# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0c760636-8f9a-5ec4-b087-91dcf516bfae
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-06-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 04.06.2013 32.2012.246
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2012-246_2013-06-04.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2012.246

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  4 giugno 2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 settembre 2012
di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 14 agosto 2012 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1964, casalinga, è stata posta al beneficio di una mezza rendita
d’invalidità (per un grado d’incapacità al guadagno di 50%), con effetto dal 1°
gennaio 2000 (cfr. decisione 12 aprile 2002 in doc. AI 59).

                                      

                                         La
mezza rendita è stata confermata in via di revisione il 16 marzo 2006 (doc. AI
77) e 19 luglio 2010 (doc. AI 96).

 

                               1.2.   Nel
mese di settembre 2010 l’assicurata, per il tramite del suo medico curante, ha
inoltrato un’ulteriore domanda di revisione sostenendo un peggioramento del suo
stato di salute (doc. AI 97). 

 

                               1.3.   Esperiti
gli accertamenti medici ed economici, tra cui una perizia multidisciplinare
(eseguita dal SAM) ed un’inchiesta domiciliare per persone che si occupano
dell’economia domestica, con decisione 14 agosto 2012 (preavvisata il 29 marzo
2012) l’Ufficio AI ha respinto la domanda di revisione (doc. AI 133).

 

                               1.4.   Contro
la succitata decisione l’assicurata ha inoltrato all’Ufficio AI il presente ricorso,
trasmesso dall’amministrazione al TCA per competenza decisionale, postulando un
aumento del grado d’invalidità. In particolare contesta la valutazione
economica effettuata dall’assistente sociale __________. Delle singole motivazioni
verrà detto, per quanto necessario ai fini del giudizio, nel prosieguo. 

 

                               1.5.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI, confermando la valutazione economica, ha
chiesto la reiezione del ricorso.

                                      

                               1.6.   Su
richiesta del TCA, il 31 ottobre 2012 l’assicurata ha inoltrato le proprie osservazioni
alla presa di posizione dell’assistente sociale allegata alla risposta di causa
(XI), formulando con lettera 30 ottobre 2012 “una domanda di revisione a seguito
della partenza di mia figlia __________ per l’università di __________ avvenuta
a inizio scorso mese di settembre” (doc. X).

 

                                         Il
16 novembre 2012 l’Ufficio AI, a sua volta, ha inoltrato le proprie
contro-osservazioni, precisando che lo scritto 30 ottobre 2012 verrà trattato
alla stregua di una domanda di revisione (XII). 

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e giurisprudenza ivi citata).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.
  Oggetto del contendere è sapere se l’insorgente ha diritto ad una rendita
d’invalidità di grado maggiore dell’attuale mezza rendita. 

                                         

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione
della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione
per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.),
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed.,
2007, p. 1411, n. 46). Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli
assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%,
a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se
sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al
40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo
il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido)
e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse
diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato
deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può
conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare
in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e
la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando
la residua capacità lavorativa in attività da lui ragio-nevolmente esigibili in
condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V
30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).

                               2.4.   Se
il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che
incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro,
aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta
(art. 17 cpv. 1 LPGA).

                                         Qualsiasi
cambiamento importante delle circostante suscettibile di incidere sul grado
d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta
l’art. 17 LPGA.

                                         La
rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica
sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso
sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito
una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a;
vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Una
semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente
invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA
(DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

 

                                         Per
stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto
di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento
della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della
pronuncia della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2). Da questo punto
di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di
rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V 30;
Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2010, p. 379).

 

                                         Va
infine ricordato che l’art. 31 LAI, in vigore dal 1. gennaio 2008, che regola
la riduzione o soppressione della rendita, stabilisce che se un assicurato che
ha diritto a una rendita consegue un nuovo reddito lavorativo o se il suo
reddito lavorativo attuale aumenta, la sua rendita è riveduta conformemente
all’articolo 17 LPGA soltanto se il miglioramento del reddito supera 1500
franchi all’anno (cpv. 1). Solo i due terzi dell’importo che supera questo
limite di 1500 franchi sono presi in considerazione per la revisione della
rendita (cpv. 2 cpv. 2; capoverso abolito con effetto dal 1° gennaio 2012 a seguito della 6a revisione della LAI, primo pacchetto di misure).

 

                               2.5.   Se, però, un assicurato maggiorenne non esercitava un'attività
lucrativa prima di essere invalido, l'applicazione nei suoi confronti del
concetto dell'incapacità di guadagno non è possibile poiché - in simili
condizioni - l'invalidità non può cagionare una vera e propria perdita di
guadagno. Ciò, in special modo, se non si può esigere da questi l'esercizio di
una attività lucrativa.

                                         Per
questo motivo l'art. 8 cpv. 3 LPGA parifica l'impedimento di svolgere le proprie
mansioni consuete all'incapacità al guadagno (metodo specifico di calcolo
dell'invalidità, SVR 1996 IV Nr. 76 p. 221 consid. 1; RCC 1986 p. 246 consid.
2b; DTF 104 V 136). In questo senso l’art. 28 a cpv. 2 LAI prevede che l'invalidità dell’assicurato che non esercita un’attività lucrativa ma svolge le mansioni
consuete e dal quale non si può ragionevolmente esigere che intraprenda
un’attività lucrativa è valutata, in deroga all’articolo 16 LPGA, in funzione
dell’incapacità di svolgere le mansioni consuete. A sua volta, l'art. 27 cpv. 1
OAI precisa che per mansioni consuete di una persona senza attività lucrativa
occupata nell’economia domestica s’intendono in particolare gli usuali lavori
domestici, l’educazione dei figli nonché le attività artistiche e di pubblica
utilità e che per mansioni consuete dei religiosi s’intende ogni attività
svolta dalla comunità.

                                         L’invalidità
viene così valutata sulla base di un confronto delle attività domestiche, da
effettuare mediante un’inchiesta domiciliare (DTF 130 V 97; Pratique VSI 2001
p. 158 consid. 3c). Si paragona quindi l'attività svolta dall'assicurato prima
della sopravvenienza del danno alla salute con quella che può svolgere posteriormente,
applicando l'impegno che si può esigere da lui (RCC 1984 p. 139; Duc, Les
assurances sociales en Suisse, Lausanne 1995, p. 458; Maurer, Bundessozial-versicherungsrecht,
1994, p. 145). Di regola si presume che non vi è impedimento dovuto all'invalidità
se l'assicurato è an-cora attivo nella sua economia domestica e segue, almeno
parzialmente, le incombenze che lo concernono. Questa presunzione può tuttavia
essere rovesciata se è stabilito che la persona lavora più di quanto è
ragionevolmente esigibile oppure fa eseguire da altri la maggior parte dei
lavori che non può eseguire personalmente (RCC 1984 p. 139). L'importanza
dell'attività della persona che si occupa dell'economia domestica dipende dalla
struttura familiare, dalla situazione professionale del congiunto e dalle
circostanze locali. Si distinguono quindi tre tipi di famiglia, quella senza
figli, quella con figli o altri membri della famiglia che richiedono cure o quella
in cui un coniuge collabora nell'impresa dell'altro.

                               2.6.   L'invalidità
delle persone che si occupano (esclusivamente o parzialmente) dell'economia
domestica, come si é visto (cfr. consid. 2.5), è stabilita confrontando le
singole attività ancora accessibili alla richiedente la rendita AI con i lavori
che può eseguire una persona sana.

                                         

                                         Nella
Circolare concernente l'invalidità e l'impotenza dell'assicurazione per l'invalidità
(CIGI), nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2011, allo scopo di garantire un'uguaglianza
di trattamento in tutta la Svizzera ha previsto una nuova ripartizione delle
singole attività domestiche sulla base di un minimo ed un massimo - che nel
caso concreto risultano essere stati rispettati - attribuibile a ciascuna di
esse.

 

                                         In
particolare la cifra 3086 prevede:

 

" 
Di regola, si ammette
che i lavori di una persona sana occupata nell’economia domestica costituiscono
le seguenti percentuali della sua attività complessiva:

 

 

	
  Attività

  	
  Minimo %

  	
  Massimo %

  
	
  1.     Conduzione dell'economia domestica
  (pianificazione, organizzazione, ripartizione del lavoro, controllo)

   

  	
              2

  	
              5

  
	
  2.     Alimentazione (preparare i pasti,
  cucinare, apparecchiare, pulire la cucina, approvvigionamento)

  	
                

           10

  	
                

           50

  
	
  3.     Pulizia dell'abitazione
  (spolverare, passare l'aspirapolvere, curare i pavimenti, pulire le finestre,
  fare i letti)

  	
              5

  	
            20

  
	
  4.     Acquisti e altre mansioni (posta,
  assicurazioni, uffici)

  	
              5

  	
            10

  
	
  5.     Bucato, manutenzione vestiti
  (lavare, stendere e raccogliere il bucato, stirare, rammendare, pulire le
  scarpe)

  	
              5

  	
            20

  
	
  6.     Accudire i figli o altri familiari

  	
              0

  	
            30

  
	
  7.     Altre attività (p.es. curare i
  malati, curare le piante e il giardino, tenere animali domestici, cucire
  abiti, lavori di volontariato, corsi di perfezionamento, attività creative)*

  	
              0

  	
            50

  

 

* Va escluso l'impiego del
tempo libero (N. 3090)."

 

Mentre
alle cifre 3087, 3088 e 3089 si legge ancora:

 

" 
Il totale delle attività
dev'essere sempre del 100% (Pratique VSI 1997 p. 298).

 

Di norma, vanno applicate la ripartizione dei lavori e
la valutazione dei singoli compiti di cui al N. 3086. l valori minimi e massimi servono alla parità di trattamento a livello svizzero ed offrono un
margine per una valutazione realistica dei singoli casi. Un'altra valutazione
può essere applicata soltanto in caso di divergenze molto forti dallo schema
(RCC 1986 p. 244). 

 

In virtù dell’obbligo di ridurre il danno, una persona
deve contribuire quanto ragionevolmente possibile a migliorare la propria
capacità lavorativa (p. es. metodo di lavoro confacente, acquisizione di impianti
e apparecchi domestici adeguati N. 1048 e 3044 segg.) Deve cioè ripartire
meglio il suo lavoro e ricorrere all’aiuto dei membri della sua famiglia in
misura maggiore rispetto a chi non ha problemi di salute (decisione del TFA del
17 marzo 2005, I 257/04 e DTF 130 V 97 consid. 3.3.3). Se non adotta questi
provvedimenti volti a ridurre la sua invalidità, non sarà tenuto conto, al
momento della valutazione dell’invalidità, della diminuzione della capacità di
lavoro nell’ambito domestico. 

In virtù dell’obbligo di ridurre il danno, una persona
attiva nell’economia domestica deve contribuire quanto ragionevolmente
possibile a migliorare la propria capacità lavorativa (p. es. metodo di lavoro
confacente, acquisizione di impianti e apparecchi domestici adeguati, N. 1048 e
3044 segg). La maggior mole di lavoro può essere presa in considerazione per il
calcolo dell’invalidità soltanto se l’assicurato non è in grado di svolgere la
totalità dei lavori domestici durante il normale orario di lavoro e necessita
dunque dell’aiuto di terzi (RCC 1984, p. 143, consid. 5). L’interessato deve
ripartire meglio il suo lavoro e ricorrere all’aiuto dei familiari in misura
maggiore rispetto a chi non ha problemi di salute (I 257/04 e DTF 130 V 97
consid. 3.3.3). Se non adotta i provvedimenti volti a ridurre il danno, al momento
della valutazione dell’invalidità non sarà tenuto conto della diminuzione della
capacità al lavoro nell’ambito domestico.

 

                                         Al
riguardo, la giurisprudenza federale ha avuto modo di stabilire che - in linea
di massima e senza valide ragioni - non vi è motivo di mettere in dubbio le
conclusioni delle inchieste effettuate dai servizi sociali, in quanto essi
dispongono di collaboratori specializzati, il cui compito consiste nel
procedere a tali inchieste (DTF 130 V 99s consid. 3.3.1; AHI-Praxis 1997 p. 291
consid. 4a; ZAK 1986 p. 235 consid. 2d; RCC 1984 p. 143, consid. 5; STFA 4
settembre 2001 nella causa S., consid. 4, I 175/01). Un intervento da parte
dell'autorità giudiziaria nell'apprezzamento della persona incaricata
dell'inchiesta si giustifica unicamente nei casi in cui esso appaia chiaramente
erroneo (DTF 128 V 93 consid. 4; STFA I 681/02 dell’11 agosto 2003 consid. 2;
cfr. anche STFA , I 249/04 del 6 settembre 2004 consid. 5.1.1).

 

                                         L’Alta
Corte ha inoltre stabilito che nell'ambito della determinazione
dell’invalidità di assicurati occupati nell'economia domestica, é di regola
prioritario, rispetto a una valutazione medica-teorica, l'accertamento
dettagliato dei rapporti concreti effettuato al domicilio dell'assicurato (STFA
I 407/92 dell’8 novembre 1993; cfr. anche RCC 1984 p. 143 consid. 5).  L’inchiesta economica a
domicilio consente prioritariamente di valutare la portata degli impedimenti
causati da disturbi fisici. Essa conserva tuttavia valore probatorio quando si
tratta di valutare gli impedimenti che l’interessato incontra nell’esercizio
delle sue abituali attività in ragione di disturbi psichici (cfr. STF
9C_108/2009 del 29 ottobre 2009 consid. 4.1). In caso di divergenza tra le
risultanze dell’inchiesta domiciliare e le constatazioni di ordine medico,
queste ultime hanno di regola più valore (cfr. STF 8C_671/2007 del 13 giugno
2008 consid. 3.2.1 e I 311/03 del 22 dicembre 2003 consid. 4.2.1 pubblicata in
Pratique VSI 2004 p. 137). Questa priorità di principio si giustifica con il
fatto che é sovente difficile per la persona incaricata dell’inchiesta di riconoscere
e di valutare l’entità del danno psichico e degli impedimenti che ne derivano
(cfr. STF I 733/03 del 6 aprile 2004 consid. 5.1.3). 

 

                               2.7.   Nella
fattispecie in esame, a seguito dell’inoltro dell’ultima domanda di revisione l’assicurata
è stata visitata dal SAM. Dal referto 24 ottobre 2011 risulta che essa è stata
esaminata dal punto di vista pneumologico, reumatologico e psichiatrico. I
periti hanno riscontrato diverse affezioni invalidanti tra le quali asma
bronchiale verosimilmente prevalentemente di tipo intrinseco, poliallergia,
malattia di Widal, poliartropatia psorisiaca (DD di sindrome di Sapho),
malattia di reflusso gastroesofageo (DD:cofattore per asma intrinseca),
sospetta sindrome di Cushing secondaria al trattamento cronico con corticosteroidi,
herpes, zoster palpabile recidivante, artropatia psorisiaca evolutiva dagli
anni 90, gonartrosi femoretibiale mediale d.d.p, lieve alterazioni statische
degenerative a carico della colonna vertebrale (cfr. perizia pp 21 e 22). 

                                         Esclusa
un’inabilità lavorativa psichiatrica, i periti del SAM hannon concluso:

 

" 
(…)

Dal punto di vista pneumologico la capacità lavorativa
nell'attività come casalinga non è superiore al 25% a partire dal 2007 a causa della progressione della malattia infiammatoria bronchiale con incapacità lavorativa
totale per attività da pesanti a moderate e abilità lavorativa al 50% per
attività leggere con dispnea sotto sforzo a portare pesi e rapida
affaticabilità.

 

La diminuzione della capacità lavorativa si giustifica
con la dispnea da sforzo marcata facendo le scale, in salita o portando pesi.
Nella sua attività come casalinga non è in grado di fare lavori pesanti, nè di
salire o scendere le scale, nè di portare o spostare pesi. Dal punto di vista
terapeutico, ci sono scarsissime possibilità d'influenzare la patologia e la
sua evoluzione: essere comunque non influenzerebbero la prognosi valetudinaria.

 

L'A. è quindi inabile al lavoro al 100% per tutte
quelle attività che non richiedono sforzi fisici più che leggeri e soprattutto
inabile per tutte quelle attività che si svolgono a contatto con agenti
irritanti respiratori, condizioni ambientali avverse, temperature elevate,
luoghi polverosi o simili.

 

Per l'attività come casalinga vi è dunque un'abilità
lavorativa del 25%. (…)" 

(doc. AI 110/27)

 

                                         Rispetto
al 2007 i periti hanno quindi riscontrato un peggioramento delle condizioni di
salute dell’assicurata, in particolare dovuto alla progressione della malattia infiammatoria
bronchiale. 

 

                               2.8.   L'Ufficio
AI ha poi incaricato l'assistente sociale di esperire un'inchiesta per le
persone che si occupano dell'economia domestica. Il relativo rapporto è stato allestito
il 16 marzo 2012. Sulla base degli accertamenti eseguiti presso il domicilio dell’assicurata,
dopo aver fissato gli impedimenti di ogni singola mansione, l'assistente
sociale ha stabilito un’invalidità  complessiva del 50% (doc. AI 118). Va qui
ricordato che anche nella precedente inchiesta economica, svolta il 14 novembre
2001, l’assicurata è stata considerata invalida nella misura del 50% (doc. AI
52).

 

                                         In
data 15 maggio 2012 l’allora patrocinatore dell’assicurata ha contestato la
succitata inchiesta economica (doc. AI 127); l’assistente sociale ha quindi preso
posizione confermando il proprio operato (doc. AI 130).

                                         Con
la decisione impugnata l’Ufficio AI ha respinto la domanda di revisione essendo
il grado d’invalidità rimasto invariato. 

                                         

                                         Con
il presente ricorso l’assicurata chiede una rivalutazione degli impedimenti
nell’espletare le mansioni casalinghe in quanto non può più contare sull’aiuto
dell’anziana madre 75enne, nonché di sua figlia (nata il 1993) partente a settembre
2012 per l’Università di __________ e di suo figlio (nato il 1990) il quale a
giugno 2013 dovrebbe lasciare l’economia domestica.

 

                                         Orbene,
dopo un attento esame degli atti questo TCA non può che prestare adesione alla
valutazione dell’assistente sociale, ritenuto in particolare
come essa abbia compiutamente valutato le difficoltà e l’esigibilità di ogni
singola mansione casalinga. Nell’inchiesta economica è stata inoltre correttamente
stabilita una ripartizione delle singole attività domestiche nel rispetto dei
parametri di cui alla cifra marginale 3086 CII, attribuendo un valore
complessivo del 100% all'insieme dei lavori abituali svolti dall'assicurata
nell'ambito dell'economia domestica. 

                                         Conforme
alla giurisprudenza è del resto anche la presa in considerazione della
ripartizione dei compiti all’interno della famiglia e, quindi, della
collaborazione fornita nella gestione dell’economia domestica da parte dei
familiari. A quest’ultimo proposito, é utile segnalare che il TF ha stabilito
che per le persone attive nell'economia domestica, un impedimento può
essere considerato dall'assicurazione per l’invalidità solo se le mansioni non
più esercitabili personalmente devono essere eseguite da terze persone dietro
pagamento oppure da familiari che per fare ciò dimostratamente subiscono una
perdita di guadagno o comunque un aggravio eccessivo. Il grado di assistenza
che si può pretendere dai familiari per l'aiuto in favore di un/a casalinga/o
invalido/a va oltre il sostegno che ci si può normalmente attendere in
assenza di danno alla salute (cfr. DTF 133 V 504 consid.
4.2). In concreto, l’assistente sociale ha debitamente
tenuto conto del ragionevolmente ed esigibile aiuto nell’economia domestica del
marito e dei figli oramai maggiorenni (nella precedente inchiesta economica del
2002 gli stessi erano minorenni). Per questo motivo, nonostante un aggravio
dello stato di salute (le limitazioni sono di natura fisica) rispetto alla
precedente valutazione, le percentuali degli impedimenti per l’espletamento di
alcune attività domestiche (punto 5.2 “Alimentazione”; 5.3 “Pulizia
dell’appartamento”; 5.4 “Spesa e acquisti diversi”, 5.5 “Bucato, confezione e
riparazioni di indumenti”) sono state leggermente ridotte. Non risulta invece
che l’assistente sociale abbia indicato l’aiuto della madre dell’assicurata.

                                         Certo,
le conclusioni dell’inchiesta economica sono differenti da quelle
del SAM. Va rilevato che l’assistente sociale, persona qualificata per
l’espletamento di simili valutazioni, ha tenuto conto delle limitazioni fisiche
esposte in sede peritale. D’altronde, trattandosi di problematiche
psichiatriche le risultanze dell’inchiesta economica a domicilio hanno la
priorità sulla valutazione medico-teorica (cfr. consid. 2.6 e STCA 32.2011.69
del 22 settembre 2011 consid. 2.7). 

 

                                         Per
quanto riguarda il fatto che nel settembre 2012 la figlia abbia iniziato gli
studi universitari (cfr. la relativa attestazione in doc. AI 127-10),
rettamente nella risposta di causa l’amministrazione ha evidenziato:

 

" 
(…)

Ritenuto che la decisione impugnata è stata emessa il
14 agosto 2012 (la quale delimita il potere cognitivo del giudice delle
assicurazioni sociali) -, occorre sottolineare che le mutate condizioni familiari
di cui sopra potranno se del caso formare oggetto di un nuovo provvedimento
amministrativo (segnatamente una domanda di revisione). A tal proposito,
l'assistente sociale __________ – nella sua annotazione 9.10.2012 qui allegata
– ha precisato quanto segue: "ho letto il ricorso del 14 settembre e,
con il massimo rispetto per le osservazioni espresse dall'assicurata, confermo
di non trovare nuovi elementi atti a modificare la mia valutazione del 16 marzo
2012.

Un'eventuale rivalutazione della situazione
potrà se del caso essere effettuata – in sede di revisione – in seguito alle
mutate condizioni familiari, ovverosia la partenza della figlia per
l'Università di __________ avvenuta lo scorso mese di settembre". (…)" (doc. VIII, p. 4)

 

                                         Pertanto,
visto quanto sopra, questo TCA non ha motivo per scostarsi dalla valutazione
espressa dall’assistente sociale, ove peraltro si ribadisca che per la giurisprudenza
un intervento da parte dell'autorità giudiziaria nell'apprezzamento della
persona incaricata dell'inchiesta si giustifica unicamente nei casi in cui essa
appaia chiaramente erronea (DTF 128 V 93 consid. 4). 

 

                                         Presentando
dunque l’assicurata un grado d’invalidità del 50%, la decisione impugnata deve
essere confermata ed il ricorso respinto.

 

                                         Gli
atti vanno comunque trasmessi all’Ufficio AI affinché proceda all’evasione della
domanda di revisione 30 ottobre 2012 (cfr. consid. 1.6).

 

                               2.9.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico della ricorrente.

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Gli
atti sono trasmessi all’Ufficio AI per l’evasione della domanda di revisione ai
sensi dei considerandi.

 

                                   3.   Le
spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico della ricorrente. 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                           Fabio
Zocchetti