# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1c83265d-3e39-55d6-ace1-e44f35157093
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-05-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.05.2008 C-5311/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5311-2007_2008-05-21.pdf

## Full Text

Corte II I
C-5311/2007
{T 0/2}

Sentenza del 21 maggio 2008

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Andreas Trommer, Blaise Vuille,
cancelliere Graziano Mordasini. 

A._______,
patrocinato dall'Avv. Massimo Nicora,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 
3003 Berna
autorità inferiore.

Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-5311/2007

Fatti:

A.
In  data  23 aprile  2003,  A._______,  cittadino  indiano  nato  il...,  ha 
presentato  presso  il  Consolato  generale  di  Svizzera  a  Mumbai  una 
domanda  di  visto  per  la  Svizzera  al  fine  di  sposare  B._______, 
cittadina svizzera nata il... 

Entrato  sul  territorio  della  Confederazione  il  28 ottobre  2003,  il 
richiedente  è  convolato  a  nozze  con  l'interessata  il  21 novembre 
successivo e dalla loro unione, in data..., è nata la figlia C._______.

A  seguito  del  suddetto  matrimonio,  A._______  ha  ottenuto  un 
permesso di dimora annuale, poi regolarmente rinnovato, l'ultima volta 
fino al 20 novembre 2006.

I  coniugi  D._______  vivono  separati  da  metà  febbraio  2006  ed  il 
24 febbraio successivo la moglie ha introdotto un'istanza di misure di 
protezione  dell'unione  coniugale  presso  la  Pretura  E._______.  Il 
15 maggio  2006,  quest'ultima  ha  omologato  la  convenzione 
sottoscritta dagli interessati relativa all'assetto della loro vita separata.

Con  decreto  d'accusa  del  19 aprile  2006,  A._______  è  stato 
condannato a dieci giorni di arresto, sospesi condizionalemente per un 
periodo di prova di un anno, siccome riconosciuto colpevole di vie di 
fatto commesse nel periodo aprile 2004 / febbraio 2006 nei confronti 
della moglie.

B.
Con  decisione  del  20 giugno  2006,  nell'ambito  di  una  richiesta  di 
modifica del permesso, la Sezione dei permessi e dell'immigrazione di 
Bellinzona  (di  seguito:  SPI)  ha  respinto  tale  istanza  e  intimato  a 
A._______ di lasciare il territorio del canton Ticino entro il  31 agosto 
2006.

Tale  pronuncia  è  stata  impugnata  dinanzi  al  Consiglio  di  Stato  del 
canton Ticino (di seguito: CdS), che con risoluzione del 19 settembre 
2006 l'ha confermata.

Con sentenza del  12 novembre 2006,  il  Tribunale  amministrativo del 
canton  Ticino  (di  seguito:  TRAM)  ha  respinto  il  ricorso  interposto 

Pagina 2

C-5311/2007

dall'interessato  in  data  del  10 ottobre  2006  avverso  la  succitata 
decisione.

A seguito della sopraccitata sentenza, il 10 aprile 2007 l'insorgente ha 
lasciato il territorio elvetico.

C.
Con lettera del 5 aprile 2007, F._______ domiciliata a G._______, ha 
invitato  A._______  a  venire  in  Svizzera  per  una  visita  di  tre  mesi, 
garantendo  nel  contempo  l'assunzione  di  tutte  le  spese  relative  al 
soggiorno di quest'ultimo.

Il  10 aprile  2007,  A._______  ha  presentato  presso  il  Consolato 
generale di Svizzera a Mumbai una domanda di visto per la Svizzera 
per  un  periodo  di  tre mesi  al  fine  di  rendere  visita  alla  figlia, 
precisando nel contempo di essere separato e venditore.

A sostegno della succitata richiesta, l'interessato ha prodotto agli atti 
una dichiarazione all'intenzione della suddetta rappresentanza elvetica 
con la quale egli affermava la sua intenzione di rendere visita alla figlia 
secondo  le  modalità  fissate  nella  convenzione  di  separazione,  e 
meglio per due settimane nel mese di  luglio e per un weekend ogni 
due settimane per il restante periodo di permanenza.

D.
In  data  18 giugno  2007,  l'UFM  ha  emesso  una  decisione  di  rifiuto 
dell'autorizzazione  d'entrata  in  Svizzera  nei  confronti  di  A._______, 
considerando  in  sostanza  che,  tenuto  conto  della  situazione 
socioeconomica prevalente  in  India,  ed  in  particolare  delle  disparità 
economiche esistenti tra questo paese e la Svizzera, la sua uscita dal 
territorio  della  Confederazione  alla  scadenza  del  soggiorno  previsto 
non poteva essere considerata come sufficientemente assicurata. 

Esso  ha  poi  rilevato  che  le  argomentazioni  addotte  in  merito  alla 
situazione professionale del richiedente andavano relativizzate anche 
per  il  fatto  che  l'interessato  era  rientrato  nel  suo  paese  d'origine  il 
10 aprile 2007, vale a dire lo stesso giorno in cui è stata inoltrata la 
domanda di visto.

L'autorità intimata ha inoltre sottolineato come A._______ non potesse 
avvalersi di  legami familiari  stretti  con l'India e che i motivi addotti  a 

Pagina 3

C-5311/2007

sostegno  dell'istanza  (visita  alla  figlia),  come  pure  l'insieme  delle 
circostanze del caso in esame, in particolare il fatto che l'interessato 
avesse  risieduto  in  precedenza  in  Ticino,  non  permettevano  di 
considerare un soggiorno in Svizzera come opportuno. 

E.
Con scritto  del  7 agosto 2007,  A._______, agendo per il  tramite del 
suo patrocinatore, ha interposto ricorso avverso la precitata decisione, 
affermando di intrattenere stretti legami con l'India, paese in cui vivono 
i  genitori  e  due  fratelli  e  dove  gode  di  una  situazione  economica 
agiata, come comprovato dalla documentazione prodotta agli atti.

Il  ricorrente ha poi sottolineato di  essersi  dimostrato rispettoso delle 
norme di  polizia  degli  stranieri  durante il  suo soggiorno in Svizzera, 
attenendosi sempre agli ordini delle competenti autorità.

Esso ha infine rilevato come, a seguito della decisione del TRAM del 
12 novembre  2006  emanata  in  applicazione  della  più  recente 
giurisprudenza  del  Tribunale  federale  (cfr.  DTF  2A.537/2006  del  30 
ottobre 2006), l'unico modo per poter mantenere un minimo contatto 
con la propria figlia e quindi di assicurare il suo diritto al rispetto della 
vita  privata  e  familiare  garantito  dall'art.  8  della  Convenzione  del  4 
novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà 
fondamentali (CEDU, RS 0.101), consiste nel rilascio in suo favore di 
visti turistici.

F.
Chiamato ad esprimersi sul ricorso, con preavviso del 22 ottobre 2007, 
l'UFM ha postulato la reiezione del gravame.

L'autorità di prime cure ha ritenuto come le argomentazioni addotte in 
merito alla situazione familiare (madre, padre e due fratelli), nonché la 
situazione  agiata  della  famiglia  del  richiedente,  persona  giovane  e 
senza impegni familiari particolari nel suo paese d'origine, dovessero 
essere relativizzate, tanto più che egli  aveva già lasciato in passato 
l'India per vivere in Svizzera. Essa ha poi sottolineato che il fatto che 
A._______  avesse  richiesto  un  visto  turistico  per  visita  alla  figlia 
durante tre mesi, senza il consenso della madre, lo stesso giorno del 
suo  rientro  in  India  facesse  sorgere  seri  dubbi  sulle  reali  intenzioni 
dell'interessato.

Pagina 4

C-5311/2007

G.
Invitato  a  prendere  posizione  in  merito  al  preavviso  dell'autorità 
intimata, il ricorrente ha in primo luogo affermato di essersi stabilito in 
Svizzera in passato poiché sposato con una cittadina svizzera e che le 
circostanze erano nel frattempo radicalmente mutate.

A._______ ha poi  ribadito  di  aver chiesto di  poter  beneficiare di  un 
visto turistico per la Svizzera, poiché questo modo di agire costituiva 
l'unica possibilità  per  poter  mantenere  un minimo di  contatto  con la 
propria figlia garantitogli dall'art. 8 CEDU (cfr. decisione del TRAM del 
12 novembre 2006 e giurisprudenza ivi citata).

Esso ha infine sottolineato come, indipendentemente da ogni ipotetico 
rifiuto  della  moglie,  egli  godeva di  ben precisi  diritti  di  visita  stabiliti 
nella convenzione sugli effetti accessori omologata dal Pretore. 

H.
Con duplica del 3 dicembre 2007, l'autorità di  prime cure ha rilevato 
come,  tenuto  conto  dell'età  della  figlia,  il  ricorrente  non  potesse 
pretendere di farle visita senza organizzare gli incontri con la madre e 
affermato che egli poteva esercitare il suo diritto di visita all'estero.

I.
In data 20 febbraio 2008, il patrocinatore del ricorrente ha presentato 
una  nota  particolareggiata  delle  spese  ripetibili,  per  un  totale  di 
Fr. 6'349.30, IVA compresa.

Diritto:

1.
Riservate  le  eccezioni  previste  all'art.  32  della  legge  federale  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 
173.32),  giusta  l'art. 31  LTAF il  Tribunale  amministrativo federale  (di 
seguito: TAF o il Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 
dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 
amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate agli 
art. 33 e 34 LTAF.

In  particolare,  le  decisioni  in  materia  di  rifiuto  dell'autorizzazione 
d'entrata  in  Svizzera  rese  dall'UFM  -  il  quale  costituisce  un'unità 

Pagina 5

C-5311/2007

dell'amministrazione  federale  come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF - 
possono  essere  impugnate  dinanzi  al  TAF, il  quale  statuisce  in  via 
definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 
della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 
173.110]).

2.
L'entrata  in  vigore,  il  1° gennaio  2008,  della  legge  federale  sugli 
stranieri  del  16  dicembre  2005  (LStr,  RS  142.20)  ha  comportato 
l'abrogazione della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la 
dimora e il domicilio degli stranieri (vLDDS, CS 1 117), conformemente 
all'art. 125 LStr (in relazione con la cifra I del suo allegato), e di alcune 
ordinanze d'esecuzione, quali in particolare l'ordinanza del 14 gennaio 
1998 concernente  l'entrata  e  la  notificazione degli  stranieri  (vOEnS, 
RU 1998 194), in virtù dell'art. 39 dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 
concernente la procedura d'entrata e di  rilascio del visto (OPEV, RS 
142.204), e dell'ordinanza del 6 ottobre 1986 che limita l'effettivo degli 
stranieri  (vOLS,  RU  1986  1791),  conformemente  all'art.  91 
dell'ordinanza  del  24 ottobre  2007  sull'ammissione,  il  soggiorno  e 
l'attività lucrativa (OASA, RS 142.201).

La  domanda  oggetto  della  presente  procedura  di  ricorso  è  stata 
presentata  prima  dell'entrata  in  vigore  della  LStr,  il  vecchio  diritto 
(materiale) è quindi applicabile alla presente fattispecie, in conformità 
alla regolamentazione transitoria di cui all'art. 126 cpv. 1 LStr.

Di  contro,  conformemente  alla  regolamentazione  transitoria  di  cui 
all'art. 126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente le domande presentate 
prima dell'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della LStr è retta dal 
nuovo diritto.

Salvo  i  casi  in  cui  la  LTAF  non  disponga  altrimenti,  la  procedura 
davanti  al  Tribunale amministrativo federale  è retta  dalla  PA (art. 37 
LTAF).

3.
A._______  ha  diritto  di  ricorrere  (art.  48  PA)  e  il  suo  ricorso, 
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 
(cfr. art. 50 e 52 PA).

Pagina 6

C-5311/2007

4.
Per l'entrata in Svizzera gli  stranieri  devono disporre di  un visto (cfr. 
art. 1 cpv. 1 in fine e art. 3 vOEnS), il cui rilascio, salvo disposizioni 
contrarie,  compete all'UFM (art. 18  vOEnS in  relazione con l'art.  25 
cpv. 1 lett. a vLDDS).

Nelle  loro  decisioni,  le  autorità  competenti  a  concedere  i  permessi 
terranno conto degli  interessi  morali  ed economici  del paese nonché 
dell'eccesso della popolazione straniera (cfr. art. 16 cpv. 1 vLDDS) e 
saranno tenute ad assicurare un rapporto equilibrato tra l'effettivo della 
popolazione  svizzera  e  quello  della  popolazione  straniera  residente 
(cfr. art. 1 lett. a vOLS).

5.
La Svizzera non può accogliere tutti gli stranieri che desiderano venire 
in  questo  paese,  sia  che si  tratti  di  soggiorni  di  breve che di  lunga 
durata, quindi è legittimo applicare una politica restrittiva in materia di 
ammissione (cfr. DTF 122 II 1 consid. 3a p. 6 segg.; ALAIN WURZBURGER, 
La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police des 
étrangers, Rivista di  Diritto amministrativo e di  Diritto  fiscale [RDAF] 
1997, p. 287).

A  questo  proposito  giova  sottolineare  che  l'ordinamento  giuridico 
svizzero  non  garantisce  alcun  diritto  all'entrata  in  Svizzera,  né  alla 
concessione di un visto (cfr. art. 4 vLDDS, in relazione con l'art. 9 cpv. 
1 vOEnS; cfr. inoltre PHILIP GRANT, La protection de la vie familiale et de 
la vie privée en droit des étrangers, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, p. 
24;  PETER UEBERSAX,  Einreise  und  Anwesenheit  in:  Uebersax/Münch/ 
Geiser/Arnold, Ausländerrecht, Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 5.28 
ss).

6.

6.1 A._______ ha motivato la sua domanda di visto con la volontà di 
rendere  visita  alla  figlia,  prevalendosi  nel  contempo della  violazione 
dell'art. 8 CEDU.

6.2 Con decisione del 12 novembre 2006, il TRAM non ha considerato 
adempiute le condizioni  affinchè possa essere ritenuta l'esistenza di 
una relazione stretta, intatta ed effettivamente vissuta tra A._______ e 
la  figlia  C._______,  tale  da giustificare  il  rilascio  di  un  permesso di 
dimora in garanzia del diritto  al  rispetto della vita privata e familiare 

Pagina 7

C-5311/2007

ancorato nell'art. 8 della CEDU, nonché nell'art. 13 della Costituzione 
federale della Confederazione Svizzera (Cst, RS 101).

Occorre infatti rilevare che dagli atti di causa risulta che il ricorrente ha 
esercitato il proprio diritto di visita su C._______ solo dopo la metà del 
maggio 2006, ovvero a oltre tre mesi dalla separazione dei coniugi, di 
modo  che  difficilmente  si  può  ritenere  che  egli  abbia  assunto  la 
responsabilità dell'educazione della figlia e la sua cura (cfr. decisione 
del  CdS  del  19 settembre  2006,  consid.  3;  sentenza  del  TRAM del 
12 novembre 2006, consid. 3.3).

Conformemente alla giurisprudenza, di principio, il diritto di visita non 
implica una presenza costante in Svizzera per il genitore straniero di 
un  figlio  che  vi  risiede  in  maniera  regolare  e  durevole;  le  esigenze 
dell'art. 8 CEDU risultano rispettate già se il suddetto diritto può venire 
esercitato nell'ambito di soggiorni di breve durata, adattandone se del 
caso le modalità (durata e frequenza) e l'interessato può continuare a 
prevalersene nell'ambito di soggiorni turistici (DTF 2A.537/2006 del 30 
ottobre 2006 consid. 2.1).

6.3 L'esercizio  di  un  diritto  di  visita  non  è  incondizionato,  ma 
presuppone,  come  rilevato  dal  Tribunale  federale,  che  questo  sia 
adattato alle circostanze. Il TRAM ha già sottolineato come A._______ 
avrebbe  eventualmente  potuto  richiedere  l'aiuto  di  un  curatore 
educativo e di persone o strutture qualificate per regolare il suo diritto 
di visita e tenere regolari contatti con la figlia, di modo che, nonostante 
la  sua  lontananza,  il  suo  legame  con  quest'ultima  potesse  essere 
preservato  (cfr. decisione  del  TRAM del  12  novembre  2006  consid. 
3.4).  Si  rileva  a  questo  titolo  come  un  diritto  di  visita  presso  una 
struttura  adeguata  e  sotto  sorveglianza  era  già  stato  predisposto 
allorquando il ricorrente si trovava ancora in Ticino (cfr. decisione del 
CdS  del  19 settembre  2006,  consid.  3),  conformemente  a  quanto 
stabilito  dai  coniugi  D._______ al  punto  4  della  loro  convenzione  di 
divorzio omologata dalla Pretura E._______ in data 15 maggio 2006.

6.4 Nella fattispecie, A._______, nell'ambito della richiesta di visto,  si 
è limitato a rivendicare un diritto di visita senza tuttavia intraprendere 
alcun  passo  in  merito  all'organizzazione  dell'esercizio  dello  stesso 
prima di venire in Svizzera, come peraltro già auspicato dal TRAM (cfr. 
punto 6.2). In queste circostanze, il  rilascio di  un visto in suo favore 
risulta prematuro, nel  senso che non vi  è alcuna certezza che esso 

Pagina 8

C-5311/2007

possa effettivamente sfociare in una visita al momento dell'arrivo del 
ricorrente sul territorio della Confederazione. Il rilascio di un visto non 
deve  infatti  avere  quale  finalità  quella  di  venire  in  Svizzera  per 
organizzare  tale  diritto,  bensì  quella  di  esercitarlo.  Giova  infine 
sottolineare che dagli atti di causa non risulta se l'interessato, a partire 
dal suo rientro in patria, abbia dato seguito all'obbligo impostogli dalla 
Pretura di E._______ di versare alla moglie un contributo alimentare 
per la figlia.

Alla luce di quanto esposto, il TAF ritiene quindi che le condizioni per 
ottenere  l'esercizio  di  un  diritto  di  visita  del  ricorrente  sulla  figlia 
C._______  non  sono  attualmente  adempiute  e  che  in  queste 
circostanze il rifiuto di un visto non è contrario né all'art. 8 CEDU, né 
all'art. 13 Cst.

7.
Il visto è rifiutato se lo straniero non adempie alle condizioni d'entrata 
di cui all'art. 1 vOEnS (cfr. 14 cpv. 1 vOEnS), vale a dire in particolare 
se  non  fornisce  garanzie  necessarie  che  la  sua  partenza  dalla 
Svizzera avverrà nei termini prescritti (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c vOEnS).

Un  permesso  d'entrata  in  Svizzera  non  può quindi  essere  rilasciato 
allorquando  il  rientro  nel  paese  d'origine  non  è  assicurato,  sia  in 
ragione della situazione politica o economica difficile prevalente, sia in 
funzione della situazione personale del richiedente. 

8.

8.1 Allorquando  l'autorità  è  chiamata  a  determinarsi  in  merito  alla 
questione  di  sapere  se  la  partenza  dalla  Svizzera  alla  fine  del 
soggiorno  auspicato  sia  sufficientemente  garantita,  essa  deve 
procedere alla ponderazione tra gli  elementi che parlano in favore di 
un ritorno in patria e quelli che lasciano presupporre che il richiedente 
prolungherà  la  sua  presenza  sul  territorio  della  Confederazione  allo 
scadere del visto concessogli.

L'esperienza insegna inoltre che sovente i beneficiari di un permesso 
d'entrata, dal momento in cui si trovano in Svizzera, non prendono più 
in considerazione il ritorno nel loro paese d'origine, e che, nonostante 
le promesse di lasciare il territorio della Confederazione al termine del 
periodo di visita concesso, non esitano ad utilizzare tutti i mezzi a loro 

Pagina 9

C-5311/2007

disposizione, mettendo a profitto il loro soggiorno in questo paese per 
risiedervi ad un titolo qualsiasi.

8.2 In  casu,  tenuto  conto  dell'insieme delle  risultanze  dell'incarto,  il 
TAF ritiene che l'uscita dalla Svizzera di A._______ alla scadenza del 
soggiorno previsto non può essere considerata come sufficientemente 
garantita.

8.2.1 In  effetti,  in  ragione  della  situazione  socio-economica  difficile 
regnante  in  India,  e  viste  le  considerevoli  disparità  economiche 
esistenti  tra questo paese e la Svizzera, il  TAF non può escludere il 
rischio  che  l'interessato,  il  quale  già  in  passato  ha  risieduto  in 
Svizzera, non faccia ritorno in patria alla scadenza del visto richiesto.

8.2.2 Questa ipotesi non può essere esclusa anche tenuto conto della 
situazione personale di A._______.

Dalle  informazioni  fornite  alle  autorità  elvetiche  nel  corso  della 
procedura si evince che i genitori e due fratelli del richiedente vivono 
in India. Sebbene si  debba riconoscere che dei  legami familiari  così 
stretti  siano  tali,  in  una  certa  misura,  da  incitare  una  persona  a 
rientrare in patria al  termine del soggiorno auspicato, essi  non sono 
comunque  sufficienti  ad  assicurarne il  ritorno  nel  paese d'origine. A 
questo  titolo  giova  rammentare  che  il  ricorrente  è  giovane  e  quindi 
senz'altro in grado di costruirsi una nuova esistenza lontano dalla sua 
patria,  come già si  è verificato, senza che ciò comporti  per lui  delle 
difficoltà  maggiori  sul  piano  personale.  Pertanto,  tenuto  conto  della 
suddetta  situazione  personale,  e  nella  misura  in  cui  esso  ritrova  in 
Svizzera la sua nuova compagna, non si può escludere che, una volta 
giunto sul territorio della Confederazione, il richiedente tenti con ogni 
mezzo di restarvici.

8.2.3 Per quanto attiene la situazione professionale di A._______, nel 
quadro  della  procedura  inerente  la  sua  domanda  di  visto  egli  ha 
affermato,  come  peraltro  comprovato  dalla  documentazione  agli  atti 
(cfr. contratto di lavoro del 10 maggio 2007), di lavorare per la società 
del padre. Come rilevato a giusto titolo dall'autorità intimata nella sua 
decisione del 18 giugno 2007, il  fatto che il  ricorrente possa lasciare 
l'India per un periodo così lungo (tre mesi) dopo aver soggiornato per 
un  solo  mese  nel  suo  paese  d'origine,  permette  di  relativizzare  i 
legami  professionali  intrattenuti  da  quest'ultimo  con  il  suo  paese,  i 
quali non appaiono sufficientemente intensi da garantirne il ritorno.

Pagina 10

C-5311/2007

Quo alla situazione finanziaria del ricorrente, A._______ ha sostenuto 
di godere nel suo paese d'origine di una situazione economica agiata 
(cfr.  doc.  I-T  annessi  al  ricorso).  Queste  allegazioni  devono  essere 
relativizzate tenuto conto della brevità  del  periodo trascorso in  India 
dal  suo  rientro  dalla  Svizzera  e  del  fatto  che  i  beni  immobili  e 
commerciali  a  cui  egli  si  riferisce  appartengono  al  padre, 
rispettivamente alla famiglia del ricorrente. 

8.2.4 Infine, le garanzie fornite da F._______ in relazione alla presa a 
carico delle spese cagionate dal soggiorno auspicato non sono tali da 
impedire ad un cittadino straniero, una volta sul  territorio elvetico, di 
intraprendere  i  passi  necessari  per  stabilirvisi  durevolmente. 
L'esperienza ha infatti  a più riprese dimostrato come le dichiarazioni 
formulate  in  merito  alle  garanzie  finanziarie  fornite  dall'ospitante 
costituiscono delle  semplici  dichiarazioni  d'intenzione,  prive  di  effetti 
giuridici e non sono pertanto sufficienti ad assicurare la partenza di un 
cittadino straniero nei termini stabiliti (cfr. Giurisprudenza delle autorità 
amministrative  della  Confederazione  [GAAC]  57.24).  A  questo 
proposito occorre precisare che il rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in 
oggetto  non  è  tale  da  mettere  in  discussione  la  buona  fede  di  una 
persona residente  regolarmente  in  Svizzera,  la  quale  ha invitato  un 
terzo domiciliato all'estero per un soggiorno turistico.

Alla luce di  quanto esposto, il  TAF ritiene che il  ritorno in  patria  del 
richiedente  non  può  essere  considerato  come  sufficientemente 
garantito (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c vOEnS), di modo che le condizioni per 
il rilascio di un permesso d'entrata non sono adempiute.

9.
Ne  discende  che  l'UFM  con  decisione  del  18  giugno  2007  non  ha 
violato il diritto federale, né abusato del suo potere d'apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 49 PA). Per questi motivi il ricorso va respinto.

10.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali  vanno  poste  a 
carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1 a 3 del 
regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 
173.320.2])  e  non  si  assegnano  ripetibili  (cfr.  art.  64  cpv.  1  PA a 

Pagina 11

C-5311/2007

contrario in relazione con l'art 7 TS-TAF).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di Fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente e 
sono  computate  con  l'anticipo  dello  stesso  importo  versato  in  data 
10 settembre 2007.

3.
Non si assegnano ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto 2 050 779 di ritorno)
- Sezione  dei  permessi  e  dell'immigrazione,  Bellinzona,  per 

informazione (incarto cantonale di ritorno) 

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Graziano Mordasini

Data di spedizione:

Pagina 12