# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 766f0c37-4bf0-56bc-ac4f-39380b9c0a19
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-10-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 26.10.2021 80.2021.188
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2021-188_2021-10-26.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2021.188

  	
  Lugano

  26 ottobre 2021   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria

  	
  Mara
  Regazzoni

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 27 luglio 2021 contro la decisione del 22 luglio 2021 in materia di multa
  per violazione degli obblighi di procedura.

  

 

 

	
   

  Fatti

  	
   

  

 

 

                                  A.   RI 1 e la moglie __________
sono stati domiciliati a __________ fino al 28 febbraio 2021, quando si sono
trasferiti a __________.

                                         In data 15 giugno 2021, a
seguito di un richiamo del 17 maggio 2021, l’RS 1 (in seguito UT) diffidava i
contribuenti ad inviare la dichiarazione delle imposte per il periodo fiscale
2020, avvertendoli che, scaduto infruttuosamente questo termine, avrebbe
inflitto loro una multa disciplinare.

                                         Con decreto del 13 luglio
2021 l’UT infliggeva loro una multa di fr. 900.- per violazione degli obblighi
procedurali.

 

                                  B.   Con scritto datato 19
luglio 2021 RI 1 interponeva reclamo avverso tale decreto. Egli imputava il
ritardo alla mancata comunicazione tra le autorità fiscali zurighesi e
ticinesi, in quanto affermava di aver ottenuto una proroga dal fisco del Canton
Zurigo, ritenendo che esso fosse valido automaticamente anche per il Canton
Ticino. Secondo il reclamante il fisco del Canton Zurigo in passato aveva
riconosciuto la proroga concessa dalle autorità ticinesi. Inoltre, asseriva di
aver ricevuto una lettera del fisco ticinese secondo cui non avrebbe dovuto
presentare una dichiarazione d’imposta nel Canton Ticino per l’anno fiscale
2020 e di non aver mai ricevuto il modulo fiscale corrispondente.

 

 

                                  C.   Con decisione 22
luglio 2021 l’UT Lugano respingeva il reclamo e confermava la multa
disciplinare. L’autorità fiscale riteneva come nel caso di specie, avendo i
contribuenti omesso in modo negligente di adempiere i loro obblighi procedurali
nonostante la diffida, si fossero realizzate le condizioni oggettive e
soggettive di cui agli artt. 257 LT e 174 LIFD. La decisione proponeva in
particolare le seguenti argomentazioni:

                                         “Una proroga concessa per la
presentazione della dichiarazione d’imposta nel cantone di domicilio non ha
effetti in Ticino. Le procedure di controllo dell’inoltro della dichiarazione
d’imposta nel cantone di domicilio e nel Canton Ticino si svolgono separatamente.
Una richiesta di proroga per la presentazione della dichiarazione d’imposta
ticinese deve essere espressamente indirizzata all’autorità di tassazione del
Canton Ticino.”

 

 

                                  D.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta la multa inflittagli
dall’UT, riproponendo le argomentazioni già contenute nel reclamo. 

 

                                         Nelle sue osservazioni del
5 agosto 2021, l’UT propone di respingere il ricorso, sottolineando come i
coniugi RI 1 si siano trasferiti a __________ il 28 febbraio 2021, con la
conseguenza che per l’anno 2020 sarebbero stati ancora illimitatamente
imponibili nel Canton Ticino, mentre a __________ erano assoggettati
limitatamente quali proprietari di immobili. 

 

                                         Nella sua replica del 12
agosto 2021, il ricorrente rimprovera all’Ufficio di tassazione di non aver preso
in considerazione gli argomenti sollevati nel ricorso e afferma che a causa
della situazione pandemica e di una operazione agli occhi non avrebbe avuto
tempo sufficiente per occuparsi dell’affare in questione. 

 

 

	
  Diritto

  	
   

  

 

                                   1.   1.1.

                                         La multa disciplinare è
stata inflitta sulla base degli artt. 257 cpv. 1 LT e 174 LIFD.

                                         Giusta l’art. 257 cpv. 1
LT [obblighi procedurali] chiunque, nonostante diffida, viola intenzionalmente
o per negligenza un obbligo che gli incombe giusta la presente legge oppure una
disposizione presa in applicazione di quest’ultima, in particolare:

a)     non
consegna la dichiarazione d’imposta o gli allegati;

b)     non
adempie all’obbligo di fornire attestazioni, informazioni o comunicazioni;

c)     viola gli
obblighi che gli incombono come erede o terzo nella procedura d’inventario;

d)     non versa
il deposito o non presta la garanzia bancaria irrevocabile previsti
dall’articolo 253a;

                                         è punito con la multa.

 

                                         Il capoverso 2 prevede che
la multa è di 1’000.- franchi al massimo e, in casi gravi o di recidiva,
10'000.- franchi al massimo.

 

                                         Di tenore sostanzialmente
uguale l’art. 174 LIFD.

 

                                         1.2.

                                         Secondo l’art. 198 cpv. 1
LT, i contribuenti sono invitati, mediante notificazione pubblica o invio del
modulo, a presentare la dichiarazione d’imposta. Coloro che non hanno ricevuto
il modulo devono chiederlo all’autorità competente.

                                         Secondo il capoverso 2 di
questa norma, il contribuente deve compilare il modulo in modo completo e
veritiero, firmarlo personalmente e inviarlo, con gli allegati prescritti,
all’autorità competente entro il termine stabilito.

                                         Giusta il capoverso 3 il
contribuente, che omette di inviare la dichiarazione d’imposta o che presenta
un modulo incompleto, è diffidato a rimediarvi entro un congruo termine.

                                         Il capoverso 4 fissa come
per ogni diffida è percepita una tassa stabilita dal Consiglio di Stato.

                                         Il capoverso 5 stabilisce
come contro la diffida è data facoltà di reclamo all’autorità fiscale e di
ricorso alla Camera di diritto tributario entro i termini stabiliti dagli
articoli 206 e 227.

 

                                         Di analogo tenore l’art.
124 LIFD.

 

                                         1.3.

                                         Affinché
l’autorità fiscale possa infliggere una multa, devono essere realizzate due
distinte condizioni:

·         
l’una soggettiva, che consiste nella colpa del contribuente, vale
a dire in una sua azione o omissione intenzionale o per semplice negligenza;

·         
e l’altra oggettiva, vale a dire la diffida che l’autorità
fiscale deve rivolgere al contribuente invitandolo a collaborare (cfr. Pedroli, Le norme penali della nuova
legge svizzera sull’imposta federale diretta, in Rivista trimestrale di diritto
penale dell’economia, n. 2/3-1995, p. 766; Idem, Le norme penali delle nuove
leggi sulle imposte dirette, in RDAT II-1996 p. 483; Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte
Bundessteuer, Zurigo, 1995, p. 472).

                                         Il Tribunale federale ha
precisato che la multa per violazione di obblighi di procedura da parte del
contribuente non rappresenta un mero mezzo coercitivo dell’amministrazione ma presenta
anche carattere penale, sicché il contribuente può essere punito anche se
compie l’atto ordinato dall’autorità solo dopo la scadenza del termine
impartitogli (RF 51/1996 p. 481 = StE 1997 B 101.1 n. 9);

 

                                         1.4.

                                         L’art. 266 cpv. 1 LT
stabilisce che le multe per violazione di obblighi di procedura di cui all’art.
257 sono pronunciate dall’autorità fiscale competente. Secondo il capoverso 4,
alle procedure per violazione degli obblighi procedurali sono applicabili - per
analogia - le norme di procedura di tassazione e di ricorso.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Nel caso in disamina, il
ricorrente contesta la multa disciplinare di fr. 900.-, inflitta a lui e alla
moglie con decisione 13 luglio 2021, in quanto, a suo dire, il ritardo nella
presentazione della dichiarazione d’imposta sarebbe da imputare ad una mancata
comunicazione, da parte del fisco del Canton Zurigo a quello ticinese, in
merito alla proroga del termine per la consegna della dichiarazione d’imposta
per il periodo fiscale 2020.

                                         L’insorgente sostiene
inoltre di aver ricevuto una lettera del fisco ticinese, secondo cui non sarebbe
tenuto a presentare una dichiarazione nel Canton Ticino per l’anno fiscale 2020,
e di non aver mai ricevuto il modulo fiscale corrispondente.

                                         L’autorità fiscale
ritiene, per contro, che i contribuenti abbiano violato gli obblighi di
procedura, non presentando la dichiarazione d’imposta, senza peraltro domandare
mai una proroga al fisco ticinese.

                                         2.2.

                                         Contrariamente a quanto
afferma il ricorrente, deve essere anzitutto precisato che, per l’intero
periodo fiscale 2020, egli e la moglie erano assoggettati alle imposte nel
Canton Ticino per appartenenza personale. 

                                         A tale proposito, l’art. 4b
cpv. 1 prima frase della Legge federale del 14 dicembre 1990
sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID; RS 642.14)
prevede che, in caso di cambiamento del domicilio fiscale all’interno della
Svizzera, l’assoggettamento in virtù dell’appartenenza personale si realizzi
per l’intero periodo fiscale nel Cantone di domicilio del contribuente alla
fine di tale periodo (cfr. anche l’art. 54 cpv. 1 prima frase LT).

                                         Siccome l’insorgente e la
moglie hanno trasferito il proprio domicilio nel Canton __________ solo nel
corso del 2021 (precisamente il 28 febbraio), ne consegue che alla fine del
periodo fiscale 2020 erano ancora domiciliati nel Canton Ticino. Per il periodo
fiscale 2021 sarà per contro imponibile nel Canton __________, a meno che prima
della fine dell’anno non trasferisca nuovamente il domicilio.

 

                                         2.3.

                                         Alla luce di quanto
precede, non si comprende perché il fisco ticinese dovrebbe aver inviato al ricorrente una lettera, secondo cui non avrebbe dovuto
presentare una dichiarazione d’imposta nel Canton Ticino per l’anno fiscale
2020. In ogni caso, della lettera in questione non vi è traccia negli atti
dell’autorità di tassazione né la stessa è stata prodotta dal ricorrente.

                                         D’altra
parte, prima che gli fosse inflitta la multa contestata, il contribuente aveva
ricevuto un richiamo e una diffida. Si deve supporre che, se avesse avuto in
mano una lettera con cui il fisco ticinese lo esonerava dall’obbligo di
presentare una dichiarazione per il periodo fiscale 2020, avrebbe reagito
tempestivamente. 

 

                                         2.4.

                                         2.4.1

                                         Deve poi essere contestata
l’affermazione dell’insorgente, secondo cui il Canton Ticino avrebbe dovuto
accogliere automaticamente la proroga concessagli dalle autorità del Canton
Zurigo.

 

                                         2.4.2.

                                         A tale riguardo, l'art. 2
cpv. 1 dell'Ordinanza sull'applicazione della legge federale
sull'armonizzazione delle imposte dirette nei rapporti intercantonali, del 9
marzo 2001 (RS 642.141) prevede che se, per ragioni di appartenenza economica,
sussiste un obbligo fiscale non soltanto nel Cantone di domicilio o di sede,
bensì anche in altri Cantoni, la procedura di tassazione si svolge anche in
questi altri Cantoni.

                                         Pertanto in ogni cantone
in cui una persona è assoggettata (illimitatamente o limitatamente) viene
eseguita una procedura di tassazione autonoma, che si fonda sul diritto
cantonale.

                                         La Circolare n. 16 del 31
agosto 2001 della Conferenza svizzera delle imposte (CSI) osserva a tale
riguardo che il contribuente che chiede una proroga nel cantone di domicilio
deve egli stesso informare gli altri cantoni della decisione presa a tale
riguardo dal cantone di domicilio (circolare citata, p. 4).

                                         Evidentemente, ciò non
significa che basti che il contribuente informi gli altri cantoni della proroga
ottenuta nel cantone di domicilio dopo che gli sia stata inflitta una multa
disciplinare: al contrario, dovrà farlo rispettando i termini attribuitigli dai
singoli cantoni per l’inoltro della dichiarazione fiscale (cfr. la sentenza CDT
n. 80.2014.34 del 14 marzo 2014 consid. 2.4).

 

                                         2.4.3.

                                         Come visto, non vi è alcun
automatismo nel riconoscimento di una proroga in altri cantoni. La Circolare n.
16 della CSI si fonda peraltro sul presupposto che un contribuente abbia
ottenuto la proroga nel Cantone di domicilio o di sede e che voglia ottenerne
il riconoscimento anche negli altri Cantoni, nei quali è assoggettato solo per
appartenenza economica. Nel caso in esame, sarebbe il contrario: il ricorrente
pretende infatti che la proroga chiesta nel Canton Zurigo, dove nel periodo
fiscale litigioso era assoggettato solo per appartenenza economica, abbia
effetto anche nel Canton Ticino, dove era assoggettato per appartenenza
personale. La conclusione, cui pervengono la prassi e la giurisprudenza citate,
vale dunque a maggior ragione nel caso in esame.

                                        Anche sotto questo
profilo, il gravame si rivela destituito di fondamento. 

 

                                         2.5.

                                         Nel ricorso, il
contribuente sostiene infine di essere stato impedito, nell’adempimento dei
propri obblighi, dall’emergenza sanitaria legata alla pandemia da COVID-19 e da
un intervento di natura oftalmologica. 

                                         Nel caso d’invio tardivo
della dichiarazione d’imposta, l'inosservanza del termine dev’essere scusata
qualora il contribuente provi che, per servizio militare o servizio civile,
assenza dal Paese, malattia o altri motivi rilevanti, è stato impedito di
presentarla o di rinviarla in tempo e di avervi provvisto entro 30 giorni o al
momento in cui gli impedimenti sono cessati (art. 124 cpv. 4 LIFD; per il
diritto cantonale, cfr. art. 192 cpv. 5 LT). 

                                         Una malattia, in
particolare, deve essere tale da rendere impossibile il compimento di qualsiasi
atto idoneo al rispetto del termine. Deve pertanto essere tanto grave da
impedire al contribuente sia di agire egli stesso nel termine sia di conferire
mandato ad una terza persona per intraprenderlo (cfr. sentenza del TF
2C_136/2010 del 19.7.2010 consid. 2.3 e giurisprudenza citata). 

                                         Nel caso in esame, l’insorgente
non ha provato in alcun modo né la natura della patologia e dell’intervento cui
si è sottoposto né l’influenza che queste ultime avrebbero avuto sul corretto
adempimento dei suoi obblighi procedurali.

                                         Anche questa censura è
conseguentemente respinta.

 

                                         2.6.

                                         Essendo realizzate
entrambe le condizioni – soggettiva e oggettiva – secondo cui l’Autorità
fiscale può infliggere una multa disciplinare, la stessa appare quindi
giustificata.

 

 

                                   3.   Il ricorso è
respinto. Tassa di giustizia e spese sono poste a cario del ricorrente,
soccombente.

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr.    300.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.      80.–

                                         per un totale di                                                      fr.    380.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  1. Divisione delle
  contribuzioni Ufficio giuridico, viale S. Franscini 6,
  6500 Bellinzona 

  2. Amm. federale delle
  contribuzioni Divisione principale, Eigerstrasse 65, 3003 Berna 

   

  	 

				

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: