# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 630aa616-940e-5d0c-a3b7-337b84f0afca
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-09-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.09.2017 36.2017.42
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2017-42_2017-09-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  36.2017.42

  36.2017.61

   

  IR/sc

  	
  Lugano

  27 settembre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sui ricorsi del 28 maggio 2017 e 12 luglio 2017 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni su reclamo dell’8 maggio 2017 e 6 luglio 2017
  emanate  da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle
  prestazioni, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione sociale contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, 1958, domiciliato a __________,
tecnico, coniugato con __________ (1957), padre di __________, maggiorenne che
ha compiuto la sua formazione, e collaboratore della __________ (di cui __________
è socia e gerente mentre il signor RI 1 è direttore; doc. V), ha chiesto, il 28
marzo 2016, la riduzione del premio dell’assicurazione contro le malattie per
il 2016 (doc. 1 inc. 36.2017.42). La tassazione applicabile (2013) indica
redditi complessivi per CHF 58'730, accertati dall’Ufficio di tassazione di __________
(UT qui di seguito), e una sostanza complessiva netta, precedente le deduzioni
sociali, cifrata in CHF 224'388 (similmente alle tassazioni successive, come
accertato dal Tribunale cantonale delle assicurazioni in corso d’istruttoria,
doc. VIII e allegati, da cui emerge un valore di CHF 244'538 nel 2015 e CHF
244’388 nel 2014). La richiesta dell’assicurato è stata respinta con decisione
30 aprile 2016 (doc. 2, inc. 36.2017.42) stante il superamento dei limiti per
la concessione del sussidio.

 

                               1.2.   RI 1 ha contestato il
provvedimento (doc. 3 e 4 inc. 36.2017.42, datati 16 maggio e 12 luglio 2016)
segnalando disparità di trattamento con terzi (non nominativamente indicati se
non per categorizzazioni) nonché sue difficoltà economiche. Al suo reclamo egli
ha annesso (doc. 4 inc. 36.2017.42) un’attestazione su carta intestata della __________
(non firmata) da cui emerge che il salario percepito assomma, dal 1° gennaio
2016, a CHF 3'500 in media e ciò a seguito di mancanza di lavoro. Con scritto 7
agosto 2016 l’assicurato ha ulteriormente preso contatto con l’amministrazione
per conoscere le ragioni del respingimento della sua richiesta di sussidio
(doc. 5 inc. 36.2017.42), ciò che ha ripetuto il successivo 21 agosto 2016 con
lettera cui ha allegato un certificato di salario recante il timbro della __________
indicante un salario annuo di CHF 42'000 per l’anno 2015 (doc. 6 inc.
36.2017.42) da cui dedurre i contributi sociali per un importo di CHF 3'400.-- per
un netto di CHF 38'600.--.

 

                               1.3.   Nonostante l’incompletezza
delle indicazioni fornite in merito al salario (il certificato di salario indica
l’anno di riferimento nel 2015 non prevede deduzioni per il 2 pilastro e non è
firmato da parte di persona autorizzata a impegnare la società) la Cassa ha
considerato una riduzione dei redditi rispetto alla tassazione di riferimento
(2013) determinando il diritto al sussidio al di fuori della tassazione
applicabile in applicazione dell’art. 30 cpv. 2 LCAMal e dell’art. 14 RLCAMal
(doc. 7 inc. 36.2017.42). La Cassa ha accertato i redditi dell’assicurato in
base della documentazione trasmessa dallo stesso signor RI 1 il 4 settembre
2016 (doc. 8 inc. 36.2017.42), il 2 ottobre 2016 (doc. 9 inc. 36.2017.42) e il
successivo 2 novembre 2016 (doc. 10 inc. 36.2017.42). L’amministrazione ha
eseguito altre verifiche (doc. 12, del 12 gennaio 2017) evase mediante l’invio
pervenuto il 31 gennaio 2017 (doc. 13 inc. 36.2017.42). L’assicurato si è
rivolto all’amministrazione ancora il 24 marzo 2017 producendo un nuovo scritto
della __________ indicante, questa volta, un salario di CHF 3'000 mensili per
un complessivo di CHF 36'000 annui (doc. 17 inc. 36.2017.42). Il signor RI 1 è
stato pertanto interpellato dall’amministrazione il 12 aprile 2017 ed ha
risposto ai quesiti formulati dai funzionari il 19 aprile successivo (doc. 18
inc. 36.2017.42). La Cassa ha quindi emanato la decisione di sua competenza l’8
maggio 2017 (doc. 20 inc. 36.2017.42), dopo avere controllato i calcoli (doc.
19 inc. 36.2017.42), rifiutando l’aiuto sociale.

 

                               1.4.   Con la sua decisione (doc. 20
inc. 36.2017.42) l’amministrazione ha confermato il precedente rifiuto pur
ritenendo i redditi professionali indicati dall’assicurato nel corso della
procedura di reclamo (salario CHF 36'000), cui ha aggiunto il valore locativo
dell’immobile di proprietà dell’unità di riferimento (UR qui di seguito) e la
quota parte della sostanza da considerare (CHF 16'303). Essa ha considerato un
reddito disponibile (RD qui di seguito) di CHF 51'073 ed ha definito il reddito
massimo che consente di beneficiare del sussidio (RDM qui di seguito), secondo
la formula legale, determinandolo in CHF 44'473,70. Accertato dunque un reddito
disponibile superiore a quello massimo che consente il riconoscimento
dell’aiuto sociale l’amministrazione ha negato la riduzione dei premi.

 

                               1.5.   Con ricorso del 28 maggio
2017 (doc. I inc. 36.2017.42) RI 1 ha contestato il provvedimento segnalando
che la sua reale situazione economica non permette di fronteggiare i premi
dell’assicurazione malattia. Egli ha precisato di percepire un salario molto
basso, di avere importanti spese anche per il sostentamento della figlia, di
dovere pagare l’ipoteca, (ancorché nessun debito ipotecario risulti dalle
decisioni di tassazione dei 3 anni consultati 2013, 2014 e 2015), la cassa
malati e di non capire gli importi ritenuti dalla Cassa cantonale di compensazione.

 

                                         L’atto è stato trasmesso
all’amministrazione per la formulazione della risposta di causa il 30 maggio
2017 (doc. II inc. 36.2017.42). L’atto di risposta dell’amministrazione (del 19
giugno 2017, doc. III inc. 36.2017.42) conferma la correttezza del provvedimento
con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di
motivazione. Il 20 giugno 2017 (doc. IV inc. 36.2017.42) all’assicurato è stata
concessa la possibilità di ulteriormente esprimersi e di chiedere
l’acquisizione di nuove prove.

 

                               1.6.   Il giudice delegato ha
acquisito agli atti l’estratto RC della datrice di lavoro dell’assicurato __________
(doc. V inc. 36.2017.42) ed il 21 giugno 2017 ha convocato le parti per
un’udienza di discussione (doc. VI inc. 36.2017.42) che si è svolta il 10
luglio 2017 (doc. XII inc. 36.2017.42). Prima dell’udienza, sempre il 21 giugno
2017, il giudice delegato ha chiesto all’UT Mendrisio l’acquisizione di
specifica documentazione (doc. VIII inc. 36.2017.42) e meglio “copia dei
certificati di salario rilasciati dalla Vari Art … di cui il signor RI 1
risulta essere il direttore, che dovrebbero essere stati prodotti unitamente
alle tassazioni 2014, 2015 e 2016. È inoltre necessario acquisire l’ultima
decisione di tassazione definitiva del signor RI 1 e, se già emanata, anche la
decisione di tassazione 2016 anche se non dovesse essere definitiva”. L’UT
ha risposto prontamente con lettera 23 giugno 2017 da cui emerge che: 

 

" Il
contribuente non è stato molto diligente nella compilazione delle dichiarazioni
fiscali, tant’è che sia la tassazione 2014 che la 2015 sono state emesse per
apprezzamento in mancanza della documentazione esaustiva.

 

Per quanto riguarda i certificati di salario __________,
nonostante le nostre ripetute richieste di documentazione, per l’anno 2014 non
è stato presentato nulla mentre per l’anno 2015 (si rimanda all’allegato) si è
limitato a produrre un’attestazione con l’importo mensile del salario
percepito. Il certificato di salario ufficiale non è quindi mai stato
presentato.

 

Sia per la tassazione 2014 che per la tassazione 2015 abbiamo
imposto il salario percepito così come dichiarato.

 

L’ultima notifica di tassazione definitiva è quella dell’anno
2015, mentre la dichiarazione fiscale 2016 non è ancora stata presentata.”
(Doc. VIII inc. 36.2017.42)

 

                                         I documenti acquisiti sono
stati trasmessi alle parti con facoltà di esprimersi in merito in sede di
udienza (doc. IX inc. 36.2017.42 del 27 giugno 2017). L’assicurato ha reagito
con scritto 2 luglio 2017 (doc. X inc. 36.2017.42) trasmettendo la decisione di
tassazione 2014 concernente la figlia Irene e formulando considerazioni sulla
stessa e ciò in relazione alla sua tassazione. Lo scritto è stato spedito alla
Cassa per conoscenza il 5 luglio 2017 (doc. XI inc. 36.2017.42). In corso d’udienza
è stato verbalizzato quanto segue:

 

" Il sig. RI
1 precisa che, come ha scritto al Tribunale, la figlia ha reperito un’attività
lavorativa anche se il posto non è garantito per il futuro. Rileva che la
stessa è stata tassata anche per un importo di fr. 18'000.-- a valere quale
reddito di altra fonte, mentre la stessa era senza attività ed era aiutata dai
genitori, ossia dal ricorrente stesso. 

 

La Cassa evidenzia che per il periodo qui in oggetto la figlia del
sig. RI 1 era da ritenere quale persona senza attività lavorativa e non poteva
rientrare nella UR della famiglia. Non essendo più in formazione non poteva
essere compresa nella famiglia ma ha beneficiato del sussidio proprio per il
2016. Il sig. RI 1 precisa che ha finito la __________ 3 anni fa.

 

La Cassa precisa che si è scostata dai dati fiscali avendo il sig.
RI 1 indicato in maniera adeguata una diminuzione dei redditi e la decisione
impugnata è nella sostanza la conseguenza del calcolo svolto sulla base delle
indicazioni del sig. RI 1 stesso. 

 

Il sig. RI 1 precisa ci avere un’ipoteca sulla proprietà
immobiliare che ora è in esclusiva proprietà della moglie di fr. 380’000.--
presso la __________ di __________.

 

Il giudice gli chiede se la stessa è stata considerata a livello
di dichiarazione fiscale ritenuto che la sostanza netta ammonta fr. 244'000.--.
Il sig. RI 1 non è in grado di rispondere a questa domanda.

 

Il Giudice dà comunque atto che la tassazione applicabile in
concreto, per la sostanza, è l’ultima emanata dall’ufficio tassazione mentre in
concreto il calcolo del reddito  è stato fatto manualmente e ciò sulla base
delle indicazioni stesse fornite dal ricorrente. 

 

Si accerta che il valore della sostanza è costante nelle
tassazioni 2013-2014-2015.

 

Il sig. RI 1 ribadisce le sue difficoltà economiche, indica che vi
è del lavoro da svolgere che tramite la sua ditta esegue ma è estremamente
difficile ottenere il pagamento da parte dei debitori ciò che crea delle
situazioni di illiquidità. Si domanda e ribadisce ancora come possa una famiglia
riuscire a campare con un credito di fr. 3’000.-- mensili. (…)” (Doc. XII)

 

                               1.7.   In data 12 luglio 2017
l’assicurato ha trasmesso al Tribunale cantonale delle assicurazioni
documentazione della Banca __________ indicante l’esistenza di una relazione
bancaria e l’addebito di interessi passivi a fronte di una ipoteca fissa (doc.
D2 inc. 36.2017.42). Interpellata in merito il 13 luglio 2017 (doc. XIV inc.
36.2017.42) la Cassa cantonale di compensazione ha postulato la reiezione del
ricorso ribadendo la necessità di far capo, per la determinazione della
sostanza, all’ultima tassazione emanata e come la stessa (relativa all’anno
2015) non indichi alcun debito ipotecario e nessun interesse passivo. Il 25
luglio 2017 il giudice delegato ha interpellato l’istituto bancario domandando
sostanzialmente conferma delle informazioni e attestazione di completezza delle
stesse (doc. XVII inc. 36.2017.42). Con scritto 10 agosto 2017 (doc. XX inc.
36.2017.42) la signora __________ ha spedito al Tribunale cantonale delle assicurazioni
una lettera 31 luglio 2017 a lei inviata dalla Banca in risposta alle richieste
del Tribunale. All’amministrazione è stata offerta la possibilità di esprimersi
in merito l’11 agosto 2017 (doc. XXI inc. 36.2017.42).

 

                                1.8.  Mediante
richiesta presentata il 28 dicembre 2016 tramite formulario ufficiale, RI 1 ha
chiesto anche per il 2017 la riduzione dei premi dell’assicurazione
obbligatoria contro le malattie (doc. 1 inc. 36.2017.61). Anche per tale anno
la Cassa ha ritenuto applicabili gli estremi di un accertamento autonomo del
reddito disponibile per determinare il diritto alla riduzione postulato, a
fronte di una diminuzione dei redditi da lavoro del signor RI 1. Con decisione
formale del 31 maggio 2017 (doc. 2 inc. 36.2017.61) la Cassa ha respinto la
domanda di sussidio per il superamento dei limiti di reddito. Il successivo 18
giugno 2017 (doc. 3 inc. 36.2017.61) l’assicurato si è aggravato contro tale
provvedimento adducendo argomenti uguali a quelli sviluppati con il reclamo formulato
contro la decisione riferita alla RIPAM 2016 e ripresi nel ricorso 28 maggio
2017 (doc. I inc. 36.2017.42). Alla luce delle emergenze della procedura
riferita alla riduzione dei premi dell’anno precedente l’amministrazione ha
eseguito la verifica dei dati fiscali (doc. 5 inc. 36.2017.61) ha eseguito di
nuovo il calcolo imposto dalle norme legali applicabili (doc. 6 inc. 36.2017.61)
ed il 6 luglio 2017 ha emanato la sua decisione su reclamo (doc. 7 inc.
36.2017.61) respingendo le lamentele dell’assicurato. Successivamente
all’emanazione del provvedimento, il 12 luglio 2017 (doc. 8 inc. 36.2017.61),
l’assicurato ha prodotto alla Cassa documentazione bancaria della Banca __________
della __________ di __________ da cui emergono addebiti per interessi passivi e
debito nei confronti dell’istituto bancario da parte della signora __________.

 

                                1.9.  Con
ricorso del 12 luglio 2017 (doc. I inc. 36.2017.61) __________ si è aggravato,
senza indicazione dei motivi e senza formulare una richiesta processuale,
contro la decisione emanata su reclamo da parte dell’amministrazione e relativa
alla riduzione dei premi per il 2017. Il 13 luglio 2017 (doc. II inc.
36.2017.61) il giudice delegato ha imposto all’assicurato di procedere al
completamento dell’esposto, come prevede la procedura applicabile, ciò che il
signor RI 1 ha fatto il 23 luglio successivo (doc. III inc. 36.2017.61)
mediante un atto che riprende il ricorso 28 maggio 2017 (doc. I inc.
36.2017.42) relativo alla RIPAM 2016, e in cui evidenzia l’onere derivante dal
debito ipotecario che l’amministrazione non ha preso in considerazione.
Invitata a prendere posizione in merito il successivo 25 luglio 2017 (doc. IV inc.
36.2017.61) la Cassa cantonale di compensazione ha proposto la reiezione
dell’impugnativa il 16 agosto 2017 (doc. V inc. 36.2017.61). La risposta di
causa è stata trasmessa all’assicurato il 17 agosto 2017 (doc. VI inc.
36.2017.61) con l’assegnazione del termine di procedura per formulare la
richieste di acquisizione di nuove prove rispettivamente per esercitare il suo diritto
di essere sentito. Con scritto del 27 agosto 2017 (doc. VII inc. 36.2017.61) RI
1 ha ribadito l’onere che gli cagiona l’aiuto alla figlia, formata ma con
difficoltà nel reperire un lavoro a tempo pieno, il debito ipotecario che gli
impone interessi passivi e l’assenza di attività lavorativa da parte della
moglie ciò che rende la sua condizione economica difficile. L’atto è stato
trasmesso alla Cassa cantonale di compensazione per conoscenza il successivo 6
settembre 2017 (doc. VIII inc. 36.2017.61). Nell’ambito della procedura inc.
36.2017.61 non sono state acquisite ulteriori prove.

 

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   Le procedure formanti gli
incarti 36.2017.42 e 36.2017.61, ossia i ricorsi formulati da RI 1 contro le
decisioni in materia di riduzione dei premi degli anni 2016 e 2017 sono qui
congiunte e evase con un unico giudizio. In effetti, pur nella diversità degli
anni in discussione e quindi dei parametri applicabili imposti dal Consiglio di
Stato come prevede l’art. 40 LCAMal, le argomentazioni con cui l’assicurato
contesta il rifiuto di concedergli l’aiuto sociale e le motivazioni della
Cassa, sono del tutto simili per i due anni in discussione. Le condizioni
economiche in cui il ricorrente versava nel 2016 e nel 2017 sono uguali, la
diminuzione delle entrate si è ripetuta per i due anni in causa, e per entrambe
le decisioni, l’amministrazione ha fatto capo alla sostanza fissata nell’ultima
decisione di tassazione disponibile a norma dell’art. 14 cpv. 3 RLCAMal. Queste
ragioni impongono un esame congiunto dei ricorsi 28 maggio e 12 luglio 2017.

 

                                         nel merito

 

                               2.2.   Come evocato in numerosi
recenti giudizi (per tutti STCA 36.2015.80 del 15 febbraio 2016 in re P.) va
ricordato che, dal 2012, le norme della Legge Cantonale di applicazione della LAMal
(LCAMal qui di seguito), che reggono la riduzione dei premi dell’assicurazione
obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM, l’acronimo è utilizzato sia
nei lavori preparatori che dall’amministrazione nei suoi allegati), hanno
subito una modifica sostanziale. Il titolo IV della legge è radicalmente
cambiato a seguito dell’approvazione della Legge 24 giugno 2010 (Bollettino
Ufficiale 2010, 297). Il legislatore ha posto mano ad un nuovo sistema di
distribuzione dei sussidi decisi dal Cantone, conformemente al dettato degli
art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più efficace l’aiuto sociale, la
precedente normativa aveva infatti mostrato lacune e, soprattutto, per
ottemperare gli obiettivi di politica sociale cantonale voluti con l’adozione
della Legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (su
questi aspetti Ivano Ranzanici, La
riduzione dei premi dell’assicurazione malattia; tesi pubblicata nella collana
AISUF [n. 364], edita da Schulthess Verlag Zurigo, 2016, in particolare il
capitolo 15, si veda anche il Messaggio
15 settembre 2009 del Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di
modifica della LCAM, a pagina 7, ed il relativo Rapporto
della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina 1).
In particolare il Consiglio di Stato, con il disegno di legge, e il Parlamento
promulgando le norme, hanno voluto rendere il sistema della RIPAM affine ai
criteri scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito imponibile
cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio per
approdare al criterio del reddito disponibile, maggiormente indipendente da
scelte di politica fiscale. D’altro canto l’esecutivo, prima, e il Parlamento,
poi, hanno voluto maggiormente considerare il contesto famigliare in cui
l’assicurato vive passando da una valutazione riferita alle persone sole ed
alle famiglie (definite in maniera restrittiva, si veda in merito l’art. 25 v.
LCAMal) all’unità di riferimento definita nel nuovo art. 26 LCAMal.

 

                                         Le nuove norme tendono a
conseguire una migliore aderenza del sistema alla realtà sociale e vogliono,
come detto, considerare maggiormente la diversa capacità, in specie delle
famiglie, di finanziare i premi in funzione delle loro dimensioni. Il nuovo
sistema adottato non tende però solo a evitare “gli effetti indesiderati”
del precedente ma anche a “tenere conto della reale situazione dell’offerta
assicurativa … nell’ambito dell’assicurazione di base … con l’introduzione del
premio medio di riferimento” che sostituisce la nozione di media cantonale
ponderata precedentemente ritenuta. Il Cantone gode, nella concretizzazione di
quanto in materia di RIPAM prevede la LAMal, di ampio margine di valutazione ed
apprezzamento (Ranzanici, op.cit.,
capitolo 6.1.43.4. n. 290 e capitolo 11.4.1. n. 499) ed è vincolato in
particolare da quanto impone l’art. 65 cpv. 1bis LAMal ( su questi
aspetti: Ranzanici, op.cit.,
capitolo 11.7.4. n. 562 e capitolo 11.9.4. n. 576 e ss.) secondo cui, per i
redditi medi e bassi, i Cantoni riducono di almeno il 50 per cento i premi dei
minorenni e dei giovani adulti in periodo di formazione (oltre all’obbligo di
informazione della popolazione in merito al diritto di ottenere la riduzione
dei premi e lo scambio di dati tra Cantoni ed assicuratori). Spetta infatti ai
Cantoni definire quali siano i potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi
definire gli assicurati di condizione economica modesta. Il diritto cantonale è
un diritto autonomo come rammenta il Tribunale Federale nella sua costante
giurisprudenza (DTF 122 I 343, 125 V 185 e 134 I 313) e compete al Cantone non
solo fissare la procedure ma decidere il modello da applicare per pervenire
alla riduzione dei premi.

 

                               2.3.   Con le recenti norme uno
degli intenti del legislatore è stato quello di conseguire “una maggiore
equità orizzontale nell’accesso al sistema di riduzione dei premi, in modo da
rispecchiare maggiormente la capacità diversa delle famiglie, in funzione della
loro dimensione, di finanziare i premi”, nonché quello di eliminare gli effetti
indesiderati presenti nel previgente sistema (i cosiddetti effetti soglia) e da
ultimo quello di “avvicinarsi maggiormente alla reale situazione dell’offerta
assicurativa … con l’introduzione del premio medio di riferimento … (con) …
miglioramento anche nella trasparenza del sistema cantonale … che evidenzierà
meglio la differenza fra il premio che dovrebbe pagare l’assicurato e il premio
realmente pagato” (Rapporto,
loc. cit.).

 

                                         Importante è qui rilevare
che, nel suo Messaggio di accompagnamento del disegno di legge, l’esecutivo
cantonale ha posto l’accento sulla volontà di modificare in parte la cerchia
dei beneficiari potenziali della RIPAM e l’entità dell’aiuto sociale per certe
fasce di assicurati.

 

                                         Il Cantone accorda le
riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie
(art. 23 LCAMal) a fronte della presentazione di un’istanza scritta
accompagnata dalla necessaria documentazione (art. 25 LCAMal) da parte degli
assicurati, fatto salvo il caso dei beneficiari di prestazioni complementari
all’AVS ed all’AI nonché di prestazioni Laps (art. 42 e 43 LCAMal). Per gli
assicurati tassati in via ordinaria l’istanza deve essere di principio
inoltrata entro la fine dell’anno che precede l’anno per il quale il sussidio è
richiesto. Se la data è rispettata e se dati i presupposti l’aiuto sociale è
versato dal 1 gennaio dell’anno di competenza (ed in costanza delle condizioni
per l’aiuto sociale lo stesso è versato per tutto l’anno). Se la domanda è
tardiva e formulata dopo il termine del 31 dicembre dell’anno che precede
quello di competenza, il diritto alla riduzione per gli assicurati in via
ordinaria è dato solo a partire dal mese seguente quello della presentazione
della richiesta.

 

                                         Per la determinazione
della cerchia di assicurati da considerare (Ranzanici,
op.cit., capitolo 14.5.2. n. 699 e ss.) per il calcolo della riduzione del
premio, la legge fissa il concetto di unità di riferimento. L'unità di
riferimento è, di regola, costituita dall’unità riconosciuta a livello fiscale
(art. 26 cpv. 2 LCAMal). I coniugi separati senza figli minorenni conviventi
sono ritenuti persone sole mentre i partners conviventi, se data una convivenza
stabile, costituiscono un’unica unità di riferimento (UR qui di seguito). Per
l’art. 27 LCAMal fanno parte dell’UR anche le persone maggiorenni, purché senza
figli e di età non superiore a 30 anni, il cui totale dei redditi registrati
nella tassazione applicabile non sia superiore ai limiti del fabbisogno
esistenziale definito dalla Laps.

 

                                         Il premio medio di
riferimento (Ranzanici, op.cit.,
capitolo 14.7. n. 721 e ss.), necessario alla determinazione del diritto alla
RIPAM, è costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti come appena
descritto e del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo
assicuratore, ripartiti per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2
LAMal). Il Consiglio di Stato determina annualmente il premio medio di
rifermento per ogni singola categoria di assicurati prevista dalla LAMal.

 

                                         Alla base del diritto alla
riduzione del premio è stato posto il reddito di riferimento (cfr. Ranzanici, op.cit., capitolo 14.8 n. 733
e ss., in particolare capitolo 14.8.2. n. 737 e ss.) che è dedotto dai dati
accertati fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni
singolo anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAM). La legge
rinvia invece al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di
accertamento del reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati
relativi al periodo fiscale determinante. Analogamente al reddito la sostanza
viene fissata sulla base della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel
suo annuale decreto, con la precisazione però che va reintegrata la sostanza
donata o ceduta in usufrutto che deve essere computata nel calcolo (art. 30 a
LCAMal). Per quest’ultima ipotesi occorre fare riferimento alla situazione che
emerge dall’ultima tassazione che precede la donazione o cessione in usufrutto.
Il regolamento di applicazione della legge (RLCAM) 29 maggio 2012, all’art. 16,
prevede che, in queste ipotesi (sia che la cessione avvenga prima o durante il
periodo fiscale determinante), nel calcolo del reddito di riferimento vengano
considerati i valori di sostanza antecedenti la rinuncia. I dati registrati
nella tassazione fiscale prima della donazione o della cessione in usufrutto
sono riportati anche sui periodi fiscali successivi e il rispettivo ammontare è
ridotto annualmente di CHF 10'000.00 (su questi aspetti: Ranzanici, op.cit., capitolo 14.8.2.1.2.
n. 745).

 

                                         L’art. 31 LCAMal definisce
il reddito disponibile. Lo stesso è determinato dalla somma di tutti i redditi
dell’unità di riferimento secondo la legge tributaria (LT qui di seguito), cui
è aggiunto un quindicesimo della sostanza netta ritenuta nella tassazione dalla
quale, contrariamente al diritto previgente, non è più dedotta alcuna
franchigia. Dall’importo così calcolato sono ammesse specifiche deduzioni.

 

                                         Il nuovo sistema prevede
la determinazione di limiti di reddito sotto ai quali è accordato l’importo
(normativo) massimo della prestazione sociale (art. 34 LCAMal), limiti che
dipendono dall’UR ciò che “garantisce l’equità di trattamento orizzontale,
perché tiene conto della reale situazione di reddito della famiglia, che
dipende in primo luogo dal numero dei suoi componenti” (Rapporto DSS pag.
31). Questo contrariamente al previgente sistema che conosceva tre sole
tipologie di differenziazione per l’importo massimo della prestazione.

 

                                         Secondo le norme della
LCAMal in vigore sino a fine 2014 la parte del reddito che supera i limiti
superiori per l’ottenimento del massimo della prestazione sociale deve, per
volontà esplicita del legislatore, essere messa a contribuzione del pagamento
dei premi. In questa costellazione (superamento del limite di reddito per
l’ottenimento del massimo della prestazione sociale) l’importo della RIPAM
diminuisce in maniera graduale e proporzionata a dipendenza dell’incremento del
reddito da computare. In altri termini la riduzione del premio si contrae man
mano che il surplus di reddito aumenta. Le norme in vigore dal 2012 al 2014
compreso prevedevano percentuali di riduzione che variavano a seconda della
tipologia dell’unità di riferimento. L’art. 36a LCAMal fissava le seguenti
percentuali: 8% (persone sole con figli), 13% (persone coniugate con figli),
20% (persone sole senza figli) e 22% persone coniugate con figli.

 

                                         Con le modifiche aventi
effetti dalla RIPAM 2015 (Ranzanici,
op.cit., capitolo 15.2.2. n. 931 e ss.) il legislatore ha introdotto il nuovo
concetto di reddito disponibile massimo. Per tale norma la riduzione dei premi
è accordata sino al raggiungimento di un reddito disponibile massimo che, per
le UR senza figli, è definito con la formula di calcolo (ermetica) seguente:

 

                                         RDM
= costante del 3,4 x 50% del limite di fabbisogno Laps senza computo della
pigione

 

                                         Se dell'UR fanno parte dei
figli la formula diviene ancor più complessa per cui:

 

                                         RDM = [costante del 3,9 + 1 – (n° dei figli) / 10] x
50 % del limite di fabbisogno Lpas senza computo della pigione.

 

                                         Le due formule adottate
dal legislatore appaiono ermetiche. Esse fanno riferimento ai valori ritenuti
all’art. 10 Laps (considerato per il suo 50%), e ritengono due valori costanti
del 3.4 e del 3,9.

 

                                         Nel corso dei lavori
preparatori (Messaggio 6982 del 10
settembre 2014 relativo alla modifica della Legge cantonale di applicazione
della LAMal del 26 giugno 1997), l’esecutivo cantonale ha inserito nella legge
un “limite esplicito … (che) non dipende dai PMR … L’introduzione di questo
nuovo parametro consente … di non far aumentare o quantomeno contenere
l’aumento del numero dei beneficiari, nei redditi alti, a dipendenza
dell’aumento dei premi di cassa malati. Il RDM interessa ovviamente le fasce
alte di reddito, di modo che la sua introduzione equivale a prevedere dei
criteri di esclusione … per queste situazioni reddituali” (p. 13).

 

                                         Posto il principio di
fissare un reddito disponibile massimo il Messaggio ha indicato la volontà di
sostenere maggiormente le persone con figli a carico: “Dopo vari approfondimenti
d’impatto sulle differenti tipologie di UR, si ritiene di dover considerare
maggiormente le UR con figli a carico, perciò le famiglie monoparentali e
biparentali, piuttosto che le persone sole o le coppie senza figli” (Messaggio citato, p. 13).

 

                                         Da queste considerazioni è
nata la scelta di proporre due formule di calcolo diverse e due differenti
parametri per determinare il RDM, a dipendenza della presenza di figli. Sono
quindi state proposte una costante del 3.4 per le persone sole e le coppie senza
figli computabili, e del 3.9 per in caso di presenza di figli. Sempre nel suo
messaggio (p. 13) il Consiglio di Stato ha considerato che la riduzione dei
premi: “è una prestazione coordinata ai sensi della Laps …, il RDM è
calcolato come un multiplo del 50% del limite di RDLaps; per le UR con figli il
multiplo aumenta in funzione del numero di figli”.

 

                                         Per la determinazione
della costante l’esecutivo ha presentato nel Messaggio (p. 14 e 15) specifiche
tabelle di verifica dell’impatto del calcolo ed ha considerato come il “valore
delle costanti … influenza l’importo del RDM: tanto minore è il valore della
costante, (quanto) minore è … l’importo del RDM e, di conseguenza, diminuisce 
anche il numero dei beneficiari con redditi alti”. La Tabella 2 (fonte IAS)
illustra i limiti di reddito massimo disponibile per tipologia di unità di
riferimento secondo la modifica di legge proposta (e poi accettata il 3
novembre 2014) ed il sistema precedente, con una chiara diminuzione dei redditi
massimi, più elevata per le coppie e le famiglie monoparentali.

 

                                         In sostanza le costanti
scelte dal Parlamento, e che il Consiglio di Stato è abilitato a determinare
per ogni anno di sussidio a norma dell’art. 40 lett. c LCAMal, sono il frutto
di una valutazione operata dal legislatore e che ha considerato redditi e
composizione dell’UR, per determinare importi massimi al di sopra dei quali la
riduzione del premio è esclusa, compatibili (anche se inferiori) rispetto al
passato e conformi al dettato dell’art. 65 LAMal che vuole un aiuto sociale non
solo a chi è nel bisogno ma anche alle fasce medie.

 

                               2.4.   Come anticipato per stabilire
il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si deve
stabilire il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera semplificata dai dati
fiscali) che si determina partendo dal reddito lordo riportato dalla decisione
di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di tassazione determinato dal
Consiglio di Stato, aumentato della quota parte della sostanza computabile,
dedotti i valori che la legge ammette in deduzione. L’amministrazione si basa
quindi integralmente sui dati fiscali (da qui l’espressa base legale che
consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali necessari all’elaborazione
del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di principio, necessario
all’amministrazione acquisire ulteriori informazioni dall’assicurato medesimo o
tramite terzi.

 

                                         Il RDS è stato fissato
considerando i concetti cardine del reddito disponibile in ambito Laps (sia per
quanto attiene i redditi computabili che per quel che riguarda le spese ammesse
in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una semplificazione nelle
operazioni amministrative alla luce del numero dei beneficiari della RIPAM.
Nella volontà del legislatore il RDS costituisce dunque un “reddito
disponibile di tipo operativo che precisa la reale capacità economica degli
assicurati”, ed è costituito dalla somma di ogni reddito, indipendentemente
dalla sua fonte, ritenuto nella tassazione fissata dall’esecutivo cantonale
annualmente, cui va aggiunta una quota della sostanza (1/15 della sostanza
netta secondo la LT, senza imputazione di franchigia alcuna; sugli aspetti
relativi alla sostanza si veda: Ranzanici,
op.cit., capitolo 14.8.3.3. n. 775 e ss.).

 

                                         L’amministrazione è tenuta
a considerare il reddito da attività, principale rispettivamente accessoria,
che sia svolta in maniera dipendente e/o indipendente, quello della sostanza
(mobiliare od immobiliare), comprensivo quindi del reddito locativo proprio,
dei canoni di locazione (oggi non più distinguibili a livello di decisione di
tassazione), degli interessi su titoli od azioni, ed ogni altro simile che la
Legge Tributaria comprenda tra quelli imponibili. Si tratta inoltre delle
indennità e rendite delle assicurazioni sociali o private (rendite AVS o AI
rispettivamente LAINF o versate da un assicuratore malattia, ed ancora i
versamenti di assicuratori privati), nonché dei redditi di altra fonte
considerati dall’autorità fiscale. Non fanno parte della determinazione del
reddito, secondo il Messaggio di accompagnamento della novella legislativa,
redditi di complemento del fabbisogno vitale che sono esenti fiscalmente:
assegni integrativi e di prima infanzia, borse di studio, prestazioni
complementari all’AVS ed all’AI, prestazioni assistenziali ed assegni di grande
invalido, e ciò alla luce della particolare natura di questi redditi. Si
tratta, infatti, di trasferimenti che coprono spese supplementari
rispettivamente prestazioni Laps successive nell’ordine di priorità dei
versamenti alla riduzione dei premi ed ancora di trasferimenti (le PC) a favore
di persone che non sono toccate dalla riforma del sistema di determinazione e
quantificazione della riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle
cure medico sanitarie (Messaggio,
op. cit., pag. 16 in initio).

 

                                         Dai lavori preparatori
discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora
l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo
determinato dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS
(su questi aspetti si faccia riferimento a Ranzanici,
op.cit., capitolo 14.8.2.1. n. 738 e ss., in particolare il capitolo
14.8.2.1.2. n. 742 e ss.). Va sin d’ora osservato che, come rammentato nelle
STCA 36.2015.78 del 2 febbraio 2015; 36.2011.31 del 9 settembre 2011,
36.2011.32 del 14 luglio 2011, 36.2011.19 del 16 giugno 2011, 36.2008.163 del 4
febbraio 2009; 36.2008.94 del 10 settembre 2008, fra le ultime in ordine di
tempo e STCA 36.1999.28 del 2 giugno 1999 e 36.2003.91 del 29 marzo 2004 fra le
prime come: "per costante giurisprudenza di codesto TCA, ogni
tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà. L'amministrazione è
vincolata dalle comunicazioni delle autorità di tassazione. E' possibile
scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato solo se la stessa
contiene errori manifesti e debitamente comprovati. … l'assicurato deve
innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto
concerne i contributi delle assicurazioni sociali". Salvo casi eccezionali,
che ancora le norme del regolamento riservano (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio
2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13 novembre 2007
all’art. 31 RegLCAMal) ove viene eseguito un nuovo calcolo autonomo
indipendente dalla decisione di tassazione, sia l’amministrazione che il
Tribunale cantonale delle Assicurazioni debbono attenersi alla decisione di
tassazione fissata dal Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.

 

                               2.5.   Dall’importo del reddito
complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente
riconosciute dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva e
completa sia quali deduzioni siano possibili (Ranzanici,
op.cit., capitolo 14.8.3.4. n. 786 e ss.) e, laddove lo abbia fatto, gli
importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Commissione
della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il
Rapporto DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra essere stato
quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il
premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie
determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito, in merito
si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI,
IPG, AD, AINP e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali
(secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000.00) nonché le spese per
interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo massimo
di CHF 3'000.00) . Altre spese quali l’affitto, altri premi assicurativi (ad
esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto), imposte e tasse,
spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni nell’ambito della LAMal)
od ancora per l’invalidità, rispettivamente spese di gestione e manutenzione
immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per
doppia economia non possono essere considerate (per un complemento
dell’esposizione si veda la STCA 36.2015.80 citata, consid. 2.10, agli ultimi
due capoversi)

 

                               2.6.   Come anticipato nelle
considerazioni del punto 2.3., con le modifiche della legge apportate il 3
novembre 2014 dal Parlamento ed entrate in vigore il 1° gennaio 2015, il
calcolo dell'importo normativo della RIPAM 2015 (oggetto delle contestazioni formulate
dall’assicurata D., oggetto dell’inc. 36.2015.31 ed evase con la STCA 13 agosto
2015 cui si rimanda per maggiori specifiche) è determinato mediante una nuova
formula che considera il reddito disponibile massimo dell’art. 32a LCAMal.

 

                                         L'art. 34 LCAMal ribadisce
che l'importo massimo normativo dei premi corrisponde alla somma dei premi medi
di riferimento per categoria d'assicurato, dell'UR. L'importo normativo della
RIPAM, dal 2015, è quindi determinato dalla seguente formulata:

 

                                                                                [PMR
– (PMR x RD2)]

                                                                                                  RDM2

 

                                         e dipende
dal reddito disponibile massimo (RDM) definito all'art. 32a LCAMal cui si è
accennato nelle considerazioni precedenti. Le modifiche apportare alle norme a
contare dal 2015 hanno reso il sistema molto meno trasparente visto l’uso di
formule matematiche complesse.

 

                                         Va
rammentato ancora che per fissare l’importo della riduzione del premio da
riconoscere agli assicurati “di condizione economica modesta” (art. 65
cpv. 1 LAMal) l’importo normativo della RIPAM va ulteriormente moltiplicato per
il coefficiente cantonale di finanziamento. L’art. 37 LCAMal prevede che il
coefficiente cantonale di finanziamento, ossia quanto il Cantone deve
finanziare dell’importo normativo del premio, determina di converso la quota,
basata sul premio medio di riferimento, che rimane a carico dell’assicurato o
dell’UR interessata (per maggiori specifiche si veda: Ranzanici, op.cit., capitolo 14.10.1. n. 864 e ss.).

 

                                         Il coefficiente unico per
il 2012 del 73,5% è stato cambiato con effetto al 1 gennaio 2013. Con la
modifica il coefficiente del 73,5% è rimasto applicabile per “le
unità di riferimento con un reddito disponibile inferiore o uguale alla metà
del limite di fabbisogno, senza computo della pigione, ai sensi della legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) del 5
giugno 2000“ mentre un coefficiente del 70% è stato
previsto negli altri casi.

 

                                         A contare
dal 2015 il legislatore, in uno con i cambiamenti cui si è accennato, ha voluto
portare un'ulteriore modifica all’art. 37 LCAMal fissando il coefficiente
cantonale di finanziamento definitivamente al 73,5% dell'importo normativo
della RIPAM.

 

                                         La somma che scaturisce
quindi dall’applicazione di questa percentuale di partecipazione finanziaria
del cantone alla riduzione del premio normativa calcolata alla luce della
situazione dell’assicurato o meglio dell’UR interessata, costituisce l’importo
della RIPAM che è comunicata dall’amministrazione direttamente agli istanti,
contrariamente a quanto avveniva in precedenza quando l’importo del sussidio era
comunicato all’assicuratore malattia e da questi, mediante la nuova polizza,
alla parte richiedente l’aiuto sociale.

 

                               2.7.   Con il Decreto esecutivo
concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni di premio
LAMal per l’anno 2016, del 18 novembre 2015, il Consiglio di Stato ha
ritenuto le seguenti basi di calcolo: il periodo fiscale per l’accertamento del
reddito disponibile di riferimento è dato dalle classificazioni dell’imposta
cantonale per l’anno 2013, il premio medio di riferimento assomma a CHF
4’981.00 per gli adulti e la costante per il calcolo del reddito disponibile
massimo per l’unità di riferimento senza figli: 3.4., mentre per le UR con
figli è di 3.9.

 

                                         Per l'anno 2017
l'esecutivo cantonale ha fissato invece i parametri della RIPAM con DE 15
novembre 2016 nel seguente modo:

 

a)   periodo fiscale per l’accertamento
del reddito disponibile di riferimento: classificazioni dell’imposta cantonale
per l’anno 2014. 

b)   premio medio di riferimento: 

      - adulti: CHF 5’261.– 

      - giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF
4’826.– 

      - minorenni: CHF 1’134.– 

c)   costante per il calcolo del reddito disponibile
massimo: 

      - unità di riferimento senza figli: 3.4 

      - unità di riferimento con figli: 3.9 

d)   per i proprietari o usufruttuari di
sostanza immobiliare, ai fini del calcolo del reddito disponibile di
riferimento  ai sensi dell’art. 30 LCAMal, il valore della sostanza immobiliare
registrato nella tassazione di riferimento di ciascun membro dell’unità di
riferimento è maggiorato con la percentuale di adeguamento prevista
dall’Ufficio cantonale di stima.

 

                               2.8.   Va ora esaminato se la Cassa
ha accertato in maniera corretta il diritto alla RIPAM spettante all’unità di
riferimento. La formula applicata per accertare il reddito massimo che consente
la riduzione del premio è data dalla moltiplicazione della costante (nel caso
dell’unità di riferimento senza figli a carico minorenni o in formazione) di
3,4 per il 50% del limite Laps definito secondo le dimensioni dell’unità di
riferimento (qui il ricorrente e la moglie). Ne discende che in concreto tale
limite di reddito è di:

 

                                         3,4
x 26’161 x 50% = 44'473,70

 

                               2.9.   Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
deve verificare se il reddito disponibile dell’UR sia effettivamente superiore
a tale limite come ritiene la Cassa. 

                                         

                                         Dalla tassazione rilevante
(v. consid. 2.7.) emergono redditi da attività lavorativa e per il valore
locativo che sono superiori alla cifra indicata in coda al considerando
precedente (CHF 44'473,70 valido sia per la RIPAM 2016 che per la RIPAM 2017).
In effetti, la tassazione 2013 come pure la tassazione 2014, ritengono un
reddito da lavoro di CHF 58'730. A questo reddito si deve sommare 1/15 della
sostanza netta mentre le deduzioni sono limitate alle spese di professionali
plafonate e ai valori dei PMR ricordati nei decreti riportati in esteso al
punto 2.7.

 

Questi importi, se applicabili,
non consentirebbero manifestamente di riconoscere all’UR la riduzione dei premi
postulata. In concreto però su implicita richiesta dell’assicurato, la Cassa si
è distanziata dai valori ritenuti nella tassazione applicabile.

 

                             2.10.   Come rilevato nelle
considerazioni che precedono, infatti, la Cassa ha ritenuto una diminuzione del
reddito conseguito dal signor RI 1 dopo la tassazione di riferimento. In
applicazione degli art. 30 cpv. 2 LCAMal e 14 RLCAMal secondo gli accertamenti svolti
dall’amministrazione (doc. 7 a 17) il reddito da lavoro di RI 1 per conto della
Vari Art Sagl è diminuito rispetto al relativo dato ritenuto dalla tassazione
2013, e l’amministrazione lo ha determinato in CHF 36'000.-- sia per il 2016
sia per il 2017. In applicazione delle norme del regolamento d’applicazione
della LCAMal l’amministrazione ha quindi determinato in maniera autonoma il
reddito disponibile dell’UR interessata. Oltre al reddito da lavoro del signor RI
1 la Cassa ha considerato il valore locativo dell’immobile di proprietà della
signora __________, vi ha aggiunto la quota parte della sostanza e questo sulla
base dell’ultima tassazione cresciuta in giudicato disponibile (art. 14 cpv. 3
RLCAMal). L’amministrazione ha stabilito, dedotti dal reddito gli importi
deducibili delle spese professionali e dei PMR, un RD di CHF 51'073 per l’anno
2016 e di CHF 53'048 per il successivo 2017. La Cassa ha accertato che tali
importi sono superiori ai limiti determinati mediante la regola ricordata sub.
2.8. ed ha respinto le richieste di RIPAM 2016 e 2017.

 

                             2.11.   Il ricorrente contesta la
quantificazione del reddito disponibile dell’UR. Nel corso dell’udienza ha evidenziato,
ciò che non emerge dalle decisioni di tassazione acquisite agli atti (doc.
VIII+1/3 e doc. 1 inc. 36.2017.42, ossia le tassazioni relative agli anni 2013,
2014 e 2015), che la sostanza immobiliare inserita nella sua tassazione non è
corretta siccome gravata da un debito ipotecario.

 

                                         L’assicurato non può,
salvo situazioni d’eccezione, rimettere in discussione la tassazione dinanzi al
giudice delle assicurazioni sociali o all’amministrazione che decide sulla
RIPAM. Come rilevato nel considerando 2.4. ultimo paragrafo, il giudice delle
assicurazioni sociali (come pure l’amministrazione) fa capo alla decisione di
tassazione applicabile, cresciuta in giudicato, da cui non si scosta salvo che
siano comprovati manifesti errori. Ciò poiché l’assicurato deve difendere i
suoi diritti nella procedura fiscale anche per gli aiuti sociali, da un lato,
e, dall’altro, siccome non incombe al giudice delle assicurazioni sociali
procedere con atti di tassazione.

 

                                         Per quanto attiene
all’aspetto relativo al vincolo della decisione di tassazione la prassi del
Tribunale cantonale delle assicurazioni riprende quella relativa al vincolo
della tassazione per la determinazione dei contributi AVS per gli indipendenti
e per le persone senza attività lucrativa. In quell’ambito la Cassa deve fare
capo, come per la RIPAM qui in esame, alle decisioni di tassazione passate in
giudicato. La giurisprudenza del TF per quanto riguarda il vincolo delle
decisioni di tassazione per l’autorità amministrativa e il giudice delle
assicurazioni sociali, è costante, si veda la DTF 110 V 83, ed esprime i
seguenti principi:

 

" Le casse
di compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità di
tassazione e il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la
decisione della Cassa unicamente dal profilo della legalità. L'autorità
giudicante non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a
meno che essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati,
immediatamente emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti
irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali.
Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano; infatti la
determinazione del reddito spetta alle autorità fiscali e il giudice delle
assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari provvedimenti
di tassazione.

L'assicurato esercitante un'attività indipendente deve anzitutto
difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i
contributi delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321
consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371
consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V
30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a). Il Tribunale federale
delle assicurazioni ha comunque precisato che la comunicazione fiscale è
vincolante per l'amministrazione e per il giudice delle assicurazioni sociali
solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni
relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa
disposizione (Pratique VSI 1993, p. 242ss)."

 

                                         Nello stesso senso DTF 134
V 250 consid. 3.3. e STF 9C_162/2014 del 31 luglio 2014 consid. 3.1.

 

                                         Come specificato questa
prassi è stata ripresa dal Tribunale cantonale delle assicurazioni nell’ambito
delle procedure relative alla riduzione dei premi. In una delle prime decisioni
del Tribunale cantonale delle assicurazioni sul tema (STCA 36.1999.28 del 2
giugno 1999) questa Corte aveva ripreso il principio secondo cui:

 

" L'autorità
giusdicente non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato
a meno che essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati,
immediatamente emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti
irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali.
Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano; infatti la
determinazione del reddito spetta alle autorità fiscali e il giudice delle
assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari provvedimenti
di tassazione. L'assicurato deve anzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento
fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali
(Pratique VSI 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321
consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371
consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V
30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a).”

 

                                         Il Tribunale cantonale
delle assicurazioni ha ammesso in una sola occasione un errore manifesto
contenuto in una decisione di tassazione. In quel caso (STCA 36.2003.91 del 29
marzo 2004) l’Ufficio di tassazione aveva ricevuto una dichiarazione fiscale di
un assicurato che postulava precise deduzioni dai suoi redditi che, per una
manifesta svista dell’UT, non sono state ammesse siccome gli importi ritenuti
versati da un ente terzo. L’assicurato non aveva reagito alla decisione di
tassazione per ragioni di salute ma, dopo averlo rilevato e segnalato, egli
aveva beneficiato del condono. Il Tribunale cantonale delle assicurazioni, in
quel caso, aveva considerato:

 

" L'errore
dell'UT … palese ed evidente”

 

implicitamente ammesso
dall’UT stesso e comunque desumibile direttamente dagli atti di tassazione, non
dubbio e assolutamente chiaro.

 

In sunto dunque il Giudice e amministrazione
sono vincolati alla tassazione. L’assicurato deve difendere i suoi diritti,
anche in ottica di RIPAM, nell’ambito della procedura di tassazione e deve,
semmai, aggravarsi contro provvedimenti di tassazione che potrebbero essere
lesivi di suoi diritti in ambito di sussidi, dinanzi alle competenti autorità
fiscali. Così è possibile consentire all’esecutivo (e non in una legge formale)
determinare i parametri per la fissazione di sussidi ogni anno. In questa
costellazione l’assicurato contribuente ha facoltà di esercitare pienamente e
con cognizione di causa il suo diritto di essere sentito.

 

                             2.12.   Nel caso in esame, come
indicato, i redditi conseguiti dall’UR sono determinati manualmente dalla Cassa
che deve però (art. 14 cpv. 3 RLCAMal) fare capo all’ultima decisione di
tassazione cresciuta in giudicato disponibile al fine di cifrare la sostanza e il
suo reddito. Ciò impone al Giudice di verificare se la tassazione 2015, ossia
la decisione di tassazione cui si deve fare capo per considerare la sostanza
dell’UR in causa, debba essere ritenuta manifestamente erronea come sembra sostiene
implicitamente il ricorrente, e, quindi, se ci si debba scostare dalla
tassazione e cifrare il valore della sostanza (e la sua resa) manualmente
considerando gli elementi apportati nel corso dell’istruttoria, ciò alla luce
della giurisprudenza esposta al punto precedente.

 

                             2.13.   La conclusione sollecitata dal
ricorrente non può essere ritenuta dal Tribunale cantonale delle assicurazioni
all’esame degli atti acquisiti. In effetti, anche se RI 1 ha indicato
l’esistenza di un debito ipotecario gravante l’immobile di __________ di
proprietà della moglie e inserito nella decisione di tassazione, va rilevato
che il qui ricorrente, come ha evidenziato il funzionario dell’UT competente, “non
è stato molto diligente nella compilazione delle dichiarazioni fiscali” e
le dichiarazioni fiscali 2014 rispettivamente 2015 sono state emesse per
apprezzamento dell’UT stesso (doc. VIII). L’assicurato e la moglie (direttore rispettivamente
gerente della datrice di lavoro del signor RI 1, doc. V), entrambe con firma
individuale, non solo non hanno prodotto alcun certificato di salario
(nonostante l’obbligo legale e le specifiche della circolare
dell’Amministrazione federale delle contribuzioni reperibile reperibile nel
sito: https://www.estv.admin.ch) ma non hanno inserito, per gli anni
2014 e 2015 (doc. VIII/1-3), alcun debito ipotecario nella loro dichiarazione
fiscale, non hanno evidenziato nessun interesse passivo versato sul medesimo
portandolo in deduzione dai loro redditi. Questa omissione ripetuta e la
necessità, per l’UT competente, di emanare una tassazione per apprezzamento
stanti le lacune dei contribuenti nei loro obblighi nei confronti del fisco,
non permettono di ritenere che in concreto, l’UT sia incorso in un errore
manifesto, palese, facilmente rilevabile ed emendabile.

 

                             2.14.   Quando una decisione fiscale sia
emanata per apprezzamento dei valori, specificatamente quando il contribuente
abbia omesso di ossequiare i suoi obblighi di presentazione della dichiarazione
o non vi abbia provveduto in maniera completa, la decisione di tassazione non
può essere scartata dalla Cassa cantonale di compensazione rispettivamente dal
giudice delle assicurazioni sociali, alla luce dell’eccezione giurisprudenziale
ricordata, e ciò quand’anche il contribuente assicurato dimostri che la
decisione di tassazione non corrisponde, per taluni aspetti, ai suoi reali
cespiti d’entrata o alla sua effettiva sostanza. Infatti, in queste
costellazioni, l’apprezzamento dell’autorità fiscale non può essere rivisto da
un’autorità cui non compete un obbligo di tassazione, e non può essere
certamente ritenuto erroneo. Già a livello fiscale l’impugnazione della
tassazione emanata per apprezzamento comporta obblighi maggiori di motivazione
e prova da parte del contribuente. Per l’art. 132 cpv. 3 LIFD il contribuente
può impugnare la tassazione operata d'ufficio soltanto con il motivo che essa è
manifestamente inesatta. Il reclamo dev'essere motivato e indicare eventuali
mezzi di prova. Analogamente la materia è regolata nel diritto cantonale (art.
206 cpv. 3 LT). Va ripetuto che il giudice delle assicurazioni sociali non deve
svolgere il ruolo del tassatore e non può riesaminare la decisione di
tassazione salvo l’eccezione dell’errore manifesto. Ciò vale a maggior ragione
quando la tassazione avviene per apprezzamento e non sono note le ragioni per
le quali l’UT determina gli importi di reddito e sostanza che ritiene.

 

                                         L’assicurato doveva, in
altri termini, compilare la sua dichiarazione dei redditi in maniera completa e
salvaguardare in sede fiscale i suoi diritti anche considerando il riverbero
degli stessi in ottica di aiuto sociale. In concreto quindi non è possibile
scostarsi da una decisione di tassazione emessa per apprezzamento da parte
dell’UT competente alla luce dell’indicazione (anche se resa verosimile) da
parte dell’assicurato, dell’esistenza di un debito ipotecario.

 

                                         Ne discende che,
correttamente, la Cassa cantonale di compensazione ha ritenuto la sostanza
evidenziata nella tassazione 2015 (ultima cresciuta in giudicato a disposizione
dell’amministrazione), ponendo il valore della sostanza a base della sua
decisione.

 

                             2.15.   Da quanto precede discende
che, anche ritenendo la diminuzione del reddito dell’assicurato (indicato
mensilmente in una circostanza in CHF 3'500 e più tardi in CHF 3'000), così
come ha fatto la Cassa, in CHF 36'000 annui, a tale importo va aggiunto il
valore locativo dell’immobile e la quota parte della sostanza per un importo
del RD correttamente determinato in CHF 51'073 per l’anno 2016 e 53'048 per la
RIPAM 2017 una volta operata la deduzione dei PMR e delle spese professionali
deducibili.

 

                                         In applicazione della
formula di calcolo dell’art. 32a LCAMal la riduzione del premio è accordata
sino al raggiungimento di un importo massimo che, per una UR composta da due
persone senza figli a carico, assomma a:

 

                                         RDM = 3.4 (costante) x 50% del limite LAPS definito
dalla dimensione dell’UR

 

                  Ossia:

 

                                         RDM = 3.4 x 50% di
26'161 = CHF 44'473,70

 

                                         Questo importo è identico
sia per la RIPAM 2016 che per la RIPAM 2017. Se ne deduce che i RD dei due anni
qui in esame (CHF 51'073 e CHF 53'048) superano l’importo massimo che consente
di concedere la RIPAM. Le due decisioni dell’amministrazione qui avversate sono
corrette e i ricorsi 28 maggio 2017 e 12 luglio 2017 vanno respinti senza
carico di tasse e spese e senza riconoscimento di ripetibili in favore
dell’amministrazione.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Le procedure formanti gli
incarti 36.2017.42 e 36.2017.61 conseguenti ai ricorsi 28 maggio 2017 e 12
luglio 2017 di RI 1, __________, avverso le decisioni rese su reclamo in data 8
maggio 2017 e 6 luglio 2017 sono congiunte.

 

                                   2.   I ricorsi 28 maggio 2017 e
12 luglio 2017 di RI 1, __________, sono respinti.

 

                                   3.   Non si prelevano tasse e
spese e non si attribuiscono ripetibili.

 

                                   4.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti