# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 55764af8-f579-5113-a116-cb871cf6984a
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-07-11
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 11.07.2014 BB.2014.24
**Docket/Reference:** BB.2014.24
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BB-2014-24_2014-07-11

## Full Text

Esame degli atti (art. 101 seg. in relazione con l'art. 107 cpv. 1 lett. a CPP). Ammissione dell'accusatore privato (art. 118 segg. in relazione con l'art. 104 cpv. 1 lett. b CPP).;;Esame degli atti (art. 101 seg. in relazione con l'art. 107 cpv. 1 lett. a CPP). Ammissione dell'accusatore privato (art. 118 segg. in relazione con l'art. 104 cpv. 1 lett. b CPP).;;Esame degli atti (art. 101 seg. in relazione con l'art. 107 cpv. 1 lett. a CPP). Ammissione dell'accusatore privato (art. 118 segg. in relazione con l'art. 104 cpv. 1 lett. b CPP).;;Esame degli atti (art. 101 seg. in relazione con l'art. 107 cpv. 1 lett. a CPP). Ammissione dell'accusatore privato (art. 118 segg. in relazione con l'art. 104 cpv. 1 lett. b CPP).

Sentenza dell'11 luglio 2014 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, presidente, 

Tito Ponti e Patrick Robert-Nicoud,  

Cancelliera Susy Pedrinis Quadri  

   

Parti   

A., rappresentato dall'avv. Gianmaria Mosca, 

 

Reclamante 

 

   

  contro 

   

1.  MINISTERO PUBBLICO DELLA 

CONFEDERAZIONE,  

 

2.  B. S.p.a in liquidazione, rappresentata dall'avv. Die-

go Della Casa, 

Controparti 

 

   

Oggetto  Esame degli atti (art. 101 seg. in relazione con l'art. 107 

cpv. 1 lett. a CPP); ammissione dell'accusatore privato 

(art. 118 segg. in relazione con l'art. 104 cpv. 1 lett. b 

CPP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BB.2014.24 

- 2 - 
 
 

 Fatti: 

A. Il Ministero pubblico della Confederazione (di seguito: MPC) conduce dal 

7 ottobre 2010 un'indagine nei confronti di C., D., E., F., G., H., I., J., A. e K. 

per titolo di riciclaggio di denaro ai sensi dell'art. 305
bis

 CP, organizzazione 

criminale ai sensi dell'art. 260
ter

 CP, amministrazione infedele ai sensi dell'art. 

158 CP, falsità in documenti ai sensi dell'art. 251 CP, falsità in certificati ai 

sensi dell'art. 252 CP, appropriazione indebita ai sensi dell'art. 138 CP, cattiva 

gestione ai sensi dell'art. 165 CP e favori concessi ad un creditore ai sensi 

dell'art. 167 CP. Con specifico riguardo a A., egli è indagato per riciclaggio di 

denaro grave ai sensi dell'art. 305
bis

 n. 2  CP dal 26 gennaio 2012 e per falsità 

in documenti ai sensi dell'art. 251 CP dal 15 aprile 2013 (act. 6 pag. 2). 

 

B. L'11 novembre 2010 la Sezione fallimentare del Tribunale di Milano ha dichia-

rato il fallimento di B. Spa in liquidazione ed ha nominato quale curatore del 

fallimento L. (act. 6.1 doc. A). 

 

C. L'11 dicembre 2012 C., E., G., I. e A. sono stati condannati, con sentenze di 

patteggiamento definitive, dal Giudice per le indagini preliminari (di seguito: 

GIP) del Tribunale di Milano per la bancarotta fraudolenta ai danni di B., Mila-

no e di M. Spa, Milano società attive nella compravendita di traffico telefonico 

e di schede telefoniche prepagate (act. 1.1 pag. 2). 

 

D. Il 5 agosto 2013, la Sezione II. Civile del Tribunale di Milano ha autorizzato L., 

in qualità di curatrice del Fallimento di B. Spa in liquidazione (di seguito: Falli-

mento di B.), a costituirsi parte civile nel procedimento penale elvetico (act. 

6.1 doc. B). 

 

E. Il 2 settembre 2013, il Fallimento di B. ha presentato un'istanza di costituzione 

di accusatore privato nell'ambito della procedura penale condotta dal MPC, 

facendo valere un'azione civile. Contestualmente, esso ha chiesto l'accesso 

agli atti e l'ammissione al gratuito patrocino (act. 6.1). Il 26 novembre 2013, il 

Fallimento di B. ha indicato che la procedura di riconoscimento della sentenza 

dichiarativa del suo fallimento in Svizzera non sarebbe ancora stata avviata, 

non essendo a conoscenza dell'esistenza e del luogo di situazione di eventuali 

beni su suolo elvetico, informazioni che potrebbero essere ottenute solo con 

l'accesso agli atti del procedimento penale. Con missiva del 27 novembre 

2013, esso ha pure confermato di non avere intrapreso azioni civili (né in 

Svizzera, né altrove) tendenti ad ottenere il medesimo risultato ricercato con 

l'esercizio dell'azione civile qui contestato (act. 1 pag. 2 e seg., act. 6.3, act. 

6.4). 

 

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F. Il 27 gennaio 2014 il MPC ha decretato l'ammissione della curatela del Falli-

mento di B. quale accusatrice privata e le ha concesso l'accesso agli atti del 

procedimento. Il MPC ha per contro negato l'ammissione della medesima al 

gratuito patrocinio (act. 1.1 pag. 5). 

 

G. Con reclamo inviato il 6 febbraio 2014, A. è insorto contro il predetto decreto 

dinanzi alla Corte dei reclami penali. Egli ha contestato sia la costituzione di 

accusatore privato che la concessione dell'accesso agli atti della curatela del 

Fallimento di B.. L'insorgente ha altresì postulato la concessione dell'effetto 

sospensivo all'impugnativa (act. 1). 

  

H. Con decreto supercautelare del 7 febbraio 2014, la Corte dei reclami penali 

del Tribunale penale federale ha concesso l'effetto sospensivo al reclamo 

(act. 3). 

 

I. Nelle sue osservazioni del 27 febbraio 2014, il MPC si è riconfermato nella 

propria decisione. Esso ha inoltre contestato la legittimazione di A. all'impu-

gnativa, non subendo l'imputato alcun danno dalla costituzione di accusatore 

privato del Fallimento di B. (act. 6). 

 

J. Con replica del 13 marzo 2014, trasmessa per conoscenza al MPC, il recla-

mante ha confermato le tesi esposte nella sua impugnativa (act. 8, act. 9).  

 

K. Nella sua risposta del 16 aprile 2014, il Fallimento di B. – chiamata in causa 

quale parte interessata - ha postulato la reiezione dell'impugnativa, essendo i 

motivi di ricorso infondati (act. 12) 

 

L. Con scritto del 7 maggio 2014, A. ha confermato la sua richiesta di accogli-

mento del reclamo (act. 14). 

 

M. Le ulteriori argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, 

nei considerandi di diritto.  

 

 

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 Diritto: 

1.  

1.1 In virtù degli art. 393 cpv. 1 lett. a del Codice di diritto processuale penale 

svizzero del 5 ottobre 2007 (CPP; RS 312.0) e 37 cpv. 1 della legge federale 

del 19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità penali della Confedera-

zione (LOAP; RS 173.71) in relazione con l’art. 19 cpv. 1 del regolamento del 

31 agosto 2010 sull’organizzazione del Tribunale penale federale (ROTPF; 

RS 173.713.161), la Corte dei reclami penali giudica i gravami contro le deci-

sioni e gli atti procedurali del pubblico ministero.  

 

Il Tribunale penale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammis-

sibilità dei reclami che gli sono sottoposti senza essere vincolato, in tale ambi-

to, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (v. art. 391 cpv. 1 CPP 

nonché PATRICK GUIDON, Die Beschwerde gemäss schweizerischer Strafpro-

zessordnung, tesi di laurea bernese, Zurigo/San Gallo 2011, pag. 265 e giuri-

sprudenza citata). 

 

1.2 Il reclamo contro decisioni comunicate per iscritto od oralmente va presentato 

e motivato entro dieci giorni (art. 396 CPP). Nella fattispecie, il decreto  impu-

gnato, datato 27 gennaio 2014, è stato notificato al reclamante il 29 gennaio 

2014. Il reclamo, interposto il 6 febbraio 2014, è pertanto tempestivo 

(v. act. 1). 

 

1.3 Giusta l'art. 393 cpv. 2 CPP, mediante il reclamo si possono censurare le vio-

lazioni del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento e 

la denegata o ritardata giustizia (lett. a), l’accertamento inesatto o incompleto 

dei fatti (lett. b) e l’inadeguatezza (lett. c). 

 

1.4 Sono legittimate ad interporre reclamo contro una decisione le parti che hanno 

un interesse giuridicamente protetto (art. 382 cpv. 1 CPP) e diretto 

all’annullamento o alla modifica della stessa.  

 

1.4.1 L'interesse giuridicamente protetto va distinto dall'interesse degno di protezio-

ne, interesse che non è necessariamente giuridico ma potrebbe essere anche 

di fatto. Un mero interesse di fatto non è sufficiente a conferire la legittimazio-

ne a ricorrere. Il ricorrente deve essere direttamente leso nei suoi diritti e di-

mostrare che la decisione impugnata viola una norma giuridica che ha lo sco-

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po di proteggere i suoi interessi, così che egli possa dedurne un diritto sogget-

tivo. L'interesse deve essere personale ed il ricorrente deve avere un interes-

se all'annullamento o alla modifica della decisione che gli ha cagionato un 

pregiudizio (CALAME, Commentaire Romand, Code de procédure pénale suis-

se, Basilea 2011 [di seguito: Commentaire romand CPP], n.
. 

1 ad art. 382 

CPP; PIQUEREZ/MACALUSO, Procédure pénale suisse, 3a ed., Gine-

vra/Zurigo/Basilea 2011, n. 1911; LAURENT MOREILLON/AUDE PAREIN-

REYMOND, Code de procédure pénale, Basilea 2013, n. 1 ad art. 382; ZIEGLER, 

Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung – Jugendstrafpro-

zessordnung [Niggli/Heer/Wiprächtiger, ed.] Basilea 2011 [di seguito: Basler 

Kommentar StPO], n. 1 e segg. ad art. 382). NIKLAUS SCHMID precisa che si 

tratta del medesimo interesse giuridicamente protetto di cui all'art. 81 cpv. 1 

lett. b LTF (Handbuch des schweizerischen Strafprozessrechts, 2a ed., Zuri-

go/San Gallo 2013 [di seguito: Handbuch], n. 1458). Ne risulta che ha diritto di 

ricorrere ogni persona lesa da una violazione dei suoi diritti protetti segnata-

mente dal codice penale o dalla legge di procedura penale (CORBOZ, Com-

mentaire de la LTF, Berna 2009, n.
. 
15 ad. art. 81). Per quanto attiene all'impu-

tato, GUIDON rileva che "auch der Beschuldigte bedarf für die Legitimation zur 

Beschwerde eines rechtlich geschützten Interesse an der Aufhebung oder 

Änderung eines Entscheides im Sinne von Art. 382 Abs. 1 StPO. (…) Da der 

Beschuldigte im Zentrum des Strafverfahrens steht, dürfte ein rechtlich ge-

schütztes Interesse im geschilderten Sinne in der Regel zu bejahen sein" 

(PATROCK GUIDON, op. cit., n.
.
 252).  

 

1.4.2 Nel caso di specie, il reclamo concerne due aspetti distinti: da un lato, la costi-

tuzione quale accusatore privato della curatela del Fallimento di B., dall'altro, 

la concessione dell'accesso agli atti dell'incarto. 

 

1.4.3 Il Tribunale federale ha esaminato la problematica delle conseguenze che 

potrebbe comportare per l'imputato l'ammissione di un accusatore privato alla 

luce del concetto di "pregiudizio irreparabile" (sentenza del Tribunale federale 

1B_347/2009 del 25 gennaio 2010, consid. 2). In una sentenza 6B_231/2008 

del 27 aprile 2009, consid. 1.2, l'Alta Corte ha rilevato che "l'ammissione al 

processo penale della parte civile può comportare per l'accusato degli svan-

taggi consistenti segnatamente in un prolungamento della procedura o in una 

sua maggiore complessità. Ciò nonostante l'accusato non è per questo leso 

nella propria situazione giuridica; di regola e salvo circostanze particolari, si 

tratta di semplici svantaggi di fatto che non ledono l'accusato nei suoi interessi 

giuridicamente protetti (sentenza 1P.582/1994 del 12 ottobre 1994 e sentenza 

1P.461/1994 del 30 settembre 1994)". Nel medesimo senso, in una successi-

va sentenza del 25 gennaio 2010, l'Alta Corte ha ribadito che "une décision 

qui reconnaît au plaignant la qualité de partie civile dans une procédure péna-

le ne cause en règle générale au prévenu aucun préjudice irréparable" (sen-

tenza del Tribunale federale 1B_347/2009 del 25 gennaio 2010, consid. 2). 

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Anche secondo la giurisprudenza della Corte dei reclami penali del Tribunale 

penale federale, in assenza di un interesse giuridicamente protetto l'imputato 

non è in principio legittimato ad impugnare la mera ammissione di una perso-

na quale accusatore privato. Solo in casi eccezionali è stata ammessa la legit-

timazione ad una simile impugnativa. Finora la legittimazione è stata ricono-

sciuta quando ad essere ammesso quale accusatore privato era uno Stato. In 

effetti, "de par leur souveraineté, les Etats disposent, pour agir – au sens large 

– contre des individus et leur patrimoine, de moyens autrement supérieurs à 

ceux d’une partie plaignante ordinaire et qui excèdent le cadre prévisible de la 

procédure pénale. Aussi y a-t-il lieu de considérer que, comme la qualité de 

partie plaignante accorde des droits – notamment relatifs à la connaissance 

des autres parties et à l’accès au dossier – que toutes les cautèles envisa-

geables (restriction d’accès, etc.) ne peuvent suspendre indéfiniment, les pré-

venus sont susceptibles d’encourir un préjudice irréparable de par l’admission 

de la partie plaignante" (TPF 2012 48 consid. 1.3.1; sentenze del Tribunale 

penale federale BB.2011.107 del 30 aprile 2012, consid. 1.5; BB.2012.101 del 

22 gennaio 2013, consid. 1.3; BB.2012.194 del 2 luglio 2013, consid. 2.1; 

GARBARSKI, Le lésé et la partie plaignante en procédure pénale: état des lieux 

de la jurisprudence récente, in SJ 2013 II 123, p. 138), o in presenza di un 

soggetto giuridico la cui ammissione al procedimento, considerato il suo stret-

to legame con uno Stato, equivaleva all'ammissione dello Stato medesimo 

(sentenze del Tribunale penale federale BB.2012.107 del 15 maggio 2013, 

consid. 1.3; BB.2012.194 del 2 luglio 2013, consid. 2.1; v. anche BB.2013.38 

del 29 luglio 2013, consid. 1.2). 

1.4.4 In concreto, non risulta da alcun atto né è sostenuto dalle parti che la curatela 

del Fallimento di B. o B. medesima siano in qualche modo legate all'apparato 

statale. L'eccezione summenzionata al principio secondo cui la conferma della 

qualità di accusatore privato non può essere impugnata direttamente, non tro-

va dunque applicazione. Tanto più che, nel caso di specie, il reclamante non 

invoca, a suo pregiudizio, alcun danno specifico cagionato da una lesione di 

un interesse giuridicamente protetto. Il reclamo, in quanto rivolto contro la 

concessione della qualità di accusatore privato alla curatela del Fallimento di 

B., risulta pertanto inammissibile. 

 

1.5 In merito alla legittimazione del reclamante a contestare l'accesso agli atti con-

ferito alla curatela del Fallimento di B., A. giustifica la sua opposizione unica-

mente con il motivo che, non avendo il Fallimento di B. specificato quali atti 

del procedimento intenderebbe acquisire, vi sarebbe il rischio che si intendano 

ricercare motivi per formulare accuse e pretese nei suoi confronti (act. 1 pag. 

4). Non è per contro dato a sapere a questa Corte, sulla base degli atti, quale 

sia effettivamente il contenuto della documentazione oggetto del procedimen-

to penale. Essendo il medesimo avviato, nei confronti del reclamante, per tito-

lo di riciclaggio di denaro e di falsità in documenti (v. act. 6 pag. 2), si può co-

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munque desumere che parte degli atti riguardino documenti bancari e dunque 

rientranti nella sfera privata del reclamante, ciò che giustifica l'esistenza di un 

interesse giuridicamente protetto all'impugnativa (v. sentenza del Tribunale 

penale federale BB.2013.64-68 del 25 settembre 2013, consid. 1.4 e riferi-

menti citati).  

 

Di conseguenza, il presente reclamo è ricevibile nella misura in cui censura la 

concessione dell'accesso agli atti in favore della curatela del Fallimento di B. 

 

  

2. A. contesta la concessione dell'accesso agli atti alla curatela del Fallimento di 

B., sussistendo il dubbio che essa stia unicamente cercando motivi per formu-

lare accuse e pretese nei suoi confronti. Inoltre, il decreto di fallimento di B. 

non sarebbe ancora stato riconosciuto in Svizzera giusta gli art. 166 e seguen-

ti LDIP. Infine, il reclamante osserva che la massa fallimentare potrebbe far 

valere accuse e pretese penali e civili nei suoi confronti, non esercitate, per 

scelta o per negligenza, in Italia. 

 

2.1 Nella procedura penale, il diritto di esaminare gli atti è garantito alle parti in 

modo generale dall'art. 107 cpv. 1 lett. a CPP. Come ritenuto sopra (consid. 

1.4.4), la curatela del Fallimento di B., in quanto accusatore privato, è parte al 

procedimento penale giusta l'art. 104 cpv. 1 lett. b CPP. L'art. 101 cpv. 1 CPP 

precisa che le parti possono esaminare gli atti del procedimento al più tardi 

dopo il primo interrogatorio dell'imputato e dopo l'assunzione delle altre prove 

principali da parte del pubblico ministero; è fatto salvo l'art. 108.  Le parti han-

no il diritto di consultare tutti gli atti del (LAURENT MOREILLON/AUDE PAREIN-

REYMOND, op. cit., n. 3 ad art. 101 CPP). Tuttavia, il diritto dell'accusatore pri-

vato di esaminare gli atti si limita agli aspetti relativi alla fattispecie da cui risul-

ta la lesione da egli subita (SCHMUTZ, Basler Kommentar StPO, n. 8 ad 

art. 101 CPP). Le restrizioni che il pubblico ministero può imporre, d'ufficio o 

su richiesta di una parte (art. 109 CPP), devono rispettare condizioni particola-

ri ed essere limitate nel tempo (art. 108 CPP; LIEBER, Kommentar zur schwei-

zerischen Strafprozessordnung [StPO], [Donatsch/Hansjakob/Lieber, ed.], Zu-

rigo/Basilea/Ginevra 2010, n. 12 ad art. 108 CPP), dovendo tutte le parti poter 

esaminare gli atti al più tardi al momento della chiusura dell'istruzione (art. 318 

CPP; CORNU, Commentaire romand CPP, n. 11 ad art. 318 CPP). Come det-

to, l'accesso al dossier può essere limitato alle condizioni indicate all'art. 108 

CPP, ossia in presenza del sospetto che una parte abusi dei suoi diritti o per 

garantire la sicurezza di persone o per tutelare interessi pubblici o privati al 

mantenimento del segreto. Possono essere considerati quali interessi privati 

segnatamente il segreto bancario, di fabbrica, commerciale o militare 

(VEST/HORBER, Basler Kommentar StPO, n. 6 ad art. 108 CPP) così come la 

protezione della sfera privata o intima (BENDANI, Commentaire romand CPP, 

n. 6 ad art. 108 CPP). Le restrizioni al diritto di essere sentito devono essere 

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applicate con cautela e nel rispetto del principio della proporzionalità. Esse 

devono essere assolutamente necessarie (BENDANI, Commentaire romand 

CPP, n. 11 ad art. 107 CPP). Si impone in ogni caso di procedere ad una va-

lutazione degli interessi in gioco, e meglio dell'interesse all'esame degli atti e 

degli interessi pubblici o privati coinvolti (SCHMUTZ, Basler Kommentar StPO, 

n. 19 ad art. 101 CPP). 

 

2.2 Come detto, per opporsi all'accesso agli atti concesso dal MPC alla curatela 

del Fallimento di B., il reclamante si fonda sulla supposizione quest'ultima po-

trebbe "cercare motivi per formulare accuse e pretese" nei suoi confronti, sen-

za avere specificato quale atti del procedimento intenda acquisire (v. act. 1 

pag. 4).  

 

 Nella fattispecie, la curatela del Fallimento di B., in quanto accusatore privato, 

dispone in principio di un diritto completo di accesso agli atti, nella misura in 

cui ciò concerna la lesione da essa subita. In particolare, essa ha motivato la 

sua richiesta di costituirsi accusatore privato e di accedere agli atti con la ne-

cessità di conoscere l'esistenza e la situazione di eventuali beni in Svizzera. 

Tramite tali informazioni, esso sarebbe in grado di presentare la richiesta di ri-

conoscimento del fallimento giusta gli art. 166 e segg. LDIP (v. act. 1.1 pag. 3, 

act. 6.3, act. 12). Dalle motivazioni del decreto del 27 gennaio 2014 qui impu-

gnato emerge che, in assenza delle indicazioni richieste, il Fallimento di B. si 

vedrebbe impossibilitato a presentare la richiesta di riconoscimento del decre-

to di fallimento come previsto dagli art. 166 e segg. LDIP. 

  

Per contro, il reclamante non oppone a tale diritto alcuna motivazione concre-

ta che possa essere valutata preponderante e giustificare un'eccezione al 

principio del diritto di esaminare gli atti. Né dall'incarto si evince alcuna descri-

zione particolare degli interessi giuridicamente protetti dell'imputato che ver-

rebbero lesi tramite l'accesso agli atti conferito all'accusatore privato. In simili 

circostanze, la contestazione del reclamante non può trovare accoglimento.  

 

2.3 Il reclamante sostiene che la curatela del Fallimento di B. non potrebbe avere 

accesso agli atti, non essendo il decreto di fallimento ancora stato riconosciuto 

in Svizzera.  

  

 Ora, è corretto che per far valere una pretesa civile, il danneggiato deve di-

sporre dell'esercizio dei diritti civili (GALLIANI/MARCELLINI, Codice svizzero di 

procedura penale [CPP] – Commentario, [Bernasconi/Galliani/Marcellini/Me-

li/Mini/Noseda, ed.], Zurigo/San Gallo 2010, n. 9 e segg. ad art. 118 CPP; 

GORAN MAZZUCCHELLI/MARIO POSTIZZI, Basler Kommentar StPO, n. 10 ad 

art. 118 StPO; NIKLAUS SCHMID, Schweizerischen Strafprozessordnung, Praxi-

skommentar, Zurigo/St. Gallo 2009, n. 2 ad. art. 118 CPP), come pure che la 

facoltà di una massa fallimentare estera, rispettivamente del suo curatore, di 

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far valere pretese su beni siti in Svizzera, è valutata in base all'undicesimo ca-

pitolo della LDIP. In base agli art. 166 e seguenti LDIP, l'amministrazione stra-

niera del fallimento è legittimata a richiedere il riconoscimento in Svizzera del 

decreto straniero di fallimento pronunciato nello Stato di domicilio del debitore, 

nonché a richiedere di ordinare provvedimenti conservativi; una volta ricono-

sciuto in Svizzera il decreto straniero di fallimento ed a condizione che l'Ufficio 

dei fallimenti elvetico ed i creditori presenti in graduatoria abbiano rinunciato a 

far valere pretese revocatorie, essa ha la facoltà di presentare azioni revoca-

torie giusta gli art. 285 e segg. LEF. Per il rimanente, l'amministrazione stra-

niera del fallimento non è legittimata a far valere pretese in Svizzera, in parti-

colare azioni in ambito di procedure esecutive, presentare azioni contro un 

debitore del fallito o notificare una pretesa nel fallimento del debitore in Sviz-

zera (DTF 139 III 236 consid. 4.2 e riferimenti citati; v. anche DTF 137 III 631, 

consid. 2.3.3; sentenza del Tribunale federale 6B_557/2010 del 9 marzo 2011, 

consid. 7.2; RBOG 2012 pag. 234 e segg., pag. 239 e seg.; PAUL 

OBERHAMMER, Kurze Urteilsbesprechungen und –hinweise, ZZZ 2008/2009, 

pag. 430 e segg.; sentenza del 28 giugno 2012 (SW.2011.82) l'Obergericht di 

Turgovia; RBOG 2012 pag. 234 e segg., pag. 241 e seg.). 

  

 Orbene, essendo nella fattispecie la curatela del Fallimento di B. già stata 

riconosciuta quale accusatore privato, e beneficando dei relativi diritti di parte 

alla procedura enunciati in precedenza (v. supra consid. 2.1), la questione non 

merita ulteriore disamina. 

 

2.4 Il reclamante obbietta infine che in questo modo la massa fallimentare potreb-

be importare e far valere nell'ambito del procedimento elvetico accuse e pre-

tese penali e civili nei suoi confronti non esercitate - per scelta o per negligen-

za - in Italia (act. 1 pag. 3).  

 

 Svizzera e Italia sono entrambe parti alla Convenzione del 30 ottobre 2007 

concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione 

delle decisioni in materia civile e commerciale (Convenzione di Lugano, CLug; 

RS 0.275.12), in vigore per la Svizzera dal 1° gennaio 2011 e per l'Italia dal 

1° gennaio 2010. Antecedentemente a tali date, entrambi gli Stati erano parti 

alla Convenzione concernente la competenza giurisdizionale e l’esecuzione 

delle decisioni in materia civile e commerciale del 16 settembre 1988 (Con-

venzione di Lugano, CL; RS 0.275.11). Secondo l'art. 5 n. 4 CLug (v. anche 

art. 5 n. 4 CL), il convenuto domiciliato nel territorio di uno Stato contraente 

può essere citato in un altro Stato contraente qualora si tratti di un'azione di ri-

sarcimento di danni o di restituzione, nascente da reato, davanti al giudice da-

vanti al quale l'azione penale è esercitata, sempreché secondo la propria leg-

ge questo possa conoscere dell'azione civile. Si tratta al riguardo di un foro al-

ternativo, in cui il danneggiato può proporre un'azione adesiva. In materia di li-

tispendenza, l'art. 27 CLug (v. anche art. 21 CL) prevede poi che qualora da-

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vanti a giudici di diversi Stati vincolati dalla presente convenzione e tra le 

stesse parti siano state proposte domande aventi il medesimo oggetto e il 

medesimo titolo, il giudice successivamente adito sospende d'ufficio il proce-

dimento finché sia stata accertata la competenza del giudice adito in prece-

denza (cpv. 1). Se la competenza del giudice precedentemente adito è stata 

accertata, il giudice successivamente adito dichiara la propria incompetenza a 

favore del primo (cpv. 2). Nella sostanza, l'art. 27 CLug, come prima l'art. 21 

CL, mira ad evitare l'emanazione di sentenze esecutive contraddittorie da par-

te degli Stati contraenti, il cui riconoscimento sarebbe peraltro impedito 

dall'art. 34 n. 3 CLug (v. anche art. 27 n. 3 CL). Per raggiungere questo obiet-

tivo, occorre applicare la disposizione a tutte le procedure nelle quali un con-

flitto simile appaia possibile (v. DTF 123 III 414 consid. 5; sentenza 

6B_732/2010 del 25 ottobre 2011, consid. 2.2 e riferimenti citati). 

 

 Nella fattispecie, non risulta che la curatrice del Fallimento di B. o B. abbiano 

avviato in Italia azioni civili nei confronti del reclamante, né il reclamante lo so-

stiene (v. act. 1,  act. 6.4, act. 1.1 pag. 4). Non risulta neppure che eventuali 

pretese civili della curatrice del Fallimento di B. o di B. siano nel frattempo 

prescritte o per altri motivi precluse. La decisione impugnata non si scontra 

pertanto con problematiche di litispendenza o di ne bis in idem.  

 

2.5 Il reclamo, nella misura della sua ammissibilità, va pertanto respinto.  

 

 

3. Visto quanto precede, la domanda di concessione dell'effetto sospensivo è 

divenuta priva d'oggetto e l'effetto sospensivo concesso a titolo supercautela-

re va revocato. 

 

 

4. Conformemente all’art. 428 cpv. 1 CPP, le parti sostengono le spese della 

procedura di ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono nella causa. 

La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP nonché 5 e 8 

cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ri-

petibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF; 

RS 173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a fr. 2'000.--. 

 

 

5. Nella misura in cui prevale, la parte ha diritto alla corresponsione di ripetibili di 

causa per le spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti 

procedurali (art. 436 cpv. 1 in relazione con l’art. 429 cpv. 1 lett. a CPP). Nei 

procedimenti davanti al Tribunale penale federale le ripetibili consistono nelle 

spese di patrocinio (art. 11 cpv. 1 RSPPF applicabile in virtù del rinvio di cui 

all’art. 10 RSPPF). Nelle procedure davanti alla Corte dei reclami penali 

l’onorario è fissato secondo il libero apprezzamento, se, come nella fattispe-

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cie, al più tardi al momento dell’inoltro dell’unica o ultima memoria, non è pre-

sentata alcuna nota delle spese (art. 12 cpv. 2 RSPPF). Nel caso concreto, la 

curatela del Fallimento di B. è intervenuta nella presente causa postulando la 

reiezione del reclamo. Essendo l'impugnativa stata respinta, essa ha diritto ad 

un indennizzo, che va posto a carico del reclamante. Tenuto conto dell’attività 

presumibilmente svolta dal rappresentante della curatela del Fallimento di B., 

un onorario di fr. 800.-- appare giustificato. 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

 

1. Il reclamo è respinto nella misura della sua ammissibilità. 

2. La domanda di concessione dell'effetto sospensivo è divenuta priva d'ogget-
to. 

3. L'effetto sospensivo concesso a titolo supercautelare è revocato. 

4. La tassa di giustizia di fr. 2'000.-- è posta a carico del reclamante. 

5. Un'indennità di fr. 800.-- è assegnata alla curatela del Fallimento di B. 

ed è posta a carico del reclamante. 

 
 
 
Bellinzona, 15 luglio 2014 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: La Cancelliera: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Gianmaria Mosca 

- Avv. Diego Della Casa 

- Ministero pubblico della Confederazione 

 
 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Contro questa decisione non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.