# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 03fd2a3f-401b-5ac0-acab-b11c15d10c4e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.08.2009 D-4269/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4269-2009_2009-08-03.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4269/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3  a g o s t o  2 0 0 9

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Bruno Huber; 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, alias 
B._______, Georgia, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento, 
decisione dell'UFM del 24 giugno 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4269/2009

Visto:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data 
31 marzo 2009 in Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo,

i verbali d'audizione del 14 aprile 2009 e del 23 aprile 2009,

la decisione dell'UFM del  24 giugno 2009,  notificata all'interessato il 
26 giugno 2009 (cfr. avviso di ricevimento agli atti),

il  ricorso inoltrato dall'insorgente il  2 luglio 2009 (cfr. timbro del plico 
raccomandato),

la decisione incidentale del 9 luglio 2009 ed il pagamento dell'anticipo 
spese effettuato il 16 luglio 2009,

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consi-
derandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 
art. 83 lett. d LTF),

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che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione  impugnata;  che  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua,

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza può essere redatta in italiano,

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino georgiano, nato a C._______ 
con ultimo domicilio a D._______ fino al 23 marzo 2009,

che  il  richiedente,  avrebbe  lasciato  il  suo  Paese  d'origine  il 
23 marzo 2009, per il timore di essere ucciso da due poliziotti  i quali 
l'avrebbero  rapito  il  3  giugno  1999  e  l'avrebbero  poi  liberato  dietro 
pagamento di un riscatto di USD 100000.- in data 10 giugno 1999; che 
in seguito si sarebbe trasferito con la sua famiglia da Gori a Tbilisi; che 
il  18,  oppure  20  marzo  2009  avrebbe  incrociato  e  riconosciuto  i 
predetti  poliziotti  nei  pressi  di  un  parco  a  Tbilisi;  che  il  20  o 
21 marzo 2009 qualcuno gli avrebbe sparato contro un colpo di pistola 
da una macchina della polizia senza colpirlo;

che l'interessato,  in  data 23 marzo 2009,  munito della  propria  carta 
d'identità,  avrebbe  preso  un  traghetto  da  E._______  (Georgia)  per 
recarsi  ad  F._______  (Ucraina)  da  dove  avrebbe  raggiunto  in  data 
31 marzo 2009 la Svizzera nelle vicinanze del centro di registrazione 
di Chiasso in un TIR,

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'iden-
tità,

che, nella decisione del 24 giugno 2009, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia  d'asilo  nessun documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  ai 
sensi dell'art. 1 lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
pregiudiziali  dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; dall'altro lato, 

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detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste 
all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione dell'allontanamento verso la Georgia siccome lecita, esi-
gibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente ha allegato, in sostanza e per quanto è 
qui  di  rilievo,  di  non  avere  mai  posseduto  un  passaporto  e  di  aver 
usato la sua carta d'identità per la prima parte del suo viaggio fino ad 
Odessa dove l'avrebbe consegnata al passatore; che, di conseguenza, 
nel suo caso esisterebbero motivi validi per la mancata consegna dei 
documenti d'identità, in quanto non saprebbe dove si troverebbe la sua 
carta  d'identità;  che,  inoltre,  avrebbe  narrato  la  sua  storia  in  modo 
consi-stente e dettagliato,

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua domanda d'asilo; che ha, altresì, presentato una domanda d'assi-
stenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle 
spese processuali e del relativo anticipo,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

che,  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permet-
tono un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della 
sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di 

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particolari  formalità  amministrative; che,  per  contro,  non  sono  docu-
menti  validi  giusta  l'art.  32  cpv. 2  lett. a  LAsi  quelli  emessi  per  altri 
scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato 
di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi (Decisioni 
del Tribunale amministrativo federale [DTAF] 2007/7 consid. 6),

che, nel  caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che  il  ricorrente  ha  allegato  di  avere  perso  ogni  contatto  con  la 
Georgia  e  quindi  non  gli  sarebbe  possibile  comunicare  con  la  sua 
famiglia  per  ottenere  un  documento  di  viaggio  (cfr.  audizioni  del 
14 aprile 2009 pag. 5 e del 23 aprile pag. 3); che, postagli la domanda 
sul perché egli non si sarebbe rivolto a qualche servizio o il comune 
per  farsi  aiutare  a  prendere  contatto  con  i  suoi  familiari,  egli  ha 
semplicemente risposto di conoscere solo il numero di suo fratello; che 
tale risposta non può essere ritenuta accettabile nell'era dell'internet 
dove  un'informazione  del  genere  è  facilmente  ottenibile  usando  un 
motore  di  ricerca;  che,  inoltre,  non  avrebbe  pensato  a  contattare 
l'Ambasciata  georgiana  a  Berna  per  farsi  rilasciare  un  qualche 
documento; che, peraltro, avrebbe potuto contattare i  suoi colleghi di 
lavoro, se fosse stato realmente interessato a procurarsi dei documenti 
di viaggio,

che il ricorrente ha allegato nel corso della procedura di prima istanza 
di essere espatriato legalmente munito della sua carta d'identità con la 
quale  si  sarebbe  recato  ad  F._______  (Ucraina)  (cfr.  audizioni  del 
14 aprile  2009 pag. 6  e  del  23 aprile  2009 pag. 4); che nella  prima 
audizione  ha  dichiarato  di  essere  stato  controllato  mentre,  nella 
seconda audizione lo ha smentito per poi ritornare alla prima versione 
in  sede  di  ricorso  (cfr. ibidem e  ricorso  pag.  2);  che,  inoltre,  non  è 
concepibile che il ricorrente non abbia controllato la data di scadenza 
della propria carta d'identità in vista del suo espatrio,

che,  inoltre,  varcare il  confine Schengen, non costituisce un'impresa 
facile  ed  è  inverosimile  il  fatto  di  potere  superare  i  controlli  delle 
autorità di  immigrazione senza essere in possesso di  un documento 
d'identità,

che, inoltre, è rimasto vago per quanto riguarda il viaggio tra l'Ucraina 
e la Svizzera, dichiarando di non sapere quali Paesi avrebbe attraver-
sato, nonostante egli avrebbe potuto scendere dal TIR per fare i suoi 

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bisogni  e  quindi  aveva  l'opportunità  di  guardarsi  attorno  e  notare 
almeno  qualche  scritta  di  un  cartello  stradale  (cfr.  audizione  del 
23 aprile 2009 pag. 4),

che,  peraltro,  si  è  contradetto  sui  costi  del  viaggio,  allegando  nella 
prima  audizione  che  avrebbe  costato  USD  4000.-,  mentre  nella 
seconda USD 3700.-  (cfr. audizioni  del  14  aprile  2009 pag. 7  e  del 
23 aprile 2009 pag. 4),

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che il  ricorrente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte,

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del  ricorrente  circa  il  possesso dei  documenti  d'identità,  il  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  ha  ragione  di  concludere  che  l'insor-
gente dissimuli i suoi documenti d'identità per i bisogni della causa,

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla-
tore ha pure introdotto una procedura d'esame materiale, accelerata e 
sommaria,  delle  domande  che  si  fondano  su  allegazioni  manifesta-
mente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la  manifesta 
irrilevanza  può  risultare,  fra  l'altro,  dalla  palese  assenza  di  una 
sufficiente intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi  nonché 
dall'evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna  dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla  Georgia  per  il  timore  di  essere  ucciso  in  patria  dopo  aver 
rincontrato e riconosciuto due poliziotti che l'avrebbero rapito nel 1999 

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(cfr. audizioni del 14 aprile 2009 pag. 5 e del 23 aprile 2009 pagg. 7, 8 
e 16),

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che, inoltre, il ricorrente ha dichiarato in un primo momento che i due 
uomini l'avrebbero torturato per una settimana, per poi allegare che gli 
avrebbero  causato  due  tagli  lungo  l'addome  soltanto  all'inizio  del 
sequestro (cfr. audizione del  23  aprile  2009 pag. 7); che,  inoltre,  ha 
asserito  che  uno  dei  due  uomini  gli  avrebbe  messo  dei  cerotti  e 
l'avrebbe  disinfettato  con  dell'iodio  e  di  aver  così sopravvissuto  per 
una  settimana;  che,  peraltro,  dopo  la  sua  liberazione,  si  sarebbe 
limitato a farsi disinfettare da un medico amico di sua moglie anziché 
recarsi  in  un  ospedale,  oppure  in  una  struttura  adeguata  per  farsi 
curare; che, pertanto, tale modo di agire è completamente illogico, in 
quanto  una  delle  due  cicatrici  ha  una  lunghezza  di  30  cm  ed  uno 
spessore  di  2  cm  (cfr.  ibidem  pag.  10);  che,  inoltre,  un  medico  gli 
avrebbe senz'altro dato un certificato medico che avrebbe riportato la 
data  dell'intervento,  rispettivamente  dell'inizio  delle  cure,  il  quale 
avrebbe potuto presentare quale mezzo di prova sia in Georgia contro 
i due uomini, sia in Svizzera nella presente procedura d'asilo,

che, in simile evenienza, risulta altrettanto illogico che egli abbia but-
tato  la  foto  scattatagli  dopo la  tortura  e  trasmessa  alla  famiglia  per 
ottenere il riscatto chiesto (cfr. ibidem),

che, inoltre, l'autore del gravame ha dichiarato nella prima audizione di 
aver  denunciato  il  rapimento alla  polizia  di  C._______,  mentre  nella 
seconda audizione egli ha smentito tutto, allegando di non aver sporto 
denuncia per il timore che succedesse qualcosa a sua moglie e a suo 
figlio (cfr. audizioni del 14 aprile 2009 pag. 5 e del 23 aprile 2009 pag. 
11),

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che, peraltro, non risulta verosimile che il ricorrente non sappia come 
suo fratello e sua moglie abbiano fatto a procurare USD 100000.- per il 
riscatto (cfr. audizione del  23 aprile  2009 pagg. 10 e 11),  in  quanto 
almeno  dopo  la  sua  liberazione  ed  in  vista  di  un  rimborso  doveva 
capire  da  dove  veniva  il  prestito,  siccome  sua  moglie  in  qualità  di 
casalinga  certamente  non  sarebbe  stata  in  grado  di  restituire  tale 
somma ed il creditore si sarebbe sicuramente fatto notare prima o poi,

che,  in  aggiunta,  egli  si  è  contraddetto  sulle  date  della  sua  storia, 
allegando  nella  prima  audizione  che  il  20  marzo  2009  avrebbe 
rincontrato  i  due  uomini  i  quali  gli  avrebbero  sparato  il  giorno 
successivo, mentre nella  seconda audizione ha datato i  due avveni-
menti  in  data  18,  rispettivamente  20  marzo  2009  (cfr.  audizioni  del 
14 aprile 2009 pag. 5 e del 23 aprile 2009 pagg. 7 e 8),

che, inoltre, in sede di ricorso, l'autore del gravame non s'è espresso 
circa le contraddizioni rilevate dall'UFM,

che,  peraltro,  il  motivo  fatto  valere  dal  ricorrente  nell'ambito  della 
procedura in esame, ovvero il tentato omicidio di una persona da parte 
di terzi, è, come facilmente riconoscibile, palesemente irrilevante e non 
costituisce  di  per  sé,  un  indizio  proprio  a  giustificare  la  qualità  di 
rifugiato  ai  sensi  dell'art.  3  LAsi,  tanto  meno  determinante  per  la 
concessione della protezione provvisoria giusta gli art. 66 e segg. LAsi 
(che presuppone una decisione di principio del Consiglio federale che 
non è notoriamente data nel caso concreto),

che, per di più, l'insorgente non ha neanche denunciato alle autorità 
del  suo  Paese  quanto  accaduto  il  20,  oppure  il  21  marzo  2009, 
nonostante avrebbe avuto la possibilità di farlo,

che, oltre a ciò, non v'è ragione di ritenere che il ricorrente non possa 
ottenere  dalle  autorità  in  Georgia,  se  opportunamente  sollecitate, 
un'appropriata protezione statale contro l'eventuale futuro agire illegit-
timo di terzi nei suoi confronti,

che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  come, 
inverosimili,  con  riferimento  all'art.  32  cpv. 3  lett.  b  LAsi,  le  dichia-
razioni rese dal ricorrente,

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che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi  da cui  dedurre la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente 
(art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi),

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  è  rettamente  non 
entrato  nel  merito  della  domanda d'asilo  ai  sensi  dell'art.  32  cpv. 2 
lett. a LAsi,

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2,  art. 44 cpv. 1 LAsi  nonché art. 32 
OAsi 1),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento  del  ricorrente in  Georgia possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20)  o esporre il  ricorrente  in  Patria  al  rischio reale  ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105),

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che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  è  am-
missibile,

che,  inoltre,  la  situazione  vigente  in  Georgia  non  appare,  notoria-
mente, caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata 
che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio 
nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
ha una certa formazione scolastica ed ha un'esperienza professionale 
quale perito elettronico (cfr. audizioni del 14 aprile 2009 pag. 2 e del 
23 aprile pag. 5); che, inoltre, v'è ragione di ritenere che il ricorrente 
disponga in  Patria  di  un'importante  rete sociale,  ritenuto che la  sua 
famiglia vive ancora in loco (cfr. audizione del 14 aprile pag. 3); che 
l'insorgente  non  ha,  altresì,  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi 
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria  (cfr.  sulla  problematica  Giurisprudenza  ed  informazioni 
della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA]), 
senza  che  ad  un  esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la 
necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile,

che,  infine,  non risultano impedimenti  neppure  dal  profilo  della  pos-
sibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione dell'allontana-
mento è dunque pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento e relativa esecuzione,  il  gravame va disat-
teso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sempli-
ficata  (art.  111a  LAsi)  dal  giudice  unico,  con  l'approvazione  di  un 
secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 

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tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); 
che esse sono computate con l'anticipo spese, di CHF 600.-, versato 
dall'insorgente il 16 luglio 2009.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo spese di CHF 600.-, versato il 16 luglio 2009, è computato 
con le spese processuali.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato)
- UFM, Divisione soggiorno (in copia; n. di rif. N [...]; allegato: incarto 

UFM)
- G._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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