# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6fcdd5a9-00cd-5e91-8864-4cb4d89437ef
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-03-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 21.03.2005 11.2005.36
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2005-36_2005-03-21.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2005.36

  	
  Lugano

  21 marzo 2005/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Lardelli

  

 

	
  segretaria:

  	
  Chietti Soldati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa n. 121.2002/R.80.2004
(revoca della curatela) della Divisione degli interni, Sezione degli enti
locali quale autorità di vigilanza sulle tutele, che oppone

 

	
   

  	
   AP 1  

   

  
	
   

  	
  alla

  	 

 

	
   

  	
  Commissione tutoria regionale 11, Losone; 

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 1°marzo 2005 presentato da AP 1 contro la decisione emessa il 9
febbraio 2005 dalla Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle
tutele;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che
con risoluzione del 26 febbraio 2002 la Commissione tutoria regionale 11, Losone,
ha istituito in favore di AP 1 (1979) una curatela di amministrazione a norma
dell'art. 393 n. 3 CC, nominando come curatore prima __________ e poi PI 1;

 

                                         che il 27
luglio 2003 AP 1 si è rivolto all'autorità tutoria per ottenere la revoca della
curatela;

 

                                         che, sentito
l'interessato il 22 luglio 2004 e preso atto di un certificato medico rilasciato
dal Servizio psico-sociale di __________, con decisione del 19 ottobre 2004 la
Commissione tutoria regionale ha respinto la richiesta;

 

                                         che
contro tale decisione AP 1 è insorto il 14 (recte: 24) ottobre 2004 alla
Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza sulle tutele, insistendo per
la revoca della curatela;

 

                                         che,
statuendo il 9 febbraio 2005, l'autorità di vigilanza ha respinto il ricorso
senza prelevare tasse né spese;

 

                                         che con
scritto del 1° marzo 2005 AP 1 è insorto al Tribunale d'appello contro tale
decisione per “riottenere l'autonomia amministrativa personale”, allegando a
tal fine un certificato medico del dott. __________ di __________;

 

                                         che il
documento non è stato oggetto di intimazione;

 

e considerando

 

in diritto:                        che
l'atto in esame può essere trattato solo come appello, unico rimedio giuridico
esperibile contro le decisioni prese dall'autorità di vigilanza sulle tutele
(art. 48 legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele,
cui rinvia l'art. 39 LAC);

 

                                         che un
appello deve contenere, fra l'altro, le richieste di giudizio (art. 309 cpv. 2
lett. e CPC), oltre ai motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda (art.
309 cpv. 2 lett. f CPC);

 

                                         che in
materia di tutele, nondimeno, tali esigenze di forma vanno per certi versi attenuate:
trattandosi di un tutelato – o di un tutelando – che insorga personalmente contro
una decisione a lui sfavorevole, è sufficiente che le richieste di giudizio e i
motivi di impugnazione possano desumersi dall'insieme dell'esposto (Geiser in: Basler Kommentar, ZGB II, 2ª
edizione, n. 41 ad art. 420);

                                         

                                         che, come
rileva l'autorità di vigilanza, una curatela di amministrazione può essere
revocata al momento in cui cessa la causa per cui è stata ordinata (art. 439
cpv. 2 CC);

 

                                         che in
concreto l'autorità ha scartato una simile evenienza, il certificato medico rilasciato
il 15 ottobre 2004 dal Servizio psico-sociale di __________ confermando il
persistere di un disturbo psicotico che impedisce a AP 1 di gestire
autonomamente la propria economia domestica;

                                      

                                         che
l'appello di AP 1 è così motivato:

                                         Domanda di ricorso per riotenere la autonomia
amministrativa personale – discogliere la misura di curatela e passare a me le
carte e foglie e fatture da pagare … ecc.

                                         Fine e tutto
basta e saluti AP 1.

                                         –
modifica dell'indirizzo: a me scritto.

                                         AP
1

                                         P.S.
Lettera prima scritta. che dice che 

                                                
– Cosciente e capabile di amministrarmi da solo –

                                         AP
1

                                         annesso
certificato medico

 

                                         che con
le argomentazioni dell'autorità di vigilanza l'interessato non si confronta e
nemmeno accenna ai motivi per cui la decisione impugnata andrebbe riformata;

 

                                         che il
certificato medico del 1° marzo 2005 (allegato all'appello) poco giova, lo stesso
dott. __________ rilevando di non poter attestare sulla base di dati clinici in
quale misura il paziente sia in grado di amministrarsi da sé;

 

                                         che
quanto la madre e l'amica dell'appellante hanno dichiarato a tale medico,
ovvero che “sarebbe importante
responsabilizzare il signor AP 1 e quindi dargli delle competenze in merito”, non basta – evidentemente – per motivare
l'appello;

 

                                         che nelle
condizioni descritte invano si cercherebbe di sapere, in sostanza, perché
l'analisi espressa dal Servizio psico-sociale di __________ non sarebbe
corretta o giustificherebbe la revoca della curatela;

 

                                         che, insufficientemente
motivato, l'appello sfugge pertanto a ulteriore disamina;

 

                                         che gli
oneri del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC);

 

                                         che in concreto
appare equo nondimeno rinunciare a ogni prelievo, l'appellante essendo
sprovvisto di cognizioni giuridiche e 

                                         avendo
agito senza l'ausilio di un patrocinatore;

                                         

in applicazione dell'art. 313bis CPC,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
è irricevibile.

 

                                   2.   Non si
riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
  – ;

  – Commissione tutoria regionale 11, Losone.

  

                                         Comunicazione
a:

                                         –
Divisione degli interni, sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza
sulle tutele;

                                         –
PI 1, __________, __________.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   PI 1    

   

  

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria