# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f269324d-53d5-59d8-a9c2-ce1558bfbe30
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-07-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.07.2008 30.2007.57
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2007-57_2008-07-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2007.57

   

  TB

  	
  Lugano

  21 luglio
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 agosto 2007 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 19 luglio
  2007 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1  
  

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                                  A.   Il
5 luglio 2007 (doc. A2) la Cassa CO 1 CO 1 ha emesso il conguaglio dei
contributi personali di RI 1 come indipendente per l'anno 2003. Dall'importo
totale di Fr. 10'873,20 dovuto
dall'assicurato per contributi
e spese, è stato dedotto il versamento degli acconti ammontanti a Fr. 6'772,80 già effettuato nel 2003 (doc. 5),
per ottenere un saldo a favore della Cassa di compensazione di Fr. 4'100,40.

 

                                  B.   In
pari data (doc. A3) la Cassa di compensazione ha emesso una decisione che fissava
per l'anno 2003 gli interessi
di mora sul summenzionato contributo personale AVS/AI/IPG/AF che l'assicurato doveva versare a saldo,
conteggiando l'importo di Fr. 515,35
da pagare entro trenta giorni dalla data della decisione.

 

                                  C.   Contro
la decisione su opposizione del 19 luglio 2007 (doc. A5) della Cassa che ha
respinto la sua opposizione del 10 luglio precedente (doc. A4), l'assicurato ha inoltrato ricorso al TCA il 20 agosto 2007 (doc. I), chiedendo
di annullare la richiesta dell'amministrazione
di versarle Fr. 515,35 a titolo di interessi di mora sui contributi dovuti per
il 2003. L'insorgente ha
rilevato che è colpa della Cassa di compensazione se v'è stato un ritardo nella fissazione dei contributi finali per il
2003, poiché egli ha ricevuto la notifica IC 2003 già il 20 agosto 2004 e
quindi da quel momento anche la Cassa poteva venire a conoscenza "on line"
dall'autorità fiscale del suo
reddito ed adeguare di conseguenza i contributi d'acconto o addirittura fissare il conguaglio dei contributi dovuti.
Dato che il versamento di interessi di mora risulta indubbiamente imputabile solo
e soltanto alla Cassa stessa, questa lacuna non lo deve oltremodo penalizzare.
Il ricorrente ammette di pagare degli interessi soltanto fino al 24 agosto
2004.

 

                                  D.   Con
risposta del 22 agosto 2007 (doc. III) la Cassa ha confermato la decisione su
opposizione, negando innanzitutto di avere una linea d'accesso diretta con l'autorità fiscale e quindi di non potere verificare autonomamente i
dati fiscali degli assicurati.     Inoltre, ha osservato che la richiesta di
interessi di mora si basa sul fatto che il ricorrente non ha segnalato alla
Cassa, in virtù dell'art. 24
cpv. 4 OAVS, le modifiche significative riguardanti l'aumento del suo reddito nell'anno di contribuzione e, conseguentemente, non ha chiesto di
adeguare gli acconti. Già nel 2003, poi, la Cassa aveva avvisato tutti i suoi
affiliati della possibilità di dovere pagare degli interessi di ritardo qualora
vi fosse stata una rilevante variazione del reddito (doc. 5).

 

                                  E.   Il
ricorrente ha ribadito, dopo avere chiesto conferma ad un funzionario dell'autorità fiscale che, al momento della loro
notifica, i dati fiscali vengono resi accessibili alla Cassa cantonale di compensazione
di Bellinzona tramite un codice particolare. Spetta alla Cassa cantonale
trasmettere alla Cassa competente i dati fiscali (art. 27 OAVS). Se la sua
Cassa non ha ricevuto i suoi dati fiscali dalla Cassa di Bellinzona, essa si
doveva attivare per evitare di emanare con forte ritardo, come ha fatto, la
decisione di conguaglio e, conseguentemente, calcolare degli interessi di mora
unicamente dovuti al ritardo dell'Amministrazione (doc. V).

Delle successive
corrispondenze fra le parti si dirà, se del caso, nel prosieguo.

considerato                    in
diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (STFA del 21 luglio
2003 nella causa N., I 707/00) e 2 cpv. 1 LPTCA.

Infatti, con STCA del 19 aprile 2007 (inc. n. 30.2007.3)
questo Tribunale ha emanato una decisione di principio concernente una
fattispecie analoga alla presente, nella composizione di tre giudici, ed ha
respinto il ricorso con argomentazioni che verranno riprese anche in questa
sede (cfr. anche STCA del 2
maggio 2007, inc. n. 30.2007.6; STCA del 14 maggio 2007, inc. n. 30.2007.16; STCA del 14 maggio 2007, inc. n. 30.2007.21; STCA del 13 giugno 2007, inc. n. 30.07.22; STCA del 9 luglio 2007, inc. n. 30.07.12; STCA del 10 luglio 2007, inc. n. 30.07.23; STCA del 10 luglio 2007, inc. n. 30.07.24; STCA dell'11 luglio
2007, inc. n. 30.07.25; STCA
del 23 luglio 2007, inc. n. 30.07.19; STCA del 23 luglio 2007, inc. n. 30.07.26; STCA del 25 luglio 2007, inc. n. 30.07.29; STCA del 4 settembre 2007, inc. n. 30.2007.28; STCA del 5 settembre 2007, inc. n. 30.2007.31; STCA del 17 settembre 2007, inc. n. 30.2007.27; STCA del 7 maggio 2008, inc. n. 30.2007.52;
STCA del 13 maggio 2008, inc.
n. 30.2007.74). La STCA del 16
giugno 2008 (inc. n. 30.2008.3), emanata da questo Tribunale nella sua
composizione plenaria, si fonda su due recenti sentenze della nostra Massima
istanza.

 

nel merito

 

                                   2.   L'art.
14 cpv. 2 LAVS prevede che i contributi del reddito proveniente da un'attività
lucrativa indipendente, i contributi degli assicurati che non esercitano
un'attività lucrativa e quelli degli assicurati i cui datori di lavoro non sono
soggetti all'obbligo di pagare i contributi devono essere stabiliti e versati
periodicamente. Il Consiglio federale fissa i periodi di calcolo e di
contribuzione.

Per l'art. 14 cpv. 3 LAVS se, nonostante diffida,
una persona tenuta al pagamento dei contributi non dà le indicazioni necessarie
per il calcolo di essi, questi sono stabiliti mediante tassazione d'ufficio.

Giusta l'art. 14 cpv.
4 LAVS, il Consiglio federale emana prescrizioni sui termini di pagamento dei
contributi (lett. a), sulla procedura di diffida e di tassazione d'ufficio
(lett. b), sul pagamento dei contributi arretrati e la restituzione di quelli
pagati in troppo (lett. c), sul condono del pagamento di contributi arretrati
(lett. d) e sulla riscossione di interessi di mora e il pagamento di interessi
rimunerativi (lett. e).

 

A quest'ultimo proposito va osservato che con l'entrata in vigore della LPGA, la lettera e
dell'art. 14 cpv. 4 LAVS
relativa alla riscossione di interessi di mora ed il pagamento di interessi rimunerativi
è stata abrogata. Dal 1° gennaio 2003 gli interessi di mora sulle prestazioni
sono retti dall'art. 26 LPGA e
quindi dagli artt. 6 e 7 OPGA.

 

                                   3.   Giusta
l'art. 24 cpv. 1 OAVS, nell'anno di contribuzione corrente le persone
tenute a pagare i contributi devono pagare i contributi d'acconto a scadenze periodiche.

Secondo il capoverso
2, le casse di compensazione stabiliscono i contributi d'acconto sulla base del reddito presumibile
dell'anno di contribuzione.
Possono fondarsi sul reddito determinante per l'ultima decisione di fissazione dei contributi, salvo che la persona
tenuta a pagare i contributi renda verosimile che detto reddito non corrisponde
manifestamente al reddito presumibile.

Se durante o dopo l'anno di contribuzione risulta che il
reddito diverge sostanzialmente dal reddito presumibile, le casse di
compensazione adeguano i contributi d'acconto (art. 24 cpv. 3 OAVS).

Giusta l'art. 24 cpv. 4 OAVS, le persone tenute a
pagare i contributi devono dare alle casse di compensazione le indicazioni necessarie
per la fissazione dei contributi d'acconto, presentare, se richiesto, i giustificativi e segnalare le
divergenze sostanziali dal reddito presumibile.

Per il capoverso 5, se
entro il termine fissato non vengono date le indicazioni necessarie, non
vengono presentati i giustificativi o non vengono pagati i contributi d'acconto, le casse di compensazione fissano
i contributi d'acconto dovuti
in una decisione.

 

In virtù dell'art. 25
cpv. 1 OAVS, le casse di compensazione fissano i contributi dovuti per l'anno
di contribuzione in una decisione e procedono alla compensazione con i
contributi d'acconto pagati.

Secondo l'art. 25 cpv. 2 OAVS, i contributi non
versati dagli assicurati vanno pagati entro trenta giorni a contare dalla
fatturazione.

Le casse di
compensazione devono restituire o compensare i contributi non dovuti (art. 25
cpv. 3 OAVS).

È compito delle casse di compensazione
domandare alle competenti autorità fiscali cantonali le indicazioni necessarie
al calcolo dei contributi per le persone esercitanti un'attività lucrativa indipendente.
Le autorità fiscali devono aggiungere i contributi versati all'AVS/AI/IPG (art.
27 cpv. 1 OAVS).

Secondo l'art. 27 cpv. 2 OAVS, le
autorità fiscali cantonali trasmettono man mano le indicazioni per ogni anno
fiscale alle casse di compensazione.

L'autorità fiscale cantonale che non ha
ricevuto nessuna domanda di comunicazione per una persona esercitante un'attività
lucrativa indipendente il cui reddito può essere stabilito conformemente all'art.
23 trasmette spontaneamente gli elementi di calcolo alla cassa cantonale di
compensazione. Questa li inoltra, ove occorra, alla cassa di compensazione
competente (art. 27 cpv. 3 OAVS).

 

                                   4.   Oltre
ai citati disposti sulla fissazione e la determinazione dei contributi che
hanno modificato le norme di esecuzione dell'AVS, con il 1° gennaio 2001 sono
entrate in vigore delle disposizioni che hanno mutato in maniera sostanziale il
capitolo relativo alla fissazione degli interessi di mora.

Infatti, giusta l'art.
41bis cpv. 1 OAVS devono pagare gli interessi di mora:

 

                                         a.   di regola, le persone
tenute a pagare i contributi, sui contributi che non pagano entro 30 giorni dal
termine del periodo di pagamento, a partire da tale termine;

 

                                         b.   le persone tenute a
pagare i contributi, sui contributi reclamati per gli anni civili passati, a
partire dal 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile per il quale i contributi
sono dovuti;

 

                                         c.   i datori di lavoro,
sui contributi salariali da compensare che non pagano entro 30 giorni dalla
fatturazione da parte della cassa di compensazione, a partire da tale
fatturazione;

 

                                         d.   i datori di lavoro,
sui contributi da compensare per i quali non presentano un regolare conteggio
entro 30 giorni dal termine del periodo di contribuzione, a partire dal 1°
gennaio dopo tale termine;

 

                                         e.   le persone che
esercitano un'attività lucrativa indipendente, le persone che non esercitano
un'attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non sono obbligati a
pagare i contributi, sui contributi personali da compensare che non pagano entro
30 giorni dalla fatturazione da parte della cassa di compensazione, a partire
da tale fatturazione;

 

                                         f.    le persone che
esercitano un'attività lucrativa indipendente, le persone che non esercitano
un'attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non sono obbligati a
pagare i contributi, sui contributi da compensare, qualora i contributi
d'acconto siano almeno il 25 per cento inferiori ai contributi effettivamente dovuti
e non vengano versati fino al 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile
seguente l'anno di contribuzione, a partire dal 1° gennaio dopo tale termine.

 

Gli interessi cessano
di decorrere con il pagamento completo dei contributi, con la presentazione del
regolare conteggio o, in mancanza di esso, con la fatturazione. In caso di
reclamo di contributi arretrati, gli interessi cessano di decorrere con la fatturazione,
sempre che i contributi siano pagati entro il termine fissato (art. 41bis cpv.
2 OAVS).

 

In virtù dell'art. 42
cpv. 1 OAVS, i contributi sono considerati pagati con la ricezione del
pagamento da parte della Cassa di compensazione. Il tasso per gli interessi di
mora e per gli interessi compensativi è del 5 per cento all'anno (art. 42 cpv.
2 OAVS).

Gli interessi sono
calcolati in giorni. I mesi interi sono calcolati come 30 giorni (art. 42 cpv.
3 OAVS; STFA H 148/03 del 10 novembre 2003).

 

A proposito degli
articoli riguardanti gli interessi di mora, va ricordato che le Disposizioni
finali della modifica del 1° marzo 2000 prevedono espressamente che a partire
dalla loro entrata in vigore (dal 1° gennaio 2001), gli artt. 41bis cpv. 1
lett. a-e e 2, 41ter e 42 OAVS si applicano a tutti i contributi ancora da
pagare o da restituire (cpv. 4).

Per contro, l'art. 41bis cpv. 1 lett. f vale solamente
per i contributi che sono dovuti dopo la sua entrata in vigore (cpv. 5).

Infine, le
summenzionate disposizioni sono pure applicabili agli altri contributi sociali
sulla base di specifiche normative che rinviano espressamente, in materia di
calcolo rispettivamente riscossione dei relativi contributi, alla LAVS. Ciò è
previsto per l'assicurazione per l'invalidità (artt. 3 LAI e 1 OAI) e per
l'indennità di perdita di guadagno (art. 27 cpv. 2 IPG).

 

                                   5.   Nel
caso in esame, la Cassa di compensazione ha chiesto al ricorrente la rifusione
degli interessi di mora per il ritardo nel pagamento dei contributi personali
per l'anno 2003.

 

Per quell'anno di contribuzione, l'assicurato ha versato dei contributi
personali sotto forma di acconti per complessivi Fr. 6'772,80. Il 5 luglio 2007 (doc. A2) la Cassa ha calcolato in Fr. 10'873,20 i contributi personali totali,
emettendo quindi una fattura di Fr. 4'100,40 a saldo.

 

Gli interessi maturati
a causa della discrepanza riscontrata tra gli acconti versati e la fissazione
definitiva dei contributi totali da pagare per il 2003, giusta l'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, sono stati
calcolati dal 1° gennaio 2005 al 5 luglio 2007, quindi su 905 giorni di ritardo
e sempre sull'importo ancora da
corrispondere alla Cassa a conguaglio (Fr. 4'100,40), per un interesse di mora del 5% pari a Fr. 515,35.

 

                                   6.   In
merito alla tematica giuridica relativa all'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, l’Ufficio Federale delle
Assicurazioni Sociali ha emanato, aggiornandola sino al 2006, la Circolare
sugli interessi di mora e compensativi (CIM) nell’AVS AI e IPG. Al proposito
questa CIM rammenta come i contributi effettivamente dovuti per l’anno di
contribuzione sono quelli fissati giusta l’art. 25 cpv. 1 OAVS. Per contributi
d’acconto vanno intesi gli acconti pagati in base a quelli fissati per l’anno
di contribuzione in virtù dell’art. 24 OAVS. I contributi da compensare
corrispondono alla differenza tra i contributi effettivamente dovuti, come
indicato, e gli acconti versati (N. 2029 CIM).

Si devono riscuotere
interessi di mora se, il 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile seguente
l'anno di contribuzione, i contributi d'acconto versati sono almeno il 25%
inferiori ai contributi effettivamente dovuti (art. 41bis cpv. 1
lett. f OAVS). I contributi effettivamente dovuti fungono da base di calcolo o,
in altre parole, costituiscono il 100% (N. 2030 CIM).

Gli interessi
decorrono dal 1° gennaio dopo la fine dell’anno civile seguente l’anno di
contribuzione fino al pagamento completo dei contributi (art. 41bis cpv.
1 lett. f e cpv. 2 OAVS) o all'apertura del fallimento (art. 209 LEF) oppure
alla concessione della moratoria concordataria, a condizione che il concordato
non preveda disposizioni divergenti.

La CIM definisce poi specificatamente,
al N. 4012, il pagamento ed al N. 4014 le modalità di calcolo degli interessi
nonché, al N. 4020, la decorrenza degli interessi in caso d’esecuzione.

Nel caso concreto va
evidenziato come l’assicurato, alla luce del reddito conseguito nel periodo
d’interesse nella sua attività indipendente, a lui noto, abbia effettivamente
versato degli acconti insufficienti (cfr. consid. 5), siccome eccessivamente
bassi.

 

È circostanza notoria
che gli importi definitivi dei contributi, e quindi la differenza tra gli
acconti versati e quanto dovuto, possono essere fatturati dall’amministrazione
solo dopo l'emanazione
della decisione di tassazione (STCA del 23 febbraio 2006, 30.2006.2) ciò che, in taluni casi, può
avvenire anche alcuni anni dopo il conseguimento effettivo del reddito.
Le norme volute con le modifiche dal 1° gennaio 2001 dell’OAVS sono la conseguenza
della mancata tempestiva segnalazione da parte dell'assicurato alla Cassa di una modifica significativa (si consideri il
limite del 25% dell'art. 41bis
cpv. 1 lett. f OAVS) del proprio reddito.

 

Gli interessi di mora
possono dunque essere fissati unicamente dopo che sono stati stabiliti i
contributi definitivi e con essi anche i contributi da versare a conguaglio, sempre
che quest'ultimo importo
sia inferiore al 25% dei contributi effettivamente dovuti. È quindi soltanto al
momento della determinazione di questa somma (il conguaglio) che gli interessi
diventano esigibili.

 

                                   7.   A
proposito della natura dell'art.
41bis cpv. 1 lett. f OAVS, va osservato che la nostra Massima istanza ha
ribadito ancora di recente (STF 9C_202/2007 del 9 aprile 2008, consid. 3.1) che
già prima dell'entrata in
vigore il 1° gennaio 2003 della LPGA, l'art. 14 cpv. 4 lett. e LAVS costituiva la base legale formale per il
prelievo degli interessi di ritardo. L'art. 26 cpv. 1 LPGA prevede che gli interessi di mora possono essere
richiesti soltanto per pretese scadute di contributi, ciò che era già
naturalmente possibile sotto il vecchio diritto. Dato che le norme d'esecuzione dell'OAVS rimangono in vigore anche dopo il 1° gennaio 2003 (STFA H 20/04
del 19 agosto 2004 = AHI 2004 S. 257), l'art. 41bis OAVS è ancora determinante per l'esigibilità degli interessi di mora. Il tenore dell'art. 26 cpv. 1 LPGA ("i crediti di
contributi dovuti sottostanno a interessi di mora") non impedisce
infatti l'applicazione delle
disposizioni d'esecuzione dell'OAVS anche dopo il 1° gennaio 2003 (STF
9C_202/2007 del 9 aprile 2008, consid. 3.2).

 

La LPGA non ha
dunque modificato l'art. 41bis
OAVS. Infatti, quest'ultimo
disposto, in vigore nella sua formulazione attuale dal 1° gennaio 2001, è
una regolamentazione propria e specifica (lex specialis) al campo dei
contributi AVS/AI/IPG. Di conseguenza, l'entrata in vigore il 1° gennaio
2003 della LPGA e del suo art. 26 cpv. 1, siccome disposto d'ordine generale applicabile a tutti i campi
del diritto delle assicurazioni sociali, non ha alcuna incidenza sulla
regolamentazione specifica in materia di contribuzione sociale degli
indipendenti di cui all'art. 41bis cpv. 1 lett. f. OAVS (STF
9C_173/2007 del 15 aprile 2008), alla quale deve lasciare quindi spazio.

 

                                   8.   Quanto
alla contestazione dell'applicazione
dei disposti OAVS che regolano la riscossione degli interessi di mora, occorre
evidenziare che è corretto ritenere che spetta alla Cassa di compensazione, in
virtù dell'art. 24 cpv. 2 OAVS,
stabilire i contributi d'acconto
sulla base del reddito presumibile dell'anno di contribuzione e che, per fare ciò, essa può fondarsi sul
reddito determinante per l'ultima
decisione di fissazione dei contributi.

Tuttavia, è altrettanto vero che i debitori dei contributi personali quali
indipendenti o persone senza attività devono, come evidenziato, fornire
alle Casse di compensazione le indicazioni necessarie per la fissazione dei
contributi d'acconto,
segnalando le divergenze sostanziali dal reddito presumibile.

 

Come impone l'art. 24 cpv. 4 OAVS, infatti, secondo cui
le persone tenute a pagare i contributi devono dare alle casse di compensazione
le indicazioni necessarie per la fissazione dei contributi d'acconto, gli assicurati devono presentare,
se richiesti, i giustificativi e segnalare le divergenze sostanziali dal
reddito presumibile, in difetto di che le casse fissano i contributi d'acconto in una decisione sulla base dei
dati (vecchi) a loro disposizione. L’assicurato debitore di contributi ha
quindi l'obbligo di segnalare
tempestivamente le modifiche del suo reddito rispetto al periodo precedente,
che generalmente funge da base di calcolo per la percezione degli acconti, onde
evitare le note (spiacevoli) conseguenze.

In effetti, il
ricorrente non è soggetto passivo della procedura che compete unicamente alla
Cassa, ma è attore con precisi obblighi non solo riguardo al pagamento dei
contributi (ed alla corretta compilazione dei dati fiscali per la percezione
dei contributi), ma anche alla segnalazione di modifiche significative del suo
reddito che incidano sulla percezione dei contributi d’acconto, sia a suo
favore sia a suo svantaggio. Questo obbligo traspare molto chiaramente dall'art. 24 cpv. 4 OAVS, secondo cui, infatti,
non è vero che l'obbligo dell'assicurato di dare alla Cassa tutti gli
elementi necessari per fissare i contributi d'acconto sorga solo a seguito di una richiesta formulata dalla
Cassa stessa, la quale fissa a tal proposito un termine (art. 24 cpv. 5 OAVS).
Questo termine si riferisce in realtà unicamente alla presentazione di giustificativi
che la Cassa può richiedere all'assicurato (art. 24 cpv. 4 OAVS) nel caso in cui debba appurare, per
verifica, i contenuti delle nuove indicazioni date da quest'ultimo per fissare i contributi d'acconto che si basano su determinati
giustificativi che tardano ad essere prodotti (art. 24 cpv. 5 OAVS).

 

Nella fattispecie, l'insorgente avrebbe pertanto dovuto farsi
parte diligente - come senz’altro avrebbe fatto se il suo reddito fosse
improvvisamente calato in maniera significativa, postulando il versamento di
acconti inferiori rispetto al periodo precedente - e segnalare subito
alla Cassa di compensazione i redditi effettivi conseguiti nel 2003 (art. 24
cpv. 4 OAVS), in modo tale che la Cassa potesse subito fissare adeguati
contributi personali AVS/AI/IPG/AF da versare per quell'anno.

 

Questa inattività, a
mente del Tribunale cantonale delle assicurazioni (al riguardo cfr. STF
9C_202/2007 consid. 3.4), ha fatto sì che si sia configurata una situazione di
ritardo nel pagamento dei contributi dovuti dal ricorrente, tale da imporre poi
l'applicazione dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS e tale così
da obbligare l'assicurato a versare
degli interessi moratori.

 

Precisamente, il
ricorrente avrebbe dovuto versare, entro il 1° gennaio dell’anno seguente la
fine dell’anno civile successivo a quello di contribuzione, degli acconti non
inferiori al 25% dei contributi effettivamente dovuti - detto in altri termini,
l'importo da versare a
conguaglio non doveva essere superiore al 25% dei contributi effettivamente
dovuti -, onde non incorrere nella sanzione dell'accollamento di interessi di mora; ciò che però non è stato fatto.

 

In questo senso, va
osservato che quando nel 2007 l'assicurato ha ricevuto la decisione di fissazione dei contributi con
l'indicazione del conguaglio
dei contributi personali ancora da pagare, egli era già in ritardo con
il relativo pagamento.

Questo è l'unico motivo per il quale gli sono stati
caricati degli interessi di mora. Pertanto, come specificato più
dettagliatamente in seguito, il ritardo con cui la Cassa di compensazione ha emanato
la decisione di conguaglio (nel 2007) non ha avuto alcuna influenza
sulla realizzazione di questo stato di fatto e sulla conseguente contabilizzazione
di interessi di mora giusta l'art.
41bis cpv. 1 lett. f OAVS a carico dell'assicurato.

 

Alla stessa stregua,
totalmente marginale è pure il momento in cui l'assicurato ha spedito all'autorità fiscale le sue dichiarazioni fiscali, quando quest'ultima gli ha notificato la tassazione
2003B e quando il fisco l'ha
trasmessa alla Cassa.

La data della
comunicazione dei redditi conseguiti dall'assicurato da parte dell'autorità fiscale all'amministrazione (il 2 luglio 2007, doc. XI/2) ha rilevanza
unicamente perché, prima di allora, la Cassa non è in grado di
fissare definitivamente i contributi personali dovuti dagli indipendenti,
perciò non le si può imputare alcun ritardo né una negligenza nell'agire nei confronti del ricorrente.

In questo senso, le
lamentele espresse dall'assicurato
su una presunta inazione della Cassa di compensazione resistente successiva
alla ricezione, da parte del ricorrente, della sua notifica di tassazione IC
2003, si rivelano essere infondate.

 

L'interesse di mora, dunque, tende a
compensare un ingiustificato arricchimento del debitore della prestazione, che
versa sul contributo effettivamente dovuto un acconto manifestamente insufficiente,
conseguendo implicitamente un finanziamento per il mancato pagamento alla Cassa
di congrui acconti.

 

                                   9.   È
lapalissiano che l'assicurato
conosca sempre prima della Cassa i suoi redditi effettivi conseguiti nell’anno
d’interesse. La realtà evidenzia anche che l’assicurato viene a conoscere la
decisione finale di tassazione degli stessi con largo anticipo rispetto alla
Cassa, che invece deve attendere la comunicazione ufficiale da parte dell'Ufficio di tassazione competente. Questi
lassi di tempo, come sottolineato dal ricorrente, sembrano essere divenuti particolarmente
lunghi in __________ a seguito del cambiamento di tassazione nel 2003, anno in
cui si è passati dalla tassazione biennale praenumerando a quella annuale
postnumerando.

 

Nel corso dell'udienza esperita per la causa in cui il TCA ha esaminato per la prima volta il tema
di fondo qui posto in discussione (STCA del 19 aprile 2007, inc. n. 30.2007.3), in merito ai ritardi delle
autorità di tassazione nell’avviso alle Casse preposte all’applicazione della
LAVS, i rappresentanti dell’amministrazione hanno osservato che l’attesa dei
"… dati fiscali definitivi ossia delle decisioni cresciute in giudicato"
appare lunga ed "è indubbio che in __________ vi sia un problema di
trasmissione di questi dati, in particolare alla luce del passaggio dalla
tassazione biennale a quella annuale.".

Tale evidenza, che
deve essere comunque affrontata e risolta a livello delle due amministrazioni __________,
nulla toglie agli obblighi dell’assicurato riguardo alla segnalazione alla
Cassa delle modifiche del suo reddito aziendale, compito, questo, che gli incombe
sotto pena di versamento di interessi moratori.

 

Nella fattispecie, le
richieste di versamento degli acconti sono state fissate sulla base della
notifica di tassazione fiscale conosciuta dalla Cassa a quel momento, verosimilmente
la tassazione 1997/1998.

 

Più concretamente, al
termine dell'anno per il quale
il contributo era chiesto, ma certamente nel 2004 (per quanto conseguito sino
al 31 dicembre 2003), l'assicurato conosceva l’entità del proprio
reddito quale indipendente, e ciò senza la necessità di attendere la notifica
di tassazione 2003B dell'Ufficio
di tassazione, giunta il 20 agosto 2004 (doc. A1).

Il ricorrente medesimo disponeva quindi dei dati necessari e della possibilità concreta
di trasmettere alla Cassa le informazioni (ed eventualmente la documentazione)
relative ai redditi (quasi) definitivi conseguiti nel 2003 prima ancora
che fosse emessa la decisione di conguaglio dei contributi personali (nel
2007).

 

L'assicurato,
nonostante gli obblighi fissati dall'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS - conforme all'art. 26 LPGA (STF 9C_202/2007 del 9 aprile 2008
e STF 9C_173/2007 del 15 aprile 2008) ed alla Costituzione -, ha invero omesso
una tempestiva comunicazione alla Cassa di compensazione dei suoi redditi conformemente
all'art. 24 cpv. 4 OAVS. Se vi
avesse provveduto, avrebbe certamente evitato di trovarsi in una situazione di
mora, dato che gli acconti versati si palesavano sin da allora – come si sono
poi rivelati essere – manifestamente inferiori ai contributi effettivamente
dovuti per ogni anno in esame e ciò oltre il limite del 25% specificatamente
previsto dall'art. 41bis cpv. 1
lett. f OAVS.

 

Come detto, alla Cassa
non può essere mosso alcun rimprovero, non essendo imposto
all’amministrazione un puntuale controllo ed avendo la stessa applicato correttamente
i disposti della citata Ordinanza fissando, in assenza di una comunicazione
contraria da parte del diretto interessato (art. 24 cpv. 4 OAVS), i contributi
d'acconto sulla base del
reddito determinante per l'ultima
decisione di fissazione dei contributi ad essa nota (art. 24 cpv. 2 OAVS).

L'amministrazione, come indicato, non
poteva sapere che il reddito effettivo del ricorrente conseguito nel 2003
divergeva dal reddito presumibile fino a quel momento conosciuto ed in maniera
così importante (superiore del 25%). Non disponendo di dati diversi e più
recenti, la Cassa non era infatti nelle condizioni di adeguare i contributi d'acconto (art. 24 cpv. 3 OAVS) e - correttamente
- la decisione di fissazione dei contributi definitivi è giunta nel 2007,
ossia solo una volta conosciuto dall'amministrazione (e non solo dal
ricorrente e dall'autorità
fiscale) il reddito che l'insorgente
ha effettivamente conseguito nell'anno 2003.

 

Va al proposito
comunque osservato che già nel luglio 2004 la stessa amministrazione aveva
chiesto alla Cassa cantonale di compensazione i dati riguardanti i redditi
conseguiti dall'assicurato
(doc. XV/6), ma a quel momento nemmeno quest'ultima ne era in possesso, siccome la notifica di tassazione IC 2003
è giunta in primis al ricorrente (solo) il 20 agosto 2004 (doc. A1).

 

                                10.   Il
ricorrente sostiene inoltre che la sua situazione finanziaria, mutata, era nota
alla Cassa dal momento in cui è stata emanata la notifica di tassazione IC 2003
(20 agosto 2004) applicabile per la determinazione dei contributi dovuti per
quell'anno e che perciò l'amministrazione avrebbe potuto e dovuto
emettere già a suo tempo la decisione finale di fissazione dei contributi
personali, senza attendere un suo invito nel giugno 2007 (doc. XI/1).

 

Questa tesi non lo
soccorre. L'assicurato confonde
infatti le circostanze: il fatto che egli abbia ricevuto la notifica di
tassazione ad un determinato momento non implica forzatamente ed automaticamente
ancora che anche la Cassa di compensazione competente ne sia venuta a
conoscenza o possa esserne venuta a conoscenza nello stesso periodo, ovviamente
sempre ed unicamente tramite i canali ufficiali.

 

Vero è che le casse di
compensazione domandano alle competenti autorità fiscali cantonali le
indicazioni necessarie al calcolo dei contributi (art. 27 cpv. 1 OAVS), che
queste ultime trasmettono man mano le indicazioni per ogni anno fiscale alle
casse di compensazione (art. 27 cpv. 2 OAVS) e che l'autorità fiscale cantonale che non ha ricevuto nessuna domanda di
comunicazione per una persona esercitante un'attività lucrativa indipendente il cui reddito può essere stabilito
conformemente all'art. 23 OAVS
trasmette spontaneamente gli elementi di calcolo alla cassa cantonale di
compensazione, la quale li inoltra, ove occorra, alla cassa di compensazione
competente (art. 27 cpv. 3 OAVS). Ciò non allevia comunque l'assicurato dal suo
obbligo di notificare convenientemente all'amministrazione le modifiche significative
per la percezione di acconti sufficienti.

L'art. 27 OAVS si
riferisce alla procedura di determinazione dei contributi dovuti, mentre l'art.
24 OAVS ha specifica attinenza con i contributi d'acconto (in questo senso la
marginale).

 

Nemmeno l'art. 24 cpv. 2 OAVS viene pertanto in aiuto
all'assicurato. Infatti, questo
disposto permette alle casse di compensazione di stabilire i contributi d'acconto sulla base del reddito presumibile
dell'anno di contribuzione. Per
fare ciò, esse possono fondarsi sul reddito determinante per l'ultima decisione di fissazione dei contributi,
ma fintanto che l'amministrazione non viene a conoscenza in modo ufficiale, ossia mediante la
trasmissione delle notifiche di tassazione da parte dell'autorità fiscale o mediante l'assicurato medesimo, del reddito aziendale,
essa non può procedere con la fissazione di (nuovi) adeguati acconti e,
conseguentemente, deve continuare a richiedere all'assicurato i contributi d'acconto da versare basandosi (soltanto) sull'ultima tassazione ad essa nota.

 

Stanti le considerazioni
che precedono, non v'è pertanto
nulla da recriminare all'amministrazione
per il suo agire, la quale ha correttamente seguito il senso e lo scopo delle
norme legali applicabili. Una negligenza, semmai, è da ricondurre al solo ricorrente
- che aveva sicuramente un primario interesse a definire la questione - per non
averle tempestivamente segnalato, giusta gli artt. 23 cpv. 5 e 24 cpv. 4 OAVS,
le concrete divergenze - peraltro da lui facilmente riconoscibili - fra il suo
reddito effettivo e gli acconti versati negli anni precedenti. Se avesse agito
in tal senso, avrebbe sicuramente evitato di far sorgere a suo carico degli
interessi di ritardo in virtù dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS (STF 9C_202/2007 consid. 3.4).

Da questo profilo,
dunque, l'applicazione dell'ultima norma appena citata si rivela
corretta, mentre le contestazioni del ricorrente in proposito vanno
integralmente respinte.

 

                                11.   La
questione dell'accollamento di
interessi di mora all'assicurato
"per colpa" della Cassa è stata affrontata dalla Cassa CO 1, che il
21 dicembre 2006 l'ha
sottoposta, per chiarimenti, all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS).

Come rammentato nella
citata pronuncia di questo Tribunale del 19 aprile 2007 (inc. n. 30.2007.3,
consid. 2.9), l'UFAS così si è espresso in merito:

 

" 
(…) Per quanto concerne
i lavoratori indipendenti la tassazione definitiva e dunque la fissazione dei
contributi è spesso effettuata molto tempo dopo l'anno contributivo
determinante. Non è raro che gli acconti versati per i contributi siano troppo
bassi e che l'importo mancante possa essere fatturato solo qualche anno dopo.
Di regola, in questi casi gli interessi di mora non vengono riscossi. Solo se i
contributi d'acconto sono inferiori di almeno il 25% per cento all'importo effettivamente
dovuto, si chiede all'assicurato di segnalare alla cassa di compensazione le
divergenze esistenti non appena è in grado di determinarle in virtù della
chiusura dei conti (art. 24 cpv. 4 OAVS; N. 1144 DIN). Se omette di pagare la
differenza entro la fine dell'anno civile seguente l'anno contributivo,
iniziano a correre gli interessi di mora secondo l'articolo 41bis capoverso 1
lettera f OAVS.

Nei
casi da voi menzionati, gli assicurati non hanno comunicato le informazioni
richieste e non hanno versato la differenza, dando così il via al meccanismo
degli interessi di mora. L'obbligo di versare interessi di mora non è dunque da
ricondurre in alcun caso al ritardo nella fissazione dei contributi. In realtà,
il ritardo nella trasmissione delle dichiarazioni fiscali e nella determinazione
dei contributi contribuisce solo ad allungare il periodo di mora e aumentare
così l'importo dovuto per gli interessi. Il semplice fatto che la decisione
relativa ai contributi si faccia attendere così a lungo dovrebbe, ben al
contrario, spingere gli interessati a versare quanto prima la differenza, al
fine di evitare elevati interessi di mora.

Dal
canto nostro, partiamo dal presupposto che la cassa di compensazione abbia
informato sufficientemente i lavoratori indipendenti sui loro obblighi in
materia. Considerata la situazione, nonostante il ritardo nella fissazione dei
contributi, non vi è per principio alcun motivo di rinunciare alla riscossione
degli interessi.".

 

Occorre ancora
evidenziare che nella decisione impugnata la Cassa ha rilevato di aver
informato nel corso del 2003 tutti gli assicurati ad essa affiliati riguardo
alla necessità di notificarle le variazioni rilevanti (del 25%) del reddito da
attività lucrativa conseguito, onde evitare il pagamento di interessi di mora sul
conguaglio dei contributi ancora dovuti.

 

Va comunque osservato
che se l'insorgente non avesse ricevuto tale informazione, egli non potrebbe
prevalersene, ritenuto come nessuno è protetto dall'ignoranza della legge (STFA
C 366/99 del 18 gennaio 2000, consid. 2; DTF 124 V 215, consid. 2b)aa) e la
giurisprudenza ivi citata; STCA
del 14 novembre 2006, inc. n. 30.2006.46, STCA del 4 dicembre 2002, inc. n. 30.2002.201).

 

Sempre a proposito di
questa tematica, il 18 dicembre 2006 Maximilian Reimann, membro del Consiglio
degli Stati, ha sottoposto al Consiglio federale un postulato con cui ha
chiesto di verificare se le Casse di compensazione non debbano condonare gli
interessi di mora del 5% applicati sui contributi AVS arretrati se il ritardo
del pagamento non è imputabile al contribuente.

Il 28 febbraio 2007 il
Consiglio Federale ha espresso il suo parere nei seguenti termini (http://search.parlament.ch/i/print/homepage/cv-geschaefte.htm?gesch_id=20063736):

 

"  Secondo
la giurisprudenza del Tribunale federale, nell'AVS gli interessi di mora mirano
alla compensazione forfetaria delle perdite d'interessi subite
dall'assicurazione - al contrario degli assicurati, che invece ne beneficiano -
in caso di ritardo nel pagamento di contributi. Pertanto, per quanto attiene all'obbligo
di versare interessi di mora e alla sua durata, è del tutto irrilevante se il
ritardo nella fissazione o nel versamento dei contributi sia imputabile alla
cassa di compensazione o all'assicurato. È vero che il sistema degli interessi di
mora previsto nell'AVS è un po' schematico e relativamente severo, ma lo è
nell'interesse dell'assicurazione. D'altro canto non si può cercare una soluzione
individuale per ogni caso. Inoltre una severa regolamentazione in merito fa sì
che gli assicurati versino più rapidamente i contributi dovuti.

Far dipendere l'obbligo di
versare interessi di mora dalla responsabilità del ritardo ne inficerebbe la
funzione compensativa e implicherebbe complicazioni amministrative. Se i
contribuenti adempiono ai loro obblighi legali, la riscossione d'interessi di
mora è praticamente esclusa. In questi casi, nemmeno gravi ritardi nella
comunicazione fiscale comportano l'obbligo di versare interessi di mora.
Ciononostante, se tale versamento dipendesse da una colpa, le casse di
compensazione dovrebbero verificare in ogni singolo caso se i contribuenti
siano responsabili o meno del ritardo nel pagamento. Questo aumenterebbe
considerevolmente gli oneri e renderebbe più frequente il ricorso alle vie
legali. Nei rari casi in cui il versamento d'interessi di mora è chiaramente
imputabile alla cassa di compensazione, nel diritto vigente si possono trovare
soluzioni adeguate. Infine va notato che sono concessi interessi compensativi
del 5 per cento per contributi non dovuti che vengono restituiti o compensati
dalle casse di compensazione. Il principio di dipendenza da una colpa dovrebbe
allora essere applicato anche agli interessi compensativi. In questo caso la
cassa di compensazione dovrebbe chiarire ogni volta il motivo per cui sono
stati versati contributi troppo elevati. Questo richiederebbe accertamenti
delicati e onerosi.

Pertanto il Consiglio
federale non ritiene adeguato far dipendere il versamento d'interessi di mora
dell'AVS dalla responsabilità del ritardo. D'altra parte anche il Parlamento si
è espresso in tal senso nell'ambito della 10a revisione dell'AVS.",

 

ed ha quindi proposto
di respingere il postulato.

 

Questi concetti sono
stati in sostanza ripresi nella citata sentenza del 9 aprile 2008 (STF
9C_202/2007 consid. 3.3.1), in cui il Tribunale federale ha ribadito che in merito
all'obbligo di pagare degli
interessi di ritardo nell'ambito
dei contributi non è determinante se la fissazione dei contributi o il
pagamento degli stessi dipende da una colpa addebitabile all'assicurato o alla Cassa di compensazione
(STFA H 221/90 del 24 gennaio 1992 = ZAK 1992 pag. 167 seg. consid. 4b).
Siccome l'obbligo di pagare degli
interessi di mora esiste anche quando il ritardo è ascrivibile ad una colpa
della Cassa di compensazione, gli interessi vanno giustamente fatti valere
quando dovesse presentarsi un'omissione
da parte di un'altra
amministrazione, segnatamente dell'autorità fiscale (STF 9C_202/2007 consid. 3.3.2).

Non va dimenticato in
proposito che "dem Verzugszins die Funktion eines Vorteilsausgleichs
wegen verspäteter Zahlung der Hauptschuld zukommt (BGE 129 V 345 E. 4.2.1 S.
347). Die Verzugszinsen bezwecken unbekümmert um den tatsächlichen Nutzen und
Schaden, den Zinsverlust des Gläubigers und den Zinsgewinn des Schuldners in pauschalierter
Form auszugleichen. Hingegen weist der Verzugszins nicht pönalen Charakter auf
und ist unabhängig von einem Verschulden am Verzug geschuldet." (STF
9C_202/2007 consid. 3.3.1).

 

                                12.   Gli
interessi di mora regolamentati dall'art. 41bis cpv. 1 OAVS, come visto, cessano di decorrere soltanto
con il pagamento completo dei contributi (art. 41bis cpv. 2
OAVS). Questo significa che fintanto che tutti i contributi personali
dell'assicurato dovuti per l'anno 2003 non sono stati versati alla Cassa
di compensazione, non è possibile non conteggiare all'interessato degli interessi di ritardo.

E ciò,
indipendentemente da quando questi contributi personali siano stati definitivamente
fissati dalla Cassa.

 

Con decisione del 5
luglio 2007 la Cassa ha fissato i contributi personali (ancora) dovuti dall'assicurato per il 2003. Ciò significa
dunque che non tutti i contributi personali per quell'anno erano già stati pagati dall'interessato. In virtù di quanto precede, discende
che, a buon diritto, degli interessi di ritardo sono dovuti sull'importo rimasto scoperto.

Ora, fintanto che il
ricorrente non ha pagato i contributi da compensare fissati con la citata
decisione, fino ad allora (art. 42 cpv. 1 OAVS) vanno prelevati degli interessi
di mora del 5% (art. 42 cpv. 2 OAVS).

 

Infatti, applicando l'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS, risulta che
i contributi d'acconto versati
dall'insorgente (Fr. 6'772,80) sono almeno il 25% inferiori ai
contributi che egli doveva effettivamente corrispondere - entro il 1° gennaio
dopo il termine dell'anno civile
seguente l'anno di
contribuzione - per l'anno di
contribuzione 2003 (Fr. 10'873,20). In altri termini, il conteggio finale degli importi ancora da
versare, ossia il conguaglio (Fr. 4'100,40), è superiore all'importo limite rilevante (Fr. 2'718,30), corrispondente al 25% dei contributi effettivamente dovuti nell'anno di contribuzione.

Pertanto, sulla
differenza ancora esatta per il 2003 - siccome gli interessi vengono calcolati
sul differenziale, ovvero sui contributi da compensare (Fr. 4'100,40) e quindi non solo sulla parte superante
il 25%, come ricordato nella citata sentenza 30.2007.3 -, l'assicurato deve pagare degli
interessi di mora del 5% a far data dal 1° gennaio dopo il 31 dicembre dell'anno civile seguente (2004) l'anno di contribuzione (2003), quindi dal
1° gennaio 2005 (cfr. consid. 5).

Questi interessi
decorrono poi, come detto, fino al momento del versamento completo del
conguaglio dovuto. Fino a quell'istante, il ricorrente si trova in mora nei confronti dell'amministrazione.

Nell'evenienza concreta, la Cassa di
compensazione ha tuttavia calcolato gli interessi di ritardo – per sua scelta –
(solo) fino all'emanazione
della decisione che fissa il conguaglio dei contributi, ossia fino al 5 luglio
2007.

 

Visto quanto precede,
la tesi espressa dall'insorgente secondo cui la Cassa di compensazione potrebbe addebitargli per il
2003 unicamente degli interessi fino al 24 agosto 2004 (data in cui l'amministrazione avrebbe, a suo dire, potuto
prendere conoscenza dei suoi dati fiscali in virtù della notifica di tassazione
IC 2003 emanata qualche giorno prima) è errata e come tale non deve essere
tutelata.

 

Ne discende che, sulla
base dell'art. 41bis cpv. 1
lett. f OAVS, la Cassa di compensazione ha giustamente proceduto calcolando degli
interessi di mora dal 1° gennaio 2005 (fino almeno) al 5 luglio 2007
per i contributi personali da versare nel 2003, fissando in Fr. 515,35 gli
interessi di ritardo maturati.

 

Occorre infine
specificare che i contributi totali dovuti dall'assicurato sono considerati, a giusta ragione, il 100% da versare e
quindi vanno utilizzati come base di calcolo per fissare l'importo limite che indica se v'è stato un superamento del 25% che, in tal
caso, viene sanzionato con il computo di interessi di mora. L'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS stesso,
implicitamente, puntualizza che i contributi effettivamente dovuti
rappresentano il 100%. La legge medesima contiene già la regolamentazione sufficiente
che pone le basi di calcolo per determinare l'esistenza di interessi di mora.

 

                                13.   Tutto
ben considerato, ne deriva che alcun rimprovero può dunque essere mosso nei
confronti della Cassa di compensazione per aver addebitato al ricorrente il
summenzionato interesse di ritardo in funzione dell'art. 41bis cpv. 1 lett. f OAVS.

 

Di conseguenza, nemmeno
la tesi del ricorrente, che in buona fede ha creduto che la Cassa di
compensazione resistente fosse venuta automaticamente a conoscenza dei suoi
dati fiscali non appena egli stesso ne ha avuto notifica e quindi che l'amministrazione avrebbe subito modificato i
contributi d'acconto evitandogli
di essere in mora (doc. IX), trova fondamento.

 

Il ricorso deve pertanto
essere integralmente respinto.

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio Zocchetti