# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 25efb55f-1bea-5fc1-9027-fb9e7cf4e758
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-03-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 24.03.2016 80.2015.240
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2015-240_2016-03-24.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2015.240

  80.2015.241

  	
  Lugano

  24 marzo 2016

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro
  Mini e Raffale Guffi in sostituzione di Stefano Bernasconi, assente

  

 

	
  segretaria

  	
  Mara
  Regazzoni

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 2 novembre 2015 contro la decisione dell’8 ottobre 2015 in materia di IC e
  IFD 2011.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   La RI 1, con sede a __________,
è stata costituita nel 2011, con lo scopo di gestire esercizi pubblici. In
particolare, ha ripreso dalla __________ Sagl la gestione dell’__________ a __________.

                                         Nella dichiarazione
d’imposta relativa al periodo fiscale 2011, la contribuente ha denunciato una
perdita d’esercizio di fr.  14'792.–.

 

 

                                  B.   Dopo aver proceduto,
il 22 maggio 2013, ad un controllo fiscale dell’esercizio 2011, con decisione
del 5 marzo 2015, l’RS 1 ha intimato alla società contribuente la tassazione
IC/IFD 2011 (per il periodo dal 4 febbraio al 31 dicembre 2011), nella quale ha
commisurato l’utile imponibile in fr. 60'000.– per l’IC ed in fr. 66'000.– per
l’IFD. L’autorità fiscale ha sottolineato di aver rettificato l’utile lordo “in
base ai coefficienti d’esperienza validi per le aziende del ramo” e di aver ripreso
“vantaggi vari” a titolo di “prestazioni (valutabili in denaro) ad azionisti o
persone vicine”.

 

 

                                  C.   Con scritto del 22
luglio 2015, la __________ Sagl, quale rappresentante contrattuale della
contribuente, si è rivolta all’UTPG, affermando di aver ricevuto in consegna
dal titolare della società le notifiche della tassazione per i periodi 2012 e
2013 e chiedendo “per quando possiamo aspettarci di ricevere la notifica 2011
così da aver un quadro completo della situazione fiscale”. 

                                         In un messaggio email del
30 luglio 2015, l’UTPG ha informato il rappresentante della contribuente di
aver spedito la “notifica originale” al recapito della società (__________, __________)
e di poter “rilasciare una copia che prevede una tassa di CHF 30.–“.

                                         La __________ Sagl ha
risposto con lettera del 17 agosto 2015, adducendo di conoscere il gerente
della RI 1, __________, “da lunga data” e di non aver “motivo di dubitare della
sua buona fede”. Ha precisato di aver “esatto dal signor __________ che controllasse
per bene qualora questa notifica fosse finita in qualche scatolone” e di aver
avuto conferma che “la stessa non è mai stata ricevuta”, chiedendo infine
“l’emissione della notifica 2011”. 

                                         Ricevuta copia della
decisione di tassazione, la RI 1 si è rivolta all’UTPG, con scritto del 9
settembre 2015, dichiarando di inoltrare “regolare reclamo”, contestando la
commisurazione dell’utile imponibile. 

 

 

                                  D.   L’UTPG ha dichiarato
irricevibile il reclamo della contribuente, con decisione dell’8 ottobre 2015.
Nella motivazione, ha argomentato che il reclamo, interposto contro la decisone
di tassazione intimata il 5 marzo 2015, era tardivo.

 

 

                                  E.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, la RI 1 ribadisce di non aver mai
ricevuto la decisione di tassazione relativa al periodo fiscale 2011. A suo
avviso, il reclamo del 9 settembre 2015, interposto nel termine di trenta
giorni dal ricevimento della “copia” della decisione di tassazione, sarebbe
stato tempestivo.

 

 

                                  F.   Nelle sue osservazioni
del l’11 novembre 2015, l’UTPG propone di respingere il ricorso. Sottolineata
la circostanza che la ricorrente “ammette di aver ricevuto le notifiche 2012 e
2013 intimate lo stesso giorno della 2011”, definisce “ragionevolmente improbabile”
che quest’ultima non sia stata consegnata insieme alle prime due. Rileva che
comunque la prova indiretta dell’avvenuta intimazione sarebbe costituita dal
fatto che la contribuente abbia ricevuto, senza reagire immediatamente, le
polizze di versamento del conguaglio d’imposta (del 31 marzo 2015), in cui è
indicata la data di intimazione della decisione di tassazione, e poi i richiami
di pagamento (del 31 maggio 2015). 

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         La Camera di diritto
tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli
Uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a
condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare
preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente
motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata,
ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione, che abbia
dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Se
l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno
retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in
caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

 

                                         1.2.

                                         Nella fattispecie, come
visto, la società ricorrente ha interposto reclamo il 9 settembre 2015 contro
la decisione di tassazione, che l’UTPG sostiene di averle intimato già il 5
marzo 2015. 

                                         L’Ufficio di tassazione ha
pertanto dichiarato irricevibile il reclamo, ritenendolo tardivo. A questa
Camera non resta pertanto che verificare quest’ultimo aspetto procedurale,
senza la possibilità di entrare nel merito della decisione di tassazione
contestata.

 

 

 

 

                                   2.   2.1.

                                         L’art. 206 cpv. 1 LT per
imposta cantonale e l’art. 132 cpv. 1 LIFD per l’imposta federale diretta
stabiliscono che contro la decisione di tassazione o contro la decisione di
tassazione d’ufficio, se è manifestamente inesatta, il contribuente può
reclamare per iscritto all’autorità che ha emesso la tassazione, entro trenta
giorni dalla notifica.

                                         Gli art. 192
cpv. 5 LT e 133 cpv. 3 LIFD precisano che tale termine, stabilito dalla legge,
è perentorio, essendo prevista una deroga solo quando esiste un motivo di
restituzione in intero del termine, vale a dire quando è provato che l’inosservanza del termine è da attribuire a servizio militare, malattia,
assenza dal cantone o altri gravi motivi riguardanti il contribuente o il suo
rappresentante.

 

                                         2.2.

                                         Come esposto in narrativa,
la decisione di tassazione è stata intimata dall’RS 1 il 5 marzo 2015, mentre
il reclamo è stato interposto dalla contribuente unicamente il 9 settembre.
Ancora in questa sede, la ricorrente ribadisce tuttavia di non avere mai ricevuto
la suddetta decisione di tassazione e di esserne venuta a conoscenza solo il 21
agosto 2015, quando ha ottenuto dall’autorità fiscale una “copia” della
decisione già a suo tempo indirizzatale. 

 

                                         2.3.

                                         Per intimazione o
notificazione di un atto si intende la consegna materiale del documento o di un
suo esemplare al destinatario (cfr., al proposito, ASA 45 p. 471, Cocchi/Trezzini/Bernasconi, Commentario
al Codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano 2011, art. 138 CPC, p.
581; Knapp, Grundlagen des Verwaltungsrecht,
4ª ediz., vol. I, Basilea 1992, p. 157, Häfelin/Müller/Uhlmann, Allgemeines
Verwaltungsrecht, 6ª ediz., Zurigo 2010, n. 885 ss.). Il termine decorre
dal giorno successivo alla notificazione ed è reputato osservato se
l’opposizione perviene all’autorità di tassazione o è consegnato a un ufficio postale
svizzero ovvero a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera
all’estero il giorno di scadenza (art. 192 LT e art. 133 LIFD).

 

                                         2.4.

                                         L'autorità può notificare
un atto con lettera semplice oppure mediante invio postale raccomandato. Dal
profilo giuridico, la differenza fondamentale concerne l’onere della prova
circa l’effettiva comunicazione di un atto e la data in cui la stessa ha avuto
luogo. Infatti, nel caso della notifica di una decisione con lettera semplice,
l’amministrazione deve assumere l’onere della prova in base alla regola dell’art.
8 CCS: questa norma, che ha una portata generale e che si applica sia in
diritto privato, sia in diritto pubblico, dispone che ove la legge non
stabilisca altrimenti, chi vuol dedurre il suo diritto da una circostanza di
fatto da lui asserita, deve fornirne la prova (DTF 114 III 54, 99 Ib 359).

                                         Ora, in caso di invio di
una decisione per lettera semplice, l’accertamento del giorno della notifica –
determinante per la decorrenza del termine d’impugnazione (DTF 115 Ia 17, 113
Ib 297) – può risultare difficile, specie se il destinatario si è spogliato
della busta che la conteneva: in questa evenienza incombe però all’autorità l’onere
di provare la data in cui è effettivamente avvenuta la notificazione, non
potendosi imporre all’interessato l’obbligo di conservare tutte le buste
contenenti una comunicazione proveniente da un’autorità, in previsione di
eventuali controversie circa l’osservanza di un termine (DTF 99 Ib 359; Catenazzi, Le insidie dell’invio non
raccomandato di atti giudiziali ed amministrativi, RTT 1974, p. 65 ss.). Più
volte, il Tribunale federale ha quindi attirato l’attenzione delle autorità sui
pericoli che sono insiti negli invii con lettera semplice, adducendo esplicitamente
che le controversie relative all’effettiva comunicazione degli atti possono
essere evitate soltanto ricorrendo ad una notifica mediante lettera
raccomandata o contro avviso di ricevimento: in altre parole, se un’autorità
vuole essere sicura che un suo invio giunga al destinatario, deve allora notificarlo
con lettera raccomandata (DTF 101 Ia 8, 99 Ib 362, 61 I 8; ASA 27 p. 358; Catenazzi, op. cit., p. 66; Corti, L’intimazione delle decisioni secondo
l’art. 14 LPamm, in RDAT II-1995 p. 284 s.; Messaggio
del Consiglio di Stato n. 4509 del 3 aprile 1996: Modifica, volta ad abolire l’obbligo
di intimare gli atti e le decisioni mediante invio postale raccomandato, dell’art.
14 della Legge di procedura per le cause amministrative).

                                         All’autorità
di tassazione non è però preclusa la facoltà di addurre altre prove
dell’intimazione della tassazione che non siano la quietanza dell’azienda delle
poste, al fine di rendere verosimile la notifica. Tale verosimiglianza in
particolare può essere raggiunta sulla scorta di circostanze concludenti che
confermino in modo univoco che la tassazione sia pervenuta al destinatario, e
segnatamente alla data indicata dall’autorità (cfr. sentenza del Tribunale
federale del 18 febbraio 1982 in re R.; DTF 99 Ib 360 e richiami; 103 V 65
cons. 2; CDT n. 331 del 27 agosto 1984 in re P.). Costituiscono ad esempio una prova indiretta dell’avvenuta intimazione
della tassazione: il fatto che il contribuente abbia ricevuto, senza reagire
immediatamente, le polizze di versamento del conguaglio di imposta in cui è
indicata la data di intimazione della tassazione, il richiamo e la diffida di
pagamento (cfr. CDT n. 331 del 27 agosto 1984 in re P.); il fatto che il contribuente abbia pagato il conguaglio di imposta cantonale mediante
una bolletta che fa riferimento alla tassazione notificata (cfr. CDT n. 526 del
14 dicembre 1983 in re R.; CDT n. 428 del 13 dicembre 1982 in re M.).

 

                                         2.5.

                                         Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, se in caso di omessa o anomala notifica il destinatario
di una decisione amministrativa ha diritto di impugnarla anche dopo la scadenza
del termine di ricorso ordinario, il principio della buona fede (art. 5 cpv. 3
Cost.) non gli permette di procrastinare a piacimento il deposito di un rimedio
di diritto: l’interessato, a conoscenza del fatto che l’amministrazione ha
emanato una decisione che lo grava (rispettivamente al quale tale conoscenza dev’essere
imputata), non può passivamente attendere che tale decisione gli venga –
nuovamente – notificata nelle forme di rito, ma deve ad esempio contestare i
richiami pervenutigli e domandare in tempo utile che la decisione che pretende
di non aver ricevuto gli sia nuovamente intimata (sentenze del Tribunale
federale n. 5P.176/2005 del 19 ottobre 2005, consid. 6; n. 5P.190/1999 del 25
agosto 1999 consid. 4a; n. 2P.163/1995 del 13 giugno 1996 consid. 5a, in RDAT
I-1997 p. 535; DTF 105 III 43 consid. 3). Giova inoltre rilevare che in linea
di principio il termine di ricorso inizia a decorrere, anche in assenza di una
notifica formale, dal momento in cui l’interessato ha effettivamente avuto
conoscenza della decisione (DTF 124 II 124 consid. 2d/aa; 130 IV 43 consid.
1.3). Si può infine ancora aggiungere che notoriamente nell’ambito
dell’amministrazione di massa le decisioni vengono per motivi di costo unicamente
comunicate per posta semplice e che in tali casi la giurisprudenza non richiede
la prova piena della notificazione da parte dell’autorità, qualora le circostanze
concrete permettano di concludere con verosimiglianza preponderante che la
decisione sia stata effettivamente notificata (DTF 124 V 400 consid. 2b; 121 V
5 consid. 3b; 120 V 33 consid. 3c e 3d; sentenza 5P.190/1999 del 25 agosto 1999
consid. 4a; Cocchi/Trezzini/Bernasconi,
op. cit., art. 138 CPC, p. 579).

 

                                         2.6.

                                         Tornando al caso in esame,
è vero che l’autorità fiscale, che aveva l’onere di provare l’avvenuta
intimazione della decisione del 5 marzo 2015, non è stata in grado di fornirla,
essendo la stessa avvenuta per posta semplice.

                                         È tuttavia
data perlomeno la prova indiretta della sua intimazione. Alla contribuente sono
infatti stati inviati i conguagli dell’imposta cantonale e
dell’imposta federale diretta, con l’indicazione della data della decisione di
tassazione, il 31 marzo 2015. Sono poi seguiti i richiami di pagamento, il 31
maggio 2015. Ne consegue che, anche volendo ammettere che non avesse
ricevuto nessun conguaglio d’imposta, al più tardi al momento della notifica
del richiamo, all’inizio del mese di giugno del 2015, la ricorrente doveva
presumere che l’Ufficio di tassazione avesse emanato una decisione che la concerneva
e quindi, secondo il principio della buona fede (art. 5 cpv. 3 Cost.), avrebbe
dovuto agire in modo tempestivo e domandare in tempo utile una nuova
intimazione. L’attesa di oltre un mese e mezzo (considerando la lettera del 22
luglio 2015, con cui la sua rappresentante chiedeva quando sarebbe stata
notificata la tassazzione 2011, visto che erano pervenute solo quelle dei
periodi 2012 e 2013) prima di intraprendere alcunché è da considerarsi
eccessiva. Del resto – sia detto per inciso – si deve ritenere altamente
inverosimile che l’insorgente abbia ricevuto le tassazioni dei periodi fiscali
2012 e 2013 – successivi dunque a quello litigioso – e non si sia perlomeno
posto la domanda se la tassazione del periodo fiscale 2011 non gli fosse già
stata notificata.

 

                                         2.7.

                                         Alla luce di
quanto precede, la decisione di irricevibilità qui contestata non può
che essere confermata, ciò che impedisce a questa Camera di entrare nel merito
delle censure sollevate dalla ricorrente.

 

 

                                   3.   Il ricorso è
conseguentemente respinto.

                                         Visto l’esito del gravame,
tassa di giustizia e spese processuali sono poste a carico della ricorrente,
soccombente.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    500.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.      80.–

                                         per un totale di                                                      fr.    580.–

                                         sono a carico della
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
  -;
  

  -;
  

  -;
  

  -.
  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         Il segretario: