# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c6fdb15c-bbd1-581f-a748-9fba15f2f90e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-12-20
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 20.12.1995 15.1995.00122
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1995-00122_1995-12-20.html

## Full Text

Incarto n.

  15.95.00122

  	
  Lugano

  20
  dicembre 1995/C/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente

  Pellegrini e Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

statuendo
sul reclamo 12 maggio 1995 di

 

	
   

  	
  1.     
  __________

  2.     
  __________

  entrambe
  patr. dall’avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Lugano nelle esecuzioni n. __________ e __________ (gruppo
n. __________) promosse da

 

 

                                         __________

 

                                         e

 

                                         __________

 

 

                                         contro

 

                                         __________

                                         patr.
dall’avv. __________

 

in materia di incanto mobiliare (aggiudicazione);

 

 

richiamato il decreto presidenziale 17 maggio 1995 di
concessione dell’effetto sospensivo;

 

 

viste le osservazioni 17 maggio e 5 giugno 1995 dell’UE
di Lugano;

 

 

esaminati atti e documenti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                  A.   Con PE n. __________ e __________ in via ordinaria di
pignoramento o di fallimento del 27 settembre 1993 dell’UE di Lugano,
__________ procede contro __________ per complessivi Fr. 57’928.20 oltre
accessori.

                                         Con
PE n. __________, sempre in via ordinaria, __________ procede contro __________
per Fr. 41’168.-- oltre accessori.

 

 

                                  B.   Con pronunciati 5 agosto 1994 la Pretore di Lugano,
Sezione 5, ha rigettato in via definitiva le opposizioni interposte
dall’escusso ai noti PE.

 

 

                                  C.   Il 10 ottobre 1994 l’UE di Lugano ha pignorato, per
quanto di rilevanza nella fattispecie, i seguenti beni mobili iscritti sub n.
3, 4 e 5 del verbale di pignoramento:

 

                                         “ 3.   un
quadro raffigurante “paesaggi”, autore sconosciuto m. 2 . 3 circa dell’800,
valore dichiarato Fr. 10’000.--;

                                           4.   due
quadri raffiguranti “Allegoria” del fine ‘800, autore sconosciuto del valore di
Fr. 3’500.-- l’uno;

                                           5.   un
quadro raffigurante “scena campestre” autore sconosciuto, fine ‘800 Fr.
6’000.--”.

 

 

                                  D.   Il 31 gennaio 1995 __________ e __________ hanno
chiesto la vendita dei beni mobili di compendio delle esecuzioni n. __________
e __________.

 

 

                                  E.   Con provvedimento 30 marzo 1995 __________ l’UE ha
fissato l’incanto dei dipinti pignorati per il 7 aprile 1995 alle ore 17.00
presso il domicilio dell’escusso __________.

 

 

                                  F.   Il giorno dell’asta erano presenti a __________, nel
luogo dell’incanto, quattro offerenti, ossia __________, __________, __________
e __________ mentre l’escusso era assente. I quattro offerenti hanno fatto
“un’offerta separata, risp. per gli oggetti n. 2, 3, 4 e 5, di Fr. 50.-- per
ogni oggetto”. 

                                         Il
capo servizio dell’UE di Lugano prima di sottoscrivere il verbale d’incanto ha
stabilito che “il debitore verrà invitato a pronunciarsi su tale aggiudicazione
provvisoria entro un termine perentorio, dopodiché essa, salvo contestazioni,
diverrà definitiva”.

                                         In
un secondo tempo il funzionario incaricato ha stabilito e iscritto nel verbale
d’incanto che “vista l’assenza del debitore e l’indisponibilità degli oggetti
da realizzare, in quanto trovantisi gli stessi in un locale chiuso,
l’aggiudicazione summenzionata non può essere convalidata e pertanto l’Ufficio
indirà a breve termine, una nuova asta degli oggetti di cui alle posizioni 2,
3, 4 e 5, previa comunicazione a tutti gli interessati e presa in custodia dei
beni”.

 

 

                                  G.   Con provvedimento 28 aprile 1995, comunicato agli
interessati, l’UE di Lugano ha fissato al 24 maggio 1995 la nuova asta pubblica
dei noti beni.

 

 

                                  H.   Con tempestivo reclamo 12 maggio 1995 __________ e
__________ hanno postulato, con protesta di spese e ripetibili,
l’aggiudicazione dei dipinti a loro favore e la declaratoria di nullità sia
della nota aggiuntiva al verbale d’incanto del 7 aprile 1995 che dell’avviso
d’incanto del 28 aprile 1995, atteso che:

 

                                         -     “__________
si è aggiudicata il dipinto n. 4 (“scena campestre”, autore ignoto) al prezzo
di Fr. 50.--, mentre __________ si è aggiudicata il dipinto n. 5 (“Allegoria”,
autore ignoto) pure al prezzo di Fr. 50.--”;

 

                                         -     l’UE di
Lugano ha intimato il 2 maggio 1995 il verbale d’incanto -al quale è stata
aggiunta la nota, non sottoscritta dagli astanti, secondo cui l’aggiudicazione
non può essere convalidata- e un nuovo avviso d’incanto;

 

                                         -     “la
LEF, in materia di asta pubblica, non impone né la presenza del debitore né la
disponibilità degli oggetti, quest’ultima comunque garantita dall’avv.
__________, rappresentante legale dell’escusso”.

 

 

                                    I.   Con osservazioni 17 maggio e 5 giugno 1995 l’UE di
Lugano ha chiesto, con motivazioni che se del caso saranno riprese in seguito,
la reiezione del gravame.

 

 

Considerato

 

 

in
diritto:

 

 

                                   1.   Oggetto di disputa è la questione a sapere se
“l’aggiudicazione provvisoria”, così come definita nel verbale d’incanto del 7
aprile 1995, sia valida e pertanto l’UE di Lugano debba consegnare alle
reclamanti i dipinti inventariati sub 4 e 5 del verbale d’incanto.

 

 

                                   2.   Ex art. 126 cpv. 1 LEF “dopo tre chiamate gli oggetti
in vendita sono aggiudicati al maggior offerente”.

                                         Nel
caso di specie il funzionario dell’UE di Lugano ha accolto le offerte formulate
separatamente dai quattro offerenti presenti senza chiamare tre volte ciascuna
offerta come previsto all’art. 126 cpv. 1 LEF. Ne consegue che, mancando
l’elemento caratterizzante della vendita ai pubblici incanti, ossia
l’aggiudicazione dopo le tre chiamate di legge, “l’aggiudicazione provvisoria”
del 7 aprile 1995 è irrita: corretto è stato pertanto il provvedimento con cui,
in un secondo tempo, l’ufficio ha deciso di annullarla e di indire una nuova
asta.

 

 

                                   3.   Nell’ipotesi fosse possibile un’aggiudicazione ex art.
126 LEF senza le tre chiamate di legge, bisogna evidenziare che “l’aggiudicazione
provvisoria” del 7 aprile 1995 sarebbe comunque nulla perché l’aggiudicazione
ai pubblici incanti non può essere sottoposta a condizione.

 

 

                                   4.   In via ancor più abbondanziale va rilevato che anche
il motivo che ha indotto l’UE ad emettere il provvedimento impugnato, ossia
sostanzialmente l’indisponibilità degli oggetti da realizzare, risulta
giustificato dalle circostanze, atteso che:

 

                                         a)  La realizzazione dei beni mobili pignorati ha luogo ai
pubblici incanti (art. 125 cpv. 1 LEF): le modalità di pubblicazione e la forma
del bando, così come il modo, il tempo e il luogo degli incanti, saranno
determinati dall’organo d’esecuzione col maggior riguardo possibile agli
interessi delle parti (art. 125 cpv. 2 primo periodo LEF).

 

                                         b)  Ratio della norma è di conseguire nel caso concreto il
maggior ricavo possibile, nell’interesse dei creditori e del debitore.

 

                                         c)  Decisivo è l’apprezzamento dell’ufficiale, la cui
latitudine di giudizio trova giustificazione nella sua migliore conoscenza
della realtà locale e nell’esperienza acquisita in tale funzione (Kurt Amonn, Grundriss
des Schulbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1988, § 27 m. 20; Fritzsche/Walder,
Schuldbetreibung und Konkurs nach schw. Recht. vol I, Zurigo 1984, § 8 m. 19 e
§ 30 m. 3; Robert Joos, Handbuch für die Betreibungsbeamten der Schweiz, Wädenswil
1964, p. 214; Ernest Brand, FJS n. 988, 1948, p. 4; Carl Jäger, Das Bundesgesetz
betr. Schuldbetreibung und Konkurs, vol I, Zurigo 1911, n. 3 ad art. 125 LEF).

 

                                         d)  È quindi compito dell’organo d’esecuzione stabilire
dove debbano trovarsi i beni oggetto di realizzazione nel momento del pubblico
incanto e nel periodo immediatamente precedente.

 

                                         e)  Trattandosi di giudizio di opportunità, definito e
contrario all’art. 17 cpv. 1 LEF quale provvedimento giustificato dalle
circostanze, l’Autorità di reclamo si impone uno stretto riserbo, pur potendo
sostituire il suo apprezzamento a quello dell’ufficio che ha espresso l’atto
impugnato e se ne scosterà in sostanza solo quando lo esigano interessi superiori
di coordinamento (cfr. Flavio Cometta, La procedura di reclamo avanti le
autorità cantonali di vigilanza in materia di esecuzione e fallimenti, in BlSchK
1989, p. 47).

 

                                         f)   Nel caso di specie l’UE di Lugano si è correttamente
determinato annullando “l’aggiudicazione” del 7 aprile 1995 affinché la
realizzazione dei beni mobili pignorati possa essere attuata quando gli stessi
saranno in custodia dell’ufficio e pertanto disponibili per il potenziale
acquirente: scopo del provvedimento impugnato è infatti quello di conseguire il
maggior ricavo possibile, oltre che sapere esattamente cosa viene venduto.

 

 

                                   5.   Il reclamo 12 maggio 1995 __________ è respinto.

                                         Non
si prelevano spese (art. 67 cpv. 2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68
cpv. 2 OTLEF), perché così previsto per normativa di diritto federale.

 

 

Per
questi motivi

richiamati
gli art. 17 cpv. 1 e 125 LEF

 

 

PRONUNCIA

 

 

                                    1. Il
reclamo 12 maggio 1995 __________ è respinto.

 

                                    2. Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

Intimazione a: - __________ 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente                                                                   
La segretaria