# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 48c561d3-8049-5117-b27d-4b5cab1bed27
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-10-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.10.2008 D-6692/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6692-2008_2008-10-28.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6692/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 8  o t t o b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Bruno Huber;
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Mongolia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 16 ottobre 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6692/2008

Fatti:

A.
Il 13 agosto 2008, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo in 
Svizzera. Ha dichiarato, in sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. 
verbali d'audizione del 17 settembre e del 10 ottobre 2008), d'essere 
espatriato,  a  seconda  della  versione,  il  [...],  [...]  o  [...].  In  patria  il 
ricorrente  ed  un  suo  amico  di  nome  B._______  sarebbero  stati 
arrestati  verso  la  fine  di  [...]  a  causa  della  morte  della  fidanzata  di 
B._______  avvenuta  dopo  una  nottata  trascorsa  all'aperto.  Dopo 
l'espatrio  il  ricorrente  si  sarebbe  recato  in  Austria,  dove  avrebbe 
depositato una prima domanda d'asilo. Senza attendere la risposta ad 
un  ricorso  interposto  contro  la  decisione  negativa  emessa  dalle 
competenti  autorità  austriache,  nell'[...]  si  sarebbe  recato  in  Svezia, 
dove avrebbe presentato un'ulteriore domanda d'asilo. Nel [...] sarebbe 
stato rinviato in Austria, dove si sarebbe trattenuto fino all'[...] quando 
avrebbe deciso di recarsi in Svizzera. 

B.
Il 16 ottobre 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art. 34 cpv. 2 lett. a della  legge sull'asilo del  26 giugno 
1998  (LAsi,  RS  142.31).  Detto  Ufficio  ha  pure  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso l'Austria siccome lecita, esigibile e possibile 
(v.  accordo  di  riammissione  delle  autorità  austriache  del  2  ottobre 
2008). 

C.
Il 23 ottobre 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM.  Ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  del 
provvedimento litigioso e la trasmissione degli atti di causa all'autorità 
inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo 
e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione dell'ammissione provvisoria. Ha 
altresì  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal  versamento  di  un 
anticipo a copertura delle presumibili spese processuali. 

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Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 
art. 105 LAsi,  e  art.  83  lett  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA,  RS 
172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, 
il procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che l'Austria è stata 
designata  dal  Consiglio  federale  come  Stato  terzo  sicuro,  dove 
sussiste  la  presunzione  del  rispetto  del  principio  di  divieto  di 
respingimento. Detto Ufficio constata che l'insorgente ha soggiornato 
in Austria dall'inizio del [...] fino all'[...] o [...] e in seguito dal [...] all'[...] 
e  di  non  avere,  altresì,  presentato  dei  motivi  per  invalidare  la 
summenzionata presunzione. Avrebbe infatti  dichiarato di  non volere 
rientrare in Austria per timore di essere infastidito dagli  amici di  due 
richiedenti l'asilo, dei quali non conoscerebbe però la nazionalità, che 
lo  avrebbero  violentato  nel  [...].  Il  ricorrente  avrebbe  comunque 
dichiarato,  che  le  autorità  austriache,  se  sollecitate,  avrebbero 
arrestato gli autori delle violenze. L'UFM ha, inoltre, sottolineato che le 
autorità  austriache,  in  data  [...],  si  sono  dichiarate  disposte  a 
riammettere  l'interessato  sul  loro  territorio.  Inoltre,  in  Svizzera,  non 
vivrebbero  persone  con  le  quali  il  ricorrente  intratterrebbe  rapporti 

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stretti  o suoi  parenti  prossimi. Peraltro, l'autorità inferiore ha ritenuto 
siccome vaghe, stereotipate e contraddittorie le allegazioni decisive in 
materia d'asilo presentate dall'insorgente. 

5.
Nel ricorso, l'insorgente ha sostenuto di non volere ritornare in Austria, 
visto che le competenti autorità avrebbero già una volta respinto la sua 
domanda d'asilo. Inoltre, tornando in Austria sarebbe rinviato in patria, 
dove  dovrebbe  attendersi  la  vendetta  della  famiglia  della  ragazza 
deceduta.  Infine,  le  autorità  mongole  non  sarebbero  in  grado  di 
accordargli alcuna protezione contro l'agire illegittimo di tale famiglia. 

6.

6.1 Secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, in vigore dal 1° gennaio 2008, 
il Consiglio federale designa gli Stati terzi sicuri in cui, secondo i suoi 
accertamenti,  v'è una protezione effettiva dal  respingimento ai  sensi 
dell'art. 5 cpv. 1 LAsi.

6.2 Giusta l'art. 34 cpv. 2 lett. a LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  può  ritornare  in  uno  Stato  terzo 
sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato 
precedentemente. Giusta l'art. 34 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 non si applica se 
in  Svizzera  vivono persone con cui  il  richiedente  intrattiene rapporti 
stretti  o  suoi  parenti  stretti  (lett.  a),  se  il  richiedente  adempie 
manifestamente la qualità di rifugiato secondo l'art. 3 LAsi (lett. b), o 
se  vi  sono  indizi  che  nello  Stato  terzo  non  vi  sia  una  protezione 
effettiva dal respingimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi (lett. c).

7.

7.1 Le  condizioni  d'applicazione  dell'art.  34  cpv. 2  lett.  a  LAsi  sono 
manifestamente  realizzate,  essendo incontestato  che l'insorgente ha 
soggiornato una prima volta in Austria dal [...] fino all'[...] o [...] ed una 
seconda  volta  dal  [...]  all'[...],  prima  di  presentare  la  sua  domanda 
d'asilo  in  Svizzera.  A  tal  proposito  vale  rilevare  che  la  durata  del 
soggiorno nello Stato terzo sicuro antecedente l'entrata del ricorrente 
in  Svizzera  non  è  decisiva  per  l'allontanamento  verso  tale  Stato 
(v. FF 2002 6125; Decisione del TAF E-2001/2008 del 4 aprile 2008). 
Infine,  l'Austria  –  designata  come  Stato  terzo  sicuro  dal  Consiglio 
federale  il  14  dicembre  2007  –  ha  dato  il  suo  accordo  alla 
riammissione dell'insorgente, in applicazione dell'Accordo del 3 luglio 

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2000 tra il Consiglio federale svizzero, il Governo federale austriaco e 
il Principato del Liechtenstein sull'ammissione di persone in situazione 
irregolare  (Accordo  sulla  riammissione;  RS  0.142.111.639), in  data 
[...].  Giusta  l'art.  5  del  succitato  Accordo,  l'autorizzazione  di 
riammissione ha la validità di tre mesi dal momento del consenso alla 
riammissione e tale termine può essere prorogato su domanda della 
Parte contraente. Nel  caso concreto è perciò da considerare ancora 
valida la riammissione.

7.2  Questo  Tribunale  osserva  che  dalle  carte  processuali  non 
emergono  elementi  da  cui  si  possa  desumere  che  in  Svizzera  si 
trovino persone con le quali  il  ricorrente intrattenga rapporti  stretti  o 
siano  suoi  parenti  prossimi.  Da  quanto  esposto,  discende  che,  nel 
caso concreto,  non sono dati  i  presupposti  dell'art. 34  cpv. 3  lett. a 
LAsi.

7.3 Contrariamente a quanto preteso nel gravame, l'insorgente non è 
manifestamente  riuscito  a  comprovare  la  propria  qualità  di  rifugiato 
secondo l'art. 3 LAsi. Il TAF rileva, altresì, che il ricorrente in corso di 
procedura  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le allegazioni decisive 
in  materia  d'asilo  s'esauriscono  in  mere  affermazioni  di  parte  non 
corroborate  da alcun elemento  della  benché minima consistenza,  in 
sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel  provvedimento  litigioso,  cui  può 
essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF in relazione all'art. 6 LAsi, all'art. 
37 LTAF ed all'art. 4 PA). Questo Tribunale constata che il ricorrente ha 
fornito un racconto incongruente e svariato. Nell'ambito dell'audizione 
del  10  ottobre  2008,  il  ricorrente  ha  sostenuto  di  essere  andato  a 
trovare  il  suo amico B._______ in  carcere,  il  quale  però  lo  avrebbe 
ricattato,  chiedendogli  USD  12'000.-  (pag.  3).  Inoltre,  dopo  essere 
andato  a  vivere  con  uno  zio  ad  C._______  nel  [...],  i  genitori  gli 
avrebbero detto che la polizia era andata a cercarlo a casa loro nel [...] 
(ibidem). Peraltro, sempre durante l'audizione del  10 ottobre 2008, il 
ricorrente ha allegato l'esistenza di  un articolo di  giornale, sul  quale 
sarebbe stampata la sua foto ed un ordine di ricerca (ibidem pag. 5). 
Per  di  più,  l'insorgente  ha  sostenuto  –  nell'ambito  della  medesima 
audizione  –  di  essere  stato  violentato  da  due  richiedenti  l'asilo  in 
Austria nel [...] (pag. 5). Il ricorrente non ha, però, ritenuto opportuno 
menzionare  tali  elementi  –  apparentemente  rilevanti  per  la  propria 
domanda d'asilo  – nell'ambito  dell'audizione del  17  settembre 2008. 

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Ciò  convalida  la  fondatezza  della  conclusione  dell'autorità  inferiore 
circa  l'inattendibilità  del  suo  racconto,  rendendo  così  manifesta 
l'assenza  di  seri  timori  d'esposizione  a  persecuzioni  nel  suo  Paese 
d'origine. Infine, non v'è ragione di ritenere che le autorità statali,  se 
opportunamente  sollecitate,  non  accorderebbero  al  ricorrente 
un'appropriata protezione contro l'eventuale agire illegittimo di terzi nei 
suoi  confronti.  In  virtù  di  quanto  precede,  nel  caso  di  specie, 
l'eccezione prevista dall'art. 34 cpv. 3 lett. b LAsi non è applicabile. 

7.4 Dato che l'Austria è considerata uno Stato terzo sicuro, incombe 
all'insorgente  invalidare  la  presunzione  di  protezione  effettiva  dal 
respingimento.  Nella  fattispecie,  il  ricorrente  non  è  manifestamente 
riuscito  in  tale  intento.  A  tal  proposito  non  soccorre  il  ricorrente  la 
generica  affermazione  ricorsuale  secondo  la  quale  le  autorità 
austriache non farebbero altro  che arrestarlo  e rinviarlo  in  Mongolia 
(pag. 2). Sulla base degli atti di causa non vi è motivo di ritenere che le 
autorità austriache, se confrontate con elementi e prove suscettibili di 
attestare  la  qualità  di  rifugiato,  non  accorderebbero  al  ricorrente 
un'adeguata protezione. Pertanto, l'art. 34 cpv. 3 lett. c LAsi non trova 
applicazione nella fattispecie.

8.
Di  conseguenza,  il  ricorso  in  materia  di  non  entrata  nel  merito, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata.

9.
L'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2,  art. 44 cpv. 1 LAsi  nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

10.

10.1 Non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  serio  indizio  da  cui 
desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in 
Austria possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 

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(LStr, RS 142.20) o esporre l'insorgente al rischio reale ed immediato 
di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed 
altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. Tortura, RS 0.105).

10.2 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
che  né  la  nota  situazione  generale  esistente  in  Austria,  che  non  è 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale, né altri motivi deducibili dalle carte processuali conducono 
a pensare che, in caso d'allontanamento in questo Paese, vi sia una 
messa in pericolo concreta del ricorrente.

10.3 Inoltre, l'insorgente è giovane, celibe, possiede una formazione 
scolastica  (cfr. verbale d'audizione del  17  settembre 2008 pag. 2)  e 
non  ha  altresì  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di 
salute  che  possano  giustificare  un'ammissione  provvisoria  (v.  sulla 
problematica  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che 
da un esame d'ufficio degli  atti  di  causa emerga la necessità di una 
permanenza del ricorrente in Svizzera per motivi medici.

10.4 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Le 
autorità  austriache  si  sono  dichiarate  disposte  a  riammettere 
l'insorgente  sul  loro  territorio  (v.  accordo  di  riammissione  del  [...]). 
L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

11.
In considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento 
è da ritenere ammissibile, esigibile e possibile, per le ragioni indicate 
al considerando 10 del presente giudizio. Per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  ed  esecuzione  dell'allontanamento  verso 
l'Austria il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata. 

12.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

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13.
Il TAF, avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzione 
dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali è divenuta senza oggetto. 

14.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art.  63  cpv.  1  e 
cpv. 5 PA nonché 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese 
ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto. 

3.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione dimora e aiuto al ritorno (in copia; n. di rif. N )
- D._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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