# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b37282a6-0f1b-5163-a584-3eff6603321f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-10-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 06.10.2020 12.2020.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2020-5_2020-10-06.html

## Full Text

__________

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  12.2020.5

  	
  Lugano

  6 ottobre 2020/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Stefani

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa inc. n. OR.2018.156
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, promossa con petizione 13
agosto 2018 da

 

	
   

  	
   AO
  1  

  patrocinato dall’avv.  PA 2 
  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP
  1  

  patrocinato dall’avv.  PA 1 
  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

con cui l’attore ha chiesto
la condanna della convenuta al pagamento di fr. 50'000.-, oltre interessi di
mora dal 1. agosto 2016;

 

richieste avversate dalla
convenuta, che ha postulato la reiezione della petizione, e che il Pretore con
decisione 25 novembre 2019 ha parzialmente accolto, condannandola al pagamento all’attore
di fr. 35'700.- oltre interessi al 5% dal 1. agosto 2016, e rigettando in via
definitiva l’opposizione al PE n. __________ dell’UE di Lugano limitatamente a
tale importo, caricando la tassa di giustizia e le spese all’attore in ragione
del 28.6% e alla convenuta per il restante 71.4 %, nonché condannando
quest’ultima a versare all’attore fr. 3’600.- per ripetibili;

 

ricordato che in corso di
causa, con istanza 5 luglio 2019 la convenuta ha chiesto la ricusa del Pretore F__________
__________, e che con la sua replica spontanea (sulla ricusa) dell’8 agosto
2019, dopo aver preso atto delle prese di posizione del giudice ricusando e
della controparte, ha istato in via cautelare affinché il magistrato incaricato
della trattazione della ricusa ordinasse la sospensione con effetto immediato
della procedura di merito o, in via subordinata, che il Pretore F__________ __________
venisse provvisoriamente sostituito con effetto immediato e sino a decisione
finale sulla ricusa, ribadendo, nel merito, la propria richiesta di esclusione
del giudice;

 

costatato che né il Pretore
__________ ha dato seguito alla richiesta di sospensione della procedura,
rispettivamente di sua sostituzione nella stessa, in attesa del giudizio sulla
sua ricusa, che ha invece portato avanti e concluso emanando la sentenza finale
25 novembre 2019, né il Pretore M__________ __________ allora incaricato della
procedura di ricusa, ha ordinato alcunché;

 

appellante la
convenuta, che con appello 10 gennaio 2020 ha chiesto l’annullamento e la
riforma del querelato giudizio nel senso di respingere integralmente la
petizione, con protesta di tasse, spese e ripetibili di entrambe le sedi,
premettendo di essersi vista costretta a rispettare il termine di ricorso non
essendo ancora stata presa alcuna decisione in merito alla ricusa, ma con la
riserva di chiedere l’annullamento della decisione e il rifacimento della
procedura a partire dalle conclusioni (comprese) qualora la sua istanza fosse
stata accolta in un secondo tempo; 

 

rilevato che con risposta
all’appello del 24 febbraio 2020 l’attore ne ha chiesto la reiezione integrale;

 

preso atto che con
decisione 4 maggio 2020 il Pretore M__________ __________ subentrato al collega
Ma__________ __________, ha condotto a termine la procedura di ricusa
accogliendo l’istanza e stabilendo che il Pretore F__________ __________ era
ricusato da ogni ulteriore trattazione della causa inc. n. OR.2018.156;

 

ricevuto lo scritto 15
maggio 2020 di AP 1 con cui essa ha chiesto che, in applicazione dell’art. 51
CPC, la sentenza 25 novembre 2019 inc. n. OR.2018.156 venga annullata e
l’incarto rinviato alla Pretura di Lugano affinché un altro giudice emani una
nuova decisione;

 

richiesta in merito alla
quale l’attore ha, con scritto 4 giugno 2020, dichiarato di rimettersi al
prudente giudizio dell’autorità di ricorso;

 

letti ed
esaminati gli atti e i documenti prodotti;

 

ritenuto

 

in fatto e in
diritto:

 

1.    In data 14 novembre 2015 AO 1, a quel tempo titolare della
__________ Sagl, ha concluso un accordo di cessione del ramo d’azienda della
sua società con AP 1, per la concretizzazione del quale sono stati sottoscritti
tre contratti distinti ma tra loro strettamente interconnessi. 

Il primo era un contratto di lavoro a tempo
indeterminato ma con una durata minima di due anni con cui quest’ultima lo ha
assunto a far tempo dal 1. gennaio 2016 con il “rango” di direttore.

Il secondo era un “contratto di cessione del ramo
di azienda” stipulato tra __________ Sagl e AP 1 con il quale la prima ha
in particolare ceduto alla seconda i suoi clienti indicati nell’allegato n. 1
all’accordo nonché le due collaboratrici F__________ C__________o e V__________
A__________, contro versamento di complessivi fr. 120'000.-.

Il terzo era quello denominato “accordo
integrativo” con il quale AO 1 e AP 1, in applicazione di quanto stabilito
con il contratto parallelo citato, hanno pattuito che per il primo anno (e solo
per quello) il compenso dovuto al primo dalla seconda per l’apporto di new
business avrebbe dovuto corrispondere a fr. 80'000.- da versare entro il 30
aprile 2016 e a fr. 50'000.- da pagare entro il 31 luglio 2016, con la clausola
che “nel caso in cui più del 10% dei clienti ceduti preferisca trasferire il
mandato ad altra fiduciaria piuttosto che accettare il subentro di AP 1, la
rata finale per luglio 2016 potrà subire variazioni conseguenti, in proporzione
alla diminuzione percentuale. Le parti si impegnano a negoziare detto evento in
buona fede, tenuto conto del minor valore apportato rispetto al budget
originario”.

 

I rapporti tra le parti si sono presto incrinati,
tanto che con lettera 26 gennaio 2017 consegnata a mano, AP 1 ha notificato a AO
1 la disdetta ordinaria del rapporto di lavoro, per poi, con lettera 16
febbraio 2017, tramutarla in risoluzione con effetto immediato per motivi
gravi. Contemporaneamente anche le collaboratrici provenienti da __________ SA
sono state licenziate.

 

Dal canto suo, AP 1 ha versato alla controparte
unicamente la prima tranche di fr. 80'000.- relativa al compenso per l’apporto
di nuovi affari (premio di produzione), mentre la seconda parte di quanto
concordato, cioè fr. 50'000.-, è rimasta impagata. 

Il 31 marzo 2017 AO 1 ha così fatto spiccare dall’UE
di Lugano nei confronti della società datrice di lavoro il PE n. __________ per
tale importo.

 

Dalle divergenze tra le parti sono scaturite varie
vertenze di diversa natura e meglio una procedura penale avviata con la denuncia
da parte di AP 1 nei confronti di AO 1 per truffa, appropriazione indebita e
amministrazione infedele (ancora pendente presso il Ministero pubblico, inc. n.
MP.2017.4875), una procedura direttamente portata in appello della società nei
confronti del dipendente per concorrenza sleale (inc. n. 10.2017.7, ancora
pendente), una procedura avviata dalla Cassa Disoccupazione __________,
cessionaria delle pretese dell’assicurato ex art. 29 LADI, di fronte alla
Pretura di Lugano per la condanna di AP 1 al pagamento di fr. 69'230.50
relativi alle indennità disoccupazione versate, e la procedura che qui ci
occupa per l’incasso dei fr. 50'000.- e il rigetto definitivo dell’opposizione
al menzionato PE. 

Le due ultime procedure sono state assunte dal Pretore
F__________ __________.

                                      

2.   
Con petizione 13 agosto 2018
che ha dato avvio alla presente procedura, AO 1 ha chiamato in giudizio AP 1
rivendicando il pagamento della somma di fr. 50'000.- fissata con l’accordo
integrativo, ritenendo di aver adempiuto il suo dovere di apportare clienti
alla cessionaria dell’attività, tenuto conto anche del fatto che le parti non
hanno mai a suo avviso allestito una lista clienti che avrebbero dovuto essere
ceduti, che nemmeno il budget originario cui si fa riferimento nell’accordo è stato
in qualche modo definito e che la controparte non aveva indicato quali società
a lei promesse non le sarebbero state trapassate.

                                      

Con risposta 15 ottobre 2018 la convenuta ha chiesto
in via principale la reiezione della petizione e in via subordinata la sua
reiezione con la condanna dell’attore a una multa disciplinare di fr. 2'000.-
per temerarietà dell’azione. In particolare, ha sostenuto di essere stata
truffata dall’attore, che avrebbe millantato una clientela composta da 70
società/clienti, inducendola a concludere il contratto di cessione di ramo
d’azienda, facendosi corrispondere fr. 120'000.- per le 33 società inizialmente
indicate e inducendo AP 1 a stabilire dei premi di produzione di fr. 80'000.- e
fr. 50'000.-, oltre che a farsi assumere con uno stipendio di tutto rispetto.
In realtà solo una parte limitata della clientela sarebbe stata ceduta: 20
società non hanno mai stipulato un mandato a favore della cessionaria e altre
13 lo hanno disdetto in tempi brevi. Inoltre l’attore si sarebbe reso colpevole
di appropriazioni indebite.

 

Con i rispettivi allegati di replica e duplica le
parti, sostanzialmente, si sono riconfermate nelle rispettive posizioni.

 

3.    Nel corso
dell’istruttoria sono state effettuate due sessioni di audizione testi della
durata di una giornata ciascuna. In occasione della seconda, a fine mattinata
del 3 luglio 2019, il Pretore F__________ T__________ si è intrattenuto con i
due legali delle parti. In esito a questa discussione, tenuto conto che nel
pomeriggio sarebbe stato sentito l’attore, la convenuta ha inoltrato, il 5
luglio 2019, un’istanza di ricusa nei suoi confronti, intravvedendo nel suo
comportamento indizi di prevenzione in particolare perché egli avrebbe detto
che la questione centrale per il giudizio sarebbe stata l’interpretazione della
clausola finale dell’accordo integrativo e come questa era stata compresa da AO
1, asserendo che se egli, nel pomeriggio, avesse dichiarato di averla intesa
nel senso che l’eventuale percentuale dei clienti non pervenuti sarebbe stata
calcolata a riduzione dell’importo di fr. 50'000.-, senza riguardo ai clienti
ceduti e al minor valore apportato rispetto al budget originario, la sentenza
non avrebbe potuto essere che a suo favore. In tal modo, a detta dell’istante,
il giudice avrebbe sostanzialmente suggerito all’attore cosa dire per far
accogliere le sue richieste.

Oltre a ciò, il
Pretore si sarebbe anche esposto in maniera inaccettabile, portando il
discorso, durante l’audizione della teste C__________ T__________, sul
licenziamento di AO 1 chiedendo quali erano state le cause della disdetta in
tronco, indicando fuori verbale a più riprese che esse non erano sufficienti
per ritenerla giustificata, domandando pure all’attore se aveva avviato una
causa di risarcimento danni sottolineando che, se non l’aveva fatto, faceva
beneficienza alla convenuta.

 

Dopo le prese di
posizione di AO 1 e del Pretore F__________ T__________, con replica spontanea
dell’8 agosto 2019, la convenuta, oltre a ribadire la propria richiesta, ha
domandato che in via cautelare il magistrato incaricato della trattazione della
ricusa ordini l’immediata sospensione della procedura di merito o, in via
subordinata, che il Pretore F__________ T__________ sia provvisoriamente
sostituito nella trattazione della vertenza sino alla decisione finale sulla ricusa
“per evitare che i prossimi atti giudiziari debbano essere eventualmente
annullati e ripetuti perché condotti dal Pretore di cui si chiede la ricusa”.
Dette richieste sono rimaste inosservate e senza risposta.

 

4.    Raccolte le
memorie conclusive scritte delle parti, con sentenza 25 novembre 2019 il
Pretore F__________ T__________ ha parzialmente accolto la petizione,
condannando la convenuta a versare all’attore fr. 35'700.- oltre interessi al
5% dal 1. agosto 2016 e rigettando in via definitiva l’opposizione al PE n. __________
dell’UE di Lugano limitatamente a tale importo. In sostanza egli ha considerato
centrale il contratto integrativo relativo alla remunerazione aggiuntiva quale
premio di produzione per l’apporto di new business di fr. 80'000.- + fr.
50'000.- (doc. F): il testo in cui non figurava il numero di clienti da
trasferire, altresì era a suo avviso fondato sulla logica di performance
dell’attore “se mi porti nuovo business ti riconosco l’importo di fr.
120'000.- (recte: 130'000.-) a forfait (e dunque non a misura)” ma con il
correttivo applicabile allo scenario in cui “più del 10% dei clienti ceduti
preferisca trasferire il mandato ad altra fiduciaria piuttosto che accettare il
subentro di AP 1”. Per il primo giudice questo contratto era collegato a
quello di cui al doc. C unicamente per il fatto che i clienti indicati
all’allegato n. 1 di quest’ultimo non dovevano sovrapporsi a quelli da
considerare per l’apporto di nuovo business e per la questione delle garanzie
di cui al punto n. 4 dello stesso.

Ciò posto, il Pretore
ha appurato che l’attore doveva impegnarsi per trasmettere alla convenuta una
settantina di clienti e che di questi ne aveva effettivamente apportati solo il
63% (37% in meno, quindi), sicché, in applicazione della clausola finale del
doc. F, gli erano dovuti fr. 35'700.- (invero pari al 75% di 

fr. 50'000.- e non al 63%, che sarebbero fr. 31'500.-).

 

Contro la sentenza, in
data 10 gennaio 2020, la convenuta ha interposto regolare appello, non
rinunciando tuttavia alla sua richiesta di ricusa e di rifacimento della
procedura a partire dalla rielaborazione delle conclusioni. 

 

5.    Il 4 maggio
2020 il Pretore M__________ P__________, dopo aver ripreso il caso dal suo
predecessore, ha reso la sentenza sulla ricusa, accogliendo l’istanza e, in
considerazione del fatto che il ricusato aveva già emanato la sentenza finale
ma il procedimento era (ed è) ancora pendente in appello, ha sancito
l’esclusione del Pretore F__________ __________ ogni eventuale ulteriore
trattazione del caso.

In particolare egli ha
stabilito che, nella misura in cui il giudice aveva prospettato ai legali,
foss’anche solo sommariamente, le domande che avrebbe rivolto alle parti e le
conseguenze che avrebbe tratto dalle varie risposte, pur non avendo anticipato
il proprio giudizio, aveva comunque sia fornito ai patrocinatori una chiave di
lettura per, quantomeno potenzialmente, influenzare la sussunzione giuridica
della lite. Questo comportamento è stato interpretato come prevenzione tenuto
conto dello sviluppo del procedimento e di una serie di ulteriori elementi che
hanno contribuito a intaccare l’immagine di equidistanza del pretore. In
particolare, prospettando le domande ai due avvocati delle parti, aveva
compiuto un intervento tutt’altro che neutro tenuto conto che le modalità con
cui viene posta una domanda influenzano la risposta, come ben visibile nella
rivisitazione delle tesi argomentative di AO 1. Indicativa, inoltre, era pure
la struttura dell’istruttoria, che ha pericolosamente e contrariamente alla
pratica e a quanto consigliato dalla dottrina, relegato l’interrogatorio delle
parti quale ultima prova, contribuendo ad alimentare il pensiero che quanto da
esse dichiarato sarebbe stato decisivo. Per di più, il Pretore ha voluto
sentire le parti, senza che ciò trovi spiegazione negli atti, nella forma
qualificata della deposizione dopo averle ammesse e citate unicamente per il
loro interrogatorio, alimentando il timore della convenuta che l’esito della
vertenza potesse dipendere solo da questa prova. A questo, ha aggiunto il
Pretore Matteo Pedrotti, andava sommato il comportamento del ricusato che a
fronte di una immediata reazione da parte del legale della convenuta, ha
evitato con un tecnicismo giuridico qualsiasi confronto chiarificatore tra loro
due, così come andava considerato il fatto che il ricusato avesse dichiarato in
maniera del tutto acritica che non gli risultava che la convenuta avesse fatto
uso di quanto da lui detto nel contestato colloquio con i legali né che la
parte attrice fosse stata istruita da chicchessia. Infine, quale ultimo
tassello a sostegno della decisione di escludere il ricusato, il Pretore
incaricato ha indicato il fatto che il giudice F__________ T__________ avesse
in maniera del tutto insolita e, a suo avviso, contraria alla prassi di ogni
autorità giudiziaria ticinese, deciso di proseguire nella trattazione del caso
pur non essendo stato sollecitato in tal senso in alcun modo dalle parti e non
sussistendo motivi d’urgenza. 

 

La decisione di
ricusa, non impugnata, è passata in giudicato.

 

6.    Con istanza
15 maggio 2020 introdotta nell’ambito della procedura d’appello nella causa di
merito, AP 1 ha postulato l’annullamento della sentenza 25 novembre 2019 in
applicazione dell’art. 51 CPC, stante l’esito positivo della procedura di
ricusa nei confronti del Pretore F__________ T__________, precisando di non
chiedere - per moderazione e per motivi di economia procedurale, nonché per
evitare spese e dispendio di tempo - l’annullamento di altri atti di procedura
nei quali il giudice ricusato è intervenuto, compresi i verbali di audizione
testi e delle parti da lui redatti e (a giudizio dell’istante) influenzati
dalla sua prevenzione.

A suo dire tutti i
presupposti dell’art. 51 CPC sarebbero adempiuti, avendo essa sin dalla replica
spontanea dell’8 agosto 2019 rivendicato la sospensione della procedura con
effetto immediato, rispettivamente l’assegnazione ad altro magistrato della
stessa sino alla decisione sulla ricusa. Richiesta ribadita nella premessa
dell’allegato di conclusioni del 20 agosto 2019, con la precisazione: “Lo
scrivente tiene ad avvertire che, nel caso in cui l’istanza di ricusa fosse per
finire accolta, si riserva espressamente di chiedere il rifacimento delle
conclusioni e, se nel frattempo cod. Giudice avesse ritenuto di emettere la sua
sentenza di merito, espressamente si riserva di chiederne l’annullamento e il
rifacimento”.

 

L’attore, con
osservazioni 4 giugno 2020, ha dichiarato di rimettersi al prudente giudizio
del tribunale d’appello.

 

7.    Lo scritto
15 maggio 2020 dell’appellante, interpretabile come un’istanza di produzione di
nuova documentazione e una mutazione dell’azione ai sensi dell’art. 317 cpv. 1
e cpv. 2 CPC è ammissibile essendo stato trasmesso 10 giorni dopo la notifica
della decisione 4 maggio 2020 del Pretore Matteo Pedrotti. Quest’ultima può
dunque essere ammessa agli atti, così come gli altri due documenti prodotti,
rispettivamente è possibile riconoscere come richiesta d’appello quella di
annullamento della sentenza impugnata. 

 

8.    L’art. 51
cpv. 1 CPC prevede che gli atti ufficiali ai quali ha partecipato una persona
tenuta a ricusarsi sono annullati e ripetuti se una parte lo richiede entro
dieci giorni da quello in cui è venuta a conoscenza del motivo di ricusazione.

 

Decorso questo termine
la ricusazione ha effetto solo per il futuro (Weber,
Basler Kommentar, ZPO, 3 ed., n. 3 ad art. 51; Donzallaz,
Loi sur le tribunal fédéral, commentaire, art. 38, par. 658). Nell’istanza di
ricusa è così implicitamente contenuta la richiesta che la persona che ne è
oggetto si astenga da ulteriori atti processuali nella causa rispettivamente
che, se continuasse a trattarla, in caso di accoglimento della ricusa, quanto
da essa fatto dopo la sua introduzione sarebbe da annullare e ripetere (Diggelmann, in Brunner/Gasser/Schwander,
ZPO, n. 8 ad art. 51; Weber, op.
cit., n. 3 ad art. 51; Meyer, Schweizerisches
Zivilprozessrecht, pag. 86 seg.; Livschitz,
Stämpfli Handkommentar, ZPO, n. 3 in fine ad art. 51; di diversa opinione: Tappy, Commentaire Romand, CPC, 2 ed.,
n. 5 ad art. 51). In altri termini, se per ottenere l’applicazione dell’effetto
retroattivo di una ricusa agli atti commessi da un giudice prima della relativa
istanza è indispensabile un’esplicita richiesta in tal senso entro il termine
sancito dall’art. 51 cpv. 1 CPC, quelli da lui effettuati dopo sono da
annullare anche in assenza di una specifica rivendicazione. 

 

Si tratta di una
conseguenza diretta del diritto costituzionale di ogni persona (fisica o
giuridica) di essere giudicata da un tribunale indipendente e imparziale (art.
30 cpv. 1 Cost. e art. 6 n. 1 CEDU), che prevale sulle norme del CPC e mira a
escludere che circostanze esterne estranee al processo abbiano un effetto
improprio sulla decisione del tribunale a vantaggio o a discapito di una parte
(DTF 140 III 221 consid. 4.1), escludendo così che una sentenza possa essere
validamente emanata (o essere stata validamente emanata dopo la domanda di
ricusa, come nella fattispecie) da un magistrato la cui ricusazione è stata
confermata in via definitiva con una decisione passata in giudicato.

 

L’art. 51 cpv. 1 CPC
non riserva alcun margine di apprezzamento riguardo all’opportunità o alla
proporzionalità dell’annullamento richiesto, se l’istanza è tempestiva e l’atto
in questione è rinnovabile: le parti hanno un diritto di natura formale a un
giudice indipendente e imparziale, la cui violazione può essere sanzionata a
prescindere dal fatto che essa comporti o meno delle conseguenze effettive (Weber, op. cit., n. 4 ad art. 51).
L’unica eccezione ipotizzabile è quella imposta dal principio della buona fede
e dal divieto di abuso di diritto, per la quale può essere rifiutato il
rifacimento di quegli atti che non potevano in alcun modo essere influenzati
dal magistrato ricusato (Tappy,
op. cit. n. 9 e 10 ad art. 51). 

 

                                   9.   La domanda di
annullamento degli atti procedurali compiuti dal Pretore F__________ T__________
nella causa inc. n. OR.2018.156 dopo l’introduzione dell’istanza di ricusazione
5 luglio 2019 che, di fatto, si limitano unicamente alla stesura e
all’emanazione della sentenza di merito finale del 25 novembre 2019, può così essere
accolta e gli atti devono essere rinviati alla Pretura di Lugano affinché un
altro giudice si pronunci nuovamente.

                                         La misura non comprende
per contro l’annullamento e il rifacimento degli allegati conclusivi delle
parti (nemmeno richiesto dall’appellante), che sono stati prodotti, sì, dopo
l’introduzione dell’istanza di ricusa, ma per i quali il Pretore F__________ T__________
aveva già fissato loro il termine con ordinanza 3 luglio 2019, non invalidata
né invalidabile essendo il relativo diritto perento con riferimento a tutto
quanto avvenuto prima del 29 luglio 2019, ossia 10 giorni prima della replica
spontanea. Di conseguenza, non essendo i contenuti delle conclusioni stati in
qualche modo influenzati dal giudice, cosa nemmeno allegata, e non essendo state
le basi fattuali e probatorie modificate dall’esito della presente procedura,
non sussistono elementi, né motivi validi, per imporne il rifacimento.

 

                                10.   In definitiva
l’appello e, dunque, la richiesta di annullamento della sentenza 25 novembre
2019 del Pretore F__________ T__________ deve essere accolta e l’incarto
ritornato alla Pretura di Lugano per essere affidato ad altro Pretore per
procedere senza indugio all’emanazione di un nuovo giudizio.

                                         Le spese giudiziarie
dovrebbero seguire la soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC) ed essere quantificate
in base al valore litigioso. Tuttavia tenuto conto delle peculiarità del caso
in esame, tenuto conto che sulla questione della ricusa l’appellata si è
rimessa al giudizio di questa Camera, appare opportuno prescindere da una loro
assegnazione (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Per gli stessi motivi non si
assegnano ripetibili.

 

Per
questi motivi,

richiamati
l’art. 107 CPC, la LTG e il RTar

 

decide:

                       1.   L’appello
10 gennaio 2020 di AP 1 è accolto. Di conseguenza la sentenza 25
novembre 2019 (inc. n. OR.2018.156) del Pretore F__________ T__________ è annullata
e la causa rinviata a un altro Pretore della Pretura di Lugano affinché
proceda a emanare un nuovo giudizio.

 

                       2.   Non si prelevano spese processuali. Non si
assegnano ripetibili. 

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -      

  -       

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Contro
la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere pecuniario è dato
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1
LTF), se il valore litigioso è superiore a fr. 30'000.-; per valori inferiori
il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto
di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il
ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso
sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che
intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso
in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e
medesima istanza (art. 119 LTF).