# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f033cfda-1b9b-5902-9546-814622e50092
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-08-04
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 04.08.2005 12.2004.90
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2004-90_2005-08-04.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2004.90

  	
  Lugano

  4 agosto 2005/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Epiney-Colombo e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.1997.151
della Pretura __________ promossa con petizione 1 settembre 1997 da

 

	
   

  	
  AP 1  

    RA 1  

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  AA 1  

    RA 2  

   

  

 

chiedente
la condanna del convenuto al pagamento dell’importo di fr. 97'782.- oltre interessi
al 8,75% dal 31 maggio 1993 e spese nonché il rigetto dell’opposizione
interposta dall’escusso al PE no 253362 __________; 

 

domanda
avversata dal convenuto nella misura in cui eccede fr. 19'290.- oltre interessi
al 5% dal 12 luglio 1993, e che il Pretore con sentenza 8 aprile 2004 ha
accolto limitatamente all’importo di fr. 56'002.- oltre interessi al 5% dal 21
maggio 1993;

 

appellante
l’attrice con atto di appello 7 maggio 2004, con cui chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di accogliere la petizione per un importo di fr. 89’348.-
oltre interessi al 5% dal 31 maggio 1993;

 

mentre
il convenuto, con osservazioni del 14 giugno 2004, postula la reiezione del
gravame di parte avversa e con appello adesivo di medesima data chiede la
riforma della sentenza del Pretore nel senso di accogliere la petizione
limitatamente a fr. 19'290.- oltre interessi;

 

letti ed esaminati gli atti e i documenti prodotti

 

 

ritenuto

 

in fatto:

 

                                          1.    AP 1 è una società attiva nel commercio e nella rappresentanza di apparecchiature nei campi
dell'elettronica, dell'informatica, delle telecomunicazioni e della burotica, nonché
nella realizzazione ed elaborazione negli stessi campi e consulenze nel ramo.

                                                 Negli anni 1989-1993 essa ha fornito diversi apparecchi e programmi
informatici allo AA 1. Il 29 marzo 1993 essa ha emesso una fattura di
complessivi fr. 192'282.- per le proprie prestazioni, somma dalla quale ha dedotto
acconti per complessivi fr. 100'000.-. Lo scoperto di fr. 92'282.- è rimasto
impagato.

 

 

                                          2.    Per meglio comprendere i rapporti tra le parti, appare opportuno accennare a due ulteriori fattispecie, pure oggetto
di contenzioso. L’una riguarda __________ M____________________, il quale ha
collaborato con la AP 1 - e già precedentemente a far tempo dai primi anni ’80
con la ditta individuale G__________, di cui la SA ha ripreso l’attività
commerciale nel 1989 - occupandosi di consulenza informatica. Terminato il rapporto
di collaborazione alla fine del 1992, ne è seguita una procedura giudiziaria
avviata nel luglio del 1994 da __________ M__________, avente per oggetto la
sua remunerazione. La vertenza è stata definitivamente conclusa con sentenza
del Tribunale Federale del 29 novembre 2002.

 

                                                 L’altra
fattispecie riguarda invece l’edificazione, negli anni 1987/1988, di uno stabile commerciale abitativo ____________________, il quale
aveva incaricato AP 1 della parte statica, di ingegneria civile e di controllo
dei lavori. Emersi dei difetti nel 1989, le parti hanno fatto capo ad una
procedura arbitrale per definirne le responsabilità e stabilire chi doveva
sopportarne i costi. L’arbitrato, dipendente da un patto del 19 ottobre 1992, è
terminato con un accordo transattivo perfezionato nel mese di marzo 1995, in
virtù del quale e per quanto qui interessa lo AA 1, considerato parzialmente responsabile
del danno, ha dovuto versare a G__________ un’indennità di fr. 39'700.- a
liquidazione delle pretese per difetti dell’opera. Nel frattempo, il medesimo __________
aveva trasmesso al convenuto il conteggio dei propri onorari inerenti la
menzionata costruzione che, tenuto conto del versamento di un acconto di
30'000.-, concludeva con un residuo di fr. 28’500.- a proprio favore, somma pure
oggetto di una procedura giudiziaria, definita l’8 aprile 2004 con sentenza del
Pretore __________ e contro la quale è tutt’ora pendente un appello a questa
Camera giudicato il 3 agosto 2005.

 

 

                                          3.    Con petizione 1 settembre 1997 la AP 1 ha chiesto la condanna del convenutoAP
1al pagamento dell’importo di fr. 97'782.- oltre interessi al 8,75% dal 31
maggio 1993 e spese nonché il rigetto dell’opposizione interposta dall’escusso
al PE no 253362 __________. L’attrice ha asserito di aver fornito apparecchi
informatici al convenuto, in particolare elaboratori, stampanti, scanner e
programmi, installandoli nel suo ufficio ed adattandoli alle sue esigenze,
oltre ad un computer, ordinato da__________ __________ M__________, che ne
aveva fatto omaggio alla S__________, per un costo complessivo di fr. 192'282.-.
Dopo il versamento di acconti per fr. 100'000.- controparte nulla avrebbe più
versato, sollevando inconsistenti motivi per sottrarsi al pagamento della
fattura.  

 

 

                                          4.    Con
risposta 19 agosto 1998 il convenuto si è opposto alla petizione, riconoscendosi
debitore unicamente dell’importo di fr. 19'290.-. Ricordato che dal marzo del
1989 l’attrice aveva fornito allo studio __________ apparecchiature
informatiche per complessivi fr. 219'394.-, di cui fr. 162'807.- erano stati
pagati, il convenuto adduce che in occasione di un incontro tra le parti del 3
settembre 1992 era stato concluso un accordo compensativo, in virtù del quale esso
aveva concesso uno sconto del 20% sulla nota d’onorario d’ingegnere per le prestazioni
fornite nell’ambito della costruzione dello stabile __________ dell’attrice, la
quale a sua volta aveva concesso uno sconto del 17% sull’insieme delle fatture
per materiale informatico, con la conseguenza che le reciproche pretese erano
state azzerate.

                                                 Il
convenuto ha poi contestato alcune voci della fattura ritenendo infondati taluni
costi, e si è opposto al pagamento della fattura relativa alla fornitura di un
computer alla S__________, non di sua competenza.  

 

                                                 Con
l’allegato di replica l’attrice ha diminuito la propria pretesa a fr. 94'848.-
mentre in sede di duplica il convenuto ha ribadito le proprie domande, e così entrambe
le parti in sede di conclusioni. 

 

 

                                          5.    Statuendo
l’8 aprile 2004, il Pretore, ritenuto che i rapporti tra le parti erano retti
da un contratto misto di compravendita e appalto, ha accolto la petizione
limitatamente all’importo di fr. 56'002.- oltre interessi al 5% dal 21 maggio
1993. Il primo giudice ha dapprima ritenuto non provata la pattuizione di uno
sconto del 17% sulle forniture. In seguito, ha considerato non dimostrata
l’esistenza di un accordo tra le parti in merito all’importo di fr. 28'000.-
richiesto al convenuto a titolo di “installazione”, né la fondatezza della
pretesa per “accessori e piccolo materiale”. In merito alla fornitura di un elaboratore
“PC SCA 486/33 + accessori” ha rilevato che era noto solo il prezzo pagato
dall’attrice al fornitore (fr. 5'967,20), ma non il valore di mercato, ed ha
quindi accordato solo l’importo di fr.  7'459.- perché così ammesso dal
convenuto. Ha rilevato poi che un apparecchio telefax era stato fatturato due
volte, la prima fr. 2'234.-, corrispondente al costo netto dell’apparecchio, la
seconda fr. 3’021.-, ed ha riconosciuto quest’ultimo importo. Tenuto conto altresì
della diminuzione di fr. 700.- sul costo del programma ”simultan dialog” -
ammessa dall’attrice - ha quindi ritenuto che l’avere residuo dell’attrice era
di fr. 36'280.-. Il Pretore ha pure ritenuto che il PC consegnato alla S__________
non poteva essere posto a carico del convenuto, non essendo provato che fosse
stato ordinato da__________ M__________. Da ultimo ha ritenuto applicabile un
tasso d’interesse moratorio del 5% , negando il rigetto dell’opposizione in
considerazione del fatto che il termine di un anno dell’art. 88 LEF era
trascorso e quindi il precetto esecutivo era diventato inefficace. 

 

 

                                          6.    Con l’appello del 7 maggio 2004 AP 1 chiede la riforma del giudizio
impugnato nel senso di accogliere la petizione per fr. 89'348.- oltre interessi
al 5% dal 31 maggio 1993.

                                                 Con
atto del 14 giugno 2004, l’appellato propone la reiezione dell'appello e, con
appello adesivo, postula la riduzione a fr. 19'290.- dell’importo dovuto a
controparte.

 

                                                 Con
osservazioni 24 agosto 2004 l’appellante chiede la reiezione dell’appello
adesivo. 

 

 

Considerato

 

in diritto:

 

                                          7.    Il
Pretore ha respinto la domanda di pagamento di fr. 28'000.- (200 ore a fr.
140.-) fatturati per “installazione” eseguita da __________ M__________,
rilevando che l’importo era stato contestato e non v’era la prova di un accordo
in merito al pagamento di tali costi e neppure v’erano motivi per dubitare
dell’affermazione del convenuto che il pagamento di tale prestazione sarebbe
stato regolato direttamente tra i fratelli M__________. L’appellante censura la
decisione del primo giudice, ritenendola insostenibile perché gli imporrebbe di
dimostrare un fatto negativo, e meglio l’inesistenza del preteso accordo
intervenuto tra i fratelli M__________ in merito al pagamento dell’importo di
cui trattasi. Rileva inoltre che __________ M____________________, nella causa da
lui inoltrata nel 1994 nei confronti della qui appellante, rivendicava anche il
pagamento di fr. 28'000.- per le prestazioni effettuate per lo studio
dell’appellato, rivendicazione integralmente accolta dal Pretore che avrebbe
così riconosciuto qualità e prezzo del lavoro svolto. Inoltre la prova del
credito risulterebbe dal documento (doc. F) allestito dallo stesso convenuto e
trasmesso all’appellante, nel quale, facendo una ripartizione dei costi tra gli
associati dello studio convenuto __________, era indicata l’esistenza di un
importo di fr. 28'000.- da ripartire in ragione di fr. 5'000.- al primo e
23'000.- al secondo e di un ulteriore importo di fr. 2’500.- per piccolo
materiale, diviso a metà fra i due, ciò che costituirebbe riconoscimento del
debito.  

                                                 

                                                 Va avantutto rilevato che il menzionato conteggio non costituisce
riconoscimento del debito, già perché era inteso a regolare i rapporti tra i
soci dello studio convenuto e quindi non costituisce dichiarazione di volontà,
mancando la volontà di impegnarsi nei confronti di terzi. Ciò a maggior ragione
tenuto conto che nei rapporti tra le parti in causa già in precedenza tale importo
era stato chiaramente contestato (doc. G) e non figurava nelle posizioni aperte
(doc. 1, 3).

                                                 Il convenuto aveva in effetti già contestato l’importo, sia per il
quantitativo delle ore sia per la tariffa applicata (doc. G). 

                                                 Il
fatto che l’attrice non abbia contestato il credito di __________ M__________ nell’ambito
del contenzioso relativo al pagamento della mercede non costituisce prova del
benfondato della sua pretesa nei confronti del qui convenuto e non la esime dal
dimostrarne la fondatezza in questa causa. Su questo punto l’appello è da
respingere.

 

 

                                          8.    Identica
sorte tocca all’appello nella misura in cui censura la decisione del primo
giudice che non ha ammesso l’importo di fr. 2'500.- fatturato per “accessori e
piccolo materiale” perché non provato. Anche in questo caso l’appellante sostiene
che il debito sarebbe stato riconosciuto dall’appellato con doc. F. Già si è
detto al considerando precedente che il doc. F non può essere considerato
riconoscimento del debito, mentre non v’è prova alcuna circa la fornitura di
accessori e piccolo materiale, sulla cui natura peraltro nulla è dato a sapere.

 

 

                                          9.    Per
la fornitura dell’elaboratore “PC SCA 486/33 + accessori” il Pretore ha ammesso
l’importo di fr. 7'459.- riconosciuto dal convenuto, rilevando che, mancando il
listino dei prezzi di vendita era noto solo il prezzo pagato dall’attrice al
fornitore (fr. 5'967,20), ma non il valore di mercato, mentre l’onere per
montaggio ed adattamento alle esigenze del cliente non era stato quantificato.
L’appellante sostiene che il primo giudice avrebbe dovuto tener conto degli
argomenti esposti in merito dal Pretore __________ nella sentenza emessa
nell’ambito nella causa tra __________ M__________ e AP 1                                    Negli
allegati introduttivi, l’appellante si era limitato a sostenere che il costo
netto dell’elaboratore in questione è di fr. 5'967,20  e che lo stesso “viene
consegnato dall’importatore in parti separate che devono essere assemblate e
adattate alle esigenze tecniche del cliente. In seguito si deve procedere
all’installazione del sistema operativo MS-DOS che deve essere configurato e
reso accessibile ai programmi di lavoro”, senza alcun accenno ai costi né a
eventuali margini di guadagno. A questa mancata allegazione dei fatti essa non
può qui supplire richiamando gli apprezzamenti del Pretore __________, peraltro
relativi ad un’altra causa nella quale il convenuto non è neppure stato parte. Anche
su questo punto l’appello è respinto, fatta eccezione per l’importo di fr.
360.-, dovuto ad un errore di calcolo del primo giudice che al punto 4.7  (pag.
8) della sentenza ha invertito due cifre indicando una deduzione di fr. 2'846.-
invece di 2’486.-, errore che va senz’altro rettificato. 

 

                                                 Visto
quanto precede, l’appello è accolto solo nella misura in cui è censurato un
errore di calcolo, sicché l’importo dovuto dal convenuto all’attrice è
aumentato di fr. 360.-.

 

 

                                          10.  Con
il proprio appello adesivo AA 1 censura la decisione del Pretore, il quale a
torto avrebbe negato la pattuizione di uno sconto del 17% sulle forniture
fatturate dall’attrice .

                                                 La censura è infondata. Come rettamente rilevato dal primo giudice, la
testimonianza di C__________ non costituisce prova del preteso accordo di uno
sconto del 17% perché essa, non avendo assistito all’incontro tra le parti si è
limitata a riferire quanto le aveva detto __________ __________ M__________
Trattasi quindi di testimonianza indiretta che come tale non costituisce prova
della veridicità di quanto asserito dall’informatore (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, m 1 ad art. 237). Per quanto
concerne invece la tardività della reazione dell’attrice allo scritto di
puntualizzazione con cui controparte menzionava il preteso accordo circa lo
sconto, ciò potrebbe invero essere un indizio a favore della tesi
dell’appellante adesivo. In sede di interrogatorio formale G__________ ha però riferito
che l’indicazione 17% da lui stesso apposta sul conteggio doc. 3 costituiva una
mera ipotesi di sconto che__________ M__________ pretendeva sulle forniture, ipotesi
discussa in occasione dell’incontro del 3 settembre 1993 ma non accettata (verbale
10 settembre 2003). In siffatta situazione non si può ritenere provata la
pattuizione del preteso sconto. L’appello adesivo è pertanto respinto.

 

                                          11.  Le
spese e le ripetibili dell’appello e dell’appello adesivo seguono la
soccombenza (art. 148 CPC). L’accoglimento dell’appello principale in misura
minima giustifica di caricare le spese interamente all’appellante, mentre non
torna conto di modificare il relativo dispositivo della sentenza di prima
istanza né di caricare ripetibili al convenuto, che non si è opposto alla
rettifica.

 

 

Per
questi motivi 

 

pronuncia:              1.
  L'appello 7 maggio 2004 di AP 1 è parzialmente accolto e di conseguenza il
dispositivo 1 della sentenza 8 aprile 2004 della Pretura __________, invariati
gli altri, è così riformato:

 

                                          “1.   In
parziale accoglimento della AA 1 è condannato a versare alla ditta AP 1
l’importo di fr. 56'362.- oltre interessi al 5% dal 31 maggio 1993.” 

 

 

                                   2.   Le spese della procedura d’appello, consistenti in:

 

                                         a) tassa
di giustizia      fr. 700.-

                                         b) spese                         fr.  
50.-

                                         totale                              fr.
750.-

                                         

                                         da
anticipare dall’appellante, rimangono a suo carico con l’obbligo di rifondere
alla controparte fr. 1'500.- di ripetibili.

 

 

                                   3.   L’appello
adesivo di AA 1 è respinto.

 

 

                                   4.   Le spese della procedura d’appello adesivo, consistenti in:

                                         

                                         a) tassa
di giustizia      fr. 700.-

                                         b) spese                         fr.
  50.-

                                         totale                              fr.
750.-

                                         

                                         da
anticipare dall’appellante adesivo, rimangono a suo carico con l’obbligo di
rifondere alla controparte fr. 1'500.- di ripetibili.

 

 

 

 

                                   5.   Intimazione:

	
   

  	
  -     ;

  -     ;

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario