# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ddd22300-9c88-54af-a227-2319372ee678
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-06-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 26.06.2002 INC.2002.24303
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2002-24303_2002-06-26.html

## Full Text

N. 242.2002.3 L                                                         Lugano,
26 giugno 2002

N. 243.2002.3 L

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

-----------------------

 

 

 

sedente per statuire sul reclamo
presentato il 18 giugno 2002 congiuntamente da

 

 

__________,                   __________

e

 

__________,                                 __________

(entrambi patrocinati dall'avv. __________)

 

 

contro la decisione 17 giugno
2002 della Procuratrice pubblica avv. Fiorenza Bergomi, che ha loro
negato colloqui liberi con i famigliari;

 

 

viste le osservazioni 25 giugno
2002 della magistrata inquirente, che postula la reiezione del reclamo

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

 

che

 

 

-         
__________ e __________ sono in carcere preventivo, ora al Penitenziario
cantonale, dopo l'arresto del 26 aprile 2002 e la promozione dell'accusa nei
loro confronti per titolo di rapina aggravata e altri reati, avendo in correità
con terzi investito a mano armata l'Ufficio postale di ________: nella sostanza
i due accusati hanno ammesso le loro responsabilità con coerenti confessioni,
che solo escludono, concordemente con il correo __________, quanto
permetterebbe di identificare un quarto partecipante all'azione criminosa;

 

 

-         
dapprima astretti in Carceri pretoriali, i tre perseguiti sono stati
trasferiti al Penitenziario cantonale rispettivamente __________ il 30 aprile
2002, __________ il 17 giugno 2002 e __________ il giorno successivo: la
Procuratrice pubblica ha disposto contatti liberi con il solo patrocinatore e
divieto di relazioni fra i tre interessati;

 

 

-         
il reclamo, dopo evidenza delle ammissioni degli accusati, come riferito
sopra, contesta l'imposizione di colloqui sorvegliati con i rispettivi
famigliari, con accresciuti disagi sotto il profilo pratico, sostenendo assenza
di pericolo di collusione (dopo l'esperimento dei confronti) e contestando
l'apparente unica motivazione consistente nel "mettere i ricorrenti
nella condizione di fare il nome del quarto uomo";

 

 

-         
la Procuratrice pubblica focalizza l'ineluttabilità del provvedimento
nel pericolo di inquinamento delle prove latente nelle possibilità di contatto
con l'esterno, in particolare di __________ e di __________, a conoscenza del
taciuto nominativo del quarto correo, che si sottrarrebbe al procedimento
penale, se ne fosse in qualche modo informato: il principio di proporzionalità
risulta così salvaguardato, ritenuto che non vi è più pericolo di collusione
"interno", ma che permane quello "verso l'esterno"
con possibile vanificazione degli sforzi di ricerca dell'ancora ignoto
compartecipe, e che in ogni modo il controllo dei colloqui sarebbe limitato nel
tempo;

 

 

 

 

 

 

 

 

-         
il reclamo, tempestivo, è prodotto da persone legittimate, in quanto
accusate e direttamente colpite dagli impugnati provvedimenti, per cui è data
ricevibilità in ordine (art. 280 e rel. CPP);

 

 

-         
di principio l'arrestato "è sottoposto unicamente alle
restrizioni della libertà che sono indispensabili per assicurare lo scopo
dell'arresto e per mantenere la disciplina nelle carceri" (art. 104
cpv. 3 CPP) ed i suoi colloqui con terzi (implicitamente compresi i famigliari)
"sono accordati e disciplinati dal magistrato" (art. 104 cpv.
4 prima frase CPP): ne segue che provvedimenti limitativi, al di là della
forzata privazione della libertà come tale, devono rimanere l'eccezione
motivata da preminenti interessi dell'inchiesta;

 

 

-         
di norma il pericolo di collusione viene fatto valere quale presupposto
per mantenere in essere la privazione della libertà personale ed è così
considerato in quanto fondato su precisi elementi concreti, mero rischio
astratto non entrando in considerazione (REP 1997 n. 98), sempre nel rispetto
di proporzionalità (v. Rusca, Salmina e Verda, Commentario del CPP, ad art. 95
n. 18): a maggior ragione queste condizioni devono essere rispettate, quando
sospetto intento collusivo colpisce anche terzi potenziali fiancheggiatori,
nella presente situazione i famigliari;

 

 

-         
le argomentazioni della magistrata inquirente non corrispondono alle
menzionate esigenze, fondandosi essenzialmente su illazioni, neppure del tutto
corrispondenti alla presumibile realtà dei fatti: a parte che non sono avanzate
indicazioni di conoscenza del quarto ricercato da parte di __________ (il che
di per sé toglie a quest'ultimo possibilità di intervento mediato), non è
pensabile che l'ignoto coautore già non sia al corrente della fallita rapina e
dell'arresto dei tre autori materiali, vuoi per essersi trovato nei pressi,
vuoi per l'ampio riscontro mediatico dato all'evento, per cui non si vede (né è
altrimenti sostenuto nelle osservazioni al reclamo) quali utili informazioni
gli arrestati potrebbero far pervenire all'esterno;

 

 

-         
detto questo non è necessario approfondire la concretezza di intenti
collusivi, comunque non evidenti;

 

 

-         
l'incertezza sulla durata del provvedimento in discussione (sino all'11
luglio ?), abbondanzialmente detto, è tale da sminuirne la portata, anche se lo
stesso ha in sé una sua logica di preoccupazione istruttoria, avulsa tuttavia
dallo scopo di ottenere una forzata identificazione da parte degli accusati, come
preteso nel gravame;

 

 

-         
il reclamo è conseguentemente accolto senza carico di spese giudiziarie
e con l'attribuzione delle ripetibili complessive di fr. 200.-, gli interessati
rimanendo tenuti a sottoporre alla magistrata inquirente i nominativi dei parenti
(stretti) che potranno beneficiare di colloqui liberi;

 

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.     
Il reclamo è accolto come ai considerandi.

 

 

2.     
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.     
Lo Stato verserà ai reclamanti complessivamente fr. 200.- a titolo di
ripetibili.

 

 

4.     
Intimazione:

 

                                                                                giudice
Claudio Lepori