# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3794ed32-d3ce-55a0-a7cd-84255c990f11
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-12-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 06.12.2002 52.2002.453
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2002-453_2002-12-06.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2002.453

   

  	
  Lugano

  6 dicembre
  2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 6 novembre 2002 del

 

 

	
   

  	
  Comune di __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 22 ottobre 2002 del Consiglio di Stato
  (n. 5037) che annulla la risoluzione 22 ottobre 2002 con cui il municipio di
  __________ ha sospeso per due anni l'esame della domanda di costruzione
  inoltrata da __________ e __________ per l'edificazione di una tettoia aperta
  sulla part. n. __________ RF;

  

 

 

viste le risposte:

-    17 novembre 2002 di
__________ e __________;

-    20 novembre 2002 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che, dopo
vicissitudini che non occorre qui rievocare, il 12 giugno 2002 __________ e
__________ hanno chiesto al municipio di __________, sotto forma di semplice
notifica, il permesso di costruire una tettoia aperta, larga m 3.20 e lunga
6.00, a ridosso della loro casa d'abitazione (part. n. __________ RF; zona R2);

 

che il manufatto disterebbe m 4.00 dalla
casa che sorge sul fondo (part. n. __________ RF) contermine sul lato W, di
proprietà di __________ e __________, rispettivamente m 1.00 dal confine; 

 

che la domanda, pubblicata, non ha suscitato
opposizioni; i vicini hanno anzi esplicitamente dichiarato di aderirvi; 

 

che con risoluzione 12 luglio 2002 il
municipio ha sospeso la decisione sulla domanda, ritenendola in contrasto con
l'intenzione di modificare l'art. 11 delle norme di attuazione del PR appena
approvato (7.5.2002), disciplinante l'edificazione di costruzioni accessorie; 

 

che con giudizio 22 ottobre 2002 il
Consiglio di Stato ha annullato il provvedimento, accogliendo il ricorso contro
di esso inoltrato da __________ e __________;

 

che il Governo ha in pratica ritenuto che a
__________ non sia in atto alcuno studio pianificatorio che si opponga alla
realizzazione dell'opera; l'intenzione del municipio di completare l'art. 11
NAPR con un capoverso volto ad imporre alle costruzioni accessorie di
rispettare di una distanza di 3.00 m dagli edifici esistenti sullo stesso fondo
deve concretizzarsi secondo la procedura retta dagli art. 32 LALPT;

 

che il comune di __________ impugna il
predetto giudizio governativo davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
chiedendone l'annullamento; 

 

 

 

che l'insorgente rileva in sostanza come
l'emendamento prospettato dal municipio, essendo riferito ad una semplice norma
di attuazione, non richieda l'allestimento di alcun progetto concreto di piano;

 

che il ricorso è avversato dal Consiglio di
Stato, che non formula osservazioni, mentre gli istanti in licenza si rimettono
al giudizio di questo tribunale; 

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo (art. 65 cpv.3 LALPT), la
legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa sono
pacificamente date; il ricorso può essere evaso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 PAmm); 

 

che, giusta l'art. 65 cpv. 1 LALPT, in
mancanza di una zona di pianificazione l’autorità cantonale o il Municipio deve
sospendere per due anni al massimo la sua decisione quando la domanda di
costruzione appare in contrasto con uno studio pianificatorio in atto; 

 

che lo studio pianificatorio è considerato
in atto, ai sensi dell’ articolo 65 LALPT, quando esista un progetto sommario
di piano (art. 24 RLALPT); 

 

che una domanda di costruzione è in
contrasto con uno studio pianificatorio in atto quando l’esecuzione dell’opera
intralcerebbe o comprometterebbe la realizzazione degli obiettivi dello stesso
(art. 25 cpv. 1 RLALPT); 

 

che esiste contrasto, soggiunge l'art. 25
cpv. 2 RLALPT, segnatamente nel caso: 

 

a. di costruzione
di edifici e impianti su sedimi riservati ad attrezzature o costruzioni
d’interesse pubblico quali scuole, ospedali, cimiteri, strade, aree per lo
svago e la ricreazione, per la protezione delle acque, della natura e del paesaggio;

 

b. di sfruttamento
del suolo non compatibile con la destinazione prevista dal progetto di piano
oppure quando l’ indice di sfruttamento o di edificabilità viene superato in
modo sostanziale; 

 

che differenze nelle altezze, nelle distanze
e nell’indice di occupazione, conclude l'art. 25 cpv. 3 RLALPT, non
giustificano, di regola, una decisione di sospensione, tranne nel caso di grave
contrasto con il contenuto del progetto di piano o d’imminenza della
pubblicazione del piano stesso; 

 

che contrariamente a quanto assume il
Consiglio di Stato, nell'evenienza concreta, l'intenzione del municipio di
completare l'art. 11 NAPR con una cifra 4 che imponga alle costruzioni accessorie
di rispettare una distanza minima di 3.00 m da edifici situati sullo stesso
fondo, potrebbe al limite configurarsi come un progetto sommario di piano; 

 

che il municipio ha invero manifestato
quest'intenzione già in sede di approvazione del PR davanti al Consiglio di
Stato, chiedendo al Governo di completare d'ufficio la norma in questione;
invito, che l'Esecutivo cantonale ha declinato, rinviando l'autorità comunale
alla procedura di variante di PR; 

 

che, comportando l'adeguamento di una norma
di attuazione, non si può evidentemente pretendere che l'intento pianificatorio
si traducesse nell'elaborazione di un progetto concreto di piano; 

 

che, tutt'al più, qualora non vi fossero
altre correzioni da apportare al piano, si sarebbe potuto pretendere che dopo
l'approvazione del PR da parte del Consiglio di Stato (7.5.2002) il municipio
elaborasse senza indugi una variante da sottoporre al consiglio comunale; 

 

che non mette tuttavia conto di approfondire
tali questioni, poiché la difformità che ha indotto il municipio a sospendere
la domanda di costruzione a norma dell'art. 65 LALPT non è comunque tale da
giustificare il provvedimento in esame; 

 

che la disattenzione della distanza di 3.00
m da edifici principali, che il municipio intende introdurre nell'art. 11 NAPR,
non è comunque tale da intralciare o compromettere il conseguimento degli
obbiettivi perseguiti dal PR; 

 

che secondo l'art. 25 cpv. 3 RLALPT
differenze nelle distanze non giustificano, di regola, l'adozione di un
provvedimento fondato sull'art. 65 LALPT; il municipio non ha addotto alcunché
per dimostrare il contrario;

 

che a maggior ragione si impone questa
conclusione ove si consideri:

 

- che molti PR non impongono alle costruzioni accessorie di
rispettare alcuna distanza verso edifici principali; 

- che l'emendamento previsto dal municipio appare oltre tutto
contraddittorio, poiché imporrebbe il rispetto di una distanza di 3.00 m da
edifici posti sullo stesso fondo, ma continuerebbe a permettere di edificare
costruzioni accessorie in contiguità verso edifici senza aperture; 

- che la maggior parte dei numerosi edifici circostanti è dotata di
manufatti analoghi a quello in esame; 

 

che, stando così le cose, il ricorso va
senz'altro respinto; 

 

che, dato l'esito, si prescinde dal prelievo
di una tassa di giustizia.

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 65 LALPT; 24, 25 RLALPT; 11 NAPR
di __________; 3, 18, 28, 31, 60 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
preleva tassa di giustizia. 

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario