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**Case Identifier:** 1e74fd07-5356-59df-a072-8967f3947b6c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.07.2010 D-4993/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4993-2010_2010-07-19.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4993/2010/riv/gam
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 9  l u g l i o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione della Giudice Gabriela Freihofer,
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nato il (...), alias
B._______, nato il (...), alias
C._______, nato il (...), 
D._______, nata il (...), alias
E._______, nata il (...),
Mongolia,

ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 5 luglio 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4993/2010

Visti:

le domande d'asilo che gli interessati hanno presentato il (...) in Sviz -
zera;

i verbali d'audizione del 4 giugno 2010 e del 21 giugno 2010;

la decisione dell'UFM del 5 luglio 2010, notificata ai richiedenti il me-
desimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il ricorso del 5 luglio 2010, inoltrato il 9 luglio 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato, data d'entrata 12 luglio 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo federale 
(TAF) in data 12 luglio 2010;

i documenti inviati il 9 luglio 2010 dalla Mongolia (cfr. timbro del plico  
inviato per espresso, data d'entrata 14 luglio 2010);

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che, fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del -
l'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; 

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che i ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità 
inferiore,  sono  particolarmente  toccati  dalla  decisione  impugnata  e 

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vantano un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modi -
ficazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA) e che sono pertanto 
legittimati ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; 

che, i ricorsi manifestamente fondati o infondati, ai sensi dei conside-
randi  che seguono,  sono decisi  in  procedura semplificata  (art. 111a 
LAsi)  dal  giudice  unico,  con  l'approvazione  di  un  secondo  giudice 
(art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamen-
te (art. 111a cpv. 2 LAsi);

che, ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scrit -
ti;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, gli in-
teressati  (marito  e moglie)  hanno dichiarato di  essere originari  della 
Mongolia, con ultimo domicilio a F._______, rispettivamente in prece-
denza a G._______ e di essere espatriati il (...) (cfr. verbali d'audizione 
dei ricorrenti del 4 giugno 2010, pagg. 1 e 2);

che essi hanno asserito di essere stati  vittime di minacce e violenze 
da parte di persone che facevano pressione sul ricorrente (cfr. verbale 
d'audizione  della  ricorrente  del  4  giugno  2010,  pagg. 5-8  e  verbale 
d'audizione del ricorrente del 4 giugno 2010, pagg. 4 e 5); 

che, in particolare, il ricorrente, che all'epoca lavorava nell'azienda sta-
tale di metallurgia a G._______, sarebbe stato testimone di  un furto 
avvenuto  sul  proprio  luogo  di  lavoro  nell'anno  2004;  che  egli,  dopo 
aver denunciato il furto alla direzione dell'azienda, sarebbe stato licen-
ziato ed in seguito a sua volta denunciato da un responsabile dell'a-
zienda per furto  (cfr. verbale  d'audizione del  ricorrente del  4 giugno 
2010,  pag.  6);  che,  nel  medesimo  anno,  l'insorgente  sarebbe  stato 
condannato, con altri due colleghi, ad una pena di un anno con la con-
dizionale; che, qualche mese dopo, egli sarebbe stato riassunto nell'a-
zienda e successivamente minacciato e malmenato dal  fratello  e da 
amici del responsabile dell'azienda succitato (cfr. verbale d'audizione 
del ricorrente del 4 giugno 2010, pagg. 6-8); che, il (…) 2004, quattro  
persone si  sarebbero recate al  domicilio dei ricorrenti  e li  avrebbero 

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picchiati  (cfr. verbali  d'audizione  della  ricorrente  del  4  giugno  2010, 
pag. 6 e verbale d'audizione del ricorrente del 4 giugno 2010, pagg. 6-
8); che, in tale occasione e a causa delle percosse subite, la ricorrente 
avrebbe subito un ictus celebrale, dovendo essere curata regolarmen-
te (cfr. verbale d'audizione della ricorrente del 4 giugno 2010, pagg. 6 
e 7 e verbale d'audizione del  ricorrente del  4 giugno 2010, pag. 8); 
che, essendosi trasferiti nel mese di (...) 2008 a F._______, il ricorren-
te è tornato a G._______ per ottenere degli attestati di lavoro e che, 
quel giorno, avrebbe subito delle minacce dal responsabile dell'azien-
da che all'epoca l'aveva denunciato (cfr. verbale d'audizione del ricor-
rente del 4 giugno 2010, pag. 6 e 7); che, successivamente, il ricorren-
te avrebbe ricevuto una telefonata anonima e la ricorrente, il (…) 2010, 
sarebbe stata seguita e malmenata (cfr. verbale d'audizione della ri -
corrente del 4 giugno 2010, pagg. 7 e 8 e verbale d'audizione del ricor -
rente del 4 giugno 2010, pagg. 6-8);

che, nella decisione impugnata l'UFM ha constatato, da un lato, che il 
Consiglio federale in data 28 giugno 2000 ha inserito la Mongolia nel-
l'elenco dei Paesi sicuri e, dall'altro lato, ha ritenuto che le al legazioni 
in materia d'asilo presentate dai richiedenti non sarebbero verosimili, 
di  modo che non emergerebbero dalle  carte  processuali  degli  indizi 
d'esposizione degli interessati a persecuzioni in caso di rientro in pa-
tria; che, infatti, secondo l'UFM le dichiarazioni dei ricorrenti in merito 
all'aggressione subita presso il loro domicilio sarebbero state alquanto 
vaghe, come ad esempio per quanto concerne le descrizioni degli ag-
gressori; che, inoltre, agli occhi dell'autorità inferiore, appare poco cre-
dibile che il ricorrente si sia recato una sola volta presso la polizia al  
fine di denunciare i fatti e che, tra l'altro, egli avrebbe solo accennato  
l'aggressione  avvenuta  al  domicilio  dei  coniugi,  senza  menzionare  i 
fatti  precedenti  a  tale  accaduto;  che  anche  la  ricorrente  si  sarebbe 
contraddetta in merito all'aggressione del (…) 2004; 

che, oltre a ciò, l'UFM ha considerato che l'aggressione subita dalla ri -
corrente il (...) 2010 sarebbe poco credibile, in quanto suo marito non 
l'avrebbe più accennata in occasione della seconda audizione e che 
tale  fatto  non  sarebbe stato  denunciato  alla  polizia; che,  per  di  più, 
considerato  lo  stato di  salute  della  ricorrente,  appare poco credibile 
che essa non si sia presentata presso un medico o un ospedale dopo 
detta aggressione;

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che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure 
pronunciato l'allontanamento degli interessati dalla Svizzera e l'esecu-
zione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, gli insorgenti hanno contestato che l'UFM non abbia 
considerato le allegazioni e le prove dei ricorrenti per fondare una de-
cisione materiale in merito alla loro domanda d'asilo; che, riguardo ad 
alcuni elementi ritenuti dall'UFM per contestare la verosimiglianza del-
le dichiarazioni, i ricorrenti hanno allegato un eventuale errore di tradu-
zione durante l'audizione - tra la parola "essermi dimesso" e "stato li -
cenziato" - e hanno inoltre sostenuto che altre presunte incongruenze 
si spiegavano dal periodo intercorso dai fatti, dallo stress e dalla du-
rezza degli eventi; che hanno ribadito la verosimiglianza dei loro motivi  
d'asilo in quanto le loro allegazioni sarebbero dettagliate, concrete e 
coerenti; che, infine, i ricorrenti sostengono che il  loro rinvio non po-
trebbe essere esigibile, poiché la loro vita in patria non sarebbe al si -
curo e considerati i problemi di salute della ricorrente, come pure l'as-
senza di mezzi finanziari per affrontare le cure se dovessero rientrare 
nel loro Paese; 

che, in conclusione, i ricorrenti hanno chiesto, in via principale, l'annul -
lamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa 
all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito della domanda 
d'asilo  e,  in  subordine,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria; 
che  hanno  altresì  presentato  una  domanda  d'assistenza  giudiziaria, 
nel senso della dispensa dal versamento dell'anticipo delle spese pro-
cessuali;

che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una doman-
da d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio fe -
derale ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a 
meno che non risultino indizi di persecuzione;

che, da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale in-
serisce un Paese nel novero dei Paesi sicuri, sussiste di massima una 
presunzione d’assenza di persecuzioni in detto Paese; 

che incombe al richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per 
quanto attiene alla sua situazione personale;

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che,  dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi  del-
l’art. 34 cpv. 1 LAsi va intesa in senso lato: comprende non soltanto i 
seri pregiudizi previsti dall’art. 3 LAsi, ma pure gli ostacoli all’esecuzio -
ne dell’allontanamento, di cui all’art. 44 cpv. 2 LAsi, imputabili all'agire 
umano (Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di 
ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA]  2004  n.  5,  consid.  4c  aa; 
GICRA 2003 n. 18);

che peraltro, per ammettere l'esistenza di  indizi  di  persecuzione che 
implicano l'entrata nel merito di una domanda d'asilo, vale un grado di 
verosimiglianza ridotto (cfr. GICRA 2005 n. 2, consid. 4.3; GICRA 2004 
n. 35 consid. 4.3);

che, visto l'inserimento della Mongolia a partire dal 28 giugno 2000 da 
parte del Consiglio federale nel novero dei Paesi esenti da persecuzio-
ni, sussiste una presunzione d'assenza di persecuzioni in detto Paese;

che, nella fattispecie, i ricorrenti non sono riusciti ad invalidare la pre -
sunzione d'assenza di persecuzioni, ritenuto segnatamente che dagli 
atti di causa non emergono indizi di persecuzione;

che,  in  particolare,  gli  insorgenti  non hanno presentato  argomenti  o 
prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione rispetto a quel-
la di cui all'impugnata decisione; che le allegazioni decisive in materia 
di asilo si esauriscono, infatti, in mere affermazioni di par te non corro-
borate da elementi della benché minima consistenza, in sostanza per 
le ragioni indicate nel provvedimento litigioso pur tenendo conto di un 
grado di verosimiglianza ridotto;

che, segnatamente, gli insorgenti hanno reso dichiarazioni illogiche su 
punti essenziali del loro racconto; che basti rilevare, in primis, che non 
convince il comportamento di A._______, il quale si sarebbe limitato a 
denunciare  soltanto  la  prima  aggressione  subita  personalmente  e 
quella presso il domicilio coniugale senza fornire alle autorità informa-
zioni riguardo alle altre minacce o violenze subite in precedenza; che 
poco convince anche il fatto che, non avendo saputo più nulla da parte 
degli  agenti  di  polizia, egli  non abbia cercato di  informarsi  presso la 
stessa delle ragioni di tale assenza di novità, o meglio che l'avrebbe 
fatto ad una sola ripresa nel 2005 (cfr. verbale d'audizione del ricorren-
te del 4 giugno 2010, pag. 7 e 8 e verbale d'audizione del 21 giugno 
2010, pag. 9), e che i ricorrenti non abbiano denunciato l'aggressione 
subita dalla signora D._______ il  (...)  2010; che, inoltre, è altrettanto 

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poco credibile che essi non abbiano saputo fornire dei dettagli in meri -
to agli autori delle aggressioni; che, infatti, il ricorrente si è limitato a 
dichiarare che erano "corpulenti" e che uno di loro "portava l'abito tra-
dizionale" (cfr. verbale d'audizione del ricorrente del 21 giugno 2010, 
pag. 7) per poi precisare, dopo insistenza da parte dell'interrogatore, 
che il loro viso era "un po' scuro di pelle" (cfr. verbale d'audizione del 
ricorrente del 21 giugno 2010, pag. 7); che, inoltre, il ricorrente, in oc -
casione della prima audizione ha menzionato una sola telefonata ano-
nima (cfr. verbale d'audizione del ricorrente del 4 giugno 2010, pag. 6) 
e, invece, in sede della seconda audizione, egli ha menzionato diverse 
chiamate (cfr. verbale d'audizione del ricorrente del 21 giugno 2010, 
pagg. 5, 8 e 9); che, per di più, gli insorgenti non hanno fornito alcun 
indizio idoneo e concreto a dimostrare che le autorità  statali  in  loco 
non sarebbero in  grado di  proteggerli;  che,  in  aggiunta,  il  ricorrente 
non ha saputo spiegare concretamente perché non ha più accennato 
l'aggressione subita dalla moglie il (...) 2010 (e di per sé l'avvenimento 
decisivo che li avrebbe spinti a lasciare il loro Paese), allegando sem-
plicemente, confrontato a detta negligenza, di essersene dimenticato 
(cfr. diritto di essere sentito del 21 giugno 2010 [A 12/1]); che a riguar-
do di detta aggressione, considerato il danno celebrale che la ricorren-
te avrebbe subito nel 2004, appare alquanto illogico che essa non ab-
bia consultato un medico o si sia resa in ospedale, dato che a causa 
della botta ricevuta sarebbe svenuta; che, confrontata a tale incoeren-
za, la ricorrente non ha saputo fornire una spiegazione plausibile (cfr.  
verbale d'audizione della ricorrente del 21 giugno 2010, pag. 7); che 
stupisce pure questo Tribunale che in merito alla condanna subita dal 
ricorrente, esso non sia perlomeno riuscito a provarla producendo co-
pia della sentenza resa nei suoi confronti;

che, peraltro, gli  insorgenti non sono riusciti  a fornire alcun dettaglio 
concreto o spiegazione credibile riguardo il loro racconto, oppure chia-
rire  le  contraddizioni  sollevate dall'UFM; che,  infatti,  risulta  assai  in -
comprensibile che essi non siano stati in grado di dettagliare gli eventi 
del 2010 – avvenuti pochi mesi fa – che li  hanno portati  all'espatrio; 
che,  pertanto  e a titolo d'esempio, la  giustificazione del  periodo tra-
scorso invocato in sede ricorsuale non merita tutela; 

che, in considerazione di quanto suesposto, non appaiono sussistere 
seri pregiudizi ai sensi degli art. 3 LAsi;

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che non emergono dalle carte processuali neppure elementi da cui de-
sumere che l'esecuzione dell'allontanamento degli insorgenti in Mon-
golia  possa  violare  l'art.  25  cpv. 2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., 
RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto di  respingimento) nonché l'art. 83 
cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, 
RS 142.20) o esporre i ricorrenti in patria al rischio reale ed immediato 
di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali  del  4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, premesso ciò,  quanto agli  ostacoli  all'esecuzione dell'allontana-
mento  riconducibili  all’art. 44 cpv. 2 LAsi  e  all'art. 83 cpv. 4 LStr,  in 
Mongolia non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile 
o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nel-
la totalità del territorio nazionale;

che, nel caso di specie, non risultano manifestamente esservi indizi di 
persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi;

che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della 
domanda d'asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo 
punto, il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata va confer-
mata;

che i ricorrenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 e 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 sull'a -
silo  relativa  a  questioni  pregiudiziali  dell'11  agosto  1999  [OAsi  1, 
RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21);

che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo 
dell'esigibilità dell'allontanamento quanto alla situazione personale dei 
ricorrenti; che, infatti, i ricorrenti sono ancora giovani, hanno una for-
mazione ed il ricorrente avrebbe pure una lunga esperienza professio-
nale quale operaio in una fabbrica di metallurgia (cfr. verbale d'audizio-
ne della ricorrente del 4 giugno 2010, pag. 3 e verbale d'audizione del  
ricorrente del 4 giugno 2010, pag. 3); che essi dispongono inoltre di 
un'importante rete famigliare in patria, dove vivono i loro due figli, nati  

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nel 1998, rispettivamente nel 2000, i genitori, eccezion fatta del padre 
del ricorrente, dei fratelli e delle sorelle di entrambi (cfr. verbale d'audi-
zione della ricorrente del 4 giugno 2010, pagg. 3 e 4 e verbale d'audi -
zione del ricorrente del 4 giugno 2010, pagg. 3 e 4); 

che, quo ai problemi di salute della ricorrente, a mente di questo Tribu-
nale non v'è ragione di credere che essa non possa ottenere le cure 
mediche e necessarie in patria; 

che, infatti, ella sarebbe già stata curata e seguita nel suo Paese (cfr. 
verbale d'audizione della  ricorrente del 4 giugno 2010, pag. 7); che, 
inoltre, ha dichiarato che riguardo al trattamento che beneficerebbe at -
tualmente in Svizzera, esso si limiterebbe all'assunzione di antidolorifi -
ci  e  calmanti  (cfr. verbale  d'audizione della  ricorrente  del  21 giugno 
2010,  pag. 9);  che,  per  conseguenza,  l'asserito  stato  di  salute,  alla  
luce della giurisprudenza vigente al riguardo, non potrebbe giustificare 
un'eventuale  ammissione  provvisoria  (cfr.  sulla  problematica  GICRA 
2003 n. 24); 

che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha rettamente rite-
nuto  siccome  ammissibile  e  ragionevolmente  esigibile  l'esecuzione 
dell'allontanamento;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed art. 83 
cpv. 2 LStr); 

che  i  ricorrenti,  usando  la  necessaria  diligenza,  potranno  procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il  gravame va disatteso e la querelata decisione confer-
mata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato  
il diritto federale, né abusato de suo potere di apprezzamento; l'autori -
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 
106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

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che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dei  ricorrenti 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse e sulle spese ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale ammini -
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art.  83 
lett. d LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali,  di  fr. 600.-,  sono poste a carico dei ricorrenti. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale ammini -
strativo federale, entro un termine di 30 giorni  dalla spedizione della 
presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrenti,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
H._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di H._______ (via fax, 
per l'incarto N [...] con preghiera di notificare ai ricorrenti e di ritor -
nare l'avviso di ricevimento al Tribunale amministrativo federale)

- I._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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