# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 85c7bf5b-0676-508e-ad0c-e327af6e4c2f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-05-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.05.2010 D-2304/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2304-2010_2010-05-03.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2304/2010/gam
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3  m a g g i o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione della Giudice Muriel Beck Kadima
Cancelliere Federico Pestoni.

A._______,
Serbia,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 31 marzo 2010 / N (...)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2304/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato il (...) in Svizzera;

la notifica del 3 marzo 2010, con la quale l'UFM ha riconosciuto la mi-
nor età del richiedente;

la convocazione della persona di fiducia del 15 marzo 2010;

i verbali d'audizione del 3 marzo 2010 e 25 marzo 2010;

la decisione dell'UFM del 31 marzo 2010, intimata lo stesso giorno al 
all'interessato  presso  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
B._______ (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso  del  7 aprile 2010  (cfr. timbro  del  plico  raccomandato,  data 
d'entrata 8 aprile 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (TAF) in 
data 8 aprile 2010;

l'ordinanza del 13 aprile 2010 con la quale il TAF a concesso un termi-
ne di 15 giorni all'UFM per prendere posizione sul ricorso del 7 aprile 
2010, con particolare riferimento all'esigibilità dell'allontanamento del 
richiedente tenuto conto della sua minore età;

le  osservazioni  dell'UFM  del  21  aprile  2010,  trasmesse  il  27  aprile 
2010 per conoscenza alla persona di fiducia, che confermano quanto 
già espresso con decisione del 31 marzo 2010, posto che dalle dichia-
razioni del richiedente non emergono elementi tali da giustificare misu-
re d'istruzione supplementari.

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 

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17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni  previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in-
feriore,  è  particolarmente toccato dalla  decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che,  nell'ambito delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  l'interessato  ha di-
chiarato di essere nato a C._______, D._______, nella Repubblica di 
Serbia, dove ha vissuto fino al giorno dell'espatrio;

che egli ha affermato di essere stato picchiato a scuola da un compa-
gno, E._______, il  quale l'avrebbe cercato anche dopo la scuola per 
picchiarsi con lui, rivolgendo delle offese ingiuriose persino a sua ma-
dre;  che  successivamente  pure  il  nonno  ed  il  padre  di  E._______ 
avrebbero insultato il richiedente e la sua famiglia; che una sera men-
tre  il  richiedenti  e  gli  altri  membri  della  sua famiglia  si  trovavano in 
casa qualcuno dall'esterno avrebbe rotto le finestre della loro abitazio-
ne; che, a causa di ciò e per il timore di subire ulteriori soprusi, hanno 
deciso di scappare ed andare a casa della zia del richiedente; che lì vi 
avrebbero passato la notte e che l'indomani il ricorrente sarebbe espa-
triato con i nonni paterni lasciando i genitori ed i fratelli in Patria;

che,  nella  decisione del  31 marzo 2010,  l'UFM ha constatato,  da  un 
lato, che il  Consiglio federale ha inserito la Repubblica di  Serbia nel 
novero dei Paesi sicuri e, dall'altro, che i pregiudizi allegati non costi-
tuiscono  una  persecuzione  ai  sensi  della  legge,  di  modo  che,  non 

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emergerebbero dalle carte processuali  degli  indizi  d'esposizione del-
l'interessato a persecuzioni in caso di rientro in Patria;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure 
pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  la  sua 
esecuzione siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, il richiedente sostiene di aver addotto sufficienti motivi 
a sostegno della sua domanda d'asilo posto che la nozione di perse-
cuzione prevista all'art. 34 cpv. 1 LAsi andrebbe interpretata in senso 
estensivo, comprendendo, dunque, non soltanto i seri pregiudizi deter-
minanti per il riconoscimento dello statuto di rifugiato, ma pure gli ele-
menti ostativi all'esecuzione dell'allontanamento ed in particolare i trat-
tamenti  disumani  e  degradanti  contemplati  dall'art.  3  CEDU; che,  in 
particolare, il ricorrente ritiene che il suo allontanamento non sia ragio-
nevolmente esigibile in considerazione del fatto che, essendo egli mi-
norenne, l'UFM non avrebbe intrapreso le necessarie misure istruttorie 
per determinare, nell'interesse superiore del fanciullo, le condizioni ne-
cessarie per un suo rinvio nel Paese di origine, e meglio, la presenza 
dei genitori in Patria, l'eventuale rappresentanza legale dei nonni, chi 
ed  in  che  misura  può  rispettivamente  deve accogliere  il  fanciullo  in 
caso di rientro in Serbia;

che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto l'annullamento della deci-
sione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  all'autorità  inferiore  per 
una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo; che egli ha 
altresì  presentato  una  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso 
della dispensa dal versamento delle spese processuali e del relativo 
anticipo;

che l'UFM nella sua presa di posizione del 21 aprile 2010 ha ritenuto 
di non dover modificare la propria posizione, posto che da quanto di-
chiarato  dal  richiedente  non  emerge  nulla  che  potrebbe  mettere  in 
dubbio che le persone che hanno chiesto asilo insieme a lui non siano 
i suoi nonni; che è pure chiaro che il richiedente ha vissuto con i nonni 
e che loro si prendevano cura di lui;

che il  TAF esamina liberamente il  diritto  federale, l'accertamento dei 
fatti e l'inadeguatezza senza essere vincolato dai motivi invocati dalle 
parti (art. 62 cpv. 4 PA) o dai considerandi del provvedimento litigioso 
(v. sentenza del TAF D-4917/2006 del 12 luglio 2007 consid. 3);

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che, giusta l'art. 7 cpv. 2 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), per il richieden-
te  l'asilo  minorenne,  che  non è  accompagnato,  viene  nominata  una 
persona di fiducia per la durata della procedura d'asilo o d'allontana-
mento, ma al massimo fino alla nomina di un curatore o di un tutore, 
oppure fino al raggiungimento della maggiore età; che la designazione 
di una persona di fiducia presuppone tuttavia la dimostrazione da par-
te del richiedente l'asilo, perlomeno nel senso della probabilità prepon-
derante, dell'allegata minorità (v. Giurisprudenza ed Informazioni della 
Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2001 n. 22 
e relativo riferimento); che, nell'ambito dell'accertamento dei fatti, è al-
tresì possibile  ricorrere  all'ausilio  di  metodi  scientifici  (art.  7  cpv. 1 
OAsi 1);

che nel caso in rassegna, l'UFM ha considerato verosimile la minor età 
del richiedente, il quale ha dichiarato di avere 8 anni, nominando a sua 
tutela  un  rappresentante  di  fiducia  nella  persona  del  F._______(cfr. 
scritto del 15 marzo 2010);

che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una doman-
da d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio fe-
derale ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a 
meno che non risultino indizi di persecuzione;

che giova rilevare che allorquando il Consiglio federale ha inserito un 
Paese nel novero di quelli sicuri, sussiste di massima una presunzione 
d’assenza di persecuzioni in detto Paese; che incombe al richiedente 
l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per quanto attiene alla sua si-
tuazione personale;

che la nozione d’indizi di persecuzione ai sensi dell’art. 34 cpv. 1 LAsi 
va intesa in senso lato, comprendendo, non soltanto i  seri  pregiudizi 
previsti dall’art. 3 LAsi, ma pure gli ostacoli all’esecuzione dell’allonta-
namento, di cui all’art. 44 cpv. 2 LAsi, imputabili all'agire umano (Giuri-
sprudenza  ed informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso in 
materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 18);

che, per ammettere l'esistenza di indizi di persecuzione che implicano 
l'entrata nel merito di una domanda d'asilo, vale un grado di verosimi-
glianza ridotto (GICRA 2004 n. 35 consid. 4.3 pag. 247);

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che, siccome il  Consiglio federale ha effettivamente inserito, con de-
creto del 6 marzo 2009, la Repubblica di Serbia nel novero dei Paesi 
esenti da persecuzioni, sussiste di massima una presunzione d'assen-
za di persecuzioni in detto Paese;

che, nella fattispecie, il  ricorrente non è riuscito ad invalidare la pre-
sunzione d'assenza di persecuzioni, ritenuto segnatamente che dagli 
atti di causa non emergono indizi di persecuzione; che, in particolare, 
l'insorgente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, argo-
menti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione,  ri-
spetto a quella di cui all'impugnata decisione; che le allegazioni decisi-
ve in  materia  di  asilo  si  esauriscono, infatti,  in  mere affermazioni  di 
parte non corroborate da alcun elemento della benché minima consi-
stenza, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso 
pur tenendo conto di un grado di verosimiglianza ridotto;

che, segnatamente, il  richiedente si  è lamentato di  essere stato pic-
chiato da un compagno di  scuola e dal nonno di  quest'ultimo e che 
pure  suo padre  è  stato  picchiato; che inoltre  i  vetri  delle  finestre  di 
casa sua sarebbero stati rotti una sera mentre egli si trovava all'interno 
con i genitori, e nonni e i fratelli;

che, in considerazione di quanto suesposto, come rettamente rilevato 
dall'UFM, non appaiono sussistere seri pregiudizi ai sensi degli art. 3 e 
18 LAsi né indizi che potrebbero capovolgere la presunzione confuta-
bile dell'assenza di persecuzione ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi;

che non emergono dalle carte processuali neppure elementi da cui de-
sumere che l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente in Serbia 
possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confede-
razione  Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS 101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed im-
mediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salva-
guardia dei diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali  del 4 novem-
bre 1950 (CEDU, RS 0.101)  o  all'art. 3  della  Convenzione contro  la 
tortura ed altre  pene o trattamenti  crudeli,  inumani  o degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

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che, premesso ciò,  quanto agli  ostacoli  all'esecuzione dell'allontana-
mento  riconducibili  all’art. 44 cpv. 2 LAsi  e  all'art. 83 cpv. 4 LStr,  in 
Serbia non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o 
violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella 
totalità del territorio nazionale;

che, nel caso di specie, non risultano manifestamente esservi indizi di 
persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi;

che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della 
domanda d'asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo 
punto, il  ricorso,  destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento,  non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata;

che l'interessato ha fatto valere, mediante ricorso, che l'esecuzione del 
suo  allontanamento  non  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  83  cpv. 4 
LStr), essendo egli minore e posto che l'UFM non ha in alcun modo 
istruito la causa nel senso di verificare l'esistenza effettiva dei genitori 
rispettivamente di altri parenti in Patria nonché la loro concreta possi-
bilità di accogliere ed accudire il richiedente, e nemmeno di accertare 
il  grado  di  autorità  parentale  esercitato  dai  nonni  con  i  quali  egli  è 
espatriato, oltre alle loro effettive capacità di assumersi la cura del ri-
corrente una volta tornati nel Paese d'origine;

che codesto Tribunale ritiene le affermazioni dell'UFM in merito al rea-
le diritto di affidamento dei presunti nonni rispettivamente all'effettiva 
capacità di presa a carico del ricorrente da parte di parenti in Patria 
come supposizioni espresse senza aver effettuato alcun accertamento 
in merito; che in effetti, non è chiaro quali siano le ragioni precise e le 
fonti su cui l'UFM fonda il proprio apprezzamento, che di conseguen-
za, il TAF non è in grado d'esprimere il sindacato di legittimità della de-
cisione impugnata; che questo Tribunale osserva infatti, che, stante le 
premesse, sono necessari degli ulteriori chiarimenti per accertare l'e-
sistenza di  un impedimento all'esecuzione del allontanamento del ri-
corrente;

che nel caso in rassegna, benché non sia stato depositato alcun docu-
mento, emerge dagli atti e dalla decisione avversata che l'UFM ha rite-
nuto verosimile l'età allegata dal richiedente; che, infatti, detto Ufficio 
ha considerato che egli è minorenne, di 8 anni, e per questo motivo è 
stata nominata una persona di fiducia, la quale ha partecipato in sede 
di audizione formale;

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che secondo la  giurisprudenza,  la  valutazione dell'allontanamento di 
un minorenne non accompagnato presuppone la chiarificazione della 
sua situazione personale sotto l'aspetto specifico del bene del fanciul-
lo; che l'esecuzione dell'allontanamento di un minore suppone che sia 
stato chiarito, già allo stadio dell'istruzione, in quale misura potrà es-
sere preso a carico, dopo il suo ritorno, da un membro della sua fami-
glia o da un istituto specializzato; che l'autorità di prima istanza non 
può  accontentarsi  di  affermare  che  l'esecuzione  dell'allontanamento 
del richiedente è esigibile, perché egli può ritornare nella sua famiglia 
o perché nel suo Paese d'origine esistono delle istituzioni appropriate 
alle  quali  può indirizzarsi; che tale  maniera di  procedere  costituisce 
una constatazione incompleta dei fatti  pertinenti (cfr. GICRA 2006 n. 
24 consid. 6; GICRA 1999 n. 2 consid. 6b e 6c; GICRA 1997 n. 23);

che, come rilevato in precedenza, l'UFM ha ammesso che il ricorrente 
è minorenne; che trattandosi di minori non accompagnati, la Svizzera 
è tenuta dalle disposizioni della CDF, in particolare al principio dell'in-
teresse superiore del fanciullo ai sensi dell'art. 3 cpv. 1 CDF e in appli-
cazione del suo art. 22 cpv. 2, le autorità degli Stati parte devono intra-
prendere tutte le investigazioni possibili al fine di localizzare i genitori 
o altri membri della famiglia del richiedente, per poi ottenere le indica-
zioni necessarie per permettere al minore di ricongiungersi a loro nel 
suo Paese d'origine (GICRA 1997 n. 23 consid. 5);

che in casu, non è stata presa nessuna misura atta a verificare se il ri-
corrente, in caso di ritorno, potrà ritrovare effettivamente alcuni mem-
bri della sua famiglia e beneficiare di una presa a carico da parte loro; 
che, infatti, emerge dalle dichiarazioni del ricorrente che i suoi genitori 
sarebbero ancora in Patria, ma non che non saprebbe indicare dove; 
che inoltre non è dato a sapere, vista anche l'assenza di documenti di 
identità, la veridicità del diritto di affidamento dei presunti nonni con i 
quali il richiedente è giunto in Svizzera;

che pertanto, nulla permette d'affermare con certezza, o almeno con 
un grado di probabilità sufficiente, che i genitori del richiedente si tro-
vano ancora in Serbia; che qualora non fossero raggiungibili i genitori, 
v'è da determinare l'effettiva capacità di altri parenti a prendersi carico 
del fanciullo; che un'istruzione a tal proposito non dovrebbe costituire 
delle difficoltà insormontabili posto che i nomi delle persone interessa-
te così come il loro luogo di residenza, emergono dagli atti, ciò che do-
vrebbe permettere di rintracciarli; che la risoluzione di queste questioni 

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è essenziale,  nella  misura  in  cui  il  ricorrente,  ancora  minorenne,  ri-
schia di essere abbandonato a se stesso dopo l'esecuzione dell'allon-
tanamento, nel caso in cui i suoi genitori non si trovassero più nel luo-
go di abituale residenza e se egli non può installarsi ed essere preso a 
carico con le  dovute  capacità  e  possibilità  da altri  componenti  della 
sua famiglia;

che, di conseguenza, lo scrivente Tribunale è dell'avviso che l'istruzio-
ne condotta dall'UFM non ha permesso di determinare con chiarezza 
ed una precisione sufficiente se l'esecuzione dell'allontanamento del-
l'interessato è ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che l'U-
FM, avendo ammesso la minor età del ricorrente, non avrebbe dovuto 
limitarsi a dire che il bambino ha raggiunto la Svizzera insieme ai non-
ni e può tornare nel Paese d'origine insieme ai nonni e frequentare la 
scuola (cfr. decisione del 31 marzo 2010, pag. 4), affermando sempli-
cemente che dalle dichiarazioni del richiedente non emergerebbe nulla 
che potrebbe mettere  in  dubbio  che i  richiedenti  che hanno chiesto 
asilo insieme a lui non siano i suoi nonni, posto che da quanto detto 
dal bambino emergerebbe chiaramente che egli ha vissuto con loro e 
che egli dormiva con la nonna;

che quando il TAF annulla una decisione, esso può sostituirsi all'autori-
tà inferiore e giudicare direttamente nel merito o rinviare la causa, con 
istruzioni  vincolanti,  all'autorità  inferiore  per  nuovo  giudizio 
(art. 61 cpv. 1 PA; ULRICH HÄFELIN / GEORG MÜLLER / FELIX UHLMANN, Allge-
meines Verwaltungsrecht, 5a ed., Zurigo 2006, n. 1977 pag. 418); che 
questo Tribunale si sostituisce all'autorità inferiore segnatamente se gli 
atti  sono completi  e  comunque sufficienti  a  statuire sull'applicazione 
del diritto federale (v. sentenza del TAF del 25 luglio 2007 D-6735/2006 
consid. 11 e relativo riferimento). Tale non è il caso nella presente fatti-
specie.

che in casu, la questione di sapere in quale misura l'esecuzione del-
l'allontanamento del ricorrente è ragionevolmente esigibile non può es-
sere giudicata in quanto non sufficientemente istruita; che nella fatti-
specie si impone un'inchiesta condotta in collaborazione con l'amba-
sciata  svizzera  in  Serbia,  oltre  che  un'eventuale  audizione  comple-
mentare del richiedente; che questi atti di istruzione oltrepassano l'am-
piezza di quelli  incombenti a questo Tribunale, che pertanto cassa la 
decisione presa dall'UFM, sul punto relativo all'esecuzione dell'allonta-
namento  per  constatazione incompleta  dei  fatti  pertinenti  e  rinvia  la 

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causa all'autorità inferiore per il completamento dell'istruzione ai sensi 
dei considerandi e una nuova decisione (art. 61 cpv. 1 PA); che incom-
be dunque all'UFM di completare le lacune dell'istruzione procedendo 
alle investigazioni indicate e in seguito di rendere una nuova decisio-
ne,  una volta  completato il  complemento istruttorio  ordinato (cfr. GI-
CRA 1995 n. 23, consid. 5a);

che  il  ricorso,  manifestamente  fondato,  è  deciso  in  procedura  sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che  visto  l’esito  del  gravame,  non  si  riscuotono  spese  processuali 
(art. 63 cpv. 1 PA) e pertanto la domanda di assistenza giudiziaria (art. 
65 PA) è divenuta priva d'oggetto; che in considerazione del fatto che 
l'insorgente  è  difeso  da  un  mandatario,  si  giustifica  l'attribuzione  di 
un'indennità a titolo di spese ripetibili (art. 64 PA ed art. 7 segg. del re-
golamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tri-
bunale  amministrativo  federale  del  21  febbraio  2008  [TS-TAF, 
RS 173.320.2]);

che la stessa, in assenza di una nota dettagliata, è fissata d'ufficio in 
CHF 400.- (art. 14 cpv. 2 TS-TAF);

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto e la decisione impugnata è annullata.

2.
Gli atti  di causa sono rinviati  all'autorità inferiore affinché proceda al 
completamento dell'istruttoria ed alla pronuncia di una nuova decisio-
ne ai sensi dei considerandi.

3.
Non si prelevano spese processuali. 

4.
L'UFM rifonderà al ricorrente CHF 400.- a titolo di spese processuali.

5.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (plico raccomandato)
- UFM, Divisione soggiorno (allegati: incarto N (...), per corriere inter-

no; in copia)
- G._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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