# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2e250c33-0d7d-58b4-bdf2-362f8d199061
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-04-23
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 23.04.1996 14.1996.27
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-1996-27_1996-04-23.html

## Full Text

Incarto n.

  14.96.00027

  	
  Lugano

  23 aprile 1996

  /B/fc/kc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Zali

   

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sulla procedura fallimentare dipendente dall’istanza presentata il 20 febbraio
1996 da

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

   

  	
  __________

  

 

 

sulla quale istanza la Pretore del Distretto di
Lugano, Sezione 5, ha decretato il 20 marzo 1996:

 

“1.  E`
pronunciato il fallimento di __________, a far tempo da mercoledì 20 marzo 1996
alle ore 14.00.

 

2/3 omissis.”

 

 

Sentenza tempestivamente dedotta in appello il 25
marzo 1996 da __________ che ne postula l’annullamento;

 

 

richiamato il decreto presidenziale 28 marzo /1.
aprile1996 che ha accordato all’appello effetto sospensivo parziale;

 

 

esaminati atti e documenti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:                 A.      Con istanza 20 febbraio 1996 la __________ ha chiesto
il fallimento di __________ per Fr. 587.40 oltre accessori e dedotti eventuali
acconti.

 

 

                                B.      All’udienza
di contraddittorio 13 marzo 1996 l’escusso non è comparso.

 

 

                                C.      L’appellante
ha addotto di aver saldato il debito in esecuzione con il pagamento il 19 marzo
1996 dell’importo dovuto direttamente alla __________, producendo ricevuta di
quest’ultima in tal senso (doc. C).

 

 

Considerato

 

 

in diritto:               1.      L’appellante adduce per la prima volta in sede
d’appello, di aver estinto il proprio debito il 19 marzo 1996, ossia prima
della declaratoria di fallimento.

                                          A sostegno
del suo assunto liberatorio ha prodotto quanto indicato nella narrativa fattuale
sub C.

 

                                a)      La
questione a sapere se possono essere ammessi in seconda sede fatti, prove ed
eccezioni nuovi va risolta facendo capo al diritto processuale civile
cantonale, atteso che per l’art. 25 n. 2 LEF il cantone ha facoltà sia di
ammettere, sia di limitare, sia di escludere fatti nuovi nella procedura di
ricorso di cui all’art. 174 LEF.

                                          Per gli art.
385 ss. CPC l’istanza di fallimento è trattata con la procedura sommaria (cfr.
in particolare l’art. 387 CPC).

                                          Contro la
decisione in prima sede del pretore è dato il rimedio dell’appellazione a
questa Camera: il termine di ricorso è di dieci giorni. A prescindere da questa
particolarità, l’art. 388 CPC non modifica in nulla le regole che disciplinano
l’istituto dell’appello. Queste escludono, in virtù dell’art. 321 cpv.1 lett. b
CPC, la facoltà di addurre in seconda sede nuovi fatti, prove ed eccezioni
(cfr. tra tante, CEF 28 maggio 1980 in re C.SA, in Rep 1981 p. 420; CEF
28 gennaio 1988 in re A. AG c. F.T. e 8 agosto 1989 in re B.A. c. A.SA).

                                          La scrivente
camera ha, per prassi costante, stabilito una particolarità procedurale in caso
di dichiarazione di fallimento, negando l’ammissibilità di nova in senso proprio
(ossia fatti verificatisi dopo il giudizio impugnato) ma ammettendo gli pseudonova
(ossia fatti rilevanti realizzatisi ante declaratoria di decozione ma non
portati a conoscenza del primo giudice), cfr, tra tante CEF 8 agosto 1989 in re
B.A. c. A. SA oltre che CEF 7 giugno 1983 in re E. c. I. p. 4-5.

                                          Gli pseudonova
devono essere tali da escludere la pronuncia del fallimento, qualora fossero
stati tempestivamente noti al Pretore, e non devono apparire come un ripiego o
un espediente abilmente ideato per evitare il fallimento con i gravi effetti
che ne conseguono (cfr. CEF 28 gennaio 1988 in re A.AG c. F.T. cons. 1 i.f. e
rif. ivi).

 

 

                                2.      Nel
caso in esame, quanto riferito sub 1 in ingresso costituisce prova sufficiente
dell’avvenuto pagamento ante declaratoria di decozione: il fallimento va quindi
annullato.

 

 

                                3.      La
tassa di giustizia è a carico dell’appellante, siccome non comparso avanti il
primo giudice, in ambo le sedi (art. 54 TarLEF).

                                          Non si
assegnano indennità (art. 68 cpv. 1 TarLEF).

                                          Le spese
dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 171 e 174 LEF, 387 e 388 CPC, nonchè
i disposti citati

 

 

pronuncia:             I.      L’appello è accolto.

                                          Di
conseguenza il giudizio di prima sede viene così riformato:

 

“1.   La
dichiarazione di fallimento 20 marzo 1996 pronunciata dalla Pretore del
Distretto di Lugano, Sezione 5, inc. n. FA.96.00193, nei confronti di
__________, è annullata.

 

 2.   La
tassa di giustizia di prima sede di Fr. 80.--, da anticipare come di rito, è a
carico di __________.

 

 3.   Le
spese dell’Ufficio dei fallimenti di Lugano, da anticipare come di rito. sono a
carico di __________.”

 

 

                                 II.      La
tassa di giustizia di Fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata
dall’appellante, resta a suo carico.

 

 

                                III.      Intimazione
a:

                                          -     __________

                                          Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5.

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                            La
segretaria