# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9d401762-1790-5090-9357-0e6f415fba2c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-09-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.09.2009 C-1730/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1730-2008_2009-09-15.pdf

## Full Text

Corte II I
C-1730/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 5  s e t t e m b r e  2 0 0 9

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Elena Avenati-Carpani, Johannes Frölicher; 
Cancelliere: Dario Croci Torti.

A._______, 
rappresentata dal Patronato ACLI, 
traversa via Zurlo 11 - 13, IT-86100 Campobasso,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

assicurazione invalidità (decisione del 28 gennaio 2008)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-1730/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadina italiana, nata il , ha lavorato in Svizzera dal 1981 
al  1998  nel  settore  alberghiero  e  delle  pulizie,  versando  regolari 
contributi  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e 
l'invalidità  durante tale periodo (incarto  cassa). Dopo il  rimpatrio,  ha 
continuato a svolgere un'attività lucrativa. Segnatamente, dal febbraio 
2002, era impiegata come commessa in un negozio di ortofrutticoli in 
ragione  di  30  ore  settimanali  (invece  di  36);  è  rimasta  assente  dal 
lavoro per ragioni di salute dal 3 al 23 febbraio 2003 (malattia) ed a 
partire dal 29 novembre 2003 (infortunio); è stata licenziata con effetto 
15 gennaio 2004 (doc. 23, 24).

B.
In data 29 settembre 2006, A._______ ha formulato una richiesta volta 
al  conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità (doc. 3, 5).

La  richiedente  è  stata  visitata  l'8  novembre  2006  presso  i  servizi 
medici  dell'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale  (INPS)  di 
Campobasso, ove, il sanitario incaricato ha evidenziato la diagnosi di 
"depressione maggiore ricorrente, note spondiloartrosiche, eccedenza 
ponderale" ed ha posto un tasso d'invalidità del 70% (doc. 34). Sono 
stati esibiti documenti oggettivi, quali: 

-  una  breve  relazione  di  visita  psichiatrica  del  16  febbraio  2006 
attestante  una  sindrome  depressiva  maggiore  ricorrente  ribelle  alla 
terapia farmacologica da circa un anno (doc. 29a);

- analisi ematochimiche del 20 settembre 2006 (doc. 31);

-  una  cartella  clinica  relativa  al  ricovero  ospedaliero  dal  17  al  24 
febbraio 2005 per riptetute lipotimie e febbre di origine infettiva alle vie 
respiratorie (doc. 32);

- un'altra cartella clinica concernente il ricovero dal 1° al 15 settembre 
2005 per dolore interscapolare, dispnea, stato d'ansia (doc. 33);

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- in diario medico generale dal 3 dicembre 2003 al 10 febbraio 2006 
dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro 
(INAIL) per infortunio alla gamba destra (doc. 35).

Nel formulario per gli  assicurati  occupati nell'economia domestica, la 
richiedente  ha  affermato  di  non  essere  in  grado  di  svolgere 
praticamente nessuno dei lavori di casa (doc. 12).

C.
L'incarto  è  stato  sottoposto  in  esame  alla  Dott.ssa  Schoch-Zysset, 
medico  dell'Ufficio  dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati 
residenti all'estero (UAIE), la quale, nella sua relazione del 20 ottobre 
2007,  ha  affermato  che  l'interessata  potrebbe  svolgere  ancora 
un'attività  come  casalinga.  Analizzando  le  risposte  fornite 
dall'interessata  sul  formulario  per  assicurati  occupati  nell'economia 
domestica ed in base alle specifiche direttive federali in tale materia, la 
Dott.ssa Schoch-Zysset ha valutato al 4% il tasso d'invalidità in ambito 
domestico (doc. 37, 38).

Con progetto di decisione del 25 ottobre 2007, l'UAIE ha disposto la 
reiezione  della  domanda di  rendita  per  carenza d'invalidità  di  livello 
pensionabile (doc. 39). L'interpellata non ha preso posizione in merito.

In  data  28  gennaio  2008,  l'UAIE  ha  emanato  una  decisione 
conformemente al progetto (doc. 40).

D.
Con  il  ricorso  depositato  l'11  marzo  2008,  A._______,  validamente 
rappresentata  dal  Patronato  ACLI  di  Campobasso,  chiede, 
sostanzialmente,  l'annullamento  del  summenzionato  provvedimento 
amministrativo e, di  conseguenza,  il  riconoscimento del  suo diritto  a 
prestazioni  assicurative.  A  suffragio  delle  sue  conclusioni  produce, 
segnatamente,  un  certificato  medico  della  Dott.ssa  Raimondo 
(psichiatra)  del  5  marzo  2008  che  conferma  la  presenza  di  una 
depressione maggiore ricorrente poco controllata dai medicamenti ed 
un  certificato  10  marzo  2008  del  Dott.  Lucarelli,  medico  curante, 
attestante la nota diagnosi.

E.
Ricevuto  il  ricorso,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  al  Dott. 
Habicht (psichiatra), il quale, nella sua relazione dell'11 giugno 2008, 
ha affermato che non vi  sarebbero motivi  per distanziarsi  dal  parere 

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della Dott.ssa Schoch-Zysset ma che potrebbero essere acquisiti  ad 
atti  documenti  circa  ospedalizzazioni  in  ambito  psichiatrico  di  cui  fa 
cenno la Dott.ssa Raimondo.

Nelle sue osservazioni al ricorso del 20 giugno 2008, l'UAIE chiede a 
questo Tribunale di invitare la ricorrente ad esibire la documentazione 
sanitaria menzionata dalla propria consulente psichiatrica. 

Con ordinanze del 27 giugno ed 11 settembre 2008, la parte ricorrente 
è  stata  invitata  ad  esibire  quanto  richiesto.  Con  scritto  del  17 
settembre 2008, il  Patronato ACLI ha esibito documentazione già ad 
atti (cartelle cliniche).

L'incarto è stato ritrasmesso il  9 ottobre 2008 all'amministrazione, la 
quale  l'ha  sottoposto  al  Dott.  Lehmann.  Questo  sanitario,  nel  suo 
rapporto  del  22  ottobre  2008,  ha  annotato  la  carenza  della 
documentazione richiesta che riguardava episodi patologici degli anni 
90.  Egli  si  è  comunque  allineato  al  parere  dei  precedenti  sanitari 
dell'UAIE  (doc.  45).  Nelle  sue  osservazioni  ricorsuali  del  27  ottobre 
2008, l'UAIE propone dunque la reiezione dell'impugnativa.

F.
Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra 
documentazione  di  rilievo,  il  Patronato  ACLI,  con  scritto  del  18 
novembre  2008,  ha  ribadito  l'intenzione  della  propria  assistita  di 
mantenere  il  ricorso  ed  ha  segnatamente  prodotto:  un  rapporto 
d'esame  neurologico  dell'11  agosto  2008  (Dott.ssa  De  Capoa);  un 
nuovo certificato (23 maggio 2008) della Dott.ssa Raimondo nel quale 
si insiste sullo scarso effetto dei medicinali assunti dalla paziente. 

Ricevuta la replica, l'UAIE ha risottoposto gli  atti  al Dott. Lehmann, il 
quale, nella sua relazione del 5 dicembre 2008, si è riconfermato nelle 
sue precedenti considerazioni (doc. 47). Nella duplica del 10 dicembre 
2008, l'amministrazione ha riproposto la reiezione dell'impugnativa.

G.
Con decisione incidentale del 16 dicembre 2008, il TAF ha inviato alla 
parte  ricorrente,  per  conoscenza,  la  duplica  dell'UAIE con copia  del 
parere del Dott. Lehmann ed ha invitato la stessa a voler versare un 
anticipo di  Fr. 300.-, corrispondente alle presunte spese processuali. 
L'insorgente  ha  effettuato  un  versamento,  il  6  gennaio  2009,  di  Fr. 
296.-.

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Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti  l'assicurazione  per 
l'invalidità  possono  essere  portate  innanzi  al  TAF  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  del  19  giugno  1959 
sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). La ricorrente ha versato un anticipo di 
Fr. 296.-, corrispondente (in parte) alle presunte spese processuali. Il 
gravame è dunque ricevibile, nulla ostando all'esame del merito dello 
stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 

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regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

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5.
La  ricorrente  ha  presentato  la  domanda  di  rendita  il  29  settembre 
2006. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in 
vigore  fino  al  31  dicembre  2007)  precisa  che,  se  l'assicurato  si 
annuncia più di dodici  mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni 
possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la 
richiesta.  In  concreto,  lo  scrivente  Tribunale  amministrativo  federale 
può quindi limitarsi ad esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una 
rendita  il  29  settembre  2005  (ossia  12  mesi  precedenti  la 
presentazione  della  domanda),  oppure  se  un  diritto  alla  rendita  sia 
sorto  tra  tale  data  ed  il  28  gennaio  2008,  data  dell'impugnata 
decisione.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza,  infatti,  la 
legalità  della  decisione  impugnata,  in  generale,  secondo  lo  stato  di 
fatto esistente al momento in cui la decisione in lite è stata resa (DTF 
130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera,

-  aver  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  o  ad  un'assicurazione 
sociale assimilata (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento 1408/71) 
di  uno  Stato  membro  dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione 
europea  di  libero  scambio  (AELS),  durante  almeno  un  anno, 
rispettivamente, a partire dal 1° gennaio 2008, durante almeno tre anni 
(art. 36 LAI).

Nella specie, la ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
più di tre anni. Pertanto adempie la condizione della durata minima di 
contribuzione,  alla  quale  la  legge  subordina  l'erogazione  di  una 
rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalida ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 

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stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter 

LAI (art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'UE e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 

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salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

7.5 Per gli art. 5 LAI ed 8 cpv. 3 LPGA gli assicurati maggiorenni che 
prima di subire un danno alla salute fisica o psichica non esercitavano 
un'attività lucrativa e dai quali non si può esigere che l'esercitino sono 
considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svolgere le proprie 
mansioni consuete.

8.

8.1 Dopo  il  rimpatrio,  l'interessata  ha  svolto  una  regolare  attività 
lucrativa, lavoro che ha smesso il 29 novembre 2003 per un infortunio 
ed  è  stata  licenziata  con  effetto  15  gennaio  2004.  Era  attiva  come 
commessa di prodotti ortofrutticoli in ragione di 6 ore al giorno per 30 
ore la settimana. La durata di lavoro normale, degli altri dipendenti, era 
di  36  ore  settimanali.  Non  è  dato  a  sapere  se  l'interessata  aveva 
assunto un orario leggermente ridotto per questioni di salute (doc. 23, 
24).

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). La documentazione medica costituisce un importante elemento di 
giudizio  per  determinare  quali  lavori  siano  ancora  ragionevolmente 

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esigibili  dall'assicurato, ma non spetta al  medico graduare l'invalidità 
dell'assicurato (DTF 114 V 314, 105 V 158).

8.3 Ai  fini  del  presente  giudizio  occorre  precisare  che  l'invalidità 
dell'assicurato  che  non  esercita  un'attività  lucrativa,  ma  svolge  le 
mansioni  consuete  e  dal  quale  non  si  può  ragionevolmente  esigere 
che intraprenda un'attività lucrativa, è determinata, in deroga all'art. 16 
LPGA,  in  funzione  dell'incapacità  di  svolgere  le  mansioni  consuete 
(art. 5 e 28 cpv. 2bis nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007 e art. 
8  cpv.  3  LPGA).  L'art.  27  dell'ordinanza  sull'assicurazione  per 
l'invalidità  del  17  gennaio  1961  (OAI,  RS 831.201)  precisa  che  per 
mansioni  consuete  di  una  persona  senza  attività  lucrativa  occupata 
nell'economia  domestica  s'intendono  gli  usuali  lavori  domestici, 
l'educazione dei figli nonché le attività artistiche e di pubblica utilità.

8.4 Per  quanto  riguarda  la  scelta  del  metodo  di  valutazione 
dell'invalidità di una persona assicurata che non esercita più un'attività 
lucrativa si  deve verificare quale sarebbe stata l'attività esercitata se 
non  fosse  subentrata  l'invalidità.  In  altre  parole,  lo  statuto 
dell'assicurata  viene  determinato  valutando  se  la  stessa  da  sana, 
quindi  se  non  fosse  subentrato  il  danno  alla  salute,  avrebbe 
consacrato  l'essenziale  del  suo  lavoro  all'economia  domestica  o  ad 
un'occupazione  remunerata  e  questo  tenendo  conto  dell'evoluzione 
della  situazione  fino  all'emanazione  della  decisione  impugnata. 
L'ipotetica  ripresa  di  un'attività  lucrativa  va  ammessa  ove  tale 
eventualità  si  presenti  alla  luce della  situazione personale,  familiare, 
sociale ed economica con un grado di verosimiglianza preponderante 
(DTF 125 V 150 consid. 2c, 117 V 194 consid. 3b).

Va precisato che secondo l'art. 28 cpv. 2ter LAI, nel tenore in vigore fino 
al 31 dicembre 2007, qualora l'assicurato eserciti un'attività lucrativa a 
tempo  parziale,  o  collabori  gratuitamente  nell'azienda  del  coniuge, 
l'invalidità,  per  questa  parte,  è  determinata  secondo  l'art.  16  LPGA. 
Se, inoltre, svolge anche le mansioni consuete, l'invalidità per questa 
attività  è  determinata  secondo il  capoverso 2bis. In  tal  caso,  occorre 
determinare  la  parte  dell'attività  lucrativa  o  della  collaborazione 
gratuita  nell'azienda  del  coniuge  e  quella  dello  svolgimento  delle 
mansioni consuete e poi determinare il  grado d'invalidità in funzione 
della disabilità patita nei due ambiti (metodo misto).

9.

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9.1 Nel  caso  in  esame,  in  sede  d'istruttoria,  è  stata  evidenziata  la 
diagnosi di depressione maggiore ricorrente, note spondiloartrosiche, 
eccedenza ponderale. La documentazione medica esibita  in  sede di 
ricorso e di replica fa perno, in sostanza, sulla scarsa efficacia della 
terapia farmacologica in atto.

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella 
versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  la  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni, il medico dell'INPS pone un tasso d'invalidità del 
70%  negando  che  la  paziente  sia  in  grado  di  svolgere  un'attività 
adeguata  alle  sue  condizioni  di  salute.  Dal  canto  loro,  i  medici 
dell'UAIE  negano  il  requisito  dell'incapacità  al  lavoro  di  livello 
pensionabile.

10.2 Ora,  a  questo  parere  e,  in  generale,  all'operato 
dell'amministrazione possono essere mosse diverse obiezioni.

10.2.1 In primo luogo, la scelta del metodo di valutazione applicabile 
(cfr. consid. 8.4) è erronea. L'UAIE ha applicato il metodo (di calcolo) 
specifico delle casalinghe, ciò che non appare appropriato, perlomeno 
in base alle risultanze degli atti. Infatti, l'interessata è stata licenziata a 
causa di un infortunio (doc. 23) e, per il seguito, da gennaio a luglio 
2004 è stata iscritta nei registri dei disoccupati. Ora, se l'infortunio non 
fosse  avvenuto  e  se  la  sua  patologia  psichiatrica  non  si  fosse 
aggravata, la nominata avrebbe verosimilmente continuato a svolgere 

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il  precedente  lavoro.  In  altre  parole,  la  nominata  non  avrebbe 
rinunciato  spontaneamente  ad  esercitare  un'attività  lucrativa,  ma  le 
contingenze  dell'epoca  (infortunio/malattia)  l'hanno  suo  malgrado 
costretta  a  ripiegare  su  tale  occupazione domestica. Va ricordato,  a 
questo proposito, che l'aggravamento della sintomatologia psichiatrica 
deve  essere  avvenuto  nel  2005,  mentre  l'origine  di  tale  turba  è 
effettivamente remota (psicosi post-partum; doc. 29a).

Inoltre, visto che la nominata lavorava  per 30 ore settimanali, invece 
delle  normali  36  ore,  v'è  da  chiedersi  se  non  sia  eventualmente 
applicabile il  metodo cosiddetto misto (cfr. consid. 8.4). Deve essere 
comunque  rilevato  che  non  può  essere  escluso  che  l'interessata 
lavorasse a ritmo ridotto per ragioni di salute già presenti allora.

10.2.2 In  secondo  luogo,  manca  una perizia  psichiatrica  dettagliata. 
Esiste solamente un breve rapporto d'esame neuropsichiatrico del 16 
febbraio 2006 (doc. 29a), dal quale comunque emerge la particolarità 
che  la  patologia  in  atto  non  si  configura  in  una  banale  sindrome 
depressiva  eventualmente  emendabile  con  terapia  farmacologica, 
quanto piuttosto in una depressione maggiore grave di tipo ricorrente. 
Sotto  il  profilo  psichiatrico/neurologico,  è  necessario  allestire 
un'adeguata  indagine  specialistica  completa,  che  contenga  una 
anamnesi  dettagliata,  un  esame  oggettivo  che  riferisca 
sull'orientamento  spazio-temporale  della  paziente,  sull'umore,  sulle 
idee presenti, nonché in merito ai gradi di attenzione, concentrazione, 
organizzazione mentale, intuizione ecc., ponga una precisa diagnosi, 
menzioni  l'eventuale  terapia  seguita,  si  esprima  sulla  prognosi  e  si 
pronunci infine sulla capacità ed all'esigibilità di un'attività lucrativa ed 
in quale misura questa sarebbe proponibile. Questa indagine s'impone 
tanto più che i referti esibiti dopo l'impugnata decisione insistono sulla 
scarsa efficacia delle cure in corso.

11.

11.1 Ora,  fatte  queste  considerazioni,  il  collegio  giudicante  si  trova 
nell'impossibilità di determinare la misura dell'eventuale incapacità di 
lavoro  e  di  guadagno  subita  dall'interessata  e  da  quando  questa 
invalidità  esisterebbe.  In  queste  circostanze è  necessario  accogliere 
parzialmente  il  ricorso,  annullare  la  decisione  impugnata  e  rinviare 
l'incarto all'UAIE, affinché emani una nuova decisione. Certo, l'art. 61 
cpv.  1  PA permette  solo  eccezionalmente  di  ricorrere  ad  una  tale 
procedura. Nel caso concreto, l'applicazione dell'eccezione prevista è 

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tuttavia giustificata se si considerano le numerose lacune dell'incarto e 
l'ampiezza delle informazioni da raccogliere.

11.2 L'UAIE  dovrà  quindi  completare  l'istruttoria  delucidando  la 
situazione  medica  dall'epoca  di  cessazione  dell'attività  lucrativa 
(novembre 2003) fino alla data dell'impugnata decisione (28 gennaio 
2008). L'UAIE emanerà poi un nuovo provvedimento impugnabile.

A  tale  fine  la  ricorrente  dovrà  essere  sottoposta  ad  una  perizia 
approfondita in psichiatria. Si richiederà inoltre un E 213 aggiornato ed 
un referto d'esame ortopedico.

L'incarto  sarà  poi  inviato  in  esame  al  servizio  medico  dell'UAIE,  il 
quale si pronuncerà in merito all'evoluzione dell'incapacità al lavoro fra 
il  novembre 2003 ed il  28 gennaio 2008, nonché in merito all'attività 
professionale che la  ricorrente avrebbe potuto espletare nel  periodo 
suddetto o, se del caso, in merito alla sua capacità di attendere alle 
usuali  incombenze  domestiche  solo  nella  misura  in  cui  questa 
occupazione  sarebbe  di  rilievo  (metodo  misto;  cfr.  consid.  8.4  e 
10.2.1).

12.

12.1 Visto l'esito del ricorso, non vengono prelevate spese processuali 
e  l'anticipo  di  Fr. 296.-  versato  dall'insorgente  il  6  gennaio  2009,  le 
viene restituito.

12.2 In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in 
tutto o in parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le spese 
indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato.

Nel  caso  in  esame,  viste  la  memoria  di  ricorso,  nonché  la 
documentazione esibita,  si giustifica riconoscere alla parte ricorrente 
un'indennità  per  spese  ripetibili  di  Fr.  700.-,  da  porre  a  carico 
dell'UAIE.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto nel senso che, annullata l'impugnata 
decisione  del  28  gennaio  2008,  l'incarto  è  rinviato  all'Ufficio 
dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
(UAIE),  perché proceda ai  sensi  del  considerando 11 e statuisca di 
nuovo.

2.
Non  si  prelevano  spese  processuali.  L'anticipo  di  Fr. 296.-,  versato 
dalla ricorrente il 6 gennaio 2009, le viene restituito.

3.
Alla parte ricorrente viene riconosciuta un'indennità per spese ripetibili 
di Fr. 700.-, la quale è posta a carico dell'Ufficio AI intimato.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante della ricorrente (raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif. AI IT/756.0590.5482.29/JU)
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30  giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono rispettate le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 
e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS  173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i 
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte ricorrente  –  i  documenti 
indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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