# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d88da20d-04b4-53a1-b006-94969edb986b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-04-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.04.2001 35.2000.47
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2000-47_2001-04-17.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2000.00047

   

  mm

  	
  Lugano

  17 aprile 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 19 giugno 2000 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 27 aprile 2000 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 13
settembre 1999, nel corso di una vacanza negli Stati Uniti d'America,
__________ - alle dipendenze della ditta __________ in qualità di ricezionista
- è rimasto vittima di un incidente della circolazione stradale, riportando
contusioni al collo ed alla schiena.

 

                                         Il caso è
stato assunto dall'__________, il quale ha regolarmente corrisposto le
prestazioni assicurative.

 

                               1.2.   Con
decisione formale 1° marzo 2000, l'Istituto assicuratore - sentito il parere
del proprio medico di circondario, il dottor __________ (cfr. doc. _) - ha
comunicato all'assicurato l'estinzione immediata del diritto a prestazioni,
difettando una relazione di causalità fra i disturbi lamentati e l'infortunio
del settembre 1999 (cfr. doc. _).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta personalmente da __________ cfr. doc. _),
l'__________, in data 27 aprile 2000, ha sostanzialmente ribadito il contenuto
della sua prima decisione (cfr. doc. _).

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso 19 giugno 2000, __________ ha chiesto che l'assicuratore
LAINF venga condannato a versargli le prestazioni per le cure mediche oltre la
data del 1° marzo 2000 e per tutto il tempo necessario al trattamento medico
intrapreso per portare un significativo miglioramento dei disturbi derivanti
dall'infortunio assicurato (cfr. I, p. 3).

 

                                         Questi,
in particolare, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno della
propria pretesa ricorsuale:

 

" 
La parte convenuta motiva la propria decisione
in merito all'opposizione invocando l'assenza di prove circa l'esistenza di un
nesso causale adeguato e ancora prima naturale tra l'evento e i disturbi
riscontrati dai medici nel sottoscritto.

Sulla scorta dei fatti ritenuti ovvero
tamponamento del veicolo di cui ero alla guida, la probabilità che questo
evento sia la causa dei disturbi avuti ed attuali risulta esistere in una
misura soddisfacente secondo quanto inteso nella sentenza del TF citata dalla controparte.
In quanto poi alla prova dell'esistenza di questa causa a livello medico mi
pare eccessivo esigere una certezza assoluta. D'altronde, il dottor _______,
persona senza interesse nella presente causa, ha chiaramente espresso che i
disturbi da me lamentati sono tipicamente quelli derivanti da una dinamica
tipica del colpo di frusta. Il mio medico curante dottor ______ mi conferma con
scritto del 02.05.2000 la sua convinzione che i disturbi cervicali trovano
origine dall'evento assicurato (allegato 1).

Ritengo perciò l'esistenza del nesso naturale tra
l'evento assicurato, ovvero il tamponamento e i disturbi in seguito sofferti,
sia senz'altro dato.

 

Circa poi l'esistenza di
un nesso causale adeguato che la controparte ritiene superfluo esaminare in quanto
non sarebbe provata l'esistenza del nesso causale, questo risulta evidente. A
nulla giova supporre comportamenti istintivi del sottoscritto che avrebbe
indotto lo stiramento muscolare, sottintendendo una specie di colpa
concomitante. Inoltre risulta senz'altro guarito uno stiramento muscolare
dedotto da una documentazione medica che non dice affatto questo. Come
ricordato dalla controparte nell'enunciazione dei fatti nella decisione oggetto
del presente gravame, il rapporto medico dell'Ospedale regionale di __________
non indicava nessuna diagnosi.

 

Valutando poi secondo il criterio della
probabilità preponderante richiamato dalla controparte quando essa afferma che
"qualche giorno dopo l'infortunio" e dare a questa espressione una
durata sicuramente e irrefutabilmente superiore alle 72 ore mi sembra un po'
pretenzioso. Nell'enunciato dei fatti della decisione contestata alla lettera A
si dice: "Dopo circa tre giorni sono subentrati dei dolori alla colonna
cervicale e dopo …".

 

Ne consegue pertanto che la condizione
dell'insorgenza dei disturbi entro un lasso di 72 ore dall'infortunio ritenuta
dalla dottrina medica decisiva nell'infortunio "colpo di frusta" è
adempiuta.

 

Infine, in merito alle cure specifiche che
secondo il medico di circondario, dottor __________, non sarebbero più state
necessarie, sottolineo come il mio medico curante, dottor __________, mi abbia
in seguito prescritto ulteriori trattamenti a carico della cassa malati in
quanto la situazione era tutt'altro che risolta o giunta ad uno stadio
soddisfacente" (I).

 

                               1.4.   L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III).

 

                               1.5.   Con
ordinanza 19 ottobre 2000, il TCA ha ordinato una perizia medica giudiziaria a
cura del dottor __________, spec. FMH in neurologia (V).

 

                               1.6.   In data 20
dicembre 2000, il dottor __________ ha consegnato il proprio referto peritale
(IX), il quale è stato immediatamente intimato alle parti per osservazioni (X).

 

                               1.7.   L'assicuratore
infortuni ha preso posizione il 12 gennaio 2001 (XI), mentre __________, da
parte sua, è rimasto silente.

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto
della vertenza è la questione di sapere se i disturbi accusati dall'assicurato
dal 1° marzo 2000 in poi, si trovavano ancora in una relazione di causalità,
naturale ed adeguata, con l'incidente della circolazione del 13 settembre 1999.

 

                            2.1.1.   Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è, in effetti, l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra
l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,
vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

 

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali. Al riguardo essi si attengono, di regola, alle
attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la
disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134;
DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46; cfr. pure sentenza inedita 17
ottobre 1989 in re F.).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a
e sentenze ivi citate).

 

                            2.1.2.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361
consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents
(LAA), Losanna 1992, p. 51-53).

                                         La giurisprudenza
ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della
responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un
rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi
fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde
anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano
secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 118 V 286; DTF 117 V 365 i.f.).

 

                               2.2.   Nella
presente fattispecie - volendo immediatamente affrontare il tema centrale della
causalità - l’assicuratore LAINF convenuto ha deciso di negare il proprio
obbligo contributivo a partire dal 1° marzo 2000 (doc. _), fondandosi
essenzialmente sull’opinione espressa dal proprio medico di circondario, il
dottor __________ r, spec. FMH in chirurgia, il quale, tenuto conto dei soli
postumi infortunistici, ha dichiarato __________ non più bisognoso d'ulteriori
cure mediche (cfr. doc. _). 

 

                                         L'insorgente,
da parte sua, ha fermamente contestato le conclusioni a cui è pervenuto il
dottor __________, affermando che i disturbi lamentati dopo il 29 febbraio
2000, costituivano ancora una naturale conseguenza dell'evento traumatico
assicurato. Egli ha, al proposito, prodotto una certificazione del proprio
medico curante, il dottor __________ (doc. _) e fatto riferimento al rapporto 2
dicembre 1999 del dottor __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica (cfr.
doc. _).

 

                               2.3.   Allo scopo
di definitivamente chiarire la fattispecie da un profilo medico, questa Corte
ha ordinato una perizia giudiziaria, affidandone l'allestimento al dott.
__________, spec. FMH in neurologia.

 

                                         Dopo aver
ricostruito, in maniera minuziosa, l’anamnesi del ricorrente ed averne
altrettanto puntualmente descritto lo status neurologico, il perito giudiziario
- il quale ha diagnosticato una sindrome cervicale cronica, senza deficit
neurologici ed uno stato dopo incidente automobilistico con possibile trauma
distorsivo cervicale (cfr. IX, p. 6) - ha manifestato il seguente apprezzamento,
che lo ha condotto, finalmente, a ritenere soltanto possibile il fatto che i
disturbi accusati da __________ siano ancora
riconducibili all'evento del 13 settembre 1999:

 

" 
Il 13.09.1999 il signor __________ è incorso in
un incidente automobilistico, essendo stato investito da tergo da un'altra auto
mentre si trovava fermo ad un semaforo. Asserisce di essere stato trattato
conservativamente con applicazione di un collare e somministrazione di
analgesici. In fase iniziale avrebbe avuto solo lievi dolori, divenuti più
estesi il 15 settembre '99. Durante tutto il decorso non vi sono mai stati
indizi anamnestici o clinici in favore di una lesione maggiore da parte del
sistema nervoso centrale o periferico ed anche all'esame neurologico del 7
dicembre '00 non vi sono reperti focali indicativi di una lesione nervosa. Vi è
da segnalare unicamente una sindrome cervicale con una dolenza relativamente
lieve alla mobilizzazione attiva e passiva della colonna cervicale. Purtroppo
in questo caso non è stato possibile recuperare la documentazione relativa alla
valutazione clinica effettuata immediatamente dopo il trauma presso il pronto
soccorso locale negli Stati Uniti. 

I documenti relativi alla prima valutazione dopo
il trauma sono fondamentali nell'ambito di una valutazione peritale (vedi
recente presa di posizione della commissione "Whiplash-associated desorder"
della Società Svizzera di Neurologia, pubblicata nel Bollettino dei medici
svizzeri n. 39, anno 2000).In questo caso è a disposizione solo qualche
indicazione terapeutica prestampata ma non la valutazione clinica del caso in
esame: i dati concernenti la sintomatologia iniziale sono stati dunque
ricostruiti in gran parte solo su quanto asserito dal signor __________ stesso.
Tenendo dunque presente le limitazioni dovute alla mancanza di questa
documentazione si può asserire che nella fase immediatamente successiva al
trauma era probabilmente presente una sintomatologia algica cervicale (sindrome
cervicale) relativamente lieve, accentuatasi dopo 2-3- giorni. Il decorso è
stato caratterizzato da una persistenza dei dolori per oltre 9 mesi. La
sintomatologia non ha mai compromesso l'abilità lavorativa del paziente, che
non ha mai praticamente perso giorni lavorativi a causa di questi sintomi. È
stato sempre trattato conservativamente, soprattutto con misure antalgiche
nell'ambito della medicina riabilitativa e manuale. I risultati raggiunti con
queste misure sono stati tutto sommato soddisfacenti, con una regressione quasi
completa dei dolori almeno durante il giorno a partire dall'ottobre 2000 mentre
persistono ancora soprattutto durante la notte dolori di entità
complessivamente da lieve a moderata. La valutazione per quanto possibile
oggettiva della relazione di causalità tra il trauma subito e il quadro clinico
presentato dal paziente e resa difficoltosa dalla mancanza della documentazione
relativa alla prima valutazione medica negli Stati Uniti: sempre nella presa di
posizione della commissione "Whiplash-associated desorder" della
Società Svizzera di Neurologia, al punto 11, si afferma che la causalità deve
essere valutata sulla base del quadro clinico generale, nei limiti del
possibile anche della documentazione autentica delle prime valutazioni mediche
dopo il trauma, dello stato clinico prima del trauma, della sintomatologia
iniziale e del decorso generale dei sintomi. Si sottolinea inoltre il fatto che
non esistono metodi paraclinici che permettano di confermare una relazione di
causalità tra trauma e sintomatologia nel caso specifico. In questo caso,
basandosi praticamente solo sulle affermazioni fatte dall'assicurato, si può
ipotizzare dal punto di vista medico una relazione possibile tra il
trauma subito e la sintomatologia successivamente presentata. Innanzitutto
poiché la sintomatologia si è presentata presentata praticamente per la prima
volta dopo il trauma; le caratteristiche cliniche dei sintomi corrispondono a
quanto é presente solitamente dopo traumi distorsivi cervicali; il decorso é
stato caratterizzato da un progressivo miglioramento della sintomatologia
sull'arco di circa un anno: si deve ricordare che, anche se in oltre il 60-70%
dei pazienti dopo trauma distorsivo cervicale i sintomi scompaiono nel giro di
6 mesi, vi è una percentuale più piccola di pazienti con dolori che possono
persistere per tempi più lunghi. Fattori di rischio per un decorso prolungato
sono rappresentati da insorgenza di dolori nelle prime 12 ore dopo il trauma,
anamnesi con dolori cervicali già precedenti al trauma, alterazioni
degenerative importanti alle radiografie della colonna cervicale. Come già
ricordato più sopra, d'altro canto, non vi sono metodi oggettivi che permettano
di confermare che la sintomatologia presentata dal paziente a partire
dall'aprile 2000 sia comunque relativa al trauma. Dal punto di vista strettamente
medico, si può ipotizzare che la sintomatologia residua a partire dall'aprile
2000 sia stato il naturale proseguimento di quanto presente in precedenza, con
un progressivo miglioramento fino alla scomparsa quasi completa almeno durante
il giorno a partire dall'ottobre 2000" (IX, p. 6s. - la sottolineatura ed il grassetto sono del
redattore). 

 

                                         Rispondendo
ai quesiti postigli dalle parti, l'esperto designato da questo TCA ha avuto
modo di confermare l'esistenza di una relazione di causalità naturale semplicemente
possibile fra i disturbi lamentati dal qui ricorrente e l'infortunio
assicurato:

 

" 
Se e in quale misura l'evento all'origine
della presente controversia - tamponamento come da fattispecie in oggetto -
possa considerarsi la causa naturale della patologia presentata dall'assicurato
al suo rientro in Svizzera e posteriormente.

 

La risposta a questa domanda è limitata
dall'assenza della documentazione relativa alla prima visita medica effettuata
sul luogo dell'incidente presso il pronto soccorso locale (vedi anche quanto
discusso nella valutazione più sopra).Una valutazione della causalità tra un
trauma da tamponamento in auto ed una sintomatologia algica cervicale deve
essere basata sulla valutazione dell'evidenza clinica complessiva, tenendo
conto dello stato precedente il trauma, del meccanismo traumatico, della
sintomatologia iniziale e del decorso della sintomatologia. In questo caso lo
stato precedente il trauma era blando, non essendovi dunque fattori precedenti
che avrebbero potuto favorire l'insorgere della sintomatologia ed anche le
discrete alterazioni radiologiche evidenziate alle radiografie della colonna
cervicale non credo che possano essere considerate rilevanti. Il meccanismo del
trauma può essere considerato adeguato alla provocazione di sintomi algici a
livello cervicale. Non vi è una documentazione oggettiva concernente la prima
visita medica, per cui i dati riguardanti questo punto sono incompleti e
limitati a quanto asserito dal signor __________, con dolori inizialmente molto
lievi, insorti in modo più pronunciato 2-3 giorni dopo il trauma e quindi in un
periodo considerato limite per una relazione di causalità tra sintomatologia e
trauma stesso. Il decorso successivo è compatibile con un trauma distorsivo
cervicale, con un progressivo miglioramento dei sintomi sull'arco dei mesi. Il
tamponamento subito dal signor __________ può dunque essere considerato una
causa possibile della sintomatologia da lui descritta, almeno durante i primi
mesi successivi all'incidente"
(IX, risposta al quesito n. 1 di parte ricorrente - la sottolineatura è del
redattore). 

 

" 
In base alla documentazione radiologica il
nesso causale tra le turbe lamentate dall'assicurato viene considerato

a) certamente

b) con probabilità preponderante

c) solo possibilmente

d) per nulla

in relazione con l'infortunio del
13.9.1999?

 

Basandosi unicamente sulla documentazione
radiologia il nesso causale tra le turbe lamentate dall'assicurato sono da
considerare solo possibilmente in relazione all'infortunio del 13.09.1999,
questo almeno per quel che riguarda i suoi attuali sintomi.

Sottolineo ancora una volta il fatto però che la
valutazione della causalità non può essere basata unicamente o in modo
preponderante sul reperto radiologico, che costituisce comunque sicuramente un
aiuto importante nella valutazione generale.

Quest'ultima deve basarsi anche su altri fattori
soprattutto anamnestici (insorgenza dei dolori, tipo di sintomatologia,
adeguatezza del trauma) e del reperto clinico. In questo caso, il dato
medico che depone in favore [recte: in sfavore, n.d.r.] di un nesso causale tra
i sintomi e l'incidente è soprattutto la relazione temporale asserita dal
signor __________. L'insorgere dei dolori dopo 36 ore riduce sensibilmente il
grado di probabilità del nesso causale tra trauma e sintomi. In questo caso
non sussistono neppure fattori prognostici sfavorevoli e predisponenti ad un
decorso cronico di oltre sei mesi quali preesistenti dolori cervicali o gravi
alterazioni degenerative alle radiografie della colonna cervicale" (IX, risposta al quesito n. 2 di
parte convenuta - la sottolineatura è del redattore).

 

                                         Per
quanto qui d'interesse, il dottor __________ si è detto infine sostanzialmente
d'accordo con l'apprezzamento enunciato dal dottor __________, in occasione
della visita di controllo del 14 febbraio 2000 (cfr. doc. _):

 

" 
Concordo con gran parte della valutazione da
parte del medico di circondario __________. Desidero discutere brevemente
soprattutto un punto. In questo rapporto si conclude che "… dovrà essersi
trattato di uno stiramento muscolare …". Secondo le attuali teorie
concernenti l'insorgenza dei dolori nell'ambito di un trauma distorsivo
cervicale, si pensa che questi insorgano in seguito a microtraumi delle
strutture legamentarie e muscolari che sorreggono la colonna cervicale per cui
uno stiramento muscolare fa comunque parte dei riconosciuti meccanismi di
insorgenza dei dolori. Non è naturalmente possibile dedurre con certezza dal
tipo di terapia prescritta la diagnosi posta, soprattutto distinguere tra
stiramento muscolare e trauma distorsivo cervicale poiché le terapie antalgiche
sono solitamente analoghe nei due tipi di patologia. Insorgendo spesso i dolori
più intensi solo dopo alcune ore dal trauma, è possibile che in una situazione
d'urgenza, se la sintomatologia è discreta proprio nelle prime ore come può
accadere, ci si limiti alla prescrizione di analgesici senza effettuare
indagini radiologiche"
(IX, risposta al quesito n. 5 di parte convenuta).

 

                               2.4.   Questa Corte
non vede ragioni che le impediscano di fare proprie le conclusioni - motivate e
convincenti - a cui é pervenuto il dottor __________, specialista nella materia
che qui interessa. 

                                         Va qui
ancora ricordato che, in caso di perizia giudiziaria, il giudice - di regola -
non si scosta, senza motivi imperativi dalle conclusioni del perito medico, il
cui ruolo consiste, appunto, nella messa a disposizione della giustizia della
propria scienza medica per fornire un'interpretazione scientifica dei fatti
considerati (RCC 1986, pag. 200 consid. 2a; DTF 107 V 174 consid. 3, 112 V
32ss.; STFA 6 luglio 1993 in re M. D.). 

                                         Il
giudice può disattendere le conclusioni del perito giudiziario nel caso in cui
il rapporto peritale contenesse delle contraddizioni oppure sulla base di una controperizia
richiesta dal medesimo tribunale, che porti ad un diverso risultato (DTF 101 IV
130).

                                         Il
giudice può scostarsene anche nel caso in cui, fondan­dosi sulla diversa
opinione di altri esperti, ritiene di avere sufficienti motivi per mettere in
dubbio l'esattezza della perizia giudiziaria.

                                         Merita
tuttavia di essere sottolineato che il perito giudi­ziario - contrariamente al
perito di parte o allo speciali­sta che si esprime sotto un'altra veste - ha
uno statuto speciale nel senso ch'egli esercita, in virtù del mandato giudiziario
che lo sottopone alla comminatoria di cui all'art. 307 del Codice penale, una
funzione qualificata al servizio della giustizia (RCC 1986, pag. 201 consid.
2a).

                                         Per ciò
che concerne il valore probante di un rapporto medico é determinante il fatto
che lo stesso per i punti litigiosi sia completo, si basi su uno studio esteso,
prenda in considerazione anche le lamentele espresse, sia stato consegnato in
piena conoscenza dell’incarto, sia chiaro nell’esposizione delle relazioni
mediche e nella valutazione della situazione medica e le conclusioni
dell’esperto siano motivate (RAMI 1991 U133, pag. 311ss. consid. 1b).

                                         Pertanto,
si deve ritenere, in ossequio ai dettami giurisprudenziali evocati al
considerando 2.2.1., che i disturbi accusati da __________, perlomeno a
decorrere dalla data di chiusura del caso da parte dell'Istituto assicuratore
convenuto, non costituivano più una naturale conseguenza dell'evento
infortunistico 13 settembre 1999. Va da sé che - non essendo stata
sufficientemente dimostrata l'esistenza di una relazione di causalità naturale
- il TCA può tranquillamente esimersi dall'esaminarne l'adeguatezza.

 

                                         Relativamente
al tempo di latenza tra l'infortunio e l'apparizione dei disturbi alla
colonna cervicale - problematica a cui ha fatto accenno anche il perito
giudiziario, il quale ha dichiarato che, citiamo: "l'insorgere dei dolori
dopo 36 ore riduce sensibilmente il grado di probabilità del nesso causale tra
trauma e sintomi" - si osserva che nella sentenza 12 agosto 1999 in re E.,
parzialmente pubblicata in RAMI 2000 U359, p. 29ss. (cfr., pure, RAMI 2000 U391, p. 307s.), la nostra Alta Corte federale ha negato
l'esistenza di un infortunio del tipo "colpo di frusta" alla colonna
cervicale o di un meccanismo traumatico equivalente, in ragione di un tempo di
latenza troppo lungo fra l'infortunio e l'apparizione dei disturbi alla regione
della nuca oppure al rachide cervicale. Riferendosi a recenti studi concernenti
appunto il tempo di latenza dopo un cosiddetto trauma d'accelerazione - studi secondo
i quali i disturbi accusati non possono più essere ritenuti una naturale
conseguenza dell'infortunio, qualora l'intervallo superi le 24/72 ore - il TFA
ha stabilito che disturbi e referti a livello della nuca oppure del rachide
cervicale devono, secondo l'esperienza, insorgere entro un breve lasso di
tempo dopo l'evento traumatico.

 

                                         Se ne
deduce che l’impugnata decisione 27 aprile 2000 non presta il fianco ad alcuna
censura.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti