# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 28788899-4d31-58a3-9610-4f066367b782
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-01-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.01.2014 A-3440/2012
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-3440-2012_2014-01-21.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte I 

A-3440/2012 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  2 1  g e n n a i o  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), André Moser, Jérôme Candrian,  

cancelliera Sara Friedli. 

 

 
 

Parti 

 
A._______,  

ricorrente 1,  

 

B._______, 

ricorrente 2, 

  

entrambi patrocinati da …, 

  

 
 

 
contro 

 

 
AlpTransit San Gottardo SA,  

Zentralstrasse 5, 6003 Lucerna,   

controparte,  

 

Commissione federale di stima del 13° Circondario 

(Ticino-Grigioni),  

Casella postale 1018, 6501 Bellinzona,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
espropriazione. 

A-3440/2012 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Il progetto di galleria di base del Monte Ceneri per una linea delle 

Ferrovie federali svizzere (FFS) tra le aree di S. Antonino/Cadenazzo e 

Lugano/Vezia, compresi i raccordi alle linee esistenti, fa parte di quello 

della nuova linea ferroviaria transalpina del San Gottardo ed è disciplinato 

dalla Legge federale del 4 ottobre 1991 concernente la costruzione di una 

ferrovia transalpina (LTAlp, RS 742.104; cfr. art. 5bis lett. a LTAlp). La 

società AlpTransit San Gottardo SA (di seguito: AlpTransit), in Lucerna, 

cui spetta l'attuazione dell'opera, ha presentato nel marzo del 2003 

all'Autorità federale la domanda di approvazione dei piani, pubblicata dal 

2 aprile al 16 maggio 2003 nei Comuni interessati. 

B.  

Il signor A._______ è proprietario della particella numero 1 del Registro 

fondiario definitivo (RFD) del Comune di X._______ avente una superficie 

complessiva di 5483 m
2
. La società B._______., in Y._______ – di cui il 

signor A._______ è membro con firma individuale – è invece proprietaria 

della particella numero 2 RFD del Comune di X._______ avente una 

superficie complessiva di 9153 m
2
. Il predetto fondo numero 2 è locato al 

signor A._______, il quale esercita sullo stesso un'attività di carrozzeria, 

di officina meccanica e di recupero di vetture accidentate per incarico 

delle compagnie di assicurazione.  

Le predette particelle numero 1 e 2, confinanti tra di loro, sono situate 

nella zona artigianale/industriale del Comune di X._______, a valle della 

stazione e dell'esistente linea ferroviaria, la quale è interessata dalle 

opere di geometria dei binari tra la stazione di X._______ e il portale della 

Galleria di base del Monte Ceneri in zona "(…)" a Z._______ previste dal 

progetto di costruzione della nuova linea ferroviaria transalpina. 

C.  

Con avviso personale di espropriazione 24 marzo 2003, i predetti proprie-

tari sono stati informati in merito alla prevista espropriazione parziale 

definitiva di 800 m
2 

della particella numero 2 e di 400 m
2
 della particella 

numero 1, nonché dell'occupazione temporanea per una durata di due 

anni di 200 m
2
 della particella numero 2 e di 120 m

2
 della particella 

numero 2. 

D.  

Il 16 maggio 2003 gli espropriati – per il tramite del loro patrocinatore – 

hanno presentato opposizione al citato progetto, in particolare all'espro-

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priazione, chiedendo l'allontanamento della progettata nuova strada (…) 

e delle linee ferroviarie dall'esistenze carrozzeria situata sulla particella 

numero 2 e che fossero garantiti gli accessi all'esistente capannone, 

anche per gli autotreni di grosse dimensioni che regolarmente prendono 

in consegna i veicoli accidentati o riparati. Tale richiesta di spostamento è 

poi stata successivamente ritirata. 

E.  

Con decisione 28 ottobre 2005, il Dipartimento federale dell'ambiente, dei 

trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha approvato i piani 

relativi alla galleria di base del Monte Ceneri, imponendo ad AlpTransit 

una serie di oneri e di riserve. In tale contesto, il DATEC ha respinto la 

richiesta degli espropriati di garantire gli accessi anche agli autotreni di 

grosse dimensioni alla particella numero 2. Prendendo atto della 

funzionalità ridotta degli accessi, essa ha rilevato che gli stessi si erano 

tutelati giuridicamente formulando richieste di indennità espropriative. 

F.  

A seguito dell'insuccesso delle trattative avviate fra le parti, con istanza 

14 dicembre 2009, l'AlpTransit – in qualità di espropriante – ha postulato 

dinanzi alla Commissione federale di stima del 13° Circondario (di 

seguito: CFS) l'apertura della procedura di stima nonché l'anticipata 

immissione in possesso delle particelle numero 1 e 2 RFD del Comune di 

X._______.  

G.  

Con decisione 21 gennaio 2010, la CFS ha accordato la postulata 

anticipata immissione in possesso all'espropriante. 

H.  

Con decisione parziale 10 giugno 2010, la CFS ha accolto la domanda di 

versamento di un acconto di 300'000 franchi sull'indennità d'espropriazio-

ne da parte dell'espropriante formulata dagli espropriati il 1° aprile 2010. 

I.  

Acquisiti agli atti i dati circa i prezzi pagati in zona, il 4 febbraio 2011 la 

CFS ha esperito un'ispezione locale volta ad accertare la situazione alla 

fine dei lavori. Alle parti è poi stato assegnato un termine per presentare 

le proprie memorie conclusive. 

J.  

In proposito, gli espropriati – per il tramite del loro patrocinatore – hanno 

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precisato le proprie richieste d'indennizzo postulando quanto segue: (i) 

un'indennità di 5 franchi/m
2
 per l'occupazione temporanea e di 

450 franchi/m
2
 per l'espropriazione definitiva parziale delle loro particelle; 

(ii) un'indennità di svalutazione residua di 50'000 franchi per la particella 

numero 1 e di 100'000 franchi per la particella numero 2; (iii) un'indennità 

di 1'900'000 franchi per i lavori di trasformazione del capannone situato 

sulla particella numero 2; (iv) l'assegnazione di congrue ripetibili e il 

rimborso dei costi di 5'000 franchi inerenti alle perizie allestite dallo studio 

U._______. 

K.  

Con decisione 24 maggio 2012, la CFS ha accolto parzialmente le 

richieste d'indennizzo per espropriazione presentate dagli espropriati, 

oltre ai relativi accessori, nella misura seguente: 

A. B.______.: 

 CHF 320'000.-- (trecentoventimila) a titolo di indennità per 
l'espropriazione definitiva parziale di 800 m

2
 della particella numero 2 

RFD del Comune di X.________; 

 CHF 500'000.-- (cinquecentomila) a titolo di indennità per inconvenienti 
derivanti dalla riorganizzazione aziendale; 

 CHF 100'000.-- (centomila) a titolo di indennità per la sistemazione; 

 CHF 0.50 (cinquanta centesimi) il m
2
 all'anno a titolo di indennità per 

l'occupazione temporanea di 200 m
2
 della particella numero 2 RFD del 

Comune di X._______. 

B. A A._______: 

 CHF 160'000.-- (centosessantamila) a titolo di indennità per l'espropria-
zione definitiva parziale di 400 m

2
 della particella numero 2 RFD del 

Comune di X._______; 

 CHF 0.50 (cinquanta centesimi) il m
2
 all'anno a titolo di indennità per 

l'occupazione temporanea di 120 m
2
 della particella numero 2 RFD del 

Comune di X._______. 

C. B._______. e a A._______ (creditori solidali): 

 CHF 18'240.-- (diciottomila) per spese e ripetibili (IVA inclusa). 

Essa ha respinto le altre richieste di indennizzo, segnatamente la ri-

chiesta di rimborso dei costi di 5'000 franchi sostenuti dagli espropriati per 

l'allestimento delle perizie sul traffico da parte dell'ing. U._______. 

L.  

Con ricorso 27 giugno 2012, il signor A._______ (di seguito: ricorrente 1) 

e la B._______ in Y._______, (di seguito: ricorrente 2) – sempre per il 

tramite del loro patrocinatore – hanno impugnato i punti 1A e 1C del 

dispositivo della predetta decisione dinanzi al Tribunale amministrativo 

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federale. Chiedendo che le spese della procedura di ricorso vengano 

poste a carico dell'espropriante, con la rifusione da parte di quest'ultima 

di un'indennità adeguata per ripetibili, essi postulano l'accoglimento del 

loro gravame e che i punti 1A e 1C (di conseguenza, anche il punto 2) del 

dispositivo della decisione impugnata vengano riformati come segue: (1A) 

AlpTransit deve versare alla B._______ 1'160'000 franchi per inconve-

nienti, ristrutturazione, sistemazione aziendale e svalutazione del terreno 

residuo (oltre alle indennità per espropriazione formale definitiva e per 

occupazione temporanea non oggetto del presente ricorso); (1C) 

AlpTransit deve versare alla B._______ e al signor A._______ 

5'000 franchi a rifusione delle fatture dell'ing. U._______ (oltre ai 18'240 

franchi di ripetibili che non sono oggetto di ricorso); (2) sull'importo 

complessivo ancora dovuto, dedotto l'anticipo di 300'000 franchi già 

soluto, è pagato l'interesse al saggio usuale dal 31 gennaio 2010 

(immissione in possesso anticipata). 

M.  

Nelle proprie osservazioni 17 settembre 2012, l'AlpTransit ha in sunto 

postulato il rigetto del ricorso nonché delle misure istruttorie ivi richieste, 

con conseguente conferma della decisione impugnata. Con scritto 6 luglio 

2012, la CFS ha rinunciato presentare le proprie osservazioni, riconfer-

mandosi nella propria decisione. 

N.  

Con scritto 9 gennaio 2014, i ricorrenti hanno rinunciato a una nuova 

presa di posizione, riconfermandosi nel proprio ricorso e contestando le 

osservazioni 17 settembre 2012 dell'AlpTransit. Essi hanno altresì ribadito 

la richiesta d'ispezione locale e di allestimento di una perizia tecnica sui 

preventivi. 

O.  

Ulteriori fatti ed argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessari, 

nei considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale è competente per decidere il 

presente gravame giusta gli artt. 1 e 31 e segg. della Legge federale del 

17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32) 

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in relazione con l'art. 77 cpv. 1 della Legge federale del 20 giugno 1930 

sull'espropriazione (LEspr, RS 711).  

1.2 Per l'art. 77 cpv. 2 LEspr, fatte salve disposizioni contrarie contenute 

nella LEspr stessa, alla procedura di ricorso davanti al Tribunale 

amministrativo federale si applica la LTAF e quindi, in base al rinvio di cui 

all'art. 37 LTAF, la Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 

amministrativa (PA, RS 172.021). 

1.3 La legittimazione a ricorrere è retta dall'art. 78 cpv. 1 LEspr e 

dall'art. 48 cpv. 1 PA. Secondo questi disposti, nella misura in cui ai 

ricorrenti, destinatari della decisione 24 maggio 2012 dell'autorità inferiore 

qui impugnata, è stato concesso un indennizzo inferiore a quanto da loro 

postulato, essi risultano direttamente toccati e hanno pertanto un 

interesse a che la predetta decisione venga qui annullata. 

1.4 La decisione della Commissione federale di stima è stata impugnata 

con atto tempestivo (cfr. art. 22 e segg. PA, art. 50 PA), nel rispetto delle 

esigenze di forma e di contenuto previste dalla legge (cfr. art. 52 PA). 

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l'inadeguatezza 

(cfr. art. 49 PA; cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, 

Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2
a
 ed., Basilea 2013, 

n. 2.149; ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, Allgemeines 

Verwaltungsrecht, 6
a
 ed., Zurigo/San Gallo 2010, n. 1758 e segg.). 

2.1.1 Allorquando l'autorità eccede o abusa del proprio potere d'apprez-

zamento, si considera che la stessa abbia agito in violazione del diritto ai 

sensi dell'art. 49 lett. a PA (cfr. THIERRY TANQUEREL, Manuel de droit 

administratif, Ginevra/Zurigo/Basilea 2011, n. 512 e 516; MOSER/BEU-

SCH/KNEUBÜHLER; op. cit., n. 2.166 e 2.184 seg.; PIERMARCO ZEN-

RUFFINEN, Droit administratif, partie générale et éléments de procédure, 

2
a 
ed., Basilea/Neuchâtel 2013, n. 1365). Vi è abuso nel potere d'apprez-

zamento quando l'autorità, pur rimanendo nei limiti del suo potere 

d'apprezzamento, si fonda su delle considerazioni prive di pertinenza ed 

estranee allo scopo perseguito dalle disposizioni legali applicabili, o viola i 

principi generali del diritto, quali il divieto dell'arbitrio e della disparità di 

trattamento, il principio della buona fede e il principio della proporzionalità 

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(cfr. DTF 137 V 71 consid. 5.1 con rinvii; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER; 

op. cit., n. 2.184 seg. con rinvii; TANQUEREL, op. cit., n. 513 – 515; BENOÎT 

BOVAY, Procédure administrative, Berna 2000, pag. 394). 

L'autorità supera il proprio potere di apprezzamento commettendo arbitrio 

ai sensi dell'art. 9 della Costituzione federale della Confederazione 

Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101) quando la sua decisione è 

fondata su valutazioni insostenibili delle circostanze, è manifestamente 

inconciliabile con le regole di diritto e con l'equità e si basa su elementi 

sprovvisti di pertinenza o neglige fattori decisivi (cfr. DTF 112 II 318 

consid. 2a; ADELIO SCOLARI, Diritto amministrativo, Parte generale, Cade-

nazzo 2002, n. 417). L'annullamento di un giudizio si giustifica tuttavia 

solo quando esso è arbitrario nel suo risultato e non unicamente nella sua 

motivazione (cfr. DTF 134 I 140 consid. 5.4, DTF 132 I 17 consid. 5.1, 

DTF 131 I 217 consid. 2.1 e DTF 131 I 467 consid. 3.1; SCOLARI, op. cit., 

n. 455 e 457 con rinvii; ZEN-RUFFINEN, op. cit., n. 302 con rinvii). 

Per quanto attiene in particolare all'apprezzamento delle prove, lo stesso 

è arbitrario allorquando è manifestamente insostenibile, in contraddizione 

con gli atti dell'incarto o contrario al sentimento di giustizia e di equità, 

oppure allorquando il giudice ha interpretato gli atti dell'incarto in maniera 

insostenibile, ha disconosciuto delle prove pertinenti o si è fondato 

soltanto su una parte dei mezzi di prova (cfr. DTF 134 V 53 consid. 4.3, 

DTF 120 Ia 31 consid. 4b e DTF 118 Ia 28 consid. 1b). Onde dimostrarne 

l'arbitrarietà, non è sufficiente argomentare che le prove in questione 

avrebbero potuto essere valutate differentemente o, finanche, in modo 

più convincente, ma occorre dimostrare che le conclusioni tratte dall'auto-

rità sono oggettivamente assolutamente insostenibili, in contrasto manife-

sto con la situazione effettiva o adottate senza motivi oggettivi (cfr. DTF 

122 I 61 consid. 3a con rinvii; sentenza della Commissione svizzera di 

ricorso in materia d'asilo del 6 aprile 1998, in: Giurisprudenza delle 

autorità amministrative della Confederazione [GAAC] 63.9 consid. 6). 

2.1.2 Ai sensi dell'art. 49 lett. b PA, l'accertamento dei fatti è incompleto 

allorquando tutte le circostanze di fatto e i mezzi di prova determinanti per 

la decisione non sono stati presi in considerazione dall'autorità inferiore. 

L'accertamento è invece inesatto allorquando l'autorità ha omesso 

d'amministrare la prova di un fatto rilevante, ha apprezzato in maniera 

erronea il risultato dell'amministrazione di un mezzo di prova, o ha 

fondato la propria decisione su dei fatti erronei, in contraddizione con gli 

atti dell'incarto, ecc. (cfr. BOVAY, op. cit., pag. 395; OLIVIER ZIBUNG/ELIAS 

HOFSTETTER in: Waldmann/Weissenberger (ed.), VwVG Praxiskommentar 

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zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren, Zurigo/Ginevra/Ber-

na 2009, n. 37 seg. ad art. 49 PA). 

2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62 

cpv. 4 PA) né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, 

né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2; PIERRE 

MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3
a
 ed., Berna 2011, 

no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della massima inquisitoria e dell'applica-

zione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati: l'autorità competente 

procede difatti spontaneamente a constatazioni complementari o esamina 

altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino 

indizi in tal senso (cfr. DTF 122 V 157 consid. 1a, DTF 121 V 204 

consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3).  

2.3 Nella giurisprudenza e nella dottrina è ammesso che l'autorità 

giudiziaria di ricorso – anche se dispone di un potere di cognizione 

completo – eserciti il suo potere d'apprezzamento con riserbo qualora si 

tratti di questioni legate strettamente a delle circostanze di fatto o a 

questioni tecniche (cfr. DTAF 2008/23 consid. 3.3). Nel caso in cui le 

questioni tecniche toccano la sicurezza, il riserbo dell'autorità di ricorso 

sarà ancora più grande (cfr. DTAF 2008/18 consid. 4). Quando si devono 

giudicare questioni tecniche speciali per le quali l'autorità di prima istanza 

dispone di conoscenze specifiche, l'autorità di ricorso non si discosterà 

senza validi motivi dall'apprezzamento di chi l'ha preceduta (cfr. DTF 133 

II 5 consid. 3, DTF 131 II 680 consid. 2.3.2; sentenza del Tribunale 

amministrativo federale A-7836/2008 del 21 dicembre 2011 consid. 3; 

cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.154 e segg.). 

3.  

I ricorrenti censurano innanzitutto la violazione del loro diritto di essere 

sentiti, in quanto la CFS avrebbe ignorato la perizia 11 dicembre 2009 

allestita dall'ing. U._______ proposta quale prova per accertare i fatti 

determinanti, senza neppure pronunciarsi al riguardo.  

3.1 Il diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la cui viola-

zione implica, di principio, l'annullamento della decisione resa dall'auto-

rità, indipendentemente dalle possibilità di successo del ricorso nel merito 

(cfr. DTF 132 V 387 consid. 5.1 con rinvii; DTAF 2009/36 consid. 7). Tale 

doglianza deve quindi essere esaminata prioritariamente dall'autorità di 

ricorso (cfr. DTF 127 V 431 consid. 3d/aa e DTF 124 I 49 consid. 1). 

http://links.weblaw.ch/BVGE-2008/23
http://links.weblaw.ch/BVGE-2008/18
http://links.weblaw.ch/DTF-133-II-35
http://links.weblaw.ch/DTF-131-II-680

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Detto diritto, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., garantisce all'interessato il 

diritto di esprimersi prima che sia resa una decisione sfavorevole nei suoi 

confronti, il diritto di prendere visione dell'incarto, la facoltà di offrire mezzi 

di prova su fatti suscettibili di influire sul giudizio, di esigerne l'assunzione, 

di partecipare alla loro assunzione e di potersi esprimere sulle relative 

risultanze, nella misura in cui esse possano influire sulla decisione (cfr. 

DTF 135 II 286 consid. 5.1 con rinvii; sentenze del Tribunale federale 

4A_35/2010 del 19 maggio 2010 e 8C_321/2009 del 9 settembre 2009; 

sentenza del Tribunale amministrativo federale A-7094/2010 del 21 

gennaio 2011 consid. 3.2 con rinvii). Tale garanzia non serve solo a 

chiarire i fatti, bensì rappresenta anche un diritto individuale di 

partecipare alla pronuncia di una decisione mirata sulla persona in quanto 

tale. Il diritto di essere sentito è quindi da un lato, il mezzo d'istruzione 

della causa, dall'altro un diritto della parte di partecipare all'emanazione 

della decisione che concerne la sua situazione giuridica. Garantisce 

l'equità del procedimento (cfr. SCOLARI, op. cit., n. 483 seg. con rinvii; 

ULRICH HÄFELIN/WALTER HALLER/HELEN KELLER, Schweizerisches 

Bundesstaatsrecht, 8
a
 ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2012, n. 835). 

3.2 La giurisprudenza ha dedotto il dovere per l'autorità di motivare la sua 

decisione dal diritto di essere sentito. A livello procedurale, tale garanzia è 

ancorata all'art. 35 PA. Scopo di ottenere una decisione motivata è che il 

destinatario possa comprendere le ragioni della medesima e, se del caso, 

impugnarla in piena coscienza di causa e che l'autorità di ricorso possa 

esercitare il suo controllo (cfr. DTF 134 I 83 consid. 4.1, DTF 129 I 232 

consid. 3.2 con rinvii e DTF 126 I 97 consid. 2b). È quindi sufficiente che 

l'autorità si esprima sulle circostanze significative atte ad influire in un 

modo o nell'altro sul giudizio di merito. L'autorità non è tuttavia tenuta a 

prendere posizione su tutti i fatti, le censure e i mezzi di prova invocati dal 

ricorrente, ma può limitarsi ad esporre le sole circostanze rilevanti per la 

decisione (cfr. DTF 130 II 530 consid. 4.3, la già citata DTF 129 II 232 

consid. 3.2 e DTF 126 I 97 consid. 2b; sentenza del Tribunale ammi-

nistrativo federale A-6258/2010 del 14 febbraio 2011 consid. 5.2.2 con 

rinvii; DTAF 2009/35 consid. 6.4.1; RENÉ RHINOW/HEINRICH KOLLER/CHRI-

STINA KISS/DANIELA THURNHERR/DENISE BRÜHL-MOSER, Öffentliches Pro-

zessrecht, 2
a
 ed., Basilea 2010, n. 437; LORENZ KNEUBÜHLER, Die Be-

gründungspflicht. Eine Untersuchung über die Pflicht der Behörden zur 

Begründung ihrer Entscheide, Berna/Stoccarda/Vienna 1998, pag. 29 e 

segg.). Peraltro, la motivazione non deve necessariamente trovarsi nella 

decisione stessa; essa può anche trovarsi in un documento separato che 

sia stato portato a conoscenza dell'interessato o può discendere dal rinvio 

a una presa di posizione di un'altra autorità sempre portata a conoscenza 

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dell'interessato (cfr. DTF 123 I 31 consid. 2c e DTF 113 II 204 consid. 2; 

LORENZ KNEUBÜHLER, in: Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommentar zum 

Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren (VwVG), Zurigo 2008, n. 8 

ad art. 35 PA; BLAISE KNAPP, Précis de droit administratif, 4
a
 ed., Basilea 

1991, pagg. 150 seg.), basta che il destinatario sia in grado di procurarsi i 

documenti ai quali la decisione rimanda (cfr. SCOLARI, op. cit., n. 535 con 

riferimenti). L'ampiezza della motivazione non può tuttavia essere stabilita 

in modo uniforme. Essa va determinata tenendo conto dell'insieme delle 

circostanze della fattispecie e degli interessi della persona toccata 

nonché applicando i principi sviluppati dalla giurisprudenza del Tribunale 

federale. La motivazione può anche essere sommaria, ma vi si devono 

perlomeno dedurre gli elementi essenziali sui quali l'autorità si è fondata 

per rendere il proprio giudizio (cfr. SCOLARI, op. cit., n. 531 con i numerosi 

riferimenti giurisprudenziali).  

A titolo eccezionale, la violazione dell'obbligo di motivazione può essere 

sanata nella procedura di ricorso, se i motivi determinanti sono stati ad-

dotti in risposta dall'autorità, se il ricorrente ha potuto commentarli in un 

successivo memoriale e, soprattutto, se il potere d'esame della giurisdi-

zione competente non è più ristretto di quello dell'istanza inferiore 

(cfr. DTF 126 I 72 consid. 2 con numerosi rinvii e DTF 116 V 28 consid. 3; 

[tra le molte] sentenza del Tribunale amministrativo federale A-3925/2009 

del 27 febbraio 2012 consid. 4.2.1; KNAPP, op. cit., pag. 150 seg.). 

3.3 In concreto, lo scrivente Tribunale rileva che i ricorrenti hanno 

prodotto ben due perizie riguardanti l'accesso alla particella numero 2 

RFD del Comune di X._______, entrambe allestite dall'ing. U._______: la 

prima l'11 dicembre 2009 (cfr. allegato n. 2 all'atto n. 8 dell'incarto ATG 

[…] della CFS [di seguito: inc. CFS]), la seconda il 5 febbraio 2010 

(cfr. allegato n. 15 all'atto n. 8 dell'inc. CFS). Orbene, se di fatto da un lato 

la CFS nella decisione impugnata non si è pronunciata espressamente in 

merito alla rilevanza delle predette perizie – ciò che potrebbe ravvisare 

una violazione del diritto di essere sentito, ma non è il caso – d'altro lato 

la stessa ha nondimeno fatto chiaramente riferimento al loro contenuto. 

Essa ha infatti tenuto conto che, dopo l'effettuazione dei lavori previsti dal 

progetto, le manovre di accesso al capannone sito sulla predetta 

particella numero 2 sarebbero state possibili soltanto invadendo una 

parte del prato della particella numero 1 RFD del Comune di X._______, 

proprio così come indicato dall'ing. U._______ nella perizia 5 febbraio 

2010 (cfr. allegato n. 15 sopracitato) prodotta dai ricorrenti. Che poi nella 

prima perizia 11 dicembre 2009 tale circostanza non sia stata indicata 

non è qui determinante, dal momento che la seconda perizia – si ricorda 

A-3440/2012 

Pagina 11 

entrambe allestite dal medesimo ingegnere – precisa quanto indicato 

nella prima (ovvero in che misura l'accesso è compromesso). Non 

riferendosi alla stessa, la CFS non ha fatto che esercitare il proprio potere 

di apprezzamento sulle prove offerte, ciò che non appare né arbitrario, né 

lesivo del diritto di essere sentiti dei ricorrenti. Orbene, quand'anche si 

ravvisasse una tale violazione, la stessa andrebbe comunque considerata 

come sanata, dal momento che lo scrivente Tribunale si pronuncerà al 

riguardo, per quanto necessario, nell'ambito del presente gravame. 

4.  

I ricorrenti, indicando come dinanzi alla CFS sia già stato esperito un 

sopralluogo di cui difetta tuttavia la messa a verbale delle constatazioni di 

fatto, postulano che venga effettuata un'ispezione locale anche in questa 

sede. Parimenti chiedono che venga esperita una perizia tecnica che 

verifichi, se necessario, i preventivi ch'essi hanno prodotto. Di avviso 

contrario, la controparte si oppone alle predette richieste di prove, poiché 

la documentazione prodotta dalle parti dinanzi alla CFS sarebbe sufficien-

temente chiara e permetterebbe di ben comprendere la fattispecie. 

4.1 Per costante giurisprudenza, il diritto di far amministrare delle prove 

presuppone che il fatto da provare sia pertinente, che il mezzo di prova 

sia necessario per constatare questo fatto e che la domanda sia 

formulata nelle forme e nei termini prescritti. Dall'altra parte quand'anche 

la prova offerta risulti di per sé lecita, la garanzia costituzionale dell'art. 29 

cpv. 2 Cost. non impedisce all'autorità di porre un termine all'istruzione, 

allorquando le prove assunte le hanno permesso di formarsi una propria 

convinzione e, procedendo in modo non arbitrario ad un apprezzamento 

anticipato delle ulteriori prove richieste, è convinta che le stesse non 

potrebbero condurla a modificare la sua opinione (cfr. DTF 134 I 140 

consid. 5.3 e DTF 130 II 425 consid. 2.1; sentenza del Tribunale federale 

2C_720/2010 del 21 gennaio 2011 consid. 3.2). 

4.2 Nel caso concreto, lo scrivente Tribunale ritiene che la documen-

tazione agli atti, tra cui anche le varie perizie fatte allestire dai ricorrenti e 

dalla controparte, sia già completa e che la fattispecie in oggetto sia stata 

sufficientemente già discussa e chiarificata dinanzi all'autorità inferiore, 

tant'è che la stessa – composta di membri qualificati provvisti delle 

necessarie competenze tecniche – ha peraltro avuto modo di esperire un 

sopralluogo e di valutare l'entità del danno cagionato dall'espropriazione 

di una parte della particella numero 2 RFD del Comune di X._______ 

(cfr. atti n. 22 e n. 23 dell'inc. CFS). In tali circostanze, il solo fatto che le 

constatazioni non siano state riportate nel processo verbale non giustifica 

A-3440/2012 

Pagina 12 

l'esperimento di una nuova ispezione locale in sede ricorsuale. Nulla agli 

atti indica poi che di fatto essi ne abbiano chiesto la verbalizzazione al 

momento del sopralluogo, avendo gli stessi sollevato tale doglianza 

soltanto dinanzi allo scrivente Tribunale. Peraltro, pure il Tribunale può 

rinunciare a procedere a degli atti d'istruzione allorquando giudica – come 

nel caso concreto – che un tale atto non è necessario per sincerarsi dei 

fatti. Analogo discorso vale per la richiesta di esperimento di una perizia 

tecnica per valutare i preventivi prodotti dai ricorrenti in merito ai lavori 

necessari per creare un nuovo accesso, dal momento che di fatto – come 

si vedrà nel proseguo (cfr. consid. 5.2 del presente giudizio) – nulla agli 

atti indica che lo stesso debba per forza essere spostato così come 

auspicato nei preventivi. Tali richieste di misure istruttorie vanno pertanto 

qui respinte (cfr. art. 12 PA a contrario e art. 32 PA). 

5.  

Nel caso in disamina, i ricorrenti contestano unicamente i punti 1A, 1C 

e 2 del dispositivo della decisione impugnata, e meglio, l'ammontare 

dell'indennità concessa al ricorrente 1 per inconvenienti derivanti alla 

riorganizzazione aziendale e per la sistemazione (cfr. punto 1A), nonché il 

mancato rimborso dei costi delle perizie allestite dall'ing. U._______ 

(cfr. punto 1C) e, pertanto, anche il calcolo degli interessi (cfr. punto 2).  

In casu, si tratta dunque di accertare se – tenuto conto delle circostanze 

concrete, nonché dei principi qui applicabili (cfr. consid. 5.1 che segue) – 

gli importi concessi dall'autorità inferiore per le predette posizioni 

dell'indennità espropriativa appaiono adeguati e proporzionati rispetto ai 

diritti espropriati e ai danni subiti dai ricorrenti, ciò che implica altresì di 

verificare se quest'ultima ha accertato correttamente la fattispecie alla 

base della propria decisione (cfr. considd. 5.2 e 5.3 che seguono).  

5.1  

5.1.1 Giusta l'art. 16 LEspr, l'espropriazione non può aver luogo che 

verso piena indennità. Ciò indicato, nell'esame del patrimonio dell'espro-

priato, l'indennità non deve condurre né ad un impoverimento né ad un 

arricchimento. Essa deve collocare l'espropriato in una situazione 

economicamente equivalente a quella di cui avrebbe beneficiato senza 

l'espropriazione (cfr. DTF 95 I 453 consid. 2 e DTF 93 I 554 consid. 3; 

sentenza del Tribunale amministrativo federale A-8536/2010 del 

10 novembre 2013 consid. 7; HEINZ HESS/HEINRICH WEIBEL, Das 

Enteignungsrecht des Bundes, vol. I, Berna 1986, n. 4 ad art. 16 LEspr; 

PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. III, Berna 1992, pag. 413).  

A-3440/2012 

Pagina 13 

5.1.2 Giusta l'art. 19 LEspr, nel fissare l'indennità devono essere tenuti in 

conto tutti i pregiudizi subiti dall'espropriato per effetto dell'estinzione o 

della limitazione dei suoi diritti. L'indennità comprende quindi (lett. a) 

l'intero valore venale del diritto espropriato; (lett. b) inoltre, nel caso di 

espropriazione parziale di un fondo o di più fondi economicamente 

connessi, l'importo di cui il valore venale della frazione residua viene ad 

essere diminuito; (lett. c) l'ammontare di tutti gli altri pregiudizi subiti 

dall'espropriato, in quanto essi possano essere previsti, nel corso 

ordinario delle cose, come una conseguenza dell'espropriazione. 

5.1.3 In particolare, in caso di espropriazione parziale non è dovuta 

alcuna indennità per il deprezzamento della frazione residua, in quanto il 

deprezzamento sia compensato da speciali vantaggi che derivano alla 

frazione stessa dall'impresa dell'espropriante (art. 22 cpv. 1 LEspr). 

Devesi invece tener conto del danno derivante dalla perdita o dalla 

diminuzione dei vantaggi influenti sul valore venale, che senza 

l'espropriazione la frazione residua avrebbe conservati secondo ogni 

probabilità (art. 22 cpv. 2 LEspr). 

Allorquando un fondo parzialmente espropriato non ha più, in seguito alla 

soppressione o allo spostamento di una strada pubblica, uno sbocco 

sufficiente, e partendo subisce una svalutazione, l'ente espropriante è 

tenuto in linea di massima a risarcire il predetto pregiudizio giusta l'art. 22 

cpv. 2 LEspr (cfr. DTF 98 Ib 203 consid. 2a e DTF 95 I 302 consid. 5b; 

PIERMARCO ZEN-RUFFINEN/CHRISTINE GUY-ECABERT, Aménagement du 

territoire, construction, expropriation, Berna 2001, n. 1131). 

5.1.4 Per "altri pregiudizi" ai sensi dell'art. 19 lett. c LEspr si intendono 

tutti i rimanenti pregiudizi causati al patrimonio dell'espropriato a comple-

mento di quelli subiti in rapporto al diritto espropriato già indennizzati sulla 

base dell'art. 19 lett. a e lett. b LEspr (cfr. ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, 

op. cit., n. 1184 con rinvii; RAPHAËL EGGS, Les « autres préjudices » de 

l'expropriation. L'indemnisation au-delà du modèle fondé sur la valeur 

vénale, Ginevra/Zurigo/Basilea 2013, n. 643 e segg.). Più precisamente, il 

termine "altri pregiudizi" sottolinea il carattere complementare e il limite 

quantitativo dell'indennizzo concesso sulla scorta dell'art. 19 lett. c LEspr: 

è infatti soltanto se i restanti pregiudizi non risultano già coperti dall'inden-

nità concessa sulla base dell'art. 19 lett. a e lett. b LEspr, ch'essi vanno 

indennizzati nel rispetto del diritto al pieno indennizzo di cui all'art. 16 

LEspr (cfr. HESS/WEIBEL, op. cit., n. 196 ad art. 19 LEspr).  

A-3440/2012 

Pagina 14 

Sotto la nozione di "altri pregiudizi" rientrano segnatamente le spese rese 

necessarie dall'espropriazione e quelle rese inutili, quest'ultime nella 

misura in cui non erano prevedibili al momento in cui sono giunte per 

l'espropriato; la perdita temporanea di reddito o di beneficio dell'impresa, 

a meno che quest'ultima sia a tal punto legata al fondo espropriato da 

non poter più perseguire la propria attività in un altro luogo; la perdita di 

reddito futuro, se tale perdita è la conseguenza adeguata dell'espropria-

zione e appare come altamente verosimile; ecc. (cfr. ZEN-RUFFINEN/GUY-

ECABERT, op. cit., n. 1185 con rinvii). 

5.1.5 Il diritto all'indennizzo presuppone tuttavia che in corrispondenza del 

pregiudizio avanzato dall'espropriato – indipendentemente dalla sua 

natura – sussista un nesso di causalità naturale e adeguata con la sop-

pressione, la modifica, il trasferimento del diritto espropriato (cfr. MOOR, 

op. cit., pag. 415; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1137; EGGS, 

op. cit., n. 649 e segg.). Secondo il corso ordinario delle cose e 

dell'esperienza generale della vita, l'espropriazione deve essere propria a 

produrre un effetto del genere di quello che si è realizzato. Il mancato 

reddito è indennizzato soltanto nella misura in cui, senza l'espropriazione, 

lo stesso si sarebbe realizzato con certezza, o almeno con alta 

verosimiglianza. Una semplice probabilità o aspettativa, fondata su delle 

considerazioni congiunturali o economiche, o su delle previsioni future 

senza fondamenti precisi, non basta (ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. 

cit., n. 1138). In assenza di detto nesso di causalità, per l'espropriato non 

sussiste pertanto alcun diritto all'indennizzo (cfr. sentenza del Tribunale 

amministrativo federale A-8333/2010 del 29 aprile 2013 consid. 3.4).  

L'esigenza di un nesso di causalità si applica altresì allorquando 

un'espropriazione parziale genera la perdita o la diminuzione dei vantaggi 

di fatto di cui beneficiava la frazione residua del fondo ai sensi dell'art. 22 

cpv. 2 LEspr. In questo caso, secondo il Tribunale federale, l'espropriazio-

ne deve apparire come la condizione senza la quale la perdita o la 

diminuzione del vantaggio non si sarebbe verificata (cfr. ANDRÉ GRISEL, 

Traité de droit administratif, vol. II, Neuchâtel 1984, pag. 731; ZEN-RUFFI-

NEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1139; parimenti sentenza del Tribunale 

amministrativo federale A-8333/2010 del 29 aprile 2013 consid. 3.4). 

5.2 Per quanto riguarda l'indennità di 1'160'000 franchi richiesta per 

inconvenienti, ristrutturazione, sistemazione aziendale e svalutazione del 

terreno residuo (oltre alle indennità per espropriazione formale definitiva e 

per occupazione temporanea), lo scrivente Tribunale rileva quanto segue. 

A-3440/2012 

Pagina 15 

5.2.1 Nella decisione impugnata, l'autorità inferiore ha accertato che 

l'intervento espropriativo comporta la soppressione dell'area destinata a 

piazzale della particella numero 2 RFD del Comune di X._______ e la 

riduzione della funzionalità degli accessi. Tenuto conto dell'attività dei 

ricorrenti, essa ha sancito che l'area deve essere riorganizzata, limitando 

praticamente della metà l'attività d'officina, adibendola a sosta dei veicoli 

con la creazione di un nuovo piazzale. Per stabilire il relativo indennizzo, 

la CFS ha ritenuto come adeguata e conforme ai principi di estimo la 

valutazione eseguita dallo specialista dell'espropriante che, basandosi sul 

sistema a reddito, ha stabilito l'indennità sulla base della differenza 

risultante dal valore dell'edificio prima e dopo l'espropriazione, come pure 

su un tasso di capitalizzazione del 7%, anch'esso adeguato, tenuto conto 

della vetustà degli edifici. Essa ha dunque stabilito un'indennità 

dell'importo di 497'000 franchi arrotondati a 500'000 franchi per gli 

inconvenienti derivanti alla riorganizzazione aziendale. La CFS ha inoltre 

stabilito che, dopo l'intervento espropriativo, un accesso conforme alle 

norme tecniche (con un raggio di curvatura di sei metri) può essere 

facilmente creato utilizzando l'area esistente sul lato sud della particella 

numero 2 RFD del Comune di X._______ – appartenente al ricorrente 1 – 

attualmente occupata da un orto, di modo che non sussistono le 

condizioni per un risarcimento. Nondimeno, essa ha riconosciuto ai 

ricorrenti un importo di 100'000 franchi per le necessarie sistemazioni e 

riorganizzazioni esterne ed interne (pavimentazioni, riorganizzazione 

capannone, sistemazione area orto ecc.). Essa non ha per contro 

concesso un'indennità per il deprezzamento della parte residua del fondo, 

in quanto la parte espropriata non influisce sull'assetto restante dei fondi 

che rimangono di forma rettangolare e regolare, di modo che le possibilità 

edificatorie rimangono intatte. 

5.2.2 Al contrario, i ricorrenti ritengono invece che sarebbe necessario 

ripristinare altrove il piazzale e l'accesso a capannone. Se è giusto che 

all'esterno vi è un orto, la creazione di un accesso al capannone da quel 

lato comporterebbe evidentemente, oltre alla costruzione di un nuovo 

portone d'entrata, la demolizione e la ricostruzione altrove dei locali, dei 

servizi e delle installazioni che oggi si trovano all'interno, a ridosso del 

lato del manufatto che va aperto (tank olio, ufficio, servizi, locale 

verniciatura, ecc.), così come illustrato per la soluzione 2 nel preventivo 

25 aprile 2005 dell'arch. T._______ (cfr. allegato n. 4 all'atto n. 8 

dell'inc. CFS). Per tale intervento essi postulano l'indennizzo dell'importo 

di 960'000 franchi come da preventivo. Affinché la circolazione e la 

manovra degli automezzi pesanti rimangano possibili, essi ritengono 

come necessario ripristinare anche il piazzale esterno. Secondo la perizia 

A-3440/2012 

Pagina 16 

dell'ing. V._______ si tratterebbe di 500 m
2
 che per questa occupazione 

perderebbero la vocazione artigianale industriale. Per questi motivi, essi 

ritengono inoltre che andrebbe aggiunto un importo di 200'000 franchi 

(500 m
2
 x 400 franchi/m

2
) quale risarcimento della superficie di terreno 

che dovrebbe essere adibita a piazzale sul lato sud-ovest. Essi reputano 

inoltre che il calcolo escogitato dal perito dell'AlpTransit, recepito senza 

spiegazioni dalla CFS, sarebbe arbitrario, in quanto sarebbe un esercizio 

teorico-astratto, senza connessione con la situazione reale, che 

poggerebbe sulla premessa errata che gli autoveicoli pesanti possono 

continuare a entrare ed uscire senza problemi dal capannone. 

5.2.3 Al riguardo, lo scrivente Tribunale deve innanzitutto constatare 

come dagli atti dell'incarto risulti che l'espropriazione parziale definitiva 

nella misura di 800 m
2
 del piazzale dinanzi al capannone sito sulla 

particella numero 2 RFD del Comune di X._______, comporta di fatto una 

riduzione della funzionalità dell'accesso allo stesso, ma non la sua 

soppressione. Contrariamente a quanto asserito dai ricorrenti, in effetti né 

la perizia 22 luglio 2009 dell'ing. V._______ (cfr. doc. O allegato all'atto 

n. 1 dell'inc. CFS), né tantomeno le due perizie 11 dicembre 2009 e 

5 febbraio 2010 dell'ing. U._______ ch'essi invocano per asserire il 

contrario (cfr. allegati n. 2 e n. 15 all'atto n. 8 dell'inc. CFS), indicano una 

soppressione dell'accesso. Se la perizia dell'ing. V._______ indica che è 

ancora possibile accedere al capannone, le perizie dell'ing. U._______ (in 

particolare quella del 5 febbraio 2010) precisano che l'accesso è ancora 

possibile con una parziale invasione del prato sito a lato dell'accesso 

stesso. Da qui la necessità di riadattare gli spazi esterni utilizzando una 

parte del prato (orto) adiacente all'attuale accesso. Orbene, se da un lato 

risulta che è possibile accedere al capannone con un raggio di curvatura 

di 6 metri, effettuando alcuni interventi per garantire detto accesso anche 

dopo l'espropriazione, d'altro canto non sono richieste modifiche 

sostanziali della struttura. In tali circostanze, le constatazioni alla base 

dell'indennizzo da parte della CFS appaiono corrette. In tal senso, non vi 

è alcun accertamento inesatto o incompleto dei fatti. 

Nel proprio calcolo, l'autorità inferiore ha poi debitamente tenuto conto 

della riduzione dell'attività derivante per i ricorrenti concedendo un 

indennizzo di 500'000 franchi. Che tale calcolo faccia riferimento alla 

perizia dell'ing. V._______ è qui ininfluente, dal momento che la CFS – 

quale autorità composta di esperti – non è legata alle conclusioni delle 

parti e nel contempo è libera di ispirarsi alle proposte da loro inoltrate, 

qualora risultino appropriate e conformi alla sua prassi. Orbene non va 

dimenticato che le strutture presenti sulla particella numero 2 RFD del 

A-3440/2012 

Pagina 17 

Comune di X._______ non sono recenti, bensì datate, se non addirittura 

vetuste, così come giustamente constatato dalla CFS, nonché come 

risultante dalla documentazione fotografica prodotta dagli stessi ricorrenti 

(cfr. allegati all'atto n. 24 dell'inc. CFS). Il calcolo dell'indennizzo basato 

sul metodo del valore di reddito di un fondo, tenendo conto della 

differenza di valore dell'edificio prima e dopo l'espropriazione, prendendo 

in conto un tasso di capitalizzazione del 7%, visto lo stato attuale delle 

strutture ivi presenti (cfr. UNION SUISSE DES EXPERTS CANTONAUX EN 

MATIÈRE D'ÉVALUATION DES IMMEUBLES/CHAMBRE D'EXPERTS EN 

ESTIMATIONS IMMOBILIÈRES/ASSOCIA-TION SUISSE D'ÉCONOMIE IMMOBILIÈRE, 

Le manuel suisse de l'estimateur, évaluation des immeubles, Coira 2005, 

pag. 61 e segg.), appare qui appropriato e per nulla arbitrario, 

contrariamente a quanto asserito dai ricorrenti, ma per nulla comprovato. 

L'importo di 500'000 franchi per gli inconvenienti derivanti alla 

riorganizzazione aziendale risulta pertanto non solo proporzionato, ma 

anche adeguato. Sebbene di fatto l'accesso non venga soppresso, la 

CFS ha anche tenuto conto degli accorgimenti necessari per la sua 

sistemazione, concedendo un indennizzo di 100'000 franchi, ciò che 

appare qui adeguato. Il mancato indennizzo della parte residua del fondo, 

tenuto conto che le restanti possibilità edificatorie non vengono 

compromesse, appare anch'esso corretto. 

Ciò precisato, a mente dello scrivente Tribunale, i ricorrenti sembrano 

dimenticare che il pieno indennizzo di cui all'art. 116 LEspr implica che lo 

stesso sia proporzionale al danno subito. È vero che gli stessi non devo-

no risultare impoveriti dall'espropriazione, ma neppure arricchiti. La 

creazione di un nuovo accesso in un altro punto della particella, così 

come auspicato dai ricorrenti e indicato nel preventivo 26 aprile 2005 

allestito dall'arch. T._______ (cfr. soluzione 2 nell'allegato n. 4 all'atto n. 8 

dell'inc. CFS), con stravolgimento della struttura attuale, non risulta qui 

necessario (cfr. consid. 5.1.1 del presente giudizio), motivo per cui non vi 

è spazio per l'indennizzo da essi postulato. Se i ricorrenti reputano di 

dover modificare l'attuale accesso, creando un nuovo piazzale e ristruttu-

rando nel contempo parte del capannone, sono liberi di farlo. Tuttavia, in 

tale evenienza non spetta all'espropriante pagare i conseguenti costi di 

un intervento più ampio rispetto a quanto ragionevolmente richiesto per 

mantenere l'attuale accesso. In assenza della prova del nesso di 

causalità tra il danno asserito – e dunque l'ammontare dell'importo fatto 

valere a titolo d'indennità – e l'espropriazione, non vi è alcun diritto ad 

essere indennizzati (cfr. consid. 5.1.5 del presente giudizio). Ne discende 

che la censura dei ricorrenti non può che essere respinta.  

A-3440/2012 

Pagina 18 

5.3 Per quanto concerne invece la richiesta di rimborso della fattura 

dell'importo di 5'000 franchi inerente alle perizie allestite dallo studio 

U._______ (cfr. fattura allegata all'atto n. 39 dell'inc. CFS), lo scrivente 

Tribunale rileva quanto segue. 

5.3.1 In concreto, la CFS non ha riconosciuto la fattura dello studio 

U._______, in quanto qualora fossero state riconosciute pretese per 

accesso insufficiente – ciò che non è qui il caso – su questa questione 

essa avrebbe avuto al suo interno le conoscenze specialistiche per 

pronunciarsi sulla stessa o avrebbe potuto ricorrere alla consulenza di 

specialisti esterni.  

Al contrario, i ricorrenti obiettano in sunto che le conoscenze tecniche dei 

membri della CFS sarebbero bastate "qualora fossero state riconosciute 

pretese per accesso insufficiente". Essi indicano che è proprio per 

provare che gli accessi sono divenuti insufficienti, circostanza che 

l'espropriante si ostinerebbe a negare, ch'essi si sarebbero rivolti ad uno 

specialista prima che fosse addita la CFS, quando le parti stavano ancora 

trattando per cercare di trovare un compromesso. A loro avviso, l'indagine 

privata avrebbe sovvertito il parere del perito dell'AlpTransit, fatto che 

dimostrerebbe che la prova era ed è necessaria, non solo utile. Il man-

cato indennizzo di dette perizie lederebbe pertanto l'art. 119 cpv. 1 LEspr. 

5.3.2 A tal proposito, lo scrivente Tribunale ritiene che, dal momento che 

la CFS si può avvalere di persone altamente qualificate per tutte le 

questioni tecniche concernenti il calcolo dell'indennizzo e dell'impatto 

dell'espropriazione su un dato fondo e procedere spontaneamente a tutti 

gli accertamenti necessari, gli atti intrapresi privatamente da una parte, 

senza l'avallo di quest'ultima, rimangono a suo carico se risultano non 

necessari (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo federale A-

5029/2011 del 3 luglio 2013 consid. 5.2.3). Nel caso in disamina, la CFS 

ha potuto constatare personalmente in che misura l'accesso al capan-

none presente sulla particella numero 2 RFD del Comune di X._______ 

sarebbe stato ridotto, recandosi sul posto nell'ambito di una ispezione 

locale (cfr. atti n. 22 e n. 23 dell'inc. CFS). Essa non ha per contro 

ordinato alcuna perizia per accertare l'entità del danno, né tantomeno 

risultano indizi che i ricorrenti abbiano proposto alla stessa di far effettua-

re le perizie dall'ing. U._______, tant'è che come da loro stessi dichiarato, 

esse sono state eseguite privatamente, prima di addire la CFS e senza il 

suo avvallo. Peraltro, le perizie dell'ing. U._______ non fanno altro che 

andare in sostanza nel medesimo senso della perizia dell'ing. V._______ 

fatta allestire dalla controparte (secondo cui l'accesso è ancora possibile). 

A-3440/2012 

Pagina 19 

Le stesse non erano dunque necessarie, di modo che è a giusta ragione 

che la CFS non ha concesso il rimborso. Non si vede in ogni caso in ché 

il mancato rimborso dei costi delle perizie lederebbe l'art. 119 cpv. 1 

LEspr. Ne discende, che la censura dei ricorrenti non può che essere 

respinta. 

6.  

In definitiva, alla luce di tutto quanto suesposto, la decisione presa nei 

confronti dei ricorrenti – segnatamente il metodo di calcolo delle indennità 

concesse – non è contraria al diritto applicabile, non si basa su delle 

constatazioni arbitrarie o inesatte delle circostanze di fatto e delle prove. 

Essa non può inoltre essere considerata né frutto di un abuso del potere 

di apprezzamento dell'autorità inferiore né – per quanto verificabile anche 

in quest'ottica – inadeguata. La stessa va dunque qui integralmente 

confermata. Il ricorso deve pertanto essere respinto. 

7.  

Nel contesto della presente vertenza, la questione delle spese e delle 

ripetibili è regolata dagli artt. 114 e segg. LEspr (cfr. sentenze del 

Tribunale amministrativo federale A-8433/2007 del 3 novembre 2009 

consid. 10, A-4676/2007 dell'11 dicembre 2007 consid. 8 e A-996/2007 

del 9 agosto 2007 consid. 7 con rinvii). Giusta l'art. 116 cpv. 1 LEspr, le 

spese e le ripetibili sono di regola poste a carico dell'espropriante. Se le 

conclusioni dell'espropriato vengono respinte totalmente, si può proce-

dere ad una diversa ripartizione. In ogni caso, le spese provocate inutil-

mente sono addossate a chi le ha cagionate (cfr. sentenza del Tribunale 

amministrativo federale A-7836/2008 del 21 dicembre 2011 consid. 9). 

Nella fattispecie, le spese processuali fissate a 2'000 franchi sono poste a 

carico della controparte.  

Non ci sono tuttavia motivi di accordare un'indennità a titolo di ripetibili ai 

ricorrenti, totalmente soccombenti (cfr. sentenze del Tribunale federale 

1E.20/2005 del 16 maggio 2006 consid. 4, 1E.1/2006 del 12 aprile 2006 

consid. 11, 1E.16/2005 del 14 febbraio 2006 consid. 6; sentenze del 

Tribunale amministrativo federale A-8433/2007 del 3 novembre 2009 

consid. 10, A-6004/2008 del 22 aprile 2009 consid. 10 e A-5968/2007 del 

14 aprile 2009 consid. 8). 

(dispositivo a pagina seguente) 

  

A-3440/2012 

Pagina 20 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, fissate a 2'000 franchi, sono poste a carico della 

controparte. Tale importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, 

entro un termine di 30 giorni dalla crescita in giudicato della presente 

decisione. Il bollettino di versamento sarà inviato per corrispondenza 

separata. 

3.  

Non vengono assegnate indennità di ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrenti (atto giudiziario)  

– controparte (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (atto giudiziario) 

 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Sara Friedli 

 
Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine 

di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 della 

Legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). Gli 

atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. 

La decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i docu-

menti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

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