# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 231105ae-aea6-5f38-8a64-546b8978e53f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-05-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.05.2020 C-1254/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1254-2020_2020-05-08.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-1254/2020 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l l ’ 8  m a g g i o  2 0 2 0  

Composizione 

 
Giudice Vito Valenti, giudice unico, 

cancelliera Marcella Lurà. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, (Italia), 

ricorrente, 

 
 

 
contro 

 

 
Cassa svizzera di compensazione (CSC), 

autorità inferiore. 

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti; domanda di 

rendita (decisione su opposizione del 13 gennaio 2020). 

 

 

 

C-1254/2020 

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Fatti: 

A.  

A._______ (di seguito, interessato, ricorrente o insorgente), cittadino ita-

liano, nato il (…), ha formulato in data 17 maggio 2019 una richiesta volta 

all’ottenimento, anticipato di un anno, di una rendita dell’assicurazione 

svizzera per la vecchiaia (doc. 16 dell’incarto dell’autorità inferiore [di se-

guito, doc. 16]), indicando di aver risieduto e lavorato in Svizzera nel Can-

ton B._______ al beneficio di un permesso tipo C da febbraio del 1973 a 

dicembre del 1990 (doc. 1 e doc. 5). Ha esibito in particolare copia 

dell’estratto del conto individuale della Cassa di compensazione 

C._______ (doc. 2). 

B.  

B.a Con decisione del 25 novembre 2019 (doc. 26), la Cassa svizzera di 

compensazione (CSC) ha deciso di erogare in favore dell’interessato una 

rendita di vecchiaia svizzera (anticipata di un anno) di fr. 626.- al mese dal 

1° dicembre 2019, rendita calcolata segnatamente in base ad una durata 

di contribuzione di 17 anni ed 11 mesi, un reddito annuo medio determi-

nante di fr. 39'816.-, una scala delle rendite 17 ed una riduzione per antici-

pazione del 6,8% (v. doc. 23 [foglio di calcolo]). 

B.b Con scritto del 6 dicembre 2019 (doc. 27), l’interessato si è doluto di 

un errore nel calcolo dell’importo mensile della rendita di vecchiaia, preci-

sando che “il reddito annuo medio determinante da prendere in considera-

zione per il calcolo è fr. 44'082.- che andrebbe a determinare una rendita 

mensile con riduzione di un anno di fr. 655.-“. 

B.c Nella decisione su opposizione del 13 gennaio 2020 (notificata il 31 

gennaio 2020; doc. 30), la CSC ha respinto l’opposizione del 6 dicembre 

2019 (doc. 27) e confermato la propria decisione del 25 novembre 2019 

(doc. 26) mediante la quale ha deciso di erogare in favore dell’interessato 

una rendita di vecchiaia svizzera (anticipata di un anno) di fr. 626.- al mese 

dal 1° dicembre 2019. Detta autorità ha in particolare esposto le norme 

legali applicabili e le basi di calcolo della rendita di vecchiaia (segnata-

mente anni di contribuzione, scala delle rendite, redditi dell’attività lucrativa, 

reddito annuo medio determinante e riduzione per rendita di vecchiaia an-

ticipata di un anno; doc. 28). 

 

 

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C.  

C.a Con scritto del 28 gennaio 2020 (e ricevuto dalla CSC il 31 gennaio 

2020), l’interessato ha segnalato che “presentai ricorso (contro la vostra 

informativa del 25-11-2019) con lettera raccomandata spedita il 6-12-2019 

(…) senza aver ricevuto ad oggi nessuna risposta sulla motivazione del 

mancato accoglimento del mio ricorso dove riscontravo un errore sul cal-

colo del reddito annuo medio determinante di fr. 39'816.- mentre secondo 

un nostro calcolo il reddito annuo medio determinante è di fr. 44'082.- (…) 

che va a determinare una retta mensile di fr. 655.- (doc. TAF 1), scritto che 

è poi stato trasmesso (unitamente a copia della decisione su opposizione 

della CSC del 13 gennaio 2020 ed a copia dell’avviso di ricevimento [della 

menzionata decisione] della Posta svizzera) per competenza il 2 marzo 

2020 e ricevuto dal Tribunale amministrativo federale il 3 marzo 2020 (doc. 

TAF 2). 

C.b Il 2 aprile 2020, l’autorità inferiore ha prodotto, su richiesta di questa 

Corte, l’incarto di causa. 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d’ufficio e con piena co-

gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l’am-

missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 

e relativi riferimenti). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all’art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell’art. 31 LTAF in combinazione 

con l’art. 33 lett. d LTAF e l’art. 85bis cpv. 1 LAVS (RS 831.10), i ricorsi contro 

le decisioni, ai sensi dell’art. 5 PA, rese dalla Cassa svizzera di compensa-

zione. 

1.3 La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla 

PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). In virtù dell’art. 

3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni sociali non è discipli-

nata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). Giusta 

l’art. 1 cpv. 1 LAVS, le disposizioni della LPGA sono applicabili all’assicu-

razione per la vecchiaia e per i superstiti, sempre che la LAVS non deroghi 

alla LPGA. 

 

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2.  

2.1 Ai sensi dell’art. 56 cpv. 1 LPGA, per rimando dell’art. 1 cpv. 1 LAVS, le 

decisioni su opposizione possono essere impugnate mediante ricorso. 

2.2 Giusta l’art. 60 LPGA, per rimando dell’art. 1 cpv. 1 LAVS, il ricorso 

deve essere interposto entro trenta giorni dalla notificazione della deci-

sione impugnata. 

2.3 Dagli atti di causa risulta che l’interessato ha inoltrato dinanzi alla CSC 

uno scritto del 28 gennaio 2020 (doc. TAF 1), scritto che è stato ricevuto 

dall’autorità inferiore il 31 gennaio 2020 (v. il timbro “CdC 31 JAN. 2020”), 

trasmesso per competenza al Tribunale amministrativo federale con scritto 

datato 2 marzo 2020 e ricevuto dal Tribunale medesimo il 3 marzo 2020 

(doc. TAF 1). Il 13 gennaio 2020, l’autorità inferiore aveva però già reso la 

propria decisione su opposizione (doc. 28), decisione che è poi stata spe-

dita all’interessato il 14 gennaio 2020 e notificata allo stesso il 31 gennaio 

2020 (doc. 30). 

2.4 L’interessato, nello scritto del 28 gennaio 2020, riferendosi peraltro 

esplicitamente alla decisione della CSC del 25 novembre 2019 (“la vostra 

informativa del 25-11-2019”) e richiamandosi ad un proprio scritto del 6 di-

cembre 2019 (“presentai ricorso con lettera raccomandata spedita il 06-12-

2019”), si è doluto di non aver ricevuto alcuna risposta allo scritto del 6 

dicembre 2019 in merito ad un – a suo dire – errore nel calcolo dell’importo 

mensile della rendita di vecchiaia, sostenendo che il reddito annuo medio 

determinante ammonta a fr. 44'082.-, di modo che egli ha diritto ad una 

rendita di vecchiaia di fr. 655.- mensili. Lo scritto dell’interessato del 28 

gennaio 2020 costituisce pertanto un semplice complemento all’opposi-

zione inoltrata il 6 dicembre 2019 contro la decisione della CSC del 25 no-

vembre 2019, scritto che l’interessato ha altresì redatto anteriormente alla 

notifica, il 31 gennaio 2020, della decisione su opposizione del 13 gennaio 

2020, decisione su opposizione mediante la quale la CSC ha confermato 

la propria decisione del 25 novembre 2019, dal momento che ha ritenuto 

che l’interessato ha diritto ad una rendita di vecchiaia di fr. 626.- al mese 

dal 1° dicembre 2019. Tuttavia, e per i motivi che saranno indicati al consi-

derando 2.5 del presente giudizio, il menzionato scritto dell’interessato va 

eccezionalmente ritenuto quale ricorso contro la decisione su opposizione 

della CSC del 13 gennaio 2020. 

2.5 Se è certo vero che l’invio raccomandato contenente la decisione su 

opposizione della CSC del 13 gennaio 2020 è stato ritirato il 31 gennaio 

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2010, è pur vero che, lo scritto di complemento all’opposizione essendo 

stato inoltrato dall’interessato il 28 gennaio 2020, ossia allorquando il ter-

mine di 30 giorni dalla notificazione della decisione della CSC del 25 no-

vembre 2019 era ormai ampiamente scaduto, la CSC non doveva più te-

nere conto dello scritto d’opposizione tardivo dell’interessato prima di deci-

dere, tanto più che il contenuto dello stesso, per i motivi che saranno evo-

cati di seguito, non è decisivo per l’esito della controversia. Tuttavia, in con-

siderazione del fatto che successivamente all’emanazione della decisione 

su opposizione del 13 gennaio 2020, l’interessato ha inviato alla CSC lo 

scritto del 28 gennaio 2020, scritto che poi la CSC ha trasmesso, il 2 marzo 

2020, con ampio ritardo a questo Tribunale, impedendo al Tribunale mede-

simo di contattare il ricorrente ancora entro il termine ricorsuale (tale ter-

mine scadeva di fatto il 2 marzo 2020), lo scritto del ricorrente del 28 gen-

naio 2020 deve comunque considerarsi quale tempestivo ricorso contro la 

decisione impugnata e ciò benché egli non abbia poi formalmente deposto, 

una volta ritirata la decisione impugnata il 31 gennaio 2020, un’impugnativa 

entro il termine di 30 giorni dalla notificazione della stessa. 

3.  

3.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea, 

per cui è applicabile, di principio, l’ALC (RS 0.142.112.681). 

3.2 L’allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione 

1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua 

nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-

cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-

ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese 

eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed 

assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell’Unione 

europea (art. 1 ch. 2). 

3.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell’allegato II sono, in partico-

lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-

glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE) 

n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 

(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-

lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del 

Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831) 

relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-

dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno 

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della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72 

del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621 4845) che stabi-

lisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 1408/71, con le 

relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli Stati membri 

fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel regolamento (CE) n. 

883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure quando si tratta di 

casi verificatisi in passato. 

3.4 Secondo l’art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-

samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle 

medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-

zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale 

Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l’ALC e, in particolare, il suo alle-

gato II, non prevede disposizioni contrarie, l’organizzazione della proce-

dura, come pure l’esame delle condizioni di ottenimento di una rendita di 

vecchiaia svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 

253 consid. 2.4). 

4.  

L’oggetto litigioso nella presente procedura ricorsuale è costituito dalla 

questione di sapere se il calcolo dell’importo mensile della rendita di vec-

chiaia effettuato dall’autorità inferiore sia, o meno, corretto (v. il ricorso [doc. 

TAF 1]). 

5.  

5.1 Secondo l’art. 29 cpv. 1 LAVS, possono pretendere una rendita ordina-

ria di vecchiaia tutti gli aventi diritto ai quali possono essere computati al-

meno un anno intero di reddito, di accrediti per compiti educativi o assi-

stenziali. 

5.2 In particolare, e secondo il diritto svizzero applicabile alla presente fat-

tispecie, il calcolo della rendita è determinato dagli anni di contribuzione, 

dai redditi dell’attività lucrativa nonché dagli accrediti per compiti educativi 

o d’assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente diritto 

ha compiuto i 20 anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell’evento 

assicurato (età conferente il diritto alla rendita; art. 29bis cpv. 1 LAVS). Ai 

sensi dell’art. 30bis LAVS e dell’art. 53 cpv. 1 OAVS (RS 831.101), per il 

calcolo delle rendite, l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali allestisce 

tavole delle rendite il cui uso è obbligatorio. 

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5.3 Secondo l'art. 21 cpv. 1 lett. a LAVS, gli uomini che hanno compiuto i 

65 anni hanno diritto a una rendita di vecchiaia; il diritto alla rendita di vec-

chiaia nasce il primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata 

compiuta l'età stabilita (art. 21 cpv. 2 LAVS). Peraltro, giusta l'art. 40 cpv. 1 

LAVS, gli uomini che adempiono le condizioni per l'ottenimento di una ren-

dita ordinaria di vecchiaia possono anticiparne il godimento di uno o due 

anni. In tali casi, il diritto alla rendita nasce il primo giorno del mese se-

guente a quello in cui hanno compiuto 64 o 63 anni. In caso di anticipazione 

della rendita, fino all'età del pensionamento, la rendita di vecchiaia viene 

ridotta del 6,8% per anno d'anticipazione della rendita (art. 40 cpv. 2 LAVS 

e 56 cpv. 2 OAVS). 

5.4  

5.4.1 L’art. 29 cpv. 2 LAVS precisa che le rendite ordinarie sono assegnate 

in forma di rendite complete agli assicurati che hanno un periodo di contri-

buto completo e di rendite parziali agli assicurati che hanno un periodo di 

contributo incompleto. Il periodo di contributo è completo se una persona 

presenta lo stesso numero di anni di contribuzione degli assicurati della 

sua classe di età (art. 29ter cpv. 1 LAVS). Sono considerati anni di contribu-

zione i periodi durante i quali una persona ha pagato i contributi, durante i 

quali il suo coniuge ha versato almeno il doppio del contributo minimo e 

durante i quali possono essere computati accrediti per compiti educativi o 

d’assistenza (art. 29ter cpv. 2 LAVS). Quando la durata di contribuzione è 

incompleta ai sensi dell’art. 29ter LAVS, i periodi di contribuzione compiuti 

prima del 1° gennaio che segue il compimento dei venti anni, sono compu-

tati ai fini di colmare successive lacune contributive (art. 52b OAV). 

5.4.2 Per ogni assicurato obbligato a pagare i contributi, è tenuto un conto 

individuale, sul quale sono annotate le indicazioni necessarie al calcolo 

delle rendite ordinarie (art. 30ter cpv. 1 LAVS). L’art. 140 cpv. 1 lett. d) ed e) 

OAVS stabilisce che la registrazione nel conto individuale dell’assicurato 

comprende l’anno di contribuzione e la durata contributiva in mesi nonché 

il reddito annuo in franchi. 

5.4.3 Giusta l’art. 50 OAVS, si ha un anno intero di contribuzione quando 

una persona è stata assicurata secondo gli articoli 1a o 2 LAVS durante più 

di undici mesi in totale e se, durante detto periodo, essa ha versato il con-

tributo minimo o se presenta periodi di contribuzione secondo l’articolo 29ter 

capoverso 2 lettere b e c LAVS. 

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5.4.4 Secondo giurisprudenza, nel caso in cui sia documentato che lo stra-

niero beneficiava di un permesso C (permesso di domicilio) oppure di un 

permesso B (permesso di dimora annuale), deve essere ritenuta una du-

rata contributiva completa, con la conseguenza che il beneficiario di un si-

mile permesso deve essere considerato persona assicurata per la durata 

di validità del permesso medesimo, sempre che abbia versato il contributo 

annuo minimo (cfr. l’art. 28 e l’art. 50 OAVS). Per contro, tale principio non 

è applicabile al lavoratore che è stato autorizzato a soggiornare in qualità 

di stagionale con un permesso di tipo A (sentenza del TF I 524/02 del 25 

novembre 2002 consid. 2.3 e relativi riferimenti). 

5.4.5 Peraltro, ai sensi dell’art. 141 cpv. 3 OAVS, se non è domandato nes-

sun estratto del conto o nessuna rettificazione, o se la richiesta di rettifica-

zione è stata respinta, la rettificazione delle registrazioni fatte nel conto in-

dividuale può essere richiesta, al momento in cui si verifica l’evento assi-

curato, soltanto quando gli errori di registrazioni siano evidenti o debita-

mente provati (DTF 130 V 335 consid. 4.1). 

5.4.6 Secondo giurisprudenza, per motivi legati alla sicurezza del diritto, 

occorre mostrarsi severi in materia di apprezzamento delle prove se un 

assicurato sostiene, a distanza di molti anni, in occasione di una lite ver-

tenze sulle modalità di calcolo delle prestazioni (DTF 117 V 261 consid. 3 

e relativi riferimenti), di avere esercitato un’attività lavorativa soggetta 

all’obbligo di contribuzione durante un periodo di tempo non considerato 

nel conteggio della rendita (DTF 107 V 12 consid. 2a). Tuttavia, la regola 

in tema di prova indicata all’art. 141 cpv. 3 OAVS non esclude l’applicazione 

del principio inquisitorio, che per l’amministrazione – e in caso di ricorso 

per l’autorità giudiziaria – comporta l’obbligo di accertare d’ufficio, di propria 

iniziativa e indipendentemente dalle allegazioni delle parti, i fatti rilevanti 

(DTF 117 V 261 consid. 3b), fermo restando tuttavia l’obbligo di collaborare 

della parte stessa, che in questo ambito risulta accresciuto (DTF 117 V 261 

consid. 3d; sentenza del TF H 193/04 dell’11 gennaio 2006 consid. 2). In-

dagini presso il datore di lavoro si impongono in particolare in presenza di 

indicazioni concrete e credibili (DTF 117 V 261 consid. 4b). Peraltro, 

nell’ambito delle assicurazioni sociali, non esiste il principio secondo il 

quale l’amministrazione o il giudice devono statuire, nel dubbio, in favore 

dell’assicurato (DTF 126 V 319 consid. 5a; sentenza del TF U 97/05 del 17 

novembre 2006 consid. 5.3). La rettificazione del conto individuale com-

prende la durata di contribuzione, pertanto pure gli anni per i quali il paga-

mento di contributi è prescritto ai sensi dell’art. 16 cpv. 1 LAVS. 

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5.4.7 Quanto al periodo contributivo, nel ricorso del 28 gennaio 2020, il ri-

corrente allega, in modo altresì generico, che “gli anni di contributi dove-

vano essere 18 e non 17” (doc. TAF 1). L’insorgente – cui incombe nell’am-

bito in esame un obbligo di collaborare accresciuto (DTF 117 V 261 consid. 

3d) – non ha comunque esibito idonea documentazione – quale in partico-

lare certificati di lavoro e/o distinte di salario – da cui desumere un periodo 

contributivo in Svizzera superiore a quello determinato dall’autorità infe-

riore. Il ricorrente non avendo esibito dei mezzi probatori suscettibili di cor-

roborare una durata di contribuzione di 18 anni, non incombe a questo Tri-

bunale di effettuare degli ulteriori accertamenti d’ufficio. In siffatte circo-

stanze, l’autorità inferiore ha considerato, secondo le iscrizioni figuranti 

sull’estratto del conto individuale dell’interessato (doc. 21), non sussi-

stendo altresì i presupposti per l’espletamento d’ulteriori indagini d’ufficio, 

che il ricorrente ha pagato i contributi AVS da febbraio del 1973 a dicembre 

del 1990. La CSC ha quindi correttamente ritenuto nella decisione impu-

gnata che il periodo contributivo dell’insorgente è di 17 anni ed 11 mesi 

(doc. 23 pag. 3). Quest’ultimo è peraltro incompleto, gli assicurati della 

classe di età del ricorrente (anno 1955) avendo in effetti contribuito per un 

periodo massimo di 43 anni fino al 2019 (Tabelle delle rendite 2019 pag. 

8), anno in cui è nato il diritto dell’insorgente ad una rendita dell’assicura-

zione svizzera per la vecchiaia. 

5.5 Giusta l’art. 38 cpv. 1 LAVS, la rendita parziale corrisponde a una fra-

zione della rendita completa. Per il calcolo della frazione, è determinante il 

rapporto arrotondato tra il numero degli anni interi di contribuzione dell’as-

sicurato e quello degli assicurati della sua classe di età (art. 38 cpv. 2 

LAVS). Il periodo contributivo del ricorrente corrisponde a 17 anni completi 

(doc. 23 pag. 4). Le tabelle delle rendite 2019 prevedono che, in caso di 

anticipazione della rendita di 1 anno, per un uomo che ha contribuito per 

17 anni completi è applicabile la scala delle rendite 17 (Tabelle delle rendite 

2019 pag. 13 [indicatore delle scale per gli uomini in caso di anticipazione 

della rendita]). L’importo della rendita del ricorrente deve quindi essere de-

terminato in base ad una scala delle rendite 17 ed in funzione del suo red-

dito annuo medio. 

5.6 Il reddito annuo medio si compone dei redditi risultanti da un’attività 

lucrativa, degli accrediti per compiti educativi e degli accrediti per compiti 

d’assistenza (art. 29quater LAVS). La somma dei redditi dell’attività lucrativa 

è rivalutata, di regola, ogni due anni all’inizio dell’anno civile, in funzione 

dell’indice delle rendite, che corrisponde alla media aritmetica dell’indice 

dei salari e dell’indice nazionale dei prezzi al consumo (art. 30 cpv. 1 e 33ter 

cpv. 1 e 2 LAVS). La somma dei redditi rivalutati derivanti da un’attività 

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lucrativa e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali sono divisi per 

il numero di anni di contribuzione (art. 30 cpv. 2 LAVS). 

5.6.1 Secondo gli estratti del conto individuale dell’insorgente, i redditi de-

rivanti da un’attività lucrativa conseguiti dal ricorrente negli anni dal 1973 

al 1990 ammontano a fr. 647'852.- (15'809 + 22'150 + 24'029 + 23'487 + 

26'245 + 29'106 + 29'398 + 31'824 + 34'404 + 37'281 + 38'939 + 41'874 + 

45'177 + 46'905 + 46'812 + 48'421 + 50'170 + 53'481 + 2'140 + 200; doc. 

23 pag. 2). Ora, l’insorgente non ha esibito in sede ricorsuale dei docu-

menti, quali in particolare certificati di lavoro e/o distinte di salario, da cui 

desumere un importo dei redditi risultanti dall’esercizio di un’attività lucra-

tiva in Svizzera superiore a quello determinato dall’autorità inferiore, ossia 

fr. 647’852.-. Non può pertanto che essere ritenuto tale importo. Lo stesso 

deve essere rivalutato in funzione dell’indice delle rendite. Tenuto conto del 

fatto che la prima iscrizione nel conto individuale posteriore all’anno del 

compimento dei 20 anni è avvenuta nel 1976 (cfr., sulla questione, la sen-

tenza del TAF C-4924/2008 del 27 aprile 2009 consid. 3.1 e 3.2), il fattore 

di rivalutazione è pari a 1.091 (Tabelle delle rendite 2019 pag. 15). L’im-

porto del reddito è rivalutato a fr. 706’807.- (647’852 x 1.091). Tale importo 

deve essere diviso per il periodo di contribuzione di 17 anni ed 11 mesi, 

corrispondenti a 215 mesi. Il reddito annuo medio del ricorrente per il 2019 

ammonta a fr. 39'450.- ([706’807 : 215] x 12; doc. 23 pag. 4), come retta-

mente calcolato ed indicato dall’autorità inferiore nella decisione impu-

gnata. 

5.6.2 Quanto all'accredito per compiti educativi, l'art. 29sexies cpv. 1 LAVS 

stabilisce che un siffatto accredito è computato agli assicurati per gli anni 

durante i quali essi esercitano l'autorità parentale su uno o più fanciulli che 

non hanno ancora compiuto i 16 anni. L'accredito per compiti educativi cor-

risponde al triplo dell'importo della rendita di vecchiaia annua minima, di-

viso per il periodo di contribuzione (art. 29sexies cpv. 1 e 30 cpv. 2 LAVS). 

Per quanto emerge dagli atti di causa, l’insorgente non adempie i presup-

posti per il riconoscimento di accrediti per compiti educativi. 

5.6.3  

5.6.3.1 Il reddito annuo medio del ricorrente per il 2019 ammonta quindi a 

fr. 39’450.- (doc. 23 pag. 4). Tale importo deve essere arrotondato all'im-

porto immediatamente superiore del reddito annuo medio determinante in-

dicato nelle tabelle delle rendite 2019 secondo la scala delle rendite 17. 

C-1254/2020 

Pagina 11 

5.6.3.2 A tal proposito, nel ricorso del 28 gennaio 2020, il ricorrente so-

stiene – riferendosi peraltro alle tabelle delle rendite 2019 secondo la scala 

delle rendite 44 – che “secondo un nostro calcolo (…) l’anno da prendere 

in considerazione come base di calcolo dovrebbe essere l’anno 1974 che 

determina un reddito annuo medio determinante di fr. 44'082.-” (doc. TAF 

1). A prescindere dal fatto che il calcolo effettuato non appare comprensi-

bile, va rilevato che l'autorità inferiore ha correttamente considerato un red-

dito annuo medio determinante di fr. 39'816.- nel 2019 (le tabelle delle ren-

dite 2019 secondo la scala delle rendite 17 indicano un reddito annuo me-

dio determinante di fr. 39’816.- quale importo superiore più vicino ad un 

reddito annuo medio di fr. 39'450.- [Tabelle delle rendite 2019 pag. 72]). 

5.6.3.3 La rendita di vecchiaia mensile corrispondente ad una scala delle 

rendite 17 e ad un reddito annuo medio di fr. 39’816.- ammonta a fr. 672.- 

mensili (Tabelle delle rendite 2019 pag. 72). Questo importo deve però es-

sere ridotto del 6,8% (art. 40 cpv. 2 LAVS e 56 cpv. 2 OAVS), l'insorgente 

avendo chiesto di anticipare il diritto alla rendita di vecchiaia di un anno. 

Ne risulta una rendita di vecchiaia di fr. 626.- al mese (672 – 46; doc. 23 

pag. 5). Anche su questo punto il calcolo effettuato dall'autorità inferiore è 

corretto. 

5.7 Il ricorrente ha pertanto diritto a una rendita di vecchiaia di un importo 

mensile di fr. 626.- dal 1° dicembre 2019, come calcolato dall’autorità infe-

riore (doc. 23), calcolo che appare corretto e dal quale il Tribunale ammini-

strativo federale non ha motivo, sulla base delle risultanze processuali, di 

scostarsi d’ufficio. 

6.  

Da quanto esposto, consegue che il ricorso, privo di qualsivoglia fonda-

mento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata. Il giudice 

dell’istruzione – anteriormente o posteriormente ad uno scambio di scritti – 

decide quale giudice unico, con motivazione sommaria, i ricorsi manifesta-

mente infondati (art. 85bis cpv. 3 LAVS [v. pure art. 23 cpv. 2 LTAF]). Nel 

caso concreto, il gravame, in considerazione, fra l’altro, dei generici argo-

menti presentati, deve ritenersi siccome manifestamente infondato. La pre-

sente sentenza di rigetto del ricorso può pertanto essere resa a giudice 

unico. 

7.  

7.1 Non si prelevano spese processuali (art. 85bis cpv. 2 LAVS). 

C-1254/2020 

Pagina 12 

7.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per 

spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l’art. 7 

cpv. 1 e 2 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, 

RS 173.320.2] a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand’anche vin-

centi, non hanno di principio diritto ad un’indennità a titolo di ripetibili (art. 

7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v., fra 

l’altro, DTF 127 V 205). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

C-1254/2020 

Pagina 13 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Non si attribuiscono spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (Raccomandata con avviso di ricevimento; allegate: copie del 

doc. 21 [estratto del conto individuale] e del doc. 23 [foglio di calcolo] 

dell’incarto dell’autorità inferiore [per conoscenza]) 

– autorità inferiore (n. di rif. […]; Raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata) 

 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Vito Valenti Marcella Lurà 

 

 

 

 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

C-1254/2020 

Pagina 14 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 LTF). Il termine è reputato osservato se gli atti scritti sono 

consegnati al Tribunale federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta 

svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più 

tardi l'ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono 

contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed 

essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 

ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

Data di spedizione: