# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 090dca3e-9fc2-545b-adc9-f54bf7b39861
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-10-28
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 28.10.2021 14.2021.132
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2021-132_2021-10-28.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2021.132

  	
  Lugano

  28 ottobre 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Bertoni

  

 

 

statuendo nella causa SO.2021.2460 (fallimento senza
preventiva esecuzione) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5,
promossa con istanza 21 maggio 2021 dalla

 

	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG, Bellinzona

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

  (rappresentata dall’amministratore unico RA
  1, __________)

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 20 settembre 2021 presentato dalla RE 1
contro la decisione emessa l’8 settembre 2021 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Con istanza del 21
maggio 2021, la Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG ha chiesto alla
Pretura del Distretto di Luga­no, sezione 5, di decretare il fallimento senza
preventiva esecuzione della RE 1, facendo valere che la convenuta ha sospeso i
suoi pagamenti ed è in mora nei suoi confronti per crediti di complessivi fr. 65'684.40
oltre a spese e interessi.

 

                                  B.   All’udienza
di discussione dell’8 settembre 2021 è comparsa la sola istante, che ha
confermato la propria domanda sulla scorta di un calcolo aggiornato dello
scoperto, ammontante a fr. 55'006.60.

                                  C.   Statuendo
con decisione 8 settembre 2021 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE
1 dal giorno successivo alle ore 10:00, ponendo a carico della massa
fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.–
per le spese esecutive.

 

                                  D.   Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 20 settembre
2021 per ottenere, previo conferimento dell’effetto
sospensivo, l’annullamento del fallimento, asserendo di avere depositato presso
questa Camera l’in­tero importo (di fr. 48'980.90) dovuto all’istante. Nel
termine impartitole con ordinanza del 24 settembre 2021 per determinarsi sulla
domanda di effetto sospensivo, con osservazioni del 1° ottobre 2021, la Cassa istante
ha comunicato che la reclamante aveva provveduto a estinguere la totalità del
debito posto in esecuzione il 23 settembre 2021, rimanendo pendenti solo gli
acconti da giugno a settembre 2021, e si è rimesso al giudizio della Camera per
quanto attiene alla richiesta di effetto sospensivo.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 per il rinvio degli
art. 194 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti
(CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al
valore litigioso.

 

                                1.1   Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro
dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1, 194 LEF e 321 cpv. 2 CPC).
Visto che la notifica è avvenuta in concreto alla RE 1 il 9 settembre 2021, il
termine d’impugnazione è scaduto domenica 19 settembre, per cui la scadenza è
stata riportata a lunedì 20 settembre (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art.
31 LEF). Presentato quello stesso giorno (data del timbro postale), il reclamo
è dunque tempestivo.

 

                                1.2   La Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della
giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze
manifeste, alle censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 con­sid.
2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono
essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento
manifestamente errato dei fatti. Sono di regola inammissibili conclusioni,
allegazioni di fatti e mezzi di prove nuovi, fatte salve
speciali disposizioni di legge (art. 326 cpv. 2 CPC). In materia di falli-mento
le parti possono avvalersi senza restrizioni di fatti nuovi – detti pseudonova o “unechte
Nova” –, se questi si sono verificati prima
della decisione di prima istanza (art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF). Ove invece
invochi fatti successivi – detti nova autentici o
in senso proprio, oppure “echte Nova” – il debitore deve
inoltre rendere verosimile la propria solvibilità (art. 174 cpv. 2 LEF). Queste
regole valgono anche in materia di fallimento senza preventiva esecuzione, l’art.
194 cpv. 1 LEF rinviando all’art. 174 LEF (sentenza della CEF 14.2019.202 del
28 novembre 2019 consid. 2, con riferimento alla
controversia riguardante i veri nova).

 

                                   2.   In
virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo
dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la
domanda di fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva. Entrambi
i presupposti devono essere realizzati entro la scadenza del termine di reclamo
(DTF 136 III 295 consid. 3.2). I motivi d’annullamento valgono anche
per i fallimenti senza preventiva esecuzione (art. 194 cpv. 1 LEF), ma nelle prime due ipotesi l’estinzione o il deposito
dell’importo dovuto deve riguardare tutti i crediti fatti valere nell’i­­stanza
e non solo quello/i posto/i in esecuzione (sentenze della CEF 14.2020.123 del
22 settembre 2020, consid. 2.3, e 14.2018.47 del 25 aprile
2018, RtiD 2018 II 844 n 51c consid. 3.3/a).

 

                                2.1   Nel
caso specifico, la RE 1 asserisce di aver depositato la somma (di fr. 48'980.90)
necessaria a estinguere il suo debito AVS presso l’autorità giudiziaria
superiore (ossia la scrivente Camera) a disposizione dell’istante, ma in realtà
ha prodotto 20 ricevute rilasciate dall’Ufficio d’esecuzione di Lugano il 20
settembre 2021 per una somma complessiva di fr. 48'980.90, che attestano l’estinzione
di tutte le esecuzioni promosse dalla Cassa istante nei suoi confronti. Nelle
sue osservazioni del 1° ottobre 2021, que­st’ultima ha
confermato l’estinzione di tutte le sue pretese, tranne gli acconti da giugno a
settembre 2021. Essi non facevano invero parte della somma di fr. 65'684.40
fatta valere nell’istanza (v. doc. C accluso alla stessa), ma sono stati
aggiunti in occasione del­l’u­dienza dell’8 settembre 2021 (v. doc. E).

 

                                2.2   Ora,
il momento determinante per verificare se sono adempiuti i presupposti per
dichiarare il fallimento senza preventiva esecuzio­ne del convenuto è quello
dell’emanazione della sentenza (cfr. sentenze della CEF 14.2020.115 del 20 dicembre 2020 consid. 6.2,
e 14.2020.113 del 3 settembre 2020 consid. 5.1). Ciò vale non solo per
la sospensione dei pagamenti da parte del convenuto giusta l’art. 174 cpv. 1 n.
2 LEF, ma anche per la verifica dell’esi­stenza di un credito dell’istante
verso il convenuto. D’altronde, risulta ammissibile l’allegazione di fatti
nuovi e la produzione di nuo­vi mezzi di prova perlomeno fino all’inizio dell’(eventuale)
udienza (DTF 144 III 118 seg. consid. 2.2; Bohnet
in:
Commentaire romand, Code de procédure
civile, 2a ed. 2018, n. 9 ad art. 252 CPC, che preconizza da parte
sua l’ammissione di nova fino alla fine della fase di assunzione delle
prove, quindi anche in eventuali successive
udienze). Ciò vale a maggior ragione quando il primo scam­bio di allegati ha luogo in occasione dell’udienza,
come previsto dagli art. 168 e 190 cpv. 2 LEF.

 

                                2.3   Ne
segue che l’allegazione del mancato pagamento degli
acconti da giugno a settembre 2021 e la produzione del conteggio aggiornato
delle pretese dell’istante (doc. E) in occasione dell’udienza dovevano essere
prese in considerazione dal Pretore al momento in cui ha emanato la decisione
di fallimento. Se fosse comparsa, la convenuta avrebbe del resto avuto modo di
esprimersi al riguar­do e di produrre eventuali controprove. Di conseguenza
anche le pretese di versamento degli acconti da giugno a settembre 2021 devono
essere considerate nel valutare se è adempiuto il presupposto dell’art. 174
cpv. 2 n. 1 LEF. Orbene, la reclamante non ha dimostrato di aver versato anche
gli acconti in questione e l’istante ha confermato di non averli ricevuti. Le
pretese della Cassa risultano così non essere state integralmente estinte,
ricordato che nella procedura di fallimento senza preventiva esecuzione l’esi­genza
posta dall’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF si applica anche ai crediti non ancora posti in esecuzione (sopra
consid. 2). Già per questo motivo il reclamo dev’essere
respinto.

 

                                2.4   La
reclamante non ha d’altronde reso verosimile il secondo requisito stabilito
dall’art. 174 LEF, ossia la propria solvibilità. Anzi, non ne ha fatto proprio alcun
accenno nel reclamo. La Camera ha del resto accertato d’ufficio che nei suoi
confronti sono pendenti venti esecuzioni per quasi fr. 100'000.–
complessivi, di cui sei allo stadio del pignoramento, dieci in fase di
realizzazione e una giunta alla comminatoria di fallimento. A prima vista,
anche il secondo presupposto dell’art. 174 cpv. 2 LEF non appare dato. Il
reclamo va pertanto respinto.

                                   3.   Con
il giudizio odierno la domanda di effetto sospensivo diventa senza oggetto. Non è quindi necessario pronunciare nuovamente il fallimento.

                                   4.   La
tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [RS 281.35]) è posta
a carico della parte soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC). Alla controparte non si
assegnano ripetibili, non avendo la stessa formulato una richiesta motivata al
riguardo.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è respinto.

 

                                   2.   La
tassa di giustizia del presente giudizio, di fr. 150.–, è posta a carico della
RE 1.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   ;

  –   ;

  –  Ufficio
  d’esecuzione, Lugano;

  –  Ufficio
  dei fallimenti, Viganello;

  –  Ufficio
  cantonale del Registro di commercio, Biasca;

  –  Ufficio
  del Registro fondiario del Distretto di Lugano, Lugano.

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                            La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).