# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d1a1c9de-9a00-598c-bd63-84b41a6d48d3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-03-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 08.03.2005 16.2004.41
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2004-41_2005-03-08.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2004.41

  	
  Lugano

  8 marzo 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 11
giugno 2004 presentato da

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patr. dall'avv. __________

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la sentenza 24 maggio 2004 del Segretario assessore
della Pretura di Bellinzona nella causa civile inappellabile (inc. n.
IU.2003.00045) promossa con istanza 25 giugno 2003 nei confronti di

 

 

	
   

  	
  CO 1 

  patr. dall' RA 2
  

   

  

 

 

 

con la
quale gli istanti hanno chiesto il pagamento di fr. 6'967.- oltre interessi a
titolo di risarcimento danni derivanti da contratto di appalto, domanda
respinta dal giudice,

 

 

 

letti ed esaminati gli atti

 

 

considerato

 

in fatto e in diritto:

 

                                   1.   Nel
mese di luglio 1998 CO 1 ha fornito a __________ e __________ RA 1, comproprietari
di una palazzina ad __________, una porta di accesso al garage con apertura manuale,
debitamente pagata dai committenti. Questi hanno in seguito incaricato __________
di procedere all'automazione della porta. Nell'estate del 2000 si sono
verificati problemi dovuti alla rottura di una molla del portone, che è stata sostituita
da __________ dopo che ne aveva chiesto la fornitura alla CO 1, mentre nel mese
di marzo 2003 si è verificato il cedimento del pannello superiore del portone al
quale è attaccato il braccio del traino del motore. __________ e __________
RA 1, addebitando all'inadeguatezza delle molle fornite da CO 1 i problemi
verificatisi al portone del garage, con particolare riferimento al cedimento di
cui si è detto, hanno diffidato quest'ultima a intervenire per la riparazione
della porta senza che questa vi abbia dato seguito, per il che essi hanno
incaricato __________ di sostituire la porta del garage, intervento eseguito e
fatturato il 16 giugno 2003 per fr. 6'967.-. 

 

                                         Il 25
giugno 2003 __________ e __________ RA 1 hanno convenuto CO 1 davanti al
Pretore del Distretto di Bellinzona per ottenere il pagamento di fr. 6'967.- da
loro versato a __________. La convenuta si è opposta alla pretesa avversaria
contestando ogni sua responsabilità per gli inconvenienti lamentati dagli istanti.
Rileva di essere stata incaricata di fornire e posare una porta non
automatizzata, impegno portato a termine con la fornitura di una porta perfettamente
funzionante, ragione per la quale eventuali ulteriori problemi sorti in seguito
alla fornitura degli apparecchi di automazione della porta da parte di __________
non le possono essere addebitati anche perché, a suo dire, la rottura delle
molle e lo strappo del portone sono da ricondurre all'intervento di automazione.

 

                                   2.   Con
sentenza 24 maggio 2040 il segretario assessore, accertata la tempestività della
notifica dei difetti da parte degli istanti, ha nondimeno respinto la loro
istanza, non avendo provato che la sostituzione del portone si sarebbe resa
necessaria a causa del tipo di molle fornito dalla convenuta.

 

                                   3.   Con
il presente tempestivo gravame __________ e __________ RA 1 sono insorti contro
il predetto giudizio postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione
di cui all'art. 327 lett. g CPC. I ricorrenti rimproverano al primo giudice di
aver arbitrariamente valutato le risultanze non ritenendo provata la responsabilità
della convenuta nonostante le risultanze istruttorie abbiano permesso di
evidenziare l'inadeguatezza, ai fini di un corretto funzionamento del portone
del garage, delle molle fornite dalla convenuta, la quale è pure responsabile
per aver fornito un portone non adatto all'uso cui era destinato.

 

                                         Con
osservazioni 12 agosto 2004 la controparte postula la reiezione del ricorso.

 

                                   4.   Giusta
l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere
annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale
o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa
o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è
arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed
indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della
giustizia e dell’equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi;
per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e
riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere
ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o
persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile
soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione
reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 129
I 8 consid. 2.1; 128 I 273 consid. 2.1; 127 I 60 consid. 5a).

 

                                   5.   I
diritti del committente in caso di difetti dell’opera sono regolati dall’art.
368 CO che, a seconda dei casi, permette all’interessato o di rifiutare l’opera
se questa è così difettosa o difforme dal contratto da risultare inservibile
per il committente (art. 368 cpv. 1 CO) oppure, nel caso di difetti di minore
entità, di diminuire la mercede in proporzione al minor valore dell’opera e,
nel caso di colpa dell'appaltatore, di chiedere anche il risarcimento dei danni
(art. 368 cpv. 2 CO). Tutte queste azioni presuppongono evidentemente
l'esistenza di un difetto, ovvero di un'opera non conforme alle pattuizioni
intervenute tra le parti (Gauch, Le contrat d'entreprise, 1999, n. 1356 segg.)
o alle quali il committente poteva in buona fede attendersi (Gauch, op. cit.,
n. 1406 segg.), difetto che spetta a quest'ultimo provare (Gauch, op. cit., n.
1507). Siccome gli istanti non hanno sostenuto in causa, e tantomeno provato,
che al momento di commissionare il lavoro alla convenuta essi avrebbero
esplicitamente richiesto la posa di un portone che avesse le necessarie caratteristiche
per poter essere successivamente automatizzato, la questione sollevata da __________
e __________ secondo i quali la porta non era adatta al tipo di autorimessa,
può rimanere irrisolta anche perché gli istanti propongono l’argomentazione sull'inadeguatezza
del portone fornito dalla convenuta solo in questa sede ricorsuale, ciò che è
vietato dall'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC secondo il quale le parti non possono
addurre in questa sede nuovi fatti, prove o eccezioni. 

 

                                   6.   In concreto gli istanti non solo non hanno provato una responsabilità
a carico della convenuta, ma neppure hanno provato l'esistenza di un difetto
nell'opera da questa fornita. Infatti dalle risultanze istruttorie non è emerso
che il portone fornito dalla convenuta, con sistema di apertura manuale, non
fosse idoneo all'uso cui era destinato. Il solo fatto di aver dovuto sostituire
delle molle non basta a provare la difettosità del portone medesimo anche
perché la convenuta, senza essere smentita in causa, addebita tale rottura
all'intervento di __________ che ha effettuato l'automazione del portone.
Sempre a proposito delle molle fornite dalla convenuta, e nelle quali gli istanti
individuano la causa della rottura del pannello superiore del portone e della
successiva sostituzione del medesimo ad opera di altra ditta, va rilevato che
essi non hanno provato che queste si sarebbero rotte perché non idonee all'uso
cui erano destinate (portone manuale), prova che si imponeva soprattutto a
fronte della contestazione della convenuta secondo la quale, come detto, il
problema alle molle si sarebbe presentato a seguito dell'intervento di
automazione da parte di __________ __________. Mancando simile prova, e avendo
gli istanti espressamente indicato nel tipo di molle fornito dalla convenuta la
causa della loro azione di risarcimento danni giusta l'art. 368 cpv. 1 CO, viene
a mancare la prova stessa del difetto nell'opera fornita dalla convenuta, ciò
che basta per non ritenere arbitraria la conclusione del segretario assessore.
Tanto più che il primo giudice ha respinto la domanda di risarcimento danni
formulata dagli istanti anche perché si volesse ammettere la presenza di un
difetto, i committenti non hanno comunque provato il nesso di causalità tra il
medesimo e il danno dagli stessi subito e quantificato nelle spese di sostituzione
del portone (Gauch, op. cit, n. 1863).

 

                                   7.   Alla
luce di quanto sopra esposto il ricorso, che non ha evidenziato nessun titolo
di cassazione, in particolare non quello dell'arbitraria valutazione delle
prove da parte del segretario assessore, deve essere respinto.

                                         Tasse,
spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). 

Per i quali motivi, 

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese
l’art. 148 cpv. 1 CPC e la tariffa 

giudiziaria

 

 

 

pronuncia:              1.   Il
ricorso per cassazione 11 giugno 2004 di __________ e __________ RA 1 è respinto.

 

                                   2.   Gli
oneri del presente giudizio, consistenti in:

                                         a) tassa
di giustizia                             fr.    250.-

                                         b) spese                                               fr.       50.-

                                                                                                       fr.    300.-

 

                                         già
anticipati dai ricorrenti, rimangono a loro carico in solido con l'obbligo pure
solidale di versare alla controparte fr. 400.- a titolo di ripetibili di questa
sede. 

 

3.Intimazione

                                         -; 

                                         -. 

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

La presidente                                                             
La segretaria