# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e51a069c-e548-53c6-917c-930b28cf0991
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-01-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 16.01.2002 11.2000.121
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2000-121_2002-01-16.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.2000.00121

  	
  Lugano

  16 gennaio
  2002/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa __.____._____ (azione
di rettifica del registro fondiario) della Pretura della giurisdizione di
Locarno Campagna promossa con petizione del 14 gennaio 1999 dalla

 

	
   

  	
  __________ __________, __________

  (patrocinata dall'avv. __________ __________,
  __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________

  (patrocinato dagli avvocati __________ __________ e 

  __________ __________, __________);  

   

  

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti 

 

punti
di questione:     1. Se dev'essere accolto
l'appello del 2 ottobre 2000 presentato da __________ __________ contro la
sentenza emessa l'8 settembre 2000 dal Pretore della giurisdizione di Locarno
Campagna;

 

                                         2.
  Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   __________
__________ ha acceso il 17 agosto 1983 sulla sua proprietà per piani n.
__________, pari a 26/1000 della particella n.
__________RFD di __________ -__________, tre cartelle ipotecarie al portatore:
una di fr. 50 000.– in primo grado, una di fr. 10 000.– in secondo e una di fr.
10 000.– in terzo grado. Il 14 febbraio 1984 egli ha venduto il fondo per 

                                         fr. 80
000.– a __________ __________, che ha assunto il debito ipotecario di
complessivi fr. 70 000.– e che il 16 febbraio 1984 ha acceso tre nuove cartelle
ipotecarie al portatore: una di fr. 30 000.– in quarto grado, una di fr. 30
000.– in quinto e una di fr. 20 000.– in sesto grado. Il 15 marzo 1984 la
__________ __________ ha concesso un credito di fr. 145 000.– a __________
__________, il quale ha sottoscritto due riconoscimenti di debito per il
medesimo importo e ha consegnato alla banca le sei cartelle ipotecarie. 

 

                                  B.   Il 30 giugno 1989 __________ __________ ha venduto la proprietà per
piani ad __________ __________ per fr. 115 000.–, di cui fr. 10 000.– da
versare una settimana dopo la firma del contratto e il resto entro il 31 dicembre
1989, dietro consegna delle sei cartelle ipotecarie. L'acquirente ha pagato
l'acconto nel termine pattuito ed è stato iscrit­to come proprietario nel
registro fondiario il 5 luglio 1989. __________ __________ è fallito l'11
settembre 1990. La __________ __________ ha rinunciato a insinuare crediti in tale procedura. __________
__________ non ha versato il saldo di fr. 105 000.– al venditore, ma con
lettere del 21 giugno, del 26 agosto e del 6 dicembre 1991 ha offerto il
medesimo importo alla __________ __________, contro dazione delle cartelle
ipotecarie. La banca è rimasta silente. 

 

                                  C.   __________
__________ si è rivolto il 23 agosto 1995 al Pretore della giurisdizione di
Locarno Campagna per ottenere l'ammortamento delle cartelle ipotecarie. Il
Pretore ha accolto la domanda con decreto del 3 settembre 1996 (inc.
__________.__________.__________) e i pegni sono stati cancellati dal registro
fondiario l'11 settembre successivo. Il 30 settembre 1997 __________ __________
ha gravato la proprietà per piani di una nuova cartella ipotecaria di fr. 50
000.– in primo grado e, il 6 aprile 1998, di un'ulteriore cartella di fr. 20
000.– in secondo grado. La __________ __________ ha instato il 18 giugno 1998
davanti al medesimo Pretore per ottenere la reinscrizione in via provvisoria
delle sei cartelle, domanda che il Pretore ha accolto con decreto cautelare del
30 ottobre 1998 (inc. __________.__________.__________). Nel frattempo, il 14
ottobre 1998, la banca ha fatto intimare ad __________ __________ un precetto
esecutivo di fr. 202 500.–, al quale l'escusso ha sollevato opposizione. 

 

                                  D.   Il
14 gennaio 1999 la __________ __________ ha promosso contro __________
__________ un'azione di rettifica del registro fondiario, chiedendo al Pretore
di accertare la validità delle citate cartelle ipotecarie e di ordinare la loro
reinscrizione nel registro fondiario (inc. __________.__________.__________).
Nella sua risposta del 21 aprile 1999 __________ __________ si è opposto alla
petizione e in via subordinata ha postulato l'iscrizione delle cartelle
ipotecarie con la dicitura “debi­tore __________ __________ e terzo
proprietario del pegno __________ __________ ”. In una causa parallela promossa
il 20 gennaio 1998 (recte: 1999), la __________ __________ ha poi
chiesto l'accertamento dell'esistenza di un diritto di pegno immobiliare sul
fondo n. __________, la condanna di __________ __________ al pagamento di fr.
202 500.– con interessi al 7% dal 1° gennaio 1998 e il rigetto definitivo
dell'opposizione sollevata dal convenuto al citato precetto esecutivo (inc.
__________.__________.__________). Con risposta del 21 aprile 1999 __________
__________ ha riconosciuto l'esistenza del diritto di pegno immobiliare, opponendosi
alle altre domande. Nei successivi allegati scritti le parti hanno ribadito la
loro posizione in entrambi i procedimenti giudiziari. Il Pretore ha congiunto
le cause per l'istruttoria all'udienza del 19 ottobre 1999. Le parti hanno
confermato le loro domande al dibattimento finale del 9 maggio 2000, sulla
scorta del rispettivo memoriale conclusivo.

 

                                  E.   Con sentenza dell'8 settembre 2000 il Pretore ha accolto la petizione
del 14 gennaio 1999, ha accertato la validità delle sei cartelle ipotecarie e
ne ha ordinato la reinscrizione in via definitiva a carico della proprietà per
piani n. __________in terzo, quarto, quinto, se­sto, settimo e ottavo grado. La
tassa di giustizia di fr. 5000.– e le spese processuali di fr. 333.– sono state
poste a carico di __________ __________, con­dannato a rifondere alla
__________ __________ fr. 10 000.– per ripetibili. Statuendo lo stesso giorno
nella causa congiunta (inc. __________.__________.__________), il Pretore ha
accolto parzialmente la petizione, ha accertato l'esistenza di un diritto di
pegno immobiliare sul fondo n. __________e ha respinto le altre domande,
addebitando gli oneri processuali all'attrice. 

 

                                  F.   __________ __________ è insorto contro la prima sentenza con un
appello del 2 ottobre 2000, nel quale chiede che, in riforma del giudizio
impugnato, la tassa di giustizia di fr. 4400.– e le spese di fr. 20.– siano
poste a carico della __________ __________, condannata a rifondergli fr. 10
000.– per ripetibili. Nelle sue osservazioni del 6 novembre 2000 la __________
__________ propone di respingere l'appello e di confermare la sentenza
impugnata. Un appello presentato il 2 ottobre 2000 dalla __________ __________
contro la sentenza emanata nella causa congiunta è stato respinto in quanto
ammissibile da questa Camera l'11 gennaio 2002 (inc.
__________.__________.__________). 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Litigiosa in questa sede rimane solo la determinazione e il
riparto degli oneri processuali (dispositivo n. 3 della sentenza impugna­ta).
Il Pretore ha addebitato questi ultimi al convenuto, non ravvisando “giusti
motivi” (nel senso dell'art. 148 cpv. 2 CPC) per prescindere dalla totale
soccombenza. Egli ha osservato, in particolare, che il convenuto non aveva
dimostrato l'asserita disponibilità alla reinscrizione delle cartelle prima
della causa, opponendosi alla petizione. L'appellante ribadisce che la causa
era inutile, avendo egli dichiarato più volte di consentire alla reinscrizione
delle cartelle ipotecarie. Chiede pertanto che gli oneri processuali siano
posti a carico dell'attrice, con obbligo di rifondergli fr. 10 000.– per ripetibili.

 

                                   2.   Il
giudice condanna la parte soccombente a rimborsare all'altra le tasse, le spese
giudiziarie e le ripetibili (art. 148 cpv. 1 CPC), ma può scostarsi da tale
principio ove soccorrano “giusti motivi” (art. 148 cpv. 2 CPC). Nella
determinazione degli oneri processuali e del loro riparto il giudice fruisce di
ampio potere di apprezzamen­to, censurabile solo per eccesso o per abuso (Rep.
1996 pag. 171). Si tratta in concreto di verificare se, come sostiene il convenuto,
questi abbia sempre ammesso la pretesa della controparte e si sia dichiarato
disposto fin dall'inizio ad adempierla, ciò che potrebbe giustificare una
deroga al principio della soccombenza (cfr. Rep. 1985 pag. 289).

 

                                   3.   Il
convenuto rimprovera al primo giudice di non avere ritenuto provata la sua disponibilità
alla reinscrizione delle cartelle ipotecarie, comunicata alla controparte durante
un incontro ad Airolo il 25 novembre 1998 e dimostrata dagli allegati e dai documenti
agli atti. Ora, l'incontro di Airolo non è mai stato evocato negli allegati
preliminari (cfr. risposta del 21 aprile 1999) e non può pertanto essere considerato
per la prima volta in questa sede, visto il chiaro divieto dell'art. 321 cpv. 1
lett. b CPC. Rimane da esaminare se il convenuto abbia manifestato la propria
disponibilità alla reinscrizione nei documenti prodotti o in altri memoriali.

 

                                   a)  Dal
fascicolo processuale, in particolare dalla corrispondenza del dicembre 1998 e
del gennaio 1999 (doc. 4 e 5), si evince l'esistenza di trattative intercorse
per una soluzione stragiudiziale della vertenza. L'appellante afferma che tali
lettere attestano la sua disponibilità a cedere alla banca la proprietà dell'appartamento
e il suo accordo alla reinscrizione delle cartelle ipotecarie, ciò che rendeva
inutile l'avvio della causa. In realtà l'argomentazione non trova alcun
riscontro. Il convenuto ha proposto solo all'attrice di cederle l'appartamento
oggetto del pegno, con gli oneri ipotecari di fr. 70 000.– iscritti nel
frattempo. In via subordinata ha dichiarato di consentire come terzo
proprietario del pegno alla reinscrizione delle car­telle ipotecarie, dopo
quelle iscritte nel 1998 e 1999, purché la banca assumesse tutte le spese
relative, rinunciasse a realizzare il pegno immobiliare e revocasse il precetto
esecutivo intimatogli dal proprietario del fondo gravato (lettera del 13
gennaio 1999, doc. 5). In tali condizioni non si vede come egli possa
seriamente sostenere di avere aderito sin dall'inizio alle domande
dell'istituto bancario. 

 

                                   b)  La
tesi dell'appellante non trova conforto nemmeno negli atti di causa. Anzi, da
questi emerge che il 21 aprile 1999 egli si è opposto alla petizione,
ammettendo solo – in subor­dine – la reinscrizione delle cartelle indicanti
come debitore il precedente proprietario ed egli stes­so come terzo
proprietario del pegno (risposta, pag. 10 e 11). Il convenuto ha poi confermato
le proprie domande con la duplica del 1° dicem­bre 1999 e le conclusioni del 4
maggio 2000. L'interessato afferma di avere esplicitamente assentito alla
reinscrizione immediata durante l'udienza preliminare del 19 ottobre 1999 e le
successive udienze. Se non che, egli medesimo riconosce che la proposta non è
mai stata formalizzata (appello, pag. 7 in fine), come per altro emerge dalla
lettura dei verbali (fascicolo verde “verba­li”). L'appellante non ha quindi
provato la sua adesione incondizionata alle richieste della controparte. Anzi,
ancora in questa sede egli solleva dubbi sulla legittimazione attiva
dell'attrice, pur rinunciando a farne una censura.

 

                                   c)  Nelle
circostanze descritte il Pretore non aveva motivo per scostarsi dal principio
della soccombenza, l'attrice essendo stata costretta ad avviare la causa per ottenere
la reinscrizione delle cartelle ipotecarie cancellate a torto. L'appello, presentato
non senza leggerezza, deve di conseguenza essere respinto. 

 

                                   4.   L'appellante critica infine l'entità degli oneri processuali
stabiliti dal Pretore, che ha fissato la tassa di giustizia in fr. 5 000.– e le
spese in fr. 333.–. Sostiene che la tassa di giustizia non dovrebbe superare
l'importo di fr. 4 400.– sulla base dell'art. 17 LTG, mentre le spese
dovrebbero limitarsi a fr. 20.–, visto che l'istruttoria è stata congiunta con
quella dell'azione creditoria (inc. __________.__________.__________), la quale
ha richiesto maggiori accertamenti.

 

                                   a)  Come si è visto (consid. 2), la valutazione del Pretore sulle
tasse e le spese è censurabile solo per eccesso o abuso del potere di
apprezzamento (Cocchi/Trezzini,
CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 32 e 51 ad art. 148; Rep. 1996 n.
50). Entro i minimi e i massimi delle tariffe applicabili in materia di spese e
ripetibili, l'au­torità di ricorso interviene solo in caso di eccesso o abuso
(Rep. 1996 pag. 171). L'appellante non contesta il valore litigioso di fr. 150
000.– stimato dal primo giudice, né sostiene che la tassa di giustizia posta a
suo carico oltrepassi i limiti della tariffa. Rimprovera al primo giudice di avere
fissato una tassa troppo elevata all'interno dei limiti tariffali previsti
dall'art. 17 LTG. Ora, tale norma prevede per una causa ordinaria avente un
valore litigioso di fr. 150 000.– una tassa di giustizia compresa tra fr.
1800.– a fr. 7000.–. A detta del convenuto, “tenuto conto di siffatti valori e
della loro ponderazione aritmetica, la tassa di giustizia di specie non avrebbe
dovuto in nessuno caso superare fr. 4400.–”. Egli non spiega tuttavia per quale
motivo il Pretore avrebbe ecceduto il proprio potere di apprezzamento fissando
la tassa in fr. 5000.–. Tale importo è invero leggermente superiore a quello
che risulterebbe applicando in modo schematico, per un valore litigioso situato
a metà dei valori massimi e minimi della fascia tariffale (fr. 150 000.–), la
tassa di giustizia corrispondente alla metà tra la differenza dell'importo
massimo e minimo della tariffa (fr. 7000.– ./. fr. 1800.– : 2 = fr. 4400.–).
Ciò non basta però a dimostrare un abuso o un eccesso del potere di
apprezzamento, al Pretore competendo pur sempre una certa latitudine di
valutazione. Nella fattispecie la procedura non poteva essere considerata
semplice e ha pur sempre comportato un doppio scambio di allegati, la convocazione
delle parti a quattro riprese (udienza preliminare, due udienze per l'escussione
di quattro testimoni e il dibattimento finale). La tassa di giustizia di fr.
5000.– rientra pertanto nella latitudine di apprezzamento del primo giudice. 

 

                                   b)  L'appellante sostiene inoltre che le spese devono essere limitate
a fr. 20.–, l'istruttoria nelle due cause avviate dall'attrice essendo stata
congiunta. Il Pretore ha soggiunto di avere ridotto di un terzo gli oneri
processuali proprio per tale circostanza (sentenza impugnata, pag. 11) e il
convenuto non illustra per quale motivo la riduzione sarebbe insufficiente, limitandosi
a confrontare i costi con la causa parallela. Nel caso in esame il contestato
importo di fr. 333.– si compone di fr. 278.– per le indennità versate ai
quattro testimoni (verbali di udienza del 12 gennaio 200, pag. 6, del 23 marzo
2000, pag. 9, 11 e 12) e di fr. 55.– per le altre spese (postali e telefoniche).
Nella causa __________.__________.__________la Pretura ha inviato almeno 24
raccomandate (intimazione ad entrambe le parti di petizione, risposta, replica,
duplica, convocazione a quattro udienze, intimazione delle conclusioni, della
sentenza, oltre alla citazione dei quattro testimoni escussi), come pure sette
invii per l'assegnazione di termini e il rinvio di udienze (fascicolo grigio
“atti diversi”). Ciò posto, non è dato a divedere come si possa seriamente
sostenere che le spese di causa dovrebbero essere limitate a fr. 20.–. Certo,
tale è l'importo addebitato all'attrice nella causa parallela (sentenza dell'8
settembre 2000, inc. __________.__________.__________), ma ciò non giova all'appellante.
Come si è visto, i soli costi postali, ad esclusione di quelli telefonici non
direttamente desumibili dall'incarto, ammontano in questa causa ad almeno fr.
155.– (31 invii a fr. 5.– cadauno). La valutazione del Pretore, che ha
stabilito in fr. 333.– complessivi l'ammontare delle spese, non eccede di
conseguenza la latitudine di apprezzamento di lui, sicché l'appello, infondato
in ogni suo punto, deve essere respinto. 

 

                                   5.   Gli oneri processuali del presente giudizio sono posti a carico
dell'appellante (art. 148 cpv. 1 CPC), tenuto inoltre a rifondere alla controparte
un'equa indennità per ripetibili.

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ricevibile, l'appello è respinto e la
sentenza impugnata è confermata. 

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 200.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                 fr.
250.–

                                         sono
posti a carico dell'appellante, che rifonderà alla controparte fr. 1200.– per
ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

                                         –
avvocati __________ __________ e __________ __________, __________;

                                         – avv.
__________ __________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna.              

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale
d’appello

La presidente                                                        Il
segretario