# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 17e74876-c08d-59f6-a479-c774af3017e6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-03-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 24.03.2004 INC.2003.23716
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-23716_2004-03-24.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.23716

  	
  Lugano

  25 maggio 2005

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  ____________

  
	
   

  sedente per statuire sul
  reclamo presentato il 22/23 marzo 2004 da

  
						

 

 

	
   

  	
  ____________, 

  (rappr. dall'avv.
  __________)

   

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  lo scritto 17 marzo 2004
  del Procuratore pubblico ____________ che dichiara irricevibile un'istanza di
  "estromissione atti" presentata con scritto del 10 marzo 2004;

  

 

preliminarmente,

 

posto
che nel caso in esame, trattandosi di questione relativa alla ricevibilità
dell'istanza, si può prescindere dal richiedere osservazioni alle altre parti
al procedimento così come non è necessario visionare l'incarto MP (peraltro
noto a questo giudice) bastando, per quanto qui concerne e come meglio
precisato in seguito, il riferimento ad atti ed incarti di questo ufficio;

 

 

ritenuto
e considerato:

 

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

che:

 

 

-   ____________ è
stato arrestato il 16 aprile 2003, con contestuale promozione dell'accusa per
le ipotesi di reato di appropriazione indebita qualificata, subordinatamente
semplice, amministrazione infedele qualificata, subordinatamente semplice,
mancato assassinio, subordinatamente mancato omicidio (doc. 1 inc. GIAR
237.2003.1);

 

 

 

-   l'accusato si
trova ancora in stato di detenzione preventiva a seguito di tre proroghe della
carcerazione concesse da questo giudice con decisioni del 15 ottobre 2003, 12
dicembre 2003, rispettivamente 13 febbraio 2004 (incarti GIAR 237.2003.5,
237.2003.8 e 237.2003.12); il 9 febbraio 2004 è pure stata respinta un'istanza
di libertà provvisoria (inc. GIAR 237.2003.13); la relativa decisione è stata
confermata dalla CRP (12.03.2004, doc. 9 inc. GIAR 237.2003.13);

 

-   con decisione 4
marzo 2004, questo giudice si era determinato in merito ad una richiesta di
complementi istruttori, sostanzialmente relativa alla non completa esecuzione
di quelli ammessi con decisione precedente (14.01.2004, GIAR 237.2003.11),
respingendo il relativo reclamo con le seguenti motivazioni:

 

"3.

 

a)

Trattasi
ora di verificare se quanto richiesto a titolo di ulteriore complemento é
suscettibile di apportare significativi chiarimenti all'oggetto del secondo
deposito degli atti (rispettivamente se sono dati i requisiti della novità, pertinenza
e rilevanza per le decisioni successive del magistrato inquirente - cfr. in
generale sentenza GIAR 14.01.2004, inc. 237.2004.11).

Poco
importa, nel caso in esame, il fatto che non si tratti di una effettiva
assunzione di nuove prove (Osservazioni, pag. 2, ultime due frasi) ritenuto che
le richieste partono dal presupposto di una non corretta/completa evasione di
complementi precedentemente accolti, è sufficiente che sia accertata pertinenza
e rilevanza a questo specifico fine. Il reclamo è pertanto ricevibile anche nel
merito.

b)

E
allora, non si può che prendere atto, laconicamente, di quanto segue.

b.a)

Gli
e-mail inviati alla dottoressa ____________ il 21.08.2003 sono stati cancellati
(AI 709, Rapporto d'esecuzione 1, p.2) e non più recuperabili mediante
intervento "tecnico" (Decisione 2 febbraio 2004, ad. 2.3;
Osservazioni 27 febbraio 2004, p. 2 prima riga). Analogamente, quanto inviato
non é recuperabile neppure presso la destinataria, nonché autrice del rapporto
(AI 709, Rapporto d'esecuzione 1, p.2).

b.b)

Riscontro
circa le fotografie inviate può essere ottenuto solo per il tramite della
"memoria" del responsabile della polizia scientifica, comunque quelle
inviate sono tra quelle contenute nell'AI 608 (Decisione, ad 2.1; Osservazioni,
p. 1).

b.c)

L'unico
rapporto redatto dalla dottoressa ____________ è quello del 29 settembre 2003,
agli atti quale allegato 7 dell'AI 608, e ciò nonostante riferimenti a tale
rapporto si trovino anche in atti che recano date precedenti al rapporto stesso
(Decisione, ad. 2.1, 3.1; Osservazioni pag. 2).

Con
la conseguenza che quanto richiesto in sede di complemento e di reclamo non
risulta poter essere acquisito nelle forme e modalità richieste.

 

c)

Per
quanto possa sembrare "incredibile" (Reclamo, punto 4) che chi
conferisce un incarico a terzi non ne conservi testo ed allegati e non lo
faccia neppure chi lo riceve, questo è quanto esplicitamente affermato dagli
inquirenti. Questo giudice non può, in assenza di concreti elementi, ritenere
tali affermazioni non veritiere (neppure dopo quanto menzionato al considerando
2.a.) né esperire autonomamente un qualche atto verifica.

Abbondanzialmente,
comunque, si rileva che, alla luce dei fatti così come ricostruiti, neppure
l'acquisizione di quanto trasmesso via e-mail il 21.08.2003 alla dottoressa
____________ permetterebbe di chiarire la situazione (mandato, informazioni
ecc.) ritenuto che i contatti telefonici precedenti all'invio dell'e-mail non
paiono essersi limitati all'incarico in quanto tale visto che nel documento inviato,
a valere quale incarico appunto, già si menzionano alcuni risultati. 

Ne
consegue che, analogamente alla questione delle fotografie e del numero dei
rapporti, solo un chiarimento verbale (o "a verbale") potrebbe
permettere definitiva chiarezza.

Ora,
anche volendo prescindere dal fatto che nessuna richiesta di complemento
prevedeva tale forma di accertamento, questo può avvenire meglio e più
opportunamente, se lo si ritiene necessario, davanti al (eventuale) giudice del
merito. E ciò, sia perché i chiarimenti richiesti non sono relativi (nessuno,
neppure il reclamante, lo sostiene) ad atti determinanti per le conclusioni del
magistrato (trattasi di una problematica di fair trial), sia al fine di
accelerare la chiusura dell'istruttoria in presenza di persona in detenzione
preventiva."

 

 

 

 

 

 

-   a seguito della
decisione di cui al precedente capoverso, la fase predibattimentale di
assunzione delle prove può considerarsi completata:

 

L’acquisizione delle prove avviene
durante la fase del procedimento di istruzione in senso stretto (v. Titolo VI
del CPP), nella forma della raccolta di informazioni preliminari prima, e
dell’istruzione formale poi. Questa fase termina, di principio (per la
decisione di non luogo a procedere v. artt. 184 s. CPP), con il deposito atti
(art. 196 CPP), fatto salvo il diritto delle parti di formulare istanze di
complemento d’inchiesta (ibid., cpv. 1), evase le quali, l’istruzione formale
viene dichiarata chiusa (art. 197 CPP). Dopo questo momento, nessuna prova può
più essere assunta da parte del Procuratore Pubblico: tale facoltà spetta
unicamente alla Corte di merito (art. 227 s. CPP)."

(sentenza 22 ottobre 1997 in re S., GIAR
360.1997.1)

 

si veda anche __________, Le prove nell'istruttoria
predibattimentale, in REP 2000, p. 3 ss., p. 71;

 

-   la conseguente
decisione di chiusura dell'istruttoria, di principio non impugnabile
trattandosi di “semplice formalità voluta
dal legislatore cantonale per il ‘doveroso avviso alle parti che nessun
complemento non é stato più chiesto e che una importante fase processuale si é
conclusa e nella decorrenza dei termini per i successivi incombenti (con
particolare riguardo alla contemporanea decorrenza di quelli di carcerazione
preventiva)’ (Messaggio aggiuntivo 20 marzo 1991 concernente la revisione totale
del CPP pag. 165)” (sentenza 29 gennaio
1997 in re V.M., inc. GIAR 221.95.5-6 R, consid. 4 p. 4), costituisce (quindi)
semplice constatazione di completamento della fase di acquisizione delle prove
nelle competenze del Procuratore pubblico, che nel presente caso appare
legittima e non nulla;

 

-   conclusa tale
fase il magistrato inquirente non ha più, di principio, la facoltà di acquisire
nuove prove, quindi neppure quella di "modificare" in altro modo
l'incarto sin lì costituito, con la precisazione che tale limite temporale, in
relazione alle prove, vale anche per le parti (__________, Le prove
nell'istruttoria predibattimentale, in REP 2000, p. 3 ss., p. 64 e 65); 

 

-   ad istruttoria
conclusa neppure questo giudice detiene competenze particolari in merito, salvo
quelle espressamente riservategli dalla legge (artt. 97, 103, 108) o dalla
giurisprudenza, laddove è stata constatata una lacuna (in materia di sequestri:
CRP 30.07.2002 in re B.);

 

-   in materia di
estromissione di atti dall'incarto non vi è alcuna lacuna in quanto
l'assunzione di eventuali ulteriori prove, così come l'opposizione all'uso
dibattimentale (quindi l'estromissione dagli atti ad uso della corte) di altre
risultanze dell'istruttoria predibattimentale, debbono essere chieste al giudice
del merito entro dieci giorni dalla ricezione dell'atto d'accusa (art. 227 cpv.
1 e cpv. 2 CPP); alla luce di queste disposizioni, inoltre, l'argomento secondo
cui per un equo processo il giudice del merito non dovrebbe neppure conoscere
il contenuto degli atti di cui si chiede estromissione non ha, per così dire,
portata autonoma e, quindi, non fonda di per sé la ricevibilità dell'istanza;

 

 

 

 

 

-   in virtù di
quanto sopra, la comunicazione/decisione di irricevibilità del Procuratore
pubblico è, a giudizio di questo giudice, corretta e va confermata con
conseguente respingimento del reclamo che, peraltro, poco o punto argomenta
sulla questione della ricevibilità dell'istanza, divenendo esso stesso
irricevibile (in questa sede) per carenza di motivazione (sentenza 13 marzo
2001 in re C., GIAR 463.2000.6);

 

-   abbondanzialmente
si rileva che tutti i fatti a cui si fa riferimento nel reclamo (ma poco
nell'istanza) erano già noti, perlomeno al momento in cui è stata presentata
l'istanza di complemento istruttorio del 12/16 febbraio 2004, vuoi perché agli
atti, vuoi perché menzionati nella decisione del 2 febbraio 2004 del magistrato
inquirente (cfr. inc. GIAR 237.2003.15); attendere la conclusione della fase di
raccolta delle prove per chiedere (ulteriore) decisione sugli elementi
dell'incarto sollecitando effetto sospensivo del reclamo sull'intero
procedimento (cfr. Reclamo punto I.c.) e, parallelamente, interponendo reclamo
contro la decisione di chiusura del 10 marzo 2004 (chiedendone annullamento e
prosecuzione dell'istruttoria formale fino ad avvenuta estromissione degli
oggetti del presente reclamo), anche qui con richiesta di effetto sospensivo
(che è poi il vero scopo del reclamo: cfr. Reclamo 22 marzo 2004, inc. GIAR
237.2004.17 punto II.), fa apparire il tutto come strumentale (in assenza di
chiusura la detenzione preventiva verrebbe a scadere il 26 marzo prossimo) e
contrario alla buona fede processuale; ciò in particolare laddove, come nel
caso in esame, l'oggetto dell'istanza è tra quelli che non solo in base a
principi generali di procedura, bensì per esplicita disposizione di legge
possono (e, vista la fase processuale in cui ci si trova, a mente di questo
giudice debbono) essere oggetto d'istanza ad altro giudice;

 

-   quest'ultima
considerazione rende ancora più evidente l'irricevibilità (in ordine) di
richieste inerenti le prove (siano esse da aggiungere o da togliere
dall'incarto) dopo la completazione (formale) della fase predibattimentale di
assunzione delle stesse; in caso contrario (cioè se si entrasse nel merito) non
vi sarebbe più certezza di conclusione della menzionata fase processuale;

 

-   è vero che i
principi sopra esposti possono soffrire eccezione laddove nuovi fatti emergano
prima della chiusura dell'istruttoria formale (sentenza 22 ottobre 1997 in re
S., GIAR 360.1997.1) ma, a prescindere dal fatto che questa eccezione concerne
probabilmente solo l'acquisizione di nuove prove e (per ovvi motivi) meno
l'estromissione di quanto già è agli atti, come detto più sopra non si può qui
parlare di fatti nuovi successivi alla completazione dell'assunzione delle
prove, tale non essendo la decisione di questo giudice di data 4 marzo 2004 che
si limita a constatare (ed a decidere in conseguenza) quanto noto e risultante
dagli atti;

 

-   da ultimo, e
per completezza, non é sfuggito a questo giudice il fatto che il reclamante
avanzi (ma solo in sede di reclamo, cfr. pagina 3) l'ipotesi di falsità dei
documenti di cui chiede l'estromissione; l'ipotesi in questione non è liquida
né sugli elementi oggettivi né su quelli soggettivi del reato e quindi non può,
a questo stadio e da questo giudice (neppure competente per accertamenti di
merito) essere considerata;

 

 

 

 

-   in conclusione,
il reclamo, peraltro carente di motivazione sul fondamento della decisione
(impugnata) di non ricevibilità, è respinto con la presente decisione
definitiva; tasse e spese seguono la soccombenza;

 

 

 

P.Q.M.

 

 

viste le norme applicabili, in particolare gli artt.
196, 197, 280 ss., 227 CPP,

 

 

 

decide

 

 

1.

Il reclamo, nella misura in cui è ricevibile, è
respinto.

 

 

2.

La tassa di giustizia, fissata in FRS 500.--, e le
spese, di FRS 50.--, sono a carico del reclamante.

 

 

3.

Intimazione:

-     avv.
__________, per sé e per ____________;

-     avv.
__________, per sé e per __________ (con copia del reclamo 22 marzo 2004);

-     Procuratore
pubblico ____________, Via Pretorio 16, 6900 Lugano (con copia del reclamo 22
marzo 2004).

 

 

 

 

 

 

                                                                           giudice
____________