# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 68a710f0-11f5-5ac4-bbec-8df44762bb22
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-12-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 11.12.2001 32.2001.61
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-61_2001-12-11.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00061

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  11 dicembre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 28 luglio 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 luglio 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 2
novembre 1990 __________, nato nel 1959, di professione fresatore, ha
presentato all'Ufficio assicurazione invalidità (in seguito UAI) una domanda
tendente ad ottenere delle prestazioni AI per adulti. 

Tale richiesta è stata respinta dall'UAI, con decisione 3 aprile  1991, in
quanto non era ancora scaduto il periodo di carenza di un anno (doc. _).

                               1.2.   Dopo
l’inserimento del quinto bypass, il 4 aprile 2000 __________ ha presentato una
nuova richiesta di prestazioni assicurative AI (doc. AI _). 

L’amministrazione ha quindi esperito degli accertamenti di natura medica ed
economica, dei quali se ne parlerà, per quanto occorra, nei considerandi di
diritto. 

Con proposta di decisione del 10 aprile 2001 l’UAI ha riconosciuto
all’assicurato un quarto di rendita d’invalidità dal 1° dicembre 2000. A
motivazione del provvedimento preso essa ha indicato che:

 

" 
(…)

L'assicurato presenta un'inabilità lavorativa
totale nella consueta attività di fresatore dal mese di dicembre 1999. Per
contro, sotto il .1profilo medico-specialistico, è esigibile che l'assicurato
svolga un'attività leggera in misura del 100%. Il reddito ottenibile
attualmente in un'attività adeguata ammonta a Fr. 32'566.-- annui.

Senza il danno alla salute lo stipendio attuale
nella professione precedentemente svolta ammonterebbe a Fr. 63'374.--. Dal
confronto di questi redditi si ricava una perdita di salario o grado
d'invalidità del 45% il che dà diritto all'ottenimento di un quarto di rendita
d'invalidità. Giusta l'art. 29 lett. b LAI il diritto alla rendita nasce dopo
un anno di attesa, ovvero il 1 dicembre 2000. Si rinuncia alla messa in atto di
provvedimenti professionali reintegrativi in quanto questi non contribuirebbero
ad incrementare l'attuale capacità di guadagno. Suggeriamo all'assicurato di
contattare i preposti uffici di collocamento i quali dispongono di
un'efficiente struttura ai fini dell'ottenimento di un'attività adeguata.

 

Reddito annuo ragionevolmente esigibile

proveniente da un'attività lucrativa                        franchi

 

senza invalidità                                                      63'374

con invalidità                                                          35'266

perdita di guadagno/grado d'invalidità                   28'108 
=  45%

                                                                                                ====

 

Un assicurato che presenta un grado d'invalidità
situato tra 40 e 50% e che si trova in una situazione economicamente precaria,
ha diritto a una mezza rendita invece di un quarto di rendita. (…)" (Doc.
AI _)

 

                                         Contestualmente
l’amministrazione ha chiesto all’assicurato di riempire il foglio complementare
3 al fine di accertare l’eventuale diritto ad una mezza rendita per caso di
rigore.

 

                                         Con
osservazioni 19 aprile 2001 l'assicurato, per il tramite il __________, ha
informato di non potersi determinare sul progetto di decisione poiché presso la
Pretura di __________ è pendente un’istanza di riconoscimento di salario (doc.
AI _).

Mediante provvedimento formale del 13 luglio 2001 l'UAI ha comunque confermato
il progetto di decisione.

 

                               1.3.   Contro la
decisione amministrativa è tempestivamente insorto l'assicurato, sostenendo che
il suo stato di salute non corrisponde a quanto accertato dall’amministrazione.

In particolare egli sostiene che durante l’esecuzione di lavori leggeri deve
assumere delle pastiglie per lenire i dolori al torace e chiede il riesame del
suo caso o un colloquio con uno specialista dell’AI. 

                               1.4.   Mediante
risposta 20 agosto 2001 l’UAI ha postulato la reiezione del gravame.

Dopo aver ricordato che l’assicurato è stato ritenuto pienamente abile in
attività leggere e che, secondo i salari editi dall’Ufficio federale di
statistica, per una siffatta attività eseguita da personale maschile nel 1998
il salario ammontava a fr. 45'390.— annui, l’amministrazione ha rilevato che:

 

" 
(…)

In concreto, la consulente in integrazione
professionale incaricata, ha stabilito che senza il danno alla salute
l'assicurato avrebbe attualmente conseguito fr. 63'374.-- annui.

Quale reddito teorico da invalido ha invece
stabilito la somma di fr. 35'266.-- annui, ottenuta deducendo il 24% dalla
media salariale sovraesposta.

Paragonando questi due redditi si ottiene una
perdita di guadagno pari al 45%, che corrisponde al grado di invalidità.

 

Il ricorrente sostiene infine di non essere in
grado di reggere nemmeno un'attività leggera.

Vi è però che l'interessato non ha fornito alcuna
prova a sostegno delle proprie affermazioni. Lo scrivente Ufficio può quindi a
buon diritto fondarsi sulle certificazioni agli atti, in base alle quali in
un'attività leggera ed adeguata l'assicurato è in grado di lavorare a tempo
pieno.

 

Ad ogni modo, qualora il signor _________
desiderasse ulteriori delucidazioni, rimaniamo volentieri a disposizione per un
colloquio." (Doc. _)

 

                               1.5.   Con lettera
30 agosto 2001 il ricorrente ha allegato un certificato del medico curante dr.
__________ in cui è attestata una totale inabilità lavorativa dal 30 agosto al
15 settembre 2001 (doc. _).

Interpellata dal TCA, il 6 settembre 2001 l’UAI, oltre ad aver osservato come
il certificato sia formulato in termini vaghi, ha sottolineato che l’inabilità
attestata si riferisce ad un periodo successivo all’emanazione della decisione
contestata (doc. _).

                               1.6.   Il 17
settembre 2001 il ricorrente ha trasmesso al TCA copia di uno scritto del
medesimo giorno inviato dal suo medico all’UAI (doc. _).

 

                               1.7.   Dietro
richiesta dello scrivente Tribunale, il 1° ottobre 2001 il ricorrente ha
trasmesso il risultato della TAC menzionata nella lettera 17 settembre 2001 del
dr. __________ ed un certificato medico (doc. _).

In merito alla nuova documentazione, con lettera 18 ottobre 2001
l’amministrazione ha osservato che:

 

" 
Il dottor __________, pur prendendo atto delle
dichiarazioni del paziente, che in pratica si dichiara totalmente inabile al
lavoro, ammette che dal punto di vista medico teorico l'interessato risulta al
contrario pienamente abile in attività leggere.

Non essendo stato fornito alcun elemento
oggettivo che giustifichi tale incapacità - ed al proposito si sottolinea che
l'assicurato è stato visitato da più specialisti - non si ritiene opportuno
procedere ad ulteriori indagini mediche. (…)" (Doc. _)

 

                               1.8.   Il TCA ha
richiamato dall’UAI il rapporto 21 febbraio 2001 della consulente in
integrazione professionale non contenuto nell’incarto (doc. _). Tale rapporto è
stato inviato al ricorrente per una presa di posizione. Contestualmente
all’assicurato è stato chiesto di trasmettere al Tribunale i recenti
certificati di medici specialistici attestanti una parziale esigibilità in
attività leggere (doc. _).

Con scritti 24 e 25 ottobre 2001 il ricorrente ha dato seguito a quanto
richiesto (doc. _).

Il 14 novembre 2001 l’UAI ha presentato le proprie osservazioni in merito alla
nuova documentazione prodotta (doc. _) e con lettera 20 novembre 2001
l’assicurato ha ribadito la richiesta ricorsuale (doc. _).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C.,
I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è sapere se a __________ può essere riconosciuta una rendita
d'invalidità maggiore di quella che riconosciuta con l’atto impugnato.

                                        

                                         L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

                                         -     un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a    infermità congenita,
malattia o infortunio, e

 

                                         -     la
conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de
la sécurité sociale, pag. 216ss).

L'invalidità non si confonde con l'incapacità funzionale di membra o di organi,
la quale può anche non influire sulla capacità di guadagno o menomarla in una
proporzione diversa da quella esistente fra lo stato di piena integrità fisica
e psichica e lo stato alterato da disturbi somatici o psichici. Pertanto non
incombe al medico, bensì agli organi preposti all'applicazione della legge di
accertare, fondandosi tra l'altro sulle necessarie informazioni sanitarie,
l'esistenza e il grado di un'asserita invalidità (DTF 114 V 314).

                                         Tuttavia,
perché la perdita di guadagno accertata acquisti rilevanza giuridica ai fini dell'AI,
è necessario che si trovi in rapporto causale con il danno alla salute.

                                         In altre
parole la perdita di guadagno presa in considerazione dalla legge è solamente
quella procedente dall'infermità.

                                         La
diminuzione del reddito nella misura in cui deriva da altre cause (di natura
soggettiva od economica) non è per contro, suscettibile di una valutazione
giuridica ai fini dell'erogazione della rendita. Quindi, l'assicurato che può
svolgere ancora un'ampia gamma di lavori rimunerativi a lui confacenti è tenuto
- prima di poter pretendere una rendita AI - a reintegrarsi o a farsi
reintegrare in altra attività (ad esempio dall'Ufficio del lavoro o, se sono
dati i presupposti legali, dall'URIP; cfr. RCC 1991, pag. 47, consid. 7c).

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.3.   Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il
reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid.
2; M. Valterio, Droit et pratique de l'assurance-invalidité, Les prestations, pagg.
200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid.
2c; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza
citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. 

                                         Se ciò
non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata
sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313
consid. 3a).

                               2.4.   Nell’evenienza
concreta, in data 27 dicembre 1999 a __________, affetto da una cardiopatia
ischemica con grave malattia coronarica, è stato innestato un quinto bypass.

Con rapporto 2 maggio 2000 il dr. __________ ha attestato una piena inabilità
lavorativa nella professione di fresatore precedentemente svolta, con
decorrenza dal 24 dicembre 1999 (cfr. doc. AI _). 

Nel rapporto 16 giugno 2000 alla Cassa malati __________ il medico curante ha
confermato la totale inabilità lavorativa quale fresatore, rilevando che “ 
(…) ad ogni tentativo, anche solo dopo un'ora di lavoro, il paziente doveva
interrompere il lavoro a causa di dolori al torace. Si tratta molto
probabilmente di dolori in relazione con al toracotomia, quindi di dolori ossei
(muscolari).. “.

Infine, egli ha concluso che: 

" 
(…)

Praticamente il paziente è quindi restato inabile
al lavoro al 100% dalla data dell'operazione fino a tutt'oggi. Ho attestato una
incapacità lavorativa al 100% fino al 30.06.2000, proponendo una ripresa
graduale del lavoro a partire dal mese di luglio.

 

Ricordo comunque che per attività leggere (per
esempio lavori d'ufficio, impiego in un chiosco, venditore, gelataio, ecc.) il
paziente è da ritenersi abile completamente.

 

Per quanto concerne il futuro, credo che
l'attività attuale di fresatore non sia più proponibile. Ho quindi esortato il
paziente ad annunciarsi alla disoccupazione e contemporaneamente e cercare
un'altra attività lavorativa. È chiaro che sarà molto difficile trovare un
datore di lavoro che assuma il Signor __________, conoscendo la malattia
cardiaca in corso." (sottolineatura del redattore, doc. AI _)

 

                                         Sulla
base di questa refertazione, l’amministrazione ha quindi considerato il
ricorrente totalmente abile in attività leggere.

 

                               2.5.   Con il
ricorso, __________ sostiene invece che non può esercitare pienamente
un’attività lucrativa leggera a causa dei dolori al torace dovuti ai cerchiaggi
metallici. 

Pendente causa egli ha prodotto la lettera 17 settembre 2001 del suo medico
curante. 

Dopo aver ricordato che “nei certificati medici iniziali (sia miei che
specialistici) veniva infatti pronosticata una possibile ripresa del lavoro al
100% per lavori leggeri”, il dr. __________ ha precisato che:

" 
(…)

In ogni caso il 20 settembre prossimo è previsto
un ulteriore esame (TAC toracica) per valutare la possibilità di una patologia
ossea e della gabbia toracica.

 

Riassumendo ci troviamo confrontati con un
paziente che è stato negli ultimi due anni inabile al lavoro, praticamente anche
per lavori leggeri. Dall'altra parte però è stata fino ad ora confermata dal
punto di vista medico la capacità per una ripresa teorica del lavoro al
100% per lavori leggeri.

Chiedo quindi che per il momento venga sospesa la
decisione notificata con grado d'invalidità del 45%, in attesa di una
valutazione definitiva da parte del medico fiduciario AI, che prego di far
convocare il paziente. Questa valutazione dovrà tener conto della reale
capacità lavorativa effettuata, e delle ultime visite mediche specialistiche
compresa la TCA toracica." (Doc. _)

 

                                         Occorre
innanzitutto ricordare che, per
costante giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali valuta la
legalità delle decisioni impugnate in base alla situazione di fatto e di
diritto esistente al momento in cui esse sono state rese. Invece, i fatti
avvenuti posteriormente, e che hanno modificato la situazione,
generalmente fanno parte di una nuova decisione amministrativa ( DTF 121 V 366
consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V 93 consid. 3, 99 V 102). 

Ora, agli atti di causa non vi sono dei certificati di specialisti che
attestino, al momento della decisione qui impugnata (13 luglio 2001), una
chiara diagnosi riguardo ai dolori toracici ed un’inabilità lavorativa in attività
leggere. 

Nel rapporto 18 settembre 2000 il dr. __________, primario di cardiochirurgia
al __________, in merito ai dolori accusati dall’assicurato ha rilevato che:

" 
è difficile obbiettivare un problema alla
sterno, avvertibile come dolore sotto sforzo. Io credo comunque che si può
offrire al paziente l’estrazione dei cerchiaggi metallici, in quanto talvolta
alcuni individui particolarmente sensibili possono avere una reazione di tipo
allergico a questo materiale, di norma inerte.”

 

                                         La
problematica è rimasta la medesima anche un anno dopo.

Nel rapporto 10 settembre 2001 il dr. ___________ ha infatti comunicato al
medico curante che:

 

" 
(…)

In data odierna ho visitato il signor __________
e ho visto che la gabbia toracica è ben guarita, le strutture ossee sono ben
saldate, non vi sono segni di pseudoartrosi o di infiammazione localizzata
delle parti cartilaginee.

Ho una certa difficoltà a obiettivare con la
clinica i dolori avvertiti dal paziente che insorgono a suo dire soltanto
quando inizia a eseguire degli sforzi poco più che lievi. Per uscire da una
situazione di "impasse" (il paziente infatti è poco propenso a
sottoporsi a un intervento di estrazione dei cerchiaggi) ho proposto di
eseguire una TAC toracica al fine di evidenziare un chiaro segnale di patologia
ossea che possa essere messo in correlazione con la clinica del paziente.

 

In mancanza di tale dato e persistendo il rifiuto
del paziente a sottoporsi all'estrazione dei cerchiaggi, non penso che
l'attuale situazione sia destinata a mutare. La pregherei pertanto di
organizzare questa TAC toracica in modo da poter poi riconvocare il paziente
per un colloquio definitivo." (Doc. _)

 

                                         L’esito
della TAC non ha comunque riscontrato delle anomalie dal punto di vista osseo.
Nel relativo rapporto 24 settembre 2001 si legge infatti che:

" 
(…)

Cerchiaggio sternale intatto e sterniotomia
consolidata con solo discrete irregolarità nella regione del sincondrosi tra
manubrio e corpo dello sterno. 

Non vi sono processi distruttivi da riferire a osteomieliti o fratture. (…)“
(Doc. _).

 

                                         È vero
che il 17 settembre 2001 l’assicurato ha prodotto un certificato del medico
curante in cui è attesta un’inabilità al 50% (mezza giornata di lavoro) in
attività leggere dal 1° ottobre al 20 ottobre 2001 (doc. _), cui ha fatto seguito
un’ulteriore certificato datato 12 novembre 2001 attestante il medesimo grado
d’inabilità (cfr doc. _). 

Ma è altrettanto vero che questi certificati, oltre ad essere sintetici e non
motivati, si riferiscono ad un periodo posteriore all’emanazione della
decisione contestata e quindi non possono essere considerati nella presente
vertenza. 

Va comunque ricordato che, ai sensi
dell’art. 41 LAI, qualora il grado d’invalidità del beneficiario di una rendita
subisce una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita,
questa sarà, per il futuro, aumentata o diminuita in misura corrispondente.

Tuttavia, la nuova documentazione medica prodotta dal ricorrente non è
sufficiente per poter statuire in maniera definitiva su un’eventuale revisione
della sua rendita. 

Pertanto, è opportuno che gli atti vengano retrocessi all’amministrazione
affinché proceda in tal senso e accerti, in particolare, dal punto di vista
medico ed economico, l’esigibilità per l’assicurato di un’attività leggera adeguata.

 

                               2.6.   Confermata
dunque la piena esigibilità in attività leggere e ripetitive, al fine di
determinare il grado d’invalidità, occorre procedere al raffronto dei redditi
come esposto al consid. 2.3.

                                         Per quel che concerne il reddito da valido, nel rapporto 21 febbraio
2001 la consulente in integrazione professionale ha scritto che “nella
precedente attività di fresatore, il signor __________ percepirebbe oggi e
senza il danno alla salute fr. 63'374.—“ (cfr. doc. _).

Tuttavia, dal questionario del datore di lavoro (la ditta __________) risulta
che nel 2000 l’assicurato avrebbe potuto percepire, senza il danno alla
salute, tredici mensilità di 

fr. 5'000.— (doc. AI _), ciò che corrisponde a fr. 65'000.— annui. 

Riguardo al salario da invalido, considerato che l'assicurato non ha mai intrapreso un’attività in mansioni leggere, la
determinazione di tale reddito può essere ricavata dai rilevamenti statistici
ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli
stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76
consid. 3b/bb, RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre, va rilevato che, secondo la
giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare
situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e
tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere
completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che
pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul
mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico
che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF
126 V 80 consid. 5b/cc).

                                         In
applicazione dei succitati criteri, nella sentenza pubblicata in SVR 2001 IV Nr. 21
questo Tribunale ha precisato che,
conformemente ai dati statistici salariali pubblicati dall'Ufficio federale di
statistica ("L'enquête suisse sur la structure des salaires 1998), il
salario ipotetico nel 1998 conseguibile in attività leggera adeguata esercitata
a tempo pieno nel Cantone Ticino e prima di eventuali riduzioni per motivi
particolari, che possono arrivare al massimo al 25% (cfr. DTF 124 V 323;
Pratique VSI 2000 pag. 85 e, soprattutto, STFA inedita del 9 maggio 2000 nella
causa A, I 482/99), riportato su 41,9 ore, ammonterebbe a fr. 45'390.‑‑
nel settore privato (rispettivamente fr. 47'929.‑‑ nel settore
pubblico e privato) per gli uomini e a fr. 33'587.‑‑
(rispettivamente fr. 33'725.‑‑ ) per le donne.

Ora, come visto, nel caso in esame il reddito da invalido in attività leggere
di fr. 45'380.— si riferisce al 1998. Indicizzato all’anno 2000 in base all’indice dei salari nominali (cfr. “La vie économique
9/2001”, Tabella B10.3, pag. 85), tale reddito ammonta a fr. 45'984,60 ( 45'390
x 1856: 1832).

Inoltre, dal già citato rapporto 21 febbraio 2001 risulta che la consulente IP
ha quantificato in 24% la riduzione di rendimento. Ne consegue che il reddito
da invalido corrisponde a 

fr. 34'949.--. 

Dunque, dal raffronto di tale reddito con quello da valido di 

fr. 65’000.—, emerge un’incapacità al guadagno del 46,2 % (65’000–
34'949 x 100 : 65’000) conferente il diritto ad un quarto di rendita. Questo senza
considerare probabili adeguamenti che comporterebbero un aumento dei due
redditi di riferimento per l'anno 2001 (anno in cui è stata emanata la
decisione amministrativa e a cui è da riferire l'ammontare dei redditi ai fini
del calcolo dell'invalidità), adeguamenti che verosimilmente non apporterebbero
una determinante modifica del grado d’invalidità.

                                         In
queste circostanze, la decisione contestata deve essere confermata.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Gli atti
sono rinviati all’UAI affinché proceda conformemente al consid. 2.5.

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti