# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 379c80de-eddc-5e37-84b1-83c65bd8851a
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2015-07-30
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 30.07.2015 RR.2015.106
**Docket/Reference:** RR.2015.106
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RR-2015-106_2015-07-30

## Full Text

Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP).;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP).;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP).;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP).

Sentenza del 30 luglio 2015 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, presidente, 

Roy Garré e Patrick Robert-Nicoud,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A., rappresentata dall'avv. Mario Postizzi, 

 

Ricorrente 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all'Italia 

 

Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2015.106 

- 2 - 
 
 

Fatti: 

A. Il 6 marzo 2014 la Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di 

Brescia ha presentato alla Svizzera una domanda d’assistenza giudiziaria 

nell’ambito di un procedimento penale avviato nei confronti di B., C., D, E., 

A., F. ed altri per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, eva-

sione fiscale sistematica, associazione per delinquere di stampo mafioso e 

riciclaggio. In sostanza, l'autorità rogante afferma che D. e F., esponenti della 

criminalità organizzata di stampo 'ndranghetistico, avrebbero rilevato e ge-

stito svariate società operanti nel settore edile, tra cui G. S.r.l., H. S.r.l. e I. 

S.r.l., omettendo, almeno in parte, di dichiararne i redditi al fisco, nonché 

occultandone le scritture contabili al fine di impedire la verifica dei loro reali 

profitti, evadendo quindi il fisco. Essi avrebbero in seguito formalmente ce-

duto l'amministrazione di tali società ad ignari ed improbabili imprenditori, 

rimanendone tuttavia, di fatto, gli effettivi ed incontrastati domini per quanto 

riguarda la loro conduzione, depredandone poi il patrimonio sociale me-

diante prelevamenti di ingenti somme di denaro in contante o tramite assegni 

circolari dai conti correnti bancari, così da svuotarne le casse, lasciando le 

strutture societarie completamente vuote, senza alcuna risorsa economica 

per far fronte alle ingenti pretese dell'Erario e di altri creditori. A. e E., risp. 

moglie e cognato di F., avvalendosi di due cittadini svizzeri, ossia B. e C., 

avrebbero riciclato i proventi delle distrazioni in questione (v. rogatoria pag. 

14). Con la domanda di assistenza, l'autorità rogante ha, tra l'altro, postulato 

l'identificazione ed il sequestro, con la relativa documentazione, delle rela-

zioni bancarie presso istituti di credito svizzeri riconducibili alle diverse per-

sone coinvolte (v. incarto RR.2015.66, act. 8.1 pag. 6 e seg.).  

 

 

B. In data 19 febbraio 2015 il Ministero pubblico della Confederazione (in se-

guito: MPC), autorità alla quale l'Ufficio federale di giustizia (in seguito: UFG) 

ha delegato l'esecuzione della rogatoria, ha inviato alle autorità italiane, a 

parziale evasione delle misure richieste, svariata documentazione frutto di 

una perquisizione effettuata il 7 ottobre 2014 presso J. SA ritenuta rilevante 

per l'inchiesta estera (v. act. 1.5).  

 

 

C. Il 10 marzo 2015 il MPC, ad ulteriore parziale evasione della rogatoria ita-

liana, ha trasmesso all'autorità richiedente documentazione bancaria relativa 

ai seguenti conti: n. 1 presso la banca K. intestato alla società L. Ltd., n. 2 

presso la banca M. intestato alla società N. Inc., n. 3 presso la banca M. 

intestato alla società O. Inc., n. 4 presso la banca K. intestato alla società P. 

Ltd., n. 5 presso la banca M. intestato alla società Q. Inc., n. 6 presso la 

banca K. intestato a R. (v. act. 1.6). 

 

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D. Con scritto del 1° aprile 2015 il patrocinatore legale di A., avv. S. ha contat-

tato il MPC affermando di rilevare "con stupore che in data 10 marzo 2015 

sono stati trasmessi all'Autorità rogante documenti riferiti a società ricondu-

cibili a A. senza che il sottoscritto sia stato informato al riguardo e senza che 

vi sia stata una formale decisione di trasmissione da parte vostra a me noti-

ficata. Trattasi in particolare delle società L. Ltd, N. Inc., O. Inc., P. Ltd e Q. 

Inc. Ritengo pertanto nulle le vostre decisioni riferite al procedimento roga-

toriale che vede coinvolta A. e/o società a lei riconducibili ritenuto che la 

stessa è stata privata del diritto di essere sentita" (v. act. 1.1).  

 

 

E. Il 2 aprile 2015 il MPC ha risposto al summenzionato legale affermando che 

"la signora A., non essendo la titolare dei conti citati, L. Ltd, N. Inc., O. Inc., 

P. Ltd e Q. Inc., bensì esclusivamente l'avente diritto economico (N. Ltd e O. 

Inc.) non può, in casu, essere considerata quale persona toccata dalla mi-

sura di assistenza giudiziaria in questione (…) non potendo, di conseguenza, 

avvalersi del diritto di essere sentito" (v. act. 1.2). 

 

 

F. Il 21 aprile 2015 A. ha interposto ricorso avverso l'operato del MPC dinanzi 

alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale chiedendo che 

venga accertata, da una parte, la nullità delle decisioni di trasmissione all'au-

torità estera di documentazione bancaria riferita ad A. avvenuta concreta-

mente in data 19 febbraio e 10 marzo 2015, dall'altra, l'illiceità della trasmis-

sione in questione siccome lesiva del suo diritto di essere sentita, diretta ad 

un'autorità estera incompetente e costitutiva di un abuso di diritto (v. act. 1).  

 

A conclusione delle loro osservazioni del 12 maggio 2015 l'UFG risp. il MPC 

hanno postulato l'inammissibilità del ricorso (v. act. 7 e 8). 

 

 

G. Con replica del 27 maggio 2015, trasmessa all'UFG e al MPC per cono-

scenza, la ricorrente ha ribadito le conclusioni espresse in sede di ricorso (v. 

act. 10) 

 

 

H. Mediante lettera del 5 giugno 2015 l'avv. S. ha comunicato di non patrocinare 

più la ricorrente nell'ambito della presente procedura (v. act. 13). L'8 giugno 

2015 l'avv. Mario Postizzi ha comunicato di essere stato in-caricato di tute-

lare gli interessi della ricorrente, allegando la relativa procura (v. act. 12). 

 

 

 

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 Diritto: 

1.  

1.1 In virtù degli art. 37 cpv. 2 lett. a della legge federale sull'organizzazione delle 

autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71), la Corte dei reclami 

penali giudica i gravami in materia di assistenza giudiziaria internazionale. 

 

1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italiana 

e la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione europea 

di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata in vi-

gore il 12 giugno 1962 per l’Italia ed il 20 marzo 1967 per la Svizzera (CEAG; 

RS 0.351.1), dall'Accordo italo-svizzero del 10 settembre 1998 che completa 

e agevola l'applicazione della CEAG (RS 0.351.945.41), entrato in vigore 

mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo italo-sviz-

zero), nonché, a partire dal 12 dicembre 2008 (Gazzetta ufficiale dell’Unione 

europea, L 327/15-17, del 5 dicembre 2008), dagli art. 48 e segg. della Con-

venzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 (CAS; 

testo non pubblicato nella RS ma consultabile nel fascicolo "Assistenza e 

estradizione" edito dalla Cancelleria federale, Berna 2014). Di rilievo nella 

fattispecie è anche la Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e 

la confisca dei proventi di reato, conclusa a Strasburgo l’8 novembre 1990, 

entrata in vigore il 1° settembre 1993 per la Svizzera ed il 1° maggio 1994 

per l’Italia (CRic; RS. 0.311.53). Alle questioni che il prevalente diritto inter-

nazionale contenuto in detti trattati non regola espressamente o implicita-

mente, come pure quando il diritto nazionale sia più favorevole all'assistenza 

rispetto a quello pattizio (cosiddetto principio di favore), si applicano la legge 

federale sull'assistenza internazionale in materia penale del 20 marzo 1981 

(AIMP; RS 351.1), unitamente alla relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. 

art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 Accordo italo-svizzero; DTF 137 IV 33 consid. 

2.2.2; 136 IV 82 consid. 3.1; 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 134 consid. 1a; 

122 II 140 consid. 2). Il principio di favore vale anche nell'applicazione delle 

pertinenti norme di diritto internazionale (v. art. 48 n. 2 CAS, 39 n. 3 CRic e 

art. I n. 2 Accordo italo-svizzero). È fatto salvo il rispetto dei diritti fondamen-

tali (DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c). 

 

1.3 Giusta l'art. 50 cpv. 2 della legge federale sulla procedura amministrativa del 

20 dicembre 1968 [PA; RS 172.021] richiamato l’art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP, 

il ricorso per denegata o ritardata giustizia può essere interposto in ogni 

tempo. In concreto, nella misura in cui la ricorrente censura la trasmissione 

di documentazione bancaria riferita a conti a lei riconducibili senza mai es-

sere stata informata e senza che le siano state notificate le relative decisioni 

di chiusura, il gravame è da ritenersi tempestivo. 

 

1.4  

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- 5 - 
 
 

1.4.1 La ricevibilità del gravame presuppone tuttavia anche la legittimazione a ri-

correre dell'insorgente giusta l’art. 80h AIMP. In base a quest’ultima disposi-

zione, oltre all’UFG (art. 80h lett. a AIMP), ha diritto di ricorrere chiunque è 

toccato personalmente e direttamente da una misura d’assistenza giudiziaria 

e ha un interesse degno di protezione all’annullamento o alla modifica della 

stessa (art. 80h lett. b AIMP; v. anche l’art. 21 cpv. 3 AIMP per quanto con-

cerne le persone contro cui è diretto il procedimento penale all’estero). Il 

concetto di persona toccata ai sensi dei predetti articoli di legge trova con-

cretizzazione sia nella giurisprudenza che all'art. 9a OAIMP. Per essere con-

siderato personalmente e direttamente toccato da una misura di assistenza 

giudiziaria internazionale, il ricorrente deve avere un legame sufficiente-

mente stretto con la decisione litigiosa (DTF 123 II 161 consid. 1 d/aa). Più 

concretamente, nel caso di una richiesta d’informazioni su un conto bancario 

è considerato personalmente e direttamente toccato il titolare del conto (v. 

art. 9a lett. a OAIMP; DTF 137 IV 134 consid. 5 e 118 Ib 547 consid. 1d), 

così come nelle perquisizioni domiciliari questa qualità spetta al proprietario 

o al locatario (v. art. 9a lett. b OAIMP). In via giurisprudenziale è stato altresì 

precisato che la legittimazione a ricorrere compete alla persona direttamente 

sottoposta a una misura coercitiva (perquisizione, sequestro o interrogatorio; 

DTF 130 II 162 consid. 1.1; 128 II 211 consid. 2.3; 127 II 198 consid. 2d; 126 

II 258 consid. 2d; 124 II 180 consid. 1b; TPF 2007 79 consid. 1.6 pag. 82), 

mentre gli interessati toccati solo in maniera indiretta, come ad esempio il 

mero avente diritto economico di un conto bancario, non possono impugnare 

tali provvedimenti (DTF 137 IV 134 consid. 5.2.1 e 122 II 130 consid. 2b e 

rinvii). Per lo stesso motivo, nel caso di documenti in possesso di terzi, sol-

tanto questi ultimi in quanto loro possessori possono contestare il sequestro 

degli stessi, anche se i documenti in questione concernono un’altra persona 

contro la quale è pendente un procedimento penale estero (DTF 123 II 161 

consid. 1d; 116 Ib 106 consid. 2a; TPF 2007 79 consid. 1.6). Secondo la 

giurisprudenza, questo vale parimenti nel caso di documentazione bancaria 

detenuta da un avvocato o da una fiduciaria in ragione di un mandato (sen-

tenza del Tribunale federale 1A.293/2004 del 18 marzo 2005, consid. 2.3; 

sentenza del Tribunale penale federale RR.2007.101 del 12 luglio 2007, con-

sid. 2.1).  

 

1.4.2 In concreto, per quanto attiene alla trasmissione avvenuta il 19 febbraio 2015 

(v. act. 1.5), nella misura in cui la documentazione risulta essere il frutto di 

una perquisizione effettuata dal MPC in data 7 ottobre 2014 presso la J. SA, 

la ricorrente, in virtù della suddetta giurisprudenza, non è legittimata a inter-

porre ricorso. Alla medesima conclusione occorre giungere per quanto ri-

guarda la trasmissione intervenuta il 10 marzo 2015 (v. act. 1.6), dato che la 

documentazione oggetto della stessa concerne unicamente conti bancari in-

testati a terze persone. La ricorrente, cui spetta l'onere di allegare e motivare 

le ragioni di una sua eventuale legittimazione, non si è del resto neppure 

- 6 - 
 
 

confrontata con suddetta costante giurisprudenza, limitandosi in sostanza ad 

affermare che essa sarebbe "chiaramente toccata e gravemente danneg-

giata dall'operato del MPC che ha violato il suo diritto di essere sentita ed ha 

trasmesso i documenti bancari sulla base di una decisione nulla" (v. act. 1 

pag. 3).  

 

 

2. In definitiva, il ricorso è inammissibile. 

 

 

3. La ricorrente, risultando soccombente data l'inammissibilità del gravame, 

deve sopportare le spese processuali cagionate (art. 63 cpv. 1 PA). La tassa 

di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis lett. b PA, 

nonché 5 e 8 cpv. 3 lett. b del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, 

gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura penale federale 

(RSPPF; RS 173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a fr. 5'000.-; essa è 

coperta dall’anticipo delle spese già versato. 

 

 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è inammissibile. 

2. La tassa di giustizia di fr. 5'000.-- è posta a carico della ricorrente. Essa è 

coperta dall'anticipo delle spese già versato. 

 
 
Bellinzona, 31 luglio 2015  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Mario Postizzi 

- Ministero pubblico della Confederazione 

- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve 
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un 
sequestro, la consegna di oggetti o beni oppure la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta 
e se si tratti di un caso particolarmente importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente 
importante segnatamente laddove vi sono motivi per ritenere che sono stati violati elementari principi 
procedurali o che il procedimento all’estero presenta gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF).