# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 47129686-4022-5b83-8efc-2fe0cc262895
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-01-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 18.01.2005 16.2004.9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2004-9_2005-01-18.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2004.9

  	
  Lugano

  18 gennaio
  2005/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 2
febbraio 2004 presentato da

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. dall’ RA
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

la sentenza 20 gennaio 2004 del Segretario assessore
della Pretura della giurisdizione di Mendrisio Sud, nella causa civile
inappellabile (inc. n. IU.2003.44) promossa con istanza 10 ottobre 2003 da

 

 

	
   

  	
  CO 1 

  patr. dall' RA 2 

   

  

 

 

 

con la quale l'istante ha chiesto il pagamento di
fr. 6'269.55 oltre accessori nonché il 

rigetto in via definitiva dell'opposizione
interposta dal convenuto al PE n. __________ 

dell'UEF di Mendrisio, domande accolte dal
giudice,

 

 

 

letti ed esaminati gli atti

 

 

considerato

 

in
fatto e in diritto:       

 

                                          1.  Nel mese di aprile 2002 la succursale di __________ della CO 1,
ditta di spedizioni e logistica con sede principale a Zurigo, ha sottoposto a __________
RI 1 un'offerta e per il trasporto di bambole da Barcellona a __________ e per
il relativo deposito negli spazi di sua proprietà. In data 4 dicembre 2002, 31
gennaio, 6 maggio e 19 maggio 2003 (doc. B) la ditta ha emesso le fatture
relative al trasporto, alle spese doganali e al deposito della merce appartenente
a __________ RI 1, fatture che quest'ultimo non ha pagato. Il 10 novembre 2003 CO
1 ha convenuto __________ RI 1 davanti al Pretore della giurisdizione di
Mendrisio Sud chiedendo il pagamento di fr. 6'269.55. Il convenuto, che non ha
contestato la pretesa avversaria, si è nondimeno opposto al pagamento non avendo
l'istante provveduto alla consegna di tutta la merce trasportata e stoccata nel
suo deposito di __________, con particolare riferimento al contenuto di 13 cartoni,
del valore stimato di fr. 9'072.–, che l'istante non gli  avrebbe mai consegnato.

 

                                          2.  Con sentenza 20 gennaio 2004 il Segretario assessore, accertata la
conclusione tra la CO 1 di Zurigo – e per essa la sua succursale di __________ –
e __________ RI 1 di un contratto di trasporto con l'obbligo accessorio di procedere
allo sdoganamento e al deposito della merce trasportata, ha accolto l'istanza
per l'importo di fr. 6'038.05 oltre interessi del 5% dal 5 settembre 2003, avendo
il convenuto implicitamente accettato la merce senza nulla eccepire, in particolare
senza sollevare nessuna tempestiva contestazione circa il quantitativo della
merce depositata presso l'istante e a suo dire inferiore di ben 13 colli
rispetto a quelli trasportati, donde la perenzione di ogni azione nei confronti
dell'istante ai sensi dell’art. 452 cpv. 1 CO.

 

                                          3.  Con
il presente tempestivo gravame, al quale è stato concesso effetto sospensivo
con decreto 4 febbraio 2004, __________ RI 1 è insorto contro il predetto
giudizio postulandone l'annullamento sulla base dei titoli di cassazione di cui
alle lettere e) e g) dell'art. 327 CPC. Il ricorrente si duole innanzi tutto
del mancato accertamento della carenza di legittimazione attiva, non essendo l’istante
parte al contratto da lui concluso con la succursale di __________,
rispettivamente del mancato accertamento della carenza di legittimazione alla
rappresentanza processuale di __________ che ha partecipato all'udienza per
conto dell'istante. Egli rimprovera inoltre al primo giudice di non aver
diffidate le parti a munirsi di un patrocinatore nonostante abbia riconosciuto
che le stesse non fossero in grado di difendersi convenientemente, soprattutto a
dipendenza della confusione con la quale hanno esposto le loro argomentazioni e
contestazioni, ciò che gli ha impedito di difendersi in modo adeguato. Il
ricorrente si duole pure della mancata applicazione da parte del primo giudice
dell'art. 88 CPC.

 

                                              Con
osservazioni 9 marzo 2004 la controparte postula la reiezione del ricorso.

 

                                          4.  Giusta
l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può
essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale
o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa
o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è
arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed
indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della
giustizia e dell’equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi;
per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta
(o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella
circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;
è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come
insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta
da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 129 I 8 consid. 2.1; 128
I 273 consid. 2.1; 127 I 60 consid. 5a).

 

                                          5.  Per quanto
riguarda la legittimazione attiva, il ricorrente sostiene di non aver concluso nessun
tipo di contratto con l’istante ma di avere sempre trattato con la succursale
di __________. La legittimazione attiva, ossia la
qualità di una parte di far valere in causa un determinato diritto, non rappresenta
un presupposto processuale, ma di diritto sostanziale che il giudice verifica
d'ufficio sulla base dei fatti allegati dalle parti e da lui accertati (Cocchi/Trezzini,
CPC–TI, ad art. 181, n. 642 e ad art. 38, m. 3; Ottaviani, Le parti nel
processo civile ticinese, 1989, pag. 18). Trattandosi di una pretesa derivante
da un contratto di trasporto, legittimato a pretendere il pagamento della
mercede pattuita è il vetturale (art. 440 cpv. 1 CO). Nel caso di specie è
pacifico che le trattative inerenti il trasporto e il deposito della merce di
proprietà del convenuto sono intervenute tra quest'ultimo e la succursale della
ditta istante. Sennonché, contrariamente a quanto preteso dal ricorrente, nel
diritto svizzero la succursale di una società, pur disponendo in pratica di una
certa autonomia e indipendenza, continua giuridicamente a essere parte
integrante della società da cui dipende, così che in definitiva non dispone né
della personalità giuridica né tanto meno della capacità di essere parte (Forstmoser/Meier–Hayoz/Nobel,
Schweizerisches      Aktienrecht, 1996, § 59, n. 31; DTF 120 III 11; Cocchi /Trezzini,
op. cit., ad art. 38, m. 13). Ciò posto, la censura ricorsuale sulla carenza di
legittimazione attiva dell'istante è del tutto infondata, ritenuto che il
credito di fr. 6'038.05 vantato dalla succursale ticinese dell'istante nei
confronti del convenuto poteva essere fatto valere in giudizio solo dalla sua
sede principale, come correttamente avvenuto nel caso di specie. 

 

                                               Per
quanto attiene alla contestazione sulla carenza di legittimazione alla rappresentanza
di __________, che effettivamente non risulta essere organo della casa madre,
va rilevato che la questione può rimanere indecisa, poiché la decisione
impugnata non appare arbitraria neppure facendo astrazione delle allegazioni da
lui esposte all'udienza del 10 novembre 2003, la censura d'arbitrio potendo riferirsi
esclusivamente al risultato della decisione impugnata e non anche ai motivi che
ne stanno alla base (Cocchi/Trezzini, op. cit., art. 327, m. 14).

 

                                          6.  In merito alla
pretesa violazione del diritto di essere sentito delle parti (art. 327 lett. e
CPC) per il fatto che il primo giudice non le avrebbe diffidate a munirsi di un
patrocinatore, così da permettere loro di difendersi in modo conveniente vista
la poca chiarezza delle loro prese di posizione, va rilevato che ogni persona avente
l'esercizio dei diritti civili, nonché le società in nome collettivo e quelle
in accomandita, possono procedere in lite con atti propri (art. 38 cpv. 1 CPC).
Tale capacità processuale comprende quella di compiere personalmente tutti gli
atti del processo (art. 39 cpv. 1 CPC). Tuttavia, secondo l'art. 39 cpv. 2 CPC
quando il giudice ritiene che una persona non è capace di proporre e di
discutere con la necessaria chiarezza la propria causa, la diffida a munirsi
entro un breve termine di un patrocinatore. Tale facoltà del giudice comporta
quindi una restrizione della capacità processuale della parte e può essere
perciò operata solo eccezionalmente. In questo senso, l'intervento del giudice
si giustifica solo in presenza di particolari circostanze, oggettive o
soggettive, che egli valuta facendo capo al suo potere d'apprezzamento (Rep.
1989 pag. 168, 1988 pag. 376 consid. a rif. cit.; Cocchi/ Trezzini, op. cit., ad
art. 39, m. 5). In particolare, il solo fatto che una parte sia sprovvista di
patrocinatore non giustifica tale intervento del giudice, altrimenti il
principio della capacità delle parti di compiere personalmente tutti gli atti
del processo sarebbe svuotato di significato. Determinante è invece la ponderazione
delle caratteristiche personali della parte per rapporto al grado di difficoltà
della causa (Cocchi/Trezzini, op. cit., art. 39, m. 8 e segg.), apprezzamento
che deve avvenire di caso in caso. In concreto, ritenuto che il convenuto si è
opposto all'istanza e ha comunque indicato chiaramente i motivi di tale sua
presa di posizione (mancata consegna di tutta la merce trasportata), è
sostenibile concludere che egli non ha offerto indizi al primo giudice di non
essere in grado di difendersi adeguatamente, peraltro in un contesto fattuale a
lui perfettamente noto e di fronte a una parte istante pure sprovvista di un
patrocinatore. Né egli sostiene di non aver capito la serietà della citazione
per la discussione della lite o di non aver conosciuto la possibilità di essere
patrocinato, tant'è che di propria iniziativa si è fatto patrocinare per
proporre l'odierno gravame. Anche questa censura appare pertanto destituita di
fondamento.

 

                                          7.  In
merito alla ventilata violazione dell'art. 88 CPC da parte del primo giudice,
al quale il ricorrente rimprovera di non aver assunto d'ufficio le prove atte
ad accertare i fatti determinanti, va rilevato che scopo di questa norma è
quello di offrire al giudice tutti gli elementi necessari per migliorare il
proprio convincimento (Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art. 88, m. 1). Questa
facoltà di indagine riconosciuta al giudice non deve essere intesa quale deroga
al principio attittatorio che regola l’ordinamento processuale e che pone a
carico delle parti l’obbligo di addurre tutto il materiale processuale che comprende,
oltre alla formulazione delle domande, l’allegazione dei fatti e l’offerta
delle prove (Rep. 1988, 367), ritenuto che spetta alle parti dimostrare la
necessaria diligenza nella conduzione del processo non potendo pretendere che
il giudice supplisca alle loro carenze. In concreto, proprio a dipendenza del
carattere facoltativo della possibilità riservata al giudice di assumere
d'ufficio delle prove (Cocchi/Trezzini, op., cit., ad art. 88, n. 330), è
escluso un intervento cassatorio da parte di questa Camera, anche perché il ricorrente
non indica lo scopo di tale assunzione suppletoria delle prove da parte del
primo giudice.

 

                                          8.  Con
riferimento al merito della vertenza, non avendo il ricorrente sollevato nessuna
esplicita contestazione circa l'applicazione da parte del primo giudice
dell'art. 452 CO, secondo il quale il ricevimento senza riserve della merce
comporta l'estinzione di ogni azione contro il vetturale, il ricorso non merita
ulteriore esame, anche perché in sede di udienza il convenuto non ha contestato
la fattura in quanto tale bensì la quantità della merce a lui consegnata
riconoscendo di aver contestato tardivamente e non per iscritto le fatture (cfr.
verbale 10 novembre 2003), contestazione tardiva accertata la quale il
segretario assessore ha accolto le pretese dell'istante. Del resto dalla
documentazione agli atti emerge che la pretesa perdita dei 13 colli non è
oggetto delle fatturazioni controverse ma sarebbe avvenuta durante un altro trasporto
fatturato il 13 dicembre 2002 (doc. 1) e regolarmente pagato dal convenuto il
28 aprile 2003 (doc. 1).

 

                                          9.  Alla luce di quanto sopra esposto il ricorso, che non ha evidenziato
nessun titolo di cassazione, deve essere respinto.

                                              Tasse,
spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

 

 

 

Per
i quali motivi, 

richiamati
gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 cpv. 1 CPC e la tariffa 

giudiziaria

 

 

 

 

pronuncia:                     

 

                                          1.  Il
ricorso per cassazione 2 febbraio 2004 di __________ RI 1 è respinto.

 

                                          2.  Gli
oneri del presente giudizio, consistenti in:

                                              a)
tassa di giustizia         fr.   320.–

                                              b)
spese                           fr.      50.–

                                                                                         fr.   370.–

 

                                              già
anticipati dal ricorrente, rimangono a suo carico con l'obbligo di versare alla
controparte fr. 300.– a titolo di ripetibili di questa sede.

 

3.   Intimazione:

–; 

     – 

                                       Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio Sud.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

La presidente                                                               La
segretaria