# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1b76c4c1-5df2-5607-b196-0a51f107aed7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-05-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.05.2001 35.1999.48
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-1999-48_2001-05-22.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.1999.00048

  32.1999.00085

   

  mm

  	
  Lugano

  22 maggio 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sui ricorsi del 30 aprile 1999 e
15 luglio 1999 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 2 febbraio 1999 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  e la decisione del 14 giugno 1999 emanata
  da

  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona,

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni e d'assicurazione federale per l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 26
febbraio 1994, __________ - all'epoca alle dipendenze della
____________________ di __________ in qualità di ragazza __________ - nel
quadro di un'aggressione a scopo di rapina, è caduta ed ha battuto
violentemente a terra la spalla sinistra. 

                                         Accertamenti
successivamente predisposti hanno permesso di mettere in luce un'ampia lesione
della cuffia dei rotatori ed un impingement sottoacromiale a sinistra, trattata
chirurgicamente il 14 giugno 1994 (revisione della cuffia rotatoria della
spalla sinistra con sutura e reinserzione del muscolo sovraspinato al tubercolo
maggiore ed ampia acromioplastica secondo Neer, cfr. doc. __). 

 

                                         Il caso è
stato assunto dalla __________, la quale ha regolarmente corrisposto le
prestazioni assicurative.

 

                               1.2.   Nonostante
le cure del caso, i disturbi accusati da __________ non sono mai completamente
regrediti.

 

                                         Alla
chiusura del caso - sentito il parere del proprio medico di fiducia, il dottor
__________ - la __________ ha riconosciuto all'assicurata un'indennità per
menomazione dell'integrità del 9% (cfr. doc. _). Per contro, le è stato negato
il diritto ad una rendita d'invalidità, siccome l'assicurata, mettendo a frutto
la sua restante capacità lavorativa in un'attività sostitutiva, potrebbe
conseguire "… un salario nettamente superiore a quello realizzato prima
dell'infortunio (o con il pregiudizio alla salute che ne comporterebbe un'IL
del 25%)" (cfr. doc. _). 

 

                               1.3.   In data 21
giugno 1996, __________ ha personalmente interposto opposizione ex art. 105
cpv. 1 LAINF, contestando integralmente il contenuto della summenzionata
decisione (cfr. doc. ___). 

 

                               1.4.   Il 14
febbraio 1997, l'assicurata è stata periziata per conto dell'assicuratore LAINF
presso l'Institut für Medizinische __________ () di __________ (cfr. doc. ___ e
___ ). 

 

                                         Sulla
base delle risultanze peritali, la __________ ha emanato la decisione su
opposizione 2 febbraio 1999, mediante la quale ha parzialmente modificato il suo
primo provvedimento, nel senso che __________ è stata posta al beneficio di
un'IMI del 20% (cfr. doc. ___). 

 

                               1.5.   Con
tempestivo ricorso 30 aprile 1999, __________, patrocinata dall'avv. __________
a, ha chiesto che la __________ venga condannata a corrisponderle una rendita
d'invalidità del 50% ed un'IMI del 30% (cfr. I, p. 5).

 

                                         Questi,
segnatamente, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno delle proprie
pretese ricorsuali:

 

" 
(…).

Con il presente ricorso la signora __________
contesta le succitate conclusioni essenzialmente perché nell'incarto sono
presenti opinioni mediche parzialmente contrastanti ritenuto che la __________
ha considerato soltanto quelle a lei più favorevoli mentre tace su quanto
evidenziato nei punti precedenti, senza nemmeno spendere una parola per
confutare queste tesi. Il fatto che il dott. __________, il dott. __________,
ma anche in buona parte il dott. __________ (rapporto 12 aprile 1996 pto 2.2) e
l'IMB stesso abbiano pronosticato e accertato (IMB pagina 34 e 39) ripetutamente
un'invalidità parziale escludendo (salvo l'IMB) anche il concorso di fattori
precedenti l'infortunio e che ciò venga dimenticato o smentito senza
spiegazioni nella decisione impugnata dovrebbe da solo bastare per concludere
che essa non è fondata su prove inoppugnabili. Anzi, essa contiene affermazioni
addirittura contrarie ai documenti ai quali si riferisce, per esempio quando,
richiamando il dott. __________ e l'IMB, accerta una totale capacità lavorativa
mentre, come detto, entrambi si esprimono per una capacità ridotta (per
__________ addirittura inferiore al 50%).

 

… Si ha insomma la netta sensazione che, da una
parte l'IMB abbia voluto mettere in evidenza solo l'ipotesi delle cause
pregresse per poter smentire i pareri medici già espressi, e che la __________
si sia guardata dall'affrontare a fondo i temi del caso, limitandosi ad
un'applicazione schematica e teorica dei principi e a conclusioni non
supportate dalle prove agli atti.

 

… Secondo la ricorrente risulta - perché più
volte attestato univocamente - che il processo presunto degenerativo
preesistente non è presente o che in ogni caso esso è da mettere in relazione
con lo stato di salute dopo l'infortunio.

 

… Ne discende che le prestazioni concesse vanno
riviste, riconoscendo una maggiore incidenza percentuale del danno
all'integrità, ma soprattutto riconoscendo un'invalidità del 50%, pur tenendo
conto della residua capacità lavorativa in attività adeguata, estremamente
ristretta secondo lo stesso medico di fiducia della __________.

 

… Quali mezzi di prova s'indicano l'allestimento
di una perizia giudiziaria e l'audizione testimoniale dei medici che hanno
curato e curano attualmente la ricorrente, con riserva di produrne altri in
corso d'istruttoria" (I).

 

                               1.6.   La
__________, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr.
VI).

 

                               1.7.   Con
decisione 14 giugno 1999, l'Ufficio dell'assicurazione invalidità (UAI) ha
posto __________ al beneficio di una rendita d'invalidità del 50% limitatamente
al periodo 1° marzo 1995-30 giugno 1996. A far tempo dal 1° luglio 1996,
l'autorità amministrativa ne ha negato il diritto per il motivo che
l'interessata avrebbe presentato un'incapacità lucrativa inferiore al 40%, per
la precisione del 18% (cfr. doc. ___ inc.___). 

 

                               1.8.   Avverso la
decisione formale 14 giugno 1999 dell'UAI, l'assicurata, sempre rappresentata
dall'avv. __________, si è aggravata, con atto di ricorso 15 luglio 1999,
innanzi a questo TCA, chiedendo la concessione di una mezza rendita
d'invalidità dal 1° marzo 1995 in poi (I, p. 6 - inc.___). __________ ha fatto
valere degli argomenti sostanzialmente identici a quelli già esposti nel quadro
della procedura ricorsuale LAINF. 

 

                               1.9.   Con risposta
di causa 18 agosto 1999 (III - inc.___), l'UAI ha postulato che il ricorso 15
luglio 1999 venga integralmente respinto, riprendendo, essenzialmente, le tesi
già sviluppate nell'impugnata decisione formale.

 

                             1.10.   Con ordinanza
21 marzo 2000, questa Corte ha ordinato, da un lato, la congiunzione, in virtù
degli artt. 24 LPTCA e 72 lett. b CPC, della causa dipendente dal ricorso 30
aprile 1999 presentato contro la decisione 2 febbraio 1999 della __________ con
quella promossa con il ricorso 15 luglio 1999 e, dall'altro, una perizia
giudiziaria a cura della Clinica di chirurgia ortopedica __________ di
__________ (cfr. XIII - inc.___).

 

                             1.11.   In data 15
settembre 2000, il PD dott. __________ ha consegnato al TCA il proprio referto
peritale (XXIV), il quale è stato immediatamente intimato alle parti per
osservazioni (cfr. XXV).

 

                             1.12.   La __________
ha preso posizione il 5 ottobre 2000 (cfr. XXVI), mentre __________, da parte
sua, lo ha fatto in data 30 ottobre 2000 (cfr. XXIX). 

                                         L'UAI,
infine, si è espresso il 16 novembre 2000 (cfr. XXXI). 

 

                             1.13.   In data 5
dicembre 2000, l'assicurata ha versato agli atti alcune dichiarazioni di
salario rilasciate dai suoi attuali datori di lavoro (cfr. doc. - 1-3). 

                                         Alle
parti è stata concessa la facoltà di esprimersi al riguardo (cfr. XXXIV). 

 

                             1.14.   In corso di
causa, il TCA ha interpellato la __________ allo scopo d'accertare il reddito
da valido (cfr. XL), rispettivamente, la __________ (cfr. XLI), lo Studio del
fisioterapista __________ (cfr. XLVIII) e la __________ (cfr. XLVII), onde
conoscere il salario orario lordo percepito dall'insorgente nel 1999. 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Trattandosi
della procedura dipendente dal ricorso 30 aprile 1999, questo TCA deve
chiedersi, in primo luogo, se __________ ha o meno diritto ad una rendita
d'invalidità (e, nell'affermativa, di quale entità) e, in secondo luogo, qual è
l'entità della menomazione dell'integrità da lei presentata. 

                                         Per quel
che riguarda, invece, la causa introdotta nei confronti dell'UAI, questa Corte
è tenuta ad esaminare se l'assicurata, posteriormente al 30 giugno 1996, ha o
meno diritto ad una rendita d'invalidità ex art. 28 LAI (e, nell'affermativa,
di quale entità).

 

                               2.2.   Rendita
d'invalidità

 

                            2.2.1.   Definizione
dell'invalidità

                                         L'art. 4
LAI definisce l'invalidità come la diminuzione della capacità di guadagno,
presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.

 

                                         Due sono
dunque di norma gli elementi costitutivi dell'in­va­lidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).

 

                                         Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve i­noltre intercorrere un
nesso causale adeguato (fattore cau­sa­le). 

 

                            2.2.2.   Commisurazione
dell'invalidità

                                         Giacché
il danno alla salute e la perdita della capacità di guadagno devono essere in relazione
causale, il primo avrà giuridica rilevanza solo nella misura in cui riduca la
se­conda.

 

                                         L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si mi­sura in base alla riduzione della
capacità di guada­gno e non se­condo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         Tuttavia,
poiché l'incapacità di guadagno importa uni­camente nella misura in cui dipende
da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in que­­­­­­­­stione.

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determi­nate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può an­co­ra svolgere la sua professione,
precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre
analoghe. 

                                         Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti,
risp. le precauzioni rese necessarie dal danno alla salute provocano sia nella
professione at­­­­­­­­tua­le che nelle altre relativamente confacenti.

                                         La
valutazione della ripercussione di simili inconvenienti sul piano reddituale
spetta invece all'amministrazione e all'occorrenza al giudice.

                                         L'invalidità,
evento di natura essenzialmente eco­nomica, si misura raffrontando il reddito
che l'as­sicu­rato avrebbe po­tuto con­seguire se non fosse divenuto invalido
con quello ch'e­gli può tuttora realiz­zare, benché invalido, sfruttando la
residua capacità lavora­tiva in at­tività da lui ragione­vol­mente esi­gi­bili
in condizioni normali del mer­cato del lavo­ro, pre­via adozione di even­tuali
provvedimenti integrativi (art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF; RAMI
1994 p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA 30.6.1994 in re P.).

 

                                         I due
redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipote­ti­ci. L'ipotesi deve
però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.

 

                                         La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

 

                                         Il TFA ha
ancora avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un
rapporto di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato
può esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la
sua residua capacità lavorativa (STFA 30.6.1994 in re P.).

                                         La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno
computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al
mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro
particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato
esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare
che utilizza al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito
corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (cfr. RAMI
1991 p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,
esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la
propria residua capacità di lavoro (cfr. RAMI 1991 succitata consid. 4d).

 

                                         I.
Termine: reddito da invalido

 

                                         La misura
dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in
funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come
l'e­tà, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno
considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria.
Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti
hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla
media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due
redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 p. 97ss.,
consid. 5a, b). 

 

                                         Nel
valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla
in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del
mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato,
nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si
controbilancino (RAMI 1994 p.90 consid 2b; DTF 115 V 133; STFA 30.6.1994 in re
P.).

 

                                         II.
Termine: reddito conseguibile senza invalidità:

 

                                         Nel
determinare il reddito conseguibile senza invali­di­tà ci si baserà per quanto
possibile sulla situazione an­tecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà
l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazio­ne si
sarebbe mantenuta sostan­zialmente stabile (STFA 15.12.1992 in re G. I. M., non
pubbl.). Ci si discosterà da que­sta proiezione solo se le premes­se per
modifiche di qualche rilievo sono già da­te al momento del­l'infortunio o se
partico­lari circostanze ne rendono il ve­ri­ficar­si alta­mente proba­bile
(RAMI 1993 p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).

 

                                         Il
grado d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.

 

                            2.2.3.   In concreto,
l'assicuratore LAINF convenuto, con la querelata decisione su opposizione, ha
negato a __________ il diritto di percepire una rendita d'invalidità. La
__________ __________ ha, in effetti, ritenuto che l'insorgente - malgrado i
postumi residuali interessanti la spalla sinistra, che la rendono parzialmente
inabile nella sua originaria professione - sarebbe in grado d'esercitare
un'attività confacente a tempo pieno e con un rendimento completo, realizzando,
in tal modo, un guadagno annuo perlomeno uguale a quello che essa ha conseguito
durante l'anno precedente l'evento traumatico del febbraio 1994 (cfr. doc. ___,
p. 7s.).

                                         L'UAI ha
anch'esso rifiutato d'erogare una rendita d'invalidità dopo il 30 giugno 1996,
giacché il tasso d'invalidità presentato dall'assicurata non raggiungerebbe la
soglia del 40% fissata dall'art. 28 cpv. 1 LAI (cfr. doc. A - inc.___). 

 

                                         Dalle
tavole processuali emerge che il medico di fiducia
della __________, il dottor __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica e
ortopedia, ha avuto modo d'esprimersi, in più di un'occasione, in merito
all'esigibilità lavorativa: 

 

                                         - rapporto
di chiusura 14 settembre 1995: 

 

" 
In quanto alla rendita d'invalidità, la definizione
risulta assai difficile dal momento che non è possibile proporre delle attività
confacenti, meglio adatte ai postumi infortunistici. Infatti l'assicurata non
ha mai imparato un mestiere, conosce appena l'italiano e può tutt'al più
pretendere delle attività non qualificate di tipo
pulizie, aiuto in alberghi o ristoranti, lavori in fabbrica, etc. Con
riferimento a tali attività un'inabilità durevole del 50% pare giustificata.
Non è tuttavia escluso che con l'andare del tempo subentrino miglioramenti
spontanei soprattutto dovuti all'assuefazione" (doc. __, p. 4)

 

                                         - rapporto
4 marzo 1996:

 

" 
Nelle condizioni di
salute attuali, condizionate in parte da fattori morbosi ed in parte dalle
conseguenze dell'infortunio del 26.02.94, la Signora ________non potrebbe svolgere
le mansioni abituali di donna delle pulizie in una casa privata o presso un
albergo, ma potrebbe lavorare circa 3 ore al giorno svolgendo mansioni di
pulizia meno impegnative, come in uffici" (doc. __ p. 6)

 

                                         - rapporto
12 aprile 1996:

 

" 
Quale ragazza d'__________ presso il __________
di __________, l'assicurata svolgeva al momento dell'infortunio delle mansioni
assai diverse, spesso pesanti ed in generale stressanti (vedere pag. 4 del mio
rapporto del 08.11.94). Non ha mai imparato nessun mestiere e può quindi
accedere solo a delle attività non qualificate di tipo donna delle pulizie,
aiuto cuoco, aiuto in albergo, ecc.. Si deve anche tener conto del livello
cognitivo molto basso e delle difficoltà linguistiche che precludono l'accesso
a numerose attività confacenti, per esempio di tipo commessa. Secondo quanto
constatato all'occasione dell'ultimo esame del
28.02.96, le pregresse attività non risultano più proponibili in modo
significativo. Invece esiste ancora una capacità lavorativa residuale con una
capacità di guadagno significativa per le attività di donna delle pulizie in
ufficio. In questo campo le mansioni di pulizia sono un po’ meno pesanti che
negli altri settori tanto da risultare esigibili nella misura del ca. 30-40%,
ossia per 3-3.5 ore al giorno, forse anche 4. In altre parole, non sono
convinto che nel campo per lei meglio adatto delle pulizie in ufficio
l'assicurata potrebbe ancora lavorare al 50%" (doc. 7, p. 2). 

 

                                         Da quanto
attestato dal proprio medico fiduciario, la __________ ha dedotto - così come
risulta dalla decisione formale 12 giugno 1996 - che
"l'assicurata, badando a taluni movimenti o posizioni del braccio sinistro
(ella "destromane") può impiegare la capacità lavorativa del 100% in
altri mestieri", ciò facendo completa astrazione da fattori quali la
scarsa scolarizzazione oppure le difficoltà linguistiche, che non concernono
l'assicurazione infortuni sociale (cfr. doc. _). 

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta da __________, l'assicuratore LAINF ha predisposto
una perizia specialistica a cura dell'IMB di __________. A pagina __________
del relativo referto 9 aprile 1997, il dottor
__________, spec. FMH in chirurgia, ha proceduto a puntualmente descrivere le
limitazioni funzionali derivanti dal danno alla spalla sinistra (cfr. doc.
___). 

                                         Va
osservato che le risultanze peritali dell'IMB sono state fatte proprie - oltre
che ovviamente dall'assicuratore LAINF convenuto - anche dall'UAI, per decidere
in merito al diritto alla rendita d'invalidità. Nel suo rapporto 16 gennaio
1998, l'orientatore professionale dell'AI, __________, così ha concretizzato le
indicazioni fornite dal succitato medico dell'IMB in merito all'esigibilità
lavorativa:

 

" 
Considerati i requisiti del posto di lavoro, si
può senz'altro sostenere che la gamma delle attività possibili può essere
ritenuta sufficientemente estesa poiché il braccio dominante  rimane normalmente
utilizzabile nelle consuete operazioni manipolatorie tipiche delle attività
principali di produzione o d'esercizio e quello secondario, pur
presentando le limitazioni di cui s'è detto rimane pur sempre utilizzabile
nelle comuni operazioni di supporto a quello dominante.

 

Infatti una consistente parte delle attività in
cui usualmente opera personale femminile nel settore secondario, in particolare
nei campi dell'abbigliamento, delle confezioni, della maglieria, delle
industrie farmaceutica, dolciaria, alimentare, della calzatura, della
manifattura di tabacchi, risp. in mansioni subalterne (di produzione o
d'esercizio) nei servizi di distribuzione (mansioni di cassa in empori
attrezzati con sistemi OCR) permettono di realizzare quanto postulato in sede
medica poiché consentono d'operare caricando in minima misura il braccio
secondario.

 

Solo attività di produzione o d'esercizio
particolarmente pesanti o richiedenti interventi manipolatori estesi da
effettuare necessariamente con entrambe le braccia, possono risultare
impossibili o determinare un redimento al di sotto della norma ordinariamente
lucrabile" (doc. __,
p. 7 - la sottolineatura è del redattore).

 

                                         A titolo
d'esempio, il suddetto orientatore professionale ha poi enumerato le seguenti
attività - semplici e non qualificate - giudicate essere senz'altro confacenti
alle condizioni di salute della ricorrente:

 

" 
A titolo d'esempio, enumereremo una serie
d'attività presenti (anche con altra denominazione) nella struttura
socio-economica del Cantone che, a nostro parere, in ragione delle specifiche
esigente operative o con riferimento a linee di produzione che non rientrano
nei campi di esclusione, il soggetto può essere ritenuto in grado di svolgere,
poiché rispecchiano in misura sufficientemente elevata le controindicazioni
formulate in sede medica. Per quanto riguarda l'aspetto socioprofessionale, si
è tenuto conto soltanto degli elementi tutelati dall'AI (non si tratta
ovviamente di una lista esauriente).

 

a) attività semplici o poco diversificate
(nessuna qualifica o semiqualifica elementare)

 

Si tratta di attività che non richiedono una
preparazione professionale specifica (e quindi tanto meno una formazione
professionale organica) ma possono già essere esercitate al meglio dopo una
semplice introduzione al posto di lavoro ed un breve periodo di
"rodaggio".

 

-       
Addetta alla vendita di carburanti e altri
prodotti in stazioni combinate del tipo servisol, quindi con compiti
essenzialmente d'incasso.

-       
Operaia ausiliaria in lavori leggeri non
qualificati (addette a controllo, imballaggio, etichettatura, spedizione,
ausiliarie) nelle cinque categorie presenti nel campo dell'abbigliamento, della
confezione, della maglieria e simili.

-       
Operaia generica nell'industria cioccolatiera.

-       
Operaia in industria farmaceutica (controlli,
condizionamento).

-       
Operaia nell'industria di lavorazione o
distribuzione di prodotti tabagiferi.

-       
Operaia assemblatrice nel campo della
componentistica elettromeccanica ed elettronica.

-       
Saldatrice su dispositivi automatici
nell'assemblaggio di componenti per l'industria elettronica.

-       
Operaia assemblatrice nell'industria orologiera.

-       
Venditrice generica senza diploma (MM, Coop,
Denner e altri con sistemi OCR).

-       
Commessa in chiosco e simili empori di rivendita
al minuto.

-       
Impiegata d'ufficio di livello A (definizione
SSIC) in molteplici campi d'attività" (doc. __, p. 7s.). 

 

                            2.2.4.   Anche il
perito giudiziario, il PD dott. __________ l, __________ della Clinica di
chirurgia ortopedica dell'Ospedale universitario di __________, ha avuto modo
di discutere, fra l'altro, la questione riguardante l'esigibilità lavorativa.

 

                                         Preliminarmente,
va osservato come l'esperto designato da questo TCA - diagnosticata una residua
sindrome dolorifica in stato dopo reinserzione del sovraspinato a sinistra ed
una leggera sindrome cervico-vertebrale (cfr. XXIV, p. 4) - abbia dichiarato
che l'infortunio 26 febbraio 1994 costituisce la sola causa dei disturbi
attualmente accusati da __________, fatta eccezione per la sindrome
cervico-vertebrale, comunque di secondaria importanza (cfr. XXIV, p. 5):

 

" 
Ist der Unfall vom 26.02.1994 die einzige
oder allenfalls eine Mitursache der festgestellten gesundheitlichen Störung?

 

Ja, der Unfall vom 26.02.1994 muss in
Anbetracht folgender Argumente als einzige Ursache für die festgestellte
Gesundheitsstörung geltend gemacht werden:

 

Laut subjektives Angaben der Explorandin
bestanden vor dem Unfall vom 26.02.1994 keine Schulterbeschwerden. Diese
Aussage könnte allfällig durch Befragung des Hausarztes und/oder des früheren
Arbeitgebers erhärtet werden, zumal die Explorandin vor dem Unfall schon gut 8
Jahre in der Schweiz arbeitstätig war.

 

Das Unfallereignis vom 26.02.1994 war im Bezug auf
freigesetzter Energie durchaus geeignet, eine Supraspinatusruptur zu erzeugen.
Die juristischen Kriterien eines Unfalles (plötzlich und unbeabsichtigt) waren
durchaus erfüllt.

Das Intervall zwischen Unfall und erste ärztliche
Konsultation darf nicht als Argument für eine allfällige Bagatellverletzung
herangezogen werden. Es deutet vielmehr auf eine bedachte Inanspruchnahme
medizinischer Dienstleistungen (man rennt nicht wegen jeder Prellung sofort zum
Arzt!). Das MR vom 06.06.1994 zeigte gemäss Bericht eine Ruptur der
Supraspinatussehne mit ausgefransten Rändern. Typisch für eine chronische
Ruptur wären abgerundete Ränder.

Im Operationsbericht vom 14.06.1994 wird diese
Ausfransung (der Supraspinatussehne) bestätigt.

Im konventionellen Röntgenbild vom 01.09.2000
besteht ein weiter Subacromialraum bei eher kleinem und nach ventral offenem
Acromion. Bei dieser konstitutionellen Morphologie treten degenerative
Erscheinungen der Rotatorenmanschette grundsätzlich seltener auf. Ein weiteres
wichtiges Argument ist das fehlen von zystischen Veränderung im Bereiche des
Tuberculum majus, welche im falle von chronischen, vorbestehenden Rupturen zu
erwarten wären. Bei traumatischen Rupturen sind zystische veränderungen im
Bereiche des Tuberculum majus unbekannt. 

Das unter Diagnose beschriebene leichtgradige
cervico-vertebral-Syndrom ist untergeordneter Natur und hat keine fassbare
Beziehung zum Unfall vom 26.02.1994" (XXIV, p. 6-7). 

 

                                         In questo
modo, il PD __________ ha sconfessato sia il dottor __________ sia il dottor
__________, i quali avevano difeso la tesi secondo la quale l'insorgente
avrebbe raggiunto lo status quo sine a margine dell'evento traumatico
assicurato (secondo il medico dell'IMB, addirittura a distanza di circa 6
settimane dall'infortunio - cfr. doc. ___, p. 38), a fronte di preesistenti
alterazioni degenerative a livello della cuffia dei rotatori. 

                                         Va
senz'altro stigmatizzato il comportamento palesemente contradditorio avuto
dalla __________, la quale, da un lato, considera ormai estinto il nesso di
causalità naturale fra l'infortunio assicurato ed il danno alla salute
lamentato da __________ ma, dall'altro, le riconosce comunque un'indennità per
menomazione dell'integrità (aumentandone addirittura il tasso in sede di
decisione su opposizione!). 

 

                                         Questo
TCA, da parte sua, non vede ragioni che gli impediscano di fare proprie le
conclusioni - motivate e convincenti - a cui é pervenuto il Prof. __________,
autorevole specialista nella materia che qui interessa. Si deve, pertanto,
ritenere che __________ __________ presenta, ancora attualmente, un danno alla
salute - specificatamente una residua sindrome dolorifica a livello della
spalla sinistra, che ne limita la mobilità - in relazione di causalità,
naturale ed adeguata (cfr., a quest’ultimo proposito, DTF 118 V 286 e 117 V 365
in fine), con l’evento infortunistico assicurato.

 

                                         Rispondendo
al quesito n. 6 di parte convenuta, il perito giudiziario ha riconosciuto
l'assicurata abile nella misura del 70% nell'attività attualmente svolta, ossia
quella di ausiliaria di pulizie, che, in grandi
linee, corrisponde a quella esercitata al momento in cui è sopravvenuto
l'infortunio. Per contro, in un'attività più confacente - nell'esercizio della
quale __________ non debba ingaggiare il braccio sinistro in lavori gravosi da
eseguire all'altezza delle spalle oppure al di sopra di esse - bisogna 
certamente ritenere una completa capacità lavorativa:

 

" 
Beurteilung
der Arbeitsfähigkeit von Frau __________ in der bisherigen beruflichen
Tätigkeit als Officeangestellte in einem Restaurant?

Grad, Dauer und Prognose?

 

Meines Erachtens kann von der Explorandin eine
70%-ige Arbeitsleistung im aktuellen Arbeitsfeld erwartet werden. Es ist darauf
zu achten, dass belastete Arbeiten auf Schulterhöhe und darüber mit dem linken
Arm nicht durchfuhr sind. Der Grad der Arbeitsunfähigkeit wird sich in Zukunft
kaum verändern.

Meiner Erkenntnis nach hat die Explorandin nach
ihrer Ankunft in der Schweiz etwa 6 Jahre im Garni __________ als Zimmermädchen
gearbeitet. Anschliessend war sie im Café Federale während etwa 2 Jahren bis
zum Unfall vom 26.02.1994 tätig. Ich konnte den genauen Arbeitsautrag im
__________ nicht eruieren. In Anbetracht der schlechten Sprachkenntnisse gehe
ich jedoch davon aus, dass es sich um eine manuelle Tätigkeit gehandelt hat.
Die aktuelle Anstellung in einem Restaurant beinhaltet Reinigungsarbeiten sowie
das Vorbereiten und Bügeln von Tischtüchern und dürfte somit nicht allzusehr
von der ursprünglichen Tätigkeit zum Zeitpunkt des Unfalles differenzieren.
Gleiches gilt für die Nebenbeschäftigung im Reinigungsdienst einer Bank.

In einer geeigneteren, im Wesentlichen
intellektuellen Arbeit wäre sicherlich eine 100%-ige Arbeitsleistung zu
erreichen. Eine Umschulung ist Anbetracht des Alters und der sprachlichen
Schwierigkeiten nicht sinnvoll.

Wie bereits obenerwähnt, darf meines Erachtens
eine 70%-ige Arbeitsleistung in der jetzigen Aktivität erwartet werden.
Belastete Arbeiten auf Schulterhöhe und darüber sind mir der linken Hand nicht
zumutbar" (XXIV, p. 9). 

 

                                         Il PD
Hertel ha dunque enunciato una valutazione dell'esigibilità lavorativa che, in
grandi linee, è sovrapponibile a quella espressa a suo tempo dall'IMB di
__________ (cfr. consid. 2.2.3.). 

                                         Del
resto, va osservato come le limitazioni evidenziate siano quelle che si
riscontrano, normalmente, in assicurati che hanno lamentato una rottura della
cuffia dei rotatori: in sostanza, si tratta dell'impossibilità di sollevare,
rispettivamente trasportare, pesi relativamente importanti, nonché d'ingaggiare
l'arto superiore interessato in mansioni da eseguire al di sopra
dell'orizzontale (cfr., per dei casi analoghi, STCA 23.11.1998 in re S. O. c/
INSAI, STCA 29.7.1999 in re A. C. c/ INSAI, confermata dal TFA con pronunzia
3.1.2000 e STCA 20.11.2000 in re M. Q.-P. c/ INSAI).

 

                                         Quindi,
non vi sono motivi per dubitare del fatto che __________ c sia in grado di
mettere a frutto la sua restante capacità lavorativa in un'attività adeguata.
D'altro canto, sebbene il perito giudiziario abbia giudicato l'assicurata
parzialmente inabile (30%) nella professione di ausiliaria di pulizie
attualmente svolta, dalle tavole processuali si evince che essa, di fatto,
esercita quest'attività a tempo pieno, in ragione di circa 42 ore alla
settimana (cfr. doc. C1-3: 22.50 ore presso la __________ __________ di
__________, 12.25 ore alle dipendenze della __________ __________ e 7 ore
presso lo Studio di fisioterapia __________). 

 

                                         Lo
scrivente Tribunale - ed il suo parere è avvalorato, segnatamente, dalle
conclusioni a cui è giunto l'orientatore professionale dell'AI nel rapporto del
16 gennaio 1998 (doc. 99) - ritiene che, su un mercato equilibrato del lavoro,
esista un ampio ventaglio di attività, fisicamente leggere, che sono, in
teoria, ancora accessibili alla ricorrente, nonostante i postumi infortunistici
alla spalla sinistra. 

                                         Non si
ignorano certo le difficoltà che presenta il mercato del lavoro svizzero e, in
particolare, quello ticinese. Tuttavia, ciò rappresenta un elemento estraneo
all’invalidità. In effetti, secondo dottrina e giurisprudenza, l’assicurato
deve compiere ogni sforzo per valorizzare al massimo le sue capacità di
guadagno (STFA 10.9.1998 in re S. inedita; DTF 123 V 96 consid. 4c; RAMI 1996
U240 p. 96; SVR 1995 UV35 p. 106 consid. 5b e riferimenti). Se, malgrado tale
impegno, un’occupazione confacente all’interessato non é reperibile in
concreto, questo é dovuto alla congiuntura del momento, per la quale,
considerata la nozione di mercato equilibrato del lavoro, né assicurazione
contro gli infortuni né quella per l'invalidità sono tenute a rispondere (DTF
110 V 276 consid. 4c; RCC 1991 p. 332 consid. 3b, P. Omlin, Die Invalidität in
der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 83). In tale ipotesi
deve semmai intervenire l'assicurazione contro la disoccupazione.

                                         Parimenti
estranei all'invalidità sono l'età e la mancanza di formazione
dell'interessato, fattori che, di per sé, non possono influire sulla sua
determinazione. Nella DTF 107 V 21 consid. 2c, la nostra Corte federale ha, in
effetti, stabilito che l'assicurazione per l'invalidità - ma lo stesso vale
anche per l'assicurazione infortuni - non è tenuta a rispondere, qualora
l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente formazione oppure a
causa di difficoltà di apprendimento, non riesce a trovare concretamente
un'occupazione. Va però ancora ricordato che nella determinazione dei redditi
da raffrontare, non ci si deve fondare su possibilità d'impiego irrealistiche
(cfr. RCC 1991, p. 332). 

 

                            2.2.5.   La __________
- fondandosi apparentemente sui dati editi dall'Ufficio federale di statistica
- ha concluso che, con l'esercizio a tempo pieno di un'attività alternativa,
nel 1994, l'insorgente avrebbe potuto conseguire un reddito annuo lordo
situabile fra fr. 37'245.-- e fr. 42'523.-- (cfr. doc. ___, p. 7). Ritenuto un
reddito da non invalido di fr. 27'672.65 (cfr. doc. 120, p. 8), a __________ è
stato negato il diritto ad una rendita d'invalidità.

                                         Da parte
sua, l'UAI ha invece fissato al 18% il tasso dell'invalidità presentata
dall'assicurata, confrontando l'importo di fr. 25'560.-- (reddito da invalido)
con quello di fr. 31'200.-- (reddito da non invalido -cfr. doc. __, p. 3). 

 

                                         Preliminarmente,
il TCA ritiene doveroso ricordare all'assicuratore infortuni convenuto, così
come al suo patrocinatore, che il reddito da non invalido non va confuso con il
guadagno annuo assicurato di cui all'art. 15 cpv. 2 LAINF. Il reddito da non
invalido non coincide dunque con quanto percepito dall'assicurata nel corso
dell'anno precedente la data dell'infortunio, anche se spesso quest'ultimo
viene utilizzato quale dato di partenza per stabilire proprio il reddito senza
infortunio (cfr., al proposito, l'art. 18 cpv. 2 LAINF: "Il grado
d'invalidità è determinato paragonando il reddito del lavoro che l'assicurato potrebbe
conseguire dopo l'insorgenza dell'invalidità, e dopo l'esecuzione di eventuali
provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività esigibile da lui in
condizioni equilibrate del mercato del lavoro, con quello che avrebbe potuto
conseguire se non fosse diventato invalido"). 

 

                                         In
secondo luogo - conformemente alla giurisprudenza di questa Corte (cfr. STCA
17.4.2000 in re R. K., 28.1.2000 in re B. C. e 14.7.1998 in re P. N.) -
determinanti sono i redditi realizzabili alla data in cui è stata emanata
l'impugnata decisione (cfr., inoltre, DTF 121 V 366). 

                                         In
concreto, le impugnate decisioni sono state emanate il 2 febbraio 1999,
rispettivamente, il 14 giugno 1999, ragione per cui rilevanti, allo scopo di
stabilire l'entità della rendita d'invalidità eventualmente spettante a
__________, sono i redditi da invalido, rispettivamente da non invalido,
conseguibili nel febbraio, rispettivamente, nel giugno 1999 (e,
pertanto, né nel 1994 [cfr. doc. ___] né nel 1995 [cfr. doc. __]). 

 

                            2.2.6.   Posto come
non vi siano ragioni per dubitare che __________ possa esercitare - a tempo
pieno e con pieno rendimento - un'attività leggera di tipo ausiliario, si
tratta ora di stabilire l'entità del reddito senza infortunio.

 

                                         Quale
reddito che l'assicurata avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto il
danno alla salute, la __________ ha considerato l'importo di fr. 27'672.65,
riferito al periodo 26 febbraio 1993-25 febbraio 1994. L'UAI, invece, ha
quantificato il reddito da valido in fr. 31'200.--, dato riferito all'anno 1995
(cfr. doc. __, p. 9). 

                                         Così come
indicato al considerando 2.2.5., decisivo è, per contro, il reddito senza
infortunio percepito nel 1999.

 

                                         In data
26 marzo 2001, il TCA ha proceduto ad interpellare la __________, presso la
quale la ricorrente lavorava al momento in cui le è occorso l'infortunio,
chiedendo "… quale sarebbe verosimilmente stato, nel 1999, il
guadagno annuo lordo realizzato dall'assicurata, nell'ipotesi in cui
quest'ultima non fosse rimasta vittima dell'infortunio del febbraio 1994 e
avesse continuato ininterrottamente a lavorare presso di voi" (XL). 

                                         Secondo
quanto indicato dal suo ex datore di lavoro, _______ ________, nel 1999,
avrebbe percepito un salario annuo lordo pari a fr. 34'450.--,
ossia fr. 2'650.-- x 13 mensilità (cfr. XLII), importo che costituisce il
reddito senza infortunio.

 

                            2.2.7.   Per quel che
concerne la determinazione del reddito ipotetico da invalido conseguibile da
manodopera maschile nel Cantone Ticino in attività leggere e non qualificate,
svolte a tempo pieno e con rendimento completo in un mercato del lavoro
equilibrato, questo Tribunale, utilizzando dati salariali concreti, ha
stabilito, in una sentenza di principio pubblicata in SVR 1996, UV N° 55 pag.
183, che il reddito annuo ammonta:

 

                                         per il 1992
fr. 34'000.--

                                         per il
1993 fr. 34'500.--

                                         per il
1994 fr. 35'000.--

                                         per il
1995 fr. 35'000.--

 

                                         Lo
scrivente TCA ha, poi, escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto,
anche per il 1996, l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re J.
M.). Simile aumento è, poi, stato escluso anche per il 1997 (STCA 18.3.1998 in
re Y. O. c. H.), per il 1998 (STCA 19.6.1998 in re E. M. c. H.) e per il 1999
(cfr. STCA 28 gennaio 2000 in re B. C. c. INSAI).

 

Nel passato,
questi parametri sono sempre stati approvati dal TFA, in particolare nella
sentenza pubblicata in RAMI 1998 U292 pag. 223 (= SVR 1998 UV N° 6 p. 15s.). 

 

                                         In una
sentenza del 27 ottobre 1999 nella causa T. S., pubblicata in SVR 2000 IV N°
21, il TCA ha riconfermato la propria giurisprudenza; dopo avere constatato che
i salari di riferimento sarebbero praticamente identici anche utilizzando i
risultati dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari dell'ufficio
federale di statistica (cfr. DTF 124 V 324 = Pratique VSI 1999 pag. 51 seg.;
Pratique VSI 2000 pag. 84-85) riducendoli, se del caso, conformemente a quanto
stabilito dall'Alta Corte (cfr. DTF 124 V 323-324 = Pratique VSI 1999 pag.
55-56; Pratique VSI 2000 pag. 85-86).

 

                                         La
giurisprudenza federale relativa alla fissazione del reddito da invalido è
stata, nel recente passato, oggetto di una completa verifica da parte del
Tribunale federale delle assicurazioni.

                                         In una
sentenza del 30 giugno 2000 nella causa V. B. (I 411/98) - pervenuta al TCA il
24 luglio 2000 - l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo alle
conclusioni del suo esame:

 

"   3.-

(…)

b) Contrariamente all'UAI, l'autorità giudiziaria cantonale
ha invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che riguarda,
in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo alla
propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di
riferimento ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più
volte confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto
l'importo di fr. 35'100.‑, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione
annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati
non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996
UV no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati
su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si
riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del
Tribunale federale delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata
alla pubblicazione.

 

4.- In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza
stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato, in
primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa l'assicurato.
Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di quest'ultimo,
possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i dati forniti
dalle statistiche salariali.

La questione di sapere se e in quale misura i salari medi
fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle
circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto
(limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi
che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto
del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo,
come una riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico
permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul
reddito di lavoro.

Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima
sentenza, che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare -
percentuale che è stimata e deve essere succintamente motivata
dall'amministrazione -, il giudice delle assicurazioni sociali non può senza
valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello
dell'amministrazione. (n.d.r., in quella sentenza il TFA ha operato una
riduzione del 15% invece del 40% effettuata dai giudici cantonali).

 

5.- Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo
cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro
equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti
allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze
specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa le
esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.

 

In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la decisione
amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono rinviati
all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità fondandosi sulla
recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul diritto ai provvedimenti
professionali in lite" (STFA succitata). 

 

                                         In una
sentenza del 26 luglio 2000 nella causa L. N. (inc. 32.1998.00072), il TCA ha,
quindi, rinviato gli atti all'UAI e ordinato all'amministrazione di stabilire
il reddito da invalido sulla base dei criteri da esso posti.

 

                                         In una
sentenza del 4 settembre 2000 nella causa N. R. (inc. 32.1999.00113) questa
Corte ha fornito le seguenti ulteriori precisazioni:

 

" 
In data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha
inviato al dottor __________, direttore dell'Ufficio federale di statistica,
uno scritto del seguente tenore:

 

"(…)

Il Tribunale federale
delle assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di
fondarsi, in molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare
il reddito da invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con
problemi di salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere
adeguate.

Al riguardo vengono
in particolare utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio fr.
4294.-- nel 1996, cfr. "L'enquête suisse sur la structure des salaires
1996" pag. 17, e per la giurisprudenza, Pratique VSI 2000 pag. 85).

 

Al fine di applicare
la giurisprudenza federale, in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato
che l'altro termine di paragone per fissare il grado di invalidità è
sostanzialmente il salario conseguito nel nostro Cantone dall'assicurato
prima dell'insorgenza del danno alla salute), mi occorre sapere:

 

-   possiamo utilizzare il valore statistico medio (ad es. fr.
4294.-- nel 1996) così come è anche per il Cantone Ticino? Per quale motivo?

 

 

 

-   In caso di risposta negativa:

  Perché
no? Quale coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per
adattarlo alla situazione del nostro Cantone? 

(…)" (cfr. doc. Vbis)

 

Il dottor __________ha così risposto in data 14
agosto 2000:

 

"  (…)

Benché il campione dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari sia
definito per poter disporre di risultati rappresentativi a livello nazionale, è
possibile ottenere anche una serie d'indicatori salariali per singole entità
regionali, beninteso nel rispetto dei criteri di validità e di qualità
statistiche ed evidentemente ad un livello di aggregazione superiore. I valori
dell'indagine sulla struttura dei salari del 1996 che Lei cita nella sua
lettera possono dunque essere utilizzati legittimamente, dal punto di vista
statistico, per il Cantone Ticino.

In allegato Le invio tre tabelle relative ai salari mediani per l'anno 1998
(ultimi risultati disponibili), ripartiti in base al sesso e al livello di
qualificazione richiesto dal posto occupato.

I valori specifici per il Cantone Ticino sono i seguenti:

-   Nel 1998 (settore pubblico e settore privato), il salario lordo
mediano per un uomo esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era
di 3'813.-- franchi al mese (cfr. tabella TA13).

-   È ancora possibile precisare che il 50% dei lavoratori
dipendenti di questa stessa categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi.
Considerando unicamente il settore privato, il salario mediano (sempre per la
stessa categoria di lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14)

 

A titolo di confronto
Le invio anche la tabella TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera
(settore privato), ripartiti stavolta per settore economico (…)" (cfr. doc.
Vbis).

 

Al fine di non discriminare gli assicurati attivi
in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla
media nazionale, visto che il reddito da non invalido è quello che verrebbe
effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno
alla salute, questo Tribunale ritiene che nell'applicazione dei dati statistici
occorre utilizzare la tabella che riflette i salari versati nella nostra
regione.

Se si ignorasse questo aspetto, sostenendo per
ipotesi che siccome la LAI è una legge federale occorre riferirsi ad un unico
dato salariale statistico valido per tutto il paese (ad esempio fr. 4628.-- nel
1998 per un uomo, cfr. TA1; DTF 124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si
finirebbe per utilizzare dati salariali irrealistici ed in definitiva giungere
ad un risultato che non garantisce l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V
36; DTF 126 V 48; STFA del 22 maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I
76).

Del resto il TFA, nella sua giurisprudenza, ha
per lungo tempo giustamente e regolarmente tenuto conto dei salari vigenti nel
Cantone in cui opera l'assicurato (cfr. RCC 1989 pag. 485 "du Canton
concerné"; sentenza del 26 agosto 1998 nella causa K.W. citata in SVR 1996
UV Nr. 55 pag. 185: "Im Wohnsitz Kanton des Beschwerdegegners
(Thurgau)".

Nella sentenza pubblicata in SVR 2000 IV Nr. 21
il TCA ha al riguardo precisato:

 

"  La
necessità di adattare i salari medi nazionali alla situazione del Ticino
risulta peraltro implicitamente nella risposta del Consiglio di Stato del 28
settembre 1999 ad una interrogazione dell'On. __________ del 14 agosto 1999
«Bassi salari e reddito famigliare» con la quale chiedeva di pubblicare, dati
disponibili per documentare la situazione relativa al reddito e alle
condizioni  sociali della famiglie in Ticino, nonché di presentare i dati
aggiornati sui livelli salariali nel nostro Cantone:

 

«(…)

Su scala federale la
statistica ufficiale fornisce diversi dati che permettono di conoscere
l'evoluzione e la struttura dei salari in Svizzera.

 

A livello regionale, le
informazioni di cui si dispone sono molto ridotte e riguardano unicamente la
struttura dei salari, i cui dati vengono rilevati ogni due anni. Si ricorda al
lettore che nel 1994 la statistica è stata sottoposta a profonda revisione, e
per quell'anno, eccezionalmente. Il Ticino ha potuto disporre di informazioni
supplementari.

 

Il calcolo dei dati
regionali (grandi regioni) si basa tuttavia sullo schema di ponderazione
dell'economia svizzera, schema che, come noto, presenta diversità anche
importanti rispetto al Ticino.

Non si è certi tuttavia
in che misura questo accorgimento provochi delle distorsioni nei dati
pubblicati.

 

Per i prossimi anni è
inoltre probabile che l'UST, ritenuta l'importanza della tematica in questione,
riesca a mettere a disposizione delle regioni un numero più elevato di
informazioni. Per il Ticino si tratterebbe in questo caso di applicare ai dati
lo schema di ponderazione della struttura economica cantonale.»"

 

Va pure ricordato che, secondo il TFA, occorre
prendere in considerazione il salario, risultante dalla tabella, di un uomo, se
si tratta di un assicurato, e di una donna se si tratta di un'assicurata (cfr.
Pratique VSI 2000 pag. 84-85):

 

"  Dans
ce cas, en raison des inégalités de salaires entre les deux sexes révélées par
les statistiques, il faut se référer, pour les femmes, aux salaires des femmes
et, pour les hommes, aux salaires des hommes. Il n'est pas question de se baser
sur une valeur moyenne entre le salaires des femmes et des hommes".

 

Ora, dalle citate tabelle figura che nel Canton
Ticino per il 1998 il salario mediano di una donna esercitante attività
semplici e ripetitive era di fr. 2683.-- al mese nel settore pubblico e privato
(TA13), mentre invece nel settore privato il salario ammontava a fr. 2672.--
mensili (TA14). (A livello nazionale esso era invece di fr. 3505.--, TA1).

 

Infine, va ancora ricordato che i salari
risultanti dalle statistiche devono essere elevati per tenere conto di una
durata media del lavoro di 41,9 ore e non di 40 ore (cfr. Pratique VSI 2000
pag. 85: "Il convient cependant de relever que ce salaire standardisé se
base généralement sur une durée de travail de 40 heures par semaine, ce qui est
inférieur à l'horaire habituel moyen de travail de 41,9 heures dans les entreprises
en 1996 (L'économie publique, 1999 n° 8, annexe p. 27, Tableau B 9.2). Pour un
horaire de travail hebdomadaire de 41,9 heures, le salaire se monte ainsi à
4498 francs par mois ou à 53976 francs par année (Fr. 4498.-- x 12") e, se
del caso, adattati al rincaro (cfr. STFA del 9 maggio 2000 nella causa I.
consid. 7a).

Questo porterebbe, nel 1998, il salario ipotetico
conseguibile in attività leggera adeguata esercitata a tempo pieno e prima di
eventuali riduzioni per motivi particolari, che possono arrivare al massimo al
25% (cfr. DTF 124 V 323: Pratique VSI 2000 pag. 85 e, soprattutto, sentenza del
9 maggio 2000 nella causa A. (I 482/99), in fr. 45'390.--
(rispettivamente fr. 47'929.--) per gli uomini e in fr. 33'587.--
(rispettivamente: fr. 33'725.--) per le donne" 

(STCA succitata). 

 

                            2.2.8.   Dagli atti
all'inserto emerge che - al momento determinante
(ovverosia nel febbraio, rispettivamente, nel giugno 1999, cfr. consid. 2.2.5.)
- la ricorrente lavorava, in qualità di donna delle pulizie, presso lo Studio
del fisioterapista __________ in ragione di 7 ore alla settimana. Essa
percepiva un salario orario lordo di fr. 17.--, più un'indennità per vacanze
dell'8.33% (cfr. XLIX e nota manoscritta del segretario sostituto __________).
Nel 1999, __________ ha così realizzato un reddito lordo pari a fr. 5'962.15
(cfr. XLIX). 

                                         L'attività
presso la __________ di __________ è iniziata soltanto a far tempo dal 15
luglio 1999 (cfr. LIII) e, pertanto, non può essere presa in considerazione. Lo
stesso discorso deve valere per l'attività alle dipendenze della ditta
__________ di __________, che l'assicurata ha iniziato ad esercitare il 1°
settembre 1999 (cfr. doc. __). 

                                         Considerato
quanto precede, va da sé che il tasso d'invalidità non può certo essere
stabilito fondandosi sulla situazione salariale concreta, essendo __________ in
grado di meglio valorizzare la sua capacità lavorativa residua sul mercato
generale del lavoro. 

 

                            2.2.9.   Conformemente
alla più recente giurisprudenza federale in materia di reddito da invalido,
occorre basarsi sui dati statistici e, concretamente, sull'inchiesta svizzera
sulla struttura dei salari 1998 (l'ultima edizione disponibile), edita
dall'Ufficio federale di statistica. 

                                         Secondo
questo studio, una donna, esercitando nel 1998 un'attività semplice e
ripetitiva in Ticino, avrebbe potuto realizzare, mediamente, un salario mensile
lordo pari a 

                                         fr.
2'672.-- (considerando soltanto il settore privato, visto che __________ non ha
evidentemente accesso a quello pubblico), quindi, riportandolo su 41.9 ore, fr.
2'799.--. 

                                         Quest'ultimo
importo si riferisce, come detto, all'anno 1998. Determinante, in concreto, è
invece l'anno 1999 (cfr., ad esempio, DTF 121 V 366, in cui il TFA ha
ricordato che decisiva è la situazione fattuale esistente al momento in cui è
stata emanata l'impugnata decisione).

                                         Secondo
quanto la Corte federale ha indicato nella sentenza 9 maggio 2000 in re A.,
consid. 7a - pubblicata in DTF 126 V 75 - il suddetto valore va, quindi,
adeguato all'indice dei salari nominali ("Nominallohnindex")
dal 1998 al 1999, con un aumento di fr. 18.-- (fr. 2'817.--/mese - cfr. Die
Volkswirtschaft, 1/2001, p. 28, tabella B10.3 - cfr., inoltre, STCA 20.2.2001
in re G. R.). 

                                         Su base
annua, si raggiunge, pertanto, un reddito di fr. 33'804.--.

                                         Il TFA
raccomanda, in seguito, di esaminare le circostanze specifiche del caso
concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado d'occupazione, cfr. STFA
30.6.2000 succitata) e, se del caso, procedere ad una riduzione percentuale del
salario statistico medio. La riduzione massima consentita dalla giurisprudenza
ammonta al 25%, percentuale che consente "… di tener conto delle
varie particolarità che possono influire sul reddito del lavoro" (cfr.
STFA 30.6.2000 e STFA 9.5.2000 succitate).

 

                                         In
casu, la __________ ha semplicemente fatto propri i salari statistici
vigenti nel settore della produzione ed in quello dei servizi pubblici -
peraltro riferiti al 1994 - senza neppure preoccuparsi di verificare se vi
fossero delle circostanze suscettibili di giustificare una riduzione
percentuale di tali dati (cfr. doc. __). 

                                         In simili
circostanze, il TCA non può che annullare la querelata decisione e rinviare gli
atti all'assicuratore LAINF affinché - alla luce delle circostanze specifiche
del caso concreto - stabilisca in quale misura il guadagno da invalido di fr.
33'804.-- debba venire ridotto e, successivamente, grazie ad un nuovo raffronto
dei redditi, determini il tasso d'invalidità di __________                     2.2.10.       Per
quel che concerne invece il diritto alla rendita AI, lo scrivente TCA può
tranquillamente esimersi dall'esaminare più da vicino la problematica della
riduzione percentuale del salario statistico medio, nella misura in cui - anche
se si dovesse ammettere, per pura ipotesi di lavoro, la riduzione massima del
25% - all'insorgente non potrebbe, comunque, venire riconosciuta una rendita
d'invalidità. 

                                         In
effetti, in ossequio al metodo generale del raffronto dei redditi, l'importo di
fr. 25'353.-- (reddito da invalido nel 1999, tenuto conto della riduzione
massima del 25%) va confrontato con l'importo di fr. 34'450.-- (reddito da
valido nel 1999, cfr. consid. 2.2.6.), donde un discapito economico del 26.40%,
considerevolmente inferiore alla soglia del 40% stabilita dall'art. 28 cpv. 1
LAI. 

 

                               2.3.   Indennità
per menomazione dell'integrità

 

                            2.3.1.   Secondo
l'art. 24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto ad un'equa indennità se, in
seguito all'in­fortunio, accusa una menomazione importante e dure­vole all'in­tegrità
fisica o mentale.

                                         Tale
indennità è assegnata in forma di prestazione in capitale.

                                         Essa non
deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca
dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità delle menomazioni.

                                         Il
Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo
dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF).

 

                            2.3.2.   L'art. 36
cpv. 1 OAINF definisce i pre­supposti per la concessione dell'indennità giusta
l'art. 24 LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se vero­similmente
sussisterà tutta la vita al­meno con identica gravità ed importante se
l'integrità fisica o mentale è alterata in modo evidente o grave.

                                         In questa
valutazione dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche
dalle circostanze personali dell'assicurato: secondo la giurisprudenza,
infatti, la gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di
accertamenti medici senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto
morale secondo il diritto privato, le eventuali particolarità dell'assicurato
(DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 pag. 438).

                                         La parte
della riparazione del torto morale contemplata dagli artt. 24ss. LAINF è,
dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del danno (segnatamente il
pretium doloris e il pregiudizio estetico) ne sono esclusi (cfr. Ghélew,
Ramelet, Ritter, op. cit., pag. 121).

 

                            2.3.3.   Giusta l'art.
36 cpv. 2 OAINF, l'indennità è calcolata in base alle direttive contenute nel­l'Allegato
3 dell'OAINF. 

 

                                         Una
tabella elenca una serie di le­sioni indicando per cia­scuna il tasso normale
di indenni­z­zazione, corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo
del guadagno assicu­rato. 

 

                                         Questa
tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco
esaustivo (DTF 113 V 219 consid. 2a; RAMI 1988 U48 pag. 235 consid. 2a e
sentenze ivi cita­te). Deve essere intesa come una norma valida "nel caso
normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).

                                         Le
menomazioni extra-tabellari sono indennizzate se­condo i tas­si previsti
tabellarmente per menoma­zioni di ana­loga gra­vità (cifra 1 cpv. 2
dell'allegato).

                                         La
perdita totale dell'uso di un organo è equiparata alla perdita dell'organo
stesso. In caso di perdita parziale l'indennità sarà corrispondentemente
ridotta; tuttavia nes­suna indennità verrà versata se la menomazione dell'inte­­­­­­gri­tà
risulta inferiore al 5% (cifra 2 dell'allegato).

                                         Se più
menomazioni all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni sono
concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo (art.
36 cpv. 3 1a frase OAINF).

                                         Si terrà
adeguatamente conto di un aggravamento prevedibile della menomazione
dell'integrità. È esclusa la revisione.

 

                            2.3.4.   L'INSAI ha
allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che integrano
quella dell'ordinanza.

                                         Semplici
direttive di natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non
vincolano il giudice (cfr. DTFA 7.12.1988 in re A. P.; RAMI 1989, U71, pag.
221ss.).

                                         Tuttavia,
nella misura in cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire
la parità di trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con
l'annesso 3 all'OAINF (RAMI 1987, U21, pag. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF
116 V 157, consid. 3a).

 

                            2.3.5.   Nel caso di
specie, l'assicuratore LAINF convenuto, con la querelata decisione su
opposizione, ha assegnato all'assicurata un'indennità per menomazione
dell'integrità del 20%, facendo riferimento
all'apprezzamento enunciato dal dottor _________ dell'IMB di Zurigo: 

 

" 
Beurteilung des rein unfallbedingten
Integritätsschadens gemäss den Tabellen der Medizinischen Abteilung der
__________ unter Berücksichtigung einer allfälligen voraussichtlichen
Verschlimmerung in der Zukunft?

 

Ungeachtet der im vorliegenden Fall nicht
überwiegend wahrscheinlich gegebenen Unfallkausalität ist hinsichtlich des
Integritätsschadens von einer mittelschweren bis schweren Schulterperiarthrose
auszugehen. Unter Beizug der Angaben von Tabellen Nrn. 1 und 5 der Medizinischen
Mitteilungen Nr. 57 der __________ ("Feinraster") und unter
Berücksichtigung der Bewegungseinschränkung resultiert ein Integritätsschaden
von 20%. Diese Einschätzung trägt den prognostischen Uberlegungen
Rechnung" (doch. 137, p.
40). 

 

                                         Circa le
perplessità generate dall'agire della __________, si è già detto al
considerando 2.2.4..

 

                                         In sede
di ricorso, l'assicurata ha postulato il riconoscimento di un'indennità per
menomazione dell'integrità del 30% (cfr. I, p. 5 - inc.___).

 

                                         Il perito
giudiziario ha quantificato nel 15% la menomazione dell'integrità di cui
__________ è portatrice (cfr. XXIV, risposta ai quesiti n. 5 di parte
ricorrente e n. 10 di parte convenuta).

 

                                         In
siffatte condizioni, la ricorrente non appare legittimata a pretendere un'IMI
superiore a quella già riconosciutale dall'assicuratore convenuto, tanto più
che essa non é riuscita a minimamente sostanziare la sua pretesa da un profilo
medico-scientifico. 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
30 aprile 1999 è parzialmente accolto.

                                   §    La
decisione su opposizione 2 febbraio 1999 della ______è annullata, nella misura
in cui all'assicurata è stato negato il diritto ad una rendita d'invalidità.

                                         §§ Gli
atti di causa sono retrocessi alla __________ affinché proceda a nuovi
accertamenti e ricalcoli il tasso d'invalidità di __________

 

                                 2.-   Il ricorso
15 luglio 1999 è respinto.

 

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                         La
__________ verserà all'assicurata l'importo di fr. 1'000.-- a titolo di
ripetibili. 

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti