# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dad173cf-2b06-5043-ba2c-693d1ab1aa92
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-03-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 10.03.2000 11.1999.70
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1999-70_2000-03-10.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.99.00070

  	
  Lugano

  7 giugno 1999/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Gronchi
  Pozzoli, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nella causa __.__._____ (misure provvisionali in causa di stato) della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa
con istanza del 20 marzo 1999 da

 

	
   

  	
  __________
  __________, nata __________, __________ 

  (patrocinata
  dall’avv. __________ __________ __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________

  (patrocinato
  dall’avv. __________ __________, __________);

   

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti in
questione:     1.   Se dev’essere accolto l’appello del 7 maggio 1999
presentato da __________ __________ contro il decreto cautelare emesso il 26
aprile 1999 dal Pretore del Distretto di Bellinzona;

 

                                         2.   Se
deve essere accolta la richiesta di assistenza giudiziaria introdotta
dall’appellante il 12 maggio 1999;

 

                                         3.   Se
deve essere accolta la richiesta di assistenza giudiziaria formulata
dall’attrice con le osservazioni all’appello; 

 

                                         4.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   __________
__________ (1954) e __________ nata __________ (1956) si sono sposati a
__________ il ____________________ 1985. Dalla loro unione sono nati __________
(____________________1981), __________ (____________________1984) e __________ (____________________1991). I coniugi si sono
separati di fatto nel novembre 1997, quando il marito si è trasferito a Massagno.
Dopo un periodo di disoccupazione __________ __________ ha trovato lavoro come
cameriere presso il “__________ __________ ” di __________. __________
__________, già gerente di un esercizio pubblico, riscuote ora indennità di
disoccupazione.

 

                                  B.   Il 20 marzo 1999
__________ __________ ha instato davanti al Pretore del Distretto di Bellinzona
per il tentativo di conciliazione, decaduto infruttuoso il 20 aprile 1999, e il
20 marzo 1999 essa ha postulato, in via provvisionale, un contributo alimentare
di fr. 2’250.– mensili complessivi per i tre figli (fr. 800.– per __________,
fr. 750.– per __________ e fr. 700.– per __________). All’udienza del 20 aprile
1999 l’istante ha confermato le sue domande, mentre il convenuto ha offerto un
contributo alimentare di fr. 400.– mensili per ogni figlio, oltre agli assegni
già percepiti dalla madre. Le parti non hanno notificato mezzi di prova, ma il
Pretore ha richiamato d’ufficio dal convenuto diversa documentazione (conteggi
mensili di stipendio, contratto di lavoro, contratto di locazione ecc.). Le
parti hanno rinunciato al dibattimento finale, autorizzando il Pretore a statuire
senza ulteriore contraddittorio dopo aver acquisito agli atti i documenti
richiesti. 

 

                                  C.   Statuendo il 26
aprile 1999, il Pretore ha fissato il contributo dovuto da __________
__________ per i tre figli in fr. 2’250.– mensili complessivi dal 1° aprile
1999, di cui fr. 785.– per __________, fr. 750.– per __________ e fr. 700.– per
__________. Non sono state prelevate spese né sono state assegnate ripetibili
in considerazione delle precarie condizioni economiche delle parti. 

 

                                  D.   Contro il decreto
appena citato __________ __________ è insorto il 7 maggio 1999 con un appello
nel quale chiede che il contributo litigioso sia ridotto a fr. 400.– mensili
per ogni figlio. Nelle sue osservazioni del 19 maggio 1999 __________
__________ propone di respingere l’appello e di confermare il decreto del
Pretore. Entrambi i coniugi postulano inoltre l’ammissione al beneficio
dell’assistenza giudiziaria. 

 

 

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Il decreto
impugnato è stato intimato il 26 aprile 1999 ed è pervenuto all’appellante il
giorno successivo, come risulta dal timbro dell’ufficio postale apposto sul
retro della busta d’intima-zione. L’appello, spedito alla cancelleria della
Pretura il 7 maggio 1999 (cfr. busta di trasmissione), è quindi tempestivo.

                                   2.   Il criterio per
la definizione dei contributi alimentari a norma dell’art. 145 cpv. 2 CC è
disciplinato dal diritto federale e si fonda sul riparto dell’eccedenza – di
regola a metà – una volta dedotto dal reddito familiare il fabbisogno minimo
dei coniugi e dei figli (DTF 114 II 31 consid. 7 e 8). Al coniuge debitore del
contributo deve in ogni modo essere garantito almeno il minimo previsto dal
diritto esecutivo, l’eventuale ammanco rimanendo a carico del coniuge privo di
reddito o con reddito insufficiente a coprire il proprio fabbisogno (DTF 123
III 1, 121 I 97, 121 III 301). Dapprima si procede quindi alla determinazione
del fabbisogno di tutta la famiglia, prendendo come punto di partenza per le necessità
dei coniugi i minimi esistenziali del diritto esecutivo (DTF 114 II 301 e
segg., SJ 1992 380 e segg.). Nel fabbisogno minimo vanno però considerati i
rispettivi oneri fiscali per il corrente periodo d’imposta, i premi della cassa
malati e delle assicurazioni domestiche (DTF 114 II 394 consid. 4b.; Hausheer/ Reusser/Geiser, Kommentar zum Eherecht, Berna
1988, n. 11 ad art. 163 CC; Perrin, La méthode du
minimum vital, in: SJ 115/1993 pag. 429; Rep. 1994 297).

 

                                   3.   Nel caso concreto il
Pretore ha accertato che il marito lavora alle dipendenze della società
__________ __________ (____________________) di __________, con un salario
netto di fr. 4’027.– mensili, compresa la tredicesima, e ha un fabbisogno
minimo di fr. 1’792.– (minimo esistenziale di fr. 1’025.–, pigione di fr.
415.–, premio di cassa malati di fr. 252.– e imposte di fr. 100.–). Ciò posto,
egli ha fatto ordine al convenuto di versare la differenza tra il suo reddito
netto e il suo fabbisogno (fr. 2’235.– mensili) quale contributo di
mantenimento per i tre figli dal 1° aprile 1999. 

 

                                   4.   L’appellante
asserisce di aver perso ogni sostanza mobiliare o immobiliare e sostiene di
conseguire un reddito mensile netto non superiore a fr. 3’700.–. Egli non
spende però nemmeno una parola per criticare il calcolo del Pretore, che ha
considerato nel suo reddito anche una parte della tredicesima mensilità, né
tanto meno contesta di aver diritto a tale prestazione, che rientra nel reddito
determinante per il calcolo dei contributi alimentari (Rep. 1994 301).
Insufficientemente motivato, su questo tema l’appello si dimostra irricevibile
e sfugge a ogni ulteriore esame (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC combinato con il
cpv. 5).

 

                                   5.   Nel fabbisogno
minimo dell’appellante il Pretore ha incluso costi per l’alloggio di fr. 415.–
mensili, pari alla metà delle spese effettive poiché l’appartamento è occupato
anche da un’altra persona, e ha stralciato i costi di elettricità e di
telefono, inserendo invece le imposte, stimate in fr. 100.– mensili.
L’appellante fa valere che il suo fabbisogno minimo ammonta a fr. 2’295.–
mensili, compresi oneri di alloggio per fr. 800.–, il premio della cassa malati
di fr. 270.– e spese per telefono ed elettricità di fr. 200.– complessivi. Egli
adduce in primo luogo che la partecipazione alle spese di locazione da parte
della sua convivente non sarebbe dimostrata. La censura, ancorché ai limiti della
ricevibilità per la sua stringatezza, non è del tutto sprovvista di buon
diritto.

 

                                         a)   Nella
fattispecie il marito ammette pacificamente di vivere con un’altra donna
(appello, pag. 3). Il suo interrogatorio formale e l’audizione della convivente
richiesti ancora in questa sede dall’appellata si dimostrano quindi del tutto superflui,
come ha ritenuto il primo giudice. Se non che, contrariamente a quanto sembrano
ritenere il Pretore e l’appellata, la convivenza non giustifica da sé sola e in
tutti i casi la riduzione a metà dell’onere di alloggio del coniuge convivente.
Questa Camera ha da tempo affinato la propria giurisprudenza (Rep. 1990 pag.
122 n. 22) per tenere conto della dottrina più aggiornata (Spycher, Unterhaltsleistungen bei Scheidung:
Grundlagen und Bemessungsmethoden, Berna 1996, pag. 156): più semplicemente,
ora, essa inserisce nel fabbisogno del coniuge convivente l’onere di alloggio
presumibile che egli avrebbe come persona sola (I CCA, sentenza del 9 luglio
1997 in re S.).

 

                                         b)   In
concreto l’appellante può legittimamente vedersi riconoscere un onere di alloggio
di fr. 800.– mensili, comprensivo delle spese accessorie, che nelle attuali
condizioni del mercato dell’alloggio – note a questa Camera – consente a una
persona sola di trovare un alloggio dignitoso nei dintorni di __________. Il
marito può infatti pretendere di vedersi inserire nel fabbisogno tutto il costo
dell’appartamento, benché lo stesso sia occupato da due persone (contratto di
locazione prodotto il 23 aprile 1999), nel rispetto del principio di parità di
trattamento tra i coniugi (cfr. Rep. 1994 298). La moglie abita infatti con i
figli in un appartamento di 4½ locali il cui costo mensile è di fr. 1’545.–
mensili (doc. C), ciò che corrisponde, dedotta la parte che riguarda il
fabbisogno dei figli, a un onere di alloggio personale di fr. 930.– mensili.

 

                                   6.   L’appellante insiste
perché nel suo fabbisogno minimo siano inseriti fr. 200.– mensili per
l’elettricità e il telefono. La pretesa è temeraria. I costi di elettricità e telefono
per uso privato, come ha rilevato dal Pretore, devono ritenersi compresi – per
invalsa giurisprudenza di questa Camera – nel minimo esistenziale del diritto
esecutivo (Rep. 1994 pag. 297 consid. 5, 1995
pag. 141). Altrettanto temeraria è la pretesa di calcolare nel fabbisogno un
costo di cassa malati di fr. 270.– mensili quando i giustificativi,
esplicitamente citati dal primo giudice nel decreto impugnato, attestano un
esborso di fr. 252.20 (doc. D). Per concludere, dunque, il fabbisogno minimo
dell’appellante ammonta a fr. 2’177.20 mensili (minimo di base del diritto
esecutivo fr. 1’025.–, alloggio e spese accessorie fr. 800.–, premio di cassa
malati fr. 252.20, imposte stimate fr. 100.–).

 

                                   7.   Il Pretore non ha
stabilito nel suo decreto – come detto – né il fabbisogno minimo della moglie
né quello in denaro dei figli minorenni, rinviando in sostanza ai dati forniti
dall’istante stessa. Ai fini dell’art. 145 cpv. 2 CC va considerato nel
fabbisogno familiare soltanto quello personale dei coniugi e dei figli
minorenni comuni (Rep. 1997 pag. 115 n. 21), poiché per principio le misure
provvisionali in una causa di divorzio possono riguardare unicamente costoro (Lüchinger/Geiser in: Kommentar zum Schweizerischen
Privatrecht, ZGB I, Basilea 1996, n. 9 ad art. 145). In circostanze particolari
tuttavia il giudice del divorzio – e quindi anche il giudice delle misure
provvisionali – può fissare un contributo di mantenimento dopo la maggiore età
del figlio. Tale è il caso quando il figlio, ancora minorenne, sia prossimo al
compimento dei 18 anni e si trovi in una formazione professionale di durata
determinata (DTF 112 II 202 consid. 2) oppure quanto il contributo per il
figlio maggiorenne sia già fissato in una convenzione omologata dal giudice
(DTF 107 II 473 consid. 6b; Bühler/Spühler,
in: Berner Kommentar, Zusatzband 1991, n. 245 ad art. 156 CC) o ancora quando i
coniugi sono d’accor-do che il contributo in questione sia inserito nel
fabbisogno della famiglia. In concreto la figlia __________ ha raggiunto la maggiore
età dopo l’emanazione del decreto impugnato, il 19 maggio 1999 (doc. B). Essa è
ancora agli studi (doc. E) e il padre non contesta di dover sussidiare il suo
mantenimento. Tutto quanto egli si limita ad asserire è di non poter versare
per i tre figli più di fr. 1’200.– complessivi. In siffatte circostanza, anche
a poco meno di un mese dal compimento della maggiore età di __________, il
Pretore ben poteva fissare il contributo alimentare per costei anche dopo il 31
maggio 1999.

 

                                   8.   Per quel che concerne
i fabbisogni di moglie e figli, l’appellante non li ha contestati all’udienza
del 20 aprile 1999. Ci si può quindi dipartire dai dati forniti dall’istante.
Le raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù del Canton Zurigo,
cui questa Camera si ispira per prassi costante, prevedono per tre fratelli
dell’età di 18, 15 e 8 anni al quale cura ed educazione siano assicurate in
natura dal genitore affidatario – come nella fattispecie – un fabbisogno medio
in denaro di fr. 975.–, 780.– e  735.– mensili (RDT 51/1996 pag. 33). Tali
valori si rapportano a fasce di reddito attorno ai fr. 7’000.– mensili (si veda
la pagina 11, adattata al rincaro, dell’edizione 1988). Il reddito complessivo
delle parti è di fr. 6’949.– mensili. Non vi è ragione quindi per scostarsi
dalle raccomandazioni. Quanto al fabbisogno della moglie, esso può essere
stabilito in fr. 2’305,20 mensili (minimo di base del diritto esecutivo fr.
1’025.–, quota di alloggio fr. 930.–, cassa malati fr. 250.20, imposte fr.
100.–).

 

                                   9.   Ciò premesso, il
calcolo del reddito e del fabbisogno familiare ai fini dell’art. 145 cpv. 2 CC
risulta il seguente:

 

                                         reddito del marito (consid. 3)                                           fr.
4’027.—

                                         reddito
della moglie                                                        fr.
2’922.15

                                                                                                                            fr.
6’949.15 mensili

                                         fabbisogno
minimo del marito:

                                         minimo
esistenziale LEF                      fr.  1025.—

                                         spese
di alloggio                                  fr.    800.—

                                         cassa
malati                                       fr.    252.20

                                         onere
fiscale (stimato)                          fr.    100.—

                                                                                                  fr.
2’177.20

                                         fabbisogno
minimo della moglie:

                                         minimo
esistenziale LEF                      fr.  1025.—

                                         spese
di alloggio                                  fr.    930.—

                                         cassa
malati                                       fr.    250.20

                                         onere
fiscale (stimato)                          fr.    100.—

                                                                                                  fr.
2’305.20

                                         fabbisogno
in denaro dei figli:

                                         __________                                        fr.   
975.—

                                         __________                                        fr.   
780.—

                                         __________                                        fr.   
735.—

                                                                                                  fr.
2’490.—

 

                                         fabbisogno
familiare                                                          fr.
6’972.40 mensili

                                         ammanco                                                                        fr.     
23.25 mensili

                                         Il marito deve versare alla
famiglia:

                                         fr.
4’027.– ./. fr. 2’177.20 = fr. 1’850.– arrotondati.

 

                                         Il contributo mensile di
fr. 1’850.– dovuto dal padre ai figli può equamente essere suddiviso tra i
figli in ragione di fr. 730.– per __________, di fr. 580.– per __________ e di
fr. 540.– per __________. Al rimanente dovrà contribuire la madre. L’appello va
pertanto accolto entro tali limiti.

 

                                10.   Gli oneri dell’attuale
giudizio seguono il principio della soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC).
L’appellante ottiene parzialmente  causa vinta (nella misura di due terzi
circa) sul contributo alimentare per i figli. Si giustifica quindi mettere a
suo carico un terzo della tassa di giustizia. Entrambi i coniugi, per quanto traspare
dagli atti della procedura provvisionale, sono in situazione di indigenza e
possono essere ammessi al beneficio dell’assistenza giudiziaria, riservato il
diritto di rifusione allo Stato (art. 162a CPC). Nonostante essi abbiano
una modesta eccedenza sul proprio fabbisogno minimo, devono far fronte a debiti
contratti nell’interesse della famiglia (retta scolastica della figlia, doc. E)
che non consentono loro di far fronte ai costi di patrocinio. Sia l’appello che
le osservazioni presentavano infatti probabilità di esito favorevole, almeno
parziale. L’opposizione dell’appellante alla domanda di assistenza giudiziaria
della moglie, alla luce dei dati risultanti dall’istruttoria provvisionale, per
sua natura sommaria, era invece manifestamente infondata. L’indennità per il
patrocinatore d’ufficio dell’appellante sarà di conseguenza commisurata alla
rimunerazione che un avvocato diligente avrebbe impiegato per redigere
l’appello, nella misura in cui è ricevibile.

 

                                         In prima sede il Pretore
ha rinunciato a prelevare spese e ad assegnare ripetibili. Non vi è dunque
ragione di intervenire al proposito. 

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ricevibile,
l’appello è parzialmente accolto e il dispositivo n. 1 del decreto impugnato è
così riformato:

 

                                         L’istanza
è parzialmente accolta, nel senso che __________ __________ è tenuto a versare
a __________ __________, entro il 5 di ogni mese, un contributo alimentare di
fr. 1’850.– (di cui fr. 730.– per __________, fr. 580.– per __________ e fr.
540.– per __________) dal 1° aprile 1999.

                                                                                 

 

                                   2.   Gli oneri processuali di
appello, consistenti in:

                                         a) tassa di
giustizia      fr. 200.–

                                         b) spese                         fr.  
50.–

                                                                                fr.
250.–

                                         sono
posti per un terzo a carico dell’appellante e per il resto a carico di
__________ __________. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   __________ __________ è
ammesso al beneficio dell’assistenza giudiziaria, limitatamente alla
presentazione dell’atto di appello, con il gratuito patrocinio dell’avv.
__________ __________. Per il resto la domanda di assistenza giudiziaria è respinta.

 

                                   4.   __________ __________ è ammessa al beneficio dell’assistenza
giudiziaria con il gratuito patrocinio dell’avv. __________ __________
__________.

 

                                   5.   Intimazione:

                                         – avv. __________
__________, __________;

                                         – avv. __________
__________ __________a, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La segretaria