# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cf6aef96-9123-5dff-93fb-686ad8558295
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-03-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.03.2006 42.2005.8
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2005-8_2006-03-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  42.2005.8

   

  rs/td

  	
  Lugano

  6 marzo 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice
  Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 31 ottobre 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 28
  settembre 2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio delle misure attive, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di armonizzazione e
  coordinamento delle prestazioni sociali

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 4 agosto 2005 l’Ufficio delle misure attive ha accordato ad RI 1
delle indennità straordinarie cantonali di disoccupazione di fr. 38.60 al
giorno a decorrere dal 1° luglio 2005, computando i redditi e le spese della
stessa, del suo convivente e di loro figlio __________, nato il 3 giugno 1991 (cfr.
doc. A).

 

                               1.2.   A seguito
del reclamo interposto il 5 settembre 2005 da RI 1, patrocinata dall’avv. RA 1 (cfr.
doc. C), l’Ufficio delle misura attive, il 28 settembre 2005, ha emesso una
decisione su reclamo con cui ha ribadito il contenuto del suo primo
provvedimento (cfr. doc. B).

                                         In
particolare l’amministrazione ha rilevato:

 

" 
(…)

Già al momento dell'inoltro
della domanda d'indennità straordinarie cantonali di disoccupazione per
ex-dipendenti presso lo sportello regionale Laps di __________, erano state
esposte le stesse obiezioni sollevate in sede di reclamo (vedi e-mail
allegata).

 

La signora __________, __________
del Servizio centrale delle prestazioni sociali (Ufficio preposto alla verifica
del rispetto dei disposti di legge), ha personalmente parlato e spiegato
telefonicamente al signor __________ che lo stesso è stato inserito nell'unità
di riferimento poiché convive e ha un figlio in comune con la signora RI 1.

 

In sede di reclamo, è
contestato il fatto che, nell'unità di riferimento, sia compreso anche il
convivente signor __________, il quale è beneficiario di prestazioni
complementari.

 

Si sostiene inoltre che
l'importo ricevuto dal signor __________ quale prestazione complementare è
destinato a sopperire spese non comprese nel calcolo del fabbisogno Laps.

 

A tale riguardo, l'art. 5
cpv. 1 Laps prevede che l'unità di riferimento è costituita:

 

a)   dal titolare del
diritto;

b)   dal coniuge;

c)   dal partner
convivente, se vi sono figli in comune;

d)   dai figli minorenni
di cui essi hanno l'autorità parentale;

e)   dai figli
maggiorenni, se questi non sono economicamente indipendenti.

 

L'art. 6 cpv. 1 lett. d)
prevede, inoltre, che fanno parte dei redditi computabili i proventi ricevuti
in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari
all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità.

 

Le motivazioni addotte e
le comprensibili difficoltà esposte in sede di reclamo non possono essere prese
in considerazione per una diversa valutazione del caso in questione.

 

I disposti della Legge Laps
devono essere rispettati e confermati, e pertanto è mantenuta la decisione del
4 agosto 2005." (Doc. B)

 

                               1.3.   L’avv. RA 1,
per conto di RI 1, ha tempestivamente impugnato la decisione su reclamo dinanzi
al TCA, postulando il riconoscimento di un’indennità giornaliera straordinaria
di disoccupazione più elevata e l’ammissione al beneficio dell’assistenza
giudiziaria e del gratuito patrocinio. 

 

                                         A
sostegno delle proprie pretese essa ha addotto:

 

" 
(…)

1.

La Signora RI 1 convive
attualmente con il signor __________ dal quale ha avuto il figlio __________
nato il 3 giugno 1991.

 

Il signor __________,
invalido, è inoltre padre di altri tre figli avuti con l'attuale moglie, che
non è la signora RI 1, e che sono stati affidati alla madre.

 

Una di queste figlie
soffre di una grave forma di celiachia e vi sono tali problemi che hanno
portato la Commissione Tutoria ad affidare entrambi i figli alla Casa __________
di __________.

 

Il signor __________
inoltre avendo lui stesso problemi di salute ed in fase di divorzio, deve
evidentemente assumersi ingenti spese derivanti dall'esercizio del diritto di
visita, dal divorzio, dal suo stesso stato di salute e dai costi generali dalle
sue frequenti ospedalizzazioni.

 

Egli è al beneficio di una
rendita AI e di una rendita complementare AI che però non tengono in nessuna
considerazione l'esistenza della convivente RI 1 e del figlio __________.

 

PROVE: si richiamano tutti i relativi incarti del signor __________
dall'ufficio AI di Bellinzona e dalla Pretura di __________ (incarto __________)
con la relativa documentazione, come pure dall'ufficio del sostegno sociale
l'incarto relativo al signor __________ ed alla signora RI 1.

 

2.

Con decisione del 4 agosto
2005 l'ufficio delle misure attive di Bellinzona ha concesso un'indennità
giornaliera alla signora RI 1 di Fr. 38.60 ritenuto che l'unità di riferimento
per tale calcolo comprendeva sia il figlio __________ che il convivente signor __________
e quindi ritenendo nel calcolo integralmente le prestazioni ricevute dal signor
__________ ma non tutti i costi e non tenendo in considerazione che la rendita
AI non comprendeva la convivente e verosimilmente anche il figlio nato fuori
dal matrimonio.

 

PROVE: doc. A decisione 4 agosto 2005 ufficio delle misure attive

 

3.

Con tempestivo reclamo del
5 settembre 2005 la Signora RI 1 ed il signor __________ insorgevano contro
tale decisione chiedendo di aumentare il contributo tenendo conto della
problematica sopra segnalata ed in particolare segnalando il fatto che il
calcolo non era corretto poiché considerava in maniera eccessiva le possibilità
del nucleo famigliare senza tenere conto delle limitazioni delle singole
rendite.

 

Con risposta al reclamo
del 5 settembre 2005 l'ufficio delle misure attive respingeva il reclamo
confermando il calcolo e le circostanze della decisione, in particolare che
conformemente all'art. 5 cpv. 1 Laps: l'unità di riferimento è costituita anche
dal partner convivente se vi sono figli in comune e che, giusta l'art. 6 cpv. 1
lett. d) Laps: fanno 

 

parte dei redditi
computabili i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia e superstiti
all'invalidità.

 

PROVE: doc. B decisione 28 settembre 2005 impugnata

 

4.

Contro tale decisione si
insorge per i seguenti motivi:

 

- errata applicazione del
diritto federale;

- inopportunità ed
arbitrio.

 

In effetti se si comprende
da un lato la necessità legislativa di considerare unità di riferimento pure il
partner convivente se vi sono figli in comune, non bisogna però dimenticare che
i redditi di quest'ultimo non sempre tengono conto delle esigenze dell'altro
convivente.

 

In particolare la rendita
AI e la rendita complementare del signor __________ tengono in considerazione
solo le sue spese e non quelle di eventuali conviventi.

 

Inoltre rendita AI più
rendita complementare coprono solo il minimo vitale dell'assicurato e non spese
straordinarie quali costi aggiuntivi della salute, spese per il diritto di
visita, alimenti per i figli, ecc. che il signor __________ deve sostenere  e
che non è evidentemente comunque già in grado di sostenere.

 

La signora RI 1 si vede
però aggiunto il reddito del convivente come se lo stesso fosse a libera
disposizione di entrambi i conviventi ed andasse a parziale riduzione dei suoi
costi, fatto questo impossibile da realizzarsi nella pratica.

 

L'art. 6 della Laps ha
evidentemente come scopo quello di evitare che il minimo vitale di una persona
sia coperto due volte ergo sia dalla rendita Laps che dalle disponibilità
economiche del convivente, ma ciò evidentemente solo nella misura in cui tale
reddito o parte di reddito possa essere effettivamente utilizzato a tale scopo.

 

Nella fattispecie ciò
risulta impossibile e pertanto si chiede il riesame del calcolo ISD fatta
astrazione della rendita AVS ed AI del Signor __________.

 

Si aggiungano inoltre le
considerazioni già espresse in sede di reclamo che fanno parte integrante del
presente ricorso.

 

 

PROVE: incarto, si richiama l'incarto AI e rendita complementare del
Signor __________ dall'ufficio assicurazioni sociali, Bellinzona; l'intero
incarto relativo alla signora RI 1 dall'ufficio delle misure attive e
dall'ufficio del sostegno sociale; si richiamano gli incarti dalla CTR __________
relativi al signor __________ / __________, figli __________ e __________ e
relativa documentazione come pure dalla Pretura di __________ l'incarto __________
e relativa documentazione.

 

5.

Ritenuto che la signora RI
1 non è in grado di sopperire sola alle spese di giustizia e di patrocinio,
sulla base del formulario che verrà inoltrato appena pervenuto, si chiede
piaccia ammettere la Signora RI 1 al beneficio dell'assistenza giudiziaria con
il gratuito patrocinio del sottoscritto legale.

 

PROVE:  formulario ufficiale (seguirà)." (Doc. I)

 

                               1.4.   L’Ufficio
delle misure attive, nella propria risposta di causa del 29 novembre 2005, ha
postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.5.   L’avv. RA 1,
il 30 dicembre 2005, ha trasmesso il certificato per l’ammissione all’assistenza
giudiziaria e la relativa documentazione (cfr. doc. IX + bis).

 

                               1.6.   Pendente
causa questa Corte ha chiesto al patrocinatore della ricorrente se il signor __________
nell’anno 2005 era tenuto a versare dei contributi alimentari a favore della
(ex) moglie __________ e/o dei figli nati da tale matrimonio e, in caso di
risposta affermativa alla domanda 1., di indicare se __________ ha
effettivamente versato regolarmente quanto dovuto.

                                         Il TCA ha
specificato di volere sostanziare le risposte con adeguata documentazione (cfr.
doc. X).

 

                                         Inoltre
il TCA ha invitato l’Ufficio convenuto a indicare dettagliatamente come ha
calcolato l’importo di fr. 7'964.-- computato a titolo di premio della cassa
malati dell’unità di riferimento di RI 1 per il 2005 e l’ammontare di fr.
6'314.25 corrispondente alla partecipazione al premio dell’assicurazione contro
le malattie, precisando se è stato tenuto conto della circostanza che,
percependo il signor __________ una prestazione complementare, il suo intero
premio lordo della cassa malati è versato dal Cantone all’assicuratore malattia
(cfr. doc. XI).

 

                                         L’avv. RA
1 ha risposto il 23 gennaio 2006, allegando una dichiarazione dell’IAS e la
convenzione sulle conseguenze accessorie della separazione tra __________ e __________
(cfr. doc. XII; E; F).

 

                                         L’Ufficio
delle misure attive ha dato seguito alla richiesta citata con scritto del 24
gennaio 2006 (cfr. doc. XIII)

 

                               1.7.   I doc. XI e
XIII sono stati trasmessi al rappresentante di RI 1 per conoscenza con facoltà
di presentare eventuali osservazioni entro dieci giorni (cfr. doc. XIV).

 

                                         I doc. X
e XII con i relativi allegati sono invece stati inviati all’Ufficio convenuto
per conoscenza con facoltà di presentare eventuali osservazioni entro dieci
giorni (cfr. doc. XV).

 

                                         Le parti
sono rimaste silenti.

 

                               1.8.   Il 1° marzo 2006
RI 1, personalmente, ha consegnato brevi manu al TCA la disdetta del contratto
di locazione ricevuta da parte del proprio locatore (cfr. doc. XVI).

 

                                         Tale
documento è stato trasmesso per conoscenza all’Ufficio delle misure attive (cfr.
doc. XVII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;
STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002
nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                               2.2.   Preliminarmente
occorre rilevare che la decisione su reclamo del 28 settembre 2005 non contiene
alcuna indicazione dei rimedi di diritto (cfr. doc. B).

 

                                         In una sentenza del 5
marzo 2001 nella causa T., pubblicata in RDAT II-2001 N. 53 il Tribunale
federale, al riguardo ha rilevato:

 

"  Il
principio stabilito all'art. 107 cpv. 3 OG nell'ambito della giurisdizione
amministrativa, secondo cui l'inesatta indicazione dei rimedi giuridici non può
cagionare alle parti alcun pregiudizio, ha una portata generale. Quando il
diritto cantonale lo prevede espressamente, come è il caso secondo la procedura
amministrativa ticinese, l'autorità giudicante ha il dovere di istruire gli
interessati sui mezzi legali. Se questa istruzione è errata o incompleta, il
ricorrente ha di massima il diritto di prevalersene secondo il principio della
buona fede, diritto che tuttavia non gli compete se l'inesattezza
dell'indicazione gli fosse conosciuta o, comunque, facilmente riconoscibile in
ragione di elementi non solo oggettivi ma anche soggettivi, e usando la dovuta
diligenza (DTF 123 II 231 consid. 8b , 121 II 72 consid. 2a/b , 117 Ia 297 consid.
2 , 421 consid. 2a; Borghi/Corti , loc. cit.). La giurisprudenza ha
stabilito che, in particolare, non merita protezione la parte il cui avvocato
avrebbe potuto scoprire l'omissione o l'errore, rispettivamente colmare la
lacuna dell'indicazione, attraverso la sola lettura dei testi legali, senza
ricorrere alla consultazione della giurisprudenza e della dottrina (DTF 127 II
198 consid. 2c , 117 Ia 297 consid. 2 pag. 299 , 421 consid. 2a).” (RDAT
II-2001 N. 53)

 

                                         L’art. 33
Laps enuncia che contro le decisioni emesse in virtù della Laps e delle leggi
speciali è data facoltà di reclamo all’organo amministrativo che le ha emesse
entro 30 giorni dalla data di notificazione e che contro le decisioni su
reclamo è data facoltà di ricorso al TCA entro 30 giorni dalla data di
notificazione.

 

                                         Tale
norma è silente in merito all’indicazione dei rimedi giuridici.

 

                                         Tuttavia,
in applicazione analogica della LPGA, valida per le assicurazioni sociali
disciplinate dalla legislazione federale, la quale all’art. 49 cpv. 3 LPGA
prevede che le decisioni formali prolate dagli assicuratori sono accompagnate
da un avvertimento relativo ai rimedi giuridici e all’art. 52 cpv. 2 enuncia
che le decisioni su opposizione contengono un’indicazione concernente i rimedi
giuridici, anche in ambito Laps gli organi amministrativi devono indicare la
possibilità di ricorrere al TCA contro le decisioni su reclamo entro 30 giorni
dalla loro notificazione.

 

                                         Di
conseguenza l’Ufficio delle misure attive avrebbe dovuto menzionare sulla
decisione su reclamo del 28 settembre 2005 che, ai sensi dell’art. 33 Laps, la
ricorrente aveva la possibilità, entro 30 giorni dalla data di notificazione,
di interporre ricorso al TCA avverso tale provvedimento.

 

                                         In
concreto, in ogni caso, RI 1, peraltro patrocinata da un legale, ha impugnato
tempestivamente la decisione su reclamo del 28 settembre 2005 dinanzi al TCA. 

                                         Essa non
ha, quindi, subito pregiudizio alcuno dall’omissione dell’indicazione del
rimedio di diritto.

                                         Conseguentemente,
in casu, non vi è motivo di sanzionare la mancata indicazione del rimedio
giuridico (cfr. STFA del 23 aprile 2003 nella causa X., U 222/02).

                                         Comunque
l’Ufficio convenuto è invitato nel futuro a indicare con precisione sulle
decisioni da lui emesse il relativo rimedio di diritto.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è la questione di sapere se l’importo dell’indennità giornaliera
straordinaria cantonale di disoccupazione riconosciuta ad RI 1 a decorrere dal
mese di luglio 2005 è o meno corretto.

 

                               2.4.   Il 1°
febbraio 2003 è entrata in vigore la Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali – Laps (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio
2003 pag. 13 segg.). 

 

                                         L'obiettivo
principale della Laps è quello di riordinare la legislazione in materia di
prestazioni finanziarie a favore di persone di condizioni economiche modeste,
attraverso la definizione di criteri comuni di accesso ed erogazione delle
prestazioni sociali.

                                         La Laps è
circoscritta a quegli strumenti di politica sociale la cui competenza è
strettamente cantonale, più precisamente la partecipazione al premio
dell'assicurazione malattia, il sussidio allo studio per chi frequenta scuola
private, i sussidi di formazione, i sussidi di perfezionamento e riqualifica
professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione, gli assegni
familiari integrativi, gli assegni familiari di prima infanzia e le prestazioni
assistenziali. La partecipazione al premio dell'assicurazione malattia è,
tuttavia, coordinata, ma non armonizzata, dato che i criteri relativi ai
sussidi definiti dall'art. 65 LAMal si scostano dai criteri della Laps (cfr.
art. 1, 2, 2a Laps; Messaggio del 1° luglio 1998 relativo all'introduzione di
una nuova legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni
sociali pag. 3, Messaggio del 13 marzo 2002 pag. 7; Rapporto della commissione
della gestione e delle finanze dell'11 giugno 2002 pag. 3).

 

                               2.5.   L’art. 2 Laps,
attinente al campo di applicazione di tale legge, al cpv. 1 lett. e stabilisce,
in particolare, che è una prestazione sociale ai sensi della legge l’indennità
straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione
e sul sostegno ai disoccupati.

 

                                         L’art. 10
della legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati (L-rilocc),
nel suo tenore in vigore dal 1° febbraio 2003, relativo al sostegno ai
lavoratori indipendenti disoccupati, prevede che:

 

" 
Ai disoccupati che hanno cessato da 6 mesi al
massimo un’attività indipendente e non hanno diritto alle prestazioni della
LADI, lo Stato può versare indennità straordinarie interamente a carico del
Cantone.(cpv. 1)

Può beneficiare di tali indennità chi: 

a) ha dimostrato di aver fatto il possibile per
evitare o abbreviare la

    disoccupazione; 

b) non riceve rendite AVS o AI intere; 

c) soddisfa i requisiti della Legge sull’
armonizzazione e il

    coordinamento delle prestazioni sociali del 5
giugno 2000   

    (Laps).(cpv. 2)

In
caso di capacità lavorativa temporaneamente inesistente o ridotta

per
malattia o infortunio i beneficiari hanno diritto all’ intera indennità.  

Questo
diritto è limitato a 15 indennità giornaliere entro il periodo di 

percezione
fissato dall’ art. 11 cpv. 2. (cpv. 3)"

 

                                         Al
riguardo va osservato che nell’ambito della riorganizzazione delle prestazioni
sociali cantonali, messa in atto con l’adozione della Legge sull’armonizzazione
e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), entrata in vigore il 1°
febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 13 segg.), l’art. 10 L-rilocc
è stato modificato. 

                                         In
effetti fino al 31 gennaio 2003 tale disposto contemplava la possibilità di
beneficiare delle indennità straordinarie di disoccupazione anche per i
lavoratori dipendenti. 

                                         Tale
diritto è stato abolito a decorrere dal 1° febbraio 2003 (cfr. Messaggio del 1°
luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e
il coordinamento delle prestazioni sociali n. 4773, p.to 9.2.; Messaggio del 22
dicembre 1998 n. 4773a complementare al messaggio n. 4773, p.to 3). 

 

                                         Ai sensi
dell’art. 11, concernente l’importo massimo:

 

" 
Richiamati gli articoli 10 e 11 Laps, l’importo
massimo dell’ indennità straordinaria è pari alla differenza fra il reddito
disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi della Laps. (cpv. 1)

Possono essere concesse al massimo 120 indennità
giornaliere intere sull’arco di un anno. (cpv. 2)."

 

                                         L’art. 13 R L-rilocc
enuncia:

 

" 
… (cpv. 1 abrogato con effetto dal 1.2.03)

L’indennità straordinaria di disoccupazione viene
versata nella forma di un’indennità giornaliera. Per una settimana vengono
corrisposte cinque indennità giornaliere. (cpv. 2)

Il disoccupato che chiede il versamento delle
indennità straordinarie di disoccupazione soggiace alle prescrizioni di
controllo previste dalla LADI. (cpv. 3)

                                                                                   … (cpv. 4 abrogato con effetto dal 1.2.03)

  
…(cpv. 5 abrogato con effetto dal 1.2.03)

  
…(cpv. 6 abrogato con effetto dal 1.2.03)."

 

                               2.6.   Con
l’entrata in vigore della Laps il calcolo delle indennità straordinarie ai
disoccupati viene effettuato facendo riferimento ai parametri della Laps, come
risulta dai disposti di legge menzionati al considerando precedente.

 

                                         Il
titolare del diritto e l’importo massimo delle indennità, invece, come visto sopra,
vengono definiti dalla L-rilocc (cfr. art. 12 Laps; art. 10, 11 L-rilocc;
Messaggio del 13 marzo 2002 concernente la modifica della legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 3).

 

                                                      Il titolare ha diritto alle prestazioni sociali di complemento
armonizzate fino a quando la somma fra il reddito disponibile residuale della
sua unità di riferimento, la partecipazione al premio dell’assicurazione contro
le malattie di cui beneficiano o potrebbero beneficiare le persone facenti
parte della sua unità di riferimento e le prestazioni sociali di complemento di
cui essa beneficia non raggiunge la soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps).

                                         Se,
nell’ambito della medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di
cui potrebbero beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne
hanno fatto richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una
quota proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).

 

                                         Il
reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi
computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità
di riferimento (art. 5 Laps).

                                                      Esso viene determinato tenendo conto della situazione finanziaria
dell’unità di riferimento esistente al momento del deposito della richiesta. Il
regolamento definisce e disciplina i casi particolari (art. 10a Laps).

 

                               2.7.   L'art. 6 Laps
regolamenta il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza imponibile dell’unità di riferimento
superiore a fr. 50’000.--, rispettivamente a fr. 100’000.-- per l’abitazione
primaria. (cpv. 1)

 

Le entrate di cui al capoverso precedente alle
quali un membro dell’unità di riferimento ha rinunciato a favore di persone che
non fanno parte dell’unità di riferimento possono essere computate se la
rinuncia costituisce un manifesto abuso di diritto. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni (cpv. 4)."

 

                                         La spesa computabile
è costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio
(art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT; 

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata; 

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate; 

i)  ... 

l)  le imposte ordinarie federali, cantonali e comunali sul reddito
e sulla sostanza. (cpv. 1) 

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)."

 

                                         L'art. 9 Laps
riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di: 

a) per le persone unità               importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)."

 

                                         L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, fino al 31 dicembre
2000, di fr. 12'000.-- per le persone sole e di fr. 13'800.-- per coniugi e le
persone con figli.

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

                                         Dal 1°
gennaio 2001 tali importi sono stati aumentati a fr. 13'200.--, rispettivamente
fr. 15'000.-- (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni
complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente
la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 6
dicembre 2000).

 

                                         Infine
l'art. 10 Laps precisa a cosa equivale la soglia di intervento:

 

" 
La soglia d’intervento corrisponde alla somma
di: 

a) per il titolare               importo
corrispondente al limite minimo

    del
diritto:                   previsto dalla legislazione sulle 

                                                     prestazioni
complementari all'AVS/AI per la

                                                     persona
sola

 

      b) per la prima perso-            importo
corrispondente alla metà del limite

                                        na
supplementare            minimo previsto dalla legislazione sulle

                                        dell'unità
di riferi-              prestazioni complementari all'AVS/AI per la

                                        mento   persona
sola

 

 c)  per la seconda e       importo corrispondente
al limite minimo

                                        la terza
persona               previsto dalla legislazione sulle 

                                        supplementare                 prestazioni
complementari all'AVS/AI 

                                        dell'unità
di riferi-              per il primo figlio

                                        mento:  

 

 d)  per la quarta e la       importo
corrispondente al limite minimo

                                        quinta
persona                 previsto dalla legislazione sulle

                                        supplementare
                prestazioni complementari all'AVS/AI

                                        dell'unità
di riferi-              per il terzo figlio

                                        mento:  

 

 e)  per la sesta e ogni    importo corrispondente
al limite minimo

                                        ulteriore
persona              previsto dalla legislazione sulle

                                        supplementare
                prestazioni complementari all'AVS/AI

                                        dell'unità
di riferi-              per il quinto figlio."

                                        mento:  

 

                                         L'art. 3b
della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC) enuncia in
particolare che le spese riconosciute si compongono di un importo destinato
alla copertura del fabbisogno vitale, per anno, pari, dal 1° gennaio 2003, al
minimo per le persone sole, a fr. 15'700.-, per i coniugi, almeno 23’550.-
franchi e per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per
figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 8'260.- (cfr. Ordinanza 03 sull'adeguamento
delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 20 settembre 2002). Per i due
primi figli si prende in considerazione la totalità dell'importo determinante,
per due altri figli due terzi ciascuno       (fr. 5'506.--) e per ogni altro
figlio un terzo (fr. 2'753.--).

 

                                         Il 1°
gennaio 2005 è entrata in vigore una modifiche della Laps decretata dal Gran
Consiglio, alla luce del Messaggio n. 5589 sul Preventivo 2005 del Consiglio di
Stato.

                                         Più
precisamente è stato introdotto l’art. 37 cpv. 3 Laps, secondo cui, in deroga
all’art. 10 Laps, per l’anno 2005, benché gli importi destinati alla copertura
del fabbisogno vitale ex art. 3b cpv. 1 lett. a LPC siano aumentati (cfr.
Ordinanza 05 sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 24
settembre 2004), fanno stato i limiti previsti dalla LPC per gli anni 2003 e
2004 (cfr. BU 6/2005 dell’11.2.2005 pag. 56; FU 102/2004 del 21.12.2004 pag.
9002).

                                         Abbondanzialmente
giova rilevare che il 12 dicembre 2005 all’art. 37 Laps è stato aggiunto il
cpv. 4 secondo cui in deroga all’art. 10 Laps anche per l’anno 2006 fanno stato
i limiti previsti dalla LPC per gli anni 2003 e 2004 (cfr. BU 7/2006 del
10.2.2006; FU 101/2005 del 20.12.2005).

 

                               2.8.   Nella presente
evenienza l’Ufficio delle misure attive con decisione del 4 agosto 2005,
confermata con decisione su reclamo del 28 settembre 2005, ha accordato alla
ricorrente, a far tempo dal mese di luglio 2005, un’indennità straordinaria di
disoccupazione di fr. 38.60 al mese (cfr. doc. A; B).

 

                                         L’insorgente
ha contestato il computo, nel suo calcolo, dei redditi del convivente, e meglio
della rendita di invalidità dell’AI e della prestazione complementare, poiché, da
un lato, la rendita AI e la PC di cui beneficia __________ non tengono in
considerazione né lei, né loro figlio __________. Dall’altro, i costi
straordinari a cui deve far fronte il convivente (per i suoi disturbi di salute,
per il diritto di visita dei tre figli nati dal matrimonio con __________, per
gli alimenti per i figli) non sono stati conteggiati (cfr. doc. I; C).

 

                                         Dalla
documentazione agli atti risulta che RI 1, fino al mese di giugno 2005, è stata
affiliata alla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG quale indipendente (cfr.
doc. 51, 53). 

                                         In
effetti la stessa era gerente di una buvette presso la __________ di __________
(cfr. doc. 49, 55).

                                         Pertanto
essa rientrava effettivamente nel campo di applicazione dell’art. 10 L-rilocc (cfr.
consid. 2.5.). 

                                         Del resto
la titolarità della ricorrente per quanto riguarda le indennità straordinarie
di disoccupazione non è mai stata messa in discussione dall’Ufficio misure
attive.

                                         Come già
evidenziato, è in discussione l’ammontare di tale indennità.

 

                                         Alla luce
delle obiezioni sollevate da RI 1, nell’atto ricorsuale, giova dapprima rilevare
che, relativamente all'unità economica di riferimento del titolare del diritto
alla prestazione, l'art. 4 Laps enuncia:

 

" 
L’unità di riferimento è costituita: 

a) dal titolare del diritto; 

b) dal coniuge; 

c) dal partner convivente, se vi sono figli in
comune; 

d) dai figli minorenni di cui essi hanno
l’autorità parentale; 

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente
indipendenti. (cpv. 1)

Se il titolare del diritto non è economicamente
indipendente, dell’unità di riferimento fanno pure parte i suoi genitori e
fratelli minorenni o non economicamente indipendenti. (cpv. 2)

Se entrambi i genitori sono privati dell’autorità
parentale, il minorenne fa parte dell’unità di riferimento della madre. (cpv.
3)

I figli e i titolari del diritto maggiorenni
economicamente dipendenti fanno parte dell’unità di riferimento del genitore
con cui condividono il domicilio; se hanno domicilio per conto proprio fanno
parte dell’unità di riferimento del genitore da loro indicato. (cpv. 4)

Se non vi sono figli in comune, dell’unità di
riferimento fa parte il partner convivente allorquando questi ricava
dall’unione vantaggi simili a quelli che scaturiscono da un matrimonio e
l’Amministrazione dispone di elementi sufficienti per presumere che non si
sposa per poter accedere alle prestazioni della presente legge. (cpv. 5)

Non fanno parte dell’unità di riferimento le
persone domiciliate all’estero. (cpv. 6)."

 

                                         L’art.
1 Reg.Laps prevede poi che:

 

" 
Non sono considerati coniugi ai sensi dell’ art.
4 della legge i coniugi separati legalmente (cpv. 1). 

È considerato genitore: 

a) la persona con il quale il figlio ha un
vincolo di filiazione ai sensi del Codice civile svizzero; 

b) la persona che accoglie il figlio in vista
dell’ adozione. (cpv. 2) 

Se l’ autorità parentale sui figli minorenni
viene condivisa con una persona diversa da quelle menzionate all’ art. 4 cpv. 1
lett. a - c della legge, il minorenne fa parte dell’ unità di riferimento in
cui vive il genitore con il quale condivide il domicilio. (cpv. 3) 

I minorenni con figli propri costituiscono un’
unità di riferimento propria. (cpv. 4) 

Le persone in stato di carcerazione vengono
escluse dalla loro unità di riferimento fino al momento della liberazione se: 

a) si trovano in stato di detenzione preventiva
da almeno tre mesi; 

b) stanno scontando una pena o una misura
stazionaria superiore ai tre mesi; 

c) sono riservate le decisioni particolari
qualora il coniuge e/o i figli siano le vittime del reato per il quale il
congiunto è in stato di detenzione. (cpv. 5) 

La nozione di domicilio è quella dell’ art. 23 e
seguenti del Codice civile svizzero. (cpv. 6)." 

 

                                         Come visto, per l’art. 4
cpv. 1 lett. c Laps l’unità di riferimento del titolare del diritto alla
prestazione è costituita, fra l’altro, dal partner convivente se vi sono figli
in comune.

 

                                         In una
recente sentenza del 25 gennaio 2006 nella causa M., 39.2005.12, questa Corte
ha stabilito che due conviventi con figli in comune, a prescindere
dall’esistenza o meno di un concubinato, sono membri della medesima unità di
riferimento.

 

                                         Nel caso
di specie, quindi, rettamente l’amministrazione ha considerato quali componenti
dell’unità di riferimento dell’insorgente, oltre alla stessa, il convivente __________
e il loro figlio __________.

 

                                         Pertanto,
sulla base dell’art. 5 Laps (cfr. consid. 2.5.), al fine di determinare
l’importo dell’indennità straordinaria a cui RI 1 ha diritto, nel relativo
conteggio vanno considerati i redditi computabili e le spese computabili di
tutte le persone componenti la sua unità di riferimento, ossia lei medesima, __________
e il figlio __________.

 

                               2.9.   Come esposto
al consid. 2.6., giusta l’art. 6 cpv. 1 lett. a Laps il reddito computabile è
costituito dai redditi ai sensi degli art. 15-22 LT.

                                         Fra
questi redditi figurano in modo espresso all’art. 21 cpv. 1 LT i proventi
dall’assicurazione invalidità.

                                         Inoltre,
a differenza della LT per la quale i proventi ricevuti in virtù della LPC sono
esenti da imposta (cfr. art. 23 lett. h LT), l’art. 6 cpv. 1 lett. d Laps
contempla, fra i redditi computabili le prestazioni complementari
all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità.

 

                                         Ex lege,
dunque, le rendite AI e le PC percepite da __________ vanno computate nel
calcolo di RI 1. 

                                         Al
riguardo non sono previste eccezioni di alcun genere.

 

                                         L’asserzione
ricorsuale secondo cui la rendita AI e la PC non tengono conto delle spese
della ricorrente e del figlio __________ (cfr. doc. I pag. 2) corrisponde solo
parzialmente alla verità.

                                         In
effetti __________ è stato considerato sia nell’ambito dell’assicurazione
invalidità, poiché giusta l’art. 35 LAI la persona legittimata alla rendita di
invalidità ha diritto a una rendita completiva per ogni figlio che, qualora
essa fosse morta, avrebbe diritto a una rendita per orfani dell’AVS (cfr. doc.
III), che in quello delle PC ai sensi dell’art. 7 cpv. 1 lett. a OPC, secondo
cui la PC annua per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS
o dell’AI viene calcolata globalmente se i medesimi vivono con i genitori.

                                         Ciò
risulta d’altronde dalla decisione relativa alle PC a far tempo dal 1° gennaio
2005 (cfr., doc. 21), in cui il fabbisogno vitale, il premio della cassa malati
e la pigione sono stati calcolati tendendo conto anche del figlio.

 

                                         Per
quanto attiene all’assicurata, essa non è stata considerata nel calcolo della
rendita AI e PC, in quanto le assicurazioni sociali federali non parificano la convivenza
al matrimonio, a differenza, della Laps (art. 4 Laps; riguardo agli assegni di
famiglia cfr. RDAT II-2001 N. 22 pag. 89 segg.; STCA del 26 gennaio 2001 nella
causa B.P.; STCA del 24 luglio 2000 nella causa A.I.; STCA del 15 aprile 1996
nella causa M.M.).

 

                                         Per
inciso è comunque utile osservare che l'art. 34 LAI relativo alla rendita di
invalidità completiva per la moglie è stato abrogato con effetto al 1° gennaio
2004, nell’ambito della quarta revisione, della LAI. Secondo le disposizioni
finali di tale revisione le rendite completive correnti beneficiano in ogni
caso della garanzia dei diritti acquisiti.

 

                                         Va
inoltre ribadito che la Laps nel calcolo concernente il titolare di una
prestazione sociale contempla, oltre al computo delle rendite AI e PC del
convivente, pure il conteggio delle spese computabili di quest’ultimo. 

                                         Pertanto,
contrariamente a quanto allegato dalla ricorrente (cfr. doc. I pag. 3), il
reddito di __________ costituito dalle rendite AI e dalle PC copre, in primo
luogo, le sue spese.

                                         Tali entrate
non vanno così a ridurre l’ammontare dei costi che RI 1 deve sopportare.

 

                                         In simili
condizioni, l’Ufficio delle misure attive, tenendo conto delle rendite AI percepite
da __________, comprensive della rendita completiva per il figlio __________,
corrispondenti a complessivi fr. 18'876.-- annui (cfr. doc. 80, 21) e delle PC
calcolate globalmente per il convivente della ricorrente e per il loro figlio,
pari a fr. 22'992.-- annui (cfr. doc. 80, 21), ha applicato correttamente la Laps
sia per quanto riguarda il principio del computo di tali redditi, che in
relazione agli importo conteggiati (cfr. art. 5, 6 Laps). 

                                      

                                         In
proposito va ricordato che l’amministrazione deve sempre agire nel rispetto del
principio della legalità secondo cui, in virtù di un principio fondamentale del
diritto, ogni attività amministrativa deve essere riconducibile a una norma
legale che ne delinei ampiezza e limiti delle funzioni (principio della
legalità: cfr. Häfelin/Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed.,
cifra marg. 368 segg.; STFA del 20 agosto 2003 nella causa X.,
H 231/02, consid. 5). 

 

                                         Non è poi
dato da vedere in cosa l’amministrazione avrebbe erroneamente applicato il
diritto federale, dal momento che essa era chiamata a determinare, sulla base
della legislazione cantonale, una prestazione sociale cantonale.

 

                                         Di conseguenza l’Ufficio
convenuto, non avendo violato nessuna norma di diritto, nemmeno ha
contravvenuto al principio del divieto dell'arbitrio, contrariamente a quanto
asserito dalla ricorrente (cfr. doc. I pag. 3). 

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, in effetti, un provvedimento è arbitrario e viola quindi l'art. 9 Cost. unicamente qualora
disattenda gravemente una regola di diritto o un principio giuridico chiaro e
indiscusso o contraddica in modo urtante il sentimento di equità. La violazione
deve essere manifesta e riconoscibile di primo acchito. Non è ravvisabile
arbitrio per il solo fatto che appaia concepibile o persino preferibile una
soluzione diversa. Infine un provvedimento deve essere annullato solo se è
arbitrario nel suo risultato, ma non quando solo i suoi motivi siano
insostenibili, oppure ove esso non è motivato (cfr. DTF 129 I 9 consid. 2.1, 58
consid. 4; DTF 124 V 137 consid. 2b; STFA del 27 gennaio 2005 nella causa T., H
315/03, consid. 7.1.).

 

                             2.10.   Inoltre il calcolo dell’indennità
straordinaria di disoccupazione a cui ha diritto RI 1 è stato effettuato in
maniera corretta anche per quanto attiene alle ulteriori poste considerate.

                                         Del resto l’insorgente,
fuorché il computo dei redditi di __________, non ha espressamente contestato
alcuna altra voce indicata nel conteggio effettuato nel mese di agosto 2005
dall’Ufficio convenuto (cfr. doc. I).

 

                                         Al
riguardo è comunque utile sottolineare, in particolare, che a ragione l’Ufficio
convenuto ha computato a titolo di spesa per l’alloggio l’importo di fr.
18'000.--.

 

                                         Come
visto (cfr. consid. 2.7.), l’art. 9 Laps prevede che la spesa per l’alloggio è
computata fino ad un massimo, nel caso di unità di riferimento composte da più di
due persone come quella dell’assicurata - composta della stessa, dal convivente
e dal loro figlio __________ -, pari all’importo riconosciuto dalla LPC per i
coniugi maggiorato del 20%, ossia a fr. 18’000.-- (fr. 15’000.-- + 20% di fr. 15’000.--).

 

                                         Ai sensi
dell’art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali:

 

" 
La spesa per l'alloggio è definita come segue:

       
a)                                                                      per
l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.

       
b)                                                                      per il
proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15%
per le spese accessorie."

 

                                         Nell’evenienza
concreta la pigione netta è di fr. 24’000.-- (cfr. doc. 30) che, maggiorata del
15% per le spese accessorie, corrisponde a una spesa per l’alloggio di fr. 27’600.--.

                                         Tale
importo è superiore a quello massimo riconosciuto di fr. 18’000--, per cui va conteggiato
unicamente l’ammontare massimo di fr. 18'000.-- (cfr. doc. 80).

 

                                         Infine il
TCA rileva che il tema afferente alla disdetta del contratto di locazione
notificata alla ricorrente dal locatore nel mese di febbraio 2006 con effetto a
decorrere dal 30 marzo 2006 (cfr. doc. XVI; consid. 1.8.) esula dalle sue
competenze.

                                         Pertanto
questa Corte non può pronunciarsi in merito.

                                         Va in
ogni caso evidenziato che l’insorgente, entro il termine di 30 giorni dalla
ricezione della disdetta, può contestarla e/o domandare la protrazione della
locazione presso l’Ufficio di conciliazione __________, relativo al quartiere
di __________.

 

                             2.11.   Per quanto concerne
il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie, ai sensi
dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps (cfr. consid. 2.7.) vanno computati i premi
ordinari, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota
cantonale media ponderata.

                                         Secondo,
poi, l’art. 4 Reg.Laps quale premio per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio
riconosciuto per il sussidio per la riduzione dei premi dell’assicurazione di
base contro le malattie.

 

                                         A titolo
di premio della cassa malati, quindi, non va tenuto conto del premio effettivo
a carico di un assicurato, bensì del premio medio ponderato relativo alla cassa
malati in questione, fino al limite massimo previsto dalla quota cantonale media
ponderata. Dal Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 relativo alla modifica della
Laps emerge che tale soluzione ha un’incidenza minima sul calcolo del reddito
disponibile residuale, ma comporta un vantaggio amministrativo importante, nel
senso che il valore standardizzato del premio, che cambia una volta all’anno
viene immesso automaticamente (cfr. Messaggio n. 5221 pag. 13; STCA del 27
aprile 2005 nella causa R., 39.2004.11, consid. 2.12.).

 

                                         La
ricorrente, il figlio __________ e il convivente sono affiliati alla cassa
malati __________ (cfr. doc. 35-37; IXbis). 

                                         Per il
2005 il relativo premio medio ponderato complessivo è pari a fr. 7’964.-- (fr.
3'524.-- X 2 + fr. 916.--; cfr. doc. XIII).

                                         Tale
ammontare è inferiore alla quota media cantonale ponderata per il 2005,
corrispondente, per due adulti e un ragazzo minore di 18 anni, a complessivi fr.
8’420.-- (fr. 3'730.-- X 2 + fr. 960.--; cfr. Decreto esecutivo concernente le
basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni individuali di premio nell’assicurazione
sociale malattie per l’anno 2005).

 

                                         In casu
l’Ufficio delle misure attive, quale premio della cassa malati, ha conteggiato
il premio medio ponderato complessivo di fr. 7'964.-- (cfr. doc. 80).

 

                                         Va, tuttavia,
ricordato che il convivente e il figlio __________ sono al beneficio di una
prestazione complementare mensile (cfr. doc. 21). 

 

                                         Secondo
l’art. 3 della legge di applicazione della legge federale del 19 marzo 1965
concernente le prestazioni complementari all’assicurazione federale per la
vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LAPC) il premio lordo dell’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie degli assicurati beneficiari di
prestazione complementare AVS/AI è corrisposto direttamente dal Cantone agli
assicuratori.

 

                                         L’art. 41
cpv. 1 della legge di applicazione della Legge federale sull’assicurazione
malattie (LCAMal) prevede, poi, che il premio lordo dell’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie degli assicurati beneficiari di
prestazioni complementari AVS/AI è corrisposto direttamente dal Cantone agli
assicuratori. 

                                                                                 Giusta il cpv. 2 l’importo complessivo del premio lordo degli
assicurati beneficiari di prestazioni complementari AVS/AI è finanziato in
parte dai sussidi nell’assicurazione sociale contro le malattie e in parte
attraverso l’Ordinanza relativa all’aumento dei limiti di reddito a seguito
dell’ introduzione di una riduzione di premi nella LAMal, del 13 settembre
1995.

 

                                         Nell’evenienza
concreta dalla decisione relativa alla PC assegnata a __________, nel cui
calcolo è compreso il figlio __________ ai sensi dell’art. 7 cpv. 1 lett. a OPC
(cfr. doc. 21), risulta, in effetti, che dall’importo totale mensile di fr.
2'032.--, la somma di fr. 116.-- viene dedotta e versata direttamente dalla
Cassa di compensazione AVS/AI/IPG all’Ufficio dell’assicurazione malattia e che
il premio dell’assicurazione malattia obbligatoria è pagato dall’IAS.

 

                                         L’Ufficio
convenuto, rispondendo a un quesito posto da questa Corte (cfr. doc. XI), ha
indicato che nella fattispecie si è comunque tenuto conto del fatto che nel
caso del convivente della ricorrente e del figlio __________, quali beneficiari
di PC, il premio lordo di cassa malati è preso a carico dal Cantone, computando
per entrambi una partecipazione al premio della cassa malati di entità uguale al
premio di cassa malati conteggiato, ossia di fr. 3'524.-- per il padre e fr.
915.60 per __________, corrispondenti al premio medio ponderato della __________
per il 2005 (cfr. doc. XIII).

 

                                         Procedendo
in tal modo, gli importi dei premi di __________ e __________ vengono annullati
dai rispettivi e identici sussidi computati nel calcolo. 

                                         Al fine
della determinazione dell’ammontare dell’indennità straordinaria di
disoccupazione influiscono così unicamente il premio medio ponderato di RI 1 di
fr. 3'524.-- annui e il relativo sussidio di fr. 1'875.-- annui (fr. 6'314.25 –
fr. 3'524.-- – fr. 915.60).

                                         Quest’ultima
somma emerge peraltro anche da una fattura dei premi della __________ del 31
agosto 2005 relativa ai premi del mese di ottobre 2005 che indica quale
riduzione individuale dei premi per la ricorrente un importo di fr. 156.20 al
mese, che calcolato su un anno corrisponde a circa fr. 1'875.-- (cfr. doc. IXbis).

 

                                         In
concreto, alla luce della circostanza che quale partecipazione al premio per __________
e __________ sono stati computati degli importi pari ai premi conteggiati per
gli stessi, la somma ritenuta dall’Ufficio convenuto quale premio cassa malati di
fr. 7’964.-- non è quindi censurabile (cfr. doc. 80).

 

                                         Tuttavia il
TCA non può esimersi dall’evidenziare che nel calcolo dell’indennità
straordinaria di disoccupazione relativo al caso dell’insorgente effettuato dall’Ufficio
delle misure attive sarebbe stato più realistico, più lineare e di più facile
comprensione per l’interessata computare unicamente il premio della cassa
malati di RI 1, visto che per gli altri due componenti della sua unità
familiare, essendo beneficiari di prestazioni complementari, l’intero premio
lordo dell’assicurazione malattie obbligatoria è versato dal Cantone
all’assicuratore malattia (al riguardo cfr. STCA del 17 maggio 2005 nella causa
A., 42.2004.3, destinata alla pubblicazione in RtiD II-2005).

                                         Chiaramente
in tal caso non si sarebbe dovuto conteggiare alcunché a titolo di partecipazione
al premio dell’assicurazione contro le malattie per __________ e __________ ai
fini della determinazione della lacuna di reddito.

 

                             2.12.   La ricorrente, nell’atto ricorsuale,
ha sostenuto che il convivente deve far fronte a una serie di spese, più precisamente
ai costi per i suoi disturbi di salute, alle spese per il diritto di visita dei
tre figli nati dal matrimonio con __________, oltre agli alimenti per i figli (cfr.
doc. I pag. 3).

                                         Al
riguardo occorre rilevare che ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. d Laps nella
spesa computabile vanno considerati gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1
lett. c LT, e meglio gli alimenti versati al coniuge divorziato o separato
legalmente o di fatto, nonché gli alimenti versati a un genitore per i figli
sotto la sua autorità parentale.

 

                                         In casu
nulla è stato computato a titolo di alimenti dall’Ufficio convenuto, il quale
nella risposta di causa ha indicato che __________ non ha prodotto alcun
documento che comprovi tale spesa (cfr. doc. III).

 

                                         Da un
accertamento esperito da questo Tribunale è emerso che la Cassa di
compensazione AI/PC dal mese di febbraio 2000 versa direttamente a __________
per sé stessa e per i tre figli una rendita completiva AI e una prestazione
complementare di complessivi fr. 4'400.--. L’erogazione delle rendite completive
AI e della prestazione complementare per i tre figli è stata confermata
mediante un messaggio di posta elettronica del 19 gennaio 2006 di un
collaboratore dell’Ufficio delle prestazioni dell’IAS (cfr. doc. X, XII, E, F).

 

                                         Pertanto,
siccome __________ non deve far fronte al pagamento di contributi alimentari,
rettamente l’Ufficio delle misure attive non ha conteggiato alcunché a tale
titolo.

 

                                         Le
restanti spese invocate dalla ricorrente, ovvero i costi per i disturbi
di salute del convivente e quelli connessi al diritto di visita di quest’ultimo,
non sono previste quale spesa computabile dalla Laps.

 

                                         A tale
proposito è utile osservare che i redditi computabili e le spese computabili -
queste ultime costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio -
agli art. 6, 8 e 9 Laps (cfr. consid. 2.7.), sono elencati in modo esaustivo. 

                                         Di
conseguenza, una volta conteggiate tali voci nel calcolo dell’indennità
straordinaria di disoccupazione, non è possibile computarne altre non previste
dalla Laps.

                                         A
eventuali ulteriori costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla
lista esaustiva delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite l’importo
della soglia di intervento, analogamente a quanto avviene per le PC, con
l’ammontare destinato a coprire il fabbisogno minimo (in particolare: vestiti,
vitto, mobilio, telefono e tasse telefoniche, acqua, luce, ecc.;cfr. E. Carigiet,
Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht
(SBVR), Basilea 1998).

 

                                         Abbondanzialmente
per quanto concerne i costi generati dai disturbi di salute del convivente
della ricorrente, beneficiario di prestazioni complementari, va rilevato che
secondo l’art. 3 LPC le prestazioni complementari comprendono, oltre alla PC
annua versata ogni mese, il rimborso delle spese di malattia e invalidità (cfr.
art. 3 lett. b LPC). La franchigia a carico degli assicurati va considerata
quale spesa di malattia (cfr. Direttive concernenti le PC all’AVS/AI - DPC –
emesse dall’UFAS, Stato: 1.1.2006, n. 5035).

 

                                         Per
l'art. 3d cpv. 1 LPC

 

" 
I beneficiari di una prestazione complementare
annua hanno diritto al rimborso delle spese dell'anno civile in corso,
debitamente comprovate:

a. di dentista;

b. di aiuto, di cure e di assistenza a
domicilio e in strutture diurne;

c. per dieta;

d. di trasporto fino al più vicino luogo di
cura;

e. di mezzi ausiliari e

f.  di partecipazione alle spese giusta
l'articolo 64 LAMal."

 

                                         Secondo
l'art. 6 OMPC

 

" 
La partecipazione ai costi ai sensi
dell'articolo 64 della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) è
rimborsata per le prestazioni assunte dall'assicurazione obbligatoria delle
cure medico-sanitarie secondo l'articolo 24 LAMal."

 

                                         Nel caso
in esame, poiché __________ ha diritto alla PC, può richiedere il rimborso
della partecipazione ai costi delle cure medico-sanitarie assunte
dall’assicurazione malattie obbligatoria. 

 

                                         Va, in
ogni caso, ricordato che giusta l'art 2 lett. a OMPC le spese di malattia sono
rimborsate unicamente se il rimborso è fatto valere entro 15 mesi dalla
fatturazione (cfr. STFA del 22 giugno 2004 nella causa O., P 8/03).

 

                                         Le stesse
considerazioni valgono eventualmente per le spese generate dalla malattia, “grave
forma di celiachia”, di cui soffre una figlia del convivente della
ricorrente(cfr. doc. I pag. 2).

                                         In merito
è utile precisare che anche le spese supplementari debitamente comprovate
causate da un regime dietetico d’importanza vitale prescritto da un medico a
persone che non vivono né in un istituto né in un ospedale sono considerate
spese di malattia (cfr. art. 3d cpv. 1 lett. c LPC; 9 OMPC; STFA del 22 giugno
2004 nella causa O., P 8/03).

 

                             2.13.   Sulla base di
tutto quanto esposto, i redditi computabili della ricorrente, calcolati su un
anno, sono costituiti dalla rendita AI percepita dal suo convivente, inclusa la
rendita completiva per __________ di fr. 18'876.-- (cfr. consid. 2.9.) e dalla
prestazione complementare per __________ e __________ di fr. 22'992.-- (cfr. consid.
2.9.).

                                         Globalmente
essi ammontano a fr. 41'868.--.

                                         La
sostanza computabile risulta nulla, in quanto inferiore alla deduzione di fr.
50'000.-- prevista all’art. 6 cpv. 1 lett. f Laps (cfr. doc. 80).

 

                                         Le spese
computabili sono, invece, composte dai contributi alle assicurazioni sociali di
fr. 425.--, dal premio della cassa malati di fr. 7'964.--(cfr. consid. 2.11.),
dalle imposte ordinarie di fr. 40.-- e dalla spesa per l’alloggio di fr.
18'000.-- (cfr. consid. 2.10.).

                                         Esse,
complessivamente, corrispondono a fr. 26'429.--.

 

                                         Di
conseguenza il reddito disponibile residuale (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.6.)
dell’insorgente ammonta a fr. 15’439.-- (redditi computabili di fr. 41’868.-- -
spese computabili di fr. 26’429.--).

 

                                         La soglia
di intervento per il 2005 della famiglia di RI 1, formata dalla ricorrente, dal
convivente e dal loro figlio, come riconosciuto dall’amministrazione (cfr. doc.
80, 81), è pari a fr. 31'810.-- (cfr. art. 10 Laps; consid. 2.7.; fr. 15'700.
-- per il titolare del diritto + fr. 7’850.-- per la prima persona
supplementare dell’unità di riferimento + fr. 8260.-- per la seconda persona
supplementare dell’unità di riferimento).

 

                                         I
titolari del diritto all’indennità straordinaria di disoccupazione, come visto,
hanno diritto a tale prestazione allorché il reddito disponibile residuale,
sommato al sussidio per il premio della cassa malati e alle prestazioni sociali
di complemento di cui un assicurato beneficia, non raggiunge la soglia di
intervento (cfr. art. 11 Laps; consid. 2.6.).

 

                                         In casu,
i sussidi della cassa malati computati (al riguardo cfr. consid. 2.11.)
ammontano a fr. 6'314.25.-- (cfr. doc. 80, 81). Pertanto la lacuna di reddito Laps
annua è pari a fr. 10’056.75 (fr. 31'810.-- - fr. 15’439.-- - fr. 6'314.25.--).

 

                                         L'assicurata
ha, dunque, diritto a decorrere dal mese di luglio 2005 a un’indennità
giornaliera straordinaria di disoccupazione di fr. 38.60 (fr. 10'056.75.-- : 12
mesi = fr. 838.06 : 21.7 giorni - cfr. art. 40a OADI - = fr. 38.60), come
riconosciuto dall’Ufficio convenuto.

 

                             2.14.   L'insorgente,
con il ricorso, ha chiesto al TCA di richiamare l’incarto AI e della
prestazione complementare di __________, il proprio intero incarto dall’Ufficio
delle misure attive e dall’Ufficio del sostegno sociale, gli incarti della CTR __________
relativi a __________, __________ e figli e infine l’incarto __________ dalla
Pretura di __________ (cfr. doc. I).

                                      

                                         Il TCA rileva
innanzitutto che l'incarto dell’Ufficio delle misure attive concernente la
ricorrente è parte integrante delle tavole processuali.

 

                                         Sulla
base della documentazione agli atti e degli accertamenti esperiti da questa
Corte, la questione dell’entità dell’indennità straordinaria di disoccupazione spettante
ad RI 1 è, poi, stata sufficientemente chiarita.

 

                                         Di
conseguenza la richiesta della ricorrente concernente il richiamo dei citati
documenti deve essere respinta.

                                         A tale
proposito va rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in
base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato
(valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr.
SVR 2003 IV Nr. 1; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01 consid. 4;
STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002
nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99;
STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001
nella causa P., U 82/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992
nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991
nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,
2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,
Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del
diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid.
4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). 

 

                             2.15.   Il TCA rileva
infine che la ricorrente ha postulato l’ammissione all’assistenza giudiziaria e
al gratuito patrocinio dinanzi al TCA (cfr. doc. I).

 

                                         Secondo l’art.
21 cpv. 2 LPTCA la disciplina della difesa d’ufficio e del gratuito patrocinio
è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria.

 

                                         La legge
cantonale sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria, in vigore dal
30 luglio 2002 (cfr. art. 38 Lag e BU 30/2002 pag. 213 segg.), si applica alle
domande di assistenza giudiziaria introdotte dopo la sua entrata in vigore.

                                         L'art. 3
della citata legge prevede:

 

" 
1L'istituto
dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica 

indigente la tutela adeguata dei suoi diritti
dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone."

 

" 
2E' ritenuta
indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri
agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."

 

                                         Le altre
condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge
sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite
negativamente all'art. 14 Lag:

 

" 
1L'assistenza
giudiziaria non è concessa:

a)
  la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito
favorevole;

b)
  una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura  a
causa delle spese che questa comporta.

2L'ammissione
al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di
procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è
necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta
difficoltà particolari."

 

                                         I criteri
posti nella legge cantonale sono identici a quelli fissati dalla giurisprudenza
federale elaborata interpretando le norme di diritto federale delle
assicurazioni sociali (cfr. art. 85 cpv. 2 lett. f v.LAVS). 

                                         Pertanto
la Lag, a cui la LPTCA rinvia, è stata ritenuta conforme all’art. 61 lett. f
LPGA (cfr. DTF 130 V 320; STCA del 25 ottobre 2004 nella causa H., 35.2004.24, consid.
2.14.; STCA del 2 settembre 2004 nella causa A., 38.03.101, consid. 2.16.), in
vigore dal 1° gennaio 2003 per i settori delle assicurazioni sociali
disciplinati dal diritto federale, secondo cui nella procedura giudiziaria
cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze
lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. 

                                         Infatti
l’art. 61 lett. f LPGA ha mantenuto invariate le condizioni cumulative per la
concessione dell’assistenza giudiziaria rispetto al vecchio diritto elaborate
dalla giurisprudenza.

 

                                         L’istante
va considerato indigente quando non è in grado di assumere le spese legate alla
difesa dei suoi interessi, senza intaccare il minimo indispensabile al suo mantenimento
e a quello della sua famiglia (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11ss.;
DTF 103 Ia 100). Per determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione
i redditi del richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento
nei suoi confronti (DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori, B. Cocchi, F. Trezzini,
Codice di procedura civile ticinese, 2a edizione, Lugano 2000, N. 20 ad art.
155, p. 479). L’obbligo dello Stato di accordare l’assistenza giudiziaria è in
effetti sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal diritto di
famiglia (DTF 119 Ia 11ss.). Non entrano invece in linea di conto le risorse
finanziarie di parenti cui l’interessato potrebbe far capo a norma dell’art.
328 e 329 CCS (B. Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 20 ad art. 155, p. 479 e
giurisprudenza ivi citata).

 

                                         Non è
determinante che l’indigenza sia stata cagionata da colpa propria (Haefliger,
Alle Schweizer sind vor dem Gesetz gleich, p. 165). 

                                         Il limite
per ammettere uno stato di bisogno ai sensi delle disposizioni sull’assistenza
giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto
esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c). All’importo
base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e il 25% (cfr. STFA
del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04).

                                         L’indigenza
processuale è data ove il richiedente non disponga di più mezzi di quelli
necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia (cfr. RAMI 1996
N. U 254 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H.,
pag. 3).

                                         In una sentenza
pubblicata in DTF 124 I 1ss., il TF ha precisato che una richiesta di
assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente sostenendo che
l’istante non è indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione
di un’automobile. Secondo l’Alta Corte il richiedente deve piuttosto -
indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere
considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in
grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono
essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno
esistenziale.

                                         L’attestato
municipale sullo stato di indigenza ha per il Giudice soltanto valore indicativo
(Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 10 ad art. 156 p. 490).

                                         Nella
commisurazione della capacità patrimoniale del richiedente va considerata anche
l’eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti. Secondo il TFA
infatti si tiene conto dell’intera situazione economica della famiglia (STFA
non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 4, consid. 2 e
giurisprudenza citata non pubbl.). La sostanza deve tuttavia essere disponibile
al momento della litispendenza del processo o per lo meno a partire dal momento
in cui è presentata l’istanza e non solo alla fine della procedura (cfr. DTF
119 Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369ss).

 

                                         Generalmente
dal punto di vista temporale lo stato di bisogno dell’istante va determinato
secondo la situazione esistente al momento della decisione (SVR 1998 UV Nr. 11 consid.
4a). L’assistenza giudiziaria può essere tuttavia concessa anche con effetto
retroattivo nella misura in cui i relativi presupposti sono adempiuti (cfr. SVR
2000 UV Nr. 3, cfr. anche STCA 12 marzo 2001 non pubblicata nella causa R.G.,
inc. 31.1998.50).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA, infine, la decisione di concessione dell’assistenza
giudiziaria può essere modificata o revocata. Trattandosi di una decisione
processuale (“prozessleitender Entscheid”) non passa infatti in giudicato
materiale, ma solo formale. La modifica può avvenire anche con effetto
retroattivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b).

 

                             2.16.   Nel caso di
specie con la presente sentenza è stato riconosciuto il diritto dell’assicurata
di percepire un’indennità giornaliera straordinaria di disoccupazione di fr.
38.60 a decorrere dal mese di luglio 2005.

 

                                         Per
valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, si tiene conto di
un fabbisogno minimo che si situa al di sopra del minimo di esistenza agli
effetti del diritto esecutivo (cfr. SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid.
7c).

                                         Al minimo
esecutivo va, infatti, aggiunto un supplemento al massimo del 15-25% (cfr. STFA
del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04). 

                                         Il
fabbisogno secondo i limiti Laps, il quale fa riferimento agli importi minimi
indicati dalla LPC (cfr. art. 10 Laps; consid. 2.7.), è più elevato
dell'importo di base determinato fondandosi sulla Tabella per il calcolo del
minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo allestita dalla Camera
di esecuzione e fallimento CEF, quale Autorità di vigilanza cantonale ed in
vigore dal 1° gennaio 2001 (per una famiglia di due genitori e un figli di 6 e
12 anni ammonta a fr. 2’050.--, pari a fr. 24’600.-- annui) a cui va aggiunto
un supplemento del 15-25%. 

                                         Inoltre
nel calcolo secondo la Laps vanno considerate delle spese non previste per il
calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo.

 

                                         Di
conseguenza, in casu, dal fatto che la ricorrente abbia diritto a un’indennità
straordinaria di disoccupazione, che peraltro va a coprire totalmente la lacuna
di reddito (cfr. consid. 2.13.), non si può concludere che essa sia indigente
ai fini dell’assistenza giudiziaria.

                                         Va,
quindi, effettuato il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto
esecutivo.

                                         Il
reddito della famiglia dell’insorgente è costituito dalla rendita AI percepita
da __________ e della relativa prestazione complementare di complessivi fr.
3'489.-- (cfr. doc. 21, 80; consid. 2.9.), oltre all’indennità straordinaria di
disoccupazione di fr. 837.60 al mese (fr. 38.60 X 21,7).

                                         Con un
reddito di circa fr. 4’326.-- la ricorrente deve far fronte a fr. 2’050.--
quale importo base mensile per l’assicurata, il convivente e il figlio di
quattordici anni, stabilito per il calcolo del minimo esistenziale LEF. 

                                         Tali
importi comprendono già le spese di sostentamento, abbigliamento, biancheria,
igiene, cultura, salute, oneri domestici, quali elettricità, illuminazione, gas
(cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto
esecutivo del 1° gennaio 2001).

                                         Bisogna
poi computare il canone di locazione di fr. 2’000.-- al mese (cfr. doc. 30).
Esso, pur considerando l’esercizio del diritto di visita nei confronti dei tre
figli di __________, risulta piuttosto elevato, per cui al fine del conteggio del
minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo va ridotto a fr. 1'700.--
(cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto
esecutivo allestita dalla Camera di esecuzione e fallimento CEF, p.to II 1.1.).

                                         Vanno altresì
aggiunti il premio afferente all'assicurazione contro le malattie della
ricorrente (i premi del convivente e di __________, essendo al beneficio di una
PC, sono assunti integralmente dal Cantone; cfr. consid. 2.11.) di circa fr. 206.--,
già dedotti i relativi sussidi (cfr. doc. IXbis) e i contributi sociali di fr.
36.-- al mese (cfr. doc. 80).

                                         Si
ottiene, quindi, un onere globale di fr. 3'992.--.

                                         L'eccedenza
mensile sarebbe, dunque, di fr. 334.-- (fr. 4’326.-- - fr. 3’992.--) da cui
vanno però ancora dedotte le imposte pari all'ammontare di fr. 40.-- al mese (cfr.
doc. 80).

                                         Inoltre aggiungendo
all'importo di base di fr. 2'050.--, determinato sulla base della Tabella per
il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo, un
supplemento del 15-25%, ossia di fr. 307.--/512.-- conformemente a quanto
stabilito dal TFA nella sentenza del 20 settembre 2004 nella causa F., U
102/04, risulta che la ricorrente non riesce a far fronte alle spese legali, in
quanto l’eccedenza è praticamente nulla.

 

                                         L'indigenza
deve, pertanto, essere ammessa.

 

                                         Va,
inoltre, ritenuto che anche le altre condizioni poste da legge e giurisprudenza
appaiono adempiute. 

                                         Per
quanto riguarda, in particolare, il presupposto secondo cui le conclusioni del
ricorrente non sembrano dovere avere esito sfavorevole, va osservato che il
calcolo effettuato il 4 agosto 2005 dall’Ufficio convenuto, risultante dalla
tabella agli atti (cfr. doc. 80, 81) risulta essere complesso e non di primo
acchito esente da errori. 

 

                                         L'istanza
tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria va accolta. 

 

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                 2.-   L'istanza
tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio
è accolta.

 

 

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 4.-   Intimazione
alle parti.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti