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**Case Identifier:** 7b7dd1c6-d69d-58dc-b6e9-7280d695ba94
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-09-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.09.2009 A-40/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-40-2008_2009-09-15.pdf

## Full Text

Corte I
A-40/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 5  s e t t e m b r e  2 0 0 9

Giudici Markus Metz (presidente del collegio), 
Pascal Mollard, Marianne Ryter Sauvant, 
cancelliere Marco Savoldelli.

X._______,
ricorrente,

contro

Amministrazione federale delle contribuzioni,
Divisione principale dell'imposta sul valore aggiunto, 
Schwarztorstrasse 50, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Imposta sul valore aggiunto, 
periodo 4. trimestre 1996-2. trimestre 2001.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

A-40/2008

Fatti:

A.
La ditta X._______ è una società anonima che ha quale scopo sociale 
iscritto  a  registro  di  commercio  (...).  Secondo  quanto  da  lei  stessa 
indicato e quindi appurato dalle autorità fiscali, la sua attività consiste 
in realtà nella gestione di uno stabile industriale di sua proprietà, che 
sorge sulla particella no. (...) RFD del Comune di (...), da lei locato a 
terzi.  La  X._______  ha  ottenuto  l'iscrizione  su  base  volontaria  nel 
registro dei contribuenti per l'imposta sul valore aggiunto dal 1. ottobre 
1996. 

B.
Nei  mesi  di  settembre e  novembre 2001,  l'Amministrazione federale 
delle contribuzioni (AFC) ha effettuato una visita presso gli uffici della 
contribuente. In quell'occasione, essa ha rilevato errori di trattamento 
fiscale, segnatamente in relazione ad importanti opere di ristrutturazio-
ne ed ampliamento effettuati tra il 1994 e il 1996, che avevano com-
portato la sopraelevazione di due piani dello stabile citato: al già esi-
stente piano terreno, locato dal 1. luglio 1994 ad una ditta della regio-
ne, erano stati  infatti  aggiunti  un primo e un secondo piano, locati  a 
loro volta a partire dal 1. gennaio 1997 ad un'altra ditta della regione. A 
seguito di ciò, l'AFC ha quindi emesso il conto complementare no. (...) 
di  fr.  269'012.00  (in  base  ai  calcoli  riportati  dall'AFC  medesima:  fr. 
269'012.30), oltre a interessi di mora del 5% a partire dal 30 agosto 
1997 e la nota di credito no. (...) di fr. 82'470.00.

Secondo l'AFC, l'ammontare della ripresa effettuata è da ricondurre ai 
motivi  seguenti:  (1)  alla  constatazione che le  contribuente  aveva di-
chiarato l'imposta sulle  pigioni  incassate ma non fatturate ai  locatari 
dell'immobile  di  sua proprietà nel  periodo 1.1.1995-30.9.1996 (conto 
complementare,  p.to  1); (2)  alla  constatazione della  mancanza degli 
estremi per far valere la nascita successiva del diritto alla deduzione 
dell'imposta  precedente  giusta  l'art.  33  dell'ordinanza  del  22  giugno 
1994 concernente l'imposta sul valore aggiunto (OIVA, RU 1994 1464 
e successive modifiche; conto complementare, p.to 2). 

Sempre per  l'AFC,  la  nota  di  credito  menzionata si  giustifica invece 
sulla  base  dell'applicazione  della  differente  normativa,  ancorata 
nell'art. 42 della legge federale del 2 settembre 1999 concernente l'im-
posta  sul  valore  aggiunto  (LIVA;  RS  641.20), in  merito  alla  nascita 

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successiva di tale diritto (nota di credito, p.to 1). Essa tiene nel con-
tempo conto unicamente di  una parte degli  importi  fatti  valere quale 
imposta  precedente  dalla  contribuente,  mentre  non  ne  considera  il 
resto – concernente in  sostanza le  prestazioni  di  progettazione e di 
capomastro fornite dalla ditta Y._______, poi fallita – in quanto i  giu-
stificativi presentati  non soddisfacevano ai requisiti  richiesti  dall'OIVA 
rispettivamente dalla LIVA (allegato A al  rapporto di  revisione del 21 
dicembre 2001).

C.
Il 27 dicembre 2001, la contribuente ha scritto all'AFC comunicandole 
di  non  concordare  con  l'esito  del  controllo  effettuato. Conseguente-
mente, ha chiesto l'emissione di una decisione impugnabile.

D.
Con decisione del 16 gennaio 2003, l'AFC ha confermato la ripresa fi-
scale di cui sopra come pure la nota di credito ad essa correlata. Detta 
decisione è stata oggetto di reclamo il 14 febbraio successivo.

E.
ll  16 novembre 2007, l'AFC (autorità inferiore) ha respinto il  reclamo 
presentato dalla contribuente, decidendo di confermare integralmente 
sia il conto complementare no. (...) sia la nota di credito no. (...).

F.
Questa ulteriore decisione è stata impugnata dalla X._______ (ricor-
rente)  con ricorso  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  3 
gennaio 2008.

Confermando di riconoscere di aver dichiarato e pagato a torto l'impo-
sta sulle pigioni incassate ma non fatturate ai locatari dell'immobile di 
sua proprietà, con tale atto essa: (1) ribadisce, sulla base dell'art 33 
OIVA, di aver correttamente fatto valere l'imposta precedente inerente 
gli anni 1995 e 1996 pagata agli artigiani che avevano svolto gli inter-
venti sul suo immobile; (2) sia che sia applicabile l'33 OIVA sia che, in 
via subordinata, trovi applicazione l'art. 42 LIVA, si oppone – sulla ba-
se  di  una  dichiarazione  dell'11  febbraio  2003  dell'ex  amministratore 
unico  della  stessa  –  al  non  riconoscimento  da  parte  dell'AFC della 
deduzione dell'imposta precedente relativa ai costi per le opere di pro-
gettazione e di capomastro eseguiti dalla ditta Y._______.

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Di conseguenza, chiedendo l'annullamento della decisione impugnata, 
la  ricorrente  fa  rinvio  al  reclamo  interposto  domandando: (1)  in  via 
principale, in applicazione dell'art. 33 OIVA e sulla base della dichiara-
zione citata, la correzione del conto complementare no. (...) e l'annul-
lamento della nota di credito no. (...); (2) in via subordinata, nel caso 
gli estremi per applicare l'art. 33 OIVA non siano dati e sia per contro 
determinante  l'art.  42  LIVA,  sempre  sulla  base  della  dichiarazione 
dell'11 febbraio 2003, la correzione della nota di credito no. (...) nella 
misura da lei indicata.

G.
La risposta dell'AFC data del  28 febbraio 2008. Facendo riferimento 
alla decisione impugnata, con tale atto essa chiede che il ricorso ven-
ga respinto. 

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, 
in diritto.

Diritto:

1.

1.1 Lo scrivente Tribunale è competente per decidere il presente gra-
vame in virtù degli  art. 1,  31, 32 e 33 della legge federale del 17 giu-
gno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale (LTAF;  RS  173.32). 
Fatta eccezione per  quanto  direttamente  prescritto  dalla  LTAF come 
pure da normative speciali (cfr. art. 37 LTAF, art. 2 e art. 4 della legge 
federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa [PA; RS 
172.021]), la procedura soggiace alla PA. 

1.2 Impugnato con atto tempestivo (art. 20 segg. PA, art. 50 PA), nel 
rispetto  delle  esigenze di  forma e  di  contenuto  previste  dalla  legge 
(art. 52 PA), il provvedimento in esame è una decisione fondata sul di-
ritto pubblico federale giusta l'art. 5 PA. 

1.3 Comportando la stessa un onere pecuniario, dato è senz'altro an-
che l'interesse a ricorrere. Di qui la legittimazione della ricorrente (art. 
48 cpv. 1 PA). Il ricorso presentato è pertanto ricevibile in ordine e de-
v'essere esaminato nel merito.

1.4 Per le ragioni esposte nei considerandi che seguono, il  fascicolo 
processuale risulta sufficientemente chiaro ed esaustivo. Alle generi-

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che richieste della ricorrente di  esperire un sopralluogo ed eseguire 
una perizia, di procedere all'audizione di non meglio precisati testi co-
me pure al richiamo e all'edizione di sempre non meglio precisati do-
cumenti non è stato quindi dato seguito (DTF 123 II 248, consid. 2a; 
122 II 274, consid. 1d).

2.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l’accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti e l’inadeguatezza (art. 49 PA). Da 
parte sua, il  Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai 
motivi  addotti  (art. 62  cpv. 4  PA),  né  dalle  considerazioni  giuridiche 
della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (PIERRE 
MOOR, Droit administratif, vol. II, 2. edizione, Berna 2002, no. 2.2.6.5.). 
Anche in ambito fiscale, i principi della massima inquisitoria e dell’ap-
plicazione d’ufficio del diritto sono tuttavia limitati. L’autorità competen-
te  procede  infatti  spontaneamente  a  constatazioni  complementari  o 
esamina altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti 
risultino indizi in tal senso (DTF 122 V 157, consid. 1a; 121 V 204, con-
sid. 6c; DTAF 2007/27, consid. 3.3; XAVIER OBERSON, Le contentieux fis-
cal,  in: Les procédures en droit  fiscal,  2. edizione, Berna 2005, pag. 
722 segg.).

3.
Per l'art. 93 cpv. 1 LIVA, le operazioni eseguite prima della sua entrata 
in vigore soggiacciono al diritto previgente. La LIVA e l'ordinanza del 
29 marzo 2000 relativa alla legge federale concernente l'imposta sul 
valore aggiunto (OLIVA; RS 641.201) sono entrate in vigore il 1. gen-
naio 2001. Nella misura in cui la presente procedura ha per oggetto il 
periodo  dall'1.10.1996  al  31.12.2000, alla  stessa  risulta  applicabile 
l'OIVA (decisione  del  Tribunale  federale  2A.25/2005  del  17  gennaio 
2006,  consid. 2;  decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale 
A-1649/2006 del 5 febbraio 2008, consid. 4.1); nella misura in cui ri-
guarda  il  periodo  dall'1.1.2001  al  30.6.2001  rispettivamente  prende 
quale data di riferimento per lo sgravio concesso con la nota di credito 
no. (...) la situazione al 1. gennaio 2001, essa è sottoposta per contro 
alla LIVA.

4.

4.1 Il sistema dell'IVA è concepito in modo che ogni fornitore di beni o 
prestazioni  sia imposto solo sul  valore aggiunto che egli  apporta. Di 

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conseguenza, sempre che la fatturazione sia stata svolta in maniera 
corretta (art. 28 e art. 37 LIVA), aspetto che compete al destinatario di 
verificare (decisione del Tribunale federale 2C_263/2007 del 24 agosto 
2007, consid. 3), il contribuente che utilizza beni o prestazioni di ser-
vizi per effettuare a sua volta forniture o prestazioni di servizi imponi-
bili o operazioni per la cui imposizione egli aveva optato (art. 20 OIVA 
e art. 26 LIVA) ha di massima il diritto di dedurre l'imposta fatturatagli 
da altri contribuenti (imposta precedente; art. 29 OIVA e art. 38 LIVA).

4.2 Se  i  presupposti  per  la  deduzione  dell'imposta  precedente  non 
erano  dati  al  momento  della  ricezione  della  fornitura  o  al  momento 
dell'importazione,  ma  si  verificano  successivamente,  la  deduzione 
dell'imposta precedente può essere effettuata, a determinate condizio-
ni, nel rendiconto del periodo fiscale in cui i presupposti sono adem-
piuti  (art. 33 OIVA e 42 LIVA;  TOBIAS FELIX ROHNER,  Der nachträgliche 
Vorsteuerabzug  [Einlageentsteuerung]  im  schweizerischen  MWSTG 
und nach der 6. MwSt.-Richtlinie  der EU, Berna 2007, pag. 3 segg.; 
ANNIE ROCHAT PAUCHARD,  La  régularisation  de  la  déduction  de  l'impôt 
préalable  en  matière  de  TVA ou  les  changements  d'affectation,  in: 
Liliane Subilia-Rouge/Pascal Mollard/Anne Tissot Benedetto [curatori], 
Festschrift zum 10. Geburtstag der Eidgenössischen Steuerrekurskom-
mission [SRK], Losanna 2004, pag. 257 segg., 273 segg.). 

4.3 Ancorché regolata in modo specifico, l'opzione prevista dagli  art. 
33 OIVA e 42 LIVA basa sui medesimi principi di cui agli art. 29 OIVA e 
38 LIVA (decisioni del Tribunale amministrativo federale A-1581/2006 
del  23  giugno  2008,  consid. 5.3; A-1418/2006 del  14  maggio  2008, 
consid. 6.2.3; A-1477-8/2006 del  10 marzo 2008,  consid. 2.2.2). Ciò 
significa che la possibilità di potervi far capo è subordinata all'esisten-
za di una fattura o di un documento giustificativo equivalente, se del 
caso rettificati in base alle condizioni previste dall'AFC nel formulario 
1310, oggi 1550, disponibile sul suo sito internet (decisione del Tribu-
nale  amministrativo  federale  A-1476-1492/2006  del  26  aprile  2007, 
consid.  4.2.2,  confermata  con  decisione  del  Tribunale  federale 
2C_263/2007 del 24 agosto 2007; ROHNER, op. cit., pag. 150 segg.).

4.4 A questa condizione non può essere per altro derogato neppure 
invocando gli art. 15a o 45a OLIVA. Entrate in vigore il 1. luglio 2006, 
tali norme permettono infatti unicamente di supplire a eventuali caren-
ze formali relative al nome, all'indirizzo del contribuente e al destinata-
rio della fornitura o della prestazione di servizi (art. 15a OLIVA) rispet-

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tivamente escludono una ripresa fiscale sulla base di semplici lacune 
formali  se  emerge o  il  contribuente  dimostra  che la  Confederazione 
non ha subito perdite d'imposta per l'inosservanza di una prescrizione 
di forma (art. 45a OLIVA; circa la loro legalità ed applicabilità retroatti-
va  cfr.  decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale  A-1438/2006 
dell'11 giugno 2007, consid. 3.3; A-1476/2006 del 26 aprile 2007, con-
sid. 4.2.3; A-1352/2006 del 25 aprile 2007, consid. 6; A-1455/2006 del 
25 aprile 2007, consid. 5.4). 

5.

5.1 Come visto, la nascita successiva del diritto alla deduzione dell'im-
posta  precedente  è  un'opzione  contemplata  sia  dall'OIVA che  dalla 
LIVA. Tra le due normative vi sono però alcune importanti differenze. 

5.2 Giusta l'art. 33 cpv. 2 OIVA una deduzione successiva è possibile 
solo se tra il momento in cui il bene è stato fornito o importato e quello 
in cui è nato il diritto alla deduzione dell'imposta precedente esso non 
è  stato  usato  (ALOIS CAMENZIND/NIKLAUS HONAUER,  Handbuch  zur  neuen 
Mehrwertsteuer, Berna 1995, no. 963;  RUDOLF SCHUMACHER, Einlageent-
steuerung – erste Überlegungen, in: Der Schweizer Treuhänder [ST], 
11/1999, pag. 1035).

5.3 Questa condizione non vale invece nel caso sia applicabile l'art. 
42 LIVA. Tale disposto, che estende tra l'altro la nascita successiva del 
diritto alla deduzione dell'imposta anche alle prestazioni di servizi, pre-
vede però che nel caso, durante il periodo compreso tra la ricezione 
della fornitura o l'importazione e l'adempimento delle condizioni di de-
duzione dell'imposta precedente, il bene in oggetto è stato utilizzato, 
l'imposta precedente deducibile venga linearmente ridotta per ogni an-
no trascorso: per i beni mobili, in ragione di un quinto del suo ammon-
tare; per i beni immobili, in ragione di un ventesimo (decisioni del Tri-
bunale  amministrativo  federale  A-1477-8/2006  del  10  marzo  2008, 
consid. 2.2.2; A-1371/2006 del 26 luglio 2007, consid. 2.4; IVO GUT, in: 
Diego Clavadetscher/Pierre-Marie Glauser/Gerhard Schafroth [curato-
ri],  mwst.com,  Kommentar  zum  Bundesgesetz  über  die  Mehrwert-
steuer, Basilea 2000, ad art. 42 p.to A. no. 2 seg.; RUDOLF SCHUMACHER, 
in: Clavadetscher/ Glauser/ Schafroth [curatori], op. cit. , ad art. 42 p.to 
B. no. 4.).

5.4 Per quanto riguarda i montanti d'imposta precedente che non han-
no potuto essere dedotti tra il 1995 e il 2000, poiché le condizioni po-

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ste dall'art. 33 OIVA non risultavano date, la LIVA non permette nes-
sun recupero retroattivo. Tuttavia, per quei beni che hanno un valore 
residuo al 1. gennaio 2001 e che continuano a servire a dei fini impo-
nibili, riconosciuta è la possibilità di dedurre la parte di imposta prece-
dente ancora risultante a tale data giusta l'art. 42 cpv. 3 LIVA (ROCHAT 
PAUCHARD, op. cit., pag. 274 seg.).  

6.
Nella fattispecie, chiedendo l'annullamento della decisione impugnata, 
la ricorrente postula: (1) in via principale, applicando l'art. 33 OIVA e 
facendo capo a una dichiarazione dell'11 febbraio 2003 dell'ex ammini-
stratore unico della ditta Y._______, nel frattempo fallita, la correzione 
del conto complementare no. (...) e l'annullamento della nota di credito 
no. (...); (2) in via subordinata, nel caso gli estremi per applicare l'art. 
33 OIVA non siano dati e sia per contro determinante l'art. 42 LIVA, 
sempre sulla base della dichiarazione dell'11 febbraio 2003, la corre-
zione della nota di credito no. (...).

Di seguito occorre quindi chiarire due aspetti  distinti. In primo luogo, 
quello  dell'applicabilita  dell'art.  33  OIVA  rispettivamente  dell'art.  42 
LIVA (successiva consid. 7). In  secondo luogo,  quello  del  diritto  alla 
deduzione dell'imposta precedente in  relazione alle  prestazioni  della 
ditta  Y._______  sulla  base  della  più  volte  menzionata  dichiarazione 
dell'11 febbraio 2003, prodotta dalla ricorrente, a complemento dei giu-
stificativi presenti nei libri contabili, allo scopo di attestare e regolariz-
zare la sua posizione (successiva consid. 8).

7.

7.1 La ricorrente osserva che i lavoro di cui è stata oggetto la sua par-
ticella tra il 1994 e il 1996 hanno riguardato l'edificazione di una nuova 
ala indipendente dalla costruzione a quel tempo già esistente, anche 
se ad essa collegata. Sulla base del fatto che tutta la nuova parte della 
costruzione non sarebbe mai stata locata durante la fase di ristruttura-
zione/ampliamento e che l'imposta precedente dichiarata sarebbe rela-
tiva unicamente ai lavori resisi necessari per la costruzione di questa 
nuova ala (sopraelevazione di  due piani  dell'edificio  esistente),  essa 
giunge pertanto alla conclusione che gli estremi per il riconoscimento 
della nascita successiva del diritto alla deduzione dell'imposta prece-
dente giusta l'art. 33 cpv. 2 OIVA siano senz'altro adempiuti. Di conse-
guenza, ne chiede l'applicazione sulla base dei dati contenuti nell'alle-
gato A del rapporto di revisione che, salvo per quanto riguarda le pre-

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stazioni della ditta Y._______ (cfr. successivo consid. 8), non vengono 
da lei concretamente messi in discussione.

7.2 L'AFC non è per contro del medesimo avviso. Pur non contestan-
do che i due nuovi piani dello stabile esistente sono stati locati a terzi 
solo a partire dal 1. gennaio 1997, ovvero posteriormente all'assogget-
tamento della ricorrente, avvenuto il 1. ottobre 1996 su base volontaria 
giusta l'art. 20 cpv. 1 lett. b OIVA, l'autorità inferiore non ritiene infatti 
giustificato fare nessuna distinzione tra la situazione precedente i lavo-
ri e quella successiva. Rilevando che il piano terreno della costruzione 
che si erge sulla particella no. (...) RFD del Comune di (...)  risultava 
locato, quindi utilizzato, già dal 1. luglio 1994, nega di conseguenza – 
con riferimento all'art. 33 cpv. 2 OIVA – anche il diritto alla deduzione 
successiva  dell'imposta  precedente  concernente  l'edificazione  del 
primo  e  del  secondo  piano,  considerandoli  un  “unico  immobile” 
rispettivamente un “unico bene” insieme al piano originario. 

7.3 Sennonché, una simile conclusione non può essere condivisa. Es-
sa non tiene infatti conto del fatto che l'art. 33 cpv. 2 OIVA e la condi-
zione che prescrive devono necessariamente essere messi in relazio-
ne con la fornitura per cui viene fatta valere la deduzione giusta l'art. 
29 cpv. 1 lett. a OIVA, nel contesto del sistema delle norme componen-
ti l'OIVA (al riguardo cfr. DTF 125 II 326, consid. 5; 124 II 372, consid. 
5; ERNST HÖHN/ROBERT WALDBURGER, Steuerrecht, vol. I, 8 edizione, Berna 
1997, § 5 no. 42 segg.). 

7.4 Nella fattispecie, tale fornitura è costituita in sostanza dai lavori di 
sopraelevazione dello stabile già esistente sulla particella di proprietà 
della ricorrente a norma dell'art. 5 cpv. 1 lett. a OIVA. Conseguente-
mente,  è quindi  solo limitatamente al  risultato  di  questi  lavori  –  due 
ulteriori piani, che, anche dal punto di vista economico, costituiscono 
l'effettivo  bene  fornito  (BÜHLMANN JÖRG R.,  Das  Schweizer  Mehrwert-
steuer-Handbuch,  Zurigo  1994,  pag.  36;  PATRICK IMGRÜTH,  in: 
Clavadetscher/Glauser/Schafroth [curatori], op. cit. , ad art. 6, no. 3) –, 
che occorreva chiedersi se la condizione dell'astensione dall'uso fino 
al verificarsi dei presupposti per la deduzione dell'imposta precedente 
fosse adempiuta. 

7.5 A tale domanda dev'esssere data risposta affermativa. Come già 
rilevato, sulla scorta dei contratti di locazione agli atti, risulta infatti che 
la prima locazione dei due nuovi piani componenti lo stabile sito sulla 
particella no. (...) RFD del Comune di (...)  risale al  1. gennaio 1997, 

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momento in cui la ricorrente risultava già assoggettata all'imposta a ti-
tolo volontario e disponeva pertanto del diritto alla deduzione dell'im-
posta  precedente  per  i  costi  sostenuti  prima  del  1.  ottobre  1996, 
secondo quanto indicato nell'allegato A.

7.6 La conclusione dell'AFC, secondo cui i tre piani componenti lo sta-
bile  sito  sulla  particella  della  ricorrente  –  in  quanto  costituenti  una 
“proprietà  immobiliare  intera”  rispettivamente  un  “unico  immobile”  – 
debbano essere necessariamente considerati  anche un “unico bene” 
ai  sensi  dell'OIVA, non risulta  per altro sostenibile neppure alla luce 
delle Istruzioni per i contribuenti IVA e del Promemoria no. 25 dell'AFC 
concernente la nascita successiva del diritto alla deduzione dell'impo-
sta precedente nell'esecuzione di  beni  (edizioni  1997),  da lei  stessa 
pubblicati. Osservando che sono considerati  “beni” le cose mobili  ed 
immobili nonché l'energia elettrica, il gas, il calore, il freddo, la pressio-
ne,  il  vuoto,  il  vapore e simili,  nella  prima pubblicazione menzionata 
l'autorità  inferiore rileva infatti  che non valgono quali  immobili  unica-
mente le proprietà immobiliari e gli edifici, ma anche semplici “parti di 
essi” (Istruzioni 1997 per contribuenti IVA, no. 111 segg., 117). Nella 
versione  tedesca  del  secondo  testo  citato,  l'autorità  inferiore  indica 
inoltre  esplicitamente l'ampliamento (“Anbau”)  di  uno stabile  già esi-
stente, quale esempio di fornitura di bene che può dare diritto alla de-
duzione successiva dell'imposta precedente giusta l'art. 33 OIVA (cfr. 
Merkblatt Nr. 25 über die spätere Entstehung des Anspruchs auf Vor-
steuerabzug beim Erstellen von Gegenständen  [Art. 33 MWSTV] del 
31 gennaio 1997, cifra. 2; in senso conforme cfr. anche Merkblatt Nr. 
14 über den Eigenverbrauch bei Arbeiten an Bauwerken und über die 
Option beim Realisieren von Bauvorhaben del 31 luglio 1995, cifra 2).

7.7 La censura concernente la mancata applicazione dell'art. 33 OIVA 
alla fattispecie, deve essere quindi considerata fondata. Contrariamen-
te a quanto rilevato dall'AFC, gli estremi per l'applicazione di tale nor-
ma risultavano dati.

8.

8.1 Come visto, nell'ambito dell'erronea applicazione dell'art. 42 LIVA 
in luogo dell'art. 33 OIVA, l'AFC nega alla ricorrente pure il diritto alla 
deduzione dell'imposta precedente in  relazione alle  prestazioni  della 
ditta  Y._______.  L'autorità  inferiore  ritiene  infatti  che  l'attestazione 
dell'11 febbraio 2003,  sottoscritta  dal signor Z._______, già ammini-
stratore unico di quest'ultima, non abbia valore legale. 

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8.2 Non contestando la valutazione espressa dall'AFC in merito alla 
documentazione contabile  rinvenuta  presso i  suoi  uffici,  aspetto  che 
esula  quindi  dalla  presente  vertenza,  la  ricorrente  considera  invece 
che detta dichiarazione attesti  e  regolarizzi  il  suo diritto  al  recupero 
dell'imposta precedente. 

8.3 A torto. In effetti, la dichiarazione prodotta – allestita l'11 febbraio 
2003 dall'ex amministratore unico della Y._______, ad oltre due anni 
dal suo fallimento e dalla sua cancellazione dal registro di commercio, 
quindi anche della perdita della personalità giuridica (ROLAND VON BÜREN/ 
WALTER A. STOFFEL/ ROLF H. WEBER, Grundriss des Aktienrechts, Zurigo 
2005, no. 1272) – non costituisce a priori  né una fattura o un docu-
mento giustificativo equivalente ai sensi dell'art. 28 OIVA né una loro 
valida rettifica. Occorre infatti  rilevare che la validità materiale e non 
solo formale – ciò che esclude anche un'eventuale applicazione degli 
art. 15a e 45a LIVA alla fattispecie – di una fattura rispettivamente di 
una dichiarazione volta a correggere a posteriori fatture incomplete – 
ammessa comunque solo nel  caso del rispetto di  ulteriori  condizioni 
(cfr. in proposito precedente consid. 4.3 ed i rinvii in essa contenuti) –, 
è subordinata al fatto che tali documenti possano essere imputabili al 
fornitore o prestatore di  servizi  medesimo, ciò  che non è manifesta-
mente il caso nella fattispecie (decisione del Tribunale amministrativo 
federale A-1476/2006 e A-1492/2006 del 26 aprile 2007, consid. 4.2.2, 
con ulteriori rinvii; XAVIER OBERSON, Droit fiscal suisse, 3. edizione, Basi-
lea 2007, no. 320; ROHNER, op. cit., pag. 150 segg.).

8.4 Su questo secondo punto, il ricorso interposto risulta quindi infon-
dato. In difetto delle condizioni richieste, il diritto di dedurre l'imposta 
precedente  in  relazione alle  prestazioni  della  ditta  Y._______ –  che 
comporta per la ricorrente una diminuzione di suoi oneri fiscali, e che 
quindi spettava a quest'ultima di provare (decisione del Tribunale fede-
rale 2A.406/2002 del 31 marzo 2004, consid. 3.4; decisione del Tribu-
nale amministrativo federale A-1373/2006 del 16 novembre 2007, con-
sid. 2.1) – le deve essere infatti negato.

9.
Per quanto precede, il ricorso è parzialmente accolto. Di conseguenza, 
l'incarto  va  rinviato  all'AFC,  affinché  provveda  a  un  nuovo  calcolo 
dell'imposta dovuta ai sensi dei considerandi.

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10.
L'importo di fr. 3'000.-- è posto a carico della ricorrente a titolo di spe-
se processuali ridotte (art. 63 cpv. 1 PA; art. 1 segg. TS-TAF del regola-
mento  del  21  febbraio  2008 sulle  tasse e sulle  spese ripetibili  nelle 
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  [TS-TAF;  RS 
173.320.2]). Ad avvenuta  crescita  in  giudicato  del  presente  giudizio, 
esso  verrà  dedotto  dall'anticipo  di  fr.  6'000.--  da  lei  versato. Previa 
indicazione delle  sue coordinate bancarie  o postali,  la  rimanenza le 
verrà per contro restituita.

11.
La ricorrente ha agito nella presente procedura facendosi assistere da 
uno studio fiduciario, che ha pure redatto il ricorso. Considerato però 
che l'amministratore unico della ricorrente era socio con firma individu-
ale di  tale  studio, da lui  nel  frattempo personalmente  rilevato, come 
pure che è stato quest'ultimo a sottoscrivere il ricorso, nella fattispecie 
non si giustifica riconoscere alla stessa nessuna indennità per ripetibili 
(art. 64 cpv. 1 PA; art. 9 cpv. 1 lett. a e contrario TS-TAF).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto. L'incarto è rinviato all'Amministrazio-
ne federale delle contribuzioni, affinché provveda a un nuovo calcolo 
dell'imposta dovuta ai sensi dei considerandi. 

2.
L'importo di fr. 3'000.-- è posto a carico della ricorrente a titolo di spe-
se processuali ridotte. Ad avvenuta crescita in giudicato del presente 
giudizio,  tale  importo  verrà  dedotto  dall'anticipo  di  fr. 6'000.--  da  lei 
versato. La rimanenza le verrà per contro restituita.

3.
Non vengono assegnate ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (atto giudiziario)

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Markus Metz Marco Savoldelli

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un ter-
mine  di  30  giorni  dalla  sua  notificazione,  nella  misura  in  cui  sono 
adempiute le condizioni di cui agli  art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 
della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17  giugno  2005  (LTF,  RS 
173.110). Gli  atti  scritti  devono essere redatti  in  una lingua ufficiale, 
contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed 
essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 
ricorrente – i  documenti indicati come mezzi di prova devono essere 
allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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