# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1feef187-61fd-579b-9bee-b2319b5cae2d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-06-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.06.2013 35.2013.30
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2013-30_2013-06-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2013.30

   

  mm/DC

  	
  Lugano

  13 giugno
  2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso per denegata
giustizia del 29 aprile 2013 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  	 

	
   

  	
   

  	 

					

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Nel gennaio
2008, RI 1 - dipendente della ditta __________ Sagl di __________ in qualità di
direttore e, perciò, assicurato obbligatoriamente contro gli infortuni presso
il CO 1 -, nell’attraversare le strisce pedonali, é stato urtato da
un’autovettura e ha riportato contusioni/distorsioni a livello del rachide
cervicale, della spalla e del ginocchio sinistro.

 

                                         L’assicuratore
LAINF ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

 

                               1.2.   Con decisione
formale del 10 maggio 2010, poi confermata in sede di opposizione,
l’amministrazione ha dichiarato estinto il proprio obbligo a prestazioni a
decorrere dal 1° aprile 2008 (rinunciando a pretendere la restituzione delle
prestazioni corrisposte successivamente a quella data). 

 

                               1.3.   Con sentenza
35.2011.19 del 19 novembre 2012, cresciuta incontestata in giudicato, il TCA ha
ammesso l’esistenza di una relazione di causalità naturale e adeguata tra
l’evento infortunistico del 16 gennaio 2008 e i disturbi localizzati al
ginocchio sinistro e ha rinviato l’incarto al CO 1 affinché definisse il
diritto a prestazioni dal profilo sia materiale che temporale. 

 

                               1.4.   Con ricorso
per denegata giustizia del 29 aprile 2013, RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1,
ha chiesto che all’assicuratore resistente venga fissato un termine di 30
giorni per definire il suo diritto a prestazioni, argomentando in particolare
che:

 

" 
(…).

Il 06.04.2011 lo scrivente ha pertanto avversato
la decisione per via d’opposizione e quindi, avendo l’assicuratore confermato
la propria decisione, ha inoltrato al Tribunale cantonale delle assicurazioni
che, dopo aver svolto svariati accertamenti di carattere medico, ha emesso la
propria sentenza in data 19.11.2012 che confermava il sussistere del nesso di
causalità adeguata anche dopo il 31.3.2008 e che pertanto spettava
all’assicuratore esperire i necessari approfondimenti riguardanti le
prestazioni spettanti all’assicurato in epoca successiva al sinistro.

 

… Ad oggi, malgrado la CO 1 sia stata sollecitata
dal sottoscritto il 19.02.2013, non ha dato seguito ad alcunché, segnatamente
nessun accertamento di ordine medico, né di ordine amministrativo nonostante i
sei mesi intercorsi dall’emanazione della Sentenza e di oltre cinque (cinque)
anni dalla data in cui ha sospeso, senza averne diritto, le prestazioni a
favore del signor RI 1. 

 

… L’attitudine dell’assicuratore é manifestamente
votata all’inazione, al totale disimpegno nascente da un preconcetto
incomprensibile dal punto di vista sostanziale, per il che si richiede a
codesto tribunale che ne venga accertata la denegata giustizia e che venga
altresì fatto obbligo alla CO 1 di emettere la propria decisione, con gli
accertamenti di cui fa stato la decisione avversata, entro trenta giorni.”

                                         (doc. I)

 

                               1.5.   L’Istituto
assicuratore, in risposta, ha chiesto che il ricorso per denegata giustizia
venga respinto con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei
considerandi di diritto (doc. III).

 

                               1.6.   Il 27
maggio, rispettivamente il 5 giugno 2013 le parti si sono riconfermate nelle
loro allegazioni e conclusioni (cfr. doc. V e doc. VII). 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011;
STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF
H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003;
STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H
220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in
RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98
del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a stabilire se il CO 1 si è reso colpevole oppure no di un diniego di
giustizia nei confronti di RI 1.

 

                               2.3.   Giusta
l'art. 56 cpv. 2 LPGA, il ricorso può essere interposto anche se
l'assicuratore, nonostante la domanda dell'assicurato, non emana una decisione
o una decisione su opposizione. 

 

                                         Secondo l’Alta
Corte, vi è diniego di giustizia qualora un'autorità giudiziaria o
amministrativa non si occupi di una domanda, per la cui risoluzione essa é
competente (cfr. DTF 114 V 147 consid. 3a e riferimenti ivi menzionati). 

 

                                         Il
ritardo ingiustificato a statuire é una forma particolare di diniego di
giustizia vietato dall’art. 29 cpv. 1 Cost e dall’art. 6 § 1 CEDU. Si é in
presenza di un ritardo ingiustificato a statuire quando l’autorità
amministrativa o giudiziaria competente non emana la decisione che le compete
entro il termine previsto dalla legge oppure entro un termine che la natura
dell'affare nonché l'insieme delle altre circostanze fanno apparire come
ragionevole (DTF 131 V 407 consid. 1.1 p. 409 e riferimenti ivi menzionati).
Sono determinanti, segnatamente, il grado di complessità dell’affare, la posta
in gioco per l’interessato, come pure il comportamento di quest’ultimo e delle
autorità competenti (DTF 130 I 312 consid. 5.2; 125 V 188 consid. 2a). A questo
proposito, spetta, da una parte, all’interessato intraprendere determinati
passi per invitare l’autorità a decidere, in particolare sollecitandola ad
accelerare la procedura oppure ricorrendo per ritardo ingiustificato. D’altra
parte, sebbene all’autorità non possano essere rimproverati alcuni “tempi
morti”, inevitabili in una procedura, essa non é legittimata a invocare una
carente organizzazione oppure un sovraccarico strutturale per giustificare
l’eccessiva lentezza della procedura; spetta in effetti allo Stato organizzare
le proprie giurisdizioni in modo tale da garantire ai cittadini
un’amministrazione della giustizia conforme alle regole (DTF 130 I 312 consid.
5.2 e i riferimenti ivi menzionati). 

 

                                         Il
principio secondo cui la procedura davanti al Tribunale cantonale delle
assicurazioni deve essere semplice e spedita (cfr. art. 61 cpv. 1 lett. a
LPGA), è espressione di un principio generale del diritto delle assicurazioni
sociali e vale, perciò, anche nell'ambito della procedura amministrativa (DTF
110 V 54 consid. 4b; cfr., pure, U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 243 n. 509).

 

                                         Dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata
giustizia può essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità
protrae più del dovuto la trattazione di un affare.
Ciò non è il caso se essa prende dei provvedimenti positivi, ad esempio dei
provvedimenti probatori supplementari. Qualora l'autorità si sia occupata di
una vertenza senza notevole ritardo, una violazione della Costituzione può
essere ammessa soltanto se determinati provvedimenti sono stati presi
abusivamente (cfr. L. Meyer, Das Rechtsverzögerungsverbot nach Art. 4 BV, Tesi
Berna 1985, p. 78 e riferimenti alla giurisprudenza federale).

 

                                         Nell’ambito
di una procedura ricorsuale per denegata giustizia, non si deve procedere a una
valutazione approfondita della situazione fattuale e giuridica. L’intervento
del giudice in relazione all’ordine di misure istruttorie, si giustifica
soltanto qualora l’amministrazione abbia manifestamente oltrepassato il
proprio potere discrezionale. In una tale procedura, ci si deve accontentare di
un esame sommario dell’incarto, con l’obbiettivo di stabilire se l’aver
ordinato un determinato provvedimento probatorio era manifestamente
superfluo (cfr. STFA U 18/92 del 3 luglio 1992 consid. 5b, parzialmente
pubblicata in RAMI 1992 U 151, p. 194s. e U 268/01 dell’8 maggio 2003
consid. 4.1).

 

                               2.4.   Nella
concreta evenienza, va osservato che, con sentenza 35.2011.19 del 19 novembre
2012, intimata alle parti in data 20 novembre 2012, questa Corte ha
riconosciuto l’esistenza di un legame causale tra l’infortunio del gennaio 2008
e i disturbi al ginocchio sinistro, nonché rinviato l’incarto all’assicuratore
affinché definisse il diritto a prestazioni dal profilo temporale e materiale.

 

                                         Dalle
carte processuali emerge che, nel corso del mese di febbraio 2013, il
patrocinatore dell’assicurato ha interpellato i funzionari del CO 1 chiedendo
loro - “stante il tempo trascorso dall’emanazione della decisione, …” -,
d’indicare “… ad oggi quali passi sono stati intrapresi concretamente al fine
di giungere alla definizione delle prestazioni spettanti al mio assistito, …”
(doc. 212/3).

 

                                         In data
29 aprile 2013, RI 1 ha presentato al TCA un ricorso per denegata giustizia
chiedendo che all’assicuratore LAINF venga assegnato un termine di 30 giorni
per rilasciare la decisione sul diritto a prestazioni dipendenti dal danno al
ginocchio sinistro (cfr. doc. I).

 

                                         Il 13
maggio 2013, l’Istituto assicuratore ha preso contatto con il chirurgo ortopedico
dott. __________, autore nel mese di novembre 2009 di un intervento
artroscopico al ginocchio sinistro (cfr. doc. 70), il quale é stato invitato a
rispondere ad alcuni quesiti volti, in particolare, a “conoscere i diversi
tassi d’incapacità di lavoro in relazione con i problemi del ginocchio sinistro
unicamente …” (cfr. doc. 212/1 e 2). 

 

                                         Chiamato
a pronunciarsi nel caso di specie, il TCA constata che, dopo aver ricevuto la
sentenza che la condannava ad assumere i disturbi localizzati al ginocchio sinistro
(e, quindi, a definire le corrispondenti prestazioni) e sebbene, con lo scritto
del 19 febbraio 2013, l’assicurato avesse sollevato la questione del tempo
trascorso (cfr. doc. 212/3), l’amministrazione é rimasta completamente inattiva
per un periodo di poco inferiore ai 6 mesi. 

 

                                         Il CO 1
contesta di aver reagito soltanto perché l’assicurato ha nel frattempo interposto
un ricorso per denegata giustizia (cfr. doc. VII). Al riguardo, il TCA si
limita a constatare che l’assicuratore infortuni ha di fatto compiuto il primo
passo istruttorio soltanto in data 13 maggio 2013 (cfr. doc. 212/2), ossia dopo
che gli era stata intimata l’impugnativa di RI 1. 

 

                                         Se é vero
che, per eseguire quanto il TCA ha ordinato, erano necessari ulteriori provvedimenti
istruttori, in primo luogo di natura medica (cfr. doc. III, p. 3), é
altrettanto vero che l’Istituto assicuratore avrebbe dovuto intraprendere senza
indugio gli accertamenti del caso, ciò che gli avrebbe permesso di emanare la
propria decisione entro un termine ragionevole, tenuto conto oltretutto che si
tratta di una procedura derivante da una sentenza di rinvio. 

 

                                         Tutto ben
considerato, quindi, questo Tribunale ritiene che siano dati gli estremi per
ammettere l’esistenza di una denegata/ritardata giustizia, in relazione al
fatto che l’amministrazione ha procrastinato senza valida ragione l’esecuzione
degli accertamenti volti a definire il diritto a prestazioni dell’assicurato. 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
é accolto.

                                         §                                      È
accertata una denegata/ritardata giustizia in relazione al fatto che il CO 1 ha
procrastinato senza valida ragione l’esecuzione degli accertamenti volti a
definire il diritto a prestazioni dell’assicurato. 

                                         §§ Al
CO 1 è fatto ordine di eseguire gli accertamenti indispensabili per definire le
prestazioni spettanti a RI 1 a dipendenza del danno al ginocchio sinistro e di
emanare - senza indugio - la decisione formale richiesta.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         Il CO 1
verserà all'assicurato l'importo di fr. 1'000 (IVA inclusa) a titolo di
ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Gianluca
Menghetti