# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b3df22b8-291f-5f61-a9ad-f09e7751f620
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-09-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.09.2006 32.2005.201
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-201_2006-09-25.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.201

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  25 settembre
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 novembre 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 10
  ottobre 2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                               1.1.   RI
1, nato nel __________ e da ultimo attivo quale pizzaiolo, nel mese di agosto 2001
ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti lamentando in
particolare dei problemi lombari e depressivi (doc. AI 1).

 

                                         Con
lo scopo di valutare le conseguenze del danno alla salute sulla capacità lavorativa,
durante l’istruttoria l’Ufficio AI ha ordinato l’esecuzione di una perizia multidisciplinare
a cura del Servizio di accertamento medico (SAM). Con rapporto 18 ottobre 2002
i periti, diagnosticate una sindrome depressiva ricorrente, una sindrome da
dipendenza etilica (attualmente in astinenza), una sindrome lombovertebrale
(con/su discrete alterazioni degenerative L4-S1 ed insufficienza muscolare
lombo-addominale), hanno valutato che l’assicurato presenta una capacità
lavorativa del 70% in attività leggere e medie (doc. AI 22).

 

                                         Con
decisione 17 aprile 2003 l’amministrazione ha riconosciuto un periodo di tre
mesi di accertamento professionale presso il Centro formazione professionale e
sociale di __________ (doc. AI 29-1). Dopo tre giorni l’assicurato ha interrotto
il periodo di accertamento per motivi di salute (sindrome lombo-vertebrale)
(cfr. scritto 2 dicembre 2003 del direttore del CFPS, doc. AI 35-1).

                                         

                               1.2.   Esperiti
ulteriori accertamenti medici, con decisione 4 maggio 2004 l’Ufficio AI ha respinto
la domanda di prestazioni, rilevando: 

 

" 
(...)

Esito degli accertamenti:

 

●   Vi sono stati dei periodi di completa
inabilità lavorativa che però non hanno mai raggiunta la carenza dell'anno
d'attesa.

●   La documentazione medico-specialistica
acquisita all'incarto, ed in particolare la perizia assoluta dal Servizio
accertamento medico AI (SAM) di __________, permette di considerare non adatte
dal profilo ortopedico attività pesanti, come quella di mugnaio svolta a suo
tempo in Turchia e, sempre il problema alla schiena, sono sconsigliate attività
in posizione seduta prolungata, come quella di autista svolta in Ticino alcuni
anni orsono. Per un'attività nel campo della ristorazione (ultima attività
svolta pizzaiolo) non vi sono controindicazioni dal profilo ortopedico, l'unico
problema deriva dal contatto con bevande alcoliche. In conclusione, attività
rispecchianti le indicazioni mediche sono esigibili in misura completa ma con
una riduzione del rendimento del 30%.

●   Il peggioramento subentrato allo stato di
salute dell'assicurato, che ha portato ad interrompere il tentativo di applicare
provvedimenti professionali, non è attribuibile a disturbi alla salute tutelati
dall'AI pertanto, fa stato un grado d'invalidità del 30%." (Doc. AI
46-1+2)

 

                               1.3.   Con
decisione 10 ottobre 2005 l’Ufficio AI, respingendo l’opposizione con cui
l’assicurato – per il tramite dell’avv. RA 1 - chiedeva il riconoscimento di un
grado d’invalidità del 50% e dell’assistenza giudiziaria con gratuito
patrocinio, ha confermato il diniego di prestazioni, motivando come segue il
provvedimento preso:

 

" 
(...)

7.  In concreto, per quanto attiene all'aspetto medico,
l'opponente contesta in pratica la valutazione operata dall'amministrazione, in
base alla quale il medesimo sarebbe in grado di svolgere attività adeguate in
misura del 70%.

 

                                                                                                    Considerato
come l'assicurato abbia prodotto un certificato medico in sede di opposizione,
per un'adeguata valutazione l'incarto ivi comprese le obiezioni sollevate è
stato nuovamente sottoposto al vaglio del Servizio medico regionale dell'AI
(SMR).

 

                                                                                                    Nel
presente caso, il dottor __________ medico responsabile del Servizio medico
regionale dell'AI (SMR) ha precisato che l'assicurato soffre di una doppia patologia,
ossia di una sindrome depressiva accompagnata da uso di bevande alcoliche. Il
medico del SMR dell'AI ha evidenziato che il Servizio accertamento medico dell'AI
(SAM) ha in effetti dichiarato che la dipendenza era in remissione, ma i dati
del curante depongono tuttavia per una ripresa del consumo.

                                                                                                    Il
medico del SMR dell'AI ha di fatto sottolineato che in questa situazione non è
possibile determinare se la depressione sia in qualche modo modificata, poiché
troppi sintomi attribuibili a tale patologia sono anche comuni al consumo di
etile e interagiscono con l'evoluzione della patologia.

                                                                                                    Il
medico del SMR dell'AI ha stabilito in definitiva che una valutazione dell'effettiva
capacità lavorativa per un'eventuale sindrome depressiva potrà essere eseguita
unicamente dopo un periodo adeguato d'astinenza.

                                                                                                    Invitiamo
pertanto l'assicurato a ripresentare una nuova domanda di rendita d'invalidità
al termine della comprovata cura di disintossicazione di cui sopra.

 

8.  In conclusione, si può affermare che non vi sono
elementi dal lato medico (compresi quelli presentati in sede d'opposizione) che
depongano per un'incapacità lavorativa superiore a quella già attestata nella
precedente valutazione operata dall'amministrazione. (...)" (Doc. AI
66-4+5)

 

                                         Contestualmente
l’amministrazione ha respinto l’istanza di assistenza giudiziaria ritenendo
l’intervento del legale non necessario.

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso al TCA l'assicurato, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha
chiesto l’annullamento della citata decisione su opposizione ed il conseguente
riconoscimento di una mezza rendita intera d’invalidità e dell’assistenza giudiziaria
con gratuito patrocinio sia in ambito amministrativo che giudiziario.

                                         Facendo
presente di trovarsi attualmente in un periodo di astinenza da sostanze
alcoliche, il ricorrente ha pertanto        evidenziato che la sua problematica
depressiva è indipendente dall’abuso etilico che gli causa un’incapacità
lavorativa del 50%. A sostegno della propria tesi egli ha trasmesso uno scritto
del suo psichiatra curante, dr. __________.

 

                               1.5.   Con
la risposta di causa l’amministrazione ha invece chiesto la reiezione del ricorso.
Sulla base del parere del proprio servizio medico (SMR), a cui è stato sottoposto
per esame il succitato nuovo atto medico, l’Ufficio AI ha evidenziato che,
indipendentemente dalla questione sull’abuso etilico, rispetto alla valutazione
del SAM non vi è stato un peggioramento della patologia psichiatrica e che quindi
l’assicurato non presenta un grado d’invalidità pensionabile.

 

                               1.6.   Con
scritto 19 dicembre 2005 l’assicurato ha invece evidenziato che la perizia del
SAM è vecchia di oltre tre anni. Fondandosi su un ulteriore scritto dello psichiatra
curante, egli ha evidenziato che a peggiorare la situazione valetudinaria sono
stati gli episodi depressivi recidivanti, di cui due molto gravi avvenuti negli
ultimi tre anni, e l’abuso etilico secondario intervenuto durante i periodi di
crisi acuta (IX).

 

                               1.7.
  Con decreto 21 dicembre 2005 il Vicepresidente del TCA ha accolto l’istanza
di assistenza giudiziaria.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

2.1.  La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio
e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria
o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione
di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA.

 

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se la psicopatologia di cui il ricorrente è affetto
giustifica un grado d’incapacità al guadagno del 50%, così come chiesto con il
presente ricorso, oppure, conformemente al tenore della decisione impugnata, se
l’invalidità non raggiunge un grado pensionabile. 

                                         

                                         Pacifico
è che dal punto di vista ortopedico l’assicurato può esercitare la sua attività
di pizzaiolo ma non può svolgere attività sedentarie, con grossi pesi. Altrettanto
pacifico è che anche a livello neurologico (cefalee) non vi è una limitazione
della capacità lavorativa (cfr. perizia SAM pag. 10; doc. AI 22-1).

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

 

         Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto
di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal
1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv.
1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%. 

 

         Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto
conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito
ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che
avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC
1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité,
Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che
l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere
calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR
1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                                         Infine
va ricordato che, conformemente alla giurisprudenza del TFA l’alcolismo, l’abuso di consumo di
medicamenti, la tossicodipendenza non può di per sé motivare
un’invalidità ai sensi della legge.

                                         L’assicurazione
AI ne tiene conto solo se la dipendenza ha provocato una malattia (o un
infortunio) in seguito alla quale o per cui l’assicurato ha subito un danno
alla salute fisica o mentale che riduce la capacità al guadagno, o se essa
stessa risulta da un tale danno con valore di malattia (DTF 124 V 268 consid.
3c e riferimenti; Pratique VSI 2002 p. 30, 2001 p. 223 = SVR 2001 IV Nr. 3 p. 7
consid. 2b; cfr. anche marginale no. 1014 della Circolare sull’invalidità e la
grande invalidità).

 

                               2.4.   Nel
caso in esame, l’assicurato contesta la presa di posizione del SMR, riassunta
nella decisione querelata, di ritenere data una ripresa del consumo di sostanze
alcoliche, motivo per cui sarebbe impossibile accertare se la depressione si
sia aggravata, poiché troppi sintomi attribuibili a tale patologia sono anche comuni
all’etilismo e oltretutto interagiscono con l’affezione psichica. Per questi motivi,
secondo il SMR, una valutazione dell’effettiva capacità lavorativa causata da
una sindrome depressiva è possibile solo dopo un periodo adeguato di astinenza.

                                         Il
ricorrente sostiene invece che il consumo etilico è una "causa secondaria
dipendente da una patologia principale (depressione)" - affezione che gli
procura un’incapacità lavorativa del 50% - e che nell’ultimo anno sta
attraversando un periodo di astinenza, avendo ritrovato una nuova stabilità dal
profilo affettivo. Al riguardo il ricorrente ha fatto riferimento allo scritto
21 ottobre 2005 del suo psichiatra curante, prodotto con il ricorso, il quale
fra l’altro ha evidenziato quanto segue:

 

" 
(...)

Nel caso del Signor RI 1, ci troviamo chiaramente nella
prima situazione. In altri termini, la depressione di cui soffre il signor RI 1
non è dovuta all'abuso di alcolico, bensì a problematiche complesse che
riguardano l'attaccamento affettivo insicuro rispetto alle figure genitoriali
(padre assente, madre iperprotettiva ed ansiogena), nonché un grave trauma
infantile, nel merito del quale non posso entrare per ragioni di segreto
professionale. Un attaccamento affettivo insicuro ha poi impedito al signor RI
1 di avere relazioni affettive stabili e sicure (due divorzi). Pergiunta, una
sindrome di sradicamento, lasciando il paese d'origine, la Turchia, con tutta
una serie di difficoltà d'inserimento in Svizzera, ha complicato il quadro. A
riprova di quanto detto, risulta evidente il fatto che nell'ultimo anno il
paziente si ê mantenuto pressoché astinente da bevande alcoliche, avendo ritrovato,
una nuova stabilità anche dal punto di vista affettivo, con conseguente miglioramento
del tono dell'umore. Nel frattempo, si è infatti sposato con una connazionale.

 

Il signor RI 1 continua comunque a seguire regolarmente
i colloqui e ad assumere la farmacoterapia ansiolitica ed antidepressiva
prescritta. Malgrado ciò, dal punto di vista della capacità di lavoro, permane
inabile nella misura del 50%. Alla base di questa inabilità sono presenti un
disturbo dell'attenzione e della concentrazione, facile affaticabilità, e
disturbi del sonno piuttosto importanti ed ostinati, che necessitano di una
farmacoterapia neurolettica sedativa serale." (Doc. B)

Già nel rapporto 30 marzo 2004, steso dopo l’interruzione dell’osservazione professionale,
il dr. __________ aveva evidenziato la caratteristica secondaria dell’abuso di
sostanze alcoliche, facendo presente che “la sintomatologia (…) è caratterizzata
da uno stato timico deflesso, accompagnato da stati di ansia molto accentuata,
che il paziente tende a contenere, oltre che con le medicazioni, con l’uso di
bevande alcoliche” (doc. AI 44-1), documento in base al quale l’Ufficio AI
ha dedotto una ripresa dell’etilismo.

 

                                         Sia
come sia, indipendentemente dall’uso di sostanze alcoliche, l’assicurato
presenta una patologia psichiatria. Del resto, nel rapporto 18 ottobre 2002 i
periti del SAM avevano evidenziato una (primaria) depressione ricorrente, con
una sindrome di dipendenza etilica, a quell’epoca in astinenza.

 

                                         Occorre
piuttosto valutare se, come sostenuto dall’assicurato, nel frattempo la
patologia psichiatrica si è aggravata e quali sono le conseguenze di tale peggioramento
sulla capacità al lavoro, rispettivamente al guadagno.  

 

                               2.5.   Pendente
causa il ricorrente ha prodotto lo scritto 12 dicembre 2005 in cui lo
psichiatra curante ha preso posizione in merito alla risposta di causa ed alle
accluse annotazioni 21 novembre 2005 del dr. __________ del SMR.

                                         Il dr. __________ ha
evidenziato quanto segue:

 

" 
(...)

In questa sede, non posso che ribadire quanto già
espresso nella mia precedente lettera del 21.10.2005 sul fatto che la patologia
psichica di cui soffre il signor RI 1 sia grave, e credo chiaramente
documentata dal recidivare di episodi depressivi, almeno due dei quali molto
gravi negli ultimi tre anni, che hanno necessitato di altrettanti ricoveri in
ambito psichiatrico. In uno di questi scompensi erano presenti anche sintomi
psicotici. Anche nei periodi intercritici il paziente presenta labilità emotiva,
irritabilità, disturbi dell'attenzione e della concentrazione ed importanti
turbe del sonno, stanchezza, disturbi della memoria.

 

La sindrome depressiva ricorrente è caratterizzata da
ripetuti episodi di depressione, che possono essere di grado lieve, medio,
grave o gravissimo (con sintomi psicotici) e di durata e frequenza variabile. I
singoli episodi, qualunque sia la loro gravità, sono spesso precipitati da
eventi di vita stressanti. Sebbene la remissione sia di solito completa fra un
episodio e l'altro, è noto il fatto che in un certo numero di casi si può
sviluppare una depressione persistente. In ogni caso, questa patologia, proprio
in base alle caratteristiche di recidività, comporta gravi compromissioni sul
piano della vita sociale, di relazione e conseguenze pesanti, spesso
invalidanti, in ambito lavorativo.

 

Nel caso del signor RI 1, a peggiorare il quadro
interviene, nei periodi critici, anche un importante abuso etilico secondario,
e questo a riprova della gravità degli episodi depressivi stessi, così come
giustamente citato dal Dr. __________. A tale proposito, faccio riferimento
alle diagnosi di dimissione dalla Clinica __________ del 20.07.2001 e a quella
della Dr.ssa __________, psichiatra di __________, già medico fiduciario della __________.

 

In conclusione, malgrado l'attuale fase di parziale
remissione, il signor RI 1 presenta a tutt'oggi un'incapacità lavorativa di
almeno il 50%." (Doc. IXbis)

Orbene, dal succitato scritto e dalla documentazione agli atti questo TCA non
può concludere per una modifica rilevante della stato psichico del ricorrente e
questo per motivi che seguono.

                                         Effettivamente
negli ultimi anni l’assicurato è stato vittima di episodi depressivi. Quelli
documentati si riferiscono ai due ricoveri presso la Clinica __________,
entrambi risoltisi con un miglioramento della sintomotalogia depressiva: il
primo, a seguito di un grave episodio depressivo con sintomi psicotici, dall’11
aprile 2001 al 23 maggio 2001 (cfr. rapporto d’uscita 20 luglio 2001; doc. AI
13-16), il secondo, senza sintomi psicotici, dal 28 giugno 2002 al 30 agosto
2002 (cfr. rapporto di dimissioni 4 settembre 2002; doc. AI 22-13). Va comunque
ricordato che tali circostanze sono state debitamente considerate nella perizia
18 ottobre 2002 del SAM, rispettivamente dallo specialista psichiatra esterno,
dr. __________ (doc. AI 22-36). Del resto, nella perizia 6 febbraio 2002 la
dr.ssa __________, allora medico psichiatra di fiducia della cassa malati __________,
stesa dopo il primo episodio depressivo con sintomi psicotici, aveva fra
l’altro diagnosticato uno stato depressivo lieve con un’inabilità lavorativa
del 50% per un periodo massimo di 4-6 settimane (doc. AI 22-23).

                                         Vero
che l’assicurato, come evidenziato dallo psichiatra curante, presenta una
labilità emotiva, irritabilità, disturbi dell’attenzione e dalla concentrazione
ed importanti turbe del sonno, stanchezza ed, infine, disturbi di memoria. Ma è
altrettanto vero che tale sintomatologia è stata sostanzialmente riscontrata anche
dal perito psichiatra.

                                         Infine,
nel citato scritto 12 dicembre 2005 il dr. __________ ha affermato che “ a
peggiorare il quadro interviene, nei periodi critici, anche un importante abuso
etilico secondario”. Come rilevato sopra, l’AI non risponde delle
conseguenze dovute all’abuso di sostanze (cfr. consid. 2.3), motivo per cui
dell’aggravamento di cui sopra non può essere tenuto conto. 

                                         Vero
che la perizia del SAM è stata eseguita tre anni fa, ma è altrettanto vero che
dalla recente documentazione prodotta non è desumibile un rilevante cambiamento
della situazione psichica.

                                         Visto
quanto sopra, questo Tribunale ritiene che la refertazione medica agli atti
contiene elementi chiari e sufficienti per valutare l'incapacità al guadagno
dell'assicurato sino all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si
renda quindi necessario l'esperimento di una perizia giudiziaria così come
richiesto dal ricorrente. Al
riguardo, va fatto presente che se l'istruttoria da effettuare d'ufficio
conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso
delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere
considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero
modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata
delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungs-rechtspflege, 2° ed., pag.
274, si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119
V 344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il
diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV
no. 10 pag. 28 consid. 4b; riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr.
DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con
riferimenti).

 

                                         In
queste circostanze, atteso che dal punto di vista somatico non vi è stato alcun
peggioramento, sulla base dell’affidabile e concludente perizia SAM, alla quale
va dato valore probatorio pieno (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del
14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa G.F.;
STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988
pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189), è da ritenere dimostrato, con il grado
della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni
sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid.
8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b), che l’assicurato
presenta un’inabilità al lavoro del 30% in attività leggere e medie,
corrispondenti alla sua originaria professione di pizzaiolo. 

L’Ufficio AI ha di conseguenza rettamente respinto la domanda di rendita.

 

                               2.6.   L’assicurato
contesta inoltre il rifiuto deciso dall’Ufficio AI di poter beneficiare del
gratuito patrocinio.

                                         Al
riguardo egli ha evidenziato:

 

" 
(...)

L'Ufficio AI ha negato il riconoscimento
dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio in sede di opposizione
ritenuto che nel caso specifico non vengono sollevati problemi di natura
eccezionale o quesiti giuridici di notevole difficoltà.

Per cui, a mente dell'amministrazione, l'assicurato può
continuare a difendere i propri interessi senza l'ausilio di un legale.

 

L'assicurato, nato nel 1964, è un cittadino di origine
turca che si è trasferito in __________ a __________ nel 1986, all'età di 22
anni. Dal formulario di richiesta di prestazioni AI per adulti risulta che egli
ha frequentato unicamente le scuole elementari in Turchia. Egli soffre di
depressione ed è stato posto sotto curatela volontaria il 16 luglio 2001.

 

Pretendere da un assicurato alloglotto con una bassa
scolarità, sofferente di depressione e posto sotto curatela, che possa
adeguatamente tutelare i propri interessi è semplicemente irrealistico.
(...)" (Doc. I, pag. 11-12)

                                         

                                         Ai sensi dell’art. 37 cpv. 4 LPGA durante la procedura amministrativa,
se le circostanze lo esigono, il richiedente può beneficiare di patrocinio
gratuito. Sussiste il diritto all’assistenza giudiziaria con gratuito
patrocinio senza limitazioni temporali quando sono dati i relativi presupposti
(indigenza dell’istante, causa non palesemente priva di oggetto e necessità
dell’assistenza da parte di un avvocato; cfr. Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo
2003, ad art. 37 n. 17 pag. 399). 

                                         La
necessità di patrocinio da parte di un legale dipende dalle circostanze oggettive
e soggettive del caso concreto, ossia dalla particolarità della norme procedurali
applicabili, dalla complessità delle questioni giuridiche, dalla fattispecie
poco chiara, ma anche dal richiedente. Quest’ultimo, ad esempio, non dev’essere
capace di difendere i propri interessi. Qualora sussiste la minaccia di un
intervento particolarmente grave nello statuto giuridico dell’indigente è di
regola data la necessità di un patrocinio, altrimenti soltanto nei casi in cui
oltre alla relativa complessità della fattispecie si aggiungono anche difficoltà
reali e giuridiche che non possono essere risolte dal richiedente stesso (“Falls
ein besonders starker Eingriff in die Rechtsstellung des Bedürftigen droht, ist
die Verbeiständung grundsätzlich geboten, andernfalls bloss, wenn zur relativen
Schwere des Falles besondere tatsächliche oder rechtliche Schwierigkeiten
hinzukommen, denen der Gesuchsteller auf sich alleine gestellt nicht gewachsen
ist. , cfr. DTF 125 V 35 consid. 4b e riferimenti; DTF 119 Ia 265)
oppure se l’assistenza di rappresentanti di associazioni
invalidi, assistenti sociali o altre persone nel settore sociale non può
essere presa in considerazione (“…wenn auch eine Verbeiständung durch
Verbandsvertreter, Fürsorger oder andere Fach- und Vertrauensleute sozialer
Institutionen nicht in Betracht fällt “ DTF 125 V 34 consid. 2, 114 V 236
consid. 5b; cfr. STFA inedita 29 settembre 2005 nella causa G, I 369/05,
consid. 2.2). Il criterio per ammettere la necessità
dell’assistenza di un legale nella procedura amministrativa va quindi
verificato con severità (Kieser, op. cit., ad art. 37 n. 21 pag. 400; Pratique
VSI 2000 p. 164; DTF 125 V 35s consid. 4b). 

 

                                         Secondo
questo TCA la fattispecie in esame non presenta elementi di particolare
difficoltà giuridiche, visto che rientra nella consueta casistica di questo
genere di problematiche. Vero che l’assicurato a una bassa scolarità e soffre
di depressione, ma è altrettanto vero che egli è seguito da un tutore per cui i
suoi interessi sono sufficientemente difesi. 

                                         Alla
luce di quanto esposto sopra, ribadito che le condizioni per ottenere il gratuito
patrocinio in sede amministrativa sono più restrittive rispetto a quelle per
valutare il diritto all’assistenza giudiziaria in sede di ricorso,
l’amministrazione ha dunque rettamente ritenuto, alla luce della succitata giurisprudenza
restrittiva, l’assistenza di un legale non necessaria e, di conseguenza,
respinto la domanda di gratuito patrocinio, senza accertare l’eventuale
indigenza dell’assicurato, né valutare se la causa fosse palesemente priva di
successo.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.

                                         Al 
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi  Fabio Zocchetti