# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b9947247-a375-5942-aed0-f2c685d1d82a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-11-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.11.2008 C-6785/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6785-2007_2008-11-25.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6785/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 5  n o v e m b r e  2 0 0 8

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Francesco Parrino, Stefan Mesmer, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
patrocinato dall'avv. Massimo Millesoli, 
via Duca degli Abruzzi 10, IT-95046 Palagonia,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione su opposizione 
del 15 agosto 2007).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6785/2007

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano,  nato  il  [...],  coniugato,  ha  lavorato  in 
Svizzera in  qualità  di  macellaio  dal  1968 al  1980 (doc. 4),  solvendo 
regolari  contributi  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i 
superstiti e l'invalidità (AVS/AI) durante tale periodo (doc. 1). Rientrato 
in  Italia,  ha  lavorato  in  proprio  quale  agricoltore  fino  ad  agosto  del 
1995; in  seguito,  si  è  occupato  esclusivamente della  direzione della 
sua azienda agricola almeno fino a dicembre del 2005 (doc. 2, doc. 3, 
doc. 13 e doc. 14). Il  14 luglio 2005, ha formulato una richiesta volta 
all'ottenimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità 
(doc. 2).

B.
Nel corso dell'istruttoria, l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per 
gli assicurati residenti all'estero (UAIE) ha assunto agli atti la seguente 
documentazione:

• i formulari per la dichiarazione dei redditi per l'anno 1995, 1996 
e 1998 (doc. 9, doc. 10);

• il  questionario  per  agricoltori  indipendenti  del  20  dicembre 
2005, nel quale l'interessato ha affermato di non essere più in 
grado di  svolgere alcuna attività agricola,  pur continuando ad 
occuparsi della direzione della sua azienda (doc. 13);

• il questionario per l'assicurato del 20 dicembre 2005 (doc. 14);

• una  cartella  clinica  concernente  il  ricovero  dal  30  agosto  al 
18 dicembre 1995 per cisti d'echinococco epatica (doc. 15);

• un referto d'esame eco epatica del 9 gennaio 1996 (doc. 16);

• una cartella clinica concernente il ricovero dal 29 settembre al 
2 ottobre 1997 per trauma da strappamento del  1°  dito  mano 
destra (doc. 17);

• la  perizia  medica  particolareggiata  E  213  della  previdenza 
sociale  italiana  del  17  agosto  2005,  attestante  perdita 
anatomica metacarpo 1° dito mano destra quale conseguenza 
di  infortunio  sul  lavoro  (1997)  da  cui  rendita  dall'Istituto 

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Nazionale  per  l'assicurazione  contro  gli  infortuni  sul  lavoro 
(INAIL)  del  40%,  turbe  dispeptiche  in  pregresso  intervento 
d'asportazione di cisti  di echinococco epatica (1995); secondo 
la stessa l'interessato è invalido nella misura del 35% sia nella 
precedente attività che in attività adeguate alle sue condizioni 
(doc. 18; perizia medicata dettagliata su formulario E 213 pag. 
10).

C.
Nel  suo  rapporto  del  12  maggio  2006,  il  dott.  B._______,  medico 
dell'UAIE,  dopo  aver  ripreso  la  menzionata  diagnosi,  ha  fissato  a 
partire  dal  29  settembre  1997  (data  dell'infortunio  professionale) 
un'incapacità  lavorativa  dell'assicurato  dell'ordine  del  30%  nelle 
precedenti  attività  (macellaio,  agricoltore),  considerandolo  tuttavia 
abile  al  100%  in  attività  sostitutive  fisicamente  meno  impegnative 
(quali  ad esempio,  sorvegliante  di  posteggio/museo,  corriere/addetto 
alla distribuzione della posta in una ditta).

C.a Il  22 maggio 2006, l'autorità inferiore ha respinto la domanda di 
prestazioni  dell'assicurazione  per  l'invalidità.  Ha  osservato  che 
l'assicurato non ha subito né un'incapacità permanente di  guadagno 
né un'incapacità al lavoro media sufficiente per un anno, ai sensi delle 
disposizioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 21).

C.b Il  4  luglio  2006,  l'assicurato  ha  inoltrato  opposizione  contro  la 
citata decisione dell'UAIE. Ha fatto valere di essere stato riconosciuto 
invalido al 40% in Italia. Ha segnalato di non svolgere alcuna attività 
lucrativa e di aver ceduto a titolo gratuito la sua azienda agricola. Ha 
osservato, infine, che oltre alla riferita inabilità al 40% va aggiunta altra 
percentuale  per  i  problemi  inerenti  il  fegato  per  il  lavoro  svolto  in 
Svizzera  a  contatto  con  gli  animali  (doc.  25).  Ha  esibito  ulteriore 
documentazione (doc. 22 a 24).

C.c Il 15 agosto 2007, l'UAIE ha respinto l'opposizione dell'interessato 
e confermato la propria decisione del 22 maggio 2006 (doc. 26).

D.
Il 3 ottobre 2007, l'assicurato ha interposto ricorso contro la decisione 
dell'UAIE  del  15  agosto  2007  mediante  il  quale  chiede, 
sostanzialmente, il  riconoscimento del suo diritto ad una prestazione 
dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  Ha  fatto  valere  di  non 
essere  nelle  condizioni  psico-fisiche per  produrre  reddito  e  d'essere 

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incapace al lavoro nella misura del 40% minimo in media per un anno, 
come previsto e disciplinato dalla legge federale del 19 giugno 1959 
su l’assicurazione per l’invalidità (LAI, RS 831.20). Per conseguenza, 
va  riconosciuta  la  sua  invalidità  con  totale  e  permanente  inabilità 
lavorativa, come valutato in Italia dall'INAIL, e il  suo diritto ai  relativi 
benefici  economici.  Ha  segnalato  d'essere  disposto  a  sottoporsi  ad 
accertamenti  clinici  da  parte  dei  medici  di  fiducia  del  Tribunale 
amministrativo  federale  qualora  quest'ultimo  lo  ritenesse  opportuno. 
Ha esibito, fra l'altro, della documentazione medica (doc. TAF 1).

E.
Nella  risposta  al  ricorso del  4  dicembre 2007,  l'autorità  inferiore  ha 
proposto la reiezione del gravame. Ha fatto valere che l'assicurato è 
abile al 70% nella sua precedente attività di coltivatore diretto e quindi 
non avrebbe mai subito un'incapacità al lavoro di livello pensionabile. 
Inoltre, ha osservato che l'assicurazione svizzera per l'invalidità non è 
vincolata  dal  fatto  che  l'interessato  è  al  beneficio  di  una  pensione 
d'invalidità nel suo Paese (doc. TAF 3).

F.
Nella replica del 15 marzo 2008, il ricorrente ha ribadito il suo diritto 
ad  una  prestazione  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  In 
particolare, ha fatto valere un peggioramente del suo stato di  salute 
nonché  una  capacità  lavorativa  ridotta.  Ha  esibito  una  relazione 
medico-legale del Dott. C._______ dell'11 marzo 2008, corredata da 
documentazione medica (doc. TAF 10).

G.

G.a L'autorità  inferiore  ha  sottoposto  gli  atti  al  Dott.  D._______,  il 
quale,  nel  suo  rapporto  dell'8  aprile  2008  (doc.  28),  ha  ritenuto  la 
diagnosi di  stato dopo operazione al fegato per cisti  di echinococco, 
stato dopo amputazione del pollice destro e cervicalgie. In particolare, 
ha  osservato  che  l'affezione  alle  cervicali,  peraltro  insorta  e 
documentata  nel  gennaio  del  2008,  ossia  posteriormente  alla 
decisione impugnata, comporta delle ridotte limitazioni funzionali. Ha 
altresì  rilevato  che,  a  seguito  dell'amputazione  del  pollice,  la  mano 
destra è limitata a livello funzionale in modo importante, segnatamente 
nell'afferrare  gli  oggetti.  Ha  quindi  postulato  un'incapacità  lavorativa 
del  40%  dell'assicurato  nella  precedente  attività  di  agricoltore, 
considerandolo  tuttavia  abile  al  100% in  attività  sostitutive,  quali  ad 
esempio sorvegliante di un parcheggio. 

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G.b L'8  maggio  2008,  l'UAIE  ha  effettuato  una  valutazione 
dell'invalidità dell'interessato sulla base di un salario mensile di Euro 
1'362.90,  conseguibile  in  Italia  nel  2005,  come  agricoltore 
indipendente  (statistiche  edite  dall'Ufficio  internazionale  del  lavoro, 
Ginevra,  2006)  e  l'ha  contrapposto  ad  una  media  dei  salari  per  le 
attività di sostituzione proposte dai Dott.ri B._______ e D._______ di 
Euro 1'231.78, ossia la media dei salari delle categorie “commercio al 
dettaglio”  e  “stampa,  editoria  ed  industrie  annesse”.  Quest'ultimo 
importo  è stato ridotto del  15% (1'231.78 – 184.77 = 1'047.01),  per 
tener conto dell'età e delle  limitazioni  fisiche dell'interessato. Perciò, 
l'ufficio  ha  confrontato  un  reddito  di  Euro  1'362.90  ed  un  introito 
teorico di  Euro 1'047.01. Il  calcolo della perdita di  guadagno è stato 
indicato  come  segue:  [(1'362.90  –  1'047.01)  x  100]  :  1'362.90  = 
23.18% (doc. 29).

G.c Nella duplica del 16 maggio 2008, l'autorità inferiore ha precisato 
che  l'assicurato  non  può  più  svolgere  la  precedente  attività  di 
coltivatore  diretto.  Ha  però  ritenuto  che  il  ricorrente,  svolgendo 
un'attività sostitutiva adeguata, subirebbe una perdita di guadagno del 
23,18%, tasso che esclude il diritto ad una rendita. Ha quindi proposto 
la reiezione del gravame (doc. TAF 12).

H.
Il  21  maggio  2008,  questo  Tribunale  ha  richiesto  al  ricorrente  il 
versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali,  anticipo che è stato versato tempestivamente (doc. TAF 
13-15).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 1985 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis della  legge  federale  del  20 dicembre 
1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), la procedura in 
materia di assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA nella misura 
in  cui  è  applicabile  la  legge  federale  del  6  ottobre  2000 sulla  parte 

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generale  del  diritto  delle  assicurazioni  sociali  (LPGA,  RS  830.1). 
Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI,  le disposizioni  della LPGA sono applicabili 
all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la 
LAI non deroghi alla LPGA.

1.3 Riservate  le  eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF,  questo  Tribunale 
giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF, i  ricorsi  contro le decisioni ai  sensi 
dell'art. 5 PA pronunciate dalle autorità menzionate agli  art. 33 e 34 
LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  dell'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti 
l'assicurazione  per  l'invalidità  sono  impugnabili  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale giusta l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI.

1.4 Il  ricorso – presentato tempestivamente e rispettoso dei requisiti 
previsti dalla legge (art. 59 e 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto 
ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del 
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 

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l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante  (DTF  130  V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti).  Le 
disposizioni della 5a revisione della LAI in vigore dal 1° gennaio 2008 
non sono pertanto applicabili  nel  caso concreto  e di  seguito è fatto 
riferimento alle disposizioni in vigore fino al 31 dicembre 2007.

3.3 Il ricorrente ha presentato la richiesta di rendita il 14 luglio 2005. 
In  deroga  all'art.  24  LPGA,  l'art.  48  cpv.  2  LAI  precisa  che,  se 
l'assicurato si  annuncia più di  dodici  mesi  dopo l'inizio  del  diritto,  le 
prestazioni  sono  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la 
richiesta. In concreto, questo Tribunale può limitarsi ad esaminare se il 
ricorrente avesse diritto ad una rendita il 14 luglio 2004 (ossia 12 mesi 

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precedenti la presentazione della domanda), oppure se un diritto alla 
rendita  sia  sorto  tra  tale  data  ed  il  15  agosto  2007,  data  della 
decisione impugnata. Il  giudice delle assicurazioni sociali  esamina la 
decisione impugnata sulla  base della  situazione di  fatto  esistente al 
momento in cui essa è stata resa. Tiene conto dei fatti verificatisi dopo 
tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'accertamento 
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 
V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid. 1b).

4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una 
rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere 
cumulativamente le seguenti condizioni:

• essere invalido ai  sensi  della LPGA e della LAI (art. 8  LPGA 
nonché art. 4, 28 e 29 cpv. 1 LAI); 

• aver pagato i  contributi durante un anno intero (art. 36 cpv. 1 
LAI).

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai 
sensi di legge.

5.

5.1 L'invalidità  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  è  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o 
infortunio  (art.  8  LPGA  e  4  cpv.  1  LAI).  Secondo  l'art.  7  LPGA,  è 
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in 
considerazione,  provocata da un danno alla  salute  fisica,  mentale  o 
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed 
alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso 
d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata,  possono  essere  prese  in 
considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o 
campo d'attività (art. 6 LPGA).

5.2 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI  in  vigore  dal  1°  gennaio  2004, 
l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il 

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40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà,  a tre 
quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  60% e  ad  una  rendita 
intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in vigore 
dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista dall'art. 28 
cpv. 1ter LAI, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 
50% sono versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano 
abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando 
l'assicurato è cittadino dell'UE e vi risiede.

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  il  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  al  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno senza notevoli interruzioni, incapace 
al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La lettera a della citata 
norma  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato  ed  è  essenzialmente  irreversibile  e  suscettibile  di 
pregiudicare  la  capacità  di  guadagno  probabilmente  in  modo 
permanente,  in  una  misura  giustificante  il  riconoscimento  di  una 
rendita (sentenza del Tribunale federale I 146/02 del 5 agosto 2002). 
La  lettera  b se  lo  stato  di  salute è labile,  vale a dire  suscettibile  di 
evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 111 V 21 
consid. 2). Un danno alla salute tipicamente labile può essere reputato 
relativamente stabilizzato soltanto se la sua natura si è modificata a tal 
punto che si possa ammettere non essere verosimilmente suscettibile 
di  subire  modifiche  di  rilievo  in  un  futuro  presagibile  (sentenza  del 
Tribunale federale I 282/01 del 4 ottobre 2001; DTF 119 V 102 consid. 
4a).

5.4 Un'incapacità  al  lavoro  del  20%  deve  essere  presa  in 
considerazione  per  il  calcolo  dell'incapacità  al  lavoro  media  giusta 
l'art. 29  cpv.  1  lett.  b  LAI  (cfr.  nota  marginale  2020  della  Circolare 
sull'invalidità  e la  grande invalidità  nel  suo tenore applicabile  fino al 
31 dicembre  2007;  Jurisprudence  et  pratique  administrative  des 
autorités  d'exécution  de  l'AVS/AI  [Pratique  VSI]  1998  p. 126 
consid. 3c).

6.

6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 

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l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). L'invalidità dell'assicurato che non esercita un'attività lucrativa, ma 
svolge le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente 
esigere che intraprenda un'attività lucrativa, è determinata, in deroga 
all'art.  16  LPGA,  in  funzione  dell'incapacità  di  svolgere  le  mansioni 
consuete (art. 28 cpv. 2bis LAI). L'art. 27 dell'ordinanza del 17 gennaio 
1961 sull'assicurazione per l'invalidità (OAI; RS 831.201) precisa che 
per  mansioni  consuete  di  una  persona  senza  attività  lucrativa 
occupata  nell'economia  domestica  s'intendono  gli  usuali  lavori 
domestici,  l'educazione  dei  figli  nonché  le  attività  artistiche  e  di 
pubblica utilità.

6.2 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico-giuridica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 
apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 
ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2, 114 V 310 consid. 3c, RCC 1991 pag. 329 consid. 1c).

7.

7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di 
assicurazioni  sociali  (art.  43  LPGA),  l'amministrazione  deve 
intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le 
informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia 
allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 
V 283 consid. 4a).

Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al 
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, 
di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una 
verosimiglianza preponderante,  e che ulteriori  misure probatorie non 
potrebbero  modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere 
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-

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Kommentar, Zurigo 2003, art. 42 n. 16 pag 424 e seg.; sentenza del 
Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 469 consid. 
4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di 
essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht 
[SVR] 2001 IV n° 10 p. 28).

7.2 In virtù degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 
40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 (PCF, 
RS 273), il  tribunale accerta,  con la collaborazione delle parti,  i  fatti 
determinanti  per  la  soluzione  della  controversia,  assume  le  prove 
necessarie e le valuta liberamente.

8.

8.1 Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova 
rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve 
fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria 
(anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure 
sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fondate, 
logiche  e  motivate  deduzioni.  Peraltro,  per  stabilire  se  un  rapporto 
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la 
sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo 
contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3a).

8.2 In  particolare,  per  quanto  concerne  le  perizie  giudiziarie  la 
giurisprudenza ha stabilito  che il  giudice non si  scosta senza motivi 
imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a 
disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, 
da  un  punto  di  vista  medico,  una  certa  fattispecie  (sentenza  del 
Tribunale  federale  U  505/06  del  17  dicembre  2007).  Giova  altresì 
rilevare come debba essere considerato con la necessaria prudenza 
l'avviso dei medici  curanti,  i  quali  possono tendere a pronunciarsi  in 
favore  del  proprio  paziente  a  dipendenza  dei  particolari  legami  che 
essi  hanno  con  gli  stessi  (DTF  125  V  351  consid.  3b  e  relativi 
riferimenti).

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9.

9.1 Dopo il  rimpatrio,  il  ricorrente  ha  esercitato  un'attività  lavorativa 
senza  restrizioni  quale  coltivatore  diretto  almeno fino  ad agosto  del 
1995 (doc. 13), per poi continuare ad occuparsi della direzione della 
sua azienda almeno fino a dicembre del 2005 (doc. 2 e doc. 13).

9.2 Dalla  documentazione  medica  agli  atti  di  data  anteriore  alla 
pronuncia  della  decisione  litigiosa  (segnatamente  doc.  18,  E  213, 
perizia medica particolareggiata del 17 agosto 2005) emerge altresì e 
sostanzialmente la seguente diagnosi: esiti di intervento chirurgico per 
pregressa echinococcosi epatica con formazione di cisti (1995), stato 
dopo  amputazione  del  1°  dito  della  mano  destra  a  seguito  di  un 
infortunio  sul  lavoro  (1997;  da  cui  rendita  INAIL  del  40%)  e  turbe 
dispeptiche in pregresso (doc. 18, doc. 20 e doc. 28).

9.3 Si  tratta  di  affezioni  di  carattere  labile,  ossia  suscettibili  di 
migliorare o di peggiorare. Ne discende che, in mancanza di uno stato 
di salute sufficientemente stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera 
dell'art. 29 cpv. 1 LAI,  per cui  può entrare in  considerazione solo la 
seconda lettera della citata norma legale, la quale prevede un termine 
di  attesa di  un anno. Pertanto, il  ricorrente potrebbe pretendere una 
rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  solo  a  partire  dal 
momento in cui  ha subito, senza interruzione notevole, un'incapacità 
lavorativa media di almeno il 40% durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni, il medico della previdenza sociale italiana, nella 
sua  perizia  medica  particolareggiata  del  17  agosto  2005,  pone 
un'incapacità lavorativa del 35% in qualsivoglia attività (doc. 18).

Dal canto suo, il  Dott. B._______, del servizio medico dell'UAIE,  nel 
suo rapporto del 12 maggio 2006 ha considerato che il ricorrente, dal 
momento dell'infortunio del 1997, ha subito una limitazione funzionale 
permanente  e  totale  nelle  attività  che  richiedono  l'utilizzo  senza 
restrizioni  della  mano  destra.  Ha  comunque  postulato  un'incapacità 
lavorativa  del  30%  quale  piccolo  coltivatore  autonomo,  ma  una 
capacità  del  100%  per  attività  sostitutiva  meno  impegnativa  quale 
quella  di  sorvegliante  di  posteggi/musei,  corriere,  addetto  alla 
distribuzione della posta in una ditta (doc. 20).

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Infine,  il  Dott.  D._______,  del  servizio  medico  dell'UAIE,  nel  suo 
rapporto dell'8 aprile 2008 ha precisato che in un caso come quello in 
esame ben si può ritenere per l'insorgente un'incapacità lavorativa del 
40%, e non solo del 30%, nei lavori agricoli. Ha però pure ritenuto una 
capacità lavorativa intatta, dunque del 100%, per il lavoro sostitutivo di 
sorvegliante di posteggi (doc. 28).

10.2 Questo Tribunale non ha ragione di scostarsi, nella sostanza, dal 
parere  fondato,  logico,  motivato  e  cui  può  essere  attribuito  forza 
probatoria  ai  sensi  dei  criteri  posti  dalla  giurisprudenza (DTF 125 V 
351 segg.), dei Dott.ri B._______ e D._______. Secondo quest'ultimi, 
non  vi  sono  conseguenze  funzionali  in  relazione  all'echinococcosi, 
ritenuto  altresì  che  da  più  di  10  anni  dalla  scoperta  della  malattia 
parassitaria  non  vi  è  stata  comparsa  né  di  cisti  né  di  recidive.  Le 
sequele da imputarsi all'intervento chirurgico subito nel 1997 (perdita 
anatomica  metacarpo-1°dito  della  mano  destra)  implicano  certo, 
sempre  secondo  detti  medici,  importanti  limitazioni  funzionali  della 
mano  destra  (con  incapacità  lavorativa  fino  al  40%  in  lavori 
nell'agricoltura), ma consentono comunque un'attività senza restrizio-
ni, dunque al 100%, nelle citate attività sostitutive. Peraltro, l'opinione 
di  cui  alla  perizia  particolareggiata  del  17  agosto  2005  del  Dott. 
E._______ – secondo la quale sussisterebbe un grado d'invalidità per 
il  ricorrente del  35% non solo nella precedente attività  di  coltivatore 
diretto,  ma  pure  in  ogni  altra  sostitutiva  confacente  alle  attuali 
condizioni  di  salute  dell'insorgente  medesimo  –  non  trova  riscontro 
oggettivo né nella perizia particolareggiata stessa né in altro rapporto 
medico di data anteriore a quella della decisione impugnata, sia esso 
stato prodotto prima o dopo l'inoltro del gravame.

10.3 In  sede  di  ricorso,  il  ricorrente  ha  invero  esibito  della 
documentazione  medica  anche  di  data  posteriore  alla  decisione 
impugnata. Tuttavia nella misura in cui si riferisce alle note diagnosi di 
"esiti di pregressa echinococcosi e trauma da strappamento del 1° dito 
della mano destra", essa non apporta alcun nuovo elemento decisivo 
per  la  valutazione  economico-giuridica  dell'invalidità  del  ricorrente 
suscettibile di condurre all'erogazione di almeno un quarto di rendita. 
Inoltre, anche volendo prescindere dal fatto che i nuovi rapporti medici 
sono posteriori  di oltre cinque mesi rispetto alla data della decisione 
amministrativa  impugnata  –  che  delimita,  come  summenzionato,  il 
potere cognitivo dell'autorità  giudiziaria – gli  stessi  non adempiono i 
requisiti  della  concludenza,  chiarezza  e  motivazione  atti  a  conferire 

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loro  valore  probatorio  ai  sensi  della  giurisprudenza  (v.  la  più  volte 
citata DTF 125 V 351 consid. 3a). Basti  qui  rilevare, da un lato, che 
uno solo dei rapporti medici di cui trattasi si pronuncia sulla questione 
dell'incapacità  lavorativa  del  ricorrente,  quello  del  Dott.  C._______ 
dell'11  marzo  2008.  Dall'altro  lato,  dallo  stesso  non  è  desumibile 
alcuna motivazione chiara e concludente con riferimento alle ragioni 
che stanno alla base della conclusione d'inabilità lavorativa dell'80%, 
fermo restando che detta conclusione appare altresì in contrasto con 
la  comunicazione  dell'INAIL  sui  risultati  dell'accertamento  medico 
legale  espletato  in  sede  di  revisione  (v. documento  del  21  febbraio 
2008 dell'INAIL prodotto dal ricorrente stesso). Inoltre, l'ottenimento di 
una  pensione  straniera  d'invalidità  non  costituisce  un  elemento 
determinante  per  l'apprezzamento  di  un'invalidità  secondo  il  diritto 
svizzero (DTF 130 V 253). Peraltro, nel rapporto del Dott. C._______ 
dell'11 marzo 2008 non è indicato che la postulata invalidità era già 
data al momento della pronuncia della decisione impugnata.

10.4 Sulla  scorta  della  pertinente  documentazione  medica  e  delle 
considerazioni che precedono, questo Tribunale ritiene che il ricorrente 
non avrebbe più potuto svolgere il  lavoro di  agricoltore nella  misura 
indicata  dal  Dott.  D._______  nel  suo  rapporto  dell'8  aprile  2008  in 
quanto controindicato rispetto alle patologie descritte. A lui sarebbero 
comunque  stati  proponibili,  a  tempo  pieno,  attività  sostitutive 
fisicamente  meno  impegnative,  quali  quella  di  sorvegliante  di  un 
parcheggio.

11.
Occorre pertanto esaminare se, nell'ambito di attività di sostituzione, il 
ricorrente presentasse un'incapacità di guadagno di rilievo.

11.1 L'autorità inferiore ha considerato quale reddito da valido quello 
conseguibile  nel  2005  in  Italia  come  agricoltore  indipendente,  ossia 
Euro 1'362.90 mensili, ed ha ritenuto quale reddito da invalido, quello 
ottenibile  in  attività  di  tipo  leggero,  ossia  Euro  1'231.78  mensili, 
secondo  le  basi  di  calcolo  di  cui  al  documento  n.  29,  peraltro 
trasmesso all'insorgente  mediante la  decisione incidentale di  questo 
Tribunale del  21 maggio 2008 (doc. TAF 13),  basi  di  calcolo rimaste 
incontestate  e  che  questo  Tribunale  non  ha  motivo  di  modificare 
d'ufficio. Peraltro, il reddito da invalido può essere ridotto, al massimo 
del 25%, per tenere conto dei fattori personali dell'assicurato, quali età 
o andicap (DTF 126 V 75). L'UAIE ha operato una riduzione del 15%, 

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la quale appare ammissibile. Ne risulta un reddito dopo l'insorgenza 
dell'invalidità di Euro 1'047.01. Dal confronto fra il reddito da valido di 
Euro  1'362.90  e  quello  da  invalido  di  Euro  1'047.01  consegue  la 
determinazione  di  un  grado  d'invalidità  del  23,18%  che  esclude  il 
riconoscimento  del  diritto  ad  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera 
per  l'invalidità.  Peraltro,  anche  applicando  la  riduzione  massima 
consentita  del  25%,  la  differenza  tra  i  redditi  di  riferimento  non  si 
avvicina in alcun modo alla  percentuale minima del  40% necessaria 
per maturare il diritto ad una rendita.

11.2 Da  quanto  esposto,  consegue  che  il  ricorso,  destituito  di 
fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione  impugnata  va 
confermata.

12.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali,  di  fr. 300.--,  sono 
poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 
lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause 
dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-
TAF, RS 173.320.2]). Esse sono computate con l'anticipo spese, di fr. 
300.--, versato dal ricorrente stesso il 6 giugno 2008.

12.1 Il  ricorrente  non  ha  altresì  diritto  alla  rifusione  delle  spese 
ripetibili (art. 64 PA in relazione all'art. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF). Peraltro, le 
autorità  federali,  quand'anche vincenti,  non hanno di  principio diritto 
ad  un'indennità  a  titolo  di  ripetibili  (art.  7  cpv.  3  TS-TAF),  salvo 
eccezioni non ravvisabili  nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 
205).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 300.--, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo spese di fr. 300.--, versato il 6 giugno 2008, è computato con 
le spese processuali.

3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (Raccomandata con avviso di ricevimento)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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