# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b8676543-2e65-5767-b028-780c4e1ad1d7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-06-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 22.06.2005 60.2005.169
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2005-169_2005-06-22.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2005.169

   

  	
  Lugano

  22 giugno
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per
statuire sull’istanza 27.5/7.6.2005 presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1 

   

  
	
   

  	
  tendente ad
  ottenere l’accesso agli atti di un procedimento penale a carico dell’ex
  marito PI 2, __________ (inc. ABB __________);

  	 

 

	
   

  	
   

  

premesso che l’istanza
è stata indirizzata al Ministero pubblico e da questo trasmessa a questa Camera
in data 6/7.6.2005 con scritto accompagnatorio del procuratore pubblico Fiorenza
Bergomi;

 

 

richiamate le
osservazioni 13.6.2005 del procuratore pubblico, che si rimette al giudizio di
questa Camera;

 

 

richiamate inoltre
le osservazioni di PI 2 del 14/15.6.2005, che non autorizza l’accesso agli
atti;

 

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

 

considerato

 

 

in fatto ed
in diritto

 

                                   1.   In
data __________, presso l’abitazione degli allora coniugi IS 1 e PI 2 interveniva
la polizia cantonale a seguito di un ferimento con arma da fuoco. In base al
rapporto preliminare di polizia del __________ risulta che il ferimento era intervenuto
a seguito di un incidente. Di conseguenza il procuratore pubblico allora
competente decise in un primo momento un abbandono interno (__________) e
successivamente, a richiesta di PI 2 ed a fini assicurativi, un formale
abbandono in data __________ (ABB __________).

 

 

                                   2.   Con
l’istanza qui in esame l’ex moglie, vittima dell’incidente, chiede ad oltre
quindici anni di distanza di poter avere accesso agli atti dell’inchiesta
preliminare allora compiuta ed in particolare alla documentazione del Sir,
adducendo di essere stata allora in uno stato di shock, che in quel momento le
avrebbe impedito di fare una denuncia contro l’ex marito, e che oggi ancora le
impedirebbe di ricordare l’accaduto e di dimenticare.

 

 

                                   3.   Nelle
proprie osservazioni PI 2 si oppone all’accesso agli atti sia per l’intervenuta
prescrizione, sia perché si era trattato di un incidente come accertato dalla
polizia, sia per evitare che, a seguito dell’accesso agli atti, possano
conseguire eventuali ingiurie o diffamazioni nei suoi confronti.

 

 

                                   4.   L’art.
27 CPP in vigore dall’1.1.1996, che ha precisato e completato il previgente
art. 8 vCPP, con riferimento anche alla giurisprudenza del Tribunale federale
(cfr. DTF 110 Ia 83 e 95 I 108), stabilisce che “oltre ai casi previsti dal
presente codice, la Camera dei ricorsi penali può permettere l’ispezione degli
atti di un processo e l’estrazione di copie a chi giustifica un interesse
giuridico legittimo che prevale sui diritti personali delle persone implicate
nel processo, segnatamente su quelli delle parti, del denunciante, dei
testimoni e dei periti. La Camera dei ricorsi penali fissa le modalità
dell’ispezione”.

 

 

                                   5.   Nel
presente caso, l’istante adduce quale motivo della richiesta lo stato di shock
che le avrebbe impedito allora di denunciare il marito ed ora di ricordare e di
dimenticare. Posto che in nessun modo e con nessun documento è dimostrato
questo stato di shock (di allora e perdurante fino ad oggi), ritenuto che dai
fatti sono trascorsi più di quindici anni, considerato inoltre che le parti si
sono divorziate, questa Camera ritiene non essere dato un interesse giuridico
legittimo, in particolare con il rischio che l’accesso agli atti possa aprire
diatribe tra gli ex coniugi. 

 

 

                                   6.   Il
diritto di esaminare gli atti sancito dall'art. 29 cpv. 2 CF si estende anche
oltre la litispendenza. In effetti è possibile che una parte o un terzo possano
fare valere in modo conveniente i loro diritti solo prendendo conoscenza degli
atti di una procedura ormai conclusa. In questo caso il richiedente deve far
valere un interesse degno di protezione. Questo diritto può essere ristretto o
soppresso nella misura in cui l'interesse pubblico, o l'interesse di terzi,
esiga che tutto o parte del documento sia tenuto segreto. In virtù del
principio della proporzionalità, l'autorità deve autorizzare l'accesso agli
atti dei quali la consultazione non comprometta gli interessi in gioco (DTF 126
I 7, 122 I 153, 118 Ia 488, 113 Ia 1, 113 Ia 257, 112 Ia 97, 110 Ia 83 e 95 I
103; RDAT n. 56/II-1996; sentenza TF del 18.9.1991 pubblicata in ZBl 93 (1992),
p. 362; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches
Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 55 n. 17; G. PIQUEREZ, Procédure pénale
suisse, Zurigo 2000, n. 788 e 2489). In generale, chi è stato parte in un
procedimento può far valere un tale interesse; tuttavia occorre considerare
anche l'interesse del terzo (DTF 110 Ia 83). 

 

                                         I
criteri giurisprudenziali appena evocati trovano la loro applicazione anche
nell'ambito della procedura penale, dove la portata e l'estensione del diritto
di essere sentito - e pertanto di quello di consultare gli atti - si
determinano in base agli interessi presenti e alle circostanze del caso (DTF
111 Ia 273; RDAT n. 29/1989). L'autorità chiamata ad evadere un'istanza volta
all'esame degli atti di un procedimento già concluso deve pertanto procedere ad
un'attenta e coscienziosa ponderazione degli interessi contrapposti ed anche in
presenza di un interesse pubblico o privato preponderante, che prevalga cioè su
quello del richiedente, deve comunque determinarsi conformemente al principio
della proporzionalità (DTF 122 I 153, 118 Ia 488 e 113 Ia 257; RDAT II-1994 n.
19).

 

 

                                   7.   Nel
presente caso, vista per un verso la mancata prova dell’esistenza di un
interesse giuridico legittimo da parte dell’istante, per altro verso le
legittime obbiezioni addotte da PI 2, quest’ultime devono, allo stato attuale,
prevalere.

 

 

                                   8.   Per
questi motivi, l’istanza è respinta. La tassa di giustizia e le spese sono
poste a carico dell’istante.

 

 

Per questi motivi, 

visti gli art.
27 CPP, l’art. 39 lit. f LTG, ed ogni altra norma applicabile,

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L’istanza
è respinta.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 120.-- e le spese di CHF 30.--, per complessivi CHF
150.-- (centocinquanta), sono poste a carico di IS 1, __________.

 

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  -;

  - sede 

    (con l’inc. di
  ritorno);

  -. 

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  1. PI 1 

  2. PI 2 

   

  

Per la Camera
dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             La
segretaria