# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 137dfed5-4621-52fe-9b95-7a40a9ea65e2
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2013-03-13
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 13.03.2013 RR.2012.275
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_RR-2012-275_2013-03-13.pdf

## Full Text

Sentenza del 13 marzo 2013 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, Presidente, 

Tito Ponti e Roy Garré,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

1. A. LTD., 

2. B., 

 

 rappresentati dall'avv. Luca Marcellini, 

 

 

Ricorrenti 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  

 

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all'Italia 

 

Sequestro di conti bancari (art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numeri degli incarti: RR.2012.275+276 / RP.2012.76-77 

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Fatti: 

A. Il 13 novembre 2012 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bu-

sto Arsizio (Italia) ha presentato alla Svizzera una domanda d’assistenza 

giudiziaria nell’ambito di un procedimento penale avviato nei confronti di C., 

D. e B. per i reati di bancarotta fraudolenta (art. 216 Legge fallimentare) e 

truffa aggravata (art. 640 CP italiano). Ai predetti vengono contestati fatti 

plurimi commessi ai danni della Comunità europea e/o Regione Calabria 

attribuibili ai componenti della famiglia di B., gerenti della società E. Srl, di-

chiarata fallita il 10 novembre 2006 dal Tribunale fallimentare di Busto Arsi-

zio. L'autorità italiana sospetta che ingenti somme di denaro sottratte illeci-

tamente alla massa di creditori della suddetta società siano state versate 

su conti in Svizzera riconducibili agli indagati. Con la domanda di assisten-

za, l'autorità rogante postula - tra l'altro - il blocco e l'invio della relativa do-

cumentazione dei seguenti conti presso la banca F. di Lugano: conto n. 1 

intestato a A., conto n. 2 intestato a B. e conto n. 3 intestato alla società G. 

SA, precisato che di quest'ultimo conto si chiede il blocco e la documenta-

zione unicamente della "Rubrica C" riguardante B.  

 

 

B. Mediante decisione di entrata nel merito e incidentale del 15 novembre 

2012 il Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: MPC) è entrato 

in materia sulla domanda presentata dall'autorità italiana, ordinando una 

serie di misure, fra le quali il sequestro delle relazioni di cui sopra.  

 

 

C. Il 26 novembre 2012 la società A. Ltd. e B. hanno interposto ricorso contro 

la suddetta decisione dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale pe-

nale federale chiedendone, previa concessione dell'effetto sospensivo, 

l'annullamento, con conseguente dissequestro dei conti di loro pertinenza. 

 

A conclusione delle sue osservazioni del 20 dicembre 2012 l’Ufficio federa-

le di giustizia (in seguito: UFG) ha postulato l'inammissibilità del ricorso.  

 

Con scritto del 21 dicembre 2012 il MPC ha chiesto che il gravame sia re-

spinto nella misura della sua ammissibilità. 

 

 

D. In data 10 gennaio 2013 l'avv. Luca Marcellini ha comunicato al Tribunale 

penale federale "di aver assunto il mandato di patrocinare il signor B. 

nell'ambito delle procedure penali e rogatoriali in corso a suo carico, come 

da procura che allego in copia". Formulando esplicita riserva di eventuali 

contestazioni e impugnazioni sulla ricevibilità della rogatoria al momento 

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della decisione di chiusura, egli ha dichiarato di ritirare il ricorso contro la 

decisione incidentale di sequestro del 15 novembre 2012, postulando una 

commisurazione ridotta della tassa di giustizia. 

 

 

E. Con scritto dell'11 gennaio 2013 l'avv. H., patrocinatore dei ricorrenti, ha in-

formato questa Corte "che il nostro Studio legale non rappresenta più il si-

gnor B., il quale ci ha revocato il mandato in data 14 dicembre 2012. A far 

tempo dallo stesso giorno il signor B. ha conferito l'incarico di patrocinarlo 

al collega Luca Marcellini. Vi preghiamo pertanto d'ora innanzi di voler con-

ferire unicamente con l'avv. Marcellini per ogni procedimento riguardante le 

persone suddette", ossia i ricorrenti.  

 

 

F. Costatato che la procura inoltrata col ricorso del 26 novembre era firmata 

da I., persona attiva presso la società fiduciaria che gestiva, sino al 22 no-

vembre 2012, la A. Ltd., che B. risultava essere unicamente beneficiario 

economico di detta società e che la nuova procura a favore dell'avv. Mar-

cellini era sottoscritta unicamente da B., il 18 gennaio 2013 questa autorità, 

per il tramite del suo cancelliere, ha contattato telefonicamente il suddetto 

legale per chiedere se il ritiro del ricorso riguardava anche la A. Ltd., non 

apparendo chiaro se B. potesse rappresentare formalmente tale società. 

Nel contesto di detta telefonata, il legale ha informato questa Corte che a-

vrebbe a breve chiarito la situazione e ricontattato il Tribunale (v. act. 14), 

ciò che non è tuttavia avvenuto. 

 

 

 

 Diritto: 

1.  

1.1 In virtù degli art. 37 cpv. 2 lett. a della legge federale sull'organizzazione 

delle autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71) e 19 cpv. 2 

del regolamento del 31 agosto 2010 sull'organizzazione del Tribunale pe-

nale federale (ROTPF; RS 173.713.161), la Corte dei reclami penali giudica 

i gravami in materia di assistenza giudiziaria internazionale. 

 

1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italia-

na e la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione eu-

ropea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata 

in vigore il 12 giugno 1962 per l’Italia ed il 20 marzo 1967 per la Svizzera 

(CEAG; RS 0.351.1), dall'Accordo italo-svizzero del 10 settembre 1998 che 

completa e agevola l'applicazione della CEAG (RS 0.351.945.41), entrato 

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in vigore mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo 

italo-svizzero), nonché, a partire dal 12 dicembre 2008 (Gazzetta ufficiale 

dell’Unione europea, L 327/15-17, del 5 dicembre 2008), dagli art. 48 e 

segg. della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 

14 giugno 1985 (CAS; testo non pubblicato nella RS ma ora consultabile 

nel fascicolo "Assistenza e estradizione" edito dalla Cancelleria federale, 

Berna 2012). Di rilievo nella fattispecie è anche la Convenzione sul rici-

claggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato, conclusa 

a Strasburgo l’8 novembre 1990, entrata in vigore il 1° settembre 1993 per 

la Svizzera ed il 1° maggio 1994 per l’Italia (CRic; RS. 0.311.53). Alle que-

stioni che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trattati non 

regola espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto nazio-

nale sia più favorevole all'assistenza rispetto a quello pattizio (cosiddetto 

principio di favore), si applicano la legge federale sull'assistenza interna-

zionale in materia penale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1), unitamente 

alla relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 

Accordo italo-svizzero; DTF 137 IV 33 consid. 2.2.2; 136 IV 82 consid. 3.1; 

135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 134 consid. 1a; 122 II 140 consid. 2). Il prin-

cipio di favore vale anche nell'applicazione delle pertinenti norme di diritto 

internazionale (v. art. 48 n. 2 CAS, 39 n. 3 CRic e art. I n. 2 Accordo italo-

svizzero). È fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 135 IV 212 

consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c). 

 

1.3 Il ricorso è stato tempestivamente interposto contro la decisione di entrata 

in materia ed esecuzione dell'autorità federale d'esecuzione (v. art. 80k 

AIMP). Le decisioni incidentali anteriori alla decisione di chiusura possono 

essere impugnate separatamente se causano un pregiudizio immediato e 

irreparabile mediante il sequestro di beni e valori oppure la presenza di 

persone che partecipano al processo (art. 80e cpv. 2 AIMP). La legittima-

zione di B. è data per quanto riguarda la contestazione del sequestro del 

conto n. 2 presso la banca F., di cui risulta intestatario, mentre quella della 

società A. Ltd. è data per il conto n. 1 di cui risulta intestataria (v. art. 80h 

lett. b AIMP e art. 9a OAIMP; DTF 118 Ib 547 consid. 1d; TPF 2007 79 

consid. 1.6 pag. 82). Essa fa per contro difetto per quanto riguarda i conti 

per i quali i ricorrenti risultano aventi diritto economico o dispongono sem-

plicemente di una procura (v. DTF 122 II 130 consid. 2b e rinvii).  

 

1.4 Si prende atto che B., con scritto del 15 novembre 2012, ha ritirato il pro-

prio gravame. Per quanto lo riguarda, la causa è pertanto stralciata dal ruo-

lo. Tale ritiro non vale per contro per la A. Ltd., dato che B., sebbene ne sia 

beneficiario economico, non la rappresenta formalmente. L'avv. Marcellini 

non ha potuto del resto fornire gli estremi della persona fisica o morale che, 

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dopo la disdetta del mandato da parte della G. SA di Lugano, rappresenta 

attualmente la A. Ltd. 

 

 

2. La società ricorrente contesta sia i reati in Italia sulla base dei quali è fon-

data la rogatoria, sia l'asserita origine criminale dei fondi giacenti sul suo 

conto. Egli afferma che il MPC, con la decisione impugnata, avrebbe ecce-

duto ed abusato del suo potere di apprezzamento. La domanda di assi-

stenza violerebbe inoltre il diritto in ambito di cooperazione internazionale, 

segnatamente il principio della proporzionalità. Il provvedimento impugnato 

difetterebbe perdipiù di base legale.  

 

2.1 In base alla giurisprudenza, nel caso di ricorsi rivolti contro decisioni inci-

dentali ai sensi dell’art. 80e cpv. 2 AIMP (v. supra consid. 1.3), spetta al ri-

corrente indicare, nel proprio atto ricorsuale, in che cosa consiste l’allegato 

pregiudizio e dimostrare che questo non potrebbe essere sanato mediante 

un giudizio che annulli, se del caso, la susseguente decisione di chiusura 

(DTF 130 II 329 consid. 2; 128 II 353 consid. 3 e rinvii). Per quanto riguarda 

il pregiudizio da prendere in considerazione, in particolare nel caso di se-

questro di beni e valori, può trattarsi dell’impossibilità di adempiere delle 

obbligazioni contrattuali scadute (pagamento di stipendi, interessi, imposte, 

pretese esigibili, ecc.), del fatto di essere esposto a procedure di esecuzio-

ne o di fallimento, oppure alla revoca di un’autorizzazione amministrativa, o 

ancora dell’impossibilità di concludere affari vicini al loro sbocco. Il solo fat-

to di dover far fronte a delle spese correnti non è sufficiente, in linea di 

massima, a rendere verosimile un pregiudizio immediato e irreparabile ai 

sensi della predetta disposizione (DTF 130 II 329 consid. 2 pag. 332; sen-

tenza del Tribunale penale federale RR.2007.43 del 16 maggio 2007, con-

sid. 2.2 e rinvii). 

 

2.2 La società ricorrente non ha fornito nessun elemento atto a chiarire la sua 

situazione economica, omettendo in particolare di indicare sia i suoi redditi 

che il suo patrimonio. Essa non è stata in grado di rendere verosimile l'in-

sorgere per lei, in assenza di uno sblocco totale o parziale del suo conto, di 

un pregiudizio immediato ed irreparabile ai sensi della predetta giurispru-

denza. In realtà, essa non ha nemmeno abbordato tale questione, unica 

censura proponibile a questo stadio della procedura rogatoriale. Il ricorso 

non merita dunque ulteriore disamina. 

 

2.3 Da quanto sopra discende che il ricorso è inammissibile già per la sola 

mancanza di un pregiudizio immediato e irreparabile giusta l’art. 80e cpv. 2 

lett. a AIMP, il che rende superfluo l'esame delle restanti censure.  

 

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3. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 della legge federale 

sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA; RS 172.021] ri-

chiamato l'art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP). In caso di ritiro del gravame i costi 

cagionati dallo stesso vanno di regola messi a carico della parte che lo ha 

ritirato, in quanto considerata parte soccombente giusta l’art. 63 cpv. 1 PA 

(v. BENOÎT BOVAY, Procédure administrative, Berna 2000, pag. 459; FRITZ 

GYGI, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., Berna 1983, pag. 327). Per 

quanto riguarda B., è d'uopo rilevare che la dichiarazione di ritiro del ricorso 

è avvenuta in uno stadio avanzato della procedura, dopo che la causa ave-

va già cagionato considerevoli oneri di cancelleria. La tassa di giustizia è 

calcolata giusta l'art. 73 cpv. 2 LOAP e l'art. 8 cpv. 3 del regolamento del 

31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della 

procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162) ed è fissata nella fat-

tispecie a fr. 5'000.-- a carico dei ricorrenti in solido. Tenuto conto dell'anti-

cipo delle spese di fr. 6'000.-- già versato, la cassa del Tribunale restituirà 

ai ricorrenti l'importo di fr. 1'000.--. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Preso atto del ritiro del ricorso da parte di B., la causa, per quanto lo riguar-

da, è stralciata dal ruolo. 

2. Il ricorso della società A. Ltd. è inammissibile. 

3. La domanda di concessione dell'effetto sospensivo è divenuta priva d'ogget-

to. 

4. La tassa di giustizia di fr. 5'000.-- è posta a carico dei ricorrenti in solido. 

Tenuto conto dell'anticipo delle spese di fr. 6'000.-- già versato, la cassa del 

Tribunale restituirà ai ricorrenti l'importo di fr. 1'000.--. 

 
Bellinzona, 14 marzo 2013  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Luca Marcellini  

- Ministero pubblico della Confederazione 

- Ufficio federale di giustizia 

 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 
deve essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale 
della decisione (v. art. 100 cpv. 2 lett. b LTF). 

Le decisioni pregiudiziali e incidentali nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia 
penale non sono impugnabili. Rimangono salvi i ricorsi contro le decisioni sulla carcerazione in vista 
d’estradizione come anche sul sequestro di beni e valori, sempreché esse possano causare un pregiud i-
zio irreparabile, oppure l’accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una decisione finale 
consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (v. art. 93 cpv. 1 e 2 LTF).