# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 42393eec-89c4-57db-a774-680b5c72bbf1
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.07.2010 B-6003/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-6003-2009_2010-07-13.pdf

## Full Text

Corte II
B-6003/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 3  l u g l i o  2 0 1 0

Giudici Francesco Brentani (presidente del collegio), 
Jean-Luc Baechler, Frank Seethaler, 
cancelliera Elisabetta Tizzoni.

1. X______, c/o F.A.C. Fiduciaria di Amministrazioni 
e Consulenze SA, piazza Molino Nuovo 15, 
6900 Lugano,
ricorrente 1.

2. Y______, piazza Molino Nuovo 15, 6900 Lugano,
ricorrente 2.

entrambi patrocinati dall'avvocato Dr. Massimo Riccardi, 
via Pasquale Lucchini 4, casella postale 6291, 
6901 Lugano,

contro

Autorità federale di sorveglianza dei revisori ASR,
casella postale 6023, 3001 Berna,
autorità inferiore.

Domande di abilitazione a esercitare la funzione di perito 
revisore e revisore.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

B-6003/2009

Fatti:

A.
In data 19 giugno 2008, il  signor X_______ (in seguito ricorrente 1),  
nato  il  29  dicembre  1946,  ha  presentato  all'Autorità  federale  di 
sorveglianza dei revisori (in seguito ASR o autorità inferiore) domanda 
di abilitazione per fornire servizi di revisione sia per lui personalmente 
(domanda  n°  106'958) che  per  la  sua  ditta  individuale,  lo  studio 
Fiduciario  e Commerciale Y______  (domanda n° 503'656,  in seguito 
ricorrente  2), come  pure  per  la  società  Z______  (domanda  n° 
503'045).

B.
Il  ricorrente  1,  in  allegato  alle  istanze  d'abilitazione,  ha  trasmesso 
all'autorità inferiore un certificato universitario in "licencié ès sciences 
politiques" rilasciato dall'Università di Losanna in data 6 aprile 1978, 
un  secondo  certificato  che  autorizza  l'interessato  a  esercitare  la 
professione  di  Fiduciario  commercialista  rilasciato  dal  Consiglio  di 
Stato del Cantone Ticino in data 17 dicembre 1986, un terzo certificato 
di  data 10 dicembre 1986 attestante come l'interessato sia  membro 
dell'Ordine  dei  Commercialisti  del  Cantone  Ticino  e  da  ultimo  il 
certificato  di  data  24  maggio  2000,  il  quale  attesta  che  la  F.A.C 
Fiduciaria  di  Amministrazioni  e  Consulenze  SA  è  affiliata  quale 
intermediario  finanziario  all'Organismo di  Autodisciplina  dei  Fiduciari  
del Cantone Ticino.

C.
In  data  30  settembre  2008,  il  ricorrente  1  è  stato  telefonicamente 
informato dall'autorità inferiore del fatto che i titoli da lui prodotti  non 
rientrano  tra  quelli  richiesti  dalla  legge  per  ottenere  la  concessione 
d'abilitazione quale perito revisore e revisore.

In data 31 marzo 2009, il  ricorrente 1,  per il  tramite del  suo legale, 
l'avv. Massimo Riccardi, ha sollecitato l'autorità inferiore a dar seguito 
alle  sue  richieste,  diversamente  di  comunicare  i  motivi  ostativi  alle 
stesse.

D.
Tramite messaggio di posta elettronica di data 2 aprile 2009, l'autorità  
inferiore  ha,  nuovamente,  comunicato  al  ricorrente  che  i  titoli  da  lui 
prodotti  non  rientrano  tra  i  percorsi  formativi  necessari  al  fine  di 
ottenere l'abilitazione quale perito revisore e revisore fissandogli, nel  

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contempo, un termine entro il quale procedere ad un'ulteriore presa di 
posizione con la possibilità di includere, se lo ritenesse opportuno, altri  
documenti, oppure procedere con il ritiro delle richieste.

E.
Tramite scritto di data 20 aprile 2009, il ricorrente 1 ha contestato la 
valutazione giuridica dell'autorità inferiore mantenendo le sue istanze 
d'abilitazione di perito revisore e di revisore, sia per lui che per la sua 
ditta individuale e, in via subordinata, ha altresì postulato una proroga 
di  60  giorni  per  inoltrare  eventuale  ulteriore  documentazione  a 
sostegno dei titoli di studio conseguiti. Egli ha, inoltre, fatto valere una 
pluriennale  esperienza  professionale,  oltre  a  sostenere  che  i 
precedenti  riconoscimenti  da  parte  delle  Autorità  preposte 
comproverebbero  la  propria  competenza  ad  ottenere  l'abilitazione 
richiesta.

F.
In  data  14  agosto  2009  l'autorità  inferiore  ha  emanato  la  sua 
decisione.

In prima battuta, occorre rilevare che l'autorità inferiore ha deciso di 
esaminare separatamente la domanda di abilitazione ad esercitare la 
funzione  di  perito  revisore  della  società  Conteco  SA attraverso  una 
successiva decisione che analizzi, sulla scorta dell'art. 6 lett. a–c della 
Legge  federale  sull'abilitazione  e  la  sorveglianza  dei  revisori  del  16 
dicembre 2005 (Legge sui revisori, LRS, RS 221.302), se la società in 
questione adempie  ai  requisiti previsti.  Modo di  procedere condiviso 
dal ricorrente che non ha quindi contestato in sede di ricorso.

Mentre, le domande n° 106'958 (concernente X______) e n° 503'656 
(concernente lo studio Fiduciario e Commerciale Y______), essendo 
intrinsecamente  correlate,  sono  state  trattate  dall'autorità  inferiore 
congiuntamente, come risulta dalla decisione impugnata.

Tramite la decisione in questione, l'autorità inferiore ha così deciso di  
unificare le domande di abilitazione per esercitare la funzione di perito  
revisore  o  di  revisore  di  X______  (n°  106'958)  e  dell'impresa 
individuale  Studio  Fiduciario  e  Commerciale  Y______  (n°  503'656) 
respingendo  poi  entrambe  le  domande  (cfr.  dispositivo  1  e  2  ).  La 
medesima ha ritenuto che le condizioni di abilitazione a esercitare la 
funzione di  perito  revisore o di  revisore ai  sensi  della  relativa legge 
non  fossero  adempiute  dal  ricorrente  1  con  conseguente  diniego 
dell'abilitazione a esercitare la funzione di perito revisore o di revisore.  

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Di conseguenza, ha parimenti negato l'abilitazione alla ditta individuale 
Studio  Fiduciario  di  Y______  (ricorrente  2),  considerato  come  le 
imprese  individuali  non  possono  essere  abilitate  quali  imprese  di 
revisione  se  il  titolare  dell'impresa  in  questione  non  dispone 
dell'abilitazione necessaria.

G.
In  data  21  settembre  2009,  il  ricorrente  1  e  la  ricorrente  2  hanno 
interposto  presso  lo  scrivente  Tribunale  ricorso  contro  la  suddetta 
decisione dell'autorità inferiore chiedendo l'accoglimento della  proprie 
domanda di abilitazione (domanda n° 106'958 e domanda n° 503'043), 
alfine  di  poter  esercitare  la  funzione di  perito  revisore  e  di  revisore 
protestando spese, tasse e ripetibili.

Il  ricorrente  1  sostiene,  infatti,  che  la  sua  formazione  professionale 
rientrerebbe  nell'elenco  previsto  dall'art.  4  cpv. 2  lett. a–c  LSR. Egli 
possiede il titolo "lic.rer.pol" (Università di Losanna), titolo quest'ultimo 
che nel 1978 sarebbe stato rilasciato indistintamente a chi conseguiva 
la  laurea  in  diritto,  in  economia  e  in  scienze  politiche.  Del  resto,  a  
Losanna, il ricorrente 1 ha dovuto superare diversi esami di economia 
aziendale e di diritto. Pertanto, la formazione in economia aziendale di 
cui beneficiano i licenziati in diritto (a Losanna) sarebbe la stessa della 
formazione universitaria di cui ha beneficiato il ricorrente 1 in qualità di 
studente "lic.rer.pol". Oltre a sottolineare il fatto che in quegli anni non 
esistevano scuole di periti federali e cantonali.

Il  ricorrente  1  aggiunge  che  dovrebbe  essere  ammesso  alla 
professione  di  perito  revisore  anche  in  virtù  della  clausola  di  rigore 
prevista  all'art.  43  LSR.  Lo  scopo  del  legislatore  al  momento 
dell'adozione  della  nuova  LSR  sarebbe  stato  quello  di  garantire 
l'affidabilità  di  servizi  di  revisione  e  non  quello  di  limitare  la  libertà 
economica  sancita  dall'art.  27  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101). Il fatto di 
favorire  alcune  categorie  professionali  a  discapito  di  altre,  senza 
giustificato  motivo,  creerebbe  una  disparità  di  trattamento  contrario 
alla legge. Di conseguenza, ritenere che la summenzionata clausola 
sia  volta  ad  agevolare  le  condizioni  unicamente  in  relazione 
all'esperienza professionale e non alla formazione sarebbe contrario 
alla ratio legis. Un'interpretazione così restrittiva della legge violerebbe 
il  principio della proporzionalità in tutte le sue componenti regolative: 
regola dell'idoneità, della necessità e degli interessi.

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Da  ultimo,  il  ricorrente  1  invoca  il  principio  della  buona  fede 
considerato  come,  nella  fattispecie,  l'introduzione  di  una  nuova 
legislazione che disciplina le condizioni d'esercizio della professione di 
perito  revisore  e  revisore, violerebbe  diritti  acquisiti  e  misconosce, 
senza sufficienti motivi, precedenti assicurazioni fornite dal legislatore.

H.
Con scritto di data 16 novembre 2009, seguente l'ordinanza di data 19 
ottobre  2009  della  scrivente  autorità,  l'autorità  inferiore  mantiene  la 
sua posizione in tutte le sue conclusioni senza nulla aggiungere.

I.
Menzionati,  come  pure  ulteriori  fatti  e  argomenti  addotti  dalle  parti  
negli  scritti  verranno  trattati  nei  seguenti  considerandi  qualora 
risultassero risolutivi per l'esito della vertenza.

Diritto:

1.
Conformemente all'art. 31 della Legge sul Tribunale amministrativo fe-
derale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), il TAF giudica i ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  Legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021), 
sempre che non vi siano eccezioni giusta l'art. 32 LTAF. Nel presente 
caso non sono date simili eccezioni.

L'Autorità federale di sorveglianza dei revisori (ASR) è un'autorità infe-
riore ai sensi dell'art. 33 lett. e LTAF, in relazione con l'art. 28 cpv. 2 
della LSR.

La decisione dell'ASR del 14 agosto 2009 costituisce una decisione ai 
sensi dell'art. 5 cpv. 1 PA ed è impugnabile dinanzi al TAF nell'ambito 
delle disposizioni generali della procedura federale (cfr. art. 44 PA i. r. 
c. art. 31 ss. LTAF). 

Il  ricorrente 1 è il  destinatario diretto dell'atto impugnato di  cui  ne è 
particolarmente  toccato  ed  ha  un  interesse  degno  di  protezione 
all'annullamento o alla modificazione dello stesso. Di conseguenza è 
data  la  sua legittimazione a  ricorrere contro la  decisione impugnata 
(cfr. art. 48 cpv. 1 PA).

In tale contesto bisogna porsi la domanda se il ricorrente 2, quale ditta 
individuale, possiede la capacità di essere parte in giudizio, nonché la 

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capacità processuale e ciò secondo i principi del diritto di procedura 
civile  qui  applicabili.  La  capacità  di  essere  parte  in  giudizio  e  la 
capacità processuale presuppongono la capacità giuridica (cfr. art. 11 
del Codice civile svizzero del 10 dicembre 1907  [CC, RS 210]),  non 
riconosciuta alle ditte individuali che in causa devono quindi indicare il  
proprio titolare. Le imprese individuali possono infatti  essere abilitate 
quali imprese di revisione a condizione che siano iscritte nel registro di 
commercio  e  che  il  titolare  dell'impresa  in  questione  disponga 
dell'abilitazione necessaria (cfr. art. 6 LRS in relazione con l'art. 2 lett. 
b. LRS; Messaggio del Consiglio federale concernente la modifica del 
Codice delle obbligazioni [obbligo di revisione nel diritto societario] e la 
legge  federale  sull'abitazione  e  la  sorveglianza  dei  revisori  del  23 
giugno 2004, Foglio federale [FF] 2004, 3545 segg., 3663).  Sulla base 
della  citata  legge  si  potrebbe  dunque  dedurre  che  nel  corso  della  
procedura  di  domanda  di  abilitazione  le  ditte  individuali  siano  da 
considerare  parte  in  giudizio. Quanto  precede  in  opposizione  con  i 
principi del diritto civile in merito alla capacità giuridica e all'esercizio 
dei  diritti  civili  di  una  ditta  individuale  (ROLAND RUEDIN,  Droit  des 
sociétés,  2.  Auflage,  Bern  2007,  N  337  ss).  Nella  fattispecie,  la 
domanda a sapere se il  ricorrente 2 possiede o meno la capacità di  
essere  parte  in  giudizio,  nonché  la  capacità  processuale, 
rispettivamente  la  legittimità  a  ricorrere  può  essere  lasciata  aperta 
poiché, considerato la legittimità a ricorrere data per il ricorrente 1, si  
deve, in ogni caso, entrare nel merito del ricorso (cfr. la decisione di 
ricorso della Commissione di ricorso DFE del 25.11.1996 nella causa 
A. c.  Ufficio federale dell’industria, delle arti e mestieri e del lavoro, 96/4J-
001, consid. 2.2) e poiché la distinzione tra il ricorrente 1 e la sua ditta 
individuale non riveste un'importanza pratica con riguardo alle spese 
di procedura eventualmente da ripartire.

Le disposizioni sul termine, la forma e il contenuto del ricorso sono os -
servate (cfr. art. 50 e 52 cpv. 1 PA), l'anticipo spese è stato versato 
entro il  termine stabilito (cfr. art. 63 cpv. 4 PA), il  rappresentante del 
ricorrente ha giustificato i suoi poteri con una procura scritta (cfr. art. 
11  cpv.  2  PA)  e  sono  parimenti  adempiuti  i  rimanenti  presupposti 
processuali (cfr. art. 44 segg. PA).

Occorre quindi entrare nel merito del ricorso, nonostante, da un punto 
di  vista  formale,  ci  si  potrebbe  porre  la  domanda  se  le  conclusioni 
dell'atto in questione sono state formulate correttamente in quanto non 
postulano  né  l'annullamento,  né  una  modifica  della  decisione 
impugnata, bensì l'accoglimento diretto della domanda d'ammissione.

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2.
La LSR, entrata in vigore il 1° settembre 2007, disciplina l'abilitazione 
e la sorveglianza delle persone che forniscono servizi di revisione (art. 
1 cpv. 1 LSR) e persegue lo scopo di assicurare che i servizi di revi -
sione  siano  forniti  conformemente  alle  prescrizioni  ed  ai  requisiti  di 
qualità (art. 1 cpv. 2 LSR). 

2.1 In quest'ordine di cose, le persone fisiche e le imprese di revisione 
che forniscono servizi  di  revisione necessitano di  un'abili tazione (cfr. 
art. 3 cpv. 1 LSR in relazione con art. 1 dell'Ordinanza del 22 agosto 
2007 sull'abilitazione e la sorveglianza dei revisori [Ordinanza sui revi -
sori,  OSRev,  RS  221.302.3]).  La  sorveglianza  sui  revisori  compete 
all'ASR (l'art. 28 cpv. 1 LSR), la quale autorità decide, su domanda, in 
merito all'abilitazione di revisori, periti revisori ed imprese di revisione 
sotto sorveglianza statale.

2.2 Giusta  l'art.  4  cpv. 1  e  2 LSR una  persona  fisica  è  abilitata  ad 
esercitare la funzione di perito revisore se adempie i requisiti in mate-
ria  di  formazione  e  di  esperienza  professionale  ed  è  incensurata; 
adempiono in particolare detti requisiti gli esperti contabili diplomati fe-
derali (art. 4 cpv. 2 lett. a LSR); gli esperti fiduciari e gli esperti fiscali  
diplomati  federali  e  gli  esperti  diplomati  in  finanza e  controlling  con 
un'esperienza professionale di almeno cinque anni (art. 4 cpv. 2 lett. b 
LSR); le persone titolari di un diploma in economia aziendale, in scien-
ze economiche o in diritto rilasciato da un'università o da una scuola 
professionale svizzera, gli specialisti in finanza e contabilità con atte -
stato professionale federale nonché i fiduciari con attestato professio-
nale federale con un'esperienza professionale di almeno 12 anni (art. 
4 cpv. 2 lett. c LSR); lo stesso vale per quelle persone che hanno con-
seguito un titolo di studio estero paragonabile a quelli di cui all'art. 4 
cpv.  2  lett.  a–c  che  dispongono  dell'esperienza  professionale  corri-
spondente e dimostrano di  possedere le necessarie conoscenze del 
diritto svizzero, a condizione che lo preveda un trattato internazionale 
concluso con lo Stato di provenienza o che quest'ultimo accordi la re -
ciprocità (art. 4 cpv. 2 lett. d LSR). L'esperienza professionale deve es-
sere stata acquisita prevalentemente nel campo della contabilità e del-
la revisione dei conti, almeno per due terzi sotto la sorveglianza di un  
perito revisore abilitato o di un esperto straniero con qualifica parago-
nabile. L'esperienza  professionale  maturata  durante  la  formazione è 
tenuta in considerazione se tali condizioni sono soddisfatte (art. 4 cpv. 
4 LSR).

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Per quanto concerne, poi, le condizioni per l'abilitazione dei revisori ai 
sensi  dell'art.  5  LSR,  una  persona  fisica  è  abilitata  a  esercitare  la 
funzione di revisore se è incensurata, vanta una formazione secondo 
l'art. 4 cpv. 2 e dimostra di possedere un'esperienza professionale di 
un anno (art. 5 cpv. 1 LSR). L'esperienza professionale deve essere 
stata  acquisita  prevalentemente  nel  campo  della  contabilità  e  della 
revisione dei conti, sotto la sorveglianza di un revisore abilitato o di un 
esperto  straniero  con  qualifica  paragonabile.  L'esperienza 
professionale  maturata  durante  la  formazione  è  tenuta  in 
considerazione se tali condizioni sono soddisfatte (art. 5 cpv. 2 LSR).

3.
Con il disegno di modifica del Codice delle obbligazioni, il Consiglio fe-
derale ha inteso migliorare il quadro legislativo in materia di revisione, 
colmare diverse lacune e mettere a punto una concezione moderna ed 
equilibrata della revisione, applicandola a tutti i soggetti di diritto priva-
to, al fine di assicurare la qualità della revisione dei conti e di restaura-
re la fiducia nell'istituzione dell'ufficio di revisione. 

Il  disegno  di  legge  fornisce  una  nuova  definizione  dell'obbligo  di 
revisione  per  tutte  le  forme  giuridiche  e  precisa  le  attribuzioni 
dell'ufficio  di  revisione.  Ridefinisce  pure  i  requisiti  professionali  che 
devono soddisfare i  revisori  (cfr. FF 2004,  3545 segg.,  3546). Con i 
requisiti  in  materia  di  formazione  e  di  esperienza  professionale 
precisati  all'art.  4  cpv. 2 LSR il  legislatore ha voluto perseguire una 
concezione liberale che permette ai titolari di diversi diplomi di accede-
re alla funzione di perito revisore. Alfine di far fronte ad eventuali lacu-
ne di formazione che non sono specificamente orientate alla revisione, 
il disegno di legge esige un'esperienza professionale più lunga nel set-
tore della contabilità e della revisione (cfr. FF 2004, 3545 segg., 3634). 
Prima  del  1991,  per  la  revisione  del  conto  annuale  la  legge  non 
esigeva  né  determinate  conoscenze,  né  particolare  esperienza 
(cosiddetta «revisione profana»). Dalla  riforma del  1991, i  revisori  di 
società anonime devono soddisfare i necessari requisiti (cfr. art. 727a 
CO).

Con  il  nuovo  disciplinamento  giuridico  in  materia  di  abilitazione  e 
sorveglianza  dei  revisori  si  è  voluto  far  in  modo  che  i  servizi  di  
revisione  venissero  effettuati  soltanto  da  persone  sufficientemente 
qualificate,  in  grado di  soddisfare  le  aspettative  in  termini  di  qualità 
(cfr.  FF  2004,  3545  segg.,  3554).  L'introduzione  di  un  sistema  di 
abilitazione  permette  così  di  garantire  lo  svolgersi  di  servizi  di  
revisione unicamente da parte di specialisti sufficientemente qualificati 

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(cfr.  FF  2004,  3545  segg.,  3546).  Per  le  esigenze  in  termini  di 
formazione e di esperienza professionale, il disegno di legge si ispira 
alle corrispondenti disposizioni dell'Unione europea e dei nostri  Stati 
limitrofi.  Tuttavia,  tenuto  conto  della  molteplicità  delle  formazioni 
presenti in Svizzera, esso si limita a un minimo di requisiti vigenti nelle 
diverse  legislazioni. Rispetto  ai  requisiti  in  termini  di  formazione dei 
revisori particolarmente qualificati attualmente vigenti, la gamma delle 
formazioni ammesse è leggermente più ampia (FF 2004, 3545 segg., 
3573).

Il legislatore ha quindi determinato un numero limitato di cicli di forma-
zione riprendendolo nella lista di cui all'art. 4 cpv. 2 LSR, la quale as -
sieme alla relativa esperienza professionale assicura servizi di revisio-
ne qualitativamente elevati. Dall'art. 4 cpv. 2 LSR emerge, e contrario,  
che i cicli di formazione che non sono contenuti nella lista sono qualifi -
cati come insufficienti, su riserva di un riconoscimento posteriore di ci -
cli  di formazione da parte del Consiglio federale giusta l'art. 4 cpv. 3 
LSR.

Nell'ambito della fissazione dei cicli di formazione è stato tenuto conto 
– oltre  che  del  tipo,  rispettivamente  del  grado  di  formazione  – 
soprattutto  degli  orientamenti  specifici,  quali  la  revisione  e  la 
contabilità. Il legislatore ha, tuttavia, rinunciato alla regolamentazione 
di deroghe per quelle persone che non hanno concluso nessuno dei 
cicli  di  formazione ai  sensi  dell'art.  4  cpv. 2 LSR. Così  facendo egli  
ritiene quei cicli di formazione che non sono esplicitamente menzionati 
nella  legge  insufficienti  per  un'abilitazione.  In  altre  parole,  chi  non 
dispone  dei  cicli  di  formazione  nominati  concretamente  nella  legge 
non può essere abilitato (cfr. anche RAPHÄEL CAMP, Die Revisorengilden 
unter dem neuen Revisionsrecht in TREX 2007 pag. 86 segg., pag. 88; 
decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale  B-1940/2008  del  10 
giugno 2008, consid. 2.2 i.f.). 

In quest'ottica, l'elenco dei cicli di formazioni di cui all'art. 4 cpv. 2 LSR 
è da considerare come esaustivo (cfr. decisione del Tribunale ammini-
strativo federale del 10 giugno 2008, B-1940/2008, consid. 2.6 e con-
sid. 3.2).

4.

4.1 Nell'evenienza concreta, con l'entrata in vigore della LSR, i ricor-
renti hanno deciso di richiedere la necessaria autorizzazione per poter 

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eseguire  mandati  di  revisione  ai  sensi  dell'art.  2  LSR.  Essi  hanno 
quindi inoltrato la domanda di abilitazione.

4.2 Con  decisione  di  data  14  agosto  2009,  l'autorità  inferiore  ha 
respinto  ai  ricorrenti  la  domanda  dell'abilitazione.  La  medesima  ha 
constatato  che  il  titolo  "licencié  ès  sciences  politiques"  rilasciato  in 
data 6 aprile 1978 dall'Università di Losanna, come pure il certificato 
che autorizza il  ricorrente 1 a esercitare la  professione di  Fiduciario 
commercialista rilasciatogli in data 17 dicembre 1986 dal Consiglio di 
Stato  del  Cantone  Ticino  non  rientrano  nei  percorsi  formativi  con-
templati dall'elenco esaustivo di cui all'art. 4 cpv. 2 LSR, costituendo 
quindi un impedimento alla concessione dell'abilitazione.

Di  altro  avviso  il  ricorrente  1.  Egli  sostiene  di  possedere  il  titolo 
"lic.rer.pol."  che  nel  1978  all'Università  di  Losanna  sarebbe  stato 
rilasciato  indistintamente  a  chi  conseguiva  la  laurea  in  diritto,  in 
economia e in scienze politiche. Infatti, il ricorrente 1 avrebbe dovuto 
sostenere anche degli esami di economia aziendale e di diritto e che 
la formazione aziendale di cui beneficiano i licenziati in diritto sarebbe 
la  stessa  dei  licenziati  in  scienze  politiche.  Attraverso  il  ricorso  in  
questione,  il  ricorrente  1  ha  prodotto  ulteriore  documentazione.  Si 
tratta, in particolare, del diploma di esperto commerciale rilasciato in 
data  19  giugno  1962  dall'Istituto  Elvetico,  Lugano;  il  diploma  di 
maturità  economica rilasciato  in  data  14 luglio  1966 dal  Collège St. 
Michel,  Friborgo;  l'attestato  della  Facoltà  di  scienze  economiche  e 
sociali  dell'Università  di  Friborgo  concernente  gli  anni  1966–1969 
(corrispondente al ¼ di licenza della Facoltà di economia di Friborgo);  
la  tabella  dei  corsi  eseguiti  all'Università  di  Losanna  e  il  libretto  di  
studente dell'Università di Losanna.

Dapprima, occorre specificare come l'autorizzazione all'esercizio della 
professione  di  "fiduciario  commercialista"  rilasciata  dal  Consiglio  di 
Stato del  Cantone Ticino è un atto amministrativo e non un ti tolo di 
studio, rilasciato sulla base della legge cantonale ticinese sull'esercizio 
delle  professioni  di  fiduciario  del  18 giugno  1984  (cfr. decisione del 
Tribunale  amministrativo  federale  B-5881/2008  del  19  marzo  2009, 
consid. 4.2).  Ad  ogni  modo,  la  figura  del  "fiduciario  commercialista" 
non rientra nei cicli formativi menzionati all'art. 4 cpv. 2 LSR e quindi  
non può valere per ottenere la concessione all'abilitazione.

Neppure il  titolo "licencié ès sciences politiques" fa parte dell'elenco 
esaustivo  dei  cicli  formativi  esplicitamente  menzionati  all'articolo  di 

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legge in questione che come illustrato ai precedenti considerandi (cfr. 
consid. 3) non ammette alcuna deroga.

A tal proposito si osserva che il ricorrente 1 sostiene di possedere il  
titolo  "lic.rer.pol.",  titolo  quest'ultimo  che  nel  1978  all'Università  di  
Losanna,  sempre  secondo  l'interessato,  sarebbe  stato  attribuito 
indistintamente a chi conseguiva la laurea in diritto, in economia e in  
scienze  politiche.  Si  osserva  che  il  titolo  "lic.rer.pol."  ottenuto 
all'Università  di  Berna  è  stato  paragonato  dalla  competente  autorità 
cantonale,  come pure  dall'ateneo stesso a ragione dei  tipi  di  esami 
previsti per ottenere tale laurea, ad un diploma in scienze economiche 
e, dunque, facente parte dell'elenco di cui all'art. 4 cpv. 2 let. c LSR 
(cfr. decisione del TAF B-5821/2009 del 4 marzo 2010, consid. 2.3 ss). 
Nell'appena citata decisione il ricorrente si era prodigato di richiedere, 
a chi di pertinenza, l'equiparazione del suo titolo di studio con il titolo 
in "lic.rer.pol.", rispettivamente con un diploma in scienze economiche. 
Nel  caso  concreto,  l'interessato  non  ha,  invece,  prodotto  nessun 
documento attestante il  fatto che una laurea in  "licencié ès sciences 
politiques" possa  essere  considerata  quale  diploma  in  scienze 
economiche.  Occorre  sottolineare  come  i  titoli  di  studio  variano  da 
un'Università all'altra e ciò in funzione dagli esami previsti in un ateneo 
rispetto ad un altro per ottenere una determinata laurea. Fintanto che il 
ricorrente 1 produce unicamente il  certificato attestante l'ottenimento 
della laurea in "licencié ès sciences politiques", quindi né in diritto, né 
in economia (lauree queste ultime previste all'art. 4 cpv. 2 let. c LSR) e 
non  dimostra  come  tale  laurea  possa  essere  considerata  quale 
diploma di  scienze economiche non si  può che concludere  come le 
condizioni  previste all'art. 4 cpv. 2 LSR  per esercitare la  funzione di 
perito revisore e revisore non siano adempiute.

Neppure  i  certificati  prodotti  in  sede  di  ricorso  rientrano  nei  cicli  
formativi  elencati  all'art. 4  cpv. 2  LSR e quindi  non possono essere 
d'interesse  per  ottenere  l''abilitazione  in  qualità  di  perito  revisore  e 
revisore.

4.3 Dalla decisione dello scrivente Tribunale B-5821/2009 del 4 marzo 
2010, già citata al considerando precedente, si evince appunto come 
l'Università di Berna abbia considerato il titolo "lic.rer.pol.", conseguito 
in  tale ateneo, quale diploma in scienze economiche di  cui  all'art. 4 
cpv. 2 let. c LSR. Nel caso di  specie il  ricorrente 1, nel  suo ricorso, 
porta  una situazione  analoga,  sostenendo,  oltre  altro,  che  nel  1978 
all'Università  di  Losanna  il  titolo  "lic.rer.pol."  veniva  rilasciato 
indistintamente a chi terminava uno studio in diritto, in economia o in 

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scienze politiche. Anche se quest'utlima argomentazione  portata  dal 
ricorrente 1 non può essere ritenuta pertinente alfine di  determinare 
se  il  titolo  di  studio  conseguito  dall'interessato  sia  da  considerare 
come un diploma in scienze economiche ai sensi dell'art. 4 cpv. 2 let. c 
LSR,  bisogna  tuttavia  chiedersi  se  nella  fattispecie  non  sussista 
effettivamente  una  costellazione  simile  a  quella  descritta  nella 
decisione summenzionata, vale a dire il possibile riconoscimento di un 
titolo "lic.rer.pol." quale diploma in scienze economiche.

L'autorità inferiore, citando nella sua decisione di data 14 agosto 2009 
la  sentenza  dello  scrivente  Tribunale  B-3393/2008  del  24 settembre 
2008, lascia intendere che il ricorrente dispone di un titolo "lic.rer.pol.", 
come  del  resto  sostiene  quest'ultimo.  Nell'appena  menzionata 
sentenza la laurea oggetto di  discussione era una laurea in scienze 
politiche conseguita all'estero e non sussistevano indizi sufficienti atti 
ad affermare se e in che misura tale laurea poteva essere paragonata 
ad un diploma (svizzero) in scienze economiche. La fattispecie, invece, 
non  presenta  dei  quesiti  concernenti  elementi  di  fatto  con  legami 
esteri,  bensì  presenta  il  quesito  a  sapere  quali  diplomi  svizzeri 
conseguiti  in quale università svizzera rientrano nell'elenco esaustivo 
dei cicli formativi previsti all'art. 4 cpv. 2 let. c LSR. Non si tratta di un 
diploma conseguito presso un'università di un paese terzo, nel quale 
contesto sarebbe lecito attendersi una maggior cooperazione da parte 
del postulante per l'accertamento della domanda e ciò conformemente 
all'art.  13  cpv. 1  PA. A tal  proposito  si  osserva come nonostante  al 
ricorrente, in qualità di postulante, incombe l'onere della prova (cfr. art. 
8 ZGB), vale a dire sopportare le conseguenze di eventuali mancanze 
di prove in merito al riconoscimento del suo diploma con un diploma in 
scienze  economiche,  all'autorità  spetta  l'obbligo  di  accertare  i  fatti  
d'ufficio  assumendo  tutte  le  prove  necessarie  per  dirimere  sulla 
domanda di abilitazione per fornire servizi di revisione, anche se tale 
principio  non  dispensa  le  parti  a  dover  cooperare  per  tale 
accertamento  (Vgl.  PATRICK L.  KRAUSKOPF/KATRIN EMMENEGGER,  in: 
Waldmann/Weissenberger, Praxiskommentar VwVG, Zürich, 2009, Art. 
12 N 6). L'obbligo di accertare d'ufficio se un diploma rilasciato da una 
determinata università  svizzera sia da considerare come un diploma 
universitario  nel  senso  dell'art.  4  cpv.  2  let.  c  LSR  riveste 
indubbiamente  preponderante  importanza,  in  quanto  di  carattere 
generale  per  l'università  in  questione,  e  deve  essere  eseguito  con 
maggior rigore rispetto a un caso di un diploma universitario straniero.

Dall'emanazione della decisione dello scrivente Tribunale B-5821/2009 
del 4 marzo 2010, l'autorità inferiore deve d'ora in poi contare con la 

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possibilità che un titolo "lic.rer.pol." conseguito in un ateneo svizzero 
possa  essere  considerato  come  un  diploma  in  scienze  economiche 
rientrante nell'elenco esaustivo dei cicli formativi previsti all'art. 4 cpv. 
2  let.  c  LSR.  In  tali  casi,  si  può  ragionevolmente  pretendere  che 
quest'ultima s'informi presso la competente università.

5.
Alla luce delle sopra esposte risultanze, la fattispecie è da considerarsi  
incompleta. Non tutti  gli  elementi  per poter dirimere sul ricorso sono 
stati appurati dall'autorità inferiore, alla quale spetta ora il compito di 
riparare  compiendo  ulteriori  accertamenti.  In  particolare  e  come 
poc'anzi illustrato, la medesima deve verificare presso la competente 
università  se  la  laurea  conseguita  dal  ricorrente  1  possa  essere 
considerata  come  una  laurea  in  scienze  economiche.  In  caso  di 
risposta  affermativa  alla  medesima  spetta  ancora  il  compito  di 
esaminare gli ulteriori presupposti necessari per ricevere l'abilitazione, 
in quanto non sono ancora stati esaminati.

Di conseguenza, su questo punto, il ricorso deve essere parzialmente 
accolto, la decisione impugnata annullata e l'incarto rinviato all'autorità 
inferiore  affinché  completi  l'istruttoria  ai  sensi  dei  precedenti 
considerandi. La stessa dovrà poi statuire nuovamente sulla domanda 
per ottenere l'abilitazione a esercitare la funzione di perito revisore e 
revisore del ricorrente 1, come pure del ricorrente 2.

6.
Di seguito verranno trattate le ulteriori censure sollevate dal ricorrente 
1 nella misura in cui le domande avanzate dall'interessato potrebbero 
ripresentarsi davanti all'autorità inferiore  e in quanto un giudizio sulle 
stesse,  considerato  il  rinvio della  causa all'autorità  inferiore,  si  riveli  
ancora opportuno.

Il ricorrente 1 ritiene, al di là della constatazione dei titoli accademici 
necessari,  che  fattualmente  egli  sia  già  da  tempo  perfettamente 
abilitato ad esercitare la funzione di perito revisore e revisore, ciò in 
virtù  della  clausola  di  rigore,  in  concomitanza  con  l'art.  27  Cost. 
considerando  la  decisione  a  cui  è  addivenuta  l'autorità  inferiore 
contraria al principio della proporzionalità e della buona fede.

Egli  fa  inoltre  valere  il  diritto  alla  salvaguardia  dei  diritti  acquisiti,  
nonché la  violazione del  principio  della  buona fede in  relazione alla 
sua qualifica di "revisore particolarmente qualificato" concessa in forza 
della sua formazione e della sua esperienza professionale.

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Da  ultimo,  a  mente  del  medesimo  la  LSR  e  la  sua  concreta 
applicazione  risulterebbe  lesiva  di  rilevanti  garanzie  costituzionali, 
quali la parità di trattamento, il principio di proporzionalità e la libertà  
economica.

7.
Per quanto attiene alla clausola di rigore non è più tanto la questione 
del  rispetto  dei  requisiti  di  legge  in  materia  di  formazione,  quan to 
piuttosto l'aspetto dell'esperienza professionale che il  ricorrente 1 fa 
valere, ed a cui, a suo modo di vedere, l'autorità inferiore non ha dato 
considerazione,  interpretando  in  maniera  troppo  restrittiva  la  citata 
clausola  non  tenendo  in  particolare  conto  delle  competenze 
professionali acquisite nel corso della trentennale esperienza pratica.

7.1 La clausola dei casi di rigore regolata all'art. 43 cpv. 6 LSR si trova 
sotto  la  sezione  9,  disposizioni  finali,  nell'ambito  delle  disposizioni  
transitorie  della  legge in  questione. Giusta tale  disposizione,  ripresa 
dallo stesso messaggio di legge (cfr. FF 2004, 3545 segg.), nei casi di  
rigore, l'autorità di sorveglianza può riconoscere anche un'esperienza 
professionale non conforme alle condizioni legali,  se è provato che i 
servizi di revisione sono forniti in maniera ineccepibile sulla scorta di 
un'esperienza pratica pluriennale.

Da parte sua, il Tribunale amministrativo federale ha già avuto modo di 
ribadire e precisare in diverse occasioni che con la clausola di rigore si 
è preteso agevolare le condizioni per l'ottenimento dell'abilitazione uni-
camente  in  relazione  all'esperienza  pratica  professionale  e  non  alla 
formazione,  per  il  che,  chi  non  dispone  di  una  formazione  ai  sensi 
dell'art.  4  cpv. 2  LSR,  non  può  colmare  questa  lacuna  dimostrando 
un'esperienza pluriennale nel settore della contabilità e della revisione 
(cfr. decisioni del Tribunale amministrativo federale B-4875/2009 del 14 
gennaio 2010, consid. 3; B-2486/2008 del 7 ottobre 2008, consid. 2.2.2 
e  consid.  4.1;  B-3024/2008  del  1  ottobre  2008,  consid.  4.2;  DTAF 
2008/50, consid. 4.7; B-2807/2008 del 19 agosto 2008, consid. 4.2).

L'autorità  inferiore,  nella  sua  decisione  di  data  14  agosto  2009,  ha 
stabilito che, siccome il  ricorrente non può dimostrare nessuna delle 
formazioni previste all'art. 4 LSR, la clausola di rigore non può essere 
applicata.  La  questione  dell'esperienza  professionale  e 
dell'applicazione della clausola di rigore dipende in primo luogo da un  
risultato  positivo  del  corretto  accertamento  effettuato  dall'autorità 
inferiore,  per  cui  al  momento  attuale  la  questione  non  può  essere  
trattata più da vicino.

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8.
Non può essere neppure condiviso il rimprovero mosso dal ricorrente 
1,  secondo  cui  considerare  che  la  clausola  di  rigore  sia  volta  ad 
agevolare  le  condizioni  unicamente  in  relazione  all'esperienza 
professionale e non alla formazione sarebbe contrario alla ratio legis. 
Per quanto già illustrato in precedenza, il  legislatore ha voluto espli -
citamente escludere dall'ottenimento dell'abilitazione chi non possiede 
una formazione ai sensi dell'art. 4 cpv. 2 LSR (cfr. decisioni del Tribu-
nale  amministrativo  federale  B-4875/2009   del  14  gennaio  2010, 
consid. 3; B-2486/2008 del 7 ottobre 2008, consid. 4.2; B-3024/2008 
del 1 ottobre 2008, consid. 4.2).

9.
Considerato l'esito di questa procedura in merito alla questione ancora 
aperta  del  diploma  universitario  presentata  dal  ricorrente  1,  non 
occorre chinarsi sulle censure concernenti la lesione dei diritti acquisiti 
e del principio della buona fede. 

Il diritto previgente relativo all'obbligo di revisione prevedeva in termini 
molto  generali  che  i  revisori  dovessero  disporre  dei  "requisiti 
necessari" per poter adempiere le loro funzioni presso la società sog-
getta alla loro verifica (cfr. art. 727a vCO [Legge federale del 30 marzo 
1911  di  complemento  del  Codice  civile  svizzero  (Codice  delle 
obbligazioni, CO, RS 220]). Nei casi previsti all'art. 727b cpv. 1 vCO, i  
revisori  dovevano  possedere  "qualifiche  professionali  particolari" 
fissate  nell'Ordinanza  sui  requisiti  professionali  dei  revisori 
particolarmente qualificati del 15 giugno 1992 (vORev; RU 1992 1219). 
All'art. 1 di questa ordinanza, erano disciplinati i requisiti professionali 
(formazione ed esperienza pratica). Per quanto riguarda i requisiti rela-
tivi alla formazione erano considerati revisori particolarmente qualifica-
ti segnatamente le persone che avevano concluso studi universitari in 
economia aziendale, scienze economiche o in diritto come pure le per-
sone titolari di un diploma rilasciato da una scuola superiore per qua-
dri di economia e amministrazione riconosciuta dalla Confederazione e 
con  un'esperienza  pratica  di  dodici  anni  (cfr.  art.  1  cpv.  1  lett.  c 
vORev.). I «periti revisori abilitati» del diritto attuale sono più o meno 
equivalenti  ai  «revisori  particolarmente  qualificati»  (per  ulteriori 
accenni  cfr.  la  decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale  B-
3393/2008  del  24  settembre  2008,  consid.  3.3).  Se  le  esigenze 
secondo  il  vecchio  e  nuovo  ordinamento  sull'ammissione 
dell'abilitazione ad esercitare la funzione di perito revisore e revisore 
nell'ambito  del  diploma  in  scienze  economiche  coincidono,  si  può 
partire dal presupposto che la verifica della questione fattuale ancora 

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aperta (cfr. consid. 5) potrebbe essere decisiva anche per le censure 
sollevate dal ricorrente. Qualora il diploma universitario in "licencié ès 
sciences politiques" rilasciato dall'Università di Losanna non rientrasse 
nel  campo  d'applicazione  dell'art.  4  cpv.  2  LSR,  l'autorità  inferiore 
sarebbe tenuta a rispettare questo risultato (art. 190 Cost.). Dunque, 
come accennato, non occorre più ulteriormente chinarsi sulle censure 
in questione.

10.
Le censure  concernenti  la  violazione  della  parità  di  trattamento,  del 
principio di proporzionalità e della libertà economica sono ammissibili  
nei procedimenti dinanzi al Tribunale amministrativo federale.

10.1 In  prima  linea  deve  tuttavia  essere  osservato  il  disposto 
costituzionale,  secondo cui  le  leggi  federali  e  il  diritto  internazionale 
sono  determinanti  per  il  Tribunale  federale  e  per  le  altre  autori tà 
incaricate dell'applicazione del  diritto  (cfr. art. 190 Cost.; DTF 129 II 
249 E. 5.4), anche se esse si trovano in contraddizione con la Costitu-
zione  federale  (cfr.  DTF  131  II  562,  consid.  3.2;  DTF  131  V  256,  
consid. 5.3; DTF 129 II 249, consid. 5.4). L'art. 190 Cost. statuisce un 
obbligo di  applicare e non un divieto di  esaminare le leggi (cfr. DTF 
129 II 249, consid. 5.4).

10.2 Come già menzionato, la LSR disciplina esplicitamente l'elenco 
esaustivo dei cicli  di  formazione (cfr. art. 4 cpv. 2 LSR), l'esperienza 
pratica  professionale  a  dipendenza  del  tipo  di  formazione  conclusa 
(cfr. art. 4  cpv. 2  lett. b, c  e  cfr. art.  4  cpv. 4 LSR),  la  possibi lità  di 
completare  l'elenco  dei  cicli  di  formazione  unicamente  tramite 
ordinanza del Consiglio federale (cfr. art. 4 cpv. 3 LSR) e l'applicazione 
della regola sui casi di rigore nell'ambito dell'ordinamento transitorio e 
solo in riferimento all'esperienza pratica professionale (cfr. art. 43 cpv. 
6 LSR). Questa esplicita regolamentazione a livello di legge federale è 
vincolante per i  tribunali  (cfr. art. 190 Cost; DTF 129 II  249,  consid. 
5.4). Il Tribunale amministrativo federale deve quindi applicare l'art. 4 
cpv.  2  LSR.  Di  conseguenza  possono  essere  abilitate  come  periti  
revisori solo quelle persone che hanno concluso un ciclo di formazione 
come previsto all'art. 4 cpv. 2 LSR. Non rientra nella competenza dei 
tribunali  di  ampliare  la  lista  esaustiva  dei  cicli  formativi, 
riconoscendone  altri  equivalenti  (cfr.  anche  decisione  del  Tribunale 
amministrativo federale B-3393/2008 del  24 settembre 2008,  consid. 
6.2).  Il  legislatore  federale,  tanto  per  quanto  concerne  i  cicli  di  
formazione  riconosciuti,  tanto  per  quanto  attiene  al  campo 
d'applicazione  della  clausola  di  rigore  ha  previsto  una  chiara 

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delimitazione,  rispettivamente  delle  chiare  regole.  In  tal  senso,  il 
legislatore ha già statuito sulla proporzionalità dell'esclusione dei cicli  
formativi  non  elencati  nella  legge,  come  pure  dell'applicabilità  della 
clausola  di  rigore  in  relazione  alla  domanda  dell'esperienza 
professionale  richiesta.  Anche  in  questo  contesto,  al  Tribunale 
amministrativo federale non è concessa la  possibilità di  riesaminare, 
sotto  i  medesimi  aspetti,  la  questione  della  proporzionalità. Infatti,  il  
legislatore al momento dell'emanazione di una normativa che limiti o 
violi  un  diritto  costituzionale  esamina  già  la  proporzionalità  della 
stessa.  (CHRISTOPH WINZELER,  Variationen  der  Verhältnismässigkeit  im 
Rechtsstaat, Symbolische Gesetzgebung, in: Schweizerische Juristen 
Zeitung [SJZ] 106/2010, pag. 183; BGE 128 II 292, consid. 5.1).

11.
In sunto, le censure sollevate in merito alla clausola di rigore, la parità 
di  trattamento,  il  principio  di  proporzionalità  e  la  libertà  economica 
sono infondate e su questi punti il ricorso non può trovare appoggio.

Mentre per sapere se il diploma universitario conseguito dal ricorrente 
1 può essere considerato una laurea in scienze economiche, l'autorità 
inferiore  dovrà  eseguire  un  completamento  dell'istruttoria  come  ai 
considerandi 4.3 e 5. 

Il  ricorso  è,  quindi,  parzialmente  accolto,  la  decisione  impugnata 
annullata e l'incarto ritornato all'autorità inferiore per gli accertamenti 
del  caso. Nella  misura in  cui  i  ricorrenti  con le conclusioni  ricorsuali  
postulano  l'abilitazione  diritta  ad  esercitare  la  funzione  di  perito 
revisore e revisore, il ricorso va respinto.

12.
L'autorità  di  ricorso  mette  nel  dispositivo  le  spese  processuali, 
consistenti in una tassa di decisione nelle tasse di cancelleria e negli  
sborsi,  di  regola  a  carico  della  parte  soccombente.  Se  questa 
soccombe solo parzialmente, le spese processuali sono ridotte (art. 63 
cpv. 1 PA). Le spese del procedimento dinanzi al TAF comprendono la 
tassa  di  giustizia  e  i  disborsi  (art.  1  del  Regolamento  sulle  tasse e 
sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale  del  21  febbraio  2008,  TS-TAF, RS 173.320.2).  La  tassa  di  
giustizia  è  calcolata in  funzione dell'ampiezza e  della  difficoltà  della 
causa, del modo di condotta processuale e della situazione finanziaria 
delle  parti  (art.  2  cpv.  1  TS-TAF).  Nella  fattispecie,  le  spese  di 
procedura vengono fissate in fr. 2'000.–. Considerato quanto richiesto 
dai ricorrenti  con il  petitum del proprio gravame in relazione all'esito 

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della  presente  decisione,  gli  stessi  sono  da  considerare  parte 
parzialmente  vincente,  rispettivamente  parzialmente  soccombente. È 
pertanto  giustificato  accollare  a  quest'ultimi  fr.  500.– quali  spese 
processuali  da  compensare  con  l'anticipo  di  fr.  2'000.– da  loro  già 
versato in data 7 ottobre 2009 (cfr. art. 63 cpv. 1 PA). Nessuna spesa 
processuale è messa a carico dell'istanza inferiore (art. 63 cpv. 2 PA).

L'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in tutto o in parte, può, d'uffi -
cio o a domanda, assegnare una indennità per le spese indispensabili  
e  relativamente  elevate  che  ha  sopportato  (art.  64  cpv.  1  PA).  I 
ricorrenti erano patrocinati da un avvocato. Al ricorrente 1 viene quindi 
assegnata  un'indennità  di  ripetibili  ridotta  proporzionalmente  in 
ragione  del  parziale  accoglimento  del  ricorso  (art.  64  cpv.  2  PA in 
relazione con art. 7 art. del Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Il rappresentante non 
ha  inoltrato  alcuna  nota  d'onorario.  L'indennità  di  ripetibili  viene 
stabilita d'ufficio e viene così fissata in base agli atti di causa (cfr. art.  
14 cpv. 2 seconda frase TS-TAF). Nella fattispecie tale indennità viene 
fissata in fr. 1'500.–.

13.
Un ricorso al Tribunale federale è inammissibile contro delle decisioni  
inerenti  l'esito  di  esami  e  di  altre  valutazioni  della  capacità, 
segnatamente  nei  settori  della  scuola,  del  perfezionamento  e 
dell'esercizio  della  professione  (cfr.  art.  83  let.  t  della  Legge  sul 
Tribunale federale del 17 giugno 2005, LTF, RS 173.110). Il Tribunale 
federale ha già avuto modo di giudicare irricevibile un ricorso di diritto 
pubblico  contro  una  decisione  concernente  una  domanda  di 
abilitazione  a  esercitare  la  funzione  di  perito  revisore  e  revisore,  in 
quanto  trattasi  in  tale  ambito  dell'equivalenza  di  una  formazione 
svizzera  (cfr.  decisioni  del  Tribunale  federale  2C_136/2009  del  16 
giugno 2009 e 2D_130/2008 del 13 febbraio 2009 consid. 1.2).

Considerato come l'oggetto del ricorso su cui lo scrivente Tribunale ha 
deliberato  concerne  una  domanda  di  abilitazione  a  esercitare  la 
funzione di perito revisore e revisore in ambito dell'equivalenza di una 
formazione,  la  presente  decisione  è  definitiva  e  non  può  essere 
impugnata con ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.  
Il ricorso è parzialmente accolto, nel senso che la decisione impugnata 
di  data  14  agosto  2009  è  annullata  e  l'incarto  rinviato  all'Autorità 
federale di sorveglianza dei revisori ASR affinché completi l'istruttoria  
ai sensi dei considerandi 4.3 e 5 e statuisca di nuovo sulla domanda di 
ottenimento all'abilitazione ad esercitare la funzione di perito revisore 
e revisore del ricorrente 1 come pure del ricorrente 2. 

Per il resto il ricorso è respinto.

2.
Sono messe a carico del ricorrente 1 le spese processuali  ridotte per 
un importo di fr. 500.–. Esse vengono compensate con l'anticipo di fr. 
2'000.– versato 1 in data 7 ottobre  2009. La differenza di  fr. 1'500.– 
verrà restituita.

3.
Al ricorrente 1 è assegnata un'indennità di ripetibili ridotta di fr. 1'500.– 
(IVA inclusa) a carico dell'Autorità federale di sorveglianza dei revisori 
ASR.

4.
Comunicazione a: 
- ricorrente  1  e  ricorrente  2  (raccomandata;  allegati:  documenti  di 

ritorno e formulario per restituzione anticipo)
- autorità inferiore (n. di rif. 106'958 / 503'656; raccomandata; allegati: 

documenti di ritorno)
- Dipartimento federale di giustizie e polizia (raccomandata).

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Francesco Brentani Elisabetta Tizzoni

Data di spedizione: 19 luglio 2010

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