# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1e571d3d-d652-5824-b2d6-f7d2f2e682fc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 15.11.2005 52.2005.360
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2005-360_2005-11-15.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2005.360

   

  	
  Lugano

  15 novembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli 

  

 

 

statuendo sul ricorso 31 ottobre 2005 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 20 ottobre 2005 del municipio di Lamone
  che revoca la decisione 9 maggio 2005 con cui ha aggiudicato all'insorgente i
  lavori di giardiniere relativi alla sistemazione esterna del nuovo centro civico
  comunale;

  

 

 

vista la risposta 4 novembre
2005 del municipio di Lamone; 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che il 2
marzo 2005 il municipio di Lamone ha indetto un pubblico concorso, retto dalla LCPubb
ed impostato secondo la procedura libera, per aggiudicare i lavori di
giardiniere relativi alla sistemazione esterna del nuovo centro civico comunale
(FU 18/2005 pag. 1602); 

 

che, valutate le offerte pervenutegli, il 9
maggio 2005 il municipio ha deliberato la commessa alla ditta RI 1, qui
ricorrente, classificatasi al primo posto con un'offerta di fr. 6'348.40; 

 

che tra il 17 ed il 27 giugno 2005 le parti
hanno sottoscritto il contratto di appalto; 

 

che con decisione 17 ottobre 2005 il
municipio ha deciso di 1. annullare la procedura della commessa
rispettivamente di 2. elaborare una nuova richiesta di preventivo, con nuovi
parametri di intervento, applicando, vista l'entità della spesa, la procedura
ad incarico diretto; 

 

che la decisione era giustificata da
sostanziali cambiamenti che sarebbero intervenuti nelle opere di sistemazione
esterna; 

 

che contro la predetta decisione la ditta RI
1 insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento;

 

che secondo l'insorgente l'unico cambiamento
intervenuto consisterebbe in una diminuzione delle superfici da trattare; 

 

che all'accoglimento del ricorso si oppone
il municipio sostenendo che sarebbero intervenuti sostanziali cambiamenti; 

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 36 cpv. 1 LCPubb;

 

che la legittimazione attiva
dell'insorgente, direttamente e personalmente toccata dal provvedimento
censurato, è certa (art. 43 PAmm); 

 

che l’art. 37 lett. d LCPubb prevede la
possibilità di impugnare le decisioni di aggiudicazione e di annullamento della
gara; non prevede invece la possibilità di ricorrere contro le decisioni con
cui il committente revoca l'aggiudicazione; 

 

che la dottrina vi ravvisa una lacuna che il
giudice è chiamato a colmare (Peter Galli/André Moser/Elisabeth Lang, Praxis des
öffentlichen Beschaffungsrecht, Zurigo 2003, n. 683, nota 1413); 

 

che, ferma questa premessa, il ricorso,
tempestivo, appare dunque ricevibile in ordine; 

 

che il giudizio può essere emanato sulla
base degli atti (art. 18 PAmm); 

 

che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LCPubb, in
presenza di importanti motivi, il committente non è tenuto ad aggiudicare la
commessa sulla base delle offerte ricevute; esso può indire una nuova gara, rinunciare
totalmente o parzialmente alle prestazioni, escluso ogni obbligo di
risarcimento; 

 

che l’art. 34 LCPubb regola unicamente
l'annullamento della procedura prima dell'aggiudicazione; non è dunque
applicabile al caso concreto, ove non soltanto la decisione di aggiudicazione è
stata adottata, ma è persino stato sottoscritto il relativo contratto
d'appalto; 

 

che la revoca di decisioni di aggiudicazione
non è a priori esclusa; essa presuppone tuttavia che la decisione da revocare sia
affetta da violazioni del diritto tali da giustificare un simile provvedimento
dal profilo dell'attuazione del diritto oggettivo per rapporto alla sicurezza
del diritto (Max Imboden/René Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung,
V. ed., n. 41 B II); 

 

che la decisione di aggiudicazione qui in
esame è invece immune da qualsiasi violazione del diritto; essa ha inoltre dato
luogo alla stipulazione del contratto di appalto; per principio, non è dunque
revocabile (Max Imboden/René Rhinow, op. cit., n. 45 B II a; diversamente Martin
Beyeler, Ueberlegungen zum Abbruch von Vergabeverfahren, AJP 7/2005, pag. 786
n. 11); 

che, stando così le cose, il ricorso va
accolto, annullando il provvedimento impugnato; 

 

che la tassa di giustizia è posta a carico del
comune secondo soccombenza.

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 36, 43 LCPubb; 3, 18, 28, 60, 61, 65 PAmm;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

§.  Di conseguenza, la decisione 20 ottobre 2005
del municipio di Lamone (n. 1444) è annullata. 

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 500.- è a carico del comune di Lamone. 

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  ; 

  .

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  CO 1 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario