# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 250d8917-e226-5592-b711-4ac87f8bba96
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.07.2010 B-5635/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-5635-2009_2010-07-26.pdf

## Full Text

Corte II
B-5635/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 6  l u g l i o  2 0 1 0

Giudici Francesco Brentani (presidente del collegio), 
Bernard Maitre, David Aschmann, 
cancelliera Elisabetta Tizzoni.

X_____, 
ricorrente,

contro

Commissione Svizzera di Maturità,
Hallwylstrasse 4, 3003 Berna,
autorità inferiore.

esame svizzero di maturità - sessione giugno 2009.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

B-5635/2009

Fatti:

A.
X______ (in seguito ricorrente) frequenta il liceo all'Istituto Sant'Anna, 
Lugano.

Quest'ultima  ha  sostenuto,  alla  sessione  d'esame  giugno  2007,  il  
primo esame parziale  svizzero  di  maturità  e,  alla  sessione  d'esame 
giugno 2008,  il  secondo esame parziale. La medesima,  con le  note 
ottenute  al  primo  tentativo  dei  due  parziali  non  ha  raggiunto  il  
necessario punteggio per conseguire la maturità federale e ha ripetuto 
le  materie insufficienti  del  primo esame parziale – scienze umane e 
sperimentali  – alla  sessione  d'esame  gennaio  2009,  mentre  alla 
sessione  d'esame  giugno  2009  le  materie  insufficienti  del  secondo 
esame parziale – tedesco, inglese e matematica.

A conclusione dell'ultima sessione d'esame, la ricorrente ha totalizzato 
un complessivo di 88 punti e ricevuto 3 insufficienze non adempiendo, 
così, alle condizioni previste all'art. 22 dell'Ordinanza del 7 dicembre 
1998  sull'esame  svizzero  di  maturità  (di  seguito  Ordinanza;  RS 
413.12) per il superamento dell'esame. In particolare, l'interessata ha 
ottenuto le seguenti note:

scritto orale nota finale coefficiente punti

Lingua prima Italiano 4.0 4.5 4.5 3 13.5

Seconda lingua Tedesco 4.0 4.0 4.0 2 8.0

Terza lingua Inglese 3.0 4.0 3.5 3 10.5

Matematica 3.5 3.5 3.5 2 7.0

Scienze sperimentali 3.0 3.0 3 9.0

Biologia

Chimica

Fisica

Scienze umane e sociali 4.0 4.0 3 12.0

Storia

Geografia

Introduzione all'economia e al diritto

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Opzione specifica 3.5 4.0 4.0 3 12.0

Francese

Opzione complementare 4.0 4.0 2 8.0

Pedagogia/psicologia

Arti visive 4.0 4.0 2 8.0

Totale dei punti 88.0

B.
Contro  la  decisione  29  giugno  2009  di  mancato  superamento 
dell'esame svizzero di maturità emessa dalla Commissione Svizzera di 
Maturità (di  seguito CSM o autorità  inferiore),  la  ricorrente è insorta 
con ricorso del 3 settembre 2009 presso lo scrivente Tribunale.

C.
In particolare, l'interessata contesta le note conseguite nelle materie di  
tedesco (esame scritto), inglese (esame scritto e orale) e matematica 
(esame  scritto).  Per  quanto  concerne  l'esame  scritto  di  tedesco,  la 
ricorrente  non  condivide  il  fatto  che  i  punti  ottenuti  –  46  su  63  – 
corrispondano  alla  nota  4.  Per  quanto  attiene  poi  l'esame  scritto 
d'inglese, la stessa ritiene soggettiva la valutazione dei singoli esercizi 
per  la  quale  auspicherebbe  maggior  chiarezza  e  la  prestazione 
dell'esame orale sarebbe da valutare buona, secondo l'opinione di una 
persona  esterna,  una  professoressa,  che  ha  potuto  assistere 
all'interrogazione.  Per  finire,  per  quanto  riguarda  l'esame  scritto  di  
matematica, la ricorrente reputa non corretta l'attribuzione dei punti ai 
singoli esercizi, oltre ad osservare che una parte dell'esercizio non era 
stata trattata a scuola durante le lezioni.

D.
Con risposta di data 26 ottobre 2009, la CSM spiega, dal canto suo, 
come  la  prova  scritta  di  tedesco  e  la  relativa  scala  di  valutazione 
sarebbero  state  elaborate  dall'esaminatore  tenendo  conto  degli 
obiettivi  che  devono  essere  verificati,  oltre  a  puntualizzare  che  per 
ottenere la sufficienza era necessario totalizzare 42 punti, vale a dire i  
due terzi  del punteggio massimo ottenibile, un minimo ragionevole e 
normalmente  richiesto  in  un  esame  di  maturità.  La  preparazione 
dell'esame scritto d'inglese con relativa scala di valutazione sarebbe 

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stata, pure, pensata in base agli obiettivi che devono essere verificati 
e  nella  correzione  dei  temi  i  due  esperti  si  sono  vicendevolmente 
consultati così da garantire una valutazione il più possibile oggettiva.  
Medesimo principio vale per il giudizio dell'esame orale d'inglese che è 
stato attribuito e vagliato da due esaminatori, nonché dall'esperto del 
gruppo  nel  quale  la  ricorrente  era  inserita  e  sarebbe,  quindi,  da 
ritenere oggettivo e corretto. A tal  proposito, la  CSM specifica come 
alle provi orali possono assistere persone esterne, se autorizzate dalla 
direzione della sessione, le cui osservazioni non posseggono, tuttavia, 
alcun valore. Pure la preparazione dell'esame scritto di matematica e 
relativa  scala  sarebbero  state  elaborate  dall'esaminatore  tenendo  in 
debito conto gli obiettivi da verificare e in seguito sottoposte all'analisi  
di  un  esperto  per  valutarne il  livello  richiesto  dall'esame svizzero  di  
maturità.  Inoltre,  i  contenuti  dell'esame  di  matematica  sono  stabiliti  
dalle direttive dell'esame svizzero di maturità del 19 giugno 2007 e un 
argomento non può essere considerato fuori  programma perché non 
trattato dalla scuola che prepara i candidati.

E.
Menzionati,  come  pure  ulteriori  fatti  e  argomenti  addotti  dalle  parti  
negli  scritti  verranno  trattati  nei  seguenti  considerandi  qualora 
risultassero risolutivi per l'esito della vertenza.

Diritto:

1.
Il Tribunale amministrativo federale esamina liberamente e d'ufficio la 
ricevibilità dei ricorsi sottopostogli (cfr. DTAF 2007/6, consid. 1).

1.1 In virtù dell'art. 31 della Legge sul Tribunale amministrativo federa-
le del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), il Tribunale amministrativo fe-
derale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della Leg-
ge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, 
RS 172.021) emanate dalle autorità menzionate agli artt. 33 e 34 LTAF, 
riservate le  eccezioni  di  cui  all'art. 32. Le decisioni  rese dalla  CSM, 
come è il caso nella fattispecie, rappresentano una decisione ai sensi  
dell'art. 5 PA e possono dunque essere impugnate dinnanzi al Tribuna-
le amministrativo federale (cfr. art. 29 Ordinanza).

1.2 La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta 
dalla PA, in quanto la presente legge non disponga altrimenti (art. 37 
LTAF). Ai sensi dell'art. 48 cpv. 1 PA ha diritto di ricorrere chi ha parte-

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cipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità  inferiore  o è  stato  privato 
della possibilità di farlo, è particolarmente toccato dalla decisione im-
pugnata e ha un interesse degno di protezione all'annullamento o alla 
modificazione della stessa. Tali condizioni sono nella fattispecie adem-
piute.

1.3 Il ricorso è stato introdotto nei termini e nella forma prescritti dalla 
legge (cfr. art. 50 e 52 PA), l'anticipo delle spese è stato versato tem-
pestivamente (cfr. art. 63 cpv. 4 PA) e gli altri presupposti processuali 
sono parimenti adempiuti (cfr. art. 44 segg. PA).

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
L'intero settore scolastico è sottoposto alla responsabilità dei Cantoni, 
salvo  disposizioni  contrarie  previste  nella  Costituzione  federale  (cfr. 
art. 62 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 
18 aprile 1999; Cost.; RS 101). Ad ogni modo, Confederazione e Can-
toni devono provvedere congiuntamente a un'elevata qualità, nonché 
permeabilità dello spazio formativo svizzero (cfr. art. 61a Cost.). Infatti,  
anche in quei livelli scolastici o formativi nei quali vi è una suddivisione 
delle competenze, Confederazione e Cantoni devono coordinano i pro-
pri sforzi garantendo una collaborazione reciproca mediante organi co-
muni e altre misure (cfr. art. 61a Cost.).

2.1 Le disposizioni costituzionali configurano un sistema formativo ba-
sato su una complessa trama di relazioni tra Confederazione, Cantoni 
e Comuni. A dipendenza del livello formativo varia la suddivisione delle  
competenze normative, di vigilanza e finanziarie. Il disciplinamento del 
livello pre-elementare (scuola dell'infanzia) e della scuola dell'obbligo 
(livello primario e secondario I) compete ai Cantoni. Quest'ultimi sono 
pure responsabili dell'educazione generale a livello secondario II (licei) 
e insieme alla Confederazione garantiscono l'equipollenza dei diplomi 
cantonali di maturità assicurando che siano soddisfatte le esigenze mi -
nime (cfr. art. 62 Cost. e cfr. Ordinanza del 15 febbraio 1995 concer-
nente il riconoscimento degli attestati liceali di maturità; Ordinanza sul-
la maturità; ORM; RS 413.11). Le scuole private non riconosciute dalla 
Confederazione preparano i loro allievi all'esame svizzero di maturità,  
disciplinato  separatamente  nella  relativa  ordinanza  della  Confedera-
zione (cfr. art. 1 ss Ordinanza).

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2.2 Di norma, per essere ammessi a una scuola universitaria svizzera 
occorre aver conseguito un attestato di maturità liceale. Vi sono due 
possibilità per ottenere tale attestato: frequentare un liceo riconosciuto 
dalla Confederazione e dalla Conferenza svizzera dei direttori  canto-
nali della pubblica educazione e sostenere gli esami di maturità, oppu-
re sostenere gli esami proposti dalla Commissione svizzera di maturità 
(cfr. art. 2 ORM e art. 1 cpv. 2 Ordinanza).

3.
L'Ordinanza sull'esame svizzero di maturità del 7 dicembre 1998 disci-
plina, appunto e come poc'anzi accennato, l'esame svizzero di maturi -
tà la cui riuscita conferisce l'attestato liceale di maturità (art. 1 cpv. 1 
Ordinanza). La Commissione svizzera di maturità è responsabile dello 
svolgimento dell'esame (art. 2 cpv. 1 Ordinanza).

3.1  L'esame di maturità deve permettere di accertare se il candidato 
possiede la maturità necessaria agli studi universitari che presuppone: 
solide conoscenze fondamentali del livello secondario II; la padronan-
za di una lingua nazionale e buone conoscenze di altre lingue nazio-
nali o straniere; la capacità di esprimersi con chiarezza, precisione e 
sensibilità e di apprezzare le ricchezze e le particolarità culturali di cui 
una lingua è il vettore; apertura intellettuale, una capacità di giudizio 
indipendente,  intelligenza  pronunciata,  sensibilità  etica  ed  estetica; 
una certa familiarità con la metodologia scientifica, il ragionamento lo-
gico e l'astrazione, nonché pensiero intuitivo analogico e contestuale;  
la capacità di situarsi nell'ambiente naturale, sociale e culturale, nelle 
sue dimensioni svizzere e internazionali, attuali e storiche; la capacità 
di dialogare e un atteggiamento critico e aperto nei confronti della co-
municazione e dell'informazione (art. 8 Ordinanza).

3.2 La Commissione emana, a complemento della presente ordinan-
za, direttive per gli  esami nella Svizzera tedesca, francese e italiana 
che sottostanno all'approvazione del Dipartimento federale dell'interno 
(art. 10 Ordinanza). L'esame comprende nove materie, ossia sette ma-
terie fondamentali,  un'opzione specifica e un'opzione complementare 
(art. 14 cpv. 1 Ordinanza). Inoltre, prima di iscriversi all'esame, il candi -
dato redige personalmente un lavoro autonomo di una certa importan-
za (art. 15 cpv. 1 Ordinanza). A scelta del candidato, l'esame può es-
sere sostenuto in  una sola sessione (esame completo)  o ripartito  in 
due sessioni (esame parziale; art. 20 cpv. 1 Ordinanza).

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3.3 Le prestazioni in ognuna delle nove materie sono espresse in pun-
ti e mezzi punti. La nota migliore è 6, la peggiore 1; le note al di sotto  
di 4 indicano prestazioni insufficienti. Ogni nota degli esami orali è at -
tribuita congiuntamente dall'esperto e dall'esaminatore. Nelle discipli -
ne sottoposte a parecchi tipi di esami, la nota finale è la media, arro-
tondata se necessario. Il totale dei punti è dato dalla somma ponderata 
delle  note nelle  nove materie. Le note nelle  materie  seconda lingua 
nazionale, terza lingua, matematica, arti visive, musica e nell'opzione 
complementare contano il doppio. Le note nelle materie prima lingua, 
scienze sperimentali, scienze umane e sociali, nell'opzione specifica e 
nella materia fondamentale implicante un livello di competenza supe-
riore contano il triplo (art. 21 Ordinanza). L'esame è superato se il can-
didato ha ottenuto un totale di almeno 115 punti o ha ottenuto tra 92 e  
114,5 punti, non ha note insufficienti in più di tre materie e la somma 
degli scarti  di punto in rapporto a 4 in queste discipline è inferiore o 
uguale a 7 (art. 22 cpv. 1 Ordinanza).

3.4 L'esaminatore e l'esperto confermano per iscritto l'esattezza delle 
note attribuite. Al termine degli esami parziali o dell'esame completo, 
le  note  sono  ratificate  dall'esperto  e  dal  presidente  della  sessione. 
Inoltre,  in ogni  singolo caso si  constata se l'esame è superato o no 
(art. 24 cpv. 1 e 2 Ordinanza). ll candidato ha diritto a due tentativi per  
ciascuna fase di  esami  parziali  e  per  l'esame completo. Al  secondo 
tentativo può cambiare l'opzione specifica e l'opzione complementare. 
Il  candidato che si  ripresenta entro due anni  dalla sessione in  cui è 
stato respinto è dispensato dagli  esami nelle materie in cui la prima 
volta ha ottenuto almeno la nota 5. Deve rifare gli esami nelle materie 
in cui non ha ottenuto almeno la nota 4 e può scegliere di rifarli nelle  
materie in cui ha ottenuto la nota 4 o 4,5. Conta l'ultima nota ottenuta 
(art. 26 cpv. 1 e 2 Ordinanza). Nella misura in cui circostanze particola-
ri lo esigano, la Commissione può, su domanda debitamente motivata, 
accordare deroghe alle disposizioni della presente ordinanza. In ogni 
caso, lo scopo dell'esame secondo l'articolo 8 deve essere rispettato 
(art. 27 Ordinanza).

4.
Il  Tribunale amministrativo federale esamina con piena cognizione le 
censure con cui  sono addotti  la  violazione del  diritto,  l'inesatto o in-
completo accertamento dei  fatti  giuridicamente rilevanti  e, salvo che 
un'autorità cantonale abbia giudicato quale autorità di ricorso, l'inade-

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guatezza (art. 49 PA). L'autorità che esamina siffatte censure con co-
gnizione limitata commette un diniego di giustizia formale.

4.1 In particolare, l'autorità ricorsuale esamina i vizi di forma concer-
nenti lo svolgimento stesso dell'esame, come ogni altra violazione del 
diritto federale, con piena cognizione. Tutte le censure concernenti lo 
svolgimento procedurale dell'esame o il metodo di valutazione hanno 
carattere formale. Un vizio di forma concernente lo svolgimento di un 
esame costituisce però, per costante prassi, un valido motivo di ricor -
so  suscettibile  di  provocare  l'accoglimento  del  gravame  soltanto  se 
siano ravvisabili indizi che il vizio invocato abbia potuto verosimilmente 
esercitare un influsso negativo sull'esito dell'esame (cfr. DTAF 2008/14 
consid. 3.3).

4.2 Tuttavia, secondo la costante giurisprudenza del Tribunale federa-
le (cfr. DTF 131 I 467 consid. 3.1, DTF 121 I 225 consid. 4b), a cui si  
attiene anche lo scrivente Tribunale, l'autorità ricorsuale, pur giudican-
do con piena cognizione, s'impone un certo riserbo, quando si tratta di  
verificare nel merito la valutazione di prestazioni d'esame operata dal-
l'autorità inferiore (cfr. DTAF 2008/14 consid. 3.3, 2007/6 consid. 3).

La  valutazione  di  prestazioni  d'esame  è  una  questione  tecnica  che 
esige non soltanto conoscenze professionali specifiche che spesso il 
Giudice  non  possiede,  ma  altresì  conoscenze  dell'insegnamento 
impartito, della personalità dell'esaminando e delle prestazioni fornite 
dagli  altri  candidati. In  sede ricorsuale  non è  possibile  ricostruire  in 
modo completo ed affidabile i dati di fatto determinanti alla base della 
prima decisione, né può essere compito del Giudice quello di ripetere 
l'esame controverso,  ossia  di  esaminare se il  candidato  possiede le 
qualità  e  le  capacità  richieste  per  esercitare  una data  attività  o  per 
assumere  un  dato  ruolo.  Già  per  queste  ragioni  di  fatto  non  è 
consentito all'autorità ricorsuale di sostituire senza necessità il proprio 
apprezzamento a quello dell'autorità inferiore. Il Giudice deve dunque 
limitarsi  a  verificare  se  gli  esaminatori  si  siano  lasciati  guidare  da  
considerazioni del tutto estranee all'oggetto, di sorta che la decisione 
non  risulti  più  sostenibile.  Un  controllo  giudiziale  più  esteso 
rischierebbe,  inoltre,  di  originare  ingiustizie  e  di  dare  adito  a 
discriminazioni  nei  riguardi  degli  altri  candidati,  segnatamente  ove il  
giudizio  ricorsuale  ordinasse  la  ripetizione  della  prova  d'esame,  ciò 
che per  forza di  cose non  potrebbe avvenire  in  condizioni  identiche 
alle precedenti (cfr. DTF 106 Ia 1 cons. 3c, DTF 105 Ia 190 consid. 2a). 

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Si  è  perciò  affermata  la  prassi  secondo cui,  per  quanto  concerne  il 
merito  delle prestazioni d'esame, il  Giudice riesamina l'operato delle 
istanze  precedenti  con  un  certo  riserbo  e  non  si  scosta  senza 
necessità  dal  loro  apprezzamento. Il  Tribunale  federale  si  impone  il 
medesimo  riserbo  anche  nei  casi  in  cui  dispone  delle  conoscenze 
necessarie ad una verifica più estesa (cfr. DTF 131 I 467, DTF 118 Ia 
448 consid. 4c; DTAF 2008/14 consid. 3). Tuttavia, nel momento in cui 
il  risultato della prima decisione risulti  materialmente insostenibile in 
ragione  di  un'applicazione  di  criteri  di  valutazione  troppo  elevati  da 
parte  degli  esaminatori  o  in  ragione,  senza  essere  in  presenza  di 
criteri  di  valutazione  eccessivi,  di  un'evidente  sottovalutazione  della 
prestazione del  candidato,  l'autorità  ricorsuale  rivede tale  decisione. 
Nel  caso  in  cui  simili  indizi  non  emergessero  dagli  atti,  si  può 
pretendere che l'autorità ricorsuale tratti nel dettaglio tutte le censure 
concernenti  la  valutazione  dell'esame  allorquando  il  o  la  ricorrente 
fornisca  degli  argomenti  e  degli  indizi  convincenti  in  merito  ad 
un'applicazione  di  criteri  di  valutazione  troppo  elevati  o  ad  una 
sottovalutazione  della  prestazione  dell'esame  (cfr.  Decisione  del 
Tribunale  amministrativo  federale  del  16  febbraio  2009  B-4385/2009 
consid. 3).

5.
Ricapitolando, la ricorrente, all'ultima sessione d'esame, ha conseguito 
dei  risultati  insufficienti  nelle  materie  d'inglese  (nota  finale  3.5), 
matematica (nota finale 3.5)  e scienze sperimentali  (nota finale 3.0) 
ottenendo un complessivo di 88 punti, contro i 115 punti necessari per 
superare l'esame di maturità (cfr. art. 22 cpv. 1 Ordinanza).

Come già indicato ai considerandi precedenti, la ricorrente confuta le 
note  conseguite  nelle  materie  di  tedesco  (esame  scritto),  inglese 
(esame  scritto  e  orale)  e  matematica  (esame  scritto).  Ella  non 
contesta  per  contro  la  nota  attribuitale  in  scienze  sperimentali, 
nonostante insufficiente (nota finale 3.0).

5.1 La  ricorrente  ha  conseguito  la  nota  4.0  sia  all'esame  scritto  di 
tedesco  (con  46  punti)  che  all'esame  orale  (nota  finale  4.0),  ma 
contesta esclusivamente la valutazione dell'esame scritto di tedesco.

La critica mossa dalla medesima in merito alla prova scritta di tedesco 
consiste nella scala utilizzata dalla CSM per l'attribuzione delle note. A 
mente dell'interessata, infatti, conferire la nota 4.0 a coloro che hanno 
ottenuto 46 punti (come lei), su un punteggio complessivo di 63 punti,  

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non  sarebbe  equo.  L'interessata  non  spiega,  tuttavia,  quale  nota 
dovrebbe  essere  riconosciuta  con  46  punti  non  abbozzando  una 
possibile scala di valutazione alternativa.

In risposta alle obiezioni sollevate dalla ricorrente, la CSM espone la  
scala di valutazione utilizzata all'esame scritto di tedesco in questione,  
la quale prevede per un totale di punti da 42-46 la nota 4, per punti da 
47-51 la nota 4.5, per punti da 52-56 la nota 5, per punti da 57-60 la 
nota 5.5 e per da 61-63 la nota 6. L'autorità inferiore specifica, poi, che 
per  ottenere  la  sufficienza  sarebbe  stato  necessario  totalizzare, 
appunto,  42  punti,  vale  a  dire  i  due  terzi  del  punteggio  massimo 
ottenibile che consisterebbe in un minimo ragionevole e normalmente 
richiesto ad un esame di maturità.

Occorre  rilevare  come  sia  compito  della  CSM,  e  per  essa 
l'esaminatore  competente,  elaborare per  ogni  prova,  scritta  od orale 
che  sia,  una  determinata  scala  di  valutazione.  La  CSM  possiede 
massima libertà  nel  determinare  il  tipo di  scala che può seguire un 
andamento  lineare,  oppure  scaglionato.  La  soglia  dei  punti  da 
totalizzare per  raggiungere la  sufficienza può variare  in  relazione al 
grado  di  difficoltà  dell'esame  e  dai  tipi  di  esercizi  ivi  contenuti. 
L'importante è che vi  sia  un'applicazione paritetica  e uniforme della 
scala di valutazione (cfr. decisione del TAF B-6261/2008 del 4 febbraio 
2010  consid.  5.2;  decisione  del  TAF B-2568/2008  consid.  6.1).  Nel 
caso  concreto,  la  CSM  ha  fissato  la  soglia  della  sufficienza  a  chi 
totalizza almeno due terzi del punteggio massimo ottenibile spiegando 
come il candidato che ottiene la sufficienza deve almeno dimostrare di 
aver assimilato e capito la materia, anche se limitatamente alle nozioni 
fondamentali. Nel determinare la scala di valutazione, rispettivamente 
il  limite  di  quanti  punti  siano  necessari  per  raggiungere  una 
prestazione  sufficiente,  l'esperto  dispone  di  un  ampio  margine  di 
apprezzamento. Da parte sua, la ricorrente non mostra come e in che 
misura la scala di valutazione, in considerazione al grado di difficoltà 
degli esercizi dell'esame, abbia portato ad un'evidente quanto univoca 
sottovalutazione.

Pertanto, la CSM ha elaborato una scala conforme senza incappare in 
nessun  vizio  di  forma  e  la  censura  sollevata  dalla  ricorrente,  poco 
sostanziata,  non  può essere  appoggiata  con conseguente  conferma 
della  nota  4.0  per  la  prestazione  dell'esame  scritto  di  tedesco 

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sostenuto  dall'interessata,  la  quale  ha  totalizzato  46  punti.  La  nota 
finale nella materia di tedesco resta, pertanto, invariata (nota 4.0)

5.2 La ricorrente è stata valutata con un 3.0 all'esame scritto d'inglese 
e con un 4.0 all'esame orale d'inglese (nota finale 3.5).

La seconda critica mossa dalla ricorrente si riferisce all'esame scritto e 
orale  d'inglese.  Ella  ritiene  la  correzione  nella  prova  scritta  degli 
esercizi,  eccezione  fatta  per  il  tema,  soggettiva  e  poco  trasparente; 
mentre l'interrogazione, a detta di una professoressa esterna che ha 
potuto seguire tale prestazione, sarebbe da valutare buona e non solo 
sufficiente.

La CSM specifica come il compito scritto d'inglese e relativa scala di 
valutazione sarebbero in linea con gli obiettivi da esaminare all'esame 
di maturità e come la correzione dei componimenti sia stata effettuata 
da due esperti  così  da garantire una massima oggettività  di  esame. 
Del  resto  anche  la  prestazione  della  prova  orale  d'inglese  sarebbe 
equa  e  oggettiva  in  quanto  anch'essa  vagliata  da  due  esaminatori, 
oltre che dall'esperto del gruppo nel quale la ricorrente era inserita. La 
CSM puntualizza inoltre che anche se gli esami orali possono essere 
seguiti  da  persone  esterne,  quest'ultime  non  dispongono  di  alcuna 
voce in capitolo.

5.2.1 La  prova  scritta  d'inglese  è  stata  predisposta  dalla  CSM 
conformemente  agli  obiettivi  richiesti  dalle  pertinenti  direttive  per 
l'esame svizzero di maturità del 19 giugno 2007. La correzione di ogni 
singolo esame scritto, compresi il tema, è stata poi effettuata da due 
esperti  alfine  di  garantire  una  parzialità  di  valutazione  assoluta, 
soprattutto per quanto concerne il  giudizio dei componimenti  che se 
letti  da  una  sola  persona  potrebbe  peccare  di  soggettività.  Gli 
esaminatori hanno marcato direttamente sul foglio di verifica gli sbagli  
commessi dai candidati tracciando una riga sulle parole o espressioni 
errate e assegnando a margine di ogni domanda con relativa risposta  
il punteggio ottenuto. Le correzioni appaiono esplicite, così come pure 
il  punteggio  riconosciuto.  Di  difficile  comprensione,  dunque, 
l'osservazione  della  ricorrente  secondo  la  quale  le  correzioni  degli  
esaminatori  sarebbero,  oltre  che soggettive,  anche  poco chiare. Dal 
canto  suo,  la  medesima  non  si  è  neppure  chinata  sulle  singole 
domande  e  risposte  evidenziando  quali  correzioni  non  le  sembrava 
sufficientemente  risolutive  e/o  sufficientemente  soggettive.  Ella,  nel 
suo ricorso, non spendo alcuna parola nel difendere e spiegare le sue 

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posizioni. Il memoriale dell'interessata è privo di argomentazione. Ciò 
in contrapposizione alle chiare correzioni effettuate dagli esaminatori e 
relative  valutazione  che  sono  condivisibili.  Di  conseguenza,  la 
contestazione  in  questione  è  da  respingere  e  il  punteggio  ottenuto 
dalla ricorrente da convalidare con conseguente riconoscimento della 
nota 3.0 alla prova scritta d'inglese.

5.2.2 Per quanto attiene, poi,  la prestazione orale d'inglese e il  fatto 
che  una  professoressa  esterna,  quindi  estranea  alla  CSM,  avesse 
giudicato  tale  prestazione  come  buona  e  non  solo  sufficiente,  si 
sottolinea  quanto  segue.  Gli  esaminatori  preparano,  conducono  e 
valutano gli esami orali (cfr. art. 12 cpv. 1 Ordinanza). Gli esperti, per  
contro, prendono conoscenza delle prestazioni scritte e assistono agli  
esami  orali  procedendo  a  una  valutazione  globale  dei  candidati  in 
base  ai  risultati  degli  esami  sia  orali  che  scritti  (cfr.  art.  12  cpv. 2 
Ordinanza).  Terzi  possono  accedere  agli  esami  se  autorizzati  dalla 
direzione  della  sessione  (art.  13  Ordinanza),  nondimeno  e  a  giusta 
ragione non dispongono di  nessun tipo di  potere nel  determinare la 
prestazione di  un candidato. Se la  persona esterna  risulta  essere  il  
professore  o  la  professoressa  che  ha  seguito  e  preparato  durante 
l'anno scolastico i candidati, un suo giudizio potrebbe anche peccare 
di  soggettività,  in  quanto  inevitabile  che  la  stessa  possa  avere  dei 
pregiudizi,  siano questi  positivi  o negativi,  rispetto ai  propri  allievi.  A 
degli uditori terzi manca, di regola, pure un termine di paragone con le  
prestazioni sostenute dagli altri candidati. Inoltre, la ricorrente, ancora 
una volta, nel suo memoriale non sostanzia quanto da lei sostenuto: 
ella  non  illustra,  in  concreto,  i  motivi  secondo  i  quali  la  sua 
interrogazione d'inglese sarebbe da valutare  buona,  vale  a  dire  con 
una  nota  5,  invece  che  con  una  nota  4.  Per  quanto  sopra,  la 
prestazione d'inglese orale della ricorrente non può essere rivista e va 
quindi convalidata. La nota finale nella materia d'inglese (media della 
nota  scritta  con  quella  orale)  riamane,  quindi,  invariata  e 
corrispondente ad un 3.5.

5.3 L'ultima censura sollevata dalla ricorrente riguarda l'esame scritto 
di matematica, la cui attribuzione dei punti ai singoli esercizi, secondo 
l'avviso di  un docente qualificato,  non sarebbe corretta  e come una 
parte  dell'esercizio  non  sarebbe  stata  trattata  durante  le  lezioni  e 
quindi non soggetta a esame.

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Pure  dal  compito  scritto  di  matematica  sostenuto  dalla  candidata, 
completo di domande e relative risposte, come è il caso per il compito 
scritto d'inglese, si evincono le correzioni apportate dall'esaminatore e 
i  punti  riconosciuti  per  ogni  singolo  esercizio.  Il  rimprovero  della 
ricorrente,  secondo  il  quale  la  correzione  non  sarebbe  giusta,  è 
formulato,  anche  in  questo  caso,  in  maniera  generale.  L'interessata 
non  passa  in  rassegna  i  singoli  esercizi  mostrando  puntualmente  e 
laddove lo ritenesse opportuno, quale risposta sarebbe da considerare 
corretta e il motivo alla base dell'affermazione indicando il  punteggio 
che avrebbe dovuto ottenere. La medesima non dimostra dove, perché 
e  in  che  misura  le  sue  prestazioni  sarebbero  state  sottovalutate 
limitandosi a dichiarare che quanto da lei sostenuto sarebbe suffragato 
dall'opinione di un docente, a suo dire qualificato. Ad ogni modo, tale 
presa  di  posizione  non  è  stata  illustrata,  né  tantomeno  è  stata 
documentata.  Le  formulazioni  dell'interessata  sono  troppo  vaghe  e 
inconcludenti. La medesima ha, nuovamente, tralasciato di sostanziare 
la sua posizione, la quale manca di fondamenta e non può, pertanto, 
trovare protezione alcuna. 

Inoltre, la ricorrente constata come una parte dell'esercizio non fosse 
stato trattato durante l'anno o gli anni scolastici di liceo. La medesima 
non  specifica,  ad  ogni  modo,  quale  argomento  questa  parte  di 
esercizio non sarebbe stato insegnato a scuola. In risposta,  la CSM 
asserisce che il contenuto dell'esame scritto di matematica era in linea 
con le direttive per l'esame svizzero di maturità del 19 giugno 2007 e 
ai  candidati  non  è  stato  chiesto  nulla  che  oltrepassasse  quanto 
previsto da tali direttive.

Le  direttive  per  l'esame  svizzero  di  maturità  del  19  giugno  2007, 
emanata dalla CSM e approvate dal Dipartimento federale dell'interno, 
contengono, oltre altro, gli obiettivi e i programmi delle singole materie 
(cfr. art. 10 Ordinanza). Tra l'altro, tali obiettivi e programmi si fondano 
sul Piano quadro di studi svizzero della Confederazione svizzera dei 
direttori  cantonali  della  pubblica  educazione  (CDPE;  cfr.  art.  9 
Ordinanza). Attraverso l'Ordinanza e le  seguenti  direttive si  è  voluto 
non solo  regolare  le  condizioni  e  le  modalità  dell'esame svizzero  di 
maturità,  ma  pure  delimitare  i  programmi  di  ogni  materia.  Tutti  gli 
argomenti  previsti  nelle  direttive possono essere verificati  in sede di 
esame e ciò indipendentemente da quali temi siano stati insegnati in 
una o altra scuola. Infatti,  va da se che alla CSM non spetta certo il  
compito di adeguare l'esame svizzero di maturità a seconda dei temi 

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sviluppati  in  classe da ogni  scuola  (HERBERT PLOTKE,  Schweizerisches 
Schulrecht, 2a ed., Bern Stuttgart Wien 2003, pag. 414; cfr. decisione 
del TAF B-6190/2009 del 3 marzo 2010 consid. 6). Alla luce di quanto 
sopra,  la  nota  3  dell'esame  scritto  di  matematica  ottenuta  dalla 
ricorrente va riconfermata, così come pure, per logica conseguenza, la 
nota finale equivalente ad un 3.5.

6.
Alla  luce  delle  considerazioni  sopra  esposte,  il  ricorso  si  rivela 
infondato e va per questo motivo respinto, mentre la decisione della 
CSM confermata.

7.
Visto l'esito della procedura è giustificato addossare alla ricorrente le 
spese processuali per un importo complessivo di fr. 500.-. Esso verrà 
computato con l'anticipo di pari importo versato dalla ricorrente entro il 
termine fissato con ordinanza del 10 settembre 2009 (art. 63 cpv. 1 e 4 
bis PA). Quale parte soccombente, alla ricorrente non viene assegnata 
alcuna indennità a titolo di sperse ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA).

8.
La presente decisione è definitiva e non può essere impugnata con 
ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 let. t della Legge 
sul Tribunale federale del 17 giugno 2005, LTF, RS 173.110).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di fr. 500.- sono poste a carico della ricorrente. 
Esse sono computate con l'anticipo spese di pari importo.

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3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegati di ritorno)
- autorità inferiore (n. di Bn; Raccomandata; allegati di ritorno)

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Francesco Brentani Elisabetta Tizzoni

Data di spedizione: 28 luglio 2010

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