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**Case Identifier:** 80e9c273-a56c-5c20-be4e-91e51ea009f0
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-10-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.10.2022 D-4342/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4342-2022_2022-10-21.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4342/2022 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 1  o t t o b r e  2 0 2 2  

Composizione 
 Giudice Chiara Piras, giudice unica,  

con l'approvazione del giudice Walter Lang;  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Algeria,   

patrocinato dall'avv. Immacolata Iglio Rezzonico,  

e dall'avv. Giulia Melandri, 

(…),  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo e allontanamento (riesame);  

decisione della SEM del 19 agosto 2022 / N (…). 

 

 

 

D-4342/2022 

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Visto: 

la domanda d'asilo che A._______, cittadino algerino, ha presentato in 

Svizzera il 17 ottobre 2019, 

la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) 

del 25 marzo 2021, che respingeva la domanda d'asilo dell'interessato e 

pronunciava il suo allontanamento dalla Svizzera nonché l'esecuzione del 

provvedimento medesimo siccome lecita, esigibile e possibile, 

il ricorso del 23 aprile 2021, 

la sentenza del Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) 

D-1894/2021 del 29 giugno 2021 che dichiarava inammissibile il suddetto 

ricorso per mancato pagamento dell'anticipo spese,  

la domanda di riesame del 4 febbraio 2022 presentata dall'interessato alla 

SEM con allegato un rapporto medico dello psichiatra Dr. Med. B._______ 

e dello psicologo lic. psic. C._______ del 27 gennaio 2022, 

l'audizione del 3 giugno 2022, 

la decisione della SEM del 19 agosto 2022, notificata il 29 agosto 2022, 

che respingeva la domanda di riesame e confermava la decisione del 

25 marzo 2021, 

il ricorso del 28 settembre 2022 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d'entrata: 29 settembre 2022) per mezzo del quale l'interessato è insorto 

dinanzi allo scrivente Tribunale postulando, in via preliminare lo svolgi-

mento del procedimento in lingua italiana; in via cautelare e supercautelare 

la restituzione (recte concessione) dell'effetto sospensivo al ricorso, e, di 

conseguenza, la sospensione dell'allontanamento del ricorrente verso l'Al-

geria; mentre in via principale, nel merito, ha chiesto l'annullamento della 

decisione della SEM del 19 agosto 2022, il riconoscimento della qualità di 

rifugiato e la concessione dell'asilo, così come la concessione dell'assi-

stenza giudiziaria e del gratuito patrocinio nella persona dell'avv. Immaco-

lata Iglio Rezzonico per il procedimento di riesame avanti la SEM e per il 

presente procedimento; il tutto con protestate tasse, spese e ripetibili, 

le misure supercautelari del 29 settembre 2022 tramite le quali il Tribunale 

ha provvisoriamente sospeso l’esecuzione dell’allontanamento,  

 

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e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 

142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),  

che fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, 

in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF, 

che la SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l'atto impugnato co-

stituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA, 

che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA), per il che è legittimato ad aggravarsi contro 

di essa, 

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 6 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti, 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la 

violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5); che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 

cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, 

né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dalla giudice unica, 

con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la deci-

sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

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che giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 37 LTAF, nei 

procedimenti su ricorso è determinante la lingua della decisione impu-

gnata; che se le parti utilizzano un'altra lingua, il procedimento può svol-

gersi in tale lingua, 

che nel caso concreto, nonostante la decisione impugnata sia stata resa in 

francese, il ricorso è stato presentato in lingua italiana; che il presente pro-

cedimento si svolge dunque in lingua italiana,  

che l'insorgente ha motivato la propria domanda di riesame sulla scorta di 

un nuovo mezzo di prova, segnatamente il rapporto medico dello psichiatra 

Dr. med. B._______ e dello psicologo lic. psic. C._______ del 27 gen-

naio 2022; che tale documento, successivo alla decisione della SEM ed 

alla sentenza del Tribunale, sarebbe idoneo a provare fatti già allegati du-

rante la procedura d'asilo, ovvero i gravi disturbi psicologici di cui soffri-

rebbe l'istante e che porterebbero all'inesigibilità dell'allontanamento; che 

a ciò andrebbe aggiunto il fatto che la SEM gli avrebbe di fatto negato la 

possibilità di esprimersi sui motivi d'asilo legati al genere; che invero, l'au-

dizione sui motivi d'asilo del 12 febbraio 2020 sarebbe stata interrotta poi-

ché, dopo il racconto spontaneo, sarebbero emersi degli indizi di persecu-

zione legati al genere e l'interessato avrebbe fatto valere il proprio diritto di 

essere sentito da un team di genere esclusivamente maschile; che l'audi-

zione fissata in seguito sarebbe stata annullata due volte ed infine mai ef-

fettuata; che omettendo di convocare nuovamente l'interessato per l'audi-

zione sui motivi d'asilo legati al genere, la SEM avrebbe violato il suo diritto 

di essere sentito; che tale irregolarità dovrebbe essere sanata attraverso 

una convocazione del richiedente ad una nuova audizione; che una volta 

completata l'istruttoria, l'istante dovrebbe essere riconosciuto quale rifu-

giato e gli dovrebbe essere concesso l'asilo; che in subordine, egli do-

vrebbe essere ammesso provvisoriamente in Svizzera per inesigibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento; che invero, se rimpatriato, l'interes-

sato rischierebbe un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle 

condizioni di salute; che benché in Algeria vi sarebbero delle strutture alle 

quali egli potrebbe rivolgersi, le cure mediche in tale paese sarebbero a 

pagamento ed egli non avrebbe i mezzi finanziari necessari per farvi fronte; 

che altresì, egli non potrebbe contare su alcuna rete famigliare e sociale a 

supporto del rimpatrio; che per la procedura di riesame egli ha chiesto la 

concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio,  

che nella querelata decisione, l'autorità di prima istanza, dopo aver qualifi-

cato la richiesta dell'insorgente in parte quale domanda di riesame qualifi-

cato (per quanto riguarda l'audizione in merito agli abusi subiti in Patria, 

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fatti preesistenti) e in parte quale domanda di riesame semplice (per quanto 

riguarda i nuovi ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento), l'ha respinta; 

che l'autorità ha ritenuto che gli abusi sessuali subiti nell'orfanotrofio nel 

quale sarebbe cresciuto non sarebbero pertinenti in materia d'asilo; che 

invero, il legame di causalità temporale tra gli avvenimenti e la fuga sa-

rebbe interrotto; che inoltre, egli non avrebbe timore di subire degli ulteriori 

abusi in futuro; che per quanto riguarda l'allontanamento, la SEM ha rite-

nuto l'esecuzione della misura ammissibile, ragionevolmente esigibile e 

possibile; che in particolare, il suo stato di salute non sarebbe ostativo all'e-

secuzione dell'allontanamento; che infine, l'autorità ha pure respinto la ri-

chiesta di assistenza giudiziaria totale,  

che in sede ricorsuale, l'insorgente ritiene che la SEM abbia accertato i fatti 

in maniera incorretta ed incompleta; che segnatamente, l'autorità non 

avrebbe tenuto debitamente conto delle difficoltà del ricorrente di raccon-

tare il suo passato, in particolare le vicende che lo avrebbero visto vittima 

di abusi sessuali in orfanotrofio; che tali difficoltà sarebbero emerse sia dal 

rapporto psichiatrico, sia nel corso dell'audizione; che in seguito, la SEM 

non avrebbe tenuto conto del fatto che egli avrebbe lasciato l'orfanotrofio 

a soli 16 anni, mentre sarebbe espatriato diversi anni dopo poiché non 

avrebbe avuto il denaro necessario per lasciare l'Algeria; che se all'insor-

gente non dovesse essere riconosciuta la qualità di rifugiato e concesso 

l'asilo, egli dovrebbe comunque essere messo al beneficio dell'ammissione 

provvisoria per inammissibilità ed inesigibilità dell'esecuzione dell'allonta-

namento; che invero, se rimpatriato il ricorrente rischierebbe un grave, ra-

pido ed irreversibile peggioramento delle condizioni di salute; che altresì, 

l'allontanamento violerebbe i diritti fondamentali dell'insorgente; che inoltre, 

l'allontanamento non sarebbe ragionevolmente esigibile in quanto il suo 

stato di salute andrebbe a degradarsi repentinamente; che invero, nono-

stante vi sarebbero alcune strutture a cui il ricorrente potrebbe rivolgersi 

per ottenere le cure, le cure mediche sarebbero a pagamento ed egli non 

avrebbe i mezzi finanziari necessari per farvi fronte; che inoltre, egli non 

potrebbe contare su alcuna rete famigliare e sociale; che infine, l'autorità 

inferiore avrebbe dovuto accogliere la domanda di assistenza giudiziaria 

presentata poiché soltanto grazie alla domanda di riesame l'insorgente sa-

rebbe finalmente stato convocato all'audizione con un team esclusiva-

mente maschile; che la domanda di riesame sarebbe pure stata necessaria 

al fine di accertare in maniera esaustiva lo stato di salute psicologico del 

ricorrente, 

che la domanda di riesame, è una richiesta indirizzata ad un'autorità am-

ministrativa in vista della riconsiderazione di una decisione entrata in forza 

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di cosa giudicata; che tale istituto, pur non essendo previsto espressa-

mente dalla PA, è noto da tempo a giurisprudenza e dottrina, che l'hanno 

dedotto dall'art. 66 PA – il quale prevede il diritto di domandare la revisione 

delle decisioni – e dagli art. 8 e 29 cpv. 2 della Costituzione federale della 

Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101; cfr. DTAF 

2010/27 consid. 2.1, URSINA BEERLI-BONORAND, Die ausserordentlichen 

Rechtsmittel in der Verwaltungsrechtspflege des Bundes und der Kantone, 

1985, pag. 173); che il riesame è altresì regolamentato dalla legislazione 

in materia d'asilo a partire dalla modifica della LAsi del 14 dicembre 2012, 

in vigore dal 1° febbraio 2014 (cfr. art. 111b LAsi); che tale disposto pre-

vede che la domanda di riesame debitamente motivata debba essere indi-

rizzata per scritto alla SEM entro 30 giorni dalla scoperta del motivo di rie-

same (art. 111b cpv. 1 LAsi), 

che una domanda di riesame può rivestire tre differenti tipologie; che di 

principio un'autorità non è tenuta ad entrare nel merito di una tale richiesta 

a meno che essa costituisca una "domanda di riconsiderazione qualificata", 

ossia di una domanda per il cui tramite l'interessato si avvale di motivi di 

revisione previsti all'art. 66 PA senza che sia precedentemente stata ema-

nata una decisione di merito di seconda istanza (cfr. DTAF 2010/27 con-

sid. 2.1; BEERLI-BONORAND, op. cit., pag. 173); o una "domanda di adatta-

mento" dettata da un cambiamento notevole delle circostanze dal mo-

mento della pronuncia della decisione materiale finale di prima o, in caso 

di ricorso, di seconda istanza (cfr. DTAF 2014/39 consid. 4.5 ed ulteriori 

riferimenti; 2008/52 consid. 3.2.3; DTF 136 II 177 consid. 2.1; KARIN 

SCHERRER REBER, in: Praxiskommentar Verwaltungsverfahrensgesetz 

[VwVG], 2a ed. 2016, n. 16 ad art. 66 PA); che la trattazione da parte 

dell'autorità di prima istanza è parimenti giustificata allorquando, pur in pre-

senza di una sentenza materiale del Tribunale, la richiesta di rivalutazione 

si fonda su fatti o mezzi di prova insorti successivamente alla medesima, 

giacché una tale costellazione risulterebbe irricevibile per via di revisione 

dinanzi al Tribunale (cfr. art. 123 cpv. 2 lett. a in fine LTF; DTAF 2013/22 

consid. 11.4; AUGUST MÄCHLER, in: Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommen-

tar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren [VwVG], 

2a ed. 2019, n. 18 ad art. 66 PA), 

che i fatti nuovi devono essere rilevanti, vale a dire devono essere di natura 

tale da modificare la fattispecie alla base della decisione contestata e da 

condurre ad un giudizio diverso in funzione di un apprezzamento giuridico 

corretto; che per quanto concerne i mezzi di prova, gli stessi devono servire 

a comprovare i fatti nuovi che giustificano il riesame oppure fatti già noti e 

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allegati nel procedimento precedente, che tuttavia non avevano potuto es-

sere provati, a discapito del richiedente (cfr. DTF 127 V 353 consid. 5a; 118 

II 199 consid. 5; DTAF 2014/39 consid. 4.5 e rif. cit.; cfr. anche tra le tante 

la sentenza del Tribunale D-1331/2022 del 27 aprile 2022 con ulteriori rife-

rimenti citati),  

che nel caso in disamina, non essendoci stata una sentenza materiale del 

Tribunale ed avendo, da una parte, fatto valere un motivo previsto all'art. 66 

PA (violazione del diritto di essere sentito) per mancata audizione sui motivi 

legati al genere con un team d'audizione esclusivamente maschile e, 

dall'altra, allegato un nuovo documento (referto del 27 gennaio 2022) – po-

steriore sia alla decisione della SEM del 25 marzo 2022, sia alla sentenza 

del Tribunale 29 giugno 2021 d'inammissibilità del ricorso – è a giusto titolo 

che la SEM ha qualificato l'istanza quale riesame qualificato,  

che inoltre, il termine prescritto all'art. 111b cpv. 1 LAsi, a prescindere dalla 

sua applicabilità in concreto (cfr. sulla questione EMILIA ANTONIONI LUFTEN-

STEINER, in: Code annoté de droit de migrations, pag. 862 e seg.), risulta 

nella fattispecie ossequiato, visto che la domanda di riesame è stata depo-

sitata a meno di 30 giorni dalla data indicata nello scritto presentato,  

che pertanto, visto che la SEM ha trattato nel merito l'istanza, respingen-

dola, si tratta ora di valutare se i motivi in forza ai quali l'autorità è giunta 

alla reiezione risultino o meno fondati, 

che innanzitutto, è necessario verificare se le risultanze della summenzio-

nata audizione del 3 giugno 2022 siano atte a permettere una diversa va-

lutazione rispetto a quella di cui al provvedimento del 25 marzo 2021, 

che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi); che l'asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato; che 

esso include il diritto di risiedere in Svizzera, 

che giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di 

origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di es-

sere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente l'e-

sposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le 

misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 

LAsi),  

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che a tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la qualità 

di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi), 

che il timore di essere perseguitato presuppone inoltre l'esistenza di mi-

nacce attuali e concrete; che in tal senso, tra i pregiudizi e la fuga deve 

intercorrere un nesso causale temporale; che quest'ultimo è da conside-

rarsi decaduto, in regola generale, allorquando tra l'ultima persecuzione 

subita e l'espatrio è trascorso un lasso di tempo relativamente lungo; che 

a norma della giurisprudenza, la qualità di rifugiato non può quindi più es-

sere riconosciuta quando la fuga medesima interviene dai sei a dodici mesi 

dopo la fine delle persecuzioni; che vanno tuttavia riservati i casi nei quali 

vi sono motivi oggettivamente plausibili o valide ragioni di natura personale 

atti a giustificare una partenza differita dal paese d'origine (cfr. DTAF 

2011/50 consid. 3.1.2.1; DTAF 2009/51 consid. 4.2.5),  

che nel caso in disamina, l'insorgente ha riferito di aver subito gli abusi 

all'incirca a fine 2013 (cfr. atto SEM […]-9/20, F154), mentre sarebbe espa-

triato dall'Algeria nell'agosto 2018 (cfr. atti SEM […]-60/12, D12; […]-9/20, 

F164); che tra i due avvenimenti sarebbero dunque trascorsi più di quattro 

anni,  

che di conseguenza, essendo trascorso un lasso di tempo così lungo tra 

gli avvenimenti e l'espatrio – neppure giustificabile da motivi oggettivi – il 

nesso di causalità temporale tra i motivi e la fuga risulta essere manifesta-

mente interrotto nel caso di specie, 

che in secondo luogo, il Tribunale rileva che il rischio di subire delle perse-

cuzioni non risulta neppure attuale e non sono identificabili in specie fattori 

di rischio che permettano di considerare che l'insorgente possa essere 

esposto a pregiudizi in caso di rientro in patria; che egli ha dichiarato di non 

aver più avuto contatti con i dipendenti dell'orfanotrofio dopo averlo abban-

donato,  

che pertanto, pur non volendo in alcun modo sminuire i terribili vissuti del 

ricorrente, gli abusi non risultano essere rilevanti in materia d'asilo, 

che a questo proposito, non permette una diversa valutazione neppure 

quanto contenuto nel rapporto medico del 27 gennaio 2022; che invero, 

pur tenuto conto delle difficoltà del ricorrente di riferire degli abusi subiti, la 

SEM non ne ha messo in dubbio la verosimiglianza,  

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che pertanto, la domanda di riesame del 4 febbraio 2022, volta al ricono-

scimento dello statuto di rifugiato e alla concessione dell'asilo in Svizzera, 

va disattesa, 

che poste le considerazioni che precedono, resta da valutare se le patolo-

gie lamentate dall'interessato siano atte ad ostare all'esecuzione dell'allon-

tanamento verso l'Algeria, 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell'art. 44 LAsi, dall'art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), giusta il quale l'ese-

cuzione dell'allontanamento dev'essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), am-

missibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 

LStrI); che in caso di non adempimento d'una di queste condizioni, la SEM 

dispone l'ammissione provvisoria (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI), 

che anzitutto il ricorrente non può, per i motivi già enucleati, prevalersi del 

principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi); che altresì non vi 

sono indizi – non avendo egli reso verosimile di essere effettivamente in 

pericolo nel suo Paese – per ritenere che l'interessato possa essere espo-

sto ad un rischio personale, concreto e serio di trattamenti proibiti in rela-

zione all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre 

pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 

(Conv. tortura, RS 0.105), 

che per il resto, la Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha stabi-

lito che il respingimento forzato di persone che soffrono di problemi medici 

non è suscettibile di costituire una violazione dell'art. 3 CEDU, a meno che 

la malattia dell'interessato si trovi ad uno stadio avanzato e terminale, al 

punto che la sua morte appaia come una prospettiva prossima (cfr. sen-

tenza della Corte EDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 

26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1), 

che una violazione dell'art. 3 CEDU può però anche sussistere qualora vi 

siano dei seri motivi per ritenere che la persona, in assenza di trattamenti 

medici adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata ad un reale 

rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle condizioni 

di salute comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione 

della speranza di vita (cfr. sentenza della Corte EDU Paposhvili contro Bel-

gio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.), 

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che come lo si vedrà nei considerandi seguenti, la situazione valetudinaria 

dell'insorgente non risulta ostativa all'esecuzione dell'allontanamento da un 

punto di vista dell'esigibilità; che su questi presupposti e per i motivi dap-

presso esposti, nemmeno si può ritenere che il suo respingimento ponga 

problemi rispetto alla citata e più restrittiva giurisprudenza convenzionale, 

che ne discende, alla stregua di quanto rilevato nel sindacato giudizio, che 

l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme di di-

ritto pubblico internazionale nonché della LAsi, 

che giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI l'esecuzione non può essere ragionevol-

mente esigibile qualora, nello stato di origine o di provenienza, lo straniero 

venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali 

guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica, 

che in seguito, per quanto concerne le persone in trattamento medico in 

Svizzera, l'esecuzione dell'allontanamento diviene inesigibile nella misura 

in cui, nel caso di rientro nel loro paese d'origine o di provenienza, potreb-

bero non ricevere le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni 

minime d'esistenza; che per cure essenziali, si intende le cure di medicina 

generale e d'urgenza assolutamente necessarie alla garanzia della dignità 

umana, 

che l'art. 83 cpv. 4 LStrI, non può invece essere interpretato quale norma 

che comprenderebbe un diritto di soggiorno lui stesso indotto da un diritto 

generale di accesso in Svizzera a delle misure mediche tendenti al recu-

pero della salute o il suo mantenimento, per il semplice motivo che l'infra-

struttura ospedaliera o le regole dell'arte medica nel paese d'origine o di 

destinazione, non raggiungono lo standard elevato elvetico (cfr. DTAF 

2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati), 

che in tal senso, se le cure necessarie possono essere assicurate nel 

paese d'origine del richiedente, all'occorrenza con altri trattamenti rispetto 

a quelli prescritti in Svizzera, l'esecuzione dell'allontanamento in tale Paese 

sarà ragionevolmente esigibile; che invece non lo sarà più, ai sensi della 

disposizione precitata se, in ragione dell'assenza di possibilità di tratta-

mento adeguato, lo stato di salute dell'interessato si degraderebbe così 

rapidamente al punto da condurlo in maniera certa alla messa in pericolo 

concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, durevole e notevolmente 

più grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con rife-

rimenti citati), 

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che orbene, lo scrivente Tribunale rileva che le problematiche mediche la-

mentate dal ricorrente – al quale è stato diagnosticato (…) (cfr. rapporto 

medico del 27 gennaio 2022) – non appaiono di una gravità tale da giusti-

ficare un'ammissione provvisoria, 

che non può essere seguita la conclusione ricorsuale secondo cui egli non 

sarebbe in grado di sostenere i costi dei trattamenti, dal momento che non 

risulta che egli sia sottoposto ad una terapia, 

che invero, le condizioni di salute dell'interessato appaiono migliorate; che 

nel corso dell'audizione del 3 giugno 2022 egli ha dichiarato di sentirsi 

bene e di aver smesso i trattamenti da un anno e mezzo; che neppure dal 

rapporto medico del 27 gennaio 2022 risulta deducibile un trattamento, 

che ad ogni modo, quand'anche egli dovesse necessitare una terapia per 

i suoi problemi (…), la stessa sarebbe disponibile in Algeria come già ret-

tamente rilevato dalla SEM,  

che inoltre, il Tribunale osserva che l'Algeria dispone di un sistema di assi-

curazione sanitaria e che lo Stato, in linea di principio, si fa carico dei costi 

delle cure essenziali per le persone bisognose e non assicurate (cfr. sen-

tenze del Tribunale E-3503/2021 del 19 agosto 2021 consid. 7.3.2, E-

2625/2017 del 22 giungo 2021, pag. 8, E-1075/2021 del 25 marzo 2021, 

pag. 7 e E-55/2021 del 26 gennaio 2021 consid. 9.4.5),   

che infine, esula dal presente procedimento di riesame l'esistenza di una 

rete famigliare e sociale in Algeria; che la questione è infatti già stata trat-

tata nella decisione della SEM del 25 marzo 2021 e l'insorgente non ha 

versato agli atti nuovi mezzi di prova atti a mutare tale valutazione,  

che in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento 

del ricorrente è ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione 

all'art. 44 LAsi), 

che infine, nemmeno risultano impedimenti sotto il profilo della possibilità 

dell'esecuzione del provvedimento, 

che anche in materia d'esecuzione dell'allontanamento la decisione dell'au-

torità inferiore va dunque confermata, 

che in seguito, l'insorgente contesta il fatto che la SEM non abbia concesso 

l'assistenza giudiziaria ed il gratuito patrocinio per la procedura di riesame, 

D-4342/2022 

Pagina 12 

che giusta l’art. 111d cpv. 1 LAsi, se la SEM respinge la domanda di rie-

same, riscuote un emolumento e non vengono assegnate indennità, 

che innanzitutto si rileva che l'autorità non ha fissato alcun emolumento 

nonostante abbia respinto la domanda di riesame, 

che, inoltre, l'istanza di riesame appariva a prima vista priva di probabilità 

di esito favorevole; che di conseguenza, a giusto titolo la SEM ha negato 

la concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio,  

che nella sua decisione la SEM non ha, quindi, violato il diritto federale né 

abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha accertato in 

modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 

LAsi),  

che la decisione della SEM del 19 agosto 2022 va dunque confermata ed 

il ricorso respinto,  

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di con-

cessione dell'effetto sospensivo al gravame, è divenuta senza oggetto, 

che altresì, per lo stesso motivo summenzionato, la domanda tendente 

all'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 

spese processuali, risulta senza oggetto,  

che infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di concessione dell'assistenza giudiziaria è re-

spinta, 

che visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 1'500.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che avendo respinto la domanda di assistenza giudiziaria, va pure respinta 

l'istanza di concessione del gratuito patrocinio ai sensi dell'art. 65 cpv. 2 

PA, 

che le misure supercautelari pronunciate dal Tribunale il 29 settembre 2022 

decadono con la presente decisione finale (cfr. HANSJÖRG SEILER, in: Wald-

mann/Weissenberger [ed.], Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, n. 54 ad 

art. 56 PA), 

D-4342/2022 

Pagina 13 

che la presente decisione non concerne una persona contro la quale è 

pendente una domanda di estradizione presentata dallo Stato che ha ab-

bandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF), 

che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto 

pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF), 

che la pronuncia è quindi definitiva, 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-4342/2022 

Pagina 14 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 1'500.– sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della pre-

sente sentenza. 

4.  

L'istanza di concessione del gratuito patrocinio è respinta. 

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

La giudice unica: La cancelliera: 

  

Chiara Piras Sebastiana Bosshardt 

 

 

Data di spedizione: