# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9d1cab0e-1f5c-5f08-8dfe-b439ed7c0736
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-12-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 16.12.2002 11.2002.137
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2002-137_2002-12-16.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.2002.137

  	
  Lugano

  16 dicembre
  2002/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Chietti Soldati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa __.____._____
(successioni) della Pretura della giurisdizione di Men­drisio Nord promossa con
istanza del 19 luglio 2002 da

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________o, e 

  __________
  __________, __________ 

  (patrocinate dall'avv. __________
  __________. __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emanata l'11 novembre 2002 con
  cui il Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord ha respinto una loro
  istanza volta alla liquidazione d'ufficio dell'eredità lasciata da __________
  __________ (1927-2002), già in __________;

  	 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti 

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 25 novembre 2002 presentato da __________ e __________ __________
contro la sentenza emessa l'11 novembre 2002 dal Pretore della giurisdizione di
Mendrisio Nord;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Il
17 giugno 2002 il Pretore della giurisdizione di Mendrisio Sud ha pronunciato
il fallimento di __________ __________, domiciliato a __________ e titolare di
una ditta individuale con sede a __________ (inc.
__________.__________.__________e __________.__________.__________). __________
__________ è morto il gior­no successivo, lasciando come eredi legittimi la
moglie __________, le figlie di prime nozze __________ e __________ e la figlia
di seconde nozze __________a. La vedova e la figlia __________ hanno rinunciato
alla successione.

 

                                  B.   Il
10 settembre 2002 __________ e __________ __________ hanno chiesto alla Camera
di esecuzione e fallimenti del Tribunale di appello, quale autorità di vigilanza,
di accertare la nullità del fallimento pronunciato dal Pretore della
giurisdizione di Mendrisio Sud, a loro avviso incompetente per territorio. Con
sentenza del 25 ottobre 2002 la Camera di esecuzione e fallimenti ha respinto
la domanda (inc. __________.__________.__________).

 

                                  C.   Nel
frattempo, il 19 luglio 2002, __________ e __________ __________ si sono
rivolte al Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord per ottenere la
liquidazione ufficiale dell'eredità (art. 593 CC). Statuendo l'11 novembre
2002, il Pretore ha respinto l'istanza, ponendo la tassa di giustizia e le
spese di fr. 200.– a carico delle istanti in solido.

 

                                  D.   __________
e __________ __________ sono insorte contro la citata sentenza con un appello
del 25 novembre 2002, nel quale chiedono che in riforma del giudizio impugnato
sia ordinata la liquidazione ufficiale in via fallimentare ordinaria della successione.
Trattandosi di un procedimento di volontaria giurisdizione, l'appello non ha
formato oggetto di notifica.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   La liquidazione d'ufficio di un'eredità e i relativi provvedimenti
(art. 593 a 596 CC) sono disposti dal Pretore con procedura di camera di
consiglio non contenziosa (art. 2 cpv. 1 n. 13 e art. 3 LAC con rinvio all'art.
360 CPC). Il giudice non è tenuto a indire un contraddittorio (art. 360 cpv. 1
CPC). Dato nondimeno che la procedura è retta dal principio inquisitorio (Cocchi/Trezzini, CPC ticinese annotato
e massimato, Lugano 2000, n. 2 ad art. 360), egli può – ravvisandone
l'opportunità – assumere informazioni d'ufficio e provocare spiegazioni da
terzi (art. 360 cpv. 2 CPC). Il giudizio, di verosimiglianza (DTF 123 III 328;
Rep. 1997 pag. 136 consid. 2, 1995 pag. 161 consid. 1), è impugnabile entro
dieci giorni (art. 370 CPC combinato con l'art. 360 cpv. 3 CPC). Tempestivo, in
concreto l'appello è pertanto ricevibile.

 

                                   2.   Nella
fattispecie il Pretore ha respinto l'istanza delle due eredi che non hanno (ancora)
rinunciato alla successione, ricordando che il defunto era stato dichiarato in
fallimento il giorno prima della morte e che la liquidazione dell'eredità
oberata spetta, in simili casi, all'Ufficio dei fallimenti. Ciò esclude una
liquidazione ufficiale ordinaria. Le appellanti ribadiscono che nessuna norma
vieta la liquidazione d'ufficio di una successione per il solo fatto che il
defunto sia stato dichiarato in fallimento. Ritengono che il Pretore abbia
equivocato la loro richiesta di liquidazione fallimen­tare giusta l'art. 597 CC
e sostengono di non avere chiesto la liquidazione ufficiale in via ordinaria
prevista dagli art. 593 segg. CC, bensì quella fallimentare a norma dell'art.
597 CC. Asseriscono inoltre che le considerazioni, abbondanziali, da loro
svolte nell'istanza si riferivano alla procedura fallimentare e non alla liquidazione
d'ufficio, che deve dunque essere accolta. Le appellanti affermano infine che
l'esclusione della liquidazione ufficiale nei casi di fallimento previo
creerebbe una discriminazione iniqua tra eredi.

 

                                   3.   Secondo
la dottrina citata con pertinenza dal Pretore, la liquidazione d'ufficio di una
successione non può avere luogo quando il defunto sia già stato dichiarato in
fallimento (Karrer in: Kom­mentar
zum Schweizerischen Privatrecht, ZGB II, Basilea 1998, n. 7 dell'introduzione
agli art. 593–597 e n. 1 ad art. 597). La procedura fallimentare già avviata
prosegue dopo la mor­te del debitore, con la conseguenza che gli art. 593 segg.
CC non sono più applicabili. La liquidazione d'ufficio di una successione oberata
è, in effetti, un vero e proprio fallimento (cfr. Gillliéron, Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite
pour dettes et la faillite, Losanna 2001, n. 16 ad art. 193, pag. 234). La
liquidazione d'ufficio è quindi superflua ove il defunto sia fallito prima
della morte. 

 

                                   4.   Ne
segue che il Pretore avrebbe dovuto dichiarare senza ogget­to l'istanza del 19
luglio 2002, tanto più che le due eredi erano a conoscenza del fallimento
paterno prima della morte (istanza, pag. 2). Che egli abbia respinto l'istanza,
all'atto pratico, nulla muta. Le istanti persistono infatti nel voler ottenere
la liquidazione d'ufficio della successione, precisando che la stessa deve avvenire
nella forma fallimentare. Ora, la liquidazione d'ufficio – come si è detto –
non ha più alcun senso dopo il fallimento del debitore e non può più essere
decretata, né nella forma ordinaria (art. 596 CC) né in quella fallimentare
(art. 597 CC). L'appello, manifestamente infondato e non privo di leggerezza,
può dunque essere deciso con la procedura dell'art. 313bis CPC.

 

                                   5.   Gli
oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC).

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
è respinto nel senso dei considerandi e la sentenza impugnata è confermata.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 200.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
300.–

                                         sono
posti a carico delle appellanti in solido.

 

                                   3.   Intimazione
all'avv. __________ _. __________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio Nord.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

La presidente                                                        La
segretaria