# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ad04f6fc-9439-5755-801e-cbfd6dabb1d8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-11-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 07.11.2002 90.2001.74
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-2001-74_2002-11-07.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2001.00074

  	
  Lugano

  7 novembre
  2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale della pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente, 

  Lorenzo Anastasi, Werner Walser

   

  

 

	
  vicecancelliere

  	
  Stefano Furger

  

 

statuendo sul ricorso del 7 novembre 2001 di

 

	
   

  	
  __________ __________, __________,  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

	
   

  	
  

  	 

	
   

  	
  la risoluzione __________ottobre 2001 (n.
  __________) del Consiglio di Stato di approvazione del piano regolatore di
  __________;

  	 

 

 

 

viste le risposte:

 

- 27 marzo 2002 del
municipio di __________;

- 15 aprile 2002 della divisione della pianificazione territoriale
del dipartimento del  

   territorio;

 

 letti ed esaminati gli
atti;

 

 

ritenuto,

 

 

                                         in
fatto:

 

 

                                  A.   Nella
seduta del 6 luglio 1999 il consiglio comunale di __________ ha adottato la
revisione generale del piano regolatore. In quella sede il mapp. __________, di
proprietà di __________ __________, è stato assegnato alla zona residenziale estensiva
speciale (zona E). Il mapp. __________presenta una superficie di 7'170 mq ed è
ubicato in località __________, che fa parte di un’ampia fascia territoriale a
ridosso della golena del fiume __________.

 

 

                                  B.   Il
proprietario è insorto contro quella deliberazione dinanzi al Consiglio di
Stato, chiedendo l'inclusione del mapp. __________ nella zona residenziale
semi-estensiva (zona D) e lo stralcio del vincolo di piano quartiere
obbligatorio, che lo gravava.

 

 

                                  C.   Con
risoluzione __________ ottobre 2001 (n. __________) il Consiglio di Stato ha
approvato il piano regolatore. Esso ha tuttavia negato l'approvazione
dell'estensione della zona residenziale nel comprensorio golenale, nella quale
era incluso il mapp. __________, per motivi inerenti essenzialmente alla
contenibilità del piano, alla salvaguardia di un'area verde quale importante
elemento paesaggistico a cornice della zona urbana e di svago per la
popolazione. Contestualmente, l'Autorità governativa ha respinto l'impugnativa
di __________ __________.

 

 

                                  D.   Con
ricorso 7 novembre 2001 __________ __________ insorge innanzi a questo
Tribunale avverso la menzionata risoluzione governativa, postulandone
l'annullamento e chiedendo l'attribuzione alla zona edificabile del comparto
comprendente il suo fondo, così come prevedeva il piano regolatore in
approvazione. A sostegno della sua impugnativa, afferma che il fondo in parola,
già attribuito alla zona edificabile dal vecchio piano regolatore, è idoneo
alla costruzione, urbanizzato ed inserito in un contesto già edificato a
connotazione residenziale distante dalla golena, la cui estensione risulta più
che sufficiente per soddisfare le esigenze di svago della popolazione
__________.

                                  E.   Il
municipio postula l'accoglimento del gravame, mentre la divisione della
pianificazione territoriale ne chiede la reiezione integrale.

 

 

                                  F.   In
data 4 settembre 2002 il Tribunale ha esperito una visita dei luoghi, in
occasione della quale sono state scattate alcune fotografie del mappale del
ricorrente, in seguito acquisite agli atti. Il 5 settembre 2002 si è tenuta
l'udienza, durante la quale le parti hanno confermato le rispettive allegazioni
e domande, rinunciando al sopralluogo in contraddittorio.

 

 

considerato,                    in diritto:

 

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale è data, il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1 LALPT)
e la legittimazione del ricorrente certa (art. 38 cpv. 4 lett. c LALPT). Il
ricorso è dunque ricevibile.

 

 

                                   2.   In
campo pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è,
però, assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno
un'istanza di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato
(art. 37 cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno
potere cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma
anche dell'opportunità delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità
incaricate di compiti pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità
loro subordinate il margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro
compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente
sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il
diritto di questo di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più
appropriata, ragionevole od opportuna. Esso non può però limitarsi ad
intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun
criterio oggettivo e sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario
rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli
scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro
sufficiente attuazione, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto
della pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano
direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà
segnatamente che sia stata effettuata in modo corretto la ponderazione globale
degli interessi richiesta dall'art. 3 OPT (RDAT II-1999 n. 27 consid. 3).

 

                                         Il
potere cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece
circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT cit.,
ibidem; inoltre II-1997 n. 23); fanno eccezione - per poter ossequiare l'art.
33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una modifica del piano
regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.

 

 

                                   3.   I
piani regolatori hanno lo scopo di garantire un'appropriata e parsimoniosa
utilizzazione del suolo e un ordinato insediamento del territorio (cfr. art. 75
cpv. 1 Cost.). Essi devono delimitare, in primo luogo, le zone edificabili,
agricole e protette (art. 14 cpv. 2 LPT). Le zone edificabili comprendono,
secondo l'art. 15 LPT, i terreni idonei all'edificazione che sono già stati
edificati in larga misura (lett. a) e quelli prevedibilmente necessari ed
urbanizzati entro 15 anni (lett. b). Di massima un terreno che adempie queste
esigenze va attributo alla zona edificabile a meno che, dopo una ponderazione e
globale degli interessi che la legislazione sulla pianificazione del territorio
tende a salvaguardare (cfr. in particolare art. 1 e 3 LPT), debba venir
incluso, parzialmente o totalmente, nel territorio fuori della zona edificabile
(RDAT I-2001 n. 49 consid. 3a). I criteri posti dall'art. 15 LPT per
l'assegnazione di un terreno alla zona edificabile non hanno pertanto un valore
assoluto, ma una portata relativa. Essi rappresentano piuttosto dei principi
generali della pianificazione del territorio, dei punti di riferimento, che -
ancorché soddisfatti - non conducono necessariamente all'attribuzione del
terreno interessato alla zona fabbricabile (cfr. la giurisprudenza appena
citata; inoltre Flückiger, Commentario LPT, ad art. 15 n. da 25 a 29; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert,
Aménagement du territoire, construction, expropriation, Berna 2001, n. 314).

                                   4.   Il
Consiglio di Stato non ha approvato - in generale - l'estensione delle zone
edificabili rispetto al precedente piano avuto riguardo, in primo luogo, alla
contenibilità del nuovo piano regolatore (art. 15 lett. b LPT; cfr. risoluzione
impugnata cifra 4.2.3., in particolare pag. 21 segg.). Dal rapporto di
pianificazione (pag. 59) esso ha desunto che la contenibilità teorica del nuovo
piano regolatore corrispondeva a di 45'000 unità insediative, di cui 28'000 abitanti
e 17'000 posti di lavoro. Questo risultato veniva conseguito applicando un
grado di attuazione del piano estremamente basso (del 50%) e, inversamente, un
alto rapporto superficie utile lorda/unità insediative (di 50 mq): adottando i
parametri usuali (grado di attuazione del 70-80% rispettivamente rapporto superficie
utile lorda/unità insediative di 40-45 mq), la contenibilità teorica del nuovo
piano si attestava, in realtà, a 70'000-80'000 unità insediative. Il Governo ha
indi accertato che la popolazione residente nel comune, nel 1999, era di 16'906
persone, i posti di lavoro 12'369 (dati del 1998) e i posti per il turismo 500:
in totale 29'775 unità insediative. Ne ha concluso che la contenibilità teorica
del piano regolatore superava largamente le prevedibili necessità di sviluppo
demografico ed edilizio nell'arco dei 15 anni, rendendo possibile oltre il
raddoppio delle unità insediative. Questa valutazione merita di essere
condivisa, per quanto concerne particolarmente l'evoluzione del numero di
abitanti, che qui interessa. In effetti, anche volendo adottare le (quantomai
parziali) proiezioni formulate dal comune, il nuovo piano regolatore
permetterebbe comunque sia di insediare, nei prossimi 15 anni, almeno ulteriori
11'094 abitanti sul territorio comunale, pari ad un aumento della popolazione
del 66%, ovvero di 2/3, di quella attuale. Per contro, la popolazione residente
nel comune non è in sostanza aumentata negli ultimi trent'anni. Secondo i dati
riportati nell'Annuario statistico ticinese (Comuni, anno 2000, pag. 46 seg.),
ripresi dai censimenti federali, la popolazione economica residente a
Bellinzona assommava nel 1970 a 16'979 unità, nel 1980 a 16'743 unità e nel
1990 a 16'849 unità (cfr. inoltre il grafico alla pagina 7 del rapporto di
pianificazione): queste cifre corrispondono alla popolazione legale permanente
al 31 dicembre 1999 accertata dal Consiglio di Stato nel giudizio impugnato.
Avuto pertanto riguardo all'aumento oggettivamente pronosticabile della
popolazione, la contenibilità teorica del nuovo piano regolatore appare
eccessiva. A giusta ragione il Consiglio di Stato ha, pertanto, negato l'estensione
delle zone fabbricabili a scopi residenziali rispetto al perimetro del piano regolatore
precedente, approvato dallo stesso il 18 maggio 1977. Questa soluzione appare,
in concreto, ulteriormente giustificata dai dati forniti nel rapporto di pianificazione
(pag. 59), dai quali risulta che il piano regolatore precedente avrebbe già permesso
di conseguire una popolazione di 27'000 abitanti, ossia di soli 1'000 abitanti
inferiore a quella del piano in esame ed inoltre che quest'ultimo prevede,
rispetto al precedente, un incremento dell'indice di sfruttamento all'interno
della zona edificabile. Sussiste difatti un interesse generale ad impedire la
formazione di zone edificabili troppo vaste (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3c).
Queste considerazioni devono, di conseguenza, essere applicate anche al fondo
del ricorrente.

 

 

                                   5.   In
concreto, nemmeno è adempiuto il presupposto dell'art. 15 lett. a LPT. Con
terreni già edificati in larga misura si intende essenzialmente il territorio
costruito in maniera compatta, oltre eventualmente singole particelle
inedificate al suo interno, direttamente confinanti con la zona edificabile, in
genere già edificate e di superficie relativamente ridotta (RDAT I-2001 n. 49
consid. 3b; Flückiger, op. cit., ad art. 15 n. 60; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert,
op. cit., n. 319). Il fondo del ricorrente, di notevoli dimensioni, fa invece
parte di un ampio comprensorio completamente inedificato, situato oltre la
cintura urbana, i cui margini sono definiti da via __________, dall'impianto
dell'__________ e dal campo sportivo delle __________. Questo territorio si
spinge sino all'area golenale, con la quale condivide ancora la natura
essenzialmente non antropizzata. Di conseguenza, esso non può essere
considerato ampiamente edificato nel senso restrittivo inteso dalla
giurisprudenza.

 

 

                                   6.   Nell'ambito
di una ponderazione globale degli interessi (cfr. consid. 3), oltre al già
ricordato obiettivo di impedire la formazione di zone edificabili troppo vaste
(cfr. consid. 4), va poi ricordato che il territorio di cui fa parte il fondo
in rassegna è caratterizzato dalla diffusa presenza di coltivazioni, constatate
anche sul fondo del ricorrente, che, intercalate da estensioni prative
contornate da strisce di bosco, concorrono altresì a formare un paesaggio di
pregio. Una fascia questa che funge da cornice e da polmone verde della città,
a diretto contatto con la golena del fiume __________, importante area di svago
per la popolazione locale. Si giustifica pertanto appieno di preservare questo
territorio dall'edificazione anche per motivi di ordine agricolo e
paesaggistico; va, da ultimo, sottolineata l'imprescindibile necessità di salvaguardare
sufficienti spazi liberi per le future generazioni.

 

 

                                   7.   La
risoluzione impugnata è inoltre conforme alle indicazioni sugli insediamenti contenute
nel piano direttore. Nella fattispecie, il piano regolatore di Bellinzona, approvato
dal Consiglio di Stato il 18 maggio 1977, assegnava il fondo del ricorrente a
vaste zone per edifici pubblici e privati d'interesse pubblico, che sono state
successivamente riprese nel piano direttore come zone insediative (cfr. rappresentazione
grafica n. 12; inoltre la legenda, punto 10: "gli insediamenti").
Trattasi tuttavia, per quanto qui interessa, di un semplice rilevamento nel
piano direttore, al momento del suo allestimento, degli insediamenti indicati a
livello di piano regolatore, che è sprovvisto di portata propria e che,
pertanto, entro questi limiti, è sfornito di effetti obbligatori; la
definizione esatta della zona edificabile di ogni singolo comune non dev'essere
peraltro effettuata, in ogni caso, in sede di piano direttore. Quest'ultimo
strumento prevede piuttosto, come obiettivo vincolante, che le zone insediative
dei comuni devono essere definite in base ai bisogni della popolazione
residente, alle prognosi di evoluzione demografica dei prossimi 15 anni e agli
obiettivi di sviluppo economico, ritenuto che le zone edificabili manifestamente
sovradimensionate devono essere ridotte (cfr. gli obiettivi pianificatori
cantonali del piano direttore, adottati con decreto legislativo 12 dicembre
1990, A.10 lett. d; inoltre il rapporto esplicativo, II.87, A.10.2.2).
Attraverso il piano regolatore in esame, il primo a dover essere conforme alla
LPT (cfr. su questo aspetto la risoluzione impugnata, pag. 19 segg.), il comune
ha esteso la zona residenziale sostituendola alla precedente zona per attrezzature
ed edifici pubblici, di modo che la contenibilità teorica del piano relativa
alla residenza è risultata eccessiva (cfr. consid. 4). Per questo motivo, la
non approvazione della nuova zona residenziale, con la conseguente riduzione
della zona edificabile, è indubbiamente congruente con il piano direttore.

 

 

                                   8.   La
risoluzione impugnata pone pertanto il piano regolatore in consonanza con l'ordinamento
giuridico. Essa non è, di conseguenza, nemmeno lesiva dell'autonomia comunale. Il
ricorso va, dunque, respinto.

 

 

                                   9.   La
tassa di giudizio e le spese devono essere poste carico dell'insorgente (art.
28 PAmm).

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie,

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Il
ricorrente è condannato al pagamento delle tasse di giudizio e spese per complessivi
fr. 2'700.- (duemilasettecento).

                                   3.   Intimazione:                  -
__________ __________, __________ __________, ____________________ 

                                                                               -
Municipio di __________ , __________ __________, __________ __________a

                                                                               -
Consiglio di Stato, Residenza Governativa, 6501 Bellinzona

                                                                               -
Divisione della pianificazione 

                                                                               territoriale, Viale S. Franscini 16, 

                                                                        
      6501 Bellinzona

Per il Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                                                                    Il
segretario