# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 385e263c-d3f0-5c9c-82d7-606af930c5dd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-08-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.08.2006 52.2006.206
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2006-206_2006-08-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2006.206

   

  	
  Lugano

  9 agosto 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi e Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 13 giugno 2006 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 6600 Locarno

  patrocinati dall' PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 23 maggio 2006 (n. 2557) del
  Consiglio di Stato, che respinge l'impugnativa presentata dagli insorgenti
  avverso le decisioni 7 febbraio 2006 (ST 26 e ST 21) del Dipartimento delle
  istituzioni, Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di autorizzazione
  d'entrata e di rilascio di un permesso di soggiorno a titolo di
  ricongiungimento familiare in favore dei figli __________ (1987) e __________
  (1989);

  

 

 

viste le risposte:

-    21 giugno 2006 del
Dipartimento delle istituzioni,

-    27 giugno 2006 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) I
cittadini croati __________ (1963) e __________ (1967) RI 1 sono entrati la
prima volta in Svizzera nel 1985, rispettivamente, nel 1986 per lavorare come
stagionali.

Dopo avere ottenuto l'8 dicembre 1989 un
permesso di dimora nel nostro paese, il 13 gennaio 1990 RI 1 è stato raggiunto,
nell'ambito delle disposizioni in materia di ricongiungimento familiare, dalla
moglie RI 1 e dai figli __________ (17 ottobre 1987) e __________ (7 settembre
1989). Il 23 ottobre 1995 è nato il terzogenito __________, posto anch'egli al
beneficio di un permesso di dimora.

Il 20 aprile 1996 i membri della famiglia __________
hanno ottenuto un permesso di domicilio.

 

b) Il 10 novembre 2000 RI 1 ha notificato
alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle
istituzioni la partenza dei figli __________, __________ e __________ per __________.

 

 

                                  B.   a) Il 25
novembre 2005 __________ e __________ __________, residenti presso lo zio __________,
hanno chiesto al Dipartimento delle istituzioni, per il tramite dell'Ambasciata
di Svizzera in Croazia, di essere autorizzati a rientrare e a risiedere nel
nostro Paese per vivere presso i genitori.

I genitori hanno in seguito motivato la
domanda con il fatto che a causa delle loro ristrettezze finanziarie i figli erano
stati costretti a tornare nel 2000 in Patria, dove hanno frequentato la scuola
e sono stati affidati alla nonna paterna __________ (1940). Ora la nonna
sarebbe ammalata di diabete e non sarebbe più in grado, vista anche la sua età,
di occuparsi dei nipoti. Hanno inoltre indicato che __________ aveva terminato
l'apprendistato di venditrice nel giugno 2005, mentre __________ avrebbe
concluso la formazione di fabbro nel giugno 2006. L'altro figlio __________
avrebbe per contro continuato a vivere presso la famiglia dello zio paterno,
dovendo ancora terminare la scuola dell'obbligo.

 

b) Il 7 dicembre 2005 la Sezione dei
permessi e dell'immigrazione ha deciso di non autorizzare l'entrata in Svizzera
di __________ e di non rilasciare loro un permesso di dimora.

In merito a __________ (ST 21), l'autorità
dipartimentale ha rilevato che si trattava di un ricongiungimento familiare
parziale dopo oltre 5 anni di separazione e non dettato da circostanze oggettive
(art. 4, 16, 17 LDDS; 8 ODDS e 8 CEDU).

Per quanto riguarda __________ (ST 26), il
dipartimento ha rilevato che ella aveva compiuto il 18° anno di età prima di
inoltrare la domanda e che pertanto non aveva alcun diritto al ricongiungimento
familiare (art. 4, 16, 17 LDDS e 8 ODDS).

 

 

                                  C.   Con
giudizio 23 maggio 2006, il Consiglio di Stato ha confermato le suddette risoluzioni,
respingendo le impugnative contro di esse interposte da RI 1.

L'Esecutivo cantonale ha ritenuto che non
fossero dati i presupposti per autorizzare il ricongiungimento familiare per i
motivi addotti dal dipartimento, rilevando per quanto riguarda __________ che
non vi erano interessi famigliari preponderanti tali da modificare le relazioni
come erano state vissute fino a quel momento.

il Governo ha inoltre respinto la censura di
violazione della parità di trattamento con un altro caso analogo sollevata dai
ricorrenti.

 

 

                                  D.   Contro la
predetta pronunzia governativa, RI 1 insorgono ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando, in via
principale, che __________ siano autorizzati a entrare in Svizzera e posti al
beneficio di un permesso di soggiorno. In via del tutto subordinata, essi
chiedono che ai figli venga ripristinato l'autorizzazione di domicilio che detenevano
prima di trasferirsi nel paese d'origine nell'anno 2000 o rilasciato loro un
permesso per motivi umanitari giusta l'art. 13 lettera f OLS.

Innanzitutto i ricorrenti sostengono che __________
ha diritto di ricorrere giusta l'art. 77 Cost TI. Contestano in seguito che il
ricongiungimento sia tardivo, rilevando che i figli sono stati in Svizzera fino
al 2000 e che la loro partenza era dettata da motivi finanziari e volta a
permettere loro di vivere un'esperienza nella terra natìa. Ribadiscono poi che la
nonna __________ è malata e non può più occuparsi dei nipoti e ritengono che il
Governo abbia commesso un diniego di giustizia, non invitandoli a produrre il
relativo certificato medico e non procedendo all'audizione di __________ e __________.

Ribadiscono l'esistenza di una disparità di
trattamento con altri casi analoghi decisi favorevolmente dal dipartimento.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del gravame si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr.
art. 10 lett. a LALPS).

 

1.2. In ambito di polizia degli stranieri il
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile contro
il rilascio o il rifiuto di un permesso di dimora o di domicilio, salvo laddove
un diritto all'ottenimento di un simile permesso si fonda su una disposizione
particolare del diritto federale o di un trattato internazionale (art. 100 cpv.
1 lett. n. 3 OG e 4 LDDS; DTF 130 II 388 consid. 1.1., 281 consid. 2.1.).

 

1.3. Non esiste alcun trattato conchiuso tra
la Confederazione Svizzera e la Repubblica di Croazia (o l'allora Repubblica
federativa socialista di Iugoslavia) che regoli in modo specifico il soggiorno
in Svizzera dei cittadini croati, dal quale potrebbe scaturire un diritto al
rilascio di un permesso a titolo di ricongiungimento familiare.

 

1.4. Giusta l'art. 17 cpv. 2 LDDS i figli
celibi d'età inferiore ai 18 anni hanno il diritto di essere inclusi nel
permesso di domicilio dei genitori, a condizione che essi vivano con questi
ultimi.

In concreto, tali condizioni sono
soddisfatte per quanto riguarda __________. I suoi genitori sono infatti al
beneficio di un permesso di domicilio e __________ aveva 16 anni al momento di
depositare la domanda di ricongiungimento familiare.

__________ per contro non può invocare tale
disposizione, in quanto ella ha presentato la richiesta quando aveva già compiuto
il 18° anno di età.

 

1.5. Ritenuto che il gravame relativo a __________
è già ammissibile dal profilo dell'art. 17 cpv. 2 LDDS, in siffatte circostanze,
può rimanere indeciso sapere se il ricorso sia parimenti ricevibile dal profilo
dell'art. 8 CEDU, che garantisce il rispetto della vita privata e familiare
(cfr. anche art. 13 cpv. 1 Cost, di analoga portata: DTF 130 II 281 consid.
3.1.; 126 II 377 consid. 7).

__________ non può prevalersi neanche della
protezione della vita familiare garantita dall'art. 8 CEDU in quanto è
maggiorenne, non si trova in un rapporto di dipendenza con i genitori e non necessita
delle loro cure (DTF 120 Ib 261 consid. 1e). Pertanto, l'ammissibilità del
gravame che la concerne non può essere data nemmeno da tale disposto. Secondo i
ricorrenti, __________ avrebbe diritto di ricorrere giusta l'art. 77 Cost TI.
Sennonché il richiamo a tale disposizione è manifestamente inconferente, in
quanto trattasi di norma regolante la giurisdizione. Essa disciplina infatti la
competenza dei tribunali, che è stabilita dalle leggi (art. 80 Cost TI), e non
prevede nel caso specifico la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
(cfr. STA 7 febbraio 2003 in re D.).

Ne consegue che __________ non può
prevalersi né di una disposizione particolare del diritto federale e cantonale
né di un trattato internazionale da cui potrebbe derivare un diritto al ricongiungimento
familiare.

Pertanto, nella misura in cui la concerne,
il gravame è irricevibile.

 

1.6. Ne consegue che RI 1 hanno diritto di
farsi raggiungere in Svizzera in virtù degli art. 17 cpv. 2 LDDS e 8 CEDU unicamente
dal figlio __________.

Entro questi limiti il gravame, tempestivo
(art. 10 LALPS e 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da persone senz'altro legittimate
a ricorrere (art. 43 PAmm), è pertanto ricevibile e essere evaso sulla base
degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

Come si vedrà in seguito (consid. 3), non è
necessario procedere all'audizione di __________ e __________, in quanto non appare
idonea a procurare a questo tribunale la conoscenza di ulteriori elementi di
rilievo per il giudizio.

 

 

                                   2.   Nel
gravame i ricorrenti si sono riservati il diritto di replicare in caso di
preavviso negativo delle autorità inferiori.

A questo proposito giova ricordare che il
diritto di replica è dato solo a titolo eccezionale (art. 49 cpv. 3 PAmm), nei
casi in cui la risposta contiene elementi nuovi e rilevanti che possono influire
sul giudizio dell'autorità di ricorso o, a fortiori, se l'autorità di prima
istanza non ha motivato o non ha sufficientemente motivato la sua decisione ed
ha specificato i motivi di quest'ultima soltanto con le proprie osservazioni
(Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, n. 5
ad art. 20 con riferimenti).

Orbene, la domanda di replica dell'insorgente
dev'essere respinta, da una parte per il fatto che è prematura siccome è stata
proposta prima che le autorità inferiori prendessero posizione sull'impugnativa,
dall'altra in quanto nelle rispettive osservazioni al gravame né il Consiglio
di Stato né il dipartimento hanno apportato nuovi elementi di rilievo ai fini
del presente giudizio.

 

 

                                   3.   Secondo i
ricorrenti, non procedendo all'audizione di __________ e __________, il
Consiglio di Stato avrebbe violato il diritto di essere sentito.

 

3.1. La natura ed i limiti del diritto di
essere sentito sono determinati innanzitutto dalla normativa procedurale
cantonale. Se questa risulta insufficiente, valgono le garanzie minime dedotte
dall'art. 29 Cost., norma che assicura all'interessato il diritto di esprimersi
su tutti i punti essenziali di un procedimento prima che sia emanata una
decisione e che gli garantisce anche il diritto di partecipare all'assunzione
delle prove, di conoscere i risultati delle stesse, di determinarsi a riguardo
e di avanzare offerte di prova (DTF 120 Ib 379, 118 Ia 17; STF 7 giugno 1996 in
re Moretti).

 

3.2. In questo senso, giova ricordare che né
la legislazione cantonale né quella federale garantiscono alla parte il diritto
di essere udita oralmente, essendo sufficiente che essa possa far valere le
proprie ragioni per iscritto (DTF 125 I 209 consid. 9b e rinvii, 117 II 132
consid. 3b; Scolari, Diritto amministrativo, parte generale, n. 141 e 146).

Dal profilo del diritto internazionale, l'art.
12 della Convenzione sui diritti del fanciullo non conferisce allo stesso un
diritto assoluto di essere sentito personalmente, ovvero oralmente. A seconda
del caso e delle circostanze è sufficiente che esso possa esprimersi per
iscritto o tramite un rappresentante (cfr. n. 2 di tale disposizione; DTF 124
II 368 consid. 3c). Dal canto suo, il Patto internazionale relativo ai diritti
civili e politici (Patto ONU II; RS 0.103.2), nella misura in cui sarebbe
applicabile nella presente fattispecie, non conferisce i diritti più estesi in
questo senso.

 

3.3. Ferme queste premesse, bisogna
considerare che __________ e __________ hanno avuto la possibilità di esprimersi
tramite il proprio patrocinatore e per bocca dei genitori ed è indubbio che le
richieste avanzate dagli stessi riflettano il loro desiderio di continuare a
soggiornare in Svizzera. Di conseguenza, non procedendo all'audizione di __________
e __________, le autorità inferiori non hanno violato il loro diritto di essere
sentito e quello dei loro genitori.

Per gli stessi motivi, anche questo tribunale
rinuncia a sentirli.

 

 

                                   4.   L'art. 17
cpv. 2 terza frase LDDS ha lo scopo di permettere ed assicurare a livello
giuridico un'effettiva convivenza familiare.

Le finalità dell'art. 17 cpv. 2 terza frase
LDDS risultano invero disattese se lo straniero domiciliato in Svizzera vive
volontariamente separato dai figli per lungo tempo e pretende di farsi raggiungere
da questi poco prima che compiano diciotto anni. In tal caso si presume in
effetti che lo scopo perseguito non sia in realtà la vita familiare in comune,
ma il miglioramento delle prospettive di formazione o professionali dei figli.
L'autorizzazione a risiedere è quindi accordata soltanto se validi motivi,
risultanti dalle circostanze del caso concreto, hanno impedito in precedenza il
ricongiungimento familiare (DTF 130 II 1 consid. 2; 129 II 249 consid. 2.1.;
125 II consid. 2a e 2d).

 

 

                                   5.   5.1. In
concreto, il 10 novembre 2000 __________, __________ e __________ hanno
lasciato la Svizzera per trasferirsi presso la nonna paterna __________ a __________,
mentre i loro genitori sono rimasti a vivere nel nostro paese. Ritenuto che __________,
i quali all’epoca avevano rispettivamente 13, 11 e 5 anni, non hanno chiesto un
permesso di assenza in loro favore, la loro autorizzazione di domicilio ha
perso inesorabilmente di validità.

Dopo cinque anni di separazione i genitori
chiedono ora che __________ e __________ possano ricongiungersi nuovamente con
loro. Già si è detto che __________ è maggiorenne e non ha nessun diritto al
ricongiungimento familiare. Per quanto riguarda __________, bisogna considerare
che egli vive con i propri fratelli presso i parenti all'estero ormai da cinque anni, attualmente presso lo zio __________. Un suo
ritorno in Svizzera non farebbe altro che separare ulteriormente la famiglia,
ritenuto che il ricongiungimento non è stato chiesto per il terzogenito __________,
di dieci anni. Inoltre __________ è già entrato nel mondo del lavoro e nel giugno 2006 ha concluso
l'apprendistato di fabbro (v. domanda d'entrata
25.11.2005; scritto 20 gennaio 2006 dei coniugi RI 1).

Si può dunque ritenere che egli sia oramai
in grado di affrontare la vita in modo indipendente nel proprio paese
d'origine, dove ha pure dei legami parentali, sociali e culturali e ha
frequentato le scuole.

 

5.2. Il ricorrente
sostiene che la nonna __________ (1940), cui egli era stato affidato insieme ai
fratelli al momento di rientrare nel paese d'origine nel 2000, non sarebbe più
in grado di occuparsi di lui a causa dell'età e del fatto che ella soffre di
diabete. Ora, non è necessario acquisire agli atti il
certificato medico che attesta i problemi di salute della nonna. Bisogna innanzitutto rilevare che attualmente __________ vive presso
lo zio. Inoltre la nonna, sessantacinquenne, soffre di disturbi tutto sommato connessi con l'età e non appaiono allarmanti.
Pertanto, il suo stato di salute appare in ogni caso ancora sufficientemente
buono per poter rispondere in modo adeguato ai, peraltro, diminuiti bisogni
educativi e di custodia del nipote ormai prossimo alla maggiore età.

Non porta a diversa conclusione il fatto che
la separazione nel 2000 sarebbe stata dettata, a dire della famiglia RI 1, dai
loro problemi finanziari, il padre essendo invalido dal 1994 e la madre non
svolgendo attività lucrativa. A prescindere dal fatto che la loro situazione finanziaria
non sembrerebbe nel frattempo essere  mutata, giova ricordare che tale aspetto non è considerato dalla
giurisprudenza quale cambiamento importante della situazione familiare, in
quanto è un motivo di natura essenzialmente economica.

Pertanto, non
sussistono nemmeno interessi familiari preponderanti che esigano una modifica
delle relazioni esistenti e imponga a __________ di trasferirsi nuovamente in
Svizzera presso i genitori.

 

5.3. Non permette di
mutare il presente giudizio il caso invocato dall'insorgente e pubblicato in
DTF 126 II 329, laddove è stato confermato il ricongiungimento familiare
differito di una cittadina iugoslava di 15 anni e mezzo presso i genitori che
vivono in comunione domestica in Svizzera giusta l'art. 17 cpv. 2 LDDS. Il caso
deciso dal Tribunale federale poggia infatti su una situazione diversa da
quella in rassegna. L'alta Corte federale ha sancito peraltro che anche
nell'ambito della richiesta di riunirsi con entrambi i genitori nel nostro
paese può essere respinta, a seconda delle circostanze, in caso di domanda abusiva.

 

5.4. Visto quanto precede, si deve concludere
che i presupposti di cui all'art. 17 cpv. 2 LDDS non sono manifestamente adempiuti
e che il principio della proporzionalità non è stato violato.

 

 

                                   6.   Occorre
esaminare ora se la decisione impugnata violi l'art. 8 CEDU.

 

6.1. Giusta l'art. 8 CEDU ogni persona ha
diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo domicilio e
della sua corrispondenza (n. 1). Non può esservi ingerenza della pubblica autorità
nell'esercizio di tale diritto se non in quanto tale ingerenza sia prevista
dalla legge e in quanto costituisca una misura che, in una società democratica,
è necessaria per la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, il benessere
economico del paese, la prevenzione dei reati, la protezione della salute o
della morale, o la protezione dei diritti e delle libertà altrui (n. 2).

 

6.2. L'art. 8 CEDU tutela, tra l'altro, la
relazione familiare tra genitori e figli. Non assicura tuttavia alla persona
residente in Svizzera un diritto assoluto di far venire nel nostro paese un suo
familiare, segnatamente quando essa stessa ha preso la decisione di vivere
separata da quest'ultimo per venire in Svizzera. Tale principio vale, a maggior
ragione, laddove gli interessati dimostrano con il loro comportamento che il
permesso richiesto non è volto in primo luogo a permettere una vita familiare
comune, bensì al raggiungimento di altri obiettivi (DTF 122 II 392 consid. 4b
con rinvii; 119 Ib 91 consid. 4a; 118 Ib 153 consid. 2c). Difatti, in presenza
di un'ingerenza nella vita familiare, giustificata ai sensi dell'art. 8 n. 2
CEDU dalla politica restrittiva in materia di stranieri praticata dalla
Svizzera - in particolare dalla salvaguardia del mercato svizzero del lavoro e
dal mantenimento di un rapporto equilibrato tra popolazione svizzera e
straniera -, appare legittimo rifiutare un permesso di entrata e di soggiorno
sul nostro territorio al figlio di uno straniero quando la separazione della
famiglia risulta dalla libera scelta del genitore residente in Svizzera, non
sussistono interessi familiari preponderanti che impongono una modifica delle
relazioni esistenti rispettivamente una modifica si appalesa imperativa, ed
infine che la continuazione delle relazioni familiari non sono ostacolate
dall'autorità (ibidem).

 

6.3. In concreto, è da escludere che l'art.
8 CEDU imponga il rilascio del controverso permesso od appaia anche solo
violato. In primo luogo, i genitori e il figlio __________ vivono separati da
ormai 5 anni. Non vi sono inoltre interessi familiari preponderanti che esigano
una modifica delle relazioni esistenti. In simili circostanze, poiché
l'avversato diniego del permesso trae indiscutibilmente origine dalla politica
restrittiva in materia di stranieri praticata dal nostro paese, esso deve
essere considerato giustificato. Questa soluzione si impone a maggior ragione
se si tiene conto che la venuta in Svizzera del figlio dei ricorrenti risponde
al soddisfacimento di obiettivi di natura essenzialmente economica. Va infine
rilevato che nulla impedisce a RI 1 di continuare a mantenere le relazioni
personali con la __________ come le hanno intrattenute finora.

 

 

                                   7.   A torto
infine i ricorrenti invocano la parità di trattamento con altri casi ove il
dipartimento avrebbe rilasciato il permesso di dimora a cittadini stranieri che
si trovavano nelle stesse condizioni.

Giova ricordare che il principio di legalità
dell’amministrazione prevale di regola su quello della parità di trattamento e
che la parità di trattamento nell’illegalità può essere invocata con successo
soltanto in casi del tutto particolari (Imboden/Rhinow, Schweizerische
Verwaltungsrechtsprechung, V ed., N. 71 B i seg.).

Ora, i casi invocati dagli insorgenti non
permetterebbero di giungere a conclusioni a loro più favorevoli in quanto non è
dimostrata l’esistenza di una prassi contraria alla legge che l'autorità non
intende abbandonare.

 

 

                                   8.   Rifiutando
di rilasciare il permesso di dimora a __________, le autorità inferiori non hanno disatteso nessuna normativa internazionale
e federale. La decisione censurata non procede infatti da un esercizio abusivo
del potere di apprezzamento che la legge riserva all'autorità di polizia degli
stranieri in ordine alla valutazione dell'adeguatezza della misura adottata.

 

                                   9.   In esito
alle considerazioni che precedono, il ricorso dev'essere integralmente respinto
nella misura in cui è ricevibile.

Tassa e spese di giustizia seguono la
soccombenza (art. 28 PAmm).

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 4, 17 LDDS; 8 CEDU; 13 Cost; Convenzione
sui diritti del fanciullo; Patto ONU II; 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 10 lett. a
LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 49, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   In quanto
ricevibile, il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa e
le spese di giustizia, per complessivi di fr. 1'000.–, sono poste a carico dei
ricorrenti.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  6600 Locarno,

   

   

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  2. CO 2 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario