# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 614ef51e-c702-5401-8f7e-dcd2c76ca8b5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-02-04
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 04.02.2025 D-619/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-619-2025_2025-02-04.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-619/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  4  f e b b r a i o  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Lukas Müller;  

cancelliere Matteo Piatti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 21 gennaio 2025. 

 

 

 

D-619/2025 

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Fatti: 

A.  

Il 13 novembre 2024, l’interessato ha presentato una domanda d’asilo in 

Svizzera insieme a sua sorella Y. F. (cfr. incarto della Segreteria di Stato 

della migrazione [di seguito: SEM] N […]) – anch’ella oggetto di una proce-

dura analoga, ma distinta. Dalle informazioni contenute nella banca dati 

europea di rilevamento delle impronte digitali (Eurodac) è risultato che, il 

14 giugno 2024, il richiedente aveva depositato una domanda d'asilo in 

Grecia, ottenendo la protezione internazionale il 16 luglio successivo. Agli 

atti sono stati depositati il suo titolo di viaggio greco valido fino al 28 set-

tembre 2029 nonché il permesso di soggiorno per rifugiati valido dal 16 

luglio 2024 al 15 luglio 2027. Il 28 novembre 2024, la SEM ha quindi effet-

tuato con l'interessato un colloquio in merito al rinvio verso uno Stato terzo 

sicuro, nel contesto del quale è stato concesso il diritto di essere sentito in 

relazione al suo stato di salute, alla possibile non entrata nel merito della 

domanda d'asilo secondo l'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi (RS 142.31), nonché 

al prospettato allontanamento dalla Svizzera verso la Grecia. Il 6 dicembre 

2024, l’autorità inferiore ha presentato alle competenti autorità greche una 

domanda di riammissione del richiedente conformemente alla Direttiva 

2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le norme e 

procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di 

paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicembre 2008; 

di seguito: direttiva ritorno) e all'Accordo bilaterale di riammissione tra la 

Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una protezione interna-

zionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Re-

pubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situazione ir-

regolare [RS 0.142.113.729]). Il 13 dicembre 2024, la Grecia ha accettato 

la riammissione dell’interessato confermando che, il 16 luglio 2024, 

quest’ultimo ha ottenuto lo statuto di rifugiato, unitamente ad un permesso 

di soggiorno valido fino 15 luglio 2027. Con scritto del 21 gennaio 2025, la 

rappresentanza legale si è infine espressa in merito al progetto di decisione 

negativa della SEM. 

 

B.  

Con decisione del 21 gennaio 2025, notificata il giorno successivo, la SEM 

non è entrata nel merito della domanda d'asilo e ha pronunciato l'allonta-

namento dell’interessato dalla Svizzera, incaricando il Canton B._______ 

dell’esecuzione della misura e disponendo la consegna degli atti procedu-

rali conformemente al relativo indice.  

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Pagina 3 

C.  

Con ricorso del 29 gennaio 2025, l’interessato avversa la decisione succi-

tata dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale o 

TAF) concludendo all’annullamento della stessa e alla trattazione nel me-

rito della sua domanda d’asilo. Sul piano procedurale, egli chiede il confe-

rimento dell’effetto sospensivo al ricorso e la concessione dell’assistenza 

giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese proces-

suali. Al gravame non sono stati acclusi nuovi mezzi di prova. 

 
 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).  

 

1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (artt. 6 e 105 LAsi e 31‒ 33 LTAF), 

è di principio ricevibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c nonché 

52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame 

1.3 I ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice e la sentenza 

è motivata soltanto sommariamente (artt. 111 lett. e cum 111a cpv. 2 LAsi). 

Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti in virtù 

dell'art. 111a cpv. 1 LAsi. 

2.  

In materia d’asilo, il potere di cognizione del Tribunale e le censure ammis-

sibili sono disciplinati dall’art. 106 cpv. 1 LAsi (art. 62 cpv. 4 PA; cfr. DTAF 

2014/1 consid. 2; 2014/26 consid. 5 secondo cui, in materia di diritto degli 

stranieri, resta censurabile l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA). Adito 

su ricorso contro una decisione di non entrata nel merito di una domanda 

d’asilo, il Tribunale si limita ad esaminare la fondatezza di tale decisione 

(cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5).  

 

3.  

3.1 Nella decisione impugnata, la SEM rileva anzitutto che, in virtù della 

sua qualità di rifugiato, il ricorrente avrebbe già ottenuto in Grecia un valido 

titolo di soggiorno e che, il 13 dicembre 2024, detto Paese avrebbe accet-

tato la domanda della sua riammissione sul proprio territorio. Inoltre, il Con-

siglio federale avrebbe designato la Grecia come Stato terzo sicuro ai sensi 

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dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi. In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, tali 

circostanze imporrebbero di non entrare nel merito della domanda d’asilo 

in oggetto. Inoltre, considerate le dichiarazioni relative al suo stato valetu-

dinario e alle vicende occorse durante il precedente soggiorno in Grecia, il 

richiedente potrebbe rientrare nello Stato in parola senza temere tratta-

menti contrari agli impegni di diritto internazionale pubblico della Svizzera 

o un allontanamento in violazione del divieto di respingimento. Egli non 

apparterrebbe poi alla categoria delle persone particolarmente vulnerabili, 

poiché le sue affezioni non sarebbero gravi ai sensi della sentenza di rife-

rimento del Tribunale E-3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022. L’in-

sorgente potrebbe altresì rivolgersi alle competenti autorità greche per far 

valere i suoi diritti derivanti dallo statuto di rifugiato al beneficio della prote-

zione internazionale, segnatamente per cercare un lavoro e un alloggio, 

nonché per ottenere la necessaria assistenza medica. In questo senso, 

l’esecuzione del suo allontanamento sarebbe ammissibile, possibile e ra-

gionevolmente esigibile.  

 

3.2 L’insorgente contesta anzitutto la competenza della Grecia per la trat-

tazione della sua domanda d’asilo e chiede che quest’ultima venga trattata 

in Svizzera in virtù della clausola di sovranità di cui all’art. 17 par. 1 del 

regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 

26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell’Unione euro-

pea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III). In detto Paese, la 

sua incolumità sarebbe infatti in serio pericolo poiché, durante il suo pre-

cedente soggiorno, non avrebbe potuto beneficiare di alcun trattamento 

medico di natura psicologica e sarebbe stato inoltre aggredito da suo cu-

gino, riuscendo ad evitare lesioni corporee grazie all’intervento di un amico 

che, tuttavia, sarebbe stato accoltellato. Temendo di essere nuovamente 

aggredito, egli sostiene altresì che le autorità greche non offrano “un’ade-

guata tutela ai rifugiati minacciati da violenze familiari e altre forme di per-

secuzione” (cfr. ricorso, pagg. 1-2). Infine, l’interesse degno di protezione 

per entrare nel merito della domanda d’asilo sarebbe giustificato dalle sue 

condizioni di vulnerabilità e dall’inadeguatezza del sistema greco nel ga-

rantire la sua sicurezza e il suo benessere. 

3.3  

3.3.1 In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, non si entra nel merito della 

domanda d’asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro 

secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato 

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precedentemente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene 

che vi sia un effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi 

dell’art. 5 cpv. 1 LAsi, tra i quali figura anche la Grecia (art. 2 cpv. 2 unita-

mente all’allegato 2 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedu-

rali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]). Tale principio presuppone 

imperativamente la ratifica ed il rispetto della CEDU, della Convenzione 

sullo statuto dei rifugiati (Conv. Rifugiati, RS 0.142.30) o di norme giuridi-

che equivalenti (cfr. DTAF 2010/56 consid. 3.2). È inoltre necessario che lo 

Stato in esame abbia garantito la riammissione della persona interessata 

nei confronti delle autorità svizzere preposte all’asilo. Senza tale garanzia, 

l’allontanamento verso lo Stato terzo non può infatti essere eseguito (cfr. 

DTAF 2010/56 consid. 5.2.2; FF 2002 6087, 6125). La giurisprudenza ha 

poi precisato come non v’è luogo di entrare nel merito della domanda 

d’asilo se la persona richiedente, che avrebbe manifestamente la qualità di 

rifugiata (art. 31a cpv. 4 LAsi), ha già ottenuto l’asilo o una protezione ef-

fettiva comparabile in uno Stato terzo designato come sicuro dal Consiglio 

federale (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5 e 5.4, che si basa sull’analisi del 

vecchio art. 34 LAsi).  

 

3.3.2 Nel caso concreto, il 16 luglio 2024 la Grecia ha riconosciuto al ricor-

rente la qualità di rifugiato, concedendogli la protezione internazionale uni-

tamente ad un permesso di soggiorno, mentre il 13 dicembre seguente, su 

richiesta della Svizzera, ha accettato la riammissione dello stesso sul pro-

prio territorio (cfr. atto SEM n. 26/2). Tali elementi non sono stati peraltro 

contestati nel ricorso.  

 

3.3.3 Il Tribunale osserva inoltre che, contrariamente a quanto asserito nel 

gravame, alla SEM risultava preclusa ogni valutazione della fattispecie 

sotto il profilo dell’art. 17 par. 1 RD III (clausola di sovranità). Infatti, trattan-

dosi di una procedura vertente sul ritorno in uno Stato terzo sicuro (art. 31a 

cpv. 1 lett. a LAsi), nell’ambito della quale è stato preliminarmente accertato 

l’ottenimento della protezione internazionale e dello statuto di rifugiato, le 

specifiche disposizioni contenute nei trattati internazionali inerenti all’ese-

cuzione delle procedure d’asilo – quali il RD III – non risultano pertinenti 

per valutazione della sua domanda d’asilo in Svizzera.  

 

3.3.4 Ciò posto, le condizioni legali dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano 

pacificamente ottemperate. È quindi a giusto titolo che la SEM non è en-

trata nel merito della domanda d'asilo dell’insorgente. 

 

 

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4.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione, te-

nendo però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). Nella 

fattispecie, il ricorrente non adempie alle condizioni in virtù delle quali l’au-

torità inferiore avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare il suo allontana-

mento (art. 14 cpv. 1 e 2 cum art. 44 LAsi nonché art. 32 OAsi 1; cfr. DTAF 

2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9) e, pertanto, il Tribunale conferma 

la pronuncia di quest’ultima misura. 

 

5.  

5.1 L’art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 

2005 (LStrI, RS 142.20), applicabile per rinvio dell'art. 44 LAsi, dispone che 

l'esecuzione dell'allontanamento – contestata indirettamente nel ricorso – 

dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) 

e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr). Qualora non sia adempiuta 

una di queste condizioni, la SEM dispone l'ammissione provvisoria in Sviz-

zera (art. 83 cpv. 1 LStrI).  

 

5.2  

5.2.1 Giusta l’art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non è 

ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto inter-

nazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nel princi-

pio del divieto di respingimento. Infatti, anche altri impegni di diritto inter-

nazionale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in partico-

lare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene 

o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. Tortura, RS 0.105). In 

proposito, la Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più volte 

ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una si-

tuazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è tuttavia sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 

3 CEDU. Spetta infatti all'interessato provare o rendere verosimile l'esi-

stenza di seri motivi che permettano di ritenere ch’egli correrà un reale ri-

schio ("real risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allon-

tanato, a trattamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2).  

 

In punto all'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontanamento verso la Gre-

cia, il tribunale ha poi stabilito che vanno riconosciuti degli ostacoli unica-

mente a condizioni molto severe (cfr. sentenza del TAF E-3427/2021, 

E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.2 [sentenza di riferimento]). Si 

può infatti partire dal presupposto che, essendo la Grecia firmataria della 

CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, essa rispetti di principio 

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gli obblighi di diritto internazionale. Sebbene dalle informazioni a disposi-

zione di questo Tribunale risulti che i beneficiari della protezione sussidia-

ria, così come i rifugiati, siano esposti al rischio di vivere in condizioni pre-

carie, non emergono da fonti attendibili e concordi degli elementi che com-

provino l'adozione di una pratica sistematica di discriminazione nei con-

fronti di tali soggetti rispetto ai cittadini greci, in relazione all’accesso all’oc-

cupazione, all’assistenza sociale, all’assistenza sanitaria, all’istruzione e 

all’alloggio. Nonostante le carenze nel sistema d’accoglienza, non è inoltre 

possibile ammettere che, in detto Stato, i beneficiari della protezione inter-

nazionale si trovino, in maniera generale (quindi indipendentemente dalle 

fattispecie concrete), totalmente dipendenti dall'aiuto pubblico, confrontati 

all'indifferenza delle autorità oppure in una situazione di privazione o man-

canza di assistenza incompatibile con la dignità umana (sentenza 

E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 9 e 11.2 confermata a più riprese, cfr. 

ex pluris sentenze del TAF D-6873/2024 del 25 novembre 2024 consid. 

8.2.1; D-4625/2024 del 20 agosto 2024 consid. 6.2.3.2).  

 

5.2.2  

5.2.2.1 Nel caso concreto, il ricorrente è rinviato in uno Stato terzo desi-

gnato come sicuro da parte del Consiglio federale (art. 6a cpv. 2 lett. b 

LAsi), dove sussiste una presunzione di rispetto degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico, tra cui il principio di non respingimento ai sensi 

dell'art. 5 cpv. 1 LAsi, così come il principio del divieto della tortura sancito 

dall'art. 3 CEDU e dall'art. 3 della Conv. tortura.  

 

5.2.2.2 Inoltre, posta l’assenza di ulteriori elementi avvalorati da riscontri 

documentali, le allegazioni per cui l’interessato sarebbe stato aggredito da 

suo cugino con l’intento di ucciderlo, avrebbe lavorato in modo irregolare 

nel settore dell’edilizia e dell’agricoltura e non avrebbe ricevuto delle cure 

gratuite, non risultano dirimenti per il giudizio. Infatti, posto ch’egli non ha 

rivendicato i suoi diritti e le prestazioni d’assistenza direttamente presso le 

autorità competenti (cfr. atto SEM n. 16/8 D26, D41 e D45), va rilevato che 

i beneficiari della protezione internazionale possono contare sulle garanzie 

derivanti dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 

dicembre 2011 recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o 

apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno 

status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare 

della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione ricono-

sciuta (rifusione; GU L 337/9 del 20.12.2011 [di seguito: direttiva qualifica-

zione]). Quest’ultima è stata trasposta dalla Grecia nel diritto nazionale in-

terno con decreto presidenziale (P.D.) 141/2013, pubblicato nella gazzetta 

ufficiale A 226/21.10.2013. Gli obblighi dello Stato greco nei confronti dei 

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beneficiari della protezione internazionale impongono inoltre l'accesso 

all'occupazione, all'istruzione, all'assistenza sociale, all'assistenza sanita-

ria, all'accesso all'alloggio e agli strumenti di integrazione (cfr. capo VII 

[contenuto della protezione internazionale] della direttiva qualificazione). In 

caso di violazione dei diritti sanciti dalla CEDU, le persone interessate pos-

sono poi adire i tribunali greci e, in ultima istanza, la Corte EDU (art. 34 

CEDU). Per le aggressioni subite da parte del cugino, non riconducibili ad 

organi statali, l’interessato potrà altresì rivolgersi alle autorità di polizia e 

giudiziarie greche per denunciare i fatti ed ottenere protezione. Il fatto che 

la polizia abbia chiesto loro di “portare un testimone” del tentato omicidio 

(cfr. verbale della sorella, atto SEM n. […]-16/18 D51) non comprova, con-

trariamente a quanto stabilito dall’invalsa giurisprudenza, né un’assenza di 

volontà né un’incapacità delle autorità greche di perseguire i reati penali e 

di garantire un’adeguata protezione (cfr. ex pluris sentenze del TAF 

E-8131/2024 dell’8 gennaio 2025 consid. 9.6; E-6870/2024 del 7 gennaio 

2025 consid. 7.1.1; D-7503/2024 del 5 dicembre 2024 consid. 9.7). 

 

5.2.2.3 Infine, con sentenza odierna di cui all’incarto D-612/2025, il Tribu-

nale ha respinto anche il ricorso presentato dalla sorella, sicché il presente 

giudizio non comporta alcuna separazione dell’insorgente dalla sua fami-

glia nucleare. 

 

5.2.3 L’esecuzione dell’allontanamento risulta quindi ammissibile. 

 

5.3  

5.3.1 Secondo l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non 

può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di 

provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a 

seguito di situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o 

emergenza medica.  

 

5.3.2 Ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’allontanamento verso i paesi 

UE/AELS è da ritenersi di principio esigibile e tale presunzione legale può 

essere sovvertita solo se la persona interessata rende verosimile che, per 

delle ragioni personali, varrebbe il contrario (cfr. sentenza del TAF 

D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 9 [sentenza di riferimento]). A tal 

fine, la persona richiedente d’asilo deve addurre seri indizi che, con riferi-

mento al caso specifico, le autorità dello Stato in questione violino il diritto 

internazionale, non le concedano la necessaria protezione o la espongano 

a condizioni di vita disumane, oppure che si troverebbe in una situazione 

d’emergenza esistenziale a causa di circostanze individuali di natura so-

ciale, economica o sanitaria (cfr. ex pluris sentenze del TAF D-628/2024 

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del 9 febbraio 2024 consid. 12.2; D-4606/2022 del 9 dicembre 2022 consid. 

6.4; D-911/2021 del 25 maggio 2022 consid. 9.3). Il Tribunale ha inoltre 

statuito che l’esecuzione dell’allontanamento di persone beneficiarie della 

protezione internazionale in Grecia rimane esigibile anche se trattasi di 

persone vulnerabili, quali ad esempio donne incinte o persone che soffrono 

di problemi di salute, che non sono da considerare come malattie gravi (cfr. 

sentenza E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.3–11.5.1). La giurispru-

denza ha fissato dei criteri più rigidi soltanto per i nuclei familiari e per le 

persone particolarmente vulnerabili, quali i minorenni non accompagnati o 

persone il cui stato di salute è compromesso in modo particolarmente 

grave, tale da esporle ad un rischio di trovarsi, in modo duraturo, in gravi 

difficoltà in ragione dell’impossibilità di rivendicare con le proprie forze i loro 

diritti (idem consid. 11.5.2-11.5.3).  

5.3.3 Nel caso concreto, si rileva innanzitutto che il ricorrente non ha fornito 

elementi concreti a dimostrazione del fatto che la Grecia non gli garanti-

rebbe le prestazioni assistenziali a cui ha diritto. A tale riguardo, egli si è 

peraltro limitato a ricerche su internet nonché a contattare l’associazione 

C._______, senza tuttavia rivolgersi direttamente alle autorità competenti. 

Analogamente, non ha reso verosimile l’assenza di un’adeguata prote-

zione contro eventuali aggressioni da parte di terzi, in particolare rispetto 

al tentato omicidio da parte del cugino (cfr. atto SEM n. 16/8 D54). Inoltre, 

con riferimento all’affezione psichiatrica dell’insorgente (disturbo post-trau-

matico da stress, in trattamento farmacologico con (…); cfr. atto SEM n. 

38/4), occorre rilevare che lo Stato in parola dispone di strutture mediche 

sufficienti che possono offrire eventuali trattamenti necessari al suo stato 

psicologico. Infatti, quest’ultimo ha accesso alle cure mediche alle stesse 

condizioni dei cittadini greci (artt. 2 lett. b e g cum 30 par. 1 della direttiva 

qualificazione; cfr. sentenza E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 8-9.10; 

ex pluris sentenze del TAF D-2685/2024 del 10 maggio 2024 consid. 7.4.4; 

D-1522/2024 del 14 marzo 2024 consid. 11.2.3). Infine, lo stato valetudina-

rio succitato non è suscettibile, dal profilo della sua gravità, di porre con-

cretamente e seriamente in pericolo la vita o la salute a breve termine in 

caso di un suo ritorno in Grecia, rispettivamente di considerare il ricorrente 

come una persona vulnerabile incapace di integrarsi nel sistema sociale 

ed economico greco. Del resto, egli ha già dimostrato di sapersi procurare 

un alloggio e di inserirsi nel mercato del lavoro per sostentarsi (cfr. atto 

SEM n. 16/8 D16-19, D27 e D31-35).  

 

5.3.4 Per queste ragioni, l’esecuzione dell’allontanamento si rivela ragio-

nevolmente esigibile.  

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Pagina 10 

5.4 Infine, non risultano impedimenti sotto il profilo della possibilità dell’ese-

cuzione dell’allontanamento ai sensi dell’art. 83 cpv. 2 LStrI.  

 

5.5 Per il resto, conviene rinviare agli accertamenti e alle motivazioni con-

tenute nella decisione impugnata, alla quale può essere prestata adesione 

(art. 109 cpv. 3 LTF per rinvio dell’art. 4 PA). 

6.  

Visto quanto precede, la SEM non ha violato il diritto federale e neppure 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 

106 cpv. 1 LAsi). La decisione avversata non è inoltre inadeguata per 

quanto attiene all’esecuzione dell’allontanamento (art. 49 PA). Il ricorso va 

quindi respinto.  

 

7.  

Posto che le richieste di giudizio contenute nel ricorso erano sprovviste di 

probabilità di successo, occorre inoltre respingere la domanda di assi-

stenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese 

processuali (art. 65 cpv. 1 PA). 

 

8.  

Visto l’esito della vertenza, le spese processuali di CHF 750.– sono quindi 

poste a carico del ricorrente soccombente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché 

artt. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]). 

 

9.  

Questa sentenza è definitiva e non può essere impugnata con ricorso in 

materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

D-619/2025 

Pagina 11 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Matteo Piatti 

 

 

Data di spedizione: