# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ea7efc1d-1573-5335-9791-aaaf1531eb4c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2016-08-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.08.2016 F-5639/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-5639-2014_2016-08-29.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 

Decisione confermata dal TF con 

sentenza del 09.08.2017 (1C_486/2016) 

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-5639/2014 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 9  a g o s t o  2 0 1 6  

Composizione 

 
Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Antonio Imoberdorf, Yannick Antoniazza-Hafner,  

cancelliere Reto Peterhans. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

patrocinata dall'avv. Stefano Genetelli,  

Piazza Cioccaro 8, casella postale 5704, 

6901 Lugano,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione (SEM),  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Annullamento della naturalizzazione agevolata. 

 

 

 

F-5639/2014 

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Fatti: 

A.  

A._______, già cittadina tunisina nata il (…), è giunta in Europa nel 1994 

ed ha dapprima vissuto in Italia. Il 23 aprile 2001 essa si è trasferita in 

Svizzera, e meglio a B._______ (Comune di C._______).  

B.  

In data 25 ottobre 1997 A._______ si è unita in matrimonio dinanzi all’Uffi-

ciale di stato civile del Comune di D._______ (attualmente E._______) con 

F._______, cittadino svizzero nato il (…). Da quest’unione non sono nati 

figli. Inizialmente l’interessata ha continuato a risiedere in Italia fino 

all’aprile del 2001, quando la Sezione dei permessi e dell’immigrazione del 

Cantone Ticino (attualmente Sezione della popolazione, SPOP) le ha rila-

sciato un permesso di dimora ed in seguito un permesso di domicilio. 

C.  

Il 1° luglio 2008 A._______ ha inoltrato all’Ufficio federale della migrazione 

(UFM; attualmente: Segreteria di Stato della migrazione [SEM]) una do-

manda di naturalizzazione agevolata ai sensi dell’art. 27 della legge fede-

rale su l’acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera del 29 settembre 

1952 (LCit, RS 141.1). Nell’ambito di questa procedura, in data 9 lu-

glio 2009, i coniugi Graf hanno firmato una dichiarazione ai sensi della 

quale hanno confermato di «vivere in un’unione coniugale reale, integra e 

stabile allo stesso indirizzo e che non sono previsti né una separazione né 

un divorzio». Essi sono pure stati edotti del fatto che «la naturalizzazione 

agevolata non può essere pronunciata, qualora prima o durante la proce-

dura di naturalizzazione uno dei coniugi presenti un’istanza di separazione 

o di divorzio o non sussista più un’unione coniugale reale» e che confor-

memente all’art. 41 LCit, l’autorità inferiore «può annullare la naturalizza-

zione agevolata conseguita in seguito all’occultamento dello scioglimento 

previsto o avvenuto dell’unione coniugale». 

D.  

L’autorità inferiore ha accordato alla richiedente la naturalizzazione agevo-

lata giusta l’art. 27 LCit, mediante decisione del 13 agosto 2009, cresciuta 

in giudicato il 16 settembre 2009. 

E.  

Con scritto del 6 maggio 2011 il marito dell’interessata ha comunicato 

all’autorità di prime cure che già a far tempo dal mese di aprile 2008 

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A._______ possedeva un proprio appartamento ad G._______ e che a se-

guito dell’ottenimento della cittadinanza elvetica aveva chiesto la separa-

zione. F._______ ha altresì indicato alla SEM l’attuale luogo di residenza 

della moglie, valido a partire dall’agosto 2009, situato in Via H._______ a 

E._______, nonché l’indirizzo dell’interessata in Italia (alle cui autorità 

A._______ non aveva mai comunicato il trasferimento in Svizzera). Il ma-

rito ha infine informato la SEM del fatto che la moglie aveva altresì richiesto 

la cittadinanza italiana alle competenti autorità della vicina Penisola. 

F.  

Il 14 settembre 2011 F._______ ha trasmesso alla SEM lo scritto inoltrato 

al Pretore di Lugano in data 10 settembre 2011 – corredato da alcune fo-

tografie – nel quale rilevava il comportamento aggressivo di A._______ e 

denunciava l’esistenza di una relazione omosessuale extramatrimoniale 

della moglie con un’altra donna. 

G.  

A seguito dell’invito dell’autorità inferiore a rispondere per iscritto ad un 

questionario inerente alla relazione con la moglie, il 2 dicembre 2011 

F._______ ha presentato le proprie risposte, inoltrando alcune precisazioni 

il 5 dicembre 2011, da cui si evince in sostanza che il rapporto matrimoniale 

risultava già fortemente deteriorato al momento della concessione della 

naturalizzazione agevolata a A._______. 

H.  

Il 5 marzo 2012 la SEM ha comunicato a quest’ultima che, a suo parere, 

già prima del rilascio della decisione di naturalizzazione agevolata non esi-

steva più un’unione coniugale effettiva e stabile, ragione per cui l’autorità 

di prime cure ha invitato l’interessata a prendere posizione in merito. 

I.  

Agendo per il tramite dell’allora patrocinatrice il 27 aprile 2012 A._______ 

ha presentato le proprie osservazioni, nelle quali ha asserito di non ritenere 

di avere violato alcuna norma legale, in quanto al momento dell’otteni-

mento della cittadinanza elvetica essa adempiva a tutte le condizioni, inol-

tre ha affermato che il matrimonio era naufragato solo nei mesi successivi 

alla concessione della nazionalità svizzera. L’interessata ha inoltre pro-

dotto due copie di documenti della Pretura di Lugano dai quali si evince 

che il 9 febbraio 2010 A._______ aveva introdotto un’istanza tendente alla 

pronuncia di misure a tutela dell’unione coniugale e che in data 21 lu-

glio  2010 il Pretore di Lugano aveva autorizzato i coniugi a vivere separati. 

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J.  

Con scritto del 1° giugno 2012 l’autorità inferiore ha comunicato all’interes-

sata di mantenere la propria posizione e di conseguenza di avere avviato 

una procedura di annullamento della naturalizzazione agevolata concessa 

il 13 agosto 2009; la SEM ha nel contempo invitato A._______ ad espri-

mersi al proposito. 

K.  

L’11 luglio 2012 quest’ultima ha contestato integralmente le affermazioni 

del marito ed ha sottolineato che «fino a fine 2009» ha vissuto «un’unione 

coniugale che nulla ha di fittizio», ma che è sempre stata reale ed effettiva 

dal 1995 (come fidanzati) e dal 1997 come marito e moglie. A._______ ha 

altresì asserito che il 7 luglio 2009, al momento della firma della dichiara-

zione in merito alla veridicità dell’unione coniugale, essa ed il marito vive-

vano sotto lo stesso tetto e non vi era alcuna intenzione di separarsi. L’in-

teressata ha considerato le dichiarazioni di F._______ come una sorta di 

reazione e ripicca alle sue legittime pretese nell’ambito della liquidazione 

del regime matrimoniale, le stesse sarebbero pertanto false. A._______ ha 

infine allegato le dichiarazioni di due persone che confermerebbero l’effet-

tività e la stabilità dell’unione coniugale. 

L.  

Il 6 agosto 2012 l’interessata ha completato la propria presa di posizione 

dell’11 luglio 2012 precisando che a quel momento non era pendente al-

cuna causa di divorzio, ma unicamente una procedura inerente all’ado-

zione di misure a protezione dell’unione coniugale. A._______ ha criticato 

il fatto che l’autorità inferiore si sia basata essenzialmente sulle afferma-

zioni di F._______, mettendo in dubbio la credibilità e l’affidabilità di 

quest’ultimo, nonché sottolineando la falsità e l’assenza di qualsivoglia 

prova a sostegno di dette asserzioni. 

M.  

Il 16 ottobre 2012 A._______ ha ottemperato all’invito della SEM a produrre 

una copia del contratto di locazione inerente all’appartamento da essa oc-

cupato a E._______, nonché un estratto del casellario giudiziale. In 

quest’occasione A._______ ha precisato che la locazione di detto apparta-

mento avrebbe preso avvio il 1° novembre 2009, mentre nel periodo com-

preso tra il luglio ed il novembre 2009 essa sarebbe stata ospitata da 

un’amica. 

N.  

Agendo per il tramite del suo nuovo patrocinatore, con scritto del 1° luglio 

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2014 A._______ ha risposto ai quesiti posti dall’autorità inferiore il 6 mag-

gio 2014, sostenendo nuovamente l’effettività dell’unione coniugale – la 

quale ha preso fine solo il 24 ottobre 2009 – nonché ribadendo la falsità 

delle allegazioni di F._______. L’interessata ha inoltre fornito spiegazioni in 

merito all’appartamento di E._______ ed ha concluso al mantenimento 

della cittadinanza svizzera acquisita il 13 agosto 2009. 

O.  

Il 25 agosto 2014 la competente autorità del Cantone Zurigo ha comunicato 

alla SEM il proprio consenso all’annullamento della naturalizzazione age-

volata concessa a A._______. 

P.  

Con decisione del 1° settembre 2014 l’autorità di prime cure ha pronunciato 

l’annullamento della suddetta naturalizzazione. Fondandosi sul susseguirsi 

logico e cronologico degli eventi, la SEM ha in sostanza ritenuto che al 

momento della concessione della naturalizzazione agevolata il matrimonio 

dell'interessata non costituiva un'unione coniugale effettiva e stabile come 

previsto dalla legge e precisato dalla giurisprudenza. L'autorità federale ha 

in particolare rilevato che sebbene in data 9 luglio 2009 A._______ abbia 

firmato la dichiarazione di unione coniugale ed ottenuto la naturalizzazione 

il 13 agosto 2009, poco tempo dopo, e meglio il 3 novembre 2009, si è 

rivolta all’avv. I._______ in vista della separazione dal marito. L’autorità in-

feriore non ha considerato che gli eventi del 24 ottobre 2009, allorquando 

l’interessata ha dichiarato di avere preso coscienza dell’avvenuta rottura 

dell’unione coniugale in quanto il marito aveva cambiato a sua insaputa le 

serrature dell’ufficio e dell’abitazione comune, costituiscono un evento 

straordinario successivo alla naturalizzazione che ha comportato la fine 

dell’unione matrimoniale. Al contrario la SEM ha ritenuto che al momento 

della concessione a A._______ della cittadinanza elvetica la relazione con 

il marito non era già più effettiva, stabile ed orientata al futuro. A sostegno 

della propria decisione l’autorità di prime cure ha ritenuto che i fatti del 

24 ottobre 2009 rappresentassero in realtà «l’apice conclusivo di tutta una 

serie di grossi problemi irrisolti della coppia». Dalle dichiarazioni dei coniugi 

è infatti emerso che già a partire dal novembre 2008 l’interessata aveva 

preso possesso di un monolocale a E._______. La SEM ha considerato 

inoltre che le affermazioni della ricorrente secondo cui il citato apparta-

mento – che l’interessata ha inizialmente omesso di segnalare alle autorità 

preposte alla concessione della naturalizzazione – rappresentasse un «ri-

fugio» quando il comportamento di F._______ diventava insostenibile, visti 

anche i difficili rapporti professionali (A._______ era infatti alle dipendenze 

della società immobiliare gestita dal marito) non permette di modificare 

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l’apprezzamento della fattispecie. Al contrario conferma il fatto che, già pre-

cedentemente rispetto all’ottenimento della naturalizzazione, l’unione co-

niugale fosse fortemente compromessa. L'autorità inferiore ha pertanto 

concluso che la naturalizzazione agevolata è stata concessa sulla base di 

dichiarazioni false e dell'occultamento di fatti essenziali, di modo che le 

condizioni poste dall'art. 41 LCit per l'annullamento della naturalizzazione 

agevolata sono adempiute. 

Q.  

Agendo per il tramite del suo patrocinatore, il 2 ottobre 2014 A._______ ha 

interposto ricorso avverso la suddetta decisione dinanzi al Tribunale ammi-

nistrativo federale (di seguito: Tribunale), postulandone l'annullamento. La 

ricorrente ha preliminarmente sostenuto che l’autorità inferiore avrebbe do-

vuto applicare il diritto in vigore fino al 28 febbraio 2011, ed in particolare il 

vecchio art. 41 cpv. 1 LCit, che prevedeva un termine di cinque anni per 

l’annullamento della naturalizzazione conseguita con dichiarazioni false o 

a seguito dell’occultamento di fatti essenziali. A mente dell’interessata il ci-

tato termine perentorio sarebbe ormai superato, sia per quanto concerne 

la concessione della cittadinanza elvetica, sia in relazione al fatto determi-

nante per l’annullamento, costituito in casu dalla dichiarazione relativa 

all’effettività dell’unione coniugale del 9 luglio 2009. Ne discende che a 

mente di A._______ la decisione impugnata sarebbe irregolare e pertanto 

da annullare. 

Nel merito la ricorrente ha sostenuto che, contrariamente a quanto affer-

mato dalla SEM, l’unione coniugale con F._______ sia stata reale, effettiva 

ed orientata al futuro fino al 24 ottobre 2009. Di conseguenza non è possi-

bile considerare che la naturalizzazione sia stata ottenuta sulla base di di-

chiarazioni false o di occultamento di fatti essenziali. Pur ammettendo che 

il matrimonio rappresentasse «un’unione atipica e poco convenzionale» 

A._______ ha imputato al marito le cause che ne hanno decretato la fine. 

Essa ha in effetti asserito di avere «fatto di tutto per fare felice il suo co-

niuge», di «avere lavorato per lui anche quando non veniva più remunerata 

e quando il marito esercitava violenze psicologiche nei suoi confronti» non-

ché di averlo «assecondato nei suoi giochi erotici, anche quando questi 

prevedevano la partecipazione di una seconda donna». L’interessata ha 

inoltre sottolineato la mancanza di credibilità del marito, il quale inizial-

mente aveva sottoscritto la dichiarazione di unione coniugale, salvo poi ri-

trattare tutto quando ormai il matrimonio era naufragato. A mente della ri-

corrente questo atteggiamento rappresenterebbe una sorta di vendetta do-

vuta al fatto che la stessa non ha accettato di allinearsi alle «inqualificabili 

proposte di carattere finanziario che [il marito] le aveva formulato» e con 

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l’obiettivo di farle perdere la nazionalità elvetica «nella speranza che ciò gli 

permetta di evitare di fare fronte ai suoi doveri economici» (cfr. atto ricor-

suale del 2 ottobre 2014, atto 1 dell’incarto TAF, pag. 4). 

A._______ ha inoltre contestato l’argomentazione secondo cui il fatto che 

essa disponesse sola di un monolocale a E._______ possa dimostrare la 

rottura dell’unione coniugale. Al contrario l’interessata ha sostenuto di 

avere continuato a risiedere a B._______ presso il domicilio della coppia 

fino al 24 ottobre 2009, costituendo il suddetto appartamento solamente un 

luogo di «rifugio», dunque una residenza secondaria, rimanendo il centro 

dei suoi interessi presso la dimora coniugale. 

R.  

Chiamata ad esprimersi in merito al suddetto gravame, con risposta del 

27 novembre 2014, l’autorità inferiore, riferendosi alla giurisprudenza dello 

scrivente Tribunale, ha sottolineato che – contrariamente a quanto preteso 

dalla ricorrente – è applicabile il nuovo diritto a tutti i casi per i quali il vec-

chio termine perentorio di 5 anni non è ancora scaduto al momento dell’an-

nullamento della naturalizzazione e che occorre tenere conto del tempo 

trascorso sotto il diritto previgente nel calcolo del termine assoluto di 8 anni 

previsto all’art. 41 cpv. 1bis LCit attualmente in vigore. 

In merito alla nozione di unione coniugale la SEM ha precisato che il legi-

slatore ha previsto l’istituzione della naturalizzazione agevolata per i co-

niugi stranieri di cittadini svizzeri la cui relazione si fonda sulla concezione 

del matrimonio definita dalle disposizioni del CC. Ossia un’unione contratta 

per amore in vista della costituzione di una stretta comunione di vita; vale 

a dire di tetto, di mensa e di letto, in seno alla quale i coniugi sono pronti a 

garantirsi fedeltà ed assistenza reciproca e che è vista come duratura, ov-

vero come un’unione di destini o contratta nella prospettiva di creare una 

famiglia. Al proposito, e con riferimento al caso concreto, l’autorità inferiore 

ha considerato che non è determinante sapere chi sia responsabile della 

rottura dell’unione coniugale, ma lo è la costatazione che quest’ultima non 

era più stabile, effettiva e rivolta al futuro, sia in occasione della firma della 

dichiarazione d’unità del matrimonio, sia al momento della concessione 

della cittadinanza elvetica. In questo senso la SEM ha sottolineato che le 

cause che hanno determinato il naufragio del matrimonio tra A._______ ed 

il marito sono precedenti rispetto alla naturalizzazione della ricorrente. 

Quest’ultima aveva peraltro lavorato per la società diretta da F._______ 

senza essere remunerata già prima delle dimissioni presentate nell’agosto 

del 2008; inoltre le addotte violenze psicologiche esercitate dal marito nei 

suoi confronti e che l’hanno spinta a prendere in locazione il monolocale di 

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E._______ nel novembre del 2008 sussistevano anch’esse già da prima 

della concessione della cittadinanza elvetica avvenuta il 13 agosto 2009. 

Quo alla relazione con un’altra donna, l’autorità di prime cure ha puntualiz-

zato che non è determinante la questione a sapere chi tra i coniugi abbia 

iniziato detto legame extraconiugale, quanto piuttosto il fatto che la stessa 

non rientra nella concezione di unione matrimoniale come definita dalla 

giurisprudenza. 

La SEM ha precisato che indipendentemente dalla questione a sapere se 

o in che misura A._______ continuasse anche ad alloggiare presso il do-

micilio coniugale di B._______, l’esistenza stessa durante il matrimonio del 

monolocale della ricorrente a E._______ sia in realtà un lampante indizio 

dell’instabilità dell’unione coniugale. Inoltre, omettendo di comunicare la 

presenza di tale alloggio secondario alle autorità preposte alla concessione 

della naturalizzazione, l’interessata non ha segnalato un fatto essenziale 

ai fini della concessione della cittadinanza elvetica, poiché nell’ipotesi in 

cui la SEM fosse stata a conoscenza dell’esistenza del citato apparta-

mento, la questione sarebbe stata approfondita e verosimilmente avrebbe 

condotto al rifiuto della naturalizzazione agevolata. 

A mente della SEM, visto l’insieme degli elementi testé esposti, A._______ 

non può essersi resa conto del deterioramento dell’unione coniugale sola-

mente in occasione dell’episodio del 24 ottobre 2009, quando il marito 

aveva cambiato le serrature dell’ufficio e dell’abitazione comune e l’aveva 

de facto cacciata di casa.  

In definitiva l’autorità inferiore ha sostenuto che la ricorrente non è perve-

nuta a confutare la presunzione secondo cui, dalla somma degli indizi 

emersi e dal susseguirsi logico e cronologico dei fatti, occorre considerare 

che l’unione coniugale con F._______ «non era più stabile, effettiva ed 

orientata al futuro al momento della naturalizzazione ed anche ben prima» 

(cfr. risposta al ricorso del 27 novembre 2014, atto 8 dell’incarto TAF, 

pag. 4). Ragione per cui l’annullamento della naturalizzazione agevolata 

deve essere in casu confermata. 

S.  

Con replica del 19 gennaio 2015 la ricorrente ha ribadito in sostanza che, 

sia durante la procedura di naturalizzazione, sia al momento della conces-

sione della cittadinanza elvetica, essa conviveva con il marito e formava 

con lui un’unione coniugale effettiva e stabile. A._______ ha nel contempo 

precisato che il monolocale di E._______ rappresentava semplicemente 

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una residenza secondaria, ma non costituiva in alcun modo un indizio della 

rottura dell’unione coniugale. 

T.  

L’autorità inferiore si è nuovamente espressa con la duplica del 12 feb-

braio 2015, riconfermandosi nella decisione impugnata e nella risposta al 

ricorso del 27 novembre 2014. 

U.  

L’11 marzo 2015 A._______ ha inoltrato al Tribunale uno scritto spontaneo 

nel quale ha innanzitutto invocato una violazione del diritto ad un processo 

equo ai sensi dell’art. 6 CEDU, lamentando il fatto di non essere stata sen-

tita personalmente nell’ambito del presente procedimento. La ricorrente ha 

inoltre ribadito quanto asserito in merito alla presenza dell’alloggio di 

E._______, ovvero che quest’ultimo rappresentasse inizialmente unica-

mente un «rifugio» il cui scopo era quello di permettere di superare le ine-

vitabili tensioni che la vita matrimoniale comporta, ma che essa si sia pro-

digata per fare funzionare l’unità coniugale, che ha preso fine solamente al 

momento dell’episodio avvenuto il 24 ottobre 2009. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 LTAF, giusta l'art. 31 LTAF il 

Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese 

dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. 

1.2 In particolare, le decisioni in materia di annullamento della naturalizza-

zione agevolata rese dalla SEM – la quale costituisce un'unità dell'ammini-

strazione federale come definita all'art. 33 lett. d LTAF – possono essere 

impugnate dinanzi al Tribunale che nella presente fattispecie statuisce 

quale autorità di grado inferiore al Tribunale federale (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF 

in relazione con l'art. 83 lett. b a contrario LTF). 

1.3 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura davanti 

al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF). 

1.4 A._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA) ed il suo ricorso, 

presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 

(art. 50 e 52 PA). 

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2.  

Ai sensi dell'art. 49 PA, i motivi di ricorso sono la violazione del diritto fede-

rale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, l'accerta-

mento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l'inade-

guatezza, nella misura in cui un'autorità cantonale non abbia giudicato 

come autorità di ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il diritto federale nella 

procedura ricorsuale e non è vincolato in nessun caso dai motivi del ricorso 

(art. 62 cpv. 4 PA). Rilevante è in primo luogo la situazione di fatto al mo-

mento del giudizio (DTAF 2014/1 consid. 2 e giurisprudenza ivi citata). 

3.  

3.1 Preliminarmente occorre osservare che in occasione dello scritto 

dell’11 marzo 2015 A._______ ha lamentato una presunta violazione del 

diritto ad un processo equo ai sensi dell’art. 6 CEDU, poiché nell’ambito 

del procedimento di annullamento della naturalizzazione agevolata non è 

stata sentita personalmente.  

3.2 Il Tribunale considera che nel quadro della procedura amministrativa 

non vige il diritto di esprimersi oralmente di fronte all'autorità giudicante 

prima che questa adotti la propria decisione (cfr. DTF 130 II 425 con-

sid. 2.1; 125 I 209 consid. 9b e riferimenti ivi citati); in particolare A._______ 

non può fondarsi sull'art. 6 CEDU per dedurre il proprio diritto ad essere 

sentita oralmente poiché questa disposizione non si applica a vertenze in 

materia di annullamento della naturalizzazione agevolata (cfr. decisione del 

TF 1C_476/2010 del 13 dicembre 2010 consid. 2.2 e giurisprudenza ivi 

citata). 

3.3 Per questo motivo la censura formulata dalla ricorrente in merito alla 

presunta violazione dell’art. 6 CEDU risulta infondata e come tale va de-

serta. 

4.  

4.1 Giusta l'art. 27 cpv. 1 LCit, il coniuge straniero di un cittadino svizzero 

può presentare una domanda di naturalizzazione agevolata se ha riseduto 

complessivamente cinque anni in Svizzera (lett. a), vi risiede da un anno 

(lett. b) e vive da tre anni in unione coniugale con il cittadino svizzero 

(lett. c). 

4.2 La nozione di comunione coniugale ai sensi del diritto di cittadinanza, 

in particolare ai sensi degli art. 27 cpv. 1 lett. c e 28 cpv. 1 lett. a LCit, 

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presuppone non solo l'esistenza formale di un matrimonio (ovvero di un'u-

nione coniugale ai sensi dell'art. 159 cpv. 1 CC), ma implica oltre a ciò una 

comunità di fatto tra i coniugi, rispettivamente una comunione di vita effet-

tiva, fondata sulla volontà reciproca di mantenere questa unione (cfr. DTF 

135 II 161 consid. 2 e giurisprudenza ivi citata). 

La comunione coniugale ai sensi delle suddette disposizioni presuppone 

ad ogni modo l'esistenza, al momento della decisione di naturalizzazione 

agevolata, di una volontà matrimoniale intatta e orientata verso il futuro 

(«ein auf die Zukunft gerichteter Ehewille»), in altri termini la ferma inten-

zione dei coniugi di mantenere la comunione coniugale al di là della deci-

sione di naturalizzazione agevolata. Una separazione sopraggiunta poco 

dopo l'ottenimento della naturalizzazione costituisce un indizio dell'as-

senza di questa volontà al momento dell'ottenimento della cittadinanza 

svizzera (cfr. DTF 135 II 161 consid. 2 e giurisprudenza ivi citata). 

4.3 L'unione coniugale come testé definita, inoltre, non deve esistere solo 

al momento del deposito della domanda ma deve sussistere durante tutta 

la procedura fino all'emanazione della decisione sulla naturalizzazione 

agevolata (cfr. DTF 135 II 161 consid. 2 e giurisprudenza ivi citata). 

A tale proposito occorre rilevare che il legislatore federale, creando l'istitu-

zione della naturalizzazione agevolata in favore del coniuge straniero di un 

cittadino svizzero, si riferiva ad una concezione del matrimonio come defi-

nita dalle disposizioni del CC sul diritto del matrimonio, ovvero un'unione 

contratta per amore in vista di costituire una comunione di vita stretta («di 

tetto, di tavolo e di letto»), in seno alla quale i coniugi sono pronti ad assi-

curarsi reciproca fedeltà ed assistenza, di carattere duraturo (nel senso di 

«comunione del destino») e nella prospettiva della creazione di una fami-

glia (cfr. art. 159 cpv. 2 e 3 CC; DTF 124 III 52 consid. 2a/aa e 118 II 235 

consid. 3b). 

Nonostante l'evoluzione dei costumi e delle mentalità, è unicamente questa 

concezione del matrimonio, comunemente ammessa e giudicata degna di 

protezione dal legislatore, che si rileva suscettibile di giustificare – alle con-

dizioni stabilite dagli art. 27 e 28 LCit – la concessione della naturalizza-

zione agevolata al coniuge straniero di un cittadino svizzero (cfr. DTAF 

2010/16 consid. 4.4). Facilitando la naturalizzazione del coniuge straniero 

di un cittadino elvetico, il legislatore federale intende favorire un'unità della 

nazionalità, e, parimenti, del diritto di attinenza cantonale e comunale nella 

prospettiva di una vita comune che si protragga oltre alla decisione di con-

F-5639/2014 

Pagina 12 

cessione della cittadinanza svizzera (cfr. DTF 135 II 161 consid. 2). L'isti-

tuzione della naturalizzazione agevolata si basa infatti sull'idea che il co-

niuge straniero di un cittadino elvetico (evidentemente solo alla condizione 

che egli costituisca con quest'ultimo una comunione coniugale solida) si 

adegui più rapidamente al modo di vita ed ai costumi svizzeri rispetto ad 

uno straniero che non abbia un coniuge svizzero, rimanendo, costui, sot-

toposto alle regole della naturalizzazione ordinaria (cfr. Messaggio del Con-

siglio federale del 26 agosto 1987 relativo alla modifica della legge sulla 

cittadinanza, FF 1987 III 245, pagg. 261-263, cifre 22.12 22.13, ad art. 26 

e 27 del progetto; vedi inoltre DTF 130 II 482 consid. 2 e 128 II 97 con-

sid. 3a). 

5.  

5.1 Giusta l'art. 41 cpv. 1 e cpv. 1bis LCit nel tenore in vigore dal 1° marzo 

2011, rispettivamente l'art. 41 cpv. 1 LCit previgente (RU 1952 1087), l'Uf-

ficio federale può, con il consenso dell'autorità del Cantone d'origine, an-

nullare la naturalizzazione o la reintegrazione conseguita con dichiarazioni 

false o in seguito all'occultamento di fatti essenziali (cfr. inoltre Messaggio 

del Consiglio federale del 9 agosto 1951 relativo al progetto di legge sull'ac-

quisizione e la perdita della nazionalità svizzera, FF 1951 II 665, pagg. 700-

701, ad. art. 39 del progetto). 

L'annullamento della naturalizzazione presuppone quindi che essa sia 

stata conseguita in maniera fraudolenta, vale a dire tramite un comporta-

mento sleale ed ingannevole. A questo titolo, non è necessario che si sia 

in presenza di una frode nel senso del diritto penale. È comunque neces-

sario che l'interessato abbia in modo consapevole fornito false indicazioni 

all'autorità, rispettivamente che abbia lasciato credere in maniera erronea 

all'autorità di trovarsi nella situazione prevista dall'art. 27 cpv. 1 lett. c o 28 

cpv. 1 lett. a LCit, violando in questo modo il dovere d'informazione al quale 

deve conformarsi in virtù di tale disposizione (cfr. DTF 135 II 161 consid. 2 

e giurisprudenza ivi menzionata; vedi inoltre le sentenze del TF 

1C_158/2011 del 26 agosto 2011 consid. 4.2.1; 1C_250/2011 del 21 lu-

glio 2011 consid. 3). Questo è in particolare il caso se il richiedente dichiara 

di vivere in una comunione stabile con il suo coniuge anche se intende 

separarsi una volta ottenuta la naturalizzazione facilitata; poco importa se 

il suo matrimonio si sia sviluppato fino ad allora in modo armonioso (cfr. in 

particolare le sentenze del TF 1C_646/2013 del 7 novembre 2013 con-

sid. 4.1.1; 1C_587/2013 del 29 agosto 2013 consid. 3.2.1, così come la 

giurisprudenza ivi citata). 

F-5639/2014 

Pagina 13 

5.2 Il carattere potestativo dell'art. 41 LCit conferisce un certo potere di ap-

prezzamento all'autorità chiamata a decidere. Nell'esercizio di tale libertà, 

questa deve tuttavia evitare ogni abuso. Commette un abuso del suo po-

tere di apprezzamento l'autorità che si fonda su criteri inappropriati, non 

tiene conto di circostanze pertinenti o emana una decisione inopportuna, 

contraria allo scopo della legge o al principio della proporzionalità (cfr. in 

particolare DTF 130 III 176 consid. 1.2 e 129 III 400 consid. 3.1; sentenza 

del TF 1C_155/2012 del 26 luglio 2012 consid. 2.2.1 e giurisprudenza ivi 

citata). 

La procedura amministrativa è retta dal principio del libero apprezzamento 

delle prove (cfr. art. 40 PC [RS 273], applicabile giusta il rinvio dell'art. 19 

PA). Tale principio è valido pure davanti allo scrivente Tribunale (art. 37 

LTAF). L'apprezzamento delle prove è libero nel senso che non obbedisce 

a delle regole di prove legali che prescrivono a quali condizioni l'autorità 

dovrebbe ammettere che la prova è riuscita e quale valore probatorio do-

vrebbe riconoscere ai diversi mezzi di prova gli uni in rapporto agli altri. 

Allorquando una decisione interviene – come nella fattispecie – a discapito 

dell'amministrato, l'amministrazione sopporta l'onere della prova. Se in-

tende annullare la naturalizzazione agevolata, essa deve ricercare se il co-

niuge naturalizzato ha mentito quando ha dichiarato di formare un'unione 

stabile con il consorte svizzero; siccome si tratta di un fatto psichico in re-

lazione con dei fatti rilevanti dalla sfera intima, i quali sono spesso scono-

sciuti dall'amministrazione e difficili da provare, appare legittimo che l'auto-

rità possa fondarsi su una presunzione. Pertanto, se la concatenazione ra-

pida degli avvenimenti fonda la presunzione di fatto che la naturalizzazione 

è stata ottenuta fraudolentemente, spetta allora all'amministrato, non solo 

in ragione del suo obbligo di collaborare alla determinazione dei fatti 

(art. 13 cpv. 1 PA; cfr. a questo titolo in particolare DTF 135 II 161 con-

sid. 3), ma anche del suo interesse personale, capovolgere questa presun-

zione. 

5.3 In presenza di una presunzione di fatto, la quale risulta dall'apprezza-

mento delle prove e non modifica l'onere della prova (cfr. DTF 135 II 161 

consid. 3 e i riferimenti ivi menzionati), l'amministrato non è tenuto, per ca-

povolgerla, ad apportare la prova contraria del fatto presunto, quindi a fare 

acquisire all'autorità la certezza di non avere mentito; è sufficiente che egli 

pervenga a fare ammettere l'esistenza di una possibilità ragionevole che 

non abbia mentito dichiarando di formare una comunione stabile con il suo 

coniuge. Egli può farlo rendendo verosimile, sia il sopraggiungere di un 

avvenimento eccezionale suscettibile di spiegare un rapido deterioramento 

F-5639/2014 

Pagina 14 

del legame coniugale, sia l'assenza di coscienza della gravità dei suoi pro-

blemi di coppia al momento della firma della dichiarazione comune (cfr. 

DTF 135 II 161 consid. 3; sentenza del TF 1C_587/2013 del 29 ago-

sto 2013 consid. 3.2.2). 

6.  

6.1 Preliminarmente, occorre esaminare se le condizioni formali per l'an-

nullamento della naturalizzazione agevolata previste dall'art. 41 LCit sono 

adempiute nella fattispecie. 

6.2 Giusta l'art. 41 cpv. 1bis LCit, in vigore dal 1° marzo 2011, la naturaliz-

zazione può essere annullata entro due anni dal giorno in cui l'Ufficio fede-

rale è venuto a conoscenza dell'evento giuridicamente rilevante, ma non 

oltre otto anni dall'acquisto della cittadinanza svizzera. In precedenza 

l'art. 41 cpv. 1 LCit (RU 1952 1087) prevedeva un termine unico di cinque 

anni dalla naturalizzazione. Alcuna diposizione transitoria è stata prevista 

per l'introduzione del nuovo art. 41 LCit. In virtù dei principi generali del 

diritto intertemporale il nuovo diritto si applica a tutte le situazioni che inter-

vengono posteriormente alla sua entrata in vigore. Nondimeno la giurispru-

denza ha introdotto un'eccezione per quanto concerne i termini. Infatti, se-

condo la giurisprudenza del Tribunale federale in materia di pretese di ri-

sarcimento fondate sulla LAVS (RS 831.10), le cui considerazioni possono 

essere riprese per quanto attiene i termini previsti dall'art. 41 LCit, è am-

missibile sottoporre a dei nuovi termini di prescrizione dei crediti sorti e 

divenuti esigibili sotto l'egida del vecchio diritto e che non sono prescritti o 

perenti al momento dell'entrata in vigore del nuovo diritto (cfr. DTF 134 V 

353 consid. 3.2 e riferimenti ivi citati).  

Pertanto, alle naturalizzazioni per le quali il vecchio diritto perentorio di cin-

que anni non è ancora trascorso al momento dell’entrata in vigore del 

nuovo diritto, giova applicare l'art. 41 LCit nella sua nuova versione e te-

nere conto del tempo trascorso sotto l'egida della vecchia normativa nel 

calcolo del termine assoluto di otto anni. Per quanto riguarda il termine 

relativo di due anni, non previsto nel vecchio diritto, esso comincia a de-

correre al più presto al momento dell'entrata in vigore delle nuove disposi-

zioni (cfr. sentenza del TAF C-476/2012 del 19 luglio 2012 consid. 4.4). 

6.3 Nel caso in esame è dunque applicabile il nuovo art. 41 LCit in quanto 

al momento dell’annullamento della naturalizzazione agevolata da parte 

dell’autorità inferiore il termine di otto anni non era ancora venuto a sca-

F-5639/2014 

Pagina 15 

denza. Lo scrivente Tribunale costata altresì che la SEM ha rispettato i ter-

mini previsti all'art. 41 cpv. 1bis LCit, avendo pronunciato la decisione di 

annullamento della naturalizzazione il 1° settembre 2014, ovvero osse-

quiando sia il termine assoluto di otto anni, che ha cominciato a correre al 

momento della concessione della nazionalità svizzera avvenuta il 13 ago-

sto 2009, sia il termine relativo di due anni, il quale decorre a partire da 

ogni atto istruttorio comunicato alla persona naturalizzata (art. 41 cpv. 1bis 

2a frase LCit), in casu detto atto istruttorio è avvenuto il 6 maggio 2014 

allorquando la SEM ha invitato per l’ultima volta l’interessata a prendere 

posizione. 

Inoltre essendo la decisione impugnata stata pronunciata con il consenso 

dell’autorità cantonale competente (cfr. lettera della competente autorità 

del Cantone Zurigo del 25 agosto 2014, incarto SEM […], pag. 223), le 

condizioni formali poste dall’art. 41 LCit sono adempiute. 

7.  

7.1 Resta ora da esaminare se le circostanze del caso concreto rispondono 

alle condizioni materiali dell'annullamento della naturalizzazione agevolata 

risultanti dal testo di legge, dalla volontà del legislatore e dalla giurispru-

denza sviluppata in questo ambito. 

7.2 Nella motivazione della decisione impugnata, la SEM ha rilevato come 

il susseguirsi logico e cronologico degli eventi incontestati dalle parti dimo-

strerebbe che l’unione coniugale non era più effettiva e stabile ai sensi della 

giurisprudenza al momento della naturalizzazione. L’autorità di prime cure 

ha inoltre precisato che, nonostante il susseguirsi degli eventi, su cui si 

fonda la presunzione secondo cui la naturalizzazione è stata ottenuta abu-

sivamente e contrariamente all’obbligo giurisprudenziale che ne deriva, 

l’interessata non avrebbe addotto alcun elemento atto ad invalidare detta 

presunzione. 

L’esame dei fatti pertinenti nella presente causa, così come il loro rapido 

sviluppo cronologico conducono lo scrivente Tribunale alla medesima con-

clusione. 

7.3 Dagli atti di causa di evince che la ricorrente, classe (…), ha conosciuto 

il marito, nato nel (…), nel corso dell’anno 1995. La coppia è convolata a 

nozze il 25 ottobre 1997. In data 9 luglio 2009 entrambi hanno sottoscritto 

la dichiarazione concernente l’unione coniugale ed il 13 agosto 2009, ossia 

dopo quasi 12 anni di matrimonio, la ricorrente ha ottenuto la cittadinanza 

F-5639/2014 

Pagina 16 

elvetica. Detta decisione è cresciuta in giudicato il 16 settembre 2009. Nel 

novembre successivo A._______ si è rivolta ad un avvocato con l’inten-

zione di separarsi dal marito e cercare di trovare una soluzione consen-

suale con il patrocinatore di quest’ultimo, ciò che in seguito non è avvenuto 

(cfr. domanda di adozione di provvedimenti di protezione dell’unione coniu-

gale del 9 febbraio 2010, incarto dell’autorità inferiore […], pag. 204). Que-

sto tentativo di separazione amichevole non è andato a buon fine ed in 

data 9 febbraio 2010 la ricorrente si è rivolta alla Pretura di Lugano postu-

lando l’adozione di misure di protezione dell’unione coniugale.  

In data 6 maggio 2011 F._______ ha comunicato all’autorità inferiore che 

già a partire dall’aprile 2008 la moglie aveva lasciato la dimora coniugale 

per trasferirsi dapprima in un appartamento situato ad G._______, ed in 

seguito in un’abitazione a E._______. Il marito ha altresì precisato che, 

dopo avere ottenuto la naturalizzazione, A._______ aveva chiesto il divor-

zio e che la stessa aveva anche inoltrato una domanda tendente all’otteni-

mento della cittadinanza italiana, siccome durante la permanenza in Sviz-

zera agli occhi delle autorità italiane essa aveva sempre mantenuto anche 

la residenza a J._______ (Italia). A complemento dello scritto del 6 mag-

gio 2011, in data 14 settembre 2011 F._______ ha inoltrato all’autorità in-

feriore una copia dello scritto da egli inviato alla Pretura di Lugano il 10 set-

tembre 2011, corredato da diverse fotografie, nel quale segnalava il com-

portamento aggressivo e l’esistenza di una relazione omosessuale extra-

coniugale della moglie. La SEM ha invitato il marito della ricorrente a fornire 

precisazioni in merito ai citati scritti del 6 maggio e del 14 settembre 2011. 

Il 2 dicembre 2011 F._______ ha risposto alle domande poste precisando 

in particolare che, sia al momento della firma della dichiarazione d’unione 

coniugale, sia al momento della naturalizzazione, la comunità matrimoniale 

con A._______ incontrava dei problemi e non poteva essere definita sta-

bile. 

L’interessata, invitata dalla SEM ad esprimersi, ha preso posizione il 

27 aprile 2012, smentendo quanto asserito dal marito e precisando che, 

sia durante la procedura, sia al momento della concessione della cittadi-

nanza elvetica, essa adempiva a tutte le condizioni poste dalla LCit ed è 

unicamente nei mesi successivi che il matrimonio è naufragato. A._______ 

si è nuovamente espressa in merito alla procedura di annullamento della 

naturalizzazione agevolata l’11 luglio 2012 confermando quanto preceden-

temente asserito e considerando le allegazioni del marito come un’ingiusti-

ficata reazione alle legittime pretese da lei avanzate per quanto concerne 

la liquidazione regime matrimoniale ed in ambito professionale. La ricor-

rente ha altresì allegato le dichiarazioni del suo medico e del proprietario 

F-5639/2014 

Pagina 17 

dell’appartamento coniugale di B._______, i quali hanno confermato l’ef-

fettività e la stabilità dell’unione coniugale. In complemento a quanto già 

esposto, il 6 agosto 2012 A._______ ha ribadito che quanto affermato dal 

marito non corrisponde alla verità ed ha insistito in merito alla scarsa cre-

dibilità di quest’ultimo, il quale non ha dichiarato al fisco il fatto di possedere 

degli appartamenti in Spagna. Il 7 settembre 2012 la ricorrente ha prodotto 

un estratto del casellario giudiziale e una copia del contratto di locazione 

relativo all’appartamento da essa occupato a E._______. Detta locazione 

è iniziata il 1° novembre 2009 e A._______ ha precisato che tra i mesi di 

luglio e novembre 2009 essa è stata ospite di un’amica. Agendo per il tra-

mite del nuovo patrocinatore, il 1° luglio 2014 l’interessata ha risposto ad 

una serie di quesiti posti dall’autorità inferiore, dichiarando in particolare 

che l’unione coniugale è stata reale ed effettiva fino al 24 ottobre 2009, 

giorno in cui il marito ha sostituito le serrature dell’appartamento coniugale 

e del posto di lavoro, cacciando de facto di casa la ricorrente. A proposito 

dell’alloggio di E._______ A._______ ha inoltre precisato di averlo occu-

pato a partire dal novembre 2008, ma esso fino al novembre 2009 costi-

tuiva unicamente una residenza secondaria in cui rifugiarsi quando vi erano 

problemi con il marito; l’interessata ha inoltre smentito quanto asserito dalla 

precedente patrocinatrice in data 7 settembre 2012, ossia che tra il luglio 

ed il novembre 2009 essa è stata ospite di un’amica. 

7.4 Il Tribunale ritiene che questi elementi e lo sviluppo cronologico parti-

colarmente rapido degli avvenimenti sono propri a fondare la presunzione 

di fatto che, conformemente alla giurisprudenza (cfr. consid. 5.2 supra), 

l’unione coniugale della ricorrente e F._______ non fosse stabile ed orien-

tata al futuro, né al momento della firma della dichiarazione comune, né a 

quello dell’ottenimento della naturalizzazione agevolata. Dagli atti di causa 

emerge infatti come A._______ avesse già a disposizione un alloggio indi-

pendente rispetto al domicilio comune della coppia già prima dell’otteni-

mento della naturalizzazione. Sebbene le dichiarazioni delle parti non 

siano univoche in merito alla data precisa dell’inizio della locazione del mo-

nolocale di E._______, emerge che, per stessa ammissione della ricor-

rente, essa ne ha preso possesso al più tardi nel novembre 2008 (cfr. os-

servazioni del 1° luglio 2014, incarto SEM […], pag. 139). Oltre a ciò risulta 

che i problemi coniugali della coppia sono emersi ben prima dell’otteni-

mento della cittadinanza elvetica da parte della ricorrente, in quanto 

quest’ultima ha ammesso che dopo alcuni anni l’unione coniugale ha co-

minciato a presentare delle difficoltà «sia in ragione della personalità del 

marito, sia per ragioni inerenti al rapporto di lavoro di A._______ in seno 

alla società immobiliare», ciò che ha portato alle sue dimissioni nell’agosto 

del 2008, salvo poi continuare l’attività a fianco del marito senza essere 

F-5639/2014 

Pagina 18 

remunerata (cfr. osservazioni del 1° luglio 2014, incarto SEM […], 

pag. 143). 

A mente del Tribunale i problemi relazionali tra la ricorrente ed il marito sorti 

in ambito lavorativo – sembra infatti che da anni F._______ si rifiutasse di 

sottoscrivere un contratto di lavoro in favore della moglie – e che hanno 

comportato alle testé citate dimissioni, come pure il fatto che A._______ 

abbia locato un appartamento nel quale trovare un rifugio dalle tensioni con 

il marito già nel novembre 2008, dimostrano che il matrimonio presentasse 

delle difficoltà importanti, tali da comprometterne l’unità e l’effettività. Oc-

corre segnalare che anche in ambito extraprofessionale la relazione di cop-

pia non corrispondesse alle esigenze giurisprudenziali in merito all’unità e 

all’effettività dell’unione coniugale (cfr. consid. 4.3 supra). Dagli atti all’in-

serto è emerso infatti che la coppia intrattenesse rapporti intimi con un’altra 

donna. Questa circostanza – indipendentemente dalla questione a sapere 

chi tra A._______ ed il marito abbia iniziato detta relazione – rappresenta 

un ulteriore elemento in base al quale è giustificato ritenere che l’unione 

coniugale non fosse più stabile ed effettivamente vissuta. Con riferimento 

al susseguirsi cronologico degli avvenimenti è significativo che l’interessata 

abbia deciso di fare ufficialmente del monolocale sito a E._______ la pro-

pria residenza principale nel novembre 2009, vale a dire poche settimane 

dopo avere ottenuto la naturalizzazione agevolata. In definitiva il Tribunale 

considera che sia durante la procedura in vista dell’ottenimento della natu-

ralizzazione agevolata, sia al momento in cui la cittadinanza elvetica è ef-

fettivamente stata concessa, la ricorrente ed il marito non vivevano più 

un’unità coniugale stabile ed orientata al futuro. 

8.  

8.1 Stando così le cose e conformemente alla succitata giurisprudenza (cfr. 

consid. 5.3 supra), spetta alla ricorrente capovolgere la presunzione di fatto 

sopra indicata, rendendo verosimili, sia il sopraggiungere di un avveni-

mento straordinario atto a spiegare il rapido degradarsi del legame coniu-

gale, sia l’assenza di coscienza della gravità dei problemi di coppia al mo-

mento della firma della dichiarazione comune del 9 luglio 2009. 

8.2 A._______ ha indicato che la rottura del legame coniugale è avvenuta 

a seguito degli avvenimenti di sabato 24 ottobre 2009, allorquando 

F._______ ha sostituito le serrature dell’abitazione di B._______ e della 

società immobiliare di E._______ di cui era amministratore e nella quale 

era attiva anche la ricorrente. Questa circostanza ha sancito a mente 

dell’interessata la separazione dei coniugi. A._______ ha tuttavia ribadito 

F-5639/2014 

Pagina 19 

che prima di questo episodio l’unione coniugale fosse reale ed effettiva-

mente vissuta, sebbene, come qualsiasi coppia, essa ed il marito incon-

trassero dei problemi. 

8.3 Il Tribunale non può condividere questa tesi. Come precedentemente 

rilevato (cfr. consid. 7.4 supra) dagli atti emerge chiaramente che il matri-

monio tra A._______ ed il marito presentasse importanti difficoltà. In parti-

colare il fatto che la ricorrente disponesse già a partire dal 2008 di un mo-

nolocale indipendente dall’abitazione coniugale nel quale rifugiarsi dal ma-

rito, nonché l’evidenza di importanti conflitti professionali, non possono non 

indurre a pensare che gli avvenimenti del 24 ottobre 2009 non rappresen-

tassero in realtà un evento eccezionale ed improvviso suscettibile di spie-

gare il rapido deterioramento dell’unione coniugale, ma al contrario costi-

tuissero l’apice di una situazione matrimoniale difficile e conflittuale che 

perdurava ormai da anni. In conclusione occorre considerare che l’interes-

sata ed il marito al momento della naturalizzazione agevolata non formas-

sero più un’unione effettiva e stabile come richiesto dalla legge e definito 

dalla giurisprudenza. A._______ non è stata in grado di capovolgere la 

suddetta presunzione rendendo verosimile il realizzarsi di un avvenimento 

straordinario proprio a spiegare la rapida rottura dell’unione coniugale, di 

modo che lo scrivente Tribunale ritiene di dovere attenersi alla presunzione 

di fatto basata essenzialmente sugli avvenimenti suesposti (cfr. consid. 7.3 

e 7.4 supra) secondo cui l’interessata ha ottenuto la naturalizzazione age-

volata in maniera fraudolenta. 

9.  

A titolo abbondanziale, giova rilevare come il fatto che, come da essa so-

stenuto (cfr. scritto dell’11 marzo 2015, atto 14 dell’incarto TAF, pag. 6), la 

ricorrente adempirebbe ai requisiti per la concessione della naturalizza-

zione ordinaria è senza pertinenza per determinare se si è in presenza di 

un ottenimento fraudolento della naturalizzazione agevolata ai sensi 

dell’art. 27 LCit e non ostacola quindi in alcun modo l’annullamento della 

stessa giusta l’art. 41 LCit (cfr. le sentenze del TF 1C_651/2012 del 5 ago-

sto 2013 consid. 4.3 e 5A.18/2003 del 19 novembre 2003 consid. 2.3.2). 

10.  

Ne discende che la SEM con la decisione del 1° settembre 2014 non ha 

violato il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l’au-

torità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti 

giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (cfr. art. 49 

PA). Per questi motivi il ricorso va respinto. 

F-5639/2014 

Pagina 20 

11.  

Le spese giudiziarie di fr. 1'200.– che seguono la soccombenza sono poste 

a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del rego-

lamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

11.1  

Visto l’esito della procedura, non sono assegnate spese ripetibili. 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pagina 21 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale  
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di fr. 1'200.– sono poste a carico della ricorrente e 

sono prelevate sull’anticipo dello stesso importo versato in data 20 otto-

bre 2014. 

3.  

Non sono assegnate spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (n. di rif. […], incarto di ritorno; allegato: scritto della 

ricorrente dell’11 marzo 2015) 

– Sezione della popolazione, Bellinzona, per informazione 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Reto Peterhans 

 

 

 

 

 

F-5639/2014 

Pagina 22 

 
Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli 

atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

Data di spedizione: