# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 92783139-454c-5673-8ef2-3fb3c37082c6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-04-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 24.04.2002 INC.2001.59503
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-59503_2002-04-24.html

## Full Text

N. 595.2001.3 L                                                         Lugano,
24 aprile 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sull’istanza
presentata il 17 aprile 2002 dal

 

 

Procuratore pubblico
avv. __________

 

 

intesa ad ottenere la proroga di
quattro mesi del carcere preventivo cui è astretto

 

 

__________,             attualmente presso il
Penitenziario cantonale

                                    (patrocinato dalla lic. iur.
__________)

 

 

nel procedimento pendente contro
quest’ultimo per titolo di infrazione aggravata alla legge federale sugli
stupefacenti e altri reati;

 

 

 

preso atto della comunicazione
verbale 24 aprile 2002 della patrocinatrice dell'accusato di rinuncia a
presentare osservazioni;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

 

1.

 

 

Il sedicente __________, già appalesatosi
con altre generalità, è stato arrestato il 1. novembre 2002, con promozione
dell'accusa nei suoi confronti per titolo di violazione del bando, infrazione
alla legge federale sulla dimora e il domicilio degli stranieri e
subordinatamente di falsità in certificati. Nonostante espulsione giudiziaria,
egli era infatti nuovamente entrato sul nostro territorio, legittimandosi con
passaporto all'indicato nome, palesemente falso (v. rapporto 2 novembre 2001
della Polizia scientifica, doc. 8 dell'inc. MP 7531/2001). Vale la pena di
ricordare (cfr. verbale di conferma dell'arresto del 2 novembre 2001, doc. 3
dell'inc. MP), che l'accusato ha negato di aver mai consumato stupefacenti e di
averne ancora trafficati, nonché la falsità del passaporto ed anche di essere a
conoscenza dell'espulsione, salvo a dover ricordare poi: "Confermo di
avere il 2 aprile 1999 promesso di non venire più qui, sotto comminatoria (da
me proposta) della pena di morte".

Con intimazione a verbale del 5
dicembre 2001 (doc. 23 inc. MP), il Procuratore pubblico ha esteso l'accusa nei
confronti di __________ al reato di infrazione aggravata alla legge federale
sugli stupefacenti, essendo emerse sue vendite di droga, da lui inizialmente
negate. Solo dopo numerosi ed intensi interrogatori, confrontato con emergenze
esterne, __________ ha fatto delle ammissioni concernenti spaccio di cocaina,
ridotto ed a suo dire unicamente per sovvenire ai costi del consumo personale
(v. verbale 11 febbraio 2002 dinnanzi al Procuratore pubblico, doc. 56).

 

 

 

2.

 

 

Il Procuratore pubblico postula
una proroga del carcere preventivo della durata di "almeno"
quattro mesi, considerata la convergenza di tutti i presupposti di legge.
__________ è già stato oggetto di procedimenti e condanne, sotto altre
generalità, ed ha continuato la sua presenza clandestina in Svizzera,
spacciando stupefacenti, nella misura da lui ammessa di non meno di 180 grammi
di cocaina, ciò che basta a dimostrare l'esistenza di gravi e concreti indizi
di colpevolezza. Ma vi sono fondati sospetti di più ampia attività criminosa,
per la sua permanenza sul nostro territorio, per le disponibilità finanziarie e
per quanto desumibile da accertamenti esterni, che si scontrano con le sue reiterate
menzogne: di qui la necessità di approfondimenti istruttori, attraverso
l'analisi dei movimenti finanziari e l'identificazione e l'interrogatorio di 

altri compartecipi, donde certo pericolo di collusione. Il pericolo di fuga è
evidente, stante la situazione personale dell'accusato e la sua importante
compromissione.

 

Come ricordato in epigrafe, la
patrocinatrice dell'accusato - direttamente interpellata da questo Ufficio - ha
comunicato di rinunciare a presentare osservazioni.

 

 

 

3.

 

 

Come al dettato di legge ed a
giurisprudenza (REP 1998, pag. 333 ss.), l'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (come è qui il caso)
proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali - per quanto concerne la fattispecie in discussione -
i bisogni dell'istruzione, nella specie di paventata collusione, ed il pericolo
di fuga (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa,
non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la
presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della
pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del
Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3).

L'eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

 

4.

 

Nonostante il silenzio
dell'accusato, questo giudice è tenuto ad affrontare d'ufficio i contenuti
dell'istanza, per in ogni modo concludere in casu che 

sufficienti presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla
giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di
__________ a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione
della sua libertà, sino a conclusione del procedimento.

 

 

4.1

 

__________ è sicuramente
colpevole dei reati imputatigli ed in particolare di infrazione aggravata alla
legge federale sugli stupefacenti, come alle sue ammissioni di aver (perlomeno)
spacciato complessivamente 180 grammi di cocaina. Ma i sospetti del magistrato
inquirente di maggior traffico non sono destituiti di fondamento e meritano
approfondimento delle indagini: a questa conclusione portano gli illuminanti
esiti delle indagini condotte nel Canton Vaud (v. doc. 42, 44, 48 e 61), la
dimostrata continuità di presenza di __________ in Svizzera sotto mentite
spoglie (basti in proposito ricordare che il passaporto sicuramente falso venne
denunciato come smarrito dal 22 settembre 1999 da un cittadino bianco [doc.
49], e che al recapito della pretesa zia a Lisbona non sono conosciute persone
dalle millantate generalità dell'accusato [verbale di polizia 15 marzo 2002]),
l'ampia disponibilità di denaro contante (per pagare numerose trasferte in
taxi: v. verbali di polizia 7 dicembre 2001 di __________ e 10 dicembre 2001 di
__________) ed i trasferimenti sempre di denaro ancora oggetto di analisi (v.
doc. 68, 69 e 73). A ciò si può aggiungere che la credibilità dell'accusato non
vale un ette, essendo addirittura riuscito a farsi smentire dalla propria
patrocinatrice (cfr. verbale dinnanzi al Procuratore pubblico del 5 dicembre
2001, doc. 23 pag. 5 :"D. Lo ha detto alla sua avvocatessa di essere
stato picchiato? [R.] Sì. Domanda dell'avvocatessa: è sicuro di avermelo detto
visto che io sono certa che non me lo ha detto? [R.] No, ora che ci penso posso
dire che credevo di averglielo detto ma forse non è stato così.").

 

 

4.2

 

Quanto esposto sopra vale anche
ad aver per dimostrato serio e concreto pericolo di collusione e di
inquinamento delle prove nei confronti di correi, compartecipi e acquirenti,
per il non celato intento di __________ di nascondere al massimo le sue
malefatte.

 

 

4.3

 

In punto al pericolo di fuga,
quale impedimento a scarcerazione, si ricorda che i criteri determinanti per
stabilire se esso sia dato o meno sono il carattere del prevenuto, il suo
domicilio, la sua professione, la sua situazione famigliare e i 

suoi legami con lo Stato in cui egli é inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31
marzo 1992 in re S.C. del Tribunale federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re
M.A., CRP 314/94). L'apprezzamento di tutte le circostanze, per invocare
appunto un rischio di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una
fuga appaiano per l’accusato come un male minore rispetto a quello derivante
per lui dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati
imputati comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importanti
(in questo senso Mario Luvini; in
REP 1989, pag. 292, con i riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre
1994 in re S.V., CRP 341/94).

__________ è cittadino straniero,
di generalità non certe, clandestino e già espulso, pregiudicato anche per
infrazioni alla legislazione sugli stupefacenti (v. casellario giudiziale al nome
suppositizio di __________, cittadino della Guinea Bissau, doc. 7) ed ora
alquanto pesantemente compromesso, per cui è certo che per lui la fuga sarebbe
la soluzione migliore, aduso d'altra parte com'è ad assumere altre generalità.

 

 

 

5.

 

 

Il carcere preventivo sin qui sofferto e
ipotizzabile sino alla conclusione del procedimento, che risulta essere
condotto con coerente sollecitudine nonostante l'atteggiamento reticente (è un
eufemismo) dell'accusato, è rispettoso del principio di proporzionalità per la
gravità della fattispecie e la relativa complessità delle indagini che
necessitano ancora di tempo per vedere convenientemente assicurato l'assetto
probatorio, fermo restando il noto obbligo del Procuratore pubblico di non
protrarre la privazione della libertà personale oltre il necessario (art. 102
cpv. 1 CPP) e di agire celermente (art. 176 cpv. 3 CPP).

 

 

 

6.

 

 

Di conseguenza l’istanza di
proroga del carcere preventivo è accolta come proposta dal magistrato
inquirente, con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie
(art. 39 lett. f TG e contrario), e suscettibile di impugnazione alla Camera
dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

 

 

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.      L’istanza è accolta.

 

          Di conseguenza il carcere preventivo cui è astretto il
sedicente __________ è prorogato di quattro mesi e cioè sino al 30 agosto 2002,
compreso.

 

 

2.      Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei
ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.      Intimazione:

     -    lic. iur. __________, per sé e per l’istante;

     -    Procuratore pubblico avv. __________ (con l'inc. MP
7531/2001 di ritorno);

     -    Direzione del Penitenziario cantonale, Lugano-Cadro.

 

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
__________