# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3fd9f829-555f-5bfc-837c-16bc604f6154
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-12-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 04.12.2017 11.2016.49
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2016-49_2017-12-04.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2016.49

  	
  Lugano

  4 dicembre 2017/jh

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente,

  Giani
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Fasola

  

 

 

sedente
per statuire nella causa SO.2016.94 (ipoteca legale degli artigiani e imprenditori:
iscrizione provvisoria)
della Pretura della giurisdizione di
Mendrisio Sud promossa con istanza del 3 febbraio 2016
dalla

 

	
   

  	
  AP 1 (BL)

  (patrocinata
  dall'avv. PA 1)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO 1 

  (rappresentata
  dal suo servizio RA 1

  ),

  

 

giudicando sull'appello del
9 giugno 2016 presentato dalla AP 1 contro la sentenza emessa dal Pretore il 25
maggio 2016;

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Tra
il 6 luglio e il 6 ottobre 2015 la AP 1 ha fornito alla ditta __________ G__________
SA di __________ (divenuta in seguito G__________ SA) porte e telai destinati alla
costruzione di un fabbricato denominato “cabina K” nella stazione di smistamento
di __________, sulla particella n. 700 RFD di __________, proprietà delle AO 1.
Per la fornitura di tali infissi, poi posati da un'altra ditta (la F__________
SA di __________), la AP 1 ha inviato alla G__________ SA, tra il 30 giugno e
il 16 ottobre 2015, sette fatture per un totale di fr. 114 748.70. Nonostante vari solleciti, la somma è
rimasta impagata. Con decisione del 14 dicembre 2015 il Pretore del Distretto
di Leventina ha pronunciato il fallimento della G__________ SA.

 

                                  B.   Il
3 febbraio 2016 la AP 1 si è rivolta così al Pretore della giurisdizione di
Mendrisio Sud perché fosse iscritta provvisoriamente sulla particella n. 700 RFD
di __________ un'ipoteca legale degli artigiani e imprenditori in suo favore
per fr. 114 748.70 più interessi al 5% dal
24 novembre 2015. Con decreto cautelare del medesimo giorno, emesso senza
contraddittorio, il Pretore ha ordinato l'iscrizione richiesta. L'addebito
delle spese processuali (fr. 300.–)
e delle ripetibili è stato rinviato alla decisione che sarebbe stata presa dopo
il contraddittorio. Al contraddittorio, tenutosi il 22 aprile 2016, le AO
1 hanno proposto di respingere l'istanza, mentre l'istante ha replicato confermandosi
nella propria richiesta.

 

                                  C.   Statuendo
il 25 maggio 2016, il Pretore ha respinto l'istanza e ha ordinato all'ufficiale del registro fondiario di
cancellare l'ipoteca legale degli artigiani e imprenditori provvisoriamente
iscritta senza contraddittorio il 3 febbraio 2016. Le spese processuali di fr. 1000.–
(compresi gli oneri del decreto “supercautelare”) sono state poste a carico
dell'istante. Non sono state assegnate ripetibili.

 

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata la AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del
9 giugno 2016 per ottenere che il giudizio impugnato sia riformato nel senso di
confermare l'iscrizione provvisoria dell'ipoteca legale decretata dal Pretore il
3 febbraio 2016 senza contraddittorio. Nelle loro osservazioni dell'8 luglio
2016 le AO 1 concludono per la reiezione dell'appello.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   L'iscrizione
provvisoria di un'ipoteca legale degli artigiani e imprenditori è
trattata con la procedura sommaria degli art. 248 segg. CPC (art. 249 lett. d
n. 5 CPC). Le decisioni del Pretore in tale materia sono appellabili perciò
entro dieci giorni dalla notifica (art. 314 cpv. 1 CPC), sempre che il valore
litigioso raggiungesse almeno fr. 10
000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella
decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto tale presupposto è
dato, ove appena si consideri l'ammontare dell'ipoteca controverso in
prima sede. Quanto alla tempestività del ricorso, la
sentenza impugnata è pervenuta al patrocinatore dell'istante il
30 maggio 2016. Introdotto il 9 giugno 2016, ultimo giorno utile, l'appello
in esame è pertanto tempestivo.

 

                                   2.   Le
decisioni emanate dai Pretori in materia di iscrizione provvisoria di ipoteche
legali degli artigiani e imprenditori sono equiparate a decreti cautelari (DTF
137 III 565 consid. 2). Un eventuale appello introdotto contro di esse è privo
così di effetto sospensivo, a meno che tale beneficio sia conferito dall'autorità
giudiziaria superiore (art. 315 cpv. 5 CPC). Nella fattispecie la AP 1 non ha
chiesto che al suo appello fosse accordato effetto sospensivo. La sentenza del
Pretore era pertanto esecutiva, sicché l'iscrizione provvisoria dell'ipoteca
legale per fr. 114 748.70 decretata il 3 febbraio 2016 senza contraddittorio
poteva essere cancellata. E una volta cancellata un'ipoteca legale non può più
essere reinscritta dopo la decorrenza dei quattro mesi fissati dall'art. 839
cpv. 2 CC. Sta di fatto che nel caso specifico la sentenza impugnata non è
stata eseguita, il Pretore avendone disposto la comunicazione all'ufficiale del
registro fondiario solo dopo il passaggio in giudicato della medesima. L'iscrizione
decretata in via cautelare il 3 febbraio 2016 figura quindi tuttora 

                                         nel
registro fondiario e continua a
salvaguardare il termine del­l'art. 839 cpv. 2 CC. In condizioni del
genere l'appello continua dunque a essere provvisto di interesse pratico e
attuale (I CCA, sentenza inc. 11.2015.23 del 16 marzo 2016, consid. 3).

 

                                   3.   Nella sentenza impugnata il Pretore si è domandato
anzitutto se – come affermano le AO 1 – la particella n. 700 RFD
appartenga al patrimonio amministrativo (art. 839 cpv. 4 a 6 CC), giungendo
alla conclusione che il quesito trascende i limiti di un giudizio sommario e
andrà risolto nella procedura di iscrizione definitiva. Ciò posto, egli ha riepilogato i principi che disciplinano il diritto
all'iscrizione provvisoria di 

                                         un'ipoteca legale degli artigiani e imprenditori. Accertata la qualità di artigiano o imprenditore dell'istante,
egli ha rammentando tuttavia che la mera fornitura di materiale non conferisce
un diritto all'ipoteca, tranne che quel materiale sia stato prodotto su misura per
l'immobile cui è destinato. Nella fattispecie però – ha rilevato il Pretore – l'istante
non ha mai preteso nulla del genere, nemmeno all'udienza del 22 aprile 2016. Essa
non ha sostenuto, in altri termini, che gli infissi fossero stati fabbricati
appositamente per la “cabina K” della stazione di smistamento, senza
poter essere riutilizzati altrove. E in mancanza di
precise allegazioni su questo punto – ha continuato il Pretore – non è
possibile nemmeno trarre deduzioni da uno schizzo agli atti eseguito dalla G__________
SA (doc. I), il quale non attesta alcunché circa la “tipologia di materiale
necessario per soddisfare i requisiti abbozzati in quei disegni”. In simili circostanze il primo giudice ha
ritenuto così che l'iscrizione di un'ipoteca legale non sia giustificata,
senza che occorresse vagliare né la tempestività né la verosimiglianza del
credito. Onde, in definitiva, l'ordine all'ufficiale del registro fondiario di
cancellare quanto annotato senza contraddittorio il 3 febbraio 2016.

 

                                   4.   L'appellante motiva il
fatto di non avere allegato la fornitura di porte e telai su misura perché la specificità
del materiale non era revocata in dubbio dalla convenuta. A suo dire le AO 1
contestavano, in particolare, che essa avesse per scopo la prestazione di attività
artigianali, contestazioni che però erano sollevate a torto perché la natura
giuridica dei rapporti contrattuali tra le parti e il fatto che il fornitore si
occupi direttamente della lavorazione del materiale non sono determinanti per
il giudizio. Che poi il materiale fornito per la “cabina
K” della stazione di smistamento non possa essere riutilizzato altrove –
prosegue l'appellante – si evince dagli atti, non solo per il riferimento
esplicito all'immobile cui il materiale era destinato, ma anche per­ché ognuno
dei 114 serramenti è descritto singolarmente in funzione della sua posizione,
delle sue dimensioni (indicate al millimetro) e dei vari accorgimenti tecnici (tipo
di metallo, legno, profilo, cerniere, guarnizioni e colori). Che porte e finestre
siano prodotte oggi su misura in funzione della loro collocazione e delle
scelte architettoniche del progettista è del resto – soggiunge l'istante – notorio
e conforme alla generale esperienza nel campo della moderna tecnica di
costruzione, che prevede solo raramente e in misura limitata l'impiego di serramenti
preconfezionati. E quand'anche il primo giudice avesse dubitato in proposito – essa
epiloga – sarebbe bastato un interpello oppure rimandare l'esame della
questione alla sentenza di merito.

 

                                   5.   Giusta l'art. 837
cpv. 1 n. 3 CC danno diritto di ottenere la costituzione di un'ipoteca legale i
crediti degli artigiani o imprenditori che hanno “fornito materiali e lavoro, o
lavoro soltanto, per una costruzione o altre opere, per la demolizione delle stesse,
il montaggio di impalcature, il consolidamento di scavi o lavori simili su un
dato fondo, e ciò sopra il fondo stesso, se il debitore è il proprietario, un
artigiano o un imprenditore, un conduttore, un affittuario o un altro titolare
di diritti sul fondo”. Se l'artigiano o imprenditore ha fornito unicamente
materiale (e non anche lavoro), deve trattarsi di materiale ordinato per quel
determinato immobile e difficilmente riutilizzabile altrove (Bovey in: Commentaire romand, CC II,
Basilea 2016, n. 21 ad art. 837 con riferimento a DTF 131 III 303 consid. 3; Steinauer, Les droits réels,
vol. III, 4ª edizione, pag. 320 n. 2875a; Schumacher,
Das Bauhandwerkerpfandrecht, Ergänzungsband zur 3. Auflage, Zurigo 2011, pag. 52 n. 147). In tal
caso tocca all'artigiano o all'imprenditore allegare e, dandosi contestazioni,
rendere verosimile quest'ultimo requisito.

 

                                   6.   Nella fattispecie l'appellante
non pretende di avere allegato, nel­l'istanza o al contraddittorio del 22
aprile 2016, che gli infissi forniti per la “cabina K” della stazione di
smistamento fossero stati eseguiti su misura o, quanto meno, espressamente per
l'immobile cui erano destinati. Reputa che – come detto – che ciò non era
necessario, poiché il fatto non era contestato. Se non che, per essere contestato
un fatto deve per prima cosa essere addotto. Certo, al contraddittorio del 22
aprile 2016 le Ferrovie federali svizzere hanno obiettato soltanto che
l'istante si era limitata ad attività commerciali di compravendita, senza
prestare lavoro. L'istante aveva opposto allora che la forma giuridica di una
ditta non è determinante per sapere se la ditta ha solo fornito materiali o
anche lavoro. Sta di fatto che nell'appello essa non pretende di avere prestato
lavoro. Anzi, ammette che “il materiale in parola è stato posato e integrato
nella citata costruzione ad opera della F__________ SA, __________” (memoriale,
pag. 3 in alto). Dà atto così di avere fornito esclusivamente materiali. E chi
fornisce unicamente materiali deve almeno allegare, per ottenere l'iscrizione
provvisoria di un'ipoteca legale, che la merce fornita è stata prodotta per
quel determinato immobile ed è difficilmente utilizzabile altrove. Invano si
cercherebbe di sapere dove e quando l'istante abbia addotto un'allegazione
siffatta.

 

                                   7.   A parere
dell'appellante la specificità degli infissi forniti per la “cabina K” della
stazione di smistamento si evince dagli atti, ma l'argomentazione cade nel
vuoto, proprio perché per essere accertato un fatto deve prima di tutto essere
allegato. Non basta che lo si possa desumere dagli atti, per lo meno nelle
cause non governate dal principio inquisitorio, anche perché i fatti non allegati
sfuggono al vaglio del contraddittorio (sentenza del Tribunale federale 4A_33/2015 del 9 giugno 2015 consid.
6.2.2 in: RSPC 2015 pag. 501). Né
spetta al giudice, nelle cause rette dal principio dispositivo, cercare
elementi agli atti di cui una parte non si vale. Per di più, contrariamente al­l'opinione
dell'istante, in concreto nulla rende verosimile, nemmeno a un sommario esame,
che porte e telai siano stati confezionati su misura. Che tutto il materiale
fosse destinato al medesimo immobile e che tutti gli infissi siano descritti partitamente
nelle fatture o nelle conferme d'ordine o nei bollettini di consegna ancora non
significa – e da lungi – che questi siano stati specialmente prodotti per la “cabina
K” della stazione di smistamento. Tutto si ignora, intanto, sulle caratteristiche
di quello che sarebbe stato il materiale di serie. Che porte e telai fossero
eseguiti su misura, inoltre, sarebbe stato agevole rendere verosimile con la semplice
deposizione di un responsabile della ditta produttrice. L'istante non era
confrontata perciò a difficoltà di prova insormontabili.

 

                                   8.   L'appellante
definisce “notorio e di generale esperienza” il fatto che nel settore
dell'edilizia la fabbricazione del materiale suole avvenire su misura. Il che
sarà anche vero, ma non esclude l'uso di prodotti standard e non esonera dunque
l'artigiano o imprenditore che ha fornito soltanto materiale dall'allegare e,
dandosi il caso, dal rendere verosimile la specificità della merce destinata a
un determinato immobile. L'appellante oppone infine che, avesse nutrito dubbi,
il Pretore avrebbe dovuto far uso dell'interpello. Così argomentando, egli trascura
però che nelle cause rette dal principio dispositivo l'interpello non è
previsto per rimediare a insufficienze allegatorie o probatorie (sentenza del
Tribunale federale 4A_78/2014 e 4A_80/2014 del 23 settembre 2014 consid. 3.3,
in: RSPC 2015 pag. 8) né per impartire avvertimenti strategici o suggerimenti
in vista di gestire meglio il processo (DTF 142 III 465 in alto). Anche al
proposito l'appello vede di conseguenza la sua sorte segnata.

 

                                   9.   Le spese dell'attuale giudizio seguono il
precetto della soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si giustifica invece di
accordare ripetibili alle AO 1, che non hanno dovuto far capo a un patrocinatore
poiché dotate di un servizio giuridico proprio (Tappy
in: CPC commenté, Basilea 2011, n. 28 ad art. 95). Né ricorrono gli estremi per
attribuire un'indennità d'inconvenienza (art. 95 cpv. 3 lett. c CPC), per altro
nemmeno richiesta.

 

                                10.   Quanto ai rimedi esperibili contro l'odierna
sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso
raggiunge agevolmente la soglia di fr. 30 000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF (sopra, consid. 1).

 

Per questi motivi,

 

decide:                     1.   L'appello è respinto e la
sentenza impugnata è confermata.

 

                                   2.   Le spese processuali di fr.
1000.– sono poste a carico dell'appellante. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  – avv.; 

  –.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio Sud.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati
dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione
impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in materia civile
è ammissibile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi;
quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia
civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso
in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso
durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto
sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).