# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 356aeda5-24f5-5a08-aa96-f43383d02899
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 21.11.2005 52.2005.328
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2005-328_2005-11-21.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2005.328

   

  	
  Lugano

  21 novembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi e Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 7 ottobre 2005 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinato dall' PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 20 settembre 2005 (n. 4488) del
  Consiglio di Stato, che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la decisione 19 agosto 2005 del Dipartimento delle istituzioni,
  Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di revoca di un permesso
  di dimora CE/AELS;

  

 

 

viste le risposte:

-    13 ottobre 2005 del
Dipartimento delle istituzioni,

-    18 ottobre 2005 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il
cittadino turco RI 1 (1978) è giunto il 28 agosto 2002 in Italia, dove ha ottenuto
un permesso di soggiorno quale richiedente l'asilo.

Il 10 maggio 2003 il ricorrente si è sposato
a Como con la cittadina italiana E__________ (1969), titolare di un permesso di
domicilio in Svizzera.

Per poter vivere insieme alla moglie nel
nostro Paese, il 3 settembre 2003 il ricorrente è stato autorizzato a entrare
in Svizzera ed è stato posto al beneficio di un permesso di dimora CE/AELS
valido fino al 2 settembre 2008. L'appartamento coniugale è stato notificato
nel comune di S__________.

Nel 2004 E__________ ha acquisito la
cittadinanza elvetica.

 

 

                                  B.   a) Nel febbraio
2005 RI 1 ha notificato alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione del
Dipartimento delle istituzioni il proprio arrivo con la moglie a __________,
chiedendo la modifica dei dati relativi al suo indirizzo.

 

b) Interrogata il 27 aprile 2005 dalla
Polizia cantonale in merito alla sua situazione matrimoniale, E__________ ha
dichiarato che non viveva più insieme al marito dall'agosto del 2004 e che per
il momento non intendeva riprendere la vita in comune.

A sua volta interrogato l'11 giugno 2005, __________
ha confermato che il suo matrimonio era in crisi dal mese di agosto precedente,
ma che continuava nonostante tutto a vivere prevalentemente con sua moglie a __________,
anche se l'ultimo mese lo aveva trascorso presso amici.

Il 18 giugno 2005 la polizia ha pure interrogato
il cittadino italiano D__________, il quale ha dichiarato di avere una
relazione sentimentale con E__________ da circa un anno e di vivere in comunione
domestica con lei dal lunedì al venerdì, essendo costretto a rientrare in
Italia ogni fine settimana perché è titolare di un permesso per confinanti. Nel
contempo ha negato che RI 1 abitasse ancora con la moglie.

 

c) Fondandosi sulle premesse emergenze, il
19 agosto 2005 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha revocato il permesso
di dimora a RI 1 e gli ha fissato un termine con scadenza il 20 settembre 2005
per lasciare il territorio elvetico.

La decisione è stata resa sulla base degli
art. 23 e 24 OLCP, la LDDS e l'ODDS.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 20 settembre 2005, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione
dipartimentale, respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da RI 1.

Il Governo ha ritenuto che l'interessato si
richiamasse in modo manifestamente abusivo ad un matrimonio da tempo ormai
privo di ogni contenuto per i motivi addotti dalla Sezione dei permessi e
dell'immigrazione.

 

 

                                  D.   Contro la
predetta pronunzia governativa, RI 1 si aggrava ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo chiedendo, in via principale l'annullamento e in via
del tutto subordinata il rinvio degli atti all'autorità di prime cure per nuovo
giudizio.

Ritiene che la separazione dalla moglie sia
solo momentanea. Pone in evidenza che non è stata avviata alcuna procedura di
separazione o di divorzio, che ha ancora i suoi effetti personali
nell'appartamento coniugale e che ha inoltrato al Consolato generale d'Italia
una domanda di naturalizzazione per ottenere la cittadinanza italiana. Sostiene
pure di vedere la consorte regolarmente e contesta che ella conviva stabilmente
con l'amante. Secondo il ricorrente, non si può pertanto considerare che egli
invochi il vincolo matrimoniale in maniera manifestamente abusiva; ancor meno
che egli abbia contratto un matrimonio fittizio.

Sostiene inoltre di essere ben integrato
professionalmente e di avere sempre mantenuto una buona condotta durante il suo
soggiorno in Svizzera. 

Adduce di non potere rientrare nel suo paese
d'origine per motivi politici, ma neppure in Italia dove era titolare di un permesso
di soggiorno prima di giungere in Svizzera.

Contesta pure il fatto che il dipartimento,
ordinandogli di lasciare il territorio elvetico, abbia travalicato il suo
potere decisionale in quanto il suo allontanamento doveva essere limitato al
territorio cantonale ticinese.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del gravame si oppongono sia il Consiglio di Stato sia il dipartimento con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

                                  F.   Il 9
novembre 2005, il ricorrente ha prodotto dinnanzi al tribunale copia di un
certificato medico, che attesta che egli necessita di cure psichiatriche
continuative.

 

 

 

Considerato,                  in diritto 

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribuna- le cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10
lett. a LALPS).

 

1.2. In concreto, il 19 agosto 2005 il
dipartimento ha revocato il permesso di dimora CE/AELS di RI 1 valido fino al 2
settembre 2008.

Contro questo genere di provvedimenti è, in
linea di principio, ammissibile il ricorso di diritto amministrativo al
Tribunale federale (v. art. 101 lett. d in relazione con l'art. 100 cpv. 1 lett.
b n. 3 OG). Di conseguenza, anche la competenza di questo Tribunale a statuire
in merito all'impugnativa inoltrata dall'insorgente è data.

 

1.3. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
46 cpv. 1 PAmm) e presentato da persone senz'altro legittimate a ricorrere
(art. 43 PAmm), è ricevibile in ordine e può essere reso sulla base degli atti,
senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

Come si vedrà in appresso (consid. 5.2.), non
è necessario procedere all'audizione di E__________ in quanto tale mezzo di
prova non apporterebbe a questo tribunale ulteriori elementi determinanti per
il giudizio che è chiamato a rendere.

 

 

                                   2.   Occorre
preliminarmente rilevare che il dipartimento non ha revocato il permesso di
dimora al ricorrente per avere concluso un matrimonio fittizio, bensì perché
egli si richiamerebbe in modo manifestamente abusivo ad un matrimonio da tempo
ormai privo di ogni contenuto.

Di conseguenza, cadono nel vuoto le censure
dell'insorgente volte a negare l'esistenza di un matrimonio di convenienza e
non è pertanto necessario chinarsi sulle stesse.

 

 

                                   3.   Il 3
settembre 2003 RI 1 ha ottenuto un permesso di dimora quinquennale CE/AELS per
avere sposato una cittadina comunitaria domiciliata in Svizzera.

Il 30 novembre 2004 sua moglie ha acquisito
la cittadinanza svizzera per naturalizzazione, pur conservando quella italiana.

Il ricorrente può pertanto invocare nel caso
concreto l'applicazione sia dell'accordo tra la Confederazione Svizzera e la
Comunità europea, nonché i suoi Stati membri, sulla libera circolazione delle
persone (ALC; RS 0.142.112.681) sia della legge federale concernente la dimora
e il domicilio degli stranieri (LDDS; RS 142.20).

 

 

                                   4.   4.1. L'ALC,
entrato in vigore il 1° giugno 2002 e direttamente applicabile, si rivolge ai
cittadini elvetici e a quelli degli Stati facenti parte della Comunità europea
e disciplina il loro diritto di entrare, soggiornare, accedere a delle attività
economiche e offrire la prestazione di servizi negli Stati contraenti (art. 1
ALC), stabilendo norme che, in linea di principio, derogano alle disposizioni
di diritto interno (art. 1 LDDS nella sua nuova versione in vigore dal 1°
giugno 2002).

I membri della famiglia di un cittadino di
una parte contraente avente un diritto di soggiorno hanno diritto di stabilirsi
con esso, ritenuto che sono tali il coniuge e i loro discendenti minori di 21
anni o a carico, qualunque sia la loro cittadinanza (art. 3 cpv. 1 primo
periodo e cpv. 2 Allegato I ALC).

Tuttavia, come ha già avuto modo di
precisare il Tribunale federale, chi contrae un matrimonio fittizio o si
richiama in modo manifestamente abusivo ad un legame matrimoniale per poter soggiornare
in Svizzera non gode in ogni caso della protezione dell'ALC. In questo senso,
nel quadro dell'art. 3 Allegato I ALC, è applicabile per analogia la
giurisprudenza in materia sviluppata a proposito dell'art. 7 LDDS, concernente
i matrimoni tra un coniuge svizzero e una persona straniera (v. DTF 130 II 113,
consid. 9 con numerosi riferimenti giurisprudenziali e dottrinali).

 

4.2. L'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS
dispone che il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al
rilascio e alla proroga del permesso di dimora. Questo diritto - soggiunge il
cpv. 2 della medesima norma - non sussiste se il matrimonio è stato contratto
per eludere le prescrizioni in materia di dimora e domicilio degli stranieri,
segnatamente quelle sulla limitazione del loro effettivo.

Per costante giurisprudenza vi è abuso di
diritto se un determinato istituto giuridico è invocato per realizzare
interessi che il medesimo istituto non si prefigge di tutelare (DTF 121 I 367,
consid. 3b). Sono dati segnatamente gli estremi dell'abuso, allorquando lo
straniero si richiama ad un matrimonio che sussiste solo formalmente unicamente
per ottenere il rilascio o il rinnovo di un permesso di dimora (DTF 128 II 145,
consid. 2.2.).

In questo senso, è necessario che vi siano
concreti indizi tali da ritenere che i coniugi non siano (più) intenzionati a
condurre una vita in comune e rimangano uniti dal vincolo matrimoniale soltanto
per ragioni di polizia degli stranieri (DTF 127 II 49, consid. 5a e rif.).

 

4.3. La LDDS e la sua ordinanza di
esecuzione (ODDS) sono applicabili soltanto se l'ALC non dispone altrimenti e
la normativa interna prevede disposizioni più favorevoli (art. 1 lett. a LDDS),
ciò che non è il caso nella presente fattispecie per i motivi addotti al
considerando 4.1.

 

 

                                   5.   5.1. Come
enunciato in narrativa, RI 1, il quale era entrato in Svizzera il 3 settembre
2003 per ricongiungersi con la moglie a S__________, il 1° febbraio 2005 si sarebbe
trasferito a __________.

Su richiesta della Sezione dei permessi e
dell'immigrazione, la Polizia cantonale ha interrogato il ricorrente e sua
moglie nonché D__________ allo scopo di accertare quale fosse la situazione
sentimentale dei coniugi RI 1.

Il 27 aprile 2005 E__________
ha - tra l'altro - dichiarato:

"(...) Dopo un po' di tempo le cose tra me
e lui non andavano bene e quindi ci siamo separati. In pratica non abitiamo più
assieme dall'agosto dell'anno scorso. Nonostante questo però i nostri rapporti
sono rimasti buoni. Lui lavora sempre da__________ ed abita da un amico a P__________.
Ho ancora dei contatti con lui. Quando ho bisogno di qualche cosa posso fare
affidamento su di lui. Capita anche che venga a trovarmi presso il distributore
che gestisco.

Domanda: per
quale motivo, quando vi siete iscritta a __________ aveva dichiarato che c'era
anche il marito? Risposta: quando mi sono notificata, in municipio ci ero andata
da sola ed avevo detto al segretario comunale che ero separata. Il segretario
mi diceva allora di riferire a di notificare il cambiamento di indirizzo. Poi è
stato RI 1 che si è recato in municipio e si è iscritto anche lui.

Faccio presente
che sono stata io ad allontanare RI 1 da casa perché, come detto la convivenza
era diventata difficile. Lui se ne andava di casa a malincuore e lo ha fatto
solo perché gliel'ho chiesto io. Più volte mi ha esortato di ritornare sui miei
passi e riprenderlo in casa. Per il momento comunque non è la mia intenzione.
Se poi le cose tra noi dovessero cambiare, non si può mai dire (...)".

 

Dal canto suo, l'11 giugno 2005 RI 1 ha in
particolare affermato:

"(...) Domanda: attualmente lei dove
abita? Risposta: abito a __________ con mia moglie. Succede però che a volte
lei vuole restare da sola ed allora mi trasferisco presso amici per qualche
giorno. Tutte le mie cose però sono a __________ (...).

Domanda: è sicuro
di abitare a __________ con sua moglie. Le facciamo presente che sua moglie ci
ha dichiarato che vi siete separati e che lei, attualmente abita a P__________
presso amici. E questo già dall'agosto dell'anno scorso. Cosa dite in merito?
Risposta: Effettivamente dal mese di agosto 2004 tra noi sono nati dei problemi.
È successo che a volte io ho dormito anche in
albergo. Prevalentemente però abito con lei e, come detto prima, quando vuole
restare sola, vado dagli amici.

Da parte della
Polizia mi viene contestata questa dichiarazione perché mia moglie, in data 27
aprile, a verbale ha dichiarato che noi non viviamo più assieme e che è stata
lei ad allontanarmi da casa poiché la convivenza tra di noi si era fatta
difficile. Lei ha dichiarato che tra noi ci sono ancora rapporti di amicizia,
ma niente più.

Domanda: Le
chiediamo nuovamente di indicarci dove abita attualmente. Risposta: In questo
ultimo mese ho abitato da amici. Posso dire che l'ultima volta che ho dormito a
__________ è stato appunto circa un mese fa. Da questa sera ritorno a __________
con lei.

Voglio aggiungere
che io sono innamorato di mia moglie e l'ho sposata perché le voglio bene e non
per convenienza. Le nostre culture purtroppo sono diverse e per questo fatto
tra di noi sono nati dei problemi. E quando questi problemi si fanno vedere, io
la lascio sola per un po' di tempo".

 

Il 18 giugno 2005 è stato interrogato D__________:

"Domanda:
conferma che ha una relazione con __________ E__________? E se sì, da quando? Risposta:
Effettivamente abbiamo una relazione da circa un anno. Lei è sposata, ma il suo
matrimonio era in crisi. Ci siamo conosciuti perché lavoravamo assieme e poi tra
noi è nata una relazione. In pratica posso dire di vivere con lei da quando lei
si è trasferita a __________ con suo figlio. Voglio fare una premessa nel senso
che io ho un permesso di frontaliero e che tutti i sabati e le domeniche
rientro in Italia. Mi fermo a dormire da lei solo durante la settimana, dal
lunedì al venerdì. Non è affatto vero che suo marito Mehmet abita con lei.
Posso dire che a casa di E__________ c'è ancora la sua roba e che lei è rimasta
in buoni rapporti con lui. Prima che lei si trasferisse a __________ lui, ogni sabato
rientrava a casa, ma nulla più. Rientrava perché come detto prima, lui ha lì
ancora tutta la sua roba. Non sono in grado di dire dove RI 1 abiti (...)".

 

Bisogna inoltre rilevare che dinnanzi al
tribunale il ricorrente conferma di non vivere più stabilmente con sua moglie,
segnatamente dal gennaio 2005, e che la consorte intrattiene una relazione
extraconiugale con D__________ (ricorso ad 3).

 

5.2. Alla luce delle predette emergenze, si
deve ammettere che la separazione dei coniugi RI 1 non può essere considerata
semplicemente temporanea.

Né porta a diversa conclusione il fatto che il
ricorrente contesti ora la dichiarazione rilasciata da D__________ sul fatto
che non sarebbe vero che quest'ultimo ha iniziato a convivere stabilmente con
sua moglie. Egli ammette infatti che il suo matrimonio è da tempo in crisi e che
la consorte ha una relazione sentimentale con un altro uomo. Sapere poi se la
crisi matrimoniale sia imputabile alla moglie è irrilevante ai fini del
giudizio, i motivi che hanno condotto alla separazione non essendo determinanti
(STF 20 aprile 2001, 2A.178/2001, in re I. consid. 3a).

Non permette poi di giungere a conclusioni
più favorevoli per l'insorgente il fatto che egli manterrebbe buoni rapporti
con la moglie, avrebbe ancora i suoi effetti personali nell'appartamento coniugale
e che non sarebbe pendente la procedura di divorzio. Egli non può pretendere
infatti che l'autorità sospenda la propria decisione, facendola dipendere dalla
volontà della moglie di ricomporre un giorno non ancora ben definito la
comunione coniugale. In questo senso, si può pertanto prescindere dal procedere
all'assunzione della moglie dell'insorgente volta a dimostrare che non sarebbe
esclusa una loro riconciliazione in un futuro ancora non ben definito.

 

5.3. In siffatte circostanze, con l'unione
coniugale gravemente turbata ed esistente solo dal Iato formale almeno dal
gennaio 2005, se non addirittura dall'agosto 2004, si può ritenere che il
ricorrente si appelli al proprio matrimonio con la moglie al solo scopo di
continuare a risiedere in Svizzera. La posizione del ricorrente non merita
pertanto alcuna tutela sul piano giuridico in quanto, come correttamente
rilevato dal Governo, manifestamente abusiva.

 

 

                                   6.   RI 1
risiede da circa due anni nel nostro Paese. Il suo soggiorno va quindi considerato
di breve durata.

La sua autorizzazione a svolgere un'attività
lucrativa in Svizzera è soltanto una conseguenza dell’unione coniugale e non
costituisce lo scopo della sua residenza, ragione per cui non è determinante
nel presente ambito. Anche il semplice fatto che egli non avrebbe mai dato
adito a lagnanze di sorta durante il suo soggiorno nel nostro paese non
permette quindi di pervenire ad una conclusione a lui più favorevole.

Il ricorrente pone in evidenza di essere scappato
nel 2002 dalla Turchia e di non potervi rientrare. Ora, sapere se egli possa ottenere
l'ammissione provvisoria in Svizzera perché il suo rientro nel Paese d'origine non
sarebbe effettivamente esigibile per motivi politici non è un aspetto che può
essere vagliato in questa sede, il tribunale amministrativo non essendo
competente a chinarsi su tale genere di procedura. A prescindere del fatto che egli
dispone comunque di un valido passaporto rilasciato dalle autorità turche, va
rilevato che prima di giungere in Svizzera l'insorgente era al beneficio di un
permesso di soggiorno in Italia quale richiedente l'asilo e non rende
verosimile l'impossibilità di ripristinarlo, tenuto pure conto che avrebbe avviato
le pratiche per ottenere la cittadinanza italiana.

Nemmeno il certificato del suo medico
psichiatra versato agli atti per la prima volta dinnanzi al tribunale, peraltro
dopo lo scambio degli allegati, permette di mutare il presente giudizio.

Esso attesta genericamente che il ricorrente
necessita di cure psichiatriche continuative. Non è comunque dato a vedere come
l'insorgente non possa continuare il trattamento a partire dall'estero oppure
in Patria o in Italia, dal momento che anche in questi paesi vi sono medici
specializzati in questo ambito.

A torto infine sostiene che il dipartimento
ha travalicato i propri limiti decisionali non limitandosi ad allontanarlo dal
territorio cantonale come prevede l'art. 12 cpv. 3 LDDS. Giova infatti
ricordare che egli non ha ottenuto un permesso di dimora annuale giusta la
LDDS, ma un permesso quinquennale CE/AELS sotto l'egida dell'ALC e che in
questo caso è previsto l'allontanamento dal territorio svizzero in caso di
revoca dell'autorizzazione di soggiorno (art. 24 OLCP; RS 142.203).

 

 

                                   7.   La Sezione
dei permessi e dell'immigrazione non ha pertanto disatteso le disposizioni
legali invocate, revocando il permesso di soggiorno a RI 1 per aver invocato in
maniera manifestamente abusiva il suo matrimonio esistente da tempo solo sulla
carta.

In particolare, la decisione censurata non
procede da un esercizio abusivo del potere di apprezzamento che l'art. 9 cpv. 2
lett. b LDDS riserva all'autorità in ordine alla valutazione dell'adeguatezza
della revoca quando non è adempiuta una condizione imposta all'atto della sua
concessione (cfr. DTF 112 Ib 473 consid. 4).

 

 

                                   8.   Visto
quanto precede, l'insorgente non potrebbe nemmeno prevalersi di una vita familiare
intatta e vissuta ai sensi dell'art. 8 CEDU al fine di conservare il proprio permesso
di soggiorno in base a questo disposto, non essendovi più vita coniugale.

 

 

                                   9.   In esito
alle considerazioni che precedono, il ricorso va respinto.

Tassa e spese di giustizia seguono la
soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

Per questi motivi,

visti l'ALC e gli art. 4, 7 LDDS; 24 OLCP; 100 cpv. 1
lett. b n. 3 e 101 lett. d OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 60 e 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, di complessivi fr. 800.–, sono a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

   

   

   

   

  

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  2. CO 2 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario