# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2d0f00ba-5b3b-511f-9f79-b34b86a35781
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-09-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 23.09.2008 52.2008.182
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2008-182_2008-09-23.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2008.182

   

  	
  Lugano

  23 settembre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Raffaello
  Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 15 maggio 2008 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinato da: PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 30 aprile 2008 del Consiglio di Stato
  (n. 2282) che annulla la licenza edilizia 21 giugno 2007 rilasciatagli dal CO
  2 per la costruzione di uno stabilimento industriale (part. __________);

  

 

 

viste le risposte:

-    27 maggio 2008 del
Consiglio di Stato;

-    28 maggio 2008 del CO 2;

-    17 giugno 2008 della CO
1;

 

preso atto della replica 7 agosto 2008 e
delle dupliche:

-    2 settembre 2008 del
Consiglio di Stato;

-    26 agosto 2008 della CO
1;

-    17 agosto 2008 del CO 2;

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a. Il 22
novembre 2006 il ricorrente RI 1 ha chiesto al municipio di __________ il
permesso di costruire un capannone ad uso industriale in località __________,
nella zona industriale (I) del piano regolatore. Lo stabilimento è costituito
da un immobile alto m 12.50, con pianta a forma di triangolo rettangolo, di m
75.00 x 69.00. La relazione tecnica indica che lo stabilimento è destinato alla
fabbricazione di macchinari mediante l'assemblaggio di pezzi meccanici forniti
da terzi. L'attività non comporterebbe né l'immissione di inquinanti nell'aria
o nell'acqua, né l'emissione di fumi. Il numero di addetti dovrebbe aggirarsi
attorno alle 20 unità. L'accesso all'edificio è dato attraverso una strada di
servizio, prevista dal piano regolatore, ma non ancora realizzata, che attualmente
si presenta sotto forma di semplice pista sterrata. 

 

b. Alla domanda si è opposta CO 1 (__________),
proprietaria del deposito di carburanti situato sul fondo confinante, sostenendo
fra l'altro che il fondo del ricorrente non sarebbe adeguatamente urbanizzato. 

Il 14 giugno 2007 i servizi generali del
Dipartimento del territorio hanno preavvisato favorevolmente il rilascio della
licenza, subordinandola ad una serie di condizioni, fra cui quella di chiedere
un ulteriore permesso per le attività che vi si fossero insediate. 

Il 21 giugno 2007 il municipio di __________
ha rilasciato la licenza richiesta, vincolandola alla realizzazione della
strada e degli allacciamenti alle condotte dell'acqua e del gas ed alle canalizzazioni.

 

 

                                  B.   Con
giudizio 30 aprile 2008 il Consiglio di Stato ha annullato la licenza,
accogliendo il ricorso contro di essa inoltrato dall'__________. 

Dopo aver rilevato che la domanda di
costruzione non indicava con la necessaria precisione la destinazione dello
stabilimento, il Governo ha in sostanza ritenuto che il fondo non fosse
sufficientemente urbanizzato, in particolare perché privo degli allacciamenti e
non ancora dotato di accesso sufficiente. 

 

                                  C.   Contro il
predetto giudizio il soccombente si aggrava davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendo il ripristino della licenza annullata. 

Secondo l'insorgente, le indicazioni fornite
dalla domanda di costruzione circa la destinazione dello stabilimento sarebbero
sufficienti. L'urbanizzazione del fondo sarebbe inoltre assicurata dalla
clausola che subordina la licenza alla realizzazione della strada. 

 

 

                                  D.   All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni. 

Ad identica conclusione perviene l'__________,
contestando succintamente le tesi dell'insorgente con argomenti che per quanto
necessario saranno discussi nei seguenti considerandi. 

Il municipio ritiene di essersi attenuto
alla legge. Rende noto di aver licenziato il messaggio chiedente al consiglio
comunale di stanziare il credito necessario per la costruzione dei lotti III e IV
della strada d'urbanizzazione. 

 

 

                                  E.   Con la
replica, il ricorrente rileva fra l'altro che nel frattempo il municipio con messaggio
n. 20/2008 ha chiesto al consiglio comunale di stanziare un credito di fr.
6'850'000.- per la costruzione della strada camionale nella zona industriale -
comparto est (lotti III e IV). 

Il Consiglio di Stato ed il municipio non
hanno presentato osservazioni di duplica. L'opponente si è limitata a
contestare succintamente le ulteriori tesi dell'insorgente. 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 cpv. 1 della
legge edilizia cantonale del 13 marzo 1991 (LE; RL 7.1.2.1). La legittimazione
attiva dell'insorgente, beneficiario della licenza annullata, è certa (art. 21 cpv.
2 LE). Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine. 

 

1.2. L'impugnativa può essere evasa sulla
base degli atti (art. 18 legge di procedura sulle cause amministrative del 19
aprile 1966 (LPamm; RL 3.3.1.1). Le prove sollecitate dall'insorgente (testi,
sopralluogo, perizie) non appaiono atte a procurare a questo Tribunale la conoscenza
di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio. 

 

 

                                   2.   Destinazione
d'uso

 

2.1. Giusta l'art. 4 LE, la domanda di
costruzione deve essere corredata dalla documentazione necessaria. Essa deve in
particolare contenere le indicazioni prescritte dall'art. 9 del regolamento di
applicazione della legge edilizia del 9 dicembre 1992 (RLE; RL 7.1.2.1.1). I
progetti devono inoltre fornire tutte le indicazioni atte a rendere chiaramente
comprensibili la natura e l'estensione delle opere previste (art. 11 cpv. 1
RLE). Lo scopo di queste prescrizioni è essenzialmente quello di permettere
all'autorità preposta all'esame della domanda e ai vicini di procedere ad una verifica
completa ed approfondita della conformità dell'opera prevista con le norme di
diritto pubblico concretamente applicabili, evitando in tal modo successive
contestazioni sui limiti dell'autorizzazione concessa (cfr. RDAT I-1995 n. 19).
In quest'ottica, l’autorità può semmai chiedere ulteriori informazioni o
completamenti ed anche l’allestimento di studi speciali (art. 11 cpv. 3 RLE).

 

2.2. La domanda di costruzione deve in
particolare indicare l'esatta destinazione dell'edificio o dell'impianto (art.
9 lett. c RLE). Soltanto attraverso l'esatta indicazione dell'utilizzazione
prevista è infatti possibile stabilire preventivamente se l'opera edilizia è
conforme alla funzione assegnata alla zona di utilizzazione (art. 22 cpv. 2
lett. a della legge federale del 22 giugno 1979 sulla pianificazione del
territorio, LPT; RS 700), rispettivamente se rispetta le prescrizioni della
legislazione ambientale e dei piani regolatori. In quest'ordine di idee, il
Tribunale cantonale amministrativo ha pertanto ritenuto insufficiente la
semplice indicazione "industriale/commerciale", figurante sulla
domanda di costruzione a titolo di destinazione prevista, perché non permette
all'autorità di determinarsi in merito alle ripercussioni ingenerate dall'attività
prevista sull'ambiente circostante (RDAT 1989 n. 57 pag. 150; STA 52.2002.213
del 26 giugno 2002, consid. 4.1.; Adelio Scolari, Commentario, II. ed. Cadenazzo
1996, ad art. 4 LE n. 732). 

 

2.3. Nel caso concreto, la relazione tecnica
allegata alla domanda di costruzione indica che nello stabilimento in
questione si prevede l'insediamento di un'attività di assemblaggio di pezzi
meccanici. Partendo da pezzi forniti da terzi la ditta procederà alla
fabbricazione di macchinari per industrie. L'attività consiste essenzialmente nella
ricezione di pezzi già lavorati e nel conseguente assemblaggio per ottenere
macchinari. Non vi è al momento un layout dettagliato del posizionamento
interno dei vari macchinari. 

I macchinari non prevedono l'immissione
di inquinanti nell'aria o nell'acqua. Al momento non si prevedono quindi camini
di evacuazione fumi e neppure la produzione ed allentamento di acqua
industriale. 

In grandi linee la superficie sarà
suddivisa in:

-    
zona deposito del materiale in entrata (pezzi
metallici già pronti all'uso)

-    
zona lavorazione/assemblaggio pezzi meccanici

-    
zona prodotti finiti e spedizione

-    
zona di servizio (spogliatoi, servizi
igienici, mensa)

-    
zona tecnica (centrale termica, centrale
elettrica)

-    
zona amministrativa (uffici) 

Il numero totale di addetti presenti
dovrebbe aggirarsi attorno alle 20 unità. 

 

Ora, queste indicazioni non possono essere
considerate insufficienti ai fini dell'individuazione della destinazione che
l'insorgente intende conferire al controverso stabilimento. Esse consentono di
esperire senza particolari difficoltà l'esame di conformità richiesto dall'art.
22 cpv. 2 lett. a LPT per rapporto alle destinazioni ammesse dall'art. 18 NAPR.
Le ulteriori informazioni fornite dalla relazione tecnica consentono altresì di
pronunciarsi con sufficiente cognizione di causa sulle ripercussioni ambientali
ingenerate dall'opera. È ben vero che non permettono ancora di determinare con
precisione il tipo di macchinari che verrebbero assemblati nello stabilimento.
La condizione prevista dal preavviso dei servizi generali del Dipartimento del
territorio, che subordina la licenza al conseguimento di un ulteriore permesso
specifico per le attività che verranno effettivamente insediate nell'edificio
costituisce nondimeno un'adeguata garanzia di rispetto delle prescrizioni del
diritto materiale concretamente applicabili. 

Da questo punto di vista, il giudizio
governativo impugnato non può essere confermato. 

 

 

                                   3.   Urbanizzazione
(accesso)

 

3.1. L'autorizzazione a costruire può essere
rilasciata solo se il fondo è urbanizzato (art. 22 cpv. 2 lett. b LPT). Un
fondo è urbanizzato solo se dispone, fra l’altro, di un accesso sufficiente ai
fini della prevista utilizzazione (art. 19 cpv. 1 LPT). 

L'esigenza di un accesso sufficiente si
riallaccia a considerazioni di polizia del traffico, sanitaria e del fuoco.
L'accesso deve essere tale da non compromettere la sicurezza della circolazione
stradale e la fluidità del traffico. Deve inoltre garantire ai mezzi di
soccorso la possibilità di accedere liberamente al fondo. Il requisito è soddisfatto
quando l'accesso è assicurato di fatto e di diritto. Se non esiste già al momento
del rilascio della licenza edilizia, deve essere almeno certo che l'accesso sia
concretamente realizzato al momento in cui vengono portati a compimento i lavori
di costruzione dell'edificio o dell'impianto che ne viene servito (RDAT II-1994
n. 42; Scolari, op. cit., n. 569
seg. ad art. 77 LALPT ; André Jomini,
Commentaire de la LAT, n 18 seg. ad art. 19; Bernhard
Waldmann/Peter Hänni, Raumplanungsgesetz; Friborgo 2006, n. 22 ad art.
19). 

 

3.2. Nel caso concreto, il fondo del ricorrente
è attualmente privo di una strada di accesso commisurata alle effettive
esigenze dello stabilimento. Nemmeno il ricorrente pretende che l'attuale pista
sterrata risponda alle sue effettive necessità. 

Il piano regolatore prevede di urbanizzare i
lotti III e IV, nei quali è frazionata la zona industriale, mediante la
costruzione di una strada camionale, destinata a collegare questi comparti alla
rete viaria. La resistente non contesta che con la realizzazione di questa
strada il fondo risulterà sufficientemente urbanizzato. 

Controversa, in definitiva, è unicamente la
condizione posta dal municipio assoggettando la licenza alla realizzazione
delle opere di urbanizzazione della zona (strada e allacciamenti). 

La strada, attualmente, è soltanto prevista
dal piano regolatore. La progettazione esecutiva non è ancora stata avviata. Il
municipio ha sinora soltanto chiesto al consiglio comunale di stanziare il
credito necessario. In mancanza delle determinazioni che il legislativo
comunale deve ancora adottare, della progettazione esecutiva e delle ulteriori
decisioni (p. es.: concorsi ed appalti delle opere), che il municipio deve
ancora prendere per dare avvio ai lavori, la realizzazione dell'opera non appare
dunque ancora sufficientemente certa. Il semplice impegno ad urbanizzare la
zona, assunto dal comune nel quadro del programma di attuazione del piano regolatore,
non basta. 

In tali circostanze, non appare lecito
eludere il precetto sancito dall'art. 22 cpv. 2 lett. a LPT, subordinando il
rilascio della licenza alla condizione che la strada e le altre opere di
urbanizzazione della zona vengano effettivamente realizzate. Anche se la
clausola in contestazione fosse da intendere alla stregua di una sospensione
non già del rilascio della licenza, come risulta dal suo tenore letterale, bensì
della sua esecutività, la riserva determina in effetti una situazione
d'incertezza inammissibile, in quanto atta a protrarsi oltre il termine di
validità biennale del provvedimento. 

Da questo profilo, il giudizio impugnato merita
dunque piena conferma. 

 

 

                                   4.   Vincoli
ingenerati dal deposito di carburanti

 

Dato che il ricorso non può comunque essere
accolto, le questioni sollevate dalla resistente con riferimento al suo
deposito di carburanti possono rimanere indecise. Al riguardo si può comunque
rilevare che né le direttive della Carbura, né l'ordinanza del 27 febbraio 1991
sulla prevenzione degli incidenti rilevanti (OPIR; RS 814.012) istituiscono
vincoli a carico dei fondi circostanti gli impianti di deposito di carburanti. Per
principio, l'obbligo di adottare le misure necessarie per metterli in sicurezza
incombe in effetti ai proprietari degli impianti stessi. 

 

                                   5.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va dunque respinto. 

La tassa di giustizia e le ripetibili sono
poste a carico del ricorrente secondo soccombenza. 

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 4, 21 LE; 19, 22 LPT; 3, 18, 28, 31,
60, 61 LPamm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

 

                                   2.   La tassa
di giustizia di fr. 1'000.- è a carico del ricorrente, che rifonderà fr.
1'000.- alla resistente a titolo di ripetibili. 

 

 

 

                                   3.   Contro
la presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al
Tribunale federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua
notificazione (art. 82 segg. LTF). Qualora non sia proponibile il ricorso in
materia di diritto pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale (art. 113 segg.
LTF).

 

 

	
   

                                     4.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  ;

   

  ;

   

   

  ;

  .

  	 

	
   

  	
   

  
				

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario