# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4dec5e76-653b-521d-b917-254b78a48f5a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-08-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 30.08.2018 11.2016.80
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2016-80_2018-08-30.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2016.80

  	
  Lugano

  30 agosto 2018/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Giani,
  vicepresidente,

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F.
  Bernasconi

  

 

 

sedente
per statuire nella causa DM.2016.11 (divorzio:
provvedimenti cautelari) della Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna
promossa con istanza del 10 febbraio 2016
da

 

	
   

  	
   AO
  1 

  (patrocinato
  dall'avv.  PA 2 )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP
  1  

  (patrocinata
  dall'avv.  PA 1 ),

  

 

giudicando
sull'appello del 29 agosto 2016 presentato da AP 1 contro il decreto cautelare
emesso dal Pretore aggiunto il 17 agosto 2016;

 

Ritenuto

 

in fatto:                           che
nell'ambito di una procedura a tutela dell'unione coniugale promossa il 15 maggio 2013 da AP 1 (1953) nei confronti del marito
AO 1 (1952) il Pretore aggiunto della giurisdizione di Locarno Campagna ha
omologato, il 7 ottobre 2013, un accordo sulla vita separata in cui si
prevedeva, tra l'altro, l'obbligo per il marito di versare alla moglie un contributo alimentare di fr. 1300.–
mensili dal novembre successivo (inc. SO.2011.423);

 

                                         che
nel corso della procedura di divorzio intentata il 10 febbraio 2016 da AO 1 (inc.
DM.2016.11), con decreto cautelare del 17 agosto 2016 il Pretore aggiunto ha
soppresso retroattivamente dal febbraio del 2014 il contributo alimentare in
favore della moglie, ha obbligato quest'ultima a restituire al marito quanto percepito
a titolo di mantenimento da quella data e ha posto le spese processuali di fr. 810.–
per un sesto a carico del marito e per il resto a carico della moglie, tenuta a
rifondere alla controparte fr. 1400.– per ripetibili ridotte.

 

                                         che
contro il decreto appena citato AP 1 è insorta a questa Camera con un appello
del 29 agosto 2016 per ottenere – previo conferimento dell'effetto sospensivo –
la modifica della decisione impugnata nel senso di fissare il contributo
di mantenimento in suo favore a fr. 980.– mensili dal marzo del 2016; 

 

                                         che
nelle sue osservazioni del 19 settembre 2016 AO 1 ha
proposto di respingere l'appello;

 

                                         che
con decreto del 21 settembre 2016 il presidente di questa Camera ha accordato
all'appello effetto sospensivo per quanto riguarda i contributi alimentari cui AP
1 è tenuta al rimborso dal febbraio 2014 all'agosto del 2016, respingendo la richiesta
per il seguito;

 

                                         che
il 24 agosto 2018 AP 1ha trasmesso a questa Camera copia della sentenza del 19
giugno 2018, passata in giudicato, con cui il Pretore aggiunto ha pronunciato
il divorzio e ha omologato una convenzione sugli effetti dello stesso, dichiarando
di ritirare l'appello contro il decreto cautelare;

 

e considerando

 

in diritto:                        che
il ritiro di un appello, ovvero la dichiarazione con cui una parte dichiara di
rinunciare unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura
desistenza a norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC (cfr. sentenza del Tribunale
federale 4A_602 e 604/2012 dell'11 marzo 2013, consid. 5.2 e 5.3),
indipendentemente dai motivi che possono avere spinto l'interessato a recedere
dalla lite;

 

                                         che
nelle circostanze descritte il giudice prende atto della dichiarazione di
ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC);

 

                                         che
desistenza equivale a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea di principio –
il pagamento delle spese giudiziarie dovute alla sua iniziativa
processuale (art. 106 cpv. 1 CPC);

 

                                         che
nulla impedisce alle parti tuttavia di accordarsi in proposito e di convenire
un'altra chiave di suddivisione, segnatamente in materia di ripetibili;

 

                                         che
in concreto, le parti hanno concordato di lasciare le spese processuali a carico
di che le aveva anticipate e di compensare le ripetibili sicché non v'è ragione
per scostarsi da tale accordo in questa sede;

 

                                         che, ad ogni modo, l'ammontare delle spese di
appello è adeguatamente ridotto per tenere conto che il processo termina senza
sentenza (art. 21 LTG). 

 

Per questi motivi,

 

decreta:                   1.   Si prende atto del ritiro
dell'appello. La causa è stralciata dal ruolo per desistenza.

 

                                   2.   Le spese processuali
ridotte di fr. 200.– sono poste a carico dell'appellante. Non si assegnano
ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –
  avv.   ;

  –
  avv.   . 

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
della giurisdizione di Locarno Campagna.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
vicepresidente                                                   La
vicecancelliera

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti
concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2
LTF).