# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2a90319a-19a2-5746-9563-3b8f62a493de
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-07-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 05.07.2010 60.2010.124
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2010-124_2010-07-05.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2010.124

   

  	
  Lugano

  5 luglio 2010/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Claudia Malaguerra Bernasconi, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso 7/8.4.2010
presentato da

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patr. da: PR 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 24.3.2010 del giudice
  dell'istruzione e dell'arresto Claudia Solcà in materia di assistenza
  giudiziaria (inc. GIAR __________);

  

 

 

richiamate le osservazioni 13/15.4.2010 del
giudice dell'istruzione e dell'arresto, che, dopo aver formulato alcune
osservazioni, postula la reiezione del gravame;

 

richiamato lo scritto 16.4.2010 del
procuratore pubblico Andrea Pagani in cui afferma che "(…) all'accusato
recentemente, ma con effetto retroattivo a far tempo dal 01.01.2009, è stata
ripristinata la rendita d'invalidità con un grado del 60%. Reddito, questo, che
va ad aggiungersi alle entrate (…) prese in considerazione del GIAR (…)",
chiedendo pertanto la reiezione del ricorso; 

 

visto lo scritto 1/2.6.2010 di RI 1;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto 

 

                                a.   Nell'ambito
del procedimento penale promosso nei suoi confronti per titolo di tentato
omicidio intenzionale, sub. tentate lesioni gravi, sub. esposizione a pericolo
della vita altrui, lesioni semplici, minaccia ed ingiuria (inc. MP __________),
con istanza 11/13.1.2010 RI 1 ha postulato la concessione del gratuito patrocinio
(AI 1, inc. GIAR __________).

 

 

b.     Con decisione 24.3.2010 il giudice
dell'istruzione e dell'arresto ha respinto la richiesta di RI 1 di essere
ammesso al beneficio del gratuito patrocinio, ritenendo, in sintesi,
quest'ultimo in grado di sopperire alle spese della sua difesa (decisione GIAR
24.3.2010, inc. GIAR __________).

 

 

c.      Con il presente tempestivo gravame RI 1
chiede di essere ammesso al beneficio del gratuito patrocinio, sostenendo in
sostanza che il calcolo eseguito dal giudice dell'istruzione e dell'arresto non
terrebbe in considerazione le spese di trasferta di sua moglie per recarsi al
luogo di lavoro, le spese che quest'ultima dovrebbe sopportare per i pasti
fuori casa e la previdenza vincolata quale assicurazione sulla vita "(…)
imposta da __________ (…) a valere quale ammortamento indiretto sull'onere ipotecario
(…)" (ricorso 7/8.4.2010, p. 4). L'eccedenza sarebbe dunque di soli
CHF 320.30 (non, come affermato dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, di
CHF 1'470.25); importo questo non sufficiente per pagare le spese legali: "(…)
saldare una fattura in regime di CHF 320.00 al mese significherebbe impiegare
(nella migliore delle ipotesi) 156 mesi ossia poco più di 13 anni! Ben si vede
quindi come sia da un lato adempiuto ogni presupposto per il riconoscimento
dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio e dall'altro canto
sarebbe assolutamente iniquo dover far sopportare al difensore gli oneri di incasso
su un periodo così lungo (…)" (ricorso 7/8.4.2010, p. 4 s.).

 

 

d.     Delle osservazioni del procuratore pubblico
e del giudice dell'istruzione e dell'arresto si dirà, se necessario, in corso
di motivazione.

 

 

 

 

 

in diritto

 

                                   1.   Il
principio, l'estensione ed i limiti del diritto all'assistenza giudiziaria
gratuita sono determinati innanzitutto dalle norme di diritto procedurale
cantonale. Solo quando esso non contenga disposizioni in proposito, o non
assicuri all'accusato indigente una sufficiente difesa dei suoi diritti,
possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost. (secondo cui chi non dispone
dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della procedura se la sua causa
non sembra priva di probabilità di successo ed al patrocinio gratuito qualora
la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti; cfr. art. 4
vCost.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo cui ogni accusato ha il diritto di
difendersi da sé o avere l'assistenza di un difensore di propria scelta e, se
non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere assistito
gratuitamente da un avvocato d'ufficio quando lo esigano gli interessi della
giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una protezione più estesa
rispetto a quella costituzionale)], norme che garantiscono un minimo di
protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1P.765/2004 del 22.6.2005, 1P.500/2003
del 5.12.2003, 1P.542/2003 del 20.10.2003, 1P.128/2002 del 9.4.2002, pubblicata
in RDAT 65/II - 2002, e 12.2.2001 in re J., pubblicata in RDAT 56/II - 2001;
DTF 129 I 281 e 127 I 202).

 

 

                                   2.   Giusta
l'art. 26 della legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria
(Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale - che ha
effetto a partire dal momento della presentazione della domanda - è concesso
dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, esperite le necessarie indagini, a
chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese della difesa. 

 

                                         Questa
disposizione concretizza il disposto di cui all'art. 3 Lag: l'istituto dell'assistenza
giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non ha la possibilità
di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di
patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità
giudicanti del Cantone. L'art. 3 Lag "(…) riprende i principi espressi
dall'art. 52 cpv. 1 e cpv. 2 CPP (vCPP), con l'aggiunta del momento a
partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti (…)" (messaggio
n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 26). Al di là del tenore letterale
dell'art. 52 vCPP, l'assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei
casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2
e 3 vCPP), ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse
finanziare "(…) una difesa oggettivamente non necessaria" e
che "anche se l'indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua
istanza di gratuito patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della
giustizia non rendano necessario l'intervento di un difensore" (M.
RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese,
Lugano 1997, n. 3 ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP). Il medesimo
principio deve quindi valere anche per l'art. 26 Lag, come del resto emerge dai
lavori preparatori ("trattandosi di un diritto relativo, la concessione
del gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria è subordinata alla
realizzazione di alcune condizioni, segnatamente l'indigenza del richiedente,
il cosiddetto fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella
causa, fatta eccezione per i processi penali, e la necessità di una protezione
giuridica che legittima la designazione di un avvocato", rapporto n.
5123 del 17.4.2002 e messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag). 

 

 

3.Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, chi
non dispone dei mezzi necessari ha diritto al gratuito patrocinio quando i suoi
interessi sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta
difficoltà di fatto e di diritto che superano le capacità dell'accusato e che
quindi rendono necessaria la presenza di un patrocinatore (decisione TF
1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 127 I 202). In ambito penale questo è
segnatamente il caso quando, indipendentemente dalle difficoltà di fatto e di
diritto, l'accusato si debba attendere l'irrogazione di una pena la cui durata
escluda la sospensione condizionale della stessa o l'assunzione di misure
privative della libertà personale; nei casi in cui la verosimile aspettativa di
pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali
della procedura, alle quali l'interessato non è in grado di far fronte (per es.
la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di
difendersi efficacemente nella procedura). Nel caso di evidenti reati minori
("Bagatelldelikte"), ove entri in considerazione solo una
multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale federale
nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr. art. 2 cpv.
1 Lag; decisione TF 1P.675/2005 del 14.2.2006; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I
49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss.
ad art. 49 vCPP; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht,
6. ed., Basilea 2005, § 40 n. 11 e 16; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse,
Zurigo 2000, n. 1259 ss.; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance
judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.).

 

 

4.4.1.

Nel presente caso non è contestata la necessità per il
ricorrente di essere assistito da un avvocato. In discussione è, per contro, la
sua indigenza e, più in particolare, i criteri di calcolo applicati dal giudice
dell'istruzione e dell'arresto.

 

                                         4.2.

                                         Giusta
l’art. 3 cpv. 2 Lag è ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità
di provvedere con mezzi propri (reddito e sostanza) agli oneri di procedura o
alle spese di patrocinio, ossia che non è in grado di affrontare i costi della
procedura senza intaccare il fabbisogno suo personale e quello della famiglia
(DTF 128 I 232; RtiD I-2004 n. 10). Ciò non si valuta solo in funzione del
minimo esistenziale del diritto esecutivo, ma tenendo conto di tutte le
circostanze del caso, cosicché uno stato di bisogno potrebbe essere rilevato
anche quando il reddito del richiedente ecceda l’importo assolutamente
necessario per vivere. Decisivo è l’interesse dell’accusato di poter seguire la
procedura senza dover limitare eccessivamente le sue esigenze di vita;
l’assistenza giudiziaria ha infatti anche lo scopo di impedire che l’istante si
indebiti ulteriormente o non adempia ad obblighi importanti per pagarsi una
difesa oggettivamente necessaria (RDAT II-2002 n. 65; decisione TF 1P.542/2003
del 20.10.2003; DTF 127 I 202 e 124 I 1; cfr. anche M. RUSCA / E. SALMINA / C.
VERDA, op. cit., n. 9 ad art. 52 vCPP; B. COCCHI / F. TREZZINI, Codice di procedura
civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 18 e 19 ad art. 155
vCPC e n. 570).

 

                                         I
presupposti per l’ottenimento dell’assistenza giudiziaria vanno valutati sulla
scorta della situazione in cui versa il richiedente al momento in cui presenta
la domanda (decisione TF 1B_67/2007 del 27.4.2007; DTF 120 Ia 179; RDAT 36/II –
1998). Spetta a quest’ultimo dimostrare compiutamente le proprie difficoltà economiche
(decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 125 IV 164, 120 Ia 179). La condizione
di indigenza deve essere determinata non solo secondo le risorse finanziarie
del richiedente, ma anche delle persone che hanno obblighi di mantenimento nei
suoi confronti, per esempio del coniuge o dei genitori (decisione TF
1P.542/2003 del 20.10.2003; DTF 115 Ia 193). Tale principio emerge anche dai
lavori preparatori dell’art. 3 Lag: “(…) l’indicazione dei mezzi
"propri" va precisata nel senso che per determinare se il richiedente
è indigente si può considerare, se del caso, anche il reddito delle persone che
hanno obblighi di mantenimento nei suoi confronti, in particolare i genitori
(DTF 119 Ia 12), senza tuttavia considerare il reddito dei parenti che
potrebbero essere tenuti all’assistenza giusta gli art. 328 e 329 CC (DTF 115
Ia 195 cons. 3)” (messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 3;
cfr. anche B. CORBOZ, op. cit., p. 67
ss.). 

 

                                         4.3.

                                         4.3.1.

Il giudice dell'istruzione e
dell'arresto, nella sua decisione qui impugnata, ha ritenuto che RI 1 sarebbe
in grado di sopperire alle spese di patrocinio in base alla documentazione
prodotta unitamente alla sua istanza. Ha anzitutto accertato che le entrate nette
mensili (da attività lucrativa della moglie e dalla SUVA per lo stesso ricorrente)
ammontano a CHF 5'842.65. Da questo importo ha dedotto la somma di CHF 1'700.--
per il minimo vitale per coppia, CHF 1'076.50 per "(…) spese di locazione
(interessi e ammortamento)", CHF 856.10 per oneri fiscali, CHF 539.80
per la cassa malati sua e della moglie, CHF 200.-- per spese di riscaldamento.
Ha poi ritenuto che il restante importo di CHF 1'470.25 fosse sufficiente per
far fronte alle spese di patrocinio.

 

4.3.2.

Il ricorrente, dal canto suo, contesta
le conclusioni cui è giunto il giudice dell'istruzione e dell'arresto. A suo
dire quest'ultimo non avrebbe tenuto conto di tre ulteriori posizioni che
porterebbero ad un risultato finale differente. In particolare non si sarebbe tenuto
conto delle spese della moglie necessarie per conseguire il proprio reddito: "(…)
in effetti la signora __________ giornalmente compie (andata e ritorno) il tratto
da __________ a __________ dove svolge la propria attività lavorativa presso __________.
Tale percorso è di 11 km (…) che notoriamente viene compiuto per 22 giorni
lavorativi al mese per un costo di CHF/km 0.70, l'importo che viene regolarmente
riconosciuto in diversi ambiti del diritto, sia quello di famiglia per il computo
dei fabbisogni, sia dalle Autorità fiscali. Ciò comporta un onere di CHF 338.80
(…)" (ricorso 7/8.4.2010, p. 3). Inoltre alla moglie andrebbe pure
riconosciuta una spesa per pasto fuori casa di CHF 12.--/pasto che sull'arco di
22 giorni lavorativi porterebbe ad un onere di CHF 264.-- mensili. A mente del
ricorrente il giudice dell'istruzione e dell'arresto non avrebbe inoltre
considerato nel suo fabbisogno "(…) la posizione relativa alla
previdenza vincolata presso l'assicurazione __________ per annui CHF 6'565.80
ossia CHF 547.15 mensili. Trattasi di un'assicurazione sulla vita, previdenza
vincolata imposta da __________ (…) a valere quale ammortamento indiretto
sull'onere ipotecario. In buona sostanza tenuto conto del relativamente onere
ipotecario, l'Istituto creditore (…) ha imposto un ammortamento annuo del 2%
pagabile nella misura dell'1% a titolo effettivo (…) e per l'altro verso 1% tramite
ammortamento indiretto (…)" (ricorso 7/8.4.2010, p. 3). Alla luce di
tali considerazioni il fabbisogno dei coniugi RI 1 sarebbe dunque di CHF
5'522.35 e di conseguenza l'eccedenza risulterebbe di soli CHF 320.30. 

 

4.3.3.

Dalla documentazione prodotta dallo
stesso ricorrente risulta che la moglie di RI 1, __________, percepisce uno
stipendio mensile netto di CHF 5'589.50 [compresa partecipazione cassa malati e
tredicesima mensilità (quest'ultima non computata nel calcolo del giudice
dell'istruzione e dell'arresto; cfr. "conteggio paga di __________ del
12.2009", AI 2, inc. GIAR __________)]. Il ricorrente percepisce una
rendita SUVA di CHF 683.10. Le entrate dei coniugi RI 1 ammontano dunque a CHF
6'272.60. Da questo montante va anzitutto dedotta la somma di CHF 1'700.--
quale importo minimo di esistenza ai sensi della LEF [cfr. tabella per il
calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93
LEF)]. Quest'importo di base include le spese di sostentamento, abbigliamento e
biancheria, igiene e salute, manutenzione delle apparecchiature e
dell'arredamento domestico, cultura, spese di elettricità e/o gas. Inoltre
vanno dedotti CHF 352.60 per la cassa malati della moglie, CHF 187.20 per la
cassa malati del ricorrente, CHF 856.10 per oneri fiscali e CHF 684.95 per l'ipoteca
dell'abitazione [ad esclusione
dunque degli ammortamenti, non riconoscibili nel calcolo del minimo d’esistenza giusta la tabella per il calcolo del minimo di
esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF); cfr AJP 6/2002, A.
BÜHLER, Betreibungs- und prozessrechtliches Existenzminimum, p. 647]. Il giudice
dell'istruzione e dell'arresto ha inoltro stimato in CHF 200.-- le spese di
riscaldamento. Per quanto concerne le spese indispensabili connesse con
l'esercizio della professione della moglie vanno riconosciute quelle inerenti i
pasti fuori casa di CHF 11.-- per ogni pasto principale [cfr. tabella per il
calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93
LEF)] per un totale di CHF 201.70 mensili (la durata media annua del lavoro può essere
quantificata su 220 giornate giusta la prassi delle autorità fiscali: essa
costituisce una ragionevole media, che evita di verificare di volta in volta le
giornate di lavoro effettivamente svolte dal contribuente, dedotte non soltanto
le vacanze e i giorni festivi, ma anche ogni altra assenza per qualsivoglia
motivo) e quelle inerenti le spese di trasferta per raggiungere il posto di lavoro
(__________): vengono tuttavia riconosciute unicamente le spese effettive per
l'uso dei mezzi pubblici di trasporto riconosciute in CHF 12.40 / giorno (cfr. www.sbb.ch) per un totale di CHF 227.35 mensili
(sempre con una media di 220 giornate lavorative annuali).

 

Non possono tuttavia essere
riconosciuti, contrariamente a quanto affermato dal ricorrente, gli importi
relativi alla previdenza vincolata presso l'assicurazione __________, in
quanto, come affermato dallo stesso RI 1, trattasi di assicurazione sulla vita
a valere quale ammortamento indiretto sull'onere ipotecario: ammortamenti
tuttavia, come già sopraindicato, non computabili nel minimo di esistenza [cfr.
tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto
esecutivo (art. 93 LEF)] (cfr. AJP 6/2002, A. BÜHLER, Betreibungs- und
prozessrechtliches Existenzminimum, p. 644 ss.).

 

Rimane quindi un saldo di CHF 1'862.70
per coprire le altre spese strettamente necessarie e per pagare, eventualmente mediante
versamenti rateali, le spese di patrocinio. Le altre spese non strettamente
necessarie non possono essere computate in questo calcolo.

 

 

5.La reiezione del ricorso non pregiudica
necessariamente gli interessi del ricorrente che, qualora la situazione di fatto
dovesse mutare in senso negativo, potrà riproporre un'istanza, suffragata dalla
necessaria documentazione a comprova della mutata situazione e del suo stato di
indigenza. Si rileva tuttavia che RI 1, dall'1.1.2009 e fino alla data della
sua incarcerazione agli inizi del mese di aprile, percepiva una rendita AI al
60% (AI 175, inc. MP __________). Rendita che probabilmente verrà ripristinata
al momento della sua liberazione. Ciò che migliora ulteriormente la sua
posizione.

 

                                      

6.Il gravame è respinto. Tassa di giustizia e spese sono
poste a carico del ricorrente, soccombente.

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli artt. 1 ss. Lag, 56bis CPP,
1 ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra norma applicabile,

 

 

 

 

pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 100.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 150.--
(centocinquanta), sono poste a carico di RI 1, __________.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98
LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81
LTF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

	
   

  	
  -         
   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

Per la Camera dei ricorsi penali

 

Il vicepresidente                                                    La
segretaria