# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 957253ee-3338-5db7-a179-cc3a03fb4102
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-02-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.02.2025 F-912/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-912-2025_2025-02-20.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-912/2025 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 0  f e b b r a i o  2 0 2 5  

Composizione 

 
Giudice Susanne Genner, giudice unica,  

con l'approvazione del giudice Gregor Chatton;  

cancelliere Matthew Pydar. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (...), 

Afghanistan, 

patrocinato da SOS Ticino Protezione giuridica della 

Regione Ticino e Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione SEM,  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisione della SEM 

del 4 febbraio 2025 / N (…). 

 

 

 

F-912/2025 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Il ricorrente ha depositato una domanda d’asilo in Svizzera il 13 novembre 

2024, dichiarando di essere nato il 25 marzo 2008. Da ricerche intraprese 

nella banca dati europea di rilevamento delle impronte digitali “Eurodac” da 

parte della Segreteria di Stato della migrazione SEM sono emerse due do-

mande precedenti d’asilo, di cui una in Bulgaria del 16 ottobre 2024 ed una 

in Austria del 2 novembre 2024. 

B.  

Il 5 dicembre 2024 l’autorità inferiore ha concesso al ricorrente una prima 

audizione nell’ambito della minore età (di seguito: PA-RMNA). In tale am-

bito al ricorrente è stata data anche la possibilità di esprimersi su di 

un’eventuale competenza della Bulgaria, rispettivamente dell’Austria. 

Sempre in tale ambito il ricorrente ha dichiarato di essere nato il 17 settem-

bre 2007. 

C.  

Il 30 dicembre 2024 è stata eseguita una perizia medica presso l’Istituto di 

medicina legale di Bellinzona allo scopo di accertare l’età del ricorrente. Da 

tale esame clinico è stata esclusa con elevata probabilità prossima alla 

certezza la minore età del ricorrente. Tale perizia è stata trasmessa all’au-

torità inferiore in data 13 gennaio 2025. 

D.  

Il 10 gennaio 2025 la SEM ha inoltrato due domande di ripresa a carico 

identiche, di cui una alla Bulgaria ed una all’Austria, basate entrambe 

sull’art. 18 par. 1 lett. b del regolamento (UE) n° 604/2013 del Parlamento 

europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i mec-

canismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di 

una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati 

membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gaz-

zetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di se-

guito: RD III). I risultati della perizia medica sono stati inoltrati separata-

mente il 13 gennaio 2025 alle autorità straniere menzionate, non appena 

la SEM ne è entrata in possesso. 

E.  

Il 14 gennaio 2025 la SEM ha concesso al ricorrente il diritto di essere 

sentito in merito all’intenzione di modificare la data di nascita nel Sistema 

d’informazione centrale sulla migrazione (SIMIC) e di fissarla al (...). Il 17 

gennaio 2025 ha fatto seguito la presa di posizione da parte del ricorrente. 

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Pagina 3 

F.  

Il 16 gennaio 2025 le autorità bulgare hanno rifiutato la richiesta di ripresa 

in carico indicando l’Austria quale Stato membro competente. Dal canto 

suo l’Austria ha accettato il 24 gennaio 2025 la richiesta di ripresa in carico 

sulla base dell’art. 18 para. 1 lett. b RD III. 

G.  

Con decisione del 4 febbraio 2025 – inoltrata al ricorrente il 6 febbraio 2025 

– la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo del ricorrente, ne 

ha disposto l’allontanamento in Austria e intimato il ricorrente al più tardi il 

giorno seguente la scadenza del termine di ricorso di lasciare il Paese. 

H.  

Contro tale decisione il ricorrente ha inoltrato ricorso presso il Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) con gravame del 12 feb-

braio 2025, domandando l’annullamento della precitata decisione e la re-

stituzione degli atti alla SEM, affinché questa esegua un esame nazionale 

della domanda d’asilo o, in subordine, i necessari complementi istruttori. 

Per quanto riguarda le richieste di natura formale, il ricorrente domanda 

l’esenzione dal pagamento delle spese di giudizio e del relativo anticipo 

oltre che la concessione dell’effetto sospensivo al ricorso. 

I.  

In data 13 febbraio 2025 la giudice istruttrice ha disposto la misura super-

cautelare della sospensione dell’esecuzione dell’allontanamento. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale è competente per il trattamento del ricorso e decide in via 

definitiva, a meno che non si tratti di un’eccezione, non applicabile nel pre-

sente caso (art. 1 cpv. 2 ed art. 33 lett. d LTAF [RS 173.32], applicabili con 

riferimento all'art. 105 LAsi [RS 142.31], in combinato disposto con l'art. 83 

lett. d cifra 1 LTF [RS 173.110]). Le condizioni di ammissibilità del ricorso 

risultano soddisfatte (Art. 48 cpv. 1 PA, Art. 108 cpv. 3 LAsi e Art. 52 cpv. 1 

PA). 

1.2 Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso dalla giudice unica, con 

l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi). Inoltre, giusta 

l’art. 111a cpv. 1 e 2 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti e la 

decisione è motivata soltanto sommariamente.  

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2.  

2.1 Il ricorrente si appella a dei vizi formali, in quanto la valutazione della 

sua età sarebbe stata frutto di mezzi di prova insufficienti, per cui la SEM 

avrebbe violato la massima inquisitoria (Art. 12 PA combinato con art. 6 

LAsi). Censure di questo tipo vanno esaminate preliminarmente, in quanto 

suscettibili di condurre all’annullamento della decisione avversata (cfr. DTF 

148 III 30 consid. 3.1; DTF 144 I 11 consid. 5.3 e giurisprudenza ivi citata; 

DTF 142 II 218 consid. 2.8.1; per l’obbligo inquisitorio cfr. DTAF 2019 I/6 

consid. 5.1, per lo stabilimento esatto e corretto dei fatti giuridicamente ri-

levanti DTAF 2014/2 consid. 5.1; 2007/37 consid. 2.3). 

2.2 Il ricorrente contesta in particolare il valore probatorio della perizia me-

dica del 30 dicembre 2024 (vedi SEM-atti 27/13, 28/13), in quanto l’esame 

odontostomatologico del ricorrente in mancanza dei denti del giudizio sa-

rebbe stato incompleto, mentre la valutazione osteo-clavicolare sarebbe 

priva di base scientifica sufficiente per potere stabilire l’età. Tali considera-

zioni, tuttavia, sono prive di fondamento. Infatti benché alcuni aspetti 

dell’esame non hanno potuto tenere conto di certune specificità, è stata 

eseguita una perizia basata sull’anamnesi del ricorrente, per cui sono stati 

presi in considerazione elementi relativi all’età dentaria e l’età ossea del 

ricorrente. In base a questi ultimi è stata dedotta un’età minima di 19 anni. 

Benché l’esame è stato oggetto di alcune limitazioni, riconosciute dagli 

stessi medici responsabili, questi hanno dedotto con elevata probabilità, 

prossima alla certezza, la maggiore età del ricorrente (vedi SEM-atti 28/13, 

p. 7). Da parte sua il ricorrente non ha fornito elementi sufficienti che po-

tessero attestare o rendere credibile la sua minore età, avendo egli stesso 

fornito dati divergenti sulla propria data di nascita e contraddittori sulla pro-

pria biografia (cfr. SEM-atti 2/2 e 15/11). Va infine precisato che solamente 

quando l’analisi scheletrica rispettivamente delle clavicole congiuntamente 

a quella odontostomatologica conducono entrambe ad un’età minima infe-

riore ai 18 anni, i risultati medici non possono essere considerati attendibili 

per valutare l’età del ricorrente (DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2.2). Non es-

sendo questo il caso, e mancando ulteriori mezzi di prova divergenti, la 

perizia eseguita ha valore probatorio sufficiente per asserire la maggiore 

età del ricorrente (cfr. ex pluris sentenze del Tribunale D-2771/2024 del 24 

giugno 2024 consid. 7.2. sul valore probatorio di una perizia odontostoma-

tologica parziale; D-6639/2024 del 16 gennaio 2025 consid. 5.3.2). 

2.3 Perciò non sussistono elementi che adducano ad un accertamento vi-

ziato dei fatti da parte dell’autorità inferiore (cfr. art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi), 

per cui questa si è attenuta al suo obbligo inquisitorio. Le censure mosse 

dal ricorrente in tal senso risultano prive di fondamento. 

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3.  

3.1 Il ricorrente intende appellarsi alla sua presunta minore età al momento 

del deposito della domanda di asilo in Svizzera. Quale minorenne si consi-

dera un cittadino di uno Stato terzo di età inferiore ai 18 anni (art. 2 lett. i 

RD III; art. 1a lett. d dell’Ordinanza 1 sull’asilo dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, 

RS 142.311]). I minorenni non accompagnati sono esclusi dalla procedura 

di ripresa in carico (cfr. art. 8 para. 4 RD III; FILZWIESER/SPRUNG, Dublin-

III-VO, Vienna 2014, cap. 15 e seg. ad Art. 8). Nel caso di una minore età 

del ricorrente sussisterebbe dunque una competenza della Svizzera anzi-

ché della Croazia per una ripresa in carico (cfr. sentenza del Tribunale F-

7749/2024 del 8 gennaio 2025 consid. 3.3).  

3.2 L’onere della prova spetta al ricorrente, per cui la minore età nell’ambito 

di una procedura d’asilo va come minimo resa credibile (cfr. DTAF 2018 

VI/3 consid. 4.2.3).  

3.3 Dall’esame della fattispecie è risultato tuttavia che il ricorrente fosse 

con molta probabilità maggiorenne al momento del deposito della do-

manda d’asilo, per cui i dati da egli forniti in merito al suo percorso scola-

stico, così come ulteriori informazioni in merito alla sua biografia, non ren-

dono possibile ribaltare tale giudizio (vedi sopra consid. 2.2). Il ricorrente 

non è dunque stato in grado di rendere credibile la sua minore età. Poiché 

è stato costatato che il ricorrente al momento del deposito della sua do-

manda d’asilo in Svizzera era con elevatissima probabilità maggiorenne, 

egli non è escluso a priori da una procedura di ripresa a carico.  

4.  

4.1 La SEM ha dedotto correttamente che di principio la competenza per il 

completamento della procedura così come per un eventuale trattamento 

materiale dell’asilo appartiene all’Austria giusta l’art. 18 para. 1 lett. b RD 

III. Infatti benché la Bulgaria fosse stato il primo Stato presso il quale il 

ricorrente abbia inoltrato una domanda d’asilo (SEM-atti 9/1), l’Austria de-

teneva al momento dell’accettazione della richiesta di ripresa in carico tutte 

le informazioni necessarie, inclusi i risultati della perizia medica sull’età del 

ricorrente, per potere eseguire un esame completo della propria compe-

tenza secondo il capo III del RD III (cfr. SEM-atti 24/5, 29/1 e 40/2). Avendo 

l’Austria accettato la ripresa in carico, e non essendo necessario un esame 

di fondo dei criteri secondo il capo III del RD III, essa è di principio compe-

tente (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1; mutatis mutandis sentenza 

del Tribunale F-7613/2024 del 3 febbraio 2010 consid. 5.10). 

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4.2 Di seguito l’autorità inferiore ha dedotto correttamente che il sistema 

d’asilo austriaco non è soggetto a carenze sistemiche per le quali la com-

petenza giusta l’art. 3 para. 2 RD III debba essere trasferita alla Svizzera 

(cfr. esemplativamente sentenze del Tribunale F-6206/2024 dell’8 ottobre 

2024 consid. 2.2; F-5066/2024 del 28 agosto 2024 consid. 7; E-1200/2024 

del 21 marzo 2024 consid. 6 con ulteriori riferimenti) e che nel caso pre-

sente non sussistono motivi di diritto internazionale per cui la Svizzera sia 

costretta ad applicare la clausola di sovranità giusta l’art. 17 para. 1 RD III. 

Inoltre l’autorità inferiore ha deciso di non entrare nel merito della domanda 

d’asilo in ottemperanza del suo margine d’apprezzamento garantito 

dall’art. 17 para. 1 RD III e l’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, la cui applicazione risulta 

nel presente caso priva di violazioni di diritto. Di conseguenza l’autorità in-

feriore ha correttamente stabilito di non entrare nel merito della domanda 

d’asilo del ricorrente in base all’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi e, in applicazione 

dell’art. 44 Lasi, ne ha disposto l’allontanamento verso l’Austria. Per ulte-

riori dettagli si fa riferimento alle motivazioni addotte dall’autorità inferiore. 

4.3 Le considerazioni fatte dal ricorrente in merito alla situazione relativa 

alla procedura d’asilo in Austria non si rivelano in grado di dimostrare che 

in tale Paese sussistano carenze sistemiche, pertanto si deduce che egli 

debba ottenere accesso alla procedura d’asilo in Austria e subire un tratta-

mento conforme agli standard di diritto internazionale (vedi consid. 3.2). 

Inoltre non risulta agli atti che il ricorrente soffra di particolari patologie fisi-

che o psichiche (cfr. SEM-atti 15/1). Di conseguenza non sussistono motivi 

validi che risulterebbero ostativi ad un trasferimento in Austria giusta l’art. 

3 CEDU (cfr. sentenza della Corte europea per i diritti dell’Uomo Paposhvili 

contro Belgio del 13 dicembre 2016, Grande Camera, 41738/10, §§ 180-

193 con ulteriori riferimenti, confermata nella sentenza Savran contro Da-

nimarca del 7 dicembre 2021, Grande Camera, No. 57467/15 §§ 121 e 

segg.). Inoltre va fatto presente che l’Austria dispone di un’infrastruttura 

medica sufficiente ed è tenuta a garantire al ricorrente, qualora ne abbia 

bisogno, un sufficiente trattamento medico e/o psicologico (cfr. art. 19 para. 

1 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2013/33/UE del 26 

giugno 2013 recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti prote-

zione internazionale [direttiva accoglienza]).  

5.  

Per le ragioni sopra menzionate la decisione impugnata non è da confutare 

(art. 106 LAsi) ed il ricorso è da respingere. Con la presente sentenza de-

cade la misura supercautelare del 13 febbraio 2025. La domanda tendente 

all’effetto sospensivo del ricorso è inoltre divenuta priva di oggetto. 

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6.  

Essendo le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favore-

vole, la domanda di assistenza giudiziaria nel senso della dispensa dal ver-

samento delle spese processuali è respinta. 

7.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di fr. 750.– sono poste a 

carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; nonché art. 3 lett. a del regola-

mento sulle tasse e sulle spese ripetibili dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(Dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di fr. 750.– sono poste a carico del ricorrente. 

Il succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 

termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'autorità inferiore ed 

all’autorità cantonale competente. 

 

La giudice unica: Il cancelliere: 

  

Susanne Genner Matthew Pydar 

 

 

Data di spedizione: