# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 732344ce-7c67-5e04-8c1f-5d23f6cf6616
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-03-13
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 13.03.2006 14.2005.143
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2005-143_2006-03-13.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2005.143

  	
  Lugano

  13 marzo 2006

  CJ/sc/lw

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques

  

 

 

statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile
(inc. EF.2005.3360) promossa con istanza 9 novembre 2005 da

 

	
   

  	
  AP 1 

  rappr. dall¿ RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO 1 

   

  

 

tendente al sequestro di 49 azioni al
portatore della società S__________ depositate presso lo studio legale
dell¿avv. __________, __________;

 

istanza respinta dalla Pretore __________
con sentenza 15 novembre 2005;

 

decisione
impugnata da AP 1 che con appello 25 novembre 2005 chiede l'accoglimento
dell'istanza.

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                       

                                  A.   Con
istanza 25 novembre 2005, AP 1 ha chiesto al Pretore __________ nei confronti
di suo marito, AO 1, il sequestro ai sensi dell¿art. 271 cpv. 1 n. 1 e 2 LEF di
49 azioni al portatore della società S__________ depositate presso lo studio
legale dell¿avv. __________, __________, facendo valere, quali cause del
sequestro, che il debitore era fuggito improvvisamente nella metà di luglio
2004 alla volta del Brasile, dove si troverebbe tuttora, senza lasciare alcun
recapito, dopo avere ¿indebitamente¿ prelevato il proprio avere pensionistico,
onde sottrarsi al suo obbligo di versare alimenti all¿istante e alla figlia. A
sostegno dell¿affermazione secondo cui le azioni da sequestrare sarebbero di
proprietà di AO 1, l¿istante ha prodotto un estratto dal registro di commercio
relativo alla società S__________, da cui risulta che egli ne è stato amministratore
nel passato. Per quanto riguarda la verosimiglianza del suo credito, l¿istante
ha affermato di aver a suo tempo inoltrato un¿istanza di misure a protezione
dell¿unione coniugale, tuttora pendente presso la Pretura __________, con la
quale ha richiesto per sé e per la figlia un contributo alimentare mensile
complessivo di fr. 3'000.--, per quest¿ultima già dal 1° febbraio 2004. Precisando
di vantare inoltre un credito di rivalsa nei confronti del marito quale
condebitore solidale per la perdita subita in seguito alla vendita all¿asta
della casa familiare e alla sussistenza di un credito residuale, AP 1 ritiene
che le sue pretese siano di importo superiore a fr. 200'000.--.

 

                                  B.   Dopo aver ritornato l¿istanza a AP 1 in quanto non firmata,
avvertendola nel contempo che così come proposto l¿atto non adempiva i
requisiti materiali posti dalla legge, il Pretore __________ il 15 novembre
2005, ha respinto l'istanza di sequestro, ritenendo che nessuno dei presupposti
materiali per la concessione del sequestro appariva adempiuto.

 

                                  C.   Con appello 25 novembre 2005, AP 1 chiede l'accoglimento della
sua istanza e l¿ammissione al beneficio dell¿assistenza giudiziaria più ampia, producendo
5 nuovi documenti.

 

                                  D.   Il
12 dicembre 2005, l¿appellante ha comunicato a questa Camera che il debitore
risiedeva ora presso la di lui sorella __________ a __________.

 

 

Considerando

 

 

in diritto:                     

 

                                   1.   Per
crediti non garantiti da pegno il creditore può chiedere il sequestro di beni
del debitore, quando sia data una causa di sequestro (cfr. art. 271 cpv. 1 n. 1
a 5 LEF). Nel Cantone Ticino per valori superiori a Fr. 2¿000.-- competente per
la concessione del sequestro è il Pretore del luogo in cui si trovano i beni da
sequestrare indicati dal creditore (art. 14 cpv. 1 e 16 cpv. 3 LALEF, art. 5
cpv. 1 LOG). La procedura, di natura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF), è
retta dall¿art. 19 LALEF che non prevede contraddittorio.

 

                                   2.   Contro
la decisione che rigetta integralmente o parzialmente una domanda di sequestro
è dato il rimedio di diritto cantonale dell¿appello, a
condizione che emani dal Pretore e che il valore litigioso sia superiore a fr.
8'000.-- (art. 18 cpv. 1 e 19 LALEF, e il rinvio all¿art. 272 LEF; CEF 26
giugno 1998 in re I. Spa c/ P. Spa; 29 maggio 2000 [14.99.83], cons.
1.1-1.6). In tale ipotesi, il legislatore federale ha infatti rinunciato a
istituire un rimedio di diritto federale (in particolare la via dell¿opposizione
ai sensi dell¿art. 278 LEF), lasciando tale facoltà ai singoli Cantoni (cfr.
Messaggio concernente la revisione della legge federale sulla esecuzione e sul
fallimento dell¿8 maggio 1991, in: FF 1991 III 123; Stoffel, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. I Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 53 ad art. 272).

 

                                   3.   Nell¿ambito dell¿appellazione contro il rifiuto parziale o integrale
del sequestro, conformemente alla regola generale in materia di appello (cfr.
art. 321 cpv. 1 lett. b CPC), non sono ammessi allegazioni e mezzi di prova nuovi
¿ cosiddetti ¿nova¿ (CEF 29 maggio 2000 [14.99.83], cons. 1.9): l¿art. 22 cpv.
4 LALEF concerne infatti solo i ricorsi in tema di fallimento (art. 174 LEF) e
di opposizione al decreto di sequestro (art. 278 LEF), quest¿ultima norma ¿
come visto (cons. 2) ¿ non essendo applicabile al ricorso contro la reiezione
dell¿istanza di sequestro. Le allegazioni nuove contenute nell¿atto di appello
e i documenti nuovi prodotti con quell¿ atto (doc. F-L) sono pertanto
inammissibili.

 

                                   4.   Giusta
l¿art. 272 cpv. 1 LEF, il sequestro viene
concesso dal giudice del luogo in
cui si trovano i beni, purché il creditore renda verosimile l'esistenza:

                                         1.
del credito;

                                         2.
di una causa di sequestro;

                                         3.
di beni appartenenti al debitore.

 

                                   5.   A
sostegno della sua affermazione secondo cui le 49 azioni al portatore della
società __________ depositate presso lo studio legale dell¿avv. __________ sono
di proprietà di AO 1, l¿appellante, in prima sede, si è limitata a produrre un
estratto dal registro di commercio relativo a questa società (doc. D), da cui
risulta che il debitore ne è stato amministratore nel passato. Tale fatto è
ovviamente insufficiente a rendere verosimile che tutte le azioni appartengono
a AO 1, a fortiori se si considera che il medesimo non ha mai avuto un potere
di firma individuale. Le allegazioni formulate in sede di appello e il
documento G sulle quali esse si fondano sono nuovi e pertanto inammissibili
(cfr. supra ad cons. 3).

                                         A titolo
abbondanziale, occorre d¿altronde rilevare che la sequestrante, in prima sede,
non ha nemmeno reso verosimile l¿esistenza di una causa di sequestro, poiché se
si può effettivamente dedurre dal decreto di accusa del 9 maggio 2005 (doc. B)
che AO 1 si è trasferito in Brasile dopo il 13 luglio 2004, risulta dallo
stesso decreto che egli ha fatto ritorno in Svizzera il 13 ottobre 2004, dove è
stato detenuto dal 3 all¿11 novembre 2004. Non è dato di sapere, né dalle
allegazioni della sequestrante in prima sede né ¿ soprattutto ¿ dai documenti
prodotti con l¿istanza dove il debitore si è poi stabilito. Dalla comunicazione
12 dicembre 2005 della stessa AP 1 risulta comunque che il suo marito dimora
attualmente a __________.

                                         Va infine
evidenziato che l¿istanza di sequestro non indica in modo dettagliato né
l¿importo del credito vantato dalla sequestrante né la sua causa (cfr. prima
pagina dell¿istanza). Vi sono sì alcune indicazioni al punto 5 dell¿istanza, ma
sono imprecise. Inoltre, i documenti A e C sui quali si fonda AP 1 sono atti di
parte senza valore probatorio rilevante. Quanto al doc. B, costituirebbe un
indizio a favore dell¿esistenza di un credito della moglie nei confronti del
marito al massimo per la metà dell¿importo (pari a fr. 82'828.--) della
prestazione di libero passaggio prelevata dal debitore.

 

                                   6.   L¿appello
va pertanto respinto.

                                         La tassa
di giustizia è a carico dell¿appellante. 

                                         La
richiesta di beneficio dell¿assistenza giudiziaria è da respingere, siccome la procedura
di appello non presentava probabilità di esito favorevole. Infatti, una persona
ragionevole e di condizioni agiate avrebbe sicuramente rinunciato alla
procedura a causa delle spese che questa comporta (cfr. art. 14 cpv. 1 Lag a
contrario), dal momento che, per correggere le evidenti carenze dell¿istanza,
era sufficiente ripresentare una nuova istanza completata.

 

Richiamati gli art. 271 ss. LEF, 18 LALEF, 321
CPC, 14 Lag, 48, 49, 61 e 62 OTLEF,

 

pronuncia:                 

                                   1.   L¿appello
25 novembre 2005 di AP 1, __________, è respinto.

 

                                   2.   La
tassa di giustizia della presente decisione di fr. 200.--, già anticipata
dall¿appellante, rimane a suo carico.

 

                                   3.   L¿istanza
di ammissione al beneficio dell¿assistenza giudiziaria è respinta.

 

                                   4.   Intimazione
all¿avv. RA 1, __________. 

 

                                         Comunicazione
alla Pretura __________.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d¿appello

Il presidente                                                                           Il
segretario