# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f95be11b-66e6-5542-b965-86a90843ae91
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-04-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.04.2024 D-4213/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4213-2022_2024-04-09.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4213/2022 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  9  a p r i l e  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Chiara Piras, giudice unica,  

con l'approvazione del giudice Daniele Cattaneo; 

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

patrocinato da Roberta Condemi,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (senza esecuzione dell'allontanamento; procedura ce-

lere); decisione della SEM del 23 agosto 2022 / N (…). 

 

 

 

D-4213/2022 

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Fatti: 

A.  

A.a A._______, cittadino afghano, ha depositato una domanda d'asilo in 

Svizzera in data 16 maggio 2022, dichiarandosi minorenne. 

A.b Dal riscontro della banca dati Eurodac del 17 maggio 2022 è risultato 

che il 30 marzo 2022 l’interessato aveva depositato una prima domanda 

d’asilo in Croazia e il 6 maggio 2022 una seconda in Slovenia. 

A.c In data 19 maggio 2022 egli ha conferito procura alla Protezione giuri-

dica della Regione B._______. 

A.d Con scritto del 17 giugno 2022 egli ha trasmesso alla Segreteria di 

Stato della migrazione (di seguito: SEM) la copia della sua tazkira. 

A.e In data 21 giugno 2022 la SEM ha svolto con l'interessato una prima 

audizione per minori non accompagnati (PA-RMNA).  

A.f In data 12 agosto 2022 si è svolta l'audizione sui motivi d'asilo ai sensi 

dell'art. 29 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31). 

A.g Con scritto del 22 agosto 2022 l'interessato ha preso posizione in me-

rito alla bozza di decisione della SEM. 

A.h In corso di procedura, l'interessato è stato sottoposto a diverse visite 

mediche. 

B.  

Con decisione del 23 agosto 2022, notificata il medesimo giorno, la SEM 

non ha riconosciuto la qualità di rifugiato, ha respinto la domanda d'asilo 

ed ha pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera. Nel con-

tempo, egli è stato messo al beneficio dell'ammissione provvisoria per ine-

sigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento ed è stato attribuito al Can-

tone C._______. 

C.  

Con ricorso del 22 settembre 2022 (recte: 21 settembre 2022, cfr. timbro 

del plico raccomandato; data d'entrata: 22 settembre 2022), l'interessato è 

insorto dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) 

contro la summenzionata decisione chiedendo – in via principale – l'annul-

lamento della decisione, il riconoscimento della qualità di rifugiato e la con-

cessione dell'asilo – in via sussidiaria – la restituzione degli atti all'autorità 

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inferiore per il completamento dell'istruzione e un nuovo esame delle alle-

gazioni. Egli ha inoltre presentato una domanda di assistenza giudiziaria, 

nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali e del re-

lativo anticipo, con protestate tasse e spese. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

1.3 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, 

è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all’annullamento o alla modifica della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Il medesimo è pertanto legittimato ad aggravarsi 

contro quest’ultima. 

1.4 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi in relazione 

con l'art. 10 dell'Ordinanza del 1° aprile 2020 sui provvedimenti nel settore 

dell'asilo in relazione al coronavirus [Ordinanza COVID-19 asilo, 

RS 142.318, abrogata con effetto dal 15 dicembre 2023] e la disposizione 

transitoria dell'abrogazione del 22 novembre 2023 [Raccolta Ufficiale [RU] 

2023 694] a contrario; DTAF 2020 I/1 consid. 7), alla forma e al contenuto 

dell'atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. Occorre pertanto en-

trare nel merito del gravame. 

2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dalle argomen-

tazioni delle parti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche 

della decisione impugnata (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

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3.  

I ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei considerandi che seguono, 

sono decisi dalla giudice unica (art. 111a LAsi), con l'approvazione di un 

secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tri-

bunale rinuncia allo scambio di scritti. 

4.  

Preliminarmente, il Tribunale osserva che, essendo il ricorrente posto al 

beneficio dell'ammissione provvisoria per inesigibilità dell'esecuzione 

dell'allontanamento con decisione del 23 agosto 2022, oggetto del litigio in 

questa sede risulta essere esclusivamente il riconoscimento della qualità 

di rifugiato, la concessione dell'asilo e la pronuncia dell'allontanamento. 

5.  

5.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. 

Esso include il diritto di risiedere in Svizzera. 

5.2 Sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o d'ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi). Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pe-

ricolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che 

comportano una pressione psichica insopportabile. Occorre tenere conto 

dei motivi di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 LAsi).  

5.3 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi chiunque domanda asilo deve provare o 

per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di rifu-

giato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità pre-

ponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le allega-

zioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). 

È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l'asilo siano suffi-

cientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; in questo senso di-

chiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

o all'esperienza generale di vita, non possono essere considerate 

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verosimili ai sensi dell'art. 7 LAsi. È altresì necessario che il richiedente 

stesso appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere cre-

duta. Questa qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue 

allegazioni su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette 

fatti importanti o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di 

procedura ritratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, ne 

introduce tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella proce-

dura oppure nega la necessaria collaborazione. Infine, non è indispensa-

bile che le allegazioni del richiedente l'asilo siano sostenute da prove rigo-

rose; al contrario, è sufficiente che l'autorità giudicante, pur nutrendo degli 

eventuali dubbi circa alcune affermazioni, sia persuasa che, complessiva-

mente, tale versione dei fatti sia in preponderanza veritiera. Il giudizio sulla 

verosimiglianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica della plausibi-

lità del contenuto di ogni singola allegazione, bensì dev'essere il frutto di 

una ponderazione tra gli elementi essenziali a favore e contrari ad essa; 

decisivo sarà dunque determinare, da un punto di vista oggettivo, quali fra 

questi risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 con-

sid. 5.1 e relativi riferimenti). 

6.  

6.1 Sentito sui suoi motivi d'asilo, l'interessato ha dichiarato di essere espa-

triato a causa dei problemi avuti con i talebani. Sarebbe, infatti, stato fre-

quentemente minacciato e picchiato da loro. I talebani gli avrebbero chie-

sto a diverse riprese di uccidere il cognato, il quale avrebbe lavorato per il 

governo, nonché avrebbero cercato di convincerlo a mettere una bomba in 

una moschea. In un'occasione, essendosi rifiutato di dare seguito alle loro 

richieste, l'interessato sarebbe stato accoltellato. Infine, il padre dell’inte-

ressato sarebbe stato a sua volta minacciato che, se il richiedente non 

avesse fatto quanto richiesto dai talebani, sarebbe stato ucciso davanti agli 

occhi del genitore. Il padre avrebbe così organizzato il suo espatrio.  

6.2 Con la decisione impugnata, la SEM ha ritenuto inverosimili i motivi 

d'asilo dell'interessato in quanto divergenti su punti essenziali. La SEM ha 

d'altro canto rilevato che le contraddizioni tra le dichiarazioni non potreb-

bero essere riconducibili al disturbo post-traumatico da stress (PTSD) dia-

gnosticato al richiedente. Invero, il disturbo sarebbe stato preso in consi-

derazione nel corso dell'audizione sui motivi d'asilo ed egli non avrebbe 

mai mostrato difficoltà nel ricordare gli episodi. Nelle dichiarazioni di per-

sone che soffrono di conseguenze di un trauma potrebbero verificarsi al-

cune incoerenze e lacune, tuttavia nel caso di affermazioni fortemente con-

traddittorie il riferimento all'esperienza non potrebbe essere assunto. In se-

guito, la SEM ha ritenuto che le divergenze non sarebbero neppure 

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giustificabili dalla giovane età del richiedente. Invero, egli avrebbe un'espe-

rienza di vita significativa – essendo stato scolarizzato a tre anni, avendo 

lavorato per diverso tempo in un'officina ed avendo intrapreso un viaggio 

lungo e traumatico per arrivare in Svizzera – e sarebbe riuscito a spiegare 

con riferimenti geografici precisi il suo luogo di provenienza. Egli si sarebbe 

in particolare contraddetto in merito al luogo in cui avrebbe dovuto far 

esplodere la bomba, riferendo dapprima nell'officina, nella moschea o a 

casa, per poi dire soltanto nella moschea. In seguito, anche l'episodio 

dell'accoltellamento sarebbe divergente. In un primo tempo avrebbe riferito 

di essere stato accoltellato a causa del suo rifiuto di portare una bomba 

nell'officina in cui lavorava, mentre in un secondo tempo avrebbe allegato 

di aver dovuto depositare la bomba nella moschea vicino a casa. Altresì 

nella PA-RMNA avrebbe dichiarato di essere stato fermato mentre si re-

cava in officina, per poi riferire nell'audizione sui motivi d'asilo di essere 

stato fermato rientrando a casa. Incongruenti sarebbero poi anche le di-

chiarazioni in merito al numero di persone da cui sarebbe stato fermato, 

una volta due, una volta invece sarebbero state tre persone. Tali discre-

panze, su punti così essenziali dei motivi d'asilo, non sarebbero giustifica-

bili con le violenze subite in viaggio. Infine, contraddittorie sarebbero pure 

le allegazioni in merito all'episodio che avrebbe portato il richiedente all'e-

spatrio. In un primo tempo egli avrebbe riferito di aver deciso di espatriare 

dopo l'accoltellamento, mentre nell'audizione sui motivi d'asilo egli avrebbe 

riferito di essere partito dopo essere stato cercato dai talebani a casa e 

dopo le minacce ricevute dal padre nei suoi confronti.  

6.3 In sede ricorsuale, l'insorgente ribadisce quanto già sollevato in sede 

di parere sulla bozza di decisione, ovvero che la sua diagnosi di disturbo 

post-traumatico da stress, scaturita da esperienze drammatiche, dovrebbe 

aver senz'altro avuto peso sulla sua capacità di ricordare e, in generale, di 

esposizione. Gli studi in merito citati dall'autorità inferiore nella decisione 

impugnata riporterebbero teorie contrastanti e non permetterebbero dun-

que di ritenere delle conclusioni univoche. Pertanto, mal si comprende-

rebbe il motivo per il quale l'autorità avrebbe scelto di prendere in conside-

razione, nell'esame della qualità delle allegazioni del minore, quella che 

escluderebbe un legame tra traumi psicologici e difficoltà nel ricordare, 

piuttosto che l'altra che invece ammetterebbe una consequenzialità. Non 

si potrebbe inoltre tralasciare che gli eventi traumatici vissuti dal ricorrente 

sarebbero avvenuti quando egli era ancora bambino e che il PTSD sarebbe 

stato diagnosticato da adolescente. In seguito, il ricorrente ribadisce che 

per valutare la verosimiglianza delle allegazioni, sarebbe necessario con-

siderare il vissuto fuori dal comune del minore non accompagnato. Egli sa-

rebbe infatti stato esposto a situazioni difficili fin dalla più tenera età, dopo 

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soltanto tre anni di scuola avrebbe dovuto interromperla a causa delle mi-

nacce dei talebani, all'età di appena dieci anni avrebbe iniziato a lavorare 

in un'officina meccanica, ma i talebani avrebbero continuato a minacciarlo 

al fine di costringerlo a piazzare una bomba, in seguito sarebbe stato ac-

coltellato dai talebani ed una volta in viaggio avrebbe subito diversi pe-

staggi da parte della polizia croata. A ciò andrebbe poi aggiunta la scarsa 

scolarizzazione del ricorrente e il contesto di povertà e di degrado in cui 

egli avrebbe vissuto. L'insorgente osserva che pur ammettendo che posi-

zionare una bomba davanti a casa sua o davanti a una moschea avrebbe 

avuto un impatto diverso sulla sua persona, il pensiero che avrebbe provo-

cato in lui una grande pressione psicologica sarebbe stato quello di dover 

uccidere qualcuno. Il fatto che una volta avrebbe riferito di recarsi in officina 

e una volta di rientrare a casa non cambierebbe la dinamica dei fatti, ovvero 

la richiesta dei talebani di posizionare una bomba. Per quanto riguarda 

l'accoltellamento, egli riferisce di essere stato tenuto fermo da due persone 

mentre da una terza sarebbe stato accoltellato. L'incongruenza rilevata 

dalla SEM sarebbe relativa e non modificherebbe la dinamica dei fatti. Per 

quanto riguarda il motivo scatenante l'espatrio, la PA-RMNA sarebbe stata 

un'audizione soltanto sommaria. La decisione di partire sarebbe scaturita 

dalle continue minacce e violenze subite dal ricorrente da parte dei tale-

bani. Di conseguenza, nelle allegazioni dell'insorgente non si ravvisereb-

bero contraddizioni, ma – al limite – delle incongruenze che potrebbero 

essere spiegate con la particolare situazione di vulnerabilità psichica dello 

stesso. In seguito, il ricorrente ritiene che in caso di ritorno in Afghanistan, 

egli potrebbe nuovamente divenire bersaglio dei talebani, che ora peraltro 

controllerebbero la totalità del territorio afghano. Egli rischierebbe di essere 

perseguitato anche a causa del cognato, il quale avrebbe lavorato per il 

governo. Altresì il rischio di essere perseguitato sarebbe confermato anche 

dal fatto che i talebani lo starebbero tuttora cercando. Inoltre, la giovane 

età del ricorrente lo esporrebbe all'ulteriore rischio di essere arruolato tra 

le fila dei talebani. Le condizioni dell'art. 3 LAsi sarebbero dunque soddi-

sfatte.  

7.  

7.1 È ora necessario verificare se le dichiarazioni del ricorrente adempiono 

ai criteri di verosimiglianza.  

7.1.1 Le dichiarazioni dell'insorgente appaiono sostanzialmente contraddit-

torie su due punti essenziali. In primo luogo, risultano divergenti le allega-

zioni in merito all'accoltellamento. Inizialmente, egli ha infatti riferito di es-

sere stato fermato da due persone mentre andava al lavoro e che queste 

gli avrebbero chiesto di mettere una bomba in officina, essendosi rifiutato, 

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uno di loro l'avrebbe colpito con il coltello (cfr. atto SEM 17/13, pto. 7.02). 

In un secondo momento, egli ha invece dichiarato di essere stato fermato 

da tre persone tornando a casa dopo il lavoro. Tali persone avrebbero cer-

cato di dargli una borsa da mettere in moschea, lo avrebbero picchiato per-

ché avrebbe rifiutato. Dopo che egli avrebbe cercato di scappare, sarebbe 

stato preso ed accoltellato (cfr. atto SEM 26/9, D36, D38, D46-D48).  

7.1.2 In secondo luogo, risultano contradditorie le allegazioni dell'insor-

gente in merito al fattore che avrebbe scatenato l'espatrio. Dapprima egli 

ha dichiarato quale motivo d'espatrio il fatto di essere stato accoltellato. 

Mentre si sarebbe trovato all'ospedale egli avrebbe infatti detto al padre 

che avrebbero voluto ucciderlo, così avrebbe chiesto al genitore di man-

darlo via da qualche parte (cfr. atto SEM 17/13, pto. 7.02). In seguito, egli 

ha invece riferito un episodio completamente diverso, nel quale i talebani 

avrebbero minacciato il padre dicendogli che se in due o tre giorni il ricor-

rente non avesse accettato le loro richieste, lo avrebbero ammazzato di 

fronte ai suoi occhi (cfr. atto SEM 26/9, D33, D45). Una simile e importante 

contraddizione non può essere semplicemente giustificata dal fatto che la 

PA-RMNA sia stata un'audizione soltanto sommaria e che nella seconda 

audizione egli avrebbe fornito soltanto degli ulteriori dettagli, come soste-

nuto in sede ricorsuale. Invero, la seconda versione fornita non costituisce 

un'integrazione della prima essendo sostanzialmente divergente.  

7.2 Per quanto la spiegazione fornita a giustificazione delle incongruenze 

– ovvero che la diagnosi di PTDS debba aver avuto un peso sulla capacità 

di ricordare e, in generale, di esposizione del ricorrente – il Tribunale rileva 

quanto segue. Si ricorda dapprima che una diagnosi di disturbo post-trau-

matico da stress, così come risulta dalla documentazione medica agli atti, 

non prova di per sé le violenze allegate dall'insorgente, anche se l'apprez-

zamento di un medico specialista basato su di un'osservazione clinica può 

costituire un indizio del quale occorre tenere conto nella valutazione della 

credibilità delle allegazioni di persecuzione nel quadro dell'apprezzamento 

delle prove (cfr. DTAF 2015/11 consid. 7.2.1 e 7.2.2). In proposito, si ri-

marca tuttavia che nei certificati medici, il medico specialista non ha rilevato 

problematiche relative alla perdita di memoria come asserito dal ricorrente 

(cfr. atti SEM 12/3, 22/4, 23/3, 25/2). Pertanto, i sintomi descritti dal medico 

psichiatra non corrispondono con le asserzioni ricorsuali secondo le quali 

il ricorrente non riuscirebbe a ricordare i dettagli degli episodi addotti a fa-

vore della propria domanda d'asilo. In secondo luogo, durante i verbali egli 

non ha fatto menzione di problemi di memoria o di esposizione ed ha sem-

pre fornito una risposta alle domande della SEM. Se non avesse ricordato 

i dettagli di un evento, mal si comprende il motivo per il quale avrebbe 

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dovuto dare una risposta precisa. Egli avrebbe potuto infatti semplice-

mente dire di non ricordare, rispettivamente di non ricordare con esattezza. 

Giustificare delle risposte contraddittorie con una diagnosi di PTSD appare 

dunque al limite del pretestuoso.  

7.3 Per il resto, per evitare ulteriori ripetizioni, il Tribunale rinvia e conferma 

pienamente la valutazione effettuata dalla SEM nella decisione impugnata.  

7.4 In un'analisi complessiva dunque, le allegazioni del ricorrente non pos-

sono essere ritenute verosimili ai sensi dell'art. 7 LAsi. 

8.  

8.1 Infine, dagli atti di causa non emergono indizi per cui l'insorgente si trovi 

attualmente nel mirino dei talebani e possa per questo motivo essere pu-

nito in caso di un (ipotetico) ritorno in patria. Innanzitutto, ritenuta l'invero-

simiglianza dei suoi motivi d'asilo, il ricorrente non presenta un particolare 

profilo di rischio. Dalle sue allegazioni non emerge infatti che egli possa 

essere considerato dai talebani come oppositore politico o religioso. Il ri-

chiedente non è stato né attivo politicamente né si è particolarmente espo-

sto in altro modo in ragione della sua famiglia, di caratteristiche personali 

o di attività svolte nei confronti dei talebani.  

8.2 In primo luogo, i talebani non si sarebbero specificamente e diretta-

mente rivolti all'insorgente, bensì anche ad altri giovani del villaggio 

(cfr. atto SEM 26/9, D49). In secondo luogo, non vi sono indizi tesi a so-

stanziare l’esistenza di un fondato timore, in un prossimo futuro, in ordine 

a misure di persecuzione riflessa in ragione del legame con il cognato (cfr. 

a titolo esemplificativo la sentenza del Tribunale D-3262/2022 del 13 no-

vembre 2023 pag. 9). 

8.3 Visto quanto precede, dalla valutazione complessiva delle allegazioni 

del ricorrente emerge che non è neppure verosimile l’esistenza di un fon-

dato timore di essere esposto in un futuro prossimo a seri pregiudizi ai 

sensi dell’art. 3 LAsi in caso di rientro nel suo paese d’origine. 

8.4 Per quanto concerne il riconoscimento della qualità di rifugiato e la con-

cessione dell'asilo la decisione impugnata va pertanto confermata. 

9.  

9.1 Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; che 

tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi). 

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Pagina 10 

9.2  

9.3 L'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo 

relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1). 

 

9.4 Questo Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell'al-

lontanamento. 

 

10.  

Di conseguenza, la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi). Pertanto il ricorso va respinto. 

11.  

11.1 Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese pro-

cessuali è divenuta senza oggetto. 

11.2 Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta. 

11.3 Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la 

soccombenza, sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, visto che la parte in causa 

era minorenne al momento del deposito della domanda d’asilo e lo è 

tutt’ora, non appare essere equo addossargli le spese processuali. Per-

tanto si rinuncia a prelevare delle spese processuali (art. 6 lett. b TS-TAF). 

12.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per cui non può essere impugnata con 

  

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Pagina 11 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 12 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dalle spese 

processuali, è respinta.  

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

La giudice unica: La cancelliera: 

  

Chiara Piras Sebastiana Bosshardt