# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c661e663-3af0-514f-a65f-a342de08a56c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-10-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 06.10.1998 52.1997.303
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1997-303_1998-10-06.html

## Full Text

Incarto n.

  52.97.00303

   

  	
  Lugano

  6 ottobre 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  20 ottobre 1997 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patrocinato
  da: avv. __________

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione  8 ottobre 1997, no. 5148, del Consiglio di Stato che respinge
  l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la licenza edilizia 31
  luglio 1997 rilasciata dal municipio di __________ a __________ per la
  costruzione di una tettoia per due auto sulla part. no. __________ RFD;

  

 

 

viste le risposte:

-    5 novembre 1997 del Consiglio di
Stato;

-    7 novembre 1997 di __________ e
__________;

-    2 dicembre 1997 del municipio di
__________,

 

 

assunte
le prove;

 

 

preso
atto delle conclusioni:

-   22
maggio 1998 di __________ e __________;

-   16
giugno 1998 di __________;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 6 giugno 1997 __________
ha chiesto al municipio di __________ il permesso di costruire sul fondo di
proprietà dei figli minorenni __________ e __________ (part. n. __________ RFD)
una tettoia di m 5 x 5, confinante verso N con il fondo del ricorrente
__________ (part. n. __________ RFD), verso S con due box prefabbricati e verso
E con la part. no. __________ RFD, sulla quale sorge la sua casa d'abitazione.

Alla domanda si è opposto il vicino qui ricorrente,
sollevando obiezioni che ha poi ripreso e sviluppato in corso di causa.

 

 

                                  B.   Con decisione 31 luglio 1997
il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, rigettando l'opposizione
inoltrata da __________.

 

 

                                  C.   Con giudizio 8 ottobre 1997
il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo a sua volta
l'impugnativa contro di esso inoltrata dall'opponente.

In sostanza, il Governo ha ritenuto che:

-     il fatto
che la domanda di costruzione fosse firmata dal padre dei proprietari del fondo
dedotto in edificazione non ostasse al rilascio della licenza;

-     che la costruzione,
posta al servizio della casa d'abitazione del resistente, fosse di natura
accessoria, potesse sorgere a confine e non eccedesse i bisogni attuali e
prevedibili dell'edificio principale;

 

 

                                  D.   Contro il predetto giudizio
governativo il soccombente è insorto davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendogli di annullarlo assieme alla controversa licenza.

In sostanza, l'insorgente ripropone e sviluppa in questa sede
le censure sollevate senza successo davanti alla precedente istanza.

La casa d'abitazione del resistente, allega, disporrebbe già
di quattro autorimesse. Oltre ai due box prefabbricati, posati sulla part. no.
__________ RFD, potrebbe in effetti far capo all'autorimessa doppia, costruita
nel 1968 sul lato N e trasformata abusivamente in cantina per la vinificazione.

Dato che la costruzione comporta un trasferimento di quantità
edificatorie dalla part. no. __________ alla part. no. __________ RFD, del
tutto fondate sarebbero inoltre le obiezioni sollevate in prima istanza con riferimento
al diritto del resistente di rappresentare i figli in sede di domanda di
costruzione.

La controversa tettoia, prosegue, disattenderebbe anche
l'art. 7 cifra 9 NAPR, poiché, unita ai due box esistenti, supera la lunghezza
massima (7 m) ammessa dalle NAPR per le costruzioni accessorie a confine.
Essendo aperta sui quattro lati, verso N risulterebbe inoltre violata la
distanza minima di m 1.50 dal confine prescritta dalle NAPR.

Le costruzioni accessorie esistenti sul fondo, conclude,
supererebbero comunque ampiamente i bisogni oggettivi dell'abitazione del
ricorrente. Anche per questo motivo non potrebbero pertanto essere autorizzate.

 

 

                                  E.   All'accoglimento del ricorso
si sono opposti il Consiglio di Stato ed il municipio di __________ senza
formulare osservazioni.

Ad identica conclusione è giunto __________, contestando partitamente
le tesi dell'insorgente con argomenti che per quanto necessario verranno
ripresi nei considerandi di diritto.

 

 

                                  F.   Delle risultanze
dell'istruttoria esperita e delle succinte conclusioni presentate dalle parti
si dirà qui appresso. 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo e la legittimazione attiva del vicino opponente e qui
ricorrente sono pacifiche (art. 21 LE).

Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   2.1 Giusta l'art. 8 cpv. 2
RLE la domanda di costruzione ed i progetti devono essere firmati dalla persona
che chiede la licenza, dal proprietario del fondo e dal progettista. 

Come giustamente rileva il Consiglio di Stato, l'istante deve
dimostrare di aver diritto di disporre del fondo a fini edificatori.

Scopo precipuo della norma è quello di evitare all'amministrazione
di esaminare invano domande di costruzione insuscettibili di tradursi in opere
concrete perché l'istante non può disporre del fondo.

 

2.2. In concreto, il ricorrente contesta il diritto del
resistente di disporre liberamente del fondo dei figli per edificavi un
manufatto destinato a servire la sua casa d'abitazione.

L'obiezione non è priva di fondamento. Il diritto di
rappresentanza dei genitori nei confronti dei figli minorenni sussiste infatti
soltanto nella misura in cui l'interesse dei primi non collida con quello dei
figli (art. 306 cpv. 2 e 392 cifra 2 CCS). Condizione, questa, che in concreto
può anche apparire insoddisfatta.

Ai fini del giudizio la questione può comunque rimanere indecisa,
poiché dal profilo della validità della licenza la rinuncia del municipio ad
esigere una curatela di rappresentanza è del tutto irrilevante.

Considerate le finalità perseguite dall'art. 8 cpv. 2 RLE,
l'eventuale irritualità non incide minimamente nè sull'accertamento espresso
dal municipio attraverso la licenza in merito alla conformità dell'opera con il
diritto edilizio materialmente applicabile, nè sui diritti del ricorrente.

 

 

                                   3.   3.1. A norma dell'art. 7
cifra 9 NAPR di __________, si ritengono accessorie le costruzioni al servizio
di un fabbricato principale che:

- non siano destinate all'abitazione o al lavoro (...)

- non siano più alte di m 3 e non superino la lunghezza di m
7 

  per ogni facciata o confine.

L'indice di occupazione massimo è del 10 %.

Il criterio distintivo fondamentale delle costruzioni
accessorie è quello funzionale. Per essere considerata accessoria la costruzione
deve porsi in un rapporto di subordinazione funzionale con l'attività
esercitata in una costruzione principale. Il suo scopo dev'essere di semplice
servizio, complementare per rapporto alla destinazione della costruzione da cui
dipende.

Anche in assenza di una norma specifica, le costruzioni accessorie
devono quindi risultare adeguatamente commisurate alle necessità oggettive
della costruzione che servono (RDAT 1994 II N. 51; Scolari, Commentario, ad
art. 11 LE, N 849). Il fatto che sorgano su un fondo diverso da quello su cui
sorge l’edificio principale non è di decisivo rilievo. Determinante ai fini
della loro qualifica è il rapporto di subordinazione, che dev’essere suffragato
da concreti riscontri fattuali.

 

3.2. Dal profilo della destinazione, la costruzione in esame
può essere considerata accessoria. Essa è infatti posta al servizio della casa
d'abitazione del resistente alla quale funge da autorimessa. L’opera versa
quindi chiaramente in un rapporto di subordinazione con un edificio principale.
Il fatto che sorga sul fondo contiguo, di proprietà dei figli, non porta a
diversa conclusione.

Il ruolo dell'opera in contestazione rimane subalterno anche
se si tiene conto dell'autorimessa doppia che sorge sul lato N del fondo del
resistente e dei due box prefabbricati ai quali verrebbe ad affiancarsi.
L'istruttoria esperita ha in effetti permesso di accertare che l'edificio
principale, suddiviso in due appartamenti, è privo di cantine e di solai. Ha
inoltre permesso di stabilire che i box prefabbricati non sono stati autorizzati
come autorimesse, ma come deposito per il vino. Se si prescinde dalla
trasformazione abusiva dell'autorimessa doppia che sorge sul lato N del fondo
del resistente, la casa d'abitazione di quest'ultimo con la controversa tettoia
verrebbe quindi a disporre di 4 posti coperti per auto. Considerate le
dimensioni e la SUL dell'edificio principale (217,59 mq), la dotazione di
autorimesse appare certamente generosa. Essa non è tuttavia ancora tale da
risultare sproporzionata per rapporto alle esigenze oggettive di due
appartamenti e da giustificare pertanto il disconoscimento della natura accessoria
dell’opera in contestazione. L’art. 9 lett. a NAPR esige invero un posto auto
ogni 100 mq di SUL o frazione.

Tanto meno si può accreditare la tesi del ricorrente ove si
consideri che l'indice di occupazione delle costruzioni accessorie esistenti
sui due fondi si aggira attorno al 7 %1) , ovvero ben al di sotto
del limite massimo del 10 % ammesso dall’art. 7 cifra 9 NAPR.

Ne discende che la decisione impugnata resiste alle critiche
sollevate dall'insorgente con riferimento alla natura accessoria della tettoia.

 

3.3. Le costruzioni accessorie, per essere considerate tali,
non devono soltanto soddisfare determinate condizioni di natura funzionale, ma
devono anche rispettare determinati parametri oggettivi.

Secondo l'insorgente, la tettoia non sarebbe accessoria,
perché la lunghezza della sua facciata rivolta verso il confine con la part.
no. __________ RFD (m 5), sommata a quella dei due box contigui (m 5.20),
supererebbe il limite di 7 m prescritto dall'art. 7 cifra 9 NAPR. Il municipio
ha invece ritenuto che il limite potesse essere superato mediante accordo tra
confinanti.

La tesi dell'autorità comunale merita di essere accreditata.
Il limite in questione si applica infatti soltanto alle facciate a confine. Le
altre facciate possono superarlo senza pregiudicare il riconoscimento della
qualifica di costruzione accessoria.

A differenza di quello relativo all'altezza massima, il
limite di lunghezza delle facciate a confine non è quindi un limite assoluto ed
invalicabile, ma un limite volto semplicemente a contenere gli ingombri delle
costruzioni accessorie poste a confine. Analogamente alle distanze da confine,
anche questo limite è soggetto alla libera disposizione delle parti, che
possono rinunciare a prevalersene, così come possono accordarsi fra loro per
modificare l'andamento del confine fra due fondi.

Anche questa censura va pertanto disattesa, siccome
infondata.

 

1) Calcolo: 

 

part. __________ RFD:  sup. edificabile: 695
mq; sup. edificata: box 26 mq + tettoia 25 mq = 51 mq; i.o. = 7.33%

part. __________ RFD: 
sup. edificabile: 837 mq; sup. edificata: sub. B 44 mq + sub C 11 mq = 55 mq;
i.o. = 6.57%

 

 

                                   4.   Inaccoglibile, siccome del
tutto priva di fondamento è infine anche la censura riferita alle distanze tra
la tettoia ed il fondo del ricorrente. Essendo chiusa verso N, la tettoia può
sorgere a confine con il fondo dell'insorgente (cfr. art. 8 cifra 2.6 NAPR). 

 

 

                                   5.   Sulla scorta delle
considerazioni che precedono, il ricorso va quindi respinto.

La tassa di giustizia e le ripetibili seguono la soccombenza.

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 21 LE; 8 RLE; 7, 8 NAPR di __________; 3, 18, 28, 31, 60, 61 PAmm

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   Le spese e la tassa di
giustizia di fr. 800.-- sono a carico del ricorrente, che rifonderà fr.
1'000.-- alla controparte a titolo di ripetibili. 

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario