# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2ec19372-fe30-5b92-9c76-99a7f2c831be
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-07-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 06.07.2020 12.2020.40
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2020-40_2020-07-06.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2020.40

  	
  Lugano

  6 luglio 2020/rg

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composta del giudice:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

   

  
							

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Bellotti

  

 

 

sedente
per statuire nella causa inc. n. SO.2020.571
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4 promossa con istanza 4
febbraio 2020 da

 

	
   

  	
   CO 1  

  rappr.
  daRA 1,  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1  

   AP 2  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

con cui l’istante ha
chiesto di far ordine alla controparte, con la comminatoria dell’art. 292 CPS,
di mettere a sua libera disposizione l’appartamento sito a __________, che il
Pretore, con decisione del 3 marzo 2020 ha accolto;

 

appellanti i convenuti
con atto di appello del 16 marzo 2020 con cui postulano una proroga del termine
di sfratto di minimo 15 giorni;

 

l’appello non è stato intimato al
locatore;

 

letti ed esaminati gli atti e i
documenti prodotti,

 

ritenuto,

 

 

in fatto e in diritto:

 

che in data 15
settembre 2019 CO 1 ha concluso un contratto di locazione con AP 2 e AP 1
relativo all’appartamento di 5.5 locali al piano 2, interno nr. 28, nello
stabile sito in via __________ a __________, per una pigione mensile
complessiva di fr. 2'100.-, oltre le spese accessorie (doc. A);

 

che, a seguito del
mancato pagamento del canone locativo del mese di novembre 2019, in data 14
novembre 2019 il locatore ha regolarmente diffidato i conduttori a voler
versare quanto dovuto entro 30 giorni, con la comminatoria che, trascorso
infruttuosamente il termine, il contratto di locazione sarebbe stato disdetto
anticipatamente (doc. B);

 

che, non avendo i
convenuti provveduto al pagamento della pigione arretrata nel termine
impartito, il locatore in data 23 dicembre 2019 ha notificato ai conduttori,
tramite raccomandata e modulo ufficiale, la disdetta straordinaria del
contratto per il 31 gennaio 2020 (doc. F);

 

che, non avendo i
convenuti provveduto alla regolare riconsegna dell’ente locato entro tale
scadenza, con istanza 4 febbraio 2020, nella procedura sommaria a tutela
giurisdizionale nei casi manifesti, il locatore ha chiesto al Pretore di
ordinare l’espulsione dei conduttori dai locali ancora occupati, con le
comminatorie di rito;

 

che in occasione
dell’udienza del 3 marzo 2020 la parte istante si è riconfermata nella propria
domanda, mentre i convenuti, regolarmente citati, non sono comparsi;

 

che, con decisione del
3 marzo 2020 il Pretore ha accertato l’esistenza di una disdetta straordinaria
per mora del conduttore (art. 257d CO), accogliendo l’istanza, fissando il
termine di espulsione al 15 aprile 2020 e ponendo a carico dei convenuti la
tassa di giustizia e le spese per complessivi fr. 100.- e un’indennità per
ripetibili di fr. 100.- da versare all’istante;

 

che la decisione
impugnata è stata notificata alle parti il giorno successivo ed è pervenuta al
punto di ritiro di __________ venerdì 6 marzo 2020 (cfr. estratto
Track&trace di Swisspost);

 

che con appello 16
marzo 2020 i convenuti sono insorti contro la decisione pretorile, chiedendo di
prorogare il termine di espulsione di minimo 15 giorni data la difficoltà
finanziaria che vive la famiglia e i problemi di salute del figlio minorenne;

 

che l’appello non è
stato notificato al locatore per la risposta (art. 312 cpv. 1 CPC);

 

che, contro una
decisione emanata in procedura sommaria a tutela giurisdizionale dei casi
manifesti e il cui valore è di almeno fr. 10'000.- è dato il rimedio
dell’appello, da presentare entro 10 giorni (art. 314 CPC) e che possiede per legge
effetto sospensivo (art. 315 cpv. 1 CPC);

 

che l’appello 16 marzo
2020, inoltrato nel termine indicato, è pertanto tempestivo;

 

che con l’appello
possono essere censurati l’errata applicazione del diritto e l’errato
accertamento dei fatti (art. 310 CPC); l’atto di appello deve dunque contenere
i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere motivato (art. 311
cpv. 1 CPC); l’appellante deve pertanto esporre, anche in modo semplice, per
quali motivi sarebbe errata la decisione del Pretore (Bohnet, Le droit du bail en procédure civile suisse, 16a
ed., Séminaire sur le droit du bail, pag. 56); egli non deve dunque spiegare
perché le sue argomentazioni siano fondate, ma perché sarebbero erronee o
censurabili le motivazioni del Pretore (nel medesimo senso: II CCA sentenza
inc. 12.2017.135 del 27 dicembre 2017);

 

che i convenuti hanno
presentato un breve testo di appello con il quale non contestano le
argomentazioni che fondano la conclusione pretorile, ossia la mora nel
pagamento del canone locativo scaduto, con la conseguente disdetta valida con
effetto al 31 gennaio 2020, limitandosi a sottolineare il fatto che con l’aiuto
di un’assistente sociale sono attualmente alla ricerca di un’altra
sistemazione, esponendo poi i motivi alla base della mancata riconsegna
dell’ente locato, quali le difficoltà economiche in cui versa la famiglia e i
problemi di salute del figlio minorenne;

 

che tale modo di
procedere comporta l’irricevibilità dell’appello causa carente motivazione, non
essendo dati i presupposti dell’art. 311 CPC: i convenuti infatti non si
confrontano in nessun modo con la decisione pretorile impugnata, gli
accertamenti e le conclusioni del giudice di prime cure non sono pertanto
validamente criticati, comportando così la conferma della decisione impugnata;

 

che le spese
processuali seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC) ma, date le
circostanze particolari del caso, si ritiene opportuno rinunciarvi; i
convenuti, sprovvisti di cognizioni giuridiche, hanno infatti agito di propria
iniziativa senza l’ausilio di un patrocinatore e vivono inoltre una situazione
economica e familiare complessa (art. 107 cpv. 1 lit. f CPC);

 

che non si assegnano
indennità alla controparte a cui non è stato notificato l’appello;

 

che, concludendo con
una non entrata nel merito di un’impugnazione irricevibile, il presente
giudizio può essere emanato dalla Camera nella composizione a giudice unico
(art. 48b cpv. 1 lit. a cfr. 2 LOG).

 

 

Per questi motivi,

 

decide:

1.      L’appello
16 marzo 2020 di AP 2 e AP 1 è irricevibile.

 

2.      Non
si prelevano spese processuali. Non si attribuiscono indennità.

 

3.    Notificazione:

	
   

  	
  -     

  -     

  -  

    

   

  

 Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, Sezione 4

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici (v. pagina
seguente)

Nelle
cause a carattere pecuniario in materia di locazione con un valore litigioso
superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo
integrale della decisione (art. 74 cpv. 1 e 100 cpv. 1 LTF). Qualora non sia
dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini
ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che
intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso
in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e
medesima istanza (art. 119 LTF).