# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a9abbdda-96eb-5dd9-80f5-2c91bc306f95
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-10-31
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 31.10.2016 15.2016.48
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2016-48_2016-10-31.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2016.48

  	
  Lugano

  31 ottobre 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso del 20 giugno 2016 di

 

	
   

  	
   RI 1  

  (patrocinato dall’ PA 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Lugano nell’esecuzione
n. __________ promossa nei confronti del ricorrente da

 

	
   

  	
  PI 1, 

  (patrocinato dall’ PA 2, )

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Il
18 febbraio 2016 PI 1 ha promosso dinanzi all’Ufficio di esecuzione (UE) di
Lugano un’esecuzione nei confronti di RI 1 per l’incasso di fr. 583'477.–
oltre agli interessi del 5% dal 17 febbraio 2016.

 

                                  B.   Dando
seguito alla predetta domanda, lo stesso giorno l’Ufficio ha emesso il precetto
esecutivo n. __________ e l’ha inviato al domicilio dell’escusso mediante
raccomandata, che però non è stata ritirata ed è quindi ritornata all’UE il 1°
marzo 2016.

 

                                  C.   Dopo
aver nuovamente tentato invano di notificare il precetto l’8 marzo 2016
mediante l’ausilio degli uscieri comunali, l’UE ha pubblicato l’atto
esecutivo sul Foglio ufficiale cantonale (FUC) n. __________ del __________.

 

                                  D.   In
mancanza di opposizione dell’escusso, su richiesta del procedente di proseguire
l’esecuzione, l’8 giugno 2016 l’organo esecutivo ha emesso l’avviso di
pignoramento per il 14 luglio 2016.

 

                                  E.   Ricevuto
l’atto appena menzionato il 9 giugno 2016, con scritto del giorno successivo RI
1 ha comunicato all’UE di non aver mai ricevuto alcun precetto esecutivo, sicché
ha chiesto ragguagli in merito alle modalità con le quali sarebbe avvenuta la
notifica. Egli ha altresì sollecitato una copia del precetto, formulando nel
contempo opposizione totale contro lo stesso a titolo cautelativo.

 

                                  F.   In
risposta a tale comunicazione, il 17 giugno 2016 l’UE ha fornito all’escusso le
indicazioni richieste, rilevando in particolare che gli uscieri addetti alle
notifiche, non rintracciandolo al suo domicilio, avevano lasciato nella sua
buca delle lettere un invito a voler comparire presso l’Ufficio entro 10 giorni
dall’8 aprile 2016 per procedere alla relativa intimazione. Mediante lo stesso
scritto l’organo esecutivo ha pure trasmesso all’escusso l’esemplare originale
del precetto esecutivo per il debitore. Per quanto attiene all’opposizione, ha
invece indicato di non ritenerla valida, poiché non era pervenuta entro 10
giorni dalla relativa intimazione edittale avvenuta il 10 maggio 2016.

 

                                  G.   Con
ricorso del 20 giugno 2016 RI 1 si aggrava contro la notificazione in via
edittale del precetto esecutivo e l’avviso di pignoramento, chiedendo a questa
Camera, previo conferimento dell’effetto sospensivo, di annullare tali
provvedimenti e di ordinare all’UE di ripetere la notificazione del precetto.

 

                                  H.   Il
27 giugno 2016 il presidente di questa Camera ha concesso al gravame effetto
sospensivo.

 

                                    I.   Con
osservazioni del 22 luglio 2016 PI 1 postula la reiezione del ricorso, mentre
nelle sue del 25 luglio 2016 l’UE si rimette al giudizio della Camera. Mediante
replica spontanea del 10 agosto 2016 e duplica del 26 agosto 2016 le parti
ripropongono in sostanza le medesime argomentazioni, precisandone alcuni
aspetti.

 

 

Considerato

 

in diritto:                 1.   Nel ricorso l’insorgente sostiene di essere venuto a conoscenza dell’esistenza
dell’esecuzione promossa nei suoi confronti da PI 1 nel momento in cui ha
ricevuto il relativo avviso di pignoramento il 9 giugno 2016. Siccome tale
circostanza è incontestata e dagli atti non emergono indicazioni contrarie, il
ricorso, interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la
Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 3 LPR) – entro 10 giorni dalla notifica dell’avviso di pignoramento,
è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).

 

                                   2.   Il
ricorrente si duole della notificazione in via edittale del precetto esecutivo,
siccome – a sua detta – nel caso di specie non erano dati i presupposti per
procedere in tal senso. Premette al riguardo di non aver ricevuto alcun
precetto esecutivo o invito a ritirarne uno presso l’Ufficio e di non aver
avuto alcun motivo di attendersi l’avvio di una procedura esecutiva a suo
carico. A sua mente, l’UE avrebbe potuto procedere alla notifica del precetto
mediante pubblicazione soltanto se egli avesse persistito a sottrarsi alla
notificazione giusta l’art. 64 cpv. 4 n. 2 LEF, ciò che secondo lui non è
avvenuto nel caso concreto, essendo invero probabile che nel periodo in cui l’organo
esecutivo ha tentato di notificare l’atto egli si sia trovato all’estero. Nella
replica spontanea, l’insor­­gente precisa le sue argomentazioni, rilevando che
il 19 febbraio 2016 è stato tutto il giorno a Milano ed è rientrato soltanto il
22 febbraio successivo per sostenere un esame universitario. Afferma poi che il
23 febbraio si è recato nuovamente in Italia, mentre dal 24 al 26 febbraio ha seguito
dei corsi universitari e sostenuto un esame, ragione per cui non ha aperto la
cassetta della posta. Per quanto concerne il tentativo di notifica per mezzo
degli uscieri, il ricorrente osserva che dal 7 all’11 marzo 2016 si trovava a Londra.
Adduce, infine, di essere stato nuovamente in Italia dall’8 al 13 aprile, di
essersi recato dal suo medico il 14 aprile, di aver passato in seguito alcuni
giorni a letto per malattia e di aver fatto visita nuovamente al suo medico il
21 aprile seguente.

 

                                         Da
parte sua, il resistente osserva che l’escusso doveva attendersi un’esecuzione,
poiché ha sottoscritto a favore del procedente due assegni bancari per
complessivi € 530'000.– rimasti impagati. Con la duplica aggiunge che gli
impegni addotti dal ricorrente non possono essere ritenuti validi, perché sono
quelli di qualunque persona. A suo parere le allegazioni dell’escusso evidenziano
come egli soggiorni spesso in Italia e vi trascorra la maggior parte del
proprio tempo, mentre per il rimanente, è spesso all’estero, così che una
notifica di un precetto esecutivo risulta in realtà impossibile da effettuarsi
per le vie ordinarie. Alla luce di tali considerazioni, il resistente considera
che il debitore si è sottratto all’esecuzione in corso.

 

                                2.1   L’art.
66 cpv. 4 LEF permette di procedere in determinati casi alla notificazione
degli atti esecutivi mediante pubblicazione giusta l’art. 35 LEF. La
notificazione edittale è tuttavia la soluzione estrema (DTF 136 III 573 consid.
5; 112 III 6 consid. 4; sentenza della CEF 15.2015.6 del 13
aprile 2015, consid. 2.1). È in particolare possibile procedervi quando il
debitore persiste a sottrarsi alla notificazione (art. 66 cpv. 4 n. 2 LEF).
Tale fattispecie presuppone in primo luogo ripetuti tentativi infruttuosi di
consegnare l’atto al debitore o a una persona autorizzata, ovvero che l’ufficio
di esecuzione abbia tentato senza successo di notificare l’atto esecutivo
attraverso tutte le modalità previste, per le persone fisiche, dall’art. 64
LEF, segnatamente facendo ricorso all’ausilio della polizia (cpv. 2 LEF). In
secondo luogo, presuppone che il debitore si sottragga intenzionalmente alla
notifica, circostanza che impone all’ufficio di assicurarsi che i tentativi
infruttuosi non siano dovuti semplicemente a caso fortuito o a negligenza (sentenza
del Tribunale federale 5A_542/2014 del 18 settembre 2014, consid. 5.1.2 e
riferimenti citati; sentenza della CEF 15.2016.9 del 26 aprile 2016, consid.
2.1) e che comporta un atteggiamento consapevole e ostruzionistico da parte dell’escusso
(sentenza della CEF 15.2012.74 del 10 agosto 2012; cfr. anche Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. I, 1999, n. 64 ad art. 66 LEF).

 

                                2.2   Nel
caso in rassegna non si evince dagli atti che l’escusso si è sottratto alla
notificazione del precetto esecutivo, siccome nei periodi in cui l’Ufficio ha
proceduto ai vari tentativi di notifica il debitore sostiene di essersi trovato
all’estero o impegnato nel­l’affrontare corsi o esami universitari, circostanze
che a fronte delle motivazioni addotte e dei documenti allegati al ricorso appaiono
verosimili e che, ad ogni modo, né l’Ufficio né la procedente hanno confutato. Al
riguardo va invero ricordato che spetta all’autorità esecutiva comprovare che i
presupposti per la notificazione in via edittale sono riuniti, ovvero nel caso
di specie che l’escusso abbia persistito a sottrarsi alla notificazione, ciò
che nella fattispecie non è però stato dimostrato. Va altresì rilevato che,
come emerge dall’art. 72 cpv. 2 LEF, neppure si può applicare alla notifica del
precetto esecutivo la finzione della notificazione allo scadere del termine di
giacenza postale prevista dal­l’art. 138 cpv. 3 lett. a CPC, evenienza che, in
ogni caso, presuppone che “il destinatario dovesse aspettarsi una notificazione”
e che in linea di massima non può verificarsi con l’atto introduttivo d’azione,
come è il caso del precetto rispetto all’esecuzio­­ne di cui costituisce il
primo atto (sentenza della CEF 15.2012.74 del 10 agosto 2012 e riferimenti
citati). In tali condizioni, non si può considerare che l’escusso si sia
sottratto alla notifica in modo persistente (tanto ch’egli ha ritirato l’avviso
di pignoramento), motivo per cui la notificazione del precetto mediante pubblicazione
risulta irregolare.

 

                                   3.   Tenuto
conto di quanto precede, occorre ora determinare quali sono le sanzioni legate a una notificazione non conforme alla legge.

 

                                3.1   La
notifica irregolare di un precetto esecutivo non è in principio sanzionata con
la nullità, ma è semplicemente annullabile mediante ricorso nel termine di
dieci giorni di cui all’art. 17 cpv. 2 LEF. Soltanto se l’atto non è mai
pervenuto al debitore, l’esecu­­zione è assolutamente nulla e la sua nullità
può e deve essere rilevata in qualsiasi momento. Qualora, malgrado il vizio
inerente alla notifica, l’escusso ha avuto comunque conoscenza del contenuto
del precetto esecutivo, quest’ultimo esplica i suoi effetti (DTF 128 III 101 consid. 2;
110 III 9 consid. 2). Di conseguenza, il termine per presentare ricorso (contro
la notifica) o interporre opposizione comincia a decorrere
da tale conoscenza (DTF 104 III 13 consid. 1; sentenze del Tribunale federale
5A_548/2011 del 5 dicembre 2011, consid. 2.1 e 5A_6/2008 del 5 febbraio 2008,
consid. 3.2; sentenza della CEF 15.2013.110 del 7 febbraio 2014, consid. 4.1).
In tal caso, in assenza di pregiudizio per l’escusso non si giustifica di
annullare la notifica irregolare né di ordinare una nuova notificazione, che
non fornirebbe all’escusso alcun ragguaglio supplementare sull’esecuzione
promossa nei suoi confronti (DTF 112 III 81 consid. 2; sentenza della CEF
15.2014.39 del 4 giugno 2014, consid. 3.1).

 

                                3.2   Nel
caso di specie già si è detto che la notificazione del precetto esecutivo non
ha avuto luogo conformemente alla legge (sopra consid. 2.2). Ciononostante, l’escusso
ha potuto prendere conoscenza del contenuto del precetto nel momento in cui ha
ricevuto dall’Ufficio l’esemplare originale il 17 giugno 2016 (sopra consid. F).
Una nuova e regolare notifica dell’atto in questione non fornirebbe pertanto al
debitore alcuna informazione supplementare sull’esecuzione promossa nei suoi
confronti, cosicché non può essere dato seguito alla richiesta di nuovamente
emanare e notificare l’atto esecutivo. Orbene, ritenuto che RI 1 ha già
formulato opposizione a titolo cautelativo nel suo scritto del 10 giugno 2016, proposito
che ha altresì ribadito nel ricorso del 20 giugno 2016 (a pag. 4, pto 8), in parziale
accoglimento del gravame occorre ordinare all’Ufficio di registrare l’op­posizione
in data 10 giugno 2016, sicché va annullato l’avviso di pignoramento, l’opposizione
avendo sospeso l’esecuzione (art. 78 cpv. 1 LEF).

 

                                   4.   Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è parzialmente accolto.

 

                               1.1.   Di
conseguenza è annullato l’avviso di pignoramento emesso il 14 luglio 2016 nell’esecuzione
n. __________.

 

                               1.2.   È
ordinato all’CO 1 d’iscri­­vere nei suoi registri l’opposizione interposta da RI
1 il 10 giugno 2016 all’esecuzione n. __________.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –    

   ;

  –    .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.