# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f5d256db-ef32-52ea-87c1-f641b047ff25
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-12-04
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 04.12.2023 D-4540/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4540-2022_2023-12-04.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4540/2022 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  4  d i c e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Gregor Chatton, Chiara Piras,  

cancelliere Agostino Bullo. 
 

 
 

Parti 
 A._______, 

nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), 

Yemen,   

patrocinato da Tindara Santoro, 

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento  

(procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); 

decisione della SEM del 27 settembre 2022 / N (…). 

 

 

D-4540/2022 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A.a A._______ ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 9 mag-

gio 2022 (cfr. atto della Segreteria di Stato della migrazione [di seguito: 

SEM] n. [{…}]-3/2). 

A.b Il 23 maggio 2022 sono stati rilevati i dati personali del richiedente 

(cfr. atto della SEM n. 13/11). Il 2 giugno 2022 lo stesso è stato sentito 

nell’ambito di un colloquio personale Dublino ex art. 5 del regolamento 

(UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giu-

gno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello 

Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione in-

ternazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell’Unione euro-

pea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III). Durante lo stesso, 

l’interessato è stato audizionato riguardo a eventuali ostacoli per quanto 

attiene la competenza della Croazia nella trattazione della propria do-

manda d’asilo, così come in rapporto al proprio stato di salute (cfr. atto della 

SEM n. 16/2).  

A.c Lo stesso giorno, sulla base degli elementi raccolti, la SEM ha presen-

tato alla sua omologa croata una richiesta di informazioni sulla scorta 

dell’art. 34 RD III (cfr. atto della SEM n. 18/4). Le autorità croate, il succes-

sivo 7 luglio 2022, hanno risposto a tale missiva indicando che il ricorrente 

aveva ottenuto un visto turistico croato valido dal (…) aprile 2022 all’ 

(…) maggio 2022 e che lo stesso era entrato in Croazia per via aerea il 

(…) aprile 2022, non presentando tuttavia una domanda di protezione in-

ternazionale (cfr. atto della SEM n. 25/1). Sempre il 7 luglio 2022, la SEM 

ha presentato una domanda di presa in carico del ricorrente alla Croazia, 

fondandosi sull’art. 12 par. 4 RD III (cfr. atto della SEM n. 26/8).  

A.d Tramite lo scritto del 9 agosto 2022 la rappresentante legale dell’inte-

ressato ha chiesto alla SEM di voler rinunciare al trasferimento dello stesso 

in Croazia - qualora vi fossero state le condizioni per ritenere quest’ultima 

competente ai sensi del RD III - applicando la clausola di sovranità e trat-

tando dunque la domanda d’asilo del richiedente in Svizzera.  

A.e Il 7 settembre 2022, le autorità croate preposte hanno accettato la 

presa in carico dell’interessato, fondandosi sull’art. 12 par. 1 RD III (cfr. atto 

della SEM n. 40/1).   

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Pagina 3 

A.f Agli atti vi sono anche diversi fogli d’informazione medica (F2) riguardo 

alla situazione di salute dell’interessato di cui si dirà, per quanto necessa-

rio, nei considerandi (cfr. atti della SEM n. 12/3, 23/2, 24/2, 29/2, 30/2, 31/2, 

33/3, 35/2, 36/2, 37/2, 38/2, 39/2, 41/2, 42/2, 43/2).  

B.  

Con decisione del 27 settembre 2022, notificata il 30 settembre 2022 

(cfr. atto della SEM n. 46/1), la SEM non è entrata nel merito della do-

manda d’asilo dell’interessato ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b della legge 

sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31), ha pronunciato il suo tra-

sferimento verso la Croazia e l’esecuzione del predetto provvedimento, 

constatando inoltre l’assenza di effetto sospensivo di un eventuale ricorso 

contro la decisione. 

C.  

Per il tramite del plico raccomandato del 7 ottobre 2022 (cfr. timbro del 

plico raccomandato; data di entrata: 10 ottobre 2022) l’interessato è insorto 

con ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tri-

bunale) contro il succitato provvedimento dell’autorità inferiore, chiedendo, 

in limine, la sospensione dell’esecuzione della decisione in via supercau-

telare e la concessione dell’effetto sospensivo al ricorso. Nel merito, ha 

concluso in via principale all’annullamento della decisione impugnata e alla 

restituzione degli atti di causa alla SEM, affinché applichi la clausola di so-

vranità ed effettui un esame nazionale della domanda d’asilo. In subordine 

ha postulato la restituzione degli atti alla SEM affinché proceda ai necessari 

complementi istruttori. Contestualmente, ha presentato istanza di assi-

stenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese 

processuali e dal relativo anticipo.  

D.  

In data 11 ottobre 2022 il Tribunale ha ordinato, a titolo supercautelare, la 

sospensione provvisoria dell’esecuzione dell’allontanamento dell’interes-

sato. 

E.  

Con decisione incidentale del 12 ottobre 2022 il Tribunale ha concesso l’ef-

fetto sospensivo al ricorso, ha revocato la misura supercautelare ordinata 

l’11 ottobre 2022 e ha accolto l’istanza di dispensa dal pagamento delle 

spese di giustizia e del relativo anticipo, invitando parimenti la SEM a inol-

trare una risposta al ricorso. 

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Pagina 4 

F.  

L’autorità resistente, ha presentato la sua risposta al ricorso il 24 otto-

bre 2022, proponendo il respingimento del medesimo e inoltrando in alle-

gato il rapporto dell’Ambasciata svizzera in Croazia del 28 marzo 2022 in-

titolato: “Rückführungen nach Kroatien gestützt auf das Dublin-Assoziie-

rungsabkommen (DAA); Abklärung der Schweizer Vertretung (Update 

2022)”. 

G.  

L’11 novembre 2022, il ricorrente ha inoltrato la sua replica. Con scritto del 

5 dicembre 2022, la SEM ha inviato le sue osservazioni di duplica.  

H.  

Con missiva del 6 dicembre 2022, il ricorrente ha allegato un certificato 

medico redatto dal Dr. med. C._______ e dalla Dr.ssa med. D._______ del 

23 novembre 2022 nel quale si esplicita che il ricorrente presenta un di-

sturbo post-traumatico da stress e che necessita una presa a carico rego-

lare, al fine di fornire una continuità terapeutica. 

I.  

Il 13 gennaio 2023, l’insorgente ha presentato la sua triplica alle osserva-

zioni della SEM, allegando un ulteriore certificato medico datato 12 gen-

naio 2023, nel quale si è ribadito quanto espresso nel precedente certifi-

cato medico del 23 novembre 2022 e si è aggiornato il Tribunale in merito 

allo stato di salute del ricorrente.  

J.  

Da ultimo, con missiva dell’11 maggio 2023, la rappresentante legale 

dell’insorgente ha trasmesso il certificato medico del 2 maggio 2023 del 

Dr. med. C._______ e della Dr.ssa med. E._______, aggiornando ulterior-

mente il Tribunale circa la situazione di salute del ricorrente.  

K.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside-

randi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.  

  

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Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

2.  

Presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una decisione in 

materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), il ricorso è 

di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e art. 52 

cpv. 1 PA. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una deci-

sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esami-

nare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1). 

4.  

4.1 Nel suo gravame, come pure nei suoi scritti ricorsuali successivi, l’in-

sorgente evidenzia come la SEM, nella decisione avversata, non avrebbe 

esaminato in modo esaustivo i fatti giuridicamente rilevanti e non li avrebbe 

apprezzati in modo conforme al diritto federale. Difatti, egli ritiene che l’au-

torità di prime cure non avrebbe analizzato in modo concreto i rischi legati 

al trasferimento in Croazia, in particolare per quanto concerne le violenze 

che avrebbe subito durante la sua permanenza nel paese riconducibili alle 

autorità croate, i problemi di salute dell’interessato e la drammatica situa-

zione con cui sarebbero confrontati i richiedenti l’asilo in Croazia. Altresì, 

egli censura una violazione del suo diritto di essere sentito, in quanto la 

SEM avrebbe dovuto convocarlo a un’audizione complementare circa i 

maltrattamenti da lui subiti in Croazia, a fronte delle allegazioni da egli già 

rese. In tal senso, egli si prevale di censure formali, che occorre esaminare 

preliminarmente, in quanto sono suscettibili di condurre all’annullamento 

della decisione avversata (cfr. DTF 144 I 11 consid. 5.3 e rif. ivi citati, 142 

II 218 consid. 2.8.1 e rif. cit., 138 I 232 consid. 5; DTAF 2019 VI/6 con-

sid. 4.1, 2013/34 consid. 4.2, 2013/23 consid. 6.1.3). 

4.2 Nella procedura d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

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competente accerta d’ufficio i fatti (art. 6 LAsi in relazione all’art. 12 PA). In 

concreto, essa deve procurarsi la documentazione necessaria alla tratta-

zione del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine 

le opportune prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comun-

que le parti dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti ed in modo 

particolare dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà è quanto l’ammi-

nistrazione o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri 

(art. 13 PA ed art. 8 LAsi; cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). Se del caso, l’ac-

certamento inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti ai sensi 

dell’art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi, può comportare simultaneamente la viola-

zione del diritto di essere sentito, il quale fa parte delle garanzie procedurali 

generali previste dalla Costituzione e consacrato all’art. 29 cpv. 2 Cost. (cfr. 

sentenza del Tribunale D-2516/2019 del 17 giugno 2019 consid. 4.2 e rif. 

cit.).  

4.2.1 I principi sopra esposti delimitano sia l’attività istruttoria dell’ammini-

strazione che quella del Tribunale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5; sentenza 

del Tribunale F-5065/2019 del 21 gennaio 2021 consid. 5.3; MOSER/ 

BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren vor dem Bundesverwal-

tungsgericht, 3a ed. 2022, n. 1.49, pag. 26) e tornano applicabili anche nel 

contesto del chiarimento delle questioni di natura medica (cfr. le sentenze 

del Tribunale D-114/2021 dell’11 maggio 2021 consid. 4.4, D-291/2021 del 

9 marzo 2021 consid. 7.3.3 e D-1665/2018 del 27 gennaio 2021 con-

sid. 8.3.5). In materia d’asilo l’art. 26a LAsi prevede non di meno alcune 

disposizioni particolari. In sostanza, viene sancito che i problemi medici 

noti e rilevanti devono di principio essere fatti valere immediatamente dopo 

il deposito della domanda d’asilo ed al più tardi durante l’audizione sui mo-

tivi. In caso contrario possono risultarne svantaggi procedurali nella forma 

di un accresciuto onere della prova a carico dei richiedenti. La portata pra-

tica della norma è da relativizzare (cfr. sentenza del Tribunale D-1560/2021 

del 30 aprile 2021 consid. 6.4.1; SPESCHA, Migrationsrecht Kommentar, 5a 

ed. 2019, n° 1 e seg., pag. 139 ad art. 26a; cfr. anche art. 32 cpv. 1 e 33 

cpv. 1 PA). In tale ambito, di principio, le autorità svizzere non sono tenute 

a prendere in considerazione il potenziale insorgere di ulteriori affezioni 

non ancora diagnosticate o sospettate, essendo determinante lo stato di 

fatto presente al momento della decisione (cfr. DTAF 2012/21 consid. 5.1; 

2010/44 consid. 3.6). 

4.3 In primo luogo, il ricorrente ritiene come l’istruzione relativa ai maltrat-

tamenti che avrebbe subito sia lacunosa in quanto l’autorità inferiore non 

ha ritenuto opportuno procedere con ulteriori accertamenti, né accordare il 

diritto di essere sentito circa i maltrattamenti che l’insorgente avrebbe 

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subito in Croazia da parte di agenti di polizia. Nel concreto, appare dalla 

decisione avversata, come la SEM abbia esaminato la situazione indivi-

duale del ricorrente – riprendendo le dichiarazioni da lui effettuate in merito 

– argomentando in modo esplicito e sufficiente, i motivi per i quali non rite-

nesse che vi fossero indizi per l’applicazione delle clausole discrezionali 

(cfr. p.to II, pag. 3 segg. e pag. 9 seg.). Inoltre, non si segue l’insorgente 

laddove nel ricorso argomenta che la SEM avrebbe dovuto convocarlo per 

un colloquio complementare (cfr.  p.to 7, pag. 5 del ricorso). Difatti, il ricor-

rente, durante il colloquio Dublino (cfr. atto della SEM n. 16/2), ha avuto 

modo di esporre in modo esauriente quanto avrebbe vissuto su suolo 

croato. L’interessato non ha fornito, in sede ricorsuale, né ulteriori mezzi di 

prova atti a dimostrare quanto gli sarebbe occorso, né ulteriori precisazioni 

al riguardo. Il provvedimento avversato risulta pertanto, da questo punto di 

vista, sufficientemente motivato (cfr. DTF 138 IV 81 consid. 2.2). 

4.4 In relazione alla censura dell’accertamento inesatto e incompleto dei 

fatti giuridicamente rilevanti dello stato di salute dell’insorgente, in partico-

lare sull’effettiva possibilità per il ricorrente di accedere senza discontinuità 

al necessario trattamento medico che richiede una presa a carico costante, 

il Tribunale osserva dapprima che al momento dell’emissione della deci-

sione impugnata, l’incarto della SEM conteneva già ampia documenta-

zione medica attinente alla situazione di salute dell’interessato, dalla quale 

sono evincibili in modo limpido le diagnosi e i trattamenti seguiti nonché le 

cure a lui prescritte (cfr. atti della SEM n. 12/3, 23/2, 24/2, 29/2, 30/2, 31/2, 

32/2, 33/3, 35/2, 36/2, 37/2, 38/2, 39/2, 41/2, 42/2, 43/2). La stessa croni-

storia medica dell’insorgente è peraltro citata correttamente ed esaustiva-

mente nella decisione impugnata da parte dell’autorità inferiore (cfr. p.to II, 

pag. 5 e segg.). Visto quanto precede non si vede quindi quali ulteriori ac-

certamenti medici avrebbe dovuto compiere la SEM. Invero la SEM, viste 

le diagnosi conclusive e le terapie impostate per il ricorrente, di cui ne ha 

motivato sufficientemente le ragioni nel provvedimento avversato 

(cfr. p.to II, pag. 8 segg.), non era in alcun modo tenuta ad adempiere ulte-

riori investigazioni, anche rispetto alla presa in carico dell’insorgente da 

parte della Croazia. Ciò essendo che, a differenza di quanto sostenuto 

dall’insorgente nel gravame, la SEM ha ritenuto come la situazione medica 

del ricorrente fosse chiara e che non risultasse di una gravità tale da dover 

rinunciare al suo trasferimento in Croazia (cfr. p.to II, pag. 9 segg. della 

decisione avversata) nonché il sistema d’accoglienza croato, in particolare 

legato all’accesso alle cure mediche, fosse da ritenere sufficiente 

(cfr. p.to II, pag. 8 e segg. della decisione impugnata). Il fatto che il ricor-

rente nel gravame non concordi con tale apprezzamento esposto dall’au-

torità inferiore nel provvedimento sindacato, non risulta contrario al 

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principio inquisitorio. Piuttosto, con tali censure in realtà l’insorgente in-

tende ottenere un apprezzamento differente rispetto a quello di cui all’im-

pugnata decisione riguardo sia alla competenza della Croazia nella tratta-

zione del seguito della sua procedura, sia in rapporto all’applicazione della 

clausola di sovranità, questioni che verranno esaminate in seguito (cfr. in-

fra consid. 8.2).  

4.5 Inoltre, il ricorrente ritiene come l’istruzione della causa da parte 

dell’autorità inferiore sia lacunosa, in quanto a suo dire la SEM non avrebbe 

chiarito a sufficienza la situazione presente in Croazia in relazione alle ca-

renze sistemiche e non avrebbe effettuato un esame concreto ed indivi-

dualizzato rispetto all’effettiva accessibilità, senza interruzioni, di una presa 

a carico psichiatrica adeguata in Croazia, limitandosi semplicemente a sot-

tolineare che non vi siano motivi sostanziali per ritenere che la procedura 

d’asilo e le condizioni di accoglienza dei richiedenti asilo in Croazia pre-

sentino delle lacune.   

4.5.1 Innanzitutto il Tribunale ritiene, al contrario delle argomentazioni ri-

corsuali dell’insorgente, che la SEM si sia pronunciata sufficientemente 

nella decisione avversata, riguardo ai motivi che l’avrebbero condotta alla 

conclusione che un trasferimento dell’insorgente in Croazia, quale stato 

membro Dublino competente, fosse dato. Nel provvedimento impugnato, 

si trovano infatti le argomentazioni concernenti la situazione d’accoglienza 

in Croazia. In tal senso l’autorità inferiore, vista l’attuale giurisprudenza del 

Tribunale in merito (cfr. la recente sentenza di riferimento del Tribunale  

E-1488/2020 del 22 marzo 2023 consid. 9; tra le altre le sentenze del Tri-

bunale D-440/2023 del 7 febbraio 2023 consid. 5.5 con ulteriori rif. cit.;  

D-407/2023 del 1° febbraio 2023 consid. 7.2; E-1684/2022 dell’11 gen-

naio 2023 consid. 6.2) non era in alcun modo tenuta ad effettuare ulteriori 

accertamenti riguardo al sistema d’asilo e d’accoglienza croato. La sola 

circostanza che il ricorrente – come si evince dai suoi asserti ricorsuali – 

non sia d’accordo con le conclusioni a cui la SEM è giunta in merito alla 

situazione del sistema croato, non comporta una violazione del principio 

inquisitorio.  

4.5.2 Per quanto attiene la censura sollevata dal ricorrente – ovvero che 

l’autorità inferiore non avrebbe effettuato un esame concreto e individua-

lizzato rispetto all’effettiva accessibilità, senza interruzioni, di una presa a 

carico psichiatrica adeguata in Croazia – la stessa si confonde in realtà con 

aspetti di merito e verrà quindi trattata successivamente (cfr. infra con-

sid. 8.2)  

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Pagina 9 

4.6 Ne discende pertanto che non si intravvede quindi nell’agire dell’auto-

rità inferiore, né nelle sue motivazioni, un accertamento inesatto o incom-

pleto dei fatti giuridicamente rilevanti, quindi neppure una violazione del 

suo obbligo inquisitorio, né una qualsivoglia violazione del diritto di essere 

sentito del ricorrente. Le censure formali risultano quindi infondate. La con-

clusione subordinata del ricorrente circa il rinvio degli atti alla SEM per il 

completamento istruttorio, è quindi da respingere.  

5.  

5.1 Ciò posto, venendo ora al merito, occorre chiedersi se la SEM poteva 

applicare l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, disposizione che prevede che di 

norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente può 

partire alla volta di uno Stato terzo a cui compete, in virtù di un trattato 

internazionale, l’esecuzione della procedura di asilo e allontanamento.  

5.2 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal RD III. Se in base a questo esame è individuato un altro Stato 

quale responsabile per l’esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia 

la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di presa in 

carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in questione 

(cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2). Ai sensi dell’art. 3 par. 1 RD III, la do-

manda di protezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, 

ossia quello individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15). 

Nel caso di una procedura di presa in carico (inglese: take charge), ogni 

criterio per la determinazione dello Stato membro competente – enumerato 

al capo III – è applicabile solo se, nella gerarchia dei criteri elencati all’art. 7 

par. 1 RD III, quello precedente previsto dal RD III non trova applicazione 

nella fattispecie (principio della gerarchia dei criteri; cfr. DTAF 2017 VI/5 

consid. 6.2 con rif. cit.). Inoltre, la determinazione dello Stato membro com-

petente avviene sulla base della situazione esistente al momento in cui il 

richiedente ha presentato domanda di protezione internazionale (art. 7 

par. 2 RD III).  

5.3 Giusta l’art. 3 par. 2 RD III, qualora sia impossibile trasferire un richie-

dente verso lo Stato membro inizialmente designato come competente in 

quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussistono delle carenze si-

stemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei ri-

chiedenti, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante 

ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea 

(GU C 364/1 del 18.12.2000; di seguito: CartaUE), lo Stato membro 

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competente prosegue l’esame dei criteri di cui al capo III per verificare se 

un altro Stato membro possa essere designato come competente. 

6.  

Sulla base degli elementi raccolti la SEM ha presentato alla sua omologa 

croata – in data 2 giugno 2022 – una richiesta d’informazioni ex art. 34 RD 

III. In data 7 luglio 2022 le autorità croate hanno informato l’autorità infe-

riore che il richiedente era entrato legalmente per via aerea in Croazia il 

(…) aprile 2022 munito di un visto turistico croato valido dal 

(…) aprile 2022 all’(…) maggio 2022 (cfr. atto della SEM n. 25/1). Visti tali 

presupposti, il 7 luglio 2022, l’autorità inferiore ha presentato all’autorità 

croata competente – entro i termini fissati dall’art. 21 par. 1 RD III – una 

richiesta di presa in carico fondata sull’art. 12 par. 4 RD III (cfr. atto della 

SEM n. 26/8). La Croazia ha esplicitamente accolto la stessa il 7 settem-

bre 2022, fondandosi sull’art. 12 par. 1 RD III (cfr. atto della SEM n. 40/1).  

7.  

7.1 Si tratta ora di esaminare se possono esserci fondati motivi di credere 

che esistano, nel suddetto Paese, carenze sistemiche nella sua procedura 

d’asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti l’asilo, implicanti il 

rischio di un trattamento inumano o degradante ai sensi dell’art. 4 della 

Carta dei diritti fondamentali dell’UE (CartaUE; cfr. art. 3 par. 2 2a frase RD 

III). 

7.2 A questo proposito è opportuno ricordare che la Croazia è vincolata 

dalla CartaUE, dalla CEDU, dalla Convenzione contro la tortura ed altre 

pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (RS 

0.105, di seguito: Conv. tortura), come pure dalla Convenzione sullo statuto 

dei rifugiati del 28 luglio 1951 (RS 0.142.30, di seguito: Conv. rifugiati) con 

il relativo Protocollo aggiuntivo del 31 gennaio 1967 (RS 0.142.301), e che 

perciò è tenuta ad applicarne le disposizioni. 

7.3 Agli occhi del Tribunale, nonostante le prese di posizione critiche in 

materia di numerosi organismi, il sistema d’asilo e d’accoglienza croato non 

presenta delle carenze sistemiche, rispettivamente dei rischi avverati di 

push-back alla frontiera con la F._______ (cfr. la recente sentenza di riferi-

mento del Tribunale E-1488/2020 del 22 marzo 2023 consid. 9; tra le altre 

le sentenze del Tribunale D-440/2023 del 7 febbraio 2023 consid. 5.5 con 

ulteriori rif. cit.; D-407/2023 del 1° febbraio 2023 consid. 7.2; E-1684/2022 

dell’11 gennaio 2023 consid. 6.2). Per un cambiamento della giurispru-

denza precitata, non sono dati gli estremi nel caso in parola, anche tenuto 

conto dei vari rapporti delle organizzazioni non governative citate negli 

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Pagina 11 

allegati ricorsuali da parte dell’insorgente. In primo luogo, a differenza di 

quanto sostenuto nel gravame dall’insorgente egli non ha dimostrato, con 

degli elementi concreti e circostanziati, né è desumibile dagli atti all’inserto, 

che lo Stato di destinazione non sia intenzionato a prenderlo in carico e a 

portare a termine correttamente la procedura relativa alla sua domanda di 

protezione in violazione della direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo 

e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure comuni ai fini del 

riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale (di 

seguito: direttiva procedura), o ancora che non avrebbe avuto accesso alla 

procedura d’asilo in Croazia in passato. Le argomentazioni dell’insorgente 

in merito all’agito violento che sarebbe stato messo in atto da parte di alcuni 

agenti della polizia croata nei suoi confronti, che l’avrebbero maltrattato, in 

quanto mentre stava lasciando la Croazia con un passatore sarebbe stato 

fermato, da agenti di polizia, i quali l’avrebbero picchiato, denudato, deru-

bato dei propri averi personali e sarebbe stato incarcerato per due giorni, 

non risultano essere per nulla sostanziate da elementi concreti e probanti 

(cfr. atto della SEM n. 16/2). Tali assunti non sono sufficienti per ritenere 

che il ricorrente subirebbe un trattamento uguale nel caso di un suo ritorno 

in Croazia.  

7.4 Il ricorrente, non ha del resto apportato alcun indizio oggettivo, serio e 

concreto che sarebbe privato durevolmente, in tale Paese, di ogni accesso 

alle condizioni materiali d’accoglienza previste dalla direttiva 2013/33/UE 

del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme 

relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale (di seguito: 

direttiva accoglienza) e che non potrebbe beneficiare dell’aiuto necessario 

per far valere i propri diritti. Il ricorrente potrà inoltre richiedere l’aiuto delle 

preposte autorità nel caso in cui si sentisse concretamente minacciato in 

Croazia da parte di terzi, Paese che dispone di un sistema di polizia e di 

giustizia funzionante, che è in grado e disposto ad offrire l’aiuto necessario, 

al contrario di quanto sostenuto nell’atto ricorsuale. Altresì, non si evince 

dagli atti all’incarto né dal gravame alcun indizio serio e concreto suscetti-

bile di dimostrare che lo Stato di destinazione non rispetterebbe il principio 

del divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno ai suoi obblighi in-

ternazionali rinviandolo in un paese dove la sua vita, integrità corporale o 

libertà sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe di essere 

respinto in un tale paese. 

7.5 Pertanto, l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si giustifica 

nel caso di specie. 

 

D-4540/2022 

Pagina 12 

8.  

8.1 Altresì, in deroga all’art. 3 par. 1 RD III, ciascuno Stato membro può 

decidere di esaminare una domanda di protezione internazionale presen-

tata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame 

non gli compete in base ai criteri stabiliti nel presente regolamento (art. 17 

par. 1 RD III, cosiddetta “clausola di sovranità”). Tale disposizione è con-

cretizzata in diritto interno svizzero all’art. 29a cpv. 3 dell’ordinanza 1 

sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 (RS 142.311, 

OAsi 1), che prevede che se “motivi umanitari” lo giustificano la SEM può 

entrare nel merito della domanda anche qualora giusta il RD III un altro 

Stato sarebbe competente per il trattamento della domanda. Nell’applica-

zione di tale norma, la SEM dispone di potere di apprezzamento (cfr. 

DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Al contrario, se il trasferimento del richie-

dente nel paese di destinazione contravviene ad una norma imperativa del 

diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, l’autorità inferiore è obbli-

gata a entrare nel merito della domanda d’asilo ed il Tribunale dispone di 

potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1). 

8.2  

8.2.1 Ciò posto, in relazione al suo stato di salute attuale di cui si è già 

riportato precedentemente (cfr. supra consid. 4.4), occorre inoltre rammen-

tare che secondo la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo 

(di seguito: CorteEDU), il respingimento forzato di persone che soffrono di 

problemi medici costituisce una violazione dell’art. 3 CEDU unicamente in 

circostanze eccezionali (cfr. sentenze della CorteEDU N. contro Regno 

Unito del 27 maggio 2008, Grande Camera, n. 26565/05; Paposhvili contro 

Belgio del 13 dicembre 2016, Grande Camera, n. 41738/10, §181 segg.; 

DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

8.2.2 Dagli atti all’incarto risulta che il ricorrente è stato visitato in data 

17 maggio 2022 per una lombalgia cronica e una gastrite cronica (cfr. atto 

della SEM n. 12/3). Il 22 giugno 2022 il medico ha riscontrato una cistite 

complicata (cfr. atto della SEM n. 23/2). L’interessato si è anche recato al 

pronto soccorso il 17 luglio 2022 a causa d’insonnia (cfr. atto della SEM 

n. 30/2). In data 3 agosto 2022 il ricorrente ha sofferto di reflusso gastro 

esofageo (cfr. atto della SEM n. 33/3). Il 2 settembre 2022 è stato visitato 

per un calazio alla palpebra superiore destra (cfr. atto della SEM n. 33/3). 

Mentre dal punto di vista psichico, durante il consulto del 17 maggio 2022 

è emerso che il ricorrente era già stato trattato in passato per sindrome 

ansiosa depressiva (cfr. atto della SEM n. 12/3). Per questo motivo il ricor-

rente ha potuto beneficiare di numerosi consulti psichiatrici – con l’impo-

stazione di una cura farmacologica – dai quali è emerso che lo stesso 

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Pagina 13 

soffriva di una sindrome da disadattamento, con prevalenti disturbi di altri 

aspetti emozionali (cfr. atti della SEM n. 24/2, 29/2, 31/2, 32/2, 35/2, 36/2, 

37/2, 38/2, 41/2, 42/2). Nel corso dell’istruttoria sono pervenuti al Tribunale 

ulteriori certificati medici relativi allo stato di salute psichico del ricorrente, 

dai quali emerge che lo stesso presenta un disturbo post-traumatico da 

stress (cfr. risultanze processuali, certificati medici del 23 novembre 2022, 

del 12 gennaio 2023 e del 2 maggio 2023).  

8.2.3 Nel caso di specie, pur non volendo sminuire lo stato di salute dell’in-

sorgente, non sono evincibili degli elementi concreti e circostanziati, che 

inducano a ritenere che le succitate problematiche mediche sarebbero 

ostative all’esecuzione del trasferimento del ricorrente in Croazia, secondo 

la giurisprudenza topica resa in materia (cfr.  sentenza della CorteEDU N. 

contro Regno Unito del 27 maggio 2008, Grande Camera, n. 26565/05; 

DTAF 2011/9 consid. 7.1; sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Bel-

gio del 13 dicembre 2016, Grande Camera, n. 41738/10, §181 segg.). In 

ogni caso, non risulta inopportuno evidenziare come, in linea di principio, 

la Croazia disponga di infrastrutture mediche adeguate (cfr. le sentenze del 

Tribunale D-5882/2022 del 13 gennaio 2023 consid. 7.5.1 con ulteriori rife-

rimenti citati; D-5838/2022 del 9 gennaio 2023 consid. 7.4.3). Inoltre, in 

quanto Stato firmatario della direttiva accoglienza, deve provvedere affin-

ché i richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanitaria comprendente 

quanto meno le prestazioni di pronto soccorso e il trattamento essenziale 

di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la necessaria assistenza me-

dica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di accoglienza particolari, 

comprese, se necessarie, appropriate misure di assistenza psichica (cfr. 

art. 19 par. 1 e 2 della citata direttiva). Le allegazioni del ricorrente, com-

prese quelle relative a una mancata analisi da parte della SEM del rischio 

relativo all’interruzione, anche solo temporanea, della terapia psichiatrica, 

non sono in grado di rimettere in discussione tale apprezzamento. In primo 

luogo, giusta agli art. 31 e 32 RD III la situazione medica aggiornata dell’in-

teressato dovrà essere trasmessa, anticipatamente e in modo appropriato, 

dalle autorità svizzere a quelle croate prima del trasferimento di questo ul-

timo. In secondo luogo, che questo Tribunale ha già ritenuto che l’aiuto 

apportato da organizzazioni non governative permette segnatamente di 

supplire alle lacune delle infrastrutture psicoterapeutiche statali presenti in 

Croazia (cfr. in tal senso la sentenza del Tribunale E-4859/2022 del 9 no-

vembre 2022 consid. 6.5.1 con rif. cit.). Se il ricorrente ritenesse che i suoi 

diritti in tal senso vengano violati dalle autorità croate, apparterrà a lui adire 

le preposte vie legali presenti nel Paese, per far valere i suoi diritti (cfr. 

art. 26 della direttiva accoglienza). Visti tali presupposti la SEM non è te-

nuta a richiedere ulteriori informazioni o garanzie individuali specifiche alle 

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Pagina 14 

autorità croate, così come postulato dall’insorgente nel gravame (cfr. p. to 

10, pag. 9 del ricorso del 7 ottobre 2022).  

8.3 In siffatte circostanze, non traspaiono quindi elementi per ritenere che 

l’autorità inferiore abbia esercitato in maniera contraria al diritto il suo po-

tere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Non risulta per-

tanto alcun motivo per applicare le clausole discrezionali previste all’art. 17 

par. 1 RD III, rispettivamente all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1. 

8.4 Di conseguenza, in mancanza dell’applicazione di tali disposizioni da 

parte della Svizzera, la Croazia è competente per l’esame della domanda 

di asilo del ricorrente ed è tenuta a prenderlo in carico in ossequio alle 

condizioni poste dal RD III. 

9.  

Ne discende che è quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito 

della domanda d’asilo del ricorrente, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 

lett. b LAsi ed ha pronunciato il suo trasferimento verso la Croazia confor-

memente all’art. 44 LAsi. In conclusione, con il provvedimento impugnato, 

l’autorità inferiore non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere 

di apprezzamento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incom-

pleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il ricorso deve 

quindi essere respinto e la decisione dell’autorità inferiore confermata. 

10.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccom-

benza, sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA non-

ché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Ciononostante, avendo il Tribunale, con deci-

sione incidentale del 12 ottobre 2022, accolto l’istanza di assistenza giudi-

ziaria giusta l’art. 65 cpv. 1 PA, non sono riscosse le spese processuali.  

11.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

  

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Pagina 15 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali.  

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Agostino Bullo 

 

 

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