# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0d363a5e-8346-5e65-b590-b943e2b40626
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.11.2010 D-5858/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5858-2009_2010-11-09.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5858/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  9  n o v e m b r e  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 
Muriel Beck Kadima, Martin Zoller, 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, Somalia, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo, 
decisione dell'UFM del 18 agosto 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5858/2009

Fatti:

A.
L'interessato, di  etnia udeegen ed appartenente alla  famiglia clanica 
B._______, è nato a  Mogadiscio, in Somalia, dove avrebbe risieduto 
dalla nascita fino al suo espatrio avvenuto in data 15 gennaio 2009. Si 
sarebbe quindi recato ad Addis Abeba da dove avrebbe preso un volo 
per Milano. Avrebbe poi raggiunto la Svizzera il 2 luglio 2009, dove ha 
presentato domanda d'asilo l'8 luglio 2009 (cfr. verbale d'audizione del 
17 luglio 2009, pagg. 1, 2, 11, 13-14).

Sentito sui motivi d'asilo, il ricorrente ha dichiarato in sostanza e per 
quanto è qui di rilievo, di essere espatriato per il timore di essere ucci -
so dal gruppo di  insurrezione islamista del  Movimento di Resistenza 
Popolare nella Terra delle Due Migrazioni (MRP), denominato Al Sha-
baab, dal quale arriverebbe l'accusa di collaborazione con il governo a 
causa del rapporto con una ditta privata che forniva merce al governo 
come pure per aver portato in ospedale una persona, che si sarebbe 
rivelata un ricercato del MRP e che sarebbe rimasta ferita in un tentato 
omicidio di fronte ad un albergo a Mogadiscio.

B.
Con decisione del 18 agosto 2009 l'UFM ha respinto la succitata do-
manda d'asilo. Detto Ufficio ha pure pronunciato l'allontanamento del-
l'interessato dalla Svizzera mentre ha ritenuto attualmente non ragio-
nevolmente  esigibile  l'esecuzione  dell'allontanamento  concedendogli 
l'ammissione provvisoria.

C.
In data 15 settembre 2009, il richiedente è insorto contro detta deci -
sione con ricorso dinnanzi  al Tribunale amministrativo federale (di se-
guito: il Tribunale) chiedendo l'annullamento della decisione impugnata 
ai punti 1 e 2, il riconoscimento della qualità di rifugiato e la concessio-
ne dell'asilo. Ha altresì presentato una domanda di  assistenza giudi-
ziaria,  nel senso della dispensa dal  versamento delle spese proces-
suali e del relativo anticipo.

D.
Il Tribunale, con decisione incidentale del 30 settembre 2009, ha con-
siderato il  gravame siccome privo di  probabilità d'esito favorevole  ed 
ha invitato il ricorrente a versare un anticipo di CHF 600.– a copertura 

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delle presumibili spese processuali, con comminatoria d'inammissibili-
tà del ricorso in caso di mancato versamento di detto anticipo.

E.
In data 12 ottobre 2009, l'insorgente ha tempestivamente versato l'an-
ticipo.

F.
Con scritti spontanei dell'11 marzo 2010 e del 22 luglio 2010, il ricor-
rente ha sollecitato l'evasione di una sentenza finale.

G.
Con ordinanza del 17 agosto 2010, il Tribunale ha invitato l'insorgente 
a comunicare entro il 31 agosto 2010, a seguito della concessione del-
l'ammissione  provvisoria,  se  ed  in  che  misura  fosse  intenzionato  a 
mantenere la sua conclusione sulla concessione dell'asilo.

H.
Con scritto del 26 agosto 2010, il ricorrente ha dichiarato di mantenere 
la sua conclusione sulla concessione dell'asilo. Egli ha altresì chiesto 
la possibilità di continuare il suo procedimento in lingua tedesca viste  
le difficoltà a cui andrebbe in contro per trovare un traduttore, in quan-
to né a C._______, né a D._______, E._______ o F._______, dove si 
trovano i centri d'accoglimento per gli asilanti, si parlerebbe l'italiano.

I.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Le procedure in materia d'asilo  sono rette dalla  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

2.
Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  Tribunale, in 

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virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferio -
re, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un in -
teresse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA); è pertanto legittimato ad aggravarsi 
contro di essa.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e 
al contenuto degli atti di ricorso (art. 50 e 52 PA) sono soddisfatti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

3.
Con ricorso al  Tribunale, possono essere invocati la violazione del di-
ritto  federale,  l'accertamento  inesatto  o  incompleto  di  fatti  giuridica-
mente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi e art. 49 PA). Il  Tribu-
nale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle 
considerazioni  giuridiche  della  decisione  impugnata,  né  dalle  argo-
mentazioni  delle  parti  (cfr. sentenza  del  Tribunale  D-4917/2006  del 
12 luglio 2007 consid. 3; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. II, 2ª ed., 
Berna 2002, n. 2.2.6.5).

4.
4.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi e 
dell'art. 37 LTAF  e  che  corrisponde  all'art.  54  cpv.  1  LTF,  nei  pro-
cedimenti su ricorso è determinante la lingua della decisione impugna-
ta e che, se le parti utilizzano un'altra lingua, il procedimento può svol-
gersi in tale lingua.

Tale norma lascia all'autorità un certo margine di apprezzamento nella 
scelta della lingua del procedimento, il che non significa che può libe-
ramente scegliere la lingua del procedimento, ma il giudice deve consi-
derare tutte le circostanze rilevanti quali,  ad esempio, gli  interessi in  
gioco, l'economia processuale, la celerità della procedura come pure il  
principio  della  parità  delle  armi  (cfr.  decisioni  del  Tribunale 
A-3603/2007  e  A-4275/2007  del  15  aprile  2008;  A-4202/2007  del 

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30 novembre  2007;  BERNARD MAITRE/VANESSA THALMANN [SAID HUBER],  in: 
Praxiskommentar  VwVG,  WALDMANN/WEISSENBERGER [ed.],  Zurigo  2009, 
n. 9 e 18 ad art. 33a).

Il solo fatto che l'atto ricorsuale sia stato redatto in un'altra lingua uffi -
ciale rispetto a quella dell'atto impugnato, non giustifica di  per sé lo 
scostamento automatico da tale principio (cfr. sentenza del Tribunale 
federale 6B_657/2008 consid. 1; JEAN-MAURICE FRÉSARD, in: CORBOZ et al., 
Commentaire de la LTF, Berna 2009, n. 18 ad art. 54; PETER UEBERSAX, 
in: Basler Kommentar, Bundesgerichtsgesetz, Basilea 2008, n. 19 ad 
art. 54 LTF [in seguito: PETER UEBERSAX, BGG]). Un'eccezione viene am-
messa allorquando la parte non rappresentata non è manifestamente 
in grado di comprendere la lingua della decisione impugnata correndo 
così il  rischio  di  subirne  un  pregiudizio  (cfr.  DTF  132  IV  108 
consid. 1.1; JEAN-MAURICE FRÉSARD, in: CORBOZ et al., Commentaire de la 
LTF, Berna 2009, n. 18 ad art. 54). La parte deve dimostrare tale fatto 
eccezionale,  oppure  lo  si  deve  evincere  dagli  atti  (PETER UEBERSAX, 
BGG, n. 19 ad art. 54 LTF).

4.2 In casu, la decisione impugnata è stata resa in italiano ed il ricor-
so è stato presentato in tedesco. Il Tribunale constata che il ricorrente 
ha perfettamente compreso i fatti su cui si fonda la decisione impugna-
ta, nonché il suo contenuto e portata, difendendosi in maniera appro-
priata in sede di ricorso, di modo che l'emanazione di una decisione in 
italiano non gli ha arrecato pregiudizio alcuno. In seguito, il Tribunale 
ha provveduto a misure istruttorie sempre redatte in lingua italiana alle  
quali  il  ricorrente ha sempre reagito in modo opportuno dimostrando 
anche  qui  di  averne  compreso  il  contenuto. L'insorgente  ha  chiesto 
solo in occasione del suo scritto del 26 agosto 2010 la continuazione 
della procedura in lingua tedesca, in quanto sarebbe difficile  trovare 
una persona in grado di tradurgli il tutto. La sola difficoltà a trovare un 
traduttore non giustifica, a questo stadio del procedimento, di scostarsi 
dai  principi  sopra elencati,  per  il  che si  giustifica  la  redazione della 
presente sentenza in italiano.

5.
Preliminarmente il  Tribunale osserva che,  essendo stato il  ricorrente 
posto al beneficio dell'ammissione provvisoria con decisione dell'UFM 
del 18 agosto 2009, oggetto del litigio in questa sede risulta pertanto 
essere esclusivamente la decisione riguardante il mancato riconosci-

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mento della  qualità  di  rifugiato  dell'insorgente,  il  conseguente  rifiuto 
della sua domanda d'asilo nonché la pronuncia dell'allontanamento.

6.
Giusta l'art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai ri -
fugiati. L'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a perso-
ne in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiati. Esso comprende 
il diritto di risiedere in Svizzera. Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati  
le persone che, nel paese d'origine o di ultima residenza, sono espo-
ste a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, ap -
partenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni po-
litiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi. 
Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita, 
dell'integralità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano 
una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre al-
tresì tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femmini-
le (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità  
di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una proba-
bilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare 
le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o con-
traddittorie, non corrispondono ai  fatti  o si  basano in modo determi-
nante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere  la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi -
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr. Giuri-
sprudenza  ed informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21). Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi-
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza deve 
essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di 
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di  
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà 

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giuridica, semplici impressioni dell'autorità giudicante (cfr. GICRA 1995 
n. 23).

7.
7.1 Nella querelata decisione, l'UFM ha considerato le allegazioni cir -
ca i motivi d'asilo dell'interessato come contraddittorie, inattendibili ed 
inverosimili. In particolare, il  richiedente avrebbe dapprima dichiarato 
di aver lavorato per una persona legata al governo somalo, mentre che 
nella seconda audizione ha parlato di un commerciante e di una socie-
tà privata. In questo frangente avrebbe dichiarato durante la prima au-
dizione di  aver seguito l'arrivo delle merci  per poi  portare le relative 
bolle di  viaggio negli  uffici  governativi  committenti,  mentre,  nel la se-
conda audizione, ha affermato di aver preso gli ordini delle comande 
delle merci dai governativi. Inoltre, avrebbe asserito in un primo tempo 
di aver lavorato in tale ditta dal giugno 2008 sino al gennaio 2009, per 
poi  dichiarare di  aver lavorato solo dal 14 giugno 2008 al  14 dicem-
bre 2008. Avrebbe poi fornito con il 14 dicembre 2008 e gennaio 2009 
due date distinte in cui sarebbe stato sequestrato e si sarebbe con-
traddetto circa il numero delle telefonate minatorie che avrebbe ricevu-
to. Per di più, avrebbe dichiarato nella prima audizione che, durante il  
sequestro, sarebbe stato intimato di lasciare il proprio lavoro afferman-
do in seguito, nella seconda audizione, che il gruppo gli avrebbe pro-
posto di lavorare per loro. Egli avrebbe altresì fornito due versioni con-
trastanti circa l'accaduto durante il sequestro, asserendo dapprima che 
i rapitori l'avrebbero minacciato di morte se non avesse lasciato il suo 
posto di lavoro, per poi allegare di essere stato costretto a vedere due 
filmati di due persone uccise in due modi differenti. Oltre a ciò, avreb-
be dichiarato che tali filmati sarebbero stati difficilmente dimenticabili. 
Per il resto sembrerebbe alquanto strano che l'interessato abbia conti-
nuato a lavorare dal luglio 2008 sino al 19 gennaio 2009 nonostante le 
pressanti  minacce telefoniche del MRP. Difatti,  il  richiedente avrebbe 
potuto continuare nel commercio di famiglia, così come fatto nei diver-
si anni precedenti. Pertanto, i motivi d'asilo presentati dall'interessato 
non sarebbero adeguati a reggere l'esame sulla verosimiglianza giusta 
l'art. 7 LAsi per il che non vi sarebbe la necessità di esaminare la loro 
rilevanza in materia d'asilo. Di conseguenza, l'interessato non adem-
pierebbe ai requisiti della qualità di rifugiato e la domanda d'asilo an-
drebbe respinta. Infine, l'UFM ha ritenuto l'esecuzione dell'allontana-
mento non esigibile ed ha pronunciato l'ammissione provvisoria.

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7.2 Con ricorso, il ricorrente ha contestato le contraddizioni evidenzia-
te  dall'UFM ed  ha ribadito  di  aver  fornito  un racconto  verosimile. In 
particolare,  ha  dichiarato  che,  in  occasione  della  prima  audizione, 
avrebbe avuto dei problemi con l'interprete il quale si sarebbe ostinato 
a tradurre quanto da lui esposto per il che non avrebbe avuto modo di  
esporre i fatti in modo sostanziato. Inoltre, ha affermato di avere lavo-
rato per un commerciante e la relativa ditta, una società privata, e che 
il suo datore di lavoro avrebbe lavorato per il Governo. Per quanto ri -
guarda il periodo in cui sarebbe stato impiegato presso la suddetta dit -
ta ed all'accaduto durante il sequestro, ha confermato la versione for-
nita nella seconda audizione.

8.
Questo  Tribunale osserva che,  come rettamente rilevato dall'autorità 
inferiore  nella  decisione  impugnata,  le  dichiarazioni  determinanti  in 
materia d'asilo rese dall'insorgente s'esauriscono in affermazioni con-
traddittorie ed illogiche ed in una narrazione inattendibile.

Va in particolare rilevato che il ricorrente ha operato inspiegabilmente 
per una persona che riceverebbe spesso delle telefonate minatorie ed 
avrebbe il  timore di essere uccisa (cfr. verbale d'audizione del 17 lu-
glio 2009, pag. 8). In altre parole, non si spiega il motivo per continua-
re a lavorare per altri sette mesi per un personaggio legato al governo 
somalo che sarebbe proprio la ragione per cui avrebbe avuto dei pro-
blemi con i membri del gruppo antigovernativo MRP, se aveva la possi -
bilità di lavorare nuovamente nel negozio di sua madre a Mogadiscio 
(cfr. verbale d'audizione del 17 luglio 2009, pagg. 3-4 e 8-9). L'insor-
gente si è poi contraddetto sul numero di telefonate minatorie ricevute 
allegando in un primo tempo di essere stato chiamato due volte per 
poi dichiarare di essere stato contattato ogni due, tre o quattro giorni  
(cfr. verbale d'audizione del 17 luglio 2009, pagg. 8-9). Per di più, non 
è stato coerente nel datare il suo sequestro indicando nella prima au-
dizione  gennaio  2009,  mentre  nella  seconda  audizione  il  14 dicem-
bre 2008 (cfr. verbali d'audizione del 17 luglio 2009, pag. 9 e del 7 ago-
sto 2009, pag. 4). Premesso ciò, risulta altresì improbabile che egli ab-
bia  dato  le  dimissioni  in  seguito  al  sequestro  in  data  14 di-
cembre 2008, siccome nella prima audizione ha dichiarato di avere la-
vorato  fino  al  9 gennaio 2009  (cfr.  verbali  d'audizione  del  17 lu-
glio 2009, pag. 4 e del 7 agosto 2009, pag. 9). Infine, va rilevato che 
l'affermazione ricorsuale secondo cui il  ricorrente non avrebbe avuto 
modo di spiegare in modo sostanziato i suoi fatti nella prima audizione 

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non lo soccorre, in quanto quest'ultima è durata quindici minuti in più 
rispetto alla seconda audizione ed egli ha firmato ogni pagina senza 
obbiettare alcunché confermando in tal modo che il verbale dell'audi-
zione riporta effettivamente quanto da egli dichiarato (cfr. verbali d'au-
dizione del 17 luglio 2009, pag. 15 e del 7 agosto 2009, pagg. 1 e 15).

Per il  resto, per evitare ulteriori ripetizioni,  si  rimanda alle considera-
zioni della decisione dell'UFM.

In  considerazione  di  quanto  precede,  sulla  base  di  una  valutazione 
globale  delle  allegazioni  presentate,  codesto  Tribunale  ritiene  che 
l'UFM  ha  rettamente  considerato i  motivi  presentati  dal  ricorrente 
come inverosimili e non realizzanti le condizioni della qualità d i rifugia-
to previste dall'art. 3 LAsi.

Ne consegue che sul punto di questione dell'asilo il ricorso, desti tuito 
d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione 
impugnata va confermata.

9.
Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avreb -
be  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla  Svizzera 
(art. 14 cpv. 1 e 2 nonché 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'Ordi -
nanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 
[OAsi 1, RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21).

Pertanto,  anche sul  punto  di  questione dell'allontanamento  il  ricorso 
non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

10.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il dirit-
to federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di pri-
me cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridica-
mente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), 
per il che il ricorso va respinto.

11.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art.  63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono state compu-

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tate parzialmente con l'anticipo spese, di CHF 600.–, versato dal ricor-
renti il 12 ottobre 2009.

12.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF).

La pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali restanti, di CHF 600.–, sono poste a carico del 
ricorrente. Esse sono computate con l'anticipo spese, di  CHF 600.–, 
versato dal ricorrente il 12 ottobre 2009.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente (Raccomandata)
- UFM, Divisione soggiorno (allegato: incarto N [...] , per corriere in-

terno; in copia)
- G._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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