# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a0edd79b-5fbf-521f-ad50-f8a4d0b3a59b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-10-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.10.2010 C-3932/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-3932-2009_2010-10-25.pdf

## Full Text

Corte II I
C-3932/2009/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 5  o t t o b r e  2 0 1 0  

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Alberto Meuli, Stefan Mesmer, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
patrocinato dall'Avvocato Giuseppe Antonio Pezzimenti, 
Via D. Palumba II Tr. Gelonese, 5, 
IT-89034 Bovalino,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità, decisione del 4 maggio 2009.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-3932/2009

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano  nato  il  (...),  coniugato  e  padre  di  una 
figlia,  ha  lavorato  in  Svizzera  come  aiuto  stuccatore  negli  anni 
Novanta,  versando  i  contributi  obbligatori  all'assicurazione  per  la 
vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI; doc. 23). 

Nel febbraio 1987 l'assicurato ha subito un'operazione secondo Insaal 
al ginocchio sinistro a causa di una lussazione recidivante della rotula. 
Il 26 aprile 1992 egli è stato nuovamente vittima di una distorsione del 
ginocchio sinistro con lussazione e riposizione spontanea della rotula, 
a  seguito  della  quale  ha  dovuto  interrompere  la  propria  attività.  A 
partire dal 5 ottobre 1992, la sua capacità lavorativa è stata valutata 
completa dalla Suva, l'assicuratore contro gli infortuni del suo datore di  
lavoro di allora (doc. 1 a 3).  

B.
Il 5 ottobre 1994 l'assicurato ha formulato all'Ufficio dell'assicurazione 
per l'invalidità del cantone di Basilea Campagna (di seguito: SVA) una 
prima domanda di prestazioni dell'AI per adulti (doc. 8) la quale è stata 
respinta  mediante  decisione  del  20  febbraio  1995,  cresciuta  in 
giudicato (doc. 4 a 16). 

C.
Il 2 settembre 1999 l'assicurato ha subito una nuova lussazione della 
patella  (rotula)  sinistra  con  riposizione  spontanea,  a  seguito  della 
quale  è  stato  sottoposto  ad  un  intervento  di  “shaving”  cartilagineo 
artroscopico e di “lateral release” il 17 novembre 1999 (doc. 19). 

Il 24 ottobre 2000 egli ha quindi presentato una seconda domanda di 
prestazioni dell'AI per adulti (doc. 23). Nell'ambito dell'istruzione della 
stessa, la SVA si è procurata, tra gli altri, i documenti seguenti: 

- il questionario per il datore di lavoro, del 30 ottobre 2000 (doc. 24),  
da cui risulta che l'assicurato lavorava da ultimo quaranta due ore e 
mezza alla settimana, percependo un salario mensile di Fr. 4'913.-, 

- un rapporto medico del 21 dicembre 2000 (doc. 26), in cui è riportata 
la diagnosi di “chronischer unklarer Schmerzzustand des linken Knies  
bei  Status  nach  rezidivierten  Patellaluxationen  beidseits”,  è  indicata 

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una capacità lavorativa per l'ultima attività svolta  del 50% dal 1° al 24 
ottobre  2000,  e  del  100%  dal  25  ottobre  2000,  ed  è  specificata 
l'esigibilità:  possibilità  di  stare  seduto  e  di  camminare senza carichi 
solamente per cinque o dieci minuti, impossibilità di sollevare e portare 
pesi,  attività seduta, che permetta di muovere il  ginocchio sinistro di  
tanto in tanto, secondo un orario e un rendimento di lavoro normali,  

- una breve presa di posizione del servizio medico della SVA, del 22  
gennaio 2001 (doc. 27), in cui è specificato che l'assicurato non potrà  
più lavorare come stuccatore e che le sole attività esigibili implicano la 
posizione seduta, con uno spostamento per andare al lavoro a piedi di 
cento metri al massimo, 

-  un  rapporto  medico  del  16  ottobre  2001  steso  dal  PD  dott. 
B._______  (doc.  34),  nel  quale  è  rilevata  la  presenza  di  una 
“ausgeprägte  Dysplasie  des  Femoro-Patellar-Gelenkes  mit  Crossing  
sign  und  einer  Trochleaform  mit  einem  zentralen  Bump”,  ed  è 
suggerita l'esecuzione di una “Patellazentrierung”, 

-  un  rapporto  medico del  26 febbraio 2002 (doc. 39),  relativo ad un 
intervento  di  rimpiazzo  della  patella  e  della  troclea  del  ginocchio 
sinistro  in  presenza  di  un'evoluta  e  profonda  condromalacia  retro-
patellare su displasia dei condili,

-  un  rapporto  medico  del  26  aprile  2002  (doc.  40),  nel  quale  è 
affermato,  in  particolare,  che  l'attività  d'aiuto  stuccatore  non  è  più 
proponibile,

-  una perizia medica della Clinica ortopedica di  (...)  ,  del  22 agosto 
2002 (doc. 49),  dalla quale si  evince, tra l'altro, che l'assicurato è in 
grado di svolgere a tempo pieno, otto ore al  giorno, con pause ogni 
due  ore,  attività  lavorative  in  posizione  seduta,  come  cassiere  o 
addetto ad una catena di montaggio,

- un rapporto medico del Prof. C._______ e del dott. D._______, attivi 
presso l'Ospedale cantonale di Bruderholz (OCB), redatto il 2 ottobre 
2002  (doc.  55),  nel  quale  è  proposta,  in  sostanza,  una  nuova 
operazione al ginocchio sinistro, 

- un rapporto medico del Prof. C._______ e del dott. D._______, stilato 
il 6 gennaio 2003 (doc. 59), nel quale è riportato che l'assicurato può 

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svolgere un'attività lavorativa in posizione alternativamente seduta ed 
eretta, al massimo per quattro ore giornaliere e con pause importanti,  

- un rapporto medico del dott. E._______, attivo presso l'OCB, del 28 
febbraio 2003 (doc. 60), nel quale è osservato che le limitazioni fisiche 
di cui soffre l'assicurato si ripercuotono anche sulla sua psiche, ed è 
precisato  che  egli  può  stare  in  piedi  al  massimo per  venti  minuti  e 
seduto  non  più  di  trenta  minuti,  motivo  per  cui  una  riqualificazione 
professionale è dichiarata essere al momento priva di senso,

-  un rapporto medico del  dott. F._______, attivo presso la  Clinica di 
riabilitazione di (...), del 31 gennaio 2003 (doc. 63), nel quale è rilevata 
la complessità della sindrome dolorosa che affligge l'assicurato, ed è 
suggerita l'esecuzione di una scintigrafia ossea totale corporea,

- un rapporto medico del Prof. C._______ e del dott. E._______, del 25 
marzo 2003 (doc. 65),  nel  quale,  visti  i  dolori  cronici  e le lussazioni  
recidivanti del ginocchi sinistro, è proposta la posa di una protesi totale 
dello  stesso,  nonostante  il  fatto  che  l'assicurato  sia  ancora  molto 
giovane per un intervento di tale importanza, 

- una perizia medica del dott. G._______, dell'Ospedale cantonale di 
(...),  stesa  il  14  ottobre  2003  (doc.  78),  nella  quale  è  messa 
particolarmente  in  evidenza  una  sindrome  dolorosa  cronicizzata 
interessante  entrambe  le  ginocchia,  è  confermata  l'incapacità 
lavorativa  totale  dell'assicurato,  è  sottolineata  la  necessità  di 
procedere all'impianto  di  una protesi  totale  del  ginocchio  sinistro,  in 
seguito  alla  quale  potrà  essere  valutata  la  capacità  lavorativa 
dell'assicurato. 

D.
Fondandosi  sulla  documentazione  medica  raccolta,  la  SVA  ha 
comunicato alla Cassa di  compensazione di  Basilea Campagna una 
pronuncia  il  20  ottobre  2003 (doc. 83),  nella  quale  è  riconosciuto  il  
diritto dell'assicurato ad una rendita intera d'invalidità, sulla base di un 
grado  d'invalidità  del  100%,  a  decorrere  dal  1°  ottobre  2001,  ed  è 
fissata la revisione della rendita al 1° ottobre 2006. 

Il 9 gennaio 2004 la SVA ha quindi emanato una decisione (doc. 85),  
mediante  la  quale  ha  attribuito  all'assicurato  una  rendita  intera 
d'invalidità dal 1° ottobre 2001, con le rispettive rendite completive per  

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la moglie e la figlia. 

In seguito al rientro in Italia dell'assicurato a fine dicembre 2005 (doc. 
89), l'incarto è stato trasmesso alla Cassa svizzera di compensazione 
(CSC) per il pagamento delle rendite a fare stato dal 1° gennaio 2006. 

E.
L'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero (UAIE) ha dato avvio alla revisione della rendita il 15 maggio  
2006 (doc. 94), sottoponendo l'incarto al proprio servizio medico, nella 
persona del dott. H._______, il quale, con rapporto del 25 agosto 2006 
(doc.  95),  ha  richiesto  l'esecuzione  di  un  esame  ortopedico 
dell'assicurato. 

Nel quadro della procedura di revisione, l'UAIE ha potuto raccogliere, 
tra gli altri, i documenti seguenti:

-  il  questionario  per  la  revisione della  rendita,  del  24 gennaio  2007 
(doc.  101),  dal  quale  risulta  che  l'assicurato  non  esercita  nessuna 
attività lavorativa e che sono previsti  degli  interventi  chirurgici  per la 
ricostruzione  della  cartilagine  del  ginocchio  destro  e  per  la 
sostituzione della protesi del ginocchio sinistro,

- una perizia medica particolareggiata E 213 del dott. I._______, del  
22 novembre 2006 (doc. 102), diagnosticante, nel quadro di condizioni 
psichiche  depresse,  una  marcata  lassità  del  ginocchio  sinistro  in 
presenza di  una lussazione inveterata della  rotula  e una limitazione 
funzionale del ginocchio destro con deficit deambulatorio e necessità 
di  tutori.  Nella  perizia  è  pure  rilevato  che  l'assicurato  non  è  più  in 
grado di esercitare la sua ultima professione, ma che egli è capace di 
svolgere regolarmente lavori leggeri, in posizione seduta e in ambiente 
chiuso, con pause supplementari, purché si evitino l'umidità, il calore, 
il fumo, il gas, i vapori, i lavori a turni, le frequenti flessioni, il trasporto 
e il  sollevamento di  pesi,  il  freddo, il  rumore,  il  lavoro  notturno e  la  
salita su piani inclinati  o scale, il  tasso d'invalidità essendo valutato,  
secondo il diritto italiano, al 70%.

Pronunciandosi su questa documentazione medica, il dott. H._______ 
ha  concluso,  nel  suo  rapporto  del  25  aprile  2007  (doc.  104),  che 
l'incapacità di lavoro dell'assicurato è rimasta invariata. Considerata la 
giovane  età  dell'assicurato,  l'UAIE  ha  cionondimeno  sottolineato  la 

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necessità  di  svolgere  una  perizia  ortopedica  (doc.  105),  la  quale  è 
stata affidata al dott. L._______, specialista in chirurgia ortopedica. 

F.
Dopo avere visitato l'assicurato il 15 gennaio 2008, il dott. L._______ 
ha redatto la propria perizia il 17 aprile 2008 (doc. 122), nella quale ha 
posto  la  diagnosi  di  gonalgia  bilaterale,  più  marcata  a  sinistra,  con 
bloccaggio  meccanico  nella  flessione  a  sinistra,  da  ambo  i  lati,  in 
presenza di  innumerevoli  interventi  chirurgici  in  seguito  a  lussazioni 
delle rotule, e di sindrome vertebrale localizzata clinicamente piuttosto 
all'altezza  del  segmento  lombo-sacrale  a  sinistra,  senza  alterazione 
strutturale  o  degenerazione  segmentale  di  rilievo.  Il  perito  ha 
osservato  che  l'opzione  terapeutica  consistente  nell'impianto  di  una 
protesi totale del ginocchio sinistro, così come formulata nella perizia 
del 14 ottobre 2003 (doc. 78), è tuttora valida, che i disturbi al rachide 
non  hanno  valenza  invalidante,  che  l'assicurato  è  inabile  al  lavoro 
come  piastrellista  (sic!)  in  misura  completa  dal  1999  e  in  maniera 
duratura, che sussiste una ridotta caricabilità delle ginocchia, ma una 
capacità di carico e funzioni conservate al tronco, rispettivamente agli  
arti  superiori,  anche nell'esecuzione di  attività  fini  e  di  precisione. Il  
perito ha inoltre precisato che l'assicurato, visto lo stato del tronco e 
degli  arti  superiori,  può  essere  sottoposto  a  provvedimenti 
d'integrazione  professionale,  concludendo  che,  dal  punto  di  vista 
ortopedico,  egli  potrebbe  svolgere  almeno  nella  misura  del  50% 
un'attività lavorativa prevalentemente o quasi prettamente sedentaria, 
che non implichi  l'uso di  una pedaliera, l'esposizione a cambiamenti 
frequenti  o  repentini  della  temperatura,  rispettivamente  dell'umidità 
ambiente, spostamenti frequenti anche corti  e su superfici regolari, il 
superamento  di  scale,  i  movimenti  di  flessione  delle  ginocchia,  le 
posizioni  accovacciate  e  il  trasporto  di  pesi  superiori  ad  un  paio  di  
chili, con la possibilità di stendere liberamente le gambe al di sotto del  
piano di lavoro. 

Il  dott.  H._______  si  è  pronunciato  nuovamente  sul  caso  mediante 
rapporto  del  6  giugno  2008  (doc.126),  nel  quale,  alla  luce  delle 
risultanze della perizia del dott. L._______, ha formulato un'incapacità 
lavorativa completa per l'ultimo lavoro svolto e del 50%, a decorrere 
dal  15  giugno  2008  (data  dell'esame  peritale  dell'assicurato),  per 
attività adeguate secondo l'esigibilità stabilita nella detta perizia.    

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G.
Il  24 giugno 2008 l'UAIE  ha calcolato il  grado d'invalidità (doc. 127), 
ritenendo  come  reddito  ipotetico  da  valido  per  il  2006,  previa 
indicizzazione dei dati forniti dall'ultimo datore di lavoro nel 2000 (doc. 
24), un valore di Fr. 5'775.51, e, come reddito da invalido,  secondo i 
dati dell'Ufficio federale di statistica (UFS) relativi ad attività leggere e 
non qualificate nel  settore privato in  generale (TA1, tabelle  ISS),  ha 
considerato un valore di Fr. 4'732.-, equivalente a Fr. 4'933.11 su 41.7 
ore  alla  settimana,  ridotto  del  10%  in  funzione  delle  circostanze 
personali  dell'assicurato, e nella  misura del  50%, ossia Fr. 2'219.90. 
Procedendo al raffronto dei due redditi, l'UAIE ha ottenuto una perdita 
di  guadagno del 61.56%, corrispondente ad un grado d'invalidità del 
62%.  

Il 25 giugno 2008 l'UAIE ha quindi approntato un progetto di decisione, 
con  il  quale  ha  preannunciato  all'assicurato  la  sostituzione  della 
rendita  intera  d'invalidità  con  tre  quarti  di  rendita,  invitandolo  nel 
contempo a formulare eventuali osservazioni entro un termine di trenta 
giorni (doc. 128). 

H.
Rappresentato  dall'avvocato  Pezzimenti,  l'assicurato  si  è  opposto  al 
progetto di decisione con scritto del 23 luglio 2008 (doc. 131), facendo 
valere, sostanzialmente, di essere invalido al 100%, ed ha esibito un 
certificato medico della dott.ssa M._______, del 13 aprile 2005 (doc. 
132),  facente  stato  di  una  forte  depressione  reattiva,  un  rapporto 
psichiatrico  del  dott.  N._______,  del  17  luglio  2008  (doc.  133), 
diagnosticante una depressione reattiva cronicizzata d'entità notevole, 
ed una relazione medico-legale del dott. Iacopino, del 21 luglio 2008 
(doc.  134),  nella  quale  è  riportata  la  diagnosi  di  esiti  funzionali  da 
ripetuti  interventi  chirurgici  alle  ginocchia,  con compromissione della 
postura  e  della  deambulazione,  e  una  grave  depressione  reattiva 
cronicizzata, inducenti un'invalidità del 100%. 

Mediante  presa  di  posizione del  20 agosto  2008 (doc. 136),  il  dott. 
H._______  ha  considerato  che,  sul  piano  fisico,  la  documentazione 
medica  citata  non  contiene  nuovi  elementi  diagnostici,  ma  che,  sul 
piano psichico, essa permette di  sospettare la presenza di  una forte 
depressione  dell'assicurato,  concludendo  alla  necessità  di  svolgere 
una perizia psichiatrica.

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Il  22  gennaio  2009  l'assicurato  è  stato  quindi  esaminato  dal  dott. 
O._______, medico psichiatrica, il quale, nella sua perizia redatta il 9 
febbraio  2009  (doc. 150),  ha posto,  riassuntivamente,  la  diagnosi  di 
sindrome  depressiva  ricorrente,  attualmente  di  gravità  media,  con 
sindrome  biologica,  specificando  che  essa  causa  per  il  momento 
un'incapacità lavorativa del 20 o 30%, ma non un danno permanente 
ed invalidante, con la possibilità di miglioramento in futuro grazie ad 
una  regolare  assunzione  di  psicofarmaci  e  ad  una  presa  a  carico 
regolare di tipo psichiatrico, a dipendenza anche dell'evoluzione della  
patologia ortopedica, e che l'esecuzione di  un'attività lavorativa nella 
misura del 70 o 80% aiuterebbe sicuramente a migliorare la situazione 
generale.  

Il  dott. H._______ ha preso posizione sulla  perizia  psichiatrica  il  23 
marzo  2009  (doc.  155),  affermando  che  essa  non  modifica  la 
valutazione del caso da lui formulata il 6 giugno 2008 (doc. 126). 

Di conseguenza, l'UAIE ha emanato una decisione il  4 maggio 2009 
(doc. 158), mediante la quale ha sostituito la rendita intera d'invalidità 
con una rendita di tre quarti, e ciò a decorrere dal 1° luglio 2009. 

I.
Contro  questa  decisione,  rappresentato  dall'avvocato  Pezzimenti, 
l'assicurato ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo federale il  
12  giugno  2009,  chiedendo,  in  sostanza,  il  suo  annullamento  e  il 
riconoscimento  di  un'invalidità  del  100%,  con  la  conseguente 
attribuzione di  una rendita intera d'invalidità  anche oltre il  30 giugno 
2009. Egli ha pure prodotto della documentazione medica, in parte già 
agli  atti,  salvo due certificati,  uno del  14 gennaio 2009, nel  quale è 
confermato che il ricorrente segue dei cicli di terapia riabilitativa dal 16 
gennaio  2006,  ed  un  altro  della  dott.ssa  P._______,  del  29  maggio 
2009,  nel  quale  sono  diagnosticati  degli  esiti  funzionali  da  ripetuti  
interventi  chirurgici  alle  ginocchia  e  una  grave  depressione  reattiva 
cronicizzata. 

Il  dott.  Q._______,  medico  dell'UAIE,  si  è  pronunciato  su  questa 
documentazione medica il 18 agosto 2009 (doc. 161), affermando che, 
come rilevato espressamente nella perizia del dott. L._______ del 17 
aprile  2008 e  dal  dott. H._______ il  6  giugno 2008,  le  condizioni  di 
salute del ricorrente non hanno subito alcuna modificazione rilevante. 
Egli ha aggiunto che si tratta attualmente di fissare per la prima volta,  

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tenuto  conto  che  l'intervento  auspicato  non  è  stato  effettuato,  la 
capacità di lavoro residua dell'assicurato in attività di sostituzione (doc. 
126). 

Il  ricorrente  ha  replicato  il  17  ottobre  2009,  riproponendo le  proprie 
conclusioni,  e  ha  esibito  una  relazione  medico-legale  del  dott.  
R._______, del 1° ottobre 2009, facente stato di un gravissimo deficit 
dell'organo  della  deambulazione  e  di  una  notevole  sindrome 
depressiva da reattività cronicizzata.

Prendendo posizione su questa relazione medico-legale il 22 gennaio 
2010  (doc.  163),  il  dott.  Q._______  ha  osservato  che  essa  non 
comporta  elementi  nuovi  che  giustifichino  una  modifica 
dell'apprezzamento del caso. 

J.
Con decisione  incidentale  del  22  ottobre  2009,  questo  Tribunale  ha 
invitato  il  ricorrente  a  versare  un  anticipo  equivalente  alle  presunte 
spese processuali di Fr. 300.-. L'importo completo è stato versato il 27 
novembre ed il 28 dicembre 2009. 

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla  
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20). 

Di  conseguenza,  questo  Tribunale  è  competente  a  giudicare  il 
presente ricorso. 

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1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali  (LPGA, RS 830.1). In conformità 
con l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono applicabili  
alle assicurazioni sociali  disciplinate dalla legislazione federale, se e 
per  quanto  le  singole  leggi  sulle  assicurazioni  sociali  lo  prevedano. 
Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili  
all'assicurazione per  l'invalidità  (art.  1a-26bis e  28-70),  sempreché la 
LAI non deroghi alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi,  
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti  
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art.  
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso  è  ammissibile  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge  (art.  59  e  60  LPGA,  nonché  l'art.  52  cpv. 1  PA),  e  visto  che 
l'anticipo di  Fr. 300.-,  relativo alle spese processuali,  è stato versato 
nel termine impartito. 

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 

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Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di trattamento tra i cittadini di uno Stato membro della Comunità 
europea,  ivi  risiedenti,  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  2  e  3  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente  procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  italiano  che  risiede 
nell'Unione europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del 
Consiglio del 14 giugno 1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 
marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4). 

3.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (5a  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 

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norme e,  a partire  dal  1°  gennaio 2008,  in  conformità con le  nuove 
disposizioni. 

4.

4.1 Ai sensi dell'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità 
al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga 
durata.  L'art.  4  cpv.  1  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

4.2 Conformemente al tenore della LAI in vigore dal 1° gennaio 2004 
(4a  revisione), l'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido 
per almeno il  70%, a tre quarti  di rendita se è invalido per almeno il 
60%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un 
quarto di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI). In  
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista  dall'art.  28  cpv. 1 ter LAI,  secondo  il  quale  le  rendite  per  un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non è più  applicabile  quando l'assicurato  è  cittadino della  Comunità 
europea e vi risiede.

4.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

4.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno  è  definita  all'art.  7  cpv. 1  LPGA e  consiste  nella  perdita, 

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totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

4.5 Giova  ancora  ricordare  che,  secondo  un  principio  generale  del 
diritto delle assicurazioni sociali, ogni assicurato ha l'obbligo di ridurre 
il danno conseguente la sua invalidità (sentenza del Tribunale federale 
I 147/01 del 9 maggio 2001; DTF 123 V 230 consid. 3c e DTF 117 V 
275 consid. 2b). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere 
tutto  quanto  sia  ragionevolmente  esigibile  per  ovviare  nel  modo 
migliore possibile alle conseguenza della sua invalidità, segnatamente 
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario in 
una nuova professione (sentenza del Tribunale federale I  543/03 del 
27 agosto 2004; DTF 113 V 22 consid. 4a). 

5.
Il  ricorrente  contesta  la  validità  materiale  della  decisione  dell'UAIE, 
chiedendo  che  gli  sia  riconosciuto  il  diritto  ad  una  rendita  intera 
d'invalidità anche oltre il 30 giugno 2009. 

6.

6.1 Secondo  l'art.  17  cpv.  1  LPGA,  se  il  grado  d'invalidità  del 
beneficiario  della  rendita  subisce  una  notevole  modificazione,  per  il 
futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, 
d'ufficio o su richiesta.

6.2 Conformemente  all'art.  87  cpv.  2  dell'Ordinanza  federale 
sull'assicurazione invalidità del 17 gennaio 1961 (OAI, RS 831.201), la 
revisione  avviene  d'ufficio  quando,  in  previsione  di  una  possibile 
modifica importante del grado d'invalidità, è stato stabilito un termine 
nel momento dell'erogazione della rendita o allorché si conoscono fatti 
o  si  ordinano  provvedimenti  che  possono  provocare  una  notevole 
modifica del grado d'invalidità. 

6.3 Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di 
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, 
tutto  o  parte  del  diritto  a  prestazioni  dal  momento  in  cui  si  può 
supporre  che  il  miglioramento  costatato  perduri.  Lo  si  deve  in  ogni 

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caso  tenere  in  considerazione  allorché  è  durato  tre  mesi,  senza 
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 
88a cpv. 1 OAI). Se la capacità al guadagno o la capacità di svolgere 
mansioni  consuete  peggiora,  occorre  tenere  conto  del  cambiamento 
determinante il  diritto a prestazioni non appena esso perdura da tre 
mesi senza interruzione notevole (art. 88a cpv. 2 OAI).

6.4 La costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite d'invalidità 
sono soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello 
stato  di  salute  che  ha  un  influsso  sull'attività  lucrativa,  ma  anche 
quando lo stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze 
sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento importante 
(DTF 113 V 275 consid. 1a).

6.5 Va  ancora  rilevato  che  la  semplice  valutazione  diversa  di 
circostanze di  fatto  che  sono  rimaste  sostanzialmente  invariate  non 
giustifica una revisione ai sensi dell'art. 17 cpv. 1 LPGA (DTF 112 V 
372 consid. 2b e 390 consid. 1b, RCC 1987 p. 36, SVR 2004 IV n. 5  
consid. 3.3.3). L'istituto della revisione non può giustificare un riesame 
senza condizioni del diritto alla rendita (cfr. anche:  RUDOLF RUEDI,  Die 
Verfügungsanpassung als verfahrensrechtliche Grundfigur namentlich 
von Invalidenrentenrevisionen, in:  SCHAFFHAUSER/SCHLAURI,  Die Revision 
von Dauerleistungen in der Sozialversicherung, San Gallo, 1999, pag. 
15). 

7.

7.1 Al  fine  di  giudicare  se  sussistono  indizi  sufficienti  per  ritenere 
verosimile  una  modifica  rilevante  del  grado  d'invalidità,  si  deve 
considerare il periodo tra la decisione iniziale e quella che pronuncia 
la revisione. Decisioni intercalari  sono pertinenti unicamente se sono 
state emesse sulla base di una nuova valutazione materiale del grado 
d'invalidità,  ossia  dopo  delucidazione  dei  fatti,  apprezzamento  delle 
prove e esecuzione del raffronto dei redditi (DTF 133 V 108). 

7.2 In concreto, la decisione iniziale è stata pronunciata il 9 gennaio 
2004 (doc. 85). Occorre pertanto verificare se tra il 9 gennaio 2004 ed 
il  4  maggio  2009,  data  della  decisione  impugnata,  l'incidenza  delle 
affezioni  di  cui  soffre  il  ricorrente  sulla  sua  capacità  lavorativa  è 
diminuita  in  modo  tale  da  giustificare  la  sostituzione  della  rendita 
intera d'invalidità con tre quarti di rendita, come deciso dall'UAIE (art.  

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88bis cpv. 2 lett. a OAI).

A  questo  proposito,  giova  rilevare  che  il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in  generale, 
secondo lo stato di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa 
(DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1). 

8.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti  
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti  
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di  
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

9.
La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di  
carattere  giuridico  economico,  non  medico  (DTF 116  V  249  consid. 
1b). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 
LAI  (art. 28a cpv. 1 LAI  dal  1°  gennaio 2008),  per  valutare il  grado 
d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando 
l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e 
l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di 
una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido.  In  altri  termini,  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 

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risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla  
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la conseguente incapacità lavorativa.

In carenza di documentazione economica, come nella fattispecie, visto 
che  il  ricorrente  non  ha  più  lavorato  dopo  il  suo  rientro  in  Italia,  la 
documentazione medica costituisce un importante elemento di giudizio 
per determinare quali  lavori  siano ancora esigibili  dall'assicurato, ma 
non spetta al medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 
114  V  314,  105  V  158).  Infatti,  per  costante  giurisprudenza,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi 
d'apprezzamento  del  danno  invalidante,  allorché  permettono  di 
valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114 V 314 consid. 3c).

10.

10.1 Dalla  documentazione  medica  agli  atti  e,  in  particolare,  dalla 
perizia  medica  particolareggiata  E  213  del  dott.  I._______,  del  22 
novembre  2006  (doc.  102),  dalla  perizia  ortopedica  del  dott. 
L._______,  del  17  aprile  2008  (doc.  122),  dai  rapporti  del  dott. 
H._______, medico dell'UAIE, del 6 giugno 2008 e del 23 marzo 2009 
(doc. 126 e 155), e dalla perizia psichiatrica del dott. O._______, del 9 
febbraio 2009 (doc. 150), si evince la diagnosi di gonalgia bilaterale, 
più  marcata  a  sinistra,  con  bloccaggio  meccanico  nella  flessione  a 
sinistra, da ambo i lati, in presenza di innumerevoli interventi chirurgici  
in seguito a lussazioni delle rotule, di sindrome vertebrale localizzata 
clinicamente  piuttosto  all'altezza  del  segmento  lombo-sacrale  a 
sinistra, senza alterazione strutturale o degenerazione segmentale di 
rilievo, e di sindrome depressiva ricorrente. 

10.2  Dall'incarto  risulta  assodato  che  il  ricorrente  non  può  più 
lavorare  come  stuccatore,  ma  che  egli  può  esercitare  un'attività 
leggera di sostituzione. 

A questo proposito, il dott. I._______ ha stabilito, nella sua perizia E 
213, che il ricorrente è capace di svolgere regolarmente lavori leggeri,  
in posizione seduta e in ambiente chiuso, con pause supplementari,  
purché si evitino l'umidità, il calore, il fumo, il gas, i vapori, i lavori a  
turni,  le  frequenti  flessioni,  il  trasporto  e  il  sollevamento  di  pesi,  il  

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freddo, il rumore, il lavoro notturno e la salita su piani inclinati o scale, 
formulando  cionondimeno  un  grado  d'invalidità,  secondo  il  diritto 
italiano, del 70%.

Dal canto suo, nella perizia del 17 aprile 2008, il  dott. L._______ ha 
rilevato  che per  il  ginocchio  sinistro,  dal  punto  di  vista  funzionale,  i  
migliori risultati possono essere ottenuti con l'impianto di una protesi  
totale. Il perito ha osservato che, per il ginocchio destro, l'assicurato è 
in  attesa  di  un  ulteriore  intervento,  e  che,  dal  punto  di  vista 
prognostico,  non ci  sono elementi  che permettano di  prevedere con 
sufficiente  attendibilità  un  cambiamento  significativo  dello  stato  di 
salute,  in  particolare  nel  senso  di  un  miglioramento.  Per  quanto 
concerne il rachide, il perito ha precisato che i reperti clinici riscontrati,  
come pure quelli radiologici, rispettivamente neuro-radiologici obiettivi,  
non mettono in  evidenza delle  anomalie di  rilievo e non presentano 
valenza invalidante, e che il ricorrente dovrebbe beneficiare di misure 
attive  di  rinforzo muscolare  e  stabilizzazione del  tronco. Il  perito  ha 
pertanto  considerato  che  il  ricorrente  può  esercitare,  almeno  nella 
misura  del  50%,  un'attività  lavorativa  prevalentemente  o  quasi 
prettamente  sedentaria,  che  non  implichi  l'uso  di  una  pedaliera, 
l'esposizione  a  cambiamenti  frequenti  o  repentini  della  temperatura, 
rispettivamente  dell'umidità  ambiente,  spostamenti  frequenti  anche 
corti  e  su  superfici  regolari,  il  superamento  di  scale,  i  movimenti  di 
flessione  delle  ginocchia,  le  posizioni  accovacciate  e  il  trasporto  di  
pesi  superiori  ad  un  paio  di  chili,  con  la  possibilità  di  stendere 
liberamente le gambe al di sotto del piano di lavoro. 

Il dott. H._______, riprendendo le conclusioni del dott. L._______, ha 
fissato,  nel  suo  rapporto  del  6  giugno  2008,  un  tasso  d'incapacità 
lavorativa  del  50%  a  decorrere  dal  15  giugno  2008,  per  attività 
adeguate secondo l'esigibilità stabilita nella precitata perizia. 

Dal  punto  di  vista  prettamente  psichiatrico,  il  dott.  O._______  ha 
valutato,  nella  sua  perizia,  che  il  ricorrente  presenta  un'incapacità 
lavorativa  generale  del  20  o  30%,  sottolineando  che  l'esercizio  di 
un'attività lavorativa nella misura del 70 o 80% aiuterebbe sicuramente 
a migliorare la situazione nel suo insieme. 

Il dott. Q._______, medico dell'UAIE, chiamato a pronunciarsi in sede 
di ricorso, nei suoi rapporti del 18 agosto 2008 e 22 gennaio 2010, ha 
osservato che la certificazione medica esibita, in particolare il referto 

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medico del  dott. R._______ del  1°  ottobre  2009,  non apporta  nuovi 
elementi  di  valutazione,  e  che,  sulla  base  dell'incarto,  è  possibile 
effettuare una valutazione accurata del caso senza che sia necessario 
procedere  ad  ulteriori  complementi  di  indagine.  Tenuto  debitamente 
conto  dei  disturbi  alle  ginocchia,  che  non  sono  contestati,  e  dei 
problemi  psichici,  il  medico  dell'UAIE  ha  concluso  che  il  ricorrente 
sarebbe in grado di svolgere un'attività sedentaria leggera nella misura 
del 50%. 

10.3  Ora,  alla  luce  delle  considerazioni  suesposte,  il  collegio 
giudicante  può riprendere le  conclusioni  convincenti  e  documentate, 
espresse  dai  medici  dell'UAIE,  in  merito  alla  capacità  lavorativa  del  
ricorrente, e concludere che, in un'attività confacente al  suo stato di 
salute  e  rispettosa  delle  numerose  limitazioni  funzionali  rilevate, 
questa  può  essere  fissata  al  50% dalla  data  della  perizia  del  dott.  
L._______. 

11.

11.1 Come esposto al consid. 9, secondo l'art. 16 LPGA, per valutare 
il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  invalido  potrebbe 
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo 
la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato 
del  lavoro (reddito da invalido),  è  confrontato con il  reddito che egli 
avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da 
valido).

Per esaminare in quale misura un assicurato possa ancora sfruttare la  
sua residua capacità di guadagno sul mercato del lavoro entrante in 
considerazione,  non  vanno  poste  esigenze  eccessive  riguardo  alla 
concretizzazione  delle  possibilità  di  lavoro  e  delle  prospettive  di 
guadagno  (v.  sentenze  del  Tribunale  federale  9C_236/2008  del  4 
agosto 2008 consid. 4.2 e 9C_446/2008 del 18 settembre 2008 consid. 
4.2). Pertanto, ai  fini  della determinazione dell'invalidità,  non si  deve 
esaminare  se  un  invalido  possa  essere  collocato  rispetto  alle 
circostanze concrete del mercato del lavoro, ma valutare unicamente 
se  quest'ultimo  possa  sfruttare  la  sua  residua  capacità  lavorativa 
allorquando  le  attività  disponibili  corrispondono  all'offerta  di 
manodopera. Tuttavia, al riguardo non ci si deve fondare su possibilità  
di  impiego irrealistiche oppure prendere in considerazione un tipo di 

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attività  quasi  sconosciuto  dal  mercato  del  lavoro.  In  particolare, 
l'esistenza di  un'attività ragionevolmente esigibile (art. 28 cpv. 2 LAI) 
deve  essere  negata  qualora  l'attività  sia  esigibile  in  una  forma 
talmente ristretta da non rientrare più nell'offerta lavorativa generale 
oppure a condizione di concessioni irrealistiche da parte di un datore  
di lavoro (v. sentenza del Tribunale federale I 61/05 del 27 luglio 2005 
consid. 4.3 e relativi riferimenti).

11.2 Nell'allegato  al  suo  rapporto  finale  del  6  giugno  2008,  il  dott.  
H._______ ha indicato, come attività di sostituzione esigibili, qualsiasi  
attività  che  rispetti  le  limitazioni  funzionali  formulate  dal  dott.  
L._______ ("autres activités"),  senza precisare  tuttavia quali  attività, 
tra  quelle  elencate  nel  detto  allegato  (cinque  categorie),  entrino  in 
considerazione. 

Sulla base della valutazione del dott. H._______, l'UAIE ha quindi fatto 
riferimento  al  valore  mediano  o  centrale  afferente  ai  salari  lordi 
standardizzati  in  attività  semplici  e  ripetitive  nel  2006,  secondo  la 
tabella  TA1  ISS  dell'UFS,  di  Fr.  4'732.-,  adattato  a  41.7  ore  alla 
settimana, ossia Fr. 4'933.11. Così facendo, l'UAIE ha tenuto conto di  
un valore salariale medio che si riferisce ad attività relative al settore 
della costruzione, all'industria manifatturiera in generale, al settore dei  
trasporti e delle comunicazioni ed a altri settori dove attività compatibili  
con l'esigibilità della fattispecie, appaiono difficilmente reperibili.

Ora,  considerate  le  gravi  limitazioni  funzionali  che  sono  state 
evidenziate dai medici che si sono espressi in merito alla capacità di 
lavoro del ricorrente, che non sono messe in discussione dall'UAIE, il  
ventaglio  di  professioni  esigibili  che  si  presenta  al  ricorrente  è 
estremamente  ristretto  nei  settori  dell'industria  e  dei  servizi.  Visto 
l'assenza  di  qualsivoglia  esempio  concreto  di  attività  esigibile 
formulata dai medici dell'UAIE, e tenuto conto del fatto che non ci si  
può fondare su possibilità di impiego irrealistiche, questo Tribunale non 
può condividere il confronto dei redditi effettuato dall'autorità inferiore 
(cfr. sentenza del Tribunale federale 9C_1035/2009 del 22 giugno 2010 
consid.4.2.4).  Occorre  inoltre  precisare  che,  a  titolo  eccezionale, 
l'autorità  inferiore  può  anche  ricorrere,  anziché  fondarsi  sull'insieme 
delle attività e dei settori,  ai  valori  inferiori  dei settori  economici  che 
offrono le  eventuali  attività  di  sostituzione esigibili  (cfr. sentenza del 
Tribunale federale U111/05 del 20 giugno 2006 consid. 3.2.3).

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C-3932/2009

12.
Visto quanto precede, il  ricorso deve essere parzialmente accolto, la 
decisione  impugnata  annullata  e  l'incarto  rinviato  all'UAIE  per  una 
definizione  precisa  delle  attività  concrete  che  il  ricorrente  sarebbe 
ancora  in  misura  di  svolgere  dal  punto  di  vista  medico  e,  di  
conseguenza,  per  un  nuovo  raffronto  dei  redditi  tenuto  conto  delle 
considerazioni  suesposte.  Vero  è  che,  secondo  l'art.  61  cpv.  1  PA, 
l'autorità di  ricorso decide la causa o eccezionalmente la rinvia, con 
istruzioni vincolanti,  all'autorità inferiore. Benché questa disposizione 
permetta  solo  eccezionalmente  di  ricorrere  ad  una  tale  procedura, 
l'applicazione dell'eccezione prevista è tuttavia giustificata in concreto.

13.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 
a  carico  della  parte  soccombente.  In  concreto,  visto  l'esito  della 
procedura,  non  sono  prelevate  spese  processuali  e  l'anticipo  di  Fr. 
300.-, versato il  27 novembre e il 28 dicembre 2009, è retrocesso al 
ricorrente. 

Conformemente all'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 
(spese ripetibili). In concreto, considerato che il ricorrente ha agito per 
il  tramite  di  un  rappresentante  professionale,  per  cui  ha  dovuto 
sostenere spese indispensabili  e relativamente elevate, è giustificato 
assegnarli un'indennità per spese ripetibili di Fr. 1'000.- (art. 7 e segg. 
del Regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi  
al Tribunale amministrativo federale, del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 
173.320.2]).

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C-3932/2009

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto e la decisione dell'UAIE del 4 maggio 
2009 è annullata.

2.
L'incarto è rinviato all'UAIE affinché proceda ai sensi del considerando 
12.

3.
Non  si  prelevano  spese  processuali.  Al  ricorrente  è  rimborsato 
l'anticipo di Fr. 300.-, versato il 27 novembre e il 28 dicembre 2009. 

4.
Al ricorrente è assegnata un'indennità per spese ripetibili di Fr. 1'000.-
a carico dell'autorità inferiore. 

5.
Comunicazione: 

- al rappresentante del ricorrente (Raccomandata/AR);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...; Raccomandata);
- all'Ufficio federale della sicurezza sociale (Raccomandata). 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

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C-3932/2009

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30 giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 
90 e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
[LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i  
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte ricorrente  –  i  documenti 
indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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