# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 24a00abf-c156-546d-aea3-eea30b10f48c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-07-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 07.07.2009 11.2009.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2009-5_2009-07-07.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2009.5

  	
  Lugano,

  7 luglio 2009/sc

   

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretaria:

  	
  Chietti Soldati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa DI.2005.79
(protezione dell'unione coniugale), nella causa OA.2005.55 (divorzio su
richiesta unilaterale) e nella causa OA.2007.76 (divorzio su richiesta
unilaterale) della Pretura della giurisdizione di Mendrisio Sud promosse con istanza
del 6 aprile 2005, con
petizione del 13 maggio 2005 e con petizione del 7 settembre 2007 da

 

	
   

  	
   CO 1  

  (patrocinata dall'  PA 2 )

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  avv. dott.  IS 1  (I),

  

 

                                         nelle
quali le figlie PI 2 (1992) e PI 1 (1999) sono rappresentate dalla curatrice
avv. PA 1, ,

 

come pure nella causa DI.2006.80 (azione di mantenimento) della
medesima Pretura promossa con istanza del 23 maggio 2006 da

 

                                         F__________, 

                                         (patrocinata dallo stesso   PA
2, )

 

                                         contro il
convenuto,

 

giudicando
ora sulla domanda di ricusazione introdotta dal
convenuto il 18 dicembre 2008 nei confronti del Pretore in tutte e quattro le
cause;

esaminati
gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta la
domanda di ricusazione;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   IS 1 (1954) e CO 1 (1963) si sono sposati a __________ il 3 ottobre
1986. Dal matrimonio sono nate F__________il 28 marzo 1987), PI 2 (il 25 giugno
1992) e PI 1 (il 5 ottobre 1999). Il marito lavorava come immobiliarista e la
moglie era casalinga. Le figlie frequentavano scuole private in Italia, in
particolare a __________. Nell'ottobre del 2002 la famiglia, che è sempre vissuta
nel Sottoceneri, si è stabilita a __________. IS 1 si è laureato in
giurisprudenza nel 2003 all'Università di Napoli e nel 2005 ha conseguito la
patente di avvocato, rilasciatagli dalla locale Corte di appello. Iscritto
all'Ordine degli avvocati di __________, egli esercita a __________ come indipendente.

 

                                  B.   Il
14 marzo 2005 IS 1 ha registrato la famiglia all'Ufficio dell'anagrafe di __________
e il 31 marzo successivo ha notificato al Comune di __________ l'avvenuta partenza
dalla Svizzera il 31 dicembre 2004. Se non che, quello stesso 14 marzo 2005 CO
1 ha comunicato al Comune di __________ di non volersi trasferire all'estero e ha
continuato ad abitare a __________, mentre le figlie hanno vissuto con il padre a __________. Il
6 aprile 2005 CO 1 ha avviato una procedura a
protezione dell'unione coniugale davanti al Pretore della giurisdizione di
Mendrisio Sud, che con decreto cautelare del 7 aprile 2005 ha affidato le
figlie alla madre (inc. DI.2005.79). Il 15 aprile 2005 IS 1 ha adito il Tribunale
Ordinario di Como, postulando la separazione giudiziale e rivendicando egli
medesimo l'affidamento delle figlie.

 

                                  C.   Il 13 maggio 2005 AP 1 ha introdotto un'azione unilaterale di divorzio
fondata sull'art. 115 CC davanti al Pretore della giurisdizione di Mendrisio
Sud, postulando l'affidamento delle figlie minori,
riservato il diritto di visita del padre (inc. OA.2005.55). Con risposta
del 23 novembre 2005 IS 1 ha postulato il rigetto della petizione, contestan­do
la competenza (per materia e per territorio) del giudice adito e facendo valere
la litispendenza dell'azione di separazione da lui presentata davanti al
Tribunale Ordinario di Como. Al­l'udienza preliminare del 23 marzo 2006,
limitata all'esame dei presupposti e delle eccezioni processuali, le parti hanno confermato i loro punto di vista. Nel
corso di un'udienza cautelare del 5 dicembre 2005 il Pretore ha poi
“ratificato” un accordo sul
diritto di visita materno raggiunto dalle parti il 1° dicembre 2005 davanti al
Giudice istruttore del Tribunale di Como. Con ordinanza del 10 aprile 2006 il Tribunale
Ordinario di Como ha sospeso la causa di separazione “fino alla definizione del giudizio instaurato da CO 1 dinanzi al Pretore di Mendrisio ai sensi degli art. 172 ss del
Codice civile svizzero”.

 

                                  D.   Adito da CO 1, con decreto cautelare del 3 maggio 2006 il Pretore ha
ordinato a IS 1 – sotto comminatoria dell'art. 292 CP – di consegnare le due figlie
minorenni alla madre e con decreto cautelare del 9 maggio 2006 ha regolato
la cadenza degli incontri. Il 28 maggio 2007 IS 1 ha ricusato 

                                         il Pretore. Con decreto cautelare del 13 agosto 2007 il Segretario
assessore ha poi modificato, in luogo e vece del Pretore, la disciplina del diritto
di visita. Il 7 settembre 2007 AP 1 ha introdotto una seconda azione di
divorzio unilaterale, questa volta sulla base dell'art. 114 CC (inc.
OA.2007.76). Nella sua risposta del 7 dicembre 2007 AO
1 ha proposto di respingere la petizione. L'udienza preliminare in tale causa non consta essere stata
indetta.

 

                                  E.   Nel
frattempo, il 23 maggio 2006, F__________ ha promosso contro il padre un'azione
di mantenimento, chiedendo un contributo alimentare di fr. 2232.20 mensili retroattivamente
dal 1° ottobre 2005 senza limiti di tempo (inc. DI.2006.80). Con decreto
cautelare del 26 maggio 2008 il Pretore ha condannato  

                                         IS 1 a versare alla figlia (maggiorenne) un contributo alimentare di fr.
1800.– mensili retroattivamente dal 1° maggio 2006. Al­l'udienza del 6 luglio
2006 il convenuto ha sollevato eccezione di litispendenza e di cosa giudicata.
L'istruzione della causa, cominciata il 18 dicembre 2008, è tuttora in corso.

 

                                  F.   Con
decreto cautelare del 4 ottobre 2007 il Segretario assessore ha confermato
l'assetto provvisionale stabilito nell'ambito della seconda causa di divorzio,
invitando l'autorità tutoria a designare un curatore di rappresentanza (art.
146 CC) a PI 2 e PI 1. Un appello presentato da AO 1 il
18 ottobre 2007 contro tale decreto è stato dichiarato irricevibile da questa
Camera con sentenza del 3 dicem­bre 2007 (inc. 11.2007.172). In esecuzione della decisione pretorile, il 7 dicembre 2007 la Commissione
tutoria regionale 1 ha designato come curatore processuale delle due figlie
l'avv.PI 1. AO 1 è insorto contro tale designazione prima all'Autorità di
vigilanza sulle tutele, che ha respinto il ricorso con decisione del 27 marzo
2007, e poi a questa Camera, che ha respinto l'appello con sentenza del 26 maggio
2008 (inc. 11.2008.40).

 

                                  G.   L'assetto
provvisionale delle visite alle figlie minorenni è stato oggetto di un
ulteriore decreto cautelare del 12 febbraio 2008, sempre emesso nell'ambito
della prima causa di divorzio, con cui il Segretario assessore ha omologato un
accordo raggiunto dai coniugi. Statuendo con sentenza del 21 aprile 2008,
questa Camera ha poi respinto
l'istanza di ricusazione presentata da IS 1 nei confronti
del Pretore (inc. 11.2007.92). Finalmente, con decreto del 28 luglio 2008, il
Pretore ha respinto l'eccezione di incompetenza sollevata il 23 marzo 2006 da IS 1 al­l'udienza preliminare della prima causa di divorzio (sopra, lett. C).
Statuendo con decreto cautelare del 9 ottobre 2008, egli ha poi esteso il diritto
di visita alla figlia PI 1, equiparandone la durata al diritto visita in favore
di PI 2. Un appello inoltrato da CO 1 contro tale decreto è stato respinto da
questa Camera con sentenza del 19 maggio 2009 (inc. 11.2008.143).

 

                                  H.   In
pendenza di appello, il 18 dicembre 2008, IS 1 ha presentato una seconda
istanza di ricusazione nei riguardi del Pretore relativamente a tutte e quattro
le cause intentate contro di 

                                         lui
(DI.2005.79: protezione dell'unione coniugale, OA.2005.55: prima azione di divorzio,
DI.2006.80: azione di mantenimento, OA.2007.76: seconda azione di divorzio). Nelle
sue osservazioni del 23 dicembre 2008 CO 1 ha proposto di respingere l'istanza.
La curatrice delle figlie PI 2 e PI 1 ha inviato una lettera del 31 dicembre
2008 in cui rivendica la legittimità del proprio operato. Il Pretore ha scritto
il 7 gennaio 2009 di rimettersi al giudizio della Camera, ma di non ravvisare
alcun motivo di astensione nei propri confronti. Le parti, F__________ e la
curatrice delle figlie sono state convocate il 10 marzo 2009 al­l'udienza del
22 aprile 2009 per il contraddittorio. In tale occasione la curatrice delle figlie
è rimasta assente giustificata, mentre IS 1 ha confermato la propria istanza. CO
1 ha postulato una volta ancora la reiezione della domanda. Identica
conclusione ha formulato F__________.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   La domanda di ricusazione si fonda, come
la precedente, sull'art. 27 lett. b CPC. Non soccorre ripetere dunque in che
consistano le “gravi ragioni” cui si riferisce la norma, già illustrate
nella sentenza del 21 aprile 2008 (consid. 5). Giovi rilevare invece che nella
sentenza appena citata questa Camera aveva già valutato l'operato del Pretore
fino al momento della domanda di ricusa (tra il momento della ricusa e
l'emanazione del giudizio il Pretore è stato sostituito dal Segretario
assessore), giungendo alla conclusione ch'esso denotava per certi versi
un'incerta gestione processuale e un ritardo inspiegabile nel giudizio sulla
competenza, ma non una condotta unilaterale né comportamenti faziosi. Quanto al
fatto che il ricusante si fosse visto dar torto a più riprese in sede cautelare,
ciò non bastava a dimostrare che il primo giudice agisse per partito preso o fosse
caduto in errori particolarmente grossolani e ripetuti, suscettibili di configurare
violazioni gravi dei doveri di funzione. Ingiustificato appariva se mai
l'accanimento del ricusante nei confronti del Pretore, da lui denunciato per
diffamazione e calunnia con un esposto archiviato dal Procuratore pubblico nel
lasso di nove giorni. Che poi il ricusante interpretasse dal profilo soggettivo
come errate o discriminanti decisioni cautelari a lui sfavorevoli ancora non
bastava per dimostrare prevenzione o ostilità del Pretore. Cause di stato litigiose
e combattute acuiscono aggressività personali e lacerazioni familiari, ma di
ciò non può essere reso respon­sabile un giudice che si trova ad assolvere il
proprio dovere fra dispute e schermaglie processuali (sentenza del 21 aprile
2008, consid. 7 a 11).

 

                                   2.   Nelle
circostanze descritte la questione è di sapere se comporta­menti del Pretore
successivi al momento in cui questa Camera ha statuito sulla prima domanda di ricusazione
inducano a mettere in dubbio l'equanimità del giudice, connotando un operato passibile
di ledere in qualche modo gli interessi di IS 1. Nella domanda in esame quest'ultimo
riprende a evocare fatti e doglianze che risalgono al giugno del 2006, come se
la sentenza del 21 aprile 2008 non esistesse e questa Camera potesse riesaminare
ex novo l'operato del Pretore. Dimentica tuttavia che per quanto attiene
alla condotta processuale del Pretore fino al 28 maggio 2007 la sentenza di
questa Camera ha acquisito forza di giudicato e non può essere ridiscussa.
Quanto al periodo intercorso fra il 28 maggio 2007 e il 21 aprile 2008 (litispendenza
della prima domanda di ricusazione), il Pretore è stato sostituito dal
Segretario assessore. Determinante è sapere pertanto, ai fini dell'attuale sentenza,
se comportamenti del Pretore successivi al 21 aprile 2008 possano integrare “gravi ragioni” nel senso dell'art. 27 lett. b CPC. L'onere di indicare quali atteggiamenti
successivi revochino in dubbio l'imparzialità del magistrato agli occhi di
qualsiasi persona ragionevole posta nel medesimo stato, lasciando trasparire
legittimi sospetti di prevenzione, incombeva all'istante (sulla portata
dell'art. 27 lett. b CPC: sentenza del 21 aprile 2008, consid. 5). In
realtà il memoriale del 18 dicembre 2008 è – come si è detto – lungi dal contenere
una simile motivazione, che il ricusante non ha addotto nemmeno all'udienza del
22 aprile 2009. A rigore la domanda di ricusazione potrebbe dunque essere
dichiarata irricevibile già per carenza di requisiti formali.

 

                                   3.   Si volesse,
comunque sia, transigere su quanto precede, l'esito del giudizio non risulterebbe
più favorevole. Basti passare in rassegna le quattro procedure evocate dal
ricusante.

 

                                         a)   Nella procedura a tutela dell'unione
coniugale (inc. DI.2005.79) l'ultimo atto di causa
compiuto dal Pretore consiste in un decreto cautelare del 9 maggio 2006. Nulla
è più intervenuto dopo di allora, senza dimenticare che l'unico lasso di tempo
in relazione al quale il Pretore potrebbe ancora statuire come giudice a
protezione dell'unione coniugale è quello anteriore alla litispendenza dell'azione di divorzio
(sentenza del 21 aprile 2008, consid. 7). Invano si
cercherebbero di conseguenza, in quel carteggio, elementi suscettivi di
suffragare l'attuale domanda di ricusazione.

 

                                         b)   Analoghi
accertamenti valgono per quanto riguarda la prima causa di divorzio (inc.
OA.2005.55), fondata sull'art. 115 CC. Dopo un decreto cautelare del 31 agosto
2007, nulla ha più intrapreso il Pretore, salvo emanare un decreto del 20 lu­glio
2008 (“pronuncia”) in cui ha accertato la propria competenza
per territorio. Un appello introdotto il 19 agosto 2008 da IS 1 contro tale
decreto sarà trattato da questa Camera, se ne sarà dato il caso, con la prima
appellazione sospensiva (inc. 11.2008.105). L'emissione del decreto, ad ogni
modo, non può essere interpretato come un atto di avversione nei confronti del
convenuto, tanto meno ove si pensi che nella sentenza del 21 aprile 2008 il Pretore
si era visto richia­mare da questa Camera proprio per il ritardo dimostrato nello
statuire al riguardo (consid. 7). Giudicando sulla propria com­petenza, egli
non ha fatto altro che dar seguito al sollecito.

 

                                         c)   Nell'azione
di mantenimento promossa il 23 maggio 2006 da F__________ (inc. DI.2006.80) il
Pretore ha tenuto, dopo la sentenza emessa il 21 aprile 2008 da questa Camera,
una prima udienza istruttoria del 18 dicembre 2008 durante la quale ha sentito
due testimoni. Non consta che nel corso di tale udienza egli abbia mostrato una
qualsivoglia ostilità verso il convenuto, né il ricusante asserisce il
contrario. Anche in proposito non soccorre dunque attardarsi. 

 

                                         d)   Rimane
la seconda causa di divorzio (inc. OA.2007.76), ancorata all'art. 114 CC. Dopo
la sentenza emessa il 21 aprile 2008 da questa Camera il Pretore ha:

–  tenuto un'udienza il 7 maggio 2008 in esito alla quale ha
omologato un accordo dei genitori sull'impegno di CO 1 ad accompagnare la
figlia PI 1 al conservatorio di __________ fino alla data dell'esame;

–  rifiutato in via cautelare il 13 maggio 2008 la modifica di un
diritto di visita a PI 1;

–  proceduto il 20 maggio 2008 all'ascolto della minorenne; 

–  autorizzato con decreto del 4 luglio 2008 IS 1 a procedere in
lite con atti propri;

–  tenuto quello stesso 4 luglio 2008 un'udienza per la discussione
di quattro istanze cautelari;

–  respinto con decreto cautelare del 28 luglio 2008 due istan­ze di
IS 1 e una della moglie; 

–  comminato in via cautelare il 22 agosto 2008 a IS 1 l'applicazione
dell'art. 292 CP in caso di disobbedienza a ordini dell'autorità nell'esercizio
di diritti di visita;

–  sentito l'11 settembre 2008 quattro testimoni;

–  tenuto un'udienza il 9 ottobre 2008 in cui si sono discusse tre istanze
cautelari di IS 1;

–  esteso con decreto cautelare di quello stesso 9 ottobre 2008 il
diritto di visita a PI 1;

–  precisato con decreto cautelare del 17 ottobre 2008 gli orari del
diritto di visita a PI 1;

–  sentito il 17 novembre 2008 altri due testimoni e respinto con
decreto cautelare a verbale un'istanza in cui       IS 1 chiedeva di obbligare la
moglie ad accompagnare       PI 1 ai corsi di conservatorio a __________.

 

                                               Perché
tali atti processuali dovrebbero rivelare preconcetto del giudice in odio del
convenuto non è dato a divedere, il Pretore essendosi limitato a svolgere il
proprio ufficio nel quadro delle sue attribuzioni giurisdizionali. Del resto, 

                                               avesse
nutrito una qualsiasi animosità verso IS 1, egli non avrebbe sicuramente autorizzato
quest'ultimo il 4 luglio 2008 a procedere in lite con atti propri, né avrebbe
respinto 

                                               il
28 luglio 2008 un'istanza cautelare di CO 1, né avrebbe esteso le visite di lui
il 9 ottobre 2008 alla figlia PI 1. Ne segue che, pur vagliata alla luce degli
atti, la domanda di ricusazione manifesta tutta la sua inconsistenza.

 

                                   4.   Il
ricusante si duole che il Pretore non abbia statuito su 13 istanze cautelari da
lui introdotte fra il 24 novembre 2006 e il 5 novembre 2008 per ottenere
l'affidamento delle due figlie minori e l'attribuzione dell'autorità parentale,
rispettivamente l'ingiunzione a CO 1 perché accompagni PI 1 al conservatorio di
__________. L'assunto è specioso. Certo, sul postulato affidamento delle figlie
al padre il Pretore non ha ancora statuito. Il ricusante dimentica però che costui
non è rimasto semplicemente inattivo, ma ha sentito PI 2 (verbale del 5 luglio
2006 nell'inc. OA.2005.55), ha disposto un ascolto specialistico delle due figlie minori (ordinanza dell'11 settembre 2006 nel­l'inc. OA.2005.55), ha disciplinato il diritto di visita alle medesime (decreto
cautelare del 20 dicembre 2006 nell'inc. OA.2005.55) e ha escusso due testimoni
(verbale del 15 marzo 2007 nell'inc. OA.2005.55).

 

                                         Sostituito
durante la litispendenza della prima domanda di ricusazione dal Segretario
assessore (che ha commis­sionato alla dott. __________, __________, un nuovo ascolto
approfondito e specialistico delle ragazze: decreto cautelare del 4 ottobre
2007 nell'inc. OA.2007.76), il Pretore ha regolato ulteriormente il diritto di
visita a PI 1 (ordinanza del 12 dicembre 2007 nell'inc. OA.2007.76), ha ascoltato
un'altra volta PI 2 (verbale del 14 dicembre 2007 nell'inc. OA.2007.76),
ha omologato un accordo delle parti sul diritto di visita (verbale del 21
dicembre 2007 nell'inc. OA.2007.76), ha ordinato “l'assunzione delle prove limitatamente alla valutazione delle
capacità genitoriali ed alle perizie psichiatriche sui genitori” (verbale del 12 febbraio 2008 nell'inc.
OA.2007.76), compiendo in seguito gli atti processuali elencati al consid. 3d.
Può darsi che l'una o l'altra istanza cautelare di IS 1 sia rimasta senza
seguito, ma dato il numero abnorme di tali richieste spettava all'interessato
sollecitare puntualmente il Pretore e, di fronte all'eventuale inazione di lui,
far capo agli strumenti che l'ordinamento giuridico offre in caso di protratta
giustizia. Il solo fatto che il Pretore non potesse reggere il ritmo incalzante
delle istanze cautelari insinuate da IS 1 ancora non giustificava, comunque
sia, una domanda di ricusazione.

                                         

                                   5.   Il
ricusante fa carico al Pretore di non permettere a torto che PI 1 segua adeguatamente
i corsi cui è iscritta al conservatorio di __________, nonostante essa sia motivata,
seria, volonterosa, assai dotata e soddisfatta degli studi musicali. Così argomentando,
tuttavia, egli fa passare come istanza di ricusazione quella che in realtà è
una contestazione dell'operato pretorile, oltre che una sequela di pesanti
rimproveri alla moglie. Che il Pretore non reputi necessario, per il bene della
figlia, un'estensione del diritto di visita compatibile con la frequentazione
del conservatorio ancora non dimostra prevenzione, avversione o ostilità. Denota
solo un diverso modo di vedere le cose e di apprezzare gli interessi della
minorenne, la quale per seguire le lezioni di musica al conservatorio dovreb­be
lasciare la scuola obbligatoria mezz'ora prima. Come questa Camera ha già sottolineato
nella sentenza del 21 aprile 2008 (consid. 11), il ricusante non deve interpretare
come un atto di personale inimicizia ogni atteggiamento o decisione del Pretore
che non risponda alle sue aspettative e ai suoi intendimenti, per quanto convinto
egli sia di avere ragione.

 

                                   6.   Nel
seguito la domanda di ricusa (dai punti 12 in poi) si esaurisce in una serie di
recriminazioni su presunte inosservanze formali del Pretore nella conduzione
della seconda causa di divorzio, disattenzioni che il ricusante fa assurgere a “sbagli particolarmente grossolani e
ripetuti”, oltre che a “gravi violazioni dei doveri di funzione”. Ancor più farraginoso è il contenuto della
replica orale dinanzi a questa Camera (verbale del 22 aprile 2009, pag. 2).
Ora, gli errori addebitati al Pretore sono mancanze che l'interessato definisce
tali sulla scorta di una sua propria opinione, tant'è che per 17 volte egli
ripete di non comprendere come mai il Pretore abbia agito in un determinato
modo e non in un altro. Il solo fatto però ch'egli non capisca ancora non
significa che il Pretore gli sia avverso. Il ricusante cerca di enfatizzare due
difetti rilevati da questa Camera nella sentenza del 21 aprile 2008: una gestione processuale incerta e il ritardo del Pretore nello
statuire sulla questione della competenza. Già si è rilevato tuttavia che ciò
non denota alcuna intenzionalità – nemmeno indiretta – da parte del magistrato.
Sulla competenza per territorio, poi, il Pretore ha statuito nel frattempo
(sopra, consid. 3b). In definitiva l'attuale domanda di ricusazione, oltre che apparire
a larghi tratti una copia della prima, poggia una volta ancora sulla premessa
per cui errori gravi del Pretore sono quelli reputati tali dal ricusante, ed essendo
gravi codesti errori giustificherebbero la ricusazione. Come questa Camera ha
già avuto modo di spiegare nella sentenza del 21 aprile 2008 (consid. 8), invece,
decisioni sfavorevoli a una parte non suffragano in sé prevenzione
oggettiva né parzialità soggettiva del giudice. Vanno impugnate se mai con i
rimedi giuridici offerti dalla legge, ma non lasciano spazio a domande di ricusazione.

 

                                   7.   Il
caso precipuo non esime invero da una chiosa d'ordine a futura memoria. Ben si
può comprendere che in concreto il Pretore sia stato soverchiato dalla
regolamentazione degli assetti provvisionali sulle relazioni personali tra
genitori e figlie, oggetto di innumerevoli istanze cautelari in cui IS 1 ha
sfiorato la querulomania. Nell'ambito di una corretta conduzione processuale
non è sostenibile tuttavia che in una causa di divorzio cominciata il 7
settembre del 2007 (la seconda) non si sia ancora tenuta – per quanto si evince
dagli atti – l'udienza preliminare. Quanto alla prima causa di divorzio, essa è
ferma senza che se ne conosca la sorte. È vero che il Pretore ha assunto
referti specialistici e sentito testimoni. Per tacere del fatto nondimeno che
l'assunzione di perizie è estranea alla natura sommaria di un procedimento
cautelare, v'è da interrogarsi quale utilità abbia esperire simili prove in sede
provvisionale correndo il rischio di doverle riassumere nella causa di merito. Per
di più, senza che sia dato chiaramente di sapere nella fattispecie quali mezzi
istruttori rimangano ancora da amministrare. Si conviene che il modo di procedere
adottato dal Pretore non lede gli interessi né i diritti dell'una o dell'altra
parte (del resto non se ne duole nemmeno IS 1 nella domanda di ricusazione). Una
ragionevole economia di giudizio impone, ad ogni modo, che in linea di
principio si istruisca il merito e che a fini cautelari si assumano solo le
prove indispensabili. Se così non fosse, le cause di merito potrebbero non
finire mai.

 

                                   8.   Dato
l'esito del giudizio, gli oneri processuali vanno addebitati al ricusante (art.
148 cpv. 1 CPC), il quale verserà alla controparte un'equa indennità per
ripetibili, mentre non si giustifica di attribuire indennità alla curatrice
delle figlie minori, le cui osservazioni del 31 dicembre 2008 si compendiano in
quindici righe. Trattandosi della seconda domanda di ricusazione infondata nel
lasso di un anno e mezzo, IS 1 va avvertito che ulteriori istanze di ricusazione
destituite sin dall'inizio di buon diritto potranno essere decise senza
dibattimento orale, sulla sola scorta delle comparse scritte.

 

                                   9.   Circa
i rimedi giuridici dati contro la presente sentenza sul
piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il ricorso in materia civile è proponibile
– trattandosi di un'istanza di ricusazione – indipendentemente dal carattere
finale della decisione e senza riguardo all'eventuale valore litigioso (art. 92
LTF).

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   La
domanda di ricusazione è respinta.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr.   900.–

                                         b)
spese                         fr.   100.–

                                                                                fr.
1000.–

                                         sono
posti a carico del ricusante, che rifonderà alla controparte e a F__________
fr. 2000.– complessivi per ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  –    
  (I);

  –   
  ;

  –  
  , .

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio Sud.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF
entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF).
Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile
solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000
franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in
materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.