# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ec02fb5a-07fb-5716-8f22-f0e8215d968d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2012-04-17
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 17.04.2012 D-1940/2012
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1940-2012_2012-04-17.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-1940/2012 

 

 

 

 S e n t e n z a  d e l  1 7  a p r i l e  2 0 1 2  

Composizione 

 
Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Thomas Wespi;  

cancelliera Camilla Fumagalli. 

 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (…), 

Algeria, alias 

B._______, nato il (…), 

Siria, alias 

C._______, nato il (…), 

senza nazionalità, 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale della migrazione (UFM),  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;  

decisione dell'UFM del 3 aprile 2012 / N […]. 

 

 

D-1940/2012 

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Visto: 

la domanda di asilo che l'interessato ha presentato in data (…) in Svizze-

ra, 

il verbale della decisione dell'UFM del 7 ottobre 2011, notificata oralmente 

all'interessato il medesimo giorno (cfr. risultanze processuali), con la qua-

le detto ufficio non è entrato nel merito della citata domanda di asilo ai 

sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della Legge sull’asilo del 26 giugno 1998 

(LAsi, RS 142.31) ed ha pronunciato l'allontanamento dell'interessato dal-

la Svizzera, nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo, 

la sentenza del 24 ottobre 2011 del Tribunale amministrativo federale    

(di seguito: il Tribunale) che ha respinto il ricorso inoltrato dal ricorrente 

contro la suddetta decisione, 

la seconda domanda di asilo in Svizzera che l'interessato ha presentato 

in data (…), 

il verbale di audizione del 3 aprile 2012 (di seguito: verbale 1), nonché 

quello relativo al diritto di essere sentito in merito all'applicazione  

dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi del medesimo giorno (di seguito: verbale 2), 

il verbale della decisione dell'UFM del 3 aprile 2012, notificata oralmente 

all'interessato seduta stante (cfr. risultanze processuali), con la quale det-

to ufficio non è entrato nel merito della citata domanda di asilo ai sensi 

dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi ed ha pronunciato l'allontanamento dell'inte-

ressato dalla Svizzera, nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesi-

mo, 

il ricorso inoltrato dal ricorrente il 11 aprile 2012 (cfr. timbro del plico rac-

comandato), 

l'incarto originale dell'UFM, pervenuto a codesto Tribunale in data  

13 aprile 2012, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei conside-

randi che seguono, 

 

 

D-1940/2012 

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e considerato: 

che le procedure in materia di asilo sono rette dalla legge federale del  

20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla 

legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF,  

RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF, 

RS 173.110), in quanto LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che il Tribunale giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni 

dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di 

estradizione da parte dello Stato abbandonato dal richiedente l'asilo in 

cerca di protezione (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 

art. 83 lett. d cpv. 1 LTF),  

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai sen-

si dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, l'oggetto suscettibile di essere impugnato 

non può essere esteso alla questione della concessione dell'asilo, che 

presuppone una decisione nel merito della domanda stessa, 

che, di conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla concessione 

dell'asilo è inammissibile, 

che, nei citati limiti, v'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adem-

pie le condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA non-

ché all'art. 108 cpv. 2 LAsi,  

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi di asilo, l'interessato ha dichia-

rato di essere cittadino algerino nato ad D._______ (Algeria) e di avere 

vissuto a E._______ provincia di F._______ (Algeria) sino al suo espatrio 

a (…). 

che egli ha affermato di avere lasciato la Svizzera il (…), dopo la conclu-

sione infruttuosa della sua procedura di asilo, e di non essere tornato nel 

proprio Paese di origine (cfr. verbale 1, p. 4); che egli ha, altresì, dichiara-

to di non avere nuovi motivi di asilo (cfr. verbale 1, p. 7 e verbale 2, p. 1), 

che, nell'ambito dell'audizione in merito al diritto di essere sentito a ri-

guardo dell'applicazione dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, egli ha dichiarato 

che in Patria i propri genitori, (…), litigavano spesso e il padre picchiava 

la madre e durante tali episodi i vicini di casa chiamavano la polizia; che, 

ogni qualvolta sarebbero arrivate le autorità, egli avrebbe (…); che, di 

conseguenza, sarebbe stato arrestato e verbalizzato in più occasioni tra il 

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(…) e il (…); che, peraltro, in caso di rientro nel proprio Paese egli do-

vrebbe effettuare anche il servizio militare (cfr. verbale 2, pp. 1 e 2), 

che, dopo la conclusione della prima procedura di asilo, il medesimo a-

vrebbe lasciato la Svizzera in data (…) per recarsi in treno a Costanza 

(Germania) ed in seguito a Francoforte (Germania); che dalla Germania 

avrebbe proseguito per Copenaghen (Danimarca), senza fermarsi, per 

poi dirigersi a G._______ (Svezia) dove avrebbe chiesto asilo; che dopo 

una settimana sarebbe stato trasferito a H._______ (Svezia) dove sareb-

be stato registrato e nuovamente trasferito; che, di seguito, la Svezia gli 

avrebbe comunicato che avrebbe dovuto fare rientro in Svizzera; che do-

po questa comunicazione l'interessato si sarebbe recato in Danimarca 

dove le autorità di asilo di detto Paese, anch'esse, avrebbero reso nota 

all'interessato una decisione di allontanamento verso la Svizzera; che, 

quindi, egli, passando in treno dalla Germania, avrebbe raggiunto di sua 

iniziativa I._______ (cfr. verbale 1, p. 4), 

che, nella decisione del 3 aprile 2012, l'UFM ha considerato, da un lato, 

che la prima procedura di asilo è definitivamente conclusa e che i fatti 

addotti dall'interessato nella presente procedura non sono propri a moti-

vare la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione dell'ammis-

sione provvisoria; che, inoltre, i motivi relativi ai propri arresti in Algeria 

nel periodo (…) non sarebbero stati menzionati nella prima procedura di 

asilo; che, pertanto, tali motivi sarebbero di dubbia attendibilità, oltre che 

tardivi e non atti a contribuire alla concretizzazione di elementi già addotti 

e pertanto non verosimili; che, del resto, né l'obbligo di prestare servizio 

militare, né gli altri problemi di tipo famigliare accennati sarebbero rilevan-

ti in materia di asilo, 

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 

ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi; che l'autorità inferiore ha pure pro-

nunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e la sua esecu-

zione verso l'Algeria siccome lecita, esigibile e possibile, 

che, nel ricorso, il ricorrente sottolinea preliminarmente di essere tornato 

in Svizzera volontariamente, ritenuto che la Svezia in applicazione delle 

regole di Dublino avrebbe voluto arrestarlo e rinviarlo con la forza, otte-

nendo quindi il medesimo risultato; che egli fa valere che l'UFM avrebbe 

dovuto entrare nel merito della propria domanda di asilo in quanto la si-

tuazione generale nel Paese di origine sarebbe terribile, dato che a domi-

nare sarebbero l'ingiustizia, il terrorismo e la violenza; che, a suo dire, in 

Svizzera si sarebbe comportato in modo corretto; che, contrariamente a 

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quanto ritenuto nella decisione impugnata, la situazione dell'Algeria ri-

chiederebbe una valutazione prudente circa l'esigibilità dell'esecuzione 

dell'allontanamento; che, di conseguenza, laddove non venisse ricono-

sciuto l'asilo, dovrebbe perlomeno essere verificata la possibilità di otte-

nimento dell'ammissione provvisoria, 

che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, in via principale, l'annulla-

mento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti all'autorità in-

feriore per una nuova decisione nel merito della sua domanda di asilo e, 

in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione provvisoria; che ha, 

altresì, presentato una domanda di esenzione dal versamento di un 

anticipo a copertura delle presumibili spese processuali,  

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, non si entra nel merito di una do-

manda di asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una pro-

cedura di asilo terminata con decisione negativa o se, mentre era pen-

dente la procedura di asilo, è rientrato nel Paese di origine o di prove-

nienza, a meno che dall'audizione non vi siano indizi che siano intervenuti 

nel frattempo fatti propri a motivare la qualità di rifugiato o determinanti 

per la concessione della protezione provvisoria, 

che la precedente procedura di asilo si è definitivamente conclusa con la 

crescita in giudicato della decisione dell'UFM del 7 ottobre 2011, a segui-

to della sentenza del 24 ottobre 2011 del Tribunale con la quale è stato 

respinto il ricorso dell'insorgente, 

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, argo-

menti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, rispetto a 

quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito della do-

manda di asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi),  

che, segnatamente, il ricorrente ha espressamente dichiarato di non es-

sere rientrato nel suo Paese di origine tra la crescita in giudicato della de-

cisione del 7 ottobre 2011 e l'inoltro della seconda domanda di asilo in 

Svizzera e di fare valere gli stessi motivi già invocati nel corso del primo 

procedimento di asilo (cfr. verbale 1, p. 7 e verbale 2, p. 1), 

che, d'altronde, le nuove allegazioni del ricorrente in merito agli arresti 

avvenuti in Patria nel periodo (…), a seguito dei propri problemi famigliari, 

sono tardive e quindi inverosimili, 

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che, alla luce di quanto evocato, vi è, dunque, ragione di concludere che 

non vi siano indizi che siano intervenuti nel frattempo fatti propri a motiva-

re la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della protezione 

provvisoria ai sensi della giurisprudenza (cfr. DTAF 2009/53, consid. 4.2, 

p. 769 e i relativi riferimenti), 

che, di conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato che i fatti nuova-

mente addotti dal ricorrente nella presente procedura di asilo, non sono 

propri a motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione 

della protezione provvisoria,  

che, da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito 

il ricorso, destituito di ogni e benché minimo fondamento, non merita tute-

la e la decisione impugnata va confermata, 

che il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM a-

vrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché  

art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali  

dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. DTAF 2009/50, consid. 9  

p. 733),  

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 

Legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 

che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere 

possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragione-

volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che 

l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Algeria possa violare 

l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera 

del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione del  

28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi 

(divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre il 

ricorrente in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari 

all'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei 

diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o  

all'art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed al-

tre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura,  

RS 0.105),  

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che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamen-

to è ammissibile, 

che, quanto agli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento riconducibili 

all’art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 4 LStr, la situazione in Algeria, non 

è notoriamente caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza genera-

lizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del territo-

rio nazionale, 

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli è giovane ed ha 

lavorato come (…) (cfr. verbale 1, p. 4); che ha una sufficiente formazione 

scolastica, oltre ad avere qualche conoscenza linguistica di francese e 

greco (cfr. verbale 1, p. 3); che, inoltre, dispone in Patria di una rete fami-

liare, segnatamente, i genitori, due fratelli e una sorella (cfr. verbale 1, p. 

5), 

che il ricorrente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi 

problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria 

(cfr. DTAF 2009/2, consid. 9.3.3, p. 21 e relativi riferimenti), 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo Pa-

ese d'origine è ragionevolmente esigibile, 

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che il ricorrente, 

usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indi-

spensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi; cfr. DTAF 2008/34, consid. 12, 

pp. 513-515); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possi-

bile,  

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ra-

gionevolmente esigibile e possibile; che di conseguenza, anche in mate-

ria di allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la 

querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,  

che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplifi-

cata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un secondo 

giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che, avando il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda 

d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 

spese processuali è divenuta senza oggetto, 

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che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente  

(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del Regolamento sulle tas-

se e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale 

amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 

della presente sentenza.  

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Pietro Angeli-Busi Camilla Fumagalli 

 

 

Data di spedizione: