# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2f4f51e9-7a25-5016-a2b0-b3cd37a9127b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-02-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.02.2023 D-166/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-166-2023_2023-02-13.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-166/2023 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 3  f e b b r a i o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 

con l’approvazione del giudice Lorenz Noli;  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Pakistan,   

rappresentato da Ugo Di Nisio,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo e allontanamento (procedura celere);  

decisione della SEM del 14 dicembre 2022 / N (…). 

 

 

 

D-166/2023 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato è entrato in Svizzera il (…) luglio 2020 per preparare il 

suo matrimonio con una cittadina svizzera che si è svolto in seguito il (…). 

A seguito di ciò egli ha ottenuto un permesso di soggiorno in Svizzera per 

ricongiungimento famigliare. Dal (…) l’interessato vive separato dalla mo-

glie, con la quale non ha avuto figli, e per questo motivo una richiesta di 

prolungamento del suo permesso di soggiorno è stata rifiutata dall’(…) del 

B._______ che gli ha ordinato di lasciare la Svizzera entro il (…) giu-

gno 2022. Ordine al quale egli non ha dato seguito, ma dopo la commis-

sione di diversi delitti (furti, violazione di domicilio e possesso di sostanze 

stupefacenti), egli è stato arrestato un’ultima volta il (…) ottobre 2022 a 

causa di una sua mancata collaborazione con le autorità del B._______ e 

posto in detenzione amministrativa presso il carcere amministrativo di 

C._______ ([…]) per l’esecuzione della decisione di allontanamento presa 

nei suoi confronti. Da qui egli, il (…) ottobre 2022, ha presentato una do-

manda d’asilo in Svizzera. 

A.b Il (…) dicembre 2022, si è tenuta con il richiedente un’audizione sui 

suoi motivi d’asilo. In tale ambito egli ha in sostanza dichiarato di essere 

nato e cresciuto a D._______. Nel (…) il padre che avrebbe lavorato per la 

(…) di un cugino (…) membro del (…), sarebbe deceduto improvvisa-

mente, dopo aver presentato la sua (…) quale (…). Non gli avrebbero fatto 

l’autopsia, ma egli sarebbe stato sepolto la sera stessa del decesso. Pro-

babilmente nel (…), allorché egli avrebbe avuto (…) anni, sarebbe stato 

rapito e sequestrato per (…) o (…) da (…) uomini. Dopodiché egli sarebbe 

stato lasciato fuori da casa e la madre avrebbe ricevuto delle telefonate 

intimidatorie nei suoi confronti, invitandolo a non voler seguire il padre, a 

lasciare il paese altrimenti gli sarebbe accaduto di peggio. (…) anni dopo, 

egli sarebbe stato accusato ingiustamente a scuola e sarebbe stato man-

dato via, continuando gli studi privatamente. Sempre nel (…), sarebbe 

stato nuovamente sequestrato da (…) uomini che lo avrebbero anche vio-

lentato. La violenza sessuale sarebbe stata filmata ed in seguito sarebbe 

stata pubblicata in rete. I predetti sequestri sarebbero stati denunciati alle 

autorità di polizia dalla madre, che però non avrebbe fatto nulla. A seguito 

di tale episodio egli avrebbe iniziato a far uso di eroina a causa della de-

pressione, ammalandosi anche di epatite C. Allorché la madre avrebbe 

scoperto che egli era affetto da quest’ultima patologia, gli avrebbe chiesto 

di lasciare il Paese, ciò che egli avrebbe fatto nel (…), anche per la vergo-

gna. Avrebbe successivamente vissuto in E._______ per (…) anni, prima 

di giungere in Svizzera.  

D-166/2023 

Pagina 3 

A sostegno dei suoi asserti egli ha consegnato la fotocopia del suo passa-

porto, un rapporto medico stilato per coloro che devono ritornare nel loro 

Paese d’origine del 9 settembre 2022 ed il referto medico dell’8 novem-

bre 2022 dell’ospedale di F._______. 

A.c Il richiedente, il 13 dicembre 2022, ha potuto presentare le sue osser-

vazioni al progetto di decisione negativo espresso dalla SEM il 12 dicem-

bre 2022.  

B.  

Con decisione del 14 dicembre 2022, notificata il medesimo giorno (cfr. atto 

SEM n. [{…}]-21/1), l’autorità inferiore ha concluso nel suo dispositivo alla 

non entrata nel merito della domanda d’asilo dell’interessato (cfr. cifra 1 del 

dispositivo della decisione impugnata e infra consid. 5 in merito), al suo 

allontanamento dalla Svizzera ed all’esecuzione della predetta misura, sic-

come ritenuta ammissibile, esigibile e possibile. 

C.  

Per il tramite del plico raccomandato dell’11 gennaio 2023 (cfr. risultanze 

processuali), l’insorgente è insorto con ricorso avverso il succitato provve-

dimento dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribu-

nale), postulandone l’annullamento nonché, a titolo principale, che gli sia 

riconosciuta la qualità di rifugiato e concesso l’asilo in Svizzera. In primo 

subordine, ha concluso alla concessione dell’ammissione provvisoria in 

Svizzera, ed in secondo subordine che gli atti siano restituiti alla SEM per 

un nuovo esame delle sue allegazioni e per complemento istruttorio 

nell’ambito di una procedura ampliata. Contestualmente, ha presentato 

istanza di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento 

delle spese processuali e del relativo anticipo. Al ricorso, quale ulteriore 

documentazione, ha presentato in copia: il protocollo dei trattamenti medici 

e delle visite del 28 novembre 2022 con allegata la prescrizione dei medi-

camenti; la prescrizione del metadone del 24 novembre 2022; il referto me-

dico della (…) di G._______ ([…]) del 16 dicembre 2022. 

D.  

Con decisione incidentale del 17 gennaio 2023, il Tribunale ha autorizzato 

l’insorgente a soggiornare in Svizzera fino a conclusione della procedura 

ed ha respinto la sua istanza di assistenza giudiziaria, invitandolo parimenti 

a versare un anticipo spese di CHF 750.– entro il 27 gennaio 2023. Anti-

cipo che è stato corrisposto tempestivamente in quest’ultima data (cfr. ri-

sultanze processuali). 

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Pagina 4 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside-

randi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 

LAsi). 

2.  

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi e art. 10 

dell’Ordinanza del 1° aprile 2020 sui provvedimenti nel settore dell’asilo in 

relazione al coronavirus [Ordinanza COVID-19 asilo; RS 142.318]; 

DTAF 2020 I/1 consid. 7), contro una decisione in materia di asilo della 

SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), è di principio ammissibile sotto il 

profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto 

entrare nel merito del ricorso. 

3.  

Il ricorso manifestamente infondato, ai sensi dei motivi che seguono, è de-

ciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un se-

condo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-

mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Altresì, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 

LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio degli scritti. 

4.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi), e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 

PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

5.  

Innanzitutto, il Tribunale rileva d’ufficio, che la cifra 1 del dispositivo della 

decisione impugnata conclude alla non entrata nel merito della domanda 

d’asilo dell’insorgente. La stessa, come pure la citazione quale rimedio giu-

ridico dell’art. 108 cpv. 3 LAsi (cfr. pag. 10 della decisione impugnata), 

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sono errate, in considerazione delle motivazioni chiare del medesimo prov-

vedimento avversato, dove in realtà si è entrato nel merito della domanda 

d’asilo del ricorrente, non riconoscendogli la qualità di rifugiato e respin-

gendo la sua domanda d’asilo. Tuttavia, malgrado tali elementi erronei 

nella decisione avversata, di cui il Tribunale terrà conto debitamente nel 

dispositivo della presente sentenza, la modifica alla cifra 1 del dispositivo 

della decisione impugnata non apporta alcun pregiudizio alle parti. Ciò in 

quanto, sia dalle motivazioni della decisione che dal memoriale ricorsuale 

presentato dall’insorgente, se ne desume che le stesse avevano completa 

cognizione del fatto che la decisione concludesse in realtà alla sua cifra 1 

del dispositivo al rifiuto della qualità di rifugiato ed al respingimento della 

domanda d’asilo dell’insorgente. Segnatamente, il ricorrente nel suo gra-

vame non ha richiesto di entrare nel merito della sua domanda d’asilo, ma 

ha esplicitamente postulato nelle sue conclusioni, a titolo principale, al ri-

conoscimento della qualità di rifugiato e alla concessione dell’asilo (cfr. p.to 

2, pag. 10 delle conclusioni del ricorso). Anche le argomentazioni esposte 

nel suo memoriale ricorsuale, risultano essere totalmente dirette verso un 

esame materiale della sua domanda d’asilo (cfr. pag. 2, pag. 3 e pag. 6 del 

ricorso). Ulteriore elemento che sostiene tale valutazione, si evince dal 

fatto che l’insorgente ha presentato nei 30 giorni lavorativi – trascritti anche 

nei rimedi giuridici (cfr. pag. 10 della decisione impugnata) – il suo ricorso 

(secondo quanto previsto all’art. 108 cpv. 1 LAsi e art. 10 Ordinanza CO-

VID-19 asilo; cfr. supra consid. 2). Pertanto, si considera che le parti non 

debbano essere informate preventivamente di tale modifica né essere sen-

tite in merito (cfr. a contrario art. 62 cpv. 1–3 PA in relazione all’art. 6 LAsi). 

6.  

6.1 Occorre ora esaminare le censure formali sollevate dal ricorrente nel 

suo gravame, in quanto sono suscettibili di condurre all’annullamento della 

decisione avversata (cfr. DTF 138 I 232 consid. 5). Invero, nel suo ricorso, 

egli lamenta un accertamento incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti, 

come pure una motivazione insufficiente da parte dell’autorità inferiore.  

6.2 Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente accerta d’ufficio i fatti (art. 6 LAsi in relazione all’art. 12 PA; 

DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). L’accertamento dei fatti è incompleto allor-

quando tutte le circostanze di fatto e i mezzi di prova determinanti per la 

decisione non sono stati presi in considerazione. Esso risulta inesatto se 

l’autorità omette di amministrare la prova di un fatto giuridicamente rile-

vante, apprezza in maniera erronea il risultato dell’amministrazione di un 

mezzo di prova o fonda la decisione su fatti non conformi all’incarto (cfr. 

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DTAF 2015/10 consid. 3.2; sentenza del Tribunale A-671/2015 del 3 ago-

sto 2020 consid. 2.1 e D-1079/2018 del 17 dicembre 2019 consid. 5.2;  

KIENER/RÜTSCHE/KUHN, Öffentliches Verfahrensrecht, 3a ed. 2021, n. 

marg. 1585). Significativo è il substrato fattuale per le condizioni di appli-

cazione della norma giuridica (cfr. sentenza del Tribunale D-291/2021 del 

9 marzo 2021 consid. 7.2.2; ISABELLE HÄNER, in: Häner/Waldmann, Das 

erstinstanzliche Verwaltungsverfahren, 2008, n. 34).  

6.3 Dal canto suo l’obbligo di motivazione è corollario fondamentale del 

diritto di essere sentito (disciplinato dall’art. 29 cpv. 2 Cost.). Detta prero-

gativa è finalizzata a permettere ai destinatari e a tutte le persone interes-

sate, di comprenderla, eventualmente di impugnarla, in modo da rendere 

possibile all’autorità di ricorso, se adita, di esercitare convenientemente il 

suo controllo (cfr. DTF 139 V 496 consid. 5.1, 136 I 184 consid. 2.2). Ciò 

non significa che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed 

esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole 

circostanze rilevanti per il giudizio (cfr. DTF 133 III 439 consid. 3.3). Per 

adempiere a queste esigenze è necessario che essa menzioni, almeno 

brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in modo da con-

sentire agli interessati di apprezzarne la portata (cfr. DTF 136 I 229 con-

sid. 5.2, 136 V 351, 129 I 232 consid. 3.2; DTAF 2013/34 consid. 4.1, 

2012/23 consid. 6.1.2; sentenza del Tribunale federale 2C_1020/2019 del 

31 marzo 2020 consid. 3.4.2). 

6.4 Nel suo ricorso, l’insorgente osserva che nulla verrebbe riferito nel 

provvedimento querelato circa la mancata effettuazione delle necessarie 

indagini da parte delle autorità pakistane, malgrado le denunce presentate 

dalla madre del ricorrente. Le circostanze addotte in merito sarebbero per-

tinenti ai sensi dell’asilo, in quanto mostrerebbero un’inadeguata prote-

zione offerta dal Paese d’origine dell’insorgente. Peraltro, la SEM per la 

valutazione dell’esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento si sarebbe 

basata su di un accertamento incompleto dei fatti di causa, della effettiva 

realtà sociale e sanitaria sussistente in Pakistan, nonché su di un incom-

pleto esame delle risultanze documentali edite dalle usuali fonti informative 

a carattere umanitario, aventi rilevanza internazionale. Inoltre, la scarna 

motivazione della SEM in merito all’ammissibilità dell’esecuzione dell’allon-

tanamento dell’insorgente, che erroneamente indicherebbe che dagli atti 

non emerge alcun indizio di una violazione dell’art. 3 CEDU nel caso di un 

suo ritorno in Pakistan, non sarebbe palesemente conforme al diritto. 

6.5 Il Tribunale dissente dal parere dall’insorgente. Invero, seppur vero che 

la SEM non abbia esaminato specificatamente, nelle motivazioni della sua 

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decisione, l’allegazione del ricorrente circa le indagini di polizia che non 

sarebbero state eseguite malgrado la denuncia dei fatti da parte della ma-

dre. Tuttavia, essa ne ha tenuto conto nel suo apprezzamento (cfr. p.to II, 

pag. 5 della decisione avversata). La circostanza che l’autorità inferiore 

non abbia proceduto oltre con il ragionamento, verificando se il ricorrente 

poteva o meno ricevere sufficiente protezione da parte delle autorità del 

suo Paese d’origine, non deriva da un accertamento incompleto (o ine-

satto) dei fatti rilevanti della causa, bensì da un apprezzamento del merito 

della causa da parte della SEM, la quale dopo aver concluso all’irrilevanza 

dei motivi d’asilo dell’insorgente – in particolare il suo espatrio sarebbe 

esclusivamente occorso a seguito della richiesta della madre, dopo che 

ella aveva scoperto che il ricorrente faceva uso di eroina ed aveva contratto 

l’epatite C (cfr. p.to II, pag. 5 della decisione impugnata) – poteva legittima-

mente concludere il suo ragionamento, senza procedere oltre. Altresì, si 

evince chiaramente dalla decisione impugnata, come la SEM abbia preso 

in considerazione in modo corretto lo stato di salute dell’insorgente, espo-

nendo anche lungamente quali cure siano presenti nel Paese d’origine 

dell’insorgente per il trattamento delle sue affezioni e secondo quali fonti, 

citandole. Ancora una volta, l’evenienza che l’insorgente, fondandosi su al-

tre fonti rispetto a quelle citate dalla SEM, giunga ad altra conclusione in 

merito all’esigibilità rispetto all’autorità inferiore, non deriva da un accerta-

mento inesatto o incompleto dei fatti determinanti, bensì dall’apprezza-

mento nel merito da parte dell’autorità resistente. Da ultimo, seppure dal 

profilo dell’ammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento dell’insor-

gente, la decisione avversata contenga una motivazione minima, la stessa 

è ritenuta sufficiente ai sensi della giurisprudenza succitata (cfr. supra con-

sid. 6.3), in quanto ha permesso all’insorgente di impugnare con completa 

cognizione di causa il provvedimento, alla luce del memoriale ricorsuale 

presentato. Se poi la SEM ha valutato non vi fossero degli indizi per rite-

nere nel caso di specie un rischio di violazione dell’art. 3 CEDU nel caso di 

un ritorno in Pakistan dell’insorgente, ancora una volta si tratta di un ap-

prezzamento che riguarda il merito e non un elemento formale. Su tali pre-

supposti, non si vede neppure quali ulteriori misure istruttorie avrebbero 

dovuto essere effettuate dall’autorità inferiore, con il passaggio alla proce-

dura ampliata (ex art. 26d LAsi). 

6.6 Ne discende quindi che le censure formali devono essere respinte. 

 

 

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Pagina 8 

7.  

7.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. 

Esso include il diritto di risiedere in Svizzera. 

7.2 Sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi. 

Sono pregiudizi seri segnatamente l’esposizione a pericolo della vita, 

dell’integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una 

pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 1 e 2 LAsi; DTAF 2014/27 

consid. 6.1; 2011/51 consid. 6.2; 2010/57 consid. 2.5). 

7.3 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi; per il resto cfr. DTAF 2013/11 con-

sid. 5.1 e giurisprudenza ivi citata). 

8.  

8.1 Nel caso in parola, a differenza di quanto sostenuto nel suo ricorso, 

l’insorgente non è stato in grado di dimostrare, o per lo meno di rendere 

verosimile, la pertinenza ed il fondamento dei suoi motivi d’asilo ai sensi 

dell’art. 3 LAsi, indipendentemente dalla loro verosimiglianza.  

In primo luogo il Tribunale osserva che il nesso di causalità temporale tra 

la partenza dell’interessato dal Pakistan, occorsa nel (…) o nel (…) (cfr. 

n. 13/11, D83 seg., pag. 10), risulta essere interrotto. Invero, secondo la 

giurisprudenza in materia, la persona che attende, dopo l’ultima persecu-

zione allegata, più di un periodo da sei a dodici mesi prima di lasciare il 

paese d’origine, non può più in principio – a parte se dei motivi oggettivi o 

delle ragioni personali possono spiegare una partenza differita – preten-

dere validamente al riconoscimento della qualità di rifugiato (cfr. 

DTAF 2011/50 consid. 3.1.2.1 e giurisprudenza ivi citata). In specie dall’ul-

timo sequestro addotto, che sarebbe occorso nel (…) (cfr. n. 13/11, D49, 

pag. 7), sono trascorsi ben (…) o (…) anni prima che l’insorgente lasciasse 

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il suo Paese d’origine, senza che alcun motivo oggettivo o ragione perso-

nale ne possa spiegare la partenza differita. Difatti, dopo i due sequestri 

avvenuti da parte di persone rimaste sconosciute (cfr. n. 13/11, D49, pag. 6 

seg.; D57 segg., pag. 8 seg.), egli non sarebbe più incorso in alcun pro-

blema in Pakistan, né avrebbe mai avuto delle problematiche con le auto-

rità del suo Paese d’origine (cfr. n. 13/11, D53 segg., pag. 8). Se d’un canto 

egli ha affermato di non avere amici, di essere rimasto solo e di rimanere 

a casa, poiché si vergognava ad uscire dopo quello che gli era successo 

nel corso del secondo sequestro che era stato pubblicato in rete e che tutti 

avevano visto (cfr. n. 13/11, D52 segg., pag. 7 seg.); tuttavia ciò non spiega 

perché soltanto dopo che la madre avrebbe scoperto della sua tossicodi-

pendenza e dell’epatite C e lo avrebbe pregato di espatriare, egli si sarebbe 

determinato a partire (cfr. n. 13/11, D51, pag. 7). Infatti, è il ricorrente 

stesso che ha ricondotto essenzialmente il suo espatrio alla richiesta della 

madre di lasciare il Paese d’origine e non ai due sequestri che egli avrebbe 

subito (cfr. n. 13/11, D49, pag. 6). Appare peraltro illogico che d’un canto 

l’insorgente abbia dichiarato di essere rimasto chiuso in casa, e d’altro 

canto si sarebbe comunque procurato l’eroina ed il necessario per drogarsi.  

8.2 In secondo luogo, il ricorrente presenta soltanto delle supposizioni ine-

renti a chi sarebbe il mandante dei due sequestri che gli sarebbero occorsi, 

come pure della morte supposta del padre per (…), senza tuttavia presen-

tare alcun elemento concreto dimostrativo del fatto che il cugino (…) vi 

fosse realmente immischiato (cfr. n. 13/11, D57 seg., pag. 8). Peraltro, an-

che se tale evenienza fosse ritenuta verosimile, attualmente, perlomeno 

dal profilo oggettivo, non appare sussistere alcun timore fondato su indizi 

concreti e sufficienti che facciano apparire, in un futuro prossimo e secondo 

un’alta probabilità, l’eventualità che l’insorgente possa subire dei seri pre-

giudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi nel caso di un suo ritorno in patria. In merito 

si osserva difatti che delle minacce di persecuzioni ipotetiche da parte del 

cugino (…) del ricorrente che potrebbero prodursi in un futuro più o meno 

lontano come quelle allegate nel ricorso, non risultano essere in alcun 

modo pertinenti in materia d’asilo (cfr. DTAF 2010/57 consid. 2.5 e relativi 

riferimenti). Fra l’altro non si vede quale interesse potrebbe sussistere an-

cora da parte del cugino (…) – sempre nell’evenienza che si partisse dal 

principio che quest’ultimo fosse realmente il (…) del ricorrente e dei seque-

stri occorsi all’insorgente, ciò che in specie può restare una questione 

aperta – o di terze persone, di commettere degli atti di qualsivoglia rile-

vanza ai sensi dell’asilo nei confronti dell’insorgente, il quale attualmente è 

una persona con problematiche gravi di tossicodipendenza ed altri pro-

blemi di salute. Ciò è dimostrato pure dal fatto che l’insorgente, dal (…) non 

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è più incorso in alcuna persecuzione, né ha allegato di essere stato ricer-

cato in qualche modo da parte di terze persone dopo la sua partenza (cfr. 

n. 13/11, D53 segg., pag. 8 segg.). 

8.3 L’insorgente ha altresì asserito di temere di morire di epatite C o per 

l’assunzione di eroina nel caso tornasse in Pakistan, come pure di lasciare 

in Svizzera la moglie ed il suo cane (cfr. n. 13/11, D77 seg., pag. 10). Tut-

tavia, tali allegazioni non risultano essere pertinenti ai fini dell’asilo, in 

quanto non rientrano chiaramente nei motivi esaustivi esposti all’art. 3 

cpv. 1 LAsi (cfr. sentenza del Tribunale D-3235/2021 del 6 ottobre 2022 

consid. 5.3). 

8.4 Ne discende quindi che in relazione al riconoscimento della qualità di 

rifugiato ed alla concessione dell’asilo, v’è da confermare il giudizio nega-

tivo esposto nella decisione impugnata. 

9.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione (art. 44 

LAsi). 

Nella fattispecie, il ricorrente non ha più né un permesso di soggiorno per 

stranieri (cfr. supra lett. A) né un diritto al rinnovo o ad ottenerne uno. A tal 

proposito vi è luogo di rinviare alle considerazioni esposte qui di seguito 

(cfr. infra consid. 10.3.4). Pertanto, posto che nessuna eccezione alla re-

gola generale della pronuncia dell’allontanamento sia adempiuta (art. 14 

cpv. 1 e 2 LAsi e art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni pro-

cedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311] in combinato disposto 

con l’art. 44 LAsi; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1), il 

Tribunale è tenuto a confermare tale misura.  

10.  

10.1 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 LStrI, giusta il quale l’esecuzione dell’allonta-

namento dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 

cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). 

10.2 Il ricorrente, nel suo gravame, avversa anche le conclusioni a cui l’au-

torità inferiore è giunta nella decisione impugnata circa l’ammissibilità e 

l’esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento. Invero, a mente sua, nel 

caso di una messa in atto della predetta misura, l’insorgente potrebbe su-

bire delle persecuzioni pregiudizievoli alla sua integrità fisica contrarie 

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Pagina 11 

all’art. 3 CEDU. Dal profilo dell’esecuzione dell’allontanamento, la stessa 

sarebbe inesigibile in quanto il quadro clinico dell’insorgente risulterebbe 

piuttosto complesso, sia poiché il mancato trattamento dell’epatite C por-

rebbe il rischio di progressione verso una grave disfunzione epatica (cir-

rosi), sia perché, a causa della dipendenza dell’insorgente, egli potrebbe 

necessitare di un trattamento terapeutico integrato a lungo termine se non 

addirittura permanente. La realtà del sistema sanitario nel suo Paese d’ori-

gine e del piano d’eradicazione dell’epatite C da parte del governo paki-

stano, non sarebbe inoltre quella sostenuta dalla SEM nella decisione av-

versata. 

10.3  

10.3.1 Giusta l’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione non è ammissibile se la 

prosecuzione del viaggio dello straniero verso lo Stato d’origine o di prove-

nienza o verso uno Stato terzo è contraria agli impegni di diritto internazio-

nale pubblico della Svizzera. 

10.3.2 A tal proposito, in primo luogo il Tribunale osserva come, al contrario 

di quanto addotto dal ricorrente nel suo gravame, quest’ultimo non è riu-

scito a dimostrare l’esistenza di seri pregiudizi o il fondato timore di essere 

esposto a tali pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi, stante le sue dichiarazioni 

irrilevanti. Pertanto, l’ammissibilità del rinvio del ricorrente verso il Pakistan, 

risulta anche sotto l’aspetto dell’art. 5 cpv. 1 LAsi, pacifica. Per di più, per i 

motivi già sopra enucleati, non sono ravvisabili agli atti elementi che pos-

sano far ritenere, con una probabilità preponderante, che l’insorgente 

possa essere sottoposto ad una pena o ad un trattamento vietati dall’art. 3 

CEDU o ancora dall’art. 3 Conv. tortura.  

10.3.3 Inoltre, le problematiche di natura medica risultano pertinenti in ter-

mini di ammissibilità solo in casi straordinari e di estrema gravità (cfr. 

DTAF 2009/2 consid. 9.1.2 – 9.1.6), a cui non è apparentabile la presente 

fattispecie, visti gli atti di causa (cfr. anche infra consid. 11.1 e 11.3).  

10.3.4 In aggiunta, vi è luogo di determinare nella fattispecie se l’esecu-

zione dell’allontanamento sia compatibile con l’art. 8 CEDU. Secondo la 

giurisprudenza, tale norma tutela in primo luogo, in relazione con il per-

messo di soggiorno, la famiglia detta nucleare o ‘’Kernfamilie’’, ovvero la 

comunità dei coniugi con i loro figli minorenni (cfr. DTF 137 I 113 con-

sid. 6.1; DTAF 2008/47 consid. 4.1). Inoltre, possono beneficiare della pro-

tezione dell’art. 8 CEDU anche quelle relazioni famigliari non riconosciute 

legalmente, purché vi sia una relazione sufficientemente stretta ed effet-

tiva. Il fattore decisivo è da ricercare nella qualità della vita famigliare e non 

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Pagina 12 

nel suo fondamento giuridico (cfr. DTF 135 I 143 consid. 3.1). A tal propo-

sito è essenziale che i partner vivano in una economia domestica comune 

e che venga tenuta in considerazione la natura e la lunghezza della loro 

relazione, così come il loro interesse e impegno reciproco, per esempio 

attraverso dei figli o altre circostanze (cfr. sentenza del TF 2C_880/2017 

del 3 maggio 2018 consid. 3.1; sentenza del Tribunale D-5387/2020 del 

6 luglio 2022 consid. 15.4). 

Tornando al caso in parola, il ricorrente seppure dagli atti di causa risulti 

tutt’ora sposato con una cittadina svizzera, già a partire dal (…), egli vive 

separato dalla moglie. Tra l’altro, da sue stesse dichiarazioni, egli attual-

mente risulterebbe divorziato, se non fosse perché non si sarebbe presen-

tato all’udienza di divorzio (cfr. n. 13/11, D79, pag. 10). Nonostante la mera 

asserzione dell’insorgente che starebbe cercando con la moglie di rico-

struire la loro relazione (cfr. n. 13/11, D78, pag. 10); tuttavia la stessa non 

è dimostrata da alcun elemento concreto e sostanziato. In assenza di una 

comunione domestica comune già dal (…) del (…), non si riconosce come 

la coppia possa avere una relazione stretta ed effettiva, tenendo inoltre in 

considerazione che non vi sono figli comuni o altri rapporti di dipendenza. 

Pertanto, neppure l’art. 8 CEDU risulta essere ostativo all’esecuzione 

dell’allontanamento dell’insorgente. 

10.4 L’esecuzione dell’allontanamento risulta quindi essere ammissibile ai 

sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi. 

11.  

11.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non è ra-

gionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, lo 

straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situa-

zioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza me-

dica. 

Per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera, l’ese-

cuzione dell’allontanamento diviene inesigibile nella misura in cui, nel caso 

di rientro nel loro paese d’origine o di provenienza, potrebbero non ricevere 

le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni minime d’esi-

stenza. Per cure essenziali, si intende le cure di medicina generale e d’ur-

genza assolutamente necessarie alla garanzia della dignità umana. 

L’art. 83 cpv. 4 LStrI, non può invece essere interpretato quale norma che 

comprenderebbe un diritto di soggiorno lui stesso indotto da un diritto ge-

nerale di accesso in Svizzera a delle misure mediche tendenti al recupero 

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Pagina 13 

della salute o a mantenerla, per il semplice motivo che l’infrastruttura ospe-

daliera o le regole dell’arte medica nel paese d’origine o di destinazione 

dell’interessato, non raggiungono lo standard elevato elvetico (cfr. 

DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati). In tal senso, se le cure ne-

cessarie possono essere assicurate nel paese d’origine del richiedente, 

all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento in tale Paese sarà ragionevolmente esi-

gibile (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 e riferimenti citati). 

11.2 Secondo costante giurisprudenza, in Pakistan non vige attualmente 

un contesto di guerra, guerra civile o violenza generalizzata riguardante 

l’integralità del territorio, malgrado situazioni di sicurezza parzialmente 

tese, che permetta di presumere, a priori e indipendentemente dalle circo-

stanze della fattispecie – a proposito di tutti i cittadini di tale paese – l’esi-

stenza di una messa in pericolo concreta ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI 

(cfr. sentenze del Tribunale E-5039/2020 del 15 novembre 2022 con-

sid. 9.2; E-3258/2018 del 2 giugno 2020 consid. 12.4.1). 

11.3  

11.3.1 Dai documenti medici all’inserto, risulta che l’insorgente è affetto da 

un’epatite C – di cui il ricorrente è a conoscenza già da prima di partire dal 

suo Paese d’origine – mai curata, in quanto a detta dei medici non è stato 

ancora possibile intraprendere un trattamento per l’insicurezza nel rispetto 

delle cure da parte dell’insorgente. Tuttavia, se non curata, vi è il rischio 

che essa possa condurre ad una grave disfunzione epatica (cirrosi; cfr. il 

certificato medico del 16 dicembre 2022 del […]). Altresì, l’insorgente 

avrebbe delle problematiche alle anche di vecchia data, per le quali sa-

rebbe stata fatta una radiografia e sarebbero risultate completamente rotte. 

Una visita sarebbe stata pianificata per chiarire tale problematica (cfr. il 

protocollo dei trattamenti medici e delle visite del 28 novembre 2022 ed il 

certificato medico del […] del 16 dicembre 2022). Per i dolori, egli ha as-

sunto vari analgesici (Acetalgin 500 mg, Dafalgan 500 mg, Irfen 200 mg), 

nonché risulta dagli atti che assuma tutt’ora il farmaco ansiolitico Valium 10 

mg. Inoltre egli è affetto da una grave e cronica problematica di tossicodi-

pendenza, attualmente curata con l’assunzione in sostituzione di 80 mg di 

metadone (10 mg/ml), preso giornalmente (cfr. la prescrizione del 24 no-

vembre 2022). Secondo l’ultimo certificato medico del (…) del 16 dicem-

bre 2022, il ricorrente per la cura di tale problematica, necessiterebbe di 

una terapia a lungo termine in una struttura abitativa e medicalizzata pre-

posta, nonché di un trattamento terapeutico integrato a lungo termine, se 

non addirittura permanente. Anche se si sono ipotizzate delle diagnosi psi-

chiatriche che sarebbero ulteriormente soggiacenti alla tossicodipendenza 

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Pagina 14 

dell’insorgente, per le stesse non vi sarebbero degli elementi agli atti, né 

sarebbero state possibili da appurare (cfr. certificato medico del 16 dicem-

bre 2022 del […]). 

11.3.2 Dal quadro medico sopra definito, non appare che la situazione di 

salute dell’insorgente – seppure non si voglia in questa sede in alcun modo 

sminuirla – sia a tal punto compromessa che un suo rinvio nel Paese d’ori-

gine lo porrebbe in pericolo di vita o lo esporrebbe ad un pregiudizio serio 

per la sua integrità secondo la giurisprudenza sopra referenziata (cfr. con-

sid. 11.1). Difatti, anche il Tribunale, come a ragione sostenuto dalla SEM 

nella decisione avversata, è dell’avviso che per le problematiche mediche 

dell’insorgente egli potrà proseguire i relativi trattamenti anche nel suo 

Paese d’origine. Invero, dalle fonti già citate adeguatamente dall’autorità 

inferiore, ed al quale si rinvia per il resto (cfr. p.to III/2, pag. 7 segg. della 

decisione impugnata), se ne desume che sia le cure ortopediche per le 

problematiche alle anche, sia il trattamento della sua tossicodipendenza – 

anche con la possibilità di una cura riabilitativa – nonché la cura dell’epatite 

C, sono disponibili, anche ed in particolare nella provincia del H._______ 

dal quale egli proviene, e per lo più risultano essere delle cure gratuite (cfr. 

anche Home Office, Country Policy and Information Note, Pakistan: Medi-

cal and healthcare provisions, settembre 2020, https://assets.pu-

blishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_ 

data/file/924029/Pakistan_Medical_and_Healthcare_issues_-_CPIN.pdf; 

Coalition for Global hepatitis elimination, Pakistan National hepatitis Elimi-

nation profile, 8 giugno 2022, < https//www.globalhelp.org/sites/default/fi-

les/content/news/files/2022-06/Pakistan%20National%20Hepatitis%20Eli-

mination%20Profile-FINAL.pdf >; tutti consultati il 6 febbraio 2023). Le al-

legazioni e le fonti citate dall’insorgente nel gravame, non sono atte a mu-

tare tale valutazione. In particolare, quanto riportato nella pagina web 

dell’(…), che non esisterebbero in Pakistan dei programmi di riabilitazione, 

viene subito dopo contraddetto, riferendo come dei programmi di riabilita-

zione esisterebbero ma sarebbero molto cari e richiederebbero personale 

molto motivato che si prenda cura dei pazienti e delle loro particolari circo-

stanze (cfr. […] […], consultato il 6 febbraio 2023). Tuttavia, anche tali as-

serti vengono facilmente messi in discussione da quanto presentato ad 

esempio nel sito web del (…), sito a I._______ (nella regione del 

H._______) – citato anche nella decisione impugnata (cfr. pag. 9) – che si 

occupa di riabilitazione di pazienti con dipendenze di sostanze stupefa-

centi, dove segnatamente il trattamento, la riabilitazione, il vitto e l’alloggio 

sarebbero gratuiti (cfr. […] < […] >; consultato il 6 febbraio 2023). Del resto, 

onde permettergli di finanziare per un certo periodo i trattamenti di cui ne-

cessita, il ricorrente potrà, in caso di bisogno, sollecitare dalla SEM – come 

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Pagina 15 

del resto già evidenziato da quest’ultima autorità nella decisione avversata 

(cfr. p.to III/2, pag. 9) – un aiuto al ritorno per motivi medici (art. 93 cpv. 1 

lett. d LAsi e art. 75 dell’Ordinanza 2 sull’asilo relativa alle questioni finan-

ziarie dell’11 agosto 1999 [OAsi 2, RS 142.312]). Ne discende quindi che 

neppure dal profilo medico vi sono degli ostacoli all’esecuzione dell’allon-

tanamento dell’insorgente. 

11.4 Peraltro, come indicato rettamente dalla SEM nella decisione impu-

gnata, alla quale si rimanda per il resto (cfr. p.to III/2, pag. 7), oltre ad una 

buona formazione e a delle esperienze lavorative, l’insorgente dispone in 

patria di una rete famigliare sulla quale potrà senz’altro contare per soddi-

sfare i bisogni primari in caso necessità, come già in passato. 

11.5 Su tali presupposti, l’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente, 

è pure da ritenersi ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in rela-

zione all’art. 44 LAsi). 

12.  

Neppure risultano esservi impedimenti sotto il profilo della possibilità 

dell’esecuzione del provvedimento, in quanto il ricorrente, dispone di un 

passaporto pakistano tutt’ora valido ed usando della necessaria diligenza, 

potrà procurarsi ogni ulteriore documento indispensabile al rimpatrio (cfr. 

art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12). 

13.  

Visto tutto quanto sopra, con la decisione impugnata, la SEM non ha violato 

il diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non 

ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi). Altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va conseguentemente respinto e la deci-

sione impugnata confermata. 

14.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se-

guono la soccombenza, sono poste a carico dell’insorgente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA; nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe-

tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 

21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), e sono prelevate sull’anticipo 

spese di medesimo importo versato dal ricorrente il 27 gennaio 2023. 

D-166/2023 

Pagina 16 

15.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Pagina 17 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

La cifra 1 del dispositivo della decisione della SEM del 14 dicembre 2022 

è modificata come segue: “1. Non ha la qualità di rifugiato e la sua do-

manda d’asilo è respinta.” 

2.  

Il ricorso è respinto. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente e 

sono prelevate sull’anticipo spese versato il 27 gennaio 2023. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

Data di spedizione: