# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 623598cd-d863-5f06-bf11-0acf21a97557
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-04-25
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 25.04.2022 14.2019.88
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2019-88_2022-04-25.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2019.88

  	
  Lugano

  7 gennaio 2020

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Bertoni

  

 

 

sedente nella composizione a giudice unico (art. 48b
lett. b n. 1 LOG) sull’appello presentato il 9 maggio 2019 da

 

	
   

  	
   AP
  1 IT-

  (patrocinata dall’  PA 1 )

  

contro la decisione 28 marzo 2019 del Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 1, nella causa OR.2015.125 (rivendicazione di beni
pignorati) che oppone l’appellante alla

	
   

  	
  AO
  1,

  IT-__________

  (patrocinata dagli avv. PA
  2 e PA 3,

   Lugano)

  

e
ora statuendo sull’istanza preliminare contenuta nella risposta all’appello volta
alla prestazione di una cauzione processuale di fr. 110'000.– e alla
limitazione della procedura alla questione della cauzione processuale;

 

 

ritenuto in fatto e considerando in diritto:

 

                                         che
statuendo con decisione del 14 dicembre 2012 il Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 5, ha decretato a favore della AO 1
(in seguito: PI 1), a concorrenza di fr. 145'398'000.–, il sequestro di diversi averi bancari di cui PI 1 risulta proprietario, tra cui una
relazione bancaria intestata
alla PI 2 presso __________ di Lugano;

                                         che il decreto di sequestro è
stato eseguito lo stesso giorno dall’Uffi­cio d’esecuzione di Lugano su attivi
stimati in fr. 9'249'871.– ed è stato
convalidato dalla sequestrante il 19 dicembre 2012 con un’

                                         esecuzione
(n. __________) volta all’incasso di fr. 144'840'000.– oltre agli
accessori;

 

                                         che
con decisione del 4 ottobre 2017 il Pretore ha respinto sia l’opposizione
sia la domanda di garanzia presentate dalla moglie di PI 1,
AP 1, che si professa beneficiaria del conto della PI 2 sequestrato, e ha posto
a carico dell’opponente le spese processuali di fr. 2'000.– e ripetibili
di fr. 15'000.– a favore della sequestrante;

 

                                         che
questa Camera, con sentenza 14.2017.190 del 7 settembre 2018,
ha parzialmente accolto il reclamo interposto da RE 1 contro la
decisione citata, limitatamente alla domanda tendente all’attribuzione di una
garanzia (art. 273 LEF), accolta per fr. 70'000.–, mentre le spese
processuali di fr. 3'000.– sono state
poste a carico della reclamante, con l’obbligo di rifondere alla CO 1 fr. 20'000.–
per ripetibili;

 

                                         che
al ricorso interposto dall’opponente il 21 ottobre 2018 il Tribunale federale
ha conferito effetto sospensivo nel senso di mantenere il sequestro, ma di
vietare la conseguente procedura durante il procedimento ricorsuale (decreto
dell’8 gennaio 2019 nella cau­sa 5A_879/2018);

 

                                         che
il 28 marzo 2019, il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1, ha respinto la
petizione formulata il 26 maggio 2015 da AP 1 nei confronti della AO 1, volta a
sottrarre i valori patrimoniali depositati
sulla relazione bancaria intestata alla PI 2 al pignoramento eseguito a
convalida del sequestro;

 

                                         che
le spese processuali di complessivi fr. 55'000.– sono state poste a carico
dell’attrice, tenuta a rifondere alla convenuta un’inden­nità per ripetibili di
fr. 185'000.–;

 

                                         che
contro questa decisione AP 1 ha inoltrato appello il 9 maggio 2019 per
ottenere, in via preliminare, l’ammis­sione di diverse prove rifiutate dal
Pretore, l’annullamento della sentenza e il rinvio della causa alla prima sede
(in subordine l’as­sunzione delle prove in appello), e in via principale la
riforma della decisione impugnata nel senso di accertare la propria qualità di
prima e unica beneficiaria di tutti i valori patrimoniali
(in subordine del 64.13% di essi)
depositati sulla relazione bancaria intestata alla PI 2, di fr. 9'249'871.–
il 25 marzo 2015, e a sottrarli interamente
(in subordine nella misura del 64.13%) al pignoramento eseguito (il 2
aprile 2015) nell’esecuzione a convalida del sequestro;

 

                                         che
nella sua risposta del 2 settembre 2019, la AO 1 ha chiesto la reiezione dell’appello
e in via preliminare di sospendere la procedura e limitarla al trattamento
della richiesta di versamento di una cauzione processuale di fr. 110'000.–;

 

                                         che
con osservazioni dell’11 novembre 2019, AP 1 ha postulato in via principale la
reiezione dell’istanza preliminare e in via subordinata la limitazione della
cauzione processuale a fr. 25'000.– al massimo;

 

                                         che
giusta l’art. 99 cpv. 1 CPC l’attore può dover prestare cauzione per le spese
ripetibili se – fra l’altro risulta insolvente, segnatamente se nei suoi
confronti è stato dichiarato il fallimento o è in corso una procedura
concordataria o a suo carico vi sono attestati di carenza beni (lett. b), se è
ancora debitore delle spese giudiziarie relative a una precedente procedura
(lett. c) oppure se per altri motivi il pagamento delle ripetibili risulta
seriamente compromesso (lett. d); 

 

                                         che
una richiesta di cauzione può essere formulata anche in seconda istanza nei
confronti della parte reclamante o appellante, indipendentemente dal ruolo rivestito
davanti all’istanza inferiore (DTF 141 III 558 consid 2.5.1; sentenza del
Tribunale federale 4A_26/2013 del 5 settembre 2013 consid. 2.2, in SJ 2014 I
101; Suter/Von
Holzen in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger [cu­ratori], Kommentar zur Schweizerischen ZPO, 2ª ed. 2013, n.
8 ad art. 99 CPC; V. Rüegg/M. Rüegg
in: Basler Kommentar, ZPO, 3a ed.
2017, n. 4 ad art. 99 CPC; Tappy
in:
Commentaire romand, Code de procédure
civile, 2a ed. 2018, n. 9 ad art. 99 CPC);

 

                                         che
nella fattispecie la AO 1 fa valere anzitutto che l’appel­lante non ha pagato
le ripetibili di primo e secondo grado, per un totale di fr. 35'000.–,
sicché sarebbe dato il presupposto dell’art. 99 cpv. 1 lett. c CPC;

 

                                         che
con le osservazioni dell’11 novembre 2019 AP 1 ha tuttavia provato di avere
bonificato fr. 35'000.– sul con­to dei patrocinatori della controparte il
7 novembre 2019;

 

                                         che
la tardività del pagamento non è di rilievo, siccome il presupposto per l’accoglimento
della richiesta di cauzione processuale – ovvero spese processuali esigibili
scoperte – deve sussistere al momento della
statuizione (sentenza del Tribunale federale 5A_ 916/ 2016 del 7 luglio
2017, consid. 2.4.5, RSPC 2017 424; V.
Rüegg/M. Rüegg, op. cit., n. 6 ad art. 99; Tappy, op. cit., n. 35 ad art. 99);

 

                                         che
la AO 1, d’altra parte, fonda la propria istanza sul fatto che sarebbero
realizzate le condizioni dello stato d’insolvenza nel senso dell’art. 99 cpv. 1
lett. b CPC e in ogni caso sussisterebbe il rischio concreto che il pagamento
delle ripetibili di appello sia compromesso (nel senso della lett. d) perché la
stessa appellante ha sostenuto nella procedura pendente davanti al Tribunale
federale di essere una casalinga “integralmente
a carico del marito” e di dover “quindi
ricercare finanziamenti presso istituti bancari o privati”; 

 

                                         che
– obietta l’appellante – pur essendo casalinga, ella non ha debiti di sorta e
ha sempre esaudito tutte le richieste di pagamento, seppur a volte con qualche
ritardo, ciò che si spiega con l’entità degli acconti richiesti e delle
ripetibili da rifondere;

 

                                         che
l’appellante ammette però di dover sempre fare affidamento a terzi per versare
gli acconti richiesti e pagare le ripetibili dovute;

 

                                         che
pertanto se non dovesse rifondere volontariamente le ripetibili per ipotesi
riconosciute alla controparte al termine della procedura d’appello, il loro
incasso risulterebbe seriamente compromesso (giusta l’art. 99 cpv. 1 lett. d
CPC) dal momento che non avrebbe la possibilità di escutere né l’appellante –
per sua ammissione senza risorse proprie – né i non meglio precisati terzi,
verso i quali ella non pretende di vantare diritti;

 

                                         che
per quanto riguarda l’entità della cauzione, a mente della AO 1 essa va fissata
tra fr. 55'000.– e fr. 110'000.–, ovvero tra il 30% e il 60% dell’indennità
di fr. 185'000.– stabilita in prima sede, e viste le caratteristiche della
procedure, il valore di lite e la posizione processuale assunta dall’appellante
chiede di applicare la fascia più elevata;

 

                                         che
in via subordinata l’appellante considera invece che in virtù dell’art. 11 del Regolamento
sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e
per la fissazione delle ripetibili (RTar, RL 178.310) la cauzione dovrebbe
variare tra fr. 54'000.– e fr. 108'000.– tenuto conto del valore di
causa ammontante a circa fr. 9'000'000.–, ma sostiene che il dispendio
effettivo non dovrebbe superare 80 ore di lavoro, giacché la vertenza è
perfettamente nota alla controparte e non comporterà più atti processuali
rilevanti, sicché sulla scorta della tariffa oraria di fr. 280.– la
cauzione dovrebbe ammontare a suo dire al massimo a fr. 25'000.–, spese e
IVA comprese;

 

                                         che
l’appellante non spiega per quale motivo ci si dovrebbe scostare dall’art. 11
RTar, non tiene minimamente conto nella propria valutazione del criterio (in
casu rilevante) del valore litigioso né esclude una replica, ciò che
potrebbe costringere la parte avversa a presentare una duplica;

 

                                         che
la causa in esame non presenta particolarità tali da giustificare di derogare
all’art. 11 RTar (sulla scorta dell’art. 13 cpv. 1), sicché la cauzione va
fissata tra fr. 55'000.– e fr. 110'000.– tenuto conto del valore
litigioso di fr. 9'249'871.– (valore dei beni pignorati);

 

                                         che
le vaghe e telegrafiche indicazioni della AO 1 non legittimano l’applicazione
della fascia alta della tariffa;

 

                                         che,
anzi, come per la fissazione dell’anticipo occorre orientarsi verso la fascia
bassa, tenuto conto che la tematica litigiosa è già stata parzialmente trattata
in sede di opposizione al sequestro;

 

                                         che
a riguardo dell’importanza della lite, delle sue difficoltà, del­l’ampiezza del
dispendio lavorativo e dello svolgimento del patrocinio (art. 11 cpv. 5 RTar), una
remunerazione – e quindi una cauzione – di fr. 60'000.– appare adeguata
pur considerata un’even­tuale replica;

 

                                         che
in caso di mancato versamento della cauzione nemmeno entro un termine
suppletorio non si entrerà nel merito dell’appello (art. 101 cpv. 3 CPC);

 

                                         che
le spese giudiziarie della decisione odierna, stabilite in considerazione del
valore, della natura e della complessità della causa (art. 2 cpv. 1 LTG), seguono
la soccombenza reciproca delle parti (art. 106 cpv. 2 CPC);

 

                                         ch’essendo
la decisione odierna una decisione incidentale, i rimedi esperibili sul piano
federale (da menzionare giusta l’art. 112
cpv. 1 lett. d LTF) seguono la via giudiziaria dell’azione principale (art.
51 cpv. 1 lett. c LTF), ovvero soggiace al ricorso in materia civile
(art. 72 cpv. 2 lett. a LTF; Corboz
in: Commentaire de la LTF, 2a ed. 2014, n. 25 ad art. 72 LTF), avuto
riguardo a un valore litigioso, come detto, di fr. 9'249'871.–,
ampiamente superiore alla soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv.
1 lett. b LTF.

Per questi motivi,

pronuncia:              1.   L’istanza
di prestazione di cauzione è parzialmente accolta e di conseguenza AP 1 è
tenuta a prestare entro il 10 febbraio 2020 una cauzione di fr. 60'000.–
a titolo di garanzia per eventuali ripetibili in favore della controparte per
la procedura d’appello, depositando tale importo, in contanti oppure con
versamento sul conto corrente postale 69-10370-9 intestato al Tribunale d’appello,
6900 Lugano, introiti AGITI (IBAN CH50 0 900 0000 6901 0370 9, SWIFT Code/BIC
POFICHBEXXX). La garanzia rimarrà vincolata finché la sentenza di appello avrà
acquisito carattere definitivo e potrà essere liberata solo dal presidente o
dal vicepresidente della Camera di esecuzione e fallimenti.

 

                                   2.   Le
spese processuali della decisione odierna, di fr. 500.–, sono poste a
carico delle parti in ragione di metà ciascuna, compensate le ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  –      ;

  –      .

  

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente
decisione è possibile presentare ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2
lett. a LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF), con le limitazioni dell’art. 93 LTF.