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**Case Identifier:** f7742088-6d18-5d30-b31e-316772fc945a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-09-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.09.2008 C-1749/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1749-2007_2008-09-10.pdf

## Full Text

Corte II I
C-1749/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  s e t t e m b r e  2 0 0 8

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Michael Peterli, Franziska Schneider; 
Cancelliere: Dario Croci Torti.

A._______, 
patrocinata dall'Avvocato Enrico Bortone, 
via IV Novembre 85, IT-73032 Andrano (LE),
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore

assicurazione invalidità (decisione su opposizione del 22 
gennaio 2007)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-1749/2007

Fatti:

A.
A._______,  cittadina  italiana,  nata  il  ,  coniugata,  ha  lavorato  in 
Svizzera  dal  1973  al  1978,  solvendo  i  contributi  all'assicurazione 
svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI), durante tale 
periodo.  Dopo  il  rimpatrio  ha  ancora  lavorato  in  proprio,  come 
commerciante in articoli casalinghi e giocattoli dal 1982 al 1984 e si è 
poi ritirata dal lavoro per ragioni di salute (doc. 18, 74).

Una  prima  domanda  di  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità  è  stata  respinta  con  decisione  3  luglio  1998  della  Cassa 
svizzera  di  compensazione  (CSC),  provvedimento  confermato  dalla 
Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI per le persone 
residenti  all'estero  (CFR)  con  giudizio  del  23  novembre  2001.  In 
quell'occasione,  l'interessata  non  adempiva  la  condizione 
d'assicurazione. L'Autorità giudiziaria invitò tuttavia l'amministrazione a 
voler  esaminare  il  diritto  ad  un'eventuale  prestazione  dopo  il  1° 
gennaio 2001 (soppressione della clausola assicurativa).

Nell'ambito  di  tale  istruttoria,  è  stato  evidenziato  che  la  richiedente 
soffriva di ipertensione arteriosa, artrosi del rachide con listesi L4-L5, 
discopatia L5-S1 con segni di sofferenza radicolare, stenosi uretrale, 
epatite  cronica,  dermatite  da  contatto.  Con  decisione  del  3  maggio 
2004, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAI, ora Ufficio 
dell'assicurazione per l'invalidità per gli  assicurati  residenti  all'estero, 
UAIE) ha respinto la richiesta di prestazioni per carenza d'invalidità di 
livello  pensionabile.  L'interessata  ha  impugnato  il  suddetto 
provvedimento amministrativo innanzi alla CFR, la quale, con giudizio 
del  20  gennaio  2005,  ha  parzialmente  accolto  l'impugnativa  ed  ha 
rinviato  gli  atti  all'amministrazione  perché  procedesse  a  nuovi 
accertamenti sanitari pluridisciplinari e statuisse di nuovo (doc. 70).

B.
La richiedente  ha di  nuovo compilato  il  questionario  per  l'assicurato 
ove ha confermato di non aver più svolto attività lucrativa dopo il 1984 
per ragioni di salute (doc. 74).

A._______  è  stata  visitata  il  7  luglio  2005  presso  i  servizi  medici 
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di Casarano, ove 
il sanitario incaricato ha evidenziato la diagnosi di “spondiloartrosi con 

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discopatia e gonartrosi  bilaterale in  soggetto obeso con significativo 
impegno funzionale  complessivo diabete  mellito  tipo  2  con sospetta 
arteriopatia arti  inferiori,  ipertensione arteriosa, disturbo distimico ad 
incidenza funzionale moderata, stenosi uretrale” ed ha posto un tasso 
d'invalidità  del  90%  (doc.84).  Sono  stati  esibiti  documenti  oggettivi, 
quali: 

- i risultati di un'ultrasonografia ossea del 28 gennaio 2005 (doc. 76); 

- i risultati di un esame morfometrico computerizzato del 2 marzo 2005 
(doc. 77);

-  un  rapporto  d'esame  endocrinologico  del  26  maggio  2005  ed  un 
rapporto d'esame neuropsichiatrico del 4 giugno 2005 (doc. 78, 79);

- un elettrocardiogramma del 17 giugno 2005 (doc. 80);

- un certificato medico ospedaliero redatto il 22 giugno 2005 dal Dott. 
Piccinni (doc. 81);

- un nuovo rapporto d'esame neurologico del 1° luglio 2005 (doc. 82);

- un rapporto di visita ortopedica del 6 luglio 2005 (doc. 83).

C.
Nella  sua  relazione  del  14  ottobre  2005,  il  Dott.  Muggli,  medico 
dell'UAIE, dopo aver ripreso la diagnosi sopra riferita ed analizzato il 
caso sotto il profilo delle malattie di lunga durata, ha affermato che la 
richiedente presenta, dal 2000, un'incapacità al lavoro del 25% come 
commerciante  indipendente,  mentre  la  sua  capacità  al  lavoro  è 
completa come addetta alla vendita alle dipendenze di terzi e in attività 
analoghe (doc. 85-87).

Mediante decisione del 20 ottobre 2005, l'UAIE ha pertanto respinto la 
domanda di rendita (doc. 88).

D.
A._______,  rappresentata  dall'avv.  Enrico  Bortone,  ha  formulato 
opposizione  contro  il  suddetto  provvedimento  amministrativo 
chiedendo il riconoscimento del suo diritto a prestazioni assicurative. A 
suffragio  delle  sue  conclusioni  ha  esibito  un  breve  rapporto  del 
servizio di fisioterapia dell'USL 2 di Maglie del 22 agosto 2005 ed un 

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certificato oculistico del 5 maggio 2006 prodotto in un secondo tempo. 
Esibisce  poi  un  dettagliato  rapporto  dell'unità  operativa di  ortopedia 
servizio  di  fisiokinesiterapia  del  9  ottobre  2006  attestante  una 
lombosciatalgia  destra  da  ernia  del  disco  L4/L5  ed  L5/S1, 
cervicobrachialgia  bilaterale  da  discopatia  C3/C4,  C5/C6-C6/C7 con 
sofferenza  radicolare  multipla,  metatarsalgia  bilaterale  da  avampiedi 
piatti traversi. Viene inoltre prodotto un certificato del Dott. Urro del 13 
ottobre 2006 attestante un glaucoma in OO in cardiopatia ipertensiva 
e diabetica (doc. 93-97).

Ricevuta l'opposizione, l'amministrazione ha risottoposto gli atti al Dott. 
Muggli,  il  quale,  nella  sua  relazione  del  30  dicembre  2006,  si  è 
riconfermato nelle sue precedenti considerazioni (doc. 99).

Mediante  decisione  su  opposizione  del  22  gennaio  2007,  l'UAIE  ha 
respinto l'istanza dell'opponente ed ha confermato la propria decisione 
del 20 ottobre 2005 (doc. 100).

E.
Con  gravame del  2  marzo  2007,  A._______,  sempre  rappresentata 
dall'avv.  Bortone,  chiede,  sostanzialmente,  l'annullamento  del 
summenzionato  provvedimento  amministrativo  e,  di  conseguenza,  il 
riconoscimento del suo diritto a prestazioni assicurative. A suffragio di 
quanto chiesto produce un referto di visita oculistica specialistica ed 
altra documentazione già ad atti.

Nelle sue osservazioni ricorsuali del 14 maggio 2007, l'UAIE propone 
la reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui, per quanto occorra, 
si riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio. 

F.
Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra 
documentazione  di  rilievo,  l'avv. Bortone,  con  scritto  del  27  giugno 
2007,  ha  ribadito  l'intenzione  della  propria  assistita  di  mantenere  il 
ricorso ed ha esibito un breve rapporto d'esame endocrinologico del 
14 giugno 2007 ed un nuovo certificato del Dott. Urro del 18 giugno 
successivo attestante quanto già noto.

Non sono stati disposti ulteriori scambi di allegati.

G.

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Diritto:

1.

Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  agli  art.  33  e  34  LTAF.  In 
particolare,  le  decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti 
l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi al  TAF 
conformemente  all'art.  69  cpv. 1  lett.  b  della  legge  federale  del  19 
giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 

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sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

3.

3.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

3.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

3.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il  gravame è  dunque ricevibile,  nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

4.
Ai fini del presente giudizio occorre altresì preliminarmente precisare, 
con  particolare  riferimento  al  diritto  materiale,  che,  dal  profilo 
temporale,  non  trovano  applicazione  le  modifiche  della  LAI  del  6 
ottobre 2006 entrate in vigore dal 1° gennaio 2008 (5a revisione della 
LAI). Di seguito vengono quindi citate le disposizioni della LAI e della 
LPGA nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007.

5.
La ricorrente ha presentato la richiesta di rendita il 12 ottobre 2001. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato 
si annuncia più di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni 

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possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la 
richiesta.  In  concreto,  lo  scrivente  Tribunale  amministrativo  federale 
può quindi limitarsi ad esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una 
rendita il 12 ottobre 2000 (ossia 12 mesi precedenti la presentazione 
della domanda), oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data 
ed il 22 gennaio 2007, data della decisione su opposizione impugnata. 
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della 
decisione impugnata, in generale, secondo lo stato di fatto esistente al 
momento in cui la decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 
1.2 e 1.2.1). 

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
un  cittadino  italiano  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni:  essere  invalido  ai  sensi  della  legge  svizzera  ed  aver 
versato contributi  all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno 
(art. 36 cpv. 1 LAI).

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di 
una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  Va 
ricordato che fino al  31 dicembre 2003,  la LAI prevedeva il  diritto al 
quarto di rendita con un tasso d'invalidità del 40% almeno, alla mezza 
rendita con un tasso d'invalidità del 50% almeno e alla rendita intera 
con un tasso d'invalidità dei due terzi (66,67%). In seguito all'entrata in 
vigore  dell'Accordo bilaterale,  la  limitazione prevista  dall'art.  28  cpv. 
1ter LAI, secondo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore 

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al 50% sono versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano 
abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando 
l'assicurato è cittadino dell'UE e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

8.

8.1 Dopo  il  rimpatrio,  l'interessata  ha  ancora  lavorato,  sebbene  per 
soli 2 anni dal 1982 al 1984 come commerciante in generi casalinghi e 
giocattoli. La stessa imputa l'abbandono della sua attività a ragioni di 
salute (doc. 74).

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 

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reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). 

Va precisato che l'interessata ha svolto un'attività indipendente prima 
dell'insorgere  dell'invalidità.  Di  principio  si  dovrebbe  valutare  la  sua 
perdita  di  guadagno  secondo  il  metodo  straordinario,  cioè 
paragonando  le  mansioni  che  l'interessata  non  può  più  svolgere  e 
quelle che può oggi ancora assumere malgrado l'invalidità. Tuttavia, in 
caso di cessazione dell'invalidità è possibile  applicare, in sostituzione 
del metodo straordinario di calcolo dell'invalidità, il metodo generale. In 
tal  caso  infatti  il  raffronto  delle  mansioni  svolte  prima  e  dopo  la 
sopravvenienza del danno alla salute non è più attuabile (RAMI 1995 
p. 106ss e ATFA del 25 aprile 2005 nella causa I 269/03).

8.3 In  carenza  di  documentazione  economica,  la  documentazione 
medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare 
quali  lavori  siano  ancora  esigibili  dall'assicurato,  ma  non  spetta  al 
medico graduare il  tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314, 
105  V  158).  Infatti,  per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni 
mediche possono costituire importanti  elementi  d'apprezzamento del 
danno  invalidante,  allorché  permettono  di  valutare  l'incapacità 
lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in  un'attività  da  lui 
ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 
3c).

Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti  ed esamini in maniera completa i  punti 
litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 
dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). 

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9.

9.1 Dalla documentazione sanitaria ad atti si evince che la ricorrente 
soffre essenzialmente di  “spondiloartrosi  con discopatia e gonartrosi 
bilaterale  in  soggetto  obeso  con  significativo  impegno  funzionale 
complessivo  diabete  mellito  tipo  2  con  sospetta  arteriopatia  arti  
inferiori,  ipertensione  arteriosa,  disturbo  distimico  ad  incidenza 
funzionale  moderata,  stenosi  uretrale”  (cfr.  perizia  medica 
particolareggiata del  7  luglio  2005). Dalla  documentazione esibita  in 
sede di opposizione risulta che il fenomeno artrosico colpisce anche la 
regione cervicale. La paziente è inoltre portatrice di un glaucoma in 00 
da ipertensione.

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico,  essere  esaminate  alla  luce  dell'art.  29  cpv. 1  lett.  b  LAI. 
Trattasi, infatti,  di malattie che, per costante giurisprudenza, sono da 
configurare  non  già  di  carattere  permanente  (cioè  di  natura 
consolidata o irreversibile), bensì patologico-labile, ossia suscettibili di 
migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  la  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate  affezioni,  il  medico  dell'INPS (perizia  del  7  luglio  2005) 
pone  un  tasso  d'invalidità  del  90%.  Dal  canto  suo,  il  Dott.  Muggli, 
medico  dell'UAIE  nega  il  requisito  dell'incapacità  al  lavoro  di  livello 
pensionabile.  Precisamente,  egli  ritiene  un'incapacità  al  lavoro  del 
25% come titolare di un commercio comportante un'intensità di lavoro 
medio  leggera ed un capacità  completa  come commessa o  addetta 
alla vendita in un negozio.

10.2 Dal  punto  di  vista  ortopedico  la  situazione  valetudinaria  della 
ricorrente è presenta qualche disturbo, ma non a tal punto da dover 

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ritenere  un  tasso  d'invalidità  di  livello  pensionabile  nell'ambito  di 
attività  non  eccessivamente  pesanti.  All'esame  obbiettivo  ortopedico 
effettuato  dal  Dott.  Toma  (doc.  83),  risulta  un  rachide  spinalgico  a 
livello  lombare  e  delle  escursioni  limitate  ai  gradi  estremi  a  livello 
cervicale  ed  ai  gradi  medi  a  livello  lombare,  questo  dovuto  in  gran 
parte  all'obesità  e  non  tanto  per  ragioni  ortopediche/articolari;  la 
cintura  scapolo-omerale  sinistra  è  dolente  in  abduzione  e 
retropulsione  ai  gradi  estremi  e  la  manovra  di  Lasègue  è  appena 
accennata  bilateralmente;  ai  gradi  inferiori  vi  è  un'iporiflessia  e  le 
ginocchia dolenti alla flessione estrema con accosciamento prudente 
ed incompleto; la deambulazione è precauzionale. Il  referto d'esame 
ortopedico (servizio di fisiokinesiterapia) del 9 ottobre 2006, esibito in 
sede di  opposizione (doc. 96)  non attesta  un quadro  patologico  più 
grave di quello precedentemente descritto: si evince che l'interessata, 
per  i  suoi  disturbi  articolari,  segue  regolari  cicli  di  fisioterapia 
specializzata e calza dei plantari con scarico metatarsale bilaterale.

Determinante,  per  i  suoi  problemi  di  salute,  è  la  circostanza  che  la 
paziente  è  in  sovrappeso,  ossia  90  kg  per  155  cm di  altezza  e,  in 
questo senso, una dieta ipocalorica appare opportuna.

Dal lato cardiocircolatorio, l'elettrocardiogramma effettuato il 17 giugno 
2005 ha confermato l'assenza di patologie. L'ipertensione non si situa 
a livelli patologici e nemmeno richiede, nella specie, di cure specifiche.

Per  quanto  attiene  al  glaucoma  oculare,  l'affezione,  relativamente 
comune,  è  ben  controllata  da  una  terapia  topica  (gocce)  che 
normalizza la pressione endo-oculare.

Sotto  il  profilo  neuropsichiatrico,  gli  esami  specialistici  attestano  un 
lieve  disturbo  distimico   con  incidenza  funzionale  moderata  (cfr. 
rapporti  del 4 giugno e 1° luglio 2005). Peraltro l'interessata assume 
giornalmente un farmaco antidepressivo.

Per il resto, l'assicurata soffre di banali e occasionali malattie del tutto 
emedabili,  in caso di necessità, con adeguata terapia farmacologica. 
In particolare si  pensa ad affezioni  come il  diabete, abbastanza ben 
controllato,  le  lesioni  da  grattamento  agli  arti  inferiori  (non  una 
sospetta  arteriopatia   obliterante  agli  arti  come  si  è  pensato  in  un 
primo tempo), una dermatite da contatto, problemi all'uretra ecc.

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10.3 Il collegio giudicante, sulla scorta del parere del medico del'UAIE 
ritiene che A.__________, nonostante le molteplici patologie di cui è 
portatrice  che,  di  principio,  non  sono  contestate,  entro  la  data 
dell'impugnata  decisione,  sarebbe  stata  in  grado  di  svolgere  attività 
simili  alla  precedente  in  misura  superiore  al  60%,  in  modo  da 
escludere un'invalidità di livello pensionabile. 

In  queste  circostanze  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  l'impugnata 
decisione confermata.

11.

11.1 Non si prelevano spese processuali.

11.2 Visto  l'esito  del  ricorso  non  si  assegnano  indennità  per  spese 
ripetibili  alla  parte  soccombente.  Per  quel  che  concerne  l'UAIE,  le 
autorità federali non hanno diritto a un'indennità a titolo di ripetibili (art. 
7  cpv. 3  del  Regolamento  del  21  febbraio  2008  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
(TS-TAF, RS 173.320.2).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Non si prelevano spese processuali.

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante della ricorrente (raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif.  )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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