# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 72f45917-69cf-58d3-9d97-636a6a75aa02
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-10-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.10.2020 35.2020.39
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2020-39_2020-10-19.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2020.39

   

  mm

  	
  Lugano

  19 ottobre 2020

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 maggio 2020 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 23 marzo 2020 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 19 maggio 2019, RI 1,
dipendente dell’Osteria __________ di __________ in qualità di cameriera e,
perciò, assicurata d’obbligo contro gli infortuni e le malattie professionali
presso la CO 1 (di seguito: CO 1), si trovava alla guida della propria
autovettura quando è stata costretta a frenare bruscamente per evitare di tamponare
il veicolo che la precedeva (doc. A 8). A causa di questo evento, ella ha
riportato, secondo il certificato 13 luglio 2019 del dott. __________, un colpo
di frusta con cervicalgia e brachialgia bilaterale (doc. M 3). 

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti del
caso, con decisione formale del 10 ottobre 2019, la CO 1 ha rifiutato di
assumere l’evento del maggio 2019, tanto a titolo d’infortunio ex art. 4 LPGA
che a titolo di lesione parificata ai postumi d’infortunio ex art. 6 cpv. 2
LAINF (doc. A 17).

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dalla RA 1 (cfr. doc. A 19), in data 23 marzo 2020, l’assicuratore
LAINF ha in sostanza confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr.
doc. A).

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso del 14
maggio 2020, RI 1, sempre rappresentata dalla RA 1, ha chiesto che la CO 1
venga condannata ad assumere l’evento in discussione quale infortunio ai sensi
di legge e, quindi, a riconoscere le prestazioni assicurative. 

                                         A sostegno delle proprie
pretese, il patrocinatore dell’assicurato fa innanzitutto valere che sarebbero
adempiuti tutti gli elementi costitutivi di un infortunio ex art. 4 LPGA,
segnatamente quello del carattere straordinario del fattore esterno in presenza
di uno sforzo eccessivo ai sensi della giurisprudenza, precisato che
“contrariamente a quanto sostenuto dall’assicuratore, una frenata d’emergenza
non è certo un fattore “normale” nel traffico, anche se è naturalmente
possibile, come d’altronde lo è una collisione, ma assume il carattere
repentino, involontario e straordinario richiesto dalla LAINF, e questo anche
in considerazione del principio dell’affidabilità (risultante dall’art. 27 cpv.
1 della LCS) secondo la quale ogni utente del traffico che si comporta
correttamente può ritenere che anche gli altri si comportino secondo le norme
stabilite. Perciò, in generale, nessun utente della strada deve aspettarsi che
gli altri conducenti possano trasgredire alle norme di circolazione (nel
presente caso la brusca frenata della vettura che precedeva la ricorrente).
Ora, il fatto di non aver urtato da nessuna parte, non può essere considerato
quale motivo per giudicare se sussiste un’azione repentina, involontaria e
straordinaria, ma è semplicemente dovuto alla protezione garantita dalle
cinture di sicurezza, che hanno impedito l’urto ma, trattenendo il corpo, hanno
permesso la proiezione violenta della testa in avanti, con la conseguente
lesione al rachide cervicale. Inoltre, dal profilo medico, la repentina
apparizione dei dolori al collo ed al braccio destro e sinistro parlano, con
probabilità preponderante, per una lesione traumatica conseguente ad
infortunio.” (doc. I, p. 5 s.). 

                                         D’altro canto, egli
contesta il fatto che tra i disturbi denunciati dalla ricorrente e l’evento del
maggio 2019 non esisterebbe una relazione di causalità né naturale né adeguata,
così come lo sostiene l’assicuratore convenuto a titolo di “ipotesi di lavoro”
(cfr. doc. I, p. 6). 

 

                               1.4.   La CO 1, in risposta, ha
postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. III). 

 

                               1.5.   In data 15 giugno 2020, il
rappresentante della ricorrente ha comunicato al TCA di non avere ulteriori
mezzi di prova da produrre (doc. V). 

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del
31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12
marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e
H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00
del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29
gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag.
190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre
1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8
settembre 2015).

 

                                         nel merito

 

                               2.2.   Litigiosa è la questione di
sapere se la CO 1 era legittimata a negare la propria responsabilità a
proposito dell’evento occorso all’assicurata il 19 maggio 2019, oppure no. 

 

                               2.3.   Secondo l’art. 6 cpv. 1
LAINF, per quanto non previsto altrimenti dalla legge, le prestazioni
assicurative sono effettuate in caso d’infortuni professionali, d’infortuni non
professionali e di malattie professionali.

                                         Il Consiglio federale può
includere nell’assicurazione le lesioni corporali parificabili ai postumi
d’infortunio (cpv. 2).

 

                               2.4.   L'art. 4 LPGA così definisce
l'infortunio:

 

" È
considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario,
apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la
salute fisica o psichica o che provochi la morte."

 

                                         Questa definizione
riprende, nella sostanza, quella che era prevista all'art. 9 cpv. 1 vOAINF -
disposizione abrogata dall'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni
dell'11 settembre 2002 (RU 2002 3914), in vigore dal 1° gennaio 2003 -, di modo
che la relativa giurisprudenza continua ad essere applicabile. 

 

                                         Cinque sono dunque gli
elementi costitutivi essenziali dell'infortunio:

 

" - l'involontarietà

  - la repentinità

  - il danno alla salute (fisica o psichica)

  - un fattore causale esterno

  - la straordinarietà di tale fattore"

 

                                         (cfr.
Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA),
Losanna 1992, p. 44-51)

 

                                         Scopo
della definizione è di tracciare un chiaro confine tra infortunio e malattia.

 

                               2.5.   Si evince dalla nozione
stessa di infortunio che il carattere straordinario non concerne gli effetti
del fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale
(cfr. RAMI 2000 U 374, p. 176).

                                         Pertanto, è irrilevante il
fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni gravi o inabituali.

                                         Il fattore esterno è
considerato come straordinario quando eccede, nel caso concreto, il quadro
degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente, definire
quotidiane o abituali (DTF 129 V 402 consid. 2.1, 122 V 233 consid. 1, 121 V 38
consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss,
consid. 2a).

 

                                         Vi è infortunio unicamente
se un fattore esterno ha agito sul corpo. L'evento
deve accadere nel mondo esterno. 

                                         Quando il processo lesivo
si svolge all'interno del corpo umano, senza l'intervento di agenti esterni,
l'ipotesi di un evento infortunistico è data essenzialmente in caso di sforzo
eccessivo o di movimenti scoordinati. 

                                         La giurisprudenza esige, perché
si possa ammettere il fattore causale di sforzi eccessivi, che essi superino in
modo evidente le sollecitazioni cui la vittima è normalmente esposta e alle
quali, per costituzione, consuetudine o addestramento, essa è abitualmente in
grado di resistere. 

                                         Da un altro lato, per
poter ritenere che lesioni corporali siano state causate da movimenti
scombinati o incongrui, lo svolgimento naturale del movimento corporeo è
influenzato da un impedimento “non programmato”, legato all’ambiente esterno.
In caso di movimento scombinato, l’esistenza del fattore esterno deve essere
ammessa poiché il fattore esterno – la modifica tra il corpo e l’ambiente
esterno – costituisce allo stesso tempo il fattore straordinario in ragione
dello svolgimento non programmato del movimento (DTF 130 V 117 consid. 2.1). Costituiscono
ad esempio dei fattori esterni straordinari, il fatto d’inciampare, di
scivolare o di urtare un oggetto (RAMI 2004 U 502 p. 184, RAMI 1999 U 345 p.
422). Laddove la lesione consiste in un danno corporeo interno, che potrebbe
insorgere anche a seguito di una malattia, il movimento scombinato deve
apparirne come la causa diretta in considerazione di circostanze
particolarmente evidenti. Un infortunio si manifesta di regola mediante una
lesione percettibile dall’esterno. Se ciò non è il caso, è più verosimile che
il danno sia di origine morbosa (STF 8C_693/2010 del 25 marzo 2011 consid.
5.2). 

 

                               2.6.   Giusta l’art. 6 cpv. 2 LAINF,
introdotto nel quadro della revisione della Legge federale sull’assicurazione
contro gli infortuni, entrata in vigore il 1° gennaio 2017, applicabile al caso
di specie visto che l’evento annunciato
dall’interessato è accaduto il 19 maggio 2019, l’assicurazione effettua
le prestazioni anche per le lesioni corporali seguenti – fratture (lett. a),
lussazioni di articolazioni (lett. b), lacerazioni del menisco (lett. c),
lacerazioni muscolari (lett. d), stiramenti muscolari (lett. e), lacerazioni
dei tendini (lett. f), lesioni dei legamenti (lett. g) e lesioni del timpano
(lett. h) - a condizione che non siano dovute prevalentemente all’usura o a una
malattia.

 

                                         Al riguardo, è utile
sottolineare che, rispetto al diritto previgente (cfr. art. 9 cpv. 2 v.OAINF),
con il nuovo art. 6 cpv. 2 LAINF il legislatore federale ha rinunciato al criterio
del fattore esterno.

 

                                         In una sentenza di
principio 8C_22/2019 del 24 settembre 2019, pubblicata in DTF 146 V 51, il Tribunale
federale, avuto riguardo all’applicazione dell’art. 6 cpv. 2 LAINF, ha
innanzitutto stabilito che se vi è stato un infortunio ex art. 4 LPGA e
l’assicurato ha riportato una lesione corporale figurante nell’elenco,
l’assicuratore è tenuto a corrispondere le prestazioni assicurative in base
all’art. 6 cpv. 1 LAINF. Nel caso in cui, invece, non è accaduto un infortunio
ai sensi di legge, ma l’assicurato presenta, comunque, una lesione corporale
giusta l’art. 6 cpv. 2 LAINF, il caso deve essere esaminato dal profilo di
quest’ultima disposizione (consid. 9.1). 

                                         In presenza di una lesione
corporale figurante nell’elenco, l'assicuratore è di principio tenuto a
corrispondere le prestazioni assicurative, fintanto che non dimostra, con il
grado della verosimiglianza preponderante, che la lesione in questione è da
ricondurre prevalentemente - ossia in misura maggiore al 50% (consid. 8.2.2.1)
- a usura o malattia (consid. 8.2.2 e 9.1). 

                                         Tale onere probatorio
rende, comunque, necessario distinguere tra una lesione corporale parificata di
tipo infortunistico (che deve essere assunta dall'assicurazione contro gli
infortuni) ed una lesione corporale figurante nella lista, ma causata da usura
e malattia (a carico dell’assicuratore contro le malattie). L’apporto della
prova liberatoria presuppone che, nell’ambito dell’obbligo di accertamento ex
art. 43 cpv. 1 LPGA, ricevuta la notifica relativa ad una lesione parificata ad
un infortunio (art. 6 cpv. 2 lett. a-h LAINF), l’assicuratore chiarisca le
circostanze in cui essa si è verificata. Occorre dunque accertare i dettagli
relativi sia alla situazione anteriore, che alla prima comparsa dei disturbi
lamentati dall’assicurato e ponderare, dal punto di vista medico, gli elementi
che depongono in favore, o a sfavore, di un’origine della lesione dovuta
all’usura o alla malattia ed è in tal senso che la questione a sapere se ha
avuto luogo un evento iniziale riconoscibile e identificabile continua ad
essere determinante al fine di circoscrivere l'obbligo prestativo
dell'assicuratore contro gli infortuni rispetto a quello dell'assicuratore
contro le malattie. Se lo spettro delle possibili cause è costituito
esclusivamente da elementi che parlano a favore di un’usura o di una malattia,
ne consegue inevitabilmente che è stata fornita la prova a discarico
dell'assicuratore infortuni e non sono necessari ulteriori chiarimenti (consid.
8.6). 

                                         La prova che una lesione
corporale figurante nella lista è dovuta in maniera prevalente all'usura o a
una malattia deve essere considerata fornita anche quando un assicuratore
contro gli infortuni dimostra che un infortunio secondo l’art. 4 LPGA non è in
nesso di causalità, nemmeno in minima misura, con la lesione in questione e non
esistono indizi che una circostanza avvenuta dopo l'evento potrebbe costituirne
una causa possibile (consid. 9.2).

                                         Sul
tema, si veda pure la STF 8C_267/2019 del 30 ottobre 2019 consid. 6 e la STF
8C_169/2019 del 10 marzo 2020 consid. 5.4 e 5.5.

 

                               2.7.   Conformemente alla
giurisprudenza, tocca all'assicurato rendere verosimile l'esistenza, in
concreto, di tutti gli elementi costitutivi d'infortunio.

                                         Quando l'istruttoria non
permette di ritenere accertati, perlomeno secondo il grado della
verosimiglianza preponderante - la semplice possibilità non basta - tali
elementi, il giudice constata l'assenza di prove o di indizi e, quindi,
l'inesistenza giuridica dell'infortunio (cfr. DTF 114 V 305 consid. 5b, 116 V 136 consid. 4b, 111 V 201 consid. 6b; RAMI 1990 U 86, p.
50; A. Bühler, Der Unfallbegriff, in A. Koller (Hrsg.), Haftpflicht- und
Versicherungsrechtstagung 1995, S. Gallo 1995, p. 267).

                                         Gli
stessi principi sono applicabili alla prova dell'esistenza di una lesione
parificata ad infortunio (DTF 114 V 306 consid. 5b; 116 V 141 consid. 4b).

 

                               2.8.   Nella concreta evenienza, la
dinamica dell’evento del 19 maggio 2019 è stata descritta dall’assicurata,
rispondendo alle domande contenute nel questionario sottopostole
dall’amministrazione (cfr. doc. A 8):

 

" (…) Ero in
guida di mia vettura in direzione di __________, a altezza di __________ su
autostrada, ho fatto una frenata brusca per un veicolo davanti a me in avaria,
per evitare incidente.”

 

                                         Alla questione di sapere
quale era stata la causa dell’accaduto, RI 1 ha risposto: “La brusca frenata
per evitare la collisione”. Ella ha infine precisato che non vi è stata alcuna
collisione.

                                         Da notare che la versione
dei fatti fornita dall’assicurata stessa in data 29 luglio 2019 (doc. A 8),
corrisponde esattamente a quella dichiarata nell’annuncio d’infortunio del 17
luglio 2019 (doc. A 6). 

                                         In queste condizioni, non
possono essere ritenute rilevanti le indicazioni contenute nel “Modulo di
documentazione per la prima consultazione dopo un trauma da accelerazione
cranio-cervicale” compilato dal medico curante dell’insorgente (cfr. doc. M 4,
in cui è stato riferito in particolare che l’assicurata avrebbe subito una
collisione posteriore e che avrebbe urtato il capo contro il poggiatesta). 

 

                                         Chiamata a pronunciarsi
circa l’intervento, o meno, di un infortunio ai sensi di legge, questa Corte osserva
che l’Alta Corte federale ha già avuto modo di decidere dei casi del tutto
analoghi a quello sub judice. 

                                         Ad esempio, in una
sentenza U 349/99 del 3 agosto 2000, riguardante una fattispecie in cui
un’assicurata aveva riportato un trauma in iperflessione del rachide cervicale
dopo aver frenato bruscamente (senza collisione), il TFA, dopo aver ammesso
l’intervento di un fattore esterno nella forma di forze deceleranti, ne ha
negato il carattere straordinario, anche nel caso in cui si sia trattato di una
frenata d’emergenza, precisando che i conducenti devono contare in ogni momento
con l’apparizione di persone o di ostacoli imprevisti (“Autofahrende
jederzeit mit dem plötzlichen Auftauchen von Personen oder unvorhergesehenen
Hindernissen zu rechnen haben”). 

                                         Questa giurisprudenza è
stata in seguito più volte confermata (cfr., ad esempio, la STF K 136/06 del 18
gennaio 2008 consid. 4.3.2.1 e i riferimenti ivi menzionati, come pure la STF 8C_325/2008
del 17 dicembre 2008 consid. 2.2, in cui l’Alta Corte ha precisato che non si è
in presenza di un infortunio nemmeno nel caso in cui la testa, dopo essere
stata proiettata in avanti, batte contro il poggiatesta: “Dem Vorfall vom 27.
Juni 1999 könnte somit nur dann Unfallcharakter zukommen, wenn der Anprall an die
Kopfstütze, welchen die Beschwerdeführerin behauptet, während ihn das kantonale
Gericht als nicht erwiesen ansieht, ein derartiges Zusatzgeschehen darstellen
würde. Dies ist jedoch zu verneinen, denn im Anschluss an eine Vollbremsung
kommt es keineswegs selten vor, dass die betroffene Person zunächst nach vorne
und anschliessend nach hinten geworfen wird. Der Zweck der Kopfstütze besteht
gerade darin, eine weitere Schleuderbewegung der Halswirbelsäule zu verhindern.
Der Aufprall als solcher ist deshalb nicht ungewöhnlich. Das Eidgenössische
Versicherungsgericht hat denn auch in einem vergleichbaren Fall ein
Unfallereignis verneint (Urteil U 117/02 vom 9. Mai 2003 E. 2). Überdies ist zu
berücksichtigen, dass aus der Bewegung der HWS resultierende Verletzungen nicht
die Folge des Aufpralls auf der Kopfstütze, sondern bereits der vorangehenden
Bewegung bilden würden.”, la STF 8C_436/2009 del 22 ottobre 2009 consid. 7.3.3
e la STF 8C_225/2019 del 20 agosto 2019 consid. 5.4). 

 

                                         Alla luce di questi chiari
principi giurisprudenziali, il TCA non può fare altro che negare nel caso di
specie l’esistenza di un infortunio ex art. 4 LPGA e, in tale misura,
confermare la decisione su opposizione impugnata. 

                                         Non resta che da esaminare
se il sinistro del maggio 2019 possa essere posto a carico dell’assicuratore
resistente a titolo di lesione parificata ai postumi d’infortunio giusta l’art.
6 cpv. 2 LAINF, ciò che il rappresentante della ricorrente neppure pretende
(cfr. doc. I). 

 

                                         In questo contesto, si
constata che, con rapporto del 13 luglio 2019, il dott. __________, spec. in
ematologia e medicina generale, ha diagnosticato un colpo di frusta
accompagnato da cervicalgie e brachialgie bilaterali (doc. M 3). Nel modulo di
cui al doc. M 4, egli ha confermato la diagnosi di distorsione del rachide
cervicale, con mancanza di lordosi cervicale. 

 

                                         La ricorrente ha dunque
indubbiamente riportato un trauma alla colonna cervicale, l’insorgenza di una
lesione vertebrale, ai tendini, all’apparato legamentoso, ecc. non è tuttavia
provata. Ora, il chiaro tenore letterale dell’art. 6 cpv. 2 LAINF vieta
d’includere delle lesioni corporali la cui esistenza è soltanto presunta ma non
dimostrata. 

 

                                         In esito a quanto precede,
assente una diagnosi rientrante dell’elenco esaustivo di cui all’art. 6 cpv. 2
LAINF, la responsabilità della CO 1 non può essere ritenuta impegnata neppure a
titolo di lesione parificata ad infortunio. 

 

                                         Il ricorso interposto da RI
1 deve essere respinto. 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti