# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 61217683-86b6-50ab-a36e-4c062694cc65
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-01-16
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 16.01.2015 12.2014.193
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2014-193_2015-01-16.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2014.193

  	
  Lugano

  16 gennaio 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente,

  Bozzini
  e Fiscalini

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa – inc. n. OR.2013.65
(azione per salari e mercedi) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 –
promossa con petizione 27 marzo 2013 da

 

	
   

  	
  IS
  1 

  rappr. dall' RA 1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO
  1 

  rappr. dall' RA 2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

volta ad ottenere il
versamento di fr. 54'893,10 oltre interessi a titolo di remunerazione a seguito
del rapporto di lavoro intercorso tra le parti; 

 

domanda alla quale la
convenuta si è opposta e sulla quale il Pretore ha statuito con sentenza 29
settembre 2014 respingendo integralmente la petizione; 

 

appellante l'attrice che
con memoriale 3 novembre 2014 chiede di riformare il giudizio impugnato nel
senso di accogliere integralmente la sua petizione e di condannare la convenuta
a versarle fr. 4'400.- per ripetibili, il tutto previa continuazione del
beneficio del gratuito patrocinio anche in sede di appello;

e ora sull'istanza di
gratuito patrocinio presentata dall’appellante; 

 

 

 

ritenuto

 

in fatto e in
diritto:

 

1.  Dal 4
marzo 2011 IS 1 (cognome modificato in F dal 27 marzo 2013 a seguito di matrimonio) ha lavorato alle dipendenze di C F sulla base di un contratto di lavoro
per prestazioni di assistenza a domicilio (doc. A, inc. CM.2012.608). Il
rapporto di impiego ha preso termine il 4 maggio 2012 a seguito del decesso della persona alla quale la dipendente accudiva in veste di
"badante".

IS 1 ha in seguito formulato nei confronti della CO 1, erede universale della
defunta datrice di lavoro (doc. G, inc. CM.2012.608), una pretesa per la
remunerazione delle ore di lavoro notturno, sulla quale è sorto un contenzioso.

2.  Non
essendo stato raggiunto un accordo tra le parti, previo fallimento del
tentativo di conciliazione dinanzi alla competente Pretura (inc. CM.2012.608
della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 1), con petizione 27 marzo 2013 IS
1 ha convenuto in giudizio dinanzi alla medesima Pretura la CO 1 chiedendone la
condanna al pagamento di un saldo di fr. 54'893,10 oltre interessi, a titolo di
retribuzione delle ore di lavoro straordinario diurno, notturno e festivo
svolto nel corso del rapporto di impiego.

Nella risposta del 3 giugno 2013 la convenuta si è opposta alle domande e ha chiesto
di respingere la petizione. Le parti hanno confermato le rispettive tesi e
domande nei successivi allegati di replica e duplica, così come nei memoriali
conclusivi.

3.  Statuendo
il 29 settembre 2014, il Pretore ha respinto la petizione e ha condannato
l’attrice, ammessa al beneficio dell’assistenza giudiziaria, a rifondere alla
convenuta un’indennità per ripetibili di fr. 4'400.-. Il primo giudice ha
ritenuto in sintesi che nulla più fosse dovuto alla dipendente, alla quale ha
tra l'altro rimproverato di non aver fatto fronte all'onere probatorio che le
incombeva in merito all'effettivo svolgimento delle ore lavorative asserite e
all'esistenza di un accordo sulla remunerazione aggiuntiva.

4.  Contro
la citata sentenza l’attrice è insorta con appello 3 novembre 2014 postulandone
la riforma, nel senso di accogliere integralmente la petizione e di condannare
la convenuta a versarle fr. 4'400.- per ripetibili, il tutto previa
continuazione del beneficio del gratuito patrocinio anche in sede di appello in
considerazione dell'indigenza dell'appellante e delle possibilità di successo
della causa.

5.  Con
ordinanza 10 novembre 2014, la Presidente di questa Camera, rilevato come la
domanda di assistenza giudiziaria fosse stata formulata prevalendosi di
un'asserita indigenza non supportata da documentazione, osservato altresì come
le condizioni familiari della richiedente fossero mutate rispetto a quelle
considerate nel 2012 dal Pretore, ha assegnato all'appellante un termine
scadente il 15 dicembre 2014 per produrre la documentazione mancante (così come
dettagliatamente indicata nel dispositivo), avvertendola altresì che la mancata
presentazione della documentazione completa nel termine impartito avrebbe
comportato la reiezione della domanda di gratuito patrocinio.

Il 17 dicembre 2014 l'appellante, per il tramite del suo patrocinatore, ha inviato
uno scritto con il quale spiega di aver fatto ritorno in __________, di vivere
con la famiglia e di non aver "portato con sé alcun documento fiscale o
bancario" (atto III). A suo dire la situazione economica personale
serebbe ulteriormente peggiorata rispetto al momento in cui le venne concessa
l'assistenza giudiziaria, non disponendo attualmente di reddito alcuno.
L'appellante formula inoltre previsioni per il futuro, asserendo che, se anche
dovesse trovare un'occupazione in __________, "non sarà mai in grado di
superare il proprio minimo vitale e di assumersi le spese della presente
procedura" (atto III). Nessun documento è stato prodotto in allegato
allo scritto in questione, che non è stato intimato alla convenuta per
osservazioni.

6.  Ha
diritto al gratuito patrocinio chiunque adempia alle due condizioni cumulative poste
dall'art. 117 CPC, ovvero chiunque sia sprovvisto dei mezzi necessari (lett. a)
e la cui domanda non appaia priva di probabilità di successo (lett. b). Le due
condizioni sono cumulative e devono essere valutate sulla base della situazione
esistente all’inizio della procedura. L'istante deve esporre la sua situazione di
reddito e di sostanza ai sensi dell'art. 119 cpv. 2 CPC e deve rendere
verosimile la sua impossibilità a sostenere il procedimento giudiziario senza
intaccare il suo fabbisogno minimo e quello della famiglia (DTF 128 I 225 consid.
2.5.1, pag. 232; sentenza del
Tribunale federale 5A_565/2011 del 14 febbraio 2012, consid. 3.3; Trezzini, in: Cocchi/Trezzini/ Bernasconi,
Commentario al Codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano 2011, pag.
465 seg. ad art. 117; Rüegg, in:
Spühler/Tenchio/Infanger, Basler Kommentar, ZPO, Basilea 2010, n. 7 ad art.
117, pag. 598). Giusta l'art. 119 cpv. 3 CPC, il giudice statuisce sulla
domanda di gratuito patrocinio in procedura sommaria. L'istanza di gratuito
patrocinio può essere riproposta in sede di ricorso, indipendentemente dalle
decisioni di prima istanza (art. 119 cpv. 5 CPC; Trezzini, op. cit., pag. 486 ad art. 119). La valutazione
delle probabilità di successo si esegue con riferimento al rimedio di diritto
ed è pertanto decisivo sapere se l'appello sarà verosimilmente accolto (Rüegg, op. cit., n. 21 ad art. 117, pag.
603). A ogni modo l’istante deve esporre la sua situazione di reddito e di
sostanza già con la domanda e una domanda sprovvista di motivazione e di
documentazione deve essere respinta (sentenze del Tribunale federale
5A_565/2011 del 14 febbraio 2012, 4A_34/2012 del 23 febbraio 2012).

7.  È
determinante la situazione finanziaria del richiedente al momento della
presentazione della domanda di gratuito patrocinio (DTF 135 I 221 consid. 5.1, pag. 223; Emmel,
in: Sutter-Somm/ Hasenböhler/Leuenberger, ZPO Kommentar, Zurigo/Basilea/
Ginevra 2010, n. 4 ad art. 117, pag. 808). La circostanza che egli sia
stato posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria in prima sede non è quindi
decisiva per la concessione del gratuito patrocinio in sede di appello.

Ciò vale a maggior ragione se si considera che, in concreto, la documentazione
prodotta in prima sede si riferiva ad alcuni anni or sono e risulta
abbondantemente superata pure a seguito del radicale mutamento della situazione
personale.

In prima sede l'attrice aveva in un primo tempo (contestualmente all'istanza di
conciliazione 28 settembre 2012 ai sensi dell'art. 197 CPC) semplicemente
addotto di adempiere ai requisiti e prodotto il preavviso favorevole 20 giugno
2012 del comune di residenza (doc. E inc. CM.2012.608). Successivamente è stata
prodotta (quale doc. H) la medesima dichiarazione municipale con allegata copia
del modulo cantonale prestampato denominato "certificato per
l'ammissione all'assistenza giudiziaria", dal quale si evincono alcune
circostanze relative alla situazione della richiedente al momento della
compilazione il 18 giugno 2012. Cittadina __________ residente con permesso B
per stranieri, la richiedente era coniugata dal 27 marzo 2012 con R F,
beneficiario di prestazioni complementari AVS quale grande invalido. Di
professione badante, ma "in malattia e senza lavoro", essa si
dichiarava al beneficio di "prestazioni per malattia" che
dalla documentazione allegata risultavano essere pari a fr. 2'737 ,50 mensili a
decorrere dal 14 febbraio 2012.

Sulla base di questi elementi, il Pretore, con decisione del 20 novembre 2012 (inc.
SO.2012.4329), ha dapprima concesso il beneficio del gratuito patrocinio
limitatamente alla procedura di conciliazione, riconfermandosi per quanto
concerne la procedura di merito con il giudizio del 29 settembre 2014 (inc.
OR.2013.65) oggetto della presente procedura d'appello, e ciò senza che l'attrice
avesse apportato ulteriori elementi al riguardo della sua situazione economica
con la petizione 27 marzo 2013. 

In sede di appello l’attrice ha motivato in due sole righe (pag. 8 n. 14) la
domanda, limitandosi a sostenere la sua situazione di indigenza, soffermandosi
in seguito sulla possibilità di esito favorevole del gravame. L'appellante non ha
minimamente indicato quale sia la sua attuale situazione personale e
finanziaria. Come si è visto, una domanda del genere dovrebbe essere respinta
senza ulteriore esame. Seguendo la sua prassi questa Camera ha comunque
assegnato un termine alla richiedente per motivare e completare la domanda, in
applicazione del dovere di interpello sancito dall’art. 56 CPC.

8.  Come
sopra indicato (considerando n. 5) l’appellante si è limitata a produrre uno
scritto (atto III), peraltro con due giorni di ritardo rispetto al termine
impartito dalla Presidente di questa Camera, con il quale non colma minimamente
le lacune in merito all'allegazione e alla relativa produzione di prove. Nulla
è indicato in merito alle conseguenze concrete del suo trasferimento
all'estero, al suo attuale stato civile (dopo il divorzio dal marito del 27
gennaio 2014) e all'evoluzione (persistenza, remissione o guarigione) della
malattia che la rendeva inabile al lavoro, ma la poneva nel contempo al
beneficio di una rendita assicurativa. Nulla viene allegato neppure in merito
alla possibilità concreta, o perlomeno teorica, di mettere a frutto le capacità
professionali e l'esperienza maturata nello svolgimento in Svizzera di un
lavoro di cura, attività professionale con potenzialità di reddito risultate
tutt'altro che trascurabili visti i guadagni effettivamente conseguiti e le
pretese oggetto del contenzioso. Per quanto concerne la mancata produzione di
documentazione bancaria e fiscale non può certo assurgere a motivazione il
fatto che l'appellante sia rientrata al paese d'origine, non fosse che per la
facilità con la quale può comunque richiedere e ottenere duplicati direttamente
o per il tramite di un rappresentante.

9.  Considerato
quanto sopra indicato, la carente allegazione delle circostanze rilevanti e la
mancata produzione della documentazione richiestale non permettono di stabilire
se l'appellante sia effettivamente in uno stato di indigenza e quindi
sprovvista di mezzi per far fronte alle spese giudiziarie relative alla
procedura in questione. 

La domanda di gratuito patrocinio deve pertanto essere respinta, siccome i
requisiti posti dall’art. 117 lett. a CPC non sono manifestamente adempiuti,
risultando superfluo l'esame dell'ulteriore requisito di cui all'art. 117 lett.
b CPC.

10. Nella procedura per il
conferimento del gratuito patrocinio di regola non vengono prelevate spese
processuali (art. 119 cpv. 6 CPC). Alla controparte, che non si è espressa
sulla domanda, non va attribuita alcuna indennità per ripetibili della
procedura incidentale. Per quel che concerne i rimedi giuridici esperibili
contro questa decisione sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF),
l’impugnabilità di un giudizio incidentale come quello emesso in materia di
gratuito patrocinio segue la via dell’azione principale (sentenza del Tribunale
federale 5A_565/2011 del 14 febbraio 2012 consid. 1.1), di modo che nella
fattispecie il valore litigioso è di almeno fr. 54'893,10.

A passaggio in giudicato della presente decisione, all’appellante sarà
assegnato in separata sede il termine per versare l’anticipo sulle spese.

 

Per i quali motivi,

 

decide:                 1.  L'istanza di ammissione al gratuito
patrocinio del 3 novembre 2014 presentata da IS 1 è respinta.

 

                             2.  Non si prelevano tasse né
spese. Non si assegnano ripetibili alla controparte. 

 

                             3.  Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 1

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                      Il vicecancelliere

 

 

 

Rimedi giuridici

Nelle
cause a carattere pecuniario è dato ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale
della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il valore litigioso ammonta a fr.
15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr.
30'000.- negli altri casi (art. 74 cpv. 1 LTF); per valori inferiori il ricorso
è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso
in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario
in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare
una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).