# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6bfd569d-0425-508d-b680-263a01935305
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.11.2005 30.2004.107
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2004-107_2005-11-25.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2004.107

   

  cs

  	
  Lugano

  25 novembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
						

 

statuendo sul
ricorso del 17 dicembre 2004 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 9
  dicembre 2004 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1

   

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Con
due decisioni del 3 novembre 2004, rispettivamente del 23 novembre 2004, la
Cassa CO 1 ha fissato i contributi dovuti dal Dr. med. dent. RI 1, deceduto il __________,
quale persona senza attività lucrativa, per il 2003 (fr. 927.20) e per il 2004 (fr.
618.10), in base ai dati forniti dall’assicurato, in applicazione dell’art. 24
OAVS. 

 

                                         Le
opposizioni presentate dal padre, RA 1, sono state respinte
dall’amministrazione con decisione su opposizione del 9 dicembre 2004.

 

                                  B.   Con
ricorso del 17 dicembre 2004 il RA 1 contesta la decisione su opposizione
rilevando che il figlio, pur essendo inabile al 100% per malattia dal
1.12.2002, non ha potuto far cessare le spese del proprio studio dentistico
(affitti, stipendi del personale, apprendista, ecc.). Inoltre, perlomeno
teoricamente, essendo in corso una cura, esisteva la possibilità di una
guarigione e di una ripresa dell’attività in futuro. Infine la __________ aveva
chiesto i contributi quale indipendente fino al 30.06.2004, restituendo poi gli
importi pagati dopo le decisioni della Cassa CO 1. Egli chiede pertanto la
fissazione dei contributi quale persona esercitante un’attività lucrativa
indipendente (doc. I).

 

                                         Tramite
risposta dell’11 gennaio 2005 la Cassa propone di respingere il ricorso, con
motivazioni che, se necessario, saranno riprese in corso di causa (doc. III).

 

                                         Con
osservazioni del 17 gennaio 2005 l’insorgente chiede che i contributi vengano
pagati sulla base della tassazione fiscale cresciuta in giudicato, rilevando di
aver dichiarato, per il figlio, un’attività lucrativa indipendente (doc. V).

 

                                         Pendente
causa il TCA ha richiamato l’incarto fiscale del figlio del ricorrente,
comunicandogli le risultanze e dandogli la facoltà di esprimersi in merito
(doc. X e seguenti).

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                                   1. 
 La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

 

                                         nel
merito

 

                                   2.   A
norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS gli assicurati sono tenuti al pagamento dei
contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa. Se non esercitano
un'attività lucrativa, l'obbligo contributivo inizia il 1° gennaio dell'anno
successivo a quello in cui compiono i 20 anni e dura fino alla fine del mese in
cui compiono 64 anni, se sono di sesso femminile, o i 65 anni, se di sesso
maschile. 

 

                                         Giusta
l'art. 10 cpv. 1 LAVS, il contributo AVS è pagato "secondo le
condizioni sociali" dell'assicurato che non esercita un'attività
lucrativa. Questi assicurati sono quindi tenuti a pagare i contributi sia sulla
sostanza, sia sul reddito annuo conseguito sotto forma di rendite moltiplicato
per 20, ciò che corrisponde ad un tasso di interesse del 5% (art. 28 cpv. 1 e 2
OAVS; RCC 1990 pag. 455 consid. 2a, RCC 1986 pag. 350). 

                                         Nella
sua giurisprudenza il TFA ha costantemente interpretato la nozione di "reddito
conseguito in forma di rendite" in senso lato. In effetti se ciò non
dovesse essere il caso, prestazioni di ammontare considerevoli e versate in
modo irregolare verrebbero sottratte alla riscossione dei contributi con il
pretesto che non si tratterebbe, né di una rendita in senso stretto, né di un
reddito determinante.

 

                                         L'Alta
corte federale ha stabilito che se le prestazioni in questione,
indipendentemente dal fatto che presentino o no le caratteristiche delle
rendite, contribuiscono al mantenimento dell'assicurato, occorre qualificare
queste ultime come delle rendite. Infatti si tratta di elementi del reddito che
esercitano un'influenza sulle condizioni sociali di una persona senza attività
lucrativa (Pratique VSI 1994, pag. 207 e 176; RCC 1991 pag. 433 consid. 3a con
riferimenti di dottrina e di giurisprudenza).

                                         

                                         La
giurisprudenza del TFA considera come reddito conseguito sotto forma di
rendite: le rendite d’invalidità dell’assicurazione militare (RCC 1949 pag.
473), le indennità giornaliere dell’assicurazione malattia (RCC 1980 pag. 211),
le rendite del secondo pilastro e l’anticipo AVS che l’istituto di previdenza
accorda ad un assicurato prima dell’età che da diritto alla rendita AVS (RCC
1988 pag. 184), le rendite d’invalidità e le indennità giornaliere
dell’assicurazione infortuni obbligatoria (RCC 1982 pag. 82), le rendite per
perdita di guadagno versate dalle assicurazioni-vita private e le rendite
versate da istituti stranieri d’assicurazione a delle vittime di guerra (RCC
1985 pag. 158), le rendite di invalidità versate da assicurazioni sociali
estere (RCC 1991 pag. 433), le rendite da contratti vitalizi (Pratique VSI 1994
pag. 207).

                                         Al
contrario, non rientrano nel concetto di rendite ai sensi di questo disposto,
le rendite dell’AVS e dell’AI, come pure le indennità giornaliere AI (RCC 1991
pag. 431 consid. 3a, RCC 1990 pag. 456 consid. 2b, RCC 1982 pag. 82).

                                         

                                         Per
sostanza ai fini dell’art. 28 OAVS si deve intendere l’insieme dei beni
mobili o immobili di proprietà dell’assicurato, situati sia in Svizzera che
all’estero (RCC 1952, pag. 94; Käser, Assurance-Vieillesse et Survivants II,
FJS no. 468, pag. 15). Fanno pure parte della sostanza determinante del marito
i beni della moglie qualunque sia il regime matrimoniale dei coniugi (Pratique
VSI 1994 pag. 174; RCC 1991 pag. 437 consid. 4 b, DTF 105 V 241), i beni di cui
l’assicurato ha l’usufrutto ed i beni dei figli minorenni (DTF 101 V 178 = RCC
1976 pag. 153).

                                         Ciò
nondimeno, computabile è unicamente la sostanza al netto, vale a dire che dal
valore lordo devono essere detratti, fra l’altro, i relativi debiti (Käser, Unterstellung
und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, Berna 1996, pag. 228, N. 10.28; Greber,
Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l’assurance-vieillesse
et survivants (LAVS), pag. 347 n. 24 ad art. 10 LAVS).

                                         

                                   3.   I
contributi sono fissati per ciascun anno di contribuzione. Per anno di
contribuzione si intende l'anno civile (art. 29 cpv. 1 OAVS).

                                         I
contributi sono calcolati sul reddito effettivo conseguito in forma di rendita
durante l'anno di contribuzione e sulla sostanza al 31 dicembre (art. 29 cpv. 2
OAVS). 

                                         Nella
versione in vigore fino al 31 dicembre 2003 l’art. 29 cpv. 2 OAVS prevedeva
anche che nei Cantoni con tassazione biennale prenumerando, per i due anni di
contribuzione precedenti è determinante la sostanza al 1° gennaio di ogni anno
(art. 29 cpv. 2 OAVS).

                                         Le
autorità fiscali cantonali stabiliscono la sostanza determinante per il calcolo
dei contributi in base alla corrispondente tassazione cantonale passata in giudicato.
Tengono conto dei valori di riparto intercantonali (art. 29 cpv. 3 OAVS). Tali
comunicazioni sulla sostanza sono vincolanti per l’amministrazione (Käser, op.
cit., pag. 231, N. 10.34).

                                         La
determinazione del reddito conseguito in forma di rendita incombe alle Casse di
compensazione, che si avvalgono della collaborazione delle autorità fiscali
cantonali (art. 29 cpv. 4 OAVS).

 

                                         Gli
art. 22 a 27 OAVS, riferiti ai lavoratori indipendenti, sono per il resto
applicabili per analogia alla fissazione e alla determinazione dei contributi
(art. 29 cpv. 6 OAVS).

 

                                         Per
l’art. 24 cpv. 1 OAVS nell’anno di contribuzione corrente, le persone tenute a
pagare i contributi devono pagare contributi d’acconto a scadenze periodiche.
Il cpv. 2 prevede che le casse di compensazione stabiliscono i contributi
d’acconto sulla base del reddito presumibile dell’anno di contribuzione.
Possono fondarsi sul reddito determinante per l’ultima decisione di fissazione
dei contributi, salvo che la persona tenuta a pagare i contributi renda
verosimile che detto reddito non corrisponde manifestamente al reddito
presumibile.

 

                                         A
norma dell’art. 24 cpv. 3 OAVS se durante o dopo l’anno di contribuzione
risulta che il reddito diverge sostanzialmente dal reddito presumibile, le
casse di compensazione adeguano i contributi d’acconto.

 

                                         Le
persone tenute a pagare i contributi devono dare alle casse di compensazione le
indicazioni necessarie per la fissazione dei contributi d’acconto, presentare
se richiesto i giustificativi e segnalare le divergenze sostanziali dal reddito
presumibile (art. 24 cpv. 4 OAVS).

 

                                         Se
entro il termine fissato non vengono date le indicazioni necessarie, non vengono
presentati i giustificativi o non vengono pagati i contributi d’acconto, le
casse di compensazione fissano i contributi d’acconto dovuti in una decisione
(art. 24 cpv. 5 OAVS).

 

                                   4.   L'obbligo delle persone esercitanti un'attività lucrativa
indipendente di pagare i contributi comincia con l'inizio effettivo
dell'esercizio dell'attività in questione. L'iscrizione nel registro di
commercio ha di conseguenza un valore indicativo. Una regolamentazione analoga
vige per quanto riguarda la fine dell'obbligo contributivo, che è determinato
dalla cessazione effettiva dell'attività lucrativa indipendente (P. - Y.
Greber, J. - L. Duc, G. Scartazzini, op. cit., pag. 242, n. 31 e 32 ad art. 8 LAVS; H. Käser, op. cit., pag. 196 n. 7.12). L'affiliazione quale persona senza attività
lucrativa non dipende, di regola, dal diritto a percepire o meno delle
prestazioni dell'AI, bensì dall'assenza dell'esercizio di un'attività
determinata nell'intento di conseguire un reddito e di aumentare la propria
capacità di rendimento economico (marg. 2001 delle DIN).

 

                                         In
concreto l'insorgente, nel questionario per l'affiliazione delle persone senza
attività lucrativa, datato 16 agosto 2004 e firmato dal padre, alla domanda “da
quando non svolge più un’attività lavorativa?” ha risposto “Invalido
100% Dall’1.12.2002.” (doc. 2).

                                         Questa
circostanza è confermata dagli atti fiscali prodotti dal ricorrente da cui
emerge che nel questionario per “indipendenti senza contabilità”
allegato alla tassazione 2003B, datato 18 marzo 2004, il padre aveva indicato,
a proposito della “durata dell’attività”, che la medesima è “cessata
l’1.12.2002 quindi non esercita attivamente nel 2003 (per inabilità al 100%)”.
Inoltre, con scritto all’ufficio di tassazione del 15 marzo 2004 il padre aveva
descritto la situazione venutasi a creare in seguito alla grave malattia di cui
era affetto il figlio. In quello scritto è stato indicato, tra l’altro, che il
figlio “dall’1.12.2002 non ha potuto esercitare alcuna attività.” Ma che
per “una questione etica, e per non precludere ogni e qualsiasi attività per
il futuro” hanno preso diverse disposizioni per non chiudere immediatamente
lo studio dentistico (allegato al doc. XII).

 

                                         Va
qui evidenziato come le dichiarazioni della prima ora rilasciate
spontaneamente, in generale sono meno condizionate e più attendibili delle
descrizioni fornite più tardi, poiché consciamente o inconsciamente
influenzabili da riflessioni inerenti al diritto delle assicurazioni o di altra
natura fatte in un secondo tempo. Questa massima non è una regola probatoria
formale, bensì unicamente un ausilio interpretativo di giudizio di cui tenere
conto nell’ambito del libero apprezzamento delle prove. Tale massima può essere
applicata unicamente quando non siano da attendersi altri elementi cognitivi
risultanti da ulteriori accertamenti dei fatti (STFA del 22 giugno 2005 nella
causa B., U 243/04; cfr. RAMI 2004 pag. 547; Bühler, Der Unfallbegriff, in: Alfred
Koller [Hrsg.], Haftpflicht-und Versicherungsrechtstagung 1995, San Gallo 1995,
pag. 267 seg.). 

 

                                         Nel
caso di specie l’insorgente aveva affermato di non svolgere più alcuna attività
lavorativa dal dicembre 2002. Il TCA non ha ragioni per scostarsi da quanto
asserito dall'assicurato nel marzo e nel luglio 2004 e d'altronde questo trova
conferma nel versamento delle indennità giornaliere da parte del proprio
assicuratore contro le malattie.

                                         Per
cui l’affiliazione quale persona senza attività lucrativa va confermata anche
se per motivi etici lo studio dentistico è stato effettivamente chiuso solo in
un secondo tempo (pagamento dell’affitto dello studio, che tra l’altro aveva
assieme al fratello, per tutto il 2003; disdetta contratto di lavoro
dell’assistente dentaria per il 31.1.2003 e dell’apprendista per fine giugno
2003 e mantenimento dei collegamenti telefonici e dell’iscrizione ai vari enti
professionali; cfr. allegato al doc. XII). Determinante è la circostanza che
non ha più potuto svolgere alcuna attività lavorativa a causa della grave
malattia di cui era affetto e dei ricoveri, senza interruzione, presso due
cliniche in Svizzera.

 

                                         Va
ancora rilevato che la circostanza che l’assicurato ha dichiarato al fisco di
svolgere un’attività indipendente e che probabilmente sarà tassato in tale
qualità e non quale persona senza attività lucrativa, non è decisivo nella
misura in cui il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che
la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice
delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli
importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber, Duc,
Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse
et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

 

                                         Per
cui anche la qualifica a livello fiscale quale indipendente, e le relative
norme inerenti la fine dell’assoggettamento fiscale in tale qualità, non sono
decisive in concreto, nella misura in cui appare chiaramente che l’interessato dal
1.12.2002 non ha più svolto alcuna attività lucrativa. L'insorgente
nel 2003 e 2004 va pertanto affiliato quale persona senza attività lucrativa. 

 

                                   5.   Per
l'art. 6 cpv. 2 lett. b OAVS le prestazioni di assicurazione in caso
d’infortunio, malattia o invalidità, eccettuate le indennità giornaliere giusta
l’art. 25 ter della legge federale del 19 giugno 1959 su l’assicurazione per
l’invalidità (LAI), non sono considerati reddito proveniente da un’attività
lucrativa.

 

                                         Nella
versione in vigore dal 1.1.2004, l’art. 6 cpv. 2 lett. b OAVS prevede che non
sono considerati reddito proveniente da un'attività lucrativa le prestazioni di
assicurazione in caso d'infortunio, malattia o invalidità, eccettuate le
indennità giornaliere giusta l'articolo 25 della LAI e dell’art. 29 della LAM. 

 

                                         Nel
caso di specie la Cassa, rettamente, ha pertanto calcolato i contributi sul
reddito derivante dalle indennità giornaliere versate dall’assicuratore contro
le malattie nell’anno di contribuzione (cfr. art. 29 cpv. 2 OAVS).

 

                                         In
attesa delle tassazioni fiscali 2003 e 2004, l’amministrazione ha fissato i
contributi sulla base della documentazione a quel momento a disposizione, in
applicazione dell’art. 24 OAVS.

 

                                         In
particolare ha preso in considerazione le indennità giornaliere percepite nel
2003 e nel 2004, i cui importi figurano sull’attestazione rilasciata dall’assicuratore
il 13 ottobre 2004 (doc. 3: fr. 18'250 nel 2003 e fr. 12'200 nel 2004).

 

                                         Per
quanto concerne la sostanza al 31 dicembre dell’anno di contribuzione (cfr.
art. 29 cpv. 2 OAVS), la Cassa ha utilizzato per il 2003 i fr. 174'082 derivanti
dalla dichiarazione 2003B, mentre per il 2004, in attesa dei dati definitivi,
ha calcolato la sostanza pro rata temporis in fr. 116'054 (174'082 : 12 X 8). 

 

                                         Trattandosi
di una decisione presa in virtù dell’art. 24 OAVS in attesa delle tassazioni
definitive, il calcolo della sostanza può essere confermato. 

                                         Va
del resto rilevato che dalla tassazione 2004 la sostanza dichiarata risulta
superiore, ma che comunque nel caso di specie, proprio a causa della
provvisorietà del calcolo dei contributi (a dispetto dell’indicazione della
Cassa che nelle sue decisioni indica “decisione definitiva)”, che
saranno stabiliti definitivamente quando le tassazioni determinanti saranno
cresciute in giudicato, la questione non va ulteriormente approfondita. 

                                         Abbondanzialmente
va poi rammentato che il TCA può,
in linea di principio, riformare una decisione a svantaggio del ricorrente,
dopo avergli dato la possibilità di prendere posizione in merito e averlo reso
attento sulla possibilità di ritirare il ricorso (cfr. art. 61 cpv. 1 lett. d
LPGA; art. 11 b della Legge di procedura per le cause davanti al TCA; DTF 122 V
166; U. Kieser, ATSG Kommentar,
Basilea-Zurigo-Ginevra, ad art. 61,
n. 7 segg.).

                                         Questa
Corte, tuttavia, nell'evenienza concreta, considerate tutte le circostanze del
caso, rinuncia a effettuare una reformatio in pejus, visto che comunque si
tratta unicamente di una facoltà (cfr. STFA del 23 giugno 2003 nella causa A.,
U 192/02; STFA del 22 aprile 2003 nella causa P., U 334/02; STFA del 2 giugno
2003 nella causa Service de l'emploi
du canton VD
c/ G., C 119/02; STFA del 17 giugno 2003 nella causa R., H 313/01; DTF 119 V
249) e che le decisioni definitive saranno emesse in un secondo tempo.

                                         

                                         Alla
luce di tutto quanto sopra esposto il calcolo effettuato dalla cassa merita
conferma.

 

                                   6.   Dagli
atti emerge inoltre che la Cassa di compensazione presso la quale l’assicurato
era affiliato quale indipendente aveva fissato i contributi per il 2003 (cfr.
doc. 7). Lo stesso insorgente nel ricorso ammette che, in seguito alle decisioni
della Cassa CO 1, i contributi pagati sono stati restituiti. (doc. 1). Del
resto la Cassa di compensazione ha informato la convenuta, il 27 agosto 2004,
dell’avvenuta mutazione (doc. 1).

 

                                         A
questo proposito va rammentato che il TFA ha stabilito che il
cambiamento dello statuto contributivo nei casi in cui i contributi
assicurativi in lite siano stati oggetto di decisione formalmente cresciuta in
giudicato è possibile solo quando siano dati i presupposti del riesame o della
revisione processuale. Se non si tratta di un cambiamento dello statuto con
effetto retroattivo, ma con effetto per il futuro, la questione dello statuto
viene di principio esaminata liberamente come per la prima volta, con il dovuto
riserbo nei casi limite. Se la questione del cambiamento dello statuto concerne
sia rimunerazioni dalle quali sono già stati prelevati contributi assicurativi,
sia rimunerazioni non ancora oggetto di decisione, deve essere esaminato, per
la parte già considerata del provvedimento formalmente cresciuto in giudicato,
se sono dati i presupposti del riesame o della revisione processuale, mentre lo
statuto contributivo per le rimanenti rimunerazioni, non ancora contemplate da
decisione, è apprezzato liberamente (DTF 121 V 1; cfr. anche Greber, Duc,
Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse
et survivants (LAVS), n. 121 seg. ad art. 5 , pag. 183 seg., in particolare n.
127 pag. 185).

 

                                         Per
l'art. 53 cpv. 1 LPGA le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente
passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o
l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di
prova che non potevano essere prodotti in precedenza. Per il cpv. 2
l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione
formalmente passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e
se la loro rettifica ha una notevole importanza. L'assicuratore può
riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è
stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di
ricorso.

 

                                         Kieser,
in ATSG-Kommentar, Zurigo, Basilea, Ginevra 2003, a pag. 541 ad art. 53, nota
30, a proposito dell'art. 53 cpv. 3 LPGA, precisa:

 

"  b) Die in art. 53 Abs. 3 ATSG kodizierte Regelung
galt bereits nach der bisherigen Rechtsprechung (einlässliche Darstellung
derselben SCHLAURI, Neuverfügung lite pendente, 176 ff.), welche ihre
Gültigkeit auch unter Berücksichtigung von Art 53 Abs. 3 ATSG beibehält. Insbesondere
steht es dem Versicherungsträger frei, während des laufenden Beschwerdeverfahrens
ohne Beachtung der besonderen Wiedererwägugnsvoraussetzungen (insbesondere ohne
Annahme einer zweifellosen Unrichtigkeit) auf den Entscheid zurückzukommen
(vgl. BGE 107 V 192). Hat der Versicherungsträger die Beschwerdeantwort
eingereicht, ist ihm eine Wiedererwägung untersagt (dazu HISCHIER, Wiedererwägung,
457, der eine Wiedererwägung lite pendente auch noch zulassen will, wenn der
Versicherungsträger nach Erstattung der Beschwerdeantwort zu einer weiteren
Stellungnahme aufgefordert wird). Einer nach diesem Zeitpunkt erlassenen
Verfügung kommt immerhin der Charakter eines Antrages an das Gericht zu (vgl.
BGE 109 V 236 f.). Entspricht die Wiedererwägung nicht dem im
Beschwerdeverfahren gestellten Antrag, kommt sie ebenfalls bloss einem Antrag
an das Gericht gleich (vgl. ZAK 1992 117). Im übrigen wird bei einer
entsprechenden Wiedererwägung das Beschwerdeverfahren gegenstandlos (vgl. ATSG-Kommentar,
Art. 61 Rz. 76). Allerdings ist es nach der Rechtsprechung dem
Versicherungsträger nicht benommen, eine im Gerichtsverfahren vorgenommene Wiedererwägung
zu widerrufen (vgl. SVR 2001 IV Nr. 20)."

 

                                         Va qui rammentato che una decisione è manifestamente errata,

 

"  wenn kein vernünftiger Zweifel daran möglich ist,
dass die Verfügung unrichtig war. Es ist nur ein einziger Schluss - derjenige
auf die Unrichtigkeit - möglich (vgl. BGE 125 V 393 oben; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, 2. Auflage, Bern 1997, S. 362; Kieser, Kommentar
ATSG, Ziffer 20 zu Art. 53). Dabei ist nach dem eingangs Gesatgen (Erw. 1.2.hievor)
vom Rechtszustand auszugehen, wie er sich bei Verfügungserlass
präsentierte." (STFA
del 10 settembre 2003 nella causa U, H 97/03).

 

                                         In
concreto le decisioni della convenuta sono del novembre 2004, mentre la
decisione di richiesta di pagamenti di acconto della precedente cassa, relativa
al 2003, era del 22 aprile 2003 (doc. 7). Una modifica di questa decisione è
possibile solo nel caso di una revisione o di una riconsiderazione.

                                         Considerata
la somma che l’interessato deve pagare (fr. 927.20; doc. A2; invece di fr.
427.20; doc. A7) e rilevato che la decisione era senza dubbio errata nella
misura in cui l’insorgente veniva qualificato quale indipendente, la Cassa
poteva procedere alla riconsiderazione della decisione con effetto retroattivo.
Nel caso di specie, l'unica qualifica possibile, come visto nei considerandi
precedenti, era infatti quella di persona senza attività lucrativa.

                                         

                                         Alla
luce di tutto quanto precede la decisione amministrativa si rileva corretta (cfr.
anche STCA del 27 ottobre 2003 nella causa F., inc. 30.2003.26, confermata
dalla STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03).

 

                                         Il
ricorso va di conseguenza respinto senza carico di tasse e spese e senza
attribuzione di ripetibili.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il
ricorso é respinto.

 

                                 2.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti