# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a3125bf4-161b-589b-9514-d655f43063b9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-09-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 07.09.2000 90.1994.357
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1994-357_2000-09-07.html

## Full Text

Incarto n.

  90.1994.00357

  	
  Lugano

  7 settembre
  2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale della pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Efrem Beretta,
  presidente, 

  Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca

   

  

 

	
  Il segretario

  	
  Fiorenzo Gianinazzi

  

 

statuendo sul ricorso del 16 giugno 1994 di

 

	
   

  	
  1. ____________,
  ____________, ____________, ____________,

  2. ____________,____________,____________,
  ____________,

  3. ____________,____________,____________,

  1.,2.,3. avv. ____________,____________, ____________,

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  l'ampliamento della zona di pianificazione cantonale
  FLPT

  

  

 

                                         visto la
risposta  6 dicembre 1994 del Consiglio di Stato; 

 

rilevato

 

                                          in fatto

 

                                   a.   Il 21
aprile 1993 il Consiglio di Stato istituì, a salvaguardia della progettazione
relativa al potenziamento della ____________,____________,____________,
____________,e ai relativi interventi sulle reti stradali cantonali e comunali,
una zona di pianificazione cantonale della durata di 5 anni. Con risoluzione 12
aprile 1994 ampliò la zona in argomento per la parte riguardante i comuni di
____________,e ____________,

I piani relativi all'ampliamento sono stati pubblicati dal 2 maggio al 1.
giugno 1994.

 

                                   b.   I
nominativi in epigrafe, proprietari in ragione di un terzo ciascuno del f.m.n.
____________,di ____________,ricorsero il 16 giugno 1994 al TPT postulando
l'annullamento delle risoluzioni governative istituenti la zona di
pianificazione e il suo ampliamento.

Chiede che la zona di pianificazione FLPT, pubblicata dal 17.5 al 15.6.1993 e
l'ampliamento, dal 2.5 al 1.6.1994 resti in vigore fino al 15.6.1996. A mente
dei ricorrenti il Consiglio di Stato ha abusivamente ritardato l'istituzione
delle zona di pianificazione, preceduta da un blocco edilizio durato 5 anni.

                                   c.   Il
Consiglio di Stato propone in risposta che il gravame venga dichiarato
irricevibile: nella misura in cui contesta la zona di pianificazione originaria
esso è tardivo, laddove contesta l'ampliamento è senza oggetto posto che il
part. 785 non è toccato dalla zona di pianificazione (ampliamento).

 

                                   d.   Dal 20
ottobre al 18 novembre 1997 gli atti del progetto, i piani di espropriazione e
le relative tabelle furono esposti presso le rispettive Cancellerie comunali.

 

considerato 

 

                                         in diritto

 

                                   1.   Secondo
l’art. 27 cpv. 1 LPT se i PR mancano o devono essere modificati l’autorità
competente può stabilire zone di pianificazione per comprensori esattamente
delimitati al cui interno nulla è lecito  intraprendere “che possa rendere più
ardua la pianificazione dell’utilizzazione”. 

                                         Sempre
per comprensori esattamente delimitati, l’art. 58 LALPT consente di istituire
zone di pianificazione se conflitti con i principi pianificatori o problemi
particolari relativi all’uso del territorio lo giustificano. In particolare se
i piani mancano o devono essere modificati.

                                         La zona
di pianificazione è istituita, nell’ambito delle relative competenze
pianificatorie, dal Municipio, risp. dal Consiglio di Stato: quest’ultimo può
stabilire zone di pianificazione a salvaguardia degli obiettivi generali della
pianificazione del territorio e della protezione dell’ambiente (art. 60 LALPT).

                                         Il
diritto cantonale riprende all’art. 63 cpv. 3 LALPT il principio che
all’interno della zona è vietato ogni intervento che possa rendere più ardua la
pianificazione, con la precisazione al cpv. 3 che le domande di costruzione in
contrasto con gli obiettivi del piano in formazione sono decise negativamente e
non solo sospese a norma dell’art. 65. Blocco edilizio, dunque, e non semplice
sospensione della domanda, ma solo per gli interventi che ostacolano
presumibilmente la pianificazione o l’attuazione 

di obiettivi pianificatori generali e di protezione ambientale. 

                                   2.   La
zona di pianificazione entra in vigore con la sua pubblicazione e lo resta fino
a che sia pubblicato il piano sostitutivo, ma comunque non oltre 5 anni, con
facoltà del Consiglio di Stato di prorogare di altri due il termine di
scadenza.

                                   3.   In
sintesi, la zona di pianificazione è un provvedimento provvisionale
cautelativo, a carattere temporaneo, volto a evitare che la pianificazione in
atto o in procinto di essere intrapresa venga ostacolata da un uso del
territorio contrastante col suo indirizzo. 

                                         La
giurisprudenza del Tribunale federale ha ravvisato tra gli scopi fondamentali
dell’istituto quello di impedire che modifiche del territorio durante la
pianificazione restringano eccessivamente la libertà di scelta dei
pianificatori, ostacolandoli nell’adempimento dell’obbligo di pianificare posto
loro a carico dall’art. 2 LPT (DTF 113 Ia 365 seg. consid. 2abb).

                                   4.   La zona di
pianificazione, provvedimento di natura eminentemente conservativa, non ha per
fine di consentire un certo uso del territorio, ma di impedire che interventi
incompatibili con l’indirizzo della pianificazione in fieri ne pregiudichino il
corretto svolgimento. A questo stadio l’assetto definitivo dell’ordinamento
allo studio non può essere dato per certo. Non si può in particolare affermare
che ne deriverà effettivamente la restrizione della proprietà che l’indirizzo
pianificatorio potrebbe far temere.

                                         La zona
di pianificazione non si confonde con la pianificazione soggiacente, è un
provvedimento a sé stante che, pur condizionato nei suoi effetti dall’indirizzo
pianificatorio di cui si pone a tutela, provoca direttamente, per la sua
durata, una restrizione della proprietà. La legittimità della zona di
pianificazione va dunque esaminata distintamente da quella delle intenzioni
pianificatorie che pur nei limiti della loro indeterminatezza ne informano
l’azione.

                                         Nel
procedere a questa verifica - e più generalmente nel valutare la validità del
provvedimento - si terrà conto del principio enunciato dal Tribunale federale
in RDAT 1990 no. 79 consid. 2b: “l’esame giurisdizionale che l’art. 33 cpv. 3
lett. b) LPT garantisce anche nella materia specifica (DTF 110 Ib 140/141) non
può estendersi, salvo il caso di un’impostazione manifestamente erronea,
all’ordinamento pianificatorio nel quale dovrebbero sfociare gli studi avviati
(DTF 105 Ia 229 consid. 2d), bensì e soltanto alla fondatezza e all’idoneità
del vincolo istituito per non compromettere la loro efficacia”.

                                         Solo
importa in questo contesto determinare se il provvedimento si giustifichi in
quanto tale; la piena tutela giurisdizionale è riservata alla contestazione, a
tempo debito, della pianificazione giunta a termine (DTF 105 Ia 231 consid.
2e).

                                         

                                   5.   Come sopra
precisato la zona di pianificazione decade con la pubblicazione della
pianificazione ch’essa era volta a salvaguardare: in concreto, con la
pubblicazione, il 20 ottobre 1997, del progetto presso le Cancellerie dei
comuni interessati.

Con la pubblicazione scatta il blocco edilizio dell’art. 66 LALPT.

A prescindere da ciò va considerato che la zona di pianificazione, entrata in
vigore con la sua pubblicazione dal 17.05 al 15.06.1993, sarebbe comunque
scaduta unitamente al suo ampliamento il 20 aprile 1998.

                                                                                 

                                   6.   La decadenza del provvedimento impugnato reca con sé la
perdita dell’interesse ad impugnarlo: il ricorso va dunque stralciato con
giudizio sulle tasse e spese di giudizio; in particolare sulle ripetibili.

                                   7.   A norma
dell’art. 31 LPAm, cui rimanda l’art. 38 cpv. 6 LALPT, il TPT condanna la parte
soccombente al pagamento di un’indennità alla controparte.

                                         Analogamente
è condannata al pagamento di ripetibili l’autorità che prima del giudizio
riveda la contestata decisione nel senso postulato dal ricorrente
(acquiescenza), rispettivamente il 

                                         ricorrente che ritiri il gravame o si sottometta, esplicitamente o
implicitamente, alla decisione (desistenza), entrambi rendendo in tal modo
senza oggetto la vertenza. 

                                         Se invece
l’oggetto litigioso viene a mancare in corso di procedimento per motivi non
configuranti né acquiescenza né desistenza, i costi vengono di regola ripartiti
tenuto conto delle prospettive di accoglimento che il ricorso aveva prima dello
stralcio, e così le ripetibili (Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2°. ed.,
pag. 326; Kölz/Häner Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des
Bundes, pag. 176-177; DTF 111 Ib 191 consid. 7a). 

                                         Si opera
cioè una prognosi ex ante circa il verosimile esito del ricorso, ponendosi al
momento in cui l’oggetto è venuto a mancare.

                                   8.   Nel caso
concreto non vi sono possibili dubbi a proposito della legittimità della zona
di pianificazione contestata. Lo stesso vale per l'ampliamento, la cui
necessità è apparsa solo in corso di progettazione. La tesi che la durata della
zona di pianificazione va limitata nel tempo per tener conto del ritardo col
quale fu pubblicata è suggestiva ma difficilmente reggerebbe ad un esame di
merito e non ne risultano peraltro dimostrati i presupposti fattuali. 

Già per questi motivi il giudizio avrebbe con ogni verosimiglianza concluso
alla reiezione del ricorso se questo fosse stato tempestivo e se effettivamente
il terreno dei ricorrenti fosse stato toccato dal provvedimento, fatti che non
mette conto di accertare in questa sede.

Ciò basta per escludere il diritto a ripetibili.

 

Per questi motivi

 

decreta

 

                                   1.   Il ricorso
é stralciato dai ruoli.

 

                                   2.   Non si
prelevano spese di giudizio né si assegnano ripetibili.

	
                                      3.   Intimazione a:

  	
  - avv. ____________,

  
	
   

  	
  - Consiglio di Stato, ____________,

  
	
   

  	
  - Sezione pianificazione urbanistica, ______

  
	
   

  	
   

  

 

 

Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                           Il
segretario