# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a595a410-6cdd-55de-b09e-3b8f07d2ee49
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-10-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.10.2010 32.2010.104
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2010-104_2010-10-08.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2010.104

   

  cs

  	
  Lugano

  8 ottobre
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato del Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 aprile 2010 di

 

	
   

  	
  RI 1

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione dell’8 marzo 2010 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI
1, nato nel 1946, attivo quale amministratore e consulente presso la __________
e la __________ di __________, ha inoltrato, il 16 ottobre 2008, una domanda
tendente all’ottenimento di una rendita AI (doc. AI 8).

 

                                  B.   Esperiti
gli accertamenti medici del caso, con decisione dell’8 marzo 2010 (doc. A),
preavvisata dal progetto del 26 gennaio 2010 (doc. AI 41-1), l’UAI ha respinto
la richiesta di prestazioni. A motivo della reiezione della domanda
l’amministrazione ha osservato che l’assicurato ha avuto un’incapacità al
lavoro e al guadagno dell’80% dal 20 maggio 2007 al 30 giugno 2007 e del 100%
dal 4 settembre 2007 al 15 ottobre 2007, per poi riprendere la propria attività
abituale in misura totale.

 

                                  C.   Contro
questa decisione l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha inoltrato
tempestivo ricorso al TCA (doc. I).

                                         L’insorgente,
dopo aver riassunto la fattispecie, chiede l’annullamento del provvedimento
amministrativo e il riconoscimento di una rendita.

                                          

                                  D.
  Con risposta del 3 maggio 2010 l’UAI propone la reiezione del ricorso con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. IV).

 

                                         in
diritto

 

                                         In ordine

 

1.La presente vertenza non pone questioni
giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la
difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria (STFA del 21
luglio 2003 nella causa N., I 707/00).

 

                                   2.   In
sede di osservazioni al progetto di decisione l’assicurato ha chiesto di essere
convocato ed ha domandato di sentire i medici curanti, in primo luogo il dr. __________
(doc. AI 42-3).

                                         L’UAI
non ha dato seguito alla richiesta.

 

                                         Con
il ricorso l’insorgente non ha più domandato di essere sentito personalmente,
né ha contestato l’assenza di un‘audizione (doc. I).

 

                                         Ai
sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per
costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare
essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di
una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i
fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere
visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di
prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (STFA del 29 giugno 2006
nella causa J. e D., H 97/04; DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b,
127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid. 2b; cfr. riguardo al previgente art.
4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF
126 I 16 consid. 2a/aa,  124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi
citate). Il diritto di essere sentito comprende l’obbligo per l’autorità di
motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre
la persona interessata nelle condizioni di afferrare le ragioni poste a
fondamento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e dall’altro, di
permettere all’autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione
medesima. Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo
esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi
delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla
decisione (STF del 24 gennaio 2007, U 397/05, con riferimenti; DTF 129 I 232
consid. 3.2).

                                                                                

                                         In una
sentenza C 128/04 del 20 settembre 2005  il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha rammentato
che :

 

"  1.2 Art. 29 Abs. 2 BV
räumt kein Recht auf mündliche Anhörung ein, sondern beschränkt den
Gehörsanspruch auf schriftliche Stellungnahmen (Pra 2003 Nr. 97 S. 520 Erw.
2.6; Urteil W. des Bundesgerichts vom 13. November 2002, 4P.195/2002; vgl. BGE
125 I 219 Erw. 9b sowie AHI 1993 S. 41 Erw. 3b betreffend Art. 4 aBV), es sei
denn, ein Erlass gäbe ausdrücklich das Recht auf eine mündliche Anhörung (vgl.
Pra 2003 Nr. 97 S. 520 Erw. 2.6). Art. 42 ATSG sieht mündliche Anhörungen im
Rahmen des Verwaltungsverfahrens nicht ausdrücklich vor und auch aufgrund des
VwVG oder des AVIG ergibt sich kein explizit erwähntes Recht auf eine mündliche
Anhörung.

 

Anhand der Akten ist
ersichtlich, dass die Versicherte ausreichend Gelegenheit hatte, zum
Sachverhalt Stellung zu nehmen (vgl. Erw. 1.1 hievor).

Es sind hier auch
keine Umstände gegeben, die zu einer Ausnahme vom Regelfall der Möglichkeit,
schriftlich Stellung zu nehmen, führen würden, sodass das rechtliche Gehör der
Beschwerdeführerin nicht verletzt wurde, indem sie nicht mündlich angehört
wurde."

 

                                         Il TF, con sentenza dell’8 ottobre 2007 (I 688/06), ha affermato che
“da un rinvio degli atti all’amministrazione per garantire il diritto di
essere sentito si può infatti – eccezionalmente (DTF 127 V 431 consid. 3d/aa
pag. 437; 126 I 72; 126 V 130 consid. 2b pag. 132 con riferimenti) –
prescindere se il rinvio si esaurirebbe in un vuoto esercizio procedurale e
ritarderebbe inutilmente la procedura, in contrasto con l’interesse della parte
lesa ad ottenere un giudizio in tempi rapidi (…). Orbene, questa Corte ha più
volte osservato che se l’assicurato nella procedura precedente non ha formulato
una richiesta di rinvio degli atti all’amministrazione a garanzia del suo
diritto di essere sentito, ciò lascia concludere per un suo maggiore interesse
a una rapida evasione della causa piuttosto che a un’esecuzione formalmente
corretta della procedura ed osta pertanto all’annullamento dell’atto impugnato
e al rinvio della causa all’amministrazione per rimediare al vizio (…)”.

 

                                         E’
quanto si deve ritenere anche nel caso di specie, considerato come in sede di
ricorso l’insorgente non ha più chiesto di essere convocato per un’udienza.

                                         Inoltre
il ricorrente ha ancora potuto far valere le sue ragioni innanzi un’autorità
giudiziaria che gode del pieno potere cognitivo, come l’istanza precedente. Per
cui, l’eventuale violazione del diritto di essere sentito è stata comunque
sanata in questa sede, dove l’insorgente ha nuovamente ribadito le sue
motivazioni (cfr. sentenza 9C_738/2007 del 29 agosto 2008; DTF 133 I 201
consid. 2.2; DTF 127 V 431).

 

                                         Il TCA deve
pertanto entrare nel merito del ricorso.

 

                                   3.   Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la modifica del 6 ottobre 2006 della legge
federale sull’assicurazione invalidità (LAI), di altre leggi federali nonché
della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni
sociali (5a revisione dell’AI; RU 2007 5129 e segg.). Per la disanima del
diritto a una rendita di invalidità eventualmente già insorto in precedenza
occorre rifarsi alle regole generali del diritto intertemporale, secondo cui
sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello
stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce
conseguenze giuridiche (DTF 130 V 445 consid. 1, pag. 446 seg. con riferimento
a DTF 130 V 329). 

                                         Ne
discende che nel caso in esame si applicano le norme sostanziali in vigore fino
al 31 dicembre 2007 per quanto attiene allo stato di fatto realizzatosi fino a
tale data (dagli atti emergono infatti delle incapacità lavorative, perlomeno
parziali, anche nel 2007, cfr. decisione impugnata), mentre per il periodo dal
1° gennaio 2008 all’8 marzo 2010, data della decisione impugnata, che delimita
temporalmente il potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali (DTF
132 V 215 consid. 3.1.1 pag. 220 con riferimenti), trovano applicazione le
nuove norme (sentenza 9C_443/2009 del 19 agosto 2009). In concreto la questione
non ha comunque particolare portata pratica, poiché la 5a revisione dell'AI non
ha modificato in maniera sostanziale le disposizioni legali sulla valutazione
del grado d'invalidità. La giurisprudenza fondata sulle norme precedenti
mantiene pertanto la sua validità (cfr. sentenza 8C_76/2009 del 19 maggio 2009,
consid. 2).

 

                                         Nel
merito

 

                                   4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         L'art.
28 cpv. 2 LAI (nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2008) prescrive che gli
assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%,
a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se
sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al
40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido)
e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse
diventato invalido (reddito da valido).

                                         Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI
2000 p. 84 consid. 1b). 

                                         Nella
DTF 107 V 21 consid. 2c, la nostra Corte federale ha stabilito che
l'assicurazione per l'invalidità non è tenuta a rispondere, qualora
l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente formazione oppure a
causa di difficoltà di apprendimento o linguistiche, non riesce a trovare
concretamente un'occupazione (giurisprudenza confermata dal TFA con una
sentenza del 14 luglio
2006 nella causa A., U 156/05, consid. 5).

                                         La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende, d'altra
parte, dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di
applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.

 

                                         Secondo
il Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007 Tribunale
federale) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità
di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                                         Al
proposito, va precisato che, secondo la DTF 128 V 174, resa in ambito LAINF,
per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio
dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su
opposizione).

                                         L’Alta
Corte ha anche precisato che l’amministrazione è comunque tenuta, prima di
pronunciarsi sul diritto a una prestazione, a esaminare se nel periodo
successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una
modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità
essa dovrà pertanto procedere a un ulteriore raffronto dei redditi prima di
decidere.

                                         Tale
principio è poi stato esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF
129 V 222; cfr., pure, STFA del 26 giugno
2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R.,
I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002
nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STFA del 13 giugno 2003 nella
causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                                   5.   In
concreto il dr. med. __________, specialista FMH medicina interna, medico
curante dell’assicurato, nel corso del mese di ottobre 2008 ha posto la diagnosi con ripercussione sulla capacità lavorativa di ictus ischemico minore del
tronco con disartria e disfagia di origine cardioembolica, ictus ischemico,
cardiopatia valvolare con st. dopo sostituzione della valvola aortica,
insufficienza aortica grave, sindrome metabolica, intolleranza al glucosio,
dislipidemia, ipertensione arteriosa, e la diagnosi senza ripercussione sulla
capacità lavorativa di steatosi epatica, obesità, esiti da poliomielite con
difficoltà alla marcia e atrofia alla gamba destra, insufficienza venosa
cronica e occlusione con PFO ocluder per forame aperto persistente dal 4 luglio
2008 ed ha attestato un rendimento ridotto al 50% da settembre 2007 nella
attività abituale (doc. AI 13).

 

                                         Il
medico SMR, dr. med. __________, specialista FMH in medicina interna, dopo aver
valutato tutti gli atti medici a disposizione fino a quel momento, il 26
ottobre 2009 ha posto la diagnosi principale di ictus ischemico minore del
tronco di verosimile origine cardioembolica (maggio 2007), disartria, disfagia
e di esiti di ictus minore (giugno 2002), paralisi facciale centrale a destra,
cardiopatia valvolare su insufficienza aortica grave, protesi meccanica della
valvola aortica (2002 CCT), foramen ovale permeabile, chiusura tramite
Amplatzer occluder (settembre 2007), oltre a ulteriori diagnosi senza influsso
sulla capacità lavorativa.

 

                                         Il
medico SMR ha poi affermato:

 

“(…)

 

L’esame
neuropsicologico del giugno 2007 (Clinica __________) è globalmente nella
norma, si segnalano minime diminuzioni della performance cognitiva e nella
rievocazione differita, senza ripercussioni funzionali sulla vita quotidiana e
professionale.

 

Il medico curante
segnala un calo del rendimento del 50% dal settembre 2007. L’assicurato è
amministratore unico di una ditta di progettazione, direzione dei lavori e
consulenza tecnica nel campo edile. Sul questionario per il datore di lavoro
del 7 novembre 2008 a firma dell’assicurato si segnala la riduzione dell’orario
lavorativo da 50 a 40 ore settimanali dal 1° agosto 2007; lo svolgimento dei
compiti necessiterebbero “ora di un tempo molto più lungo”. Inoltre,
l’assicurato svolge un’attività di 2 ore settimanali presso un’altra ditta
nello stesso settore, della quale egli è pure amministratore unico.

 

La documentazione a
disposizione non evidenzia un danno alla salute all’origine di un calo del rendimento
nella misura del 50% a partire dal 2007. In modo particolare non sono documentati deficit neuropsicologici con ripercussioni rilevanti sulla capacità
lavorativa. La funzione cardiaca era pure soddisfacente all’ecografia del 2007.
L’impedimento alla deambulazione causato dagli esiti di poliomielite limitano
da tempo la deambulazione e rende necessario l’uso di un bastone. Non vi sono
ripercussioni sul lavoro d’ufficio.

 

Stando alle
indicazioni del dr. __________) l’assicurato sarebbe stato a beneficio di una
cura di riabilitazione presso la Clinica __________ (dov’è stato eseguito
l’esame neuropsicologico). Propongo di farci inviare la documentazione completa
sulla riabilitazione.” (doc. 27-2) 

 

                                         Dopo
aver richiamato la citata documentazione, averla rivalutata ed aver posto una
diagnosi simile, il medico SMR, dr. med. __________, ha affermato:

 

“(…)

 

Degenza presso la Clinica __________ dal 30 maggio al 15 giugno 2007:

Si riferisce una lieve
disartria, la quale tuttavia non rendeva necessaria la continuazione della
logopedia dopo la dimissione. Il profilo cognitivo era nella norma. L’assenza
di significative ripercussioni funzionali nella vita quotidiana e professionale
non giustificava una continuazione della terapia. La terapia era mirata al miglioramento
della capacità di marcia ed alla stabilizzazione posturale.

 

La documentazione a
disposizione non evidenzia un danno della salute all’origine di un calo del
rendimento di lunga durata nella misura del 50% a partire dal 2007. In modo particolare non sono documentati deficit neuropsicologici con ripercussioni rilevanti e
di lunga durata sulla capacità lavorativa. La funzione cardiaca era pure
soddisfacente all’ecografia del 2007. L’impedimento alla deambulazione causato
dagli esiti di poliomielite limitano da tempo la deambulazione e rende
necessario l’uso di un bastone. Un peggioramento della capacità deambulatoria
non è documentato. Non vi sono ripercussioni sul lavoro d’ufficio.

 

Per documentare il
decorso dopo il 2007 chiedo ulteriori informazioni al medico curante.
Presumendo che l’assicurato sia regolarmente in controllo presso il __________
propongo di chiedere un rapporto circa le ultime constatazioni.” (doc. AI 31-2)

 

                                         Dopo
aver chiesto ed esaminato ulteriore documentazione. il medico SMR, dr. med. __________,
il 1° dicembre 2009, ha affermato:

 

“(…)

 

Rapporto Dr. __________
del 27 ottobre 2008: Si descrive una situazione per lo più stazionaria. Si
rinuncia ad una tomografia assiale computerizzata in assenza di sospetti per
ulteriori lesioni (l’assicurato claustrofobico non può sottoporsi alla
risonanza magnetica). Elettroneurografia del nervo mediano a destra normale.

 

Rapporto Dr. __________
del 21 ottobre 2009: Stato dopo poliomielite estremità inferiore destra
prevalentemente distale con ipotrofia muscolare. Iperappoggio dell’alluce
destro. Si conferma l’indicazione per scarpe ortopediche su misura.

 

In data 26 novembre
2009, il Dr. __________ invia la documentazione ortopedica e neurologica
recente ed anticipa di voler organizzare una valutazione cardiologica da parte
del Dr. __________ allegando la sua richiesta del 26 novembre 2009.

 

La documentazione a
disposizione non evidenzia per ora un danno della salute all’origine di un calo
del rendimento di lunga durata nella misura del 50% a partire dal 2007. In modo particolare non sono documentati deficit neuropsicologici con ripercussioni rilevanti e
di lunga durata sulla capacità lavorativa. L’impedimento alla deambulazione
causato dagli esiti di poliomielite limitano da tempo la deambulazione e rende
necessario l’uso di un bastone. Un peggioramento della capacità deambulatoria
portando delle scarpe ortopediche su misura non è documentato. Non vi sono
comunque ripercussioni sul lavoro d’ufficio.

 

La funzione cardiaca
era pure soddisfacente all’ecografia del 2007. Una nuova valutazione è
imminente. Propongo di chiedere un rapporto al Dr. __________.” (doc. AI 34-2)

 

                                         A
questo proposito il 3 dicembre 2009 il dr. med. __________ ha tra l’altro
affermato che “la situazione clinica del paziente è caratterizzata da una
evoluzione assolutamente favorevole dal profilo cardiaco. Dal profilo
amministrativo appare evidente che la limitazione funzionale va ricercata in
ambito neurologico, in particolare gli esiti degli ictus cerebrali anamnestici,
come pure la poliomielite infantile” (doc. AI 36).

 

                                         Sulla
base della nuova documentazione medica prodotta dal dr. med. __________, il
medico SMR, dr. med. __________, il 21 dicembre 2009, ha rilevato che “il decorso è favorevole. Persistono ipertensione arteriosa ed ipertrofia
ventricolare sinistra, di entità minore rispetto al precedente controllo del
2006. Il Dr. __________ non può identificare un’inabilità lavorativa in seguito
alla patologia cardiaca. Un’eventuale diminuzione della capacità lavorativa
deve essere dovuta a fattori extracardiaci. In conclusione non c’è nulla da
aggiungere al rapporto medico del 1° dicembre 2009” (doc. AI 38-1). 

 

                                         In
sede di osservazioni al progetto di decisione l’insorgente ha affermato che la
richiesta di una rendita non è conseguente a problemi cardiaci acuti, bensì ai
postumi neurologici dei due ictus che hanno preceduto i due episodi cardiaci
che ne sono stati la causa (doc. AI 42-2).

 

                                         A
questo proposito in sede di ricorso l’insorgente ha allegato un certificato del
19 aprile 2010 del dr. med. __________, specialista FMH neurologia, il quale, posta
la diagnosi di esiti di episodio ischemico cerebrale minore con paresi facciale
centrale e disartria destra (2002), ulteriore episodio ischemico minore nel
tronco cerebrale in maggio 2007, probabilmente d’origine trombembolica a
partenza cardiaca in stato dopo sostituzione della valvola aortica per grave
insufficienza ed intervento per foramen ovale pervio nel 2007, esiti di poliomielite
spinale anteriore con arniotrofia della gamba destra, disturbi secondari 
statico-degenerativi sia del membro inferiore destro che del rachide, sindrome
delle apnee da sonno, obesità, ha affermato:

 

“ANAMNESI INTERMEDIA:
la situazione a livello cerebrale è rimasta praticamente invariata, presenza piuttosto
di disturbi della memoria soggettivi, della concentrazione, sono aumentati i
disturbi della marcia, dell’equilibrio, cammina molto meno con aumento
ponderale, problemi e dolori alla caviglia destra.

Lavora sempre al 100%
come fiduciario ma ha sempre più difficoltà nella sua attività. Dimentica le
cose, difficoltà anche di parola, disturbi emotivi.

Da fine luglio 2009
lavora al 50% e non riesce a rendere maggiormente.

 

CLINICAMENTE:
importanti disturbi della marcia legati all’atrofia con amiotrofia e ipotrofia
anche ossea del membro inferiore destro dopo poliomielite contratta
nell’infanzia, importanti alterazioni statico-degenerative del rachide e del
bacino, dolori alla caviglia destra, cammina con l’uso di un bastone,
difficoltà di spostamento, di alzarsi, di sedersi, ginocchio destro valgo.

Esiti di paresi
facciale destra di tipo centrale, con minima disartria residuale, prove di
posizione e di coordinazione normali, non altri segni di lateralizzazione.

Non deficit sensitivi,
pallestesia 8/8 ai membri superiori, 6/8 alle caviglie.

 

Dal punto di vista
neuropsicologico: qualche difficoltà a trovare i termini appropriati,
difficoltà di concentrazione.

Difficoltà a ricordare
i nomi delle persone. Su 10 nomi né ricorda 6/10 anche dopo ripetizione, calcolo
orale conservato.

Più emotivo.

 

Valutazione: rispetto
marzo 2008, quando avevo rivisto il Paziente dopo l’episodio ischemico minore
nel tronco cerebrale, la situazione si è leggermente peggiorata, soprattutto
per quel che concerne la motilità legata alle conseguenze della poliomielite
spinale anteriore conseguita da bambino e all’aumento ponderale, con importanti
difficoltà alla marcia, dolori nella caviglia destra, limitazione anche
nell’alzarsi e nel sedersi, rallentamento motorio secondario.

Oltre a ciò presenza
anche di modici disturbi neuropsicologici, con difficoltà di concentrazione,
leggermente anche di memoria, difficoltà a trovare i termini appropriati, i
nomi delle persone.

Ricordo anche la
presenza della sindrome della apnee da sonno, con sonnolenza diurna.

Il Paziente ha dovuto
ridurre la sua attività professionale al 50% a partire da agosto 2009,
attualmente lavora nella misura del 50% come fiduciario.

Questo grado di
incapacità lavorativa mi sembra giustificato.

La situazione è
sicuramente peggiorata dopo l’evento ischemico del 2007.

Il Paziente è
anticoagulato, sempre seguito dal dottor __________ per la problematica
cardiaca.

E’ senz’altro
consigliata una riduzione ponderale ed una rivalutazione della sindrome della
apnee da sonno.” (doc. B). 

 

                                         Sulla
base del citato referto medico il Dr. __________, medico SMR, specialista FMH
medicina generale, il 30 aprile 2010, ha affermato che “in considerazione dell’attuale rapporto specialistico è possibile riconoscere un impedimento
del 50% nell’attività abituale, attività che risulta pure adatta al danno alla
salute, a partire da 8.2009. Per il periodo precedente rimane valida la
valutazione precedente basata su dettagliata documentazione medica incluso
esame neuropsicologico.” (doc. IV).

 

                                   6.   Affinché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso
valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli
esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta
l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi)
e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento
della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate
(STFA del 26 agosto 2004 nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA del 25
febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352 consid.
3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 2001
pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo
2002 nella causa M [I 162/01], consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA
del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa
G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In
un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio
non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo
per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli
interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22
maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001
pag. 110 consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), l’Alta Corte ha ribadito che
ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti,
compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non
devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità
(DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in
un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in
dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle
particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati
i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STFA del 26 agosto 2004 nella causa
G.C., I 355/03, consid. 5).

                                         Per
quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/ 01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; MEYER-BLASER,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht, Zurigo 1997,
pag. 230).

 

                                         Se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può
evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per
cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA del 25
febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

 

                                   7.   Alla
luce della documentazione medica agli atti questo Tribunale, chiamato a
verificare se lo stato di salute del ricorrente è stato accuratamente vagliato
dall’amministrazione, per le considerazioni che seguono, non ha motivo per
mettere in dubbio le valutazioni dei medici SMR, dr. med. __________, che hanno
in sostanza ritenuto una capacità lavorativa totale dell’interessato anche
nella sua attività abituale, perlomeno fino al mese di agosto 2009 (o
eventualmente fine luglio 2009), quando la capacità lavorativa si è ridotta al
50%, eccetto alcuni, brevi, periodi, nei mesi di maggio-giugno 2007 e
settembre-ottobre 2007, in cui l’interessato è stato incapace al lavoro
all’80%, rispettivamente al 100%.

 

                                         Per
quanto concerne la patologia cardiaca, le parti, come emerge anche, da ultimo,
dal certificato del 3 dicembre 2009 del dr. med. __________, specialista FMH
medicina interna, sono del resto concordi nel ritenere che la medesima non ha
un’influenza rilevante sulla capacità lavorativa del ricorrente (cfr. doc. AI
36-2: “la situazione clinica del paziente è caratterizzata da una evoluzione
assolutamente favorevole dal profilo cardiaco.” e doc. 42-2: “la
richiesta di una rendita non è conseguente ai problemi cardiaci (…) bensì ai
postumi neurologici dei due ictus (…)”).

 

                                         Circa
i postumi neurologici degli ictus che hanno preceduto i problemi cardiaci, ed
in particolare a proposito dell’ultimo episodio (ritenuto come il primo caso,
risalente al 2002, ha causato un’incapacità lavorativa di due mesi solo nel
corso di quell’anno [cfr. doc. 16-5 e 17-6] e che nel 2004 l’interessato è
stato assente dal lavoro un mese al 50% [doc. AI 16-5 e 17-6]), dalle tavole
processuali emerge che l’insorgente è stato degente presso l’Ospedale Regionale
di__________ dal 20 al 26 maggio 2007 a causa, tra l’altro, di un ictus
ischemico minore del tronco con disartria e disfagia di verosimile origine
cardioembolica (doc. AI 13-7) e successivamente, dal 30 maggio al 15 giugno 2007,
presso la clinica __________ (doc. AI 30-1), quando i dr. med. __________i,
primario e specialista FMH in neurologia e la dr.ssa __________,
neuropsicologa, hanno affermato, l’11 giugno 2007, che all’”odierno esame
neuropsicologico il profilo cognitivo appare globalmente nella norma. Si
osserva una minima e sfumata diminuzione della performance cognitiva nella
rievocazione differita di materiale verbale ed in una prova di memoria a breve
termine visuo-spaziale. Tale esito non sembra di entità tale da avere
ripercussioni funzionali significative nelle attività della vita quotidiana o
professionali. Pertanto non si ritiene indicato un trattamento neuropsicologico
specialistico.” (doc. AI 13-12).

                                         Dai
rapporti della Clinica __________, come rileva anche il medico SMR, dr. med. __________
non emergono deficit neuropsicologici con ripercussioni rilevanti sulla
capacità lavorativa (cfr. doc. AI da 30-1 a 30-12).

 

                                         Successivamente
l’interessato, nel corso del mese di settembre 2007, è stato degente presso l’Ospedale
Regionale di __________  per un aneurisma spurio all’arteria femorale comune destra
dopo chiusura di foramen ovale tramite cateterismo il 4.9.2007 presso __________
(doc. AI 13-16).

 

                                         Il
27 ottobre 2008 il dr. med. __________, specialista FMH in neurologia, ha
evidenziato la presenza di parestesie alla mano destra di origine non chiara,
eventualmente irritazione del nervo mediano al canale carpale da inizio marzo
2008, senza tuttavia indicare alcuna incapacità lavorativa (cfr. doc. AI 15-3).
Lo specialista ha del resto evidenziato che per le recenti parestesie
sospettava “un problema periferico legato al nervo mediano, eventualmente
rimasto compresso durante il sonno, apparentemente in fase di remissione”
(doc. AI 15-4).

 

                                         Anche
dall’ulteriore documentazione medica prodotta il 26 novembre 2009 dal medico
curante, dr. med. __________, specialista FMH medicina interna, su richiesta
del medico SMR, non emergono patologie con ripercussioni sulla capacità
lavorativa (cfr. doc. AI da 33-1 a 33-9). Né il medico curante (cfr., per
quanto concerne il valore probatorio delle valutazioni dei medici curanti,
consid. 6: il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto
di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di
dubbio, in favore del suo paziente; cfr. DTF 125 V 353), che si è limitato ad
attestare un rendimento ridotto a circa il 50% dal mese di settembre 2007 (doc.
AI 13-2), ha apportato elementi di valutazione diversi atti a sovvertire le
conclusioni dei medici SMR.

                                         

                                         Come
rilevato dal dr. med. __________, la documentazione a disposizione non
evidenzia un danno della salute all’origine di un calo del rendimento di lunga
durata nella misura del 50% a partire dal 2007. Non sono documentati deficit
neuropsicologici con ripercussioni rilevanti e di lunga durata sulla capacità
lavorativa. L’impedimento alla deambulazione causato dagli esiti di
poliomielite limitano da tempo la deambulazione e rende necessario l’uso di un
bastone. Un peggioramento della capacità deambulatoria portando delle scarpe
ortopediche su misura non è documentato. Non vi sono comunque ripercussioni sul
lavoro d’ufficio.

                                         Va
a questo proposito ricordato che il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF), in una
decisione del 24 agosto 2006 nella causa B. (I 938/05), ha evidenziato il
valore probatorio delle opinioni espresse dai medici SMR nell’ambito
dell’assicurazione per l’invalidità, sottolineando che in caso di divergenza
tra il medico curante e il medico SMR non è per principio necessario proce-dere
ad una nuova perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente
considerazione:

 

" 
(…)

3.2 L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un
rapport d'expertise émanant d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI)
- dont la jurisprudence a admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard
de l'administration et de l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport
médical établi par le SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de
divergence d'opinion entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de
manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La
valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt
s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf.
consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR
ici en cause ou de lui préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif
que c'est le service médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du
déroulement de l'examen clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu
de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune circonstance particulière
propre à faire naître un doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne
fait d'ailleurs rien valoir de tel. (…)”

(cfr. STFA del 24
agosto 2006 nella causa B., I 938/03, consid. 3.2)

 

                                         Va
del resto evidenziato che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano
un’opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una
perizia ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi
accertamenti (sentenza 9C_1070/2008 del 20 agosto 2009, consid. 7.4). 

                                         Non
va poi dimenticato che ancora di recente, con sentenza 9C_965/2008 del 23
dicembre 2009, il Tribunale federale, in un caso dove l’assicuratore ha
interpellato due medici di fiducia per stabilire la capacità lavorativa del
ricorrente ha confermato la sua giurisprudenza secondo la quale occorre tenere
conto della differenza esistente, ai fini probatori, tra mandato di cura e
mandato peritale (cfr. anche sentenza 9C_114/2007 del 20 luglio 2007 consid.
3.2.3 e I 701/05 del 5 febbraio 2007 consid. 2) e occorre considerare che per
il rapporto di fiducia esistente con il paziente i rapporti dei medici curanti,
anche se specialisti, vanno di principio valutati con le dovute cautele (cfr.
anche DTF 125 V 351 consid. 3b/cc pag. 353; cfr. pure sentenze I 655/05 del 20
marzo 2006 consid. 5.4 e I 814/03 del 5 aprile 2004 consid. 2.4.2 con
riferimenti).

                                         In
concreto, solo con il certificato del 19 aprile 2010 del dr. med. __________ è
stato attestato un (lieve, cfr. doc. B) peggioramento dello stato di salute. Lo
specialista FMH in neurologia ha infatti rilevato che rispetto al mese di marzo
2008, quando aveva visto l’insorgente per l’ultima volta in seguito
all’episodio ischemico minore nel tronco cerebrale, “la situazione è
lievemente peggiorata” (doc. B). Il medico ha evidenziato che il
peggioramento è avvenuto soprattutto per quel che concerne la “motilità
legata alle conseguenze della poliomielite spinale inferiore conseguita da
bambino e all’aumento ponderale, con importanti difficoltà alla marcia, dolori
alla caviglia destra, limitazione anche nell’alzarsi e nel sedersi,
rallentamento motorio secondario” ed ha accertato la presenza di modici
disturbi neuropsicologici, con difficoltà di concentrazione, leggermente anche
di memoria, difficoltà a trovare i termini appropriati, i nomi delle persone,
oltre alla sindrome delle apnee del sonno, con sonnolenza diurna.

                                         Lo
specialista ha poi affermato che la riduzione della capacità lavorativa, al
50%, nella precedente attività di fiduciario, è avvenuta con effetto dal mese
di agosto 2009 e che “questo grado di incapacità lavorativa mi sembra
giustificato” (doc. B, cfr. anche pag. 1 doc. B: ”Da fine luglio 2009
lavora al 50% e non riesce a rendere maggiormente”).

                                         Il
peggioramento, ed il grado d’incapacità lavorativa al 50%, è stato confermato
dal medico SMR, dr. med. __________, il quale ha sottolineato che “è
possibile riconoscere un impedimento del 50% nell’attività abituale, attività
che risulta pure adatta al danno alla salute, a partire da 8.2009” (doc. IV/Bis).

 

                                         Le
valutazioni dei dr. med. __________ e dr. med. __________ non sono state smentite
da alcun atto medico contrario.

 

                                         Per cui, sulla base delle
affidabili e concludenti valutazioni dei medici SMR, dr. med. __________ e dr.
med. __________ (cfr. più in generale sul valore probatorio dei rapporti
interni del SMR la sentenza I 143/07 del 14 settembre 2007, consid. 3.3; cfr.
pure la sentenza 9C_376/2007 del 13 giugno 2008), e del dr. med. __________,
FMH in neurologia, occorre concludere che, a parte alcune settimane dei mesi di
maggio e giugno 2007 e di settembre e ottobre 2007, l’interessato è stato
capace al lavoro al 100% anche nella sua precedente attività (cfr. del resto
anche le attestazioni dei datori di lavoro da cui risulta che l’interessato è
stato assente dal lavoro, in periodi recenti, solo nei periodi appena citati;
cfr. doc. AI 16-5 e 17-7), fino al mese di agosto 2009 (o eventualmente fine
luglio 2009, cfr. doc. B pag. 1), quando la capacità lavorativa si è ridotta al
50% nell’attività abituale, attività che risulta pure adatta al danno alla
salute (cfr. annotazioni del dr. med. __________, doc. IV).

 

                                         Tuttavia,
per l’art. 28 cpv. 1 let. b LAI l’assicurato ha diritto ad una rendita se ha
avuto un’incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40 per cento in media
durante un anno senza notevole interruzione (e, per la let. c, se al termine di
questo anno è invalido [art. 8 LPGA] almeno al 40 per cento).

                                         In
concreto, accertato che per il periodo precedente al mese di agosto 2009 (o
eventualmente fine luglio 2009) l’insorgente è stato capace al lavoro al 100%,
eccettuati i periodi di maggio e giugno 2007 e di settembre e ottobre 2007, e
che l'autorità giudicante deve limitare l'esame del caso alla situazione
effettiva che si presenta all'epoca in cui è stata resa la decisione impugnata
(in concreto l’8 marzo 2010), ritenuto che fatti verificatisi ulteriormente possono influire quali elementi di
accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa
(fra le tante cfr. DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V 93
consid. 3, 99 V 102), il termine di un anno previsto dall’art. 28 cpv. 1 let. b
LAI non era ancora scaduto al momento dell’emissione della decisione impugnata
che pertanto si rivela corretta. Ciò vale anche se si dovesse prendere in
considerazione una diminuzione della capacità lavorativa al 50% già dal mese di
luglio 2009, come fatto valere dall’insorgente in sede di ricorso (pag. 4 punto
b, cfr. anche doc. B, certificato del 19 aprile 2010 del dr. med. __________: “da
fine luglio 2009 lavora al 50% e non riesce a rendere maggiormente”).

                                          

                                         Ritenuto
tuttavia che nel frattempo è trascorso oltre un anno da agosto 2009 (e da fine
luglio 2009), l’incarto va trasmesso all’UAI affinché tratti l’invio del
certificato del dr. med. __________ (doc. B) quale nuova domanda, esamini se vi
sono i presupposti per entrare nel merito della richiesta e decida circa un
eventuale diritto alla rendita per il periodo successivo alla decisione
impugnata.

 

                                   8.   L’insorgente
chiede infine l’assunzione di ulteriori prove, tra le quali l’allestimento di
una perizia medica, nonché il richiamo di tutte le cartelle cliniche da tutti i
medici e gli istituti di cura che si sono occupati della pratica (doc. I).

 

                                         Alla
luce della documentazione prodotta dalle parti, già sufficiente per decidere
nel merito del ricorso, ed in assenza di atti medici atti a sovvertire le
convincenti conclusioni dei medici SMR e del dr. med. __________, l’assunzione
di ulteriori prove si rivela superflua.

 

                                         Conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223
consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale
modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                                   9.   Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

                                         L’entità
delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese
di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.--sono poste a carico del
ricorrente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   L’incarto
è trasmesso all’UAI per i suoi incombenti.

 

                                   3.   Le
spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico del ricorrente.               

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti