# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 51f508ec-1c19-5962-b3dc-09bd6b69a0fa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-08-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 27.08.2006 52.2006.100
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2006-100_2006-08-27.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2006.100

   

  	
  Lugano

  27 agosto
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 20 marzo 2006 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 7 marzo 2006 (no. 1100) del Consiglio
  di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la
  risoluzione 27 ottobre 2005 con cui la Sezione della circolazione del Dipartimento
  delle istituzioni gli ha revocato la licenza di condurre veicoli a motore per
  la durata di tre mesi;

  

 

 

vista la risposta 4 aprile
2006 del Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

A.     RI 1 è nato il 10 giugno 1978 ed ha conseguito la licenza di condurre
veicoli a motore nel febbraio del 1997.

Nel 1998 gli è stata revocata la licenza di
condurre per un mese a seguito di un incidente di cui si è reso protagonista a Comano,
dove ha perso la padronanza di guida del proprio veicolo a causa di un eccesso
di velocità. Nel 2004 è stato oggetto di un provvedimento identico per aver
circolato a velocità eccessiva (+ 38 km/h sul limite di 120) a Buchs.
Quest'ultima misura è stata scontata dal 1° al 31 luglio 2004.

 

 

B.     Il 6 maggio 2005, verso le ore 18.00RI 1RI 1 ha circolato nell'abitato
di Berna ad una velocità punibile accertata tramite rilevamento radar di 81
km/h, laddove vige il limite di 60 km/h.

A seguito di
questa infrazione, con Strafmandat 28 giugno 2005 l'Untersuchungsrichteramt
III di Berna l'ha condannato al pagamento di una multa di fr. 600.-. L'interessato
non ha impugnato tale sanzione adottata in base all'art. 90 cifra 1 LCStr, che
è quindi passata in giudicato incontestata.

 

 

C.    Preso atto delle predette conclusioni penali, il 27 ottobre 2005 la
Sezione della circolazione ha revocato la licenza di condurre di RI 1 per la
durata di tre mesi (dal 28 novembre 2005 al 27 febbraio 2006), autorizzando
comunque in tale periodo la guida dei veicoli delle categorie speciali F, G e
M. La risoluzione è stata resa sulla base degli art. 16b cpv. 1 lett. a
LCStr, nonché 33 cpv. 1 OAC.

 

 

D.    Con giudizio 7 marzo 2006 il Consiglio di Stato ha confermato il
provvedimento, respingendo l'impugnativa contro di esso presentata da RI 1.

Ricordato che
l'autorità amministrativa è di principio vincolata all'accertamento dei fatti
compiuti in sede penale, il Governo ha ritenuto di non potersi scostare dai contenuti
dello Strafmandat bernese. Preso atto del reato commesso, costitutivo di
un'infrazione medio grave ai sensi dell'art. 16b LCStr, l'autorità di
ricorso di prime cure ha reputato adeguata alle circostanze e conforme al
principio della proporzionalità la durata della revoca, considerati la colpa, i
precedenti e l'assenza di un bisogno professionale di condurre dell'interessato.

 

 

E.     Contro il predetto giudizio governativo il soccombente insorge ora
davanti al Tribunale cantonale amministrativo, contestando con scarna
motivazione il provvedimento inflittogli.

Il ricorrente insiste in particolare sul
fatto che la licenza di condurre gli abbisogna per svolgere il proprio lavoro.
Subordinatamente, chiede di poter scontare la revoca durante un periodo di sua
scelta.

 

 

                                  F.   All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, riconfermandosi nelle conclusioni
contenute nel giudizio impugnato.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 10 cpv. 2
LALCStr.

La legittimazione attiva del ricorrente,
destinatario del provvedimento impugnato, è pacifica (art. 43 PAmm).

Il gravame, tempestivo (art. 10 LALCStr e
art. 46 cpv. 1 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla
base degli atti, senza procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1
PAmm).

 

 

                                   2.   In virtù delle
disposizioni transitorie della modifica del 14 dicembre 2001 della LCStr (RU
2002 p. 2767 ss.) le nuove disposizioni si applicano al conducente che dopo l'entrata
in vigore delle stesse, avvenuta il 1° gennaio 2005, commette un'infrazione lieve,
medio grave o grave delle prescrizioni sulla circolazione stradale (cpv. 1).

                                         Dato che
l'infrazione alla base della misura dedotta in giudizio è stata commessa il 6
maggio 2005, la fattispecie va esaminata alla luce del nuovo diritto, tenendo
presente che in materia di provvedimenti adottati a scopo di ammonimento il Tribunale cantonale amministrativo statuisce con pieno potere di
cognizione, identico a quello di cui dispone nella giurisdizione disciplinare
(art. 70 PAmm), e quindi può rivedere anche la commisurazione della sanzione.
In questa materia, i limiti posti dall'art. 61 PAmm in relazione al controllo
dell'apprezzamento non trovano infatti applicazione siccome contrari alle
prevalenti disposizioni dell'art. 6 CEDU (STA 20.11.2000 in re M., STA 26.9.1996
in re C., STA 21.10.1996 in re T.).

 

 

                                   3.   3.1. Le
infrazioni delle prescrizioni sulla circolazione stradale per le quali non è applicabile
la procedura prevista dalla LMD comportano la revoca della licenza di condurre,
oppure l'ammonimento del conducente (art. 16 cpv. 2 LCStr). Per stabilire la durata
della revoca devono essere considerate le circostanze del singolo caso, segnatamente
il pericolo per la circolazione, la colpa, la reputazione dell'interessato in
quanto conducente di veicoli a motore e la sua necessità professionale a fare
uso del veicolo. La durata minima della revoca non può tuttavia essere ridotta
(vedi art. 16 cpv. 3 LCStr).

La nuova LCStr prevede una durata minima
della revoca a dipendenza dell'importanza dell'infrazione commessa (lieve, art.
16a; medio grave, art. 16b; grave, art. 16c) e dei
precedenti dell'interessato. In particolare, commette un'infrazione medio grave
colui che violando le norme della circolazione cagiona un pericolo per la sicurezza
altrui o assume il rischio di detto pericolo (art. 16b cpv. 1 lett. a
LCStr). In tal caso, se non vi sono precedenti, la licenza di condurre deve
essere revocata per almeno un mese (art. 16b cpv. 2 lett. a LCStr).

 

3.2. Secondo la giurisprudenza resa dal
Tribunale federale sulla scorta del vecchio diritto, un eccesso di velocità nell'abitato
di 21-24 km/h costituiva un'infrazione di media gravità, tale da provocare una
revoca della licenza di condurre giusta l'art. 16 cpv. 2 vLCStr (cfr. DTF 124
II 475 consid. 2a e rinvii).

Il nuovo diritto ha introdotto un sistema a
cascata dei provvedimenti amministrativi, ha inasprito la durata delle revoche
soprattutto per i recidivi e suddiviso rigorosamente le infrazioni per categorie
di gravità, ma nulla ha mutato circa i valori limite per la catalogazione degli
eccessi di velocità di ampiezza superiore ai 16 km/h stabiliti dal Tribunale
federale (vedi DTF 132 II 234 consid. 3). Oggi come allora, il superamento del
limite di velocità di 21-24 km/h in un abitato è nella migliore delle ipotesi
un'infrazione di media gravità, che con il nuovo diritto deve essere necessariamente
sanzionata con una revoca della patente di almeno un mese (art. 16b cpv.
2 lett. a LCStr).

 

                                         3.3.
Nel caso in esame, dagli atti risulta che il 6 maggio 2005 RI
1 ha superato di 21 km/h (già dedotto il margine di tolleranza) la velocità
massima di 60 km/h consentita in Schermenweg a Berna. Egli ha dunque
compromesso la sicurezza della circolazione in modo medio grave ai sensi della
giurisprudenza e dell'art. 16b cpv. 1 lett. a LCStr.

 

 

                                   4.   Poste
queste premesse, resta da determinare la durata effettiva della revoca da irrogare
a RI 1 sulla scorta dei criteri sanciti dall'art. 16 cpv. 3 LCStr, in
particolare delle circostanze del caso, della colpa e dei precedenti
dell'interessato.

Riguardo ai fatti, il rapporto di polizia
relativo all'accaduto si limita ad indicare le risultanze del rilevamento radar
senza fornire alcuna informazione
sulle condizioni del traffico e della strada al momento dell'infrazione. Le note
tecniche annesse al rapporto non sono di miglior aiuto.

La colpa di RI 1 non può essere considerata
insignificante, atteso che il limite vigente all'interno dell'abitato è stato
superato di ben 21 km/h e che il conducente non ha comprovato alcuna circostanza
suscettibile di giustificare in qualche modo l'ampiezza del reato.

Per quanto attiene invece alla reputazione
del ricorrente quale conducente, è necessario rilevare che essa è evidentemente
compromessa dalle precedenti misure amministrative subite, segnatamente dalle due
revoche inflittegli nel 1998 e nel 2004.

In tema di necessità professionale di
condurre, occorre ricordare che la giurisprudenza federale riconosce questo
bisogno con estrema riserva e soltanto quando il mezzo meccanico costituisce,
per così dire, il posto di lavoro per l'amministrato (DTF 122 II 24 ss. e 123
II 574) o quando il fatto di non poter guidare gli comporterebbe perdite di
guadagno consistenti e costi rilevanti (R. Schauffauser, Grundriss des
schweizerischen Strassenverkersrecht, vol. III, N. 2441 ss.). L'insorgente afferma
di essere il responsabile della __________, ditta specializzata nella pulizia
di tubazioni che dipenderebbe totalmente dalla sua attività di acquisitore e
supervisore del lavoro. Ad eccezione di un elenco di referenze, egli non apporta
però alcuna prova circa l'importanza della sua posizione all'interno della
società, che non risulta iscritta a RC e non lo cita in alcuna pagina del
proprio sito Internet. Quand'anche l'insorgente svolgesse effettivamente le
funzioni vantate, nel suo caso la necessità della licenza
di condurre per motivi professionali è ben lungi dall'essere assoluta ai sensi
della giurisprudenza invalsa in materia. In particolare, la sua situazione non
è certamente paragonabile a quella di chi perderebbe altrimenti la possibilità
di conseguire l'intero reddito, o una parte essenziale dello stesso, come
potrebbe essere ad esempio il caso di un autista professionale. Nei problemi
lavorativi evidenziati dal ricorrente si possono ravvisare unicamente gli
inconvenienti, talvolta gravi, che suole comportare la revoca della licenza di
condurre e che fanno parte della funzione anche afflittiva di questa misura,
voluta dal legislatore come mezzo per dissuadere da ulteriori infrazioni alle
norme della circolazione stradale.

Ne segue che tenuto conto del consistente
eccesso di velocità commesso a distanza di meno di un anno dalla scadenza della
precedente revoca irrogatagli il 29 aprile 2004, della colpa che gli è
imputabile per l'accaduto, dei suoi precedenti e del fatto che non può invocare
con successo una necessità professionale di guidare veicoli a motore, la revoca
di 3 mesi tutelata dal Consiglio di Stato non può che essere ulteriormente
confermata da questo Tribunale. Un provvedimento di tale ampiezza, per quanto
severo possa apparire agli occhi dell'insorgente, risulta in ogni modo conforme
al diritto in vigore e rispettoso del principio di proporzionalità. 

 

 

                                   5.   In via
subordinata, RI 1 chiede di poter depositare la patente durante un periodo di
sua scelta. Invano.

In effetti, la revoca della licenza di
condurre a scopo d'ammonimento è una misura amministrativa a carattere
preventivo ed educativo, volta a sensibilizzare il conducente affinché si comporti
con maggior prudenza e responsabilità evitando così di commettere ulteriori
infrazioni nell'ambito della circolazione stradale (DTF 125 II 396 consid.
2a/aa e rinvii). La revoca limitata a periodi di comodo come postulata dal ricorrente
non è dunque compatibile con lo scopo perseguito dal legislatore, secondo cui
al conducente colpevole deve essere assolutamente proibita la guida per un periodo
determinato dall'autorità; l'effetto educativo del provvedimento di revoca verrebbe
meno se si permettesse al reo di continuare a guidare veicoli a motore durante
i periodi di suo maggior gradimento (DTF 128 II 173 consid. 3b; STA del 4
luglio 2003 in re D.). D'altra parte, la legge, segnatamente l'art. 16b
cpv. 2 LCStr per le infrazioni medio gravi, regola unicamente la durata minima
della revoca della licenza di condurre, che deve essere rispettata per tutte le
categorie ordinarie, ma non prevede alcunché circa le modalità di attuazione
della misura. L'ordinamento giuridico vigente non offre quindi alcuna base
legale per l'esecuzione di una revoca d'ammonimento limitatamente al tempo libero
o alle vacanze. Nel contesto del diritto della circolazione stradale
l'applicazione per analogia di regole penali volte a permettere l'espiazione
agevolata della pena è peraltro esclusa (DTF 128 II 173 consid. 3c).

 

 

                                   6.   Stante
quanto precede, il ricorso deve pertanto essere respinto.

                                         La tassa
di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 16, 16b, 32, 90 LCStr; 33 OAC;
4a ONC; 10 LALCStr; 3, 18, 28, 43, 46, 60 e 70 Pamm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

2.La tassa di giustizia di fr. 800.- è posta a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto pubblico federale,
è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale di Losanna entro
30 giorni dalla sua intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  ; 

  ; 

  ;

  Ufficio federale delle strade, segreteria provvedimenti
  amministrativi, 3003 Berna.

   

   

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  2. CO 2 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario