# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7de637a4-450f-50e6-b7c8-305b63d53034
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-10-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.10.2023 35.2023.40
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2023-40_2023-10-09.html

## Full Text

Incarto
  n.

  35.2023.40

   

  MM

  	
  Lugano

  9 ottobre 2023

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 19 maggio 2023 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 20 aprile 2023 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  In data 25 agosto 2018, RI 1, nato
nel 1960, dipendente della ditta __________ di __________ in qualità di
consulente finanziario e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni e
le malattie professionali presso la CO 1 (di seguito: CO 1, la quale ha nel
frattempo ripreso il portafoglio di assicurazione LAINF della __________), è
stato urtato da una motocicletta allorquando si trovata in sella al proprio
ciclomotore, cadendo a terra. A causa di questo evento, egli ha riportato,
secondo il rapporto 25 agosto 2018 del Servizio di PS dell’Ospedale __________
di __________, una dermo-abrasione e contusione del ginocchio sinistro, una
ferita lacero-contusa al gomito sinistro e una sindrome panvertebrale con punti
maggiori in regione lombare e giunzione dorso-lombare. 

 

                                  Nel prosieguo, sono inoltre
insorti dei disturbi psichici.

 

                                  L’istituto assicuratore ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

 

                          1.2.  Con decisione formale del 10
ottobre 2019, poi confermata al termine della procedura di opposizione,
l’assicuratore LAINF ha posto fine alle proprie prestazioni dal 30 settembre
2019, ritenuto che, trattandosi dei disturbi interessanti il ginocchio destro e
il rachide, il nesso di causalità naturale con l’evento traumatico assicurato
si sarebbe estinto a distanza di 6 mesi dall’infortunio stesso, che, per quanto
concerne le turbe psichiche, farebbe difetto l’adeguatezza del nesso causale e
che, a fronte dei soli disturbi residuali al gomito sinistro, nel frattempo
stabilizzatisi, non esiste diritto né a una rendita d’invalidità né a
un’indennità per menomazione dell’integrità (IMI).

 

                          1.3.  Con sentenza 35.2021.40 dell’8
novembre 2021, il TCA ha accolto ai sensi dei considerandi il ricorso
interposto nel frattempo dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato, nel senso
che, annullata la decisione su opposizione impugnata, gli atti sono stati
retrocessi all’amministrazione affinché disponesse "un
approfondimento peritale esterno (art. 44 LPGA) volto a stabilire fino a quando i disturbi al ginocchio
destro, al rachide e al gomito sinistro hanno costituito una conseguenza naturale dell’infortunio
assicurato. In seguito, facendo capo alle risultanze dell’accertamento
esperito, l’amministrazione si pronuncerà di nuovo in merito al diritto alle
prestazioni dal profilo materiale e temporale.”. Trattandosi della problematica psichica e, in
particolare, della questione dell’esistenza di un nesso di causalità adeguata,
questo Tribunale ha ritenuto prematuro pronunciarsi in proposito, “in
quanto gli esiti dell’accertamento ordinato potrebbero influenzare l’esame di
taluni dei fattori di rilievo elaborati dalla giurisprudenza federale”
(doc. 269). 

 

                                  La succitata pronunzia è
cresciuta incontestata in giudicato.

 

                          1.4.  Dalle tavole processuali emerge
che, nel corso del mese di gennaio 2022, la CO 1 ha incaricato il dott. __________
di periziare RI 1.

 

                                  L’esperto ha consegnato il
proprio referto in data 12 aprile 2022 (doc. 230). 

 

                                  Al rappresentante dell’assicurato
è stato concesso di formulare delle osservazioni in merito.

 

                          1.5.  Con decisione formale del 4 gennaio
2023, l’istituto assicuratore ha stabilito che il diritto alle prestazioni di
corta durata (cura medica e indennità giornaliera) si è estinto a contare dal
1° ottobre 2019, rinunciando a pretendere la restituzione delle prestazioni
riconosciute nel frattempo. Esso ha inoltre negato il diritto a un’indennità
per menomazione dell’integrità (IMI) (doc. 256). 

 

                                  A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. RA 1 (doc. 259), in data 20 aprile 2023, la CO 1 ha parzialmente
modificato la sua prima decisione, nel senso che le prestazioni sanitarie
resesi necessarie per la cura del danno infortunistico al gomito sinistro sono
state riconosciute sino all’11 febbraio 2022 (cfr. doc. 265).

 

                          1.6.  Con tempestivo ricorso del 19
maggio 2023, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto in via
principale che la CO 1 sia tenuta a versare le indennità giornaliere dal 28
agosto 2018 “ad oggi e segnatamente fino a quando sussistano i presupposti
medici”, come pure “le altre prestazioni, segnatamente le spese di cura,
IMI e rendita”, in subordine che il TCA disponga l’allestimento di una “perizia
medica indipendente ortopedica e traumatologica e una perizia psichiatrica”.

                                  Trattandosi dei disturbi somatici,
il patrocinatore dell’insorgente contesta che alla valutazione del perito
amministrativo possa essere attribuito un sufficiente valore probatorio facendo
segnatamente valere che “il Dr. __________ non è entrato nel merito delle
osservazioni sollevate dal Dr. __________”, che “dalla perizia emergono
dichiarazioni contraddittorie che non tengono certo in considerazione tutti gli
accertamenti medici eseguiti dal signor RI 1, la loro evoluzione e neppure la
dinamica dell’incidente. In taluni punti, addirittura, sembrerebbe che il Dr.
med. __________ non tenga nemmeno conto di quanto da lui stesso scritto,
infatti, prima afferma che il Signor RI 1 si è fatto visitare il ginocchio
destro dal Dr. __________ qualche giorno dopo l’incidente, in quanto gonfio e
dolorante a causa dell’impatto con il terreno subito durante l’incidente, poi
nega che l’assicurato abbia mai lamentato problemi al ginocchio in concomitanza
con l’incidente, se non mesi dopo, facendo erroneamente riferimento alla
Risonanza di data 8.02.2019. Ciò, come già detto, solo per poter liquidare la
questione a problemi legati all’avanzare dell’età, quando, invece, le
problematiche, effettivamente emerse al ginocchio, sono strettamente legate al
trauma subito nell’incidente” e che “Il Dr. __________ non è entrato nel merito
delle osservazioni del Dr. med. __________ e non ha in alcun modo motivato né
descritto l’origine degenerativa delle lesioni di cui, ancora oggi, il signor RI
1 soffre. Il Dr. __________, di contro, ha presentato osservazioni ampiamente
motivate sotto il profilo medico, con l’apporto, anche, di autorevoli
contributi scientifici sull’argomento e, soprattutto, si è lungamente
soffermato nel chiarire l’origine traumatica delle lesioni”, per giungere alla
conclusione che “gli accertamenti medici a cui il signor RI 1 si è sottoposto
hanno, quindi, dimostrato chiaramente che i danni alla salute continuano a
permanere e, per tale ragione, le prestazioni LAINF non dovevano essere sospese
da parte di CO 1” e che “il sig. RI 1 ha diritto anche al riconoscimento di
un’indennità per menomazione dell’integrità fisica e psichica ai sensi
dell’articolo 24 LAINF, che prevede un’equa indennità per menomazione se al
momento dell’estinzione del diritto alle cure mediche egli è portatore di una
menomazione importante e durevole dell’integrità fisica o mentale, come nel
caso concreto” (doc. I, p. 15 ss.).

                                  Per quanto riguarda invece la problematica
psichica, l’avv. RA 1 contesta innanzitutto la fondatezza dell’apprezzamento
espresso dalla psichiatra interpellata dall’assicuratore resistente, rilevando
che “confondere i piani del disturbo di cui soffre il signor RI 1 a causa
dell’incidente con “l’assicurato dopo l’infortunio ha avuto grossi problemi in
famiglia a causa dei quali è finito in pretura e che l’hanno scosso
profondamente e che sicuramente hanno contribuito a mantenere attiva la
sintomatologia sviluppatasi dopo l’incidente” (rapporto dr.ssa med. __________,
doc. O, pag. 9) è assurdo in quanto del tutto infondato. Il signor RI 1 ha
sempre avuto problemi in famiglia come spessi succede a tutti noi, ma non ha
mai sviluppato una tale sintomatologia, riconducibile chiaramente al disturbo
post-traumatico da stress. Addirittura, la dr.ssa med. __________ asserisce che
“la sintomatologia dipende dai tratti di personalità”. Anche il medico di
famiglia del signor RI 1 potrà confermare che questi non ha mai avuto episodi
di depressione prima dell’infortunio. E questo aspetto è stato del tutto
misconosciuto dai due psichiatri interpellati dall’assicurazione (dr. med. __________
per __________ e dr. med. __________ per __________).” (doc. I, p. 20 ss.).

                                  D’altro canto, a proposito
dell’adeguatezza del nesso di causalità tra le turbe psichiche e l’evento
traumatico assicurato, il rappresentante del ricorrente ne pretende
l’esistenza, sostenendo che in concreto sarebbe adempiuto il criterio delle
circostanze concomitanti particolarmente drammatiche o della particolare
spettacolarità dell’infortunio, quello della lunga durata della cura medica,
quello dei disturbi somatici persistenti, quello della cura medica errata, come
pure quello del grado e durata dell’incapacità lavorativa dovuta alle lesioni
fisiche (cfr. doc. I, p. 22 ss.). 

 

                          1.7.  La CO 1, in risposta, ha postulato
che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto
occorra, nei considerandi di diritto (doc. V). 

 

                          1.8.  L’11 luglio 2023, l’istituto
assicuratore convenuto ha prodotto un complemento, datato 10 luglio 2023, del
dott. __________ (allegato al doc. IX), il quale è stato trasmesso al
rappresentante dell’insorgente ai fini della replica (doc. X). 

 

                          1.9.  In data 21 agosto 2023, l’avv. RA 1
ha versato agli atti una presa di posizione del dott. __________ e si è in
sostanza riconfermato nelle proprie allegazioni e conclusioni (doc. XI +
allegato).

 

                                  L’amministrazione si è
pronunciata in proposito il 31 agosto 2023 (doc. XIII). 

 

considerato                 in diritto

 

                          2.1.  Nel caso di specie è litigiosa, in
primo luogo, la questione di sapere se la CO 1 poteva ritenere che, al momento
in cui ha posto fine alle proprie prestazioni (1° ottobre 2019), il solo
postumo dell’infortunio dell’agosto 2018 era costituito dalla cicatrice
oleocranica al gomito sinistro, oppure no. 

                                  In caso di risposta positiva,
questa Corte sarà chiamata a stabilire se - tenuto conto del solo danno alla
salute infortunistico - l’assicuratore convenuto era legittimato a porre fine
alle prestazioni sanitarie a contare dall’11 febbraio 2022, a dichiarare l’assicurato
totalmente abile al lavoro dal 1° ottobre 2019, nonché a negargli
l’assegnazione di un’IMI, oppure no. 

                                  Infine, il TCA dovrà valutare se i
disturbi psichici costituiscono una conseguenza naturale e adeguata del
sinistro accaduto il 25 agosto 2018, oppure no. 

 

                          2.2.  Cicatrice oleocranica al
gomito sinistro unico postumo residuale dell’infortunio del 25 agosto 2018?

 

                       2.2.1.  Secondo l’art. 6 cpv. 1 LAINF, per
quanto non previsto altrimenti dalla legge, le prestazioni assicurative sono
effettuate in caso d’infortuni professionali, d’infortuni non professionali e
di malattie professionali.

 

                       2.2.2.  Il diritto alle prestazioni
risultante da un infortunio assicurato presuppone l’esistenza di un nesso di
causalità naturale tra l’evento dannoso e il danno alla salute. Questa
condizione è adempiuta qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una conditio sine qua non del danno. È questione di
fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un
nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si
determinano secondo il principio della probabilità preponderante -
insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile
generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di
assicurazioni sociali (DTF 142 V 435 consid. 1; 129 V 177 consid. 3.1, 402
consid. 4.3). 

 

                                  Se un infortunio ha semplicemente
scatenato un processo che sarebbe comunque insorto anche senza questo evento,
il nesso di causalità naturale tra i disturbi accusati dall’assicurato e
l’infortunio deve essere negato se lo stato morboso preesistente è ritornato ad
essere quello che era prima dell’infortunio (status quo ante) oppure se
ha raggiunto lo stadio che sarebbe prima o poi subentrato anche senza
l'infortunio (status quo sine) (RAMI 1992 U 142 p. 75 consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U.
Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der
Sozialversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).

 

                       2.2.3.  Il diritto a prestazioni
assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata
tra l'evento dannoso e il danno alla salute.

 

Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto
quando, secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita, il
fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto,
sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in
questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a,
DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze citate).

Comunque, qualora sia carente il nesso di causalità naturale,
l'assicuratore può rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il
requisito della causalità adeguata (DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a;
su queste questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents,
Losanna 1992, p. 51-53).

 

                                  La giurisprudenza ha inoltre
stabilito che in caso di danno alla salute fisica, dal momento in cui è
accertata la causalità naturale il nesso di causalità è generalmente ammesso
(DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine;
Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungs-rechts,
in: SZS 2/1994, p. 104s; M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in:
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

 

                       2.2.4.  In concreto, con la
sentenza 35.2021.40 dell’8 novembre 2021, questa Corte aveva annullato la
decisione su opposizione impugnata e rinviato gli atti alla CO 1 affinché
disponesse l’esecuzione di una perizia esterna ai sensi dell’art. 44 LPGA, volta
a stabilire fino a quando i
disturbi al ginocchio destro, al rachide e al gomito sinistro hanno costituito una conseguenza naturale
dell’infortunio assicurato. 

                                  Il TCA aveva in effetti ritenuto
che alla documentazione medica posta alla base della decisione impugnata,
specificatamente agli apprezzamenti dei dottori __________ e __________, non
poteva essere riconosciuto un valore probatorio sufficiente, in quanto il primo
aveva fornito delle risposte contraddittorie in merito all’aspetto litigioso (persistenza
di un nesso causale naturale tra i disturbi somatici e l’infortunio assicurato)
e, trattandosi del secondo, era stata l’amministrazione stessa a distanziarsene
chiedendo al dott. __________ di verificare la correttezza delle conclusioni a
cui era pervenuto. 

                                  Il Tribunale aveva parimenti
negato che i rapporti agli atti dell’ortopedico dott. __________ (così come
quelli del medico curante, dott. __________) fossero sufficientemente
affidabili, nella misura in cui la conclusione secondo la quale una relazione
di causalità naturale sarebbe persistita oltre la data indicata
dall’assicuratore convenuto, risultava in gran parte fondata sulla regola,
insostenibile dal profilo della medicina assicurativa e inammissibile da quello
probatorio, del “post hoc ergo propter hoc” (cfr. doc. 269).

 

                       2.2.5.  Dalle carte processuali risulta che,
su incarico della CO 1, in data 11 febbraio 2022, l’assicurato è stato visitato
personalmente dal dott. __________, spec. FMH in reumatologia e perito
certificato SIM, il quale si è avvalso della consulenza del dott. __________,
spec. FMH in radiologia. 

 

                                  Il referto peritale, datato 25 marzo
2022, è stato consegnato all’assicuratore il 12 aprile 2022 (doc. 230). 

 

                                  Dopo aver minuziosamente
ricostruito l’anamnesi del ricorrente (cfr. doc. 230, p. 2-16) e averne
descritto lo status dal profilo clinico e radiologico (il materiale
iconografico a sua disposizione è stato refertato unitamente al radiologo dott.
__________ - cfr. doc. 230, p. 16-20), l’esperto ha diagnosticato – diagnosi
in relazione causale con l’infortunio – una cicatrice olecranica al gomito
sinistro in esiti da ferita lacerocontusa il 25 agosto 2028, come pure – diagnosi
non in relazione causale con l’infortunio – una sindrome lombospondilogena
cronica bilaterale, una epicondilopatia omeroradiale e omeroulnare a sinistra,
una gonartrosi prevalentemente laterale con estesa rottura radiale del corno
posteriore al menisco laterale del ginocchio destro e una tendenza fibromialgica
(doc. 230, p. 2). 

 

                                  Rispondendo ai quesiti
sottopostigli dalle parti, il perito amministrativo si è così espresso a proposito
dell’eziologia dei diversi disturbi presentati dall’assicurato:

 

" (…) La
cicatrice olecranica al gomito sinistro è unicamente la conseguenza dell’infortunio
del 25.8.2018.

La sindrome lombospondilogena cronica bilaterale è generata dalle
alterazioni degenerative plurisegmentali lombari presenti nell’assicurato,
dalla tendenza fibromialgica, dal decondizionamento e sbilancio muscolare e dai
disturbi statici della colonna vertebrale, senza riscontro di alterazioni
strutturali postraumatiche.

L’epicondilopatia omeroulnare e omeroradiale nasce alle inserzioni
tendinee omeroulnari e omeroradiali al gomito sinistro, sintomatologia favorita
dalla tendenza fibromialgica presente, senza che vi sia un correlato
strutturale postinfortunistico.

La gonartrosi prevalentemente laterale con estesa rottura radiale
del corno posteriore del menisco laterale rappresenta alterazioni degenerative
presenti al ginocchio destro.” (doc. 230, risposta al quesito n. 5.1 di parte
ricorrente)

 

                                  rispettivamente

 

" (…) L’unico
pregiudizio alla salute attualmente presente è la cicatrice olecranica al
gomito sinistro, insorta dopo una ferita lacerocontusa il 25.8.2018.

(…).

Le patologie muscolo-scheletriche attualmente manifestate
dall’assicurato, sono di origine degenerativa, statica, in parte rese
sintomatiche dalla tendenza fibromialgica, dal decondizionamento e sbilancio
muscolare.” (doc. 230, risposta ai quesiti n. 5.1 e 5.2.1 di parte convenuta)

 

                                  Il dott. __________ ha quindi
precisato che l’infortunio assicurato ha comportato un peggioramento soltanto
transitorio del preesisistente stato morboso del rachide e del ginocchio
destro, con lo status quo sine raggiunto a distanza di sei mesi da
quell’evento (cfr. doc. 230, risposte ai quesiti n. 5.3 di parte ricorrente e
n. 5.3 di parte convenuta). 

 

                       2.2.6.  Invitato
dall’amministrazione a formulare le proprie osservazioni sulla perizia del
dott. __________, il patrocinatore dell’assicurato ha prodotto un rapporto,
datato 8 maggio 2022, del dott. __________, spec. in ortopedia e traumatologia
a __________ (doc. 232).

                                  Per quanto riguarda innanzitutto
i disturbi interessanti il rachide (lombare), lo specialista
privatamente consultato dall’insorgente ha sostenuto, facendo riferimento agli
esiti delle RMN del 25 marzo 2019 e del 5 maggio 2021 e, in particolare,
all’apparizione tra l’una e l’altra di alterazioni Modic I a livello di L3-L4 e
di L4-L5, che “sono proprio questi fenomeni Modic, come ampiamente spiegato
prima, a monitorare l’evoluzione clinica della colonna lombo-sacrale: infatti
la I RMN effettuata a 6 mesi dall’incidente mostrava già una fissurazione del
nucleo polposo di L3-L4 e NON fenomeni Modic, ma a 2 anni la II RMN mostra
fenomeni Modic I come espressione appunto di un’evoluzione patologica indotta
dal violento impatto subito dall’infortunato.”.

                                  A proposito dei disturbi al ginocchio
destro, il dott. __________ ne pretende l’origine infortunistica, in quanto
“… una lesione a flap del menisco laterale è tale, come poi accaduto,
dall’ingenerare una importante sintomatologia dolorosa, difficoltà al cammino,
alla discesa delle scale, alla sospensione dell’attività fisico-lavorativa e
tantomeno di quella sportiva. Tutti eventi capitati dopo il trauma e mai prima.
Prima dell’incidente infatti il RI 1 riferisce di aver praticato nuoto e
camminate, cose che poi non ha più potuto fare. Fin dall’inizio si rileva,
quindi, la discrepanza tra la diagnosi iniziale del perito reumatologo e
l’obiettività del Pronto soccorso che ha assistito l’infortunato.”. 

                                  Trattandosi infine dei disturbi
al gomito sinistro, il consulente di parte ne imputa l’origine alla “profonda
ferita (…), interessante la loggia degli epicondiloidei”. 

 

                                  Con complemento peritale del 26
agosto 2022, il dott. __________ ha risposto in questi termini alle obiezioni
sollevate dal dott. __________:

 

" (…) Per
quanto concerne le patologie dell’assicurato mi permetto di osservare che al
momento della visita iniziale presso il pronto soccorso dell’ospedale di __________
il 25.8.2018, il medico coinvolto poneva la diagnosi di dermoabrasione e
contusione al ginocchio sinistro, l’esame del ginocchio destro non risultava
patologico a quel momento, a tal punto che i medici del pronto soccorso il
25.8.2018 non procedevano con ulteriori accertamenti dello stesso. Soltanto in
un secondo momento (8.2.2019: risonanza magnetica del ginocchio destro) questi
venivano richiesti dal medico curante e, come è noto, avevano mostrato, oltre a
una patologia meniscale laterale, una gonartrosi rilevante prevalentemente
laterale al ginocchio destro; anche discutendo con il radiologo Dr. __________,
coinvolto quale consulente nella valutazione peritale reumatologica, risulta
impossibile affermare con la certezza del Dr. __________, nel contesto di tale
gonartrosi, che la lesione meniscale sia stata prodotta dall’evento
infortunistico dell’agosto 2018. Per quanto riguarda la patologia al rachide,
va segnalato che la prima risonanza magnetica della lombare non è stata
realizzata subito dopo l’evento infortunistico, le radiografie convenzionali della
colonna lombare, effettuate il 25.8.2018, avevano già messo in evidenza
alterazioni degenerative con discopatie plurisegmentali tra L2 e S1 con
osteocondrosi particolarmente marcate con spondilosi associate ai segmenti
L2-L3 ed L4-L5, come tali preesistenti, senza quindi alterazioni strutturali postinfortunistiche
evidenti. Soltanto a distanza di 7 mesi dopo l’infortunio, il 25.3.2019, veniva
effettuata la prima risonanza magnetica lombare evidenziante alterazioni
degenerative multilivello e quindi non alterazioni strutturali
postinfortunistiche conclamate. A quasi 2 anni di distanza dalla prima
risonanza magnetica della lombare del 25.3.2019, il 5.5.2021 veniva realizzata
la seconda risonanza magnetica della colonna lombare che, come di regola
avviene fisiologicamente con l’avanzare dell’età delle persone, mostrava una
progressione del quadro degenerativo, senza apparizione di alterazioni
postraumatiche conclamate; come descritto dal Dr. __________ si delineavano
alterazioni degenerative discali e degli spazi intersomatici vertebrali
specificate secondo Modic. 

(…).

Per quanto concerne le ulteriori patologie descritte dal Dr. __________,
inerenti all’apparato locomotore, non ho osservazioni aggiuntive a quelle
espresse il 25.3.2022.

Le obiezioni prodotte dal Dr. __________, in conclusione, non mi permettono
di giungere ad una differente valutazione in quanto non contengono nuovi
elementi oggettivi non già conosciuti al momento della stesura del rapporto
peritale reumatologico del 25.3.2022.” (doc. 239)

 

                                  Da parte sua, riferendosi al
referto appena menzionato, il radiologo dott. __________ ha dichiarato di
condividerne pienamente il contenuto, “in particolare per quanto riguarda
gli esami radiologici sui quali mi sono espresso in dettaglio nelle perizie
radiologiche, non ho niente da aggiungere e sostengo il parere del dott. __________.”
(doc. 240).

 

                                  Questo, in particolare, il
contenuto del rapporto 11 settembre 2022 del dott. __________:

 

" (…) Le
obiezioni del Dr. __________ in merito alla mia relazione sono sostanzialmente
tre: 

 

-   La prima è che
poiché il RI 1 ha 62 anni (ne aveva 58 al momento dell’infortunio) deve, per
forza di età avere “alterazioni degenerative dell’apparato locomotore,
manifeste anche in pazienti asintomatici della sua stessa classe di età”. 

    Ora, a parte il
fatto che le radiografie eseguite in Pronto soccorso, evidenziano
esclusivamente l’assenza di fratture e non altro, con queste parole è lo stesso
Perito dell’Assicurazione ad ammettere che prima dell’infortunio il RI 1 non
aveva alcuna sintomatologia.

-   La seconda è
che il ginocchio destro, in sede di Pronto soccorso, non era stato preso in
considerazione e quindi “non risultava patologico a quel momento”, riferendo i
primi accertamenti alla Risonanza dell’8/2/19.

    Dimentica di
aver scritto egli stesso a pag. 4 della sua perizia reumatologica che il Dr __________,
Medico curante del RI 1, aveva visitato lo stesso in data 29/8/18, rilevando
“dolori diffusi, secondari alla caduta … al ginocchio destro” e dopo tale
Risonanza, aveva indirizzato il RI 1 al Medico della __________, Dr __________,
che rilevava un versamento al ginocchio destro con segni meniscali positivi per
il menisco esterno.

Inoltre, dall’anamnesi dello stesso __________, (pag. 15): “il
Sig. RI 1 ricorda di aver urtato contemporaneamente la schiena contro un palo
della luce, battendo il ginocchio destro ed il gomito sinistro contro il
suolo”. È comprensibile che, dato il traumatismo ad alto impatto subito
dall’infortunato, nella valutazione complessiva del Pronto soccorso e date le
numerose lesioni e contusioni, unitamente alla ferita lacero-contusa,
abbondantemente sanguinante, possa essere sfuggito un trauma al ginocchio
destro. Che pure c’era. Infatti, ricorda il __________ “(il RI 1) ricorda che a
distanza di 3-4 giorni, non riusciva ad alzarsi a seguito dei dolori alla
schiena, il ginocchio destro risultava gonfio …”, tanto da far richiedere al
curante Dr __________ una consulenza ortopedica, con conseguente richiesta di
risonanza magnetica al ginocchio destro. La “gonartrosi rilevante”, di cui
parla il Reumatologo, non può, di per sé, aver provocato la lesione meniscale,
visto che il versamento articolare è comparso dopo il trauma e visto che il RI
1 prima girava tranquillamente in motorino. 

Infine, veniamo alla terza questione, la colonna lombo-sacrale.
Alla successiva lettura delle radiografie da parte del perito radiologo
dell’assicurazione, dr. __________, vengono rimarcate alterazioni
osteocondrosiche a carico dei segmenti L3-L4 e L4-L5, mentre non vengono
considerate le osservazioni dello scrivente, in relazione al bulging discale
L3-L4 destro, che ha generato un’ischialgia destra, prima inesistente, visto
che il RI 1, prima dell’infortunio praticava sport, attività lavorativa e
girava in scooter e ben spiegate, ribadisco, dal peggioramento della Risonanza
magnetica della colonna lombo-sacrale, come spiegato dalla comparsa dei
fenomeni Modic I assenti nella I Risonanza. A questa conclusione erano infatti
arrivati i Radiologi dell’__________ di __________, Dr. __________ e Prof. __________
che parlano di aggravamento di lombalgie comparse 2 anni prima dopo trauma
della circolazione”. (…).” (doc. 244)

 

                                  Dalle carte processuali emerge
che, in corso di causa, la CO 1 ha nuovamente interpellato il perito
amministrativo, invitandolo a rispondere ad alcuni quesiti complementari,
ispirati dalle obiezioni contenute nell’atto di ricorso (a loro volta basate
sugli argomenti sviluppati dal dott. __________). 

 

                                  Qui di seguito le domande poste
dall’assicuratore e le rispettive risposte fornite dal dott. __________ il 10
luglio 2023:

 

" (…).

A. Ginocchio destro:

(…).

1. Può spiegare in parole semplici e comprensibili qual è
l’origine                         della problematica al ginocchio destro?

Alla base di un’artrosi, anche del ginocchio (gonartrosi) troviamo
prevalentemente fenomeni di invecchiamento dei tessuti articolari, quali i
menischi, i legamenti, la membrana sinoviale, la cartilagine e l’osso.

 

2. È possibile che una tale problematica possa essere per anni                               asintomatica?

Sì, è possibile.

 

3. L’avvocato di controparte ritiene che, vista la situazione     complessiva
al momento dell’arrivo in pronto soccorso in data                               25.8.2018,
sia del tutto possibile che la lesione meniscale sia                                        “sfuggita”.
Cosa ne pensa?

È possibile che in una situazione di urgenza, come spesso viene
ritrovata lavorando in pronto soccorso, una lesione meniscale possa sfuggire,
sapendo anche che molti pazienti con una lesione del menisco risultano
asintomatici.

 

(…).

4.1.   Come si
esprime in merito alla critica secondo cui lei stesso avrebbe dichiarato che
prima dell’infortunio il RI 1 non aveva alcuna sintomatologia?

Rileggendo la documentazione peritale redatta il 25.3.2022,
l’assicurato prima dell’infortunio non aveva alcuna sintomatologia
muscolo-scheletrica, anche se nell’anamnesi personale figura che nel 1981,
durante il servizio militare, aveva presentato, stando alle sue indicazioni,
una lesione meniscale, ma successivamente l’assicurato dichiara di non aver più
avuto dolori (atti medici in merito mancanti). Inoltre il signor RI 1 aveva
presentato una frattura alla caviglia sinistra trattata conservativamente.

 

 

 

B. Zona lombare

1. L’assicurato
ritiene che il quadro clinico che emerge nella                                   seconda
risonanza è “espressione di un’evoluzione patologica indotta dal violento
impatto subito”. Come si esprime nel merito?

Non vi sono elementi strutturali al rachide che comprovano che
l’evoluzione delle alterazioni degenerative emerse al momento della seconda
risonanza magnetica sia espressione dell’evento infortunistico in questione.

 

2. Egli ritiene
poi che “l’attribuzione a mero fenomeno degenerativo quale giustificazione
della persistente lombalgia (…) con peggioramento solo transitorio, viene smentita
dal quadro  evolutivo delle risonanze stesse, le quali, contrariamente a quanto
sostenuto dal Dr. med. __________, dimostrano chiaramente il contrario, ovvero
che la condizione di cui soffre il RI 1 è destinata ad essere permanente”. Cosa
ne pensa?

Le alterazioni degenerative plurisegmentali al rachide lombare
sono in grado di generare dolori lombari anche senza eventi traumatici in
anamnesi.

(…).

 

3.1 Come si
esprime in merito alla critica mossa secondo cui il bulging discale debba
forzatamente avere un’origine traumatica, così come asserito dal Dr. __________?

La presenza di una discopatia al rachide, tra la quale annoveriamo
anche il bulging discale, è comune anche in persone asintomatiche, aventi la
stessa età dell’assicurato, rappresentando un fenomeno di invecchiamento dei
dischi intervertebrali; il bulging discale non deve forzatamente avere
un’origine traumatica come asserito dal Dr. __________.

 

3.2 Come
devono essere interpretati i fenomeni Modic I? Di cosa si tratta e quali
origine hanno?

L’osteocondrosi Modic I è conseguenza di una discopatia dove
risulta presente un assottigliamento del disco con reazione edematosa (accumulo
di liquido nella spongiosa ossea) a livello delle limitanti vertebrali e
rappresenta un fenomeno degenerativo.” (doc. 277 –il corsivo è del redattore)

 

                                  Il dott. __________ ha così
criticamente commentato le risposte dell’esperto amministrativo:

 

" (…).

A) Ginocchio destro

Nella risposta del Dr __________ si afferma esplicitamente che il
Sig RI 1, prima dell’incidente non aveva alcun sintomo a carico del ginocchio
destro. Infatti era dedito ad attività fisico-sportiva e lavorativa di
movimento: guidava uno scooter. 

Tale quadro clinico pregresso è confermato dalla relazione del Dr __________,
dalle cui cartelle cliniche emerge solo una pregressa ed antica gonalgia
destra, risalente al 2001, con consulto medico del Dr __________ ed una
risonanza magnetica che escludeva lesioni meniscali, l’evoluzione fu poi
favorevole senza più dolori.

È pur vero che al riscontro della risonanza magnetica (8/2/19)
emerge un quadro artrosico, fisiologico per l’età, ma questo non ha dato, dal
profilo funzionale, problemi di sorta fino all’incidente in cui,
ricordiamocelo, il Sig. RI 1 è stato sbalzato violentemente dalla sella dello
scooter e catapultato a terra, ove ha riportato un politraumatismo, tra cui un
trauma al ginocchio destro, riconosciuto 3 giorni dopo dal curante, Dr. __________,
testimoniato poi da una risonanza magnetica e successivamente dal Dr. __________
“versamento al ginocchio destro con segni meniscali”. Il Dr __________
(22/4/21) parla di “problematica di natura post-traumatica” confermando la
diagnosi del Dr __________ (11/219): “lesione complessa del corno posteriore
del menisco sterno, di origine post-traumatica”. 

(…).

 

B) Zona lombare

Il Dr __________ ammette un’evoluzione patologica delle
alterazioni del rachide lombo-sacrale evidenziate alla II risonanza magnetica,
in confronto alla I, ma ne nega il collegamento con l’importante traumatismo
diretto subito dall’infortunato.

Va ribadito invece che la II risonanza magnetica, a due anni dalla
prima, mostra un progressivo aumento del bulging discale L4-L5 destro,
responsabile dell’ischialgia destra, ingravescente in questi anni ed
invalidante, insorto verosimilmente per il progressivo cedimento del legamento
longitudinale posteriore, che in un quadro di assenza di spondilolistesi, come
rilevano entrambe le risonanze (“corpi vertebrali regolarmente allineati”), non
può che essere attribuito al violento impatto col suolo. In modo analogo vanno
interpretati i neofenomeni di osteocondrosi dei piatti vertebrali (Modic I),
interpretati dal Dr. __________ come meri degenerativi.

Se, però, consultiamo accuratamente la letteratura, come già
riferito nella mia precedente controrelazione dell’8/5/2022, si riscontra che
secondo Crocket (2017) “forze di taglio applicate ad un piatto vertebrale,
inducono microfratture nel piatto stesso con edema midollare e fenomeni
visibili alla risonanza magnetica come Modic I”. Tesi supportata anche da altri
Autori (Crock, Albert). 

In sostanza, sulla base di queste argomentazioni, non mi resta che
ribadire l’origine traumatica della lombosciatalgia del Sig. RI 1, mai sofferta
prima di allora. (…).” (doc. LL)

 

                       2.2.7.  Per costante giurisprudenza, in un
procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STF U 259/02 dell'8
luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege
in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                  Nella DTF 125 V 351 seg. (=
SVR 2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572),
la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle
dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante,
a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente
motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere
degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. 

                                  Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                  In una sentenza 8C_216/2009
del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale federale ha
precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria
sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze
dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno il
più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali
rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi
che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU,
discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità
dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova
propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare,
anche le certificazioni dei medici curanti.

 

                                  Trattandosi invece di perizie
affidate dagli assicuratori sociali, durante la procedura amministrativa, a
medici esterni all’amministrazione o a servizi specializzati indipendenti, esse
godono di piena forza probatoria, a condizione che non esistano indizi concreti
che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF 8C_862/2014 del 2 aprile 2015
consid. 3.2 e riferimenti ivi citati). 

 

                                  Per quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante
è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata,
che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella
presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano
motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352;
RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160 ss.,
consid. 1c e riferimenti). 

                                  L'elemento
rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo
di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma
semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                  È infine utile osservare che se vi
sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la vertenza
senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su
un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia, precisato che
non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri medici e
parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come farebbe un
perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è l’opinione più
adeguata (cfr. STF I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in fine; STF I
673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV Nr. 10 p. 35 consid. 4b).

 

                       2.2.8.  Nel caso di specie, questo
Tribunale rileva innanzitutto che, a seguito della sentenza di rinvio 35.2021.40 dell’8 novembre 2021, l’amministrazione ha
incaricato il dott. _________ di periziare l’assicurato, nel rispetto della
procedura di cui all’art. 44 LPGA. Il rappresentante del ricorrente ha infatti
potuto pronunciarsi sull’esperto proposto e sul catalogo dei quesiti da
sottoporgli. 

 

                                  In applicazione della
giurisprudenza federale, le perizie elaborate da medici esterni
all’amministrazione hanno piena
forza probante nell'ambito dell'apprezzamento dei fatti. Il giudice non se ne
scosta se non in presenza di indizi concreti suscettibili di far
dubitare della loro fondatezza (cfr., fra le tante, la STF 9C_168/2020
del 17 marzo 2021 consid. 3.2 e la giurisprudenza ivi menzionata). Una perizia fondata sull’art. 44
LPGA ha dunque un valore probatorio maggiore rispetto ai rapporti medici interni
all’amministrazione, ove è
sufficiente un minimo dubbio sull'affidabilità e sulla concludenza degli
stessi, perché l'assicurato sia sottoposto a esame medico esterno (cfr. DTF
135 V 465 consid. 4.7). 

 

                                  Chiamato a pronunciarsi, il TCA
ritiene di poter fondare il proprio giudizio sull’apprezzamento espresso
dall’esperto amministrativo, il quale si è pure avvalso della consulenza di un
radiologo di provata esperienza, in base al quale, al più tardi, al
momento in cui l’assicuratore ha posto termine alle proprie prestazioni (1°
ottobre 2019), l’unico danno alla salute ancora in nesso di causalità naturale
con l’infortunio dell’agosto 2018, era rappresentato dalla cicatrice
oleocranica al gomito sinistro refertata come ipersensibile al tatto. In
effetti, trattandosi dei disturbi interessanti il ginocchio destro e il rachide
lombare, l’insorgente ha raggiunto lo status quo sine a distanza di sei
mesi dall’evento traumatico. Per quanto concerne il gomito sinistro, il perito
ha ritenuto che l’infortunio in discussione ha causato unicamente una ferita
lacero-contusa (che ha reliquiato la cicatrice appena citata) e che i dolori da
lui refertati a quel livello (inquadrati nella diagnosi di epicondilopatia
omeroulnare e omeroradiale), in assenza di una qualsiasi lesione strutturale di
natura post-traumatica, sono da imputare alla tendenza fibromialgica in atto. 

                                  Il TCA non ignora che, secondo
l’ortopedico privatamente consultato dal ricorrente, il sinistro assicurato
avrebbe per contro provocato un peggioramento direzionale (duraturo) dello
stato preesistente del ginocchio destro e del rachide lombare, rispettivamente,
trattandosi del gomito sinistro, esso avrebbe causato un danno morfologico non
ancora guarito al momento in cui la CO 1 ha posto fine al proprio obbligo
prestativo. Tuttavia, i suoi rapporti non contengono indizi concreti atti a
sminuire il valore probatorio attribuito alla perizia amministrativa. 

 

                                  In questo senso, occorre in primo
luogo evidenziare che il dott. __________ aveva già avuto modo di esprimersi sull’eziologia
dei disturbi denunciati da RI 1, nel quadro della precedente procedura
(amministrativa e giudiziaria) sfociata nel giudizio di rinvio 35.2021.40. Già allora,
egli aveva affermato che l’infortunio in discussione sarebbe stato responsabile
di danni strutturali al ginocchio destro (nella forma di una lesione a flap del
menisco laterale), al rachide lombare (nella forma di un bulging discale
soprattutto a livello di L4-L5, all’origine di una lombosciatalgia a destra e
di una lombalgia paramediana destra e sinistra) e al gomito sinistro (nella
forma di un risentimento del nervo ulnare alla doccia cubitale). Con la
sentenza appena citata, questa Corte non aveva potuto riconoscere un sufficiente
valore probatorio ai suoi referti, “… nella misura in cui il parere secondo
il quale una relazione di causalità naturale sarebbe persistita oltre la data
indicata nella decisione impugnata, si fonda in gran parte sul semplice fatto
che, antecedentemente al noto infortunio, l’assicurato non avrebbe mai
lamentato disturbi alle parti del corpo interessate)”. Anche per questo motivo,
aveva ordinato all’assicuratore convenuto di disporre l’esecuzione di una
perizia esterna. 

 

                                  D’altro canto, va rilevato come
l’esperto amministrativo abbia enunciato la propria valutazione della
fattispecie tenendo conto (anche) degli argomenti sviluppati dal dott. __________.
Dalla documentazione agli atti si evince in particolare che l’assicuratore ha,
a due riprese, invitato il dott. __________ a prendere posizione in merito alle
obiezioni sollevate nel frattempo dall’esperto di parte (cfr. doc. 235 e doc.
274). In entrambe le occasioni, il perito amministrativo ha confermato le
conclusioni contenute nel suo rapporto del 25 marzo 2022 (cfr. doc. 239 e doc.
277). 

                                  In questo contesto, è utile segnalare
che, secondo la giurisprudenza federale, le perizie amministrative non vanno
messe in dubbio, semplicemente perché esse dovessero giungere a conclusioni
diverse da quelle dei medici curanti (cfr. la STF 8C_6/2019 del 26 giugno 2019
consid. 4.1). 

 

                                  Proprio alla luce di quanto è
stato appena esposto, il patrocinatore del ricorrente non può essere seguito
laddove rimprovera al perito amministrativo di non essersi confrontato con le
obiezioni sollevate dal dott. __________. 

                                  Appare parimenti infondata la
censura ricorsuale secondo la quale il dott. __________ si sarebbe contraddetto
nella misura in cui, da una parte, ha negato che i disturbi al ginocchio destro
sarebbero insorti in occasione dell’infortunio mentre, dall’altra, ha rilevato
che, a margine di una consultazione avvenuta solo qualche giorno dopo l’evento
traumatico, il medico curante aveva refertato un ginocchio destro gonfio e
dolorante. Al riguardo, il TCA si limita a osservare che il perito
amministrativo ha in realtà riportato i fatti così come emergono dalla documentazione
a sua disposizione. Conformemente a ciò, egli ha indicato che, a margine della
prima consultazione presso il Servizio di PS dell’Ospedale di __________, i
sanitari avevano riscontrato segnatamente una dermo-abrasione e contusione del
ginocchio sinistro (cfr. doc. 28), rispettivamente che dal referto 22
febbraio 2019 del dott. __________ si evinceva che i disturbi al ginocchio destro
si erano manifestati a distanza di qualche giorno e che, visto il persistere,
il curante aveva richiesto una RMN, eseguita soltanto nel febbraio 2019 (cfr.
doc. 53). Del resto, non risulta nemmeno che il dott. __________ abbia fatto
dipendere la propria conclusione riguardante l’eziologia dei disturbi al
ginocchio destro, dalla circostanza che questi ultimi non erano stati refertati
dai medici del PS di __________. 

                                  Infine, a proposito
dell’affermazione ricorsuale secondo cui sarebbe arbitrario pretendere che l’insorgente
ha ritrovato lo status quo ante dopo 6 mesi dall’incidente, in quanto “i
problemi di salute, soprattutto relativi al ginocchio, al gomito e alla zona
lombare, (…), persistono ancora oggi”, va rilevato che, in concreto, trattandosi
dei disturbi al ginocchio destro e alla colonna lombare, in discussione non vi
è il ritrovamento dello status quo ante ma bensì il raggiungimento dello
status quo sine. Ora, il raggiungimento dello status quo sine non
presuppone la scomparsa dei disturbi scatenati dall’infortunio, ma piuttosto la
definitiva estinzione del ruolo causale giocato da quell’evento. Per quanto
riguarda invece il gomito sinistro, il dott. __________ ha riconosciuto che
l’assicurato non ha ritrovato lo status quo ante, nella misura in cui ha
reliquiato una cicatrice in sede oleocranica risultata ipersensibile, imputando
peraltro i dolori denunciati a quel livello a cause
extra-infortunistiche (tendenza alla fibromialgia) in assenza di un danno
strutturale oggettivabile. A quest’ultimo proposito, il TCA constata che,
ancora a margine della visita di controllo del 18 marzo 2019, dunque a distanza
di circa sette mesi dall’infortunio, il dott. M__________, spec. FMH in
chirurgia ortopedia e traumatologia, aveva refertato, a livello del gomito
sinistro, una normale mobilità e la presenza (soltanto) di una sensazione di
scossa elettrica in corrispondenza della cicatrice lasciata dalla ferita
lacero-contusa (cfr. doc. 68). Inoltre, gli esami elettrofisiologici (ENG e EMG
dell’arto superiore sinistro) eseguiti nell’aprile 2021, sono risultati nella
norma (cfr. doc. 225). D’altronde, è lo stesso dott. __________ ad aver ammesso
che tutti gli esami strumentali effettuati al gomito sinistro erano risultati
negativi (cfr. doc. 181). 

 

                                  Stante tutto quanto precede,
occorre ritenere dimostrato, perlomeno con il grado di verosimiglianza
richiesto dalla giurisprudenza federale, che al più tardi al momento in cui
l’amministrazione ha posto fine alle proprie prestazioni (1° ottobre 2019), l’unico
postumo residuale dell’infortunio dell’agosto 2018 era costituito dalla
cicatrice oleocranica al gomito sinistro risultata ipersensibile, e ciò senza
che si riveli necessario dare seguito agli atti istruttori che pretende il
rappresentante del ricorrente (perizia giudiziaria e audizione testimoniale dei
medici curanti di RI 1). 

 

                          2.3.  Estinzione del diritto alle
prestazioni di corta durata (cura medica + indennità giornaliera) e rifiuto di
assegnare l’IMI, tenuto conto del solo danno somatico in relazione causale
naturale con l’infortunio del 25 agosto 2018 (cicatrice oleocranica al gomito
sinistro)?

 

                       2.3.1.  Giusta l'art. 10 LAINF, l'assicurato
ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43
consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF, l'assicurato
totalmente o parzialmente incapace di lavorare (cfr. art. 6 LPGA) a seguito
d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                  Il diritto all'indennità
giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si
estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione
di una rendita o con la morte dell'assicurato.

 

                                  Il
diritto alle cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi
un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato (art. 19 cpv. 1 seconda
frase LAINF), un miglioramento insignificante non basta. Non vi è un sensibile
miglioramento delle condizioni di salute, se la misura terapeutica in questione
è in grado soltanto di alleviare momentaneamente dei dolori causati da uno
stato altrimenti stazionario. Se un miglioramento non è più possibile, la cura
termina e l’assicurato può pretendere una rendita d’invalidità (sempre che
presenti un’incapacità di guadagno del 10% almeno).

                                  Una volta terminata la cura
medica, delle misure terapeutiche possono essere assunte soltanto alle
condizioni di cui all’art. 21 LAINF e soltanto se l’assicurato è stato posto al
beneficio di una rendita. Se ciò non è il caso, spetta all’assicurazione contro
le malattie prendere a proprio carico il trattamento (cfr. STF 8C_50/2018 del
20 luglio 2018 e riferimenti ivi menzionati).

 

                                  L’Alta Corte ha inoltre precisato
che la questione del “sensibile miglioramento” di cui all’art. 19 cpv. 1
LAINF va valutata in funzione dell’entità del previsto aumento oppure del
ripristino della capacità lavorativa, nella misura in cui quest’ultima è
pregiudicata dalle sequele infortunistiche (DTF 134 V 109 consid. 4.3 e
riferimenti).

 

                       2.3.2.  Giusta l’art. 24 cpv. 1 LAINF,
l'assicurato ha diritto a un'equa indennità se, in seguito all'infortunio,
accusa una menomazione importante e durevole all'integrità fisica, mentale o
psichica. 

 

                                  L’IMI, oltre ad essere assegnata
in forma di prestazione in capitale e a non dovere superare l'ammontare massimo
del guadagno annuo assicurato all'epoca dell'infortunio, è scalata secondo la
gravità della menomazione (art. 25 cpv. 2 LAINF). 

 

                                  Secondo l'art. 36 OAINF, emanato
in conformità alla delega di competenza di cui all'art. 25 cpv. 2 LAINF (DTF 124 V 29), una
menomazione dell'integrità è considerata durevole se verosimilmente sussisterà
per tutta la vita almeno con identica gravità ed è importante se l'integrità
fisica, mentale o psichica, indipendentemente dalla capacità di guadagno, è
alterata in modo evidente o grave (cpv. 1). Infine, l'IMI è calcolata secondo
le direttive figuranti nell'allegato 3 e se più menomazioni all'integrità
fisica o mentale, causate da uno o più infortuni, sono concomitanti,
l'indennità è calcolata in base al pregiudizio complessivo (art. 36 cpv. 2 e
cpv. 3 prima frase OAINF).

 

                                  L'allegato 3 dell'OAINF contempla
una tabella delle menomazioni dell'integrità calcolate in per cento del
guadagno massimo assicurato. Questa tabella - riconosciuta conforme alla legge
- non costituisce un elenco esaustivo (DTF 124 V 29 consid.
1b). Deve essere intesa come una norma valida "nel caso normale"
(cifra 1 cpv. 1 dell'allegato). Per le menomazioni speciali o non indicate
nell'elenco bisogna calcolare l'indennità in funzione della gravità della
menomazione applicando la tabella per analogia (cifra 1 cpv. 2 dell'allegato).
La cifra 2 dell'allegato dispone inoltre che in caso di perdita parziale di un
organo o del suo uso, l'indennità per la menomazione dell'integrità sarà
corrispondentemente ridotta, precisando comunque che nessuna indennità viene
versata se la menomazione dell'integrità risulta inferiore al tasso del 5%
dell'ammontare massimo del guadagno assicurato. 

 

                                  L'INSAI ha inoltre allestito
delle tabelle in aggiunta a quella succitata, le quali costituiscono unicamente
direttive amministrative ai propri organi e non vincolano pertanto i tribunali.
Tuttavia, la Corte federale ha già decretato che, nella misura in cui
contengono unicamente dei valori indicativi che contribuiscono a trattare allo
stesso modo tutti gli assicurati, esse sono compatibili con l'allegato 3 (DTF 116 V 156 consid.
3a). 

 

                       2.3.3.  Nella concreta evenienza, con la decisione
su opposizione impugnata, tenuto conto del solo danno residuale dell’evento
traumatico assicurato (cicatrice oleocranica al gomito sinistro), la CO 1 ha dichiarato
estinto il diritto all’indennità giornaliera per ritrovata piena capacità
lavorativa e alle prestazioni sanitarie in ragione della stabilizzazione dello
stato infortunistico dal 1° ottobre 2019, rispettivamente dal 12 febbraio 2022,
e ha negato il riconoscimento di un’IMI (cfr. doc. 265). 

 

                                  Da parte sua, l’avv. RA 1
contesta la posizione dell’assicuratore resistente soltanto nella misura in cui
sostiene che il diritto a ulteriori prestazioni avrebbe dovuto essere valutato
prendendo in considerazione l’intero danno alla salute lamentato
dall’insorgente, ovvero i disturbi interessanti il ginocchio destro, la colonna
lombare, il gomito sinistro e quelli psichici. 

 

                                  Questa Corte sottolinea
immediatamente che i disturbi al ginocchio destro, al rachide e al polso
sinistro (intesi i dolori e la limitata funzionalità), non costituisco (più)
una conseguenza naturale dell’infortunio dell’agosto 2018 (cfr. supra,
consid. 2.2.8.) e, perciò, non possono nemmeno fondare il diritto a prestazioni
più ampie rispetto a quelle già riconosciute dall’amministrazione. Per quanto
concerne le turbe psichiche, il TCA si pronuncerà su questo aspetto in seguito
(cfr. infra, consid. 2.4. ss.). 

 

                                  Fatta questa premessa, tutto ben
considerato, il TCA ritiene di poter senz’altro confermare la decisione su
opposizione impugnata. 

 

                                  In effetti, tenuto conto della
sola cicatrice oleocranica a sinistra, deve essere ammesso che RI 1 sarebbe
stato in grado di riprendere l’esercizio della sua abituale professione di
consulente a far tempo, al più tardi, dall’ottobre 2019, di modo che, da quel
momento, è pure venuto meno il diritto all’indennità giornaliera. In questo
senso, si sono pronunciati il chirurgo ortopedico dott. __________ nel suo
rapporto datato 8 aprile 2019 (cfr. doc. 66, p. 2: “Arbeitsfähigkeit aus
rein somatischer Sicht: für die rein somatischen unfallkausalen Beschwerden
[si trattava dei disturbi elettrizzanti in corrispondenza della cicatrice
oleocranica, n.d.r.] besteht eine vollumfängliche Arbeitsfähigkeit in zeitlicher
und leistungsmässiger Hinsicht. Für die somatischen unfallbedingten Folgen ist
die angestammte Tätigkeit uneingeschränkt zumutbar.”), il dott. __________
(cfr. doc. 172, p. 6: “Al raggiungimento dello stato quo ante o sine, ovvero
a distanza di 6 mesi, le problematiche organiche sopradescritte non permettono
più di obiettivare una incapacità lavorativa nell’attività usuale quale
consulente finanziario.”) e, non da ultimo, il perito amministrativo (doc.
230, risposte ai quesiti n. 7.2: “La capacità lavorativa come consulente
finanziario è [stata] dello 0% dal 25.8.2018 fino al 24.11.2018 (3 mesi) per le
patologie di mia competenza, periodo necessitato dalle cure attuate.” e n.
8.2 di parte ricorrente: “Nell’attuale professione di consulente finanziario
non vi sono impedimenti in rapporto ad un’attività del 100%, per le patologie
inerenti al mio campo di specialità.”, rispettivamente ai quesiti n. 7.2: “Va
riconosciuto un periodo d’inabilità lavorativa totale, ossia del 100%, per
l’attività solita di consulente finanziario, della durata di 3 mesi dopo
l’evento infortunistico del 25.8.2018, quindi fino al 24.11.2018, per la
necessità di cure.” e n. 8.1.2 di parte convenuta: “L’assicurato, per le
patologie muscolo-scheletriche, non presenta inabilità lavorativa nell’attuale
professione di consulente finanziario.”). 

 

                                  Secondo questo Tribunale, va
parimenti riconosciuto che, al più tardi, nel febbraio 2022, non esistevano più
provvedimenti terapeutici suscettibili di migliorare sensibilmente lo stato
infortunistico del gomito sinistro (da intendere la cicatrice oleocranica ed il
relativo disturbo della sensibilità). Nessuno degli specialisti intervenuti ha
preteso il contrario (anzi, si veda il rapporto del dott. __________ relativo
alla visita del 18 marzo 2019, il quale - diversamente dal dott. __________
[per il quale la stabilizzazione è intervenuta soltanto al momento del suo consulto
peritale, quindi nel febbraio 2022] -, aveva ammesso la stabilizzazione dello
stato del gomito sinistro già da quel momento - doc. 68, p. 6: “Für die
Beschwerden ausgelöst durch die sekundär verheilte Exkoriationswunde über dem
linken Ellenbogen liegt ein Endzustand vor.”). 

                                  Se ne deduce pertanto che, in
forza dell’art. 19 cpv. 1 LAINF, l’istituto assicuratore convenuto era
legittimato a porre fine alle prestazioni sanitarie a far tempo, al più tardi,
dal 12 febbraio 2022. 

 

                                  Anche a proposito del diritto a
un’IMI a fronte del solo danno alla salute infortunistico, le valutazioni agli
atti degli specialisti intervenuti risultano convergenti. Infatti, tanto il
dott. __________ quanto, in precedenza, i dottori __________ e __________,
hanno negato l’adempimento dei relativi presupposti (cfr. doc. 230, risposta al
quesito n. 9.2 di parte convenuta: “L’assicurato, per quanto riguarda le
patologie muscolo-scheletriche sopraevidenziate, non presenta menomazione
all’integrità fisica.”, doc. 68, p. 6: “Das Ausmass eines
entschädigungspflichtigen Integritätsschadens wird hier nicht erreicht.” e
doc. 172, p. 6: “No, nessuna menomazione durevole alla integrità fisica per
lesioni esclusivamente di stretta pertinenza infortunistica.”). 

 

                          2.4.  Disturbi psichici: causalità
adeguata con l’infortunio del 25 agosto 2018?

 

                       2.4.1.  La giurisprudenza ha elaborato più
criteri per valutare l’adeguatezza del nesso di causalità tra un infortunio e
dei disturbi psichici sviluppati successivamente dalla vittima. Essa ha
dapprima classificato gli infortuni in tre categorie, a seconda della dinamica:
gli infortuni insignificanti o leggeri (per esempio, una caduta o scivolata
banale), gli infortuni di media gravità e gli infortuni gravi. Per procedere a
tale classificazione, non si deve considerare il modo in cui l’infortunio è
stato vissuto dall’interessato ma piuttosto l’evento traumatico in quanto tale
da un punto di vista oggettivo. In presenza di un infortunio di media gravità,
occorre prendere in considerazione un certo numero di criteri, di cui i più
importanti sono: 

 

                                  -  le
circostanze concomitanti particolarmente drammatiche o la particolare
spettacolarità dell'infortunio;

                                  -  la
gravità o particolare caratteristica delle lesioni lamentate, segnatamente la
loro idoneità, secondo l'esperienza, a determinare disturbi psichici;

                                  -  la durata eccezionalmente
lunga della cura medica;

                                  -  i disturbi somatici
persistenti;

                                  -  la
cura medica errata che aggrava notevolmente gli esiti dell'infortunio;

                                  -  il
decorso sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute;

                                  -  il
grado e la durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni fisiche.

 

                                  Non in ogni caso è necessario che
tutti i criteri appena menzionati siano presenti. La presenza di un unico
criterio può bastare per ammettere l'adeguatezza del nesso di causalità quando
l'infortunio va classificato fra quelli al limite della categoria degli eventi
gravi. Per contro, in presenza di un infortunio che si situa al limite di
quelli insignificanti o leggeri, le circostanze da considerare devono cumularsi
oppure rivestire un'importanza particolare affinché si possa ammettere il
carattere adeguato del nesso di causalità (DTF 115 V 140s., consid. 6c/aa e bb
e 409s., consid. 5c/aa e bb, 117 V 384, consid. 4c; RAMI 2002 U 449, p. 53ss.
consid. 4a). 

 

                       2.4.2.  Nel caso concreto, dalla decisione
su opposizione impugnata risulta che l’amministrazione ha lasciato aperta la
questione di sapere se la problematica psichica presentata da RI 1 – un episodio
depressivo grave e una sindrome post-traumatica da stress secondo lo psichiatra
curante dott. __________ (cfr. doc. HH), rispettivamente un episodio depressivo
di media gravità per la dott.ssa __________, anch’ella spec. FMH in psichiatria
e psicoterapia (cfr. doc. 155, p. 6) - costituisce o meno una conseguenza
naturale dell’evento infortunistico del mese di agosto 2018, posto che la
causalità adeguata, aspetto di natura squisitamente giuridica, deve
comunque essere negata (cfr. doc. 265).

 

                                  Questo Tribunale condivide tale
modo di procedere (cosicché esso può esimersi dal disporre la perizia
psichiatrica richiesta dall’avv. RA 1).

 

                       2.4.3.  Nell'esaminare l'adeguatezza del
legame causale, bisogna avantutto procedere alla classificazione
dell’infortunio occorso al ricorrente.

 

                                  Per quanto riguarda la dinamica,
dal verbale d’interrogatorio dell’assicurato contenuto nel rapporto di polizia
del 27 settembre 2018 risulta la seguente descrizione:

" (…) Sono
partito dal mio domicilio a __________ ed ero diretto dai miei genitori a __________.
Quindi ho deciso di prendere il mio ciclomotore per spostarmi. Quindi ho
indossato regolarmente il casco di protezione e sono partito. Nel corso del
tragitto mi sono trovato a circolare su via __________, più precisamente sono
passato davanti al __________. Mi sono fermato al semaforo rosso che c’è a
quell’altezza ed una volta scattato il verde sono ripartito in direzione della __________.
Subito dopo il semaforo si passa sotto ad un ponte e appena passato il ponte
c’è un bivio destra/sinistra. La mia intenzione era quella di seguire la corsia
di sinistra in direzione della __________. Arrivato all’altezza del bivio, dove
le strade si dividono, ho udito che da dietro stava arrivando un motoveicolo.
Di fatto l’ho visto con la coda dell’occhio che mi stata superando sulla mia
sinistra (era nella mia stessa direzione di marcia). Non appena mi ha superato
ha svoltato repentinamente a destra. Questo perché il centauro pensava che io
andassi a destra come lui. A seguito di questa manovra sono stato colpito al
gomito sinistro con la leva freno destro dello scooter e subito dopo si è
appoggiato con il fianco destro sul lato sinistro del mio motorino. Così
facendo siamo caduti a terra entrambi. __________ mi ha subito detto che
pensava che io proseguissi per la sua stessa strada, per questo che ha fatto
questa manovra. In ogni caso sono andato a vedere le condizioni dell’uomo e
alcuni passanti hanno allertato il 144. L’ambulanza è arrivata sul posto
dell’incidente per soccorrere Vescio e anche me in seguito è arrivata anche una
pattuglia della polizia cantonale.

A seguito dell’incidente, per via della leva del freno che mi ha
colpito sul gomito, mi sono procurato un taglio che ha necessitato di 6 o 7
punti, mentre per via della caduta ho subito alcune abrasioni di poco conto.
Sono inabile al lavoro al 100% per un periodo ancora non definito. Inoltre sono
pieno di dolori per i quali farò ulteriori accertamenti medici.” (doc. 175)

 

                                  Dal verbale di audizione 23
gennaio 2019 risulta in sostanza la medesima versione dell’accaduto:

 

" (…) L’infortunio
è capitato in data 25 agosto 2018, verso le ore 10.30, a __________.

Stavo portando il giornale ai miei genitori e mentre stavo
viaggiando con il mio ciclomotore __________ ho notato il sopraggiungere di uno
scooter ad alta velocità. Avevo cercato di spostarmi verso destra ma poi dovevo
imboccare la strada a sinistra e quindi sono stato urtato dal mezzo guidato dal
signor __________ al gomito sinistro.

Ero stato sbalzato per alcuni metri e avevo riportato una
contusione al ginocchio destro e alla colonna vertebrale.

Portavo il casco integrale.

Indossavo uno zainetto con l’asciugamano ed il costume da bagno
con l’intenzione di andare a nuotare al lago in zona __________.

Questo ha certamente evitato danni ben maggiori.

Non avevo consumato bevande alcoliche. (cfr. doc. C). 

 

                                  L’insorgente è stato quindi
trasportato in ambulanza presso il Servizio di PS dell’Ospedale __________ di __________,
dal quale è stato dimesso il giorno stesso, dopo aver beneficiato delle prime
cure. 

                                  Da notare che dalle descrizioni
appena esposte non risulta in particolare né che i due motoveicoli coinvolti
sarebbero usciti distrutti dall’incidente (cfr. doc. 118; al riguardo, si veda
la documentazione fotografica allegata al rapporto di polizia [doc. 175], da
cui risulta che entrambi i mezzi hanno in realtà riportato dei danni di lieve
entità), né che l’assicurato avrebbe finalmente urtato la schiena contro un
palo della luce (cfr. doc. 230, p. 15). 

 

                                  Ora, tenuto conto
della dinamica oggettiva dell’evento e precisato che, in questo contesto, non
devono essere prese in considerazione le conseguenze dell’infortunio, né le
circostanze concomitanti (cfr. SVR 2008 UV Nr. 8 p. 26), secondo questa Corte, il
sinistro occorso all’insorgente deve essere classificato nella categoria
intermedia propriamente detta.

 

                                         A titolo di confronto, è
utile segnalare che in una sentenza 8C_949/2008 del 4 maggio 2009 consid. 4.1 -
riguardante un motociclista che si era visto tagliare la strada da
un’autovettura che stava per svoltare a sinistra, riportando una frattura
trasversale del femore - il TF ha ricordato di avere regolarmente qualificato
di grado medio in senso stretto, eventi infortunistici con dinamiche analoghe a
quella del caso oggetto di quella pronunzia. In particolare, ha ritenuto di
grado medio (senza essere classificato al limite della categoria degli eventi
gravi) l’infortunio occorso a un assicurato che, mentre circolava con la
propria motocicletta su una strada principale in condizioni di forte pioggia, era
entrato in collisione frontale a una velocità di 60-70 km/h con un’autovettura
che gli aveva tagliato la strada; la violenza della collisione fu tale che
l’assicurato, in stato di elevata dispnea, fu intubato sul luogo dell’incidente
ed elitrasportato all’ospedale (STF U 78/07 del 17 marzo 2008 consid. 5). Pure
di grado medio, e non al limite della categoria degli eventi gravi, è stato giudicato
l’infortunio occorso a un motociclista che stava utilizzando, a una velocità di
circa 50 km/h, la corsia riservata ai mezzi pubblici per superare dalla parte
sinistra una colonna di veicoli fermi, quando un’autovettura uscì
improvvisamente dalla colonna, provocando il tamponamento da parte del
centauro, il quale si procurò due fratture al femore destro (STFA U 115/05 del
14 settembre 2005 consid. 2.4.). Dello stesso grado di gravità (medio e non al
limite della categoria degli eventi gravi) è stato ritenuto l’infortunio accaduto
a un’assicurata la cui moto si scontrò con un camion, si incastrò sotto il
paraurti anteriore dell’automezzo e fu spinta, con l’assicurata ancora in sella,
per circa 9 metri. L’assicurata lamentò la lussazione all’anca, una frattura
del bacino, un’abrasione alla gamba sinistra e varie contusioni (STFA U 88/01
del 24 dicembre 2002 consid. 3.3.2.).

Sempre a titolo di confronto, questo Tribunale segnala pure STCA 35.2015.59 del
4 febbraio 2016 (riguardante un assicurato che, alla guida della propria moto,
scendeva da un passo alpino; giunto poco prima di una galleria, nell’affrontare
una curva piegante a destra, a causa di un’irregolarità del campo stradale,
fuoriusciva sulla sinistra; percorreva una cinquantina di metri nel prato
adiacente e terminava la sua corsa contro un dosso; veniva sbalzato qualche
metro più avanti), STCA 35.2016.109 del 22 maggio 2017 (riguardante un
assicurato che circolava in sella alla sua motocicletta diretto verso sud ad
una velocità dichiarata di 40-50 km/h; giunto all’altezza di un distributore di
benzina sito alla sua destra, si trovava un autoveicolo, che circolava sulla
corsia inversa, svoltare verso la sua sinistra diretto al distributore di
benzina; l'assicurato frenava rovinando a terra e collidendo in seguito con
l’autovettura; la collisione è avvenuta tra la parte anteriore della
motocicletta e la parte anteriore dell’autoveicolo) e STCA 35.2017.103 del 22
agosto 2018 (riguardante un assicurato che mentre stava percorrendo la strada
cantonale alla guida del proprio ciclomotore è stato urtato da un veicolo, che
gli tagliava la strada in provenienza da una strada secondaria). 

                                  In tutte queste pronunzie i
sinistri in questione sono stati classificati tra gli infortuni di media
gravità in senso stretto. 

 

                                  In tale eventualità, il giudice è
tenuto a valutare le circostanze connesse con l’infortunio, secondo i criteri
elaborati dal Tribunale federale e qui evocati al consid. 2.4.1. Per ammettere
l’adeguatezza del nesso causale, è necessario che un fattore fosse presente in
maniera particolarmente incisiva oppure l’intervento di più criteri. 

                                  In una sentenza 8C_897/2009 del
29 gennaio 2010 consid. 4.5, pubblicata in SVR 2010 UV Nr. 25 p. 100 s., il TF
ha ribadito che - in caso di infortuni che fanno parte della categoria di grado
medio vera e propria -, devono essere adempiuti almeno tre dei criteri
di rilievo affinché possa essere riconosciuta l’esistenza del nesso causale
adeguato.

 

                                  A titolo di premessa, occorre sottolineare
che nell'apprezzamento dell’adeguatezza del nesso di causalità in materia di
turbe psichiche, vanno considerati unicamente i disturbi di natura somatica
che si trovano in una relazione di causalità, naturale e adeguata, con il
sinistro assicurato (cfr. RAMI 1999 U 341 p. 409 e RAMI 1993 U 166, p.
94 consid. 2c e riferimenti).

Sempre in questo contesto,
va precisato che i disturbi che si impongono come somatici, ma che non
possono però essere spiegati a sufficienza dal profilo organico, non devono
essere presi in considerazione (cfr. STF 8C_1044/2010 del 12 maggio 2011
consid. 4.4.4: “Die als körperlich imponierenden organisch jedoch nicht
hinreichend erklärbaren Beschwerden sind bei einer Prüfung der Adäquanz nach
BGE 115 V 133 nicht in die Beurteilung einzubeziehen (Urteil 8C_825/2008 vom 9.
April 2009 E. 4.6).”).

 

                                  Il sinistro qui in discussione
non si è svolto secondo circostanze concomitanti particolarmente
drammatiche o spettacolari. 

                                  Al
riguardo, è utile precisare che, secondo la giurisprudenza, il criterio in
questione è da valutare oggettivamente e non in base alle sensazioni
soggettive, rispettivamente ai sentimenti di paura provati dalla persona
assicurata. In ogni infortunio di media gravità è insita una certa
spettacolarità, la quale non è tuttavia ancora sufficiente per ritenere
adempiuto il criterio (consid. 3.5.1 non pubblicato della DTF 137 V 199).
Occorre considerare la dinamica dell’infortunio in quanto tale e non il danno
alla salute che ne è conseguito. Non si tiene conto del successivo processo di
guarigione (cfr. STF 8C_738/2011 del 3 febbraio 2012 consid. 7.3.1). 

                                  Secondo il TCA, valutato da un punto
di vista oggettivo, l’incidente della circolazione che ha visto coinvolto l’insorgente
si è svolto secondo modalità tutto sommato normali per il suo genere
(collisione tra veicoli a due ruote). 

                                  Del resto, l'Alta Corte federale è giunta
alla medesima conclusione nei casi di un’assicurata investita da un’automobile
mentre attraversava le strisce pedonali (cfr. STF U 228/06 del 4 maggio 2007
consid. 3.5), rispettivamente, e soprattutto, di una motociclista che, dopo
essere stata investita da un furgone, era finita sotto il frontale del mezzo e
trascinata per circa 9.3 metri (STFA U 88/01 succitata).

 

                                  Nell’infortunio
dell’agosto 2018, l’assicurato ha riportato una contusione al ginocchio
sinistro con dermo-abrasione, una ferita lacero-contusa al gomito sinistro,
come pure una contusione al ginocchio destro e un trauma vertebrale lombare che
ne hanno temporaneamente peggiorato il preesistente stato (morboso). 

                                  A proposito di questo criterio,
la giurisprudenza ha precisato che il fatto che le conseguenze infortunistiche
abbiano costretto l’assicurato a cambiare professione, non basta per ritenerlo
soddisfatto. Il criterio in questione implica l’esistenza di lesioni fisiche
gravi o, trattandosi della loro particolare natura, di lesioni interessanti
organi ai quali l’uomo attribuisce una particolare importanza soggettiva come
ad esempio la perdita di un occhio oppure la mutilazione della mano dominante
(cfr. STF 8C_566/2013 del 18 agosto 2014, consid. 6.2.2).

                                  Tenuto conto di quanto precede, secondo
questo Tribunale, in concreto non si può dunque certo parlare di lesioni gravi
o particolarmente caratteristiche
(in questo senso, si vedano la STF 8C_23/2014 del 26 marzo 2014 consid. 7,
concernente una pseudoartrosi su frattura della clavicola a sinistra, un impingement
sottoacromiale, un’artropatia acromio-claveare su sospetta lesione Tossy II,
nonché una paresi del muscolo tricipite su sospetta lesione del plesso
brachiale oppure lesione radicolare a sinistra, la 8C_991/2009 del 6 maggio
2010 consid. 7.3 inerente una frattura della vertebra D7 con residua
deformazione a cuneo, la 8C_737/2008 del 29 maggio 2009 consid. 4.3 relativa a
delle fratture del naso, del bacino, delle coste IV, V e X a destra e di un
pneumotorace, la STF U 73/07 del 5 settembre 2007 consid. 3 concernente una
frattura di D7-D8, la STFA U 36/05 e U 38/05 del 16 gennaio 2006 consid. 3.4.
riguardante una frattura stabile del bacino con frattura superiore e inferiore
dell’osso pubico, frattura a livello della colonna vertebrale toracale, nonché
trauma renale, la STFA U 31/03 e 342/03 del 30 novembre 2004 relativa a una
frattura del corpo vertebrale di L1, come pure la STFA U 260/01 del 28 marzo
2002 consid. 3c concernente una frattura da compressione delle vertebre D10 e
D11, nonché una frattura della clavicola; si vedano pure la STCA 35.2014.13 del
15 settembre 2014 consid. 2.9., riguardante un assicurato che aveva lamentato
un pneumotorace destro, delle fratture compressive dei corpi vertebrali da D8 a
D10 con frattura non consolidata dell’apofisi trasversa di D8 e D9, nonché una
microinstabilità anteriore della spalla sinistra, addebitabile a una lesione
del bordo anterosuperiore del labbro glenoideo e la STCA 35.2016.109 del 22
maggio 2017 consid. 2.2.4 concernente un assicurato che, in un incidente
stradale in sella alla propria motocicletta, aveva riportato un politrauma con
fratture delle vertebre D5/6/7/8, frattura della VI costa a sinistra, frattura
dello sterno, rottura pelvi renale a sinistra, ferita lacerocontusa mano e
spalla destra, nonché plessopatia brachiale destra).

 

                                  Dalle carte processuali non
risulta neppure che il ricorrente sia rimasto vittima di una cura medica errata
e notevolmente aggravante degli esiti dell'evento traumatico. In questo
contesto, il rappresentante non può essere seguito quando fa valere che il
criterio in questione risulterebbe realizzato per il fatto che “il menisco
rotto doveva essere prontamente operato (in effetti, l’operazione avrebbe
risolto del tutto il problema dell’articolazione interessata)”, posto che,
secondo il parere degli stessi specialisti dell’Ospedale __________ di __________,
non vi era invero “spazio per un’indicazione chirurgica in quanto all’età
del paziente rischieremmo solo di aggravare il processo degenerativo” (doc.
T, p. 2). 

 

                                  Questo Tribunale ritiene che non
si possa parimenti pretendere che la cura medica dipendente dall'evento
infortunistico sia stata eccezionalmente lunga. 

                                  Per
ammettere l’adempimento di questo criterio, non ci si deve basare unicamente
sull’aspetto temporale. Occorre parimenti considerare la natura e l’intensità
del trattamento e se ci si può attendere un miglioramento delle condizioni di
salute dell’assicurato (cfr. STF 8C_577/2007 del 23 gennaio 2008 consid. 7 e
riferimento ivi citato). In questo senso, un trattamento che serve unicamente a
conservare le condizioni di salute già esistenti, non ha di principio
rilevanza nel quadro dell’esame dell’adeguatezza (STFA U 246/03 dell’11
febbraio 2004 consid. 2.4 s. e U 37/06 del 22 febbraio 2007 consid. 7.3).
Provvedimenti diagnostici e semplici visite di controllo (cfr. STF 8C_327/2008
del 16 febbraio 2009 consid. 4.2), come pure la somministrazione di farmaci antidolorifici
e la prescrizione di manipolazioni, sono stati giudicati insufficienti a
fondare questo criterio (cfr. STF 8C_507/2010 del 18 ottobre 2010 consid.
5.3.4).

                                  Nel caso di specie, dalla
documentazione agli atti emerge che, dopo le prime cure ricevute il giorno
stesso dell’infortunio presso il PS dell’Ospedale di __________, RI 1 si è
sottoposto essenzialmente a visite di controllo (specialistiche e presso il
proprio medico curante), a provvedimenti diagnostici, a farmacoterapia e a cicli
di fisioterapia ambulatoriale (oltre a sedute di psicoterapia che non possono in
ogni caso essere considerate nella valutazione dell’adeguatezza secondo la DTF
115 V 133). 

 

                                  È d’altronde utile segnalare che
la Corte federale ha negato l’adempimento di questo criterio, trattandosi di un
assicurato che nel luglio 2007, a seguito della caduta da una terrazza, aveva
riportato fratture a livello dei calcagni e del corpo vertebrale di L3, e che
perciò era stato sottoposto a quattro interventi operatori tra il 2007 e il 2011
(cfr. STF 8C_933/2014 del 22 aprile 2015 consid. 3.2.2.2) oppure trattandosi di
un’assicurata, vittima di un incidente stradale con diverse fratture a livello
dell’estremità superiore destra, che era stata sottoposta a quattro interventi
chirurgici, che era stata ospedalizzata in due occasioni (la prima per circa
tre settimane, la seconda per oltre un mese) e che, per il resto, le era stata
prescritta una terapia farmacologica e l’esecuzione di fisio- ed ergoterapia
ambulatoriale (cfr. STF 8C_729/2012 del 4 aprile 2013 consid. 8.3; in questo
senso, si veda pure la STF 8C_175/2010 del 14 febbraio 2011 consid. 5.4).

                                  Il Tribunale federale ne ha per
contro riconosciuto la realizzazione, trattandosi di un assicurato, vittima di
un incidente della circolazione stradale con commotio cerebri, frattura
al gomito sinistro, frattura della patella del ginocchio sinistro e frattura
del plateau tibiale destro, che aveva dovuto subire (in particolare) sette
interventi chirurgici, l’ultimo dei quali eseguito più di sette anni dopo
l’evento infortunistico (cfr. STF 8C_137/2014 del 5 giugno 2014 consid. 7.3). Da
parte sua, il TCA ne ha ammesso l’adempimento in una sentenza 35.2014.2 del 17
settembre 2014 consid. 2.12, riguardante un assicurato, anch’egli vittima di un
incidente stradale, le cui conseguenze avevano necessitato di ben dieci
operazioni chirurgiche, l’ultima delle quali eseguita a distanza di sei anni e
mezzo circa dall’infortunio.

 

Anche il criterio del decorso
sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute, non è
adempiuto.

In merito, è utile sottolineare
che dalla cura medica e dai notevoli disturbi non si può dedurre un decorso
sfavorevole e/o delle complicazioni rilevanti. Sono inoltre necessarie delle
circostanze particolari che hanno pregiudicato la guarigione, assenti nel caso
di specie. L’assunzione di molti medicamenti e l’esecuzione di diverse terapie
non basta per ammettere questo criterio. Lo stesso vale per il fatto che,
nonostante regolari terapie, l’assicurato lamenta ancora disturbi e non ha
raggiunto una (completa) capacità lavorativa (cfr. STF 8C_213/2011 del 7 giugno
2011 consid. 8.2.5 e 8C_80/2009 del 5 giugno 2009 consid. 6.5 e riferimenti).
In questo senso, il Tribunale federale ha negato la realizzazione di questo
criterio anche nel caso di un decorso indiscutibilmente protratto (cfr. STF
8C_402/2011 del 10 febbraio 2012 consid. 5.4).

 

In queste condizioni, può
rimanere indeciso se sono soddisfatti il criterio dei dolori somatici
persistenti e quello del grado e durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle
lesioni fisiche, poiché anche se ciò dovesse essere il caso, in presenza di un infortunio
di media gravità in senso stretto, la realizzazione di due criteri non potrebbe
comunque giustificare l’adeguatezza del nesso di causalità (cfr. RDAT 2003 II
n. 67 p. 276, U 164/02 consid. 4.7; RSAS 2001 p. 431, U 187/95). 

In proposito, è comunque utile considerare
che i disturbi al ginocchio destro e alla colonna lombare si sono trovati in
relazione di causalità naturale con l’infortunio assicurato, soltanto per un
periodo di sei mesi. D’altro canto, i dolori e la limitata mobilità del gomito
sinistro non sono mai stati imputabili a quell’evento. Infine, la ferita lacero-contusa
al gomito sinistro è guarita in tempi rapidi e i disturbi che ha reliquiato
(ipersensibilità della cicatrice) non possono essere ritenuti rilevanti e
nemmeno invalidanti. 

 

                                  Di conseguenza, si deve
concludere che le turbe psichiche di cui soffre il ricorrente, non
costituiscono una conseguenza adeguata dell’evento infortunistico occorsogli il
25 agosto 2018. Se ne deduce quindi che l’assicuratore resistente era
legittimato a negare la propria responsabilità al riguardo.

 

                          2.5.  In esito a tutte le considerazioni
che precedono, la decisione su opposizione impugnata deve essere confermata e
il ricorso interposto dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato respinto. 

 

                          2.6.  L’art.
61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura
deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti;
la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte
alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

                                  In
data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61
lett. a LPGA prevede ora unicamente che la procedura deve essere semplice,
rapida e, di regola pubblica. 

 

                                  Dalla
medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo
cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a
spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo
prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un
comportamento temerario o sconsiderato.

 

                                  Trattandosi
di una controversia relativa a prestazioni LAINF, il legislatore non ha
previsto di prelevare le spese.

                                  Sul tema, cfr. anche STF
9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022
KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio
2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares Bernasconi,
Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les
tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin
2019, in SZS/RSAS 2/2022 p. 107).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                             1.  Il ricorso è respinto.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti