# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fbd6b01c-2368-5153-b94a-7ccffe6e565d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-10-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.10.2009 C-6081/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6081-2007_2009-10-15.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6081/2007

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 5  o t t o b r e  2 0 0 9

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Blaise Vuille, Andreas Trommer
cancelliera Mara Vassella.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Michela Delcò Petralli, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto dell'autorizzazione federale di naturalizzazione 
ordinaria.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6081/2007

Fatti:

A.
Entrato in Svizzera il 4 settembre 1994, A._______, cittadino italiano 
nato  il  ...,  coniugato  dal  13  agosto  1996  con  B._______,  cittadina 
italiana d'origine e svizzera per naturalizzazione dal 27 giugno 1997, 
ha  risieduto  dapprima  a  Bülach/ZH  fino  al  31  dicembre  1994,  di 
seguito a Wettswil  am Albis/ZH dal 1° gennaio 1995 al  31 dicembre 
1999. A partire dal 1° gennaio 2000 egli ha risieduto a Mendrisio/TI.

B.
In data 15 gennaio 2003, dopo aver risieduto ininterrottamente per tre 
anni nel Comune di Mendrisio, l'interessato vi ha depositato una do-
manda di concessione della cittadinanza svizzera nonché della cittadi-
nanza cantonale ticinese e dell'attinenza per stranieri.

In data 6 ottobre 2003, il Consiglio comunale di Mendrisio ha conces-
so all'interessato l'attinenza comunale per naturalizzazione.

C.
Nell'ambito dell'istruzione concernente la procedura di naturalizzazio-
ne, il Procuratore pubblico del Canton Ticino ha comunicato all'Ufficio 
federale  dell'immigrazione,  dell'integrazione  e  dell'emigrazione 
([IMES], oggi: Ufficio federale della migrazione [UFM]) in data 27 luglio 
2004 che nei confronti di A._______ era stata formalmente promossa 
l'accusa per complicità in truffa e falsità in documenti in procedimento 
disgiunto da quello contro il principale responsabile.

Con scritto del 17 novembre 2004, l'IMES ha comunicato all'interessa-
to che la naturalizzazione presuppone l'osservanza dell'ordine giuridi-
co svizzero e che, visto la procedura penale in corso, una decisione in 
merito avrebbe potuto essere pronunciata solo al termine di tale pro-
cedura.

D.
Con  decreto  di  accusa  del  30  agosto  2006  del  Ministero  pubblico 
ticinese, l'interessato è stato ritenuto colpevole di complicità in ripetuta 
truffa ai sensi dell'art. 146 del Codice penale svizzero del 21 dicembre 
1937  (CP,  RS  311.0)  nonché  ripetuta  falsità  in  documenti  ai  sensi 
dell'art. 251 CP ed è stato condannato alla pena detentiva di 30 giorni 
sospesi condizionalmente per un periodo di prova di due anni.

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E.
Con scritto del 29 settembre 2006, l'interessato ha esposto le ragioni 
per le  quali  egli  sarebbe stato implicato in una procedura penale. In 
particolare egli ha affermato che, come molti altri coimputati, si è tro-
vato suo malgrado coinvolto, seppure molto marginalmente, nelle prati-
che truffaldine del suo superiore, primario e proprietario della clinica, 
dott. C._______ e principale imputato. Egli ha poi spiegato che la truffa 
alle casse malati  consisteva nel  fatturare periodi  di  degenza fittizi  di 
alcuni pazienti. Al personale medico o infermieristico che manifestava 
disagio  per  siffatte  irregolarità  veniva  prospettato  il  licenziamento, 
ragione per cui le persone coinvolte avevano accettato la sudditanza 
psicologica, tenuto conto che la maggior parte del personale era di na-
zionalità straniera. 

F.
Con scritto del 6 febbraio 2007, l'UFM ha consigliato all'istante di ritira-
re la domanda e di ripresentarne un'altra dopo il  periodo di  prova di 
due anni inflitto dai giudici penali e sei mesi di tempo supplementare, 
ovvero a fine febbraio 2009.

G.
Con scritto del 15 febbraio 2007, l'insorgente ha richiesto all'UFM delle 
delucidazioni  in  merito  al  concetto  di  "conformità  all'ordine  giuridico 
svizzero", in particolare se fosse stata pronunciata una sentenza o una 
direttiva che spieghi  chiaramente  tale  concetto,  allegando inoltre  un 
certificato di lavoro del Servizio di nefrologia dell'Ospedale regionale 
di  D._______,  il  quale  attesta  la  professionalità  e  la  lealtà  del 
richiedente nonché la stima nei suoi confronti. 

H.
Con scritto del 22 febbraio 2007, il Ministero pubblico ticinese, al fine 
di  contestualizzare  la  posizione  del  dott.  A._______,  ha  segnalato 
all'autorità di prime cure che i fatti di rilevanza penale per i quali il ri-
chiedente è stato condannato risalivano a 10 anni prima, tra il 1997 e 
il  1998 ed ha poi precisato che il reato penale commesso dal richie-
dente è stato eseguito su istruzione dei superiori.

I.
In data 30 marzo 2007, l'autorità di prime cure ha trasmesso all'inte-
ressato per posta elettronica delle delucidazioni relative alle ripercus-
sioni della revisione in vigore dal 1° gennaio 2007 della parte generale 
del Codice penale svizzero in ambito delle naturalizzazioni. L'UFM ha 

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poi  precisato che una delle premesse per la naturalizzazione è il  ri-
spetto  dell'ordine  giuridico  svizzero  e  che le  disposizioni  penali  non 
prevedevano più la radiazione delle pene anteriori bensì l'eliminazione 
dal  casellario  giudiziale,  la  quale  avviene  automaticamente  dopo  la 
scadenza di certi termini. L'autorità di prime cure ha poi inoltrato al ri-
chiedente la sentenza del Tribunale federale 5A.22/1997 del 15 dicem-
bre 1997.

J.
Con scritto dell'8  maggio 2007,  l'UFM ha informato l'interessato che 
l'autorizzazione  federale  di  naturalizzazione  non  poteva  essere  rila-
sciata.  Agendo  per  il  tramite  del  suo  patrocinatore,  A._______  ha 
richiesto una decisione formale all'UFM. 

Con decisione del 12 luglio 2007, l'UFM ha rifiutato la domanda di na-
turalizzazione ordinaria presentata dall'interessato. In sostanza l'UFM 
ha rilevato che nella  procedura ordinaria  di  naturalizzazione, confor-
memente all'art. 12 della legge federale del 29 settembre 1952 su l’ac-
quisto e la perdita della cittadinanza svizzera (LCit, RS 141.0), la citta-
dinanza  si  acquista  previa  naturalizzazione  in  un  Cantone  e  in  un 
Comune ed è valida unicamente se l'UFM ha concesso l'autorizzazio-
ne.  In  particolare,  una  delle  premesse  per  la  naturalizzazione  è  il 
rispetto dell'ordine giuridico svizzero, constatando che l'interessato è 
stato condannato il  30 agosto  2006 alla  pena detentiva di  30 giorni 
sospesi condizionalmente per un periodo di prova di due anni, l'UFM 
ha  rilevato  che  un  trattamento  della  domanda  di  naturalizzazione 
avrebbe potuto essere proseguito solo dopo lo scadere del periodo di 
prova cui è aggiunto un periodo di sei mesi.

K.
In data 12 settembre 2007, agendo per il tramite del suo patrocinatore, 
l'interessato  è  insorto  avverso  la  suddetta  decisione,  postulandone 
l'annullamento  nonché  il  conferimento  della  cittadinanza  svizzera. A 
sostegno del proprio gravame egli ha rilevato in particolare la violazio-
ne del diritto federale, compreso l'eccesso del potere di apprezzamen-
to  e  l'accertamento  inesatto  e  incompleto  dei  fatti.  Egli  ha  poi 
sottolineato  che  per  quanto  concerne  l'integrazione  nella  comunità 
svizzera  ai  sensi  dell'art.  14  LCit,  la  decisione  impugnata  manca di 
motivazione e fondatezza,  sottolineando che una buona reputazione 
dal profilo penale non significa non avere subito alcuna condanna, nel 
caso contrario l'ordinamento giuridico o il Messaggio del Consiglio fe-

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derale l'avrebbero precisato. Riferendosi alla circolare sull'osservanza 
dell'ordine giuridico svizzero del 21 marzo 2007, il  ricorrente ha rim-
proverato all'autorità inferiore di non aver sufficientemente considerato 
i fatti rilevanti a suo favore e che, considerato l'insieme delle circostan-
ze del caso di specie, la naturalizzazione avrebbe potuto essere con-
cessa.

L.
Chiamato ad esprimersi  in  merito  al  ricorso del  12 settembre 2007, 
con preavviso del 10 dicembre 2007, l'autorità di prime cure ha postu-
lato la reiezione del gravame. Essa ha ripreso le proprie argomentazio-
ni di fatto e di diritto, sottolineando che nella sentenza 5A.22/1997 del 
Tribunale federale del 15 dicembre 1997, il reato in causa che portò ad 
una condanna detentiva di 14 giorni sospesi condizionalmente non è 
stato trattato quale reato di lieve entità, nonostante si trattasse di una 
domanda di naturalizzazione agevolata.

M.
Invitato  a  prendere posizione su detto  preavviso,  con replica del  17 
gennaio 2008, il ricorrente ha ribadito le argomentazioni sviluppate nel 
suo gravame, sottolineando inoltre che la sentenza del Tribunale fede-
rale non avrebbe potuto essere considerata nel caso di specie, visto il 
divario tra i beni giuridici protetti. Egli ha precisato che nella sentenza 
citata il  postulante aveva infranto gravemente il  codice della  circola-
zione stradale, mettendo così in pericolo l'incolumità fisica degli utenti 
della strada, contrariamente alla presente fattispecie, nel quale il bene 
protetto dalle disposizioni violate è di carattere pecuniario.

N.
Chiamato ad esprimersi in merito alla suddetta replica, con duplica del 
19 marzo 2008, l'autorità inferiore ha affermato che gli argomenti ad-
dotti  in  sede  di  ricorso  non  sono  tali  da  consentire  una  modifica 
dell'apprezzamento della fattispecie. 

O.
Sulla base di un complemento d'istruttoria, con scritto del 18 maggio 
2009 il ricorrente ha prodotto il proprio casellario giudiziale dal quale 
risulta essere incensurato.

P.
Con preavviso complementare del 9 giugno 2009, l'UFM ha constata-
to che il tempo di prova di due anni più i  sei mesi supplementari ri-

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chiesti  per riesaminare la  domanda di  naturalizzazione è scaduto a 
fine febbraio 2009.

Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32),  giusta 
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro 
le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5  della  legge federale  del  20 dicembre 
1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021)  prese  dalle 
autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF.  In  particolare  le  decisioni  rese 
dalle  autorità  amministrative  della  Confederazione  in  materia  di 
acquisizione  e  di  perdita  della  nazionalità  elvetica  possono  essere 
impugnate davanti al Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF 
o il Tribunale) conformemente all'art. 51 cpv. 1 LCit.

1.2 Salvo i casi  in cui  la LTAF non disponga altrimenti,  la procedura 
davanti  al  Tribunale amministrativo federale  è retta  dalla  PA (art. 37 
LTAF). 

Ai sensi dell'art. 83 let. b della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale 
federale (LTF, RS 173.110)  e  conformemente  alla  sua prassi,  il  TAF 
statuisce in via definitiva nella presente causa (cfr. sentenza del TAF 
C-1123/2006 del 12 settembre 2008 consid. 1.3 e C-1222/2006 dell'11 
gennaio 2008 consid. 1.3). La questione dell'inammissibilità del ricorso 
al  Tribunale  federale  in  questa  materia  è  tuttavia  controversa  nella 
dottrina (cfr. in particolare  KARL HARTMANN/LAURENT MERZ,  Einbürgerung: 
Erwerb und Verlust  des  Schweizer  Bürgerrechts,  in  Peter  Uebersax, 
Beat  Ruedin,  Thomas Hugi  Yar e Thomas Geiser  [Hrsg],  Ausländer-
recht,  Eine  umfassende  Darstellung  der  Rechtsstellung  von  Aus-
länderinnen und Ausländern in der Schweiz, Von A[syl] bis Z[ivilrecht], 
Bâle 2009, p. 624 e 625, cifra 12.92 ed altri  autori  citati  nell'articolo 
che sostengono la tesi dell'ammissibilità del ricorso di diritto pubblico 
contro  le  decisioni  del  TAF  relative  all'autorizzazione  federale  di 
naturalizzazione;  contra  segnatamente  CÉLINE GUTZWILLER,  Droit  de  la 
nationalité et fédéralisme en Suisse, Ginevra - Zurigo - Basilea 2008, 
p. 517 et 518, no 1355;  ULRICH HÄFELIN,  WALTER HALLER et  HELEN KELLER, 
Bundesgericht und Verfassungsgerichtsbarkeit nach der Justizreform, 
Supplement zur 6. Auflage des «Schweizerischen Bundesstaatsrecht», 

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Zurigo – Basilea – Ginevra 2006, p. 60 e 61, no 1359). In una sentenza 
del  28  maggio  2008,  il  Tribunale  federale  ha  d'altronde  lasciato  la 
questione aperta (cfr. sentenza 1C_238/2008).

1.3 A._______  ha  il  diritto  di  ricorrere  (art.  48  cpv. 1  PA)  e  il  suo 
ricorso,  presentato  nella  forma e  nei  termini  prescritti  dalla  legge  è 
ricevibile (cfr. art. 50 e 52 PA in relazione con l'art 51 cpv. 1 LCit).

2.
Giusta l'art. 49 PA, il ricorrente può invocare la violazione del diritto fe-
derale,  compreso  l'eccesso  o  l'abuso  del  potere  di  apprezzamento, 
l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti  giuridicamente rilevanti 
nonché l'inadeguatezza; quest'ultima censura è tuttavia inammissibile 
se  un'autorità  cantonale  ha  giudicato  quale  autorità  di  ricorso.  Il 
Tribunale applica d'ufficio il diritto federale e non è vincolato in nessun 
caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevanti sono in pri-
mo luogo la situazione di fatto e di diritto al momento del giudizio (cfr. 
sentenza 2A.451/2002 del 28 marzo 2003 consid. 1.2 pubblicata par-
zialmente in: DTF 129 II 215 nonché sentenza del Tribunale ammini-
strativo federale C-135/2006 del 20 dicembre 2007 consid. 2 e riferi-
menti ivi citati).

3.
Da un punto di vista formale, occorre osservare che il dispositivo della 
decisione impugnata menziona il rifiuto della domanda di naturalizza-
zione. Tuttavia l'UFM non è competente per accordare automaticamen-
te la naturalizzazione ordinaria bensì per concederne l'autorizzazione 
ai sensi dell'art. 12 segg. LCit. Tale inesattezza non comporta alcuna 
conseguenza  considerato  il  fatto  che  l'UFM  è  tenuto  ad  esaminare 
l'idoneità  della  persona  interessata  alla  naturalizzazione  conforme-
mente all'art. 14 LCit ed a concederle se del caso la detta autorizza-
zione. A questo titolo è necessario rilevare che la procedura di natura-
lizzazione propriamente detta compete esclusivamente ai  Cantoni  in 
virtù dell'art. 38 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazio-
ne svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101).

4.
Il  ricorrente ha fatto valere nel suo gravame la violazione del diritto, 
compreso l'eccesso del potere di apprezzamento nonché un accerta-
mento manifestamente inesatto e incompleto dei fatti rilevanti, in parti-
colare egli  ha fatto  valere che secondo la  direttiva dell'UFM relativa 
all'osservanza dell'ordine giuridico svizzero del 21 marzo 2007 la pena 

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inflitta  all'interessato avrebbe potuto essere  ritenuta di  lieve entità  e 
pertanto, considerata la situazione globale, la naturalizzazione avreb-
be potuto essere concessa.

5.

5.1 La naturalizzazione ordinaria è disciplinata dagli art. 12 a 16 LCit. I 
requisiti  necessari  all'acquisizione  della  cittadinanza  svizzera  sono 
stabiliti dagli art. 12 a 14 LCit. In sostanza nella procedura ordinaria, la 
cittadinanza  svizzera  si  acquista  mediante  naturalizzazione  in  un 
Cantone e in un Comune ed è valida soltanto se l'UFM ha concesso 
l'autorizzazione  (art.  12).  L'UFM  concede  l'autorizzazione  per  un 
Cantone determinato, limitando la durata della sua validità a tre anni 
con possibilità di proroga; essa può tuttavia venire modificata quanto 
ai  membri  della  famiglia  ai  quali  si  estende  e  può  essere  revocata 
prima  della  naturalizzazione  qualora  si  venga  a  conoscenza  di  fatti 
che, se fossero stati  precedentemente noti,  ne avrebbero motivato il 
rifiuto (art. 13). Prima del rilascio dell'autorizzazione l'UFM esamina se 
il  richiedente  è  idoneo  alla  naturalizzazione,  in  particolare  se  si  è 
integrato nella comunità svizzera, si è familiarizzato con il modo di vita 
e gli usi e costumi svizzeri, se si conforma all'ordine giuridico vigente e 
non compromette la  sicurezza interna o  esterna della  Svizzera (art. 
14). Lo straniero può chiedere l'autorizzazione soltanto se ha risieduto 
in Svizzera durante 12 anni, di cui tre nel corso dei cinque anni che 
precedono la domanda (art. 15). 

5.2 Come precedentemente  menzionato,  sia  per  la  naturalizzazione 
ordinaria, come altresì per quella agevolata, una delle condizioni ma-
teriali richieste per l'acquisto della cittadinanza svizzera risiede nel ri-
spetto dell'ordine giuridico svizzero. Il candidato deve dunque godere 
di una buona reputazione in materia penale e in materia di esecuzione 
e fallimento (FF 1987 III 245). È segnatamente richiesta una reputazio-
ne intatta, ovvero l'assenza di precedenti penali. Concretamente, il fat-
to di conformarsi all'ordine giuridico svizzero significa non essere og-
getto  di  procedimenti  penali  pendenti  o  di  pene  privative  di  libertà, 
condizionali  o  meno, non radiate,  in casi  si  scarsa gravità è tuttavia 
possibile accordare la naturalizzazione (Messaggio relativo alla cittadi-
nanza per giovani stranieri e alla revisione della legge sulla cittadinan-
za, FF 2002 1766). 

Secondo la prassi, non vengono prese in considerazione le iscrizioni 

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fondate  su  sanzioni  per  contravvenzioni  o  reati  di  scarsa  rilevanza, 
quali multe per contravvenzioni o per delitti, commessi per negligenza 
e per aver condotto un veicolo in stato di ebrietà, semprecché la multa 
non  superi  una  certa  soglia  (ROLAND SCHÄRER,  Erfahrungen  bei  der 
Anwendung der letzten Revision des BüG, in: Rivista dello stato civile, 
62 I 1994, pag. 36). 

5.3 Con la revisione entrata in vigore il  1° gennaio 2007 del Codice 
penale  svizzero,  la  radiazione  dal  casellario  giudiziale  di  una  pena 
anteriore è stata sostituita con l'eliminazione della pena dal casellario 
giudiziale  che  avviene  automaticamente  dopo  la  scadenza  di  certi 
termini (cfr. art. 369 CP). Giusta l'art. 371 cpv. 3 bis CP, le sentenze che 
contengono  una  pena  con  la  condizionale,  totale  o  parziale,  non 
vengono  riportate  nell’estratto  se  il  condannato  ha  superato  con 
successo  il  periodo  di  prova.  Questa  modificazione  comporta  delle 
ripercussioni nell'ambito delle procedure di naturalizzazione. L'UFM ha 
quindi emanato il 21 marzo 2007 una direttiva relativa all'osservanza 
dell'ordine giuridico svizzero.

La succitata direttiva ha stabilito che se è stata pronunciata una pena 
sospesa condizionalmente, una domanda di concessione della cittadi-
nanza svizzera sarà trattata allorquando è trascorso il periodo di prova 
più un periodo aggiuntivo di  sei  mesi. La direttiva ha stabilito inoltre 
che le pene di lieve entità permettono di concedere l'autorizzazione fe-
derale di naturalizzazione prima della scadenza del periodo di prova e 
dei sei mesi supplementari se la sanzione inflitta è una multa o l'arre-
sto (secondo il vecchio diritto), se la pena detentiva sospesa condizio-
nalmente è di lieve entità ovvero fino a due settimane di pena detenti-
va per infrazioni del codice stradale o reati colposi o non intenzionali. 
Infine la direttiva prevede per delle pene un po' più severe o se non si 
tratta di un reato isolato, di considerare la situazione globale. 

6.
In concreto si constata che l'iscrizione nel casellario giudiziale del ri-
corrente concerne una pena di 30 giorni sospesi condizionalmente per 
un periodo di prova di due anni a seguito di una condanna per compli-
cità in ripetuta truffa e ripetuta falsità in documenti  per il  periodo tra 
settembre 1997 e novembre 1998. Il reato è stato commesso in circo-
stanze molto particolari, come rilevato anche dal Ministero pubblico ti-
cinese.

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Dagli atti in causa si evince che il ricorrente è entrato in Svizzera nel 
1994, ha sempre lavorato in qualità di medico, è coniugato con una cit-
tadina svizzera naturalizzata e ha sempre pagato regolarmente le im-
poste cantonali e federali. Dall'estratto del casellario giudiziale prodot-
to dal ricorrente l'11 maggio 2009 non risultano ulteriori condanne. In 
concreto il ricorrente risulta essere integrato nella comunità in cui vive, 
si  è familiarizzato con il  modo di  vita e gli  usi  e costumi svizzeri  ed 
aveva  superato  con  successo  l'esame  d'idoneità  alla  concessione 
dell'attinenza del comune di Mendrisio in data 26 marzo 2003. Consi-
derato inoltre il  fatto che la condanna è avvenuta in data 30 agosto 
2006, il tempo di prova di due anni è terminato e che anche i sei mesi 
supplementari richiesti dalla direttiva dell'UFM sono trascorsi, il Tribu-
nale ritiene che il ricorrente adempie attualmente alle condizioni richie-
ste per la concessione dell'autorizzazione di naturalizzazione ordina-
ria.  Di  conseguenza il  ricorso è accolto  e  la  decisione impugnata  è 
annullata:  l'UFM  è  invitato  a  rilasciare  l'autorizzazione  federale  di 
naturalizzazione ed a fissare la relativa tassa.

7.
Visto  l'esito  della  procedura,  non  sono  prelevate  spese  processuali 
(art. 63 cpv. 1 e 3 PA) e l'anticipo spese di Fr. 800.-, versato il 29 set-
tembre 2007, è restituito al ricorrente.

Conformemente all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricor-
so in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le 
spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. 

In casu, considerato che il ricorrente ha agito per il tramite di un rap-
presentante  professionale,  per  cui  ha  dovuto  sostenere  spese  indi-
spensabili e relativamente elevate, è giustificato assegnarli un'indenni-
tà per spese ripetibili di Fr. 1'000.-, da porre a carico dell'UFM (art. 7 
segg. del Regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause 
dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-
TAF, RS 173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto e la decisione dell'UFM del 12 luglio 2007 è annul-
lata, l'UFM è invitato a rilasciare l'autorizzazione federale di naturaliz-
zazione.

2.
Non  si  prelevano  spese  processuali.  L'anticipo  spese  di  Fr.  800.- 
versato in data 29 settembre 2007 è restituito al ricorrente.

3.
L'UFM verserà al ricorrente un importo di Fr. 1000.- a titolo di spese 
ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente  (Raccomandata;  allegato:  foglio  di  informazione  per  il 
rimborso)

- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione  dei  permessi  e  dell'immigrazione,  Bellinzona,  per 

informazione

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

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