# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7310e6c9-b82b-5699-b228-c9d111eb94d6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-04-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.04.2006 40.2005.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_40-2005-1_2006-04-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  40.2005.1

   

  rs/td

  	
  Lugano

  12 aprile
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 8 novembre 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 2
  novembre 2005 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1 

   

  in materia di indennità di maternità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, di
professione fisioterapista indipendente, il 19 agosto 2005, ha inoltrato alla
Cassa CO 1 AVS/AI/IPG domanda di indennità di maternità a seguito della
nascita, il 26 luglio 2005, della figlia __________ (cfr. doc. 12, 13).

 

                               1.2.   Con
decisione del 28 settembre 2005 la Cassa CO 1 CO 1 ha stabilito che
l’assicurata ha diritto, dal 26 luglio fino al 31 ottobre 2005, a un’indennità
giornaliera lorda di fr. 89.60, calcolata sulla base di un reddito provvisorio
annuo di fr. 40'000.-- (cfr. doc. A3).

                               1.3.   A seguito
dell’opposizione interposta l’8 ottobre 2005 dall’assicurata (cfr. doc. A2), la
Cassa CO 1, il 2 novembre 2005, ha emanato una decisione su opposizione con cui
ha ribadito il contenuto del suo primo provvedimento.

                                         In
particolare l’amministrazione ha osservato:

 

" 
(…)

1. Con
decisione del 28 settembre 2005 la Cassa ha assegnato alla signora RI 1,
un'indennità di maternità di fr. 89.60 giornalieri lordi;

 

2. con
opposizione dell'8 ottobre 2005 si contesta il reddito da attività lucrativa
determinato per il calcolo dell'indennità giornaliera;

 

3. prima
di entrare nel merito dell'opposizione occorre ricordare che è determinante per
il calcolo dell'assegno maternità per lavoratori indipendenti il reddito,
convertito in guadagno giornaliero, che è stato stabilito per la fissazione
dell'ultimo contributo personale AVS prima del parto;

 

4. se,
al momento della nascita del figlio, i contributi dovuti per l'anno in
questione non sono stati ancora oggetto di una decisione passata in giudicato,
l'indennità è calcolata secondo il reddito preso in considerazione dalla Cassa
di compensazione per fissare gli acconti dei contributi per quell'anno
(direttiva 5045 IPG);

 

5. nella
fattispecie la fissazione provvisoria dell'ultimo acconto dei contributi AVS
prima del parto si basa su un reddito AVS per l'anno in corso ammontante a fr.
40'000.--, quindi il calcolo dell'indennità in caso di maternità deve riferirsi
a questo reddito;

 

6. a
titolo abbondanziale, qualora per l'anno in corso venisse definitivamente
fissato un contributo AVS più elevato, le resta comunque aperta la possibilità
di chiedere il conguaglio sulla parte d'indennità in caso di maternità non
percepita." (cfr. doc. A1)

 

                               1.4.   L’assicurata
ha tempestivamente impugnato la decisione su opposizione dinanzi al TCA,
rilevando:

 

" 
(…)

Pos. 3

 

L'Istituto stesso conferma
che "è determinante per il calcolo dell'assegno maternità per lavoratori
indipendenti il reddito, convertito in guadagno giornaliero, che è stato
stabilito per la fissazione dell'ultimo contributo personale AVS prima
del parto".

Ora, anche se
l'informazione generale corrente secondo cui l'indennità ammonterebbe all'80% del
reddito medio percepito prima del parto non corrispondesse alle direttive
d'applicazione ricevute dall'Istituto, visto quanto sopra è a mio avviso
escluso che per il calcolo si possa prendere in considerazione il periodo
dell'anno rimanente dopo il parto.

 

Raccomandata
dell'8.11.2005 al Tribunale cantonale delle assicurazioni, pag. 2 

Pos. 4

 

La norma secondo cui
"se, al momento della nascita del figlio, i contributi per l'anno in
questione non sono stati ancora oggetto di una decisione passata in giudicato,
l'indennità è calcolata secondo il reddito preso in considerazione dalla Cassa
di compensazione per fissare gli acconti dei contributi per quell'anno
(direttiva 5045 IPG)", implica che a far stato è, come minimo, il
mio ultimo contributo personale AVS prima del parto come specificato al
punto 3, ossia fr. 1535.05 (acconto II trimestre 2005 versato il 30.06.2005).
Detto per inciso, l'ultima decisione definitiva di fissazione dei contributi
risale al 25.04.2005 per il periodo di contribuzione 01.01.2002-31.12.2002
(ragione per cui nella mia contabilità figurano dei transitori passivi 2003 e
2004 in attesa dei conguagli): Reddito annuo 2002 soggetto a contribuzione =
Fr. 76'271 (contributi fr. 7'498.70). Il reddito di 9 mesi corrispondeva dunque
a fr. 57'203. Dato che il punto dei fisioterapisti non è cambiato neppure negli
ultimi due anni, non è troppo sorprendente che con la mia tabella sul reddito
conseguito nei 9 mesi precedenti il parto io sia arrivata ad un importo quasi
uguale: fr. 56'762.48! Applicando il principio del reddito medio, la base giusta
di calcolo sarebbe dunque questa cifra.

 

Pos. 5

 

Come già scritto nella mia
opposizione dell'8 ottobre 2005 "la decisione provvisoria del 27.06.2005
di fissazione dei contributi dal 01.01.2005 al 31.12.2005" va
completamente disgiunta da questo discorso:

a) perché
prende in considerazione il periodo dell'anno rimanente dopo il parto 

b) perché
non era stata richiesta come tale (l'annuncio delle previsioni di reddito
dell'anno 2005 realisticamente ridotto, ossia indicativamente fr. 40'000.--,
era stato fatto in base alla lettera del 17 giugno 2005 proprio dell'Istituto,
unico modo per ottenere una modifica degli acconti trimestrali che, vedi sopra,
sarebbero stati in ogni caso troppo alti e non sopportabili durante
l'interruzione/riduzione dell'attività. Nemmeno il funzionario incaricato ha
potuto pensare, e tanto meno avvertirmi, che tale soluzione potesse avere delle
conseguenze sulla decisione per l'assegnazione dell'indennità di
maternità)." (Doc. I)

 

                               1.5.   L’amministrazione,
in risposta, ha postulato l’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti
di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc.
III).

 

                               1.6.   In replica
l’assicurata ha formulato alcune precisazioni, sottolineando nuovamente che ai
fini del calcolo dell’indennità di maternità non va considerato il reddito
provvisorio per il 2005 di fr. 40'000.-- indicato per la fissazione dei
contributi AVS/AI/IPG, bensì il reddito lavorativo dei nove mesi precedenti il
parto o il reddito risultante dall’ultima decisione definitiva del 25 aprile
2005 relativa ai contributi AVS per l’anno 2002 (cfr. doc. V).

 

                               1.7.   La Cassa CO
1 ha preso posizione in merito con scritto del 22 dicembre 2005, al quale ha
allegato alcuni documenti (cfr. doc. VII, 17-20).

 

                               1.8.   Il 20
gennaio 2006 l’assicurata ha presentato ulteriori osservazioni (cfr. doc. IX).

 

                               1.9.   L’amministrazione,
il 6 febbraio 2006, si è riconfermata nei suoi precedenti allegati,
puntualizzando che non può stabilire l’importo dell’indennità sulla base della
tassazione 2001/2002, come invece richiesto dall’assicurata (cfr. doc. XI).

 

                             1.10.   Il doc. XI è
stato trasmesso per conoscenza all’assicurata (cfr. doc. XII).

 

                             1.11.   Il 17 marzo
2006 l’assicurata ha ancora esposto alcune precisazioni (cfr. doc. XIII).

 

                                         Il doc.
XIII è stato inviato per conoscenza alla Cassa (cfr. doc. XIV).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto del
contendere è la questione di sapere se l’importo dell’indennità giornaliera di
maternità riconosciuto dalla Cassa CO 1 a RI 1, nel periodo dal 26 luglio 2005
al 31 ottobre 2005, è o meno corretto.

 

                               2.2.   L’art. 41
cpv. 2 Cost.fed. (obiettivi sociali) prevede che la Confederazione e i Cantoni
si adoperano affinché ognuno sia assicurato contro le conseguenze economiche,
oltre che della vecchiaia, dell’invalidità, della malattia, dell’infortunio,
della disoccupazione, dell’orfanità e della vedovanza, anche della maternità.

 

                                         L'art.
116 cpv. 3 Cost. fed. prevede che "la Confederazione istituisce
un'assicurazione per la maternità". 

                                         Può
essere obbligata a versare contributi anche a chi non può fuire delle
prestazioni assicurative.

 

                                         Il 13
giugno 1999 in votazione popolare è stata rifiutata la legge sull’assicurazione
per la maternità (LAMat) del 18 dicembre 1998 (cfr. D. Cattaneo, La legge sugli
assegni di famiglia: caratteristiche, sentenze e problemi aperti, in RDAT
I-2000 pag. 121 segg., pag. 135 nota 155).

 

                                         In
seguito, e meglio il 20 giugno 2001, il consigliere nazionale Pierre Triponez
ha depositato un’iniziativa parlamentare volta a modificare la legge sulle
indennità di perdita di guadagno (LIPG) al fine di estendere la cerchia dei
beneficiari alle madri esercitanti un’attività lucrativa. Il 3 ottobre 2001 la
Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale
(CSSS-N) ha licenziato il suo rapporto e il relativo progetto di legge,
accogliendo le richieste formulate dall’iniziativa parlamentare (cfr. FF 2003
pag. 1014 segg.; FF 2003 pag. 2529 segg.).

                                         Il 3
ottobre 2003 le Camere federali hanno adottato la modifica della LIPG.

                                         Il
progetto di LIPG che contempla l’introduzione dell’indennità di maternità per
le madri che esercitano un’attività lucrativa, nonché l’aumento degli importi
delle indennità per chi presta servizio è stato accettato in votazione popolare
il 26 settembre 2004. 

                                         La modifica
della LIPG è entrata in vigore il 1° luglio 2005 (cfr. Sécurité sociale 6/2004
pag. 395).

                                         

                               2.3.   Gli art.
16b-16h LIPG, validi dal 1° luglio 2005, regolamentano l’indennità in caso di
maternità.

 

                                         L’art.
16b LIPG così definisce le aventi diritto:

 

"  Ha
diritto all’indennità la donna che:

a. era
assicurata obbligatoriamente ai sensi della legge sull’AVS durante i nove mesi immediatamente precedenti
il parto;

b. durante tale
periodo ha esercitato un’attività lucrativa per almeno cinque mesi;

c. al momento del parto:

1. è una salariata ai sensi dell’articolo 10 della LPGA;

2. è un’indipendente ai sensi dell’articolo 12 LPGA; o

3. collabora nell’azienda del marito percependo un salario in
contanti. (cpv. 1)

Il periodo d’assicurazione secondo il capoverso 1 lettera a è
ridotto nella misura in cui il parto avviene prima della fine del nono mese di
gravidanza. (cpv. 2)

 Il Consiglio federale
disciplina il diritto all’indennità delle donne che per incapacità al lavoro o
disoccupazione:

a. non soddisfano le condizioni di cui al capoverso 1 lettera a;

b. al momento del parto non sono salariate o indipendenti. (cpv.
3)"

 

                                         Gli art. 16c e 16d LIPG,
per quanto concerne l’inizio e l’estinzione del diritto, enunciano:

 

 

" 
Il diritto all’indennità inizia il giorno del
parto" (cpv. 1)

"  In
caso di soggiorno ospedaliero prolungato del neonato, la madre può chiedere che
l’indennità sia versata soltanto a partire dal giorno in cui il figlio è
accolto a casa" (cpv. 2)

 

                                         e:

 

" 
Il diritto all’indennità si estingue 98 giorni
dopo il suo inizio. Si estingue prima se la madre riprende la sua attività
lucrativa o muore."

 

                                         L'art. 16e, relativo
all’importo e al calcolo dell’indennità, prevede al cpv. 1 che "l’indennità
di maternità è versata sotto forma di indennità giornaliera" e al cpv. 2
"l’indennità giornaliera ammonta all’80 per cento del reddito medio
conseguito prima dell’inizio del diritto all’indennità. All’accertamento di
tale reddito è applicabile per analogia l’articolo 11 capoverso 1".

 

                                         L’art. 11 cpv. 1 LIPG precisa
che:

 

"  Per
l’accertamento del reddito medio conseguito prima del servizio è determinante
il reddito da cui sono prelevati i contributi secondo la legge federale del 20
dicembre 1946 sull’assicurazione per la
vecchiaia e per i superstiti (detta qui di seguito «legge sull’AVS»). Il
Consiglio federale emana prescrizioni sul calcolo dell’indennità e incarica
l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali di allestire tabelle vincolanti
con importi arrotondati."

 

                                         L’importo
massimo dell’indennità di maternità è fissato all’art. 16 f LIPG:

 

"  L’indennità
di maternità ammonta al massimo a 172 franchi al giorno. L’articolo 16a capoverso 2 è
applicabile per analogia.(cpv. 1)

L’indennità di maternità è ridotta nella misura in cui supera
l’importo massimo secondo il capoverso 1. (cpv. 2)"

 

 

                                         L’art. 16g LIPG stabilisce
il principio della priorità dell’indennità di maternità, e meglio:

 

"  L’indennità
di maternità esclude il versamento delle seguenti altre indennità giornaliere:

a. dell’assicurazione contro la disoccupazione;

b. dell’assicurazione per l’invalidità;

c. dell’assicurazione contro gli infortuni;

d. dell’assicurazione militare;

e. delle indennità di cui agli articoli 9 e 10.(cpv. 1)

 

Se fino all’inizio del diritto all’indennità di maternità vi era
un diritto a un’indennità giornaliera in virtù di una delle leggi seguenti,
l’indennità di maternità corrisponde almeno all’indennità giornaliera versata
precedentemente:

a. la legge
federale del 19 giugno 1959 sull’assicurazione
per l’invalidità;

b. legge federale del 18 marzo 1994 sull’assicurazione
malattie;

c. legge
federale del 20 marzo 1981 sull’assicurazione
contro gli infortuni;

d. legge federale del 19 giugno 1992
sull’assicurazione militare;

e. legge del 25
giugno 1982 sull’assicurazione contro la
disoccupazione."

 

                                         Infine l’art. 16h LIPG
prevede che a complemento di quanto previsto dalla LIPG i Cantoni possono
prevedere un’indennità di maternità più elevata o di durata maggiore nonché
un’indennità di adozione e prelevare contributi specifici per il loro
finanziamento.

                                         Per quanto concerne il
Cantone Ticino il deputato Raoul Ghisletta, con una mozione dell’11 ottobre
2004, ha chiesto di estendere da 14 a 16 settimane la durata dell’indennità
maternità e di introdurre un’indennità di adozione della medesima durata. Nel
mese di febbraio 2006 tale mozione è stata respinta, per motivi finanziari, sia
dalla Commissione della gestione e delle finanze (cfr. Rapporto di maggioranza
del 7 febbraio 2006 N. 5681), che del Gran Consiglio.

 

                               2.4.   A decorrere dal 1° luglio
2005, dunque, le donne che esercitano un’attività dipendente - comprese quelle
che collaborano nell’azienda del marito percependo un salario - o indipendente
hanno diritto durante le 14 settimane successive al parto all’indennità di
maternità corrispondente all’80% del reddito medio conseguito prima dell’inizio
di tale diritto, al massimo però fr. 172.-- al giorno (cfr. consid. 2.3.; Securité
sociale 6/2004 pag. 395; Circulaire sur l’allocation de maternité (CAMat)
emessa dall’UFAS con validità dal 1. luglio 2005, n. 1051, 1057, 1084 segg.).

 

                                         Nell’evenienza
concreta RI 1 è stata attiva quale
fisioterapista indipendente al 100% dal mese di settembre 2000, senza
interruzioni, fino alla data della nascita della figlia __________, il 26
luglio 2005. Dal 6 giugno 2005 fino al parto la stessa è stata, tuttavia,
incapace al lavoro al 50% per malattia (cfr. doc. 11, 12).

 

                                         Dalla documentazione agli
atti risulta una decisione definitiva di fissazione dei contributi AVS/AI/IPG
del 25 aprile 2005 relativa al periodo di contribuzione 1.1.2002-31.12.2002.
Dalla stessa emerge un reddito aziendale di fr. 76'761.-- (cfr. doc. A5).

 

                                         L’assicurata ha poi
allestito una tabella concernente il suo reddito lavorativo dal 1. ottobre 2004
al 30 giugno 2005, indicando quale reddito netto totale l’importo di fr.
56'762.48, costituiti da fr. 20'808.85 per il periodo ottobre-dicembre 2004 e
da fr. 35'953.63 per i mesi da gennaio a giugno 2005 (cfr. doc. A4).

 

                                         Il 22 giugno 2005 l’insorgente
ha, inoltre, comunicato alla Cassa CO 1, in relazione ai contributi AVS/AI/IPG
quale indipendente, di prevedere per il 2005 un utile netto non superiore
all’importo di fr. 40'000.--, in considerazione della sospensione dell’attività
per gravidanza (cfr. doc. 19).

 

                                         La Cassa, il 27 giugno
2005, ha così emesso una decisione provvisoria di fissazione dei contributi
AVS/AI/IPG per il lasso di tempo 1.1.2005 – 31.12.2005 tenendo conto di un
reddito aziendale di fr. 40'000.-- (cfr. doc. 20).

 

                                         A seguito della nascita, il
26 luglio 2005, di __________, la Cassa CO 1 ha riconosciuto alla
ricorrente il diritto di percepire un’indennità di maternità dal 26 luglio 2005
al 31 ottobre 2005. L’importo dell’indennità giornaliera è stato determinato in
fr. 89.60, facendo riferimento, come base di calcolo, al reddito aziendale di
fr. 40'000.-- dichiarato dall’assicurata nel mese di giugno 2005 al fine della
fissazione provvisoria degli acconti dei contributi AVS prima del parto (cfr.
doc. A3; A1; III; VII).

 

                                         La ricorrente, dal canto
suo, contesta tale modo di procedere, sostenendo che la decisione provvisoria
del 27 giugno 2005 relativa ai contributi AVS fondata su un reddito aziendale
di fr. 40'000.-- per l’intero 2005 sia indipendente dalla questione della
determinazione dell’importo dell’indennità giornaliera di maternità. Essa
ritiene, in effetti, che per il calcolo di quest’ultima non vada preso in
considerazione il periodo dell’anno civile successivo al parto. 

                                         A mente dell’assicurata si
deve, piuttosto, tenere conto, come base di conteggio, del reddito lavorativo
dei nove mesi precedenti il parto oppure del reddito determinante per stabilire
il contributo personale AVS per il periodo di contribuzione 1.1.2002-31.12.2002
di cui all’ultima decisione definitiva del 25 aprile 2005 (cfr. doc. I; V).

 

                               2.5.   Il TCA è dunque chiamato a
stabilire sul quale dei tre redditi     (fr. 40'000.--, fr. 76'761.-- o fr.
56'762.48) deve essere fissata l'indennità giornaliera di maternità spettante
alla ricorrente.

 

                                         L’assicurata, sostiene di
avere comunicato alla Cassa, nel mese di giugno 2005, la diminuzione
presumibile del reddito aziendale per il 2005 rispetto agli anni passati, a
seguito del calo e dell’interruzione dell’attività lavorativa a causa della
gravidanza e della nascita della figlia, soltanto al fine della fissazione
degli acconti dei contributi per il 2005. Essa ritiene che tale avviso non
doveva avere influenza sulla determinazione dell’indennità di maternità e che
l’analogia con l’indipendente che presta servizio non esiste (cfr. doc. I). 

                                      

                                         In realtà da quanto
esposto ai considerandi precedenti (cfr. consid. 2.2., 2.3.) risulta evidente,
che l’istituto dell’indennità di maternità è stato adottato nel contesto della
LIPG, estendendo la cerchia di beneficiari - fino al 1° luglio 2005 limitata
alle persone che svolgono servizio militare, servizio civile o di protezione
civile - anche alle madri esercitanti un’attività lavorativa. 

                                         Siccome le madri sono
state equiparate alle persone che prestano servizio, le modalità di calcolo
delle prestazioni devono essere chiaramente le stesse. 

                                         Ciò trova conferma nella
legge medesima, la quale per la determinazione dell’indennità di maternità
rinvia espressamente alle disposizioni relative al calcolo dell’indennità per
il servizio militare, servizio civile o di protezione civile che vanno
applicate per analogia.

                                         In effetti l’art. 16e
LIPG, secondo cui per le madri che esercitano un’attività lavorativa in
generale, e quindi sia dipendente che indipendente, l’indennità giornaliera
ammonta all’80% del reddito medio conseguito prima dell’inizio del diritto
all’indennità, ossia prima del giorno del parto (cfr. art. 16c LIPG; consid.
2.3.), prevede che all’accertamento di tale reddito è applicabile per analogia
l’art. 11 cpv. 1 LIPG relativo al calcolo delle indennità per le persone che
prestano servizio.

                                         Quest’ultimo
disposto enuncia, da una parte, che per
l’accertamento del reddito medio conseguito prima del servizio è determinante
il reddito da cui sono prelevati i contributi secondo la LAVS, dall’altra, che
il Consiglio federale emana prescrizioni sul calcolo delle indennità (cfr.
consid. 2.3.).

                                         

                                         Il Consiglio federale agli
art. 4 -11 OIPG, in vigore dal 1° luglio 2005, ha adottato alcune disposizioni
relative al calcolo dell’indennità, segnatamente per lavoratori salariati (art.
4 OIPG), per lavoratori salariati con reddito regolare (art. 5 OIPG), per
lavoratori salariati con reddito irregolare (art. 6 OIPG) e per lavoratori
indipendenti (cfr. art. 7OIPG).

 

                                         In particolare l’art. 7
OIPG, che riguarda i lavoratori indipendenti, prevede che:

 

"  L’indennità
è calcolata sulla base del reddito determinante per l’ultimo contributo AVS
prima dell’entrata in servizio, convertito in salario giornaliero medio. Se in
seguito viene stabilito un altro contributo AVS per l’anno del servizio, può
essere richiesto un nuovo calcolo dell’indennità.(cpv. 1)

Per la persona che prova che nel corso del servizio avrebbe
intrapreso un’attività indipendente per un periodo più lungo, l’indennità è
calcolata sulla base del reddito che avrebbe potuto conseguire. (cpv. 2)

Nel caso di un lavoratore indipendente che non è tenuto a pagare
prima dell’entrata in servizio i contributi previsti dalla legge federale del
20 dicembre 1946 sull’assicurazione per la
vecchiaia e per i superstiti (LAVS), l’indennità è calcolata sulla base del
reddito conseguito durante l’anno precedente l’entrata in servizio. (cpv. 3)"

 

                                         Dal Parere del Consiglio
federale del 6 novembre 2002 concernente l’iniziativa parlamentare “Modifica
della legge sulle indennità di perdita di guadagno – Estensione del campo di
applicazione alle madri che esercitano un’attività lucrativa (Triponez Pierre)”,
pubblicato in FF 18 febbraio 2003 pag. 1014 segg., si evince inoltre che:

 

" 
(…)

Le regole che
disciplinano l’applicazione e l’organizzazione dell’indennità di maternità
corrispondono in larga misura al sistema delle IPG in caso di servizio, sistema
che ha dato buona prova. L’esecuzione dell’indennità di maternità è affidata
agli organi attualmente responsabili delle IPG in caso di servizio, cioè alle
casse di compensazione dell’AVS e ai datori di lavoro. Grazie a questa
soluzione a nostro parere non vi sono da attendersi problemi di rilievo
nell’applicazione tecnica della normativa in materia di indennità di maternità
(…)” (FF 2003 pag. 1019)

 

                                         La Cassa, dunque, a
ragione per conteggiare l’indennità di maternità di spettanza dell’assicurata ha
fatto riferimento, giusta gli art. 16e e 11 LIPG e 7 OIPG, alle modalità di
calcolo per le persone che prestano servizio, segnatamente con attività
indipendente, come è il caso della ricorrente.

 

                               2.6.   Per stabilire l’ammontare
dell’indennità giornaliera di maternità di un’assicurata con attività
lavorativa indipendente occorre, dunque, fondarsi per analogia sull’art. 7 OIPG
(cfr. consid. 2.5.). 

 

                                         A proposito di tale disposto,
il cui tenore è identico all’art. 5 vOIPG, in vigore fino al mese di giugno
2005, è utile segnalare la sentenza del 13 giugno 2003 nella causa UFAS c/N., E
1/00, concernente un caso ticinese, in cui il TFA ha confermato il giudizio del
TCA, che aveva accolto il ricorso di un assicurato interposto contro una decisione
della Cassa di compensazione di parziale accoglimento della sua domanda di
ricalcolare, a seguito della determinazione definitiva dei contributi per gli
anni 1991-1995, le indennità di perdita di guadagno percepite per i giorni di
servizio militare prestati nel 1991, 1992, 1993 e 1995, e retrocesso gli atti
alla Cassa al fine di procedere a un nuovo conteggio delle postulate indennità.

                                         L’Alta Corte, per quanto
qui di interesse, ha stabilito:

 

" 
(…)

2.1 Preme avantutto osservare che l'art. 5 cpv. 1 OIPG si fonda sulla delega di
cui all'art. 11 cpv. 2 LIPG,
il qual disposto, per l'accertamento del reddito medio conseguito prima del
servizio, dichiara determinante il reddito da cui sono prelevati i contributi
conformemente alla LAVS e conferisce per il resto al Consiglio federale la
competenza di emanare prescrizioni sul calcolo dell'indennità.

 

2.1.1 Secondo giurisprudenza, nella misura in cui
una delegazione legislativa è relativamente imprecisa e, di conseguenza, come
in concreto, attribuisce all'esecutivo un ampio potere d'apprezzamento, il
tribunale deve limitarsi ad esaminare se la normativa esecutiva sconfini
manifestamente dal quadro di competenze delegatele, se è idonea a realizzare
oggettivamente lo scopo che si prefigge la legge o se, per altri motivi, è
contraria alla legge o alla Costituzione. A questo proposito, una disposizione
regolamentare viola l'art. 8 cpv. 1 Cost. quando non si basa su motivi validi, è priva di senso o utilità,
oppure opera distinzioni giuridiche che non trovano giustificazione alcuna
nella fattispecie da disciplinare o, per contro, tralascia di operarne di
necessarie, dando luogo ad una parificazione inammissibile (cfr. DTF 128
V 98 consid. 5a, 105 consid. 6a e riferimenti).

 

2.1.2 Stabilendo le modalità di calcolo delle
indennità per le persone indipendenti e tenendo conto del fatto che una
decisione (definitiva) sui contributi per l'anno in questione può
sopraggiungere diverso tempo dopo la fine del servizio per il quale l'indennità
è dovuta, la regolamentazione prevista dall'art. 5
cpv. 1 OIPG non sconfina manifestamente dal quadro di competenze
delegatele dall'art. 11 cpv. 2 LIPG, limitandosi piuttosto a precisarne principi e termini, senza con
ciò porre nuove questioni o estendere la portata della legge." (STFA del 13
giugno 2003 nella causa UFAS c/N., E 1/00, consid. 2.1.)

 

                                         Quanto deciso per l’art. 5
v.OIPG vale mutatis mutandis anche per l’attuale art. 7 OIPG.

                                         Va, pertanto, ritenuto che
la regolamentazione dell’art. 7 OIPG non sconfina dal quadro di competenze
delegatele dall’art. 11 LIPG.

                                         Di conseguenza nel calcolo
dell’importo dell’indennità di maternità di un’assicurata indipendente deve
essere considerato, per analogia con chi presta servizio, il reddito su cui la
Cassa si è basata per fissare gli ultimi contributi personali AVS prima del
parto (cfr. consid. 2.5.).

                               2.7.   Il TCA deve ora appurare cosa
si intenda per “il reddito su cui la Cassa si è basata per fissare gli
ultimi contributi personali AVS prima del parto” sul quale la Cassa deve fondarsi,
applicando per analogia l’art. 7 OIPG, per determinare l’indennità di maternità
di un’assicurata indipendente (cfr. consid. 2.6.).

 

                                         La “Circulaire sur
l’allocation de maternité” (CAMat) emanata dall’UFAS - autorità di vigilanza in
materia di LIPG (cfr. art. 23 LIPG, 72 LAVS, 176 OAVS) - e valida a far tempo
dal 1. luglio 2005, per quanto attiene alla determinazione del reddito
conseguito prima del parto dalle lavoratrici indipendenti, prevede:

 

"  (…)

5.2 Travailleuses indépendantes

Est déterminant pour le calcul de
l’allocation des travailleuses indépendantes le revenu, converti en gain
journalier, qui a été retenu pour fixer la dernière cotisation personnelle AVS
avant l’accouchement. Les n.os 5043 à 5046 DAPG s’appliquent par
analogie."

 

                                         Le “Directives concernant
le régime des allocations pour perte de gain pour les personnes faisant du
service et en cas de maternité ”, emesse dall’UFAS e valide dal 1. luglio 2005,
ai n. 5043-5046, relativi alla determinazione del reddito giornaliero medio
conseguito prima del servizio dalle persone di condizione indipendente,
enunciano:

 

"  (…)

           5.3. Personnes de condition
indépendante

           5.3.1 Principe

5043   L’allocation
pour les personnes de condition indépendante est calculée d'après le revenu,
converti en gain journalier, qui a été retenu pour fixer la dernière cotisation
personnelle AVS avant l'entrée en service. Il n'est pas tenu compte
d'éventuelles réductions ou remises de cette cotisation. Ne sont pas non plus
prises en compte les prestations d'assurances sociales soumises aux cotisations
AVS (allocations APG et indemnités journalières de l'AI).

 

5044   Pour
déterminer le revenu journalier moyen, le revenu annuel est divisé par 360.

 

5045   Si,
lors de l'entrée en service, les cotisations dues pour l'année en cause
n'ont pas encore fait l'objet d'une décision passée en force, l'allocation est
calculée d'après le revenu que la caisse de compensation a retenu pour fixer
les acomptes de cotisations pour cette année (voir les directives sur les
cotisations des travailleurs indépendants et des non actifs).

 

 

5046   Si,
ultérieurement, la caisse de compensation fixe pour l'année en cause une
cotisation supérieure sur la base de la communication fiscale, la personne qui
fait du service peut demander que l'allocation soit adaptée et que la
différence lui soit payée après coup. La caisse de compensation doit fournir
aux personnes intéressées une information appropriée quant à cette possibilité.
Si la cotisation fixée après coup est inférieure, la restitution des
allocations versées en trop n'est pas réclamée.” (La sottolineatura è
del redattore)

                                      

                               2.8.   Alla luce della LIPG,
dell’OIPG e di quanto esposto al considerando precedente, questa Corte ritiene
che la nozione di “reddito su cui la Cassa si è basata per fissare gli
ultimi contributi personali AVS prima del parto”, comprende, analogicamente
a quanto avviene per le persone che prestano servizio, anche il reddito
utilizzato per fissare in modo provvisorio i contributi per l’anno in corso,
ovvero l’anno civile in cui si ha diritto a percepire le indennità di maternità
e quindi l’anno del parto.

                                         Ciò emerge, del resto,
pure dalle “Directives concernant le régime des allocations pour perte de gain
pour les personnes faisant du service et en cas de maternité”, in particolare
n. 5045, alle quali rinvia la “Circulaire sur l’allocation de maternité” (CAMat)
(cfr. consid. 2.7.).

 

                                         In proposito giova evidenziare
che, benché le direttive amministrative non
costituiscano norme giuridiche e non siano vincolanti per il giudice delle
assicurazioni sociali, quest’ultimo deve tenerne conto per prendere la sua
decisione nella misura in cui queste ultime permettono un’interpretazione delle
disposizioni legali applicabili giustificata nel caso di specie (cfr. DTF 131 V
286 consid. 5.1.; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a; STFA del
22 agosto 2000 nella causa C.-G., I 102/00, DTF 125 V 377, consid. 1c, pag. 379
e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d, pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c,
pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c,
pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).

                                         Il giudice deve, però,
scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr.
DTF 130 V 229 consid. 2.1.; STFA dell'8 maggio 2001 nella causa Z., H 183/00;
DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR
1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262, SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag.
267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid.
4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b, DTF 119 V 65 consid.
5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b,
pag. 91; DTF 117 V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16
consid. 1, DTF 112 V 233 consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V
4 consid. 3a; vedi inoltre Bois, "Procédures applicables aux
requérants d'asile" in RSJ 1988 pag. 77ss; Duc-Greber: "La portée de
l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in
RDS 1992 II pag. 527; Cattaneo, "Les mesures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn,
Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 296-297).

                                         Secondo la giurisprudenza,
infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una
pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze
(DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b).

 

                                         In casu, siccome per
volontà del legislatore l’indennità di maternità è disciplinata come le IPG in
caso di servizio militare, servizio civile o di protezione civile (cfr. consid.
2.5.), le direttive pertinenti dell’UFAS (cfr. consid. 2.7.) non risultano
assolutamente incompatibili con la LIPG e la OIPG. Al contrario esse consentono
di interpretare precisamente e correttamente le norme di legge applicabili.

 

                                         Al fine di determinare
l’importo dell’indennità giornaliera di maternità a cui ha diritto
un’assicurata con attività lavorativa indipendente è, quindi, rilevante il
reddito presumibile per l’intero anno in questione (cfr. consid. 2.3.; 2.5.; 2.6.;
2.7.). 

                                         La connotazione temporale “prima
del parto” si riferisce al momento dell’emanazione della decisione
provvisoria o definitiva dei contributi, ma non a quando è stato conseguito il
reddito, lo stesso potendo infatti concernere già l’intero anno corrente, perlomeno
a titolo di reddito presumibile nel contesto della fissazione di contributi
provvisori.

 

                                         E’ vero che tale modalità
di calcolo si differenzia dalle regole applicabili per le assicurate salariate
di cui agli art. 4-6 OIPG. Per queste ultime l’indennità di maternità viene, in
effetti, calcolata facendo riferimento al salario dell’ultimo mese civile prima
del parto (cfr. Circulaire sur l’allocation de maternité” (CAMat) emanata
dall’UFAS, valida dal 1. luglio 2005, n. 1088; Directives concernant le régime
des allocations pour perte de gain pour les personnes faisant du service et en
cas de maternité, emesse dall’UFAS e valide dal 1. luglio 2005, n. 5008-5040).

 

                                         Ciò, tuttavia, non
configura, contrariamente a quanto sostenuto dall’assicurata (cfr. doc. IX),
una violazione del principio di parità di trattamento. 

                                         Secondo
costante giurisprudenza, il principio dell'uguaglianza ancorato nell'art. 8
Cost.fed. vincola il legislatore cantonale e comunale. 

                                         Sotto
questo profilo violano l'art. 8 Cost.fed. - oltre agli atti legislativi che non
hanno un motivo serio o oggettivo, o che appaiono privi di senso o scopo -
quelli che fanno delle distinzioni inammissibili, che non trovano cioè alcuna
corrispondenza nelle diversità della fattispecie che la disciplina norma­tiva
vuole regolare, e quelli che - all'opposto - omettono di fare delle
distinzioni, laddove la diversità delle circostanze da sottoporre alla norma
impone, invece, di distinguere e che danno luogo quindi a una parificazione
inammissibile (DTF 124 V 163; DTF 111 Ia 326 consid. 6; 109 Ia 327 consid. 4;
108 II 114 consid. 2b; 107 Ib 182 consid. 5a, 301; 100 Ia 75/76 consid. 4b;
RtiD II-2004 N.14). 

 

                                         Per
ammettere una violazione dell'art. 8 Cost., occorre tuttavia che la distinzione
fatta dal legi­slatore appaia insostenibile, rispettivamente, nel caso inverso,
che appaia insostenibile il rifiuto di distinguere: tra questi due estremi
l'art. 8 Cost. lascia infatti al legislatore cantonale e comunale una notevole
libertà, che gli consente ora di porre l'accento su tratti e su elementi comuni
di due fattispecie, per trat­tarle alla stessa maniera, ora di dare peso invece
agli elementi che le distinguono per sottoporle a un regime differenziato (cfr.
RtiD II-2004 N.14; STCA del 4 giugno 1998 nella causa S., 39.1998.18; RDAT
II-1998 pag. 28 seg.; RDAT II-1999 pag. 155 seg.; STF 19.11.1986 in causa
C.L.P., non pubbli­cata; STCA 3.1.1994 nella causa L.G.; J.L. Duc - P.Y.
Greber, "La portée de l'article 4 de la Constitution fédérale en droit de
la sécurité sociale" in RDS 1992 II 473 seg. (573-576)).

 

                                         Le assicurate con attività
indipendente non possono essere assimilate alle assicurate salariate, visto che
il conseguimento del reddito non avviene secondo le stesse modalità. Si tratta
di situazioni differenti, per cui la distinzione in relazione al calcolo
dell’indennità di maternità è ammissibile.

 

                                         Le assicurate indipendenti
hanno, del resto, la possibilità di chiedere l’adeguamento dell’indennità nel
caso in cui la stessa sia stata fissata sulla base del reddito considerato
dalla Cassa in una decisione provvisoria di contributi e successivamente emerga
che il reddito per l’anno in questione, risultante dalla notifica di imposte, è
differente. Inoltre l’adeguamento avviene solo in favore delle assicurate,
ossia unicamente quando il reddito si rivela più elevato e quindi l’importo
dell’indennità di maternità risulta superiore a quello effettivamente erogato.
Nel caso in cui con la decisione definitiva dei contributi questi ultimi
risultino inferiori a quelli fissati con la decisione provvisoria, e meglio il
reddito si riveli meno elevato di quello considerato, non viene ordinata la
restituzione della parte di indennità versata a torto (cfr. art. 7 OIPG,
consid. 2.5.; 2.6.).

 

                                         In simili condizioni, contrariamente
a quanto auspicato dall’assicurata, la comunicazione della variazione
presumibile del reddito aziendale per il 2005 non poteva, in casu, restare
ininfluente per la determinazione dell’importo dell’indennità di maternità.

 

                               2.9.   Va, inoltre, osservato che
giusta l’art. 24 cpv. 4 OAVS le persone tenute a pagare i contributi devono
dare alle casse di compensazione le indicazioni necessarie per la fissazione
dei contributi d’acconto, presentare, se richiesto, i giustificativi e
segnalare le divergenze sostanziali dal reddito presumibile.

 

                                         Le Direttive sui
contributi dei lavoratori indipendenti e delle persone senza attività lucrativa
(DIN) nell’AVS/AI/IPG emesse dall’UFAS, valide dal 1° gennaio 2001, ai n. 1144
-1145, prevedono:

 

"  1143     Se
durante l’anno di contribuzione o dopo la fine di 

                  quest’ultimo
risulta che il reddito conseguito diverge notevolmente dal reddito presumibile,
le casse di compensazione adeguano i contributi d’acconto (art. 24 cpv. 3 OAVS)

 

                 1144               Gli
assicurati devono comunicare alle casse di compensazione modifiche rilevanti
del reddito determinante avvenute durante il periodo di contribuzione o dopo la
fine di quest’ultimo (ad es. dopo la chiusura di esercizio, art. 24 cpv. 4 OAVS).

 

  1145     L’assicurato
deve rendere verosimili le modifiche.

      

    1146   Si considera modifica rilevante una divergenza di almeno
il 

                  25 per cento dal reddito annuo inizialmente
previsto."

 

                                         In concreto la modifica
presumibile del reddito aziendale nel 2005 rispetto al 2002, anno di
riferimento per la decisione definitiva di fissazione dei contributi sociali
del 25 aprile 2005, è maggiore del 25% (2005: fr. 40'000.--; 2002 fr. 76'271 -
doc. 20, A5).

                                         La ricorrente, informando,
il 22 giugno 2005, la Cassa della variazione presumibile del proprio reddito
aziendale per il 2005 ai fini della determinazione degli acconti dei contributi
AVS/AI/IPG (cfr. doc. 19), non ha quindi fatto altro che ossequiare quanto
previsto dall’OAVS. 

                                         La Cassa, avvisata di tale
variazione - resa peraltro verosimile in quanto giustificata dalla diminuzione
dell’attività lavorativa connessa alla gravidanza e alla maternità -, il 27
giugno 2005 ha conseguentemente emesso una decisione provvisoria di fissazione
dei contributi AVS/AI/IPG per il 2005 fondandosi sul reddito presumibile di fr.
40'000.-- (cfr. doc. 20).

 

                                         Calcolando, poi, l’indennità
di maternità a cui ha diritto l’assicurata, la Cassa, dovendo basarsi sul
reddito determinante per l’ultimo contributo AVS fissato prima del parto (cfr.
art. 16e, 11 LIPG; 7 OIPG; consid. 2.5., 2.6.) e avendo a disposizione il
provvedimento provvisorio di fissazione dei contributi AVS/AI/IPG del 27 giugno
2005, giustamente ha fatto riferimento al reddito presumibile per il 2005 di
fr. 40'000.--, corrispondente al reddito comunicato dall’insorgente stessa.

 

                             2.10.   La ricorrente, infine, ha criticato
il fatto che l’autorità amministrativa non l’ha informata, al momento della sua
richiesta di adeguamento dei contributi per il periodo dopo il parto, “…delle
conseguenze, rispettivamente della possibilità di continuare a pagare dei
contributi più alti del dovuto per “approfittare” dell’indennità maggiore che
non deve essere più restituita” (cfr. doc. IX).

 

                                         L'art. 27 della legge
federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA)
che regola la “Informazione e consulenza” ha il seguente tenore:

 

"  Gli
assicuratori e gli organi esecutivi delle singole assicurazioni sociali, nei
limiti delle loro competenze, sono tenuti ad informare le persone interessate
sui loro diritti e obblighi. (cpv. 1)

 

Ognuno ha diritto, di regola gratuitamente, alla consulenza in
merito ai propri diritti e obblighi. Sono competenti in materia gli
assicuratori nei confronti dei quali gli interessati devono far valere i loro
diritti o adempiere i loro obblighi. Per le consulenze che richiedono ricerche
onerose, il Consiglio federale può prevedere la riscossione di emolumenti e
stabilirne la tariffa. (cpv. 2)

Se un assicuratore constata che un assicurato o i suoi congiunti
possono rivendicare prestazioni di altre assicurazioni sociali, li informa
immediatamente. (cpv. 3)"

 

                                         L'art. 27 LPGA sancisce,
in particolare, per l'amministrazione un dovere di carattere collettivo,
generale e permanente di fornire informazioni - ad esempio tramite opuscoli
informativi; cfr. DLA 2002 pag. 194 - (cpv. 1) e il diritto soggettivo e
individuale dell'assicurato alla consulenza (cioè un parere su ciò che conviene
fare) su un caso preciso e su esplicita richiesta, che può essere fatto valere
in giustizia (cpv. 2) (Su questi aspetti cfr. in particolare DTF 131 V 472;
STFA del 28 ottobre 2005 nella causa W., C 157/05, consid. 4.2.;
E. Imhof - CH Zünd, "ATSG und Arbeitslosenversicherung" in SZS 2003
pag. 291 seg. (306); E. Imhof, "Anhang zur Vertiefung von art. 27 ATSG
über Aufklärung, Beratung und Kenntnisgabe" in SZS 2002 pag. 315 seg. (315-318); R. Spira, "Du droit d'être renseigné et conseillé par
les assureurs et les organes d'exécution des assurances sociales art. 27
LPGA" in SZS 2001 pag. 524 seg. (527); U. Kieser, "ATSG -
Kommentar", ad art. 27 pag. 317 e pag. 318-321).           

 

                                         Per
quanto attiene più specificatamente al diritto alla consulenza enunciato
all'art. 27 cpv. 2 LPGA, va segnalato che ogni assicurato può esigere che il proprio
assicuratore gli fornisca consulenza in merito ai suoi diritti e obblighi.
Quest'obbligo concerne soltanto l'ambito di competenza dell'assicuratore in
questione e le informazioni possono esse fornite anche da non giuristi, come
del resto prima dell'entrata in vigore della LPGA. Contrariamente alle
informazioni di carattere generale, la consulenza deve riferirsi al caso
specifico (cfr. FF 1999 IV 3953).

                                         Inoltre
tale diritto non è limitato alle persone assicurate, tuttavia deve esistere uno
stretto rapporto con l'assicurazione interpellata, nel senso che la consulenza
deve riferirsi a diritti e doveri che già esistono o che possono sorgere tra la
persona che ha richiesto le informazioni e l'assicurazione interessata (cfr. U.
Kieser, op. cit., ad art. 27 n. 18 pag. 321).

 

                                         Il dovere
di consulenza dell’assicuratore, tuttavia, non implica, comprensibilmente, che
vengano fornite informazioni non conformi all'ordinamento legale.

 

                                         La
possibilità contemplata all’art. 7 OIPG di adeguare le prestazioni di maternità,
ma solamente se a favore dell’assicurata (cfr. consid. 2.5., 2.7.: “Directives concernant le régime des allocations pour perte de gain pour
les personnes faisant du service et en cas de maternité” n. 5046), si riferisce infatti alle fattispecie in cui unicamente dopo
l’erogazione delle indennità emerge che il reddito aziendale sul quale la Cassa
si era basata per la rispettiva determinazione non corrisponde a quello
realmente conseguito durante quell’anno. 

 

                                         L’art. 7
OIPG non intende invece tutelare i casi in cui un’assicurata già prima di
percepire le indennità di maternità era in grado di sapere che il reddito
sarebbe stato meno elevato, ma ha omesso intenzionalmente di annunciare il
cambiamento alla Cassa di compensazione per ricevere un ammontare più elevato
di indennità, che, in caso di adeguamento, non avrebbe dovuto restituire.

 

                                         In simili condizioni, la
censura di violazione del dovere di informazione è manifestamente infondata.

 

                             2.11.   Alla luce di tutto quanto
esposto, questa Corte deve concludere che l’importo di fr. 89.60 relativo
all’indennità giornaliera di maternità assegnata, dal 26 luglio al 31 ottobre
2005, alla ricorrente dalla Cassa CO 1 non presta il fianco a critiche.

 

                                         Resta in ogni caso
riservata la possibilità per l’assicurata di richiedere l’adeguamento
dell’indennità di maternità giusta l’art. 7 OIPG (cfr. consid. 2.5.; 2.7.) una
volta che avrà ricevuto la decisione definitiva di fissazione dei contributi
AVS per il 2005, nell’eventualità in cui il reddito aziendale dovesse rivelarsi
superiore all’ammontare di fr. 40'000.--.

 

                                         La decisione su
opposizione del 2 novembre 2005 emessa dalla Cassa CO 1 va, dunque, confermata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti