# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6b8587fe-d629-58a8-8231-8fbdb65e5042
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.07.2010 D-7185/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7185-2007_2010-07-07.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7185/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  7  l u g l i o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del Giudice Robert Galliker, 
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nato il (...), 
alias B._______, nato il (...) 
provenienza sconosciuta,
alias C._______,nato il (...)
alias D._______, nato il (...), 
Liberia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), 
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 17 settembre 2007 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7185/2007

Fatti:

A.
L'interessato ha presentato una domanda d'asilo il (...). Ha dichiarato, 
per quanto è qui di rilievo, d'essere cittadino della Liberia e d'essere 
stato picchiato nell'(...)  da sconosciuti  che avrebbero voluto ottenere 
informazioni in merito ai suoi fratelli,  appartenenti al gruppo National 
Patriotic Front of Liberia (NPFL). Temendo d'essere ucciso, nel (...) sa-
rebbe espatriato. 

B.
Il 6 aprile 2004, l'allora Ufficio federale dei rifugiati (UFR, attualmente 
e di seguito, Ufficio federale della migrazione, UFM) non è entrato nel 
merito della succitata domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31). Allo stesso 
tempo ha pronunciato l'allontanamento del richiedente dalla Svizzera 
ed ha ritenuto lecita, esigibile e possibile l'esecuzione del suo allonta-
namento verso il suo Paese d'origine. 

C.
Il 9 aprile 2004, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi alla Commis-
sione svizzera di ricorso in materia d'asilo (CRA) contro la menzionata 
decisione  dell'UFM. Ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  del 
provvedimento impugnato e la concessione dell'asilo e, in via sussidia -
ria, la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per una nuo-
va decisione nel merito e la pronunzia dell'ammissione provvisoria.

D.
Con sentenza del 21 luglio 2006, la Commissione svizzera di ricorso in 
materia d'asilo (CRA) ha accolto il ricorso interposto dall'insorgente ed 
ha annullato la decisione impugnata. La Commissione ha considerato 
che,  in  base  alle  risultanze processuali  allo  stato  di  allora,  non  era 
consentito di concludere dell'inconsistenza delle allegazioni rese dal-
l'insorgente sull'evocata cittadinanza liberiana. Gli  atti  di  causa sono 
pertanto stati rinviati all'UFM per completamento dell'istruttoria e pro-
nuncia di un nuovo giudizio.

E.
Il 17 settembre 2007, l'UFM ha respinto la domanda d'asilo dell'inte-
ressato.  Nello  stesso  tempo,  ha  pronunciato  l'allontanamento  dello 

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stesso dalla Svizzera e ritenuto lecita, esigibile e possibile l'esecuzio-
ne del suo allontanamento verso la Liberia.

F.
Il 22 ottobre 2007, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM.  Ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  del 
provvedimento  impugnato  e  la  concessione  dell'asilo  e,  in  via 
sussidiaria, la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
una  nuova  decisione  nel  merito  e  la  pronunzia  dell'ammissione 
provvisoria. Ha pure presentato una domanda d'assistenza giudiziaria, 
nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali e del 
relativo anticipo. 

G.
Con decisione incidentale del 12 novembre 2007, il TAF ha considera-
to il ricorso privo di probabilità d'esito favorevole. Ha quindi respinto la 
surriferita domanda d'assistenza giudiziaria e chiesto all'insorgente il  
versamento di un anticipo, di CHF 600.--, a copertura delle presumibili  
spese processuali. Il ricorrente ha tempestivamente versato l'anticipo 
richiesto. 

H.
Con ordinanza del 18 marzo 2010, questo Tribunale ha invitato l'autori-
tà inferiore ad esprimesi in modo inequivocabile e sostanziato sui mo-
tivi d'allontanamento del ricorrente in Liberia o se e sulla base di quali  
considerazioni continua ad escludere la verosimiglianza di tale prove-
nienza.

I.
Con scritto del 20 aprile 2010 l'UFM osserva che il principio secondo il 
quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile lecita e 
ragionevolmente esigibile viene limitato dall'obbligo di collaborare del 
ricorrente nella constatazione dei fatti. Questi  non avrebbe fornito le 
precisioni necessarie e dunque l'autorità inferiore non potrebbe proce-
dere in modo definitivo a detto esame.

J.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

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Diritto:

1.
Le procedure in  materia d'asilo sono rette dalla  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in virtù 
dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 
PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.

Il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 
degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 
(art. 48 lett. a  PA) ed è  pertanto legittimato  ad aggravarsi  contro  di  
essa.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 50 PA e 108 LAsi), alla forma 
e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti e pure gli 
altri presupposti processuali sono parimenti adempiuti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
Giusta l'art. 42 LAsi chi ha presentato una domanda d'asilo in Svizzera 
è autorizzato a soggiornarvi fino a conclusione della procedura. 

Il ricorso ha effetto sospensivo (art. 55 cpv. 1 e 2 PA).

3.
Ricorsi  manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei  motivi  che  seguono, 
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice uni -
co, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la  
decisione è motivata solo sommariamente.

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4.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti  giuridicamente rilevanti  e l'inadeguatezza (art. 49 PA). Il  
Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti  
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. decisione del Tribu-
nale  amministrativo  federale  D-4917/2006  del  12  luglio  2007,  con-
sid. 3;  PIERRE MOOR,  Droit  administratif,  vol. II,  2a. ed.,  Berna  2002, 
n. 2.2.6.5).

5.
5.1 Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiate le persone che, nel paese 
d'origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa 
della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determina-
to gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato 
timore di essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segna-
tamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della 
libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica in -
sopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre altresì tenere conto dei motivi 
di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

5.2 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve pro-
vare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di  rifugiato. La 
qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una 
probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in par-
ticolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate 
o contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo deter-
minante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole  per  poter  ammettere  la  verosimiglianza  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi-
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giuri-
sprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi-
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza deve 

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essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di 
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di 
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà  
giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudicante 
(cfr. GICRA 1995 n. 23).

6.
6.1 Nella decisione impugnata, l'autorità inferiore ha ritenuto le allega-
zioni dell'insorgente non sufficientemente motivate ed alquanto vaghe 
e superficiali. In particolare, malgrado egli abbia dichiarato di  essere 
stato minacciato da alcuni ribelli poiché i propri fratelli sarebbero stati 
dei combattenti all'interno del gruppo NPLF di Charles Taylor, l'insor-
gente non sarebbe stato in grado di addurre né il significato della sigla 
NPLF, né l'identità di  suddetti  ribelli,  e neppure contro chi avrebbero 
combattuto i fratelli. Egli non sarebbe inoltre stato in grado di descrive-
re i propri aggressori, o di precisare i motivi per i quali i fratelli si sa-
rebbero arruolati con Charles Taylor e nemmeno l'età di detti  fratelli. 
Anche in merito al suo luogo di residenza all'autorità inferiore le alle -
gazioni dell'insorgente sono parse lacunose, in primo luogo poiché egli 
non avrebbe saputo situare geograficamente E._______ ossia la pro-
pria  città  di  origine,  e poiché le  informazioni  fornite  su  F._______ e 
E._______ sarebbero carenti ed errate. Infine, egli non sarebbe riusci -
to neppure ad indicare il nome dei propri vicini di casa. Egli non sareb-
be dunque riuscito a rendere verosimili le persecuzioni allegate. Infine, 
l'esecuzione dell'allontanamento sarebbe ammissibile, esigibile e pos-
sibile.

6.2 Nel gravame, il ricorrente censura gli argomenti dell'UFM e ritiene 
di  essere  stato  in  grado  di  indicare  sia  il  significato  dell'acronimo 
NPFL, sia le  persone contro cui  i  fratelli  avrebbero combattuto  e ri -
manda ai verbali d'audizione (cfr. ricorso, pag. 3). Egli  imputa le pro-
prie imprecisioni al proprio analfabetismo, ai brevi e sporadici contatti 
con i fratelli ed al proprio distacco dai combattimenti. L'insorgente non 
reputa neppure determinante non essere stato in grado di specificare 
l'età dei fratelli, poiché, egli sostiene, avrebbe potuto inventarsi una ri -
sposta (cfr. ibidem). In merito all'esecuzione dell'allontanamento, il ri -
corrente  ritiene  che  l'UFM si  sarebbe  astenuto  dall'esaminare  l'esi-
stenza di motivi che avrebbero potuto rendere il proprio rimpatrio non 
ragionevolmente esigibile, in particolar modo in virtù della catastrofica 
situazione umanitaria in Liberia dopo vent'anni di guerra e dell'assen-

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za di una rete sociale in patria. L'allontanamento sarebbe dunque ine-
sigibile.

7.
7.1 Questo Tribunale osserva che, come rettamente rilevato dall'auto-
rità inferiore nella decisione impugnata, le dichiarazioni determinanti in 
materia d'asilo rese dal ricorrente s'esauriscono in mere, generiche ed 
imprecise  affermazioni  di  parte,  non corroborate dal  benché minimo 
elemento di seria consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel  
provvedimento litigioso. 

Innanzitutto l'insorgente ha affermato che i suoi fratelli sarebbero stati 
ribelli appartenenti al gruppo NPFL, e che, da quando essi avrebbero 
lasciato la Liberia, egli sarebbe espatriato poiché i ribelli avrebbero vo-
luto ucciderlo, senza tuttavia essere in grado di definire chi fossero tali  
ribelli  (cfr. verbale d'audizione del 24 marzo 2004, pag. 4). Durante la 
prima audizione egli non ha saputo inoltre spiegare il significato dell'a-
cronimo NPFL e neppure contro chi questo gruppo combattesse. Infat-
ti,  quando  interrogato  a  tal  proposito,  egli  si  è  limitato  a  dichiarare: 
"contro gli altri ribelli... NPFL sono i ribelli al potere. Non so contro chi 
combattevano i miei fratelli" (cfr. ibidem, pag. 5). Appare peraltro incre-
dibile che l'insorgente non sia stato in grado di spiegare né quando, 
dove o perché i fratelli si sarebbero arruolati, conto tenuto che, secon-
do quanto da lui  allegato, i  fratelli  avrebbero combattuto almeno dal 
2000 e che da allora li avrebbe rivisti all'incirca ogni tre mesi (cfr. ver-
bale d'audizione del 7 giugno 2007, pag. 5). Egli ha dimostrato di non 
avere  alcuna  conoscenza  in  merito  alle  attività  dei  propri  fratelli  in 
seno al gruppo NPFL e neppure sugli accadimenti legati alla guerra al-
lora vigente, malgrado abbia dichiarato che i fratelli avrebbero visitato 
lui e la madre più volte, durante gli anni del conflitto, per informarli sul -
lo sviluppo della situazione (cfr. ibidem, pag. 6). Infatti, quando solleci-
tato a ripetere le suddette informazioni, egli ha semplicemente allega-
to: "la plupart du temps, ce qu'ils nous disaient, à ma mère et à moi, 
c'est que eux sont le NPFL. C'est le parti  quand Charles Taylor était  
président et mes frères font partie de ce parti. Mes frères me disaient 
qu'ils combattaient pour qu'il y ait la paix au Liberia" (cfr.  ibidem). Egli 
non è riuscito né a motivare l'ideologia che avrebbe mosso i propri fra-
telli ad arruolarsi ed a combattere, né ad indicare dove questi si sareb-
bero  recati  partendo in guerra  o ove essi  avrebbero combattuto,  né 
che armi portassero con sé (cfr. ibidem, pagg. 5 e 6). Addirittura il ri-
corrente non ha saputo indicare l'età dei suoi unici due fratelli (cfr.  ibi-

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dem,  pag. 3),  e  non lo  soccorre  l'argomento  ricorsuale  secondo cui 
egli avrebbe potuto inventarsi una risposta (cfr. ricorso, pag. 3). Egli ha 
successivamente dichiarato che i parenti delle persone uccise dai fra-
telli  del  ricorrente ora lo ricercherebbero (cfr. verbale d'audizione del 
1° aprile 2004, pag. 5). Egli  ha riferito che la prima volta che queste 
persone l'avrebbero cercato egli si sarebbe trovato in casa e sarebbe 
stato legato con una corda e poi picchiato (cfr. ibidem, pag. 7). Tutta-
via, durante l'audizione del 7 giugno 2007, egli allega che, quando per 
la prima volta questi si sarebbero recati a casa sua per cercarlo, egli 
sarebbe  stato  assente  (cfr.  verbale  d'audizione  del  7 giugno 2007, 
pag. 7). Inoltre, durante la prima audizione, egli ha affermato che sa-
rebbero stati i ribelli a bruciare la sua abitazione (cfr. verbale d'audizio-
ne del 24 marzo 2004, pag. 4), mentre successivamente egli  ha alle-
gato che "i parenti delle persone che mi hanno ucciso mi stanno cer -
cando ora (…) sono andati a distruggere la nostra casa" (cfr.  verbale 
d'audizione del 1° aprile 2004, pag. 5) e ribadendo subito dopo "e in 
dicembre sono andati a bruciare la casa" (cfr. ibidem).

Le affermazioni illogiche del ricorrente nonché le numerose contraddi-
zioni, neppure contestate in modo sostanziale in sede di ricorso, appa-
iono dunque suscettibili  d'essere utilizzate al  fine di  una valutazione 
d'insieme della plausibilità delle dichiarazioni rese dal ricorrente. I l suo 
racconto non è dunque plausibile e risulta illogico.

Basti ancora rilevare che non v'è comunque ragione di ritenere, tanto 
meno sulla base di allegazioni imprecise, che le autorità statali non ac-
corderebbero all'insorgente un'appropriata protezione contro l'eventua-
le futuro agire illegittimo di terzi nei suoi confronti. 

7.2 Il  ricorrente è peraltro stato sottoposto ad un esame delle cono-
scenze basilari  (cosiddetto  Alltagswissentest, cfr. GICRA 2004 n. 28) 
su varie particolarità riguardanti la Liberia, quali la geografia e la vita 
quotidiana. Da tale esame l'UFM giunse alla conclusione che il ricor-
rente non potesse essere originario della Liberia e stabilì nella propria 
decisione che il ricorrente avesse violato il proprio obbligo di collabora-
re. Tale decisione  fu  poi  oggetto  di  cassazione del la  CRA,  la  quale 
inoltre ritenne che, qualora l'UFM avesse deciso di mettere nuovamen-
te in dubbio la verosimiglianza dell'allegata cittadinanza del ricorrente, 
prima d'emanare una nuova decisione, avrebbe dovuto prospettargli in 
dettaglio tutte le allegazioni imprecise, inesatte o contrarie alla realtà 
affinché il ricorrente stesso venisse posto nelle condizioni d'esprimersi  

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e far valere le proprie obiezioni. L'UFM ha dunque informato per iscrit-
to in data 8 agosto 2006 il ricorrente che, stando all'esame delle cono-
scenze basilari, le informazioni da lui fornite in merito alla geografia di 
F._______ e dintorni sarebbero lacunari ed erronee, come pure le pro-
prie  conoscenze  in  merito  agli  edifici  pubblici  di  E._______, 
G._______ e F._______, ed in particolare, che l'insorgente non sareb-
be  stato  in  grado  di  citare  nomi  di  costruzioni  urbanistiche,  né  dei 
quartieri  commerciali  a  F._______ e a G._______,  e  neppure di  siti 
geografici, quali i corsi d'acqua, nei luoghi in cui egli si sarebbe recato 
(cfr. atto A17/2). Il 18 agosto 2006 ricorrente ha dunque chiesto di po-
ter ascoltare la registrazione dell'esame delle conoscenze basilari ed 
ha  ribadito  di  essere  cittadino  liberiano  (cfr. atto A18/1).  In  data 
12 aprile 2007 l'autorità inferiore ha dunque concesso al ricorrente di 
riascoltare la propria registrazione, invitandolo ad esprimersi in merito 
(cfr. atto A20/4). Il 23 aprile 2007 il ricorrente ha in primo luogo ribadi-
to per iscritto di essere liberiano e di non conoscere gli aspetti geogra-
fici del proprio Paese in quanto analfabeta, imputando dunque le pro-
prie lacune alla limitata istruzione ricevuta. Inoltre, egli ha allegato di  
essere cresciuto con la guerra e, dunque, la propria conoscenza del  
territorio si sarebbe tradotta in una conoscenza visuale e non nomina-
le del posto, poiché volta alla ricerca di sopravvivenza e di salvezza. 
Infine, egli  ha ritenuto di  essere stato in grado di  fornire un numero 
maggiore  di  informazioni  di  quanto  abbia  preteso  l'UFM  (cfr.  atto 
A21/1). 

A tal proposito vi è in primo luogo da sottolineare come, data l'assenza 
di documenti di viaggio, la provenienza dell'insorgente non possa es-
sere indubbia, e, dunque, come sia dovere del ricorrente collaborare 
all'accertamento dei fatti e rendere verosimile la propria provenienza ai 
sensi degli art. 7 e 8 LAsi. Nella fattispecie, il ricorrente non è stato tut-
tavia in grado di rendere plausibile la propria provenienza, dimostran-
do di avere conoscenze alquanto lacunose in merito all'ipotetica patria. 
Infatti, stando all'esame delle conoscenze basilari a cui è stato sotto-
posto,  l'insorgente  ha  identificato  F._______  come  contea,  mentre 
essa è invece una città, addirittura trattasi della capitale della Liberia. 
Inoltre, egli ha allegato di essere originario di E._______, da lui erro -
neamente situata nell'entroterra. Egli non è stato in grado di indicare il 
nome della scuola che avrebbe frequentato fino alla seconda elemen-
tare ed ha erroneamente dichiarato che non vi sarebbero scuole né a 
E._______, né a G._______. Interrogato sul nome del ponte da per-
correre per recarsi da E._______ a G._______, egli ha scorrettamente 

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risposto "H._______" (fonetico, cfr. atto A7/2). Egli non è stato neppure 
in grado di situare geograficamente il porto di F._______, ed ha inoltre 
affermato  che  non  vi  sarebbero  vie  ferroviarie  né  nella  città  di 
F._______ né in quella di G._______, allegazioni peraltro erronee (cfr. 
atto A7/2). Alla luce di  tutto ciò,  si  deve concludere che il  ricorrente 
dissimuli  la propria provenienza, venendo meno al proprio obbligo di 
collaborare. Non soccorre l'insorgente la propria giustificazione di tali 
lacune, ossia il suo analfabetismo, poiché quanto elencato appartiene 
ad un bagaglio di conoscenze generali della zona in cui egli afferma di 
essere cresciuto, a prescindere che egli sappia leggere oppure no.

7.3 Da quanto esposto, questo Tribunale ritiene che l'autorità inferiore 
abbia rettamente considerato, nel suo insieme, le dichiarazioni del ri -
corrente come non realizzanti le condizioni di verosimiglianza previste 
dall'art. 7 LAsi. Ne consegue che, sul punto di questione dell'asilo, il ri-
corso, destituito di fondamento, non merita tutela e la decisione impu-
gnata va confermata.

8.
Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avreb -
be  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla  Svizzera 
(art. 14 cpv. 1 e cpv. 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Or -
dinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 
[OAsi 1, RS 142.311]).

9.
9.1 Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento, 
l'art. 83 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, 
RS 142.20) prevede che la  stessa sia ammissibile  (cpv. 3),  esigibile 
(cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di que-
ste  condizioni,  l'Ufficio  federale  dispone  l'ammissione  provvisoria 
(art. 83  cpv. 1  LStr).  La  questione  dell'ammissibilità,  dell'esigibilità  e 
della  possibilità  dell'allontanamento  deve  essere  esaminata  d'ufficio 
(cfr. sentenza del  TAF D-3975/2007 del  15 giugno 2007, consid. 3.4; 
WALTER KÄLIN,  Grundriss des Asylverfahrens,  Basel  und Frankfurt  am 
Main, 1990, pag. 262).

9.2 Nel caso di specie, per i motivi esposti in precedenza, le afferma-
zioni del ricorrente in merito alla propria provenienza risultano manife-
stamente carenti ed inverosimili al punto tale da poter partire dal pre-
supposto che il ricorrente non provenga dallo Stato della Liberia (cfr. 
consid. 6.2) e che egli sia dunque venuto meno al proprio obbligo di 

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collaborare.  Non  fornendo  l'insorgente  ulteriori  elementi  dai  quali  si 
possa desumere la sua vera provenienza, a lui senza dubbio nota, e 
non potendola dunque evincere dagli atti, il ricorrente pone questa au-
torità nell'impossibilità di determinare con certezza il suo luogo d'origi -
ne e l'esistenza di ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento.

9.3 Nella misura  in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione 
dell'UFM relativa alla domanda d'asilo del ricorrente, quest'ultimo non 
può  prevalersi  del  principio  del  divieto  di  respingimento  (art.  5 
cpv. 1 LAsi), generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto interna-
zionale pubblico ed espressamente enunciato all'art. 33 della Conven-
zione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30).

In siffatte circostanze, non v'è motivo di considerare l'esistenza di un 
rischio personale, concreto e serio per il ricorrente di essere esposto, 
in caso di allontanamento nel suo Paese d'origine, ad un trattamento 
proibito, in relazione all'art. 3 della Convenzione per  la  salvaguardia 
dei diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre pene o trattamenti  crudeli,  inumani o degradanti del 10 dicembre 
1984 (Conv. tortura,  RS 0.105; Giurisprudenza ed informazioni  della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA]  1996 
n. 18).

Pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente è ammissibi-
le.

9.4 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, l'esecuzione non può essere ragione-
volmente esigibile  qualora,  nello  Stato d'origine o di  provenienza,  lo 
straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a si -
tuazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergen-
za medica. In casu avendo dissimulato la sua provenienza, il ricorrente 
ha reso impossibile la ricerca di  pericoli  concreti  e suscettibili  di  mi -
nacciarlo nel suo effettivo Paese d'origine. 

La questione potrebbe anche rimanere indecisa. Il  TAF osserva che, 
secondo  sue  informazioni,  malgrado  l'evoluzione  globalmente  positiva 
dopo l'accordo di pace firmato nel 2003 e l'investitura della nuova presi-
dente nel gennaio 2006, la Liberia è tuttora teatro di scene di violenza oc-
casionale e presenta un tasso di criminalità che resta elevato. Tuttavia al-
l'ora attuale la situazione di sicurezza, seppur fragile, resta stabile (cfr. 
decisioni del Tribunale amministrativo federale D-5344/2006 dell'8 dicem-

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bre 2009;  E-410/2008  dell'11  luglio  2008;  E-5347/2006  del  22  agosto 
2007; United Nations, Security Council, Special report of the Secretary-
General  on the  United Nations  Mission in  Liberia  del  10 giugno 2009, 
punto B, pag. 3 segg. e). Dunque, il rinvio verso la Liberia sarebbe co-
munque ragionevolmente esigibile, ritenuto che in detto Paese non vige 
attualmente una situazione di guerra civile o violenza generalizzata che 
coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale.

Quo alla situazione personale del ricorrente, vista l'impossibilità di sta-
bilirne l'esatta provenienza si osserva che non sta a questa Corte l'ac-
certamento dell'esistenza di una sua possibile rete sociale o fami liare. 
Ad ogni  modo si  evidenzia che  egli è giovane, ha esperienza come 
contadino  (cfr. verbale  d'audizione  del  24 marzo 2004,  pagg. 2  e 3). 
Egli non ha neppure preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di 
salute tali da giustificare un'ammissione provvisoria (cfr. sulla proble-
matica GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti 
di causa emerga la necessità di una sua permanenza in Svizzera per 
motivi medici.

In siffatte circostanze, considerati tutti gli elementi di fatto evidenziati, 
questa autorità ritiene siccome adempiuti i presupposti per formulare 
una prognosi favorevole con riferimento alle effettive possibilità per la 
stessa, un adeguato reinserimento sociale nel suo Paese d'origine. 

Pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo Pae-
se d'origine deve essere considerata ragionevolmente esigibile.

10.
Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'ese-
cuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti,  il  ricorrente, 
usando della dovuta diligenza potrà procurarsi ogni documento neces-
sario al rimpatrio. 

11.
L'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ragionevolmente esi-
gibile e possibile. Per conseguenza, anche in materia d'allontanamen-
to e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisio-
ne confermata.

12.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il di -
ritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di 

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prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuri -
dicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 
LAsi), per il che il ricorso va respinto.

13.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art.  63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del  21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Le spese processuali 
sono compensate con l'anticipo versato in data 22 novembre 2007.

Non  viene  assegnata  alcuna  indennità  per  le  spese  ripetibili  (art. 
64 PA).

14.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d Legge 
del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

La pronuncia è quindi definitiva.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di CHF. 600.-- sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo di CHF 600.-- versato il 22 novembre 2007 è computato con 
le spese processuali. 

3.
Comunicazione a: 

- Rappresentante del ricorrente (Raccomandata)
- UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N [...] (per corriere 

interno; in copia)
- I._______(in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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