# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e989236a-8d8a-5b30-84ec-c01f2434fc24
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.03.2010 35.2009.110
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2009-110_2010-03-08.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  35.2009.110

   

  CI

  	
  Lugano

  8 marzo 2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Carlo Iazeolla, vicecancelliere

  
					

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 novembre 2009
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 2   

   

  
	
   

  	
  contro 

  

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 7 ottobre
  2009 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

  rappr. da: RA 1   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 19
ottobre 2006 RI 1 - alle dipendenze della __________ di __________ in qualità
di magazziniere e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO
1 - mentre si trovava su una scala a pioli per togliere della plastica dalla
parete isolante di una cella, ha perso l’equilibrio ad un’altezza di 5-6 metri,
tentando di aggrapparsi col braccio destro a delle casse sottostanti e cadendo infine
sul pavimento. 

                                         Egli ha
riportato una ferita da taglio al cranio ed una contusione alla spalla destra
(cfr. doc. 1, 3, 9).

 

                                         L’assicuratore
LAINF ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

 

                               1.2.   RI 1 ha inizialmente
ripreso la propria attività lavorativa. A seguito di alcune sedute di
fisioterapia senza miglioramenti e di un aggravamento dei dolori lamentati alla
spalla destra, l’assicurato è stato visitato presso l’Ospedale __________ di __________
dal Dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia ortopedica e
traumatologia, il quale ha diagnosticato la rottura del sovraspinato della
spalla destra ed effettuato, il 26 aprile 2007, un intervento di
acromioplastica e reinserzione transossea della cuffia dei rotatori della
spalla destra (cfr. doc. 4, 6).

 

                               1.3.   A partire
dal 26 aprile 2007 l’assicurato non ha più ripreso alcuna attività lavorativa. Il
4 settembre 2007 ha avuto luogo una visita medica __________ ad opera del Dr.
med. __________, specialista FMH in chirurgia ortopedica, il quale ha posto la
seguente valutazione:

 

" 
[…]

Soggettivamente l’assicurato non è ancora molto contento del decorso e
lamenta ancora importanti dolori soprattutto agli sforzi e in parte
meteo-dipendenti.

Oggettivamente la mobilità della spalla è praticamente recuperata a
parte la postergazione. Vi è ancora una chiara ipostenia ai tests isometrici e
vi sono ancora scrosci sotto-acromiali.

Procedere medico

Per i problemi alla spalla consiglio per il momento di continuare con la
fisioterapia e aspettare il decorso che a mio modo di vedere a 4 mesi e ½
dall’intervento può essere considerato abbastanza favorevole. […]" (cfr. doc. 29)

 

                                         A fronte
dei dolori ancora lamentati dall’assicurato alla spalla destra, il Dr. __________
gli ha prescritto un trattamento di riabilitazione intensiva di tre settimane
in regime stazionario presso la Clinica __________ di __________ a partire dal
23 gennaio 2008 (cfr. doc. 46, 50).

                                         Nel corso
di questa terapia i dolori alla spalla destra lamentati dall’assicurato sono
aumentati e divenuti costanti (cfr. doc. 52). Per questo motivo, il 9 aprile
2008 RI 1 si è sottoposto ad una artro-RM alla spalla destra presso l’Istituto
radiologico __________ di __________. Il Dr. med. __________ ha posto le
seguenti conclusioni:

 

" 
Rirottura della cuffia segnatamente la porzione
centro-posteriore del tendine del sovraspinato ritratto verso mediale con una
breccia di almeno 2 cm. Coinvolta anche la regione intermista con
l’infraspinoso.

Presenza nell’articolazione di frammenti metallici."
(cfr. doc. 69)

 

                                         Il 9 maggio
2008 l’assicurato ha quindi subito un secondo intervento chirurgico di
ricostruzione della cuffia dei rotatori della spalla destra, ancora ad opera
del Dr. __________ (cfr. doc. 87).

 

                               1.4.   Anche a
seguito della seconda operazione alla spalla destra e della successiva
fisioterapia, l’assicurato ha continuato a lamentare dolori. Il 4 agosto 2008
ha avuto luogo un’altra visita medica __________ ancora ad opera del Dr. __________
che, nella propria valutazione, si è così espresso:

 

" 
[…]

Soggettivamente l’assicurato è molto preoccupato a seguito dei continui
dolori.

Oggettivamente mobilità in flessione abbastanza buona, in abduzione
insufficiente.

Sospetto per nuova rottura.

Procedere

Vista anche l’inquietudine dell’assicurato e visto il reperto clinico,
decidiamo in data odierna di procedere ad una nuova artro-RM della spalla
destra e in seguito ci esprimeremo sul procedere dopo aver preso contatto con
il dott. __________. […]" (cfr.
doc. 107)

 

                                         Il 13
agosto 2008 RI 1 si è sottoposto ad un’ulteriore artro-RM alla spalla destra
presso l’Istituto radiologico __________ di __________. Il Dr. med. __________
ha posto le seguenti conclusioni:

 

" 
Probabile rirottura dopo ricostruzione della
cuffia dei rotatori con comunicazione tra articolazione e borsa
subacromio-subdeltoidea nella regione del grande tubercolo." (cfr. doc. 111)

 

                                         Alla luce
dell’esito dell’ultima artro-RM, il Dr. __________, interpellato dall’CO 1, ha
ritenuto non consigliabile un nuovo intervento di ricostruzione vista anche
l’atrofia del sovraspinato, suggerendo pertanto un intervento di artroscopia
con débridement (cfr. doc. 120). Tale parere è stato confermato dal Dr. med. __________
dell’__________ di __________ con rapporto del 29 ottobre 2008 (cfr. doc. 127).

 

                                         L’intervento
di artroscopia è stato effettuato il 23 dicembre 2008 ancora presso l’Ospedale regionale
La Carità di __________ ad opera del Dr. __________ (cfr. doc. 136, 140).

 

 

 

                               1.5.   Anche in
seguito a quest’ultimo intervento chirurgico l’assicurato ha continuato ad accusare
dolori alla spalla destra, pur assumendo analgesici (cfr. doc. 139). Nemmeno
una fisioterapia stazionaria di 3 settimane presso la Clinica __________ di __________
ha portato ad un miglioramento della situazione (cfr. doc. 151, 153). L’CO 1 ha
pertanto disposto una visita medica di chiusura, svoltasi il 12 maggio 2009 e
condotta dal Dr. __________, il quale si è così espresso: 

 

" 
[…]

VALUTAZIONE

Soggettivamente l’assicurato lamenta dolori soprattutto meteo-dipendenti e
notturni, la mobilità è migliorata ma manca completamente la forza.

Oggettivamente abbiamo una mobilità della spalla quasi completa ma i
test isometrici positivi con un’importante astenia.

Procedere

[…] nessuna ulteriore terapia da proporre, l’assicurato finisce le ultime
sedute di fisioterapia e in seguito verrà fatta una pausa. 

 

[…]

ESIGIBILITA’ DEL LAVORO

L'assicurato non ha limitazioni nel sollevare e
portare pesi fino a 5 kg fino all'altezza dei fianchi, egli può spesso portare
pesi dai 5 ai 10 kg fino all'altezza dei fianchi, di rado pesi dai 10 ai 25 kg
e mai pesi superiori ai 25 kg.

L'assicurato può talvolta sollevare pesi fino a 5
kg oltre l'altezza del petto e mai più pesi superiori ai 5 kg.

L'assicurato non ha limitazioni nel maneggio di
attrezzi leggeri e di precisione, egli può talvolta maneggiare attrezzi di
media entità e non più attrezzi pesanti, egli può talvolta effettuare la
rotazione della mano.

L'assicurato può di rado effettuare lavori al di
sopra della testa, egli non ha limitazioni nell'effettuare la rotazione del
tronco, non ha limitazioni nell'assumere la posizione seduta o in piedi e
inclinata in avanti, non ha limitazioni nell'assumere la posizione
inginocchiata e non ha limitazioni nell'effettuare la flessione delle
ginocchia.

L'assicurato non ha limitazioni nell'assumere la
posizione seduta o in piedi e di lunga durata, l'assicurato non ha limitazioni
nel camminare anche per lunghi tragitti, non ha limitazioni nel camminare su
terreno accidentato, non ha limitazioni nel salire le scale e può talvolta
salire su scale e pioli.

Queste limitazioni sono effettuare per i soli
postumi infortunistici. [...]" 

(cfr. doc. 162)

 

 

                                         Nel corso
della visita medica di chiusura il Dr. __________ ha inoltre posto la seguente
valutazione della menomazione all’integrità: 

 

" 
REFERTO

Come esiti importanti e durevoli abbiamo in data odierna uno stato da
molteplici interventi alla spalla destra con persistenza di rottura della
cuffia e disturbi residui però con buona mobilità anche al di sopra
dell’orizzontale.

Questi disturbi corrispondono a quelli che si possono avere in caso di
omartrosi di media entità.

VALUTAZIONE

IMI 10%.

GIUSTIFICAZIONE

Secondo la tabella 5.2 un’omartrosi di media entità dà diritto a un’IMI del
10%." (cfr. doc. 161)

 

                               1.6.   Dopo aver
esperito i necessari accertamenti amministrativi, con decisione del 21 agosto
2009 l’assicuratore LAINF ha chiuso il caso riconoscendo all’assicurato una
rendita d’invalidità dell’11% a partire dal 1° luglio 2009 e un’indennità per
menomazione dell’integrità del 10% (cfr. doc. 187).

 

                                         A seguito
dell’opposizione interposta dall’assicurato tramite l’avv. RA 2, la quale ha
contestato unicamente la percentuale della rendita d’invalidità (cfr. doc. 193),
con decisione su opposizione del 7 ottobre 2009 l’CO 1 ha confermato il contenuto
della propria precedente decisione (cfr. doc. A1).

 

                               1.7.   Con ricorso
del 9 novembre 2009 l’assicurato ha postulato l’annullamento della decisione su
opposizione impugnata (cfr. doc. I). In particolare egli si è così espresso:

 

" 
[…] 

1.

 

Contrariamente a quanto indicato nella decisione,
la rendita di invalidità proposta e pari all’11% non corrisponde assolutamente
allo stato di salute causato dall’infortunio e che perdura tuttora.

2.

Il grado di incapacità lucrativa per le affezioni alla mia spalla destra è di
molto superiore al grado riconosciuto. Ancora oggi, infatti, non sono in grado
di lavorare e subisco ancora le dure conseguenze dell’infortunio.

[…] 

4.

Ritengo che siano necessari ulteriori accertamenti, che sicuramente
modificheranno il grado d’invalidità.

Per quanto attiene il reddito indicato, lo stesso non viene contestato. […]" (cfr. doc. I)

 

                               1.8.   In risposta
l’CO 1 ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa, facendo valere che
il ricorrente, a sostegno delle proprie pretese ricorsuali, non apporta alcun
nuovo argomento fattuale e/o giuridico (cfr. doc. III).

 

                               1.9.   Pendente
causa, la patrocinatrice del ricorrente ha prodotto un rapporto medico del 15
dicembre 2009 redatto dal curante Dr. med. __________, specialista FMH in
medicina interna, il quale si è così espresso:

 

" 
[…] Per quanto mi riguarda ho visitato il signor
RI 1 l’8 ottobre 2009 […] e in quell’occasione il paziente mi riferiva come
anche l’ultimo intervento non abbia avuto effetti positivi sulla sintomatologia
dolorosa e, come c’era da aspettarsi, nemmeno sulla capacità funzionale, che
rimane limitata; i dolori diurni e notturni sono soprattutto a livello del III°
prossimale e medio del braccio destro, presenti sia a riposo sia al movimento.

All’esame clinico vi è una chiara limitazione funzionale nei movimenti
della spalla destra in particolare nell’abduzione, con una riduzione della
forza.

Trattandosi dell’arto dominante ritengo che il paziente debba essere
considerato inabile al 100% nella professione di magazziniere, esercitata fino
al momento dell’infortunio e questo a tempo indeterminato […]" (cfr. doc. V/B)

 

                             1.10.   Con scritto
del 12 gennaio 2010 la patrocinatrice del ricorrente ha prodotto un rapporto
medico del 28 dicembre 2009 redatto dal Dr. __________, in cui quest’ultimo ha
attestato quanto segue:

 

" 
[…] Spalla destra: mobilità globale attiva:
elevazione 170°, rotazione interna fino a L5, rotazione esterna 40°. Forza
simmetrica per rotazione interna ed esterna, leggermente ridotta per
elevazione.

[…] Il paziente accusa difficoltà nel sollevare oggetti oltre 5-10 kg,
soprattutto sopra il livello delle spalle. Non riesce ad eseguire dell’attività
con le braccia elevate." (cfr.
doc. VIII/E1)

 

                             1.11.   Con scritto
del 1° febbraio 2010 l’CO 1 ha, da parte sua, prodotto un apprezzamento medico
redatto il 26 gennaio 2010 dal Dr. med. __________, specialista FMH in
chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato locomotore, il quale,
confrontandosi con la valutazione medica del Dr. __________ del 12 maggio 2009
e con i più recenti rapporti medici del Dr. __________ e del Dr. __________, è
giunto alla conclusione che i tre apprezzamenti medici menzionati non sarebbero
in contraddizione tra loro e che le DPL scelte sarebbero, per quanto riguarda
l’impegno fisico, ben al di sotto dell’esigibilità massima definita (cfr. doc.
X, 199).

 

                             1.12.   Con scritto
dell’11 febbraio 2010 la patrocinatrice del ricorrente si è riconfermata nelle
proprie conclusioni (cfr. doc. XII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

                                      

                               2.2.   Per quanto
concerne l’indennità per menomazione all’integrità del 10% assegnata al
ricorrente con decisione formale del 21 agosto 2009 (cfr. doc. 187), questa
Corte osserva che l’assicurato, con la propria opposizione, non ne ha
espressamente contestato l’entità.

 

                                         In una
sentenza pubblicata in RAMI 1999
U323, pag. 98 seg., il TFA ha avuto modo di stabilire che, anche se la
richiesta nella procedura d'opposizione non si riferisce espressamente
all'indennità per menomazione dell'integrità, la prima decisione non può
crescere in giudicato su questo punto, qualora l'oggetto principale del litigio
(diritto alla rendita d'invalidità) sollevi delle questioni di causalità.

 

                                         In
applicazione analogica della giurisprudenza appena citata, relativa alla
procedura di opposizione, occorre concludere che anche una decisione su
opposizione in relazione all’IMI non passa in giudicato se l’oggetto della lite
(entità della rendita) implica delle questioni di causalità (cfr. STCA
35.2005.96 del 21 agosto 2006, consid. 2.2.; STCA 35.2009.39 del 5 ottobre
2009, consid. 2.2.).

 

                                         Visto che
nella presente fattispecie non sono state sollevate delle questioni di
casualità in merito ai disturbi lamentati dall’assicurato, la decisione su
opposizione del 21 agosto 2009 è passata in giudicato relativamente all’entità
dell’IMI.

 

                               2.3.   Oggetto
della vertenza è l’entità della rendita di invalidità spettante all’assicurato.

 

                                         Giusta
l'art. 18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per
cento a seguito d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

 

                                         Secondo
l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale
o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

Il TFA, in una sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, pubblicata in
RAMI 2004 U 529, p. 572ss., ha rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente
all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente
art. 18 cpv. 2 prima frase LAINF, motivo per il quale occorre concludere che
non vi sono stati cambiamenti di rilievo in seguito all'introduzione della
LPGA.

                                         Da parte
sua, l'art. 16 LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito
che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività
ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione
di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del
mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto
ottenere se non fosse diventato invalido.

L'Alta Corte, nella sentenza U 192/03 del
22 giugno 2004, citata in precedenza, ha rilevato che anche l'art. 16 LPGA non
ha modificato la valutazione del grado di invalidità dell'assicurato previsto
dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2 seconda frase LAINF.

Nella stessa pronuncia la nostra Massima Istanza ha quindi
concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza relativa ai concetti di
inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e invalidità continua a mantenere
la sua validità anche in seguito all'introduzione della LPGA.

Su questi aspetti si veda pure la DTF 130 V 343.

 

                                         Due sono,
dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'in­va­lidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).

 

                                         Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve i­noltre intercorrere un
nesso causale adeguato (fattore cau­sa­le). 

                                         Nell'assi­cura­zione
obbligatoria contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale,
naturale ed adeguato, tra il dan­no alla salute e l'infortunio.

 

                               2.4.   L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         D'altro
canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui
dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in
questione.

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in
altre analoghe.

 

                                         Egli valuterà
finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti provocano
sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente confacenti (cfr.,
su questi aspetti, la STFA
I 871/02 del 20 aprile 2004 e la STFA I 162/01 del 18 marzo 2002). 

                                         L'invalidità,
proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

 

                                         I due
redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipote­ti­ci. L'ipotesi deve
però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.

                                         La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

                                         Il TFA ha
avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto
di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può
esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua
residua capacità lavorativa (STFA U 25/94 del 30 giugno 1994).

                                         La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno computabile
soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del
lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente
stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività
ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che sfrutti al
massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una
prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991 U 130, p. 270ss.
consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,
esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la
propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                                         I.
Termine: reddito da invalido

 

                                         La misura
dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in
funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come
l'e­tà, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

                                         Secondo
la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno
considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria.
Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti
hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla
media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due
redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p.
97ss., consid. 5a, b).

                                         Nel
valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla
in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del
mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato,
nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si
controbilancino (cfr. RAMI 1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA
del 30 giugno 1994 succitata).

 

                                         Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infor­tuni è la norma di cui
all'art. 28 cpv. 4 OAINF:

 

" 
Se a causa della sua età l'assicurato non
riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della
capacità di guadagno è essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, sono deter­minan­ti
per valutare il grado d'in­validità i redditi che potrebbe eseguire un
assicurato di mezza età vittima di un danno alla salute della stessa gravità."

 

                                         II.
Termine: reddito conseguibile senza invalidità

 

                                         Nel
determinare il reddito conseguibile senza invali­di­tà ci si baserà per quanto
possibile sulla situazione an­tecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà
l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazio­ne si
sarebbe mantenuta sostan­zialmente stabile (cfr. STFA del 15 dicembre 1992
nella causa G.I.M.). Ci si discosterà da que­sta proiezione solo se le premes­se
per modifiche di qualche rilievo sono già da­te al momento del­l'infortunio o
se partico­lari circostanze ne rendono il ve­ri­ficar­si alta­mente proba­bile
(cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).

 

                                         Il
grado di invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra
il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno
ipotetico, conseguibile da invalido.

 

                               2.5.   Nel caso in
esame l’CO 1, sulla base dell’apprezzamento del 12 maggio 2009 del Dr. __________
afferente alla visita medica di chiusura (cfr. doc. 169), ha ritenuto
l’assicurato in grado di svolgere un’attività più leggera rispetto a quella di
magazziniere originariamente svolta (cfr. doc. 187).

 

                                         Questo
Tribunale, chiamato a pronunciarsi in merito alla fattispecie, preliminarmente
ricorda che, per costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo
sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia
giudiziale mentre, invece, nella fase che precede la decisione essa è un organo
amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U
281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in
BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                         Pertanto
i referti ordinati ed eseguiti in adempimento di questo compito non possono
essere considerati di parte (cfr. STF U 350/06 del 20 luglio 2007).

 

                                         Nella DTF
125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), l'Alta Corte ha ribadito che ai rapporti allestiti
da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno
valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di
contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano
dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si
trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di
metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere
delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente
fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         L’Alta
Corte ha, peraltro, precisato che i pareri redatti dai medici dell'__________
hanno pieno valore probatorio, anche quando essi si sono espressi unicamente
in base agli atti, dunque senza visitare personalmente l'assicurato (cfr.
STFA del 10 settembre 1998 nella causa R., U 143/98 e STFA del 2 luglio 1996
nella causa A., U 49/95).

 

                                         Per
quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante
è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata,
che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella
presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano
motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352;
RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss,
consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento
rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di
prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma
semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                               2.6.   In concreto il TCA non ha
motivo alcuno per scostarsi dalla valutazione dell’esigibilità di lavoro formulata
dal Dr.__________ (cfr. doc. 162). 

                                         Come rettamente rilevato
dal Dr. __________ nel suo apprezzamento del 26 gennaio 2010 (cfr. doc. 199),
essa non è infatti contraddetta dai rapporti medici del Dr. __________ (cfr.
doc. V/B) e del Dr. __________ (cfr. doc. VIII/E1).

                                         Infatti, da una parte, sia
il Dr. __________ che il Dr. __________ concludono che l’assicurato non è più
abile in alcuna misura all’attività di magazziniere. Dall’altra, il Dr. __________
attesta che l’assicurato accusa difficoltà nel sollevare oggetti oltre 5-10 kg,
soprattutto a livello delle spalle, mentre il Dr. __________ stabilisce che
l’insorgente non può mai più sollevare pesi superiori ai 5 kg oltre l’altezza
del petto, risultando quest’ultima valutazione ancor più prudente, riguardo
alle condizioni fisiche dell’assicurato, rispetto a quella del Dr. __________.

                                         Inoltre, la valutazione
del Dr. __________ corrisponde a quanto richiesto dalla giurisprudenza ai
rapporti medici perché abbiano pieno valore probante.

 

                                         L’assicurato
non ha del resto esplicitamente contestato la valutazione dell’esigibilità
lavorativa formulata dall’CO 1, limitandosi ad affermare che il grado di
incapacità lucrativa per le affezioni alla sua spalla destra è di molto
superiore al grado riconosciuto (cfr. doc. I).

 

                                         In simili condizioni, per
determinare il grado di invalidità dell’assicurato va ritenuto - da un punto di
vista medico - da un lato, che lo stesso non può più svolgere la sua originaria
professione di magazziniere, dall’altro, che egli è pienamente abile al lavoro
in attività leggere confacenti al suo stato di salute.

 

                               2.7.   Si tratta
ora di esaminare le conseguenze del danno alla salute infortunistico dal
profilo economico. 

 

                                         Per
quanto concerne il reddito da valido, secondo l’CO 1, l'insorgente
avrebbe guadagnato, nel 2009 (cfr., a questo proposito, DTF 128 V 174 = RAMI
2002 U 467, p. 511ss.), qualora non fosse rimasto vittima dell’infortunio
assicurato, un importo annuo di fr. 42'000.-- (cfr. doc. 177, 179, 180).

 

                                         Questo
dato, desunto dalle informazioni fornite direttamente dalla Cassa __________
per il periodo da ottobre 2005 al 14 maggio 2006 (cfr. doc. 176) e dalla ditta __________
per il periodo dal 15 maggio al 18 ottobre 2006 (cfr. doc. 165) e non
contestato dal ricorrente, può senz’altro essere fatto proprio dal TCA.

 

                               2.8.   Per quanto
riguarda il reddito da invalido, la giurisprudenza federale si
fonda sui criteri fissati nelle sentenze pubblicate in DTF 126 V 75 seg. e in
DTF 129 V 472 seg.

 

                                         Nella prima sentenza di
principio la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione del reddito da
invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale
concreta dell'interessato, a condizione
però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità
lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente
svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale
("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla
giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La
questione di sapere se e in quale misura i salari fondati su dati statistici
debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e professionali
del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di
servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione),
criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La Corte
ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del 25% del salario
statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di
influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha
poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a pronunciarsi
sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione
deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire
il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione.

                                         Nella
seconda sentenza di principio il TFA ha fissato i criteri da adempiere affinché
il reddito da invalido possa essere validamente determinato sulla base dei
salari DPL. 

                                         In quella
sede, la nostra Corte federale ha rilevato che, oltre a produrre almeno cinque
DPL, l’assicuratore infortuni è tenuto a fornire indicazioni sul numero totale
dei posti di lavoro entranti in linea di considerazione a dipendenza
dell’impedimento concreto, come pure sul salario più elevato, su quello più
basso, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento.

 

                                         L’Alta
Corte, relativamente ai dati statistici, ha stabilito che sono esclusivamente
applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali
nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla
struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di statistica e non i valori
desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori in relazione alle
grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5 settembre 2006 nella causa P., I
222/04).

 

                                         In una
sentenza del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla
sentenza U 8/7 del 20 febbraio 2008, ha stabilito che “[…] quando il salario
da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al
salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da
invalido va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti,
art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) […]”.

                                         Con
sentenza 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta
la questione di sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il
valore fosse chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”). Tale è
di regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45
consid. 6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007; nella
sentenza pubblicata in SVR 2008 IV Nr. 49 consid. 2.3. l’Alta Corte non ha
ritenuto rilevante un gap salariale del 4%).

 

                                         La
questione è stata definitivamente risolta dalla nostra Massima Istanza, la
quale nella sentenza 8C_44/2009 del 3 giugno 2009 ha ricordato che:

 

" 
3.3 In una
recente sentenza 8C_652/2008 dell'8 maggio 2009, non ancora pubblicata nella
Raccolta ufficiale, il Tribunale federale, precisando la propria
giurisprudenza, ha stabilito che quando il reddito effettivamente conseguito
differisce di almeno il 5% rispetto al salario statistico riconosciuto nel
corrispondente settore economico, esso deve essere considerato
considerevolmente inferiore alla media nel senso della DTF 134 V 322 e può - in
caso di adempimento degli altri presupposti - giustificare un parallelismo dei
redditi di raffronto (consid. 6.1.2). A questo parallelismo si procederà però
soltanto limitatamente alla parte percentuale eccedente la soglia determinante
del 5% (consid. 6.1.3). Questa Corte ha nella stessa sentenza confermato che i
fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già aver tenuto conto con il
parallelismo non possono essere presi in considerazione una seconda volta nell'ambito
della deduzione per circostanze personali e professionali." 

 

                               2.9.   Nel caso in
esame, per determinare il reddito ancora esigibile dall'insorgente,
l'assicuratore LAINF resistente ha compiuto in sede amministrativa degli
accertamenti presso cinque aziende ticinesi. L’CO 1 ha indicato che dai
medesimi risulta che nelle attività leggere che il ricorrente sarebbe in grado
di esercitare tenuto conto dei postumi infortunistici residuali, e meglio l’impiegato
di garage presso la __________ di __________, l’agente di sicurezza presso la __________
di __________, l’addetto agli imballaggi presso la __________ di __________, l’assistente
operatore per la __________ di __________ e l’operaio presso la __________ di __________,
i dipendenti di tali ditte percepivano in media, nel 2008, un reddito annuo
pari a fr. 37’304.80 (cfr. doc. 180).

 

                                         D’altro
canto, sempre in conformità alla giurisprudenza evocata sopra, l'assicuratore infortuni ha fornito informazioni sul numero globale
dei posti di lavoro che entrano in linea di conto alla luce degli impedimenti
presentati dall'assicurato, sul salario massimo e minimo, così come sul salario
medio.

                                         In
effetti, dalla tabella prodotta in allegato al doc. 180 si evince che sono 64 i
posti di lavoro che entrano in considerazione, che i salari minimo e massimo
ammontano, rispettivamente, a fr. 31’199.-- e a fr. 67’200.--, e infine che
quello medio è di fr. 46’741.--.

 

                                         Il TCA
constata che il valore considerato dall’assicuratore LAINF resistente (fr. 37'304.80)
è inferiore rispetto alla media dei salari medi (fr. 46’741.--), ciò a tutto
vantaggio dell’assicurato.

 

                                         Inoltre
questa Corte ritiene che i cinque posti di lavoro segnalati dall’CO 1
rispettino le limitazioni funzionali presentate dal ricorrente e descritte dal
medico di __________ (cfr. doc. 162; consid. 1.5.).

                                         In
effetti, da una parte, tali impieghi richiedono soltanto la frequentazione
della scuola dell’obbligo o eventualmente una formazione empirica. Dall’altra,
gli stessi implicano solo di rado il sollevamento di pesi fino a 25 kg e talvolta
l’utilizzo di attrezzi di media entità. Essi poi non comportano mai il
sollevamento di pesi di oltre 5 kg oltre all’altezza del petto (cfr. doc. 180).

 

                                         Ne
discende che il reddito da invalido è stato validamente determinato in base
alle DPL.

                                         Esso
ammonta a fr. 37’304.80.

                                         Decurtazioni
sul reddito da invalido stabilito in applicazione delle DPL non possono entrare
in linea di conto, considerato il sistema stesso su cui si fonda questa
modalità di fissazione del reddito (cfr. DTF 129 V 472, consid. 4.2.3).

 

                                         Il grado
di invalidità del ricorrente - stabilito confrontando i fr. 37’304.80 al
reddito che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto
l’infortunio, e cioè fr. 42'000.-- (cfr. consid. 2.6.) - è
dell’11.18%, arrotondato all’11% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130
V 121, consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 p. 41.

 

                                         Nella
misura in cui, con la decisione su opposizione impugnata, l’CO 1 ha
riconosciuto a RI 1 una rendita di invalidità dell’11%, il suo ricorso deve
essere respinto.

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti