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**Case Identifier:** 282512c7-b083-5e02-8046-2629db84172d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-06-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.06.2023 D-2245/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2245-2023_2023-06-16.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2245/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 6  g i u g n o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Chiara Piras, giudice unica,  

con l'approvazione del giudice David R. Wenger;  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Stati Uniti d'America (USA),  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo e allontanamento (procedura celere);  

decisione della SEM del 23 marzo 2023 / N (…). 

 

 

 

D-2245/2023 

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Visto: 

la domanda d'asilo che A._______ ha presentato in Svizzera l'11 otto-

bre 2022, 

la procura conferita dall'interessato il 17 ottobre 2022 alla rappresentanza 

legale assegnatagli, 

la decisione di ripartizione al cantone B._______ del 7 novembre 2022, 

il verbale d'audizione secondo l'art. 29 della legge sull'asilo del 26 giugno 

1998 (LAsi, RS 142.31) del 15 marzo 2023, 

i mezzi di prova presentati dinanzi alla Segreteria di Stato della migrazione 

(di seguito: SEM; cfr. decisione SEM cifra I pto. 4), 

il parere del richiedente del 22 marzo 2023 sulla bozza di decisione della 

SEM, 

la decisione della SEM del 23 marzo 2023, notificata il medesimo giorno, 

con cui tale autorità non ha riconosciuto la qualità di rifugiato all'interessato, 

ha respinto la sua domanda d'asilo ed ha pronunciato il suo allontanamento 

dalla Svizzera ed ha incaricato il cantone B._______ dell'esecuzione della 

misura, 

la dichiarazione del 23 marzo 2023 di rinuncia al mandato di rappresen-

tanza da parte della Protezione giuridica della Regione (…), 

il ricorso del 18 aprile 2023 (timbro postale: 21 aprile 2023; data d'entrata: 

25 aprile 2023), per il tramite del quale l'insorgente ha chiesto la conces-

sione dell'asilo in Svizzera, con allegati le copie della convocazione quale 

membro della giuria dello Stato del C._______, Contea di D._______ del 

(…) 2022, del pass del parcheggio, di una lettera del (…) 2022 dell'Office 

of the Court Administrator che negava la richiesta di esonero dalla giuria,  

la decisione incidentale del Tribunale amministrativo federale del 5 giu-

gno 2023, notificata il 12 giugno 2023, che invitava il ricorrente a regolariz-

zare l'atto ricorsuale tramite la sottoscrizione dello stesso in originale entro 

un termine di 7 giorni dalla notificazione,  

il gravame sottoscritto in originale dal ricorrente in data 12 giugno 2023, 

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e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF, 

che in conformità all'art. 33a cpv. 2 PA, nei procedimenti su ricorso è deter-

minante la lingua della decisione impugnata; che giusta l'art. 33a cpv. 3 PA, 

se una parte presenta documenti non redatti in una lingua ufficiale, l'auto-

rità può, previo assenso delle altre parti, rinunciare a esigerne la tradu-

zione; che per il resto, l'autorità ordina una traduzione se necessario 

(art. 33a cpv. 4 PA), 

che in casu, il ricorrente non ha presentato il suo ricorso in una lingua uffi-

ciale svizzera, bensì in lingua inglese, allorché la decisione impugnata è 

stata redatta in italiano, 

che alla luce delle circostanze del caso di specie, il Tribunale rinuncia ad 

ordinare una traduzione del memoriale ricorsuale (cfr. nel senso MO-

SER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren vor dem Bundesverwal-

tungsgericht, 3a ed. 2022, n. marg. 2.224),   

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi in relazione con 

l'art. 10 dell'Ordinanza sui provvedimenti nel settore dell'asilo in relazione 

al coronavirus del 1° aprile 2020 [Ordinanza Covid-19 asilo, RS 142.318]; 

DTAF 2020 I/1 consid. 7) contro una decisione in materia di asilo della SEM 

(art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il ricorso è, in seguito alla regolarizza-

zione da parte del ricorrente, di principio ammissibile sotto il profilo degli 

art. 5, 48 cpv. 1 lett. a‒c e art. 52 PA, 

che pertanto occorre entrare nel merito del ricorso, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la 

violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

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stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5), 

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dalla giudice in qualità di giudice unica, con l'approvazione di 

un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi); che l'asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato; che 

esso include il diritto di risiedere in Svizzera, 

che giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di 

origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche ovvero hanno fondato timore di es-

sere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente l'e-

sposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le 

misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 

LAsi),  

che la definizione dello statuto di rifugiato, così come stabilita all'art. 3 

cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude tutti gli altri motivi, suscet-

tibili di condurre una persona a lasciare il proprio paese di origine o di resi-

denza, 

che vi è pressione psichica insopportabile quando una persona è vittima di 

misure sistematiche che costituiscono delle violazioni gravi o ripetute delle 

libertà e dei diritti fondamentali e che da un apprezzamento oggettivo rag-

giungono un'intensità e un grado tali da rendere impossibile, o difficile oltre 

i limiti del sopportabile, condurre un'esistenza degna di un essere umano 

nello Stato persecutore, di modo che la persona perseguitata può sottrarsi 

a questa situazione forzata unicamente tramite la fuga all'estero (cfr. DTAF 

2010/28 consid. 3.3.1.1 e relativi riferimenti), 

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che a tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la qualità 

di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi), 

che il richiedente, cittadino americano, proveniente da D._______ (Michi-

gan), al fine di motivare la sua domanda d'asilo ha fatto valere di essere 

stato discriminato per aver iniziato una relazione con una donna afroame-

ricana, con la quale avrebbe avuto due figli; che l'interessato sarebbe stato 

arrestato svariate volte; che le condizioni carcerarie sarebbero state molto 

difficili ed egli avrebbe dunque scritto varie lettere di denuncia; che inoltre 

sarebbe stato ricoverato in maniera coatta in un ospedale psichiatrico per 

40-45 giorni; che nel corso della degenza il richiedente avrebbe scritto nu-

merose lettere di protesta per il cattivo trattamento subito; che dopo aver 

ricevuto una telefonata minatoria avrebbe deciso di espatriare in Svezia; 

che fatto ritorno in Patria, egli sarebbe stato chiamato a fare il giurato; che 

la sua richiesta di essere esentato, essendo un testimone di Geova, sa-

rebbe stata respinta; che temendo di essere nuovamente incarcerato se 

non si fosse presentato all'incarico, l'interessato è nuovamente espatriato 

verso la Svizzera, 

che con la decisione impugnata la SEM ha ritenuto che le asserite incarce-

razioni a causa della sua relazione con una donna afroamericana iniziata 

nel 2010 non sarebbero né attuali, né frutto di una persecuzione sistema-

tica messa in opera dalle autorità nei suoi confronti e nemmeno talmente 

gravi da causare una pressione psichica insopportabile; che gli episodi sa-

rebbero infatti distribuiti su un periodo di oltre 10 anni e l'ultimo avveni-

mento menzionato risalirebbe al 2020; che analogamente difetterebbe di 

attualità ed intensità l'episodio del ricovero ospedaliero coatto del 2018; 

che per quanto riguarda la convocazione come giurato alla quale l'interes-

sato non vorrebbe dare seguito a causa della sua fede come testimone di 

Geova, l'autorità interiore ha ritenuto che tale motivazione non potrebbe 

essere considerata un evento persecutorio mirato nei suoi confronti, né le 

eventuali conseguenze sarebbero di intensità tale da giustificare una ri-

chiesta di asilo,   

che in sede di ricorso, l'insorgente ritiene che l'autorità inferiore avrebbe 

dovuto concedergli l'asilo; che invero, gli Stati Uniti d'America cerchereb-

bero di incarcerarlo e di ricoverarlo in un ospedale psichiatrico per non aver 

dato seguito alla convocazione quale giurato; che egli avrebbe spiegato 

ben tre volte alle autorità che non potrebbe effettuare l'incarico poiché sa-

rebbe contrario alla sua fede religiosa; che in quanto testimone di Geova 

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non potrebbe votare, né potrebbe essere obbligato a far parte di una giuria; 

che qualora non si fosse presentato, sarebbe stato emesso un mandato 

d'arresto; che se dovesse fare ritorno nel suo Paese d'origine, dove egli 

sarebbe già stato vittima di violazione dei diritti umani, la polizia lo arreste-

rebbe; che in seguito, egli rischierebbe di venir ricoverato in un ospedale 

psichiatrico dove verrebbe dichiarato malato di mente; che egli rischie-

rebbe di essere lobotomizzato e di essere chimicamente sterilizzato; che 

egli rientrerebbe nella definizione di rifugiato a causa della sua razza – 

bianco ma considerato nero – a causa della religione, a causa della sua 

nazionalità e delle sue idee politiche, 

che nel caso in disamina, il Tribunale ritiene che l'argomentazione ricor-

suale non possa essere seguita, 

che innanzitutto, tra le pretese incarcerazioni e la fuga risulta essere inter-

rotto il legame di causalità temporale; che invero, l'ultimo episodio risali-

rebbe al 2020, mentre egli è espatriato oltre due anni dopo (cfr. atto SEM 

19/7, D21 e D22); che in secondo luogo, non vi sono elementi che permet-

tano effettivamente di ritenere che le incarcerazioni o i processi siano ri-

conducibili alla sua razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un de-

terminato gruppo sociale o alle sue opinioni politiche e che abbiano quindi 

avuto intenti persecutori; che egli ha a titolo d'esempio elencato quale mo-

tivo un litigio con l'ex-moglie oppure la violazione di un ordine restrittivo 

(cfr. atto SEM 19/7, D25 e D28); che in merito all'ultimo processo, avvenuto 

circa nel mese di agosto 2022 il ricorrente non ricorderebbe neppure il mo-

tivo e ad ogni modo sarebbe stato dichiarato innocente (cfr. atto SEM 19/7, 

D25 e D26); che infine, non può essere ritenuto che tali avvenimenti costi-

tuiscano una pressione psichica insopportabile data la breve durata dei 

fermi e considerato che sono avvenuti sull'arco di oltre 10 anni (cfr. atto 

SEM 19/7, D21, D22 e D26), 

che proseguendo nell'analisi, il Tribunale ritiene che neppure il ricovero 

coatto all'ospedale psichiatrico di D._______ risulta essere rilevante in ma-

teria d'asilo; che come per gli arresti, anche in questo caso fa difetto il le-

game di causalità temporale tra il ricovero, avvenuto nel 2018 per 40-

45 giorni, e la fuga avvenuta ad ottobre 2022; che per di più, quanto oc-

corso all'insorgente non è manifestamente riconducibile ad un motivo 

dell'art. 3 LAsi,  

che le copie delle lettere di denuncia del sistema penitenziario e del si-

stema sanitario non permettono una diversa valutazione dal momento che 

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si esauriscono in sue esternazioni personali e di parte e non provano al-

cuna persecuzione rilevante in materia d'asilo,  

che infine, il Tribunale rileva che neppure la convocazione del ricorrente 

per far parte della giuria e le eventuali conseguenze per non essersi pre-

sentato sono rilevanti in materia d'asilo poiché non sono manifestamente 

riconducibili ad un motivo d'asilo; che invero, la convocazione a far membro 

di giurato avviene in maniera casuale (cfr. < https://www.courts.michi-

gan.gov/resources-for/the-public/jurors/ >, consultato il 16 giugno 2023); 

che inoltre, i tribunali distrettuali disporrebbero di potere discrezionale nel 

concedere o meno l'esonero dal servizio e le decisioni non possono essere 

riviste o appellate al Congresso o a qualsiasi altro ente (cfr. 

< https://www.uscourts.gov/services-forms/jury-service/juror-qualifica-

tions >, consultato il 16 giugno 2023); che la convocazione non può dunque 

essere considerata un evento persecutorio nei suoi confronti; che il mezzo 

di prova fornito al riguardo, ovvero la mancata esenzione da tale obbligo 

non permettere di modificare tale conclusione,  

che per quanto concerne il riconoscimento della qualità di rifugiato e la 

concessione dell'asilo, la decisione impugnata va pertanto confermata, 

che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; che 

tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi),  

che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo 

relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1),  

che questo Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell'al-

lontanamento,  

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell'art. 44 LAsi, dall'art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione 

del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), giusta il quale l'esecuzione 

dell'allontanamento dev'essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile 

(art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

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che in caso di non adempimento di una di queste condizioni, la SEM di-

spone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStrI in relazione all'art. 44 

LAsi), 

che nella decisione impugnata, la SEM ha ritenuto l'esecuzione dell'allon-

tanamento ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile, 

che in merito all'esecuzione dell'allontanamento, l'insorgente ritiene che i 

suoi antecedenti gli impedirebbero di vivere; che egli non riuscirebbe a tro-

vare un lavoro ed avrebbe difficoltà ad affittare un alloggio, 

che tuttavia, anche agli occhi del Tribunale, non vi sono in casu elementi 

ostativi all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente verso gli Stati Uniti 

d'America, 

che a norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera, 

che anzitutto il ricorrente non può, per i motivi già enucleati, prevalersi del 

principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi) né di un rischio 

personale, concreto e serio di essere esposto ad un trattamento proibito, 

in relazione all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti 

dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, 

RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105), 

che pertanto l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile (art. 44 LAsi 

in relazione all'art. 83 cpv. 3 LStrI), 

che giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI l'esecuzione non può essere ragionevol-

mente esigibile qualora, nello stato di origine o di provenienza, lo straniero 

venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali 

guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica, 

che la situazione negli Stati Uniti d'America non è caratterizzata da guerra, 

guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popola-

zione nell'integralità del territorio nazionale, 

che nemmeno la situazione personale dell'interessato giustifica una di-

versa valutazione del caso; che egli dispone di una solida rete sociale in 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk

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Patria, ha una buona formazione scolastica e diverse esperienze profes-

sionali (cfr. atto SEM 19/7, D7-D11), 

che altresì, il ricorrente non ha inoltre preteso nel gravame di soffrire di 

problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria; che 

egli è stato oggetto di un'unica visita medica, ovvero un consulto (…) in 

data (…) ottobre 2022 e non ha desiderato intraprendere una presa a ca-

rico (cfr. atto SEM 14/2); che pertanto, neppure da un esame d'ufficio degli 

atti emerge la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici 

(cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2),  

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento è ragionevolmente esigibile 

(art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi), 

che infine non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento dal momento che il ricorrente dispone 

di un passaporto in corso di validità (art. 83 cpv. 2 LStrI in relazione 

all'art. 44 LAsi), 

che di conseguenza anche in materia di esecuzione dell'allontanamento la 

querelata decisione va confermata, 

che pertanto, la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA); che pertanto il ricorso va respinto, 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda di estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF), 

che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto 

pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF), 

che la pronuncia è quindi definitiva, 

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(dispositivo pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fe-

derale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente 

sentenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

La giudice unica: La cancelliera: 

  

Chiara Piras Sebastiana Bosshardt 

 

 

Data di spedizione: