# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c4f7a6eb-b087-5c89-891f-368c8097bc19
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-10-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.10.2025 D-6300/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6300-2024_2025-10-06.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6300/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  6  o t t o b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudici Manuel Borla (presidente del collegio),  

Constance Leisinger, Chrystel Tornare Villanueva,  

cancelliera Ambra Antognoli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Guinea,   

patrocinato da Alfred Ngoyi Wa Mwanza,  

(…), 

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 3 settembre 2024. 

 

 

 

D-6300/2024 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato, cittadino guineano, ha depositato una domanda d’asilo 

in Svizzera il 20 agosto 2023.  

 

A.b Il 14 maggio 2024, la Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: 

SEM) ha pronunciato la decisione relativa alla conclusione della procedura 

Dublino. Il 18 giugno successivo ha quindi svolto con il richiedente un’au-

dizione approfondita sui motivi d’asilo. Egli ha sostanzialmente addotto 

che, a causa del suo impegno politico, sarebbe stato vittima di gravi atti 

persecutori da parte delle autorità e di sostenitori del partito al potere. Dopo 

aver militato, tra il 2015 e il 2021, nel partito Rassemblement du Peuple 

Guinéen (RPG), avrebbe abbandonato tale formazione politica per aderire 

al movimento d’opposizione Front National pour la Défense de la Constitu-

tion (FNDC), deluso dalle promesse disattese del presidente Alpha Condé. 

Nell’ambito di una manifestazione antigovernativa, sarebbe stato arrestato 

una prima volta il (…) 2021 e trattenuto in detenzione fino al (…) succes-

sivo, beneficiando di una liberazione anticipata in ragione del suo stato di 

salute. Dopo il rilascio, egli avrebbe ripreso le proprie attività in seno al 

FNDC, partecipando regolarmente a riunioni e trasmettendo informazioni 

ai membri del partito. A seguito della sua partecipazione, il (…) 2023, ad 

una nuova manifestazione pacifica interrotta dalle forze dell’ordine, sa-

rebbe stato aggredito e sequestrato il giorno successivo da alcuni militari, 

i quali lo avrebbero percosso e trattenuto per due giorni, accusandolo di 

incitare l’opposizione. Rilasciato con l’intimazione di non denunciare l’ac-

caduto, l’interessato avrebbe successivamente disatteso tale avverti-

mento, riferendo i fatti alla gendarmeria. Ciò posto, sarebbe divenuto og-

getto di ritorsioni da parte degli aggressori, i quali avrebbero tentato di rin-

tracciarlo recandosi presso la sua abitazione. Venuto a conoscenza, tra-

mite il figlio, delle ricerche condotte dalle autorità durante la sua assenza, 

egli avrebbe deciso di fuggire, trasferendosi a Conakry, dove avrebbe rice-

vuto cure mediche presso una struttura ospedaliera. Durante la sua per-

manenza nella capitale, la sua residenza sarebbe stata inoltre oggetto di 

un’incursione da parte di ignoti, mediante un lancio di pietre. Temendo ul-

teriori ritorsioni che potessero compromettere la sua incolumità, l’11 aprile 

2023 sarebbe quindi espatriato (cfr. atto SEM n. […]-31/21). 

 

A.c L’interessato ha presentato i seguenti mezzi di prova:  

 
– Copia delle tessere di membro del partito RPG (mezzo di prova SEM [di seguito: mdp 

SEM] n. 1); 

– Fotografia che ritrae l’interessato durante le elezioni (n. 2); 

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– Due documenti medici prodotti in Svizzera (n. 3). 

 

A.d Il 1° luglio 2024, l’autorità inferiore ha assegnato la domanda d’asilo 

alla procedura ampliata.  

 

B.  

Con decisione del 3 settembre 2024, notificata il 5 settembre successivo, 

la SEM non ha riconosciuto all’interessato la qualità di rifugiato, ha respinto 

la domanda d’asilo e pronunciato il suo allontanamento dalla Svizzera, in-

caricandone l’esecuzione al Canton B._______. 

 

C.  

C.a Con ricorso del 3 ottobre 2024, l’insorgente avversa la decisione suc-

citata dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito; il Tribunale o 

TAF) concludendo all’annullamento della stessa, al riconoscimento della 

sua qualità di rifugiato e alla concessione dell’asilo. In subordine, postula 

l’ammissione provvisoria in Svizzera oppure la restituzione degli atti alla 

SEM per nuova istruzione. Sul piano procedurale, chiede di poter attendere 

in Svizzera l’esito della procedura d’asilo, nonché di beneficiare dell’assi-

stenza giudiziaria – nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese 

processuali e del relativo anticipo – come pure del gratuito patrocinio, con 

protesta di tasse e spese. Al gravame, quali nuovi mezzi di prova, sono 

stati accluse alcune fotografie senza alcuna indicazione sul loro contenuto. 

 

C.b Il 6 febbraio 2025, il patrocinatore del ricorrente ha presentato un com-

plemento al ricorso, allegandovi un nuovo certificato medico del 24 gennaio 

2025 (atto TAF n. 4). 

 

C.c Con decisione incidentale del 27 febbraio 2025, il giudice istruttore ha 

stabilito l’italiano come lingua della procedura e respinto la domanda di as-

sistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio, invitando il ricorrente a versare, 

entro il 17 marzo 2025, un anticipo di CHF 750.– a copertura delle presunte 

spese processuali, il quale è stato tempestivamente corrisposto.  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi (RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

 

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1.2 Il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 2 LAsi) e ricevibile sotto il profilo 

degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 52 cpv. 1 PA.  

1.3 Nello specifico, il Tribunale rinuncia allo scambio degli scritti in virtù 

dell’art. 111a cpv. 1 LAsi.  

 

2.  

Con il ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto 

federale, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l'ina-

deguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5).  

 

3.  

3.1 Su domanda, la Svizzera accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi. L’asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a 

persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso include il 

diritto di risiedere in Svizzera (art. 2 LAsi). Sono rifugiate le persone che, 

nel Paese d’origine o d’ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a 

causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determi-

nato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato 

timore d’essere esposte a tali pregiudizi (art. 3 cpv. 2 LAsi). Sono pregiudizi 

seri segnatamente l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o 

della libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica in-

sopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). La nozione di fondato timore di esposizione 

a seri pregiudizi comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in 

rapporto con la situazione reale, e un elemento soggettivo. Sarà quindi ri-

conosciuto come rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente riconosci-

bili da terzi (elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) di essere 

esposto, in tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, a una persecu-

zione (per i dettagli, cfr. DTAF 2011/51 consid. 6.2; 2010/57 consid. 2.5).  

 

3.2 Giusta l'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve inoltre provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). In particolare, sono inverosimili le alle-

gazioni che, su punti importanti, sono troppo poco fondate o contradditto-

rie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi 

di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). La giurisprudenza e la dottrina 

riconoscono determinati elementi per riconoscere la verosimiglianza delle 

allegazioni: quest’ultime devono essere sufficientemente fondate, conclu-

denti e plausibili (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1). 

 

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4.  

4.1 Nella decisione impugnata, la SEM ritiene che i motivi d’asilo addotti 

dall’interessato non siano verosimili, in quanto le allegazioni risulterebbero 

contraddittorie, lacunose e formulate in modo stereotipato, tanto da com-

promettere la coerenza complessiva del racconto. In particolare, le circo-

stanze riferite in merito agli arresti, ai maltrattamenti e alle presunte mi-

nacce da parte delle autorità sarebbero scarsamente circostanziate, prive 

di riferimenti precisi e connotate da elementi incompatibili tra loro, in parti-

colare per quanto concerne la cronologia degli eventi e la natura del coin-

volgimento politico dichiarato. Inoltre, non sarebbe comprovato alcun inter-

vento mirato per mano degli agenti durante la manifestazione del (…) 2024 

(recte 2023), né emergerebbero indicazioni concrete di un interesse parti-

colare da parte dello Stato nei confronti del ricorrente. I presunti episodi di 

violenza successivi ai presunti arresti subiti risulterebbero parimenti gene-

rici e privi di riscontri oggettivi. Pure le attività politiche addotte sarebbero 

state esposte in modo vago, senza delineare un profilo d’impegno politico 

tale da esporlo ad un concreto rischio di persecuzione mirata. Infine, i 

mezzi di prova versati agli atti non sarebbero idonei a comprovare le per-

secuzioni addotte, né a sanare le incongruenze narrative (cfr. decisione 

avversata, pagg. 5-9).  

 

4.2 Censurando la violazione del diritto federale, il ricorrente ritiene sostan-

zialmente che le sue allegazioni siano coerenti, dettagliate e idonee a ri-

flettere esperienze personali direttamente vissute. Le incongruenze narra-

tive rilevate dalla SEM non riguarderebbero elementi centrali del suo rac-

conto e, nel complesso, le sue affermazioni soddisferebbero i criteri di ve-

rosimiglianza (art. 7 LAsi). Egli contesta poi la valutazione secondo cui la 

sua detenzione non sarebbe riconducibile a motivi politici, sottolineando 

che l'accusa di disturbo all’ordine pubblico costituirebbe solo un pretesto 

frequentemente utilizzato per reprimere i membri del movimento dell’oppo-

sizione (FNDC). Afferma, inoltre, di aver chiaramente indicato che le per-

secuzioni addotte sarebbero riconducibili alla partecipazione a due speci-

fiche manifestazioni, nonché al suo ruolo di “mobilizzatore” all’interno del 

partito, funzione che implicava responsabilità concrete nella diffusione di 

informazioni sensibili. Infine, ritiene che la SEM abbia trascurato sia il con-

testo politico generale in Guinea, sia gli elementi specifici del suo caso per-

sonale, in particolare le circostanze del suo sequestro nel 2023 nonché dei 

maltrattamenti subiti. Anche in presenza di lacune secondarie, l’insieme 

delle allegazioni risulterebbe quindi sufficientemente coerente per ammet-

tere un timore fondato di persecuzione ai sensi dell’art. 3 LAsi (cfr. ricorso, 

pagg. 5-12). Egli solleva infine il rischio concreto di persecuzioni in ragione 

del suo impegno politico anche in Svizzera, dove continuerebbe a 

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mobilitare la diaspora guineana, temendo di essere già noto ai servizi se-

greti guineani attivi anche sul territorio elvetico. 

 

4.3  

4.3.1 A fronte di un’attenta valutazione degli atti di causa, il Tribunale giu-

dica che l’autorità inferiore ha correttamente concluso per l’inverosimi-

glianza delle affermazioni in relazione agli arresti, alla sua attività politica 

in seno al FNDC, nonché alle persecuzioni che sarebbero occorse dopo la 

sua liberazione nel 2023.  

 

4.3.2 Per quanto riguarda la detenzione che sarebbe avvenuta nel 2021 

per un periodo di tre mesi, il ricorrente ha inizialmente evitato di fornire una 

risposta chiara sulle ragioni della stessa – limitandosi a riferimenti generici 

ai mandati del presidente Alpha Condé (cfr. atto SEM n. 31/21 D44-49) – 

per poi affermare di essere stato accusato di "disturbo dell'ordine pubblico" 

a causa della sua partecipazione al movimento contro il terzo mandato pre-

sidenziale (idem D50), per il quale si occupava di trasmettere via SMS ad 

altri membri le informazioni circa gli eventi organizzati dal partito (idem 

D58-60). Tuttavia, questa affermazione si rivela inconciliabile – sotto il pro-

filo temporale – con altre dichiarazioni in cui sostiene di aver aderito al 

FNDC solo dal 2022 (idem D42: “[Da quando a quando lei apparteneva al 

partito FNDC?] DaI 2022 al 2023.”). Una persecuzione politica già nel 2021 

per attività legate a tale movimento risulta, quindi, ragionevolmente implau-

sibile. Parimenti, le circostanze dell’arresto sono state descritte in modo 

vago, privo di elementi concreti o dettagli specifici adatti a rendere verosi-

mile un’esperienza personale effettivamente vissuta. Alla domanda espli-

cita, posta verso la fine dell’audizione, volta a chiarire le circostanze del 

fermo, l’interessato si è limitato a rilasciare una dichiarazione generica e 

confusa sulle persecuzioni subite dalle persone appartenenti all’opposi-

zione (idem D195: “[Spieghi le circostanze dell’arresto] Non so ma la gente 

che mi ha preso con i propositi che aveva, diceva che volevo oppormi al 

partito al potere, che ero lì per mobilitare i giovani e che se non era per un 

amico non sarei potuto tornare a casa. Da Iì ho capito che era per colpa 

della manifestazione che avevamo organizzato e che ero stato preso”). 

L’inverosimiglianza di una concreta persecuzione politica risulta ulterior-

mente confermata dal fatto che l’interessato non è mai stato oggetto di al-

cun procedimento giudiziario e neppure sottoposto ad una condanna spe-

cifica (idem D190-192). Del resto, egli avrebbe ottenuto il rilascio dal car-

cere di C._______ mediante un “documento in cui era scritto che potev[a] 

andare a curar[si]” (idem D200). Infine, la tesi ricorsuale secondo cui l’in-

sorgente apparterrebbe all’etnia minoritaria Guerzé e che, pertanto, sa-

rebbe stato perseguitato, risulta manifestamente pretestuosa, nella misura 

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in cui non è mai stata sollevata dinanzi alla SEM, né risulta suffragata da 

alcun elemento probatorio (cfr. ricorso, pag. 8). 

 

4.3.3 Dagli atti non emergono, inoltre, elementi idonei a dimostrare un con-

creto e specifico interesse delle autorità guineane nei confronti dell’insor-

gente in relazione alla manifestazione del (…) 2023. L’interessato ha affer-

mato che tale evento ha coinvolto circa 700 partecipanti (cfr. atto SEM n. 

31/21 D100) e che le forze dell’ordine si sono limitate a disperdere i pre-

senti con l’uso di gas lacrimogeni, senza che si siano verificati arresti im-

mediati (idem D96–98 e D103). In tale contesto, appare difficilmente plau-

sibile che, tra centinaia di manifestanti, proprio l’insorgente sia stato arbi-

trariamente arrestato il giorno seguente, in assenza di ulteriori elementi che 

attestino un suo ruolo prominente a livello politico. Egli non ha poi fornito 

una descrizione circostanziata del luogo in cui sostiene di essere stato trat-

tenuto per due giorni (idem D35), limitandosi a riferire che “non vedev[a], 

non potev[a] dire che era tale posto perché era buio e non si riusciva a 

identificare le persone” (idem D108). Tali dichiarazioni, di carattere gene-

rico e privo di contenuto verificabile, non consentono ragionevolmente di 

ritenere provata un’esperienza personale di detenzione. Neppure il riferi-

mento ai presunti maltrattamenti subiti (quali percosse, calci ai genitali, col-

tellata al ventre, spogliazione) è sufficiente a fondare la verosimiglianza del 

racconto. L’ipotetico movente addotto dall’interessato – ossia di essere 

stato arrestato perché cristiano, originario della “Guinea forestiera”, attivo 

nella mobilitazione politica del FNDC (idem D113), o addirittura per un sem-

plice intento omicida degli agenti (idem D118) – risulta in contrasto con le 

circostanze riferite e non trova alcun riscontro oggettivo. Infatti, considerato 

il lungo lasso di tempo trascorso con i sequestratori, sarebbe ragionevole 

attendersi ch’egli avesse potuto comprendere con maggiore precisione le 

motivazioni della sua cattura e descrivere in maniera spontanea e detta-

gliata il luogo di detenzione. Infine, il collegamento causale tra la manife-

stazione e l’arresto resta indimostrato. Infatti, non risulta che il ricorrente 

abbia avuto un ruolo organizzativo di rilievo (cfr. consid. 4.3.4 infra) né che 

sia entrato in diretto conflitto con le autorità durante l’evento (idem D98-

103). Inoltre, l’ipotesi secondo cui sarebbe stato arrestato per il solo fatto 

di essere già noto alle autorità per la sua precedente detenzione occorsa 

nel 2021 risulta priva di coerenza logica. Se le autorità avessero effettiva-

mente nutrito un interesse attuale e concreto nei suoi confronti, esse avreb-

bero potuto agire prima del (…) 2023, soprattutto considerando che, se-

condo quanto riferito, la sua attività quale organizzatore politico era già 

nota da tempo. L’assenza di provvedimenti o intimidazioni diretti nei suoi 

confronti, nonostante in quel periodo le autorità avrebbero ostacolato a più 

riprese le attività del FNDC (idem D84-94), depone contro l’esistenza di 

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una volontà persecutoria contro il ricorrente da parte dello Stato proprio in 

quell’occasione. L’insieme di queste circostanze rende incoerente la narra-

zione proposta.  

4.3.4 In ultima analisi, le presunte attività politiche svolte all’interno del 

FNDC risultano delineate in modo lacunoso e privo di concretezza, tanto 

da non poter essere considerate attendibili. L’interessato ha affermato di 

aver avuto il compito di “mobilitare la gente” e di organizzare attività per 

conto del movimento (cfr. atto SEM n. 31/21 D57). Alla domanda su cosa 

consistessero esattamente le sue attività, egli si è limitato a definirsi "mo-

bilitatore" (idem D56) senza, tuttavia, mai descrivere in modo concreto e 

dettagliato il contenuto di tale funzione. Interrogato su come organizzasse 

le attività, ha risposto che, una volta fissata una data e individuata una 

struttura, “si dava un’informazione”, specificando poi di aver informato i gio-

vani tramite SMS (idem D58). Tale narrazione, oltre ad apparire estrema-

mente vaga, è priva di coerenza interna. In un primo momento, infatti, l’in-

sorgente ha indicato che inviava gli SMS in qualità di presidente dei “taxi-

men forestieri” nonché tramite una rete di giovani della chiesa che gestiva 

(idem D59), ma successivamente ha menzionato un gruppo denominato 

ADJEF che avrebbe avuto un proprio numero di telefono, senza specificare 

se si trattasse di un'utenza condivisa o personale (idem D60-64). Alla ri-

chiesta di spiegare concretamente il funzionamento di questo canale infor-

mativo, egli ha fornito risposte confuse e contraddittorie, affermando da un 

lato che usava la SIM per informare fino a 500 persone (idem D75-D76), 

ma dall’altro che queste stesse persone partecipavano già alle riunioni e 

quindi disponevano delle medesime informazioni trasmesse per messag-

gio (idem D77), rendendo il suo ruolo sostanzialmente ridondante e poco 

plausibile. È infatti ragionevole ritenere che, se avesse realmente svolto un 

ruolo attivo di mobilitazione all’interno del partito, avrebbe potuto e dovuto 

fornire spontaneamente dei precisi contesti temporali e logistici delle sue 

attività e, in particolare, sufficienti esempi a dimostrazione di un coinvolgi-

mento effettivo. Un’attività politica che il ricorrente stesso ritiene sufficiente 

a giustificare due arresti da parte delle autorità, rispettivamente un rischio 

di persecuzione, non può essere descritta in termini così generici e indi-

stinti, senza che ciò implichi dubbi sostanziali sulla veridicità dei fatti narrati. 

Infine, l’interessato non ha indicato alcuna responsabilità o funzione di ri-

lievo ricoperta all’interno del movimento, né ha fornito dettagli sulle strate-

gie adottate, sui contenuti promossi o sull’impatto effettivo del suo presunto 

impegno. Inoltre, ha riferito che le riunioni del gruppo sarebbero state re-

golarmente ostacolate dalle forze dell’ordine mediante minacce (idem 

D89-91), ma non ha riportato alcun episodio concreto in cui sarebbe stato 

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personalmente preso di mira o soggetto a intimidazioni (idem D92). L’atti-

vità politica descritta si colloca quindi su un piano meramente assertivo.  

 

4.3.5 Per il resto, gli episodi che l’insorgente colloca dopo il presunto rila-

scio nel 2023 – in particolare la visita di sconosciuti presso la sua abita-

zione a D._______ nonché il lancio di sassi contro la sua residenza a Co-

nakry – devono essere ritenuti inverosimili, nella misura in cui non sono 

stati documentati con alcun mezzo di prova e risultano riferiti unicamente 

da terze persone, ossia dal figlio e dal fratello (cfr. atto SEM n. 31/21 D35, 

D123, D138 e D142; decisione impugnata, pag. 7). Secondo consolidata 

giurisprudenza, le circostanze apprese esclusivamente da terzi non sono 

idonee a fondare un timore individuale e attuale di persecuzione rilevante 

per l’asilo (cfr. ex pluris sentenze del TAF D-7333/2024 del 9 dicembre 

2024 consid. 7.2; D-4874/2022 del 24 ottobre 2023 consid. 6.2.1; E-

801/2015 del 6 ottobre 2017 consid. 3.7). 

 

4.3.6 Anche i mezzi di prova versati agli atti non sono idonei a comprovare 

i motivi d’asilo addotti. In particolare, la copia della tessera di appartenenza 

al RPG non consente di desumere alcuna persecuzione connessa a tale 

affiliazione, posto comunque che i pregiudizi addotti sarebbero esclusiva-

mente riconducibili alle presunte attività nel FNDC. Il ricorrente stesso ha 

affermato di non aver subìto alcun torto durante il periodo in cui militava nel 

partito di governo, aggiungendo che «i problemi iniziano quando ti opponi 

a loro» (cfr. atto SEM n. 31/21 D53). Inoltre, la fotografia che lo ritrarrebbe 

nel ruolo di operatore elettorale nel 2019 (mdp nr. 2) risale ad un periodo 

in cui egli si dichiarava ancora membro del RPG (cfr. atto SEM n. 31/21 

D40) e, pertanto, non è idonea a sostenere l’esistenza di pregiudizi con-

nessi alla sua presunta opposizione alla presidenza. Gli allegati al ricorso 

coincidono poi, per la quasi totalità, con la documentazione già presentata 

dinanzi alla SEM, ad eccezione di alcune fotografie che non comprovano 

le persecuzioni addotte. 

 

4.4 Nel complesso, le allegazioni del ricorrente presentano quindi diverse 

incongruenze logiche, non risultano plausibili e sono prive di sufficienti det-

tagli, sollevando seri dubbi sulla verosimiglianza degli eventi narrati.  

4.5 Infine, le affermazioni secondo cui l’insorgente sarebbe politicamente 

attivo anche in Svizzera, mobilitando la diaspora guineana, e sarebbe già 

oggetto d’interesse da parte dei servizi segreti guineani – aspetti mai avan-

zati dinanzi alla SEM – sono pretestuose, in quanto prive di riscontri pro-

batori e non idonee a individuare una persecuzione, anche in relazione a 

possibili motivi soggettivi insorti dopo la fuga (art. 54 LAsi).  

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4.6 Alla luce di quanto sopra esposto, è pertanto a giusto titolo che la SEM 

ha negato al ricorrente il riconoscimento dello statuto di rifugiato e la con-

cessione dell’asilo. 

 

5.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia 

di principio l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione (art. 44 

LAsi). Il ricorrente non soddisfa le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento (cfr. artt. 14 cpv. 

1-2 e 44 LAsi cum art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni pro-

cedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. DTAF 2013/37 con-

sid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1). Il Tribunale è quindi tenuto a confermarlo. 

 

6.  

6.1 L’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI, 

RS 142.20), applicabile per rinvio dell’art. 44 LAsi, dispone che l’esecu-

zione dell’allontanamento dev'essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), am-

missibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 

LStrI). Se una di queste condizioni non è adempiuta, la SEM dispone l'am-

missione provvisoria in Svizzera (art. 83 cpv. 1 LStrI). 

 

6.2 Su questo punto, la SEM ritiene sostanzialmente che, alla luce della 

sua giovane età, dell’assenza di gravi problemi di salute, della sua espe-

rienza professionale e della rete familiare in patria, non sussistano ostacoli 

all’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente (cfr. decisione avversata, 

pagg. 9-10). Quest’ultimo sostiene, tuttavia, che un rinvio in Guinea non 

sarebbe ragionevolmente ammissibile né esigibile, sia perché vi sussiste-

rebbe un rischio concreto di subire trattamenti inumani o degradanti, sia in 

ragione del suo fragile stato valetudinario.  

6.3  

6.3.1 Giusta l’art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non è 

ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera.  

 

6.3.2 A tale proposito, il ricorrente non può – per i motivi già enucleati – 

prevalersi del principio del divieto di respingimento in quanto non dispone 

della qualità di rifugiato (art. 5 cpv. 1 LAsi). Non v’è inoltre motivo di consi-

derare l’esistenza di un rischio personale, concreto e serio di essere espo-

sti ad un trattamento proibito, in relazione all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della 

Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani 

o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). Anche 

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l’attuale situazione dei diritti umani nel Paese d’origine non risulta ostativo 

al suo rimpatrio (cfr. ex pluris sentenza del TAF E-5329/2020 del 7 ottobre 

2024 consid. 8.1).  

 

6.3.3 L’esecuzione dell'allontanamento è pertanto ammissibile.  

 

6.4  

6.4.1 Secondo l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione non può essere ragione-

volmente esigibile qualora, nello stato di origine o di provenienza, lo stra-

niero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni 

quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica. 

Tale disposizione si applica principalmente ai “réfugiés de la violence”, ov-

vero alle persone straniere che non dispongono della qualità di rifugiate 

poiché non personalmente perseguitate, ma che fuggono da situazioni di 

guerra, di guerra civile o di violenza generalizzata. Essa vale anche nei 

confronti delle persone per le quali l'allontanamento comporterebbe un pe-

ricolo concreto, in particolare perché non potrebbero più ricevere le cure 

necessarie o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vi-

vere durevolmente e irrimediabilmente in stato di totale indigenza e, per-

tanto, esposte alla fame, a una degradazione grave del loro stato di salute, 

all'invalidità o persino alla morte (cfr. DTAF 2014/26 consid. 7.6-7.7 e rela-

tivi riferimenti; DTAF 2011/50 consid. 8.1-8.3). Se le cure necessarie pos-

sono essere assicurate nel Paese d'origine, all'occorrenza con altri tratta-

menti rispetto a quelli prescritti in Svizzera, l'esecuzione dell'allontana-

mento sarà ragionevolmente esigibile (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3).  

 

6.4.2 Nonostante la sua instabilità politica, la Guinea non versa attual-

mente in una situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata 

tale da ammettere – in modo automatico e indipendentemente dalle circo-

stanze del caso concreto – l’esistenza di un pericolo concreto ai sensi della 

succitata disposizione (cfr. sentenze del TAF E-4621/2024 del 30 maggio 

2025 pag. 10; E-5329/2020 del 7 ottobre 2024 consid. 8.2.1; E-2900/2023 

del 7 dicembre 2023 pag. 6).  

 

6.4.3 Il Tribunale osserva inoltre che, secondo l’ultimo rapporto medico agli 

atti, il ricorrente è affetto da un disturbo da stress post-traumatico (ICD-10 

F43.1) e da un episodio depressivo di grado moderato (ICD-10 F32.1), a 

fronte dei quali viene suggerito un trattamento farmaceutico non meglio 

specificato (“Eine medikamenöse Behandlung ist unbedigt zu empfle-

hlen.”), nonché dei trattamenti psicoterapeutici (“Zudem machen wir paral-

lel eine kognitiv verhaltenstherapeutische Behandlung. […] Leider fehlen 

die Ressourcen unsererseits und die Offenheit patientenseits, so eine 

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Therapie anbieten”; cfr. atto TAF n. 4, rapporto medico del 24 gennaio 2025 

pag. 3). In precedenza, i medici avevano parimenti suggerito un approccio 

psicoterapeutico in combinazione con l’assunzione di quetiapina per soste-

nerlo contro i dichiarati problemi del sonno (cfr. mdp SEM n. 3). Ciò posto, 

alla luce della giurisprudenza succitata (cfr. consid. 6.4.1 supra), va con-

cluso che tali problemi di salute non costituiscono degli elementi ostativi 

all’esecuzione dell’allontanamento. Infatti, non è ravvisabile un pericolo 

concreto che, in caso di rimpatrio, l’interessato non potrà accedere alle 

cure mediche necessarie, esponendosi così a condizioni d’indigenza 

estrema, fame oppure ad un grave peggioramento del suo stato di salute. 

Del resto, neppure i medici curanti hanno indicato un rischio di peggiora-

mento immediato dello stato valetudinario, rilevando che il sistema sanita-

rio guineano non è loro noto. Quanto agli effetti psicologici di un eventuale 

rimpatrio, è stato inoltre ipotizzato un possibile peggioramento del quadro 

depressivo, senza però poterne valutare la portata né affermare l’esistenza 

di un rischio concreto per la salute del paziente (cfr. atto TAF n. 4).  

 

6.4.4 Inoltre, come già argomentato dalla SEM, la Guinea dispone di strut-

ture sanitarie in grado di fornire delle cure mediche essenziali (sulla no-

zione di quest’ultime, cfr. GABRIELLE STEFFEN, Droit aux soins et rationne-

ment, 2002, pagg. 81-87), comprese quelle di natura psichiatrica, in parti-

colare a E._______ – località posta nella regione di provenienza dell’insor-

gente (cfr. ex pluris sentenze del TAF E-1760/2022 del 2 luglio 2025 consid. 

6.4; D-2929/2021 del 13 settembre 2021 consid. 3.5.4; E-689/2019 del 20 

novembre 2020 consid. 6.3.2.2; E-2710/2018 del 4 dicembre 2019 consid. 

6.4.3). La circostanza per cui il sistema sanitario pubblico presenti alcune 

carenze in termini di capacità e infrastrutture, e sia nel contempo verosimile 

che l’assistenza sanitaria disponibile non corrisponda agli standard medici 

svizzeri, non basta di per sé a configurare un ostacolo al rinvio ai sensi 

dell’art. 83 cpv. 4 LStrI. Nel caso concreto, infatti, nulla indica che l’interes-

sato non potrà accedere alle cure essenziali richieste dal suo stato di sa-

lute. Le sue affezioni potranno essere segnatamente curate presso il CHU 

Donka, il quale dispone anche di un servizio psichiatrico (cfr. sito web 

dell’istituto, https://hndonka.com/servicemedicohospitalisation/, consultato 

il 6 ottobre 2025; cfr. sentenza E-1760/2022 consid. 6.4 con riferimenti). Ad 

ogni buon conto, egli potrà costituirsi una riserva di medicamenti in Sviz-

zera prima della sua partenza e, se necessario, presentare alla SEM una 

domanda di aiuto al ritorno ai sensi dell’art. 93 LAsi cum art. 73 segg. 

dell’ordinanza 2 sull’asilo relativa alle questioni finanziarie dell’11 agosto 

1999 (OAsi 2, RS 142.312), in vista di ottenere una presa a carico delle 

cure mediche indispensabili per un periodo di tempo adeguato.  

 

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Pagina 13 

6.4.5 Per il resto, l’insorgente è giovane e dispone di una valida esperienza 

professionale, attraverso la quale ha già garantito in suo sostentamento in 

patria (cfr. atto SEM n. 31/21 D171-178).  In Guinea può inoltre contare su 

una solida rete familiare e sociale, in particolare il padre, i fratelli e persino 

suo figlio, con i quali nutre buoni rapporti (idem D156-169). Non è quindi 

verosimile ch’egli riscontrerà difficoltà eccessive nell’ambito della sua rein-

tegrazione lavorativa e sociale.  

 

6.4.6 Su tali presupposti, l'esecuzione dell'allontanamento è da ritenersi ra-

gionevolmente esigibile. 

 

6.5 Infine, non risultano impedimenti sotto il profilo della possibilità dell'e-

secuzione dell’allontanamento, in quanto il ricorrente potrà procurarsi ogni 

documento indispensabile al rimpatrio usando della necessaria diligenza 

(art. 8 cpv. 4 LAsi; cfr. DTAF 2008/34 consid. 12).  

 

7.  

In esito, la SEM non ha violato il diritto federale e neppure accertato in 

modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 

LAsi). La stessa non è poi incorsa in un abuso del potere d’apprezzamento 

in relazione alla misura dell’allontanamento. Il ricorso va quindi respinto. 

 

8.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– vanno po-

ste a carico del ricorrente soccombente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; art. 3 lett. b 

del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]). Le stesse vengono prelevate dall’anticipo spese versato 

al Tribunale il 17 marzo 2025.  

 

9.  

Questa sentenza è definitiva e non può essere impugnata con ricorso in 

materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF).  

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

importo è prelevato dall’anticipo spese versato al Tribunale il 17 marzo 

2025.    

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Manuel Borla Ambra Antognoli 

 

 

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