# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 74e97a44-dfdd-58d0-bec5-1c0c0fc73bb8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-03-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 29.03.1999 52.1998.225
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1998-225_1999-03-29.html

## Full Text

Incarto n.

  52.98.00225

   

  	
  Lugano

  29 marzo 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso 22 agosto 1998 di

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 5 agosto 1998 (n. 3523) del Consiglio di Stato che ha respinto il
  ricorso dell'insorgente 23 marzo 1998 concernente la tassa per attracco
  natanti relativa agli anni 1996 e 1997 prelevata nei suoi confronti dal
  municipio di __________ per lo stazionamento di una barca a motore in Piazza
  __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    2 settembre 1998 del comune di
__________;

-    9 settembre 1998 del Consiglio di
Stato;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) Il ricorrente,
domiciliato a __________, è proprietario di una barca a remi con motore, che
ormeggia in Piazza __________ di quel comune. Alle date 18 luglio 1997 e 29
gennaio 1998 i servizi amministrativi del comune di __________ hanno notificato
al ricorrente la tassa di attracco concernente il suo natante per gli anni 1996
rispettivamente 1997, di fr. 180.-- per anno, prevista dall'art. 10 cpv. 1 del
Regolamento comunale per l'attracco di natanti a lago e a riva del 21 dicembre
1993 (RAN), in vigore dal 1 gennaio 1994.

 

                                         b) Con reclami 15 agosto
1997 e 15 febbraio 1998 il ricorrente ha eccepito una disparità di trattamento
nell'imposizione che lo concerneva, poiché la tassa d'attracco a gravare i
proprietari di barche a remi assommava, secondo l'art. 10 cpv. 1 RAN, a soli
fr. 120.--.

 

                                         c) Con decisione unica del
9 marzo 1998 il municipio di __________ ha respinto i reclami, dal momento che
la tassa esposta nei confronti del ricorrente corrispondeva a quella prevista
all'art. 10 cpv. 1 RAN.

 

 

                                  B.   Con ricorso 23 marzo 1998
__________ ha impugnato la decisione municipale innanzi al Consiglio di Stato,
riproponendo la stessa censura. Con risoluzione 5 agosto 1998 il Governo ha respinto
l'impugnativa, ritenendo che l'art. 10 cpv. 1 RAN differenziasse l'imposizione
dello stazionamento in funzione della potenza e delle dimensioni del natante e
che, pertanto, poiché in linea di massima una barca a remi é meno potente e di
dimensioni inferiori rispetto ad una barca a remi con motore, può essere
legittimamente imposta per un importo inferiore a quest'ultima.

 

 

                                  C.   Con ricorso 22 agosto 1998
__________ è insorto innanzi a questo Tribunale contro il giudicato
governativo, del quale chiede l'annullamento insieme a quello delle controverse
tasse. L'insorgente ribadisce la censura di disparità di trattamento, contesta
la possibilità di differenziare l'imposizione in funzione della potenza del
natante e mette in dubbio che le barche a remi presentino delle dimensioni
inferiori a quelle a remi con motore.

 

                                         Il Consiglio di Stato ed
il municipio di __________ hanno sollecitato la reiezione del gravame.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
è data (art. 208 cpv. 1 LOC). Il ricorso è tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e
la legittimazione del ricorrente certa (art. 209 LOC, 43 PAmm). L'impugnativa è
pertanto ricevibile in ordine e può inoltre essere decisa sulla scorta degli
atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. L'art. 10 cpv. 1 RAN,
testo originario, applicabile per la soluzione della presente contestazione,
fissava le seguenti tasse (definite "canoni di locazione") per
lo stazionamento dei natanti presso gli attracchi a riva e a lago di proprietà
del comune di __________:

 

                                         "                                      Piazza
____   ________   _________   ________

pedalò                             fr. 120.00        (*)              (*)                (*)

barche
a remi                   fr. 120.00        fr.
120.00   fr. 120.00     fr. 120.00

barche
a remi con motore  fr. 180.00        fr.
180.00   fr. 180.00     (*)

barche
a vela:

larghezza
fino a cm 160    (*)                  fr. 180.00   fr. 180.00     fr. 240.00

larghezza
fino a cm 200    (*)                  (*)              (*)                fr.
360.00

larghezza
fino a cm 250    (*)                  (*)              (*)                fr.
480.00

larghezza
oltre cm 250      (*)                  (*)              (*)                fr.
600.00

(*)=
non disponibile"

 

                                         Sia soggiunto per
completezza, ancorché la precisazione non è di rilievo ai fini del giudizio,
che è limitato alla definizione delle tasse di attracco relative agli anni 1996
e 1997, che questa disposizione è frattanto stata modificata con deliberazione
18 maggio 1998 del consiglio comunale, approvata il 23 ottobre 1998 da parte
della sezione degli enti locali. Il nuovo art. 10 cpv. 1 RAN accomuna ora tanto
le barche a remi che quelle a motore fino a 6 kw (entrambe fino ad una
larghezza massima di m 1,60) in un'unica categoria, imposta per un importo
variante tra fr. 120.-- e fr. 360.--.

 

                                         La controversa imposizione
effettuata da parte del municipio applica alla lettera quanto disponeva il
previgente art. 10 cpv. 1 RAN. La disparità di trattamento eccepita da parte
del ricorrente è dunque volta a censurare quest'ultima disposizione. Trattasi
pertanto, per il Tribunale, di effettuare il cosiddetto controllo concreto di costituzionalità
della stessa (cfr. RDAT I-1993 N. 10 consid. 2.1. seg.).

 

                                         2.2. Per costante
giurisprudenza un decreto di portata generale viola il principio della parità
di trattamento ancorato all'art. 4 Cost. se per fattispecie analoghe opera distinzioni
giuridiche non dettate da ragioni serie e obiettive oppure se sottopone ad un
regime identico situazioni che presentano tra di loro differenze importanti e
di natura tale da rendere necessario un trattamento diverso. Il principio in
esame impone unicamente che fattispecie giuridicamente uguali siano trattate in
modo uguale e fattispecie diverse in modo diverso. Esso non vieta invece che,
sul piano legislativo, vengano effettuate delle distinzioni, ma richiede che le
stesse siano giustificate da motivi seri e obiettivi (DTF 122 I 18 consid.
2c/cc pag. 25, 121 I 102 consid. 4a pag. 104, 129 consid. 3d pag. 134 e
relativi rinvii).

 

                                         2.3. Il ricorrente scorge
una violazione dell'art. 4 Cost. per essere stato imposto, per lo stazionamento
della sua barca con motore, con una tassa di fr. 180.--, mentre che i
proprietari che posseggono una barca a remi sono tenuti a sborsare un tributo
di soli fr. 120.--. Tanto innanzi al Consiglio di Stato quanto davanti a questo
Tribunale il municipio non ha addotto alcuna giustificazione in merito alla
differente imposizione di questi due tipi di imbarcazione, limitandosi ad
affermare che essa discendeva dall'art. 10 cpv. RAN. Il Governo ha invece
respinto il gravame inoltratogli da __________ sviluppando una motivazione
propria (cfr. consid. 8 del giudicato 5 agosto 1998), ricordata in fatto, secondo
cui l'art. 10 cpv. 1 RAN differenzia l'imposizione dello stazionamento in
funzione della potenza e delle dimensioni del natante: poiché in linea di
massima una barca a remi é meno potente e di dimensioni inferiori rispetto ad
una barca a remi con motore, essa può essere legittimamente imposta per un
importo inferiore rispetto a quest'ultima. Il Consiglio di Stato ha inoltre
creduto di corroborare questa interpretazione richiamandosi all'imposizione
delle barche a vela, che l'art. 10 cpv. 1 RAN differenzia in funzione della
larghezza.

 

                                         2.4. L'opinione del
Governo non può tuttavia essere seguita.

 

                                         Intanto è senz'altro
possibile, se non addirittura verosimile, che la differente imposizione delle
barche a remi con motore rispetto a quelle con soli remi prevista all'art. 10
cpv. 1 RAN sia stata voluta in funzione della differente potenza dei due tipi
di natante. Questa prima deduzione trova conforto nella lettura del testo della
citata disposizione legale, ove la sola differenza risultante tra queste due
categorie di imbarcazioni è costituita dall'equipaggiamento con motore di una
sola di esse. Meno sicuro appare invece il secondo tratto distintivo ritenuto
dal Consiglio di Stato, ovvero le dimensioni del natante. Il Consiglio di Stato
si è infatti limitato ad affermare che in linea di principio una barca a remi
presenta delle dimensioni minori rispetto alla stessa barca con motore: questa
affermazione, messa in dubbio dal ricorrente, non può senz'altro essere
sottoscritta da parte del Tribunale, che non possiede sufficienti conoscenze in
questo specifico settore. Il Consiglio di Stato ha per la verità cercato di tonificare
in qualche modo questa seconda deduzione riferendosi alle tasse di
stazionamento a gravare i proprietari di barche a vela, graduate in funzione
della larghezza dell'imbarcazione. Ma, al di là della dubbia pertinenza di
questo appoggio, riferito ad altro tipo di natanti, la sua presa in
considerazione non può che indebolire l'impiego del criterio della potenza: in
effetti, anche la più piccola delle barche a vela, la cui imposizione prescinde
totalmente dal detto criterio, è comunque sia assoggettata al pagamento di una
tassa di stazionamento di almeno fr. 180.--, pari cioè a quella di una barca a
remi con motore.

 

                                         Ma soprattutto il
Consiglio di Stato non spiega perché i summenzionati criteri della
potenza e delle dimensioni, che esso utilizza oltretutto combinandoli,
costituirebbero dei motivi validi, ovvero seri ed oggettivi, per giustificare
una differente imposizione delle barche a remi rispetto a quelle a remi con
motore. Non basta infatti affermare che quest'ultima dipende dai primi. Bisogna
ancora giustificare l'effettiva pertinenza dell'impiego dei criteri in rassegna
ai fini di una maggiore imposizione dei proprietari delle barche a remi con
motore rispetto a quelli di semplici barche a remi.

 

 

                                   3.   Sulla scorta delle
considerazioni che precedono il ricorso di __________ deve essere accolto e la
risoluzione impugnata annullata. In applicazione dell'art. 65 cpv. 2 PAmm gli
atti vengono retrocessi al Consiglio di Stato affinché: 1) completi l'istruttoria,
accertando se, di principio, le barche a remi presentino delle dimensioni
inferiori allo stesso tipo di imbarcazioni munite di motore ed inoltre se
questa regola sia applicabile nel caso del ricorrente; b) giustifichi perché i
criteri della potenza e delle dimensioni dei natanti (posto che quest'ultimo
criterio ritorni ancora applicabile dopo la verifica di cui sub a) legittimino,
a titolo di motivi seri ed oggetti, una differente quantificazione della tassa
concernente il loro stazionamento.

 

 

                                   4.   Il Tribunale non preleva
una tassa di giudizio né assegna ripetibili (art. 28 e 31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 4 Cost., 208, 209 LOC, 3, 18, 28, 31, 43, 46, 60,
61, 65 PAmm

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è accolto.

§.    La
risoluzione 5 agosto 1998 (n. 3523) è annullata.

§§.  Gli atti
vengono retrocessi al Consiglio di Stato affinché proceda come indicato al
consid. 3.

 

 

                                   2.   Non si preleva una tassa di
giudizio. Non si assegnano ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario