# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b31b0404-3774-5ef3-8759-391807d5c4a8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-06-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.06.2020 B-5156/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-5156-2019_2020-06-03.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte II 

B-5156/2019 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  3  g i u g n o  2 0 2 0  

Composizione 

 
Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio),  

Marc Steiner, Christian Winiger,  

cancelliera Maria Cristina Lolli. 
 

 
 

Parti 

 
X._______,  

[…],   

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale del servizio civile CIVI,  

Centro regionale Rivera,  

[…],    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Misura disciplinare per omissione del servizio (art. 73 LSC). 

 

 

 

B-5156/2019 

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Fatti: 

A.  

Il signor X._______ (in seguito: il ricorrente) è stato ammesso al servizio 

civile in data 15 gennaio 2013 dall'Organo d'esecuzione del servizio civile 

ZIVI, Organo centrale (in seguito: Organo d'esecuzione). 

A.a Con decisione del 21 agosto 2018, il Centro regionale Rivera (in se-

guito: l'autorità inferiore) ha convocato il ricorrente ad un periodo di servizio 

civile da svolgere presso […] della città di Bellinzona (in seguito: l'istituto 

d'impiego), dal 3 settembre 2018 al 28 settembre 2018. 

A.b In data 18 settembre 2018, il ricorrente non si è presentato all'istituto 

d'impiego. In tale occasione il medesimo ha informato l'autorità inferiore 

tramite e-mail che, non essendo in possesso di una seconda chiave per 

poter aprire e chiudere la porta, egli sarebbe rimasto chiuso in casa, senza 

possibilità di allontanarsi. 

A.c In data 19 settembre 2018, il ricorrente si è presentato in ritardo all'isti-

tuto d'impiego, dopo aver informato quest'ultimo tramite e-mail di essersi 

imbattuto in un traffico intenso. 

A.d In data 20 settembre 2018, il ricorrente si è presentato in ritardo all'i-

stituto d'impiego, ovvero alle ore 10:00. Prima di partire di casa, verso le 

ore 8:40, il medesimo aveva informato l'autorità inferiore per e-mail della 

sua impossibilità di recarsi all'istituto d'impiego, dovuta alla mancanza di 

soldi per poter acquistare il titolo di trasporto. In una seconda e-mail, il ri-

corrente ha informato l'autorità inferiore che un suo vicino gli avrebbe pre-

stato fr. 20.–, permettendogli così di recarsi sul posto di lavoro. 

B.  

B.a Con scritto del 28 settembre 2018, l'autorità inferiore ha informato il 

ricorrente dell'avvio di una procedura disciplinare per omissione del servi-

zio, impartendogli un termine fino al 10 ottobre 2018 per prendere posi-

zione a riguardo. 

B.b Con comunicazione del 7 ottobre 2018, il ricorrente si è espresso sui 

fatti che gli venivano rimproverati. 

B.c Con decisione del 13 settembre 2019, l'autorità inferiore ha ritenuto 

che nel caso del ricorrente l'atto costitutivo di un'omissione del servizio ai 

sensi dell'art. 73 della Legge federale del 6 ottobre 1995 sul servizio civile 

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sostitutivo (LSC, RS 824.0) era stato commesso e che la sua condotta era 

illecita. La medesima ha rinunciato ad una denuncia all'autorità cantonale 

incaricata del procedimento penale e ha inflitto al ricorrente una multa di 

fr. 275.–. 

C.  

Con scritto del 2 ottobre 2019, il ricorrente ha impugnato detta decisione 

con ricorso (con allegati) dinanzi al Tribunale amministrativo federale (in 

seguito: il Tribunale o TAF), postulando segnatamente l'accoglimento del 

ricorso e, pertanto, l'annullamento della decisione impugnata. 

D.  

In data 25 novembre 2019, l'Organo d'esecuzione ha trasmesso l’incarto a 

sua disposizione e preso posizione sul ricorso, confermando la propria de-

cisione e chiedendo di respingere il ricorso. 

E.  

In data 2 dicembre 2019 (notificata il 6 dicembre 2019), il Tribunale ha tra-

smesso al ricorrente suddetta presa di posizione, incluso l'indice degli atti, 

concedendo un termine fino al 17 gennaio 2020 per inoltrare una replica. Il 

ricorrente è rimasto silente. 

F.  

Ulteriori fatti e gli argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi 

e/o riportati nei considerandi, qualora risultino decisivi per l'esito della ver-

tenza. 

 

  

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Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale esamina d’ufficio e liberamente la ricevibilità dei ricorsi che 

gli vengono sottoposti (DTAF 2007/6 consid. 1). 

1.2 Il Tribunale è competente per giudicare il presente ricorso (artt. 31 e 32 

della Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale 

[LTAF, RS 173.32], art. 63 cpv. 1 LSC, e art. 5 della Legge federale del 

20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa [PA, RS 172.021]). 

1.3 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 PA).  

1.4 Inoltre, le disposizioni relative al termine di ricorso (art. 66 lett. a LSC), 

al contenuto e alla forma dell'atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA), nonché ai 

rimanenti presupposti processuali (art. 44 e segg. PA), sono rispettate. 

1.5 Pertanto, nulla osta, alla ricevibilità del ricorso. 

2.   

2.1 Le persone soggette all’obbligo di prestare servizio militare che non 

possono conciliare il servizio militare con la propria coscienza prestano, su 

domanda, un servizio civile sostitutivo (servizio civile) di più lunga durata 

secondo la presente legge (art. 1 LSC). 

2.2 L’obbligo di prestare servizio civile inizia quando la decisione d’ammis-

sione al servizio civile passa in giudicato. Simultaneamente termina l’ob-

bligo di prestare servizio militare (art. 10 cpv. 1 LSC). 

2.3 Giusta l'art. 9 lett. d LSC, l'obbligo di prestare servizio civile vincola a 

prestare un servizio civile ordinario sino a raggiungere la durata comples-

siva di cui all'art. 8 LSC. 

2.4 Le misure disciplinari sono sanzioni nei confronti di persone con uno 

statuto speciale (funzionari pubblici, scolari) o che sono soggette ad una 

sorveglianza statale particolare (avvocati, personale medico). Esse ser-

vono a mantenere l'ordine pubblico e a preservare la reputazione e la cre-

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dibilità dell'amministrazione. Le misure disciplinari hanno un effetto sia pre-

ventivo che punitivo sull'esercizio delle funzioni delle persone sottoposte 

ad un regime disciplinare. I provvedimenti disciplinari devono trovare la loro 

esistenza in una norma generale e astratta contenuta in una legge in senso 

formale. Una sanzione disciplinare deve essere comminata solo se vi è 

stata una mancanza disciplinare, ovvero quando i doveri d'ufficio e di com-

portamento sono stati violati intenzionalmente o per negligenza (sentenze 

del TAF B-7401/2018 dell'8 marzo 2019 consid. 2.4 con rinvii e 

B-1856/2018 del 19 novembre 2018 consid. 5; THIERRY TANQUEREL, Ca-

ractéristiques et limites du droit disciplinaire, in: Tanquerel/Bellanger [ed.], 

Le droit disciplinaire, 2018, pag. 9 e segg., 19 e segg.; HÄFELIN/MÜL-

LER/UHLMANN, Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts, 7a ed. 2016, 

no 1505 e seg.). 

Le persone tenute a prestare servizio civile hanno uno statuto speciale e 

sono, quindi, soggette a misure disciplinari (art. 67 e segg. LSC; sentenze 

del TAF B-7401/2018 dell'8 marzo 2019 consid. 2.4 con rinvii e 

B-1856/2018 del 19 novembre 2018 consid. 3.4). 

2.5 Gli artt. 67 a 71 LSC regolano la procedura disciplinare. L'art. 68 LSC 

prevede che l'Organo d'esecuzione può disporre le seguenti misure disci-

plinari: ammonimento scritto (lett. a) e multa sino a 2000 franchi (lett. b). 

3.  

In primo luogo, è opportuno esaminare il procedimento che ha portato alla 

misura disciplinare nei confronti del ricorrente.  

3.1 L'art. 71 cpv. 1 LSC dispone che l'Organo d’esecuzione apra una pro-

cedura disciplinare d'ufficio oppure quando l’istituto d’impiego denuncia 

una violazione degli obblighi. Ne informa per scritto l’interessato. Qualora 

gli interessi dell’istituto d’impiego o dell’inchiesta lo esigano, può ordinare 

l’interruzione immediata del servizio. L'art. 71 cpv. 2 LSC prevede che l'Or-

gano d'esecuzione istruisca la procedura entro 60 giorni e la concluda con 

decisione formale. Si tratta di un termine ordinario (Messaggio del 27 ago-

sto 2014 concernente la modifica della Legge federale sul servizio civile, 

FF 2014 5749 e segg., 5780). 

Nella fattispecie, l'autorità inferiore ha informato il ricorrente in data 28 set-

tembre 2018 dell'avvio di una procedura disciplinare per omissione del ser-

vizio e il ricorrente ha potuto esprimersi in data 7 ottobre 2018. La deci-

sione circa le misure disciplinari data il 13 settembre 2019. È evidente che 

il termine dei 60 giorni stabiliti all'art. 71 cpv. 2 LSC non è stato rispettato.  

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3.2 L'art. 70 cpv. 1 LSC prevede che il perseguimento di una mancanza 

disciplinare e l’esecuzione di una misura disciplinare si prescrivono in do-

dici mesi. 

Nella fattispecie, le mancanze disciplinari rimproverate al ricorrente hanno 

avuto luogo nei giorni 18, 19 e 20 settembre 2018, mentre la decisione 

dell'autorità inferiore è stata emessa in data 13 settembre 2019. È evidente 

che la decisione dell'autorità inferiore è stata emessa prima dello scadere 

dei dodici mesi stabiliti dall'art. 71 cpv. 1 LSC e, pertanto, il perseguimento 

delle mancanze disciplinari, nonché l’esecuzione di una misura discipli-

nare, non sono prescritte. 

4.  

In secondo luogo è necessario esaminare se la condotta del ricorrente gli 

possa essere imputata e se la sanzione comminata sia essa stessa con-

forme alla legge. A tal proposito, bisogna distinguere tra la sua assenza del 

18 settembre 2018 (consid. 4.1) e i ritardi del 19 e del 20 settembre 2018 

(consid. 4.1.2). 

4.1 L'art. 73 LSC regola l'omissione di un periodo di servizio civile. Il cpv. 1 

dispone che chiunque, senza l’intenzione di rifiutare il servizio civile, non si 

presenta ad un servizio al quale è convocato, abbandona senza permesso 

il suo istituto d’impiego o non vi ritorna dopo un’assenza giustificata, è pu-

nito con una pena pecuniaria fino a 180 aliquote giornaliere. Il cpv. 3 pre-

cisa che nei casi poco gravi si applica una pena disciplinare. 

4.1.1 L'art. 73 cpv. 1 LSC prevede tre elementi oggettivi della fattispecie, 

ovvero una convocazione valida, per un periodo di servizio, e il non pre-

sentarsi all'istituto d'impiego. 

Nella fattispecie, il ricorrente non contesta di non essersi presentato il 

18 settembre 2018 al suo istituto d'impiego senza autorizzazione, nono-

stante fosse stato validamente convocato a prestare un periodo di servizio 

dal 3 settembre 2018 al 28 settembre 2018. Pertanto, il Tribunale constata 

che tutti e tre gli elementi della fattispecie dell'infrazione di omissione del 

servizio previsto all'art. 73 cpv. 1 LSC sono dati. 

4.1.2 L'art. 73 cpv. 1 LSC prevede anche due elementi soggettivi della fat-

tispecie. Prima di tutto, l'autore deve essere consapevole e intenzionato a 

commettere un'insubordinazione. Inoltre, il medesimo non deve avere l’in-

tenzione di rifiutare il servizio civile. 

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Nella fattispecie, è possibile constatare che il ricorrente stesso ammette 

nel suo ricorso di non essersi presentato all'istituto d'impiego cosciente-

mente, dimostrando così di esser stato consapevole e disposto a commet-

tere l'infrazione imputatagli. Pertanto, il Tribunale costata che anche i due 

elementi soggettivi della fattispecie sono dati. 

4.1.3 Nel diritto delle sanzioni, un comportamento può essere tipico di 

un'infrazione, senza tuttavia essere illegale. Nel momento in cui il legisla-

tore sviluppa fattispecie penali, egli descrive una condotta che ritiene con-

traria all'ordinamento giuridico generale. Nel suo senso generale, l'illegalità 

comprende tutto ciò che è contrario alla legge, indipendentemente dal set-

tore giuridico in questione. È quindi indispensabile specificare l'esistenza, 

ove applicabile, di una norma giuridica (di diritto civile, amministrativo, ecc.) 

che consenta o autorizzi una condotta descritta da una fattispecie penale 

(JOSÉ HURTADO POZO, Droit pénal – Partie générale, 2a ed. 2008, no 662 e 

segg.). La nozione di illegalità vale anche per le misure disciplinari. A volte 

i beni giuridici di primaria importanza possono essere preservati solo dan-

neggiando gli interessi del servizio civile, ad esempio in caso di autodifesa, 

di uno stato di necessità, dell'adempimento di un ordine superiore, della 

tutela di interessi legittimi ecc. (sentenze del TAF B-7401/2018 dell'8 marzo 

2019 consid. 5.2.1 con rinvii e B-6315/2017 del 15 marzo 2018 consid. 

5.3.1; WALTER HINTERBERGER, Disziplinarfehler und Disziplinarmassnah-

men im Recht des öffentlichen Dienstes, 1986, pag. 113 e seg.). 

Nel caso in specie, la giustificazione apportata dal ricorrente per la sua 

assenza del 18 settembre 2018 (cfr. fatti A.b), ovvero l'assenza di una se-

conda chiave di casa, dunque, l'impossibilità di partire senza lasciare la 

finestra aperta – per quanto tale giustificazione possa essere vera e suffi-

ciente – non esonera il ricorrente da una misura disciplinare. Infatti, se 

fosse stato in grado di rendere credibile il fatto che lo svolgimento del suo 

servizio civile avrebbe messo lui, i suoi parenti stretti o il suo datore di la-

voro in una situazione estremamente grave, spettava a lui presentare una 

richiesta di differimento del servizio in debita forma (art. 24 LSC in collega-

mento con artt. 44 e 46 cpv. 4 lett. e dell'Ordinanza dell'11 settembre 1996 

sul servizio civile (OSCi, RS 824.01). L'e-mail del 18 settembre 2018 

(cfr. dossier dell'autorità inferiore all. 4a), inviata dal ricorrente all'autorità 

inferiore, non corrisponde ad una richiesta di differimento del servizio come 

richiesto dalla legge (art. 44 OSCi e segg.). Di conseguenza, il Tribunale 

ritiene che nessuno dei motivi invocati dal ricorrente sia idoneo ad esclu-

dere il carattere illecito dell'inadempimento contestatogli. L'illegalità del suo 

comportamento deve quindi essere confermata. 

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4.2 L'art. 27 LSC definisce gli obblighi fondamentali imposti a chi presta 

servizio civile, stabilendo, tra l'altro, che nell'esercizio dei propri diritti e 

nell’adempimento dei propri obblighi, chi presta servizio civile agisce se-

condo i principi della buona fede (cpv. 1); rispetta i diritti e gli obblighi 

dell’istituto d’impiego e prende cura in particolare dei beni che gli sono stati 

affidati (cpv. 2); e ottempera alle istruzioni e disposizioni dell’istituto d’im-

piego o dei suoi delegati (cpv. 3 lett. a), nonché alle convocazioni e istru-

zioni dell’Organo d’esecuzione o dei suoi delegati (cpv. 3 lett. b). 

A tal proposito, giusta l'art. 67 cpv. 1 LSC, qualora la persona che deve 

prestare servizio civile violi intenzionalmente o per negligenza obblighi im-

posti dalla legge o dalle relative ordinanze, l’Organo d’esecuzione può di-

sporre misure disciplinari nei suoi riguardi – sono salve le disposizioni pe-

nali di cui agli art. 72 a 78 LSC. 

4.2.1 Nel caso in specie, la puntualità dei dipendenti, nonché l'affidabilità 

dei medesimi, costituisce un diritto dell'istituto d'impiego e, dunque, un ob-

bligo fondamentale per colui che presta servizio civile. I ritardi avuti dal ri-

corrente il 19 ed il 20 settembre 2018, violano tale obbligo. Infatti, tali man-

canze contravvengono alle istruzioni e disposizioni dell'istituto d'impiego. 

Le motivazioni apportate dal ricorrente per tali eventi (cfr. fatti A.c e A.d) 

non sono in alcun modo atte ad esonerarlo da una misura disciplinare. 

4.2.2 A tal proposito, va rilevato che giusta l'art. 67 cpv. 2 LSC, si può ri-

nunciare all’inflizione delle misure se è sufficiente un avvertimento e un 

ammonimento da parte dell’istituto d’impiego. 

4.3 In virtù di quanto precede, il Tribunale constata che l'assenza ingiusti-

ficata del 18 settembre 2018 rappresenta un'omissione del servizio se-

condo l'art. 73 cpv. 1 LSC, mentre i ritardi del 19 e del 20 settembre 2018 

devono essere qualificati come violazioni degli obblighi fondamentali stabi-

liti all'art. 27 LSC. 

5.  

Infine, va analizzato se la misura disciplinare stabilita dall'autorità inferiore, 

ovvero una multa di fr. 275.–, rispetti il principio della proporzionalità. 

5.1 A tal proposito si osserva che, in generale, l'attività dello Stato deve 

rispondere al pubblico interesse ed essere proporzionata allo scopo (art. 5 

cpv. 2 della Costituzione federale [Cost., RS 101]). In particolare, l'autorità 

non può adoperare un mezzo coattivo più rigoroso di quanto richiesto dalle 

circostanze (art. 42 PA). Da un punto di visto analitico, il principio della 

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proporzionalità viene suddiviso in tre regole: l'idoneità, la necessità e la 

proporzionalità in senso stretto (DTF 136 I 17 consid. 4.4, 135 I 246 consid. 

3.1, 130 II 425 consid. 5.2 e 124 I 40 consid. 3e). La prima impone che la 

misura scelta sia atta al raggiungimento dello scopo d'interesse pubblico 

fissato dalla legge (DTF 128 I 310 consid. 5b/cc), la seconda che, tra più 

misure idonee, si scelga quella che incide meno fortemente sui diritti privati 

(DTF 130 II 425 consid. 5.2), e la terza, detta anche regola della prepon-

deranza dell'interesse pubblico, che l'autorità proceda alla ponderazione 

tra l'interesse pubblico perseguito e il contrapposto interesse privato, valu-

tando quale dei due debba prevalere in funzione delle circostanze (DTF 

129 I 12 consid. 6 a 9). 

5.2 Il principio di proporzionalità si applica alle sanzioni disciplinari, tuttavia, 

l'autorità gode di un potere d'apprezzamento per quanto riguarda il princi-

pio e la scelta della sanzione (sentenza TAF B-7401/2018 dell'8 marzo 

2019 consid. 5.4.1 con rinvii). L'art. 69 LSC prevede che l'Organo d’esecu-

zione stabilisca la misura disciplinare a seconda della colpa, tenendo conto 

del movente, della vita anteriore, delle condizioni personali e del prece-

dente comportamento dell’interessato nel servizio civile. 

5.3 Nella sua decisione, nonché nella sua risposta, l'autorità inferiore ha 

spiegato che le mancanze rimproverate al ricorrente non costituiscono un 

caso singolo, bensì, egli avrebbe già commesso un'omissione del servizio 

nel 2015, facendo l'oggetto di una decisione dell'autorità inferiore che gli 

aveva imposto una multa di fr. 375.–. Inoltre, la stessa autorità informa che 

con decisione del 27 settembre 2018, ha emesso l'interruzione del periodo 

d'impiego in questione, con effetto a partire dal 21 settembre 2018, per 

mancata affidabilità e mancanza del rapporto di fiducia. Tale decisione è 

cresciuta in giudicato (cfr. incarto dell'autorità inferiore all. 7a). Nella deci-

sione impugnata l'autorità inferiore ritiene che il comportamento illecito del 

ricorrente sia da qualificare come "caso poco grave ai sensi dell'art. 73 

cpv. 3 LSC" e fissa una multa di fr. 275.–. 

5.4 Nel fissare una multa di fr. 275.–, l'autorità inferiore ha determinato un 

importo che si situa nella parte inferiore della gamma delle misure discipli-

nari prescritte (art. 68 LSC). A questo proposito, il Tribunale sottolinea inol-

tre che il ricorrente avrebbe potuto essere sanzionato penalmente, se non 

avesse beneficiato dell'art. 73 cpv. 3 LSC circa i casi poco gravi (sentenza 

TAF B-7401/2018 dell'8 marzo 2019 consid. 5.4.4 con rinvii). 

5.5 Nella fattispecie, viste le circostanze del caso e in considerazione di 

quanto precede, nonché del fatto che gli argomenti sollevati dal ricorrente 

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in suo favore non sono tali da concludere alla sussistenza di eventuali cir-

costanze attenuanti, il Tribunale ritiene che la multa di fr. 275.– sia propor-

zionata, nonché adeguata e non vi sia alcun elemento che possa portare 

ad un annullamento della decisione impugnata. 

6.  

In conclusione, le censure del ricorrente devono essere respinte e la deci-

sione dell'autorità inferiore deve essere confermata. 

7.  

La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è gratuita, per-

tanto, non vengono prelevate spese processuali. Non vengono versate ri-

petibili (art. 65 cpv. 1 LSC). 

8.  

La presente decisione è definitiva e non può essere impugnata al Tribunale 

federale con un ricorso di diritto pubblico (art. 83 lett. i della Legge del 

17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]). 

 

(Il dispositivo si trova alla pagina seguente) 

 

 

 

 

  

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Pagina 11 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Non si assegnano indennità per spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (raccomandata; allegati: atti di ritorno);  

– autorità inferiore (n. di rif. […]; raccomandata; allegati: atti di ritorno); 

– Organo d’esecuzione del servizio civile ZIVI, Organo centrale, 

Malerweg 6, 3600 Thun (raccomandata). 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Pietro Angeli-Busi Maria Cristina Lolli 

 

 

 

Data di spedizione: