# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 666d6d95-9397-53b4-848b-40897f1e0d70
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-10-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.10.2015 32.2015.31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2015-31_2015-10-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2015.31

   

  TB

  	
  Lugano

  27 ottobre 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 19 febbraio 2015 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 21 gennaio 2015 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                                  A.   RI
1, nato nel 1957 e attivo quale giardiniere, dal 1° aprile 2000 ha beneficiato
di una mezza rendita di invalidità (grado AI del 50%) attribuitagli il 1°
febbraio 2001 (doc. 34) e di una riqualifica professionale in campo informatico.

Il suo grado di incapacità di guadagno è
stato quindi ricalcolato (44%) e con decisione del 3 giugno 2005 (doc. 165) l’Ufficio
AI ha ridotto il diritto alla rendita ad un quarto dal 1° dicembre 2004 (doc.
162). A seguito di un presunto peggioramento, l’assicurato è stato sottoposto
ad una perizia reumatologica (doc. 185) che ha portato alla decisione dell’amministrazione
del 18 ottobre 2007 (doc. 189) di non aumento del grado di invalidità.

Nel corso del 2010 il diritto
dell’assicurato è stato oggetto di una revisione (doc. 192) a seguito della
quale il 5 ottobre 2011 (doc. 211) l’Ufficio assicurazione invalidità ha soppresso
la rendita, perché l’assicurato aveva raggiunto un completo recupero della sua
capacità di guadagno. L’assicurato ha interposto ricorso e con sentenza del 15
febbraio 2012 (32.2011.300) questo Tribunale ha stralciato la causa dai ruoli
per intervenuta transazione fra le parti, nel senso che l’Ufficio AI avrebbe
effettuato i necessari accertamenti economici e reso una nuova decisione.

Infatti, esperita un’inchiesta per
l’attività professionale indipendente e riscontrata una perdita economica del
34%. (doc. 229), il 19 novembre 2012 (doc. 240) l’UAI ha emanato una nuova decisione
di soppressione del diritto alla rendita retroattivamente dal 31 ottobre 2011.

Il 26 marzo 2013 (doc. 241)
l’assicurato ha inoltrato una nuova domanda di prestazioni che, alla luce dei
certificati medici prodotti, ha dato luogo alla decisione del 31 maggio 2013
(doc. 247) di non entrata in materia per l’assenza di un peggioramento.

 

                                  B.   Il
15 settembre 2014 (doc. 256) RI 1, rappresentato da RA 1, ha chiesto
all’Ufficio AI di riaprire il caso adducendo un peggioramento del suo stato di
salute e la presenza di “problemi psicologici gravi”, osservando che avrebbe
trasmesso a breve degli atti medici.

 

                                  C.   Non
ricevendo alcun documento, con il progetto di decisione del 28 ottobre 2014
(doc. 261) l’amministrazione non è entrata in materia sulla nuova richiesta di
prestazioni.

Dopo avere chiesto (docc. 262 e 264) ed
ottenuto delle proroghe (doc. 263), il 7 gennaio 2015 (doc. 265) l’interessato
ha trasmesso il rapporto dello psichiatra curante a comprova dei “problemi
psicologici grave.” oltre a quelli somatici già noti.

Con decisione del 21 gennaio 2015 (doc.
B) l’Ufficio AI, sentito il Servizio Medico Regionale (doc. 269), ha confermato
la non entrata in materia non essendovi elementi medici atti a modificare le
precedenti conclusioni a cui era giunto con il progetto.

 

                                  D.   Sempre
rappresentato da RA 1, il 19 febbraio 2015 (doc. I) RI 1 si è aggravato a
questo Tribunale, rilevando che oltre a soffrire di patologie alle spalle e di
lombartrosi, discartorsi e di ernia discale certificate dai curanti (docc. D ed
E), ora egli soffre anche di problemi psicologici con sindrome ansiosa depressiva
con disturbo dell’adattamento, per i quali dal settembre 2014 è seguito dal dr.
med. __________, psichiatra che ha rilasciato il referto del 24 dicembre 2014 (doc.
F).

Pertanto, considerando i diversi
disturbi psicologici e le patologie somatiche, egli ritiene che si otterrebbe
un’inabilità lavorativa del 50% e quindi le circostanze oggettive sarebbero
mutate in maniera rilevante tanto da dargli diritto a una rendita AI del 50%.

 

                                  E.   Con
la risposta dell’11 marzo 2015 (doc. IV) l'Ufficio AI ha proposto di respingere
il ricorso e di confermare la decisione di non entrata in materia giacché, dopo
avere interpellato il Servizio Medico Regionale (dr. med. __________) a
proposito dei nuovi certificati medici prodotti dall'assicurato, ha concluso che
quest’ultimo non ha reso verosimile nella procedura amministrativa che la sua capacità
lavorativa si sarebbe ridotta in modo tale da modificare in misura rilevante il
grado della sua invalidità. Si imponeva quindi la non entrata in materia e non
era necessario disporre ulteriori accertamenti.

 

                                  F.   Malgrado
abbia chiesto (doc . VI) ed ottenuto una proroga (VII) per produrre nuovi mezzi
di prova, il 1° aprile 2015 (doc. VIII) il ricorrente si è semplicemente riconfermato
nel suo ricorso.

 

 

considerato                    in diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria
(STF 9C_ 699/2014 del 31 agosto 2015; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007).

 

nel merito

 

                                   2.   Oggetto
del ricorso è la questione a sapere se a ragione l'Ufficio AI non è entrato nel
merito della nuova domanda di prestazioni del settembre 2014.

 

                                   3.   Qualora
una (prima richiesta di) rendita sia stata negata perché il grado di invalidità
era insufficiente, una nuova richiesta è riesaminata soltanto se (art. 87 cpv.
3 OAI) l'assicurato dimostra che il grado d'invalidità è cambiato in misura
rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 2 OAI).

L'allora Tribunale federale delle
assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale), chiamato nella DTF 133
V 263 a pronunciarsi nel caso di nuova domanda presentata dopo l'assegnazione
retroattiva di una rendita limitata nel tempo, ha precisato la propria
giurisprudenza e stabilito che in una tale evenienza la nuova domanda deve
rispettare i requisiti posti dall'art. 87 cpv. 3 e 4 OAI (dal 1° gennaio 2012:
art. 87 cpv. 2 e 3 OAI). Scopo di questo requisito è quello di impedire che
l'amministrazione debba costantemente chinarsi su domande identiche e non motivate,
quando la prestazione in causa è già stata rifiutata da una precedente
decisione cresciuta in giudicato (STF 8C_716/2011 del 5 gennaio 2012; DTF 130 V
68 consid. 5.2.3, 117 V 198 consid. 4b con riferimenti). Se tale condizione non
è soddisfatta l'amministrazione non entra nel merito della domanda emanando una
decisione in tal senso; se per contro è resa verosimile una rilevante modifica
suscettibile di influenzare il diritto alla rendita l'amministrazione è
obbligata ad entrare nel merito della richiesta (DTF 130 V 64 consid. 3, 117 V 198 consid. 4b, 109 V 108 consid. 2b; SVR 2002 IV Nr. 10;
Müller, Die materiellen Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung,
Universitätsverlag Freiburg Schweiz, 2003, pag. 84-86). Se l'amministrazione
entra nel merito della nuova domanda deve esaminare la fattispecie da un punto
di vista materiale e in particolare verificare se la modifica del grado di invalidità
resa verosimile dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115).
In tal caso applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite
in corso (art. 17 cpv. 1 LPGA, 41 vLAI, art. 87ss. OAI; VSI
1999 pag. 8; Rüedi, Die Verfügungsanpassung als Grundfigur von
Invalidenrentenrevisionen, in Schaffhauser/Schlauri, Die Revision von
Dauerleistungen in der Sozialversicherung, Veröffentlichungen des
Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999,
pag. 15; DTF 117 V 198).

 

In particolare, la
costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a
revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha
un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto
invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un
cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994 in re P. P. pag. 4; RCC 1989 pag. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a, 109 V 116 consid.
3 b, 105 V 30). Affinché sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque
necessario che le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito
una modifica, tale da influire sulla perdita di guadagno.

D'altra parte la modifica deve essere
notevole, non tanto da un punto di vista astratto, ma piuttosto in relazione
con l'art. 28 cpv. 1 LAI. In ogni caso la revisione della rendita è possibile
unicamente se, posteriormente alla pronuncia della decisione iniziale, la
situazione invalidante è effettivamente mutata. Non basta invece che una
situazione, rimasta sostanzialmente invariata, sia giudicata in modo diverso
(RCC 1987 pag. 38 consid. 1a, 1985 pag. 336; STFA del 29 aprile 1991 nella
causa G.C., consid. 4).

 

In DTF 130 V 64, il TFA ha precisato
che nel caso in cui l'assicurato non ha reso verosimile un rilevante cambiamento,
il principio inquisitorio, secondo
cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal
giudice, non risulta essere applicabile. Solo se nella nuova domanda di rendita
(rispettivamente domanda di revisione) l'assicurato non rende verosimile la rilevante
mutazione, facendo tuttavia riferimento a mezzi di prova, segnatamente rapporti
medici, non ancora prodotti o da richiedere dall'amministrazione, quest'ultima
deve impartire all'interessato un termine per produrre il mezzo di prova in
questione con l'avvertenza che in caso contrario non entrerà nel merito della domanda
(cfr. consid. 5.2.5).

Infine, se l'assicurato interpone ricorso contro la decisione di
non entrata in materia, il giudice esamina solo se a buon diritto l'amministrazione
ha rifiutato di entrare in materia. Se invece essa ha accettato di esaminare la
nuova richiesta, il giudice non si pronuncia sulla questione dell'entrata in
materia, ma esamina materialmente se la modifica delle circostanze resa
attendibile dall'assicurato è effettivamente avvenuta (SVR 2002 IV Nr. 10
consid. 1b; DTF 116 V 265 consid. 2a; RCC 1991 pag. 269 consid.
1a).

 

La giurisprudenza sopra
menzionata va applicata anche dopo l'entrata in vigore della LPGA il 1° gennaio
2003 e il nuovo tenore dell'art. 87 OAI valido dal 1° marzo 2004 (DTF 130 V 343
consid. 3.5; STF I 630/06 del 20 giugno 2007, consid. 3; STFA I 734/05 dell'8 marzo 2006), modificato, ma di identico tenore,
dal 1° gennaio 2012.

 

Va ancora rilevato che
per quanto concerne gli art. 87 cpv. 3 e 4 OAI (corrispondenti agli
attuali art. 87 cpv. 2 e 3 OAI dal 1° gennaio 2012), è sufficiente rendere
verosimile un rilevante cambiamento e non è richiesta la prova della verosimiglianza
preponderante valida nell'ambito delle assicurazioni sociali. Non è necessario
portare la prova piena per convincere l'amministrazione che è subentrato un
rilevante cambiamento rispetto all'ultima decisione cresciuta in giudicato. È
tuttavia sufficiente che in tal senso vi siano indizi per una simile modifica,
anche se permane la possibilità che un'analisi approfondita dimostri che questo
cambiamento in realtà non è subentrato (STF 9C_662/2014 del 23 aprile 2015 consid.
4.2; STF 8C_716/2011 del 5 gennaio 2012 consid. 2.2 e 2.3; STF
9C_688/2007 del 22 gennaio 2008; STF I 55/07 del 26 novembre 2007; SVR 2002 IV
Nr. 10 consid 1c/aa). Più la precedente decisione è distante nel tempo, meno
esigenze sono poste alla verosimiglianza ex art. 87 cpv. 3 e 4 OAI del rilevante
cambiamento (“(…) Aus dem Normzweck ergibt
sich, dass die Verwaltung u.a. zu berücksichtigen hat, ob die frühere Verfügung
nur kurze oder schon längere Zeit zurückliegt, und dementsprechend an die
Glaubhaftmachung höhere oder weniger hohe Anforderungen zu stellen sind (BGE 109 V 114 Erw. 2b, 123 Erw. 3b und 264 Erw. 3, je mit
Hinweisen)(…)”, riportato nella STFA I 619/04 del 10 febbraio 2005,
consid. 3).

 

                                   4.   In
concreto, con decisione del 19 novembre 2012 (doc. 240) l'Ufficio AI ha soppresso
il diritto ad un quarto di rendita, avendo calcolato un grado di invalidità del
34% e quindi inferiore al grado minimo (40%).

Il 15 settembre 2014 (doc. 256) il
rappresentante dell'assicurato ha scritto all’Ufficio AI chiedendo di riaprire
il caso, ritenendo che lo stato di salute dell’interessato fosse peggiorato e
che vi fossero anche dei problemi psicologici gravi.

Nel termine, prorogato di quasi due mesi
(doc. 263), entro cui formulare le proprie osservazioni al progetto di
decisione, l'assicurato ha sostanziato il suo stato di salute producendo il
rapporto del 24 dicembre 2014 (doc. F) del dr. med. __________, sul quale si è
subito pronunciato dapprima il dr. med. __________ (doc. 267), poi il dr. med. __________
(doc. 269), siccome specialista in psichiatria, entrambi attivi presso il
Servizio Medico Regionale. In seguito, l’assicurato ha prodotto i certificati
del dr. med. __________, suo medico curante, anch’essi vagliati dal secondo
medico SMR intervenuto.

Con il ricorso l'interessato ha
prodotto delle nuove attestazioni di aprile (doc. E) e di settembre 2014 (doc.
D) relative all’esame della colonna lombare rispettivamente delle spalle, oltre
al già noto referto del dr. med. __________, mentre pendente causa non ha
trasmesso altri rapporti medici. Su questi nuovi documenti il dr. med. __________
dell'SMR ha preso posizione il 23 febbraio 2015 (doc. IV/1), ritenendo che non
risultava verosimilmente documentata una sostanziale modifica dello stato di
salute con prolungato influsso sulla capacità lavorativa.

                                   5.   Con
sentenza 8C_457/2012 del 9 luglio 2012 (ribadita nella STF 8C_901/2013 del 27
febbraio 2014 consid. 2) il TF ha confermato che, nell'ambito di una nuova
domanda di prestazioni, l'assicurato già nella nuova richiesta deve rendere verosimile
che il grado d'invalidità è modificato in misura rilevante per il diritto alle
prestazioni (o deve perlomeno fare
riferimento a mezzi di prova, segnatamente rapporti medici, non ancora prodotti
o da richiedere dall'amministrazione atti a rendere verosimile l'asserita modifica.
In questo secondo caso l'amministrazione deve impartire all'interessato un
termine per produrre il mezzo di prova in questione con l'avvertenza che in
caso contrario non entrerà nel merito della domanda; DTF 130 V 69 consid. 5.2).
Atti prodotti in sede di ricorso sono invece, di massima, tardivi e da
considerare nell'ambito di una nuova domanda (cfr. consid. 3.2).

Nel caso giudicato
dall'Alta Corte si trattava di un'assicurata alla quale - dopo che con sentenze
del 28 ottobre 2005 e del 4 febbraio 2009, il Tribunale cantonale aveva
confermato le rispettive decisioni amministrative con le quali le domande di
prestazioni erano state respinte per assenza di grado d'invalidità pensionabile
e l'Ufficio AI, con decisione 5 maggio 2010, cresciuta incontestata in
giudicato, non era entrato nel merito della nuova domanda del 22 febbraio 2010
-, con decisione del 27 ottobre 2011 era stato confermato il diniego di
prestazioni non entrando nel merito della quarta domanda di prestazioni del 20
maggio 2011. Il TF ha giudicato corretto l'agire del Tribunale cantonale che
non aveva preso in considerazione la nuova documentazione medica prodotta per
la prima volta nella procedura ricorsuale che andava considerata nell'ambito di
una nuova domanda nel caso in cui con la stessa fosse stata sufficientemente
comprovata una modifica delle circostanze di fatto ("(…) Weiter hat die Vorinstanz zutreffend erwogen, dass die von ihr erst im
kantonalen Beschwerdeverfahren neu aufgelegten Arztberichte nicht berücksichtigt
werden können, sondern im Wege einer allfälligen Neuanmeldung vorzubringen
sind, falls sie eine anspruchsrelevante Tatsache glaubhaft machen sollen (BGE
130 V 64 E. 5.2.5 S. 69; Urteil 8C_177/2010 vom 15. April 2010 E. 6). Auf den
angefochtenen Entscheid wird verwiesen (Art. 109 Abs. 3 BGG) (…)").

 

Nella STF I 734/05 dell'8
marzo 2006 (citata nella STF 8C_177/2010 del 15 aprile 2010), il TF aveva accolto un ricorso di un Ufficio AI che si era lamentato
del fatto che un Tribunale cantonale aveva preso in considerazione un
certificato medico prodotto solo in sede di ricorso. L'Alta Corte ha rammentato
che se nella nuova domanda non viene reso verosimile che il grado d'invalidità
si è modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni, ciò non porta
in tutti i casi all'obbligo per l'amministrazione di fissare un termine
all'assicurato per rendere verosimile la modifica. Il termine va assegnato
unicamente laddove l'assicurato non rende verosimile la modifica rilevante per
il diritto alle prestazioni, ma rinvia a mezzi di prova supplementari, in particolare
atti medici, che intende trasmettere in un secondo tempo o che chiede
all'amministrazione di acquisire d'ufficio. Se, per contro, viene inoltrata una
nuova domanda senza rinvio a mezzi di prova supplementari, l'amministrazione
deve decidere sulla base della domanda e degli atti ivi prodotti. Nello spirito
della normativa di cui all'art. 87 cpv. 3 OAI (attuale art. 87 cpv. 2 OAI),
mezzi di prova che datano successivamente alla decisione di non entrata in
materia devono essere sempre prodotti nell'ambito di una nuova domanda di
prestazioni rispettivamente di revisione.

 

                                   6.   Da
quanto precede discende innanzitutto che il referto del 24 aprile
2014 (doc. E) del dr. med. __________ del Servizio di radiologia dell’Ospedale __________
di __________ e il rapporto del 29 settembre 2014 (doc. D) del dr. med. __________
dell’__________ di __________ - peraltro incompleto siccome manca la firma del
medico -, prodotti solo in sede di ricorso, non possono essere presi in
considerazione nell'ambito della procedura di ricorso, poiché trasmessi
tardivamente; possono essere oggetto di nuova domanda (STF 8C_901/2013 del 27
febbraio 2014 consid. 3.2; STF 8C_45/2014 del 20 febbraio 2014 consid. 4.2; STF
8C_457/2012 del 9 luglio 2012 consid. 3.1; STF 8C_177/2010 del 15 aprile 2010;
STFA I 734/05 dell'8 marzo 2006), sebbene non riferiscano di un’incapacità
lavorativa del ricorrente e siano già stati vagliati da un medico dell’SMR
(doc. IV/1).

 

Occorre invece analizzare
il certificato medico del 24 dicembre 2014 (doc. F) trasmesso - correttamente -
all'amministrazione, anche se non direttamente con la nuova richiesta di prestazioni,
ma dopo un’abbondante proroga del termine ottenuta per inoltrare le proprie
osservazioni.

 

Un solo certificato è
stato dunque prodotto dall'assicurato unitamente alla nuova domanda di
prestazioni, ma si tratta di un certificato medico del tutto ininfluente,
giacché il dr. med. __________, FMH psichiatria e psicoterapia, ha esposto
l’anamnesi familiare, personale e professionale, lo status psicopatologico, la
diagnosi, la valutazione e il procedere e infine la terapia in atto.

Lo specialista ha posto
la diagnosi di sindrome depressiva ricorrente di entità lieve (ICD-10; F33.0).

Nella sua valutazione, lo
psichiatra ha indicato trattarsi di un soggetto che ha presentato una
problematica depressiva reattiva dovuta anche al mancato riconoscimento da
parte di un assicuratore delle indennità di perdita di guadagno. A dire
dell’interessato, le problematiche lombari e osteoarticolari non sarebbero state
riconosciute dai periti assicurativi come significativamente invalidanti e
questo ha provocato una tensione interna tale da richiedere un sostegno per
aiutarlo a gestire questo momento difficile. Già dal 1999 al 2001 l’assicurato aveva
avuto bisogno di un trattamento psichiatrico a seguito del divorzio. Ora è
stato deciso di iniziare un trattamento psicoterapeutico e psichiatrico
integrato, che prevedeva incontri settimanali aventi l’obiettivo di creare
un’alleanza e dare spazio all’interessato per potere esprimere le emozioni e
imparare a gestirle anche con l’ausilio della tecnica del rilassamento del
training autogeno.

Infine, è stata indicata
la terapia farmacologica prescritta.

 

Questo rapporto medico è
stato sottoposto per una valutazione al dr. med. __________, anch’egli
specialista in psichiatria e psicoterapia attivo presso il Servizio Medico
Regionale dell'Ufficio AI. Il 19 gennaio 2015 (doc. 269) l’esperto ha
evidenziato che la diagnosi indicata non implica di per sé un’inabilità lavorativa
per esclusivi motivi psichici. Inoltre, il parere del collega non ha oggettivato
delle limitazioni funzionali di ordine psichico rispettivamente lo psichiatra
non si è espresso in termini di inabilità lavorativa né ha descritto una
terapia medicamentosa di interesse psichiatrico. Pertanto, questo documento non
permetteva di oggettivare limitazioni funzionali psichiche in qualsiasi
attività rispettosa di eventuali limiti funzionali somatici.

 

Anche il dr. med. __________
dell’SMR ha evidenziato il 23 febbraio 2015 (doc. IV/1) che la problematica
psichica era di recentissimo riscontro con forte componente reattiva e di
limitata entità e inoltre non v’era nessuna incapacità lavorativa prolungata.
Egli ha quindi concluso che non risultava verosimilmente documentata una
sostanziale modifica dello stato di salute con prolungato influsso sulla
capacità lavorativa.

 

                                   7.   Alla
luce dei certificati medici suesposti, il TCA ritiene che le valutazioni dei medici SMR intervenuti devono
essere condivise.

In effetti, nel rapporto
del 24 dicembre 2014 il dr. med. __________ non ha apportato alcun nuovo
elemento medico influente sulla capacità lavorativa dell'assicurato, tanto che
nemmeno ha stabilito un grado di incapacità lavorativa del suo paziente.

Già solo per questo
motivo, la tesi del ricorrente secondo cui “i diversi disturbi psicologici,
in associazione alle patologie somatiche di cui soffre il predetto, determina
un inabilità lavorativa del 50%” (doc. I), non può essere accolta.

 

Per di più, contrariamente
a quanto sostenuto dall’assicurato, il suo psichiatra nemmeno ha diagnosticato
dei disturbi comportamentali.

 

Il TCA fa dunque proprie le affermazioni e le
conclusioni a cui è giunto il medico SMR e ritiene che non è stato
oggettivato un peggioramento dello stato di salute del ricorrente, né dal
profilo psichico né dal profilo somatico (va a quest’ultimo proposito ricordato
che, sebbene i certificati prodotti con il ricorso siano tardivi, ad ogni buon
conto essi non attestano un’incapacità lavorativa).

Nessun medico intervenuto ha infatti evidenziato uno stato di salute
peggiore rispetto a quello accertato durante la procedura di revisione avviata
nel 2010 e sfociata con la decisione di soppressione della rendita del 2012.

 

Accertato come con la
nuova domanda di prestazioni del 15 settembre 2014 non è stato in alcun modo
reso verosimile che il grado d'invalidità si è modificato in misura rilevante
per il diritto alla rendita, né è stato validamente fatto riferimento a mezzi di prova non ancora prodotti o da
richiedere dall'amministrazione atti a rendere verosimile l'asserita modifica, è
a giusta ragione che l'Ufficio AI non è entrato nel merito della richiesta di
prestazioni dell'assicurato.

 

In queste condizioni, la
decisione di non entrata in materia va confermata e il ricorso respinto.

 

                                   8.   Per
quanto concerne, infine, la richiesta ricorsuale in via subordinata
di fare esperire una “perizia arbitrale in caso di dubbio”, alla
luce della giurisprudenza esposta la stessa non può condurre all'erezione di
una perizia (pluridisciplinare) da parte dell'amministrazione e/o ordinata da questo Tribunale come perizia superpartes,
visto che da una parte è già stato reso verosimile, a mano della documentazione
prodotta in sede amministrativa, che non v'è stata una modifica rilevante del
suo stato di salute; d’altra parte, si tratterebbe inoltre di mezzi di prova
emersi successivamente alla nuova richiesta di prestazioni di invalidità e
quindi, per definizione, tardivi.

                                   9.   Secondo
l'art. 29 cpv. 2 LPTCA e l'art. 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso
di controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI
dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

 

L'entità delle spese è determinata fra
Fr. 200.- e Fr. 1'000.- in funzione delle spese di procedura e senza riguardo
al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF
8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

Visto l'esito della vertenza, le spese
per complessivi Fr. 500.-vanno poste a carico dell'insorgente.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese di Fr. 500.- sono
poste a carico del ricorrente.  

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata
e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il giudice delegato                                                Il
segretario

 

Ivano Ranzanici                                                   Gianluca
Menghetti