# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 85eaf7c0-3c8c-5f14-b5df-3bb10de6ef1d
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 00.00.0000 PVG 2021 6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2021-6_0000-00-00.pdf

## Full Text

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Esenzione fiscale per scopo pubblico o di utilità pubblica.
– Presupposti (consid. 3.1, 3.2);
– Analisi nel caso concreto. Ritenuto come l‘attività princi- 

pale della ricorrente sia la gestione del villaggio del car- 
nevale, che è un‘attività a scopo di lucro e non di utilità 
pubblica, è stata giustamente negata un‘esonerazione 
per utilità pubblica (consid. 3.4 e 3.6).

Steuerbefreiung aufgrund öffentlicher oder gemeinnützi- 
ger Zwecke.
– Voraussetzungen (E.3.1, 3.2).
– Überprüfung im Einzelfall. Da die Haupttätigkeit der 

Beschwerdeführerin im Betrieb des Fasnachtsdorfs be- 
steht, was keine gemeinnützige, sondern eine gewin- 
norientierte Aktivität darstellt, wurde eine Steuerbefrei- 
ung aufgrund Gemeinnützigkeit zu Recht verneint (E.3.4, 
3.6).

Considerandi:
3.1. Giusta l‘art. 56 lett. g LIFD sono esenti dall‘imposta le

persone giuridiche che perseguono uno scopo pubblico o di utilità 
pubblica, per quanto concerne l‘utile esclusivamente e irrevocabil- 
mente destinato a tali fini. Scopi imprenditoriali non sono di norma 
considerati d‘interesse pubblico. L‘acquisizione e l‘amministrazio- 
ne di partecipazioni in capitale importanti a imprese sono di utilità 
pubblica quando l‘interesse al mantenimento dell‘impresa occupa 
una posizione subalterna rispetto allo scopo di utilità pubblica e 
quando non sono esercitate attività dirigenziali (v. anche art. 23 
cpv. 1 lett. f LAID). Secondo l‘art. 78 cpv. 1 lett. f LIG sono esenti 
dall‘assoggettamento le persone giuridiche con sede in Svizzera 
che nell‘interesse cantonale o nell‘interesse comune svizzero per- 
seguono scopi pubblici o di esclusiva utilità pubblica, limitatamen- 
te all‘utile e al capitale che servono esclusivamente e irrevocabil- 
mente a questi scopi.

3.2. L‘esenzione fiscale a titolo di utilità pubblica presuppo- 
ne che l‘attività svolta dalla persona giuridica rientri nell‘interesse 
della collettività e sia altruistica (cfr. STF 2C_162/2011 consid. 3.2). 
Secondo costante giurisprudenza, a tal proposito devono essere 
soddisfatti cumulativamente i seguenti requisiti. In primo luogo, 
l‘impiego dei fondi deve essere indirizzato esclusivamente verso 
l‘utilità pubblica o il bene comune. In secondo luogo, i fondi a desti- 
nazione vincolata devono essere legati indissolubilmente alle fina-

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lità esenti dall‘imposta; l‘irrevocabilità dell‘impiego dei mezzi per 
scopi di utilità pubblica deve essere garantita nello statuto, anche in 
caso di scioglimento della persona giuridica (cfr. STF 2C_143/2013 
consid. 4.2; DTF 131 II 1 consid. 3.4.2). In terzo luogo, le finalità sta- 
bilite nello statuto devono essere effettivamente realizzate. Pertan- 
to è necessaria una realizzazione concreta, verificabile ed effettiva 
delle finalità previste. La mera dichiarazione statutaria di un‘attività 
esente dall‘imposta non è sufficiente (cfr. STF 2C_147/2019 consid. 
4.1, 2C_740/2018 consid. 5.1, 2C_835/2016 consid. 2.1). Ai fini de- 
ll‘esenzione fiscale a titolo di utilità pubblica riveste fondamentale 
importanza il perseguimento dell‘interesse generale. Un interesse 
generale è di regola riconosciuto soltanto quando la cerchia dei 
destinatari del sostegno è fondamentalmente aperta. Una cerchia 
eccessivamente ristretta di destinatari, limitata ad es. alla cerch- 
ia familiare o ai membri di un‘associazione, esclude la possibilità 
di un‘esenzione fiscale a titolo di utilità pubblica. Lo stesso vale, 
se la cerchia dei destinatari è ampia secondo l‘articolo dello sta- 
tuto relativo allo scopo ma di fatto, invece, è molto ristretta (cfr. 
STF 2C_147/2019 consid. 5.1, 2C_835/2016 consid. 2.2, 2C_592/2008 
consid. 4.1). Il bene comune può essere sostenuto attraverso atti- 
vità nei settori caritativi, umanitari, della promozione della sanità, 
ecologici, educativi, scientifici e culturali. L‘assistenza sociale, l‘arte 
e le scienze, l‘insegnamento, il sostegno dei diritti dell‘uomo, la 
tutela delle bellezze naturali, la protezione della natura e degli ani- 
mali nonché l‘aiuto allo sviluppo sono alcuni esempi di promozione 
del bene comune. L‘interesse che la comunità ritrae da una deter- 
minata attività viene giudicato sulla base del pensiero dominante 
dell‘opinione pubblica (Circolare n. 12, AFC, 1994, pag. 2 seg.; STF 
2C_835/2016 consid. 2.2.1). Secondo la giurisprudenza del Tribuna- 
le federale non ogni attività fornita al servizio della collettività e in 
qualche modo rivolta a promuovere sotto il profilo economico o 
sociale singole cerchie di popolazione rientra nell‘interesse gene- 
rale. Le finalità perseguite devono essere considerate come degne 
di essere sostenute dal punto di vista sociale generale (cfr. DTF 114 
Ib 277 consid. 2b). Nel settore della cultura, le manifestazioni con 
mero carattere di intrattenimento non sono considerate di utilità 
pubblica. Ciò vale anche se esse si rivolgono a un pubblico ampio. 
Per contro, un‘utilità pubblica dovrebbe essere riconosciuta a pu- 
bbliche manifestazioni artistiche di associazioni per la promozio- 
ne altruistica di artisti necessitanti una simile promozione. L‘utilità 
pubblica viene inoltre presunta qualora siano offerte a un vasto 
pubblico delle produzioni di alto valore artistico che non servono

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soltanto all‘intrattenimento del pubblico, bensì anche all‘istruzione 
generale e alla promozione del benessere pubblico spirituale o, se 
del caso, religioso (cfr. DTF 113 Ib 7 consid. 3). Il concetto di uti- 
lità pubblica comprende, oltre all‘elemento dell‘interesse generale, 
l‘elemento del disinteresse, vale a dire dell‘agire altruistico. In linea 
di principio, un‘esonerazione per utilità pubblica è esclusa qualora 
una persona giuridica persegua principalmente scopi di lucro o di 
mutua assistenza. Nei casi in cui sussiste un‘attività lucrativa, essa 
non può costituire lo scopo effettivo dell‘istituzione, bensì deve 
avere mera funzione secondaria risp. ausiliaria e subordinata (cfr. 
STF 2C_835/2016 consid. 2.3, 2C_251/2012 consid. 3.1.1). La nozione 
di utilità pubblica secondo il diritto fiscale è molto più ristretta della 
nozione di attività ideale. Chi persegue scopi ideali non dà import- 
anza al conseguimento di un vantaggio valutabile in denaro. L‘agi- 
re per scopi ideali non presuppone tuttavia né la promozione del 
bene comune né il fatto di agire in modo disinteressato. Attività per 
scopi ideali sono di utilità pubblica solo se sono soddisfatti i criteri 
specifici stabiliti dal diritto fiscale (cfr. Reich, Gemeinnützigkeit als 
Steuerbefreiungsgrund, in: ASA 58, pag. 476).

3.4. Secondo l‘art. 19.2 dello Statuto della ricorrente (doc. 
F ricorrente), in caso di scioglimento dell‘associazione è l‘assemb- 
lea a decidere l‘impiego degli attivi. Come giustamente osservato 
dalla convenuta, in base a questa disposizione non è escluso che 
in caso di scioglimento il patrimonio sociale venga ripartito tra i 
membri o trasferito a un‘altra persona giuridica non esente dalle 
imposte. Di conseguenza, questa disposizione non soddisfa il re- 
quisito secondo cui l‘irrevocabilità dell‘impiego dei fondi a scopo 
di pubblica utilità deve essere prevista dallo statuto. Già per questo 
motivo non è dato concedere un‘esenzione fiscale. Ma anche se lo 
Statuto della ricorrente garantisse l‘irrevocabilità dell‘impiego dei 
mezzi per scopi di utilità pubblica in caso di scioglimento, un‘esen- 
zione fiscale andrebbe esclusa per i motivi descritti nei consideran- 
di successivi.

3.6. Giusta l‘art. 1.1 e 2.1 dello Statuto (doc. F ricorrente) la 
ricorrente è una società di utilità pubblica che si prefigge di salvagu- 
ardare e sviluppare le tradizioni carnevalesche del paese di B. 
, nonché di organizzare manifestazioni ricreative e culturali anche 
nel periodo extra-carnevalesco, di regola sul territorio di B.   . 
La società non persegue scopo di lucro, ma può perseguire scopi 
benefici. Secondo l‘art. 5.1 dello Statuto sono considerati soci attivi 
della ricorrente tutte le persone fisiche maggiorenni o giuridiche, 
che si mettono a disposizione gratuitamente prestando almeno

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una (1) giornata di lavoro (8 ore). Qui di seguito va esaminato se la 
ricorrente effettivamente non persegue scopi di lucro bensì di uti- 
lità pubblica nell‘accezione giuridico-fiscale. Stando alle rispettive 
voci nel conto economico della ricorrente, una gran parte dei ricavi 
della ricorrente proviene dalla vendita dei biglietti di ingresso per 
il Carnevale e delle consumazioni presso le buvette del villaggio 
del Carnevale (v. voci n. 3001 e 3003 dei rispettivi conti economici). 
Tali ricavi ammontano a CHF 229‘192.97 per l‘anno 2017/2018 (di 
fronte a una cifra d‘affari della manifestazione carnevalesca di CHF 
291‘994.04 e un totale dei ricavi pari a CHF 337‘816.93 [cfr. doc. 17 
convenuta]), a CHF 192‘145.35 per l‘anno 2018/2019 (di fronte a una 
cifra d‘affari della manifestazione carnevalesca di CHF 263‘097.45 e 
un totale dei ricavi pari a CHF 307‘093.86 [cfr. doc. 18 convenuta]) e 
a CHF 199‘303.39 per l‘anno 2019/2020 (di fronte a una cifra d‘affari 
della manifestazione carnevalesca di CHF 269‘802.22 e un totale dei 
ricavi pari a CHF 315‘411.57 [cfr. doc. 19 convenuta]). La fonte d‘int- 
roito principale della ricorrente è quindi riconducibile alla gestione 
del villaggio del Carnevale. Questa attività ha prevalentemente ca- 
rattere di intrattenimento, considerato che il Carnevale è sì una tra- 
dizione con un certo valore artistico (si pensi ad es. al corteo risp. 
alle sfilate dei carri), ma è soprattutto una festa con consumazione 
di cibi e bevande. In tal senso, non vi è tanto un‘offerta di produzi- 
oni di alto valore artistico risp. di interesse generale ai sensi della 
succitata giurisprudenza, quanto piuttosto un‘attività ricreativa con 
carattere ideale. La convenuta ha perciò distinto a ragione tra ques- 
ta attività in prevalenza commerciale, in cui la ricorrente riceve un 
corrispettivo per le prestazioni fornite, e le altre attività, apparen- 
temente di utilità pubblica, da essa svolte. La convenuta non ha 
abusato del suo apprezzamento ritenendo tale attività a scopo di 
lucro e senza scopo di utilità pubblica nel senso fiscale. Come visto 
sopra, la gestione del villaggio del Carnevale rappresenta l‘attività 
principale della ricorrente e non un‘attività ausiliare o subordina- 
ta. Come concluso dalla convenuta, ritenuto come questa attività 
principale sia un‘attività a scopo di lucro e non di utilità pubblica, 
è irrilevante il fatto che i rispettivi ricavi da questa attività venga- 
no impiegati per l‘autofinanziamento, senza qualsiasi beneficio per 
l‘associazione o i suoi membri. La convenuta ha quindi giustamen- 
te negato un‘esonerazione per utilità pubblica.
A 21 8 sentenza dell‘11 giugno 2021