# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9fe1b20d-d184-53e5-af66-e6b3e21d2f06
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-12-04
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 04.12.2014 B-2395/2013
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-2395-2013_2014-12-04.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte II 

B-2395/2013 

 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  4  d i c e m b r e  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudici Francesco Brentani (presidente del collegio),  

Pascal Richard, Hans Urech,  

cancelliere Corrado Bergomi. 

 

 
 

Parti 

 
X._______,   

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Accademia svizzera di scienze umane e sociali, 

Hirschengraben 11, 3001 Berna,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Sussidi per le spese di viaggio. 

 

 

B-2395/2013 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a X._______ (in seguito, il ricorrente), politologo e insegnante 

incaricato presso il "…" di (luogo), ha presentato una domanda di 

sussidio, mediante messaggio elettronico del 12 febbraio 2013 (cfr. 

Allegati 1, 2 e 4 degli atti preliminari, in seguito: allegati), all'Accademia 

svizzera di scienze morali e sociali (Schweizerische Akademie der 

Geistes- und Sozialwissenschaften; in seguito, SAGW o autorità 

inferiore), per la copertura delle spese di viaggio relative alla sua 

partecipazione al (…) Convegno annuale della "…", tenutosi a (luogo) 

dall'11 al 14 aprile 2013 (in seguito, il Convegno).   

A.b Nell'apposito formulario da lui compilato e firmato lo stesso 

12 febbraio 2013 ("Antrag für Reisekostenzuschüsse", in cui è 

specificato, come termine d'inoltro, "spätestens 2 Monate vor Reisedatum 

bei der SAGW eingetroffen"; cfr. Allegato 1), il ricorrente ha descritto, 

quale motivo del suo viaggio, la partecipazione attiva al Convegno (tenuta 

di una conferenza sul tema "…" e conduzione di un cosiddetto "panel" 

intitolato "…"), nonché precisato la durata del suo soggiorno 

("Aufenthaltsdauer"), ossia dall'11 al 13 aprile 2013, calcolando spese 

totali pari a fr. 2'481.40 (viaggio, alloggio, vitto, tasse ed altro), e 

formulando alla SAGW la richiesta di un sussidio di fr. 1'951.70, di cui 

fr. 1'185.40 per spese relative al viaggio e fr. 766.30 inerenti al soggiorno, 

tenuto conto di un incentivo di fr. 500.- avanzatogli dal suo datore di 

lavoro. 

B.  

B.a Con scritto del 15 febbraio 2013 (cfr. Allegato 3), la SAGW ha rifiutato 

di entrare nel merito della domanda, considerandola tardiva. Tramite 

messaggio elettronico del 18 febbraio 2013, il ricorrente, dopo avere 

ricordato che, secondo l'art. 5.4 del regolamento sulla concessione di 

sussidi per spese di viaggio da parte della SAGW (in seguito, RSus), le 

richieste devono essere inoltrate almeno due mesi prima della data 

dell'evento ("Veranstaltungstermin" o "date de la manifestation"), ha 

precisato che "la mia richiesta […] contiene […] due date che riguardano 

la mia partecipazione attiva al Convegno. Se per la prima data 

(11.4.2013) ho mancato di un giorno il termine di due mesi, constato che 

per la seconda data (13.4.2013) ho rispettato tale termine" 

(cfr. messaggio elettronico del 18 febbraio 2013), invitando la SAGW ad 

entrare in materia sulla sua richiesta.  

B-2395/2013 

Pagina 3 

B.b Per posta elettronica, il 20 febbraio 2013, la SAGW ha confermato il 

suo punto di vista sulla questione. Il giorno 21 seguente, sempre tramite 

messaggio elettronico, il ricorrente ha ribadito il suo ragionamento, 

sottolineando in particolare che bisognerebbe considerare la seconda 

data della sua partecipazione attiva al Convegno, ossia, in fin dei conti, il 

13 aprile 2013 (conduzione del "panel"), dimodoché la sua richiesta di 

sussidio sarebbe tempestiva ("Dans mon cas, puisque je participe 

activement aux deux journées de congrès, il serait logique que la dernière 

date de ma participation active (13 avril) compte comme la date de 

référence pour calculer le dernier délai pour soumettre la requête"). Per 

via elettronica, il 25 febbraio 2013, la SAGW ha rilevato che l'espressione 

"Veranstaltungstermin" si riferisce all'inizio della manifestazione in quanto 

tale, e non al giorno in cui il richiedente interviene attivamente secondo il 

programma, riconfermando il rigetto della domanda di sussidio.  

B.c L'11 marzo 2013 il ricorrente si è opposto ("ricorso", cfr. Allegato 5), 

davanti al segretariato generale della SAGW alla decisione del 

15 febbraio 2013. 

B.d Con decisione del 25 marzo 2013 (cfr. Allegato 6), la SAGW ha 

respinto il reclamo per tardività della richiesta di sussidio ("Ihr Gesuch ist 

nicht zwei Monate vor dem Veranstaltungstermin eingetroffen, sondern 

einen Tag später"), visto che il lasso di tempo tra la data d'inoltro della 

stessa, ossia il 12 febbraio 2013, e la data d'inizio del Convegno, ossia 

l'11 aprile 2013, è inferiore a due mesi, rilevando che non erano dunque 

dati i presupposti formali per la concessione di un sussidio e 

sottolineando , in riferimento all'art. 4 cpv. 2 RSus, che la concessione di 

un sussidio non costituisce un diritto.  

La SAGW ha inoltre spiegato che il termine di due mesi risulta essere 

pratico e generoso, se si tiene in particolare conto della prassi da lei 

instaurata secondo cui i richiedenti ricevono una risposta alla loro 

domanda di sussidio normalmente già sei settimane prima della 

manifestazione, cosicché per il disbrigo delle pratiche non rimangono più 

di 14 giorni, ciò che è molto apprezzato dalla maggior parte degli 

interessati, senza dimenticare l'importanza del rispetto dei termini in 

relazione al principio di parità di trattamento.  

Infine la SAGW ha indicato di partire dal presupposto che al ricorrente 

siano note le disposizioni del RSus avendo egli inoltrato dal 2003 ad oggi 

ben nove domande di sussidio. 

B-2395/2013 

Pagina 4 

C.  

Contro questa decisione il ricorrente è insorto davanti al Tribunale 

amministrativo federale (TAF) il 29 aprile 2013, chiedendo che si entri nel 

merito della sua domanda di sussidio e che, in definitiva, la si accolga. 

C.a Egli argomenta innanzitutto che la decisione avversata è priva dei 

rimedi giuridici e non indica alcun termine per il ricorso, intravedendo in 

ciò una violazione dell'art. 35 cpv. 1 della legge federale del 20 dicembre 

1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021). In seguito, dopo 

avere contestato che non sussista un diritto al sussidio, sottolineando che 

se ciò fosse il caso, la pratica della SAGW violerebbe l'art. 6 cpv. 3 della 

legge federale sul principio di trasparenza dell'amministrazione del 

17 dicembre 2004 (LTras, RS 152.3), per il motivo che il regolamento 

finanziario della stessa, in vigore dal 14 settembre 2007 (in seguito, RFin; 

cfr. Allegato 9), non è accessibile al pubblico, egli rimarca che la data 

dell'evento o "Veranstaltungstermin", ai sensi dell'art. 5.4 RSus, di cui 

rileva peraltro l'inesistenza di una versione italiana, non deve essere 

necessariamente intesa come il giorno d'inizio del Convegno (ricorso, 

punti 4, 11 e 12). Egli mette così in rilievo il fatto che esso si è svolto 

sull'arco di quattro giorni, ossia dall'11 al 14 aprile 2013, concludendone 

che "non essendoci una sola data della manifestazione, ma più 

successive manifestazioni, ognuna di queste date è da considerarsi la 

data della manifestazione ai sensi dell'art. 5.4 del regolamento. Pertanto, 

il termine ultimo per presentare la domanda deve essere calcolato in 

base all'ultimo giorno della manifestazione (14 aprile 2013), e risulta 

quindi essere il 14 febbraio 2013. La domanda di sussidio era quindi 

tempestiva" (ricorso, punto 12). Egli continua affermando che la data che 

conta è in definitiva, come risulterebbe implicitamente dalla sua domanda 

di sussidio, quella della partecipazione attiva alla manifestazione ("aktive 

Teilnahme"), vale a dire il 13 aprile 2013, giorno in cui ha diretto e 

commentato il "panel" sul tema "…", mentre l'11 aprile 2013 ha presentato 

il contributo "…" nell'ambito del "panel" denominato "…" (ricorso, punti 10 

e 17).  

C.b Egli sostiene pure che la SAGW avrebbe violato il principio della 

proporzionalità, considerato, in primo luogo, che la non entrata in materia 

sulla domanda di sussidio costituirebbe un formalismo eccessivo visto il 

"ritardo così esiguo", e, in secondo luogo, che egli subirebbe, a causa di 

un solo giorno di presunto ritardo, un danno considerevole visto il suo 

salario mensile, come insegnante incaricato al (…) presso il "…" di 

(luogo), equivalente a fr. ___.- (ricorso, punti 21 e 22).  

B-2395/2013 

Pagina 5 

C.c Rispetto al divieto di formalismo eccessivo, egli pretende che la 

SAGW lo avrebbe violato, in primo luogo, per il fatto che il termine di due 

mesi non sarebbe contenuto in una legge formale e non avrebbe 

carattere perentorio, nonché, in secondo luogo, perché lo scopo 

perseguito tramite la concessione di sussidi, secondo l'art. 9 della legge 

federale sulla promozione della ricerca e dell'innovazione del 14 dicembre 

2012 (LPRI, RS 420) è quello di incoraggiare la ricerca e la conoscenza 

scientifica universitaria, come pure la cooperazione tra le società di 

studiosi, le piattaforme di lavoro e i forum ovvero i convegni. Egli ne 

conclude che "la stretta applicazione [dell'art. 5.4 RSus] che stabilisce un 

termine di due mesi, non si giustifica da alcun interesse degno di 

protezione, ed è fine a sé stessa, complica e pregiudica in maniera 

insostenibile la realizzazione di un diritto materiale che è quello di 

ottenere un sussidio per le spese di viaggio necessarie alla 

concretizzazione delle attività scientifiche come quelle in doglianza […] in 

perfetto ossequio e conformità con la LPRI" (ricorso, punti 22, 23 e 27).  

C.d Per finire, egli ravvisa una violazione degli art. 26 a 38 PA, tenuto 

conto che il RSus non prevedrebbe una procedura di accordo amichevole 

o di mediazione conformemente agli art. 33a e segg. PA (ricorso, punti 24 

e 26).  

D.  

Con decisione incidentale del 30 aprile 2013, questo Tribunale ha invitato 

il ricorrente a versare un anticipo di fr. 500.-, equivalente alle presunte 

spese processuali, entro il 31 maggio 2013, ciò che è avvenuto il 

7 maggio 2013.  

E.  

Mediante ordinanza del 21 maggio 2013, questo Tribunale ha trasmesso 

una copia del ricorso alla SAGW, invitandola a rispondervi, con allegato 

l'incarto completo, numerato e corredato di un indice degli atti, entro il 

24 giugno 2013, ed ha inoltre sollecitato il ricorrente a documentare la 

sua partecipazione al Convegno.    

F.  

In uno scritto del 5 giugno 2013, corredato di diversi mezzi di prova, il 

ricorrente ha confermato di avere partecipato al Convegno, dopo avere 

saldato tutti i costi necessari, e, in particolare, di avere preso parte, tra il 

pubblico ("partecipazione passiva"), ad una dozzina di workshop durante 

l'intero Convegno, di avere presentato un proprio scritto durante un 

workshop tenutosi l'11 aprile 2013 ("partecipazione attiva"), e di avere 

B-2395/2013 

Pagina 6 

funto da direttore ("chair"), nonché commentatore ufficiale ("discussant"), 

di un workshop organizzato il 13 aprile 2013, nel corso del quale ha, tra le 

altre cose, illustrato il tema del seminario come pure moderato e 

commentato le presentazioni dei relatori intervenuti. Il ricorrente si è 

peraltro dichiarato pronto, su richiesta, a produrre altri mezzi di prova, 

quali il biglietto d'aereo o la ricevuta dell'albergo.  

G.  

Il 20 giugno 2013 la SAGW ha risposto al ricorso, ripetendo innanzitutto 

che essa non ha un obbligo esplicito, visti la LPRI, i propri statuti, il RSus 

e il RFin, di prendere a suo carico le spese di viaggio dei richiedenti, per 

cui non esiste un diritto ("Rechtsanspruch") ad ottenere contributi di 

questo genere. La SAGW ha in seguito esposto la sua interpretazione 

dell'art. 5.4 RSus, secondo la quale, considerato che l'inoltro della 

richiesta di sussidio deve avvenire due mesi prima ("vor") e non durante 

("während") l'evento, la stessa avrebbe dovuto giungere alla SAGW "vor 

dem 11 Februar 2013" (risposta, punto 2.4). Rispetto alla ragion d'essere 

del termine, la SAGW ha riesposto essenzialmente il ragionamento che 

aveva tenuto nella decisione impugnata (cfr. consid. B.d), concludendo 

che le relative norme legali sono chiare, non arbitrarie e garanti della 

parità di trattamento nei confronti di tutti i richiedenti. 

H.  

Il 25 giugno 2013 questo Tribunale ha trasmesso al ricorrente, per 

conoscenza, una copia della risposta della SAGW, concludendo nel 

contempo lo scambio degli scritti, salvo eventuali ulteriori provvedimenti 

istruttori o allegazioni delle parti, misure che, in fin dei conti, non sono più 

intervenute. 

 

  

B-2395/2013 

Pagina 7 

Diritto: 

1.  

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 

del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i ricorsi 

contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA, emanate dalle autorità 

menzionate all'art. 33 LTAF, riservate le eccezioni elencate all'art. 32 

LTAF. 

1.2 Conformemente alle regole generali del diritto intertemporale sono 

applicabili le disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello 

stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce 

conseguenze giuridiche (DTF 130 V 445 consid. 1 pag. 446 seg. con 

riferimento a DTF 130 V 329). Se si tratta di disposizioni formali, vale il 

principio generale secondo il quale, di regola, siffatte disposizioni entrano 

immediatamente in vigore (DTF 130 V 4 consid. 3.2). 

Occorre già ora precisare, per ragioni di chiarezza redazionale, che si 

applica la legge federale del 7 ottobre 1983 sulla promozione della ricerca 

e dell'innovazione allo stato in vigore al 1° gennaio 2013 (vLPRI, RU 2010 

651), visto che la domanda di sussidio è stata presentata dal ricorrente il 

12 febbraio 2013 e che è stata evasa dalla SAGW il 25 marzo 2013, 

ossia prima dell'inizio del Convegno (cfr. art. 36 lett. a della legge federale 

sugli aiuti finanziari e le indennità del 5 ottobre 1990 [Legge sui sussidi], 

LSu, RS 616.1). Nel frattempo, il 1° gennaio 2014, è entrata in vigore la 

maggior parte della LPRI nella versione del 14 dicembre 2012 (cfr. per i 

dettagli Decreto del Consiglio Federale del 29 novembre 2013, RU 2013 

4425) che, per prassi, potrebbe essere applicabile per quanto attiene alle 

disposizioni procedurali (DTF 130 V 4 consid. 3.2), considerato che non vi 

sono ulteriori regole speciali di diritto transitorio. 

1.3 Ora, la SAGW è un'associazione ai sensi degli art. 60 e segg. del 

codice civile svizzero del 10 dicembre 1907 (CC, RS 210), con sede a 

Berna (art. 1 e 2 degli Statuti della SAGW, disponibili in tedesco e 

francese). Essa è un membro dell'Associazione delle Accademie svizzere 

delle scienze (art. 1 cpv. 3 degli Statuti della SAGW, www.akademien-

schweiz.ch, consultato il 27 ottobre 2014), la quale costituisce un organo 

di ricerca che impiega mezzi finanziari della Confederazione per la ricerca 

e l'innovazione (art. 5 lett. a n. 2 vLPRI). Più dettagliatamente, 

l'Associazione delle accademie svizzere delle scienze è "l'organo di 

promozione della Confederazione incaricato di rafforzare la cooperazione 

in tutte le discipline scientifiche e tra queste ultime nonché di radicare la 

B-2395/2013 

Pagina 8 

scienza nella società" (art. 11 cpv. 1 LPRI; v. anche art. 9 vLPRI). Le 

diverse accademie, tra cui la SAGW, sono sussidiate dalla 

Confederazione per il tramite della Segreteria di Stato per la formazione, 

la ricerca e l'innovazione (SEFRI). L'impiego dei sussidi è disciplinato da 

accordi quadro e da accordi sugli obiettivi annuali di promovimento della 

ricerca, come la Convezione quadro 2013-2016 (www.sbfi.admin.ch, 

consultato il 25 settembre 2014). In quanto membro dell'Associazione 

delle accademie svizzere, la SAGW è un'organizzazione, indipendente 

dall'Amministrazione federale, che svolge compiti di diritto pubblico, così 

come esposti all'art. 11 cpv. 1 LPRI, a lei affidati dalla Confederazione 

(art. 1 cpv. 2 lett. e PA e art. 33 lett. h LTAF).  

Ne discende che il provvedimento della SAGW, emanato il 25 marzo 

2013, e qui impugnato, il quale non rientra peraltro nell'elenco dell'art. 32 

LTAF, è una decisione ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 lett. c PA (decisione 

d'irricevibilità), dimodoché questo Tribunale è competente a giudicare il 

presente ricorso. 

1.4 Il ricorrente ha diritto di ricorrere avendo partecipato al procedimento 

dinanzi all'autorità inferiore, essendo particolarmente toccato dalla 

decisione impugnata ed avendo un interesse degno di protezione 

all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 PA). I 

requisiti relativi al contenuto ed alla forma del ricorso sono soddisfatti 

(art. 52 PA). Tutti gli altri presupposti processuali sono altrettanto 

adempiuti, in particolare il ricorso è tempestivo (art. 50 cpv. 1 PA) e 

l'anticipo spese di fr. 500.- è stato versato entro il termine impartito 

(art. 63 cpv. 4 PA). Occorre quindi entrare nel merito del ricorso. 

2.  

2.1 Con il deposito del ricorso, la trattazione della causa, oggetto della 

decisone impugnata, passa al Tribunale amministrativo federale, il quale 

dispone di un pieno potere di cognizione riguardo all'applicazione del 

diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di 

apprezzamento, all'accertamento inesatto o incompleto dei fatti 

giuridicamente rilevanti, e, di principio, all'inadeguatezza (art. 49 e 

54 PA). 

2.2 Come emerge e contrario dall'art. 13 vLPRI, legge speciale rispetto 

alla PA, nella procedura di ricorso il richiedente non può far valere il 

motivo dell'inadeguatezza della decisione impugnata (art. 13 cpv. 2 vLPRI 

corrispondente all'art. 13 cpv. 3 nLPRI; cfr. anche DTAF 2014/2 

B-2395/2013 

Pagina 9 

consid. 3); per il resto, la procedura di ricorso è retta dalle disposizioni 

generali dell'amministrazione della giustizia federale (art. 13 cpv. 

4 vLPRI), ossia la PA. 

3.  

Da un punto di vista formale il ricorrente ha giustamente rilevato che la 

SAGW non ha designato lo scritto del 25 marzo 2013 come decisione, e 

nemmeno ha indicato il rimedio giuridico per opporvisi, non rispettando 

quindi le esigenze formali poste dall'art. 35 cpv. 1 e 2 PA. Ciononostante, 

questa carenza formale non ha occasionato al ricorrente nessun 

pregiudizio (art. 38 PA), non avendogli infatti impedito di inoltrare la sua 

impugnativa a questo Tribunale tempestivamente e nel rispetto dei 

requisiti previsti dalla legge. 

4.  

La SAGW promuove la ricerca conformemente ai suoi statuti e 

regolamenti, i quali necessitano dell'approvazione del Consiglio federale 

nella misura in cui disciplinano compiti per cui sono impiegati mezzi 

finanziari della Confederazione (art. 7 cpv. 2 vLPRI / art. 9 cpv. 3 LPRI). 

Essa disciplina la procedura di concessione dei suoi sussidi in conformità 

con gli art. 10 e 26-38 PA (art. 13 cpv. 1 vLPRI). 

La SAGW emana i regolamenti necessari al raggiungimento dei suoi fini 

al servizio della scienza e del paese (art. 3 e 27 lett. i degli Statuti).  

Sulla base dell'art. 27 lett. i degli Statuti, essa ha adottato, il 14 settembre 

2007, il RFin, nonché, il 9 dicembre 2011, il RSus, il quale è parte 

integrante del RFin (art. 1 cpv. 2 RFin).  

Il RFin, che consta di sei articoli, i quali dettagliano quasi esclusivamente 

questioni procedurali, stipula pure che non esiste alcun diritto 

all'ottenimento di sussidi (art. 4 cpv. 2 RFin: "Auf die Gewährung von 

Beiträgen besteht kein Rechtsanspruch").  

Ai fini di promuovere la comunicazione e lo scambio di risultati della 

ricerca a livello internazionale, il RSus prevede l'erogazione, su domanda 

documentata, di contributi per le spese di viaggio a favore, in particolare, 

delle giovani leve scientifiche (art. 1 RSus). Abilitate a richiedere tali 

sussidi sono le persone fisiche che svolgono la maggior parte della loro 

attività scientifica in Svizzera (art. 2 RSus). Contro una decisione 

negativa può essere inoltrato reclamo, entro trenta giorni dalla notifica 

della stessa, al segretariato generale della SAGW (art. 3.7 RSus). 

B-2395/2013 

Pagina 10 

Le condizioni per l'ottenimento di sussidi sono la partecipazione attiva del 

giovane ricercatore ad una conferenza scientifica all'estero, per esempio 

mediante la tenuta di una conferenza o la conduzione di una discussione 

od altri simili interventi, nonché un'età massima di trentotto anni, salvo 

eccezioni (art. 5.1 RSus). I costi presi a carico in generale sono quelli 

relativi al viaggio, mentre quelli inerenti al vitto e all'alloggio sono 

compensati unicamente alle giovani leve scientifiche (art. 5.2 RSus). Vi 

sono peraltro costi che non sono rimborsati in nessun modo (art. 5.3 

RSus).  

Alla domanda di sussidio devono essere allegati il formulario relativo ai 

costi di viaggio, un bilancio dettagliato e un piano di finanziamento, 

facente stato in particolare dei costi presi a carico dallo stesso richiedente 

o da altre istituzioni, nonché eventuali altre richieste ancora pendenti, un 

programma della manifestazione, i documenti necessari per confermare 

la partecipazione attiva alla manifestazione, come pure un curriculum 

vitae del richiedente (art. 5.4 RSus). 

Le domande di sussidio devono pervenire al segretariato generale della 

SAGW al più tardi due mesi prima della manifestazione (art. 5.4 RSus; 

"Die Gesuche müssen spätestens zwei Monate vor dem 

Veranstaltungstermin beim Generalsekretariat der SAGW eingetroffen 

sein; "Les demandes doivent parvenir à l'ASSH au plus tard deux mois 

avant la date de la manifestation").    

5.  

La vertenza in esame porta nel merito sulla questione a sapere se la 

domanda di sussidio per la copertura delle spese di viaggio presentata 

dal ricorrente sia stata inoltrata tempestivamente, rispettivamente se 

l'autorità inferiore abbia respinto la medesima a giusto titolo in quanto, a 

suo avviso, non erano dati i presupposti formali per la concessione del 

sussidio, essendo la domanda pervenuta un giorno oltre il termine di due 

mesi prima della data della manifestazione. 

Risulta dagli atti che il Convegno annuale in questione ha avuto luogo nel 

periodo dall'11 al 14 aprile 2013. Non è messo in discussione che il 

termine di 2 mesi non sia stato ossequiato a condizione che per il calcolo 

del termine si consideri effettivamente l'11 aprile 2012 quale data d'inizio 

della manifestazione. Conformemente a ciò, il ricorrente ha spiegato nel 

suo messaggio elettronico del 18 febbraio 2013 (cfr. consid. B.a) di aver 

"mancato di un giorno il termine di due mesi", avendo inoltrato la sua 

richiesta di sussidio il 12 febbraio 2013, mentre il Convegno ha avuto 

B-2395/2013 

Pagina 11 

inizio l'11 aprile 2013. Visti gli atti dell'intero incarto, questo Tribunale non 

può che confermare questa constatazione. 

Il ricorrente propone tuttavia altre due date per tentare di dimostrare che il 

giorno determinante per il calcolo retroattivo del termine di due mesi non 

sarebbe l'11 aprile 2013, vale a dire l'inizio effettivo della manifestazione, 

bensì il 13 o il 14 aprile 2013, ossia le date relative alle sue due 

partecipazioni attive alla manifestazione. 

Nella sua decisione del 25 marzo 2013 e nella sua presa di posizione del 

20 luglio 2013 (cfr. consid. B.d e G) la SAGW ribadisce che la finalità del 

termine di due mesi prima della data della manifestazione è quella, 

innanzitutto, di garantire il rispetto dei principi della parità di trattamento e 

della certezza del diritto, ciò che risulterebbe problematico se la data 

della manifestazione non corrispondesse, in definitiva, all'inizio effettivo 

della stessa, ma variasse, come proposto dal ricorrente, in funzione del 

criterio della partecipazione attiva, il quale non si lascia peraltro 

facilmente definire. In secondo luogo, il sistema adottato dalla SAGW è 

pratico e permette di trattare le richieste in modo speditivo, ciò che 

potrebbe non essere il caso se la data di riferimento per il calcolo del 

termine fosse l'ultimo giorno della manifestazione, in particolare se 

quest'ultima dovesse durare una settimana o più. Per finire, secondo il 

dire della stessa SAGW, il sistema attuale di calcolo del termine è molto 

apprezzato dalla maggior parte dei richiedenti i sussidi per spese di 

viaggio. 

5.1 Dapprima si pone la questione a sapere se la disposizione di cui 

all'art. 5.4 RSus statuisce un termine di perenzione, vale a dire se la 

scadenza infruttuosa del termine per inoltrare la domanda di sussidio 

comporta l'estinzione del diritto di trattazione di tale richiesta e con ciò 

dell'aspettativa di concessione del sussidio, oppure rappresenti solo un 

termine di natura ordinatoria e quindi eventualmente prorogabile o 

suscettibile di essere applicato nel singolo caso in maniera adattata o 

meno rigorosa.  

5.1.1 Un procedimento comporta tutta una serie di azioni che possono 

protrarsi su lassi di tempo di diversa lunghezza. La durata di certi termini 

è fissata dal legislatore (cosiddetti termini di legge). Altri termini sono 

fissati dall'autorità o dal giudice (cfr. BERNARD MAITRE/VANESSA 

THALMANN/FABIA BOCHSLER in: Waldmann/Weissenberger [ed.], 

Praxiskommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren, 

n. a margine 4 ad art. 22 PA).  

B-2395/2013 

Pagina 12 

I termini legali configurano di principio termini perentori. Perenzione 

significa che un diritto è estinto se l'avente diritto rispettivamente l'onorato 

non compie una determinata azione entro un dato termine. Per il 

Tribunale federale si parla di perenzione non soltanto quando ragioni di 

sicurezza del diritto ma anche considerazioni di tecnica amministrativa 

implicano che i rapporti giuridici siano stabiliti definitivamente senza che 

tale durata possa essere prorogata per il tramite di un atto di interruzione 

(cfr. DTF 125 V 262 consid. 5a, sentenza del Tribunale federale 

2C_756/2010 del 19 gennaio 2011 consid. 3.2.2).  

Occorre fare una distinzione tra i termini di perenzione ed i termini 

d'ordine. Nel caso di termini fissati in norme di grado inferiore non si tratta 

senza eccezioni di termini di perenzione, ma in parte anche di termini 

ordinatori. Questi ultimi servono a garantire l'andamento ordinato della 

procedura e non hanno effetti estintivi. La proroga di un termine d'ordine 

rimane in principio esclusa, tuttavia, l'atto procedurale può 

eccezionalmente essere eseguito ancora dopo la scadenza del termine 

per quanto e finché lo svolgimento ordinato della procedura non lo 

escluda (sentenze del Tribunale amministrativo federale A-3454/2010 del 

19 agosto 2011 consid. 2.3, 2.3.1 e B-2616/2013 dell'11 settembre 2014 

consid. 3.1). I termini ordinati dall'autorità o dal giudice rivestono il 

carattere di un termine perentorio soltanto se sono stati fissati in quanto 

tali e nel contempo l'autorità o il giudice rendono attenti sulle 

conseguenze dell'inosservanza (cfr. art. 23 PA). Ove necessario, 

mediante interpretazione può essere individuata quale importanza va 

attribuita ad un termine (sentenze del Tribunale amministrativo federale 

A-3454/2010 del 19 agosto 2011 consid. 2.3, 2.3.1e B-2616/2013 

dell'11 settembre 2014 consid. 3.1). 

I termini fissati da un'autorità possono avere effetti in caso di mancata 

osservanza nella misura in cui l'autorità richiama espressamente 

l'attenzione sulle conseguenze derivanti dall'intempestività (cfr. art. 23 

PA). Per conseguenze di notevole entità come può esserlo in particolare 

l'estinzione di diritti materiali si richiede tuttavia una base legale 

sufficientemente determinata (cfr. B-2616/2013 dell'11 settembre 2014 

consid. 3.1 e dottrina ivi menzionata).  

5.1.2 La procedura vertente sull'attribuzione dei sussidi per le spese di 

viaggio si è svolta sulla base del Regolamento della SAGW del 

9 dicembre 2011. Quest'ultimo è stato rilasciato in base all'art. 27 lett. i 

dello Statuto della SAGW e all'art. 9 cpv. 3 nLPRI (dal contenuto identico 

all'art. 7 cpv. 2 vLPRI; cfr. preambolo e art. 1 RSus) Il disposto di legge 

B-2395/2013 

Pagina 13 

menzionato autorizza ed obbliga le istituzioni di promozione della ricerca 

di disciplinare le attività di promozione nei loro statuti e regolamenti i 

quali, nella misura in cui disciplinino compiti per cui sono impiegati mezzi 

finanziari della Confederazione, devono essere approvati dal Consiglio 

federale.   

In una prima fase occorre esaminare se l'art. 7 cpv. 2 vLPRI 

rispettivamente l'art. 9 cpv. 3 nLPRI configurano una norma di 

delegazione sufficiente su cui l'autorità inferiore può fondare le regole di 

procedura per l'ottenimento di sussidi per le spese di viaggio, in particolar 

modo la regolamentazione dei termini di inoltro delle domande di 

sussidio.  

5.1.2.1 Il Regolamento per l'attribuzione dei sussidi per le spese di 

viaggio (RSus) è stato emanato dal Comitato della SAGW sulla base 

dell'art. 27 lett. i dello Statuto della SAGW. Esso disciplina, tra le altre 

cose, i principi di base (l'art. 1 richiama l'art. 9 cpv. 3 nLPRI), il gruppo dei 

richiedenti (art. 2), la procedura d'esame delle richieste (art. 3), i principi 

dell'attribuzione dei sussidi (art. 4), le condizioni per l'ottenimento dei 

sussidi e le spese che autorizzano al rimborso (art. 5) e in special modo 

la condizione che le domande devono pervenire al più tardi due mesi 

prima della data della manifestazione presso il Segretariato generale 

della SAGW (art. 5.4). In virtù degli oggetti previsti, il Regolamento in 

questione ha carattere normativo e rappresenta un atto generale-astratto 

di livello inferiore, paragonabile ad un'ordinanza del Consiglio Federale o 

ad un regolamento d'esame.   

5.1.2.2 Le ordinanze che si fondano direttamente sulla Costituzione 

federale sono chiamate ordinanze indipendenti, mentre quelle dipendenti 

si fondano su una delega legislativa.  

Il rispetto del principio di legalità nell'ambito di una delega di competenza 

legislativa è dedotto dal principio della separazione dei poteri e va 

normalmente invocato in relazione ad esso (DTF 129 I 161 consid. 2.1; 

cfr. pure sentenza 2C_118/2011 del 21 novembre 2011 consid. 4.1). In 

particolare, il principio della separazione dei poteri vieta al potere 

esecutivo di emanare delle regole di diritto, a meno che ciò non avvenga 

nell'ambito di una valida delega legislativa (DTF 118 Ia 305 consid. 1a). 

Una delega adempie queste condizioni se una norma costituzionale non 

la vieta, se è prevista da una legge formale, se è limitata a una materia 

determinata e se la legge stessa enuncia nelle sue grandi linee le regole 

B-2395/2013 

Pagina 14 

fondamentali (DTF 118 Ia 245 consid. 3b pag. 247 seg.; 117 Ia 328 

consid. 4 pag. 335).  

Inoltre si fa una distinzione fra le ordinanze d'esecuzione e le ordinanze 

sostitutive anche se spesso le ordinanze hanno un contenuto misto 

formato da semplici regole d'esecuzione e allo stesso tempo di regole 

primarie (cfr. PASCAL MAHON, Droit constitutionnel, Institutions, juridiction 

constitutionnelle et procédure, Volume I, 3a edizione, 2014, n. a margine 

198).  

Un'ordinanza d'esecuzione è volta a concretizzare e precisare quanto la 

legge ha espressamente voluto indicare in termini vaghi e indistinti. Ne 

consegue che essa deve muoversi nel quadro tracciato dal legislatore 

ANDREAS AUER/GIORGIO MALINVERNI/MICHEL HOTTELIER, Droit 

constitutionnel suisse, Volume I, Berna 2013, n. a margine 1600 segg.).  

Un'ordinanza sostitutiva, fondata su una delega legislativa, introduce 

delle nuove regole che normalmente dovrebbero figurare nella legge, vale 

a dire delle regole primarie che impongono nuovi obblighi e conferiscono 

nuovi diritti; le ordinanze sostitutive non si limitano a precisare l'atto 

legislativo su cui poggiano, bensì lo completano e si sostituiscono a 

quest'ultimo (AUER/MALINVERNI/HOTTELIER, op. cit., n. 1607 segg.).  

Trattandosi nella fattispecie di un'ordinanza dipendente emanata in virtù 

di una regolamentazione di livello legislativo, lo scrivente Tribunale 

esamina se il Consiglio federale o l'ente delegato è rimasto entro i limiti 

dei poteri conferitigli dalla legge. Se la delega legislativa concede al 

Consiglio federale o all'altro ente delegato un potere di apprezzamento 

molto ampio per fissare le disposizioni di esecuzione, allora detta 

clausola vincola lo scrivente Tribunale (art. 190 Cost.). In tale evenienza, 

esso non può sostituire il proprio potere di apprezzamento a quello del 

Consiglio federale o dell'altro ente delegato e si limita ad esaminare se la 

normativa esecutiva sconfini manifestamente dal quadro di competenze 

delegatele o se, per altri motivi, sia contraria alla legge o alla 

Costituzione. Il Consiglio federale o l'altro ente delegato sopporta la 

responsabilità dell'efficacia delle misure ordinate. Non incombe infatti al 

Tribunale esprimersi sulla loro adeguatezza dal profilo economico o 

politico (cfr. DTAF 2009/6 intero consid. 5.1; sentenza del Tribunale 

federale A-2032/2013 del 27 agosto 2014 intero consid. 2.3 e 2.4.6 seg.; 

ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren vor 

dem Bundesverwaltungsgericht, 2., vollständig überarbeitete und 

B-2395/2013 

Pagina 15 

erweiterte Auflage, 2013, n. a margine 2.177 seg.; per il Tribunale 

federale v. DTF 137 III 217 consid. 2.3 pag. 220 seg. con riferimenti). 

5.1.2.3 Conformemente al testo chiaro dell'art. 7 cpv. 2 vLPRI (ed anche 

a quello dell'art. 9 cpv. 3 nLPRI) emerge che il legislatore ha 

completamente affidato all'autorità inferiore in qualità di istituzione di 

promozione della ricerca di emanare statuti e regolamenti al fine di 

disciplinare le attività di promozione. Vi è quindi ragione di ammettere che 

una simile norma di delegazione conferisce all'autorità inferiore un 

margine di apprezzamento molto ampio e che, per prassi costante, la 

preferenza accordata dal legislatore all'ente delegato vincola lo scrivente 

Tribunale. La delega è notevole, in quanto si estende al rilascio di statuti 

e regolamenti per disciplinare le attività di promozione a prescindere dal 

fatto che per detti compiti siano impiegati mezzi finanziari della 

Confederazione o meno. Ne si deduce che il rilascio dell'insieme delle 

norme relative alle condizioni d'ottenimento di sussidi per le spese di 

viaggio ed alla procedura corrispondente rientra senz'altro nei limiti fissati 

dalla delega legislativa. In questo senso, il Regolamento per l'attribuzione 

dei sussidi per le spese di viaggio si apparenta ad un'ordinanza 

dipendente sostitutiva. 

Dal punto di vista del principio della legalità appare ovvio e del resto 

nemmeno il ricorrente lo contesta in maniera sostanziata che l'ente 

delegato, vale a dire l'autorità inferiore, possa essere ritenuto autorizzato, 

in virtù dell'art. 7 cpv. 2 vLPRI, anche a fissare i termini per l'inoltro delle 

domande di sussidio nel quadro dei compiti che devono e possono 

essere disciplinati dalle istituzioni di promozione della ricerca. Di 

conseguenza, detta norma esecutiva di cui all'art. 5.4 RSus rientra 

manifestamente nel quadro di competenze delegate all'autorità inferiore.  

5.1.3 Resta inoltre da esaminare, nei limiti del potere d'esame dello 

scrivente Tribunale (cfr. consid. 5.1.2.2 i.f.), se la durata del termine entro 

il quale devono pervenire le richieste di sussidio all'autorità inferiore sia 

conforme al diritto, segnatamente al principio della proporzionalità e del 

divieto di formalismo eccessivo.  

5.1.3.1 Un'interpretazione conforme al testo dell'art. 5.4 RSus porta a 

concludere che le domande devono pervenire alla SAGW due mesi prima 

della data dell'inizio della manifestazione. Detto disposto non menziona 

però espressamente quali possano essere le conseguenze 

dell'inosservanza del termine, rimanendo silente sulla questione a sapere 

se le domande pervenute tardivamente possano essere considerate o 

B-2395/2013 

Pagina 16 

meno. Dal senso e dallo scopo dell'art. 5.4 RSus, ossia secondo 

un'interpretazione teleologica, risulta che nelle procedure d'esame delle 

richieste di sussidio ne va di poter notificare al richiedente la decisione 

sulla sua domanda in modo efficiente e speditivo, prima dell'inizio della 

manifestazione corrispondente. A tale scopo occorre mettere a 

disposizione delle autorità un congruo lasso di tempo minimo per la 

trattazione delle domande. Nelle procedure per l'esame di richieste di 

sussidio è insita una certa urgenza sia nell'accertamento della fattispecie 

rilevante sia nel rendere la decisione. Nel caso di specie, va considerato 

che, secondo la risposta dell'autorità inferiore, la media delle richieste 

inoltrate dal 2008 al 2012 si aggira attorno alle 287 richieste all'anno, con 

tendenza in aumento (2008: 203; 2009: 264; 2010: 302; 2011: 267; 

2012: 399). Si tratta di accordare sussidi per le spese di viaggio ad uno 

svariato numero di richiedenti sulla base di un credito stanziato per un 

anno, dimodoché che la concessione del sussidio deve essere decisa 

prima di un certo termine (cfr. anche sentenza del Tribunale 

amministrativo federale B-2616/2013 dell'11 settembre 2014 consid. 3.4), 

in questo caso prima dell'inizio della manifestazione anche per dare ai 

richiedenti la possibilità di organizzarsi, soprattutto nell'evenienza di un 

rifiuto della loro domanda. 

In base alle regole dell'interpretazione suesposte, si deve concludere 

all'effetto perentorio del termine, altrimenti le domande di sussidio non 

potrebbero essere evase in tempo debito rispettivamente prima dell'inizio 

della manifestazione. Inoltre, riflessioni circa la preventivazione dei mezzi 

a disposizione sono parimenti suscettibili di andare a favore di un termine 

di natura perentoria. A prescindere dalla necessità incontestata di 

vincolare l'inoltro di una domanda di sussidio ad un termine, anche il 

principio della parità di trattamento impone il rispetto rigoroso dei termini. 

5.1.3.2 Certo, in principio, la fissazione di un termine perentorio dovrebbe 

comparire in una base legale sufficientemente determinata 

(cfr. consid. 5.1.1 i. f.). Considerato che, come si è visto, l'autorità 

inferiore dispone in questo ambito di un margine di manovra 

particolarmente ampio a cui lo scrivente Tribunale è per costante prassi 

vincolato, visto che in ogni caso non sussiste un diritto alla concessione 

di sussidi per le spese di viaggio e tenuto conto che i diritti fondamentali 

del ricorrente non sono pregiudicati perlomeno in modo grave, non 

possono essere poste condizioni troppo elevate alla base legale. Tale 

requisito va quindi relativizzato nel caso di specie. Secondo il corso 

ordinario delle cose e l'esperienza generale della vita, qualsiasi persona 

avrebbe dovuto giungere senza difficoltà alla conclusione che, se una 

B-2395/2013 

Pagina 17 

domanda deve essere depositata presso l'autorità inferiore entro un certo 

termine come previsto all'art. 5.4 RSus, l'inosservanza di tale termine 

comporta che la domanda non può più essere presa in considerazione. 

Anche nell'evenienza di dover ritenere inesigibile dal ricorrente ch'egli 

consultasse il RSus, occorre comunque rilevare che nel formulario da lui 

compilato per la sua domanda di sussidio era espressamente specificato 

"spätestens 2 Monate vor Reisedatum bei der SAGW eingetroffen", 

dimodoché egli era perfettamente a conoscenza della durata dei termini 

per depositare la sua richiesta. 

5.1.3.3 Visto quanto precede è possibile concludere che vi è un interesse 

pubblico a garantire il disbrigo ordinario delle richieste di sussidio e che 

anche in osservanza del principio della parità di trattamento è necessario 

che le richieste pervengano all'autorità inferiore entro un certo termine da 

osservare rigorosamente. Non vi sono indizi concreti per affermare che il 

termine di due mesi statuito all'art. 5.4 RSus sia generalmente troppo 

corto o altrimenti inadeguato. Ne consegue che le richieste ricevute dopo 

tale termine non possono più essere considerate.  

Poggiando su criteri oggettivi, la durata del termine di cui all'art. 5.4 RSus 

è conforme alla legge e non viola alcun principio costituzionale, 

rispettando segnatamente il principio della proporzionalità e della parità di 

trattamento. 

5.2 In secondo luogo si pone la questione di sapere come debba essere 

intesa la determinazione del termine conformemente al contenuto 

dell'art. 5.4 RSus, rispettivamente a partire da quando deve essere 

effettuato il calcolo retroattivo dei due mesi per poter definire in modo 

preciso l'inizio e la scadenza del termine. La nozione di 

"Veranstaltungstermin" nel testo tedesco rispettivamente di "date de la 

manifestation" nel testo francese dell'art. 5.4 RSus non sembrano a prima 

vista fare riferimento alla durata di una manifestazione.  

5.2.1 I contributi per le spese di viaggio sono versati in relazione ad una 

rappresentanza personale o ad una partecipazione attiva ai sensi 

dell'art. 5.1.3 e 5.1.1 seg. RSus. Il ricorrente fa valere in sostanza di aver 

partecipato attivamente alla manifestazione sull'arco di due date, l'11 e il 

13 aprile 2013, cosicché la sua domanda dovrebbe essere considerata 

tempestiva almeno riguardo alla seconda data.  

5.2.2 Molte delle manifestazioni per la cui partecipazione viene inoltrata 

una domanda di sussidio dovrebbero tuttavia protrarsi su un determinato 

B-2395/2013 

Pagina 18 

periodo di tempo che va da pochi fino a parecchi giorni. In questi casi non 

è arbitrario conformarsi all'inizio della manifestazione per il calcolo del 

termine, altrimenti il termine potrebbe variare notevolmente a seconda 

della durata della manifestazione, ciò che non terrebbe conto o terrebbe 

meno conto dello scopo della disposizione di cui all'art. 5.4 RSus. D'altro 

canto non appare escluso basarsi, per il calcolo del termine, su una data 

precisa all'interno di una manifestazione di parecchi giorni, a condizione 

che la domanda, in questo punto, sia formulata in modo chiaro e che le 

rimanenti circostanze del caso concreto siano propense a sostenere un 

simile punto di vista. Per questo motivo va esaminato sulla base della 

domanda e di eventuali ulteriori documenti se il ricorrente può a giusto 

titolo far valere di aver inoltrato la propria domanda espressamente per 

due singole date, quasi indipendenti tra loro, che in pratica coincidono 

con la sua partecipazione attiva alla manifestazione.  

5.2.3 Nel caso concreto, il ricorrente ha presenziato a tutte le giornate del 

Convegno (cfr. scritto del 5 giugno 2013: "[…] partecipazione a una 

dozzina di workshop durante l'intera durata del convegno […]), e non 

solamente dall'11 al 13 aprile 2013, come si può a volte avere 

l'impressione leggendo gli atti (cfr., per es., l'"Antrag für 

Reisekostenzuschüsse", dove, alla voce "Datum, Aufenthaltsdauer", è 

indicato "11. - 13.04.2013").  

A tale riguardo va ritenuto che entrambe le date menzionate dal ricorrente 

fanno parte della stessa manifestazione. Su questo sfondo 

l'argomentazione del ricorrente, volta a suddividere il Convegno in due 

parti per poi considerare il giorno della sua ultima partecipazione attiva 

quale data determinante per il calcolo retroattivo di due mesi, può essere 

vista come un'elusione o un abuso del diritto tendente a svuotare il 

termine di cui all'art. 4.4 RSus del proprio senso e della propria rilevanza. 

Le informazioni relative alle date del Convegno riportate dal ricorrente 

nella sua domanda (11. – 13.4.2013) vanno intese nel senso della durata 

della manifestazione e non di una semplice informazione su una singola 

data. Sulla scorta delle allegazioni finora esposte appare quindi palese 

basarsi sulla data d'inizio della manifestazione, vale a dire l'11 aprile 2013 

per calcolare il termine. Anche nell'evenienza in cui si dovesse partire da 

due date singole ossia l'11 e il 13 aprile 2013 per la medesima 

manifestazione, dovrebbe essere la data dell'11 aprile 2013 ad essere 

considerata, per analogia, come quella determinante per il calcolo del 

termine. Nella domanda è espressamente menzionata la durata della 

manifestazione (11. – 13.4.2013) e non la data singola del 13 aprile 2013, 

B-2395/2013 

Pagina 19 

oltre a ciò vengono fatte valere tra l'altro spese di soggiorno per la durata 

di 4 notti.  

5.3 Visto quanto precede, deve essere constatato che il termine utile 

ultimo per inoltrare la domanda di sussidio è scaduto effettivamente 

l'11 febbraio 2013. Ciò significa che la domanda, inviata dal ricorrente alla 

SAGW il 12 febbraio 2013, dall'autorità inferiore, è giustamente stata 

considerata tardiva.    

6.  

Il ricorrente solleva altre censure nella sua impugnativa (cfr. consid. C), 

passate in rivista qui di seguito. 

6.1 La censura, secondo la quale il fatto che il RFin non sia direttamente 

accessibile al pubblico costituisce una violazione dell'art. 6 cpv. 3 LTras, 

applicabile di principio alla SAGW (art. 2 cpv. 1 lett. b LTras), deve essere 

respinta, nella misura in cui il ricorrente avrebbe potuto chiedere alla 

SAGW, appellandosi all'art. 6 cpv. 2 LTras, una copia del detto 

regolamento, realizzando così il suo diritto di consultare i documenti 

ufficiali, garantitogli dall'art. 6 cpv. 1 LTras.  

6.2 L'ulteriore censura, relativa alla circostanza che il RSus esiste solo in 

lingua tedesca e francese, merita di per sé attenzione, però, considerato 

che il ricorrente padroneggia sia il tedesco che il francese, come si evince 

chiaramente dagli atti all'incarto, ciò non gli ha occasionato nessun 

pregiudizio né dinanzi alla SAGW, né dinanzi a questo Tribunale. 

Peraltro, è necessario considerare che la SAGW è un'associazione, ossia 

un'organizzazione di diritto privato, e, in quanto tale, non appartiene 

all'Amministrazione federale, anche se assume compiti di diritto pubblico 

(cfr. consid. 1.2 e 1.3). Ciò significa che le disposizioni della legge 

federale sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità 

linguistiche del 5 ottobre 2007 (LLing, RS 441.1), legge adottata in 

particolare sulla base dell'art. 70 della Costituzione federale del 18 aprile 

1999 (Cost., RS 101; cfr. art. 70 cpv. 1 Cost.: "Le lingue ufficiali della 

Confederazione sono il tedesco, il francese e l'italiano […]), non le sono 

di principio applicabili, salvo eccezioni (cfr. art. 4 LLing).  

6.3 Il ricorrente lamenta un formalismo eccessivo da parte della SAGW 

sullo sfondo del "ritardo così esiguo" nell'inviare la propria domanda di 

sussidio. Egli ritiene che l'art. 5.4 RSus violi il principio della 

proporzionalità esigendo l'inoltro delle domande di sussidio entro un 

termine di due mesi prima della manifestazione.  

B-2395/2013 

Pagina 20 

Il ricorrente misconosce che, per consolidata prassi, le forme e regole 

processuali sono indispensabili per assicurare un ordinato svolgimento 

del processo, garantire la parità di trattamento e l'applicazione del diritto 

materiale (DTF 114 Ia 34 consid. 3 pag. 40 con rinvii). Vi è formalismo 

eccessivo, che viola l'art. 29 cpv. 1 Cost., soltanto qualora l'applicazione 

severa delle norme di procedura non è giustificata da nessun interesse 

degno di protezione, diviene pertanto fine a se stessa e complica in 

maniera insostenibile la realizzazione del diritto materiale o l'accesso ai 

tribunali. L'eccesso di formalismo può risiedere sia nella regola di 

comportamento imposta dalla norma di procedura in questione, sia nella 

sanzione che una violazione di tale regola implica (cfr. DTF 135 I 6 

consid. 2.1, 134 II 244 consid. 2.4.2 pag. 248; DTF 132 I 249 consid. 5 

pag. 253; 130 V 177 consid. 5.4.1 pag. 183 con rispettivi rinvii).  

Lo scrivente Tribunale ha già avuto modo di accertare che la concreta 

norma di procedura di cui all'art. 5.4 RSus è coperta da una delegazione 

del legislatore (art. 7 cpv. 3 vLPRI) e che nel quadro del mandato 

conferitogli da quest'ultimo l'autorità delegata ha osservato i principi della 

parità di trattamento e della proporzionalità, statuendo sulla durata del 

termine di due mesi prima della data della manifestazione per il deposito 

delle domande (consid. 5.1.2.3 e 5.1.3.1 segg.). Il Tribunale non può, né 

deve mettersi al posto dell'autorità inferiore o del Consiglio federale che 

approva i regolamenti della SAGW nella misura in cui sono toccati mezzi 

finanziari della Confederazione (cfr. consid. 4). Va inoltre rilevato che ogni 

applicazione di disposizioni contenenti termini dall'effetto perentorio può 

comportare conseguenze di un certo rigore. Tale circostanza è inevitabile 

e non può avere come conseguenza la possibilità di derogare dai termini 

nel singolo caso, altrimenti risulterebbero compromessi l'ordinario 

disbrigo delle pratiche, il principio della parità di trattamento e la sicurezza 

del diritto. Va infine rimarcato che il ricorrente non ha sollevato né solleva 

eventuali motivi di restituzione del termine ch'egli non ha potuto 

ossequiare. Egli non dimostra neppure di non aver compreso la portata 

delle conseguenze derivanti dall'inosservanza del termine. 

In concreto, nella misura in cui l'autorità inferiore non ha preso in 

considerazione la domanda di sussidio del ricorrente per essere stata 

depositata in mancato ossequio del termine previsto all'art. 5.4 RSus, non 

può essere quindi riscontrato alcun formalismo eccessivo.  

6.4 Finalmente il ricorrente afferma una violazione dell'art. 33a (recte: 

33b) PA nella misura in cui il RSus non prevede alcuna procedura di 

accordo amichevole e di mediazione. 

B-2395/2013 

Pagina 21 

Le disposizioni della PA si applicano alla procedura relativa alle domande 

di sussidio per spese di viaggio indipendentemente dal fatto che siano o 

che non siano riprese nel RSus (art. 1 cpv. 1 PA). Per il resto, non si può 

che rinviare per analogia al consid. 6.3 e sottolineare che il Tribunale non 

funge da legislatore e che la procedura di accordo amichevole e di 

mediazione presuppone un certo margine di manovra nel trovare una 

soluzione bonale, il che non è necessariamente dato quando si tratta 

della questione a sapere se un termine legale sia stato ossequiato o 

meno. Per il resto, secondo il testo legale dell'art. 33 b PA non si deve 

partire da un obbligo delle autorità di concludere una procedura con un 

accordo amichevole o tramite mediazione. 

7.  

Tenuto conto di tutte le considerazioni che precedono, il ricorso deve 

essere respinto e la decisione impugnata confermata. 

8.  

Le spese processuali seguono la soccombenza (art. 63 cpv. 1 PA) e 

vanno quindi poste a carico del ricorrente. Esse vengono fissate in 

fr. 500.- e sono computate con l'anticipo di pari importo versato dal 

ricorrente versato il 7 maggio 2013.  

In conformità con l'art. 64 cpv. 1 PA, e tenuto conto dell'esito della 

procedura, non si assegnano al ricorrente indennità per spese ripetibili. 

Per quanto concerne la SAGW, qui assimilabile ad un'autorità federale di 

prima istanza (cfr. consid. 1.2), essa non ha diritto ad un'indennità a titolo 

di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse 

e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).  

9.  

La presente decisione è definitiva e non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. k della legge 

del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).   

  

B-2395/2013 

Pagina 22 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese procedurali di fr. 500.- sono messe a carico del ricorrente e 

computate con l'anticipo versato il 7 maggio 2013. 

3.  

Non sono versate spese ripetibili.  

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (raccomandata; allegati di ritorno); 

– autorità inferiore (raccomandata; allegati di ritorno). 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Francesco Brentani Corrado Bergomi 

 

 

 

Data di spedizione: 10 dicembre 2014