# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d4b65571-8e48-5e4b-a95c-6554f6b7911f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-01-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 27.01.2005 10.2004.349
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_10-2004-349_2005-01-27.html

## Full Text

Incarto
  n.

  10.2004.349/CEG

  DA
  2720/2004

  	
  Bellinzona

  27
  gennaio 2005

   

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice della Pretura penale

  
	
  Giovanni Celio

  
	
   

  
						

sedente con Flavio Biaggi in qualità
di Segretario, per giudicare

 

	
   

  	
  ACCU 1 d
  

  patr. da: PR 1 

   

  

 

prevenuto colpevole di  1. ingiuria,

                                        per avere, durante una
conversazione telefonica, offeso l’onore di __________ __________, tacciandolo
di viscido e vile;

 

                                 2.     minaccia,

                                        per avere incusso spavento a __________,
minacciandolo al telefono con la frase “ti vengo a prendere e ti tiro fuori
di casa”;

 

fatti avvenuti                       ad __________ e __________, agli __________;

 

reati                                  previsti dagli art. 177 e 180
cpv. 1 CP;

 

perseguito                         con decreto d’accusa del 23 agosto
2004 no. DA 2720/2004 del AINQ 1 che propone la condanna: 

1.
 alla multa di fr. 300.-- (trecento);

2.
 al pagamento della tassa di giustizia di fr. 50.-- (cinquanta) e delle spese
giudiziarie di fr. 50.-- (cinquanta);

 

vista                                  l’opposizione al decreto
d’accusa interposta tempestivamente dall’accusato in data 8 settembre 2004;

 

 

indetto                               il dibattimento in data 27
gennaio 2005, al quale sono comparsi l’accusato personalmente e l’avv. PR 1, Bellinzona,
patrocinatore della parte lesa __________, costituitasi parte civile al
dibattimento; mentre                                 il AINQ 1 con lettera 4/8
novembre 2004 ha rinunciato ad intervenire al pubblico dibattimento, postulando
nel contempo la conferma del decreto d'accusa impugnato;

 

accertate                           le generalità dell'accusato, data
lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato;

 

sentito                               il patrocinatore di parte civile,
il quale ha postulato la conferma del decreto d’accusa e ha chiesto, a titolo
di risarcimento, la rifusione di fr. 4'304.— come a fattura della parte civile,
fr. 1'022.20 per spese di patrocinio e di fr. 1.— per torto morale nonché alle
spese del procedimento penale da lui causato;

 

                                        l’accusato, il quale chiede il
proprio proscioglimento non avendo mai proferito la parola “vile”, mai avendo
minacciato __________, tantomeno in quel periodo indicato nel decreto d’accusa
(come già indicato a verbale di polizia) e sostenendo che “viscido”,
detto telefonicamente, non costituiva in quel contesto - “provocato” dalle
manchevolezze dell’amministratore - un’offesa. Egli si è opposto alle richieste
di parte civile;

 

                                        per ultimo di nuovo l’accusato;

 

posti                                 a giudizio i seguenti quesiti:

 

                                 1.     E' ACCU 1 autore
colpevole di:

 

                              1.1.     ingiuria, per avere, ad __________,
agli __________,durante una conversazione telefonica, offeso l’onore di __________,
tacciandolo di viscido e vile?

 

                              1.2.     minaccia, per avere, a __________,
agli __________, incusso spavento a __________, minacciandolo al telefono con
la frase “ti vengo a prendere e ti tiro fuori di casa”;

                                    

                                 2.     In caso di risposta
affermativa, deve, e se sì, in quale misura essere ridotta la pena proposta?

                                    

                                 3.     L'eventuale condanna va
iscritta a casellario giudiziale e, se sì, quando e a quali condizioni potrà
avvenire la cancellazione?

 

                                 4.     Devono essere riconosciute le
pretese della parte civile e, se sì, in quale misura o deve esservi rinvio al
competente foro civile?

 

                                 5.     A chi vanno caricate le tasse e
le spese?

Letti ed
esaminati               gli atti;

preso atto                          che nessuna parte ha chiesto nel
termine di cui all'art. 276 cpv. 2 CPP la motivazione scritta della sentenza,
né ha formulato dichiarazione di ricorso;

 

visti                                   gli art. 1 segg., 49 cifra 4,
177 CP; 9 e segg., 273 e segg CPP; 39 LTG;

 

rispondendo                       affermativamente ai quesiti posti sub
2 e 3, in modo parzialmente affermativo ai quesiti posti sub 1.1. e 4,
negativamente al quesito posto sub 1.2.,

 

 

dichiara                           ACCU 1 

                                        autore colpevole di ingiuria
(art. 177 CP), per avere, ad Arbedo, agli inizi del mese di maggio 2004,
durante una conversazione telefonica, offeso l’onore di __________, tacciandolo
di “viscido”;

 

 

condanna                         ACCU 1 

 

                                    1.       alla multa di fr. 150.--
(centocinquanta);

 

                                    2.       al pagamento alla parte
civile di fr. 350.-- (trecentocinquanta) a titolo di ripetibili (art. 9 cpv. 6
CPP).

 

                                             §    Per le altre pretese
rinvia la parte civile al competente foro civile;

 

                                    3.       al pagamento della tassa
di giustizia di fr. 100.-- e delle spese giudiziarie di fr. 100.-- per
complessivi fr. 200.-- (duecento);

 

 

ordina                              l'iscrizione della condanna
a casellario giudiziale, che sarà cancellata entro un anno se il condannato
avrà pagato la multa e tenuto buona condotta (art. 49 cifra 4 CP);

 

 

assegna                           al condannato il termine di
tre mesi per il pagamento della multa e lo avverte che in caso di mancato
pagamento entro il termine la pena sarà commutata in arresto;

 

 

proscioglie                       ACCU 1 dall’accusa di minaccia
e di ingiuria, limitatamente all’espressione “vile”, oggetto d’accusa
come a decreto del 23 agosto 2004 no. DA 2720/2004;

 

 

avvertite                           le parti del diritto di
presentare, tramite questo giudice, dichiarazione di ricorso alla Corte di
cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto
di richiedere, entro lo stesso termine, la motivazione della sentenza;

 

 

dichiara                           la sentenza definitiva.

 

 

 

	
  Intimazione
  a:

  	
   

   

   

   

   Ministero pubblico della
  Confederazione, Berna

  

                                        Comando
della Polizia cantonale, Bellinzona,

                                        Sezione
esecuzione pene e misure, Torricella,

                                        Servizio
di coordinamento cantonale in materia di casellario giudiziale, Bellinzona,

                                        Ufficio
del Giudice dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.

 

 

 

Il giudice:                                                                     Il
segretario:

 

 

 

 

 

 

Distinta spese                    a carico di ACCU 1 

 

                                        fr.                       150.--         multa

                                        fr.                       100.--         tassa di giustizia

                                        fr.                       100.--         spese giudiziarie

                                        fr.                           -.--         testi                                                                    

                                        fr.                      350.--         totale