# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0ff42f24-4045-5b82-9efc-acd229dc6ff7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-05-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.05.2013 32.2012.207
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2012-207_2013-05-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2012.207

   

  fs

  	
  Lugano

  6 maggio 2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 21 agosto 2012 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 19 giugno 2012 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, classe
1967, il 23 luglio 2007 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per
adulti in quanto affetta da “(…) linfodema tipo primario gamba destra (…)”
(doc. AI 2/1-8).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti del caso, con decisione 7 maggio 2008 (doc. AI 25/1-3),
preavvisata con progetto 5 marzo 2008 (doc. AI 17/1-2), l’Ufficio AI aveva
negato all’assicurata il diritto ad una riformazione in quanto “(…) il
confronto dei redditi sopra indicati porta a concludere che non vi è perdita
della capacità di guadagno, pertanto, fa stato un grado d’invalidità del 0% che
non dà diritto a prestazioni da parte del nostro Ufficio. (…)”(doc. AI
25/2).

 

                                         In esito
al ricorso del 5 giugno 2008 (doc. AI 28/3-10), inoltrato, tramite l’avv. __________,
contro la decisione 7 maggio 2008, con STCA del 23 aprile 2009 questo Tribunale
ha annullato la decisione impugnata e rinviato gli atti per ulteriori
accertamenti medici. In particolare – osservato che “(…) viste
le non sufficientemente chiare indicazioni circa la capacità lavorativa, al
fine di stabilire compiutamente la stessa e la sua evoluzione nell’attività
esercitata e in un’attività adeguata, l’Ufficio AI doveva pertanto predisporre
i necessari accertamenti medici (…)” (doc. AI 37/12) – questa Corte aveva concluso che “(…)
non potendo pronunciarsi compiutamente – senza i necessari accertamenti medici
che l’Ufficio AI vorrà predisporre – circa la capacità lavorativa e la sua
evoluzione, tanto quale gerente presso un esercizio pubblico che in un’attività
adeguata, nemmeno l’amministrazione poteva già procedere ad una valutazione
economica (da ritenersi prematura) e tantomeno poteva (con cognizione di causa)
escludere a priori la possibilità di una riformazione professionale (…)”
(doc. AI 37/13).

 

                               1.2.   L’Ufficio AI
– sulla base degli ultimi accertamenti esperiti, segnatamente della
perizia 7 settembre 2009 del dr. __________ (doc. AI 48/1-4), del rapporto
medico 21 gennaio 2010 della dr.ssa __________ (doc. AI 49/1-4) e dei rapporti
finale e complementare del 9 marzo con relative tabelle e del 18 maggio 2010 della
consulente in integrazione professionale (doc. AI 50/1-4, 51/1-3 e 61/1-3) – con decisione
7 giugno 2010 (doc. AI 62/1-5), preavvisata con progetto 11 marzo 2010 (doc. AI
53/1-3), ha negato sia il diritto ad una rendita, il grado d’invalidità del 34%
non raggiungendo il minimo pensionabile, sia il diritto a provvedimenti professionali,
la consulente in integrazione avendo concluso che la residua capacità di
guadagno non può essere apprezzabilmente migliorata da provvedimenti reintegrativi
di ordine professionale (doc. AI 62/1-5).

 

                                         In esito
al ricorso del 12 luglio 2010 (doc. AI 63/3-23), inoltrato, tramite l’avv. RA 1,
contro la decisione 7 giugno 2010, questo Tribunale, con STCA del 21 febbraio
2011 (doc. AI 70/1-23), ha annullato la decisione impugnata e – osservato “(…)
che gli atti devono essere rinviati all’Ufficio AI affinché – oltre ad ogni ulteriore accertamento che
dovesse rilevarsi utile, sentita personalmente l’assicurata per stabilire quali
fossero le sue intenzioni al momento in cui è stata assunta dalla __________
cosa avrebbe fatto nel caso in cui il paventato aumento di salario non si fosse
realizzato e appurato se effettivamente, avuto riguardo alle attività svolte,
il salario era sempre inferiore ai salari medi – stabilisca innanzitutto se effettivamente l’assicurata si è
accontentata deliberatamente di un salario considerevolmente inferiore alla
media. Diversamente, per calcolare il reddito ipotetico da invalido, l’Ufficio
AI dovrà applicare la riduzione del 22.77% per gap salariale (fr. 44'990.35
contro fr. 32’500 meno i primi 5 punti %; cfr. DTF 135 V 297 e riferimenti).
(…)” (doc. AI 70/20-21) – ha nuovamente rinviato gli
atti all’Ufficio AI per resa di un nuovo provvedimento.

                                         In
particolare, questa Corte aveva indicato all’amministrazione il seguente
procedere: “(…) dopo aver appurato se effettivamente si è accontentata di un
salario nettamente inferiore alla media – ritenuta
un’incapacità lavorativa totale dall’agosto 2006 e una capacità lavorativa del
50% dal 19 luglio 2007 tanto nella sua attività abituale quanto in un’altra
attività adeguata, considerato un reddito da valido per il 2007 di fr.
32'500.-- e confermata la riduzione del 5% dal reddito ipotetico da invalido –,
stabilisca se il gap salariale del 22.77% deve o meno essere applicato al
reddito ipotetico da invalido per il 2007 pari a fr. fr. 51’099.98
(…)” (doc. AI 70/22).

 

                               1.3.   L’Ufficio AI
– sulla base degli ulteriori accertamenti effettuati e meglio, sulla
base delle risposte dell’assicurata (vedi la corrispondenza intercorsa tra le
parti sub doc. AI 83/1, 84/1-2, 85/1, 86/1 e 87/1-2) e della valutazione 5
marzo 2012 della consulente in integrazione professionale (doc. AI 89/1-4) – con decisione
19 giugno 2012 (doc. AI 96/1-6), preavvisata con progetto 8 marzo 2012 (doc. AI
90/1-5), ha negato il diritto a prestazioni.

 

                               1.4.   Contro la
decisione del 19 giugno 2012, rappresentata dall’avv. RA 1, l’assicurata ha
inoltrato il presente ricorso al TCA con il quale – contestando che si
sarebbe accontentata di un salario nettamente inferiore alla media (l’Ufficio
AI ha negato il diritto ad una rendita giungendo ad un grado d’invalidità non
pensionabile ritenuto un reddito da invalido al quale non ha applicato alcun
gap salariale essendosi l’assicurata accontentata di un salario inferiore alla
media) – ha chiesto di essere posta al beneficio del diritto ad una mezza
rendita.

 

                               1.5.   Con la
risposta di causa l’Ufficio AI – evidenziato come con il ricorso l’insorgente
sollevi in sostanza le medesime obiezioni già considerate con la nota del 6
giugno 2012 (cfr. l’annotazione del 6 giugno 2012 sub doc. AI 95/1 che
evidenzia che non sono stati prodotti nuovi elementi atti a definire
diversamente il caso e conferma la valutazione del 5 marzo 2012 dei consulenti
in integrazione sub doc. AI 89/1-4) – ha chiesto di respingere
il ricorso (IV).

 

                               1.6.   Con lettera
27 settembre 2012 l’insorgente ha trasmesso al TCA il rapporto 25 settembre
2012 del dr. __________ e si è confermata nelle proprie allegazioni (VI e
allegato doc. B).

 

                               1.7.   Con
osservazioni 18 ottobre 2012 – viste le annotazioni 18 ottobre 2012 nelle quali il medico SMR dr. __________,
circa il rapporto 25 settembre 2012 del dr. __________, ha concluso che “(…)
dall’attuale rapporto dr.__________ non risulta una sostanziale modifica della
CL residua dell’assicurata, permane una esigibilità lavorativa del 50% in
attività adatta (…)” (VIII/1) – l’Ufficio AI si è confermato nella
domanda di reiezione del ricorso.

 

                                         Al
riguardo, pur avendo avuto la facoltà di presentare eventuali osservazioni
scritte (IX), l’insorgente è rimasta silente.

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Il 1° gennaio
2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).

                                         Occorre
qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono
determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la
fattispecie che esplica degli effetti (DTF 130 V 445
consid. 1 pag. 446 seg. con riferimento a DTF 130 V 329).
Ne consegue che nel caso in esame sono applicabili le
norme materiali in vigore fino al 31 dicembre 2007 per quanto attiene allo
stato di fatto realizzatosi fino a tale data, mentre per il periodo dal 1°
gennaio 2008 sino alla decisione impugnata, che delimita temporalmente il
potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali (DTF 132 V 215 consid.
3.1.1 pag. 220 con riferimenti), trovano applicazione le nuove norme. In
concreto la questione non ha comunque particolare portata pratica, poiché la 5a
revisione dell'AI non ha modificato in maniera sostanziale le disposizioni
legali sulla valutazione del grado d'invalidità. La giurisprudenza fondata
sulle norme precedenti mantiene pertanto la sua validità (cfr. STF 9C_443/2009
del 19 agosto 2009 consid. 4 con riferimento a STF 8C_76/2009 del 19 maggio
2009 consid. 2).

 

                                         Ritenuto
inoltre che lo stato di fatto giuridicamente determinante (momento del diritto
alla rendita) si è realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2012, le modifiche
della 6a revisione della LAI (primo pacchetto di misure entrato in vigore il 1°
gennaio 2012; RU N. 49 del 6 dicembre 2011 pag. 5659 e seguenti) non sono
applicabili e si applicano le norme sostanziali in vigore fino al 31 dicembre
2011.

 

                               2.2.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perchè il caso
possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc,
L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco
di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46).

                                         Giusta
l'art. 28 cpv. 1 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%.

                                         Ai sensi
dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido).

                                         Al
proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale
delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il
raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale)
inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono
però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere
conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa
della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione)
e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STFA I
600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003,
consid. 4.1).

 

                               2.3.   Per quanto
riguarda la valutazione medica, aspetto questo peraltro nemmeno validamente
contestato nella presente fattispecie, questo Tribunale non ha motivo di
scostarsi e conferma le conclusioni a cui é pervenuto nella STCA di rinvio del
21 febbraio 2011 (doc. AI 70/1-23), nella quale aveva già evidenziato che:

 

" 
(…)

Per
quanto attiene la valutazione medica, va qui rilevato che alla perizia 7
settembre 2009 del dr. __________ va conferita piena forza probatoria poiché la
stessa risulta essere completa, concludente, motivata e priva di contraddizioni
e di elementi che portano a dubitare della sua attendibilità (DTF 125 V 351).

La
ricorrente non ha peraltro contestato la valutazione della residua capacità
lavorativa del 50% tanto nell’attività abituale di gerente presso un esercizio
pubblico, quanto in un'altra attività adeguata e nemmeno ha prodotto ulteriori
certificati di medici specialisti idonei a sovvertire le conclusioni a cui sono
giunti il dr. __________ e il SMR.

 

Questo
Tribunale deve dunque concludere che, dopo un periodo di inabilità totale al lavoro
dall’agosto 2006 fino al luglio 2007, in seguito l’assicurata va ritenuta abile al lavoro nella misura del 50% sia nell’attività abituale che in altra
attività adeguata.

(…)"
(doc. AI 70/8-9)

 

                                         Non è
possibile concludere differentemente anche avuto riguardo al rapporto del 25
settembre 2012 nel quale il dr. __________, FMH in medicina interna e
angiologia, ha concluso che “(…) come già nella mia valutazione del 2009
ritengo che questa paziente, nella professione di gerente, non sia in grado di
lavorare più del 40-50%. Naturalmente in altre professioni, confacenti alla
capacità della paziente si potrebbe richiedere una capacità lavorativa del 50%.
(…)” (doc. B).

                                         Al
riguardo, anche il medico SMR dr. __________, nell’annotazione del 18 ottobre 2012, ha rilevato che “(…) dall’attuale rapporto dr. __________ non risulta una sostanziale
modifica della CL residua dell’assicurata, permane una esigibilità lavorativa
del 50% in attività adatta (…)” (VIII/1).

                                         Inoltre l’insorgente,
in merito alla suenunciata valutazione del dr. __________, pur avendo avuto la
facoltà di presentare osservazioni scritte è rimasta silente.

                                         Va qui
ricordato che se da una parte la
procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo cui i
fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice,
dall’altra si rileva che questo principio non è però assoluto, atteso che la
sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione
della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti).
Il dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle
parti di apportare – ove ciò fosse ragionevolmente esigibile – le prove necessarie,
avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che
altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove
(DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).

 

                                         Anche per
quanto riguarda la questione relativa alle attività professionali concretamente
realizzabili nella misura del 50% e l’esistenza delle stesse sul mercato
generale del lavoro, questo Tribunale non ha motivo di scostarsi e conferma
pertanto le conclusioni a cui é pervenuto nella STCA di rinvio del 21 febbraio
2011 (doc. AI 70/1-23) secondo cui:

 

" 
(…)

Nella
fattispecie, la consulente in integrazione ha correttamente rinviato alle
limitazioni funzionali poste dal dr. __________ nella perizia 7 settembre 2009
(doc. AI 48/1-4). Tenuto conto delle limitazioni, secondo questa Corte, possono
essere in concreto prese in considerazione quali attività adeguate quelle
professioni legate al settore dell’industria, in cui possono venir eseguite
mansioni di sorveglianza e di controllo, oppure al campo dei servizi, attività
che non comportano aggravi fisici, con possibilità di cambiare frequentemente
posizione (vedi al riguardo STFA I 535/05 del 7 dicembre 2006 consid. 4.4. e U 329/01 del 25
febbraio 2003 consid. 4.5 con riferimenti; cfr. anche RCC 1980 pag. 482 consid. 2). Attività che del resto
non necessitano una particolare formazione. Va poi evidenziato che, secondo la
giurisprudenza, se è vero che vanno indicate possibilità di lavoro concrete,
all'amministrazione rispettivamente al giudice non vanno poste esigenze esagerate.
È infatti sufficiente che gli accertamenti esperiti permettano di fissare in
maniera attendibile il grado di invalidità. In proposito va rilevato che il TFA
ha in particolare già ritenuto corretto il rinvio ad attività nel settore
industriale e commerciale, composto di lavori leggeri di montaggio, compiti di
controllo e sorveglianza (STF 8C_399/2007 del 23 aprile 2008; VSI 1998 pag. 296
consid. 3b; STFA U 329/01 del 25 febbraio 2003 consid. 4.7).

In
particolare, per quanto riguarda le pause, a prescindere dal fatto che il dr. __________
non ha attestato che l’assicurata non sarebbe in grado di concentrare in mezza
giornata la sua capacità lavorativa residua del 50% –
lo specialista ha osservato che per l’attività di gerente “(…) le pause
lavorative devono essere sufficientemente prolungate e spaziate nell’arco della
giornata per poter ottenere o perlomeno mantenere uno stato accettabile
dell’arto (…)” (doc. AI 48/3) e che “(…) anche un lavoro variato che
presenta la possibilità di muoversi, star seduti senza portare carichi non
eviterebbe che nel corso della giornata il linfidema si aggravi e quindi la
necessità comunque di una pausa prolungata e di un trattamento fisioterapico o
comunque di una terapia fisica di massaggi e bendaggio non sarebbe evitabile
(…)” (doc. AI 48/4) –, va considerato che, sia nell’industria che
nei servizi, esistono svariati impieghi che possono essere svolti in diversi
turni di lavoro.

In
esito alle considerazioni che precedono, il TCA deve dunque concludere che sul
mercato generale del lavoro esistono delle attività adeguate che l’assicurata
sarebbe in grado di esercitare, nella misura del 50%, nonostante il danno alla
salute.

(…)"
(doc. AI 70/11-12)

                               2.4.   Nella
fattispecie, come accennato (cfr. consid. 1.2), nella STCA di rinvio del 21
febbraio 2011 l’Ufficio AI era stato invitato ad accertare se l’assicurata si
era accontentata deliberatamente di un salario considerevolemente inferiore
alla media.

 

                                         Dagli
atti di causa risulta quanto segue.

 

                                         Il 17
settembre 2003 l’assicurata ha sottoscritto con la __________ un contratto di
lavoro a tempo indeterminato quale gerente con effetto dal 1. ottobre 2003 e
con un salario lordo mensile di fr. 3'800.-- (doc. AI 79/3). Il 5 gennaio 2006
l’assicurata ha sottoscritto con __________ un contratto di lavoro a tempo
indeterminato quale gerente del ristorante __________ con un salario lordo
mensile di fr. 3'200.-- (doc. AI 79/4-5). Il 30 maggio 2006 ha infine sottoscritto con il __________ un contratto di lavoro quale gerente con effetto dal 1.
giugno 2006 con un salario lordo mensile di fr. 2'500.-- (doc. AI 88/1).

 

                                         Con
lettera 7 novembre 2011 l’Ufficio AI ha posto all’assicurata le seguenti
domande:

 

" 
(…)

-    Quali sono i motivi che hanno portato
allo scioglimento del contratto con __________ __________, stipulato in data 17
settembre 2003 con effetto 1. ottobre 2003?

-    Quali sono i motivi che hanno portato
allo scioglimento del contratto con il Sig. __________ presso il __________,
stipulato il 5.01.2006?

-    Prima di essere assunta presso il __________
ha eseguito delle ricerche di lavoro? Se si, la preghiamo di inoltrarci la
relativa documentazione e di motivare i criteri che l’hanno fatta propendere
verso la scelta di tale datore di lavoro.

-    Qualora l’aumento di stipendio presso
il __________ non si fosse realizzato, quali misure avrebbe adottato?

-    Quali erano le condizioni di lavoro
stabilite nel contratto con il __________ a livello di percentuale d’impiego,
durata del contratto, funzione ricoperta e mansioni svolte?

-    Al termine del contratto con il __________
si è iscritta presso un ufficio regionale di collocamento? Se si, le chiediamo
di volerci comunicare a partire da quale data risulta iscritta e di farci
pervenire copia delle ricerche di lavoro effettuate.

(…)"
(doc. AI 83/1)

 

                                         Con
scritto 24 novembre 2011 l’avv. RA 1, ritenuta la disponibilità della sua
assistita a fornire tutte le informazioni, ha chiesto all’amministrazione di
indicare l’obiettivo delle domande poste (doc. AI 84/1).

                                         L’Ufficio
AI, prima con uno scritto tramite posta elettronica del 20 dicembre 2011 (doc.
AI 85/1) e in seguito con lettera del 2 gennaio 2012 (doc. AI 86/1), ha
risposto all’avv. RA 1 che, conformemente alla STCA di rinvio del 21 febbraio
2011, l’obiettivo delle domande poste direttamente all’assicurata era quello di
stabilire se la stessa si fosse accontentata di un salario considerevolmente
inferiore alla media.

 

                                         Il 25
gennaio 2012 l’avv. RA 1 ha scritto all’Ufficio AI una lettera del seguente
tenore:

 

" 
(…)

posta la finalità da lei
indicata, che ricalca sostanzialmente quanto indicato dal TCA. Le preciso innanzitutto
che la signora RI 1 non si è accontentata di un salario evidentemente sotto la
media. Essa, come peraltro confermato dal datore di lavoro, contava su un
concreto aumento del salario. Purtroppo l’inabilità lavorativa è sopraggiunta
nel frattempo. Ciò premesso mi chiedo che tipo di relazione abbiano i quesiti
da lei posti con tale finalità.

 

Mi riferisco in
particolare alle domande che si riferiscono ai periodi anteriori e successivi
all’attività della signora RI 1 presso __________.

 

A ciò si aggiunge che si
chiede all’assicurata di determinarsi su una circostanza che non ha potuto
verificarsi, in quanto è sopraggiunta l’inabilità lavorativa a causa della nota
malattia.

 

La mia mandante ritiene
pertanto che le risposte ai summenzionati quesiti non possano permettere in
modo determinante quanto indicato dal TCA.

 

Ciò nondimeno la stessa
fornisce ai quesiti del 7 novembre 2011 le seguenti risposte:

 

-    __________ è fallita in data 6
settembre 2005. La cessazione dell’attività dell’esercizio pubblico è stata la
causa dello scioglimento del rapporto di lavoro.

-    Il signor __________ presso il
Ristorante __________ è fallito in data 31 gennaio 2007. La cessazione
dell’attività dell’esercizio pubblico è stata la causa dello scioglimento del
rapporto di lavoro.

-    La signora RI 1 non ricorda se ha
effettuato altre ricerche di lavoro prima di essere assunta da __________. La
stessa non lo esclude, sebbene non disponga di documentazione al riguardo.

-    La signora RI 1 non è in grado di
rispondere al quesito, del tutto ipotetico, in merito alle misure che la
medesima avrebbe adottato qualora non si fosse realizzato l’aumento di
stipendio presso il __________. La signora RI 1 ha, sin dall’inizio, creduto e
sperato che tale aumento potesse effettivamente realizzarsi. Purtroppo la
sopraggiunta inabilità lavorativa non ha permesso di verificare se tale aumento
si sarebbe verificato. Non è certo da escludere che, qualora l’aumento non si
fosse verificato, e, se non fosse subentrata l’inabilità al lavoro, la signora RI
1 si sarebbe attivata per cercare un’attività analoga remunerata
confacentemente.

-    A livello di condizioni di lavoro
presso il __________, la signora RI 1 era responsabile della gerenza dello
stesso, occupandosi sostanzialmente della caffetteria, del servizio ai tavoli,
della pulizia. L’occupazione era al 100%.

-    No, la mia mandante non è mai stata
iscritta a URC. La stessa ha sempre cercato di farcela con le proprie forze,
trovando occupazioni compatibili con le proprie forze, trovando occupazioni
compatibili con il proprio grado di abilità al lavoro e la propria malattia.

(…)"
(doc. AI 87/1-2)

 

                                         Nella DTF
134 V 322 – chiamata a pronunciarsi in un caso in cui l’autorità giudiziaria
cantonale, applicato, tra l’altro, una riduzione del 30% dal reddito ipotetico
da invalido per gap salariale, aveva riconosciuto all’insorgente (si trattava
di un’assicurata turca, analfabeta, con rudimentali conoscenze della lingua
tedesca e nessuna formazione professionale) il diritto ad un quarto di rendita – il TFA ha
confermato il giudizio cantonale e stabilito che “(…) se una persona
assicurata, per motivi estranei all’invalidità, ha realizzato un reddito
considerevolemente inferiore alla media senza che vi si sia spontaneamente
accontentata, si procede in un primo luogo a un parallelismo dei redditi. In
pratica, questo parallelismo può avvenire a livello di reddito da valido
aumentando in maniera adeguata il reddito effettivamente conseguito oppure
facendo capo ai valori statistici oppure ancora a livello di reddito da invalido
mediante una riduzione adeguata del valore statistico. (…)” (regesto della
DTF 134 V 222).

 

                                         Nella DTF
135 V 58 – chiamata a pronunciarsi in merito al reddito da valido nel caso di
un’assicurata indipendente – l’Alta Corte (riferendosi in particolare a quanto esposto nella DTF
134 V 322 consid. 6.2 pag. 329 in merito al diritto alla parità di trattamento)
ha precisato la propria giurisprudenza applicabile in presenza di un reddito da
valido inferiore alla media osservando che “(…) laddove un reddito da invalido
di fascia media è realisticamente conseguibile risp. ragionevolmente esigibile,
un reddito da valido inferiore alla media per motivi economici non deve essere
adattato al livello medio di tale reddito. In ciò non è ravvisabile alcuna
disparità di trattamento delle persone a basso reddito. (…)” (regesto della
DTF 135 V 58).

 

                                         La nostra
Massima Istanza, nella DTF 135 V 297 – circa il tasso a partire
dal quale un reddito senza invalidità inferiore alla media giustifica un
parallelismo dei redditi di paragone –, ha precisato
ulteriormente la propria giurisprudenza stabilendo che “(…) se il guadagno
effettivamente conseguito diverge di almeno il 5% del salario statistico usuale
nel settore, esso è considerevolemente inferiore alla media ai sensi della DTF
134 V 322 consid. 4 pag. 325 e può giustificare – soddisfatte le ulteriori
condizioni – un parallelismo dei redditi di paragone. Questo parallelismo si
effettua soltanto per la parte percentuale eccedente la soglia del 5% (consid.
6.1.3). Le condizioni per una deduzione a titolo di parallelismo e per
circostanze personali e professionali sono indipendenti, nel senso che i
medesimi fattori che incidono sul reddito non possono giustificare
contemporaneamente una deduzione a titolo di parallelismo e una deduzione per
circostanze personali e professionali (consid. 6.2). (…)”(regesto della DTF
135 V 297).

                                         Contestualmente
il TF ha evidenziato che:

 

" 
(…)

   
5.3 Ist bestimmten einkommensbeeinflussenden Merkmalen im Sinne von BGE 126 V 75 E. 5b/aa
S. 79 bereits bei der Parallelisierung (E. 5.1 hievor) der Vergleichseinkommen
Rechnung getragen worden, dürfen dieselben invaliditätsfremden Faktoren nicht
nochmals im Rahmen des sogenannten Leidensabzuges (E. 5.2 i.f. hievor)
berücksichtigt werden (BGE 134 V 322 E. 5.2 in fine S. 328). Der Abzug wird sich daher in der Regel auf leidensbedingte Faktoren beschränken
und nicht mehr die maximal zulässigen 25 % für sämtliche invaliditätsfremden
und invaliditätsbedingten Merkmale ausschöpfen (BGE 134 V 322 E. 6.2 in fine S. 330). Kann tatsächlich oder zumutbarerweise ein durchschnittliches Invalideneinkommen
erzielt werden, dann besteht kein Grund, ein aus wirtschaftlichen Gründen
unterdurchschnittliches Valideneinkommen im Rahmen der
Einkommensparallelisierung auf ein durchschnittliches hochzurechnen (BGE 135 V 58 E. 3.4.3
S. 61). Dieses Vorgehen ist weder verfassungswidrig noch diskriminierend und
stellt keine methodische Ungleichbehandlung Schlechterverdienender dar (BGE 135 V 58 E. 3.4.4
S. 63). Schliesslich hat die Invalidenversicherung weder für ungünstige
konjunkturelle Verhältnisse einzustehen noch regionale Lohnunterschiede
auszugleichen (Urteil I 405/06 vom 29. Mai
2007 E. 4.2 mit Hinweisen).

(…)"
(DTF 135 V 297 consid. 5.3 pag. 302)

 

                                         Nella STF
9C_310/2009 del 14 aprile 2010 – chiamato a pronunciarsi in un caso in cui
il Tribunale amministrativo federale, in applicazione erronea del confronto
percentuale dei redditi (premesso che l’errore in cui sarebbe incorso il
Tribunale amministrativo federale, a determinate condizioni, non provoca
necessariamente l’annullamento del giudizio impugnato (cfr. il consid. 4 della
succitata STF), aveva riconosciuto all’assicurata (si trattava di una
frontaliera che aveva lavorato in qualità di operaia di produzione addetta al
montaggio di piccoli elettrodomestici) il diritto alla mezza rendita – il TF ha
confermato nel suo risultato la pronuncia impugnata rilevando:

 

" 
(…)

4.1 Ora, per quanto concerne il
reddito senza invalidità, quest'ultimo è stato riconosciuto dalle parti, per
l'anno 2004, in fr. 31'945.- e trova riscontro nelle indicazioni fornite
dall'ex datore di lavoro per l'anno precedente.

4.1.1 A tal proposito, l'opponente
fa tuttavia giustamente notare che il reddito da lei percepito prima
dell'invalidità era manifestamente inferiore - e non solo nella misura del 4 %
riconosciuta dall'UAI - alla media dei salari pagati per un'attività
paragonabile nel settore interessato e che non vi era motivo di ritenere - come
del resto non lo ha fatto nemmeno l'Ufficio ricorrente - che fosse sua
intenzione accontentarsi di un reddito modesto. Orbene, per tali situazioni la
prassi ammette che i medesimi fattori estranei all'invalidità che hanno
influenzato negativamente il reddito da valido vengano ignorati oppure presi in
considerazione in uguale misura anche per la determinazione del reddito da
invalido (parallelismo dei redditi di confronto: DTF 134 V 322). Ciò quantomeno se - come si deve ritenere in
concreto, tenuto conto delle diverse realtà del mercato del lavoro ticinese
(cfr. ISS 2004, pag. 72, Tabella TA13 [Grandi regioni], Ticino, livello di
esigenze 4, donne), da un lato, e di quello nazionale (ISS 2004, pag. 53, TA1,
livello 4, donne) dall'altro - a un reddito senza invalidità considerevolmente
inferiore alla media viene contrapposto un reddito da invalido - determinato
sulla base della media nazionale nel settore privato (ISS, TA1; cfr. SVR 2007
UV n. 17 pag. 56 [U 75/03]) - realisticamente irrealizzabile nel caso di specie
(DTF 135 V 58 consid. 3.4.4 pag. 63 con riferimenti; sul principio
cfr. pure circolare AI n. 273 dell'UFAS del 6 febbraio 2009 nonché le sentenze
9C_1033/2008 del 15 gennaio 2010 consid. 5.5, 8C_44/2009 del 3 giugno 2009
consid. 4 e 8C_709/2008 del 3 aprile 2009 consid. 8).

 

In questi casi, il parallelismo dei
redditi può realizzarsi a livello di reddito da valido mediante adeguato
aumento del reddito effettivamente conseguito oppure facendo capo ai valori
statistici oppure ancora a livello di reddito da invalido mediante riduzione
adeguata del valore statistico (DTF 134 V 322 consid. 4.1 pag. 325).

 

Recentemente questo Tribunale ha
inoltre pure avuto modo di precisare che dev'essere considerato considerevolmente
inferiore alla media nel senso della DTF 134 V 322 e può - se ricorrono le ulteriori condizioni -
giustificare un parallelismo dei dati di raffronto un reddito effettivamente
conseguito che differisce di almeno il 5 % dal salario (statistico)
riconosciuto nel corrispondente settore economico (e non dal valore totale
mediano dell'intero settore privato come in realtà ha erroneamente fatto
l'amministrazione; cfr. RtiD II-2009 pag. 194 [9C_83/2008]). In tal caso
tuttavia il parallelismo si effettuerà limitatamente alla parte percentuale
eccedente la soglia del 5 % (DTF 135 V 297 consid. 6.1.2 e 6.1.3 pag. 303 seg.). Nella stessa
sentenza è stato infine confermato che i fattori estranei all'invalidità di cui
si dovesse già tenere conto con il parallelismo non possono essere presi in
considerazione una seconda volta in occasione della deduzione per circostanze
personali e professionali (DTF 135 V 297 consid. 6.2 pag. 305; 126 V 75).

4.1.2 Nel caso di specie, il reddito
senza invalidità accertato per il 2004 (fr. 31'945.-) differisce del 31.49 %
rispetto a quello realizzabile a livello nazionale nel corrispondente settore
economico (fr. 46'623.57, ossia fr. 3763.- : 40 x 41.3 x 12 [ISS 2004, pag. 53,
TA1, cifra 30-32, livello 4, donne; La Vie économique, 12-2007, pag. 98,
tabella B9.2]). Tenuto conto della giurisprudenza poc'anzi citata (consid.
4.1.1), il parallelismo dei redditi si giustifica tuttavia unicamente nella
misura del 26.49 % (31.49 ./. 5). In tale misura verrà di seguito adeguato il
reddito base da invalido (v. ad esempio DTF 134 V 322 consid. 6.1 - 6.3 pag. 328 segg.).

 

4.2 Quanto a quest'ultimo, esso è
quantificabile in fr. 48'584.64 (ovvero: fr. 3'893.- x 41.6 : 40 x 12 [ISS
2004, pag. 53, TA1, valore totale, livello 4, donne; La Vie économique,
12-2007, pag. 98, tabella B9.2]), come del resto rilevato dall'amministrazione
già in sede di decisione. Ora, deducendo da tale importo, rispettivamente, il
26.49 %, il 20 % e il 50 %, in ragione del parallelismo dei redditi, delle
circostanze personali e professionali del caso (DTF 126 V 75; v. sub Fatti A) riconosciute dall'UAI e della
(in)capacità lavorativa residua, si ottiene un reddito da invalido di fr.
14'285.82 e, quindi, un grado d'invalidità, arrotondato (DTF 130 V 121), del 55 % ([31'945 ./. 14'285.82] x 100 : 31'945) che
giustifica il diritto a una mezza rendita AI. Mezza rendita che si
giustificherebbe, per inciso, anche qualora si intendesse, per ipotesi,
riconoscere all'opponente unicamente una riduzione percentuale del 10-15 %,
anziché del 20 %, per tenere conto delle mere circostanze personali e
professionali del caso. Anche in tale ipotesi infatti il grado d'invalidità si
attesterebbe, rispettivamente al 50 % e al 52 %.

(…)"
(STF 9C_310/2009 del 14 aprile 2010, consid. 4.1 e 4.2)

 

                                         Nella STF
9C_205/2011 del 10 novembre 2011 – chiamato a pronunciarsi in un caso in cui
questa Corte aveva riconosciuto il diritto ad una rendita di tre quarti ad un
muratore indipendente in applicazione di un gap salariale del 21,37% – il TF, osservato
che le sentenze DTF 135 V 58 e 9C_683/2010 del 10 dicembre 2010 non potevano
giustificare il mancato adeguamento del reddito da valido (cfr. il consid. 8.3
della succitata STF) e ritenuto che non disponeva di elementi sufficienti per
statuire sul grado d’invalidità, ha annullato il giudizio del TCA e rinviato
gli atti all’amministrazione adducendo:

 

" 
(…)

8.4 La questione se anche i redditi
da indipendente vadano o meno adeguati in base al principio del parallelismo
dei redditi va inoltre esaminata, come nel caso dei dipendenti, soltanto se è
comprovato che l'assicurato non intendeva accontentarsi di un introito
limitato, ritenuto che, come indicato dall'UAI, non vi è una presunzione in tal
senso.

 

Secondo la Corte cantonale non vi
sarebbero indizi secondo cui l'opponente si sarebbe accontentato di tale
reddito. Tale affermazione non risulta tuttavia provata con il grado della
verosimiglianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali e viene messa
in dubbio dalle affermazioni addotte dall'amministrazione in questa sede,
secondo cui l'intimato nel corso del 1999 e del 2000 ha percepito redditi da dipendente superiori a quelli conseguiti quale indipendente. Tali
circostanze potrebbero avvalorare la tesi secondo cui l'assicurato si sarebbe
accontentato di un reddito inferiore pur di lavorare in proprio. Come già
accennato al considerando precedente, dagli atti emerge tuttavia che
l'assicurato ha lavorato quale dipendente unicamente per due brevi periodi;
altresì non è dato di sapere per quale ragione avrebbe deciso di intraprendere
un'attività indipendente.

 

Il fatto che l'interessato svolgeva
precedentemente un'attività dipendente meglio remunerata non permette quindi,
forzatamente, di concludere, in assenza di ulteriori approfondimenti, che egli
si sia accontentato di un reddito esiguo. Potrebbe infatti anche significare
che l'assicurato, eventualmente per motivi estranei all'invalidità, non era in
grado di mantenere tali lavori. Gli stessi motivi potrebbero poi aver influito
anche sull'attività indipendente.

 

Da quanto sopra discende che questa
Corte non dispone di elementi sufficienti per statuire sul grado di invalidità
dell'assicurato, segnatamente sull'ammontare degli elementi da porre a confronto;
di conseguenza il ricorso dell'amministrazione dev'essere accolto, in quanto il
giudizio impugnato si fonda su un accertamento incompleto dei fatti rilevanti,
violando il principio inquisitorio e quindi il diritto federale (sentenza
9C_409/2009 dell'11 dicembre 2009 consid. 3.3).

 

Il giudizio impugnato e la decisione
amministrativa vanno pertanto annullati e l'incarto rinviato
all'amministrazione affinché stabilisca se l'assicurato intendeva o meno
accontentarsi di un reddito inferiore alla media. In caso di risposta negativa,
andrà ancora esaminato se è ammissibile ritenere che da invalido l'assicurato
possa percepire un reddito medio oppure se motivi estranei all'invalidità non
permettono di concludere in tal senso. Alla luce degli accertamenti esperiti,
l'UAI statuirà nuovamente sul grado di invalidità dell'intimato, tenuto conto
del fatto che il diritto ad un quarto di rendita non è contestato.

(…)"
(STF 9C_205/2011 del 10 novembre 2011, consid. 8.4)

 

                                         Nella
fattispecie in esame, questo Tribunale, viste le risultanze degli atti di causa
e conformemente alla suenunciata giurisprudenza federale, ritiene che a giusta
ragione l’amministrazione ha concluso che l’assicurata si è accontentata
deliberatamente di un salario considerevolemente inferiore alla media e ciò per
le seguenti ragioni.

 

                                         Il 30
maggio 2006 l’assicurata ha sottoscritto, quale gerente a tempo pieno, un
contratto di lavoro con la __________ che prevedeva un salario lordo mensile di
fr. 2'500.-- (doc. AI 88/1 e 87/1-2 sopra riprodotto in esteso).

                                         Nel
curriculum vitae l’assicurata ha indicato di aver conseguito il necessario
attestato quale gerente e di aver lavorato in quella funzione presso diversi esercizi
pubblici nei periodi da febbraio a giugno 2000, da novembre 2001 a maggio 2002, da ottobre 2003 a dicembre 2005 e da febbraio a maggio 2006 (cfr. doc. AI 8/1-4
punti 3.2.1 e 4 e il certificato di capacità per esercenti Tipo I sub doc. AI
3/5).

                                         In
particolare, prima dell’impiego presso il __________, sempre quale gerente a
tempo pieno, secondo i due ultimi contratti di lavoro sottoscritti con la __________
il 17 settembre 2003 e con __________ il 5 gennaio 2006, il salario lordo
mensile ammontava a fr. 3'800.-- rispettivamente a fr. 3'200.-- (cfr. doc. AI
79/3 e 79/4-5).

                                         Il
salario lordo mensile di fr. 2'500.--, pattuito con la __________, è
considerevolmente inferiore tanto agli ultimi due precedenti salari di fr.
3'800.-- rispettivamente di fr. 3'200.--, quanto al salario mensile medio dei
lavoratori del settore alberghi e ristoranti a livello svizzero, fissato da
questo Tribunale, per il 2007, in fr. 3'749.19 (cfr. il consid. 2.8.3 della
STCA di rinvio del 21 febbraio 2011 sub doc. AI 70/15; 44'990.35 : 12 =
3'749.19).

                                         L’insorgente,
rispondendo ad una precisa domanda postale dall’Ufficio AI (cfr. doc. AI 83/1
sopra riprodotto in esteso), ha dichiarato che la cessazione del lavoro con __________
e con __________ è dovuta al fallimento dei rispettivi esercizi pubblici (cfr.
doc. 87/1-2 sopra riprodotto in esteso).

                                         Questo
Tribunale, nella STCA di rinvio del 21 febbraio 2011 (doc. AI 70/1-23), aveva
inoltre stabilito che l’assicurata va ritenuta inabile totalmente al lavoro
dall’agosto 2006 e che dall’agosto 2007 la capacità lavorativa (tanto nella sua
attività di gerente quanto in un’altra attività adeguata) è del 50% (cfr.
consid. 2.3).

 

                                         In simili
circostanze, ritenuta la formazione professionale e viste le retribuzioni
pattuite con la __________ e con __________, si deve concludere che nella sua
attività abituale di gerente l’assicurata avrebbe potuto effettivamente
conseguire un salario lordo mensile superiore ai fr. 3'000.--.

                                         Inoltre,
l’ultimo contratto di lavoro essendo stato sottoscritto il 30 maggio 2006,
dunque prima dell’inabilità totale al lavoro iniziata nell’agosto 2006, vi è
pure da ritenere che il salario offerto dalla __________ non poteva già
considerare i problemi di salute dell’assicurata (ciò non è nemmeno sostenuto
dall’insorgente che, anzi, come si vedrà in seguito, prospettava un aumento del
suo salario).

                                         Non essendovi
dunque dei motivi estranei all’invalidità – lo si ribadisce,
l’assicurata possedeva la formazione necessaria per svolgere l’attività di gerente
e prima dell’impiego presso il __________ negli ultimi due esercizi pubblici il
salario lordo mensile era stato nettamente superiore (fr. 3'800.-- e fr.
3'200.--) – che giustifichino lo stipendio di fr. 2'500.-- (salario, questo, lo
si ribadisce, considerevolmente inferiore alla media) pattuito con il __________
e ritenuto che sul mercato del lavoro poteva pretendere un salario ben maggiore
– il contratto di lavoro con la __________ è stato sottoscritto il 30
maggio 2006, quindi pochi mesi dopo che aveva sottoscritto quello con __________
(cfr. il contratto del 5 gennaio 2006 che stabiliva un salario lordo mensile di
fr. 3'200.-- sub. doc. AI 79/4-5), di modo che non è possibile concludere per
un eventuale cambiamento nella situazione del mercato del lavoro tale per cui
nel Canton Ticino i salari per un’attività quale gerente di un esercizio
pubblico fossero in modo generale nettamente diminuiti – vi è da
concludere che l’assicurata si è deliberatamente accontentata di un salario
considerevolmente inferiore alla media.

                                         Questo
vale a maggiore ragione se si considera che (come si vedrà più sotto),
nonostante l’assenza da parte del __________ di garanzie in merito ad un
eventuale aumento del salario, l’assicurata non si è neppure iscritta al collocamento
onde verificare un eventuale diritto alle indennità di disoccupazione in base
alle norme della LADI che regolano il computo del guadagno intermedio (cfr.
art. 24 LADI e 41a OADI). Non solo (oltretutto ben sapendo che le erano poste
al fine di stabilire se si fosse accontentata di un salario considerevolmente
inferiore alla media; cfr. doc. AI 84/1-2, 85/1, 86/1 e 87/1-2), alle precise
domande al riguardo (cfr. doc. AI 83/1 sopra riprodotto in esteso),
l’assicurata ha dichiarato di non ricordarsi di aver fatto delle ricerche di
lavoro prima di essere assunta dal __________ e che non è in grado di dire cosa
avrebbe fatto nel caso in cui il prospettato aumento di salario non si fosse
avverato (cfr. doc. AI 87/1-2 sopra riprodotto in esteso). (Per un caso diverso
in cui questo Tribunale ha concluso che l’assicurata non si era accontentata di
un salario modesto in quanto proveniva da un periodo di disoccupazione vedi la
STCA 32.2012.36 consid. 2.7.2 pag. 21, attualmente contestata davanti al
Tribunale federale).

 

                                         Nemmeno è
possibile concludere differentemente anche avuto riguardo all’asserita
possibilità che il salario pattuito con il __________ potesse aumentare e che
l’importo dello stesso di fr. 2'500.-- fosse giustificato dal periodo
dell’apertura dell’attività nell’estate 2006 (cfr. il punto 9 del
ricorso sub I pag. 7: “(…) si è trattato di un salario sì di favore, ma ben
spiegabile con il periodo dell’apertura dell’attività (estate 2006), laddove,
vista anche l’ubicazione dell’esercizio pubblico (all’interno del __________ a __________,
senza quindi una terrazza all’esterno), non vi era da attendersi grande attività
sino ad almeno settembre. Dunque, fino a quel momento, ed in perfetta buona
fede, la ricorrente era legittimata ad attendere un aumento del salario
conforme all’incremento dell’attività. (…)”).

 

                                         Nello
scritto del 24 agosto 2010 indirizzato all’assicurata il __________ si è così
espresso:

 

" 
(…)

Facciamo seguito alla sua richiesta
e con la presente le confermiamo che quando é stata alle dipendenze della nostra
Società, quale gerente dell’Esercizio Pubblico “__________“ a __________, il
salario corrispostole di CHF 2'500.00 mensili lordi rappresentava un salario di
favore, mediamente modesto, in relazione alla situazione di mercato ed alla
circostanza che la nostra Società aveva appena avviato l’attività.

 

Non era per nulla escluso che, se
fosse migliorata la situazione di mercato e se gli affari avessero preso piede,
il suo salario sarebbe stato debitamente aumentato.

(…)"
(doc. AI 67/4).

 

                                         Ora – visti gli
ultimi due stipendi (fr. 3'800.-- rispettivamente fr. 3'200.--) pattuiti per la
stessa attività di gerente di un esercizio pubblico immediatamente prima
dell’assunzione da parte del __________ e ritenuto che quest’ultima società nemmeno
adduce e/o comprova che la situazione di mercato nel settore fosse nettamente
mutata – a mente di questo Tribunale vi è da concludere che il salario
mensile lordo pattuito di fr. 2'500.-- fosse dettato (come del resto, almeno in
parte, ammesso dallo stesso datore di lavoro) sostanzialmente dal fatto che il __________
aveva appena avviato l’attività e non invece dalla particolare realtà del
mercato del lavoro ticinese.

                                         Infatti,
essendo il salario di fr. 2'500.-- nettamente inferiore anche a quello medio
del medesimo settore (alberghi e ristoranti) valido per il Canton Ticino (anno
2008) di fr. 3'400.-- (cfr. la tabella sub doc. AI 51/3), nella fattispecie non
si tratta di dover tenere in considerazione la diversa realtà del mercato del
lavoro ticinese rispetto a quello nazionale (cfr. in questo senso il consid.
4.1.1 della STF 9C_310/2009 sopra riprodotto in esteso).

                                         Inoltre,
sempre dallo scritto in parola, non è dato a sapere in quale misura il salario
avrebbe potuto evolvere e, in ogni caso, un suo aumento non è per niente stato
garantito.

                                         Al
riguardo questo Tribunale nella STCA di rinvio del 21 febbraio 2011 (doc. AI 70/1-23)
aveva già evidenziato che il TF, in una sentenza 8C_290/2007 del 7 luglio
2008 consid. 5.1, ha ribadito che “(…) occorre
tenere conto del principio secondo cui - in assenza di indizi concreti che
impongano una diversa valutazione - la persona assicurata avrebbe di regola, e
conformemente all'esperienza generale, continuato l'attività precedentemente
svolta senza invalidità (RAMI 2000 no. U 400 pag. 381 consid. 2a). In tale
contesto la normale evoluzione professionale va senz'altro considerata. Tuttavia
gli indizi che l'assicurato avrebbe intrapreso una carriera e percepito un
salario più elevato devono essere concreti (DTF 96 V 29 pag. 30;
RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b). La mera dichiarazione d'intenti non è
pertanto sufficiente; necessario è infatti che tale intenzione sia suffragata
da passi concreti, quale ad esempio la partecipazione a corsi ecc. (VSI 2002
pag. 161 consid. 3b [I 357/01] e dottrina citata) (…)” (cfr. doc. AI 70/13).

 

Quanto, infine, all’argomentazione secondo la
quale il salario di fr. 2'500.-- sarebbe giustificato dal periodo dell’apertura
dell’attività nell’estate 2006 e dall’ubicazione del __________ all’interno del
__________ e quindi privo di una terrazza (cfr. il punto 9 del ricorso sub I
pag. 7 sopra riprodotto), il TCA rileva che il salario lordo mensile pattuito
contrattualmente tiene già forzatamente conto del fatto che l’affluenza di un
esercizio pubblico può variare a seconda di determinati periodi (ad esempio
bella e brutta stagione) e che la difficoltà riscontrata all’inizio di
un’attività non può essere considerata alla stregua di una particolarità legata
al mercato del lavoro. Va qui inoltre ricordato che nella citata DTF 135 V 297
l’Alta Corte ha evidenziato che “(…) Schliesslich
hat die Invalidenversicherung weder für ungünstige konjunkturelle Verhältnisse
einzustehen noch regionale Lohnunterschiede auszugleichen (Urteil I 405/06 vom
29. Mai 2007 E. 4.2 mit Hinweisen). (…)” (DTF 135 V 297 consid. 5.3 pag. 302).

 

                                         In simili
circostanze, viste le risultanze suesposte – anche se l’inabilità
lavorativa, dapprima totale dall’agosto 2006 e in seguito del 50% dall’agosto
2007 (cfr. consid. 2.3), è subentrata dopo soli due mesi dall’inizio
dell’attività lavorativa presso il __________ – questo Tribunale ritiene
che effettivamente, sottoscrivendo il contratto di lavoro con questa società,
l’assicurata si è accontentata deliberatamente di un salario considerevolemente
inferiore alla media. È dunque a ragione che l’Ufficio AI non ha applicato
alcun gap salariale.

 

                               2.5.   Nella STCA
di rinvio del 21 febbraio 2011 (doc. AI 70/1-23), dalle cui conclusioni non vi
è alcun motivo di scostarsi, questo Tribunale aveva già stabilito che nel 2007
(anno in cui il diritto alla rendita poteva potenzialmente sorgere avuto
riguardo all’anno di carenza ex art. 29 cpv. 1 lett. b v.LAI in vigore fino al
31 dicembre 2007 rispettivamente ex art. 28 cpv. 1 lett. b LAI in vigore dal 1.
gennaio 2008) il reddito da valido ammontava a fr. 32'500.-- (nel certificato
del 10 ottobre 2007 sub doc. AI 11/1-6 il __________ ha attestato che per
quell’anno il reddito senza il danno alla salute sarebbe stato di fr.
32'500.--; vedi il punto 2.11 sub doc. AI 11/2), mentre che quello da invalido
(senza considerare la capacità lavorativa, l’eventuale gap da applicare e la
confermata deduzione del 5%) era di fr. 51'099.98 (cfr. il consid. 2.9 della
STCA del 21 febbraio 2011 sub doc. AI 70/22).

 

                                         Ritenuata
la capacità lavorativa residua del 50% dall’agosto 2007 tanto nella sua
attività abituale di gerente quanto in un’altra attività adeguata e applicata
la riduzione del 5% riconosciuta per attività leggera (cfr. il rapporto finale
del 9 marzo 2010 e quello complementare del 18 maggio 2010 della consulente in
integrazione sub doc. AI 50/1-4 e 61/1-3), il reddito da invalido per lo stesso
anno è di fr. 24'272.49 (51'099.98 x 50% ridotti del 5%).

 

                                         Di
conseguenza – ribadito che per quanto esposto al precedente considerando, nella
fattispecie concreta non va applicato alcun gap salariale –, ritenuti un
reddito da valido di fr 32'500.-- e un reddito da invalido di fr. 24'272.49,
si ottiene un grado d’invalidità del 25% ([32'500.00 - 24'272.49]
x 100 : 32'500.00 = 25.31% arrotondato al 25% secondo la giurisprudenza di cui
alla DTF 130 V 121 consid. 3.2) che non dà diritto ad una rendita d’invalidità
(cfr. consid. 2.2).

 

                                         A ragione
quindi l’Ufficio AI ha negato il diritto ad una rendita. La decisione impugnata
va pertanto confermata e il ricorso respinto.

 

                               2.6.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico della
ricorrente.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
é respinto.

 

                                   2.   Le spese,
per fr. 500.--, sono poste a carico della ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti