# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1cbbd7d1-8fd0-538f-8e74-41c78581ea0e
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-05-22
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 22.05.2007 R 2007 34
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2007-34_2007-05-22.pdf

## Full Text

R 07 34

4a Camera 

SENTENZA
del 22 maggio 2007

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente domanda di costruzione (fermo lavori)

1. In data 16 marzo 2007, … introduceva formale domanda di costruzione per 

edifici e impianti fuori dalle zone edificabili (EFZ) per la realizzazione di un 

deposito provvisorio di tronchi d’albero lunghi e di legna da ardere. Il deposito 

dalle dimensioni di 100-300 m³ era previsto sulle particelle agricole del 

Comune di … ni. 345 e 346. Senza attendere l’esito della domanda di 

costruzione, il 27 marzo 2007, …, genero di … e occupato a tempo parziale 

in attività forestali, iniziava ad accatastare tronchi sulla particella no. 345. 

2. Il 27 marzo 2007, il Comune di … intimava a … il fermo immediato dei lavori 

e lo informava dell’apertura di una procedura di multa e di ripristino dello stato 

legale nei suoi confronti. Lo stesso giorno … veniva informata che il 

temporaneo deposito di legname non poteva essere autorizzato poiché non 

conforme alla funzione della zona agricola. La domanda preliminare veniva 

respinta e alla petente veniva data la possibilità di richiedere per iscritto un 

provvedimento impugnabile. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 17 aprile 

2007, … e … chiedevano in sostanza l’annullamento del provvedimento. Per 

i due ricorrenti sarebbe del tutto inspiegabile che il comune si opponga al 

deposito di legname su di un fondo privato e in zona agricola. Sul territorio 

comunale i ricorrenti conoscerebbero altre situazioni illegali, contro le quali 

l’autorità comunale non sarebbe però intervenuta. 

4. Nella propria presa di posizione, il Comune di … postulava la reiezione del 

ricorso e la conferma della decisione di fermo, pur ammettendo che sul 

territorio comunale non tutte le costruzioni fossero avvenute in base alla 

legislazione in vigore. … avrebbe iniziato a depositare il legname sul fondo in 

questione prima di essere in possesso della licenza di costruzione, per cui la 

decisione di fermo sfuggirebbe a qualsiasi critica. Per il resto, una licenza 

edilizia non potrebbe neppure venire concessa non essendoci alcuna 

necessità per ammettere una diversa destinazione del fondo. L’istante 

svolgerebbe la propria attività forestale a titolo secondario e non intenderebbe 

pertanto impiegare ingenti mezzi finanziari per l’ubicazione di un magazzino 

in zona artigianale o industriale. Pretendere però che spetti al comune mettere 

a disposizione del cittadino dei fondi di proprietà comunale o tollerare 

destinazioni contrarie allo scopo in zona agricola non sarebbe proponibile.

Considerando in diritto:

1. Il 1. gennaio 2007 è entrata in vigore la nuova legge sulla giustizia 

amministrativa (LGA) che si applica alla presente fattispecie, poiché la 

decisione impugnata è stata emanata dopo il 1. gennaio 2007 (art. 85 cpv. 2 

LGA). 

2. Oggetto del presente ricorso può essere solo la decisione di fermo dei lavori 

intimata al perturbatore di fatto e qui ricorrente. Tutte le altre censure 

riguardanti la cura del bosco, la creazione della zona golenale e l’importanza 

turistica del grotto degli istanti non sono oggetto del provvedimento impugnato 

e non possono pertanto essere analizzate nell’ambito del presente ricorso. La 

comunicazione inviata lo stesso giorno alla richiedente la licenza edilizia e qui 

ricorrente - mediante la quale si ventilava la mancata approvazione del 

progetto - non rappresenta una decisione impugnabile e non può pertanto 

essere oggetto di ricorso in questa sede, parimenti ne è delle censure 

sollevate a questo proposito in merito alle presunte disparità di trattamento 

riservate ai diversi cittadini. Vada però ricordato al comune convenuto che una 

regolare procedura di licenza edilizia - come quella iniziata dalla ricorrente - 

deve concludersi con il formale rilascio di una licenza di costruzione o con una 

decisione di rifiuto impugnabile. Ne consegue che dopo il recapito della 

presente sentenza, al comune spetterà emanare una formale decisione a 

conclusione della procedura di licenza edilizia richiesta, giacché è comunque 

fuori dubbio, e questo ricorso lo dimostra, che la qui ricorrente e richiedente 

la licenza edilizia non concorda con il provvedimento ventilato. Del resto non 

può neppure essere iniziata una procedura di ripristino dello stato legale, 

come ventilato nella decisione di fermo dei lavori, senza che da parte 

dell’autorità comunale venga prima evasa formalmente la procedura di licenza 

edilizia, essendo la violazione materiale dell’ordinamento legale un 

presupposto indispensabile per chiedere il ripristino dello stato legale (art. 94 

cpv. 1 della legge sulla pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni 

[LPTC] e art. 61 cpv. 3 dell’ordinanza sulla pianificazione territoriale del 

Cantone dei Grigioni [OPTC]). La pretesa che la domanda di costruzione EFZ 

fosse stata presentata solo a titolo preliminare e che fosse incompleta, come 

esposto nella comunicazione del 27 marzo 2007, non trova alcun riscontro 

negli atti. In ogni caso la domanda preliminare per EFZ è da rivolgere all’Ufficio 

per lo sviluppo del territorio (art. 41 cpv. 2 OPTC) e la pretesa incompletezza 

della documentazione non giustifica di certo il rifiuto della domanda senza 

aver previamente invitato la committente a voler completare gli atti entro 20 

giorni dal recapito della sollecitazione (art. 44 cpv. 2 OPTC). 

3. a) Secondo l’art. 86 cpv. 1 LPTC, edifici e impianti possono essere costruiti, 

modificati, demoliti o destinati ad altro scopo solo con licenza edilizia scritta 

dell’autorità edilizia comunale. Sono sottoposte all’obbligo di licenza edilizia 

anche le destinazioni ad altri scopi di fondi, nella misura in cui vi siano da 

attendersi conseguenze rilevanti sull’ordinamento di utilizzazione. Nel caso in 

oggetto non è contestato che il ricorrente abbia proceduto ad accatastare 

della legna su di una particella sita in zona agricola, senza essere stato 

previamente in possesso della licenza di costruzione. A prescindere dal fatto 

che fuori dalle zone edificabili una licenza di costruzione è richiesta anche per 

delle destinazioni ad altro scopo (art. 40 cifra 3 OPTC), l’intervento in oggetto 

non cade neppure sotto la normativa di cui all’art. 40 cifra 21 OPTC, il quale 

permette di esentare dalla licenza edilizia i depositi di materiale che vengono 

eretti una volta all’anno per al massimo quattro mesi. Come sostenuto dal 

comune convenuto, la richiesta riguardava il deposito di legname per almeno 

un anno, motivo per cui il regime derogatorio di cui all’art. 40 OPTC non si 

applica. Ne consegue che l’intervento necessitava di una licenza di 

costruzione. 

b) Qualora un progetto di costruzione venga iniziato senza licenza edilizia o la 

sua esecuzione diverga dai piani autorizzati o da condizioni elencate nella 

licenza edilizia, l’autorità edilizia comunale, in casi urgenti uno dei suoi 

membri, il capo dell’Ufficio tecnico o il segretario comunale, ordina la 

sospensione dei lavori di costruzione (art. 60 cpv. 4 OPTC). Poiché il 

ricorrente ha iniziato ad accatastare legna senza essere stato previamente in 

possesso della licenza di costruzione giustamente l’autorità edilizia comunale 

ha decretato il fermo dei lavori. Ne consegue che su tale questione la 

decisione merita indubbiamente conferma. 

4. Per le loro spese derivanti dalla procedura di rilascio della licenza edilizia e 

da altre procedure di polizia edilizia, i comuni riscuotono tasse (art. 96 cpv. 1 

LPTC). Le spese vanno assunte da chi le ha provocate con domande di ogni 

tipo o con il suo comportamento (art. 96 cpv. 2 prima frase LPTC). Il comune 

convenuto prevede un computo delle tasse in base al dispendio avuto (vedi 

art. 99 della legge edilizia comunale [LE]). In virtù del diritto cantonale i comuni 

sono tenuti a disciplinare il computo e la riscossione di tasse in un’ordinanza 

sulle tasse (art. 96 cpv. 3 PLTC). Il comune convenuto dispone di un 

regolamento sulle tariffe per il rilascio di licenze edilizie già anteriore alla LPTC 

attualmente in vigore. In detto regolamento, non viene previsto l’ammontare 

della tassa per un ordine di fermo dei lavori, ma la normativa prevede una 

valutazione di volta in volta per i casi speciali (vedi punto 2.7). Nel caso che 

ci occupa, essendo la tassa da calcolare in base alle spese che l’ente pubblico 

deve sopportare per il dispendio amministrativo che la misura causa, una 

tassa di fr. 200.- non da certo adito a critiche se si considera anche solo 

l’impiego di tempo per la verifica della situazione sul posto, la presa di una 

decisione collegiale di fermo e la redazione dell’ordine di sospensione dei 

lavori. Ne consegue che anche la tassa oggetto della decisione impugnata 

non da adito a critiche. 

5. In conclusione, il ricorso è respinto e merita in questa sede conferma la 

decisione di fermo dei lavori impugnata. Giusta l’art. 73 LGA, nella procedura 

di ricorso la parte soccombente deve di regola assumersi le spese (cpv. 1). 

Più parti si assumono le spese in parti uguali, se l'autorità non decide 

diversamente (cpv. 2).  

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 204.--

totale fr. 704.--

il cui importo sarà versato in ragione della metà da … e per l’altra metà da …, 

responsabili in solido, entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione 

all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira.