# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5310e8e5-9fc0-5c06-87ea-5491f929dfd9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-11-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 06.11.2002 12.2002.23
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2002-23_2002-11-06.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2002.00023

  	
  Lugano

  6 novembre 2002/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La
  seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente 

  Chiesa e Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa -inc. no.
OA.1999.00340 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 2- promossa con
petizione 30 aprile 1999 da

 

	
   

  	
  __________

  ora __________

  rappr. dallo studio legale __________

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________

  rappr. dall'avv. __________

   

  

con cui
l’attrice ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento di fr. 43'258.20
oltre interessi nonché il rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta
al PE n. __________ dell'UE di Lugano; 

 

domande avversate
dal convenuto che ha postulato la reiezione della petizione, e che il Pretore
con sentenza 28 dicembre 2001 ha respinto;

 

appellante
l'attrice con atto di appello 23 gennaio 2002, con cui chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di accogliere integralmente la petizione o in via
subordinata di accoglierla per fr. 23'000.- più accessori, il tutto protestando
spese e ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre il
convenuto, con scritto 28 febbraio 2002, ha comunicato di rinunciare ad
inoltrare osservazioni scritte al gravame;

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   Con
la petizione in rassegna __________ (ora in liquidazione) procede
giudizialmente nei confronti di __________ per ottenere il pagamento di fr.
43'258.20 a saldo della fattura di fr. 73'258.20 (doc. C) emessa per
l'esecuzione dell'impianto sanitario e di riscaldamento in una casa bifamiliare
a __________. 

                                         Il
convenuto si è opposto alla petizione, eccependo innanzitutto la sua carente
legittimazione passiva e sostenendo tra l'altro che la fattura in questione,
oltretutto incomprensibile, inconcludente e piena di errori di calcolo, non
rispecchiava gli accordi intervenuti tra le parti, che a suo tempo si erano
invece accordate per una mercede forfetaria di fr. 53'000.-, tanto più che le
ore ed i prezzi unitari ivi esposti erano contestati; il credito dell'attrice
era in ogni caso estinto in considerazione del danno che la controparte gli
aveva a suo tempo causato richiedendo l'iscrizione di varie ipoteche legali su
fondi di cui egli era il proprietario o il promotore immobiliare, rivelatesi
prive di fondamento. L'attrice, in replica, ha contestato tutte le eccezioni
sollevate dalla controparte.

 

 

                                   2.   Evasa,
con decisione cresciuta in giudicato, l'eccezione di carente legittimazione
passiva, con la sentenza qui impugnata il Pretore ha dapprima ritenuto che
l'onere di provare la pattuizione di un prezzo forfetario incombeva al
convenuto e che nel caso di specie, non avendovi quest'ultimo fatto fronte, si
doveva senz'altro concludere per l'applicazione dell'art. 374 CO, norma secondo
cui, se la mercede non è stata preventivamente fissata o lo è stata solo in via
approssimativa, la stessa dev'essere determinata secondo il valore del lavoro e
le spese dell'appaltatore. Ciò posto, a fronte della chiara contestazione del
convenuto in merito alle ore ed ai prezzi unitari esposti nella fattura,
spettava all'attrice provare la congruità dell'importo fatturato: non avendo
quest'ultima portato alcun elemento probatorio a sostegno di tale circostanza,
la petizione è stata respinta, senza necessità di esaminare le altre eccezioni
sollevate dal convenuto.

 

 

                                   3.   Con
l'appello che qui ci occupa l'attrice chiede di riformare il giudizio pretorile
nel senso di accogliere integralmente la petizione o in subordine di
accoglierla per fr. 23'000.-. Essa ritiene in sostanza che la contestazione in
merito alle ore ed ai prezzi unitari esposti nella fattura sia stata sollevata
dal convenuto in modo generico e dunque irrituale e che in ogni caso
l'istruttoria abbia provato la loro congruità. La petizione andava in ogni caso
ammessa per la somma postulata in via subordinata, ritenuto che la controparte
aveva pacificamente ammesso la pattuizione di una mercede forfetaria di fr.
53'000.-.

                                         Il
convenuto, pur dichiarando di opporsi al gravame, ha rinunciato ad inoltrare
eventuali osservazioni scritte.

 

 

                                   4.   L'esame
dell'incarto permette di confermare buona parte delle argomentazioni esposte
dal Pretore nella sentenza impugnata.

 

 

                                4.1   È
innanzitutto a ragione che il primo giudice ha ritenuto che l'onere della prova
circa la pattuizione di una mercede a corpo oppure a forfait incombe alla parte
che se ne prevale (Gauch, Der Werkvertrag, 4. ed., Zurigo 1996, n. 1014
con rif.; Zindel/Pulver, Basler Kommentar, N. 37 ad art. 373 CO e N. 17
ad art. 374 CO; IICCA 8 maggio 1996 in re D./T.; CCC 12 luglio
2002 in re P./C.), in concreto dunque al convenuto; ed altrettanto a ragione
egli, preso atto che nel caso di specie la pattuizione di una mercede
forfetaria indicata da quest'ultimo era stata contestata dall'attrice (replica
p. 3), ha provveduto ad esaminare se l'istruttoria avesse eventualmente
permesso di provare tale circostanza e, ritenuto che ciò non era il caso, ha
concluso per l'applicazione dell'art. 374 CO.  

                                         

 

                                4.2   Parimenti
corretta è l'argomentazione pretorile secondo cui, se il valore del lavoro e le
spese dell'appaltatore ai sensi dell'art. 374 CO sono contestate, l'onere della
prova circa il loro ammontare e la loro congruità incombe a quest'ultimo (Gauch,
op. cit., n. 1019; Zindel/Pulver, op. cit., N. 18 ad art. 374 CO; IICCA
19 agosto 1993 in re F./S. SA, 26 settembre 1996 in re M. SA/C., 27 febbraio
1997 in re B. SA/B. e lc., 19 febbraio 1998 in re E./Z.); come pure corretto è
l'accertamento del primo giudice secondo cui nel caso di specie l'attrice non
aveva provato il dispendio orario ed i prezzi unitari esposti con la fattura,
contestati in causa dal convenuto. La diversa opinione espressa nell'appello è
del tutto infondata.

                                         Innanzitutto
si rileva che l'attrice, a fronte del chiarissimo tenore dell'allegato
responsivo ("si contestano altresì integralmente le singole ore
lavorative esposte in fattura, comunque non eseguite in tale misura, come anche
i prezzi unitari, mai pattuiti", p. 3) e della duplica ("si
contestano inoltre le singole ore lavorative indicate da controparte, il loro
costo unitario e le ulteriori posizioni rilevabili dalla fattura in parola",
p. 4), è alquanto malvenuta ad affermare in questa sede che la contestazione
del convenuto in merito alle ore ed ai prezzi unitari esposti nella fattura
sarebbe generica e dunque irricevibile. 

                                         E neppure
corrisponde al vero che l'istruttoria di causa avrebbe permesso di provare il
buon fondamento delle ore e dei prezzi unitari esposti nella fattura in
questione. È in primo luogo pacifico che le offerte di cui ai doc. A e B non
potevano essere prese in considerazione per chiarire tali aspetti, siccome non
accettate dal convenuto (appello p. 9), tanto più che le stesse, allestite per
altro su criteri diversi rispetto al doc. C, nemmeno potevano comprovare
-essendo precedenti all'esecuzione dei lavori- l'effettivo dispendio orario
dell'attrice, né riportavano il costo orario della manodopera. D'altro canto nemmeno
il fatto che i lavori siano stati portati a termine, che le opere fossero
funzionanti e prive di difetti, che alcuni testimoni abbiano confermato di non
essere a conoscenza della concessione di ulteriori sconti o ribassi, che il
convenuto non abbia a suo tempo contestato la fattura, e che infine
quest'ultimo abbia provveduto a farla verificare da un terzo senza però che
l'esito di tale verifica sia stato versato agli atti, dimostra in qualche modo
la correttezza delle ore e dei prezzi riportati nella fattura.

 

 

                                   5.   Da
quanto precede, non si può tuttavia concludere -contrariamente a quanto
ritenuto dal Pretore- per l'integrale reiezione della petizione. In effetti, se
è vero che la pattuizione di una mercede forfetaria, indicata dal convenuto
negli allegati preliminari e avversata dall'attrice in replica, è rimasta allo
stadio di puro parlato, con la conseguenza che la stessa non è stata presa in
considerazione (cfr. supra, consid. 4.1), è però altrettanto vero che il
convenuto, specificando in tale evenienza che all'attrice, per quanto da lei
svolto, sarebbe spettata la somma di fr. 53'000.-, ha chiaramente ammesso,
seppur subordinando quest'ammissione all'esistenza di una serie di condizioni,
di non pretendere che a quest'ultima potesse essere attribuito un importo
inferiore a questo ("ogni maggiore richiesta di pagamento viene
nuovamente ed integralmente contestata", risposta p. 3). Ora, ritenuto
che nel frattempo tutte le condizioni formulate a quel momento sono state evase
per la negativa dal giudice di prime cure (segnatamente l'eccezione di carenza
di legittimazione passiva) rispettivamente non sono più state riproposte in
questa sede con le osservazioni al gravame, è in definitiva a giusta ragione
-come chiesto in via subordinata con l'appello- che il convenuto dev'essere
condannato a pagare alla controparte fr. 23'000.-, ovvero la differenza tra la
mercede forfetaria di fr. 53'000.-, da lui ammessa, e l'acconto pacificamente
già versato di fr. 30'000.-. A tale somma si aggiungono gli interessi moratori
a far tempo dal 29 maggio 1998, data del PE (doc. G).

 

 

                                   6.   Ne
discende il parziale accoglimento dell'appello ai sensi dei considerandi.

                                         La tassa
di giustizia, le spese e le ripetibili di entrambe le sedi seguono la
soccombenza (art. 148 CPC), ritenuto che il parziale accoglimento del gravame
senza che la controparte abbia presentato le osservazioni all'appello
giustifica di riconoscere all'appellante un'indennità ripetibile (sia pure
ridotta) per questa sede (cfr. per analogia Cocchi/Trezzini, CPC-TI,
Lugano 2000, m. 17 ad art. 148).

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati l’art. 148 CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello
23 gennaio 2002 di __________ in liquidazione è parzialmente accolto.

                                         Di
conseguenza la sentenza 28 dicembre 2001 della Pretura del distretto di Lugano,
Sezione 2, è così riformata:

 

                                         1.     La petizione è
parzialmente accolta.

                                         §      Di
conseguenza __________, è condannato a pagare alla __________, la somma di fr.
23'000.- oltre interessi al 5% dal 29 maggio 1998.

                                         §§    Limitatamente alla somma di fr.
23'000.- oltre interessi al 5% dal 29 maggio 1998 è rigettata in via definitiva
l'opposizione interposta al PE n. __________ dell'UE di Lugano.                                                                   

                                         2.     La
tassa di giudizio in complessivi fr. 1'600.- e le spese, da anticipare come di
rito, sono a carico delle parti in ragione di metà ciascuna, compensate le
ripetibili. 

                                   II.   Le spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) tassa
di giustizia                                    fr.    780.-

                                         b) spese                                                      fr.     
20.-

                                         Totale                                                           fr.   
800.-

 

                                         da
anticiparsi dall’appellante, sono a carico delle parti in ragione di metà
ciascuna. La parte appellata rifonderà alla parte appellante fr. 400.- a titolo
di ripetibili parziali.

 

 

                                  III.   Intimazione a:      -   __________

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di Lugano, Sezione 2

 

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario