# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 58704f75-9d92-5d36-a08c-2e3adf1c4957
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-02-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 19.02.1997 11.1996.148
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1996-148_1997-02-19.html

## Full Text

Incarto n..

  11.96.00148

  	
  Lugano

  19 febbraio 1997/gb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney–Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Prati

  

 

 

sedente
per statuire nella causa __________.__________.__________ (iscrizione
provvisoria di ipoteca legale) della Pretura della giurisdizione di Mendrisio
Nord, promossa con istanza 7 settembre 1995 da

 

	
   

  	
  __________ __________ __________ __________.
  __________, __________

  (patrocinata
  dall’avv. __________ __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________

  __________
  __________ -__________, __________

  (entrambi
  patrocinati dall’avv. __________ __________, __________);

   

  

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione:

                                   1.   Se dev’essere accolto
l’appello 16 settembre 1994 (recte: 1996) presentato da __________ e
__________ __________ -__________ contro la sentenza emessa il 4 settembre 1996
dal Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord;

                                   2.   Il giudizio sulle spese
e ripetibili.

Ritenuto

in fatto:

                                  A.   La ditta
__________ __________ & __________. __________, __________, ha eseguito
sulla particella n. __________ RFD di __________, appartenente in comproprietà
in ragione di ½ ciascuno ad __________ e __________ __________ -__________,
lavori relativi all’impianto di riscaldamento e all’impianto sanitario. Il
prezzo forfettario pattuito per l’esecuzione di tali lavori ammontava a fr.
327’000.– (doc. B, C e D). Il 29 giugno 1995 la ditta __________ __________
__________ __________. __________ ha inviato al committente la fattura
definitiva, chiedendo il versamento dell’importo ancora scoperto, ossia di fr.
47’490.– (doc. F). Tale importo risulta a tutt’oggi impagato.

                                  B.   Il 7 settembre
1995 la __________ __________ __________ __________. __________ ha inoltrato
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio Nord un’istanza con cui ha
chiesto che fosse ordinata, a proprio favore e a carico della particella n.
__________ RFD di __________, l’iscrizione provvisoria di un’ipoteca legale
degli artigiani e imprenditori di fr. 47’490.– oltre accessori, importo pari al
credito residuo da lei vantato per i lavori svolti sul fondo.

                                         Con decreto 11
settembre 1995, emanato senza contraddittorio, il Pretore ha fatto ordine
all’Ufficio dei registri di __________ di procedere all’iscrizione provvisoria
dell’ipoteca legale. Il 15 settembre 1995 i convenuti hanno instato per la
revoca del decreto supercautelare.

                                  C.   Alla discussione
del 26 ottobre 1995, l’istante ha riconfermato le proprie domande, alle quali
si sono opposti i convenuti. Essi hanno in particolare eccepito la tardività
dell’iscrizione, contestando altresì l’ammontare e la fondatezza del credito. I
coniugi __________ hanno inoltre rilevato che, contrariamente a quanto
decretato dal Pretore, l’ipoteca legale avrebbe dovuto essere iscritta a carico
delle singole quote di comproprietà e non a carico del fondo base. Da ultimo i
convenuti hanno eccepito che la quota di comproprietà della moglie non poteva
essere gravata da un’ipoteca legale, poiché solo il marito aveva sottoscritto i
contratti d’appalto per l’esecuzione dei lavori. Entrambe le parti hanno
presentato memoriali scritti.

                                  D.   Conclusa
l’istruttoria, alla discussione finale del 26 giugno 1996 le parti si sono riconfermate
nelle precedenti allegazioni e domande. La parte istante ha prodotto seduta
stante un riassunto scritto ai sensi dell’art. 119bis CPC.

                                  E.   Con sentenza 4
settembre 1996 il Segretario assessore della Pretura ha confermato, in luogo e
vece del Pretore, l’ordine fatto all’ufficio dei registri di annotare
un’ipoteca legale provvisoria per l’importo di fr. 47’490.– oltre accessori a
favore di __________ __________ __________ __________. __________ e a carico
della particella n. __________ RFD di __________, proprietà di __________
__________ ed __________ __________ -__________, ha assegnato alla parte
istante un termine di 90 giorni per promuovere l’azione di iscrizione
definitiva dell’ipoteca legale e ha posto a carico dei convenuti, in solido, le
spese e la tassa di giustizia di complessivi fr. 650.–, facendo inoltre loro
obbligo, sempre in solido, di rifondere alla controparte fr. 2’200.– per ripetibili.

                                  F.   Insorti il 16
settembre 1996 contro il decreto del Segretario assessore, __________ ed
__________ __________ postulano, in riforma del giudizio impugnato, la cancellazione
dell’annotazione dell’ipoteca legale.

                                  G.   Nelle osservazioni
del 7 ottobre 1996 l’istante propone di respingere il gravame e di confermare
la sentenza impugnata.

Considerando

in diritto:                  1.   Preliminarmente si deve
osservare che il Segretario assessore non ha rispettato nella fattispecie le
norme di procedura, avendo assegnato alle parti, in occasione dell’udienza 26
ottobre 1995, un termine per la presentazione di allegati di replica e duplica
scritti. Nel Cantone Ticino l’iscrizione provvisoria di un’ipoteca legale a norma
degli art. 839 cpv. 2 e 961 CC è trattata secondo la procedura contenziosa di
camera di consiglio (art. 4 n. 19 e 5 LAC). Ora, l’art. 363 cpv. 2 CPC prevede
esplicitamente che la procedura è orale. L’assegnazione di un termine per la
presentazione di replica e duplica scritte stravolge la procedura sommaria e
allunga inutilmente il decorso della causa. Simili artifici procedurali non
possono essere ammessi, poiché né il giudice né le parti possono adottare un
modo di procedura diverso da quello stabilito dalla legge (art. 101 CPC). Le
contestazioni di dettaglio sul merito delle pretese fatte valere dall’istante
non trovano posto nella procedura – sommaria – di iscrizione provvisoria
dell’ipoteca legale, ma devono semmai essere fatte valere nell’ambito della
procedura – ordinaria – intesa all’iscrizione definitiva del pegno.

                                   2.   Gli appellanti
sostengono in primo luogo che il credito vantato dall’imprenditore nella
liquidazione finale del __________ 1995 è contestato dal convenuto, unico
firmatario del contratto di appalto, di modo che non sarebbe possibile
iscrivere un’ipoteca legale per tale importo.

                                         Giusta l’art. 839 cpv.
3 CC l’iscrizione dell’ipoteca legale può farsi solo se il credito è
riconosciuto dal proprietario o per sentenza del giudice e non può essere
richiesta se il proprietario offre sufficiente garanzia per il credito preteso.
Il riconoscimento del credito da parte del giudice è previsto per i casi di
contestazione dell’esistenza o dell’importo del credito (Steinauer, Les droits réels, tomo III,
2a ed., Berna 1996, n. 2888 pag. 223). Visto che l’accertamento
dell’esistenza e dell’ammontare del credito potrebbe protrarsi oltre il temine
perentorio di tre mesi per ottenere l’iscrizione, il legislatore ha conferito all’avente
diritto la possibilità di richiedere un’iscrizione provvisoria (Steinauer, op. cit., loc. cit.). In
tale procedura sommaria, basata sul principio della verosimiglianza,
l’artigiano deve rendere verosimile il suo credito e l’ammontare dello stesso (art.
961 cpv. 3 CC) e a tale valutazione il giudice non deve porre esigenze troppo
severe (Steinauer, op. cit., n.
2891 pag. 224). 

                                         Nella fattispecie la
ditta appellata ha reso verosimile l’esistenza del credito, risultante dal
costo dei lavori a corpo (forfettari) e supplementari per un importo complessivo
di fr. 297’490.–, dedotti gli acconti versati di fr. 250’000.– (doc. F). Gli
appellanti non hanno reso verosimile che tale importo non sia, seppure in
parte, dovuto, limitandosi a sostenere che non era riconosciuto dal
committente. L’argomentazione è irrilevante ai fini dell’iscrizione provvisoria
dell’ipoteca legale dell’artigiano e dell’imprenditore, prevista appunto per i
casi in cui sorgono contestazioni fra una parte e l’altra.

                                   3.   A detta degli
appellanti l’iscrizione provvisoria dell’ipoteca legale sarebbe dovuta avvenire
a carico delle singole quote di comproprietà loro appartenenti, in applicazione
dell’art. 798 cpv. 2 CC, e non a carico dell’intero fondo n. __________ RFD
__________, come disposto dal primo giudice.

                                         I comproprietari non
possono gravare la cosa di diritti di pegno o di oneri fondiari, qualora ne
siano già gravate singole quote (art. 648 cpv. 3 CC). Tale norma è applicabile
anche alle ipoteche legali (DTF 113 II 157; Steinauer,
op. cit., vol. III, n. 2657 e 2874j; Meier-Hayoz,
Berner Kommentar, 5a ed., n. 44 ad art. 648 CC), ma non giova in
concreto agli appellanti. Gli oneri ipotecari iscritti a carico del fondo n.
__________ RFD di __________ gravano infatti l’intero immobile e non le singole
quote di comproprietà (doc. A, incarto I richiamato dall’ufficio dei registri).
L’art. 648 cpv. 3 CC non è pertanto applicabile alla fattispecie e a giusta
ragione l’iscrizione provvisoria dell’ipoteca legale dell’imprenditore è quindi
avvenuta a carico dell’intero fondo. La censura degli appellanti si rivela di
conseguenza infondata.

                                   4.   Gli appellanti
sostengono che il primo giudice avrebbe a torto decretato l’iscrizione
dell’ipoteca legale anche sulla quota di comproprietà di pertinenza di
__________ __________ -__________, benché quest’ultima non abbia sottoscritto i
contratti di appalto.

                                         Il diritto
all’iscrizione di un’ipoteca legale degli artigiani e imprenditori è per definizione
diretto contro il proprietario attuale dell’immobile oggetto dei lavori (Steinauer, op. cit., n. 2877 pag.
216–217; DTF 92 II 227/230; STF del 15 giugno 1995 pubblicata parzialmente in
SJZ 93 [1997] pag. 45 n. 6). La garanzia offerta dal legislatore non è legata
alla persona del committente, ma al proprietario attuale dell’immobile (Schumacher, Das Bauhandwerkerpfandrecht,
2a edizione, Zurigo 1982, n. 436–437; Steinauer, op. cit., n. 2877a pag. 217). Nella fattispecie è
quindi del tutto irrilevante che il contratto d’appalto sia stato sottoscritto
da uno solo dei comproprietari del fondo. L’argomentazione si rivela quindi ai
limiti della temerarietà. 

                                   5.   Il Segretario
assessore ha ritenuto tempestiva l’istanza di iscrizione provvisoria
dell’ipoteca legale, dato che l’istante avrebbe reso verosimile di avere svolto
lavori di compimento dell’opera almeno fino al 12/13 giugno 1995 e pertanto
entro i 3 mesi antecedenti l’iscrizione dell’ipoteca legale. Gli appellanti
sostengono al contrario che tale termine non sarebbe rispettato, dal momento
che gli ultimi lavori effettuati dalla ditta appellata sulla particella n.
__________ RFD di __________ risalirebbero al 24 maggio 1995, come risulterebbe
dalla fattura del 29 giugno 1995.

a) Giusta l’art.
839 cpv. 2 CC l’iscrizione dell’ipoteca legale degli artigiani e imprenditori
deve essere fatta al più tardi entro tre mesi dal compimento dell’opera, cioè
da quando tutti i lavori oggetto del contratto sono stati eseguiti e l’opera
può essere consegnata. Il termine di tre mesi è perentorio ed è salvaguardato
con l’iscrizione provvisoria di cui agli art. 961 cpv. 1 e 2 CC e 22 cpv. 4 ORF
(Schumacher, op. cit., n. 697
pag. 200 e n. 739 pag. 214). L’iscrizione provvisoria può essere rifiutata solo
quando l’esistenza del diritto di pegno sembri esclusa a priori o estremamente
improbabile; nei casi dubbi deve per contro essere ammessa e la decisione sul
fondamento del diritto all’ipoteca legale demandata alla procedura di merito (Schumacher, op. cit., n. 748 pag. 217; Steinauer, op. cit., n. 2891 pag. 224;
DTF 102 II 86 consid. 2b bb; 86 I 270). Vertendo il litigio sulla tempestività
dell’istanza, in particolare, l’iscrizione provvisoria può essere rifiutata
unicamente quando non vi è alcun dubbio sul fatto che la richiesta non è
formulata in tempo utile (Schumacher,
op. cit., n. 750 pag. 218 e riferimenti giurisprudenziali citati). Tale
impostazione, favorevole al richiedente, si spiega con il fatto che, vista la
brevità del termine di perenzione, il rifiuto dell’iscrizione provvisoria del
diritto comporterebbe per l’istante la perdita del diritto all’iscrizione
dell’ipoteca legale. Al contrario, l’accoglimento dell’iscrizione provvisoria,
in caso di mancata conferma nella procedura di merito, condurrebbe solo a un
aggravio temporaneo del fondo del convenuto, peraltro evitabile mediante
fornitura di garanzie (art. 839 cpv. 3 CC; DTF 86 I 269 seg.; Schumacher, op. cit., n. 749 pag. 217).

     Determinante
ai fini della decorrenza del termine trimestrale è il giorno in cui tutte le
opere che formano parte costitutiva del contratto sono state portate a termine
(DTF 106 II 25; Schumacher, op.
cit., n. 612 pag. 172). Lavori di piccola entità o di secondaria importanza che
sono stati deliberatamente posticipati dall’artigiano o dall’imprenditore, così
come ritocchi, sostituzioni di parti difettose dell’opera prestata ed
eliminazione di altri difetti, non appartengono al completamento del lavoro
principale (Steinauer, op. cit.,
n. 2884a pag. 220; DTF 106 II 25; DTF 102 II 208). Determinanti sono invece i
lavori indispensabili per il funzionamento dell’opera, indipendentemente dal
tempo impiegato e dai relativi costi (Schumacher,
op. cit., n. 617 pag. 174 e n. 621 pag. 175).

b) Dagli atti
emerge che in data 12 e 13 giugno 1995 sono stati eseguiti alcuni lavori sul
fondo dei convenuti: sono state applicate le targhette di riconoscimento alle
condotte dell’impianto, sono stati installati i rubinetti esterni, è stato
riempito il circuito dell’impianto di riscaldamento e si è proceduto allo sfogo
dell’aria (audizione testimoniale __________ del 7 maggio 1996, pag. 17). Tale
circostanza è pure stata confermata dal montatore che ha eseguito i suddetti
lavori (audizione testimoniale __________ del 7 maggio 1996, pag. 19). La
fattura del 29 giugno 1995 indica invero quale ultimo bollettino di lavoro
quello datato 24 maggio 1995. La spiegazione risulta dalla deposizione
__________, il quale ha affermato che i bollettini venivano allestiti unicamente
per le opere a regia che esulavano dall’importo forfettario pattuito, mentre
per i lavori compresi nell’offerta, come quelli effettuati il 12 e 13 giugno
1995, si redigeva un rapporto giornaliero (audizione testimoniale __________,
pag. 17). Dall’istruttoria non è inoltre emerso che i lavori in questione siano
stati volutamente ritardati dalla ditta appellata, in modo da salvaguardare il
termine per l’iscrizione dell’ipoteca legale. In un giudizio di semplice
apparenza non si può quindi concludere che il termine utile per l’inoltro
dell’istanza di iscrizione provvisoria dell’ipoteca legale sia decorso. 

c) Occorre
ora determinare se i lavori effettuati il 12 e 13 giugno 1995 (rapporto
giornaliero doc. M) sono serviti al completamento dell’opera oppure se sono
solo lavori di secondaria importanza. Dall’istruttoria risulta – ed è manifesto
– che l’impianto di riscaldamento funzionava anche senza le piastrine applicate
ai tubi dell’impianto. Non si può dire altrimenti della posa dei rubinetti
esterni, senza i quali sarebbe stato impossibile avere l’acqua all’esterno
(audizione testimoniale __________i, pag. 17). Per quanto riguarda il
riempimento dell’impianto e lo sfogo dell’aria, il teste __________ ha affermato
che senza tali interventi l’impianto di riscaldamento funziona, ma non in
maniera ottimale (verbale di audizione testimoniale pag. 17). Sia i rubinetti
esterni che la prova di funzionamento e la regolazione dell’impianto di
riscaldamento sono esplicitamente previsti nei contratti di appalto (doc. B, capitolato
pag. 1, pag. 8; doc. C, capitolato pag. 28). Tali lavori sono avvenuti, come
risulta dalle deposizioni testimoniali, corroborate dal rapporto giornaliero
(doc. M), il 12 e il 13 giugno 1995, ossia poco prima della consegna ufficiale
dell’impianto sanitario e di riscaldamento, prevista dai contratti, che ha
avuto luogo il 14 giugno 1995 (doc. E). La fattura finale, infine, è stata
emessa il 29 giugno 1995 (doc. F). Il concatenarsi degli eventi (lavori finali,
collaudo ed emissione della fattura) lascia concludere, a un esame di mera verosimiglianza,
che i lavori di rabbocco e regolazione dell’impianto di riscaldamento e la posa
dei rubinetti esterni possono essere considerati necessari alla completazione
dell’opera conformemente al contratto, nonostante l’esigua entità oggettiva
dell’intervento stesso (DTF 106 II 22, relativa alla messa a punto di un impianto
di riscaldamento; Schumacher, op.
cit., n. 617, 623). Non risulta, a questo stadio della procedura, che
l’imprenditore abbia ritardato per sua colpa i lavori conclusivi, tanto più che
il committente non risulta nemmeno averlo messo in mora per inadempimento delle
prestazioni contrattuali (Schumacher,
op. cit., n. 628 e 629). Non vi sono dunque motivi, a questo stadio della
procedura, per scostarsi dal giudizio pretorile. L’appello, infondato in ogni
suo punto, deve pertanto essere respinto.

                                   6.   Gli oneri del
presente giudizio seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC) e sono posti a
carico degli appellanti in solido, i quali rifonderanno alla controparte
un’equa indennità a titolo di ripetibili di appello. 

 

Per questi motivi,

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

pronuncia:              1.   L’appello è respinto
e la sentenza impugnata è confermata.

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 350.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
400.–

                                         sono
posti a carico degli appellanti in solido, i quali rifonderanno all’appellata,
sempre in solido,  fr. 700.– a titolo di ripetibili d’appello.

                                   3.   Intimazione:

                                         –
avv. __________ __________, __________;

                                         –
avv. __________ __________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio Nord

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La segretaria