# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 75bbd271-836c-5b71-b615-c9b2425de3b8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-08-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.08.2014 35.2014.25
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2014-25_2014-08-25.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2014.25

   

  mm

  	
  Lugano

  25 agosto 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 21 marzo 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 18 febbraio 2014 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Nel corso del mese di marzo
2013, la ditta __________ di __________ ha comunicato alla CO 1 che, in data 10
dicembre 2012, il proprio dipendente RI 1, nel sollevare un rotolo di cartone
ondulato di circa 30 kg, aveva eseguito un movimento brusco, avvertendo un
forte dolore alla spalla sinistra (cfr. doc. I).

                                         I sanitari del Servizio di
PS dell’Ospedale regionale di __________, in occasione della consultazione del
19 dicembre 2012, hanno diagnosticato una contusione della spalla sinistra con
sospetto Tossy I (allegato al doc. 1).

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 27 giugno 2013,
l’amministrazione ha negato il proprio obbligo a prestazioni sostenendo, da un
lato, che i disturbi all’arto superiore sinistro non erano da porre in
relazione a un infortunio ai sensi di legge e, dall’altro, che essi non
costituivano una lesione parificata ai postumi di un infortunio (cfr. doc. 19).

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’assicurato personalmente (doc. 23), completata dall’RA 1 (cfr.
doc. 25, 26 e 30), in data 18 febbraio 2014, l’assicuratore LAINF ha confermato
il contenuto della sua prima decisione (doc. 32).

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso del 21
marzo 2014, RI 1, sempre rappresentato dall’RA 1, ha chiesto, in via
principale, che l’CO 1 venga condannata a riconoscere il proprio obbligo a
prestazioni relativamente al danno alla salute insorto in occasione del
sinistro del 10 dicembre 2012, in via subordinata, il rinvio
degli atti all’amministrazione per ulteriori accertamenti e nuova decisione e, in
via ancor più subordinata, la condanna dell’assicuratore convenuto a pagare
le fatture emesse dall’__________ e dal fisioterapista __________. 

                                         A sostegno delle proprie
pretese ricorsuali, l’insorgente fa valere innanzitutto che l’Istituto
assicuratore avrebbe erroneamente negato l’intervento di un infortunio ai sensi
di legge, siccome “… al Signor RI 1 capita sì di sollevare (volontariamente)
pesi fino ad un massimo di 20/30 kg nell’ambito della sua professione, ma
l’accatastamento di rotoli di cartone di 1,2 metri e oltre 30 kg costituisce una mansione molto occasionale (…). … Non solo il peso, ma anche le dimensioni e la
forma di tali rotoli limitano notevolmente la loro maneggevolezza. Per
rendere un’idea di tali oggetti, si compiega alla presente una fotografia in
cui l’assicurato é posizionato accanto alla paletta con i rotoli che, dopo
essere pervenuti in magazzino, devono essere slegati e riposizionati ad uno ad
uno nello spazio disponibile (…). … Quattro rotoli barcollanti con le
caratteristiche qui sopra precisate non sono controllabili con uno sforzo
usuale. Se poi tale barcollamento avviene in modo repentino, come nella
fattispecie, causando un movimento “brusco” (ovvero improvviso, non
controllato) e scoordinato delle membra della persona che tenta di trattenere
la caduta di simili rotoli, ben si comprende che possano conseguirne lesioni
come quelle subite dal signor RI 1.” (doc. I, p. 11). 

                                         D’altro canto, a proposito
dell’esistenza di una lesione parificata e, specificatamente, di una delle
diagnosi enumerate all’art. 9 cpv. 2 OAINF, l’assicurato ritiene in particolare
che “concludente é (…) la precisa e circostanziata analisi esposta dal Dr. med.
__________ (…), che l’assicurato é stato costretto - ancora una volta - a
consultare per chiarire la propria situazione. Il Dr. med. __________ attesta
che la RM del 6 maggio 2013 e gli esami ecografici susseguenti mostrano una
sublussazione del tipo Tossy II riconducibile all’evento del 10 dicembre 2012.
Lo specialista spiega inoltre con chiarezza per quale ragione i referti medici
allestiti presso l’__________ circa tre mesi dopo l’evento riferiscano di una
“cronicizzazione” della sublussazione: una reazione al trauma subito, ma non
curato adeguatamente - per motivi non estranei all’agire di CO 1 - che non ha
nulla a che vedere con pretesi fenomeni degenerativi imputabili a malattia (…).
Un referto, quello del Dr. med. __________, con tutti i crismi di un rapporto
medico avente valore di prova ai sensi della giurisprudenza nota a codesto
lodevole Tribunale (…).” (doc. I, p. 12s.).

 

                               1.4.   L’CO 1, in risposta, ha
chiesto che il ricorso venga respinto con argomenti di cui si dirà, per quanto
occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. VIII).

 

                               1.5.   In corso di causa, il
ricorrente si é riconfermato nelle proprie allegazioni e conclusioni,
dichiarandosi disponibile a sottoporsi a una perizia medica, come pure a
partecipare a un sopralluogo sul posto di lavoro (doc. XI).

 

                                         L’amministrazione si é
espressa in proposito il 10 giugno 2014 (doc. XI). 

 

                               1.6.   In data 12 agosto 2014, l’CO
1 ha prodotto ulteriore documentazione (doc. XV + allegati). 

 

                                         L’insorgente ha formulato
le proprie osservazioni al riguardo il 21 agosto 2014 (cfr. doc. XVII +
allegati). 

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Litigiosa é la questione di
sapere se l’assicuratore resistente era legittimato a negare la propria
responsabilità a proposito dell’evento occorso il 10 dicembre 2012 ad RI 1,
oppure no. 

 

                                         La documentazione prodotta
dall’amministrazione nel corso del mese di agosto 2014, in particolare lo scritto 29 luglio 2014 della ditta Albizzati Dante SA (cfr. allegato al doc.
XV), é irrilevante ai fini del presente giudizio, così come ha del resto
pertinentemente rilevato l’assicurato (cfr. doc. XVII). Il TCA é infatti qui
chiamato a stabilire se l’evento del 10 dicembre 2012 - il cui avvenimento non
viene contestato - costituisce un infortunio oppure una lesione parificata ad
infortunio. 

 

                               2.3.   L'art. 4 LPGA così definisce
l'infortunio:

 

" È
considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario,
apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la
salute fisica o psichica o che provochi la morte."

 

                                         Questa definizione
riprende, nella sostanza, quella che era prevista all'art. 9 cpv. 1 vOAINF -
disposizione abrogata dall'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni
dell'11 settembre 2002 (RU 2002 3914), in vigore dal 1° gennaio 2003 -, di modo
che la relativa giurisprudenza continua ad essere applicabile. 

 

                                         Cinque sono dunque gli
elementi costitutivi essenziali dell'infortunio:

 

" - l'involontarietà

  - la repentinità

  - il danno alla salute (fisica o psichica)

  - un fattore causale esterno

  - la straordinarietà di tale fattore"

                                         (cfr.
Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA),
Losanna 1992, p. 44-51)

 

                                         Scopo
della definizione è di tracciare un chiaro confine tra infortunio e malattia.

 

                               2.4.   Si evince dalla nozione
stessa di infortunio che il carattere straordinario non concerne gli effetti
del fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale
(cfr. RAMI 2000 U 374, p. 176).

                                         Pertanto, é irrilevante il
fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni gravi o inabituali.

                                         Il fattore esterno è
considerato come straordinario quando eccede, nel caso concreto, il quadro
degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente, definire
quotidiane o abituali (DTF 122 V 233 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61
consid. 2b, 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss, consid. 2a).

 

                                         Vi è infortunio unicamente
se un fattore esterno ha agito sul corpo. L'evento
deve accadere nel mondo esterno. 

                                         Quando il processo lesivo
si svolge all'interno del corpo umano, senza l'intervento di agenti esterni,
l'ipotesi di un evento infortunistico è data essenzialmente in caso di sforzo
eccessivo o di movimenti scoordinati. 

                                         La giurisprudenza esige,
perché si possa ammettere il fattore causale di sforzi eccessivi, che essi
superino in modo evidente le sollecitazioni cui la vittima è normalmente
esposta e alle quali, per costituzione, consuetudine o addestramento, essa è abitualmente
in grado di resistere. 

                                         Da un altro lato, per
poter ritenere che lesioni corporali siano state causate da movimenti
scombinati o incongrui. Gli stessi devono essersi prodotti in circostanze
esterne manifestamente insolite, impreviste e fuori programma. Carente è
altrimenti la straordinarietà del fattore esterno causale, con la conseguenza
che non tutte le caratteristiche di un infortunio sono realizzate (DTF 122 V
232 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 283 consid. 2, 116 V 138
consid. 3a e b, 147 consid. 2a; RAMI 1993 U 165, p. 59 consid. 3b).

 

                               2.5.   Gli
assicuratori contro gli infortuni devono corrispondere le proprie prestazioni anche
per le lesioni corporali esaustivamente enumerate all'art. 9 cpv. 2 lett. a-h
OAINF (nella versione introdotta con la modifica del 15 dicembre 1997), a
condizione che esse non siano attribuibili indubbiamente a una malattia o a
fenomeni degenerativi.

 

                                         Le lesioni corporali di
cui all'art. 9 cpv. 2 OAINF sono paragonate a infortunio solo se presentano
tutti gli elementi caratteristici dell'infortunio, eccezion fatta per il
fattore esterno straordinario (cfr. DTF 116 V 148 consid. 2b; RAMI 1988 U 57,
p. 372). Il fattore scatenante può quindi essere quotidiano e discreto. Basta
un gesto brusco: non è necessario che esso sia stato scomposto o anomalo (cfr. E. Beretta, Il requisito della repentinità
in materia di lesioni parificabili ad infortunio e temi connessi, in RDAT
II-1991, p. 477ss.). 

 

                                         A proposito dell'esigenza
di un fattore esterno, nella DTF 129 V 466, il TFA ha precisato quest'ultimo
concetto, definibile quale evento assimilabile a infortunio, oggettivamente
constatabile e percettibile, che prende origine esternamente al corpo.

                                         Così, dopo avere fatto
notare che l'esistenza di un evento assimilabile ad infortunio non può essere
ritenuta in tutti quei casi in cui la persona assicurata riesce solo ad
indicare in termini temporali la (prima) comparsa dei dolori oppure laddove la
(prima) comparsa di dolori si accompagna semplicemente al compimento di un atto
ordinario della vita che la persona assicurata è peraltro in grado di
descrivere (DTF 129 V 46s. consid. 4.2.1 e 4.2.2), la Corte federale ha
subordinato, in via di principio, il riconoscimento di un fattore esterno
suscettibile di agire in maniera pregiudizievole sul corpo umano all'esistenza
di un evento presentante un certo potenziale di pericolo accresciuto e quindi
alla presenza di un'attività intrapresa nell'ambito di una tale situazione
oppure di uno specifico atto ordinario della vita implicante una sollecitazione
del corpo che eccede il quadro di quanto fisiologicamente normale e
psicologicamente controllabile (DTF 129 V 470 consid. 2.2.2). 

                                         Per il resto,
conformemente a quanto già statuito in precedenza, ha rammentato che l'intervento
di un fattore esterno può anche essere ammesso in caso di cambiamenti di
posizione che, secondo l'esperienza medico-infortunistica, sono sovente
suscettibili di originare dei traumi sviluppanti all'interno del corpo
("körpereigene Trauma", come ad es. il rialzarsi improvvisamente da
posizione accovacciata, il movimento brusco e/o aggravato, oppure il
cambiamento di posizione dovuto a influssi esterni incontrollabili, DTF 129 V
470, consid. 4.2.3). 

                                         Il TFA ha pure specificato
che gli eventi che si verificano durante lo svolgimento di un'attività
professionale abituale non danno luogo a delle lesioni corporali parificabili
ai postumi di un infortunio, i processi motori consueti nell'ambito
dell'attività professionale essendo da considerare degli atti ordinari ai quali
fa di principio difetto l'elemento costitutivo della situazione di pericolo
accresciuto (cfr. DTF 129 V 471 consid. 4.3; cfr., pure, STFA U 76/03 del 15
aprile 2004). 

 

                                         Necessario è che si sia
trattato di un evento improvviso (ad esempio, un movimento violento oppure il
rialzarsi dalla posizione inginocchiata, che provoca una delle lesioni
enumerate all'art. 9 cpv. 2 OAINF, cfr. RAMI 2000 U 385, p. 268). Il
presupposto della repentinità non va però inteso nel senso che l'azione sul
corpo umano debba avere luogo fulmineamente, ossia nell'arco di secondi o,
addirittura, di una frazione di secondo. A questo requisito va piuttosto
attribuito un significato relativo, nel senso che deve trattarsi di un singolo
avvenimento. Pertanto, deve essere escluso dall'assicurazione contro gli
infortuni quel danno alla salute che dipende da azioni ripetute o continue.
Decisiva non è dunque la durata di un'azione lesiva, ma piuttosto la sua
unicità (cfr. A. Bühler, Die unfallähnliche Körperschädigung, in SZS 1996,
p. 88 e Meniskusläsionen und soziale Unfallversicherung, in Bollettino
dei medici svizzeri, 2001; 84: n. 44, p. 2341). 

 

                                         Uno stato degenerativo o
patologico preesistente non esclude l'applicabilità dell'art. 9
cpv. 2 OAINF, a condizione che un evento a carattere infortunistico abbia
aggravato oppure reso manifesto il preesistente danno alla salute: "es
genügt somit, wenn eine schädigende, äussere Einwirkung wenigstens im Sinne
eines Auslösungsfaktors zu den vor- oder überwiegend krankhaften oder degenerativen
Ursachen hinzutritt" (DTF 123 V 43 e riferimenti ivi menzionati).

 

                               2.6.   Nella
concreta evenienza, la dinamica dell’evento del 10 dicembre 2012 non é oggetto
di discussione tra le parti. In sede di decisione su opposizione,
l’assicuratore ha del resto esplicitamente riconosciuto che dagli atti a sua
disposizione “… non emerge alcuna discrepanza nella descrizione dei fatti.”
(doc. 32, p. 7). 

 

                                         Alla luce di quanto
precede, il TCA può quindi ritenere accertato che, quel 10 dicembre 2012, RI 1 era
intento a impilare dei rotoli di cartone ondulato, alti 1,2 metri e pesanti ognuno circa 30 kg (cfr. doc. LLL). Ad un tratto, il rotolo che egli stava
tenendo (“con una mano al lato e l’altra all’estremità”) é stato urtato da uno posto
accanto. Per evitare che cadesse a terra, l’assicurato ha cercato di trattenere
il rotolo mantenendo la mano sinistra alla sua estremità, avvertendo uno
strappo e dolore alla spalla sinistra (cfr., in particolare, il doc. 23 e le
illustrazioni ivi allegate).

 

                               2.7.   Chiamata ora a pronunciarsi,
questa Corte rileva che, in una sentenza 8C_407/2013 dell’8 novembre 2013, il
Tribunale federale ha trattato una fattispecie analoga a quella sub judice.

 

                                         In quel caso, si trattava
di un assicurato che ha lamentato un trauma distorsivo nel tentativo di
appoggiare sulla sua spalla destra un rotolo del peso di 22-30 kg, il quale gli é però scivolato di mano “spostando” la spalla di lato e all’indietro. In tal
modo, l’assicurato ha riportato la rottura del tendine del sovraspinato con lesione
parziale del capo lungo del bicipite. 

                                         Nella pronunzia succitata
- dopo aver constatato che le parti erano concordi nel ritenere che l’evento in
questione non configurava un infortunio ex art. 4 LPGA (consid. 2.1: “Die Parteien sind sich darüber einig,
dass das Ereignis vom 13. Oktober 2011 nicht als Unfall zu
qualifizieren ist.“; in questo senso, si veda la casistica riportata nella STFA
U 44/06 del 23 maggio 2006 consid. 2.2) -, l’Alta Corte ha ammesso l’intervento
di un fattore esterno ai sensi della sua giurisprudenza, osservando che nel
repentino “spostamento” della spalla di lato e all’indietro originato dallo
scivolamento di mano del rotolo, é ravvisabile un evento assimilabile a
infortunio, oggettivamente constatabile e percettibile, che prende origine
esternamente al corpo (consid. 3.3.2: „Ein
in den Bewegungsablauf hineinspielendes äusseres Moment und damit ein
ausserhalb des Körpers liegendes, objektiv feststellbares, sinnfälliges,
unfallähnliches Ereignis ist hier jedoch durch das plötzliche
"Verreissen" der Schulter seitlich/nach hinten aufgrund des
Entgleitens der Folie zu bejahen. Es liegt ein äusserer Faktor vor, weshalb die
Vorinstanz zu Recht die grundsätzliche Leistungspflicht der Beschwerdeführerin
aufgrund einer unfallähnlichen Körperschädigung gemäss Art. 9 Abs. 2 UVV
bejahte.“). 

 

                                         Tutto ben considerato, il TCA ritiene che le medesime conclusioni debbano
valere anche nella presente fattispecie, in cui la spalla sinistra di RI 1 ha
subito uno strappo nel tentativo di trattenere un pesante rotolo di carta che
stava improvvisamente per cadere a terra. 

 

                                         In esito a
quanto precede, occorre dunque concludere, da una parte, all’assenza del
carattere straordinario del fattore esterno (e, dunque, all’inesistenza di un
infortunio ex art. 4 LPGA) ma, dall’altra, all’intervento di un fattore esterno
ai sensi della DTF 129 V 466 (la
repentinità, come pure l'azione involontaria e lesiva che colpisce il corpo
umano, sono elementi senz’altro dati). 

 

                                         Ciò non é comunque
sufficiente per ammettere un obbligo a prestazioni della CO 1 a titolo di
lesione parificata a infortunio. In effetti, é ancora necessario che l’evento
in questione abbia causato una delle diagnosi esaustivamente enumerate all’art.
9 cpv. 2 OAINF, aspetto che verrà esaminato qui di seguito.

 

                               2.8.   Dalle tavole processuali si
evince che, in data 6 maggio 2013, l’assicurato é stato sottoposto a
un’artro-risonanza magnetica della spalla sinistra, esame che ha evidenziato,
secondo il relativo referto del radiologo dott. __________, una marcata artrosi
acromio-claveare con ipertrofia della capsula che predispone ad un impingement
sotto-acromiale, nonché una tendinopatia del sovraspinato senza lesioni
trasmurali e/o parziali significative (allegato al doc. 14). 

 

                                         In base al rapporto del
radiologo, dall’accertamento in questione non é dunque emersa nessuna delle
diagnosi elencate al cpv. 2 dell’art. 9 OAINF, così come rilevato dal dott. __________
con nota manoscritta del 24 giugno 2013 (cfr. doc. 17). 

 

                                         Occorre tuttavia osservare
che, nel prosieguo, l’amministrazione ha consultato un secondo medico
fiduciario, il dott. __________, il quale, dopo aver visionato le immagini
della nota artro-RMN (cfr. doc. PP: “…, ha espresso il desiderio di visionare
personalmente le lastre (o il CD) della risonanza magnetica.”), ha sostenuto
che esse evidenziavano una rottura subtotale del tendine sottoscapolare (cfr.
doc. FFF), la quale ricadrebbe sotto la lett. f dell’art. 9 cpv. 2 OAINF. 

 

                                         Fra gli atti di causa
figura pure il rapporto relativo a un esame ecografico eseguito nell’ottobre
2013 presso l’Ospedale di __________, dal quale risulta che RI 1
presenterebbe dei reperti compatibili con degli esiti di lacerazione delle
strutture capsulo-legamentose dell’articolazione acromion-clavicolare (cfr. doc.
LL + allegati; si veda pure il doc. GGG relativo all’ecografia del 4 marzo
2014: “Quadro di sub-lussazione dell’articolazione acromion-claveare con capi
articolari che risultano disassati di 5-7 mm. Si associa marcato ispessimento e disomogeneità strutturale delle strutture capsulo-legamentose in un quadro
compatibile con pregressa lacerazione.”). 

 

                                         Infine,
secondo il dott. __________, spec. in ortopedia e traumatologia a __________,
gli accertamenti effettuati nel frattempo (artro-RMN e ecografie) mostrano una
sublussazione dell’articolazione acromio-claveare, classificabile come di tipo
Tossy II (cfr. doc. HHH; in questo senso, si veda pure l’allegato al doc. XVII).

 

                                         Sulla scorta
di quanto precede, vista la presenza agli atti di certificazioni mediche tra di
loro contradditorie, questa Corte ritiene di non disporre di elementi
sufficientemente affidabili per decidere in merito all’esistenza di una delle
diagnosi enumerate all’art. 9 cpv. 2 OAINF, ragione per cui la presente fattispecie
necessita di un approfondimento specialistico.

 

                               2.9.   In una
sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V
210, il Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche rivolte alla
giurisprudenza federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi
di accertamento medico (SAM; art. 72bis cpv. 1 OAI), dal profilo della
conformità alla CEDU e alla Costituzione. In quella pronunzia, l’Alta Corte ha
pure precisato in quali casi il Tribunale cantonale deve allestire direttamente
una perizia giudiziaria e in quali altri può rinviare gli atti all'assicuratore
per un complemento istruttorio.

                                         Il TF ha, al riguardo,
sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…).

4.4.1.1 Ist das Gutachten einer
versicherungsinternen oder -externen Stelle nicht schlüssig und kann die offene
Tatfrage nicht anhand anderer Beweismittel geklärt werden, so stellt sich das
Problem, inwieweit die mit der Streitsache befasste Beschwerdeinstanz noch die
Wahl haben soll zwischen einer Rückweisung der Sache an die Verwaltung, damit
diese eine neue oder ergänzende Expertise veranlasse, und der Einholung eines
Gerichtsgutachtens. Das Bundesgericht hat dazu jüngst festgehalten, die den
kantonalen Gerichten zufallende Kompetenz zur vollen Tatsachenprüfung (Art. 61
lit. c ATSG) sei nötigenfalls durch Einholung gerichtlicher Expertisen
auszuschöpfen (BGE 136 V 376 E. 4.2.3 S. 381). Dies schliesst ein, dass die erstinstanzlichen
Gerichte diese Befugnis nicht ohne Not durch Rückweisung an die Verwaltung
delegieren dürfen.

4.4.1.2 Die Vorteile von Gerichtsgutachten
(anstelle einer Rückweisung an die IV-Stelle) liegen in der Straffung des
Gesamtverfahrens und in einer beschleunigten Rechtsgewährung. Die direkte
Durchführung der Beweismassnahme durch die Beschwerdeinstanz mindert das Risiko
von - für die öffentliche Hand und die versicherte Person - unzumutbaren
multiplen Begutachtungen. Zwar gilt die Sozialversicherungsverwaltung mit Blick
auf die differenzierten Aufgaben und die dementsprechend unterschiedliche
funktionelle und instrumentelle Ausstattung der Behörden in der
Instanzenabfolge im Vergleich mit der Justiz als regelmässig besser geeignet,
Entscheidungsgrundlagen zu vervollständigen (BGE 131 V 407 E. 2.1.1 S. 411). In der hier massgebenden Verfahrenssituation
schlägt diese Rechtfertigung für eine Rückweisung indessen nicht durch.

4.4.1.3 Die Einschränkung der Befugnis der
Sozialversicherungsgerichte, eine Streitsache zur neuen Begutachtung an die
Verwaltung zurückzuweisen, verhält sich komplementär zu den (gemäss geänderter
Rechtsprechung) bestehenden partizipativen Rechten der versicherten Person im
Zusammenhang mit der Anordnung eines Administrativgutachtens (Art. 44 ATSG; vgl.
oben E. 3.4). Letztere tragen zur prospektiven Chancengleichheit bei, derweil
das Gebot, im Falle einer Beanstandung des Administrativgutachtens eine
Gerichtsexpertise einzuholen, die Waffengleichheit im Prozess gewährleistet, wo
dies nach der konkreten Beweislage angezeigt ist. Insoweit ist die ständige
Rechtsprechung, wonach das (kantonale) Gericht prinzipiell die freie Wahl hat,
bei festgestellter Abklärungsbedürftigkeit die Sache an den Versicherungsträger
zurückzuweisen oder aber selber zur Herstellung der Spruchreife zu schreiten
(vgl. statt vieler ARV 1997 Nr. 18 S. 85 E. 5d mit Hinweisen, C 85/95; Urteil
vom 11. April 2000 E. 3b, H 355/99), zu ändern.

4.4.1.4 Freilich ist es weder unter praktischen
noch rechtlichen Gesichtspunkten - und nicht einmal aus Sicht des Anliegens,
die Einwirkungsmöglichkeiten auf die Erhebung des medizinischen Sachverhalts
fair zu verteilen - angebracht, in jedem Beschwerdefall auf der Grundlage eines
Gerichtsgutachtens zu urteilen. Insbesondere ist der Umstand, dass die MEDAS
von der Invalidenversicherung finanziert werden, kein genügendes Motiv dafür.
Doch drängt sich auf, dass die Beschwerdeinstanz im Regelfall ein
Gerichtsgutachten einholt, wenn sie einen (im Verwaltungsverfahren anderweitig
erhobenen) medizinischen Sachverhalt überhaupt für gutachtlich
abklärungsbedürftig hält oder wenn eine Administrativexpertise in einem
rechtserheblichen Punkt nicht beweiskräftig ist (vgl. die Kritik an der
bisherigen Rückweisungspraxis bei Niederberger, a.a.O., S. 144 ff.). Die betreffende
Beweiserhebung erfolgt alsdann vor der - anschliessend reformatorisch
entscheidenden - Beschwerdeinstanz selber statt über eine Rückweisung an die
Verwaltung. Eine Rückweisung an die IV-Stelle bleibt hingegen möglich, wenn sie
allein in der notwendigen Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten Frage
begründet ist. Ausserdem bleibt es dem kantonalen Gericht (unter dem Aspekt der
Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache zurückzuweisen, wenn lediglich eine
Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen
erforderlich ist (siehe beispielsweise das Urteil 9C_646/2010 vom 23. Februar
2011 E. 4; vgl. auch SVR 2010 IV Nr. 49 S. 151 E. 3.5, 9C_85/2009)”. 

                                         (DTF 137 V 263-265)

 

                                         In
una sentenza 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 - dunque successiva a quella
pubblicata in DTF 137 V 210 -, emanata in materia di assicurazione contro gli
infortuni, il Tribunale federale ha ribadito i principi sviluppati nella DTF
135 V 465, in particolare che, in presenza di dubbi circa l’affidabilità di rapporti
allestiti da medici di fiducia, il giudice (cantonale) é libero di
scegliere se ordinare direttamente una perizia giudiziaria oppure rinviare gli
atti all’amministrazione affinché disponga essa stessa una perizia seguendo la
procedura di cui all’art. 44 LPGA:

 

" Um solche Zweifel auszuräumen, wird das Gericht entweder ein
Gerichtsgutachten anzuordnen oder die Sache an den Versicherungsträger
zurückzuweisen haben, damit dieser im Verfahren nach Art. 44 ATSG eine
Begutachtung veranlasst (BGE 135 V 465 E. 4.6 S. 471).”

                                         (STF
8C_59/2011 consid. 5.2)

 

                                         Nella presente
fattispecie, l’amministrazione ha omesso di disporre quegli accertamenti che si
sarebbero invece imposti, tenuto conto che persino i suoi medici fiduciari (i
dottori __________ e __________) erano in disaccordo in merito alla diagnosi
dei disturbi alla spalla sinistra. Per il TCA sono pertanto realizzati i
presupposti per un rinvio degli atti all’amministrazione (cfr. STF 8C_59/2011
del 10 agosto 2011 e DTF 135 V 465). 

 

                                         Per le ragioni già diffusamente esposte al considerando 2.8., si giustifica pertanto l’annullamento della decisione su opposizione
impugnata. L’assicuratore resistente, a cui gli atti vengono dunque retrocessi,
dovrà disporre degli approfondimenti peritali atti a stabilire se l’evento del 10
dicembre 2012 ha causato una delle lesioni enumerate esaustivamente all’art. 9
cpv. 2 OAINF e, sulla base delle relative risultanze, definire
nuovamente il diritto alle prestazioni dal profilo materiale e temporale. 

 

In questo contesto, deve essere ribadito che, secondo la
giurisprudenza federale, le affezioni
menzionate all'art. 9 cpv. 2 OAINF devono essere assimilate a infortunio, anche
se la loro causa prima è da ricercarsi, in tutto od in parte, a una malattia o
a fenomeni degenerativi (cfr. DTF 123 V 45 consid. 2b e riferimenti ivi citati,
nonché RAMI 2001 U 435, p. 332ss.; cfr.,
pure, STFA U 1/02 del 12 luglio 2002, consid. 4 in fine).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso é accolto ai sensi dei considerandi.

                                         §    La
decisione su opposizione del 18 febbraio 2014 è annullata. 

                                         §§ Gli
atti sono retrocessi all’CO 1 per complemento istruttorio e nuova decisione.

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                         L’CO 1
verserà all’assicurato l’importo di fr. 800 (IVA inclusa) a titolo di indennità
per ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti