# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fa04c4a4-5898-55e8-9251-50cb8157f745
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-12-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 20.12.2001 INC.2001.59102
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-59102_2001-12-20.html

## Full Text

N. 591.2001.2 M                                                        Lugano,
20 dicembre 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
inoltrata in data 11/12 dicembre 2001 da

__________,            __________

(difeso di fiducia dall’avv. __________)

e trasmessa
in data 17/18 dicembre 2001 con preavviso negativo dal Procuratore Pubblico
avv. __________;

concessa
all’accusato, con ordinanza 18 dicembre 2001, la facoltà di presentare
osservazioni al preavviso negativo del magistrato inquirente, e letto
l’allegato 19 dicembre 2001;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP __________;

ritenuto

in fatto:

A.

__________ è
stato tratto in arresto lo scorso 30 ottobre 2001, in quanto sospettato di
reati di natura patrimoniale ai danni del giovane __________, sul quale
l’accusato aveva esercitato la tutela al momento della morte della madre, e del
quale aveva continuato a gestire il patrimonio dopo il raggiungimento della
maggiore età (v. rapporto d’arresto 30 ottobre 2001, inc. Giar __________ doc.
_). Il giorno successivo, l’arresto è stato confermato da questo giudice, con
contestuale intimazione della promozione dell’accusa per titolo di
appropriazione indebita, estorsione, amministrazione infedele, falsità in
documenti, conseguimento fraudolento di falsa attestazione e violazione del
dovere di assistenza o educazione (v. inc. Giar __________ doc. _).

 

B.

Se
l’accusato, il giorno dell’arresto avanti al magistrato inquirente, aveva
ancora negato ogni addebito (v. verbale MP 30 ottobre 2001, ore 19.00, allegato
al rapporto d’arresto, cit., p. 2), già al cospetto di questo giudice, il
giorno successivo, ha ammesso di principio di avere tratto personale beneficio
dall’ingente fortuna del giovane __________, prima quale tutore del ragazzo,
poi quale procuratore delle relazioni bancarie di lui presso la Banca
__________, pur relativizzandone l’entità ed evidenziando la corresponsabilità
dei funzionari della banca menzionata (v. verbale Giar 31 ottobre 2001, inc. Giar
__________ doc. _ p. 2 ss.).

 

C.

Con l’istanza
qui in discussione (inc. Giar __________ doc. _), l’accusato postula la sua
rimessa in libertà provvisoria. Adduce l’inesistenza di ulteriori necessità
istruttorie tali da precludere l’accoglimento della sua richiesta,
sottolineando segnatamente l’avvenuta liberazione provvisoria del coaccusato
funzionario di banca __________, e censurando il ritardo con cui il magistrato
inquirente ha proceduto ai verbali di conferma, derivandone come questi non
possano ora essere addotti quali necessità istruttorie ancora in sospeso (loc.
cit., pto. 5 p. 3-4). Nega poi, anche qui con riferimento all’avvenuta
liberazione di  __________, l’esistenza di un qualsiasi pericolo di collusione,
semmai ovviabile con un impegno personale proprio ad evitare ogni contatto con
le persone coinvolte nella fattispecie (loc. cit., pto. 5 p. 4); e nega anche
un pericolo di recidiva, con riferimento alle particolarità del caso in
discussione (loc. cit., pto. 6 p. 5). Il pericolo di fuga sarebbe escluso già
in ragione della sua nazionalità svizzera e dei suoi contatti in Ticino (loc.
cit., pto. 7 p. 5), mentre un ulteriore mantenimento della sua carcerazione
preventiva sarebbe lesivo del principio di proporzionalità, visto nell’ottica
della pena prospettabile (loc. cit., pto. 8 p. 5).

 

D.

Il
Procuratore Pubblico preavvisa negativamente l’istanza (v. preavviso negativo,
inc. Giar __________ doc. _): fatta la cronistoria dell’inchiesta (loc. cit.,
p. 1-2), evidenzia come vi siano ancora passi istruttori da compiere, in
particolare la completazione delle contestazioni, all’accusato, della
documentazione bancaria e contabile sequestrata e degli accertamenti
dell’Equipe finanziaria del Ministero Pubblico, nonché la messa a confronto
dell’accusato con la propria moglie __________, il correo __________,
l’indiziato __________ e la parte lesa (loc. cit., p. 2). Ne deriverebbe il
pericolo di inquinamento delle prove, stante l’interesse a concordare le
proprie versioni nutrito non solo dall’accusato, ma anche dalla Banca
__________ (loc. cit., p. 3). Né sarebbe possibile escludere il pericolo di
fuga, ritenuto come la seconda (e attuale) moglie di __________ sia d’origine
sudamericana, e come entrambi i coniugi abbiano preannunciato a terze persone
la loro intenzione di trasferirsi, col tempo, in quelle terre (loc. cit., p.
3). Pacifico, infine, sarebbe il rispetto del principio di proporzionalità
(ibid.).

 

E.

Nelle proprie
(corpose) osservazioni 19 dicembre 2001 (inc. Giar __________ doc. _),
__________ ribadisce essenzialmente come l’istruttoria sia ormai conclusa,
almeno con riferimento ai “reati principali” (loc. cit., pto. II.1 p. 2):
sarebbe già stata esaminata tutta la documentazione di rilievo, grazie anche
alle annotazioni effettuate dal correo __________ e rinvenute a casa di lui
(loc. cit., pto. II.1 p. 3). __________ giustifica poi il proprio rifiuto di
restituire le auto acquistate, “ritenuta l’esistenza di scarichi con cui la
parte civile ha accettato le spese effettuate dall’osservante [...]” (loc.
cit., pto. II.1 p. 3), e critica come i confronti con __________ (quelli con la
moglie __________ sarebbero improponibili già solo per il diritto di lei di
rifiutarsi di rispondere) avrebbero dovuto venire eseguiti prima della
concessione della libertà provvisoria a __________; comunque, visto che la
posiziona assunta dai due sarebbe “completamente antitetica” (loc. cit., pto.
II.1 p. 4), non vi sarebbe spazio per accordo alcuno. Sottolinea, poi,
l’inconsistenza dell’accusa mossa dal magistrato inquirente, secondo il quale
l’accusato istante avrebbe nascosto parte del maltolto (loc. cit., pto. II.1 p.
5). Il pericolo di fuga sostenuto dalla pubblica accusa “rileva dei preconcetti
non suffragati da alcun riscontro oggettivo e nemmeno da semplici indizi” (loc.
cit., pto. II.2 p. 5). L’accusato istante ribadisce infine la violazione del
principio di proporzionalità che un ulteriore mantenimento della propria
carcerazione preventiva rappresenterebbe (loc. cit., pto. II.3 p. 5-6).

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza:
v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., inc. GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al
cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà,
consente al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere
preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di
recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16
novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep.
132 [1999] n. 116).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) –
ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986
pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la
Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep.
1980 pag. 128).

 

2.

L’accusato
istante non contesta la presenza di seri e concreti indizi di colpevolezza a
proprio carico: sottolinea anzi che “i reati principali contestati ad
__________ sono evidenti, documentati ed incontrovertibili in quanto ammessi,
chiariti dall’osservante e corroborati dalla copiosa documentazione
sequestrata” (v. osservazioni, cit., pto. II.1 p. 2). Questa condizione per la
detenzione preventiva dell’accusato può dunque dirsi senz’altro soddisfatta,
senza necessità di ulteriori approfondimenti, per altro di competenza della
corte di merito (v. osservazioni, cit., pto. II.1 p. 3).

 

3.

a)        A sostegno del proprio preavviso negativo, il magistrato
inquirente adduce l’esistenza di numerose ulteriori esigenze istruttorie: in
particolare dovrebbe ancora essere completata l’audizione dell’accusato istante
sulla documentazione sequestrata, nonché dovrebbero ancora essere effettuati
alcuni verbali a confronto (v. supra, consid. D., con rinvii).
L’accusato istante non contesta di principio questa affermazione: si limita a
rilevare, in termini differenziati, come gli sia già stata prospettata tutta la
documentazione attinente ai fatti principali, per il resto potendosi
“’ricostruire tutta la situazione contabile delle parti coinvolte’ ponendo in
libertà l’osservante senza alcun pericolo di inquinamento delle prove”
(osservazioni, cit., pto. II.1 p. 3).

b)        Notoriamente, non
basta che vi siano ancora passi istruttori da esperire. Il mantenimento della
carcerazione preventiva dell’accusato è giustificato soltanto se – e nella
misura in cui – la prematura rimessa in libertà di lui possa essere di
nocumento proprio nell’ottica dell’assunzione delle prove che ancora mancano.
Si è soliti parlare, in questo contesto, di pericolo di collusione, quando è
lecito temere l’intervento dell’accusato su terze persone (siano esse correi,
parti lese o semplici testi), mentre il termine più ampio di inquinamento delle
prove sta ad indicare altri atteggiamenti suscettibili di falsare l’assetto
probatorio, come la soppressione o l’alterazione di mezzi di prova eccetera
(come qui, verbatim, v. decisione 2 agosto 2001 in re A., inc. Giar
23.2001.8 consid. 3b p. 5).

c)         Il Procuratore
Pubblico non ha indicato con chiarezza quale sarebbe la documentazione che va
ancora prospettata all’accusato istante, così come quest’ultimo non ha indicato
quale sia la discriminante fra i fatti principali e quelli, per deduzione,
secondari. Su un punto almeno vi è chiarezza: devono ancora essere effettuati alcuni
verbali di conferma delle deposizioni in polizia dell’accusato istante
(l’ultimo verbale di conferma MP del 17 c.m. tratta del verbale di polizia 8
novembre 2001, ma numerosi sono i verbali di polizia successivi), ed il
medesimo deve essere posto a confronto con gli altri accusati/indiziati
(__________rispettivamente __________) e con il giovane denunciante __________.
Si può discutere se sia stato opportuno, da parte del magistrato inquirente,
attendere sino ad ora per l’esecuzione dei verbali di conferma di __________: è
certo, tuttavia, che il solo fatto di aver atteso con i verbali di conferma non
vale quale argomento a favore di una messa in libertà provvisoria. Poiché in
ogni caso, esaurienti verbali di confronto fra l’accusato istante e le altre persone
coinvolte sarebbero stati possibili solo quando a __________ fossero state
prospettate tutte le risultanze istruttorie – ciò che non ha potuto ancora
avvenire. In altri termini, parrebbe che se non vi è ancora stato un verbale a
confronto fra __________ e __________, non è (unicamente) a causa del ritardo
nell’esecuzione dei verbali di conferma di __________.

d)        Vi è poi da dire che
– contrariamente all’opinione dell’accusato istante (v. osservazioni, cit.,
pto. II.1 p. 4) – il confronto fra __________ ed i funzionari di banca che ne
hanno coperto la gestione dei beni del giovane __________ appare tutt’altro che
superfluo. Pur prescindendo da ogni e qualsiasi anticipato (ed indebito, per
carenza di competenza di chi scrive) giudizio di merito, il meno che si possa
dire è che tutta la vicenda è connotata da una manifesta sovrapposizione e
frammistione di interessi dell’accusato istante, dei funzionari di banca (a
mettersi in mostra nei confronti del datore di lavoro) e persino della banca
medesima (a fidelizzare un cliente di grosso calibro): ne sono serio indizio,
fra l’altro, le modalità con le quali si sono svolti gli incontri fra la
direzione della banca ed il ragazzo, la scorsa estate, e gli accordi scaturiti
da quegli incontri. Il rifiuto dell’accusato istante di restituire le auto
acquistate con i beni di __________, a prescindere da ogni e qualsiasi
valutazione etica o giuridica, dimostra poi che egli è lungi dall’ammettere la
propria totale responsabilità per quanto accaduto, rispettivamente dal riconoscere
il principio dell’integrale restituzione di quanto indebitamente percepito
attraverso la gestione dei beni del giovane __________. Dunque – e ovviamente –
i confronti fra __________ ed i funzionari di banca che seguivano la sua
gestione dei beni del giovane __________ si impongono proprio per le divergenze
fra le rispettive posizioni. E anche un confronto con la giovane vittima
potrebbe rivelarsi, altrettanto ovviamente, assai utile per meglio delineare
l’aspetto soggettivo dell’agire dell’accusato istante.

e)        In questa costellazione, allora, sovrapposizione e
frammistione di interessi significa che l’accusato istante ed i funzionari di
banca sotto inchiesta potrebbero avere ottime ragioni per concordare una
versione comune, non troppo lesiva dei reciproci interessi. Il fatto che, al
momento, le versioni delle parti in causa siano divergenti, non basta certo per
rendere inverosimile l’eventualità di accordi in tal senso, e tanto meno
giustifica che si rinunci a procedere ai dovuti confronti in applicazione delle
usuali, severe modalità. Con riferimento alla vittima __________, poi,
l’inchiesta ha già ora raccolto elementi di giudizio che parlano a favore di
una sua forte dipendenza (di fatto e psicologica) dall’accusato istante: ne
discende il serio pericolo che __________, avendone manifestamente la
possibilità in virtù di questo rapporto interpersonale, possa porre in atto
manovre suscettibili di influenzare il ragazzo prima di un eventuale confronto
con lui.

f)          Quanto precede
significa, in sunto, che a giudizio di chi scrive le particolarità del caso
rendono acuto il pericolo di collusione fra l’accusato istante e le altre parti
coinvolte nei fatti. L’intenzione del magistrato inquirente di completare
l’istruttoria con __________ in detenzione preventiva appare allora degna di
tutela. L’anticipata messa in libertà del correo __________, giustificata
(nell’ottica della proporzionalità) con l’apparente assenza di un qualsiasi
diretto vantaggio proprio dai reati sotto inchiesta, non ha assolutamente alcun
peso nell’esame della situazione personale di __________ – soprattutto se si
considera che sarebbe ovviamente solo la liberazione di quest’ultimo a creare
le premesse per il compimento di atti collusivi da parte sua o con lui.

            g)        La
presente istanza di libertà provvisoria è allora da respingere già solo in
considerazione del pericolo di inquinamento delle prove, segnatamente di
collusione fra l’accusato istante, i funzionari di banca che l’hanno assistito
e coperto, ed eventualmente anche la vittima. Allo stadio attuale
dell’inchiesta e per quanto qui necessario, si può allora prescindere
dall’approfondire la tesi della pubblica accusa, secondo la quale l’accusato
istante avrebbe accumulato e nascosto almeno parte del maltolto (v. preavviso
negativo, cit., p. 3) – ipotesi senz’altro suggestiva, ma attualmente
insufficientemente sostanziata.

 

4.

a)        Un eventuale pericolo di recidiva apparendo del tutto
trascurabile (tanto che non è neppure ventilato dal Procuratore Pubblico, ma è
anzi contestato dall’accusato istante con il pertinente rinvio alle
particolarità della fattispecie inquisita, v. istanza, cit., pto. 6 p. 5),
resta da spendere qualche considerazione (a titolo abbondanziale) sul pericolo
di fuga paventato dalla pubblica accusa.

b)        Un pericolo di questo genere, nel caso di specie, non può
essere escluso a priori. L’accusato istante è sì cittadino svizzero qui
domiciliato. D’altra parte, è innegabile che in loco egli vanti degli
interessi alquanto labili: già divorziato, in seguito legato sentimentalmente
con la madre del giovane __________, poi deceduta, egli è attualmente risposato
con una donna originaria di Santo Domingo, la quale ha espresso il desiderio
della coppia di andare a risiedere in quel Paese non appena i figli di primo
letto avranno portato a termine gli studi (v. rapporto di visita al funzionario
di banca 30 agosto 2001, allegato al preavviso negativo, cit., inc. Giar doc.
_). Se a ciò si aggiunge che l’accusato istante si è estraniato da ogni
attività lucrativa, vivendo di rendita (altrui) per gli ultimi cinque anni (v.
verbale MP 17 dicembre 2001, ore 14.58, p. 1, all’inc. MP classatore verbali PP
accusati, s.n.), è facile profetizzare significative difficoltà di
reinserimento professionale. Va considerata, da ultimo, la gravità oggettiva e
soggettiva dei fatti e la conseguente concreta possibilità che egli venga
condannato ad una lunga pena detentiva da espiare – le contrarie elucubrazioni
della difesa (v. osservazioni, cit., pto. II.3 p. 6) apparendo allo stadio
attuale dell’incarto il frutto di pure speculazioni.

c)         Che i timori descritti, presi di per sé, possano bastare per
un rifiuto della libertà provvisoria, è in ogni caso questione prematura,
atteso che sussistono attualmente anche esigenze d’inchiesta ad impedire il
rilascio dell’accusato istante. La questione potrà essere semmai riproposta ad
istruttoria predibattimentale conclusa.

 

5.

Per quanto attiene al requisito della
proporzionalità del carcere preventivo, resta da dire che l'inchiesta - di per
sé delicata per gli accertamenti contabili che richiede, e resa ulteriormente
difficile dal coinvolgimento attivo di altre persone - sembra nondimeno
procedere a ritmo sufficientemente celere, in consonanza con i dettami di
legge. L’opinabile dilazione dei verbali di conferma delle deposizioni in
polizia dell’accusato istante, come già detto (v. supra, consid. 3c),
non ha significativamente influito sui tempi d’inchiesta, e dunque non gioca
qui un ruolo preponderante. Il carcere preventivo sofferto (in termini assoluti
ancora relativamente breve, meno di due mesi) e prospettabile appare allora
ancora rispettoso del principio di proporzionalità, con riferimento sia alla
presumibile pena, sia alla presumibile durata dell'evasione delle necessità
istruttorie ancora incombenti.

Resta sottinteso l'obbligo, per il
magistrato inquirente, di trattare con priorità i casi in cui l'accusato è in
detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP).

 

6.

In conclusione, l'istanza in discussione deve
essere respinta, con la presente decisione impugnabile entro 10 giorni alla
Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a
CPP), e senza conseguenza di tassa e spese.

*   *   *

 

Per i quali motivi, 

visti gli artt. 95 ss., 107 s., 279 ss. e 284
cpv. 1 lit. a CPP

d e c i d e :

1.      L'istanza di libertà provvisoria
inoltrata in data 11/12 dicembre 2001 da __________ è respinta.

2.      Non si percepiscono né tassa
né spese giudiziarie.

3.      Contro la presente decisione è dato il
rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello
entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

4.      Intimazione:

          -    avv. __________, per sé
e per l'accusato istante;

          -    Procuratore
Pubblico avv. __________, con copia delle osservazioni 19 dicembre 2001 e
l'incarto MP __________ di ritorno.

giudice __________