# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1f4a3ace-1296-5aa3-9f63-130abad80af7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-04-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 11.04.2024 42.2024.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2024-1_2024-04-11.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  42.2024.1

   

  rs

  	
  Lugano

  11 aprile 2024        

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, cancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 dicembre 2023 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 29 novembre 2023 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio dei richiedenti l'asilo e dei rifugiati, 6501
  Bellinzona 

   

   

  in materia di assistenza sociale 

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  RI
1 (__________.1992), cittadina ucraina, è entrata in Svizzera nell’aprile/maggio
2022 e dall’11 agosto 2022 è in possesso di un permesso S per persone bisognose
di protezione provvisoria (cfr. doc. 1, 5; 6; 289; A; V; A1).

 

                                  La medesima, in un primo periodo,
è stata aiutata finanziariamente da un parente (cfr. doc. 296), mentre per il
periodo dal 6 al 31 marzo 2023 l'Ufficio dei richiedenti l'asilo e dei
rifugiati (in seguito: URAR), con decisione del 24 maggio 2023, le ha
riconosciuto l’importo di fr. 433.-- a titolo di prestazioni assistenziali
ordinarie (cfr. doc. 287; 209).

 

                          1.2.  Con decisione del 20 luglio 2023
l’URAR ha negato a RI 1 il versamento di una prestazione assistenziale
richiesto il 30 maggio 2023 (cfr. doc. 271), ritenuto che l’alloggio in cui
risiede non soddisfa i criteri stabiliti dal Dipartimento della sanità e della
socialità (cfr. doc. 215).

 

                                  Nella lettera accompagnatoria
della medesima data l’amministrazione ha precisato che “abbiamo provveduto
al rifiuto della prestazione assistenziale per i mesi di maggio, giugno e
luglio 2023” (richieste il 30 maggio, il 9 e il 27 giugno; cfr. doc. 271;
250; 223). All’interessata è stata, quindi, trasmessa la fattura relativa i
premi di cassa malati per i mesi di maggio, giugno e luglio 2023 (cfr. doc.
214).

 

                          1.3.  Con decisione su reclamo del 29
novembre 2023 l’URAR ha confermato il provvedimento del 20 luglio 2023,
motivando come segue:

 

" (…) Con il
rinnovo del 30 maggio 2023 la reclamante, senza averne dato previamente
comunicazione all'Ufficio preposto, non solo ha trasmesso all'URAR un contratto
di locazione datato 1° marzo 2023 per un monolocale nello stesso stabile in cui
ella sin dal suo arrivo in Svizzera risiedeva con lo zio __________ ma ha anche
indicato quale creditore della pigione lo stesso zio, nonostante il locatore
risulti essere la __________ rappresentata dal signor __________. 

A ciò si aggiunge che il monolocale dato in locazione alla
reclamante è emerso essere sprovvisto di cucina il che rende verosimile che la
reclamante continui ad oggi ad usufruire dell'aiuto dello zio.

Se ciò non bastasse, contrariamente a quanto riferito dalla
reclamante, circa il non avere alcun impiego, ella risulta essere dal 31 marzo
2022 membro con firma individuale della __________, società il cui scopo a
registro di commercio risulta essere "L'acquisizione, la detenzione, l'amministrazione,
la gestione e la cessione di partecipazioni sotto qualsiasi forma (holding) in
società ed imprese commerciali e il loro finanziamento nonché l'esecuzione di
operazioni finanziarie ed investimenti di qualunque genere; l'acquisto, vendita
e gestione di immobili, costruzione e promozione immobiliare di qualsiasi
genere; la società potrà fare import-export di qualunque genere e svolgere
tutte le operazioni che hanno un rapporto con lo scopo sociale." e a tal
proposito, si rileva che tale società è proprietaria dell'appartamento in
locazione alla reclamante. Infine dal 31 ottobre 2023 ella riveste il ruolo di
amministratrice unica, con firma individuale.

A titolo abbondanziale si rileva che I'URAR, con scritto del 1°
giugno 2023, ha chiesto alla reclamante "Conferma di pagamento
dell'affitto dell'appartamento da parte di __________ per i mesi di marzo,
aprile e maggio 2023" informandola che "il rinnovo della
prestazione assistenziale potrà essere valutato unicamente in possesso dei
documenti richiesti". La reclamante non vi ha mai dato seguito.

Ritenuto quanto sopra, l'URAR ha correttamente rifiutato
all'interessata il riconoscimento di una prestazione assistenziale. Ella
infatti non solo non ha dato seguito alle richieste dell'Ufficio ma ha addirittura,
senza previamente consultarlo, preso in locazione un monolocale di proprietà
della società per la quale ella risulta amministratrice unica con firma
individuale senza che tale soluzione abitativa risulti persino idonea.

Non avendo diritto alle prestazioni assistenziali, l'URAR non ha,
correttamente, riconosciuto i premi cassa malati. (…)” (Doc. A pag. 8)

 

                                  In relazione alla contestazione
di RI 1 circa la violazione dell’art. 12 Cost., l’amministrazione ha rilevato
che la medesima non ha comprovato un reale stato di bisogno. 

                                  Al riguardo è stato precisato, da
un lato, che ha un alloggio a sua disposizione, di proprietà della società di
cui ella è attualmente amministratrice unica, posizione dalla quale si desume
tragga un profitto. Dall’altro, che dall’analisi delle poche transazioni
trasmesse dalla reclamante risulta che ella può permettersi persino di
viaggiare per la Svizzera (cfr. doc. A pag. 9).

 

                          1.4.  Con scritto del 2 gennaio 2024
(cfr. doc. II) l’URAR ha trasmesso al TCA per competenza una lettera
raccomandata del 27 dicembre 2023 di RI 1, spedita lo stesso giorno, che
riporta quale oggetto in particolare “opposizione alla decisione del 29 e 30
novembre 2023”. Il tenore dello scritto menzionato è il seguente:

 

" Con
riferimento alla sua decisione, che ho ricevuto il 29 e 30 novembre 2023,
desidero informarvi che non sono d’accordo con la vostra decisione e, per
potervi rispondere compiutamente, mi riservo di approfondire le vostre
argomentazioni entro un periodo di tempo ragionevole” (Doc. I)

 

                          1.5.  Il
presidente del TCA, in applicazione dell’art. 4 cpv. 3 Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca), ha assegnato
all’insorgente un termine di quindici giorni per completare il ricorso tramite
una concisa esposizione dei fatti, una breve motivazione e le conclusioni
finali, con la comminatoria che trascorso infruttuoso il termine assegnato, il
ricorso sarebbe stato dichiarato irricevibile (cfr. doc. III).

 

                          1.6.  A seguito dell’assegnazione del 1°
febbraio 2024 di un ultimo termine di dieci giorni (doc. IV), la ricorrente, il
5 febbraio 2024 ha inviato a questo Tribunale la completazione della propria
impugnativa, nella quale ha chiesto la concessione delle prestazioni sociali
dal 17 maggio 2022, tramite il pagamento dell’assicurazione obbligatoria contro
le malattie e l’alloggio, come pure il versamento delle prestazioni
assistenziali.

                                  Ella sostiene di avere diritto
alle prestazioni sociali da quando è arrivata in Svizzera, in quanto risiede
nel Cantone Ticino, è in possesso di un permesso S e (fino al 1° luglio 2023) -
non aveva reddito.

                                  La medesima ha precisato di
essere stata gravemente malata a causa dei combattimenti in Ucraina, dove è
stata salvata da __________ e di aver avuto bisogno, di conseguenza, di una
terapia di supporto con una psicoterapeuta e di farmaci.

                                  L’insorgente ha poi fatto valere che
l’azienda in cui attualmente lavora (dal 1° luglio 2023 per 4 ore alla
settimana con una retribuzione di fr. 420.-- al mese e dal 1° ottobre 2023 per
16 ore alla settimana con un salario di fr. 1'680.-- al mese) non è di sua
proprietà e che non le appartiene alcuna azione.

                                  Per quanto concerne gli spostamenti
in Svizzera, la ricorrente ha puntualizzato che dall’estratto conto di luglio
2023 emerge una spesa di fr. 18.60 per un panino a __________, dove è stata con
l’auto del suo parente, senza aver dovuto pagare alcunché, quale
accompagnatrice in occasione del trasferimento presso la clinica dove è in cura
il medesimo (cfr. doc. V).

 

                          1.7.  L’URAR, con risposta del 27
febbraio 2024, si è riconfermato nella decisione su reclamo impugnata,
chiedendo, in quanto ricevibile, la reiezione dell’impugnativa con argomenti di
cui si dirà, nella misura in cui occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc.
VII).

 

                          1.8.  Il
28 febbraio 2024 il presidente del TCA ha assegnato alle parti un termine di 10
giorni per presentare eventuali altri mezzi di prova (cfr. doc. VIII). Esse
sono rimaste silenti.

 

considerato                 in diritto

 

                                  in
ordine

 

                          2.1.  L’art.
10 cpv. 3 del Regolamento concernente le prestazioni assistenziali per i
richiedenti l’asilo, le persone bisognose di protezione non titolari di un
permesso di dimora, le persone provvisoriamente ammesse e le persone la cui
domanda d’asilo è stata rigettata e che devono lasciare il territorio svizzero
(del 23 gennaio 2007), emanato sulla base dell’art. 6 cpv. 1 della Legge
sull’assistenza sociale del Cantone Ticino (“Il
Consiglio di Stato disciplina la determinazione, la concessione, la limitazione
e la procedura delle prestazioni assistenziali concesse a a)richiedenti l’asilo
e b)persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora”),
stabilisce che contro le decisioni su reclamo in materia di prestazioni
assistenziali è data facoltà di ricorso diretto al Tribunale cantonale delle
assicurazioni entro 30 giorni dalla data di notificazione ai sensi dell’art. 33
Laps.

 

                                  Nel
caso di specie l’URAR, con decisione su reclamo del 29 novembre 2023, ha
confermato nei confronti di RI 1, persona bisognosa di protezione in possesso
di un permesso di soggiorno S (cfr. consid. 1.1.), il rifiuto delle prestazioni
assistenziali da maggio 2023 (cfr. consid. 1.2.; 1.3.).

 

                                  Siccome
l’insorgente dispone di un permesso di soggiorno S - non quindi di un permesso
di dimora (cfr. art. 74 della Legge federale sull’asilo - LAsi; art. 45-46
Ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali - OAsi1) - e può, in
linea di principio, beneficiare di prestazioni assistenziali fondate sul
Regolamento concernente le prestazioni assistenziali per i richiedenti l’asilo,
le persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora, le
persone provvisoriamente ammesse e le persone la cui domanda d’asilo (cfr. art.
1 cpv. 1 lett. b del menzionato Regolamento), il TCA è competente per trattare
il presente tempestivo ricorso contro la decisione su reclamo del 13 settembre
2023 (cfr. STCA 42.2023.33 del 23 ottobre 2023 consid. 2.1.).

 

                          2.2.  In relazione al riferimento
implicito della ricorrente alla ritardata giustizia, poiché l’URAR ha emesso la
decisione su reclamo del 29 novembre 2023 tre mesi dopo il suo reclamo
dell’agosto 2023 (cfr. doc. V), giova osservare che in ogni caso, come appena
esposto, l’USSI ha emanato la decisione su reclamo in questione. La stessa è
peraltro stata impugnata nel merito dall’insorgente con ricorso del 27 dicembre
2023 e completazione del 5 febbraio 2023 (cfr. doc. I; V; consid. 1.3.; 1.6.).

 

                                  La causa da questo
profilo è, pertanto, priva di oggetto (in questo senso, cfr. STF 9C_220/2022
dell11 agosto 2022; ordinanza del TF 9C_541/2015 del 12 novembre 2015; STF
9C_433/2009 del 19 agosto 2009 consid. 1; STFA I 760/05 del 24 maggio 2006
consid. 1 e i riferimenti ivi menzionati; STCA 42.2021.71 del 24 gennaio 2022; STCA
42.2018.15 del 12 settembre 2018 consid. 2.1.; STCA 38.2017.91 del 22 gennaio
2018; STCA 35.2017.57 del 22 giugno 2017 consid. 2.2.; STCA 38.2014.19 dell’11
giugno 2014 consid. 2.2.).

 

                                  nel
merito

 

                          2.3.  La
Legge federale sull’asilo (LAsi), in vigore dal 1° ottobre 1999, all’art. 4
enuncia che la Svizzera può accordare
provvisoriamente protezione a persone bisognose di protezione esposte a un
pericolo generale grave, in particolare durante una guerra o una guerra civile
e in situazioni di violenza generalizzata.

 

                                  Ai
sensi dell’art. 66 LAsi il Consiglio federale decide se e secondo quali criteri
la Svizzera accorda protezione provvisoria a gruppi di persone bisognose di
protezione ai sensi dell’articolo 4 (cpv. 1).

                                                                    Prima
di decidere, consulta rappresentanti dei Cantoni, delle istituzioni di soccorso
e, se del caso, di altre organizzazioni non governative, nonché l’Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (cpv. 2).

 

                                  Secondo
l’art. 74 LAsi le persone bisognose di protezione risiedono nel Cantone al
quale sono state attribuite (cpv. 1).

                                  Se
dopo cinque anni il Consiglio federale non ha ancora abrogato la protezione
provvisoria, le persone bisognose di protezione ottengono dal Cantone un
permesso di dimora valido fino all’abrogazione della protezione provvisoria
(cpv. 2).

                                  Dieci
anni dopo la concessione della protezione provvisoria, il Cantone può accordare
loro il permesso di domicilio (cpv. 3).

 

                                  L’art.
45 dell’Ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali (Ordinanza 1
sull’asilo, OAsi 1), entrato in vigore il 1° novembre 2019, sancisce:

 

"
1 Durante i primi cinque anni dalla concessione
della protezione provvisoria, le persone bisognose di protezione ricevono una carta
di soggiorno S limitata ad al massimo un anno e rinnovabile. Essa vale come
documento d’identità nei confronti delle autorità federali e cantonali. Non
autorizza a varcare la frontiera.

2 Dalla
durata di validità della carta di soggiorno S non può essere desunto un diritto
di residenza.

3 La carta di
soggiorno S è ritirata se la persona straniera deve lasciare o lascia la
Svizzera o se le condizioni di residenza sono disciplinate dalla polizia degli
stranieri.

 

                                  Il
Consiglio federale, l’11 marzo 2022, ha attivato per la prima volta lo statuto
di protezione S a partire dal 12 marzo 2022, concedendolo alle persone in fuga
dall’Ucraina a causa della guerra. In tal modo i profughi hanno ottenuto
rapidamente un diritto di soggiorno, senza dover percorrere la procedura
d’asilo ordinaria.

                                  Lo
statuto S consente di accordare protezione collettiva a un determinato gruppo
di persone esposte a un grave pericolo generale, in particolare durante una
guerra: conferisce un diritto di soggiorno di un anno, prorogabile, e prevede
il ricongiungimento familiare. Tale statuto corrisponde in ampia misura alla
soluzione adottata dagli Stati dell'UE (cfr. https://www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale/documentazione/comunicati-stampa.msg-id-87556.html).

                                  Il
9 novembre 2022 il Consiglio federale ha deciso che lo statuto di protezione S
per i profughi provenienti dall’Ucraina non sarebbe stato revocato prima del 4
marzo 2024 (cfr. https://www.sem.admin.ch/sem/fr/home/sem/medien/mm.msg-id-91310.html).

                                  Nella
seduta del 1° novembre 2023 il Consiglio federale ha, inoltre, stabilito che lo
statuto di protezione S per i profughi provenienti dall’Ucraina non sarà
revocato prima del 4 marzo 2025, a meno che la situazione in Ucraina non si
stabilizzi in modo duraturo. Per la prima volta l’esecutivo federale ha, poi,
definito un obiettivo per l'integrazione nel mercato del lavoro, secondo cui
entro la fine del 2024 il 40 per cento delle persone con statuto S in età
lavorativa svolgerà un'attività lucrativa (cfr. https://www.sem.admin.ch/sem/it/home/sem/medien/mm.msg-id-98405.html#:~:text=Nella%20seduta%20del%201%C2%B0,prima%20del%204%20marzo%202025).

 

                          2.4.  Per
quanto concerne l’aiuto sociale e il soccorso d’emergenza alle persone
bisognose di protezione a cui la Svizzera ha concesso lo statuto S (cfr.
consid. 2.3.), l’art. 80a LAsi prevede che i Cantoni d’attribuzione
garantiscono aiuto sociale o soccorso d’emergenza alle persone che soggiornano
in Svizzera in virtù della presente legge. Riguardo alle persone che non sono
state attribuite ad alcun Cantone, il soccorso d’emergenza è prestato dal
Cantone designato competente per l’esecuzione dell’allontanamento. I Cantoni
possono affidare tutti o parte di questi compiti a terzi.

 

                                  L’art.
81 LAsi contempla il diritto delle persone che soggiornano in Svizzera in virtù
della presente legge e non sono in grado di provvedere al proprio mantenimento
di ricevere le necessarie prestazioni d’aiuto sociale, sempreché nessun terzo
sia tenuto a soccorrerle in virtù di un obbligo legale o contrattuale, nonché,
su richiesta, un soccorso d’emergenza. 

 

                                  Giusta
l’art. 82 LAsi:

 

"
1 La concessione di prestazioni d’aiuto sociale e del
soccorso d’emergenza è retta dal diritto cantonale. Le persone colpite da una
decisione d’allontanamento passata in giudicato e cui è stato imposto un
termine di partenza sono escluse dall’aiuto sociale. 

2 Per la durata di
una procedura straordinaria di ricorso o di una procedura d’asilo secondo
l’articolo 111c le persone di cui al capoverso 1 e i richiedenti
l’asilo ricevono, su richiesta, un soccorso d’emergenza. Questa disposizione si
applica anche se l’esecuzione dell’allontanamento è sospesa. 

2bis Durante una
moratoria generale delle decisioni e delle esecuzioni e se il DFGP lo prevede,
i Cantoni possono concedere aiuto sociale alle persone di cui ai capoversi 1 e
2. L’indennizzo è retto dall’articolo 88 capoverso 2. 

3 Il sostegno ai
richiedenti l’asilo e alle persone bisognose di protezione non titolari di un
permesso di dimora deve consistere, per quanto possibile, in prestazioni in
natura. L’entità del sostegno è inferiore a quanto previsto per le persone
residenti in Svizzera. 

3bis Nel collocare
richiedenti l’asilo minorenni non accompagnati, famiglie con figli e persone
che necessitano di assistenza occorre tener conto, per quanto possibile, dei
loro bisogni particolari. 

4 Il soccorso
d’emergenza è versato per quanto possibile sotto forma di prestazioni in natura
nei luoghi designati dai Cantoni o dalla Confederazione. L’entità del sostegno
è inferiore all’aiuto sociale versato ai richiedenti l’asilo e alle persone
bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora.  

5 Nel sostegno ai
rifugiati e alle persone bisognose di protezione che hanno diritto a un
permesso di dimora occorre tenere conto della loro situazione particolare;
segnatamente se ne faciliterà l’integrazione professionale, sociale e
culturale.”

 

                          2.5.  Come visto, l’art. 82 cpv. 1
LAsi prevede che la concessione di prestazioni d’aiuto sociale e del soccorso
d’emergenza è retta dal diritto cantonale.

 

                                  L’art. 6 della Legge sull’assistenza
sociale del Cantone Ticino enuncia che:

 

"
1 Il Consiglio di Stato disciplina la determinazione, la
concessione, la limitazione e la procedura delle prestazioni assistenziali
concesse a

a) richiedenti l’asilo e

b) persone bisognose di
protezione non titolari di un permesso di dimora.

2 Nello
stabilire tali criteri il Consiglio di Stato fa riferimento alle disposizioni
federali sul rimborso ai Cantoni delle spese cagionate da queste persone.

3 II
Consiglio di Stato può affidare, mediante la stipulazione di contratti di
prestazione, la gestione di queste prestazioni ad enti assistenziali pubblici o
privati.”

 

                                  L’art.
1 del Regolamento concernente le prestazioni assistenziali per i richiedenti
l’asilo, le persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di
dimora, le persone provvisoriamente ammesse e le persone la cui domanda d’asilo
è stata rigettata e che devono lasciare il territorio svizzero (del 23 gennaio
2007), relativo al campo d’applicazione, prevede che:

 

"
1 Il presente regolamento disciplina la determinazione,
la limitazione e la procedura di concessione delle prestazioni assistenziali
alle persone residenti nel Cantone Ticino a titolo di:

a) richiedenti l’asilo;

b) persone bisognose di protezione non
titolari di un permesso di dimora;

c) persone provvisoriamente ammesse;

d) persone la cui domanda d’asilo è stata
rigettata con una decisione di non entrata nel merito, o con una decisione
negativa dopo la procedura d’esame, e che devono lasciare il territorio
svizzero.

2 Sono
fatti salvi gli articoli 82, 83 e 84 della Legge federale sull’asilo del 26
giugno 1998 (LAsi), nonché le disposizioni divergenti dell’Ordinanza 2
sull’asilo dell’11 agosto 1999 (Oasi 2).”

 

                                  Secondo
l’art. 8 di tale Regolamento, afferente all’inizio e all’estinzione del diritto
alla prestazione assistenziale:

 

"
1 Il diritto alla prestazione assistenziale decorre dal
giorno in cui è stata inoltrata la richiesta.

2 Non
vengono versate prestazioni assistenziali per i periodi precedenti la
richiesta.

3 Sono
fatti salvi i casi in cui la domanda di rinnovo delle prestazioni è presentata
nei dieci giorni che seguono la data di scadenza delle prestazioni
precedentemente erogate.

4 Il
diritto alla prestazione assistenziale si estingue definitivamente nei casi
previsti dall’art. 20 cpv. 1 lett. a-c OAsi 2.”

 

                                  L’art.
9 del Regolamento, concernente l’entità delle prestazioni assistenziali,
enuncia che:

 

"
1 Le prestazioni assistenziali possono essere concesse
in natura o in denaro e consistono nel sostentamento e nella presa a carico
dell’alloggio e dei costi della salute.

2 Per il sostentamento
(comprendente lo spillatico) vengono concessi i seguenti importi:

a)    persona
sola                                                             
CHF 500.–

b)   
coniugi                                                                      
CHF 750.–

c)    supplemento per 1° figlio
minorenne                        
CHF 317.–

d)    supplemento per ogni figlio
minorenne, dal 2° in poi CHF 268.–

3 Per i figli maggiorenni è
concessa la prestazione di CHF 500.–.

4 Per le spese per
l’alloggio sono concessi i seguenti importi massimi per appartamento,
comprensivi della pigione e delle spese accessorie, incluso il conguaglio: 

a) persona sola CHF 800.– 

b) due persone, allorquando condividono un’unica camera (coniugi,
conviventi, partner registrati o genitore con figlio in età prescolare) CHF
1100.– 

c) due persone singole CHF 1250.– 

d) tre o più persone CHF 1500.–

5 Per le
persone residenti in alloggi individuali sono inoltre prese a carico le fatture
dell’elettricità, dell’assicurazione responsabilità civile e, entro i massimali
previsti al cpv. 4, del conguaglio annuale relativo alle spese accessorie.

6 Per i
costi della salute, è assicurato il pagamento del premio mensile
dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie previsto dalla Legge
federale sull’assicurazione malattie del 18 marzo 1994 (LAMal) nei limiti
stabiliti dall’Ufficio.

7 È pure
riconosciuto il pagamento delle fatture mediche, come pure delle spese dentarie
e di altre spese straordinarie autorizzate dall’Ufficio.

8 Nel caso
in cui il beneficiario eserciti un’attività lavorativa salariata o indipendente
a tempo pieno, dal reddito computabile viene dedotto un importo mensile di CHF
200.--. In caso di attività a tempo parziale, l’importo viene ridotto
proporzionalmente. 

9 La
prestazione per il sostentamento può essere ridotta a titolo di sanzione,
rispettando il principio di proporzionalità in funzione dell’errore commesso e
del danno causato.”

 

                          2.6.  L’art.
83 LASi, concernente le limitazioni delle prestazioni di aiuto sociale,
prevede:

 

" 1Le
prestazioni di aiuto sociale o le prestazioni ridotte di cui all’articolo 82
capoverso 3 sono rifiutate, ridotte o soppresse totalmente o parzialmente se il
beneficiario:

a. le ha ottenute o ha tentato di
ottenerle facendo dichiarazioni inesatte o incomplete;

b. rifiuta di informare il servizio
competente sulla propria situazione economica o non l’autorizza a chiedere
informazioni;

c. non comunica modifiche essenziali della propria
situazione;

d. manifestamente non si adopera per
migliorare la sua situazione rifiutando segnatamente un lavoro o un alloggio
convenienti che gli sono stati attribuiti;

e. senza consultare il servizio
competente, scioglie il rapporto di lavoro o di locazione o provoca per sua
colpa tale scioglimento aggravando così la sua situazione;

f.  utilizza abusivamente le prestazioni di aiuto
sociale;

g. non si conforma agli ordini del
servizio competente, pur sotto minaccia di soppressione delle prestazioni di
aiuto sociale;

h. espone a pericolo la sicurezza e l’ordine pubblici;

i.  è perseguito penalmente o è stato
oggetto di una condanna penale;

j.  si rende colpevole di una grave
violazione del suo obbligo di collaborare, in particolare non rivela la sua
identità;

k. espone a pericolo la sicurezza e
l’ordine non dando seguito agli ordini dei collaboratori della procedura o
delle istituzioni responsabili dell’alloggio.

1bis Il
capoverso 1 si applica ai rifugiati solo se la parità di trattamento con le
persone residenti in Svizzera è assicurata.228

2Le prestazioni di aiuto sociale
ottenute indebitamente devono essere restituite integralmente. L’importo da
restituire può segnatamente essere detratto da future prestazioni di aiuto
sociale. Il Cantone fa valere la pretesa di restituzione. L’articolo 85
capoverso 3 è applicabile.”

 

                                  L'elenco dell'art.
83 LAsi riguardo ai motivi per poter rifiutare, ridurre o sopprimere in tutto o
in parte le prestazioni assistenziali non è esaustiva. I cantoni sono liberi di
emanare disposizioni supplementari tese a lottare contro gli abusi (cfr. DTF
130 I 82 consid. 3).

 

                          2.7.  Nella presente evenienza la
ricorrente, entrata in Svizzera nell’aprile/maggio 2022 (cfr. consid. 1.1.), ha
chiesto la protezione provvisoria il 5 agosto 2022. Il relativo permesso S le è
stato concesso l’11 agosto 2022 (cfr. doc. 1; 6).

 

                                  In un primo periodo ella è stata
aiutata finanziariamente da un parente (cfr. doc. 296). 

 

                                  In effetti nella decisione
dell’11 agosto 2022 della Segreteria di Stato della migrazione risulta, quale
indirizzo dell’insorgente, “c/o __________” (cfr. doc. 1), frazione di __________.

 

                                  La Cancelleria del Comune di __________,
il 2 agosto 2023, ha del resto dichiarato che RI 1 risiede nel Comune dal 17
maggio 2022 (cfr. doc. 205).

 

                                  A seguito della richiesta di assistenza
sociale da parte della ricorrente, avvenuta “prendendo appuntamento allo
sportello” il 6 marzo 2023 (cfr. doc. VII pag. 5), l’URAR, con decisione
emessa il 24 maggio 2023, le ha riconosciuto l’importo di fr. 433.-- a titolo
di prestazioni assistenziali ordinarie per il periodo 6-31 marzo 2023 (cfr.
doc. 287; 209; consid. 1.1.).

 

                                  Il 30 maggio 2023 l’insorgente ha
postulato il rinnovo delle prestazioni (cfr. doc. 271-277), allegando un
contratto di locazione concluso il 1° marzo 2023 con la __________,
rappresentata da __________, in relazione a un appartamento ammobiliato di 1
locale, app. __________ di 17,01 m2, in __________. Il canone di locazione è
stato fissato in fr. 500.-- al mese. Inoltre è stato precisato che la pigione
sarebbe stata versata anticipatamente ad __________ tramite bonifico sul suo
conto bancario presso __________ (cfr. doc. 280-285)

 

                                  Nella società __________, la cui
sede è in __________ e il cui scopo sociale è la “l'acquisizione, la
detenzione, l'amministrazione, la gestione e la cessione di partecipazioni
sotto qualsiasi forma (holding) in società ed imprese commerciali e il
loro finanziamento nonché l'esecuzione di operazioni finanziarie ed
investimenti di qualunque genere; l'acquisto, vendita e gestione di immobili,
costruzione e promozione immobiliare di qualsiasi genere; la società potrà fare
import-export di qualunque genere e svolgere tutte le operazioni che hanno un
rapporto con lo scopo sociale” (cfr. estratto del RC, reperibile nel sito www.zefix.ch),
era iscritto dal 31 marzo 2022, quale presidente del consiglio di
amministrazione con firma individuale (in precedenza dal 24 giugno 2020 era
amministratore unico con firma individuale; cfr. FUSC del 29 giugno 2020), __________
(cfr. estratto RC; FUSC del 3 novembre 2023; FUSC del 5 aprile 2022).
Dall’ottobre 2023 è stata iscritta RI 1, in qualità di amministratrice unica
con firma individuale, la quale era già membro del consiglio di amministrazione
con firma individuale dal 31 marzo 2022 e membro con firma collettiva a due dal
10 maggio 2022 (cfr. FUSC del 13 maggio 2022; FUSC del 5 aprile 2022).

 

                                  Inoltre l’insorgente, il 20
giugno 2023, ha concluso con la __________ un contratto di lavoro con inizio
dal 1° luglio 2023 e con la funzione di vice-direttore, responsabile
commerciale. Il grado di occupazione era del 10%, pari a 4 ore alla settimana e
la retribuzione lorda di fr. 420.-- al mese. È stato precisato che il salario
include l’uso dell’auto aziendale (cfr. doc. A5).

 

                                  Il 4 ottobre 2023 la ricorrente e
la SA hanno stipulato una modifica del contratto valida dal mese di ottobre
2023, ossia il grado di occupazione è aumentato al 40% (16 ore alla settimana)
e lo stipendio lordo è stato pattuito in fr. 1'680.--. Le altre clausole sono
rimaste invariate (cfr. doc. A4).

 

                                  Nelle osservazioni del formulario
concernente la richiesta di rinnovo del 27 giugno 2023, sottoscritto
dall’insorgente, è stato indicato che “la ragazza mi comunica che per il
pagamento dell’affitto dei seguenti mesi, marzo, aprile, maggio, ha ricevuto i
soldi in prestito dal signor __________ (parente). In seguito ha pagato
direttamente lei l’appartamento” (cfr. doc. 226).

 

                                  Con decisione del 20 luglio 2023
l’URAR ha negato a RI 1 il versamento di una prestazione assistenziale
richiesto il 30 maggio 2023, ritenuto che l’alloggio in cui risiede non
soddisfa i criteri stabiliti dal Dipartimento della sanità e della socialità
(cfr. doc. 215; consid. 1.2.).

 

                                  Tale provvedimento è stato
confermato con decisione su reclamo del 29 novembre 2023 (cfr. doc. A1; consid.
1.3.).

 

                          2.8.  Chiamata a pronunciarsi in merito
alla fattispecie, questa Corte rileva innanzitutto che la ricorrente, fin dal
suo arrivo in Svizzera, risiede ad __________, dove vive il suo parente __________
(cfr. consid. 2.7.).

 

                                  Il contratto di locazione del 1°
marzo 2023 concernente il monolocale ad __________ in __________ è stato, poi,
concluso autonomamente dalla ricorrente, senza darne comunicazione
preventivamente all’URAR o perlomeno chiedere ragguagli al riguardo, nonostante
solo pochi giorni dopo abbia preso appuntamento allo sportello per chiedere le
prestazioni assistenziali (cfr. doc. VII pag. 5).

                                  È altamente verosimile, dunque,
che quando è stato stipulato il contratto di locazione, l’insorgente avesse già
l’intenzione di rivolgersi all’assistenza sociale.

 

                                  Sorprende d’altronde, in primo
luogo, che l’appartamento in questione sia di proprietà della __________,
società di cui la ricorrente, da una parte, è stata membro del consiglio di amministrazione
dall’aprile 2022 e ne è amministratrice unica dall’ottobre 2023. Dall’altra, è dipendente
quale vice direttore, responsabile commerciale dal mese di luglio 2023 (cfr.
consid. 2.7.).

                                  In secondo luogo, che il
beneficiario delle pigioni sia il suo parente __________, il quale l’ha aiutata
dal suo arrivo in Svizzera anche finanziariamente, in particolare le ha
prestato il denaro per pagare i canoni di locazione di marzo, aprile e maggio
2023, come risulta dal modulo di richiesta del 27 giugno 2023, firmato dalla
medesima (cfr. doc. 226; consid. 2.7.). 

 

                                  Da tale formulario emerge,
altresì, che in seguito - successivamente al mese di maggio 2023 - ha pagato
direttamente lei l’appartamento (cfr. doc. 226; consid. 2.7.).

 

                                  Il recapito di __________
corrisponde, peraltro, all’indirizzo del __________, elegante _________ a
cinque stelle che “racchiude, in una cornice esc).

 

                                  Il TCA non ignora che talvolta
l’insorgente ha indicato di abitare in __________ (cfr. doc. I; doc. 162).

                                  In proposito si segnala che nella
maggior parte delle occasioni la stessa ha, tuttavia, menzionato la __________
(cfr. doc. 158; 185; 271; 223), l’ultima volta nello scritto inviato al TCA il
5 febbraio 2024 (cfr. doc. V).

                                  Inoltre va, in ogni caso, osservato
che gli ultimi numeri civici della __________ sono il __________ e il __________
(__________), poi la strada finisce (cfr. __________). I differenti numeri
civici __________ si riferiscono sempre al __________ (cfr. Sistema
d'informazione fondiaria del Canton Ticino - SIFTI).

 

                                  Nemmeno va dimenticato che la
ricorrente ha interposto la prima domanda di prestazioni assistenziali soltanto
nel marzo 2023, dopo circa undici mesi dalla sua entrata in Svizzera.

 

                                  In simili condizioni, tutto ben
ponderato, occorre concludere che a ragione l’amministrazione ha negato
all’insorgente il diritto alle prestazioni assistenziali richieste il 30 maggio
2023.

                                  Non
risulta, infatti, che la medesima non sia in grado di provvedere al proprio
mantenimento ai sensi dell’art. 81 LAsi (cfr. consid. 2.4.).

 

                          2.9.  Per completezza, relativamente alla
richiesta della ricorrente tendente a ottenere delle prestazioni assistenziali
già per il lasso di tempo dal 17 maggio 2022 (cfr. doc. V; consid. 1.6.), va
osservato che, come appena ricordato, la medesima ha postulato per la prima
volta la concessione di prestazioni dell’aiuto sociale nel marzo 2023.

 

                                  Non vi è, perciò, una decisione
riguardante il periodo antecedente al marzo 2023. 

 

                                  Nella procedura di ricorso in
materia amministrativa sono di massima esaminabili e giudicabili solo i
rapporti giuridici sui quali la competente autorità amministrativa si è
precedentemente, e in maniera vincolante, determinata con una decisione. Di
conseguenza, se non è (ancora) stata emessa una decisione (oppure una decisione
su opposizione o su reclamo), manca l'oggetto impugnato e quindi un presupposto
processuale (cfr. STF 8C_16/2010 del 3 maggio 2010 consid. 1.1.; DTF 131 V 164 consid.
2.1 pag. 164 e seg.; DTF 125 V 413 consid. 1a
pag. 414 con riferimenti; cfr. pure sentenza 8C_549/2007 del 30 maggio 2008
consid. 4). 

 

                                  In
una sentenza 8C_301/2018 del 22 agosto 2019 consid. 3.1. il Tribunale federale
ha ribadito che di principio possono essere esaminati e giudicati soltanto i
rapporti giuridici in relazione ai quali l’autorità amministrativa competente
si è previamente pronunciata tramite l’emanazione di una decisione. 

 

                                  La
costante giurisprudenza federale ha, peraltro, stabilito che è la decisione
impugnata che costituisce il presupposto e il contenuto della contestazione
sottoposta all'esame giudiziale (cfr. STF 9C_247/2023 del 19 luglio 2023
consid. 1.1.; STF 9C_775/2019 del 26 maggio 2020 consid. 1.1.; STF 8C_722/2018
del 14 gennaio 2019 consid. 2.1.; STF 8C_784/2016 del 9 marzo 2017 consid.
3.1.; STF 8C_448/2016 del 6 dicembre 2016 consid. 2; STF 8C_360/2010 del 30
novembre 2010 consid. 1 e 2; DTF 131 V164; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid.
2a, DTF 110 V 51 consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p.
294).

 

                                  Ne discende che la richiesta
dell’insorgente per il periodo a decorrere dal 17 maggio 2022 fino alla prima
domanda del marzo 2023, conformemente a quanto affermato dalla parte resistente
(cfr. doc. VII pag. 7), è irricevibile.                                                    

 

                        2.10.  Per
quanto attiene al riferimento ricorsuale all’art. 12 Cost. (cfr. doc. V), è
utile evidenziare che tale disposto prevede che chi è nel bisogno e non è in
grado di provvedere a sé stesso ha diritto d'essere aiutato e assistito e di
ricevere i mezzi indispensabili per un'esistenza dignitosa. L'aiuto in
situazioni di bisogno, che ha carattere transitorio, è subordinato al rispetto
del principio di sussidiarietà, nel senso che non può prevalersene colui che,
oggettivamente, è in misura di procurarsi con le proprie forze i mezzi
indispensabili alla sua sopravvivenza. Una tale persona non è considerata
versare in una situazione di bisogno, presupposto necessario per poter
beneficiare di un aiuto. Inoltre, la Costituzione federale garantisce soltanto
il diritto a un minimo d'esistenza, lasciando al legislatore federale,
cantonale o comunale il compito di fissarne la portata e le modalità (cfr. STF
8C_307/2022 del 4 settembre 2023 consid. 4.1., destinata alla pubblicazione
nella Raccolta ufficiale; DTF 146 I 1 consid. 5.1.; DTF 135 I 119 consid. 7.4.;
DTF 131 I 166 consid. 4.1 pag. 173; DTF 130 I 71 consid. 4.3 pag. 75; DTF 134 I
70).

 

                                  L’art.
12 Cost. fed. non garantisce un reddito minimo, bensì unicamente quanto
indispensabile ad assicurare la sopravvivenza (vitto in natura, alloggio - di
regola collettivo -, abbigliamento - eventualmente d’occasione; cfr. STF
8C_323/2009 del 28 luglio 2009 - e cure medico-sanitarie di base; STF
8C_199/2021 del 14 dicembre 2021 consid. 4.1.; DTF 135 I 119; STF 8C_3/2007
dell’8 giugno 2007 consid. 3.; DTF 130 I 366).

                                  L’art.
12 Cost. si limita a impedire che una persona non si ritrovi per strada e
ridotta alla mendicanza (cfr. STF 8C_46/2015 del 4 febbraio 2015 consid. 6). 

                                  Nella
STF 8C_717/2022 del 7 giugno 2023, destinata alla pubblicazione nella Raccolta
Ufficiale, l’Alta Corte ha ribadito che:

 

"
5.1. A norma dell'art. 12 Cost.
chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere a sé stesso ha diritto
d'essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per
un'esistenza dignitosa (in tedesco: "die für ein menschenwürdiges Dasein
unerlässlich sind"; in francese: "pour mener une existence conforme à
la dignité humaine").  

Per giurisprudenza, la concretizzazione dell'art. 12
Cost. compete ai Cantoni, i quali sono liberi di fissare la natura e le
modalità delle prestazioni da fornire a titolo di aiuto d'urgenza (DTF 146 I 1
consid. 5.1; 142 I 1 consid. 7.2; 139 I 272 consid. 3.2; 135 I 119 consid.
7.3). Il diritto fondamentale a condizioni minime d'esistenza garantito
dall'art. 12 Cost. non include tuttavia un reddito minimo, ma solo la copertura
dei bisogni elementari, strettamente necessari a sopravvivere in maniera
rispettosa della dignità umana (quali cibo, alloggio, vestiti e cure mediche di
base) e si limita quindi a garantire l'indispensabile, sì da scongiurare la
mendicità e la vita sulla pubblica via (DTF 146 I 1 consid. 5.1; 142 I 1
consid. 7.2.1; 139 I 272 consid. 3.2; 138 V 310 consid. 2.1; 135 I 119 consid.
5.3 e 131 I 166 consid. 3.1; sentenza 2C_302/2020 dell'11 novembre 2021 consid.
12.2; Federica De Rossa Gisimundo, Pour un revenu équitable [mais non
inconditionnel], in ZSR/RDS 2019 I pag. 539 segg., 548; Thomas Gächter/Gregori
Werder, in BSK Bundesverfassung, 2015, n. 5 segg. ad art. 12 Cost.; Lucien
Müller, in Die Schweizerische Bundesverfassung, St. Galler Kommentar, 3a ed. 2014,
n. 31 ad art. 12 Cost.; Luisa Lepori Tavoli, Mindestlöhne im schweizerischen
Recht, 2009, n. 224; Thomas Geiser, Gibt es ein Verfassungsrecht auf einen
Mindestlohn?, in: Der Verfassungsstaat vor neuen Herausforderungen -
Festschrift für Yvo Hangartner, 1998, pag. 809 segg., 812). In parallelo,
questo sostegno ha per definizione unicamente un carattere transitorio.
Pertanto, va inteso solo come una rete di protezione temporanea per le persone
che non trovano sufficiente tutela nel quadro delle istituzioni sociali
esistenti, al fine di condurre un'esistenza conforme alla dignità umana;
infatti, il diritto costituzionale di ottenere aiuto in situazioni di bisogno è
strettamente legato al rispetto della dignità umana garantito dall'art. 7
Cost., il quale fonda l'art. 12 Cost. (DTF 146 I 1 consid. 5.1; 142 I 1 consid.
7.2 e 139 I 272 consid. 3.2). In tale misura, il diritto costituzionale
all'aiuto d'urgenza si distingue dal diritto cantonale all'aiuto sociale, che è
più completo (DTF 146 I 1 consid. 5.1; 142 I 1 consid. 7.2.1; 138 V 310 consid.
2.1).”

 

                                  Cfr.
anche la STF 8C_798/2021 del 7 marzo 2022 consid. 6.5.1.

 

                        2.11.  In concreto la ricorrente, nonostante
abbia asserito di presentare una condizione di “senzatetto” (cfr. doc. 159), continua
a risiedere ad __________ in __________ (cfr. consid. 2.8.) dal suo arrivo in
Svizzera nell’aprile/maggio 2022.

                                  Ella non ha, d’altronde,
debitamente comprovato un particolare stato di indigenza.

                                  Al contrario dagli elementi
fattuali risulta che la stessa non si trovi in una situazione tale da
obbligarla alla mendicità. L’art. 12 Cost. si limita, del resto, a impedire
tale condizione (cfr. consid. 2.10.; STF 8C_46/2015 del 4 febbraio 2015 consid.
6).

 

                                  Pertanto nella presente
fattispecie non si è confrontati con un’effettiva situazione di bisogno che
giustifichi l’assegnazione di una prestazione d’emergenza.

                                

                        2.12.  Stante quanto precede, la decisione
su reclamo del 29 novembre 2023 deve essere confermata.

 

                        2.13.  In ambito di assistenza sociale, per quanto concerne
la procedura dinanzi al TCA, si applica la legge di procedura per le cause
davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca) e, per quanto non
disposto da questa legge, si applica la legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; cfr. art. 31
Lptca; art. 33 cpv. 3 Laps a cui rinvia l’art. 65 cpv. 1 Las).

                                  L’art.
29 Lptca enuncia:

 

"
1La procedura è gratuita per le parti.

2La
procedura di ricorso concernente le controversie relative all’assegnazione o al
rifiuto di prestazioni dell’assicurazione per l’invalidità è soggetta a spese;
l’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

3Alla
parte che provoca la causa per leggerezza o per un comportamento temerario,
sono imposte la tassa di giustizia e le spese di procedura.

4Negli
altri casi la tassa di giustizia, quando è dovuta, è fissata tra 200 e 1’000
franchi.”

 

                                  L’art. 61 lett. a LPGA, valido fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che
la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per
le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia
essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Il 1° gennaio 2021 è
entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA enuncia ora
unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.
Dalla medesima data è in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo
cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a
spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo
prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un
comportamento temerario o sconsiderato. 

 

                                  In
concreto, trattandosi del settore dell’assistenza sociale, più in particolare
di prestazioni assistenziali per le persone bisognose di protezione titolari di
un permesso di soggiorno S, per il quale è applicabile in primis la Lptca e
solo sussidiariamente la LPGA (per quanto non
disposto dalla Lptca) e considerato il tenore dell’attuale art. 29
Lptca, come pure il fatto che il legislatore cantonale non abbia previsto in
ogni caso di prelevare le spese nell’ambito dell’assistenza sociale, non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA 42.2023.33
del 23 ottobre 2023 consid. 2.10.; STCA 42.2023.32 del 25 settembre 2023
consid. 2.9.; STCA 42.2022.99 del 2 maggio 2023 consid. 2.10. e STCA
42.2022.100 del 2 maggio 2023 consid. 2.12., i cui ricorsi al TF, congiunti,
sono stati ritenuti inammissibili con giudizio 8C_382/2023, 8C_383/2023 del 3
luglio 2023; STCA 42.2022.98 del 24 aprile 2023 consid. 2.14.; STCA 42.2022.44
del 29 agosto 2022 consid. 2.14., il cui ricorso al TF è stato ritenuto
inammissibile con giudizio 8C_570/2022 del 9 novembre 2022; STCA 42.2022.7 del
23 maggio 2022; STCA 42.2022.14 dell’11 maggio 2022; STCA 42.2022.3+9 del 30
marzo 2022).

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                             1.  Il ricorso, in quanto ricevibile e
non privo di oggetto, è respinto.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta
invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma
del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti