# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ebc07177-e0b0-5233-8486-51d8cca3c3b0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-04-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 08.04.2024 12.2024.11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2024-11_2024-04-08.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2024.11

  	
  Lugano

  8 aprile 2024             

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Stefani
  e Grisanti

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Bellotti

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. SO.2022.4872 della Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 1 - promossa con istanza 18 ottobre 2023 da

 

 

	
   

  	
  CO
  1  __________

  patrocinata dall’  PA 2  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE
  1  

  patrocinata dagli   PA 1  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

con cui l’istante ha
chiesto l’esecuzione delle decisioni 11 ottobre 2021 del Pretore del Distretto
di Lugano, Sezione 1 (inc. n. OR.2017.234) e 27 giugno 2022 di questa Camera
(inc. n. 12.2021.173);

 

istanza avversata dalla
convenuta, dapprima respinta dal Pretore e in seguito, dopo l’accoglimento del
reclamo 9 gennaio 2023 dell’istante da parte di questa Camera e il rinvio
dell’incarto alla Pretura (inc. 12.2023.3), accolta con decisione 16 agosto
2023;

 

vista l’istanza 9 ottobre
2023 presentata da CO 1 al fine di completare le misure di esecuzione stabilite
dal primo giudice, parzialmente accolta con decisione pretorile 4 gennaio 2024;

 

insorgente
la convenuta con reclamo 18 gennaio 2024, con cui chiede in via preliminare
il conferimento dell’effetto sospensivo e in via principale la riforma della
decisione impugnata nel senso di dichiarare inammissibile, o subordinatamente
di respingere, l’istanza di completamento 9 ottobre 2023, con protesta di spese
e ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre l’istante
con risposta 5 febbraio 2024 ha postulato la reiezione del gravame, pure con
protesta di spese e ripetibili;

 

letti ed
esaminati gli atti e i documenti prodotti;

 

ritenuto

 

in
fatto:

 

A.          
Nell’aprile 1999 la AO 1, avente sede a __________ e che già
intratteneva con la AP 1 una relazione bancaria, ha aperto presso la medesima
banca il nuovo conto n. __________-Q__________. S__________ __________ è stato
indicato quale avente diritto economico, mentre l’avv. PA 2 quale destinatario
di tutta la corrispondenza. Queste due persone, come pure M__________ e F__________,
detenevano il diritto di firma sul conto. 

 

B.          
Fra il 2005 e il 2006, allorché il consulente bancario di
riferimento era __________ C__________, sulla relazione sono avvenute alcune
particolari movimentazioni. Dapprima, in data 9 dicembre 2005, è stato
addebitato l’importo di € 1'061'550.- in favore di un conto intestato alla
società P__________ SA presso la banca __________. In seguito, in data 15
dicembre 2005 e 13 novembre 2006, sono stati accreditati due importi di
rispettivi 

€ 303'300.- e € 296'400.- provenienti dalla medesima società.

 

C.          
Svariati anni più tardi RE 1, a fronte di dubbi riguardanti tali
operazioni (a suo dire a lei ignote), la loro origine e il loro scopo, e
ritenendosi insoddisfatta delle spiegazioni ottenute da P__________ SA e dalla
banca, ha promosso un’azione di rendiconto nei confronti di quest’ultima
innanzi alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 1 (inc. n. OR.2017.234),
che è stata parzialmente accolta con decisione 11 ottobre 2021. Il relativo
appello presentato dalla banca in data 10 novembre 2021 è stato solo
parzialmente accolto da questa Camera con decisione 27 giugno 2022 (inc. n.
12.2021.173), nel frattempo passata in giudicato (ove alcune richieste sono
state annullate o limitate). In esito alle due procedure, gli ordini impartiti
a CO 1 sono stati pertanto i seguenti:

1.        
La petizione è parzialmente accolta e di conseguenza, RE 1 è
condannata, con la comminatoria dell'art. 292 CPS, a fornire all'attrice, entro
30 giorni, la seguente documentazione (in originale o in copia conforme) o
rispettivamente, trattandosi di documenti interni, metterle a disposizione una
copia, un estratto, un riassunto o permetterle la consultazione, entro 30
giorni, della seguente documentazione: 

 

ba)   le
note scritte interne, le registrazioni telefoniche o le loro trascrizioni,
qualsiasi altra documentazione, concernenti:

i.        i
presunti ordini telefonici di S__________ in relazione al presunto ordine di
bonifico dell'importo di € 1'061'550.-, avvenuto il 12.12.2005;

ii.       le
istruzioni date da __________ C__________ (o ev. da altro funzionario) a P__________
SA in relazione al bonifico di cui al punto precedente e alla quasi immediata
"restituzione" dell'importo di € 303'300.-, avvenuta il 15.12.2005,
ivi compreso il destinatario finale della somma di € 758'250.-;

iii.      le
presunte istruzioni da parte di S__________ circa l'accredito di € 296'400.-,
avvenuto il 10.11.2006;

iv.     le
istruzioni ricevute da P__________ SA in relazione alla provenienza e alla
destinazione del bonifico di € 296'400.-, avvenuto il 10.11.2006;

 

bb)   le
disposizioni interne riguardanti le modalità di collaborazione fra CO 1 e P__________;

 

2.      Inoltre,
CO 1 è condannata, con comminatoria dell'art. 292 CPS, a fornire all'attrice,
entro 30 giorni, la seguente documentazione (in originale o in copia conforme)
o rispettivamente, trattandosi di documenti interni, a metterle a disposizione
una copia, un estratto, un riassunto o permetterle la consultazione, entro 30
giorni, della seguente documentazione:

                                     

ca)    le
note scritte interne, le registrazioni telefoniche o le loro trascrizioni,
qualsiasi altra documentazione, concernenti:

iii.      il
nominativo della persona incaricata della consegna dell'importo di € 758'250.-
al destinatario della medesima; il nominativo del destinatario della somma; il
luogo (città, via) in cui è avvenuta la consegna della somma;

iv.     le
istruzioni impartite da __________ C__________ o da __________ in relazione
alla provenienza e alla destinazione del bonifico di € 296'400.- avvenuto il
10.11.2006;

v.      il
nominativo della persona che ha consegnato a P__________ SA la predetta somma
di € 296'400.-; il nominativo della persona che ha preso in consegna tale
somma; le istruzioni date dalla persona consegnante la somma;

 

cb)   le
registrazioni contabili riguardanti il bonifico di 

€ 1'061'550.-, il "rimborso" di € 303’300.- e l'uscita di 

€ 758’250.- nonché l'entrata e l'uscita di € 296'400.- con l'indicazione delle
rispettive causali;

 

                                         cd)   il
nominativo delle persone che presso P__________ SA hanno curato le operazioni
in oggetto.

 

D.          
In occasione di un incontro fra le parti del 21 settembre 2022, la
banca ha consegnato o mostrato alla cliente una serie di documenti già in suo
possesso (dichiarazione di scarico 10 aprile 2007, avvisi di addebito del 10
dicembre 2005, del 17 dicembre 2005 e del 14 novembre 2006, estratti conto
1.10.2005 - 31.12.2005 e 1.10.2006 - 31.12.2006, ordine di pagamento del 9
dicembre 2005) e le ha fatto visionare un nuovo documento, ovvero un “estratto
delle note interne relativo al contatto del signor __________ C__________ con
il cliente del 9.12.2005”. La cliente ha immediatamente contestato che ciò
potesse costituire adempimento dell’obbligo di rendiconto, preannunciando
l’inoltro di una richiesta di esecuzione (doc. E). 

 

E.          
Con istanza 18 ottobre 2022 RE 1 ha postulato innanzi alla Pretura
del Distretto di Lugano l’esecuzione delle decisioni 11 ottobre 2021 del
Pretore (inc. n. OR.2017.234) e 27 giugno 2022 di questa Camera (inc. n.
12.2021.173), ritenendo in sintesi che l’accesso agli atti già in suo possesso
e la semplice consultazione del nuovo documento non costituivano adempimento di
alcuno degli obblighi di rendiconto della controparte.

 

F.          
L’istanza, avversata dalla convenuta, è stata dapprima respinta dal
Pretore con decisione 23 dicembre 2022. In data 2 marzo 2023 questa Camera, in
accoglimento del reclamo 9 gennaio 2023 dell’istante, ha ritenuto fondata la
richiesta di esecuzione, annullando tale decisione e rinviando l’incarto al
primo giudice affinché questi decidesse, secondo il suo prudente giudizio,
quali fossero le misure più opportune atte a garantire la corretta esecuzione
della decisione di rendiconto (inc. 12.2023.3). 

 

G.         
Con decisione 16 agosto 2023 il Pretore ha riprodotto i suesposti
ordini di rendiconto (rivolgendoli a RE 1 e per essa a L__________ e B__________),
li ha corredati della comminatoria dell’art. 292 CPS e ha nominato M__________
quale terzo incaricato dell’esecuzione, con lo scopo di raccogliere presso la
banca la documentazione in oggetto, segnatamente recandosi nei locali della
medesima ove quei documenti dovrebbero essere fisicamente custoditi, oppure
accedendo all’archivio elettronico in cui sarebbero conservati in forma
digitale, esaminarne la concretezza e allestire un rapporto esplicativo
all’indirizzo del giudice entro 30 giorni. La decisione non è stata impugnata.

 

H.          
L’incaricato dell’esecuzione ha così avuto accesso e ha esaminato
personalmente i documenti interni digitali contenuti nell’archivio elettronico
della banca riguardanti la fattispecie in esame, allestendo il proprio rapporto
in data 27 settembre 2023. In esso, ha esposto le ricerche da lui effettuate e
il relativo esito, evidenziando in sintesi di aver reperito nella
documentazione elettronica (sistema di archiviazione elettronico denominato “__________”)
solamente due note interne allestite dal consulente F__________ concernenti il
bonifico di € 1'061'550.-. Nella prima (allegata al rapporto quale doc. P1),
risalente al 14 novembre 2005 e riferita a una telefonata, il consulente
segnalava di avere impartito l’ordine di effettuare due bonifici di € 530'775.-
ciascuno, da coprire con due “ATF” (anticipi a termine fisso) in franchi di
durata di 1 anno rispettivamente 18 mesi. La nota, che non indicava chi fosse
l’ordinante, è stata modificata il 9 dicembre 2005 con la dicitura “Annullato
ordine sopra descritto. Verrà effettuato tra un paio di settimane”. La
seconda nota (doc. P2), pure risalente al 9 dicembre 2005, è riferita a una
telefonata e indica “Impartito ordine di bonifico di EUR 1'061'550.-.
L’importo è da coprire con due ATF in CHF (1/2 a 1 anno e 1/2 a due anni). Il
bonifico sopra indicato verrà utilizzato per acquistare il 50% della quota
aziendale detenuta dal fratello il quale cede la sua parte per un importo di
EUR 2.3 mio”. In data 12 dicembre 2005, la nota è stata cancellata e
ricreata con il medesimo contenuto da F__________, con la dicitura “Approved”.

M__________
non ha reperito registrazioni telefoniche, relative trascrizioni o ulteriore
documentazione.

 

I.            
Con scritto 9 ottobre 2023 l'istante ha chiesto il completamento del
rapporto, formulando 12 richieste che hanno incontrato l’opposizione della
convenuta (v. osservazioni del 2 novembre 2023).

 

J.           
Con decisione 4 gennaio 2024 il Pretore ha parzialmente accolto la
richiesta di CO 1, ammettendo le domande n. 3, 4, 6, 7, 8, 9, 10 e 11 (ovvero
otto domande su dodici) e stabilendo che il completamento sarebbe stato
attivato con l’esecutività della sentenza.

 

K.          
Con reclamo 18 gennaio 2024 la convenuta ha postulato, previo
conferimento dell’effetto sospensivo ex art. 325 cpv. 2 CPC, la riforma della decisione
impugnata nel senso di dichiarare inammissibile, o subordinatamente di
respingere, l’istanza di completamento 9 ottobre 2023, con protesta di spese e
ripetibili di entrambe le sedi.

 

L.          
Con risposta 5 febbraio 2024 l’istante ha postulato la reiezione del
gravame, con protesta di spese e ripetibili di seconda sede.

 

E considerato

 

in diritto:

 

1.           
Le decisioni del giudice dell’esecuzione sono impugnabili mediante
reclamo ai sensi dell’art. 319 lett. a CPC combinato con l’art. 309 lett. a
CPC. Il termine di impugnazione e quello per inoltrare la risposta sono
entrambi di dieci giorni, essendo la procedura di natura sommaria (art. 339
cpv. 2, 321 cpv. 2 e 322 cpv. 2 CPC). 

Nella
fattispecie, il reclamo 18 gennaio 2024 contro la decisione 4 gennaio 2024
(recapitata l’8 gennaio 2024) è tempestivo, così com’è tempestiva la risposta 5
febbraio 2024 della resistente.

 

2.           
Secondo l'art. 320 CPC, con il reclamo possono essere censurati
l'errata applicazione del diritto (lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato
dei fatti (lett. b). Esso dev’essere motivato (art. 321 cpv. 1 CPC). 

 

3.           
Con il suo gravame, la reclamante rimprovera innanzitutto al Pretore
di non essersi sufficientemente confrontato con le argomentazioni da lei
esposte nelle osservazioni 2 novembre 2023 onde rilevare l’inammissibilità di
tutte le domande di complemento della controparte, limitandosi a menzionare
l’applicazione per analogia degli art. 53 e 187 cpv. 4 CPC e violando così l’onere
di motivazione e il suo diritto di essere sentita. 

La medesima
sostiene nel seguito che le domande della controparte (vertenti in particolare
sulla plausibilità delle transazioni, sulla funzionalità di determinati
strumenti informatici, sulla prassi della banca, sulle registrazioni
telefoniche e sull’allestimento di ulteriori dichiarazioni scritte) non siano
coperte dalla portata della decisione 16 agosto 2023 (passata in giudicato). La
reclamante rileva che il compito dell’incaricato dell'esecuzione contemplava
unicamente la raccolta della documentazione e l’allestimento di un rapporto
esplicativo sul tema, e non quello di porle delle domande o esigere da lei dei
rapporti scritti, e che egli avrebbe già adempiuto a quanto disposto, indicando
quali documenti è riuscito a reperire, sicché la procedura di esecuzione si sarebbe
conclusa. 

La
reclamante ritiene inoltre che gli articoli menzionati dal primo giudice onde
giustificare il completamento del rapporto sarebbero in ogni caso inconferenti.
A suo modo di vedere infatti, l’art. 53 CPC conferisce alle parti la facoltà di
prendere posizione su ogni atto processuale, ma non permette di inserire alla
conclusione di una procedura di esecuzione una fase di delucidazione o
completamento. Pure il riferimento all’art. 187 cpv. 4 CPC sarebbe errato,
essendo M__________ stato incaricato dell’esecuzione ai sensi dell’art. 343
cpv. 3 CPC e non dell’allestimento di una perizia giudiziaria regolata da
precise norme e passi processuali, fra cui il preventivo diritto delle parti di
essere sentite (art. 183 seg. CPC). Nel resto del gravame, la reclamante
contesta singolarmente le domande di complemento confermate nella decisione
impugnata, lamentando per la maggior parte di esse una carente motivazione (essendosi
il Pretore limitato ad accoglierle senza fornire spiegazioni e senza
confrontarsi con le puntuali censure da lei presentate nelle osservazioni 2
novembre 2023) e sostenendo nel seguito che esse avrebbero dovuto essere
respinte, in sostanza in quanto travalicanti quanto sancito nella decisione di
esecuzione 16 agosto 2023, inutili ed estranee ai suoi oneri di rendiconto.

 

4.           
Il diritto di essere sentiti garantito dall'art. 29 cpv. 2 Cost.
impone all'autorità di motivare la sua decisione. Secondo la giurisprudenza, è
sufficiente che essa menzioni, almeno brevemente, le ragioni che l’hanno
guidata e sulle quali ha basato la sua decisione, affinché la parte interessata
possa apprezzarne la portata e contestarla con piena cognizione di causa.
L'autorità non è obbligata a esporre e discutere tutti i fatti, i mezzi di
prova e le censure presentati dalle parti, ma può invece limitarsi a quelli che
ritiene rilevanti. Se le ragioni che l’hanno guidata possono essere
individuate, il diritto a una decisione motivata è rispettato, anche se la motivazione
è errata (STF 4A_145/2021 del 27 ottobre 2021 consid. 4.1, 4A_209/2022 del 7
giugno 2023 consid. 4.2).

5.           
Nell’ambito di una procedura di esecuzione spetta all’autorità
giudicante, in base al suo apprezzamento, alla proporzionalità e
indipendentemente dalle richieste dell’istante, decidere quali siano le misure
più indicate per dare attuazione alla decisione di merito e raggiungere il
risultato auspicato (STF 4A_270/2022 del 27 ottobre 2022 consid. 5.3.3). Nell’ambito
dell’esecuzione di una decisione di rendiconto le dev’essere inoltre concessa
una certa latitudine istruttoria, dal momento che solitamente, per essere
efficace, i suoi contorni necessitano di essere precisati, affinati e
concretizzati a dipendenza della natura delle informazioni pretese, della loro
disponibilità e delle risposte fornite dalla parte obbligata, considerato
altresì il disequilibrio informativo che può sussistere fra la parte che chiede
ragguagli alla luce di una situazione poco chiara e la parte tenuta a fornirli.
A tal fine, il Tribunale federale ha stabilito che il giudice dell’esecuzione,
per determinare la conformità delle informazioni e dei documenti forniti, può
ricorrere ai servigi di un perito oppure ad altri mezzi di prova come
l’audizione testimoniale o l’ispezione. Ciò purché non si sostituisca al
giudice di merito e non ridefinisca il contenuto materiale dell'obbligo di
produrre, completandolo o addirittura modificandolo. In altre parole, egli deve
limitarsi all’esecuzione di quanto definitivamente deciso in merito agli
obblighi di rendiconto (STF 5A_479/2008 e 5A_297/2009 dell’11 agosto 2009
consid. 5.3, 4A_287/2020 del 24 marzo 2021 consid. 2.2.1 e 2.2.2).

Se e
in che misura una decisione di esecuzione passi in regiudicata è una questione
dibattuta nella dottrina. Generalmente tuttavia gli autori concordano che la
parte richiedente possa presentare una nuova istanza qualora disponga di
elementi che non erano precedentemente a sua conoscenza, rispettivamente quando
le misure ordinate non hanno avuto successo e l’esecuzione richiede pertanto
ulteriori provvedimenti (Staehelin
in: Sutter-Somm/Hasenböhler/ Leuenberger, Kommentar zur Schweizerischen
Zivilprozessordnung, 3a ed., n. 19 ad art. 341; Kellerhals in: Berner Kommentar, ZPO,
2012, n. 42-43 ad art. 341; Jeandin,
Commentaire romand, Code de procédure civile, 2a ed. 2019, n. 21 ad
art. 341; Kofmel Ehrenzeller in: Kurzkommentar
Schweizerische Zivilprozessordnung, 3a ed. 2021, n. 16 ad art. 341; Jenny in: Brunner/Gasser/Schwander, ZPO
Schweizerische Zivilprozessordnung Kommentar, 2a ed. 2016, n. 12 ad
art. 341; Piotet in: Petit
commentaire Code de procédure civile, n 1-2 ad art. 341; sul tema
dell’esecuzione infruttuosa v. anche STF 4A_270/2022 del 27 ottobre 2022
consid. 5.3.3).

 

6.           
Nel caso concreto, la reclamante censura una carente motivazione da
parte del primo giudice e ritiene che la lacuna non possa essere sanata in
questa sede, ma con il proprio petitum non chiede che la decisione di
primo grado venga annullata e che l’incarto venga ritornato alla Pretura per un
nuovo esame, bensì postula unicamente un intervento riformatorio di questa
Camera. 

 

6.1      In
ogni caso, sul tema dell’ammissibilità della domanda di completamento, il primo
giudice ha fornito un’argomentazione, ovvero l’ha confermata sulla base degli
art. 53 e 187 cpv. 4 (applicato per analogia) CPC, ritenendo dunque che
l’istante avesse diritto a esprimersi sui risultati dell’indagine svolta da M__________
e a porre domande atte a chiarire eventuali dubbi in proposito, analogamente a
quanto avviene nell’ambito di una delucidazione peritale. Tale motivazione era
sufficiente per permettere alle parti di contestarla con cognizione di causa,
così come ha fatto la reclamante con il suo gravame. 

 

6.2      Ai
fini dell’esecuzione, con la decisione 16 agosto 2023 M__________ è stato
incaricato di svolgere degli accertamenti e di fornire delle spiegazioni in un
rapporto, assumendo un ruolo quasi-peritale, sicché una delucidazione poteva
essere senz’altro giustificata. Inoltre, tenuto conto della natura particolare
dell’oggetto litigioso e della necessità di garantire una tutela giuridica
efficace, se le informazioni dovute dalla parte obbligata non sono complete,
rispettivamente se le indagini compiute hanno fornito nuovi elementi o lasciano
intendere che la banca non ha messo a disposizione tutte le informazioni da essa
esigibili, oppure che vi sono ancora informazioni reperibili, vi dev’essere pure
margine per richiedere un completamento, non solo nell’ottica di una maggiore
concretizzazione e dell’approfondimento dei risultati emersi, ma anche di un
ampliamento a nuovi aspetti finora non trattati. Ciò tuttavia entro i limiti
dell’oggetto del rendiconto e delle relative domande (fissate nelle decisioni
di merito 11 ottobre 2021 del Pretore e 27 giugno 2022 di questa Camera e
riprodotte nella decisione di esecuzione del 16 agosto 2023). La parte
convenuta ha ottenuto la possibilità di presentare delle osservazioni al
riguardo, ovvero ha esercitato il proprio diritto di essere sentita. 

 

6.3      Quanto
alle singole domande dell’istante, effettivamente la motivazione pretorile è
particolarmente stringata; per la maggior parte di quelle accolte, il primo
giudice non ha fornito spiegazioni. Tuttavia, tenuto conto della menzione da
lui fatta al diritto di ottenere una delucidazione e delle motivazioni fornite
laddove ha respinto le domande di completamento (in quanto ritenute incomprensibili,
insensate, inconcludenti o ridondanti), si evince che il Pretore ha accolto
quelle ritenute utili a concretizzare l’esecuzione del rendiconto,
rispettivamente a chiarire i dubbi sulla seria e completa evasione del medesimo
da parte della banca. D’altronde, neppure risulta che tale modo di procedere
abbia ostacolato la reclamante nel formulare il suo gravame, con il quale ha in
particolare riproposto le contestazioni contenute nelle osservazioni 2 novembre
2023. Le stesse verranno considerate qui di seguito nell’ambito dell’esame
delle singole domande accolte dal primo giudice, in cui si valuterà se le
stesse siano atte a conferire efficacia agli obblighi di rendiconto, ancora
rientranti nel loro perimetro e proporzionate.

 

7.           
Con la domanda n. 3, l’istante ha chiesto che l’incaricato
dell’esecuzione (“I.E.”) verifichi se il presunto ordine del 14 novembre 2005 sia
stato eseguito (e, eventualmente, poi stornato) e dia contezza delle relative
registrazioni avvenute sulla relazione Q__________, con riguardo pure ai due
“ATF” previsti da F__________. Il Pretore l’ha accolta, stabilendo che la
verifica andrà fatta in base all'estratto conto riportante tutti i movimenti
della relazione.

 

7.1      La
reclamante rileva in primo luogo di avere già indicato al pto. 3.3.2 delle
osservazioni 2 novembre 2023 che l’ordine in questione era stato annullato e
non aveva dato origine ad alcuna operazione (come risulta dal rapporto di M__________
e dagli estratti conto già in mano alla controparte). In secondo luogo, secondo
la reclamante la domanda esula dal contenuto della decisione 16 agosto 2023 (che
non si estende né agli ordini del 14 novembre 2005, né agli “ATP”).

 

7.2      Ora,
gli ordini del 14 novembre 2005 riguardano il medesimo importo complessivo (€
1'061'550.-) oggetto del rendiconto e ne costituiscono un antefatto, sicché
sono in stretta correlazione con il bonifico del 9 dicembre 2005 e possono
fornire indicazioni onde chiarirne i contorni. Il quesito posto all’I.E. non
riguarda tuttavia il chiarimento di una sua affermazione né la produzione di
documentazione dovuta a seguito della decisione di rendiconto (segnatamente:
dispositivi 1/ba e 2/cb). Non si vede inoltre quale utilità possa avere o quali
informazioni ulteriori possa far ottenere, risultando gli ordini del 14
novembre 2005 annullati, e meglio superati e sostituiti da quello di dicembre
2005, non contestando CO 1 di disporre già degli estratti conto e non avendo
ella mai lamentato l’esistenza di ulteriori ingiustificati addebiti oltre a
quello qui in discussione. La domanda dev’essere pertanto stralciata.

 

8.           
Il Pretore ha accolto la domanda n. 4, ordinando a M__________ di
chiedere alla banca se i due bonifici di € 530'775.- ciascuno erano
assoggettabili al controllo di plausibilità (cui è stato sottoposto il bonifico
del 9 dicembre 2005 di € 1'061'550.-).

 

8.1      Con
l’impugnativa, la reclamante rinvia alle sue osservazioni del 2 novembre 2023
(pto. 3.3.3) e osserva che l’ordine del Pretore di effettuare verifiche sul tema
(peraltro in relazione ad aspetti risalenti a quasi 20 anni fa per i quali
sarebbe oggettivamente impossibile ottenere oggi delle conferme) esula dal
contenuto della decisione 16 agosto 2023 e sarebbe inutile, dal momento che i
due bonifici in questione non sono stati eseguiti e dunque non possono essere
stati soggetti a controllo o ad accertamenti.

 

8.2      Anche
in questo caso, la domanda non risulta rientrare nei perimetri degli obblighi
di rendiconto della banca né essere provvista di concrete possibilità di
fornire elementi utili. Innanzitutto, l’I.E. non accenna alla possibile
esistenza di documenti non ancora reperiti relativi ai bonifici in esame, né il
rendiconto imponeva alla banca di fornire spiegazioni in merito alla sua prassi
di plausibilizzazione delle operazioni. Inoltre CO 1 nella sua istanza 27
settembre 2023 non ha spiegato perché sapere se i due bonifici annullati e mai
eseguiti fossero o meno assoggettabili a un controllo di plausibilità possa
chiarire chi abbia dato quegli ordini e per quali motivi. La censura della
reclamante deve pertanto essere accolta, e quindi la domanda stralciata.

 

9.           
Con la domanda n. 6 l’istante
ha chiesto che l’incaricato dell’esecuzione verifichi se la mancata indicazione
dell’identità dell’ordinante nella nota interna doc. P1 costituisca una singola
anomalia oppure si sia riprodotta anche in altre delle 37 note (negli anni
2005-2006) concernenti la relazione Q__________ e contenute nell’archivio
elettronico __________. Il primo giudice l’ha ammessa ordinando alla banca di
dare nuovamente accesso a M__________ alle 37 note e di spiegargli come mai non
appare l’ordinante.

 

9.1      La
reclamante, rinviando al pto. 3.3.5 delle sue osservazioni, rileva che la nota,
semplicemente, non indica esplicitamente il nominativo del cliente, come
peraltro del tutto usuale nei “client reports”, ma che in ogni caso è
chiaro che fosse stato il medesimo a impartire l’ordine. Aggiunge che
l’incaricato dell’esecuzione ha già avuto modo di esaminare tutte le 37 note
contenute nell'archivio elettronico __________, estrapolando quelle rilevanti
per la fattispecie, e che la nuova messa a disposizione delle note non risulta
di alcuna utilità. La domanda inoltre non sarebbe coperta della portata della
decisione 16 agosto 2023.

 

9.2      La
censura non può essere accolta. L’esame chiesto all’I.E. riguarda una delle
motivazioni centrali che hanno dato origine al rendiconto (ovvero la necessità
di chiarire se gli ordini in questione provenissero realmente dal cliente), e
verte su una nuova verifica di documentazione già messa a disposizione al fine
di meglio comprendere, anche alla luce del suo contesto, il contenuto della
nota interna doc. P1. Trattandosi di una precisazione relativa a un documento
oggetto di rendiconto e che è strettamente correlato con gli ordini qui controversi,
la richiesta rientra pertanto ancora entro i limiti di quanto definito dalla
decisione di merito.

 

10.        
Il Pretore ha altresì accolto la domanda n. 7, ordinando all’incaricato
dell’esecuzione di interpellare la banca sulla funzione e il significato delle
scritture in codice apparenti nelle note P1 e P2 sotto le voci “Contact-ID”
e “Ext-Contact-ID”.

 

10.1    Per
la reclamante detti codici, esulanti dall’oggetto del rendiconto e dai compiti
dell’I.E., avrebbero un carattere meramente formale, rispettivamente non
avrebbero alcuna portata per la fattispecie e sarebbero stati generati
automaticamente dal sistema (v. pto. 3.3.6 delle osservazioni 2 novembre 2023).

 

10.2    Anche
questa censura dev’essere respinta. Tenuto conto della già citata disparità
informativa fra le parti e del fatto che l’istante non è cognita dei sistemi di
registrazione e codificazione delle informazioni da parte della banca,
quest’ultima ha il diritto di ricevere la documentazione richiesta e di essere
posta nelle condizioni di comprenderla. Ritenuto che le diciture in esame
perlomeno suggeriscono la possibilità che da esse si possa estrapolare
l’identità dell’interlocutore della banca o relative informazioni utili e che
la richiesta di spiegazioni formali riguarda la comprensione di documenti che
la banca era tenuta a fornire, l’ordine sancito dal Pretore non esula
dall’oggetto del rendiconto e può essere confermato.

 

11.        
Con la domanda n. 8 l’istante (manifestando dubbi circa la
completezza dei dati archiviati) ha chiesto di accertare con i tecnici
informatici della banca se sussisteva e sussiste la possibilità teorica di
modificare, sostituire o cancellare le note inserite nel suo sistema informatico
e, in tale caso, di verificare se ciò sia avvenuto con riferimento alle note
archiviate concernenti la relazione Q__________. Il Pretore, tenuto conto
altresì che le note non risultano avere un numero sequenziale, l’ha accolta,
ordinando all’incaricato dell’esecuzione di interpellare la banca e ottenere
una conferma scritta.

 

11.1   Con
il reclamo, la banca evidenzia che il rendiconto riguardava esclusivamente il
reperimento della documentazione disponibile e pertinente e non un suo obbligo
di fornire indicazioni o conferme scritte sulla possibilità di cancellare delle
note o su altri aspetti. Inoltre, il rapporto esplicativo dell’I.E. e i doc. P1
e P2 attestano che i consulenti non avevano la possibilità di cancellare delle
note ma solo di modificarle, e che in tale caso la modifica veniva chiaramente
tracciata e registrata (come già indicato nelle osservazioni 2 novembre 2023,
pto. 3.4). Peraltro, non vi sarebbe alcun elemento atto a far sospettare
qualsivoglia cancellazione, non potendosi derivare alcunché dalla
non-sequenzialità delle note.

 

11.2   La
banca non spiega perché le note non sono sequenziali e perché ciò non possa
suscitare un sospetto di manipolazione. Mirando inoltre la richiesta di CO 1 a
verificare la completa evasione del rendiconto e a verificare l’eventuale
disponibilità di ulteriore documentazione, essa rientra ancora nei perimetri di
quanto sancito con la decisione di merito e può essere qui confermata, con
conseguente reiezione della censura.  

 

12.        
Il primo giudice ha pure accolto la domanda n. 9, ordinando a M__________
di interpellare la banca e di ottenere da lei (in particolare per il tramite di
un suo esperto informatico) una conferma scritta sulla prassi seguita negli
anni 2005 e 2006 riguardante le registrazioni telefoniche dei contatti tra i
consulenti e i clienti, le eventuali eccezioni vigenti, la durata della loro
conservazione, le modalità della loro trascrizione negli archivi elettronici
confidenziali e non confidenziali, la periodicità della loro eventuale cancellazione/distruzione
e le allora vigenti istruzioni ai consulenti circa il trattamento degli ordini
telefonici.

 

12.1    La
reclamante, rinviando al pto. 3.5 delle sue osservazioni 2 novembre 2023,
osserva che il rapporto esplicativo 27 settembre 2023 attesta l’inesistenza di
registrazioni telefoniche e non menziona indizi che possano far supporre una
loro cancellazione, come pure che il rendiconto e i compiti dell’I.E. non si
estendono né alla sua prassi generale (peraltro protetta dal segreto
aziendale), né a un suo onere di fornire, anche per il tramite dei suoi tecnici
informatici, delle conferme scritte, oltretutto su temi che nulla avrebbero a
che vedere con la concreta fattispecie.

 

12.2    In
effetti, l’I.E. si è limitato ad acclarare di non aver reperito registrazioni o
trascrizioni delle medesime. Non vi sono concreti elementi per ritenere che la
banca ne sia in possesso, né tantomeno che le stia occultando, né la domanda
permette di accertare se esistano registrazioni non ancora reperite riferite
puntualmente alla relazione e agli ordini qui in discussione. Sapere se ciò
fosse/sia conforme alla prassi vigente e se RE 1 abbia diligentemente
ossequiato in passato i suoi oneri in materia di raccolta e conservazione dei
dati esula dal rendiconto in oggetto. 

 

13.        
Con la domanda n. 10, l’istante ha messo in dubbio la serietà delle
ricerche svolte dalla banca onde reperire la documentazione pretesa e della
“dichiarazione di completezza” rilasciata dalla convenuta il 16 novembre 2022 e
prodotta quale doc. 2 (ove in sintesi P__________ e K__________, membri del suo
Legal Counsel, confermavano di avere eseguito tutte le debite ricerche e
di non aver reperito ulteriore documentazione, come pure che nessun documento
era stato alterato, manomesso o distrutto), ritenuto che negli atti di causa
non era mai stato presente il documento allegato al rapporto dell’incaricato
quale doc. P1 malgrado riguardasse quantomeno disposizioni preparatorie del
bonifico di € 1'061'550.-. Ha pertanto chiesto che l’incaricato dell’esecuzione
esiga dai redattori e firmatari della suddetta dichiarazione una dettagliata
descrizione verbale o scritta delle ricerche da loro esperite. Il primo giudice
ha accolto la richiesta, facendo ordine all’incaricato dell’esecuzione di interpellare
la banca a questo proposito onde ottenere una descrizione scritta riportante i
passi svolti per la ricerca e le persone coinvolte nella stessa.

 

13.1    La
reclamante si oppone, sostenendo che la richiesta esuli dagli oneri di
rendiconto a suo carico e dai compiti conferiti all’I.E. (cfr.           anche pto.
3.6 delle osservazioni 2 novembre 2023).

 

13.2    La
censura va disattesa. È legittimo che l’istante chieda di verificare se la controparte
abbia adempiuto diligentemente ai propri obblighi di rendiconto producendo tutto
quanto da lei esigibile ed esaminare se esistono ancora informazioni pertinenti
che essa ha omesso di fornire o verifiche che si potrebbero esperire, soprattutto
se si considera che quelle effettuate dai due legali della banca, malgrado le
rassicurazioni, sono risultate carenti (come attesta il successivo reperimento
da parte dell’I.E. del doc. P1). Ovvero, la richiesta mira a precisare i
contorni dell’obbligo di rendiconto alla luce di quanto prodotto
(rispettivamente non prodotto) dalla banca, e può essere dunque confermata.

 

14.        
Infine, la richiesta n. 11 (fondata sulla premessa dell’istante
secondo cui gli accrediti di € 303'300.- ed € 296'400.- erano avvenuti all’attenzione
di F__________ e che questi doveva pertanto conoscerne origine e motivazioni) è
stata parzialmente accolta dal Pretore, che ha ordinato a M__________ di
ottenere dalla banca una conferma scritta onde sapere: (i) se è possibile che
la convenuta ricevesse uno o più bonifici in entrata senza conoscerne la loro
provenienza e la loro motivazione; (ii) in base ai regolamenti interni della
convenuta quali accertamenti, sempre in ordine a quei bonifici, avrebbero
dovuto essere espletati dalla convenuta. 

 

14.1    Per
la reclamante, la richiesta non riguarda né puntualmente i bonifici qui in
discussione, né gli ordini contenuti nella decisione 16 agosto 2023 e gli eventuali
accertamenti che ella avrebbe dovuto espletare, ed è inconciliabile con il
rendiconto, volto a fornire determinata documentazione eventualmente esistente e
non a obbligarla ad allestirne di nuova (conferme scritte). La richiesta
avrebbe un carattere eccessivamente generale su aspetti di compliance e
informazioni che nulla hanno a che vedere con il caso concreto e che sono
protetti dal segreto aziendale (cfr. anche pto. 3.7 delle osservazioni 2
novembre 2023).

 

14.2    La
censura dev’essere accolta. La questione attiene non tanto alla completa
evasione degli oneri di rendiconto sanciti nel merito, quanto piuttosto a
un’indagine concernente il comportamento tenuto dalla banca al momento della
ricezione degli ordini e le sue prassi, che non può essere oggetto della
presente procedura esecutiva in assenza di un fondamento nelle decisioni 11
ottobre 2021 e 27 giugno 2022.

 

15.        
In conclusione, il reclamo dev’essere parzialmente accolto, con
conseguente riforma della decisione di prima sede e stralcio delle domande n. 3,
4, 9 e 11. Con l’emanazione della presente decisione, la richiesta di effetto
sospensivo contenuta nel gravame diviene priva d’oggetto. La decisione di prima
sede non si pronuncia sulle spese giudiziarie e la questione in questa sede non
viene tematizzata, sicché non dev’essere esaminata.

 

16.        
Le spese giudiziarie di secondo grado seguono la soccombenza, che
può essere ripartita fra le parti in ragione di metà ciascuna (art. 106 cpv. 2 CPC),
considerato che la reclamante ottiene lo stralcio di 4 domande rispetto alle 8
stabilite dal giudice di prima sede. Le spese processuali, calcolate sulla base
degli art. 2 e 14 LTG, ammontano a fr. 2’000.- e sono dunque poste per il 50% a
carico della reclamante, e per l’altro 50% a carico della resistente. Le
ripetibili sono vicendevolmente compensate.

 

17.        
La presente sentenza, concernendo l'esecuzione di una decisione
pronunciata in materia di diritto delle obbligazioni, è suscettibile di un
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. b n. 1 LTF; v. anche STF
4A_189/2016 del 13 luglio 2016 consid. 1.1).

 

 

Per questi motivi,

 

richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il RTar,

 

decide: 

 

                                   1.   Il reclamo 18
gennaio 2024 di RE 1 è parzialmente accolto.

 

                                    §   Di conseguenza, la
decisione 4 gennaio 2024 del Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 1 (inc.
SO.2022.4872) è così riformata:

 

                                         1.   L'istanza
di completamento del rapporto allestito il 27.9.2023, formulata dalla parte
istante, è parzialmente accolta limitatamente alle domande n. 6, 7, 8 e
10 così come esposto nei
considerandi.

 

                                         2.   Invariato.

 

                                         3.   Invariato. 

 

                                         4.   Invariato.

 

                                   2.   Le spese processuali
di fr. 2’000.- sono a carico di CO 1 per il 50% e a carico di RE 1 per il
restante 50%. Le ripetibili sono compensate. 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -    

   ; 

  -     . 

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          La
cancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1
LTF); per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne
una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2 LTF).

Il
ricorso è ammissibile contro le decisioni che pongono fine al procedimento
(art. 90 LTF). Esso è pure ammissibile contro una decisione che concerne soltanto
talune conclusioni, se queste possono essere giudicate indipendentemente dalle
altre, o che pone fine al procedimento soltanto per una parte dei litisconsorti
(art. 91 LTF), oppure ancora contro decisioni pregiudiziali e incidentali
notificate separatamente e concernenti la competenza o domande di ricusazione
(art. 92 cpv. 1 LTF). In presenza di altre decisioni pregiudiziali o incidentali,
il ricorso è ammissibile solo se le stesse possono causare un pregiudizio
irreparabile o se l’accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una
decisione finale consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante o
dispendiosa (art. 93 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è
possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia
costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare una
decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).