# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0d901e44-cfa4-5512-a06e-82194c92815a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-04-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 29.04.2025 80.2024.253
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2024-253_2025-04-29.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2024.253

  80.2024.254

  	
  Lugano

  29 aprile 2025   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  cancelliera

  	
  Sabrina
  Piemontesi - Gianola 

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 6 dicembre 2024 contro la decisione del 12 novembre 2024 in materia di IC
  e IFD 2019.

  

 

 

	
   

  Fatti

  	
   

  

 

 

                                  A.   __________ (__________),
divorziato, nel 2019 era impiegato presso l’Esercito svizzero. 

                                         Nella dichiarazione
fiscale 2019, indicava un reddito imponibile complessivo di fr. 98'668.- nonché
una sostanza imponibile di fr. 61'641.-. 

                                         Nel Modulo 1, indicava,
quale luogo di lavoro “__________”. Nelle deduzioni faceva valere, in
particolare, “Spese professionali dei dipendenti” per fr. 23'370.-, tra le
quali fr. 5'670.- a titolo di spese di trasporto dal domicilio al luogo di
lavoro (ossia da __________ a __________).

 

 

                                  B.   Con decisione del 28
ottobre 2020, l’Ufficio di tassazione di Lugano (di seguito UT) notificava al
contribuente la tassazione IC/IFD 2019, nella quale commisurava il reddito
imponibile in fr. 101'600.- per l’IC e in fr. 103'600.- per l’IFD e la sostanza
imponibile in fr. 61'000.-. Rispetto ai dati dichiarati, l’UT non riconosceva
le spese per l’abbonamento per il mezzo pubblico del contribuente, pari a fr.
5'670.-, con la motivazione “Deduzione non ammessa difettando dei requisiti
di legge”, mentre ammetteva le “spese per pasto principale fuori casa”, le
spese supplementari di alloggio con cucina, nonché le “spese professionali
forfait contribuente”.

 

 

                                  C.   a.

                                         Con reclamo del 30
novembre 2020, il contribuente chiedeva di riconoscere la deduzione afferente al
costo per l’abbonamento del mezzo pubblico.

 

                                         b.

                                         Il 9 ottobre 2024
l’autorità fiscale attribuiva al reclamante un termine fino al 29 ottobre 2024
per produrre una “attestazione rilasciata dal datore di lavoro indicante che
la totalità del costo dell’abbonamento pubblico SBB di CHF 5'670 sia stato
preso a carico del contribuente”. 

                                         Con e-mail del 28 ottobre
2024, __________ inviava il certificato di salario precisando che, in calce
allo stesso vi era “la nota e l’importo corrispondente”.

 

                                         c.

                                         Con decisione di
tassazione del 12 novembre 2024, l’UT respingeva il reclamo, con la seguente
motivazione:

                                         In
data 28.10.2024 il Signor __________, allega quale risposta alla richiesta di
documentazione il suo certificato di salario, indicando che nello stesso al pt.
15 (osservazioni) vi è la nota con l’importo corrispondente. Considerato che
non è stata fornita un’attestazione rilasciata dal datore di lavoro indicante
se la totalità del costo dell’abbonamento del __________ fosse stato preso a
carico da parte del contribuente, l’Ufficio di tassazione non può fare altro
che riconfermare la decisione di tassazione del 28.10.2020, di conseguenza il
reclamo è respinto.                                                    

 

 

                                  D.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, __________ contesta di non aver dato
seguito alla richiesta di documentazione, rilevando di aver presentato il
certificato di salario, nel quale vi era in calce una nota a proposito delle
spese di abbonamento del mezzo pubblico. Nel gravame spiega di aver preso
contatto con le “risorse umane dello staff dell’Esercito” e sostiene che “a
quel tempo, i GA venivano ricevuti su richiesta delle risorse umane e
trattenuti direttamente sullo stipendio il mese successivo”. A suo dire, “anche
l’impiegata (signora __________) non è stata in grado di spiegare come sia
arrivato l’importo di fr. 5'760.-, ma sul mio certificato di stipendio
(allegato 1) (…), risulta un importo di Fr. 3'780.-“. 

                                         Produce un estratto dello
stipendio ricevuto nel mese di novembre 2019 da parte del datore di lavoro, dal
quale risultava una trattenuta di fr. 3'780.- a titolo di “__________

 

 

                                  E.   Con osservazioni del 10
dicembre 2024, l’autorità fiscale rileva che sul certificato di salario del
contribuente risulta crociata la casella F (Trasporto gratuito dal domicilio al
luogo di lavoro) e sottolinea che “nessuna dichiarazione del datore di
lavoro in merito ad un’indicazione errata è giunta all’autorità fiscale”,
con la conseguenza che “riteniamo quanto esposto corretto”.

                                         Lo scritto è stato inviato
per conoscenza al ricorrente, il quale non ha presentato alcuna replica.

 

 

	
  Diritto

  	
   

  

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Sia secondo l’art. 25 cpv.
1 LT sia secondo l’art. 26 cpv. 1 LIFD, le spese professionali
deducibili sono:

                                         a)  le
spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro;

                                         b)  le
spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio
o in caso di lavoro a turni;

                                         c)   le
altre spese necessarie per l’esercizio della professione.

                                         Secondo l’art. 25 cpv. 2
LT, per le spese professionali secondo il capoverso 1 lettere a - c sono
stabilite deduzioni complessive.

                                         Giusta l’art. 25 cpv. 2
LIFD, per le spese professionali secondo il capoverso 1 lettere b e c sono
stabilite deduzioni complessive; per le spese di cui al capoverso 1 lettera c
il contribuente può giustificare spese più elevate.                                                                                 

 

                                         1.2.

                                         1.2.1.

                                         Secondo l’art. 3 cpv. 1 del
decreto esecutivo del 12 dicembre 2018 concernente l’imposizione delle persone
fisiche, valido per il periodo fiscale 2019, sono considerate spese di
trasporto quelle causate al contribuente per trasferirsi dal luogo di
domicilio a quello in cui lavora. Le relative deduzioni sono stabilite come
segue:

                                         a)  per
l’uso di mezzi di trasporto pubblici: la spesa effettiva; 

                                         b)  […]
                         

                                         c)   per
l’uso di una motocicletta con targa di controllo su fondo bianco o di
un’automobile privata: le spese del mezzo pubblico disponibile.

                                         Eccezionalmente, se nessun
mezzo pubblico è a disposizione o se il contribuente non può servirsene (es.
infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orario sfavorevole,
ecc.) è ammessa una deduzione fino a 40 cts. il km per le motociclette con
targa di controllo su fondo bianco e fino a 60 cts. il km per le automobili (art.
3 cpv. 2 decreto esecutivo citato). 

 

                                         1.2.2.

                                         Anche per l’imposta
federale diretta è deducibile la spesa effettiva del mezzo pubblico per il
trasporto dal luogo di domicilio a quello di lavoro fino all’importo massimo di
3000 franchi (art. 5 cpv. 1 Ordinanza sulla deduzione delle spese professionali
delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente, del 10 febbraio
1993). Lo stesso vale in caso d’uso di un veicolo privato (art. 5 cpv. 2
Ordinanza del 10 febbraio 1993), a meno che non sia disponibile un mezzo di
trasporto pubblico o non sia ragionevole pretendere che il contribuente ne
faccia uso. In tal caso possono essere dedotte le spese effettive secondo
l’appendice dell’ordinanza, che viene periodicamente aggiornata sino ad un
importo massimo di fr. 3'000 all’anno. 

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Il ricorrente nel 2019
aveva il proprio domicilio a __________ e lavorava a __________ (era pertanto
un “Wochenaufenthalter”). L’autorità fiscale ha riconosciuto, nella
propria decisione, le spese supplementari legate alla doppia economia
domestica, negando tuttavia le spese spese di trasporto. Il contribuente chiede
che venga riconosciuto l’importo relativo all’abbonamento generale delle
Ferrovie federali svizzere (FFS), per l’importo di fr. 5'670.-. In sede di
ricorso, produce poi la busta paga del mese di novembre 2019, dalla quale
emerge che il costo di fr. 3'780.-, relativo alle spese per l’abbonamento
generale in 1a classe delle FFS è stato trattenuto dal suo
stipendio. Chiede pertanto di riconoscere almeno tale importo a titolo di spese
di trasporto.

 

                                         2.2.

                                         2.2.1.

                                         Nel
caso che qui ci occupa, il ricorrente ha prodotto il certificato di salario,
rilasciato dal datore di lavoro, l’Esercito svizzero, nel quale è crociata la
casella “F” (Trasporto gratuito dal domicilio al luogo di lavoro) ed in calce
allo stesso, nelle osservazioni, si legge quanto segue: “Spesenreglement
durch Kanton BE am 19.12.2006 genehmigt, Selbstkost. GA SBB dienstl CHF 5670”.

 

                                         2.2.2.

                                         Dalle Istruzioni per la
compilazione del certificato di salario e dell’attestazione delle rendite
(modulo 11) allestite dall’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) (valide
sino al periodo fiscale 2024 compreso, https://www.estv.admin.ch/estv/it/home/imposta-federale-diretta/certificato-di-salario-attestazione-delle-rendite.html,
sito visualizzato il 14.4.2025), risulta che il datore di lavoro deve crociare
la casella “F” nel caso in cui al proprio dipendente non deriva alcun costo per
il tragitto dal domicilio al luogo di lavoro, come, ad esempio, la messa a
disposizione di un abbonamento generale da utilizzare per scopi professionali.
Se il dipendente riceve un abbonamento generale senza la necessità di
utilizzarlo a scopo professionale, l’abbonamento generale è da dichiarare al
suo valore di mercato alla cifra 2.3 del certificato di salario (cfr. p. 9
delle Istruzioni appena citate).

 

                                         2.2.3.

                                         Considerato
che il dipendente può far valere in deduzione le spese di trasporto necessarie
dal domicilio al luogo di lavoro, allo scopo di evitare una deduzione non
giustificata di tali spese rispettivamente di evitare una doppia deduzione nel
certificato di salario e nella dichiarazione di imposta, l’autorità fiscale è
tenuta a sapere se il dipendente si assume queste spese o no. Di conseguenza,
la casella “F” deve essere sempre crociata nel caso in cui al dipendente non sorgono
costi del tragitto dalla sua abitazione al luogo di lavoro ovvero, nel caso in
cui i costi vengono rimborsati integralmente. Ciò è il caso, ad esempio, anche
laddove si tratta di un collaboratore esterno, il quale raggiunge il cliente
direttamente dal proprio domicilio e il datore di lavoro rimborsa tutte le
spese di trasporto per l’uso del veicolo privato in base ai chilometri
effettivamente percorsi oppure tramite un rimborso forfettario (in quel caso,
per chiarezza e anche per evitare disguidi in merito alle deduzioni per le
spese di trasporto, nel certificato di salario si deve dichiarare anche il
rimborso forfettario così come la trasferta gratuita dal domicilio al posto di
lavoro). 

                                         Nel
caso in cui il datore di lavoro prevede il rimborso dell’utilizzo dei mezzi
pubblici, egli deve apporre la crocetta nella casella F solamente se i costi
del tragitto dal domicilio al luogo di lavoro vengono rimborsati integralmente.

                                         In
presenza di rimborso parziale, l’importo risarcito deve essere invece aggiunto
al salario (cifra 1 del certificato di salario). In tal caso il dipendente può
dedurre integralmente le spese per il tragitto nella sua dichiarazione (Bosshard/Mösli, Der neue Lohnausweis –
Das Handbuch für die Praxis, Muri-Berna, 2007, p. 32 s.).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Nel caso in esame,
l’autorità fiscale, con scritto del 9 ottobre 2024, ha espressamente chiesto al
contribuente di voler produrre l’attestazione indicante che la totalità del
costo dell’abbonamento fosse a carico del datore di lavoro. Il ricorrente ha
ribadito che ciò risulta dal certificato di salario. In sede di osservazioni al
ricorso, il fisco ha espressamente segnalato che nel certificato di salario
2019, risultava crociata la casella “F”.

 

                                         3.2.

                                         Il certificato di salario
è un’attestazione del datore di lavoro sotto forma di un formulario ufficiale
stabilito dall’autorità fiscale competente (Zweifel/Hunziker,
in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum DBG, 4a ed., Basilea
2022, n. 11 ad art. 125 LIFD).

                                         Il contribuente, che per
legge è obbligato ad allegare alla dichiarazione d’imposta i certificati di
salario (articoli 125 cpv. 1 lett. a LIFD e 199 cpv. 1 lett. a
LT), è tenuto anche a verificare che il certificato ricevuto sia completo ed
esatto, nella misura in cui ciò sia possibile e esigibile. Nel caso in cui
riscontri dei vizi, deve renderne attento il datore di lavoro e pretendere un
certificato corretto. Se il datore di lavoro si rifiuta di farlo, deve informarne
le autorità fiscali. Se non lo fa, subirà le conseguenze del mancato
adempimento dei suoi obblighi procedurali. Il contribuente deve quindi
presentare il certificato di salario anche se ritiene che sia errato e spiegare
all'autorità fiscale quale certificato di salario ritiene corretto (Zweifel/Hunziker, op. cit., n. 11-13 ad
art. 125 LIFD).

 

                                         3.3.

                                         Per quanto concerne
l’onere della prova, secondo un consolidato principio della procedura fiscale,
esso è ripartito nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare
l’esistenza di elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a
carico del contribuente la prova di quei fatti che concorrono a escludere o a
ridurre il debito verso l’erario (decisione TF n. 2C_388/2016 e n. 2C_389/2016
del 23 febbraio 2017, consid. 2.2.1. e giurisprudenza ivi citata; DTF 133 II
153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).

 

                                         3.4.

                                         Ora, nel caso di specie, l’autorità
di tassazione ha stabilito le deduzioni delle spese professionali, tenendo
conto delle indicazioni risultanti dal certificato di salario rilasciato dal
datore di lavoro, cioè dall’Esercito svizzero. 

                                         Il ricorrente sostiene
tuttavia che quanto risulta dal certificato di salario non corrisponda alla
situazione effettiva. Con il ricorso, tuttavia, non solo non ha documentato
quanto da lui sostenuto, ma ha addirittura presentato la busta paga del mese di
novembre 2019, recante l’indicazione della detrazione per le spese relative
all’abbonamento generale, con un altro importo, rispetto a quello chiesto
originariamente in deduzione__________ è stato invitato a delucidare la
concreta fattispecie, rivolgendosi al datore di lavoro. Agli atti non si ha tuttavia
alcuna presa di posizione da parte dell’Esercito svizzero né ha prodotto un
certificato di salario corretto secondo le sue pretese (ossia senza la casella
F crociata).

                                         Motivo per il quale, in
queste concrete circostanze la decisione su reclamo dell’autorità fiscale
dev’essere confermata.

 

 

                                   4.   Il ricorso è
respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico del ricorrente,
soccombente.

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

1.    Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr.    500.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr.    600.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presen           Copia
per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La cancelliera: