# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b36b0fec-8b35-5cb9-bf8c-8cb88dfc3f05
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-05-29
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 29.05.2007 RR.2007.51
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_RR-2007-51_2007-05-29.pdf

## Full Text

Sentenza del 29 maggio 2007 
II Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Bernard Bertossa, Presidente, 
Giorgio Bomio e Roy Garré, 
Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   
A., rappresentato dall'avv. Raffaele Bernasconi,  
 

Ricorrente 
 

  contro 

   
MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  
 

Controparte 
 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale al 
Brasile 
 
Presenza di funzionari esteri (art. 65a AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: RR.2007.51 

 

- 2 - 
 
 

Fatti: 
 

A. Il 12 maggio 2006 il Ministero pubblico federale della Repubblica federale 
del Brasile (Procura della Repubblica nello Stato di Sao Paolo) ha presen-
tato alla Svizzera una domanda di assistenza giudiziaria, completata il 
2 agosto successivo, nell’ambito di un procedimento penale avviato nei 
confronti di A., B. e altri per riciclaggio di denaro, falsità in documenti ed al-
tri reati. Questi sarebbero stati commessi nell'ambito della gestione della 
società C. in Brasile, di cui le persone summenzionate erano degli alti diri-
genti. Risulterebbe in particolare che ingenti somme di denaro distratte dal-
la società C. sarebbero state riciclate in Brasile ed in altri Paesi, tra i quali 
la Svizzera. Parte del denaro riciclato sarebbe confluito su conti presso isti-
tuti bancari svizzeri riferibili a A. e/o a B.. 

 
 

B. Con decisione di entrata nel merito e incidentale del 26 marzo 2007 il Mini-
stero pubblico della Confederazione (in seguito: MPC), cui l’Ufficio federale 
di giustizia (in seguito: UFG) ha delegato l’esecuzione della domanda, ha 
accolto la rogatoria, autorizzando in particolare la presenza del magistrato 
brasiliano titolare dell'inchiesta e dei funzionari di polizia giudiziaria incari-
cati delle indagini alla consultazione degli atti e alla cernita della documen-
tazione relativa ai conti riferibili a A. presso la banca D..  

 
 

C. Il 4 aprile 2007 A. ha impugnato la decisione del MPC presso la II Corte dei 
reclami penali del Tribunale penale federale. Oltre alla concessione dell'ef-
fetto sospensivo, il ricorrente postula, in via principale, l'annullamento del 
punto 2 del dispositivo mediante il quale l'autorità elvetica ha ammesso la 
presenza del magistrato e dei funzionari brasiliani alla consultazione e cer-
nita dei documenti di cui sopra. In via subordinata, egli chiede che l'esame 
da parte dell'autorità rogante dei conti bancari riferibili a A. avvenga in con-
traddittorio, alla presenza del suo patrocinatore, aggiungendo che, prima di 
procedere all'esame dei documenti bancari, le autorità brasiliane devono 
essere invitate a sottoscrivere una dichiarazione mediante la quale esse 
s'impegnano, tra l'altro, a non prendere appunti o note sul contenuto della 
documentazione visionata e a non utilizzare nessuna informazione concer-
nente la medesima prima della crescita in giudicato della decisione finale 
dell'autorità rogata. In via ancora più subordinata, il ricorrente chiede che la 
selezione dei documenti bancari riguardi esclusivamente quelli che si riferi-
scono ad operazioni avvenute tra il 1° gennaio 1997 ed il 31 dicembre 
2002, ad esclusione di due conti, tra conti bancari svizzeri e brasiliani. 

 
D. A conclusione delle sue osservazioni del 4 maggio 2007 il MPC propone la 

- 3 - 
 
 

reiezione sia della domanda d'effetto sospensivo che del gravame. Dal can-
to suo l’UFG, con scritto del medesimo giorno, postula il rifiuto dell'effetto 
sospensivo nonché l'inammissibilità del ricorso. 

 
 

E. Il ricorrente, con replica del 18 maggio 2007, oltre a confermare le conclu-
sioni espresse nel suo gravame, sollecita la produzione da parte dell'autori-
tà rogante di un parere legale che certifichi la compatibilità della dichiara-
zione di garanzia sottoscritta con la legislazione brasiliana. Le autorità bra-
siliane dovrebbero ugualmente informare l'autorità giudicante circa la validi-
tà o meno dell'utilizzazione nel procedimento penale estero di documenti o 
informazioni acquisiti prima della crescita in giudicato della decisione finale 
(positiva o negativa) dell'autorità elvetica. Non è stata chiesta una duplica 
al MPC e all’UFG. 
 

 
F. In data 5 aprile 2007 il Tribunale penale federale ha concesso l'effetto so-

spensivo al ricorso a titolo supercautelare. 
 
 
 

Diritto: 
 

1. 
1.1 In virtù degli art. 28 cpv. 1 lett. e della legge sul Tribunale penale federale 

del 4 ottobre 2002 (LTPF; RS 173.71; nuovo testo giusta il n. 14 
dell’allegato alla legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale ammini-
strativo federale, in vigore dal 1. gennaio 2007) e 9 cpv. 3 del Regolamento 
del Tribunale penale federale del 20 giugno 2006 (RS 173.710) la II Corte 
dei reclami penali è competente per statuire sui reclami in materia di assi-
stenza giudiziaria internazionale.  

 
1.2 Il Tribunale penale federale, analogamente al Tribunale federale, esamina 

d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono 
sottoposti, senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle par-
ti o dalle loro conclusioni (v. DTF 132 I 140 consid. 1.1; 131 I 153 consid. 1; 
131 II 571 consid. 1, 361 consid. 1). 

 
1.3 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica fede-

rativa del Brasile e la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dall'art. 
XVII del Trattato d'estradizione concluso dai due Paesi il 23 luglio 1932 ed 
entrato in vigore il 24 febbraio 1934 (RS 0.353.919.8). Giova rilevare, a tito-
lo informativo, che un trattato di assistenza giudiziaria in materia penale tra 

- 4 - 
 
 

i due Stati è stato firmato il 12 maggio 2004 (in seguito: progetto di Trattato) 
e che il Consiglio federale ha recentemente sottoposto il relativo disegno di 
decreto federale all'attenzione del Parlamento per l'approvazione (v. Mes-
saggio del 28 febbraio 2007, FF 2007 p. 1847 e segg.). Ad ogni modo, alle 
questioni che il prevalente diritto internazionale contenuto nell'unico trattato 
attualmente in vigore non regola espressamente o implicitamente, come 
pure quando il diritto nazionale sia più favorevole all'assistenza rispetto a 
quello convenzionale, si applica la legge federale sull'assistenza interna-
zionale in materia penale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1), unitamente 
alla relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP; DTF 130 
II 337 consid. 1; 128 II 355 consid. 1; 124 II 180 consid. 1a; 123 II 134 con-
sid. 1a; 122 II 140 consid. 2, 373 consid. 1a). È fatto salvo il rispetto dei di-
ritti fondamentali (DTF 123 II 595 consid. 7c, con rinvii dottrinali). 

 
1.4 Secondo la norma speciale dell'art. 25 cpv. 6 AIMP, la Corte dei reclami 

penali del Tribunale penale federale non è vincolata dalle conclusioni delle 
parti; essa esamina liberamente se i presupposti per la concessione del-
l'assistenza sono adempiuti e in quale misura questa debba esser prestata 
(v. DTF 123 II 134 consid. 1d; 118 Ib 269 consid. 2e). Non è tuttavia tenuta, 
come lo sarebbe un'autorità di vigilanza, a verificare d’ufficio la conformità 
delle decisioni impugnate con l'insieme delle norme applicabili (v. 123 II 
134 consid. 1d; 119 Ib 56 consid. 1d). 

 
1.5 La decisione impugnata, che autorizza la presenza di funzionari dello Stato 

rogante durante la consultazione e la cernita della documentazione banca-
ria in Svizzera costituisce una decisione incidentale. L’art. 80e cpv. 2 lett. b 
AIMP dispone che le decisioni incidentali anteriori alla decisione di chiusura 
possono essere impugnate separatamente se causano un pregiudizio im-
mediato e irreparabile mediante la presenza di persone che partecipano al 
processo all’estero. Analogamente a quanto prevedeva la giurisprudenza 
del Tribunale federale in applicazione della vecchia procedura ricorsuale, in 
questi casi il ricorso al Tribunale penale federale è ammissibile solo in via 
eccezionale (v. DTF 128 II 211 consid. 2.1, 353 consid. 3). Spetta al ricor-
rente indicare, sulla base di elementi specifici e concreti, in che cosa consi-
sta l'allegato pregiudizio e dimostrare che questo non potrebbe essere sa-
nato mediante un giudizio che annulli, se del caso, la sopravveniente deci-
sione di chiusura (DTF 130 II 329 consid. 2; 128 II 353 consid. 3 e rinvii). 

 
 

2. Il ricorrente si duole innanzitutto di una presunta violazione del diritto di es-
sere sentito, sostenendo che la motivazione della decisione impugnata sia 
insufficiente. 

 

- 5 - 
 
 

2.1 Il diritto di ottenere una decisione motivata deriva dal principio di essere 
sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. L'art. 35 cpv. 1 PA prevede che le 
decisioni scritte, anche se notificate in forma di lettera, devono essere de-
signate come tali, motivate, e indicare il rimedio giuridico. La motivazione 
può essere considerata sufficiente allorquando l'interessato è in misura di 
potersi rendere conto della decisione e di contestarla con cognizione di 
causa presso l'autorità di ricorso (DTF 126 I 15 consid. 2a/aa pag. 17; 125 
II 369 consid. 2c; 124 II 146 consid. 2a, 124 V 180 consid. 1a e giurispru-
denza citata; ZIMMERMANN, La coopération judiciaire internationale en ma-
tière pénale, 2a ediz., Berna 2004, n. 273-1, pag. 320; BENOÎT BOVAY, Pro-
cédure administrative, Berne 2000, pag. 266 e segg.). La violazione del di-
ritto di essere sentito può tuttavia essere sanata se la persona destinataria 
della decisione ottiene la motivazione in sede di ricorso, posto che l'autorità 
di ricorso disponga di un pieno potere d'apprezzamento in fatto e in diritto. 
Il ricorrente deve aver avuto la possibilità di replicare (v. DTF 130 II 530 
consid. 7.3 p. 562; 125 I 209 consid. 9a; 124 V 180 consid. 4a p. 183, 389 
consid. 5a p. 392; ZIMMERMANN, op. cit., n. 273-1, pag. 320 e giurispruden-
za citata; BENOÎT BOVAY, op. cit., pag. 268 e giurisprudenza citata). 

 
2.2 Nella fattispecie, la decisione impugnata – il cui oggetto è ben delimitato - 

spiega, anche se in maniera concisa, i motivi legati all'ammissione della 
presenza degli inquirenti esteri (v. soprattutto cifra VIII). Non v'è dubbio che 
gli elementi ivi contenuti sono stati sufficienti per permettere al ricorrente di 
comprenderne la portata e di interporre ricorso, ciò che è peraltro dimostra-
to dal ben articolato e relativamente lungo atto ricorsuale inoltrato alla pre-
sente autorità. In realtà, la questione determinante da chiarire è quella di 
sapere se la presenza delle autorità inquirenti brasiliane alle misure istrutto-
rie previste su suolo elvetico causa o meno un pregiudizio immediato ed ir-
reparabile al ricorrente. La motivazione contestata, seppur sintetica, non ha 
per nulla impedito a quest'ultimo di esprimersi su questo punto. La censura 
deve dunque essere disattesa. A titolo abbondanziale, si rileva che, quan-
d'anche il diritto di essere sentito fosse stato violato da una carente motiva-
zione della decisione impugnata, tale pregiudizio sarebbe stato comunque 
sanato nell'ambito della presente procedura, disponendo questa autorità di 
un pieno potere d'apprezzamento in fatto e in diritto (v. sentenza TPF 
RR.2007.18 del 21 maggio 2007, consid. 3.2) e avendo avuto il ricorrente 
la possibilità di replicare alle osservazioni del MPC e dell'UFG. 

 
 

3. Nella decisione impugnata il MPC ha stabilito che, a fronte della complessi-
tà del procedimento penale pendente all’estero, la presenza del magistrato 
e dei funzionari di polizia esteri, che posseggono un’approfondita cono-
scenza della vicenda, agevolerà considerevolmente l’esecuzione della do-

- 6 - 
 
 

manda di assistenza. Ciò permetterà ugualmente di rispettare il principio 
della proporzionalità in quanto l'autorità rogante potrà rapidamente pronun-
ciarsi sulla pertinenza delle informazioni per le sue indagini. Il ricorrente, 
dal canto suo, sostiene che il MPC conoscerebbe molto bene i fatti oggetto 
della rogatoria, vista l'esistenza di una procedura svizzera parallela concer-
nente il caso della società C., per cui la presenza di funzionari esteri sareb-
be superflua, anche perché gli atti istruttori da eseguire sarebbero semplici. 
Egli ritiene poi che il requisito del pregiudizio immediato ed irreparabile non 
può essere interpretato in maniera troppo restrittiva, aggiungendo che le 
autorità brasiliane avrebbero già in passato violato l'art. 65a AIMP. Nella 
sua decisione l'autorità rogata non avrebbe inoltre puntualizzato le condi-
zioni (rigide) da porre agli inquirenti esteri per la loro presenza. Il ricorrente 
afferma ugualmente che la dichiarazione di garanzia in lingua italiana sa-
rebbe priva di valore, mentre quella in lingua portoghese sarebbe contraria 
alla giurisprudenza consolidata, visto che permetterebbe ai funzionari brasi-
liani di prendere delle note durante gli atti istruttori. Infine, se la presenza 
dovesse essere concessa, essa dovrebbe essere permessa unicamente al 
magistrato incaricato dell'inchiesta e non ai funzionari di polizia. 

 
3.1 Di massima, la presenza di funzionari esteri durante una misura di esecu-

zione non implica ancora, per l'interessato, un pregiudizio immediato e irre-
parabile. Ciò può essere il caso quando sussista il rischio che le autorità 
estere, con la loro presenza, possano avere conoscenza di fatti inerenti alla 
sfera segreta prima che l'autorità competente abbia deciso sulla conces-
sione e la portata dell'assistenza. Questo rischio, di regola, può tuttavia es-
sere evitato, se l'autorità svizzera adotta le misure necessarie atte a impe-
dire un'utilizzazione anticipata e prematura delle informazioni nell'ambito 
del procedimento estero, ad esempio impedendo che i funzionari stranieri 
prendano appunti su fatti inerenti alla sfera segreta e differendo la conse-
gna di copie di atti fino alla crescita in giudicato della decisione di chiusura 
(DTF 128 II 211 consid. 2.1; 127 II 198 consid. 2b pag. 204; sentenza 
1A.217/2004 del 18 ottobre 2004, consid. 2.6, parzialmente pubblicata in 
RtiD I-2005, n. 42, pag. 162 e segg.). A tal proposito è interessante rilevare 
il contenuto dell'art. 8 del progetto di Trattato, secondo il quale lo Stato ri-
chiesto autorizza, su domanda dello Stato richiedente, i rappresentanti del-
le autorità di quest’ultimo e i partecipanti al procedimento, nonché i loro di-
fensori, ad assistere all’esecuzione della domanda sul proprio territorio 
(n. 2); in base alla cifra 4, tale presenza non può avere come conseguenza 
che le informazioni inerenti a una sfera protetta da segreto siano portate a 
conoscenza delle persone in questione, prima che l’autorità competente 
abbia deciso definitivamente sulla concessione e la portata dell’assistenza 
(v. FF 2007 p. 1872). Sebbene tale disposizione non sia ancora in vigore, 
essa corrisponde in pratica a quanto prescrive a livello di diritto nazionale 

- 7 - 
 
 

l'art. 65a cpv. 3 AIMP. 
 
3.2 Nella fattispecie, il ricorrente si limita ad affermare in maniera vaga che la 

presenza di funzionari esteri durante le perquisizioni e le consultazioni degli 
atti comporterebbe un danno immediato e irreparabile, nella misura in cui 
ogni informazione che un funzionario brasiliano presente a misure di assi-
stenza potrà memorizzare diventerebbe un’informazione trasmessa 
all’autorità rogante prima della decisione di chiusura della procedura di as-
sistenza. Essendo in corso diverse inchieste parallele in vari Paesi concer-
nenti il dissesto C., nell'ambito delle quali avrebbero luogo numerose riu-
nioni di coordinamento tra le autorità inquirenti, il rischio di fughe di notizie 
sarebbe altissimo. Se le informazioni bancarie dovessero pervenire alle 
parti civili, il ricorrente si troverebbe esposto al pericolo immediato di se-
questro dei suoi averi patrimoniali su territorio elvetico o altrove (v. replica 
pag. 2 e seg.). L’assunto non regge già per il fatto che, così come è generi-
camente formulato, vanificherebbe eo ipso qualsiasi applicazione concreta 
dell'art. 65a AIMP, dato che per l'autorità d'esecuzione è difficilmente verifi-
cabile quanto e quali informazioni i funzionari esteri memorizzino in tali o-
perazioni. Ciò che conta tuttavia non è l'asserita memorizzazione di dati, o 
anche la semplice presa di conoscenza di essi, quanto un loro eventuale u-
tilizzo anticipato rispetto alla decisione di chiusura (v. anche PASCAL DE 
PREUX/CHRISTOPHE WILHELM, La présence du magistrat étranger en Suisse 
dans la procédure d’entraide internationale en matière pénale, in SJZ 
102/2006, pag. 97). Contrariamente a quanto pretende il ricorrente, la pre-
senza dei funzionari in questione non è orientata a carpire in maniera abu-
siva informazioni da utilizzare anticipatamente nella procedura all’estero, 
ma semplicemente ad agevolare in maniera considerevole l’esecuzione 
della domanda di assistenza come pure il procedimento penale stesso. 
Come sottolinea giustamente il MPC nella decisione impugnata e nelle 
proprie osservazioni, a fronte della complessità e della portata della stessa 
procedura penale, la loro presenza è molto utile perché essi soltanto di-
spongono di un’approfondita conoscenza della vicenda. Orbene, l’art. 65a 
cpv. 2 AIMP prevede in maniera esplicita che la presenza di  partecipanti al 
processo all’estero può essere ammessa qualora possa agevolare conside-
revolmente l’esecuzione della domanda o il procedimento penale all’estero, 
come appunto nel caso concreto. Alle persone in questione è tuttavia fatto 
divieto, in virtù della sopraccitata disposizione nazionale, di utilizzare in 
maniera anticipata delle informazioni nel procedimento estero. La cifra 9 
della decisione litigiosa ribadisce questo divieto, premettendo che la pre-
senza deve rimanere puramente passiva (in ossequio alla giurisprudenza 
pubblicata in DTF 118 Ib 547 consid. 6c; 117 Ib 51 consid. 5a; 113 Ib 157 
7c). Non da ultimo l’autorità rogante ha sottoscritto formalmente, in data 
22/23 marzo 2007, una dichiarazione di garanzia, in italiano e portoghese, 

- 8 - 
 
 

nella quale si obbliga a non utilizzare le eventuali informazioni risultanti 
dall’assunzione delle prove, prima che la decisione di chiusura sia definiti-
va. In base al principio della buona fede nelle relazioni tra Stato e Stato (su 
questo principio v. DTF 121 I 181 consid. 2c/aa; 101 Ia 405 consid. 6bb; 
LAURENT MOREILLON, Entraide internationale en matière pénale, Commen-
taire romand, Basilea 2004, n. 223 e segg. dell’introduzione generale; 
ZIMMERMANN, op. cit., n. 86, 87-1, pag. 91 e segg.; PETER POPP, Grundzü-
ge der internationalen Rechtshilfe in Strafsachen, Basilea 2001, n. 52 e 
segg., pag. 39 e segg.), l’autorità rogante è tenuta a rispettare in maniera 
fedele e leale un simile impegno e non vi sono ragioni per credere che non 
lo farà (v. anche, con riferimento alla giurisprudenza relativa all'art. 80p 
AIMP, ROBERT ZIMMERMANN, Communication d'informations et de reinsei-
gnements pour les besoins de l'entraide judiciaire internationale en matière 
pénale, in AJP/PJA 1/2007, pag. 63). In questo senso il rischio di abusi a-
dombrato nel gravame si rivela privo di consistenza. Per quanto attiene alla 
asserita possibilità per i funzionari esteri di prendere note scritte in occa-
sione della consultazioni degli atti, va sottolineato, a scanso di equivoci, 
che, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, il testo portoghese 
della dichiarazione di garanzia non può essere compreso come autorizza-
zione in tal senso, come se si fosse scritto "tomar notas" (al plurale) rispet-
tivamente "escrever notas" o anche "pegar notas". L'espressione "tomar 
nota", nel contesto in cui è inserita, può essere solo tradotta con "prendere 
conoscenza" e non "prendere delle note scritte" (v. Dizionario completo Ita-
liano – portoghese [brasiliano] e portoghese [brasiliano] – italiano, Parte 
seconda, ed. Ulrico Hoepli Milano, pag. 968 e 706) e quindi come divieto di 
usare anticipatamente eventuali informazioni di cui in funzionari esteri ve-
nissero a conoscenza. Il testo in italiano della dichiarazione conferma pe-
raltro tale interpretazione. Ad ogni modo, l'autorità rogata dovrà assicurarsi 
che l'atteggiamento dei partecipanti al procedimento estero rimanga effetti-
vamente passivo. Essa verificherà ulteriormente che il magistrato ed i fun-
zionari di polizia esteri abbiano effettivamente compreso tale obbligo, adot-
tando inoltre tutte le misure indicate dalla giurisprudenza per impedire un'u-
tilizzazione anticipata e prematura delle informazioni nell'ambito del proce-
dimento estero. Ne consegue che, contrariamente alla tesi ricorsuale, non 
vi sono elementi per ritenere che la decisione impugnata sia atta a cagiona-
re all’insorgente un pregiudizio immediato e irreparabile. Nella fattispecie 
non è dunque adempiuto il tassativo requisito di ammissibilità di cui all’art. 
80e cpv. 2 prima frase AIMP. 

 
3.3 Per il resto il ricorrente si diffonde in censure di merito sulla procedura di 

assistenza nel suo complesso, come se si trovasse già di fronte ad una de-
cisione di chiusura, omettendo così di considerare che, nell’ambito di un ri-
corso incidentale, il principio della celerità, recepito all'art. 17a AIMP (v. 

- 9 - 
 
 

MAURO MINI, Il principio della celerità in materia penale, in Diritto senza de-
vianza. Studi in onore di Marco Borghi, Bellinzona/Basilea 2006, pag. 533) 
impone di risolvere unicamente le questioni suscettibili di comportare un 
pregiudizio immediato e irreparabile, come appunto in concreto la presenza 
di funzionari esteri. Le altre questioni potranno essere invece sollevate, se 
del caso, in relazione a una decisione di chiusura (DTF 130 II 329 consid. 
3; sentenza 1A.172/1999 del 29 settembre 1999, consid. 3e, pubblicata in 
Pra 2000 Nr. 38, pag. 204 e seg.).  

 
3.4 Le considerazioni appena espresse si applicano ugualmente alle richieste 

formulate dal ricorrente tese a richiamare l'intero incarto relativo alla proce-
dura penale svizzera, tutti gli atti concernenti le rogatorie avvenute o in cor-
so concernenti il dissesto società C. nonché quelli inerenti la vicenda E.. 
Tale documentazione non è atta a chiarire l'unico aspetto qui determinante, 
ossia l'esistenza o meno, nella fattispecie, di un danno immediato ed irre-
parabile derivante dalla presenza degli inquirenti brasiliani alla consultazio-
ni degli atti concernenti i conti bancari del ricorrente. Analogo discorso per 
quanto riguarda le nuove richieste, formulate peraltro solo in sede di replica 
e quindi di per sé tardive (v. art. 80k AIMP), di pretendere dall'autorità ro-
gante un parere legale relativo alla compatibilità o meno alla legislazione 
brasiliana della dichiarazione di garanzia sottoscritta e di essere informati 
sulla sorte delle informazioni utilizzate prima della decisione di chiusura. Si 
ribadisce che il quadro legislativo nazionale, unitamente alla dichiarazione 
di garanzia già sottoscritta dalle autorità brasiliane, permettono di affermare 
che nulla osta alla presenza sia del magistrato che conduce l'inchiesta che 
dei funzionari di polizia giudiziaria esteri. Non vi è altresì ragione alcuna per 
escludere quest'ultimi dalla cernita della documentazione bancaria concer-
nente il ricorrente (v. Messaggio del 29 marzo 1995, FF 1995 III pag. 23; 
ZIMMERMANN, op. cit., n. 231, pag. 254). Infine, va rilevato come il Consiglio 
federale, nel sopraccitato Messaggio del 28 febbraio 2007, non abbia rav-
visato nessuna incompatibilità in questo ambito con la legislazione brasilia-
na (v. in part. FF 2007 pag. 1856 e seg.). 

 
 
4. Visto quanto precede, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile nella 

sua integralità. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA ri-
chiamato l’art. 30 lett. b LTPF). La tassa di giustizia è calcolata giusta l’art. 
3 del Regolamento sulle tasse di giustizia del Tribunale penale federale 
(RS 173.711.32) ed è fissata nella fattispecie a fr. 4'000.-. La competenza 
del Tribunale penale federale di disciplinare i dettagli relativi alla determi-
nazione delle tasse di giustizia, pur non essendo esplicitamente riservata 
all’art. 63 cpv. 5 PA, si fonda sull’art. 15 cpv. 1 lett. a LTPF. Nello stesso 
Messaggio concernente la revisione totale dell’organizzazione giudiziaria 

- 10 - 
 
 

federale, del 28 febbraio 2001, veniva del resto riconosciuta l’autonomia 
amministrativa dell’autorità giudiziaria federale nel calcolo delle tasse di 
giustizia, delle spese ripetibili accordate alle parti e nella determinazione 
degli onorari e delle spese in caso di patrocinio gratuito (v. FF 2001 pag. 
3962), mentre non risulta dai dibattiti parlamentari che il legislatore, attri-
buendo la competenza in ambito di AIMP al Tribunale penale federale in-
vece che al Tribunale amministrativo federale come originariamente previ-
sto dal Consiglio federale, abbia voluto scostarsi in questo ambito dal prin-
cipio dell’autonomia dell’autorità giudiziaria (v. Boll. Uff. 2004 CN pag. 1570 
e segg.; 2005 CSt  pag. 117 e segg., CN pag. 643 e segg.). Ne consegue 
che la riserva di cui all’art. 63 cpv. 5 PA va interpretata analogicamente 
come riserva anche nei confronti dell’art. 15 cpv. 1 lett. a LTPF. 

 

- 11 - 
 
 

Per questi motivi, la II Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è inammissibile. 

2. La domanda d'effetto sospensivo è divenuta priva d'oggetto. 

3. La tassa di giustizia di fr. 3'000.- è posta a carico del ricorrente. Essa è coper-
ta dall'anticipo dei costi già versato. 

 
Bellinzona, 30 maggio 2007  
 
In nome della II Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Raffaele Bernasconi 
- Ministero pubblico della Confederazione 
- Ufficio federale di giustizia, Divisione assistenza giudiziaria, (B 147'265 

DEM)  

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Contro la presente sentenza non è dato alcun rimedio giuridico (v. art. 93 cpv. 2 LTF)