# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1ee5d0b6-cee8-5409-a005-d89cbf00a1fc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-02-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 29.02.2000 INC.1999.47105
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-47105_2000-02-29.html

## Full Text

N. 471.99.5 L                                                              Lugano,
29 febbraio 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sull’istanza
presentata il 21 febbraio 2000 dalla

 

 

Procuratrice pubblica
avv. __________,

 

 

intesa ad ottenere una nuova
proroga di un mese del carcere preventivo cui è astretto

 

 

__________,
__________, residente a __________, attualmente presso il Penitenziario
cantonale

(patrocinato dall’avv.
__________)

 

 

nel procedimento pendente contro
quest’ultimo per titolo di infrazione aggravata subordinatamente semplice e
contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti;

 

 

preso atto che l'accusato non ha
formulato osservazioni nel termine all'uopo assegnato al suo patrocinatore;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

 

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

che:

 

-    __________ è stato arrestato il 5 luglio 1999, con contestuale
promozione dell'accusa nei suoi confronti per titolo di infrazione aggravata
subordinatamente semplice alla legge federale sugli stupefacenti, con
estensione poi alla contravvenzione alla stessa legge come  a verbale del 27
agosto 1999 (doc. _ pag. 4 dell'inc. MP 4309/1999);

 

 

-    questo giudice, oltre alla conferma dell’arresto, già ebbe a
statuire sul tema della privazione della libertà personale cui è astretto
l’accusato, respingendo con decisione 2 agosto 1999 (inc. GIAR 471.99.3) la sua
istanza di libertà provvisoria e prorogando di due mesi il carcere preventivo
per il compimento dell'istruttoria, con decisione 23 dicembre 1999 (inc. GIAR
471.99.4).

 

 

-    la Procuratrice pubblica postula la proroga di un mese del
carcere preventivo, prudenzialmente per consentire la chiusura dell'istruzione
formale con l'esaurimento della procedura probatoria ora allo stadio dei complementi
ad istanza di parte secondo l'art. 196 CPP (essendo altresì stata presentata il
24 febbraio 2000 dalla difesa la richiesta di maggior termine per questi
incombenti, con immediata reiezione della stessa il giorno successivo,
decisione questa passibile reclamo nel termine di legge di dieci giorni) e
quindi di eventuali nuovi mezzi di prova proposti da __________, mantenendo in
essere la privazione della libertà personale dell'accusato, dati per presenti
in proposito tutti i presupposti di legge;

 

 

-    secondo quanto già esposto nelle precedenti decisioni e
segnatamente in occasione della concessione della prima proroga:

 

"Come noto, l'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e - come qui è il caso
- proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali - per quanto concerne lo specifico discorso odierno-
i bisogni dell’istruzione, il pericolo di fuga e quello di recidiva (senza
dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve
unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza
dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF
109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale
federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3).

 

 

 

 

 

 

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

E pure questo giudice, come già la Camera dei ricorsi
penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."

 

 

-    questi presupposti di legge, come esplicitati ed approfonditi
dalla prassi e dalla giurisprudenza, persistono nella situazione personale e
processuale di __________ a legittimare e giustificare il perdurare della
cautelare privazione della sua libertà, in particolare non essendovi né
contestazione né discussione sull'esistenza di convincenti indizi di
colpevolezza, illustrati nei precedenti citati giudizi, e permanendo sino alla
definitiva chiusura dell'istruzione formale timori di collusione ed
inquinamento delle prove, in quanto (al di là di tardiva confessione) nella
sostanza rimane di tutta attualità sul tema l'apprezzamento contenuto nella
decisione 2 agosto 1999 di rifiuto della libertà provvisoria:

 

"__________ è fortemente reticente e bugiardo ad
evidente scopo di salvamento ed è quindi certo che in libertà avrebbe
l'occasione di avvicinare fornitori, clienti e conoscenti per ottenere versioni
a lui favorevoli, ma contrarie a verità ed a giustizia."

 

 

-    è inoltre tuttora presente il pericolo di fuga per le stesse
ragioni già evocate nel pregresso citato giudizio, al quale pure si rinvia per
i riferimenti giurisprudenziali in proposito:

 

"__________ è cittadino straniero, celibe e senza
apprezzabili contatti con il nostro territorio, e si trova confrontato con
pesanti imputazioni qualificabili quali crimini a norma dell'art. 19 cfr. 2 LS
e di converso con conseguenza di verosimile importante pena privativa della
libertà da espiare. Questa sua personale situazione fa concreta la scelta della
latitanza, con di certo non onerose trasferimento - libero - nel suo
paese."

 

nonché quello
di recidiva l'apprezzamento, come del pari evocato:

 

"L'accusato ha già interessato l'autorità penale,
come risulta dalla condanna 3 aprile 1997 a novanta giorni di detenzione
condizionalmente sospesi per ripetuta truffa, ripetuta falsità in documenti e
messa in circolazione di moneta falsa, oltre che per contravvenzione alla LF.
Mettendosi quindi a spacciare cocaina ha confermato una personalità senza
fondamento di onestà e correttezza, i suoi ambienti essendo peraltro quelli
della marginalità notturna, fatta di consumo di droga e di prostituzione. Il
passo è quindi brevissimo per riprendere lucrosi maneggi."

 

 

 

 

 

-    di conseguenza, costatato il rispetto del principio di
proporzionalità della durata del carcere preventivo al confronto con la gravità
degli addebiti e del correlativo seguito di verosimile sanzione (e tenuto conto
che la presente contenuta proroga deriva da necessità della difesa, sia per il
cambiamento del patrocinatore, sia per altri impegni professionali del nuovo
difensore di fiducia), l'istanza è accolta, come proposta dalla Procuratrice
pubblica, con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art.
39 lett. f TG e contrario) e suscettibile di impugnazione alla Camera dei
ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

1.      L’istanza di proroga del carcere preventivo è accolta.

 

          Di conseguenza il carcere preventivo cui è astretto
__________ è prorogato sino al 4 aprile 2000, compreso.

 

 

2.      Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera
dei ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.      Intimazione:

     -    avv. __________, per sé e per l’istante;

     -    Procuratrice pubblica avv. __________;

     -    Direzione del Penitenziario cantonale, Lugano-Cadro.

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
__________