# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4e75c9aa-c192-5186-8421-d5d156324d25
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-03-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 06.03.1998 52.1997.259
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1997-259_1998-03-06.html

## Full Text

Incarto n.

  52.97.00259

   

  	
  Lugano

  6 marzo 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Giovanna
  Canepa, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso  20 settembre 1997 di

 

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 3 settembre 1997 (no. 4296) del Consiglio di Stato, che respinge
  l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 16 gennaio
  1997 con cui la Sezione della circolazione del Dipartimento delle istituzioni
  gli ha revocato la licenza di condurre ciclomotori;

  

 

 

vista la risposta 26 settembre 1997 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   __________, è in possesso
delle licenza di condurre ciclomotori dal __________ settembre 1993. 

Il __________ gli è stato intimato da parte della Polizia comunale
di __________ un rapporto di contravvenzione per infrazione della LCStr "per
avere manomesso il ciclomotore marca __________, targato __________ e di
conseguenza non conforme alle prescrizioni. Il ciclomotore a cagione delle
modifiche subite, avrebbe potuto raggiungere la velocità di km/h
59....(omissis)"

 

Con risoluzione 29 novembre 1996 la Sezione della circolazione
a seguito di tale rapporto ha inflitto a __________ una multa di fr. 90.--
oltre a tasse e spese per i seguenti motivi:

 

"ha circolato con il ciclomotore __________ manomesso
e conseguentemente non conforme alle prescrizioni. Il veicolo, a cagione delle
modifiche subite, avrebbe potuto raggiungere una velocità superiore a quella
massima autorizzata di 30 km/h e stabilita dal controllo con apparecchio
"Giromax" di circa 59 km/h".

 

Tale risoluzione è regolarmente cresciuta in giudicato,
l'interessato non avendola impugnata.

 

 

                                  B.   Con ulteriore decisione 16
gennaio 1997, n. 113, la Sezione della circolazione ha revocato a __________ la
licenza di condurre ciclomotori per la durata di un mese, considerando che "ha
gravemente manomesso il ciclomotore Puch targato __________, il quale avrebbe
potuto raggiungere una velocità potenziale superiore a quella legalmente
ammessa di 30 km/h".

 

 

                                  C.   Con ricorso 21 gennaio 1997
__________ ha impugnato la predetta risoluzione davanti al Consiglio di Stato,
adducendo di essere completamente estraneo ai fatti, per i motivi indicati
nelle sue osservazioni 24 dicembre 1996 alla diffida della Sezione della
circolazione e chiedendo pertanto l'annullamento del provvedimento di revoca
preso nei suoi confronti.

 

 

                                  D.   Il Consiglio di Stato, con
giudizio 3 settembre 1997, ha respinto il gravame, ritenendo __________
colpevole di avere circolato in data 1 ottobre 1996, alle ore 16.46, in
territorio di __________ su un ciclomotore manomesso.

Il Governo cantonale ha giudicato di non avere motivi per scostarsi
dalle constatazioni di fatto contenute nel giudizio penale di multa cresciuto
in giudicato, e ciò tenendo conto del principio dell'unità e della sicurezza
del diritto.

 

 

                                  E.   Contro il predetto giudizio
governativo, __________ insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
chiedendone l'annullamento.

Sostiene di essere estraneo ai fatti sulla base dei quali è
stato disposto il provvedimento di revoca della licenza di condurre ciclomotori.

Nella primavera del 1996 la targa del suo ciclomotore
__________ sarebbe stata trasferita su quello di proprietà del fratello e ciò
su consiglio della stessa Sezione della circolazione, per evitare una procedura
più complicata e costosa. Quest'ultimo avrebbe venduto nell'autunno successivo
il suo veicolo in versione da lui elaborata al compagno __________.

La Sezione della circolazione nella risoluzione di multa n.
__________/__________ lo avrebbe erroneamente indicato quale
"conducente", quando invece fu __________ ad essere stato colto alla
guida del ciclomotore manomesso in data 1. ottobre 1996.

 

 

                                  F.   Il Consiglio di Stato ha
dichiarato di rimettersi al giudizio di questo Tribunale.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1 La competenza del
Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 10 cpv. 2 LALCStr.

La legittimazione attiva dell'insorgente, direttamente
toccato dal provvedimento impugnato, è pacifica (art. 43 PAmm).

Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.

 

1.2 Secondo la più recente giurisprudenza del Tribunale federale,
il provvedimento che dispone della revoca della licenza di condurre a scopo di
ammonimento riveste il carattere di una decisione sulla fondatezza di un'accusa
penale ai sensi dell'art. 6 cpv. 1 CEDU (DTF 121 II 26, consid. 3b).

In ambito penale e nell'ambito di quei procedimenti
amministrativi aventi carattere penale, tale norma impone all'autorità  giudicante
di statuire sulla causa con pieno potere di cognizione. Anche la commisurazione
della pena o della sanzione soggiace a libero esame (R. Herzog, Art. 6 EMRK und
Kantonale Verwaltungsrechtspflege, pag. 371; A. Kley-Struller, Die Anwendung
der Garantien des Art. 6 EMRK auf Verahren betreffend den Führerausweisentzug,
pag. 111 in: R. Schaffauser (Herg.), Aktuelle Fragen des Straf- und des
Administrativmassnahmerechts im Strassenverkehr).

Applicando direttamente i principi sanciti dalla predetta
norma convenzionale, il Tribunale cantonale amministrativo statuisce quindi sul
ricorso in esame con potere cognitivo pieno, identico a quello di cui dispone
in ambito disciplinare (art. 70 PAmm), rivedendo senza restrizioni  di sorta
anche la commisurazione della sanzione. I limiti posti dall'art. 61 PAmm in
relazione al controllo dell'apprezzamento non trovano applicazione in quanto
contrari alle prevalenti disposizioni dell'art. 6 CEDU (cfr. STA 26.9.1996 in
re C.; STA 21.10.1996 in re T.).

 

 

                                   2.   La licenza di condurre o la
licenza per allievo conducente può essere revocata al conducente che, violando
le norme della circolazione, ha compromesso la sicurezza del traffico o
disturbato terzi. Nei casi di lieve entità può essere pronunciato un ammonimento
(art. 16 cpv. 2 LCStr). L'art. 16 cpv. 3 LCStr indica i casi in cui la licenza
di condurre o la licenza di allievo conducente deve essere obbligatoriamente
revocata.

                                         A tenore dell'art. 36 cpv.
2 lett. b OAC la revoca della licenza di condurre per ciclomotori deve essere
ordinata per al minimo un mese nei confronti dei conducenti che hanno
modificato il veicolo in modo che possa circolare a una velocità superiore o produca
rumore.

L'art. 181 cpv. 4 OETV vieta le modificazioni di ciclomotori.
La sostituzione di pezzi di veicoli è ammessa solo se sono conformi, in quanto
alla loro costruzione, al tipo approvato.

 

 

                                   3.   3.1 A seguito di
accertamenti esperiti da questo Tribunale, la Sezione della circolazione ha
confermato che nella sua risoluzione di multa 29 novembre 1996, n. 31579, è
stata "inavvertitamente menzionata la circolazione alla guida di un
ciclomotore manomesso invece dell'esclusiva manomissione ritenuta nella
decisione di revoca 16 gennaio 1997" (comunicazione 22 gennaio 1998 su
esplicita richiesta, agli atti).

La risoluzione del Consiglio di Stato qui impugnata, che
presuppone, al punto 1, che in data 1. ottobre 1996, alle ore 16.46, __________
"abbia circolato, in territorio di __________, alla guida del
ciclomotore "__________" targato __________ quando a causa di
manomissione il ciclomotore avrebbe potuto raggiungere una velocità potenziale
di 59 km/h, superiore quindi a quella di 30 km/h legalmente ammessa"
contiene indubbiamente un accertamento inesatto dei fatti rilevanti per la
decisione (art. 62 PAmm).

Si constata quindi che a rigore, relativamente alla
risoluzione 29 novembre 1996, n. 31579/407, non sussiste alcuna valida intimazione
di contravvenzione, quella sulla base della quale è stata fondata la multa,
citando quale reato la "manomissione di un ciclomotore" e non la
"guida con ciclomotore manomesso".

Il ricorrente non ha però impugnato la suddetta risoluzione cosicché
essa è cresciuta in giudicato.

 

3.2 E' quindi necessario stabilire preliminarmente se a
seguito della mancata impugnazione della sanzione penale, che conteneva
un'imprecisione sui fatti, questi stessi fatti debbano essere ritenuti come
veri, in virtù dei principi dell'unità e della sicurezza del diritto, invocati
dall'autorità di ricorso inferiore.

Questa questione deve essere decisa negativamente, atteso che
secondo giurisprudenza l'obbligo dell'autorità amministrativa di attenersi
all'accertamento dei fatti avvenuto in sede penale non è assoluto e pertanto
non limita il suo potere cognitivo.

L'autorità amministrativa può infatti scostarsi dal
rilevamenti penali quando fonda il suo giudizio su  fatti sconosciuti al
giudice penale o che quest'ultimo non ha preso in considerazione, oppure se
assume prove il cui apprezzamento porta ad una decisione differente da quella
adottata in sede penale, e ancora se il giudice penale non ha considerato la
violazione di regole della circolazione. Più in generale laddove sussistono
motivi per dubitare dell'accertamento dei fatti operato in sede penale (DTF 119
Ib 163, cons. 2b).

Nel caso concreto, non sussistendo alcun rapporto di contravvenzione
per il reato di circolazione con ciclomotore manomesso, non si può di certo
imputare al ricorrente una tale violazione, di cui di fatto non sussiste alcuna
prova, contrariamente a quanto ammesso dal Consiglio di Stato.

 

3.3 La revoca pronunciata con la risoluzione 16 gennaio 1997
n. 113 della Sezione della Circolazione in realtà, contrariamente a quanto assunto
dall'esecutivo, è stata disposta per la sola manomissione del ciclomotore.

A questo Tribunale compete dunque, in virtù dell'estensione
del suo potere cognitivo, di verificare se il ricorrente si sia reso colpevole
di questa specifica violazione e se pertanto il provvedimento di revoca di
ammonimento preso nei suoi confronti si giustifichi.

 

 

                                   4.   4.1 Il ricorrente ha
contestato di essere all'origine della manomissione del ciclomotore
immatricolato a suo nome con il numero di targa __________.

Egli aveva peraltro comunicato questa circostanza alla
Sezione della circolazione nelle sue osservazioni 24 dicembre 1996 alla diffida
di revoca. Per pura comodità egli sarebbe risultato iscritto quale detentore
della licenza di circolazione __________, proprietario di fatto del ciclomotore
essendo però il fratello __________, il quale dopo averlo "elaborato"
lo avrebbe venduto al compagno __________, colto appunto alla guida del mezzo
manomesso in data 1. ottobre 1996 in territorio di __________ e per questo
reato già multato e oggetto di revoca della licenza di condurre ciclomotori.

La comunicazione del ricorrente 24 dicembre 1996 è stata sottoscritta
anche dal __________ e da __________ nonché per consenso dalle rispettive
autorità parentali, circostanza che corrobora la fedefacenza delle sue tesi.

 

4.2 Di regola la licenza di circolazione per un veicolo a
motore e la relativa targa di immatricolazione viene rilasciata al
"detentore del veicolo" stesso, ciò che pur non essendo menzionato
direttamente nella LCStr, risulta indirettamente dall'art. 11 cpv. 2  e 3 LCStr

Giusta l'art. 78 OAC la qualità di "detentore"  si
determina secondo le circostanze di fatto. E' considerato in particolare detentore
chi effettivamente e durevolmente ha il potere di disporre del veicolo e lo
adopera o lo fa adoperare a proprie spese o nel proprio interesse.

Questa norma non fissa comunque in modo rigido il concetto di
detentore, che assume rilevanza soprattutto in materia di assicurazione
responsabilità civile, conferendo all'autorità che rilascia il permesso di
circolazione un nominativo di riferimento (Bussy/Rusconi, Code suisse de la
circulation routière, ad art. 11 LCStr, pag. 152, note 2.2 e 2.3).

D'altra parte la qualità di detentore deve essere esaminata
soltanto in caso di dubbio (art. 78 cpv. 2 OAC).

Di principio dunque la persona iscritta quale detentore di un
veicolo non si identifica senz'altro con il suo proprietario effettivo.

 

4.3 La Sezione della circolazione ha invece ritenuto che in
quanto detentore della licenza di circolazione __________ fosse sicuramente
proprietario del veicolo __________ manomesso e autore della manomissione.

                                         Questa conclusione, che di
fatto ha portato alla risoluzione di revoca qui impugnata, non risulta
senz'altro scontata, per i motivi esposti poc'anzi, soprattutto di fronte alle
osservazioni 24 dicembre 1994 del ricorrente, sottoscritte dalle persone che
utilizzarono il ciclomotore.

                                         In altri termini, la
qualità di detentore della placca di immatricolazione apposta sul ciclomotore
manomesso non fornisce alcuna prova del fatto che il ricorrente sia stato
veramente l'autore della manomissione, ritenuto poi che trattandosi di
violazione sanzionabile penalmente necessita di essere stata personalmente
compiuta. 

 

 

                                   5.   A completazione delle
precedenti osservazioni è d'uopo sottolineare che pur prevedendo l'art. 36 cpv.
3 lett. b OAC la revoca obbligatoria della licenza di condurre in caso di
modifica di un veicolo in modo tale da farlo circolare a una velocità superiore,
il Tribunale federale ha ritenuto che tale norma non si fonda su una base
legale sufficiente. Pertanto, ritenuto che i fatti puniti da detta norma
possono nondimeno compromettere la sicurezza del traffico, è ammissibile
soltanto una revoca facoltativa della licenza di condurre ai sensi dell'art. 16
cpv. 2 LCStr (DTF 104 Ib 190).

 

 

                                   6.   Questo Tribunale perviene
infine al convincimento che nel caso di specie, atteso che non sussiste alcuna
prova certa che __________ sia stato l'autore della manomissione del ciclomotore,
la revoca della licenza di condurre da parte della Sezione della circolazione
non è giustificata, essendo d'altra parte tale provvedimento amministrativo di
natura meramente facoltativa anche in caso di provata violazione del divieto di
manomettere ciclomotori.

Per il che il ricorso è accolto.

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 6 CEDU, 11, 16 cpv. 2 LCStr, 36 cpv. 3 lett. b, 78 OAC, 181 cpv. 4
OETV, 10 cpv. 2 LALCStr, 3, 18, 60, 61, 62 PAmm,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è accolto

§.  Di conseguenza le risoluzioni 3 settembre 1997, no. 4296, del
Consiglio di Stato e 16 gennaio 1997, no 113, del Dipartimento delle
istituzioni, Sezione della circolazione, sono annullate.

 

 

                                   2.   Non si prelevano né tasse,
né spese.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             La
segretaria