# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** da0bd134-dc08-5e15-ad89-cff0893bb6d6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-09-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.09.2002 32.2002.56
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-56_2002-09-12.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.00056

   

  BS/cd

  	
  Lugano

  12 settembre 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 6 maggio 2002 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 8 aprile 2002 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1941, ha sempre lavorato con il marito, nel loro negozio di mobili in
qualità di venditrice-contabile. Nel mese di giugno 2000 essa ha cessato tale
attività.

Sin dagl’inizi degli anni 70 essa presenta dei problemi reumatologici, con
particolari ripercussioni sugli arti inferiori.

Nel 1996 le è stata diagnosticata una fibromialgia (cfr. rapporto 19 luglio 1996
della Centro di riabilitazione di __________, doc. AI _).

Il 26 giugno 2000 __________ ha presentato una domanda di prestazioni AI per
adulti (doc. AI _).

                               1.2.   Dopo aver
proceduto agli accertamenti del caso, con progetto di decisione 8 marzo 2002
l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha respinto la domanda di prestazioni
in quanto:

 

" 
Dall'esame della documentazione medica
specialistica consegnata 

agli atti AI, con particolare riferimento al
rapporto peritale 20.09.2001 del Dr. Med. __________, si rileva che la
richiedente, per il danno alla salute di cui è portatrice, non presenta una
incapacità al lavoro superiore al 20 % nell'attività esercitata di venditrice.
Non risultano quindi dati i presupposti per il riconoscimento di una rendita
AI, il grado d'invalidità non raggiungendo il minimo del 40 % previsto dalla
legge AI (art. 28 LAI).

Pertanto, la sua domanda di prestazioni è
respinta." (cfr. doc. AI _)

 

                                         Con
lettera 14 marzo 2002 __________ ha chiesto il riesame del suo caso, producendo
diversa documentazione medica (doc. AI _). 

Ritenute le osservazioni dell’assicurata ininfluenti per modificare il progetto
di decisione, con provvedimento formale 8 aprile 2002 l’UAI ha confermato il
rifiuto di prestazioni assicurative (doc. AI _).

                               1.3.   Contro la
succitata decisione amministrativa __________, per il tramite dell’avv.
__________, è tempestivamente insorta al TCA, chiedendo in via principale il
riconoscimento di una rendita intera, subordinatamente il rinvio degli atti
all’amministrazione per ulteriori accertamenti.

Quale premessa al gravame, presentato a titolo cautelare, la ricorrente ha
esposto quanto segue:

" 
(…)

Dopo la decisione 8 / 10 aprile 2002, con il
quale sono state negate alla ricorrente le prestazioni AI richieste, l'ufficio
cantonale si è infatti dichiarato disposto a sottoporre la signora _________ ad
una nuova visita specialistica da parte dr. __________, medico di fiducia AI,
che ha rilasciato il primo rapporto - 20.9.2001 - sulla base del quale è poi
stata emessa la decisione qui impugnata. Tale visita è già stata fissata per il
23 maggio 2002 e potrà avere per conseguenza un riesame della decisione, da
parte dell'UAI.

 

Considerato però che nel frattempo scadono i
termini previsti dalla LAI, la ricorrente ritiene opportuno interporre ricorso
cautelativo contro la decisione 8 aprile 2002, per evitare di non poter più far
valere i propri diritti nel caso che l'UAI non riveda la propria posizione dopo
la nuova visita del dr. __________.

 

Con la domanda di riesame si dà seguito alla
proposta medica del medico fiduciario dell'AI, Dr. __________, il quale nel suo
rapporto del 9.11.01 ha consigliato esplicitamente di ordinare una nuova
perizia medica, solo però nel caso in cui il ricorrente dovesse insistere o
ripresentare una nuova domanda. Considerato che il medico curante della
ricorrente, Dr. __________, è fermamente convinto che la domanda di riesame è
giustificata, tale domanda di riesame è stata prontamente presentata. "
(cfr. doc. _)

 

                                         Con il
gravame la ricorrente ha prodotto due certificati dei medici curanti (dottori
__________ e __________) che, a suo dire, evidenzierebbero la molteplicità dei
dolori accusati dalla fibromialgia e che contesterebbero il rifiuto di
prestazioni.

Essa ha quindi postulato una perizia giudiziaria. 

                               1.4.   Mediante
risposta 11 giugno 2002 l’UAI ha proposto la reiezione del gravame, rilevando
innanzitutto di non aver predisposto alcun nuovo accertamento medico, negando
inoltre che il dottor __________ del proprio Servizio medico abbia consigliato
di procedere in tal senso.

Inoltre, l’UAI ha rilevato:

" 
(…)

In corso di istruttoria l'assicurata è stata
sottoposta ad una perizia reumatologica, effettuata dal dottor __________ (cf.
doc. n. _ inc. AI). 

Questi ha ritenuto sussistere una residua
capacità lavorativa dell'80%.

La perizia appare chiara ed esauriente. A buon
diritto lo scrivente Ufficio ha quindi ritenuto tale rapporto quale valida base
di giudizio.

La documentazione proposta con l'allegato di
risposta non fornisce per contro alcun nuovo elemento di valutazione. Trattasi
infatti di certificati a suo tempo già inseriti agli atti, quindi già
vagliati." 

(cfr. doc. _)                   

 

                               1.5.   Il 27 giugno
2002 l’avv. __________ ha invece ribadito:

" 
(…)

Contrariamente a quanto ha esposto l'Ufficio AI
nella sua risposta 

11 giugno 2002, la ricorrente, in data 23 maggio
2002, si è presentata per una nuova perizia medica dal dr. __________.
Quest'ultimo l'ha inviata dal dr. __________ affinchè questo procedesse ad una
scintigrafia ed ad una risonanza magnetica, al fine di riesaminare lo stato di
salute della paziente.

 

Purtroppo in data 6 giugno 2002, recandosi dal
dr. __________ per l'esame summenzionato, la paziente è caduta a terra,
procurandosi fratture multiple ad una gamba e al piede. Essa è stata sottoposta
ad un primo intervento da parte del dr. __________, dell'Ospedale __________ ed
attualmente si trova al Centro di Riabilitazione di __________, in cura presso
il dr. __________, con l'arto inferiore ingessato. I medici sconsigliano
attualmente ulteriori interventi proprio a causa della fibromialgia. Il gesso
verrà tolto fra 7 settimane, dopo di che verrà valutata l'opportunità di
eseguire ulteriori interventi.

Ai fini della presente procedura, chiedo dunque
innanzitutto che la stessa venga sospesa, in attesa che lo stato di salute
della ricorrente migliori. 

Propongo comunque il richiamo degli atti medici
ulteriormente prodotti dai dr.i __________ e __________, in seguito alle
recenti visite. Tali atti dimostreranno che sono effettivamente stati eseguiti
ulteriori accertamenti, dopo la presentazione del ricorso, sebbene
probabilmente, in assenza degli esami che dovevano essere effettuati in data 6
giugno 2002, dagli stessi non emergerà nulla in merito allo stato di salute
della ricorrente." (cfr. doc. _)

 

                                         Con
lettera 2 luglio 2002 l’UAI ha riconfermato che non sono state previste
ulteriori visite mediche, ritenendo quindi ingiustificata la richiesta di
sospensione della procedura (doc. _).

 

                               1.6.   Il TCA ha
quindi richiamato dai dr. __________ e __________ le cartelle cliniche della
ricorrente (doc. _).

Le parti hanno presentato le proprie osservazioni in merito (doc. _). 

                                         in
diritto

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22
dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è accertare se __________ ha diritto ad una rendita d'invalidità.

Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi:

     

-  un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a   infermità  

                                           
congenita, malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Affinché
il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

                                         Va inoltre
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una
rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40
%.

 

                               2.3.   Va altresì
rilevato che, secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e
il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg.
200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G. Scartazzini,
op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza
citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).    

                               2.4.   Nel caso in
esame, l’amministrazione ha ordinato una perizia reumatologica, affidata al dr.
__________, al fine di accertare l’effettivo stato di salute dell’assicurata e
le eventuali ripercussioni sulla capacità lavorativa.

                                         Nel
rapporto 20 settembre 2001 lo specialista ha posto la seguente diagnosi, con
ripercussioni sulla capacità di lavoro: “fibromialgia primaria, tendinite
achillea sinistra cronica, iniziale gonartrosi destra con piccola cisti di
Backer “(doc. AI _ pag. 7).

Dopo aver proceduto ad una dettagliata valutazione medica, in merito alla
capacità lavorativa dell’assicurata il dr. __________ ha concluso che
(sottolineatura del redattore):

 

" 
(…)

La paziente soffre quindi di una fibromialgia
primaria con presenza di 17 su 18 punti tipici positivi accompagnati dai tipici
disturbi vaghi come insonnia, stanchezza….Di fianco dal punto di vista
reumatologico abbiamo ancora due patologie che influenzano la capacità
lavorative: una tendinite cronica achillea sinistra e una iniziale gonartrosi
dr con piccola cisti di Backer. Personalmente penso che nei prossimi anni la
situazione resterà pressoché immutata.

Attualmente la paziente è abile al 80% in un
lavoro leggero: dove possa cambiare frequentemente la posizione e stare seduta,
dove non debba alzare ripetutamente pesi oltre i 20 kg o percorrere lunghe
distanze a piedi. Il suo lavoro precedente di contabile venditrice da questo
punto di vista era ideale potendosi la paziente sedere spesso e non dovendo
percorrere lunghe distanze.

Dal punto di vista terapeutico la paziente è
anche in cura specialistica dal Dr. __________ per cui non ho ulteriori
suggerimenti in rapporto alla sua terapia. Importante è cercare di evitare un
continuo cambiamento dello specialista come in passato.

Eviterei inoltre il più possibile interventi
chirurgici su tendinopatie."

(cfr. doc. AI _)

 

                                         Infine,
il dr. __________ ha escluso ulteriori interventi per aumentare la capacità
lavorativa (cfr. pag. 8, doc. AI _).

                                        

                               2.5.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti
litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali
di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi
antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche
o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31; Pratique VSI 3/1997
pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS
1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 332 ).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV10, p. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAL
1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

 

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a)cc), cfr. U. Meyer‑Blaser,
Rechtsprechung 

                                         des
Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p. 230).

                               2.6.   Nell'evenienza
concreta questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le
conclusioni cui è pervenuto il ___________, specialista delle affezioni
invalidanti di cui la ricorrente è portatrice. 

Infatti, egli ha compiutamente valutato il danno alla salute lamentato
dall'assicurata sulla base di accertamenti approfonditi e completi, giungendo a
conclusioni logiche e motivate in merito alla capacità di lavoro. Il sanitario
ha valutato la ricorrente inabile al 20% in un lavoro leggero dove possa
cambiare frequentemente la posizione e stare seduta, dove non debba alzare
ripetutamente pesi oltre i 20 kg o percorrere lunghe distanze a piedi. Il dr.
__________ ha poi ritentuo ideale il lavoro di contabile venditrice svolto
dalla paziente in quanto poteva sedersi spesso, senza percorrere lunghe
distanze. Tale valutazione può senz'altro essere fatta propria da questa Corte,
senza che si renda necessario procedere ad una sua concreta verifica in sede
d'esame professionale, ritenuto come il carattere pluriforme dell'attività
svolta dall'assicurata in seno all'azienda (venditrice al dettaglio e
contabile, cfr. doc. AI _) da un lato, con ogni verosimiglianza e anche in
virtù della generale esperienza della vita, sia tale da permettere di alternare
la posizione eretta a quella seduta; d'altro lato entrambe le mansioni non
possono essere ritenute inammissibili avuto riguardo alle limitazioni
evidenziate in sede medica e relative al sollevamento di pesi e alla
percorrenza di lunghe distanze (su tale punto l'insorgente non ha d'altronde
sollevato critica alcuna).

La ricorrente sostiene innanzitutto come il servizio medico regionale dell’UAI
(SMR) abbia prospettato l’esecuzione di ulteriori accertamenti medici.

Orbene, tale circostanza non risulta dagli atti di causa. 

Con nota 21 marzo 2002 il segretario AI ha sì chiesto al SMR l’opportunità di
procedere ad altri approfondimenti, anche dal profilo psichico, poiché
l’assicurata si era presentata allo sportello con ulteriore documentazione
medica (doc. AI _). Quattro giorni dopo, il 25 marzo 2002 il dr. __________,
del suddetto servizio medico, facendo riferimento alla perizia del dr. __________,
ha comunque ritenuto come la fattispecie non necessiti di nuovi accertamenti,
anche per quel che concerne la problematica psichica (doc. AI _).

Non risulta nemmeno che l’assicurata doveva presentarsi il 23 maggio 2002 dal
dr. __________ per una perizia. 

Dall’inserto si evince che in data 24 maggio 2002 la ricorrente è stata
sottoposta ad una sonografia funzionale eseguita dal citato reumatologo, su
richiesta del dr. __________ (doc. _). Circostanza che lo stesso dr. __________
ha confermato nello scritto 15 luglio 2002 al TCA, evidenziando, appunto, che “
la paziente è in cura presso il Dr. __________ ed ho unicamente eseguito
l’esame sopraccitato ( sonografia funzionale delle spalle, ndr)”, (cfr.
doc. _). 

                               2.7.   Alla
valutazione peritale del dr. __________, l’assicurata ha opposto il certificato
4 ottobre 2000 della d.ssa __________, medico curante, la quale sostiene
un’incapacità lavorativa del 50%, senza comunque precisare le limitazioni
fisiche a cui l’assicurata è soggetta (doc. AI _).

Di analogo parere è anche il dr. __________, che, con rapporto 17 luglio 2000,
ritiene la paziente abile al 50% a seguito dell’alluce rigido e della tendinite
cronica d’achille al piede destro. Egli evidenzia comunque un miglioramento
della tendinite, rilevando come l’intervento di correzione dell’alluce non sia
stato ancora effettuato (doc. AI _).

Tali certificazioni, quindi, non sono idonee a mettere in dubbio la valutazione
approfondita e completa del perito dell’UAI. 

Non determinante è anche il certificato 17 maggio 2000 del dr. __________ che
descrive unicamente lo status dell’assicurata, senza pronunciarsi in merito ad
un’eventuale capacità lavorativa (doc. AI _).

                               2.8.   A seguito
del progetto di decisione, con osservazioni 14 marzo 2002  l’insorgente ha
trasmesso all’UAI dei certificati della d.ssa __________ e del dr. __________,
nonché un rapporto della Clinica di riabilitazione di __________. I primi due
attestati sono stati allegati anche al gravame.

                                         Con
certificato 21 marzo 2002 la d.ssa __________ ha rilevato quanto segue:

" 
Considero complessità la relazione tra i
disturbi cronici della paziente, l’affermazione cronica piede e ginocchia che
condizionano mobilità, aumenta di peso ponderale. Causa la fibromialgia si
sviluppa uno stato depressivo reattivo. 

Per i disturbi sopraelencati, ritengo la paziente incapace per un’attività
lucrativa e complessivamente ridotta la capacità anche per il lavori pesanti
domestici.” (Doc. AI _ = doc. _).

                                         Nel
certificato 15 marzo 2002, il dr. __________, confermando la diagnosi rilevata
dal perito, ha precisato:

 

" 
L’artrosi da alluce valgo e eventualmente anche
l’achillodinia 

potrebbero essere prese a carico con misure
chirurgiche.

In pazienti con fibromialgia è però consigliato evitare il ricorso alla
chirurgia in quanto si osserva frequentemente un’evoluzione soggettivamente
sfavorevole a livello locale a anche generale. 

I sintomi legati alla fibromialgia possono peggiorare dopo un’operazione."
(Doc. AI _)

 

                                         Ora,
contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, secondo il TCA, tali
certificati non mettono in dubbio la valutazione peritale. 

Innanzitutto perché la complessità dello stato fisico dell’assicurata è stata
debitamente presa in considerazione dal dr. __________, la cui diagnosi
corrisponde con quella accertata dal reumatologo curante dr. __________. Del
resto, quest’ultimo non ha fornito alcuna indicazione sul grado di capacità
lavorativa.

Del resto, con il breve e scarno attestato 21 marzo 2002 la d.ssa __________
non aggiunge nuovi elementi clinici, sostenendo solo che la paziente è incapace
per un’attività lucrativa, senza indicare i limiti funzionali che giustificano
una simile valutazione, né specificare il genere di attività non esigibile.

                                         Infine,
non necessita approfondimenti la componente psichica evidenziata dalla stessa.
Essa ha unicamente certificato che: “Causa la fibromialgia si sviluppa uno
stato depressivo reattivo”, senza indicare con precisione se effettivamente
la ricorrente sia o meno affetta da una simile patologia e da quando. Del resto
gli atti medici all’inserto, non contengono alcun indizio in merito ad
un’eventuale stato depressivo reattivo. Nemmeno nel rapporto 15 marzo 2002 il
dr. __________ ha fatto un simile accenno. 

Tuttavia, va già qui rilevato come eventuali affezioni psichiche, manifestate
successivamente alla decisione contestata, possano essere oggetto di una
domanda di revisione ex art. 41 LAI, a condizione che l’eventuale aggravamento
dello stato di salute dell’interessata sia determinante per una modifica del
grado d’incapacità al guadagno (cfr. considerando successivo).

 

Ininfluente è anche il rapporto 8 novembre 2001 della Clinica di riabilitazione
di __________, dove l’assicurata ha soggiornato dal 18 settembre 2001 al 16
ottobre 2001, poiché non contiene un giudizio sulla capacità lavorativa. 

Del resto, gli aspetti clinici ivi rilevati non sono in contraddizione con
quanto constatato dal perito. Anzi, i medici della Clinica, confermata la
diagnosi di fibromialgia, hanno rimarcato come la fisioterapia effettuata abbia
ridotto notevolmente i dolori all’alluce destro ed alla coscia sinistra. Tale
terapia, continuano i medici, ha infatti permesso alla paziente di raggiungere
in larga parte i risultati prefissati, quali l’aumento della resistenza fisica,
la riduzione del consumo di medicamenti, il riuscire a camminare per tratti
relativamente lunghi ed il miglioramento dei contatti sociali (cfr. doc. AI _).

 

                               2.9.   Da ultimo,
la circostanza che l’assicurata sia stata inviata dal dr. __________ per una
sonografia funzionale alla spalla, che, come visto, è stata eseguita il 24
maggio 2002 dal dr. __________, non è determinante per la fattispecie in esame,
poiché si riferisce ad uno stato di fatto accaduto successivamente
all’emissione della decisione contestata.

Occorre infatti rilevare che, secondo costante giurisprudenza del TFA,
l'autorità giudicante deve limitare l'esame del caso alla situazione effettiva
che si presenta all'epoca in cui è stata resa la decisione impugnata – in casu
il 8 aprile 2002 - , ritenuto che fatti verificatisi ulteriormente possono influire quali elementi di
accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa. I
fatti accaduti posteriormente e che hanno modificato questa situazione devono
di regola formare oggetto di un nuovo provvedimento (fra le tante cfr. DTF 121
V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V 93 consid. 3, 99 V 102).

Eccezionalmente il giudice può anche tener conto, per motivi d'economia
procedurale, dei fatti intervenuti posteriormente alla decisione impugnata, a
condizione che questi ultimi siano stabiliti in modo sufficientemente preciso
(RCC 1980 pag. 263) e siano suscettibili di influenzare il giudizio (RCC 1989
pag. 123 consid. 3b, RCC 1974 pag. 192 consid. 4, RCC 1970 pag. 582 consid. 3).

 

Ora, il risultato della citata sonografia (minimo
versamento articolare bilaterale, doc. _), non fornisce elementi di giudizio
sufficienti per stabilire in maniera chiara e precisa se vi è stato un
aggravamento dell'incapacità lavorativa dal punto di vista fisico. Lo stesso
vale per i postumi della caduta avvenuta il 6 giugno 2002, di cui agli atti non
vi è alcuna traccia. 

Ciò non toglie che l’assicurata ha la facoltà di presentare una domanda di
revisione ex art. 41 LAI, allegando tutta la documentazione medica pertinente.

In questo contesto, dunque, non è necessario dare seguito alla richiesta di
sospensione della presente procedura (cfr. doc. _).

Determinante è comunque che nessun elemento agli atti permette di ipotizzare
che tra la perizia del __________ (20 settembre 2001) e la resa della decisione
contestata (8 aprile 2002) l'assicurata presenti un'incapacità al lavoro,
rispettivamente al guadagno, superiore al minimo pensionabile del 40%.  

 

                             2.10.   L’assicurata
ha chiesto l’espletamento di una perizia giudiziaria per accertare il suo stato
di salute, nonché l’eventuale capacità lavorativa. 

                                         Al proposito, va ricordato che, qualora
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove, senza che ciò costituisca una violazione del
diritto di essere sentito (apprezzamento anticipato delle prove; cfr. DTF 124 V
94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid.
3c e rinvii).

 

Nel caso in esame, secondo il TCA, la documentazione
agli atti è sufficiente per pronunciare il presente giudizio.

 

Sulla scorta di quanto precede, la decisione contestata deve essere confermata
e il ricorso respinto.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

 

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

                                         Al 
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti