# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4d34d2a5-216f-516a-a9ba-99a827ef3e8f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-05-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 31.05.2000 INC.1999.60909
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-60909_2000-05-31.html

## Full Text

N. 609.99.9 M                                                             Lugano,
31 maggio 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per
statuire sul reclamo inoltrato in data 8/10 maggio 2000 da

__________,                        

(difeso d’ufficio
dall’avv. __________)

avverso la
decisione 27 aprile 2000, tramite la quale il Procuratore Pubblico avv.
__________ ha parzialmente respinto l’istanza di complementi probatori
inoltrata dal reclamante in data 10 aprile 2000 nel procedimento penale a suo
carico per titolo di atti sessuali con fanciulli, pornografia e violazione del
dovere di assistenza o educazione;

preso atto
della rinuncia al complemento probatorio di cui al pto. 6b del reclamo, come a
scritto 12 maggio 2000 del reclamante;

lette le
osservazioni 16/17 maggio 2000 del Procuratore Pubblico, che postula la
reiezione del gravame;

preso atto
che le altre parti non hanno proposto osservazioni;

avuti a
disposizione gli atti formanti l’inc. MP 2909/99/MV;

ritenuto

in fatto:

A.

__________ è
stato tratto in arresto in data 9 settembre 1999 in virtù di ordine d’arresto
di medesima data emanato dal competente Procuratore Pubblico, intervenuto dopo
aver raccolto segnalazioni che volevano l’accusato reo di atti sessuali sui
propri figli _ e _. (v. rapporto d’arresto 9 settembre 1999, inc. GIAR 609.99.1
doc. _). Il giorno successivo, questo giudice ha confermato l’arresto, con
contestuale intimazione della promozione dell’accusa per i reati menzionati in
epigrafe (inc. GIAR cit., doc. _ rispettivamente doc. _).

Il seguito
dell’inchiesta ha visto affiorare, a carico di __________, precise e
determinate chiamate in causa da parte delle due piccole vittime, nonché – dopo
non poche reticenze – da parte della moglie rispettivamente madre (v., per
tutti, il verbale MP 28 ottobre 1999, inc. MP doc. _, passim). A fronte
di tali accuse, tuttavia, l’accusato ha costantemente negato ogni sua
responsabilità (v. per tutti, i verbali MP 9 dicembre 1999 ed il verbale MP 14
dicembre 1999, inc. MP doc. _ risp. _, passim). Sulla scorta di queste
risultanze istruttorie, il magistrato inquirente ha esteso l’accusa al titolo
di reato di atti sessuali con persone incapaci di discernimento, abbandonando
invece l’ipotesi di pornografia (v. verbale 14 dicembre 1999, cit., p. 18).

 

B.

Dopo un primo
deposito degli atti dal 23 marzo al 10 aprile 2000 (v. inc. MP, doc. _), il
reclamante ha proposto al magistrato inquirente una serie di complementi
probatori, da lui solo parzialmente accolti con decisione 27 aprile 2000 (v.
inc. GIAR, doc. _). Contro quest’ultima è insorto il reclamante, con il gravame
qui in discussione. In buona sostanza, rammentati preliminarmente i noti
principi di diritto applicabili (v. reclamo, inc. GIAR doc. _, pti. 3-5), egli
chiede il richiamo, dal Consiglio di Stato, del rapporto sulla chiusura del
Centro __________ – presso il quale le presunte vittime dell’accusato hanno
risieduto per un certo lasso di tempo (v. reclamo, cit., pto. 6a) – , nonché
l’audizione di due periti, del medico psichiatra curante la moglie dell’accusato,
infine della suocera dell’accusato (loc. cit., pti. 6b – 6e). Il rapporto sul
Centro __________ dovrebbe fugare le perplessità dell’accusato legate “al
metodo seguito in tale Centro” (loc. cit., pto. 6a), le audizioni dei
periti dovrebbero permettere di chiarire i loro referti (loc. cit., pti. 6b e
6c), e l’audizione del dr. __________, già medico psichiatra curante la moglie
dell’accusato, dovrebbe permettere alla difesa di porgli domande sul rapporto
scritto da lui stilato (loc. cit., pto. 6d). L’audizione di __________ sarebbe
“assolutamente necessaria onde chiarire le circostanze personali e familiari
della famiglia d’origine della signora __________ ” (loc. cit., pto. 6e) –
ciò che sarebbe emerso solo dopo le audizioni dei fratelli __________ e __________
(ibid.).

Successivamente,
egli ha rinunciato ad una delle richieste ancora pendenti –l’audizione della
dott.ssa __________, sentita in data 11 maggio 2000 (v. scritto 12 maggio 2000,
inc. GIAR doc. _; osservazioni del magistrato inquirente, inc. GIAR doc. _ p.
1).

 

C.

Il
Procuratore Pubblico, nelle proprie osservazioni, si riconferma nella decisione
di rifiuto delle prove qui riproposte: accertato come i figli dell’accusato non
siano in alcun modo coinvolti nei fatti asseritamente prodottisi al Centro __________,
egli sottolinea la genericità delle critiche mosse ai metodi terapeutici
utilizzati in quella struttura – critiche che allora non sarebbero di alcuna
utilità nel caso specifico, segnatamente non essendo atte a minare la
credibilità dei bambini (loc. cit., pto. a p. 2). Egli respinge poi l’audizione
del dr. __________, avendo quest’ultimo rassegnato un rapporto “talmente
chiaro ed esaustivo che un’ulteriore sua audizione non apporterebbe nulla di
nuovo [...]” (loc. cit., pto. b p. 2). Infine, il magistrato inquirente
mentiene il proprio rifiuto ad un’audizione della suocera del reclamante,
atteso come le relazioni interpersonali fra questi e la famiglia della moglie “risultano
già sufficientemente delucidate da tutti gli atti all’incarto” (loc. cit.,
pto. c p. 3).

Divenuta
priva d’oggetto la richiesta d’audizione della dott.ssa __________ (v. supra,
consid. B in fine), il Procuratore Pubblico omette anche di prendere posizione
sulla richiesta di sentire il dr. __________ (v. reclamo, cit., pto. 6c),
sentito in data 10 maggio 2000 (v. osservazioni, cit., pto. b p. 2).

Considerato

in diritto:

1.

            a)        Per
meritare di venire assunte, le prove proposte dalle parti contestualmente al
deposito atti (art. 196 CPP) o in altro momento dell’istruttoria (artt. 60 cpv.
1 e 79 cpv. 1 CPP) devono rispettare tre concorrenti ordini di considerazione:
esse devono essere motivate per quanto attiene al loro oggetto ed al loro scopo
in diretta connessione con la fattispecie inquisita; tali mezzi di prova devono
avere i requisiti della novità, della rilevanza e della pertinenza alle
successive conclusioni di competenza del Procuratore Pubblico, dapprima per
decidere se promuovere l’accusa oppure non far luogo al procedimento e poi
eventualmente - dopo definitiva conclusione dell’istruzione formale - se
decretare messa in stato di accusa o abbandono, sino se del caso a quelle del
giudice di merito; per quest’ultima evenienza, le stesse prove devono essere di
difficile produzione al dibattimento, avute presenti le finalità dell’art. 189
CPP, inteso appunto tra l’altro ad assicurarne la non interrotta assunzione
(Rep. 131 [1998] nr. 122; v. anche sentenza 24 gennaio 1990, inc. CRP 337/89;
v. decisioni 17 febbraio 1993 in re L.P., inc. GIAR 135.93.1; 3 novembre 1993
in re G.G., inc. GIAR 862.93.1, e 14 giugno 1995 in re F.M., inc. GIAR
1093.93.5).

            b)        Se,
in particolare per l’accusato, la facoltà di proporre mezzi di prova è
espressione del diritto di essere sentito ai sensi dell’art. 4 Cost. fed. (v.,
da ultimo, DTF 124 I 49, consid. 3a p. 51; DTF 121 I 306, consid. 1b p. 308) e
del “fair trial” ai sensi dell’art. 6 CEDU (v. Frowein/Peukert,
EMRK-Kommentar, 2. Aufl. Kehl/Strassburg/ Arlington 1996, nota 99 ad art. 6
CEDU), il giudice del merito (ed il magistrato inquirente) è tenuto, in
applicazione delle norme procedurali corrispondenti, a considerare
rispettivamente ammettere soltanto quei mezzi di prova che “nach seinem
richterlichen Ermessen entscheidungserheblich sind” (Frowein/Peukert,
loc. cit. p. 231). Con riferimento specifico all’audizione di testi, il
magistrato può rifiutare la prova proposta “wenn er die zu erwartende
Antwort bzw. Aussage nach seiner freien Ermessensentscheidung für die
Wahrheitsfindung nicht für beachtlich hält” (Frowein/Peukert, loc.
cit., nota 202 ad art. 6 CEDU, con rinvii), nelle parole di Niklaus Schmid
(Strafprozessrecht, 3. Aufl. Zürich 1997, margin. 270, con rinvii a DTF 103 Ia
491 et al. in nota 321) “wenn sie den rechtlich relevanten Sachverhalt als
genügend geklärt erachten”. Di conseguenza, non è data violazione dell’art.
6 CEDU se il giudice del merito rifiuta un mezzo di prova dopo averne esaminato
la pertinenza (Rep. 131 [1998] nr. 122; v. anche Frowein/Peukert, loc.
cit., nota 203 ad art. 6 CEDU, con rinvio al noto caso Vidal; come qui, v.
decisione 17 giugno 1998 in re F.F., inc. GIAR 55.98.1 consid. 1).

 

2.

a)        Nell’evenienza specifica, è opportuno constatare
preliminarmente che la postulata audizione della dott.ssa __________ ha già
avuto luogo, con evidente soddisfazione del reclamante, tanto che egli ha
ritirato il reclamo su questo punto (v. scritto 12 maggio 2000, inc. GIAR doc.
_). Altrettanto si può dire della richiesta di sottoporre domande al dr.
__________, allo scopo di chiarirne la perizia (v. reclamo, cit., pto. 6c): ne
fa stato l’ultima annotazione a p. 7 del verbale 10 maggio 2000 (inc. MP doc.
_).

b)        L’accusato reclamante insiste invece perché sia acquisito
agli atti il rapporto relativo alla chiusura del Centro __________, dove ebbero
a soggiornare temporaneamente le presunte vittime. Egli ritiene che “la
credibilità del Centro deve essere dimostrata appieno” (reclamo, cit., pto.
6a) e che a tal fine “è doveroso poter conoscere quali mezzi terapeutici
siano stati adottati dai responsabili, onde determinare se gli stessi possano
avere avuto influsso o meno sulla psiche e sulle testimonianze dei bambini”
(ibid.).

Appare giusto
affermare che all’accusato reclamante interessi non tanto verificare quali
reati possano essere stati commessi al Centro __________, bensì la credibilità
dei propri figli. A tal fine, tuttavia, l’acquisizione della documentazione
proposta non sembra utile: una discussione sui mezzi terapeutici adottati al
Centro appare molto troppo generica per poter fornire specifiche indicazioni
sulla fedefacenza delle dichiarazioni dei due bambini che qui interessano, né
l’accusato è in grado di meglio specificare in quale modo un eventuale influsso
negativo di non meglio precisati mezzi terapeutici avrebbe potuto manifestarsi
sui propri figli. Neppure viene affermato – e tanto meno reso verosimile – che
alla luce di precedenti esperienze tutti i minori già residenti presso il
Centro __________ abbiano peccato in credibilità.

c)         A ragione, dunque, questa richiesta di prova è stata
respinta dal Procuratore Pubblico, che ricorda tra l’altro giustamente che sarà
comunque la Corte giudicante a doversi formare un’opinione sulla credibilità
dei bambini, fondandosi sull’insieme di tutte le prove acquisite (v.
osservazioni, cit., pto. a p. 2).

 

3.

L’accusato
reclamante chiede indi l’audizione del medico psichiatra dr. __________.
Quest’ultimo – va precisato – non è intervenuto nel procedimento penale quale
perito, ma ha unicamente rassegnato un breve rapporto relativo alle proprie
osservazioni quale medico curante della moglie dell’accusato, da lui seguita
negli anni 1993-1995, 1996-1997 e nella primavera 1999 (v. rapporto 29
settembre 1999, inc. MP doc. _).

Ora, se da un
lato è vero che in merito al carattere ed al comportamento di __________ il
rapporto in oggetto appare estremamente chiaro ed esauriente, d’altro canto
esso riferisce pure le constatazioni fatte dallo psichiatra in un momento
critico per la donna – quello della venuta alla luce dei fatti oggetto
d’inchiesta (così nel rapporto, cit., p. 2) –, constatazioni accompagnate da
valutazioni (ad es.: “Malgrado la serietà dei fatti imputati, la paziente
non riuscì a percepirli nell’ottica adeguata [...]”, rapporto cit., p. 2) e
spiegazioni (il medico si riferisce, fra l’altro, ai limiti intellettivi, alla
patologia depressiva ed alla farmacoterapia, ibid.) senz’altro importanti per
una complessiva valutazione della personalità di lei (alla quale il medico
attesta comunque un grado di responsabilità gravemente scemato, ibid.), e che
travalicano indubbiamente la mera anamnesi.

Di
conseguenza, quand’anche sia senz’altro vero che la credibilità della donna
dovrà essere primariamente valutata sulla scorta della perizia della dott.ssa
__________ (v. osservazioni, cit., pto. b p. 2), ed indipendentemente dalla
possibilità che anche la Corte lo convochi, una breve audizione del dr.
__________, volta a permettere alla difesa la posa di qualche quesito atto ad
ulteriormente chiarire le constatazione da lui fatte e le conclusioni da lui
esposte, appare prova degna di essere assunta già in sede istruttoria.

Essa va
conseguentemente ammessa.

 

4.

L’accusato
postula infine l’audizione della suocera. A suo dire, la necessità di questa
prova sarebbe emersa unicamente dopo l’avvenuta audizione dei fratelli della
moglie, __________ ed __________ (v. reclamo, cit., pto. 6e). Egli tuttavia,
non spiega questa sua convinzione; soprattutto, non spiega perché la prova sia
ora più necessaria di quanto lo fosse a gennaio, quando venne respinta dal
magistrato inquirente con decisione cresciuta in giudicato (inc. MP doc. _).
Già per tale motivo, dunque, alla prova viene a mancare il requisito della
novità, per cui dev’essere respinta.

Abbondanzialmente,
va rilevato come il Procuratore Pubblico abbia raccolto con grande solerzia le
deposizioni degli altri membri della famiglia della moglie dell’accusato,
addirittura mettendo a confronto lui con il cognato __________: tale
considerazione, affiancata dalla possibilità, per la Corte, di procedere senza
difficoltà alcuna all’audizione in questione in sede dibattimentale, porta a
concludere per la reiezione del gravame su questo punto, non da ultimo
nell’interesse di una sollecita conclusione dell’istruttoria formale
predibattimentale.

 

5.

In
conclusione, il reclamo in discussione merita parziale accoglimento in punto alla
richiesta di sentire il dr. __________, alla presenza della difesa, sul suo
rapporto 29 settembre 1999. La presente decisione è definitiva (art. 284 cpv. 1
lit. a CPP e contrario). In ragione dell’esito del gravame si prescinde
dal prelevare tassa e spese giudiziarie; la preponderante soccombenza
dell’accusato reclamante impedisce in ogni caso l’assegnazione di ripetibili.

*   *   *

 

 

Per i quali
motivi,

viste le
norme menzionate e gli artt. 280 ss. CPP

decide:

1.      Il
reclamo 8/10 maggio 2000 di __________ è parzialmente accolto.

§   Di conseguenza, è fatto
ordine al Procuratore Pubblico di procedere all’audizione del dr. __________,
ai sensi dei considerandi.

2.      Non
si prelevano tassa né spese di giustizia. Non si assegnano ripetibili.

3.      La
presente decisione è definitiva.

4.      Intimazione:

-    avv.
__________, per sé e per l’accusato reclamante, con copia delle osservazioni
del Procuratore Pubblico;

-    avv.ti
__________, e __________, per loro medesimi e per le parti civili, con copia
delle osservazioni del Procuratore Pubblico;

-    Procuratore
Pubblico avv. __________, con l’inc. MP 2909/99/MV di ritorno.

giudice __________