# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 311aa223-218f-5d0c-b5d0-8a19b3b51b00
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-04-02
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 02.04.1999 12.1998.223
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1998-223_1999-04-02.html

## Full Text

Incarto n.

  12.98.00223

  	
  Lugano

  2 aprile 1999/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

   

  

 

 

sedente
per statuire nella causa -inc. no. OA.94.01226 (già 1263) della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 3-
promossa con petizione 30 settembre 1991 da

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  dall’avv. __________ 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr.
  dall’avv. __________ 

   

  

con cui l’attore ha chiesto
la condanna della convenuta al pagamento di fr. 194’929.- più interessi
(pretesa derivante da un contratto di lavoro);

 

domanda avversata dalla
convenuta, che si è opposta alla petizione, e in via riconvenzionale ha chiesto
la condanna della controparte al pagamento di fr. 106’000.- oltre interessi,
richiesta quest’ultima abbandonata in sede conclusionale;

 

atteso che il Pretore, con
sentenza 24 settembre 1998, ha respinto la petizione;

 

appellante l’attore, che
con atto di appello 15 ottobre 1998 chiede la riforma del querelato giudizio
nel senso di accogliere integralmente la petizione, con protesta di spese e
ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre la convenuta con
osservazioni 21 dicembre 1998 ha postulato la reiezione del gravame,
protestando spese e ripetibili;

 

letti ed esaminati gli atti
ed i documenti prodotti,

 

 

Ritenuto

 

 

in fatto

 

                                  A.   Con contratto 8/15
maggio 1990 __________ è stato assunto dalla __________ quale decano del
College di __________ per l’anno accademico 1990-1991 e meglio dal 1° agosto
1990 al 31 luglio 1991: in base agli accordi, in assenza di una disdetta di una
delle parti entro il 31 gennaio 1991 il contratto si sarebbe rinnovato
tacitamente di un anno (doc. A).

                                         L’11 luglio 1991 la
fondazione ha comunicato al decano di accettare le dimissioni da lui inoltrate
con lettera 13 giugno (doc. E) e di considerare terminato il rapporto
contrattuale con effetto immediato.

 

 

                                  B.   Con la petizione in
rassegna __________ contesta di aver rassegnato le dimissioni e chiede,
ritenendo piuttosto di essere stato oggetto di un licenziamento in tronco, la
condanna della __________ a rifondergli complessivi fr. 194’929.- e meglio il
salario fino al 31 luglio 1992 (fr. 110’000.-), l’assicurazione malattia compresa
nel contratto (fr. 2’000.-), gli assegni familiari (fr. 1’932.-), le spese di
viaggio (fr. 6’688.-), le spese per ricerca nuovo lavoro (fr. 1’500.-), il
sussidio trasloco (fr. 7’500.-), le spese per immatricolazione auto (fr.
1’976.-), il salario di agosto 1991 (fr. 8’333.-) nonché un’indennità per
licenziamento ingiustificato (fr. 55’000.-).

 

 

                                  C.   La convenuta si è
opposta alla petizione, contestando di aver licenziato in tronco l’attore,
anche se nell’occasione un tale provvedimento sarebbe stato senz’altro
giustificato; essa rileva per contro di aver semplicemente accettato l’offerta
di dimissioni presentata dall’attore con la lettera 13 giugno 1991 (doc. E).

 

 

                                  D.   Con la sentenza
impugnata il Pretore ha respinto la petizione, ritenendo in sostanza che la
lettera di cui al doc. E andava effettivamente interpretata, visto il suo
chiaro tenore, quale offerta di dimissioni; indipendentemente da ciò, vi era
comunque da chiedersi se in concreto non fossero dati i presupposti per un
licenziamento per motivi gravi.

 

                                  E.   Con l’appello
l’attrice chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere
integralmente la petizione.

                                         A suo giudizio, una
corretta lettura degli atti di causa avrebbe permesso di evidenziare che
l’attore non era affatto intenzionato a lasciare anticipatamente il __________
e che nella lettera di cui al doc. E non si poteva ravvisare un’offerta di
dimissioni, tanto più che nell’occasione non risultava una chiara, univoca,
inequivocabile volontà di dare disdetta; contrariamente a quanto ritenuto dal
Pretore, non vi era inoltre alcun valido motivo che potesse eventualmente
giustificare un suo licenziamento immediato.

 

 

                                  F.   Delle osservazioni
con cui la convenuta postula la reiezione del gravame si dirà, se necessario,
nei successivi considerandi.

 

Considerando

 

 

in diritto

 

                                   1.   L’appellante afferma
innanzitutto che una corretta interpretazione degli atti di causa avrebbe
senz’altro permesso di accertare -contrariamente a quanto ritenuto dal giudice
di prime cure- che la lettera di cui al doc. E in realtà non costituiva
un’offerta di dimissioni da parte sua.

 

 

                                1.1   Per l’art. 1 CO un
contratto non è perfetto se non quando i contraenti abbiano concordemente
manifestato, in modo espresso oppure tacito, la loro reciproca volontà; mentre,
secondo l’art. 18 cpv. 1 CO, un contratto va interpretato, sia per la forma che
per il contenuto, indagando sulla vera e concorde volontà dei contraenti.

 

                                         Quando la concordanza
delle volontà delle parti non è evidente, le disposizioni contrattuali sono da interpretare
in base al principio dell’affidamento, per il quale è determinante il senso
che, secondo le regole della buona fede, ogni contraente poteva e doveva
ragionevolmente dare alle dichiarazioni di volontà dell’altro (DTF 119
II 451, 118 II 132). Ne consegue, in particolare, che se il destinatario di una
dichiarazione scritta la interpreta erroneamente perché non la esamina nel
dovuto modo o omette di considerare particolari che non avrebbero dovuto
sfuggirgli, egli non può avvalersi di tale negligenza e la dichiarazione vale
per come avrebbe dovuto essere ragionevolmente intesa (DTF 111 II 457; Von
Tuhr/Peter, Allgemeiner Teil des Schweizerischen Obligationenrechts, 3.
ed., Zurigo 1974, vol. 1, p. 290).

                                         Se, applicando questo
principio, il giudice può dare un senso chiaro e conferire un effetto giuridico
alle dichiarazioni di volontà, un’interpretazione più approfondita è superflua
(DTF 119 II 372, 111 II 287; IICCA 4 maggio 1994 in re B./Q., 20
marzo 1995 in re R./W.).

 

                                         In caso contrario, occorre
esaminare, sempre alla luce del medesimo principio, tutte le circostanze
relative alla conclusione del contratto (DTF 113 II 51). In
quest’ambito, sono in particolare da considerare lo scopo del contratto, avuto
riguardo agli interessi delle parti al momento della stipula (DTF 100 II
155; Jäggi/Gauch, Zürcher Kommentar, n. 362, 363, 370 e segg. ad art. 18
CO; Kramer/Schmidlin, Berner Kommentar, n. 35 ad art. 18 CO), le loro
condizioni personali, specie l’attività professionale, le conoscenze e
l’esperienza (DTF 118 Ia 297; Jäggi/Gauch, op. cit., n. 364 ad
art. 18 CO e rif.), se del caso i preliminari della contrattazione e anche il
comportamento successivo dei contraenti (ICCA 22 giugno 1988 in re H. e
llcc./B.; Jäggi/Gauch, op. cit., n. 357 e segg. ad art. 18 CO) ed in
particolare il tipo di adempimento effettuato (IICCA 29 settembre 1993
in re F.M./S. SA; Kramer/Schmidlin, op. cit., n. 28 ad art. 18 CO), il
quale permette di risalire alla reale volontà delle parti al momento della
stipulazione (DTF 107 II 417; IICCA 20 marzo 1995 in re R./W., 24
luglio 1996 in re T. SA/R.B. SA, 12 agosto 1996 in re G. SA/R. SA).

 

 

                                1.2   In realtà il tenore
letterale della lettera doc. E (tradotta al doc. 5) è estremamente chiaro e non
può lasciare adito ad incertezze.

 

                                         Con lo scritto in
questione, indirizzato a __________, presidente del Consiglio direttivo del
__________ che fiancheggia l’attività della convenuta negli __________ -
l’attore ha innanzitutto ricordato di aver già in precedenza (l’8 aprile, cfr.
doc. C) consegnato una lettera al presidente degli affari accademici
__________, nella quale egli annunciava la sua decisione di rimanere al
__________ al massimo per un anno ancora, fino a giugno 1992, a meno che la
situazione non si fosse deteriorata; egli si diffonde in seguito sui motivi che
hanno recentemente reso “intollerabile” la convivenza con il presidente
__________ e comunica infine di essere “giunto alla conclusione che preferisco
di non continuare come vice presidente per affari accademici e decano per l’anno
1991-1992” rispettivamente che “non posso continuare in una posizione di
responsabilità nelle circostanze attuali e non posso neanche credere che Lei
voglia che io continui in tali circostanze”: per tutti questi motivi, egli si
vede costretto “a ritornare il mio contratto non firmato e a pregare il
Consiglio di essere rilasciato in una data conveniente per ambedue le parti”,
ribadendo ancora più in avanti di non poter riconsiderare “la mia decisione di
partire” e di non poter né voler esprimere sulla carta i seri motivi etici che
lo “inducono a richiedere il rilascio anticipato”.

                                         Non vi è dubbio sul fatto
che le dimissioni, così offerte, avrebbero dovuto diventare effettive al più
presto -egli stesso ritiene opportuno per tutti che “sig. __________ ed io ci
dividiamo presto”- e meglio prima dell’inizio dell’anno accademico 1991-1992:
l’attore ha in effetti specificato di non voler “continuare come vice
presidente per affari accademici e decano per l’anno 1991-1992”,  né di non
voler “soffrire un altro anno di memo-boxing con __________”, ed ha
significativamente concluso la missiva dicendo di “essere grato se Lei potesse
informarmi sulla sua decisione per quello che concerne la terminazione del
contratto al più presto possibile”.

 

 

                                1.3   Nemmeno le testimonianze
agli atti -per altro superflue, visto il chiarissimo tenore della lettera di
cui al doc. E- permettono di darne una diversa interpretazione.

 

                                         Il teste __________, come
correttamente evidenziato dal Pretore, ha tentato di distogliere l’attore dallo
spedire quella lettera, facendogli intendere senza mezzi termini che la stessa
sarebbe stata considerata quale “autolicenziamento”; il teste __________ a sua
volta, ha confermato come lo scritto fosse stato inteso dai membri del
Consiglio quale lettera di dimissioni. Neppure la testimonianza __________
evocata dall’appellante, gli è in definitiva favorevole: il teste, pur
ritenendo a titolo personale che lo scritto in questione aveva lo scopo di
spingere il Consiglio a prendere una decisione in merito al presidente
__________ che non si trattava perciò di una lettera di dimissioni, ha tuttavia
dovuto ammettere che “ne aveva la forma” e che “una minaccia delle dimissioni
... pure c’era nella lettera”.

 

                                         Per stabilire il
significato della lettera, non è per conto necessario né utile conoscere quali
fossero a quel momento le reali intenzioni dell’attore, ovvero se egli fosse
effettivamente intenzionato a rimanere nel College ancora per un anno: nella
misura in cui tale intenzione non risulta da quello scritto, la circostanza è
infatti ampiamente irrilevante.

 

 

                                   2.   Dovendosi con ciò
ravvisare nello scritto di cui al doc. E un’offerta di dimissioni ed essendo
pacificamente assodato che l’offerta è stata accettata sia dal Consiglio
americano (doc. I), sia dal Consiglio svizzero della convenuta (doc. O), è
chiaro che in applicazione dell’art. 115 CO il contratto tra le parti è stato
sciolto consensualmente, quest’ultima norma di legge non esigendo che l’accordo
di scioglimento sia sottoposto ad una forma particolare, anche se quest’ultima
-come nella fattispecie- era stata concordata nel contratto (doc. A).

 

 

                                   3.   In assenza di una
qualsiasi disdetta del contratto, non torna infine conto chinarsi sulla
questione, sollevata dall’appellante, a sapere se la stessa fosse chiara,
univoca e inequivocabile.

                                         Parimenti ininfluente per
l’esito della causa è poi il quesito, lasciato per altro indeciso dal primo
giudice, se le circostanze del caso non avrebbero eventualmente consentito alla
convenuta di significare un licenziamento immediato per motivi gravi. 

 

 

                                   4.   Ne discende la
reiezione del gravame, manifestamente infondato ed al limite del temerario.

                                         La tassa di giustizia, le
spese e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 148 CPC e la TG

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello 15
ottobre 1998 di __________ è respinto. 

 

 

 

 

 

                                   II.   Le spese della
procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) tassa di giustizia                                    fr.  
3’450.-

                                         b) spese                                                      fr.       
50.-

                                         Totale                                                           fr.  
3’500.-

 

                                         da anticiparsi
dall’appellante, restano a suo carico con l’obbligo di rifondere alla parte
appellata fr. 7’000.- per ripetibili.

 

                                  III.   Intimazione a: -
__________

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario