# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 36f15479-5ca7-5c70-9621-c8b3943e3fe4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-08-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 14.08.2008 INC.2008.31903
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2008-31903_2008-08-14.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2008.31903

  	
  Lugano

  14 agosto 2008

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Claudia Solcà

  
	
   

  sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
  presentata il 4/6 agosto 2008 da

  
						

 

 

	
   

  	
  __________

  
	
   

  	
   

  e qui trasmessa con preavviso negativo dell’11 agosto 2008
  dal

   

  Procuratore pubblico Fiorenza Bergomi, Lugano

  

 

 

viste le osservazioni delle
difesa 12 agosto 2008;

 

 

visto l’incarto MP __________;

 

 

ritenuto,

 

 

in fatto:

 

 

A.

 

__________ è stata arrestata il
30 giugno 2008 in quanto accusata di truffa (a seguito di denuncia 19 ottobre
2007 della __________) dal Procuratore pubblico, dopo essere stata interrogata
in mattinata dalla Polizia cantonale e il pomeriggio dal magistrato inquirente.
Lo stesso giorno è pure stato arrestato il coniuge dell’istante, __________,
per lo stesso titolo di reato e anch’egli si trova tuttora in detenzione
preventiva.

 

__________, che sarebbe stata
vittima il 24 maggio 1993 di un incidente sul lavoro agli arti superiori (con
la soda caustica che le avrebbe provocato ustioni di 2° e 3° grado) – a seguito
del quale sarebbe stata ritenuta inabile al lavoro manuale e sarebbero
intervenute a vario titolo diverse compagnie assicurative che le hanno fornito
prestazioni di natura pecuniaria (tra cui __________) – è accusata di avere
ingannato tali istituti assicurativi, autoinfliggendosi delle ferite agli arti
superiori (da sola e con l’aiuto del marito) al fine di simulare un
aggravamento delle conseguenze dell’incidente originario e così ottenere il
versamento di prestazioni assicurative, altrimenti non dovute, e tentato di
percepire, con le stesse modalità, una rendita per grandi invalidi.

 

Il 16.7.2003 avrebbe ottenuto dal
datore di lavoro, in via giudiziaria, anche un’indennità per danni non assicurati
di CHF 541'365.25. 

 

“L’8.6.2006, per valutare la
richiesta di indennità per grandi invalidi rispettivamente per chiarire la particolare
“anomala” situazione [“In sostanza (…) usciva dall’ospedale in fase
di netta guarigione ed ai controlli ambulatoriali ai quali si presentava in seguito,
le condizioni delle sue mani e dei suoi avambracci risultavano di nuovo ex ante”
(denuncia penale 19.10.2007, p. 3)], __________ sarebbe stata visitata dal __________.
Il perito avrebbe rilevato l’impossibilità soggettiva di muovere braccia e mani
e concreti indizi di lesioni autoinflitte; avrebbe consigliato un’osservazione
costante della denunciata, con documentazione fotografica mensile del decorso
delle lesioni.

L’__________ avrebbe proceduto
alle verifiche presso l’abitazione di __________ il 15.9.2006, il 28.11.2006,
il 22.1.2007, il 16.2.2007 ed il 30.4.2007. All’inizio di aprile 2007 __________
avrebbe incaricato l’agenzia investigativa __________, di monitorare la
denunciata durante i soggiorni in __________. Il controllo effettuato nel
periodo 6.-22.4.2007 e 21.-24.5.2007 avrebbe permesso di evidenziare come
trascorresse il tempo tra lavori di giardinaggio, faccende di casa, passeggiate
con il cane e spese al mercato, con, quindi, piena mobilità e funzionalità
degli arti superiori, che non avrebbero presentato fasciature o lesioni sanguinolente.

L’8.6.2007 la denunciata sarebbe
stata nuovamente visitata dal __________, che avrebbe attestato che la mobilità
attiva non poteva essere stabilita perché aveva abbozzato tentativi di movimento
appena accennati e che, inoltre, ogni tentativo di mobilità passiva provocava
forti dolori ed il ritrarsi dell’arto. 

Il denunciante, alla luce di
questa situazione, ha ritenuto autoinflitte le lesioni ed inesistenti le problematiche
motorie e/o funzionali: non ci sarebbe stata alcuna limitazione delle funzioni
di braccia e mani. Sarebbe stata completamente abile al lavoro e, quindi,
l’avrebbe truffato per quasi quindici anni di oltre CHF 300'000.-- e tentato di
truffare (in capo alla richiesta di una rendita per grandi invalidi) per una
somma tra CHF 154'953.-- e CHF 309'906.-- (con l’aiuto, forse, del marito, che
– da quando la denunciata ha ottenuto le rendite assicurative – avrebbe cessato
ogni attività lucrativa). __________ che si è costituito parte civile nel
procedimento, avrebbe sospeso il versamento delle prestazioni a partire dal
31.7.2007” (Inc. CRP 60.2008.72, sentenza 16 giugno 2008, p. 2 e 3).

 

 

B.

 

Giova a questo punto ricordare
che a seguito della denuncia penale 19 ottobre 2007 della __________, altro PP
aveva decretato, il 21 febbraio 2008, non luogo a procedere in capo al suddetto
procedimento penale, in considerazione del carattere solo civile,
rispettivamente amministrativo-assicurativo della vertenza (__________). Contro
tale decisione era insorta la __________ con istanza di promozione dell’accusa
3/4 marzo 2008 alla Camera dei ricorsi penali che, con sentenza 16 giugno 2008
(inc. CRP 60.2008.72), aveva annullato il decreto di non luogo a procedere 21
febbraio 2008, promovendo nei confronti dell’istante l’accusa per titolo di
truffa e ordinando che l’istruzione del processo dovesse aver luogo per opera
di altro PP.

 

 

 

 

C.

 

Con la richiesta di conferma
dell’arresto 1° luglio 2008 il magistrato inquirente ha promosso a __________
l’accusa per titolo di truffa aggravata, sub. semplice, consumata e tentata (ai
sensi dell’art. 146 cpv. 1 e 2 CP) “in relazione ai fatti oggetto di
denuncia di data 19 ottobre 2007 presentata da __________, come pure da quanto
emerge dallo scritto di data 26/27 giugno 2008 di __________ nonché dallo
scritto 9 aprile 2008 dell’__________” chiedendo la conferma dell’arresto
per i bisogni dell’istruzione “in particolare pericolo di collusione con il
marito e con terzi da interrogare; necessità di verificare la destinazione data
ai fondi ricevuti da __________, come pure da __________; necessità di
verificare la posizione dell’__________; necessità di ricostruire i fatti senza
che l’accusata possa avere contatti con terze persone; necessità di esperire le
necessarie verifiche mediche; necessità di verificare la documentazione
richiesta a terzi; necessità di verificare quanto è stato sequestrato al
domicilio e sulla persona”.

Questo giudice, il 1° luglio 2008, ha confermato l’arresto dell’accusata (inc. GIAR 319.2008.1, doc. 6) considerata la presenza di
gravi e concreti indizi di colpevolezza e per i bisogni dell’istruzione – per
permettere di accertare la destinazione di fondi ricevuti e per procedere con
le verifiche e perizie mediche (anche in base alle medicazioni rinvenute al
domicilio) senza che l’accusata possa essere in contatto con il marito o possa autoinfliggersi
delle lesioni –, pericolo di collusione con il marito e per pericolo di fuga –
in quanto cittadina straniera senza legami con la __________ (figli all’estero)
e con legami con il paese d’origine dove ha una casa e risiede diversi mesi
l’anno.

A verbale di conferma
dell’arresto, così come già davanti alla Polizia giudiziaria, __________ ha
negato ogni addebito.

 

 

D.

 

Il 4 agosto 2008 __________, con
l’istanza in discussione presentata dal proprio difensore, chiede di essere
posta in libertà provvisoria.

Dopo avere evidenziato che
l’arresto perdura ormai da più di trenta giorni afferma di avere vissuto l’arresto
“in condizioni oggettivamente molto difficili essendosi acuito, come
certamente attestato dal monitoraggio medico su di lei effettuato, il suo
problema di salute alle braccia” e, in queste condizioni “lo stato di
detenzione è ancora più insito di sofferenza e disagio” (istanza, punto 3,
p. 2).

Per quanto riguarda i gravi e
concreti indizi di colpevolezza la difesa afferma che __________, sulla base
degli stessi elementi, è stata oggetto nello spazio di pochi mesi, di un
decreto di non luogo a procedere e di un arresto. L’inchiesta non avrebbe
raccolto ulteriori elementi accusatori oltre a quelli già nelle mani degli
inquirenti al momento dell’arresto (il materiale fotografico raccolto dagli
investigatori della __________ e i rapporti dei periti medici
dell’assicurazione che non farebbero altro che concludere delle ipotesi): non
si potrebbe quindi neppure ipotizzare che __________ sarebbe abile al lavoro e
che, tramite inganno astuto, abbia ingannato le varie assicurazioni alfine di
procacciarsi un indebito profitto. Non sarebbero quindi dati i gravi e concreti
indizi di reato, tanto più che l’istante ha sempre dichiarato di essere
disponibile per permettere l’allestimento di ogni tipo di referto medico.

Per quanto riguarda il pericolo
di collusione la difesa osserva che il PP ha già provveduto a sequestrare i
beni mobili dei coniugi __________ (sequestro dei loro conti bancari presso __________
per un ammontare complessivo di CHF 540'000.-), non vi è quindi pericolo che
tali fondi possano essere occultati da parte degli accusati. L’istante è poi
stata monitorata giornalmente da un medico presso il carcere giudiziario,
medico che ha apposto delle bende non asportabili sulle braccia di __________.
Si è poi in attesa del referto del perito giudiziario sullo stato delle braccia
dell’accusata. Quest’ultima è comunque disposta a sottoporsi a visite mediche o
ad essere ospedalizzata per essere monitorata.

Inesistente pure il pericolo di
fuga in quanto, sebbene cittadina straniera, scappare dalla __________ e dal
procedimento penale significherebbe per l’accusata perdere tutti i propri beni
mobili ora sotto sequestro penale. Potrebbero comunque essere messe in atto
misure sostitutive dell’arresto, quali il deposito dei documenti di identità
e/o l’obbligo di presentarsi regolarmente presso il posto di Polizia di __________,
che permetterebbero di escludere il pericolo di fuga all’estero (Inc. GIAR
319.2008.3, doc. 1).

 

 

E.

 

Il magistrato inquirente, con
preavviso negativo 11 agosto 2008 (Inc. GIAR 319.2008.3, doc. 2) ribadisce
l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza in capo all’accusata.

Il PP afferma che dalla data
dell’arresto sono stati interrogati gli investigatori privati che su mandato
della __________ hanno monitorato l’accusata presso il suo domicilio in __________
(i cui rapporti, completi di documentazione fotografica, sono stati prodotti
con la denuncia della __________), dalle cui testimonianze emergerebbe la
capacità dell’accusata di muovere le braccia liberamente, senza ferite, senza
bende e senza guanti.

Per tutta risposta l’accusata
continuerebbe a sostenere la tesi che quanto dichiarato da questi testi non
corrisponde al vero e che la documentazione fotografica prodotta sarebbe un
fotomontaggio.

L’accusata avrebbe sempre
dichiarato di non riuscire a muovere le braccia per firmare mentre che è stata
trovata documentazione firmata da __________ di proprio pugno (in particolare
per quanto riguarda la firma in calce alle procure degli __________ e __________).
L’accusata ha poi dichiarato di dormire in speciali lenzuola di seta, fatto
smentito dal marito e dalla perquisizione domiciliare della Polizia che ha
rinvenuto nel letto matrimoniale dei due accusati normali lenzuola di cotone.

Ella inoltre, durante la sua
detenzione, si sarebbe sbendata, sarebbe stata vista dagli agenti di custodia
mangiare con il coltello e la forchetta, pulire il tavolo della cella, spostare
un vassoio, mettere le braccia fuori dalla finestra tra le sbarre, dopo essere
salita sul tavolo con le ginocchia.

Vi sarebbe inoltre la
testimonianza del __________, dermatologo che ha visitato l’accusata l’8 giugno
1993 e che, a suo tempo, avrebbe riscontrato unicamente ustioni di primo e
secondo grado (e non di terzo grado) guaribili, soltanto ad un avambraccio
(fino al gomito) e alle due mani, ciò che contrasta con le lesioni e i sanguinamenti
su entrambe le braccia e con l’asserita incapacità di movimento.

Dal rapporto del __________,
dermatologo che segue attualmente in carcere l’accusata, risulterebbe che vi è
un miglioramento della situazione.

Per quanto riguarda i motivi di
interesse pubblico sarebbe sempre presente un pericolo di collusione con il
marito, stante le divergenze e contraddizioni su alcune dichiarazioni. Se
rimessi in libertà cercherebbero sicuramente di concordare una versione comune.

Per quanto riguarda i bisogni
istruttori dovranno ancora essere interrogati i medici che hanno avuto in cura
negli anni l’accusata nonché il __________ che segue l’accusata in carcere, ed
eventuale personale ausiliario di cure. Dovrà essere terminata la perizia del
dermatologo e quella dell’ortopedico. Considerato già solo l’atteggiamento che
l’accusata tiene in Carcere (ella avrebbe tentato di sbendarsi parzialmente
peggiorando la situazione delle lesioni) non appare pensabile che ella venga
peritata in libertà, stante il suo atteggiamento processuale non collaborativo.

Vi è poi da chiarire la
situazione economica dei due coniugi, sui loro conti in __________ sarebbero
stati sequestrati complessivamente circa CHF 540'000.- ma non si può escludere,
a fronte di ingenti prelevamenti in contanti e di un bonifico di CHF 50'000.- a
favore di un conto bancario in __________, che i due accusati abbiamo
tesaurizzato denaro all’estero, non essendo per nulla chiaro quanto è stato
speso per la ristrutturazione della casa in __________ e se la stessa sia stata
acquistata o fosse già di proprietà di uno dei coniugi.

Pure presente il pericolo di
recidiva: se rimessa in libertà __________ potrebbe continuare ad infliggersi
delle ferite per cercare di avvalorare la propria tesi. Ciò a maggior ragione
se si pensa che già presso il Carcere avrebbe cercato di peggiorare lo stato
della cute ai bordi dei bendaggi.

Per quanto riguarda il pericolo
di fuga il magistrato osserva che i coniugi __________ non hanno nessun legame
con il nostro territorio mentre che hanno forti legami con il loro paese
d’origine dove già passavano molto tempo, dove hanno una casa d’abitazione e
dove risiedono le figlie di primo letto del marito. Considerato che i beni in
Svizzera sono ormai sotto sequestro penale e che ogni rendita assicurativa è
stata bloccata, vi è il concreto timore che se rimessa in libertà l’accusata
preferisca darsi alla fuga e non potrebbero entrare in linea di conto le misure
sostitutive dell’arresto proposte dalla difesa.

Rispettato il principio di
proporzionalità.

 

 

F.

 

Con osservazioni 12 agosto 2008
la difesa contesta l’esistenza dei gravi indizia di colpevolezza. A tuttora “l’unica
certezza consiste nel constatare che la qui rappresentata soffre di problemi
agli arti superiori; tutto il resto non è altro che mera supposizione. Di
conseguenza in nessun modo vi sono gravi indizi che fanno concludere per
l’esistenza di un inganno astuto da parte della signora __________ per il fine
di ottenere delle indennità per incapacità lavorativa e/o grande invalida,
senza averne diritto”.

Per guanto riguarda il materiale
fotografico la difesa osserva che dopo averlo ricevuto la __________ ha
richiesto una nuova perizia medica sull’accusata.

L’istante contesta “recisamente”
che i rapporti giunti dal __________ possano mettere in dubbio quanto appena
detto.

Per quanto riguarda i bisogni
dell’istruzione la difesa ribadisce che l’accusata è disposta a sottoporsi a
qualsiasi esame medico le venga richiesto. Non vi è poi pericolo che l’accusata
possa colludere con gli ulteriori testi da interrogare e, per quanto riguarda
la situazione patrimoniale osserva che tutti i beni, sia in __________ che
all’estero, sono stati sequestrati.

Inesistente il pericolo di fuga.

 

 

 

In diritto:

 

 

 

1.

 

L’accusata, detenuta, è
pacificamente legittimata a presentare istanza di libertà provvisoria.

Il preavviso negativo del
Procuratore pubblico, ritenuta ricezione dell’istanza il 6 agosto 2008, è
tempestivo avendo trasmesso a questo ufficio il preavviso negativo e l’incarto
processuale lunedì 11 agosto 2008 (essendo sabato 9 agosto giorno festivo).

 

 

2.

 

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.

 

 

L’art. 95 CPP – corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 – dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali – per quanto qui concerne – i bisogni dell’istruzione,
con particolare riguardo al pericolo di collusione e di inquinamento delle
prove che, sia detto qui a futura memoria – può continuare ad esistere fino al
pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale
federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con
riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico
nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991
concernente la revisione del CPP, ad art. 27 , pag. 32, nota 3), tra altri
possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n.
105).

L’eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP
1980 pag. 128).

(per tutte: sentenza GIAR
21.12.2001 in re G., Inc. 520.2001.5).

 

 

3.

 

L’esistenza di gravi e concreti
indizi di colpevolezza deve essere verificata d’ufficio nei limiti di
competenza di questo giudice derivanti dalla sua funzione che è quella di
esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura
restrittiva della libertà personale e non di valutare nella sostanza
l’esistenza di un reato.

Con verosimiglianza sufficiente,
a questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può concludere per la
presenza di seri e di concreti indizi di colpevolezza a carico di __________
relativi all’ipotesi di un suo coinvolgimento nell’ipotesi di truffa (per
l’ottenimento di indennità di invalidità e indennizzo RC a seguito di
infortunio) e della tentata truffa (per la richiesta di un’indennità per grandi
invalidi) commesse dall’istante, con la correità o la complicità del marito, in
danno della __________ e, se del caso, di altre assicurazioni, con un indebito
profitto di svariate centinaia di migliaia di franchi svizzeri, oggetto del
procedimento penale.

A questo proposito basti
ricordare le conclusioni della CRP che hanno portato alla promozione
dell’accusa per titolo di truffa in data 16 giugno 2008:

 

             “4.3.1.

             Il reato di
truffa implica un inganno astuto, ammesso soltanto se l’autore ordisce
un tessuto di menzogne o mette in atto particolari manovre fraudolente o
artifici o rilascia false indicazioni la cui verifica è impossibile, difficile
o non ragionevolmente esigibile dalla controparte o impedisce alla controparte
di verificare o prevede che questa rinuncerà a verificare in virtù di un rapporto
di fiducia particolare, considerato nondimeno che l’astuzia è esclusa quando la
vittima non ha osservato le misure fondamentali di prudenza (decisione TF
6B_409/2007 del 9.10.2007; A. DONATSCH, op. cit., p. 199 ss.; BSK Strafrecht II
– G. ARZT, op. cit., n. 50 ss. ad art. 146 CP; G. STRATENWERTH / G. JENNY, Schweizerisches
Strafrecht, BT I, 6. ed., Berna 2003, § 15 n. 16 ss.; B. CORBOZ, op. cit., n.
16 ss. ad art. 146 CP).

 

             4.3.2.

             Il qui istante
ha sostanziato il suo esposto producendo, tra l’altro, i rapporti 25.4.2007 e
28.5.2007 dell’agenzia investigativa __________ (doc. E/F, allegati alla
denuncia penale 19.10.2007), che ha sorvegliato __________ durante il soggiorno
in __________ nel periodo 6.-22.4.2007 e 21.-24.5.2007.

 

             Gli
investigatori hanno documentato come la denunciata muovesse braccia e mani –
prive di fasciature – in maniera assolutamente normale, senza alcun
impedimento: l’hanno osservata, segnatamente, ritirare i panni stesi [p. 2,
doc. E, allegato alla denuncia penale 19.10.2007], tenere un vaso/secchio ed
una scopa [p. 3, doc. E, allegato alla denuncia penale 19.10.2007], ritirare la
posta [p. 3, doc. E, allegato alla denuncia penale 19.10.2007], portare una
borsa [p. 5, doc. E, allegato alla denuncia penale 19.10.2007], annaffiare i
fiori [p. 7, doc. E, allegato alla denuncia penale 19.10.2007], afferrare una
(voluminosa) padella [p. 2, doc. F, allegato alla denuncia penale 19.10.2007].

 

             Il 24.5.2007
l’hanno inoltre osservata – alle ore 12.00, secondo l’orario indicato nel
filmato di cui al doc. H (allegato alla denuncia penale 19.10.2007) –
passeggiare, fuori dall’uscio di casa, con le braccia scoperte, senza bendaggi
e senza ferite sanguinanti. Alle ore 12.05 si sono presentati a casa della
denunciata: “Die Tür wird von Herrn __________ geöffnet. Die beiden __________ stellen sich mit der
schriftlichen Vollmacht als Beauftragte der __________ __________ zur Kontrolle
der Arme von Frau __________ vor. __________ verweigert eine Kontrolle mit der
Begründung, dass seine Frau in einem anderen Dorf aufhältig sei und daher eine
Kontrolle erst am nächsten Tag möglich wäre. Unsere __________ erklären Herrn __________,
dass sie erst vor einigen Minuten seine Frau in das Wohnhaus gehen gesehen haben.
Er meinte dazu, dass dies sicher nicht seine Frau gewesen wäre, da diese im Nachbardorf
auf Besuch sei. Nach Rücksprache mit Herrn __________ und __________ (impiegati
di IS 1 stimmt __________ schliesslich einer Kontrolle für 16.00 Uhr zu. Unmittelbar
darauf fährt er mit seinem Auto weg. Wie vereinbart sind unsere beiden __________
um 16.00 Uhr zum Wohnhaus von ZP gegangen. Herr __________ hat unsere __________
eingelassen und in die Küche gebeten. Anschliessend breitete er ein Handtuch am
Küchentisch auf. Unmittelbar danach kommt Frau __________ gebückt und hinkend
und wimmernde schmerzerfüllte Laute von sich gebend in die Küche. Sie setzt sich
zum Küchentisch. Wie auf dem Fotos ersichtlich sind beide Arme vom Handrücken weg
bandagiert. Der Rechte Arm ist bis über den Ellenbogen hinauf bandagiert. Anschliessend
nimmt ihr Gatte die Bandagen von den Armen ab” (rapporto 28.5.2007, p. 5 ss.,
doc. F, allegato alla denuncia penale
19.10.2007). Il filmato (doc. H, allegato alla denuncia penale 19.10.2007)
mostra alle ore 16.03 le braccia cosparse di ferite sanguinanti, inesistenti alle
ore 12.00, quando passeggiava, peraltro non ricurva su sé stessa e non
claudicante, come si è presentata alle ore 16.00.

 

             La situazione
fisica della denunciata – nessun impedimento nei movimenti delle braccia e
delle mani nella sua quotidianità, come si evince dalle fotografie e, ancora
meglio, dai filmati girati dagli investigatori di __________ per conto di __________
– differisce di conseguenza manifestamente dal suo stato fisico al momento
delle visite mediche, come risulta dai rapporti che l’istante ha allegato alla
denuncia penale.

 

             Il dr. med. __________,
che l’8.6.2006 ha visitato __________ su mandato del qui istante, nel
successivo rapporto ha infatti constatato lesioni sulle braccia ed
impossibilità a muovere gli arti, situazione simile a quella riscontrata dal __________
__________ nel 1995 [quando “Elle s’est déclarée incapable d’utiliser ses deux membres
supérieurs dans ses activités professionnelles mais également dans ses activités
quotidiennes pour lesquelles elle est tributaire de l’aide de son mari”
(rapporto 22.6.2006 del __________ __________, p. 4, doc. C, allegato alla
denuncia penale 19.10.2007)] e dal __________ __________ nel 2001 [“Par rapport
à l’examen de 1995, seule la mobilité des coudes s’est légèrment améliorée mais
le __________ __________ estimait que l’invalidité devait être assimilée à la perte
des deux bras dont la function était pratiquement nulle” (rapporto 22.6.2006
del dr. med. __________, p. 5 s., doc. C, allegato alla denuncia penale 19.10.2007)].
Il medico si è nondimeno detto impossibilitato ad esprimersi in ragione dei
punti poco chiari / incoerenti che presentava la situazione fisica di PI 1 Non
ha escluso la possibilità di lesioni da automutilazione. Ha proposto di documentare
regolarmente lo stato delle lesioni.

 

             Un anno dopo,
l’8.6.2007, il __________ __________ – che ha potuto visionare la
documentazione raccolta nel frattempo da IS 1 – ha nuovamente visitato la
denunciata, che – come nella precedente occasione – si è presentata
accompagnata dal marito. Il perito ha sottolineato, in particolare, che “on est
à nouveau frappé par l’attitude extrêmement passive de la patiente qui tient ses
deux membres supérieurs devant elle de façon très démonstrative en évitant de les
mobiliser. A chaque question elle se tourne vers son mari qui répond à sa place.
Elle estime que l’évolution est
absolument inchangée depuis l’année passée et se sent totalement invalide. Elle
passe ses journées “à ne rien faire du tout”. C’est son mari qui lui fait deux fois
par jour les pansements” (rapporto 17.7.2007, p. 2, doc. L, allegato alla denuncia penale 19.10.2007). Ha
rilevato che le caratteristiche e la distribuzione delle lesioni erano
identiche a quelle riscontrate nel corso della visita precedente (e visibili
sulle fotografie effettutate da __________); ha inoltre sottolineato come fosse
molto difficile oggettivare la funzionalità di mani e dita [“(…) et la patiente
se limite généralement à une ébauche de mouvement. Toute tentative de mobilisation
passive déclenche de fortes douleurs et un retrait de la main” (rapporto
17.7.2007, p. 2, doc. L, allegato alla denuncia penale 19.10.2007)] e come
fosse impossibile stabilire lo status neurologico degli arti superiori [“La patiente
prétend toujours ne rien sentir du tout jusqu’à la racine des deux membres supérieurs.
La force de préhension n’est toujours
pas mesurable” (rapporto 17.7.2007, p. 3, doc. L, allegato alla denuncia penale 19.10.2007)]. Ha pertanto ritenuto
valide le considerazioni di cui alla sua perizia 22.6.2006 in capo alla
situazione (molto) poco chiara: a suo giudizio, “il apparaît de façon manifeste
que la patiente utilise normalement ses membres supérieurs en __________, alors
qu’elle adopte l’attitude stéréotypée d’une invalide totale lors de l’expertise”
(rapporto 17.7.2007, p. 3, doc. L, allegato alla denuncia penale 19.10.2007).
Ha concluso dicendosi concorde con il parere 26.6.2007 del __________ __________
(doc. I, allegato alla denuncia penale 19.10.2007), che aveva ritenuto le lesioni
“(…) comme fortement évocatrices de phénomènes d’automutilation de type chimique
ou thermique”, per cui – a dire del __________ __________ – “il devient donc extrêmement
peu probabile qu’on soit en présence de véritable séquelles accidentelles”
(rapporto 17.7.2007, p. 3, doc. L, allegato alla denuncia penale 19.10.2007). 

 

             4.3.3.

             In queste
circostanze, appare di conseguenza manifesta l’esistenza di seri indizi di
colpevolezza in capo ad un inganno astuto a’ sensi dell’art. 146 CP
rispettivamente dell’art. 148 vCP.

 

PI 1 – secondo le fotografie
ed i filmati realizzati quando si trovava in __________, lontano da IS 1 e dai
suoi periti – non indossa fasciature sulle braccia, che non presentano lesioni
sanguinolente e che può muovere senza alcuna difficoltà (incrociarle sul petto
/ dietro la schiena, allungarle, sollevarle alzando oggetti anche pesanti,
ecc.). Situazione che contraddice lo stato fisico che palesa in occasione delle
visite mediche, quando assume il comportamento stereotipato dell’invalida
totale, in aperto contrasto con, quindi, la sua situazione fisica quotidiana
(che non mostra limitazioni funzionali degli arti). Condizione, quella di
invalida totale, che sembrerebbe avere presentato – sostanzialmente immutata –
fin dal 1995 (cfr. il riferimento al parere del __________ __________ nel rapporto
22.6.2006 del __________ __________, p. 4, doc. C, allegato alla denuncia
penale 19.10.2007), ciò che sembrerebbe lasciare intendere un agire sistematico
della denunciata.

 

__________, recandosi alle
visite mediche con lesioni per le quali – allo stato attuale del procedimento penale
– sussistono indizi gravi che siano state create ad arte [cfr. l’eloquente
episodio del 24.5.2007 vissuto dagli investigatori di __________, quando – nel
lasso di tempo di quattro ore – sono apparse sugli arti superiori lesioni sanguinanti
(rapporto 28.5.2007, p. 5 ss., doc. F, allegato alla denuncia penale 19.10.2007
/ filmato di cui al doc. H, allegato alla denuncia penale 19.10.2007)]
[episodio sul quale il procuratore pubblico non si esprime], ha quindi messo in
atto un artificio (automutilazione di tipo chimico o termico), che – come tale
– fonda astuzia a’ sensi di dottrina e giurisprudenza. Astuzia peraltro
ulteriormente sostanziata dalle bugie – impossibilità di muovere gli arti
superiori, del tutto insensibili – che oggettivamente non erano verificabili. A
__________, non può peraltro essere rimproverato di non avere osservato le misure
fondamentali di prudenza. Ha infatti fatto capo, per determinarsi
sull’erogazione delle prestazioni assicurative, all’esperienza di
medici/periti; soltanto la laboriosa/complessa osservazione della denunciata in
__________ ha permesso di appurare una situazione che non corrispondeva a
quella esibita al cospetto di illustri medici/periti, fatto che manifestamente
esclude che l’istante non sia stato accorto (cfr., in analogia, decisione TF
6S.379/2004 del 29.11.2004).

             …

             Ora, è vero che,
nelle immagini, la denunciata non sta svolgendo una regolare attività lucrativa
manuale; esse sono nondimeno inequivocabili in capo al fatto che, a dispetto
dell’invalidità totale ostentata in occasione delle ripetute visite mediche, __________
sia in grado di muovere gli arti superiori – privi di lesioni rossastre – senza
alcun impedimento, ovvero di utilizzarli nelle usuali attività quotidiane.
Circostanza che non si può ritenere irrilevante in relazione all’abilità
lavorativa della denunciata, il 24.5.1993 ausiliaria di cucina. …

             …

 

             4.3.4.

             Il reato di
truffa presuppone oggettivamente, oltre ad un inganno astuto, un errore da
parte del truffato, una disposizione patrimoniale conseguente all’errore, un
danno patrimoniale ed un nesso causale tra la disposizione patrimoniale e il
danno e, soggettivamente, intenzionalità e volontà di procacciare un indebito
profitto (BSK Strafrecht II – G. ARZT, op. cit., n. 72 ss. ad art. 146 CP),
condizioni che il procuratore pubblico non ha esaminato. Questa Camera –
autorità di ricorso giusta l’art. 284 CPP – non può pertanto confrontarsi, in
prima sede, con questi presupposti.

 

 

             L’esistenza di
seri indizi di colpevolezza in capo ad un comportamento truffaldino – ovvero
astuto – di __________ permette tuttavia, già ora, di promuovere l’accusa a suo
carico per titolo di truffa. Reato che il procuratore pubblico dovrà ulteriormente
approfondire, anche con riferimento alla prescrizione dell’azione penale, con
l’assunzione agli atti, segnatamente, delle prove proposte dal qui istante,
esaminando pure la posizione di eventuali terzi coinvolti (quali __________,
marito dell’accusata) rispettivamente – nell’ipotesi in cui dovesse, per
finire, concludere che il reato di truffa non è adempiuto – i disposti delle
leggi speciali (segnatamente l’art. 70 LAI, che rinvia all’art. 87 LAVS) [cfr.,
sul concorso, decisione 15.6.1993 della Corte di cassazione e di revisione
penale in re B., pubblicata in REP. 1994 p. 449 ss.].”

 

Dopo l’arresto è stato possibile
accertare che con l’applicazione di una terapia con fogli di __________ (__________)
da parte di un dermatologo (in casu il __________), il medico ha riscontrato
che “all’ultima visita in data odierna riscontro che bendaggi non sono stati
manipolati, tranne i 10 cm verso le mani che presentano segni di
rifacimento. Tolte le bende dalle due braccia, i fogli di __________ mostrano
sui 2/3 prossimali poche secrezioni, mentre sl 1/3 distale abbondante
secrezione” e “In seguito tolti i fogli di Ialugen ritrovo sui 2/3
prossimali una buona riepitelizzazione con le zone erose ora completamente
chiuse, mentre sul 1/3 distale ancora erosioni attive che stentano a
rimarginare” (cfr. AI 149, rapporto di osservazioni 31 luglio 2008 del __________).
A questo proposito appare importante menzionare il rapporto 10 luglio 2008
dell’__________ attivo presso il Carcere giudiziario: egli afferma di avere
medicato la mattina del 7 luglio 2008 la paziente e di avere notato, lo stesso
pomeriggio in occasione della visita del __________ che il bendaggio sembrava
diverso da quello effettuato la mattina. Successivamente alla visita del
medico, l’infermiere avrebbe quindi deciso di medicare l’accusata con un
bendaggio a “lisca di pesce” ad entrambe le braccia e di avere ritrovato, il 9
luglio 2008, un bendaggio completamente diverso da quello effettuato,
giustificato dalla detenuta con il passare di notti agitate. L’infermiere
osserva che “Del bendaggio a lisca di pesce non c’è traccia e la medicazione
termina a metà braccio al posto del polso. Ho chiesto alla paziente se qualcuno
o lei stessa avesse sfasciato la medicazione per poi rifarla, ma lei ha a più
riprese negato fermamente, dicendo che né lei, né nessun altro le ha mai
toccate. Rifaccio la medicazione ponendo nuovamente attenzione al modo in cui
la eseguo ed aggiungo una firma sul bendaggio stesso per potere verificare la
fasciatura alla prossima visita. Giovedì 10.07.08, alle ore 11.00, visita
dermatologo (__________. Questa volta la medicazione di ieri è intatta, le
ferite sanguinanti si trovano vicino ai bordi della fasciatura, mentre più in
mezzo le ferite sembrano migliorate” (cfr. AI 158, rapporto del persona di
custodia alla Direzione del 10 luglio 2008).

Ciò per dire che vi sono
sufficienti elementi per affermare che l’accusata è riuscita a togliersi la
medicazione più di una volta, specialmente nella zona più vicina ai polsi, dove
le ferite non sono riuscite a rimarginarsi a differenza delle ulcerazioni che
risultano disseminate sul resto delle braccia che sono in via di guarigione: vi
è quindi il forte sospetto che si tratti di lesioni autoinferte.

Alla luce della dichiarazione
fatta dall’accusata a questo giudice in occasione dell’udienza della conferma
dell’arresto del 1° luglio 2008 secondo cui “io sono veramente impedita nei
movimenti, non riesco neppure a pettinarmi” (il non riuscire a pettinarsi è
infatti uno degli impedimenti/requisiti “principe” per l’ottenimento
dell’indennità per grandi invalidi), appare perlomeno singolare che gli agenti
di custodia abbiano osservato la detenuta, il 26 luglio 2008, mentre si trovava
in ginocchio sul tavolo della cella a parlare dalla finestra e a gesticolare,
con le braccia infilate tra le sbarre, con qualche altro detenuto e che ancora
successivamente, la stessa sera, davanti agli agenti, si sarebbe alzata dal
letto dove si trovava seduta, avrebbe impugnato la sedia e posizionandola per
usarla a mò di scala e, con nessuna difficoltà, raggiunto il piano del tavolo
sul quale si sarebbe inginocchiata (cfr. AI 158, rapporto del personale di
custodia alla Direzione del 26 luglio 2008).

Sia per quanto riguarda mobilità
che mancanza di ulcere sulle braccia dell’accusata, significativi risultano i
verbali d’audizione degli investigatori privati __________ (AI 123) e __________
(AI 124), che hanno confermano quanto riportato nel rapporto e nella
documentazione fotografica prodotta dalla denunciante (menzogne e fotomontaggi
a mente dell’accusata).

L’osservazione della difesa,
secondo cui __________ ha disposto un’ulteriore visita medica dopo avere
acquisito il rapporto degli investigatori, non depone a favore della tesi
dell’istante secondo cui non vi sarebbero stati sufficienti indizi di reato
bensì, come già evidenziato dalla CRP (CRP 60.2008.72, p. 149) tale
comportamento denota la serietà con cui la denunciante ha affrontato la
fattispecie prima di inoltrare l’esposto al Ministero pubblico.

 

 

4.

 

L’accusata
ritiene che non sussistano più bisogni istruttori dal momento che non vi
sarebbe più pericolo di collusione: il PP avrebbe sequestrato tutti i beni dei
coniugi __________ sia in __________ che all’estero, si sarebbe in attesa della
perizia del professore in dermatologia, l’accusata sarebbe stata medicata
presso il Carcere giudiziario con bende non asportabili dall’istante la quale è
disposta a sottoporsi alle visite mediche richieste qualora il PP lo ritenesse
necessario.

Secondo il magistrato inquirente
devono ancora essere interrogati i medici ed i sanitari che hanno avuto in cura
l’accusata negli anni nonché persone vicine alla famiglia che hanno avuto modo
di incontrare l’accusata negli anni e il personale che ha seguito l’accusata in
carcere oltre al __________ si dovrà attendere il referto del __________ ed è
già stato scelto anche il perito ortopedico che dovrà esprimersi sulle
difficoltà di movimento degli arti superiori dell’accusata e le perizie devono
essere fatte con l’accusata in stato di detenzione dal momento che “non è
immaginabile, si richiama anche il comportamento che ella assume all’interno
del __________, che la signora __________ venga peritata in libertà” (cfr.
preavviso negativo p. 5). Il PP ritiene poi indispensabile far luce sulla
situazione economica dei coniugi, ma la documentazione bancaria richiesta non
sarebbe ancora pervenuta completamente anche se sarebbe stato possibile
accertare un avere in conto complessivo attuale di circa CHF 540'000.- a fronte
di entrate complessive dal 1993 per CHF 1'360'000.-, prelevamenti a contanti
(già solo per prelevamenti di importi superiori a CHF 5'000.-) per complessivi
CHF 457'000.-, un bonifico a favore di un conto dell’accusata in __________ di
CHF 50'000.- del 23 aprile 2004 (AI 140) e l’utilizzo asserito di CHF
200'000.-/250'000.- per la ristrutturazione della casa in __________ (di cui
non si conosce modalità di acquisto della proprietà e l’eventuale prezzo
d’acquisto), tutto ciò considerato che dal 2003 il marito dell’accusata avrebbe
smesso di lavorare per accudire la moglie senza nessun reddito apparente.

 

Quanto alle necessità istruttorie
atte a giustificare la misura cautelare di privazione della libertà, non è
inutile ricordare i seguenti principi: 

"

-      In relazione ai bisogni istruttori, atti a giustificare
la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare che questi non
s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli
accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o
d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta
raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse,
ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.;
RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in
corso non è, di per sé, decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass noch
nicht alle Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten
oder dass der Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht" (N.
Schmid, op. cit., no. 701a). Occorre che l'indagato, se posto in libertà, possa
pregiudicarne (o comprometterne) il corretto svolgimento e, conseguentemente,
l'esito.

 

-      E', inoltre, necessario che questa possibilità
di pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su elementi concreti:
"Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes die
theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren
könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder die Nichtgewährung von Urlauben
unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen vielmehr konkrete Indizien für
eine solche Gefahr sprechen." (DTF
117 Ia 257, cons. 4 c.).

 

-      Gli elementi di concretezza del pericolo vanno
individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e
nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad
esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non
può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della
misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del
teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza
d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p.
438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p. 19). Il semplice atteggiamento di diniego
dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66; Hauser/Schweri,
Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13)."

(GIAR 23 settembre 2002 in re Y.)

 

 

 

Riassumendo, per il mantenimento
della carcerazione preventiva dell'accusata, non basta che vi siano ancora atti
istruttori da esperire, ma è necessario che la prematura rimessa in libertà
dell'accusata possa essere di documento proprio nell'ottica dell'assunzione
delle prove che ancora mancano, e meglio in presenza di pericolo di collusione,
quando cioè è lecito temere l'intervento dell'accusata su terze persone (siano
essi correi, parti lese o semplici testi), o pericolo di inquinamento delle
prove, termine più ampio che indica altri atteggiamenti suscettibili di falsare
l'assetto probatorio, come la soppressione o l'alterazione di mezzi di prova,
ecc.

Va da sé che i criteri sopra
esposti richiedono applicazione più restrittiva allorquando l'inchiesta (e la
detenzione) é in corso da un certo tempo. 

 

Nel caso in esame è stato
accertato che il PP ha già provveduto, in data 18 luglio 2008, ad inoltrare una
commissione rogatoria alle __________ volte, tra l’altro, al blocco a registro
fondiario della casa di proprietà dei coniugi __________, oltre ad ogni altra
loro proprietà immobiliare, e a chiedere la documentazione attestante
l’acquisizione dell’immobile, l’eventuale prezzo d’acquisto e la sussistenza di
mutui ipotecari (AI 126), egli ha poi provveduto, in data 25 luglio 2008 (AI 140),
a chiedere alla difesa dell’accusata la disponibilità dell’istante a far
trasferire l’eventuale saldo attivo del conto in __________ alimentato il 23
aprile 2004 con il bonifico di CHF 50'000.- proveniente dal conto __________ di
__________ e che, in mancanza di accordo, avrebbe dovuto procedere per le vie rogatoriali.
La difesa avrebbe dovuto fornire una risposta entro il 6 agosto 2008, nulla si
sa in proposito (nulla si trova agli atti consegnati a questo ufficio l’11
agosto 2008).

Tali atti istruttori volti alla
ricostruzione della situazione patrimoniale dell’accusata e al recupero
dell’eventuale maltolto, appaiono imprescindibile (trasferimento volontario o
sequestro da parte del PP per via rogatoriale), come imprescindibile
l’acquisizione della documentazione della relazione bancaria in __________
intestata all’accusata: sia che avvenga con la collaborazione dell’accusata o
per le vie ufficiali. Presente a questo proposito un importante pericolo di
collusione ed inquinamento delle prove, almeno sino a sicurezza degli avvenuti
sequestri (blocco del fondo e blocco del denaro) e/o recupero degli eventuali
fondi ancora presenti sul conto e acquisizione della documentazione bancaria
serba.

Pericolo di collusione presente
pure sino a fissazione degli elementi utili per i periti medici. Inimmaginabile
una perizia con l’accusata a piede libero, dal momento che il sospetto di
reato, così come accertato anche dalla CRP, consiste proprio nell’ipotesi che
le ulcerazioni presenti sulle braccia dell’accusata non siano la conseguenza
del lontano incidente del 1993, bensì ferite autoinferte o inferte con l’aiuto
del marito (ipotesi che si fa sempre più strada in considerazione del
miglioramento, dall’arresto ad oggi, della cute della parte superiore delle
braccia, mentre che in prossimità dei polsi sembrerebbe che l’accusata riesca a
lesionarsi da sé).

 

 

5.

 

È pure dato, e sufficientemente
concreto, almeno a questo stadio del procedimento, il pericolo di fuga.

 

Il pericolo di fuga, per
giustificare carcerazione preventiva, deve essere concreto e rivestire di una
certa probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto
in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento
penale ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità della pena
presumibile non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre valutare
l’insieme delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale,
i legami famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica e
tutti quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF
19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid,
Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).

Ritenuto che a poco valgono, per quest'analisi,
le semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso (per tutte: sentenza
GIAR 27 maggio 2002 in re P.) e che la concretezza del pericolo di fuga può
essere accertata "Auch wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä. gefordet sind,
…" (Schmid, ibidem).

L'accusata è cittadina __________
con un __________ in via di riesame nel prossimo autunno, ella non ha nessun
legame con la __________, né famigliare né lavorativo, ad eccezione di un
appartamento a __________ per cui i coniugi pagano oltre CHF 1'000.- di
locazione al mese. __________ è attualmente senza reddito alcuno e i suoi beni
in __________ sono stati posti sotto sequestro al contrario di quelli in __________,
dal momento che non si sa quando e se le __________ accoglieranno la rogatoria
procedendo al blocco del fondo (blocco che in ogni caso non dovrebbe
comportare, almeno nell’immediato, conseguenze sull’abitabilità dello stabile)
mentre che il conto bancario a suo nome in __________ (di cui non si conosce il
saldo) non è ancora stato posto sotto sequestro penale, rispettivamente
l’accusata non ha (ancora?) accettato di trasferire l’eventuale saldo in __________.

A questo punto __________
potrebbe facilmente, se posta in libertà provvisoria, decidere di disertare
definitivamente la __________, per ritornare in __________ per recuperare e
nascondere i beni ivi esistenti e non più presentarsi per gli incombenti
processuali, in attesa che il procedimento termini a suo favore, magari per
incompletezza delle perizie giudiziarie in caso non dovesse più sottoporsi alle
visite eventualmente ancora necessarie per i periti.

Se le accuse dovessero essere
confermate – ella è confrontata con imputazioni di una certa gravità, per un
indebito profitto presunto di rilievo ed un’attività criminale presunta
reiterata nel tempo – il rischio di una pena non lieve esiste (i reati per i
quali è stata promossa l’accusa prevedono anche la reclusione).

Visto quanto sopra appare perciò
verosimile che l’accusata possa preferire rendersi irreperibile alle autorità
inquirenti, per le ulteriori necessità istruttorie, se posta in libertà
provvisoria.

Tale pericolo appare quindi
concreto e non può essere scongiurato neppure con misure meno incisive, quali
il deposito dei documenti d’identità o con obbligo di firma in Polizia, essendo
evidente che un cittadino straniero può far rientro nel proprio paese d’origine
anche senza documenti d’identità e non potendo ovviare all’accertato pericolo
di fuga il presentarsi (anche giornalmente) alle Autorità di Polizia.

 

 

6.

 

La proporzionalità di una
carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un
lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la
gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro
occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383
e citazioni; art. 102 CPP).

 

La proporzionalità della
carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della
presenza di concreti indizi di colpevolezza, e delle dimensioni dell’inchiesta,
per ipotesi di reato che perdura da diversi anni, diversi atti istruttori
compiuti, e che può essere considerata praticamente al termine, è sicuramente
data. Gli inquirenti hanno proceduto con celerità e non si sono limitati ad
interrogare gli accusati ma hanno proceduto con la nomina di periti, numerosi
sequestri (domiciliari, bancari, di cartelle mediche, ecc.), l’invio di una
rogatoria, il costante monitoraggio dell’accusata in carcere alla ricerca di
riscontri oggettivi alle dichiarazioni discordanti dei due accusati e
considerato un comportamento processuale non proprio collaborativo (continua
manomissione delle medicazioni).

Pure va ammessa nella sua
eccezione più generale di rapporto tra la durata della carcerazione preventiva
ed il rischio di pena se considerate le comminatorie di pena per i singoli
reati imputati a __________.

L’accusata è stata arrestata il
30 giugno 2008 e ad oggi è in detenzione preventiva da quasi un mese e mezzo.
In questo lasso di tempo l’inchiesta è avanzata con sufficiente celerità. 

I reati imputati a __________
sono di sicura gravità, a prescindere dal fatto che si tratta di crimini, e in
caso di condanna il rischio di pena è certamente superiore alla detenzione
preventiva sin qui sofferta e a quella presumibilmente da soffrire per terminare
l’inchiesta con gli atti istruttori necessari e summenzionati, in pieno
rispetto del principio della proporzionalità.

 

 

7.

 

In conclusione, constata
l’esistenza di gravi indizi di reato, bisogni dell’istruzione, pericolo di
collusione ed inquinamento delle prove e concreto pericolo di fuga, nonché
rispetto del principio di proporzionalità, della carcerazione sofferta nei
termini suesposti, si può concludere che sufficienti presupposti di legge, come
anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare
il perdurare della cautelare privazione della sua libertà. Di conseguenza,
l’istanza di libertà provvisoria in discussione deve essere respinta con la
presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 let. f TG e
contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.               
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.               
Non si percepiscono né tasse né spese giudiziarie.

 

 

3.               
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.               
Intimazione (per raccomandata anticipata via fax):

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
 Claudia Solcà