# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 290af024-85ec-5db9-a029-f840dd1b0c5b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 22.12.2004 17.2003.63
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2003-63_2004-12-22.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2003.63

  	
  Lugano

  22 dicembre
  2004/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Corte di cassazione e di revisione
  penale                                 del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  G. A. Bernasconi e Chiesa

  

 

	
  segretario:

  	
  Isotta, cancelliere

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per cassazione
del 3 novembre 2003 presentato dal

 

                                         Procuratore
pubblico del Cantone Ticino

 

                                         contro la
sentenza emanata il 30 settembre 2003 dal presidente della Pretura penale nei
confronti di

 

                                         __________,

                                         (patrocinato
dall'avv. dott. __________);

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1. Se dev'essere accolto il
ricorso per cassazione;

                                         2.
Il giudizio sulle spese e sulle ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Nel 1996 __________, gerente della __________ SA, ha proposto ad __________
la carica di amministratore in alcune società, delle quali la stessa __________
era l'ufficio di revisione o che in altro modo si erano rivolte a lui. Con il
passare del tempo __________ ha assunto così l'amministrazione di oltre 20 società,
attive per lo più nel campo della ristorazione. Verso la fine del 2001 è stato
proposto ad __________ di diventare amministratore 

                                         unico di quella che sarebbe stata la __________ SA, della quale la __________
SA avrebbe tenuto la contabilità. A tal fine __________ ha incontrato all'aeroporto
di __________ __________ e __________, i quali gli hanno spiegato di voler ritirare
una società esistente e di modificarne lo scopo per avviare un'attività legata
alla coltivazione della canapa per la produzione di olio essenziale da usare
nel campo della cosmetica e dei profumi.

 

                                  B.   Ottenute
informazioni da due legali di sua conoscenza circa la legalità dell'operazione,
__________ ha accettato il mandato ed è diventato amministratore unico con
firma individuale della __________ SA. __________, cittadino italiano, è stato 

                                         iscritto nel registro di commercio come direttore, pure con firma
individuale. All'interno della ditta __________ non ha mai assunto compiti
specifici. Si è limitato ad aprire una relazione bancaria per conto di __________,
l'unico avente diritto economico, a firmare alcuni contratti di lavoro e a
sottoscrivere documenti indirizzati al Comune e al Cantone, in particolare una
domanda di costruzione. In sostanza egli fungeva da prestanome. Per il resto la
sua unica cura era che la contabilità fosse tenuta regolarmente, specie di
fronte al rischio di essere chiamato solidalmente a rispondere per il mancato
versamento dei contributi AVS o LPP. Per tale motivo egli chiedeva di tanto in
tanto all'impiegato della __________ SA che si occupava della contabilità se
tutto fosse in regola.

 

                                  C.   Il 7
maggio 2003 la __________ SA è stata oggetto di un'operazione di polizia che ha
portato al sequestro delle coltivazioni e della proprietà, come pure all'interrogatorio
di tutti i dipendenti e dell'amministratore unico. Con decreto di accusa del 26
maggio 2003 il Procuratore pubblico ha poi ritenuto __________ autore colpevole
di ripetuta infrazione alla legge federale sugli stupefacenti per avere, come amministratore
unico della __________ SA (che sapeva essere attiva nella coltivazione di
canapa in quantità tali da non potersi giustificare con il solo fine societario
dichiarato), contribuito a immettere marijuana sul mercato, occupandosi degli
aspetti amministrativi della società. In applicazione della pena, egli ha proposto
la condanna dell'accusato a 90 giorni di detenzione, sospesi condizionalmente per
2 anni. Al decreto di accusa __________ ha inoltrato opposizione. Statuendo su
di essa, con sentenza del 30 settembre del 2003 il presidente della Pretura
penale ha assolto l'accusato e ordinato la liberazione dei documenti
sequestrati dalla polizia.

 

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata il Procuratore pubblico ha inoltrato il 3 ottobre
2003 una dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e di revisione
penale. Nella motivazione del ricorso, presentata il 3 novembre successivo,
egli chiede l'annullamento della sentenza impugnata e il rinvio degli atti a un
altro giudice della Pretura penale perché statuisca di nuovo. Nelle sue osservazioni
del 25 novembre 2003 __________ propone di respingere del ricorso.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Il ricorso per cassazione è un rimedio di mero diritto (art. 288
lett. a e b CPP). L'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove sono
sindacabili unicamente se la sentenza impugnata denota estremi di arbitrio
(art. 288 lett. c e 295 cpv. 1 CPP). Arbitrario non significa tuttavia
manchevole, discutibile o finanche erroneo, bensì
apertamente insostenibile, destituito di fondamento serio e oggettivo, in
aperto contrasto con gli atti (DTF 129 I 173 consid. 3.1 pag. 178 con
richiami).o basato unilateralmente su talune prove a esclusione di tutte le
altre (DTF 118 Ia 28 consid. 2b pag. 30, 112 Ia 369 consid. 3 pag. 371). Per
motivare una censura di arbitrio non basta dunque criticare la sentenza impugnata,
né contrapporle una propria versione dell'accaduto, quantunque preferibile esso
appaia, ma occorre spiegare perché un determinato accertamento dei fatti o una
determinata valutazione delle prove siano viziati di errore qualificato.
Secondo giurisprudenza, inoltre, per essere annullata una sentenza deve essere
arbitraria nel risultato, non solo nella motivazione (DTF 129 I 173 consid. 3.1
pag. 178 con rinvii).

 

                                   2.   Ricordati
i doveri imposti dall'art. 717 CO agli amministratori che curano la gestione di
società anonime, con particolare riferimento alla giurisprudenza del Tribunale
federale, il Procuratore pubblico sostiene che, contrariamente all'opinione del
primo giudice, in qualità di amministratore unico (organo della __________ SA)
l'imputato aveva una posizione di garante. Tant'è che aveva un ruolo
predominante nella società: aveva aperto una relazione bancaria, aveva firmato
contratti di lavoro per operai attivi nella coltivazione di canapa, aveva
sottoscritto vari documenti e si era impegnato a che la contabilità fosse
tenuta regolarmente. Tali comportamenti attivi e consapevoli erano tesi al raggiungimento
delle finalità perseguite dalla società, che l'imputato sapeva operare nel
campo della coltivazione e della vendita di canapa in quantità e modalità tali
da non lasciare dubbi sulla reale destinazione del prodotto. Secondo il
Procuratore pubblico l'accusato non era perciò un semplice prestanome, né si
comprenderebbe altrimenti perché i fratelli __________ abbiano dovuto convincerlo
ad assumere la carica. L'imputato avrebbe perciò intenzionalmente a attivamente
contribuito al commercio della marijuana per mezzo della società, assumendo per
lo meno il rischio che la canapa fosse usata per fini illeciti.

 

                                   3.   Il
primo giudice ha accertato che l'imputato non ha direttamente perpetrato alcuna
delle infrazioni previste dall'art. 19 n. 1 LStup. A giusta ragione egli si è domandato
quindi se, ciò nonostante, all'accusato potessero addebitarsi le azioni
commesse dalla società per il fatto che, nella sua funzione di amministratore
unico, egli avrebbe dovuto conoscere le attività dell'azienda (DTF 97 IV 203).
In altri termini, il giudice di merito ha correttamente esaminato se l'imputato
potesse essere considerato alla stregua di 

                                         agente (art. 18 cpv. 1 CP) per reati commessi all'interno della
persona giuridica di cui egli era organo.

 

                                         a)   Chiamato
a giudicare una violazione dell'art. 3 cpv. 2 LDDS da parte dell'impiegato di
una società anonima, in DTF 100 IV 38 il Tribunale federale ha precisato che,
salvo eccezioni (segnatamente nel diritto amministrativo e fiscale), una persona
giuridica non è punibile. Per gli atti di essa rispondono penalmente, nell'ambito
dell'esercizio dei loro poteri, le persone che rivestono le funzioni di organo.
Parimenti il Tribunale federale ha specificato che la nozione penale di “organo”
non coincide con quella del diritto civile, ma si applica a tutte le persone
che hanno facoltà decisionali proprie nell'ambito dell'attività sociale. Membro
di un consiglio d'amministrazione non è tanto, sotto questo profilo, la persona
designata formalmente come tale negli statuti, ma quella che esercita materialmente
la mansione (DTF 100 IV 42 con riferimenti; Trechsel,
Kurzkommentar zum StGB, 2ª
edizione, n. 2 ad art. 172 CP). Alla stessa stregua agisce come organo e risponde
penalmente dell'inosservanza degli obblighi verso l'ente pubblico in virtù
dell'art. 3 cpv. 3 LDDS il funzionario intermedio di un'amministrazione pubblica
abilitato a reclutare e assumere personale straniero (DTF 99 IV 116).

 

                                         b)   In
DTF 105 IV 172, a conferma della propria giurisprudenza, il Tribunale federale ha
ritenuto che il membro di un consiglio di amministrazione non assume responsabilità
penali per il solo fatto della funzione che esercita in virtù dello statuto; determinante
è la posizione che egli occupa effettivamente nell'impresa. Il responsabile di
una società è punibile per un reato intenzionale allorquando sia consapevole
delle circostanze costitutive del reato o preveda il reato come possibile e non
faccia ciò che è in suo potere per eliminarne o attenuarne le conseguenze; in
tal caso egli vuole il risultato o, quanto meno, lo accetta. Nel caso in cui la
responsabilità penale si fondi su un delitto di omissione improprio dell'organo
societario (unechtes Unterlassungsdelikt), il quale non ha impedito un illecito,
la punibilità richiede anzitutto la posizione di garante dell'autore dell'omissione
riferita al reato in discussione. E garante è chi, per obbligo legale o contrattuale,
deve impedire il compiersi di una fattispecie penale o sopprimerne gli effetti.
La responsabilità penale richiede inoltre la consapevole lesione di doveri
derivanti dalla posizione di garante, ciò che è dato, nel caso di reato
intenzionale, quando il garante riconosce o prevede la commissione di un reato da
parte di terzi, e ciò nonostante rimane passivo (DTF 105 IV 173 consid. 4a e 4b
pag. 175).

 

                                         c)   Statuendo
su una fattispecie relativa all'applicazione dell'art. 52 LAVS (responsabilità
del datore di lavoro), il Tribunale federale ha sottolineato infine che per
stabilire se l'organo di una persona giuridica sia responsabile non fanno stato
solo criteri formali, ma bisogna anche esaminare se l'interessato abbia preso
decisioni riservate agli organi o si sia incaricato della gestione propriamente
detta, partecipando in modo determinate alla formazione della volontà sociale
(DTF 114 V 213 consid. 4 pag. 218; CCRP, sentenza del 15 giugno 1993 in re G. e
coimputati, consid. 2d/bb). 

 

                                   4.   Dalla
sentenza impugnata risulta che l'imputato ha sì assunto la carica di amministratore
unico, ma non ha gestito l'attività dell'azienda, diretta dai fratelli __________.
Tale accertamento, che vincola la Corte di cassazione e di revisione penale,
non permette di affermare che l'imputato fosse un organo societario nel senso
che fosse persona che occupasse nella ditta una posizione di responsabilità e di
garante per l'operato di persone che hanno materialmente commesso i reati
oggetto del decreto di accusa. Certo, come fa notare il Procuratore pubblico, l'imputato
ha sottoscritto determinati contratti di lavoro, ha firmato alcuni documenti indirizzati
alle autorità e ha aperto una relazione bancaria (di cui era titolare economico
__________). Si trattava tuttavia – ha soggiunto il primo giudice – di atti
formali richiesti da chi dirigeva effettivamente la società. Anzi, l'accusato
non aveva praticamente alcun ruolo se non quello puramente formale di
amministratore unico, nel senso che non aveva alcun potere di decisione e non poteva
quindi influenzare l'andamento della ditta (sentenza, pag. 6). Ciò premesso, non
si vede come il primo giu­dice sia caduto in arbitrio ritenendo che l'accusato
non detenesse, all'interno della __________ SA, una posizione rilevante, tale
da renderlo garante del corretto operato delle persone attive nella società medesima.

 

                                   5.   Il
Procuratore pubblico insiste nell'affermare che, fosse pur stato ininfluente il
suo ruolo in seno alla __________ SA, l'imputato sarebbe ugualmente responsabile.
A sostegno di tale argomentazione egli ricorda che, ove ometta oggettivamente e
soggettivamente gli avvisi obbligatori imposti dall'art. 725 CO in caso di
insolvenza della società, un consigliere d'amministrazione di una società
anonima si rende colpevole di bancarotta semplice (art. 165 n. 1 cpv. 1 vCP)
seppure non abbia avuto influsso sulla formazione della volontà sociale
(sentenza del Tribunale federale 6P.223/1999 del 18 aprile 2000 citata da Weissenberger in: Basler Kommentar, StGB
II, edizione 2003, n. 7 ad art. 172). In 

                                         realtà il richiamo di giurisprudenza non è pertinente. Non soltanto,
infatti, esso riguarda la responsabilità penale di organi e dirigenti societari
per reati patrimoniali contemplati nel “titolo secondo” delle
disposizioni speciali del Codice penale (l'art. 172 cpv. 5 CP prevede la
punibilità degli organi e dei dirigenti effettivi responsabili di reati
patrimoniali anche se le circostanze personali che hanno per effetto di fondare
o aggravare la pena sono realizzate solo nei confronti della persona giuridica
o della società), ma esso concerne un caso in cui l'obbligo derivante dall'art.
725 CO in caso di insolvenza della società anonima incombe, in base al diritto
civile, al consiglio di amministrazione, senza riguardo alle sue effettive prerogative.

 

                                   6.   Il
ricorrente si duole poi di arbitrio perché l'accusato è stato prosciolto,
mentre altri sette operai della __________ SA sono stati condannati dal
presidente della Pretura penale a fr. 300.– di multa con sentenza del 3 ottobre
2003. Fondata su una sentenza emanata senza motivazione, la critica non è
sufficientemente motivata né per confortare un'eventuale disparità di trattamento
né, men che meno, per sostanziare una censura di arbitrio. Va quindi dichiarata
inammissibile. 

 

                                   7.   Il Procuratore
pubblico lamenta arbitrio anche perché il primo giudice non ha ritenuto l'accusato
colpevole nemmeno quale complice. A mente sua costui non poteva ignorare che
cosa si coltivasse a __________. Le dichiarazioni da lui rilasciate al dibattimento,
secondo cui egli si è sempre fidato delle assicurazioni di __________ e __________
sulla liceità della coltivazione e sulla destinazione del prodotto, come pure
quelle secondo cui egli si è messo a disposizione come amministratore unico
soltanto formalmente, dimostrerebbero che egli si rendeva conto dei rischi. Poco
importa – prosegue il ricorrente – che quanto l'imputato ha fatto potesse essere
fatto anche da altri e che gli autori del reato potessero ottenere il
contributo fornito dall'accusato anche da terzi, dato che ciò nulla toglie al
comportamento penalmente rilavante dell'imputato. Tanto meno ove si pensi che
all'amministratore unico non risultano essere state sottaciute cose rilevanti
in merito all'attività della ditta. 

 

                                         a)   Quanto
l'autore di un reato sa, vuole o accetta è un dato di fatto (DTF 128 I 177 consid.
2.2 pag. 183, 128 IV 53 consid. 3 pag. 63, 125 IV 242 consid. 2c pag. 252, 119
IV 1 consid. 5 pag. 3, 110 IV 20 consid. 2 pag. 22). Sapere se una persona ha
agito con volontà o consapevolezza oppure ha consentito all'evento delittuoso
vincola quindi la Corte di cassazione e di revisione penale (per analogia, sul
piano federale: Wipräch­tiger in:
Geiser/Münch, Prozessieren vor Bundesgericht, 

                                               vol. I, 2ª edizione,
pag. 226 n. 6.99 con richiami alla nota 182; Corboz,
Le pouvoir en nullité à la Cour de cassation du Tribunal fédéral, in: SJ
113/1991 pag. 94 con la nota n. 246). In altri termini, le constatazioni
relative al foro interno di un soggetto – ciò che la persona sapeva, si
proponeva, aveva l'intenzione di fare o immaginava, lo stato psichico nel quale
essa ha agito, la sua cognizione piena o ridotta di commettere un illecito –
possono essere criticate davanti alla Corte di cassazione o di revisione penale
solo per arbitrio (cfr. sempre sul piano federale: Schweri, Le pouvoir en nullité à la Cour de cassation pénale du
Tribunal fédéral, in: FJS 748C pag. 67 in basso). 

 

                                         b)   Nel
caso in esame il primo giudice ha escluso una complicità, ossia una consapevole
attività che ha favorito la commissione di reati da parte di terzi. Pur dando
atto che l'assunzione di personale e la richiesta di permessi hanno favorito la
coltivazione della canapa, egli ha nondimeno accertato che l'imputato non era
per nulla al corrente delle reali intenzioni degli autori né disponeva di
chiari segni che gli permettessero di ravvisare l'illiceità dell'operazione.
Anzi, quanto lui ha fatto avrebbe potuto essere fatto da altri, nel senso che
gli autori del reato avrebbero potuto ottenere il contributo dell'accusato
anche altrimenti, ad esempio per mezzo di __________, il quale aveva anch'egli diritto
di firma individuale (sentenza, pag. 7). Nelle circostanze descritte incombeva
al Procuratore pubblico spiegare perché, giungendo a tale convincimento dopo
avere valutato gli indizi a carico e a favore dell'accusato nel loro insieme, il
presidente della Pretura penale abbia manifestamente ecceduto o abusato nel
proprio potere di apprezzamento, al punto da sospingersi in arbitrio. Egli si
limita invece a contrapporre il proprio punto di vista e il proprio
apprezzamento delle prove, come se argomentasse davanti a una Corte di appello
munita di pieno potere cognitivo anche su questioni di fatto. Egli prospetta uno
scenario diverso interpretando altrimenti le dichiarazioni rese dall'imputato
in aula e attribuendo un altro senso a determinate affermazioni contenute nella
sentenza impugnata, ma ciò non basta per fondare un ricorso ancorato al divieto
dell'arbitrio. Formulato come atto di appello, su questo punto il memoriale
sfugge a un esame di merito e a va dichiarato inammissibile.

 

                                   8.   Infine
il ricorrente ricorda che dal 1°ottobre 2003 è in vigore l'art. 100quater CP sulla punibilità della
persona giuridica, secondo cui l'impresa è ritenuta responsabile nel caso in
cui il colpevole di un'infrazione non possa essere identificato oppure qualora
il reato sia frutto di una carente organizzazione interna. Se non che, a prescindere
dal fatto che la norma è successiva ai fatti oggetto del decreto di accusa, il
ricorrente nemmeno spiega perché tale richiamo gioverebbe al buon esito del
ricorso. Onde, una volta di più, l'irricevibilità dell'assunto.

 

                                   9.   Se
ne conclude che, nella misura in cui è ammissibile, il ricorso va disatteso.
Gli oneri processuali seguono la soccombenza dello Stato (art. 15 cpv. 1 CPP),
che rifonderà ad __________, il quale ha presentato osservazioni al ricorso
tramite un avvocato, 

                                         un'indennità
di fr. 1200.– per ripetibili (art. 9 cpv. 6 CPP).

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Gli
oneri processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 500.–

                                         b)
spese                         fr. 100.–

                                                                                fr.
600.–

                                         sono
posti a carico dello Stato, che rifonderà ad __________ fr. 1200.– per ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

                                          –    __________;

                                          –    avv.
__________;

                                          –    Procuratore
pubblico Antonio Perugini, Bellinzona;

                                          –    Pretura
penale, via dei Gaggini 1, Bellinzona;

                                          –    Ministero
pubblico della Confederazione, Berna;

                                          –    Comando
della polizia cantonale, SG/SC (Servizio centrali), Bellinzona;

                                          –    Ufficio
del giudice dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.

 

N.B.: l'indicazione dei rimedi di diritto è avvenuta con la
comunicazione del dispositivo.

 

 

 

	
  terzi
  implicati

  	
   

  

Per la Corte di
cassazione e di revisione penale

Il presidente                                                            Il
segretario