# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 97ca88b5-f8e0-545a-a56f-36482e990fb3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-09-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 26.09.2003 30.2003.235
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2003-235_2003-09-26.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2003.235/AMM

  20222/003

  	
  Bellinzona

  26
  settembre 2003

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice della Pretura penale

  
	
  Marco Ambrosini

  
	
   

  
						

sedente con la
segretaria Carmela Fiorini per statuire sul ricorso dell'_________  _________
2003 presentato da

 

	
   

  	
  _________
  _________, _________

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione n.
  _________ /_________ del _________ 2003 emessa dalla Sezione della
  circolazione, Camorino, 

  

 

viste                                  le osservazioni del _________
2003 presentate dalla Sezione della circolazione;

 

                                         letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto                              in fatto:

 

                                         che la Sezione della
circolazione, con decisione del
_________ 2003, ha inflitto a _________ _________ una multa di fr. 300.–,
addebitandogli inoltre una tassa di giustizia di fr. 60.– e le spese di fr.
70.–, per i seguenti fatti accertati il l'_________  _________ 2003 in territorio
di _________:

                                         "alla guida della
vettura TI _________, eseguiva una manovra di svolta a destra collidendo
con una motoleggera sopraggiungente da tergo";

                                         

                                         che la risoluzione è stata
emessa in applicazione degli art. 34 cpv. 3, 36 cpv. 1 e 90 n. 1 LCS;

 

                                         che _________ _________ è
insorto contro tale decisione con un ricorso dell'_________  _________ 2003 in
cui postula l'abbandono del procedimento contravvenzionale;

 

                                         che nelle sue osservazioni del
_________ 2003 la Sezione della circolazione propone di respingere il ricorso e
di confermare la decisione impugnata;

 

e considerato                     in diritto:

 

                                         che la competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa
sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile in ordine
e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr;

 

                                         che per l'art. 34 cpv. 3 LCS
il conducente intenzionato a cambiare la direzione di marcia, ad esempio per
voltare, sorpassare, mettersi in preselezione, passare da una corsia a
un'altra, deve badare ai veicoli che giungono in senso inverso e a quelli che
seguono; chi vuole voltare a destra deve tenersi sul margine destro della
carreggiata, chi vuole voltare a sinistra deve tenersi verso l'asse della carreggiata
(art. 36 cpv. 1 LCS);

 

                                         che chiunque contravviene alle
norme della circolazione contenute nella LCS o nelle prescrizioni di esecuzione
del Consiglio federale è punito con l'arresto o con la multa (art. 90 n. 1
LCS);

 

                                         che la Sezione della
circolazione ha sanzionato il ricorrente, come si è accennato, per avere
eseguito – in violazione del predetto art. 34 cpv. 3 LCS – "una manovra di
svolta a destra collidendo con una motoleggera sopraggiungente da tergo";

 

                                         che l'insorgente ritiene dal
canto suo di non aver commesso alcuna infrazione; lamenta in sostanza come
l'incidente non sia da ascrivere a una sua manovra irregolare, bensì al
comportamento dell'altra protagonista la quale avrebbe circolato "ad una
velocità eccessiva (non a 45 km/h) e che in tale velocità non [avrebbe] avuto
il tempo di reazione per poter frenare" (ricorso, nel mezzo);

 

                                         che non giova tuttavia al ricorrente
prevalersi di un'eventuale colpa del centauro, ove appena si consideri come in
ambito penale ognuno risponde delle proprie infrazioni, sicché il comportamento
antigiuridico altrui non discrimina né attenua la responsabilità per una
violazione di prescrizioni imputabile a propria colpa;

 

                                         che del resto, contrariamente
al parere espresso dall'insorgente, nulla agli atti consente di ravvisare una
qualsiasi responsabilità della conducente della motoleggera nel sinistro;

 

                                         che, comunque sia, un'eventuale
manovra scorretta di quest'ultima non esimeva il ricorrente, intenzionato a
svoltare a destra, dall'obbligo impostogli dall'art. 34 cpv. 3 LCS di
"badare ai veicoli che … seguono";

 

                                         che il Tribunale federale ha
invero posto il principio secondo cui il conducente intenzionato a svoltare a
sinistra che si è posto correttamente verso l'asse della carreggiata e ha
azionato l'indicatore di direzione può di regola presumere – senza essere
tenuto a prestare nuovamente attenzione nel momento in cui volta al traffico
che lo segue – che nessun utente della strada lo sorpasserà illecitamente sulla
sinistra (DTF 125 IV 83 evocato anche nel ricorso, pag. 5 in basso);

 

                                         che ciò non esime tuttavia il
conducente, con ogni evidenza, dall'obbligo di badare al traffico retrostante prima
di porsi al centro della carreggiata e azionare l'indicatore di direzione (cfr.
anche DTF 125 IV 89 consid. 2d in alto); 

 

                                         che non v'è motivo per
discostarsi da siffatti principi nel caso di una volta a destra, il conducente avendo
in tale evenienza l'obbligo di badare al traffico retrostante prima di porsi
sul margine destro della carreggiata (art. 36 cpv. 1 LCS) e azionare
l'indicatore di direzione;

 

                                         che l'insorgente, in concreto,
non pretende di avere osservato tale regola, limitandosi al riguardo a
sottolineare di avere esposto il segnalatore e di avere, a manovra di svolta
già cominciata, "sentito una grande botta proveniente dalla fiancata
destra del mio veicolo, dopodiché ho visto la ragazza e la sua
motoleggera a circa 10 metri davanti a me" (verbale d'interrogatorio del 9
aprile 2003, pag. 1 verso il basso);

 

                                         che anche in sede ricorsuale
l'interessato ribadisce di avere, "alla velocità di circa 30 km/h, … azionato
l'indicatore di direzione destro dopo di che mi sono portato tutto verso la mia
destra per poi svoltare" (ricorso, a metà), senza tuttavia addurre una
previa osservanza dell'art. 34 cpv. 3 LCS;

 

                                         che se avesse prestato la
dovuta attenzione al traffico retrostante prima di segnalare il
cambiamento di direzione, l'insorgente avrebbe senz'altro potuto scorgere la
motoleggera che circolava dietro di lui a destra, foss'anche a velocità
eccessiva, desistere dalla manovra di svolta ed evitare – in ultima analisi –
la collisione;

 

                                         che in simili circostanze,
considerata la dinamica dell'incidente descritta dai protagonisti davanti alla
polizia cantonale, questo giudice perviene al convincimento che l'insorgente
abbia effettivamente commesso l'infrazione rimproveratagli dalla Sezione della
circolazione, 

 

                                         che ciò vale a prescindere
dall'eventuale colpa ascrivibile alla conducente della motoleggera, così come
dal fatto che l'autoveicolo non abbia "allargato la curva" e abbia
subito danni alla parte anteriore laterale destra anziché sinistra come
erroneamente descritto nel rapporto di polizia (ricorso, verso il basso);

 

                                         che la multa inflitta, per
finire, è proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa, rettamente
commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge;

 

                                         che il ricorso deve pertanto
essere respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr);

 

per questi motivi,                visti gli art. 34 cpv. 3, 36 cpv. 1 e
90 n. 1 LCS; 1 segg. LPContr;

 

 

pronuncia:                1.     Il ricorso è respinto e la
decisione impugnata è confermata.

 

                                 2.     La tassa di giustizia di fr.
50.– e le spese di fr. 50.– sono a carico del ricorrente.

 

                                 3.     Intimazione a:

	
   

  	
  – _________ _________, _________, 

  – Sezione della circolazione, Camorino.

   

  

 

 

 

Il giudice:                                                                                 La
segretaria:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvertenza:   contro
il presente giudizio può essere interposto ricorso per cassazione alla Corte di
cassazione del Tribunale federale di Losanna. Il ricorso deve essere depositato
presso il Tribunale federale conformemente all'art. 273 PP entro 30 giorni
dalla notifica (art. 272 PP).