# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2002bc8b-16bc-5e9a-a883-a540c7b506c3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-05-20
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 20.05.1997 15.1996.151
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1996-151_1997-05-20.html

## Full Text

Incarto n.

  15.96.00151

  	
  Lugano

  20 maggio 1997

  B/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, vicepresidente 

  Zali e Giani (quest'ultimo in sostituzione del giudice Cometta, assente)

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sul ricorso 4 settembre 1996 di

 

	
   

  	
  __________ 

  patr.
  dall'avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l’operato
dell’Ufficio esecuzione di Lugano e meglio contro il riesame 21 agosto 1996
dell’atto di pignoramento di salario 12 agosto 1996 nell’esecuzione n.
__________ promossa contro il reclamante da

 

	
   

  	
  __________ 

  patr.
  da: avv. __________;

  

 

 

rilevato che con decreto presidenziale 5 settembre 1996 al ricorso
non è 

stato concesso effetto sospensivo;

 

viste le osservazioni:     - 19 settembre 1996 di __________

                                         - 20 settembre 1996
dell’Ufficio esecuzione di Lugano;

 

completata l’istruttoria;

 

 

 

 

 

ritenuto 

 

 

in fatto:

 

 

                                  A.   __________ procede
contro __________ per l’incasso di fr. 23’066.40 interessi e spese compresi

 

 

                                  B.   Con riesame 21 agosto
1996 del precedente atto di pignoramento datato 12 agosto 1996 l’UE di Lugano,
fondandosi sulla sentenza 20 novembre 1995 della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 6, ha pignorato a __________ un’eccedenza di fr. 878.-- al mese sulla
base del seguente computo:

 

 

                                         Introiti

                                         -
debitore                                                      fr.  5’247.-- 95%

                                         -
figlio __________                                       fr.    300.--
100%

                                         totale                                                             fr.  5’547.--

 

 

                                         Minimo
di esistenza

                                         -
importi base                   fr. 1’850.--

                                         -
affitto                              fr. 1’200.--

                                         -
riscaldamento                fr.      30.--

                                         -
cassa malati                  fr.    194.--

                                         -
alimenti                           fr.    800.--

                                         -
AI completiva per __________                              fr.    524.--

                                         totale                                 fr.
4’598.--  100% fr. 4’368.10 95% Fr. 878.90

 

                                         Eccedenza mensile pignorabile:
fr. 878.--

 

 

                                  C.   Contro siffatto
provvedimento si è aggravato __________ argomentando che la pensione
d’invalidità del figlio __________ non può essere inclusa nei suoi introiti.
Inoltre ha chiesto il riconoscimento di fr. 200.-- al mese per le spese
connesse con l’uso dell’automobile, che gli è indispensabile per ogni minimo
spostamento, la sua invalidità riferendosi alla mobilità delle gambe. Sempre a
causa delle sue condizioni di salute, che sono peggiorate, egli necessita di
una collaboratrice domestica, per la quale spende fr. 440.-- al mese. L’UE non
ha poi tenuto conto che deve pagare il 10% delle spese mediche quantificabili
in una media di fr. 100.-- al mese. Dal figlio __________ riceve inoltre solo
fr. 150.-- al mese, poiché a partire dal mese di luglio 1996 è cessato il suo
diritto di percepire l’indennità di disoccupazione. Il ricorrente ha poi fatto
valere l’importo di fr. 33.-- al mese che versa alla Cassa cantonale di
compensazione AVS/AI/IPG, così come fr. 100.-- al mese per imposte arretrate e
future.  

 

 

                                  D.   Delle
osservazioni di __________ e dell’UE di Lugano si dirà, se del caso, in
seguito.

 

 

                                  E.   Interrogato
formalmente il ricorrente ha dichiarato che dal 1. agosto 1996 vive solo con il
figlio __________, mentre il figlio __________ si è trasferito a __________.
__________ ha reso noto di essersi ammalato di poliomielite all’età di due anni
e di avere sempre avuto problemi alle gambe e alla schiena, che con il
trascorrere degli anni sono andati peggiorando. Porta una protesi ad una gamba,
che gli impedisce di muoversi e di sedersi liberamente ed ha grosse difficoltà
di movimento. Egli ha prodotto un certificato medico datato 17 gennaio 1997 ed
un permesso di parcheggio rilasciatogli dalla Polizia cantonale, dopo che era
stato visitato da un medico. Il ricorrente ha poi rilevato che due volte
all’anno si deve sottoporre a terapie per la schiena.

                                         Il
figlio __________, interrogato formalmente, ha dichiarato di recarsi tutti i
giorni al laboratorio “__________ ” a __________, dove guadagna fr. 510. -- al
mese. Paga mensilmente fr. 150.-- per la mensa, fr. 71.-- per l’abbonamento
dell’autobus e fr. 41.-- di cassa malati. 

                                         Il
figlio __________ ha dichiarato di essersi trasferito a __________ dalla
seconda settimana dell’agosto 1996. Da allora non ha più pagato al padre il
contributo mensile di fr. 300.--, che risulta dall’atto di pignoramento
impugnato.

 

 

Considerato

 

 

in diritto

 

                                   1.   Nel
procedere al sequestro o al pignoramento del reddito, le autorità d’esecuzione
sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento
dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore
e il fabbisogno suo e della sua famiglia (DTF 112 III 21 cons. 2, 108 III 12
cons. 3, 106 III 13 cons. 2, 102 III 15 cons. 4; Amonn in ZBJV 1984 p. 470),
ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto
conto soltanto mediante riesame del pignoramento.  

 

 

                                   2.

 

                                  a)   Ritenuto
che da un canto in caso di pignoramento viene considerato il minimo di esistenza
del debitore e della sua famiglia, dall’altro insieme all’introito personale
del debitore va calcolato anche quello dei suoi familiari. Il reddito dei figli
maggiorenni che vivono nell’economia domestica del debitore viene preso in
considerazione ai fini di un’equa riduzione (nel minimo d’esistenza) del canone
di locazione e delle spese di riscaldamento: viene pure computata una
partecipazione appropriata del beneficiario alle spese d’economia domestica
(per vitto, ecc.). Tuttavia i figli che guadagnano hanno diritto alla
soddisfazione dei loro normali bisogni, e non solo del minimo d’esistenza.
L’ufficio esecuzione deve determinare il minimo vitale garantito dalla legge
per ogni singolo caso secondo il suo libero apprezzamento. Le direttive della
Conferenza svizzera degli ufficiali di esecuzione e fallimenti così come
dell’Autorità cantonale di vigilanza possono essergli di sostegno, non lo
liberano tuttavia dal suo obbligo di valutare le peculiarità del caso concreto
(cfr. Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna
1997, § 23 n. 59 e 61 p. 177 e rif. ivi; punto 3.3. della Tabella dei minimi di
esistenza agli effetti del diritto esecutivo del 1. gennaio 1994, in seguito:
Tabella).

 

 

                                  b)   Contrariamente
a quanto ritenuto dall’UE di Lugano nel computo dell’introito dell’escusso non
può essere considerata la rendita d’invalidità del figlio __________,
trattandosi di una rendita destinata a lui personalmente. A __________ va poi
riconosciuto come minimo base mensile l’importo di fr. 925.-- e non di fr.
1’025.--, vivendo egli non da solo, bensì con il figlio __________ (punto 1.1.
Tabella). D’altro canto nel calcolo del minimo di esistenza del padre non può
essere computato il minimo base di fr. 925.-- per il figlio __________, il quale
percepisce personalmente sia una rendita d’invalidità di fr. 1’280.-- che un
suo guadagno di fr. 510.-- al mese. Tuttavia vivendo egli nell’economia
domestica del debitore, è tenuto a partecipare alle spese di locazione e di
riscaldamento e a quelle per il vitto ecc. nella misura di fr. 400.-- mensili.

 

 

                                   3.   Dall’interrogatorio
formale di __________ e del figlio __________ risulta che quest’ultimo
dall’inizio del mese di agosto 1996 non abita più con il padre e che da quel
momento non ha più versato il contributo di fr. 300.--, per cui anche questo
importo non può essere aggiunto all’introito del ricorrente.

 

 

                                   4.

 

                                  a)   Quale
oggetto impignorabile ex art. 92 n. 1 LEF può essere considerata, a seconda
delle circostanze, anche l’autovettura di un invalido. Questo è il caso in cui
essa serve all’uso privato dell’invalido, il quale non può far capo, senza
pericolo per la sua salute e senza difficoltà straordinarie, ad un mezzo di
trasporto meno dispendioso e se togliendogli la vettura sarebbe impedito di sottoporsi
ad un necessario trattamento medico e a mantenere un minimo di contatti con il
mondo esterno e con altre persone (cfr. DTF 108 III 62-63). 

 

 

                                  b)   __________
non solo ha dimostrato durante il suo interrogatorio formale di portare una
protesi alla gamba e di avere effettive limitazioni di movimento. Egli ha pure
prodotto un certificato medico - che bensì emesso posteriormente all’atto di
pignoramento è indicativo dello stato d’infermità dell’escusso - attestante la
sua difficoltà di spostamento a piedi per un percorso di oltre 100-200 m e la
sua difficoltà nel salire e scendere dai mezzi pubblici. Egli dispone inoltre
già dal 1984 dell’autorizzazione di parcheggio rilasciata dall’Ufficio
cantonale della circolazione. Dall’interrogatorio formale emerge inoltre che il
debitore oltre che doversi occupare dell’economia domestica e delle spese per
il vitto ecc., deve recarsi di tanto in tanto dal medico per controlli e deve
sottoporsi a trattamenti. Inoltre l’autovettura gli consente di mantenere un
minimo di contatti con il mondo esterno. Le spese di fr. 200.-- per
l’automobile gli vanno pertanto riconosciute.

 

                                   5.   __________
pretende il riconoscimento dell’importo mensile di fr. 440.-- dovendo far capo
ad una collaboratrice domestica.

                                         Dall’interrogatorio
formale dell’escusso e del figlio __________ emerge che essi, in seguito alla
loro invalidità, non sono in grado di svolgere da soli tutti i lavori inerenti
a un’economia domestica, in particolare i lavori pesanti di pulizia. La
collaboratrice domestica __________ ha dichiarato di recarsi dall’escusso per 5
ore e 30 alla settimana e di percepire mensilmente fr. 440.--. Questo importo
va pertanto computato nel calcolo del minimo di esistenza di __________.

 

 

                                   6.

                                  a)   Secondo
il punto 2.8. della Tabella si deve tener conto delle spese mediche rilevanti
nella misura in cui le stesse sono imminenti al momento del pignoramento (spese
mediche, farmaceutiche, ospedaliere) e nell’ipotesi che si tratti di spese
proporzionalmente rilevanti.

 

 

                                  b)   In
casu il debitore ha argomentato di dovere pagare il 10% delle spese mediche,
quantificate in fr. 100.-- al mese. Egli ha tuttavia prodotto diverse note
d’onorario per spese mediche concernenti il 1995 e il 1997 e una  riguardante
il figlio __________, che non possono esser considerate, determinanti essendo
le circostanze al momento del pignoramento. Per il 1996 ha prodotto tre note
d’onorario di fr. 91.20, fr. 156.40 e fr. 31.20. Egli ha poi sostenuto di
doversi sottoporre due volte all’anno a sedute di fisioterapia per la schiena.
Considerato che le spese mediche vengono nella misura del 90% rimborsate dalla
cassa malati, per la quale a __________ nel calcolo del minimo vitale già viene
riconosciuto il premio mensile di fr. 194.--, non può essere ritenuto che egli
debba far fronte a spese mediche proporzionalmente rilevanti, giustificanti un
supplemento mensile di fr. 100.--, avuto altresì riguardo al fatto che le spese
ordinarie per la salute sono già considerate nell’importo base mensile (cfr.
punto 1 della Tabella).   

 

 

                                   7.   Secondo
il punto 2.3. della Tabella quale supplemento all’importo base mensile vanno
riconosciuti gli oneri sociali quali il contributo AVS.

                                         Nel
calcolo del minimo di esistenza va quindi computato l’importo di fr. 33.--  al
mese, quale contributo personale versato da __________ alla Cassa di
compensazione AVS.

 

 

                                   8.

                                  a)   Nel
computo del minimo vitale dell’escusso si deve tenere conto delle spese
assolutamente necessarie al sostentamento del debitore e della sua famiglia
(cfr. DTF 102 III 19 e rif. ivi).

                                         La
giurisprudenza si è già espressa nel senso che nel computo del minimo vitale
non si può tener conto delle spese occorrenti al pagamento delle imposte (cfr.
DTF 95 III 42; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts,
Berna 1997, § 23 n. 64 p. 178).

                                         Perché
si diano privilegi in diritto a determinati creditori occorre un’espressa norma
di legge in tal senso. La giurisprudenza del Tribunale federale ha attenuato il
rigore di questo principio stabilendo in DTF 112 III 18 (cfr. Kurt Amonn in
ZBJV 1988 p. 329-330) che determinati creditori sono privilegiati di fatto
(cfr. Pierre-Robert Gilliéron in JdT 1989 II 9) nel senso che, in caso di
pignoramento di salario o di redditi, il debitore è autorizzato a eseguire
interamente le proprie obbligazioni nei loro confronti: è questo il caso in
particolare per il venditore di generi alimentari, per il fornitore di beni
indispensabili alla sopravvivenza o all’esercizio del lavoro del debitore e per
il locatore di locali indispensabili per l’esercizio dell’attività
dell’escusso.

                                         Siffatto
indirizzo giurisprudenziale concretizza l’intento del legislatore di lasciare
all’escusso e alla sua famiglia quanto è assolutamente indispensabile ex art.
92 e 93 LEF per soddisfare i bisogni più elementari.

 

 

                                  b)   E`
di tutta evidenza che il versamento mensile prospettato dal reclamante per il
pagamento delle imposte non può entrare in linea di conto per il calcolo del
minimo vitale: alla luce dei principi giurisprudenziali richiamati, nulla
giustifica il privilegio che il debitore pretende sia concesso al __________,
al __________ e alla __________ quali creditori di imposte. Abbondanzialmente
si annota che non vi sarebbe poi alcuna garanzia che l’importo di cui si chiede
la deduzione venga effettivamente versato ai citati creditori. 

 

 

 

 

                                   9.   Sulla
base delle precedenti considerazioni l’eccedenza pignorabile di __________ va
calcolata come segue:

                                         Introiti

                                         -
pensione invalidità __________                                 fr. 2’171.--

                                         -
assicurazione invalidità privata __________            fr.    830.--

                                         -
assicurazione invalidità privata __________ 

                                          
per figlio __________                                                  fr.   
166.--

                                         -
contributo figlio __________                                       fr.   
400.--

                                         totale                                                                                 fr.
3’567.-- 

 

                                         Minimo
di esistenza 

                                         -
minimo base                            fr.    925.--

                                         -
affitto                                         fr. 1’200.--

                                         -
riscaldamento                          fr.      30.--

                                         -
contributo personale AVS      fr.      33.--

                                         -
cassa malati                             fr.    194.--

                                         -
spese automobile                    fr.    200.--

                                         -
aiuto domestico                       fr.    440.--

                                         totale                                            fr. 
3‘022.--

 

                                         Eccedenza
mensile pignorabile: fr.  545.--.

                                         Il
ricorso 4 settembre 1996 di __________ va quindi parzialmente accolto.

 

 

                                10.   La
domanda di concessione dell’assistenza giudiziaria formulata da __________ con
il proprio ricorso va respinta. Infatti per avere diritto al gratuito
patrocinio, occorre, oltre ad altri requisiti quali l’indigenza, che il
richiedente non sia in grado di far valere da solo le proprie ragioni. Orbene,
nella determinazione del minimo vitale, l’Autorità di vigilanza deve constatare
d’ufficio i fatti rilevanti, ritenuto che è sufficiente per il ricorrente
indicare il motivo per cui ritiene che il suo minimo di esistenza è stato leso.
Nel corso dell’udienza del 13 marzo 1997, __________ ha dimostrato di essere in
grado di tutelare i propri interessi,  senza che occorresse l’ausilio di un
patrocinatore. Se egli ha ritenuto di dover far capo ad un patrocinatore, lo ha
fatto per sua comodità e non per necessità oggettiva.

                                         Non
si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) non si assegnano indennità (art.
62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 17 e 93 LEF

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso 4 settembre 1996 di __________, è parzialmente accolto.

 

                               1.1.   Il
pignoramento di salario 21 agosto 1996 dell’Ufficio esecuzione di Lugano è
riformato  nel senso che a __________ sono pignorati fr. 545.-- al mese in
luogo di fr. 878.--.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità. 

 

                                   3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro 10 giorni alla Camera delle esecuzioni e
dei fallimenti del Tribunale federale, 1000 Losanna 14, in conformità dell’art.
19 LEF.

 

                                   4.   Intimazione:    -    __________

                                                                 

 

per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
vicepresidente                                                                  La
segretaria