# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9f37c26f-6201-5966-ad25-117f8bef5ac9
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.08.2009 D-3836/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3836-2009_2009-08-27.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3836/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 7  a g o s t o  2 0 0 9

Giudici Pietro Angeli-Busi, (presidente del collegio), 
Christa Luterbacher, Walter Lang, 
cancelliere Carlo Monti.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento, 
decisione dell'UFM del 4 giugno 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3836/2009

Visto:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data 
27 gennaio 2009 in Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo,

i verbali d'audizione del 6 febbraio 2009 e del 25 maggio 2009,

la  decisione  dell'UFM del  4  giugno  2009,  notificata  all'interessato  il 
5 giugno 2009 (cfr. avviso di ricevimento agli atti),

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 12 giugno 2009 (cfr. timbro del plico 
raccomandato),

il dossier dell'UFM inoltrato al Tribunale amministrativo federale (TAF) il 
19 giugno 2009,

la decisione incidentale del TAF del 3 luglio 2009 di autorizzazione a 
soggiornare e rinuncia al prelevamento di un anticipo spese,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

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che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 
art. 83 lett. d LTF),

che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione impugnata; che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua,

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato ha dichiarato di essere cittadino tunisino di  etnia araba, 
nato  a  B._______,  con  ultimo  domicilio  a  C._______,  dove avrebbe 
vissuto dal 1997 fino all'8 giugno 2006,

che  il  richiedente  avrebbe  lasciato  il  suo  Paese  d'origine 
l'8 giugno 2006, per trovare lavoro e per avere una vita migliore,

che  l'interessato,  munito  di  un  visto  regolare  e  del  suo  passaporto, 
avrebbe preso un aereo dall'aeroporto di Tunisi in data 8 giugno 2006 
per  raggiungere  Vienna  (Austria),  dove  sarebbe  rimasto  fino  al 
gennaio 2007,  per  poi  recarsi  a  Roma in  treno;  che,  durante  il  suo 
soggiorno  di  due  anni  in  Italia,  gli  avrebbero  rubato  sia  la  carta 
d'identità, sia il passaporto e sarebbe stato condannato ad una pena 
di  otto  mesi,  di  cui  ne  avrebbe  scontato  sei  mesi  e  15  giorni  per 
possesso  di  stupefacenti;  che  avrebbe  infine  proseguito  sempre  in 
treno  per  la  Svizzera,  arrivando  così illegalmente  a  Chiasso  il 
27 gennaio 2009,

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità,

che, nella decisione del 4 giugno 2009, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia  d'asilo  nessun documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  ai 

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sensi  dell'art.  1a  lett.  b  e  c  dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a 
questioni  pregiudiziali  dell'11  agosto  1999  [OAsi  1,  RS  142.311]; 
dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni 
previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Tunisia  siccome  lecita, 
esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente ha allegato, in sostanza e per quanto qui 
di rilievo, di non essere in grado di procurarsi i documenti, in quanto 
non si  trova in Tunisia e quindi non gli  sarebbe possibile rifarli; che, 
visto  il  suo soggiorno  illegale  in  Italia,  non avrebbe potuto  neanche 
rivolgersi ad una rappresentanza diplomatica,

che,  inoltre,  la  situazione  di  sicurezza  e  umanitaria  in  Tunisia  non 
sarebbe tale da garantire un'esistenza dignitosa e di conseguenza non 
potrebbe essere rinviato nel suo Paese,

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua  domanda  d'asilo;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda 
d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle 
spese processuali e del relativo anticipo,

che  l'UFM  ha  indicato  nella  sua  decisione  del  4  giugno  2009  una 
seconda identità  del  richiedente  l'asilo  con  nazionalità  algerina; che 
dagli atti di causa si evince che la stessa identità è stata riportata nella 
prima audizione e nelle risultanze AFIS, senza che la ragione per tutto 
ciò sia  ricostruibile  (cfr. audizione del  6  febbraio 2009 pag. 1 e atto 
A6/2);  che,  inoltre,  non  viene  neanche  fornita  una  giustificazione 
plausibile in merito nella predetta decisione dell'UFM; che, di  conse-
guenza,  non  v'è  motivo  di  prendere  in  considerazione  quest'identità 
nella  presente  sentenza,  ragione  per  la  quale  l'interessato  verrà 
esclusivamente ritenuto cittadino tunisino,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 

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della domanda; che giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

che,  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine  degli  studi  (Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale 
[DTAF] 2007/7 consid. 6),

che, nel  caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che  il  ricorrente  ha  allegato  di  aver  viaggiato  dalla  Tunisia  sino  in 
Austria munito del proprio passaporto nonché di un visto; che avrebbe 
poi  continuato  il  suo  viaggio  verso  l'Italia  con  i  propri  documenti  di 
viaggio,

che i  documenti  di  viaggio  gli  sarebbero  stati  rubati  in  Italia  mentre 
dormiva per strada,

che  non  ha  saputo  datare  il  furto,  allegando  in  modo  generico  che 
sarebbe successo “due anni” fa nel 2007 (audizioni del 6 febbraio 2009 
pag. 5 e del 25 maggio 2009 pag. 4),

che il ricorrente afferma di non avere denunciato tale fatto, in quanto 
avrebbe soggiornato illegalmente in Italia,

che  tale  dichiarazione  non  soccorre  il  ricorrente,  il  quale,  siccome 
sarebbe stato in carcere dal 2 febbraio 2008 per sei mesi e 15 giorni e 
quindi  essendo  noto  alle  autorità  locali  il  suo  stato  illegale  in  Italia 

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- dove  non  ha  presentato  una  domanda  d'asilo  (cfr.  audizione  del 
6 febbraio  2009  pag.9)  -,  avrebbe  potuto  denunciare  il  furto  ed 
ottenere nuovi documenti di viaggio presso la rappresentanza del suo 
Paese in loco,

che  il  ricorrente  non  ha  quindi  effettuatto  seri  e  concreti  sforzi  che 
avrebbero potuto avere esito favorevole per rifare i suoi documenti, ciò 
che  costituisce  un'ulteriore  conferma  della  dissimulazione  dei 
documenti  da  parte  sua,  ritenuto  che,  di  regola,  chi  ne  è  già  in 
possesso  e  si  limita  a  dissimularli,  non  intraprende  alcunché  per 
procurarsene di nuovi,

che, inoltre, non ha saputo indicare il giorno in cui ha lasciato l'Italia 
allegando  genericamente  “due  settimane  dopo  capodanno”,  oppure 
“gennaio  2009”,  ciò nonostante  la  prima  audizione  si  è  svolta  il 
6 febbraio 2009, ovvero pochi giorni dopo la sua entrata in Svizzera in 
data 27 gennaio 2009 (cfr. audizioni del 6 febbraio 2009 pag. 9 e del 
25 maggio 2009 pag. 6),

che,  peraltro,  l'insorgente  è  rimasto  vago  nel  suo  racconto,  segna-
tamente circa la data in cui avrebbe lasciato l'Italia nonché quella del 
furto,

che, per contro, è stato in grado di datare precisamente il giorno in cui 
sarebbe stato incarcerato,

che tali discrepanze relative alla precisione della narrazione minano la 
credibilità e la verosimiglianza del racconto stesso,

che,  vista  l'inattendibilità  delle  dichiarazioni  del  ricorrente  segnata-
mente circa il possesso rispettivamente il furto dei documenti d'identi-
tà,  il  TAF ha  ragione  di  concludere  che  l'insorgente  dissimuli  i  suoi 
documenti d'identità per i bisogni della causa,

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 

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in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Tunisia per motivi economici,

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che,  inoltre,  i  motivi  fatti  valere  dal  ricorrente  nell'ambito  della 
procedura in esame sono, come facilmente riconoscibile, palesemente 
irrilevanti e non costituiscono, di per sé, degli indizi propri a giustificare 
la qualità di rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi, tanto meno determinanti 
per  la  concessione  della  protezione  provvisoria  giusta  gli  art.  66  e 
segg. LAsi  (che presuppone una decisione di  principio del  Consiglio 
federale che non è notoriamente data nel caso concreto),

che,  per  conseguenza,  i  motivi  d'asilo  evocati  sono  rettamente  stati 
ritenuti dall'UFM come irrilevanti, con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b 
LAsi,

che,  pertanto,  non  risultano  elementi  ai  sensi  dell'art. 32 cpv. 3 
lett. c LAsi da cui  dedurre la necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini 
della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  dell'insorgente  mede-
simo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi-
mento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente (art. 32 cpv. 3 
lett. c LAsi),

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che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  è  rettamente  non 
entrato  nel  merito  della  domanda d'asilo  ai  sensi  dell'art.  32  cpv. 2 
lett. a LAsi,

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2,  art. 44 cpv. 1 LAsi  nonché art. 32 
OAsi 1),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Tunisia  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del  18  aprile  1999 (Cost.,  RS 101),  l'art. 33  della  Conven-
zione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed 
altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105),

che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  è  am-
missibile,

che, inoltre, la situazione vigente in Tunisia non appare, notoriamente, 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio 
nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli è giovane ed 
ha un'esperienza professionale quale lavapiatti e pizzaiolo (cfr. verbale 

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d'audizione  del  6  febbraio  2009  pag. 3);  che,  inoltre,  v'è  ragione  di 
ritenere  che  il  ricorrente  dispone  in  Patria  di  un'importante  rete 
sociale, ritenuto che la sua famiglia (i genitori e 2 fratelli a C._______ 
nonché altri parenti a D._______) vive ancora in loco (cfr. ibidem pag. 
4); che l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di 
gravi  problemi  di  salute che possano giustificare la  sua ammissione 
provvisoria  (cfr.  sulla  problematica  Giurisprudenza  ed  informazioni 
della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo 
[GICRA] 2003 n.  24),  senza  che  da  un  esame  d'ufficio  degli  atti  di 
causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi 
medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 
il  ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione dell'allontana-
mento è dunque pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA),

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
pagamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno (in copia; n. di rif. N [...])
- E._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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