# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b256d61d-59a0-5279-a32c-5993406c2515
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-11-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 26.11.2014 80.2014.10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2014-10_2014-11-26.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2014.10

  80.2014.11

  	
  Lugano

  26 novembre
  2014

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Antonio Saredo-Parodi

  

 

 

	
  parti

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS 1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso del 10 gennaio 2014 contro la decisione del 11
  dicembre 2014 in materia di IC e IFD 2012.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   Nel
corso di un’udienza del 16 luglio 2012 dinanzi alla Pretura di __________
i coniugi __________ __________ e RI 1 venivano autorizzati a vivere separati.
Le parti stabilivano che la separazione aveva effetto retroattivo a partire dal
1° aprile 2012. Pattuivano inoltre che l'abitazione coniugale fosse attribuita
alla moglie, la quale aveva la custodia dei due figli della coppia, __________
ed __________. A RI 1 veniva invece assegnata l'abitazione sita sulla
particella __________ RFD di __________ di comproprietà tra i coniugi.

                                         In merito ai contributi
per il mantenimento dei figli, il padre si impegnava a versare mensilmente per
la figlia __________ fr. 1'295.-, oltre agli assegni famigliari, e per il
figlio __________ fr. 1’315.- al mese, oltre agli assegni famigliari. A titolo
di contributo per il mantenimento della moglie, RI 1 si obbligava poi a
versare, all'inizio di ogni mese, fr. 1'420.-.

 

 

                                  B.   Notificando
a RI 1 la tassazione IC/IFD 2012, con decisione del 16 ottobre 2013, l’autorità
fiscale commisurava il reddito imponibile di fr. 37'800.- per l’IFD e fr.
36'600.- per l’IC. In particolare, non erano riconosciuti i contributi per il
mantenimento dei figli e della moglie per l’intero anno fiscale, ma unicamente
da luglio 2012, cioè a partire dal momento dell’udienza tenutasi davanti al
Pretore di __________. L’Ufficio di tassazione correggeva pure il valore
locativo e quello relativo alla sostanza immobiliare.

 

 

                                  C.   Il
contribuente impugnava suddetta decisione, con reclamo del 22 ottobre 2013, lamentando
che, tenendo conto solo degli alimenti versati a partire da
luglio 2012 sulla base del verbale di udienza, l’autorità fiscale “dimenticava”
di fatto i primi sei mesi dell'anno. Chiedeva pertanto che si prendesse in
considerazione pro rata temporis quanto pagato per il mantenimento dei
figli prima della separazione di fatto intervenuta il 1° aprile 2012 (fr. 11’100.-
* 2 figli * 3/12 anno = fr. 5'550.-). A partire da tale data, riteneva
deducibili i “prelevamenti spontanei del coniuge o versamenti del sottoscritto
(secondo conteggi bancari, a disposizione su richiesta)”, per un totale di fr.
10'164.80. Dal 16 luglio 2012, poi, si sarebbero dovuti dedurre gli alimenti pagati
in base al verbale di udienza (fr. 4'430.- / mese * 7 mesi = fr. 31'010.-). 

                                         Il contribuente contestava
inoltre la mancata deduzione delle spese di malattia ed infortunio.

 

 

                                  D.   Con
decisione dell'11 dicembre 2013, l'Ufficio di tassazione respingeva il reclamo,
riconoscendo in deduzione unicamente gli alimenti versati ai figli ed alla
moglie a partire dal 1° luglio 2012 per un totale di fr. 31'010.-. Non erano
considerati deducibili i prelevamenti dai conti cointestati antecedenti la decisione
del giudice civile. 

                                         Per ciò che concerne la
deduzione per figli a carico, l'autorità fiscale precisava che la stessa
spettava al coniuge presso il quale i minori si trovavano alla fine del periodo
fiscale (il 31 dicembre dell'anno in causa).

                                         Infine, l'autorità fiscale
precisava che "la sostanza immobiliare in comproprietà (mappale __________
di __________) è stata assegnata al reclamante, tutti i fattori ad essa
collegata sono da imporre, rispettivamente dedurre, nella partita fiscale del
reclamante".

 

                                  E.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta nuovamente
l'imposizione dell'intero valore locativo della particella __________ RFD di __________,
così come il fatto che il valore di stima sia stato addizionato alla sua
sostanza. Chiede poi nuovamente la deduzione per figli a carico pro rata
temporis, così come la deduzione dei "prelevamenti spontanei del
coniuge o versamenti del sottoscritto" per il periodo di separazione prima
della decisione del 16 luglio 2012 del giudice civile. Contesta altresì la
mancata deduzione delle spese di trasporto con il veicolo privato e delle spese
di malattia.

                                         Il contribuente chiede
infine come mai non sia “stata nemmeno presa in considerazione
la possibilità di tassazione intermedia, che suddivida p. es. l'anno contabile
2012 nei due periodi 1 gennaio - 16 luglio e 17 luglio - 31 dicembre)?”.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         In primo luogo, è
litigiosa l’attribuzione del valore locativo del mapp. n. __________ RFD di __________,
di cui i coniugi erano comproprietari, nel periodo fiscale, nella misura di un
mezzo ciascuno.

 

                                         1.2.

                                         Secondo l'art. 20 cpv. 1
LT e l'art. 21 cpv. 1LIFD, di identico tenore, è imponibile il reddito da
sostanza immobiliare, segnatamente il valore locativo di immobili o di parti di
essi, che il contribuente ha a disposizione per uso proprio in forza del suo diritto
di proprietà o di un usufrutto ottenuto a titolo gratuito (lett. b). Per la
sola imposta cantonale, la sostanza gravata da usufrutto è computata
all'usufruttuario (art. 40 cpv. 2 LT).

 

                                         1.3.

                                         Nel caso di comproprietà,
se l'immobile è abitato da tutti i comproprietari insieme, se l'immobile è
locato a uno solo di esse oppure ancora a una terza persona, ognuno dei
comproprietari deve per principio lasciarsi imputare il valore locativo,
rispettivamente il reddito della locazione, in funzione della sua quota di
partecipazione (decisione del TF n. 2A.508/2001 del 26 giugno 2002, in: StR
2002 p. 564). Però, se un contribuente è al beneficio di un usufrutto a titolo
gratuito, è imponibile per il valore locativo degli immobili sui quali dispone
di tale diritto reale limitato (art. 20 cpv. 1 lett. b LT e art. 21 cpv.
1 lett. b LIFD).

 

 

                                         1.4.

                                         In ambito fiscale, la
nozione di usufrutto va interpretata in senso economico, nel senso cioè
di un godimento e non nel ristretto senso civilistico del termine, come
parrebbe invece suggerire la lettera degli art. 20 cpv. 1 LT e 21 cpv. 1 LIFD,
che è frutto di una infelice traduzione restrittiva del testo francese e di
quello tedesco, che, come rilevato dal Tribunale federale, usano la nozione di "Nutzungsrecht
für Eigengebrauch" e non di "Nutzniessung", di "droit
de jouissance" e non di "usufruit' (cfr. RF 2002
pag. 322 = StE 2002 B 25.3 n. 28). 

                                         Per l'imposizione del
valore locativo non è pertanto determinante la configurazione giuridica del
godimento, ma piuttosto chi esercita di fatto il diritto di godimento (Zwahlen, in: Zweifel/Athanas [a cura
di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, vol. l/2a, 2a ediz.,
Basilea 2008, n. 20 ad art. 21 LIFD, p. 315). In altre parole, costituiscono
altra forma di godimento non soltanto l'usufrutto, espressamente menzionato
dalla norma, ma anche servitù prediali (art. 730-740 CC), il diritto di abitazione
(art. 776-778 CC), il diritto di superficie (art. 779-779 I CC) o altre servitù
(art. 781 CC), ma anche altri rapporti giuridici assimilabili all'usufrutto,
segnatamente negozi di carattere obbligatorio (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Handkommentar zum DBG, 2a ediz., Zurigo 2009, n. 79 ad art. 21 LIFD,
p. 374).

 

                                         1.5.

                                         Indipendentemente dalla
suddivisione della proprietà dal punto di vista del diritto civile, le
conseguenze fiscali vanno analizzate considerando la situazione economica. Dal
verbale di udienza del 16 luglio 2012 risulta che l'abitazione appartenente in
comproprietà ai coniugi è stata assegnata ad uso del marito (punto 3 della
transazione). È quindi chiaro che, nonostante i coniugi siano comproprietari in
ragione del 50% ciascuno della particella, è RI 1 ad averne l'usufrutto in
senso fiscale, poiché è il ricorrente ad esercitare di fatto il diritto di
godimento, elemento che non viene neppure contestato. La sostanza immobiliare deve
essere quindi imputata al contribuente, così come il relativo valore locativo.

                                         Poiché la separazione è
intervenuta il 1° aprile 2012, per i primi tre mesi dell’anno il valore
locativo va suddiviso per metà con la moglie. Il reddito dell’immobile si
riduce così a fr. 6'300.–; di riflesso, anche la deduzione (forfetaria) delle
spese di gestione e di manutenzione scende a fr. 1'575.– per l’IC ed a fr.
1’260.– per l’IFD.

 

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Secondo
gli articoli 9 cpv. 1 LIFD, 3 cpv. 3 LAID e 8 cpv. 1 LT, il reddito (per l’imposta
cantonale anche la sostanza) di coniugi non separati legalmente o di fatto è
cumulato, qualunque sia il regime dei beni. In caso di divorzio o separazione legale
o di fatto, il cumulo degli elementi imponibili viene pertanto meno. 

 

                                         2.2.

Fintantoché era in
vigore il sistema di tassazione praenumerando biennale, in caso di
divorzio o separazione legale o di fatto veniva intrapresa una tassazione
intermedia.

                                        Il
sistema preanumerando era caratterizzato dal fatto che l’imposta era
calcolata prima della fine del periodo fiscale biennale in modo che, per il
calcolo dell’imposta dovuta, si faceva riferimento ai dati del biennio
precedente presumendo che tale reddito rispecchiasse ancora la sitazione
esistente nel biennio successivo (cfr. p. es. Bugnon, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire
de la loi sur l'impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 1 ad art. 45 LIFD, p.
600). 

                                         Un
problema sopraggiungeva quando la reale capacità contributiva del contribuente
cambiava nel corso del periodo di tassazione a causa dell’evoluzione economica,
di variazioni della congiuntura, o ancora, di una modifica della situazione
personale e famigliare. I parlamentari avevano quindi previsto una tassazione intermedia quale correttivo quando vi era un divorzio o una separazione
di fatto o legale, quando il contribuente iniziava, cambiava o cessava
un’attività lucrativa e quando vi era una devoluzione a causa di morte (Bugnon, op. cit., n. 2 ad art. 45 LIFD,
p. 600).

                                         Con
l’introduzione del sistema postnumerando in tutti i cantoni,
l’imposizione intermedia è sparita poiché, con questa base temporale
d’imposizione, vi è identità tra il periodo di calcolo ed il periodo di
tassazione (Bugnon, op. cit.,
n. 3 ad art. 45 LIFD, p. 600). 

                                         Il Canton Ticino ha
abbandonato il sistema d’imposizione biennale a partire dal 2003.

 

                                         2.3.

                                         Dopo il
passaggio al sistema di tassazione postnumerando annuale, in caso di divorzio
o di separazione legale o di fatto, i coniugi sono tassati individualmente per
tutto il periodo fiscale (art. 5 cpv. 2 dell’Ordinanza del 16 settembre 1992
sulle basi temporali dell’imposta federale diretta per le persone fisiche, in
vigore fino al 31 dicembre 2013; dal 1° gennaio 2014, cfr. art. 42 cpv. 2 LIFD;
per l’imposta cantonale, cfr. art. 53 cpv. 2 LT).

                                         Sia in
caso di matrimonio sia in caso di divorzio o separazione, la situazione personale
alla fine del periodo fiscale è quindi determinante per l’intero periodo
fiscale. Lo stesso criterio vale del resto anche per il riconoscimento delle
deduzioni sociali (art. 213 cpv. 2 LIFD, nella versione in vigore fino al 31
dicembre 2013; dal 1° gennaio 2014, cfr. art. 35 cpv. 2 LIFD; per l’imposta cantonale,
cfr. art. 34 cpv. 3 LT) come pure per stabilire l’aliquota applicabile (art. 35
cpv. 4 LT; cfr. anche la sentenza del Tribunale federale del 20 settembre 2014,
n. 2C_1145/2013 e 2C_1146/2013, consid. 2.2). 

 

                                         2.4.

                                         In una
recentissima sentenza, confrontandosi con il ricorso di un contribuente che si
era separato nel mese di ottobre e che aveva potuto dedurre solo gli alimenti
pagati negli ultimi tre mesi dell’anno, il Tribunale federale ha ammesso che le
regole concernenti le basi di calcolo temporale in caso di divorzio o separazione
possono avvantaggiare o svantaggiare i singoli contribuenti, a dipendenza del
momento in cui interviene la separazione. Ha tuttavia escluso che la disciplina
legale in sé sia in contrasto con i principi costituzionali della giustizia
fiscale ed in particolar modo con quello di capacità contributiva (art. 127
cpv. 2 Cost.). L’Alta Corte ha rilevato che si deve considerare la situazione
complessiva dei coniugi e non quella del singolo coniuge, poiché le
disposizioni legali in discussione concernono sempre l’inizio o la fine della
tassazione congiunta. Nella misura in cui la penalizzazione del marito era
compensata dal vantaggio che derivava alla moglie dal fatto l’unico reddito
imponibile era per lei costitiuito dagli alimenti ricevuti negli ultimi tre
mesi del periodo fiscale, i giudici hanno escluso una violazione del principio
di capacità contributiva (sentenza del 20 settembre 2014, n. 2C_1145/2013 e
2C_1146/2013, consid. 5.2.1).

                                         Il
Tribunale federale ha anche escluso che una violazione del principio di
capacità contributiva fosse rinvenibile nella rilevante differenza fra l’onere
fiscale del periodo fiscale durante il quale era intervenuta la separazione e
quello dei periodi precedente e successivo. L’aumento delle imposte
(soprattutto dell’IFD) nel corso dell’anno della separazione era riconducibile
infatti alla circostanza che i coniugi erano stati imposti separatamente sebbene
solo per tre mesi fossero stati separati e quindi il versamento di alimenti
fosse avvenuto solo durante questi tre mesi. Secondo la Corte federale, le
regole in discussione rientrano fra quelle semplificazioni e quegli
schematismi, che si riscontrano nel diritto tributario nell’interesse della
praticabilità e che sono ammessi fintantoché – come in questo caso – non
entrano in contrasto troppo forte con il principio di uguaglianza (sentenza
cit., consid. 5.2.2). 

 

                                         2.5.

                                         Contrariamente
a quanto pretende il ricorrente, non è pertanto possibile procedere ad una
tassazione intermedia, per tener conto della mutata situazione che dipende
dalla sopravvenuta separazione dalla moglie. Al contrario, la situazione
personale del contribuente al 31 dicembre 2012 è determinante sia per stabilire
se procedere al cumulo degli elementi imponibili dei coniugi sia ai fini della
definizione dell’aliquota applicabile e del riconoscimento delle deduzioni
sociali.

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Come poc’anzi anticipato,
per quanto attiene al riconoscimento delle deduzioni sociali, trovano
applicazione gli articoli 213 cpv. 2 LIFD e 34 cpv. 3 LT, secondo cui le
deduzioni sociali sono stabilite “secondo la situazione alla fine del periodo
fiscale o dell’assoggettamento”.

 

                                         3.2.

                                         Di conseguenza, se i
presupposti per ottenere la deduzione non sono adempiuti al 31 dicembre del
periodo fiscale, il contribuente non ha diritto, per quel periodo, alla
deduzione sociale (integrale e tantomeno parziale) richiesta. Ciò anche se
avesse provveduto al sostentamento dei figli e della moglie durante la maggior
parte dell'anno; inversamente, l'ammontare della deduzione non viene ridotto se
le condizioni per il suo ottenimento, adempiute solo al 31 dicembre, non lo
sono state durante l'intero anno (Jaques,
in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l'impôt fédéral direct,
Basilea 2008, n. 3 ad art. 213 , p. 1678).

 

                                         3.3.

                                         Con il principio del
giorno determinante, la legislazione tributaria prevede una schematizzazione
finalizzata alla semplificazione dell'applicazione del diritto (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und
Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 109; Locher, Kommentar zum DBG, vol. I, Therwil/Basilea
2001, n. 69 all'art. 35 LIFD, p. 885). 

                                         Tale principio presuppone
una considerazione complessiva, la quale accetta il fatto che nel singolo caso
un contribuente può essere avvantaggiato o svantaggiato. Tuttavia, se non è
possibile conseguire un'imposizione assolutamente corretta secondo il principio
di capacità contributiva, per la giurisprudenza del Tribunale federale è
sufficiente che una disciplina legale non comporti ingiustizie in generale (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit.,
p.111, con riferimento a DTF 120 la 337). 

                                         Nel caso del principio in
discussione, una simile discriminazione generale di una certa categoria di
contribuenti non si produce, per il fatto che una deduzione sociale vantaggiosa
viene concessa a tutti i contribuenti anche se la modifica nella situazione personale
si è verificata solo per breve tempo (Bosshard/
Bosshard/Lüdin, loc. cit.). Tali considerazioni spingono la dottrina a considerare
quello del giorno determinante come un principio assoluto, che non può essere
modificato in un singolo caso a favore di un contribuente (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p. 112).

 

                                         3.4.

                                         Inoltre, come ricordato
dal Tribunale federale, l'uso di parametri schematici e deduzioni forfetarie è
inevitabile, poiché per ragioni di praticabilità non è evidentemente possibile
individualizzare ogni singola situazione personale (cfr. sentenza n.
2A.683/2006 consid. 4.1; sentenza n. 2A. 107/2007 consid. 5.1). Per quanto la suddetta
regola penalizzi il ricorrente, essa va quindi considerata giustificata dalle
esigenze di semplificazione che hanno ispirato la scelta del legislatore (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p.112
e p. 199).

                                         

                                         3.5.

                                         Va inoltre sottolineato
che l'Alta Corte ha precisato che, dal momento che gli alimenti pagati sono
deducibili dai proventi, il reddito fiscale del contribuente che li versa
risulta di per sé al netto di oneri per i figli. Questo genitore non è pertanto
considerato come contribuente che provvede al sostentamento ai sensi dell'art.
213 cpv. 1 lett. a LIFD. Il versamento della pensione alimentare costituisce
uno spostamento di risorse: colui che riceve la pensione l'utilizza per i
bisogni del figlio in aggiunta alle sue risorse personali a cui la pensione è
assimilata e sulla quale è imposto. Di conseguenza, è questo, e solo questo
genitore che, sul piano fiscale, provvede al sostentamento, rispettivamente
alla parte essenziale del sostentamento, e ha diritto alla deduzione per figlio
(cfr., in relazione ad una coppia di concubini: sentenza 2A.566/1997 del 12
gennaio 1999, in: ASA 69 p. 198, consid. 3; cfr. anche: Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge
und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p.140; Locher, Kommentar zum DBG, I. Teil, Therwil/Basilea
2001, n. 23 e 25 ad art. 35 LIFD; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, op. cit., n.
26 ad art. 213).

 

 

                                         3.6.

                                         Nel caso in esame, i
coniugi si sono separati nel corso dell'anno 2012. Dagli atti risulta che l'insorgente
ha versato alla coniuge ed ai figli 4'430 franchi di alimenti a partire dal
mese di luglio 2012. Alla fine del periodo fiscale 2012, era la madre a vivere
in comunione domestica con i figli. Pertanto, il contribuente non adempiva i
presupposti per beneficiare della deduzione per figli a carico. Inoltre, poiché
egli ha versato alimenti, che ha potuto dedurre dai proventi, il reddito
fiscale del contribuente che li versa risulta di per sé al netto di oneri per i
figli; secondo la giurisprudenza, non è pertanto considerato come contribuente
che provvede al sostentamento ai sensi degli articoli 213 cpv. 1 lett. a
LIFD e 34 cpv. 1 lett. a LT e non ha quinidi diritto alla deduzione
sociale per figli a carico.

                                         Per le ragioni già
evocate, è esclusa una deduzione “pro rata temporis” di un quarto
dell’ammontare della deduzione per figli, per tener conto del fatto che nei
primi tre mesi del periodo fiscale il ricorrente era “coniugato e responsabile
del mantenimento del nucleo famigliare”. Le spese per il mantenimento del
contribuente e della sua famiglia costituiscono spese non deducibli secondo gli
articoli 34 lett. a LIFD e 33 lett. a LT (cfr. anche la sentenza del 20 settembre 2014, n. 2C_1145/2013 e 2C_1146/2013,
consid. 3.2).

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Il ricorrente lamenta
inoltre la mancata deduzione "degli alimenti prelevati in contanti dalla
moglie o versati dal sottoscritto [il contribuente] nel periodo precedente al
verbale di udienza". Si riferisce al fatto che, prima dell’udienza dinanzi
al pretore, nella quale è stata autorizzata la separazione dei coniugi, ha
sostenuto le spese di mantenimento dei figli e della consorte senza poter dedurre
gli alimenti.

 

                                         4.2.

                                         Generalmente i contributi
alimentari sono stabiliti in una convenzione o ordinati mediante una decisione
giudiziaria. La dottrina ritiene che la LIFD non ponga, quale condizione
espressa per la deduzione dei contributi di mantenimento, e quindi per la loro
imposizione, che essi siano previsti da una decisione o da una convenzione ratificata
da un giudice o da un'autorità tutoria (Jaques,
in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l'impôt fédéral direct,
Basilea 2008, n. 26 ad art. 33 LIFD, p. 532; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
op. cit., n. 56 ad art. 33, p. 550; Zigerlig/Jud,
in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht,
vol. l/2a, 2a ediz., n.18a ad art. 33, p. 515). 

                                         Il Tribunale federale ha finora
lasciato la questione aperta, senza mai adottare una chiara posizione al
riguardo (cfr. decisione n. 2A.37/2006 del 1° settembre 2006 consid. 3.3) e non
risulta necessario risolvere la questione in questa sede poiché la deduzione
degli alimenti pagati a partire dal momento della separazione effettiva appare
comunque giustificata.

 

                                         4.3.

                                         Applicando a contrario l'art.
9 cpv. 1 LIFD i redditi dei coniugi smettono di essere cumulati, e sono quindi
imposti separatamente, dal momento in cui i contribuenti sono separati legalmente
o di fatto. Per stabilire il momento in cui due coniugi vivono separatamente,
secondo la giurisprudenza del Tribunale federale è necessario che non vi sia
più convivenza e che non vi sia più comunione dei mezzi di esistenza (Jaques, op. cit., n. 17 ad art. 9 LIFD,
p. 139; Greminger/Bärtschi, in:
Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, vol.
l/2a, 2a ediz., n. 10 ad art. 9 LIFD, p.102). Il sistema adottato
dalla legislazione federale consiste dunque nell’imporre quale reddito del
contribuente, che percepisce gli alimenti per far fronte al proprio
mantenimento, i contributi di mantenimento, versati in adempimento
di obblighi fondati sul diritto di famiglia, fra coniugi non più imposti
congiuntamente (Zigerlig/Jud, op.
cit., n. 23 ad art. 23 LIFD, p. 342). Pertanto i contributi per il mantenimento
dei figli e del coniuge dovrebbero essere deducibili, per il coniuge che li
versa, a partire dal momento in cui è cessata la convivenza ed è venuta meno la
comunione economica. 

 

                                         4.4.

                                         Nel caso concreto il
verbale di udienza, datato 16 luglio 2012, prevede, tra le altre misure cautelari
per la protezione dell'unione coniugale, la separazione legale dei coniugi con
effetto retroattivo al 1° aprile 2012. Visto il corto lasso di tempo trascorso
tra la separazione di fatto e l’udienza dinanzi al pretore, si ritiene che si possa
accordare l'effetto retroattivo anche al versamento dei contributi per il
mantenimento dei figli e della consorte. Va però sottolineato che la deduzione
è riconosciuta soltanto per l'ammontare stabilito dal verbale di udienza, cioè
nella misura di fr. 4’430.- mensili. 

                                         Pertanto va accordata una
deduzione per gli alimenti al coniuge di fr. 12’780.-, mentre gli alimenti versati
ai figli ammontano a fr. 27'090.- per il periodo fiscale 2012.

 

 

                                   5.   5.1.

                                         Quanto alla deduzione dei
costi di trasporto con il veicolo privato, il contribuente aveva chiesto
inizialmente una deduzione totale di fr. 19'340.-, corrispondente ad un
tragitto dal luogo di domicilio a quello del lavoro di 65 km. L'Ufficio di tassazione riduceva la deduzione a fr. 17'910.- motivando che la rettifica era
stata fatta in funzione dei chilometri effettivi. 

 

                                         5.2.

                                         Sebbene nel reclamo il
contribuente non abbia contestato questa rettifica, ciò non
impedisce comunque alla Camera di entrare nel merito di contestazioni nuove, rispetto
a quelle sollevate con il reclamo. Con il ricorso,
infatti, possono essere fatti valere tutti i vizi della decisione impugnata e
della procedura anteriore (art. 227 cpv. 3 LT; art. 140 cpv. 3 LIFD) e,
nell’esame del ricorso, la Camera di diritto tributario ha le medesime
attribuzioni dell’autorità di tassazione nella procedura di tassazione (art.
228 cpv. 1 LT; art. 142 cpv. 4 LIFD).

                                         Con il
ricorso possono quindi essere censurati tutti i vizi del provvedimento impugnato
e della precedente procedura. L'autorità di ricorso deve dunque entrare nel
merito anche delle contestazioni che riguardano lo stadio di procedura che
precede il reclamo e che non erano state sollevate con quest'ultimo (cfr. p.
es. la sentenza CDT n. 80.1999.00250 del 2 maggio 2000).

 

                                         5.3.

                                         Sia secondo l'art. 25 cpv.
1 LT sia secondo l'art. 26 cpv. 1 LIFD, le spese professionali deducibili sono

a)     le spese
di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro;

b)     le spese
supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a turni;

c)      le
altre spese necessarie per l'esercizio della professione;

d)     le spese
inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connessi con l'esercizio dell'attività
professionale.

                                         Le stesse sono precisate
dal decreto esecutivo concernente l'imposizione delle persone fisiche (quello
valido per il periodo fiscale 2012 qui in esame è del 20 dicembre 2011),
segnatamente dagli articoli 4 e seguenti, che concernono le spese di trasporto,
le spese supplementari di doppia economia domestica e le spese di alloggio.
Analoghe deduzioni sono previste, per l'imposta federale diretta, dall'ordinanza
sulla deduzione delle spese professionali delle persone esercitanti un'attività
lucrativa dipendente, del 10 febbraio 1993 (cfr. articoli 5, 6 e 9) e dalla
relativa appendice, aggiornata di periodo in periodo.

                                         Come precisano
ulteriormente l'art. 3 del decreto esecutivo cantonale e l'art. 1 dell'ordinanza
del 10 febbraio 1993, le spese professionali deducibili sono, più in generale,
quelle necessarie al conseguimento del proprio reddito e in rapporto di causalità
diretta con quest'ultimo.

 

                                        5.4.

                                         Sono considerate spese di
trasporto quelle causate al contribuente per trasferirsi dal luogo di domicilio
a quello in cui lavora. Le relative deduzioni sono così stabilite:

a)     per l'uso
di mezzi di trasporto pubblici: la spesa effettiva;

b)     [...]

c)      per
l'uso di una motocicletta o di un'automobile privata: le spese del mezzo pubblico
disponibile.

                                         Eccezionalmente, se nessun
mezzo pubblico è a disposizione o se il contribuente non può servirsene (es.
infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orario sfavorevole,
ecc.) è ammessa una deduzione fino a 40 cts. il km per le motociclette con targa
di controllo su fondo bianco e 70 cts. il km per le automobili (limitatamente a
percorrenze fino a 15'000 km) rispettivamente 65 cts. il km (per la parte che
eccede i 15'000 km; art. 4 cpv. 2 del decreto esecutivo citato). 

                                         Anche per l'imposta
federale diretta è deducibile la spesa effettiva del mezzo pubblico per il
trasporto dal luogo di domicilio a quello di lavoro (art. 5 cpv. 1 dell'Ordinanza
del 10 febbraio 1993). Lo stesso vale in caso di uso di un veicolo privato
(art. 5 cpv. 2 dell'Ordinanza del 10 febbraio 1993), a meno che non sia
disponibile un mezzo di trasporto pubblico o non sia ragionevole pretendere che
il contribuente ne faccia uso. In tal caso possono essere dedotte le spese
effettive secondo l'appendice dell'ordinanza, che viene periodicamente
aggiornata (nel 2012: fr. 700 - all'anno per la bicicletta e il motorino, fr.
0,40 al km per la motocicletta e fr. 0,70 al km per l'automobile).

 

                                         5.5.

                                         Nella fattispecie è
litigiosa la quantificazione dei chilometri giornalieri percorsi dal
contribuente per recarsi al luogo di lavoro, mentre l'uso del veicolo privato
non è messo in causa. Facendo riferimento al sito www.tcs.ch
risulta che la distanza tra il comune di domicilio, quindi __________, ed il
luogo di lavoro (__________) è di 67 km. Va quindi considerato che il tragitto
quotidiano è di 134 chilometri. Annualmente il contribuente percorre 29'480 chilometri (134 km * 220). Applicando i costi al chilometro sopracitati si giunge ad una
deduzione totale di fr. 19'921.–.

                                         Su questo aspetto, il
ricorso deve pertanto essere accolto. 

 

                                   6.   6.1.

                                         L’ultima contestazione
dell’insorgente concerne la mancata deduzione delle spese per malattia.

 

                                         6.2.

                                         In virtù
dell’art. 9 cpv. 2 lett. h LAID, nel tenore in vigore dal 1° gennaio
2005, dai proventi imponibili sono dedotte le spese per malattia e infortunio
del contribuente o delle persone al cui sostentamento egli provvede, quando
tali spese sono sopportate dal contribuente medesimo e superano una franchigia
determinata dal diritto cantonale.

                                         L’art. 33
cpv. 1 lett. h LIFD, per l’imposta federale diretta, affermato lo stesso
principio, stabilisce la franchigia nel 5 per cento dei proventi imponibili,
dopo le deduzioni di cui agli articoli 26–33.

                                         La stessa
disciplina è prevista, per l’imposta cantonale ticinese, dall’art. 32 cpv. 1
lett. i LT, secondo cui le spese per malattia e infortunio del
contribuente o delle persone al cui sostentamento egli provvede, quando tali
spese sono sopportate dal contribuente medesimo e superano il 5 per cento dei
proventi imponibili, dopo le deduzioni di cui agli art. da 25 a 32.

 

                                         6.3.

                                         Tenuto conto delle
modifiche dipendenti dal parziale accoglimento del ricorso, il reddito netto
intermedio per il periodo fiscale 2012 ammonta a fr. 25’028.- per l’IC ed a fr.
26'091.- per l’IFD. Poiché le spese mediche documentate dal contribuente ammontanto
a soli fr. 1'043.–, la deduzione non è ammessa, in quanto tale importo è
inferiore alla franchigia del 5% del reddito netto intermedio, che corrisponde
a fr. 1’251.– per l’IC ed a fr. 1'305.– per l’IFD.

 

 

                                   7.   Alla luce delle
considerazioni che precedono, il ricorso è parzialmente accolto. La tassa di
giustizia e le spese processuali sono poste a carico dell’insorgente in proporzione
alla sua soccombenza.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

                                         §    Di
conseguenza, la decisione su reclamo dell’11 dicembre 2013 è riformata nel
senso che:

·     
il reddito della sostanza immobiliare è ridotto
a fr. 6'300.–;

·     
le spese di trasporto solo elevate a fr.
19'921.–;

·     
le spese di gestione e manutenzione
dell’immobile sono ridotte a fr. 1’575.– per l’IC ed a fr. 1'260.– per l’IFD;

·     
gli alimenti versati al coniuge separato sono
elevati a fr. 12'780.–;

·     
gli alimenti per figli minorenni sono elevati a
fr. 27'090.–.

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.    800.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un
totale di                                                       fr.    880.–

                                         sono a
carico del ricorrente nella misura di un mezzo (fr. 440.–).

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).

 

                                   4.   Intimazione
a: 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per
conoscenza:

                                         - municipio
di.

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: