# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f0d9fbf5-8ee3-5427-bea6-e3a71b49d27b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-02-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.02.2023 D-1203/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1203-2022_2023-02-03.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1203/2022 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  3  f e b b r a i o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Nina Spälti Giannakitsas, Contessina Theis,  

cancelliere Demis Mirarchi. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…),  

Afghanistan,   

patrocinato dalla signora Simona Cautela, SOS Ticino 

Protezione giuridica della Regione Ticino e  

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito / paese terzo sicuro [Grecia]) ed 

allontanamento); 

decisione della SEM del 7 marzo 2022 / N (…). 

D-1203/2022 

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Fatti: 

A.  

L’interessato, asserito cittadino afgano, ha presentato una domanda d’asilo 

in Svizzera il (…) ottobre 2021 (cfr. atto SEM […]-2/2). 

B.  

Dalle investigazioni della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: 

SEM) nella banca dati europea “EURODAC”, è risultato che il richiedente 

aveva depositato una domanda d’asilo in Grecia l’(…) ottobre 2019, otte-

nendone la protezione internazionale il (…) gennaio 2021 (cfr. atti SEM 

10/1 e 11/1).  

C.  

Alla luce dei dati indicati nell’apposito formulario, la SEM ha incaricato il 

Centro universitario romando di medicina legale dello svolgimento di una 

perizia per determinare l’età del richiedente asilo, indicendone lo svolgi-

mento per il (…) novembre 2021 (cfr. atto SEM 14/2).  

D.  

Il (…) novembre 2021 il richiedente è stato sentito quale minore non ac-

compagnato nell’ambito di un’audizione durante la quale la SEM gli ha in 

particolare posto quesiti circa le sue generalità, in merito alla sua prove-

nienza e al viaggio che lo ha condotto in Svizzera, oltre che brevemente 

sui motivi d’asilo (cfr. atto SEM 26/11 [di seguito: verbale RMNA]). Nel 

corso del medesimo colloquio, l’autorità inferiore ha inoltre informato il ri-

chiedente l’asilo della possibile competenza della Grecia per il trattamento 

della sua domanda d’asilo, ed ha prospettato una possibile non entrata nel 

merito della domanda in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi. Rife-

rendo di una situazione complicata e di un sistema di accoglienza lacunoso 

– contraddistinto in particolare da una mancanza di aiuto nei suoi confronti 

−, l’interessato ha manifestato la sua opposizione ad un trasferimento nella 

Repubblica Ellenica.  

E.  

Le risultanze della summenzionata perizia – inoltrate all’autorità di prima 

istanza il (…) novembre 2021 e basate su di un esame clinico e su referti 

radiologici (panoramica dentaria, radiografia standard della mano sinistra 

e tomografia delle articolazioni sterno clavicolari) – hanno stabilito che l’età 

minima del richiedente sarebbe di 19 anni (età media fra i 20 e i 24 anni). 

Tale dato è stato dedotto in particolare dalla tomografia delle articolazioni 

sterno clavicolari che conferisce all’interessato un’età ossea minima di 19 

anni (età media di 23.6 anni con deviazione standard di 2.6 anni) e 

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dall’esame odontostomatologico indicante un’età media di 20.5 anni 

(cfr. atto SEM 30/11).   

F.  

Dietro sua espressa richiesta (cfr. atto SEM 29/1), il 30 novembre la SEM 

ha trasmesso al richiedente il verbale RMNA (cfr. atto SEM 32/1).  

G.  

Per il tramite della sua patrocinatrice, con scritto del (…) dicembre 2021 il 

richiedente ha riferito delle difficili condizioni nel quale egli si sarebbe ritro-

vato in Grecia (cfr. atto SEM 33/2). In tal senso, lo stato ellenico non 

l’avrebbe supportato, segnatamente aiutandolo ad accedere ad un allog-

gio. Impossibilitato a reperire i documenti necessari, egli non avrebbe inol-

tre potuto accedere al cosiddetto “Helios Program”. Egli avrebbe anche 

tentato di trovare un impiego lavorativo, senza successo.  

L’interessato ha accluso alla missiva – onde sostanziare la propria versione 

dei fatti – della documentazione fotografica e ritraente il richiedente in di-

versi contesti, una serie di e-mail testimonianti l’inoltro di candidature spon-

tanee, nonché una chiave USB contenente materiale multimediale. 

H.  

Rimettendogliene una copia anonimizzata, il (…) dicembre 2021 la SEM 

ha reso partecipe il richiedente delle succitate risultanze peritali (cfr. atto 

SEM 34/3); nel fare ciò, l’autorità inferiore gli ha nel contempo spiegato che 

alla luce dei riscontri ivi emersi, avrebbe considerato inverosimile la minore 

età addotta, modificando di conseguenza la data di nascita iscritta nel Si-

stema d’informazione centrale sulla migrazione (SIMIC). Inoltre, l’autorità 

in parola ha informato l’interessato quanto al fatto che, avendo egli doman-

dato lo svolgimento della prossima audizione alla presenza di sole funzio-

nare di sesso femminile, egli rinunciava de facto ai diritti di cui all’art. 6 OAsi 

1. 

La SEM ha dunque concesso al richiedente il diritto di essere sentito anche 

in merito alle succitate questioni (cfr. atto SEM 34/3).  

I.  

Per il tramite della sua patrocinatrice, quest’ultimo ha esercitato tale facoltà 

ed ha inoltrato le proprie osservazioni in data (…) dicembre 2021 (cfr. atto 

SEM 38/3). Egli – oltre a discorrere sull’interpretazione giuridica dell’art. 6 

OAsi 1 – ha in buona sostanza chiesto di essere considerato minorenne.   

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J.  

Il (…) dicembre 2021, l’autorità di prima istanza ha concesso al richiedente 

il diritto di essere sentito in merito ad un’eventuale non entrata nel merito 

della domanda d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi con allonta-

namento verso la Grecia (cfr. atto SEM 41/1).  

K.  

Il medesimo giorno, l’autorità in parola ha presentato alle competenti auto-

rità elleniche una richiesta di riammissione di A._______ (cfr. atto SEM 

42/2) in applicazione della Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo 

e del Consiglio del 16 dicembre 2008 recante norme e procedure comuni 

applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui sog-

giorno è irregolare (GU L 348/98 del 24.12.2008; di seguito: direttiva ri-

torno) e dell’Accordo bilaterale di riammissione tra la Grecia e la Svizzera 

per le persone a beneficio di una protezione internazionale (Accordo tra il 

Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica ellenica concer-

nente a riammissione di persone in situazione irregolare [RS 

0.142.113.729]).  

L.  

Con scritto di medesima data, la patrocinatrice ha postulato una proroga 

del termine assegnatole per inoltrare una risposta al diritto di essere sen-

tito; tale istanza è stata accolta dalla SEM, che ha prorogato il termine sino 

al (…) dicembre 2021 (cfr. atti SEM 46/1 e 47/1).  

M.  

Il (…) dicembre 2021 la Grecia ha accettato la riammissione precisando – 

su richiesta svizzera − che all’interessato sarebbe stata riconosciuta prote-

zione internazionale sussidiaria ed egli era titolare di un permesso di sog-

giorno valido dal (…) gennaio 2021 al (…) gennaio 2022 (cfr. atto SEM 

49/1).  

N.  

Il (…) dicembre 2021 il richiedente ha fatto uso del suo diritto di essere 

sentito, rimettendo all’autorità inferiore un memoriale di diverse pagine (cfr. 

atto SEM 51/5). Per mezzo di quest’ultima comparsa scritta, egli ha dap-

prima censurato – disquisendone peraltro ampiamente le criticità anche da 

un punto di vista generale − le difficili condizioni di accoglienza cui avrebbe 

dovuto far fronte nella Repubblica Ellenica, Paese in cui avrebbe perdipiù 

vissuto eventi traumatici, come, a titolo esemplificativo, l’incendio del 

campo di Moria e l’accoltellamento di un amico. L’interessato ha altresì 

avanzato problematiche di natura medica e di una gravità tale da ostare al 

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trasferimento verso la Grecia. Infine, egli ha concluso all’esame nazionale 

della domanda d’asilo o quantomeno alla predisposizione di un rapporto 

medico di dettaglio (F4) e all’ottenimento di opportune garanzie di alloggio 

e di cura confacenti al suo stato di vulnerabilità. 

O.  

Il 22 febbraio 2022 l’interessato si è sottoposto ad un ennesimo consulto 

medico (cfr. atto SEM 62/2), la cui certificazione è andata ad aggiungersi 

alla nutrita documentazione medica acquisita agli atti sino a quel punto 

dall’autorità inferiore (cfr. atti SEM 13/2, 16/2, 20/2, 23/2, 24/3, 36/2, 37/2, 

52/3, 53/2, 54/2, 55/2, 58/2, 59/3, 60/2 e 61/2).   

P.  

Il (…) marzo 2022, la SEM ha presentato al richiedente un progetto nega-

tivo sul quale lo stesso potesse pronunciarsi (cfr. atto SEM 66/24). L’inte-

ressato si è espresso in merito con un parere del (…) marzo 2022 (cfr. atto 

SEM 67/9).  

A mente di quest’ultimo, il progetto trasmessogli andrebbe anzitutto modi-

ficato nella misura in cui, contrariamente a quanto rilevato dalla SEM, la 

Grecia non gli avrebbe riconosciuto la qualità di rifugiato, bensì la sola pro-

tezione sussidiaria. Inoltre, ha proseguito l’interessato, l’autorità inferiore 

non avrebbe sufficientemente dettagliato alcuni elementi alla base del suo 

convincimento; in particolare, egli non sarebbe in misura di comprendere 

se la SEM abbia verificato la possibilità di un seguito medico adeguato 

dopo l’eventuale riammissione, o, ancora, le valutazioni della SEM quo al 

rinnovo del permesso di soggiorno, nel frattempo scaduto ed impossibile 

da rinnovare. A ciò si aggiungerebbe il fatto che le risultanze peritali circa 

la determinazione dell’età non sarebbero state confacentemente interpre-

tate. D’altronde, egli avrebbe prodotto la tazkira a supporto dell’età addotta, 

corroborandola con spiegazioni chiare e coerenti. Oltretutto, non andrebbe 

disatteso che la differenza fra la data di nascita allegata e quella registrata 

dalla SEM vi sarebbe una differenza di poco più di un anno. Infine, egli ha 

riproposto un’analisi concernente le carenze del sistema d’accoglienza 

greco e le difficili condizioni con le quali egli sarebbe stato confrontato nella 

Repubblica Ellenica.  

In conclusione, egli ha chiesto che la SEM rinunci all’emissione di una de-

cisione di non entrata nel merito e ad un allontanamento verso la Grecia, o 

quantomeno che riprenda l’istruttoria per chiarire i problemi di salute e la 

compatibilità con il trasferimento verso il Paese in parola.  

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Q.  

Con decisione del (…) marzo 2022, notificata il giorno stesso (cfr. atto SEM 

70/1), la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo ai sensi 

dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi ed ha pronunciato l’allontanamento del ri-

chiedente verso la Grecia, ordinandone contestualmente l’esecuzione.  

In primo luogo, l’autorità inferiore ha ritenuto che l’insorgente non abbia 

reso verosimile la minore età allegata, sia a causa delle dichiarazioni rese 

nel corso dell’audizione RMNA che degli esiti peritali, i quali avrebbero at-

testato inequivocabilmente la maggiore età. Del resto, la tazkira prodotta 

in copia dal richiedente, non attesterebbe inequivocabilmente la sua data 

di nascita.  

Proseguendo nella sua analisi, la SEM ha poi osservato che il Consiglio 

federale avrebbe designato la Grecia come Stato terzo sicuro ai sensi 

dell'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, Paese che avrebbe riconosciuto al richie-

dente protezione sussidiaria e che avrebbe acconsentito alla sua riammis-

sione. Dopo averle doviziosamente riassunte, l’autorità inferiore ha poi 

puntualmente respinto le argomentazioni eccepite nel parere alla bozza di 

decisione. Concludendo nel suo esposto, l’autorità inferiore ha rilevato che 

le osservazioni del richiedente non permetterebbero di ritenere un rischio 

di essere esposto a trattamenti contrari all’art. 3 CEDU per il caso in cui 

facesse ritorno in Grecia.   

R.  

Con ricorso del 14 marzo 2022 (cfr. tracciamento degli invii; data d’entrata: 

15 marzo 2022), l’interessato è insorto dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale (di seguito: il Tribunale) contro la summenzionata decisione della 

SEM ed ha concluso in via principale all’accoglimento dell’impugnativa, 

all’annullamento della decisione impugnata ed alla restituzione degli atti 

all’autorità inferiore per un nuovo esame delle allegazioni ed affinché tratti 

in Svizzera la domanda d’asilo; in subordine, egli ha domandato restitu-

zione degli atti alla SEM per i necessari complementi istruttori. Egli ha al-

tresì richiesto l’assistenza giudiziaria nel senso dell’esenzione dal paga-

mento delle spese di giudizio e del relativo anticipo, il tutto con protesta di 

tasse e spese. 

Nel suo memoriale ricorsuale, il richiedente, dopo aver esposto e precisato 

l’istoriato processuale, si duole in limine di un accertamento inesatto ed 

incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti da parte dell’autorità di prima 

istanza. Quest’ultima avrebbe innanzitutto erroneamente registrato in SI-

MIC, la sua data di nascita, facendola risalire al (…) anziché al (…), come 

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invece prospettato. Benché per il seguito la SEM abbia corretto tale 

aspetto, la data sbagliata sarebbe stata trasmessa alle autorità greche con 

la richiesta di riammissione, senza che venissero poi informate della retti-

fica. Ne risulterebbe che la SEM non avrebbe accertato in maniera ade-

guata e corretta tutti i fatti giuridicamente rilevanti, arrecando un grave pre-

giudizio al ricorrente, oltre che una lesione di un interesse degno di prote-

zione quale la sua identità. Successivamente, l’insorgente confuta le valu-

tazioni enucleate in merito alla sua asserita minore età. L’autorità resistente 

ancorerebbe infatti integralmente il proprio giudizio all’esito della perizia 

medico-legale, esimendosi dal soppesare gli elementi a favore dell’età da 

lui riferita. Del resto, oltre ad aver esposto dichiarazioni lineari in merito alla 

propria età, egli avrebbe anche prodotto la copia della tazkira. In sunto 

quindi, conto tenuto del fatto che la giurisprudenza topica non esclude-

rebbe la possibilità di sovvertire esiti peritali simili, il ricorrente andrebbe 

considerato minorenne. A ciò si aggiungerebbe che l’accertamento dei fatti 

medici esperito dalla SEM risulterebbe parimenti incompleto. In questo 

senso, dagli atti all’inserto non risulterebbe un quadro d’insieme chiaro di 

tutte le evidenze cliniche. Oltretutto, osserva ancora l’insorgente, difette-

rebbe “tutta una serie di valutazioni assenti negli atti medici ordinari, vale a 

dire l’esplicitazione dei trattamenti necessari e quindi anche una prognosi, 

con o senza tali trattamenti, anche in vista di una interruzione degli stessi 

a breve termine”. Infine, è opinione del richiedente che nell’elaborare la 

decisione avversata, l’autorità inferiore sarebbe incorsa in un’ulteriore vio-

lazione del principio inquisitorio. Nel sindacato provvedimento, la mede-

sima non avrebbe chiarito la condizione statutaria del richiedente in Grecia 

dato che, nel frattempo, il permesso di soggiorno attribuitogli sarebbe de-

caduto senza possibilità di rinnovo, atteso che hai sensi della legislazione 

ellenica egli avrebbe dovuto richiederlo almeno 30 giorni prima della sca-

denza. Pertanto, prosegue il ricorrente, prima di emettere la decisione im-

pugnata la SEM avrebbe dovuto ottenere garanzie in merito al rinnovo del 

permesso di soggiorno per protezione sussidiaria, a difetto delle quali, egli 

si ritroverebbe in condizioni statutarie paragonabili a quelle di persone in 

condizione di irregolarità. D’altronde, sarebbe notorio come le condizioni di 

vita dei richiedenti asilo in Grecia siano incompatibili con gli standard mi-

nimi in materia d’alloggio, assistenza e cure mediche, di modo che un rinvio 

dell’interessato costituirebbe una violazione degli art. 3 CEDU e art. 4 

Carta UE.  

In un passo successivo, egli lamenta difficoltà nell’accedere ad un alloggio, 

ad un seguito psicoterapeutico e al programma denominato “Helios”. A ri-

prova di ciò, oltre che del fatto ch’egli si sarebbe adoperato per rivendicare 

i propri diritti presso gli uffici ellenici competenti, egli avrebbe prodotto tutte 

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le prove che sarebbe riuscito a procurarsi. I suoi sforzi sarebbero peraltro 

stati doviziosamente elencati nel provvedimento impugnato, senza tuttavia 

essere effettivamente ponderati dall’autorità resistente, la quale non sa-

rebbe finanche entrata nel merito di quanto da lui eccepito, replicando con 

risposte unitarie e standardizzate. Per il resto − esponendo le difficili con-

dizioni con le quali egli sarebbe stato confrontato durante il suo soggiorno 

in Grecia, segnatamente gli episodi dei quali egli sarebbe stato testimone 

− il richiedente disserta lungamente sulle degradate condizioni d’acco-

glienza e di sicurezza nel Paese ellenico e delle difficoltà ivi riscontrate.  

Concludendo, l’insorgente rimprovera all’autorità inferiore di aver fatto ap-

plicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi. In effetti, previo richiamo di alcune 

sentenze e di un rapporto dell’OSAR, vi sarebbe da rilevare che la situa-

zione dei beneficiari di protezione internazionale ivi in essere, non permet-

terebbe di considerare la Grecia come uno Stato terzo sicuro. Del resto, 

non vi sarebbe modo di considerare conformi agli standard minimi in del 

diritto internazionale – ed in particolare gli art. 3 CEDU e 4 Carta UE – le 

condizioni di vita riferite dettagliatamente dal ricorrente. In definitiva, nel 

domandare la riammissione alle autorità elleniche, la SEM avrebbe quan-

tomeno dovuto accennare alla vulnerabilità del richiedente e domandare 

garanzie di alloggio e cure oltre che al rinnovo del permesso per protezione 

sussidiaria.  

A supporto della propria impugnativa, l’insorgente ha accluso all’allegato 

ricorsuale l’atto medico F2 dell’(…) marzo 2022.  

S. 

Con scritti del (…) marzo 2022 e del (…) settembre 2022, il richiedente ha 

aggiornato il Tribunale circa lo stato del suo quadro clinico, segnatamente 

rimettendo l’atto medico medico F2 del (…) marzo 2022 nonché il rapporto 

medico confezionato il (…) settembre 2022 dal (…). 

T. 

Il (…) novembre 2022 la SEM ha risposto al ricorso e ha preso posizione 

sui nuovi atti medici del (…) marzo 2022 e del (…) settembre 2022. 

U. 

Il ricorrente si è espresso in replica il (…) novembre 2022. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.  

  

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Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).  

Presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una decisione in 

materia d’asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31 – 33 LTAF), il ricorso è 

di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 52 

cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5) 

e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi 

dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né 

dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della 

decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 

consid. 2). Altresì si rileva che il Tribunale, adito con un ricorso contro una 

decisione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad 

esaminare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 con-

sid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 

3.  

Il ricorrente ritiene dapprima che l’autorità inferiore lo abbia, a torto, consi-

derato quale maggiorenne in corso di procedura. 

3.1 Qualora la questione della minore età dell’interessato sia contestata, 

ed essendo determinante a livello procedurale, si necessita di dirimere pre-

liminarmente tale aspetto. Questo in quanto, la qualità di minore non ac-

compagnato, impone alla SEM il rispetto di alcune esigenze procedurali 

nell’ambito della trattazione della domanda d’asilo (cfr. art. 17 cpv. 3 LAsi), 

che se non ossequiate possono condurre all’annullamento della decisione 

avversata e alla retrocessione degli atti all’autorità inferiore 

(cfr.  DTAF 2019 I/6 consid. 3.3; DTAF 2014/30 e fra le tante, sentenza 

D-4432/2021 del 28 ottobre 2021 consid. 4.1). 

3.2 Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa ‒ si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). La determinazione 

dei fatti e l’applicazione della legge non sono aspetti disgiunti (cfr.  ISABELLE 

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HÄNER, in: Häner/Waldmann, Das erstinstanzliche Verwaltungsverfahren, 

2008, n. 34). Significativo è il substrato fattuale per le condizioni di applica-

zione della norma giuridica (cfr. sentenza del Tribunale  

D-291/2021 del 9 marzo 2021 consid. 7.2.2). In concreto, l’autorità deve 

procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, chiarire 

le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune prove a 

riguardo (cfr. DTF 140 I 285 consid. 6.3.1). L’istruzione d’ufficio (“Amtser-

mittlung”) è da ritenersi conclusa nel momento in cui i fatti giuridicamente 

rilevanti sono stati chiariti o quando, in modo non arbitrario, si può partire 

dall’assunto che ulteriori chiarimenti non porteranno a conoscenze aggiun-

tive sulla questione (cfr. DTAF 2012/21 consid. 5). Qualora un fatto rimanga 

non comprovato nonostante un accertamento completo e corretto dei fatti, 

occorre fare riferimento alle regole sulla ripartizione dell’onere della prova 

derivanti dall’applicazione analogica dell’art. 8 CC (cfr. DTAF 2019 I/6 con-

sid. 5.3; 2015/1 consid. 4.2 e rif. citati).  

3.3 Quando in sede ricorsuale vengono identificate delle carenze nell’ac-

certamento dei fatti il caso va di principio retrocesso all’autorità di prima 

istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo e completo ac-

certamento dei fatti (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor 

dem Bundesverwaltungsgericht, 2° ed. 2013, n. 2.191, sentenze del Tribu-

nale D-3567/2019 del 29 novembre 2019 consid. 5.2 e D-1443/2016 del 22 

febbraio 2017 consid. 4.2). Ciò nondimeno, il Tribunale resta libero di rac-

cogliere gli elementi necessari al giudizio se una tale soluzione appare giu-

diziosa per ragioni di economia procedurale (cfr. DTAF 2012/21 consid. 5 

e rif. citati). 

3.4 Qualora un fatto rimanga non comprovato nonostante un accertamento 

completo dei fatti, occorre di norma fare riferimento alle regole sulla ripar-

tizione dell’onere della prova derivanti dall’applicazione analogica 

dell’art. 8 CC. Le stesse hanno infatti portata allorquando le misure istrut-

torie necessarie non abbiano permesso di chiarire determinati aspetti (cfr. 

sentenze del Tribunale D-3567/2019 consid. 5.3, D-5091/2019 dell’8 otto-

bre 2019 consid. 6.3 e A-2888/2016 del 16 giugno 2017 consid. 3.2; 

THIERRY TANQUEREL, Manuel de droit administratif, 2a ed. 2018, n. 1563). 

Su tali presupposti, la parte che intende prevalersi di una circostanza è 

tenuta a sopportare le conseguenze della mancata prova al riguardo o, in 

caso di grado ridotto, dell’assenza di verosimiglianza (cfr. DTF 138 V 222 

consid. 6, 133 V 216 consid. 5.5, 133 V 205 consid. 5.5; DTAF 2008/24 

consid. 7.2; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit, n. 3.150).  

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3.5 Per quanto concerne la minore età, è al richiedente asilo che incombe 

l’onere della prova al riguardo (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della 

Commissione svizzera di ricorso in materia d’asilo [GICRA] 2004 n. 30 con-

sid. 5.1 pag. 208, 2001 n. 22 consid. 3 pag. 180 e seg., GICRA 2000 n. 19 

consid. 8b pag. 188, sentenze del Tribunale D-3567/2019 del 29 novembre 

2019 consid. 5.4, E-4768/2017 del 4 luglio 2019, consid. 3.1, MATTHIEU 

CORBAZ, La détermination de l’âge du requérant d’asile, in : Actualité du 

droit des étrangers, Jurisprudence et analyses, vol. II, 2015, pag. 31 e 

seg.). In presenza di un accertamento dei fatti esaustivo e corretto (cfr. su-

pra consid. 5.1), se la valutazione globale degli atti di causa non permette 

di ritenere che l’interessato la abbia resa verosimile, questi sarà tenuto ad 

assumersene le conseguenze, venendo conseguentemente considerato 

maggiorenne (cfr. GICRA 2001 n. 23 consid. 6c pag. 187, sentenze del Tri-

bunale D-5091/2019 dell’8 ottobre 2019 consid. 6.3 e E-4768/2017 con-

sid. 3.1).  

3.6 Salvo casi particolari la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pregiu-

diziale sulla questione della minore età (cfr. DTAF 2009/54 consid. 4.1, GI-

CRA 2004 n. 30 consid. 5.3 pag. 109, sentenze del Tribunale D-3567/2019 

consid. 5.5, E-5386/2019 del 31 ottobre 2019 consid. 4.3.1). Per giungere 

ad una determinazione al riguardo, l’autorità si basa sui documenti d’iden-

tità autentici depositati agli atti così come sui risultati delle audizioni relati-

vamente al quadro personale dell’interessato nel paese d’origine, alla sua 

cerchia famigliare ed al suo curriculum scolastico (cfr. sentenze del Tribu-

nale E-5386/2019 precitata, D-858/2019 del 26 febbraio 2019, 

E-7324/2018 del 15 gennaio 2019). Se necessario ordina una perizia me-

dica volta alla determinazione dell’età (cfr. art. art. 17 cpv. 3bis in relazione 

con l’art. 26 cpv. 2 LAsi; DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2.2; sentenza del Tribu-

nale F-5354/2018 del 27 settembre 2018). Una volta esperita l’istruttoria, 

la Segreteria di stato procede ad un apprezzamento globale degli elementi 

in presenza in ossequio ai principi sopra citati (cfr. supra consid. 6.1-6.4 e 

riferimenti citati).  

3.7 I metodi applicati in Svizzera per la determinazione medica dell’età for-

niscono, a seconda del risultato, indizi da ponderare in modo diverso per 

stabilire se una persona è maggiorenne. Gli accertamenti fondati sull’ap-

proccio a tre pilastri prevedono, di norma, un esame clinico ed una radio-

grafia della mano seguiti da una tomografia sterno clavicolare e da un 

esame dello sviluppo dentale. L’esame clinico e la radiografia della mano 

non permettono di determinare in modo attendibile se una persona ha rag-

giunto o meno la maggiore età. La radiografia della mano viene però 

tutt’ora regolarmente utilizzata per stabilire se è necessario procedere con 

D-1203/2022 

Pagina 12 

la tomografia sterno clavicolare e con l’analisi dello sviluppo dentale. La 

consultazione clinica permette invece, congiuntamente ad un’anamnesi 

dell’interessato, di riscontrare eventuali anomalie nello sviluppo corporeo 

influenti sulla stima dell’età. La tomografia sterno clavicolare e l’esame 

dello sviluppo dentale, possono invece, a seconda del risultato, condurre 

ad indizi più o meno concreti sulla maggiore età del richiedente l’asilo. Qua-

lora entrambe le investigazioni indichino un’età minima superiore a 18 anni, 

v’è da ritenere un indizio molto forte di maggiore età. Se da uno solo degli 

esami in parola risulti un’età minima superiore a 18 anni ma i rispettivi in-

tervalli tra età minima e massima si attestino su valori equivalenti, la mag-

giore età permane altamente probabile. La stessa è invece solo debol-

mente probabile se, con una sola età minima superiore a 18 anni, non vi è 

sovrapposizione tra gli intervalli, pur in presenza una spiegazione medica 

plausibile giustificante la diversa scala di valori. Vi sono poi ulteriori casisti-

che nelle quali le risultanze della tomografia sterno clavicolare e dell’esame 

dello sviluppo dentale apportano solo indizi molto deboli rispettivamente 

nessun indizio di maggiore età. Ad ogni modo, quanto più gli accertamenti 

medici costituiscono un indizio a favore della maggiore età, tanto meno è 

necessario procedere ad un apprezzamento generale delle prove 

(cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2 e riferimenti citati; DTAF 2019 I/6 con-

sid. 5.6). 

3.8 La valutazione dei referti medici in parola da parte delle autorità prepo-

ste si effettua in applicazione delle norme processuali usuali (cfr. DTAF 

2018 VI/3 consid. 4.2.3). L’elemento determinate per giudicare del valore 

probatorio di un mezzo di prova non è né la sua origine né la sua designa-

zione come rapporto o come perizia (GICRA 2002 n. 18 consid. 4). Gli ac-

certamenti medici volti a determinare l’età rientrano nelle informazioni 

scritte ai sensi dell’art. 49 della Legge di procedura civile federale (PCF; 

RS 283), applicabile su rimando dell’art. 19 PA. Tali referti soggiacciono al 

libero apprezzamento delle prove (art. 40 PCF e 19 PA). Tuttavia, dal mo-

mento che i riscontri in essi contenuti sono resi da una persona con cono-

scenze specifiche, ci si può scostare dai medesimi solo in presenza di indizi 

concreti atti a metterne in dubbio l’affidabilità (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.7 

e riferimenti ivi citati). 

4.  

4.1  

4.1.1 Ora, nella fattispecie in esame sia la tomografia sterno clavicolare 

che l’esame dello sviluppo dentale hanno indicato un’età minima superiore 

a 18 anni. Già solo per queste ragioni, v’è da annoverare un indizio molto 

importante di maggiore età, indizio che del resto nemmeno è stato messo 

D-1203/2022 

Pagina 13 

direttamente in discussione nell’allegato ricorsuale. Altresì, dagli atti all’in-

serto non traspare che le esigenze formali minime prescritte dalla giurispru-

denza non siano in casu state ossequiate, a maggior ragione ponendo la 

mente al fatto che il richiedente non eccepisce alcunché al riguardo. Il rap-

porto non è infatti contraddittorio e si riferisce direttamente alla persona 

dell’insorgente. Lo stesso è poi ben motivato e tiene in debita considera-

zione l’anamnesi dell’interessato. Visti i risultati, vi è dunque solo un ridotto 

margine di apprezzamento delle ulteriori prove versate agli atti, essendo 

l’esito degli accertamenti medici, che attestano un’età inequivocabilmente 

superiore a 18 anni, in concreto particolarmente concludente (cfr. DTAF 

2019 I/6 consid. 6.1). 

4.1.2 Su tali nitidi presupposti, viene da sé che la tazkira prodotta dal ricor-

rente a sostegno della propria versione dei fatti, non permetta di sovvertire 

gli esiti peritali, tanto più se considerato che per invalsa giurisprudenza il 

documento in parola dispone di un valore probatorio assai ridotto 

(cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 6.2 e 6.3). Così stando le cose, anche proce-

dendo ad una ponderazione complessiva ed ammettendo l’ipotetica linea-

rità e coerenza di quanto da lui esposto, non v’è modo in casu di ritenere 

minorenne l’interessato.  

In sunto, è dunque a giusto titolo che l’autorità inferiore lo ha considerato 

maggiorenne. 

4.2 Per il resto, è doveroso evidenziare che né il fatto di aver indicato una 

data di nascita erronea alle autorità elleniche, così come neppure il fatto di 

non aver atteso l’inoltro del diritto di essere sentito del ricorrente prima di 

chiederne la riammissione alla Grecia, permette di concludere all’esistenza 

di una violazione del principio inquisitorio.  

4.2.1 Innanzitutto, registrando in SIMIC la data di nascita del 21 marzo 

2001 anziché del 21 marzo 2003 – svista peraltro corretta nel frattempo 

(cfr. atti SEM 56/2 e 57/1) −, la SEM non ha arrecato alcun danno all’inte-

ressato, ritenuto che in entrambi i casi il ricorrente risultava maggiorenne. 

Per di più, lo sbaglio non ha dato adito a fraintendimenti con le autorità 

elleniche dal momento che quest’ultime hanno inteso l’identità del richie-

dente, risalendo finanche alla domanda d’asilo da lui depositata in Grecia.  

4.2.2 Oltretutto, visto l’inciso formulato nel memoriale ricorsuale, è d’uopo 

osservare che esimendosi dall’attendere le osservazioni della richiedente 

in merito alla paventata applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, la SEM 

non ha adottato un comportamento suscettibile di costituire una violazione 

D-1203/2022 

Pagina 14 

di alcun tipo. D’altro canto, le informazioni riunite sino a quel momento ap-

parivano sufficienti per interpellare le autorità elleniche, le quali rimanevano 

comunque libere di chiedere maggiori chiarimenti alla Svizzera.  

4.3 Quanto eccepito in merito all’età del richiedente deve quindi essere re-

cisamente respinto.  

5.  

Nel gravame, l’insorgente lamenta poi un accertamento incompleto del suo 

stato di salute.  

Tuttavia, il Tribunale rileva che al momento dell’emissione della decisione 

impugnata, l’incarto dell’autorità inferiore conteneva già diversi mezzi di 

prova concernenti il quadro anamnestico del ricorrente. In tal senso, dalle 

numerose certificazioni mediche F2 riunite sino a quel punto, emergeva 

che lo stato di salute del richiedente fosse contraddistinto da una gastrite 

acuta, risolta con l’assunzione di un trattamento medicamentoso (cfr. atto 

SEM 23/2), da un’angina, nel frattempo anch’essa curata con la sommini-

strazione di farmaci (cfr. atto SEM 36/2), da una (…) e cagionante dolore 

articolare − patologia per la quale il medico curante ha proposto (…) (cfr. 

atto SEM 53/2) −, nonché dalla (…) (cfr. atto SEM 58/2), disturbo notevol-

mente migliorato con l’impostazione di una terapia a base di (…) (cfr. atti 

SEM 60/2 e 62/2). In aggiunta, il richiedente aveva sino a quel punto chia-

ramente denotato delle problematiche psichiatriche, tanto da necessitare 

ripetute consultazioni specialistiche. Al riguardo, gli atti medici F2 di cui 

all’inserto facevano stato di un grave disturbo post-traumatico e depres-

sione reattiva (cfr. atti SEM 13/2, 16/2, 20/2, 24/3, 52/3, 54/2, 55/2, 59/3 e 

61/2).  

Alla luce di quanto precede, risulta quindi inoppugnabile che nel momento 

in cui ha elaborato la propria ponderazione, l’autorità di prima istanza di-

sponeva di un quadro clinico sufficientemente delineato, con diagnosi e 

trattamenti chiari. Ne discende che contrariamente a quanto eccepito 

dall’insorgente, non può esserle rimproverato di non aver esperito maggiori 

indagini sulla questione, segnatamente predisponendo l’allestimento di un 

rapporto medico di dettaglio “F4”.   

6.  

Infine, occorre esaminare se l’accertamento dei fatti operato dall’autorità 

inferiore quanto allo statuto di cui dispone l’interessato in Grecia sia stato 

o meno esaustivo.  

D-1203/2022 

Pagina 15 

6.1 Nella fattispecie concreta, dagli atti all’inserto emerge che il ricorrente 

beneficia in Grecia della protezione sussidiaria e di un permesso afferente 

che è scaduto il (…) gennaio 2022 (cfr. atto SEM 49/1). Orbene, come già 

osservato dallo scrivente Tribunale, la scadenza di una simile autorizza-

zione non risulta ostativa al trasferimento verso la Grecia, atteso che la 

questione rileva della competenza delle autorità elleniche (cfr. nello stesso 

senso, sentenza del Tribunale D-1624/2021 del 3 maggio 2021 con-

sid. 8.3.1). In altre parole, l’autorità inferiore non era tenuta ad effettuare 

ulteriori accertamenti al fine di ottenere informazioni o garanzie circa il rin-

novo del permesso di soggiorno dell’interessato, ciò che avrà modo di es-

sere ponderato a tempo debito, ove adite dal richiedente, dalle preposte 

autorità greche.  

6.2 Di conseguenza, nemmeno su tale aspetto v’è modo di ritenere un ac-

certamento incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti da parte della SEM.  

7.  

Pertanto, le censure formali mosse dall’insorgente vanno integralmente di-

sattese.  

8.  

8.1 Ciò posto, giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel 

merito della domanda di asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato 

terzo sicuro secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato 

precedentemente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi 

sia un effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi dell’art. 5 

cpv. 1 LAsi. Si presuppone inoltre, che tale Stato abbia garantito la riam-

missione del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte 

all’asilo. Senza tale garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo non può 

infatti essere eseguito e dunque è inutile (cfr. FF 2002 6087, 6125). 

8.2 Il Consiglio federale ha effettivamente inserito, il 14 dicembre 2007, la 

Grecia, come anche altri Paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associa-

zione europea di libero scambio (AELS), nel novero degli Stati terzi sicuri 

ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, per i quali esiste una presunzione di 

rispetto del principio di non respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi). 

8.3 Come detto (cfr. supra consid. 7.1), nel caso in esame, la Grecia ha 

riconosciuto al richiedente la protezione sussidiaria. Il (…) dicembre 2021 

le autorità elleniche hanno perdipiù accettato la riammissione dell’interes-

sato sul proprio territorio (cfr. atto SEM 49/1). Tali elementi non sono stati 

contestati dall’insorgente, che non ha neppure apportato alcun elemento 

D-1203/2022 

Pagina 16 

suscettibile di ritenere che la Grecia rischierebbe di allontanarlo verso il 

suo Paese d’origine disattendendo al principio di non respingimento. 

8.4 Le condizioni dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano dunque osse-

quiate, ed è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do-

manda d’asilo dell’insorgente. 

9.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene 

però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). 

In casu, posta che nessuna eccezione alla regola generale della pronuncia 

dell’allontanamento sia adempiuta (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 32 OAsi 1 

in combinato disposto con l’art. 44 LAsi; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 

2009/50 consid. 9), il Tribunale è tenuto a confermare tale misura. 

10.  

L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio dell’art. 44 

LAsi, dall’art. 83 LStrI. Giusta la precitata norma, l’esecuzione dell’allonta-

namento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 

cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di 

non adempimento d’una di queste condizioni, la SEM dispone l’ammis-

sione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 

Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli osta-

coli all’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova consa-

crato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve 

provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un ostacolo all’al-

lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 

11.  

11.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non 

è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella 

massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto interna-

zionale possono risultare ostativi all’esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti dell’uomo (CorteEDU) ha più 

volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una 

situazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

D-1203/2022 

Pagina 17 

destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell’art. 3 CEDU. 

Spetta infatti all’interessato provare o rendere verosimile l’esistenza di seri 

motivi che permettano di ritenere che egli correrà un reale rischio (“real 

risk”) di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trat-

tamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi rife-

rimenti).  

11.2 Inoltre, giusta l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, il ricorrente è rinviato in uno 

Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia 

uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto del principio di non 

respingimento ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del 

divieto della tortura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 Conv. tortura 

(cfr. FANNY MATTHEY, in: Cesla Amarelle/Minh Son Nguyen, Code annoté 

de droit des migrations, LAsi, 2015, n. 12 ad art. 6a LAsi). Appartiene 

quindi all’interessato sovvertire questa presunzione. A tal proposito, egli 

deve presentare seri indizi che le autorità dello Stato in questione violino il 

diritto internazionale nel caso specifico, non gli concedano la necessaria 

protezione o lo espongano a condizioni di vita disumane, o che si trovi in 

una situazione di emergenza esistenziale nello Stato in questione a causa 

di circostanze individuali di natura sociale, economica o sanitaria (cfr. tra le 

tante sentenza del Tribunale D-114/2021 dell’11 maggio 2021 consid. 8.2).  

11.3 Con particolare riferimento alla situazione generale della Grecia, il Tri-

bunale ha ritenuto opportuno ribadire con la recente sentenza E-3427/2021 

/ E-3431/2021 del 28 marzo 2022 – pubblicata quale sentenza di riferi-

mento ed alla quale è opportuno rinviare – l’attualità della consolidata giu-

risprudenza circa l’ammissibilità di un rinvio nel Paese. In buona sostanza, 

l’esecuzione dell’allontanamento verso la Repubblica Ellenica non può 

quindi di principio essere considerata inammissibile (cfr. consid. 7 e 11.2, 

con riferimenti ivi menzionati).  

11.4 Va poi osservato che neppure le particolarità del caso in rassegna 

permettono di sovvertire tale assunto. Innanzitutto il ricorrente, quale be-

neficiario di protezione sussidiaria, può rivolgersi alle competenti autorità 

greche onde far valere i suoi diritti. Inoltre, dagli atti all’inserto non si evin-

cono elementi che permettano di ritenere che in caso di rinvio le sue pro-

spettive future, considerate dal punto di vista materiale, fisico o psicologico, 

denotino un rischio sufficientemente reale e imminente di incontrare priva-

zioni di una gravità tale da rientrare nell’ambito di applicazione dell’art. 3 

CEDU. Nonostante infatti il ricorrente pretenda essere stato esposto a con-

dizioni di vita complicate, e malgrado quanto asserito nel proprio memoriale 

ricorsuale, non risulta dagli atti che egli abbia sollecitato il sostegno delle 

D-1203/2022 

Pagina 18 

istanze elleniche e che queste l’abbiano negato. A ciò si aggiunge il fatto 

che in Grecia vi sono numerosi organismi di natura caritativa che possono 

provvedere un qualche tipo di assistenza (cfr. fra le tante, sentenza del 

Tribunale D-4432/2021 del 28 ottobre 2021 consid. 8.3.4). 

11.5 In conclusione, l’esecuzione dell’allontanamento in Grecia dell’insor-

gente è ammissibile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico 

nonché della LAsi (art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione con l’art. 44 LAsi).  

12.  

12.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a seguito 

di situazione quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emer-

genza medica. Inoltre, ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’esecuzione dell’al-

lontanamento verso i paesi UE/AELS è da ritenersi di principio esigibile e 

tale presunzione legale può essere sovvertita solo se l’interessato rende 

verosimile che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ri-

tenuto ragionevolmente esigibile. 

12.2 Ebbene, malgrado le criticità che contraddistinguono le condizioni di 

accoglienza ivi in essere, lo scrivente Tribunale ha confermato l’attualità 

della presunzione di cui all’art. 83 cpv. 5 LStrI anche per la Grecia, riban-

dendone tra l’altro l’applicazione, in linea di massima, ai richiedenti vulne-

rabili come le donne incinte o le persone afflitte da problematiche mediche 

che non siano da classificarsi come gravi (cfr. sentenza del Tribunale E-

3427/2021 / E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.3, 11.4 e 11.5.1). 

Pertanto, nella misura in cui il richiedente vi fa riferimento, v’è da rilevare 

che le precarie condizioni di vita dei migranti non ostano, ad esse sole, 

all’esecuzione del rinvio verso la Grecia.  

12.3 Nondimeno, il Tribunale ha recentemente chiarito che la summenzio-

nata presunzione di ragionevolezza dell’esecuzione dell’allontanamento 

non trova applicazione qualora la fattispecie in esame concerni richiedenti 

che, a causa della loro vulnerabilità particolarmente elevata, incorrono nel 

rischio di trovarsi durevolmente confrontati con una situazione di grave di-

sagio perché non in grado di rivendicare autonomamente i propri diritti in 

Grecia. In altre parole, l’esecuzione dell’allontanamento di persone estre-

mamente vulnerabili – seppur a beneficio della protezione internazionale 

nel Paese in parola – è da considerarsi di principio contraria all’art. 83 

cpv. 4 LStrI. Ciò vale segnatamente per i richiedenti minorenni non accom-

pagnati, così come per le persone il cui quadro anamnestico psico-fisico 

D-1203/2022 

Pagina 19 

risulti gravemente compromesso. In una tale casistica, l’esecuzione dell’al-

lontanamento può avvenire unicamente in presenza di circostanze partico-

larmente favorevoli; è il caso laddove vi sia modo di supporre che la per-

sona rimpatriata avrà accesso ad un alloggio adeguato, alle cure di base e 

ai servizi sanitari necessari, così come all’assistenza per l’integrazione so-

ciale ed economica. Perciò, ove confrontata con richiedenti con un tale 

profilo, l’autorità di prima istanza è chiamata ad esperire le opportune in-

dagini del caso (cfr. ibidem consid. 11.5.3).  

12.4 Fermi tali presupposti, nella fattispecie concreta è quindi ancora ne-

cessario determinare se il precario stato di salute allegato dal richiedente 

sia atto ad iscriversi in un tale contesto.  

Orbene, il Tribunale rileva come il quadro clinico in presenza non sia com-

promesso a tal punto da risultare ostativo all’esecuzione dell’allontana-

mento (cfr. nello stesso senso, sentenza del Tribunale D-641/2022 del 27 

aprile 2022). In effetti, anche in considerazione di quanto rilevato sopra, e 

pur non volendo in alcun modo minimizzarle, le patologie sofferte dal ri-

chiedente (cfr. supra consid. 6) non appaiono essere suscettibili, dal profilo 

della loro gravità, di porre concretamente e seriamente – oltre che a breve 

termine – in pericolo la sua vita o la sua salute in caso di ritorno in Grecia. 

Peraltro, non è inopportuno evidenziare come anche alla luce dei più re-

centi referti medici versati agli atti, la patologia psichica del richiedente si 

sia stabilizzata, tanto da consentirne un seguito ambulatoriale in concomi-

tanza con una terapia farmacologica. Il disturbo in parola, pare finanche 

sensibilmente migliorato nel frattempo, dato che la nuova documentazione 

clinica (cfr. supra consid. S) fa stato di un disturbo post-traumatico da 

stress (F43.1) e – quale diagnosi secondaria – di un episodio depressivo 

grave senza sintomi psicotici (F32.2), a fronte di un’iniziale diagnosi di 

grave stress-postraumatico e depressione reattiva (cfr. atto SEM 16/2). A 

ciò, si aggiunge poi il fatto che non v’è modo di ritenere che il ricorrente 

non potrà rifarsi al sistema sanitario ellenico ed ottenere le cure richieste 

dal suo stato di salute, atteso che i beneficiari della protezione internazio-

nale sussidiaria vi hanno accesso alle medesime condizioni dei cittadini 

greci (cfr. recentemente sentenza del Tribunale E-1740/2022 del 25 aprile 

2022 consid. 6.3, con riferimenti ivi menzionati). 

Infine, con riferimento a quanto precede e a dimostrazione della capacità 

di tutelare autonomamente i propri diritti, non è inopportuno sottolineare 

come l’interessato abbia soggiornato circa due anni in Grecia, periodo du-

rante il quale ha interagito con autorità statali ed organizzazioni non gover-

native.  

D-1203/2022 

Pagina 20 

12.5 Ad ogni modo, appare giudizioso osservare che il caso di cui al pre-

sente procedimento si differenzia sostanzialmente dalla succitata sentenza 

di riferimento (cfr. supra consid. 12.3), ritenuto che quest’ultima fattispecie 

concerne un nucleo famigliare i cui membri – alcuni dei quali minorenni – 

erano anche afflitti da problematiche mediche, fra le quali risultava pure 

una diagnosi di grave stress post-traumatico. 

12.6 Di conseguenza, l’esecuzione dell’allontanamento risulta pure ragio-

nevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in combinato disposto con l’art. 44 

LAsi).  

12.7 Visto quanto sopra rilevato sia in ambito di ammissibilità che di esigi-

bilità della misura, non era in casu necessario, come proposto nel ricorso 

dall’insorgente, che la SEM richiedesse alle autorità greche delle garanzie 

in merito all’alloggio ed all’assistenza sanitaria per poter pronunciare l’ese-

cuzione del suo trasferimento in Grecia. 

13.  

In ultima analisi, nemmeno risultano esserci degli impedimenti sotto 

l’aspetto della possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 

LStrI in relazione con l’art. 44 LAsi), ritenuto che le autorità elleniche hanno 

dato il loro benestare alla riammissione del ricorrente. 

14.  

In conclusione, con la decisione impugnata, la SEM non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), per il che il ricorso va respinto. 

15.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda volta 

all’esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 

spese processuali, è divenuta senza oggetto. 

16.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a ca-

rico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, 

non essendo state le conclusioni ricorsuali d’acchito sprovviste di possibi-

lità di esito favorevole e potendo partire dal presupposto che l’insorgente 

sia indigente, v’è luogo di accogliere la domanda di assistenza giudiziaria 

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Pagina 21 

nel senso della dispensa dal pagamento delle spese di giustizia (art. 65 

cpv. 1 PA). 

17.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF).  

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-1203/2022 

Pagina 22 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Demis Mirarchi