# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9eae1b32-9ca3-556f-b6a8-0e071cae8a7f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-05-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 17.05.2013 14.2013.69
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2013-69_2013-05-17.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2013.69

  	
  Lugano

  17 maggio
  2013

  FP/ec/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Camera di esecuzione
  e fallimenti del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

sedente quale giudice unico (art. 48b LOG)
per statuire sul reclamo 22 aprile 2013 di

	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  
	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
  contro la decisione emanata in data 11 aprile 2013
  dal Pretore della Giurisdizione di __________ nella causa a procedura sommaria
  in materia di esecuzione e fallimenti (inc. n. SO.2013.187) promossa nei suoi
  confronti con istanza 8/13 marzo 2013 da 

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 

  patrocinata dall’PA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

esaminati gli atti,

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                         che con
precetto esecutivo n. __________ del 25.9/18.10.2012 dell’Ufficio di esecuzione
e fallimenti di __________, CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso della somma di fr.
10'000.- oltre alle spese esecutive, indicando quale titolo del credito
“Verfügung Bezirksgericht __________ vom 20.08.2001 (Teilforderung)”;

 

                                         che
interposta tempestiva opposizione da parte dell’escusso, con istanza 8/13 marzo
2013 la procedente ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Pretura della Giurisdizione
di __________, limitatamente a fr. 10'000.-;

                                         che
l’istante ha fondato la propria domanda sulla transazione  giudiziale conclusa
dalle qui parti il 20 agosto 2001 davanti al Bezirksgericht __________ (doc. 2),
nella quale il convenuto aveva riconosciuto nei confronti dell’escutente un proprio
debito di fr. 153’793.80 oltre interessi al 4% dal 1° settembre 1984 e nella
quale si era impegnato a saldare tale importo entro i prossimi dieci anni,
mediante il versamento di rate mensili di fr. 2’000.- ciascuna, con un primo
pagamento di fr. 18'000.- ( 9 x 2'000.-);

 

                                         che la procedente
ha inoltre prodotto un conteggio, dal quale risulta che sino al 22 febbraio 2011
il convenuto ha effettato versamenti per complessivi fr. 130'000.- (doc. 3);

 

                                         che con ordinanza
del 14 marzo 2013 (art. 253 CPC), il Pretore  della Giurisdizione di __________
ha citato le parti a comparire all’udienza di contradditorio indetta per martedì
16 aprile ore 16:00;

 

                                         che il convenuto
ha inoltrato alla pretura una risposta scritta datata 29 marzo 2013, definendo
la parte istante come una società inattiva, ossia di fatto inesistente, chiedendo
che all’avv. dott. PA 1 fosse negato “lo status di legale rappresentante” della
istante e invocando dipoi la prescrizione del credito posto in esecuzione, essendo
trascorsi più di dieci anni dal momento in cui esso è sorto;

 

                                         che con
replica dell’8 aprile 2013 l’escutente si è confermata nella propria istanza,
asserendo tra l’altro che la decisione del Tribunale distrettuale di __________
all’origine della procedura esecutiva è paragonabile a una sentenza di un’autorità
giudiziaria, di modo che il termine di prescrizione è di dieci anni e
puntualizzando che ex art 135 n. 1 CO la prescrizione è stata interrotta dai
versamenti rateali di fr. 2'000.- effettuati dal convenuto, come dal conteggio
di cui al doc. 3, come pure dal pagamento di fr. 2'000.- del 22 febbraio 2011,
come attestato dal giustificativo bancario doc. 4;

 

                                         che con
decisione dell’11 aprile  2013 il Pretore della Giurisdizione di __________ ha
accolto l’istanza, rilevando anzitutto che la procedente sia stata validamente
rappresentata dal suo avvocato, in possesso di una procura versata agli atti
quale doc. 1 ai sensi dell’art. 68 cpv. 3 CPC, sottoscritta dall’amministratore
unico della società;

 

                                         che, secondo
il primo giudice, la transazione giudiziale stipulata dalle parti davanti al
Bezirchtsgericht di __________ il 20 agosto 2001 costituisce senz’altro valido
titolo di rigetto definitivo dell’opposizione  ex art. 80 LEF per l’importo di
fr. 153'793.80 oltre interessi al 4% dal 1° settembre 1984, mentre che, contrariamente
a quanto preteso dal debitore, nessuna prescrizione del credito è da ritenersi
intervenuta, dato che dopo il 20 agosto 2001 il convenuto ha effettuato a più
riprese dei pagamenti (rate) sulla somma dovuta, interrompendo così ogni
qualvolta la prescrizione e facendo ogni volta decorrere un nuovo termine di
prescrizione decennale (art. 135 n. 1 e 137 cpv. 1 2 CO);

 

                                         che, infine,
sempre secondo il Pretore, il convenuto non ha affermato né tantomeno provato
di avere saldato integralmente il debito, ossia di avere pagato in più di quanto
conteggiato dall’istante;

 

                                         che contro
tale sentenza il convenuto è insorto con reclamo del 22 aprile 2103, dolendosi in
ordine del fatto che il primo giudice abbia  statuito sull’istanza senza avere
tenuto l’udienza fissata per il 16 aprile 2103, udienza che gli avrebbe
consentito di confrontarsi direttamente con la controparte e di esporre quindi
meglio le proprie ragioni;

 

                                         che, ha proseguito
il reclamante, il primo giudice non ha nemmeno vagliato le sue eccezioni,
segnatamente non ha tenuto conto che CO 1 - con la quale egli non ha mai avuto
alcun rapporto d’affari - non è una azienda convenzionale con un business
attivo, trattandosi solo di una società di comodo;

 

                                         che dopo
avere pagato fr. 130'000.- egli non è più stato in grado di fare fronte alle
rate concordate con il legale dell’istante, il quale –scoperto che egli
figurava iscritto a registro di commercio come ditta individuale – lo avrebbe
minacciato paventadogli l’avvio di una procedura fallimentare, per poi
costringerlo al “fallimento di scarico”;

 

                                         che il 28
febbraio 2013, sempre stando al reclamo, egli ha comunque fatto radiare il suo
nome (ditta individuale) dal registro di commercio, ritenuto comunque che egli
non può fare fronte alle rate mensili di fr. 2’000.- in quanto il suo reddito è
già completamente impegnato;

 

                                         che con
osservazioni dell’11 maggio 2013 la parte istante ha chiesto la reiezione del reclamo,
sottolineando in particolare che stando all’estratto del registro di commercio
agli atti, la CO 1 è una società giuridicamente valida e che conformemente all’art.
40 LEF il convenuto continua a sottostare all’esecuzione in via di fallimento,
anche se la sua ditta individuale è stata cancellata;

 

                                         che con
scritto del 24 aprile 2013 il Pretore della Giurisdizione di __________ ha
comunicato a questa Camera che per una palese svista conseguente al fatto che
le parti si siano espresse sulla causa in forma scritta (il convenuto con le
osservazioni del 29 marzo 2013 e la parte istante con replica dell’8 aprile 2013),
egli si è scordato dell’udienza prevista per il 16 marzo aprile 2013;

 

                                         che egli
ha dipoi puntualizzato di avere emanato la decisione impugnata disponendo comunque
di tutti gli elementi per il giudizio;

 

                                         che all’udienza
del 16 aprile 2013 - rimasta in agenda – nessuno  si è presentato, benché la
stessa non sia stata annullata;

 

                                         che nel
dubbio e nell’incertezza, ha spiegato il Pretore, il convenuto avrebbe quindi
dovuto chiarire con la cancelleria la questione e, semmai, avrebbe dovuto comparire
all’udienza che non era stata formalmente annullata, specie ove si consideri  che
questi si proponeva un “confronto fisico fra le parti”; 

 

considerando

 

 

in diritto.

 

 

                                         che contro
le sentenze di rigetto dell’opposizione è dato il rimedio del reclamo (combinati
art. 309 lett. b n. 3 e 319 lett. a CPC), da inoltrare entro 10 giorni dalla
notifica della sentenza impugnata (art. 251 lett. a e 321 cpv. 2 CPC);

 

                                         che
inoltrato il 22 aprile  2013 contro una decisione notificata/recapitata il 12
aprile 2013 (cfr. ricerca postale Track&Trace), il reclamo è tempestivo e,
quindi, da questo aspetto ammissibile;

 

                                         che in base
all’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata
del diritto che l’accertamento manifestamente errato dei fatti;

 

                                         che nella
misura in cui rimprovera il primo giudice di avere emanato la sua decisione
senza sentire le parti all’udienza appuntata per il 16 aprile 2013 il
reclamante si avvale di un argomento che non gli giova;

 

                                         che,
formulando osservazioni scritte all’istanza, benché non richiesto, egli ha
indotto il primo giudice a seguire l’iter così  tracciato, ovvero a dare la possibilità
alla controparte di esprimersi  anche essa per scritto, proponendo una replica,
facoltà di cui l’escutente si è avvalsa, inoltrando il relativo allegato datato
8 aprile 2013, con il quale ha contestato le eccezioni sollevate dal convenuto nella
sua risposta di causa; 

 

                                         che va però
rilevato che il Pretore non è stato del tutto conseguente con tale
impostazione, non avendo egli intimato al convenuto la menzionata replica per
un’eventuale duplica;

 

                                         che il
reclamante non si duole però di tale omissione;

 

                                         che, in
definitiva, avendo per propria iniziativa optato per una procedura diversa da
quella prospettata inizialmente dal Pretore, ovvero trasformando la procedura
orale in una scritta, l’insorgente è malvenuto nel dolersi ora della mancata
tenuta dell’udienza indetta per il 16 aprile 2013, ma superata dagli eventi;

 

                                         che, del
resto, come ben sottolineato dallo stesso Pretore, la causa era senz’altro matura
per il giudizio già a quel momento, dato che - come meglio si vedrà in appresso
– l’accoglimento dell’istanza si presentava scontata; 

 

                                         che secondo
l’art. 80 cpv. 1 LEF se il credito è fondato su una decisione giudiziaria esecutiva,
il creditore può chiedere in giudizio il rigetto definitivo dell’opposizione (art.
80 cpv. 1 LEF);

 

                                         che sono
parificate alle decisioni giudiziarie, tra l’altro, le transazioni e i
riconoscimenti di debito giudiziali (art. 81 cpv. 2 n. 1 LEF);

 

                                         che, come
giustamente rilevato dal primo giudice, tale è il caso per la transazione conclusa
dalle parti davanti il Bezirchtsgericht di __________, che non lascia dubbi
sulla sua natura di titolo di rigetto definitivo dell’opposizione ex art. 80
cpv. 2 n. 1 LEF;

 

                                         che secondo
l’art. 81 cpv. 1 LEF se il credito è fondato su una decisione esecutiva di un
tribunale svizzero o di un’autorità amministrativa svizzera, l’opposizione è rigettata
in via definitiva a meno che l’escusso provi con documenti che dopo l’emanazione
della decisione il debito è stato estinto o il termine per il pagamento è stato
prorogato ovvero che è subentrata la prescrizione; 

 

                                         che,
nella fattispecie, l’insorgente non si avvale di nessuna delle menzionate
eccezioni, proponendosi per contro di invalidare la procedura con
argomentazioni (assenza di qualsivoglia rapporto di affari con la società
istante, pressioni subite e impossibilità di saldare le singole rate scoperte),
che con ogni evidenza, cosi come proposte, sfuggono al vaglio di questa Camera,
chiamata solo a verificare se il giudice del rigetto ha avuto corretta nozione
degli art. 80 e 81 LEF, quesito al quale non si può che rispondere
affermativamente;

 

                                         che ne
discende al riguardo l’inammissibilità del rimedio;

 

                                         che per
quanto riguarda gli effetti della cancellazione del convenuto come ditta
individuale nel registro di commercio dal 28 febbraio 2013, la questione non si
pone, dato che il primo giudice non è stato chiamato a pronunciarsi sul
fallimento del reclamante, ma su un’istanza di rigetto definitivo
dell’opposizione ex art. 80 LEF, per tacere del fatto che secondo l’art. 40
cpv. 1 LEF le persone iscritte nel registro di commercio rimangono soggette
alla procedura di fallimento, anche dopo la cancellazione da quel registro, per
sei mesi dalla pubblicazione di questa nel Foglio ufficiale svizzero di commercio”;

 

                                         che, dato
quanto precede, nella misura in cui è ammissibile, il reclamo va perciò
disatteso siccome infondato;

 

                                         che gli
oneri processuali e le ripetibili seguono la soccombenza del reclamante (art.
48, 61 cpv. 1 OTLEF e 106 cpv. 1 CPC);

 

 

per questi motivi,

 

pronuncia:

 

 

                                   1.   Nella
misura in cui è ammissibile, il reclamo è respinto.

                                      

 

                                   2.   La
tassa di giustizia e le spese per complessivi fr. 400.- sono poste a carico del
reclamante, che rifonderà alla controparte fr. 300.- a titolo di ripetibili.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  -; 

  -. 

   

  
	
   

  	
   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della Giurisdizione di __________.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                      Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Giacché il valore litigioso della vertenza, di fr. 10'000.-,
non raggiunge il limite di legge di fr. 30’000.-, contro la presente decisione
è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losana 14, entro 30 giorni dalla notificazione, solo se la controversia
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2
lett. a LTF).

 

Nello stesso termine è
possibile proporre al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, anche ricorso
sussidiario in materia costituzionale (art. 113 segg. LTF).