# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3359b3db-ecbc-5393-9e31-3904b6ecb4bf
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-06-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.06.2020 D-6763/2018
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6763-2018_2020-06-11.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6763/2018 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l l ’ 1 1  g i u g n o  2 0 2 0  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione del giudice David R. Wenger,  

cancelliere Lorenzo Rapelli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…),  

Afghanistan,   

patrocinato dal lic. iur. Mario Amato,  

Consultorio giuridico di SOS Ticino,  

Via Zurigo 17, 6900 Lugano,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (senza esecuzione dell’allontanamento);  

decisione della SEM del 26 ottobre 2018 / N (…). 

 

 

 

D-6763/2018 

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Fatti: 

A.  

L’interessato, cittadino afgano dichiaratosi minorenne proveniente da (…), 

ha depositato una domanda d’asilo in Svizzera il 5 giugno 2017 (cfr. atto 

A8). 

B.  

L’11 luglio 2017 il precitato è stato sottoposto ad un esame osseo il quale 

ha dato esito di 19 anni o più. Il 3 agosto 2017 l’autorità inferiore ha rilevato 

le sue generalità, informandolo altresì circa l’intenzione di ritenerlo mag-

giorenne. 

C.  

L’8 gennaio 2018 il richiedente asilo, producendo la propria tazkira in origi-

nale, ha presentato una richiesta di cambiamento dei dati personali all’at-

tenzione della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM), 

istanza poi ribadita dall’allora rappresentante legale ed accolta dall’autorità 

inferiore il 15 febbraio 2018.  

D.  

A seguito della registrazione del 1° gennaio 2002 quale nuova data di na-

scita, il 5 marzo 2018 è stata istituita una curatela di rappresentanza in 

favore dell’interessato. 

E.  

Il 19 luglio 2018, il richiedente asilo è stato sentito sui propri motivi d’asilo 

quale minore non accompagnato in presenza del curatore.  

Nel corso dell’audizione egli ha dichiarato, in sostanza e per quanto qui di 

rilievo, di aver lasciato il suo paese nel 2016, ossia ad un anno di distanza 

dall’omicidio del padre. Egli ha fatto presente che in precedenza il genitore 

avrebbe ricevuto alcuni esponenti dell’opposizione che lo avrebbero esor-

tato più volte senza successo ad unirsi alla Jihad. Dopodiché, le stesse 

persone si sarebbero ripresentate chiedendo al padre di seguirle. Questi 

sarebbe poi stato ritrovato morto a causa di alcune ferite da arma da fuoco. 

Nondimeno, il richiedente asilo avrebbe continuato a frequentare dei corsi 

di inglese. Mentre rincasava, le stesse persone che avrebbero preceden-

temente tentato di persuadere il padre ad unirsi alla loro causa si sarebbero 

rivolte a lui chiamandolo per nome. Per paura, questi si sarebbe dato alla 

fuga ferendosi ad un braccio e venendo ricoverato in ospedale. Dopo la 

dimissione sarebbe espatriato senza fare ritorno a casa (cfr. atto A24). 

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F.  

Con decisione del 26 ottobre 2018, notificata all’interessato il 29 ottobre 

2018 (cfr. avviso di ricevimento) la SEM ha respinto la succitata domanda 

d’asilo pronunciando contestualmente il suo allontanamento dalla Sviz-

zera. Detta autorità ha però concesso l’ammissione provvisoria al richie-

dente l’asilo per causa d’inesigibilità. 

G.  

Il 28 novembre 2018 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d’entrata: 29 

novembre 2018) l’interessato è insorto contro detta decisione con ricorso 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), chie-

dendone l’annullamento, il riconoscimento della qualità di rifugiato e la con-

cessione dell’asilo; in subordine il rinvio degli atti all’autorità di prima 

istanza per la ripresa dell’istruzione della causa. Altresì ha richiesto, se-

condo il senso, di essere esentato dal versamento di un anticipo a coper-

tura delle presunte spese processuali con protestate tasse, spese e ripeti-

bili. 

H.  

Il Tribunale, con ordinanza del 12 dicembre 2018, ha esentato il ricorrente 

dal versamento dell’anticipo spese, invitando nel contempo l’autorità di 

prima istanza a presentare una risposta al gravame. 

I.  

La SEM, con osservazioni del 21 dicembre 2018, ha quindi proposto la 

reiezione del gravame prendendo posizione in merito alle censure solle-

vate dal ricorrente. 

J.  

Il ricorrente, con scritto del 14 gennaio 2019, ha dato seguito alla possibilità 

di esprimersi ulteriormente rimettendosi all’apprezzamento del Tribunale. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 

LAsi). La presente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. Disposizioni 

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transitorie della modifica del 25 settembre 2015 cpv. 1). Fatta eccezione 

per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù dell’art. 31 

LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA prese dalle 

autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette autorità (cfr. 

art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 

PA. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 

cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al 

contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). Può 

modificare una decisione errata a favore di una parte (art. 62 cpv. 1 PA) 

anche se nel gravame non viene formulata una richiesta in tal senso.  

L’autorità di ricorso non è però tenuta ad effettuare un riesame completo 

della fattispecie né a ricercare tutti i possibili errori di diritto che non ap-

paiono evidenti o che si deducano facilmente dalla contestazione o dagli 

atti di causa (cfr. DTF 119 V 349 consid. 1a; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, 

Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed., 2013, n. m. 1.55). 

I ricorsi manifestamente infondati sono decisi dal giudice in qualità di giu-

dice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) 

e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). 

3.  

3.1 Nel ricorso vengono mosse critiche alle modalità in cui è stata svolta 

l’audizione del 19 luglio 2018. L’autorità avrebbe infatti sentito l’insorgente 

senza rispettare le indicazioni fornite dalla giurisprudenza rispetto all’audi-

zioni di minori, che presupporrebbero segnatamente la creazione di un 

clima di empatia e fiducia. In particolare, sottolinea il ricorrente, l’intervista 

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si sarebbe svolta in un clima di tensione che non avrebbe giovato al tenta-

tivo di ricostruire la verità. La lunghezza non sarebbe a sua volta stata con-

sona. Sarebbe del tutto irrituale che le divergenze tra il rappresentante le-

gale e l’auditore si siano palesate in presenza del ricorrente. Tale proble-

matica sarebbe stata segnalata anche nel rapporto della rappresentante 

dell’opera assistenziale. Ciò avrebbe comportato un accertamento incom-

pleto dei fatti rilevanti, desumibile anche dal fatto che non sia stata svolta 

alcuna valutazione dei mezzi di prova offerti. Sarebbe pure legittimo soste-

nere che le contingenze dell’audizione non abbiano permesso al ricorrente 

di presentare le proprie allegazioni in maniera serena e sarebbero all’ori-

gine delle contraddizioni emerse. A sostegno di ciò viene prodotto un rap-

porto a suo tempo indirizzato dal curatore alla direttrice del CFA di Chiasso 

in cui egli si duole delle modalità di audizione e del trattamento ricevuto. 

3.2 Nella sua risposta l’autorità resistente fa presente che le argomenta-

zioni contenute nel ricorso sarebbero ispirate dalle dichiarazioni del tutto 

parziali e faziose del curatore e non su fatti concreti. La lunga durata 

dell’audizione sarebbe invero stata causata dal comportamento non colla-

borativo ed inaccettabile tenuto da quest’ultimo, che si sarebbe presentato 

in ritardo, pretendendo pure di documentarsi sull’istoriato procedurale. 

Questi avrebbe mantenuto un’attitudine arrogante per tutta la durata 

dell’audizione con l’evidente finalità di perdere tempo e di ostacolare il la-

voro di istruzione. D’altro canto, prosegue l’autorità inferiore, il “rapporto” 

con il minore sarebbe invece stato sereno e tranquillo. La SEM avanza 

quindi la tesi secondo la quale il curatore, essendosi offeso in quanto non 

accreditato a condurre la verbalizzazione, si sarebbe lasciato andare a 

commenti del tutto fuori luogo quali “lei non sa chi sono io” o “con chi crede 

di parlare”, imponendo alla collaboratrice svariate interruzioni dell’audi-

zione onde chiarire la situazione in un luogo attiguo. Sia quel che sia, 

quand’anche l’ascolto del richiedente l’asilo possa aver richiesto più tempo, 

ciò non avrebbe ad ogni modo arrecato danno al medesimo, il quale sa-

rebbe invece parso a suo agio nel corso di tutta l’audizione. L’incaricata 

della SEM non avrebbe inoltre concesso tutte le pause richieste dal cura-

tore in quanto queste sarebbero state da ricondurre perlopiù a delle neces-

sità di quest’ultimo che a quelle del minore, in particolare per andare a fu-

mare. Sarebbe pure importante sottolineare che il richiedente asilo al mo-

mento dell’intervista avrebbe avuto più di 16 anni, apparendo anche molto 

sveglio e maturo per la sua età, senza mai tradire segnali di vulnerabilità o 

difficoltà ad esprimersi. Pure rilevante sarebbe l’annotazione della rappre-

sentante dell’opera assistenziale, secondo cui l’auditrice avrebbe richiesto 

il rispetto di tutti i presenti. 

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Pagina 6 

4.  

4.1 Il Tribunale non constata di buon grado l’esistenza di una diatriba tra il 

curatore e l’autorità di prima istanza. Quand’anche occorra stigmatizzare il 

clima di tensione che parrebbe esservi stato, questa autorità ricorsuale si 

limiterà ad esercitare il proprio controllo concentrandosi su quanto rilevante 

per la vertenza, ossia la questione di sapere se l’audizione del 19 luglio 

2018 si sia svolta conformemente ai principi giurisprudenziali. 

  

4.2 La qualità di minore non accompagnato impone invero alla SEM il ri-

spetto di esigenze particolari d’istruzione nell’ambito della trattazione della 

domanda d’asilo che il Tribunale ha già avuto modo di specificare nella 

DTAF 2014/30. L’età, il grado di maturità, la complessità della fattispecie e 

le esigenze procedurali particolari in merito al valore probatorio delle di-

chiarazioni sono infatti degli aspetti specifici di cui tenere conto in presenza 

di persone di giovane età (cfr. DTAF 2014/30 consid. 2.3.2). In questo 

senso, un accumulo di fattori negativi può condurre alla stesura di un ver-

bale d’audizione insufficiente per l’esame della verosimiglianza delle di-

chiarazioni di un minore non accompagnato ancora lontano dalla maggiore 

età (cfr. DTAF 2014/30 consid. 2.3.2). 

4.3 Così, secondo le linee direttive di organizzazioni internazionali gover-

native ed altre raccomandazioni l’audizione deve essere innanzitutto svolta 

da una persona qualificata che sia stata formata specificatamente a tale 

scopo in modo da disporre delle necessarie conoscenze a riguardo dello 

sviluppo ed al comportamento del minore (cfr. DTAF 2014/30 consid. 

2.3.3.1, sentenza del Tribunale D-845/2017 del 5 luglio 2017 consid. 4.1.1). 

Secondariamente, va posto l’accento sull’ambiente che deve regnare sin 

dall’inizio dell’audizione e sull’attitudine empatica dell’auditore, presupposti 

quest’ultimi, necessari alla creazione di un clima di fiducia che permetta al 

minore di esternare il proprio vissuto. È a tal proposito raccomandabile ini-

ziare l’audizione illustrandone gli obbiettivi e richiamando le regole applica-

bili in modo semplice e comprensibile. Ciascuna delle persone presenti 

deve venir presentata al minore chiarendo contestualmente il suo ruolo. È 

imperativo sottolineare l’importanza di dire la verità ma nel contempo è op-

portuno assicurarsi che il minore comprenda che non vi sono delle risposte 

giuste o sbagliate e che è possibile omettere di rispondere ad alcuni quesiti. 

L’auditore è invitato a osservare il comportamento del minore e ad anno-

tare ogni forma di comunicazione non verbale. Egli deve far prova di 

ascolto accondiscendente restando nel contempo neutro. Il contatto visivo 

riveste inoltre un’importanza preponderante: anche in presenza dell’inter-

prete l’auditore deve dirigere le proprie domande direttamente al giovane 

mostrandosi attento nei confronti delle di lui risposte. Di indubbia rilevanza 

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è inoltre la necessità di formulare le domande in maniera aperta, al fine di 

incentivare il racconto spontaneo del richiedente. Sarà solo in un secondo 

momento che si potranno se necessario porre delle domande puntuali a 

titolo complementare. Se il giovane richiedente non riesce a parlare di certi 

avvenimenti a causa delle emozioni ad essi legate è consigliabile cambiare 

argomento ritornando sulla tematica solo susseguentemente (cfr. DTAF 

2014/30 consid. 2.3.3.3; sentenza del Tribunale D-845/2017 consid. 4.1.2) 

4.3.1 È parimenti consigliato di chiedere al minore di definire lui stesso i 

termini utilizzati allo scopo di verificare quale senso egli abbia voluto con-

ferire loro. L’auditore deve a tal fine riformulare regolarmente le risposte 

per verificare di aver ben compreso quanto dichiarato dal minore e porre a 

più riprese i quesiti legati a dei fatti importanti sotto vari punti di vista. 

Avendo il minore in genere bisogno di più tempo per rispondere, va data 

anche particolare enfasi al rispetto del silenzio durante l’audizione. Una 

pausa è giudizievole almeno ogni mezz’ora (cfr. DTAF 2014/30 consid. 

2.3.3.4, sentenza del Tribunale D-845/2017 consid. 4.1.3). Vi sono infine 

dei fattori di ordine affettivo ai quali va prestato il dovuto riguardo. Per paura 

di non essere creduto, il minore può infatti essere portato a modificare la 

fattispecie addotta al fine di risultare più credibile ed a censurare alcuni 

elementi traumatizzanti. Sul piano cognitivo, tanto più il minore è giovane, 

tanto meno la sua memoria avrà la capacità di registrare i dettagli e di rico-

struire in modo logico gli avvenimenti (cfr. DTAF 2014/30 consid. 2.3.4, 

sentenza del Tribunale D-845/2017 consid. 4.1.4). 

5.  

5.1 V’è qui da premettere che nel caso in esame il ricorrente al momento 

dello svolgimento dell’audizione aveva ben oltre i sedici anni, cosà che per-

mette di relativizzare in parte le esigenze prescritte dalla DTAF citata, la 

quale è stata sviluppata nel contesto di una fattispecie riguardante un ri-

chiedente l’asilo di soli dodici anni. Non bisogna poi disconoscere che seb-

bene i criteri menzionati siano stati ripresi direttamente dalla giurispru-

denza, si tratta di semplici raccomandazioni a garanzia del trattamento uni-

forme del minore. Dipoi, come ha avuto modo di sottolinearlo l’autorità in-

feriore, nel caso in narrativa non v’è da dubitare quanto alla maturità dell’in-

sorgente, che è parso ben orientato e sicuro di sé sia nel corso dell’audi-

zione sui motivi d’asilo che nell’ambito dell’audizione sulle generalità. 

5.2 D’altro canto, lo schema dell’audizione non lascia trasparire che l’auto-

rità abbia ignorato o non debitamente considerato i suesposti dettami. Le 

persone presenti sono state regolarmente introdotte. L’insorgente ha rispo-

sto sin da subito con fermezza dimostrando di ben comprendere il ruolo dei 

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medesimi. Gli è poi stata ricordata l’importanza di dire la verità e gli sono 

state poste numerose domande introduttive non direttamente attinenti ai 

motivi d’asilo. Dipoi, cosa più importante, proprio circa le ragioni della fuga, 

l’autorità resistente risulta aver rettamente incentivato il racconto sponta-

neo del richiedente. Esso si è espresso liberamente a lunghi tratti, tanto 

che la sua risposta alla richiesta di illustrare le ragioni che lo avevano spinto 

a lasciare l’Afghanistan si estende ininterrotta su oltre tre pagine di verbale. 

5.3 Dalla lettura dello stesso, si evince del resto chiaramente che il censu-

rato clima di tensione ha più che altro riguardato la collaboratrice della SEM 

ed il curatore, allorché non vi sono indicazioni concrete agli atti quanto ad 

un’attitudine sommessa del minore. Conto tenuto dell’età dell’insorgente, 

non si necessitava in concreto che le raccomandazioni esposte sub. 4.3.2 

fossero prese alla lettera. Ad ogni modo, appare che l’auditrice si sia sin-

cerata di aver ben compreso quanto dichiarato dal minore. Per quanto non 

si possa parlare di pause ogni mezz’ora, le stesse risultano regolari nel 

corso di tutta l’audizione. 

5.4 Certo, con un contributo maggiormente costruttivo di tutti presenti, ri-

chiedente l’asilo compreso, l’audizione si sarebbe senz’altro potuta svol-

gere secondo modalità più consone e serene. Resta però il fatto che in 

specie, non ricorrono gli estremi per un’invalidazione dell’atto procedurale, 

dal momento che il Tribunale è dell’opinione che l’insorgente si sia potuto 

esprimere con sufficiente libertà ed in assenza di condizionamenti esterni 

maggiori sui suoi motivi di fuga.  

5.5 In definitiva, non si può ritenere che nel caso in esame sia annoverabile 

un accumulo di fattori negativi che ha condotto alla stesura di un verbale 

d’audizione insufficiente per l’esame della verosimiglianza.  

La doglianza va dunque respinta. 

6.  

Per quanto concerne il merito della questione, preliminarmente il Tribunale 

osserva che, essendo stato il ricorrente posto al beneficio dell’ammissione 

provvisoria per inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento con deci-

sione del 26 ottobre 2018 e non avendo egli censurato la pronuncia dell’al-

lontanamento, oggetto del litigio risulta essere esclusivamente la questione 

del riconoscimento dello statuto di rifugiato e della concessione dell’asilo. 

 

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Pagina 9 

7.  

7.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. 

Esso include il diritto di risiedere in Svizzera. Giusta l’art. 3 cpv. 1 LAsi, 

sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza, sono 

esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, 

appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni poli-

tiche, ovvero hanno fondato timore d’essere esposte a tali pregiudizi. Sono 

pregiudizi seri segnatamente l’esposizione a pericolo della vita, dell’inte-

grità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione 

psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre altresì tenere conto dei 

motivi di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 

2ª frase LAsi). 

7.2 A tenore dell’art. 7 cpv. 3 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).  

8.  

8.1 Nella decisione impugnata, l’autorità di prima istanza ha ritenuto inve-

rosimile l’integralità delle allegazioni dell’insorgente. 

8.2 Nel proprio ricorso l’insorgente non illustra i motivi per i quali tale valu-

tazione risulti insostenibile. 

9.  

In assenza di critiche sostanziate, il Tribunale non ritiene vi siano elementi 

per rimettere in discussione le considerazioni di cui alla decisione avver-

sata. Si rilevi quantomeno come le contraddizioni recensite dall’autorità in-

feriore siano palesi ed incontestabili, segnatamente al riguardo delle mo-

dalità e della collocazione temporale del preteso omicidio del padre (cfr. 

atto A8, pag. 8 e 9; atto A24, D48, D146 e D148). Su questi presupposti, il 

fatto di non aver vagliato dettagliatamente i mezzi di prova prodotti, che la 

SEM ha ad ogni modo rettamente menzionato nella decisione, non risulta 

in casu problematico, atteso che non è arbitrario ritenere che una valuta-

zione più approfondita non avrebbe potuto modificare il convincimento 

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Pagina 10 

dell’autorità inferiore (cfr. apprezzamento anticipato delle prove; DTF 140 I 

285 consid. 6.3.1, DTAF 131 I 153 consid. 3; DTAF 2009/46 consi. 4.1). 

10.  

Ne consegue che il ricorso non merita tutela e che la decisione impugnata 

va confermata. La SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi). 

11.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che se-

guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).  

12.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri-

corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

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Pagina 11 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fe-

derale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente 

sentenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere : 

 

 

 

 

Daniele Cattaneo Lorenzo Rapelli 

 

 

Data di spedizione: