# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7a56ef44-e8c7-5a07-b725-c96d80fd3836
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-04-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 23.04.2004 INC.2003.66605
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-66605_2004-04-23.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.66605

  	
  Lugano

  23 aprile 2004

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Ursula Züblin

  
	
   

  sedente per statuire sul reclamo presentato il 22 marzo
  2004 da

  
						

 

 

	
   

  	
  __________ patr. di fiducia dall'__________

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  la decisione 7 marzo 2004 con
  la quale il Procuratore pubblico Giuseppe Muschietti ha rifiutato
  l'autorizzazione a colloqui telefonici senza restrizioni con la famiglia, in
  particolare la moglie (Inc. MP __________);

  

 

viste le osservazioni 31 marzo
2004 del Procuratore pubblico, concludenti per la reiezione del gravame;

 

visto, per quanto necessario,
l'inc. MP __________;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto 

 

 

in fatto

 

 

A.

 

 

__________ - asseritamente
direttore di un'impresa di costruzioni, di una cava e di una società
immobiliare in __________ - è stato arrestato il 15 ottobre 2003 con le accuse
di falsità in documenti, favoreggiamento e truffa "per avere
confezionato e fatto uso nel procedimento penale a carico di __________ di una
procuration, datata 15.06.2001, sapendo trattarsi di un falso finalizzato a
favorire la posizione procedurale di __________ e lo sblocco del denaro
sequestrato a quest'ultimo".

L'arresto è stato confermato da
questo giudice il giorno successivo, ritenuta l'esistenza di gravi e concreti
indizi di colpevolezza e di preminenti motivi di interesse pubblico (pericolo
di fuga e bisogni dell'istruzione).

 

Giova rilevare che il 15 ottobre
2003 __________ era accompagnato dalla moglie.

 

Il 28 ottobre 2003 il Procuratore
pubblico ha esteso l'accusa anche per titolo di infrazione aggravata, sub.
semplice alla LFStup.

 

Con sentenza 14 novembre 2003 la
Camera dei ricorsi penali ha respinto il reclamo presentato da __________
contro la decisione di conferma dell'arresto (CRP 60.2003.349).

 

Con decisione 12 febbraio 2004
questo giudice ha respinto l'istanza di libertà provvisoria presentata il 3/4
febbraio 2004, decisione confermata dalla CRP con sentenza 8 marzo 2004 (CRP
60.2004.62), avverso la quale __________ ha presentato ricorso la Tribunale
federale, procedura tuttora pendente.

 

Nel corso dell'interrogatorio 17
marzo 2004 il Procuratore pubblico ha esteso l'accusa nei confronti di __________
anche per "correità/complicità/istigazione a riciclaggio di denaro
aggravato sub. semplice per aver concorso all'occultazione e al passaggio della
frontiera italo-svizzera del denaro sequestrato a __________ ". 

 

 

B.

 

 

Con decisione 7 marzo 2004 il
Procuratore pubblico ha negato l'autorizzazione a colloqui telefonici liberi
fra __________ e la di lui moglie, in quanto gli stessi comporterebbero un alto
pericolo di collusione, segnatamente con i membri dell'organizzazione ancora in
libertà e comprometterebbero il buon esito delle rogatorie, in particolare
quella in __________ e, in misura ancora maggiore, quella in __________.

 

Si precisa che con decisione 8
marzo 2004 questo giudice, ha parzialmente accolto l'istanza di proroga del
carcere preventivo cui è astretto __________ (inc. GIAR 666.2003.6).

 

 

C.

 

 

Con reclamo 22 marzo 2004 __________
si riconferma nella richiesta di colloqui telefonici liberi con la moglie. A
suo dire, non sussisterebbe alcun pericolo di collusione, peraltro invocato dal
magistrato inquirente in maniera del tutto generica, ritenuto che la moglie sarebbe
estranea ai fatti imputati al reclamante - fatti che vertono essenzialmente
sulla natura dei legami di quest'ultimo con __________, persona che la signora __________
neppure conosce -, come peraltro risulta dalle dichiarazioni da lei rese nel
corso dei verbali di polizia 15 e 16 ottobre 2003 - e dal fatto che la stessa
subito dopo essere stata sentita è stata liberata, affatto determinante la
circostanza che nei confronti della signora __________ sia stata promossa
l'accusa "ritenuto che in concreto non è corroborata da elementi
sostanziali". In siffatte circostanze, tenuto anche conto che dal
giorno del suo arresto fino al 23 dicembre 2003 __________ è stato tenuto in
totale isolamento e che durante i primi mesi di detenzione ha avuto sporadici
contatti telefonici sorvegliati con la moglie e un incontro, pure sorvegliato,
di circa 1/2 ora presso il PCT, il rifiuto del Procuratore pubblico sarebbe
sproporzionato, ingiustificato e contrario all'art. 8 CEDU 465). 

 

 

 

 

 

D.

 

 

In sede di osservazioni il Procuratore
pubblico si è riconfermato nella decisione impugnata.

Delle ulteriori allegazioni si
dirà, per quanto necessario, nei considerandi in diritto.

 

Con scritto 1. aprile 2004,
trasmesso per conoscenza a questo giudice, la difesa ha segnalato al Procuratore
pubblico che __________ da ormai 15 giorni non conferiva con la moglie.

 

e considerato 

 

 

In diritto

 

 

1.

 

 

Il reclamo tempestivo e
presentato da persona legittimata, in quanto accusata e direttamente colpita
dal provvedimento impugnato, è ricevibile in ordine (art. 280 e rel. CPP).

 

 

2.

 

 

L'art. 104 cpv. 2 CPP dispone che
l'arrestato è sottoposto unicamente alle restrizioni della libertà che sono
indispensabili per assicurare lo scopo dell'arresto e per mantenere la
disciplina nelle carceri.

Ai sensi dell'art. 104 cpv. 3 CPP
i colloqui - sia tra presenti che telefonici (cfr. Rusca/Salmina/Verda,
Commento del CPP, 1997, n. 25 ad art. 104 CPP) - tra la persona in detenzione e
terze persone sono accordati e disciplinati dal magistrato. 

La possibilità di colloqui con
terze persone può essere ristretta unicamente in conformità con il principio di
proporzionalità, principio che in materia di arresto e misure coercitive è
peraltro espressamente sancito dall'art. 176 cpv. 2 CPP. A seconda
dell'interlocutore possono variare le modalità del colloquio che può essere
libero o sorvegliato, limitazioni possono essere giustificate sia da ragioni
d'inchiesta (cfr. DTF 117 Ia 465; 102 Ia 299) sia per mantenere l'ordine
carcerario. Ai colloqui con terzi si applicano le garanzie previste dall'art. 8
CEDU in materia di corrispondenza: non può esservi ingerenza della pubblica
autorità nell'esercizio del diritto al rispetto della vita privata e familiare
se non in quanto tale ingerenza sia prevista dalla legge e in quanto costituisca
una misura che, in una società democratica, è necessaria per la sicurezza
nazionale, l'ordine pubblico, il benessere economico del Paese, la prevenzione
dei reati, la protezione della salute o della morale, o la protezione dei
diritti e delle libertà altrui. Il tutto nel rispetto del principio di
proporzionalità. 

In sostanza, provvedimenti
limitativi nei contatti con terzi non sono, di principio, contrari alla CEDU e
neppure alla Costituzione federale (art. 36 CF), ma devono essere giustificati
da motivi inerenti la corretta conduzione dell'inchiesta o l'ordine pubblico
(in proposito cfr. anche G. Piquerez, La Procédure pénale suisse, Zurigo 2000,
ad 2416; Rusca/Salmina/Verda, op. cit., ad art. 104 CPP).

 

In concreto, il Procuratore
pubblico ha rifiutato l'autorizzazione a colloqui telefonici liberi tra __________
e la moglie, in quanto vanificherebbero l'inchiesta. In particolare, colloqui
non controllati comporterebbero un alto pericolo di collusione, specie con i
membri dell'organizzazione ancora in libertà, e comprometterebbero il buon
esito delle rogatorie estere, segnatamente quelle in __________ ed in __________.

 

Occorre innanzitutto rilevare che
la moglie del reclamante, __________, è coaccusata nel procedimento: il
Procuratore pubblico ha infatti promosso l'accusa nei suoi confronti per titolo
di complicità sub correità in favoreggiamento, falsità in documenti e truffa
processuale. La stessa nel corso del verbale di polizia 15 ottobre 2003 ha
inoltre dichiarato di essere al corrente di tutte le attività del marito (cfr.
rapporto d'arresto 15 ottobre 2003 e relativi allegati, AI 1/3).

Ciò premesso va ricordato che il
Procuratore pubblico è tuttora in attesa che le autorità rogate di __________
ed __________ diano evasione alle rogatorie del 17 gennaio 2004 e del 5
febbraio 2004 (AI 6/21 e 6/26). Contrariamente a quanto sostenuto nel reclamo
tali rogatorie non riguardano soltanto i rapporti tra __________ e __________,
persona che __________ ha dichiarato di non conoscere. In particolare, quella
del 17 gennaio 2004, inviata alle Autorità __________, si riferisce, tra
l'altro, a parenti del reclamante - il nipote __________, un secondo famigliare
__________ ed il cognato __________ - mentre quella inviata in __________ ha
per oggetto gli interrogatori di __________, persona indicata da __________
quale proprio collaboratore ed agente commerciale, e della moglie di __________,
__________, sorella di __________, uno degli indagati in Italia. Il contenuto
di tali rogatorie è noto al reclamante, al quale il Procuratore pubblico ha
dato pieno accesso agli atti. L'esistenza di un pericolo di collusione ed
inquinamento delle prove in relazione alle informazioni oggetto delle suddette
rogatorie è stata riconosciuta dalla CRP con sentenza 8 marzo 2004 (CRP 60.2004.62,
AI 2/45) e ribadita da questo giudice con decisione 8 aprile 2004, concernente
la proroga del carcere preventivo cui è astretto il reclamante (cfr. doc. 5,
inc. GIAR 666.2003.6).

 

Ne consegue che, così come
ritenuto dal Procuratore pubblico, allo stadio attuale dell'inchiesta, colloqui
liberi con la moglie comporterebbero il pericolo concreto di inquinamento e
collusione delle prove, ritenuto che __________ potrebbe informare la moglie
sul contenuto delle suddette rogatorie, sino ad ora a conoscenza unicamente
delle autorità inquirenti e del reclamante stesso, con il rischio concreto che
quest'ultima possa a sua volta informarne terze persone, segnatamente quelle
oggetto delle commissioni rogatorie e/o coinvolte nei fatti inchiestati, con
conseguente grave pregiudizio per l'inchiesta in corso.

In siffatte circostanze il
diniego all'autorizzazione a colloqui liberi tra il reclamante e la moglie non
può quindi essere considerato né misura sproporzionata, né contrario all'art. 8
CEDU e deve pertanto essere confermato.

 

Da ultimo, con riferimento allo
scritto 1. aprile 2004 della difesa, giova precisare che dagli atti risulta che
a far tempo dall'inizio dell'anno il reclamante ha potuto conferire
telefonicamente con la moglie in modo regolare (in un'occasione ha rifiutato di
recarsi negli uffici della polizia per la telefonata settimanale), da ultimo il
2 aprile 2004 per circa mezz'ora, e che il reclamante stesso nel corso
dell'ultima settimana di marzo 2004, preso atto dell'impossibilità, causa urgenze,
della polizia di fargli fare la telefonata settimanale alla moglie ha
verbalmente risposto agli agenti di capire il loro problema e che non avrebbe
fatto reclamo (cfr. rapporto di segnalazione 2 aprile 2004, noto alla difesa).
Spetterà comunque al magistrato inquirente vigilare affinché venga garantita la
regolarità dei colloqui telefonici sorvegliati tra il reclamante e la moglie. 

 

 

3.

 

 

Il reclamo è conseguentemente
respinto con la presente decisione esente da tasse e spese ed impugnabile alla
CRP, trattandosi di decisione che concerne uno degli aspetti della libertà
personale (Rusca/Salmina/Verda, op. cit., ad art. 104 CPP, n. 27).

 

 

 

Per i quali motivi

 

richiamate le norme di legge citate

 

 

 

decide

 

 

1.       Il reclamo è respinto.

 

 

2.       Non si prelevano né tasse
né spese.

 

 

3.       Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera dei
ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

 

 

4.       Intimazione
: 

 

                                                                  giudice
Ursula Züblin