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**Case Identifier:** be3be9de-bf94-577f-ac65-f272a6146c9f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-07-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.07.2014 A-1586/2013
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-1586-2013_2014-07-23.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte I 

A-1586/2013 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  2 3  l u g l i o  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), André Moser, Kathrin Dietrich,  

cancelliera Sara Friedli. 

 

 
 Parti 

 
A._______,  

patrocinato dall'avv. Gabriele Padlina,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ferrovie Federali Svizzere FFS,  

società anonima di diritto speciale,  

Hochschulstrasse 6, 3000 Bern 65 SBB,   

rappresentata da Ferrovie federali svizzere FFS, Immobili, 

Acquisizione e Vendite, Froburgstrasse 10, casella postale 

1726, 4600 Olten e patrocinata da Bersani Studio legale, 

Viale Stazione 11, 6501 Bellinzona, 

controparte,  

 

Commissione federale di stima del 13° Circondario 

(Ticino-Grigioni),  

Casella postale 1018, 6501 Bellinzona,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Nuova rete ferroviaria celere Mendrisio-Stabio-Confine (FMV), 

particelle n. ___
1 
e n. ___

2 
RFD del Comune di X._______. 

A-1586/2013 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Il 17 agosto 2007 la società anonima di diritto speciale FFS SA (di 

seguito: FFS SA) ha presentato all'Ufficio federale dei trasporti (UFT) la 

domanda di approvazione dei piani concernenti il progetto ferroviario 

Mendrisio – Stabio – Confine (la cosiddetta ferrovia Mendrisio – Varese 

[FMV]) interessante i Comuni di Mendrisio, Rancate, Ligornetto, 

Genestrerio e Stabio. Con decisione 19 settembre 2008, l'UFT ha poi 

approvato i relativi piani del predetto progetto.  

B.  

La realizzazione del progetto comporta l'espropriazione in via definitiva o 

temporanea di vari fondi, tra cui le particelle n. ___
1
 e n. ___

2
 del Registro 

fondiario definitivo (RFD) del Comune di X._______ di proprietà del 

signor A._______. Per detti fondi, inizialmente il progetto prevedeva 

l'espropriazione nella misura seguente: 

(i) 

 

 

particella n. ___
1
 

(di 10'891 m
2
) 

 

 occupazione temporanea di 6'171 m
2
; 

 espropriazione parziale definitiva di 
342 m

2
; 

 

(ii) 

 

 

particella n. ___
2
: 

(di 11'601 m
2
) 

 

 occupazione temporanea di 158 m
2
. 

C.  

Per dette espropriazioni, con opposizione 10 dicembre 2007 presentata 

durante il periodo di pubblicazione dei piani, il signor A._______ – per il 

tramite del suo patrocinatore – ha avanzato le seguenti pretese di 

indennizzo: (i) 480 franchi/m
2 

per l'espropriazione parziale definitiva della 

particella n. ___
1
 RFD del Comune di X._______ e (ii) 60'000 franchi per 

ogni anno di occupazione temporanea delle due particelle n. ___
1
 e 

n. ___
2
 RFD del Comune di X._______. 

D.  

Durante l'udienza di conciliazione tenutasi il 12 giugno 2008 dinanzi 

all'UFT, il signor A._______ ha poi sollevato opposizione contro l'occu-

pazione temporanea prevista dal progetto pubblicato, in quanto la sua 

ditta aveva recentemente assunto nuovi impegni contrattuali necessitanti 

di tale area per il deposito di circa 600'000 m
3
 di materiale per un periodo 

di due anni. Tale obiezione non essendo stata formulata nell'opposizione 

10 dicembre 2007 è stata tuttavia considerata come irricevibile dall'UFT 

con decisione di approvazione dei piani del 19 settembre 2008. 

A-1586/2013 

Pagina 3 

E.  

Sempre durante l'udienza di conciliazione, le parti hanno altresì discusso 

della possibilità di ridurre la superficie da espropriare della particella 

n. ___
1
 RFD del Comune di X._______. In tale contesto, il signor 

A._______ ha dichiarato di preferire la "variante B" del 5 marzo 2008 

proposta dalla FFS SA con scritto 11 marzo 2008, di modo che la 

superficie espropriata della predetta particella n. ___
1
 – così come 

emerge dai piani della variante B – risulta la seguente: 

(i) 

 

 

particella n. ___
1
:  

(di 10'891 m
2
) 

 

 Occupazione temporanea di 6'213 m
2
; 

 espropriazione parziale definitiva di 
299 m

2
. 

 

Di tale nuova ripartizione, l'UFT ne ha preso atto nella decisione di 

approvazione dei piani del 19 settembre 2008, sancendo che l'estensione 

e forma dell'acquisizione definitiva della particella n. ___
1
 avverrà 

secondo la variante B. 

F.  

Il 10 maggio 2010 il signor A._______ – per il tramite del suo patro-

cinatore – ha concesso l'anticipata immissione in possesso dei predetti 

fondi, mediante sottoscrizione dello scritto 30 aprile 2010 della FFS SA. 

G.  

Con istanza 4 luglio 2011, la FFS SA ha in seguito postulato l'apertura 

della procedura di stima, affinché la Commissione federale di stima del 

13° Circondario (di seguito: CFS) calcoli le indennità di espropriazione. 

H.  

Nell'ambito della procedura di stima, la CFS ha esperito vari atti 

d'istruzione, tra cui un sopralluogo e un'udienza di discussione, l'udienza 

di conciliazione tenutasi il 25 gennaio 2012 è stata totalmente infruttuosa. 

I.  

Nelle successive prese di posizione (osservazioni del 13 febbraio 2012 e 

del 28 marzo 2012, nonché memoriale conclusivo del 13 dicembre 2012) 

il signor A._______ – sempre per il tramite del suo patrocinatore – ha poi 

avanzato le seguenti pretese di indennizzo: (i) 480 franchi/m
2 

per 

l'espropriazione parziale definitiva della particella n. ___
1
 RFD del 

Comune di X._______ e (ii) 156'000 franchi per ogni anno di occupazione 

temporanea delle due particelle n. ___
1
 e n. ___

2
 RFD del Comune di 

X._______, corrispondente alla pigione annua da lui versata per la 

locazione di terreni sostitutivi – secondo il contratto di locazione 

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Pagina 4 

25 novembre 2009 – per il deposito di circa 600'000 m
3
 di materiale, 

conformemente ai suoi impegni contrattuali. 

J.  

Con decisione 22 febbraio 2013, la CFS (di seguito: autorità inferiore) ha 

riconosciuto al signor A._______ le seguenti indennità espropriative: 

(i) 83'270 franchi, oltre accessori, per l'espropriazione parziale definitiva 

di 299 m
2 

della particella n. ___
1
 RFD del Comune di X._______; 

(ii) 1 franco/m
2
 all'anno per l'occupazione temporanea di 6'186 m

2 
della 

particella n. ___
1
 RFD del Comune di X._______ e di 158 m

2 
della 

particella n. ___
2
 RFD del Comune di X._______; (iii) 18'725 franchi a 

titolo di indennità di ripetibili. L'autorità inferiore ha tuttavia respinto la 

richiesta d'indennizzo pari a 156'000 franchi all'anno per l'occupazione 

temporanea, ritenendola in sunto dubbia e in ogni caso infondata, 

difettando un nesso di causalità adeguata fra la locazione dei terreni 

sostitutivi e la perdita provvisoria dei propri fondi. 

K.  

Contro la predetta decisione, il signor A._______ (di seguito: ricorrente) – 

per il tramite del suo patrocinatore – ha presentato ricorso il 26 marzo 

2013 dinanzi al Tribunale amministrativo federale. Protestando tasse, 

spese e ripetibili, esso postula l'accoglimento del proprio gravame e in 

particolare che gli venga riconosciuta l'indennità espropriativa, così come 

segue: (i) 400 franchi/m
2
 (in via principale), rispettivamente di 

305 franchi/m
2
 (in via subordinata) per l'espropriazione parziale definitiva 

di 299 m
2 

della particella n. ___
1
 RFD del Comune di X._______; 

(ii) 35'526.40 franchi per ogni anno di occupazione temporanea delle due 

particelle n. ___
1 

e n. ___
2 

RFD del Comune di X._______, in rapporto 

alla locazione di terreni sostitutivi per continuare la propria attività; 

(iii) 300'000 franchi per il lavoro di trasporto, livellamento e liberazione 

dell'area di 6'344 m
2
 delle due particelle n. ___

1 
e n. ___

2 
RFD del 

Comune di X._______. Egli chiede l'annullamento della decisione 

impugnata, censurando in sostanza la sussistenza di una motivazione 

insufficiente della stessa e del diniego formale di giustizia, nonché 

l'accertamento manifestamente errato della fattispecie determinante, 

come pure la violazione del principio della buona fede. 

L.  

Con osservazioni 6 maggio 2013 e 7 maggio 2013, la FFS SA (di seguito: 

controparte), protestando tasse e spese giudiziarie, ha postulato il rigetto 

del gravame e la conferma della decisione impugnata. Dal canto suo, con 

scritto 15 aprile 2013, la CFS ha rinunciato a presentare le proprie 

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Pagina 5 

osservazioni, fornendo qualche precisazione in merito al calcolo 

dell'indennità d'espropriazione.  

M.  

Con scritto 27 giugno 2013, il ricorrente – per il tramite del proprio 

patrocinatore – ha contestato le allegazioni della controparte. 

N.  

Con ordinanza 8 aprile 2014, lo scrivente Tribunale ha impartito alle parti 

un termine scadente il 9 maggio 2014 per presentare le proprie 

osservazioni finali, invitando nel contempo l'autorità inferiore a produrre le 

tabelle dell'Ufficio di statistica (di seguito: USTAT) del Canton Ticino (con-

trattazioni immobiliari) inviate a suo tempo alle parti, nonché una copia 

della decisione d'approvazione dei piani dell'UFT del 19 settembre 2008. 

O.  

Il 28 aprile 2014 lo scrivente Tribunale, dopo aver ricevuto i predetti 

documenti dalla CFS e aver invitato con ordinanza 16 aprile 2014 le parti 

a comunicare se desideravano una copia degli stessi, ha trasmesso alla 

controparte che si è manifestata – al contrario del ricorrente – le tabelle 

dell'USTAT. 

P.  

Con osservazioni finali 5 maggio 2014, il ricorrente – per il tramite del suo 

patrocinatore – si è essenzialmente riconfermato nelle proprie allegazioni.  

Q.  

Dal canto suo invece, la controparte con osservazioni finali 7 maggio 

2014 ha postulato la reformatio in peius della decisione impugnata, è 

meglio la riduzione dell'indennizzo concesso al ricorrente, in quanto la 

qualifica da parte dell'autorità inferiore della zona in cui sono inserite le 

particelle n. ___
1
 e n. ___

2
 RFD del Comune di X._______ sarebbe 

manifestamente errata: la prima particella in futuro verrà probabilmente 

inserita in zona agricola e la seconda in zona di protezione dell'ambiente, 

come risulterebbe dalla variante di piano regolatore (PR) del comparto 

Y.______ (piano di indirizzo) del Comune di Z._______ del 17 dicembre 

2013.  

R.  

Con osservazioni 25 giugno 2014, il ricorrente – sempre per il tramite del 

suo patrocinatore – si oppone alla produzione dei nuovi mezzi di prova 

offerti dalla controparte, poiché tardiva. Egli ritiene che le nuove conclu-

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Pagina 6 

sioni della controparte siano inammissibili e irricevibili, dal momento che 

la stessa ha rinunciato a formulare un qualsiasi ricorso adesivo e che 

un'estensione del litigio è illecita. Peraltro, ritiene che la valutazione 

dell'autorità inferiore sia corretta, motivo per cui contesta recisamente le 

allegazioni di controparte e la richiesta di reformatio in peius. 

S.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, 

nei considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale è competente per decidere il 

presente gravame giusta gli art. 1 e 31 segg. LTAF in relazione con 

l'art. 77 cpv. 1 della legge federale del 20 giugno 1930 sull'espropriazione 

(LEspr, RS 711).  

1.2 Per l'art. 77 cpv. 2 LEspr, fatte salve disposizioni contrarie contenute 

nella LEspr stessa, alla procedura di ricorso davanti al Tribunale 

amministrativo federale si applica la LTAF e quindi, in base al rinvio di cui 

all'art. 37 LTAF, la PA. 

1.3 La legittimazione a ricorrere è retta dall'art. 78 cpv. 1 LEspr e 

dall'art. 48 cpv. 1 PA. Secondo questi disposti, nella misura in cui al 

ricorrente, destinatario della decisione 22 febbraio 2013 dell'autorità 

inferiore qui impugnata, è stato concesso un indennizzo inferiore a 

quanto da lui richiesto, esso risulta direttamente toccato e ha pertanto un 

interesse a che la predetta decisione venga annullata. 

1.4 La decisione della CFS è stata impugnata con atto tempestivo 

(cfr. art. 22 segg. PA, art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di forma e di 

contenuto previste dalla legge (cfr. art. 52 PA).  

1.5 Nell'ambito della procedura di ricorso – come quella che in casu ci 

occupa – possono essere esaminate solo le questioni su cui si è già 

espressa in modo vincolante l'istanza precedente in forma di decisione 

giusta l'art. 5 PA o le questioni che essa avrebbe dovuto trattare se la 

legge fosse stata interpretata correttamente. Secondo la giurisprudenza e 

la dottrina, il contenuto della decisione emanata – segnatamente il suo 

dispositivo – delimita il possibile oggetto del litigio (cfr. DTF 133 II 35 

A-1586/2013 

Pagina 7 

consid. 2; sentenza del TAF A-8333/2010 del 29 aprile 2013 consid. 1.5 

con rinvii; ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, Prozes-

sieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2
a
 ed. 2013, n. 2.7 segg.) 

Per quanto riguarda un ricorso, sono invece le sue conclusioni a 

determinarne la portata. Nella misura in cui esse vertono sull'annulla-

mento della decisione impugnata, l'oggetto del litigio e quindi del ricorso 

coincide con quello della decisione impugnata. Possibile è però anche 

che la decisione venga impugnata solo in parte. In questo caso, l'oggetto 

del litigio è ridotto a tale parte (cfr. DTF 131 II 200 consid. 3.2; 130 II 530 

consid. 2.2; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.211 segg.; BENOÎT 

BOVAY, Procédure administrative, 2000, pag. 390). Illecito è per contro 

che un ricorso tenti di mettere in discussione più di quanto trattato nella 

decisione impugnata, quindi di estendere l'oggetto del litigio, segnata-

mente mediante la formulazione di nuove o più ampie conclusioni rispetto 

a quelle formulate in precedenza. Un tale agire comporterebbe infatti una 

chiara lesione delle competenze funzionali delle singole istanze 

(cfr. sentenza del TAF A-8333/2010 del 29 aprile 2013 consid. 1.5 con 

rinvii; BOVAY, op. cit., pag. 391).  

In tali circostanze, nella misura in cui – come verrà esaminato nel 

proseguo del presente giudizio (cfr. consid. 7 del presente giudizio) – il 

ricorrente postula quantitativamente o qualitativamente un indennizzo 

maggiore rispetto a quello fatto valere in precedenza dinanzi all'autorità 

inferiore, dette richieste non sono ricevibili dinanzi allo scrivente 

Tribunale, di modo che lo stesso non entrerà nel merito al riguardo. 

1.6 Visto quanto precede, nella misura in cui è ricevibile, il ricorso va ora 

esaminato nel merito. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l'inadeguatezza 

(cfr. art. 49 PA; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.149). 

Ai sensi dell'art. 49 lett. b PA, l'accertamento dei fatti è incompleto 

allorquando tutte le circostanze di fatto e i mezzi di prova determinanti per 

la decisione non sono stati presi in considerazione dall'autorità inferiore. 

L'accertamento è invece inesatto allorquando l'autorità ha omesso 

d'amministrare la prova di un fatto rilevante, ha apprezzato in maniera 

erronea il risultato dell'amministrazione di un mezzo di prova, o ha 

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Pagina 8 

fondato la propria decisione su dei fatti erronei, in contraddizione con gli 

atti dell'incarto, ecc. (cfr. BOVAY, op. cit., pag. 395; OLIVIER ZIBUNG/ELIAS 

HOFSTETTER in: Waldmann/Weissenberger (ed.), Praxiskommentar 

VwVG, 2009, n. 37 seg. ad art. 49 PA). 

2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62 

cpv. 4 PA) né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, 

né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2; PIERRE 

MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3
a
 ed. 2011, 

no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della massima inquisitoria e dell'appli-

cazione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati: l'autorità competente 

procede difatti spontaneamente a constatazioni complementari o esamina 

altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino 

indizi in tal senso (cfr. DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; 

DTAF 2007/27 consid. 3.3).  

2.3 Nella giurisprudenza e nella dottrina è ammesso che l'autorità 

giudiziaria di ricorso – anche se dispone di un potere di cognizione 

completo – eserciti il suo potere d'apprezzamento con riserbo qualora si 

tratti di questioni legate strettamente a delle circostanze di fatto o a 

questioni tecniche (cfr. DTAF 2008/23 consid. 3.3). Quando si devono 

giudicare questioni tecniche speciali per le quali l'autorità di prima istanza 

dispone di conoscenze specifiche, l'autorità di ricorso non si discosterà 

senza validi motivi dall'apprezzamento di chi l'ha preceduta (cfr. DTF 133 

II 5 consid. 3; 131 II 680 consid. 2.3.2; sentenza del TAF A-7836/2008 del 

21 dicembre 2011 consid. 3; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., 

n. 2.154 segg.). 

3.  

Il ricorrente ritiene innanzitutto che la motivazione della decisione, 

concentrata in 7 righe per quanto attiene agli elementi di valutazione per 

la determinazione del valore di indennizzo, sarebbe insufficiente, ermetica 

per non dire assolutamente incomprensibile. A suo avviso, oltre ad essere 

incomprensibile il motivo per cui l'autorità inferiore avrebbe preso come 

orizzonte temporale di esame dei prezzi dei terreni industriali pagati nella 

regione gli anni 2006-2011, non verrebbero poi indicate le contrattazioni 

da essa considerate ed estrapolate dalle tabelle inviate alle parti. Esso di 

fatto, invoca dunque una violazione del suo diritto di essere sentito. 

3.1 Il diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la cui 

violazione implica, di principio, l'annullamento della decisione resa 

dall'autorità, indipendentemente dalle possibilità di successo del ricorso 

http://links.weblaw.ch/BVGE-2008/23
http://links.weblaw.ch/DTF-133-II-35
http://links.weblaw.ch/DTF-131-II-680

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Pagina 9 

nel merito (cfr. DTF 132 V 387 consid. 5.1 con rinvii; DTAF 2009/36 

consid. 7). Tale doglianza deve quindi essere esaminata prioritariamente 

dall'autorità di ricorso (cfr. DTF 127 V 431 consid. 3d/aa; 124 I 49 

consid. 1). Detto diritto, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., è concretizzato in 

procedura amministrativa federale dagli artt. 18, 26 – 33 e 35 cpv. 1 PA. 

Lo stesso garantisce all'interessato il diritto di esprimersi prima che sia 

resa una decisione sfavorevole nei suoi confronti, il diritto di prendere 

visione dell'incarto, la facoltà di offrire mezzi di prova su fatti suscettibili di 

influire sul giudizio, di esigerne l'assunzione, di partecipare alla loro 

assunzione e di potersi esprimere sulle relative risultanze, nella misura in 

cui esse possano influire sulla decisione (cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1 

con rinvii; sentenze del TF 4A_35/2010 del 19 maggio 2010 consid. 6; 

8C_321/2009 del 9 settembre 2009 consid. 2.3; sentenza del TAF A-

7094/2010 del 21 gennaio 2011 consid. 3.2 con rinvii).  

3.2 La giurisprudenza ha dedotto il dovere per l'autorità di motivare la sua 

decisione dal diritto di essere sentito. A livello procedurale, tale garanzia è 

ancorata all'art. 35 PA. Scopo di ottenere una decisione motivata è che il 

destinatario possa comprendere le ragioni della medesima e, se del caso, 

impugnarla in piena coscienza di causa e che l'autorità di ricorso possa 

esercitare il suo controllo (cfr. DTF 134 I 83 consid. 4.1; 129 I 232 

consid. 3.2 con rinvii; 126 I 97 consid. 2b). È quindi sufficiente che 

l'autorità si esprima sulle circostanze significative atte ad influire in un 

modo o nell'altro sul giudizio di merito. L'autorità non è tuttavia tenuta a 

prendere posizione su tutti i fatti, le censure e i mezzi di prova invocati dal 

ricorrente, ma può limitarsi ad esporre le sole circostanze rilevanti per la 

decisione (cfr. DTF 130 II 530 consid. 4.3; 129 II 232 consid. 3.2; 126 I 97 

consid. 2b; sentenza del TAF A-6258/2010 del 14 febbraio 2011 

consid. 5.2.2 con rinvii; DTAF 2009/35 consid. 6.4.1; RENÉ RHINOW/HEIN-

RICH KOLLER/CHRISTINA KISS/DANIELA THURNHERR/DENISE BRÜHL-MOSER, 

Öffentliches Prozessrecht, 2
a
 ed. 2010, n. 437; LORENZ KNEUBÜHLER, Die 

Begründungspflicht, 1998, pag. 29 segg.). Peraltro, la motivazione non 

deve necessariamente trovarsi nella decisione stessa; essa può anche 

trovarsi in un documento separato che sia stato portato a conoscenza 

dell'interessato o può discendere dal rinvio a una presa di posizione di 

un'altra autorità sempre portata a conoscenza dell'interessato (cfr. DTF 

123 I 31 consid. 2c; 113 II 204 consid. 2; LORENZ KNEUBÜHLER, in: 

Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das 

Verwaltungsverfahren [VwVG], 2008, n. 8 ad art. 35 PA; BLAISE KNAPP, 

Précis de droit administratif, 4
a
 ed. 1991, pag. 150 seg.), basta che il 

destinatario sia in grado di procurarsi i documenti ai quali la decisione 

rimanda (cfr. ADELIO SCOLARI, Diritto amministrativo, Parte generale, 

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Pagina 10 

2002, n. 535 con rinvii). L'ampiezza della motivazione non può tuttavia 

essere stabilita in modo uniforme. Essa va determinata tenendo conto 

dell'insieme delle circostanze della fattispecie e degli interessi della 

persona toccata nonché applicando i principi sviluppati dalla giurispruden-

za del Tribunale federale. La motivazione può anche essere sommaria, 

ma vi si devono perlomeno dedurre gli elementi essenziali sui quali 

l'autorità si è fondata per rendere il proprio giudizio (cfr. SCOLARI, op. cit., 

n. 531 con rinvii).  

A titolo eccezionale, la violazione dell'obbligo di motivazione può essere 

sanata nella procedura di ricorso, se i motivi determinanti sono stati 

addotti in risposta dall'autorità, se il ricorrente ha potuto commentarli in un 

successivo memoriale e, soprattutto, se il potere d'esame della 

giurisdizione competente non è più ristretto di quello dell'istanza inferiore 

(cfr. DTF 126 I 72 consid. 2 con rinvii; 116 V 28 consid. 3; [tra le molte] 

sentenza del TAF A-3925/2009 del 27 febbraio 2012 consid. 4.2.1; KNAPP, 

op. cit., pag. 150 seg.). 

3.3 Nella decisione impugnata, l'autorità inferiore dopo aver esposto il 

metodo comparativo-statitistico da lei applicato, ha indicato di aver preso 

come riferimento i prezzi pagati per terreni analoghi alla particella n. ___
1
 

RFD del Comune di X._______, situati in zona industriale, ossia quella 

che più si avvicina ai contenuti misti e alla mescolanza funzionale previsti 

per l'area "Y._______" ove la stessa è ubicata. Puntualizzando di aver 

trasmesso alle parti i predetti dati, essa indica che dagli accertamenti per 

il terreno industriale risulterebbe un prezzo medio per gli anni 2006-2011 

di 250 franchi/m
2
. Tenuto conto del dies aestimandi a fine 2011, 

l'indennità di espropriazione ammonterebbe dunque a 280 franchi/m
2 

(= 250 fr./m
2
 x 1.05 x 1.05 [indicizzazione teorica 5% al 2008]).  

Con scritto 15 aprile 2013, in sede ricorsuale l'autorità inferiore ha poi 

precisato di aver preso come riferimento unicamente le tabelle delle 

contrattazioni del Comune di V._______, poiché più rappresentative, il 

che, visto l'incremento di valore degli ultimi anni, andrebbe a favore degli 

espropriati. Essa ha altresì indicato che per la transazione n. […] 

(particella n. ___
3
 RFD del Comune di V._______) il valore reale al m

2
 

ammonterebbe a 370 franchi/m
2 

anziché a 142 franchi/m
2
. Per quanto 

attiene invece alla rivendita della particella n. ___
3 

unitamente alla 

particella n. ___
4
 RFD del Comune di V._______ – sui quali sarebbero 

ubicati alcuni stabili qualificabili di "Abbruchobjekt" – l'autorità inferiore ha 

precisato che il valore di vendita di 583 franchi/m
2 

non figurerebbe nelle 

tabelle, in quanto le stesse riportano soltanto i dati dei fondi non edificati. 

A-1586/2013 

Pagina 11 

Al riguardo, essa ha precisato che, trattandosi di una punta, non va consi-

derato nel calcolo dell'indennizzo. La stessa, ha comunque trasmesso i 

calcoli aggiornati dell'indennità, tenuto conto del valore di 370 franchi/m
2 
e

 

di 583 franchi/m
2
, come pure le tabelle del Comune di V._______. 

3.4 In concreto, sebbene la motivazione della decisione appaia effettiva-

mente piuttosto succinta e a tratti anche insufficiente per la comprensione 

del calcolo delle indennità espropriative – essendo sì esposto il 

ragionamento seguito per il predetto calcolo, ma difettando di fatto un 

riferimento preciso alle tabelle e alle transazioni su cui l'autorità inferiore 

si sarebbe fondata, come pure una spiegazione al riguardo, così come 

giustamente rilevato dal ricorrente – è qui doveroso constatare che in 

sede ricorsuale quest'ultima ha nondimeno precisato i dati mancanti e 

prodotto la documentazione alla base del calcolo, su cui le parti hanno 

avuto modo di esprimersi ampiamente dinanzi allo scrivente Tribunale. 

Orbene, dal momento che lo scrivente Tribunale – salvo per quanto 

attiene alle questioni più tecniche di competenza dell'autorità inferiore, 

quale autorità specializzata (cfr. consid. 2.3 del presente giudizio) – 

dispone di un ampio potere di apprezzamento e può, per quanto 

necessario, tenere conto di tutti gli elementi invocati dalla ricorrente, delle 

eventuali lacune presenti nella motivazione della decisione impugnata 

sono chiaramente sanabili in sede ricorsuale. Quand'anche si dovesse 

constatare la violazione del diritto di essere sentito della ricorrente dinanzi 

all'autorità inferiore, la stessa andrebbe pertanto considerata come qui 

sanata. Di conseguenza, la censura del ricorrente va respinta e la 

decisione impugnata non va annullata per questo motivo formale. 

4.  

Nel caso concreto, il ricorrente contesta gli indennizzi a lui concessi (per 

occupazione temporanea e per espropriazione parziale definitiva) nonché 

il metodo e le basi di calcolo adottati dall'autorità inferiore, censurando 

l'accertamento inesatto delle circostanze di fatto su cui essa si è basata. 

In casu, si tratta dunque di accertare se – tenuto conto delle circostanze 

concrete, nonché dei principi qui applicabili (cfr. consid. 5 del presente 

giudizio) – gli importi concessi dall'autorità inferiore a titolo d'indennità 

espropriativa appaiono adeguati e proporzionali rispetto ai diritti 

espropriati e ai danni subiti dal ricorrente, ciò che implica altresì di 

verificare se quest'ultima ha accertato correttamente la fattispecie alla 

base della propria decisione (cfr. considd. 6 e 7 del presente giudizio). 

 

A-1586/2013 

Pagina 12 

5.  

5.1 Giusta l'art. 16 LEspr, l'espropriazione non può aver luogo che verso 

piena indennità. Ciò indicato, nell'esame del patrimonio dell'espropriato, 

l'indennità non deve condurre né ad un impoverimento né ad un 

arricchimento. Essa deve collocare l'espropriato in una situazione 

economicamente equivalente a quella di cui avrebbe beneficiato senza 

l'espropriazione (cfr. DTF 95 I 453 consid. 2; 93 I 554 consid. 3; sentenza 

del TAF A-3440/2012 del 21 gennaio 2014 consid. 5.1.1; HEINZ 

HESS/HEINRICH WEIBEL, Das Enteignungsrecht des Bundes, vol. I, 1986, 

n. 4 ad art. 16 LEspr; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. III, 1992, 

pag. 413).  

5.2 Giusta l'art. 19 LEspr, nel fissare l'indennità devono essere tenuti in 

conto tutti i pregiudizi subiti dall'espropriato per effetto dell'estinzione o 

della limitazione dei suoi diritti. L'indennità comprende quindi (lett. a) 

l'intero valore venale del diritto espropriato; (lett. b) inoltre, nel caso di 

espropriazione parziale di un fondo o di più fondi economicamente 

connessi, l'importo di cui il valore venale della frazione residua viene ad 

essere diminuito; (lett. c) l'ammontare di tutti gli altri pregiudizi subiti 

dall'espropriato, in quanto essi possano essere previsti, nel corso 

ordinario delle cose, come una conseguenza dell'espropriazione. 

5.3 Il diritto all'indennizzo presuppone tuttavia che in corrispondenza del 

pregiudizio avanzato dall'espropriato – indipendentemente dalla sua 

natura – sussista un nesso di causalità naturale e adeguata con la 

soppressione, la modifica, il trasferimento del diritto espropriato 

(cfr. MOOR, op. cit., pag. 415; PIERMARCO ZEN-RUFFINEN/CHRISTINE GUY-

ECABERT, Aménagement du territoire, construction, expropriation, 2001, 

n. 1137; RAPHAËL EGGS, Les « autres préjudices » de l'expropriation, 

2013, n. 649 e segg.). Secondo il corso ordinario delle cose e 

dell'esperienza generale della vita, l'espropriazione deve essere propria a 

produrre un effetto del genere di quello che si è realizzato. Il mancato 

reddito è indennizzato soltanto nella misura in cui, senza l'espropriazione, 

lo stesso si sarebbe realizzato con certezza, o almeno con alta 

verosimiglianza. Una semplice probabilità o aspettativa, fondata su delle 

considerazioni congiunturali o economiche, o su delle previsioni future 

senza fondamenti precisi, non basta (ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. 

cit., n. 1138). In assenza di detto nesso di causalità, per l'espropriato non 

sussiste pertanto alcun diritto all'indennizzo (cfr. sentenza del TAF A-

8333/2010 del 29 aprile 2013 consid. 3.4).  

A-1586/2013 

Pagina 13 

5.4 Ai fini del calcolo dell'indennità espropriativa, giusta l'art. 19
bis

 cpv. 1 

LEspr, la data determinante (dies aestimandi) è quella dell'udienza di 

conciliazione. Detta data fissa le circostanze di fatto e di diritto sulla base 

delle quali la stima deve fondarsi. Essa concerne i tre elementi del 

pregiudizio elencati all'art. 19 lett. a, b e c LEspr (cfr. DTF 121 II 350 

consid. 5d; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1167). La data 

determinante fa stato non solo per stabilire la situazione di fatto del fondo 

espropriato, ma anche per determinarne lo statuto giuridico. A codesto 

principio va tuttavia fatta eccezione, se risulta che il regime pianificatorio, 

il cui fondo soggiace, costituisce di per sé un effetto anticipato – poco 

importa se favorevole o sfavorevole – dell'impresa dell'espropriante 

medesimo, effetto da cui deve farsi astrazione in virtù dell'art. 20 cpv. 3 

LEspr (cfr. DTF 129 II 470 consid. 5; 119 Ib 366 consid. 3a con rinvii). 

5.5  

5.5.1 Per costante giurisprudenza, per stabilire il valore venale di un 

terreno deve prevalere il metodo statistico-comparativo. Esso si fonda sul 

confronto dei prezzi pagati per beni simili e in analoga situazione poco 

prima del dies aestimandi (cfr. DTF 122 I 168 consid. 3a; sentenze del TF 

1E.14/2006 del 6 agosto 2007 consid. 4.1; 1A.159/2001 del 16 aprile 

2002 consid. 3.1). In base a questo metodo, all'espropriato viene 

riconosciuto l'importo che avrebbe oggettivamente potuto conseguire 

vendendo la particella espropriata sul libero mercato a un qualsiasi 

potenziale acquirente (cfr. DTF 122 II 246 consid. 4; 122 II 337 

consid. 5a;115 Ib 408 consid. 2c; 114 Ib 286 consid. 7; sentenza del TF 

1A.28/2005 del 29 luglio 2005 consid. 2.2, in: RtiD 2006 I; sentenza del 

TAF A-7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.1).  

5.5.2 L'applicazione del metodo statistico-comparativo non presuppone 

che i fondi considerati siano identici riguardo a situazione, dimensione, 

qualità, grado di urbanizzazione e possibilità di sfruttamento. Occorre 

solo che essi siano paragonabili. Di eventuali differenze (caratteristiche 

positive o negative) delle particelle può essere infatti tenuto conto anche 

mediante adeguamenti dei prezzi. Nella misura in cui presentino 

caratteristiche simili, nemmeno occorre che le particelle siano ubicate 

nello stesso quartiere (cfr. DTF 122 I 168 consid. 3a; 122 II 246 consid. 4; 

sentenza del TF 1A.28/2005 del 29 luglio 2005 consid. 2.2 seg.; sentenza 

del TAF A-7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.2 con rinvii; ZEN-

RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1170 segg.). Dal profilo temporale è 

quindi di per sé possibile considerare anche negozi giuridici precedenti 

l'anno della data determinante (dies aestimandi) o che concernono fondi 

in situazioni e dalle caratteristiche paragonabili ma ubicati in comparti 

A-1586/2013 

Pagina 14 

territoriali più distanti o eventualmente in Comuni vicini (cfr. sentenza del 

TF 1E.14/2006 del 6 agosto 2007 consid. 4.2 con rinvii). Anche la 

disponibilità limitata di contrattazioni quale termine di paragone non basta 

infine a giustificarne una mancata applicazione. A condizione che siano 

esaminati accuratamente e non risulti che circostanze insolite abbiano 

influito sulla conclusione di un contratto, anche singoli confronti possono 

permettere conclusioni sul livello generale dei prezzi ed essere quindi 

presi in considerazione per fissare l'indennità (cfr. DTF 122 I 168 

consid. 3a; sentenza del TF 1A.28/2005 del 29 luglio 2005 consid. 2.3; 

sentenza del TAF A-7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.2 con rinvii; 

ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1170 segg.).  

5.5.3 Nella stima del valore venale devesi tenere equo conto altresì della 

possibilità di un miglior uso del fondo (art. 20 cpv. 1 LEspr), sempre che 

siano, alla data determinante, realmente attuabili o perlomeno imminenti 

(cfr. DTF 134 II 49 consid. 13.3; 129 II 470 consid. 6.1). Per contro, 

semplici offerte, prezzi discussi durante le trattative o stabiliti da persone 

toccate dall'espropriazione e che per essa reclamano un'indennità non 

costituiscono un valido termine di paragone ai fini della fissazione del 

risarcimento (cfr. DTF 122 I 168 consid. 3c; sentenza del TAF A-

7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 5.2). Lo stesso vale altresì per i 

valori estremi opposti, che si trovano ben al di sopra o al di sotto della 

media, gli stessi potendo potenzialmente falsare il calcolo del valore 

medio applicabile ad un determinato fondo. Detti valori, pur non potendo 

essere del tutto esclusi a priori, vanno apprezzati con particolare riguardo 

(cfr. HESS/WEIBEL, op. cit. n. 87 ad art. 19 LEspr).  

6.  

Stabiliti i principi qui applicabili, occorre innanzitutto esaminare 

l'indennizzo concesso per l'espropriazione parziale definitiva della 

particella n. n. ___
1
 RFD del Comune di X._______ . 

6.1 In tale ottica, per avere un quadro generale della situazione, qui di 

seguito vengono riassunte in dettaglio le circostanze ritenute dall'autorità 

inferiore, nonché le censure sollevate dalle parti in sede ricorsuale. 

6.1.1 Nella decisione impugnata, richiamati i principi relativi al metodo 

comparativo-statitistico, l'autorità inferiore ha indicato di aver preso come 

riferimento i prezzi pagati per i terreni analoghi alla particella n. ___
1 
RFD 

del Comune di X._______ , situati in zona industriale, ossia quella che più 

si avvicina ai contenuti misti e alla mescolanza funzionale previsti per 

l'area "Y._______" ove è ubicata detta particella.  

A-1586/2013 

Pagina 15 

Per giungere a tale conclusione, l'autorità inferiore si è basata sulla 

situazione pianificatoria del predetto fondo vigente alla data determinante 

(ovvero il 25 gennaio 2012). Rilevando come per lungo tempo la zona 

"Y:_______" – ove la particella n. ___
1 

è ubicata – sia stata adibita a 

deposito d'idrocarburi, essa ha evidenziato come la stessa debba ora 

essere considerata come un'area strategica, tenuto conto del suo grande 

potenziale di riconversione. In effetti, considerando che sul comparto 

sono in vigore due zone di pianificazione comunali riferite al territorio di 

Z._______-U._______ e a quello di X._______ giungenti a scadenza nel 

corso del 2014, essa ha indicato che le predette aree, secondo la 

variante di piano regolatore figurante dalla scheda di PD R7 – con grado 

di consolidamento intermedio (ossia sito idoneo) – sono definite come 

poli di sviluppo economico (PSE), ossia come aree con possibilità di 

insediamento di attività economiche. Trattandosi di un miglior uso futuro 

concreto ex art. 20 cpv. 1 LEspr, l'autorità inferiore ne ha dunque tenuto 

conto nel calcolo dell'indennizzo. Da qui la presa in considerazione dei 

terreni a carattere industriale. 

Dopo aver ricordato di aver già comunicato alle parti i predetti dati, la 

stessa ha poi indicato che dagli accertamenti per il terreno industriale 

risulterebbe un prezzo medio per gli anni 2006-2011 di 250 franchi/m
2
. 

Tenuto conto del dies aestimandi a fine 2011 si avrebbe un valore 

indicizzato pari a 280 franchi/m
2
 (= 250 fr./m

2
 x 1.05 x 1.05). L'indennità 

per l'espropriazione parziale della particella n. ___
1 

ammonterebbe 

pertanto a 83'720 franchi (= 299 m
2
 x 280 fr./m

2
). 

6.1.2 In completo disaccordo con quanto precede, il ricorrente sostiene 

innanzitutto che la superficie espropriata del mappale n. ___
1 

RFD del 

Comune di X._______ ammonterebbe invero a 327 m
2
 e non a 299 m

2
 

come erroneamente indicato dall'autorità inferiore. Esso ritiene poi che 

dalle contrattazioni citate al punto 7.6 del suo ricorso, ma non considerate 

dall'autorità inferiore, risulterebbe che l'indennizzo da lui richiesto di 

400 franchi/m
2
 sarebbe del tutto giustificato: parecchi terreni, con 

analoghe caratteristiche a quello espropriato, sarebbero infatti stati 

venduti dopo il 2000 a dei prezzi che superano i 400 franchi/m
2
. A suo 

avviso, tenendo conto delle tabelle riguardanti i terreni venduti nel 

Comune di V._______ (doc. 18), di Z._______-U._______ (doc. 19) e di 

Z._______ (doc. 20), tutti riferiti al periodo 2006-2011 e a terreni posti in 

zona industriale, nonché del valore metrico medio risultante per detti tre 

Comuni, in applicazione dello stesso fattore di indicizzazione usato 

dall'autorità inferiore (e meglio, V._______: fr. 290.69 [= fr. 263.67 x 1.05 

x 1.05]; Z._______: fr. 304.03 [= fr. 275.77 x 1.05 x 1.05]; Z._______-

A-1586/2013 

Pagina 16 

U._______: fr. 320.33 [= fr. 290.69 x 1.05 x 1.05]) risulterebbe invero un 

valore metrico medio di almeno 305 franchi (= [fr. 290.69 + fr. 304.03 + 

fr. 320.33] : 3) e non di soli 280 franchi come preteso a torto dall'autorità 

inferiore. Egli postula pertanto un indennizzo di almeno 400 franchi/m
2
 e, 

a titolo sussidiario, di almeno 305 franchi/m
2
. 

6.1.3 Al riguardo, la controparte ritiene che il calcolo dell'autorità inferiore 

sia corretto e che sarebbe a torto che il ricorrente invocherebbe le 

contrattazioni più vantaggiose per se stesso, dimenticando quelle meno 

costose. Essa indica poi che la superficie espropriata della particella 

n. ___
1 

RFD del Comune di X._______ ammonterebbe a 299 m
2
, così 

come rettamente rilevato dall'autorità inferiore. La superficie espropriata 

sarebbe stata infatti ridotta da 342 m
2
 a 299 m

2
, conformemente alla 

variante B accettata dal ricorrente e approvata dall'UFT nella decisione 

d'approvazione dei piani del 19 settembre 2008. A suo avviso, tale 

elemento non avrebbe comunque alcuna incidenza, dal momento che 

nella decisione impugnata viene specificato che la superficie espropriata 

potrà essere definita con precisione a misurazione ultimata e conseguen-

temente adeguata al rialzo o al ribasso in funzione dei risultati definitivi. 

6.1.4 Dal canto suo, l'autorità inferiore ha rinunciato a prendere posizione, 

precisando soltanto che per il calcolo dell'indennità essa si sarebbe 

basata sulle sole tabelle del Comune di V._______. Essa ha altresì 

rilevato un errore nelle predette tabelle, indicando che la particella n. ___
3
 

RFD del Comune di V._______, oggetto della transazione n. […], avrebbe 

invero una superficie di soli 2831 m
2
 cosicché il prezzo di vendita 

ammonterebbe a 370 franchi/m
2
 e non a 142 franchi/m

2
. Per quanto 

attiene alla rivendita in data 21 dicembre 2011 della particella n. ___
3 

unitamente alla particella n. ___
4 

RFD del Comune di V._______, il cui 

valore di 583 franchi/m
2 

non è riportato nelle tabelle, poiché le stesse 

riportano solo i dati dei fondi non edificati (su detto fondo sarebbero 

presenti alcuni stabili qualificabili di "Abbruchobjekt"), l'autorità inferiore 

ha precisato che, trattandosi di una punta, non andrebbe considerato nel 

calcolo dell'indennizzo. Essa ha poi prodotto i calcoli aggiornati dell'inden-

nità, tenuto conto del valore di 370 franchi/m
2 
e

 
di 583 franchi/m

2
. 

6.1.5 Nelle proprie osservazioni finali 7 maggio 2014 la controparte ha 

prodotto una copia della variante di PR del comparto Y._______ del 

Comune di Z._______ del 17 dicembre 2013 (Piano di indirizzo, versione 

per la prima consultazione e per l'esame preliminare) che in futuro 

inserirebbe la particella n. ___
1 

RFD del Comune di X._______  in zona 

agricola e la particella n. ___
2 

RFD del Comune di X._______ in zona di 

A-1586/2013 

Pagina 17 

protezione della natura. Sebbene tale variante debba ancora essere 

approvata dal legislativo comunale, essa ritiene che sarà molto difficile se 

non addirittura impossibile che il comparto in cui sono inseriti i predetti 

fondi saranno inseriti in zona industriale o artigianale. Le due particelle 

sopracitate avrebbero infatti una chiara vocazione di riconversione 

ecologica e agricola. La qualifica della zona da parte dell'autorità inferiore 

– e partendo, anche la conseguente presa in considerazione transazioni 

situate in zona industriale e artigianale – sarebbe pertanto manifesta-

mente errata. In tali circostanze, andrebbe rivisto il calcolo dell'indennità 

tenendo conto di un valore medio di 7 franchi/m
2
 applicabile ai fondi in 

oggetto secondo la giurisprudenza del Tribunale federale. Per questi 

motivi, la controparte ha postulato l'applicazione dell'art. 62 cpv. 2 PA, con 

conseguente modifica a sfavore del ricorrente della decisione impugnata. 

6.1.6 In proposito, il ricorrente nelle proprie osservazioni 25 giugno 2014, 

si oppone alla produzione – da lui considerata tardiva – dei nuovi docu-

menti da parte della controparte, chiedendone lo stralcio dai ruoli. Egli 

ritiene che le nuove conclusioni della controparte siano inammissibili ai 

sensi dell'art. 99 cpv. 2 LTF. Non avendo presentato ricorso adesivo ai 

giusta l'art. 78 cpv. 2 LEspr, rinunciandoci espressamente nelle proprie 

osservazioni 6 maggio 2013 e postulando semplicemente la conferma 

della decisione impugnata, l'estensione dell'oggetto del litigio con le 

osservazioni finali, e meglio, la richiesta di riforma della decisione 

impugnata, sarebbe dunque irricevibile e andrebbe respinta già in ordine. 

Egli sottolinea peraltro che in data 19 dicembre 2012 la controparte gli 

avrebbe versato un acconto di 30'000 franchi (cfr. doc. 21 da lui prodotto), 

ciò che si porrebbe in netto contrasto e supererebbe di gran lunga le 

indennità da lei ora riconosciute. Tale fatto proverebbe altresì che la 

controparte avrebbe riconosciuto ai fondi espropriati una valenza ben 

superiore a quello di un terreno agricolo. La richiesta di riforma violerebbe 

dunque il principio della buona fede. Ciò posto, egli ritiene che debba 

essere presa in considerazione la situazione pianificatoria vigente al 

momento del dies aestimandi, così come appurata dall'autorità inferiore. 

Poiché detti documenti non sono in vigore e costituiscono delle ipotesi 

pianificatore ancora in fase di studio, gli stessi non hanno alcuna portata 

giuridica per i suoi fondi. Peraltro, essendo stati emanati posteriormente 

alla decisione impugnata, essi non erano noti all'autorità inferiore al 

momento della sua emanazione. 

6.2 Da quanto precede, risulta chiaramente che litigioso non è soltanto il 

calcolo dell'indennizzo, bensì anche le basi stesse del predetto calcolo. In 

tali circostanze, prima di poter statuire sugli importi concessi al ricorrente, 

A-1586/2013 

Pagina 18 

occorre fare chiarezza (i) sull'estensione dell'espropriazione, (ii) sulla 

situazione pianificatoria della particella n. ___
1 

RFD del Comune di 

X._______ determinante per il calcolo dell'indennità (ovvero, la natura del 

fondo) e (iii) conseguentemente sul metodo di calcolo applicabile e le 

tabelle dell'USTAT qui determinanti. 

6.2.1 Per quanto attiene all'entità della superficie espropriata, lo scrivente 

Tribunale rileva come dagli atti dell'incarto – e meglio, dai piani della 

"variante B" del 5 marzo 2008 (cfr. variante B di cui allo scritto 11 marzo 

2008 allegato al doc. 12 dell'incarto n. […] prodotto dall'autorità inferiore 

[di seguito: inc. CFS]) accettata dal ricorrente e approvata dall'UFT con 

decisione d'approvazione dei piani del 19 settembre 2008 (cfr. citata 

decisione, pag. 214) – emerga che effettivamente la superficie 

espropriata della particella n. ___
1 

RFD del Comune di X._______ è di 

299 m
2
. Ad ogni modo, dal momento che al punto 4 del dispositivo della 

decisione impugnata è stato chiaramente indicato che l'indennizzo 

avrebbe potuto essere corretto – verso l'alto o verso il basso – in funzione 

della superficie effettivamente espropriata, a misurazione ultimata 

(superiore o inferiore di 299 m
2
), tale dato non è comunque qui decisivo 

per il calcolo dell'indennizzo. 

6.2.2 Premesso che per il calcolo dell'indennità espropriativa va, per 

principio, presa in considerazione la situazione giuridica vigente per i 

fondi espropriati al momento del dies aestimandi (cfr. consid. 5.4 del 

presente giudizio) – in casu il 25 gennaio 2012 – lo scrivente Tribunale 

rileva quanto segue riguardo alla situazione pianificatoria vincolante. 

6.2.2.1 Entrambe le parti sono concordi nel ritenere che il comprensorio 

ove sono ubicate le particelle n. ___
1 

e n. ___
2 

RFD del Comune di 

X._______, in passato adibito a deposito di idrocarburi, si trova 

attualmente nella zona di pianificazione del Comune di X._______  

entrata in vigore il 28 dicembre 2007, la quale giungerà a termine nel 

corso dell'anno corrente. Ciò premesso, è qui doveroso precisare che la 

zona di pianificazione (ZP) – ai sensi dell'art. 27 della legge federale del 

22 giugno 1979 sulla pianificazione del territorio (LPT, RS 700) – è una 

misura provvisionale avente quale scopo quello di garantire (provviso-

riamente) la pianificazione (così come è stata concepita). Tale misura 

mira in particolare alla tutela della libertà decisionale e pianificatoria delle 

autorità incaricate della pianificazione del territorio, evitando che dei 

progetti di costruzione intralcino detta libertà. Essa può altresì essere 

utilizzata allo scopo di garantire la realizzazione degli obiettivi di 

protezione dell'ambiente o l'adozione di piani delle infrastrutture 

A-1586/2013 

Pagina 19 

(cfr. ALEXANDER RUCH, in: Aemisegger/Moor/Ruch/Tschannen [ed.], Kom-

mentar zum Bundesgesetz über die Raumplanung, 2010, n. 20 segg. ad 

art. 27 LPT; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 451). Di fatto, in virtù 

dell'art. 27 LPT, se i piani d'utilizzazione mancano o devono essere 

modificati, l'autorità competente può stabilire zone di pianificazione per 

comprensori esattamente delimitati per cinque anni al massimo, 

all'interno delle quali nulla può essere intrapreso che possa rendere più 

ardua la pianificazione dell'utilizzazione. Ciò è il caso per le particelle in 

oggetto, per le quali era prevista una riqualifica. 

6.2.2.2 Ciò premesso, in presenza di una zona di pianificazione, all'epoca 

della decisione impugnata l'autorità inferiore ha constatato che nelle 

Schede di Piano direttore (PD) – e meglio nella Scheda di PD R7 

(cfr. doc. 10 allegato al doc. 18 dell'inc. CFS), all'epoca del dies 

aestimandi e della decisione stessa, con grado di consolidamento 

intermedio ("risultato intermedio") – la zona "Y._______" (o "Y._______"), 

ove sono ubicate le particelle n. ___
1
 e n. ___

2 
RFD del Comune di 

X._______ viene qualificata di Polo di sviluppo economico (PSE), di 

modo che tenuto conto del suo enorme potenziale di riconversione, si 

poteva partire dal presupposto che la stessa avrebbe acquisito un 

carattere industriale e artigianale e dunque prendere come riferimento le 

tabelle dell'USTAT che più si avvicinano alla loro funzionalità mista, 

nell'ottica di un miglior uso futuro ai sensi dell'art. 20 cpv. 1 LEspr.  

Ora, la zona "Y._______" nella scheda di PD R7 (cfr. pag. 11, in: 

http://www4.ti.ch/fileadmin/DT/temi/piano_direttore/schede/schede_file/R

07.pdf, [ultima consultazione 28.05.2014]) viene testualmente descritta 

come segue:  

"Si tratta di un'area che per lungo tempo è stata adibita a deposito di 

idrocarburi. Per il suo grande potenziale di riconversione, è 

considerata strategica dal Concetto di organizzazione territoriale che 

supporta il Piano dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio 

(schede R5 e M5). Si tratta di una superficie di importanti dimensioni 

(ca. 18 ha), direttamente interessata dalle opere di riorganizzazione 

dello svincolo autostradale di Mendrisio, dal tracciato stradale 

Mendrisio-Stabio-Gaggiolo, e dal progetto ferroviario Mendrisio-

Varese-Malpensa (TILO, v. scheda M7). L'area è attraversata dal fiume 

Laveggio e la riconversione dovrà prevedere anche un'importante 

riqualifica in termini naturalistici, paesaggistici e di svago". 

Alla luce di quanto suesposto, è qui innegabile che le conclusioni 

dell'autorità inferiore appaiono non solo plausibili, ma persino adeguate 

A-1586/2013 

Pagina 20 

alla situazione e per nulla contrarie ai principi qui applicabili, di modo che 

lo scrivente Tribunale non ha alcun motivo per discostarsene. 

6.2.2.3 Ciò sancito, a prescindere dall'esame della ricevibilità o meno 

delle nuove conclusioni formulate dalla controparte soltanto con le proprie 

osservazioni finali 7 maggio 2014, come pure dell'ammissibilità della 

nuova documentazione prodotta unitamente alle stesse – questione che 

può rimanere eccezionalmente qui aperta, non essendo determinante per 

l'esito del presente giudizio – al riguardo lo scrivente Tribunale rileva 

quanto segue. Se è vero che dalla nuova documentazione prodotta dalla 

controparte risulta chiaramente che attualmente è allo studio una variante 

di piano regolatore a livello comunale – e meglio la variante di piano 

regolatore del Comune di Z._______ del 17 dicembre 2013 concernente il 

comparto Y._______ (piano di indirizzo), nella versione per la prima 

consultazione e per l'esame preliminare – concretizzante quanto previsto 

dalla PD R7 prevedendo un potenziale inserimento della particella n. ___
1 

in zona agricola e della particella n. ___
2 

in zona di protezione della 

natura, vero è anche che tale circostanza è posteriore al dies aestimandi 

e alla decisione qui impugnata. In tal senso, la controparte disattende che 

ai fini del calcolo dell'indennità di espropriazione determinante è la sola 

situazione giuridica vigente a quel momento, nonché le eventuali possi-

bilità di miglior uso futuro noti a quel momento. Non vi è dunque spazio 

per una presa in considerazione degli attuali ipotetici sviluppi del PR 

comunale – come tali incerti e soggetti a mutamenti futuri imprevedibili – 

e per nulla noti all'autorità inferiore al momento dell'emanazione della 

decisione impugnata. Di fatto, ai fini della determinazione dell'indennità di 

espropriazione, poco importa che la situazione giuridica di un fondo 

possa in un secondo tempo mutare ulteriormente in meglio o in peggio. 

6.2.2.4 Ne discende che è ha giusta ragione che l'autorità inferiore si è 

fondata sulle tabelle dell'USTAT concernenti il Comune di V._______ per 

il calcolo dell'indennità in oggetto, prendendo in considerazione solo 

transazioni concernenti i fondi a connotazione industriale e artigianale, 

che si avvicinano di più alla natura mista e funzionale della particella 

n. ___
1 

RFD del Comune di X._______ in oggetto. Le censure del 

ricorrente e della controparte vanno pertanto qui respinte. Visto quanto 

precede, non vi è altresì motivo di entrare nel merito della richiesta di 

reformatio in peius, qui di primo acchito ingiustificata. 

6.2.3 Stabilita l'applicabilità delle tabelle dell'USTAT relativi ai fondi di 

natura industriale e artigianale, lo scrivente Tribunale rileva che altra è 

invece la questione del periodo temporale preso in considerazione 

A-1586/2013 

Pagina 21 

dall'autorità inferiore. Se è vero che per l'applicazione del metodo 

statistico-comparativo è possibile tener conto non solo delle transazioni 

intervenute poco prima del dies aestimandi, ma anche di quelle 

intervenute negli anni antecedenti (cfr. consid. 5.5.2 del presente 

giudizio), d'altro canto il periodo preso in considerazione deve essere 

ragionevolmente limitato. Generalmente la giurisprudenza ha ammesso la 

presa in considerazione di un periodo di 3-4 anni precedente il dies 

aestimandi (cfr. DTF 122 II 337 consid. 5; sentenza del TF 1A.28/2005 del 

29 luglio 2005 consid. 2.3; sentenza del TAF A-7495/2007 del 19 maggio 

2007 consid. 6). Nel caso che qui ci occupa, l'autorità inferiore ha tuttavia 

tenuto conto delle transazioni intervenute tra il 2006 e il 2011, ovvero in 

un periodo di ben 6 anni e non di soli 4 anni come da lei erroneamente 

indicato nella decisione impugnata. Il periodo da lei ritenuto non tiene 

dunque conto dei principi richiamati poc'anzi. In casu, converrebbe piutto-

sto tenere conto di un periodo massimo di 4 anni, e meglio, delle 

contrattazioni intervenute tra il 2008 e il 2011 (ovvero delle 9 transazioni 

registrate nelle tabelle dell'USTAT per la zona industriale e artigianale). 

Un periodo di 4 anni appare qui appropriato, se si considera inoltre che 

nelle tabelle riguardanti il Comune di V._______, per gli anni 2009 e 2011 

non figura alcun dato per i terreni a connotazione industriale e/o 

artigianale. 

6.2.4 In merito alla correttezza dei dati riportati nelle tabelle dell'USTAT 

del Comune di V._______ va poi precisato quanto segue. 

6.2.4.1 Come giustamente sollevato dall'autorità inferiore, nelle predette 

tabelle risulta un errore in rapporto alla transazione n. […] concernente la 

particella n. ___
3 

RFD del Comune di V._______. Tenuto conto della 

corretta superficie venduta di soli 2'831 m
2
, il prezzo di vendita ammonta 

di fatto a 370 franchi/m
2
 e non a 142 franchi/m

2
.  

6.2.4.2 Per il dato relativo alla particella n. ___
5
 RFD del Comune di 

V._______ venduta ad un prezzo di 391.13 franchi/m
2
, che secondo la 

ricorrente varrebbe invero 500 franchi/m
2
 – tenuto conto che, oltre a 

pagare il prezzo citato, l'acquirente si sarebbe pure assunto l'onere del 

pagamento dei contributi di miglioria pretesi dal Comune di V._______ – 

lo scrivente Tribunale non può invece che rilevare come tale dato di fatto 

non risulti dalle tabelle ufficiali e neppure sia stato comprovato dalla 

ricorrente, tant'è che agli atti difetta la copia del contratto di 

compravendita a cui essa fa riferimento nel proprio gravame.  

A-1586/2013 

Pagina 22 

Ora, il contributo di miglioria (in tedesco "Vorzugslast" o "Mehrwertab-

gabe", in francese "contribution de plus-value" o "charge de préférence") 

può essere definito come compenso obbligatorio pagato all'ente pubblico 

in occasione dell'esecuzione di un'opera o di un'attività di interesse 

pubblico che genera vantaggi economici particolari a favore di una deter-

minata cerchia di persone (cfr. ADELIO SCOLARI, Tasse e contributi di 

miglioria [di seguito: Contributi di miglioria], 2005, n. 159 segg. con rinvii; 

MOOR, op. cit., pag. 311 seg.; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit.; 

n. 172; PETER HÄNNI, Planungs-, Bau- und besonderes Umweltschutz-

recht, 5
a
 ed., 2008, pag. 281 seg.). Si tratta di regola di un contributo 

unico, calcolato secondo la spesa da coprire e messo a carico di coloro 

che ne traggono vantaggio in una proporzione corrispondente all'impor-

tanza economica risentita (cfr. SCOLARI, Contributi di miglioria, n. 159). Un 

tale vantaggio particolare sussiste ad esempio nel caso di opere di 

urbanizzazione generanti le premesse per l'edificazione dei fondi 

(cfr. SCOLARI, Contributi di miglioria, n. 203). Ne discende, che di fatto il 

contributo di miglioria non ha nulla a che vedere con il prezzo di vendita 

di un fondo, lui dipendente dalla volontà dell'acquirente e del venditore. 

Per questo motivo, quand'anche il venditore proponga un prezzo più bas-

so in previsione dei contributi di miglioria che l'acquirente dovrà versare, 

tale circostanza è ininfluente, essendo determinante il prezzo di vendita 

effettivo registrato e non un valore ipotetico o le speculazioni delle parti.  

Tenuto conto delle presenti precisazioni, lo scrivente Tribunale non rileva 

alcun elemento atto ad inficiare la validità delle predette tabelle. 

6.2.5 Per quanto attiene alle transazioni invocate dal ricorrente al 

punto 7.6 del suo gravame, va qui rilevato – come giustamente indicato 

dalla controparte – che non basta invocare soltanto i dati più convenienti, 

facendo astrazione delle altre transazioni avvenute nel medesimo periodo 

e per giunta senza indicare la fonte da cui sono stati estrapolati i dati e i 

motivi precisi per cui dovrebbero applicarsi per analogia al suo fondo. 

Non si vede inoltre per quale motivo per il fondo in oggetto si dovrebbero 

prendere in considerazione i dati dei Comuni di Z._______, W._______, 

Z._______-U._______ o Z._______- T._______, il ricorrente non avendo 

minimamente sostanziato in che i fondi venduti in detti Comuni sarebbero 

simili al suo. Un riferimento alle sole tabelle del Comune di V._______ – 

come già indicato (cfr. consid. 6.2.2.4 del presente giudizio) – appare qui 

appropriato. Poiché solo i dati concernenti gli ultimi 4 anni precedenti il 

dies aestimandi sono qui pertinenti, i dati più vecchi non entrano poi in 

ogni caso in linea di conto.  

A-1586/2013 

Pagina 23 

6.2.6 In definitiva – visto quanto constatato poc'anzi – il calcolo 

dell'indennizzo va chiaramente rivisto e corretto tenendo conto delle 

tabelle dell'USTAT del Comune di V._______, con i dati qui corretti 

concernenti i terreni industriali e artigianali che si riferiscono agli anni 

2008-2011. Inoltre, sarebbe altresì opportuno tenere conto dei correttivi 

verso il basso e verso l'alto del prezzo considerato, elementi che in 

apparenza non risultano essere stati sviluppati o perlomeno spiegati 

dall'autorità inferiore, mancando nella decisione impugnata ogni 

riferimento alla situazione concreta dei fondi espropriati. Ciò precisato, 

dal momento che l'autorità inferiore dispone delle necessarie competenze 

tecniche per approfondire i calcoli e – nella misura in cui essa lo reputi 

necessario – per accertare ulteriormente la natura dei fondi espropriati e 

le loro particolarità, appare qui opportuno lasciare a quest'ultima il calcolo 

dell'indennizzo (cfr. art. 61 cpv. 1 PA). Per tale motivo, su questo punto il 

ricorso va accolto e la causa rinviata all'autorità inferiore affinché ricalcoli 

l'indennità di espropriazione parziale definitiva della particella n. ___
1 

del 

Comune di X._______ . 

7.  

Qui di seguito, va poi esaminato l'indennizzo concesso dall'autorità 

inferiore per l'occupazione temporanea delle particelle n. ___
1 

e n. ___
2 

RFD del Comune di X._______ . 

7.1 Nella decisione impugnata, l'autorità inferiore ha ritenuto che con la 

notifica di pretese, il ricorrente avrebbe inizialmente chiesto per l'occupa-

zione temporanea un'indennità di 60'000 franchi/anno, corrispondente al 

3.5% del valore venale pari a 3'037'920 franchi della superficie occupata 

di complessivi 6'186 m
2
. Lo stesso avrebbe però poi postulato un 

risarcimento più elevato di 156'000 franchi/anno, a titolo di inconvenienti, 

per aver dovuto affittare terreni sostitutivi a quelli occupati temporanea-

mente. L'autorità inferiore ha respinto entrambe le pretese. In particolare, 

ha ritenuto dubbia la seconda pretesa, in quanto formulata solo nel corso 

della procedura di stima e in contraddizione con quanto previsto 

dall'art. 42 LEspr, nonché costituente di fatto un'estensione aziendale. 

Peraltro non sussisterebbe un nesso di causalità adeguato tra la predetta 

locazione e la perdita provvisoria del godimento, visto anche il confronto 

tra l'occupazione temporanea di soli 6'186 m
2 

e l'affitto di terreni per 

complessivi 27'808 m
2
. Per la perdita provvisoria, essa ha dunque 

concesso l'indennità usuale di 1 franco/m
2
.  

7.2 Di avviso contrario, il ricorrente lamenta un accertamento 

manifestamente inesatto della fattispecie determinante, in quanto a suo 

A-1586/2013 

Pagina 24 

avviso l'oggetto del risarcimento, qui richiesto, sarebbe già stato tempesti-

vamente da lui annunciato prima della procedura di stima dinanzi all'UFT, 

così come si evincerebbe dagli atti dell'incarto. Il ricorrente indica infatti 

che a causa della postulata occupazione temporanea dei fondi da parte 

della controparte, esso sarebbe stato costretto a trovare una soluzione 

alternativa per continuare la propria attività e spostare il materiale 

presente sui suoi fondi, sottoscrivendo con la società Immobiliare 

B._______, in data 25 novembre 2009, un contratto di locazione dei 

mappali n. ___
6
, n. ___

7 
e n. ___

8 
(quest'ultimo nella misura di 25'537 m

2
) 

RFD del Comune di U._______. Sarebbe dunque a torto, che l'autorità 

inferiore avrebbe considerato come tardiva la sua pretesa di indennizzo. 

Invocando l'art. 19 lett. c LEspr, egli ribadisce dunque la sua richiesta 

d'indennizzo di 156'000 franchi all'anno a partire dal 1° dicembre 2009. 

Orbene, poiché la pigione annua di 156'000 franchi da lui pagata 

concerne una superficie totale 27'808 m
2
, ben superiore a quella 

occupata temporaneamente dalla controparte di soli 6'344 m
2
, egli ritiene 

che gli dovrebbe essere perlomeno riconosciuto un indennizzo annuo pari 

a 35'526.40 franchi (= [fr. 156'000 : 27'808 m
2
] x 6'344 m

2
) corrispondente 

alla superficie occupata dal cantiere della controparte. 

Egli invoca inoltre una violazione del principio della buona fede da parte 

dell'autorità inferiore, in quanto sarebbe in maniera arbitraria che 

quest'ultima avrebbe negato il nesso di causalità adeguato tra la pretesa 

da lui avanzata e l'occupazione temporanea. Egli indica infatti che l'UFT 

nella decisione 19 settembre 2008 avrebbe imposto alla controparte un 

onere di procedere all'installazione del cantiere a tappe al fine di 

arrecargli il minor disguido possibile, ciò che non sarebbe stato rispettato, 

vista la richiesta d'immediata immissione in possesso avanzata dalla 

controparte che lo avrebbe costretto a spostare il proprio ingente deposito 

di materiali. Non potendo essere rispettato l'onere imposto dall'UFT, egli 

ha sempre ritenuto che doveva essergli riconosciuta un'adeguata 

indennità per il disagio e gli inconvenienti causati. A suo avviso, non può 

dunque essere negato che lo spostamento di 600'000 m
3
 di materiale 

doveva essere considerato nell'ambito dell'installazione del cantiere FFS. 

Negargli l'indennizzo postulato per i costi di spostamento del predetto 

materiale, concedendogli soltanto l'indennità usuale di 1 franco/m
2
 

riconosciuta per le occupazioni temporanee di poco conto, costituirebbe 

inoltre una palese violazione del principio della parità di trattamento. 

Accanto a detta indennità, egli postula – per la prima volta – altresì il 

risarcimento dei costi di trasporto del materiale in questione dal mappale 

n. ___
1 

RFD del Comune di X._______ al mappale n. ___
8 

RFD del 

A-1586/2013 

Pagina 25 

Comune di U._______, chiedendo un indennizzo pari a 300'000 franchi, 

importo certamente adeguato e facilmente accertabile in via peritale. 

7.3 Tenuto conto delle censure sollevate dal ricorrente, prima di pronun-

ciarsi al riguardo (consid. 7.4 che segue), occorre brevemente richiamare 

i principi in materia di opposizione ai progetti ferroviari (cfr. consid. 7.3.1 

che segue) nonché le conseguenze di un bando di espropriazione sugli 

atti di disposizione di un espropriato (cfr. consid. 7.3.2 che segue). 

7.3.1 Per quanto attiene agli impianti ferroviari, la procedura di 

approvazione dei piani è retta dagli art. 18 segg. della legge federale del 

20 dicembre 1957 (Lferr, RS 742.101) e, in subordine, dalla LEspr 

(art. 18a Lferr). Giusta l'art. 18f cpv. 1 Lferr, chi ha qualità di parte 

secondo le prescrizioni della PA o della LEspr può, durante il termine di 

deposito dei piani, fare opposizione presso l'autorità competente. Se non 

fa opposizione, è escluso dal seguito della procedura. L'art. 18f cpv. 2 

Lferr precisa che, nel medesimo termine, vanno inoltre sollevate tutte le 

obiezioni relative al diritto d'espropriazione e tutte le domande di 

indennità o di prestazioni in natura. Tale principio è analogamente ripreso 

dagli art. 35 e 36 LEspr. Il termine di opposizione e di notifica delle 

pretese espropriative di cui all'art. 18f cpv. 1 e 2 Lferr è un termine legale 

e, come tale, è perentorio. Orbene, la perenzione implica la perdita di un 

diritto, allorquando il suo detentore omette di compiere un atto nel termine 

impartito (cfr. [tra le tante] sentenza del TAF A-6547/2011 del 22 ottobre 

2013 consid. 4.2.2). Ne discende che –  su riserva degli art. 39 - 41 LEspr 

– le notifiche tardive sono irricevibili dinanzi alle autorità competenti. 

7.3.2 Il bando d'espropriazione costituisce una limitazione temporanea 

della facoltà per il proprietario di disporre del fondo. Giusta l'art. 42 LEspr 

dal giorno in cui è stato reso pubblicamente noto il deposito dei piani e, 

nella procedura abbreviata, da quello in cui l'avviso è stato notificato 

all'espropriato, non è più lecito compiere senza il consenso dell'espro-

priante degli atti di disposizione, di diritto o di fatto, che rendano 

l'espropriazione più gravosa (cfr. HESS/WEIBEL, op. cit., n. 1 ad art. 42 

LEspr). Esso proibisce all'espropriato unicamente quegli atti di 

disposizione che rendono più gravosa l'espropriazione – ovvero che 

hanno un effetto pregiudizievole sull'espropriazione o, soprattutto, che ne 

rendono vano o più gravoso lo scopo – o che non sono semplicemente 

stati autorizzati dall'espropriante (cfr. HESS/WEIBEL, op. cit., n. 7 seg. ad 

art. 42 LEspr). Nulla vieta ad esempio all'espropriato di vendere o locare 

ad un terzo il suo fondo, oppure di costruire sullo stesso con l'accordo 

dell'espropriante (cfr. HESS/WEIBEL, op. cit., n. 8 segg. ad art. 42 LEspr). 

A-1586/2013 

Pagina 26 

7.4 Fissato il quadro generale, lo scrivente Tribunale rileva quanto segue. 

7.4.1 In concreto, dagli atti dell'incarto risulta che il ricorrente con 

opposizione 10 dicembre 2007 ha contestato soltanto l'ammontare 

dell'indennizzo di 0.50 franchi/m
2
 all'anno offerto dalla controparte per 

l'occupazione temporanea delle particelle n. ___
1 

e n. ___
2 

RFD del 

Comune di X._______, avanzando una pretesa di indennizzo pari a 

60'000 franchi per ogni anno di occupazione delle stesse, senza tuttavia 

formulare alcuna riserva di carattere materiale in rapporto a tale 

occupazione temporanea (cfr. allegato annesso al doc. 3 dell'inc. CFS). 

Di fatto, da detta opposizione non emerge alcun elemento che lasci 

pensare che il ricorrente avrebbe invero esposto all'UFT i problemi legati 

al proseguimento della propria attività commerciale e la necessità di 

prendere in locazione altri fondi. Al contrario. Che poi lo stesso in sede di 

udienza di conciliazione abbia notificato delle ulteriori pretese all'UFT in 

rapporto alla locazione di terreni sostitutivi, è qui irrilevante, le stesse 

essendo chiaramente tardive. È dunque a giusta ragione che prima l'UFT 

nella decisione di approvazione dei piani e dopo la CFS non sono entrati 

nel merito della richiesta d'indennizzo pari a 156'000 franchi per ogni 

anno di occupazione temporanea delle due particelle n. ___
1 

e n. ___
2
 

RFD del Comune di X._______. Ogni pretesa che eccede l'indennizzo 

dapprima  richiesto dal ricorrente è conseguentemente irricevibile.  

7.4.2 Peraltro – quand'anche si entrasse nel merito di tali pretese – visto 

che gli impegni professionali del ricorrente, cosciente dell'occupazione 

temporanea da parte della controparte, sono stati presi successivamente 

alla pubblicazione dei piani del progetto in oggetto e delle relative previste 

espropriazioni, per giunta senza il consenso dell'espropriante, è palese 

che lo stesso ha chiaramente violato quanto disposto dall'art. 42 LEspr 

(cfr. consid. 7.3.2 del presente giudizio). Egli, avendo reso più gravosa 

l'occupazione temporanea creando dei nuovi aggravi, non può ora 

esigere un indennizzo maggiore. Non si vede poi in ché lo stesso sarebbe 

stato leso, dal momento che l'installazione del cantiere era prevista solo a 

partire dal 2010 dando al ricorrente un tempo di 2 anni per organizzarsi, 

rispettivamente rendere agibile l'area interessata al cantiere, così come 

tenuto conto dall'UFT nella decisione d'approvazione del 19 settembre 

2008. In nesso di causalità tra l'espropriazione temporanea e la necessità 

di locare degli altri fondi – tenuto altresì conto della sproporzione tra la 

superficie locata di ben 27'808 m
2
 e l'aerea oggetto dell'occupazione 

temporanea di 6'186 m
2
 – non è pertanto dato (cfr. consid. 5.3 del 

presente giudizio). In tali circostanze, non appare qui necessario 

attardarsi ulteriormente sulle ulteriori argomentazioni del ricorrente e della 

A-1586/2013 

Pagina 27 

controparte in merito all'occupazione temporanea, segnatamente per 

quanto concerne la sistemazione del terreno e al trasporto di materiale da 

parte della controparte per i bisogni del cantiere FFS oggetto del contratto 

denominato "Aggiunta n. 1 al contratto n. […] concernente FMW – 

formazione area di cantiere km […]" (cfr. documento allegato alle 

osservazioni 7 maggio 2013 della controparte). 

7.4.3 Per quanto attiene poi alla violazione del principio della buona fede 

da parte dell'autorità inferiore, si rileva quanto segue.  

Il principio della buona fede ancorato all'art. 2 CC nonché all'art. 9 Cost. e 

valido per l'insieme dell'attività dello Stato, conferisce all'amministrato, a 

certe condizioni, il diritto di esigere dalle autorità che si conformino alle 

promesse o alle assicurazioni fattegli e che non tradiscano la fiducia 

posta in esse (cfr. DTF 131 II 627 consid. 6.1; 130 I 26 consid. 8.1; 129 I 

161 consid. 4; [tra le tante] sentenza TAF A-2878/2013 del 21 novembre 

2013 consid. 5.3 con i numerosi rinvii). Tale principio si suddivide in tre 

corollari: il divieto di comportamento contraddittorio, il divieto dell'abuso di 

diritto e la protezione della fiducia (cfr. sentenza del TAF A-5453/2009 del 

6 aprile 2010 consid. 7.1). Secondo la giurisprudenza, un'indicazione o 

una decisione dell'amministrazione possono obbligare quest'ultima ad 

acconsentire ad un amministrato di appellarvisi, quand'anche esse 

risultassero errate, a condizione che (a) l'autorità sia intervenuta in una 

situazione concreta nei confronti di una persona determinata, (b) che 

abbia agito nei limiti delle sue competenze o presunte tali, (c) che l'ammi-

nistrato non abbia potuto rendersi conto immediatamente dell'erroneità 

dell'indicazione ricevuta, (d) che in base a tale indicazione quest'ultimo 

abbia preso disposizioni concrete alle quali egli non potrebbe rinunciare 

senza subire un pregiudizio, infine (e) che la regolamentazione in materia 

non sia cambiata posteriormente al momento in cui l'autorità ha formulato 

il suo avviso (cfr. [tra le tante] DTF 131 II 627 consid. 6.1 con rinvii; [tra le 

tante] sentenza del TAF A-2878/2013 del 21 novembre 2013 consid. 5.3 

con i numerosi rinvii). 

Ciò precisato, in assenza di rassicurazioni concrete dell'autorità inferiore 

la censura sollevata dal ricorrente appare priva di pertinenza e per nulla 

fondata. Peraltro, contrariamente a quanto egli sostiene, l'onere imposto 

alla controparte dall'UFT non implica di certo il riconoscimento di un 

indennizzo per il solo fatto che la controparte abbia chiesto l'immediata 

immissione in possesso. Il ricorrente sembra infatti dimenticare che l'UFT 

stesso ha dichiarato le sue pretese d'indennizzo irricevibili, in quanto 

tardive. Pretendere ora che lo spostamento del materiale doveva essere 

A-1586/2013 

Pagina 28 

considerato nell'ambito dell'installazione del cantiere appare piuttosto 

abusivo, dal momento che è egli stesso ad essersi impegnato con terzi, 

pur sapendo che i suoi fondi sarebbero stati occupati temporaneamente. 

Detta censura va dunque respinta. 

7.4.4 Dal momento che l'autorità inferiore ha di fatto tenuto conto di tutti 

gli elementi concreti del caso, analizzandoli in maniera appropriata, detto 

modo di procedere non appare per nulla arbitrario (cfr. sentenza del TAF 

A-2878/2013 del 21 novembre 2013 consid. 5.2). Non si vede altresì in 

ché, il fatto di concedergli l'indennità usuale per occupazione temporanea 

dei suoi fondi, senza tener conto della richiesta d'indennizzo avanzata dal 

ricorrente in maniera tardiva e dunque irricevibile, possa ledere il principio 

dell'uguaglianza di trattamento (cfr. sentenza del TAF A-2878/2013 del 

21 novembre 2013 consid. 5.1). Tali censure vanno pertanto respinte. 

7.4.5 Riguardo al preteso risarcimento di 300'000 franchi per lo 

spostamento del materiale dai propri fondi a quelli locati, essendo stato 

postulato per la prima volta in sede ricorsuale, lo stesso è manife-

stamente tardivo e come tale qui irricevibile (cfr. consid. 1.5 del presente 

giudizio). Al riguardo, lo scrivente Tribunale non entra pertanto nel merito.  

7.4.6 Visto quanto precede, l'indennizzo di 1 franco/m
2
 per ogni anno 

d'occupazione delle citate particelle n. ___
1 

e n. ___
2 

sancito dall'autorità 

inferiore appare appropriato di modo che deve essere qui confermato. 

8.  

Non da ultimo, lo scrivente Tribunale rileva che la fattispecie in esame 

appare chiara e gli atti dell'incarto risultano completi. Le parti hanno poi 

già avuto ampiamente modo di esprimersi, presentando esaustivamente 

le loro pretese e argomentazioni. In tali circostanze, tenuto altresì conto 

che la causa deve essere rinviata all'autorità inferiore per nuovo calcolo 

dell'indennizzo, il Tribunale statuente ritiene che l'assunzione degli 

ulteriori mezzi di prova postulati dal ricorrente – e meglio, la richiesta di 

sopralluogo, di perizie, nonché d'audizione testimoniale – sia ininfluente 

ai fini del giudizio, motivo per cui non vi è alcuna ragione di dar loro 

seguito (art. 12 PA a contrario).  

9.  

In definitiva, alla luce di tutto quanto suesposto, per quanto ricevibile, il 

ricorso va parzialmente accolto e la causa rinviata all'autorità inferiore 

affinché ricalcoli l'indennità di espropriazione parziale definitiva della 

A-1586/2013 

Pagina 29 

particella n. ___
1 

del Comune di X._______ ai sensi del consid. 6 del 

presente giudizio. Per il resto, il ricorso va respinto. 

10.  

10.1 Nel contesto della presente vertenza, la questione delle spese e 

delle ripetibili è regolata dagli art. 114 segg. LEspr (cfr. sentenze del TAF 

A-8433/2007 del 3 novembre 2009 consid. 10; A-4676/2007 dell'11 di-

cembre 2007 consid. 8; A-996/2007 del 9 agosto 2007 consid. 7 con 

rinvii). Giusta l'art. 116 cpv. 1 LEspr, le spese e le ripetibili sono di regola 

poste a carico dell'espropriante. Se le conclusioni dell'espropriato 

vengono respinte totalmente, si può procedere ad una diversa 

ripartizione. In ogni caso, le spese provocate inutilmente sono addossate 

a chi le ha cagionate. Le parti che chiedono la rifusione di ripetibili e gli 

avvocati devono presentare al Tribunale, prima della pronuncia della 

decisione, una nota particolareggiata delle spese. Il Tribunale fissa 

l'indennità dovuta alla parte sulla base della nota particolareggiata delle 

spese. Se quest'ultima non è stata inoltrata, il Tribunale fissa l'indennità 

sulla base degli atti di causa (cfr. art. 14 del Regolamento del 21 febbraio 

2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

10.2 Nella fattispecie, le spese processuali pari a 5'000 franchi sono 

poste a carico della controparte.  

10.3 In concreto, si giustifica altresì la concessione di un'indennità di 

ripetibili al ricorrente, qui assistito da un legale iscritto nel registro degli 

avvocati del Cantone Ticino, il quale ha presentato la propria nota 

particolareggiata in data 5 maggio 2014, facendo valere un onorario 

complessivo pari a 12'984.30 franchi (IVA inclusa), di cui 820 franchi 

quale esborso delle spese, come pure una nota aggiuntiva del 25 giugno 

2014, facendo valere un onorario complessivo pari a 8'761.30 franchi (IVA 

inclusa), di cui 482.30 franchi quale esborso delle spese.  

Nella fattispecie, tale richiesta – che tiene conto di una tariffa oraria di 

350 franchi e di ben 51 ½ ore di lavoro – appare tuttavia inadeguata e 

non può essere condivisa dallo scrivente Tribunale. Dovendo considerare 

le circostanze nel loro insieme, lo scrivente Tribunale non può infatti 

prescindere dal rilevare che il patrocinatore del ricorrente si è occupato in 

parallelo dell'inc. A-1581/2013 con delle analogie alla procedura in 

oggetto (segnatamente per quanto concerne la contestazione del calcolo 

dell'indennizzo e le censure ivi sollevate), tant'è che gli allegati principali 

presentano delle forti similitudini. Inoltre, nel proprio ricorso il patroci-

A-1586/2013 

Pagina 30 

natore riprende varie argomentazioni già addotte dinanzi all'autorità 

inferiore e le osservazioni finali ricalcano di gran lunga il predetto ricorso. 

Se poi è vero è che il ricorrente ha dovuto presentare delle nuove 

osservazioni alle nuove censure sollevate dalla controparte soltanto con 

le osservazioni finali, vero è anche che le stesse riprendono ampiamente 

quanto già da lui asserito in precedenza. Nella determinazione delle 

ripetibili va inoltre tenuto conto del fatto che il ricorso in oggetto è stato 

accolto soltanto parzialmente. 

Visto tutto quanto suesposto, lo scrivente Tribunale ritiene più appropriata 

l'assegnazione di un'indennità complessiva pari a 6'000 franchi (IVA 

inclusa). A tale importo va aggiunto l'esborso delle spese pari a 

1'302.30 franchi (= fr. 820  + fr. 482.30). L'importo complessivo pari a 

7'302.30 franchi riconosciuto alla ricorrente, giusta l'art. 116 cpv. 1 LEspr, 

deve essere posto a carico della controparte, ovvero l'espropriante. 

(il dispositivo è indicato alla pagina seguente) 

  

A-1586/2013 

Pagina 31 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Per quanto ricevibile, il ricorso è parzialmente accolto e la causa rinviata 

all'autorità inferiore affinché ricalcoli l'indennità di espropriazione parziale 

definitiva della particella n. ___
1
 del Comune di X._______ ai sensi dei 

considerandi. Per il resto, il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali pari a 5'000 franchi sono poste a carico della 

controparte. Tale importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, 

entro un termine di 30 giorni dalla crescita in giudicato della presente 

sentenza. Il bollettino di versamento sarà inviato per corrispondenza 

separata. 

3.  

La controparte corrisponderà al ricorrente l'importo di 7'302.30 franchi a 

titolo di indennità di ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– controparte (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. ___; atto giudiziario) 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Sara Friedli 

  

A-1586/2013 

Pagina 32 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine 

di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg., 90 segg. e 100 LTF). Gli 

atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. 

La decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i docu-

menti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

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