# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b550a86f-0026-53ff-a6f3-63bd2c352d47
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-10-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.10.2010 A-5949/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-5949-2008_2010-10-18.pdf

## Full Text

Corte I
A-5949/2008/mem/afr
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 8  o t t o b r e  2 0 1 0

Giudici Markus Metz (presidente del collegio), 
Michael Beusch, Lorenz Kneubühler, 
cancelliera Frida Andreotti.

A._______, …,
ricorrente,

contro

Amministrazione federale delle contribuzioni AFC
Divisione principale dell'imposta sul valore aggiunto, 
Schwarztorstrasse 50, 3003 Berna,
autorità inferiore.

1° semestre 2002 - 2° semestre 2006; tassazione 
d'ufficio.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

A-5949/2008

Fatti:

A.
A._______ è  titolare  di  una  ditta  individuale  che  si  occupa  della 
gestione del Bar B._______  situato nel centro di C._______. Essa è 
iscritta nel registro dei contribuenti per l'imposta sul valore aggiunto a 
far tempo dal 1° gennaio 1995. In data 13 dicembre 2000 ha inoltrato 
all'AFC l'apposita dichiarazione per l'adesione al metodo dell'aliquota 
saldo.  Il 28 dicembre  2000  è  quindi  stata  autorizzata  dall'autorità  a 
conteggiare l'imposta applicando l'aliquota saldo del 5.2%.

B.
Il  16  luglio  2003  A._______ ha  chiesto  all'Amministrazione  federale 
delle contribuzioni (di seguito: AFC) di essere radiata dal registro dei  
contribuenti durante il periodo 1° gennaio 2003 – 30 giugno 2004, in 
ragione di una diminuzione temporanea della cifra d'affari conseguita 
arrecata dai lavori  di trasformazione dell'assetto viario nel centro del 
Comune C._______. In allegato la contribuente trasmetteva il conteg-
gio IVA per il periodo 1° gennaio – 30 giugno 2003 non compilato.

C.
L'AFC ha respinto la richiesta della contribuente in data 23 luglio 2003, 
comunicandole  di  ritenerla  assoggettata  fino  al  31  dicembre  2003, 
siccome  nell'anno  2002  aveva  superato  gli  importi  determinanti  per 
l'assoggettamento e non aveva cessato completamente la sua attività. 
Di  conseguenza  l'autorità  inferiore  ricordava  alla  contribuente  che 
sarebbe stata tenuta ad inoltrare i rendiconti d'imposta anche per l'an-
no 2003 e che nel caso in cui in futuro le condizioni per l'assogget-
tamento  non  sarebbero  più  state  adempiute,  avrebbe  dovuto  darne 
notizia tempestivamente.

D.
Ottemperando i propri obblighi, il 26 luglio 2003 la contribuente ha in-
viato all'AFC il rendiconto relativo al periodo 1° gennaio – 30 giugno 
2003, dichiarando una cifra d'affari di fr. 34'540.00 per un'imposta cor-
rispondente di fr. 1'796.00 all'aliquota autorizzata del 5,2%.

E.
Con  scritto  del  29  ottobre  2003  la  contribuente  ha  informato  l'AFC 
della sua intenzione di chiudere l'esercizio pubblico da lei gestito poi -
ché i costi superavano ormai i ricavi realizzati, situazione sempre cau-

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sata dai lavori di modifica della rete viaria. Nel suo scritto, essa lamen-
tava inoltre una presunta disparità di  trattamento tra il  suo esercizio 
pubblico e quelli gestiti nelle vicinanze.

F.
L'AFC ha quindi comunicato alla ricorrente in data 5 novembre 2003 
che avrebbe esaminato la possibilità o necessità di procedere alla sua 
radiazione dal registro dei contribuenti non appena avrebbe ricevuto di  
ritorno nel termine di 20 giorni l'allegato questionario concernente la 
radiazione dal registro.

G.
Con missiva del 20 novembre successivo, ribadendo le difficoltà nella 
gestione  dell'esercizio  pubblico  e  dolendosi  di  presunte  disparità  di 
trattamento  già  evidenziate  nel  suo  scritto  del  29  ottobre  2003,  la 
ricorrente ha informato l'autorità che le avrebbe trasmesso il suddetto 
questionario "presumibilmente" nel corso dei mesi seguenti.

H.
Il  31  dicembre 2003  la  contribuente  ha inviato  all'AFC il  rendiconto 
d'imposta relativo al periodo 1° luglio – 31 dicembre 2003, omettendo 
di  dichiarare  la  cifra  d'affari  d'affari  conseguita. Pure  nei  successivi 
rendiconti inviati il 25 agosto 2004 (per il periodo 1° gennaio – 30 giu-
gno 2004), il 28 gennaio 2005 (per il periodo 1° luglio – 31 dicembre 
2004), il 16 giugno 2005 (per il periodo 1° gennaio – 30 giugno 2005), 
il  15 dicembre 2005 (per il  periodo 1° luglio – 31 dicembre 2005), il  
15 giugno  2006  (per  il  periodo  1°  gennaio  –  30  giugno  2006),  del 
20 dicembre 2006 (per il periodo 1° luglio – 31 dicembre 2006) non è 
mai stata indicata la cifra d'affari realizzata.

I.
Il 28 giugno 2005, l'AFC avrebbe telefonato a A._______ per verificare 
se l'esercizio pubblico da lei gestito era ancora in attività, ciò che la 
ricorrente avrebbe confermato, segnalando ancora una volta il tempo-
raneo  calo  della  cifra  d'affari  dovuto  ai  lavori  all'assetto  viario  nel  
centro del Comune di C._______.

J.
In seguito a un controllo fiscale eseguito presso la contribuente in data 
26 gennaio 2007, l'AFC ha accertato che la contabilità presentata re la-
tiva ai periodi fiscali compresi tra il 1° gennaio 2002 e il 30 settembre 
2006 non era conforme alle esigenze legali in vigore. Per ricostruire la 

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base di calcolo necessaria alla verifica delle condizioni d'assoggetta-
mento,  l'AFC ha  quindi  determinato  in  via  d'apprezzamento  la  cifra 
d'affari realizzata nel corso dei periodi fiscali controllati. Procedendo a 
una tassazione d'ufficio, il 7 marzo 2007 ha emesso il conto comple-
mentare no. 166'987 per un importo di fr. 20'020.00 oltre a interessi di  
mora a partire dal 30 aprile 2005.

K.
Con scritto del 17 marzo 2007 la contribuente ha contestato il suddetto 
conto  complementare  postulando  la  riduzione  dell'importo  d'imposta 
addebitato,  siccome  nella  determinazione  del  medesimo  non  erano 
stati considerati i prelievi per uso proprio. Giustificando che l'omissione 
dell'indicazione della cifra d'affari nei vari rendiconti sarebbe avvenuta 
su  suggerimento  di  un  funzionario  dell'AFC,  la  ricorrente  ha  dipoi 
ribadito presunte disparità di trattamento tra il suo bar e quelli situati 
nelle vicinanze.

L.
Respingendo  le  richieste  della  contribuente,  l'AFC  ha  confermato  il 
debito fiscale risultante dal conto complementare no. 166'987 con de-
cisione  del  20  giugno  2007.  La  contribuente  è  quindi  insorta  con 
reclamo  del  5  luglio  2007  completato  dal  richiamato  scritto  del 
17 marzo 2007 di cui si è detto in precedenza.

M.
In data 20 agosto 2008 l'AFC ha respinto il reclamo della contribuente, 
confermando integralmente la  ripresa fiscale di  fr. 20'020.00,  oltre a 
interessi.

N.
Questa  decisione  è  stata  impugnata  da  A._______  (ricorrente),  con 
ricorso davanti  al  Tribunale amministrativo federale del  16 set tembre 
2008. In  sostanza,  nel  suo  gravame  essa  asserisce  innanzitutto  di  
avere  agito  conformemente  alle  indicazioni  dei  funzionari  dell'AFC. 
Contesta  quindi  la  ricostruzione  in  via  d'apprezzamento  della  cifra 
d'affari, ritenendo che a torto l'AFC non abbia dedotto dagli acquisti di 
merci  rientranti  nella  determinazione  della  cifra  d'affari  i  prelievi  di 
merci cedute a familiari, amici e conoscenti a prezzo di costo e all'in-
fuori della gestione della sua attività e che il coefficiente di maggiora-
zione sulle sigarette applicato non si adatti alla fattispecie.

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O.
Con risposta del 13 novembre 2008, l'AFC ha postulato il rigetto inte-
grale del ricorso con spese processuali a carico della ricorrente, riba-
dendo la fondatezza della sua decisione e rimandando nel merito alla 
sua decisione su reclamo del 20 agosto 2008. 

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, 
nei considerandi in diritto del presente giudizio.

Diritto:

1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale è competente per statuire sul 
presente gravame in virtù degli artt. 1 e 31 segg. della legge federale 
del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, 
RS 173.32). Fatta eccezione per quanto prescritto direttamente dalla 
LTAF  come  pure  da  normative  speciali,  la  procedura  dinnanzi  allo 
scrivente Tribunale è retta dalla legge federale del 20 dicembre 1968 
sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021).

1.2 Il  ricorso  è  stato  interposto  tempestivamente  (art.  20  segg., 
art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di contenuto e di forma previste 
dalla legge (art. 52 PA).

1.3 L'atto  impugnato  è  una  decisione  dell'AFC  fondata  sul  diritto 
pubblico  federale  giusta  l'art.  5  PA,  che  condanna  la  ricorrente  al 
pagamento  di  un  importo  a  titolo  di  ripresa  fiscale.  Comportando  il  
medesimo un onere pecuniario, dato è quindi  l'interesse a ricorrere. 
Da qui la legittimazione della ricorrente (art. 48 cpv. 1 PA). 

1.4 Oggetto litigioso nella procedura davanti al Tribunale amministra-
tivo federale può essere solamente la decisione su reclamo del l'autori-
tà inferiore. Eventuali decisioni anteriori rese dalle istanze inferiori non 
possono quindi essere contestate in questa sede, essendo state sosti-
tuite dalla decisione su reclamo (DTF 130 V 138 consid. 4.2; decisione 
del Tribunale amministrativo federale A-5875/2009 del 16 giugno 2010 
consid.  1.1;  ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER,  Prozes-
sieren  vor  dem  Bundesverwaltungsgericht,  Basilea  2008,  cifra 2.7). 
Oggetto del litigio nel presente giudizio è di conseguenza la decisione 
su reclamo impugnata resa dall'AFC il  20 agosto 2008. La scrivente 
Autorità  non entra  pertanto  nel  merito  del  postulato  "aggiornamento 

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parziale"  del  conto  complementare  no. 166'987  emesso  il  7  marzo 
2007.

Fatta  eccezione  per  le  considerazioni  che  precedono,  il  ricorso  è 
ricevibile in ordine e deve essere quindi esaminato nel merito.

2.
2.1 Con ricorso al  Tribunale amministrativo federale  possono essere 
invocati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o in-
completo di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 49 PA). 
Pur se sulla base dell'art. 49 PA lo scrivente Tribunale può di principio 
riesaminare  la  decisione impugnata  con pieno potere  di  cognizione, 
per quanto attiene l'esame di decisioni aventi  per oggetto tassazioni 
d'ufficio, esso fa uso di questo potere unicamente per verificare che le 
condizioni  per  potervi  procedere  siano  date.  Per quanto  riguarda  la 
tassazione come tale, questo Tribunale interviene invece per correg-
gerla solo quando è il risultato di una violazione del diritto oppure di un 
errore  di  apprezzamento  evidente  (decisioni  del  Tribunale  ammi-
nistrativo  federale  A-3503/2007  del  19 marzo  2009  consid.  2.  e 
riferimenti  ivi  citati  e  A-5875/2009  del  16  giugno  2010  consid. 1.2.; 
MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., cifra 2.162).

2.2 Secondo il principio di articolazione delle censure ("Rügeprinzip"), 
l'autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure che non ap -
paiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla constatazione 
e presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza sostanziate (deci-
sione del Tribunale amministrativo federale A-7933/2008 del 8 febbraio 
2010 consid. 1.3; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., cifra 1.55). 

2.3 Nella fattispecie, la ricorrente ha presentato un allegato ricorsuale 
indicando  in  maniera  generica  determinati  fatti  che  a  suo  dire  non 
sarebbero stati presi in dovuta considerazione da parte dell'autorità di  
prima  istanza,  senza  tuttavia  procedere  ad  allegazioni  precise  e 
sostanziate  delle  motivazioni  atte  a  comprovare  un  annullamento  in 
diritto della decisione qui litigiosa. In questo contesto, e alla luce degli  
atti  di  causa,  lo  scrivente  Tribunale  procede  ad analizzare  il  ricorso 
presentato il 16 settembre 2008 considerando parte delle adduzioni ivi  
espresse,  segnatamente  la  presunta  violazione  del  principio  della 
buona fede da parte dell'autorità inferiore (consid. 5), il fatto che l'AFC 
avrebbe operato un'errata ricostruzione in via d'apprezzamento della 
cifra d'affari non considerando la cessione di merci a prezzo di costo a 
familiari, amici e conoscenti (consid. 9) e, con riferimento alle sigaret-

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te,  utilizzando  un  coefficiente  di  maggiorazione non  idoneo (consid. 
10). Per quanto attiene le rimanenti considerazioni espresse nel gra-
vame in modo generico, il presente Tribunale, sulla scorta del principio 
di articolazione delle censure, non entrerà nel merito della loro analisi.

3.
Il 1° gennaio 2010 sono entrate in vigore la nuova legge federale del 
12  giugno  2009  concernente  l'imposta  sul  valore  aggiunto  (LIVA, 
RS 641.20)  e  la  relativa  ordinanza  del  27  novembre  2009  (OIVA, 
RS 641.201). Giusta l'art. 112 cpv. 1 LIVA, fatto salvo l'art. 113 LIVA, le 
disposizioni  del  diritto  anteriore  e  le  loro  prescrizioni  d'esecuzione 
rimangono  ancora  applicabili  a  tutti  i  fatti  e  rapporti  di  diritto  sorti 
durante la loro validità. Ne consegue che le operazioni effettuate prima 
del 1° gennaio 2010 restano soggette materialmente alla legge fede-
rale del 2 settembre 1999 concernente l'imposta sul valore aggiunto 
(vLIVA,  RU 2000 1300)  e  all'ordinanza  del  29  marzo 2000 ad  essa 
relativa  (OLIVA,  RS  2000  1347),  normative  entrate  in  vigore  il 
1° gennaio 2001 (art. 94 vLIVA). Ciò vale anche per le tassazioni d'uf -
ficio (cfr. decisione del Tribunale amministrativo federale A-5460/2008 
del 12 maggio 2010 consid. 1.2.).

Nella misura in cui la presente procedura ha per oggetto una ripresa 
riguardante il pagamento dell'imposta sul valore aggiunto per il perio-
do fiscale 1° semestre 2002 – 2° semestre 2006, la stessa soggiace 
dal punto di vista materiale alla vLIVA e all'OLIVA.

4.
In materia di  imposta sul valore aggiunto, la dichiarazione e il  paga-
mento dell'imposta avvengono secondo il principio dell'autotassazione 
(art.  46  segg.  vLIVA;  ERNST BLUMENSTEIN/PETER LOCHER,  System  des 
schweizerischen  Steuerrechts,  6.  edizione,  Zurigo  2002,  pag.  421 
segg.), il che implica che il contribuente è tenuto a dichiarare sponta-
neamente  l'imposta  e  l'imposta  precedente  all'AFC  (art.  46  vLIVA; 
decisioni del Tribunale federale 2A.109/2005 del 10 marzo 2006 con-
sid. 2.1; 2A.304/2003 del 14 novembre 2003 consid. 3.5; decisioni del  
Tribunale amministrativo federale A-12/2007 del 28 gennaio 2009 con-
sid. 2.7 e A-1544/2006 dell'11 settembre 2008 consid. 3.1 e riferimenti 
ivi citati). Egli è quindi il solo responsabile del completo ed esatto as-
soggettamento  delle  sue  operazioni  imponibili  e  del  calcolo  corretto 
dell'imposta precedente. Giusta l'art. 47 cpv. 1 vLIVA, egli è inoltre te-
nuto a versare all'AFC l'imposta dovuta entro sessanta giorni dalla fine 

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del periodo di rendiconto. Il mancato rispetto di tali obblighi deve esse-
re considerato una grave violazione, poiché mette in pericolo la cor ret-
ta riscossione dell'imposta (decisioni  del Tribunale amministrativo fe-
derale A-1531/2006 del 10 gennaio 2008 consid. 2.2; A-1397/2006 del 
19 luglio 2007 consid. 2.2, entrambe con ulteriori rinvii).

5.
Nel  suo gravame la  ricorrente  sostiene di  non  aver  indicato  la  cifra 
d'affari  sui  conteggi  semestrali,  poiché  alcuni  funzionari  dell'autorità 
inferiore l'avrebbero così  consigliata. Da tale affermazione si  ha che 
essa contesta la decisione presa dall'AFC poiché violerebbe il princi-
pio della buona fede.

5.1 Ancorato  all'art.  9  della  Costituzione federale  (Cost.,  RS 101)  e 
valido per l'insieme dell'attività dello Stato, il principio della buona fede 
conferisce all'amministrato, a certe condizioni, il diritto di esigere dalle 
autorità che si conformino alle promesse o alle assicurazioni fattegli e 
che non tradiscano la fiducia posta in esse (DTF 131 II 627 consid.  
6.1, DTF 130 I 26 consid. 8.1, DTF 129 I 161 consid. 4; decisione del  
Tribunale  amministrativo  federale  A-6956/2008  del  3  giugno  2010 
consid. 4.1 con riferimenti). Il principio della buona fede contraddistin-
gue pure i rapporti tra le autorità fiscali e il contribuente; il diritto fisca-
le è tuttavia dominato dal principio della legalità, di modo che il princi-
pio  della  buona fede risulta  avere  in  questo  ambito  un'influenza più 
limitata,  soprattutto nei  casi  in  cui  vi  entri  in collisione (art. 5  Cost.;  
cfr. inoltre sempre DTF 131 II 627 consid. 6.1, DTF 118 Ib 312 con-
sid. 3b; BLUMENSTEIN/LOCHER, op. cit., pag. 28). 

5.2 Secondo  la  giurisprudenza,  un'indicazione  o  una  decisione  del-
l'amministrazione possono obbligare quest'ultima ad acconsentire ad 
un amministrato di appellarvisi, quand'anche esse risultassero errate, 
a condizione che (a) l'autorità sia intervenuta in una situazione con-
creta nei confronti di una persona determinata, (b) che abbia agito nei 
limiti delle sue competenze o presunte tali, (c) che l'amministrato non 
abbia potuto rendersi conto immediatamente dell'erroneità dell'indica-
zione ricevuta,  (d)  che in base a tale indicazione quest'ultimo abbia 
preso disposizioni concrete alle quali egli non potrebbe rinunciare sen-
za subire un pregiudizio, infine (e) che la regolamentazione in materia 
non  sia  cambiata  posteriormente  al  momento  in  cui  l'autorità  ha 
formulato il suo avviso (fra le tante, DTF 131 II 627 consid. 6.1 con le 
citate  referenze;  decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale  A-

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1391/2006  del  16  gennaio  2008  consid.  2.3;  BEATRICE WEBER-DÜRLER, 
Neuere Entwicklungen des Vertrauensschutzes, Schweizerisches Zen-
tralblatt  für  Staats-  und  Verwaltungsrecht  [ZBl]  103/2002,  pag.  281 
segg., con ulteriori rimandi a dottrina e giurisprudenza). 
La sola circostanza che l'autorità abbia lasciato trascorrere un periodo 
di  tempo  relativamente  lungo  o,  a  seconda  dei  casi,  anche  lungo, 
senza intervenire, non permette di appellarsi al principio della buona 
fede per mantenere una situazione illegale. Affinché ci si possa ecce-
zionalmente avvalere di  tale principio occorre che l'Autorità sia stata 
messa al corrente della situazione e che l'abbia poi lasciata sussistere 
con  piena  cognizione  di  causa  (DTF 107  Ia  121  consid. 1.c,  ADELIO 
SCOLARI, Diritto  amministrativo,  Parte  generale,  Cadenazzo  2002, 
n. 630).

5.3 Nel  caso  concreto,  come  detto,  la  ricorrente  adduce  la  propria 
buona  fede  sostenendo  di  non  aver  indicato  la  cifra  d'affari  per  il 
periodo  in  esame secondo  quanto  comunicatole  telefonicamente  da 
vari  funzionari  dell'AFC. Sennonché, alla luce della giurisprudenza e 
della dottrina summenzionate, tale allegazione non può trovare confer-
ma nell'applicazione del principio della buona fede. Infatti, dagli atti di  
causa  non  si  evince  alcuna  promessa  o  rassicurazione  operata  da 
parte  dell'autorità  sulla  quale la  ricorrente potesse fare affidamento. 
Era difatti a lei chiaro che una radiazione dal registro dei contribuenti  
sarebbe potuta essere esaminata dall'autorità solo quando quest'ulti-
ma  avrebbe  ricevuto  l'apposito  formulario  compilato  entro  i  termini 
impartiti. Ne discende che la censura proposta dalla ricorrente circa la 
violazione del principio della buona fede da parte dell'autorità inferiore 
non può essere condivisa.

6.
6.1 Tra gli  obblighi  spettanti  a  ogni  contribuente  vi  è  in  particolare 
quello  della  tenuta  della  contabilità  (decisioni  del  Tribunale  federale 
2A.552/2006  del  1.  febbraio  2007  consid.  3.1  e  2A.109/2005  del 
10 marzo 2006 consid. 2.1 segg). Giusta l'art. 58 cpv. 1 vLIVA, il contri -
buente deve tenere i suoi libri di commercio in modo da consentire di 
constatare facilmente e con sicurezza i fatti importanti per determinare 
l'assoggettamento come pure per il calcolo dell'imposta e delle impo-
ste precedenti deducibili. Se i documenti contabili non esistono o sono 
incompleti, o i dati presentati dal contribuente non corrispondono ma-
nifestamente alla realtà, l'AFC esegue una tassazione d'ufficio nei limi-
ti  del  suo  potere  d'apprezzamento  (art.  60  vLIVA).  L'AFC  è  quindi  

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tenuta a stabilire l'ammontare dell'imposta dovuta solo nel caso in cui 
il  contribuente  non  ossequia  i  suoi  obblighi  (ALOIS CAMENZIND/NIKLAUS 
HONAUER/KLAUS A.  VALLENDER,  Handbuch  zum  Mehrwertsteuergesetz 
[MWSTG], 2. edizione, Berna 2003, no. 1680 segg.). Una tassazione 
d'ufficio si giustifica pertanto in due casi distinti: da un lato, quando la 
tenuta dei libri contabili è insufficiente; dall'altro, quando la contabilità 
di un contribuente è formalmente corretta ma le indicazioni presentate 
non corrispondono manifestamente alla realtà ed è quindi in dubbio la 
sua forza probante (DTF 105 Ib 181 consid. 4a; decisione del Tribunale 
federale 2A.437/2005 del 3 maggio 2006 consid. 3.1; la già citata de -
cisione del Tribunale amministrativo federale A-3503/2007 consid. 5.1.; 
PASCAL MOLLARD,  TVA et  taxation  par  estimation,  in:  Archivi  di  diritto 
fiscale svizzero [ASA] 69, pag. 545). 

6.2 Secondo la giurisprudenza, la tenuta della contabilità di un contri-
buente è insufficiente ai  sensi dell'art. 60 vLIVA quando sono iscritti  
unicamente dei totali giornalieri o periodici, sotto forma di ricapitolazio-
ne; quando non esiste un bilancio e un conto di perdite e profitti e an-
cora quando non si possiede alcun libro contabile corredato dai giusti-
ficativi. La contabilità è altresì incompleta e lacunosa ogni qualvolta le 
registrazioni contabili non trovano conferma in giustificativi, che siano 
o no richiesti secondo le istruzioni edite dall'AFC (decisione del Tribu-
nale federale 2A.253/2005 consid. 3.2. e riferimenti ivi citati;  MOLLARD, 
op. cit.,  pag. 542  segg e  le  numerose  referenze giurisprudenziali  in 
materia d'imposta sulla cifra d'affari, di seguito: ICA).

6.3 Se sono date le condizioni per eseguire una tassazione d'ufficio, 
l'AFC è obbligata a fare uso del potere di apprezzamento conferitole. 
Nella misura in cui l'AFC ha il diritto e il dovere di rettificare l'importo  
dovuto mediante una tassazione d'ufficio, il contribuente deve soppor-
tare gli svantaggi di una situazione illegale che egli stesso ha creato, 
presentando una contabilità inesatta e non essendo in grado di stabili-
re che la valutazione effettuata dall'amministrazione non corrisponde 
manifestamente alla realtà (cfr. la già citata DTF 105 Ib 181 consid. 4c; 
decisione  del  Tribunale  federale  2A.253/2005  del  3 febbraio  2006  e 
riferimenti ivi citati; MOLLARD, op. cit., pag. 556 e le numerose referenze 
giurisprudenziali in materia di ICA). I casi nei quali un contribuente non 
adempie ai doveri impostigli dalla legge, rispettivamente non fornisce o 
fornisce indicazioni insufficienti o errate in merito alla cifra d'affari da 
lui conseguita, non devono infatti avere come conseguenza una perdi-

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ta d'imposta (decisione del Tribunale federale 2A.552/2006 del 1. feb-
braio 2007 consid. 3.2).

6.4
6.4.1 Quando  l'AFC  ritiene  che  vi  siano  elementi  sufficienti  per 
eseguire  una  tassazione  d'ufficio,  essa  deve  scegliere  il  metodo  di 
stima che meglio le permette di prendere in considerazione le caratte-
ristiche del contribuente in questione (decisioni del Tribunale federale 
2C_426/2007  del  22  novembre  2007  consid.  3.2;  2A.253/2005  del 
3 febbraio 2006 consid. 4.1; la già citata decisione del Tribunale ammi-
nistrativo federale A-3503/2007 consid. 6.1 e riferimenti ivi citati), con-
siderato  che  entrano  in  linea  di  conto  sia  i  metodi  tendenti  a  com-
pletare o ricostruire una contabilità lacunosa, sia quelli che si fondano 
su cifre derivanti dall'esperienza in relazione con i risultati parziali non 
contestati risultanti dalla contabilità (la già citata decisione del Tribuna-
le federale 2C_253/2005 consid. 4.2; decisione del Tribunale ammini-
strativo federale A-6148/2007 del 7 dicembre 2009 consid. 4.2 con ri fe-
rimenti; GAAC 69.109 n. 36 e 68.73 consid. 2b; ASA 63 pag. 239 e 52 
pag 238 consid. 4). 

6.4.2 Per poter eseguire una tassazione d'ufficio  valutando nei limiti 
del  suo  potere  d'apprezzamento  le  condizioni  particolari  esistenti 
nell'azienda in questione, è prassi dell'AFC – riconosciuta peraltro da 
giurisprudenza  e  dottrina  –  basarsi  su  dei  coefficienti  d'esperienza 
rilevati statisticamente dall'autorità in seguito a controlli effettuati pres-
so altri contribuenti la cui contabilità è stata ritenuta corretta e attendi-
bile  (cfr.  tra  le  varie  sentenze  del  Tribunale  federale  in  merito, 
2A.693/2006 del 26 luglio 2007 consid. 5 e 2A.109/2005 del 10 marzo 
2006  consid. 4.3;  UELI MANSER, mwst.com,  Kommentar  zum Bundes-
gesetz über die Mehrwertsteuer, Basilea 2000, n. 4 ad art. 60 LIVA; 
MOLLARD,  op. cit,  pag. 553 segg.,  PASCAL MOLLARD/XAVIER OBERSON/ANNE 
TISSOT BENEDETTO,  Traité TVA, Basilea 2009, capitolo 6, n. 270 e segg 
con i numerosi riferimenti giurisprudenziali). L'AFC fa un uso corretto 
del suo potere d'apprezzamento nella misura in cui essa valuta i dati  
d'esperienza secondo criteri conformi e li applica tenendo conto delle 
particolarità  regionali  e  individuali  delle  aziende contribuenti  oggetto 
del  procedimento  in  via  d'apprezzamento  (decisione  del  Tribunale 
amministrativo federale A-1429/2006 consid. 5.1.2).

6.5 Nell'ambito di una tassazione d'ufficio, il cui svolgimento è giusti-
ficato appunto perché l'AFC ha dimostrato che ne sono dati gli estre-

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mi, la prova che le valutazioni svolte da quest'ultima non sono corrette 
rispettivamente che portano a risultati manifestamente errati, spetta al 
contribuente (cfr. al riguardo la già citata decisione del Tribunale ammi-
nistrativo federale A-3503/2007 consid. 6.3.). Questo genere di tassa-
zione ha, per necessità di cose, un carattere essenzialmente approssi-
mativo e si fonda su presunzioni che possono essere invalidate sol tan-
to da precise prove formali, in assenza delle quali la correzione di as-
serite inesattezze significherebbe sostituire all'approssimazione della 
valutazione l'incertezza risultante da dati incompleti e inconcludenti, in 
favore del contribuente reticente (cfr. ASA 53, pag. 363 consid. 3a e 
riferimenti  ivi  citati).  È  quindi  necessario  che  l'assoggettato  indichi 
chiaramente in che misura la pretesa fiscale debba essere minore di 
quella valutata dall'AFC, dimostrando che il risultato della valutazione 
è frutto di  errori  rilevanti. Solo in  tal  caso il  Tribunale amministrativo 
federale sostituisce infatti il suo potere di apprezzamento a quello del-
l'autorità inferiore, correggendo la tassazione.

7.
7.1 Nella  fattispecie,  in  occasione  del  controllo,  l'AFC ha  accertato, 
per  i  periodi  fiscali  compresi  tra il  1°  semestre  2002 –  2°  semestre 
2006  una  tenuta  della  contabilità  non  conforme alle  esigenze legali  
poste in ambito IVA. La ricorrente non ha difatti  tenuto alcuna conta-
bilità per il  suddetto periodo né alcun libro di cassa, rendendo difatti  
impossibile la ricostruzione dettagliata degli incassi giornalieri. In sif -
fatte  circostanze,  l'AFC ha  di  conseguenza  ritenuto  giustificato  pro-
cedere  con  una  tassazione  d'ufficio  per  il  periodo  controllato. 
Considerando quale  base  di  calcolo  il  costo  delle  merci  utilizzate  o 
vendute e valutando plausibili  i  valori  degli  acquisti  di  merce ripartiti 
per categoria (vino, caffè, bibite, birra, cucina e sigarette) comunicati  
dalla ricorrente in sede di controllo, l'AFC ha pertanto proceduto alla 
ricostruzione in via d'apprezzamento della cifra d'affari realizzata, ap-
plicando alle  varie categorie di  acquisti  i  coefficienti  di  supplemento 
risultanti  dall'esperienza,  adattandoli  alle  particolarità  dell'azienda  e 
alla  sua  situazione  geografica.  Gli  acquisti  di  vino  sono  così  stati 
maggiorati  del  130%,  gli  acquisti  di  caffè  dell'800%,  gli  acquisti  di 
bibite  del  210%, gli  acquisti  di  birra del  220%, gli  acquisti  di  generi 
alimentari per la cucina del 100% e gli acquisti di sigarette del 17,6%. 

7.2 Da parte sua, la ricorrente, non contestando la legittimazione del-
l'AFC a procedere a una valutazione della cifra d'affari, lamenta som-
mariamente  come  la  ricostruzione  operata  non  abbia  tenuto  conto 

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negli acquisti di merci rientranti nella determinazione della cifra d'affa-
ri, dei prelievi di merce cedute a familiari, amici e conoscenti a prezzo 
di costo e all'infuori della gestione della sua attività. Parimenti, sostie-
ne che il  coefficiente di  supplemento applicato alle sigarette non sia 
appropriato, siccome troppo elevato.

7.3 Per quanto precede, nel  caso in esame occorre avantutto appu-
rare se, in base agli elementi evidenziati dall'AFC, si giustifica esegui-
re una tassazione d'ufficio. Solo in caso di risposta affermativa andrà 
quindi  verificato  se  le  prove  portate  dalla  ricorrente  permettono  di 
giungere alla conclusione che, così come svolta, la tassazione operata 
è il risultato di una violazione di una norma specifica o di rilevanti erro -
ri di apprezzamento da parte dell'autorità inferiore.

8.
Con riferimento al caso concreto, considerato che la ricorrente non ha 
tenuto alcuna contabilità e alcun libro di cassa, che non ha conservato 
i  nastri  di  cassa,  che  le  forniture  di  prestazioni  e  di  beni  non sono 
documentate  e  che  quindi  la  ricostruzione  dettagliata  degli  incassi 
giornalieri  è di  fatto impossibile,  una tassazione d'ufficio  si  giustifica 
pienamente. Peraltro, come detto in precedenza, la ricorrente non con-
testa il principio della determinazione per apprezzamento della base di 
calcolo dell'imposta dovuta.

9.
La ricorrente sostiene che nella ricostruzione delle vendite, l'autorità di 
prima istanza a torto non abbia dedotto dagli acquisti di merci rientran-
ti  nella determinazione della cifra d'affari  le merci  cedute a familiari, 
amici e conoscenti a prezzo di costo e all'infuori  della gestione della 
sua attività 

Giusta  l'art.  5  vLIVA soggiacciono all'imposta  le  seguenti  operazioni 
eseguite dai contribuenti, a condizione che esse non siano espressa-
mente escluse dall'imposta (art. 18): (a) le forniture di beni effettuate a 
titolo oneroso sul territorio svizzero, (b) le prestazioni di servizi effet-
tuate a titolo oneroso sul territorio svizzero, (c) il consumo proprio sul 
territorio  svizzero,  (d)  l'ottenimento  a  titolo  oneroso di  prestazioni  di  
servizi da imprese con sede all'estero. 

Come a  giusto  titolo  ha rilevato  l'AFC,  la  cessione di  merce  che la 
ricorrente ha effettuato a familiari, amici e conoscenti a prezzo di costo 
corrisponde ad una fornitura imponibile  di  merce conformemente al -

Pagina 13

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l'art. 5 cpv. 1 lett. a vLIVA. L'AFC ha calcolato l'imposta dovuta in base 
alla  cifra  d'affari  stimata  nel  conto  complementare  n.  166'987  del 
3 marzo 2007. Essendo stata la ricorrente autorizzata dal 28 dicembre 
2000  a  conteggiare  l'imposta  sul  valore  aggiunto  per  la  sua  attività 
tramite l'aliquota saldo del 5,2%, anche tali prestazioni realizzate sen-
za margine di guadagno, ma comunque a titolo oneroso, sono sottopo-
ste  all'imposta  secondo  tale  aliquota.  Considerato  tuttavia  che  la 
ricorrente non ha documentato in alcun modo le sue mere affermazio-
ni,  anche in questo caso il  presente Tribunale non può far altro che 
constatare  che  alcun  rimprovero  può  essere  rivolto  alla  valutazione 
operata dall'autorità inferiore e quindi, la ricorrente deve sopportarne 
le conseguenze.

10.
Quanto alla ricostruzione della cifra d'affari sulla base dei coefficienti 
di  maggiorazione degli  acquisti,  la ricorrente lamenta che la percen-
tuale del 17,6% utilizzata riferita alle sigarette non sarebbe adeguata.  
Anche  tale  allegazione  è  tuttavia  rimasta  una  semplice  asserzione, 
non avendo cercato la ricorrente di provare in che modo il coefficiente 
applicato dall'autorità inferiore sarebbe stato inappropriato. Come det -
to  in  precedenza  (cfr. consid.  6.4.2.),  essendo  divenuto  l'uso  di  tali 
coefficienti da parte dell'autorità fiscale una prassi consolidata da giu -
risprudenza e dottrina, lo scrivente Tribunale non ha motivo di rimet-
tere in discussione i medesimi. Inoltre, nella sua decisione, l'AFC ha 
esposto  chiaramente  le  differenti  tappe  del  suo  ragionamento  e  del 
suo calcolo e ho mostrato di aver tenuto conto delle specificità dell'as-
soggettata.  Ritenuto  quindi  che,  come  detto  in  precedenza,  la 
tassazione d'ufficio ha un carattere essenzialmente approssimativo e 
si  fonda  su  presunzioni  che  possono  essere  invalidate  soltanto  da 
precise  prove  formali  e  che  la  ricorrente  ancora  una  volta  non  ha 
sostanziato la sua argomentazione portando elementi atti a dimostrare 
che  la  valutazione  non  è  stata  compiuta  correttamente,  essa  deve 
sopportarne le severe conseguenze.

11.
In conclusione, questo Tribunale non può far altro che constatare che 
la  ricorrente  non  ha  saputo  provare  e  indicare  chiaramente  in  che 
misura la decisione su reclamo resa dall'AFC il 20 agosto 2008 debba 
essere  annullata.  Le  censure  esposte  in  maniera  sommaria  e  le 
spiegazioni addotte non permettono di concludere che l'autorità di pri-
ma istanza abbia proceduto a torto con la tassazione d'ufficio e abbia 

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oltrepassato il  suo potere d'apprezzamento nella  valutazione dell'im-
posta  dovuta  per  i  periodi  fiscali  compresi  tra  il  1° gennaio  2001  e 
il 31 dicembre  2003. Nella  misura  in  cui  è  ricevibile,  il  ricorso  deve 
essere  pertanto  integralmente  respinto  con  conseguente  conferma 
della decisione impugnata.

12.
In considerazione dell'esito della procedura, giusta l'art. 63 cpv. 1 PA, 
le  spese  processuali  vanno  poste  a  carico  della  ricorrente  soccom-
bente  (art. 1 segg.  Regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili 
nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  [TS-TAF; 
RS 173.320.2]).  Nella  fattispecie  esse  sono  stabilite  in  fr.  1'800.-- 
(art. 4  TS-TAF),  importo  che  verrà  compensato  con  l'anticipo  da  lei 
versato il 14 ottobre 2008. 

13.
Alla ricorrente non vengono assegnate ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA).

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Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale 
pronuncia:

1.
Per quanto ricevibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di fr. 1'800.-- sono poste a carico della ricorrente 
e interamente compensate con l'anticipo spese da lei versato.

3.
Non vengono assegnate ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (atto giudiziario),
- autorità inferiore (n. di rif. 298 485 / 5005 / HEI; atto giudiziario).

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Markus Metz Frida Andreotti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  1000  Losanna  14 entro  un 
termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. 
e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 
173.110]. Gli  atti  scritti  devono  essere redatti  in  una lingua ufficiale, 
contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed 
essere  firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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