# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e3ae5983-052a-582b-a126-9ee48478c8ea
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.08.2009 C-8720/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-8720-2007_2009-08-12.pdf

## Full Text

Corte II I
C-8720/2007

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 2  a g o s t o  2 0 0 9

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Blaise Vuille, Antonio Imoberdorf,
cancelliera Mara Vassella.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Leonardo Delcò,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Divieto d'entrata in Svizzera.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-8720/2007

Fatti:

A.
Entrato  illegalmente  in  Svizzera  il  20  maggio  1999,  A._______ 
cittadino kosovaro nato il ..., vi ha depositato il giorno successivo una 
domanda d'asilo. In favore dell'interessato, non ancora maggiorenne, è 
stata  istituita  una  curatela  allo  scopo  d'assisterlo  nell'ottenimento 
dell'asilo politico (decisione della Delegazione tutoria di Bellinzona del 
12 luglio 1999).

Con decisione del 28 gennaio 2000 l'Ufficio federale dei rifugiati (oggi: 
Ufficio federale della migrazione [UFM]) ha respinto la detta domanda, 
incaricando  il  Canton  Ticino  d'eseguire  il  rimpatrio. Al  richiedente  è 
stato  impartito  un  termine  con  scadenza  al  31  maggio  2000  per 
lasciare il territorio elvetico, al quale egli non ha tuttavia dato seguito. 

Con scritto  del  6  ottobre  2000  le  competenti  autorità  ticinesi  hanno 
constatato  l'irreperibilità  dell'interessato  a  partire  da  metà  giugno 
2000.

B.
Con  sentenza  del  21  giugno  2001  emessa  nei  confronti 
dell'interessato  e  di  B._______,  la  Corte  delle  Assise  criminali  di 
Mendrisio ha riconosciuto A._______, detenuto dal 9 novembre 2000, 
autore  colpevole  di  infrazione  aggravata  alla  legge  federale  del  3 
ottobre 1951 sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotropiche (LStup, 
RS 812.121), infrazione commessa sia singolarmente che in correità 
con  il  coimputato,  falsità  in  certificati  nonché  infrazione  alla  legge 
federale del 26 marzo 1931 concernente la dimora e il domicilio degli 
stranieri (LDDS, CS 1 117). La Corte l'ha condannato alla pena di 18 
mesi di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova 
di due anni, all'espulsione dal territorio svizzero per sette anni nonché 
a  versare  allo  Stato  l'importo  di  Fr.  1'600.-,  quale  risarcimento 
compensatorio per l'illecito profitto conseguito.

Il coimputato ha successivamente interposto ricorso contra la suddetta 
sentenza  che  è  stata  riconfermata  dalla  Corte  di  cassazione  e  di 
revisione penale del Tribunale d'appello (CCRP) con sentenza del 21 
settembre 2001.

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C.
Nel rapporto di complemento del 26 giugno 2001, la Polizia cantonale 
ticinese  ha  confermato  il  rimpatrio  dell'interessato  con  un  volo 
dall'aeroporto  di  Zurigo-Kloten  a  destinazione  di  Pristina  preso  lo 
stesso giorno.

D.
Con decisione del  14 maggio  2002,  notificata  il  20 novembre 2007, 
l'Ufficio federale degli stranieri (oggi: Ufficio federale della migrazione 
[UFM]) ha emanato una decisione di divieto d'entrata nei confronti di 
A._______ di durata illimitata, motivandola come segue:

"Straniero  il  cui  comportamento  ha  dato  adito  a  lagnanze  (infrazione 

aggravata  alla  LF  sugli  stupefacenti;  falsità  in  certificati  e  infrazione  alla 

LDDS). Straniero indesiderabile."

L'autorità inferiore ha altresì tolto l'effetto sospensivo.

E.
In data 24 dicembre 2007, agendo per il tramite del suo patrocinatore, 
l'interessato  è  insorto  avverso  la  suddetta  decisione,  postulandone 
l'annullamento nonché in  via  subordinata la modifica della  decisione 
affinché  questa  abbia  effetto  a  partire  dal  momento  della  sua 
emanazione  sino  all'inoltro  del  presente  gravame; in  via  ancora  più 
subordinata il ricorrente ha richiesto che la decisione abbia effetto sino 
al  momento  della  crescita  in  giudicato  della  presente  sentenza  e 
infine,  in  via  ulteriormente  subordinata,  egli  ha  postulato  che  la 
decisione  sia  effettiva  sino  al  termine  del  periodo  di  sette  anni 
d'espulsione emessi in sede penale. A sostegno del proprio gravame, 
l'interessato  ha  sottolineato  in  primo  luogo,  come  rilevato  nella 
sentenza  del  21  giugno  2001,  di  avere  confessato  tutti  i  reati 
commessi sin dal secondo interrogatorio, di modo che grazie alla sua 
attitudine  collaborante,  è  stato  necessario  sentirlo  solo  in  cinque 
occasioni.  Egli  ha  poi  asserito  che  nonostante  i  reati  perpetrati  in 
Svizzera più di 6 anni prima, oggi è da ritenere una persona onesta e 
rispettosa dell'ordinamento giuridico dell'Italia, paese nel quale lavora 
e  vive  assieme  alla  moglie.  I  giudici  penali  hanno  inoltre  rilevato 
l'attenuante specifica della giovane età, ritenendo in particolare che, 
all'epoca dell'infrazione alla LDDS, era ancora minorenne. Oltre a ciò, 
essi hanno constatato che l'interessato, incensurato fino alla suddetta 
condanna, ha ampiamente collaborato con gli inquirenti,  constatando 

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che  aveva agito  in  tale  maniera  per  inviare  denaro  alla  famiglia. La 
Corte  ha poi  affermato che il  ricorrente è stato  in  una certa misura 
introdotto  nei  traffici  della  droga  dal  coimputato  ed  ha  ritenuto 
possibile esprimere una prognosi favorevole nei suoi confronti. Infine 
l'interessato ha affermato di avere dei parenti in Svizzera ma nessuno 
in Italia.

F.
Chiamato ad esprimersi  in  merito  al  suddetto ricorso,  con preavviso 
del 10 marzo 2008, l'autorità di prime cure ha postulato la reiezione 
del gravame. L'UFM ha affermato che l'interesse privato, i legami con 
la  Svizzera,  una  condotta  di  vita  esemplare  nonché l'arco  di  tempo 
trascorso dal periodo delle infrazioni non possono essere considerati 
preponderanti  rispetto  all'interesse  pubblico  dell'ordine  e  della 
sicurezza.

G.
In seguito ad una richiesta d'aggiornamento, in data 4 maggio 2009, il 
ricorrente ha prodotto l'estratto del casellario giudiziale del 29 aprile 
2009, dal quale risulta essere incensurato nonché la documentazione 
attestante il suo rapporto di lavoro con la ditta C._______ con sede a 
D._______ in qualità di operaio edile a partire dal 3 febbraio 2004 a 
tutt'oggi.

Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32),  giusta 
l'art. 31 LTAF il  Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni  ai sensi 
dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 
amministrativa  (PA,  RS  172.021)  prese  dalle  autorità  menzionate 
all'art.  33  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  in  materia  di  divieto 
d'entrata  in  Svizzera  rese  dall'UFM  -  il  quale  costituisce  un'unità 
dell'amministrazione  federale  come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF - 
possono essere impugnate dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
(di seguito: TAF o il  Tribunale), il quale statuisce in via definitiva (cfr. 
art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 della legge del 
17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

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1.2 Salvo i casi  in cui  la LTAF non disponga altrimenti,  la procedura 
davanti  al  Tribunale amministrativo federale  è retta  dalla  PA (art. 37 
LTAF).

1.3 L'entrata in vigore, il  1° gennaio 2008, della  legge federale sugli 
stranieri  del  16 dicembre  2005  (LStr,  RS  142.20)  ha  comportato 
l'abrogazione della LDDS conformemente all'art. 125 LStr in relazione 
con  l'allegato  2,  cifra  I. Giusta  l'art.  126  cpv. 1  LStr,  alle  procedure 
introdotte prima del 1° gennaio 2008 rimangono tuttavia applicabili le 
precedenti disposizioni di legge (cfr. DTAF 2008/1 consid. 2). Nel caso 
di  specie  la  decisione  impugnata  risale  al  14  maggio  2002  ed  è 
dunque  anteriore  all'entrata  in  vigore  della  LStr,  il  diritto  materiale 
previgente è pertanto applicabile. 

Ai sensi dell'art. 126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente alle domande 
presentate prima dell'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della LStr è 
retta dal nuovo diritto.

1.4 Conformemente  agli  art.  94  cpv.  1  e  96  della  Convenzione 
d'applicazione  del  19  giugno  1990  dell'Accordo  di  Schengen  del  14 
giugno  1985  relativo  all'eliminazione  graduale  dei  controlli  alle 
frontiere  comuni  (Convenzione  di  applicazione  dell'Accordo  di 
Schengen [CAS],  GU L 239 del  22  settembre 2000,  pagg. 19-62)  e 
all'art. 16 cpv. 2 e 4 della legge federale del 13 giugno 2008 sui sistemi 
d’informazione di polizia della Confederazione (LSIP, RS 361), i cittadi-
ni di Stati non membri degli Accordi di associazione alla normativa di 
Schengen (elencati nell'allegato 1 cifra I LStr), i quali sono stati ogget-
to di un divieto d'entrata vengono generalmente segnalati ai fini della 
non ammissione nel Sistema d'informazione Schengen ([SIS], cfr. an-
che art. 92 segg. CAS). Una segnalazione nel SIS comporta di conse-
guenza  il  divieto  d'entrata  in  tutti  gli  Stati  membri  dello  spazio  di 
Schengen (cfr. art. 13 cpv. 1 del regolamento (CE) n. 562/2006 del par-
lamento europeo e del consiglio del 15 marzo 2006 che istituisce un 
codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere 
da parte delle persone [codice frontiere Schengen, GU L 105 del 13 
aprile  2006,  pagg.1-32]).  Se  al  contrario  la  persona  interessata  è 
titolare  di  un  permesso di  presenza di  uno  degli  Stati  membri  dello 
spazio  Schengen,  il  divieto  d'entrata  avrà  effetto  unicamente  per  il 
territorio  elvetico  (cfr. sentenza del  Tribunale  amministrativo federale 
C-5422/2008 del 10 giugno 2009 consid. 5.2). 

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In concreto, visto il permesso di soggiorno italiano del ricorrente, se il 
divieto  d'entrata  nei  confronti  dell'interessato  verrà  mantenuto,  avrà 
effetto unicamente per il  territorio elvetico, il  ricorrente potrà dunque 
circolare negli altri Stati membri della normativa Schengen.

1.5 A._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA) e il suo ricorso, 
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 
(cfr. art. 50 e 52 PA). 

2.
In applicazione dell'art. 49 PA, il ricorrente può invocare la violazione 
del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprez-
zamento, l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente 
rilevanti  nonché  l'inadeguatezza;  quest'ultima  censura  è  tuttavia 
inammissibile  se un'autorità  cantonale ha giudicato  quale autorità  di 
ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il diritto federale e non è vincolato 
in nessun caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevanti 
sono  di  principio  la  situazione  di  fatto  e  di  diritto  al  momento  del 
giudizio  (cfr.  sentenza  2A.451/2002  del  28  marzo  2003  consid.  1.2 
pubblicata parzialmente in: DTF 129 II 215).

3.

3.1 Nel corso della presente procedura, il ricorrente ha contestato la 
valenza della decisione impugnata riferendosi ampiamente alle consi-
derazioni pronunciate in ambito penale dalla Corte delle Assise crimi-
nali di Mendrisio nella sentenza del 21 giugno 2001 emessa nei con-
fronti dell'interessato.

3.2 Ora, giova rammentare che a norma di una consolidata giurispru-
denza,  l'autorità  amministrativa  non  è  vincolata  dalle  considerazioni 
del giudice penale, in quanto non persegue il medesimo scopo dell'au-
torità penale e gli  interessi che è chiamata a salvaguardare possono 
differire. Essa valuta dunque sulla base di criteri autonomi se l'allonta-
namento dalla Svizzera di  uno straniero resosi colpevole di  un reato 
sia necessaria e opportuna. In effetti, se da un lato il giudice penale è 
tenuto a decidere in funzione della migliore prognosi di risocializzazio-
ne, dall'altro l'autorità amministrativa si prefigge di proteggere la sicu-
rezza e l'ordine pubblico (cfr. DTF 131 II 352 consid. 4.3.2; 130 II 488 
consid. 4.2; 129 II 215 consid. 3.2. e giurisprudenza ivi citata).

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4.

4.1 L'autorità federale può vietare l'entrata in Svizzera di stranieri in-
desiderabili. Essa può parimenti, ma per una durata non superiore a 
tre anni, vietare l'entrata in Svizzera di stranieri che abbiano contrav-
venuto gravemente o più volte alle prescrizioni sulla polizia degli stra-
nieri, ad altre disposizioni di legge o a decisioni prese dall'autorità in 
base a queste disposizioni (art. 13 cpv. 1 1a e 2a frase LDDS). Fintanto 
che vale questo divieto, lo straniero non potrà varcare il confine, senza 
il  permesso esplicito dell'autorità che l'ha emanato (art. 13 cpv. 1 3a 

frase LDDS).

4.2 Il divieto d'entrata previsto all'art. 13 cpv. 1 LDDS non costituisce 
una pena né riveste carattere infamante, bensì configura un provvedi-
mento amministrativo di controllo, destinato ad impedire che uno stra-
niero ritorni in Svizzera all'insaputa dell'autorità (cfr. sentenza del Tri-
bunale amministrativo federale C-92/2006 del 29 settembre 2008 con-
sid. 3). Il divieto d'entrata è infatti una misura di sicurezza il cui scopo 
è quello di prevenire un probabile perturbamento dell'ordine pubblico e 
della pubblica sicurezza e non di punire un determinato comportamen-
to.

5.

5.1 Come emerge dalla decisione contestata e in particolare dagli atti 
penali,  il  ricorrente è stato ritenuto colpevole di  infrazione aggravata 
alla  LStup,  per  avere  in  correità  con  il  coimputato  a  Bioggio  e  a 
Bedano  nel  periodo  tra  il  maggio  e  l'agosto  2000  venduto  a  terze 
persone 150 grammi di eroina, nel periodo tra il settembre 2000 al 9 
novembre 2000 venduto a diversi tossicodipendenti locali 250 grammi 
di  eroina parzialmente  tagliata,  ad inizio  settembre 2000 agendo su 
carico  e  per  conto  del  coimputato,  detenuto  presso  il  suo 
appartamento 500 grammi di eroina successivamente tagliati e venduti 
in correità con il coimputato. Egli è stato inoltre condannato per avere 
a  Bioggio,  nella  seconda  metà  del  mese  di  ottobre  2000  al  fine  di 
migliorare la propria situazione, alterato e fatto uso a scopo di inganno 
del suo permesso N, modificandone la data di scadenza originaria, per 
essere entrato illegalmente in Svizzera il 20 maggio 1999 nonché per 
avere nel periodo dal 1° giugno 2000 al 9 novembre 2000 illegalmente 
soggiornato  a  Bioggio,  svolgendo  attività  lucrativa  quale  stalliere, 
senza essere in possesso dei richiesti permessi di polizia. Per tali reati 
l'interessato  è  stato  condannato  alla  pena  di  18  mesi  sospesi 

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condizionalmente per un periodo di  prova di  due anni,  all'espulsione 
dal  territorio  svizzero  per  sette  anni  nonché  a  versare  allo  Stato 
l'importo di  Fr. 1'600.-  quale risarcimento compensatorio per l'illecito 
profitto conseguito.

5.2 Per  quanto  attiene  la  pena  accessoria  dell'espulsione  dalla 
Svizzera per sette anni, adottata in applicazione dell'art. 55 del Codice 
penale svizzero del 21 dicembre 1937 (CP, RS 311.0), testo in vigore 
fino al 31 dicembre 2006, la stessa è decaduta il 1° gennaio 2007, in 
seguito all'entrata in vigore della legge federale del 13 dicembre 2002 
che modifica la parte generale del Codice penale (RU 2006 3459; cfr. 
art.  388  cpv.  2  CP  nonché  le  disposizioni  finali  della  modifica  del 
13 dicembre 2002, n. 1 cpv. 2). In ogni caso, si rammenta che l'autorità 
amministrativa non è vincolata dalle considerazioni del giudice penale 
(cfr. supra 3.2).

5.3 Il  ricorrente si è reso colpevole di reati  in un campo - quello del 
traffico di sostanze stupefacenti - particolarmente delicato dell'ordina-
mento giuridico svizzero e ove la prassi è molto rigorosa (cfr. DTF 125 
II  521  consid.  4a/aa;  sentenza  del  Tribunale  federale  2C_269/2007 
dell'8 ottobre 2007 consid. 4.2. e riferimenti ivi citati). Il comportamento 
di  A._______  sopra  descritto  costituisce  una  minaccia  per  l'ordine 
pubblico, la sicurezza della società e la salute pubblica. È infatti incon-
testabile che i reati legati al traffico di droghe giustificano l'intervento 
fermo  e  deciso  da  parte  delle  autorità  amministrative  e  le  persone 
coinvolte in questo tipo di traffici devono attendersi all'adozione di mi-
sure di allontanamento o di divieto d'entrata dettate dalla legittima ne-
cessità di proteggere la collettività dai gravi pericoli legali alla circola-
zione di sostanze stupefacenti. Tali misure sono inoltre tanto più giusti-
ficate quando si è in presenza di traffici di droghe pesanti quali l'eroina 
o la cocaina. In effetti il commercio illegale di queste sostanze costitui-
sce un reale rischio per la salute e la vita di numerose persone (cfr. 
sentenza  della  Corte  europea  dei  diritti  dell'uomo  del  19 febbraio 
1998, causa Dalia, PCourEDH 1998 I pag.76, in partic. N. 54; senten-
ze  del  Tribunale  federale  2A.626/2004  del  6 maggio  2005  e 
2A.549/2002 del 12 febbraio 2003; ALAIN WURZBURGER, La jurisprudence 
récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, Revue 
de Droit Administratif et de droit Fiscal [RDAF] 1997, p. 308 e senten-
za citata alla nota 143). In altre parole, la protezione della collettività di 
fronte allo sviluppo del mercato della droga costituisce indubbiamente 
un interesse pubblico preponderante che giustifica di principio l'allon-

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tanamento dalla Svizzera degli stranieri coinvolti in tali traffici (cfr. sen-
tenze del Tribunale federale 2A.175/2004 del 7 dicembre 2004 consid. 
6.4 e 2C_375/2007 dell'8 novembre 2007 consid. 4.1). Si rileva inoltre 
che le infrazioni al Codice penale svizzero del 21 dicembre 1937 (CP, 
RS 311.0) nonché le infrazioni alla LDDS commesse dal ricorrente co-
stituiscono altresì una minaccia alla sicurezza e all'ordine pubblici an-
che se in misura minore rispetto ai reati di droga.

5.4 A giusta ragione quindi, al momento dell'adozione della decisione 
di divieto d'entrata in oggetto, l'autorità di prime cure ha ritenuto che 
questo  provvedimento  era  giustificato  per  dei  motivi  di  ordine  e 
sicurezza pubblici. 

6.
Il  divieto d'entrata in Svizzera è quindi confermato nel  suo principio. 
Resta  ora  da  stabilire  se  la  sua  durata,  prevista  per  un  periodo 
illimitato, è adeguata alle circostanze del caso concreto.

6.1 Qualora l'autorità amministrativa pronuncia un divieto d'entrata in 
Svizzera,  essa è tenuta a rispettare i  principi  dell'uguaglianza,  della 
proporzionalità e deve astenersi da qualsiasi arbitrio (cfr. ANDRÉ GRISEL, 
Traité de droit administratif, vol. I, Neuchâtel, 1984, pag. 348, 358 seg. 
e 364 seg;  BLAISE KNAPP,  Précis  de droit  administratif,  Basilea,  1991, 
pag. 103 seg., 113 seg., 124 seg.). Rilevanti sono le particolarità del 
comportamento  illecito,  la  situazione  personale  del  ricorrente  e  una 
corretta valutazione dell'interesse pubblico e privato. In  particolare è 
necessario  che  il  provvedimento  appaia  essenziale  ed  idoneo  a 
raggiungere  lo  scopo  perseguito  dalla  misura  amministrativa  e  che 
sussista  un  rapporto  ragionevole  fra  lo  scopo  perseguito  e  la 
restrizione  alla  libertà  personale  che  ne  consegue  (DTF  130  I  65 
consid. 3.5.1; 128 II 292 consid. 5.1; 126 I 219 consid. 2c).

6.2 A._______  si  è  reso  protagonista  di  infrazioni  particolarmente 
pericolose  per  l'ordine  pubblico  e  che  riguardano  beni  giuridici 
estremamente sensibili. Egli è stato ritenuto colpevole di aver venduto 
a più persone dei quantitativi di eroina tali da mettere in serio pericolo 
la salute di parecchie persone.

6.3 Secondo  una  prassi  costante  dell'autorità  competente,  i  divieti 
d'entrata  nei  confronti  di  straniere  o  stranieri  indesiderabili  possono 
essere pronunciati per una durata limitata o illimitata, a seconda della 
gravità del caso concreto e dell'interesse pubblico violato. Per quanto 

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concerne  il  provvedimento  amministrativo  di  durata  illimitata,  si 
osserva che, malgrado non sia stato fissato alcun limite temporale, ciò 
non  significa  che  la  decisione  esplichi  i  suoi  effetti  per  una  durata 
perenne e immutabile (cfr. anche DTF 130 II  493 consid. 5). Questo 
concetto significa semplicemente che allo stato attuale delle cose non 
è  possibile  determinarne  la  durata  precisa.  Di  principio  lo  straniero 
potrà  in  ogni  momento  sollecitare  il  riesame,  a  condizione  che  tale 
richiesta  non costituisca una manovra dilatoria. Infatti  se la  persona 
interessata può comprovare che dopo l'emissione del provvedimento 
in oggetto per una periodo relativamente lungo ha condotto una vita 
rispettosa  dell'ordinamento  giuridico  del  paese  in  cui  vive,  ciò  può 
comportare  la  revoca  della  decisione  di  divieto  d'entrata,  poiché  la 
situazione  iniziale  si  è  posteriormente  modificata,  di  modo  che  la 
minaccia dell'ordine e della sicurezza pubblici  non è più attuale. Per 
procedere  ad  una  valutazione  dell'opportunità  di  un'eventuale 
annullamento,  occorre  tener  conto  dell'insieme delle  circostanze  del 
caso  concreto  (cfr.  sentenze  del  Tribunale  amministrativo  federale 
C-8211/2007 del 16 maggio 2008 consid. 6, C-137/2006 del 31 marzo 
2008 consid. 6.7 nonché C-48/2006 del 26 ottobre 2007 consid. 6.3). 

In linea generale si deduce dalla prassi applicata in tale ambito che il 
diritto  ad un riesame approfondito  esiste  allorquando sono trascorsi 
circa dieci anni dall'espiazione della pena. Per determinare tale perio-
do si risale all'epoca dell'ultima condanna penale così come a quella 
dei delitti perpetrati. Per valutare invece se sussiste a tutt'oggi una mi-
naccia  della  sicurezza  e  dell'ordine  pubblici  è  rilevante  il  comporta-
mento della persona interessata dopo la sua scarcerazione mentre ri-
veste un'importanza minore il comportamento tenuto durante il periodo 
di detenzione (cfr. DTAF 2008/24 consid. 6.2 e giurisprudenza ivi cita-
ta).

6.4 Nel caso di specie, dalle risultanze agli atti si constata che sono 
trascorsi  pressoché  nove  anni  dall'epoca  dei  fatti  avvenuti  tra  il  20 
maggio 1999 e il 9 novembre 2000. Si rileva inoltre che i giudici penali 
hanno riconosciuto al ricorrente delle circostanze attenuanti, mitigan-
done quindi la responsabilità e formulando una prognosi favorevole nei 
suoi confronti. In particolare essi hanno rilevato la giovane età del ri-
corrente, il quale ha infranto la LDDS in un periodo in cui era ancora 
minorenne, incensurato fino alla detta condanna, egli ha agito in tale 
maniera per inviare denaro alla sua famiglia ed ha ampiamente colla-
borato con gli inquirenti, ha scontato un carcere preventivo ragionevol-

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mente lungo ed è stato in una certa misura introdotto in questi traffici 
dal coimputato, senza la cui conoscenza l'interessato si sarebbe forse 
astenuto da questi comportamenti (cfr. sentenza della Corte delle As-
sise criminali  di  Mendrisio del 21 giugno 2001 pag. 28 seg.). Attual-
mente  il  ricorrente,  coniugato,  vive  in  Italia  e  lavora  presso  la  ditta 
C._______  dal  febbraio  2004.  Si  constata  che  il  ricorrente  è  ben 
integrato  ed  ha  beneficiato  di  una  promozione  in  ambito  lavorativo. 
Infine si evince dal casellario giudiziale italiano del 29 aprile 2009 che 
A._______ risulta essere incensurato. 

In base alle precedenti considerazioni, tenuto conto in particolare della 
giovane età del ricorrente all'epoca dei fatti nonché della sua difficile 
situazione  personale  e  familiare,  si  constata  che  ha  dimostrato  un 
comportamento esemplare dopo la condanna avvenuta all'incirca otto 
anni fa, di modo che non rappresenta più una minaccia dell'ordine e 
della sicurezza pubblici.

7.
Alla luce di quanto esposto, giusta l'art. 13 LDDS i presupposti per un 
divieto d'entrata non sono più adempiuti. Nonostante le infrazioni com-
messe, il ricorrente non è più da ritenere quale persona indesiderabile 
ai sensi della detta disposizione. La misura di allontanamento emanata 
nei sui confronti può essere tolta a far data dalla pronuncia della pre-
sente sentenza.

8.
Ne discende che il ricorso deve essere parzialmente accolto nel senso 
che la misura di allontanamento è tolta con effetto immediato.

9.
Visto  l'esito  della  procedura  vengono  poste  a  carico  del  ricorrente 
spese  processuali  ridotte  dell'ammontare  di  Fr. 350.-  (art.  63  cpv. 1 
PA).

Giusta l'art. 64 cpv. 1 PA in relazione con l'art. 7 del regolamento del 
21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi 
al Tribunale amministrativo federale (TS-TAF, RS 173.320.2), l'autorità 
di ricorso, se ammette il gravame in tutto o in parte, può d'ufficio o a 
domanda,  assegnare  al  ricorrente  un'indennità  per  le  spese 
processuali indispensabili e relativamente elevante che ha sopportato. 

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Visto che l'interessato è patrocinato da un mandatario professionale, 
ha  diritto  ad  un'indennità.  In  ragione  dell'insieme  delle  circostanze 
della fattispecie della sua difficoltà, nonché della mole di lavoro svolto, 
il Tribunale ritiene, ai sensi degli art. 8 segg. TS-TAF, che il versamento 
al ricorrente di un'indennità di Fr. 700.- a titolo di spese ripetibili appaia 
equa.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il  ricorso  è  parzialmente  accolto  conformemente  ai  sensi  dei 
considerandi.

2.
La  decisione  dell'UFM  del  14  maggio  2002  è  annullata  con  effetto 
immediato. 

3.
Le spese di procedura di Fr. 350.- sono poste a carico del ricorrente e 
verranno  computate  con  l'anticipo  spese  di  Fr.  700.-  versato  l'11 
febbraio 2008. Il saldo di Fr. 350.- è restituito al ricorrente. 

4.
L'autorità inferiore verserà al ricorrente un importo di Fr. 700.- a titolo 
di spese ripetibili ridotte.

5.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Atto giudiziario)
- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione  dei  permessi  e  dell'immigrazione,  Bellinzona,  per 

informazione (incarto cantonale di ritorno)

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

Data di spedizione: 

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