# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 89191a5b-6e18-5665-99ab-10b21fcb0f9e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.10.2008 34.2008.51
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2008-51_2008-10-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2008.51

   

  rg/gm

  	
  Lugano

  21 ottobre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
						

 

 

statuendo sulla petizione del 25 agosto
2008 di

 

	
   

  	
  AT 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di contributi della previdenza
  professionale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

considerato                    in
fatto e in diritto

 

                               1.1.   Con
effetto dal 1. luglio 2004, tramite contratto d’adesione 14 giugno 2004 con la AT
1 (doc. A), la __________, quale datore di lavoro, ha attuato la previdenza
professionale obbligatoria dei suoi dipendenti.

 

                               1.2.
  A seguito del mancato pagamento – dopo invio di diffide (doc. I, L, Q, R), malgrado
la concessione di un piano d’ammortamento (doc. M, N) e disdetto il contratto
d’adesione con effetto al 31 dicembre 2007 (doc. S) – di arretrati contributivi
per un ammontare complessivo di fr. 46'267.50 (valuta 4 marzo 2008; cfr.
estratto conto sub doc. H), adite le vie esecutive da ultimo con PE n. __________
dell’UE di __________ (doc. T), con la petizione in oggetto la AT 1 ha chiesto
la condanna della CO 1 al pagamento di suddetto importo oltre interessi di mora
al 5% dal 4 marzo 2008, nonché al rimborso di fr. 600.-- per spese di mora e di
ulteriori spese come da precetto, postulando altresì il rigetto definitivo
dell’opposizione ad esso interposta, con protesta di tasse, spese e ripetibili.

                               1.3.   La
società convenuta, malgrado l’assegnazione di due termini (l’ultimo con ordinanza
24 settembre 2008), non ha presentato la risposta di causa.   

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’i-struttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell’art. 49 cpv. 2 LOG.

 

                               2.2.
  L'art. 11 LPP impone al datore di lavoro che occupa lavoratori da assicurare
obbligatoriamente di affiliarsi a un istituto di previ­denza regolarmente
registrato. Tale affiliazione ha effetto retro­attivo e comporta, per il datore
di lavoro, l'obbligo del paga­mento dei contributi (art. 66 LPP). Per quel che
riguarda l'ammontare dei contributi l'art. 66 LPP prevede che l'istituto di previdenza
stabilisce nelle disposizioni regolamentari l'importo dei contributi del datore
di lavoro e dei lavoratori. Il contributo del datore di lavoro deve essere
almeno uguale a quello complessivo dei suoi lavoratori. Il datore di lavoro
deve all'istituto gli interi contributi e deduce dal salario la quota del
lavoratore stabilita nelle disposizioni regolamentari. Egli è l'unico
debitore dei contributi (Brüh-wiler,
Obligatorische Berufliche Vorsorge, in: Schw. BVR, 1998 p. 46;
Lüthy, Das Rechtsverhältnis zwischen Arbeitgeber und
Personalvorsorgestiftung, 1989, p. 32). Sui contributi
non pagati alla scadenza l'istituto può pre­tendere interessi di mora (art. 66
cpv. 2 LPP). Secondo l'art. 49 cpv. 1 LPP inoltre gli istituti di previdenza
possono strutturare liberamente le prestazioni, il finanziamento di queste e
l'organizzazione. Di conseguenza i contributi non devono necessariamente corrispondere
agli accrediti di vecchiaia di cui all'art. 16 LPP (Messaggio del Consiglio
federale sulla LPP, p. 98). I primi servono per il finanziamento del fondo di
previdenza, i secondi a stabilire le prestazioni minime previste dalla legge.

 

                               2.3.
  Nel processo riguardante il versamento di contributi della previdenza
professionale l'istituto di previdenza deve sostanziare la pretesa in maniera
completa al fine di permetterne l'esame, il principio indagatorio vigente
nell'ambito delle assicurazioni sociali (SVR 1998 UV n. 1; DTF 117 V 263
consid. 1b) avendo i su-oi limiti nell'obbligo delle parti di collaborare
all'istruzione della causa (DTF 125 V 195 consid. 2, 122 V 150 consid. 1a con
riferi-menti). D'altro canto il datore di lavoro deve sostanziare i motivi per
cui la pretesa non sarebbe fondata. Se la richiesta risulta sufficientemente
sostanziata, le contestazioni immotivate non vengono considerate, ritenuto come
i fatti da dimostrare vanno sostanziati in maniera sufficiente e meglio vanno
indicati in modo completo al fine di poter assumere le prove necessarie (SZS 2003
p. 500, 2001 p. 562).

 

                               2.4.   Nel
caso di specie la pretesa attorea appare sufficientemente sostanziata e documentata,
nessuna contestazione, anche precedentemente all’inoltro della petizione,
essendo del resto stata sollevata da parte della società convenuta.

 

                                         Giusta
l'art. 3.3 del contratto d'adesione (doc. A), il datore di lavoro si impegna a
versare direttamente i contributi alla Fondazio-ne. L’obbligo contributivo –
non contestato e previsto dalla legge e dalle disposizioni contrattuali – deve
essere quindi ammesso, atteso che le modalità di calcolo e versamento dei
contributi previste nel contratto d'adesione e nel regolamento (doc. C) risultano
in concreto essere state correttamente applicate. Tenuto conto di questi
elementi e di quelli in precedenza ricordati, considerati gli accrediti a favore
del datore di lavoro (cfr. estratti conto sub doc. D-H), il credito per
contributi non soluti (compresi interessi passivi, spese di diffida, per scioglimento
del contratto e per piano d’ammortamento) fatto valere in petizione, deve essere
riconosciuto.

 

                               2.5.   Disatteso
deve per contro essere il postulato rimborso di spese di mora per fr. 600.--.

 

                                         Secondo
l’art. 106 CO il debitore è tenuto a risarcire anche il danno patito dal creditore
eccedente gli interessi moratori, in quanto non provi che non gli incombe
alcuna colpa. Affinché possano essere riconosciute tali spese – come lo
scrivente Tribunale ha più volte avuto modo di ricordare alla Fondazione attri-ce
(cfr. STCA 13 maggio 2008 nella causa L.F., 30 giugno 2006 nella causa N. LCC,
30 giugno 2006 nella causa T.G.I. SA,  7 giugno 2006 nella causa L. D., 11
aprile 2006  nella causa F.G.I.C. SA, 3 aprile 2006 nella causa T.B. SA) –
devono essere dimostrate (DTF 117 II 258). In concreto l’attrice non ha prodotto
i giustificativi atti a sostanziare e quantificare i costi addebitati, che di
conseguenza non possono essere riconosciuti, né possono per i medesimi motivi
essere riconosciuti i costi per fr. 600.—addebitati al datore di lavoro nel
settembre 2007 (cfr. estratto conto sub doc. G) e compresi nell’importo di fr.
47'267.50.

                                      

                               2.6.   Dall’estratto
conto sub doc. G risulta che con valuta 25 settembre 2007 la Fondazione ha
addebitato al datore di lavoro la somma di fr. 100.-- a titolo di anticipo
delle spese relative ad un precedente precetto esecutivo fatto spiccare nei
confronti della società nell’agosto 2007 (doc. P). A torto.

 

                                         Al
riguardo va infatti osservato che tali spese seguono le sorti dell’esecuzione
in quanto costituiscono un accessorio del credito che deve essere sopportato
dal debitore se non riesce ad opporsi con successo all’esecuzione, in caso
contrario dal creditore. Esse sono aggiunte alla somma oggetto di esecuzione
per la quale è stato concesso il rigetto senza che sia necessaria un’e-splicita
pronuncia nel merito (DTF 71 III 144; Panchaud /Caprez, La mainlevée d’opposition,
§ 164, p. 414; Ammon, Grundriss des Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, 1983, p. 106; STCA
21 settembre 1993 nella causa R.B., 7 giugno 2006 nella causa L. D).

 

Per i medesimi motivi deve pure essere disattesa la richiesta attorea
tendente al rimborso delle spese afferenti al precetto esecutivo di cui è
chiesto in petizione il rigetto definitivo.

 

                               2.7.   Ne
consegue che il credito complessivo di spettanza della Fondazione nei confronti
della convenuta deve essere cifrato in fr. 46'567.50 (47'267.50 – 600 –
100).

 

                               2.8.   La
Fondazione chiede anche il versamento di interessi di mora al 5% dal 4 marzo
2008.

 

                                         Secondo
l’art. 66 cpv. 2 LPP, sui contributi non pagati alla scadenza l'istituto di previdenza
può pretendere interessi di mora (Brühwiler, op. cit., p. 46; SZS 1990 p. 89;
cfr. contratto d'adesione). In concreto, poiché la convenuta è palesemente in mora
con il pagamento dei contributi e il tasso del 5% richiesto corrisponde a
quello legale (art. 104 CO), la domanda dev'essere accolta.

 

                               2.9.
  Chiesta è altresì la pronuncia del rigetto definitivo dell'opposizione
interposta al PE n. __________ del 23 aprile 2008 dell’UE di __________.

 

                                         Il
creditore che a seguito dell'opposizione ha fatto riconoscere i propri diritti
conformemente all'art. 79 LEF, può chiedere direttamente la continuazione
dell'esecuzione senza dover esperire la procedura speciale di rigetto
dell'opposizione prevista dall'art. 80 LEF; lo stesso vale laddove la decisione
pronunciata ai sensi dell'art. 79 LEF sia emanata da un'autorità o da un
Tribunale amministrativo della Confederazione o del cantone del foro dell'esecuzione
(DTF 107 III 60ss). Il principio é che qualora il creditore segua la procedura
dell'art. 79 e quindi intenti un'azione in riconoscimento del credito non
debba, vistosi riconoscere definitivamente il credito, adire successivamente la
procedura dell'art. 80 LEF (Adler, in: Droit privé et
assurances sociales, 1990, pp. 241ss, 251s). La
condizione aggiuntiva introdotta dalla citata giurisprudenza é che il giudice
dell'azione ordinaria (che può essere a seconda della natura del credito il
giudice civile o il giudice amministrativo e per la precisione, in casu, il
Tribunale cantonale delle assicurazioni) faccia preciso riferimento, nel dispositivo
che accoglie in tutto o in parte il petitum, all'esecuzione in corso e rigetti
formalmente l'opposizione per la parte del credito ricono­sciuto. La presente
sentenza varrà pertanto quale titolo per la prosecuzione dell'esecuzione, senza
che il creditore debba previamente chiedere il rigetto definitivo
dell'opposizione al giudice dell'ese­cuzione.

 

                             2.10.   Giusta
l’art. 29 cpv. 1 Lptca la procedura è di principio gratuita. Di regola non si
prelevano pertanto tasse di giustizia e le spese sono poste carico dello Stato.
L'esclusione della gratuità della procedura in caso di introduzione di
procedimenti temerari o per leggerezza costituisce tuttavia un principio
processuale generale del diritto federale delle assicurazioni sociali (DTF 124
V 285; SZS 1998 p. 64; DTF 118 V 319; STFA 17 luglio 1998 nella causa T.;
art. 29 cpv. 3 Lptca). Secondo la giurisprudenza un processo è temerario o
sconsiderato se la parte fonda la  propria richiesta su fatti di cui conosce o
dovrebbe conoscere l'inesattezza. La temerarietà è tra l'altro data nel caso in
cui una parte si attiene ad un opinione palesemente illegale e anche nel caso
in cui un cui questa violi un obbligo che le compete (ad esempio l'obbligo di
collaborare o di astenersi dal compiere un determinato atto; DTF 124 V
288s, 112 V 335). Nell'ambito dell'azione in materia di contributi LPP, il solo
fatto di non intervenire in causa non è sufficiente per ritenere temerario il
comportamento del convenuto. Tuttavia, in tale contesto il comportamento della
controparte dev'essere valutato tenendo conto anche dell'agire che l'interessato
ha tenuto precedentemente al processo. Se, quindi, il datore di lavoro o
l'assicurato non rispetta fatture e solleciti, provoca l'avvio di procedure
esecutive e obbliga l'istituto di previdenza, malgrado una situazione
palesemente infondata, a inoltrare un'azione, tramite la presentazione dell'opposizione
al precetto esecutivo, e non interviene in causa, agisce in modo temerario. In
simili condizioni si può infatti ritenere che egli abbia messo in atto manovre
dilatorie passibili d’essere sanzionate tra-mite il pagamento di spese di
giustizia (DTF 124 V 288, 290; STCA 28 gennaio 1998 nella causa FICLPP).

 

                                         Nel
caso in esame la società convenuta non ha dato seguito alle richieste di pagamento
inviatele dalla Fondazione, ha interposto opposizione al precetto esecutivo e
non è intervenuta in causa. In tali circostanze, alla luce della suesposta
giurisprudenza, ad essa vanno accollate tasse e spese di procedura per fr. 400.--.

 

                             2.11.
  L'assicuratore che vince la causa non ha, di regola, diritto a ripetibili (DTF 128 V
133, 126 V 150, 112 V 361; SZS 2001 p. 174; STCA 9 marzo 1992 nella causa F.P.
c. S. SA).). Tuttavia, se il comportamento processuale della controparte si
dimostra temerario o quest’ultima abbia agito con leggerezza, gli assicuratori
sociali, vincenti in causa e patrocinati da un avvocato o da una persona
qualificata hanno diritto alle ripetibili (DTF 128 V 133, 323, 127 V
207, 126 V 150, 110 V 135; AHI Praxis 2000 p. 337; RCC 1984 p. 278).

 

                                         Nel
caso concreto, stante il suevidenziato comportamento della convenuta, si giustifica
l'assegnazione alla Fondazione attrice, patrocinata da un avvocato, di fr.
500.-- per ripetibili.

 

 

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   La
petizione è parzialmente accolta.

 

                                         §    La CO 1 è condannata a
versare alla AT 1 fr. 46'567.50 oltre interessi al 5% dal 4 marzo 2008.

 

                                         §§ E’ rigettata in via
definitiva l’opposizione al PE n. __________ del 23 aprile 2008 dell’UE di __________
limitatamente all’importo di fr. 46'567.50 oltre interessi al 5% dal 4 marzo
2008.

 

                                 2.-   La
tassa di giustizia e le spese per complessivi fr. 400.-- sono poste a carico
della convenuta, con l’obbligo di rifondere a controparte fr. 500.-- di
ripetibili (IVA inclusa).

 

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti