# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6ce21d39-ab95-510a-bd12-a55fb9640d95
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-10-06
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 06.10.2015 A 2015 31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2015-31_2015-10-06.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

A 15 31

4a Camera  

presidenza Racioppi
giudici Stecher, Meisser 
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 6 ottobre 2015

nella vertenza di diritto amministrativo 

A._____,

ricorrente

contro 

Dipartimento delle finanze e dei comuni dei Grigioni, 

convenuto

concernente condono fiscale

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1. Il 20 giugno 2014, A._____ chiedeva il condono dell'imposta cantonale e 

federale diretta sul reddito da utili di liquidazione non ancora corrisposta 

nel 2012 per un ammontare di fr. 6'390.45 (Cantone) e di fr. 2'211.-- 

(Confederazione), adducendo delle ristrettezze finanziarie. 

2. Il 1. giugno 2015, il Dipartimento delle finanze e dei comuni dei Grigioni 

(DFC) respingeva la richiesta. L'istante avrebbe ancora debiti per un 

ammontare di fr. 40'000.-- (fr. 30'000.-- a favore del figlio e fr. 10'000.-- a 

favore di terzi) e senza una rinuncia da parte dei creditori un condono non 

sarebbe proponibile. Anche la volontaria cessione di sostanza a favore 

del figlio B._____ priverebbe la richiesta di condono di qualsiasi possibilità 

di successo. 

3. Nel ricorso interposto al Tribunale amministrativo il 15 giugno 2015 (data 

del timbro postale), A._____ chiedeva in sostanza l'accoglimento della 

domanda di condono. Da anni il negozio gestito dai coniugi a X._____ 

avrebbe avuto difficoltà finanziarie. Dopo la morte della moglie nel 2012, 

all'istante non sarebbe rimasta altra scelta che cedere l'immobile al figlio, 

essendo i costi superiori ai ricavi. Avendo a disposizione la sola rendita di 

vecchiaia, l'istante considera di poter a mala pena far fronte alle spese 

correnti e reputa pertanto impossibile corrispondere l'importo preteso. 

4. Nella risposta di causa del 7 luglio 2015, il DFC chiedeva la reiezione del 

ricorso per i motivi già esposti nella decisione impugnata. 

5. Il 17 agosto 2015, il ricorrente puntualizzava che i creditori avrebbero 

rinunciato nel frattempo alle loro pretese. In effetti, in data 26 agosto 

2015, B._____ comunicava al Tribunale amministrativo di rinunciare al 

suo credito nei confronti del padre per un importo di fr. 30'000.-- e di 

assumersi l'ulteriore debito di fr. 10'000.-- contratto dal genitore verso 

terzi. 

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6. Duplicando, il DFC si riconfermava nelle proprie precedenti allegazioni e 

proposte precisando che l'istante non avrebbe saputo debitamente 

comprovare né l'estinzione dei debiti contratti né la necessità di alienare 

l'immobile di sua proprietà al figlio. 

Considerando in diritto:

1. La controversia verte sul rifiuto di accordare il condono per l'importo 

ancora dovuto per il 2012 a titolo di imposta cantonale e federale diretta 

sul reddito per utili di liquidazione.

2. a) Gli artt. 167 cpv. 1 della legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD; 

RS 642.11) e 156 della legge sulle imposte per il Cantone dei Grigioni 

(LIC; CS 720.000), anche se la loro formulazione è leggermente diversa, 

contemplano ambedue la possibilità di accordare al contribuente un 

condono dall'imposta. Giusta il disposto della LIC, le imposte possono 

essere condonate del tutto o in parte a contributori venuti a trovarsi nel 

disagio o ai quali il pagamento riuscirebbe oltremodo gravoso per altre 

ragioni. La domanda di condono, motivata e corredata dei mezzi di prova 

necessari, va presentata per iscritto all'Amministrazione cantonale delle 

imposte. E' il DFC che decide su domande di condono superiori a 

fr. 5'000.-- per anno fiscale (art. 156 cpv. 3 LIC). In virtù di quanto stabilito 

all'art. 156 cpv. 4 LIC, per domande di condono concernenti l'imposta 

federale diretta decide l'autorità competente per il condono dell'imposta 

cantonale. Il condono è la definitiva rinuncia dello Stato a percepire un 

tributo secondo il diritto vigente. Le ragioni di una simile rinuncia - che 

provoca l'estinzione di un credito fiscale spettante alla collettività pubblica 

- vanno essenzialmente ricercate nella persona del debitore, 

segnatamente nelle sue difficili condizioni personali e/o economiche, di 

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cui non si è necessariamente tenuto conto nella procedura di tassazione. 

I motivi ultimi che reggono l'istituto del condono possono essere 

considerati di natura umanitaria, socio-politica oppure finanziaria. In 

definitiva, questa rinuncia viene concessa perché si ritiene che l'esistenza 

economica di un contribuente debba essere per quanto possibile 

preservata (decisione del Tribunale amministrativo federale no. A-

2250/2007 dell'11 marzo 2009). 

b) Partendo dal presupposto - come espressamente sancito all'art. 1 cpv. 1 

dell'ordinanza del DFF concernente l'esame delle domande di condono 

dell'imposta federale diretta (Ordinanza sul condono dell'imposta; RS 

642.121) - che una procedura di condono deve contribuire al risanamento 

stabile e duraturo della situazione economica del contribuente e deve 

pertanto giovare a quest’ultimo e non ai suoi creditori, uno dei presupposti 

per accordare tale richiesta è propriamente quello che i creditori abbiano 

rinunciato alle loro pretese. Senza tale rinuncia, un eventuale condono 

delle imposte 2012 ancora scoperte non favorirebbe tanto il ricorrente 

quanto piuttosto i suoi creditori privati. A questo proposito, nell'ambito del 

secondo scambio di scritti processuali, il figlio dell'istante ha dichiarato di 

rinunciare alle proprie pretese e di assumersi anche il restante debito del 

ricorrente nei confronti di terzi. Contrariamente a quanto preteso dal DFC, 

una simile dichiarazione è propria a comprovare quanto l'istante pretende, 

ovvero che tutti i suoi creditori hanno rinunciato alla pretesa o verranno 

tacitati da altre persone, per cui non esistono più debiti del ricorrente 

verso terzi. In tali condizioni, un eventuale esonero fiscale sarebbe 

essenzialmente nell'interesse del richiedente e non più dei suoi creditori. 

Questa condizione posta all'esonero fiscale dalla prassi fiscale va 

pertanto nell'evenienza considerata attualmente ossequiata. 

3. a) Come si è detto, un condono fiscale viene concesso, per intero o in parte, 

se il contribuente si ritrova in una situazione di necessità o se per altre 

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ragioni il pagamento dell'importo dovuto costituirebbe un onere troppo 

grave. Si riconosce uno stato di necessità in particolare in caso di 

mancanza di reddito e di sostanza o in caso di copertura dei costi di vita 

da parte dell'ente pubblico. È dato un onere troppo grave, se il pagamento 

dell'importo dovuto rappresenterebbe per il contribuente un sacrificio 

sproporzionato rispetto alla sua capacità finanziaria e se pertanto non è 

dato pretendere il versamento dell'importo fiscale scoperto. Che le entrate 

del ricorrente di fr. 1'784.--, costituite dalla sola rendita di vecchiaia, non 

bastino a coprire le uscite di fr. 2'320.-- non viene contestato. 

Problematica invece in quest'ottica è la rinuncia di sostanza fatta dal 

ricorrente a favore del figlio per un valore dichiarato di fr. 267'000.--. 

b) Giusta le direttive cantonali sulla tassazione zero “se un contribuente 

dispone di una sostanza considerevole, un'eventuale richiesta di condono 

va bocciata”. Che cosa vada inteso per sostanza considerevole non è 

direttamente specificato. A questo riguardo è però perlomeno dato 

ispirarsi a quanto previsto all'art. 51 delle disposizioni esecutive della 

legislazione sulle imposte (DELIG; CS 720.015), il quale ammette la 

possibilità di emanare su richiesta una tassazione zero, se la sostanza 

determinante ammonta per persone sole a meno di fr. 25'000.-- e per 

coniugati a meno fr. 40'000.--. L'ammontare di questi importi si basa 

sull'art. 11 cpv. 1 lett. c della legge federale sulle prestazioni 

complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità 

(LPC; RU 831.30) nel testo valido fino a fine 2010. Sebbene gli importi 

nella LPC siano stati aumentati con effetto al 1° gennaio 2011, la 

legislazione d'applicazione cantonale non ha volutamente effettuato un 

adeguamento, poiché un simile aumento non era reputato supportato da 

motivi oggettivi e neppure conciliabile con il principio della tassazione 

secondo la capacità economica (vedi sentenza del Tribunale 

amministrativo A 13 29). Tenuto conto delle considerazioni che 

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precedono, l'importo qui in discussione è pertanto di entità tale da essere 

in ogni caso rilevante per la decisione sul condono. 

4. a) In ossequio a quanto stabilito all'art. 3 cpv. 1 dell'ordinanza sul condono 

dell'imposta, l'autorità di condono nella sua decisione deve prendere in 

considerazione l'insieme della situazione economica del contribuente. Ai 

fini di un corretto apprezzamento della situazione finanziaria d’insieme del 

ricorrente, occorre allora considerare anche le fonti di reddito e gli 

elementi della sostanza di cui lo stesso si è volontariamente spossessato. 

Giusta l'art. 12 cpv. 2 dell'ordinanza sul condono dell'imposta, quando il 

contribuente si è volontariamente privato delle proprie fonti di reddito o di 

elementi della sostanza, tale diminuzione del reddito o della sostanza non 

è presa in considerazione al momento in cui la domanda di condono 

viene giudicata. Infatti, una corretta valutazione della capacità finanziaria 

di un contribuente presuppone il computo delle fonti di reddito e di tutti gli 

elementi della sostanza di cui lo stesso si è volontariamente privato, in 

base ai medesimi principi che reggono le cosiddette azioni revocatorie o 

pauliane in materia esecutiva (MICHAEL BEUSCh, Der Untergang der 

Steuerforderung, Zurigo/Basilea/Ginevra 2012, pag. 214). Contrariamente 

però a dette procedure, nella procedura di condono i beni di cui si è 

volontariamente privato il contribuente non devono necessariamente 

essergli restituiti, ma vanno unicamente computati nel calcolo della sua 

situazione economica d’insieme. 

b) In base ai dati forniti dal contribuente stesso sul questionario per la 

domanda di condono, agli inizi di gennaio 2013 egli ha ceduto al figlio a 

titolo di futura eredità l'immobile sito … nel comune di X._____, costituito 

da casa d'abitazione e commerciale, con garage doppio, pollaio, giardino 

e cortile per un valore di fr. 267'000.--. A detta del petente tale valore di 

cessione risultava dalla differenza tra il valore fiscale dell'immobile e il 

debito ipotecario. Per il Tribunale amministrativo il valore della cessione 

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potrebbe in realtà essere ben superiore, ritenuto che il valore fiscale di un 

immobile è solitamente più contenuto del suo effettivo valore di mercato. 

In ogni caso, la cessione avveniva senza alcuna controprestazione - 

versando attualmente il ricorrente un regolare canone d'affitto mensile di 

fr. 500.-- più spese accessorie per continuare a vivere nell'abitazione - e 

circa un anno e mezzo prima della presentazione della domanda di 

condono. Per questo Giudice, già in conformità a quanto stabilito 

dall'ordinanza sul condono dell'imposta, il DFC ha pertanto giustamente 

computato tale sostanza nella situazione patrimoniale dell'istante e ha 

negato un diritto al condono. 

c) Per la prima volta in sede di ricorso, l'istante pretende che la cessione 

non sia avvenuta a titolo volontario, ma che fossero state le sue precarie 

condizioni finanziarie a imporgli la rinuncia all'immobile, essendo i costi di 

manutenzione dello stabile superiori agli utili. In principio, in applicazione 

analogica della regola generale prevista all'art. 8 del Codice civile 

svizzero (CC; RS 210), nella procedura fiscale l'onere della prova è 

ripartito nel senso che l'autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di 

elementi che fondano o aumentano il carico fiscale, mentre è a carico del 

contribuente la prova di quei fatti che concorrono ad escludere o a ridurre 

il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 cons. 4.3 e 121 II 257 cons. 4c/aa). 

Applicato al presente procedimento questo principio esige quindi che sia il 

ricorrente a provare quanto fa valere in vista del riconoscimento del 

condono richiesto. A sostegno però di quanto pretende, l'istante non 

adduce alcunché, in particolare non vengono prodotti mezzi di prova o 

presentati elementi che potrebbero in qualche modo sostenere o 

giustificare che la cessione non abbia privato l'istante di un importante 

elemento della propria sostanza. In base a quanto emerge dagli atti, già 

l'ingente differenza tra il valore fiscale dell'immobile e il debito ipotecario 

lasciano presumere che l'istante avrebbe potuto gestire la pretesa 

situazione deficitaria della costruzione in modo indubbiamente più 

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conveniente per i propri interessi economici che cedendo gratuitamente lo 

stabile al figlio. Ne consegue che la presa in considerazione di questo 

elemento di sostanza nel calcolo della situazione economica dell'istante 

sfugge alle censure di ricorso e merita protezione. Di riflesso la rinuncia 

ad un tale valore patrimoniale non può giustificare il condono dalle 

imposte preteso. 

5. Per quanto esposto in precedenza, il ricorrente non ha diritto al condono 

delle imposte e il ricorso va respinto. In conformità all'art. 73 della legge 

sulla giustizia amministrativa (LGA; CS 370.100), nella procedura di 

ricorso la parte soccombente deve di regola assumersi le spese. L'esito 

della controversia giustifica pertanto l'accollamento dei costi occasionati 

dal presente procedimento al ricorrente. 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1'000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 194.--

totale fr. 1'194.--

il cui importo sarà versato da A._____, X._____, entro trenta giorni dalla 

notifica della presente decisione all’Amministrazione delle finanze del 

Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]