# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4169fcfd-a1b0-5662-800f-7d94bd3daac5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.10.2008 42.2008.9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2008-9_2008-10-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  42.2008.9

   

  cs

  	
  Lugano

  13 ottobre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato del Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 agosto 2008 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 17 luglio
  2008 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e
  dell'inserimento, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di armonizzazione e
  coordinamento delle prestazioni sociali

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Con
decisione su reclamo del 17 luglio 2008 l’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento (USSI) ha confermato la propria decisione del 21 aprile 2008
con la quale ha negato a RI 1 il diritto a prestazioni assistenziali richieste
il 7 marzo 2008, in quanto il reddito disponibile residuale della sua unità di
riferimento supera il limite annuo fissato dal Dipartimento della sanità e
della socialità (cfr. doc. 1).

 

                                  B.   Contro
la decisione su reclamo RI 1 ha presentato tempestivo ricorso al TCA, con uno
scritto in tedesco, tradotto in italiano su ingiunzione del Giudice delegato
del TCA. L’interessato fa valere che la sua convivente, __________, non vuole
più pagare la sua AVS, l’assicurazione malattie, le imposte, le fatture del
medico e del dentista e le farmacie. Essa si assume già le spese di affitto,
dell’alimentazione e ogni altra spesa (viaggio, vestiti, ecc.). L’interessato
afferma che la decisione lo fa dipendere finanziariamente dalla sua convivente,
ciò che è inaccettabile. Egli sostiene che quest’ultima non può fare alcuna
detrazione d’imposta e che le tassazione di __________ sono state interpretate
ingiustamente (doc. V).

 

                                  C.   Con
risposta del 12 settembre 2008 l’USSI ha proposto di respingere il ricorso con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. VII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

1.La presente vertenza non pone questioni
giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la
difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione
di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N.,
I 707/00) e 2 cpv. 1 LPTCA applicabile in virtù dell’art. 32 Lptca in vigore
dal 1° ottobre 2008.

 

2.Con il ricorso l’insorgente sembra
contestare anche la decisione su reclamo emessa l’11 luglio 2008, tramite la
quale l’UAM ha respinto la richiesta volta ad ottenere il sussidio per il
pagamento del premio della Cassa malati 2008 ed oggetto di un altro incarto
pendente presso questo Tribunale che sarà deciso con una sentenza separata
(inc. 36.2008.107). 

 

3.L’insorgente, nella versione tedesca del
ricorso, ha affermato di aver chiesto, invano, un incontro con le autorità per
poter discutere della fattispecie. Egli fa valere una violazione del diritto di
essere sentito.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per
costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare
essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di
una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i
fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere
visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di
prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (STFA del 29 giugno 2006
nella causa J. e D., H 97/04; DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b,
127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid. 2b; cfr. riguardo al previgente art.
4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF
126 I 16 consid. 2a/aa,  124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi
citate).

                                                                                

                                         In una
sentenza C 128/04 del 20 settembre 2005  il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha rammentato
che :

 

"  1.2 Art. 29 Abs. 2 BV räumt kein Recht auf mündliche Anhörung
ein, sondern beschränkt den Gehörsanspruch auf schriftliche Stellungnahmen (Pra
2003 Nr. 97 S. 520 Erw. 2.6; Urteil W. des Bundesgerichts vom 13. November
2002, 4P.195/2002; vgl. BGE 125 I 219 Erw. 9b sowie AHI 1993 S. 41 Erw. 3b
betreffend Art. 4 aBV), es sei denn, ein Erlass gäbe ausdrücklich das Recht auf
eine mündliche Anhörung (vgl. Pra 2003 Nr. 97 S. 520 Erw. 2.6). Art. 42 ATSG
sieht mündliche Anhörungen im Rahmen des Verwaltungsverfahrens nicht
ausdrücklich vor und auch aufgrund des VwVG oder des AVIG ergibt sich kein
explizit erwähntes Recht auf eine mündliche Anhörung.

 

Anhand der Akten ist ersichtlich, dass die Versicherte ausreichend
Gelegenheit hatte, zum Sachverhalt Stellung zu nehmen (vgl. Erw. 1.1 hievor).

Es sind hier auch keine Umstände gegeben, die zu einer Ausnahme vom
Regelfall der Möglichkeit, schriftlich Stellung zu nehmen, führen würden,
sodass das rechtliche Gehör der Beschwerdeführerin nicht verletzt wurde, indem
sie nicht mündlich angehört wurde."

 

                                         Non vi è pertanto alcun diritto, di regola, ad essere sentiti oralmente.
Una presa di posizione scritta è sufficiente.

                                         

                                         Nel
caso di specie l’insorgente, in sede di ricorso, ha ancora potuto far valere le
sue ragioni innanzi un’autorità giudiziaria che gode del pieno potere
cognitivo, come l’istanza precedente. Per cui, l’eventuale violazione del
diritto di essere sentito è stata comunque sanata in questa sede, dove
l’insorgente ha nuovamente ribadito le sue motivazioni (cfr. STCA del 13
dicembre 2005, inc. 36.2005.169).

                                         

                                         nel
merito

 

                                   4.   Oggetto
della lite è la questione di sapere se correttamente o meno l’Ufficio del
sostegno sociale e dell’inserimento ha negato all’insorgente il diritto alle
prestazioni assistenziali.

                                      

                                   5.   L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla
Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).  

 

                                         L'art.
1 Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei
diritti della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite
dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di
quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

                                         Le
prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e
professionale dei beneficiari (cpv. 2).

 

                                         L'art.
2 della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede
al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono
complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni
sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".

                                         Il
cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali
propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite
le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

                                         L’art.
13 Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che 

 

"  Le prestazioni sociali di complemento armonizzate
vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:

a)                                                                           prima
dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni al premio dell’assicurazione contro
le malattie a cui i membri
dell’unità di riferimento hanno diritto;

b)                                                                           ogni
prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge
speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo di ogni prestazione
vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del
diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

 

                                         Inoltre
giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:

 

"  Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:

a)                                                                           la
partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla
Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla
relativa legge cantonale di applicazione;

b)                                                                           l’aiuto
sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

c) l’assegno di studio previsto dalla
Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

d)                                                                           l’assegno
complementare per il perfezionamento e la riqualificazione professionale
previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

e) l’indennità straordinaria ai
disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno
ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

f) l’assegno
integrativo previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

g)                                                                           l’assegno
di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno
1996;

h)                                                                           le
prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8
marzo 1971."

 

                                         Anche
dal Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,
si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i
residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la
riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante
il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli
e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono
l’ultimo intervento sociale. 

 

                                   6.   Secondo
l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti
preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette
(art. 17).

                                         Al
riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare
alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2
Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,
10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

 

                                         La natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni
assistenziali propriamente dette sono commisurate agli scopi
di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17
cpv. 1 Las). 

                                         Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las). 

                                         Questa
distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in
relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr.
Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge
sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3 Las).

 

                                         Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

 

"  Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la
differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv.
2)."

 

                                         Ex
art. 19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

 

"  La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."

 

                                         L’art.
19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.

 

                                         La
Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da
molti anni, come altri Cantoni.

                                         L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione
della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

 

                                         Il
Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento) -, il 5 gennaio 2007, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un
lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione
delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.
"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in
Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza
dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro,
che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione
del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di
bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove
direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -,
che a far tempo dal 1° gennaio 2007 la soglia di intervento corrisponde:

 

" 
A.   Forfait globale e Supplemento
d'integrazione

 

	
  Persona dell'unità di riferimento
  (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

  	
  Forfait globale per il
  mantenimento (raccomandato dalla COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Supplemento d'integrazione
  (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Totale

   

   

   

  (fr./mese)

  
	
  1 persona

  	
    960.--

  	
  100.--

  	
  1060.--

  
	
  2 persone

  	
  1469.--

  	
  100.--

  	
  1569.--

  
	
  3 persone

  	
  1786.--

  	
  100.--

  	
  1886.--

  
	
  4 persone

  	
  2054.--

  	
  100.--

  	
  2154.--

  
	
  5 persone

  	
  2323.--

  	
  100.--

  	
  2423.--

  
	
  6 persone

  	
  2592.--

  	
  100.--

  	
  2692.--

  
	
  7 persone

  	
  2861.--

  	
  100.--

  	
  2961.--

  
	
  Per ogni persona supplementare

  	
  + 269.--

  	
  -

  	
  + 269.--

  

 

B.   Supplemento per unità di
riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti
raccomandazioni della COSAS).

Per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni
compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento mensile
assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più anni di età;
l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di queste
persone." 

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni
assistenziali per il 2007 in BU 3/2007 del 23 gennaio 2007 pag. 27-28)

 

                                         Per
inciso è utile segnalare che gli importi appena menzionati sono stati mantenuti
anche per l’anno 2008 (cfr. Direttive riguardanti gli importo delle prestazioni
assistenziali per il 2008; BU 3/2008 del 25 gennaio 2008, pag. 30, 31).

 

                                   7.   L’art.
22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

 

"  Il reddito disponibile residuale è quello definito
dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti: 

 

a) Reddito computabile: 

    1.  vengono computate le prestazioni
ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se
vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento
e dichiarate dal richiedente; 

    2.  la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera
100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000
fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli
in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non
economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono
essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel
reddito fosse difficilmente liquidabile; 

    3.  vengono interamente computati i
redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento. 

    4.  Non vengono computate le entrate
e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato.

b) Spesa vincolata: 

    1.  non vengono computati rendite e
oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps); 

    2.  non vengono computati gli
alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps; 

    3.  non vengono computate le imposte
di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps; 

    4.  le spese e gli interessi passivi
sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei
redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’
art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

c) Spesa per l’alloggio

    Per il calcolo della spesa per l’alloggio
viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive fino al
massimale previsto dall’art. 9 Laps" 

 

                                         Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

 

                                         L'art. 6
Laps regolamenta così il reddito computabile:

 

"  Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a)                                                                           i
redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994
(LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36
cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d)                                                                           i
proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni
complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai
sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale
del 19 giugno 1992; 

f) 1/15 della sostanza mobiliare e
immobiliare, imponibile; la deduzione sociale per coniugi giusta la legge
tributaria si applica anche alle famiglie monoparentali ed alle coppie
conviventi. (cpv. 1)

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza,
mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della
presente legge. (cpv. 3)

 

Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i
redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         La
spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese
vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai
sensi dell'art. 8 Laps:

 

"  La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a)                                                                           le
spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale
misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle
persone con attività lucrativa salariata;

b)                                                                           gli
interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1
lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
b) LT; 

d)                                                                           gli
alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi
legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv.
1 lett. d) e f) LT; 

f) i versamenti, premi e contributi per
acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza
individuale vincolata di cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT
versati da persone che esercitano 

    un’attività lucrativa indipendente o
dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo
pilastro; 

g)                                                                           i
premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al
momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo
della quota cantonale media ponderata; 

h)                                                                           i
premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in
caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate; 

i) ... 

j) … . (cpv. 1) 

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di
cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi: 

a)                                                                           per
le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo
dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di
3000 fr.; 

b)                                                                           per
i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo
effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

"  La
spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di: 

 

 

a) per le persone unità         importo riconosciuto dalla
legislazione

    di riferimento composte   sulle prestazioni complementari

    da una persona:               all'AVS/AI per la persona sola

 

      b) per le unità di               importo riconosciuto dalla
legislazione

                                                riferimento composte    sulle
prestazioni complementari

                                                da due persone:      all'AVS/AI
per i coniugi

 

 

      c)                                       per le unità di         importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                riferimento composte
da          sulle prestazioni complementari

                                                più di due persone: all'AVS/AI
per i coniugi maggiorato                                                                               del
20%

(cpv. 1)

 

Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con
uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte
imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art.
5 cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo
delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere
1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr.
15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01
sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre
2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni
complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

                                         

                                         Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a
determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione
di bisogno del richiedente.

                                         Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai
redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi
della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

                                         La
sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto
al conteggio nell’ambito Laps.

                                         Dal
calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali
le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni
assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona
priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a
disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

                                         Infine
il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio
n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

 

                                   8.   Nella
presente evenienza, come già visto (cfr. consid. A), l’USSI, con decisione del 22
aprile 2008, confermata con decisione su reclamo del 17 luglio 2008, ha negato all’insorgente
una prestazione assistenziale, poiché il reddito disponibile residuale della
sua unità di riferimento è più elevato del limite annuo fissato dal DSS (cfr. Doc.
A). 

 

                                         L’interessato
con il suo ricorso contesta in sostanza la presa in considerazione dei redditi
conseguiti dalla sua convivente, la quale si sarebbe limitata a pagare
unicamente alcune spese (affitto, alimentari, viaggi, vestiti), mentre avrebbe
lasciato a carico del ricorrente le spese relative all’AVS, all’assicurazione
malattie, le fatture del medico, del dentista e della farmacia. Egli ritiene
che non si dovrebbe prendere in considerazione la tassazione della sua convivente.

 

                                         In
concreto è ammesso espressamente dal ricorrente che __________ è sua
convivente. Il concubinato risale al 2 giugno 2001.

 

                                         I
conviventi hanno sottoscritto lo scorso 9 marzo 2005 un accordo che prevede
quanto segue:

 

"  I. Feststellungen (Präembel)

 

1.      
Wir sind
seit 2. Juni 2001 im Konkubinat in der Liegenschaft __________, __________, welche
__________ gehört, zusammen und beabsichtigen, dies auch weiterhin zu tun.

2.     
RI 1 ist
berufstätig; __________ ist nicht berufstätug.

3.     
Es ist unser
Wunsch und Wille, dass jedes von uns für seine eigenen Lebenshaltungskosten
aufkommen wird (Verursacherprinzip).

 

II. Vereinbarungen

 

1.      
Die
Lebenshaltungskosten für uns beide werden grundsätzlich von beiden Partnern
gemeinsam getragen. Zu den Lebenshaltungskosten zählen insbesondere Miete
(Hypothekarzins), Kosten der Haushaltsführung (Nahrung, Waschmittel etc.)
Telefon, Radio, TV, Elektrizität, Zeitungen, Versicherungen (ohne
Krankenkasse), Auto. Wir vereinbaren, dass RI 1 an diese Kosten monatlich
pauschal Fr. 2'000.—bezahlt.

2.     
Die Kosten
für persönliche Bedürfnisse (Hobbies, Kleider, Bücher, Coiffeur etc.) trägt
jede Partei selbst, ebenso die für sie anfallende Bundes-, Staats und
Gemeinde-Steuern.

3.     
Diejenigen
Vermögenswerte und Gegenstände, die auf den Namen einer Partei lauten oder für
die sie einen Beleg des Eigentums vorlegt, sind deren Alleineigentum. Später
angeschaffte Gegenstände sind Miteigentum zur Hälfte, ausser es sind Belege
vorhanden, dass sie Alleinigentum des einen oder andern sind. Wir legen heute
schon fest, dass Mobiliar und Hausrat grundsätzlich im Hause bleiben sollen,
auch wenn das Haus später einmal nur noch vom einen oder andern von uns bewohnt
werden sollte.

4.     
Aendern sich
die Verhältnisse, von denen die Patienten bei der Errichtung dieser
Vereinbarung ausgegangen sind, wesentlich und dauernd, hat jede Partei das
Recht, eine Anpassung zu verlangen. Wird die Erfüllung der Vereinbarung für
eine Partei unmöglich oder ist sie einer Partei nicht mehr zuzumuten, ist sie
aufzulösen.

5.     
Bei Auflösung
dieser Vereinbarung nimmt jeder Partner sein Eigentum zurück (ohne Mobiliar).
Das im Hause von __________ befindliche Mobiliar bleibt ihr Eigentum, sofern RI
1 nicht sein Eigentum beweist. Verträge unter Lebenden sind fällig und zu
erfüllen. Während der Dauer dieser Vereinbarung gemachte Schenkungen verbleiben
beim Beschenkten. 

6.     
Für den Fall,
dass __________ ihre Liegenschaft aus irgendwelchen Gründen (Invalidität,
Pflegeheim etc.) dauernd nicht mehr bewohnen kann, hat RI 1 während drei Jahren
ein unentgeltliches Wohnrecht im Haus von __________ (im Sinne einer zinsfreien
befristeten Miete). Die laufenden Kosten für den Betrieb des Hauses
(Elektrizität, Wasser, Heizung, Kehrichtabfuhr etc.) jedoch ohne
Liegenschaftsunterhalt und allfällige Hypothekarzinsen hat er zu bezahlen. Er
hat während diesen drei Jahren das Vorkaufsrecht an der Liegenschaft zum Preis
und den Bedingungen eines Dritten.“ (doc. 6, sottolineatura del redattore)

 

                                   9.   Chiamato
ad esaminare l'operato dell'USSI, il TCA rileva innanzitutto che l’art. 21 Las,
che si riferisce all’unità di riferimento, prevede che:

 

"  In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del
diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito
disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di intervento
delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono esclusi i
genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi dell’art.
277 CCS. (cpv. 1)

In caso di rigore, l’autorità competente può pure escludere dall’unità
di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro obblighi di
mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del diritto, ai sensi
degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS. (cpv. 2)."

 

                                         Secondo
l'art. 4 Laps:

 

"  L’unità di riferimento è costituita: 

a) dal titolare del diritto; 

b) dal coniuge; 

c) dal partner convivente, se la convivenza è considerata stabile;

d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale; 

e) dai figli maggiorenni, se questi non
sono economicamente indipendenti.” (la sottolineatura è del redattore)

 

 

                                         Giusta
l’art. 2a Reg.Laps:

 

"  La convivenza è considerata stabile se,
alternativamente:

a)    
vi sono figli
in comune;

b)    
la convivenza
procura gli stessi vantaggi di un matrimonio;

c)     
la convivenza
è durata almeno 6 mesi.”

 

                                         L'unità
economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde
alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr.
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).

 

                                         Fino
al 1° ottobre 2006 il tenore dell’art. 4 cpv. 1 lett. c Laps prevedeva
unicamente che “l’unità di riferimento è costituita dal partner convivente, se
vi sono figli in comune”.

 

                                         Dal Messaggio
concernente la modifica della Laps del 25 ottobre 2005 emerge che:

 

" 
(…)

L’attuale
art. 4 cpv 1 lett. c) Laps prevede che fa parte dell'unità di riferimento il
partner convivente, se vi sono figli in comune.

Questa
regola era stata definita per garantire la parità di trattamento, considerando
alla stessa stregua delle coppie sposate anche le unioni libere, a condizione
che queste siano obiettivamente fondate da una convivenza e dall’esistenza di
figli in comune; solo in questo caso, il partner è perciò assimilato a un
‘coniuge’, indipendentemente dallo stato civile dei membri della coppia.

Non
appartengono invece alla medesima unità economica di riferimento i partners
senza figli in comune: i partners senza obblighi di mantenimento reciproci
(coppie non sposate senza figli in comune) sono considerati unità economiche
indipendenti a tutti gli effetti. 

Dall’entrata
in vigore della Laps la giurisprudenza in materia di conviventi ha subito
un’evoluzione significativa. Ad esempio la sentenza del TF (DTF 1P.184/2003) in
materia di anticipo alimenti (ma applicabile a tutte le prestazioni sociali),
conferma e precisa la DTF 129 I 1, affermando che non è di per sé contrario al
principio di uguaglianza tener conto per il calcolo di prestazioni sociali
anche del reddito di un convivente se la convivenza ha una certa stabilità (per
non creare disparità con i nuovi coniugi).

Viola
però tale principio il tener conto della convivenza sin dal primo giorno della
stessa e l'imporre alla richiedente la prova che la convivenza non ha una
stabilità simile ad un matrimonio.

Nella
sentenza del 12.01.2004, causa 2P.218/2003, il TF precisa che occorre prendere
in considerazione i redditi e la fortuna dei due partner se la loro convivenza
può essere definita "stabile". Tale sarà in particolare il caso
quando i partner fanno famiglia comune da molti mesi o quando educano insieme
un bambino comune. Se la convivenza può essere definita "stabile"
tenuto conto di tutte le circostanze del caso particolare, occorrerà dunque stabilire
un bilancio unico per i due concubini.

Per
definire se la convivenza può essere definita stabile, relativamente alla
durata minima dell’unione, il TF lascia un certo margine di apprezzamento ai
Cantoni. Se in precedenti sentenze il TF prevedeva un minimo di 5 anni di
convivenza, attualmente la prassi prevede un concetto di molti mesi. (…)”

 

                                         Al
riguardo cfr. pure la sentenza del 31 agosto 2006 emessa dalla Chambre
administrative del Canton Jura, pubblicata in RJJ 1/07 e le Direttive COSAS,
versione dicembre 2007, p.to F.5.1.

 

                                         A
proposito dei concubini, con sentenza 8C_790/2007 del 23 luglio 2008,  destinata
a pubblicazione, il Tribunale federale ha affermato:

 

"  5.5 Il n'existe entre les concubins aucun devoir
légal d'entretien et d'assistance (ATF 129 I 1 consid. 3.2.4 p. 6; voir aussi ATF 106
II 1 consid. 2 p. 4). En matière civile, la jurisprudence développée sous
l'empire de l'ancien droit du divorce a considéré, sous certaines conditions,
que le concubinage constituait une communauté assimilable au mariage pouvant
entraîner la perte du droit à la rente du conjoint divorcé. Le Tribunal fédéral
a toutefois posé la présomption (réfragable) qu'un concubinage était stable
lorsqu'il durait depuis cinq ans au moment de l'ouverture de l'action en
modification du jugement de divorce (« concubinage qualifié »; ATF 118 II 235 consid.
3a p. 237, 114 II
295 consid. 1a p. 297; voir également Urs Fasel/Daniela Weiss, Auswirkungen des
Konkubinats auf (nach-) eheliche Unterhaltsansprüche, PJA 1/2007 p. 13 ss). En
matière d'aide sociale, il existe dans les cantons une tendance de plus en plus
marquée d'assimiler à des couples mariés des concubins qui vivent dans une
relation durable. A ce propos, si la personne assistée vit dans une relation de
concubinage stable, la jurisprudence admet qu'il n'est pas arbitraire de tenir
compte de cette circonstance dans l'évaluation des besoins d'assistance, quand
bien même il n'existe pas un devoir légal et réciproque d'entretien entre les
partenaires. Dans
cette optique, il est admissible de tenir compte du fait que ces derniers sont
prêts à s'assurer mutuellement assistance (FamPra.ch 2004 p. 434 [arrêt du 12
janvier 2004, 2P.242/2003 consid. 2]; arrêt du 10 juillet 2006, 2P.230/2005
consid. 3.3, arrêt du 12 janvier 2004, 2P.218/2003 consid. 3.2, arrêt du 24 août 1998, 2P.386/1997;
Thomas Gächter/ Myriam Schwendener, Nichteheliche Lebensgemeinschaften im
Sozialversicherungsrecht, Ein Beitrag zum Verhältnis von Familien-und
Sozialversicherungsrecht, in : FamPra.ch 2005, p. 857 s.; Felix Wolffers,
Grundriss des Sozialhilferechts, 2ème éd, Berne 1999, p. 162; Peter Stadler,
Unterstützung von Konkubinatspartnern, in: Zeitschrift für Sozialhilfe [ZeSo]
1999, p. 29 ss). A
ce propos, les directives de la Conférence suisse des institutions d'action sociale
(CSIAS) prévoient que si les partenaires vivent en concubinage stable et si une
seule personne est bénéficiaire de l'aide sociale, le revenu et la fortune du
partenaire non bénéficiaire peuvent être pris en compte de manière appropriée. Elles précisent qu'un concubinage est
considéré comme stable, notamment, s'il dure depuis deux ans au moins ou si les
partenaires vivent ensemble avec un enfant commun (norme CSIAS 12/07 F.5 - 2).
Dans ce même ordre d'idées, le Tribunal fédéral a jugé, s'agissant de l'avance
de pensions alimentaires, qu'une disposition cantonale selon laquelle les
revenus du concubin du parent ayant droit sont pris en compte, et l'avance
alimentaire accordée seulement si le revenu total des deux concubins ne dépasse
pas la limite fixée, n'était pas arbitraire (ATF 129 I 1).”

 

                                         In
concreto, dunque, contrariamente a quanto preteso dall'insorgente, a
prescindere dall'accordo concluso tra i conviventi che regola unicamente i
rapporti interni tra le parti, la  sua unità di riferimento è costituita da lui
stesso e dalla convivente di lunga data. Ancora il 22 febbraio 2008 __________,
in una “Schuldbestätigung”, successiva alla firma del predetto accordo,
ha infatti precisato che il ricorrente “seit dem 1.7.06 bei mir Kost und
Logie bezieht und ich zusätzlich für seine laufenden Rechnungen; Tel. Gebühren, Krankenkasse, Kleider, Arznei, Zahnart, Brille, Steuern
und Transporte aufkomme. Einen Teil vergütet
Herr RI 1 durch Arbeiten in meinem Auftrag, z.B. Wäsche Haushalt. Den Rest habe
ich als Schuldbelastung für die Jahre (…) notiert.“ (doc. 17).

                                         

                                         L’insorgente
non può pertanto sfuggire al cumulo dei redditi, previsto dalla legge
cantonale, tramite un accordo privato. Sarebbe altrimenti possibile, con la
stipulazione di convenzioni tra conviventi, eludere facilmente gli art. 4 Laps e
2a Reg. Laps.

 

                                         La
Laps, in effetti, a differenza delle assicurazioni sociali federali, parifica la convivenza tra due persone (non è necessario che si tratti
di un’unione registrata, che del resto è possibile unicamente tra persone dello
stesso sesso - cfr. art. 1 e 2 Legge sull’unione domestica registrata,
LUD, in vigore dal 1° gennaio 2007) al matrimonio (art. 4
Laps; riguardo agli assegni di famiglia cfr. RDAT II-2001 N. 22 pag. 89 segg.;
STCA del 26 gennaio 2001 nella causa B.P.; STCA del 24 luglio 2000 nella causa
A.I.; STCA del 15 aprile 1996 nella causa M.M.).

 

                                         Ai fini
della determinazione del diritto o meno del ricorrente a una prestazione
assistenziale vanno conseguentemente considerati i redditi e le spese suoi e della
convivente.

 

                                         Come
emerge dal calcolo delle prestazioni assistenziali (doc. 2), ritenuto in
particolare che la convivente beneficia di un importo annuo di fr. 120'000 di
alimenti, oltre a fr. 16'438 di reddito da titoli e capitali e fr. 20'385 di
valore locativo e affitti (cfr. tassazione 2006) e possiede una sostanza computabile
di fr. 1’871’881, l’interessato non ha diritto all’aiuto statale richiesto, non
presentando nessuna lacuna di reddito, siccome
il reddito disponibile residuale risulta più elevato della soglia di intervento (fr. 162'823 al mese a disposizione; cfr. la tabella di calcolo,
doc. 2).

 

                                         Per
cui, la decisione dell’USSI, di non concedere prestazioni all’insorgente, si
rivela corretta.

 

                                         A
questo proposito, il fatto che l’insorgente ha affermato di prendere in
considerazione un trasloco così da poter comporre due unità di riferimento
distinte, nel caso di specie non è determinante nella misura in cui questo
tribunale deve limitare l'esame del caso alla situazione effettiva che si
presenta all'epoca in cui è stata resa la decisione impugnata. I fatti accaduti posteriormente e
che hanno modificato questa situazione devono di regola formare oggetto di un
nuovo provvedimento (fra le tante cfr. DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248
consid. 1a, 112 V 93 consid. 3, 99 V 102).

                                10.   Per quanto concerne la non perfetta conoscenza dell’italiano, va
rammentato che con sentenza del 9 gennaio 2007 (inc. 36.2006.155), nell’ambito
di una causa concernente una richiesta di sussidio per il pagamento dei premi
della Cassa malati, questo Tribunale ha rammentato che:

 

"  (…) in DTF 128 V 34, a proposito della
territorialità della lingua (art. 70 cpv. 2 Cost.), il TFA ha affermato:

 

“                                                aa)
D'après la jurisprudence rendue sous l'empire de la Constitution de 1874, la
liberté de la langue faisait partie des libertés non écrites de la Constitution
fédérale. Elle garantit l'usage de la langue maternelle, ou d'une autre langue
proche, voire de toute langue de son choix. Lorsque cette langue est en même
temps une langue nationale, son emploi était en outre protégé par l'art. 116 al. 1 aCst. Dans les rapports avec les
autorités toutefois, la liberté de la langue est limitée par le principe de la
langue officielle.
En effet, sous réserve de dispositions particulières (par exemple les art. 5
par. 2 et 6 par. 3 let. a CEDH), il n'existe en principe aucun droit à
communiquer avec les autorités dans une autre langue que la langue officielle. Celle-ci
est elle-même liée au principe de la territorialité, au sens où elle correspond
normalement à la langue qui est parlée dans le territoire concerné. Ces principes ont été
formalisés dans la Constitution de 1999, notamment aux art. 18 et 70 (sur ces
divers points: ATF 127 V 225 consid. 3b/aa et les références citées).

 

bb) Le principe de la
territorialité des langues a pour conséquence que les parties doivent
s'adresser aux autorités judiciaires cantonales dans la langue officielle du
canton (ATF 108 V 208; RDAT 1993 II no 78 p. 215; MARCO BORGHI, Langues
nationales et langues officielles, in: THÜRER/AUBERT/MÜLLER [éd.], Droit
constitutionnel suisse, Zurich 2001, § 37 ch. 39; en ce qui concerne la
procédure administrative dans le domaine de l'assurance-invalidité: STÉPHANE
BLANC, La procédure administrative en assurance-invalidité, thèse Fribourg
1999, p. 125 sv.). Selon la jurisprudence, dans les relations avec ses
autorités, les cantons peuvent imposer leur langue officielle comme langue
judiciaire et exiger la traduction des actes de procédure rédigés dans une
autre langue, fût-elle l'une des langues officielles de la Confédération (SJ
1998 p. 312 consid. 3 et les références).”

 

Per
cui nel caso di specie l’insorgente non può lamentarsi di non aver trovato
interlocutori con i quali parlare nella sua lingua madre. Inoltre, va comunque
evidenziato come le
asserite difficoltà linguistiche non hanno impedito all’insorgente di inoltrare
le domande di sussidio per il 2004 e per il 2005, di rispondere alle richieste
dell’amministrazione in ambito di accertamento dei redditi (cfr. allegati al
doc. 1), di inoltrare, a suo dire, un reclamo (cfr. doc. 2), di rivolgersi, con
uno scritto in tedesco, ad un funzionario del Cantone e di impugnare la
decisione litigiosa al TCA.

 

In questo senso le difficoltà linguistiche non sono state di impedimento
per la salvaguardia dei suoi diritti.”

 

                                         Nel
caso di specie l’assicurato fa valere difficoltà di contatto con l’USSI. Egli
ha tuttavia potuto dapprima inoltrare reclamo all’autorità cantonale ed in
seguito ricorso al TCA, che dispone di pieno potere cognitivo. Le sue censure,
seppur respinte, sono state tenute in debita considerazione da questo
Tribunale. Per cui l’asserita mancata conoscenza dell’italiano non gli è stata
di pregiudizio.

 

                                11.   Per quanto attiene, infine, l’obbligo di informare, con sentenza del
23 novembre 2006, inc. 36.2006.162, al consid. 2.11, il TCA, sempre nell’ambito
dei sussidi, ha affermato:

 

"  Per quanto attiene alla censura ricorsuale secondo
cui l’insorgente non sarebbe stato informato circa la possibilità in generale
di chiedere il sussidio, va innanzitutto rilevato che egli non sostiene di aver
ottenuto informazioni errate o di essersi rivolto ad uffici amministrativi
senza ottenere risposte in merito alle sue richieste. 

In casu non può, dunque, essere richiamato il diritto alla protezione
della buona fede di cui all’art. 9 Cost.

Infatti, secondo la giurisprudenza, di
regola un'informazione erronea è vincolante quando l'autorità, intervenendo in
una situazione concreta nei confronti di persone determinate, era competente a
rilasciarla, il cittadino non poteva riconoscerne l'inesattezza e, sempre che
l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo, fidandosi dell'informazione
ricevuta egli abbia preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio
(cfr. STFA del 25 ottobre 2005 nella causa K. e B., K 107/05, consid. 3.1.; DTF
127 I 36 consid. 3a, 126 II 387 consid. 3a; RAMI 2000 no. KV 126 pag. 223, no.
KV 133 pag. 291 consid. 2a; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost.,
la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 121 V 66 consid.
2a e sentenze ivi citate). 

Non essendo in presenza, in concreto, di
informazioni erronee fornite dalle autorità competenti, la buona fede del
ricorrente non può in nessun caso essere tutelata.

 

Va poi rammentato che di principio il sussidio dell’assicurazione
malattia viene concesso solo se l’assicurato bisognoso ne fa esplicita
richiesta. Se l’interessato non inoltra l’istanza, il sussidio non viene
attribuito. Solo i beneficiari di prestazioni complementari, di regola,
ottengono la riduzione del premio automaticamente (cfr. art. 28 e 40 LCAMal). 

 

Non esiste invece, di regola, un obbligo, per l’UAM, di informare
personalmente tutti i cittadini residenti in Ticino della possibilità di
ottenere il sussidio. L’informazione avviene in forma generale con
pubblicazioni sui giornali e sul Foglio Ufficiale. In particolare le modifiche
legislative e i decreti esecutivi con i quali il Consiglio di Stato fissa i
limiti di reddito che danno diritto all’ottenimento della riduzione del premio
sono pubblicati sul Foglio Ufficiale, mentre i termini per l’inoltro della
richiesta, oltre ad essere fissati nella legge, posso essere chiesti agli
Uffici competenti per il rilascio di tali informazioni (in particolare l’UAM e
le cancellerie comunali).

 

Di conseguenza l’assicurato non può prevalersi dell’ignoranza della
legge (per dei casi analoghi cfr. STCA del 5 ottobre 2006 nella causa C.,
36.2006.157; STCA del 9 dicembre 2002 nella causa D., 36.2002.119, già
menzionata al consid. 2.9.).”

 

                                         Analogamente,
nel caso di specie, l’interessato non può neppure prevalersi di un’asserita
assenza di informazioni.

 

                                12.   Alla
luce di quanto sopra esposto, la decisione su reclamo merita conferma, mentre
il ricorso va respinto.

 

                                13.   Con
il ricorso l’insorgente dice di essere a disposizione per chiarimenti ed indica
il suo numero di telefono.

 

                                         Il
TCA rileva innanzitutto che l’audizione richiesta può essere rifiutata senza
per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2
Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

                                         Infatti,
secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento
pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e
inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad
esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di
testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile
obbligo (cfr. sentenza del 21 agosto 2007, I 472/06, consid. 2
che ha confermato questo principio, nonché DTF 122 V 47; cfr. pure DTF
124 V 90, consid. 6, pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).

 

                                         In
concreto, non essendo stata presentata una domanda espressa di procedere ad
un’udienza pubblica (il ricorrente ha indicato di essere a disposizione per
chiarimenti), questo TCA rinuncia ad un’audizione delle parti poiché superflua
ai fini dell’esito della vertenza (cfr. sentenza del 21 agosto 2007, I 472/06,
consid. 2).

                                         Del
resto dagli atti prodotti emerge chiaramente la correttezza della decisione dell’USSI.

 

                                         Conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechts-pflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no.
320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA
dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122
III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere
sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.;
DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e
riferimenti).

 

                                         In
concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita
dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori
prove e all’audizione delle parti.

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti