# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d07c9fba-6f43-56a4-8483-88ed07a2bcb4
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-12-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.12.2008 D-6512/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6512-2008_2008-12-18.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6512/2008/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 8  d i c e m b r e  2 0 0 8  

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione di Regula Schenker Senn, giudice;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, alias
B._______, alias
C._______, e
D._______, 
Mongolia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 7 ottobre 2008 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6512/2008

Fatti:

A.
Il 12 febbraio 2008, l'interessata, gravida e originaria della Mongolia, 
ha  presentato  una  domanda  d'asilo  in  Svizzera.  Ha  inizialmente 
dichiarato,  in  sostanza  e  per  quanto  è  qui  di  rilievo  ([...])  di  essere 
espatriata per proteggere la vita del figlio che portava in grembo, dopo 
che il  suo fidanzato l'aveva minacciata di portarle via il bambino alla 
sua  nascita.  Sottoposta  ad  una  seconda  audizione  in  data  [...]  -  a 
seguito  della  scoperta  da  parte  dell'UFM  della  richiesta  d'asilo 
presentata  in  data  25  febbraio  2006  in  E._______  dall'interessata, 
sotto altro nome - la stessa ha ammesso di trovarsi in E._______ già 
dal  febbraio  del  2006,  dove  viveva  con  la  sorella  e  il  cognato  con 
statuto di richiedente l'asilo, come pure ha smentito le sue precedenti 
dichiarazioni riguardo sia ai suoi dati personali sia ai motivi alla base 
della  sua  richiesta  d'asilo.  Infatti,  l'interessata  ha  dichiarato 
successivamente  che  avrebbe  lasciato  il  suo  Paese  per  recarsi  in 
E._______ con sua sorella e suo cognato a causa dei problemi avuti 
con dei cinesi nei confronti dei quali sua sorella era debitrice e che per 
questo  motivo  l'avrebbero  tenuta  in  ostaggio,  nonché  violentata. 
L'interessata  avrebbe  poi  lasciato  E._______  per  raggiungere  la 
Svizzera a seguito dei contrasti nati con la sorella, la quale voleva che 
essa  interrompesse  la  gravidanza,  frutto  di  una  relazione  avuta  in 
E._______  con  un  richiedente  d'asilo  rientrato  nel  frattempo  in 
Mongolia. Il 12 maggio 2008, la richiedente ha dato alla luce il figlio di 
nome F._______, presso G._______. 

B.
Il 7 ottobre 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art.  34  cpv. 1  della  legge sull'asilo  del  26  giugno 1998 
(LAsi, RS 142.31). Detto Ufficio ha pure pronunciato l'allontanamento 
dell'interessata e di suo figlio dalla Svizzera entro il 6 novembre 2008, 
e l'esecuzione dell'allontanamento verso la  Mongolia  siccome lecita, 
esigibile e possibile. 

C.
Il 15 ottobre 2008, l'interessata ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM.  Ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  del 
provvedimento litigioso e la trasmissione degli atti di causa all'autorità 
inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda 

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d'asilo,  e  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione 
provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una  domanda  d'assistenza 
giudiziaria,  nel  senso della dispensa dal versamento anticipato delle 
presunte spese processuali. 

D.
Il 20 ottobre 2008, con decisione incidentale, il TAF ha respinto, per i 
motivi  ivi  indicati  (ricorso  privo  di  probabilità  d'esito  favorevole),  la 
domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle 
presumibili spese processuali ed ha invitato la ricorrente a versare un 
siffatto anticipo, di fr. 600.--, entro il 31 ottobre 2008, con comminatoria 
d'inammissibilità  del  gravame  in  caso  di  decorso  infruttuoso  del 
termine. 

E.
Il 29 ottobre 2008, il ricorrente ha tempestivamente versato l'anticipo 
richiesto. 

F.
Il  14  novembre  2008,  il  TAF  con  altra  decisione  incidentale  ha 
riconosciuto un ulteriore termine di  5 giorni  lavorativi,  scadente il  21 
novembre  2008,  a  favore  della  ricorrente  per  completare  l'atto 
ricorsuale,  ritenuto che gli  atti  essenziali  per la decisione sono stati 
inviati  alla  ricorrente  soltanto  in  data  15  ottobre  2008,  data  della 
scadenza del termine di ricorso.

G.
Con  scritto  21  novembre  2008,  la  ricorrente  ha  presentato  il 
complemento dell'atto ricorsuale.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art. 31  e  art. 33 lett. d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  [LTAF, RS 173.32], 
art. 105 LAsi  e  art. 83 lett. d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

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2.
V'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità  di  cui  all'art. 48 cpv. 1  e  all'art. 52  della 
legge federale sulla  procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968 
(PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua. 

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano. 

4.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  rilevato,  da  un  lato,  che  il 
Consiglio federale ha inserito la Mongolia nel novero dei Paesi sicuri. 
Dall'altro lato, l'autorità inferiore ha ritenuto inverosimili  le allegazioni 
in  materia d'asilo presentate dalla  ricorrente.  Quest'ultime sarebbero 
inattendibili  e contraddittorie tanto da non poter corroborare in alcun 
modo  la  storia  della  richiedente. In  particolare,  l'insorgente  avrebbe 
reso in un primo tempo delle dichiarazioni circa il suo luogo di nascita, 
i membri della sua famiglia, la paternità del bambino, nonché i motivi a 
sostegno della sua richiesta d'asilo prima dell'arrivo in Svizzera, che la 
stessa avrebbe smentito nelle audizioni successive solo dopo essere 
stata confrontata con il risultato dell'esame dattiloscopico. Inattendibile 
appare inoltre il motivo - rilevato soltanto durante l'audizione federale 
diretta  -  secondo cui  i  contrasti  avuti  con  la  sorella  e  quindi  la  sua 
partenza da E._______ sarebbero dovuti al fatto che la di lei sorella 
sospettasse che il padre del bambino fosse in realtà il suo convivente. 
Risulterebbero inoltre inverosimili le allegazioni dell'insorgente quanto 
al sequestro di cui sarebbe stata oggetto nonché delle violenze carnali 
che avrebbe subito  da parte  del  cinese quale  motivi  alla  base della 
sua domanda d'asilo, ritenuto che la stessa non sarebbe stata in grado 
di  riferire  l'identità  completa  del  suo  aggressore,  come  pure  non 
avrebbe più fatto menzione di tali fatti nel corso dell'audizione federale 
diretta,  limitandosi  invece a  dichiarare  di  aver  subito  delle  minacce, 
delle pressioni,  nonché il  sequestro di  oggetti  personali.  Infine, dagli 

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atti  non  risulterebbero  indizi  che  potrebbero  capovolgere  la 
presunzione confutabile dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi.

5.
Nel  gravame,  la  ricorrente  ha  fatto  valere  innanzitutto  la  mancata 
ricezione  degli  atti  essenziali  dell'incarto.  Nel  merito,  l'insorgente 
contesta di aver reso delle dichiarazioni contraddittorie e inverosimili e 
sottolinea di aver sottaciuto parte della verità per paura del rinvio e per 
essere  stata  mal  consigliata. In  occasione  della  seconda  audizione, 
essa avrebbe raccontato la sua vera vicenda e chiarito lei  stessa le 
contraddizioni.  Inoltre,  la  ricorrente  asserisce  di  trovarsi  esposta  a 
trattamenti vietati dall'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) e dall'art. 83 della legge federale del 16 dicembre 
2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) non potendo beneficiare nel suo 
Paese della protezione contro l'agire di terzi, ciò che renderebbe il suo 
rientro  e  quello  di  suo  figlio  inammissibile,  impossibile  e 
ragionevolmente inesigibile, tenuto conto inoltre che in Mongolia lei e 
suo figlio  non avrebbero  più  nessuno,  essendo  quasi  tutti  i  familiari 
morti di cancro al fegato. 

6.
Nel completamento del gravame, l'insorgente rinvia sostanzialmente ai 
fatti  e  alle  considerazioni  addotte  con  l'atto  ricorsuale.  Essa  ha 
sostanzialmente  ribadito  che  il  suo  rinvio  e  quello  di  suo  figlio  non 
sarebbero esigibili, considerato che in Patria non avrebbero nessuno e 
dovrebbe crescere suo figlio da sola. 

7.

7.1 Giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una domanda 
d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio federale 
ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a meno 
che non risultino indizi di persecuzione.

7.2 Da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale ha 
inserito un Paese nel novero dei Paesi sicuri, sussiste di massima una 
presunzione  d’assenza  di  persecuzioni  in  detto  Paese.  Incombe  al 
richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per quanto attiene 
alla sua situazione personale.

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7.3 Dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi 
dell’art. 34 cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto 
i  seri  pregiudizi  previsti  dall’art.  3  LAsi,  ma  pure  gli  ostacoli 
all’esecuzione  dell’allontanamento,  di  cui  all’art.  44  cpv.  2  LAsi, 
imputabili  all'agire  umano  (Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
2003 n. 18).

8.

8.1 Questo  Tribunale  osserva  che,  siccome  il  Consiglio  federale  ha 
effettivamente inserito, in data 28 giugno 2000, la Mongolia nel novero 
dei  Paesi  esenti  da  persecuzioni,  sussiste  di  massima  una 
presunzione d'assenza di persecuzioni in detto Paese.

8.2 Nella  fattispecie,  la  ricorrente  non è  riuscita,  per  quanto  attiene 
alla  sua situazione personale  e  quella  di  suo figlio,  ad  invalidare  la 
presunzione  d'assenza  di  persecuzioni,  ritenuto  segnatamente  che 
dagli atti di causa non emergono indizi di persecuzione. In particolare, 
l'insorgente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le allegazioni decisive 
in materia di asilo si esauriscono, difatti, in mere affermazioni di parte 
non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, 
in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può 
essere  rimandato  (art. 109 cpv. 3 LTF  in  relazione  all'art. 6 LAsi, 
all'art. 37 LTAF ed all'art. 4 PA). Basti ancora rilevare che la ricorrente 
si é contraddetta in maniera palese proprio quanto al motivo alla base 
della  sua  richiesta  d'asilo.  Essa,  infatti,  ha  affermato  dapprima  di 
essere  espatriata  per  il  timore  che  il  padre  del  bambino  le  volesse 
portare  via  suo  figlio  alla  nascita,  fatto  questo  che  la  ricorrente 
avrebbe denunciato  alla  H._______ di  I._______ ([...]). In  occasione 
della  seconda  audizione  del  [...],  la  stessa  ha  invece  affermato  di 
essere  espatriata  in  quanto  temeva  il  cinese,  ovvero  colui  che 
l'avrebbe tenuta  in  ostaggio e violentata  (pag. 1),  di  cui  però  non è 
stata  in  grado di  indicarne  l'identità  ([...]).  La  ricorrente  avrebbe poi 
affermato  di  essere  stata  liberata  dal  suo  aggressore  grazie 
all'intervento del cognato che é un militare ([...]), raccontando poi nel 
corso dell'audizione federale diretta che i vicini (del cinese) avrebbero 
allarmato la H._______, la quale avrebbe portato via sia il cinese che 
il  cognato ([...]). In tale contesto e - tanto più considerate le versioni 

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contraddittorie, nonché le menzogne rese e ammesse espressamente 
dalla ricorrente nel corso delle sue audizioni sia sul motivo d'asilo che 
su  diversi  punti  della  sua  storia,  al  limite  della  violazione  di 
qualsivoglia  obbligo  di  collaborazione  ([...])  –  codesto  Tribunale  può 
concludere che non v'è ragione di ritenere che la ricorrente non possa 
ricevere  un'appropriata  protezione  statale  contro  l'eventuale  futuro 
agire illegittimo nei suoi confronti  da parte di  terzi,  contrariamente a 
quanto l'insorgente pretende invece far valere con generiche e vaghe 
affermazioni  (cfr. ricorso pag. 3). Di  conseguenza,  l'UFM rettamente 
non è entrato nel merito della domanda d'asilo, considerato che non 
sussistono indizi di persecuzione ai sensi dell'art. 3 LAsi.

9.

9.1 In considerazione di quanto suesposto, non emergono dalle carte 
processuali  neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento della ricorrente e di  suo figlio in Mongolia possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18 aprile 1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre la ricorrente e il figlio in patria al rischio 
reale ed immediato di  trattamenti  contrari  all'art. 3 CEDU o all'art. 3 
della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, 
inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

9.2 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno che  in  Mongolia  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nella totalità del territorio nazionale.

9.3 Dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  ostacoli 
all'esecuzione  dell'allontanamento  non imputabili  all'agire  umano. La 
ricorrente è giovane, è nata ed ha vissuto ad J._______ fino al  suo 
espatrio  ([...])  dove  ha  avuto  delle  esperienze  professionali  –  a 
seconda delle  sue versioni  ([...])  -  sia  come parrucchiera  che come 
venditrice  nel  negozio  di  alimentari  di  sua  sorella,  che  tra  l'altro  la 
ricorrente ha rivelato essere di proprietà della sorella e facente parte 
di un centro commerciale ([...]). Inoltre, codesto Tribunale osserva che 
si può presumere che la ricorrente abbia una importante rete sociale 
nel  suo  Paese  d'origine,  tenuto  conto  che  nel  corso  dell'audizione 

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federale diretta,  l'insorgente ha rivelato la presenza in Patria di  suoi 
amici (pag. 8), dell'amica di  sua sorella a cui avrebbe lasciato i  suoi 
documenti  (pag. 4)  e  nondimeno del  presunto  padre  di  suo figlio,  il 
quale  sarebbe  ritornato  in  Mongolia  (pag.  6).  Non  si  può  del  resto 
escludere  la  presenza di  una rete  familiare  dalla  ricorrente,  ciò  che 
nella fattispecie non presuppone ulteriori approfondimenti, considerate 
le versioni contraddittorie e menzognere della stessa sulla sua famiglia 
nel corso delle sue audizioni. In questo contesto, la ricorrente avrebbe 
quindi  la  possibilità  di  chiedere  ospitalità  e  sostegno  alle  suddette 
persone presenti  in  Patria. La ricorrente non ha,  altresì,  preteso nel 
gravame di soffrire lei stessa o il figlio di gravi problemi di salute che 
possano giustificare un'ammissione provvisoria  (v. sulla problematica 
GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa 
emerga la necessità di una permanenza dell'insorgente e di suo figlio 
in Svizzera per motivi medici. In siffatte circostanze, l'autorità inferiore 
ha rettamente ritenuto siccome adempiuti i presupposti per formulare 
una prognosi favorevole con riferimento alle effettive possibilità per la 
ricorrente  di  un  adeguato  reinserimento  sociale  nel  suo  Paese 
d'origine.

9.4 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). La 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

10.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

11.
L'insorgente  e  suo  figlio  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle 
quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento 
dalla  Svizzera  (art.  14  cpv. 1  e  cpv. 2,  art.  44  cpv. 1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

12.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per  le  ragioni  indicate  al  considerando  9  del  presente  giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 

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dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

13.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice  unico,  con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

14.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  delle  ricorrenti  (art. 63 cpv. 1  e 
cpv. 5 PA  nonché  art. 3 lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del  21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono computate 
con  l'anticipo  spese,  di  fr.  600.--,  versato  dall'insorgente  il 
29 ottobre 2008.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali,  di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Esse  sono  computate  con  l'anticipo  spese  di  fr. 600.-  versato  il  29 
ottobre 2008.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato)
- UFM,  Divisione Dimora e aiuto al ritorno (in copia; n. di rif. N [...]; 

allegato: incarto UFM)
- K._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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