# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f9763ebf-22c2-5867-b801-48de5bc08060
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-10-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 06.10.1998 12.1998.117
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1998-117_1998-10-06.html

## Full Text

Incarto n.

  12.98.00117

  	
  Lugano

  6 ottobre 1998/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente
per giudicare nella causa ordinaria appellabile OA.94.1111 della Pretura del distretto di Lugano, sezione 3,
promossa con petizione 22 ottobre 1993 da

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  dall'avv. __________

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  dall'avv. __________

   

  

con cui
l’attrice ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 170’000.--
oltre accessori a titolo di risarcimento del danno, domanda ridotta a fr.
60’000.-- oltre accessori in corso di causa;

 

Domanda
avversata dalla convenuta che ha postulato la reiezione della petizione e che
il Pretore con sentenza 18 aprile 1998 ha accolto per fr. 60’000.-- oltre
interessi;

 

Appellante
la convenuta, che con atto di appello dell’8 maggio 1998 postula la riforma del
querelato giudizio nel senso di respingere la petizione;

 

Mentre
la convenuta con osservazioni e appello adesivo del 23 giugno 1998 chiede la
reiezione del gravame avversario con protesta di spese e ripetibili e
l’accoglimento della propria impugnativa, tendente alla declaratoria di
temerità della lite avversaria;

 

 

Letti ed esaminati
gli atti e i documenti prodotti,

posti a giudizio i
seguenti punti di questione

1.  - se
deve essere accolto l’appello

2.  - se
deve essere accolto l’appello adesivo

3.  - tassa
di giustizia e ripetibili

 

 

Ritenuto

 

 

in fatto:

 

                                  A.   Secondo
quanto affermato in petizione, l’attrice, figlia della convenuta,  nel 1984 le
avrebbe consegnato complessivi fr. 60’000.-- affinché -nell’ambito di
transazioni inerenti la successione di __________ - essa acquisisse le ragioni
ereditarie della coerede __________ -sorella della convenuta e zia
dell'attrice- nell’ottica dell’intento, comune alle parti, di perseguire il
trasferimento dalla madre alla figlia di una quota di comproprietà di 1/2 del
fondo n. __________di __________ (ovvero la quota di 1/4 spettante alla madre
per successione e quella pure di 1/4 acquistata da __________).

                                         Avendo
la convenuta contravvenuto a tale obbligo, trasferendo invece l’intera sua
quota al figlio __________, essa dovrebbe risarcire il danno di fr. 170’000.--
oltre interessi derivatone all’attrice, importo pari alla metà del valore
commerciale dell’immobile.

 

                                  B.   La
convenuta si è opposta alla petizione sostenendo di non avere ricevuto gli
asseriti fr. 60’000.-- dalla figlia, visto anche che __________ le avrebbe
donato la propria quota ereditaria della casa di __________, e negando
l’esistenza di un suo impegno alla cessione alla figlia di una parte
dell’immobile.

 

                                  C.   All’udienza
preliminare del 2 maggio 1995 l’attrice ha ridotto la propria domanda a fr.
60’000.-- oltre interessi, pretesa fondata sulle norme sull’indebito
arricchimento e relativa al denaro consegnato alla convenuta nel 1984. 

                                         Siffatta
mutazione dell’azione è stata ritenuta ammissibile con il giudizio 17 ottobre
1995 di questa Camera.

                                         Le
parti hanno per il resto mantenuto le rispettive tesi e domande, contestando
nel contempo quelle della parte avversaria.

 

                                  D.   Nel
giudizio qui impugnato il Pretore, respinte le eccezioni di prescrizione e
carenza di legittimazione passiva addotte dalla convenuta a seguito della
mutazione dell’azione, ha ritenuto che dall’istruttoria siano risultate la
natura onerosa della cessione fatta da __________ alla convenuta nonché il
fatto che i fr. 60’000.-- pattuiti a tal scopo sarebbero stati messi a disposizione
dall’attrice. La di lei corrispondente domanda di giudizio sarebbe pertanto da
accogliere, senza che tuttavia la resistenza della convenuta possa essere
ritenuta temeraria, così come richiesto dalla procedente.

 

                                  E.   Con
l’appello la convenuta chiede la riforma della sentenza pretorile nel senso di
respingere la petizione.

                                         Essa,
in sintesi, ripropone l’eccezione di prescrizione e -lamentando la violazione
delle norme sull’onere della prova e criticando l’apprezzamento operato dal
Pretore delle risultanze di causa- le altre sue precedenti tesi della gratuità
della cessione effettuata in suo favore da __________ e dell’inesistenza di
qualsivoglia dazione di denaro in suo favore da parte dell’attrice, dal che,
qui ribadita, l’eccezione di carenza di legittimazione passiva. 

 

                                  F.   Con
l’appello adesivo l’attrice postula invece la riforma del querelato giudizio
nel senso della declaratoria della temerità ex art. 152 CPC della lite
sostenuta dalla convenuta.

 

                                  G.   Delle
osservazioni delle parti ai gravami avversari, dei quali è postulata la
reiezione con protesta di spese e ripetibili, si dirà, per quanto necessario,
nei successivi considerandi.

 

 

Considerato

 

 

in diritto:

 

                                   1.   Preliminarmente
va disattesa la censura dell’appellante principale in merito alla pretesa
violazione della norma federale disciplinante l’onere della prova (art. 8 CC):
siffatta violazione è ad esempio concepibile allorché il giudice impone ad una
parte di provare un fatto la cui prova deve essere fornita dalla parte
avversaria, oppure quando egli esenta una parte dal fornire la prova che invece
dovrebbe portare. A prima vista ciò non è avvenuto nel caso di specie, avendo
il Pretore implicitamente ma correttamente gravato l’attrice dell’onere della
prova delle circostanze di fatto poste alla base della sua domanda condannatoria.

                                         Le
doglianze della convenuta riguardano perciò in realtà l’apprezzamento da parte
del giudice delle prove fornite da chi doveva farlo (art. 90 CPC); viene in
altre parole criticata la decisione di ritenere provata una circostanza di
fatto sulla base degli elementi istruttori figuranti in atti, il che non ha
però nulla a che vedere con la diversa questione dell’onere della prova (II
CCA 28 aprile 1997 in re T. Ltd/S. SA).

 

                                   2.   In
quest’ambito, la prima censura della convenuta al giudizio impugnato riguarda
la decisione del Pretore di avere ritenuto provato che l’attrice avrebbe
versato a __________ fr. 60’000.-- in cambio della cessione alla convenuta
della di lei quota ereditaria, quando invece tale cessione sarebbe avvenuta a
titolo gratuito.

 

                                2.1   La
censura ingloba nel suo complesso due distinte circostanze di fatto, la prima
delle quali è quella dell’avvenuta consegna della somma di denaro di fr.
60’000.-- dall’attrice a __________.

                                         Questo
primo avvenimento, a ben vedere, non è realmente contestato dalla convenuta,
che a più riprese nel gravame lo riconosce esplicitamente (punto 3.1, pag. 6;
punto 3.2, pag. 7; punto 4, pag. 8; punto 5. pag. 9; ecc.).

                                         La
circostanza ha del resto trovato riscontro nel doc. B e nella deposizione rogatoriale
del teste __________, da cui risulta che le dazioni oggetto della causa sono
state effettuate dall’attrice il 19 luglio 1994 in misura di fr. 29’000.-- e il
31 luglio 1984 per altri fr. 31’000.--.

 

                                2.2   La
contestazione della convenuta è invece assoluta al riguardo della pretesa
causale di quei versamenti, essendo a mente sua la cessione della quota
ereditaria avvenuta a titolo gratuito.

 

                                         A
favore della tesi della gratuità della cessione, che non può essere presunta,
la convenuta (appello, punto 2, pag. 5) invoca il contratto di cessione 19
luglio 1984 (doc. C), nonché le lettere 5 aprile 1993 di __________ a
__________ e 2 agosto 1984 della pretesa donante __________ allo stesso
__________ (entrambe sub doc. 1).

                                         Il
contratto di cessione (punto 2) è in effetti esplicito nel senso della gratuità
della cessione, mentre la lettera 5 aprile 1993 di __________ -peraltro
precedente la pretesa donazione- è del tutto irrilevante in quanto si limita ad
esprimere un personale convincimento di chi scrive (“Je suis convaincu que...”),
e quella 2 agosto 1984 della donante è ambigua (ma comunque indizio di rango
subordinato), non potendosi necessariamente concludere nel senso della
donazione dalla locuzione ivi utilizzata “j’ai donné ma part de la succession à
tante __________ ”.

 

                                         Contro
la gratuità della cessione depone in primo luogo l’avvenuta consegna, parte
proprio il giorno della firma del contratto di cessione gratuita e parte
qualche giorno dopo, dei famosi fr. 60’000.--, della cui dazione non può essere
ovviamente presunta la gratuità ma deve essere invece presunta l’onerosità (in
tal senso: II CCA 19 giugno 1998 in re S./T., 2 marzo 1998 in re A./P.),
consegna che è altrimenti inspiegabile e per la quale la convenuta non ha infatti
alcuna ragionevole spiegazione da offrire.

                                         A
questo si aggiunge la deposizione chiarificatrice di __________ che ha
partecipato alle trattative sulla cessione della quota ereditaria della madre
__________, e che senza alcuna incertezza ha affermato che tale cessione è
avvenuta a titolo oneroso, e meglio contro il pagamento di fr. 60’000.--, del
quale il teste ha specificato le modalità, tra cui il fatto che il denaro
proveniva dall’attrice e che lo stesso è stato da lui incassato in nome e per
conto della madre, alla quale era destinato.

                                         Un
ulteriore elemento contrario alla tesi della gratuità della cessione è
costituito dalla dichiarazione 7 dicembre 1989 (doc. G e TT), attribuita dal
perito alla convenuta, che contestava di averlo firmato. Tolta la
considerazione per cui tale atteggiamento processuale della convenuta non è
incompatibile con l’ipotesi a lei ascritta di simulazione del prezzo di una
cessione, il documento in questione, pur non fornendo una prova definitiva,
costituisce un indizio in favore della tesi della simulazione nella misura in
cui fornisce una spiegazione alla disponibilità dell’attrice al versamento di
sua tasca dei fr. 60’000.--.

 

                                         La
valutazione dei discordanti elementi non può che condurre alla conferma della
valutazione effettuata dal Pretore: la gratuità figurante sul contratto di
cessione è una simulazione della reale intenzione delle parti, che era quella
di un prezzo di fr. 60’000.--, trattandosi dell’unica spiegazione coerente con
tutte le risultanze istruttorie.

                                         In
definitiva, l’affermazione della tesi contraria da parte della convenuta si
fonda unicamente sul contenuto di una clausola del contratto doc. C, ma è
sconfessata dalla realtà dei fatti, essendo positivamente accertato sia il
movimento del denaro (doc. B) che il destinatario e la causale del pagamento
per mezzo della deposizione di __________ o, lucida e coerente, e della cui
affidabilità questa Camera non ha motivo di dubitare, posto che la stessa
convenuta nel suo gravame (punto 4.1, pag. 8) lamenta la genericità della
deposizione -che è tuttavia la regola nel caso di rogatorie- ma nulla può
eccepire circa la sua veridicità.

 

                                   3.   Dovendosi
ammettere che l’attrice ha realmente messo a disposizione fr. 60’000.-- dal suo
patrimonio per permettere alla madre di acquisire la quota ereditaria della
sorella __________, se ne deve dedurre la mancanza di fondamento dell’eccezione
di carenza legittimazione passiva.

                                         E’
infatti a torto che la convenuta si appiglia all’argomento, di mera apparenza,
per cui i fr. 60’000.-- sarebbero stati versati a __________, senza perciò
coinvolgimento della convenuta, per aggirare, illecitamente o contrariamente ai
buoni costumi, il contenuto formale degli accordi.

                                         Vero
è invece che i fr. 60’000.-- sono stati versati dall’attrice ad un terzo -non
importa se a __________ o __________ - nell’ambito di un accordo tra attrice e
convenuta, attestato dal doc. G/TT, per cui la convenuta si impegnava, a fronte
di tale versamento, a trasferire in futuro alla figlia la quota di proprietà
sull’immobile di __________.

                                         E’
pertanto evidente che l’atto di disposizione fatto dall’attrice nei confronti
della famiglia __________ ha arricchito la convenuta nella misura in cui l’ha
liberata di un debito da lei contratto, e che ciò non è inoltre avvenuto per
causa illecita o contraria ai buoni costumi, ma nell’ottica di una lecita
pattuizione sulla futura cessione dalla madre alla figlia di quella stessa
quota ereditaria, cessione che non ha però mai avuto luogo.

 

                                   4.   Rimane
da decidere l’eccezione di prescrizione della pretesa dell’attrice,
ripetutamente ribadita anche in questa sede dalla convenuta.

 

                                4.1   Secondo
l’art. 67 cpv. 1 CO l’azione di indebito arricchimento si prescrive in un anno
dal momento della conoscenza del diritto alla restituzione, ma in ogni caso nel
termine di 10 anni dal momento della nascita del diritto.

 

                                4.2   La
dichiarazione doc. TT/G reca la data del 7 dicembre 1989, il che significa che
a quel momento la pattuizione tra attrice e convenuta in base alla quale la
prima aveva pagato fr. 60’000.-- nel 1984 era ancora attuale, non potendosi
intendere altrimenti l’affermazione da parte della convenuta dell’intento di
trasmettere alla figlia una quota di comproprietà di 1/2 del fondo n.
__________ di __________ “non appena terminate le pratiche di scioglimento
della comunione ereditaria”. E’ perciò evidente che al 7 dicembre 1989 il
diritto dell’atttrice alla restituzione del denaro non era ancora sorto, non
essendo ancora stato concluso il prospettato contratto ma essendo la sua conclusione
ancora possibile (DTF 119 II 20 e segg., consid. 2b a pag. 22).

 

                                4.3   La
conclusione del contratto tra le parti in causa è divenuta impossibile solo il
13 aprile 1993 (doc. 30), momento in cui la convenuta ha trasmesso il fondo al
figlio __________ e alla di lui moglie __________ e dal quale ha di conseguenza
iniziato a decorrere il termine assoluto di prescrizione (DTF 119 II
23), che non ha però avuto modo di compiersi.

 

                                4.4   La
petizione del 22 ottobre 1993 -indipendentemente dalle motivazioni giuridiche ivi
addotte- costituisce atto interruttivo della prescrizione del preteso credito
di fr. 170’000.-- dell’attrice nei confronti della convenuta.

                                         E’
perciò superflua ogni speculazione nella determinazione del momento in cui la
convenuta ha appreso della cessione immobiliare, circostanza che doveva
comunque essere dimostrata dalla parte che si prevale della prescrizione (II
CCA 15 febbraio 1996 in re R./B. SA e llcc., 17 dicembre 1993 in re B. e llcc./B.
e llcc.), dovendosi ammettere che il termine relativo di prescrizione non si
sarebbe compiuto anche qualora l’attrice avesse saputo della cessione del fondo
ad un terzo nel momento stesso in cui essa avveniva.

 

                                         Ne
consegue la reiezione dell’eccezione di prescrizione, e con essa quella
dell’intero gravame principale, infondato in ogni suo punto.

 

                                   5.   Con
l’appello adesivo l’attrice chiede che la sentenza impugnata sia riformata nel
senso di dichiarare temeraria la lite della convenuta.

                                         Il
gravame si esaurisce tuttavia  in un’unica frase di 4 righe a pag. 8 delle
osservazioni all’appello principale, in cui si dice unicamente, senta tuttavia
nemmeno tentare di indicarne i motivi, che il giudizio pretorile “merita
riforma” su tale aspetto, così che l’impugnativa prima ancora che infondata -giova
rammentare all’attrice che essa è risultata soccombente per quasi 2/3 della sua
domanda di causa, il che basterebbe ampiamente ad escludere la temerità della
convenuta- risulta nullo per la mancanza di qualsivoglia ragionevole
motivazione a suo sostegno (art. 309 cpv. 2 lit. f, cpv. 5 CPC).

 

 

Tassa di giustizia, spese e ripetibili
seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

 

Per i quali motivi, richiamati gli art.
148 CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

 

                                    I.   L’appello
8 maggio 1998 di __________ è respinto.

 

                                   II.   Le
spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) 
tassa di giustizia                              fr.    1’550.--

                                         b) 
spese                                                 fr.         50.--

                                         T
o t a l e                                                 fr.     1’600.--

 

                                         già
anticipati dall’appellante, restano a suo carico, con l’obbligo di rifondere
all’attrice fr. 2’500.-- per ripetibili di appello.

 

                                  III.   L’appello
adesivo 23 giugno 1998 di __________ dichiarato nullo.

 

                                 IV.   Le
spese della procedura d’appello adesivo consistenti in:

 

                                         a) 
tassa di giustizia                              fr.       480.--

                                         b) 
spese                                                 fr.         20.--

                                         T
o t a l e                                                 fr.       500.--

 

                                         già
anticipati dall’appellante, restano a suo carico, con l’obbligo di rifondere
alla convenuta fr. 1’000.-- per ripetibili di appello.

 

                                  V.   Intimazione:    - 
__________

 

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di Lugano, sezione 3.

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario