# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b7249e76-2a34-5c3a-abea-20d40d7fd251
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-11-25
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 25.11.1998 15.1998.175
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1998-175_1998-11-25.html

## Full Text

Incarto n.

  15.98.00175

  	
  Lugano

  25 novembre 1998

  /FP/fc/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 16 ottobre 1998 di

 

               __________

rappr. dall’amministratore unico
__________ 

 

 

contro

 

l’operato
dell’UEF di Bellinzona e meglio contro l’avviso d’incanto unico 13 ottobre 1998
nell’esecuzione n. __________ promossa da

 

                                         __________

 

nei confronti di

 

                                         __________

                                         rappr.
dall’amministratore unico __________

 

richiamata
l’ordinanza presidenziale 20 ottobre 1998, con la quale al ricorso non è stato
concesso l’effetto sospensivo;

 

viste le
osservazioni 13 novembre 1998 dell’UEF di Bellinzona               

 

esaminati atti e
documenti;

 

 

 

ritenuto 

 

 

in fatto:                     A.   Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ UEF Bellinzona, il 20, rispettivamente il
__________, è stato pubblicato sul Foglio ufficiale cantonale e sul Foglio
ufficiale svizzero di commercio l’avviso d’incanto unico relativo alla part.
__________ RFD __________. Debitrice risulta essere la società __________,
mentre terza proprietaria del pegno è la società __________.

 

                                  B.   Con
ricorso 16 ottobre 1998 la __________ si aggrava contro l’avviso d’incanto
unico sostenendo che quest’ultimo non le sarebbe stato notificato, malgrado la
ricorrente risulti essere terzo proprietario del pegno. Chiede inoltre che la
procedura d’incanto venga sospesa fino alla definizione delle responsabilità
penali dell’ex gerente della __________ nell’accensione e nella susseguente
messa a pegno di una cartella ipotecaria di nominali fr. 100’000.-- che sarebbe
alla base della procedura esecutiva promossa dalla Banca.

 

                                  C.   Nelle
sue osservazioni 13 novembre 1998 l’UEF di Bellinzona, rimettendosi al giudizio
di questa Camera, ha comunicato di aver provveduto, in data 19 ottobre 1998, a
notificare al nuovo amministratore unico della ricorrente, __________, l’avviso
d’incanto in oggetto.   

 

Considerando 

 

 

in diritto:                  1.   Per
l’art. 139 LEF l’ufficio di esecuzione notifica, con lettera semplice, copia
del bando d’incanto, al creditore, al debitore e, all’occorrenza, al terzo
proprietario del fondo, nonché ad ogni altro interessato iscritto nel registro
fondiario, sempreché abbiano un domicilio conosciuto o un rappresentante. Con
la revisione della LEF, tale avviso non costituisce più una formalità
indispensabile per la validità dell’incanto e la sua omissione non legittima
l’interessato ad impugnare l’incanto (cfr. Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, SchKG,
Zurigo 1997, n. 10 ad art. 139).

 

                                   2.   In
casu l’UEF di Bellinzona ha notificato con lettera semplice l’avviso d’incanto
al nuovo amministratore della società Immobiliare __________ in data 19 ottobre
1998. Quindi l’Ufficio, anche notificando l’avviso d’incanto al terzo
proprietario del fondo solo il 19 ottobre 1998, ha agito correttamente,
malgrado la legge non preveda più tale obbligo, avendo stabilito che la
comunicazione può avvenire con lettera semplice e quindi a solo titolo
orientativo (cfr. Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, op. cit. , n. 10 ad art. 139).
Le ulteriori censure della ricorrente relative alle vicende penali che
avrebbero condotto alla messa all’incanto del fondo, non possono trovare
accoglimento in questa sede, sfuggendo tale esame al potere di cognizione
dell’Autorità di vigilanza 

 

                                   3.   Ne
consegue la reiezione del ricorso.

                                         Non
si prelevano spese (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a OTLEF)
e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato
per normativa di diritto federale.

 

 

Richiamati gli art. 17 e 139 LEF

 

 

pronuncia:              1.   Il
ricorso 16 ottobre 1998 __________, è respinto

 

                                   2.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

                                         

                                   3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità
dell’art. 19 LEF.

 

                                   4.   Intimazione
a:

                                         -
__________

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente                                                                             La
segretaria