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**Case Identifier:** 57f73520-2929-5795-92bd-63f8a4fade0f
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-20
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 20.04.2010 BH.2010.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BH-2010-6_2010-04-20.pdf

## Full Text

Sentenza del 20 aprile 2010 
I Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Tito Ponti, Presidente, 
Patrick Robert-Nicoud e Joséphine Contu,  
Cancelliera Susy Pedrinis Quadri  

   
Parti   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  
Richiedente 

 
   
  contro 
   

A., rappresentata dall’avv. Lorenzo Fornara,  
Opponente 

 
   
Oggetto  Richiesta di proroga dell’arresto (art. 51 cpv. 2 e 3 PP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: BH.2010.6 

 

- 2 - 
 
 

 Fatti: 

A. Il 26 ottobre 2009 il Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: 
MPC) ha avviato un’indagine di polizia giudiziaria nei confronti di B. ed altri 
per titolo di infrazione alla legge federale sugli stupefacenti (art. 19 n. 1 e 2 
LStup), alla legge federale sulle armi (art. 33 e segg. LArm) e alla legge fe-
derale sul materiale bellico (art. 33 e segg. LMB) (act. 1.2). Le diverse misu-
re di sorveglianza telefoniche ed ambientali adottate hanno permesso alla 
Polizia giudiziaria federale (in seguito: PGF) di monitorare diversi traffici di 
armi e di stupefacenti, che vedono il coinvolgimento di terze persone e la 
partecipazione di soggetti, conosciuti per essere inseriti in contesti legati ad 
organizzazioni criminali. Il 22 marzo 2010 l’indagine è stata estesa nei con-
fronti di A., moglie di B., per i titoli d’infrazione alla LStup, alla LArm e alla 
LMB, essendo emerso dalle indagini un suo coinvolgimento diretto nei traffici 
messi principalmente in atto dal marito (act. 1.3). Il medesimo giorno 
quest’ultimo, unitamente ad un altro soggetto, sono stati arrestati in flagranza 
di reato, mentre stavano effettuando un traffico di stupefacenti (ca. 2 kg di 
cocaina).  

 
 
B. Il 23 marzo 2010 è stata ordinata la perquisizione del domicilio dei coniugi A. 

e B. a Bellinzona; nella medesima occasione si è proceduto all’arresto di A., 
arresto che è stato confermato dal Giudice istruttore federale il 25 marzo 
2010, per pericolo di collusione, giusta l’art. 44 cifra 2 PP (act. 1.12).  

 
 
C. Dopo aver interrogato l’opponente a due riprese, il 23 marzo (act. 1.10) e il 

2 aprile scorsi (act. 1.13), il 2 aprile 2010 il MPC ha presentato alla I Corte 
dei reclami penali del Tribunale penale federale un’istanza di proroga 
dell’arresto, limitata a 14 giorni, conformemente all’art. 51 cpv. 2 e 3 PP  
(act. 1). 

 
 
D. Invitata a presentare la risposta all’istanza summenzionata entro il 13 aprile 

2010, A. non ha inoltrato alcuna osservazione. La richiesta di proroga 
dell’arresto verrà pertanto decisa in base agli atti. 

 

 

 

 

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 Diritto: 

 

1. Il Tribunale penale federale è competente per statuire sulle domande di pro-
roga dell’arresto presentate dall’autorità inquirente nell’ambito della procedu-
ra delle indagini (art. 51 cpv. 2 e 3 PP). L’arresto dell’opponente è avvenuto il 
23 marzo 2010. La domanda inoltrata dal MPC il 2 aprile 2010 è dunque 
tempestiva. 

 

2. Giusta l’art. 51 cpv. 2 e 3 PP, allorquando il MPC intende mantenere oltre 
14 giorni il carcere preventivo ordinato in applicazione dell’art. 44 n. 2 PP, 
deve presentare alla Corte dei reclami penali un’istanza di proroga 
dell’arresto entro il medesimo termine (sentenza del Tribunale penale federa-
le BH.2008.4 del 6 marzo 2008, consid. 1). Ciò sta a significare che una de-
tenzione preventiva superiore a 14 giorni necessita di una nuova autorizza-
zione da parte dell’autorità. La proroga può dunque essere autorizzata allor-
quando le condizioni poste dall’art. 44 n. 2 PP continuano ad essere soddi-
sfatte, ossia se esistono gravi indizi di colpevolezza a carico dell’imputato e 
se determinate circostanze fanno presumere ch’egli voglia far scomparire le 
tracce del reato od indurre testimoni o coimputati a fare false dichiarazioni o 
voglia compromettere in qualsiasi altro modo il risultato dell’inchiesta. La me-
ra possibilità teorica che l’imputato, una volta posto in libertà provvisoria, 
possa ostacolare le indagini non è, da sola, sufficiente a giustificare la proro-
ga dell’arresto; devono sussistere degli indizi concreti in merito alla realizza-
zione di detto rischio. 

 
 L’arresto deve rispettare le esigenze di legalità, di esistenza di ragioni 

d’interesse pubblico e di proporzionalità derivanti dal diritto alla libertà perso-
nale (art. 10 cpv. 2, 31 cpv. 1 e 36 cpv. 1 Cost.) e dall’art. 5 CEDU. I requisiti 
posti per la valutazione dell’esistenza di gravi indizi di colpevolezza giustifi-
canti la detenzione non sono identici nei diversi stadi dell’inchiesta penale. 
Sospetti ancora poco precisi, ma sorretti da imprecisioni o variazioni nelle di-
chiarazioni dell’imputato, possono essere considerati sufficienti all’inizio delle 
indagini, ma, dopo il compimento di tutti gli atti istruttori che possono entrare 
in linea di conto, la prospettiva di una condanna deve apparire vieppiù vero-
simile (DTF 116 Ia 143 consid. 3c; sentenza del Tribunale federale 
1S.3/2005 del 7 febbraio 2005, consid. 2.3). 

 

3. Nella fattispecie, la detenzione preventiva dell’opponente era autorizzata fino 
al 6 aprile scorso. Come esposto precedentemente, un esame delle condi-
zioni della proroga è dunque necessario per il periodo dal 7 al 20 aprile 
2010.  

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Nella sua richiesta, il MPC ha rilevato che l’opponente medesima, nei suoi 
interrogatori, ha ammesso alcuni fatti a lei imputati nell’ambito dei reati sum-
menzionati, in particolare di avere partecipato e/o essere stata a conoscenza 
di più traffici di stupefacenti ed armi e ciò già dal 2008. A. avrebbe pure am-
messo i suoi contatti con altri personaggi sotto indagine, personaggi cono-
sciuti per essere inseriti in contesti di crimine organizzato, come pure di ave-
re partecipato ad alcuni incontri con i medesimi e di avere messo a disposi-
zione del marito una propria utenza telefonica mobile (cfr. verbali 
d’interrogatorio del 23 marzo e del 2 aprile 2010 della PGF, act. 1.5 e 1.13; 
verbale d’udienza per la conferma dell’arresto del 25 marzo 2010, act. 1.11, 
e verbali di interrogatorio in qualità di imputata del 23 marzo e 2 aprile 2010 
del MPC, act. 1.10 e 1.13).  

 
Visto quanto precede, la prima condizione cumulativa per prorogare la de-
tenzione, ossia l’esistenza di gravi indizi di colpevolezza, è senz’altro adem-
piuta. Lo stesso dicasi per la seconda condizione, il rischio di collusione. È in 
effetti necessario procedere a nuovi interrogatori delle persone coindagate e 
ad ulteriori contestazioni, verificare la veridicità delle dichiarazioni 
dell’opponente nonché procedere ad ulteriori richieste, accertamenti e per-
quisizioni (v. act. 1, pag. 2 e segg.). In queste circostanze, vi è il rischio con-
creto che la medesima possa entrare in contatto, di sua spontanea volontà 
oppure che venga contattata, da soggetti che hanno partecipato ai traffici il-
leciti tuttora a piede libero, con il rischio di pregiudicare in parte l’attività di 
indagine in corso. Si rileva a tale proposito che l’opponente medesima ha di-
chiarato di avere ricevuto dal marito B. un foglio contenente i diversi numeri 
da contattare, di diverse utenze mobili svizzere e straniere, nel caso in cui gli 
fosse successo qualcosa durante l’ultimo viaggio in Italia e a Ginevra (cfr. 
verbale d’interrogatorio del 31 marzo 2010 della PGF pag. 10, act. 1.13). 

 

4. La domanda di proroga dell’arresto presentata dal MPC deve pertanto esse-
re accolta e la detenzione preventiva dell’opponente è dunque prorogata, in 
applicazione degli art. 51 cpv. 2 e 3 in unione con l’art. 44 n. 2 PP, fino al 
20 aprile 2010. Questa proroga rispetta il principio di proporzionalità, ritenuti 
la gravità dei fatti imputati e gli atti di inchiesta ancora da effettuarsi. 

 

5. Non essendovi stata un’opposizione formale all’istanza di proroga della de-
tenzione, non si prelevano né tasse né spese. 

 

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Per questi motivi, la I Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. L’istanza è accolta e la proroga della detenzione preventiva ordinata sulla 
base dell’art. 44 n. 2 PP è autorizzata fino al 20 aprile 2010. 

2. Non si prelevano né tasse né spese. 

 
 
 
Bellinzona, il 20 aprile 2010 
 
In nome della I Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: La Cancelliera: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Ministero pubblico della Confederazione 
- Avv. Lorenzo Fornara 

 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Le decisioni della I Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 30 
giorni dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (artt. 79 e 100 cpv. 1 della legge federale del 
17 giugno 2005 sul Tribunale federale; LTF). La procedura è retta dagli art. 90 ss LTF. 

Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice 
dell’istruzione lo ordini (art. 103 LTF).