# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9d2669e0-a3a0-5f08-afb8-9d63b367abd6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-12-02
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 02.12.2010 D-7619/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7619-2010_2010-12-02.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7619/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2  d i c e m b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con approvazione del Giudice Fulvio Haefeli, 
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nata il (...),
paese sconosciuto , alias
B._______, nata il (...),
Mongolia, alias
C._______, nata il (...),
Cina (Repubblica popolare),
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento: 
decisione dell'UFM del 15 ottobre 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7619/2010

Fatti:

A.
Il (...), l'interessata, dichiaratasi nata nella Mongolia interna ha presen-
tato una domanda d'asilo in Svizzera. 

Interrogata  sui  motivi  d'asilo,  ella  ha  dichiarato,  in  sostanza  e  per  
quanto è qui di rilievo, di essere stata adottata allorché si trovava an-
cora in tenera età e di essersi trasferita all'età di 6 anni in Mongolia  
con la madre adottiva, dopo che il padre adottivo aveva lasciato casa.  
Madre e figlia sarebbero state accolte da una famiglia benestante che 
le rendeva schiave, costringendole in particolare ad occuparsi del be-
stiame e rendendole oggetto di violenze. Un giorno la madre, accom-
pagnata apparentemente in ospedale dal padrone di casa, non sareb-
be più tornata. Da allora la richiedente, rimasta sola, avrebbe a sua 
volta subito violenze sessuali da detto individuo, come pure da altri uo-
mini. Grazie all'aiuto di un cliente del padrone la ricorrente, dopo es-
sersi impossessata di beni di valore e soldi appartenenti a quest'ulti -
mo, sarebbe riuscita a fuggire, rifugiandosi in un primo tempo presso 
la  persona  che  l'avrebbe  aiutata  a  preparare  la  fuga  ed  in  seguito, 
dopo aver potuto beneficiare di  cure a seguito delle violenze subite,  
sarebbe partita in treno raggiungendo una località a lei sconosciuta e 
da dove sarebbe poi ripartita a bordo di un furgone che l'avrebbe por-
tata fino in Svizzera.

B.
Il medesimo giorno dell'inoltro della domanda d'asilo, l'UFM ha rimes-
so alla richiedente un documento mediante il  quale l'ha resa attenta 
circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive alla pre -
sentazione della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio con 
la  comminatoria che,  in  caso di  mancata  consegna e in  assenza di 
motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo.

C.
Tramite decisione del 15 ottobre 2010, notificata all'interessata in data 
20 ottobre 2010 (cfr. risultanze processuali), l'Ufficio federale della mi-
grazione (UFM) non è entrato nel merito della domanda d'asilo ai sen-
si  dell'art.  32 cpv. 2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998 
(LAsi, RS 142.31). L'autorità inferiore ha pure pronunciato l'allontana-
mento dell'interessata dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamen-
to medesimo, siccome lecita, esigibile e possibile.

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D.
Tramite ricorso del 26 ottobre 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, 
data d'entrata: 27 ottobre 2010), l'interessata è insorta contro la men-
zionata decisione dell'UFM dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
(di seguito: il Tribunale). Ha concluso, in via principale, all'annullamen-
to della decisione impugnata ed alla trasmissione degli atti di causa al -
l'autorità inferiore per una decisione nel merito della domanda e, in via  
sussidiaria, che le venga riconosciuto lo statuto di apolide. L'insorgen-
te ha altresì presentato una domanda d'esenzione dal versamento del-
l'anticipo delle spese processuali.

Con plico separato datato anch'esso 26 ottobre 2010, la ricorrente ha 
trasmesso a codesto Tribunale, quale mezzo di prova, un rapporto me-
dico pure del 26 ottobre 2010 redatto dal D._______ di E._______.

E.
Il  Tribunale, con ordinanza del 1° novembre 2010  ha comunicato alla 
ricorrente la possibilità, secondo legge, di soggiornare in Svizzera fino 
al termine della procedura. Nel contempo ha trasmesso all'UFM copia 
del ricorso e del rapporto medico prodotto dall'insorgente, invitandolo 
a inoltrare una risposta al  ricorso entro un termine fissato al  16 no-
vembre 2010, visti segnatamente i problemi di salute asseriti dalla ri-
corrente ed il relativo certificato medico.

F.
Tramite osservazioni del 15 novembre 2010, l'autorità inferiore ha pro-
posto la reiezione del gravame. Copia di dette osservazioni sono state 
trasmesse alla ricorrente per conoscenza.

G.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Le procedure in materia d'asilo  sono rette dalla  legge federale sulla 
procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla legge sul Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) e dalla 
legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in 

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quanto  la  legge sull'asilo  del  26 giugno 1998 (LAsi,  RS 142.31)  non 
preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in  
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.

La ricorrente ha partecipato al  procedimento dinanzi all'autorità infe-
riore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un 
interesse  degno  di  protezione  all'annullamento  o  alla  modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA); è pertanto legittimata ad ag-
gravarsi contro di essa.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma e  
al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
Nel quadro di un ricorso avverso un decisione di non entrata nel meri -
to di una domanda d'asilo, il Tribunale si limita ad esaminare la fonda-
tezza di una tale decisione (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo 
federale E-4693/2009 del 26 febbraio 2010 consid. 1.3 e giurispruden-
za citata) e l'oggetto suscettibile d'essere impugnato non può essere 
esteso ad altra questione, che presupporrebbe una decisione nel meri-
to della domanda stessa; per il che la conclusione ricorsuale tendente 
alla  concessione  dello  statuto  di  apolide  è  inammissibile  (Giu-
risprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in 
materia d'asilo [GICRA] 2004 no 34, consid. 2.1).

3.
3.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
la richiedente non ha consegnato alle autorità competenti  in materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del -
l'art. 1 (recte: 1a) lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a que-
stioni procedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311). Dall'altro 
lato, detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste al -
l'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie. Di conseguenza, 

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l'UFM non è entrato nel merito della domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 
2  lett.  a  LAsi,  pronunciando  l'allontanamento  dell'interessata  dalla 
Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento medesimo siccome lecita, 
esigibile e possibile. Circa il Paese d'origine, considerate le dichiara-
zioni della richiedente in merito alla propria biografia e ritenuto che le 
stesse non permettevano di giungere alla conclusione che ella prove-
nisse dalla Mongolia interna, l'autorità inferiore ha presunto che la ri -
chiedente fosse d'origine mongola.

3.2 Nell'atto  ricorsuale,  l'insorgente,  che  sarebbe  a  suo  dire  attual-
mente gravemente ammalata, ha ribadito di essere nata nella Repub-
blica popolare cinese e di essersi trasferita a 6 anni in Mongolia, ove 
sarebbe stata vittima di schiavitù e violenze. Ella ha pure rammentato 
le  circostanze e  le  modalità  del  suo  viaggio  d'espatrio. Considerata 
l'assenza di nazionalità, le dovrebbe inoltre essere concesso lo statuto 
d'apolide e, come tale, il diritto ad ottenere l'asilo. 

In conclusione, ha chiesto l'annullamento della decisione impugnata, 
e che l'UFM debba entrare nel merito della domanda d'asilo. Ella ha al -
tresì concluso che le venga riconosciuto lo stato di apolide, come pure 
che venga posta a beneficio dell'assistenza giudiziaria, nel senso del-
l'esenzione dal pagamento dell'anticipo delle spese processuali.

Dal certificato medico prodotto dalla ricorrente il medesimo giorno del 
memoriale di ricorso, risulta che ella sarebbe curata dal punto di vista  
farmacologico, psichiatrico e neurologico, poiché sussisterebbero im-
pulsi ed ideazioni suicidali,  come pure un problema di epilessia sco-
perto a seguito di analisi effettuate il mese di (...) 2010.

3.3 Nelle  osservazioni  al  ricorso,  l'UFM ha  evidenziato  come,  ed  in 
particolare in merito al viaggio d'espatrio, la ricorrente abbia aggiunto 
solo in sede di ricorso ulteriori dettagli mai citati in precedenza. L'auto-
rità inferiore ha fatto inoltre rilevare le incongruenze circa la provenien-
za asserita dall'interessata,  che mostrerebbero la dissimulazione dei 
propri documenti d'identità ai fini della causa. Quanto al rapporto me-
dico prodotto in  sede di  ricorso,  oltre al  fatto che farebbe emergere 
delle  antinomie  rispetto  a  quanto  dichiarato  in  occasione  di  prima 
istanza,  risulterebbe pure che i  problemi riscontrati  sarebbero dovuti 
piuttosto al timore di essere rinviata. Nondimeno, per quanto concerne 
gli  asseriti  disturbi psichici (PTSD) e di epilessia, l'UFM ha ricordato 
che in Mongolia, a Ulaanbaatar, vi sarebbe una struttura pubblica spe-
cializzata (il "National Center of Mental Healt Sharhaad Hospital") nei 

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trattamenti medici e psicoterapeutici adeguati e facilmente accessibili 
in caso di vari tipi di disturbi, quali quelli dell'umore, le tendenze suici -
de, l'alcoolismo, la tossicodipendenza e l'epilessia. Il  rientro dell'inte-
ressata  sarebbe pertanto  esigibile,  per  il  che l'autorità  inferiore,  rin-
viando a quanto già considerato nella decisione impugnata, ha propo-
sto la reiezione del gravame.

4.
4.1 Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda. Conformemente all'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si ap-
plica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'e-
sistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c).

Sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi ciali, 
segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono un'i -
dentificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua cit -
tadinanza) e che ne assicurano il  rimpatrio senza necessità di  parti -
colari formalità amministrative (DTAF 2007/7, consid. 5). Non sono per 
contro documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il  
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7, consid. 6).

4.2 Nel caso in esame la ricorrente, non ha consegnato alle autorità  
alcun documento che adempia i criteri appena illustrati. Occorre per-
tanto esaminare se una delle eccezioni previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è 
in casu realizzata.

4.3 In merito alla mancata presentazione di documenti d'identità o di 
viaggio, codesto Tribunale osserva che l'interessata si è limitata a di-
chiarare di non aver mai posseduto né il passaporto né la carta d'iden-
tità e di non poter fare nulla per procurarseli malgrado il fatto che l'au-
torità di prima istanza l'avesse resa attenta circa l'incombenza di pre-
sentare un documento di viaggio o d'identità dopo le 48 ore dalla pre -
sentazione della domanda d'asilo (cfr. verbale d'audizione del 14 ago-

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sto 2008, pagg. 3 e seg.). Successivamente,  alla  domanda su come 
mai non avrebbe mai avuto documenti d'identità, l'interessata ha sem-
plicemente risposto che probabilmente la madre adottiva, che l'avreb-
be portata in Mongolia all'età di 6 anni, non l'avrebbe mai fatta regi -
strare (cfr. verbale d'audizione del 22 agosto 2008, pag. 3). Per contro, 
sempre in sede della medesima audizione, ella si è contraddetta ed ha 
affermato che la madre le aveva consegnato all'epoca un documento 
relativo all'adozione, che tuttavia detto documento le era stato ritirato 
dai passatori e che comunque non sapeva cosa vi fosse scritto poiché 
era in mongolo (cfr. ibid.). Alla luce di dette dichiarazioni appare invece 
probabile che la ricorrente sia comunque stata registrata presso le au -
torità competenti. A ciò aggiungasi che per giustificare che non avreb-
be mai fatto nulla per procurarsi dei documenti d'identità, l'insorgente 
si è sempre limitata ad asserire che questo era dovuto al fatto che la 
famiglia di cui era resa schiava non la faceva andare da nessuna parte 
(verbale d'audizione del 22 agosto 2008, pag. 3). Si osserva infine che, 
malgrado siano passati diversi anni dal momento della fuga della ricor -
rente, ella non ha fatto tutt'ora nulla per procurarsi un tale documento.

Quanto al viaggio intrapreso, l'interessata non è riuscita fornire nessun 
nome di una della località da cui sarebbe transitata, raccontando uni -
camente di aver viaggiato cinque giorni in treno e successivamente  a 
bordo di un furgone sino in Svizzera senza peraltro mai subire controlli 
(cfr. verbale d'audizione del 14 agosto 2008, pag. 5). Al riguardo non è 
stata in grado di  specificare null'altro  o fornire dettagli  e spiegazioni  
che possano donare credibilità al proprio racconto, che risulta quindi  
impreciso. Infatti, anche in occasione della seconda audizione, le de-
scrizioni fornite dalla ricorrente risultano alquanto vaghe (cfr. verbale 
d'audizione del 22 agosto 2008, pagg. 5 e seg.). Per di più, in sede ri-
corsuale,  senza fornire  tuttavia  alcuna  spiegazione  circa  l'apprezza-
mento dell'autorità inferiore in merito alle modalità del proprio viaggio 
d'espatrio, la richiedente ha allegato curiosamente degli elementi mai 
apparsi in occasione della procedura di prima istanza, come ad esem-
pio il fatto di aver preso la F._______ sino a G._______ allorché, come 
illustrato poc'anzi, in sede di prima istanza ha dichiarato semplicemen-
te di aver preso un treno, ma di non sapere né di che treno si trattasse 
né dove sarebbe giunta (cfr. ricorso, pag. 2 e verbali d'audizione del 
14 agosto 2008 e del 22 agosto 2008, pag. 5, rispettivamente pag. 6). 

Alla  luce di  quanto precede, questo Tribunale ha ragione di  ritenere 
che l'insorgente non può aver viaggiato nelle circostanze e secondo le  

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modalità  descritte  e  che,  viste  l'inconsistenza e  l'inattendibilità  delle 
suddette dichiarazioni circa il possesso dei documenti d'identità, non-
ché l'inverosimiglianza delle circostanze del viaggio d'espatrio, il Tribu-
nale ha ragione di concludere che ella dissimuli i suoi documenti d'i-
dentità per i bisogni della causa.

In conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, né 
fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli stes-
si,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv. 3  lett. a  LAsi  a  favore  dell'in-
sorgente non è applicabile.

4.4 In assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiata della richiedente. 

Giova ricordare che con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il 
legislatore  ha  peraltro  introdotto  con  l'art. 32 cpv. 2  lett. a  nonché 
cpv. 3 LAsi una procedura sommaria nell'ambito della quale è statuito 
sull'adempimento o meno della qualità di rifugiato, nonostante che la 
stessa  termini  con  una  decisione  di  non  entrata  nel  merito 
(DTAF 2007/8, consid. 5). Infatti, non si entra nel merito di una doman-
da d'asilo allorquando sulla base di un esame sommario è riconoscibi -
le che il  richiedente l'asilo non adempie manifestamente la qualità di  
rifugiato,  ciò  che può risultare  sia  dalla  manifesta  inconsistenza sia 
dalla  manifesta  irrilevanza  dei  motivi  d'asilo  addotti  (DTAF  2007/8, 
consid. 5.6.4 e 5.6.5).

Nella fattispecie, la ricorrente ha in sostanza raccontato di essere fug-
gita dalla Mongolia a causa della situazione di schiavitù e le violenze 
subite presso la famiglia che l'aveva accolta all'epoca assieme alla di  
lei madre adottiva. Ella non ha tuttavia presentato, all'infuori di generi-
che censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa 
valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non en-
trata  nel  merito  della  domanda  d'asilo  giusta  l'art.  32 cpv. 2  lett. a 
LAsi).

A mente di questo Tribunale, come già ritenuto dall'autori tà inferiore, la 
vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno delle sue origini e della 
sua domanda d'asilo non presenta sufficienti elementi di verosimiglian-
za, essendo caratterizzata da dichiarazioni carenti, vaghe, contraddit -
torie ed illogiche.

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Basti infatti rilevare che le dichiarazioni dell'interessata circa l'asserito 
origine dalla Mongolia interna (ovvero la Cina) sono ben poco credibili,  
la ricorrente non essendo neppure riuscita ad indicare, per esempio, 
né dove questa si trovi né dove avrebbe vissuto sino all'età di 6 anni, 
ovvero il momento in cui lei e la madre adottiva sarebbero andate in 
Mongolia (cfr. verbale d'audizione del 22 agosto 2008, pag. 5). Appare 
inoltre alquanto inconsueto che la madre adottiva abbia rivelato alla ri -
corrente  che provenivano dalla  Mongolia  interna,  senza tuttavia  mai 
averle precisato in che località particolare. Oltre a ciò, considerando 
che l'insorgente avesse già almeno  (...) anni al  momento in  cui non 
avrebbe più rivisto la madre adottiva, ella avrebbe potuto essere infor -
mata e/o interessarsi ad ulteriori particolarità o informazioni dell'evoca-
to Paese d'origine (cfr. verbale d'audizione del 22 agosto 2008, pagg. 4 
e segg.), cosa che invece non avrebbe mai fatto.

A ciò aggiungasi, come già analizzato dall'autorità inferiore nella deci -
sione impugnata, che pure il racconto in relazione ai traumi vissuti in 
Mongolia appare poco credibile o perlomeno non risulta come il rifles-
so di un'esperienza reale vissuta in prima persona. A titolo d'esempio,  
si ricorda come la ricorrente non sia riuscita a fornire indicazioni tem -
porali sulla scomparsa della madre adottiva, unica figura famigliare ed 
affettiva di riferimento dell'insorgente, scomparsa che sarebbe avvenu-
ta a suo dire allorquando ella aveva (...) anni (e non nel 2008 come er-
roneamente ritenuto nella decisione impugnata). Infatti  alle domande 
in relazione alla scomparsa della madre, l'interessata ha allegato, al-
ternativamente, gli anni (...), (...) per poi affermare che era dopo il (...) 
(cfr. verbale del 22 agosto 2008, pag. 3). Anche per quanto concerne 
eventuali dettagli  circa il  padrone di casa che avrebbe abusato della  
madre come pure della ricorrente e presso il quale le stesse avrebbero 
vissuto per diversi anni, appare assai insolito che la ricorrente cono-
sca solo il suo nome e quello della moglie, e non, per contro il cogno-
me ed il nome dei figli dei padroni di cui uno sarebbe addirittura suo 
coetaneo (cfr. verbale d'audizione del 14 agosto 2008, pagg. 4 e seg.). 
Per di più risulta difficilmente credibile il fatto che, alla luce di quanto  
dichiarato dalla ricorrente circa le innumerevoli violenze sessuali, fisi -
che e psicologiche subite dal padrone di casa, il medesimo le avrebbe 
affidato i  soldi  delle  vendite dei  prodotti  del  bestiame affinché li  na-
scondesse presso il  suo domicilio ed in cui lei per di più non viveva 
(cfr. verbale d'audizione del 22 agosto 2008, pag. 10), singolarità alla 
quale  la  ricorrente  non è  riuscita  peraltro  a  fornire  una spiegazione 
plausibile.  Infine,  sebbene  la  ricorrente  abbia  dichiarato,  non  senza 

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contraddirsi, di aver avuto contatti con il mondo esterno in occasione 
della prigionia vissuta, è alquanto illogico che ella abbia atteso nume-
rosi anni prima di fuggire, o che perlomeno la persona che l'avrebbe 
aiutata non le abbia consigliato di denunciare i fatti ai fini di ottenere la 
protezione e la sicurezza necessarie (cfr. riguardo a tali  asserzioni il  
verbale d'audizione del 22 agosto 2008, pag. 9 e pagg. 13 segg.).

L'autorità inferiore ha di conseguenza rettamente considerato come in-
verosimili  le  dichiarazioni  rese dall'insorgente, giusta  l'art.  32  cpv. 3 
lett. b LAsi.

4.5 Ritenuta l'inconsistenza delle allegazioni decisive presentate dal-
l'interessata ed illustrate poc'anzi,  non risultano neppure elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiata 
dell'insorgente medesima. Inoltre, non si giustificano neppure delle mi-
sure di istruzione complementari destinate ad accertare l'esistenza di 
un eventuale impedimento all'esecuzione dell'allontanamento del ricor-
rente dal punto di vista dell'ammissibilità (DTAF 2009/50 consid. 8).

Infatti, dalle carte processuali non emergono elementi da cui desume-
re  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  della  ricorrente  verso  il  suo 
Paese  d'origine,  o  comunque  di  provenienza,  possa  violare 
l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Sviz-
zera del  18 aprile  1999 (Cost.,  RS 101),  l'art. 33 della  Convenzione 
sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente in detto Paese al rischio reale ed immedia-
to di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguar -
dia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre 
1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura 
ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

4.6 Alla luce dei consideranti suesposti discende che rettamente l'UM 
non  è  entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi  del-
l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi e che pertanto in materia di non entrata nel 
merito, il  ricorso, destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

5.
La  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 

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avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1).

6.
L'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge fe-
derale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) secondo 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr). Benché la questione del carattere possibile  
ammissibile ed esigibile dev'essere esaminata d'ufficio, questo princi -
pio è limitato dall'obbligo della persona interessata di collaborare al -
l'accertamento dei fatti giusta l'art. 8 cpv. 1 LAsi (cfr. sentenza del Tri -
bunale amministrativo federale D-7804/2008 del 17 aprile 2009 consid. 
12.1 e referenze citate). Si tratta invero di un tipico caso d'applicazione 
dell'art. 13 cpv. 1 lett. c PA.

Come illustrato in precedenza, nel caso in esame le affermazioni della 
ricorrente in merito alla propria cittadinanza sono manifestamente ca-
renti ed inverosimili, per il che ella ha segnatamente violato l'obbligo di  
collaborare circa l'indicazione della sua vera cittadinanza, a lei senza 
dubbio nota, ed ha così posto le autorità nell'impossibilità di determi -
nare  con  certezza  il  suo  Paese  d'origine,  così  come  l'esistenza  di 
eventuali ostacoli all'allontanamento.

6.1 Da quanto esposto al considerando 4.5, risulta che nulla si oppo-
ne all'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 
LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr).

6.2 Inoltre, in relazione all'art. 83 cpv. 4 LStr e avendo dissimulato la 
sua nazionalità, la ricorrente ha reso impossibile la ricerca di pericoli  
concreti e suscettibili di minacciarla nel suo effettivo Paese d'origine. 

In  limine  va  peraltro  osservato  che,  considerato  che  in  Mongolia  – 
dove non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o vio-
lenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella to-
talità del territorio nazionale – esistono le infrastrutture necessarie in 
materia di problemi psichici e di epilessia, come quelli  che presente-
rebbe la ricorrente e rapportati nel certificato medico prodotto in sede 
ricorsuale, nulla osta a che l'allontanamento sia eseguito verso il Pae-
se  di  provenienza,  conformemente  all'art.  83  cpv. 4  LStr,  ovvero  la 
Mongolia,  dove la  ricorrente  avrebbe  vissuto  la  maggior  parte  della 
sua vita. Le tendenze suicide della ricorrente dovranno peraltro essere 

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considerate ed accompagnate da eventuali misure appropriate al mo-
mento dell'esecuzione dell'allontanamento.

Si ricorda inoltre che la ricorrente è ancora giovane e che, comunque 
malgrado eventuali  situazioni spiacevoli,  abbia comunque imparato a 
leggere ed a scrivere, come pure ad accudire il bestiame (cfr. verbale 
d'audizione  del  14  agosto  2008,  pag.  4  e  verbale  d'audizione  del  
22 agosto 2008, pagg. 5 e 9).

6.3 Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  ed 
art. 83 cpv. 2 LStr). 

6.4 Per  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata.

7.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il di -
ritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di 
prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuri -
dicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 
LAsi), per il che il ricorso va respinto

8.  
Avendo il codesto Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda 
d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  equivalente  alle  presunte 
spese processuali è divenuta senza oggetto.

Visto l'esito della procedura le spese processuali, di fr. 600.-, che se -
guono la soccombenza, sono poste a carico della ricorrente (art. 63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

9.
Vista la manifesta  infondatezza del gravame, malgrado lo scambio di 
scritti  avvenuto  per  sentire  l'autorità  inferiore  sul  certificato  medico 
inoltrato dinanzi a questo Tribunale, la presente vertenza può essere 
decisa in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con 
l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) con decisio -

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ne motivata sommariamente sulla questione dell'esecuzione dell'allon-
tanamento.

10.
La presente sentenza non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF).

La pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso, nella misura in cui è ammissibile, è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico della ricorrente. 
Tale  importo  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale,  entro  un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno, con l'incarto N [...] (per corriere interno; 

in copia)
- H._______ (in copia)

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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