# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8a33acfb-54b3-546f-8fe5-141b0a45a655
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-05-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.05.2003 32.2002.115
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-115_2003-05-20.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.115

   

  BS/cd

  	
  Lugano

  20 maggio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice
  Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

statuendo sul ricorso del 2 settembre 2002
di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 25 giugno 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1  

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1957, è affetta da diplegia agli arti inferiori, lombalgia aspecifica su
turbe statiche con iperlordosi, cervicalgia di media entità, piede valgo
bilaterale estremo (cfr. rapporto 14 febbraio 2001 della Clinica __________,
doc. AI _).

Essa è beneficiaria di una rendita d’invalidità intera dal 1° agosto 2000 (cfr.
doc. AI _), precedentemente era titolare di una mezza rendita.

                               1.2.   Nel marzo
2001 l’assicurata ha inoltrato una richiesta di prestazioni volta
all’ottenimento di un assegno per grandi invalidi.

Dopo aver proceduto agli accertamenti del caso, con progetto di decisione 12
marzo 2001 l’Ufficio assicurazioni invalidità (UAI) ha rifiutato la domanda di
prestazioni poiché ha ritenuto che l’interessata dipendeva da terze persone per
l’espletamento di un solo atto ordinario della vita quotidiana, ossia quello di
uscire da casa (doc. AI _).

A seguito delle osservazioni 30 maggio 2001 dell’assicurata, inoltrate per il
tramite dell’avv. __________, l’amministrazione ha annullato il succitato
progetto di decisione per procedere ad ulteriori accertamenti, tra cui
un’indagine domiciliare a cura dell’assistente sociale (doc. AI _).

Con un nuovo progetto di decisione 9 marzo 2002 l’UAI ha confermato la
reiezione della domanda di erogazione di un assegno per grandi invalidi
precisando che “ dall’esame del rapporto d’inchiesta si rileva che
l’Assicurata dipende da terzi per compiere un solo atto ordinario della vita:
spostarsi” (doc. AI _).

Mediante decisione formale 25 giugno 2002 l’amministrazione ha confermato il
progetto di decisione (doc. AI _).

                               1.3.   Contro la
summenzionata decisione è tempestivamente insorta __________, sempre
rappresentata dall’avv. __________, postulandone, in ordine, l’annullamento per
carenza di motivazione. 

Nel merito la ricorrente ha chiesto in via principale l’erogazione di un
assegno per grandi invalidi di grado medio e, sussidiariamente, il rinvio all’amministrazione
per ulteriori accertamenti.

Dei motivi se ne dirà, per quanto occorra, nei considerandi in diritto.

 

                               1.4.   Con risposta
di causa 17 settembre 2002 l’UAI ha postulato la reiezione del gravame.

Respingendo la censura della violazione di essere sentito, nel merito
l’amministrazione ha in sostanza confermato la bontà dell’operato
dell’assistente sociale.

                               1.5.   Il 10
ottobre 2002 l’avv. __________ ha inoltrato l’elenco dei mezzi di prova da
assumere, rilevando che attualmente l’assicurata è ricoverata presso la Clinica
__________ di riabilitazione, riservandosi, a degenza terminata, di produrre
ulteriore documentazione medica (V).

L’11 novembre 2002 l’UAI ha trasmesso per competenza allo scrivente Tribunale
due certificati medici inviati dall’assicurata direttamente all’amministrazione
(VIII).

Su richiesta del TCA, il 21 novembre 2002 l’avvocato della ricorrente ha
prodotto il rapporto di fine degenza della Clinica di __________ (X). 

Con osservazioni 26 novembre 2002 l’UAI ha ritenuto che dalla nuova
documentazione medica non emergono ulteriori elementi giustificanti un diverso
giudizio della fattispecie (XII).

Infine, il 30 dicembre 2002 la ricorrente ha inoltrato un memoriale personale
(XIV).

 

                                         in
diritto

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza
non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad
esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle  prove).
Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2
cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle
assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA
del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella
causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa
H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).               

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è l’assegnazione alla ricorrente di un assegno di grandi invalditi
di grado medio.

In ordine la ricorrente ha chiesto al TCA di annullare la decisione contestata
in quanto carente di motivazione.

Nella pronunzia 25 giugno 2002 l’amministrazione non avrebbe preso in
considerazione gli addebiti mossi con le osservazioni 30 maggio 2001, ciò che
costituisce una violazione del diritto di essere sentito che comporta
l’annullamento della decisione stessa.

Nella riposta di causa l’amministrazione ha invece rilevato che il secondo
progetto di decisione non è stato oggetto di alcuna osservazione da parte del
rappresentante della ricorrente, precisando che “agli atti figura la traccia
di una comunicazione telefonica nell’ambito della quale il rappresentante
legale, sollecitando l’evasione della pratica, rendeva noto di aderire al
progetto di decisione” (III). L’avv. __________ ha tuttavia recisamente
contestato di aver dato la propria adesione al progetto di decisione (V).                                     

 

                               2.3.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché,
secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non
tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non
pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid.
1, 121 V 366 consid. 1b). 

Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 25 giugno
2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI corrispondono al
tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002. 

                               2.4.   Secondo
l’art. 73bis cpv. 1 OAI, prima che l’ufficio AI si pronunci sul rifiuto di una
domanda di prestazioni o sul ritiro o la riduzione di prestazioni correnti,
esso deve dare all’assicurato, o al suo rappresentante, la possibilità di
esprimersi, oralmente o per iscritto, sul progetto di liquidazione del caso e
di consultare l’incarto. Questa procedura di decisione preliminare ( o progetto
di decisione), oltre a sgravare l’autorità di ricorso, concede all’assicurato
il diritto di essere sentito (DTF 119 V 434 consid. 3c). 

Infatti, ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere
sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in
particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima
della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire
prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter
prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle
prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 127 I 56
consid. 2b, DTF 126 V 130 consid. 2a; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv.
1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16
consid. 2a/aa, DTF 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate).

Una violazione di tale diritto – di natura formale – comporta,
indipendentemente dall’esito del ricorso, l’annullamento della decisione
impugnata (DTF 126 V 132 consid. 2b, DTF 124 V 183 consid. 4, DTF 122 II 469
consid. 4a, DTF 121 I 232 consid. 2a, DTF 120 V 362 consid. 2a, con i relativi
riferimenti di giurisprudenza).

                                         In
via eccezionale ciò non accade se il difetto ‑ non particolarmente grave ‑
può essere sanato, in quanto la parte interessata ha la possibilità di
determinarsi davanti un’autorità di ricorso che dispone di piena cognizione in
merito ai fatti ed al diritto ( DTF 126 V 132 consid. 2b con riferimenti, cfr.
anche DTF 116 V 39; DTF 110 V 113). 

                               2.5.   Secondo un
principio generale le decisioni
amministrative devono essere motivate. In particolare, esse devono contenere
una descrizione della fattispecie rilevante e delle considerazioni giuridiche
(cfr. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2.a edizione, Berna
1997, § 54 N.17, pag. 354).

                                         L'atto
amministrativo dev'essere pertanto motivato in modo tale che la persona
interessata sia posta in grado di impugnarlo, per cui deve contenere le
riflessioni su cui l'autorità competente si è fondata per pronunciare la
decisione. L'autorità decidente può limitare la motivazione della propria
decisione alle questioni essenziali (cfr. DTF 118 V 58, Locher, op. cit., § 54
N.18 pag. 354).

                                         In
caso di carenza nella motivazione, la decisione viene di regola annullata,
indipendentemente dall'interesse materiale delle parti, in quanto il diritto in
questione è di natura formale (DTF 126 V 130, consid. 2b, pag. 131‑132;
DTF 116 V 184; DTF 115 V 305). In via eccezionale ciò non accade se il difetto ‑
non particolarmente grave (DTF 126 V 130, consid. 2b, pag. 132 e DTF 116 V 185)
‑ può essere sanato, in quanto l'istanza di ricorso dispone di piena
cognizione, alla parte vengono resi noti tutti i fatti rilevanti ed egli viene
sentito su questi fatti, di regola sulla base di un secondo scambio di allegati
(DTF 116 V 39; DTF 110 V 113).

                                         

                               2.6.   Nella
fattispecie concreta la censura di violazione del diritto di essere sentito va
disattesa e questo per i motivi che seguono.

                                         Vero che
nel DTF 124 V 180 segnalato dalla ricorrente, il TFA ha rilevato come l’ufficio
AI non può limitarsi a prendere conoscenza delle obiezioni sollevate da un
assicurato nell’ambito delle procedura di audizione preliminare ed esaminarle:
esso deve nella sua decisione di reiezione indicare i motivi per i quali non le
ammette o non può prenderle in considerazione.

Ma è altrettanto vero che in merito al progetto di decisione del 23 maggio 2002
(doc. AI _) l’avv. __________ non ha presentato alcuna obiezione, nonostante
che l’amministrazione gli avesse trasmesso il dossier della sua cliente (doc.
AI _). In particolare egli non ha mosso alcun appunto sulla valutazione 16
novembre 2001 dell’assistente sociale, ciò che ha fatto solo con il gravame che
ci occupa. 

Le osservazioni 30 maggio 2001 a cui il legale ha fatto riferimento si
riferiscono del resto al precedente progetto di decisione del 12 marzo 2000
(doc. AI _) che è stato poi annullato (doc. AI _). 

Visto che l’assicurata non ha presentato una presa di posizione sul progetto di
decisione 23 maggio 2002 (secondo una nota telefonica prodotta agli atti il 21
giugno 2002 l’avv. ________ avrebbe almeno sollecitato l’emanazione della
decisione formale, cfr. doc. AI _) con la pronunzia contestata l’UAI non ha
potuto fare altro che confermare la reiezione della domanda di prestazioni. 

Né può essere argomentato che la decisione non sia stata sufficientemente
motivata. Seppur limitandosi ad una frase, l’UAI ha comunque fatto riferimento
all’esito dell’inchiesta domiciliare per motivare il rifiuto di prestazioni,
inchiesta che l’avv. __________ ha potuto visionare. Infatti il 6 giugno 2002
l’UAI gli ha trasmesso l’intero incartamento, compreso il rapporto 16 novembre
2001 (doc. AI _). Nondimeno va rilevato che siccome gli organi amministrativi
delle assicurazioni sociali emettono un gran numero di decisioni, il grado di
motivazione richiesto non deve essere alto ( cfr. Locher, op. cit., N 54 N. 20,
pag. 354). Fatto sta che, nonostante la sola frase di motivazione, il legale
della ricorrente è stato in grado di allestire il ricorso in questione.

In conclusione, non ravvisando alcuna violazione del diritto di essere sentito
e quindi non ritenendo di annullare in ordine la decisione contestata, questo
TCA deve entrare nel merito del gravame.

                                         Nel
merito

 

                               2.7.   Oggetto del
contendere è quindi il rifiuto di erogare a ___________ un assegno per grandi
invalidi di grado medio. L’amministrazione ha infatti ritenuto che l'assicurata
necessiti dell'aiuto di terze persone per compiere un solo atto ordinario della
vita, ossia quello di spostarsi. 

                                         Ai sensi
dell'art. 42 cpv. 1 LAI gli assicurati domiciliati in Svizzera, se sono grandi
invalidi, hanno diritto a un assegno per grandi invalidi, sempreché non spetti
loro un assegno per grandi invalidi giusta la legge federale sull'assicurazione
contro gli infortuni o secondo la legge federale sull'assicurazione militare.
L'assegno è erogato, al più presto, dal primo giorno del mese seguente a quello
in cui sono stati compiuti i 18 anni di età e, al più tardi, fino alla fine del
mese in cui una persona assicurata ha chiesto la rendita anticipata oppure del
mese in cui essa raggiunge l'età del pensionamento. 

 

                               2.8.   E' grande
invalido l'assicurato che, in seguito alla propria invalidità, ha bisogno
dell'aiuto permanente di terzi per compiere gli atti ordinari della vita o di
una sorveglianza personale (art. 42 cpv. 2 LAI).

                                         L'art. 36
OAI distingue tre gradi di grande invalidità:

 

                                         -  il
grado elevato, quando il grande invalido "necessita     dell'aiuto regolare
e notevole di terzi per compiere gli atti                  ordinari della
vita" e "il suo stato richiede inoltre cure      permanenti o una
sorveglianza personale";

 

                                         -  il
grado medio, quando il grande invalido, anche se munito di   mezzi ausiliari,
"necessita di aiuto regolare e notevole  di terzi        per compiere la
maggior parte degli atti ordinari della vita"                                  oppure
"di aiuto regolare e notevole di terzi per compiere    almeno due atti
ordinari della vita e abbisogna, inoltre, di una     sorveglianza personale permanente";

 

                                         -  il
grado esiguo, quando il grande invalido, anche se munito di   mezzi ausiliari,
necessita, "in modo regolare e considerevole  dell'aiuto di terzi per
compiere almeno due atti ordinari della                               vita",
oppure "di sorveglianza personale continua", oppure "in                           modo
durevole, di cure particolarmente impegnative, richieste               dalla
sua infermità". L'assegno di grado esiguo è pure dato,                                    allorquando,
"a causa di un grave danno agli organi sensori o                                  di
una grave infermità fisica, l'assicurato può mantenere i                                contatti
sociali con l'ambiente solamente grazie a servizi di                                      terzi
forniti in modo regolare e considerevole".

 

                                         Infine,
spetta all’Ufficio per l’assicurazione invalidità determinare, per le Casse di
compensazione, il grado della grande invalidità  (art. 43bis c.p. 5 seconda
frase LAVS).

 

                               2.9.   Secondo
costante giurisprudenza, sono considerati come atti ordinari della vita gli
atti consistenti nel vestirsi, svestirsi, alzarsi, sedersi, sdraiarsi,
mangiare, provvedere all’igiene personale, andare al gabinetto, spostarsi e
stabilire dei contatti sociali.

                                         Per atti
che permettono di stabilire dei contatti sociali con l’ambiente bisogna
intendere il comportamento normale all’interno della società così come
richiesto dall’esistenza quotidiana (cfr. DTF 117 V 27 consid. 4b e 146 consid.
2; DTF 105 V 52; DTF 104 V 127; RCC 1980 pag. 62; Valterio, Droit et pratique
de l’assurance-invalidité, pag. 275).

                                         La
giurisprudenza del Tribunale federale ha inoltre stabilito che un assicurato
deve essere ritenuto “totalmente” grande invalido quando abbisogna dell’aiuto
di terzi in tutti gli atti ordinari della vita rilevanti. E’ tuttavia
sufficiente che l’aiuto sia necessario in “misura notevole” in ogni singolo
atto (DTF 106 V 157; 105 V 55 consid. 2; 104 V 130). Negli atti ordinari della
vita composti da più operazioni parziali non è necessario che l'assicurato
abbisogni dell'aiuto di terzi nella maggior parte di essi, ma basta che in una
singola operazione parziale abbisogni regolarmente ed in misura notevole di
tale aiuto. L'aiuto è da ritenere notevole quando, per esempio (RCC 1990 pag.
50, RCC 1989 pag. 229, RCC 1987 pag. 265, RCC 1981 pag. 364):

 

                                         -     nel
cibarsi l'assicurato provvede da solo a tale atto, ma non può spezzettare gli
alimenti oppure è in grado di portare il cibo alla bocca soltanto con l'aiuto
delle dita;   

 

                                         -     nel
farsi la pulizia personale quotidiana l'assicurato non può lavarsi, pettinarsi
o radersi, oppure fare il bagno o la doccia da solo;

 

                                         -
    nello spostarsi e nel contatto con l'ambiente abituale l'assicurato non può
spostarsi da solo in casa o fuori di casa oppure abbisogna dell'aiuto di terzi
per stabilire il contatto con l'ambiente abituale.

 

                                         Con
sentenza 22 maggio 1995 nella causa S. pubblicata in DTF 121 V 88, il TFA -
modificando la propria precedente giurisprudenza - ha ancora stabilito che pure
la messa in ordine degli abiti, la pulizia del corpo, l’utilizzazione di
gabinetti speciali in relazione con la necessità di fare i propri bisogni
costituiscono funzioni parziali di quest'ultimo atto ordinario della vita. La
persona che per effettuare una di queste funzioni necessita dell’aiuto di
terzi, è pertanto considerata grande invalida per questo atto fisiologico
ordinario.

                                         Di
principio, dunque, si deve ritenere che un assicurato non sia atto a compiere
un atto ordinario della vita nella misura in cui non può eseguirlo se non in un
modo non conforme agli usi correnti (DTF 106 V 159 consid. 2b).

                                         Inoltre,
il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che l'aiuto di cui
abbisogna l'assicurato può essere inteso sia come aiuto diretto di terzi, sia
come sorveglianza dell'assicurato durante il compimento degli atti
ordinari della vita rilevanti: per esempio quando la persona che lo sorveglia
lo esorta a compiere un atto, che rimarrebbe incompiuto senza l'espresso
incitamento di un terzo a causa dello stato psichico dell'assicurato (aiuto indiretto
di terzi: RCC 1990 pag. 50, RCC 1986 pag. 512, DTF 107 V 149 consid. 1c, DTF
106 V 157, 105 V 56 consid. 4a).

                                         Infine,
la giurisprudenza federale ha stabilito che la condizione dell'aiuto di terzi
(diretto, rispettivamente indiretto) è talmente ampia che gli altri presupposti
cumulativamente richiesti dall'art. 36 cpv. 1 OAI delle cure permanenti o della
sorveglianza personale assumono soltanto importanza secondaria. Il termine
"permanente" deve essere inteso come antitesi di transitorio e non
nel senso di 24 ore su 24. Le cure e la sorveglianza non sono da riferire agli
atti ordinari della vita: si tratta invece di prestazioni di ordine medico o di
aiuto sanitario rese necessarie dallo stato fisico o psichico dell'assicurato.
Come cure si intendono, per esempio, la necessità di somministrare giornalmente
dei medicamenti o fare delle fasciature. Il presupposto della sorveglianza
personale è dato, per esempio, quando l'assicurato non può essere lasciato solo
tutta la giornata a causa delle sue assenze mentali (RCC 1990 pag. 51, RCC 1986
pag. 512, DTF 107 V 139, DTF 106 V 158; DTF 105 V 56 consid. 4b).

                             2.10.   Nel caso in
esame, del questionario relativo alla richiesta di un assegno per grandi
invalidi compilato l’8 novembre 1999 da ___________ emerge che essa necessita
dell'aiuto di terze persone per spostarsi dentro e fuori casa. Non è stata per
contro indicata alcuna necessità di aiuto per quanto riguarda gli altri atti
ordinari della vita quale l’alzarsi/svestirsi/, l’alzarsi/svestirsi/coricarsi,
il mangiare, il provvedere alla propria pulizia personale ed l'andare al
gabinetto.

                                         Dal
questionario emerge inoltre che l'interessata abbisogna di cura regolare e che
finanziariamente non può permettersi dei soggiorni di cura o altro. Riguardo
alla domanda circa il bisogno di avere una sorveglianza personale essa ha
infine precisato che necessita dell’aiuto di terzi per quel che concerne le
pulizie e gli spostamenti in casa ed all’esterno (doc. AI _).

Nel successivo questionario del 9 maggio 2001 la ricorrente ha sostanzialmente
confermato quanto dichiarato nel 1999 (doc. AI _).

                                         Dopo aver
raccolto la documentazione medica del caso ed annullato il primo progetto di
decisione, l’UAI ha ordinato l’esecuzione di un’inchiesta domiciliare.

Con rapporto 16 novembre 2001 l’assistente sociale ha rilevato quanto segue:

"  3.1.1
VESTIRSI - SVESTIRSI

La signora __________ afferma di impiegare più tempo del normale
ma di riuscire a vestirsi o svestirsi senza necessitare di aiuto da parte di
terzi. 

 

3.1.2 ALZARSI - SEDERSI - CORICARSI

 

Compie queste operazioni con attenzione poiché perde facilmente
l'equilibrio ma non necessita di aiuto da parte di terzi.

 

3.1.3 MANGIARE (PASTI PREPARATI NORMALMENTE)

 

Non segnala alcuna difficoltà.

 

3.1.4 PROVVEDERE ALLA PROPRIA PULIZIA PERSONALE

 

La signora __________ fa la doccia stando seduta su un seggiolino
posto nel bagno. Riesce ad entrare e uscire dalla vasca da bagno senza l'aiuto
di terzi. Sottolinea di prestare molta attenzione a non scivolare ma riesce a
compiere queste operazioni da sola.

 

3.1.5 ANDARE AL GABINETTO

 

Non segnala alcuna difficoltà.

 

3.1.6 SPOSTARSI

 

La signora __________, come lo attestano pure i certificati medici,
incontra difficoltà nella deambulazione. Preferisce non utilizzare le stampelle
o il girello poiché vuole mantenere e ricercare il proprio equilibrio
liberamente. In questo modo si sente più sicura mentre, utilizzando i mezzi
ausiliari, ha l'impressione di cadere più facilmente. I dolori alla schiena,
alle caviglie e ai talloni la disturbano molto e sovente non se la sente di
uscire di casa. Dispone di una vettura elettrica che non utilizza regolarmente.
Incontra grosse difficoltà se deve fare le scale e in questo frangente
necessita l'aiuto di terzi. 

 

3.2 L'ASSICURATO NECESSITA DI CURE
PERMANENTI?

 

No. La signora __________ preferisce avvalersi di soluzioni
alternative alla presa di medicamenti antidolorifici o miorilassanti. Assume
Magnesio e ha a sua disposizione loresal e Sirdalud che usa solo quando i
dolori sono insopportabili.

 

3.3 L'ASSICURATO NECESSITA DI SORVEGLIANZA

      PERSONALE?

 

No.

 

PROPOSTA DI DECISIONE

 

Dopo un approfondito colloquio, durante il quale ho, tra l'altro,
nuovamente spiegato le condizioni per l'ottenimento di un AGI, posso affermare
che la signora __________ dipende da terzi per compiere un solo atto ordinario
della vita. spostarsi.

 

Anche la documentazione medica all'incarto (vedi rapporto dott.
__________ e rapporto degenza presso la Clinica di __________) non cita altre
difficoltà se non la problematica deambulatoria.

 

Non sussistono pertanto le condizioni
per l'assegnazione di un AGI.

 

La signora __________ afferma di comprendere i motivi per i quali
non le si può accordare un AGI ed afferma di desiderare di mantenere la sua
autonomia, magari con soggiorni riabilitativi regolari in istituti
specializzati, il più a lungo possibile." (cfr. doc. AI _ a)

 

                                         In esito
alle succitate conclusioni, l’amministrazione ha dunque negato l’erogazione di
un assegno per grandi invalidi poiché l’assicurata necessita di regolare aiuto
per espletare solo un atto ordinario della vita, quello relativo allo
spostarsi.

 

                             2.11.   Con il
presente gravame in buona sostanza __________ contesta le risultanze
dell’inchiesta domiciliare, ritenuta parziale in quanto non controfirmata
dall’interessata.

Inoltre essa ha rimproverato all’assistente sociale di non aver minimamente
tenuto conto delle difficoltà riscontrate nell’espletamento di tutti gli atti ordinari,
di non aver considerato il peggioramento dello stato di salute che ha portato
l’amministrazione ad erogare, in via di revisione, una rendita intera e di
essersi basata su rapporti medici allestiti per altri scopi ma non per
determinare il grado della grande invalidità.

Per quel che concerne gli accertamenti svolti dall’assistente sociale in merito
alla valutazione dei singoli atti ordinari, ad eccezione dello spostarsi per il
quale è inconstestato che l’interessata sia da considerare bisognosa di aiuto
da terzi, nel ricorso l’avv. __________ ha rilevato quanto segue:

 

" 
(…)

19.    Per quanto
concerne gli accertamenti, compiuti dall'assistente sociale, si rimprovera a
quest'ultima di non aver considerato il fatto che la signora __________ ha
delle difficoltà notevoli nel vestirsi e nello svestirsi, soprattutto quando ,
per compiere detti atti ella deve chinarsi: in tali e non rare occasioni, ella
deve ricorrere all'aiuto di sua figlia. Lo stesso dicasi per prendere gli
indumenti posti negli scaffali dell'armadio.

 

20.    Pure le
constatazioni compiute dall'assistente sociale, circa l'alzarsi - il sedersi -
il coricarsi, sono contestate, poiché sorvolano completamente le difficoltà
indicate dalla ricorrente - durante l'inchiesta a domicilio - per compiere detti
atti. In effetti, l'assicurata riesce a malapena, con degli sforzi notevoli, ad
alzarsi da una sedia, appoggiandosi ad un tavolo o ad un sostegno. Per contro,
ella non riesce a sollevarsi da un divano, essendo la seduta di quest'ultimo
più bassa di quella di una sedia, e deve ricorrere regolarmente all'aiuto dei
figli non solo per alzarsi ma anche per sedersi.

 

21.    Inoltre,
durante l'inchiesta AI a domicilio, l'assistente sociale non ha ritenuto
rilevante il fatto che l'assicurata avesse indicato di avere dei problemi ad
alzarsi dalla posizione coricata in quei giorni che sta particolarmente male:
nello specifico, ella non può alzarsi né tanto meno muoversi nei giorni in cui
avverte delle forti fitte alle gambe. Se inoltre è sua necessità quella di alzarsi
per provvedere alla propria igiene personale, ella non può che dipendere
necessariamente dai figli. Infatti, nonostante il seggiolino di plastica
posizionato nella vasca da bagno, lo stato di salute della signora __________
non le permette di entrare né di uscire dalla vasca medesima, né tanto meno di
lavarsi la schiena o i piedi, per i quali sarebbe necessario abbassarsi.

 

22.    Le
summenzionate censure mosse all'assistente sociale valgono pure per le
considerazioni circa l'atto della vita di andare a gabinetto. L'assistente
sociale ha completamente trascurato il fatto che l'atto di andare a gabinetto
comprende pure lo svestirsi e il rivestirsi. In particolare, l'assicurata ha in
relazione con detto atto dei problemi nel mettere gli abiti (pantaloni o calze),
come pure nel togliere e mettere le scarpe.

 

23.    In effetti,
non c'è chi non veda come, a mente della giurisprudenza, la messa in ordine
degli abiti costituisca in relazione con l'andare a gabinetto una funzione
parziale di quest'ultimo atto ordinario della vita (DTF 121 V 88).

 

24.    Non si
ravvede neppure la ragione per cui sia stato completamente trascurato da parte
dell'assistente sociale il fatto che la signora __________ riscontri delle vere
e proprie difficoltà anche nell'atto di prepararsi personalmente i pasti, non
essendo in grado di sollevare alcun contenitore contenente liquidi né tanto
meno di spostarsi reggendo quest'ultimo. Pertanto ella non è in grado di
versarsi un bicchiere d'acqua e le diventa impossibile il bere, persino
allorquando il recipiente è già riempito. In quest'ambito, l'assicurata
presenta quindi una notevole difficoltà nell'atto di mangiare, costituendo il
bere una funzione parziale del mangiare (cfr. Praxis 1991
Nr. 194 pag. 180)." (cfr. doc. I)

 

                             2.12.   Nel caso in
esame, al fine di valutare i presupposti per l’erogazione di un assegno per
grandi invalidi e conformemente alla prassi, l’assistente sociale si è dunque
recata al domicilio dell’assicurata. Come rettamente rilevato
dall’amministrazione in sede di risposta, l’incaricata redige un rapporto
relativo all’indagine eseguita e non un verbale soggetto a rapporto. 

A riguardo, in una recente sentenza pubblicata in DTFA 128 V 93, il TFA ha
precisato che da parte dell’amministrazione non sussiste un obbligo di
sottoporre in visione all’assicurato (o al di lui rappresentante) il rapporto
d’inchiesta (in casu si trattava di un’inchiesta svolta nell’ambito delle cure
a domicilio ai sensi degli artt. 14 cpv. 3 LAI e 4 OAI), anche se ciò sarebbe
auspicabile. Determinante è comunque che nell’ambito della procedura del
progetto di decisione (Vorbescheid) ai sensi dell’art. 73 cpv. 1 OAI
all’interessato sia stata data la facoltà di potersi esprimere in merito agli
accertamenti eseguiti (cfr. DTF 128 V 93 ultima frase), ciò che è stato fatto
in concreto. 

Infatti, come rilevato al consid. 2.6, dopo l’emissione del progetto di
decisione 23 maggio 2002, il 6 giugno 2002 l’UAI ha trasmesso all’avv.
_________ l’intero incartamento, inchiesta domiciliare inclusa (doc. AI _).
Dagli atti non risulta tuttavia che il legale abbia presentato delle
osservazioni in merito.

Pertanto, il fatto che il rapporto 16 novembre 2001 non sia stato controfirmato
dalla ricorrente non è rilevante.

Nondimeno va rilevato nella già citata sentenza pubblicata in DTF 128 V 93,
l’Alta Corte ha stabilito che un rapporto d’inchiesta dell’ufficio AI acquista
valore probatorio, in analogia alla giurisprudenza in merito alla fedefacenza
dei rapporti medici (DTF 125 V 352 consid. 3a), se sono adempiuti determinanti
fattori.

                                         Innanzitutto,
secondo l’Alta Corte, l’estensore dell’inchiesta (in casu si trattava appunto
di un’inchiesta sulla durata e l’intensità dell’assistenza per cure a
domicilio) deve essere una persona qualificata, che conosca il contesto in cui
la persona bisognosa di cura vive, nonché le affezioni (diagnosi) e limitazioni
mediche.

Nel rapporto devono essere contenute le indicazioni ricevute dall’assicurato e,
se è il caso, le opinioni divergenti delle parti coinvolte nell’inchiesta. Il
testo del relativo rapporto deve essere inoltre plausibile, dettagliato e
motivato in merito ai singoli provvedimenti di cura ed assistenza da prendere
in considerazione e inoltre deve corrispondere alle indicazioni acquisite in
loco. Se ciò è il caso, allora il rapporto d’inchiesta acquisisce valore
probatorio pieno.

Tuttavia, continua il TFA, il giudice delle assicurazioni sociali interviene
solo in presenza di valutazioni chiaramente insostenibili, errate. Questo in
considerazione del fatto che la persona competente che ha eseguito l’inchiesta
possiede una conoscenza maggiore della fattispecie che il tribunale chiamato in
causa a seguito di un ricorso (DTF 128 V 93 consid. 4). 

Nel caso in esame, l’inchiesta è stata svolta per conto dell’Ufficio AI
dall’assistente sociale, persona senz’altro qualificata per poter compiere
simili accertamenti. 

Essa ha dunque riportato quanto riferito dall’assicurata in merito
all’espletamento degli atti ordinari, mentre le difficoltà asserite ora in sede
di gravame non trovano alcuna conferma nel rapporto 16 novembre 2001, né
tantomeno nella documentazione medica depositata agli atti.

L’incaricata si è basata sulla documentazione medica agli atti nel costatare
che l’interessata necessita un regolare aiuto di terzi per quel che concerne
unicamente la deambulazione, escludendo del resto la necessità di una
sorveglianza personale.

Infatti, nel rapporto 11 aprile 2001 il dr. __________ ha certificato che
l’assicurata “è affetta da grave patologia neurologica che compromette la
deambulazione” e che “deve essere accompagnata ed ha serie difficoltà
nell’utilizzo dei mezzi pubblici “ (doc. AI _). 

Anche il dr. __________, della Clinica __________ di riabilitazione di
__________, il 19 aprile 2001 ha attestato “gravi disturbi di deambulazione
con spasmi recidivanti agli arti inferiori” e la conseguente impossibilità
di spostarsi con mezzi pubblici (doc. AI _).

L’assicurata rimprovera all’amministrazione di aver considerato questi due atti
medici poiché sono stati trasmessi al Servizio PC per la rifusione delle spese
di trasporto relative alle visite mediche ed alla degenza presso la Clinica
__________ di __________ (cfr. ricorso punto 12 e 13, doc. _ allegato al
ricorso) ma non per giustificare la richiesta di assegno per grandi invalidi. 

Tali rapporti sono stati comunque trasmessi all’UAI dall’avv. __________,
nell’ambito della presente procedura, per comprovare la compromessa capacità di
deambulazione (doc. AI _). 

Del resto, come rettamente rilevato dall’amministrazione in sede di risposta di
causa, i menzionati atti e quelli contenuti nel dossier si determinano anche
sulle condizioni generali della paziente e quindi potevano essere validamente
utilizzati nell’ambito della presente istruttoria. 

Vero che con rapporto 16 luglio 2001 il dr. __________, documento preso in
considerazione dall’amministrazione nell’ambito della revisione della rendita
AI, ha riscontrato, oltre a dolori in corrispondenza della teotomia achillea, “un
peggioramento del quadro parapetico spastico” per cui “ la paziente si
trova sempre più impedita per le cose più elementari (lavori domestici)” precisando
tuttavia che “la sua autonomia nel self-care è apparentemente conservata”
(doc. AI _). Inoltre, i lavori domestici non rientrano nel novero degli atti
ordinari della vita ai sensi della giurisprudenza (cfr. consid. 2.9).

Anche quanto attestato dal dr. med. __________, capo medico del reparto di
Neuroortopeida all’__________, non permette di giungere ad una differente
conclusione.

Il 15 agosto 2001, dopo aver confermato fra l’altro le note difficoltà
deambulatorie, lo specialista ha sostenuto che la paziente necessita
regolarmene dell’aiuto di terzi poiché da sola riesce a malapena ad espletare
le attività quotidiane (“…ist es notwendig, dass die Patientin regelmässig
Hilfe von Drittpersonen erhält. Sie kann allein ihren Alltag kaum
bewerkstelligen. Deshalb dürfte diese Hilfe wohl auch täglich notwendig sein”,
cfr. doc. AI _).

Chiamato dall’UAI a determinarsi sulle singole mansioni ordinarie per le quali
l’assicurata avrebbe bisogno di un regolare aiuto di terzi (doc. AI _), dopo
essere stato sollecitato a rispondere, il 18 settembre 2001 il dr. __________
ha precisato che il questionario in merito all’assegno per grandi invalidi, a
lui inviato nel frattempo dall’amministrazione, deve essere compilato
dall’assicurata con l’ausilio dell’assistente sociale (doc. AI _).

Da lì ne è seguita l’inchiesta domiciliare 18 novembre 2001(doc. AI _).

Nemmeno la dichiarazione 24 giugno 2002 del fisioterapista risulta essere
rilevante. Attestando le conosciute difficoltà deambulatorie, egli ha ravvisato
che per la paziente i lavori domestici sono diventati un grosso problema e che
in futuro avrà bisogno di un’assistenza più completa rispetto a quella
di cui tuttora beneficia (doc. _), senza specificare alcunché.

Infine, come visto poc’anzi, non può nemmeno essere rimproverato
all’amministrazione di non aver tenuto conto del peggioramento dello stato di
salute che ha portato all’assegnazione, in via di revisione, di una rendita
intera, con effetto retroattivo al 1° agosto 2000 (doc. AI _). 

Del resto, pertinentemente l’UAI ha rilevato che un aggravamento delle
condizioni di salute influenzanti il diritto alla rendita d’invalidità non
necessariamente determina l’assegnazione di un assegno per grandi invalidi.

                             2.13.   Pendente
causa la ricorrente ha prodotto il rapporto 17 ottobre 2002 della Clinica di
__________ (doc. _) ed il certificato medico 1° novembre 2002 della stessa
clinica attestante che la paziente abbisogna di assistenza domiciliare una
volta la settimana per sei mesi (VIII/2).

A prescindere dal fatto che secondo costante
giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali valuta la legalità della
decisione impugnate in base alla situazione di fatto e di diritto esistente al
momento in cui essa è stata resa – ossia il 25 giugno 2002 - e che i fatti accaduti posteriormente modificante
questa situazione devono di regola formare oggetto di un nuovo provvedimento ( DTF 127 V 251 consid. 4d, 121 V 366
consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V 93 consid. 3, 99 V 102), la nuova
documentazione medica non è rilevante ai fini dell’esito della presente
fattispecie.

Come rettamente rilevato dal dr. __________ nella nota 28 novembre 2002 (XII
bis), il nuovo rapporto della Clinica di __________, sovrapponibile a quello
del dr. __________, non apporta nuovi elementi di giudizio.

Da tale rapporto non si deducono infatti ulteriori
limitazioni rispetto a quelle già apprezzate in sede di decisione che possono
giustificare il riconoscimento di un grado di grande invalidità.

Inoltre, se l’assicurata ha bisogno di
un’assistenza domiciliare per un periodo limitato e solo una volta la
settimana, ciò non è sufficiente per concludere che essa necessiti una
sorveglianza personale permanente, né un aiuto regolare e notevole di terzi per
compiere degli atti ordinari della vita. 

In conclusione, sulla base dell’inchiesta 16 novembre 2001, cui va dato pieno
valore probatorio (cfr. consid. 2.12), ritenuto che perlomeno fino al momento
della decisione contestata __________ necessita di regolare aiuto di terzi
unicamente per lo spostamento dentro e fuori casa, l’amministrazione rettamente
non ha erogato un assegno per grandi invalidi. 

 

                             2.14.   Con atto 10
ottobre 2002 l’avv. __________ ha chiesto che vengano sentiti i dr. __________,
__________ e __________ della Clinica __________ di __________ i quali
dovrebbero costatare le effettive e concrete difficoltà incontrate
dall’assicurata nello svolgere gli atti ordinari della vita durante l’ultima
degenza. Per lo stesso motivo egli ha anche citato come teste il fisioterapista
signor __________ ed ha postulato che il TCA ordini una perizia giudiziaria
(V).

Infine, con memoriale 30 dicembre 2002 l’assicurata ha chiesto un sopralluogo
presso il suo domicilio (XIV).

                                         A tal
proposito va rilevato che, quando
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove ( valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V
162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         Nel caso
in esame, la documentazione agli atti è sufficiente per poter statuire nel
merito della vertenza.

I diversi rapporti della Clinica __________ di __________, che descrivono
ampiamente le condizioni di salute della ricorrente, rendono superfluo
l’assunzione testimoniale dei citati medici. 

La testimonianza del fisioterapista è del resto superflua, visto che agli atti
è stato prodotto un suo rapporto. 

Altrettanto non necessaria è l’esecuzione di una perizia giudiziaria, ritenuta
la concordanza tra la valutazione dell’assistente sociale e la documentazione
medica agli atti.

Quanto alla richiesta di “essere vista di persona” , occorre precisare che, secondo la giurisprudenza federale, l'obbligo di
organizzare un dibattimento pubblico ai sensi dell'art. 6 n. 1 CEDU presuppone
una richiesta chiara e inequivocabile di una parte; semplici domande di
assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio
di parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per
creare un simile obbligo (cfr. STFA dell'8 novembre 1999 nella causa H., H
74/99, consid. 5b, pag. 6; DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90, consid. 6,
pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).

In conclusione, visti i considerandi precedenti, il ricorso deve essere
respinto e la decisione impugnata confermata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti