# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2ebeb3e1-1013-560b-85cc-bb56163f0b07
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-06-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 11.06.1996 90.1995.27
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1995-27_1996-06-11.html

## Full Text

Incarto n.

  90.95.00027

  	
  Lugano

  11 giugno 1996

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della
  pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Efrem Beretta, presidente, 

  Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca

   

  

 

	
  vicecancelliera

  	
  Daniela Regazzi

  

 

visto
il ricorso del 16 febbraio 1995 di

 

	
   

  	
  __________ e __________
  __________, __________,  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione no. __________del 17 gennaio 1995 del
  Consiglio di Stato che approva le varianti del Piano Regolatore del Comune di
  Claro relative alle zone industriali __________ e __________ /__________
  __________ e la zona mista residenziale artigianale __________;

   

  viste le osservazioni del 12 aprile 1995 del
  Municipio di __________;

   

  vista la risposta del 26 aprile 1995 del Consiglio
  di Stato;

   

  esperiti i necessari accertamenti;

   

  letti ed esaminati gli atti;

  

 

r
i t e n u t o

 

in
fatto

 

                                   a.   Con risoluzione no.
__________del 25 ottobre 1976 il Consiglio di Stato ha approvato il PR di
__________. In seguito il Governo ha approvato alcune varianti di PR con
risoluzione no. __________del 22 luglio 1980, rispettivamente con risoluzione
no. __________del 6 aprile 1982.

In data 31 marzo 1992 il Consiglio comunale di __________ ha deciso l’adozione
di altre varianti, in particolare, Variante A, concernente le zone dei nuclei
(NV-NT), Variante B, concernente la zona industriale in località __________,
relativa ai fondi, __________, __________, __________9, rispettivamente in
località __________ e __________ __________ relativa al particellare no.__________,
ed infine la Variante C riguardante zone per edifici e attrezzature pubbliche
(EAP) il località __________, __________ e __________ __________.

 

 

                                  b.   Con ricorso del 20
luglio 1992 i signori __________ ed __________ __________i, domiciliati a
__________, hanno inoltrato ricorso al Consiglio di Stato contro la Variante B
e la Variante C succitate. 

Innanzitutto essi hanno rilevato come le modifiche previste non fossero state
accompagnate da un rapporto di pianificazione in grado di motivarle, come
stabilito dall’art. 27 LALPT.

Inoltre, per quanto concerne la Variante B, relativa all’istituzione di una
zona industriale sui mappali no. 1768, 1769 e 1789 siti in località __________,
essi hanno censurato l’incompatibilità di questa modifica con i disposti della
LPT, nonché con gli obiettivi del Piano direttore che prevedono la possibilità
di una diminuzione del territorio agricolo solo per importanti esigenze della
pianificazione del territorio. In assenza di un dettagliato esame sulla
situazione concreta, i ricorrenti hanno ritenuto che la prevista decurtazione
di area agricola non poteva venir accolta. Essi hanno pertanto chiesto in via
principale l’annullamento della decisione d’inserimento dei mappali no.
__________, __________9, __________in zona industriale, oltre che l’ordine al
proprietario del mappale no. __________9, protagonista di un intervento
edilizio abusivo, di ristabilire la situazione iniziale. In via subordinata
essi hanno chiesto d’ordinare al Municipio di procedere ad una nuova
pubblicazione delle varianti, corredata della necessaria documentazione.

A titolo cautelativo i ricorrenti hanno pure contestato la Variante C (variante
concernente la zona per edifici ed attrezzature d’interesse pubblico relativa
al mappale no. 1733 in zona Campagna nuova), in quanto non sicuri che il fondo
in questione, prima soggetto ad un vincolo EAP, fosse stato ora effettivamente
attribuito alla zona agricola. Essi hanno tuttavia precisato che qualora la
variante fosse da intendere come assegnazione del mappale all’area agricola,
questa parte di ricorso andava considerata ritirata.

 

 

                                   c.   In data 28 settembre
1993 il Consiglio di Stato ha deciso sulle varianti. In particolare per quanto
riguarda l’inserimento in zona industriale dei particellari no. __________,
__________, __________siti in località __________, il Governo, rilevato da un
lato le limitate e lacunose indicazioni contenute, a questo proposito, nel
messaggio municipale e preso atto dall’altro che la revisione totale del PR
allo studio prevede l’inserimento del comparto in una zona di mantenimento
degli insediamenti, considerata infine l’eventualità che il tracciato dell’__________
__________ possa interessare questa zona, ha deciso di sospendere
l’approvazione di questa variante dando facoltà al Comune e ai proprietari
interessati di presentare le loro osservazioni in merito (cfr. decisione no.
__________del 28 settembre 1993, pag. 5 e 6). 

Il Governo ha quindi pure sospeso la relativa impugnativa dei qui ricorrenti
(vedi decisione ob. cit., pag. 9), precisando che la censura circa gli
interventi abusivi eseguiti sul particellare no. __________non poteva essere
evasa in questa procedura, nonché che il fondo no. __________, prima attribuito
alla zona __________, andava effettivamente considerato come attribuito alla
zona agricola, ciò che faceva decadere l’impugnativa su questo punto. 

Il Consiglio di Stato ha comunque ritenuto fondate le critiche dei ricorrenti
relative alla procedura di pubblicazione eseguita dal Comune e ha pertanto
invitato quest’ultimo a garantire in futuro una maggior chiarezza
nell’allestimento della documentazione necessaria.

 

 

                                  d.   Con risoluzione no.
__________del 17 gennaio 1995 il Consiglio di Stato si è pronunciato definitivamente
sulle varianti concernenti la zona industriale __________ e __________
/__________ __________, rispettivamente sulla zona mista residenziale-artigianale
__________. 

In particolare per quanto riguarda l’inserimento dei tre fondi __________, __________,
__________, il Governo ha deciso (considerate le osservazioni presentate dai
diretti interessati, nonché il rapporto della sezione agricoltura precisante
che dal punto di vista agricolo la costituzione di una nuova zona industriale
in località __________ è inaccettabile, come pure considerate le risultanze
degli studi per la revisione del PR in corso) di non approvare la variante
all’esame. Esso ha quindi statuito che nell’ambito della revisione generale del
piano regolatore il Comune dovrà attribuire il comparto ad una zona
d’utilizzazione specifica, per esempio ad una zona di mantenimento degli
insediamenti (cfr. decisione del 17 gennaio 1995 del Consiglio di Stato pag. 5
e 7). È in questo senso che il Consiglio di Stato ha pure accolto l’impugnativa
inoltrata dai qui ricorrenti in data 20 luglio 1992, precisando che per la
richiesta relativa agli interventi sul fondo __________, il ricorso veniva
trasmesso all’Ufficio delle domande di costruzione.

 

 

                                   e.   Malgrado
l’accoglimento del loro ricorso , in data 15 febbraio 1995, i signori
__________ sono insorti davanti a questo Tribunale contro la suddetta decisione
del Consiglio di Stato, sollevando le medesime censure già avanzate in prima
istanza, ma precisando comunque di non opporsi alla soluzione governativa
d’istituire una zona di mantenimento degli insediamenti qualora le costruzioni
abusive presenti sulla particella no. __________fossero però inserite a piano
regolatore come destinate a scopo agricolo.           

 

                                    f.   Con scritto del 12
aprile 1995, il Municipio di __________ rileva di non voler formulare
osservazioni particolari all’impugnativa dei signori __________, richiamando le
motivazioni già formulate al momento dell’adozione della variante.

Dal canto suo il Consiglio di Stato, con risposta no. __________ del 26 aprile
1995, precisa di non aver approvato la zona industriale __________ e quindi di
aver in sostanza già accolto il ricorso degli insorgenti. Per quanto riguarda
la definizione degli interventi ammessi in una zona di mantenimento, esso ha rilevato
che spetterà al Comune di definirli nell’ambito della revisione del PR. Il
Municipio dovrà sottoporre la sua proposta al Dipartimento del territorio per
l’esame preliminare, informare la popolazione sulla proposta e sull’esito
dell’esame preliminare e in seguito trasmetterla al Consiglio comunale per
l’adozione. I ricorrenti avranno pertanto ancora la possibilità di presentare
le loro osservazioni nell’ambito dell’informazione alla popolazione e
successivamente di ricorrere al momento delle pubblicazione dopo l’adozione del
PR da parte del Consiglio comunale. Ciò considerato il Consiglio di Stato
ritiene che il ricorso è prematuro e quindi privo d’oggetto.

 

 

                                  g.   In data 5 ottobre
1995 è stato esperito un sopralluogo in contraddittorio all’occasione del
quale, spiegata ai ricorrenti la situazione sotto il profilo processuale, è
stato loro assegnato un termine di 30 giorni per esprimersi circa il
mantenimento del ricorso.

Con scritto del 25 ottobre 1995 i signori __________ hanno espressamente
dichiarato di voler mantenere il loro ricorso.

 

 

c
o n s i d e r a t o,

 

in
diritto

 

                                   1.   A norma dell’art. 38
LALPT contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al Tribunale
della pianificazione del territorio (TPT), entro 30 giorni dalla notificazione.

                                         L’art. 38 LALPT legittima
a ricorrere il comune (cpv. 4 lett. a), i già ricorrenti, per gli stessi motivi
(cpv. 4 lett. b), e ogni altra persona o ente che dimostri un interesse degno
di protezione a dipendenza delle modifiche decise dal Consiglio di Stato (nuovo
cpv. 4 lett. c, in vigore dal 15.3.1995).

                                         In concreto la
legittimazione attiva dei ricorrenti è data a norma dell’art. 38 cpv. 4 lett.
b) LALPT.

                                         Presentato nei termini di
legge, e quindi tempestivo, il ricorso é ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   Come già rilevato
nei fatti, con la decisione qui impugnata il Consiglio di Stato ha negato
l’approvazione della variante volta all’inserimento dei particellari no.
__________, __________e __________in zona industriale, ordinando al contempo al
Comune di attribuire questo comparto ad “..una zona d’utilizzazione specifica,
per esempio ad una zona di mantenimento degli insediamenti” (cfr. decisione no.
__________del 17 gennaio 1995, pag. 7), e questo nell’ambito della revisione
generale del PR attualmente in corso a __________. Con ciò il Governo ha
ritenuto di poter accogliere il ricorso dei signori __________ che contestavano
l’istituzione di questa zona.

Ora se da un lato può sembrare incomprensibile, visto l’esito positivo della
vertenza davanti all’autorità di prima istanza, la nuova impugnativa degli
insorgenti davanti a questo Tribunale, dall’altro lato va pur rilevato che con
la sua ultima decisione il Consiglio di Stato si è limitato ad annullare la
scelta pianificatoria operata dal Comune, senza però stabilire un nuovo azzonamento
per il comparto in esame. È quindi logico che i ricorrenti, i quali nella loro
impugnativa non avevano solamente contestato la zona industriale, ma avevano
espressamente chiesto l’attribuzione di quest’area alla zona agricola, non si
ritengano completamente soddisfatti di questa risoluzione e rinnovino pertanto
la loro contestazione.

Ciò nonostante va ora esaminato se, in concreto, la decisione qui impugnata
costituisce una decisione finale, capace di porre fine alla procedura, oppure
se trattasi di una semplice decisione incidentale, ovvero di una decisione resa
nel corso della procedura che rappresenti solo una semplice tappa della stessa
(cfr. DTF 117 Ia 253 consid. 1a, 398 consid. 1, 116 Ia 43 consid. 1b e rinvii).
La distinzione è importante perché mentre la prima può sempre essere impugnata
davanti all’autorità superiore, la seconda può essere impugnata solo se provoca
al ricorrente un danno non altrimenti riparabile ( art. 44 LPAmm,
rispettivamente, art. 45 PA).

Al proposito va rilevato che, di massima, se all’autorità inferiore viene
lasciata una certa libertà di giudizio, la decisione mediante la quale gli atti
vengono rinviati per ulteriori accertamenti all’autorità che si è già
pronunciata in prima istanza, è una decisione incidentale ( “Rückweisungsentscheide
gelten nach ständiger Rechtsprechung als Zwischenentscheide”, cfr DTF 117 Ia
398 consid. 1 e rinvii, rispettivamente DTF 117 Ia 253 consid. 1a).

Nel caso concreto, come detto, il Consiglio di Stato ha da un lato
definitivamente annullato la decisione del Comune per quanto concerne
l’istituzione di una zona industriale in località __________ e dall’altro gli
ha rinviato gli atti affinché provvedesse a stabilire per questo comparto un
nuovo azzonamento nell’ambito della revisione totale del PR già in corso. Per
quanto riguarda il nuovo azzonamento esso ha dato dei semplici suggerimenti,
senza imporre alcun tipo di zona. La decisione impugnata presenta quindi su
questo punto, che solo rimane litigioso, carattere di rinvio e, non ponendo
fine alla procedura, costituisce una decisione incidentale.

Resta quindi da esaminare se, in concreto, essa provoca ai ricorrenti “un danno
non altrimenti riparabile”, circostanza che la renderebbe impugnabile giusta l’art
44 LPamm. Questo presupposto é adempiuto quando il ricorrente ha un interesse
degno di protezione all’annullamento o alla modifica della decisione. Ciò è il
caso qualora il danno non può più essere eliminato in un’ulteriore procedura
giudiziaria, nemmeno in caso di giudizio favorevole al ricorrente (cfr. DTF 116
Ib pag. 347 consid. 1 c)); RDAT 31/1979 pag. 70). 

In concreto, a seguito della negata approvazione della zona industriale, nonché
del rinvio del Consiglio di Stato, il comune dovrà procedere all’istituzione di
una nuova zona o mediante l’adozione di una variante o, come suggerito dal
Consiglio di Stato, nell’ambito della revisione del PR. In ambedue i casi
l’autorità comunale sarà tenuta a rispettare la procedura di cui agli art. 32 e
seg. LALPT, la quale garantisce ai cittadini del Comune una partecipazione alle
scelte pianificatorie, come pure i necessari rimedi giuridici. Ciò significa
che i signori __________ avranno ancora la possibilità di esprimersi sulla
destinazione del comparto in località __________, come pure d’impugnare ogni
futura scelta qualora la ritenessero non corretta. Ne risulta che la decisione
incidentale all’esame non arreca ai ricorrenti alcun danno di nessuna natura,
tanto più considerato che essi non sono i proprietari dei fondi interessati
alla modifica pianificatoria.  

 

Per
questi motivi, visti gli articoli di legge applicabili alla fattispecie,

 

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso é irricevibile.

 

                                   2.   I ricorrenti sono
condannati al pagamento delle tasse di giudizio e delle spese per complessivi
Fr. 500.--.

                                   3.   Intimazione:                  -
Signori __________ 

                                       - Municipio di _____

                                       - Consiglio di Stato, ___________

                                       - Sezione pianificazione urbanistica,                                                             __________

 

Tribunale
della pianificazione del territorio

Il
presidente                                                           Il
segretario