# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ccf6a488-76ed-5b63-a8c2-b0a13ebfba9c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-12-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.12.2022 42.2022.80
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2022-80_2022-12-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  42.2022.80-81

   

  cs

  	
  Lugano

  12 dicembre 2022         

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sui ricorsi del 12 ottobre 2022 di

 

	
   

  	
  1. RI
  1   

  2. RI
  2   

  3. __________
  

  tutti rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni su opposizione del 9 settembre 2022 emanate
  da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di indennità perdita di guadagno (Corona)

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  RI 1, società attiva
nell’intermediazione tra gli artisti e gli organizzatori di manifestazioni, ha
inoltrato alla Cassa CO 1 le richieste per l’ottenimento delle indennità
giornaliere per il coronavirus per il mese di febbraio 2022, per il mese di
marzo 2022 e per il mese di aprile 2022 in favore di __________, presidente
della società e di RI 2, membro del CdA, entrambi nati nel 1983.

 

                          1.2.  Con decisioni formali del 14 aprile
2022, 24 maggio 2022 e 2 agosto 2022 la Cassa CO 1 ha respinto le richieste per
il periodo dal 17 febbraio 2022 al 30 aprile 2022 (doc. 3). In seguito alle
censure sollevate dalla società, con decisione su opposizione del 9 settembre
2022 l’amministrazione ha confermato la reiezione delle domande, affermando:

                                

“(…)

6. Preso atto di
quanto suesposto, la Cassa non può – al fine di valutare la limitazione
dell’attività lucrativa ed eventualmente erogare le prestazioni richieste –
tenere in considerazione quale motivo valido il fatto che gli organizzatori non
richiedano i servizi d’intermediazione offerti dall’opponente a causa della
mancanza di eventi e manifestazioni.

    Infatti,
seppur vero che per organizzare una manifestazione è necessaria una
preparazione di diversi mesi, l’opponente, che si occupa proprio della parte
organizzativa mettendo in relazione gli artisti con gli organizzatori, avrebbe
dovuto riprendere la propria attività lucrativa il 17 febbraio 2022, ovvero
quando il Consiglio federale ha deciso di abrogare le limitazioni per
combattere il Coronavirus. A tal proposito si osserva che secondo la marg.
1041.2 b della CIC, per persone attive nel settore delle manifestazioni
s’intendono in particolare quelle che organizzano autonomamente manifestazioni,
quelle che esercitano un’attività lucrativa nel quadro delle manifestazioni (p.
es. i tecnici del suono e della luce) o le persone che si esibiscono in
occasione delle manifestazioni (p. es. gli operatori culturali). L’opponente,
che si occupa di mettere in relazione gli artisti e gli organizzatori, non
rientra in tale definizione. Pertanto, il diritto non può esserle riconosciuto.

7. In
definitiva, la limitazione dell’attività lucrativa esercitata dall’opponente è
da ascriversi alla pandemia e ai suoi effetti (stagnazione economica generale in
primis), piuttosto che a provvedimenti ordinati dalle autorità per combatterla.
La decisione impugnata è dunque riconfermata.” (doc. 1) 

 

                          1.3.  RI 1, RI 2 e __________, tutti rappresentati
dall’avv. RA 1, sono insorti al TCA contro la predetta decisione su opposizione
con due distinti ricorsi, simili nel loro contenuto, e, richiamato l’intero
incarto, hanno chiesto in via principale il riconoscimento di indennità
giornaliere Corona dal 17 febbraio 2022 al 30 aprile 2022 a favore di RI 2
nella misura di fr. 10'874 e di __________ nella misura di fr. 12'427, ed in
via subordinata il rinvio degli atti alla Cassa affinché emani nuove decisioni
ai sensi dei considerandi con il calcolo delle prestazioni dovute (doc. I). I
ricorrenti sostengono segnatamente che la società è attiva nell’ambito delle
manifestazioni.

 

                          1.4.  Con risposta del 4 novembre 2022,
cui ha allegato l’intero incarto, la Cassa ha proposto la reiezione dei ricorsi,
affermando:

 

" (…) I
ricorrenti asseriscono che al pari di un artista o di un tecnico d’impianti
luci, anche chi svolge l’attività d’intermediazione tra gli artisti e gli organizzatori,
come la società RI 1, rientri nella fattispecie dell’art. 2 cpv. 3bis
dell’ordinanza COVID-19 perdita di guadagno relativa ai datori di lavoro attivi
nel settore delle manifestazioni.

A tal proposito, si osserva che l’attività di intermediazione
svolta dalla società RI 1 non rientra nella fattispecie summenzionata e ciò per
i seguenti motivi.

Nella premessa della CIC versione 25 del 16 febbraio 2022 si legge
che la ratio per cui le persone attive nel settore delle manifestazioni
continuano ad avere diritto all’indennità in caso di limitazione considerevole
dell’attività lucrativa in seguito a restrizioni in vigore fino al 16 febbraio
2022, risiede nel fatto che tale categoria subisce i relativi effetti più a
lungo termine rispetto a coloro che sono attivi in altri ambiti, in particolare
a causa dell’annullamento e della mancata pianificazione di alcune
manifestazioni. Risulta quindi evidente che la ratio della protrazione
del diritto alle indennità nonostante la revoca di quasi tutti i provvedimenti
è proprio quella di tutelare coloro che per riprendere la propria attività
necessitano ancora di qualche tempo, a causa delle attività di
organizzazione/pianificazione di eventi e manifestazioni. Ciò è il caso dei
tecnici del suono o delle luci citati dai ricorrenti.

Infatti la marg. 1041.2b della CIC nr. 25 del 16 febbraio 2022
prevede che “Per persone attive nel settore delle manifestazioni s’intendono in
particolare quelle che organizzano autonomamente manifestazioni, quelle che
esercitano un’attività lucrativa nel quadro di manifestazioni (p. es. i tecnici
del suono e della luce) o le persone che si esibiscono in occasione delle
manifestazioni (p. es. gli operatori culturali)”. Tale definizione si riferisce
pertanto a tutte quelle categorie che prendono parte
all’organizzazione/pianificazione degli eventi e delle manifestazioni o si
esibiscono durante le stesse, la cui attività non può essere ripresa
immediatamente con la revoca dei provvedimenti del 16 febbraio 2022.

Ne discende che l’attività d’intermediazione tra artisti ed
organizzatori svolta dai ricorrenti non rientra in tale definizione, poiché una
volta revocati i provvedimenti limitativi degli eventi e delle manifestazioni,
i ricorrenti avrebbero potuto riprendere immediatamente la propria attività
lucrativa.” (doc. III)  

 

                          1.5.  Il 21 novembre 2022, invocando gli
art. 29 cpv. 1 e 2 Cost e l’art. 6 CEDU, nonché la DTF 138 I 154, i ricorrenti
hanno inoltrato una replica spontanea (doc. V). Il 22 novembre 2022 lo scritto
è stato trasmesso alla Cassa per conoscenza con facoltà di esprimersi in merito
entro 5 giorni (doc. VI).

 

 

considerato                 in diritto

 

                                  in ordine

 

                          2.1.  In due distinte sentenze
9C_356/2021 del 10 maggio 2022 pubblicata in DTF 148 V 265, consid. 1.4.3 e
9C_448/2021 del 10 maggio 2022, consid. 1.3.2, il Tribunale federale ha
lasciato aperta la questione di sapere se una società può ricorrere contro una
decisione su opposizione con la quale vengono rifiutate le indennità
giornaliere per il coronavirus ai propri dipendenti (9C_448/2021, consid.
1.3.2: “[…] Ob sie deswegen (oder aus
einem anderen Grund) hinsichtlich des umstrittenen Anspruchs ein eigenes
schutzwürdiges Interesse an der Anmeldung und Beschwerde hatte resp. hat (vgl.
Urteil 9C_356/2021 vom heutigen Tag E. 1.4.3 Abs. 2), braucht in Anbetracht des
Ausgangs des Verfahrens nicht entschieden zu werden.”).

                                  Nei casi giudicati, infatti, il
ricorso andava comunque respinto.

 

                                  Il TF ha tratto la medesima
conclusione anche nella STF 9C_91/2022 del 22 giugno 2022, consid. 1.4.2 (cfr.
anche STF 9C_250/2022 e 9C_251/2022 del 26 luglio 2022 dove l’Alta Corte ha
dichiarato inammissibili i ricorsi di una società, senza doversi esprimere
circa la sua qualità per ricorrere).

 

                                  Va comunque segnalato che in due
distinte STCA 42.2022.25 e 42.2022.26 del 20 giugno 2022 il TCA ha ammesso un
interesse giuridicamente protetto della società a ricorrere poiché il ricorso
era stato firmato da entrambi i dipendenti che avevano chiesto le indennità
giornaliere, i quali erano soci e proprietari dell’azienda ed in caso di
mancato versamento delle prestazioni richieste avrebbero dovuto iniettare mezzi
propri nella società per poter versare gli stipendi relativi ai mesi in esame.
Il TCA aveva inoltre fatto riferimento alla DTF 148 V 2 dove, in un caso
relativo all’assicurazione contro gli infortuni, non è stato messo in dubbio il
diritto del datore di lavoro di ricorrere in favore del proprio dipendente per
l’erogazione di prestazioni a causa di infortunio.

 

                                  In concreto, considerato che le
persone che chiedono il versamento delle indennità hanno interposto ricorso
unitamente alla società, non vi sono motivi per non entrare nel merito
dell’impugnativa.

 

 

 

 

                          2.2.  Gli insorgenti chiedono di
congiungere i loro ricorsi.

 

                                  Secondo
l’art. 76 della Legge sulla procedura amministrativa (LPAmm), disposizione
applicabile in virtù del rinvio di cui all’art. 31 Lptca, quando siano proposti
davanti alla stessa autorità più ricorsi il cui fondamento di fatto sia il
medesimo, l’autorità può ordinare la congiunzione delle istruttorie, decidere i
ricorsi con una sola decisione o sospendere una o più procedure in attesa
dell’istruzione o della decisione delle altre. 

 

                                  In
concreto la richiesta va accolta. 

 

                                  nel merito

 

                          2.3.  Ai sensi dell’art. 185 cpv. 3
della Costituzione federale (Cost.), il Consiglio federale può emanare
ordinanze e decisioni per far fronte a gravi turbamenti, esistenti o imminenti,
dell’ordine
pubblico o della sicurezza interna. La validità di tali ordinanze dev’essere
limitata nel tempo.

 

                                  Il Consiglio federale, fondandosi
sull’art. 185 cpv. 3 Cost., il 20 marzo 2020 ha, in particolare, adottato, per
frenare le conseguenze economiche connesse alla diffusione del coronavirus,
l’Ordinanza sui provvedimenti in caso di perdita di guadagno in relazione con
il coronavirus (COVID-19) (Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno; RS 830.31),
entrata in vigore retroattivamente il 17 marzo 2020 con validità di sei mesi
(RU 2020 871).

                                  Dopo che il 25 settembre 2020 il
Parlamento ha approvato la Legge federale sulle basi legali delle ordinanze del
Consiglio federale volte a far fronte all’epidemia di COVID-19 (Legge COVID-19;
cfr. RS 818.102), il 4 novembre 2020 il Consiglio federale, fondandosi
sull’art. 15 della Legge COVID-19, ha emanato le relative modifiche
dell’ordinanza in base alle quali hanno in particolare diritto all’indennità di
perdita di guadagno i lavoratori indipendenti e le persone in posizione
assimilabile a quella di un datore di lavoro se devono interrompere la loro
attività a causa di provvedimenti ordinati dalle autorità per combattere
l’epidemia di COVID-19 e subiscono una perdita di guadagno o salariale (art. 2
cpv. 3 Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno). 

                                  Hanno inoltre diritto alle
prestazioni i lavoratori indipendenti e le persone in posizione assimilabile ai
datori di lavoro che, in seguito a provvedimenti adottati per combattere il
coronavirus, devono interrompere la loro attività lucrativa, rispettivamente la
loro attività lucrativa è limitata in modo considerevole, subiscono una perdita
di guadagno o salariale e nel 2019 hanno conseguito con questa attività un
reddito soggetto all’AVS di almeno 10 000 franchi; questa condizione vale per
analogia anche se hanno avviato l’attività dopo il 2019; se l'attività non è
stata svolta per un anno intero, questa condizione va adempiuta in proporzione
alla durata dell'attività (cfr. art. 2 cpv. 3bis Ordinanza COVID-19
perdita di guadagno).

 

                                  Il 18 giugno 2021 il Consiglio
federale ha prorogato le basi giuridiche per il diritto all’indennità di
perdita di guadagno per il coronavirus fino al 31 dicembre 2021 (cfr. art. 11
cpv. 6), sulla base della proroga delle basi giuridiche della legge COVID-19
decisa dal Parlamento (cfr. anche comunicato stampa del Consiglio federale del 18
giugno 2021: “Coronavirus: prolungamento del diritto all’indennità di
perdita di guadagno”).

 

                                  Il 17 dicembre 2021 il Parlamento
ha deciso di prorogare la durata di validità dell’articolo 15 della legge
COVID-19 fino al 31 dicembre 2022. Lo stesso giorno il Consiglio federale ha
prorogato la durata di validità dell’ordinanza COVID-19 perdita di guadagno.

 

                                                   L’attività
lucrativa è ritenuta limitata in modo considerevole se si è registrata una
diminuzione della cifra d’affari mensile pari almeno al 55 per cento rispetto
alla cifra d’affari mensile media degli anni 2015–2019. Se l’attività è stata
avviata dopo il 2015 e prima del 2020, è determinante la media del periodo di
attività effettivo. Le persone che hanno avviato la loro attività lucrativa
dopo il 2019 devono dimostrare di aver subito una diminuzione della cifra
d’affari mensile pari almeno al 55 per cento rispetto alla cifra d’affari
mensile media di almeno tre mesi; fa stato la media dei tre mesi con le cifre
d’affari più elevate (art. 2 cpv. 3, 3bis e 3ter
Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno; RU 2020 4571 segg.).

 

                                  Il cpv. 3ter, primo
periodo è poi stato modificato dal Consiglio federale il 18 dicembre 2020 con
entrata in vigore il 19 dicembre 2020, nei seguenti termini:

 

" 3ter
L’attività lucrativa è ritenuta limitata in modo considerevole, se si è
registrata una diminuzione della cifra d’affari mensile pari almeno al 40 per
cento rispetto alla cifra d’affari mensile media degli anni 2015–2019. …” (cfr.
RU 2020 pag. 5829)

 

                                  Il 20 gennaio 2021 l’art. 2 cpv.
3ter primo e terzo periodo è stato così corretto (cfr. RU 2021 18):

" Art. 2
cpv. 3ter, primo e terzo periodo 

3ter L’attività lucrativa è
ritenuta limitata in modo considerevole, se si è registrata una diminuzione
della cifra d’affari mensile pari almeno al 40 per cento rispetto alla cifra
d’affari mensile media degli anni 2015–2019. ... Le persone che hanno avviato
la loro attività lucrativa dopo il 2019 devono dimostrare di aver subito una
diminuzione della cifra d’affari mensile pari almeno al 40 per cento rispetto
alla cifra d’affari mensile media di almeno tre mesi; fa stato la media dei tre
mesi con le cifre d’affari più elevate.”

 

                                  Nell’ambito della revisione della
legge COVID-19 del 19 marzo 2021 (RU 2021 153), in vigore dal 1° aprile 2021,
tale limite è stato nuovamente modificato, nel senso che l’art. 15 cpv. 1
seconda frase (provvedimenti volti a indennizzare la perdita di guadagno),
prevede che sono ritenute aver subito una limitazione considerevole
dell’attività lucrativa soltanto le persone che hanno subito una perdita di
guadagno o salariale e la cui impresa ha registrato una diminuzione della cifra
d’affari del 30 per cento almeno rispetto alla cifra d’affari media degli anni
2015-2019.

 

                                  L’art. 2 dell’Ordinanza COVID-19
perdita di guadagno ha subito un importante cambiamento con effetto dal 17
febbraio 2022: sono stati abrogati i capoversi 1-3 e 6-8, mentre il cpv. 3bis
è stato modificato nel senso che hanno diritto alle prestazioni i lavoratori
indipendenti ai sensi dell’articolo 12 LPGA e le persone di cui all’articolo 31
capoverso 3 lettere b e c della legge del 25 giugno 1982 sull’assicurazione
contro la disoccupazione (LADI) attivi nel settore delle manifestazioni se sono
obbligatoriamente assicurati ai sensi della LAVS (lett. a); se la loro attività
lucrativa è limitata in modo considerevole a causa di provvedimenti ordinati
dalle autorità per combattere l’epidemia di COVID-19 (lett. abis),
se subiscono una perdita di guadagno o salariale (lett. b) e se nel 2019 hanno
conseguito con questa attività un reddito soggetto all’AVS di almeno 10 000
franchi; questa condizione vale per analogia anche se hanno avviato l’attività
dopo il 2019; se non è stata svolta per un anno intero, questa condizione va
adempiuta in proporzione alla durata dell’attività.

 

                                  Per l’art. 11 cpv. 9
dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, l’articolo 2 capoverso 3bis
ha effetto sino al 30 giugno 2022.

 

                                  L’art. 4 dell’Ordinanza COVID-19
perdita di guadagno, relativo alla forma dell’indennità e al numero delle
indennità giornaliere, enuncia che l’indennità è versata sotto forma di
indennità giornaliera (cpv. 1) e che ogni cinque indennità giornaliere sono
versate due ulteriori indennità giornaliere (cpv. 2). 

 

                                  Ai sensi dell’art. 5
dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, riguardante l’importo e il calcolo
dell’indennità, l’indennità giornaliera ammonta all’80 per cento del reddito
medio dell’attività lucrativa conseguito prima dell’inizio del diritto
all’indennità (cpv. 1), all’accertamento del reddito è applicabile per analogia
l’articolo 11 capoverso 1 della legge del 25 settembre 1952 sulle indennità di
perdita di guadagno (cpv. 2), l’indennità ammonta al massimo a 196 franchi al
giorno (cpv. 3).

                                  Per l’art. 5 cpv. 2ter
nel tenore in vigore dal 17 settembre 2020 (RU 2020 4571) al 17 gennaio 2021
(RU 2021 5):

 

" Per il
calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti aventi diritto di cui
all’articolo 2 capoverso 1bis lettera b numero 2, capoverso 3 o 3bis è
determinante il reddito soggetto all’AVS conseguito nel 2019. Dopo la
fissazione dell’indennità non si può procedere a un nuovo calcolo della stessa
fondandosi su una base di calcolo più recente.”

 

                                  Ai sensi dell’art. 5 cpv. 2ter
nel tenore in vigore dal 18 gennaio 2021 al 30 giugno 2021 (RU 2021 5, 109,
167, 218, 296), per il calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti
aventi diritto di cui all’articolo 2 capoverso 1bis lettera b numero 2,
capoversi 3, 3bis o 3quinquies è determinante il reddito
soggetto all’AVS conseguito nel 2019. Dopo la fissazione dell’indennità non si
può procedere a un nuovo calcolo della stessa fondandosi su una base di calcolo
più recente. 

                                  Dal 1° luglio 2021 la norma
prevede che per il calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti aventi
diritto di cui all’articolo 2 capoverso 1bis lettera b numero 2,
capoverso 3, 3bis o 3quinquies che non rientrano nel
campo d’applicazione del capoverso 2bis è determinante il reddito
soggetto all’AVS conseguito nel 2019.

 

                                  Dal 1° luglio 2021 è inoltre in
vigore l’art. 5 cpv. 2ter0 per il quale se nel caso dei lavoratori
indipendenti aventi diritto di cui all’articolo 2 capoverso 1bis
lettera b numero 2, capoverso 3, 3bis o 3quinquies la
decisione di tassazione fiscale per il 2019 indica un reddito dell’attività
lucrativa più elevato rispetto alla base di calcolo secondo il capoverso 2bis
o 2ter, dal 1° luglio 2021 le indennità future sono calcolate sulla
base della decisione di tassazione fiscale per il 2019. 

 

                                  Dal 17 febbraio 2022 l’art. 5
cpv. 2bis dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno prevede che ai
lavoratori indipendenti aventi diritto di cui all’articolo 2 capoverso 3bis
che hanno già percepito un’indennità in virtù della presente ordinanza nella
versione in vigore fino al 16 settembre 2020 si applica la medesima base di
calcolo. 

                                  Per l’art. 5 cpv. 2ter
dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, in vigore dal 17 febbraio 2022,
per il calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti aventi diritto di cui
all’articolo 2 capoverso 3bis o 3quinquies che non
rientrano nel campo d’applicazione del capoverso 2bis è determinante
il reddito soggetto all’AVS conseguito nel 2019. 

 

                                  L’art. 5 cpv. 2ter
dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, nel tenore in vigore dal 17
febbraio 2022, prevede che se nel caso dei lavoratori indipendenti aventi
diritto di cui all’articolo 2 capoverso 3bis o 3quinquies
la decisione di tassazione fiscale per il 2019 indica un reddito dell’attività
lucrativa più elevato rispetto alla base di calcolo secondo il capoverso 2bis
o 2ter, dal 1° luglio 2021 le indennità future sono calcolate sulla
base della decisione di tassazione fiscale per il 2019.

 

                                  L’art. 11 cpv. 1 della legge
federale del 25 settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG), a
cui rinvia l’art. 5 cpv. 2 Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, prevede che
per l’accertamento del reddito medio conseguito prima del servizio è
determinante il reddito da cui sono prelevati i contributi secondo la LAVS. Il
Consiglio federale emana prescrizioni sul calcolo dell’in­dennità e incarica
l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali di allestire tabelle vincolanti
con importi arrotondati.

                                  Il diritto all’indennità deve
essere esercitato dall’avente diritto (art. 7 cpv. 1 Ordinanza COVID-19 perdita
di guadagno).

 

                                  Secondo l’art. 8 dell’Ordinanza
COVID-19 perdita di guadagno, l’indennità è versata all’avente diritto (cpv.
1), è versata mensilmente e posticipatamente (cpv. 2) ed è fissata e pagata
dalla cassa di compensazione AVS che era competente per la riscossione dei
contributi AVS prima della nascita del diritto all’indennità (cpv. 3).

 

                                  Infine, l’art. 6 dell’Ordinanza
COVID-19 perdita di guadagno, nel tenore in vigore dal 17 febbraio 2022,
prevede che, in deroga all’articolo 24 capoverso 1 LPGA, il diritto a
prestazioni arretrate si estingue alla fine del terzo mese dopo l’abrogazione
delle disposizioni su cui si fonda.

 

                          2.4.  Nella Circolare sull’indennità in
caso di provvedimenti per combattere il coronavirus – Indennità di perdita di
guadagno per il coronavirus (CIC) – valida dal 17 settembre 2020 (stato: 17
febbraio 2022), l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), ricorda
innanzitutto che questa direttiva amministrativa è costantemente aggiornata dal
17 marzo 2020 (ne esistono 25 versioni, cfr. CIC versione 25 del 17 febbraio
2022; https://sozialversicherungen.admin.ch/it/d/12721).

 

                                  Nella
premessa alla versione 25, stato: 17 febbraio 2022, figura:

 

" Il 16
febbraio 2022 il Consiglio federale ha modificato l’ordinanza COVID-19
situazione particolare e l’ordinanza COVID-19 perdita di guadagno. Dal 17
febbraio 2022 tutte le restrizioni sono revocate, ad eccezione dell’obbligo di
indossare la mascherina nei trasporti pubblici e in determinati istituti di
cura. Anche le indennità di perdita di guadagno per il coronavirus sono
pertanto soppresse, salvo quelle per le persone particolarmente a rischio, i
lavoratori indipendenti e le persone in posizione assimilabile a quella di un
datore di lavoro attivi nel settore delle manifestazioni. 

(…).

Dal 17 febbraio 2022 sono soppresse le indennità seguenti: 

 

-   indennità in caso di cessazione della custodia dei figli; 

-   indennità in caso di divieto di svolgere manifestazioni; 

-   indennità in caso di chiusura di strutture; 

-   indennità in
caso di limitazione considerevole dell’attività lucrativa in generale. 

 

Le persone attive
nel settore delle manifestazioni continuano ad avere diritto all’indennità in
caso di limitazione considerevole dell’attività lucrativa in seguito a restrizioni
in vigore finora, dato che queste hanno un effetto a più lungo termine rispetto
a quelle in altri ambiti di attività, in particolare a causa dell’annullamento
e della mancata pianificazione di alcune manifestazione. 

Di conseguenza, il diritto all’indennità derivante da una
limitazione considerevole dell’attività lucrativa nel settore delle
manifestazioni è mantenuto fino al 30 giugno 2022. (…)” (sottolineatura del
redattore)

 

                                  Il
punto 3.2.5 (Diritto derivante da una limitazione considerevole dell’attività
lucrativa per i lavoratori indipendenti e le persone in posizione assimilabile
a quella di un datore di lavoro attivi nel settore delle manifestazioni), nella
versione in vigore dal 17 febbraio 2022, prevede:

 

" 1041.2  Hanno
diritto all’indennità i lavoratori indipendenti e le 

02/22b  persone in posizione
assimilabile a quella di un datore di lavoro nel settore delle manifestazioni
nonché i loro coniugi o partner registrati che lavorano nell’azienda che, in
seguito a provvedimenti decisi a livello cantonale o federale per combattere il
coronavirus prima del 17 febbraio 2022, devono limitare considerevolmente la
propria attività lucrativa e che nel 2019 hanno conseguito un reddito
dell’attività lucrativa soggetto all’AVS di almeno 10 000 franchi. Se l’attività
è stata avviata dopo il 2019, ci si basa sul reddito indicato nell’anno in
questione. Per la determinazione del rispetto del limite di reddito si applica
per analogia il N. 1067. 

 

1041.2a  Gli assicurati devono indicare nel modulo 318.756 che 

02/22b  esercitano un’attività nel
settore delle manifestazioni, precisando la loro professione e l’impresa in cui
la esercitano. Le persone in posizione assimilabile a quella di un datore di
lavoro devono comprovare l’indicazione relativa all’attività tramite l’estratto
del registro di commercio. Spetta inoltre agli assicurati spiegare in modo
plausibile, nei motivi addotti, in che modo continuano a essere toccati dalle
restrizioni revocate.

 

1041.2b  Per persone attive nel settore delle manifestazioni

02/22b  s’intendono in particolare quelle che organizzano autonomamente
manifestazioni, quelle che esercitano un’attività lucrativa nel quadro di
manifestazioni (p. es. i tecnici del suono e della luce) o le persone che si
esibiscono in occasione delle manifestazioni (p. es. gli operatori culturali).

 

1041.3  L’attività
lucrativa è considerata aver subìto una limitazione 

02/22b  considerevole, se si è registrata una diminuzione della cifra d’affari
pari almeno al 30 per cento rispetto alla cifra d’affari media degli anni
2015–2019. Ai fini del confronto, la cifra d’affari media realizzata nel
periodo di attività effettivo va calcolata su base mensile. Se l’attività è
stata avviata prima del gennaio del 2015, la cifra d’affari complessiva va
divisa per 60, per determinare il valore mensile. L’avente diritto deve
indicare la diminuzione della cifra d’affari e spiegare a quale provvedimento è
dovuta.”

 

                          2.5.  Le
direttive amministrative non costituiscono norme giuridiche e non
sono vincolanti per il giudice delle assicurazioni sociali (cfr. STF
8C_503/2021 del 18 novembre 2021 consid. 4.2.; DTF 148 V 102 consid. 4.2.; STF
9C_458/2020 del 27 settembre 2021 consid. 4.1.; DTF 147 V 79 consid. 7.3.2.;
STF 8C_721/2020 del 15 giugno 2021 consid. 5.5.2.2.; STF 9C_631/2019 del
19 giugno 2020 consid. 2.3.; DTF 144 V 195; DTF 138 V 50 consid. 4.1 pag. 54; DTF 137 V 434 consid. 4.2 pag.
438; DTF 133 V 169 consid. 10.1 pag. 181).

 

                                  Quest’ultimo deve
tenerne conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime
permettono un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili
giustificata nel caso di specie (cfr. STF 8C_272/2021 del 17 novembre 2021
consid. 3.1.3.; STF 8C_721/2020 del 15 giugno 2021 consid. 5.5.2.2.; STF
8C_214/2020 del 18 febbraio 2021 consid. 3.2; DTF 146 V 224; DTF 146 V 104; STF
8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1; DTF 142 V 442 consid. 5.2
pag. 445 seg.; DTF 140 V 314 consid. 3.3 pag. 317; DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 133 V 587 consid. 6.1 pag. 591; DTF 133 V 257
consid. 3.2 pag. 258 seg.; DTF 132 V 125 consid. 4.4; DTF 132
V 203 consid. 5.1.2; DTF 131 V 286 consid. 5.1.; DTF 131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a; DTF 125 V
377, consid. 1c, pag. 379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d, pag.
252, ALV Nr. 86 consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268 = DLA
1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).

 

                                  Il giudice deve, invece, scostarsene
quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr. STF
8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1.; DTF 130 V 229 consid. 2.1.;
STFA H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379
consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262,
SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c,
pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b,
DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992
pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b, pag. 91; DTF 117 V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233
consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4
consid. 3a; vedi inoltre Bois,
"Procédures applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag.
77ss; Duc-Greber: "La portée
de l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale"
in RDS 1992 II pag. 527; Cattaneo,
"Les mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage",
Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul
Meno 1992, pag. 296-297).

                                  Secondo la giurisprudenza, infatti,
tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una pretesa
materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze (DTF 118
V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b). 

 

                          2.6.  Va ancora qui rilevato che dalla
lettura del Bollettino ufficiale relativo alle discussioni parlamentari in
vista dell’adozione dell’art. 10 (attualmente art. 15) della legge federale
sulle basi legali delle ordinanze del Consiglio federale volte a far fronte
all’epidemia di Covid-19 (n. 20.058) emerge che la volontà del legislatore era
di indennizzare unicamente la perdita di guadagno delle persone che devono
interrompere o limitare in modo considerevole l’attività lucrativa a causa di
provvedimenti adottati per far fronte all’epidemia di Covid-19 e non qualsiasi
perdita di guadagno.

 

                                  La riduzione del reddito deve
trovare la sua origine nelle misure prese dalle autorità per fronteggiare il
coronavirus (cfr. BU 2020
pag. 783, presa di posizione del Consigliere agli Stati Paul Rechsteiner,
Gruppo Socialista, per la maggioranza della Commissione: “[…] Die Mehrheit ist der Meinung - so, wie
es auch der Nationalrat klar und mit grosser Mehrheit beschlossen hat -, dass
nicht nur die vollständige Einstellung, nicht nur der vollständige Unterbruch
der Erwerbstätigkeit massgebend sein muss, sondern auch die massgebliche
Einschränkung. Zur Beruhigung der Minderheit und zu dem, was Kollege Hegglin
ausgeführt hat: Die Kausalität muss ja immer nachgewiesen sein. Es kann
nicht einfach nur ein Einkommenseinbruch geltend gemacht werden, sondern es
braucht einen Covid-19-bedingten Einbruch, damit die entsprechenden
Entschädigungen hier ausgelöst werden können. Dies sind die Argumente der
Mehrheit, entsprechend dem klaren Entscheid des Nationalrates […]”; cfr. anche BU 2020, pag. 1765,
presa di posizione del consigliere nazionale Philippe Nantermod, Gruppo
liberale radicale: “[…] A l'article 10 alinéa 1, il s'agit de l'APG. […] Il est aussi
en vigueur rétroactivement au 17 septembre 2020 afin de permettre la
continuation pour les personnes indirectement touchées par les mesures
prises pour surmonter l'épidémie de coronavirus. Une solution de compromis
entre les deux chambres a été trouvée”, sottolineature del redattore).

 

                                  Cfr.
anche l’opuscolo edito dall’UFAS, intitolato “Misure concernenti l’indennità
di perdita di guadagno per il coronavirus” (stato: 17 febbraio 2022), dove
figura, per quanto concerne i lavoratori indipendenti attivi nel settore delle
manifestazioni, che fino al 30 giugno 2022 hanno diritto alle prestazioni, se
tutte le condizioni sono adempiute, le “persone indirittamente [recte:
indirettamente] colpite dai provvedimenti con diminuzione della cifra d’affari
pari almeno” al 30% (per il periodo dal 1° aprile 2021).

 

                          2.7.  In
concreto gli insorgenti chiedono che gli venga riconosciuto il diritto alle
indennità giornaliere dal 17 febbraio 2022 al 30 aprile 2022.

 

                                  Va preliminarmente rammentato che
il Consiglio federale, nella sua seduta del 16 febbraio 2022, ha abolito il
diritto alle indennità giornaliere per coronavirus, con l’eccezione, tra gli
altri, degli assicurati indipendenti e delle persone in posizione analoga a
quella di un datore di lavoro attivi nelle manifestazioni, per i quali le
prestazioni, se dati i presupposti, possono essere riconosciute fino al 30
giugno 2022 (cfr. art. 2 cpv. 3bis dell’Ordinanza COVID-19 perdita
di guadagno in vigore dal 17 febbraio 2022; cfr. anche comunicato stampa del 16
febbraio 2022 del Consiglio federale: Coronavirus: “il Consiglio federale
revoca i provvedimenti - ancora in vigore fino a fine marzo soltanto l’obbligo
della mascherina sui trasporti pubblici e nelle strutture sanitarie e
l’isolamento”).

 

                                  Nel “commento alle singole
disposizioni” dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno (visibile in: https://www.bsv.admin.ch/bsv/it/home/assicurazioni-sociali/eo-msv/grundlagen-und-gesetze/eo-corona.html),
relativo alla modifica in vigore dal 17 febbraio 2022 dell’art. 2 cpv. 3bis
figura che:

 

" (…) La
condizione di diritto finora vigente della limitazione considerevole
dell’attività lucrativa è abrogata al 17 febbraio 2022. A partire da questa
data vi hanno diritto unicamente i lavoratori indipendenti e le persone in
posizione analoga a quella di un datore di lavoro attive nel settore delle
manifestazioni. Di principio valgono le precedenti condizioni di diritto della
limitazione considerevole dell’attività lucrativa, con l’aggiunta che
l’attività lucrativa soggetta a limitazioni considerevoli deve essere
un’attività nel settore delle manifestazioni. Non è tuttavia necessario che il
provvedimento che giustifica il diritto sia in vigore durante il periodo di
fruizione del diritto: provvedimenti come i divieti delle manifestazioni
possono infatti causare perdite di guadagno anche dopo la loro revoca. Oltre
alle persone che svolgono manifestazioni, vi rientrano anche quelle che
svolgono un’attività lucrativa nell’ambito di manifestazioni (p. es. tecnici
del suono e delle luci) o che si esibiscono alle manifestazioni (p. es.
operatori culturali). Si intende così creare una fase transitoria per i
lavoratori nel settore delle manifestazioni per tenere conto del fatto che, per
questi lavoratori, i provvedimenti per lottare contro la pandemia in vigore
fino al 16 febbraio 2022 hanno ripercussioni a più lungo termine rispetto ad
altri settori e di conseguenza anche nei mesi successivi all’abrogazione dei
provvedimenti possono insorgere perdite di guadagno. La durata di validità di
questa disposizione è limitata al 30 giugno 2022 (cfr. art. 11 cpv. 9).” 

 

                                  Nel caso di specie la Cassa
sostiene che la società ricorrente, che svolge l’attività di intermediazione
tra artisti ed organizzatori, non rientra nella definizione di cui all’art. 2
cpv. 3bis Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno nel tenore in
vigore dal 17 febbraio 2022 e che di conseguenza una volta revocati tutti i
provvedimenti limitativi il 16 febbraio 2022, gli insorgenti avrebbero potuto
immediatamente riprendere la propria attività.

 

                                  A torto.

 

                                  Infatti, lo scopo della società,
iscritta a registro di commercio il __________ 2010, consiste nel mettere in
relazione gli attori della scena musicale __________.

                                  Si tratta manifestamente di
un’attività che viene svolta tipicamente nell’ambito del settore delle
manifestazioni.

 

                                  Nel formulario per la richiesta
delle prestazioni la società ha infatti precisato che “il nostro “mettere in
relazione gli attori della scena musicale” comporta principalmente la messa in
contatto tra artisti e organizzatori di manifestazioni, e esercitiamo la nostra
attività lucrativa nel quadro delle manifestazioni come fanno i tecnici del
suono o gli operatori culturali. In mancanza delle manifestazioni stesse, gli
organizzatori non usufruiscono del nostro servizio per intermediare con gli
intrattenitori e di conseguenza la nostra attività lucrativa è fortemente
limitata.” (plico doc. 4; domanda di indennità per perdita di guadagno per
il mese di aprile 2022).

 

                                  Inoltre viene precisato che la
società “si occupa dell’intrattenimento artistico (musicale e non) durante
le manifestazioni e gli eventi gestendo le richieste degli organizzatori e la
contrattualistica con gli intrattenitori. L’attività si svolge prevalentemente
attraverso la piattaforma online e il lavoro diretto con gli organizzatori di
eventi e manifestazioni. __________ in qualità di direttore si occupa
direttamente dello sviluppo, dei clienti aziendali e della vendita. RI 2 in
qualità di informatico si occupa dello sviluppo della piattaforma, dei
pagamenti e della vendita online” (plico doc. 4; domanda di indennità per
perdita di guadagno per il mese di aprile 2022).

 

                                  Come rileva giustamente
l’insorgente, nell’allegato I alla CIC, abrogato dal mese di settembre 2020, ma
che può servire d’aiuto per l’interpretazione del significato di “attivi
nelle manifestazioni” figurava che “le persone in posizione analoga a
quella di un datore di lavoro attive nel settore delle manifestazioni possono
esercitare il diritto all’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus a
partire dal 1° giugno 2020. L’elenco seguente, non esaustivo, è inteso quale
aiuto per capire quali settori possono entrare in linea di conto. La
sussistenza delle condizioni di diritto va verificata caso per caso.” 

                                  Tra i settori potenzialmente
interessati, vi erano:

 

" (…)

Organizzatori di fiere, esposizioni e congressi

In questa categoria rientra l’organizzazione, l’amministrazione e
la pubblicizzazione di manifestazioni quali fiere, esposizioni, congressi,
conferenze e riunioni, con o senza gestione e messa a disposizione di
personale per l’esercizio delle strutture in cui si svolgono queste
manifestazioni.

Fornitura di servizi per le arti sceniche

In questa categoria rientrano le attività connesse alla produzione
e alla rappresentazione di opere teatrali, opere liriche, concerti, spettacoli
di danza e di altro genere (attività di registi, produttori, scenografici,
macchinisti, tecnici delle luci, ecc.). (…)” (sottolineatura del redattore)

 

                                  Non vi può pertanto essere dubbio
alcuno che la società ricorrente vada compresa tra quelle attive nell’ambito
delle manifestazioni. Del resto, in assenza di eventi la ricorrente perde la
sua fonte di entrata principale.  

 

                                  Di conseguenza, se dati i presupposti,
gli insorgenti hanno diritto al versamento delle prestazioni anche dopo il 16
febbraio 2022.

 

                                  Considerato che il Consiglio
federale ha abolito la quasi totalità delle misure restrittive messe in atto
per combattere la pandemia di coronavirus nella sua seduta del 16 febbraio
2022, senza particolare preavviso, come già stabilito nella STCA 42.2022.45 del
5 settembre 2022, cresciuta incontestata in giudicato, l’insorgente non avrebbe
potuto, da un giorno all’altro, in tempi brevi fungere da intermediario
tra artisti e gli organizzatori di manifestazioni od eventi che gli
avrebbero permesso di svolgere la sua attività sin da subito senza alcuna
ripercussione sulla sua cifra d’affari.

 

                                  Come rilevato in sede di ricorso,
l’organizzazione logistica di un evento, richiede diversi mesi e necessita di
tempo (cfr. anche STCA del 42.2022.45 del 5 settembre 2022), è preceduta da una
fase di pianificazione a cui i promotori si sono potuti dedicare unicamente a
seguito della revoca delle restrizioni. 

                                  Tant’è che lo stesso
Consiglio federale ha inteso creare una fase transitoria per i
lavoratori del settore delle manifestazioni per tenere conto del fatto che per
loro i provvedimenti per lottare contro la pandemia di COVID 19 in vigore fino
al 16 febbraio 2022 hanno ripercussioni a più lungo termine rispetto agli altri
settori.

                                  I servizi di intermediazione
offerti dalla ricorrente sono stati richiesti solo in seguito all’abrogazione
delle misure e c’è voluto del tempo prima di ritornare alla situazione di
normalità. 

                                  Del resto dal mese di maggio
2022, quando l’attività è ripresa a pieno regime, la società non ha più chiesto
alcuna prestazione.

 

                                  Accertato che la società
ricorrente è attiva nel settore delle manifestazioni e che le misure prese
dalle autorità per fronteggiare il coronavirus fino al 16 febbraio 2022 hanno
colpito, perlomeno indirettamente, la società, limitando la sua attività, la
condizione di cui all’art. 2 cpv. 3bis lett. abis
dell’ordinanza COVID-19 perdita di guadagno nel tenore in vigore dal 17
febbraio 2022 è pertanto adempiuta.

 

                                  In accoglimento del ricorso,
l’incarto va di conseguenza rinviato all’amministrazione affinché esamini se
tutti i requisiti per ottenere le indennità nel periodo oggetto del contendere
sono soddisfatti da parte dei due assicurati.

 

                          2.8.  L’art.
61 lett. fbis LPGA prevede che per
le controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la
singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il
tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento
temerario o sconsiderato. 

 

                                  Trattandosi di prestazioni IPG
Corona non è stato previsto di prelevare le spese (cfr. art. 1 Ordinanza
COVID-19 perdita di guadagno del 17 marzo 2020 [RU 2020 871; RS 830.31]; Kieser, Covid-19 – Erlasse und
Sozialversicherungsrecht in COVID-19. Ein Panorama der
Rechtsfragen zur Corona-Krise, Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2020 pag.
741 n. 30). 

                                  

                                  Sul tema cfr. anche STF
9C_368/2021 del 2 giugno 2022; STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022; STF
9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo
cfr. Ares Bernasconi, Actualités
du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux
cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in
SZS/RSAS 2/2022 pag. 107). 

 

                                  Ai ricorrenti, vincenti in causa
e rappresentati da un avvocato, vanno assegnate le ripetibili.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                             1.  Le cause 42.2022.80 e 42.2022.81
sono congiunte.

 

2.  I ricorsi sono accolti
ai sensi dei considerandi.

§ Le
decisioni su opposizione impugnate sono annullate e gli incarti rinviati
all’amministrazione per i suoi incombenti.

 

                             3.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. La Cassa verserà ai
ricorrenti, in solido, fr. 2’500 (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.

 

                             4.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti