# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9fee1f06-97e7-50ab-a0dd-f0b528f132e9
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-10-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.10.2010 D-7479/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7479-2010_2010-10-27.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7479/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 7  o t t o b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Martin Zoller;
cancelliere Federico Pestoni.

A._______, alias
B._______, alias
C._______,
Mongolia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 8 ottobre 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7479/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessata ha presentato in data (...) in Sviz-
zera;

i verbali d'audizione del 26 marzo 2009 e del 10 aprile 2009;

la decisione dell'UFM dell'8 ottobre 2010, notificata alla richiedente il 
12 ottobre 2010 (cfr. emergenze processuali);

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 19 ottobre 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato);

gli atti  dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (Tribu-
nale) in data 21 ottobre 2010;

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consi-
derandi che seguono;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale,  
in  virtù  dell'art. 31 LTAF, giudica i  ricorsi  contro le  decisioni  ai  sensi 
dell'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF,

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi),

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che la ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimata 
ad aggravarsi contro di essa;

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che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for -
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui  motivi  d'asilo, l'interessata nata e 
con ultimo domicilio a D._______ (Mongolia), ha dichiarato di essere 
di etnia khalkhi;

che ella ha affermato di essere espatriata il (...) per il timore di subire 
maltrattamenti in patria posto che sarebbe stata condannata, a suo av-
viso  ingiustamente,  a scontare  una pena detentiva di  dieci  anni  per 
aver ucciso una persona; che infatti, in qualità di infermiera, avrebbe 
somministrato della penicillina ad un paziente, peraltro un noto politico 
locale, il quale sarebbe poi deceduto  a causa della reazione allergica 
al farmaco in questione; che malgrado la cartella medica del paziente 
non menzionasse alcuna allergia e malgrado la scrupolosa attenzione 
della richiedente alle istruzioni impartitele dai medici, ella sarebbe sta -
ta ritenuta l'unica responsabile della morte del paziente; che il proces-
so avrebbe avuto uno svolgimento irregolare, posto che sarebbe stato 
celebrato a porte chiuse e senza ascoltare alcun testimone; che la ri -
corrente sarebbe stata costretta a scegliere il proprio difensore da una 
lista di sei avvocati; che inoltre, non avrebbe avuto la possibilità di ri -
correre contro la decisione; che essendo svenuta in aula al momento 
della pronuncia della sentenza sarebbe stata portata all'ospedale da 
dove, una volta ripresa, sarebbe riuscita a fuggire con l'ausilio del suo 
(…) e di un'(...) sua amica; che avrebbe quindi deciso di espatriare per 
sfuggire all'ingiustizia che avrebbe subito nel proprio paese;

che,  nella  decisione  dell'8 ottobre 2010,  l'UFM ha  constatato,  da  un 
lato,  che  il  Consiglio  federale  ha  inserito,  con  decisione  del  28 giu-
gno 2000, la Mongolia nel novero dei Paesi sicuri e, dall'altro, che le 
allegazioni in materia d'asilo presentate dalla richiedente sarebbero in-
congruenti, contraddittorie e vaghe, di modo che non emergerebbero 
dalle carte processuali degli indizi d'esposizione dell'interessata a per-
secuzioni in caso di rientro in patria;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure 
pronunciato l'allontanamento dell'interessata dalla Svizzera e l'esecu-
zione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile;

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che, nel ricorso, l'insorgente ha allegato di aver prodotto sufficienti ele-
menti per rendere quanto meno verosimile il proprio racconto; che ha 
ribadito di aver lasciato la Mongolia per evitare di scontare una pena, 
a suo dire, ingiusta e poiché in patria esisterebbe un sistema giudizia -
rio  arbitrario  e  corrotto; che le  incongruenze emerse e  contestategli 
sono poche e comunque sovrastate da un numero maggiore di allega-
zioni dettagliate, concrete, verosimili e coerenti; che ella ritiene, inoltre, 
che il  suo rientro in patria non sarebbe ragionevolmente esigibile, in 
quanto troverebbe applicazione l'art. 3 CEDU, e ciò perché in Mongo-
lia rischierebbe di  essere sottoposta a maltrattamenti  e torture; che, 
per questi motivi la ricorrente ritiene di adempiere le condizioni neces-
sarie all'ottenimento dell'asilo e, subordinatamente l'ammissione prov-
visoria non essendo l'esecuzione del suo allontanamento ragionevol-
mente esigibile ne ammissibile;

che, in conclusione, la ricorrente ha chiesto, in via principale, l'annul -
lamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa 
all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito della sua do-
manda  d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione 
provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda d'assistenza giu-
diziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese di giusti -
zia;

che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una doman-
da d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio fe -
derale ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a 
meno che non risultino indizi di persecuzione;

che, da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale ha 
inserito un Paese nel novero dei Paesi sicuri, sussiste di massima una 
presunzione d’assenza di persecuzioni in detto Paese; che incombe al 
richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per quanto attiene 
alla sua situazione personale;

che, dall'altra parte, la nozione d’indizi  di  persecuzione ai  sensi del-
l’art. 34 cpv. 1 LAsi va intesa in senso lato, comprendendo non soltan-
to i seri pregiudizi previsti dall’art. 3 LAsi, ma pure gli ostacoli all’ese -
cuzione dell’allontanamento, di cui all’art. 44 cpv. 2 LAsi, imputabili al-
l'agire  umano  (Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 18);

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che, per ammettere l'esistenza di indizi di persecuzione che implicano 
l'entrata nel merito di una domanda d'asilo, vale un grado di verosimi-
glianza ridotto (GICRA 2004 n. 35 consid. 4.3 pag. 247);

che,  siccome il  Consiglio  federale ha effettivamente inserito,  in  data 
28 giugno 2000, la Mongolia nel novero dei Paesi esenti da persecu-
zioni, sussiste di massima una presunzione d'assenza di persecuzioni 
in detto Paese;

che, nella fattispecie, la ricorrente non è riuscita ad invalidare la pre-
sunzione d'assenza di persecuzioni, ritenuto segnatamente che dagli 
atti di causa non emergono indizi di persecuzione; che, in particolare, 
l'insorgente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, argo-
menti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione,  ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione; che le allegazioni decisi -
ve in  materia  di  asilo  si  esauriscono, infatti,  in  mere affermazioni  di 
parte non corroborate da alcun elemento della benché minima consi -
stenza, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso 
pur tenendo conto di un grado di verosimiglianza ridotto;

che,  segnatamente,  l'insorgente  ha  reso  dichiarazioni  incongruenti, 
contraddittorie e vaghe, come rettamente rilevato dall'UFM; che a con-
forto della sua domanda, la richiedente ha fornito un racconto stereoti -
pato che non ha saputo corroborare con particolari decisivi; che, a tito-
lo di esempio, la ricorrente ha raccontato di essere stata posta in stato 
di  fermo  per  tre  giorni  dopo  l'accaduto,  di  essere  stata  rilasciata  e 
quindi nuovamente arrestata nel giro di 24 ore con l'accusa di omicidio 
posto che l'autopsia avrebbe rivelato che la morte del paziente sareb -
be stata causata dalla somministrazione della penicillina; che questa 
cronologia degli eventi appare quantomeno illogica, posto che mal si  
comprende la necessità di  lasciare libera l'indagata e qui  ricorrente, 
correndo il rischio di pericolo di fuga, collusione e inquinamento delle 
prove, qualche ora prima dell'esito dell'autopsia che poi ha confermato 
i sospetti  degli inquirenti; che pure riguardo alla propria difesa il rac-
conto della ricorrente presta il fianco a dubbi ed incertezze; che infatti  
mal si comprende per quale motivo ella non abbia preteso la presenza 
di un avvocato fin dall'inizio, avvalendosi del diritto di non rispondere 
se non in presenza del proprio legale; che inoltre non convince il fatto 
che ella abbia avuto una scelta limitata e non abbia potuto conferire 
mandato ad un legale di fiducia; che, allo stesso modo, è difficile cre-
dere che il processo si sia svolto a porte chiuse, senza che siano stati  

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ascoltati  dei  testimoni  e  senza  la  possibilità  di  aggravarsi  contro  la 
sentenza; che, infine, sia come sia, la ricorrente non ha mai portato al -
cuna prova a conforto delle proprie allegazioni, ciò che avrebbe potuto 
fare contattando il suo avvocato, direttamente o per il tramite del pro-
prio fidanzato, al fine di farsi mandare la documentazione necessaria;  
che, di transenna, anche la descrizione dell'espatrio si innesta sull'at -
teggiamento stereotipo della ricorrente tanto da minare la credibilità di 
tutto quanto racconta circa le presunte persecuzioni, dichiarando sen-
za dovizia di particolari per esempio di aver lasciato la Mongolia attra-
versando il confine con la Russia a piedi fino a E._______; che di qui 
si  sarebbe recata con un taxi  fino a F._______ e poi in treno fino a 
G._______; che infine avrebbe raggiunto H._______ in auto; che dopo 
aver  vissuto  per  qualche  tempo  presso  una  connazionale  vicino  a 
H._______ si sarebbe recata a I._______ dove in data (...) ha deposi-
tato la  propria  domanda di  asilo; che la  ricorrente  non ricorda nulla 
dell'intero viaggio poiché non stava bene e che durante il tragitto de-
scritto ella non avrebbe mai subito alcun controllo (cfr. verbale d'audi-
zione del 26 marzo 2009, pag. 5);

che pure i documenti allegati al ricorso, non in originale, redatti in una 
lingua straniera ma di evidente dubbia confezione e di facile manipola-
zione, senza firma o senza elementi da conferire loro per lo meno una 
parvenza di autenticità, non possono essere assunti a mezzi di prova 
atti a dimostrare alcunché;

che, alla  luce di  quanto evocato, v'è,  dunque, ragione di  concludere 
che i motivi fatti  valere dalla ricorrente nell'ambito della procedura in  
esame sono, come facilmente riconoscibili, palesemente inverosimili; 

che, indipendente da ciò,  in  tutta evidenza,  non costituiscono di  per 
sé, un indizio proprio a giustificare la qualità di rifugiato ai sensi del -
l'art. 3 LAsi, tanto meno determinante per la concessione della prote -
zione provvisoria;

che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  che  i  fatti 
nuovamente  addotti  dall'insorgente  nella  presente  procedura  d'asilo, 
non sono propri a motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la 
concessione della protezione provvisoria;

che non emergono dalle carte processuali neppure elementi da cui de-
sumere che l'esecuzione dell'allontanamento degli insorgenti in Mon-
golia  possa  violare  l'art.  25  cpv. 2  della  Costituzione  federale  della 

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Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o esporre i ricorrenti in patria al rischio reale ed im-
mediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salva-
guardia dei diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali  del 4 novem-
bre 1950 (CEDU, RS 0.101)  o  all'art. 3  della  Convenzione contro  la 
tortura ed altre pene o trattamenti  crudeli,  inumani  o degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, premesso ciò,  quanto agli  ostacoli  all'esecuzione dell'allontana-
mento  riconducibili  all’art. 44 cpv. 2 LAsi  e  all'art. 83 cpv. 4 LStr,  in 
Mongolia non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile 
o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nel-
la totalità del territorio nazionale;

che, nel caso di specie, non risultano manifestamente esservi indizi di 
persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi;

che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della 
domanda d'asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo 
punto, il  ricorso,  destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento,  non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata;

che la ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 e 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 sull'a -
silo relativa a questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 
142.311]; GICRA 2001 n. 21);

che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo 
dell'esigibilità  dell'allontanamento  quanto  alla  situazione  personale 
della  ricorrente; che,  infatti,  ella  è  ancora  relativamente  giovane,  ha 
una buona formazione scolastica, essendosi diplomata come infermie-
ra ed ha pure una ottima esperienza lavorativa proprio in qualità di in -
fermiera avendo praticato la professione per circa vent'anni; che, inol -
tre, l'insorgente è nata e cresciuta a D._______ dove ha pure lavorato 
per vent'anni ed ella ha ancora il fidanzato così come diversi colleghi 
nel proprio paese d'origine; che pertanto si può partire dal presuppo-
sto che ella disponga ancora di una discreta rete sociale in patria;

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che, quo ai problemi di salute della ricorrente, a mente di questo Tribu-
nale non v'è ragione di  credere che ella non possa ottenere le cure 
mediche necessarie nel suo paese d'origine posto che, oltretutto, dalla 
documentazione agli atti emerge che l'insorgente sarebbe già stata ri -
coverata in patria per il problema al cuore che le ha causato lo sveni-
mento al momento della lettura della sentenza; che inoltre, lo stato di 
salute della ricorrente non sembra nemmeno essere particolarmente 
grave, posto che ella ha allegato unicamente la convocazione per una 
visita al Cardiocentro il prossimo 9 novembre 2010, dopo oltre un anno 
e mezzo dal suo arrivo in Svizzera e che da un esame d'ufficio degli  
atti non emerge la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi  
medici;

che,  infine,  in  relazione agli  eventuali  mezzi  finanziari  necessari  per 
accedere alle cure mediche, il Tribunale segnala che la ricorrente ha la 
facoltà  di  richiedere  un  adeguato  aiuto  al  ritorno  ai  sensi  del-
l'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi;

che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha rettamente rite -
nuto  siccome  ammissibile  e  ragionevolmente  esigibile  l'esecuzione 
dell'allontanamento;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  ed 
art. 83 cpv. 2 LStr); che il  ricorrente,  usando la necessaria diligenza, 
potrà  procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4  LAsi);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque 
pure possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il  gravame va disatteso e la querelata decisione confer-
mata;

che, il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda d'e -
senzione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

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che essendo le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità  d'esito 
favorevole,  la  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  di-
spensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è  respinta  (art.  65 
cpv. 1 PA);

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva;

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  dell'esenzione  dal 
pagamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico dei ricorrenti.  
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale ammini -
strativo federale, entro un termine di 30 giorni  dalla spedizione della 
presente sentenza.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di pagamento)
- UFM, Divisione soggiorno con allegato l'incarto N […] e copia del 

ricorso del 19 ottobre 2010 (per corriere interno; in copia);
- L._______ (in copia).

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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