# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 682692f5-b0e8-5e0a-92b3-724f64a9e53c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-08-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.08.2014 B-6585/2013
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-6585-2013_2014-08-27.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte II 

B-6585/2013 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  2 7  a g o s t o  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudici Francesco Brentani (presidente del collegio),  

Frank Seethaler, Philippe Weissenberger,  

cancelliere Dario Quirici. 

 

 
 

Parti 

 
A._______,   

patrocinato dall'avv. Rocco Taminelli,  

Via Alberto di Sacco 1, casella postale 2717, 

6500 Bellinzona,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Autorità federale di sorveglianza dei revisori ASR, 

casella postale 6023, 3001 Berna,    

autorità inferiore. 

 

Oggetto 

 
Revoca temporanea dell'abilitazione quale esperto revisore / 

cancellazione dal registro dei revisori. 

 

 

B-6585/2013 

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Fatti: 

A.  

Mediante decisione emanata il 24 giugno 2011 dall'Autorità federale di 

sorveglianza dei revisori (di seguito, l'ASR o autorità inferiore),  

A._______ (di seguito, il ricorrente), amministratore unico di B._______ 

SA (scopo sociale: gestione, amministrazione, compera e vendita di beni, 

contabilità e revisione, partecipazione ad altre società), ha ottenuto 

l'abilitazione definitiva ad esercitare la funzione di perito revisore, con 

iscrizione in tale qualità, a decorrere dalla stessa data, nell'apposito 

registro pubblico dei revisori (n. di registro ...).   

B.  

B.a Nel corso del 2012 la "…" (in seguito, la C._______), con sede in 

Ticino, di cui il ricorrente era il revisore – i primi conti da lui verificati 

essendo quelli del 2009 – è stata sottoposta ad un'inchiesta da parte 

della Vigilanza sulle fondazioni e LPP della Svizzera orientale (cfr. 

decisione del Tribunale amministrativo federale C-4009, C-4835 e C-

4837/2012 del 7 ottobre 2013). Venuta a conoscenza di questa 

circostanza, l'ASR ha sollecitato il ricorrente, nel dicembre 2012, a 

pronunciarsi sulle inadempienze contabili constatate dai controlli effettuati 

(in particolare, assenza dell'allegato al conto annuale 2011 e di un'analisi 

dei rischi, nonché di una strategia di revisione), richiesta da cui è scaturito 

un intenso scambio epistolare tra le parti, protrattosi da gennaio ad 

agosto 2013, il quale è culminato nella decisione del 4 novembre 2013, 

oggetto della presente procedura di ricorso (per la descrizione dettagliata 

del contenuto dello scambio epistolare, cfr. decisione G a N). 

B.b Mediante la decisione del 4 novembre 2013, l'ASR ha revocato al 

ricorrente, per difetto dei requisiti di una buona reputazione e della 

garanzia di un'attività di controllo ineccepibile, l'abilitazione ad esercitare 

la funzione di perito revisore per cinque anni, cancellando la 

corrispondente iscrizione nel registro pubblico dei revisori (punto 1), con 

la precisazione che egli rimane soggetto agli obblighi di notifica previsti 

dalla legge, salvo sua rinuncia all'abilitazione (punto 2), che l'effetto 

sospensivo di un eventuale ricorso contro i punti 1 e 2 del dispositivo è 

tolto (punto 3), e che egli deve saldare un emolumento di Fr. 5'900.- non 

appena il provvedimento entrato in vigore (punto 4).   

C.  

Contro questa decisione il ricorrente, rappresentato dal suo avvocato, è 

insorto al Tribunale amministrativo federale (TAF) il 25 novembre 2013, 

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chiedendo, in via superprovvisionale e in via provvisionale, la restituzione 

dell'effetto sospensivo, nonché formulando diverse conclusioni alternative 

rispetto al merito del litigio, ossia, in via principale, l'annullamento puro e 

semplice della revoca dell'abilitazione, in via subordinata, la pronuncia di 

un ammonimento scritto, e, in via ulteriormente subordinata, la pronuncia 

di una revoca di un anno, sospesa condizionalmente per due anni. In 

sostanza, dopo avere ammesso certi errori nel rapporto di revisione dei 

conti 2011 della C._______ (cfr. ricorso punti 82, 91, 96 e 102), il 

ricorrente argomenta che la revoca di cinque anni della sua abilitazione 

non è proporzionale, in particolare se si tiene conto del "carattere di 

unicità dell'infrazione" (punto 71). Egli sostiene peraltro che le nuove 

norme sulla revisione in ambito della previdenza professionale non erano 

ancora applicabili alle revisioni dei conti 2011 (punti 75 a 77).     

D.  

Tramite decisione incidentale del 27 novembre 2013, questo Tribunale ha 

invitato il ricorrente a versare un anticipo, equivalente alle presunte spese 

processuali, di Fr. 4'000.– entro il 9 dicembre 2013, specificando nel 

contempo che la domanda di restituzione dell'effetto sospensivo sarebbe 

stata trattata in seguito. Il pagamento dell'anticipo è avvenuto il 

2 dicembre 2013.  

E.  

E.a Mediante decisione incidentale del 4 dicembre 2013, questo 

Tribunale ha respinto la domanda superprovvisionale di restituzione 

dell'effetto sospensivo ed invitato l'ASR ad esprimersi, entro il 

12 dicembre 2013, sulla domanda provvisionale volta alla restituzione 

dell'effetto sospensivo, nonché su eventuali possibili altri provvedimenti 

d'urgenza, e, entro il 17 gennaio 2014, nel merito del ricorso.  

E.b Il 12 dicembre 2013 l'ASR ha presentato le proprie osservazioni sulla 

domanda provvisionale relativa alla restituzione dell'effetto sospensivo, 

chiedendo che essa sia respinta, in particolare, riassuntivamente, perché 

non vi sarebbero dubbi sull'esito del ricorso, in quanto l'interesse pubblico 

a potere accedere a dei servizi di revisione contabile di qualità 

prevarrebbe sull'interesse del ricorrente a continuare la sua attività 

durante la litispendenza, e per il fatto che misure alternative meno 

incisive non sarebbero concepibili, "dato che il ricorrente, alla luce delle 

constatazioni effettuate dall'ASR a seguito della sua analisi approfondita, 

ignora alcuni principi di base della revisione contabile. Ebbene, tali 

principi si applicano a tutti i campi della revisione, che si tratti di un istituto 

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di previdenza, di una fondazione o di una società di altro genere" 

(osservazioni, pagg. 3, 5 e 6).   

E.c Con decisione incidentale del 31 dicembre 2013, questo Tribunale ha 

respinto la domanda di restituzione dell'effetto sospensivo presentata dal 

ricorrente, vista l'impossibilità di escludere con la necessaria certezza 

che, se egli dovesse continuare la sua attività di perito revisore durante la 

litispendenza, ciò non minaccerebbe l'interesse pubblico di un grave 

pregiudizio. Questa decisione è cresciuta in giudicato incontestata.  

F.  

Il 17 gennaio 2014 l'ASR ha risposto al ricorso, passando in rivista gli 

errori, le lacune e le negligenze contenuti nel rapporto di revisione dei 

conti 2011 della C._______, ed ha confermato la fondatezza della propria 

decisione, rilevando specialmente che "in considerazione delle 

constatazioni emerse nel corso della "file review" della [fondazione], si 

evince che le carenze non sono solo gravi, bensì derivano dall'ignoranza 

dei principi di base della revisione contabile. L'analisi di quest'unico 

fascicolo consente di ritenere che il ricorrente non offre più le garanzie di 

un'attività di revisione irreprensibile e deve essere allontanato dal 

mercato della revisione per un periodo di cinque anni per i motivi esposti 

[al consid. 5.3] della decisione emanata" (risposta, pag. 5). Malgrado 

questa valutazione dello stato delle competenze tecniche del ricorrente, 

l'ASR ha aggiunto che "è altrettanto importante che egli mantenga e 

soprattutto migliori le proprie conoscenze in materia di revisione 

contabile. Ciò è possibile se continua a effettuare revisioni "sotto la tutela" 

di un perito revisore che firmi i rapporti di revisione in qualità di revisore 

responsabile […] Consentendo al ricorrente di lavorare nell'ambito della 

revisione "sotto la tutela" di un perito revisore che assuma la funzione di 

revisore responsabile, l'ASR garantisce il principio della proporzionalità" 

(risposta, pagg. 5 e 6).    

G.  

Il 27 gennaio 2014 questo Tribunale ha trasmesso al ricorrente per 

conoscenza una copia della risposta dell'ASR, concludendo nel contempo 

lo scambio degli scritti, salvo ulteriori misure d'istruzione o memorie delle 

parti.  

H.  

Dopo avere chiesto a questo Tribunale, ed ottenuto, la fissazione di un 

termine per presentare una replica alla risposta dell'ASR, il ricorrente si è 

manifestato con scritto del 10 febbraio 2014, nel quale ha ribadito le sue 

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conclusioni ricorsuali, rilevando in definitiva un accertamento carente dei 

fatti pertinenti per pronunciarsi sulla revoca e sulla sua durata, tenuto 

conto che l'autorità inferiore "non può mettere in dubbio, senza alcun 

riscontro concreto, l'attività del ricorrente [in particolare] […] per la 

revisione 2012 del fondo di pensionamento anticipato della città di 

Bellinzona, applicando le Swiss GAAP RPR 26" (cfr. replica, punto 21), e 

che "un'anticipata valutazione delle prove […] non vuol dire che [l'ASR] 

può evitare di prendere posizione circa le prove che, oggettivamente, 

sono rilevanti per valutare la fattispecie, rispettivamente anche, come nel 

caso di specie, commisurare la sanzione" (cfr. replica, punto 25).    

I.  

Il 12 febbraio 2014 questo Tribunale ha trasmesso all'ASR una copia 

della replica per conoscenza, invitandola ad inoltrare un'eventuale duplica 

entro il 5 marzo 2014. Rinunciando ad inoltrare una duplica, considerata 

non necessaria, l'ASR ha confermato le proprie conclusioni con un breve 

scritto del 5 marzo 2014, di cui un esemplare è stato notificato al 

ricorrente il giorno seguente.    

J.  

J.a Il ricorrente ha sollecitato l'evasione della pratica mediante scritto del 

6 agosto 2014, anticipato per fax, con allegato un invito, inviatogli dalla 

Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) il 

15 luglio 2014, a trattare il tema, come relatore, delle norme Swiss GAAP 

RPC nell'ambito del corso "Management di una ONG". Il ricorrente ha 

prodotto il detto documento "a sostegno del fatto che [egli] non sarà certo 

più suscettibile di incorrere in alcun tipo di carenza di rispetto, anche solo 

formale, delle norme applicabili alla revisione […]".    

J.b Con ordinanza del 7 agosto 2014, questo Tribunale ha accusato 

ricezione del detto documento con l'allegato citato, di cui ha trasmesso 

una copia all'ASR per conoscenza, comunicando nel contempo al 

ricorrente che la procedura si trovava in uno stato avanzato e che una 

decisione sarebbe stata emanata presumibilmente nei giorni o nelle 

settimane successivi.      

  

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Diritto: 

1.  

1.1 In virtù dell’art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 

del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i ricorsi 

contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale del 20 dicembre 

1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle 

autorità menzionate all'art. 33 LTAF, riservate le eccezioni elencate 

all’art. 32 LTAF.   

In concreto, l'ASR è un istituto di diritto pubblico con personalità giuridica 

propria (art. 28 cpv. 2 della legge federale del 16 dicembre 2005 

sull'abilitazione e la sorveglianza dei revisori [LSR, RS 221.302]), fa 

quindi parte delle dette autorità (art. 33 lett. e LTAF), e la sua decisione 

del 15 aprile 2013, che non rientra nell'elenco dell'art. 32 LTAF, costituisce 

una decisione ai sensi dell’art. 5 PA, dimodoché questo Tribunale è 

competente a giudicare il presente ricorso.  

1.2 Ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al procedimento dinanzi 

all’autorità inferiore o è stato privato della possibilità di farlo, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha un interesse 

degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 PA). Il ricorso deve essere depositato entro trenta giorni 

dalla notificazione della decisione (art. 50 cpv. 1 PA) e contenere le 

conclusioni, i motivi, l'indicazione dei mezzi di prova e la firma del 

ricorrente o del suo rappresentante, con allegati, se disponibili, la 

decisione impugnata e i documenti indicati come mezzi di prova (art. 52 

cpv. 1 PA). 

In concreto, il ricorso è ammissibile nella misura in cui è stato presentato 

tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge, e visto 

che l'anticipo di Fr. 4'000.–, relativo alle presumibili spese processuali, è 

stato versato nel termine impartito, dimodoché non sussistono ostacoli 

all'esame del litigio nel merito.  

2.  

Con il deposito del ricorso, la trattazione della causa, oggetto della 

decisone impugnata, passa al Tribunale amministrativo federale, il quale 

dispone di un pieno potere di cognizione riguardo all'applicazione del 

diritto, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, 

all'accertamento inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti, e, 

di principio, all'inadeguatezza (art. 49 e 54 PA). Il Tribunale 

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amministrativo federale non è vincolato in nessun caso dai motivi del 

ricorso (art. 62 cpv. 4 PA).    

3.  

La LSR, entrata in vigore il 1° settembre 2007, disciplina l'abilitazione e la 

sorveglianza delle persone che forniscono servizi di revisione (art. 1 cpv. 

1 LSR), e persegue lo scopo di assicurare che i servizi di revisione siano 

forniti conformemente alle prescrizioni ed ai requisiti di qualità (art. 1 cpv. 

2 LSR). La definizione dello scopo è determinante per l'interpretazione 

della LSR (Messaggio concernente la modifica del Codice delle 

obbligazioni [obbligo di revisione nel diritto societario] e la legge federale 

sull’abilitazione e la sorveglianza dei revisori del 23 giugno 2004, di 

seguito: Messaggio LSR, FF 2004 3545 segg., 3136; RETO SANWALD / 

LORIS PELLEGRINI, Revision ohne Zulassung, Auswirkungen im Straf-, 

Verwaltungs- und Zivilrecht, in: Der Schweizer Treuhänder [ST] 2010, 

pag. 640 segg., 644).  

4.  

4.1 Le persone fisiche e le imprese di revisione che forniscono servizi di 

revisione necessitano di un'abilitazione (art. 3 cpv. 1 LSR in relazione con 

l'art. 1 dell'ordinanza del 22 agosto 2007 sull'abilitazione e la sorveglianza 

dei revisori [Ordinanza sui revisori, OSRev, RS 221.302.3]). Una persona 

fisica è abilitata ad esercitare la funzione di perito revisore o di revisore 

se adempie i requisiti in materia di formazione e di esperienza 

professionale ed è incensurata (art. 4 cpv. 1 e 2 nonché art. 5 cpv. 1 

LSR). Il richiedente è abilitato se gode di buona reputazione e se non vi 

sono altre circostanze personali dalle quali si deduce che non può 

garantire un'attività di controllo ineccepibile. Occorre segnatamente 

prendere in considerazione: (a) le condanne penali; (b) gli atti di carenza 

beni esistenti (art. 4 cpv. 1 e 2 OSRev).  

4.2 La sorveglianza sui revisori compete all'ASR (art. 28 cpv. 1 LSR), che 

decide, su domanda, in merito all'abilitazione di revisori, periti revisori ed 

imprese di revisione sotto sorveglianza statale (art. 15 cpv. 1 LSR), e 

tiene un registro, pubblico ed accessibile in Internet, delle persone fisiche 

e delle imprese di revisione abilitate (art. 15 cpv. 2 LSR).  

4.3 L'ASR può revocare l'abilitazione a tempo determinato o 

indeterminato a un revisore o perito revisore che non adempie più le 

condizioni per l'abilitazione di cui agli articoli 4 a 5 LSR. Se le condizioni 

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per l'abilitazione possono essere ristabilite, la revoca gli è dapprima 

comminata (art. 17 cpv. 1 LSR).  

4.4 L'ASR ammonisce per scritto le persone fisiche attive per conto di 

un'impresa di revisione sotto sorveglianza statale che violano le 

disposizioni legali. In caso di infrazioni ripetute o gravi, l'autorità di 

sorveglianza può vietare loro l'esercizio dell'attività a tempo determinato o 

indeterminato e, se del caso, revocare l'abilitazione conformemente 

all'articolo 17 capoverso 1 (art. 18 LSR).  

5.   

5.1 La nozione di buona reputazione è una cosiddetta nozione giuridica 

indeterminata, concretizzata dall'art. 4 OSRev, ma per il resto soggetta ad 

interpretazione (sentenze del Tribunale amministrativo federale 

B-1355/2011 del 5 ottobre 2011 consid. 4.1.1 e B-5065/2011 del 3 maggio 

2012 consid. 3.1).  

5.2 L'autorità inferiore dispone di un ampio margine di apprezzamento per 

esaminare la questione se le mancanze da lei riscontrate pregiudicano la 

condotta professionale e la buona reputazione del ricorrente e se egli non 

è in grado di garantire un esercizio degno di fiducia della propria attività di 

revisione. Tuttavia, la medesima autorità deve sempre osservare il 

principio della proporzionalità, vale a dire che, per negare la buona 

reputazione, la mancanza riscontrata deve essere affetta da una certa 

gravità e deve stare in un rapporto ragionevole con il rifiuto, 

rispettivamente il ritiro dell'abilitazione (cfr. sentenza del Tribunale 

federale 2C_505/2010 del 7 aprile 2011 consid. 4.3 con rinvii, citata nelle 

sentenze del Tribunale amministrativo federale B-1355/2011 del 5 ottobre 

2011 consid. 4.1.2 e B-5065/2011 del 3 maggio 2012 consid. 3.2). 

5.3 Le nozioni di buona reputazione, rispettivamente di garanzia di 

un'attività di controllo ineccepibile, devono essere interpretate con uno 

sguardo ai compiti particolari dell'organo di revisione, attenendosi ai 

relativi disposti in materia di sorveglianza dei mercati finanziari ed in 

osservanza della prassi che il Tribunale federale ha sviluppato in tale 

ambito (sentenze del Tribunale federale 2C_505/2010 del 7 aprile 2011 

consid. 4.2 e 2C_834/2010 dell'11 marzo 2011 consid. 3.2; sentenza del 

Tribunale amministrativo federale B-5065/2011 del 3 maggio 2012 

consid. 3.3).  

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Pagina 9 

Per la garanzia di un'attività di controllo ineccepibile vanno, in principio, 

considerati diversi elementi quali l'integrità, la scrupolosità e l'accuratezza 

irreprensibile, intesi come componenti specifiche professionali della 

reputazione, oppure la stima, il rispetto e la fidatezza, intese come 

caratteristiche generali (sentenza del Tribunale federale 2C_834/2010 

dell'11 marzo 2011 consid. 3.2; URS BERTSCHINGER, in: ROLF WATTER / 

URS BERTSCHINGER (editori), Basler Kommentar, Revisionsrecht, Basilea 

2011, n. 44 ad art. 4 LSR).  

A seconda delle circostanze, anche attività che esorbitano da quelle 

inerenti alla funzione di revisore e perito revisore, sono suscettibili di 

influenzare l'apprezzamento dell'attività di controllo ineccepibile (DTF 129 

II 438 consid. 3.3). Un'attività di controllo ineccepibile richiede 

competenza tecnica e un comportamento corretto nelle relazioni d'affari, 

con cui si intendono in primo luogo l'osservanza dell'ordinamento 

giuridico, segnatamente del diritto in materia di revisione, del diritto civile 

e penale e il rispetto del principio della buona fede (sentenza del 

Tribunale federale 2C_834/2010 dell'11 marzo 2011 consid. 3.2; sentenza 

del Tribunale amministrativo federale B-6373/2010 del 20 aprile 2011 

consid. 2.4). Per questo motivo, violazioni dell'ordinamento giuridico e del 

principio della buona fede si rivelano incompatibili con l'esigenza di 

un'attività di revisione ineccepibile (DTAF 2008/49 consid. 4.2.2 segg.; 

sentenza del Tribunale amministrativo federale B-5115/2009 del 12 aprile 

2010 consid. 2.2).  

Infine, la giurisprudenza ha precisato che i motivi della violazione degli 

obblighi e gli effetti concreti che ne derivano, non sono di principio 

rilevanti per la questione della garanzia di un'attività di controllo 

ineccepibile (DTAF 2008/49 consid. 4.3.1).  

5.4 L'analisi della buona reputazione, rispettivamente della reputazione 

ineccepibile, deve pure tenere conto delle circostanze attenuanti o 

positive, e del loro effetto sulla stessa reputazione (sentenza del 

Tribunale amministrativo federale B-7967/2009 del 18 aprile 2011 

consid. 5.2.1 e 5.3), nella misura in cui l'autorità inferiore ne sia a 

conoscenza. Dette circostanze non devono essere valutate 

automaticamente come attenuanti, ma di principio apprezzate in modo 

neutrale, in maniera analoga alla valutazione dell'assenza di attenuanti 

nel diritto penale (DTF 136 IV 1 consid. 2.6.4). La reputazione è 

determinata sulla base delle mancanze avveratesi anteriormente 

(sentenza del Tribunale federale 2C_834/2010 dell'11 marzo 2011 

consid. 6.2 in riferimento alla dimensione temporale) o di fatti recenti. 

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Pagina 10 

Devono essere considerate anche circostanze personali attenuanti, come 

ad esempio la capacità di valutazione del carattere illecito del 

comportamento, il risarcimento e la riparazione del danno (in analogia 

all'art. 53 del Codice penale svizzero del 21 dicembre 1937 [CP, RS 

311.0]), il ripristino dello stato conforme al diritto o il carattere eccezionale 

della mancanza (sentenza del Tribunale amministrativo federale 

B-4465/2010 del 3 novembre 2011 consid. 4.2.4 con ulteriori riferimenti), 

nonché il tempo trascorso dalle violazioni commesse (sentenza del 

Tribunale amministrativo federale B-7967/2009 del 18 aprile 2011 

consid. 5.2.2).  

6.  

In generale, l'attività dello Stato deve rispondere al pubblico interesse ed 

essere proporzionata allo scopo (art. 5 cpv. 2 della Costituzione federale 

della Confederazione svizzera del 18 aprile 1999 [Cost], RS 101). In 

particolare, l'autorità non può adoperare un mezzo coattivo più rigoroso di 

quanto richiesto dalle circostanze (art. 42 PA). Da un punto di visto 

analitico, il principio della proporzionalità viene suddiviso in tre regole: 

l'idoneità, la necessità e la proporzionalità in senso stretto (DTF 136 I 17 

consid. 4.4, 135 I 246 consid. 3.1, 130 II 425, consid. 5.2 e 124 I 40 

consid. 3e). La prima impone che la misura scelta sia atta al 

raggiungimento dello scopo d'interesse pubblico fissato dalla legge (DTF 

128 I 310 consid. 5b/cc), la seconda che, tra più misura idonee, si scelga 

quella che incide meno fortemente sui diritti privati (DTF 130 II 425 

consid. 5.2), e la terza, detta anche regola della preponderanza 

dell'interesse pubblico, che l'autorità proceda alla ponderazione tra 

l'interesse pubblico perseguito e il contrapposto interesse privato, 

valutando quale dei due deve prevalere in funzione delle circostanze 

(DTF 129 I 12 consid. 6 a 9).   

7.  

7.1 Il presente litigio porta essenzialmente sulla buona reputazione del 

ricorrente, intesa come possesso delle competenze tecniche richieste 

("fachliche Kompetenz", cfr. sentenza del Tribunale federale 

2C_834/2010 dell'11 marzo 2011 consid. 3.2) nel campo della revisione 

contabile. Secondo l'ASR, la padronanza dei principi di base della 

revisione contabile, i quali "si applicano a tutti i campi della revisione, che 

si tratti di un istituto di previdenza, di una fondazione o di una società di 

altro genere" (cfr. osservazioni del 12 dicembre 2013, punto 3.4), farebbe 

completamente difetto al ricorrente (cfr. risposta, pag. 5: "ignoranza dei 

principi di base della revisione contabile"), mentre quest'ultimo concede di 

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avere commesso degli errori, che chiama lacune o negligenze, e che 

"non vuole minimizzare", però unicamente in relazione con la revisione 

dei conti 2011 della C._______ ("carattere unico ed eccezionale 

dell'infrazione"), aggiungendo che l'"ASR non ha affatto reso verosimile 

che [egli] non sia in grado di garantire un'attività di revisione 

irreprensibile" (cfr. ricorso punti 58, 73, 82, 91, 96, 102 e 109).   

7.2 Siccome l'ASR fa dipendere sostanzialmente la durata di cinque anni 

della revoca dell'abilitazione dall'"ignoranza dei principi di base della 

revisione contabile", che il ricorrente avrebbe appunto dimostrato 

nell'esecuzione del mandato relativo alla C._______, con la precisazione 

che egli, cionondimeno, "potrà continuare a eseguire lavori di revisione 

sotto la responsabilità di un revisore in possesso della dovuta abilitazione 

che firmerà i rapporti, cosa che gli consentirà probabilmente, dopo cinque 

esercizi contabili, di raggiungere un livello di conoscenze e di spirito 

critico sufficienti per garantire un'attività di revisore irreprensibile" (cfr. 

decisione, punto 5.3), questo Tribunale dovrebbe in fondo apprezzare, 

nella misura del possibile, sulla base degli atti all'incarto (prove), qual è lo 

stato delle conoscenze tecniche (fatto) del ricorrente come perito 

revisore.     

8.  

8.1 L'autorità accerta d'ufficio i fatti e si serve, se necessario, dei seguenti 

mezzi di prova: (a) documenti; (b) informazioni delle parti; (c) informazioni 

o testimonianze di terzi; (d) sopralluoghi; (e) perizie (art. 12 PA).  

8.2 Per quanto riguarda il grado della prova, l'autorità deve apprezzare i 

fatti tenendo conto di tutti gli elementi di cui dispone. La PA non prevede 

regole rigide a questo proposito e nemmeno presuppone una certezza 

indubbia. Determinante è unicamente la convinzione dell'autorità circa 

l'esistenza o l'inesistenza di un determinato fatto, secondo un grado di 

verosimiglianza così elevato da dissipare qualsiasi dubbio ragionevole 

(WALDMANN / WEISSENBERGER, Praxiskommentar zum Bundesgesetz 

über das Verwaltungsverfahren, Schulthess 2009, con i riferimenti 

giurisprudenziali citati).   

9.  

9.1 In concreto, l'ASR rimprovera al ricorrente, nell'esecuzione del suo 

mandato di revisione dei conti 2011 della C._______, di avere violato:      

B-6585/2013 

Pagina 12 

(a) l'art. 47 dell'ordinanza sulla previdenza professionale per la vecchiaia, 

i superstiti e l'invalidità del 18 aprile 1984 (OPP 2; RS 831.441.1), non 

avendo rispettato le cosiddette norme di contabilità Swiss GAAP RPC 26, 

relative agli istituti di previdenza (GAAP per "General Accepted 

Accounting Principles"; FER per "Fachempfehlungen der 

Rechnungslegung"; RPC per "Recommandations relatives à la 

présentation des comptes"), la cui applicazione è obbligatoria, in 

conformità con il cpv. 2 della stessa norma, per l'allestimento dei conti 

annuali a decorrere dal 1° gennaio 2005: a questo proposito, l'ASR ha 

accertato che mancano i dati relativi all'esercizio 2010 della C._______ e 

l'allegato, che il bilancio non riporta alcuna riserva di fluttuazione e 

neppure gli attivi e i passivi relativi ai contratti di assicurazione, e che il 

conto d'esercizio, che deve essere in forma tabellare, non fornisce alcuna 

informazione circa il risultato netto degli investimenti patrimoniali 

(violazione delle Swiss GAAP RPC 26.2 a 9; decisione, punto 3.1);  

(b) l'art. 52c cpv. 1 e 2 della legge federale sulla previdenza professionale 

per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità del 25 giugno 1982 (LPP; RS 

831.40), in vigore dal 1° agosto 2011, e gli Standard svizzeri di revisione 

(SR, che sono disponibili parzialmente sul sito http://www.treuhand-

kammer.ch/fr-ch/dynasite.cfm?dsmid=105629), presentando lavori di 

revisione insufficienti: a questo proposito, l'ASR ha accertato che i 

documenti relativi alla revisione dei conti 2011 della C._______ non 

contengono alcuna informazione circa i controlli effettuati o i risultati di tali 

controlli o, ancora, circa le conclusioni formulate dal revisore, e nemmeno 

contengono una strategia di revisione e la raccomandazione circa 

l'approvazione o il rigetto del conto annuale (decisione, punti 3.2, 3.2.1 e 

3.2.2); 

(c) molteplici prescrizioni degli SR, non avendo individuato le potenziali 

frodi imputabili ai dirigenti della C._______: a questo proposito, l'ASR ha 

accertato che dal fascicolo di revisione, fornito dal ricorrente, non risulta 

che egli abbia svolto le necessarie analisi per identificare eventuali frodi e 

nemmeno proceduto alla valutazione dell'integrità degli stessi dirigenti 

(decisione, punti 3.3, 3.3.1 e 3.3.2);    

(d) gli art. 71 cpv. 1 LPP e 50 cpv. 2 e 3 OPP 2 (52c cpv. 1 LPP), tra gli 

altri, non avendo eseguito i necessari controlli della legalità 

dell'investimento patrimoniale, della gestione e dell'organizzazione della 

C._______: a questo proposito, l'ASR ha accertato che il ricorrente non 

ha messo in discussione il fatto che, secondo il rapporto intermedio del 

commissario incaricato dell'inchiesta sulla C._______, il 74.44% delle 

B-6585/2013 

Pagina 13 

attività complessive iscritte a bilancio è costituito da investimenti in due 

società private, che il valore di tali società è ignoto e che le relative 

chiusure contabili non sono state oggetto di revisione (decisione, punti 

3.4 e 3.4.2);   

(e) gli art. 65 cpv. 3 LPP e 48a OPP 2, non avendo proceduto alla verifica 

delle transazioni e delle spese d'amministrazione della C._______: a 

questo proposito, l'ASR ha accertato che esse non appaiono nel conto 

d'esercizio 2011 della C._______ (decisione, 35, 3.5.1 e 3.5.2).   

9.2 Queste violazioni del diritto federale, compresi gli Swiss GAAP RPC 

26 e gli SR, che il ricorrente ha solo parzialmente ammesso (cfr. replica, 

punto 4), sono qualificate dall'ASR di gravi (cfr. risposta, pag. 5), e 

costituiscono il fondamento della revoca dell'abilitazione pronunciata 

dall'ASR, ai sensi dell'art. 17 cpv. 1 LSR, con la decisione impugnata.   

10.  

10.1 Secondo l'art. 47 cpv. 1 OPP 2, in vigore dal 1° aprile 2004, gli istituti 

di previdenza e gli altri istituti attivi nell'ambito della previdenza 

professionale quali gli istituti di libero passaggio, gli istituti per forme 

previdenziali riconosciute ai sensi dell'art. 82 LPP, le fondazioni di 

investimento, l'istituto collettore e il fondo di garanzia, sono responsabili 

dell'allestimento del conto annuale, il quale si compone del bilancio, del 

conto d'esercizio e dell'allegato. Esso contiene i dati dell'esercizio 

precedente. Il cpv. 2 della stessa norma stipula che gli istituti di 

previdenza allestiscono e articolano il conto annuale conformemente alle 

raccomandazioni contabili Swiss GAAP RPC 26 nella versione del 

1° gennaio 2004 (in forza fino al 31 dicembre 2013, dopodiché è 

applicabile la versione del 1° gennaio 2014), le quali si applicano per 

analogia agli altri istituti attivi nell'ambito della previdenza professionale.  

10.2 Ora, come già esposto al consid. 9.1 (a), è stato assodato dall'ASR, 

senza che ciò sia stato sostanzialmente contestato dal ricorrente, che 

quest'ultimo ha violato l'art. 47 OPP 2 non conformandosi agli Swiss 

GAAP RPC 26 (cfr., più in dettaglio, il consid. 12). Nella misura in cui la 

revoca dell'abilitazione poggia, in particolare, su questo rimprovero, non 

possono essere mosse critiche all'operato dell'ASR.   

11.   

B-6585/2013 

Pagina 14 

11.1 L'art. 52c LPP, in vigore dal 1° agosto 2011, prevede, al suo cpv. 1, 

che l'ufficio di revisione verifica se (a) il conto annuale e i conti di 

vecchiaia sono conformi alle prescrizioni legali, (b) l'organizzazione, la 

gestione e l'investimento patrimoniale sono conformi alle disposizioni 

legali e regolamentari, (c) sono stati presi i necessari provvedimenti per 

garantire la lealtà nell'amministrazione del patrimonio e il rispetto dei 

doveri di lealtà è controllato in misura sufficiente dall'organo supremo, (d) 

i fondi liberi o le partecipazioni alle eccedenze risultanti da contratti 

d'assicurazione sono stati impiegati conformemente alle disposizioni 

legali e regolamentari, (e) in caso di copertura insufficiente l'istituto di 

previdenza ha preso le misure necessarie al ripristino della copertura 

integrale, (f) le indicazioni e le notifiche richieste dalla legge sono state 

trasmesse all'autorità di vigilanza, (g) le disposizioni dell'articolo 51c LPP 

sono state rispettate. Conformemente al cpv. 2 dell'art. 52c LPP, l'ufficio di 

revisione redige annualmente un rapporto all'attenzione dell'organo 

supremo dell'istituto di previdenza sui risultati delle verifiche previste al 

cpv. 1, rapporto che certifica il rispetto delle prescrizioni, con o senza 

riserve, e raccomanda l'approvazione o il rigetto del conto annuale, che 

deve essere allegato. Infine, il cpv. 3 della stessa norma stipula che, se 

necessario, l'ufficio di revisione commenta i risultati della verifica 

all'attenzione dell'organo supremo dell'istituto di previdenza.  

Ora, riguardo all'applicabilità dell'art. 52c LPP, contestata dal ricorrente 

(cfr. ricorso, punti 74 a 76), secondo l'art. 1 cpv. 1 delle Disposizioni 

transitorie del Codice delle obbligazioni (CO, RS 220), relative alla 

modifica del CO del 16 dicembre 2005, in vigore dal 1° gennaio 2008 

(Diritto della società a garanzia limitata; adeguamento del diritto della 

società anonima, della società cooperativa, del registro di commercio e 

delle ditte commerciali), il titolo finale del Codice civile (CC, RS 210) si 

applica alla presente legge in quanto le disposizioni seguenti non 

prevedano altrimenti. L'art 7 delle stesse postula che le disposizioni della 

presente legge concernenti l'ufficio di revisione si applicano dal primo 

esercizio che comincia con l'entrata in vigore della presente legge, ossia il 

1° gennaio 2008, o successivamente.  

In concreto, il principio enunciato all'art. 7, di portata generale, significa 

che l'art. 52c LPP si applica agli esercizi cominciati il 1° agosto 2011 o più 

tardi, ciò che implica che i conti 2011 della C._______, relativi all'esercizio 

iniziato il 1° gennaio 2011, dovevano essere controllati sulla base del 

diritto in vigore al 1° gennaio e non al 1° agosto 2011, ossia in virtù 

dell'art. 53 LPP, abrogato solamente con effetto a partire dal 1° gennaio 

2012.   

B-6585/2013 

Pagina 15 

11.2 Secondo l'art. 53 LPP, l'istituto di previdenza designa un ufficio di 

controllo per l'esame annuo della gestione, della contabilità e 

dell'investimento patrimoniale (cpv. 1). Le disposizioni del diritto della 

società anonima concernenti l'ufficio di revisione si applicano per analogia 

alla responsabilità dell'ufficio di controllo (cpv. 2). L'istituto di previdenza 

deve far verificare periodicamente da un perito riconosciuto in materia di 

previdenza professionale (a) se l'istituto di previdenza offre in ogni tempo 

garanzia di poter adempiere i suoi impegni e (b) se le disposizioni 

attuariali regolamentari inerenti alle prestazioni e al finanziamento 

corrispondono alle prescrizioni legali (cpv.2). Il cpv. 2 lett. a non è 

applicabile agli istituti di previdenza sottoposti alla sorveglianza in materia 

di assicurazioni (cpv. 3). Il Consiglio federale stabilisce le condizioni alle 

quali devono soddisfare gli uffici di controllo e i periti riconosciuti per 

offrire la garanzia di un'appropriata esecuzione dei compiti, ciò che ha 

fatto con l'art. 35 OPP 2 (cpv. 4). L'ufficio di controllo vigila affinché 

l'amministrazione del patrimonio avvenga nel rispetto della lealtà (cpv. 5).  

Secondo l'art. 35 cpv. 1 OPP 2, nella sua versione in vigore fino al 

31 dicembre 2011, l'ufficio di controllo verifica annualmente (a) la 

conformità del conto annuale e dei conti di vecchiaia alla legge, alle 

ordinanze, alle direttive e ai regolamenti (legittimità), (b) la legittimità della 

gestione, in particolare della riscossione dei contributi e del versamento di 

prestazioni, come anche dell'investimento, e (c) il rispetto delle 

prescrizioni di cui agli art. 48f-48h e 49a cpv. 3 e 4. Il cpv. 3 della stessa 

norma postula che l'ufficio di controllo redige un rapporto scritto sul 

risultato delle sue verifiche, destinato all'organo superiore dell'istituto di 

previdenza. Esso propone di approvare i conti annuali, con o senza 

riserve, o di rifiutarne l'approvazione. Se al momento delle verifiche 

l'ufficio di controllo constata inosservanze della legge, dell'ordinanza, 

delle direttive o dei regolamenti, le annoterà nel suo rapporto.   

11.3 Ora, come ha spiegato in modo chiaro ed esaustivo l'ASR 

(cfr. decisione, punto 3.2.2, pag. 13), anche analizzando la revisione dei 

conti 2011 della C._______ sotto il profilo degli art. 53 LPP e 35 cpv. 1 

OPP 2, entrambi in vigore fino al 31 dicembre 2011, risulta che il 

ricorrente non ha, in particolare, controllato, come avrebbe dovuto, la 

conformità del conto annuale e dei conti di vecchiaia alla legge, alle 

direttive e ai regolamenti (art. 35 cpv. 1 lett. a LPP), nonché la legittimità 

della gestione (art. 35 cpv. 1 lett. b LPP). Nella misura in cui la revoca 

dell'abilitazione poggia, in particolare, su questi rimproveri, non possono 

essere dunque mosse critiche all'operato dell'ASR.     

B-6585/2013 

Pagina 16 

12.  

12.1 Nella Circolare 1/2008 concernente il riconoscimento di standard di 

revisione, del 17 marzo 2008, e nell'ordinanza concernente la 

sorveglianza delle imprese di revisione, pure del 17 marzo 2008 

(ordinanza sulla sorveglianza ASR, OS-ASR; RS 221.302.33), l'ASR ha 

disposto che i conti annuali e i conti di gruppo allestiti in conformità alle 

disposizioni del CO o alle norme contabili della Fondazione per le 

raccomandazioni relative alla presentazione dei conti (Swiss GAAP RPC) 

devono essere sottoposti a verifica secondo gli standard di revisione 

emanati dalla Camera fiduciaria svizzera ("Standard svizzeri di revisione" 

[SR]; "Normes d'audit suisses" [NAS]; "Schweizer Prüfungsstandards" 

[PS]), riconosciuti dall'autorità di sorveglianza (art. 2 OS-ASR).  

Benché la Circolare 1/2008 e l'OS-ASR si riferiscano, esplicitamente, solo 

alle imprese di revisione che forniscono servizi di revisione a società con 

azioni quotate in borsa e che sono sottoposte alla sorveglianza statale, 

non vi sono motivi per credere che gli SR non si applichino a tutti i revisori 

e a tutte le società di revisione, quindi anche al ricorrente e alla sua 

società B._______ SA.   

12.2 Riguardo alla non identificazione delle potenziali frodi dei dirigenti 

della C._______, l'ASR rimprovera al ricorrente, in particolare, il mancato 

rispetto della cifra SR 240.32 (SR 240: la responsabilità del revisore 

relativamente a frodi ed errori), secondo cui durante la valutazione del 

rischio inerente e del rischio dei controlli, il revisore deve considerare 

quali anomalie significative possono risultare da frodi o errori come pure 

se esistono fattori di rischio indicanti la possibilità di un delitto contabile o 

patrimoniale. L'ASR solleva anche l'inosservanza della cifra SR 240.42, 

conformemente alla quale, quando il revisore rileva circostanze che 

lasciano intuire una possibile anomalia significativa della chiusura 

contabile a seguito di una frode o di un errore, egli dovrà svolgere delle 

procedure di revisione che permettano di determinare se la chiusura 

contabile contiene un'anomalia significativa. L'ASR rileva inoltre la 

violazione della cifra SR 240.29, secondo cui il revisore deve 

documentare nelle sue carte di lavoro i fattori di rischio di frode identificati 

al momento del suo apprezzamento del rischio (cifra 32) e il modo in cui, 

se del caso, li ha affrontati (cifra 39), nonché, se durante l'esecuzione 

della revisione sono stati identificati nuovi fattori di rischio di frode, che 

inducono il revisore a considerare la necessità di procedure di revisione 

supplementari, egli dovrà documentare tali rischi e il modo in cui li ha 

affrontati.      

B-6585/2013 

Pagina 17 

12.3 Ora, l'ASR ha constatato che, dal fascicolo di revisione dei conti 

2011 della C._______, non risulta che il ricorrente abbia svolto le verifiche 

imposte dalle regole professionali contenute negli SR 240, in parte 

appena esposte. Peraltro, l'ASR ha chiaramente distinto i compiti che 

spettano all'ufficio di revisione (verifica della conformità legale 

dell'organizzazione dell'istituto di previdenza, nonché della gestione e 

dell'investimento del suo patrimonio) e quelli che incombono al perito in 

materia di previdenza (verifica dell'equilibrio tra gli accrediti e le 

prestazioni di vecchiaia, decesso e invalidità), ciò a cui si può rinviare in 

questa sede senza bisogno di spiegazioni aggiuntive (cfr. decisione, 

punto 3.3.2, pagg. 17 e 18). Di conseguenza, nella misura in cui la revoca 

dell'abilitazione poggia, in particolare, su questi rimproveri, non possono 

essere mosse critiche all'operato dell'ASR.  

13.  

13.1 Secondo l'art. 71 cpv. 1 LPP, in vigore dal 1° gennaio 2005, gli istituti 

di previdenza amministrano il loro patrimonio in modo da garantire la 

sicurezza e la sufficiente redditività degli investimenti, un'adeguata 

ripartizione dei rischi, come pure la copertura del prevedibile fabbisogno 

di liquidità. Conformemente all'art. 50 cpv. 2 OPP 2, in vigore dal 

1° gennaio 2009, all'atto dell'investimento del patrimonio, l'istituto di 

previdenza deve assicurarsi che la sicurezza del conseguimento degli 

scopi di previdenza sia garantita, sicurezza che deve essere valutata 

segnatamente tenendo conto della totalità degli attivi e dei passivi, 

nonché della struttura e dell'evoluzione prevedibile dell'effettivo degli 

assicurati. Il cpv. 3 della stessa norma, in vigore dal 1° aprile 2000, stipula 

che all'atto dell'investimento del patrimonio, l'istituto di previdenza deve 

rispettare i principi di una ripartizione appropriata dei rischi; i mezzi 

devono, in particolare, essere ripartiti tra diverse categorie di investimenti, 

nonché tra parecchie regioni e settori economici. 

13.2 Ora, come ciò è già stato anticipato al consid. 9.1 (d), l'ASR ha 

accertato che il ricorrente non ha rilevato l'inadeguatezza della struttura 

patrimoniale della C._______ per realizzare gli scopi previsti dalla 

legislazione sulla previdenza. Così, nella misura in cui la revoca 

dell'abilitazione poggia, in particolare, su questo rimprovero, non possono 

essere mosse critiche all'operato dell'ASR.    

14.  

Secondo l'art. 65 cpv. 3 LPP, le spese di amministrazione devono essere 

iscritte nel conto d'esercizio. Ai sensi dell'art. 48a cpv. 2 OPP 2, le spese 

B-6585/2013 

Pagina 18 

di amministrazione sono indicate conformemente alle raccomandazioni 

contabili Swiss GAAP RPC 26. 

Ora, l'ASR ha chiaramente constatato che il ricorrente non ha rilevato la 

mancanza di una tale iscrizione, dimodoché, nella misura in cui la revoca 

dell'abilitazione poggia, in particolare, su questo rimprovero, non possono 

essere mosse critiche all'operato dell'ASR.   

15.  

Visto quanto precede, questo Tribunale non può che constatare che il 

ricorrente, avendo violato le norme federali sopraesposte, non gode più di 

una buona reputazione e non è più in grado di garantire un'attività di 

controllo ineccepibile, per cui risulta fondata la revoca della sua 

abilitazione, da parte dell'ASR, in applicazione degli art. 4, 5 e 17 cpv. 1 

LSR, nonché dell'art. 4 OSRev.   

16.  

Accertatane la fondatezza occorre di seguito verificare in che misura la 

durata di cinque anni della revoca è giustificata rispetto alla gravità delle 

inadempienze rilevate, tenuto conto del fatto che l'ASR imputa 

quest'ultime all'ignoranza dei principi di base della revisione contabile da 

parte del ricorrente.   

17.  

17.1 L'ASR ha identificato nel rapporto di revisione dei conti 2011 della 

C._______, stilato a suo dire senza "alcuna strategia di revisione" (cfr. 

decisione, punto 3.2.3, e risposta, punto 2 pag. 3), numerose 

"irregolarità", "omissioni", "carenze", "lacune", "insufficienze", 

"inadeguatezze" e "negligenze" (cfr. decisione, specialmente i punti 3, 

3.4.3, 3.5 e 4), che ha qualificato di "gravi" nonché di "grossolane" (cfr., in 

particolare, decisione, punto 4 pag. 21, e risposta, punto 3 pag. 5), 

imputandole essenzialmente all'ignoranza, da parte del ricorrente, dei 

principi di base della revisione contabile (cfr. decisione, punto 3.3.2 pag. 

16, e risposta, punto 3 pag. 5). In questa maniera, dopo avere elencato le 

violazioni delle regole relative alla revisione contabile commesse dal 

ricorrente (cfr. consid. 9.1), denominandole come appena indicato sopra, 

l'ASR si è limitata a caratterizzarle generalmente come "gravi" e 

"grossolane", senza rendere intelligibile, però, per quale motivo esse 

giustificherebbero una revoca dell'abilitazione di una durata di cinque anni 

e non di quattro, tre o due anni. L'ASR ha elaborato questo elenco di 

inadempienze, valutate globalmente come "gravi", senza fornire 

B-6585/2013 

Pagina 19 

spiegazioni riguardo alla concreta importanza di ognuna di esse dal punto 

di vista del diritto della revisione contabile, ed ha concluso cionondimeno, 

in modo generale, che è legittimo revocare l'abilitazione per una durata di 

cinque anni. Ora, stando così le cose, in mancanza di chiare indicazioni 

riguardo al peso specifico di ognuna delle violazioni rilevate dall'ASR, 

questo Tribunale non può giungere ad un parere attendibile sulla 

fondatezza o meno della durata di cinque anni della revoca 

dell'abilitazione. In altri termini, non appare possibile a questo Tribunale, 

partendo dall'apprezzamento generale espresso dall'ASR sulle dette 

inadempienze, dire e giustificare perché una durata di cinque anni della 

revoca dell'abilitazione sia da preferire ad una durata inferiore. In questo 

contesto le valutazioni globali come "gravi" delle singole violazioni non si 

rivelano condivisibili.    

17.2 Ciò precisato, non si può non sottolineare che la gravità di errori 

commessi durante l'esecuzione di un mandato di revisione contabile non 

implica necessariamente che il revisore in questione ignori i principi di 

base della revisione contabile, salvo naturalmente che sia provato, 

secondo un grado di verosimiglianza così elevato da dissipare qualsiasi 

dubbio ragionevole (cfr. consid. 8.2), che ciò è il caso. Questo vale anche 

per la revisione dei conti 2011 della C._______ da parte del ricorrente. 

Così, ammessa la gravità, dovuta alla negligenza e alla mancanza di 

spirito critico dimostrate dal ricorrente (cfr. decisione, punto 5.3), degli 

errori riscontrabili nella revisione dei conti 2011 della C._______, la 

documentazione all'incarto non permette, contrariamente a quanto 

pretende l'ASR, di concludere, a rigor di logica, che essi derivano 

dall'ignoranza dei principi di base della revisione contabile da parte del 

ricorrente, principi validi per qualsiasi revisione, riguardi essa la 

previdenza professionale o altri ambiti. Una tale conclusione tende a 

contraddire quanto risulta dallo stato attuale dell'incarto, se si considera 

che il ricorrente ha ottenuto l'abilitazione definitiva da parte dell'ASR il 24 

giugno 2011, momento in cui è stato deciso, "dopo un esame 

approfondito" (cfr. decisione del 24 giugno 2011), che egli adempiva "i 

requisiti in materia di formazione e di esperienza professione" ed era 

"incensurato" (art. 4 cpv. 1 LSR), e che la revoca per cinque anni 

dell'abilitazione, a causa della presunta ignoranza dei principi di base 

della revisione contabile, è stata pronunciata dalla stessa autorità 

solamente due anni e quattro mesi dopo tale decisione. Così, le 

affermazioni dell'autorità inferiore secondo cui "non è ragionevole 

chiedere all'ASR di analizzare svariati fascicoli al fine di formarsi 

un'opinione sulla capacità del ricorrente di garantire un'attività di revisione 

irreprensibile", "tenuto conto della natura delle violazioni commesse e 

B-6585/2013 

Pagina 20 

della loro gravità, l'analisi di un solo fascicolo è sufficiente per formarsi 

un'opinione sulle garanzie di attività irreprensibile offerta dal ricorrente", 

"se l'ASR dovesse analizzare più di un fascicolo, non vi sarebbe alcun 

limite a tale pretesa, rispettivamente qualsiasi limite posto sarebbe 

arbitrario. Quanti fascicoli dovrebbe analizzare di fatto l'ASR per formarsi 

un'opinione? Se su cinque fascicoli analizzati, tre vanno bene e due no, 

l'abilitazione deve essere revocata? Se sì, per quanto tempo? Quali 

tipologie di fascicoli devono essere esaminate (settori di attività diversi)?", 

e "d'altro canto, carenze gravi come quelle di fattispecie dovrebbero poter 

legittimare una revoca di lungo periodo senza dover necessariamente 

analizzare svariati fascicoli di revisione" (cfr. risposta, pag. 5), non sono 

convincenti in quanto l'ignoranza dei principi di base della revisione 

contabile dovrebbe essere constatabile senza grande profusione di sforzi, 

nella migliore delle ipotesi sulla base di una sola altra verifica nell'ambito 

di un mandato non necessariamente relativo alla previdenza 

professionale.         

18.  

18.1 Il ricorrente afferma che "la querelata decisione insiste nel sostenere 

che la sanzione di revoca sarebbe giustificata anche per il fatto che la 

legge non ne prevede altre, segnatamente all'art. 17 LSR, e che un 

ammonimento non sarebbe previsto se non nei casi d'applicazione 

dell'art. 18 LSR. Quello che la querelata decisione dimentica, è che il 

Giudice è tenuto a colmare le lacune della legge per applicazione del 

principio generale sancito dall'art. 4 CC. Ora, il fatto che l'art. 17 LSR non 

preveda sanzioni meno incisive della revoca, non sta ancora a significare 

che queste non siano possibili; si pensi in particolare all'ammonimento o 

alla sospensione per un determinato periodo della sanzione di revoca. 

Essendoci una base legale per quella più incisiva, paradossalmente 

l'unica possibile, la pronuncia di una meno incisiva per rispettare il 

principio della proporzionalità, sarebbe senz'altro possibile, sicché il 

requisito della base legale sarebbe comunque coperto dal fatto che la 

sanzione più pesante è prevista" (cfr. ricorso, punto 199). In questo modo 

il ricorrente propone, argomentando "a maiore ad minore", di pronunciare 

un ammonimento o una revoca con sospensione condizionale al posto 

della revoca di durata determinata. 

18.2 Riguardo alla pronuncia di un ammonimento (cfr. ricorso, pag. 4), 

l'ASR afferma a giusto titolo che essa non entra in linea di conto, in 

concreto, per il fatto che è prevista, all'art. 18 LSR ("ammonimento"; 

"Verweis"; "avertissement"), soltanto nei confronti di persone fisiche attive 

B-6585/2013 

Pagina 21 

per un'impresa di revisione sotto sorveglianza statale, ciò che non è il 

caso del ricorrente (cfr. decisione, punto 5.3, e risposta, punto 5; 

cfr. decisione del Tribunale amministrativo federale B-3988/2010 del 

31 maggio 2011 consid. 3.3).  

Rispetto alla pronuncia di una revoca dell'abilitazione per un anno, 

sospesa condizionalmente per due anni (cfr. ricorso, pagg. 4 e 5), non si 

tratta di una misura prevista dalla legge (assenza di base legale) e, di 

conseguenza, non può essere adottata, come sottolineato a proposito 

dall'ASR (cfr. decisione, punto 5.3).   

Benché non sollevata dal ricorrente, rimarrebbe ancora in teoria la 

possibilità di una comminatoria secondo l'art. 17 cpv. 1 LSR, la quale è 

prevista come misura iniziale ("Se le condizioni per l'abilitazione possono 

essere ristabilite, la revoca gli è dapprima comminata") e che si prefigge 

di permettere all'interessato di adottare le misure necessarie a ristabilire 

le condizioni per l'abilitazione (Basler Kommentar, Revisionsrecht, nn. 6 e 

12 ad art. 17 LSR). Ciò precisato, appare chiaro che, nella fattispecie, le 

condizioni per l'abilitazione non avrebbero potuto essere ristabilite, 

perlomeno non in un termine ragionevole, viste le mancanze rimproverate 

dall'ASR al ricorrente, per cui l'opzione della comminatoria non era e non 

è proponibile.  

18.3 Quanto alle pretese lacune di legge, questa problematica non è 

regolata dall'art. 4 CC (nota marginale: apprezzamento del giudice), 

contrariamente a quanto sostiene il ricorrente, ma dall'art. 1 CC (nota 

marginale: applicazione del diritto), secondo il quale la legge si applica a 

tutte le questioni giuridiche alle quali può riferirsi la lettera o il senso di 

una sua disposizione (cpv. 1). Nei casi non previsti dalla legge il giudice 

decide secondo la consuetudine e, in difetto di questa, secondo la regola 

che egli adotterebbe come legislatore (cpv. 2). Egli si attiene alla dottrina 

e alla giurisprudenza (cpv. 3).  

Ora, l'art. 17 cpv. 1 LSR non contiene né lacune in senso proprio 

(assenza di una norma per risolvere un problema giuridico), né lacune in 

senso improprio (norma insoddisfacente per risolvere un problema 

giuridico), bensì un silenzio qualificato (problema giuridico non regolato di 

proposito dal legislatore). Questo Tribunale non deve dunque colmare 

nessuna lacuna. Ad ogni modo, visto che una revoca a tempo 

determinato è giustificata in concreto (cfr. consid. 9 a 15), anche se ci 

fosse la base legale per pronunciare un ammonimento, analogicamente 

B-6585/2013 

Pagina 22 

all'art. 18 LSR, o una revoca sospesa condizionalmente, tali misure non 

entrerebbero in linea di conto.              

19.  

Tenuto conto delle considerazioni che precedono, il ricorso deve essere 

parzialmente accolto rispetto alla censura relativa alla durata di cinque 

anni della revoca dell'abilitazione. La giustificazione di questa durata 

inconsueta deve infatti poggiare su una motivazione più sostanziale e 

dettagliata, capace di spiegare se e per quale ragione le singole 

contravvenzioni, comunque nel loro complesso, che meriterebbero una 

revoca di cinque anni, siano da valutare gravi. In questo senso la 

decisione avversata deve essere annullata e la causa rinviata all'ASR, in 

virtù dell'art. 61 cpv. 1 PA, e ciò affinché quest'ultima completi l'apparato 

argomentativo e valutativo con il quale intende giustificare la durata della 

revoca dell'abilitazione, eventualmente anche sulla base delle risultanze 

di ulteriori delucidazioni della fattispecie.       

20.  

20.1 Secondo l'art. 61 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso decide la causa o 

eccezionalmente la rinvia, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore. La 

riforma di una decisione presuppone che l'incarto sia sufficientemente 

istruito, considerato che non spetta all'autorità di ricorso procedere a 

delucidazioni complementari complicate (KNAPP, Précis de droit 

administratif, 4
a
 Ed., Basilea/Francoforte 1991, n. 2058). Inoltre, la riforma 

di una decisione è inammissibile se questioni pertinenti devono essere 

risolte per la prima volta e che l'autorità inferiore dispone di un certo 

potere d'apprezzamento (cfr. decisione del Tribunale amministrativo 

federale B-1181/2010 dell'8 settembre 2010 consid. 4).  

Ora, benché l'art. 61 cpv. 1 PA permetta solo eccezionalmente di ricorrere 

alla procedura di rinvio, l'applicazione dell'eccezione prevista è tuttavia 

giustificata in concreto, se si considera che è necessario, in definitiva, 

delucidare, perlomeno secondo un grado di verosimiglianza così elevato 

da dissipare qualsiasi dubbio ragionevole, lo stato delle conoscenze 

tecniche del ricorrente nel campo della revisione contabile, così come si 

riflettono nei rapporti di revisione da lui realizzati.   

20.2 Così, nella nuova decisione impugnabile, l'ASR dovrà rendere 

intelligibile, affinando gli argomenti alla base della sua motivazione – se lo 

riterrà opportuno dopo avere eseguito nuove delucidazioni fattuali – 

perché le violazioni delle regole di revisione contabile imputate al 

B-6585/2013 

Pagina 23 

ricorrente giustificano, a suo modo di vedere, una durata di cinque anni 

della revoca dell'abilitazione e non una durata inferiore.       

21.  

21.1 Visto l'esito della procedura è ancora necessario rivolgere 

brevemente l'attenzione alla questione dell'effetto sospensivo, la cui 

revoca da parte dell'ASR è stata confermata da questo Tribunale 

mediante decisione incidentale del 31 dicembre 2013, cresciuta in 

giudicato incontestata. La decisione impugnata ha quindi esplicato i suoi 

effetti già durante la litispendenza.   

21.2 Ora, la presente sentenza, da un lato, conferma la decisione 

impugnata in quanto quest'ultima dispone la revoca dell'abilitazione, e, 

dall'altro lato, l'annulla in quanto la stessa fissa a cinque anni la durata 

della revoca, rinviando la causa all'ASR per un completamento della 

motivazione che permetta di fondare in modo più convincente la durata 

della revoca (cfr. consid. 18 e 19). Nella misura in cui conferma la revoca, 

la presente sentenza ha carattere parziale e finale, per cui pone un 

termine alla procedura sotto questo profilo. Nella misura in cui annulla la 

durata di cinque anni della revoca e rinvia l'incarto all'ASR per un 

completamento della motivazione, la presente sentenza ha carattere 

incidentale e non mette dunque fine alla procedura. Visto che l'esecutività 

della decisione impugnata non è stata sospesa dal ricorso e che la 

presente sentenza conferma la revoca, si rivela giustificato non cambiare 

nulla riguardo all'attuale situazione giuridica relativa all'esecutività della 

decisione impugnata, anche se, con l'emissione della presente decisione, 

l'ASR ritrova la competenza decisionale su questo punto. La durata già 

scontata della revoca dovrà comunque essere presa in considerazione 

dall'ASR nell'ambito della nuova decisione.          

22.  

22.1 Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola 

messe a carico della parte soccombente e, in caso di soccombenza 

parziale, sono ridotte. Esse comprendono la tassa di giustizia e i disborsi 

(art. 1 cpv. 1 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle 

spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 

[TS-TAF, RS 173.320.2]); la tassa di giustizia è calcolata in funzione 

dell'ampiezza e della difficoltà della causa, del modo di condotta 

processuale e della situazione finanziaria delle parti (art. 2 cpv. 1 

TS-TAF).  

B-6585/2013 

Pagina 24 

In concreto, tenuto conto della decisione incidentale del 31 dicembre 

2013, e dell'esito della procedura di merito che vede il ricorrente 

parzialmente vincente, nella misura in cui la causa è rinviata all'ASR per 

un completamento della motivazione e l'emissione di una nuova 

decisione impugnabile, le spese processuali sono fissate in Fr. 2'000.-, 

cosicché, considerato l'anticipo di Fr. 4'000.- versato il 2 dicembre 2013, 

Fr. 2'000.- sono restituiti al ricorrente.    

22.2 Conformemente all'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette 

il ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità per 

le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato (spese 

ripetibili).  

In concreto, considerato che il ricorrente ha agito per il tramite di un 

rappresentante professionale, per cui ha dovuto sostenere spese 

indispensabili e relativamente elevate, che non ha però dettagliato in una 

nota d'onorario, è giustificato assegnargli, in base agli atti di causa, 

un'indennità ridotta per spese ripetibili di Fr. 2'500.- a carico dell'ASR 

(art. 7 e segg. TS-TAF).   

  

B-6585/2013 

Pagina 25 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è parzialmente accolto, le cifre 1 e 4 della decisione impugnata 

sono annullate e l'incarto rinviato all'ASR affinché proceda secondo i 

consid. 17.1, 19 e 20.2, e statuisca di nuovo sulla durata della revoca 

dell'abilitazione nonché sugli emolumenti.      

2.  

Per il resto, il ricorso è respinto.  

3.  

Le spese processuali sono fissate a Fr. 2'000.- e compensate con 

l'anticipo di Fr. 4'000.-. La differenza di Fr. 2'000.- sarà restituita al 

ricorrente una volta che la presente sentenza sarà cresciuta in giudicato.    

4.  

Al ricorrente è riconosciuta un'indennità per spese ripetibili di Fr. 2'500.-, 

a carico dell'ASR.   

5.  

Comunicazione: 

– al ricorrente (atto giudiziario; allegato: formulario indirizzo 

pagamento);  

– all'autorità inferiore (domanda n. …; atto giudiziario); 

– al Dipartimento federale di giustizia e polizia DFGP, Berna  

(atto giudiziario). 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

 

Francesco Brentani 

 

Dario Quirici 

 

B-6585/2013 

Pagina 26 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione, di natura finale ed incidentale, può essere 

interposto ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, 

1000 Losanna 14, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione 

(art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 

17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). Gli atti scritti devono essere redatti in 

una lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei 

mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in 

possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di 

prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: 1° settembre 2014