# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 340adac2-7400-573e-9a7b-be5873894226
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-02-27
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 27.02.2013 S 2013 9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2013-9_2013-02-27.pdf

## Full Text

S 13 9

Tribunale delle assicurazioni

Giudice unico

SENTENZA
del 27 febbraio 2013

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente partecipazione ad un corso

1. …, 1961, è perito industriale capotecnico, con la specializzazione in costruzioni 

aeronautiche e lavora da anni come pilota di elicotteri. Come pilota ausiliario 

era pure occupato prima di iscriversi al collocamento il 3 ottobre 2011, 

rivendicando il diritto all’indennità giornaliera di disoccupazione nella misura del 

100% a partire dal 1. dicembre 2011. Dopo aver seguito un primo corso di 

“Bilancio professionale e personale” con il sostegno dell’assicurazione contro la 

disoccupazione, il 17 settembre 2012 l’assicurato faceva domanda di consenso 

per la frequentazione del corso FSEA 1 (primo livello) dal costo di fr. 2'600.-- e 

con inizio previsto per il 10 ottobre 2012 e termine il 22 maggio 2013. 

L’intenzione del petente era quella di poter in seguito formare e istruire altri in 

ambito aeronautico e extra aeronautico.

2. Il 24 settembre 2012 l’l’Ufficio per l’industria, arti e mestieri e lavoro dei Grigioni 

(UCIAML) respingeva la richiesta, poiché la misura era considerata come una 

nuova formazione professionale che non avrebbe però dato all’assicurato 

migliori possibilità di impiego di quelle offerte dall’originaria attività di pilota. 

Anche la lunga durata del corso non permetterebbe al disoccupato di migliorare 

l’idoneità al collocamento in tempo utile. La tempestiva opposizione con la 

quale l’assicurato considerava indubbiamente migliorata la sua posizione 

lavorativa in seguito all’inizio del corso in oggetto, veniva respinta in data 20 

dicembre 2012. A sostegno del diniego deciso veniva parimenti ricordato 

all’opponente che la formazione di pilota di cui beneficerebbe escluderebbe già 

come tale la possibilità di ottenere degli assegni di formazione. 

3. Nel tempestivo ricorso del 16 gennaio 2013, … chiedeva un riesame del rifiuto 

deciso essendo stato nel frattempo impiegato dalla … SA in qualità di istruttore 

di volo e teoria. La nuova assunzione sarebbe stata agevolata dalla formazione 

per adulti in corso e la misura dovrebbe portare anche ad un consolidamento 

dell’attuale rapporto contrattuale, per ora di tipo su chiamata. Attualmente poi la 

necessità di conformarsi alla normativa europea comporterebbe la creazione di 

nuove possibilità d’impiego per istruttori che si sarebbero resi capaci di 

acquisire la nuova materia per poi trasmetterla agli altri. 

4. Nella propria presa di posizione del 6 febbraio 2013, l’UCIAML postulava la 

reiezione del ricorso per i motivi già esposti in precedenza. Il nuovo contratto di 

lavoro che legherebbe l’assicurato sarebbe solo a tempo parziale, per cui lo 

stesso continuerebbe a beneficare dell’indennità di disoccupazione, anche se 

ridotta. Inoltre non emergerebbe in alcun modo dal contratto d’impiego 

sottoscritto che il corso in via di svolgimento abbia giocato un ruolo 

nell’assunzione.

5. Nella replica del 16 gennaio 2013, l’assicurato riconfermava la propria 

convinzione che la nuova formazione in corso avrebbe potuto aprirgli nuovi 

sbocchi professionali, mentre contestava l’affermazione fatta dall’UCIAML 

quanto ad un’asserita mancata assunzione. Dal canto suo l’UCIAML rinunciava 

a prendere posizione sulla replica. 

Considerando in diritto:

1. a) La controversia verte sulla liceità del rifiuto di assumere i costi di fr. 2'600.--  per 

una misura di formazione professionale alla quale giusta quanto preteso 

dall’assicurazione contro la disoccupazione l’assicurato non avrebbe diritto. 

Giusta l’art. 43 cpv. 3 della legge sulla giustizia amministrativa (LGA), il 

Tribunale amministrativo decide nella composizione di giudice unico, quando il 

valore litigioso non supera i fr. 5'000.-- e non è prescritta una composizione di 

cinque giudici. Nel caso in oggetto, l’istante chiede l’assunzione dei costi del 

corso di formazione di fr. 2'600.--. Ne consegue che la controversia è di 

competenza del giudice unico. 

b) Come giustamente addotto dal ricorrente, l’asserzione in merito ad una pretesa 

mancata assunzione di un impiego adeguato è completamente estranea alla 

presente fattispecie e deve essere imputata ad una svista nella redazione della 

risposta di causa che non comporta alcun effetto per l’istante. 

2. a) Giusta l’art. 59 cpv. 1 e 1bis della legge sull’assicurazione contro la 

disoccupazione e l’indennità per insolvenza (LADI), l’assicurazione fornisce 

prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti al mercato del lavoro a favore 

di assicurati e di persone minacciate dalla disoccupazione. I provvedimenti 

inerenti al mercato del lavoro (PML) comprendono i provvedimenti di 

formazione (Sezione 2), i provvedimenti di occupazione (Sezione 3) e i 

provvedimenti speciali (Sezione 4). A titolo di provvedimenti di formazione la 

LADI versa delle prestazioni in caso di corsi di riqualificazione, di 

perfezionamento o di reintegrazione. Il perfezionamento professionale è quella 

formazione professionale che amplia o completa le conoscenze già acquisite in 

una professione. Lo scopo del perfezionamento è di permettere all'assicurato di 

restare attivo nello stesso genere di mestiere esercitato in precedenza. 

L'assicurazione contro la disoccupazione finanzia, a titolo di perfezionamento, 

solamente le misure o i corsi che facilitano l'adattamento di un assicurato ai 

progressi industriali e tecnici, permettendogli così di poter essere di nuovo 

pienamente attivo nella sua professione originaria. La riconversione 

professionale invece per definizione prepara i disoccupati ad essere attivi in un 

altro settore professionale rispetto a quello iniziale. In linea di principio la 

riconversione professionale deve essere di breve durata, poiché l'assicurato 

possiede già una formazione di base completa - teorica o anche soltanto pratica 

- nella professione nella quale non riesce a trovare un'occupazione. Né una 

formazione di base, né una nuova formazione completa possono invece essere 

finanziate sulla base degli art. 59 seg. LADI.

b) Tali formazioni possono essere assunte dall’assicurazione contro la 

disoccupazione, soltanto alle condizioni fissate agli art. 66a ss. LADI (cfr. DAS 

1999 LADI no. 24). La delimitazione tra formazione di base, perfezionamento 

professionale e riconversione è fluttuante, visto che una medesima misura può 

presentare le caratteristiche di tutte e tre le categorie menzionate. Ciò che è 

determinante, dunque, è la natura degli aspetti che predominano in un caso 

concreto, tenuto conto di tutte le circostanze. Un criterio importante per valutare 

se un corso deve o meno essere finanziato dall'assicurazione contro la 

disoccupazione è la durata dello stesso (cfr. STF C 19/07 del 16 luglio 2007). 

Infatti il Tribunale federale ha precisato che anche una misura che potrebbe 

essere riconosciuta quale perfezionamento o riconversione deve avere, salvo 

casi eccezionali, una durata limitata a un anno (DAS 2008 LADI no. 1; DLA 

2001 p. 87 e 1986 p. 66).

c) In base all’art. 66a LADI, l’assicurazione può concedere assegni per una 

formazione di una durata massima di tre anni ai disoccupati che hanno almeno 

30 anni e non dispongono di una formazione professionale completa o hanno 

notevoli difficoltà nel trovare un impiego nell’ambito della loro professione 

(cpv.1). Gli assicurati che hanno conseguito un diploma universitario o di una 

scuola professionale superiore o che, pur senza ottenere un diploma hanno 

seguito una formazione di almeno tre anni in uno di questi centri di formazione 

non ricevono assegni di formazione (cpv. 3). 1 In conformità all’art. 90a OADI, 

sono scuole professionali superiori le scuole tecniche superiori (STS), le scuole 

superiori per i quadri dell’economia e dell’amministrazione (SSQEA), le scuole 

superiori delle arti applicate, le scuole superiori di economia domestica, altri 

centri di formazione riconosciuti come scuole professionali superiori svizzere o 

estere nonché le scuole aventi una durata di formazione equivalente e 

subordinate alla sovranità cantonale.

3. a) Nel caso in oggetto, il corso FSEA 1 è il primo di un percorso formativo per il 

conseguimento dell’attestato professionale federale di formatore. Di quanti corsi 

particolari si componga l’intero ciclo di formazione non è deducibile dagli atti, 

ma il completo percorso formativo è verosimilmente superiore all’anno, in 

quanto il corso in oggetto si limita al primo livello ed ha già una durata di circa 

otto mesi. L’istante stesso ammette poi di necessitare di detta formazione per 

esercitare la professione di formatore in ambito aeronautico e extra 

aeronautico. Dichiaratamente pertanto la nuova formazione dovrebbe 

permettere all’assicurato di esercitare anche in ambiti del tutto nuovi e quindi 

estranei alla professione appresa, come del resto presuppone l’erogazione di 

assegni per formazione. In questo senso quindi l’UCIAML ha considerato che la 

richiesta volgesse all’ottenimento di un assegno di formazione, benché 

momentaneamente sia in discussione solo l’assunzione di quella parte dei costi 

che riguarda il primo livello di formazione e l’assicurato è parzialmente occupato 

(vedi infatti le condizioni poste agli art. 66b ss. LADI per poter richiedere un 

assegno di formazione). Per l’ufficio convenuto, già la professione appresa dal 

ricorrente, che è in possesso di una licenza di pilota professionale CPL (H), 

escluderebbe il diritto a simili assegni avendo il richiedente goduto di una 

formazione presso una scuola tecnica superiore. Dopo le scuole medie 

superiori, all’età di 20 anni, l’assicurato ha iniziato un corso ufficiali piloti presso 

l’Accademia Aeronautica Militare in … ed ha tra il 1981 e il 1982 conseguito 

parallelamente il diploma di perito industriale capotecnico, con la 

specializzazione in costruzioni aeronautiche. In seguito, l’assicurato seguiva 

numerosi corsi per piloti di elicotteri, addestramento operativo per il volo e come 

istruttore di volo e altri non direttamente legati alla professione svolta. In 

principio, un’accademia militare come quella frequentata dall’assicurato e 

nell’ambito della quale è dato conseguire diverse lauree magistrali o dei gradi 

militari va considerata come una scuola tecnica o professionale superiore ai 

sensi dell’art. 90a OADI. Dal curriculum dell’assicurato non risulta che questi 

abbia conseguito una laurea o dei gradi militari presso l’accademia militare. In 

base al percorso professionale descritto negli atti, col tempo il ricorrente ha 

ottenuto la licenza di pilota professionale CPL (H). In ogni caso dal curriculum 

scolastico risulta che l’allora allievo avrebbe frequentato l’accademia militare tra 

il 1981 e il 1984. Indipendentemente pertanto dal conseguimento o meno di un 

titolo di studio superiore, già la durata del periodo di formazione in detto istituto 

escluderebbe il diritto all’ottenimento di assegni di formazione. La questione di 

sapere se la formazione di base di cui gode l’assicurato escluda già come tale il 

diritto all’assegno di formazione può nell’evenienza comunque restare aperta in 

quanto anche analizzando la richiesta nell’ottica della misure previste agli art. 

59 ss. LADI il risultato del caso concreto sarebbe lo stesso. 

b) I PML di cui agli art. 59 ss. LADI sono volti a promuovere la reintegrazione di 

assicurati il cui collocamento è reso difficile da motivi inerenti al mercato del 

lavoro. Giusta l’art. 59 cpv. 3 LADI, tali provvedimenti devono migliorare 

l’idoneità al collocamento delle persone assicurate in modo da permettere loro 

una rapida e durevole reintegrazione (lett. a), promuovere le qualifiche 

professionali secondo i bisogni del mercato del lavoro (lett. b), diminuire il 

rischio di una disoccupazione di lunga durata (lett. c) o offrire la possibilità di 

acquisire esperienze professionali (lett. d). Tra i criteri che possono in 

particolare essere presi in considerazione per la riqualificazione e il 

perfezionamento professionale ai sensi del diritto che regge l'assicurazione 

contro la disoccupazione (cfr. DTF 111 V 276 cons. 2d) va annoverato quello 

secondo cui la misura dev'essere appropriata, necessaria e specificamente 

determinata a promuovere l'idoneità al collocamento; per quel che concerne il 

miglioramento di quest'ultima, la prospettiva di un vantaggio teorico eventuale 

non basta, ma è necessario che l'idoneità al collocamento venga effettivamente 

migliorata in misura importante nel caso concreto tramite un perfezionamento 

eseguito nell'ambito di uno scopo professionale preciso (STFA del 22 marzo 

2004 C 11/02 e del 10 agosto 1999 C 8/99). Le indicazioni per quanto riguarda 

il mercato del lavoro si compongono di due elementi uno soggettivo e uno 

oggettivo. L’elemento oggettivo riguarda le attuali necessità del mercato del 

lavoro per un determinato tipo di manodopera. In questo senso, come il 

Tribunale federale ha già più volte precisato, il fatto di assumere una 

determinata occupazione o di aspirare ad un determinato impiego non bastano. 

Giacché oggettivamente può darsi che la misura non incrementi oggettivamente 

in modo notevole le possibilità di collocamento dell’assicurato (STF C 222/04 

del 19 aprile 2005). Nella sentenza C 147/04 del 14 gennaio 2005, il Tribunale 

federale negava l’indicazione di mercato dal profilo oggettivo anche qualora 

all’assicurato, pilota di professione, fosse stato assicurato un posto di lavoro da 

parte della compagnia di volo dopo l’esecuzione della misura a spese della 

disoccupazione, non andando – i provvedimenti usuali nelle professioni e nelle 

aziende per l’introduzione di nuovi collaboratori – a carico dell’assicurazione 

contro la disoccupazione (cfr. art. 81 cpv. 2 OADI).  

c) Nel caso in esame, l’UCIAML ritiene che la misura non sia oggettivamente 

suscettibile di incrementare le possibilità di collocamento dell’assicurato, 

essendo disponibile sul mercato una maggior offerta di piloti e istruttori di 

quanto sia la domanda. In Svizzera non vi sarebbe attualmente alcuna richiesta 

di piloti e 157 di loro sarebbero iscritti alla disoccupazione. La richiesta di 

addestratori di piloti sarebbe conseguentemente ancora più ridotta in 

considerazione di questo fatto. Per i formatori di adulti, attività verso la quale 

pure è indirizzata la nuova formazione dell’assicurato, vi sarebbero otto 

richieste di lavoro in tutta la Svizzera mentre oltre 300 formatori sarebbero in 

cerca di un impiego. Questi dati escludono pertanto oggettivamente 

un’indicazione di mercato sia per l’attività di formatore di piloti che per quella di 

formatore per adulti in generale. A questo riguardo, l’assicurato ritiene che le 

nuove conoscenze, che verrebbe ad acquisire con il corso in questione, siano 

idonee a renderlo maggiormente attrattivo per il mondo del lavoro grazie ad una 

formazione moderna e quindi maggiormente richiesta di quelle conclusesi in 

passato. Inoltre, anche nell’istruzione di piloti, le nuove nozioni apprese 

verrebbero sempre più richieste e presupposte, in quanto previste dalla 

normativa europea alla quale anche la Svizzera avrebbe aderito. 

d) Per quanto riguarda il nuovo contratto di lavoro che lega l’assicurato ad una 

compagnia di voli con l’elicottero, questo è stato concluso ad un mese dall’inizio 

del corso in discussione e l’attività svolta dall’assicurato è quella di istruttore di 

volo e teoria, formazione che l’istante aveva già portato a termine e svolto in 

precedenza. Per l’avvenuta assunzione non vi è pertanto alcun motivo di 

ritenere che l’iniziato corso FSEA 1 abbia in qualche modo giocato un ruolo. 

L’istante considera però che la nuova formazione potrebbe consolidare la sua 

posizione, accrescendo il suo grado d’impiego che per ora è solo su chiamata e 

che non esonera l’assicurazione contro la disoccupazione dal dover fornire 

prestazioni. Sia la normativa europea in merito agli istruttori di volo che 

l’intenzione del suo nuovo datore di lavoro di voler evolversi nel senso di un 

centro di competenze nella formazione deporrebbero a favore della necessità di 

detto corso per consolidare la sua situazione professionale. Quanto addotto 

dall’istante può soggettivamente avere una propria logica, ma oggettivamente 

l’indirizzo professionale che l’assicurato intende prendere non offre le 

necessarie garanzie per ritenere che la misura in discussione possa essere 

ritenuta indicata per accrescere l’idoneità al collocamento dell’assicurato, 

essendo detto settore già oltremodo saturo di richieste. La tesi sostenuta 

dall’istante per giustificare l’assunzione dei costi della misura parte dal 

presupposto che i formatori della nuova generazione vengano maggiormente 

educati anche in ambiti diversi da quelli del passato e che tale sia anche la 

direzione presa dalla normativa europea nello specifico campo della formazione 

aerea. Questa affermazione parte però dal semplice presupposto che il gran 

numero di formatori di adulti in generale e di piloti in particolare attualmente a 

disposizione del mondo del lavoro e in disoccupazione non abbia già questo 

tipo di formazione. In realtà, se più di 300 persone cercano attualmente lavoro 

nel settore della formazione per adulti tra di loro vi sono necessariamente 

anche persone che godono di una formazione recente, come quella che 

l’istante ha intenzione di conseguire. Anche le possibilità di migliorare la 

situazione sul posto di lavoro ventilate dall’istante, ma per nulla comprovate, 

non possono in tali condizioni costituire un motivo sufficiente per giustificare la 

misura richiesta. Pertanto va ritenuto che la formazione a cui aspira il ricorrente 

potrebbe magari apportargli dei vantaggi, questi sono però oggettivamente 

troppo poco concreti per migliorare l’idoneità al collocamento dell’assicurato. In 

questo senso, il rifiuto deciso sfugge anche materialmente alle critiche di 

ricorso. 

4. In conclusione il ricorso è respinto. Giusta l’art. 61 cpv. 1 lett. a della legge sulla 

parte generale del diritto delle assicurazioni sociali, la presente procedura è 

gratuita. 

Il Giudice unico decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. La procedura è gratuita.