# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fd9cd647-8789-50f7-a34a-586f0c400bef
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-07-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.07.2010 32.2010.45
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2010-45_2010-07-26.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2010.45

   

   

  FC/sc

  	
  Lugano

  26 luglio
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Francesca
  Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 febbraio 2010
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da:  RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 21 gennaio 2010 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Nel
febbraio 2007, RI 1nato nel __________, ha presentato una richiesta di prestazioni
AI per adulti indicando di essere affetto da leucemia dal maggio 2005 (doc. AI
1-1).

                                         Esperiti
gli accertamenti del caso, con decisione del 21 gennaio 2010 l’Ufficio AI ha respinto
la domanda di prestazioni, motivando fra l’altro quanto segue:

 

" 
(…)

Esito degli accertamenti:

 

Il Servizio Medico Regionale (SMR), sulla base della
documentazione medica all'incarto e non da ultimo sulla valutazione
pluridisciplinare del Servizio di Accertamento Medico (SAM) del 12. 06.2009, ha
potuto constatare che le menomazioni che affliggono il signor RI 1 si situano
sul piano fisico, soprattutto nella sfera reumatologica, con una riduzione
della sua capacità la­vorativa, a partire dal 2005, del 50%.

La leucemia mieloide acuta promielocitica e le sue
sequele dei trattamenti oncologici sommini­strati, non hanno influenza diretta
sui limiti funzionali del signor RI 1 e quindi sulla sua ca­pacità lavorativa
nell'attività da ultimo svolta di giardiniere. Permane il periodo di inabilità
totale, per qualsiasi attività, dal 10.05.2005 al 31.01.2006, periodo delle
cure chemioterapiche relative alla patologia ematologica.

Dal profilo psicologico la claustrofobia, l'ansia
generalizzata ed i disturbi del sonno compro­mettono la capacità lavorativa del
signor RI 1 nella misura del     20 % in qualsiasi attività.

Dal lato neurologico si è potuto appurare invece come
nessuna patologia riduca la capacità lavorativa; lo stesso dicasi dal profilo
oftalmologico.

Il SMR ritiene quindi che in un lavoro adatto allo
stato di salute il signor RI 1 è abile nella misura dell'80 % con un rendimento
massimo dell'80 % a decorrere dal 01.02.2006. In passato il signor RI 1 è stato
attivo quale autista, lavoro che non prevede un carico impor­tante. Questa
professione potrebbe essere presa in considerazione nel caso in cui
l'assicurato non riuscisse più in futuro a svolgere la sua professione di
giardiniere.

Si auspica inoltre un calo ponderale (essendo
l'assicurato in sovrappeso di       30 kg), onde ridurre il carico sulle articolazioni delle estremità inferiori doloranti, come pure sul passaggio lombo­sacrale,
misura che faciliterà anche il ricondizionamento del manto muscolare
addominale; conseguentemente migliorerà la resistenza agli sforzi fisici, come
anche la qualità di vita.

 

Il SMR nel suo rapporto certifica quindi un'inabilità
lavorativa nella sua attività abituale di giar­diniere del 100 % a partire dal
10.05.2005 fino al 31.01.2006; rispettivamente del 50 % dal 01.02.2006. In attività
adeguata viene certificata      un'inabilità lavorativa del 100% dal 10.05.2005
al 31.01.2006 e del 20% dal 01.02.2006.

 

Con l'inchiesta esperita dall'ispettorato Al si è
definito che il salario esigibile senza danno alla salute ammonta a CHF
64'866.00 annui. Inoltre si è potuto stabilire che al signor RI 1 risultano
ancora esigibili in misura completa le mansioni a carattere organizzativo e di
condu­zione. Per i lavori di costruzioni giardini, la parte più pesante, è
stato considerato un impedi­mento importante, quindi all'80 %. In sostanza
l'assicurato ha dovuto rinunciare e delegare al figlio e all'operaio queste
mansioni, limitandosi a ridotte mansioni di appoggio. L'attività viene concentrata
sulla manutenzione, alla quale può dedicarsi in misura maggiore, cercando di
compensare il minore impegno nella costruzione. Viene considerato esigibile
l'80% dell'impe­gno (quota-parte 50 %), diluito sulla giornata. Questa quota
parte, aggiunta alle attività di con­duzione rispettivamente all'impegno
ridotto nella costruzione, porta ad un carico globale esigi­bile nella sua
attività abituale di giardiniere del 58 %, presente dalla data di ripresa
parziale del lavoro (febbraio 2006).

Sulla base del rapporto SMR dove viene attestata una
capacità lavorativa dell'80 % in attività adeguata dal 01.02.2006 il servizio
consulenza in integrazione Al ha provveduto a determinare la capacità di
guadagno residuo (CGR).

Infatti dalla documentazione medica risultano esigibili
attività leggere, prevalentemente seden­tarie come ad esempio: l'operaio
generico con mansioni di assemblaggio, di controllo del funzionamento e della
qualità, il cassiere, il venditore non qualificato in centri di giardinaggio,
l'autista (vista l'esperienza avuta in passato). Si tratta di attività che non
richiedono una preparazione professionale specifica (e quindi tanto meno una
formazione professionale organica) ma possono già essere esercitate dopo una
semplice introduzione al posto di lavoro ed un breve periodo di
"rodaggio".

(…)

Facendo riferimento ai dati statistici forniti dalla
sopraccitata tabella elaborata dall'Ufficio federale di statistica (RSS,
tabella TA1 nazionale, categoria 4, quartile 2), considerando una riduzione
della capacità lavorativa del 10%, risulta che il signor RI 1 potrebbe
conseguire un reddito annuo di CHF 42'622.05 svolgendo un'attività adeguata
allo stato di salute. Con­frontando tale reddito con quello realizzabile nella
precedente attività svolta in assenza del danno alla salute, pari a CHF
64'866.00 annui, ne risulta una capacità di guadagno residua del 66 % e
conseguente grado Al del 34 %, come da tabella seguente:

 

Reddito annuale esigibile:

senza invalidità                           CHF
64'866.00

con invalidità                                CHF
42'622.05

Perdita di guadagno                  CHF 17'541.00  
=    Grado d'invalidità 34 %

 

Essendo il grado d'invalidità inferiore al 40 %, il
diritto alla rendita non esiste." (Doc. AI 74/1-3)

                                         

                               1.2.   Con
tempestivo ricorso al TCA l'assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, postulata
la concessione dell’assi-stenza giudiziaria, sulla scorta di recenti certificati
medici ha contestato le conclusioni dell’amministrazione chiedendo
l’attribuzione di almeno una mezza rendita fino alla fine di ottobre 2009 e quindi,
a seguito dell’intervento di un peggioramento delle sue condizioni, di una
rendita intera.

                                         

                               1.3.   Con la risposta di causa l’Ufficio AI ha postulato il rinvio degli
atti per l’esecuzione di accertamenti (di natura reumatologica) proposti, nell’allegata
nota del 4 marzo 2010, dal proprio SMR e per la resa di una nuova decisione. 

 

                               1.4.   Dal
canto suo, l’assicurato, tramite la sua legale, in uno scritto del 18 marzo 2010, ha fatto valere quanto segue:

 

" 
(…)

In ambito ricorsuale, il ricorrente contesta in particolare
la perizia pluridisciplinare 12.06.2009 del SMR posta a fondamento della
decisione impugnata, mettendone in evidenza l'insostenibilità e le
contraddizioni, perizia che è riferita allo stato di salute del signor RI 1 prima
del peggioramento.

Oltre a doversi esprimere sull'attuale stato di salute
del signor RI 1, il Servizio Medico Regionale sarebbe dunque chiamato a rivalutare
una sua propria perizia, ciò che implica incontestabilmente un palese
conflitto di interessi.

Per conto del signor RI 1 mi oppongo di conseguenza
alla proposta dell'Ufficio AI, che viene a scontrarsi con uno dei principi
fondamentali dell'ordinamento giuridico, e ribadisco la richiesta già formulata
che venga ordinata una perizia giudiziale esterna, anche per il fatto che lo
stesso Ufficio AI concorda sul principio della necessità di una nuova perizia.
(…)" (Doc. VI)

 

L’Ufficio
AI, con scritto 26 marzo 2010, ha ribadito la sua richiesta di rinvio degli
atti per espletare i necessari accertamenti medici mediante una nuova perizia reumatologica
e contestato l’esistenza di un conflitto di interessi (VIII).    

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

                                      

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della LOG (STF 9C_792/2007 del 7 novembre
2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio
2003).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance
invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band
XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46).
Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera
se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno
al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado
d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che
l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). 

                                      

                               2.3.   Nella decisione del 21 gennaio 2010  l’Ufficio AI ha respinto la
domanda dell’assicurato fondandosi essenzialmente sulle conclusioni della
perizia del SAM del 12 giugno 2009.

                                         In
tale ambito, i medici del SAM hanno valutato la patologia oncologica (Dr. __________),
reumatologica (Dr. __________), quella psichiatrica (Dr. __________), neurologica
(Dr. __________), e quella oftalmologica (Dr. __________), ponendo le seguenti diagnosi
con influenza sulla capacità lavorativa:

 

" 
(…)

Sindrome cervicolombospondilogena cronica in:

 

        -     alterazioni degenerative della
colonna cervicale (discopatie plurisegmentali cervicali C3-D2);

        -     alterazioni degenerative della
colonna lombare (discopatie  plurisegmentali L3-S1);

        -     disturbi statici del rachide
(appiattimento della dorsale e della lombare, minima scoliosi sin. -convessa
dorsale, ds. -convessa lombare);

        -     decondizionamento muscolare;

        -     obesità (peso 99 kg 1 statura 168 cm).

 

Periartropatia omeroscapolare con sintomatologia di
attrito a destra in: 

 

        -     nota rottura parziale del tendine muscolo
sopraspinato; 

        -     artrosi acromioclaveare; 

        -     borsite sottoacromiodeltoidea;

 

Epicondilopatia omeroradiale a destra.

Esiti da amputazione parziale della IV e V falange alla
mano destra con successivi interventi chirurgici negli anni 70 - 80.

Gonalgia anteriore a destra:

        -     sospetta lesione subtotale del
legamento crociato posteriore, lesione parziale del legamento collaterale
mediale.

Claustrofobia

Ansia generalizzata in soggetto con vissuto traumatico
(ICD-10 F 41.1). 

(Doc. AI 57/17-18)

                                         

                                         Alle
diagnosi di “leucemia mieloide acuta promielocitica (FAB M3), con darrangiamento
PML-RAR-alfa, prima diagnosi 10.05.2005” e “miopia con astigmatismo miopico di
basso grado”  non è invece stata attribuita valenza invalidante. I periti del
SAM hanno in sostanza concluso che a dipendenza delle patologie reumatologiche,
segnatamente le plurime patologie muscoloscheletriche insorte dal 2005, e dei
problemi psichiatrici, l’assicurato fosse globalmente da considerare incapace
al lavoro nella sua ultima attività svolta di giardiniere nella misura del 100%
dal 10.05.2005 al 31.01.2006 (periodo delle cure chemioterapiche relative alla
patologia ematoncologica) e a partire dal 1.02.2006 nella misura del 50%.

                                         D’altro
canto in un lavoro leggero adatto al suo stato di salute e compatibile con i
limiti funzionali segnalati dal perito reumatologo  (come ad esempio quello di
autista esercitato in passato dall’assicurato), egli andava ritenuto abile al
lavoro nella misura dell'80%, con un rendimento massimo dell'80%, a decorrere dall’1.02.2006
(Doc. AI 57/24-26). 

 

                                         Interpellato
il consulente IP, il quale ha concluso per un grado di invalidità del 34% (doc.
AI 61), l’Ufficio AI, mediante la decisione contestata, ha respinto la domanda
di prestazioni in difetto di un grado di invalidità sufficiente (cfr. consid. 1.1).
  

 

                               2.4.   Unitamente
al suo ricorso, l’assicurato ha prodotto un certificato medico del 2 febbraio
2010 del dr. __________, generalista curante dell’assicurato dal 2002 – corredato
da un rapporto radiologico del 1 febbraio 2010 del Servizio di radiologia dell’Ospedale
di __________ attestante la comparsa, rispetto al controllo del 2008, di un’”ernia
intraforaminale dello spazio L2-L3 sinistra, con compressione della radice L2
omolaterale” e la stabilità della compressione sulla radice L4 sinistra
(doc. C) – che certifica quanto segue:

 

" 
Certifico di seguire il
paziente a margine, in qualità di medico curante, dal 2002.

 

II signor RI 1 ha subito un netto peggioramento dello
stato di salute a partire dall'autunno 2009. La situazione diagnostica può
essere così riassunta:

 

-    ernia discale L2-L3 con compressione
della radice di L2 a sinistra, ernia discale L4-L5 con compressione della
radice di L4 a sinistra e relativo deficit motorio del quadricipite della
coscia sinistra

-    radiculopatia algica e parestetica di C6 a destra
su ernia discale cervicale

-    stato dopo leucemia mieloide acuta
promielocitica (2005) trattata con polichemioterapia dal 2005 al 2007.

-    frequenti episodi infettivi batterici e virali da
pregressa polichemioterapia

-    rottura parziale del tendine del
sovraspinato a destra con impingement positivo della spalla destra

 

Le frequenti infezioni batteriche e virali, come pure
il netto peggioramento della situazione della colonna cervicale e lombare
riducono il signor RI 1 ad essere inabile al 100% ad ogni attività lavorativa
pesante (giardiniere) dal 1.09.09. È altresì abile unicamente per mansioni di
ufficio e di tipo contabile nella misura del 20% a partire dal 1.09.09."
(Doc. C)

                                         

In
proposito, nelle “Annotazioni” del 4 marzo 2010, il dr. __________ del SMR ha
ritenuto indispensabile una rivalutazione peritale di natura reumatologica osservando
come le certificazioni prodotte documentassero un peggioramento dello stato di
salute precedente la decisione impugnata (doc. IV bis). 

 

                               2.5.   Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi
importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si
fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente,
che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la
descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano
ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore
di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio
quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del
25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352
consid. 3a; 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM
1989 p. 31; Pratique VSI 3/1997 p. 123), bensì il suo
contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa,
il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici
specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono a
conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi,
fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle    inaffidabili (DTF 123
V 176; 122 V 161, 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK
1986 p. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungs-rechts, Berna
1994, p. 332; cfr. sull’argomento ulteriormente al consid. 2.8).

 

                                         Occorre ancora evidenziare che il TFA, in una decisione del 24
agosto 2006 concernente un caso di
assicurazione per l'invalidità (I 938/05), ha
evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità,
sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante ed il medico SMR
non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia. In
quell’occasio-ne l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

" 
(…)

3.2 L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant
d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a
admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de
l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le
SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion
entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale,
nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise.

La valeur probante des rapports médicaux des uns et des
autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels
précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison
d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin
traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui
l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les
médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune
circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de
ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs
rien valoir de tel." (…)

 

                                         Per quel
che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto
di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di
dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125
V 353 consid. 3a)cc);
Pratique VSI 2001 p. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im
Sozialversicherungsrecht, 1997, p. 230).

 

                                         L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008 del 16
ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici curanti e
periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato quanto
segue:

 

" 
(…)

On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre
experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de
mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports
médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des
critères jurisprudentiels (ATF 125 V 351
consid. 3a p. 352) qui permettent de leur reconnaître pleine valeur probante. A
cet égard, il convient de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la
jurisprudence entre un mandat thérapeutique et un mandat d'expertise (ATF 124 I 170
consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les références
[arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait remettre en cause une expertise
ordonnée par l'administration ou le juge et procéder à de nouvelles investigations
du seul fait qu'un ou plusieurs médecins traitants ont une opinion
contradictoire. Il n'en va différemment que si ces médecins traitants font état
d'éléments objectivement vérifiables ayant été ignorés dans le cadre de l'expertise
et qui sont suffisamment pertinents pour remettre en cause les conclusions de
l'expert. (…)"

 

                                         Infine,
va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non
può evadere la procedura senza   valutare l'intero materiale ed indicare i
motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25
aprile 2007).

 

                               2.6.   Nella
fattispecie, l’Ufficio AI aveva sostanzialmente negato l’attribuzione di una
rendita di invalidità concludendo per un grado di invalidità del 34% e, quindi,
insufficiente per l’attribuzione di una rendita di invalidità (consid. 1.1.).  

 

Tale tesi è
stata contestata dal ricorrente, il quale, sulla base dei certificati prodotti,
ha in sostanza sostenuto di essere inabile in maniera superiore facendo inoltre
valere un peggioramento delle sue condizioni di salute. 

 

                                         Ora,
ricordato come per costante giurisprudenza il giudice delle
assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione deferitagli sulla base
della situazione di fatto esistente al momento in cui essa venne emanata – in
concreto il 21 gennaio 2010 (doc. A1) - quando si ritenga che fatti
verificatisi ulteriormente possono imporsi quali elementi di accertamento retrospettivo
della situazione anteriore alla decisione resa (DTF 132 V 215, 130 V 138, 129 V
4 consid. 1.2), i rapporti medici prodotti dall’interessato in sede ricorsuale
possono essere presi in considerazione poiché quanto descritto dal dr. __________
si riferisce anche alla situazione valetudinaria dell’assicurato antecedente
all’emissione della decisione contestata.

Al riguardo, viste
le citate attestazioni mediche, appare in particolare verosimile che i problemi
reumatologici alla colonna cervicale e lombare che affliggono l’assicurato
abbiano subito un ulteriore peggioramento rispetto alla situazione presente
all’epoca della perizia del SAM del 12 giugno 2009. Inoltre appare verosimile
che al momento della resa dell’atto amministrativo litigioso lo stato di salute
dell’assicurato e gli effetti invalidanti ad esso riconducibili fossero tali da
giustificare l’esperimento di ulteriori indagini mediche.

                                         Del
resto, esaminate le certificazioni prodotte con il ricorso, anche
l’amministrazione, sentito il preavviso del medico SMR, ha dichiarato di
ritenere necessario procedere a nuovi accertamenti reumatologici, posto come
dall’inserto non fosse possibile desumere l’evoluzione esatta della
problematica reumatologica di cui è sofferente il richiedente (cfr. IV e IVbis).

Questa Corte deve
quindi condividere, con il SMR, la necessità di esperire ulteriori chiarimenti,
con probabile mandato per una perizia reumatologica, ritenuto come la documentazione
acquisita all’inserto non consenta di addivenire ad un chiaro
e attendibile giudizio sullo stato di salute dell'assicurato e sulle sue effettive
ripercussioni invalidanti sino al momento determinante della pronuncia
del provvedimento querelato (cfr. fra le tante DTF 132 V 215, 130
V 138). 

                                         

                               2.7.   Mentre
il ricorrente ha postulato l’effettuazione di una “perizia medica giudiziale
esterna” per il tramite di un perito “super partes” (cfr. VI, X),
l’amministrazione, chiesta la retrocessione degli atti, ha indicato che avrebbe
proceduto direttamente ad effettuare gli opportuni approfondimenti medici
mediante mandato di allestimento di una perizia reumatologica (IV).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza federale, il giudice cantonale che considera che i fatti non
sono stati sufficientemente chiariti ha, di principio, la scelta fra due
soluzioni: o rinviare la causa all'assicuratore per un complemento istruttorio
o procedere personalmente a tale complemento. Un rinvio all'assicuratore non
viola né il principio della semplicità e della rapidità della procedura né il
principio inquisitorio. In una sentenza pubblicata in RAMI 1993 U 170, p.
136ss., il TFA ha comunque stabilito che un simile rinvio può costituire un
diniego di giustizia, in particolare quando una semplice perizia giudiziaria o
una misura di istruzione puntuale basterebbe a chiarire un fatto. Tale giurisprudenza
è stata criticata dalla dottrina.

                                         In
particolare, da G. Aubert (cfr. la nota pubblicata in SJ 1993, p.
560), il quale ha centrato la sua critica sull’art. 47 LAINF
che pone il principio secondo cui è compito dell'assicuratore accertare
d'ufficio i fatti, se necessario disponendo delle perizie mediche. Ora,
secondo Aubert, il risultato della giurisprudenza citata è
quello di ribaltare tale onere sui tribunali e, visto il principio della
gratuità della procedura, di porre a carico dello Stato - a meno che una parte
abbia agito temerariamente o per leggerezza - costi che, invece, incombono agli
assicuratori. Del resto, nemmeno l'argomento fondato sulla rapidità della procedura
convince Aubert: da una parte, non occorre più tempo all'assicuratore che al
giudice per ordinare una perizia e, d'altra parte, la stessa giurisprudenza
federale rischia di diventare fonte di ritardi poiché, grazie ad essa,
l'assicuratore può essere tentato di rifiutare di ordinare delle perizie lasciando
tale onere ai Tribunali (e, quindi, allo Stato).

                                         Lo
scrivente TCA non può che condividere tali critiche (cfr. in questo senso STCA
del 9 marzo 2005 nella causa G., 35.2004.100).

 

                                         D’altra
parte, in una sentenza del 17 novembre 2000 nella causa C., C 206/00,
pubblicata in DLA 2001, p. 196s., la massima Corte federale ha ricordato - facendo
riferimento ad una sua pronunzia apparsa in RAMI 1986 K 665, p. 87 - che il
rinvio all'amministrazione appare generalmente giustificato se essa ha constatato
i fatti in maniera sommaria, ritenendo che, in caso di ricorso, il tribunale li
avrebbe comunque puntualmente accertati. 

 

                                         In
concreto, ci troviamo di fronte ad un accertamento dei fatti che, come detto, si
rivela lacunoso. La decisione impugnata va quindi annullata e l'incarto
rinviato all'Ufficio AI, affinché predisponga i necessari e più opportuni accertamenti
medici, segnatamente di natura reumatologica, intesi a valutare l’evoluzione
delle patologie di cui soffre il ricorrente, dal momento della loro insorgenza
(nel 2005) in poi e la loro ripercussione sulla sua capacità lavorativa.

 

Quanto alla censura del ricorrente in merito ad un presunto “palese
conflitto di interessi” (VI), la stessa non può meritare accoglimento non
esistendo alcun motivo o indizio che possano far ritenere che il complemento
istruttorio che verrà esperito dall’amministrazione non soddisfi i criteri di
imparzialità. A parte il fatto che la perizia pluridisciplinare del 12 giugno 2009
non è stata effettuata dai medici SMR, come sostiene il ricorrente, ma dal SAM,
come a ragione osservato dall’amministrazione, a  proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite
da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono
a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili
(DTF 123 V 176; 122 V 161, 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e
332). Nella DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 p. 33 segg.). La Corte federale ha ribadito altresì che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto
esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente
fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento. Lo stesso vale per
le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 p. 95).

                                         D’altra
parte, le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in
sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 p. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

                                         Inoltre,
va osservato che secondo la giurisprudenza in un procedimento assicurativo
sociale, l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia
giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo
amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr.
RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003,
consid. 2.1.1; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).

 

                                         In esito a tale complemento istruttorio, l’amministrazione si
determinerà quindi nuovamente sull’eventuale diritto alla rendita
dell’assicurato.

 

                               2.8.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI, il quale dovrà altresì versare all’insorgente un’indennità per
ripetibili di fr. 1'500.--.

Secondo la costante giurisprudenza del TFA
l’assegnazione di ripetibili rende priva d'oggetto l'istanza di assistenza giudiziaria
con gratuito patrocinio (DTF 124 V 309 consid. 6, STFA U
164/02 del 9 aprile 2003).

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

                                          §   La decisione del 21
gennaio 2010 è annullata.

                                         §§ Gli atti sono rinviati
all’amministrazione affinché proceda agli accertamenti di cui ai considerandi e successivamente renda una nuova decisione.

 

                                   2.   Le
spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI, il quale
verserà inoltre al ricorrente fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili (IVA
inclusa), ciò che rende priva di oggetto la domanda di assistenza giudiziaria formulata
in sede di ricorso. 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti