# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 02fcf4ee-1045-5fd6-9ed1-de847fe2dae3
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-05-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.05.2020 C-5732/2018
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5732-2018_2020-05-08.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-5732/2018 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l l ’ 8  m a g g i o  2 0 2 0  

Composizione 

 
Giudice Vito Valenti, giudice unico, 

cancelliera Marcella Lurà. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, (Argentina), 

ricorrente, 

 
 

 
contro 

 

 
Cassa svizzera di compensazione (CSC), 

autorità inferiore. 

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti; rimborso dei 

contributi (decisione su opposizione del 30 agosto 2018). 

 

 

 

C-5732/2018 

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Fatti: 

A.  

A._______ (di seguito, interessata, ricorrente o insorgente), cittadina ar-

gentina, nata il (…), ha formulato in data 8 febbraio 2018 una richiesta volta 

al rimborso dei contributi versati all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, 

indicando di aver soggiornato e lavorato in Svizzera al beneficio di un per-

messo tipo L quale ballerina presso locali pubblici per periodi da settembre 

del 1978 a giugno del 1993 (doc. 3 dell’incarto dell’autorità inferiore [di se-

guito, doc. 3]). Ha esibito in particolare copia dei contratti d’impiego (periodi 

da settembre del 1979 ad agosto del 1980; doc. 4), dei passaporti rilasciati 

dal Ministero dell’interno argentino il 13 marzo 1974 ed il 12 maggio 2014 

(doc. 5) come pure del libretto per stranieri L valido dal 1° al 30 giugno 

1993, dei permessi di soggiorno validi dal 1° al 31 gennaio 1979, dal 1° al 

31 agosto 1979 e dal 1° gennaio al 29 febbraio 1980 nonché del certificato 

di salario per il mese di luglio 1980 (doc. 6). 

B.  

B.a Con decisione del 6 aprile 2018, la Cassa svizzera di compensazione 

(CSC) ha respinto la domanda di rimborso dei contributi versati all’assicu-

razione svizzera per la vecchiaia. L’accertamento dei fatti effettuato non ha 

permesso di ritrovare dei contributi AVS versati a favore dell’interessata (v. 

l’estratto del conto individuale [doc. 9 pag. 2]). L’autorità inferiore ha per-

tanto considerato siccome non adempito il presupposto di cui all’art. 1 

dell’ordinanza sul rimborso dei contributi AVS, secondo cui possono pre-

tendere il rimborso dei contributi pagati all’assicurazione svizzera per la 

vecchiaia gli stranieri che hanno versato contributi per almeno 12 mesi 

(doc. 12). 

B.b Con scritto inoltrato il 27 aprile 2018 dinanzi all’Ambasciata svizzera a 

B._______, l’interessata ha chiesto il riesame della decisione, scritto che è 

poi stato trasmesso (unitamente alle allegate copie dei permessi di sog-

giorno per periodi nel 1979, nel 1980 e nel 1981, del libretto per stranieri L 

e dei contratti d’impiego per periodi dal 1978 al 1980 [già agli atti] e dell’at-

testato di trattenuta dell’imposta alla fonte per il mese di luglio del 1980), il 

2 maggio 2018 per competenza alla CSC (doc. 13). 

B.c Con decisione su opposizione del 30 agosto 2018 (doc. 30), la CSC 

ha respinto l’opposizione del 27 aprile 2018 e confermato la propria deci-

sione del 6 aprile 2018 mediante la quale ha respinto la domanda di rim-

borso dei contributi versati all’assicurazione svizzera per la vecchiaia pre-

sentata dall’interessata. Detta autorità ha segnalato che, secondo l’art. 1 

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cpv. 1 dell’ordinanza del 29 novembre 1995 sul rimborso dei contributi pa-

gati da stranieri all’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (OR-

AVS; RS 831.131.12), gli stranieri originari di Paesi con i quali non è stato 

concluso alcun accordo, nonché i loro superstiti, possono chiedere il rim-

borso dei contributi pagati all’assicurazione per la vecchiaia e per i super-

stiti, se questi contributi sono stati pagati complessivamente per almeno un 

anno intero e non danno origine ad un diritto alla rendita. L’accertamento 

dei fatti effettuato presso le competenti casse di compensazione (presso 

cui gli allora locali pubblici in cui l’interessata si esibiva erano affiliati; v. doc. 

14 a 29) non ha permesso di ritrovare dei contributi AVS versati a favore 

della medesima negli anni dal 1978 al 1993. Per conseguenza, l’interes-

sata non adempie il requisito (di un periodo contributivo di un anno) per 

poter pretendere il rimborso dei contributi AVS. 

C.  

C.a Il 27 settembre 2018, l’interessata ha interposto ricorso dinanzi all’Am-

basciata svizzera a B._______ contro la decisione su opposizione della 

CSC del 30 agosto 2018 mediante il quale ha segnalato che “voglio fare 

domanda di riscatto dovuto alla negazione di richiesta di prendere la mia 

pensione di AVS per mancato versamento dei contributi dai miei diversi 

datori di lavoro”, ricorso che è poi stato trasmesso (unitamente alle allegate 

copie del passaporto rilasciato dal Ministero dell’interno argentino il 13 

marzo 1974, dei permessi di soggiorno per periodi nel 1979 e nel 1980, del 

libretto per stranieri L, dei contratti d’impiego per periodi dal 1978 al 1980, 

del certificato di salario e dell’attestato di trattenuta dell’imposta alla fonte 

per il mese di luglio del 1980 [già agli atti]) il 5 ottobre 2018 per competenza 

al Tribunale amministrativo federale (doc. TAF 1). 

C.b Il 12 novembre 2018, la ricorrente ha esibito il ricorso del 27 settembre 

2018 munito della propria firma manoscritta in originale (doc. TAF 2 a 4). 

C.c Nella risposta al ricorso del 17 gennaio 2019, la CSC ha proposto la 

reiezione del ricorso. L’autorità inferiore, dopo aver esposto le norme legali 

applicabili, ha segnalato che le ricerche effettuate presso le competenti 

casse di compensazione (presso cui gli allora locali pubblici in cui l’insor-

gente si esibiva erano affiliati) non hanno permesso di ritrovare dei contri-

buti AVS versati a favore della ricorrente, di modo che non risulta possibile 

computare un periodo contributivo di (almeno) un anno. Per conseguenza, 

detta autorità ha indicato che è stata a giusta ragione respinta la domanda 

di rimborso dei contributi versati all’assicurazione svizzera per la vecchiaia 

(doc. TAF 6). 

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Pagina 4 

C.d Con provvedimento del 28 gennaio 2019 (notificato l’8 febbraio 2019 

per il tramite dell’Ambasciata svizzera a B._______; doc. TAF 9 [avviso di 

ricevimento]), il Tribunale amministrativo federale ha trasmesso alla ricor-

rente la risposta al ricorso dell’autorità inferiore del 17 gennaio 2019, uni-

tamente a copia dei documenti dell’incarto della CSC menzionati nella 

presa di posizione, e le ha concesso la facoltà di pronunciarsi in merito alle 

osservazioni dell’autorità inferiore (doc. TAF 7), facoltà di cui l’insorgente 

non ha fatto uso. 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d’ufficio e con piena co-

gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l’am-

missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 

e relativi riferimenti). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all’art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell’art. 31 LTAF in combinazione 

con l’art. 33 lett. d LTAF e l’art. 85bis cpv. 1 LAVS (RS 831.10), i ricorsi contro 

le decisioni, ai sensi dell’art. 5 PA, rese dalla Cassa svizzera di compensa-

zione. 

1.3 La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla 

PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). In virtù dell’art. 

3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni sociali non è discipli-

nata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). Secondo 

l’art. 2 LPGA, le disposizioni della legge stessa sono applicabili alle assi-

curazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e per quanto le 

singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano. Giusta l’art. 1 cpv. 1 

LAVS, le disposizioni della LPGA sono applicabili all’assicurazione per la 

vecchiaia e per i superstiti, sempre che la LAVS non deroghi alla LPGA. 

1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-

quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è ammissibile. 

1.5 Con decisione incidentale del 19 ottobre 2018 (doc. TAF 2), il Tribunale 

amministrativo federale ha invitato la ricorrente a designare un recapito in 

Svizzera presso cui tutti gli atti di questo Tribunale potessero essere vali-

damente notificati (art. 11b cpv. 1 PA). Il termine è, nel frattempo, scaduto 

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infruttuoso. Per conseguenza, la presente sentenza è notificata all’insor-

gente, a titolo del tutto eccezionale, per via diplomatica (art. 36 lett. b PA). 

2.  

2.1 Quanto al diritto applicabile, dal profilo temporale, con riserva di dispo-

sizioni particolari di diritto transitorio, sono applicabili le disposizioni in vi-

gore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere 

valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 143 

V 446 consid. 3.3; 139 V 335 consid. 6.2; 138 V 475 consid. 3.1). 

2.2 La ricorrente è cittadina argentina ed è domiciliata a B._______ nella 

Repubblica Argentina (doc. 3). Dato che la Svizzera non ha stipulato alcuna 

convenzione in materia di prestazioni di vecchiaia, per i superstiti e d’inva-

lidità con la Repubblica Argentina, i diritti e gli obblighi dell’insorgente sono 

determinati esclusivamente secondo il diritto svizzero (cfr. sentenza del TF 

H 133/06 del 25 settembre 2007 consid. 3.2 con rinvii, segnatamente alle 

DTF 130 V 335 consid. 3 e 4 nonché 130 V 253 consid. 2.4). 

3.  

L’oggetto litigioso nella presente procedura ricorsuale è costituito dalla 

questione di sapere se l’autorità inferiore ha, a ragione o meno, respinto la 

richiesta della ricorrente, cittadina argentina residente in Argentina, volta 

ad ottenere il rimborso dei contributi versati all’AVS (per il motivo che l’in-

sorgente non ha pagato contributi all’assicurazione svizzera per la vec-

chiaia e per i superstiti per almeno un anno). 

4.  

4.1 Giusta l’art. 1a cpv. 1 LAVS, sono assicurati obbligatoriamente all’assi-

curazione svizzera per la vecchiaia e i superstiti: 

a) le persone fisiche domiciliate in Svizzera; 

b) le persone fisiche che esercitano un’attività lucrativa nella Svizzera. 

4.2 Conformemente all’art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pa-

gamento dei contributi fintanto che esercitano un’attività lucrativa. Se non 

esercitano un’attività lucrativa, l’obbligo contributivo inizia il 1° gennaio 

dell’anno successivo a quello in cui compiono i 20 anni e dura sino alla fine 

del mese in cui le donne compiono i 64 anni, gli uomini i 65 anni (sentenza 

del TF 9C_171/2016 del 15 giugno 2016 consid. 2.1). 

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5.  

5.1 Secondo l'art. 29 cpv. 1 LAVS, possono pretendere una rendita ordina-

ria di vecchiaia tutti gli aventi diritto ai quali possono essere computati al-

meno un anno intero di reddito, di accrediti per compiti educativi o assi-

stenziali. 

5.2 Per ogni assicurato obbligato a pagare i contributi, è tenuto un conto 

individuale, sul quale sono annotate le indicazioni necessarie al calcolo 

delle rendite ordinarie (art. 30ter cpv. 1 LAVS). L'art. 140 cpv. 1 lett. d ed e 

OAVS (RS 831.101) stabilisce che la registrazione nel conto individuale 

dell'assicurato comprende l'anno di contribuzione e la durata contributiva 

in mesi nonché il reddito annuo in franchi. 

5.3 Peraltro, ai sensi dell'art. 141 cpv. 3 OAVS, se non è domandato nes-

sun estratto del conto o nessuna rettificazione, o se la richiesta di rettifica-

zione è stata respinta, la rettificazione delle registrazioni fatte nel conto in-

dividuale può essere richiesta, al momento in cui si verifica l'evento assi-

curato, soltanto quando gli errori di registrazioni siano evidenti o debita-

mente provati (DTF 130 V 335 consid. 4.1). 

5.4  

5.4.1 Secondo giurisprudenza, per motivi legati alla sicurezza del diritto, 

occorre mostrarsi severi in materia di apprezzamento delle prove se un 

assicurato sostiene, a distanza di molti anni, in occasione di una lite ver-

tente sulle modalità di calcolo delle prestazioni (DFT 117 V 261 consid. 3 e 

relativi riferimenti), di avere esercitato un'attività lavorativa soggetta all'ob-

bligo di contribuzione durante un periodo di tempo non considerato nel con-

teggio della rendita (DTF 107 V 12 consid. 2a). Tuttavia, la regola in tema 

di prova indicata all'art. 141 cpv. 3 OAVS non esclude l'applicazione del 

principio inquisitorio, che per l'amministrazione – e in caso di ricorso per 

l'autorità giudiziaria – comporta l'obbligo di accertare d'ufficio, di propria 

iniziativa e indipendentemente dalle allegazioni delle parti, i fatti rilevanti 

(DTF 117 V 261 consid. 3b), fermo restando tuttavia l'obbligo di collaborare 

della parte stessa, che in questo ambito risulta accresciuto (DTF 117 V 261 

consid. 3d; sentenza del TF H 193/04 dell'11 gennaio 2006 consid. 2). In-

dagini presso il datore di lavoro si impongono in particolare in presenza di 

indicazioni concrete e credibili (DTF 117 V 261 consid. 4b). Peraltro, 

nell'ambito delle assicurazioni sociali, non esiste il principio secondo il 

quale l'amministrazione o il giudice devono statuire, nel dubbio, in favore 

dell'assicurato (DTF 126 V 319 consid. 5a; sentenza del TF U 97/05 del 17 

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novembre 2006 consid. 5.3). La rettificazione del conto individuale com-

prende tutta la durata di contribuzione, pertanto pure gli anni per i quali il 

pagamento di contributi è prescritto ai sensi dell'art. 16 cpv. 1 LAVS. 

5.4.2 Nel caso in cui sia documentato che lo straniero beneficiava di un 

permesso C (permesso di domicilio), oppure di un permesso B (permesso 

di dimora annuale), deve essere ritenuta una durata contributiva completa, 

con la conseguenza che il beneficiario di un simile permesso deve essere 

considerato persona assicurata per la durata di validità del permesso me-

desimo, sempre che abbia versato il contributo annuo minimo (v. l'art. 28 e 

l'art. 50 OAVS; sentenza del TF I 524/02 del 25 novembre 2002 consid. 2.3 

e relativi riferimenti). 

6.  

6.1 Ai sensi dell’art. 18 cpv. 3 LAI, in caso di domicilio all’estero, i contributi 

pagati in conformità agli articoli 5, 6, 8, 10 o 13 da stranieri, originari di Stati 

con i quali non è stata conclusa una convenzione internazionale possono 

essere rimborsati agli stessi o ai loro superstiti. 

6.2  

6.2.1 In virtù dell’art. 1 cpv. 1 dell’ordinanza del 29 novembre 1995 sul rim-

borso dei contributi pagati da stranieri all’assicurazione per la vecchiaia e 

per i superstiti (OR-AVS; RS 831.131.12), gli stranieri originari di Paesi con 

i quali non è stato concluso alcun accordo (tale è, allo stato, il caso degli 

assicurati di nazionalità argentina; v., sulla questione, il consid. 2.2 della 

presente sentenza), nonché i loro superstiti, possono chiedere il rimborso 

dei contributi pagati all’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, se 

questi contributi sono stati pagati complessivamente per almeno un anno 

intero e non danno origine ad un diritto alla rendita. 

6.2.2 Giusta l’art. 2 OR-AVS, il rimborso dei contributi può essere chiesto 

appena l’interessato non è più affiliato all’assicurazione, presumibilmente 

in modo definito, ed egli stesso nonché il suo coniuge e i suoi figli d’età 

inferiore ai 25 anni non abitano più in Svizzera. La domanda di rimborso è 

di regola presentata presso la Cassa svizzera di compensazione (art. 8 

cpv. 1 OR-AVS). 

6.3 Per il resto, secondo l’art. 4 cpv. 1 prima frase OR-AVS, sono rimborsati 

soltanto i contributi effettivamente pagati. I contributi rimborsati e i corri-

spondenti periodi di contribuzione non danno più alcun diritto nei confronti 

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dell’AVS e dell’AI. I contributi non possono essere nuovamente versati (art. 

6 OR-AVS). 

7.  

7.1 Nello scritto di opposizione del 27 aprile 2018 (doc. 13) e, implicita-

mente nel ricorso del 27 settembre 2018 (“voglio fare domanda di riscatto”; 

doc. TAF 1), la ricorrente ha chiesto il rimborso dei contributi versati all’as-

sicurazione svizzera per la vecchiaia (dal 1978 al 1993), allegando di aver 

lavorato in Svizzera quale ballerina presso locali pubblici per periodi dal 

1978 al 1993 (v. anche doc. 3 [formulario “domanda di rimborso dei contri-

buti AVS”]). 

7.2 L’autorità inferiore ha rilevato che l’accertamento dei fatti effettuato 

presso le competenti casse di compensazione (presso cui gli allora locali 

pubblici in cui l’insorgente si esibiva erano affiliati; v. doc. 14 a 29) non ha 

permesso di ritrovare dei contributi AVS versati dalla ricorrente (v. anche 

doc. 9 pag. 2 [estratto del conto individuale]). 

7.3 L’insorgente – cui incombe nell’ambito in esame un obbligo di collabo-

rare accresciuto (DTF 117 V 261 consid. 3d) – non ha esibito dei docu-

menti, quali in particolare certificati di lavoro, distinte di salario, da cui de-

sumere il versamento di contributi AVS a una cassa di compensazione. 

7.3.1 Quanto alle allegate copie dei contratti d’impiego per periodi dal 1978 

al 1980 (doc. 4), le stesse attestano certo che la ricorrente è stata assunta 

per esibirsi quale spogliarellista presso locali pubblici in settembre e dicem-

bre 1978, da gennaio ad aprile e in luglio ed agosto 1979 come pure in 

gennaio, febbraio, aprile e da giugno ad ottobre 1980, ma non si pronun-

ciano in merito al pagamento di contributi all’assicurazione svizzera per la 

vecchiaia e per i superstiti. Nei contratti d’impiego era, fra l’altro, unica-

mente previsto il pagamento di indennità giornaliere nonché indicato che 

l’artista avrebbe rispettato le leggi vigenti in materia di permesso di lavoro 

e di soggiorno, tasse ed imposte a suo carico e che la provvigione 

dell’agenzia, pari di regola all’8%, era parte integrante dello stipendio e sa-

rebbe stata pagata dall’artista (v. doc. 4 pag. 1 a 14). 

7.3.2 Per quanto attiene al certificato di salario ed all’attestato di trattenuta 

dell’imposta alla fonte per il mese di luglio del 1980 (doc. 6 pag. 6 e doc. 

13 pag. 23), gli stessi confermano certo che la ricorrente ha svolto un’atti-

vità lucrativa in Svizzera dal 1° al 31 luglio 1980 (v. anche il doc. 4 pag. 13 

[contatto d’impiego]), che ha percepito un compenso di fr. 3'900.- e che 

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dallo stesso è stata dedotta l’imposta alla fonte, di fr. 296.80, ma non indi-

cano alcunché in merito al fatto che siano stati trattenuti dei contributi AVS 

(nel certificato di salario è stata lasciata in bianco segnatamente tutta la 

parte concernente la deduzione per versamento all’assicurazione vec-

chiaia e superstiti [“assurance vieillesse et survivants 4,5% sur le 80% du 

cachet”]). La ricorrente non ha altresì prodotto alcun documento da cui ri-

sulti un accordo salariale al netto delle trattenute AVS (Nettolohnvereinba-

rung). 

7.3.3 Peraltro, l’allegata copia del passaporto rilasciato dal Ministero 

dell’interno argentino il 13 marzo 1974 (su cui figurano i visti ed i timbri 

delle competenti autorità afferenti ai permessi di soggiorno per i mesi di 

settembre e dicembre 1978, gennaio, febbraio, aprile a luglio 1979, gen-

naio, febbraio, giugno ad ottobre 1980, marzo ed aprile 1981; doc. 5) come 

pure le allegate copie dei permessi di soggiorno rilasciati dalle competenti 

autorità del Canton C._______, del Canton D._______ e del Canton 

E._______ e validi dal 1° al 31 gennaio 1979, dal 15 marzo al 30 aprile 

1979, dal 1° al 31 agosto 1979 e dal 1° gennaio al 29 febbraio 1980 nonché 

del libretto per stranieri L (permesso di dimora temporanea) rilasciato dalle 

competenti autorità del Cantone F._______ e valido dal 1° al 30 giugno 

1993 (doc. 6), non permettono di dimostrare il versamento di contributi AVS 

a una cassa di compensazione. 

7.4 Dal canto loro, la Cassa di compensazione G._______ (v. gli scritti del 

27 marzo e 25 luglio 2018 [doc. 11 e 26]) e la Cassa H._______ (v. lo scritto 

del 24 agosto 2018 [doc. 29]) hanno segnalato alla CSC che la ricorrente 

non figura sulle distinte di salario degli indicati locali pubblici (…, …, …, …, 

…, …, …, …, …) presso i quali ha allegato di essersi esibita per periodi 

negli anni dal 1978 al 1980 (la ricorrente non avendo fornito alcuna docu-

mentazione con riferimento al periodo successivo [dal 1981 al 1993]). In 

siffatte circostanze, all’autorità inferiore, che ha comunque esperito degli 

accertamenti supplementari d’ufficio, non può essere rimproverato di non 

avere effettuato delle ulteriori ricerche, segnatamente presso alcuni altri 

locali pubblici (v. i contatti d’impiego [doc. 14]) indicati dall’insorgente, ove 

si pensi che appare poco probabile che tali datori di lavoro abbiano con-

servato i dati concernenti l’insorgente per oltre 38 anni (la ricorrente avendo 

esibito contratti d’impiego o un certificato di salario per il periodo tra il 1978 

e il 1980), fermo restando un obbligo di conservare i dati personali del la-

voratore unicamente per almeno cinque anni (art. 73 cpv. 2 dell’ordinanza 

1 del 10 maggio 2000 concernente la legge sul lavoro [OLL 1; RS 822.111]; 

v., sulla questione, la sentenza del TF 9C_889/2010 del 15 dicembre 2010 

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consid. 3; v. anche la sentenza del TAF C-21/2013 del 3 giugno 2013 con-

sid. 4.2). Peraltro, per quei pochi datori di lavoro per i quali l’autorità infe-

riore non ha richiesto/ottenuto una presa di posizione della relativa cassa 

di compensazione, non avrebbero comunque potuto essere trattenuti dei 

contributi per almeno un anno, detti rapporti di lavoro non presentando nel 

loro insieme una tale durata. 

7.5 In conclusione, non sussistendo i presupposti per l’espletamento d’ul-

teriori indagini d’ufficio, l’accertamento dei fatti non avendo permesso di 

ritrovare dei contributi AVS trattenuti dai datori di lavoro indicati dalla ricor-

rente per almeno un anno intero e l’insorgente stessa non avendo peraltro 

prodotto alcun documento che dimostri un accordo di salario netto, nel 

caso di specie non è pertanto adempito il requisito di un periodo contribu-

tivo di un anno per poter pretendere il rimborso dei propri contributi, giusta 

l’art. 1 cpv. 1 OR-AVS (cfr., sulla questione, le sentenze del TF 9C_96/2010 

del 26 febbraio 2010 consid. 2 e 3 con rinvii [segnatamente alla DTF 117 V 

261 consid. 3a e 3b] nonché H 43/06 del 5 maggio 2006 consid. 2 con rinvii 

[in particolare alla DTF 111 V 73]). Peraltro, la ricorrente non ha mai pre-

teso, tanto meno dimostrato, di avere essa stessa versato dei contributi 

AVS in Svizzera in qualità d’artista indipendente. Per conseguenza, a ra-

gione, la CSC ha respinto la richiesta dell’insorgente di rimborso di contri-

buti che sarebbero stati trattenuti da datori di lavoro svizzeri o versati all’as-

sicurazione svizzera AVS di cui non vi è traccia. 

8.  

Da quanto esposto, consegue che il ricorso, privo di qualsivoglia fonda-

mento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata. Il giudice 

dell'istruzione – anteriormente o posteriormente ad uno scambio di scritti – 

decide quale giudice unico, con motivazione sommaria, i ricorsi manifesta-

mente infondati (art. 85bis cpv. 3 LAVS [v. pure art. 23 cpv. 2 LTAF]). Nel 

caso concreto, il gravame, in considerazione, fra l’altro, dei generici argo-

menti presentati, deve ritenersi siccome manifestamente infondato. La pre-

sente sentenza di rigetto del ricorso può pertanto essere resa a giudice 

unico. 

9.  

9.1 Non si prelevano spese processuali (art. 85bis cpv. 2 LAVS). 

9.2 Alla ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per 

spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l’art. 7 

cpv. 1 e 2 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese 

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ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, 

RS 173.320.2] a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand’anche vin-

centi, non hanno di principio diritto ad un’indennità a titolo di ripetibili (art. 

7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v., fra 

l’altro, DTF 127 V 205). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

C-5732/2018 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Non si attribuiscono spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (notificazione per via diplomatica) 

– autorità inferiore (n. di rif. […]; Raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata) 

 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Vito Valenti Marcella Lurà 

 

 

 

 

 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

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Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 LTF). Il termine è reputato osservato se gli atti scritti sono 

consegnati al Tribunale federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta 

svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più 

tardi l'ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono 

contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed 

essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 

ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

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