# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 05b4ba8f-22a6-5129-b106-e15e5a1622ad
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-09-19
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 19.09.2023 S 2023 65
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2023-65_2023-09-19.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 23 65

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

Presidenza Zanolari Hasse

Giudici von Salis e Brun

Attuaria Lanfranchi

SENTENZA

del 19 settembre 2023

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali

A._____, 

patrocinato dall'avv. Raffaele De Vecchi, 

ricorrente

contro

Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, 

convenuto

concernente pretesa di risarcimento LAVS

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I. Ritenuto in fatto:

1. La società B._____ SA è stata iscritta nel registro di commercio del 

Cantone dei Grigioni (di seguito: il registro) dal 22 agosto 2019 al 

26 novembre 2021. Secondo le indicazioni nel registro A._____ è stato 

iscritto quale membro unico del consiglio di amministrazione (CdA) con 

diritto di firma individuale della B._____ SA dal 7 aprile 2021 al 12 maggio 

2021.

2. In seguito al trasferimento della propria sede dal Canton Ticino al Comune 

di Poschiavo la B._____ SA è stata affiliata alla Cassa di compensazione 

AVS del Cantone dei Grigioni (di seguito: Cassa di compensazione).

3. Per una parte del credito da contributi sociali per la quale è stata promossa 

l'esecuzione contro la società, il 18 gennaio 2021 l'Ufficio d'esecuzione e 

di fallimento della Regione Bernina ha rilasciato alla Cassa di 

compensazione tre attestati di carenza di beni.

4. Il 9 novembre 2021 il Presidente del Tribunale regionale Bernina ha 

dichiarato lo scioglimento della B._____ AG e ne ha ordinato la 

liquidazione in via di fallimento.

5. Con decreto del 20 aprile 2022 il Presidente del Tribunale regionale 

Bernina ha dichiarato la sospensione della procedura di fallimento per 

mancanza di attivo.

6. Con decisione del 18 maggio 2022 la Cassa di compensazione ha 

emanato nei confronti di A._____ (nonché di C._____ e D._____) una 

decisione di risarcimento del danno di CHF 7'554.85 per contributi 

paritetici AVS/AI/IPG/AD e CAF non saldati per gli anni 2019 – 2021 oltre 

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a spese amministrative, tasse di diffida, interessi di mora e spese 

d'esecuzione.

7. In data 20 giugno 2022 A._____ ha presentato un'opposizione avverso la 

decisione di risarcimento del danno, esponendo che risulterebbe 

totalmente estraneo a qualsivoglia responsabilità dell'organo. La 

fattispecie che avrebbe portato al debito reclamato nei suoi confronti si 

sarebbe svolta e conclusa già mesi prima che avesse assunto la carica di 

organo in seno alla B._____ SA. Difatti, la Cassa di compensazione si 

baserebbe sugli attestati di carenza beni n. 2021011, 20211012 e 

20211013 del 18 gennaio 2021, mentre lui stesso sarebbe entrato nel CdA 

unicamente nell'aprile 2021. Egli non avrebbe causato alcun danno alla 

Cassa di compensazione, il cui ammontare non apparirebbe d'altronde 

trasparente e liquido, né sarebbe stato al corrente della situazione 

economica della società (sottaciutagli dall'azionista nonché previo CdA), 

né avrebbe agito in qualsivoglia maniera illecita, e non gli sarebbe 

nemmeno da imputare alcuna colpa per il danno fatto valere nei suoi 

confronti. Ha inoltre ribadito che si sarebbe messo unicamente a 

disposizione in qualità di organo, interpellato dall'azionista, al fine di 

salvare la B._____ SA dallo scioglimento dovuto alla mancanza di organo, 

tanto tempo dopo che la fattispecie qui imputatagli si sarebbe perpetrata. 

Dovutamente a quanto scritto, richiederebbe gentilmente, che il petito 

venga totalmente accolto e che la decisione della Cassa di 

compensazione nei sui confronti sia annullata, rispettivamente che egli 

venga riconosciuto estraneo da ogni obbligo di pagamento.

8. Con decisione su opposizione del 12 maggio 2023 la Cassa di 

compensazione ha respinto l'opposizione di A._____. Come motivazione 

ha addotto che A._____, quale organo formale (membro del CdA con 

diritto di firma individuale) di una piccola società anonima con semplici 

rapporti controllabili, era responsabile della contabilità e della solvibilità 

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della B._____ SA e sottostava a un obbligo di diligenza elevato. Il nuovo 

organo risponderebbe non soltanto dei contributi sociali correnti, ma pure 

del debito scaduto nel corso del periodo precedente alla sua entrata in 

funzione e sarebbe responsabile fino a quando può influire sull'andamento 

degli affari, sia tramite degli atti, sia tramite la loro omissione. Inoltre, un 

organo non potrebbe liberarsi della responsabilità dell'art. 52 LAVS 

adducendo di non aver partecipato alla gestione della società, qualunque 

sia il motivo, pretendendo di aver svolto solo un ruolo subalterno, poiché 

ciò costituirebbe già di per sé grave negligenza. Allo stesso modo non 

potrebbe scusarsi chi, qualunque sia il motivo, si è dichiarato disposto 

quale membro del CdA senza esercitare i corrispondenti diritti di controllo. 

Anche il fatto che precedenti membri del CdA possano aver una colpa, 

nulla toglierebbe alla conclusione che a seguito di un agire negligente 

A._____ avrebbe causato il danno. In conclusione la Cassa di 

compensazione ha fatto notare che secondo la ricerca effettuata in rete, 

A._____ disporrebbe indubbiamente di ottime conoscenze nel mondo 

degli affari, visto che quale avvocato uno dei suoi settori di predilezione 

sarebbe il diritto societario, nonché quello delle società, per cui 

sottostarebbe a un obbligo di maggiore diligenza. Motivi giustificativi 

d'altronde non se ne intravvederebbero. Sulla base di quanto esposto 

risulterebbe chiaro che A._____ non ha adempiuto in modo sufficiente ai 

suoi obblighi di pagamento, il che sarebbe da ricondurre a una negligenza 

grave. Da ciò risulterebbe che A._____ deve risarcire il danno subito dalla 

Cassa di compensazione pari a CHF 7'554.85 a titolo di contributi paritetici 

AVS/AI/IPG/AD e CAF non saldati per gli anni 2019-2021 oltre a spese 

amministrative, tasse di diffida, interessi di mora e spese d'esecuzione.

9. Contro questa decisione, il 14 giugno 2023, A._____ (di seguito: il 

ricorrente) ha fatto ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei 

Grigioni, chiedendo che la decisione su opposizione del 12 maggio 2023 

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della Cassa di compensazione sia annullata (petito n. 1); che sia accertato 

che non sussiste una responsabilità del ricorrente per il danno subito dalla 

Cassa di compensazione (petito n. 2); che sia respinta la pretesa 

risarcitoria della Cassa di compensazione nei confronti del ricorrente 

(petito n. 3); con tasse, spese di giustizia e ripetibili (IVA inclusa) 

interamente a carico della Cassa di compensazione.

10. Nella sua presa di posizione del 26 giugno 2023 la Cassa di 

compensazione (di seguito: la convenuta) ha chiesto il respingimento del 

ricorso, rinviando alla motivazione della decisione su opposizione 

contestata, confermandola integralmente.

11. Non vi è stato un secondo scambio di scritti.

12. Ulteriori fatti e argomenti addotti dalle parti verranno esposti nei 

considerandi seguenti, qualora risultino giuridicamente determinanti per 

l'esito della vertenza.

II. Considerando in diritto:

1. Oggetto impugnato è la decisione su opposizione del 12 maggio 2023 

della convenuta. La competenza materiale (artt. 56 cpv. 1 della Legge 

federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali [LPGA; 

RS 830.1] e 57 LPGA i.c.d. con l'art. 49 cpv. 2 lett. a della Legge sulla 

giustizia amministrativa [LGA; CSC 370.100]) e territoriale (art. 52 cpv. 5 

della Legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti 

[LAVS; RS 831.10]) di questo Tribunale per giudicare il presente ricorso è 

data, dal momento che la società datrice di lavoro ha da ultimo, fino al suo 

fallimento, avuto sede a Poschiavo (cfr. KIESER, in: Stauffer/Cardinaux 

[ed.], Rechtsprechung des Bundesgerichts zum AHVG, 4. ed., 

Zurigo/Basilea/Ginevra 2020, art. 52 n. 143). La legittimazione del 

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ricorrente è pacifica (art. 59 LPGA). Il ricorso è tempestivo (art. 60 LPGA) 

e rispetta i requisiti formali (art. 61 lett. b LPGA) per cui è ricevibile.

2. Controverso è se il ricorrente è responsabile per il danno subito dalla 

convenuta a causa del mancato pagamento dei contributi paritetici 

AVS/AI/IPG/AD e CAF negli anni 2019 – 2021 da parte della B._____ SA 

(nel frattempo fallita).

Giusta l'art. 52 cpv. 1 LAVS il datore di lavoro deve risarcire il danno che 

egli ha provocato violando, intenzionalmente o per negligenza grave, le 

prescrizioni dell’assicurazione. I presupposti dell'obbligo di risarcimento 

del datore di lavoro ai sensi dell'art. 52 LAVS sono l'esistenza di un danno, 

la violazione delle prescrizioni vigenti in materia di contributi paritetici da 

parte del datore di lavoro, l'intenzionalità o la negligenza grave e un nesso 

di causalità adeguato fra la colpa e la citata violazione delle prescrizioni 

legali (cfr. REICHMUTH, Die Haftung des Arbeitgebers und seiner Organe 

nach Art. 52 AHVG, diss. 2008, n. 321). Se il datore di lavoro è una 

persona giuridica, rispondono sussidiariamente i membri 

dell’amministrazione e tutte le persone che si occupano della gestione o 

della liquidazione. Se più persone sono responsabili dello stesso danno, 

esse rispondono solidalmente per l’intero danno (art. 52 cpv. 2 LAVS). Ai 

sensi dell'art. 52 cpv. 3 AVS in combinato disposto con l'art. 60 cpv. 1 CO, 

la richiesta di risarcimento danni si prescrive se non viene fatta valere 

entro tre anni dalla conoscenza del danno tramite l'emissione di una 

decisione di risarcimento, ma in ogni caso dieci anni dal giorno in cui il 

fatto dannoso è stato commesso o è cessato.

3. Innanzitutto va esaminato se vi è una violazione delle prescrizioni vigenti 

in materia di contributi paritetici da parte del datore di lavoro.

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3.1 Una violazione delle prescrizioni sussiste, se il datore di lavoro non rispetta 

le "prescrizioni" in materia di contributi sociali. Questo termine è definito in 

modo ampio dal legislatore. Conseguentemente non fa differenza se 

l'inosservanza colposa delle prescrizioni si basa su un'azione o 

un'omissione in cui il datore di lavoro è obbligato ad agire (cfr. REICHMUTH, 

op. cit., n. 502).

3.2 In linea di principio, il datore di lavoro è responsabile solo per i danni 

causati dal mancato pagamento dei contributi paritetici che dovevano 

essere versati in un momento in cui il datore di lavoro era in grado di 

disporre del patrimonio disponibile e di provvedere al pagamento alla 

cassa di compensazione. Il danno non sorge nel momento in cui i contributi 

diventano esigibili, ma solo nel momento in cui si può presumere che i 

contributi dovuti non possano più essere riscossi per motivi legali o di fatto, 

a causa della decadenza dei contributi o dell'insolvenza del datore di 

lavoro. L'insolvenza si presume se è stata avviata una procedura 

fallimentare o se è stato emesso un attestato di carenza di beni definitivo 

(cfr. DTF 141 V 487 consid. 2.2, 136 V 268 consid. 2.2 e 2.6, 129 V 193 

consid. 2.2; KIESER, op. cit., art. 52 n. 18). Ciò dimostra che il datore di 

lavoro non ha adempiuto all'obbligo contributivo e non può realisticamente 

adempiere all'obbligo di risarcimento ai sensi dell'art. 52 cpv. 1 LAVS (DTF 

113 V 256 consid. 3c).

3.3 Nell'evenienza la B._____ SA, quale datrice di lavoro, ha disatteso le 

prescrizioni di cui agli artt. 14 LAVS e 34 dell'Ordinanza sull’assicurazione 

per la vecchiaia e per i superstiti (OAVS; RS 831.101) relative all'obbligo 

di pagare i contributi sociali e in seguito a questo comportamento illegale 

alla convenuta (al momento dell'emissione degli attestati di carenza di 

beni) è insorto un danno per i contributi non saldati. Ne discende che la 

violazione da parte del datore di lavoro ai sensi dell'art. 52 LAVS è data.

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4. Qui di seguito va dunque esaminato se la convenuta può pretendere 

(sussidiariamente) il risarcimento del danno dal ricorrente quale 

amministratore e organo formale della società.

Nell'evenienza la qualità di organo del ricorrente dal 7 aprile 2021 al 

12 maggio 2021 è pacifica. La convenuta nella decisione impugnata 

rivendica una somma pari a CHF 7'554.85 a titolo di risarcimento dei danni 

per i contributi non versati. A tale proposito si ricorda che tale importo 

corrisponde alla differenza fra il saldo dovuto [giorno di riferimento 

12 maggio 2021] di CHF 7'559.30 e la ridistribuzione della tassa sul CO2 

pari a CHF 4.45. Avendo chiarito la determinazione esatta del danno, si 

può concludere che in questa sede l'importo del danno in quanto tale non 

viene contestato dal ricorrente. Infine è indiscusso che la convenuta è 

venuta a conoscenza del danno al più presto il 18 gennaio 2021 con il 

ricevimento degli attestati di carenza di beni e che la decisione di 

risarcimento del danno del 18 maggio 2022 è quindi avvenuta entro il 

termine (relativo) di prescrizione di tre anni.

5. In particolare è dunque da valutare se al ricorrente è imputabile una 

negligenza grave (consid. 5.1 segg. di cui sotto) e se vi è un nesso di 

causalità adeguato fra la colpa e il mancato pagamento dei contributi 

paritetici (consid. 6 di cui sotto).

5.1 Il ricorrente censura l'errata applicazione dell'art. 52 AVS e sostiene di 

essere entrato nel CdA come unico membro solo mesi dopo i fatti 

contestati. Poiché i coniugi E._____ e F._____, registrati come 

amministratori all'inizio del 2021, vivevano all'estero, la B._____ SA non 

disponeva di un vero e proprio CdA. A causa delle restrizioni imposte dal 

Covid e di un decesso in famiglia, i coniugi non avrebbero potuto tornare 

a Poschiavo. Per questo motivo e per l'urgenza di nominare un organo in 

grado di agire, il ricorrente si sarebbe reso formalmente disponibile come 

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membro del CdA il 6 aprile 2021. Egli avrebbe cercato in anticipo di 

ottenere il quadro necessario dell'andamento degli affari della società, ma 

i membri del CdA gli avrebbero chiesto più tempo per consegnare i conti 

della B._____ SA a causa delle restrizioni dovute alla pandemia. Non 

avendo ricevuto i documenti necessari nemmeno dopo aver concesso un 

termine di scadenza, avrebbe annunciato le sue dimissioni il 29 aprile 

2021 risp. il 6 maggio 2021 e sarebbe stato cancellato dal registro in data 

12 maggio 2021. Al momento della sua entrata in funzione nel CdA egli 

non sarebbe stato a conoscenza del danno esistente.

5.2 Riprendendo essenzialmente l'argomentazione della convenuta, fondata 

su di una giurisprudenza consolidata, va notato che si deve ammettere 

una negligenza grave del datore di lavoro risp. dell'organo se questi ha 

trascurato di fare quanto doveva apparire importante a qualsiasi persona 

ragionevole posta nella stessa situazione. La misura della diligenza 

richiesta viene apprezzata secondo il dovere di diligenza che si può e si 

deve generalmente esigere in materia di gestione da un datore di lavoro 

risp. dall'organo della stessa categoria di quella a cui appartiene 

l'interessato (cfr. DTF 112 V 156 consid. 4; Rivista per le casse di 

compensazione AVS [RCC], edita dall'Ufficio federale delle assicurazioni 

sociali fino al 1992, 1988 pag. 599). I fatti di cui si è resa colpevole una 

società non sono necessariamente imputabili a tutti gli organi della stessa. 

Si deve infatti esaminare se e in quale misura questi fatti possano essere 

addebitati a un determinato organo, tenuto conto della situazione di diritto 

e di fatto di quest'ultimo nella rispettiva società. Se un organo ha agito in 

modo colposo dipende dalle responsabilità e dalle competenze che gli 

sono state attribuite dalla società (cfr. DTF 108 V 199 consid. 3a; RCC 

1985 pag. 620). Di regola, se la cassa di compensazione subisce un 

danno riconducibile a un'illecita violazione delle prescrizioni assicurative 

(segnatamente dell'obbligo di pagamento dei contributi), questa può 

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partire dal presupposto che il datore di lavoro risp. l'organo abbia violato 

tali prescrizioni colpevolmente. Salvo il sussistere di motivi di 

giustificazione o di discolpa, essa di conseguenza emana la decisione di 

risarcimento nei confronti del datore di lavoro risp. dell'organo (cfr. DTF 

108 V 183 consid. 1b seg.).

5.3 Se il datore di lavoro è una società anonima, in linea di principio devono 

essere poste esigenze elevate all'obbligo di diligenza degli organi. Dal 

presidente di un consiglio d'amministrazione che funge da unico organo 

esecutivo, va pretesa maggiore diligenza che non da un membro del CdA 

di una grande impresa le cui possibilità di controllo sono limitate (cfr. DTF 

108 V 199 consid. 3b). In presenza di semplici rapporti, dai membri del 

CdA di una società anonima si deve di regola pretendere che abbiano una 

visione complessiva delle questioni più importanti dell'impresa. Inoltre, 

nemmeno la delega della competenza di gestione e di rappresentanza a 

terzi esonera i membri del CdA dal loro obbligo di alta direzione e alta 

vigilanza ai sensi dell'art. 716a cpv. 1 cifre 1 e 5 della Legge federale di 

complemento del Codice civile svizzero, Libro quinto: Diritto delle 

obbligazioni (CO; RS 220). Le persone incaricate della gestione devono 

essere sottoposte a vigilanza, in particolare per quanto concerne 

l'osservanza della legge, dello statuto, dei regolamenti e delle istruzioni, e 

perciò anche il versamento dei contributi (cfr. STA S 20 130 del 6 luglio 

2021 consid. 5.3 con riferimento a STFA H 348/96 consid. 5b). Il membro 

del CdA non preposto alla gestione non è tenuto a sorvegliare ogni singolo 

affare delle persone incaricate della gestione e della rappresentanza, ma 

può limitarsi a controllare l'attività della direzione e l'andamento degli affari. 

Ciò significa che deve informarsi continuamente sull'andamento degli 

affari, chiedere rapporti, studiarli con cura, se necessario chiedere 

informazioni complementari e cercare di chiarire errori. Se da queste 

informazioni emerge il sospetto di un esercizio inopportuno o negligente 

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delle competenze delegate, il membro del CdA è tenuto a effettuare subito 

gli accertamenti necessari e a esercitare un controllo esatto e severo del 

rispetto delle prescrizioni legali (cfr. DTF 114 V 219 consid. 4a; cfr. anche 

PTA 1999 n. 9 pag. 48 seg.). Se non è in grado di provare di aver 

adoperato tutta la diligenza richiesta dalle circostanze, è responsabile 

anche del danno cagionato da un altro organo, anche se ha delegato 

l'adempimento di un'attribuzione in modo lecito (art. 754 cpv. 2 CO). Di 

conseguenza, un consiglio di amministrazione agisce con negligenza se 

non conosce un'attribuzione che gli spetta o se non agisce pur avendola 

conosciuta (PTA 1999 n. 9 consid. 5c pag. 48 e segg.). A parte questo, un 

organo direttivo deve assicurarsi di avere le conoscenze e l'esperienza 

necessarie per adempiere al proprio mandato quando lo assume. Se ne è 

sprovvisto, deve essergli imputata la colpa di aver assunto il mandato (cfr. 

STF 9C_321/2022 del 29 marzo 2023 consid. 5.2.1; cfr. anche KUNZ, Die 

Annahmeverantwortung von Mitgliedern des Verwaltungsrats, Diss. St. 

Gallen, Bamberg 2004, pag. 175, e in generale OSER/WEBER, in: Widmer 

Lüchinger/Oser [ed.], Balser Kommentar, Obligationenrecht I, 7. ed., 

Basilea 2020, art. 398 n. 28).

5.4 L'obbligo del datore di lavoro (e quello sussidiario degli organi) di risarcire 

il danno decade, se questi comprova dei motivi di giustificazione o di 

discolpa escludenti una violazione intenzionale o per negligenza grave 

delle prescrizioni risp. legittimanti il non versamento dei contributi (cfr. DTF 

108 V 189 consid. 2b, 108 V 183 consid. 1b; STF 9C_394/2016 del 

21 novembre 2016 consid. 4.1, 9C_238/2017 del 5 luglio 2017 

consid. 5.3.2). Quale motivo giustificativo è ipotizzabile, in particolare, la 

situazione in cui il datore di lavoro riesca a consentire all'impresa di 

sopravvivere procrastinando il pagamento dei contributi, ad esempio 

nell'ipotesi di difficoltà passeggere di liquidità. Affinché un simile 

comportamento non comporti un risarcimento del danno giusta l'art. 52 

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LAVS, occorre però che il datore di lavoro, nell'istante in cui decide, abbia 

seri e oggettivi motivi di ritenere che gli sarà possibile pagare i debiti 

contributivi in tempo utile (cfr. DTF 108 V 183 consid. 2; Pratique VSI 1996 

pag. 307; RCC 1992 pag. 248, 1985 pag. 622). Più precisamente, un 

simile comportamento sfugge a una responsabilità ai sensi dell'art. 52 

LAVS unicamente se in questo modo il datore di lavoro onora altri crediti 

(segnatamente quelli dei lavoratori e dei fornitori) essenziali per la 

sopravvivenza dell'azienda e al tempo stesso può oggettivamente ritenere 

che i contributi dovuti verranno soluti entro un termine ragionevole (cfr. 

STF 9C_41/2017 del 2 maggio 2017 consid. 7.2). La questione decisiva in 

tale contesto non è tanto se il datore di lavoro all'epoca credeva realmente 

che l'azienda potesse essere salvata e che i contributi sarebbero stati 

pagati in un futuro prossimo, bensì piuttosto se un tale atteggiamento 

poteva apparire oggettivamente sostenibile agli occhi di un terzo 

responsabile (cfr. STF 9C_812/2007 del 12 dicembre 2008 consid. 3.2 con 

riferimenti). In questo contesto, il Tribunale federale ha precisato che una 

società che attraversa una fase difficile e fonda la sua esistenza su 

equilibri delicati deve prendere delle misure drastiche e immediate (cfr. 

STFA H 170/01 del 23 luglio 2002 consid. 4.6. con riferimenti). In special 

modo, va infine rimarcato che un membro del CdA non può discolparsi 

obiettando di non aver avuto influsso sulla gestione aziendale (cfr. DTF 

114 V 223 consid. 4°; STF 9C_289/2011 dell'8 luglio 2011 consid. 4).

5.5 Di regola, l'amministratore di una società anonima è responsabile del 

danno provocato alla cassa di compensazione ai sensi dell'art. 52 LAVS a 

partire dal momento della sua entrata effettiva nel CdA 

(indipendentemente dalla data d'iscrizione nel Registro di commercio) e 

risponde in via solidale non soltanto dei contributi sociali correnti, ma pure 

del debito scaduto nel corso del periodo precedente alla sua entrata in 

funzione, in quanto vi è rapporto di causa-effetto tra l'inazione dell'organo 

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e il mancato pagamento dei contributi (cfr. DTF 126 V 61 consid. 4°, 119 

V 401 consid. 4c; STF 9C_538/2019 del 19 giugno 2020 consid. 3, 

9C_841/2010 del 22 settembre 2011 consid. 4.3; KIESER, op. cit., art. 52 

n. 17 e 86; FREY/MOSIMANN/BOLLINGER, AHVG-/IVG-Kommentar, edizione 

2018, art. 52 n. 7; RCC 1992 pag. 246 segg.; STA S 20 59 del 6 luglio 

2021 consid. 5.4; cfr. anche Pratique VSI 1996 pag. 292 consid. 4; SVR 

1995 AHV n. 70 pag. 214, ciascuno con riferimenti).

5.6 Nell'evenienza, vista la competenza del ricorrente in materia di diritto 

societario, non appare credibile il fatto che (apparentemente a causa delle 

restrizioni legate alla pandemia) non fosse stato a conoscenza della 

situazione della società o del danno ai sensi dell'art. 52 AVS quando ha 

accettato il mandato. Inoltre, nella misura in cui il ricorrente sostiene di 

aver assunto il ruolo di unico membro del CdA solo per adempiere ai 

requisiti formali, non lo si può seguire, poiché la motivazione 

dell'assunzione del mandato è irrilevante (cfr. DTF 112 V 3 consid. 2b con 

riferimenti). Come indicato sopra (cfr. consid. 5.5), i membri del CdA sono 

responsabili non solo per i danni subiti durante la loro attività, ma anche 

per i debiti contributivi già dovuti all'inizio del mandato. In qualità di nuovo 

membro del CdA, egli era dunque responsabile (anche) dei contributi 

paritetici scaduti prima la sua attività in seno al CdA. Ne discende che 

l'argomentazione del ricorrente – secondo cui la violazione dell'obbligo di 

pagare i contributi è avvenuto negli anni 2019 e 2020 e pertanto lui stesso, 

essendo entrato nel CdA solo nel 2021, non avrebbe violato l'obbligo di 

pagare i contributi – non si può seguire. A questo proposito, al ricorrente 

va rinfacciato di aver assunto il mandato nell'aprile 2021 senza essere a 

conoscenza della situazione finanziaria della B._____ SA, rendendosi così 

responsabile di eventuali debiti già scaduti. Egli non può giustificarsi e 

deve essere accusato di comportamento gravemente negligente per aver 

assunto il mandato. La sua negligenza appare ancora più chiara in quanto, 

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come avvocato, avrebbe dovuto essere a conoscenza del sistema di 

responsabilità del datore di lavoro per il mancato pagamento dei contributi 

paritetici e della responsabilità sussidiaria dell'organo che agisce per suo 

conto.

6. Resta dunque da esaminare se vi è un nesso di causalità adeguato fra la 

colpa del ricorrente e il mancato pagamento dei contributi paritetici.

6.1 Il ricorrente a tale proposito asserisce che nell'evenienza non ci sarebbe 

un adeguato nesso causale, poiché egli sarebbe diventato membro del 

CdA quando la B._____ SA era già insolvente e il danno si era già 

verificato, per cui non avrebbe più potuto cambiare nulla.

6.2 La giurisprudenza e la dottrina, in linea di principio, ammettono in maniera 

generale (tacitamente) un nesso di causalità naturale e adeguata tra il 

comportamento colpevole e il danno subito successivamente al mancato 

pagamento dei contributi (cfr. STF 9C_238/2017 del 5 luglio 2017 

consid. 5.3.2 con riferimenti; STA S 20 74 del 22 giugno 2021 consid. 5.5). 

Tuttavia, secondo il Tribunale federale, il nesso causale tra l'inazione di un 

amministratore e il mancato pagamento dei contributi arretrati non sussiste 

quando il danno ai sensi dell'art. 52 LAVS esisteva già, perché la società 

era già insolvente prima che il nuovo membro entrasse nel consiglio di 

amministrazione (cfr. per tutto DTF 119 V 401 consid. 3c; STF 

9C_538/2019 del 19 giugno 2020 consid. 3, 9C_841/2010 del 

22 settembre 2011 consid. 4.3; cfr. anche STA S 20 59 consid. 5.4, S 20 

74 consid. 5.4, S 20 130 consid. 5.5). Pertanto, non è data nessuna 

responsabilità del nuovo amministratore secondo l'art. 52 LAVS per il 

danno causato alla cassa di compensazione prima dell'assunzione del suo 

mandato nel caso in cui il nuovo amministratore non poteva modificare 

nulla, poiché la società era già insolvente risp. fortemente indebitata 

(eccedenza di debiti), al punto che i contributi risultavano irrecuperabili per 

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motivi giuridici o di fatto (STF 9C_841/2010 del 22 settembre 2011 

consid. 4.3 con riferimenti; STFA H 156/05 del 16 gennaio 2007 

consid. 7.2). In tale ipotesi, l'amministratore risponde unicamente per 

l’aggravamento del danno, ossia per ulteriori debiti contributivi (cfr. DTF 

119 V 401 consid. 4; REICHMUTH, op. cit., n. 277 con riferimenti).

6.3 Nel caso in esame, è pacifico che il danno della convenuta si è verificato 

il 18 gennaio 2021 quando sono stati rilasciati gli attestati di carenza di 

beni definitivi ai sensi dell'art. 149 cpv. 1 della Legge federale 

sull'esecuzione e sul fallimento (LEF; RS 281.1). Da quella data la 

B._____ SA risulta oggettivamente insolvente. Il ricorrente è stato iscritto 

nel registro quale (unico) membro del CdA solo dal 7 aprile al 12 maggio 

2021 e ha quindi assunto il mandato quando la B._____ SA era già 

insolvente. La convenuta a tale proposito si limita a sottolineare che il 

ricorrente era responsabile della liquidità della B._____ SA e che quindi 

sarebbe stato obbligato a rimborsare i contributi arretrati, asserendo che 

fra l'inazione del ricorrente e il mancato pagamento dei contributi vi 

sarebbe un nesso adeguato di causalità. Sebbene questa affermazione in 

generale è condivisibile, la convenuta nell'evenienza trascura il fatto che 

non vi è un nesso causale tra l'inazione di un membro del CdA e il mancato 

pagamento dei contributi arretrati quando, come nel caso di specie, il 

danno ai sensi dell'art. 52 LAVS esisteva già in precedenza, poiché la 

società era già insolvente prima dell'ingresso del nuovo membro nel CdA 

(DTF 119 V 401 consid. 4.d, confermata in STF 9C_841/2010 del 

22 settembre 2011 consid. 4.4). Avendo constatato che la B._____ SA era 

già insolvente prima che il ricorrente entrasse nel CdA, nell'evenienza non 

vi è un nesso causale tra la colpa del ricorrente e il mancato pagamento 

dei contributi paritetici. Pertanto, il ricorrente è responsabile unicamente 

nel caso in cui il suo comportamento avesse portato ad un aggravamento 

del danno.

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6.4 Il ricorrente dal momento in cui ha accettato il mandato come membro del 

CdA, sottostava all'obbligo di alta direzione e alta vigilanza ai sensi 

dell'art. 716a cpv. 1 cifre 1 e 5 CO. Inoltre va ricordato che secondo 

l'art. 725 CO, in caso di rischio d'insolvenza, a seconda che si tratti di una 

perdita di capitale (art. 725a CO) o di un'eccedenza di debiti (art. 725b CO) 

il CdA è tenuto a richiedere provvedimenti di risanamento. A questo 

proposito è noto che il ricorrente, invece di richiedere i succitati 

provvedimenti, ha dato le dimissioni (cfr. doc. 11 e 12 del ricorrente). 

Questo fatto e la circostanza che da quel momento in poi la B._____ SA 

non aveva più un organo statutario hanno ritardato l'apertura della 

procedura fallimentare di circa sette mesi. Infatti la liquidazione in via di 

fallimento della B._____ SA è stata disposta soltanto il 9 novembre 2021. 

D'altro canto, i provvedimenti di risanamento da adottare in una situazione 

del genere con probabilità preponderante non avrebbero portato a un 

ripristino della liquidità, in quanto il fallimento è poi stato interrotto per 

mancanza di attivo (con decisione del Tribunale regionale Bernina del 

20 aprile 2022). In altre parole, i provvedimenti di risanamento, anche se 

richiesti con la dovuta sollecitudine (art. 725 cpv. 3 CO), non sarebbero 

stati in grado di evitare o ridurre il danno già esistente della società. 

All'avviso di questo Tribunale non è dunque ravvisabile – e neanche la 

convenuta lo sostiene – che il comportamento del ricorrente avrebbe 

portato ad un aggravamento del danno già esistente al momento della sua 

entrata in funzione come membro del CdA.

6.5 La convenuta non fa neppure valere – né è peraltro ravvisabile alcuna 

ragione di presumere – che la B._____ SA si trovasse semplicemente in 

una situazione di carenza di liquidità al momento dell'inizio dell'attività del 

ricorrente come membro del CdA e che sarebbe stata comunque in grado 

di pagare gli stipendi o soddisfare gli altri creditori. All'avviso di codesto 

Tribunale, segnatamente per la mancanza di attivo, il fallimento era 

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inevitabile e anche se il ricorrente l'avesse dichiarato con la dovuta 

sollecitudine, il danno sarebbe rimasto invariato. Di conseguenza va 

affermato che il danno della convenuta non è aumentato durante il breve 

periodo del mandato del ricorrente. La sua grave negligenza, come sopra 

stabilito (colpa nell'assumere il mandato), non ha contribuito ad aggravare 

il danno, per cui non vi è un nesso causale adeguato nemmeno sotto 

questo aspetto (cfr. DTF 119 V 401 consid. 4d). In sintesi, il fatto che il 

ricorrente sia stato membro del CdA della B._____ SA per il periodo dal 

7 aprile 2021 al 12 maggio 2021 non è adeguatamente causale nel caso 

di specie per il danno verificatosi ai sensi dell'art. 52 AVS.

6.6 In conclusione, il ricorrente non è responsabile del danno di CHF 7'554.85 

e non ne risponde. A questo proposito, la convenuta ha applicato in modo 

errato l'art. 52 AVS, motivo per cui la decisione su opposizione impugnata 

deve essere annullata.

7. Visto l'esito della vertenza, la censura sollevata dal ricorrente relativa alla 

violazione del principio di parità di trattamento (art. 8 Cost.) non deve 

essere esaminata.

8. Infine va rimarcato che in principio, richieste di accertamento (in tedesco: 

Feststellungsbegehren) sono ammissibili solo per quanto non sia possibile 

pretendere la condanna a una prestazione (in tedesco: 

Leistungsbegehren), quale ad esempio l'annullamento della decisione 

impugnata (cfr. PTA 2012 n. 35 consid. 3a). Pertanto, avendo accolto il 

petito n. 1 del ricorso e di conseguenza annullato la decisione impugnata, 

in mancanza di un interesse giuridico attuale, non si entra nel merito del 

petito n. 2 (accertare che non sussiste una responsabilità del ricorrente 

per il danno subito dalla Cassa di compensazione). Nella misura in cui il 

ricorso è rivolto contro la decisione di risarcimento del 18 maggio 2022, 

non è ricevibile, in quanto l'oggetto di ricorso è limitato alla decisione 

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impugnata del 12 maggio 2023 (cfr. STF 9C_648/2020 del 21 gennaio 

2021 consid. 1.2). Di conseguenza, non si entra nel merito del petito n. 3 

(respingere la pretesa risarcitoria della Cassa di compensazione nei 

confronti del ricorrente).

9. Costi e ripetibili

9.1 Secondo prassi di questo Tribunale per questa procedura sono prelevate 

spese (art. 61 lett. fbis LPGA e contrario; art. 72 segg. LGA; STA S 21 75 

del 24 marzo 2022 consid. 4.1). Visto l'esito del ricorso, le spese di 

procedura composte da una tassa di Stato fissata a CHF 1'000.00 e spese 

di cancelleria sono accollate alla convenuta soccombente in causa (art. 73 

cpv. 1 LGA).

9.2 Inoltre, la convenuta è tenuta a rifondere al ricorrente, quale parte vincente, 

un'indennità di CHF 3'200.35 (spese e IVA incluse) a titolo di ripetibili 

(art. 78 cpv. 1 LGA).

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III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Per quanto ricevibile il ricorso è accolto. La decisione su opposizione della 

Cassa di compensazione del Cantone dei Grigioni del 12 maggio 2023 è 

annullata.

2. Le spese processuali di CHF 1'000.00 sono poste a carico dell'Istituto delle 

assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni.

3. L'Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni è obbligato a 

rifondere a A._____ un'indennità di CHF 3'200.35 (spese e IVA incluse) a 

titolo di ripetibili.

4. [vie di diritto]

5. [comunicazioni]