# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6f613123-5895-53aa-9b17-c8942596eded
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-06-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.06.2024 D-3543/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3543-2024_2024-06-20.pdf

## Full Text

E   B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-3543/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 0  g i u g n o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Daniele Cattaneo;  

cancelliera Ambra Antognoli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Iran,  

c/o (…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 27 maggio 2024. 

 

 

 

D-3543/2024 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato, cittadino iraniano, ha presentato una domanda d’asilo in 

Svizzera il 15 gennaio 2023, unitamente alla moglie, alla figlia minorenne 

e ai due figli maggiorenni (cfr. atto della Segreteria di Stato della migrazione 

di seguito: SEM o autorità inferiore n.[…]-3/2). In tale occasione, egli ha 

parimenti consegnato il proprio titolo di viaggio per stranieri rilasciato dalle 

autorità greche valido dal (…) al (…) e il proprio permesso di soggiorno 

greco valido dal (…) al (…) (cfr. atti SEM n. 5/1 e 16/1). 

A.b Dai riscontri dattiloscopici nell’unità centrale del sistema europeo "Eu-

rodac" è risultato ch’egli aveva già depositato una domanda d’asilo in Gre-

cia il 16 agosto 2021, ottenendo la protezione internazionale il 7 gennaio 

2022 (cfr. atto SEM n. 9/1). 

A.c Il 26 gennaio 2023 si è svolto il colloquio personale conformemente 

all’art. 5 del Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del 

Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di de-

terminazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda 

di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cit-

tadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale 

dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: Rego-

lamento Dublino III) nel corso del quale al richiedente è stato concesso il 

diritto di essere sentito in merito al suo stato di salute e ad un eventuale 

allontanamento verso la Grecia (cfr. atto SEM n. 15/6). 

A.d Il 2 febbraio 2023, la SEM ha presentato alle competenti autorità gre-

che una richiesta di riammissione del richiedente conformemente alla Di-

rettiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le 

norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cit-

tadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicem-

bre 2008; di seguito: direttiva ritorno) e all'Accordo bilaterale di riammis-

sione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una prote-

zione internazionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo 

della Repubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situa-

zione irregolare [RS 0.142.113.729]). Il 4 febbraio 2023, la Grecia ha ac-

cettato la riammissione dell’interessato sul proprio territorio (cfr. atti SEM 

n. 17/8 e 20/1). 

A.e Il 20 luglio 2023, all’interessato è stato concesso il diritto di essere sen-

tito in merito all’intenzione della SEM di procedere alla separazione del suo 

incarto da quello della moglie e della figlia minorenne (cfr. atto SEM 

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n. 34/2). Ciò in ragione della decisione supercautelare del 10 luglio 2023, 

con cui il Pretore della giurisdizione di B._______ ha deciso in via super-

cautelare che l’interessato ha il divieto di avvicinarsi alla moglie e ai figli, 

come pure di contattarli. Egli ha esercitato tale diritto tramite lo scritto del 

26 luglio 2023 (cfr. atto SEM n. 37/2). 

A.f Con decisione incidentale del 21 settembre 2023, l’interessato è stato 

attribuito al Cantone Ticino (cfr. atto SEM n. 39/2). 

A.g Con scritto del 27 maggio 2024, il richiedente ha presentato alla SEM 

il suo parere relativo al progetto di decisione trasmessogli il 23 maggio pre-

cedente (cfr. atti SEM n. 46/11 e 47/2).  

A.h Nel corso della procedura l’interessato è stato inoltre sottoposto a di-

verse visite mediche. 

B.  

Con decisione del 27 maggio 2024, notificata il 28 maggio 2024, la SEM 

non è entrata nel merito della domanda d’asilo in oggetto e ha pronunciato 

l’allontanamento dell’interessato dalla Svizzera (verso la Grecia), unita-

mente all’esecuzione di quest’ultima misura (cfr. atti SEM n. 48/15 e 49/1). 

C.  

Con ricorso erroneamente datato 4 maggio 2024, inoltrato al Tribunale am-

ministrativo federale (di seguito: il Tribunale) il 4 giugno 2024 (cfr. traccia-

mento dell’invio; data d’entrata: 5 giugno 2024), l’interessato avversa la 

decisione succitata concludendo alla trattazione nel merito della sua do-

manda d’asilo da parte della SEM e, implicitamente, all’annullamento della 

decisione avversata. Sul piano procedurale, egli chiede il conferimento 

dell’effetto sospensivo al ricorso nonché la concessione dell’assistenza 

giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese proces-

suali. Al gravame non sono stati acclusi nuovi mezzi di prova. 

D.  

Con decisione incidentale del 7 giugno 2024, il giudice istruttore della 

causa ha invitato l’insorgente a regolarizzare l’atto ricorsuale – presentato 

senza alcuna firma – entro tre giorni dalla notificazione della decisione in-

cidentale (cfr. atto TAF n. 3). Il ricorrente, ha rinviato tempestivamente al 

Tribunale il ricorso predetto in originale, con plico raccomandato del 12 giu-

gno 2024, debitamente sottoscritto (cfr. atto TAF n. 6). 

 

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Pagina 4 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (cfr. art. 108 cpv. 3 LAsi) contro 

una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒ 33 

LTAF), è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-

c nonché 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto 

federale nonché l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, 

pure l’inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). 

Il Tribunale non è vincolato né dai motivi del ricorso o dalle considerazioni 

giuridiche della decisione impugnata (art. 62 cpv. 4 PA; cfr. DTAF 2014/1 

consid. 2), né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/26 con-

sid. 5). 

2.2 Se adito su ricorso contro una decisione di non entrata nel merito di 

una domanda d’asilo, il Tribunale si limita ad esaminare la fondatezza di 

una tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 

2007/8 consid. 5). 

3.  

I ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi da un 

giudice unico con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) 

e la sentenza è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). 

Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti in virtù 

dell’art. 111a cpv. 1 LAsi. 

4.  

Innanzitutto, per quanto riguarda la richiesta di restituzione dell’effetto so-

spensivo formulata nel ricorso, va rilevato che ai sensi dell’art. 55 cpv. 1 PA 

il ricorso ha effetto sospensivo e lo stesso non è stato ritirato dall’autorità 

inferiore. Di conseguenza, la relativa domanda risulta inammissibile. 

5.  

5.1 Nella decisione impugnata, l’autorità inferiore rileva anzitutto che, in 

virtù della sua qualità di rifugiato, il ricorrente ha ottenuto in Grecia un va-

lido titolo di soggiorno e che detto Paese ha altresì accettato la domanda 

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di riammissione sul proprio territorio. Inoltre, il Consiglio federale avrebbe 

designato la Grecia come Stato terzo sicuro ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b 

LAsi. In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, tali circostanze le imporrebbero 

quindi di non entrare nel merito della domanda d’asilo in oggetto. Circa il 

fatto che il ricorrente non avrebbe avuto accesso ad un alloggio, né ad un 

lavoro, né alle cure mediche in Grecia, la SEM ha ricordato che i beneficiari 

di protezione internazionale possono contare sulle garanzie derivanti dalla 

Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 2011 

recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qua-

lifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme 

per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione 

sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta (rifusione; 

GU L 337/9 del 20.12.2011 [di seguito: direttiva qualificazione]). L’insor-

gente avrebbe invece beneficiato di vitto, alloggio e di un certo sostegno 

finanziario da parte delle autorità greche. Circa l’asserita assenza di un 

sostegno medico in Grecia e l’impossibilità di trovare un impiego, la SEM 

ha poi indicato che il ricorrente non ha provveduto a comprovare tali ele-

menti e che lo stesso avrebbe invece beneficiato di visite mediche e sa-

rebbe stato pure portato in ospedale in un’occasione. Tenendo conto di 

tutte le informazioni mediche agli atti, il ricorrente potrebbe inoltre rientrare 

in Grecia senza temere né trattamenti contrari agli impegni di diritto inter-

nazionale pubblico della Svizzera, né un allontanamento in violazione del 

principio di non respingimento. Egli non apparterrebbe dipoi alla categoria 

di persone particolarmente vulnerabili poiché le sue affezioni non sareb-

bero particolarmente gravi ai sensi delle sentenze di riferimento del Tribu-

nale E-3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022. Infine, il fatto che la 

moglie e i figli del ricorrente abbiano depositato domanda d’asilo in Sviz-

zera non sarebbe rilevante ai sensi dell’art. 8 CEDU, in quanto ad ogni 

modo lo stesso ha il divieto di avvicinarsi ad essi e di contattarli. Pertanto, 

l’esecuzione del suo allontanamento sarebbe ammissibile, possibile e ra-

gionevolmente esigibile. 

5.2 Il ricorrente avversa tuttavia la valutazione dell’autorità inferiore, conte-

stando anzitutto la competenza della Grecia per la trattazione della sua 

domanda d’asilo e chiedendo che quest’ultima venga trattata in Svizzera 

in virtù della clausola di sovranità di cui all’art. 17 par. 1 RD III. In Grecia, 

la sua incolumità sarebbe inoltre in serio pericolo poiché durante il suo pre-

cedente soggiorno non avrebbe beneficiato di alcun aiuto medico e le au-

torità elleniche non gli garantirebbero una protezione efficace contro il re-

spingimento. Infine, la sua situazione medica avrebbe raggiunto un livello 

di gravità tale da ammettere una violazione dell’art. 3 CEDU in caso di 

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allontanamento verso la Grecia, il cui “sistema istituzionale dell’acco-

glienza […] è ormai prossimo al collasso”. 

6.  

6.1 In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, non si entra nel merito della do-

manda d’asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro se-

condo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato precedente-

mente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene che vi sia un 

effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 

LAsi, tra i quali figura anche la Grecia (cfr. art. 2 cpv. 2 e allegato 2 dell’or-

dinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 

[OAsi 1, RS 142.311]). Tale principio presuppone imperativamente la rati-

fica ed il rispetto della CEDU, della Convenzione sullo statuto dei rifugiati 

(Conv. Rifugiati, RS 0.142.30) o di norme giuridiche equivalenti (cfr. DTAF 

2010/56 consid. 3.2). È inoltre necessario che tale Stato abbia garantito la 

riammissione del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte 

all’asilo. Senza tale garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo non può 

infatti essere eseguito (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5.2.2; FF 2002 6087, 

6125). 

6.2 La giurisprudenza ha precisato come non vi sia luogo di entrare nel 

merito della domanda d’asilo se la persona interessata, che avrebbe ma-

nifestamente la qualità di rifugiato (art. 31a cpv. 4 LAsi), ha già ottenuto 

l’asilo o una protezione effettiva comparabile in uno Stato terzo designato 

come sicuro dal Consiglio federale (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5 e 5.4, che 

si basa sull’analisi del vecchio art. 34 LAsi). 

6.3 Nello specifico, il 16 agosto 2021 la Grecia ha riconosciuto al ricorrente 

la qualità di rifugiato e gli ha concesso la protezione internazionale unita-

mente a un permesso di soggiorno (cfr. atto SEM n. 9/1), accettandone 

inoltre, il 4 febbraio 2023, la riammissione (cfr. atto SEM 20/1). Tali elementi 

non sono stati peraltro contestati dall’insorgente, il quale non ha neppure 

fornito elementi concreti che fanno ritenere che la Grecia intenderebbe al-

lontanarlo verso il suo Paese d’origine, contravvenendo così al principio di 

non respingimento. 

6.4 Il Tribunale osserva inoltre che alla SEM risultava preclusa ogni valu-

tazione della fattispecie sotto il profilo dell’art. 17 par. 1 RD III (clausola di 

sovranità). Infatti, trattandosi di una procedura vertente sul ritorno in uno 

Stato terzo sicuro (art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi), nell’ambito della quale è 

stato preliminarmente accertato l’ottenimento della protezione internazio-

nale e dello statuto di rifugiato in tale Paese, le specifiche disposizioni 

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contenute nei trattati internazionali inerenti all’esecuzione delle procedure 

d’asilo, quali il RD III, non risultano in concreto pertinenti per la valutazione 

della domanda d’asilo in Svizzera. 

6.5 Di riflesso, il Tribunale giudica che le condizioni dell’art. 31a cpv. 1 

lett. a LAsi risultano incontestabilmente ottemperate. La SEM non è quindi 

incorsa in una violazione del diritto federale nella misura in cui non è en-

trata nel merito della domanda d’asilo. 

7.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia 

generalmente l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; 

tiene però conto del principio dell’unità della famiglia. Nella fattispecie, l’in-

sorgente non adempie alle condizioni in virtù delle quali l’autorità inferiore 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2 ed art. 44 LAsi nonché art. 32 OAsi; DTAF 2013/37 con-

sid. 4.4; 2009/50 consid. 9). Il Tribunale è pertanto tenuto a confermare la 

pronuncia dell’allontanamento. 

8.  

8.1 Occorre ora verificare se la SEM sia incorsa in una violazione del diritto 

federale o in un accertamento inesatto o incompleto dei fatti, nella misura 

in cui ha ritenuto adempiuti i presupposti per l’esecuzione dell’allontana-

mento del ricorrente dalla Svizzera (verso la Grecia). 

8.2 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della LStrI (RS 142.20). L’esecuzione dell’al-

lontanamento deve pertanto essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammis-

sibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). 

Qualora una di queste condizioni non risulti adempiuta, la SEM dispone 

l’ammissione provvisoria in Svizzera (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI; cfr. 

DTAF 2009/51 consid. 5.4). 

8.3  

8.3.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI l’esecuzione dell’allontanamento non 

è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nel prin-

cipio del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto internazio-

nale possono risultare ostativi all’esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. Tortura, RS 0.105). La 

Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) ha più volte ribadito che la 

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sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una situazione di insi-

curezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di destinazione non 

è sufficiente per ritenere una violazione dell’art. 3 CEDU. Spetta infatti 

all’interessato provare o rendere verosimile l’esistenza di seri motivi che 

permettano di ritenere che egli correrà un reale rischio ("real risk") di essere 

sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trattamenti contrari 

a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi riferimenti). 

8.3.2 Nel caso concreto, si osserva anzitutto che il ricorrente è rinviato in 

uno Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale 

(art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi), ossia uno Stato nel quale vi è una presunzione 

di rispetto degli impegni di diritto internazionale pubblico, tra cui il rispetto 

del principio di non respingimento ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi, così come 

del principio del divieto della tortura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 

della Conv. tortura. 

8.3.3 Nella sua recente giurisprudenza, il Tribunale ha inoltre ritenuto che, 

per quanto riguarda l’ammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento 

verso la Grecia, occorre riconoscere degli ostacoli all’esecuzione dell’al-

lontanamento unicamente a condizioni molto severe (cfr. sentenza di rife-

rimento E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.2). Si 

può infatti partire dal presupposto che essendo la Grecia firmataria della 

CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, essa rispetti di principio 

gli obblighi di diritto internazionale. Certamente, da informazioni a disposi-

zione di questo Tribunale, risulta che i beneficiari della protezione sussidia-

ria, così come i rifugiati, incorrono nel rischio di vivere in condizioni preca-

rie. Tuttavia, non risulta da fonti affidabili e concordi che la Grecia abbia 

adottato una pratica di discriminazione sistematica – rispetto ai suoi citta-

dini – verso i beneficiari dello statuto di rifugiato o dalla protezione sussi-

diaria, nell’accesso all’occupazione, all’assistenza sociale, all’assistenza 

sanitaria, all’istruzione e all’alloggio. Il Tribunale ha altresì rilevato che, no-

nostante vi siano delle carenze nel sistema di accoglienza, non vi è luogo 

di concludere che i beneficiari di protezione internazionale si trovino in tale 

Paese, in maniera generale (indipendentemente quindi dalle fattispecie 

concrete), totalmente dipendenti dall’aiuto pubblico, confrontati all’indiffe-

renza delle autorità oppure in una situazione di privazione o di mancanza 

di assistenza incompatibile con la dignità umana (cfr. sentenza di riferi-

mento E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 9 e 11.2; confermata a più ri-

prese, ex pluris sentenze TAF D-1522/2024 del 14 marzo 2024 con-

sid. 10.2.1; D-628/2024 del 9 febbraio 2024 consid. 11.3). 

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8.3.4 Di riflesso, in assenza di ulteriori elementi avvalorati da riscontri do-

cumentali, le allegazioni per cui l’interessato sarebbe stato accolto in Gre-

cia in pessime condizioni, non risultano dirimenti per il giudizio (cfr. atto 

SEM n. 15/6). I beneficiari di protezione possono infatti contare sulle ga-

ranzie derivanti dalla direttiva qualificazione. Quest’ultima è stata trasposta 

dalla Grecia nel diritto nazionale interno con decreto presidenziale (P.D) 

141/2013, pubblicato nella gazzetta ufficiale A 226/21.10.2013. Gli obblighi 

della Grecia, derivanti dal diritto europeo, nei confronti dei beneficiari di 

protezione impongono la non discriminazione nell’accesso all’occupa-

zione, all’istruzione, all’assistenza sociale, all’assistenza sanitaria, all’ac-

cesso all’alloggio e agli strumenti di integrazione (cfr. capo VII [contenuto 

della protezione internazionale] della direttiva qualificazione). In caso di 

violazione di diritti sanciti dalla CEDU, le persone interessate possono in-

fine adire i tribunali greci e, in ultima istanza, la Corte EDU (art. 34 CEDU). 

8.3.5 Fatte queste premesse, si rileva che il 7 gennaio 2022 la Grecia ha 

riconosciuto al ricorrente lo statuto di rifugiato e gli ha rilasciato un per-

messo di soggiorno con validità dal (…) al (…) (cfr. atto SEM n. 16/1). Il 4 

febbraio 2023, la Grecia ha inoltre dichiarato di accettare la riammissione 

dell’insorgente sul proprio territorio (cfr. atto SEM n. 20/1). Ne discende 

ch’egli potrà rivolgersi alle competenti autorità greche per far valere i diritti 

che gli spettano. Inoltre, contrariamente a quanto censurato nel gravame, 

dagli atti non emergono elementi per concludere che, in caso di rinvio, le 

sue prospettive future, considerate dal punto di vista materiale, fisico o psi-

cologico, denotino un rischio, sufficientemente reale e imminente, di priva-

zioni di una gravità tale da rientrare nell’ambito di applicazione dell’art. 3 

CEDU. Le garanzie internazionali succitate potranno inoltre permettere 

all’interessato l’accesso ad un alloggio, al mercato del lavoro e al sistema 

sanitario laddove necessario. Peraltro, egli è un uomo adulto e senza gravi 

e permanenti affezioni di salute (cfr. infra consid. 8.4.4). Va poi osservato 

che l’insorgente avrebbe beneficiato per un certo periodo di vitto, alloggio 

e di un certo sostegno finanziario da parte dello Stato ellenico, riuscendo 

in seguito ad interagire con le autorità statali e organizzazioni non gover-

native e dimostrandosi in grado di mantenersi da solo. Egli non ha inoltre 

comprovato di aver cercato settimanalmente lavoro e sostegno da parte 

delle autorità, come pure il fatto che non avrebbe potuto avere accesso alle 

cure mediche per delle problematiche mediche urgenti o gravi. Per questi 

motivi, non risulta che il ricorrente sarà confrontato con una situazione di 

emergenza di carattere esistenziale oppure esposto a trattamenti vietati 

dalle norme di diritto internazionale. 

 

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Pagina 10 

8.3.6  

8.3.6.1 L’ammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento va confermata 

anche in considerazione della presenza in Svizzera della moglie e dei figli 

del ricorrente. 

8.3.6.2 Per poter invocare il diritto al rispetto della vita famigliare protetto 

dall’art. 8 CEDU, lo straniero non soltanto deve provare la presenza di una 

relazione stretta ed effettiva con una persona della sua famiglia, ma pure 

che quest’ultima abbia un diritto di presenza assicurato o duraturo in Sviz-

zera (cfr. DTF 139 I 330 consid. 2.1; 137 I 351 consid. 3.1). Le relazioni 

famigliari protette dall’art. 8 par. 1 CEDU, sono anzitutto i rapporti tra co-

niugi e tra genitori e figli minori che coabitano (cfr. DTF 140 I 77 consid. 

5.2; 137 I 113 consid. 6.1; DTAF 2012/4 consid. 4.3; 2008/47 consid. 

4.1).  In una tale evenienza una relazione stretta ed effettiva è presunta 

(cfr. DTF 140 I 77 consid. 5.2; 137 I 113 consid. 6.1). Le relazioni tra fami-

liari maggiorenni (in particolare genitori e figli) possono essere eccezional-

mente ammesse in presenza di un particolare rapporto di dipendenza, se-

gnatamente l’esistenza della necessità di prodigare cure speciali per un 

handicap o una malattia grave (cfr. sentenze del Tribunale E-3704/2022 del 

27 ottobre 2022 consid. 6.3; D-1968/2022 del 5 maggio 2022 consid. 

8.5.1).  

8.3.6.3 Nello specifico, tramite decisione supercautelare del 10 luglio 2023, 

il Pretore della Giurisdizione di B._______ ha vietato al ricorrente di avvici-

narsi e di contattare la moglie e i figli, come richiesto da tali famigliari. Si 

osserva poi che il benessere superiore del fanciullo è, per la figlia mino-

renne della coppia, rimanere con la propria madre, come peraltro deciso 

dal Pretore in data 10 luglio 2023. Il Tribunale constata infine che il ricor-

rente vive separato dalla propria famiglia dal 1° luglio 2023, quando è stato 

allontanato dalla polizia cantonale. Pertanto, non figurano sufficienti ele-

menti per riconoscere la tutela garantita dall’art. 8 CEDU. 

8.3.7 Da ultimo, né dal gravame né dagli atti risultano validi elementi per 

ritenere che lo stato di salute dell’insorgente, di cui si dirà in seguito (cfr. 

consid. 8.4.4 seguente), risulti ostativo all’ammissibilità dell’esecuzione 

dell’allontanamento (cfr. sentenze della Corte EDU Paposhvili contro Bel-

gio del 13 dicembre 2016, 41738/10, § 181 segg.; cfr. anche DTAF 2017 

VI/7 consid. 6.2 e DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

8.3.8 In conclusione, l’esecuzione dell’allontanamento in Grecia risulta am-

missibile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della 

LAsi (art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

D-3543/2024 

Pagina 11 

8.4  

8.4.1 Secondo l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non 

può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di 

provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a 

seguito di situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o 

emergenza medica. Inoltre, ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’esecuzione 

dell’allontanamento verso i paesi UE/AELS è da ritenersi di principio esigi-

bile e tale presunzione legale può essere sovvertita solo se l’interessato 

rende verosimile che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può es-

sere ritenuto ragionevolmente esigibile (cfr. sentenza di riferimento del Tri-

bunale D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 9). 

8.4.2 Appartiene quindi all’interessato sovvertire la suddetta presunzione, 

presentando seri indizi che le autorità dello Stato in questione violino il di-

ritto internazionale, non gli concedano la necessaria protezione o lo espon-

gano a condizioni di vita disumane, oppure che egli si troverebbe in una 

situazione d’emergenza esistenziale a causa di circostanze individuali di 

natura sociale, economica o sanitaria (cfr. ex pluris sentenze TAF D-

628/2024 del 9 febbraio 2024 consid. 12.2; D-4606/2022 del 9 dicembre 

2022 consid. 6.4; D-911/2021 del 25 maggio 2022 consid. 9.3). 

8.4.3 Il Tribunale ha recentemente statuito che l’esecuzione dell’allontana-

mento in Grecia di persone beneficiarie di protezione internazionale rimane 

esigibile anche se trattasi di persone vulnerabili, quali ad esempio donne 

incinte o persone che soffrono di problemi di salute, che non sono da con-

siderare come malattie gravi (cfr. sentenza di riferimento E-3427/2021 e E-

3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.3–11.5.1). La giurisprudenza ha 

invece fissato dei criteri più rigidi soltanto per i nuclei famigliari e per le 

persone particolarmente vulnerabili, quali i minorenni non accompagnati o 

le persone il cui stato di salute è compromesso in modo particolarmente 

grave (cfr. sentenza di riferimento precitata consid. 11.5.2; cfr. anche la 

sentenza del Tribunale D-4839/2021 del 12 luglio 2022 consid. 8.2 con ri-

ferimenti). In altri termini, occorre debitamente valutare la situazione delle 

persone che, a causa della loro particolare elevata vulnerabilità nell’eve-

nienza di un ritorno in Grecia, corrono il rischio di cadere in modo duraturo 

in gravi difficoltà, poiché non sono in grado di rivendicare con le proprie 

forze i diritti che spettano loro in loco (sentenza di riferimento precitata con-

sid. 11.5.3). 

8.4.4  

8.4.4.1 Contrariamente a quanto implicitamente preteso nel gravame, il ri-

corrente non rientra tra le persone considerate vulnerabili dalla 

D-3543/2024 

Pagina 12 

giurisprudenza succitata e il cui allontanamento verso la Grecia sarebbe 

esigibile soltanto in presenza di circostanze particolarmente favorevoli. An-

zitutto, egli è maggiorenne, sicché non v’è motivo di ammettere una parti-

colare vulnerabilità soltanto a fronte della sua età. 

8.4.4.2 In secondo luogo, il suo stato di salute fisico o psichico non è com-

promesso in modo particolarmente grave. Dagli atti di causa risulta infatti 

ch’egli si è sottoposto a svariate visite mediche in Svizzera, a fronte delle 

quali sono emersi dolori toracici, un’epigastralgia e addominalgia, un’epa-

tosteatosi, delle problematiche oculistiche risolte con l’utilizzo di occhiali da 

lettura, dei problemi d’insonnia con pensieri circolari, un dolore toracico ati-

pico intermittente e una sincope vaso vagale e, infine, un sanguinamento 

del cavo orale proveniente molto probabilmente dalle gengive (cfr. atto 

SEM n. 44/39). Con riferimento a quest’ultima problematica, il medico cu-

rante ha inoltre indicato che dal punto di vista odontoiatrico, il ricorrente 

presenta parecchi problemi e necessiterebbe segnatamente una bonifica 

e possibilmente una protesi per proteggere le gengive (cfr. atto SEM 

n. 44/39). Si osserva infine che, in occasione dell’audizione avvenuta il 26 

gennaio 2023, l’insorgente, sentito in merito al suo stato di salute, ha di-

chiarato di “sentirsi bene” (cfr. atto SEM n. 15/6). 

8.4.4.3 Tenuto conto di quanto precede, il Tribunale conclude quindi che le 

affezioni suindicate non sono suscettibili, dal profilo della loro gravità, di 

porre concretamente e seriamente in pericolo la sua vita o la sua salute a 

breve termine in caso di un suo ritorno in Grecia e di considerare l’interes-

sato come una persona vulnerabile incapace di integrarsi nel sistema so-

ciale ed economico greco. Pur non volendo in alcun modo minimizzare il 

suo stato valetudinario, non si ravvisano infatti elementi a dimostrazione 

del fatto ch’egli non sarebbe idoneo e capace di rivolgersi ai competenti 

servizi ellenici al fine di ottenere, in quanto titolare di protezione internazio-

nale, un alloggio nonché un adeguato accesso alle cure mediche e al mer-

cato del lavoro. Il Tribunale osserva inoltre che il ricorrente ha dimostrato 

che, dal gennaio 2022 sino alla sua partenza per la Svizzera nel gennaio 

2023, è stato in grado di interagire con autorità statali e organizzazioni non 

governative, riuscendo a mantenersi da solo. Oltre a ciò, non è stato da 

egli comprovato che avrebbe ricercato settimanalmente un lavoro e un so-

stegno, come neppure il fatto che gli sarebbero state negate le cure medi-

che per delle problematiche mediche urgenti o gravi. All’opposto, l’insor-

gente ha dichiarato di aver beneficiato di visite mediche in Grecia e di es-

sere stato portato in un’occasione in ospedale (cfr. atto SEM n. 15/6). Ag-

giungasi infine che il suo stato di salute non necessita imperativamente di 

trattamenti medici che possono essere proseguiti soltanto in Svizzera 

D-3543/2024 

Pagina 13 

secondo la giurisprudenza federale restrittiva applicabile in materia (cfr. 

DTAF 2011/50 consid. 8.3; 2009/2 consid. 9.3.2; cfr. atti SEM n. 7/2; 16/2; 

19/2; 22/5 D1, D14, D18; 25/2; 30/2). 

8.4.4.4 Le difficili condizioni di esistenza vigenti in Grecia – già trattate sotto 

l’aspetto dell’ammissibilità – non sono inoltre sufficienti per ritenere inesi-

gibile l’esecuzione dell’allontanamento. In particolare, nella misura in cui il 

ricorrente fa riferimento alle precarie condizioni di vita dei migranti, si riba-

disce che la Grecia è vincolata dalla precitata direttiva qualificazione. È 

quindi responsabilità dell’insorgente rivendicare direttamente presso le au-

torità elleniche i diritti che gli spettano. Infine, la Grecia dispone delle strut-

ture mediche sufficienti che possono eventualmente dispensare i tratta-

menti necessari allo stato di salute dell’insorgente; quest’ultimo ha infatti 

accesso alle cure mediche sulla base delle stesse condizioni valide per i 

cittadini greci (cfr. art. 2 lett. b e g e art. 30 par. 1 della direttiva qualifica-

zione; cfr. sentenza di riferimento precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 

consid. 8-9.10; ex pluris sentenze TAF D-1522/2024 del 14 marzo 2024 

consid. 11.2.3; D-628/2024 del 9 febbraio 2024 consid. 12.5.3). 

8.4.4.5 Per queste ragioni, l’esecuzione dell’allontanamento si rivela pure 

ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

8.5 Non risultano infine impedimenti dal profilo della possibilità dell’esecu-

zione dell’allontanamento (artt. 44 LAsi e 83 cpv. 2 LStr), ritenuto peraltro 

che le autorità elleniche hanno accettato la riammissione dell’insorgente 

sul proprio territorio. 

9.  

Visto quanto precede, la SEM non ha violato il diritto federale e neppure 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi). La decisione non è inoltre inadeguata per quanto 

attiene alla valutazione dell’esecuzione dell’allontanamento pronunciato 

(cfr. art. 49 PA). Il ricorso va pertanto respinto e la decisione avversata 

confermata. 

10.  

Posto che le richieste di giudizio contenute nel ricorso erano sprovviste di 

probabilità di successo, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso 

della dispensa dal versamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA), 

è respinta. 

D-3543/2024 

Pagina 14 

11.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– sono per-

tanto poste a carico del ricorrente in quanto soccombente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

12.  

Il presente giudizio non concerne una persona contro la quale è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abbandonato in 

cerca di protezione e, pertanto, non può essere impugnata con ricorso in 

materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-3543/2024 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Manuel Borla Ambra Antognoli 

 

 

Data di spedizione: