# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f53bb4c3-a919-516d-bf0c-00eb71799555
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-02-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 24.02.2014 80.2012.231
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2012-231_2014-02-24.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2012.231

  80.2012.232

  	
  Lugano

  24 febbraio
  2014

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Rocco Filippini, vicecancelliere

  

 

 

	
  parti

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS 1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso del 6 novembre 2012 contro la decisione del 17
  ottobre 2012 in materia di IC e IFD 2011.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1,
nato nel 1984, lavora alle dipendenze della tipografia di famiglia __________
SA, quale impiegato d’ufficio con diritto di firma collettiva. Azionisti della
società sono il padre __________ e lo zio __________.

                                         Nella
dichiarazione fiscale 2011, il contribuente esponeva un reddito netto da lavoro
di fr. 46'296.–.

 

 

                                  B.   Notificandogli
la tassazione IC/IFD 2011, con decisione “dopo rettificazione” del 3 ottobre
2012, l’Ufficio di tassazione di Locarno commisurava il suo reddito imponibile
in fr. 46'000.– per l’IC e in fr. 48'900.– per l’IFD. Rispetto alla dichiarazione
d’imposta presentata, l’autorità aveva in particolar modo aggiunto “altri
redditi” per fr. 8'000.–, spiegando nella motivazione allegata che si trattava
di “vantaggi nella SA”.

 

 

                                  C.   Il
contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo di medesima data, nel
quale sottolineava di essere un semplice impiegato della ditta di famiglia e contestava
di avere beneficiato di vantaggi particolari al di fuori dello stipendio.

                                         L’autorità
di tassazione, con decisione del 17 ottobre 2012, respingeva il reclamo con la
seguente motivazione:

                                         Il
reddito d’altra fonte di fr. 8'000, consistente nella valutazione dei vantaggi
di un azionista o di persona vicina alla società anonima vengono confermati.
Essi sono in diretta relazione con i vantaggi effettivamente goduti e con la
tassazione della SA.

                                         In
altre parole si tratta di costi non riconosciuti nell’ambito della SA con conseguente
ripresa, come reddito, presso la SA stessa e presso il beneficiario qui
reclamante.

 

 

                                  D.   Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 censura nuovamente
l’aggiunta di “altri redditi” alle entrate dichiarate.

                                         Il
ricorrente allega al gravame una dichiarazione scritta della datrice di lavoro,
nella quale si ribadisce che non avrebbe beneficiato di alcun compenso al di
fuori dello stipendio, fatta eccezione per un rimborso spese di fr. 2'960.–, in
relazione all’utilizzo della propria autovettura anche a scopi professionali.
Il ricorrente lamenta inoltre una carente motivazione della decisione impugnata,
non essendo “per niente noto con quali modalità e su che basi sia stata
stabilita la ripresa di CHF 8'000.–”.

 

 

                                  E.   L’autorità
di tassazione ha presentato le proprie osservazioni solo quattro mesi più
tardi, il 6 marzo 2013. Essa rileva in particolare che a nome del ricorrente
non è immatricolata nessuna automobile e che lo stesso utilizzerebbe una __________
intestata alla società.

 

 

 

 

 

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   Come
esposto in narrativa, la decisione su reclamo qui impugnata giustifica
l’aggiunta di “altri redditi” rinviando a non meglio precisati costi ripresi nell’ambito
della tassazione della ditta di famiglia. Essa non spiega in particolare quali
siano i vantaggi effettivamente goduti dal ricorrente, né tanto meno in base a
quali considerazioni sia giunta all’importo contestato di fr. 8'000.–.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Adita dal
contribuente con reclamo, l’autorità di tassazione deve prendere una decisione
motivata (art. 208 cpv. 2 LT; art. 135 cpv. 2 prima frase LIFD), fondandosi sui
risultati dell’inchiesta (art. 208 cpv. 1 LT; art. 135 cpv. 1 LIFD; v.
anche Agner/Jung/ Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 422). 

                                         Per
giurisprudenza costante, il diritto a una motivazione ha natura formale: la sua
violazione comporta, di regola, l’annullamento dell’atto impugnato, senza che
vada vagliato se quest’ultimo, nel merito, è corretto (decisione TF del 5 luglio 1994 in re S.P.; DTF 119 Ia 136 consid. 2a p. 138, 118 Ia 17 consid. 1a p. 18, 104 consid. c
p. 109 con relativi riferimenti).

 

                                         2.2.

                                         L’art. 29
della Costituzione federale impone alle autorità amministrative e giudiziarie
di pronunciarsi sulle allegazioni delle parti nei considerandi delle loro decisioni, riferendosi agli argomenti da queste addotti. Una motivazione può comunque essere ritenuta
sufficiente quando l’autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l’hanno
spinta a decidere in un senso piuttosto che nell’altro e pone quindi l’interessato
nelle condizioni di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità d’impugnazione presso un’istanza superiore (DTF 114 Ia 242 consid.
2, 112 Ia 109 consid. b e rimandi, 111 Ia 1; inoltre decisione TF del 5
dicembre 1990 in re A.W).

Per far ciò l’autorità giudicante non deve pronunciarsi necessariamente su
tutti gli argomenti e le eccezioni sollevati, ma può limitarsi a prendere posizione su quelli principali ed essenziali, atti a influire sulla decisione di merito (cfr. DTF 111
Ia 1, consid. 3a; DTF 107 Ia 248, consid. 3a; DTF 105 Ib 248/9, consid. 2a; DTF
101 Ia 3; decisione TF dell’8 gennaio 1987 in re S. McL, consid. 3; decisione CDT n. 381 del 30 luglio 1981; Imboden/Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung,
Basilea 1986, Vol. I, n. 85 B III a, p. 535; Känzig/Behnisch,
Direkte Bundessteuer, 2ª ediz.,
Vol. III, Basilea 1992, p. 249).

 

                                         2.3.

                                         La
motivazione deve dunque consistere nell’esposizione della fattispecie ed in una
motivazione giuridica, dalla quale risulta su cosa si fonda il dispositivo
della decisione: solo in tal modo, infatti, il contribuente è in condizione di motivare il suo ricorso e l’autorità di ricorso di sottoporre a verifica la decisione stessa (Känzig/Behnisch, op. cit., p. 249;
inoltre decisione CDT n. 80.2002.205 del 5 agosto 2003, in: RtiD I-2004 n.19t).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Tornando
al caso in esame, è quindi immediatamente evidente che la motivazione della
decisione su reclamo qui impugnata non rispetta le esigenze della legge tributaria
e del diritto costituzionale di essere sentito. Come visto, essa si limita a
rinviare a non meglio precisati costi ripresi
nell’ambito della tassazione della società di famiglia, senza minimamente specificarli
né tanto meno sostanziare l’importo di fr. 8'000.– aggiunto allo stipendio
dichiarato.

                                         Con
questo modo di agire, l’Ufficio di tassazione ha messo il contribuente nella situazione
di non poter fare altro che inoltrare un ricorso lacunoso dal punto di vista
procedurale. Al gravame ha allegato una dichiarazione scritta della datrice di
lavoro, che conferma fondamentalmente di non avergli versato alcun compenso al
di fuori dello stipendio dichiarato, fatta eccezione per un rimborso spese di
fr. 2'960.– in relazione all’utilizzo della propria autovettura privata anche a
scopi professionali.

 

                                         3.2.

                                         Certo,
l’autorità di tassazione ha infine (almeno parzialmente) circoscritto i
vantaggi goduti dal ricorrente, sostenendo nelle osservazioni al presente
gravame che lo stesso avrebbe a disposizione un’autovettura __________ immatricolata
a nome della società di famiglia. Le osservazioni in discussione, datate 6 marzo
2013, sono tuttavia ampiamente tardive – con ordinanza del 7 novembre 2012,
questa Camera assegnava all’autorità fiscale un termine di soli 10 giorni per
presentare eventuali osservazioni – e soprattutto non si pronunciano sui
criteri adottati per giungere all’importo di fr. 8'000.–.

                                         In simili
circostanze, esse non permettono di sanare il vizio della decisione qui impugnata.
Sollevano piuttosto una palese contraddizione tra quanto sostenuto dal ricorrente
(secondo cui avrebbe beneficiato di un rimborso spese in relazione all’utilizzo
della propria automobile) e quanto accertato dalla stessa autorità (secondo cui
a suo nome non sarebbe immatricolato nessun autoveicolo), che deve ancora
essere approfondita.

 

                                         3.3.

                                         Si deve infine
tener conto del fatto che la reiezione di un ricorso da parte della Camera di
diritto tributario comporta il pagamento di tasse di giustizia e spese processuali.
Solo una decisione su reclamo debitamente motivata consente al contribuente di
valutare se sia il caso di interporre ricorso all’autorità giudiziaria,
considerando anche la prospettiva dell’eventuale pagamento delle spese di
giudizio. 

 

 

                                   4.   La
decisione impugnata deve pertanto essere annullata e gli atti rinviati
all’Ufficio di tassazione, perché adotti una nuova decisione motivata.

                                         Visto
l’esito del gravame, non si prelevano tassa di giustizia e spese processuali.

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

 

                                   1.   La
decisione su reclamo del 17 ottobre 2012 è annullata e gli atti sono rinviati
all’Ufficio di tassazione di Locarno, perché adotti una nuova decisione motivata.

 

 

                                   2.   Non si
prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.

 

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).

 

 

 

 

 

                                   4.   Intimazione
a:

	
   

  	
  -;

  -;

  -;

  -.

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per
conoscenza:

                                         - municipio
di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: