# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c69571f1-e0b9-5c2f-a752-33ede9aebb5f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-06-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 02.06.2006 32.2005.151
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-151_2006-06-02.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.151

   

  BS/sdm

  	
  Lugano

  2 giugno 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 settembre 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 12 luglio
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1941, attualmente attivo a tempo parziale quale economo-contabile,
nel mese di settembre 2004 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per
adulti (doc. AI 1).

Nel rapporto 14 settembre 2004 il suo medico curante, dr. __________, poste le
diagnosi di spondilartrosi L5/S1, diabete mellito II, dilatazione del calibro
dell’aorta addominale,sindrome metabolica, tendinopatia tibiale anteriore piede
destro e artrosi metatarso falangeale, ha attestato un’incapacità lavorativa
del 50% nell’attività abitualmente svolta con decorrenza dal 20 gennaio 2004
(doc. AI 6).

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui un esame medico svolto
dal dr. __________ del SMR (Servizio medico regionale dell’AI), con decisione 29
aprile 2005 l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni. A motivazione
del provvedimento preso, l’amministrazione ha evidenziato quanto segue:

 

" 
(…)

Dalla documentazione medica ed economica acquisita
all'incarto risulta che il danno alla salute del quale lei è portatore le ha
comportato una parziale incapacità al lavoro e di conseguenza al guadagno
limitata a tre mesi (gennaio-marzo 2004). Il servizio medico dell'AI, esaminati
gli atti ed esperita la visita medica, ribadisce l'idoneità nell'abituale
attività d'ufficio, la quale non comporta invalidità alcuna. (…) (doc. 20)                                  

 

                               1.2.
  Con decisione 12 luglio 2005 l'amministrazione, respingendo l'opposizione
dell'assicurato, ha confermato il diniego di prestazioni facendo presente come
il giudizio sulla pressoché normale abilità lavorativa nella professione
attualmente esercitata derivi da una completa e dettagliata visita medica
operata dal SMR, al cui rapporto 5 aprile 2005 va conferito valore probatorio
pieno.

                                         L’Ufficio
AI ha inoltre evidenziato quanto segue:

 

" 
(…)

Considerato come l'assicurato abbia prodotto dei certificati
medici in sede d'opposizione, per un'adeguata valutazione l'incarto ivi
comprese le obiezioni sollevate, è stato nuovamente sottoposto al vaglio del
Servizio medico regionale dell'AI (SMR).

 

Quest'ultimo ha fatto osservare che la documentazione
medica trasmessa in sede d'opposizione (20 certificati d'inabilità lavorativa)
non apporta nuove informazioni di carattere medico e che la stessa non
oggettiva quindi una diversa valutazione del caso. 

 

Si rilevi d'altro lato come l'assicurato si limiti
comunque a contestare genericamente la valutazione effettuata
dall'amministrazione, senza fornire elementi atti a metterne in dubbio la bontà
del giudizio espresso.

 

Ne discende pertanto che la decisione impugnata appare
corretta e merita piena conferma. (…)" (doc. 24)

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso l’assicurato ha invece sostenuto come non sia
ragionevolmente pretendibile la continuazione al 100% del proprio lavoro. In
particolare egli ha evidenziato:

" 
Il rapporto medico del
14 settembre 2004 del Dr. __________ alla base del quale è stata emessa la
decisione superato dai fatti medici incorsi nel frattempo. Un nuovo rapporto
del medico curante inoltrato al Servizio Invalidità in questi giorni, ma
essendo stata già l'emissione della decisione su reclamo esso non viene tenuto
in considerazione per una revisione della decisione su opposizione.

Non è stato tenuto in considerazione dal medico
incaricato (Dr. __________) che la necessità di cambiare regolarmente la
posizione (alzarsi ogni ora dalla posizione seduta in piedi) dura anche fino ad
un ora quando lavoro al 50%, poiché non riesco a svolgere la mia attività al
100% a causa delle fitte e dei dolori. In pratica debbo restare alzato per
lenire i dolori almeno 1 ½ - 2 ore al giorno quando lavoro al 50%,
restando dunque precluso nello svolgimento delle mie attività lavorative fra il
40% ed il 60% (quale economo contabile sono tenuto a lavorare dinanzi ad un
computer per l'immissione, la verifica e l'elaborazione dei dati). (…)"
(doc. I)

 

                               1.4.   Con
risposta di causa 22 settembre 2005 l’Ufficio AI ha invece postulato la
reiezione del ricorso.

 

                               1.5.   Il
3 ottobre 2005 il ricorrente, riassumendo l’iter medico del suo caso, ha
confermato quanto fatto valere nel ricorso.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1. 
 La presente vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA
del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella
causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00;
STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002
pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26
ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se l’insorgente ha diritto ad una rendita. 

 

                               2.3.   Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI - sia nella sua versione in vigore sino
al 31 dicembre 2002 che in quella valida dal 1° gennaio 2003 in relazione con gli artt. 7 e 8 cpv.
1 LPGA - con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente
o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica,
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali
dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi: un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità
(Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pp. 216ss). Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore
sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se
sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno
al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Rilevasi che
nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA (rispettivamente dell’art. 28 cpv. 2 vLAI) il grado
d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che
l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione
di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività
lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del
lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto
conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182 consid. 3, 1990 p. 543 consid. 2; Valterio, Droit et pratique
de l'assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pp. 200ss.). Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 p. 84
consid. 1b).

 

Nel
confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di
fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale,
le attitudini fisiche e psichiche e l'età dell'assicurato (RCC 1989, pag. 325
consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo,
Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e
s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).

La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

                                         

                               2.4.   Nell’evenienza
concreta, il ricorrente è stato esaminato dal dr. __________ del SMR.

                                         Nel
rapporto 5 aprile 2005 il succitato sanitario, dopo aver proceduto ad
un’anamnesi dettagliata, all’esame dei referti medici disponibili, ha posto le
seguenti diagnosi (le prime due giudicate con influsso sulla capacità
lavorativa):

 

"  Diagnosi:

 

-         
Spondilartrosi da L3 a
S1

-         
Scoliosi
sinistro-convessa e spondilosi L1-L2

-         
Diabete mellito II

-         
Abuso di nicotina 

-         
Soprappeso (IMC = 27,4
kg/m2)

-         
Esiti di tendomiopatia
tibiale anteriore piede destro 

-         
Artrosi metatarsofalangea
dito I piede sinistro, asintomatica

-         
Periartropatia
scapolo-omerale destra con impingement

-         
Ateromatosi delle
arterie carodidee, non stenosanti

-         
Dilatazione fusiforme
delle arterie iliache (…) (doc. 18/5 parte A)

 

                                         In
merito alle conseguenze sulla capacità lavorativa, il citato medico ha
evidenziato:

 

" 
(…) 

Valutazione/conclusione

 

L'attività finora svolta, un lavoro d'ufficio, è idoneo
allo stato di salute. La diminuzione del rendimento provocata dalla necessità
di cambiare regolarmente posizione (alzarsi ogni ora dalla posizione seduta in
piedi per circa 5-10 minuti) è esigua. Le alterazioni degenerative a carico
dell'apparato locomotore sono per ora poco sintomatiche e non necessitano
attualmente di cure mediche. La situazione metabolica non causa un'incapacità
lavorativa, ma richiede una terapia regolare ed un adeguamento dello stile di
vita. Controlli medici regolari dell'evoluzione dell'arteriopatia sono
indicati." (doc. 18/5 parte B)

 

                                         Ritenuta
dunque un’abilità lavorativa al 90% nella professione abitualmente esercitata
dall’assicurato, la domanda di prestazioni assicurative è stata di conseguenza
respinta. 

 

                                         Con
il presente ricorso l’assicurato sostiene che il dr. __________ del SMR non ha
tenuto conto che deve regolarmente cambiare posizione da seduta a eretta) e che
necessita di un lasso di tempo di 1½-2 per lenire i dolori, ciò che gli causa
un’inabilità lavorativa tra il 40 e 60%.

 

                               2.5.   Occorre
qui ricordare che affinché un
rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed
esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami
approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia
stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione
medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; DTF 125 V 352
consid. 3a e riferimenti; Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123;
STFA del 18 marzo 2002 nella causa M [I 162/01], consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA
del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa
G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189). 

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb). 

                                         Tale
principio è stato del resto ribadito dal TFA proprio in occasione di una
valutazione del SMR  [“ Un tel rapport, qui émane d’un service medical
régional au sens de l’art. 69 al 4 RAI, a en effet une valeur probante s’il
remplit les exigences requis par la jurisprudence, ce qui n’est guère
contestable en l’espèce (ATF 125 V 352 consid. 3a)” cfr. STFA non
pubblicata del 28 ottobre 2002 in re P (I 523/02), consid. 3].

Lo stesso vale per le perizie fatte
esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 pag. 188; RAMI 1993 pag.
95).

 

                                         Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (cfr. DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts, op. cit., pag. 111).

 

Va poi ricordato che se vi sono dei rapporti
medici contraddittori il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01
ed S., U 330/01).

 

                               2.6.   Nel
caso in esame, questo TCA non ha motivo per mettere in dubbio la valutazione
effettuata dal dr. __________, da considerare dettagliata, approfondita e quindi
rispecchiante i parametri giurisprudenziali sopra ricordati (cfr. consid. 2.8).

                                         Né
del resto l’assicurato ha prodotto della documentazione medica attestante una
patologia lombare maggiormente invalidante. 

                                         Infatti
i certificati del medico curante prodotti in sede di opposizione attestanti
un’incapacità lavorativa del 50% non sono idonei a sovvertire la valutazione
medica in discussione, essendo privi di qualsiasi motivazione.

Va poi ricordato che se da una parte la procedura davanti al TCA è retta
dal principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio
devono essere accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva che questo
principio non è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere
delle parti di collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid.
1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti). 

                                         Il
dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle
parti di apportare ‑ ove ciò fosse ragionevolmente esigibile ‑ le
prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati,
ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze della
carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).

                                         

                               2.7.   Successivamente
alla decisione contestata, il ricorrente ha prodotto lo scritto 12 settembre
2005 del dr. __________, avente il seguente tenore: 

 

" 
Come curante del sopraccitato
paziente certifico il peggioramento dello stato di salute. Il Signor RI 1 ha
dovuto essere ricoverato presso l'Hôpital __________ a __________ per

   -    il suo diabete mellito II

   -    dislipidemia

   -    sindrome da stress

   -    adiposita

   allegato valutazione dell'Ospedale

 

inoltre attualmente il paziente è in cura per 

   -    una lesione del menisco mediale 

   -    versamento intraarticolare 

   -    condropatia rotulia

        previsto una artroscopia 

  Allegato referto

 

inoltre in cura per

-       un ascesso recidivante all'inguine che
necessita antibioterapia.

 

Prego perciò di convocare il paziente per una nuova
valutazione del suo stato di salute, valutando pure la decisione formale del
12.7.05.

Sto a disposizione per ulteriori chiarimenti" (doc.
AI 27-1)

                                         

                                         Allegato
a tale scritto si trova il rapporto d’uscita 26 agosto 2005 dell’Ospedale di __________
(__________) in merito alla degenza dell’assicurato per una valutazione
cardiaca ed il referto della risonanza magnetica eseguita il 1° settembre 2005
inerente il ginocchio sinistro.

 

                                         Al
riguardo, oltre al fatto che i due succitati certificati non sono
sufficientemente circostanziati in ordine ad una valutazione della residua
capacità lavorativa del ricorrente, occorre evidenziare che gli stessi non
possono essere presi in considerazione nel presente giudizio perché si
riferiscono ad una situazione posteriore alla decisione su opposizione
contestata. 

                                         Infatti,
per costante giurisprudenza il giudice
delle assicurazioni sociali, ai fini dell’esame della vertenza, si basa di
regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della resa della
decisione contestata, in casu 12 luglio 2005 ( DTF 129 V 4 consid. 1.2).

Spetterà pertanto all’assicurato, nell’ambito di una
nuova domanda di prestazioni, produrre la pertinente documentazione medica atta
a dimostrare un rilevante peggioramento della capacità lavorativa. 

 

                                         In
conclusione, visto quanto sopra, sulla base delle affidabili e concludenti
risultanze SMR, richiamato inoltre l’obbligo che incombe all’assicurato di
intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278
consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo
1995, pag. 61) - se necessario intraprendendo una nuova professione (DTF 113 V
28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgericht zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221) - è da ritenere dimostrato,
con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115
V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid.
2b), che l'assicurato non presenta un grado
d’invalidità pensionabile. 

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il
ricorso é respinto.

 

                                 2.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti