# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cd98ebda-326a-54c1-8dcc-600db897d329
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-09-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 30.09.2005 90.2003.12
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-2003-12_2005-09-30.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2003.12

   

  	
  Lugano

  30 settembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della pianificazione del
  territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente,

  Lorenzo
  Anastasi, Claudio Cereghetti (giudice supplente)

  

 

	
  segretaria:

  	
  Sonja Federspiel, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 13 gennaio 2003 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  RI 2 

  RI 3 

  patr. da: PR 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 26 novembre 2002 (n. 5650) con cui il
  Consiglio di Stato ha approvato la revisione del piano regolatore del __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    17 marzo 2003 del PI 2;

-    30 aprile 2003 della
divisione della pianificazione territoriale;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

 

                                  A.   RI
1, RI 2 e RI 3 sono comproprietari dei mapp. 347, 349, 360 e 794 di __________.

 

 

B.  Il primo piano regolatore
del comune, approvato dal Consiglio di Stato l’8 maggio 1979, escludeva questi
terreni dalla zona edificabile.

 

 

C.  Il 13 marzo 2000 il
consiglio comunale ha adottato la revisione generale del piano, che inserisce i
mapp. 347, 349, 360 e 794 in zona agricola. I proprietari hanno presentato ricorso
contro questa scelta pianificatoria, chiedendo al Consiglio di Stato di attribuire
almeno i mapp. 360 e 794 alla zona edificabile.

 

 

D.  Con risoluzione 26
novembre 2002 (n. 5650) il Consiglio di Stato ha approvato il nuovo piano
regolatore e ha respinto il ricorso. Delle motivazioni poste a fondamento della
decisione governativa si dirà all'occorrenza sotto. 

 

 

E.  Con impugnativa 13
gennaio 2003 __________, __________ e __________ chiedono a questo Tribunale di
annullare parzialmente la decisione governativa e di inserire in zona residenziale
semintensiva, disciplinata dall'art. 29 NAPR, il loro mapp. 360 nonché le
vicine part. 361 e 362. Nel ricorso si sostiene, tra l'altro, che i mappali
appartengono (in particolare a causa del rilievo del terreno) alla vicina zona
edificabile del __________, non sono utilizzati a scopo agricolo e possono
essere inseriti in zona edificabile senza stravolgere i parametri di contenibilità
del piano regolatore.

 

 

F.   La divisione della
pianificazione territoriale postula la reiezione del ricorso, confermando gli
argomenti esposti nella risoluzione impugnata (osservazioni 30 aprile 2003). Il
municipio ne postula l'accoglimento per due motivi: lo sviluppo edilizio in atto
ed il fatto che già il piano d'indirizzo attribuiva l'area alla zona
edificabile (osservazioni 17 marzo 2003).

 

 

G.  In data 15 settembre 2004
si è tenuta l’udienza, seguita dal sopralluogo, nel corso del quale sono state
scattate alcune fotografie che sono state acquisite agli atti. Il 3 novembre
2004 il patrocinatore dei ricorrenti ha presentato un memoriale, nel quale segnala
tra l'altro il fatto che l'attribuzione alla zona edificabile di terreni appartenenti
all'area SAC non è inconsueta.

 

 

 

Considerato,                  in diritto

 

 

1.   La
competenza del tribunale è data. Il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1 LALPT)
e la legittimazione dei ricorrenti certa (art. 38 cpv. 4 lett. b LALPT). 

 

In prima istanza gli insorgenti hanno
formalmente chiesto l'attribuzione alla zona edificabile dei loro mapp. 360 e
794. Innanzi a questo Tribunale chiedono l'inserimento in zona edificabile dei mapp.
360, 361 e 362 (gli ultimi due terreni appartengono ad altre persone, che hanno
presentato ricorso a questo Tribunale formulando la stessa domanda). Nuove
domande non sono tuttavia ammissibili (art. 63 cpv. 2 PAmm e art. 38 cpv. 4
lett. b LALPT). Il ricorso potrebbe pertanto essere dichiarato ricevibile
limitatamente alla domanda di inserire in zona edificabile il mapp. 360 RFD.
Siccome gli insorgenti in prima istanza non erano patrocinati da un legale e
hanno formulato delle domande non molto chiare, il tribunale esamina,
prudenzialmente, tutte le domande.

 

 

                                   2.   In
campo pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è,
però, assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza
di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 37
cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno potere
cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma anche dell'opportunità
delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti
pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità loro subordinate il
margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3
LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio
apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il diritto di questo di
scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole
od opportuna. Esso non può però limitarsi ad intervenire nei soli casi in cui
la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia
manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l'approvazione di
quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori
fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione,
rispettivamente che non tengono adeguatamente conto della pianificazione di
livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano direttore (cfr. anche l'art.
26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà segnatamente che sia stata
effettuata in modo corretto la ponderazione globale degli interessi richiesta
dall'art. 3 OPT (RDAT II-2001 n. 78 consid. 6b; II-1999 n. 27 consid. 3).

 

                                         Il potere
cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece
circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT II-2001 n.
78 consid. 6c; II-1999 n. 27 consid. 3; II-1997 n. 23); fanno eccezione - per
poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una
modifica del piano regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.

 

 

3.      L'area oggetto del
ricorso (mapp. 360, 361 e 362) è situata ad ovest dello stabilimento dei mulini
__________. Essa appartiene alla parte alta di un vasto e pregiato comprensorio
agricolo, formato anche da superfici per l'avvicendamento colturale (SAC). La superficie
agricola delimitata dal piano regolatore comunale è assai estesa ed inizia
proprio in corrispondenza della fascia del mapp. 362 posta sul ciglio di una
strada di servizio. A monte di questa strada, prevista dal piano viario, inizia
la zona residenziale.

In un primo tempo (piano di indirizzo) il
comune intendeva inserire le part. 360, 361 e 362 in zona residenziale, ma ha infine optato, probabilmente
a seguito delle indicazioni del piano direttore e dell'opposizione dipartimentale,
per l'attribuzione alla zona agricola (categoria altri terreni idonei
all'agricoltura). Questa scelta è stata confermata dal Consiglio di Stato.

 

La risoluzione impugnata (pagg. 51 seg.) ha
respinto il ricorso di prima istanza giudicando la richiesta di inserire in
zona edificabile del mapp. 360 incompatibile con la tutela della zona agricola,
con la protezione delle basi naturali della vita, con la garanzia di un
sufficiente approvvigionamento del Paese, con l'uso parsimonioso del suolo
(anche a dipendenza della già notevole estensione delle zone edificabili
previste dal piano regolatore di __________). 

 

 

4.      I
piani regolatori hanno lo scopo di grantire un'appropriata e parsimoniosa
utilizzazione del suolo e un ordinato insediamento del territorio (cfr. art. 75
cpv. 1 Cost.). Essi devono delimitare, in primo luogo, le zone edificabili,
agricole e protette (art. 14 cpv. 2 LPT). Le zone edificabili comprendono,
secondo l'art. 15 LPT, i terreni idonei all'edificazione che sono già stati
edificati in larga misura (lett. a) e quelli prevedibilmente necessari all'edificazione
ed urbanizzati entro 15 anni (lett. b). Di massima un terreno che adempie
queste esigenze va attributo alla zona edificabile a meno che, dopo una
ponderazione globale degli interessi che la legislazione sulla pianificazione
del territorio tende a salvaguardare (cfr. in particolare art. 1 e 3 LPT),
debba venir incluso, parzialmente o totalmente, nel territorio fuori della zona
edificabile (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3a). I criteri posti dall'art. 15 LPT
per l'assegnazione di un terreno alla zona edificabile non hanno pertanto un
valore assoluto, ma una portata relativa. Essi rappresentano piuttosto dei principi
generali della pianificazione del territorio, dei punti di riferimento, che - ancorché
soddisfatti - non conducono necessariamente all'attribuzione del terreno interessato
alla zona fabbricabile (cfr. la giurisprudenza appena citata; inoltre Flückiger,
Commentario ASPAN della LPT, ad art. 15 n. da 25 a 29; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, Aménagement
du territoire, construction, expropriation, Berna 2001, n. 314). La differenziazione
delle zone edificabili spetta al diritto cantonale e agli enti pianificanti
(art. 28 cpv. 2 lett. a LALPT). 

 

 

5.      La superficie di cui
gli insorgenti chiedono l'attribuzione alla zona edificabile (con conseguente
esclusione dalla zona agricola) non è edificata e non appartiene nemmeno al
comprensorio largamente edificato. Si inserisce al contrario in un vasto e
pregiato comprensorio agricolo. La domanda formulata nel ricorso non può quindi
essere accolta sulla base dell'art. 15 lett. a LPT.

 

Resta da stabilire se l'inserimento in zona
edificabile dei mapp. 360, 361 e 362 è giustificato dall'art. 15 lett. b LPT,
in altre parole dalla necessità di soddisfare i bisogni di sviluppo del comune
di __________. 

 

 

6.      La contenibilità del
piano regolatore di __________ è superiore al doppio della situazione effettiva
(3'100 unità insediative rispetto alle attuali 1'250 circa). La riserva
presente nel piano regolatore è quindi più che sufficiente per soddisfare i
bisogni di sviluppo del comune nei prossimi 15 anni. In simili circostanze,
come rettamente considerato dall'autorità di prima istanza, un aumento delle
superfici edificabili è da escludersi. Infatti, una zona edilizia
sovradimensionata non rispetta il principio dell’uso misurato del suolo (art. 1
cpv. 1 LPT) ed è illegale (DTF 117 Ia 302 consid. 4b). 

 

 

7.      Le domande formulate
nel ricorso devono essere inoltre respinte in considerazione delle norme
relative alla tutela degli spazi agricoli.

 

                                         7.1. Giusta l'art. 16 cpv. 1 LPT (testo modificato il 20 marzo 1998,
in vigore dal 1 settembre 2000), le zone agricole servono a garantire a lungo
termine la base dell'approvvigionamento alimentare, a salvaguardare il
paesaggio e lo spazio per lo svago o ad assicurare la compensazione ecologica;
esse devono essere tenute, per quanto possibile, libere da costruzioni, in sintonia
con le loro differenti funzioni e comprendere: a) i terreni idonei alla
coltivazione agricola o all'orticoltura produttiva necessari all'adempimento
dei vari compiti dell'agricoltura; b) i terreni che, nell'interesse generale,
devono essere coltivati dall'agricoltura (cfr. nello stesso senso l'art. 68
cpv. 1 LALPT, testo modificato il 25 febbraio 2003, in vigore dal 1 giugno 2003; BU 2003,
180). Per quanto possibile devono essere delimitate ampie superfici contigue
(art. 16 cpv. 2 LPT).

 

                                         7.2.
Le superfici per l'avvicendamento delle colture (SAC) sono parte dei territori
idonei all'agricoltura; esse sono costituite dalle superfici coltive idonee
comprendenti soprattutto i campi, i prati artificiali in rotazione, come pure i
prati naturali confacenti alla campicoltura (art. 26 cpv. 1 OPT; inoltre l'art.
68 cpv. 1 lett. a LALPT). Esse sono designate in funzione delle condizioni climatiche
(durata della vegetazione, precipitazioni), delle caratteristiche del suolo (coltivabilità,
fertilità, equilibrio idrico) e della forma del terreno (pendenza, attitudine a
una lavorazione con mezzi meccanici), come pure nel rispetto delle necessità
dell'equilibrio ecologico (art. 26 cpv. 2 OPT). Un'estensione totale minima delle
SAC è necessaria onde assicurare, in periodi perturbati, una base sufficiente
per l'approvvigionamento del paese secondo il piano di alimentazione (art. 26
cpv. 3 OPT). L'estensione totale minima delle SAC e la relativa ripartizione
tra Cantoni è operata dall'autorità federale (art. 27 cpv. 1 OPT; decreto del
Consiglio federale dell'8 aprile 1992, che stabilisce per il Cantone Ticino
un'estensione minima di 3'500 ettari; FF 1992 II 1396). Nell'ambito della pianificazione direttrice
(art. da 6 a 12 LPT) i Cantoni
designano le SAC insieme agli altri territori idonei all'agricoltura, fornendo
per ogni comune i dati cartografici e numerici sull'ubicazione, l'estensione e
la qualità delle stesse (art. 28 OPT). I Cantoni badano quindi che le SAC siano
attribuite alle zone agricole; devono inoltre garantire che la quota
dell'estensione totale minima delle SAC loro attribuita sia assicurata costantemente
(art. 30 cpv. 1 e 2 OPT).

 

                                         7.3.
In Ticino le SAC e gli altri terreni idonei all'agricoltura sono delimitati
dall'autorità cantonale attraverso le rappresentazioni grafiche in scala
1:25000 del piano direttore (art. 2 seg. LTAgr). I comuni istituiscono la zona
agricola, precisando nei piani regolatori almeno il territorio agricolo
cantonale rappresentato graficamente nel piano direttore (art. 4 cpv. 1 LTAgr).
La zona agricola di piano regolatore deve comprendere le SAC, gli ulteriori
terreni idonei alla campicoltura e alla foraggicoltura di prima e seconda
priorità, come pure i terreni agricoli sussidiari che nell'interesse generale
devono essere utilizzati dall'agricoltura (art. 28 cpv. 2 lett. e, art. 68 cpv.
1 LALPT). I comuni possono infine introdurre nel piano regolatore una zona agricola
intensiva, che deve essere delimitata in base a criteri vincolanti fissati nel
piano direttore (art. 68 cpv. 2 LALPT; 16a cpv. 3 LPT).

 

7.4. Le rappresentazioni grafiche del piano
direttore cantonale attribuiscono le part. 360, 361 e 362 all'area SAC, alla
quale appartengono anche i fondi agricoli sottostanti. Il catasto delle idoneità
agricole indica inoltre che i tre fondi sono idonei alla viticoltura ed alla campicoltura.
Il sopralluogo ha confermato l'assoluta idoneità agricola dei fondi.

 

Ne consegue che la loro attribuzione alla
zona agricola è legittima. L'attribuzione alla zona agricola dei fondi assolve
anche una funzione di salvaguardia del paesaggio (art. 16 cpv. 1 LPT) e
rispetta infine anche la necessità di delimitare ampie superfici agricole contigue
(art. 16 cpv. 2 LPT).

 

 

8.      Il ricorso dev'essere
quindi integralmente respinto. Tasse e spese seguono la soccombenza (art. 28
PAmm). Non si assegnano ripetibili al comune, perché non è patrocinato da un legale
ed ha chiesto l'accoglimento del ricorso.

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili
alla fattispecie,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di fr. 1'000.- (mille) è posta a carico dei ricorrenti, in
solido.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

   

   

  ;

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  1. PI 1 

  2. PI 2 

   

  CO 1 

   

   

  

Per il Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                             La
segretaria