# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 247b269e-88da-52ff-b16e-167c7d08359b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-07-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 28.07.2000 INC.2000.20303
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-20303_2000-07-28.html

## Full Text

N. 203.2000.3 L                                                         Lugano,
28 luglio 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sull'istanza
di libertà provvisoria presentata il 20 luglio 2000 da

 

 

__________,
cittadino dominicano

(patrocinato dall'avv.
__________)

 

 

e qui trasmessa con preavviso
negativo il 24/25 luglio 2000 dal Procuratore pubblico avv. __________;

 

 

viste le osservazioni 26 giugno
2000 dell'accusato, che si conferma in contenuti e conclusioni dell'istanza;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto e considerato

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

 

1.

 

 

__________ è stato arrestato il
29 marzo 2000, con contestuale promozione dell'accusa per titolo di sequestro
di persona e rapimento e di violenza carnale.

 

 

 

 

 

 

L'inchiesta ha preso avvio dalle
dichiarazioni della ventottenne brasiliana __________ di essere stata la notte
precedente bloccata nell'appartamento dell'accusato e da quest'ultimo
violentata, sin quando è riuscita a darsi alla fuga, calandosi dal terrazzo
esterno su quello del sottostante piano, dove era accolta molto agitata e
sconvolta dall'inquilina __________ (cfr. verbale di quest'ultima, doc. _1
dell'inc. MP 2120/2000). __________ ha sempre fermamente negato di aver usato
qualsivoglia violenza nei confronti della ragazza, a lui concessasi con
collaborante consenso.

 

 

 

2.

 

 

Espressa la riserva di sviluppare
poi eventualmente in questa sede quanto concerne l'esistenza di indizi di
reato, l'istanza di libertà provvisoria è motivata con la pratica conclusione
dell'istruzione formale (e conseguente venir meno dei connessi bisogni),
dall'assenza di pericolo di fuga (sin dall'infanzia l'accusato avendo qui il
centro dei suoi interessi) e dall'improponibilità di quello di recidiva (non
essendo __________ un soggetto pericoloso e non avendo più delinquito dopo la
condanna per violazione della legge federale sugli stupefacenti).

 

Nel formulare preavviso negativo
all'istanza, il Procuratore pubblico non evoca né pericolo di fuga né pericolo
di recidiva, ma sostiene che l'istruzione formale non è ancora conclusa e che
esiste pericolo di collusione e di inquinamento delle prove per il
comportamento processuale di __________, "l'ambiente in cui si sta
indagando" ed altre circostanze sospette, quali la rottura dei sigilli
dell'appartamento dell'accusato, la versione del teste __________ ed il
tentativo di ottenere il ritiro della denuncia.

 

Neppure le osservazioni
dell'accusato al preavviso negativo si soffermano sulla colpevolezza: esse
ribadiscono, con maggiori riferimenti di giurisprudenza e dottrina, l'assenza
degli altri presupposti di legge, con particolare riguardo all'esclusione di
pericolo di collusione, altresì sostenendo il corretto comportamento
processuale dell'istante.

 

 

 

3.

 

 

L'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio 

secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2
arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo a' sensi
dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e
concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono
presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne
- i bisogni dell'istruzione, intesi quale pericolo di collusione e di
inquinamento delle prove.

L'eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

 

4.

 

 

Sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare
il perdurare della cautelare privazione della sua libertà.

 

 

4.1

 

 

Il silenzio dell'accusato sugli
indizi di colpevolezza a suo carico, ovviamente, non significa riconoscimento
di responsabilità, valendo in proposito quanto da lui pervicacemente sostenuto
in istruttoria. Comunque questo basilare presupposto deve essere esaminato
d'ufficio in questa sede, con approccio nel contempo contenuto e prudente, sia
appunto per l'assenza di contrarie argomentazioni qui avanzate, che
meriterebbero valutazione, sia soprattutto per evitare pregiudizio al seguito
del procedimento.

Pure sotto la specie della
verisimiglianza, sufficiente a questo stadio del procedimento, è di notevole rilievo
il comportamento della vittima (da ultimo, come si vedrà in seguito, con il
rifiuto di denaro in cambio del ritiro della denuncia). Il racconto di
__________ sulla violenza subita 

appare lineare e non è affatto scalfito da sospetto di mendacio per una giovane
donna, straniera in terra straniera e confrontata poi con autorità straniere,
che non doveva difendere né illibatezza né reputazione: la sola mancata
rimunerazione della prestazione o la scoperta dell'ammanco di alcune centinaia
di franchi, come preteso dall'accusato ("Mi disse che lei non era stata
lì tutta la notte gratis … ", verbale 13 aprile 2000 dinnanzi al
Procuratore pubblico, doc. _, pag. 2), non inducono ad una fuga rocambolesca e
precipitosa. Basta guardare le fotografie n. 1 e 14/18 (nel doc. _) per
sentirsi i brividi nella schiena e per avere certezza di maggior timore per la
vittima di continuare a rimanere in balia di __________, ciò in contrasto con
quanto da lui implicitamente asserito su assenza di motivi per scappare (pur
rimanendo "agitata" e con fretta di essere riaccompagnata,
dopo la minaccia con la pistola giocattolo, le cose si sarebbero appianate,
come lui dice "La Lana appena l'ha vista [n.d.r.: detta arma], si è spaventata e mi ha ingiunto di
metterla via. Io l'ho fatto e siamo poi andati in sala a vedere la televisione.",
verbale citato, pag. 2/3). Corrispondenza al racconto della vittima, si trova
poi in quanto riferito dall'inquilina che per prima l'ha soccorsa (v. sopra). E
dopo i fatti la vittima presentava ecchimosi ed ematomi (v. la documentazione
fotografica n. 32/41 nel doc. _), lesioni traumatiche compatibili con il
racconto della violenza subita, secondo il perito dott. __________ (v. referto
23 giugno 2000, doc. _), il tutto da contrapporre alle incredibili affermazioni
dell'accusato di non aver visto quelle lesioni , che dovevano essere state
provocate prima dei loro contatti ("… questa ragazza ha sicuramente
subito delle violenze fisiche ma non ad opera mia ed in epoca antecedente al
nostro incontro", così __________ nel verbale 30 giugno 2000 dinnanzi
a Procuratore pubblico, doc. _ pag.2), confermando però le sue attenzioni
samaritane per una bruciatura al seno della ragazza ("… ho
semplicemente spalmato la crema su quella bruciatura", ibidem).

A tutto ciò si aggiunge il
comportamento successivo di __________, che d'apparenza si disinteressa della
scomparsa della giovane donna, ma si premura di lunga conversazione con
__________, testimone da prendere con le pinze, sia pure solo per la non
corrispondenza degli orari del suo preteso incontro con l'accusato, rispetto a
quanto accertato sugli spostamenti dei due protagonisti. Ed __________ ha anche
dovuto ammettere di aver raccontato bugie, significativa essendo quella
sull'apprezzamento della ragazza, dapprima assolutamente non d'apparenza di
prostituta, poi che in realtà aveva subito capito essere tale (v. verbale 17
maggio 2000 dinnanzi a Procuratore pubblico, doc. 3.2 pag. 2/3).

Senza necessità di entrare in
altri particolari si ha allora evidenza di gravi e concreti indizi di
colpabilità, come alla promozione dell'accusa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4.2

 

L'istruttoria formale non è
ancora stata conclusa, anche solo per l'eventualità della proposta e
dell'assunzione di complementi.

 

L'accusato nega comunque
l'esistenza di pericolo di collusione, in particolare quale "pressione
sui testimoni e la vittima", per la mancanza di qualsivoglia indizio
concreto in tale direzione e per l'inconsistenza delle ragioni in proposito
addotte dal Procuratore pubblico. Ora, se la rottura dei sigilli
dell'appartamento dell'accusato sembra aver trovato una giustificazione,
occorre aver presente l'atteggiamento processuale dell'accusato, che nega,
fornisce versioni insostenibili ed anche si è dimostrato bugiardo al cospetto
di gravi addebiti, ed allora assumono particolare rilievo, tanto il
coinvolgimento dell'amico __________ (che dovrà ancora essere interrogato e
messo a confronto con persone e risultanze), quanto il tentativo di ottenere
ritiro della denuncia in grazia di compenso, come a proposta della madre
dell'accusato, __________. Per quest'ultima fattispecie non si vede motivazione
apprezzabile, che avrebbe portato __________ - conoscente occasionale della
vittima - a riferire il falso (verbale di polizia 27 maggio 2000, doc. _), e
soprattutto a dare conferma in confronto con la signora __________ (verbale 19
giugno 2000, in presenza del magistrato inquirente, doc. _). D'altro canto vi è
la corrispondente dichiarazione della stessa vittima, per il tramite della sua
patrocinatrice (lettera 30 giugno 2000 dell'avv. __________, doc. _):

 

"Confermo
che la signora __________, assistente presso il Servizio sociale di __________,
che fungeva un po' da tramite tra __________ e me, mi aveva telefonato
comunicandomi l'offerta che era stata fatta a __________ in cambio del ritiro
della denuncia.

Se ben
ricordo la somma proposta era di fr. 10'000.-.

__________
rimase molto turbata dalla proposta che le era stata fatta e la rifiutò."

 

Si aggiunge, anche a futura
memoria, che rischio di collusione, qui appunto ammesso, è stato confermato in
una recente sentenza del Tribunale federale in un procedimento analogo al
presente, con la seguente importante considerazione (sentenza della I Corte dei
diritto pubblico, 1P. 124/2000, del 23 marzo 2000, in re S.B., consid. 4a):

 

"Né il rischio di collusione decade
automaticamente con la fine dell'istruttoria, rispettivamente con l'emanazione
dell'atto di accusa: può continuare ad esistere anche dopo la sua conclusione,
in particolare con riferimento a quei mezzi di prova che devono ancora essere
assunti o che vengono nuovamente assunti nel corso del dibattimento (sentenza
inedita del 27 ottobre 1997 in re H., consid. 2b e rinvii)."

 

 

 

 

 

 

 

 

5.

 

 

Il carcere preventivo sin qui sofferto e
ipotizzabile sino al deferimento al giudice del merito, in un procedimento che
risulta essere condotto con coerente sollecitudine nonostante l’atteggiamento
negativo dell’accusato, è pienamente rispettoso del principio di
proporzionalità, tenuto anche conto del complesso dei fatti da accertare,
nonché della prevedibile pena privativa della libertà, verosimilmente da
espiare per le comminatorie degli art. 183 e 190 CP.

 

 

 

6.

 

 

L’istanza è così respinta con la presente
decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario)
e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1
lett. a CPP).

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.      
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.      
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4.      
Intimazione:

-    avv. __________, per sé e per l’istante;

       -    Procuratore pubblico avv. __________ (con copia delle osservazioni
dell’istante e con gli atti dell’incarto MP 2120/2000 di ritorno).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
__________