# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 59467ed4-a6ab-5810-acee-35ca414c4123
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-06-17
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 17.06.2020 F-25/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-25-2019_2020-06-17.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-25/2019, F-28/2019 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 7  g i u g n o  2 0 2 0  

Composizione 

 
Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Yannick Antoniazza-Hafner, Andreas Trommer,  

cancelliere Dario Quirici. 
 

 
 

Parti 

 
1. A._______,  

2. B._______,  

rappresentato da sua madre C._______, 

entrambi patrocinati dall'avv. Fulvio Pezzati,  

Via Soldino 22, casella postale 743,  

6903 Lugano,  

ricorrenti,   

 
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione SEM,  

Quellenweg 6,  

3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Visto Schengen. 

 

 

 

F-25/2019, F-28/2019 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

C._______, cittadina della Repubblica dominicana (RD) nata il … 1980, 

sposatasi nel … 2010 con il cittadino svizzero D._______, e nel frattempo 

divorziata, risiedente in Ticino e titolare di un permesso di domicilio C dal 

2015, attiva come assistente di cura, è madre di tre figli avuti dallo stesso 

padre d’origine dominicana, emigrato negli Stati Uniti, che vivevano o 

vivono nella RD con la loro nonna paterna, tra cui A._______ e B._______ 

(la/il ricorrente, i ricorrenti), nati rispettivamente il … 1997 e il … 2005.           

B.  

Il 19 luglio 2018, la ricorrente ha presentato all’Ambasciata di Svizzera 

nella RD (ASRD) una richiesta di visto Schengen di breve durata (90 

giorni), corredata dei documenti necessari, compresi un biglietto d’aereo 

andata – ritorno e una lettera d’invito di sua madre, e ciò allo scopo di 

rendere visita alla medesima durante il periodo estivo dal 6 al 30 agosto 

2018. Nel corso del colloquio all’ASRD la ricorrente ha dichiarato, in sintesi, 

di frequentare il sesto semestre di “Negocios Internacionales” all’università 

di E._______ e di essere finanziata dai suoi genitori.    

C.  

Il 23 ottobre 2018, il ricorrente, rappresentato da sua sorella, ha depositato 

a sua volta presso l’ASRD una domanda di visto Schengen di breve durata 

(90 giorni), munita dei documenti richiesti, in particolare di un biglietto 

d’aereo andata – ritorno e di una lettera d’invito di sua madre, per visitare 

quest’ultima durante il periodo natalizio dal 12 dicembre 2018 al 12 gennaio 

2019. Nel corso del colloquio all’ASRD, accompagnato da sua sorella, il 

ricorrente ha affermato, in sostanza, di frequentare la scuola dell’obbligo a 

F._______ (RD) e di essersi già recato due volte da sua madre in Svizzera, 

nel 2014 e 2016, in base ad un visto Schengen. Dal canto suo, la ricorrente 

ha precisato che il loro padre ha ormai ottenuto il passaporto statunitense, 

che il loro comune fratello vive presentemente negli Stati Uniti, che lei 

stessa dispone di un permesso di soggiorno per questo Paese e che la loro 

madre avrebbe manifestato l’intenzione di chiedere, in futuro, il 

ricongiungimento familiare con il ricorrente.   

D.  

Il 31 ottobre 2018, tramite moduli standard Schengen, l’ASRD si è rifiutata 

di emettere i visti richiesti per la ragione che le informazioni fornite dai 

ricorrenti non sarebbero affidabili e che la loro intenzione di lasciare il 

F-25/2019, F-28/2019 

Pagina 3 

territorio degli Stati membri dello spazio Schengen non avrebbe potuto 

essere stabilita.  

Il 9 novembre 2018, l’ASRD ha notificato le due decisioni negative alla 

ricorrente.  

E.   

Il 16 novembre 2018, patrocinati dalla loro legale, i ricorrenti hanno 

formulato opposizione alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) 

contro le rispettive decisioni di rifiuto dei visti prese dall’ASRD (N.B.: il 

ricorrente minorenne è rappresentato da sua madre).    

Il 6 dicembre 2018, constatata la tempestività delle opposizioni e del 

versamento degli anticipi spese di fr. 200.– ognuno, la SEM le ha respinte, 

adducendo come ragione principale che “dalla situazione personale [dei 

ricorrenti] (giovane, nubile, studentessa, mantenuta dai genitori, il padre 

abiterebbe negli Stati Uniti d’America, legami familiari in patria non 

sufficienti a garantirne il ritorno, non ha mai viaggiato nello spazio 

Schengen [rispettivamente] minorenne, scolaro, il padre abiterebbe negli 

Stati Uniti d’America, legami familiari non sufficienti a garantirne il ritorno), 

nonché dalla situazione socioeconomica prevalente nel [loro] Paese 

d’origine, la [loro] partenza dallo spazio Schengen alla fine del soggiorno 

previsto non può essere considerata sufficientemente garantita. La SEM 

non può infatti escludere che, una volta giunt[i] nello spazio Schengen, [i 

ricorrenti] desideri[no] protrarvi il [loro] soggiorno nella speranza di trovarvi 

condizioni di vita migliori di quelle che conosce in patria”. In relazione al 

ricorrente, la SEM ha inoltre rilevato, come elemento a sfavore del rilascio 

di un visto Schengen, che sua madre “avrebbe l’intenzione di richiedere il 

congiungimento familiare”.       

F.  

Il 2 gennaio 2019, i ricorrenti hanno adito il Tribunale amministrativo 

federale (TAF), chiedendo, previa visione degli atti, congiunzione delle due 

procedure nonché concessione dell’assistenza giudiziaria con il gratuito 

patrocinio, che i loro ricorsi siano accolti e “le decisioni impugnate […] 

annullate” (N.B.: il ricorrente minorenne è rappresentato da sua madre).   

In compendio, i ricorrenti fanno valere che “le ragioni alla base del rifiuto 

sono […] troppo generiche e prive di una relazione con i dati oggettivi”, e 

che, rispetto alla questione dell’eventuale ricongiungimento familiare, “[…] 

l’autorità preposta all’accoglimento o meno di una [tale] domanda non sono 

né le rappresentanze svizzere all’estero né la SEM”, sottolineando che, 

F-25/2019, F-28/2019 

Pagina 4 

vista l’età del ricorrente, la medesima “sarebbe tardiva […] per cui ci 

sarebbe la via convenzionale per rifiutare un ricongiungimento familiare 

senza ricorrere al diniego preventivo di un visto d’entrata”. Dal canto suo, 

la ricorrente adduce che, siccome “è in possesso di un permesso di 

domicilio negli Stati Uniti, dove le condizioni socioeconomiche sono pari a 

quelle che […] troverebbe in Svizzera”, se intendesse migliorare la sua 

situazione di vita, potrebbe semplicemente trasferirsi negli Stati Uniti, per 

cui “i timori della SEM risultano oltremodo infondati e senza alcun oggettivo 

legame con la causa in oggetto”.            

G.   

Il 16 gennaio 2019, mediante decisione incidentale, questo Tribunale ha 

congiunto le procedure F-25/2019 e F-28/2019 e invitato i ricorrenti a 

saldare, entro il 14 febbraio 2019, un anticipo equivalente alle presunte 

spese processuali di fr. 700.–, comunicando loro, nel contempo, che la 

questione dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio sarebbe stata 

trattata nel prosieguo. 

H.  

Il 17 gennaio 2019, i ricorrenti hanno informato questo Tribunale che la 

richiesta vertente sull’assistenza giudiziaria “era stata formulata 

principalmente per ottenere la dispensa dal versamento dell’anticipo sulle 

spese di giustizia”.  

Il 29 gennaio 2019, i ricorrenti hanno nondimeno pagato l’anticipo spese di 

fr. 700.–.   

I.  

Il 13 febbraio 2019, questo Tribunale ha invitato la SEM ad inoltrare una 

risposta al ricorso entro il 14 marzo successivo, ed ha trasmesso ai 

ricorrenti, come da essi richiesto con i loro gravami, copie dei loro rispettivi 

incarti. 

Il 22 febbraio 2019, la SEM ha osservato di non intravedere nuovi elementi 

per cambiare il proprio apprezzamento delle fattispecie, affermando così la 

necessità di respingere i ricorsi e confermare le decisioni su opposizione 

impugnate.  

J.  

Il 28 marzo 2019, questo Tribunale ha concesso ai ricorrenti un termine 

fino al 13 maggio seguente per replicare, ma essi non si sono più 

manifestati.  

F-25/2019, F-28/2019 

Pagina 5 

Diritto: 

1.  

1.1 Secondo l’art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 

(TAF) del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i 

ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale del 20 

dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), salvo nei 

casi previsti all’art. 32 LTAF, emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 

LTAF.    

La SEM fa parte delle dette autorità (art. 33 lett. d LTAF) e i provvedimenti 

del 6 dicembre 2019 (conferme dei rifiuti dei visti), che non rientrano 

peraltro nell'elenco dell'art. 32 LTAF, costituiscono delle decisioni ai sensi 

dell’art. 5 cpv. 2 PA, dimodoché questo Tribunale è competente a giudicare 

i presenti ricorsi. Dato che le procedure vertono su decisioni in materia di 

diritto degli stranieri concernenti l’entrata in Svizzera di persone che non 

sono cittadine di uno Stato membro dell’Unione europea, la presente 

sentenza non può essere impugnata davanti al Tribunale federale ed è 

quindi definitiva (cfr. art. 83 lett. c cifra 1 della legge sul Tribunale federale 

del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). 

1.2 Ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al procedimento dinanzi 

all’autorità inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e 

ha un interesse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione 

della stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Il ricorso deve essere depositato entro 

trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 50 cpv. 1 PA) e 

contenere le conclusioni, i motivi, l'indicazione dei mezzi di prova e la firma 

del ricorrente o del suo rappresentante, con allegati, se disponibili, la 

decisione impugnata e i documenti indicati come mezzi di prova (art. 52 

cpv. 1 PA). L’anticipo equivalente alle presunte spese processuali deve 

essere saldato entro il termine impartito (art. 63 cpv. 4 PA). 

In concreto, i ricorrenti sono i destinatari delle decisioni su opposizione 

impugnate, precisato che il ricorrente minorenne è rappresentato da sua 

madre. Essi hanno inoltrato tempestivamente, nel rispetto dei requisiti 

previsti dalla legge, i loro gravami, ed hanno peraltro versato nel termine 

impartito l'anticipo di fr. 700.– relativo alle presunte spese processuali. Ne 

discende che i ricorsi sono ammissibili e nulla osta quindi all’esame del 

merito dei litigi.  

2.  

Con il deposito del ricorso, la trattazione della causa, oggetto della 

F-25/2019, F-28/2019 

Pagina 6 

decisone impugnata, passa a questo Tribunale (effetto devolutivo), il quale 

ha un pieno potere d’esame riguardo all'applicazione del diritto, compreso 

l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, all'accertamento inesatto 

o incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti, come pure, in linea di 

principio, all'inadeguatezza (art. 49 e 54 PA). È determinante, in primo 

luogo, la situazione fattuale al momento del giudizio (cfr. DTAF 2014/1 

consid. 2 con i riferimenti giurisprudenziali).  

3.  

Le presenti cause vertono sul rifiuto della SEM di rilasciare ai ricorrenti i 

visti Schengen di breve durata (90 giorni) da essi richiesti allo scopo di 

rendere visita alla loro madre in Svizzera.  

Si tratta dunque di verificare, nel prosieguo, se le condizioni per l’emissione 

di tali visti, secondo la normativa Schengen, siano o non siano soddisfatte. 

4.  

4.1 È utile ricordare, in primo luogo, che “la politica in materia di visti riveste 

un ruolo importante nel contesto della prevenzione dell’immigrazione 

illegale. Essa può tuttavia esplicare tutta la sua efficacia unicamente nel 

contesto di un coordinamento internazionale […] Come tutti gli altri Stati, la 

Svizzera non è di principio tenuta a consentire l’entrata sul suo territorio a 

persone straniere. Fatti salvi gli impegni di diritto internazionale pubblico, 

le pertinenti decisioni sono prese autonomamente” (Messaggio del 

Consiglio federale relativo alla legge federale sugli stranieri dell’8 marzo 

2002 [Messaggio LStr], Foglio federale 2002 3327, pagg. 3351, 3390 e 

3391).      

In questo senso, né la legislazione svizzera sugli stranieri, né la normativa 

Schengen non garantiscono un diritto all’ottenimento di un visto d’entrata 

per la Svizzera, rispettivamente per lo spazio Schengen. Peraltro, nel 

valutare se le condizioni per il rilascio di un visto siano adempiute, le 

autorità competenti godono di un ampio margine d’apprezzamento, che 

devono tuttavia esercitare nel rispetto dei principi dello Stato di diritto, tra i 

quali spiccano l’uguaglianza giuridica e la protezione dall’arbitrio (cfr. DTF 

135 I 143 consid. 2.2 e 135 II 1 consid. 1.1, nonché DTAF 2014/1 consid. 

4.1.1 e 4.1.5 e 2009/27 consid. 3). 

4.2 In generale, la procedura relativa ai visti nonché all’entrata in Svizzera 

e alla partenza dalla Svizzera è retta dalla legge federale sugli stranieri del 

16 dicembre 2005 (LStr; dal 1° gennaio 2019, in seguito a modifiche 

materiali che non influiscono tuttavia sulla trattazione del presente ricorso, 

F-25/2019, F-28/2019 

Pagina 7 

la LStr [RU 2018 3171] è denominata legge federale sugli stranieri e la loro 

integrazione [LStrI, RS 142.20], designazione adottata qui di seguito).     

4.3 Si applica invece l’Accordo del 26 ottobre 2004, in vigore dal 1° marzo 

2008, tra la Confederazione Svizzera, l'Unione europea e la Comunità 

europea, riguardante l'associazione della Svizzera all'attuazione, 

all'applicazione e allo sviluppo dell'acquis di Schengen (AAS), nella misura 

in cui esso contempli disposizioni divergenti rispetto alla LStrl (cfr. art. 2 

cpv. 4 LStrl e art. 2 AAS; cfr. anche la sentenza TAF F-190/2017 del 9 

ottobre 2018 consid. 3). 

Gli atti normativi dell’acquis di Schengen sono, fondamentalmente, i 

seguenti:   

- il regolamento (UE) 399/2016 del Parlamento europeo e del Consiglio del 

9 marzo 2016, che istituisce un codice comunitario relativo al regime di 

attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere 

Schengen, Gazzetta ufficiale [GU] L 77 del 23 marzo 2016, pagg. 1-52), 

modificato dal regolamento (UE) 2017/458 del Parlamento europeo e del 

Consiglio del 15 marzo 2017 (GU L 74 del 18 marzo 2017);  

- il regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio 

del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti (codice dei 

visti, GU L 243/1 del 15 novembre 2009); 

- il regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio del 15 marzo 2001, più 

volte emendato, che adotta l’elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono 

essere in possesso del visto all’atto dell’attraversamento delle frontiere 

esterne e l’elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo 

(GU L 81/1 del 21 marzo 2001), in vigore fino al 17 dicembre 2018, 

abrogato dal regolamento (UE) 2018/1806 del Parlamento europeo e del 

Consiglio del 14 novembre 2018 (GU L 303/39 del 28 novembre 2018). 

4.4 Dal canto suo, l’ordinanza concernente l’entrata e il rilascio del visto del 

15 agosto 2018 (OEV, RS 142.204), applicabile ratione temporis alla 

presente procedura (cfr. art. 70 OEV), specifica che le condizioni d’entrata 

per soggiorni di breve durata (fino a 90 giorni) sono rette dall’art. 6 del 

codice frontiere Schengen, mentre le procedure e le condizioni per il 

rilascio dei visti per i detti soggiorni sono disciplinate dagli art. 4 a 36 del 

codice dei visti (artt. 3 cpv. 1 e 12 cpv. 1 OEV). 

4.5 Le condizioni d’ingresso per i cittadini di paesi terzi secondo l’art. 6 del 

codice frontiere Schengen sono, essenzialmente, le seguenti: (a) disporre 

F-25/2019, F-28/2019 

Pagina 8 

di un documento di viaggio valido; (b) disporre di un visto valido; (c) 

giustificare lo scopo e le condizioni del soggiorno e disporre dei mezzi di 

sussistenza sufficienti (anche per il ritorno nel paese d’origine) ovvero 

essere in grado di ottenere legalmente detti mezzi; (d) non essere segnalati 

nel Sistema d’informazione Schengen (SIS) ai fini della non ammissione; 

(e) non essere considerati come una minaccia per l’ordine pubblico, la 

sicurezza interna, la salute pubblica o le relazioni internazionali di uno degli 

Stati membri.  

Si osservi che queste condizioni corrispondono, sostanzialmente, a quelle 

previste all’art. 5 cpv. 1 LStrI.   

4.6 Secondo il codice dei visti, il richiedente deve presentare un documento 

di viaggio valido, indicare la finalità del suo viaggio, provare che dispone 

dei mezzi di sussistenza sufficienti o che è in grado di ottenerli legalmente, 

fornire informazioni che consentano di valutare la sua intenzione di lasciare 

il territorio degli Stati membri prima della scadenza del visto richiesto, avere 

un’assicurazione sanitaria di viaggio valida (artt. 12, 13, 14, 15 e 21 del 

codice dei visti). Nell’esaminare una domanda di visto uniforme è 

accordata particolare attenzione alla valutazione se il richiedente presenti 

un rischio di immigrazione illegale o un rischio per la sicurezza degli Stati 

membri e se il richiedente intenda lasciare il territorio degli Stati membri 

prima della scadenza del visto richiesto (art. 21 cpv. 1 del codice dei visti).  

Si noti che queste condizioni coincidono, fondamentalmente, con quelle 

previste all’art. 5 cpv. 1 e 2 LStrI. 

4.7 Se le condizioni per emettere un visto Schengen non sono adempiute, 

in casi eccezionali è possibile concedere un visto con validità territoriale 

limitata (VTL). Lo Stato membro interessato può fare uso di questa 

possibilità per motivi umanitari, di interesse nazionale o in virtù di obblighi 

internazionali (art. 6 cpv. 5 lett. c del codice frontiere Schengen e art. 25 

cpv. 1 lett. a del codice dei visti).     

5.  

In concreto, essendo di nazionalità dominicana, i ricorrenti hanno l’obbligo 

di ottenere un visto per poter entrare in Svizzera, indipendentemente dalla 

durata (breve o lunga) del soggiorno che intendono intraprendere (cfr. artt. 

3 cpv. 1, 4 cpv. 1 e 2, 8 cpv. 1, 9 cpv. 1 e 21 cpv. 1 lett. c OEV, nonché l’art. 

1 §§ 1 e 2 del regolamento CE 539/2001 e l’allegato I del regolamento UE 

2018/1806).  

F-25/2019, F-28/2019 

Pagina 9 

Ciò posto, nelle sue decisioni di rigetto delle opposizioni e di contestuale 

diniego delle autorizzazioni d’entrata nello spazio Schengen, la SEM 

ricorda, da un lato, la “situazione personale” dei ricorrenti, riferendone, 

senza propriamente analizzarle, diverse caratteristiche, come pure la 

“situazione socioeconomica”, senza ulteriori precisazioni, della RD; 

dall’altro lato, la SEM esprime il timore, rispetto al ricorrente, che sua 

madre richieda il ricongiungimento familiare. In base a questi elementi, la 

SEM conclude di non poter “escludere che, una volta giunt[i] nello spazio 

Schengen, [i ricorrenti] desideri[no] protrarvi il [loro] soggiorno nella 

speranza di trovarvi condizioni di vita migliori di quelle che conosce in 

patria” (cfr. consid. E). 

6.  

Per valutare se l’uscita di uno straniero dallo spazio Schengen nel rispetto 

del termine di validità del visto richiesto risulti sufficientemente assicurata, 

bisogna riferirsi ai dati disponibili sulla sua situazione personale, familiare 

e professionale, nonché sul suo comportamento prevedibile, in funzione di 

questi dati, una volta giunto nello spazio Schengen. Questa valutazione 

deve essere effettuata in relazione alla situazione generale del paese di 

residenza dello straniero, nella misura in cui non si può escludere che una 

situazione politicamente, socialmente o economicamente meno favorevole 

di quella vigente negli Stati Schengen, e in particolare in Svizzera, possa 

influire sul comportamento dello straniero. Si noti che, in caso di stranieri 

provenienti da paesi o da regioni dove la situazione socioeconomica o 

politica è difficile, s’impone una verifica critica dell’insieme degli elementi 

disponibili in accordo con una prassi restrittiva nel concedere i visti richiesti, 

tenuto conto del fatto che gli interessi privati delle persone in questione si 

rivelano essere, sovente, incompatibili con l’obiettivo e lo scopo di 

un’autorizzazione d’entrata nello spazio Schengen limitata nel tempo (cfr., 

ad esempio, la sentenza TAF F-6572/2015 del 9 agosto 2016 consid. 5.1, 

con i relativi riferimenti giurisprudenziali).       

7.  

7.1 Rispetto alla situazione socioeconomica della RD, menzionata dalla 

SEM nella decisione impugnata, importa rilevare che il paese, secondo le 

proiezioni del Fondo monetario internazionale (FMI) e i dati della Banca 

centrale dominicana (BCD) per il 2019, ha registrato un prodotto interno 

lordo (PIL) di 89.5 miliardi di USD, un PIL per abitante pari a USD 8'630.–, 

una crescita economica del 5%, una disoccupazione del 6.4% ed 

un’inflazione del 3.7%. I settori principali che contribuiscono al volume del 

PIL sono, in ordine crescente, l’agricoltura (5.4%), l’industria (30.10%) e i 

F-25/2019, F-28/2019 

Pagina 10 

servizi (64.5%), in particolare il turismo. Giocano un ruolo importante 

nell’economia i trasferimenti di fondi operati dalla diaspora, principalmente 

dagli Stati-Uniti, che hanno rappresentato nel 2018 circa 6.52 miliardi di 

USD, ossia il 7% del PIL. In proposito, su una popolazione di quasi 11 

milioni di abitanti, 2 milioni vivono all’estero, di cui 1.3 milioni negli Stati-

Uniti (cfr. https://www.diplomatie.gouv.fr, alla rubrica “dossiers-pays”, 

consultato il 27 maggio 2020). È ancora utile rilevare che, nella classifica 

di 189 paesi, stilata in funzione dell’indice di sviluppo umano (“Human 

Development Index – HDI”) nel 2019, e pubblicata dal Programma delle 

Nazioni Unite per lo sviluppo (PNUS), la RD occupa l’89esimo rango (cfr. 

http://hdr.undp.org/en/countries/profiles/DOM, richiamato il 27 maggio 

2020).   

 

7.2 Alla luce di questo quadro socioeconomico generale, da rapportare alla 

situazione vigente negli Stati della zona Schengen, e segnatamente in 

Svizzera (PIL per abitante nel 2019: USD 82'294.–; classifica HDI: 2° rango 

[cfr. https://fr.countryeconomy.com/gouvernement/pib/suisse nonché 

http://hdr.undp.org/en/countries/profiles/DOM, consultati il 27 maggio 

2020]), va da sé che il rischio che i ricorrenti possano essere tentati di non 

lasciare la zona in questione entro il termine di scadenza dei visti richiesti, 

non può essere minimizzato. In questo senso, la valutazione della SEM, 

secondo cui, date le condizioni socioeconomiche della RD, “la partenza 

[dei ricorrenti] dallo spazio Schengen alla fine del soggiorno previsto non 

può essere considerata sufficientemente garantita”, è condivisibile. 

Tuttavia, bisogna sottolineare che, se si traessero delle conclusioni 

soltanto in base alla situazione socioeconomica generale del paese 

d’origine, la valutazione della fattispecie risulterebbe oltremodo astratta. 

Per questa ragione è necessario esaminare l’insieme delle circostanze del 

caso concreto: in particolare, la situazione familiare, sociale e 

professionale dei ricorrenti può fornire elementi o indizi utili a formulare una 

previsione favorevole riguardo alla partenza regolare dallo spazio 

Schengen; in assenza di tali elementi o indizi, il rischio che i ricorrenti non 

intendano lasciare lo spazio Schengen, secondo i termini dei visti, può 

essere considerato elevato (cfr. sentenza TAF F-557/2018 del 20 agosto 

2018 consid. 8.3). 

8.  

Riguardo alla situazione personale e familiare dei ricorrenti, menzionata 

dalla SEM, nelle decisioni su opposizione impugnate, in modo piuttosto 

generale, senza propriamente rapportare i dati concreti disponibili alle 

condizioni d’entrata nello spazio Schengen e alle condizioni per il rilascio 

del relativo visto di breve durata, si deve osservare quanto segue. 

F-25/2019, F-28/2019 

Pagina 11 

8.1 Per quanto la concerne, la ricorrente è ventitreenne, nubile, senza figli 

e sta compiendo i suoi studi universitari a E._______. In questo senso, da 

un alto, non può far valere un nucleo familiare compatto, come potrebbe 

essere un partner o un marito con dei bambini in tenera età, che la integri 

solidamente nella RD, senza contare che suo padre e sua madre vivono 

all’estero, il primo negli Stati Uniti e la seconda in Svizzera. Dall’altro lato, 

la ricorrente non può nemmeno rivendicare, per il momento, di avere 

un’attività professionale redditizia che, dal punto di vista finanziario, l’ancori 

fortemente nel suo Paese d’origine o in un altro paese, come per esempio 

gli Stati Uniti. Si noti ancora che il fatto che la ricorrente disponga di un 

permesso di soggiorno negli Stati Uniti, non ha alcuna valenza particolare 

nell’ottica della richiesta del visto Schengen di breve durata.  

Di conseguenza, sotto il profilo dell’attuale situazione familiare e personale 

della ricorrente, si deve ammettere, con la SEM, che il rischio di non ritorno 

nella RD, prima della scadenza del visto richiesto, non è sottovalutabile 

(cfr. art. 21 cpv. 1 del codice dei visti [consid. 4.6]).  

8.2 Lo stesso discorso vale pure, mutatis mutandis, per il ricorrente. Egli è 

quindicenne, frequenta la scuola dell’obbligo e vive con la sua nonna 

paterna. Se si considera che suo padre risiede negli Stati Uniti e sua madre 

in Svizzera, è lecito presumere, alla luce del ruolo importante che svolgono, 

sul piano psicologico e affettivo, i genitori, come persone di riferimento, 

durante l’adolescenza dei figli, che il ricorrente sia ancora meno ancorato 

saldamente nel suo Paese d’origine che sua sorella, tuttavia non tanto per 

ragioni economiche, quanto per motivi psicoaffettivi. Il fatto che egli abbia 

già ottenuto a due riprese un visto Schengen per visitare sua madre in 

Svizzera non scardina, di per sé, questa conclusione, nella misura in cui 

non si può pretendere, per induzione, che se egli ottenesse il visto 

Schengen una terza volta, rientrerebbe senz’altro nella RD, come in 

passato, allo scadere dello stesso.   

In questo senso, dalla prospettiva dell’attuale situazione familiare e 

personale del ricorrente, si deve riconoscere, con la SEM, che il rischio di 

non ritorno nella RD, prima della scadenza del visto richiesto, non è 

sottovalutabile (cfr. art. 21 cpv. 1 del codice dei visti).    

Cionondimeno è ancora necessario aggiungere, a scanso di equivoci, che 

l’eventuale intenzione della madre di richiedere il ricongiungimento 

familiare con il ricorrente, paventata dalla SEM nelle sue decisioni su 

opposizione, è senza pertinenza ai fini del trattamento delle richieste di visti 

Schengen di breve durata, come giustamente esposto nelle impugnative 

F-25/2019, F-28/2019 

Pagina 12 

(cfr. consid. F), dimodoché questa questione non ha nessun influsso 

sull’esito delle presenti procedure.   

8.3 Alla luce delle considerazioni sopraesposte, che tematizzano l’insieme 

degli elementi risultanti dagli incarti, si deve riconoscere che non è 

possibile stabilire con sufficiente certezza l’intenzione dei ricorrenti di 

lasciare la Svizzera, e lo spazio Schengen, prima della scadenza dei visti 

richiesti (cfr. art. 21 cpv. 1 del codice dei visti).    

9.  

In conclusione, respingendo le opposizioni dei ricorrenti contro le decisioni 

di rifiuto dell’ASRD di rilasciare loro un visto Schengen di breve durata (90 

giorni), la SEM non ha violato la normativa Schengen e il diritto federale 

(cfr. art. 49 lett. a PA). Pertanto, i ricorsi devono essere respinti e le 

decisioni su opposizione confermate. 

10.  

La domanda di assistenza giudiziaria rimasta aperta con la decisione 

incidentale del 16 gennaio 2019, può restare inevasa ai sensi dello scritto 

dei ricorrenti del 17 gennaio seguente, secondo il quale la richiesta tendeva 

principalmente ad ottenere la dispensa dal versamento dell’anticipo sulle 

spese di giustizia (cfr. consid. G e H).  

11.  

Le spese processuali sono di regola messe a carico della parte 

soccombente e, in caso di soccombenza parziale, sono ridotte (art. 63 cpv. 

1 PA). Esse comprendono la tassa di giustizia e i disborsi (art. 1 cpv. 1 del 

regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]); la tassa di giustizia è calcolata in funzione dell'ampiezza e 

della difficoltà della causa, del modo di condotta processuale e della 

situazione finanziaria delle parti (art. 63 cpv. 4bis PA e 2 cpv. 1 TS-TAF). 

In concreto, considerato l’esito negativo dei ricorsi, le spese processuali di 

fr. 700.– sono poste a carico dei ricorrenti e prelevate sull’anticipo, dello 

stesso importo, da loro già versato.   

Ai ricorrenti non sono assegnate spese ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA e art. 7 

cpv. 1 e 2 TS-TAF). Si osservi ancora che la SEM, in quanto autorità 

federale, non ha diritto a un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-

TAF). 

 

F-25/2019, F-28/2019 

Pagina 13 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

I ricorsi sono respinti. 

2.  

Le spese processuali di fr. 700.– sono poste a carico dei ricorrenti e 

prelevate sull’anticipo, dello stesso importo, da loro già versato.  

3.  

Non si assegnano indennità per spese ripetibili.  

4.  

Comunicazione: 

– ai ricorrenti (raccomandata);  

– alla SEM (restituzione degli incarti SIMIC … e …). 

 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Dario Quirici 

 

 

 

 

 

 

Data di spedizione: