# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2173aff3-44c5-569f-80f7-dd8467cf48cb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-06-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 14.06.2005 12.2004.61
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2004-61_2005-06-14.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2004.61

  	
  Lugano

  14 giugno
  2005/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Epiney-Colombo e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa -inc. n. OA.1995.00247
(già 1310) della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 2- promossa con petizione
7 febbraio 1992 da

 

	
   

  	
   AP 1  

  rappr. da  RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   AO 1  

   

  

con cui
l’attore ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento di fr. 154'560.-
oltre interessi nonché il rigetto in via definitiva dell’opposizione interposta
al PE n. __________ dell’UEF di Lugano; 

 

domande
avversate dal convenuto che ha postulato la reiezione della petizione, e che il
Pretore con sentenza 23 febbraio 2004 ha accolto limitatamente a fr. 28'648.20
più interessi ed accessori;

 

appellante
l'attore con atto di appello 18 marzo 2004, corredato di una richiesta di concessione
dell’assistenza giudiziaria, con cui chiede la riforma del querelato giudizio
nel senso di ammettere la petizione per fr. 140'860.80, protestando spese e
ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre il
convenuto con osservazioni 17 aprile 2004 postula la reiezione del gravame;

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   Il
28 settembre 1990, mentre AP 1 stava riportando a valle del bestiame dall’alpe
di __________ al termine della stagione passando attraverso l’abitato di __________,
AO 1 gli ha sparato da una distanza di 17 m con un fucile Flobert calibro 22,
colpendolo alla clavicola destra, cagionandogli un ematopneumotorace e
mettendone in pericolo la vita, che è stata salvata grazie all’intervento dei
sanitari. Per questi fatti il presidente delle Assise Correzionali di
Lugano-Campagna, con sentenza 15 gennaio 1991 (doc. A), lo ha ritenuto
colpevole di mancato omicidio intenzionale e, ordinata la confisca del fucile e
di 2 bossoli, lo ha di conseguenza condannato alla pena di 18 mesi di
detenzione, sospesi condizionalmente, ed al pagamento in via provvisionale, a
titolo di parziale risarcimento del danno, di fr. 5'000.- alla parte lesa,
rinviata per le sue ulteriori pretese al foro civile.

 

 

                                   2.   Con
la petizione in rassegna, avversata da AO 1, AP 1 ha chiesto la condanna della
controparte al pagamento di un importo arrotondato a fr. 154'560.- oltre
interessi ed accessori, somma corrispondente al pregiudizio da lui asseritamente
subito fino al 31 dicembre 1991. Egli ha in particolare preteso la rifusione
della perdita di guadagno per la sua attività estiva di alpigiano (fr.
45'000.-) e per quella, da lui svolta il resto dell’anno, quale autotrasportatore
(fr. 39'600.-), il rimborso di tutta una serie di danni e di spese, in particolare
la perdita economica per il deperimento del formaggio prodotto sull’alpe (fr.
16'400.-), le spese per un trasporto di merce con l’elicottero (fr. 880.-), le
spese per il recupero e la riconsegna del bestiame caricato sull’alpe (fr.
15'245.-), il costo per il fermo tecnico del suo camion (fr. 3'800.-), un
acconto sulle spese mediche (fr. 10'000.-), le spese d’alloggio della sua
convivente durante la sua degenza (fr. 280.-), i danni causati dal bestiame in
sua assenza (fr. 480.-), il valore di una mucca che ha dovuto essere abbattuta
(fr. 1'700.-), le spese legali preprocessuali (fr. 15'175.80) nonché un’indennità
per torto morale (fr. 15'000.-), dedotto quanto il convenuto gli aveva già
versato (fr. 9'000.-).

 

 

                                   3.   Con
la sentenza qui impugnata il Pretore ha accolto la petizione per fr. 28'648.20
più interessi ed accessori. Il giudice di prime cure ha in sostanza
riconosciuto all’attore, dedotti gli acconti da lui ricevuti, l’integrale
rifusione delle spese per il soggiorno della convivente e per il trasporto del
bestiame nonché i danni causati da quest’ultimo a terzi, come pure, in modo
parziale, le richieste aventi per oggetto la perdita del formaggio (per fr.
14'400.-) e le spese legali preprocessuali (per fr. 7'243.20), respingendo le
ulteriori richieste. Stante la gravità del comportamento del convenuto, la
tassa giustizia e le spese sono state caricate a quest’ultimo, compensate le
ripetibili.

 

 

                                   4.   Con
l’appello che qui ci occupa, corredato di una domanda di concessione dell’assistenza
giudiziaria, l’attore chiede di riformare il giudizio pretorile nella misura in
cui aveva respinto le pretese formulate a titolo di perdita di guadagno, per il
trasporto con elicottero, per fermo tecnico e per torto morale, auspicando infine
che le spese legali preprocessuali gli fossero risarcite in modo integrale. Egli
pretende così che il suo credito sia stabilito complessivamente in fr.
140'860.80 più interessi.

 

 

                                   5.   Delle
osservazioni con cui il convenuto postula la reiezione del gravame si dirà, se
necessario, nei prossimi considerandi.

 

 

                                   6.   Il
Pretore aveva negato ogni pretesa per perdita di guadagno rilevando che
l’attore, cui incombeva l’onere di provare di essere inabile al lavoro al 100%
nel periodo in esame, si era in realtà limitato a produrre alcuni certificati
medici (doc. U, V, Z, A1) e che, di fronte alla loro contestazione da parte del
convenuto, egli non si era preoccupato di farli confermare in sede testimoniale
dai loro estensori, con la conseguenza che gli stessi dovevano essere
considerati alla stregua di una semplice allegazione di parte, priva di
qualsiasi valenza probatoria. 

                                         Con il
gravame l’attore ritiene per contro che i certificati medici da lui versati
agli atti erano ampiamente sufficienti per stabilire la sua incapacità
lavorativa. A ragione. La giurisprudenza ha in effetti già avuto modo di
stabilire che un certificato medico che attesta un’incapacità lavorativa, pur
essendo sindacabile in sede giudiziaria, ha di principio pieno valore
probatorio sino ad eventuale risultanza contraria, che non può però essere
dedotta da sensazioni, ma solo da fatti e prove concrete ed affidabili (Cocchi/Trezzini,
CPC-TI, Lugano 2000, m. 29 seg. ad art. 90; II CCA 28 aprile 2005 inc.
n. 12.2004.139). Nel caso concreto la semplice contestazione dei certificati
medici da parte del convenuto senza il supporto di una prova concreta ed
affidabile, quale sarebbe stata ad esempio una controperizia medica, non è di
per sé sufficiente per mettere in dubbio l’attendibilità dei certificati medici
versati agli atti, e ciò anche se i loro estensori non sono stati chiamati a
confermare in sede testimoniale i loro referti. In tali circostanze spettava
semmai al convenuto e non all’attore far esperire una perizia giudiziaria sulla
particolare questione, per cui, non avendolo fatto, non si può che concludere
per la loro piena valenza probatoria, ciò che però non implica ancora l’accoglimento
delle pretese fatte valere dall’attore a titolo di perdita di guadagno. 

 

 

                                6.1   Per
la sua incapacità lavorativa al 100% nell’attività di autotrasportatore
dipendente o in proprio, chiaramente comprovata dai certificati medici (doc. U,
V, Z, A1, ove è in particolare evidenziata l’impossibilità di effettuare i
movimenti necessari per inserire la retromarcia), l’attore ha chiesto
l’attribuzione di un importo di complessivi fr. 39'600.-, adducendo un guadagno
giornaliero di fr. 200.- durante 6 giorni la settimana, nei periodi ottobre
1990 - aprile 1991 e ottobre 1991 - dicembre 1991. L’istruttoria di causa ha
permesso solo in parte di stabilire quale fosse il guadagno conseguito
dall’attore per questa sua attività nei 3 anni precedenti, anche perché egli si
è sempre fatto tassare d’ufficio e le ditte presso cui pretendeva di aver
lavorato, in parte fallite o fusionate con altre, non sono state in grado di
produrre alcun giustificativo in tal senso. Dai pochi documenti versati agli
atti si è potuto evincere che l’attore, per questa sua attività, tra il
febbraio ed il marzo 1987, lavorando 12 giorni, aveva guadagnato ca. fr.
2'400.- (doc. S1), e che tra il gennaio ed il marzo 1988 aveva avuto un
guadagno di ca. fr. 2'500.- mensili (doc. R1). Dalla documentazione da lui
prodotta in sede di assunzione di prove suppletorie (doc. S2 - U2) è invece risultato
che egli avrebbe guadagnato ca. fr. 47'000.- tra il gennaio ed il giugno 1989,
altri ca. fr. 23'000.- tra l’ottobre e il dicembre di quell’anno e ulteriori
ca. fr. 7'500.- tra il marzo e l’aprile 1990. La teste __________, da parte
sua, ha riferito che egli nel 1987 per i suoi viaggi all’estero aveva guadagnato
degli importi variabili raggiungendo una cifra d’affari mensile di fr. 14'000.-,
che nel 1988 il suo guadagno era stato di ca. fr. 4'000.- mensili, precisando
però che nel 1989 e 1990 egli non aveva eseguito trasporti, avendo provveduto a
costruire rispettivamente a rifinire una stalla a __________ (rogatoria ad
4.2). Quest’ultima categorica affermazione è stata in seguito parzialmente rettificata,
visto e considerato che essa, rispondendo al quesito relativo ai trasporti da
lui svolti tra il 1987 e 1990, ha in seguito precisato che l’attore eseguiva i
suoi trasporti nel solo periodo invernale, mentre in estate si trovava
sull’alpe in Ticino e in primavera ed autunno lavorava alla stalla (rogatoria
ad 4.3), circostanza questa che consente di ritenere che egli aveva lavorato quale
autotrasportatore anche nell’inverno 1989 e lo avrebbe verosimilmente fatto
anche nell’inverno 1990. In tali circostanze, dovendosi applicare l’art. 42
cpv. 2 CO, non appare arbitrario ritenere che nel periodo che ci interessa, e
meglio nei soli mesi invernali (così lo stesso attore nel doc. G) e quindi dal
21 dicembre 1990 al 21 marzo 1991 e dal 21 dicembre 1991 al 31 dicembre 1991,
l’attore avrebbe verosimilmente potuto guadagnare un importo medio di ca. fr.
3'000.- mensili, che è poi quanto l’attore aveva rivendicato in un primo
momento (doc. D), somma di poco superiore a quella, di ca. fr. 2'500.-,
risultante dal doc. R1 per l’anno 1988, ma inferiore a quella, di fr. 4'000.-,
indicata dalla teste __________ per quel medesimo periodo; d’altro canto, se
anche si volessero prendere in considerazione i dati, di per sè contraddetti dalla
teste __________, contenuti nei doc. S2 - U2, risulterebbe che l’importo incassato
nell’inverno 1989/90 e meglio tra dicembre 1989 e marzo/aprile 1990, era di ca.
fr. 12'500.-. A giudizio della scrivente Camera, all’attore, a titolo di
perdita di guadagno quale autotrasportatore fino al 31 dicembre 1991, può
pertanto essere attribuito un importo complessivo non superiore a fr. 10'000.-.

 

 

                                6.2   La
richiesta con cui l’attore chiede la rifusione di fr. 45'000.-, somma che il
perito giudiziario ha invero ritenuto di ridurre a fr. 38'500.- (perizia
giudiziaria p. 8), a titolo di perdita di guadagno per la sua attività di
alpigiano nella stagione estiva 1991 non può invece essere ammessa. Tutti i
certificati medici versati agli atti dall’attore (doc. U, V, Z) sono stati in
effetti allestiti allo scopo di confermare la sua incapacità lavorativa quale
autotrasportatore, ma non si esprimono in alcun modo sulla sua attività quale
alpigiano: questo discorso vale beninteso anche per l’ultimo certificato in
ordine di tempo (doc. A1), che apparentemente concerne ogni attività svolta
dall’attore, ma che in realtà, in assenza di altri riscontri, dev’essere considerato
come implicitamente riferito all’unica attività lavorativa dell’attore, quella
di autotrasportatore, esaminata dal medico curante nelle sue precedenti
attestazioni. Nonostante dagli stessi risulti che l’attore non poteva alzare il
braccio destro oltre l’orizzontale, che accusava una diminuzione della forza
del 50% della mano destra rispettivamente della spalla e che lamentava dolori
ad eseguire lavori pesanti (doc. U e V), ciò non significa però ancora, anche
se l’attività di alpigiano è notoriamente tutt’altro che leggera, che egli dovesse
essere considerato incapace a svolgerla al 100% e ciò anche perché dall’istruttoria
è risultato che egli -come negli anni precedenti (cfr. petizione p. 9, appello
p. 7 seg.)- avrebbe potuto, e anzi dovuto (e ciò indipendentemente
dell’incidente, cfr. complemento perizia p. 4), far capo costantemente all’aiuto
di almeno un bracciante, cui in ogni caso potevano essere delegate le mansioni
più pesanti. Stando così le cose e in assenza di migliori accertamenti in
merito alla sua concreta incapacità lavorativa per tale attività, ne deve
discendere la reiezione della pretesa.

 

 

                                   7.   L’attore
ripropone anche in questa sede la richiesta di rifusione delle spese per un
trasporto di merce con elicottero (fr. 880.-, doc. T1), rilevando che a seguito
dell’incidente egli non era in stato grado di eseguire il trasporto
manualmente, che in ogni caso avrebbe comportato delle spese ancora maggiori.
La richiesta dev’essere respinta. L’attore non ha in effetti indicato quale
fosse la merce concretamente oggetto del trasporto e non ha dunque provato che
la stessa, qualora non vi fosse stato l’incidente, sarebbe stata da lui
trasportata a mano. Dalla stessa documentazione da lui versata agli atti è per
altro risultato che anche l’anno prima, in quel medesimo periodo, egli aveva
ritenuto di far capo all’elicottero per dei trasporti (doc. P1). 

 

 

                                   8.   La
pretesa con cui l’attore fa valere il rimborso di fr. 800.- per le spese di
deposito del camion di sua proprietà durante 20 settimane e di fr. 3'000.- per
fermo tecnico può essere ammessa solo limitatamente alla prima posizione.
L’istruttoria ha in effetti permesso di confermare che a seguito dell’impossibilità
dell’attore a svolgere l’attività di autotrasportatore, il suo camion restò
depositato in un garage per 20 settimane, con una spesa di fr. 800.- (doc. V1, rogatoria
__________ ad 5.1). Quanto all’importo rivendicato a titolo di fermo tecnico,
per altro rimasto privo di qualsiasi riscontro, si osserva che il versamento di
un’indennità a questo titolo sarebbe entrata in considerazione solo nel caso in
cui a seguito dell’incidente fosse rimasto danneggiato anche il veicolo del
leso (Rep. 1976 p. 43 con rif.; II CCA 7 aprile 1993 inc. n.
109/92, 10 novembre 1997 inc. n. 12.97.196), ciò che non si è però verificato
nella fattispecie. 

 

 

                                   9.   L’attore
chiede inoltre in questa sede che le spese legali preprocessuali gli vengano
risarcite integralmente, ovvero in ragione di fr. 15'175.80 e non solo
limitatamente ai fr. 7'243.20 riconosciutigli dal giudice di prime cure. La
richiesta non può trovare accoglimento. La giurisprudenza ha in effetti già
avuto modo di stabilire che le spese connesse all’intervento di un legale prima
dell’apertura di un processo e non comprese nelle ripetibili costituiscono un
elemento di danno, che può far oggetto di un’azione di risarcimento, a
condizione che sia provata la necessità di tale intervento sia in relazione
alla situazione  personale che in relazione alla natura del patrocinio che, a
sua volta, dev’essere necessario, utile ed appropriato (Brehm, Berner
Kommentar, 2. ed., N. 28 ad art. 46 CO; DTF 117 II 101 consid. 6b; Rep.
1989 p. 492; II CCA 27 gennaio 2003 inc. n. 10.1996.26, 11 marzo 2003
inc. n. 12.2002.98). 

                                         Nel caso
di specie buona parte delle prestazioni svolte dal legale dell’attore (doc. G2
e P2) e comprese nell’importo qui rivendicato non sembrano necessarie ai sensi
della citata giurisprudenza. Le ferite riportate dall’attore a seguito dei
fatti non gli impedivano in effetti di occuparsi delle pratiche, poi curate dal
suo legale, relative all’interruzione del contratto di affitto dell’alpe, di
contattare il suo medico curante, di interessarsi in merito ad eventuali
coperture o problemi assicurativi rispettivamente di raccogliere e mettere a
disposizione la documentazione atta a comprovare l’ammontare dei danni da lui
subiti. In tali circostanze l’importo attribuito dal Pretore per le ulteriori
prestazioni svolte dal suo legale -in particolare la partecipazione al
procedimento penale, le richieste extragiudiziali di risarcimento, l’avvio
della procedura esecutiva contro il convenuto e la corrispondenza con i suoi
figli- appare sicuramente congruo e può senz’altro essere confermato.

 

 

                                10.   L’attore,
tenuto conto delle sofferenze patite, chiede infine il riconoscimento di un’indennità
per torto morale di fr. 15'000.-.

                                         Nella
valutazione del torto morale il giudice gode di ampia libertà di apprezzamento
delle circostanze (in particolare genere e gravità del pregiudizio, intensità e
durata delle conseguenze sulla personalità della vittima, grado di colpa
dell’autore). Nel caso di specie -come detto- l’attore, allora cinquantaduenne,
ha riportato, a seguito dei fatti, una ferita all’emitorace destro con una
frattura pluriframmentaria alla clavicola e ematopneumotorace (doc. B) ed è
stato in pericolo di morte (doc. C). Egli è stato dimesso dopo 12 giorni di
ospedalizzazione, anche se non è stato possibile estrargli il proiettile,
tuttora presente in sede subscapolare (doc. C). Il suo medico curante (doc. U,
V, Z, A1, C2) ha in seguito accertato la persistenza di dolori nella zona della
scapola e della spalla destra, l’impossibilità di alzare il braccio destro
oltre l’orizzontale, una diminuzione della forza del 50% della mano destra rispettivamente
della spalla con sensazione di intorpidimento e una difficoltà ad eseguire
lavori pesanti, auspicando l’effettuazione di fisioterapia, di cure ortopediche,
di un ulteriore intervento chirurgico (doc. V) o di esami neurologici (doc. C2).
Anche se non vi sono stati accertamenti medici successivi al dicembre 1991 e dunque
non è dato a sapere quale sia stata l’evoluzione medica del caso, è comunque
provato che l’attore fino a quel momento è stato inabile al 100% nella sua
attività di autotrasportatore. Alla luce di quanto precede, il giudizio con cui
il Pretore ha escluso il riconoscimento, a favore dell’attore, di un’indennità
per torto morale rilevando che i medici avevano escluso danni gravi fisici o
mentali e che questi non aveva lamentato o comunque provato concrete complicazioni
a seguito dei fatti, non può essere confermato. Tenuto conto delle circostanze
evidenziate, non da ultimo del fatto che il convenuto nemmeno nelle proprie
osservazioni ha dato prova di pentimento ribadendo anzi il suo disprezzo verso
la controparte, e preso atto della giurisprudenza in materia (cfr. Hütte/Ducksch,
Die Genugtuung, 3. ed., Zurigo 2003, VIII 1990-1994 N. 14 e 15, VIII 1995-1997
N. 16 e 17d, VIII 1998-2000 N. 15b, 16, VIII 2001 ff. N. 32), questa Camera ritiene
tutto sommato equo attribuirgli la somma di fr. 10'000.- a titolo di indennità
per torto morale. Era del resto questa la somma che l’attore aveva rivendicato
nel dicembre 1991 (doc. P).

 

 

                                11.   Il
danno causato all’attore a seguito dell’incidente può pertanto essere
quantificato in complessivi fr. 58'448.20 (perdita di guadagno per l’attività
di autotrasportatore fr. 10'000.-, deperimento del formaggio fr. 14'400.-,
spese per il recupero e la riconsegna del bestiame fr. 15'245.-, spese deposito
camion fr. 800.-, spese d’alloggio della sua convivente fr. 280.-, danni
causati dal bestiame fr. 480.-, spese legali preprocessuali fr. 7'243.20, indennità
per torto morale fr. 10'000.-).

 

 

                                12.   Giusta
l’art. 44 cpv. 1 CO il giudice può ridurre od anche negare, d’ufficio (Brehm,
op. cit., N. 4 ad art. 44 CO), il risarcimento, se il danneggiato ha consentito
nell’atto dannoso o se circostanze, per le quali egli è responsabile, hanno
contribuito ad aggravare il danno o a peggiorare altrimenti la posizione
dell’obbligato. 

                                         Nel caso
di specie dalla sentenza penale (doc. A) risulta che l’attore, il giorno
dell’incidente, stava riportando a valle una mandria di mucche. Alcune di
queste, giunte all’altezza della stradina privata che dalla strada principale
conduceva alla casa del convenuto, svoltarono in detto passaggio privato anziché
proseguire con le altre. Temendo che esse potessero creare danno alla sua
proprietà, il convenuto, che stava guardando la scena dalla finestra di casa
sua, raggiunse il locale ripostiglio, prese un fucile e sparò un colpo verso le
mucche che ormai avevano raggiunto il suo cancello. L’attore, sentito lo sparo,
andò a vedere quello che era successo e, visto il convenuto alla finestra con
in mano un fucile, dopo aver verbalmente espresso il suo disappunto, raccolse
dei sassi da terra e prese a tirarglieli, tanto che un sasso di gr. 438
raggiunse il vetro della finestra del ripostiglio del convenuto e lo ruppe, ciò
che indusse il convenuto a sparare il secondo colpo che colpì l’attore. A
giudizio della scrivente Camera, il ferimento dell’attore da parte del
convenuto costituisce pertanto una reazione, ancorché certamente
sproporzionata, al comportamento dell’attore, cui nell’occasione va pertanto
attribuita una certa concolpa (Brehm, op. cit., N. 20 segg. ad art. 44
CO), che nelle particolari circostanze impone di ridurre del 10% la misura del
risarcimento del danno, che dev’essere stabilito in fr. 52'603.40 (90% di fr.
58'448.20).

 

 

                                13.   In considerazione
di quanto precede e tenuto conto degli acconti nel frattempo già versati
all’attore, la petizione, in parziale accoglimento dell’appello, può essere
accolta per fr. 43'603.40. A tale somma vanno aggiunti gli interessi moratori
al tasso legale del 5%, l’attore non avendo assolutamente indicato le ragioni
per le quali in questa sede pretendeva un saggio del 6%.

                                         L’esito
della lite non giustifica di riformare il giudizio pretorile sugli oneri
processuali. Le spese e le ripetibili di secondo grado seguono la soccombenza
(art. 148 CPC), ritenuto però che il fatto che da una parte l’attore abbia
fatto capo ad un legale, il che, essendo egli risultato maggiormente
soccombente, imporrebbe di riconoscergli un‘indennità ripetibile ridotta (calcolata
in base alla TOA), e che dall’altra il convenuto abbia allestito le sue
osservazioni di persona, ciò che imporrebbe di attribuirgli un’equa indennità per
il solo dispendio di tempo impiegato (Cocchi/Trezzini, op. cit., m. 10
ad art. 150), giustifica tutto sommato di compensare le rispettive indennità.
Vista la comprovata situazione d’indigenza dell’attore e la probabilità di
esito favorevole della procedura d’appello, questi è posto al beneficio dell’assistenza
giudiziaria per la seconda istanza.

 

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati l’art. 148 CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello
18 marzo 2004 di AP 1 è parzialmente accolto. Di conseguenza la sentenza
23 febbraio 2004 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 2, invariati
gli altri dispositivi, è così riformata:

 

                                         1.1   AO 1, __________, è
condannato a versare a AP 1, __________, l’importo di fr. 43'603.40 oltre
interessi al 5% dal 17 dicembre 1991.

                                         1.2   Limitatamente
a questo importo è rigettata in via definitiva l’opposizione interposta al PE
n. __________ dell’UE di Lugano. 

                                      

 

                                   II.   L’istanza
di ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria per la procedura di
appello presentata da AP 1 è accolta, con il gratuito patrocinio de____________________
RA 1.

 

 

                                  III.   Le
spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) 
tassa di giustizia                          fr.         1’950.--

                                         b) 
spese                                            fr.              50.--

                                         T
o t a l e                                            fr.         2’000.--

 

                                         da
anticiparsi dall’appellante, restano a suo carico e per esso, al beneficio
dell’assistenza giudiziaria, dello Stato per 7/8 e per 1/8 sono poste a carico
dell’appellato, compensate le indennità di appello.

 

 

                                 IV.   Intimazione:

	
   

  	
  -    

  -      

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di Lugano, Sezione 2

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario