# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5ebacdc9-7133-59d3-9fe2-c8743292442c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-01-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 08.01.2024 13.2023.107
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2023-107_2024-01-08.html

## Full Text

Incarti
  n.

  13.2023.107

  13.2023.108

  	
  Lugano

  8 gennaio 2024

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La terza Camera civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Walser, presidente

  

 

	
  cancelliere:

  	
  Annovazzi

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. SO.2023.1167 (protezione
dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6
promossa con istanza dell'8 marzo 2023 da

 

 

	
   

  	
   RE 1  

  patrocinata
  dall'  PA 1  

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
   CO 1 , 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

e ora sul reclamo
del 23 ottobre 2023 di RE 1 contro il dispositivo n. 4 della decisione dell'11
ottobre 2023, con cui il Pretore aggiunto ha respinto la sua istanza di
gratuito patrocinio;

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   RE 1 e CO 1 si sono uniti in matrimonio il 20
marzo 1986 a __________ (BE). Dalla loro unione non sono nati figli.

 

 

                                  B.   L'8
marzo 2023 RE 1 si è rivolta al Pretore del Distretto di Lugano chiedendo
misure a tutela dell'unione coniugale. Ha postulato altresì una provvigione ad
litem di fr. 5000.–, e in subordine l'ammissione al beneficio del
gratuito patrocinio.

 

                                  C.   All'udienza
del 24 aprile 2023, indetta per procedere anche alla discussione della
richiesta di provvigione ad litem, le parti sono giunte a una transazione
per quanto riguarda l'autorizzazione a vivere separati e l'assegnazione
dell'abitazione coniugale; per il resto rimanendo litigioso l'ammontare del
contributo alimentare richiesto dalla moglie. In virtù delle risultanze
documentali prodotte dal marito, la moglie ha poi ridotto la propria richiesta di
provvigione ad litem a fr. 2000.–. Il convenuto vi si è opposto, la
sostanza di cui disponeva essendo stata utilizzata per ripianare dei debiti. La
moglie in duplica e il marito in replica hanno confermato i rispettivi punti di
vista. In esito all'udienza, oltre a omologare in via cautelare l'accordo
raggiunto dalle parti, il Pretore aggiunto ha accolto la richiesta di
provvigione ad litem della moglie nella misura di fr. 2000.–.

 

 

                                  D.   Con
sentenza dell'11 ottobre 2023 a tutela dell'unione coniugale, il Pretore
aggiunto ha ritenuto, tra l'altro, di non stabilire contributi di mantenimento
a favore della moglie, “vista l'impossibilità economica del marito”. Per il
resto ha respinto la richiesta di gratuito patrocinio della moglie “nella
misura in cui non è divenuta priva d'oggetto” (dispositivo n. 4), ponendo le
spese processuali di fr. 3000.– a carico delle parti in ragione di metà
ciascuno, compensate le ripetibili (dispositivo n. 5).

 

 

                                  E.   Con
reclamo del 23 ottobre 2023 RE 1 chiede che, previa concessione dell'effetto
sospensivo al gravame, la decisione sia parzialmente annullata e riformata nel
senso di essere ammessa al beneficio del gratuito patrocinio (dispositivo n. 4)
e che lo Stato si assuma la quota delle spese processuali poste a suo carico
(dispositivo n. 5), oltre a postulare il beneficio del gratuito patrocinio
anche per la procedura di reclamo.

 

                                         Non
sono state raccolte osservazioni al reclamo, la procedura di gratuito
patrocinio opponendo la richiedente allo Stato.

 

 

Considerando

 

in diritto                   1.   Giusta
l'art. 121 CPC, le decisioni che rifiutano o revocano totalmente o parzialmente
il gratuito patrocinio sono impugnabili mediante reclamo alla terza Camera
civile del Tribunale d'appello (art. 319 lett. b n. 1 CPC e 48 lett. c n. 1
LOG). La domanda di gratuito patrocinio è trattata con la procedura sommaria
(art. 248 lett. a CPC e art. 119 cpv. 3 prima frase CPC), sicché il termine
d'impugnazione giusta l'art. 321 cpv. 2 CPC è di 10 giorni.

La decisione qui
impugnata è pervenuta al reclamante il 16 ottobre 2023. Consegnato alla posta
il 24 ottobre 2023, il reclamo è quindi tempestivo.

 

                                         Rammentata
la procedura sommaria qui applicabile, il reclamo viene evaso dalla Camera
nella composizione a giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. b n. 2 LOG).

 

 

                                   2.   L'art.
326 cpv. 1 CPC sancisce il divieto di nova in sede di reclamo, precetto che
resta di per sé valido anche nell'ambito della procedura di diniego del
gratuito patrocinio (Rüegg/Rüegg, Basler Kommentar, ZPO, 3a
ed., 2017, n. 1a ad art. 121; Emmel,
in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger, Kommentar zur ZPO, 3a ed.,
2016, n. 5 ad art. 121; Huber, DIKE
- ZPO Kommentar, 2a ed., 2016, n. 10 ad art. 121). 

La nuova documentazione prodotta dal convenuto con il reclamo – un'istanza di
rigetto definitivo del 18 ottobre 2023 concernente il precetto esecutivo n. __________
(“Provisio ad litem – sentenza della Pretura di Lugano 24 aprile 2023” per
fr. 2000.–) introdotta davanti al giudice di pace del Circolo di Lugano
Ovest (doc. D) e un estratto del registro delle esecuzioni di CO 1, del 23
ottobre 2023, attestante esecuzioni per fr. 7833.15 (3 attestati di
carenza beni per fr. 2622.90 tra il 2020 e il 2022), tra cui fr. 2000.– di
esecuzione per la provisio ad litem (doc. E) – sarebbe irricevibile. Come
si vedrà in seguito, nondimeno, essa poco giova ai fini del giudizio.

 

 

                                   3.   Per
l'art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati l'applicazione errata
del diritto (lett. a) e l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett.
b).

 

                                3.1   Il
Pretore aggiunto con le conclusioni della moglie ha assunto agli atti il
precetto esecutivo n. __________ (“Provisio ad litem – sentenza della Pretura
di Lugano 24 aprile 2023” per fr. 2000.–). Per quanto riguarda la nota
professionale del patrocinatore, invece, ha rilevato che “di principio la
medesima non viene mai assunta agli atti. Inoltre, come si vedrà nei successivi
considerandi, tale documento non è rilevante ai fini della presente procedura,
per cui non viene assunto agli atti”. Dipoi, nel respingere la richiesta di contributo
alimentare avanzata dalla moglie “in quanto la situazione del marito non lo consente”,
il Pretore aggiunto ha ritenuto che non è dato modo di sapere se il marito
disponga ancora della somma di fr. 7136.50 con valuta 10 aprile 2023 sul
conto a lui intestato presso (…), anche in considerazione del fatto che con
decisione a verbale del 24 aprile 2023 il marito è stato condannato a versare
alla moglie un importo di fr. 2000.– a titolo di provisio ad litem”. 

                                         Rilevato
poi che, a mente della moglie, il marito non avendo versato la provisio ad
litem in corso di causa, “… l'utilità di quest'ultima è venuta a cadere” e dovrebbe
“essere chiamato a versare gli importi non più a titolo di provvigione, che
sarebbe tardiva, ma semplicemente a titolo di ripetibili secondo le regole
della procedura”, quantificate in fr. 4806.25 (importo corrispondente alla
nota d'onorario del suo patrocinatore allegata alle conclusioni scritte), il
Pretore aggiunto ha ritenuto che l'avvio della sola procedura esecutiva per
l'incasso della provvigione ad litem riconosciutale non bastava a
comprovare delle difficoltà straordinarie per il suo ottenimento. Di
conseguenza ha respinto la domanda della moglie di ammissione al beneficio del
gratuito patrocinio, nella misura in cui non è divenuta priva d'oggetto.

 

                                3.2   La
reclamante contesta al primo giudice una violazione del diritto e un
accertamento manifestamente errato dei fatti. Come accertato nella decisione
impugnata essa verserebbe in ristrettezze economiche, registrando uno scoperto
di almeno fr. 1850.– sul proprio fabbisogno mensile accertato in
fr. 2864.–, essendo unicamente al beneficio di una rendita AVS di
fr. 1014.– mensili. Con il mancato versamento della provvigione ad
litem, la decisione adottata il 24 aprile 2023 sarebbe stata “svuotata di
senso”, così che la moglie si trova a far fronte alle spese di causa da sola e
a dover sborsare ulteriori fr. 1500.– a titolo di spese processuali, oltre
all'onorario del legale. Considerato il fatto che anche la procedura esecutiva
genera per lei ulteriori esborsi, senza nulla ottenere, sarebbe dimostrato che
l'incasso effettivo e concreto della somma di fr. 2000.– è palesemente e
oltremodo difficoltoso. Nella misura in cui ha ritenuto che l'incasso fosse in
concreto possibile senza particolari difficoltà, quindi, il primo giudice avrebbe
accertato in modo manifestamente errato i fatti.

Sarebbe poi inaccettabile e contraddittorio sostenere che la provvigione ad
litem può essere concretamente incassata, dopo aver accertato che l'obbligato
astretto al suo versamento si trova in una condizione di totale indisponibilità
finanziaria per redditi e sostanza, la rendita AVS, unico reddito di cui
benefìcia il marito, essendo impignorabile. Il Pretore aggiunto ha poi escluso
che il marito potesse e/o dovesse intaccare la propria sostanza. Ciò poiché
quest'ultima era di per sé esigua anche solo in base alla documentazione agli
atti, già obsoleta al momento della decisione, e soprattutto perché la sostanza
è stata verosimilmente consumata per coprire il fabbisogno scoperto del marito.
Non si potrebbe ragionevolmente, da un lato, non assegnare alcun contributo di
mantenimento perché mancano sostanza e redditi in capo all'obbligato al versamento
della provisio ad litem, e contemporaneamente, d'altro lato, sostenere
che l'incasso di quest'ultima non è oltremodo difficoltoso, e negare così il
gratuito patrocinio.

Quanto alla circostanza, ribadita nella decisione impugnata, che la moglie ha
omesso di formulare un'ulteriore richiesta di provvigione ad litem in
sede conclusionale, la reclamante sottolinea l'irrilevanza della questione, non
essendo possibile statuire sul versamento di una provvigione ad litem
con la decisione finale, potendo se mai dar luogo, a questo stato avanzato
della procedura, soltanto a una restituzione della somma versata e alla
ripartizione delle spese secondo le regole di procedura. Anche per questo, in
luogo della provvigione ad litem, la reclamante ha postulato la
rifusione delle ripetibili e, temendo seriamente per la loro riscossione, risp.
in caso di parziale o totale soccombenza, l'ammissione al gratuito patrocinio. Considerata
la propria evidente condizione d'indigenza, ha postulato la domanda di gratuito
patrocinio in subordine alla richiesta di provvigione ad litem
rivelatasi quest'ultima impossibile da recuperare.

 

 

                                   4.   Lo strumento del gratuito patrocinio è sussidiario
rispetto alla provvigione ad litem e, più in generale, rispetto
all'obbligo di mantenimento dell'altro coniuge dedotto dal diritto di famiglia
giusta gli art. 159 cpv. 3 e 163 CC (Trezzini, in:
Trezzini e al., Commentario pratico al CPC, 2a ed., 2017, n. 55 ad art. 117; Bernasconi, in: Trezzini e al., op.
cit., n. 19 ad art. 276). Questo
significa che se il coniuge rinuncia a presentare una domanda di provvigione ad
litem nonostante ne abbia diritto, il beneficio del gratuito patrocinio gli
è precluso: la richiesta di gratuito patrocinio potrà quindi essere accolta
unicamente quando è stabilito che il richiedente non è nelle condizioni di
ottenere alcuna provvigione ad litem dall'altro coniuge, ma fintanto che
vi è incertezza al riguardo la via del gratuito patrocinio gli è impedita (Trezzini, op. cit., n. 57 ad art. 117).
Si può prescindere dal formulare preventivamente una siffatta richiesta
indirizzandosi da subito a quella di gratuito patrocinio solo se è fin
dall'inizio evidente e chiaro che l'altro coniuge non può fornire una provvigione
ad litem oppure che il suo ottenimento sottostà a difficoltà
straordinarie (Trezzini, op. cit.,
n. 58 ad art. 117).

 

 

                                   5.   In
concreto, nonostante gli sforzi compiuti dalla reclamante, il Pretore aggiunto
ha apoditticamente statuito che l'avvio della sola procedura esecutiva per
l'incasso della provvigione ad litem riconosciutale non basta di per sé
a comprovare delle difficoltà straordinarie per il suo ottenimento. A torto. 

Nelle circostanze del caso di specie, con gli elementi di reddito e sostanza
ritenuti nella decisione per entrambi i coniugi, in particolare non si vede
come il marito, a fronte di sole entrate di fr. 2026.– mensili da rendita
AVS, un fabbisogno di fr. 2612.– mensili (per tacere della criticabile riduzione
stimata dell'importo di cassa malati al netto di un teorico sussidio RIPAM di
cui non risulta beneficiare), e dunque uno scoperto di fr. 586.– mensili,
possa essere ritenuto nelle condizioni di corrispondere la provvigione ad
litem di fr. 2000.–. Ancor meno è dato di comprendere come la moglie possa
ottenere la provvigione senza difficoltà straordinarie. Ne deriva, quindi, che
già per l'ammontare della provvigione concessa, entra in considerazione l'istituto
del gratuito patrocinio a titolo sussidiario. 

 

                                        Non
soltanto. Appare incomprensibile l'affermazione del Pretore aggiunto secondo
cui “come si vedrà nei successivi considerandi, tale documento non è rilevante
ai fini della presente procedura (…)”, quando – da un punto di vista
sostanziale – invece si trova proprio confrontato con una nota professionale di
fr. 4806.25 (fr. 5344.75 al netto di un acconto versato dalla cliente
di fr. 538.50), con cui la reclamante allega di aver già superato, con le prestazioni professionali maturate,
l'importo di fr. 2000.– concesso a titolo di provvigione ad litem (e
ciò anche nel caso in cui l'onorario venisse ridotto da fr. 280.– esposti
a fr. 180.– per ora di lavoro). Considerato che le spese legali superano l'importo
della provvigione ad litem, quand'anche l'importo di fr. 2000.–
attribuito alla moglie fosse di possibile incasso, la domanda di gratuito
patrocinio non potrebbe essere dichiarata priva d'oggetto ma dovrebbe comunque
essere esaminata. Inoltre, considerata la precaria situazione economica del
marito, accertata dal primo giudice, e la difficoltà di incassare la
provvigione accordata, ben si poteva prescindere dal chiedere un'ulteriore
provvigione ad litem.

 

                                         Per
quanto concerne segnatamente la nota professionale dell'avv. PA 1, da questi
prodotta unitamente alle conclusioni di causa, si rileva che l'art. 105 cpv. 2
CPC dispone che “le parti possono presentare una nota delle loro spese”. L'enunciato
del Pretore aggiunto, che “di principio la stessa non viene mai assunta agli
atti” costituisce quindi una manifesta violazione della procedura.

 

                                   6.   Tutto
ciò considerato, il Pretore è incorso in un manifesto accertamento errato dei
fatti (quanto alla possibilità di incasso della provvigione ad litem
senza particolari difficoltà), e in un'errata applicazione del diritto (art.
117 CPC). Il reclamo, fondato, va così accolto. Ritenuto, tuttavia, come non
sia compito dell'autorità di reclamo sostituirsi al giudice di prime cure, il
dispositivo n. 4 della decisione impugnata va annullato e l'incarto rinviato al
Pretore aggiunto perché si determini sui presupposti per il conferimento del
beneficio del gratuito patrocinio (art. 327 cpv. 3 lett. a CPC), senza
trascurare le conseguenze sull'anticipo della parte di spese processuali e
ripetibili poste a carico della reclamante nel dispositivo n. 5.

 

 

                                   7.   La
procedura di reclamo contro il diniego di gratuito patrocinio oppone il
richiedente allo Stato e, diversamente dall'art. 119 cpv. 6 CPC, non è gratuita
(DTF 137 III 470 consid. 6). Le spese processuali, fissate in fr. 300.–
giusta l'art. 2 cpv. 1 LTG (valore, natura e complessità della causa) e 14 LTG
(tassa di giustizia per le decisioni su reclamo tra fr. 100.– e fr.
10 000.–), vanno poste a carico dello Stato del Cantone Ticino, risultato
soccombente in questa sede (art. 106 CPC; DTF 140 III 501 consid. 4.1.2).

Analogamente allo Stato del Cantone Ticino incombe pure l'obbligo di remunerare
le prestazioni svolte dal patrocinatore legale di colui che, con successo,
impugna una decisione che rifiuta il gratuito patrocinio (DTF 140 III 501
consid. 4.3.2). Alla reclamante, che esce vittoriosa davanti a questa Camera,
va pertanto corrisposta un'adeguata indennità secondo il Regolamento per la
fissazione delle ripetibili del 19 dicembre 2007 (Rtar). Nonostante la
reclamante rivendichi un'indennità di fr. 1500.–, oltre a fr. 150.– di spese, un importo complessivo stabilito in fr. 700.–
(comprensivo di onorario, spese e IVA, che remunera circa due ore di lavoro alla
tariffa fr. 280.– l'una), appare congruo per lo studio e la redazione del
reclamo in esame, rilevato come la reclamante non ottiene la riforma del
dispositivo n. 4 della decisione impugnata come postulato, ma il suo
annullamento. Ciò rende priva d'oggetto la domanda di gratuito patrocinio
contestuale al reclamo.

 

                                         La
presente decisione rende priva d'oggetto la domanda intesa a ottenere il
conferimento dell'effetto sospensivo al gravame. 

 

 

Per i quali motivi

 

pronuncia:               1.   Il
reclamo del 23 ottobre 2023 di RE 1 è parzialmente accolto.

Di conseguenza, la decisione dell'11 ottobre 2023 è annullata 

e la causa è rinviata al Pretore aggiunto del Distretto di Lugano, sezione 6 per nuova decisione, nel senso
dei considerandi.

 

                                   2.   Le
spese processuali per il reclamo, fissate in fr. 300.–, sono

poste a carico dello Stato del Cantone Ticino, che rifonderà 

a RE 1 fr. 700.– a titolo di ripetibili.

 

                                   3.   La
domanda di gratuito patrocinio contestuale al reclamo 

è dichiarata priva d'oggetto.

 

                                   4.   La
domanda di effetto sospensivo contestuale al reclamo è dichiarata priva di
oggetto.

 

                                   5.   Notificazione:

	
   

  	
  –     

     ; 

  –    . 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la terza
Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
cancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro
la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso
è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15 000.– nelle
vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e a
fr. 30 000.– negli altri casi. Per valori inferiori il ricorso è
ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale o se una legge federale prescrive un'istanza cantonale unica (art.
74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile
proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale
(art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un
ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare
entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF). Trattandosi
di una decisione finale di diniego del gratuito patrocinio, ai fini del valore
litigioso è determinante il presumibile costo del processo (v. sentenza del
Tribunale federale 5A_1025/2021 del 19 maggio 2022 consid. 1).