# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6bbd168f-00d4-5e9e-98dc-77b13f280e6a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-10-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.10.2017 B-3635/2017
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-3635-2017_2017-10-23.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte II 

B-3635/2017 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 3  o t t o b r e  2 0 1 7  

Composizione 

 
Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio),  

Francesco Brentani, Pascal Richard,  

cancelliere Dario Quirici. 
 

 
 

Parti 

 
A.______,   

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
B._______, 

controparte,  

 

Segreteria di Stato dell'economia SECO,  

Condizioni di lavoro,  

Holzikofenweg 36, 3003 Berna, 

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Permesso di lavoro continuo. 

 

 

B-3635/2017 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a Il 27 aprile 2017, tramite il formulario “Domanda di permesso di lavoro”, 

la controparte ha presentato all’autorità inferiore una domanda di rinnovo, 

senza modifiche, del permesso di lavoro n. 15-002213, ottenuto il 

9 settembre 2015 (validità: 2.10.2015 – 30.6.2017), avente per oggetto il 

lavoro notturno (23:00 – 06:00), il lavoro domenicale (sabato 23:00 – 

domenica 23:00), il lavoro nei giorni festivi nonché il lavoro continuo, e ciò 

allo scopo di proseguire e terminare l’esecuzione del progetto “N2 – 

Ampliamento canna N-S galleria Stalvedro e risanamento ponte Ravè” 

durante il periodo dal 1° luglio 2017 al 31 agosto 2018. A motivazione della 

sua domanda, la controparte ha addotto l’indispensabilità tecnica del 

lavoro notturno e domenicale, come pure la natura particolare del processo 

lavorativo.  

A.b Nel formulario “Prova d’indispensabilità tecnica / economica del lavoro 

notturno e/o domenicale”, annesso alla domanda di rinnovo, la controparte 

ha precisato che, in caso di rifiuto del rinnovo del permesso, i lavori 

avrebbero subito “un fortissimo ritardo e l’Ufficio federale delle strade 

(USTRA) non potrebbe riaprire l’autostrada nei tempi previsti, con un 

impatto di disagio sul traffico e inquinamento non indifferente”, a maggior 

ragione se si considera che “già in sede di gara d’appalto, l’USTRA ha 

previsto la turnazione 7 giorni su 7 e 24h su 24”. Come motivi 

d’indispensabilità tecnica, la controparte ha indicato i pericoli per il 

lavoratore nonché la gestione del traffico autostradale e la garanzia di 

consegna dell’opera all’USTRA.   

B.  

Il 30 maggio 2017, l’autorità inferiore ha deciso di approvare il rinnovo del 

permesso di lavoro continuo per il periodo dal 1° luglio 2017 al 31 agosto 

2018. La decisione è stata pubblicata nel Foglio ufficiale svizzero di 

commercio del 30 maggio 2017.  

C.  

Il 27 giugno 2017, in disaccordo con questa decisione, la ricorrente ha adito 

il Tribunale amministrativo federale, chiedendo l’annullamento della stessa. 

In sostanza, lamentandosi innanzitutto di una violazione del suo diritto di 

essere sentita, essa fa valere motivi di protezione della salute dei lavoratori 

(importanza del riposo notturno [“Nachtruhe”], pregiudizi alla vita familiare 

[“In Mitleidenschaft gezogen wird auch der familiäre Bereich”] e sociale 

[“Noch schwieriger wird die Teilnahme am öffentlichen Leben; soziale 

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Isolierung kann die Folge sein”]), e contesta che siano date le premesse 

dell’indispensabilità tecnica / economica, rimproverando alla controparte di 

non avere provato, nel compilare l’apposito formulario, che ciò sarebbe il 

caso. A proposito dell’indispensabilità tecnica, la ricorrente esprime 

l’opinione che i macchinari utilizzati sul cantiere possano essere accesi e 

spenti senza particolari svantaggi, e che il lavoro non continuo non 

peggiorerebbe la sicurezza nella galleria o nelle sue vicinanze (“[…] 

werden doch weder Maschinen benötigt, die nicht ohne schwerwiegende 

Nachteile ein- und ausgeschaltet werden könnten, noch verschlechtert sich 

die Sicherheit im oder um den Tunnel bei unterbrochenem Betrieb im 

Gegensatz zu ununterbrochenem”; ricorso, pagg. 2 a 4). Quanto 

all’indispensabilità economica e ai bisogni ad essa equiparati, rilevando 

che la controparte non ha addotto ragioni in proposito, la ricorrente ne 

rammenta le condizioni legali, per concludere che esse non sarebbero in 

concreto adempiute (ricorso, pagg. 4 e 5). In conclusione, la ricorrente 

elenca una serie di presunte mancanze formali nel formulario “Domanda di 

permesso di lavoro” compilato dalla controparte, che imporrebbero 

l’annullamento della decisione (ricorso, pagg. 5 a 7).  

D.  

Il 5 luglio 2017, mediante decisione incidentale, questo Tribunale ha 

richiesto alla ricorrente di versare un anticipo equivalente alle presunte 

spese processuali di fr. 2'000.–, ciò che è avvenuto puntualmente.  

Il 17 luglio 2017, questo Tribunale ha quindi invitato l’autorità inferiore e la 

controparte a trasmettere le loro eventuali osservazioni al ricorso entro il 

5 settembre 2017, la prima con l’incarto completo, numerato e corredato di 

un indice degli atti, e la seconda con i relativi mezzi di prova.   

E.  

Il 28 luglio 2017, la controparte ha inoltrato una richiesta di revoca 

dell’effetto sospensivo del ricorso. Affermando di aver interrotto il lavoro 

notturno e durante il fine settimana in seguito all’impugnativa, essa 

sottolinea sostanzialmente che si è in presenza di un rinnovo del permesso 

di lavoro continuo n. 15-002213, il quale era stato rilasciato, il 9 settembre 

2015, per il motivo che “i lavori si svolgono su una delle principali arterie 

autostradali del traffico Nord-Sud (autostrada N2). L’esecuzione dei lavori 

è legata alla gestione del traffico autostradale. È pertanto fondamentale 

che una canna rimanga sempre aperta. Durante il periodo estivo invece 

deve essere garantita l’apertura totale al traffico” (richiesta, pag. 2). La 

controparte rileva che il permesso è cresciuto in giudicato incontestato e 

che esso “non ha sollevato problemi di sorta durante la sua applicazione” 

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(richiesta, pag. 2). Richiamando poi il carattere di centro nevralgico della 

galleria del San Gottardo sull’asse stradale nord-sud, la controparte 

conclude alla preponderanza dell’interesse pubblico a che “i lavori di 

costruzione sull’arteria siano svolti secondo modalità quanto più rapide 

possibili ed in maniera tale da permettere il mantenimento di un flusso 

veicolare adeguato e rispettoso delle accresciute necessità anche in 

materia di sicurezza, sia dal profilo dei lavoratori, sia da quello dell’utenza” 

(richiesta, pag. 4).  

F.  

Il 31 luglio 2017, questo Tribunale ha invitato la ricorrente e l’autorità 

inferiore a prendere posizione sulla richiesta di revoca dell’effetto 

sospensivo, e questo entro il 25 agosto 2017.  

G.   

Il 17 agosto 2017, la ricorrente ha preso posizione sulla richiesta di revoca 

dell’effetto sospensivo. In sostanza, essa afferma che l’interesse pubblico 

a terminare rapidamente i lavori di costruzione non può prevalere sugli 

interessi di protezione dei lavoratori, evidenziando nel contempo che ogni 

permesso di lavoro continuo è limitato nel tempo e che, all’occasione di un 

suo eventuale rinnovo, i criteri di rilascio (“Erteilungskriterien”) devono 

essere nuovamente verificati (presa di posizione, pag. 3). Essa conclude 

al rigetto della richiesta di revoca dell’effetto sospensivo.   

H.  

Il 23 agosto 2017, questo Tribunale ha prorogato all’autorità inferiore, su 

sua richiesta, il termine per inoltrare eventuali osservazioni al ricorso fino 

al 29 settembre 2017.  

I.  

Il 25 agosto 2017, l’autorità inferiore ha preso posizione sulla richiesta di 

revoca dell’effetto sospensivo. Principalmente, essa sottolinea, da un lato, 

che il ricorso, con la revoca dell’effetto sospensivo, perderebbe la sua 

ragion d’essere, e, dall’altro lato, che il mantenimento dell’effetto 

sospensivo implicherebbe l’impossibilità di lavorare in modo continuo per 

l’intera durata del permesso, aggiungendo che “daher drängt sich die Frage 

auf, ob mit der vorliegenden Beschwerde dem Gericht allenfalls 

grundsätzliche Fragestellungen zur Beurteilung vorgelegt werden” (presa 

di posizione, pag. 1). Ricordando in particolare che il permesso n. 15-

002213 era stato rilasciato in base ad una prassi di lunga durata, relativa 

all’indispensabilità tecnica e all’interesse pubblico ad un risanamento e ad 

un ampliamento celeri dei tronchi autostradali transalpini, e paventando 

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che la ricorrente miri a rimettere in discussione questa prassi, l’autorità 

inferiore sostiene che non sarebbe appropriato e proporzionale lasciare 

l’effetto sospensivo al ricorso, con la conseguenza che le due imprese di 

costruzione interessate subirebbero un danno irreparabile (“einen 

unwiderruflichen Schaden”), concludendo così alla revoca dell’effetto 

sospensivo del ricorso (presa di posizione, pag. 2). 

J.  

Il 4 settembre 2017, la controparte ha inoltrato la sua risposta al ricorso. In 

sostanza, essa ribadisce gli argomenti già formulati nell’istanza di revoca 

dell’effetto sospensivo (cfr. consid. E), mettendo in risalto l’indispensabilità 

tecnica del lavoro continuo e l’interesse pubblico a concludere il cantiere il 

più rapidamente possibile. Essa conclude perciò al respingimento del 

ricorso. 

K.  

Il 15 settembre 2017, l’autorità inferiore ha inviato a questo Tribunale gli 

atti relativi alla domanda e al rinnovo del permesso di lavoro.   

L.  

Il 28 settembre 2017, l’autorità inferiore ha inoltrato la sua presa di 

posizione sul merito del ricorso, della quale si dirà, per quanto occorra, nel 

prosieguo.    

M.  

Il 6 ottobre 2017, questo Tribunale ha trasmesso per conoscenza un 

esemplare delle prese di posizione (allegati compresi) dell’autorità 

inferiore, del 25 agosto e 28 settembre 2017, alla ricorrente e alla 

controparte, un esemplare della presa di posizione della ricorrente, del 

17 agosto 2017, alla controparte e all’autorità inferiore, nonché un 

esemplare della presa di posizione della controparte, del 4 settembre 2017, 

alla ricorrente e all’autorità inferiore.  

  

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Diritto: 

1.  

In virtù dell’art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale del 

17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i ricorsi contro 

le decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 

sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità 

menzionate all'art. 33 LTAF, riservate le eccezioni elencate all’art. 32 LTAF. 

In concreto, la SECO fa parte delle dette autorità (art. 33 lett. d LTAF) e il 

suo provvedimento del 30 maggio 2017, che non rientra peraltro nell'elenco 

dell'art. 32 LTAF, costituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA, 

dimodoché questo Tribunale è competente a giudicare il presente ricorso.  

2.  

2.1 A tenore dell’art. 48 PA, ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al 

procedimento dinanzi all’autorità inferiore o è stato privato della possibilità 

di farlo, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha un 

interesse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della 

stessa (cpv. 1). Ha inoltre diritto di ricorrere ogni persona, organizzazione 

o autorità cui un’altra legge federale riconosce tale diritto (cpv. 2).  

2.2 L’art. 58 della legge federale sul lavoro nell’industria, nell’artigianato e 

nel commercio, del 13 marzo 1964 (legge sul lavoro/LL, RS 822.11), 

prevede che, contro le decisioni delle autorità cantonali e federali, hanno 

pure diritto di ricorso le associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori 

interessati. Per quanto riguarda quest’ultime, il diritto di ricorso non dipende 

dal fatto di sapere se i lavoratori interessati, o una parte di essi, siano 

membri dell’associazione o manifestino un interesse a ricorrere, ma dal 

fatto se esse abbiano per scopo la difesa degli interessi professionali, 

economici, sociali o culturali dei loro membri. Legittimate a ricorrere sono 

tutte le associazioni che, nel ramo economico in questione, rappresentano 

interessi particolari, poco importando se esse abbiano preso parte alla 

procedura di prima istanza (sentenza del Tribunale federale 2C_344/2008 

del 26 marzo 2009, consid. 3.2 e 3.3; sentenza TAF B-2257/2010 del 

15 ottobre 2010, consid. 1.2.1 e 1.2.2).  

2.3 In concreto, la ricorrente è un sindacato, costituito in forma di 

associazione, che rappresenta e promuove gli interessi sociali, economici, 

politici, professionali e culturali delle lavoratrici e dei lavoratori (art. 1° cpv. 

1 e 3 cpv. 1 Statuto …). In quanto sindacato interprofessionale, essa 

organizza le lavoratrici e i lavoratori dell’industria, dell’artigianato e 

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dell’edilizia, del settore dei servizi privati e del settore agrario, a 

prescindere dal loro status professionale e aziendale, nonché le persone 

non esercitanti un’attività lucrativa, le pensionate e i pensionati (art. 4 

Statuto …). Ne discende che la ricorrente è senz’altro legittimata a ricorrere 

contro la decisione dell’autorità inferiore del 30 maggio 2017.  

2.4 Il ricorso deve essere depositato entro trenta giorni dalla notificazione 

della decisione (art. 50 cpv. 1 PA) e contenere le conclusioni, i motivi, 

l'indicazione dei mezzi di prova e la firma del ricorrente o del suo 

rappresentante, con allegati, se disponibili, la decisione impugnata e i 

documenti indicati come mezzi di prova (art. 52 cpv. 1 PA). L’anticipo 

equivalente alle presunte spese processuali deve essere saldato entro il 

termine impartito (art. 63 cpv. 4 PA).  

2.5 In concreto, il ricorso è stato presentato tempestivamente, nel rispetto 

dei requisiti previsti dalla legge, e l'anticipo di fr. 2’000.–, relativo alle spese 

processuali, è stato versato nel termine impartito. Ne consegue che il 

ricorso è ammissibile e nulla osta quindi all’esame del merito del litigio. 

3.  

Con il deposito del ricorso, la trattazione della causa, oggetto della 

decisone impugnata, passa al Tribunale amministrativo federale (effetto 

devolutivo), il quale dispone di un pieno potere d’esame riguardo 

all'applicazione del diritto, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di 

apprezzamento, all'accertamento inesatto o incompleto dei fatti 

giuridicamente rilevanti, e, in linea di principio, all'inadeguatezza (art. 49 e 

54 PA).  

4.  

La causa, che ha per oggetto il permesso di lavoro continuo n. 15-002213, 

il quale era stato rilasciato alla controparte dall’autorità inferiore, il 

9 settembre 2015, per il periodo da ottobre 2015 a giugno 2017, verte sul 

rinnovo dello stesso permesso per il periodo da luglio 2017 ad agosto 2018.  

5.  

La ricorrente pretende innanzitutto che, nel corso della procedura di 

rinnovo del permesso di lavoro, il suo diritto di essere sentita sia stato leso 

dall’autorità inferiore.  

5.1 Il diritto di essere sentiti include i diritti di esaminare gli atti, di essere 

informato dall'autorità e di pronunciarsi, prima del rilascio di una decisione, 

sulle memorie delle parti, sulle osservazioni delle autorità, nonché sugli atti 

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usati come mezzi di prova, quali scritture, perizie, pareri e preavvisi di 

organi e uffici interessati, deposizioni testimoniali, verbali e decisioni 

notificate (ADELIO SCOLARI, Diritto amministrativo, parte generale, 2002, 

n. 483 e segg.), però esso non implica il diritto di esprimersi oralmente 

davanti all'autorità (DTF 134 I 140 consid. 5.3). In proposito, anche la 

procedura davanti al Tribunale amministrativo federale si svolge 

essenzialmente per scritto, non esistendo un diritto a prendere posizione 

oralmente (sentenza TAF C-3597/2012 del 7 marzo 2013, consid. 3). 

Siccome il diritto di essere sentiti è una garanzia di carattere formale, la 

sua violazione comporta, in linea di principio, l'annullamento della 

decisione impugnata, indipendentemente dalle probabilità di successo 

nelle questioni di merito; eccezionalmente, una violazione del diritto di 

essere sentiti, occorsa nella procedura precedente, può reputarsi sanata, 

tra l’altro, se il ricorrente può esporre la propria causa davanti ad un'autorità 

di ricorso che esamina con pieno potere cognitivo tutte le questioni che 

avrebbero potuto porsi dinanzi all'autorità inferiore se quest'ultima avesse 

sentito regolarmente il ricorrente (DTF 132 V 387 consid. 5 con rinvii).  

5.2 In concreto, la ricorrente lamenta che l’autorità inferiore non le avrebbe 

concesso di visionare i documenti della procedura relativa al rilascio del 

permesso di lavoro continuo n. 15-002213 (“Der Beschwerdeführerin 

wurde aber keine Einsicht in die Dokumente des ursprünglichen 

Bewilligungsverfahrens gewährt”; ricorso pag. 2), per cui non avrebbe 

potuto farsi un quadro completo della situazione.  

In proposito importa sottolineare che non risulta dagli atti che un’eventuale 

richiesta formale di poter consultare l’incarto relativo al rilascio del 

permesso di lavoro sia stata respinta dall’autorità inferiore. Infatti, nella sua 

presa di posizione del 28 settembre 2017, l’autorità inferiore, oltre a 

menzionare uno scambio di mail con la ricorrente, per mezzo dei quali 

ritiene di avere esaudito le richiesta di quest’ultima in tal senso, ha altresì 

precisato che la ricorrente avrebbe potuto in ogni momento esigere gli atti 

relativi ad altre procedure, da essa ritenuti utili per la propria causa, ma che 

ciò non sarebbe avvenuto (“Dies ist nicht geschehen”; presa di posizione § 

2.1, pag. 2). L’autorità inferiore ha inoltre sottolineato che, per prassi 

consolidata, essa non mette a disposizione, senza esserne sollecitata 

(“unaufgefordert”), gli atti non più attuali o non più rilevanti di procedure 

precedenti (“überholte oder nicht weiter relevante Dokumentationen aus 

früheren Geschäften”), nella misura in cui un tale modo di procedere 

sarebbe sproporzionato (“unverhältnismässig”; presa di posizione, § 2.1, 

pag. 2). Tale maniera di procedere sfugge ad ogni critica. 

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Di conseguenza, la censura relativa alla violazione del diritto di essere 

sentiti risulta infondata.  

6.  

La ricorrente pretende che il rinnovo del permesso di lavoro sia avvenuto 

in violazione del diritto federale (art. 49 lett. a PA).  

6.1  L’art. 10 cpv. 1 LL statuisce che il lavoro svolto tra le 6 e le 20 è 

considerato lavoro diurno, quello svolto tra le 20 e le 23 lavoro serale. Il 

lavoro diurno e il lavoro serale non richiedono alcuna autorizzazione. Dopo 

aver sentito la rappresentanza dei lavoratori nell'azienda o, in sua assenza, 

i lavoratori interessati, il datore di lavoro può introdurre il lavoro serale. 

6.2 L’art. 16 LL (divieto del lavoro notturno) prevede che l'occupazione fuori 

del lavoro aziendale diurno e serale secondo l'art. 10 LL (lavoro notturno) 

è vietata, rimanendo salvo l'articolo 17 LL. 

Giusta l’art. 17 LL, le deroghe al divieto del lavoro notturno sono soggette 

ad autorizzazione (cpv. 1). Il lavoro notturno regolare o periodico è 

autorizzato se è indispensabile per motivi tecnici o economici (cpv. 2). La 

SECO autorizza il lavoro notturno regolare o periodico (cpv. 5). Il datore di 

lavoro non può occupare il lavoratore nel lavoro notturno senza il suo 

consenso (cpv. 6).  

L’art. 17c LL dispone che il lavoratore che svolge un lavoro notturno 

duraturo ha diritto a una visita medica che attesti il suo stato di salute e alla 

consulenza riguardo al modo di ridurre o evitare i problemi di salute 

connessi con il suo lavoro (cpv. 1). L'ordinanza disciplina i particolari; essa 

può dichiarare obbligatoria la visita medica per determinati gruppi di 

lavoratori (cpv. 2). 

6.3 Secondo l’art. 18 LL (divieto del lavoro domenicale), il lavoro è vietato 

nell'intervallo che intercorre tra le 23 del sabato e le 23 della domenica, 

rimanendo salvo l'articolo 19 LL (cpv. 1). Con il consenso della 

rappresentanza dei lavoratori nell'azienda o, in sua assenza, della 

maggioranza dei lavoratori interessati, l'intervallo di 24 ore fissato nel cpv. 

1 può essere anticipato o differito di un'ora al massimo (cpv. 2). 

Conformemente all’art. 19 LL, le deroghe al divieto del lavoro domenicale 

sono soggette ad autorizzazione (cpv. 1). Il lavoro domenicale regolare o 

periodico è autorizzato se è indispensabile per motivi tecnici o economici 

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(cpv. 2). La SECO autorizza il lavoro domenicale regolare o periodico (cpv. 

4).  

6.4 Ai sensi dell’art. 24 LL (lavoro continuo), il lavoro continuo è soggetto 

ad autorizzazione (cpv. 1). Il lavoro continuo regolare o periodico è 

autorizzato se è indispensabile per motivi tecnici o economici (cpv. 2). La 

SECO autorizza il lavoro continuo regolare o periodico (cpv. 4). Al lavoro 

continuo sono inoltre applicabili le prescrizioni sul lavoro notturno e 

domenicale (cpv. 6).  

6.5 Le condizioni relative al lavoro notturno, domenicale e continuo sono 

concretizzate dell’ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro del 

10 maggio 2000 (OLL1, RS 822.111).  

A tenore dell’art. 28 cpv. 1 OLL1 (indispensabilità del lavoro notturno e 

domenicale), vi è indispensabilità tecnica in particolare quando un 

processo produttivo o un'attività non possono essere interrotti o differiti 

senza che: a) l'interruzione o il rinvio comportino svantaggi notevoli e 

inaccettabili per la produzione e per il risultato del lavoro o per le 

installazioni dell'azienda; b) ne derivino rischi per la salute dei lavoratori o 

per il vicinato dell'azienda.  

Secondo l’art. 28 cpv. 2 OLL1, vi è indispensabilità economica quando: a) 

l'interruzione e la ripresa di un processo produttivo comportano costi 

supplementari elevati che, senza il ricorso al lavoro notturno o domenicale, 

rischiano o rischierebbero di compromettere fortemente la competitività 

dell'azienda rispetto ai suoi concorrenti; b) il processo produttivo comporta 

inevitabilmente costi d'investimento elevati che non possono essere 

ammortizzati senza il lavoro notturno o domenicale; c) la competitività 

dell'azienda è fortemente compromessa rispetto a Paesi con un livello 

sociale comparabile, in cui la durata del lavoro è più lunga o le condizioni 

di lavoro sono diverse, per cui il rilascio del permesso molto probabilmente 

garantisce l'occupazione.  

Conformemente all’art. 28 cpv. 3 OLL1, sono equiparati all'indispensabilità 

economica i bisogni particolari dei consumatori, che l'interesse pubblico 

esige di soddisfare e ai quali non è possibile rispondere senza il lavoro 

notturno o domenicale. Si tratta di beni e servizi: a) necessari e 

indispensabili quotidianamente, la cui mancanza sarebbe considerata una 

grave carenza da una gran parte della popolazione; e b) per i quali il 

bisogno è permanente o si manifesta soprattutto di notte o la domenica. 

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L’art. 28 cpv. 4 OLL1 statuisce che l'indispensabilità è presunta per i 

processi produttivi e lavorativi contemplati nell'allegato. 

L’allegato dell’OLL1 prevede che, in caso di trafori e gallerie, il lavoro 

notturno e domenicale è ritenuto indispensabile per lavori di avanzamento 

e di sicurezza (punto 14). 

6.6 L’art. 36 OLL1 definisce il lavoro continuo come un sistema di 

organizzazione del tempo di lavoro: a) dove viene fornito lavoro a squadre 

24 ore su 24, sette giorni su sette; e b) che è composto di più squadre, 

dove il singolo lavoratore, in linea di principio, partecipa a tutte le squadre. 

6.7 Per ottenere un permesso previsto nella legge, il datore di lavoro deve 

presentare tempestivamente una domanda motivata e corredata degli atti 

necessari (art. 49 cpv. 1 LL).  

L’art. 41 OLL1 statuisce che, salvo nei casi di minima importanza, la 

domanda per un permesso concernente la durata del lavoro deve essere 

presentata per scritto e deve contenere le indicazioni seguenti: a) la 

designazione dell'azienda o delle parti di azienda cui si riferisce; b) il 

numero dei lavoratori interessati, separatamente per uomini, donne e 

giovani; c) l'orario previsto, compresa la durata del riposo e le pause, e la 

rotazione delle squadre o eventuali deroghe; nel caso di lavoro notturno, di 

lavoro a tre o più squadre e di lavoro continuo, la domanda può rinviare a 

rappresentazioni grafiche degli orari e dei turni; d) la durata prevista del 

permesso; e) la conferma del consenso del lavoratore; f) il risultato della 

visita medica relativo all'idoneità del lavoratore, sempreché sia prevista 

dalla legge o dall'ordinanza; g) la prova dell'urgente bisogno o 

dell'indispensabilità; h) l'assenso di terzi, sempreché sia previsto dalla 

legge o dall'ordinanza.  

6.8 Secondo l’art. 42 OLL1, il permesso concernente la durata del lavoro 

indica: a) la base legale; b) l'azienda o la parte d'azienda oppure il tipo di 

attività; c) il motivo; d) il numero totale dei lavoratori interessati e, 

trattandosi di lavoro a squadre e di lavoro continuo, il loro numero nelle 

singole squadre, separatamente per uomini, donne e giovani; e) i giorni, 

notti od ore permessi, l'orario permesso, la durata del riposo e le pause da 

osservare, la rotazione delle squadre ed eventuali deroghe; f) eventuali 

oneri e condizioni a tutela del lavoratore; g) il campo di applicazione 

geografico se il permesso riguarda più Cantoni (cpv. 1). La validità del 

permesso concernente la durata del lavoro deve essere limitata 

temporalmente secondo il suo scopo (cpv. 2). 

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Pagina 12 

6.9 In conformità con l’art. 45 OLL1, la visita medica e la consulenza sono 

obbligatorie […] per i lavoratori che svolgono, regolarmente o 

periodicamente, un lavoro notturno composto in gran parte di attività 

difficoltose o pericolose o che sono esposti a situazioni difficoltose o 

pericolose. Sono considerate attività o situazioni difficoltose o pericolose 

quelle che impongono: a) rumori che nuocciono all'udito, forti vibrazioni e 

lavori a temperature calde o fredde; b) inquinanti atmosferici se eccedono 

il 50% della concentrazione massima ammissibile sul posto di lavoro per le 

sostanze nocive alla salute secondo la legge federale sull'assicurazione 

contro gli infortuni; c) sollecitazioni eccessive di natura fisica, psichica e 

mentale; d) un'attività isolata in un'azienda o in una parte dell'azienda; e) 

una durata prolungata del lavoro notturno o il lavoro notturno senza 

alternanza con il lavoro diurno (cpv. 1). La visita medica e la consulenza 

precedono, la prima volta, l'inizio di un'attività elencata nel cpv. 1 e 

successivamente si svolgono ogni due anni (cpv. 2).  

7.  

In concreto, per opporsi al rinnovo del permesso di lavoro continuo n. 15-

002213, la ricorrente fa valere motivi afferenti alla protezione della salute 

dei lavoratori, all’indispensabilità tecnica, all’indispensabilità economica ed 

a pretese inadempienze formali della domanda di rinnovo.  

7.1  Riguardo alla protezione della salute dei lavoratori non si può non 

rilevare che la ricorrente si limita ad enunciare gli effetti negativi generali, 

oggigiorno indiscussi, del lavoro notturno (e anche domenicale), senza 

però rapportarli concretamente alle condizioni di lavoro sul cantiere in 

questione, per esempio a problemi nell’organizzare i turni o ad una 

insoddisfazione generalizzata della manodopera con la messa in pratica 

del lavoro continuo. In questo senso, anche alla luce del fatto che la 

ricorrente non ha impugnato il rilascio del permesso di lavoro, accettando 

quindi senza riserve il lavoro continuo per quasi due anni (2015 – 2017), 

non è dato di capire per quali ragioni concrete, individualizzabili sul 

cantiere, la ricorrente si opponga ora al suo rinnovo. In proposito si noti che 

essa non invoca, come avrebbe potuto, la durata potenzialmente 

eccessiva del lavoro continuo in caso di un rinnovo del permesso per un 

ulteriore anno e più (2017 – 2018), durata che raggiungerebbe così, 

complessivamente, i tre anni.  

Ne consegue che la censura, non sufficientemente sostanziata, è 

infondata.   

B-3635/2017 

Pagina 13 

7.2  Rispetto all’indispensabilità tecnica, la ricorrente pretende 

principalmente che il punto 14 dell’allegato dell’OLL1 non sia applicabile in 

concreto, poiché i lavori sul cantiere non concernerebbero lavori di 

avanzamento e di sicurezza (“Vortriebs- und Sicherungsarbeiten”), ma solo 

l’ampliamento della galleria già esistente (“Die Beschwerdegegnerin 

verbreitert lediglich die Nord-Süd-Röhre des bereits bestehenden Tunnels, 

um eine dritte Spur zu erreichen”; ricorso, pag. 4). Ora, da queste 

affermazioni traspare che la ricorrente stessa ammette che i lavori sul 

cantiere riguardano la realizzazione e la messa in funzione di una terza 

canna della galleria. In questo senso, i lavori concernono proprio 

l’avanzamento dei lavori di ampliamento, con le misure di sicurezza 

necessariamente connesse, della stessa galleria in corso dal 2015 

(“allargamento all’esplosivo e meccanicamente”, tra l’altro, come descritto 

sul sito della controparte: www…). Di ciò testimoniano peraltro anche i 

formulari relativi alla domanda di rinnovo e alla prova dell’indispensabilità 

tecnica, i quali indicano infatti che i lavori concernono appunto 

l’“ampliamento della canna Nord-sud della galleria di Stalvedro e il 

risanamento del ponte Ravè”. In questo senso, il lavoro continuo relativo al 

processo produttivo sul cantiere in questione deve essere ritenuto 

indispensabile (art. 24 cpv. 2 LL e 28 cpv. 1 e 4 OLL1 in combinato disposto 

con il punto 14 dell’allegato dell’OLL1), dato che non vi sono all’incarto, 

anche tenendo conto delle argomentazioni della ricorrente, elementi che 

possano ribaltare questa presunzione (art. 28 cpv. 4 OLL1). 

L’indispensabilità tecnica del lavoro continuo, da luglio 2017 ad agosto 

2018, deve essere dunque ammessa.  

Ne deriva che la censura vertente sull’indispensabilità tecnica è infondata.  

7.3  Quanto all’indispensabilità economica, la ricorrente sottolinea a giusta 

ragione che la controparte non l’ha fatta valere compilando il relativo 

formulario. Ciò è vero anche per la sua risposta al ricorso, nella quale il 

criterio dell’indispensabilità economica non viene tematizzato o solamente 

in maniera generale, in riferimento alle esigenze, poste dall’USTRA 

(committente), nel contratto d’appalto. Sia come sia, i criteri 

dell’indispensabilità tecnica e dell’indispensabilità economica non sono 

cumulativi, ma alternativi (art. 17 cpv. 2 e 24 cpv. 2 LL nonché art. 28 cpv. 

1 e 2 OLL1). Considerato che l’indispensabilità tecnica del lavoro continuo, 

contrariamente a quanto pretende la ricorrente, risulta assodata (cfr. 

consid. 7.2), è superfluo verificare se anche l’indispensabilità economica 

sia data o meno, per cui la censura sollevata dalla ricorrente perde la sua 

ragion d’essere.   

B-3635/2017 

Pagina 14 

7.4  A proposito dei bisogni particolari dei consumatori, la ricorrente 

sostiene che, se la messa a disposizione di una strada può essere 

considerata come un servizio necessario e indispensabile quotidianamente 

(art. 28 cpv. 3 lett. a OLL1), non si può in concreto considerare che la strada 

venga a mancare durante i lavori, dato che essa è comunque percorribile 

su due carreggiate (al posto di quattro; ricorso, pag. 5). Dal canto suo, la 

controparte mette in avanti le esigenze della mobilità e dell’adeguatezza 

della rete stradale nel quadro dell’interesse pubblico (risposta, lett. F). Sia 

come sia, anche la questione relativa ai bisogni particolari dei consumatori, 

equiparata all’indispensabilità economica, può rimanere irrisolta, 

l’indispensabilità tecnica del lavoro continuo sul cantiere in questione 

essendo infatti pacifica (cfr. consid. 7.2).  

7.5  In relazione ai presunti vizi formali della domanda di permesso di 

lavoro continuo e/o della domanda di rinnovo dello stesso, bisogna 

premettere che essi si riferiscono fondamentalmente alla domanda e che, 

in quanto tali, le relative censure appaiono tardive, dal momento che la 

ricorrente, come già più volte indicato in precedenza, non ha impugnato il 

permesso iniziale rilasciato dall’autorità inferiore il 30 maggio 2017.  

Nella misura in cui le censure concernono anche la domanda di rinnovo, 

valga ciò che segue.  

7.5.1 Quanto alla censura relativa alla “designazione dell’azienda o delle 

parti di azienda” (art. 41 lett. a OLL1; ricorso, pag. 5), non si può non 

constatare che il permesso di lavoro continuo risulta completo in tutte le 

rubriche che lo compongono, comprese quelle denominate “Piano dei 

turni”, “Alternanza”, “Pause” e “Osservazione”. Si noti che, se l’autorità 

inferiore avesse avuto dubbi in proposito, si deve presumere che essa 

avrebbe richiesto alla controparte i dati mancanti per poter pronunciarsi in 

conoscenza di causa. La ricorrente non avanza elementi concreti a 

sostegno della sua censura e tali elementi nemmeno si riscontrano agli atti. 

Ne deriva che la completezza della domanda di permesso si rispecchia 

nella domanda di rinnovo.  

Di conseguenza, la censura è infondata.  

7.5.2 Riguardo alla censura relativa alla “conferma del consenso del 

lavoratore” (art. 17 cpv. 6 LL e 41 lett. e OLL1; ricorso, pagg. 5 e 6), la 

ricorrente pretende che tale conferma non sia avvenuta, aggiungendo che, 

al contrario, “Arbeitnehmer der beiden betroffenen Unternehmen haben die 

Beschwerdeführerin informiert, dass sie lieber nicht in der Nacht und 

B-3635/2017 

Pagina 15 

insbesondere nicht an Sonntagen arbeiten möchten” (ricorso, pag. 6), da 

cui conclude che il consenso dei lavoratori non sarebbe nemmeno stato 

richiesto. Ora, il consenso del lavoratore non costituisce una condizione 

per l’ottenimento o il rinnovo di un permesso di lavoro continuo, ma implica 

unicamente che il lavoratore non consenziente non può essere impiegato 

nei turni di notte anche se il datore di lavoro dispone di un tale permesso 

(sentenza TAF B-1967/2007 del 28 marzo 2008, consid. 3.2). Ne deriva 

che non è necessario raccogliere il consenso dei lavoratori prima di 

concedere o rinnovare un permesso di lavoro continuo. Ad ogni buon fine, 

vale la pena ancora precisare, da un lato, che la ricorrente non apporta 

alcun elemento di prova concreto a suffragio delle sue affermazioni 

sull’inesistenza del consenso dei lavoratori coinvolti, e, dall’altro lato, che il 

formulario “Domanda di permesso di lavoro”, utilizzabile anche per il 

rinnovo del permesso, non esige la prova scritta del consenso del 

lavoratore, contrariamente a quanto riguarda la questione 

dell’indispensabilità (cfr. formulario).  

Pertanto, la censura si rivela infondata.  

7.6 Rispetto alla censura vertente sulla visita medica, la ricorrente sembra 

ammettere che tale visita sia stata effettuata prima del rilascio del 

permesso di lavoro continuo (“Auch wenn das im Rahmen der 

ursprünglichen Bewilligung 15-0023313 vom 9.92015 der Fall gewesen 

sein sollte […]”; ricorso, pag. 6), anche in considerazione del tipo di attività 

svolta sul cantiere (art. 45 cpv. 1 lett. a OLL1). Cionondimeno, essa 

sostiene che una nuova visita medica avrebbe dovuto essere stata 

eseguita prima del rinnovo del permesso (art. 45 cpv. 2 OLL1). Ora, 

l’esecuzione della visita medica, come del resto il consenso del lavoratore 

(cfr. consid. 7.5.2), non costituisce una condizione per l’ottenimento o il 

rinnovo di un permesso di lavoro continuo, ma rappresenta unicamente un 

diritto che il lavoratore può far valere nei confronti del datore di lavoro 

(“Dabei handelt es sich um einen Anspruch dem Arbeitgeber gegenüber. 

Dass es sich auch um eine Bewilligungsvoraussetzung handeln soll, sieht 

das Arbeitsgesetz nicht vor“; sentenza TAF B-1967/2007, già citata, consid. 

3.2). Questo significa che l’autorità inferiore, prima di concedere o 

rinnovare un permesso di lavoro continuo, non deve accertare se i 

lavoratori coinvolti si siano sottoposti o meno ad un’eventuale visita 

medica. In altre parole, contrariamente a quanto pretende la ricorrente, 

l’esecuzione della visita medica è indipendente dal rinnovo del permesso 

di lavoro continuo. Peraltro, come già ricordato in relazione al consenso del 

lavoratore, non è richiesta la prova scritta dell’esecuzione della visita 

B-3635/2017 

Pagina 16 

medica, la dichiarazione del datore di lavoro, nel formulario “Domanda di 

permesso di lavoro”, facendo infatti fede.  

Ne discende che la censura è infondata.  

7.6.1 In relazione alla censura portante sulla “prova dell'urgente bisogno o 

dell'indispensabilità” (art. 41 lett. g OLL1; ricorso, pag. 6), è sufficiente 

ricordare che l’attività sul cantiere in questione rientra nel quadro dei lavori 

di trafori e gallerie, ai sensi del punto 14 dell’allegato dell’OLL1 (“Per trafori 

e gallerie è ritenuto indispensabile il lavoro notturno e domenicale per lavori 

di avanzamento e di sicurezza”), per cui l’indispensabilità di tale attività è 

manifesta, diversamente da ciò che sostiene la ricorrente. 

Ne deriva che la censura è infondata.  

8.  

Di conseguenza, alla luce delle considerazioni esposte in precedenza, che 

escludono qualsiasi violazione del diritto federale da parte dell’autorità 

inferiore (art. 49 lett. a PA), bisogna concludere che il ricorso, infondato, 

deve essere respinto e la decisione impugnata confermata. 

9.  

Data la presente sentenza, l’istanza di revoca dell’effetto sospensivo del 

ricorso (art. 55 cpv. 2 2a frase PA) è divenuta priva d’oggetto.  

10.  

Le spese processuali, consistenti in una tassa di decisione, nelle tasse di 

cancelleria nonché negli esborsi, sono fissate a fr. 2'000.–, poste a carico 

della ricorrente che soccombe (art. 63 cpv. 1 PA), e prelevate sull'anticipo 

dello stesso importo da essa già versato.  

Per quanto concerne le spese ripetibili, alla ricorrente non si assegna 

alcuna indennità conformemente al principio della soccombenza (art. 64 

cpv. 1 PA a contrario). Lo stesso vale per la SECO, considerato che le 

autorità federali non hanno diritto a un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 

cpv. 3 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, 

RS 173.320.2]). Quanto alla controparte vincente, che non è 

rappresentata, essa non ha diritto, in linea con la prassi costante di questo 

Tribunale, ad alcuna indennità per spese ripetibili.  

  

B-3635/2017 

Pagina 17 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia e ordina: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

Le spese processuali sono fissate a fr. 2'000.–, poste a carico della 

ricorrente e prelevate sull'anticipo dello stesso importo già versato.  

3.  

Non si assegnano indennità per spese ripetibili.  

4.  

Comunicazione: 

– alla ricorrente (atto giudiziario);  

– alla controparte (atto giudiziario); 

– all’autorità inferiore (n. di rif. …; atto giudiziario).  

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

Il presidente del collegio: 

 

 

Il cancelliere: 

  

Pietro Angeli-Busi Dario Quirici 

 

  

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Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli 

atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: 23 ottobre 2017