# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5f264c5d-2ccd-5160-baac-28025c0f34f3
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-12-31
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 31.12.2002 PVG 2002 10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2002-10_2002-12-31.pdf

## Full Text

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versicherte Person, sofern sie mit einem Entscheid des Versicherers 
nicht einverstanden ist, verlangen, dass dieser innerhalb von 30 
Tagen eine schriftlich begründete Verfügung ausstellt. Die Be- 
schwerdeführerin ersuchte am 27. Oktober 2000 um Erlass einer 
solchen Verfügung, da sie mit der ihr durch Schreiben vom 5. Ok- 
tober 2000 angekündigten Leistungseinstellung per 1. August 2000 
nicht einverstanden war. Die Versicherung hätte es in der Hand ge- 
habt, die Verfügung umgehend zu erlassen und die Leistungen ent- 
sprechend früher einzustellen.Trotz zwei Erinnerungsschreiben der 
Beschwerdeführerin vom 11. Dezember 2000 und vom 12. März 
2001 wurde die anbegehrte Verfügung jedoch erst fünf Monate spä- 
ter, nämlich am 6. April 2001 ausgestellt. Für die Nichteinhaltung 
der gesetzlichen Frist von Art. 80 Abs. 1 KVG werden von der Versi- 
cherung keine rechtfertigenden Gründe genannt. Die Leistungsein- 
stellung auf einen früheren Zeitpunkt als das Verfügungsdatum 
wäre deshalb mit dem Grundsatz der Rechtssicherheit nicht ver- 
einbar. Im Dispositiv der Verfügung vom 6. April 2001 ist im Übri- 
gen das Datum des 1. August 2000 nicht explizit vermerkt, sondern 
es wird nur die «weitere Kostenübernahme für die Myombehand- 
lung» abgelehnt. Lediglich aus der Verfügungsbegründung geht 
hervor, dass die Leistungseinstellung rückwirkend per 1. August 
2000 erfolgen soll.

Zusammenfassend ist festzuhalten, dass die Versicherung 
ab dem 6. April 2001 nicht mehr zur Kostenübernahme verpflichtet 
war, da die Myombehandlung ab diesem Zeitpunkt rechtsgenüg- 
lich als nicht mehr wirksam, zweckmässig und wirtschaftlich im 
Sinne von Art. 32 Abs. 1 KVG ausgewiesen war. Die Beschwerde ist 
deshalb teilweise gutzuheissen.
S 01 260 Urteil vom 3. Mai 2002

Assicurazione malattie. Costi della degenza ospedaliera a 
carico dell’assicurato giusta l’art. 64 cpv. 5 LAMal e l’art. 104 
OAMal. Interpretazione delle nozioni di «famiglia» e di
«oneri di famiglia.»
— Il vecchio padre che vive nell’economia domestica della 

figlia è esonerato dal contributo al costo di degenza 
ospedaliera giusta quanto stabilito all’art. 104 OAMal 
(cons. 1, 5).

— Principi che regolano l’interpretazione di una disposi- 
zione legale (cons. 2).

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— Concetto di famiglia e di oneri familiari (cons. 3).
— Interpretazione conforme anche ai disposti della LAINF 

(cons. 4).

Krankenversicherung. Beitrag an die Kosten des Spitalauf- 
enthalts zulasten des Versicherten gemäss Art. 64 Abs. 5 
KVG und Art. 104 KVV. Interpretation der Begriffe «Fami- lie» 
und «finanzielle Belastung der Familie».
— Der bejahrte Vater, der bei der Familie seiner Tochter 

wohnt, ist vom Beitrag an die Kosten des Spitalaufent- 
halts gemäss Art. 104 KVV befreit (E.1, 5).

— Grundsätze, die die Interpretation einer gesetzlichen 
Norm regeln (E.2).

— Begriff der «Familie» und der «finanziellen Belastung der 
Familie» (E.3).

— Interpretation in Übereinstimmung auch mit dem UVG 
(E.4).

Considerandi:
1. Giusta l’art. 64 LAMal, gli assicurati partecipano ai costi 

delle prestazioni ottenute (cpv. 1). Essi pagano inoltre un contri- 
buto ai costi di degenza ospedaliera, graduato secondo gli oneri 
familiari (cpv. 5). Per quanto attiene ai costi della degenza, l’art. 
104 OAMal stabilisce che il contributo ammonta a fr. 10.– al giorno 
e che sono esonerati dal pagamento dello stesso gli assicurati che 
vivono in comunione domestica con una o più persone, con le 
quali hanno un rapporto attinente al diritto di famiglia. Nell’eve- 
nienza si pone propriamente la questione di sapere se il padre, che 
vive nella famiglia della figlia in qualità di persona anziana biso- 
gnosa di cure e di assistenza, possa per questo fatto essere eso- 
nerato dal pagamento del contributo giusta i disposti sopra richia- 
mati. Mentre per la convenuta, il termine famiglia va inteso in 
senso stretto, cioè genitori e figli con obblighi di mantenimento ri- 
sultanti dal diritto civile, il ricorrente considera che anche il padre 
che vive con la figlia nella stessa economia domestica debba es- 
sere considerato come un membro della famiglia, questa volta in- 
tesa in un senso più ampio.

2. Nell'applicazione del diritto, il Giudice deve eruire il con- 
cetto della disposizione legale attenendosi in primo luogo al si- 
gnificato letterale della norma. Solo quando, a causa di concetti 
generali o indefiniti, la legge codificata può dar adito a diverse in- 
terpretazioni, il Giudice, investendosi parzialmente del ruolo di le-

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gislatore, può interpretare il senso della norma avvalendosi dei 
metodi riconosciuti da prassi e giurisprudenza quali metodi di 
interpretazione di una disposizione legale (Imboden/Rhinow, 
Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, 1. Volume, no. 20, 
pag. 127 ss). Nell’evenienza concreta, si tratta di stabilire cosa il le- 
gislatore abbia inteso con il termine «oneri familiari» o chi siano 
gli assicurati che vivono nella stessa economia domestica e che 
hanno per di più «un rapporto attinente al diritto di famiglia». 
Grammaticalmente, la nozione di famiglia si riferisce sia al nucleo 
sociale rappresentato da due individui uniti tramite il vincolo del 
matrimonio e la loro discendenza, oppure come il complesso di 
persone che discendono dalla stessa stirpe. In termini giuridici, a 
seconda dei campi di regolamentazione in discussione, il concetto 
può riferirsi all’accezione più ampia o più restrittiva (DTF 121 V 
128), per cui di riflesso anche il termine familiare può riferirsi 
all’una o all’altra situazione. Per stabilire quale fosse l’idea a fon- 
damento degli art. 64 LAMal e 104 OAMal occorre in primo luogo 
consultare i lavori preparatori. Nel proprio messaggio al Parla- 
mento (FF del 28 gennaio 1992, no. 3, pag. 196), il Consiglio fe- 
derale ribadiva di non voler rinunciare completamente al principio 
stando al quale l’assicurato era tenuto a versare un contributo ai 
costi del soggiorno e di vitto per la degenza. Detto principio vigeva 
infatti anche nell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni 
(art. 17 cpv. 2 LAINF e art. 27 cpv. 2 OAINF). Per questo, in asso- 
nanza a questa regola, il Consiglio federale proponeva, da un lato, 
di mantenere un contributo, il cui ammontare sarebbe stato fis- 
sato dall’esecutivo federale, e, d’altro canto, di scalare detto con- 
tributo a seconda degli oneri familiari. Maggiori ragguagli su 
quanto si intendesse con il termine oneri di famiglia il citato mes- 
saggio non ne fornisce.

3. a) L’idea a fondamento delle disposizioni riguardanti la 
partecipazione ai costi della degenza ospedaliera è quella stando 
alla quale, la persona avrebbe comunque dovuto assumersi delle 
spese per il proprio mantenimento anche se fosse rimasta a casa 
(cfr. A. Maurer, Das neue Krankenversicherungsrecht, 1996, pag. 
150, e Dieter Widmer, Die Sozialversicherung in der Schweiz, 3. edi- 
zione, pag. 156). Evidentemente il relativo risparmio di non dover 
portare avanti per detto periodo un’economia domestica non 
riguarda che le persone che vivono da sole. Per le altre, l’assenza di 
un membro che altrimenti convive nell’economia domestica non 
comporta lo stesso vantaggio in termini di risparmio. Per questo 
motivo, l’esonero dalla partecipazione riguarda pure solo quei

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membri che vivono nella stessa economia domestica. Scopo quin- 
di della disposizione non è in primo luogo il promovimento della 
famiglia, ma un’equa assunzione di parte dei costi che avrebbero 
comunque pesato sul bilancio anche senza l’ospedalizzazione. 
Giusta il parere espresso da Gebhard Eugster, in Schweizerisches 
Bundesverwaltungsrecht, Krankenversicherung, marginale no. 347, 
la riduzione di cui all’art. 64 cpv. 5 dovrebbe estendersi a tutte le 
persone che vivono nell’economia e per le quali vige un dovere di 
assistenza tra parenti, dovere che non dovrebbe essere solo eco- 
nomico ma che potrebbe anche tradursi in prestazioni in natura. 
Questa tesi è per questo Giudice meritevole di protezione. Giusta 
la formulazione di cui all’art. 104 cpv. 2 OAMal, l’esonero si estende 
alle persone con le quali esiste un rapporto attinente al diritto di fa- 
miglia. Questo rapporto esiste manifestamente sia in virtù di 
quanto previsto agli art. 163 (obbligo di mantenimento della fami- 
glia) e 273 (obbligo di mantenimento dei genitori verso i figli) CC, 
ma parimenti per quanto sancito all’art. 328 CC. A mente di detto 
disposto, che regola la comunione di famiglia, chi vive in condi- 
zioni agiate è tenuto a soccorrere i parenti in linea ascendente e di- 
scendente quando senza di ciò essi cadessero nel bisogno.

b) Nell’evenienza in parola, il padre bisognoso di cure 
vive nell’economia domestica della figlia, la quale lo assiste e ac- 
cudisce. Già in virtù del dovere di assistenza tra parenti tale aiuto 
che la figlia profonde al padre non può essere considerato estra- 
neo ad un rapporto attinente al diritto di famiglia, ma appare vero 
propriamente il contrario. Non vada poi dimenticato che negli ul- 
timi anni, e precisamente con l’introduzione della decima revi- 
sione della LAVS, la presa a carico da parte dei figli dei genitori 
anziani è stata dal legislatore riconosciuta come un compito fon- 
damentale del nostro sistema sociale, meritevole quindi di essere 
pure corrispondentemente onorato in termini finanziari (accrediti 
per compiti assistenziali). Inoltre è stata operata una parificazione 
tra i due principali compiti che vengono assunti dalla famiglia. Sia 
chi svolge compiti assistenziali che chi assume compiti educativi 
ha diritto alle stesse prestazioni in materia di LAVS. La relativa- 
mente recente normativa in materia di LAMal (entrata in vigore 
nel 1996) non può in questo senso essere senz’altro reputata igno- 
rare l’assistenza tra parenti. Scegliendo una formulazione voluta- 
mente ampia come quella di cui all’art. 104 cpv. 2 OAMal, il legisla- 
tore ha probabilmente voluto operare una certa coordinazione tra 
i vari compiti attinenti al diritto di famiglia riconosciuti anche in 
materia di AVS. In questo contesto si giustifica pertanto operare

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un’interpretazione del testo legale conformemente agli indirizzi ed 
allo scopo delle parallele normative in materia di sicurezza so- 
ciale.

c) Effettivamente, il testo di cui all’art. 64 cpv. 5 LAMal, 
nella versione tedesca, si riferisce agli oneri familiari, facendo es- 
presso riferimento all’aspetto finanziario di questi. In questo 
senso potrebbe perlomeno sorgere il dubbio che l’ampia formu- 
lazione scelta a livello di ordinanza vada oltre quanto il testo di 
legge intendesse delegare al Consiglio federale. A questo riguar- 
do è però d’obbligo fondarsi sulle tre versioni ufficiali della legge, 
le quali hanno per principio uguale valore. Infatti, la formulazione 
tedesca dell’art. 64 cpv. 5 LAMal con «nach der finanziellen Bela- 
stung der Familie» diverge dalle versioni italiana e francese, le 
quali tralasciano il riferimento all’aspetto finanziario degli oneri 
per parlare solo di «oneri familiari» o di «charges de famille». Per 
questo, non è neppure dato concludere che corrispondesse ad 
una chiara volontà del legislatore tenere in considerazione, per 
giustificare l’esonero dai costi di ospedalizzazione, solo quelle re- 
lazioni familiari che potessero comportare degli oneri meramente 
finanziari, anziché anche delle prestazioni in natura.

4. Anche il riferimento, fatto a livello di lavori preparatori e 
in Maurer (op. cit. pag. 150), alle disposizioni conosciute dalla 
LAINF non si oppone ad una interpretazione del concetto di fami- 
glia nel senso qui operato. Infatti, le disposizioni in materia di in- 
fortuni graduano la partecipazione ai costi della degenza a se- 
conda della questione di sapere se la persona è sola o sposata, se 
ha obblighi di mantenimento o di assistenza verso terzi e se infine 
ha o meno dei figli, nel qual caso è esonerata da qualsiasi obbligo 
(cfr. art. 17 cpv. 2 LAINF e art. 27 OAINF). In questo senso quindi, 
se il legislatore avesse voluto ridurre la nozione di oneri familiari   
al solo rapporto tra coniugi o tra genitore e figli, egli avrebbe con 
probabilità proceduto alle dovute precisazioni e non scelto una 
formulazione volutamente alquanto ampia. Per il Tribunale ammi- 
nistrativo, il riferimento alla legislazione in materia di assegni fa- 
miliari o per figli (LAF) che la convenuta fa per contestare il con- 
cetto di oneri familiari nel caso concreto è invece poco pertinente. 
Indiscussamente, l’idea a fondamento degli assegni familiari e per 
figli è il promovimento della famiglia in senso stretto. In questo 
senso lo scopo della normativa in materia di malattie  e quella 
sugli assegni familiari è essenzialmente diverso, per cui nulla la- 
scia apparire giustificato la ripresa del concetto di famiglia valido  
in ambito LAF nel presente contesto.

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5. Ne discende che l’assicurato ha diritto di essere esone- 
rato dal contributo preteso per le spese di ricovero, motivo per cui 
il ricorso deve essere accolto e la decisione del 13 novembre 2001 
annullata.
S 02 23 Sentenza del 16 aprile 2002

Arbeitslosenversicherung. Erfüllung der Beitragszeit.
— Wer den gesetzlichen Voraussetzungen der Erfüllung der 

Beitragszeit genügt, kann nicht von deren Erfüllung befreit 
werden; eine nachträgliche Anpassung der Höhe des 
versicherten Einkommens mit der Begründung, eine 
zugesicherte, aber nicht angetretene Beschäfti- gung 
hätte einen höheren Beschäftigungsgrad gebracht, ist 
unzulässig.

Assicurazione contro la disoccupazione. Adempimento del 
periodo di contribuzione.
— Chi soddisfa le condizioni legali e adempie il periodo di 

contribuzione, non può essere esonerato dal suo adem- 
pimento; un successivo adeguamento dell’ammontare del 
guadagno assicurato – a motivo che in un posto di la- voro 
che era stato garantito, ma non iniziato, il grado di 
occupazione sarebbe stato superiore – è inammissibile.

Sachverhalt:
2. Per 1. Juni 2000 stellte X. Antrag auf Arbeitslosenentschä-

digung, wobei sie sich zuerst als 80% und später als 100% vermit- 
telbar meldete. Aufgrund des Scheidungsurteils fielen ihre Alimente 
in der Höhe von monatlich Fr. 500.– per 1. Oktober 2000 weg. Eben- 
falls auf jenen Zeitpunkt entfielen die Unterhaltsbeiträge für den 
jüngeren Sohn, welcher bei der Mutter wohnte, da diese von dessen 
Volljährigkeit an bis zum Ende der Lehrzeit direkt an ihn überwiesen 
wurden.

Aufgrund dieser Tatsachen und weil sie nicht mit Fr. … mo- 
natlich leben könne, stellte die Versicherte am 24. April 2001 bei der 
Arbeitslosenkasse Antrag auf Erhöhung des anrechenbaren Ein- 
kommens auf 100% während der gesamten Beitragszeit.

3. Mit Verfügung vom 21. November 2001 teilte die Kasse 
der Versicherten mit, dass sie kein Anrecht auf Erhöhung der Ar- 
beitslosenentschädigung von 70% auf 100% habe, weil sie die volle

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