# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** def91ca9-f8dd-5d98-90b0-487ed4701459
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-11-03
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 03.11.2014 15.2014.119
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2014-119_2014-11-03.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2014.119

  	
  Lugano

  3 novembre 2014/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG) sul
ricorso 28 ottobre 2014 di

 

	
   

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l'operato dell'Ufficio esecuzione (UE) di Lugano,
o meglio contro la comminatoria di fallimento emessa il 24 ottobre 2014 nell'esecuzione
n. __________ promossa nei confronti del ricorrente da

 

	
   

  	
  PI
  1 

  PI
  2 

  (c/o RA
  1, __________)

   

  

ritenuto

 

in fatto:                A.  Nell'esecuzione
n. __________ promossa il 24 ottobre 2013 da PI 1 e PI 2 contro RI 1 per l'incasso
di fr. 7'869.55 oltre accessori, il 24 ottobre 2014 l'Ufficio esecuzione (UE) di Lugano, appurato che l'opposizione interposta dall'escusso era
stata rigettata in via definitiva con sentenza del 25 giugno 2014 dal
Richteramt Solothurn-Gösgen, gli ha notificato la comminatoria di fallimento,
detraendo dall'im­­porto posto in esecuzione un acconto di fr. 5'000.– del
24 ottobre 2013 (cauzione) e aggiungendovi le spese giudiziarie di rigetto,
pari a fr. 2'105.65.

 

                            B.  Con
ricorso 28 ottobre 2014, RI 1 si oppone alla comminatoria di fallimento,
chiedendo di confermare il “concordato” che dice di voler proporre, ovvero il
pagamento del saldo mediante rate di fr. 80.– mensili.

 

                            C.  Nelle
sue osservazioni del 3 novembre 2014 l'UE di Lugano postula la reiezione del
ricorso, il quale non è stato notificato alla parte escutente, stante l'esito
del giudizio odierno.

 

 

Considerato

 

in diritto:              1.  Giusta
l'art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la via giudiziaria, il
ricorso all'autorità di vigilanza è ammesso contro ogni provvedimento di un
ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di una norma di diritto o
un errore di apprezzamento. Contro la notifica della comminatoria di fallimento
può quindi essere formulato un ricorso, ma unicamente per ragioni formali (Ottomann/Markus in: Basler
Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 6 ad art. 160
LEF), quali ad esempio l'incompetenza territoriale dell'ufficio d'esecuzione
(DTF 118 III 6), il mancato assoggettamento dell'escusso all'esecuzione
ordinaria in via di fallimento (art. 39 e 40 LEF), l'assenza di una decisione
esecutiva che rigetti l'opposizione o l'inoltro di un'azione di disconoscimento
di debito (art. 88 cpv. 1 LEF). La via del ricorso è invece preclusa per
questioni di merito (relative alla validità materiale del credito posto in
esecuzione), la cui cognizione spetta esclusivamente all'autorità giudiziaria o
amministrativa competente, in particolare nell'ambito della procedura di
rigetto dell'opposizione (art. 80 segg. LEF).

 

                             2.  Nel
caso specifico, RI 1 si oppone alla comminatoria di fallimento, affermando di
voler proporre un “concordato”, termine con cui intende un accordo di pagamento
rateale del saldo del credito posto in esecuzione. Egli sostiene di non essere
in grado di pagare rate superiori a fr. 80.– mensili. Sennonché né l'Ufficio
né la Camera sono competenti per avviare una procedura di concordato, la relativa
istanza dovendo essere presentata alla Pretura del Distretto in cui il debitore
ha il domicilio (art. 293 LEF e 14 cpv. 2 LALEF). Ad ogni modo l'esecuzione
continua il suo corso fintanto che il giudice del concordato non decreta la
moratoria concordataria (cfr. art. 293c cpv. 2 lett. b e 297 cpv. 1
LEF) o che il giudice del fallimento non differisce d'ufficio la decisione sul
fallimento, ove ritenga possibile la conclusione di un concordato (art. 173a
cpv. 2 LEF). L'argomentazione del ricorrente non giustifica quindi l'annullamento
della comminatoria di fallimento.

                             3.  Il
ricorso va di conseguenza respinto. Non si preleva la tassa di giustizia e non
si assegnano indennità (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2
lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:            1.  Il ricorso
è respinto.

 

                             2.  Non
si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                             3.  Notificazione
a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                  Comunicazione
all'Ufficio di esecuzione di Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d'appello

Il presidente                                                 Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile
presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro cinque giorni
dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata
nell'ambito di un'esecuzione cambiaria.