# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b4a5dbbc-4198-55c6-9dd2-49bb8c7db0ae
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-06-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.06.2017 A-1055/2017
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-1055-2017_2017-06-28.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-1055/2017 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 8  g i u g n o  2 0 1 7  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), 

Maurizio Greppi, Christoph Bandli,  

cancelliere Manuel Borla. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, 

…, 

patrocinato dall'avv. …, 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ferrovie federali svizzere FFS, 

Diritto & compliance Human Resources, Hilfikerstrasse 1, 

3000 Berna 65 FSS,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Scioglimento immediato del rapporto di lavoro. 

 

 

 

A-1055/2017 

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Fatti: 

A.  

Il 1° marzo 2016 A._______, classe …, è entrato alle dipendenze delle Fer-

rovie federali svizzere (in seguito FFS), in qualità di agente della polizia dei 

trasporti. Il contratto di lavoro, di durata indeterminata, prevedeva una re-

tribuzione annua di 89'000 CHF lordi, suddivisa in 13 mensilità ed un pe-

riodo di prova di 3 mesi. 

B.  

Con email del 13 marzo 2016, A._______ ha ordinato una pistola Glock 43 

e 3 magazzini munizioni, alla Schild Waffen AG. Con email del medesimo 

giorno l’interessato ha confermato alla società fornitrice che l’acquisto era 

dettato da ragioni di servizio escludendo un impiego per scopi privati: 

“diese Waffe für Testzwecke durch die Bahnpolizei gekauft wird und nicht 

für Privatgebrauch”. 

C.  

Nell’aprile 2016 il Ministero pubblico del Cantone Ticino, dando seguito ad 

un rapporto di segnalazione del 1° aprile 2016 della polizia cantonale, ha 

aperto un procedimento penale nei confronti di A._______ per il titolo di 

truffa, falsità in atti formati da pubblici ufficiali o funzionari, subordinata-

mente falsità in documenti e infrazione alla legge federale sulle armi in re-

lazione ai fatti accaduti nel periodo tra il 3 settembre 2014 e il 13 marzo 

2016. 

D.  

Il 25 aprile 2016 il capitano B._______, responsabile per la Polizia dei tra-

sporti regione Sud e diretto superiore dell’interessato, è stato informato 

dalla polizia giudiziaria dell’apertura di un procedimento penale da parte 

del Ministero pubblico del Cantone Ticino nei confronti di A._______. Lo 

stesso giorno, ottenuta verbalmente dai propri superiori l’autorizzazione a 

deporre, B._______ veniva interrogato dalla polizia giudiziaria. In questo 

contesto, egli veniva informato sui reati contestati all’interessato ed in par-

ticolare gli veniva mostrata copia email trasmessa alla Schild Waffen AG 

inerente la comanda della pistola Glock 43 e di 3 magazzini munizioni. Ri-

ferendo di non essere a conoscenza del tentativo di acquisto come pure 

dell’eventuale esistenza di una richiesta in questo senso da parte di 

A._______, B._______ ha evidenziato che avrebbe provveduto ad infor-

mare i diretti superiori delle informazioni ottenute in sede di interrogatorio 

“al fine di eventualmente procedere” nei confronti dello stesso. Il 26 aprile 

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2016 pure C._______, collega dell’interessato è stato interrogato quale 

persona informata dei fatti. Egli ha ammesso di essere l’acquirente finale 

della pistola Glock 43 e dei magazzini munizioni, in particolare egli ha indi-

cato che A._______ lo informò circa le modalità di acquisto segnatamente 

che: “non vi era nessun problema di natura legale”, che “lo sconto era di 

circa il 50%, […] che lui si sarebbe solo occupato della comanda e che non 

avrebbe fatto pagare nulla di più di quanto richiesto dalla Schild Waffen”. 

E.  

Il 1° giugno 2016, terminato il periodo di prova, A._______ veniva assunto 

definitivamente dalle FFS. In proposito, con il “Rapporto sul periodo di 

prova” del 31 maggio / 6 giugno 2017 le FFS hanno riconosciuto che il 

lavoratore: “lavora con precisione, coscienziosità, abilità; ha buone cono-

scenze specifiche, mantiene l’ordine sul posto di lavoro; commette rara-

mente errori; ha cura degli strumenti di lavoro”. In generale egli è stato 

definito quale “persona affidabile e coscienziosa verso il proprio posto di 

lavoro” e quale “collaboratore attivo e con iniziativa”. 

F.  

Con comunicazione del 23 giugno 2016, il Ministero pubblico del Cantone 

Ticino informava il Comando della Polizia dei trasporti FFS circa il procedi-

mento penale a carico di A._______, evidenziando i capi di imputazione 

contestati. Conseguentemente ai rimproveri mossi, con colloquio del 1° lu-

glio 2016 le FFS hanno sospeso l’interessato dalla funzione di agente di 

polizia al fronte, ritirandogli l’arma di servizio e la tessera di polizia. In at-

tesa della decisone penale, le FFS si impegnavano a valutare “possibili 

impieghi alternativi sia presso le FFS che presso al TPO”. 

G.  

Dal 13 settembre 2016 A._______ è stato inabile al lavoro in ragione del 

100%. A due riprese, il 6 ottobre 2016 e il 22 novembre 2016 le FFS hanno 

invitato l’interessato ad un colloquio al fine di discutere lo stato di salute e 

le conseguenze sul rapporto di lavoro in essere. A._______ ha declinato 

l’invito ad entrambi gli incontri previsti in ragione delle proprie precarie con-

dizioni di salute. 

H.  

Il 2 dicembre 2016 il Ministero pubblico del Cantone Ticino, facendo seguito 

ad una seconda richiesta delle FFS del 30 novembre 2016, ha trasmesso 

loro segnatamente, copia del rapporto di segnalazione del 1° aprile 2016, 

copia del rapporto di esecuzione del 27 aprile 2016, copia del verbale di 

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interrogatorio dell’imputato del 19 maggio 2016 come pure copia del ver-

bale di confronto del 14 luglio 2016 A._______/C._______. 

I.  

Con progetto di decisione del 16 dicembre 2016, le FFS hanno disdetto 

con effetto immediato il rapporto di lavoro con A._______, chiedendo a 

quest’ultimo di prendere posizione in merito, in ossequio del proprio diritto 

di essere sentito. Ciò che non è avvenuto.  

J.  

Con decisione del 12 gennaio 2017, il datore di lavoro ha disdetto con ef-

fetto immediato il rapporto di lavoro con l’interessato, notificando la stessa 

per raccomandata. In assenza del ritiro di quest’ultima, le FFS hanno tra-

smesso la decisione menzionata al lavoratore per posta A. 

K.  

Con ricorso del 17 febbraio 2017 A._______ è insorto davanti a questo 

Tribunale chiedendo in via principale l’annullamento delle disdetta e il con-

seguente reintegro nella propria funzione. In via subordinata, egli ha quindi 

postulato l'annullamento della decisione impugnata in assenza di un motivo 

grave a fondamento della disdetta immediata del contratto di lavoro e con-

seguentemente un’indennità pari a 12 mesi di salario. In sostanza, il ricor-

rente lamenta la violazione del diritto di essere sentito, contesta l’esistenza 

di un motivo grave a fondamento della disdetta immediata del rapporto di 

lavoro, censura la violazione del principio di proporzionalità e del principio 

di presunzione d’innocenza. 

L.  

Con presa di posizione del 23 marzo 2017, le FFS hanno chiesto di respin-

gere il ricorso nelle sue domande in via principale e via subordinata. Pro-

testate tasse e spese. L’autorità inferiore ha respinto in maniera puntuale 

le censure sollevate dall’insorgente, che saranno qui riprese in appresso 

per quanto più interessa. Con osservazioni finali del 12 aprile 2017 il ricor-

rente si è riconfermato nelle proprie allegazioni e conclusioni di causa. 

 

  

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Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla proce-

dura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità menzionate 

all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale ammini-

strativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di cui all'art. 32 

LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi ad esso è retta dalla PA, in 

quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). 

1.2 Nella presente fattispecie, l'atto impugnato costituisce una decisione ai 

sensi dell'art. 5 PA, emessa dalle FFS, che sono un'azienda della Confe-

derazione ai sensi dell'art. 33 lett. e LTAF. 

1.3 Pacifica è la legittimazione ricorsuale del ricorrente, essendo lo stesso 

destinatario della decisione impugnata e avendo un interesse a che la 

stessa venga qui annullata (art. 48 PA). Il ricorso è poi stato interposto tem-

pestivamente (art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di 

forma e di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA). 

1.4 Il ricorso è ricevibile in ordine e deve essere esaminato nel merito. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-

cati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del po-

tere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o incom-

pleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) nonché l'inadegua-

tezza (art. 49 lett. c PA; ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ 

KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, Basilea 

2013, pag. 88 n. 2.149 segg; ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHL-

MANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 7a ed. 2016, pag. 247 n. 1146 segg.). 

2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62 

cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, 

né dalle argomentazioni delle parti (DTAF 2007/41 consid. 2 [pag. 529 e 

seg.]; PIERRE MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 

2011, pag. 300 n. 2.2.6.5). I principi della massima inquisitoria e dell'appli-

cazione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati: l'autorità competente pro-

cede difatti spontaneamente a constatazioni complementari o esamina altri 

punti di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in 

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tal senso (DTF 135 I 190 consid. 2.1; DTAF 2014/24 consid. 2.2 [pag. 348 

e seg.]). 

2.3 Nell'ambito dell'ampio potere d'apprezzamento di cui dispone lo scri-

vente Tribunale, si deve comunque considerare ch'egli lo eserciterà con 

prudenza qualora si debba giudicare di questioni per le quali l'autorità di 

prima istanza, a sua volta, dispone pure di siffatto ampio potere d'apprez-

zamento. Tale è il caso, per quanto concerne l'esame del criterio dell'ade-

guatezza con riferimento al rapporto di fiducia tra datore di lavoro e impie-

gato nonché della responsabilità di assicurare una corretta esecuzione dei 

compiti di un'unità amministrativa. In caso di dubbio, esso non si scosta 

dalla posizione assunta dall'autorità inferiore rispettivamente non sostitui-

sce il proprio apprezzamento a quello di quest'ultima (cfr. [tra le tante] sen-

tenze del TAF A-4813/2014 del 9 febbraio 2015 consid. 2.1 con rinvii; A-

2878/2013 del 21 novembre 2013 consid. 2.1 con rinvii). 

3.  

3.1 L’insorgente censura anzitutto la violazione del diritto di essere sentito 

nella misura in cui, non avendo potuto ritirare il progetto di decisione rela-

tiva alla disdetta immediata trasmesso per raccomandata il 16 dicembre 

2016, non avrebbe beneficiato del diritto di pronunciarsi sulla stessa prima 

dell’adozione della decisione qui impugnata. Sebbene tale aspetto confi-

guri una censura di tipo formale che richiede un’evasione prima di un’ana-

lisi delle censure di merito, il Tribunale ritiene che alla luce dell’esito del 

ricorso tale lamentela può rimanere inevasa. 

4.  

4.1 Nel merito, il ricorrente censura anzitutto la violazione del diritto fede-

rale, in particolare l’assenza di un motivo grave, quale presupposto a fon-

damento di una disdetta straordinaria del rapporto di lavoro. 

4.2 Secondo l'art. 2 della Legge del 24 marzo 2000 sul personale federale 

(LPers, RS 172.220.1) e l'art. 15 della Legge federale del 20 marzo 1998 

sulle Ferrovie federali svizzere (LFFS, RS 742.31) i rapporti di lavoro degli 

impiegati delle FFS sottostanno alla LPers. Conformemente all'art. 38 

LPers e all'art. 15 cpv. 2 LFFS, le FFS hanno negoziato un contratto collet-

tivo di lavoro (dal 1° gennaio 2015 è in vigore il nuovo CCL FFS 2015) con 

le associazioni del personale, applicabile per principio a tutto il loro perso-

nale (art. 38 cpv. 2 LPers). Ai sensi dell'art. 6 cpv. 2 LPers, il rapporto di 

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lavoro è sottoposto, sempre che la LPers non prevedeva disposizioni de-

rogatorie, anche al CO (per quanto concerne l'applicabilità del CO, si veda 

la sentenza del Tribunale amministrativo federale A-4659/2010 del 14 giu-

gno 2011, consid. 3 e riferimenti citati). Entro i limiti della LPers e del CO, 

il rapporto di lavoro è regolato in dettaglio nelle disposizioni d'esecuzione, 

in particolare dal contratto collettivo di lavoro e dal contratto di lavoro (art. 

6 cpv. 4 LPers). Qualora le disposizioni d'esecuzione di cui all'art. 37 LPers, 

rispettivamente il contratto collettivo di lavoro e il contratto di lavoro diver-

gano, sono applicabili le disposizioni più favorevoli all'impiegato (art. 6 cpv. 

4 LPers). 

4.3  

4.3.1 Giusta l’art. 10 cpv. 4 LPers le parti possono disdire immediatamente 

i rapporti di lavoro di durata determinata e indeterminata per motivi gravi. 

Con la revisione della LPers entrata in vigore il 1° luglio 2013, contraria-

mente a quanto prescritto dall'art. 12 vLPers (RU 2001 894), il legislatore 

ha rinunciato ad indicare quale motivo "ogni circostanza che non permetta 

per ragioni di buona fede di esigere da chi dà la disdetta che continui ad 

onorare il contratto”. Tuttavia, il contenuto e il senso della disposizione le-

gale non mutano rispetto alla precedente normativa, con la conseguenza 

che quale presupposto per la disdetta straordinaria è necessario, come in 

precedenza, una causa grave ai sensi dell'art. 337 Legge federale di com-

plemento del Codice civile svizzero (CO; RS 220). Conseguentemente 

pure la prassi e la giurisprudenza sin'ora sviluppate, restano valide, tenuto 

conto delle eccezioni del diritto pubblico (sentenza del TAF A-4586/2014 

del 24 marzo 2015 consid. 3.1). Secondo tale prassi, il licenziamento im-

mediato è giustificato unicamente in presenza di un atteggiamento che ha 

compromesso la relazione di fiducia fra le parti – presupposto essenziale 

di un rapporto di lavoro – o che l'ha pregiudicata a tal punto che la prose-

cuzione del contratto sino al termine di disdetta ordinario non è più soste-

nibile (sentenza del TAF sopracitata, consid. 3.1, "besonders schweres 

Fehlverhalten"). Mancanze meno gravi possono assurgere a motivo di li-

cenziamento immediato solo se vengono reiterate nonostante un avverti-

mento circa le conseguenze estreme del ripetersi del medesimo compor-

tamento. Con riferimento all'onere della prova circa l'esistenza di un "grave 

motivo" a fondamento della disdetta immediata, esso resta al datore di la-

voro, il quale gode di un considerevole potere di apprezzamento (sentenza 

del TAF sopracitata, consid. 3.1 con rinvii; DTF 130 III 28 consid. 4.1 pag. 

31, con rinvii). 

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4.3.2 In particolare va rilevato che la gravità dell’atto può essere conside-

rata assoluta o relativa. È assoluta allorquando è la conseguenza di un atto 

isolato; mentre è relativa, allorquando discende da ripetute violazioni con-

trattuali, di modo che la gravità non consista nell’atto stesso, ma nella rei-

terazione di più manchevolezze (DTF 130 III 28 consid. 4.1; 130 II 213 

consid 3.2; più recenti sentenze del TF 4A_397/2014 del 17 dicembre 2014 

consid. 3.1; 4A_60/2014 del 22 luglio 2014 consid. 3.1; sentenze del TAF 

A-2689/2015 del 10 novembre 2015 consid. 3.2.1; A-73/2014 del 14 luglio 

2014 consid. 4.1.1 e A-4465/2013 del 31 ottobre 2013 consid. 4.1 ; RÉMY 

WYLER/BORIS HEINZER, Droit du travail, 3a ed. 2014, pag. 572). 

4.3.3 Di regola, la violazione di un dovere contrattuale e/o legale in capo 

alla parte oggetto di disdetta contrattuale può essere presupposto di un 

grave motivo. È il caso ad esempio di gravi violazioni del dovere di diligenza 

e di fedeltà contemplati all'art. 20 LPers, il cui contenuto va letto anche in 

relazione all'art. 321a CO (sentenza del TAF A-1452/2011 del 20 settembre 

2011 consid. 3.2.1). Sulla base di questi disposti legali, il lavoratore è te-

nuto ad espletare con cura e diligenza l’attività lavorativa affidatagli come 

pure a tutelare gli interessi legittimi della Confederazione e del suo datore 

di lavoro. In particolare, viene meno agli obblighi citati colui che assume 

comportamenti che configurano atti illeciti o che configurano il reato penale 

come pure che vìolano, in generale, i disposti legali di diritto, gli accordi 

contrattuali, nonché le direttive o le istruzioni indicategli (PETER HELBLING, 

in : Portmann/Uhlmann [éd.], Stämpfli Handkommentar zum Bundesper-

sonnalgesetz [BPG], 2013, art. 20 LPers, n. 22 e seg. e n. 41 e seg. pag. 

355 e pag. 357). Va ricordato che il contenuto del dovere di fedeltà dipende 

in maniera importante dalla funzione esercitata e dal rango organico rico-

perto dal lavoratore (sentenza del TF 4A_298/2011 del 6 ottobre 2011 con-

sid. 2 e riferimenti). L'obbligo di seguire le istruzioni del datore di lavoro, 

alla base del legame di subordinazione esistente tra le parti contrattuali, 

costituisce uno degli aspetti fondamentali del dovere di fedeltà del dipen-

dente; conseguentemente, il lavoratore che non rispetta le direttive ed istru-

zioni del datore di lavoro vìola il proprio dovere contrattuale (HARRY NÖTZLI, 

Die Beendigung von Arbeitsverhältnissen im Bundespersonalrecht, 2005, 

pag. 101 n° 154 segg. e pag. 111 n. 174; sentenze TAF A-6453/2014 del 9 

dicembre 2015 consid. 8.2.2; A-1352/2011 del 20 settembre 2011 consid. 

3.2.1; A-7762/2009 del 9 luglio 2010 consid. 6.1; A-5455/2009 del 21 gen-

naio 2010 consid. 5.3; A-3551/2009 del 22 aprile 2010 consid. 12.7 e A-

641/2009 del 20 agosto 2009 consid. 3.5.1). 

Va ancora osservato che a differenza dell’art. 321a cpv. 1 CO, il dovere di 

fedeltà contemplato dalla LPers comporta un "doppio obbligo di fedeltà" 

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(doppelte Loyalitätsverpflichtung), nella misura in cui il lavoratore sottopo-

sto alla LPers, oltre alla salvaguardia degli interessi pubblici del proprio 

datore di lavoro (obbligo di fedeltà particolare), ha parimenti l’obbligo di 

fedeltà – nella veste di cittadino – nei confronti dello Stato (obbligo di fe-

deltà generale; HELBLING, op. cit., art. 20 LPers n°50 seg.). Tale dovere 

garantisce il buon funzionamento dell’amministrazione pubblica, alfine di 

preservare da ogni lesione la fiducia dei cittadini (DTF 136 I 322 consid. 

3.2; sentenza del TAF A-969/2014 dell’11 novembre 2014 consid. 5.2.2 e 

riferimenti). 

Va infine evidenziato che la giurisprudenza ha già rilevato che i rappresen-

tanti delle forze dell’ordine, chiamati a svolgere compiti di ordine pubblico 

e di sicurezza, abbiano l’obbligo accresciuto, rispetto agli altri funzionari 

dell’amministrazione, di mantenere, sia durante il servizio sia nel tempo 

libero, un comportamento impeccabile (sentenza del TF 8C_146/2014 del 

26 giugno 2014 consid. 5.5 ; sentenze del TAF  

A-4464/2015 del 23 novembre 2015 consid. 3.4.2 e A-4586/2014 del 26 

marzo 2015 consid. 3.4.3). 

4.4 

4.4.1 Dagli atti di causa risulta che A._______, con email del 13 marzo 

2016 abbia ordinato: “1 Pistole Glock 43, mit Nachvisier/grün, Kal 9 mm 

Para mit 2 Magazinen zu 6 Schuss (1 x Standard / 1 x mit Talon), Putz-set, 

Ladehilfe, Pistolenkoffer und Bedienungsanleitung; 1 Magazin zu Glock 43, 

Kal. 9 mm Para, 6 Schuss mit Talon”, indicando quale luogo di consegna il 

proprio posto di lavoro presso le FFS, Polizia dei trasporti, Bellinzona. Il 

ricorrente pretende di avere agito negligentemente (“in modo superficiale”) 

non avendo verificato se fosse suo diritto acquistare a nome della polizia 

ferroviaria la sopracitata pistola. A torto. Infatti egli non si è solo limitato a 

“non verificare se poteva comandare” la pistola, ma ha confermato in modo 

esplicito fattispecie non vere al fine di giustificarne l’acquisto: emerge infatti 

dagli atti che l’insorgente ha confermato che l’arma sarebbe stata impie-

gata dalla polizia ferroviaria e non per un uso privato (cfr. email del 13 

marzo 2016), sapendo bene che in uso alla polizia ferroviaria vi è unica-

mente l’arma Sphinx. In questo contesto le allegazioni ricorsuali secondo 

cui il proprio agire sarebbe giustificato dalla “continua evoluzione” dei ma-

teriali e dalla eventualità che, a seguito di periodo di prova positivi, l’arma 

in dotazione alla Polizia dei trasporto avrebbe potuto essere combinata, è 

priva di fondamento: ammettendo pure che le armi di servizio in dotazione 

possano variare ed ammettendo pure che in questo senso sia necessario 

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un periodo di prova, non vi è chi non vede come la procedura da egli adot-

tata non sia corretta. Va altresì rilevato che l’insorgente non è uno sprov-

veduto in materia: infatti egli è un appassionato d’armi che dal 2010 è a 

beneficio dalla patente per collezionista ed risulta essere proprietario di una 

sessantina di pezzi oltre ad un'altra decina di altri che soggiacciono ad au-

torizzazione eccezionale (cfr. verbale interrogatorio 19 maggio 2016). 

In queste circostanze il ricorrente è evidentemente venuto meno ai propri 

doveri di diligenza e di fedeltà contemplati all'art. 20 LPers, il cui contenuto 

va letto anche in relazione all'art. 321a CO (sentenza del TAF A-1452/2011 

del 20 settembre 2011 consid. 3.2.1), e ciò sebbene il destinatario della 

pistola Glock 43 e dei magazzini munizioni, abbia confermato parzialmente 

le allegazioni dell’insorgente in particolare abbia ammesso che essa era a 

lui destinata, rispettivamente che vi era un accordo in merito al pagamento 

della fattura.  

5.  

5.1  

5.1.1 Affinché possa considerarsi valida, la disdetta con effetto immediato 

dev’essere pronunciata tempestivamente. Secondo la giurisprudenza del 

Tribunale federale in materia civile (cfr. sentenza 4A_372/2016 del 2 feb-

braio 2017 consid. 5.1.2 e riferimenti citati), il datore di lavoro che recede 

immediatamente dal rapporto di lavoro per cause gravi ha l’obbligo di agire 

tempestivamente, pena la decadenza del proprio diritto; tale obbligo confi-

gura invero una condizione per esercitare il diritto ad una risoluzione im-

mediata giusta l’art. 337 cpv. 1 CO. Nello specifico, il termine per la notifica 

della decisione è determinato dalle circostanze del caso concreto, consi-

derando comunque un termine da 2 a 3 giorni di riflessione e di approfon-

dimento su eventuali quesiti giuridici: i fine settimana e i giorni festivi non 

sono considerati in tale computo. Allo stesso modo, il tempo necessario 

per chiarire una fattispecie confusa deve essere compreso nel computo 

sopra indicato: tuttavia il datore di lavoro che nutre sospetti concreti circa 

l’esistenza di una causa grave ha l’obbligo di adottare immediatamente le 

misure che reputa più opportune e ragionevoli al fine di chiarire detta fatti-

specie. 

5.1.2 La giurisprudenza in ambito di diritto civile sopra citata, che impone 

al datore di lavoro pochi giorni per recedere immediatamente dal contratto 

di lavoro non può essere trasposta ai rapporti di lavoro di diritto pubblico, 

A-1055/2017 

Pagina 11 

poiché diversi sono i principi vigenti in questo campo giuridico, segnata-

mente l’obbligo per il datore di lavoro di recedere dal contratto con deci-

sione scritta e motivata (art. 36 al. 1 LPers) e l’obbligo di rispettare il diritto 

di essere sentito del lavoratore. Inoltre, sovente, il rispetto di requisiti posti 

da procedure interne all’amministrazione non permettono di adottare una 

decisione immediata. Infatti, può talvolta essere necessario aprire un’in-

chiesta amministrativa interna, in particolare al fine di chiarire se i sospetti 

che pesano sul lavoratore siano veritieri e giustificati. A ciò va inoltre ag-

giunto che sovente, in ambito di diritto pubblico, la competenza per pro-

nunciare la disdetta immediata non è solo di spettanza del diretto supe-

riore, in scala gerarchica, ma dipende in maniera preponderante pure 

dall’autorità di nomina o da un’autorità di vigilanza, ciò che comporta un 

termine di reazione più lungo (cfr DTF 138 I 113 consid. 6.3 ss ; sentenze 

del Tribunale amministrativo federale A-2718/2016 sopracitata consid. 7.3, 

A-4389/2016 del 21 settembre 2016 consid. 7.1 ; RÉMY WYLER/MATTHIEU 

BRIGUET, La fin des rapports de travail dans la fonction publique, Berna 

2017, pag. 92s). 

Se le peculiarità della procedura amministrativa giustificano un termine più 

lungo, il datore di lavoro confrontato con circostanze chiare che giustificano 

una disdetta immediata del rapporto di lavoro non deve attendere oltre 

(sentenza del Tribunale federale 8C_141/2011 del 9 marzo 2012 consid. 

5.5). L’obbligo di adottare la decisione in modo tempestivo e diligente, trova 

una sua giustificazione nella gravità stessa dei fatti imputati al lavoratore. 

In questo contesto un ritardo o una mancata reazione, può lasciare sup-

porre la volontà di proseguire nel rapporto di lavoro, sino al più vicino ter-

mine di disdetta ordinaria, come pure l’assenza di un grave motivo (sen-

tenza del Tribunale amministrativo federale A-2718/2016 sopracitata con-

sid. 7.1, A-403/2016 del 29 agosto 2016 consid. 5.3 ; WYLER/BRIGUET, op. 

cit., p. 92). Sebbene i termini di reazione devono essere giudicati in base 

alle circostanze concrete del caso, va detto che la recente giurisprudenza 

considera che in assenza di un’inchiesta amministrativa, sia congruo con-

siderare un termine di reazione di 2 mesi dalla conoscenza della causa 

grave alla notifica della decisione di disdetta immeditata, a condizione che 

durante lo stesso il datore di lavoro non rimanga inattivo senza motivo (cfr. 

sentenze del Tribunale federale 2A.656/2006 del 15 ottobre 2007 consid. 

5.2, 2A.495/2006 del 30 aprile 2007 consid. 3 ; sentenze del TAF sopraci-

tate A-4389/2016 consid. 7.1 et 7.2, A-403/2016 consid. 5.3). 

5.2 Dagli atti di causa e come esposto in narrativa emerge che il datore di 

lavoro era a conoscenza delle informazioni, su cui ha fondato la decisione 

qui impugnata, già il 25 aprile 2016, a seguito dell’interrogatorio di 

A-1055/2017 

Pagina 12 

B._______, responsabile della regione Sud della Polizia ferroviaria. Le FFS 

hanno quindi confermato il 31 maggio / 6 giugno 2016 il rapporto di lavoro 

con l’insorgente ed è solamente il 1° luglio 2016, dopo comunicazione del 

Ministero pubblico al Comando della Polizia dei trasporti FFS del 23 giu-

gno, in cui venivano enumerati le infrazioni contestate all’insorgente, che il 

datore di lavoro ha sospeso quest’ultimo dalla propria funzione. Le FFS 

sono rimaste quindi silenti per i seguenti mesi, ad eccezione di due tentativi 

di incontrare il ricorrente. E ciò sino al 16 dicembre 2016, quando conse-

guentemente all’acceso agli atti del 2 dicembre 2016 – che però non forni-

vano alcun elemento supplementare rispetto a quanto già conosciuto – le 

FFS hanno trasmesso il progetto di decisione di disdetta con effetto imme-

diato del rapporto di lavoro. 

In questo contesto, il Tribunale ritiene che siccome la fattispecie era già 

chiara e conosciuta alle FFS nell’aprile del 2016 o perlomeno nel luglio 

2016, conformemente alla giurisprudenza sopra citata l’agire della datore 

di lavoro non è stato tempestivo. Complessivamente infatti sono trascorsi 

all’incirca 6 - 8 mesi, periodo in cui il datore di lavoro ha per di più confer-

mato il ricorrente nella propria funzione lavorativa al termine del periodo di 

prova, salvo poi sospenderlo poco più tardi. 

5.3 Ciò detto non occorre approfondire oltre la fattispecie per ritenere che 

l’agire del datore di lavoro non sia stato tempestivo, e che conseguente-

mente, anche se si è in presenza di motivi gravi, il diritto del datore di lavoro 

di sciogliere con effetto immediato il rapporto di lavoro era decaduto con-

seguentemente alla propria inattività. 

6.  

Ciò detto è superfluo affrontare le censure ricorsuali relative alla violazione 

del principio di proporzionalità e del principio di presunzione d’innocenza. 

7.  

7.1 Come esposto in narrativa l’insorgente ha chiesto, in via principale l’an-

nullamento della disdetta e il conseguente reintegro nella propria funzione 

ed in via subordinata, l'annullamento della decisione impugnata in assenza 

di un motivo grave a fondamento della disdetta immediata del contratto di 

lavoro e conseguentemente il pagamento di un’indennità pari a 12 mesi di 

salario. 

  

A-1055/2017 

Pagina 13 

7.2  

7.2.1 Giusta l'art. 34c LPers e 185 CCL FFS, il datore di lavoro offre all'im-

piegato di riprendere il lavoro che svolgeva in precedenza oppure, se ciò 

non è possibile, gli propone un altro lavoro ragionevolmente esigibile, se 

l'autorità di ricorso ha accolto il ricorso contro una decisione in merito alla 

disdetta del rapporto di lavoro per uno dei seguenti motivi: la disdetta è 

stata pronunciata poiché l'impiegato, in buona fede, ha sporto denuncia ai 

sensi dell'art. 22a cpv. 1 LPers o ha segnalato un'irregolarità ai sensi 

dell'articolo 22a cpv. 4 LPers oppure ha deposto come testimone (let. a); la 

disdetta è abusiva ai sensi dell'art. 336 CO (let. b); la disdetta è stata pro-

nunciata durante uno dei periodi menzionati nell'articolo 336c capoverso 1 

CO (let. c); la disdetta è discriminatoria ai sensi degli articoli 3 o 4 della 

legge del 24 marzo 1995 sulla parità dei sessi. 

7.2.2 Nel caso che qui ci riguarda va in primo luogo rilevato che non sussi-

stono i requisiti posti dall'art. 34c LPers, relativi alla reintegrazione del la-

voratore, con la conseguenza che la richiesta in via principale deve essere 

respinta. 

7.3  

7.3.1 Ai sensi dell'art. 34b LPers cpv. 1, l'autorità di ricorso che accoglie 

l'impugnativa contro una decisione di disdetta del rapporto di lavoro – da 

parte del datore di lavoro e non deferisce l'affare in via eccezionale all'au-

torità inferiore – è tenuta: ad attribuire un'indennità al ricorrente, se man-

cano motivi oggettivi sufficienti per la disdetta ordinaria o motivi gravi per 

la disdetta immediata oppure se sono state violate disposizioni procedurali; 

a ordinare la continuazione del versamento dello stipendio fino allo scadere 

del termine di disdetta ordinario o del contratto di lavoro di durata determi-

nata, se mancano motivi gravi in caso di disdetta immediata (lett b); a pro-

rogare il rapporto di lavoro fino allo scadere del termine di disdetta ordina-

rio, se sono state violate disposizioni concernente i termini di disdetta (lett. 

c). L’autorità di ricorso stabilisce l’indennità di cui al capoverso 1 lettera a 

dopo aver valutato tutte le circostanze. L’indennità ammonta di regola al-

meno a sei stipendi mensili e al massimo a uno stipendio annuo (art. 34b 

cpv. 2 LPers). In casi eccezionali, l’autorità di ricorso può fare astrazione 

della regola indicata optando per un indennizzo fuori dai parametri indicati 

dal legislatore (cfr. sentenze del TAF A-656/2016 sopracitato consid. 7.3.1, 

A-566/2015 del 24 agosto 2016 consid. 4.5.2). 

A-1055/2017 

Pagina 14 

Per determinare la fissazione dell’importo a titolo di risarcimento, la  

giurisprudenza ha ritenuto che è doveroso considerare la gravità della le-

sione occorsa alla personalità del lavoratore, l’intensità e la durata del rap-

porto di lavoro che legava le parti, le modalità adottate per porre fine al 

rapporto contrattuale, il comportamento del lavoratore a fondamento della 

disdetta ingiustificata, la gravità della con-colpa del lavoratore, il grado di 

illiceità del licenziamento, la situazione sociale e finanziaria del lavoratore, 

come pure l’età anagrafica dello stesso e la propria posizione all’interno 

dell’Amministrazione. In concreto, va evidenziato che il TAF ha già ricono-

sciuto una indennità di salario pari a 6 mesi ad un lavoratore che ha grave-

mente violato i propri obblighi, ingannando il datore di lavoro attraverso una 

distinta spese di servizio fasulla, ma la cui disdetta immediata non è stata 

tempestiva. (sentenza TAF A-2718/2016 del 16 marzo 2017, consid. 9.2.2). 

Nella fattispecie, il tentativo di acquisto tramite email dell’arma in discus-

sione, per conto di un collega e ad uso privato, confermando che invece la 

stessa sarebbe stata impiegata in servizio, non è un comportamento am-

missibile da parte del lavoratore. Sebbene la compravendita non sia giunta 

a termine, il tentativo di acquisto dell’arma rappresenta in ogni caso un’im-

portante violazione del dovere di diligenza e di fedeltà degli obblighi con-

trattuali. Atto che assume contorni ancor più gravi considerata la funzione 

di agente della polizia ferroviaria rivestita dall’insorgente. Infine il ricorrente, 

alla luce della formazione conseguita, dell’esperienza maturata e dell’età 

anagrafica, può beneficiare di buone possibilità di ricollocamento. 

7.3.2 Considerato quanto sopra, in particolare la gravità dell’atto e la fun-

zione del ricorrente, si giustifica un’indennità salariale pari a 1 mese di sa-

lario. Essa deve essere calcolata sulla base dell’ultimo salario lordo del 

ricorrente. Gli oneri sociali non devono essere versati e nemmeno essere 

trattenuti (cfr. Sentenza TAF A-656/2016 consid. 7.3.5 e A-4517/2015 del 

15 febbraio 2016 consid. 11.4.4). 

8.  

A fronte di quanto sopra esposto, la disdetta immediata del contratto di 

lavoro qui impugnata è ingiustificata, poiché essa è stata trasmessa in 

modo intempestivo. Conseguentemente l’autorità inferiore, qualora non vi 

abbia provveduto, ha l’obbligo di versare al ricorrente il proprio salario fino 

al 30 aprile 2017, in applicazione dei disposti combinati artt. 34b cpv. 1 let. 

b LPers , 184 cpv. 1 lett. b CCL FFS e 175 cpv. 2 lett. a CCL FFS. Inoltre, 

le FFS verseranno un’indennità equivalente a 1 mese di salario lordo in 

applicazione dell’art. 34b cpv. 1 lett. a e cpv. 2 LPers, senza deduzione 

degli oneri sociali. 

A-1055/2017 

Pagina 15 

9.  

In base all'art. 34 cpv. 2 LPers, rispettivamente dell'art. 7 cpv. 3 del regola-

mento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle ripetibili nelle cause dinanzi 

al Tribunale amministrativo federale (TS-TAF; RS 173.320.2), non vengono 

prelevate spese processuali. Le FFS sono tenute a corrispondere al ricor-

rente, rappresentato da un patrocinatore professionale, 1'500.- CHF a titolo 

di ripetibili. 

 

(il dispositivo è sulla pagina seguente) 

  

A-1055/2017 

Pagina 16 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi. 

2.  

Alla crescita in giudicato della presente sentenza le FFS sono tenute ad 

indennizzare A._______ con 1 mese di salario, ai sensi dei considerandi. 

3.  

Le FFS sono inoltre tenute al pagamento del salario di A._______ sino al 

30 aprile 2017, ai sensi dei considerandi. 

4.  

Alla crescita in giudicato della presente sentenza le FFS sono tenute a in-

dennizzare A._______ 1'500 CHF a titolo di ripetibili. 

5.  

Non si prelevano spese processuali. 

6.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (Atto giudiziario)  

– autorità inferiore (Atto giudiziario) 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Manuel Borla 

 

 

 

  

A-1055/2017 

Pagina 17 

Rimedi giuridici: 

Le decisioni del Tribunale amministrativo federale in ambito di rapporti di 

lavoro di diritto pubblico possono essere impugnate davanti al Tribunale 

federale a condizione che concernano controversie di carattere 

patrimoniale il cui valore litigioso sia pari almeno a fr. 15'000.– 

rispettivamente – se ciò non è il caso – nelle quali si ponga una questione 

di diritto di importanza fondamentale (art. 85 cpv. 1 lett. b e cpv. 2 LTF). Se 

non si tratta di una contestazione a carattere pecuniario, il ricorso è 

ricevibile soltanto nella misura in cui concerna la parità dei sessi (art. 83 

lett. g LTF). Se il ricorso in materia di diritto pubblico è ammissibile, esso 

deve essere inter-posto, nel termine di 30 giorni dalla notificazione della 

decisione contestata, presso il Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 

6004 Lucerna (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli atti scritti devono 

essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e 

l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 

e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi 

di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

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