# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 02feae43-839e-51ee-96e6-1d64049c7070
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-02-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 01.02.1996 11.1995.48
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1995-48_1996-02-01.html

## Full Text

Incarto n.

  11.95.00048

  	
  Lugano,

  1 febbraio 1996

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

   

  
	
  segretaria:

  	
  Galfetti,
  vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nelle cause n. __________–__________ spec. (iscrizione provvisoria
di ipoteca legale) della Pretura della giurisdizione di Mendrisio Nord promosse
con istanza del 6 maggio 1992 da

 

 

	
   

  	
  __________, __________

  (patrocinata
  dall’avv. __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________, __________

  (patrocinata
  dall’avv. __________, __________)

   

  __________, __________

  (patrocinati
  dall’avv. __________, __________)

   

  __________, __________

  __________, __________

  (patrocinati
  dall’avv. __________, __________)

   

  __________, __________ (__________), con domicilio elettivo a
  __________

   

  __________, __________

  (patrocinati
  dall’avv. __________, __________);

   

  

 

esaminati
gli atti,

 

posti
i seguenti 

punti
di questione:

 

1.   Se deve essere accolto l’appello
presentato il 5 febbraio 1993 dalla __________ contro il decreto emesso il 25
gennaio 1993 dal Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord;

 

2.   Il giudizio sulle spese e le
ripetibili.

 

Ritenuto

 

in
fatto:

 A.  L’impresa generale di
costruzione __________, __________, ha commissionato il 17 ottobre 1991 alla
__________ opere di impermeabilizzazione per fr. 215 588.– nella “__________ ”,
complesso edilizio in proprietà per piani costituito sulla particella n.
__________RFD di __________ (doc. A). Altre opere per quel cantiere sono state
ordinate alla stessa ditta, sempre dalla __________, l’8 novembre 1991 per fr.
12 296.– (doc. B). __________ ha eseguito una parte dei lavori, poi ha sospeso
l’esecu-zione delle opere rimproverando alla __________ di non averle versato alcun
acconto.

 

B.  Il 6 maggio 1992 la __________ ha convenuto davanti al Pretore della
giurisdizione di Mendrisio Nord i comproprietari della “__________ ”
(__________, __________ e __________ __________, __________ e __________
__________, __________ __________, __________ __________, __________ e
__________ __________) per ottenere l’iscrizione provvisoria di un’ipoteca
legale collettiva (art. 798 cpv. 1 CC) di com-plessivi fr. 103 000.– più
interessi al 7% dal 30 marzo 1992 sulle proprietà per piani n.
__________–__________3, __________–__________, __________–__________
(appartenenti alla __________), __________ (appartenente a __________ e
__________), __________ (appartenente a __________ e __________ __________),
__________ (appartenente a __________ __________), __________ (appartenente a
__________ __________a e __________ (appartenente a __________ e __________).
Il Pretore ha accolto l’istanza senza contraddittorio il 7 maggio 1992 e ha
ordinato all’ufficiale del registro fondiario le iscrizioni provvisorie,
citando le parti alla discussione del 23 giugno 1992.

 

C.  Il 9 giugno 1992 i convenuti __________ e __________ __________ hanno
denunciato la lite a __________ __________, che aveva venduto loro la proprietà
per piani n. __________6. Non risulta che tale denuncia sia stata intimata al
destinatario. All’udienza del 23 giugno 1993 le parti hanno deciso
concordemente di gravare le singole proprietà per piani in proporzione al loro
valore, modificando in tal modo l’iscrizione avvenuta senza contraddittorio. La
discussione sull’ iscrizione provvisoria è stata rinviata a un’altra data. Il
Pretore ha ordinato all’ufficiale del registro fondiario, il 25 giugno 1992, la
modifica dell’iscrizione così come concordata all’udienza.

 

D.  Al contraddittorio del 13 ottobre 1992, indetta per discutere le
iscrizioni provvisorie sulle singole proprietà per piani, l’istante ha chiesto
al Pretore di confermare quanto già ordinato. I convenuti si sono opposti.
__________, in particolare, ha fatto valere che la ditta istante aveva ricevuto
dalla __________ tre acconti per complessivi fr. 100 000.– proprio con
riferimento alla “__________ ” (fr. 20 000.– il 30 settembre 1991, fr. 50 000.–
il 6 novembre 1991 e fr. 30 000.– il 23 dicembre 1991: doc. Q, R e S). La
__________ ha replicato che tali versamenti sono stati destinati alla copertura
di altri debiti della __________, già da tempo scaduti. __________ ha mantenuto
la propria eccezione.

 

E.  Esperita l’istruttoria, alla discussione finale il 30
novembre 1992 le parti hanno ribadito le loro posizioni. Statuendo il 25
gennaio 1993, il Pretore ha accolto l’istanza e ha confermato le iscrizio-ni
provvisorie delle ipoteche legali già ordinate senza contraddittorio in
proporzione al valore delle singole proprietà per piani. All’istante egli ha
assegnato un termine di 90 giorni per promuo-vere l’azione intesa
all’ottenimento delle iscrizioni definitive, con l’avvertenza che qualora il
termine fosse decorso infruttuoso le iscrizioni provvisorie sarebbero state
cancellate. Le spese processuali, con una tassa di giustizia di fr. 400.–, sono
state poste a carico dei convenuti in solido, tenuti a rifondere solidalmente
all’istante fr. 1200.– per ripetibili. La decisione non è stata trasmessa
all’Ufficio del registro fondiario, il Pretore avendone disposto la
comunicazione solo al momento in cui questa sarebbe passata in giudicato.

 

 F.   Contro tale giudizio la __________ è insorta con un
appello del 5 febbraio 1993 in cui chiede che l’istanza sia respinta e le iscrizioni
provvisorie cancellate, subordinatamente che le singole ipoteche legali siano
ridotte – in proporzione al valore delle singole proprietà per piani –
all’importo complessivo di fr. 96 000.–. Nelle sue osservazioni del 22 marzo 1993
__________ postula il rigetto dell’appello. __________ e __________ __________
hanno introdotto a loro volta osservazioni il 22 marzo 1993, rilevando di non essere
più parte in causa.

 

 G.  __________ ha invitato il
Pretore, il 22 aprile 1993, a concederle una proroga del termine per l’avvio
della causa intesa all’ iscrizione definitiva delle ipoteche legali. Il Pretore
ha prorogato il termine di 90 giorni il 26 aprile successivo. Altre due proroghe
di 90 giorni sono state accordate dal Pretore il 16 luglio e il 21 dicembre
1993. Nessuna di esse risulta essere stata comunicata all’ufficiale del
registro fondiario. 

 

H.  Il 24 marzo 1994 la __________ ha chiesto al Pretore di stralciare la
procedura di iscrizione provvisoria, il termine impartito all’istante per
promuovere la causa volta all’iscrizione definitiva avendo natura perentoria.
Il Pretore ha assegnato alle parti un termine di 20 giorni per esprimersi sulla
domanda. __________ e __________ __________ vi hanno aderito il 31 marzo successivo,
come pure __________ e __________ __________, __________ __________ e
__________ il 5 aprile 1994. __________ ne ha proposto invece la reiezione
(osservazioni del 20 aprile 1994). Il Pretore non ha statuito e ha trasmesso
gli atti alla Camera civile di appello.

                                                                                                                         

Considerando

 

in
diritto:

                                  1.    L’iscrizione di un’ipoteca legale degli artigiani e
imprenditori deve avvenire entro tre mesi dal compimento del lavoro (art. 839
cpv. 2 CC). Il termine è salvaguardato già con un’iscrizione provvisoria (art.
961 cpv. 1 n. 2 CC e 22 cpv. 4 RRF), che il giu-dice decide in procedura
sommaria (art. 4 n. 19 e art. 5 LAC). L’iscrizione provvisoria è accordata
“dietro giustificazione di un interesse da parte del richiedente”; il giudice
ne stabilisce esattamente la durata e gli effetti e fissa, se occorre – ma secondo
giurisprudenza ciò deve costituire la regola (DTF 101 II 76 consid. 4) – un
termine per chiedere giudizialmente l’iscrizione definitiva (art. 961 cpv. 3
CC). La durata del termine inoltre dev’es-sere annotata nel registro fondiario
(DTF 112 II 498 consid. 2) e il rispetto della scadenza va controllato
d’ufficio (DTF 89 II 310 in alto). Ove il termine decorra infruttuoso,
l’ufficiale del registro fondiario cancella l’iscrizione provvisoria di propria
iniziativa (art. 76 cpv. 1 RRF). Il termine può essere prorogato dal giudice
(DTF 119 II 435 consid. 2a, 101 II 66 consid. 2), ma la proroga dev’essere
annotata nel registro fondiario entro la scadenza originale (DTF 98 Ia
245; Steinauer, Les droits réels,
vol. III, Berna 1992, pag. 227 n. 2895 con richiami). In caso contrario
l’iscrizione provvisoria si estingue indipendentemente dai motivi che possono
avere ritardato l’annotazione della proroga (DTF 53 II 218 consid. 1).

 

                                  2.    Nel
caso in esame il Pretore non ha comunicato all’ufficiale del registro fondiario
l’ordine di iscrizione provvisoria delle ipoteche legali (dopo contraddittorio)
né, tanto meno, il termine entro cui l’istante avrebbe dovuto promuovere la
causa intesa all’otteni-mento delle iscrizioni definitive. Egli ha previsto che
tale comunicazione avvenisse solo al passaggio in giudicato della decisione
(dispositivo IV), trascurando però di avere statuito nell’am-bito di una
procedura di camera di consiglio (sopra, consid. 1) e di avere preso quindi una
decisione immediatamente esecutiva a prescindere dalla mancata comunicazione
all’ufficiale del registro fondiario. Certo, in caso di appello il presidente
della Camera adita può conferire al gravame effetto sospensivo (art. 370   
cpv. 3 CPC), ma in concreto ciò non è nemmeno stato richiesto. Rimane il fatto
che, comunque sia, il termine entro cui l’istante doveva agire in giudizio per
ottenere l’iscrizione definitiva delle ipoteche non è stato annotato nel registro
fondiario, nel quale figurano ancora (e soltanto) le iscrizioni provvisorie
ordinate senza contraddittorio. Occorre pertanto vagliare le conseguenze di
tale omissione.

 

3.   La giurisprudenza ha già avuto modo di precisare che, qualora la
durata della validità dell’iscrizione provvisoria non sia annotata nel registro
fondiario, l’ufficiale non esegue alcuna cancellazione d’ufficio (come
prescrive invece l’art. 76 cpv. 1 RRF se il termine, annotato, decorre
infruttuoso). Il proprietario del fondo gravato può chiedere bensì
all’ufficiale di cancellare un’iscrizio-ne provvisoria decaduta ma, se il
creditore si oppone, deve introdurre un’azione per la modifica del registro
fondiario (DTF 112 II 498 consid. 2 e 3 con rinvii; Steinauer, op. cit., pag. 227, n. 2895). Come detto, dunque,
la circostanza che la durata di un’iscrizione provvisoria non si evinca dal
registro fondiario non comporta ancora la nullità dell’iscrizione; ciò non
toglie che l’azione volta all’iscrizione definitiva debba essere promossa entro
il termine fissato dal giudice (DTF 99 II 391 consid. 3; Steinauer, op. cit., pag. 226 n.
2892d).

 

4.   Nella fattispecie il Pretore ha impartito all’istante, nella
decisione impugnata (del 25 gennaio 1993), un termine di 90 giorni per avviare
la causa tendente all’iscrizione definitiva delle ipoteche. Il 22 aprile 1993
l’istante ha postulato una prima dilazione (altri 90 giorni), che il Pretore ha
accolto il 26 aprile successivo. Una seconda proroga (90 giorni supplementari),
chiesta dall’istante il 14 luglio 1993, è stata accolta dal Pretore il 16
luglio seguente. L’ultima istanza di proroga, inoltrata il 20 dicembre 1993, è
stata accolta il 21 dicembre 1993 (ulteriori 90 giorni). Dagli atti non emerge
se e quando l’istante ha promosso la causa intesa all’ ottenimento delle
iscrizioni definitive. La questione non è, come che sia, di rilievo. Il termine
di cui all’art. 961 cpv. 3 CC può infatti essere prorogato dal giudice, ma la
richiesta di proroga dev’essere tempestiva (si è visto dianzi che, per essere
efficace, la dilazione dev’essere finanche annotata nel registro
fondiario entro la scadenza del termine originale: sopra, consid. 1 in fine).
Quand’anche nel caso specifico le due prime proroghe siano state ottenute in
tempo utile, la terza è manifestamente tardiva non solo nella concessione, ma
già nella richiesta (20 dicembre 1993) se appena si pensa che la seconda
proroga era stata accordata il 16 luglio 1993. Il diritto ticinese, del resto,
pre-vede che una proroga deve – se non essere ottenuta – quanto meno essere
chiesta prima della scadenza del termine (art. 130 cpv. 2 prima frase CPC). Ne
segue che le iscrizioni provvisorie ordinate dal Pretore con la decisione
impugnata si sono, come che sia, estinte allo scadere della seconda proroga, il
giudice non potendo ordinare il ripristino di un’iscrizione provvisoria ormai
decaduta (DTF 98 Ia 246 consid. 3). Poco importa che la decisione impugnata non
sia stata trasmessa all’ufficiale del registro fondiario e poco importa altresì
che tale decisione sia stata impugnata in appello. Già si è spiegato, invero,
che tale ricorso non sospendeva l’esecutività del giudizio (art. 370 cpv. 3
CPC): non inibiva neppure, quindi, la decorrenza del termine.

      

 5.   Obietta l’appellata che, in ogni modo, il
comportamento della __________ trascenderebbe nell’abuso di diritto (art. 2
cpv. 2 CC) poiché, pur non essendosi mai opposta alle proroghe, essa ha chiesto
poi lo stralcio della procedura. Se non che, la scadenza fissata dal giudice a
norma dell’art. 961 cpv. 3 CC è un termine perentorio (DTF 119 II 435 consid.
2a). Anche se la __________ avesse accondisceso alla concessione di una proroga
tardiva, l’estinzione delle iscrizioni provvisorie andrebbe rilevata dal
giudice d’ufficio (sopra, consid. 1). Se ne conclude che, sia come sia, le
iscrizioni provvisorie disposte dal primo giudice – oggetto dell’appello – più
non sussistono. Sussistono bensì, formalmente, le iscrizioni iscritte senza
contraddittorio nel registro fondiario. Dovesse tuttavia l’istante opporsi alla
loro cancellazione, l’appellante potrà adire il giudice chiedendo la rettifica
del registro (sopra, consid. 3). Ciò premesso, l’appello va stralciato dai
ruoli (art. 351 cpv. 1 CPC). Resta ancora da esaminare chi debba sopportare le
spese e le ripetibili della relativa procedura.

 

6.   Il Codice di procedura civile non specifica a quali criteri debba
attenersi un pronunciato su spese e ripetibili qualora una causa divenga senza
oggetto o senza interesse giuridico. L’art. 151 CPC si limita a evocare la
desistenza, la transazione o l’acquie-scenza e prevede unicamente che in tali
ipotesi “ le tasse, le spese e le ripetibili sono fissate e ripartite, a
richiesta di parte, dal giudice adito”. La giurisprudenza ha già avuto modo di
precisare nondimeno, nel solco dell’art. 163 CPC, che ove una lite diventi
priva di oggetto o di interesse giuridico si applica per analogia, in materia
di spese e ripetibili, l’art. 72 della procedura civile federale  (I CCA, sentenza
del 1° giugno 1993 nella causa F. SA contro S. SA e D., consid. 1 e 2).
Quest’ultima norma sta-bilisce che quando una lite diventa – appunto – priva di
oggetto o di interesse giuridico, il tribunale, udite le parti ma senza ulteriore
dibattimento, dichiara il processo terminato e statuisce con motivazione
sommaria sulle spese, “tenendo conto dello stato delle cose prima del
verificarsi del motivo che termina la lite”. In concreto occorre valutare
sommariamente, di conseguenza, quale probabilità di buon esito avrebbe avuto
l’appello se le iscrizioni provvisorie delle ipoteche legali non fossero
decadute (cfr. DTF 118 Ia 494 consid. 4, 111 Ib 191 consid. 7a).

 

a)   Il Pretore, accertata la tempestività dell’iscrizione richiesta
(art. 839 cpv. 2 CC), ha respinto l’obiezione della __________ che – come detto
(sopra, consid. D) – invocava versamenti all’istante per complessivi fr. 100
000.– da parte della __________. A mente del Pretore infatti la convenuta non
era riuscita a rendere verosimile che i tre acconti di complessivi fr. 100
000.– erano giunti alla __________ con l’indicazione del cantiere cui erano
destinati (art. 86 cpv. 1 CO). L’istante era abilitata dunque a computare le
somme ricevute in deduzione di fatture già scadute, relative ad altri cantieri,
tanto più ch’essa non aveva dichiarato alcunché alla __________ (art. 86 cpv. 2
CO). E siccome i convenuti non avevano reso verosimile nemmeno che il debito
della __________ verso la __________ per le opere eseguite nella “__________ ”
era scaduto prima di altri debiti riguardanti altri cantieri (art. 87 cpv. 1
CO), a un esame meramente sommario l’iscrizione provvisoria del pegno immobiliare
doveva essere ammessa.

 

b)   L’appellante sostiene che la __________ ha chiaramente indicato la
causale dei tre acconti versati, ma che tale indicazione non è stata comunicata
alla __________ dalla propria banca (la __________, agenzia di __________, rispettivamente
il __________ di Lugano). Di ciò non può essere resa responsabile la
committenza, che ha prodotto copia di ordini di pagamento univoci. Incombeva
all’istante dimostrare che la propria banca non aveva commesso alcuna mancanza
(non aveva ricevuto cioè le indicazioni sulle causali degli acconti). Per di
più la __________ non ha interrotto i lavori dopo aver eseguito opere per
complessivi fr. 103 000.–, ma solo per fr. 96 000.–. L’ammontare delle ipoteche
legali non può, dunque, superare tale importo.

 

c)   È incontestato che la __________ ha ricevuto __________ tre
accrediti di complessivi fr. 100 000.–: due su un conto presso la Banca
__________, agenzia di __________, (fr. 20 000.– il 30 settembre 1991 e fr. 50
000.– il   6 novembre 1991: doc. Q e R), il terzo su un conto presso la
__________ a __________ (fr. 30 000.– il 23 dicembre 1991: doc. S). È pacifico
altresì che tutti i pagamenti sono stati effettuati dalla __________ per il
tramite della pro-pria banca, il __________ di __________ (doc. 1, 2 e 3), dal
quale essa aveva ottenuto un credito di costruzione. Ora, se è vero che gli
importi sono stati tutti prelevati da tale conto (n. __________“__________ -
__________ ”), non risulta che __________ abbia ordinato al __________ di comunicare
alla destinataria la causale dei versamenti. Tale circostanza andava resa
verosimile da chi si prevale dell’indicazione (in concreto la __________),
dandosi il caso con domande di edizione a terzi. Quanto agli avvisi di accredito
giunti dalla __________ (doc. Q, R e S), essi non precisano alcunché e la Banca
__________ ha anche con-fermato per scritto di non avere ricevuto alcuna indicazione
(doc. T). 

 

       Si aggiunga che a due lettere del
9 febbraio e del 14 aprile 1992 (doc. O e P) in cui la __________ comunicava di
dedurre gli acconti ricevuti fino ad allora da fatture scadute, estranee alla
“__________ ”, la __________ non consta avere reagito. Anzi, in una
dichiarazione del 31 marzo 1992 essa ha riconosciuto di non avere corrisposto
alcun acconto sui lavori eseguiti fino ad allora dalla __________ (doc. C) per
la “__________ ”, tant’è che alle ripetute sollecitazioni di acconto (doc. E e
F) essa era rimasta silente. Infine, come giustamente ha sottolineato il primo
giudice, se il primo acconto di fr. 20 000.– si riferisse alla “__________ ”,
esso sarebbe stato pagato prima ancora della delibera dei lavori, ciò che non
appare attendibile. A un esame sommario risulta quindi che l’appello della
__________ sarebbe probabilmente stato destinato all’insuccesso. Simile
valutazione sfiora la certezza se si considera che l’iscrizione provvisoria di
un’ipoteca legale deve essere rifiutata solo quando l’esistenza del diritto di
pegno sembri esclusa a priori o altamente improbabile; nei casi dubbi essa deve
essere accordata e la decisione sul fondamento del diritto all’iscrizione
dell’ipoteca legale demandata alla causa di merito (Schumacher, op. cit., pag. 217 n. 748; Steinauer, op. cit., pag. 225, n. 2890
in fine; Simond, L’hypothèque
légale en droit suisse, pag. 142 seg.; Zobl,
Das Baudhandwerkerpfandrecht de lege lata und de lege ferenda, in: ZSR
1982 II pag. 158; DTF 102 II 86
consid. bb, 86 I 270).

 

       A miglior sorte non sarebbe
verosimilmente stata destinata  nemmeno la domanda subordinata dell’appellante
intesa a far ridurre l’ammontare complessivo delle ipoteche legali da fr. 103
000.– a fr. 96 000.–. Alla discussione finale del 30 novembre 1992, invero,
essa ha bensì contestato il mancato versamento di acconti, ma non l’entità
delle opere eseguite, limitandosi a rilevare di scorcio (verbale, pag. 2) che
“i versamenti operati (fr. 100 000.–) sono addirittura superiori alla pretesa
documentale di controparte (fr. 96 000.–)”. Essa non ha formalizzato tuttavia
alcuna richiesta di riduzione delle ipoteche legali, tanto meno indicando gli
importi di cui sarebbero dovute essere gravate le singole proprietà per piani.
Su questo punto perciò l’appello sarebbe stato verosimilmente dichiarato
irricevibile (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC).

 

d)   Se ne conclude che, non fosse diventato senza oggetto per caducità
delle iscrizioni provvisorie, l’appello sarebbe presumibilmente stato respinto
nella misura in cui sarebbe risultato ammissibile. Gli oneri processuali e le
ripetibili sarebbero stati posti perciò a carico dell’appellante, tenuta a rifondere
alla controparte un’adeguata indennità per ripetibili (art. 148 cpv. 1 CPC). La
lunga disamina formante oggetto della decisione odierna non legittima per altro
una particolare riduzione della tassa di giustizia. Non sarebbero verosimilmente
state accordate ripetibili invece a __________ e __________ __________, che pur
avendo introdotto osservazioni all’appello non erano più parti in causa. Quanto
alle osservazioni che taluni comproprietari hanno formulato all’istanza di
stralcio presentata dall’appellante, esse non giustificano l’assegna-zione di
ripetibili già per il fatto che da stralciare è l’appello, non la procedura di
primo grado ormai conclusa con una decisione passata in giudicato (l’appello in
esame non ha – né ha mai avuto – effetto sospensivo: art. 370 cpv. 3 CPC).

 

                                  7.    Diverso è il problema riguardante le spese e le
ripetibili di prima sede, fissate dal Pretore nel dispositivo III della
decisione impugnata. Ove l’azione mirante all’iscrizione definitiva di
un’ipoteca legale non sia validamente promossa, infatti, le spese e le ripetibili
della procedura di iscrizione provvisoria sono – per principio – a carico
dell’artigiano o imprenditore (Schumacher,
Das Bauhandwerkerpfandrecht, 2ª edizione, pag. 221, n. 761 in fine). Per evitare
al giudice di dover riconsiderare le spese e le ripetibili della decisione di
iscrizione provvisoria alla luce di tale nuova circostanza, Schumacher propone di porre sin
dall’inizio – almeno di regola – le spese e le ripetibili della procedura di iscrizione
provvisoria a carico dell’artigiano o imprenditore, riservato un diverso
riparto nella sentenza di iscrizione definitiva (op. cit., pag. 223 n. 763;
cfr. anche DTF 110 Ia 98). Non incombe tuttavia a questa Camera decidere, senza
che il Pretore sia stato chiamato a statuire come autorità di primo grado, se e
come debba essere modificato il dispositivo sulle spese e le ripetibili della
decisione impugnata in esito alla sopravvenuta decadenza dell’iscrizione
provvisoria. Tanto meno se si considera che la __________ A ha chiesto al
Pretore lo stralcio della procedura, ma non un nuovo sindacato in materia di
spese e ripetibili.

 

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa
giudiziaria,

 

 

decreta:

1.   L’appello è dichiarato senza
oggetto per decadenza delle iscrizioni provvisorie formanti oggetto del
giudizio impugnato e la procedura è stralciata dai ruoli.

 

                                  2.    Gli
oneri processuali di appello, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 350.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
400.–

 

                                         sono
posti a carico dell’appellante, che rifonderà alla __________ fr. 1000.– per ripetibili.

 

 

                                  3.    Intimazione:

                                         –
avv. __________, __________;

                                         –
avv. __________, __________.

                                         

                                         Comunicazione:

                                         –
avv. __________, __________;

                                         –
avv. __________, __________;

                                         –
avv. __________, __________;

                                         –
__________, __________;

– Pretura della giurisdizione di Mendrisio Nord.

 

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La Segretaria