# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3d834daa-fb77-55f9-ab18-3730b6a62326
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-12-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 12.12.2003 INC.2003.23708
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-23708_2003-12-12.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.23708

  	
  Lugano

  12 dicembre 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  _____

  
	
   

   

   

   

   

   

   

  sedente per statuire
  sull'istanza di proroga del carcere preventivo presentata il 3 dicembre 2003
  dal

  
						

 

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico
  __________

   

   

  
	
   

  	
  nei confronti di 

  

 

	
   

  	
  __________, attualmente detenuto c/o PCT, Cadro

  (patrocinato di fiducia
  dall'avv.__________)

  	
   

  

 

accusato
dei reati di cui agli artt. 112, sub. 111, in relazione con 22 CP, nonché 140 e
158 CP;

 

viste
le osservazioni della difesa (10 dicembre 2003);

 

visto
l'incarto MP __________/2003;

 

 

ritenuto

 

 

 

in fatto

 

 

A.

 

Per
i fatti essenziali, e per quanto qui necessario, si può rinviare (DTF 123 I 31)
a precedente decisione che negava la libertà provvisoria al qui accusato:

 

"A.

__________ è stato arrestato il 16 aprile 2003, con
contestuale promozione dell'accusa per le ipotesi di reato di appropriazione
indebita qualificata, subordinatamente semplice, amministrazione infedele
qualificata, subordinatamente semplice, mancato assassinio, subordinatamente
mancato omicidio (doc._ inc. GIAR __________).

L'arresto è stato confermato, da questo giudice lo
stesso giorno, ritenuta la presenza di gravi indizi di colpevolezza (in modo
evidente, date le ammissioni, per i reati finanziari) e necessità istruttorie
(doc. _ inc. GIAR __________).

B.

Due sono le fattispecie oggetto d'inchiesta. In
sintesi: da un lato __________ è accusato di essersi appropriato,
rispettivamente di aver amministrato infedelmente, di denaro di proprietà di
__________ che era stato depositato su relazioni bancarie delle quali egli
__________ era procuratore, e ciò per ca. 3 milioni di FRS. D'altro, ed in
relazione al ferimento al volto di __________ avvenuto a __________ il 24 febbraio
2003 in circostanze poco chiare, egli è accusato di aver agito intenzionalmente
e con l'intenzione di uccidere."

(sentenza 20 giugno 2003, GIAR __________)

 

 

B.

 

Con
decisione del 15 ottobre 2003 (GIAR __________), questo giudice aveva prorogato
di due mesi (fino al 16 dicembre 2003 compreso) il carcere preventivo cui era
astretto __________ (carcere che ex art. 102 cpv. 2 CPP sarebbe scaduto il 16
dicembre 2003).

 

Con l'istanza qui in discussione il magistrato
inquirente chiede che la detenzione preventiva sia ulteriormente prorogata di 2
mesi, cioé sino al 16 febbraio 2004.

Il
Procuratore pubblico precisa di aver già proceduto al deposito degli atti e,
alla scadenza dello stesso, di aver ricevuto richieste di complemento da parte
dell'accusato; tali richieste sono già state respinte. La relativa procedura
non essendo ancora conclusa (per facoltà di reclamo ex art. 280 CPP), e non
essendo possibile prevedere l'esito del reclamo, la proroga è richiesta per
permettere conclusione dell'istruttoria.

Dopo
aver rinviato, per i gravi indizi di colpevolezza, alla decisione 15 ottobre
2003, il magistrato inquirente sostiene concretezza (e persistenza) di un
pericolo di collusione sia con la parte civile __________, sia con __________.
Inoltre, è invocato concreto pericolo di fuga alla luce del rischio di una pena
da espiare, l'assenza di prospettive d'impiego, la rottura dei legami con la
moglie e la non determinazione del destino di FRS 455'000.- per i quali si
potrebbe, sempre secondo il magistrato inquirente, ipotizzare una
tesaurizzazione.

Da
ultimo, il magistrato sostiene che alla luce delle imputazioni il carcere
preventivo sofferto, e quello eventualmente ancora da soffrire, sarebbe
rispettoso del principio di proporzionalità.

 

 

C.

 

La
difesa si oppone alla proroga richiesta.

Non
contesta l'esitenza di gravi indizi per quanto concerne le ipotesi di reati
patrimoniali ma ritiene che gli stessi siano insufficienti per quelle relative
ai reati contro la persona.

Rigetta
le argomentazioni del magistrato inquirente circa l'esistenza di bisogni
istruttori e pericolo di collusione, richiamando, in parte, quanto affermato da
questo giudice in sede di decisione sulla prima proroga (sentenza 15 ottobre
2003, GIAR __________) e il fatto che l'intervenuto deposito degli atti, con
respingimento (da parte del Procuratore pubblico) dei complementi istruttori da
lui richiesti, indica che lo scopo dell'istruttoria è, per l'inquirente,
raggiunto con la conseguenza che non vi sarebbero più "bisogni
istruttori" concreti invocabili.

Contesta,
inoltre, l'esistenza di un concreto pericolo di fuga. Non esiste prova di
tesaurizzazzione all'estero, comunque insufficiente da sola per concretizzare
pericolo di fuga (e qui richiama un passaggio, abbondanziale, della già citata
sentenza di questo ufficio), ed il legame con i figli, in particolare quello
con la figlia maggiore (nata nel 1981dalla prima moglie - cfr. curriculum in AI
__________) gli sarebbe indispensabile così da escludere qualsiasi sua volontà
di allontanarsi dalla Svizzera. Misure sostitutive, quali il ritiro dei
documenti di legittimazione, potrebbero, a suo dire, ulteriormente garantire
sua continua presenza.

 

 

 

Delle
altre considerazioni e argomentazioni delle parti si dirà, se necessario, nei
considerandi che seguono.

 

 

 

Considerato

 

 

 

in diritto

 

 

 

1.

 

L'istanza,
presentata prima del termine di scadenza della detenzione preventiva (16
dicembre 2003, compreo), stabilito con la decisione del 15 ottobre 2003, e con
tempi che hanno permesso il rispetto del diritto di essere sentito
dell'accusato, è ricevibile.

 

 

2.

 

I principi che reggono la materia, pur se noti alle
parti, vengono qui brevemente richiamati:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza
al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà,
consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo a' sensi
dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e
concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono
presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui
concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di
collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere
sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del
Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge,
sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse
pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20
marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra
altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998
n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc.
520.2001.5) 

 

 

3.

 

Per
quanto concerne l'esistenza di gravi indizi di colpevolezza, tenuto conto dei
limiti che deve porsi questo giudice, si può senz'altro far capo (DTF 123 I 30,
cons. 2 c.) a quanto detto nelle decisioni del 20 giugno 2003 e del 15 ottobre
2003. Infatti, non emergono dall'incarto (tantomeno dall'istanza e dalle
osservazioni) elementi atti a modificare sostanzialmente quelle conclusioni che
vengono, di conseguenza, qui riprodotte:

 

"3.

a)

Gravi e concreti indizi di reato sono presenti nel caso
in esame, sia per i reati di carattere patrimoniale, sia quelli contro la
persona.

b)

Non occorre qui spendere molte parole in relazione alle
ipotesi di reati patrimoniali. Gli elementi in tal senso, già emersi nei
contatti tra le due parti prima dell'avvio del procedimento penale, sono stati
ammessi dall'accusato fin dal suo primo verbale davanti al Procuratore
pubblico:

 

"Io voglio qui precisare che lunedì mattina,
14.4.2003, ho avuto un incontro presso gli uffici della __________ con il mio
avvocato, __________ e l'Avv. __________. In tale incontro, l'avv. __________
mi ha rimproverato di aver effettuato dei prelevamenti sul conto di __________
per complessivi 3 milioni di frs. Io in quella sede ho detto, e lo riconfermo,
che ho indebitamente prelevato dei fondi dal conto __________ di pertinenza di
__________. Per semplicità quando nel presente parlo del conto __________ di
pertinenza di __________ mi riferisco alla relazione bancaria aperta a suo
tempo presso __________, ricordo a memoria il numero di base cioé __________."
(Verbale PP 16 aprile 2003 p.3) 

 

La sostanza di queste ammissioni, peraltro conformi con
quanto risulta dalla documentazione già acquisita (cfr. Verbale PP __________
14 aprile 2003 e relativi allegati), è stata recentemente ribadita
dall'accusato (Verbale PP 3 giugno 2003, p. 1). 

 

Quanto sopra basta a configurare gravi indizi di reato,
anche a prescindere da questioni relative all'ammontare preciso dei prelievi,
all'entità di eventuali "riversamenti", alla tipologia della gestione
concordata e alle informazioni fornite a __________ circa lo scopo e le
caratteristiche della procura (Verbale PP 3 giugno 2003, p. 1; Verbale PP 16
aprile 2003, pp. 3 e 4).

 

c)  

Per ciò che attiene le ipotesi di reato contro la
persona, numerosi sono gli aspetti non chiari (o non ancora chiariti) in merito
alla dinamica dei fatti, dinamica non priva d'importanza (per non dire
determinante) per l'accertamento dell'esistenza o meno dei reati indicati nella
promozione d'accusa.

Innanzitutto, non sono chiari i motivi per i quali
__________ è stato invitato ad entrare in casa ed in studio. L'accusato, quando
era ancora indiziato per lesioni colpose, fa riferimento al fatto che
__________ poteva mostrargli come si fa a smontare una "parabellum"
(Verbale PP __________ 25 febbraio 2003 p. 3). __________, che ha si riferito
della richiesta relativa allo smontaggio della "parabellum" (Verbale
PP 27 febbraio 2003, p. 2), ha poi precisato che il motivo principale stava nel
fatto che __________ doveva mostrargli i conti (Verbali PP __________ 14 aprile
2003, p. 8 e 22 aprile 2003, p. 5) ed ha parlato di un disinteresse
dell'accusato per l'operazione di smontaggio dell'arma (ibidem).

Pure non chiara è la situazione (localizzazione)
dell'arma, che ha ferito __________, al momento in cui i due sono entrati in
casa, rispettivamente nello studio. Per __________ si trovava sulla scrivania,
carica, disassicurata e con il cane alzato, e ciò da tre giorni (Verbali PP
__________ 25 febbraio 2003, p. 4 e 9 maggio 2003 p. 10), mentre __________,
che alla scrivania si è seduto per smontare la "parabellum", non l'ha
vista (Verbale PP __________ 27 febbraio 2003, p.2, 14 aprile 2003 p.8, 22 aprile
p.5). Inoltre, __________ si dice sicuro che prima dello sparo __________, che
era uscito dallo studio per orinare, è rientrato dirigendosi direttamente verso
di lui (Verbale PP __________ 22 aprile 2003, p. 5), quindi senza
"passare" dalla scrivania come afferma, invece, l'accusato (Verbale
PP __________ 10 maggio 2003, p. 5). Da qui l'incertezza sulla posizione
dell'arma, con conseguenze sul momento ed il motivo per cui l'accusato l'ha
presa in mano. Ora, se è vero che __________ non stava guardando __________, al
momento in cui questi rientrava nello studio, è altrettanto vero che in un
locale relativamente piccolo lo spostamento di una persona, e la sua voce,
possono fornire indicazioni circa la sua posizione e/o il suo spostarsi.

D'altro canto l'accusato non ha spiegato come e perché
l'arma carica e pronta al tiro si trovasse da qualche giorno in quel locale
(praticamente incustodita), perché era stata preparata al tiro (con cane
alzato), quale fosse lo scopo di mostrarla a __________ senza nulla accennargli
in merito prima che partisse il colpo (cfr. Verbali PP __________ 25 febbraio
2003, p. 4/5, 9 maggio 2003, p. 3 e 9, __________ 22 aprile 2003, p. 4).
Soprattutto, l'accusato non fornisce spiegazione alcune sul perché egli,
collezionista ed appassionato d'armi, dopo aver preso in mano la SIG 210, per
avvicinarsi all'amico e mostrargliela, non si sia accorto dello stato dell'arma
e non abbia provveduto  renderla inoffensiva (Verbale PP __________ 25 febbraio
2003, p. 5, 9 maggio 2003 p. 3, 10 maggio 2003, p. 4/5).

Non da ultimo (eufemisticamente parlando), la posizione
delle due persone al momento in cui il proiettile è partito (entrambi si
trovavano in piedi, __________ dietro __________) e le modalità d'impugnazione
dell'arma da parte dell'accusato (all'altezza delle spalle e puntata verso
__________ -Verbale __________ 25 febbraio 2003, p. 5) con __________ che viene
colpito al volto, destano ulteriori perplessità (che si aggiungono a quanto si
è appena detto) sulla dinamica dei fatti così come indicata dall'accusato. 

Quanto al movente, a prescindere dal fatto che ancora
recentemente lo svuotamento di un conto bancario è stato ritenuto quale movente
di un mancato omicidio (Assise criminali Lugano 17 maggio 2002), la sua
esistenza (così come indicato dal magistrato inquirente) non può essere esclusa
nel caso in esame (e non lo sarebbe neppure se fosse accertato che l'esistenza
del conto depauperato sarebbe comunque venuto a galla, anche solo per il fatto
che le eventuali spiegazioni che l'accusato poteva fornire non avrebbero potuto
essere contraddette da __________).

Alla luce di tutto quanto esposto, anche per le ipotesi
di reato contro la persona sono dati (a questo stadio dell'inchiesta e senza
voler minimamente anticipare giudizi di merito che non sono nella competenza di
questo giudice) sufficienti indizi di reato."

(GIAR
__________)

 

e

 

"3.

a)

…

L'unico elemento nuovo, compiutamente indicato, è il
contenuto del rapporto della polizia scientifica del 13 settembre 2003 (AI
__________) che segnala il ritrovamento, sul mobiletto del bagno, di
"tracce" che indicherebbero il "deposito" di un'arma da
fuoco compatibile con una SIG 210. A prescindere da ogni considerazione sulla
concretezza e sulla portata del rilevamento (per la difesa inconsistente), è
palese che volendolo considerare sarebbe un indizio a carico (viste le
dichiarazioni dell'accusato in merito al luogo di situazione dell'arma la sera
dei fatti), mentre il considerarlo inconsistente non scalfirebbe più di tanto
la valenza degli (altri) indizi considerati nella precedente decisione. 

…

Come detto, dai verbali dell'accusato davanti al
Procuratore pubblico dopo il 20 giugno, non emergono ulteriori particolari
elementi relativi alle ipotesi di reato contro la persona, se si eccettua la
prospettazione dei rilevamenti operati dalla polizia scientifica nel bagno
(Verbali PP __________ 24 giugno 2003, 18 settembre 2003) ed i commenti
relativi alla ricostruzione (verbale 31 luglio 2003). Quanto alle ipotesi di
reato patrimoniale, le stesse trovano ampia conferma (documentale e per
ammissione dello stesso __________) nel verbale del 7 agosto 2003."

(GIAR
__________)

 

A scanso di equivoci, e senza in alcun modo
pregiudicare il merito, questo giudice ritiene che, sulla base di tutti gli
elementi sopra indicati (con l'aggiunta rilevante, vista la posizione delle due
persone al momento in cui il colpo è partito, della conferma della traiettoria
rettilinea del proiettile - cfr. AI __________), siano presenti gravi e
concreti indizi anche per le ipotesi di reato contro la persona, non esclusa,
visto l'ipotizzato motivo a delinquere ed i rapporti che legavano l'accusato a
__________, quella di cui all'art. 112 CP (cfr. per analogia DTF 127 IV 14; DTF
120 IV 127).

 

 

4.

 

a)

In merito ai bisogni istruttori atti a giustificare
mantenimento (o proroga) della misura cautelare, è già stato detto nella
decisione di proroga del 15 ottobre 2003 che questi non si confondono con gli
atti istruttori (eventualmente) ancora da esperire:

 

"Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise
erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der
Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht." (N. Schmid,
Strafprozessrecht, 1997, n. 701°)

 

Ciò detto, occorre pure considerare che:

 

"Anderseits wird durch den Abschluss der
Untersuchung die Verdunkelungsgefahr nicht automatisch beseitigt; …"
(ibidem; si veda, inoltre DTF 1P.415/1996 in re K. contro Bezirksamt Zofingen
del 12.08.1996)

 

Di conseguenza, il fatto che si possano dover esperire
ulteriori atti istruttori, rispettivamente procedere alle formalità di chiusura
dell'istruttoria (Istanza 3 dicembre 2003 p. 2), non costituisce
"necessità istruttoria" ai sensi dell'art 95 CPP e, nel contempo, il
fatto che il magistrato inquirente abbia depositato gli atti non significa che
tali necessità siano automaticamente scomparse (Osservazioni 10 dicembre 2003,
p. 4).

 

b)

Nella richiesta di proroga, il magistrato inquirente
invoca pericolo di collusione tra l'accusato e i testi __________ e __________,
con motivazioni analoghe a quelle utilizzate nella richiesta del 22 settembre
2003 (inc. GIAR __________). Questo giudice non può che rinviare a quanto già
detto nella precedente decisione in relazione al (identico) pericolo invocato,
dato che la nuova istanza nulla aggiunge a quanto detto in quella precedente:

 

"…il pericolo di collusione può, a dipendenza
dell'importanza degli accertamenti oggetto delle deposizioni e dei rapporti con
i testi, sussistere anche fino al dibattimento. La ripetuta audizione dei testi
in questione, in sé e senza riferimento al contenuto delle deposizioni, non
necessariamente elimina il rischio di una collusione. Il fatto (ulteriore) che,
al momento attuale, il contraddittorio con uno di questi testi non possa essere
garantito (per motivi medici e nonostante sia stato sentito dagli inquirenti
ancora il 5 settembre) non concerne tanto l'esistenza o l'inesistenza del
pericolo di collusione, bensì la proporzionalità del mantenimento della
detenzione sulla base di questa "necessità istruttoria".Tuttavia, nel
caso in esame, occorre dare atto che è lo stesso magistrato inquirente a non
fornire particolari indicazioni sugli accertamenti (effettuati, da effettuare o
da salvaguardare) e sul rischio di compromissione degli stessi. Limitandosi a
riprendere quanto detto nella decisione del 20 giugno 2003, senza alcun
riferimento o indicazione sullo sviluppo successivo delle testimonianze in
questione, il Procuratore pubblico non fornisce elementi di valutazione circa
l'attualità (o il persistere) e la rilevanza del rischio in questione."

(sentenza 15 ottobre 2003, cos. 4 b.)

 

c)

Permane, invece, a giudizio di questo giudice, ed
indipendentemente dal fatto che il magistrato inquirente ne parli prima di
indicare i presupposti alternativi per la detenzione cautelare (cfr. Istanza p.
2), un pericolo d'inquinamento delle prove in relazione alla non determinazione
della destinazione dei fondi.

Nell'ambito della precedente decisione di proroga,
così ci si era espressi:

 

"d)

Da tutto quanto sopra risulta che, oggettivamente, una
parte non irrilevante dei fondi prelevati dai conti di __________ non ha ancora
trovato conferma di utilizzo (e non si può escludere, quindi, tesaurizzazione).
Quanto detto in merito nella precedente decisione, rimane attuale e giustifica il
mantenimento della detenzione cautelare:

 

"L'accertamento del destino di queste ultime non è
importante solo per la qualifica giuridica del reato (appropriazione indebita o
amministrazione infedele, fine di lucro) e per la determinazione dell'eventuale
pena (ex art. 63, motivi a delinquere - cfr. DTF 116 IV  288) ma anche per
l'eventuale recupero delle stesse e la conseguente applicazione dell'art.59 CP.
Trattasi di uno specifico elemento probatorio (provento di reato).

Vi è pertanto la necessità di accertare se non vi siano
somme ancora nella disponibilità dell'accusato (non necessariamente solo in
Ticino o in Svizzera) prima che egli possa (se del caso ulteriormente)
sottrarle al (eventuale) recupero da parte degli inquirenti. Le versioni
diverse fornite dall'accusato costituiscono, di fatto, serio indizio di un
concreto pericolo di inquinamento (nella forma di un ulteriore spostamento
delle somme in questione, rispettivamente, laddove possibile, nella forma della
cancellazione di "tracce") delle prove (GIAR 9 agosto 2001 in re
G.C.; REP 1980 p.45) quo alla reale destinazione dei fondi. La necessità di
portare a termine la ricostruzione di tale destino, anche sulla base delle
recenti indicazioni fornite dall'accusato, senza che quest'ultimo possa in
qualche modo intervenire a modificare la situazione di fatto, è esigenza che
deve essere salvaguardata."

(sentenza 20 giugno 2003)"

            (sentenza 15 ottobre 2003)

 

L'autorità inquirente,tramite la preposta équipe
finanziaria, ha cercato di ricostruire il destino delle somme sottratte ai
conti di __________, su base documentale e in base alle dichiarazioni
dell'accusato. Il risultato della ricostruzione è contenuto nell'AI __________.
Il totale dei prelevamenti è confermato a poco meno di FRS 3,2 mio. Quanto al
destino/utilizzo delle somme in questione, la conclusione è che l'utilizzo di
FRS 1'769'000.- non risulta documentato e, di questo importo, FRS 455'000.- non
risultano neppure giustificati (oltre l'assenza di documentazione comprovante
l'utilizzo). Vista l'entità delle somme in questione l'indizio di una
tesaurizzazione permane, indipendentemente dal fatto che il magistrato
inquirente ritenga conclusa la fase istruttoria predibattimentale (solo
l'accusato poteva portare prova dell'utilizzo di prelevamenti per contante).

Non va dimenticato che l'accertamento definitivo
compete al giudice del merito (che, in sede dibattimentale, ha facoltà di
assumere prove a sua volta - artt. 227 cpv. 5 e 228 cpv. 2 CPP) e che anche ai
fini di tale accertamento le prove raccolte e gli elementi di giudizio debbono
essere protetti dal pericolo d'inquinamento (che può avvenire sia mediante
recupero e migliore collocazione, sia mediante la predisposizione di elementi
suscittibili di dar corpo alla tesi del totale utilizzo - cfr. per analogia sia
per la durata del pericolo di inquinamento che per la tipologia dell'elemento a
rischio d'inquinamento: sentenza 17.12.2003 in re F., GIAR 88.1999.10).

Se questo (residuo) rischio d'inquinamento sia, da
solo, sufficientemente importante e fondato per giustificare perdurare della
carcerazione di __________ è questione che può rimanere aperta alla luce di
quanto si dirà nel considerando successivo.

 

 

5.

 

a)

Il magistrato inquirente invoca, a sostegno della
richiesta di proroga, anche l'esistenza di un pericolo di fuga. Considerati il
fatto che l'istruttoria ha, sempre per il magistrato inquirente, raggiunto il
suo scopo,nonché quanto detto al considerando precedente in merito alle
necessità istruttorie, non ci si può più esimere dal verificare se sia
presente, in capo a __________, un concreto pericolo di fuga, questione che era
stata lasciata aperta nelle decisioni precedenti.

Il pericolo di fuga, per giustificare carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri
termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe
con una certa verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale)
esecuzione della pena. La gravità della pena presumibile non basta, da sola, a
motivare la carcerazione; occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui
il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio,
la professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la
fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117
Ia 69; SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no.
701)).

Ritenuto che a poco valgono, per quest'analisi, le
semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso (per tutte: sentenza GIAR
27 maggio 2002 in re P.) e che la concretezza del pericolo di fuga può essere
accertata "Auch wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä. gefordet sind, …"
(Schmid, ibidem).

 

 

b)

Per il magistrato inquirente il destino non accertato
di somme non indifferenti (con concreta possibilità di tesaurizzazione),
l'assenza di prospettive di reinserimento lavorativo, la rottura di gran parte
dei legami famigliari e la presumibile pena da espiare, sono tutti elementi che
indicano probabilità di una fuga.

Dal canto suo l'accusato nega tesaurizzazione e
sostiene che l'accusa, nostante il tempo a disposizione per i relativi
accertamenti, non é stata in alcun modo in grado di dimostrare (in proposito si
veda comunque quanto detto al considerando 4.c.). Inoltre, i legami con i figli,
in particolare con la figlia __________, e con gli altri famigliari sono tali
da scongiurare ogni e qualsiasi intento di fuga.

 

c)

Come detto più sopra, la gravità della pena
presumibile, da sola, non basta a fondare concreto pericolo di fuga. Nondimeno,
si tratta di un elemento "indiziante" importante che va considerato
attentamente per la valutazione del pericolo di fuga, il quale, secondo la
prassi, aumenta più ci si avvicina al giudizio di merito, in presenza di una
comminatoria di pena della reclusione e/o in assenza (ovviamente e sempre in
caso di eventuale condanna) di prospettive per una sospensione condizionale e
può diventare vera e propria presunzione nei casi in cui il crimine ipotizzato
è passibile della reclusione a vita (M. Luvini, I presupposti materiali del
carcere preventivo, in REP 1989 p. 287ss., p. 32; DTF 106 Ia 404; DTF 117 Ia
69; CEDU Vol. A IX p. 44; SJ 1981 p. 377, SJ 1980 186; N. Schmid,
Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).

Nel caso in esame occorre quindi considerare che
all'accusato sono imputati reati patrimoniali di non poca entità (3,2 mio di
FRS), con fatti ammessi, per i quali è prevista la pena edittale della
reclusione (art. 138, sub 158 CP), e reati contro la persona passibili della
reclusione con minimo stabilito dalla legge, finanche con la reclusione a vita
(artt. 111 e 112 CP). 

Già l'entità dei reati patrimoniali ipotizzati
permette di ritenere non improbabile una pena senza il beneficio della
sospensione condizionale. Va, inoltre, considerato il rischio di una pena non
inferiore ai 5, rispettivamente 10 anni di reclusione in caso di condnna anche
per le ipotesi di reato contro la persona, come detto gravemente indiziati.
Tutto questo in prossimità del dibattimento, ritenuto che per il magistrato
inquirente lo scopo dell'istruttoria predibattimentale è raggiunto.

L'accusato non indica possibilità concrete di
reinserimento professionale in Svizzera che, comunque ed oggettivamente,
appaiono fortemente compromesse. Emerge dagli atti che sin 1999 l'accusato ha
avuto "difficoltà di ricollocamento" in conseguenza (a suo dire)
della sua attività politica, difficoltà che hanno trovato soluzioni

temporanee e, sostanzialmente, precarie (cfr. PG
Verbale __________ 2 luglio 2003). È manifesto che le conseguenze del
procedimento penale, che ha avuto una certa eco sia in Ticino che nel resto
della Svizzera, quantomeno per ciò che concerne i fatti ammessi ( 
indipendentemente dalla loro qualifica giuridica definitiva), aggravano la
situazione e permettono di concludere per l'assenza di concrete possibiltà di
reinserimento professionale in ambito commerciale/finanziario sia in Ticino che
in Svizzera (cf. per analogia: sentenza 7.10.2003 in re F., Giar 88.1999.8).

A ciò si aggiunge il fatto che per una parte (certo
non irrilevante anche se si vuole considerare il solo "non
giustificato" e non tutto il "non documentato") delle somme
sottratte ai conti __________, non è stato possibile accertare destinazione.
Non é competenza di questo giudice determinarsi definitivamente sul destino di
tali somme. A questo stadio solo si può constatare che quanto sottratto è
sostanzialmente accertato (non solo per le ammissioni dell'accusato) mentre la
destinazione di un'importante parte del sottratto non ha potuto esserlo. Ne
consegue che permane indizio concreto (SJ 1980 p. 583 ss., p. 585) di
disponibilità occultata (o tesaurizzazione che dir si voglia) che deve essere
considerato nell'analisi del pericolo di fuga (sentenze 7.12.1999 in re F. e 12
gennaio 2000 in P., GIAR 88.1999.10 e 43.1999.9; CRP 20 agosto 1999 in re P.;
tutte inerenti cittadini svizzeri, con legami famigliari in svizzera, imputati
di reati patrimoniali di una certa gravità e con sospetto di disponibilità
all'estero).

 

d)

Considerati globalmente, gli elementi indicati sopra,
permettono di concludere, a giudizio di questo giudice, che la scelta di una
latitanza possa apparire all'imputato quale male minore per rapporto al rischio
derivante dalle conseguenze dell'esito (presumibile) di un processo. 

Non appaiono sufficienti a scongiurare tale rischio i
legami con i figli, neppure quello con la figlia maggiore __________. Non si
vuole qui certamente negare importanza e valenza di tali legami; tuttavia, da
un lato il naturale e progressivo "distacco" dovuto all'età per l'una
(ormai maggiorenne), dall'altro le inevitabili conseguenze della
separazione/divorzio per gli altri, così come la circostanza che in caso di
pena da espiare (come detto qui non esclusa) i contatti sarebbero limitati e
fondamentalmente non diversi da quelli possibili in caso di latitanza,
impongono di ritenere prioritari i motivi di ordine pubblico indicati più sopra
(sentenza 17 dicembre 1999 in re F., GIAR 88.1999.10).

 

e)

Da ultimo, foss'anche a titolo abbondanziale, non ci
si può non interrogare sulle finalità della richiesta di essere sentito dal
perito psichiatrico, formulata in data prossima alla presentazione del referto
peritale e del conseguente deposito degli atti, richiesta indirizzata
direttamente al perito (cfr. AI 610).

La perizia è stata ordinata il 21 maggio 2003 (AI
181a), nel corso del successivo mese di giugno l'accusato ha comunicato di
intendere "sottrarsi alla pretesa perizia" (AI 198), concetto
ribadito nel reclamo presentato il 17 luglio 2003 contro l'accesso integrale
agli atti a favore del perito: "il peritando qui reclamante si è per
parte sua dichiarato indisponibile a farsi analizzare" (Doc._ inc.
GIAR 17 luglio 2003). A seguito di quanto sopra il perito ha proceduto ad
espletare il suo mandato sulla base dei soli atti, comunque senza sentire
l'accusato, cosa nota a tutti fin da quelle date.

Con lo scritto del 7 novembre 2003 l'accusato cambia
idea, lo riferisce direttamente al perito e dopo la decisione negativa del
magistrato inquirente (AI __________) presenta istanza di estromissione della
perizia dagli atti (AI __________).

Ora, alla luce di simile tempistica (la scadenza della
prima proroga al 16 dicembre imponeva, al magistrato che intendeva rispettarla,
deposito degli atti ancora nel corso del mese di novembre), anche persona poco
maliziosa ha difficoltà a non intravvedere anche una finalità dilatoria non
priva d'influsso sui termini di detenzione cautelare. Infatti, sia il
magistrato che il perito si vedono offrire un mezzo d'accertamento che in
precedenza era stato negato e ben si può pensare che, in particolare per il
secondo (a cui, non lo si dimentichi, lo scritto è stato indirizzato
direttamente), l'interesse (per maggior serietà e fondatezza delle sue
conclusioni) possa esser stato grande. Se la richiesta fosse stata accolta (e
lo si dice qui senza pregiudizio per la decisione che questo giudice dovrà
prendere sulla questione dell'estromissione) è abbastanza evidente che la
perizia non avrebbe verosimilmente potuto essere consegnata alla stessa, con le
relative conseguenze sul depoisto degli atti e il rispetto dai termini fissati
con la prima decisione di proroga. Certo questo non avrebbe impedito il
magistrato di postulare ulteriore proroga (come è poi avvenuto per altri
motivi), ma in situazione diversa per rapporto alla tempistica dell'inchiesta. 

 

 

6.

 

In conclusione, alla luce di tutte le circostanze
indicate nei punti precedenti, nei confronti di __________ sussistono un
concreto pericolo di inquinamento delle prove, ancorché in forma ridotta per
rapporto alle constatazioni di cui alle precedenti decisioni in materia di
libertà provvisoria, ed un concreto pericolo di fuga. Queste circostanze, in
uno con la presenza di gravi indizi di colpevolezza sia per i reati
patrimoniali che per i reati contro la persona giustificano il mantenimento, se
si preferisce il prolungamento, della detenzione preventiva mediante
concessione di una proroga della detenzione. Questa può essere concessa per la
durata richiesta considerato che ci si deve determinare su una richiesta di
complemento istruttorio, quindi è opportuno considerare i tempi di eventuale
evasione degli stessi (se accolti), e ritenuto che in caso di respingimento si
potrà/dovrà procedere senza indugio alla chiusura dell'istruttoria.

La proroga richiesta, tenuto conto della gravità dei
reati, della pena che ne deriverebbe in caso di condanna, della celerità della
conduzione dell'istruttoria e del carcere preventivo già sofferto, appare
certamente rispettosa del principio di proporzionalità.

 

 

Per completezza d'esposizione si precisa che in data
nelle more del presente giudizio (perla precisione alle 16.30 del 11 dicembre
2003) è pervenuto a questo ufficio preavviso negativo relativo ad un'istanza di
libertà provvisoria presentata da __________. L'istanza verrà evasa
separatamente, e nei termini di legge, ritenuta la presenza di un ulteriore
elemento (proposta di cauzione) che necessita una sua propria valutazione per
rapporto a quanto detto in questa sede.

 

 

 

P.Q.M.

 

 

 

viste le norme applicabili, in particolare gli artt.
112, sub. 111, in relazione con 22 CP, nonché 140 e 158 CP, 95 ss., 102, 103,
280ss e 284 CPP,

 

 

 

 

decide

 

 

 

 

1.  L'istanza
è accolta.

§.    Di conseguenza, il carcere
preventivo cui è astretto __________ è prorogato di (2) due mesi e verrà a
scadere il 16 febbraio 2004 (compreso).

 

 

2.  Non si
prelevano tasse e spese.

 

 

3.  Contro la presente decisione è dato reclamo alla
Camera dei ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

 

 

4.  Intimazione:

     -    avv. __________ per sé e 

          per l'accusato;

     -    Procuratore pubblico
__________;

         (con
copia delle osservazioni 10 dicembre 2003 della difesa);

    -    Direzione
PCT, 6904 Lugano-Cadro.

 

 

 

 

                                                                                giudice
__________