# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 95e79ee5-7e14-51da-b39c-36c5ea550dde
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-06-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 01.06.2007 36.2007.15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2007-15_2007-06-01.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2007.15

   

  TB/IR/td

  	
  Lugano

  1 giugno 2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice
  delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  	 

	
   

  	 

	
   

  	 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  
								

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 gennaio 2007
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 12 gennaio 2007 emanata
  da

  
	
   

  	
  Istituto assicurazioni sociali Ufficio
  assicurazione malattia, 6501 Bellinzona

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

 

ritenuto                            in fatto

 

                                      

 

                                  A.   RI
1, domiciliata a __________, divorziata e mamma di un bambino, ha postulato la
riduzione del premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie per gli
anni 2006 e 2007 e ciò nel corso del 2006. La domanda relativa all’anno 2006 è
stata formulata il 10 luglio 2006 (doc. A1) ed il successivo 31 luglio 2006
(doc. A4) l'Ufficio Assicurazione Malattia (UAM qui di seguito) l’ha evasa
positivamente concedendo l’aiuto sociale all’assicurata “per sé e per il
figlio” __________ precisando al punto 2 del dispositivo del provvedimento
che "Il diritto al sussidio è dato per ogni membro della famiglia
regolarmente assicurato ai sensi della LAMal",

 

                                         Il
successivo 12 agosto 2006 l'assicurata ha formulato richiesta per
l'ottenimento, sia per lei che per il figlio, della riduzione del premio di
cassa malati anche per l'anno 2007 (doc. A5 e 1), istanza che l’UAM ha accolto,
con decisione formale del 29 settembre 2006 (doc. A6), nei seguenti termini:
"Il diritto al sussidio è dato in favore del 1° ed ogni eventuale
figlio successivo regolarmente assicurato ai sensi della LAMal".
Questo provvedimento non è stato impugnato nel termine di 30 giorni come
prevede l’art. 76 cpv. 1 LCAMal. Accortasi che l'assicuratore malattia aveva
ridotto il premio della copertura obbligatoria solo al figlio, con scritto
pervenuto all'UAM il 9 gennaio 2007 (doc. 2) l'assicurata ha ribadito il
diritto al sussidio anche per se stessa per il 2007 ed ha trasmesso della
documentazione all’amministrazione.

 

                                  B.   Considerato
questo scritto quale istanza di revisione, il 12
gennaio 2006 (doc. A7 e 4) l'Ufficio assicurazione malattia l'ha dichiarato
irricevibile, confermando quindi la decisione del 29 settembre 2006 di rifiuto
del sussidio per il 2007 per RI 1. Il 17 gennaio 2007 (doc. I) l'assicurata ha
impugnato al Tribunale Cantonale delle Assicurazioni questa decisione chiedendo
di riesaminare l'intera fattispecie viziata da incomprensioni fra le parti e quindi
di accordare anche a lei il sussidio come per il 2006, e ciò alla luce della
necessaria documentazione presentata già nel 2006. In particolare la ricorrente
non ritiene chiara la decisione dell'UAM del 29 settembre 2006, perché "il
punto 2) è stato formulato come aggiunta e non in sostituzione del fatto che
l'istanza a mio nome fosse stata negata.". Per la ricorrente poi
"Rileggendo l'istanza, e in virtù del possesso di un livello superiore
di lingua italiana, mi permetto affermare che nulla lasciava presagire che la
decisione fosse stata accolta solo a favore del figlio e non della madre.
Inoltre non è mai giunta ulteriore comunicazione alla mia persona che
segnalasse il fatto che il sussidio alla mia persona fosse stato escluso.",

 

                                         L'amministrazione
ha osservato che la ricorrente avrebbe potuto e dovuto inoltrare reclamo entro
30 giorni dall'intimazione della decisione negativa e che quindi l'istanza di
revisione non era ricevibile. L’UAM evidenzia che la revisione, come a costante
prassi di questo Tribunale, non è un succedaneo della procedura di reclamo
motivo per cui propone la reiezione del ricorso(doc. III).

 

                                         RI
1 ha ribadito le proprie argomentazioni (doc. V) e l'UAM ha ancor meglio
chiarito i dispositivi delle decisioni formali di luglio rispettivamente di
settembre 2006 (doc. VII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                                   1.   La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio
e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria
o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione
di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. per tutte STFA del 21 luglio 2003 nella
causa N., I 707/00).

 

                                   2.   Il
ricorso appare inoltrato nel termine di 30 giorni dall’intimazione della
decisione emessa dall’Ufficio dell'Assicurazione Malattia. Esso appare
tempestivo. Va qui comunque osservato come giusta l'art. 76 cpv. 1 LCAMal
(ossia della legge cantonale di applicazione della Legge Federale
sull’assicurazione malattie), contro le decisioni emesse in virtù della LCAMal,
è data facoltà di reclamo all'organo amministrativo che le ha emesse entro 30
giorni dalla notificazione (con applicazione della LPAmm ossia la legge di
procedura per le cause amministrative). Unicamente contro le decisioni su
reclamo di cui al citato art. 76 cpv. 1 LCAMal è data facoltà di ricorso a
questo Tribunale, sempre entro 30 giorni dalla notificazione del provvedimento
(art. 76 cpv. 2 LCAMal). Non è invece dato un ricorso immediato al Tribunale
Cantonale delle Assicurazioni avverso le decisioni dell’UAM. In altri termini
all’interno dell’amministrazione, non differentemente da quanto impone la LPGA
(ossia la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali),
è dato un doppio grado di giudizio che deve essere garantito oggettivamente
dall’esame di diversi funzionari con competenze diverse e gerarchicamente
superiori per il secondo grado di giudizio. In questo senso questo Tribunale si
è più volte espresso in particolare per quanto attiene appunto all’applicazione
della LPGA ed in particolare per quanto riguarda la concretizzazione di
decisioni in ambito di LAVS (Legge sull’assicurazione vecchiaia e superstiti).
In quelle sentenze, dopo avere svolto accertamenti specifici, il TCA aveva in
particolare rilevato come (v. sentenza 15 dicembre 2003 inc. 30.2003.63):

 

" 
Questo Tribunale prende
atto che, interpretando correttamente lo spirito della legge ed analogamente a
quanto fatto da altri assicuratori che da tempo conoscono la procedura di
opposizione (in particolare l'INSAI; cfr.: W. Morger "Das
Einspracheverfahren im Leistungsrecht des Unfallversicherungsgesetzes (UVG) in
SZS 1985 pag. 240 seg., in particolare pag. 242 "im administrativen
Bereich darf der Bearbeiter der Verfügung mit jenem der Einsprache nicht
identisch sein. Damit wird eine unvoreingenommene Überprüfung möglich und die
Objektivität des Einspracheentscheides zweifellos erhöht") la Cassa non ha
fatto esaminare l'opposizione dallo stesso funzionario che ha emesso la
decisione.

Meritano comunque di essere segnalate su questo argomento le opinioni
di Freivogel e di Kieser. Il primo autore sottolinea che:

 

"Die Einsprache ist "bei der verfügenden
Stelle" einzureichen (Art. 52 Abs. 1 ATSG) und wird grundsätzlich auch von
dieser behandelt.

Nicht so bei der SUVA: Bei dieser werden die vor
Verfügungserlass getätigten Abklärungen von der Kreisagentur administriert; das
Einspracheverfahren samt den medizinischen Zusatzabklärungen wird hingegen von
der Zentrale in Luzern geführt. Der gegenüber Art. 58 Abs. 2 des
ständerätlichen Entwurfs zum ATSG offener formulierte Art. 52 Abs. 2  ATSG
lässt die Behandlung der Einsprachen durch eine "spezialisierte
Einheit" innerhalb derselben Versicherung auch Weiterhin zu. Eine ähnliche
Abhebung der Einsprachebehörde wird jetzt auch für das Gebiet der
Arbeitslosenversicherung vorgesehen: Die können gemäss Art. 100 Abs. 2 rev.
AVIG eine andere als die verfügende Stelle für die Behandlung der Einsprachen
als zuständig erklären.

Ich erachte diese organisatorische Trennung von
Verfügungs- und Einsprachebehörde als sinnvoll. Sie bietet nämlich Gewähr, dass
der Strittige Fall wirklich nochmals "von andern Augen" angesehen
wird und die Versicherung nicht einfach auf den im Abklärungsstadium befahrenen
Geleisen weiterfährt."

 

(cfr. A. Freivogel, "Zu den Verfahrensbestimmungen des ATSG"
in Bundesgesetz über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts (ATSG).
A cura di  R. Schaffhauser e U. Kieser. Ed. Schriftenreihe des Instituts
für Rechtswissenschaft und Rechtpraxis dall'Università di San Gallo. Volume 15, San Gallo 2003 pag. 89 seg. (109).

 

Il secondo specialista invece rileva che:

 

" a)   Art. 52 Abs. 1 ATSG legt ausdrücklich fest,
dass die Einsprache bei der verfügenden Stelle einzureichen ist. Damit
übernimmt die Bestimmung die für das Einspracheverfahren typische
Zuständigkeitsordnung, wonach diejenige Instanz, die verfügt hat, den Entscheid
im Einspracheverfahren überprüft (vgl. KÖLZ HÄNER, 465). Die Einsprache ist
nämlich kein devolutives Rechtsmittel, sondern es gilt - was die Zuständigkeit
der Entscheidüberprüfung betrifft - die für das Wiedererwägungsgesuch geltende
Ordnung (vgl. MAURER, Unfallversicherungsrecht, 610).

b)   Allerdings bezieht sich Art. 52 Abs. 1 ATSG
nach seinem Wortlaut lediglich auf das Erheben der Einsprache. Daraus kann aber
nicht abgeleitet werden, Art. 52 ATSG lasse es zu, dass die bei der verfügenden
Stelle eingereichte Einsprache  in der Folge durch eine andere Instanz
behandelt wird. Dem steht entgegen, dass analoge Bestimmungen bereits um
bisherigen Recht anzutreffen waren (vgl. z.B. altArt. 85 Abs. 1 KVG), ohne dass
daraus entsprechendes abgeleitet worden wäre sodann ist nicht zu erkennen, dass
der Gesetzgeber nicht ein den allgemeinen Grundsätzen entsprechendes
Einspracheverfahren einführen wollte (vgl. insbesondere BB1 1999 4613:
«Einsprachen (werden) von den verfügenden Stellen behandelt»); schliesslich ist
zu bedenken, dass in Art. 100 Abs. 2 AVIG, wo die Bestimmung einer anderen als
der verfügenden Stelle zum Entscheid über die Einsprache vorgesehen ist,
ausdrücklich eine Abweichung von Art. 52 Abs. 1 ATSG festgehalten ist (dazu Rz.
33).

In der Praxis hat sich teilweise eingebürgert, dass für
die Behandlung von Einsprachen eigene versicherungsinterne Stellen geschaffen
werden, wobei diese nicht nur hierarchisch, sondern auch örtlich von der
verfügenden Stelle getrennt sind (vgl. MORGER, Einspracheverfahren, 242 f.).
Damit wird eine für das Einspracheverfahren untypische Zuständigkeitsordnung
geschaffen; die Einsprache soll es nämlich der verfügenden Stelle selbst
erlauben, den von ihr gefällten Entscheid erneut zu überprüfen. Eine solche
Zuständigkeitsregelung wurde aber bei der Gesetzesausarbeitung «nicht für
unzweckmässig» gehalten, wobei immerhin festgehalten wurde, dass eine solche
Stelle nicht «ausserhalb» der jeweiligen Versicherungsträgers liegen dürfe
(vgl. Protokoll der nationalrätlichen Subkommission ATSG vom 7. Dezember 1998,
7 f.)." (U. Kieser, ATSG - Kommentar, Ed. Schultess, Zurigo 2003 pag.
520-521)."

 

A mente del TCA, affinché all'assicurato possa essere garantita la
massima trasparenza ed obbiettività, è preferibile che l'esame dell'opposizione
avvenga, come nel caso concreto, per il tramite di un altro funzionario
rispetto a quello che ha trattato la decisione formale (cfr. STCA del 24 marzo
2003 nella causa C., inc. 38.2003.28; STCA del 6 giugno 2003 nella causa D.,
inc. 38.2003.34; STCA del 18 agosto 2003 nella causa S., inc. 38.2003.30; STCA
dell'8 settembre 2003 nella causa C. Sagl, inc. 38.2003.32; STCA del 24
novembre 2003 nella causa C., inc. 38.2003.49).”

 

Giovi qui osservare che, in maniera che mai ha imposto
un intervento di questo Tribunale, l’amministrazione (UAM) ha sempre
correttamente interpretato la disposizione in discussione (art. 76 LCAMal) mantenendo
separati i due gradi di valutazione interna, facendo esaminare da funzionari
diversi i reclami al fine di garantire un reale ed effettivo doppio grado di
valutazione all’assicurato.

 

A norma dell’art. 48 RLCAMal (ossia del regolamento della LCAMal), è
data la possibilità all'assicurato di ottenere in ogni momento la revisione di
una decisione in materia di sussidio a seguito dell'emissione di una tassazione
intermedia o d'inizio d'assoggettamento (lett. a) oppure nel caso si
verifichino le situazioni di cui all'art. 67 RLCAMal (lett. b). A proposito di
quest’ultima norma va osservato che è possibile domandare ed ottenere
dall’amministrazione una revisione quando sia dato – alternativamente – uno dei
seguenti casi:

 

"a)   persone soggette all'imposta alla fonte;

b)   decesso del coniuge;

c) matrimonio, divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di
fatto, nel caso di assenza di tassazione applicabile;

d)   persone sole che esercitano un'attività lucrativa o conducono
esistenza autonoma, con reddito imponibile nullo o reddito lordo annuo
inferiore a fr. 6'000.- secondo il biennio fiscale determinante;

e)   persone domiciliate che al momento dell'istanza non dispongono di
alcuna tassazione fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione
relativa al periodo fiscale determinante;

f)   persone al beneficio di misure ai sensi della legge
sull'assicurazione contro la disoccupazione, dopo almeno sei mesi di inattività
lucrativa;

g)   persone al beneficio di prestazioni ai sensi della legge
sull'assistenza sociale; d'intesa con il competente Ufficio;

h)  cessazione definitiva dell'attività lucrativa a causa di
pensionamento o di invalidità;

i)    cessazione temporanea di attività lucrativa per riqualificazione
o perfezionamento professionale;

l)    cessazione dell'attività lucrativa a seguito di maternità;

m) diminuzione importante del reddito lordo rispetto al medesimo dato
desumibile dai parametri fiscali applicabili."

 

La procedura della revisione deve sfociare nell’emanazione di una
decisione formale da parte dell’Ufficio dell'Assicurazione Malattia che, non
diversamente dalle decisioni relative alla concessione (o meno) del sussidio,
deve poter beneficiare della possibilità di essere impugnata anzitutto mediante
reclamo all’amministrazione stessa che l’ha emanata. Soltanto la decisione su
reclamo può, successivamente, essere impugnata al Tribunale. In questo ambito,
nel caso concreto, apparentemente, l’amministrazione ha direttamente emesso una
decisione su reclamo suscettibile di ricorso al TCA e non sembra avere invece
emanato una decisione formale inizialmente soggetta a reclamo. Una decisione di
tal fatta non è stata prodotta a questo Tribunale. Sia come sia nel concreto
caso occorre esaminare nel merito il ricorso della signora RI 1 alla luce della
necessità di emanare, in tempi brevi, una decisione senza procedere a rinvio
della procedura all’amministrazione per l’emanazione di una decisione formale
soggetta a reclamo e, dopo l’eventuale opposizione dell’assicurata, una
ulteriore decisione su reclamo il cui tenore non sarebbe diverso da quello della
decisione qui sottoposta a giudizio. L’amministrazione viene richiamata, anche
per l’applicazione del disposto di cui all’art. 48 RLCAMal, e quindi per le
decisioni di revisione, a volere sempre emanare una decisione formale soggetta
a reclamo e quindi, se confrontata con una opposizione, una decisione su
reclamo impugnabile al Tribunale Cantonale delle Assicurazioni (così come apparentemente
fatto nell’ambito della procedura sfociata nella sentenza di questo TCA
36.2007.55 del 25 maggio 2007 in re P.)

 

                                   3.   La
ricorrente ha impugnato la decisione dell’Ufficio dell'Assicurazione Malattia
con cui è stata respinta l’istanza di revisione della decisione negativa del 29
settembre 2006 mediante la quale il sussidio per l’assicurazione malattia per
l’anno 2007 é stato negato a lei ma concesso al figlio. Nella sua motivazione
l’amministrazione non è entrata nel merito delle contestazioni sollevate dalla
ricorrente limitandosi ad esaminare i presupposti inesistenti di cui all’art.
67 RLCAMal – alla luce del fatto che per la ricorrente palesemente non era data
l’ipotesi di un inizio di assoggettamento ai sensi dell’art. 48 RLCAMal - per
concludere con l’inammissibilità della richiesta. Va qui evidenziato – si veda
la sentenza 31 gennaio 2003 in re A., inc. 36.2002.126 ripresa nei suoi
principi nella sentenza 25 maggio 2007 in re P. inc. 36.2007.55 - come
un'istanza di revisione del sussidio possa essere formulata unicamente in caso
d’inizio di assoggettamento o se dato uno degli estremi dell’art. 67 RLCAMal.
La domanda di revisione non può invece essere utilizzata quale rimedio tardivo
per la salvaguardia dei termini di impugnazione in assenza dei presupposti di
legge di cui all’art. 48 RLCAMal. In altri termini, come già più volte evocato,
la domanda di revisione non deve diventare un succedaneo della procedura di
impugnazione delle decisioni dell’UAM. Correttamente quindi l’amministrazione,
non ritenendo dati i presupposti di cui all’art. 67 RLCAMal, ha emanato una
decisione con cui non è entrata nel merito delle motivazioni sollevate dalla
ricorrente.

 

                                         Questo Tribunale alla luce di questa situazione, deve limitare il
suo esame al sussistere dei presupposti di una revisione della decisione. Se
detti presupposti, invero neppure invocati dalla signora RI 1, fossero da
ammettere il provvedimento qui impugnato andrebbe annullato e gli atti rinviati
all'amministra- zione per una decisione di merito.

 

                                         nel
merito

 

                                   4.   Come
anticipato nelle considerazioni che precedono nella fattispecie concreta,
l'istanza di revisione della ricorrente è datata 4/9 gennaio 2007 ed ha per
oggetto la decisione formale emessa oltre tre mesi prima da parte dell’amministrazione.
La signora RI 1 indica un mutamento della sua situazione economica intervenuto
con l’inizio di una formazione superiore (studi alla SUPSI) e con l’inizio di
una attività part time presso la __________. Con la sua domanda di revisione RI
1 ha prodotto il contratto di lavoro con la __________ (salario mensile di CHF
1'166,65 versato 13 volte all’anno) e la decisione del preposto Ufficio
cantonale con cui le è stata concessa una borsa di studio per un importo di CHF
21'000.--. L’istanza è inoltre accompagnata da una attestazione dell’ex marito
che indica il versamento di alimenti per CHF 1'400.— mensili. Ebbene non
risultano, successivamente alla decisione di concessione del sussidio 2007
unicamente al figlio della ricorrente, subentrati mutamenti sostanziali nella
situazione economica di RI 1. In effetti la decisione di concessione della
borsa di studio risale, non diversamente dal contratto di collaborazione con la
__________, ad epoca anteriore all’emanazione della decisione dell’amministrazione,
ossia a prima del 29 settembre 2006. Anche la situazione derivante dal
versamento degli alimenti da parte dell’ex marito non risulta essersi
modificata rispetto al passato ed in particolare non ha subito modifiche
rispetto a quanto noto e considerato dall’UAM per i suoi provvedimenti 2006 e
2007 dell’agosto e settembre 2006. La decisione ha infatti considerato la
situazione derivante dal versamento di CHF 1'400.— mensili per la sua decisione
anche se detto pagamento è divenuto effettivo a partire dal 1° ottobre 2006.
Questa circostanza è desumibile sia dalle osservazioni dell’amministrazione al
gravame che dallo scritto stesso dell’assicurata al TCA del 16 gennaio 2007.

 

                                   5.   Alla
luce di ciò, ed alla luce del fatto che nessun’altra condizione di cui all’art.
67 RLCAMal è realizzata, correttamente una domanda di sussidio non poteva
essere inoltrata in assenza dei necessari presupposti. La signora RI 1 avrebbe
dovuto tempestivamente impugnare la decisione 29 settembre 2007 con cui il
sussidio è stato concesso solo al figlio. Contrariamente a quanto sostenuto
dalla ricorrente il tenore della decisione, anche se raffrontato alla decisione
relativa al 2006 ricevuta dalla ricorrente poche settimane prima, appare
chiaro. Per il 2006 la richiesta è stata accolta (doc. A4) con la specifica dei
beneficiari ossia “ogni membro della famiglia regolarmente assicurato …”.
Per il 2007 invece la domanda di sussidio è stata accolta, come per il 2006, ma
la specifica del beneficiario appare piuttosto chiara e diversa rispetto a
quella riferita all’anno precedente: “Il diritto al sussidio è dato in
favore del 1°… figlio … regolarmente assicurato”. Proprio perché in “…
possesso di un livello superiore di lingua italiana” l’assicurata avrebbe
dovuto recepire correttamente il senso, chiaro, delle frasi usate nei formulari
dell’amministrazione e relativi al beneficiario del sussidio. Il paragone tra
le due decisioni dissipa ogni dubbio possibile. L'uso delle espressioni
impiegate non poteva certo confondere o trarre in inganno l’assicurata circa la
loro portata. Si ripete che, purtroppo, RI 1 avrebbe dovuto impugnare il
provvedimento entro 30 giorni dalla ricezione, ciò che non è stato fatto.
Un’istanza di revisione, in assenza dei presupposti di legge, non può supplire
alla mancata tempestività nella reazione. Come indicato quindi non sono dati
gli estremi per una revisione della decisione di concessione del  sussidio
del 29 settembre 2006, correttamente l’amministrazione ha deciso
l’irricevibilità dell’istanza.

 

                                   6.   Con il 1° gennaio 2007 è entrata in vigore la legge federale
sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF), applicabile in concreto
poiché, per l’art. 132 cpv. 1 LTF, la nuova legge si applica
ai procedimenti promossi dinanzi al Tribunale federale dopo la sua entrata in
vigore; ai procedimenti su ricorso si applica soltanto se la decisione
impugnata è stata pronunciata dopo la sua entrata in vigore.

 

A proposito della materia qui in esame (cause di
diritto pubblico), la nuova legge prevede la via del ricorso in materia di
diritto pubblico (art. 82 lett. a LTF; cfr. anche l’art. 83 LTF che elenca i
casi di inammissibilità del ricorso in materia di diritto pubblico). Per l’art. 86 cpv. 1 lett. d LTF il ricorso è ammissibile contro le
decisioni delle autorità cantonali di ultima istanza, sempreché non sia
ammissibile il ricorso al Tribunale amministrativo federale. L’art. 95 LTF prevede che il ricorrente può far valere la violazione
del diritto federale (lett. a), del diritto internazionale (lett. b), dei
diritti costituzionali cantonali (lett. c), delle disposizioni cantonali in
materia di diritto di voto dei cittadini e di elezioni e votazioni popolari
(lett. d), del diritto intercantonale (lett. e).  A norma dell’art. 97 cpv. 1 LTF il
ricorrente può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in
modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell’articolo
95 e l’eliminazione del vizio può essere determinante per l’esito del
procedimento.

Possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova soltanto
se ne dà motivo la decisione dell’autorità inferiore. Non sono ammissibili
nuove conclusioni (art. 99 LTF). Il ricorso contro una decisione deve essere depositato presso il
Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale
della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF).

Va ancora rilevato che, laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia di diritto pubblico, è aperta la via del ricorso in materia
costituzionale (art. 113 LTF). A norma dell’art. 116 LTF con il ricorso in
materia costituzionale può essere censurata la violazione di diritti
costituzionali. A proposito di quest’ultimo ricorso, va evidenziato come,
affinché sia ammissibile, è necessario che il ricorso ordinario sia escluso, o
perché il valore litigioso non è raggiunto o perché il caso figura in un
catalogo di eccezioni, che la decisione impugnata emani da un’autorità
cantonale di ultima istanza e che venga fatta valere una censura in ambito di
diritto costituzionale (cfr., a questo proposito, Bernard Corboz, introduction
à la nouvelle loi sur le Tribunal fédéral, SJ 2006, n. 8, pag. 319 segg., in
particolare pag. 351 segg..).

 

Infine, l'art. 119 LTF prevede la possibilità di inoltrare un
ricorso ordinario simultaneo. Al riguardo il cpv. 1 della norma stabilisce che
"la parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso
ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi
i ricorsi con una sola e medesima istanza (cpv. 1). Il Tribunale federale
tratta i due ricorsi nella stessa procedura (cpv. 2) ed esamina le diverse
censure secondo le disposizioni applicabili ai due diversi tipi di ricorso."

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati, i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è
chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare
la firma del ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

                                   4.   Qualora
non sia ammissibile il ricorso in materia di diritto pubblico, contro la
presente decisione è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti