata data a più riprese la possibilità di prendere
posizione e presentare mezzi di prova a sostegno della sua tesi. RI 1, dopo
aver ricevuto il rapporto DAPI del 1°.2.2016 ed aver presentato le sue
osservazioni, non ha prodotto dinanzi all’UT alcun mezzo di prova o fatto che potesse
modificare le conclusioni a cui è giunta la DAPI. Secondo l’UT il rinvio fatto
nelle decisioni al rapporto DAPI era quindi più che sufficiente per
giustificare la modifica dei redditi dichiarati.

                                         L’UT precisa che la
definizione dei redditi del contribuente nei periodi fiscali impugnati è
conseguente all’inchiesta penale amministrativa svolta dalla DAPI nei suoi
confronti. In particolare l’inchiesta ha permesso di stabilire come __________
avesse beneficiato di distribuzioni dissimulate di utile da parte di società
che si erano succedute negli anni nella gestione di postriboli. In particolare
queste società si sono succedute nella gestione di un immobile di __________,
di proprietà di __________, nel quale per una parte (denominata “__________”)
vi erano delle camere utilizzate da prostitute per intrattenersi con i propri
clienti e per l’altra vi era il __________. Giornalmente la persona responsabile
dell’attività portava gli incassi e i giustificativi nell’ufficio di __________
e di __________, che era situato accanto a quello del fiduciario __________. __________
e __________ decidevano poi l’impiego del denaro. L’inchiesta condotta dalla
DAPI avrebbe permesso di stabilire che le società che si erano succedute nella
direzione della __________ e del __________ fossero riconducibili a __________
e a __________. Nelle osservazioni dell’autorità fiscale venivano dipoi
riassunti – sulla base della documentazione della DAPI – i redditi percepiti
dal contribuente e non dichiarati all’autorità fiscale provenienti
dall’attività legata alla conduzione dei postriboli. Venivano elencati i mezzi
di prova a sostegno dei redditi percepiti nel corso degli anni da parte di __________.

                                         In conclusione l’UT
precisava di aver commesso un errore di calcolo per quanto attiene all’IFD
2009: la ripresa per altri redditi doveva essere quantificata in fr. 233'232.-
anziché in fr. 388'721.- in applicazione dell’art. 20 cpv. 1bis LIFD. Per l’IC
e l’IFD 2010 l’aggiunta di altri redditi doveva essere modificata da fr.
515'888.- a fr. 329'532.- in applicazione degli art. 19 cpv. 1bis LT e 20 cpv.
1bis LIFD.

 

 

                                  G.   L’8.10.2018 i
ricorrenti sono stati convocati alla Camera di diritto tributario. Il
patrocinatore di RI 1 ha riconosciuto, che l’espletamento dell’udienza aveva
sanato la violazione del diritto di essere sentito dei ricorrenti. L’avv. __________
ha lamentato il fatto che dopo le osservazioni delle parti al Rapporto DAPI,
l’autorità non ha più avuto fornito ragguagli in merito al progredire
dell’inchiesta. Le autorità fiscali hanno per loro parte indicato che il
Rapporto DAPI sul quale si fondano le decisioni impugnate concerne unicamente
le imposte dirette di competenza cantonale. Per quanto riguarda l’imposta
preventiva, si tratta invece di un rapporto indipendente. Per il resto le parti
si sono riconfermate nelle rispettive posizioni, in particolare richiamando gli
allegati scritti presentati alla DAPI.

 

 

Diritto

 

 

                                         Violazione del diritto di essere sentito

 

                                   1.   1.1.

                                         I ricorrenti contestano le
decisioni dell’UT sia dal punto di vista formale, rimproverando all’autorità di
non essere entrata nel merito delle censure sollevate (limitandosi a rinviare
ai rapporti allestiti dalla DAPI), sia dal punto di vista materiale contestando
le risultanze dei rapporti della DAPI, e la conseguente imposizione di “altri
redditi”.

 

                                         1.2.

                                         Adita dal contribuente con
reclamo, l’autorità di tassazione deve prendere una decisione motivata (art.
208 cpv. 2 LT; art. 135 cpv. 2 prima frase LIFD), fondandosi sui risultati dell’inchiesta
(art. 208 cpv. 1 LT; art. 135 cpv. 1 LIFD; v. anche Agner/Jung/ Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte
Bundes-steuer, Zurigo 1995, p. 422).

                                         Per giurisprudenza
costante, il diritto a una motivazione ha natura formale: la sua violazione
comporta, di regola, l’annullamento dell’atto impugnato, senza che vada vagliato
se quest’ultimo, nel merito, è corretto (DTF 119 Ia 136 consid. 2a p. 138, 118
Ia 17 consid. 1a p. 18, 104 consid. c p. 109 con relativi riferimenti).

                                         L’art. 29 Cost. fed.
impone alle autorità amministrative e giudiziarie di pronunciarsi sulle
allegazioni delle parti nei considerandi delle loro decisioni, riferendosi agli
argomenti da queste addotti. Una motivazione può comunque essere ritenuta
sufficiente quando l’autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l’hanno
spinta a decidere in un senso piuttosto che nell’altro e pone quindi
l’interessato nelle condizioni di rendersi conto della portata del giudizio e
delle eventuali possibilità d’impugnazione presso un’istanza superiore (DTF 114
Ia 242 consid. 2, 112 Ia 109 consid. b e rimandi, 111 Ia 1).

                                         Per
far ciò l’autorità giudicante non deve pronunciarsi necessariamente su tutti
gli argomenti e le eccezioni sollevati, ma può limitarsi a prendere posizione
su quelli principali ed essenziali, atti a influire sulla decisione di merito
(DTF 111 Ia 1, cons. 3a; DTF 107 Ia 248, consid. 3a; DTF 105 Ib 248/9, consid.
2a; DTF 101 Ia 3; decisione CDT n. 381 del 30 luglio 1981
 in re St.; Imboden/ Rhinow,
Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Basilea 1986, Vol. I, n. 85 B III a, p. 535; Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer,
2ª ediz., Vol. III, Basilea 1992, p.
249).

 

                                         1.3.

                                         La motivazione
deve dunque consistere nell’esposizione della fattispecie e in una motivazione
giuridica, dalla quale risulta su cosa si fonda il dispositivo della decisione:
solo in tal modo, infatti, il contribuente è in condizione di motivare il suo
ricorso e l’autorità di ricorso di sottoporre a verifica la decisione
stessa (Känzig/Behnisch, op. cit.,
p. 249; inoltre decisione CDT n. 80.2002.205 del 5 agosto 2003, in: RtiD I-2004 n.19t).

 

 

 

                                         1.4.

                                         Nel caso di specie va
rilevato come i ricorrenti sono stati convocati dall’UT ad un’audizione, tenutasi
il 13.4.2016, ed indetta a seguito dei reclami presentati. In quella sede si
sono limitati a rinviare alle censure esposte nei reclami e quanto sollevato
nella procedura dinanzi alla DAPI.

                                         Se è vero che la
motivazione delle decisioni consiste di per sé ad un rinvio alle risultanze dei
rapporti DAPI, nondimeno i fascicoli DAPI – portati alla conoscenza dei
ricorrenti (v. rapporti 1°.2.2016 relativi alle società e a RI 1,
rispettivamente p. 96 e p. 32), risultano completi ed esaustivi e dagli stessi
si può facilmente risalire alla metodologia utilizzata e ai risultati ottenuti,
imposti poi nelle partite fiscali degli insorgenti.

 

                                         Non da ultimo, anche se si
volessero considerare non sufficientemente motivate – per il semplice rinvio ai
rapporti DAPI – il vizio andrebbe considerato sanato con le osservazioni 23/26.9.2016
dell’UT nell’ambito della procedura ricorsuale (v. analogamente sentenza CDT
inc. 80.2011.70 del 16.8.2012, consid. 2.1.).

                                         

                                         1.5.

                                         L’8.10.2018 si è tenuta
un’udienza presso la Camera di diritto tributario, alla quale hanno presenziato
le parti e tutte le autorità coinvolte. Durante il dibattimento il
patrocinatore dei ricorrenti ha dato atto che la violazione del loro diritto di
essere sentiti era stata sanata con la loro audizione.                                                

 

                                         Sicché la censura dei
ricorrenti in merito ad una pretesa violazione del loro diritto di essere
sentiti non può essere tutelata. Su questo punto il ricorso si rivela pertanto
infondato.

                                                                                                                         

                                         Distribuzione dissimulata di utile

 

                                   2.   2.1.

                                         Per tutti i periodi
fiscali impugnati, gli insorgenti contestano la ripresa di “altri redditi”
provenienti dalla distribuzione dissimulata di utile da parte delle società che
gestivano il __________ e la __________. Censurano l’esattezza dei risultati
stabiliti nell’inchiesta condotta dalla DAPI.

 

                                         2.2.

                                         La DAPI è stata incaricata
di procedere ad un’inchiesta fiscale speciale sulla base dell’art. 190 LIFD, in
collaborazione con l’amministrazione cantonale delle contribuzioni, poiché vi
era il sospetto giustificato di gravi infrazioni fiscali (in particolare la sottrazione
continuata d’importanti somme d’imposta art. 175 e 176 LIFD) e i delitti
fiscali (art. 186 e 187 LIFD).

                                         La DAPI ha effettuato
un’analisi preliminare relativa alle società che tra il 2003 e il 2012 hanno
gestito il postribolo denominato “__________” e il luogo di incontro per
clienti e prostitute “__________” a __________. 

                                         Da un primo esame è emerso
che le società che nei periodi dal 2003 al 2012 hanno gestito i summenzionati
luoghi in cui veniva esercitata la prostituzione avrebbero commesso sottrazione
consumata (art. 175 LIFD) oppure tentativo di sottrazione (art. 176 LIFD)
d’importanti somme d’imposta, contabilizzando unicamente una parte della cifra
d’affari realizzata e quindi degli utili derivanti. L’analisi preliminare
avrebbe inoltre permesso di stabilire che __________ e RI 1 nell’ambito delle
società che hanno gestito __________ e __________ avrebbero commesso anche
frode fiscale (art. 186 LIFD).

 

                                         2.3.

                                         Di seguito si procederà
quindi a valutare se le riprese di “altri redditi” operate da parte dell’UT
nelle decisioni fiscali dei coniugi RI 1 siano o meno giustificate.

                                         

                                         2.4.

                                         Gli
articoli 58 cpv. 1 LIFD e 67 cpv. 1 LT prevedono, con riferimento all'imposta
sull'utile delle persone giuridiche, che

                                         1
Costituiscono utile netto imponibile: 

a.    
il saldo del conto profitti e
perdite, epurato dal riporto dell'anno precedente; 

b.    
tutti i prelevamenti fatti prima
del calcolo del saldo del conto profitti e perdite e non destinati alla
copertura di spese riconosciute dall'uso commerciale, in particolare: 

      -    ...[omissis]... 

      -    le
distribuzioni palesi o dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non
giustificate dall'uso commerciale. 

                                         Quanto
all'imposizione delle persone fisiche, gli articoli 19 cpv. 1 LT e 20 cpv. 1
LIFD prevedono da parte loro che 

1 Sono imponibili i redditi da sostanza mobiliare,
segnatamente: 

c.    
i dividendi, le quote di utili, le
eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni valutabili in denaro
provenienti da partecipazioni di qualsiasi genere (comprese le azioni
gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale, ecc.). 

                                         2.5.

                                         Secondo la giurisprudenza, vi è distribuzione
dissimulata di utili quando sono adempiute cumulativamente le quattro condizioni
seguenti: 

                                         1)  la
società fa una prestazione senza ottenere una controprestazione corrispondente; 

                                         2)
 tale prestazione è concessa ad un azionista o ad una persona vicina; 

                                         3)
 tale prestazione non sarebbe stata concessa ad un terzo alle stesse condizioni;

                                         4)
 la sproporzione tra la prestazione e la controprestazione è tanto palese che
gli organi della società avrebbero potuto rendersi conto del vantaggio
che concedevano

                                         (DTF 131 II 593 consid. 5; 119 Ib 116
consid. 2; 115 Ib 238).

 

                                         2.6.

                                         Quali
prestazioni valutabili in denaro, qualificate pure come distribuzioni
dissimulate di utili (DTF 131 II 593 consid. 5.1), valgono anche le rinunce a
determinati proventi in favore dell’azionista o di una persona a lui vicina,
con una corrispondente riduzione, presso la società, dell’utile esposto nel
conto economico. Questa forma di prestazione valutabile in denaro viene
definita con la nozione di prelevamento anticipato dell’utile (Gewinnvorwegnahme;
cfr. Bernardoni/Bortolotto, La fiscalità dell'azienda nel nuovo diritto federale
e cantonale ticinese, Mendrisio 2010, p. 432). Essa sussiste per l’appunto
quando la società non rivendica alcun diritto su introiti di sua competenza,
che vengono così incassati direttamente dall’azionista, rispettivamente quando
quest’ultimo non fornisce la controprestazione che la società esigerebbe da un
terzo (sentenza del Tribunale federale 2A.204/2006 del 22 giugno 2007, consid.
6; sentenza 2A.263/2003 del 19 novembre 2003, in: ASA 74 pag. 660, consid. 2.2;
sentenza 2A.602/2002 del 23 luglio 2003, consid. 2, con riferimenti).

 

                                         2.7.

                                         2.7.1.

                                         Nelle procedure fiscali
vige il principio inquisitorio. Nell’ambito delle procedure relative alle
imposte dirette, l’autorità di tassazione deve accertare i fatti d’ufficio. Il
contribuente è tuttavia tenuto a prestare ampia collaborazione nell’accertamento
dei fatti. Deve fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa
e esatta (articoli 126 cpv. 1 LIFD e 42 cpv. 1 LAID; art. 200 cpv. 1 LT). Le
autorità fiscali e giudiziarie devono sottoporre i fatti giuridicamente
rilevanti che sono stati raccolti ad un (libero) apprezzamento delle prove
(cfr. p. es. la sentenza del Tribunale federale n. 2C_605/2015 del 5.11.2015
consid. 2.3.1 e 2.3.2 con riferimenti).

                                         Di principio, il grado di
prova richiesto è quello della prova piena, che presuppone che il tribunale non
abbia più seri dubbi circa l’esistenza dei fatti addotti oppure che gli
eventuali dubbi residui appaiano trascurabili. Il grado di verosimiglianza
richiesto è tale che non si deve più ragionevolmente contare con la possibilità
del contrario. Il grado di prova della verosimiglianza preponderante
rappresenta per contro un’attenuazione della prova e non è sufficiente per la
prova piena (sentenza n. 2C_605/2015 citata, consid. 2.3.2 con riferimenti). 

                                         Se, nonostante la
collaborazione conforme ai suoi obblighi da parte del contribuente, dopo
l’apprezzamento delle prove gli elementi imponibili non possono essere
accertati e gli stessi non devono essere stabiliti per apprezzamento, trovano
applicazione anche nel diritto tributario le regole che concernono la ripartizione
oggettiva dell’onere della prova secondo l’art. 8 CC. L’autorità fiscale è
dunque tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano
l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che
concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (sentenza n.
2C_605/2015 citata, consid. 2.3.3 con riferimenti; cfr. anche Locher, Kommentar zum DBG, vol. III,
Basilea 2015, n. 27 ss. all’introduzione agli articoli 122 ss. LIFD, p. 399
ss.).

 

                                         2.7.2.                                                                       

                                         Nell’ambito delle
prestazioni valutabili in denaro le autorità fiscali devono apportare la prova
che la società ha fornito una prestazione e che non ha ottenuto una
controprestazione oppure una controprestazione insufficiente. Se le prove raccolte
dall’autorità fiscale forniscono indizi a sufficienza che rivelano l’esistenza
di una tale sproporzione, spetta allora al contribuente stabilire l’esattezza
delle sue affermazioni contrarie. Una volta che un fatto è dato per acquisito,
la questione dell’onere della prova non si pone più (sentenza TF 2C_333/2017
del 12.4.2018 consid. 4.1.).

 

                                         Qualità di azionista di
RI 1 

 

                           3.   3.1.

                                         La DAPI è riuscita a
ricostruire quali società si sono succedute nel tempo nella gestione del Bar __________
e della __________, esercizi pubblici che sorgevano sopra il mapp. __________ e
__________ RFD __________, di proprietà di __________. Tali società sono
fallite nonostante abbiano incassato redditi elevati e conseguito utili molto
consistenti. 

 

                                         Nel rapporto DAPI del
1°.2.2016 viene espressamente indicato: 

                                         

                                         “La particolarità è che queste società hanno
continuato ininterrottamente la gestione di __________ e __________, senza un
solo giorno di interruzione; in altre parole malgrado vi fossero dei cambi
improvvisi di gestione, i collaboratori delle società avevano costantemente
accesso ai locali per svolgere le loro attività, in questo senso __________
faceva in modo che l’attività non venisse interrotta. In considerazione di
quanto precede occorreva modificare i contratti di lavoro, i contratti con i
fornitori, costituire le nuove società, trovare dei nuovi organi ma soprattutto
modificare i contratti di locazione dei locali e delle suppellettili. In
particolare queste due ultime modifiche erano possibili solamente con l’accordo
di __________. Ritenuto che al momento della cessazione dell’attività, __________
contattava il fiduciario __________ per comunicare il nome delle società
subentranti (302.100.021), appare evidente che l’imputato nonché proprietario
dei locali, dominasse i locatari. Vi è da credere, che in considerazione degli
utili realizzati, nessun terzo indipendente si sarebbe assunto il rischio di
annullare il contratto di locazione, rischiando appunto di vedersi interrotta
l’opportunità di generare tanti e tali utili” (Rapporto 1°.2.2016
relativo alle società, p. 81).

 

                                         La DAPI, mediante la
ricostruzione in parola è anche riuscita, sulla base di indizi convergenti a
ricostruire l’azionariato delle società che gestivano il __________ e la __________:

 

                                         __________ 

                                      

                                         __________                                                          

                                         La __________ ha gestito
il __________ nel periodo 1°.1.2004 – 31.1.2006 (contratto di locazione firmato
da __________ e __________, doc. DAPI ____________________). Nel rapporto DAPI
viene indicato che non appena questa società è stata costituita il controvalore
del capitale azionario è stato consegnato a RI 1 (doc. DAPI __________, __________).
Le azioni erano state inizialmente sottoscritte a titolo fiduciario da __________
(1 azione; in merito alla persona di __________ quest’ultimo ha dichiarato in
un primo verbale dell’8.3.2012 di aver funto da prestanome per parecchie
società per il tramite di __________, doc. DAPI 310.100.003), __________ (collaboratore
di __________, 1 azione) e da __________ di __________ (98 azioni, società
riconducibile ad __________) (v. doc. DAPI __________).

                                         In merito all’azionariato
della società, la DAPI ha trovato più documenti/informazioni convergenti alla
persona di RI 1: in particolare secondo la bancadati delle società
costituite/gestite da __________ il responsabile è RI 1. Nella nota
professionale per la costituzione della società RI 1, tramite la __________
figura quale riferimento (doc. n. __________). Inoltre l’8.1.2003 RI 1 avrebbe
dato a __________ il mandato di amministrare ed acquistare la __________ (doc.
n. __________), contratto disdetto alcuni mesi più tardi (doc. n. __________, __________).
A seguito della costituzione della società i certificati azionari sono stati
consegnati a RI 1 nella sua qualità di “esclusivo azionista della società”
(doc. n. 600.500.037-041). Il controvalore del capitale azionario è stato
rimborsato a __________ e RI 1 (doc. __________). __________, durante il suo
interrogatorio ha dichiarato di aver ricevuto mandato da RI 1 e da __________
di gestire contabilmente la __________

                                         

                                         __________                 

                                         La __________ ha gestito
il __________ tra il 1°.2.2006 ed il 31.12.2007 (contratto di locazione è stato
firmato da __________ e __________, doc. DAPI ____________________). Le azioni
di questa società sono state sottoscritte – verosimilmente a titolo fiduciario
– da __________, __________ e __________ (società riconducibile a RI 1) (doc.
DAPI __________; __________). Non appena la società è stata costituita il
capitale azionario della stessa è stato quasi integralmente prelevato. Le
azioni al portatore della società non sono state ritrovate. RI 1 gestiva la
liquidità della società. Inoltre __________ ha dichiarato d’aver ricevuto
mandato di gestione da RI 1 e da __________ (doc. DAPI __________).

 

                                         __________

                                         La __________ ha gestito
il __________ dal 1°.1.2008 al 30.11.2009 (contratto di locazione è stato
firmato da __________ e __________, doc. DAPI __________). Le azioni di questa
società sono state sottoscritte a titolo fiduciario da __________, __________ e
da __________, società quest’ultima detenuta da RI 1 (doc. DAPI __________) Non
appena la società è stata costituita il capitale azionario della società è
stato integralmente prelevato (doc. DAPI __________). Presso l’abitazione di RI
1 sono stati ritrovati i certificati azionari rappresentanti 22 azioni della
società (doc. DAPI __________). Dal punto di vista amministrativo (contabile e
fiscale) __________ era gestita da __________ (__________, __________). RI 1
gestiva le liquidità della società ricevendo degli onorari quale controprestazione
(inc. DAPI __________).                           

 

                                         __________

                                         La società __________ ha
gestito __________ state sottoscritte a titolo fiduciario da __________ (doc.
DAPI __________). Non appena è stata costituita la società il capitale
azionario è stato immediatamente prelevato (doc. DAPI __________). Presso
l’abitazione di RI 1 sono stati ritrovati i certificati azionari rappresentanti
22 azioni della società (__________). Inoltre nell’ufficio di __________ e RI 1,
tra la documentazione di __________ sono state sequestrate due fatture emesse
nel 2011 da __________: una relativa al trapasso di personale da __________ a __________,
la seconda in relazione alla costituzione della società __________ (società che
per l’inciso ha gestito il __________ dal 1°.6.2011 al 31.12.2011).                    

 

                                         __________

 

                                         __________ 

                                         La società __________ ha
gestito la __________ nel periodo 1°.4.2003 – 30.6.2006 (contratto di locazione
è stato firmato da __________ e __________, doc. DAPI __________). Le azioni
sono state sottoscritte a titolo fiduciario da __________ (1 azione), __________
(1 azione) e dalla __________ di __________ (98 azioni, società riconducibile a
__________) (doc. DAPI __________). Tra i documenti informatici sequestrati
presso __________ sono state ritrovate numerose informazioni rilevanti per la
determinazione degli azionisti della società: nel documento “società data –
base” risultano quali responsabili della società RI 1 e __________ (inc. DAPI __________).
Inoltre certificati azionari per 22'000.- facenti parte del capitale azionario
di __________ sono stati ritrovati in una cassetta di sicurezza a disposizione
di RI 1 presso Banca __________ (doc. DAPI __________). __________ ha ricevuto
mandato per effettuare i suoi servizi da __________ e da __________ (doc. DAPI __________).

 

                                         __________ 

                                         La società __________ ha
gestito la __________ nel periodo 1°.7.2006 – 31.10.2008 (v. contratti di
locazione sottoscritti da __________ e __________, doc. DAPI __________). Le
azioni sono state sottoscritte a titolo fiduciario da __________ (1 azione), __________
(1 azione) e dalla __________ di __________ (98 azioni, società riconducibile a
__________). L’ordine di costituire la società è stato impartito da __________,
ossia dalla società detenuta da RI 1 (doc. DAPI __________). A seguito della
costituzione della società i fondi utilizzati per costituire la società sono
stati immediatamente prelevati (doc. DAPI __________), da __________, ossia da RI
1 (doc. DAPI __________). Nella nota professionale per la costituzione della
società, quale riferimento figura “__________” società riconducibile a RI 1
(inc. DAPI __________, per ulteriori approfondimenti in merito si veda rapporto
1°.2.2016 DAPI relativo alle società, a pag. 22).

                                         Il capitale azionario
della società era diviso in due pacchetti ognuno composto da 50 azioni,
detenuti da RI 1 e da __________ (doc. DAPI __________). __________ era gestita
da ____________________, società riconducibile a RI 1 (doc. DAPI __________, __________
la quale stipendiava sia __________ che __________.

                                      

                                         __________ 

                                         La società __________ ha
gestito la __________ tra il 1°.11.2008 e il 31.5.2009 (contratto di locazione
della società è stato firmato da __________ e __________, doc. DAPI __________,
__________). Le azioni sono state sottoscritte a titolo fiduciario da __________
(1), __________ (1) e dalla __________ (98) (doc. DAPI __________).
Nell’abitazione di RI 1 sono stati ritrovati i certificati azionari
rappresentanti 22 azioni (fr. 22'000.-) della società (doc. DAPI __________). __________
era amministrata contabilmente e fiscalmente dalla __________ (società
riconducibile a RI 1, doc. DAPI __________).

 

                                         __________

                                         La società __________ ha
gestito la __________ tra il 1°.6.2009 e il 30.6.2011 (il contratto di
locazione della società è stato firmato da __________ e __________ doc. DAPI __________,
doc. DAPI __________). Le azioni sono state sotto scritte a titolo fiduciario
da __________ (inc. DAPI __________). Nell’abitazione di RI 1 sono stati ritrovati
i certificati azionari rappresentanti 22 azioni (fr. 22'000.-) della società
(inc. DAPI __________).                                             

 

                                         3.2.

                                         3.2.1.

                                         In merito all’azionariato
delle società che hanno gestito dal 2003 al 2012 __________ e __________, la
DAPI ha concluso con certezza che esso fosse composto da __________ e da RI 1
(pag. 85 Rapporto DAPI relativo alle società).

                                      

                                         3.2.2.

                                         Più elementi menzionati
nei precedenti considerandi  convergono nel ritenere __________ e RI 1 quali
azionisti delle società che si sono succedute nella gestione del __________ e
della __________.

                                      

                                         Come visto, per quanto
attiene a RI 1, per alcune società sono stati ritrovati i certificati azionari
presso la sua abitazione, oppure la cassetta di sicurezza bancaria. In
particolare – a valere quale prova diretta - sono stati ritrovati in suo
possesso i certificati azionari di __________, __________, __________ (società
che hanno gestito la Residenza __________) e della __________ (società che ha
anche gestito il __________). Per le altre società emerge che RI 1 ha ritirato
immediatamente il capitale azionario delle stesse non appena costituite, vedi
ad esempio il caso della società __________ (v. anche ad esempio il verbale
d’interrogatorio di __________ del 14.11.2014, p. 7 doc. DAPI __________). Per
altre società emerge da documenti ritrovati in possesso di __________ –
amministratore unico di alcune delle società (v. doc. DAPI 310-100.107-140) come
responsabile delle stesse fosse RI 1 (v. doc. DAPI __________). Anche __________
ha indicato a verbale, in merito all’amministrazione contabile e fiscale delle
società __________, __________, __________, __________, __________, __________,
__________, di aver ricevuto mandato da parte di RI 1 e di RI 1 (v. doc. DAPI
302.100.001).

                                         Anche __________ – autodefinitosi
nel suo verbale di interrogatorio dell’8.3.2012 quale “specchio”, “uomo di
paglia” delle società di cui era amministratore unico e che gestivano il postribolo
– ha dichiarato come lo stesso RI 1 gli avesse chiesto di diventare ad esempio
AU di __________ (doc. DAPI 311.100.003, p. 3): “Me l’ha chiesto il signor RI
1. Lo conoscevo. Dopo un po’ di anni che aveva aperto il locale __________ mi
ha chiesto di lavorare da lui”.  

                                         In merito al ruolo di
azionista di RI 1 e __________, si esprime anche __________ amministratore per
un periodo delle società che gestivano __________ e __________ (VI
dell’8.3.2012 doc. DAPI 315.100.000) il quale ha anche precisato che gli
incassi giornalieri venivano consegnati a RI 1 e __________. 

                                         In merito alla nomina come
AU, dichiara che a conferire questa nomina sono stati, verbalmente, __________,
RI 1 e __________ (si veda anche in merito rapporto DAPI del 1°.2.2016 relativo
alle società, pto. 3.2.11.1;doc. DAPI 315.100.002). 

                                         Con ogni evidenza,
competente per la nomina di tale organo societario secondo il CO (art. 698 cpv.
2 cifra 2 CO) è l’assemblea generale degli azionisti.

                                         3.2.3.                                                                       

                                         Secondo la DAPI, oltre a
quanto già rilevato in precedenza, ad ulteriore conforto della tesi che
azionisti delle società che gestivano il postribolo fossero RI 1 e __________ è
il mancato rispetto del principio della libera concorrenza nei loro rapporti
con le società (cfr. rapporto DAPI del 1°.2.2016 relativo alle società, pto.
3.3.1.). Più circostanze concretizzano il mancato rispetto del principio della
libera concorrenza e suffragano una vicinanza di RI 1 e __________ alle
società: ad esempio la concessione di prestiti non restituiti (pto. 3.3.2.), il
mancato pagamento della garanzia per gli affitti anche di somme consistenti
(pti. 3.3.4, 3.3.5., 3.3.7, 3.3.8), la mancata redazione dei contratti tra __________
(società riconducibile a __________ e che dava in locazione le suppellettili
all’interno dei locali) e le società che gestivano il postribolo. Non veniva
neppure redatto un inventario della merce (pto. 3.3.16).

 

                                         3.2.4.

                                         Un altro elemento
significativo che ha condotto la DAPI a ritenere RI 1 e __________ quali
azionisti delle società che hanno gestito il postribolo sui mapp. __________ e __________
RFD __________ è l’evoluzione patrimoniale di cui hanno beneficiato
quest’ultimi in quel periodo.

 

                                         La DAPI ha in particolare
ritenuto che l’evoluzione del patrimonio di RI 1, effettuata basandosi sulla
sua dichiarazione fiscale evidenzia una mancanza di liquidità superiore a Fr.
1'070'000.- (doc. DAPI __________). RI 1 ha inoltre investito importi
considerevoli nelle società da lui dominate (somma stimata dalla DAPI in fr.
2'000'000.-) e negli immobili da lui detenuti (punti 3.1. e 3.4.1. – 3.4.5. del
Rapporto DAPI a lui relativo del 1°.2.2016, doc. DAPI 500.220.001-009,
500.220.010-011, 410.100.465-545, 410.100.020-325, 500.200.001-015). In
particolare è emerso che RI 1 ha investito ingenti somme di denaro contante per
lavori effettuati negli immobili di sua proprietà: la DAPI ha infatti
confrontato le domande di costruzione presentate per le opere da svolgere con i
conti bancari di RI 1, giungendo alla conclusione che gli stessi sono per
l’appunto stati pagati anche in parte a contanti.

                                         Ciò per dire che appare
più che plausibile che gli importi investiti sia nelle società a lui
riconducibili sia negli immobili di sua proprietà provenivano dai prelevamenti
anticipati di utili delle società di cui era azionista e che gestivano il
postribolo a __________.

 

                                         D’altra parte i ricorrenti,
a fronte delle ricostruzioni dettagliate operate dalla DAPI, si sono limitati a
contestare genericamente i dati raccolti da parte dell’autorità inquirente,
senza fornire delle valide spiegazioni in merito alla provenienza dei fondi
utilizzati in ambito societario e nei lavori alle proprietà immobiliari (v.
anche doc. DAPI 152.100.760).

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Si tratta ora di
comprendere in quale percentuale ritenere RI 1 e __________ azionisti delle
varie società succedutesi nella gestione del postribolo.

 

                                         __________ ha dichiarato
che il capitale azionario delle società che gestivano il __________ e la __________
veniva suddiviso in due pacchetti di 22 e 78 azioni. Secondo le dichiarazioni
rilasciate da __________ i pacchetti azionari venivano consegnati a RI 2 e a __________
a garanzia del regolare pagamento, rispettivamente del salario di RI 1 e del
canone di locazione per __________ (doc. DAPI __________ Rapporto DAPI inerente
le società del 1°.2.2016, p. 13).

                                         Quanto suggerito da __________
trova del resto conferma nel fatto che le perquisizioni hanno permesso di
rinvenire 22 azioni di diverse società in spazi di pertinenza di RI 1. Peraltro
quest’ultimo ha ammesso, in occasione del suo verbale d’interrogatorio
dell’8.3.2012 (doc. DAPI __________) di detenere 22 azioni di __________ e di __________.

                                              

                                         4.2.

                                         La ripartizione delle
azioni nella percentuale del 22% e del 78% può trovare riscontro pure nelle
dichiarazioni rese a verbale da __________ (doc. __________ del 14.11.2014) che
ha consegnato agli inquirenti della DAPI certificati azionari ritrovati nella
documentazione richiesta a __________, in particolare:

                                         “certificato azionario
per il valore di Fr. 50'000 di __________;

                                         1 certificato azionario
per il controvalore di Fr. 78'000.- di __________;

                                         1 certificato azionario
per il controvalore di Fr. 78'000.- di __________;

                                         1 certificato azionario
per il controvalore di Fr. 78'000.-   __________;

                                         1 certificato azionario
per il controvalore di Fr. 78'000.- di __________;

                                         1 certificato azionario
per il controvalore di Fr. 78'000.- di __________;

                                         certificato azionario
per il controvalore di Fr. 100'000.- di __________”.

                                         

                                         4.3.

                                         Come visto vi sono più
ragioni per ritenere che la percentuale di ripartizione delle azioni delle
società che gestivano il postribolo è suddivisa nel senso indicato dalla DAPI:
ossia il 22% di pertinenza di RI 1 ed il 78% di __________.

                                         

                                         Per le società __________,
__________ e __________ le azioni per il controvalore di fr. 22'000.- sono
state ritrovate in possesso di RI 1. I rimanenti certificati azionari di queste
società sono stati consegnati da __________ agli inquirenti DAPI dopo che sono
stati ricevuti da parte del fiduciario __________. 

                                         __________, RI 1 e __________
avevano uffici collegati tra loro, come confermato da una collaboratrice di __________
(verbale d’interrogatorio di __________ del 14.3.2013, doc. DAPI n.
320.100.001, p. 4): “Avevo accesso nei loro uffici, ma comunque la
documentazione era nei nostri uffici. I loro locali venivano trattati come
spazi privati e noi non entravamo senza permesso. Di norma l’ufficio non era
chiuso a chiave”.

                                         __________ ha confermato –
nell’ambito del suo verbale d’interrogatorio – che la ripartizione delle azioni
veniva per l’appunto eseguita con le percentuali 22% e 78%. 

                                         Lo stesso RI 1 ha
dichiarato a verbale di detenere azioni di società che gestivano il postribolo
nella percentuale sopra indicata.

 

                                         Quantificazione dei
redditi percepiti dalle società che hanno gestito il __________ e la __________
nei periodi fiscali oggetto di ricorso

 

                                   5.   5.1.

                                         La DAPI ha calcolato le
distribuzioni di utile derivanti dalle società che gestivano il __________ e __________.

                                         

                                         La DAPI ha così riassunto
i redditi non dichiarati da RI 1 (Rapporto 1°.2.2016 relativo a RI 1, pag. 17):

 

                                         Bar __________          

                                         

                                      

                                         Residenza __________

 

 

                                   

                                         Totale dei redditi
non dichiarati da RI 1                    

	
		

  

 

                                         

 

                                         5.2.

                                         5.2.1.

                                         5.2.

                                         5.2.1.

                                         Come visto in precedenza una
società effettua una distribuzione dissimulata di utile quando questa rinuncia
ad un profitto che ha realizzato nell’ambito di una transazione commerciale con
un terzo a beneficio del suo azionista. Omettendo di contabilizzare i profitti,
la società s’impoverisce. Il tipico caso avviene quando la società trasferisce
all’azionista dei ristorni, delle commissioni, dei bonifici, oppure ancora
prestazioni assicurative che le spetterebbero (Danon,
Commentaire romand LIFD [a cura di Noël/Aubry Girardin], 2. ed., n. 226 ad art.
58 LIFD).

 

                                         L’inchiesta DAPI ha
permesso di appurare che le società che hanno gestito nei relativi periodi
fiscali __________ e __________ non hanno contabilizzato gran parte del
profitto realizzato, a vantaggio esclusivo degli azionisti RI 1 e __________.

                                      

                                         5.2.2.

                                         Nel Rapporto DAPI del
1°.2.2016, relativo alle società, l’autorità inquirente ha spiegato le modalità
con le quali ha calcolato le distribuzioni dissimulate di utile derivanti da __________
e __________ (Rapporto DAPI pto. 3).

 

                                         5.2.3.

                                         Per quanto attiene al __________
le perquisizioni effettuate dalla DAPI hanno permesso di rinvenire buona parte
degli scontrini della cassa registratrice per il periodo 2005 – 2012. Presso il
domicilio di __________, persona che ha gestito l’esercizio pubblico sino al
2008, sono state pure ritrovate delle rappresentazioni giornaliere della cifra
d’affari e dei riassunti mensili (cfr. doc. DAPI 315.100.003). La cifra
d’affari è stata ricostruita:

                                   -     per
il 2003 e due mesi [recte 3 mesi] del 2004 sulla base di un documento che
riassume la cifra d’affari mensile del __________ (doc. DAPI 800.200.000);

                                         -
   per il 2005 in parte per apprezzamento e in parte sulla base di liste
mensili allestite dal gerente del locale;

                                         -
   per il periodo 1°.1.2006 – 31.3.2007 sulla base di liste giornaliere e
mensili allestite dal gerente del locale (doc. DAPI 800.200.000 -015);

                                         -
   per il periodo 1°.1.2007 – 30.3.2007 sono stati ritrovati gli scontrini di
cassa del bar;

                                         -
   per il periodo 1°.4.2007 – febbraio 2012 sulla base degli scontrini di cassa
(doc. DAPI 800.400.001-014).

 

                                         Oltre ai ricavi
provenienti dalla vendita di bevande sono stati aggiunti il prezzo pagato dai
clienti per l’entrata nel locale richiesta nei momenti di massima affluenza (v.
per esempio in questo senso dichiarazioni rese da __________, doc. DAPI
311.100.004 e da __________, doc. DAPI 312.100.004 e __________, doc. DAPI
314.100.010).

 

                                         La DAPI ha poi verificato
i costi sostenuti dalle società che hanno gestito negli anni il __________ (v.
Rapporto relativo alle società, pto. 3.1.2.1.) seguendo una metodologia. Ossia
in primis la ricerca dei conti annuali oppure la contabilità allestita dal contabile.
In seguito è stato verificato se i documenti giustificativi corrispondevano alla
contabilità. La DAPI ha poi modificato l’importo a favore del contribuente per
tener conto di eventuali bevande acquistate senza fattura. Le singole voci dei
vari conti economici sono state analizzate per valutare la presenza di
eventuali costi non giustificati.

 

                                         Nel proprio rapporto
inerente le società la DAPI ha poi dettagliato con minuzia come sono stati
calcolati i costi sostenuti dalle società che hanno gestito il postribolo (v.
rapporto 1°.2.2016 relativo alle società da pagina 37 a pag. 52).                                                                          

 

                                         5.2.4.

                                         Per quanto riguarda la __________
la cifra d’affari è stata ricostruita dalla DAPI come segue:

                                   -    per
il 2003 e due mesi del 2004 vi è un documento che riassume la cifra d’affari
mensile (doc. DAPI 800.200.000);

                                         -
   per il periodo gennaio 2006 – marzo 2007 la cifra d’affari è stata
ricostruita sulla base delle liste giornaliere indicanti il numero di ospiti
per camera e i relativi ricavi sequestrate presso il gerente (doc. DAPI
800.300.001-015);

                                         -     per
i periodi seguenti la cifra d’affari è stata determinata sulla base
dell’evoluzione della cifra d’affari del bar. Secondo la DAPI, la residenza __________
era spesso al completo: vi è ragione di ritenere che la cifra d’affari della
stessa si sia evoluta proporzionalmente alla cifra d’affari del __________,
ritenuto come le due attività erano complementari. Questo dato trova conferma
pure nelle dichiarazioni rese da __________ “Il bar si è evoluto di pari
passo rispetto all’evoluzione dell’affittacamere”; “Le camere erano fr.
140 a camera x 32 camere al giorno. Ai tempi c’erano anche dei giorni con molto
meno camere, molte fluttuazioni, però si lavorava bene. Poi negli anni
successivi (2007) si è consolidato ed era spesso quasi pieno (...)” (doc.
DAPI 315.100.003, Rapporto DAPI 1°.2.2016 relativo alle società p. 45, v. in
questo senso anche le dichiarazioni rese da __________ doc. DAPI 321.100.004 e
dallo stesso RI 1, doc. DAPI 145.100.007, 301.100.008).

 

                                         5.3.

                                         A fronte di tali precise ricostruzioni
RI 1 - suffragate anche dalle rispettive prove documentali, RI 1 si è limitato
a dichiarare di non avere elementi per potersi esprimere in merito (doc. DAPI
301.100.027) e comunque di non aver ricevuto nulla (doc. DAPI 301.100.028).

 

                                         Sia in sede di reclamo che
di ricorso i ricorrenti non spendono una parola sul perché la ricostruzione
svolta dalla DAPI dei redditi percepiti dalle società che hanno gestito __________
e __________ non sarebbero corretti. Nel ricorso 5/8.8.2016 viene indicato a
proposito (p. 2) : “I dati accertati dalla DAPI sono contestati. Sulla base
degli accertamenti infondati e privi di necessario supporto probatorio della
DAPI nei confronti dei reclamanti non è stata pronunciata alcuna decisione
definitiva. (...). È pertanto escluso che si possa stabilire imposte a carico
dei contribuenti considerando altri redditi fantasiosi e non documentati solo
sulla base di un rapporto che è comunque sempre stato contestato dagli
interessati.” 

                                      

                                         Ora i ricorrenti
dimenticano che nell’ambito delle prestazioni valutabili in denaro le autorità
fiscali devono apportare la prova che la società ha fornito una prestazione e
che non ha ottenuto una controprestazione oppure una controprestazione
insufficiente. Se le prove raccolte dall’autorità fiscale forniscono indizi a
sufficienza che rivelano l’esistenza di una tale sproporzione, spetta allora al
contribuente stabilire l’esattezza delle sue affermazioni contrarie. Una volta
che un fatto è dato per acquisito, la questione dell’onere della prova non si
pone più (sentenza TF 2C_333/2017 del 12.4.2018 consid. 4.1.). 

 

                                         2008/2010 aggiunta dei
redditi derivanti dal mancato esercizio del diritto di compera          

                                      

                                   6.   6.1.                                 

                                         Per gli articoli 20 cpv. 1
lett. a LT e 21 cpv. 1 lett. a LIFD, è imponibile il reddito da sostanza
immobiliare, segnatamente i proventi dalla locazione, dall’affitto,
dall’usufrutto o da altro godimento. 

                                         Il corrispettivo che le
parti inseriscono in un patto di compera costituisce una controprestazione per
il vincolo del proprietario, che può anche protrarsi per più anni. La sorte del
corrispettivo in caso di mancato esercizio o di esercizio del diritto di
compera dipende dagli accordi contrattuali. Di principio, l’indennizzo che riceve
il proprietario nel caso di costituzione di un diritto di compera rappresenta,
quando il diritto è esercitato, un acconto del prezzo di vendita; se invece il
diritto di compera non è esercitato, l’indennizzo acquisito dal proprietario
rappresenta per quest’ultimo un reddito imponibile proveniente dalla sostanza
immobiliare o tutt’al più un indennizzo per il mancato esercizio di un diritto
nel senso degli art. 22 lett. d LT e 23 lett. d LIFD (sentenza CDT inc.
80.2014.160/161 del 3.6.2015 consid. 2.2.).

                                                                                                                          

                                         6.2.

                                         6.2.1.

                                         Negli altri redditi la
DAPI e poi l’UT hanno anche inserito il provento relativo a due diritti di
compera non esercitati dalla controparte su un fondo in comproprietà tra __________
e RI 1.

                                         In particolare __________
e RI 1 hanno stipulato dei diritti di compera per il seguente immobile in due
epoche diverse (doc. DAPI 500.101.001-016):

                                         -     il
9.12.2007 con __________ per la particella n. __________ RFD di __________ per
l’importo di fr. 140'000.-;

                                         -
   il 7.4.2009 con __________ sempre per la particella n. __________ RFD di __________
per l’importo di fr. 100'000.-.      

 

                                         6.2.2.

                                         Per quanto concerne il
primo diritto di compera stipulato tra __________, RI 1 e __________, agli atti
vi è un accordo (doc. DAPI 500.101.002) del 9.12.2007 a tenore del quale:

                                      

                                         “Premesso
che __________, intende acquistare la part. no. __________ RFD __________ di
proprietà di __________ e RI 1. In attesa di sottoscrivere un diritto di
compera riguardante detto immobile, le parti stipulano quanto segue.

                                         1.
__________ versa la somma di CHF 140'000.00 (...) quale acconto di riservazione
per l’acquisto della part. no. __________ RFD __________.

                                         2.
l’acconto viene versato a contanti in data 9 dicembre 2007.

                                         3.
I qui contraenti si impegnano a sottoscrivere un diritto di compera relativo al
mappale no. __________ RFD __________ entro 60 giorni dalla firma del presente
accordo. Al Signor __________ viene già sin d’ora concesso il diritto di procedere
alla costruzione del diritto di compera. Qualora ciò non avvenisse per colpa
imputabile ai Signori RI 1 e __________, l’accordo [ndr. acconto] di CHF
140'000.00 (...) dovrà essere restituito, comprensivo di interessi, al Signor __________
in __________. Nell’ipotesi in cui il diritto di compera non venisse
sottoscritto per responsabilità del Signor __________, l’acconto di CHF
140'000.00 (...), comprensivo di interessi, rimarrà di pertinenza dei Signori RI
1 e __________ in __________”.                    

                                         Con raccomandata 31.3.2009
__________ si rivolgeva all’avv. __________ comunicando la rinuncia
all’esercizio del diritto di compera sulla part. no. __________ RFD __________
ed indicando anche: “(...) l’acconto e pena convenzionale di CHF 140'000.-
resterà nelle mani dei proprietari” (doc. DAPI 500.101.003).

 

                                         Con scritto 29.12.2008
l’avv. __________ si rivolgeva all’Ufficio dei registri comunicando: “(...)
con la presente vi informo che il sopra menzionato diritto di compera può
essere cancellato” (doc. DAPI 500.101.004).

 

                                         6.2.3.

                                         Il 7.4.2009 l’avv. __________
rogava un altro atto notarile di costituzione di diritto di compera sempre per
il mapp. __________ __________: la controparte era __________. Al punto nro. 2
del rogito veniva indicato: “Il prezzo verrà pagato in base alle seguenti
modalità: - fr. 100'000.- (...) vengono versati seduta stante a valere quale
acconto e pena convenzionale; la firma del presente atto vale quale ricevuta
(...)”. Il diritto di compera doveva essere esercitato entro il 30 aprile
2010. Nel caso in cui il diritto di compera fosse prorogato nell’atto veniva
espressamente indicato: “In caso di proroga del diritto di compera
l’acquirente si impegna a versare, quale acconto e pena convenzionale, un
ulteriore importo di fr. 200'000.—. (...) 4.1. Nell’ipotesi in cui il diritto
di compera non fosse esercitato entro il suddetto termine, il fondo rimarrà di
proprietà dei venditori. I venditori, in tale ipotesi, tratterranno l’importo a
titolo di pena convenzionale” (doc. DAPI 500.101.006-011).

                                      

                                         6.3.

                                         6.3.1.

                                         Nelle osservazioni del
3.3.2016 presentate al Rapporto DAPI (doc. DAPI 456.100.033, p. 2) in merito ai
redditi derivanti dal mancato esercizio del diritto di compera viene indicato:
“I redditi da diritti di compera sono stati dichiarati e figurano sui conti
bancari, per altro oggetto di sequestro”.      

                                         

                                         La DAPI, nella risposta
14.3.2016 a tali osservazioni replicava (doc. DAPI 456.100.076): “Redditi da
diritti di compera: non corrisponde al vero che i redditi da diritti di compera
sono stati dichiarati dal suo cliente, relativamente all’immobile di __________
RI 1 si è limitato a dichiarare gli affitti”.

 

                                         Nel ricorso presentato
alla CDT i ricorrenti censurano genericamente gli altri redditi” ritenendoli
non documentati, sproporzionati e fantasiosi. 

 

 

 

                                         6.3.2.

                                         Ora, se si prendono le
dichiarazioni fiscali relative ai periodi 2010 e 2008 si può facilmente notare
che i ricorrenti non hanno dichiarato – contrariamente a quanto pretendono –
redditi derivanti dal mancato esercizio del diritto di compera. Vista la
giurisprudenza sopra menzionata, i redditi percepiti dal mancato esercizio dei
diritti di compera vanno imposti, così come correttamente segnalato nel
rapporto DAPI e nelle decisioni impugnate.

                                                                                                                         

 

                                   7.   7.1.

                                         Nelle proprie osservazioni
del 23.9.2016 l’autorità fiscale chiede di poter sanare un errore:

·          
per l’IFD 2009: in applicazione dell’art. 20 cpv. 1bis LIFD, la
ripresa “per altri redditi” pari a fr. 388'721.-, trattandosi di prestazioni
valutabili in denaro provenienti da società detenute nella misura del 22%,
doveva essere calcolata in fr. 233'232.- (388'721.- x 60%);

·          
per l’IFD e l’IC 2010: in applicazione dell’art. 20 cpv. 1bis
LIFD e dell’art.19 cpv. 1bis LT, la ripresa “per altri redditi” pari a fr. 515'888.-
trattandosi di prestazioni valutabili in denaro provenienti da società detenute
nella misura del 22%, doveva essere considerata in fr. 329'532.- (465’888 x 60%
+ 50'000.-).

 

                                         7.2.

                                         7.2.1.

                                         Secondo gli art. 20 cpv. 1
lett. c LIFD ed art. 19 cpv. 1 lett. c LT, sono imponibili i
redditi da sostanza mobiliare, segnatamente i dividendi, le quote di utili, le
eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni valutabili in denaro
provenienti da partecipazioni di qualsiasi genere (comprese le azioni gratuite,
gli aumenti gratuiti del valore nominale, ecc.).

                                         Il
1° gennaio 2009 è entrato in vigore l’art. 20 cpv. 1bis LIFD (introdotto
dalla legge del 23 marzo 2007 sulla riforma II dell'imposizione delle imprese),
secondo cui i dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come
pure le prestazioni valutabili in denaro provenienti da azioni, quote in
società a garanzia limitata o in società cooperative e buoni di partecipazione
(comprese le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale e
simili) sono imponibili in ragione del 60 per cento se questi diritti di partecipazione
rappresentano almeno il 10 per cento del capitale azionario o sociale di una
società di capitali o di una società cooperativa.

                                         Sempre
il 1° gennaio 2009 è entrata in vigore anche la seconda frase dell’art. 7 cpv.
1 LAID, che prevede che, in caso di dividendi, quote di utili, eccedenze di
liquidazione e prestazioni valutabili in denaro provenienti da partecipazioni
di qualsiasi genere, che rappresentano almeno il 10 per cento del capitale
azionario o sociale di una società di capitali o di una società cooperativa
(partecipazioni qualificate), i Cantoni possono attenuare la doppia imposizione
economica di società e titolari di quote. 

                                         Ai
Cantoni sono stati attribuiti due anni per adeguare la loro legislazione alla
norma in questione (art. 72h LAID).

                                         Nel
Canton Ticino, solo dal 1° gennaio 2010 è in vigore l’art. 19 cpv. 1bis LT,
che, come la corrispondente disposizione della LIFD, stabilisce che i
dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come pure le
prestazioni valutabili in denaro provenienti da azioni, quote in società a
garanzia limitata o in società cooperative e buoni di partecipazione (comprese
le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale e simili) sono
imponibili in ragione del 60 per cento se questi diritti di partecipazione
rappresentano almeno il 10 per cento del capitale azionario o sociale di una
società di capitali o di una società cooperativa.

 

                                         7.2.2.                              

                                         Nel caso che qui ci
concerne è corretta l’applicazione degli art. 20 cpv. 1bis LIFD e 19 cpv. 1bis
LT. Ne consegue che le riprese per altri redditi effettuate nei periodi fiscali
sopraccitati devono essere modificate così come indicato dall’UT. 

 

 

                                   8.   Per quanto concerne i
periodi fiscali 2005, 2006 e 2008 il ricorso è respinto. In relazione ai
periodi fiscali 2009 (IFD) e 2010 (IFD e IC) il ricorso è parzialmente accolto
ai sensi dei considerandi e le decisioni devono essere riformate nel senso che
la ripresa per altri redditi deve essere calcolata applicando gli art. 20 cpv.
1bis LIFD e19 cpv. 1bis LT. La tassa di giustizia e le spese sono parzialmente
poste a carico dei ricorrenti, in parte soccombenti.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

dichiara e pronuncia

 

               1.           Il
ricorso è:

                     

               1.1.
      respinto per i periodi fiscali 2005, 2007 e 2008 sia per l’IC che
per l’IFD.

 

                                         1.2.
      per il periodo fiscale 2009, respinto per l’IC ed è parzialmente
accolto ai sensi dei considerandi per l’IFD: la decisione è riformata nel
senso che la ripresa per altri redditi deve essere calcolata applicando l’art.
20 cpv. 1bis LIFD.

 

                             1.3.
      per il periodo fiscale 2010 è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi
sia per l’IC sia per l’IFD: la decisione è riformata nel senso che la
ripresa per altri redditi deve essere calcolata applicando gli art. 19 cpv.
1bis LT e 20 cpv. 1bis LIFD.

                                      

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr.10’000.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.     500.–

                                         per un totale di                                                      fr.10’500.–

                                         sono poste in ragione di 4/5
a carico dei ricorrenti.

 

                                  3.   Viene assegnato l’importo
di fr. 500.- (cinquecento) a titolo di ripetibili.                                         

 

                                   4.   Contro il prese              Copia
per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: