# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 834131c5-71c8-5ad6-b8bb-066406e415fc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-05-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.05.2006 30.2006.23
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2006-23_2006-05-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2006.23

   

  cs

  	
  Lugano

  12 maggio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato del Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 15 marzo 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 15
  febbraio 2006 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1 

   

   

  in materia di rendite AVS

  

 

 

ritenuto che                     RI
1, cittadino __________ nato il __________, ha chiesto, in data 7 novembre 2005,
di essere messo al beneficio di una rendita di vecchiaia,

 

                                         con
decisione del 18 gennaio 2006 la Cassa CO 1 ha respinto la richiesta, poiché
l’assicurato ha versato i contributi all’AVS unicamente per 10 mesi nel corso
del 1996,

 

                                         l’opposizione
è stata respinta dall’amministrazione con decisione del 15 febbraio 2006 (doc.
A5),

 

                                         contro
la predetta decisione RI 1 ha interposto tempestivo ricorso al TCA, rilevando
che solo il 18 dicembre 2001, ossia 8 anni dopo il suo arrivo in Svizzera, gli
è stata recapitata una decisione di fissazione dei contributi per il periodo
dal 1.1.1996 al 31.10.1996, sostenendo che nessuno lo ha mai informato di
essere obbligato a pagare i contributi senza aver diritto ad ottenere una
prestazione di vecchiaia e affermando di essere disposto a pagare i 2 mesi
mancanti per ottenere la rendita (doc. I),

 

                                         con
risposta del 23 marzo 2006 la Cassa propone di respingere il ricorso (doc. III),

 

                                         il
5 aprile 2006 l’insorgente ribadisce di non essere stato informato, a suo
tempo, circa il suo obbligo di pagare ancora due mesi di contributi per poter
ottenere una rendita ed indica di aver pagato i contributi del 1996 quando
aveva ormai 69 anni (doc. V),

 

                                         la
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98),

 

                                         con
l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte
generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000,
sono state apportate diverse modifiche alla LAVS,

 

da un punto di vista
temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in vigore
al momento in cui si realizza la fattispecie che deve essere valutata
giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV Nr. 25 pag. 76
consid. 1.2; DTF 129 V 4 consid. 1.4; DTF 127 V 467
consid. 1, DTF 126 V 136 consid. 4b; DTF 121 V 366 consid. 1b; STFA dell’11 gennaio 2005 nella causa G.T. SA, H 257/03 consid.
2.1 pag. 3; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3 pag.
4). Il TFA, ai fini dell'esame di una vertenza, si fonda infatti di regola sui
fatti che si sono realizzati fino al momento dell'emanazione della decisione
amministrativa contestata (STFA del 1° luglio 2003 nella causa N, consid. 1.2.,
H 29/02; DTF 121 V 366 consid. 1b),

 

per contro, le norme procedurali
(formali), in assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata
applicazione (DTF 130 V 4 consid. 3.2; DTF 117 V 93 consid. 6b; SVR 2003 IV Nr.
25 pag. 76 consid. 1.2),

 

in concreto, l’interessato
chiede di poter ottenere una rendita AVS sulla base di contributi pagati nel
1996, facendo valere di non essere stato informato, a suo tempo, della
necessità di contribuire 12 mesi per poter beneficiare di una prestazione di
vecchiaia,

 

mentre per quanto
concerne l'aspetto procedurale trovano subito applicazione le norme della LPGA
e le relative modifiche apportate alla LAVS, per quanto riguarda il calcolo
della rendita AVS e le conseguenze dell’asserita mancanza di informazioni vanno
applicate le norme sostanziali in vigore fino al 31 dicembre 2002,

 

                                         l’art.
3 cpv. 1 LAVS prevede, per le persone che non esercitano attività lucrativa,
come l’insorgente nel 1996, che l’obbligo contributivo inizia il 1° gennaio
dell’anno successivo a quello in cui compiono i 20 anni e dura sino alla fine
del mese in cui le donne compiono i 64 anni, gli uomini i 65 anni,

 

                                         per
l’art. 21 cpv. 1 lett. a LAVS hanno diritto a una rendita di vecchiaia gli
uomini che hanno compiuto i 65 anni,

 

                                         a
norma dell’art. 21 cpv. 2 LAVS il diritto alla rendita di vecchiaia nasce il
primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata compiuta l’età
stabilita nel capoverso 1. Esso si estingue con la morte del beneficiario,

 

                                         l’art.
29 cpv. 1 LAVS prevede che possono pretendere una rendita ordinaria di
vecchiaia o per superstiti tutti gli aventi diritto ai quali possono essere
computati almeno un anno intero di reddito, di accrediti per compiti educativi
o assistenziali, oppure i loro superstiti,

 

                                         per
l’art. 29 bis cpv. 1 LAVS, il calcolo della rendita è determinato dagli anni di
contribuzione, dai redditi dell’attività lucrativa nonché dagli accrediti per
compiti educativi o d’assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui
l’avente diritto ha compiuto i 20 anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere
dell’evento assicurato (età conferente il diritto alla rendita o decesso),

 

                                         a
norma dell’art. 29 ter LAVS, il periodo di contributo è completo se una persona
presenta lo stesso numero di anni di contribuzione degli assicurati della sua
classe di età (cpv. 1). Sono considerati anni di contribuzione i periodi
durante i quali una persona ha pagato i contributi (lett. a), durante i quali
il suo coniuge, giusta l’articolo 3 capoverso 3, ha versato almeno il doppio
del contributo minimo (lett. b), durante i quali possono essere computati
accrediti per compiti educativi o d’assistenza (lett. c),

 

                                         si
ha un anno intero di contribuzione quando una persona è stata assicurata
secondo gli articoli 1 o 2 LAVS durante più di undici mesi in totale e se,
durante detto periodo, essa ha versato il contributo minimo o se presenta
periodi di contribuzione secondo l’articolo 29ter capoverso 2 lettere b e c
LAVS (art. 50 OAVS),

 

                                         in
DTF 130 V 335 il TFA, a proposito di un cittadino __________ che aveva chiesto
una rendita di vecchiaia, ma non aveva contribuito un anno intero, ha stabilito
da una parte che se il rischio assicurato (in concreto: il compimento dell’età
che dà diritto a una rendita AVS) si è realizzato prima del 1° giugno 2002, mentre
la decisione in lite è stata resa dopo tale data, l’eventuale diritto a
prestazioni soggiace alle disposizioni dell’ALC e dei regolamenti comunitari
per il periodo posteriore alla sua entrata in vigore (in applicazione
dell’art. 118 del regolamento n. 547/72) e dall’altra che conformemente
all’art. 48 n. 1 del regolamento 1408/71, l’istituto assicurativo svizzero può
rifiutare l’assegnazione di una rendita di vecchiaia a un cittadino straniero
domiciliato in Francia per il fatto che non ha versato contributi all’AVS per
almeno un anno intero (a norma dell’art. 29 LAVS),

 

                                         l’Alta
Corte ha affermato:

 

“3.1  Tant la
convention franco-suisse que l'ALCP contiennent des  règles relatives à une période
d'assurance inférieure à une année.  

3.1.1  Selon l’art. 18 al. 2 de la
convention franco-suisse, si, pour l'ouverture du droit à une prestation selon
la législation de l'un des Etats contractants, une période minimale d'assurance
d'une année est exigée, l'institution compétente de cet Etat
procède au calcul direct de la prestation en fonction des seules périodes accomplies
sous la législation qu'elle applique. Aux termes de l'art. 19 de cette
convention, lorsque les périodes d'assurance accomplies sous la législation
d'un des Etats sont inférieures à un an, aucune prestation n'est due au titre
de la législation de cet Etat. Ces périodes sont néanmoins prises en considération
pour l'ouverture des droits par totalisation au regard de la législation de l'autre
Etat dans les termes de l'art. 18, à moins qu'il n'en résulte une diminution de
la prestation due au titre de la législation de cet Etat (art. 19 al. 2 de la
convention franco-suisse).

 

3.1.2  Selon l'art. 48 par. 1 du règlement
n° 1408/71, nonobstant l'art. 46 par. 2 (relatif à la liquidation des
prestations lorsqu'il doit être fait application de l'art. 45 dudit
règlement [prise en compte des périodes

d'assurance ou de résidence
accomplies dans un autre Etat membre] pour que soient satisfaites les conditions
requises par un Etat membre pour avoir droit aux prestations), l'institution
d'un Etat membre n'est pas tenue d'accorder des prestations au titre de périodes
accomplies sous la législation qu'elle applique et qui sont à prendre en considération
au moment de la réalisation du risque si la durée totale desdites périodes n'atteint
pas une année et compte tenu de ces seules périodes, aucun droit aux
prestations n'est acquis en vertu de cette législation.

Cette disposition décharge
l'institution compétente d'un Etat membre de son obligation de reconnaître le
droit à une pension de retraite lorsque la durée des périodes de cotisation accomplies
sous la législation de cet Etat est inférieure à un an ou lorsqu'aucune cotisation
n'a été versée (arrêt de la Cour de justice des Communautés
européennes [CJCE] du 20 février 1997, Martinez Losada e.a., C-88/95, C-102/95
et C-103/95, Rec. p. I-869, point 11; sur le rôle de la jurisprudence de la
CJCE pour les tribunaux suisses, cf. art. 16 ALCP). L'art.
48 du règlement n° 1408/71 n'est toutefois pas applicable lorsque le droit aux
prestations du travailleur migrant ou de ses survivants dérive déjà des seules
dispositions de la législation de l'Etat membre en cause (arrêt de la CJCE du
20 novembre 1975, Borella, 49/75, Rec. p. 1461). Même en cas de période d'assurance
ou de résidence inférieure à douze mois, l'institution n'est ainsi libérée de
son devoir d'accorder des prestations, que lorsque celle-ci ne suffit pas, conformément
à la législation de l'Etat membre concerné, à fonder un droit autonome (c'est-à-dire
sans prendre en considération des périodes accomplies dans d'autres Etats membres
selon l'art. 45 du règlement n° 1408/71) aux
prestations (ROLF SCHULER in: MAXIMILIAN FUCHS [éd.], Kommentar zum
Europäischen Sozialrecht, 3ème édition, Baden-Baden 2002, p. 382 n. 7 ad art.
48 du règlement n° 1408/71).

Conformément à l'art.
48 par. 2 du règlement n° 1408/71, l'institution compétente de chacun des autres
Etats membres concernés prend en compte les périodes visées au par. 1, pour l'application
de l'art. 46 par. 2, à l'exception du point b). Au cas où
l'application du par. 1 aurait pour effet de décharger de leurs obligations toutes
les institutions des Etats membres concernés, les prestations sont accordées exclusivement
au titre de la législation du dernier de ces Etats dont les conditions se trouvent
satisfaites comme si toutes les périodes d'assurance et de residence accomplies
et prises en compte conformément à l'art. 45 par. 1 à 4 avaient été accomplies sous la
législation de cet Etat (art. 48 par. 3 du règlement n° 1408/71). Cette
disposition a pour but d'éviter qu'une personne qui a exercé son droit de libre
circulation, mais n'a pas été assurée une année au moins dans aucun Etat membre
ne perde le bénéfice des périodes d'assurance accomplies à l'étranger
(ALESSANDRA PRINZ, Les effets de l'Accord sur les prestations AVS et AI, in:
Sécurité sociale [CHSS] 2002 p. 81).

 

(…)

 

Au regard des revenus obtenus
par le recourant selon l'extrait du compte individuel et de la table 20 (industrie
et métiers de l'alimentation) applicables en l'espèce, on constate que celui-ci
ne peut se prévaloir que d'une durée de cotisations de quatre mois au total (deux
mois en 1956 et deux mois en 1957) - et non pas de six mois comme retenu par l'intimée
dans la décision litigieuse. Le recourant ne remplit donc
pas la condition minimale d'assurance d'une année prévue par l'art. 29 al. 1 LAVS
en relation avec l'art. 50
RAVS, laquelle doit être nécessairement remplie pour l'ouverture du
droit à une rente ordinaire de vieillesse. L'intimée était dès lors en
droit, tant en application de l'art. 19 de la convention franco-suisse que de l'art. 48 du règlement n° 1408/71, de refuser toute prestation de l'AVS au recourant. Partant, le jugement entrepris n'est pas critiquable
et le recours se révèle mal fondé.

 

5. Conformément au chiffre
2 du dispositif du jugement entrepris, le dossier devra être retourné à l'intimée
pour qu'elle mette en oeuvre la procédure interétatique qui permettra aux autres
Etats éventuellement concernés de prendre en compte les périodes de cotisations
effectuées en Suisse au sens des art. 48 par. 2 et 3 du règlement n° 1408/71
(cf. Circulaire sur la procédure pour la fixation des rentes dans l'AVS/AI [CIBIL],
ch. 5004-5006).” (sottolineature del redattore),

 

                                         nel caso di specie è incontestato che l’insorgente ha contribuito all’AVS
per soli 10 mesi, dal 1.1.1996 al 31.10.1996, anno del suo 65esimo compleanno,

 

                                         il
ricorrente, in virtù degli art. 29 cpv. 1 LAVS e 50 OAVS nonché della
giurisprudenza sopra citata per esteso, non ha pertanto diritto alla rendita di
vecchiaia,

 

                                         l’assicurato
afferma tuttavia di voler contribuire anche per i due mesi mancanti,

 

                                         ciò
non è possibile, giacché i contributi versati per periodi successivi al mese
del compimento del 65esimo anno di età non sono costitutivi di rendita (cfr.
art. 29 bis LAVS e 52c OAVS) e perché i contributi il cui importo non è stato
fissato in una decisione notificata entro un termine di cinque anni dalla fine
dell’anno civile per il quale sono dovuti, di regola, non possono più essere
pretesi né pagati (cfr. art. 16 cpv. 1 LAVS), 

                                         il
ricorrente fa pure valere una violazione dell’obbligo di informare, poiché
l’amministrazione non lo ha avvertito che avrebbe dovuto contribuire ancora due
mesi per poter avere diritto alla rendita di vecchiaia,

 

                                         quando
l’amministrazione, nel 2001, ha rilevato l’assenza di affiliazione presso una Cassa
di compensazione quale persona senza attività lucrativa, ha iscritto il
ricorrente d’ufficio, chiedendogli il pagamento dei contributi a quel momento
non ancora perenti,

 

                                         poiché
l’insorgente ha compiuto 65 anni nell’ottobre 1996, l’amministrazione ha potuto
e dovuto affiliarlo solo per i primi 10 mesi di quell’anno (cfr. art. 3 cpv. 1
LAVS e 16 cpv. 1 LAVS),

 

                                         alla
Cassa non può essere imputata una mancata informazione, poiché al ricorrente,
secondo l'art. 64 cpv. 5 LAVS, spettava di annunciarsi presso la Cassa
competente, ciò che costituisce un obbligo di diritto pubblico (cfr. Greber, Duc,
Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l’assurance-vieillesse
et survivants, ad art. 1 LAVS, N. 30 pag. 30). Il fatto che il ricorrente non
sapesse di tale obbligo non è rilevante, visto che, perlomeno
prima dell’entrata in vigore della LPGA (cfr. ora l’art. 27 LPGA in vigore dal
1.1.2003), nessuno poteva prevalersi dell'ignoranza della legge (cfr.
124 V 220 consid. 2b/aa, 113 V 88 consid. 4c, cfr. STCA del 21 giugno 2001
nella causa Z., inc. 30.00.95, pag. 10, confermata con STFA del 19 novembre
2001, H 272/01),

 

                                         va
ancora rilevato che con STFA del 27 dicembre 2004 nella causa R., H 160/03,
l’Alta Corte, in un caso che concerneva una fattispecie giudicata sulla base
del diritto vigente prima dell’entrata in vigore della LPGA ha affermato che “per
quel che concerne poi il principio dell'affidamento, l'autorità giudiziaria
cantonale ha rettamente precisato come la tutela della buona fede possa essere
invocata solo in presenza di una informazione errata, e non già anche in caso
di carente informazione.”,

 

                                         va
poi evidenziato come l’assicurato ha pagato i contributi quando aveva già
compiuto i 69 anni, ma che comunque il periodo contributivo si riferiva ad un
lasso di tempo anteriore al compimento dei suoi 65 anni,

 

                                         infine,
come emerge anche dalla decisione su opposizione, va abbondanzialmente rilevato
che il rimborso dei contributi è previsto in caso di domicilio all’estero e per
i cittadini originari di Stati con i quali la Svizzera non ha concluso una
convenzione internazionale (art. 18 cpv. 3 LAVS),

 

                                         in
queste condizioni la decisione della Cassa merita tutela, mentre il ricorso va
respinto,

 

                                         se
non ha ancora provveduto l’amministrazione, a cui l’incarto va trasmesso, dovrà
comunque dare avvio alla procedura internazionale (cfr. DTF 130 V 335, consid.
5),

 

                                         

                                      

                                      

Per questi
motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                 1.-   Il
ricorso é respinto.

 

                                 2.-   L’incarto
è trasmesso alla Cassa CO 1 per i suoi incombenti.

 

                                 3.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti