# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 24f10379-8aac-58d3-975b-553509e3631f
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-08-29
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 29.08.2017 U 2017 38
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2017-38_2017-08-29.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

U 17 38

1a Camera  

presidenza Racioppi
giudici Stecher, Audétat 
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 22 e 29 agosto 2017

nella vertenza di diritto amministrativo 

A._____,
ricorrente

contro 

Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità dei Grigioni,
convenuto

B._____,
interessato

concernente permesso di domicilio

- 2 -

1. Il cittadino italiano A._____, prima del 2003 lavorava da anni in Svizzera e 

attualmente dispone di un permesso di domicilio con scadenza l'8 

dicembre 2018. L’8 giugno 2003, A._____ era vittima di un incidente della 

circolazione per i postumi del quale era posto al beneficio di una rendita 

d'invalidità del 25 %. Un'attività lavorativa in Svizzera non veniva più 

ripresa. Il 1. aprile 2016, l'ufficio del controllo abitanti del comune di 

O.1._____ comunicava all'Ufficio della migrazione e del diritto civile dei 

Grigioni che A._____ non risiederebbe più sul suolo comunale, ma che si 

sarebbe stabilito a O.2._____. Il 4 aprile 2016, l'interessato veniva allora 

chiamato a voler fornire le prove della propria residenza in Svizzera entro 

il 25 aprile successivo. Il termine veniva in seguito prolungato al 10 e poi 

alla fine di maggio 2016, poiché A._____ era impossibilitato a rispondere 

a seguito di degenza ospedaliera in Ticino. Il 30 maggio 2016 A._____ 

comunicava all'autorità cantonale che la degenza continuava.

2. Dopo aver accordato all'interessato il diritto di essere sentito sulla 

presunta mancanza di una residenza in Svizzera e dopo che dal controllo 

di polizia effettuato, A._____ non era stato trovato presso il proprio 

preteso domicilio ad O.3._____ (ora comune di O.1._____), con decisione 

d'accertamento 20 settembre 2016 l'Ufficio della migrazione e del diritto 

civile dei Grigioni stabiliva che il permesso di domicilio di A._____ 

sarebbe decaduto per legge al più tardi il 30 novembre 2014. Contro detto 

provvedimento il 21 ottobre 2016 l'interessato interponeva reclamo. 

Mediante decisione 14 marzo 2017, il Dipartimento di giustizia, sicurezza 

e sanità dei Grigioni (DGSS) respingeva l'istanza. Dagli indizi a 

disposizione, il centro degli interessi del cittadino italiano sarebbe 

manifestamente in Italia e non più in Svizzera.

3. Nel ricorso del 26 aprile 2017, B._____ chiedeva al Tribunale 

amministrativo l'annullamento del provvedimento impugnato e il rinnovo 

del permesso di dimora per A._____ nonché che l'istante fosse posto al 

beneficio dell'assistenza giudiziaria e del patrocinio gratuito. L'atto di 

- 3 -

ricorso, sottoscritto da una persona non abilitata al patrocinio nei Grigioni 

veniva in seguito firmato anche dal ricorrente. In modo inutilmente 

polemico il ricorrente contestava le conclusioni di controparte e cercava di 

dimostrare una residenza effettiva in svizzera e che in Svizzera avesse il 

centro dei propri interessi e delle proprie relazioni personali.

4. Nella risposta di causa dell'11 maggio 2017, DGSS concludeva alla 

reiezione del ricorso ed alla conferma dell'impugnativa, essenzialmente 

sulla base delle considerazioni già esposte in sede di decisione su 

reclamo.

5. Nell'ambito del secondo scambio di scritti processuali, il presunto 

patrocinatore veniva nuovamente invitato a voler far sottoscrivere la 

replica al ricorrente e per il resto le parti si riconfermavano nelle loro 

precedenti allegazioni e proposte. Da parte dipartimentale veniva 

sottolineato il tono inutilmente offensivo scelto nello scritto di ricorso. Le 

argomentazioni avanzate dalle parti al procedimento verranno, per quanto 

utile ai fini del giudizio, meglio riprese nelle considerazioni di merito che 

seguono. 

6. Il 23 agosto 2017 B._____ veniva invitato a prendere posizione 

sull'eventuale accollamento di una multa disciplinare per offesa grave alla 

decenza nei confronti di autorità. Il 28 agosto 2017 l'interessato si riteneva 

indignato per il procedere e invitava il giudice dell'istruzione a voler meglio 

specificare quali sarebbero state le affermazioni offensive formulate, in 

difetto delle quali non sarebbe in grado di presentare le proprie 

osservazioni in merito alla prevista sanzione.

- 4 -

Considerando in diritto:

1. Formalmente, il ricorso è stato interposto da una persona non abilitata 

alla rappresentanza davanti a questo giudice e che non era neppure in 

possesso della regolare procura (la procura agli atti si riferisce al caso 

d'infortunio e non al presente procedimento). Il preteso patrocinatore è 

stato reso attento in data 24 aprile 2017 alle mancate qualifiche per agire 

da rappresentante legale giusta il disposto di cui all'art. 15 della legge 

sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100), che per le procedure 

come la presente richiede la rappresentanza da parte di una persona 

inscritta nel registro cantonale degli avvocati giusta la legge federale sulla 

libera circolazione degli avvocati (LLCA; RS 935. 61). Dal ricorrente è 

stata debitamente richiesta la sottoscrizione personale del ricorso e della 

replica per cui il presente procedimento è stato incoato da una persona 

legittimata a farlo. L'associazione che pretende patrocinare l'istante viene 

in questa sede considerata unicamente come il recapito postale definito in 

Svizzera da parte dell'istante. Indipendentemente dall'esito del ricorso e 

dalla richiesta di gratuito patrocinio è pertanto escluso il riconoscimento di 

qualsivoglia indennità a titolo di ripetibili ad una persona che non è 

abilitata a patrocinare.

2. a) Il ricorrente è cittadino italiano, ragione per cui può appellarsi all'Accordo 

del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la 

Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera 

circolazione delle persone (Accordo sulla libera circolazione, ALC; RS 

0.142.112.681). Poiché detto accordo e il suo protocollo non contengono 

disposizioni sulla decadenza del permesso di domicilio UE/AELS, tale 

questione è retta dalla legge federale sugli stranieri (LStr; RS 142.20). Per 

i cittadini UE/AELS continuano però a essere applicabili le disposizioni 

dell'ALC che conferiscono loro uno statuto più vantaggioso rispetto al 

permesso di domicilio giusta la LStr (cfr. per analogia il capitolo 2.8 delle 

Istruzioni e commenti concernenti l'ordinanza sull'introduzione della libera 

- 5 -

circolazione delle persone OLCP-01/2017 della Segreteria di Stato della 

migrazione SEM, stato gennaio 2017, pag. 29 ss.). Conformemente all'art. 

34 cpv. 1 LStr, il permesso di domicilio è di durata illimitata e non è 

vincolato a condizioni. L'art. 61 cpv. 2 LStr sancisce che il permesso di 

domicilio decade per legge se lo straniero notifica la propria partenza 

dalla Svizzera oppure se soggiorna effettivamente all'estero per sei mesi. 

Il permesso di domicilio può, su richiesta, essere mantenuto per quattro 

anni in caso di soggiorno all'estero. Conformemente all'art. 79 cpv. 2 

dell'ordinanza sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA; 

RS 142.201), la domanda di mantenimento del permesso di domicilio 

dev'essere presentata prima dello scadere del termine di sei mesi. 

b) Nell'evenienza non è contestato che l'istante non abbia presentato alcuna 

domanda di mantenimento del permesso di domicilio, ragione per cui va 

ora esaminato se il permesso di domicilio è decaduto a seguito di 

soggiorno all'estero giusta quanto previsto all'art. 61 cpv. 2 LStr. Dal 

profilo strettamente formale è determinante il criterio del soggiorno 

all'estero sull'arco di sei mesi. Un tale soggiorno ininterrotto all'estero 

rappresenta un motivo imperativo di decadenza che diventa effettivo 

indipendentemente dai motivi della durata del soggiorno all'estero. Non fa 

stato la volontà personale e i motivi del soggiorno all'estero. Di principio lo 

straniero deve però trattenersi all'estero ininterrottamente per sei mesi 

consecutivi (DTF 120 Ib 369 cons. 2c e 112 Ib 1 cons. 2a). Un'assenza 

complessiva di sei mesi con interruzioni non è dunque sufficiente per la 

decadenza del permesso di domicilio (cfr. sentenza del Tribunale federale 

2A.66/2000 del 26 luglio 2000 cons. 4.b). Tuttavia, per il mantenimento 

del permesso non è sufficiente rientrare brevemente in Svizzera prima 

della scadenza dei sei mesi per poi tornare all'estero (cfr. art. 79 cpv. 1 

OASA e SILVIA HUNZIKER, in: MARTINA CARONI/ THOMAS GÄCHTER/DANIELA 

THUMHERR (editori), Bundesgesetz über die Ausländerinnen und 

Ausländer (AuG), Berna 2010, note 19 s. all'art. 61 LStr). 

- 6 -

c) In caso di ripetuti soggiorni prolungati nel paese di origine su più anni, 

interrotti da salutari soggiorni in Svizzera, la questione del centro degli 

interessi diventa però il criterio determinante (cfr. sentenza del Tribunale 

federale 2A.31/2006 dell'8 maggio 2006 cons. 3.2). Di regola, sull'arco 

dell'anno gli stranieri devono soggiornare prevalentemente (ovvero 

almeno sei mesi) in Svizzera. In caso contrario si presenta l'ipotesi 

confutabile che si sia effettivamente rinunciato ad avere la propria 

residenza e il centro dei propri interessi e delle proprie relazioni personali 

in Svizzera. A determinate condizioni, anche un soggiorno all'estero di 

durata inferiore ai sei mesi può essere considerato una rinuncia effettiva 

al domicilio in Svizzera (cfr. SILVIA HUNZIKER, op. cit., nota 21 all'art. 61 

LSt.; cfr. sul tema sentenza del Tribunale federale 2C_400/2015 del 31 

maggio 2016 cons. 2.3). Indiscusso è il fatto che una persona ha 

solitamente il centro dei propri interessi nel luogo in cui risiede 

abitualmente, ha dei legami affettivi, famigliari o professionali, partecipa 

alla vita sociale culturale ed ha i propri svaghi.

3. a) L'istante è un quarantacinquenne non coniugato che non svolge attività 

professionale. In base a quanto indicato dall'autorità comunale, il 

ricorrente non abiterebbe più ad O.3._____ (ora comune di O.1._____) da 

anni. Il ricorrente contesta l'affermazione in quanto pretende che non 

sarebbe possibile per l'autorità comunale stabilire la presenza o l'assenza 

di qualcuno sul territorio comunale. Così facendo l'interessato dimentica 

però la concreta situazione dell'ex comune di O.3._____ che con i suoi 

pochi abitanti (una settantina) e l'amministrazione comunale nel centro 

della frazione è sicuramente più vicino alla realtà locale di quanto lo siano 

le amministrazioni di altri comuni. 

b) Ma anche volendo prescindere da quanto precede, nel preteso comune di 

residenza in Svizzera l'istante adduce di disporre di una camera, per la 

quale però non sarebbe in grado di dimostrare di aver mai versato un 

affitto negli ultimi anni. Per la proprietaria dell'immobile, la stanza 

- 7 -

verrebbe da anni messa a disposizione gratuitamente dell'istante "per 

quando è a O.3._____". Già tale espressione lascia sottintendere che 

l'istante non si trovi solitamente a O.3._____. Per il resto, la diretta 

locatrice non era in grado di confermare nulla quanto alla presenza 

dell'istante nella camera perché "non lo vedo mai", ma solamente che lo 

stesso la visiterebbe due o tre volte all'anno. Che però l'istante si rechi 

alcune volte a O.3._____ a sbrigare le proprie pratiche amministrative ed 

evadere eventuali pendenze non è contestato da nessuno. In questo 

senso quindi non è neppure comprovata l'effettiva residenza sul territorio 

comunale. Nell'ambito del controllo effettuato dalla polizia cantonale su 

incarico dell'Ufficio della migrazione, al preteso domicilio dell'istante non 

era stato trovato nessuno, ma dalle informazioni assunte presso la 

proprietaria "lo stabile è da diverso tempo disabitato". L'istante contesta 

questa conclusione giacché sarebbe stato ospedalizzato dall'11 aprile al 

15 luglio 2016 per cui non avrebbe potuto essere trovato presso la propria 

abitazione durante questo periodo. In realtà, il controllo di cui si parla da 

parte della polizia cantonale è stato effettuato il 10 agosto 2016, ad una 

data alla quale la degenza era terminata da un mese. Non è allora 

spiegabile come lo stabile potesse permanere disabitato. Per questo 

giudice, è in queste circostanze fuori discussione che si possa ritenere 

che la residenza principale del ricorrente sia a O.3._____. Non vi è il 

benché minimo elemento che comporvi che negli ultimi anni l'istante abbia 

abitata la camera a O.3._____, nel senso di un suo utilizzo come 

residenza principale e come luogo dove manterrebbe il centro delle 

proprie relazioni e dei propri interessi personali. Nella migliore delle 

ipotesi, il ricorrente ha dormito a O.3._____ alcune notti all'anno.

c) A questa considerazione si aggiunge il fatto che l'istante è posto al 

beneficio di una rendita d'invalidità da parte dell'assicurazione infortuni 

per un ammontare mensile di fr. 1'241.--. Durante tutto il 2015 e il 2016, i 

prelievi pressoché mensili che l'istante ha operato - sul conto della Banca 

Cantonale dei Grigioni sul quale gli viene versata la rendita d'invalidità - 

- 8 -

tramite bancomat sono stati esclusivamente fatti a O.4._____ in 

O.5._____. Da rilevare che la distanza tra O.6._____, che dista 7 km da 

O.2._____ (presumibile luogo di residenza in Italia), e O.4._____ è di 20 

km, mentre quella tra O.4._____ ed O.3._____ è di 122 km per un tempo 

di percorrenza di due ore e mezzo. Nelle vicinanze di O.3._____, la 

Banca Cantonale dei Grigioni ha due proprie sedi: a O.7._____, che dista 

da O.3._____ 10 km, e a O.8._____, che dista dal preteso luogo di 

residenza 12 km. Per quale motivo allora l'istante effettuerebbe i propri 

prelievi mensili regolarmente per due anni a 122 km dal proprio preteso 

luogo di residenza in Svizzera quanto disporrebbe - nei paraggi di 

O.3._____ ad un decina di minuti - di ben due istituti di credito della 

stessa banca è rimasto inspiegato. Presso il preteso comune di domicilio, 

l'istante deviava poi la propria corrispondenza a "Fermo posta 

O.9._____", un comune della O.5._____ pure nelle immediate vicinanze 

del confine italiano con O.2._____. Tali modi di agire confermano 

manifestamente che l'istante non vive ad O.3._____, ma preleva i soldi 

per il proprio sostentamento in Italia presso il bancomat svizzero più 

vicino al suo luogo di residenza effettivo in Italia. L'istante non tenta 

neppure di giustificare per quale motivo la posta dovrebbe essergli inviata 

al fermo posta O.9._____ pur abitando ad O.3._____. Anche il fatto di 

possedere, pur pretendendo di permanere più di 6 mesi all'anno in 

Svizzera, un telefono di una compagnia italiana è inspiegabile se non con 

la dimora in Italia.

d) Nella documentazione prodotta, sono stati allegati alcuni scontrini, 

principalmente caffè e cornetto, per dimostrare la residenza in Svizzera. 

Come si è già detto, non viene contestato che l'istante rientri alcune volte 

ad O.3._____ a sbrigare la proprie partiche o che si rechi saltuariamente 

dal proprio medico in Svizzera. La sporadicità delle spese effettuate in 

Svizzera giusta gli scontrini della spesa prodotti, a prescindere dal fatto 

che siano impersonali, comprovano però semmai la tesi di controparte. 

- 9 -

e) Anche dal fatto che l'assicurato sia iscritto all'anagrafe come italiano 

residente all'estero (AIRE) non è dato concludere ad una residenza in 

Svizzera durante gli ultimi anni. Che l'assicurato resti finora iscritto presso 

il comune di O.1._____ quale domiciliato in Svizzera e che non eserciti 

alcuna attività lucrativa è incontestato. L'iscrizione all'AIRE non è pertanto 

atta a comprovare dove il ricorrente risieda ed abbia il centro dei proprio 

interessi e delle proprie relazioni personali. 

f) A sostegno del mantenimento del proprio domicilio in Svizzera, l'istante 

adduce la stipulazione di un contratto di assicurazione malattia. Giusta 

l'art. 3 cpv. 1 della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 

832.10), ogni persona domiciliata in Svizzera deve assicurarsi per le cure 

medico-sanitarie entro tre mesi dall'acquisizione del domicilio o dalla 

nascita in Svizzera. Ne discende che dal fatto di aver contratto 

un'assicurazione LAMal l'istante non può derivare diritti a suo favore, in 

quanto dal momento che pretendeva di risiedere in Svizzera, 

annunciandosi presso il comune convenuto, era tenuto per legge a 

contrarre la relativa assicurazione, la quale comprova semmai la sua 

intenzione di risiedere in Svizzera, ma non è però propria a documentarne 

anche l'effettiva dimora (vedi la sentenza del Tribunale amministrativo U 

17 16 confermata anche dal Tribunale federale nel giudizio 2C-462/2017 

del 29 maggio 2017). Che poi l'istante si rechi in Svizzera dal medico e 

qui si faccia curare è pure incontestato per cui è del tutto ovvio che 

partecipi debitamente alle spese di cura, senza che da questo possano 

essere tratte conclusioni sulla sua situazione di residenza. Lo stesso vale 

per l'autovettura e le imposte corrisposte. Da un veicolo tenuto 

immatricolato in Svizzera non è dato concludere che la persona abbia 

pure una dimora effettiva in Svizzera e che abbia fatto della Svizzera il 

centro dei propri interessi e delle proprie relazioni personali. Il pagamento 

delle imposte, da canto suo, è la conseguenza dell'iscrizione come 

domiciliato in Svizzera, ma non comprova quanto l'istante pretende.

- 10 -

4. a) Per quanto esposto in precedenza è evidente che gli indizi presenti nel 

caso in esame lasciano chiaramente concludere a dei legami del tutto 

sporadici con la Svizzera ed ad un effettivo soggiorno all'estero già da 

anni. A titolo abbondanziale vada poi ancora rilevato quanto segue. Ai 

sensi dell'art. 11 LGA, la fattispecie deve essere rilevata d'ufficio. Gli 

interessati alla procedura sono obbligati a collaborare al rilevamento della 

fattispecie e l'autorità assume le prove necessarie, ma non è vincolata 

alle richieste riguardanti il rilevamento della fattispecie. Nella sentenza 

4A_37/2014 del 24 giugno 2014, il Tribunale federale confermava che i 

giudici non necessitano di una prova in merito ai fatti che sono noti al 

Tribunale, ma tali fatti possono essere ammessi al procedimento 

indipendentemente dalle allegazioni delle parti (DTF 135 III 88 cons. 4.1). 

Si tratta ad esempio di risultati di prove riguardanti un procedimento 

precedente tra le stesse parti (H. P. WALTER, in: Berner Kommentar, 2. ed. 

2012, nota 62 all'art. 8 CC), ma anche fatti di cui un giudice è venuto a 

conoscenza da un processo tra terzi e che riguardano le allegazioni di 

una o più parti contraenti sul concreto tema della diatriba (vedi H. SCHMID, 

in: Oberhammer et al. [editori], Kurzkommentar zur ZPO, 2. ed. 2014, no-

ta 4 all'art. 151 CC; R. BIERI, Die Gerichtsnotorietät - ein "unbeschriebe-

nes Blatt im Blätterwald", ZZZ 2006, pag. 193). Nel far ricorso a simili 

mezzi di prova resta evidentemente riservato il segreto professionale e il 

diritto di audizione.

b) Nell'evenienza concreta, l'istante era parte al procedimento S 14 72 

sfociato nella sentenza del Tribunale amministrativo 2 settembre 2014. In 

detto giudizio, la situazione socio familiare dell'istane veniva così definita 

dal perito in base alle informazioni riferitegli dall'istante: "non potrebbero 

essere ignorati i vantaggi secondari che l'istante trarrebbe dal 

mantenimento del ruolo di malato, quali la permanenza in Italia, la 

vicinanza con la famiglia e gli amici, il grande appartamento di sua 

proprietà di cinque locali che abita e il potersi dedicare all'allevamento di 

animali che sarebbe la sua passione. Dal 2003, il baricentro degli 

- 11 -

interessi dell'istante si sarebbe quindi spostato in Italia e all'interessato 

mancherebbe ogni motivazione profonda a cambiare gli equilibri costituiti" 

(vedi cons. 2e). Queste allegazioni, note al ricorrente, sono in manifesto 

contrasto con quanto preteso dall'interessato il 15 giugno 2016 riguardo al 

fatto di non avere alcun immobile in Italia e di non intrattenere alcuna 

relazione personale, a parte quella con i genitori, con il suo paese 

d'origine. Che una persona possa pretendere di abitare una camera in 

uno stabile che appare disabitato e messo a disposizione per pura 

compassione dalla locataria quanto disporrebbe invece presso la propria 

famiglia in Italia di un appartamento proprio di cinque locali non è 

credibile. Ne risulta che non possono sussistere dubbi sul fatto che 

l'istante risieda da anni esclusivamente in Italia. In questo senso la 

decisione impugnata, che conferma la perdita del domicilio solo a partire 

dal 30 novembre 2014, va considerata decisamente compiacente. 

5. Contrariamente a quanto sostenuto sull'arco dell'intero procedimento, al 

ricorrente non è stato revocato il permesso di domicilio per cui la 

realizzazione dei presupposti per una revoca non devono nell'evenienza 

essere soddisfatti. Tantomeno si pone il quesito della proporzionalità della 

decisione di accertamento della decadenza del permesso, dopo che il 

soggiorno all'estero è frutto della libera scelta del ricorrente. Per la 

decadenza del permesso basta che lo straniero soggiorni all'estero per 

una durata di sei mesi all'anno, condizione che nell'evenienza è 

soddisfatta, essendo per questo Giudice appurato che l'istante non risiede 

più in Svizzera, eccetto forse per la alcune giornate all'anno nella quali 

rientra per sbrigare la proprie pratiche e che trascorra invece la propria 

vita nel suo paese di origine. 

6. a) L'art. 45 della legge d'applicazione del Codice di diritto processuale 

penale svizzero (CSC 350.100; LACPP) prevede che contravvenzioni al 

diritto cantonale possano essere punite in una procedura semplificata con 

multe disciplinari, se si tratta di fattispecie semplici e chiaramente rilevabili 

- 12 -

e se una legge lo prevede esplicitamente. Nel quadro della multa 

disciplinare, i precedenti e le condizioni personali dell'autore non vengono 

considerate. A seconda poi della gravità o meno dell'infrazione 

commessa, un'audizione dell'interessato non si impone necessariamente 

(DTF 129 I 12 cons. 10.4). Le multe inflitte nell'ambito di un procedimento 

giudiziario non hanno poi solitamente carattere di sanzione penale, anche 

tenuto conto dell'irrisorietà che solitamente caratterizza il loro ammontare 

(vedi sulla questione R. WIEDERKEHR/P. RICHLI, Praxis des allgemeinen 

Verwaltungsrechts, Berna 2012, marginali 3152 ss. ed in particolare 

3161). Nell'ambito di una contestazione tramite ricorso, giusta quanto 

sancito all'art. 18 LGA, gli interessati alla procedura e i loro rappresentanti 

sono tenuti a comportarsi in modo corretto nei confronti delle autorità e tra 

di loro, nonché ad evitare ogni comportamento litigioso e dilatorio 

intenzionale. L'avvio temerario o la conduzione temeraria di una 

procedura e l'offesa grave alla decenza nei confronti di autorità e di 

cointeressati vengono puniti dalla stessa autorità con un ammonimento o 

con una multa disciplinare fino a 1’000 franchi. 

b) Chiamato a determinarsi su di un'eventuale sanzione giusta l'art. 18 LGA, 

il presunto rappresentante dell'istante si opponeva cautelativamente alla 

stessa non ritenendosi però in grado di formulare osservazioni senza la 

chiara indicazione delle frasi che sarebbero da considerarsi offensive. 

Tale richiesta appare pretenziosa, conoscendo l'interessato perfettamente 

il contenuto del ricorso e della duplica. Per questo Giudice, il 

comportamento del preteso rappresentante di parte ricorrente si è rivelato 

a più riprese offensivo. Il tono polemico, provocatorio, scandalistico ed a 

tratti diffamatorio usato nello scritto di ricorso non si addice al 

comportamento che le parti sono tenute ad assumere davanti al Tribunale 

amministrativo. Basti al proposito ricordare i termini e le espressioni 

come: "pseudo documenti", "a certe autorità non gliene può fregare di 

meno", "del tutto stupide", "vergogna!", "viene il brivido pensando che il 

Cantone Grigione possa ancora essere annoverato come uno Stato di 

- 13 -

Diritto", "avere la faccia tosta", "me ne frego allegramente delle prove 

prodotte, perché tanto ho deciso di cacciarti via dalla Svizzera a costo di 

farlo a pedate nel culo", "prendere per buone le tante fandonie presentate 

dall'autorità di Polizia e del Comune che gestisce il territorio come se 

fosse un feudo privato, dove gli stranieri possono arrivare soltanto per 

fare gli schiavi", "non ha un padrino che lo battezzi", "seguendo il 

farneticante ragionamento di controparte" o paragonando i metodi 

inquisitori applicati dall'autorità dipartimentale a quelli dell'allora Unione 

Sovietica. Anche se in una controversia debba essere ritenuta insita una 

certa animosità delle parti, questa non può sconfinare nel dileggio verso il 

giudice o le controparti. Nel caso in esame, lo stile di cui si è 

ripetutamente avvalso colui che ha redatto il ricorso e la replica esula 

manifestamente dal linguaggio colorato o fiorito di cui potrebbe far 

comunemente uso una delle parti al procedimento per puntualizzare la 

propria posizione. I riferimenti a metodi illegali, a mancanza di protezioni 

mafiose, a comportamenti volutamente selettivi nei confronti di uno 

straniero ed in generale le parole di scherno rivolte all'autorità 

intendevano indiscutibilmente screditare e sbeffeggiare l'operato di 

controparte. Simili manifestazioni non sono tollerabili. Con il suo 

atteggiamento, il preteso rappresentante dell'istante ha pertanto per il 

Tribunale amministrativo manifestamente e gravemente offeso la decenza 

nei confronti dell'autorità convenuta contravvenendo con questo ai 

dettami dall'art. 18 LGA. Richiamato poi dal giudice dell'istruzione sul fatto 

di non essere abilitato alla rappresentanza, l'interessato ha comunque 

ritenuto di poter ignorare il provvedimento 24 aprile 2017 e introdurre 

nuovamente una replica sottoscritta solo da lui stesso. Dopo aver fatto 

sottoscrivere anche la replica al ricorrente - come richiesto dal Tribunale 

amministrativo il 7 giugno 2017- il supposto rappresentante non ha poi 

omesso di dimostrare il proprio disappunto ritornando la sollecitazione 7 

giugno 2017 al Tribunale amministrativo con apposta all'osservazione "Lei 

non può rappresentare" la seguente nota: "strano, al TF posso in Cantone 

Ticino pure, si vede che il GR è un po' speciale per usare un eufemismo". 

- 14 -

Infine anche nello scritto del 28 agosto 2017, B._____ ci teneva a 

rimarcare "ancora oggi non mi capacito come un giurista possa fare il 

giudice dell'istruzione senza essere nemmeno avvocato, si vede che il 

vostro (inteso cantonalmente) ordinamento giuridico lo permette". A 

prescindere dal fatto che il giudice dell'istruzione è nel caso concreto 

anche avvocato, l'impertinenza dell'osservazione e la sbeffeggiatura sono 

palesi. Per il resto, la decisione di accollare a B._____ una multa in 

violazione dell'art. 18 LGA è stata presa dal Tribunale nell'ambito della 

seduta del 22 agosto 2017 e non dal solo giudice dell'istruzione. 

c) Su istanza del giudice dell'istruzione, il ricorrente ha sottoscritto di proprio 

pugno il ricorso e la replica. Di fatto però questi scritti sono stati 

indiscutibilmente redatti da B._____ e non all'istante, poiché ambedue gli 

scritti sono pervenuti al Tribunale amministrativo inizialmente sottoscritti 

dal solo preteso rappresentante. Per questo la sanzione va pronunciata 

nei confronti del diretto autore dell'infrazione che in data 23 agosto 2017 

veniva invitato a determinarsi sulla ventilata multa. In effetti, l'irrisorietà 

della sanzione (vedi quali montanti sono ancora sempre ritenuti di poco 

contro in procedure simili alla presente in: R. WIEDERKEHR/P. RICHLI, op. 

cit., marginale 3161) potrebbe giustificare l'omissione di una previa 

audizione dell'interessato. Ciò malgrado il Tribunale ha accordato 

all'interessato il diritto di essere sentito, di cui lo stesso non si è 

comunque avvalso per contestare materialmente quanto gli veniva 

addebitato. In applicazione all'art. 18 cpv. 2 LGA pertanto a B._____, in 

quanto interessato nell'ambito del presente procedimento, viene inflitta 

una multa disciplinare di fr. 200.-- per aver deliberatamente ed a più 

riprese offesa gravemente la decenza nei confronti delle autorità chiamate 

a statuire sulla presente controversia.

7. a) In conclusione, a prescindere dal periodo di degenza ospedaliera che 

comunque era decisamente inferiore a sei mesi e che come tale non 

comporta un'elezione di domicilio, non vi sono praticamente indizi per 

- 15 -

ritenere che l'istante abbia continuato a risiedere effettivamente in 

Svizzera durante gli ultimi anni. Ne discende che la constatazione della 

decorrenza del permesso di domicilio dal 30 novembre 2014 merita piena 

conferma. L'istante chiede di essere messo al beneficio dell'assistenza 

giudiziaria gratuita. In applicazione all'art. 76 LGA, il giudice istruttore può 

concedere l'assistenza giudiziaria gratuita ad una parte che non dispone 

dei mezzi necessari, se la sua causa non è evidentemente temeraria o a 

priori senza possibilità di successo (cpv. 1). 

b) Nell'evenienza la richiesta non può essere accolta, giacché il ricorso 

appare a priori privo di qualsiasi possibilità di successo. Anche a 

prescindere dal fatto che il petente sia proprietario e abiti un 

appartamento di cinque locali in Italia e quindi potrebbe anche non essere 

indigente come pretende, doveva all'istante apparire chiaro che - non 

avendo da anni un'adeguata e comprovata abitazione in Svizzera ed 

essendosi pressoché mensilmente recato lungo la zona di confine più 

vicina alla sua residenza italiana (ma distante almeno due ore e mezzo di 

macchina dal suo preteso domicilio svizzero) per effettuare i prelievi 

bancari necessari al suo sostentamento - le possibilità di successo del 

ricorso erano irrisorie. In una fattispecie come quella presente, un 

qualsiasi cittadino tenuto a sopportare di tasca propria le spese del 

procedimento non lo avrebbe verosimilmente incoato, non avendo alcuna 

possibilità di ottenere ragione di causa. Nel consegue che i costi del 

procedimento giusta l'art. 73 cpv. 1 LGA vanno accollati all'istante.  

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1'000.--

- 16 -

- e le spese di cancelleria di fr. 384.--

totale fr. 1'384.--

il cui importo sarà versato da A._____ entro trenta giorni dalla notifica della 

presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei 

Grigioni, Coira. 

3. Non vengono assegnate ripetibili. 

4. A B._____ viene inflitta una multa disciplinare di fr. 200.-- per offesa grave 

alla decenza nei confronti di autorità. L'importo sarà versato entro trenta 

giorni dalla notifica della presente decisione all’Amministrazione delle 

finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

5. [Vie di diritto]

6. [Comunicazioni]

In data 16 ottobre 2017 il ricorso al Tribunale federale è stato respinto nella misura 

in cui è stato dichiarato ammissibile (2C_829/2017).