# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 956f4fd3-fffe-5d65-9a1c-7e7280c5fac0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-11-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 21.11.1997 52.1997.31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1997-31_1997-11-21.html

## Full Text

Incarto n.

  52.97.00031

   

  	
  Lugano

  21 novembre 1997

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  14 febbraio 1997 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patrocinato
  da: dott. iur. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 29 gennaio 1997 (no 343) del Consiglio di Stato che respinge
  l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la decisione 12 novembre
  1997 con cui il municipio di __________ ha rilasciato ad __________ la
  licenza edilizia per la costruzione di un muro di cinta sulla part. n.
  __________ RFD;

  

 

 

viste le risposte:

-    25 febbraio 1997 del municipio di
__________;

-    26 febbraio 1997 del Consiglio di
Stato;

-    28 febbraio 1997 di __________;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Nel corso del mese di aprile
1996 il resistente __________ ha chiesto al municipio di __________ il permesso
di costruire sul suo fondo (part. n. __________ RFD) un muro in cemento armato
lungo 35 m ed alto 1.80 a confine con la part. n. __________ RFD di proprietà
del ricorrente __________.

 

 

                                  B.   Con decisione 12 novembre
1996 il municipio di __________ ha rilasciato all'istante la licenza edilizia
richiesta subordinandola alla condizione che eventuali terrapieni non avrebbero
potuto superare l'altezza di m 1.50.

Con la stessa decisione ha respinto l'opposizione interposta
dal vicino qui ricorrente.

 

 

                                  C.   Contro la predetta
risoluzione municipale __________ è insorto davanti al Consiglio di Stato,
contestando il manufatto in quanto predestinato a sostenere un futuro terrapieno.
Funzione, questa, che lo porrebbe in contrasto con le disposizioni edilizie vigenti.

 

 

                                  D.   Con decisione 29 gennaio
1997 il Consiglio di Stato ha respinto il gravame.

In sostanza, il Governo ha ritenuto che la domanda di
costruzione riguardasse unicamente l'esecuzione di un muro di cinta. Dai piani
non emergerebbe infatti alcuna intenzione di realizzare un terrapieno.

Il Consiglio di Stato ha quindi ritenuto che il muro, alto m
1.80, rispettasse le disposizioni che regolano la costruzione di simili
manufatti (art. 22 NAPR).

Da ultimo, ha negato che il manufatto implichi un
deturpamento dell'ambiente circostante.

 

 

                                  E.   Contro il predetto giudizio
governativo __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, riproponendo in questa sede le censure sollevate senza successo
davanti al Consiglio di Stato.

Il manufatto, obietta, non sarebbe da configurare come un
muro di cinta, ma come un muro di sostegno; funzione che lo stesso resistente
riconosce. Esso non potrebbe quindi superare l’altezza di m 1.50.

Nell’opera, conclude, sarebbero inoltre ravvisabili gli
estremi di un intervento deturpante.

 

 

                                  F.   All'accoglimento del ricorso
si oppongono senza formulare particolari osservazioni il Consiglio di Stato ed
__________. 

Il municipio di __________, dal canto suo, osserva che la domanda
di costruzione è conforme alle NAPR comunali e che pertanto nulla osta al
rilascio della licenza. 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo a statuire sull'impugnativa discende dall'art. 21 cpv.
1 LE.

La legittimazione attiva del ricorrente è pacifica (art. 21
cpv. 2 LE; art. 43 PAmm).

Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine e può
essere deciso sulla base degli atti (art. 18 PAmm). La situazione dei luoghi
emerge chiaramente dai piani e dalla documentazione fotografica. Il sopralluogo
chiesto dall’insorgente non appare quindi atto a procurare a questo tribunale
la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio.

 

 

                                   2.   L’art. 22 NAPR di
__________, disciplinante le opere di cinta, dispone che l’altezza massima di
questi manufatti è di m 2. 

Il muro in contestazione, presentato come muro di cinta,
rientra pacificamente entro questo limite.

Da questo profilo, la licenza edilizia in esame va quindi
confermata siccome immune da violazioni del diritto.

 

 

                                   3.   Il ricorrente chiede
tuttavia che la licenza edilizia venga annullata, perchè il manufatto non
servirebbe a cingere il fondo, ma a sostenere un terrapieno, che verrebbe verosimilmente
realizzato in un secondo tempo. Con questa funzione, obietta, non potrebbe
essere autorizzato, perchè i muri di sostegno non possono superare l’altezza di
m 1.50.

La censura è anzitutto prematura. La questione a sapere se il
manufatto, autorizzato ed edificato come opera di cinta, sia conforme alle
prescrizioni sui muri di sostegno, si porrà infatti soltanto al momento in cui
il resistente chiederà di realizzare il terrapieno, trasformandolo in muro di
sostegno.

Ma anche volendo prescindere da questa ovvia considerazione,
le contestazioni sollevate dal ricorrente vanno disattese in quanto prive di
fondamento.

Salvo diversa disposizione, i muri di sostegno eretti sul
confine di un fondo soggiaciono infatti alla disciplina prevista per le opere
di cinta (cfr. Scolari, Commentario, II ed., N. 1183 e rimandi). Si può quindi
già sin d’ora affermare che con il prospettato cambiamento di funzione l’opera
in contestazione non si porrà in contrasto con il diritto.

Invano pretende l’insorgente di dimostrare il contrario
richiamandosi ad un precedente giudizio di questo tribunale (RDAT 1985 N. 65).
In quel caso, si trattava infatti di stabilire l’altezza dei muri di sostegno
in assenza di qualsiasi normativa volta direttamente o indirettamente a
disciplinare questo genere di manufatti. Le considerazioni sviluppate in quel
giudizio, peraltro superate dall'evoluzione della giurisprudenza (RDAT 1996 I
N. 40 consid. 3.3. in fine con rinvii) non possono quindi trovare applicazione
nel caso in esame, ove l’altezza delle opere di cinta e quindi anche dei muri
di sostegno eretti in confine è chiaramente stabilita dal diritto positivo.

 

 

                                   4.   Palesemente infondate sono
infine le censure di natura estetica sollevate dal ricorrente.

Non occorre diffondersi in lunghe disquisizioni per
dimostrare che l’impatto dell’opera sul quadro del paesaggio non è tale da
integrare gli estremi del concetto di deturpazione definiti dalla
giurisprudenza e dalla dottrina. Nè sono date le premesse per ritenere che
l’opera violi l’obbligo di inserirsi convenientemente nell’ambiente e nel
paesaggio sancito dall’art. 43 NAPR. Il significato attribuito dall’autorità
comunale al concetto giuridico indeterminato di inserimento conveniente nel
quadro ambientale e la valutazione operata dalla stessa con riferimento
all’opera in esame appaiono del tutto ragionevoli e sostenibili.

 

 

                                   4.   Sulla scorta di quanto fin
qui esposto, la decisione governativa impugnata va quindi confermata, siccome
immune da violazioni del diritto.

La tassa di giustizia segue la soccombenza.

Non si assegnano ripetibili.

 

 

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 21 LE; 22 NAPR di __________; 3, 18, 28, 31, 43, 60, 61 PAmm;

 

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia e le
spese di fr. 800.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario