# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 82317119-2687-5607-91f7-161586bf8390
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-08-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 04.08.2003 10.2003.13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_10-2003-13_2003-08-04.html

## Full Text

Incarto
  n.

  10.2003.13/CEG

  DAP
  2605/2002

  	
  Bellinzona

  25
  febbario 2003/

  4 agosto 2003

   

  	
  Sentenza
  con motivazione

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Giudice della Pretura penale

  
	
  Giovanni Celio

  
	
   

  
						

sedente con
Flavio Biaggi in qualità di Segretario, per giudicare

 

	
   

  	
  __________ __________, __________.__________.__________,
  di __________ e __________ n. __________, nato a __________, attinente di
  __________ /__________, domiciliato a __________, Via __________ __________,
  celibe, __________ 

  difeso da: avv. __________
  __________, __________
  __________ __________, 

   

  

visto                                  il decreto
d’accusa del __________ __________ 2002 no. DAP __________/__________ del
Procuratore pubblico Antonio Perugini, __________, con il quale per i reati di:

                                    

                                  " 1.  circolazione
in stato di ebrietà,

                                        per
aver condotto l'autovettura __________ targata TI __________ essendo in stato
di ubriachezza (alcolemia: min. 1.01 - max. 1.33 grammi per mille);

 

                                        fatti
avvenuti a __________ il __________.__________.2002;

                                        reato previsto
dall'art. 91 cpv. 1 LCS;

 

                                    2.  infrazione
alle norme della circolazione,

                                        per
aver condotto l'autovettura surriferita essendo sotto l'influsso di sostanze
stupefacenti, così come emerge dall'analisi tossicologica del
__________.__________.2002 risultata positiva per le anfetamine, la cocaina e
il metadone;

 

                                        fatti
avvenuti a __________ il __________.__________.2002;

                                        reato
previsto dall'art. 90 cifra 1 LCS in relazione con gli art. 26 cpv. 1, 27 cpv.
1, 31 cpv. 2 LCS, art. 2 cpv.1 ONC;

 

                                    3.  contravvenzione
alla LF sugli stupefacenti

                                        per
avere, senza essere autorizzato, ricevuto per il suo consumo personale, una
busta dose di cocaina;

 

                                        fatti
avvenuti a __________ il __________.__________.2002;

                                        reato
previsto dall'art. 19a cifra 1 LStup";

 

                                        si
proponeva la condanna, "a valere quale pena totalmente aggiuntiva a
quella inflittagli il 19 settembre 2002: 

                                    1.  Alla pena di 15
giorni di detenzione, da espiare.

                                    2.  Alla multa di
fr. 1'000.-- con l'avvertenza che la stessa deve essere pagata entro 3 mesi
ritenuto che in caso di mancato pagamento sarà commutata in arresto. 

                                    3.  Al pagamento
della tassa di giustizia di fr. 200.-- e delle spese giudiziarie di fr. 300.--.

                                    4.  Non revoca il
beneficio della sospensione condizionale concesso alla pena di 5 mesi di
detenzione decretata nei suoi confronti dalla Corte delle Assise Correzionali
di __________ il __________.__________.2001 ma ne prolunga di 1 anno il periodo
di prova.

                                    5.  Non revoca il
beneficio della sospensione condizionale concesso alla pena di 30 giorni di
arresto decretata nei suoi confronti da questo stesso Ministero pubblico il
02.07.2001 (a valere quale pena totalmente aggiuntiva a quella emessa il
06.02.2001) ma ne prolunga di 6 mesi il periodo di prova.

                                    6.  La condanna
verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà cancellata trascorso il periodo
fissato dall'art. 80 CPS, rispettivamente dall'art. 41 cifra 4 CPS";

 

vista                                  l’opposizione
al decreto d’accusa interposta tempestivamente in data 31 ottobre 2002;

 

indetto                               il dibattimento
in data 25 febbraio 2003;

 

richiamata                         integralmente la
sentenza motivata 25 febbraio 2003 prolata da questo stesso giudice e dal
seguente dispositivo:

 

                                        "P.q.m.,

 

                                        (omissis)

 

                                        dichiara
__________ __________, 

                                        colpevole
di circolazione in stato di ebrietà,

                                        per
aver condotto, a __________ il __________.__________.2002, l'autovettura
__________ targata TI __________essendo in stato di ubriachezza (alcolemia:
min. 1.01 - max. 1.33 grammi per mille);

 

                                        condanna
__________ __________, 

 

                                    1.   alla
multa di fr. 1'000.-- (mille);

                                    2.   al
pagamento delle tasse e spese giudiziarie di complessivi fr. 500.--;

 

                                        (omissis)

 

                                        proscioglie
__________ __________,

 

                                        dall'accusa
di infrazione alle norme di circolazione stradale e dall'accusa di
contravvenzione alla LF sugli stupefacenti,

 

                                        dà
atto che i punti 4 e 5 del DAP __________/__________ del
____________________ 2002 non sono oggetto di opposizione, e quindi sono
regolarmente cresciuti in giudicato,

                                    

                                        (omissis)";

 

visti                                  il
ricorso per cassazione 3 aprile 2003 del Procuratore Pubblico Antonio Perugini,

 

                                       la
decisione 20 maggio 2003 della Corte di cassazione e di revisione penale del
Tribunale d'Appello (inc. __________.__________.__________), in
particolare il dispositivo n. 1 del seguente tenore: "Il ricorso è
parzialmente accolto, nel senso che il dispositivo n. 1 della sentenza
impugnata è annullato e gli atti sono rinviati al primo giudice perché integri
i motivi sulla commisurazione della pena";

 

richiamato                         l'art. 296 cpv. 2 CPP,

 

 

considerato,                      in fatto e in diritto,

 

 

                                1.
   Il 25 febbraio 2003 __________ __________ è stato condannato alla multa di
fr. 1'000.-- poiché dichiarato colpevole di circolazione in stato di ebrietà,
per i fatti avvenuti a __________ il ____________________ 2002. In
quell'occasione l'accusato aveva condotto la propria autovettura __________
targata TI __________pur essendo in stato di ubriachezza (alcolemia: min. 1.01
- max. 1.33 grammi per mille).

 

                                       Dei
tre capi d'accusa indicati nel decreto del Procuratore Pubblico, uno solo ha
trovato conferma nella sentenza emessa dopo il dibattimento. L'accusato
infatti, come argomentato ai considerandi 5 e 7 della sentenza impugnata, è
stato prosciolto dai reati di contravvenzione alla legge federale sugli
stupefacenti rispettivamente di infrazione alle norme della circolazione.

 

                                       Già
il proscioglimento da due capi d'accusa conforta una riduzione della pena
proposta dal Procuratore Pubblico in 15 giorni di detenzione da espiare e nella
multa di fr. 1'000.--. E' pur vero - per dirla con lo stesso Procuratore
Pubblico - che, dal profilo strettamente oggettivo, tali due reati
costituiscono la parte meno grave delle accuse; tuttavia l'imputato ha dovuto
difendersi, fino in aula, da tali accuse che lo volevano ancora legato al mondo
degli stupefacenti, proprio quando egli stava compiendo i suoi massimi sforzi
per uscirne. Soggettivamente, e ne è stata prova quanto scaturito al
dibattimento, __________ __________ "sentiva" questi due reati come i
più gravi, i più per lui infamanti, poiché minavano la sua credibilità e
sminuivano le sue fatiche, agli occhi di sé stesso prima ancora che a quelli
degli altri.

 

 

                                2.
   Per il reato di circolazione in stato di ebrietà, l'art. 91 cpv. 1 LCS
prevede la detenzione o la multa.

 

                                       Atteso
che la pena deve essere pronunciata per il solo reato commesso, e meglio quello
di circolazione in stato di ebrietà e che quindi la condanna al pagamento della
multa di fr. 1'000.-- è legata a questa sola infrazione penale, giova riprendere
integralmente il considerando 6 della sentenza impugnata, che parrebbe non aver
goduto della necessaria attenzione:

 

                                       "Il
reato di circolazione in stato di ebrietà, compiuto da __________ nelle prime
ore del ____________________ 2002 a __________, alla guida dell'autovettura
__________ targata TI ____________________è sufficientemente provato dagli atti
e dall'istruttoria che non ha potuto che confermarli. 

                                       L'esame
dell'alcolemia ha indicato un valore minimo di 1.01 g/kg (massimo di 1.33
g/kg), che, nella sua entità, si può ritenere confermato dall'insieme delle
altre circostanze, e meglio le dichiarazioni dell'accusato di aver bevuto tre
coppette di pinot e, poi, mangiando della tartare, due bicchieri di vino rosso,
nonché il rapporto medico del Laboratorio bioanalitico che ha rilevato valori
normali, al di là di un logico fetor ex ore e dello stato nervoso
dell'accusato, definito euforico ed aggressivo.

                                       

                                        L'art.
91 cpv. 1 LCStr prevede che chi, in stato di ebrietà, conduce un veicolo a motore,
è punito con la detenzione o con la multa.

 

                                        Il
valore minimo - risultanza più favorevole all'accusato da considerare in base
al principio in dubio pro reo (RJN 2000, 180) - di 1.01 g/kg segnala
un'alcolemia da ritenere lieve, in forza oltre che dal solo valore anche, come
detto poc'anzi, dalle rilevazioni contenute nel referto medico e dall'insieme
delle circostanze. 

                                        L'accusato
risulta poi incensurato da infrazioni alla circolazione stradale per stato
d'ebrietà. _________, infatti, per quanto noto alle autorità penali per
precedenti legati agli stupefacenti, è incorso qui per la prima volta in tale
violazione. 

                                       Tanto Bussy/Rusconi
(in: Code suisse de la circulation routière, Commentaire, Losanna 1996, no.
7.1. ad art. 91, pag. 697) quanto Trechsel (in: Strafzumessung bei
Verkehrstrafsachen, insbesondere bei SVG Art. 91 Abs. 1, in Berner Tage für die
Juristische Praxis 1974, Berna 1975, pag. 92) preconizzano di infliggere
la sola multa allorquando si tratta di sanzionare una prima ebrietà al volante
e di riservare in principio ai recidivi la pronuncia di una pena privativa
della libertà.

 

                                       Appurata
la sussistenza del reato, questo giudice dovrà quindi tenere conto di questi
eminenti pareri dottrinali al momento di commisurare la pena".

 

                                       Già solo
questo considerando giustifica di per sé la condanna alla sola multa in vece
della pena detentiva, facendo questo giudice uso, del resto, di un'alternativa
concessa dalla legge.

                                       Se non ai
casi di alcolemia lieve e, cumulativamente, di mancanza di recidiva per il
reato specifico, non si vede d'altronde quando la sola multa debba essere
comminata nell'applicazione dell'art. 91 cpv. 1 LCStr.

                                       Le
motivazioni quindi, ancor prima che all'art. 63 CP, si richiamano alla lettera
dell'art. 91 cpv. 1 LCS nonché alla dottrina di massimo riferimento in caso di
reati legati alla circolazione stradale, quali Bussy/Rusconi e Trechsel.

 

 

                                3.     Il contenuto del succinto atto ricorsuale del Procuratore Pubblico
conduce a credere che egli non si sia avveduto del considerando 6 della
sentenza impugnata, motivata su sua richiesta. Ne sembra essere indizio la
seguente sua affermazione (sott. nostra):

                                       "Troviamo
in sentenza la sola annotazione secondo cui: "…essendo
adempiuto il solo reato di circolazione in stato di ebrietà, questo giudice
ritiene commisurata e proporzionale la pronuncia della sola multa, che
considerate le condizioni economiche dell'accusato, può essere fissata in fr.
1'000.--"", (ricorso pto. 5, secondo paragrafo, pag. 3).

                                       In
verità il considerando 8, colà ricopiato come a sé stante, non ha necessitato
di ulteriori aggiunte poiché semplice summa finale (come del resto
indica il suo incipit "in conclusione") dei
considerandi precedenti.

 

                                       La
Corte di cassazione e di revisione penale del Tribunale d'Appello non sembra -
sia permesso - aver svolto il proprio esercizio di lettura più
approfonditamente, quando afferma che questo giudice si è limitato a motivare
la commisurazione della pena nel cons. 8 (cons. 3, pag. 3), quando continua
dicendo che "nulla si evince dalla sentenza impugnata, ad esempio,
sulla gravità dell'infrazione con riferimento al grado di alcolemia che ha
determinato la condanna per guida in stato di ebrietà (…), come pure sul peso
dei suoi trascorsi come automobilista (…)" (cons. 4, pag. 4), e poi,
infine che "il giudice di merito si è limitato a infliggere una multa
di fr. 1'000.--, come si è visto, perché l'accusato andava assolto dagli altri
due capi d'imputazione" (cons. 4, pag. 4).

                                       La
lettura di tutta la sentenza (nel caso anche del considerando 6)
permette di comprendere le giustificazioni che hanno condotto il giudice di
primo grado alla pronuncia della sola multa e di seguire il ragionamento
adottato (DTF 127 IV 101 cons. 2c), anche per la commisurazione della
stessa.

 

                                4.     Il quadro dipinto dall'accusa, sbiadito poi dagli atti e dalle
risultanze dibattimentali, era quello di una persona con gravi e attuali (al
momento dei fatti) dipendenze delle droghe (come sembravano confermare le due
imputazioni relative), messasi al volante della sua autovettura, quel
____________________ 2002, sotto l'influsso di più sostanze stupefacenti
(anfetamine, cocaina e metadone) e, inoltre, in stato di ubriachezza. 

 

                                       Per
contro, fatta luce sulla fattispecie, è rimasto il solo giudizio sul reato di
circolazione in stato di ebrietà con una concentrazione alcolica minima
(determinante, in virtù del principio in dubio pro reo, cfr. sub cons.
6) dell'1.01 grammi per mille.

 

                                       

                                5.    Giusta
l'art. 63 CP Il giudice commisura la pena alla colpa del reo,
tenendo conto dei motivi a delinquere, della vita anteriore e delle condizioni
personali di lui.

 

                                       Meridiano
e incontestato vi è che __________ __________ ha guidato in stato di ebrietà,
per la prima volta, con un grado alcolemico minimo dell'1.01 grammi per mille.

 

                                       Egli
- si ripete nuovamente - ha ammesso di aver bevuto tre coppette di pinot
e, poi, mangiando della tartare, due bicchieri di vino rosso. Il rapporto
medico del Laboratorio bioanalitico ha rilevato valori normali e ha di fatto
confermato che __________ "si sentiva bene", pur trovandosi
con un tasso alcolemico superiore al consentito.

                                       L'accusato
ha ripetuto in due occasioni in aula di non essersi reso conto di essere
"sopra la soglia", poiché altrimenti - dice - "nemmeno mi
sarei messo alla guida", avendo egli tutt'altra intenzione che finire
nuovamente davanti al giudice penale.

 

                                       L'imputato
ha tuttavia violato le disposizioni di legge e, di conseguenza, va punito, con
la condanna, per aver circolato in stato di ebrietà; tuttavia il tasso alcolemico
riscontratogli nel sangue, unito alle risultanze del referto medico e 
all'insieme di tutte le circostanze, conducono ad affermare, senza ombra di
fallo, trattasi di caso di lieve alcolemia.

 

                                       Questo, stante le note "tabelle interne" al Ministero
Pubblico va punito con la sola multa in caso di prima ebrietà al volante. Ed è
ciò che, peraltro seguendo la dottrina dominante, si è ritenuto di fare, senza,
di certo, eccedere nell'arbitrio.

 

 

                                6.     Nella
commisurazione di una pena (qui: della multa) al giudice è lasciato ampio
apprezzamento: egli deve valutare le singole circostanze del caso concreto alla
luce degli atti e delle risultanze dibattimentali, prendendo quindi in globale
considerazione tutto quanto emerso. Il giudice arriva così - pur entro certi limiti,
sia chiaro - a commisurare una pena in una certa entità sulla base dei fatti
oggettivi da un lato, ma anche sulle proprie sensazioni soggettive, "di
pelle".

                                       Chiedere
al giudice penale, fronte quanto precede e quanto segue, di motivare perché
abbia commisurato la multa in fr. 1'000.-- piuttosto che in qualche centinaio
di franchi in più costituisce pericoloso e artificioso esercizio, che, se
protetto, porterebbe a minare la tranquillità di giudizio poiché ogni accezione
soggettiva andrebbe diffusamente motivata in via scritta, proprio quando,
invece, il legislatore nelle recenti modifiche, ha voluto istituire l'eccezione
della stesura vergata delle motivazioni, esposte, di regola, solo oralmente al
dibattimento e a chi vi fa atto di comparsa (art. 257 cpv. 5 e 260 cpv. 5 CPP).

 

                                       Altri
fattori oltre a quelli sopraesposti hanno condotto questo giudice, il quale,
come ben ricorda la Corte Superiore "fruisce di ampia autonomia"
(cons. 1, pag. 2), a confermare non solo la pena della multa, ma anche
la sua entità in fr. 1'000.--.

 

                              6.1.    Innanzitutto
la multa di fr. 1'000.-- è del medesimo importo di quella proposta dal
Procuratore Pubblico nel suo decreto d'accusa e costituisce, secondo le già
summenzionate "tabelle interne" (che - si sa - non fanno certo "giurisprudenza",
ma che danno indicazioni di massima da cui il giudice è chiamato a discostarsi
solo eccezionalmente, pena l'insicurezza del diritto e la disparità di
trattamento in casi analoghi) che prevedono per la prima ebrietà lieve (da 0.80
a 1.20) la sola multa e specificano come la stessa debba essere commisurata in
base a ca. 1/4, massimo 1/2, dello stipendio mensile.

 

                                       L'accusato,
impiegato nel settore contabile, ha cifrato in aula il proprio salario lordo
mensile in poco più di fr. 5'000.--. L'applicazione del criterio suesposto è
quindi adempiuta e l'importo appare in generale proporzionato alle capacità
economiche dell'accusato.

 

                              6.2.    Per
quanto attiene alla situazione familiare e professionale dell'autore,
all'educazione da lui ricevuta e alla formazione seguita nonché alla sua
reputazione in genere (DTF 124 IV 44), in casu non si possono che
riscontrare aspetti favorevoli all'imputato.

 

                                       __________
__________ è parso persona di viva intelligenza e buona formazione; insomma -
per dirla con le parole che questo stesso giudice ha usato in aula - " una
persona che non ci si aspetta di trovare di fronte dopo aver letto la sua
fedina penale legata ai reati per stupefacenti".

                                       Egli,
per il reato commesso, non ha "cercato scuse", ha ammesso di aver sbagliato,
di aver sottovalutato la situazione oggettiva fidandosi a torto sulle proprie
buone sensazioni. Egli ha ribadito di essersi presentato in aula per contestare
i due capi d'accusa legati agli stupefacenti, per cui è poi stato prosciolto ed
ha ammesso senza reticenze il reato per cui è stato condannato.

.

                                       La
sua reputazione, dopo che ha trovato lavoro quale __________ presso una
succursale a __________ di una società __________, è in fase di certosina
(ri)costruzione: la condanna alla multa come unica pena è volta anche a
permettere a __________, visti i presupposti, di evitare una pena detentiva che
non gli gioverebbe certo nei rapporti con il datore di lavoro e con l'ambiente
in cui opera professionalmente, ove si sta distinguendo in un'occupazione di un
certo prestigio, ove ha trovato chi gli dà fiducia, responsabilizzandolo per
l'intero settore contabile e mandandolo spesso all'estero. 

                                       Tutto
ciò non può che aiutare l'accusato nel suo reinserimento sociale, già apparso
più che ben avviato. 

                                       __________
è apparso cosciente del fatto che il posto di lavoro attuale vada conservato,
permettendogli di affrancarsi in modo definitivo non solo dalla dipendenza, ma
anche da tutto il mondo della droga.

                                       Lo
stesso Procuratore Pubblico del resto, nel suo decreto d'accusa, ha ritenuto di
prolungare il periodo di prova per il beneficio della sospensione condizionale
delle pene inflitte a __________ il ____________________ 2001 (dalla Corte
delle Assise Correzionali di __________) e il ____________________ 2001 (pena
aggiuntiva emessa dal Ministero Pubblico). L'accusa medesima, quindi, ha
intravvisto una "prognosi favorevole", che merita protezione.

 

                              6.3.     I
precedenti, praticamente per soli reati legati al mondo degli stupefacenti,
assumono "importanza relativa" proprio perché afferenti ad un
"giro" dal quale __________ si sta vieppiù distanziando. Assegnare
agli stessi un peso rilevante, significherebbe non dare giusto atto e risalto
agli sforzi compiuti per liberarsi dal giogo della dipendenza da droghe pesanti.

 

                              6.4.
   In favore dell'accusato concorre poi l'assenza di precedenti penali
specifici in ambito di reati legati alla circolazione in stato di ebrietà.

                                   

                              6.5.
   Infine si ricorda il proscioglimento dai due altri capi d'accusa di
contravvenzione alla LF sugli stupefacenti e, soprattutto, dall'infrazione alle
norme della circolazione per avere - per dirla con il Procuratore Pubblico -
"condotto l'autovettura surriferita essendo sotto l'influsso di
sostanze stupefacenti" quali anfetamine, cocaina e metadone.

                                       Nel
primo caso il Procuratore è incorso in un meridiano caso di "ne bis in
idem", nel secondo l'accusa era di tipo "indiziario", poiché
verteva sul possesso e consumo di una busta dose di cocaina, senza che la
stessa venisse mai trovata. Ciò ha tuttavia dovuto indurre __________, già
impegnato a scrollarsi di dosso la nomea di "tossico" a dover
inoltrare opposizione, come visto a giusta ragione, e a farsi assistere da un
legale nella sua difesa, accrescendo tuttavia in lui una sorta di "sentimento
persecutorio" nei suoi confronti per il fatto di essere persona nota alla
Polizia per il proprio passato.

 

 

                                7.    L'insieme
di tutto quanto esposto conduce questo giudice, nei limiti di apprezzamento a
lui concessi dall'arbitrio, a condannare __________ __________ per il reato di
(lieve e prima) circolazione in stato di ebrietà alla sola multa, commisurata
in fr. 1'000.--.

                                   

                                     

 

	
  Intimazione a:

  	
  Corte di cassazione e di
  revisione penale del Tribunale di Appello, __________ (inc.
  __________.__________.__________2)

  __________ __________, Via
  __________ __________, __________, 

  avv. __________ __________,
  __________ __________ __________, __________ __________ __________,

   Procuratore
  pubblico Antonio Perugini, __________, __________,  

  

                                        Comando della Polizia cantonale,
__________,

                                        Sezione esecuzione pene e
misure, Torricella,

                                        Servizio di coordinamento
cantonale in materia di casellario giudiziale, Bellinzona.

 

 

 

Il giudice:                                                                     Il
segretario: