# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6e5de9c8-f9be-5b54-b835-b0ad90d019fb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-02-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.02.2005 32.2004.50
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2004-50_2005-02-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2004.50

   

  ZA/RG/td

  	
  Lugano

  22 febbraio
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Zaccaria Akbas, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 giugno 2004 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 3 giugno 2004 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                1.1   RI 1, nata
nel 1950, casalinga, precedentemente attiva a tempo parziale quale addetta alle
pulizie e sorvegliante di campi da tennis, nel luglio 1997 ha presentato una
domanda volta all'ottenimento di prestazioni AI per adulti in quanto affetta da
periartropatia omeroscapolare destra con lesione cuffia rotatori, sindrome
cervicale e sindrome lombare (doc. AI 1 e 7). 

 

                                         Acquisita
la necessaria refertazione medica ed esperiti ulteriori accertamenti, in
particolare una perizia pluridisciplinare eseguita dal Servizio accertamento
medico dell’assicurazione invalidità (SAM) nel maggio 2002 ed un’inchiesta per
persone occupate nell'economia domestica eseguita una prima volta nell’ottobre
1999 e ripetuta nell'ottobre 2002, con decisione 13 giugno 2003 l’Ufficio
assicurazione invalidità (UAI) ha riconosciuto all’assicurata un quarto di
rendita (aumentata a mezza rendita quale caso di rigore) per un grado d’invalidità
del 47%, motivando:

 

" 
(…)

 

Esito degli accertamenti:

 

Dal 01.01.1999 (inizio dell'anno di attesa) la
sua capacità lavorativa nell'ambito della sua economia domestica,
rispettivamente in quello professionale, è limitata in modo rilevante.

 

La sua pratica d'invalidità è stata esaminata in
base all'art. 4 e 5 LAI (salario nella misura del 77% e casalinga al 23%).

 

Dalla documentazione medica acquisita all'incarto
risulta che dall'ottobre 1996 (scadenza dell'anno d'attesa - art. 29 cpv. 1
lett. b LAI) al 31.12.1998, presentava un'inabilità lavorativa del 50% come
donna delle pulizie, mentre in attività adeguate e casalinga non vi era
inabilità.

 

In base alla ripartizione delle attività
(salariata-casalinga) ne risultava un grado AI del 3.8%, come da tabella:

 

	
  Attività

  	
  Quota
  parte

  	
  Limitazione

  	
  Grado
  d'invalidità parziale

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  
	
  salariata

  	
  77%

  	
  5%

  	
  3.8%

  
	
  casalinga

  	
  23%

  	
  0%

  	
    
  0%

  
	
  grado
  d'invalidità

  	
   

  	
   

  	
  3.8%

  

 

Essendo il grado AI inferiore al 40% non dà alcun
diritto a rendita.

 

Dall'ulteriore documentazione medica aggiuntasi
all'incarto ed in particolare dalla perizia medica eseguita presso il Servizio
Accertamento Medico AI di Bellinzona risulta un peggioramento dello stato di
salute avvenuto il 01.01.1999, per cui si è proceduto ad ulteriore istruttoria:
nuova inchiesta casalinga e nuovo rapporto sui dati economici/professionali
aggiornati.

 

Dall'inchiesta esperita al domicilio risulta un
impedimento nello svolgimento delle consuete mansioni di casalinga nella misura
del 53%.

Dalla perizia medica risulta che medicalmente può
ancora svolgere nella misura del 50%, attività di sorveglianza (es: custode) e
le attività lavorative prettamente sedentarie (es: commessa, operaia non
qualificata addetta alla confezione, assemblaggio, produzione, rifinitura,
controllo… importante che i semi lavorati siano leggeri).

In queste attività il reddito annuo presumibile è
di Fr. 10'963.--.

 

Nei due settori risulta pertanto il seguente
grado d'invalidità:

 

 

 

 

Reddito annuo esigibile:

senza invalidità                                 CHF
20185.--

con invalidità                                     CHF
10963.--

Perdita di guadagno                          CHF  
9222.--  = Limitazione del 46%

 

In base ai nuovi dati la ripartizione delle
attività conseguono il seguente grado AI:

 

	
  Attività

  	
  Quota
  parte

  	
  Limitazione

  	
  Grado
  d'invalidità parziale

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  
	
  Salariata

  	
  77%

  	
  46%

  	
  35.4%

  
	
  Casalinga

  	
  23%

  	
  53%

  	
  12.2%

  
	
  Grado
  d'invalidità

  	
   

  	
   

  	
  47.6%

  

 

Decidiamo pertanto:

 

Dal 01.01.2000 ha diritto ad un quarto di
rendita, rispettivamente ad una mezza rendita in caso di rigore.

 

Per la verifica del caso di rigore, la invitiamo
a ritornarci il foglio complementare 3, qui allegato, debitamente compilato e
firmato, entro 14 giorni. Se ciò fosse tralasciato, l'esame del caso di rigore
non potrà essere effettuato per cui potremo unicamente versare un quarto di
rendita." (Doc. AI 61)

 

                                1.2   A seguito
dell'opposizione interposta dall’assicurata, che ha postulato il riconoscimento
di un grado d'invalidità del 60% e la conseguente erogazione di una mezza
rendita, in data 3 giugno 2004 l’UAI ha emanato una decisione su opposizione
confermando la precedente decisione:

 

" 
(…)

6.   In sostanza l'assicurata contesta la
correttezza della valutazione 

fatta dalla perizia
multidisciplinare del SAM, posta alla base della decisione impugnata. Occorre
in proposito sottolineare che la perizia ha integrato nella valutazione
l'insieme dei precedenti referti medici relativi allo stato di salute
dell'assicurata. La perizia ha valutato lo stato di salute dell'assicurata nel
suo insieme, compreso i problemi indicati nel certificato medico 02 settembre
2003 del dottor __________. La perizia indica chiaramente la capacità
lavorativa del 50% dell'assicurata in attività medio leggere, compatibili con i
problemi dell'assicurata.

 

Per quanto attiene
al valore probatorio di tale esame, si rammenta che secondo costante
giurisprudenza, le perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa da medici specializzati riconosciuti hanno forza probatoria
piena se giungono a conclusioni logiche e sono realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducano a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161).

 

In concreto la
perizia pluridisciplinare 05 giugno 2002 del SAM è completa e motivata ed
ossequia i citati parametri sviluppati dalla giurisprudenza. Essa ha quindi
piena forza probatoria.

 

Il certificato medico
01 settembre 2003 presentato dal curante, dottor __________, non oggettiva
alcun nuovo elemento che non sia già stato preso in considerazione per la
valutazione del caso.

 

7.
  Per quel che concerne i dati economici, ed in particolare il reddito da invalido
che il consulente in integrazione professionale ha stabilito ammontare a fr.
10’963.-- annui, si rileva quanto segue.

 

In base alla più
recente giurisprudenza imposta dall'Alta Corte federale, allorché non si
dispone di dati concreti, il reddito da invalido può essere stabilito sulla
base di salari teorici, editi dall'Ufficio federale di statistica (statistiche
RSS).

Sempre in base alla
giurisprudenza federale, tali redditi possono ancora essere diminuiti nella
misura massima del 25%, e ciò al fine di considerare quei fattori che nel caso
in specie sono suscettibili di influenzare il reddito che l'assicurato potrebbe
percepire, quali ad esempio le limitazioni addebitabili al danno alla salute,
l'età, la nazionalità, il grado d'occupazione (cf. DTF 126 V 75).

 

In concreto il
consulente in integrazione professionale con riferimento ad un'attività
semplice e ripetitiva esigibile dell'assicurata ha ritenuto quale base di
calcolo un reddito pari a fr. 31’640.- (valori ESS 2001, cat. 4, privato,
femminile, primo quartile + aumento salari 2001). L'assicurata potrebbe
svolgere un'attività adeguata nella misura del 50%.

Tale salario è stato
tuttavia ancora generalmente diminuito del 10% poiché l'assicurata può svolgere
solo attività leggere.

Inoltre il coefficiente
lavorativo dell'assicurata è equivalente al 77% (rapporto esistente tra le 32.5
ore settimanali svolti dalla stessa quale addetta alle pulizie + sorvegliante
dei campi da tennis e le 42 ore settimanali contrattuali).

Il reddito
presumibile è stato così stabilito: fr. 31’640 x 77% - 50% - 10% = fr.
10’963.--.

 

In casu, non vi è
alcun motivo che giustifica di rivedere l'operato del consulente in
integrazione. Al proposito si rammenta infatti che quest'ultimo dispone più di
ogni altro funzionario degli elementi necessari ad una corretta valutazione
economica. In tali casi l'amministrazione interviene solo allorquando il
giudizio appaia insostenibile od errato. Non è il caso in concreto.

 

Ne discende che la
decisione impugnata appare corretta e merita pertanto conferma." (doc. AI
67) 

                                      

                                1.3   Contro la
decisione su opposizione l’assicurata è insorta in data 22 giugno 2004 dinanzi
al TCA. 

                                         Su
ingiunzione del Giudice delegato, l’assicurata, per il tramite dell’avv. RA 1,
in data 11 agosto 2004 ha completato il ricorso, osservando: 

 

" 
(…)

 

13. L'oggetto della lite verte nel conoscere quale grado
d'invalidità 

      debba essere riconosciuto
all'assicurata de quo.

 

14. In particolar modo, preme
attirare l'attenzione di codesta 

lodevole
Corte sul fatto che lo stato di salute della Signora RI 1 è andato gradatamente
peggiorando, con la conseguenza per la quale la perizia SAM, allestita
il 5.06.2002, posta alla base della decisione
resa dall'UAI in data 13.06.2003, non è più da considerarsi attendibile.

 

15. Si rimprovera all'UAI di
aver ritenuto quanto meno completa la 

medesima
perizia (cfr. decisione su opposizione del 3.06.2004, sostenendo che in questa
è stato "valutato lo stato di
salute dell'assicurata nel suo insieme, compreso i problemi indicati nel certificato medico 02 settembre 2003 del dottor __________
". Pur tuttavia, non si vede come
il SAM abbia potuto anche solo prendere visione del rapporto citato ad oltre un
anno di distanza dall'allestimento
della perizia.

 

16. Ritengo pertanto che
l'Amministrazione, nel rendere la decisione su 

opposizione,
abbia a torto considerato completo il
rapporto peritale del SAM e che non abbia affatto ritenuto degni di valutazione gli elementi emersi
nell'ambito dei rapporti allestiti dapprima
dal Dr. med. __________ in data 1.09.2003 (Doc. Q) e successivamente
dal Dr. med. __________ in data 2.09.2003 (Doc. R).

 

17. È stato infatti appurato da
questi ultimi sanitari che la 

capacità
lavorativa residuale della Signora RI
1 è da considerarsi quanto meno teorica e poco concretizzabile nella
realtà quotidiana. A parere dei medesimi, pertanto, sarebbe auspicabile, viste le numerose patologie
riscontrate dall'assicurata in ambito reumatologico
e in quello psichico, una commisurazione del grado d'invalidità di almeno il 60%.

 

18.                          Più
in generale, si contestano gli accertamenti economici 

svolti
dall'UAI per determinare il reddito
ipotetico d'invalido e si rimprovera a detto assicuratore di non avere applicato, in tale contesto, quale fattore
di riduzione solo il 10%. In effetti, a mente della giurisprudenza, per gli assicurati che - a causa della particolare situazione personale e professionale non possono mettere
completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri, e che pertanto non riescono di regola
a raggiungere il livello medio dei
salari sul mercato del lavoro - viene
applicata una riduzione percentuale
sul salario teorico statistico che, a seconda
delle circostanze, può arrivare sino
a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

 

19. Viste l'età dell'assicurata, nonché la sua difficoltà nello
svolgere 

anche le attività leggere, s'impone applicare al reddito ipotetico
d'invalido il fattore di riduzione del 25%.

 

20. Si muove all'UAI la censura
di avere svolto degli 

accertamenti
troppo poco estesi, ridotti a solo due attività, quella di sorvegliante
presso i campi da tennis e quella di commessa
in un negozio di oggettistica. Trattasi di lavori non effettivamente esigibili per l'assicurata e quindi, nella concreta
evenienza, risultano ininfluenti per determinare il reddito ipotetico
d'invalido della Signora RI 1.

 

21. Nel presente caso è
doveroso tenere conto che ai fini 

dell'accertamento
dell'invalidità ci si deve fondare su
un mercato del lavoro equilibrato e quindi fittizio; deve infatti esservi un certo equilibrio tra domanda e offerta
di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in relazione
con le capacità professionali, intellettuali e fisiche (DTF 110 V 276).

 

22. Inoltre deve essere
ricordato che il concetto di mercato del 

lavoro
equilibrato non sottintende soltanto un certo equilibrio fra l'offerta e
la domanda in materia di manodopera, ma anche un mercato del lavoro che
presenta un ventaglio d'attività a più diverse, e precisamente per ciò che
concerne le condizioni professionali e intellettuali
richieste, così come la prestazione fisica (RCC 1991, pag. 332 consid. 3b).

 

23. Sulla base dei principi
giurisprudenziali esposti, si 

rimprovera
all"UAI di non avere considerato
un ampio ventaglio di attività lavorative nel determinare, nello specifico caso, il reddito ipotetico d'invalido
dell'assicurata de qua.

 

24. In effetti, non c'è chi non veda come l'attività di
sorvegliante di 

campi da tennis sia stata svolta dalla mia assistita per lo più nella
stagione estiva, e come in detta attività sia altresì implicita la pulizia dei locali annessi. Inoltre, le
possibilità lavorative in detto settore
sono alquanto remote, essendovi solo un numero esiguo di posti di lavoro e per un tempo limitato all'anno. Per di più, non va
trascurato il fatto che l'attività di sorvegliante comporta altresì una
serie corollaria di molteplici altre attività.

 

25. Comunque, indipendentemente dall'attuale recessione, i posti
di 

lavoro ove una persona con le stesse problematiche fisiche della
mia assistita possa dedicarsi alle summenzionate attività professionali
sono in Ticino estremamente rari. Pertanto, si contesta il reddito ipotetico d'invalido così come considerato
dall'amministrazione, ammontante a Fr.
10'963.--.

 

26. Di tal fatta, si ribadisce
come la Signora RI 1 non sia 

concretamente
in grado di svolgere neppure le
attività leggere citate dall'UAI (tra le quali, sorvegliante, commessa, operaia non qualificata addetta alla
confezione, assemblaggio, produzione, rifinitura,
controllo, etc.). Risulta pertanto del tutto inattendibile il tasso
d'invalidità formulato sulla base di
dette attività lavorative leggere.

 

27. Considerata la presunta
esigibilità dell'attività di sorvegliante di 

campi
da tennis oppure dell'attività di
commessa in misura del 50%, non si comprende come sia possibile per la
mia mandante concretamente mettere a frutto la sua residua capacità lavorativa,
viste le numerose problematiche che la
attanagliano e che le impediscono di esercitare anche in misura parziale le predette professioni.

 

28.                          AI
riguardo, si rappresenta come il Dr. med. __________, 

nel
certificato datato 2.09.2003, ha statuito come la Signora RI 1 non sia più collocabile in ambito lavorativo anche in presenza di una capacità lavorativa
residuale teorica per attività
leggere, di conseguenza ritenendo più corrispondente alle numerose patologie riscontrate un grado d'invalidità del 60%. Sulla
base delle valutazioni dei summenzionati sanitari deve essere concluso
che la ricorrente non è in grado di mettere a frutto la sua
capacità lavorativa residua.

 

29. Si contesta pure la ripartizione fra l'attività
di salariata, valutata dall'UAI in misura del 77%, e quella di casalinga, 

valutata
in misura del 23%. Si tratta di una valutazione effettuata in base alla situazione esistente nel mese di ottobre 1996 e
che non tiene debitamente conto
dell'evoluzione della situazione verificatasi da allora sino al 3.06.2004, ovverosia sino alla data in cui è
stata resa la decisione su opposizione.

 

30. Viste le statuizioni
effettuate dal Dr. med. __________ in data 

2.09.2003
e dal Dr. med. __________ in data
1.09.2003, si ritiene pertanto adeguato richiedere l'espletamento da parte del SAM di un complemento d'indagine per
valutare gli asseriti peggioramenti dello
stato di salute dell'assicurata medesima. Stante infatti il lungo periodo di
tempo trascorso tra la data della
perizia (22.04.2002) e la resa della decisione su opposizione (3.06.2004), non si giustifica la mancata presa di
posizione dell'amministrazione in merito
ai rapporti allestiti dai summenzionati sanitari ad oltre due anni
di distanza.

 

31. Da un'attenta
disamina degli atti all'incarto Al, per di più, si 

desume
come non vi sia stata alcuna nuova
richiesta da parte dell'UAI, volta ad ottenere successive risultanze mediche al rapporto peritale del SAM. Tutto lascia
presagire una sorta di abbandono totale
della mia mandante, la quale si trova unicamente in balia dei suoi malori,
peraltro comprovati anche in sede di
perizia, senza alcun riconoscimento però da parte dell'UAI.

 

32. Pertanto, sulla scorta di quanto sopra argomentato, s'impone 

chiedere a codesta lodevole Corte la predisposizione di nuovi
accertamenti peritali, volti a statuire se vi siano stati dei peggioramenti, sia dal profilo psichico sia da quello
fisico, dello stato di salute della
mia mandante.

 

33.                          Si
chiede pure che siano ordinati nuovi accertamenti 

economici
volti a stabilire l'effettiva
ripartizione in data 3.06.2004 fra l'attività di salariata e quella di
casalinga, nonché volti a stabilire il
reddito ipotetico d'invalido conseguibile in un ampio ventaglio di attività lavorative leggere, compatibili con lo
stato di salute della ricorrente. Inoltre, ci si riserva di produrre
l'eventuale perizia di parte - come è stata d'altronde proposta nel rapporto del 29.07.2004 del
Dr. med. __________ (Doc. S) - che si renderà all'uopo necessaria al fine di suffragare l'incapacità della mia
mandante di svolgere qualsiasi attività lavorativa, nonché quella di
casalinga.

 

P. Q. M., richiamati
gli artt. 7 - 8 - 16 LPGA, 28 LAI,
nonché qualsivoglia ulteriore disposizione si rendesse applicabile alla
presente fattispecie, si domanda

 

sia giudicato

 

 

In via principale:

 

1.   Il presente ricorso è accolto e di conseguenza
è accordato alla Signora RI 1 un grado d'invalidità di almeno il 60% - 70%, con la pedissequa assegnazione di risp. tre quarti della rendita Al o della rendita intera
AI.

 

2.   Spese e ripetibili
protestate.

 

In via subordinata:

 

1.   II presente ricorso è
accolto e di conseguenza è fatto ordine 

all'UAI
di voler predisporre i necessari
accertamenti peritali volti a stabilire l'eventuale peggioramento dello stato
di salute psichico e fisico
dell'assicurata, nonché i necessari accertamenti economici ai sensi dei considerandi.

 

2.   Spese e ripetibili protestate." (doc.
IV) 

 

                                1.4   Con la
risposta di causa l’amministrazione ha proposto di respingere il gravame
riconfermandosi nella propria decisione su opposizione:

 

"  Con il ricorso in esame l'assicurata contesta il
riconoscimento di un grado d'invalidità da parte dell'UAI del 47% con decisione
13 giugno 2003 e confermato con la decisione su opposizione 3 giugno 2004. Essa chiede in virtù di un grado di
invalidità del 60% - 70% il riconoscimento di 3/4 rispettivamente una rendita intera d'invalidità,
subordinatamente il rinvio per ulteriori accertamenti.

 

La ricorrente sostiene di aver
conosciuto un peggioramento dello stato di salute di modo che la perizia pluridisciplinare SAM del 5 giugno
2002 non è più attuale, che la valutazione alla base della decisione su
opposizione con particolare riguardo alla valutazione 2.9.2003 del Dr. __________ è incompleta, che non sono
stati tenuti in considerazione i certificati del Dr. __________ e __________
(doc. Q e R), dai quali emerge un'incapacità lavorativa del 60%. Contesta poi
la valutazione dell'attività lavorativa residua da lei esigibile in quanto poco
realizzabile e ritiene si giustifichi comunque l'applicazione della riduzione
del 25% sul reddito statistico da invalida in considerazione della sua
situazione personale. Indica che sono stati oggetto di accertamento quali
attività ancora esigibili solo l'attività di sorvegliante di campi da tennis e
la commessa, a suo dire non esigibili e quindi ininfluenti. Precisa che
l'attività di sorvegliante di campi da tennis è in realtà stagionale, che implica
anche attività di pulizia ed in considerazione delle sue limitazioni fisiche è
da ritenersi rara, quindi irrilevante. La ricorrente sostiene di non essere più
in grado di svolgere nemmeno attività leggere, come invece considerato
dall'UAI, le professioni indicate dall'UAI non essendo in realtà esigibili per
le sue problematiche di salute ed il Dr. __________ con attestazione 2.9.2003
l'ha definita non più collocabile. La
ricorrente contesta poi la ripartizione della sua attività operata con la decisone impugnata del 77% in attività
lucrativa e 23% come casalinga in quanto si riferisce alla situazione del 1996, non aggiornata al 2004. Essa indica
che in considerazione delle
attestazioni dei Dr. __________ e __________, a suo dire non valutate, è necessaria una nuova perizia SAM, anche perché fra
la perizia SAM del 5 giugno 2002 e la
decisione su opposizione 3 giugno 2004 sono passati due anni. Chiede da ultimo
nuovi accertamenti medici ed economici per la definizione del suo grado
d'invalidità.

 

La documentazione medica agli
atti è stata adeguatamente valutata nell'ambito della decisione su opposizione, la cui valutazione viene
qui richiamata e confermata. La valutazione medica 29 luglio 2004 del Dr. __________
prodotta con il ricorso (doc. S), non indica un peggioramento medico oggettivo
in ambito reumatologico, ma un peggioramento da considerare sul piano psichico.
Relativamente a tale componente tuttavia l'assicurata non indica, sostanzia e
comprova elemento medico di sorta, diagnostico né terapeutico. Nessun elemento medico oggettivo attesta in
concreto un'evoluzione peggiorativa di tale aspetto successivamente alla valutazione SAM. Le ulteriori componenti
del danno alla salute sono state oggetto di adeguata valutazione, mentre la
valutazione delle attività esigibili è operata dal Consulente in integrazione
professionale, il quale dispone di specifiche
competenze ed esperienza, la giurisprudenza riconoscendole valore determinante. In casu la valutazione del
consulente è motivata, coerente e corretta. Relativamente alla ripartizione fra
attività di salariata e casalinga la stessa è correttamente considerata con riferimento all'ipotesi di assenza
del danno alla salute. Le valutazioni mediche
dei Dr. __________ e __________ (doc. Q e R) configurano in sostanza divergenti
valutazioni della capacità lavorativa non circostanziate e sostanziate da
peggioramenti oggettivati sul piano
medico. Di fatto l'assicurata ha solo sostenuto ma non sostanziato e comprovato
un peggioramento del suo stato di
salute, mentre incombe all'assicurato l'obbligo di sostanziare la propria pretesa. Se è vero che la
valutazione del suo danno alla salute ha richiesto una valutazione pluridisciplinare ed è trascorso un periodo di
due anni dalla perizia pluridisciplinare alla decisione su opposizione,
relativamente a questo periodo l'assicurata
non ha addotto e comprovato, nemmeno nell'ottica della verosimiglianza preponderante, elementi medici che oggettivano un
peggioramento, mentre l'istruttoria, sulla base degli elementi forniti, appare
completa e corretta.

 

Visto quanto sopra, si chiede
che codesto lodevole Tribunale voglia confermare la decisione impugnata e di
conseguenza respingere il ricorso." (doc. VI)

                                      

                                1.5   Con
osservazioni 23 settembre 2004, l’assicurata, sempre rappresentata dall’avv. RA
1, ha precisato: 

 

"  Dopo aver conferito
con la mia patrocinata e con il suo medico curante, Dr. med. __________,
domando con la presente che sia predisposta da codesto lodevole Tribunale una perizia giudiziaria, volta a stabilire
l'incapacità lavorativa di RI 1, sia nello svolgere un'attività professionale compatibile con il suo attuale stato
di salute, sia nello svolgere le
usuali mansioni di casalinga.

 

Inoltre, come già anticipato al
considerando N. 33 dell'integrazione al ricorso stesa l'11.08.2004, con la presente mi preme comunicarvi
che la mia patrocinata intende sottoporsi
ad un esame peritale che sarà effettuato dal sanitario indicato dal Dr. Med. __________,
medico di fiducia della signora RI 1.

 

E' doveroso sottolineare che la
signora RI 1 contesta recisamente il grado d'incapacità lavorativa in misura del 50%, considerato dall'Ufficio
assicurazione invalidità, nell'esercizio
di un'attività lavorativa leggera compatibile al suo stato di salute e osserva
di non essere più in grado di
svolgere un'attività lavorativa leggera. Ella contesta pure il grado d'incapacità, fissato dall'AI, nello
svolgere le usuali mansioni di casalinga.

 

Date queste premesse, si rende necessario, nella concreta
-evenienza, chiedere a codesto lodevole
Tribunale di voler predisporre una perizia al fine di valutare il grado
d'incapacità

presentata dalla mia mandante,
sia nell'esercizio di un'attività lavorativa leggera sia nello svolgere le usuali mansioni di casalinga."  (doc.
X) 

 

                                1.6   Interpellato
dal TCA, con scritto 29 novembre 2004 il __________ ha precisato:

 

" 
in merito alla sua del 25 novembre scorso, le
trasmetto gli stipendi orari che la signora citata a margine avrebbe percepito
se avesse continuato l'attività presso di noi.

 

1. anno 2000 - fr. 18.70;

2. anno 2001 - fr. 19.05;

3. anno 2002 - fr. 19.10;

4. anno 2003 - fr. 19.30;

5. anno 2004 - fr. 19.40.

 

Le ricordo che lo stipendio orario è comprensivo
dell'indennità di vacanza.

 

Sempre a disposizione per ulteriori chiarimenti
in merito, colgo l'occasione per distintamente salutarla." (doc. XIV)

 

                                         Su
richiesta del TCA, con scritto 1° dicembre 2004 il responsabile del __________
ha osservato: 

 

" 
1. la signora RI 1 non ha prestato nessuna
attività presso 

    il __________ nel periodo 2000/2004.

 

2. le indennità mensili dei nostri custodi sono
sempre invariate." (doc. XV)

 

                                1.7   La
ricorrente in data 14 dicembre 2004 ha osservato:

 

" 
In particolar modo, mi preme evidenziare come
nello scritto del 25.11.2004 codesta lodevole Corte avesse chiesto al __________
quale potesse essere lo stipendio della Signora RI 1 dal 2000 al 2004.

 

Ciò nonostante, nello scritto inviato dal
predetto __________ in data 1.12.2004 si evince esclusivamente come la mia
mandante non abbia svolto alcuna attività lavorativa nel periodo 2000/2004, e
come nulla venga per contro sancito in merito allo stipendio presumibile per
quel periodo. Si contesta inoltre l'asserzione ivi contenuta secondo cui le
indennità mensili dei custodi sono sempre invariate, anche perché si suppone
che queste siano quanto meno rincarate ai sensi della normativa vigente.

 

Si ribadisce in tale sede come la Signora RI 1
abbia svolto differenti e svariate attività presso il summenzionato __________,
implicitamente connesse all'attività di sorvegliante, come ad esempio la
pulizia dei locali annessi.

 

Ci si riporta pertanto alla richiesta di
rivalutazione del grado d'invalidità della mia mandante, così come formulata
nell'ambito dell'integrazione al ricorso presentata in data 11.08.2004."
(Doc. XIX)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                                2.1   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                                2.2   In lite è il
tasso d’invalidità stabilito dall’UAI nel querelato provvedimento con
conseguente erogazione di un quarto di rendita, aumentata a mezza rendita quale
caso di rigore.

                                         Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito AI.

 

                                         Per quel
che concerne l’applicazione intertemporale delle disposizioni materiali della
LPGA, l’art. 82 cpv. 1 LPGA statuisce che le disposizioni materiali della
citata legge non sono applicabili alle prestazioni correnti ed alle esigenze
fissate prima della sua entrata in vigore.

In una sentenza pubblicata in DTF 130 V 329 ss, avente ad oggetto l’erogazione
d’interessi di mora, il TFA, dopo avere  dichiarato la citata norma (art. 82
cpv. 1 LPGA) incompleta nonché frammentaria ed aver precisato che con
“prestazioni” s’intende quelle che hanno fatto oggetto di decisioni cresciute
in giudicato e non quelle prestazioni sulle quali non è stato ancora statuito
definitivamente, ha stabilito che non si può dedurre e contrario dell'art. 82
cpv. 1 LPGA che il momento della decisione sarebbe determinante per l'applicabilità
delle disposizioni materiali della nuova legge in relazione a prestazioni che non
sono ancora state fissate alla sua entrata in vigore (1° gennaio 2003) e che,
eccezion fatta per le fattispecie specifiche contemplate dalla menzionata disposizione
transitoria, per il resto occorre riferirsi ai principi generali sviluppati in
materia di diritto intertemporale che dichiarano applicabile, in caso di
modifica delle basi legali, l'ordinamento in vigore al momento della
realizzazione dello stato di fatto che dev'essere valutato giuridicamente o che
produce conseguenze giuridiche (DTF 130 V 332 consid. 2.2 e 333 consid. 2.3).

In effetti, secondo costante giurisprudenza, dal profilo temporale determinanti
sono di principio le norme materiale in vigore al momento della realizzazione
dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce
conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467
consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) ed il giudice delle assicurazioni sociali, ai
fini dell’esame della vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono
realizzati fino al momento della decisione contestata (SVR 2003 IV nr. 25
consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b).

In un’altra recente sentenza del 5 luglio 2004, pubblicata in DTF 130 V 445 s e
concernente una rendita dell’assicurazione per l’invalidità, l’Alta Corte
federale ha confermato il succitato principio stabilito in DTF 130 V 329,
estendendolo anche a prestazioni assicurative durevoli. Infatti, nell’ambito
dell’esame di un’eventuale insorgenza di un diritto alla rendita prima
dell’entrata in vigore della LPGA, occorre fare riferimento ai principi
generali sviluppati in materia di diritto intertemporale che dichiarano,
appunto, applicabile l’ordinamento in vigore al momento della realizzazione
dello stato di fatto giuridicamente determinante. Ne consegue dunque, continua
il TFA, che per il periodo fino al 31 dicembre 2002, l’esame del diritto alla
rendita avviene sulla base del vecchio ordinamento, mentre a partire da tale
data esso avviene secondo le nuove norme di legge (DTF 130 V 446 consid.
1.2.2).

Va tuttavia precisato che l’introduzione della LPGA non ha portato alcuna
modifica sostanziale per quel che concerne, in ambito AI, i concetti di
incapacità al lavoro, d'incapacità al guadagno, d'invalidità, di raffronto dei
redditi e di revisione (della rendita d'invalidità e di altre prestazioni
durevoli), motivo per cui le succitate nozioni precedentemente sviluppate dalla
giurisprudenza rimangono tuttora valide (DTF 130 V 343).

Trattandosi nel caso in esame di prestazioni durevoli riferite sia ad un
periodo antecedente che posteriore al 1° gennaio 2003, occorrerebbe
distinguere, dal punto di vista del diritto applicabile, i periodi prima e dopo
l’introduzione della LPGA.

Ritenuto che le nuove norme (LPGA) non hanno apportato dal punto di vista
materiale alcuna sostanziale modifica riguardo ai succitati concetti dell’AI,
le disposizioni di legge citate in seguito, per motivi di più facile
comprensione, vengono riferite al tenore dell’ordinamento giuridico posteriore
al 1° gennaio 2003, mentre in parentesi sono menzionate le rispettive norme
valide sino al 31 dicembre 2002. 

                                         

                                2.3   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA (che ha sostituito
l’art. 4 cpv. 1 vLAI), con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno
presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute
fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. 

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, p. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto
di rendita se sono invalidi almeno al 40 %. Nel suo nuovo tenore in vigore dal
1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno
diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70 %, a tre quarti di
rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi
almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.

Va pure rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA (cfr. art. 28 cpv. 2 vLAI) il
grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990, p.
543 consid. 2; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les
prestations, Lausanne 1985, pp. 200ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a
e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini,
op. cit., p. 232).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2; DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                                2.4   Per quanto
riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino
intollerabile per la società (DTF 127 V  298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 p.
169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 p. 180; ZAK 1984 p. 342,
607 ; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid.
3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 2003, p. 128).

 

                                         L'Alta
Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

" 
(…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono
determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere
annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie
psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato
psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è
ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.
1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29
settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le
psicopatie, le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische
Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi
(STFA del 18 ottobre 1999 nella causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella
causa S. F., I 148/98, p. 10 consid. 3b; RCC 1992 p. 182 consid. 2a con
riferimenti). 

 

                                2.5   Se un
assicurato maggiorenne non esercitava un'attività lucrativa prima di essere
invalido, l'applicazione nei suoi confronti del concetto dell'incapacità di
guadagno non è possibile poiché - in simili condizioni - l'invalidità non può
cagionare una vera e propria perdita di guadagno. Ciò, in special modo, se non
si può esigere da questi l'esercizio di una attività lucrativa.

                                         Per
questo motivo l'art. 8 cpv. 3 LPGA (cfr. art. 5 LAI nella versione in vigore
sino al 31 dicembre 2002) parifica l'impedimento di svolgere le proprie
mansioni consuete all'incapacità al guadagno (metodo specifico di calcolo
dell'invalidità: SVR 1996 IV Nr. 76 pag. 221 consid. 1; RCC 1986 p. 246 consid.
2b; DTF 104 V 136; Valterio, op. cit,. p. 199).

 

                                         A sua
volta, l'art. 27 cpv. 1 OAI (cfr. art. 27 cpv. 2 OAI nelle versioni in vigore
sino al 31 dicembre 2002 rispettivamente dal 1. gennaio al 31 dicembre 2003),
precisa:

 

" 
Per mansioni consuete di una persona senza
attività lucrativa occupata nell’economia domestica s’intendono in particolare
gli usuali lavori domestici, l’educazione dei figli nonché le attività
artistiche e di pubblica utilità. Per mansioni consuete dei religiosi s’intende
ogni attività svolta dalla comunità."

 

                                         Al
proposito va precisato che si paragona l'attività svolta dall'assicurato prima
della sopravvenienza del danno alla salute con quella che può svolgere
posteriormente, applicando l'impegno che si può esigere da lui (RCC 1984 pag.
139; Duc, Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, p. 458; Maurer,
Bundessozialversicherungsrecht, Basilea e Francoforte 1994, p. 145).

                                         Di regola
si presume che non vi è impedimento dovuto all'invalidità se l'assicurato è
ancora attivo nella sua economia domestica e segue, almeno parzialmente, le
incombenze che lo concernono.

                                         Questa
presunzione può tuttavia essere rovesciata se è stabilito che la persona lavora
più di quanto è ragionevolmente esigibile oppure fa eseguire da altri la
maggior parte dei lavori che non può eseguire personalmente (RCC 1984 pag. 139;
Valterio, op. cit., p. 211).

 

                                         L'importanza
dell'attività della persona che si occupa dell'economia domestica dipende dalla
struttura famigliare, dalla situazione professionale del congiunto e dalle
circostanze locali. Si distinguono quindi tre tipi di famiglia, quella senza
figli, quella con figli o altri membri della famiglia che richiedono cure o
quella in cui un coniuge collabora nell'impresa dell'altro.

 

                                2.6   Nel caso in
cui invece l’interessato svolga solo parzialmente un'attività lucrativa torna
applicabile l’art. 28 cpv. 2ter LAI (cfr. art. 27bis cpv. 1 OAI nelle versioni
in vigore sino al 31 dicembre 2002 rispettivamente dal 1. gennaio al 31
dicembre 2003) secondo cui

 

“ Qualora l’assicurato eserciti un’attività
lucrativa a tempo parziale o collabori gratuitamente nell’azienda del coniuge,
l’invalidità per questa parte è determinata secondo l’articolo 16 LPGA. Se
inoltre svolge anche le mansioni consuete, l’invalidità per questa attività è
determinata secondo il capoverso 2bis. In tal caso, occorre determinare la
parte rispettiva dell’attività lucrativa o della collaborazione gratuita
nell’azienda del coniuge e quella dello svolgimento delle mansioni consuete e
poi determinare il grado d’invalidità in funzione della disabilità patita nei
due ambiti."

 

                                         Giusta
l’art. 27bis OAI (cfr. art. 27bis cpv. 2 OAI nella versione in vigore sino al 31
dicembre 2003)

 

" 
Quando si possa presumere che gli assicurati che
esercitano solo parzialmente un’attività lucrativa o lavorano gratuitamente
nell’azienda del coniuge, senza soffrire di un danno alla salute,
eserciterebbero al momento dell’esame del loro diritto alla rendita un’attività
lucrativa a tempo pieno, l’invalidità è valutata esclusivamente secondo i
principi validi per le persone esercitanti un’attività lucrativa."

 

                                         Questo
metodo di graduazione dell'invalidità (detto "metodo misto") è stato
ancora una volta dichiarato conforme alla legge del TFA in DTF 125 V 146.

 

                           2.7        In concreto l’assicurata
contesta la valutazione medica operata dal SAM e quella economica effettuata
dal consulente in integrazione professionale, in particolare per quanto attiene
alla determinazione del reddito da invalido. Essa censura inoltre le quote
parti di attività stabilite dall’UAI (23% quale casalinga e 77% quale addetta
alle pulizie e sorvegliante di campi da tennis).

                                         

                           2.8     

                           2.8.1     Per quanto
riguarda l’esame dello stato di salute, in un primo tempo, su incarico
dell’UAI, l’assicurata era stata sottoposta ad una perizia reumatologica a cura
del dr. __________, reumatologo e fisiatra, il quale nel suo referto 8 maggio
1998 aveva rilevato:

 

" 
4.-  Diagnosi 

 

-   Brachialgia bilaterale con predominanza a
destra di origine mista:

    •    spondilogena da irritazione cervicovertebrale

    •    periartropatia tendinotica cronica a
destra con lesione transmurale della cuffia dei rotatori (sovraspinato;
artro-MRI del 24.09.1996)

    •    epicondilopatia laterale a destra

    •    tendopatia dei flessori della mano destra (?)

-   Sindrome lombovertebrale cronica da turbe statiche ed
alterazioni degenerative plurisegmentali, specialmente al livello L4/5

-   Tendenza alla fibromialgia generalizzata

-   Sindrome depressiva?

-   Stato da operazione per osteoide osteoma
dell'ulna sinistra e per ciste ossea dell'ulna destra 

    (1978)

 

5.-
 GRADO DI CAPACITÀ DI LAVORO IN PERCENTUALE NELL'ESERCIZIO DELL'ATTIVITÀ
LUCRATIVA O DELL'ATTIVITÀ ABITUALE SVOLTA PRIMA DELL'INSORGENZA DEL DANNO ALLA
SALUTE

 

La signora RI 1 presenta un'anamnesi lunga e 

complessa di dolori concentratisi in un primo tempo alla spal­la
destra, con una tendenza alla generalizzazione sull'arco degli ultimi anni,
prevalentemente nell'ambito di una fibro­mialgia generalizzata. Ricorse a
svariati consulti speciali­stici con diagnosi strutturali e funzionali
riportati sotto il punto 4 con particolare riferimento ad una lesione
transmurale dell'apparato tendineo alla spalla destra, rispettivamente ad
alterazioni degenerative del tratto lombare. Tutti gli specia­listi concordano più
o meno sul fatto che la patologia stret­tamente organica viene sovrapposta da
una sindrome algica di origine piuttosto funzionale nell'ambito di una
somatizzazione di una problematica probabilmente psicosomatico. In questo
contesto i chirurgi consultati si sono espressi cautamente su eventuali
possibilità operatorie delle patologie, tenendo conto dell'influsso spesso
negativo che la condizione di fibrosite (tendofibromialgia generalizzata) può
avere sulla evoluzione post-operatoria.

Personalmente ho avuto occasione ancora recentemente di esaminare
la paziente una prima volta (quale medico di fiducia della Cassa malati __________)
constatando, come durante la visita peritale attuale, un quadro di una sindrome
algica diffusa non sempre riferibile a delle patologie funzionali o strutturali
dell'apparato locomotorio. Al di là delle dichia­razioni della paziente, che
riferisce dolori praticamente a tutte le articolazioni esaminate, non vi sono
impedimenti funzionali rilevanti in particolare alle spalle (con riferi­mento
specialmente a destra dove è nota una lesione struttura­le dei tendini). La
mobilità attiva e passiva delle articola­zioni gleno-omerali (spalle) risulta
normale con un testing isometrico praticamente simmetrico, ciò che permette
senza altro un uso pressoché normale degli arti superiori ad eccezioni dei
limiti menzionati sotto. Anche al livello lombare non vi sono i segni di
un'irritazione vertebrale maggiore. Le alterazioni delle parti molli
paravertebrali, rispettivamente il limite solo lieve della motricità lombare
depongono per una sindrome vertebrale solo moderata. Vi è quindi un certo
contrasto tra le dichiarazioni della paziente per quel che riguarda l'intensità
della sofferenza in confronto agli impedimenti funzionali oggettivabili. La
somma delle alterazioni strutturali e funzionali dell'appa­rato locomotorio
della signora determina un limite della capa­cità lavorativa per l'attività
lucrativa svolta (donna di pulizie) che raggiunge il 50%. La signora è impedita
nell'ef­fettuare lavori ripetitivi con il braccio destro sopra l'al­tezza della
testa, attività possibile solo con interruzioni regolari (5-10 minuti ogni
mezz'ora), rispettivamente lavori che richiedono una posizione di flessione
lombare prolungata (oltre un quarto d'ora circa per esempio pulendo pavimenti).
Altre attività possono essere invece svolte in maniera normale. Per un lavoro
di sorvegliante in un campo da tennis non vi è un limite significativo della
capacità lavorativa. Lo stesso vale per il lavoro di casalinga che permette di
interrompere ad intervalli regolari le attività fisicamente impegnative
(menzionate sopra).

 

Sulla base degli atti non mi è possibile con certezza stabilire da
quando è avvenuta la riduzione della capacità lavorativa nella misura proposta.
Tenendo conto dell'evoluzio­ne degli ultimi 2 anni circa si può ritenere
l'attuale impedi­mento fisico, rispettivamente il limite della capacità lavora­tiva
proposta per intanto definitivo.

 

 

6.- POSSIBILITA' DI MIGLIORARE LA CAPACITA' DI LAVORO

 

Essendo la fibromialgia generalizzata (patologia determinante per
la valutazione della capacità lavorativa) una condizione di eziologia complessa
e legata spesso ad un contesto psico­somatico, le intervenzioni terapeutiche
sono spesso destinate a fallire o per lo meno a non modificare le condizioni
soggettive in maniera tangibile. In questo contesto condivido la riservatezza
dei colleghi chirurgi che hanno esaminato la paziente in precedenza su
eventuali soluzioni intervenzioni­stiche. Si consiglia comunemente la
prescrizione di un anti­depressivo (di preferenza del gruppo dei triciclici)
onde influenzare in maniera positiva la soglia del dolore. La farmacoterapia
antalgica deve tener conto della cronicità della condizione; è quindi
sconsigliabile l'uso di analgesici con azione centrale onde evitare una
dipendenza medicamentosa. Cure fisioterapiche sono di efficacità limitata. La
sofferenza soggettiva vissuta in maniera invalidizzante preclude la possibilità
di provvedimenti d'ordine professiona­le, destinati a fallire.

La signora non necessita di mezza ausiliari. Non vedo in
particolare un'indicazione per un collare cervicale od un busto lombare." (doc. AI 16)

 

                                         In
seguito è stata ordinata una perizia pluridisciplinare presso il SAM, eseguita
nel giugno del 2002:

 

" 
5.      DIAGNOSI 

 

5.1    Diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa

 

Sindrome dolorosa diffusa a carattere fibromialgico d'origine
multifattoriale, con

 

- sindrome panvertebrale cronica su alterazioni degenerative 

  multisegmentali;

- periartropatia omeroscapolare tendinopatica bilaterale su
lesione 

  della cuffia rotatoria bilaterale;

- incipiente gonartrosi del compartimento mediale bilaterale; 

  alterazioni staticodegenerative ad entrambi i piedi;

- tendenza alla cronicizzazione e somatizzazione dei
dolori.

 

Sindrome depressiva attualmente in remissione (ICD10 F33.4). 

 

5.2    Diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa 

 

St. dopo asportazione di osteoma osteoide all'ulna sin. nel 1978.

 

6       DISCUSSIONE

 

Si tratta di una cinquantunenne, pugliese, sposata, con tre figli
indipendenti; tuttavia, il marito da anni é invalido e beneficiario di una
rendita AI intera. Dal 1971 ca. lavora in Svizzera dapprima presso l'Ospedale __________,
quale ausiliaria in cucina, in seguito presso l'Ospedale __________, sempre
nella stessa attività. A causa di una prolungata assenza é stata licenziata
all'inizio degli anni '80 ed una richiesta di prestazioni AI per adulti sarebbe
stata rifiutata (mancano atti in merito). Dal 1987 ed il 1992 assume il ruolo
di portinaia presso lo stabile in cui abitava a Lugano; dal 1991 é assunta a
tempo parziale presso il dip. ed economia, presso la sede del __________, per
ca. quindici ore/settimana, in qualità di addetta alle pulizie. Lavora pure
parzialmente quale donna di pulizie e sorvegliante presso il __________ di __________.
Nel corso dell'estate 1997 é assunta per una stagione quale sorvegliante
addetta alle pulizie presso i campi da tennis __________ a __________.

Il 29.07.1997 inoltra richiesta di prestazioni AI per adulti,
chiedendo una rendita, in quanto non più in grado di assumere un ruolo
professionale da salariata. Una perizia reumatologica richiesta dall'UAI del
Canton Ticino al dr. __________ (atto del 8.05.1998), valuta l'A. inabile al
lavoro nella misura del 50% in qualità di donna di pulizie. II consulente in
integrazione professionale presso l'UAI del Ct. Ticino, Sig. __________ (atto
del 1.03.1999), valuta un grado d'invalidità nella misura del 37%. Un'inchiesta
economica per le persone che si occupano dell'economia domestica, richiesta
dall'UAI del Canton Ticino (atto del 14.10.1999), valuta una percentuale
d'invalidità del 37%. Il dr. __________, medico fiduciario dell'ass. __________
(atto del 31.12.1999) ritiene che l'A. sia da considerare inabile al lavoro in
misura completa. Il medico curante dr. __________ (atto del 18.07.2000)
aggiunge alle patologie reumatologiche note la presenza di una sindrome
depressiva e ritiene l'A. totalmente inabile al Lavoro. In data 11.07.2001 l'UAI
del Canton Ticino c'incarica d'effettuare un esame interdisciplinare.

Durante il soggiorno presso il SAM abbiamo così potuto evidenziare
le seguenti patologie limitanti la capacità lavorativa dell'A. in qualità di ausiliaria
di pulizie, sorvegliante, casalinga.

 

Patologia reumatologica

 

Quest'ultima è stata riesaminata e valutata dal nostro consulente
reumatologo dr. __________ (vedi 4.3.2 e allegati). Il dr. __________ da un
lato conferma gli aspetti patologici già descritti nella perizia reumatologica
del 8.05.1998 da parte del dr. __________. Prende nota delle alterazioni alla
spalla sin. ed alle ginocchia, allora non presenti, e di un peggioramento delle
alterazioni degenerative a livello del rachide. In considerazione di questi
aspetti riteniamo che il grado di capacità lavorativa di quest'A  in attività
medio - pesanti, che richiedano particolari sollecitazioni della colonna
vertebrale, delle ginocchia e le spalle (lavori che necessitano il sollevamento
ripetuto di pesi sup. ai 10 - 15 kg, nonché movimenti ripetuti di flessione /
estensione del tronco, lavori che richiedano il sollevamento ripetuto delle
braccia sopra il cinto scapolare, così come lavori in posizione inginocchiata o
comunque che richiedano il doversi inginocchiare frequentemente) sia valutabile
nella misura del 20 - 30%. Per quanto, invece, riguarda l'attività di casalinga
(economia domestica di tre persone, di cui l'ultimogenita di ventitré anni ­in
un appartamento di tre locali) valutiamo una capacità lavorativa ridotta nella
misura del 50%.

 

Patologia psichiatrica

 

Facciamo notare come il medico curante in data 18.07.2000 atti)
segnalava la presenza di una sindrome depressiva. L'A. è quindi stata l'oggetto
di un'esauriente esplorazione psichiatrica da parte del nostro consulente dr. __________
(vedi 4.3.1 e allegati). Attualmente, sul piano psichiatrico, non si
evidenziano importanti patologie degne di nota e pertanto la situazione è
valutabile nell'ambito di una sindrome depressiva attualmente in remissione,
con un'evoluzione piuttosto pos. per quel che riguarda gli aspetti
psichiatrici. Dal punto di vista puramente psichiatrico, possiamo valutare il
grado di capacità lavorativa dell'A., per qualsiasi attività lucrativa e pure
in qualità di casalinga, almeno nella misura del 80%.

 

7       VALUTAZIONE MEDICO-TEORICA GLOBALE 

         DELL'ATTUALE CAPACITA' LAVORATIVA

 

Il grado di capacità lavorativa medico - teorico globale dell'A.
nella sua attività di addetta alle pulizie è valutabile nella misura del
20-30%, come argomentato nella discussione di cui sopra.

 

Nella sua attività, invece, di sorvegliante e di casalinga, il
grado di capacità lavorativa è quantificabile nella misura del 50%.

 

8       CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ LAVORATIVA

 

Le menomazioni dovute ai disturbi a livello psicologico e mentale
hanno poca conseguenza sulla capacità lavorativa dell'A. (minima riduzione del
rendimento, ridotta sopportabilità del dolore, ecc.) e permettono pertanto
un'esigibilità nelle attività svolge dall'A. almeno nella misura del 80%.

 

Maggiori conseguenze, invece, comportano i disturbi dell'apparato
locomotorio descritti nel capitolo discussione e dal nostro consulente
reumatologo (4.3.''1 e allegati).

 

Come già affermato sopra, riteniamo che quest'A. debba essere
considerata inabile al lavoro quale ausiliaria di pulizia nella misura del 70 -
80%. In effetti, il mansionario relativo a quest'attività comporta lavori da
pesanti a medio - pesanti di particolari sollecitazioni per la colonna
vertebrale, per le ginocchia e per le spalle, nonché movimenti ripetuti di
flessione / estensione del tronco, sollevamento ripetuto delle braccia sopra al
cinto scapolare, così come lavori in posizione inginocchiata.

 

Nella funzione di casalinga o di sorvegliante di campi da
tennis riteniamo, invece, che le limitazioni siano minori e pertanto la
capacità lavorativa sia valutabile nella misura del 50%. Possiamo affermare che
l'attività di sorvegliante sia ancora esigibile nella misura di ca. il 50%,
corrispondente a ca. quatto ore/die, preferibilmente ripartite in due ore il
mattino e due ore il pomeriggio.

 

Per quanto riguarda l'inizio della descritta limitazione della
capacità lavorativa, dobbiamo ammettere che non vi sono atti che permettano una
datazione precisa dell'inizio di una prolungata incapacità lavorativa.

 

Sappiamo che l'A., dopo il trauma del 10.10.1995 non é più stata
in grado di riprendere l'attività precedentemente svolta di addetta alle
pulizie, bensì ha potuto unicamente lavorare quale sorvegliante presso i campi
da tennis durante l'estate 1997.

 

Possiamo pertanto affermare che a partire dall'ottobre 1995 l’attività
lucrativa di addetta alle pulizie sia ­da considerare esigibile unicamente
nella misura del 50% come descritto dal dr. __________ nella sua perizia del
8.05.1998.

 

Da allora lo sviluppo della limitazione della capacità lavorativa
ha presentato un decorso sfavorevole, con messa in evidenza di una rottura
massiccia della cuffia dei rotatori alle spalle e dell'evoluzione verso una
sindrome dolorosa diffusa a carattere fibromialgico. Possiamo quindi affermare
che, almeno a partire dal 1.01.1999 (a partire da quell'anno la problematica
reumatologica delle spalle, nonché delle ginocchia diventa_ vieppiù
sintomatica) grado di capacità lavorativa dell'A. quale addetta alle pulizie
si sia ridotto nella misura massima del 20 - 30%.

 

In attività medio - leggere, come quella di sorvegliante, iI grado
di capacità lavorativa, dal punto di vista medico teorico, é rimasto del 50%.

 

9       CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ D'INTEGRAZIONE

 

L'evoluzione delle patologie all'apparato locomotorio evidenziano
come finora tutte le misure conservative applicate non abbiano mai portato ad
alcun significativo miglioramento dei dolori cronici lamentati.

 

D'altra parte, un approccio chirurgico é altamente sconsigliato,
in considerazione dell'intera situazione fibromialgica.

 

Per questi motivi riteniamo improbabile che si possa ottenere un
miglioramento della capacità lavorativa di quest'A. in futuro.

In questo ambito riteniamo pure impossibile effettuare
provvedimenti d'integrazione.

 

Come già accennato sopra, riteniamo quest'A. abile al lavoro nella
misura del 50% per lavori leggeri, che non richiedano particolari sforzi per la
colonna vertebrale, il sollevamento ripetuto delle braccia sopra al cinto
scapolare, così come il doversi inginocchiare ripetutamente.

 

Riteniamo di poter considerare l'attività di sorvegliante di campi
da tennis esigibile almeno nella misura del 50%, oppure nell'attività di
commessa, per esempio presso un negozio di oggettistica, tuttavia senza l'esigenza
di sollevare scatole piene di merce e con la possibilità di alternare
frequentemente la posizione di lavoro." (doc. AI 52)

 

                                         Il dr. __________,
generalista e curante, con certificato 1° settembre 2003 ha ritenuto
l’assicurata - per quanto è dato di capire - incapace in misura del 60% (“a
nostro avviso una rendita del 60% sarebbe adeguata”, allegato doc. AI 66).

 

                                         In data 2
settembre 2003, il dr. __________, internista e reumatologo nonché medico
curante, presa visione delle succitate risultanze peritali ha certificato:

 

" 
Conoscendo la paziente da diversi anni e dopo
aver preso visione degli atti AI in particolare della valutazione
pluridisciplinare presso il SAM e di precedenti valutazioni fiduciarie, così
come del relativo calcolo economico, ritengo, come condiviso anche dal medico
curante, che un'invalidità nella misura del 60% sia più adeguata e
corrispondente alle numerose patologie della paziente in ambito reumatologico e
al quadro psichico; indipendentemente dalla decisione AI ritengo inoltre che la
paziente non sia più collocabile in ambito lavorativo anche in presenza di una
capacità lavorativa residuale teorica per attività leggere."  (allegato
doc. AI 66)

 

                                         Sempre il
dr. __________, in un suo rapporto datato 29 luglio 2004 e prodotto in sede
ricorsale ha precisato:

 

" 
dando seguito alla sua richiesta scritta del
12.07.04 posso rispondere a quanto segue.

Conosco la paziente dal 04.02.97, data della
prima consultazione e in seguito l'ho rivista più volte tutti gli anni escluso
nel 2001.

Le numerose diagnosi sono riassunte nei diversi
rapporti miei e di diversi miei colleghi, tutti verosimilmente inclusi nella
documentazione AI in suo possesso, in particolare già nel mio primo rapporto
per l'AI del 15.05.99 che allego in copia; in seguito non sono emersi nuovi
aspetti diagnostici o terapeutici, la situazione è globalmente peggiorata
soggettivamente più che oggettivamente, prevalentemente sul piano psichico,
come da me certificato il 01.09.03, vedi documento allegato.

Per quanto concerne le numerose domande ritengo
preferibile l'esecuzione di una perizia di parte, ben inteso se la paziente è
disposta ad assumersela.

Anche senza perizia ritengo di poter precisare
che l'infortunio rappresenta un problema solo secondario nell'ambito dello
stato di salute della paziente, il cui deterioramento è da ricercare più in
ambito psichiatrico che in ambito reumatologico, tenendo conto che in
quest'ultimo ambito emerge soprattutto l'aspetto dei dolori cronici,
verosimilmente intrattenuti anche da una sindrome somatoforme del dolore
cronico da però confermare preferibilmente da una valutazione psichiatrica
specialistica.

Ritengo utile inoltre precisare, anche se a lei
probabilmente già noto, che alla paziente è stato attribuito un grado di
invalidità del 47% con rendita AI teorica del 25% ma con rendita attribuita del
50% in considerazione della situazione finanziaria della famiglia; un aumento
del grado d'invalidità inferiore al 60% non cambierebbe la rendita attuale
mentre un grado d'invalidità superiore al 69% con diritto a rendita AI
completa, può essere richiesto solo partendo da un ambito psichiatrico dato che
i criteri di invalidità usati in ambito organico, in particolare dai medici
internisti, reumatologi, neurologi e ortopedici sono attualmente più o meno sempre
gli stessi e sovrapponibili a quelle usati dai periti a disposizione nel
Cantone o nei centri universitari per gli enti assicurativi.

Sperando di esserle stato utile con queste mie
precisazioni e restando a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione
saluto molto cordialmente." (doc. S)

 

                           2.8.2     Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti
litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali
di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi
antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche
o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31; DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti;
Pratique VSI 2001 p. 108 consid. 3a, 1997 p. 123; STFA del 18 marzo 2002 nella
causa M [I 162/01], consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA
del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa
G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189).

                                         In un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre
considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM.
Secondo il l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in
causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a
tenere in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione
invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V
178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 p. 110 consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito
che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve
essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino
essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni
e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354 consid. 3b/bb). 

                                         

Lo stesso vale per le perizie fatte
esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

 

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; Meyer-Blaser, op. cit.,
Rechtsprechung, p. 111).

 

                                         Inoltre,
nella sentenza del 5 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 294 e seg., il TFA ha
fatto proprie le considerazioni esposte da Mosimann (Somatoforme Störungen: Gerichte
und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pp. 105ss), in cui questo autore
ha descritto in dettaglio i compiti del perito medico che deve esprimersi sul
carattere invalidante di un'affezione somatoforme.

Secondo Mosimann, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una
diagnosi secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità
dell'affezione. 

Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività
lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi
criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

Inoltre, l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona
esaminata.

Del resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi
criteri, tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati,
le allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le
lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le
allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto
(STCA inedita 27 settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124).

 

                           2.8.3     L'assicurata
sostiene che le attuali affezioni di cui soffre si sono aggravate a tal punto
che la perizia 5 giugno 2002 del SAM, su cui l’UAI ha fondato il proprio
giudizio, risulta essere superata dalle attestazioni mediche del dr. __________
e del dr. __________ (entrambe rilasciate nel settembre 2003). 

                                         Essa
chiede quindi l'erezione di una perizia giudiziaria al fine di dimostrare il
peggioramento del proprio stato di salute sia dal punto di vista fisico che
psichico.

 

                                         Ora, per
quanto concerne l'aspetto fisico e psichico, questo TCA non intravede
ragioni che gli impediscano di far proprie le conclusioni cui sono pervenuti i
periti del SAM. 

 

                                         In
concreto, in esito ad un approfondito e dettagliato esame dello stato di salute
dell'assicurata (sia dal profilo fisico che psichico), nel referto 5 giugno
2002 - cui va senz'altro attribuito pieno valore probatorio conformemente ai
succitati parametri giurisprudenziali - i periti, sulla base di diverse
consultazioni (specialistiche) avvenute tra il 22 e il 24 maggio 2002 e
dall'esame degli atti medici messi a loro disposizione (risalenti sino al 1980)
hanno concluso per un’incapacità lavorativa del 50% da gennaio 1999, sia
nell’attività di sorvegliante (attività ritenuta dai sanitari medio-leggera)
che in quella di casalinga. Quale addetta alle pulizie l’assicurata è stata
giudicata capace al lavoro in misura del 20-30%. Per quest’ultima attività
infatti il mansionario comporta lavori medio-pesanti che solleciterebbero in
modo considerevole la colonna vertebrale, le ginocchia e le spalle; nello
svolgimento di questa attività l’assicurata dovrebbe necessariamente eseguire
ripetuti movimenti di flessione ed estensione del tronco, sollevare le braccia
sopra al cinto scapolare ed eseguire lavori in posizione inginocchiata, tutti
movimenti controindicati a causa delle problematiche reumatologiche.   

                                         In
conclusione, i periti hanno ritenuto l’assicurata abile in misura del 50% in
attività leggere che non richiedano particolari sforzi per la colonna
vertebrale, il sollevamento ripetuto delle braccia sopra il cinto scapolare,
l’inginocchiarsi ripetutamente e il sollevamento di pesi superiori a 10-15 kg.

 

                                         Per quanto riguarda in
particolare l’aspetto psichico, non vengono qui ravvisati elementi che
permettono di distanziarsi dalla valutazione operata dal perito incaricato dal
SAM (cfr. esame 7 maggio 2002 dr. __________, psichiatra e psicoterapeuta, doc.
AI 51). Lo specialista, dopo illustrazione dei dati
anamnestici (anamnesi familiare, personale, evoluzione di risorse e deficit,
sviluppo della terapia e suoi risultati) dei dati soggettivi e delle
constatazioni obiettive (status psichiatrico), sulla scorta di una approfondita
valutazione anche dal profilo prognostico, ha concluso che l'assicurata,
affetta da "sindrome depressiva attualmente in remissione (ICD 10: F
33.4) con evoluzione piuttosto positiva", presenta, dal punto di vista
psichiatrico, una limitata incapacità lavorativa (15-20%) quale ausiliaria di
pulizia e casalinga. Il sanitario ha inoltre precisato che, visto il lieve
disturbo di cui soffre, l’assicurata potrebbe sicuramente migliorare il proprio
stato di salute (anche tramite un lieve supporto farmacologico) incrementando
maggiormente l’attività lavorativa.

 

                                         Tali
valutazioni hanno trovato piena conferma da parte del dr. __________ del SMR
(doc. AI 54).

 

                                         Per
quanto attiene ai certificati medici del settembre 2003 del dr. __________
(reumatologo) e del dr. __________ (generalista), entrambi curanti
dell’assicurata, seppur rilasciati da medici che hanno in cura l'assicurata dal
1995 rispettivamente dal 1997, gli stessi non possono essere presi in
considerazione ai fini del presente giudizio in quanto non
sufficientemente circostanziati e non conformi ai succitati criteri stabiliti
dalla giurisprudenza (cfr. consid. 2.8.2).

                                         

                                         Lo stesso
dicasi per quanto riguarda l’ulteriore attestazione 29 luglio 2004 del dr. __________
(doc. S), in cui il sanitario riferisce di una situazione clinica stazionaria
precisando “che non sono emersi nuovi aspetti diagnostici o terapeutici, la
situazione è globalmente peggiorata soggettivamente più che oggettivamente,
prevalentemente sul piano psichico” (doc. S).

                                         Egli
mette quindi l’accento sull’aspetto psichico, l’unico che permetterebbe
all’assicurata l’erogazione, a suo dire, di una rendita intera. Tuttavia, il
dr. __________ non indica quale tipo di problema “psichico” si sarebbe
aggiunto, da settembre 2003, alle conosciute problematiche fisiche; egli,
internista e specialista di malattie reumatiche, non ha posto una diagnosi che
possa in un qualche modo far pensare ad un peggioramento a livello psichico.
Agli atti non figura del resto alcun certificato specialistico che consenta di
concludere per un rilevante aggravamento dello stato di salute psichica.

 

                                         Questo
Tribunale ritiene che la refertazione medica agli atti contiene elementi chiari
e sufficienti per valutare l'incapacità al guadagno dell'assicurata sino
all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si renda quindi
necessario l'esperimento di ulteriori accertamenti chiesti dall’insorgente.

Al proposito si
osserva che se l'istruttoria da
effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà
ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1998, p. 47
n. 63; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., p. 274; si veda pure DTF
122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344 consid. 3c con
riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito
conformemente all'art. 29
cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                           2.9     

                           2.9.1     Per valutare
l'incapacità dell'assicurata quale casalinga l'UAI, come detto, ha fatto
esperire un’inchiesta economica per le persone che si occupano dell'economia
domestica.

                                         Nel suo
(primo) rapporto datato 6 ottobre 1999, l’assistente sociale si è pronunciata
sul grado d’impedimento nell'espletazione delle mansioni casalinghe,
osservando:

 

" 
(…)

5. ATTIVITÀ - descrizione degli impedimenti
dovuti all'invalidità

 

5.1 Conduzione dell'economia domestica

 

	
  pianificazione, organizzazione, ripartizione del lavoro, controllo

  	
  importanza assegnata

  	
   

  5

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
   

  0%

  	
  percentuale di invalidità

  	
   

  0%

  

 

L'assicurata è in grado di pianificare e controllare le diverse
mansioni domestiche pur avendo dovuto delegare ai familiari le attività più
pesanti.

 

5.2 Alimentazione

 

	
  preparazione dei pasti, pulizia della cucina, riserve

  	
  importanza assegnata

  	
  40

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
  20%

  	
  percentuale di invalidità

  	
  8%

  

 

L'assicurata asserisce di aver di molto semplificato l'attività di
cucina. I pasti sono ora di facile preparazione, ha rinunciato completamente
alla preparazione di pizza e pasta fatta in casa (per gli impedimenti a livello
delle spalle). La signora RI 1 provvede ad ogni modo di persona a cucinare i
pasti per i suoi familiari, pur segnalando qualche difficoltà nel sollevare e
scodellare le pentole, nell'inserire e togliere le pirofile dal forno (compiti
che comunque svolge sempre di persona). L'assicurata apparecchia e sparecchia
la tavola, lava piatti e stoviglie, mentre per pentolame o utensili di cucina
particolarmente incrostati (dove è necessario esercitare una certa forza con le
braccia per lavarli in modo approfondito) viene sostituita dai familiari.

La signora RA 1 è in grado di garantire il quotidiano riordino del
piano di lavoro (anche in questo caso se non è troppo sporco) e di scopare la
cucina.

Le pulizie a fondo sono invece delegate ad un aiuto domiciliare.

 

L'assicurata gode tuttora di una discreta autonomia in cucina
(anche in seguito alle inevitabili modifiche apportate nella preparazione dei
pasti), fatta eccezione per i lavori di pulizie più impegnativi. Considero
quindi una percentuale di impedimenti del 20 %.

 

 

5.3 Pulizia dell'appartamento

 

	
  rispolvero, pulizia dei pavimenti, dei vetri, rifare i letti, ecc.

  	
  importanza assegnata

  	
  20

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
  60% 

  	
  percentuale di invalidità

  	
  12%

  

 

L'assicurata da circa due anni a questa
parte si limita ai facili lavori di riordino, allo spolvero della mobilia, alla
pulizia delle vaschette, al rifacimento dei letti, può scopare i locali e
passare il fiocco sui pavimenti.

Tutte le rimanenti attività di pulizia della casa sia regolari
(quali ad esempio passare l'aspirapolvere) che stagionali (lavare i vetri per
esempio) sono delegate alla figlia e all' aiuto domiciliare presente due volte
per settimana per complessive 4 ore.

 

La signora RI 1 si dice impedita nell'indietreggiare le braccia,
nel sollevarle al di sopra delle spalle, nell'esercitare forza.

 

In questo ambito domestico l'assicurata non è in grado di
svolgere di persona neppure tutte le pulizie ordinarie di mantenimento. Valuto
di conseguenza in misura del 60 % la percentuale degli impedimenti.

 

 

5.4 Spesa e acquisti diversi

 

	
  compresi pagamenti, trattative assicurazioni e rapporti ufficiali

  	
  importanza assegnata

  	
  10

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
  30%

  	
  percentuale di invalidità

  	
  3%

  

 

L'assicurata si dice tuttora in grado di eseguire la piccola spesa
giornaliera (limitandosi nel pesi), gli acquisti personali e la gestione
burocratico-amministrativa.

La signora RI 1 non guida l'auto pertanto per la spesa settimanale
viene accompagnata nei negozi dal marito, dove è in grado di scegliere la
merce, di spingere il carrello (purché non caricato eccessivamente). Le borse
pesanti devono però essere portare dal coniuge, l'assicurata non può caricare
le spalle e la cervicale.

 

L'assicurata gode di una discreta autonomia in questo particolare
settore domestico, grazie anche alla vicinanza dei negozi e dei mezzi pubblici.
Valuto in misura del 30 % la percentuale degli impedimenti.

 

 

5.5 Bucato, confezione e riparazioni di indumenti

 

	
  lavare, stendere, stirare, cucire, lavorare a maglia, ecc.

  	
  importanza assegnata

  	
  20

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
  70%

  	
  percentuale di invalidità

  	
  14%

  

 

La cesta col bucato viene portata dai familiari in lavanderia,
dove in seguito l'assicurata è in grado di suddividere i panni, di inserirli e
toglierli dalla lavatrice, di stendere le piccole cose e di servirsi
dell'asciugatrice per i capi ingombranti e di peso. Una volta asciutto il
bucato viene riportato in casa dai familiari. L'aiuto domiciliare stira
l'intero carico. Per la condizione di spalle e cervicale l'attività di stiro
risulta infatti troppo faticosa per la signora RI 1, che ha dovuto rinunciare
anche ai lavori all'uncinetto.

 

In questa particolare attività casalinga le spalle
vengono particolarmente sollecitate e per questo l'assicurata è costretta a
ricorrere largamente all'aiuto di terze persone che la sostituiscono nelle
mansioni più onerose. Valuto quindi in misura del 70 % la percentuale degli impedimenti.

 

 

5.6 Cura dei bambini e di altri membri della famiglia

 

	
  compresa educazione, attività comuni, compiti, ecc.

  	
  importanza assegnata

  	
  0

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
  0% 

  	
  percentuale di invalidità

  	
  0%

  

 

 

5.7 Diversi

 

	
  cura delle piante, giardinaggio, cura degli animali,
  attività di utilità pubblica, creazione artistica, impegno a favore di terzi,
  volontariato

  	
  importanza assegnata

  	
  5

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
  0%

  	
  percentuale di invalidità

  	
  0%

  

 

Non viene segnalata alcuna particolare attività extra-domestica.

 

	
  Valutazione
  dell'assistente sociale

  	
  totale
  delle attività

  	
  100%

  	
  percentuale
  degli impedimenti

  	
   

  	
  percentuale
  di invalidità

  	
  37%

  

 

■    Chi
esegue i lavori, che a causa della sua invalidità, l'assicurata non può
svolgere personalmente nell'economia domestica?

      Indicare il nome, l'indirizzo, il grado di parentela, genere
dei 

lavori delegati, ore di lavoro per
settimana e salario orario  versato

 

I familiari, un aiuto domiciliare (4 ore alla settimana). (…)" (Doc. AI 32, pag. 5-7)

 

                                         Su
richiesta dell’UAI (doc. AI 55), in data 30 ottobre 2002 l’assistente sociale
ha svolto una nuova inchiesta economica in occasione della quale essa ha potuto
constatare un peggioramento rispetto alla precedente inchiesta del 6 ottobre
1999:

 

"  5.
ATTIVITÀ - descrizione degli impedimenti dovuti all'invalidità

 

5.1 Conduzione dell'economia domestica

 

	
  pianificazione,
  organizzazione, ripartizione del lavoro, controllo

  	
  importanza
  assegnata

  	
  5%

  	
  percentuale
  degli impedimenti

  	
  0%

  	
  percentuale
  di invalidità

  	
  0%

  

 

Nessun impedimento.

 

5.2 Alimentazione

 

	
  preparazione
  dei pasti, pulizia della cucina, riserve

  	
  importanza
  assegnata

  	
  45% 

  	
  percentuale
  degli impedimenti

  	
  40%

  	
  percentuale
  di invalidità

  	
  18%

  

 

L'assicurata afferma di occuparsi tuttora della preparazione dei
pasti giornalieri anche se questi sono divenuti ancor più semplici e veloci.

La signora RI 1 necessita comunque oggi di un maggior aiuto da
parte dei familiari anche in cucina. Ad essi sono infatti delegati tutti i
lavori che necessitano l'uso ripetuto e con forza di entrambe le mani e che
sollecitano l'utilizzo delle spalle (quali ad esempio sollevare, trasportare e
scodellare pentole piene; inserire e togliere le teglie dal forno; lavare con
energia utensili di cucina e piano di lavoro).

I lavori di pulizia a fondo della cucina sono da anni delegati ad
un aiuto domestico presente quattro ore la settimana.

 

Per quanto riferito valuto i misura del 40 % la percentuale
degli impedimenti.

 

 

5.3 Pulizia dell'appartamento

 

	
  rispolvero,
  pulizia dei pavimenti, dei vetri, rifare i letti, ecc.

  	
  importanza
  assegnata

  	
  20%

  	
  percentuale
  degli impedimenti

  	
  80%

  	
  percentuale
  di invalidità

  	
  16%

  

 

L'assicurata si limita ai facili lavori di riordino e spolvero
della mobilia ad altezza (non osa infatti servirsi di scale o sgabelli per la
condizione di entrambe le ginocchia), pulisce le vaschette e rifà il letto.
Evita oggi persino di scopare i locali e di passare il fiocco sui pavimenti per
non incorrere in dolorose torsioni del tronco.

Per il rimanente viene interamente sostituita e dalla figlia e
dall'aiuto domiciliare nei lavori di pulizia della casa regolari e stagionali.

 

Per quanto riferito valuto in misura dell' 80 % la percentuale
degli impedimenti.

 

 

5.4 Spesa e acquisti diversi

 

	
  compresi pagamenti, trattative assicurazioni e rapporti ufficiali

  	
  importanza assegnata

  	
  10%

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
  30%

  	
  percentuale di invalidità

  	
  3%

  

 

Nessuna modifica rispetto a quanto indicato nel rapporto precedente.
L'assicurata si dedica infatti tuttora alla piccola spesa giornaliera, agli
acquisti personali (purché il peso della merce sia veramente molto ridotto) e
alla gestione burocratico-amministrativa. Per gli acquisti settimanali è invece
irrinunciabile la collaborazione dei familiari per il trasporto delle borse
pesanti.

 

Confermo pertanto la percentuale di impedimento del 30 %.

 

 

5.5 Bucato, confezione e riparazioni di indumenti

 

	
  lavare, stendere, stirare, cucire, lavorare a maglia, ecc.

  	
  importanza assegnata

  	
  20%

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
  80%

  	
  percentuale di invalidità

  	
  16%

  

 

Rispetto a quanto riportato nel precedente rapporto, da cui già
traspariva una ridotta autonomia della signora RI 1 in questo particolare
ambito domestico, l'assicurata segnala la necessità d'aiuto da parte di
familiari o vicini di casa anche per togliere i panni (soprattutto pesanti ed
ingombranti) dalla lavatrice e dall'asciugatrice non potendo piegare le
ginocchia ed accusando dolori nel chinare la colonna (che avverte sempre molto
rigida e dolente). La signora RI 1 ha infatti espresso al servizio di aiuto
domestico (SCUDO) il desiderio di intensificare la presenza a domicilio, al
fine di poter delegare interamente a terzi anche questa mansione domestica che
le risulta assai onerosa. Allo stato attuale il servizio non ha ancora potuto
aumentare la presenza al domicilio dell'assicurata per mancanza di personale.

 

Per quanto riferito valuto in misura dell'80 % la percentuale
degli impedimenti. 

 

 

5.6 Cura dei bambini e di altri membri della famiglia

 

	
  compresa educazione, attività comuni, compiti, ecc.

  	
  importanza assegnata

  	
  0%

  	
  percentuale degli impedimenti

  	
  0%

  	
  percentuale di invalidità

  	
  0%

  

 

 

5.7 Diversi

 

	
  cura delle
  piante, giardinaggio, cura degli animali, attività di utilità pubblica, creazione
  artistica, impegno a favore di terzi, volontariato

  	
  importanza
  assegnata

  	
  0%

  	
  percentuale
  degli impedimenti

  	
  0%

  	
  percentuale
  di invalidità

  	
  0%

  

 

 

Non viene segnalata alcuna attività extra-domestica.

 

	
  Valutazione dell'assistente sociale

  	
  totale delle attività

  	
  100%

  	
  percentuale di invalidità

  	
  53%

  

 

■    Chi esegue i lavori, che a causa della sua invalidità, 

l'assicurata non può svolgere
personalmente nell'economia domestica?

Indicare il nome, l'indirizzo, il
grado di parentela, genere dei lavori delegati, ore di lavoro per settimana e
salario orario versato

 

La figlia e un aiuto domiciliare presente quattro ore la
settimana. 

(…)" (Doc. AI 56, pag. 5-7)

 

 

                           2.9.2     Come visto,
con il gravame l’assicurata contesta le quote parti di attività (23% quale
casalinga e 77% quale addetta alle pulizie e sorvegliante di campi da tennis)
applicate dall’UAI nella querelata decisione. L’assicurata sostiene che questa
ripartizione non sarebbe più attuale, in quanto risalente all’ottobre 1996.

 

                                         Ora, a
mente di questa Corte alla ripartizione tra le attività di casalinga (23%) e
quella salariata (77%) operata dall’UAI va data conferma. È infatti da ritenere
che senza il danno alla salute l’assicurata avrebbe continuato a suddividere
l’attività in questo modo (agli atti comunque nulla fa pensare che l’assicurata
avrebbe con ogni verosimiglianza ripartito diversamente le percentuali in
parola, né l’assicurata ha fornito validi elementi giustificanti una diversa
ripartizione). 

                                         Fino al
1997 quale addetta alle pulizie l’assicurata lavorava infatti per circa 16 ore
la settimana, quindi circa 3 ore e 20 minuti al giorno (circa 39% d’attività
sull’arco di una giornata di 8 ore e 24 minuti; doc. AI 4).

                                         Quale
sorvegliante dei campi da tennis l’assicurata lavorava per 4-6 ore al giorno in
alternanza settimanale con un altro lavoratore (doc. AI 13), quindi con una
media di 3 ore e 30 minuti al giorno rapportando il tutto sull’arco di un mese
(in pratica l’assicurata lavorava solo due settimane al mese per circa 4-6 ore
il giorno); considerando una giornata lavorativa di 8 ore e 24 minuti è quindi
da ritenere che l’assicurata svolgeva l’attività di sorvegliante in misura del
40% circa. La percentuale del 77% ritenuta dal consulente appare quindi
sostanzialmente corretta. L’assicurata non ha del resto indicato le percentuali
che secondo lei sarebbe più corretto applicare né, come detto, ha fornito validi
elementi di valutazione che potrebbero far propendere per una diversa
ripartizione; la ricorrente si è limitata unicamente a contestare senza precisa
motivazione la ripartizione percentuale operata dall’UAI (doc. IV pag. 7).

 

                           2.9.3     Per quanto
riguarda l'attività di casalinga, come visto, in applicazione del cosiddetto
metodo specifico (cfr. consid. 2.5), l’invalidità è da stabilire confrontando
le singole attività nell'economia domestica ancora accessibili con i lavori che
può eseguire una persona sana, secondo le regole stabilite dalla prassi
amministrativa e riportate alle cifre 2122ss nelle Direttive UFAS
sull'invalidità e la grande invalidità in vigore dal 1° gennaio del 1990. 

                                         In
particolare la cifra 2124 prevede:

                                      

" 
in occasione dell'esame dell'impedimento -
dovuto all'invalidità - riscontrato presso una persona occupata nell'economia
domestica, ci si basa generalmente sulla ripartizione dei lavori esistenti
prima dell'insorgere dell'invalidità.

In primo luogo si deve tuttavia esaminare se
l'assicurato non ha la possibilità di usare meglio la sua residua capacità di
lavoro mediante un'altra ripartizione dei compiti."

 

                                         La cifra
2122 prevede che:

 

" 
Quale regola generale si ammette che i lavori di
una persona sana occupata nell'economia domestica costituiscono le seguenti
percentuali della sua attività complessiva.

 

  Lavori                                                        Economia
senza figli e senza        membri di famiglia che                                              richiedono
cure

                                                                                 %

 
1.     Conduzione dell'economia

        domestica,
(pianificazione,

        organizzazione
del lavoro,

        controllo                                               
             5

 
2.     Spese e acquisti diversi                                   10

 
3.     Alimentazione (preparazione 

        dei
pasti, lavori di pulizia

        della
cucina)                                                    40

 
4.     Pulizia dell'appartamento                                 10

 
5.     Bucato, pulizia dei vestiti,

        confezione
e trasformazione

        degli
abiti, (cucito, maglia, 

        uncinetto)                                                         10

 
6.     Cura dei figli e di altri membri 

        della
famiglia                                                    ---

 
7.     Diversi (cura di terzi, cura 

        delle
piante e degli 

        animali,
giardinaggio)                                        5

 
8.     Altre attività (p. es. aiuto alla 

        famiglia
stessa, attività di utilità

        pubblica,
perfezionamento,

        creazione
artistica, attività 

        superiore
alla media nella 

        confezione
e nella trasformazione

        dei
vestiti).                                                        20"

 

                                         In
Pratique VSI 1997 pag. 299ss, l'UFAS ha precisato di aver emesso delle
direttive supplementari (supplemento 1 alle Direttive sull'invalidità e sulla
grande invalidità, valido dal 1. gennaio 1993) che accordano il diritto agli
Uffici AI dei diversi cantoni di valutare la sfera di competenze di una persona
attiva nell'economia domestica su casi differenti (cifre 2127ss.).

                                         In una
sentenza del 17 febbraio 1997 nella causa M.T. (pubblicata in Pratique VSI 1997
p. 298ss) il TFA ha stabilito che il complesso delle occupazioni abituali degli
assicurati attivi in ambito domestico deve corrispondere, in ogni caso, ad un
valore pari al 100%. Una differenziazione che si orienta alle dimensioni
dell'economia domestica con la conseguenza che, in caso di economia domestica
di dimensioni ridotte si ammetterebbe un aggravio complessivo inferiore al
100%, è contrario alla legge e alle ordinanze.

                                         Inoltre
nella Circolare concernente l'invalidità e l'impotenza dell'assicurazione per
l'invalidità (CII), in vigore dal 1° gennaio 2000, l'UFAS, allo scopo di
garantire un'uguaglianza di trattamento in tutta la Svizzera (cifra 3097), ha
previsto una nuova ripartizione delle singole attività domestiche sulla base di
un minimo ed un massimo - che nel caso concreto risultano essere stati
rispettati - attribuibile a ciascuna di esse.

                                         In particolare
la cifra 3095 prevede:

 

"Di regola,
si ammette che i lavori di una persona sana occupata nell’economia domestica
costituiscono le seguenti percentuali della sua attività complessiva:

                                      

	
  Attività

  	
  Minimo %

  	
  Massimo %

  
	
  1.   Conduzione
  dell'economia domestica (pianificazione, organizzazione, ripartizione del
  lavoro, controllo)

  	
           2

  	
           5

  
	
  2.   Alimentazione
  (preparare i pasti, cucinare, apparecchiare, pulire la cucina,
  approvvigionamento)

  	
         10

  	
         50

  
	
  3.   Pulizia
  dell'abitazione (spolverare, passare l'aspirapolvere, curare i pavimenti,
  pulire le finestre, fare i letti)

  	
           5

  	
         20

  
	
  4.   Acquisti
  e altre mansioni (posta, assicurazioni, uffici)

  	
           5

  	
         10

  
	
  5.   Bucato,
  manutenzione vestiti (lavare, stendere e raccogliere il bucato, stirare,
  rammendare, pulire le scarpe)

  	
           5

  	
         20

  
	
  6.   Accudire
  i figli o altri familiari

  	
           0

  	
         30

  
	
  7.   Altre
  attività (p.es. curare i malati, curare le piante e il giardino, tenere
  animali domestici, cucire abiti, lavori di volontariato, corsi di
  perfezionamento, attività creative)*

  	
           0

  	
         50

  

 

* Va escluso l'impiego del tempo libero (N.
3090)."

 

Mentre alle cifre 3096 e ss. si legge ancora:

 

" 
Il totale delle attività dev'essere sempre del
100 % (Pratique  VSI 1997 p. 298).

 

Di norma, vanno applicate la ripartizione dei
lavori e la valutazione dei singoli compiti di cui al N. 3095. l valori minimi
e massimi servono alla parità di trattamento a livello svizzero ed offrono un
margine per una valutazione realistica dei sin­goli casi. Un'altra valutazione
può essere applicata soltanto in caso di divergenze molto forti dallo schema
(RCC 1986 p. 244). All'occorrenza gli atti vanno sottoposti all'UFAS con una
proposta.

 

In virtù dell'obbligo di ridurre il danno, una
persona deve con­tribuire quanto ragionevolmente possibile a migliorare la pro­pria
capacità lavorativa (p. es. metodo di lavoro confacente, acquisizione di
impianti e apparecchi domestici adeguati N. 1045 e 3045 segg.). Essa deve
ripartire meglio il suo la­voro e ricorrere all'aiuto dei membri della sua
famiglia, nella misura abituale. Se non adotta questi provvedimenti volti a
ridurre la sua invalidità, non sarà tenuto conto, al momento della valutazione
dell'invalidità, della diminuzione della capa­cità di lavoro nell'ambito
domestico."

 

                                         Con
sentenza non pubblicata 22 agosto 2000 nella causa G.C. (I 102/00) il TFA ha
avuto modo di nuovamente confermare la legittimità di queste direttive, in
quanto il calcolo dell'invalidità ex art. 27 OAI deve essere effettuato
valutando l'attività domestica secondo l'importanza percentuale delle singole
summenzionate mansioni nelle circostanze concrete.

 

                                         Per
quanto riguarda la determinazione dell'invalidità di persone occupate
nell'economia domestica, il TFA ha inoltre già avuto modo di stabilire che - in
linea di massima e senza valide ragioni - non vi è motivo di mettere in dubbio
le conclusioni delle inchieste effettuate dai servizi sociali, in quanto essi
dispongono di collaboratori specializzati, il cui compito consiste nel
procedere a tali inchieste (AHI-Praxis 1997 p. 291 consid. 4a; ZAK 1986 p. 235
consid. 2d; RCC 1984 p. 143, consid. 5; STFA 22 agosto 200 nella causa C.G.,
consid. 4, I 102/00). Un intervento da parte dell'autorità giudiziaria
nell'apprezzame