# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 771268e9-94f0-5c2b-8f68-949593039af1
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.11.2010 C-7072/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7072-2009_2010-11-19.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7072/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 9  n o v e m b r e  2 0 1 0  

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Michael Peterli, Madeleine Hirsig, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______, 
rappresentato dal Patronato INAS, via della Posta, 
6600 Locarno,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
19 ottobre 2009).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7072/2009

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano nato il (...), separato e padre di due figli, 
ha lavorato in Svizzera come idraulico, con permesso per confinanti, 
negli anni Novanta e dal 2001 al 2007, versando i contributi obbligatori 
all'assicurazione  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  (AVS/AI;  
incarto AI, passim). 

B.

B.a Il  13  giugno  2005  l'assicurato  ha  annunciato  un'incapacità 
lavorativa completa, dovuta ad una periartrite della spalla destra, alla 
Zurigo  Compagnia  di  Assicurazioni  (Zurigo),  l'assicurazione  malattia 
collettiva  del  suo  datore  di  lavoro  (incarto  Zurigo,  doc.  3/1  e  19/9).  
Dopo aver preso a carico l'incapacità lavorativa durante diversi mesi, 
la Zurigo ha chiesto al dott. B._______, reumatologo ed internista, di  
pronunciarsi  sul  caso.  Lo  specialista,  nel  suo  rapporto  del  21 
novembre 2005 (incarto Zurigo, doc. 20/1 a 8), ha posto la diagnosi di  
sindrome del dolore cronico coinvolgente la parte destra del corpo, di  
alterazioni degenerative della colonna cervicale, di disturbi statici del 
rachide, di decondizionamento muscolare, di periartropatia della spalla 
destra,  di  lesione  del  menisco  destro,  d'incipiente  artrosi 
bicompartimentale  del  ginocchio  sinistro  e  di  esiti  di  meniscectomia 
parziale mediale e laterale a sinistra, eseguita nel 1983, stabilendo a  
decorrere  da  subito,  per  l'attività  d'idraulico,  un'incapacità  lavorativa 
(diminuzione  del  rendimento)  del  40%,  e  una  capacità  lavorativa 
completa  per  attività  confacenti,  ossia non implicanti,  in  sostanza,  il 
sollevamento  e  il  trasposto  di  carichi  superiori  ai  26  kg,  la 
manipolazione di attrezzi di peso superiore ai 45 kg e gli spostamenti 
su  ponteggi  e  scale  a  pioli.  La  Zurigo  ha  quindi  comunicato 
all'assicurato, il 29 novembre 2005 (incarto Zurigo, doc. 22/1 e 2), di 
sospendere il  pagamento dell'indennità giornaliera con effetto dal  1° 
aprile 2006. 

B.b In seguito, l'assicurato ha fatto pervenire alla Zurigo un certificato 
medico  del  18  gennaio  2006  (incarto  Zurigo,  doc.  26,  29/3  e  32),  
facente stato di  un'incapacità lavorativa di  quindici  giorni  per esiti  di  
meniscectomia  mediale  selettiva  al  ginocchio  destro.  Altri  periodi 
d'incapacità lavorativa si  sono susseguiti  nel  2006 e 2007,  tanto  da 
spingere  il  datore  di  lavoro  a  disdire  il  contratto  con  effetto  al  31 

Pagina 2

C-7072/2009

dicembre  2007,  cosicché  la  Zurigo  ha  incaricato  il  dott.  C._______, 
internista,  di  eseguire  un  esame  dell'assicurato  per  chiarire  la 
situazione medica. Nella sua relazione del 14 gennaio 2008 (incarto 
Zurigo, doc. 46/1 a 4), lo specialista ha posto la diagnosi di sindrome 
del dolore cronico, d'alterazioni degenerative della colonna cervicale e 
lombare, di periartropatia della spalla destra e d'incipiente gonartrosi 
bilaterale,  concludendo  che  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
lavorativa  almeno  del  40%,  temporaneamente  anche  del  50%, 
nell'ultima  attività  esercitata,  ma  una  capacità  lavorativa  completa, 
secondo l'esigibilità formulata dal dott. B._______, in attività adeguate. 

C.
Nel  frattempo  l'assicurato,  tramite  l'Istituto  nazionale  italiano  di 
assistenza  sociale  (INAS),  aveva  formulato  all'Ufficio 
dell'assicurazione per l'invalidità del canton Ticino (UAI-TI), con scritto 
del 25 gennaio 2006, ricevuto il 7 febbraio seguente (incarto AI, doc. 
1/1 a 7, 2 e 7), una domanda di rendita d'invalidità svizzera. 

Nell'ambito  dell'istruzione  della  stessa,  l'UAI-TI  ha  acquisito,  tra  gli  
altri, i documenti seguenti: 

- un rapporto del medico curante dell'assicurato, del 24 febbraio 2006 
(incarto AI, doc. 8/1 a 3), facente stato della diagnosi di sindrome del 
dolore cronico coinvolgente la parte destra del corpo a decorrere dal 
13  giugno  2005,  e  nel  quale  è  specificato,  tra  l'altro,  che  l'attività 
attuale è ancora proponibile con una perdita di rendimento del 40%,

- il  questionario per il  datore di  lavoro, del 10 marzo 2006, con una 
lettera  accompagnatoria  in  cui  è  fatta  allusione  ad  un  possibile 
licenziamento  (incarto  AI,  doc.  9/1  a  5),  dal  quale  traspare  che 
l'assicurato lavorava come idraulico dal 14 gennaio 2002 per la ditta  
"... S.A.", otto ore al giorno, cinque giorni alla settimana, e che aveva 
percepito  dapprima  un  salario  mensile  di  Fr. 4'400.-,  quindi,  dal  1°  
dicembre  2005,  in  seguito  ad  una  diminuzione  del  rendimento  del 
40%, di Fr. 2'640.-, tredici volte all'anno,

- una serie di referti d'esame della spalla destra, del rachide cervicale 
e  lombare,  nonché  delle  ginocchia,  eseguiti  nel  2005,  prodotti 
dall'assicurato con scritto del 6 aprile 2006 (incarto AI, doc. 12/1 a 14). 

Pagina 3

C-7072/2009

D.
L'UAI-TI  ha  quindi  trasmesso  per  valutazione  la  documentazione 
raccolta al proprio servizio medico, nella persona del dott. D._______, 
il quale, mediante presa di posizione del 4 settembre 2006 (incarto AI,  
doc.  13/1  a  3),  ha  diagnosticato  una  sindrome  algica  dell'emicorpo 
destro,  delle  alterazioni  degenerative  della  colonna  cervicale,  dei 
disturbi  statici  del  rachide,  un  decondizionamento  muscolare,  una 
periartropatia della spalla destra, una lesione del corno posteriore del 
menisco mediale destro, un'incipiente artrosi  del ginocchio sinistro e 
degli  esiti  di  meniscectomia  parziale  mediale  e  laterale  a  sinistra, 
eseguita nel 1983. Il medico dell'UAI-TI ha confermato l'esigibilità e le  
conclusioni  formulate  dal  dott.  B._______,  reiterando  un'incapacità 
lavorativa completa, dal 13 giugno al 30 novembre 2005, e del 40%, 
dal  1°  dicembre  2005,  per  l'attività  d'idraulico,  e  nulla  in  attività 
confacenti. 

Il  15  dicembre  2006  il  consulente  in  integrazione  professionale  ha 
redatto  un  rapporto  finale  (incarto  AI,  doc.  16/1  a  3),  dal  quale  si  
evince un salario da valido per il 2006 di Fr. 57'200.-, secondo i dati  
aggiornati  forniti  dal  datore  di  lavoro,  e  un salario  da invalido  di  Fr. 
57'830.-, seguendo i dati dell'Ufficio federale di statistica (UFS) relativi  
ad attività leggere e non qualificate sul mercato svizzero (Tabella TA1, 
categoria  4),  ridotto  del  20%  per  tenere  conto  delle  circostanze 
personali  dell'assicurato,  ossia Fr. 46'264.-,  per  cui  si  evidenzia  una 
perdita  di  guadagno  del  19.12%,  corrispondente  ad  una  grado 
d'invalidità pari al 19%. 

L'11  gennaio  2007  l'UAI-TI  ha  quindi  approntato  un  progetto  di 
decisione (incarto  AI,  doc. 17/1 a 3),  con il  quale  ha preannunciato 
all'assicurato il  rigetto della sua domanda d'invalidità, invitandolo nel  
contempo a formulare eventuali osservazioni entro un termine di trenta 
giorni.  Scaduto  il  termine  senza  che  l'assicurato  si  sia  manifestato, 
l'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  
all'estero (UAIE) ha emanato una decisione, il 2 marzo 2007 (incarto 
AI, doc. 20/1 a 3), mediante la quale ha negato all'interessato il diritto 
all'ottenimento di una rendita d'invalidità svizzera. Questa decisione è 
cresciuta in giudicato senza essere stata impugnata. 

E.
Tramite un questionario per la revisione della rendita, ricevuto dall'UAI-
TI il  2 gennaio 2008 (incarto AI,  doc. 22/1 e 2 e 23), l'assicurato ha 

Pagina 4

C-7072/2009

presentato  una  nuova  domanda  di  rendita.  Egli  ha  in  seguito 
completato la sua richiesta,  inoltrando della documentazione medica 
(incarto  AI,  doc.  24/1  a  5),  ossia  un  certificato  del  proprio  medico 
curante ed un rapporto ospedaliero dell'8 gennaio 2008, facente stato, 
in particolare, di un'ernia cervicale C6/7, di una spondilopatia lombare, 
di  una  calcolosi  renale  e  di  una  patologia  dolorosa  somatico-
neuropatico. 

Con breve presa di  posizione del  28 febbraio 2008 (incarto AI,  doc. 
26),  il  dott.  E._______,  medico  dell'UAI-TI,  ha  stabilito  che  è 
giustificato  entrare  in  materia  sulla  domanda di  rendita. L'UAI-TI  ha 
così proceduto ad istruire la stessa, raccogliendo la documentazione 
seguente:

- un certificato del medico curante dell'assicurato, del 15 marzo 2008 
(incarto AI, doc. 28/1 a 5), nel quale è formulata la nota diagnosi ed è 
indicata  un'incapacità  lavorativa  completa  dal  1°  ottobre  al  31 
dicembre 2007, e del 50% dal 1° gennaio 2008,

- il questionario relativo alla richiesta di prestazioni AI per adulti, del 31 
marzo 2008 (incarto AI, doc. 29/1 A 8), dal quale risulta, in particolare, 
che l'assicurato è disoccupato dal 1° gennaio 2008, 

-  una  serie  di  certificati  ospedalieri  e  del  medico  curante 
dell'assicurato, non sempre di facile lettura, del 2007 e 2008 (incarto 
AI, doc. 30/1 a 10), facenti stato, in sostanza, della nota diagnosi,

- l'incarto completo della Zurigo. 

F.
L'UAI-TI ha quindi trasmesso per apprezzamento la documentazione 
acquisita al proprio servizio medico, nella persona del dott. E._______, 
il quale, tramite presa di posizione del 7 ottobre 2008 (incarto AI, doc.  
41),  ha considerato necessario sottoporre l'assicurato ad una perizia 
reumatologica, indicando come esperto il dott. F._______. 

Dopo avere visitato l'assicurato il 3 dicembre 2008, il dott. F._______, 
specialista  in  malattie  reumatiche,  ha  redatto  la  sua  perizia  il  5 
dicembre successivo (incarto AI, doc. 43/1 a 15), dalla quale si evince 
la diagnosi di sindrome del dolore cronico di origine somatoforme, di 
cervicobrachialgia  riferita  in  presenza  di  alterazioni  degenerative 

Pagina 5

C-7072/2009

contenute  in  C5/6  e  6/7,  di  modiche  alterazioni  degenerative  della 
cuffia  dei  rotatori  destra,  di  sindrome  lombovertebrale  cronica  in 
presenza di turbe statiche del rachide e di alterazioni degenerative in 
L2/3, e di gonartrosi tricompartimentale a sinistra, attualmente senza 
segni  di  attivazione.  Definendo  la  capacità  funzionale  residuale,  e 
precisando che essa si discosta solo minimamente da quella formulata 
dal dott. B._______, il perito ha indicato, riassuntivamente, che essa è 
normale rispetto al sollevamento ed al trasporto di carichi fino a 10 kg, 
alla  manipolazione  d'oggetti  e  d'attrezzi  medio-leggeri,  nonché  allo 
spostamento fino a cinquanta metri, mentre è ridotta per carichi fino a 
25 kg e nulla oltre questo valore, come pure che essa è lievemente 
ridotta  per  quanto  riguarda la  posizione di  lavoro  a  braccia  elevate,  
con rotazione, seduta od eretta e piegata in avanti. Il  perito ha pure 
confermato  la  valutazione della  capacità  lavorativa  stabilita  dal  dott.  
B._______,  concludendo  con  il  consiglio  di  effettuare  una  perizia 
psichiatrica. Mediante  breve rapporto  del  16 dicembre 2008 (incarto 
AI, doc. 44), il dott. E._______ ha preso atto delle conclusioni peritali. 

Incaricato dall'UAI-TI, il dott. G._______, specialista in psichiatria, una 
volta compiuta la visita dell'assicurato il 18 dicembre 2009, ha stilato la 
sua perizia il 29 gennaio 2009 (incarto AI, doc. 47/2 a 8), nella quale 
ha posto la diagnosi di sindrome somatoforme del dolore cronico, in 
assenza  di  una  comorbidità  psichiatrica  di  particolare  gravità  ed 
intensità, ed ha formulato, dal punto di vista meramente psichiatrico, 
una capacità lavorativa completa. Mediante breve annotazione del  9 
febbraio 2009 (incarto AI,  doc. 48),  il  dott. E._______ ha preso atto 
delle  conclusioni  specialistiche  dei  dott.ri  F._______  e  G._______, 
evidenziando  che,  rispetto  alla  situazione  vigente  al  momento  della 
decisione  dell'UAIE  del  2  marzo  2007,  non  è  subentrato  alcun 
peggioramento dello stato di salute dell'assicurato. 

G.
Il  15  giugno  2009  l'UAI-TI  ha  quindi  reso  un  progetto  di  decisione 
(incarto AI, doc. 51), con il quale ha informato l'assicurato del rigetto 
della sua domanda d'invalidità, invitandolo nel contempo a formulare 
eventuali osservazioni entro un termine di trenta giorni. 

Per  il  tramite  dell'INAS,  il  3  luglio  2009  (incarto  AI,  doc.  52),  
l'assicurato  si  è  opposto  a  questo  progetto,  annunciando  la  sua 
intenzione  di  esibire  nuova  documentazione  medica.  Il  14  luglio 
successivo  (incarto  AI,  doc.  54/1),  l'assicurato  ha  effettivamente 

Pagina 6

C-7072/2009

prodotto un certificato ospedaliero del 7 luglio 2009 (incarto AI, doc. 
54/2),  nel  quale è ripresa,  in  sostanza,  la  nota  diagnosi. Il  29 luglio 
2009  l'assicurato  ha  chiesto  che  gli  sia  riconosciuto  un  grado 
d'invalidità del 60% (incarto AI, doc. 56). Mediante breve annotazione 
del  19  agosto  2009  (incarto  AI,  doc.  57),  il  dott.  E._______  ha 
confermato la sua precedente valutazione. 

Il  16  settembre  2009  l'UAI-TI  ha  quindi  emanato  una  decisione  di 
rifiuto della domanda di rendita (incarto AI, doc. 58). Con lettera del 30 
settembre  2009  (incarto  AI,  doc.  59),  l'INAS  ha  rilevato  che 
competente  a  decidere,  visto  il  domicilio  all'estero  dell'assicurato,  è 
l'UAIE,  chiedendo  pure,  ed  ottenendo,  la  trasmissione  dell'incarto. 
Mediante  decisione  del  19 ottobre  2009  (incarto  AI,  doc. 64/1  a  3), 
l'UAIE ha emesso una decisione di rifiuto della domanda di rendita. 

H.
Contro questa decisione, sempre patrocinato dall'INAS, l'assicurato ha 
inoltrato  ricorso  al  Tribunale  amministrativo  federale  il  12  novembre 
2009, chiedendo che gli sia riconosciuto il diritto ad una rendita intera 
d'invalidità,  ed  ha  allegato  un  parere  medico-legale  del  dott. 
H._______, del 7 novembre 2009, nel quale è affermato che l'attività 
d'idraulico non è più proponibile, e nemmeno attività implicanti posture 
fisse, la movimentazione manuali di carichi anche modesti, movimenti  
ripetuti di antero e retroflessione e/o rotazione del corpo, del capo e 
del bacino, nonché una corretta deambulazione. 

Il  dott.  D._______,  medico  dell'UAIE,  ha  preso  posizione  sul  detto 
parere medico-legale l'11 dicembre 2009,  osservando che esso non 
apporta nuovi elementi, ed ha perciò confermato le conclusioni peritali 
del dott. F._______.

L'UAI-TI e l'UAIE hanno risposto al ricorso il 14, rispettivamente il 21 
dicembre 2009, chiedendo che esso sia respinto con la conseguente 
conferma della decisione impugnata.

I.
Mediante decisione incidentale del 19 febbraio 2010, questo Tribunale 
ha invitato il ricorrente a versare un anticipo equivalente alle presunte 
spese processuali di Fr. 300.-. Il relativo pagamento è stato effettuato il 
3 marzo 2010. 

Pagina 7

C-7072/2009

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla  
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20). 

Di  conseguenza,  questo  Tribunale  è  competente  a  giudicare  il 
presente ricorso. 

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali  (LPGA, RS 830.1). In conformità 
con l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono applicabili  
alle assicurazioni sociali  disciplinate dalla legislazione federale, se e 
per  quanto  le  singole  leggi  sulle  assicurazioni  sociali  lo  prevedano. 
Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili  
all'assicurazione per  l'invalidità  (art.  1a-26bis e  28-70),  sempreché la 
LAI non deroghi alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi,  
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti  
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art.  
52 cpv. 1 PA).

Pagina 8

C-7072/2009

1.4 In  concreto,  il  ricorso  è  ammissibile  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge  (art.  59  e  60  LPGA,  nonché  l'art.  52  cpv. 1  PA),  e  visto  che 
l'anticipo di  Fr. 300.-,  relativo alle spese processuali,  è stato versato 
nel termine impartito. 

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di trattamento tra i cittadini di uno Stato membro della Comunità 
europea,  ivi  risiedenti,  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  2  e  3  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente  procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  italiano  che  risiede 
nell'Unione europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del 

Pagina 9

C-7072/2009

Consiglio del 14 giugno 1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 
marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (5a  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e,  a partire  dal  1°  gennaio 2008,  in  conformità con le  nuove 
disposizioni. 

4.
Il ricorrente  contesta  la  validità  materiale  della  decisione  dell'UAIE, 
chiedendo  che  gli  sia  riconosciuto  il  diritto  ad  una  rendita  intera 
d'invalidità. 

5.

5.1 Qualora una prima richiesta di  rendita sia stata negata perché il 
grado  d'invalidità  era  insufficiente  o  perché  l'invalido  poteva 
provvedere a se stesso, una nuova domanda è riesaminata soltanto se 
l'assicurato rende verosimile che il grado d'invalidità si è modificato in 
misura  rilevante  per  il  diritto  alle  prestazioni  (art.  87  cpv.  2  e  3 
dell'Ordinanza  federale  sull'assicurazione  per  l'invalidità  del  17 
gennaio 1961/OAI, RS 831.201). Se non è il  caso, l'amministrazione 
non entra nel merito della  richiesta (DTF 109 V 114 consid. 2a). Se 
l'amministrazione  entra  nel  merito  della  nuova  domanda  deve 
esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e, in particolare,  
verificare  se  la  modifica  del  grado  d'invalidità  resa  verosimile 
dall'assicurato  si  è  effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In  tal 
caso applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite 

Pagina 10

C-7072/2009

in  corso  (art.  17  cpv. 1  LPGA,  art.  87  segg.  OAI,  Jurisprudence  et  
pratique administrative [Pratique VSI] 1999 pag. 8, DTF 117 V 198). 

5.2 La condizione di verosimiglianza posta dall'art. 87 cpv. 3 OAI deve 
permettere all'amministrazione, che ha precedentemente rifiutato una 
prestazione  o  già  effettuato  una  sua  revisione  con  provvedimento 
cresciuto  in  giudicato,  di  scartare  senza  ulteriori  esami  nuove 
domande  con  le  quali  l'assicurato  si  limita  a  ripetere  gli  stessi 
argomenti, senza allegare una modifica di fatti determinanti (DTF 125 
V 410 consid. 2b). Adita con una nuova domanda, l'amministrazione 
deve così cominciare con l'esaminare se le allegazioni dell'assicurato 
sono, in maniera generale, plausibili, in altri termini se l'assicurato ha 
reso  plausibile  una  modifica  importante  dello  stato  di  salute, 
suscettibile d'incidere sulla sua capacità lavorativa rispettivamente sul  
grado d'invalidità,  rispetto a quella  precedentemente ritenuta. Se ciò 
non è il caso, l'amministrazione può liquidare l'istanza senza ulteriori  
indagini  con un rifiuto  di  entrata  in  materia. A tal  proposito,  occorre 
precisare  che  quanto  più  breve  è  il  lasso  di  tempo  trascorso  dalla  
decisione  precedente,  tanto  più  rigorosamente  l'amministrazione 
apprezzerà  la  plausibilità  delle  allegazioni  dell'assicurato. Su questo 
aspetto,  essa dispone  di  un  certo  margine  di  apprezzamento  che il  
giudice  è  di  principio  tenuto  a  rispettare  (v. sentenze  del  Tribunale 
federale  9C_708/2007  dell'11  settembre  2008  consid.  2.3  e  relativi 
riferimenti, 9C_860/2007 del 10 dicembre 2008 consid. 5 e I 52/03 del 
16 gennaio 2004 consid. 3).

5.3 In  concreto,  la  prima  decisione  che  ha  rifiutato  di  accordare  al  
ricorrente una rendita d'invalidità, cresciuta in giudicato, è stata resa il 
3 marzo 2007 (incarto AI, doc. 20/1 a 3). Il ricorrente ha poi presentato 
una seconda domanda di  rendita il  2 gennaio 2008 (incarto AI,  doc. 
22/1 e 2 e 23)), respinta dall'UAIE mediante la decisione del 19 ottobre 
2009, qui impugnata (incarto AI, doc. 64/1 a 3). 

Ne  consegue  che  il  periodo  di  riferimento  per  giudicare  se  è 
intervenuta  una  modifica  rilevante  del  grado  d'invalidità,  può  essere 
limitato dal 2 marzo 2007 al 19 ottobre 2009. 

6.
Secondo  le  norme  applicabili,  per  avere  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione  per  l'invalidità  svizzera,  un  cittadino  italiano  deve 
adempiere, cumulativamente, le seguenti condizioni: 

Pagina 11

C-7072/2009

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

-  avere  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  per  almeno  un  anno 
intero  (art.  36  cpv. 1  LAI,  nel  tenore  in  vigore  fino  al  31  dicembre 
2007).  A  partire  dal  1°  gennaio  2008,  è  tuttavia  necessario  avere 
versato  contributi  durante  almeno  3  anni  (art.  36  LAI  nel  tenore 
modificato  il  6  ottobre  2006  ).  A  tale  fine  è  possibile  prendere  in 
considerazione anche i  contributi  versati  ad un'assicurazione sociale 
assimilata  di  uno  Stato  membro  dell'Unione  europea  (UE)  o 
dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), a condizione che 
almeno  un  anno  di  contributi  sia  registrato  all'AVS/AI  svizzera  (FF 
2005 p. 4065; art. 45 del Regolamento CEE n° 1408/71).

In  concreto,  è  pacifico  che il  ricorrente  adempie  la  condizione della 
durata  minima  di  contribuzione,  alla  quale  la  legge  subordina 
l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai 
sensi di legge.

7.

7.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità 
al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga 
durata.  L'art.  4  cpv.  1  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito all'entrata in vigore dell'ALC, la limitazione prevista dall'art. 28 
cpv. 1ter LAI (art. 29 cpv. 4 LAI, a partire dal 1° gennaio 2008), secondo 
il  quale  le  rendite  per  un  grado  d'invalidità  inferiore  al  50%  sono 
versate  solo  ad  assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano 
abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando 
l'assicurato è cittadino svizzero o dell'Unione europea e vi risiede.

7.3 L'art.  28  cpv. 1  LAI  stabilisce  che  l'assicurato  ha diritto  ad  una 
rendita alle seguenti condizioni: (a) la sua capacità di guadagno o la 
sua  capacità  di  svolgere  le  mansioni  consuete  non  può  essere 

Pagina 12

C-7072/2009

ristabilita,  mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti 
d'integrazione ragionevolmente esigibili; (b) ha avuto un'incapacità di 
lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza 
notevole interruzione; e (c) al termine di questo anno è invalido almeno 
al 40%. Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi 
dalla  data  in  cui  l'assicurato  ha  rivendicato  il  diritto  alle  prestazioni  
conformemente all'articolo 29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire 
dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI). 

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno  è  definita  all'art.  7  cpv. 1  LPGA e  consiste  nella  perdita, 
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.  Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA, nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

7.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è  
di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 
1b). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 
LAI  (art. 28a cpv. 1 LAI,  dal 1°  gennaio 2008), per valutare il  grado 
d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando 
l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e 
l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di 
una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido.  In  altri  termini,  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 
risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla  
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la  conseguente  incapacità  lavorativa  (metodo  generale  del  raffronto 
dei  redditi;  DTF  128  V  30;  Pratique  VSI  2000  p.  84).  La 
documentazione medica costituisce un importante elemento di giudizio 

Pagina 13

C-7072/2009

per  determinare  quali  lavori  siano  ancora  ragionevolmente  esigibili 
dall'assicurato,  ma  non  spetta  al  medico  graduare  l'invalidità 
dell'assicurato (DTF 114 V 314).

8.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti  
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti  
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di  
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

9.

9.1 In concreto, il  ricorrente ha cessato il proprio lavoro d'idraulico il  
31 dicembre 2007 e, dal 1° gennaio 2008, non ha più ripreso alcuna 
attività lucrativa, per cui occorre fondarsi sui documenti medici al fine  
di valutare la sua capacità lavorativa. 

9.2 Ora,  dall'insieme  della  documentazione  medica  agli  atti  e,  in 
particolare,  dalle  perizie  dei  dott.ri  B._______,  reumatologo,  del  21 
luglio 2005 (incarto Zurigo, doc. 20/1 a 8), C._______, internista, del 
14  gennaio  2008  (incarto  Zurigo,  doc.  46/1  a  4),  F._______, 
reumatologo,  del  5  dicembre  2008  (incarto  AI,  doc.  43/1  a  15),  e 
G._______, psichiatra, del 29 gennaio 2009 (incarto AI, doc. 47/2 a 8), 
risulta  la  diagnosi  di  sindrome  del  dolore  cronico  somatoforme,  di 
cervicobrachialgia  con  alterazioni  degenerative  contenute  in  C5/6  e 

Pagina 14

C-7072/2009

6/7, di modiche alterazioni degenerative della cuffia dei rotatori destra, 
di sindrome lombovertebrale cronica in presenza di turbe statiche del 
rachide  e  di  alterazioni  degenerative  in  L2/3,  e  di  gonartrosi 
tricompartimentale a sinistra, attualmente senza segni di attivazione. 

Questa diagnosi è stata confermata dai medici dell'UAI-TI che si sono 
occupati  del  caso,  ossia  i  dott.ri  E._______,  nelle  sue  prese  di  
posizione del 16 dicembre 2008 (incarto AI, doc. 44), 9 febbraio e 19 
agosto 2009 (incarto AI, doc. 48 e 57), ed D._______, nella sua presa 
di posizione dell'11 dicembre 2009. 

Di conseguenza, visto il carattere univoco di questa diagnosi, del resto 
non contestata dal ricorrente, il collegio giudicante non ha motivo per 
non aderirvi. 

9.3 Per costante giurisprudenza, le affezioni appena menzionate sono 
di carattere labile, ossia suscettibili di migliorare o di peggiorare. Così,  
nell'assenza  di  uno  stato  di  salute  sufficientemente  stabilizzato,  il  
ricorrente potrebbe pretendere una rendita dell'assicurazione svizzera 
per l'invalidità solo a partire dal momento in cui abbia subito, senza 
interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa  di  almeno  il  40% 
durante un anno (art. 28 cpv. 1 lett. b LAI) e, al termine di questo anno, 
sia invalido almeno al 40% (art. 28 cpv. 1 lett. c LAI). 

10.

10.1 Rispetto  alle  conseguenze  invalidanti  delle  affezioni 
diagnosticate sulla  capacità  lavorativa,  il  dott. B._______ ha rilevato 
innanzitutto,  nella  sua  perizia  del  21  luglio  2005,  che  il  ricorrente, 
benché  affetto  da  una  sindrome  del  dolore  cronico  dell'emisfero 
destro,  presenta  una  mobilità  cervicale  soltanto  moderatamente 
limitata alle rotazioni globali dalle due parti, e ciò in assenza di deficit  
cervicoradicolari sicuri, le alterazioni degenerative a più livelli tra C4 e 
C7,  con  un'ernia  discale  posterolaterale  C6/7  a  destra,  non 
traducendosi  in  una  sofferenza  radicolare  C7,  per  cui  il  significato 
clinico della stessa ernia rimane dubbio. Per quanto concerne la spalla 
destra,  il  perito  ha  osservato  che  la  sua  mobilizzazione  passiva,  la 
quale  appare  libera,  produce  un  arco  dolente  suggerente  una 
patologia  a  livello  del  muscolo  sopraspinato,  senza  indizi  clinici  per 
una  rottura  della  cuffia  dei  rotatori,  ma  piuttosto  per  una  borsite 
sottoacromeodeltoidea,  unitamente  ad  un'artrosi  dell'articolazione 

Pagina 15

C-7072/2009

acromeoclaveare.  Riguardo  alla  colonna  lombare,  lo  specialista  ha 
evidenziato  come  essa  risulti  moderatamente  limitata  alle 
lateroflessioni  bilaterali,  in  assenza  di  deficit  lomboradicolari 
documentati. Relativamente agli arti inferiori, egli ha constatato che il  
ginocchio  destro  presenta  una  lesione  del  menisco  mediale, 
eventualmente  in  correlazione  con  l'indolenzimento  all'altezza 
dell'emirima  meridiale,  mentre  il  ginocchio  sinistro  è  scevro  da 
patologie  di  rilievo.  A  proposito  dei  dolori  descritti  dal  ricorrente, 
l'esperto  ha  precisato  che  essi  non  si  lasciano  completamente 
spiegare  con  le  affezioni  oggettivabili,  concludendo  che  l'attività 
d'idraulico risulta esigibile sull'arco di una giornata lavorativa normale, 
con  una  diminuzione  del  rendimento  del  40%,  mentre  un'attività 
confacente  è  esigibile  da  subito  a  tempo  e  rendimento  completi, 
purché non implichi, essenzialmente, il  sollevamento e il trasposto di 
carichi  superiori  ai  26  kg,  la  manipolazione  di  attrezzi  di  peso 
superiore ai 45 kg, posizioni di lavoro a braccia elevate e spostamenti  
su ponteggi e scale a pioli. 

10.2 Nella  sua  perizia  del  14  gennaio  2008,  il  dott.  C._______  ha 
constatato che il ricorrente presenta un rachide cervicale e lombare la 
cui  mobilità  non  è  limitata  in  modo  significativo,  che  la  sua  spalla  
destra è all'origine di dolori diffusi, senza limitazioni funzionali, che il  
suo arto superiore destro non è affetto da nessun deficit neurologico 
motorico-sensitivo e che, per quanto attiene agli arti inferiori, l'esame 
neurologico è indifferente, la marcia sulle punte e sui talloni è eseguita 
senza  cedimenti,  i  riflessi  osteotendinei  patellari  e  achillei  sono 
simmetrici  normovivi  e  la  manovra  di  Lasègue  è  negativa dalle  due 
parti. L'esperto ha sottolineato che il  ricorrente è confrontato già da 
alcuni  anni  con  una  sindrome  del  dolore  cronico,  unitamente  a 
patologie degenerative del rachide e delle articolazioni periferiche che 
permettono  di  spiegare  solo  parzialmente  la  sintomatologia, 
concludendo che il suo stato attuale di salute è sovrapponibile a quello 
descritto dal dott. B._______. Egli ha ancora precisato che il ricorrente 
denota  un'incapacità  lavorativa  almeno  del  40%,  temporaneamente 
anche  del  50%,  nell'ultima  attività  esercitata,  ma  una  capacità 
lavorativa completa, secondo l'esigibilità formulata dal dott. B._______, 
in attività adeguate. 

10.3 Dal canto suo, il dott. F._______ ha indicato, nella sua perizia del  
5  dicembre  2008,  che  il  ricorrente  presenta  una  sintomatologia 
dolorosa  plurifocale  all'apparato  locomotorio  all'origine  di  ampie 

Pagina 16

C-7072/2009

indagini  paracliniche  e  valutazioni  specialistiche,  evidenzianti 
alterazioni  strutturali  e  funzionali  di  entità  contenuta,  in  parziale 
contrasto con l'intensità della sintomatologia e degli impedimenti riferiti 
soggettivamente.  A  questo  proposito,  il  perito  ha  precisato  che, 
clinicamente,  sono  constatabili  un  trofismo muscolare  della  spalla  e 
del braccio destri simmetrico al lato non dominante, con una mobilità 
passiva  regolare  dell'articolazione  gleno-omerale  e  con  prove 
isometriche ad intermittenza anche normali,  senza indizi  a  favore di 
un'insufficienza  della  cuffia  dei  rotatori,  il  ricorrente  palesando,  nei  
movimenti  attivi  richiesti,  limitazioni  variabili,  con  un  atteggiamento 
piuttosto dimostrativo, e ciò in contrasto con l'uso spontaneo di tutto 
l'arto. A livello cervicale, lo specialista ha affermato che i dolori sono 
più  contenuti,  associati  a  limitazioni  funzionali  solo  minime, 
evidenziabili  nei  movimenti  d'estensione e rotazione a destra,  senza 
che essi sollecitino disturbi periferici specialmente nel braccio destro, 
e  senza,  quindi,  indizi  clinici  a  favore  di  una  neurocompressione. 
L'esperto  ha notato che non sussiste una sindrome verticale locale, 
l'ernia discale C6/7 essendo clinicamente silente, e che la funzionalità 
articolare delle mani è perfettamente normale, senza segni a favore di  
un'affezione  reumatica  infiammatoria,  come  per  esempio  un'artrite 
reumatoide. Egli ha inoltre aggiunto che la sintomatologia lombare può 
essere l'espressione della presente degenerazione del segmento L2/3, 
i  documenti  medici  non  confermando  l'ipotesi  di  una  "claudicatio 
spinalis",  e  che  i  dati  anamnestici  non  depongono  per  alterazioni 
vascolari  degli  arti  inferiori,  la  patologia  saliente  degli  arti  inferiori  
essendo  una  pangonartrosi  a  sinistra  in  uno  stato  dopo 
meniscectomia, al momento senza segni di una sofferenza maggiore 
dell'articolazione, visto che il trofismo muscolare della coscia sinistra, 
in  particolare,  è normale e simmetrico al  lato destro, e senza segni 
d'attivazione  del  processo  degenerativo  coinvolgente  i  tre 
compartimenti,  in assenza d'instabilità  legamentare e in presenza di 
una funzionalità articolare ancora buona. Sintetizzando, lo specialista 
ha affermato che le affezioni diagnosticate non spiegano l'entità della 
sintomatologia,  rispettivamente  il  suo impatto  sulla  caricabilità  fisica 
del ricorrente, ciò che rivela una componente somatoforme, la quale è 
predominante  nell'insieme  dei  disturbi.  Egli  ha  aggiunto  che  la 
patologia organica con il  maggior impatto sulla funzionalità fisica del 
ricorrente  è  la  pangonartrosi  sinistra,  la  quale,  pur  essendo  al 
momento  priva  di  segni  d'attivazione,  determina  dei  limiti 
segnatamente  per  il  trasporto  di  pesi  e  per  lavori  da  svolgere  in 
posizione inginocchiata o accovacciata. Sottolineando che la capacità 

Pagina 17

C-7072/2009

funzionale residuale si discosta solo minimamente da quella descritta 
dal  dott.  B._______  nel  novembre  2005,  egli  ha  stabilito  che  essa, 
rispetto al sollevamento e al trasporto di carichi, è ridotta per pesi fino 
a  25  kg  e  nulla  oltre  questo  valore,  che  essa,  rispetto  alla 
manipolazione d'attrezzi, è ridotta se quest'ultimi sono pesanti e nulla 
se  molto  pesanti,  che  essa  è  lievemente  ridotta  per  le  posizioni  di  
lavoro  seduta  od  eretta  e  piegata  in  avanti,  e  ridotta  in  posizione 
inginocchiata o con le ginocchia flesse, che essa è lievemente ridotta 
per la posizione statica seduta ed eretta, per spostamenti superiori a 
cinquanta  metri,  per  la  salita  e  la  discesa  di  scale  e  su  terreni 
accidentati,  e ridotta per lunghi tragitti  e  spostamenti  su ponteggi e 
scale a pioli. Rispetto ad attività conformi a questa esigibilità, l'esperto 
ha concluso che la capacità lavorativa del  ricorrente è pari  al  100% 
(presenza e rendimento), e ciò a partire da subito. 

10.4 Dal punto di  vista psichiatrico, il  dott. G._______ ha osservato 
che  il  ricorrente  è  affetto  da  una  sindrome  somatoforme  del  dolore 
cronico,  senza  comorbidità  psichiatrica  di  particolare  gravità  ed 
intensità,  concludendo  che,  in  mancanza  di  disturbi  psichici  medio-
gravi, la detta sindrome non rivela un carattere invalidante, per cui la  
capacità  lavorativa nell'ultima attività  svolta  o  in  altre  attività  idonee 
non è compromessa. 

10.5 Dalle chiare e dettagliate considerazioni  mediche specialistiche 
che  precedono,  unanimi  nelle  loro  conclusioni  sia  rispetto  alla 
diagnosi, sia rispetto all'esigibilità, e confermate dai medici dell'UAI-TI  
occupatisi del caso, il collegio giudicante non può che considerare che 
l'incapacità lavorativa del  ricorrente per l'attività  d'idraulico è pari  ad 
almeno  il  40%  dal  21  novembre  2005,  data  della  perizia  del  dott. 
B._______, e che la sua capacità lavorativa in attività confacenti al suo 
stato di salute, conformemente ai limiti funzionali da ultimo descritti in 
modo  esaustivo  dal  dott.  F._______,  è  completa.  Ciò  significa  che, 
durante il periodo in esame, ossia dal 3 marzo 2007 al 19 ottobre 2009 
(cfr. consid. 5), non si è verificato alcun peggioramento dello stato di 
salute del ricorrente. 

11.
Per quanto riguarda il grado d'invalidità, il collegio giudicante osserva 
che,  in  considerazione  del  fatto  che  l'esigibilità  formulata  dal  dott. 
B._______ nel novembre 2005 è stata fondamentalmente confermata 
dal  dott.  F._______  nella  sua  perizia  del  dicembre  2008,  il  calcolo 

Pagina 18

C-7072/2009

effettuato dall'UAI-TI il  15 dicembre 2006 (incarto AI,  doc. 16/1 a 3),  
alla base della decisione del 2 marzo 2007 (incarto AI, doc. 20/1 a 3), 
cresciuta  in  giudicato  senza  essere  stata  contestata  dal  ricorrente, 
conserva  tutta  la  sua  pertinenza  anche  in  questa  sede, 
indipendentemente  dalla  necessità  di  indicizzare  i  valori  salariali  da 
valido e da invalido al 2008 o al 2009. 

12.
È  necessario,  a  questo  punto,  ancora  ricordare  che,  secondo  un 
principio generale del diritto delle assicurazioni sociali, ogni assicurato 
ha  l'obbligo  di  ridurre  il  danno  conseguente  alla  sua  invalidità 
(sentenza del Tribunale federale I 147/01 del 9 maggio 2001; DTF 123 
V 230 consid. 3c e DTF 117 V 275 consid. 2b). In virtù di tale obbligo, 
l'assicurato  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  ragionevolmente 
esigibile  per  ovviare  nel  modo  migliore  possibile  alle  conseguenza 
della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua 
capacità lavorativa, se necessario in una nuova professione (sentenza 
del  Tribunale  federale  I  543/03  del  27  agosto  2004;  DTF  113  V  22 
consid. 4a).

13.
Di  conseguenza,  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  la  decisione 
impugnata del 19 ottobre 2009 confermata. 

14.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 
a  carico  della  parte  soccombente.  In  concreto,  visto  l'esito  della 
procedura, le spese processuali  di  Fr. 300.- sono poste a carico del 
ricorrente  e  compensate  con  l'anticipo  dello  stesso  ammontare, 
versato il 3 marzo 2010. 

In conformità con l'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 
(spese ripetibili). Considerato l'esito della procedura, non si assegnano 
al ricorrente indennità per spese ripetibili. 

Per quanto concerne l'UAIE, le autorità federali  non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del Regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al  

Pagina 19

C-7072/2009

Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese di Fr. 300.- sono poste a carico del ricorrente e compensate 
con l'anticipo dello stesso importo, versato il 3 marzo 2010.

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione: 

- al rappresentante del ricorrente (Atto giudiziario);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...; Raccomandata)
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata). 

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

Pagina 20