# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1c79de08-5a01-542a-a2d3-dffe9825f1e5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-09-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 17.09.2014 14.2014.100
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2014-100_2014-09-17.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2014.100

  	
  Lugano

  17 settembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Simoni

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG)
nella causa __________ (rigetto definitivo dell’opposizione) della Giudicatura
di pace del Circolo della Navegna, promossa con istanza 10 luglio 2013 da:

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 

  (patrocinato dall’avv. PA 1, __________)

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sul reclamo dell’8 maggio 2014 presentato
da RE 1 contro la decisione emessa il 30 aprile 2014 dal Giudice di pace;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Con
precetto esecutivo n. __________ emesso il 18 giugno 2013 dall’Ufficio
esecuzione e fallimenti di Locarno (doc. 2), RE 1 ha escusso CO 1 per l’incasso
di fr. 4'670.– oltre interessi del 5% dal 1° maggio 2013, indicando quale
titolo di credito: “contratto di locazione del 20.11.2006 modificato con
sentenza del 22.08.2011 e lettera del 13.03.2013.

 

                            B.  Avendo
CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 10 luglio 2013 l’escutente
ne ha chiesto il rigetto definitivo al Giudice di pace del Circolo della
Navegna. Nel termine impartito, la parte convenuta si è opposta all’istanza con
osservazioni scritte del 13 settembre 2013. Replicando il 28 ottobre 2013 l’istante
ha confermato la sua domanda mentre la parte convenuta vi si è nuovamente
opposta con duplica del 14 febbraio 2014.

 

                            C.  Statuendo
senza motivazione scritta con decisione del 12 marzo 2014, il Giudice di pace
ha respinto l’istanza, ponendo a carico dell’escutente le spese processuali di fr. 300.–
e un’indennità di fr. 250.– a favore della parte convenuta.

 

                            D.  Il
15 marzo 2014, RE 1 ha chiesto al Giudice di pace la motivazione (scritta)
della decisione del 12 marzo 2014, che è stata emessa il 30 aprile 2014.

 

                            E.  Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo dell’8
maggio 2014 per ottenere, in via principale, il riconoscimento in Svizzera dell’ordinanza
14 settembre 2010 del Tribunale di Aix-en-Provence e, sulla base di tale decisione,
il rigetto dell’opposizione in via definitiva o, subordinatamente, in via
provvisoria. In via subordinata, egli ha concluso per il rinvio della causa al
Giudice di pace per nuovo giudizio nel senso dei considerandi. Egli ha inoltre
postulato il gratuito patrocinio “qualora fosse ancora necessario” e l’assi­stenza
giudiziaria. Alla controparte il reclamo non è stato intimato per osservazioni.
Con scritto del 12 maggio 2014 il reclamante ha comunicato di non essere in
grado di versare l’anticipo richiesto di fr. 350.– con un solo bonifico,
chiedendo di poter versare tale importo in rate da fr. 20.– l’una.

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La
sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48
lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                           1.1  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato l’8 maggio 2014 contro la sentenza notificata a RE 1 con motivazione
scritta al più presto il 2 maggio, in concreto il reclamo è tempestivo.

 

                           1.2  La
Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate in modo
sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv. 1 CPC,
imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare e di spiegare
perché la sentenza impugnata sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue
opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del
Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera
decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore
(art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere
censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente
errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni
di fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                           1.3  Presentati
per la prima volta con il reclamo, il verbale dell’udienza indetta il 10
febbraio 2011 dal Pretore di Locarno-Città (doc. 3) come pure gli scritti 13,
14 marzo 2013 (doc. 6) e 18 ottobre 2010 (doc. 7) sono documenti nuovi e
pertanto irricevibili. In ogni caso essi, come si vedrà in seguito, non sono
rilevanti ai fini del presente giudizio (sotto consid. 6.2). Pure la conclusione
tendente, in via subordinata, alla concessione del rigetto provvisorio è nuova.
Secondo la prassi dominante, tuttavia, il giudice esamina d’ufficio quale tipo
di rigetto (provvisorio o definitivo) concedere a prescindere dalla domanda,
specifica o indeterminata, formulata dall’istante (v. Staehelin in: Basler Kommentar, SchKG I,
2a ed. 2010, n. 38-39 ad art. 84 LEF con numerosi riferimenti). A
dispetto dell’art. 326 cpv. 1 CPC, ciò vale pure in sede di reclamo, i principi
di celerità e di economia di procedura ostando a un rinvio al primo giudice
perché esamini se all’istante può essere concesso il tipo di rigetto proposto
per la prima volta con il reclamo.

 

                             2.  Nella
decisione impugnata, il Giudice di pace ha respinto l’istanza di RE 1 dopo aver
ritenuto sufficienti i mezzi di prova prodotti da CO 1 (in merito all’estinzione
della pretesa di locazione vantata dall’escutente), in particolare gli avvisi
di accredito di tutti i pagamenti del 2013 girati all’avv. PA 1 la quale,
conformemente a quanto stabilito in occasione dell’udienza del 27 febbraio 2008
della Pretura di Locarno-Città, ha provveduto a corrispondere alla banca gli
interessi ipotecari e l’ammortamento relativo all’immobile edificato sulla
particella n. __________ RFD di __________, versando la rimanenza alla
ex-moglie dell’istante.

 

                             3.  Nel reclamo RE 1 rimprovera al Giudice di pace di
aver accertato i fatti in modo manifestamente errato. Richiamando la transazione
contenuta nel verbale del 27 febbraio 2008, egli sostiene che la stessa,
a seguito dello stralcio della causa avvenuto durante l’udienza del 10 febbraio
 2011, ha perso ogni valore giuridico. La decisione 14 settembre 2010 del
Tribunale di Aix-en-Provence (“Ordonnance de non conciliation”, doc. 5)
ha d’altronde, a suo dire, tolto alla Pretura di Locarno-Città la competenza
giurisdizionale in merito al divorzio pendente tra le parti e annullato le
relative misure cautelari decise in Svizzera, ciò che il Giudice di pace avrebbe
dovuto accertare riconoscendo la decisione francese e rendendola esecutiva in
Svizzera. RE 1 rimprovera infine al primo giudice di non aver motivato né sostanziato
la decisione impugnata, violando così il suo diritto di essere sentito. In conclusione
il reclamante chiede che l’opposi­zione di CO 1 venga respinta in via
definitiva o, subordinatamente, provvisoria, e la sentenza francese del 14
settembre 2010 riconosciuta in Svizzera.

 

                             4.  Va
anzitutto subito sgombrato il campo dall’ultima censura, con cui il reclamante
lamenta una violazione del proprio diritto di essere sentito. Come da lui
richiesto, il Giudice di pace gli ha comunicato la motivazione scritta della
decisione il 30 aprile 2014. Ancorché in modo sintetico, il primo giudice ha
indicato la ragione della reiezione dell’istanza – il pagamento della pigione
posta in esecuzione – e ha respinto con una breve motivazione l’eccezione dell’istante
secondo cui le modalità del pagamento pattuite all’udienza del 27 febbraio 2008
sarebbero decadute con l’emanazione dell’ordinanza 14 settembre 2010 del
Tribunale di Aix-en-Provence. RE 1 disponeva quindi di tutti gli elementi per
inoltrare reclamo e del resto non ha mancato di prevalersene, manifestando cosi
di aver perfettamente capito i motivi su cui poggia la sentenza impugnata.

 

                             5.  In
virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria
esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso provi con documenti che
dopo l’emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per il
pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione. La procedura
di rigetto è una procedura documentale (Aktenprozess), il cui scopo non
è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di
un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo
prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza
esecutiva ove l’escusso non renda immediatamente verosimili eccezioni
liberatorie (DTF 132 III 142, consid. 4.1.1).

 

                           5.1  Nella
fattispecie il procedente, in prima istanza, ha chiesto il rigetto definitivo
dell’opposizione indicando quale titolo l’ordinanza emessa il 14 settembre 2010
dal Tribunale di Aix-en-Provence (doc. 5 accluso all’istanza, prodotto dall’istante
in originale il 30 luglio 2013), con la quale sono state stabilite le misure
necessarie per regolare la situazione famigliare in attesa del giudizio definitivo
sul divorzio dell’istante. Come già sostenuto in prima sede (osservazioni di
replica del 28 ottobre 2013), il reclamante ribadisce che la decisione francese
ha annullato, sostituendola, la decisione 27 febbraio 2008 del Pretore di
Locarno-Città che prende atto della transazione raggiunta da RE 1 e dalla
moglie, in base alla quale “(…) il canone di locazione dovuto dal locatario
dr. CO 1 (…) verrà versato su un conto fiduciario presso l’avv. V__________, il
quale si occuperà di corrispondere alla banca gli interessi ipotecari e l’ammortamento
relativo all’immobile part. n. __________ RFD di __________. La differenza
verrà versata alla moglie __________” (doc. 8 accluso all’istanza, pag. 2,
dispositivo n. 4). Del resto, soggiunge il ricorrente, la decisione 27 febbraio
2008 è stata ulteriormente invalidata dallo stralcio della causa, avvenuto il
10 febbraio 2011. In queste circostanze, egli conclude, l’escusso non ha pagato
il canone di locazione al creditore bensì a una persona non autorizzata a
riceverlo, sicché egli rimane debitore nei suoi confronti dell’importo posto in
esecuzione.

 

                           5.2  Ora,
l’opposizione non può essere rigettata in via definitiva sulla scorta dell’“ordonnance
de non conciliation” emessa il 14 settembre 2010 dal Tribunal de Grande
instance d’Aix-en-Provence (doc. 2). Neppure menzionata nel precetto esecutivo,
la stessa non concerne infatti il convenuto CO 1, che nemmeno è parte della
procedura dinnanzi al tribunale francese, e ad ogni modo non statuisce alcun
obbligo nei suoi confronti, il giudice francese limitandosi a dare atto dell’esistenza
della decisione 27 febbraio 2008 del Pretore di Locarno-Città (erroneamente
indicata con la data dell’8 febbraio 2008) e a riportarne in francese il
riassunto del dispositivo n. 4. Dalla sua stessa motivazione, d’altronde, si
evince che (anche) per il reclamante il titolo di rigetto (provvisorio) è in
realtà il contratto di locazione, l’invocazione della decisione francese
mirando solo a paralizzare l’eccezione di pagamento sollevata dall’escusso. Correttamente,
la questione va quindi esaminata sotto il profilo del rigetto provvisorio (v.
sotto, consid. 6).

 

                           5.3  Pure
a torto il reclamante rimprovera al Giudice di pace di non aver riconosciuto e
reso esecutiva in Svizzera l’ordinanza del Tribunale di Aix-en-Provence: egli l’avrebbe
infatti dovuto fare, in via pregiudiziale, solo se la decisione fosse stata un
titolo di rigetto definitivo, ciò che non è. Intesa come domanda di riconoscimento
e di exequatur in via principale, invece, la richiesta è inammissibile, la
competenza al riguardo spettando esclusivamente al Pretore o al Pretore
aggiunto (art. 37 cpv. 3 LOG).

 

                             6.  In
virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito
constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso
sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il riconoscimento
di debito (cpv. 2). Costituisce un riconoscimento di debito nel senso dell’art.
82 cpv. 1 LEF la scrittura privata, firmata dall’escusso – o dal suo rappresentante
–, da cui si evince la sua volontà di pagare (o perlomeno di riconoscere) all’escutente,
senza riserve né condizioni, una somma di denaro determinata o facilmente determinabile
ed esigibile (DTF 139 III 301 consid. 2.3.1 con rimandi). Un contratto di
locazione firmato dal conduttore costituisce, in linea di principio, un
riconoscimento di debito per il canone scaduto (Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. I, 1999, n. 49 ad art. 82 LEF; Staehelin,
op. cit., n. 116 ad art. 82).

 

6.1   Il
reclamante fonda la sua domanda di rigetto provvisorio dell’opposizione sul
contratto di locazione del 20 novembre 2006, “modificato con sentenza del 22
agosto 2011” (cfr. inc. no. __________ della Pretura di Locarno-Città).
Questi due documenti non sono indicati tra gli allegati (punto 7) dell’istanza
di rigetto, ma sono menzionati, oltre che sul precetto esecutivo (doc. 9), al
punto 6 della stessa (alla voce "Motivazione") e figurano nell’incarto
che il Giudice di pace ha trasmesso a questa Camera. In via di principio, il
contratto di locazione, originariamente sottoscritto tra CO 1 in veste di
conduttore e la figlia __________ quale locatrice, a cui è subentrato il marito
e qui reclamante in seguito alla concessione di un diritto d’usufrutto sull’immobile
locato (cfr. sentenza del Pretore di Locarno-Città del 22 agosto 2011,
consid. 3), costituisce un valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione
ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF per la pigione di fr. 4'670.– mensili
stabilita nella decisione del 22 agosto 2011, pari all’importo posto in
esecuzione.

 

                           6.2  L’escusso,
in prima sede, ha eccepito di aver sempre pagato il canone di locazione dovuto,
secondo le modalità stabilite nella decisione 27 febbraio 2008 del Pretore di
Locarno-Città. Il Giudice di pace ha ritenuto l’eccezione fondata sulla base
dei giustificativi prodotti dall’escusso. Il reclamante ribadisce però, come
visto, che tale decisione sarebbe stata sostituita dall’ordinanza 14 settembre
2010 del Tribunale d’Aix-en-Provence e sarebbe comunque decaduta con lo
stralcio della causa avvenuto il 10 febbraio 2011, sicché l’escusso rimarrebbe
debitore nei suoi confronti dell’importo posto in esecuzione.

 

                             a)  All’escusso
incombe l’onere di rendere verosimili le eccezioni che deduce in giudizio (DTF
132 III 142 consid. 4.1.1 con rinvii). Secondo
la giurisprudenza le eccezioni non solo devono essere esposte in modo
convincente ma devono anche essere sostanziate in modo perlomeno verosimile nel
senso che a conforto delle allegazioni devono esserci riscontri oggettivi.

 

                            b)  Nel
caso specifico risulta dagli atti (v. avviso di accredito 3 giugno 2013 accluso
alla duplica del 14 febbraio 2013) che l’escusso ha pagato la pigione posta in
esecuzione (relativa al maggio del 2013, vista la data di decorrenza degli
interessi menzionata sul precetto esecutivo) in conformità con le modalità pattuite
dai coniugi all’udienza del 27 febbraio 2008 (doc. 8), ovvero con un bonifico
di fr. 4'670.– sul conto dell’avv. PA 1, che all’inizio del 2013 è
subentrata all’avv. V__________ quale patrocinatrice dell’ex-moglie (cfr. doc.
2 accluso alle osservazioni al reclamo del 13 settembre 2013). In questa sede RE
1 non contesta più l’esistenza di tale bonifico. L’unica questione è dunque di
sapere se, come egli sostiene, la transazione del 27 febbraio 2008 non fosse
più valida nel 2013, di modo che il bonifico non avrebbe liberato l’escusso, in
quanto eseguito a favore di una persona non abilitata a riceverlo.

 

                             c)  Orbene,
contrariamente a quanto egli asserisce, nulla nell’ordinanza 14 settembre 2010
lascia supporre che il giudice francese abbia inteso annullare la
regolamentazione esistente né sostituirla, tanto meno ove si pensi ch’egli si è
limitato a disciplinare le questioni riguardanti i figli (esercizio dell’autorità
parentale, residenza e contributi alimentari). Il contributo di € 300.– mensili
a pagina 5 si riferisce quindi solo al mantenimento dei figli e non a quello
della moglie, che dal capitolo relativo ai coniugi (“en ce qui concerne les
époux”) risulta implicitamente continuare ad essere disciplinato dalla transazione
raggiunta all’udienza tenutasi il 27 febbraio 2008 davanti al Pretore di
Locarno-Città. La censura è dunque infondata. Per abbondanza, non si può d’altronde
non ricordare al reclamante che già il Pretore di Locarno-Città, in una
precedente causa di rigetto dell’opposizione (sentenza del 12 luglio 2011, inc.
no. __________, pag. 6, che si trova nell’incarto del Giudice di pace senza che
sia chiaro come vi è giunta), ha spiegato i motivi per i quali l’ordinanza
francese non ha modificato né annullato in alcun modo l’assetto stabilito dalle
parti il 27 febbraio 2008.

 

                            d)  Quanto
all’allegazione secondo cui la causa in cui è stata pattuita la transazione è
stata stralciata il 10 febbraio 2011, facendola decadere, la stessa risulta
nuova e quindi inammissibile (sopra consid. 1.2). Ad ogni modo è fondata su un
documento (n. 3) a sua volta inammissibile (sopra consid. 1.3). A prescindere
da ciò, la decisione di stralcio comunque non dispone l’annullamento della nota
transazione né il ritiro dell’istanza da parte dell’ex-moglie comporta, in
assenza di esplicita dichiarazione contraria di lei, la rinuncia a tale accordo,
il quale continua pertanto a spiegare i suoi effetti almeno fino alla
conclusione della procedura di divorzio, fatta salva un’eventuale modifica o
revoca consensuale o decisa dal giudice del divorzio (cfr. art. 276 cpv. 2
CC; DTF 129 III 60 segg.). A tale conclusione era già giunto il Pretore di Locarno
nella soprammenzionata (ad c) decisione del 12 luglio 2011 (consid. 8 e 9). Il
reclamo risulterebbe quindi infondato pure su questo punto, ciò che ne
determina in definitiva l’integrale reiezione.

 

                             7.  La
tassa del presente giudizio e le ripetibili seguirebbero la soccombenza (art.
106 cpv. 1 CPC). La domanda di assistenza giudiziaria andava infatti respinta, già
perché il reclamo era d’acchito chiaramente privo di probabilità di successo (cfr. art.
117 lett. b art. CPC). Sennonché, per esigenza di celerità, la Camera si è
astenuta dall’esigere l’anticipazione degli oneri processuali. Ora, le
condizioni economiche presumibilmente difficili in cui versa il reclamante (cfr. la
nota ordinanza francese) inducono a rinunciare – eccezionalmente – a ogni
prelievo delle spese processuali, il quale rischierebbe di tradursi in oneri d’incasso
infruttuosi per l’ente pubblico. Non si pone invece problema di ripetibili, il
reclamo non essendo stato intimato alla controparte per osservazioni. Quanto
alla domanda di gratuito patrocinio, come già lo stesso reclamante aveva intuito,
essa non era necessaria, siccome egli è riuscito a redigere da sé il reclamo.

                                  Circa
i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore
litigioso, di fr. 4'670.–, non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai
fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella
misura in cui è ricevibile, il reclamo è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                             2.  Non
si prelevano oneri processuali né si assegnano ripetibili.

 

                             3.  Notificazione
a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                  Comunicazione
alla Giudicatura di pace della Navegna.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF).
Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1
LTF).