# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ae7f5bdf-d6d6-5edf-bad1-a3c6b7535f7d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-04-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 15.04.1999 INC.1998.99104
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1998-99104_1999-04-15.html

## Full Text

N. 991.98.4 R                                                             Lugano,
15 aprile 1999

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

Ivano Ranzanici

 

 

sedente per statuire sull’istanza
di libertà provvisoria 12 aprile 1999 formulata da

 

__________           detenuto
c/o Celle __________

(patrocinato dall’avv. __________)

 

letto il preavviso negativo 13
aprile 1999 del PP avv. Marco Bertoli, Lugano, ed offerto alla difesa la
possibilità di formulare contro osservazioni alla presa di posizione del PP;

 

lette le contro osservazioni del
patrocinatore dell’accusato di data 14 aprile 1999 con cui si ribadisce
l’istanza formulata e la richiesta di concessione della libertà provvisoria;

 

 

avuti gli atti dell’incarto a
disposizione, ritenuto

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

1.

 

Preliminarmente va evidenziato
come, per la terza volta dall’arresto dell’accusato, a questo GIAR viene
sottoposta la situazione processuale di __________ con l’invito, da parte della
difesa, a voler concedere la libertà provvisoria. In occasione della prima
procedura il difensore ha, saggiamente - come poi evidenziato in sede di
decreto di stralcio -, ritirato l’istanza. La seconda procedura é del tutto
recente ed alla stessa si farà riferimento per la sostanza di questa decisione
ritenuto come nell'istanza in discussione non vi sono contestazioni circa la
sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e delle necessità istruttorie, con
particolare riferimento al rischio di collusione ed inquinamento delle prove,
da sempre invocati dal PP e condivisi dal GIAR la cui decisione del 1 marzo
1999 non ha fatto oggetto, da parte della puntuale 

 

 

 

difesa, di alcuna impugnativa a
significato di sostanziale condivisione di quelle argomentazioni. Da
evidenziare come, già in occasione dell’istanza di libertà provvisoria 23
febbraio 1999, la difesa aveva sollevato, per contestare il sussistere dei
presupposti dell’arresto di __________, l’esistenza di condizioni psicofisiche
incompatibili con la detenzione. Alla difesa, già in quella sede, si
precisavano le competenze del GIAR in materia, in particolare a pag. 13 pto. 7
a partire dal secondo capoverso, e pag. 14. Su questo tema si ritornerà,
comunque, in corso di motivazione laddove necessario.

 

Per quanto attiene ai fatti si
può qui dire che __________, medico psichiatra, é stato arrestato il 1 dicembre
1998 siccome accusato di truffa e falsità in documenti. Come noto l’arresto é
avvenuto contestualmente con l’esecuzione di numerose perquisizioni e sequestri
presso lo studio medico dell’accusato, e presso le cliniche __________, con l’acquisizione
di un'impressionante mole di documentazione sia di tipo contabile che medico
(in specie cartelle riferite a numerosi pazienti), documentazione attualmente
al vaglio degli inquirenti come noto alla difesa. Nel corso dell’istruttoria
sia i magistrati che la polizia hanno proceduto a numerose verbalizzazioni di
testi ed indiziati e sin dall’inizio il compito istruttorio é apparso notevole
a fronte del numero delle persone coinvolte od interessate ai fatti di cui si
tratta ed alla luce della mole di documentazione acquisita e da acquisire
attraverso le casse malati vittime degli ipotizzati reati.

 

Sin dal suo arresto __________,
già colpito da infarto (come attestano i periti incaricati dal PP nel loro
scritto 21 marzo 1999) nel corso del 1991, é stato trattenuto presso la cella
dell’Ospedale __________ sotto cura medica da parte del primario prof. __________
ed in cura presso il dott. __________. In pratica __________ non é stato
considerato carcerabile (nel senso che non é stato possibile trattenerlo presso
una cella del PCT) per ragioni mediche.

 

A __________ il PP rimprovera
numerose malversazioni, commesse con varie modalità, in danno di Casse malati,
di pazienti, di assicurazioni sociali e di case farmaceutiche. Più
specificatamente __________ avrebbe fatturato, per prestazioni mai eseguite,
ricoveri di pazienti che in realtà non si trovavano degenti nelle cliniche da
lui dirette o che si trovavano congedati dalle stesse (con l’apposizione di
indicazioni fasulle sulle cartelle mediche come se i pazienti fossero
ricoverati, il tutto al fine di conseguire - mediante fatturazione di
prestazioni inesistenti - un indebito profitto personale rispettivamente in
favore di terzi).

 

L’inchiesta condotta dal
magistrato d’accusa ha permesso di evidenziare numerose e diverse modalità
operative ritenute truffaldine in danno principalmente delle casse malati, e
ciò sia nell’ambito della gestione delle cliniche che facevano capo
all’accusato sia nella conduzione dello studio ove venivano fatturate
giornalmente prestazioni mediche per un complessivo di ore fatturate a volte
superiore al numero di ore di cui un giorno é composto.

 

 

 

 

Nel corso dell’istruttoria sono
emerse poi nuove ipotesi fattuali riferite principalmente all’inserimento di
pazienti in sperimentazioni remunerate da case farmaceutiche, pazienti non
adatti a tali sperimentazioni, con lo scopo di ottenere rispettivamente non
perdere i compensi versati dalle citate case farmaceutiche, il tutto mediante
falsificazione dei dati del paziente. Come detto nella decisione 1 marzo 1999
di questo giudice i fatti sono di inusuale estensione ed oggettiva gravità
siccome ripetuti nel tempo in numero elevato.

 

In corso d’istruttoria il
magistrato d’accusa, che ha profuso notevole impegno, ha proceduto a sentire
personalmente rispettivamente a fare interrogare numerose persone, sono stati
acquisiti un centinaio di verbali e numerose sono pure le audizioni
dell’accusato che non sempre é apparso collaborativo ammettendo i fatti
indicando comunque sua consapevolezza della illiceità dell’agire quasi
sistematico adottato nelle cliniche unicamente dopo il suo arresto. Ancora al
vaglio degli inquirenti é l’esame dell’enorme mole di documentazione
sequestrata, in particolare il medico legale dott. __________ sta esaminando
(come a recente nomina a perito) tutte le cartelle mediche sequestrate. Gli
accertamenti sin qui svolti, il cui risultato appare riassunto nel Rapporto
intermedio di data 13 febbraio scorso, evidenziano la commissione di differenti
e numerose “irregolarità” nella fatturazione di prestazioni.

 

Come già ricordato nella
decisione 1 marzo 1999 all’accusato sono state contestate sostanzialmente tutte
le diverse tipologie di malversazione ritenute dalla pubblica accusa. In
particolare si ricordano le ipotesi di reato riferite ai pazienti fittizi,
ossia non presenti in clinica, rispettivamente per pazienti diurni o notturni,
vi sarebbero poi malversazioni con riferimento a pazienti amministrativi, ossia
a pazienti per i quali si procedeva ad ammissioni anticipate (la fatturazione
iniziava prima della reale ammissione del paziente in clinica), rispettivamente
a dimissioni posticipate (la fatturazione proseguiva oltre il reale periodo di
degenza), ed ancora malversazioni riferite alla fatturazione di congedi
effettivi ma con falsa iscrizione sulle cartelle mediche o congedi prolungati.
Tra le ipotesi accusatorie vi sono poi le irregolarità, riferite alla
“sovrappopolazione” di letti ossia letti fatturati a più pazienti, le sovrafatturazioni
per farmaci, terapie e per analisi (per avere __________ operato iscrizioni
nelle cartelle mediche relative a fasulle prescrizioni di farmaci - pagati
dalle CM - in sostituzione di prestazioni fisioterapeutiche invece non pagate
dalle CM come ammesso dall’accusato stesso che tende comunque a ridimensionare
i casi a pochi e per contenuto indebito arricchimento). Ulteriori capitoli
attualmente al vaglio del magistrato d’accusa si riferiscono, e ci si atterrà
qui alla nomenclatura convenuta tra le parti nel verbale 30 dicembre 1998
dell’accusato, alle consultazioni degli psicologi, all’AI, alle problematiche
connesse con l’esenzione militare, ad incassi non dichiarati ed ai ricoveri
forzati. Va qui rilevato come numerosi collaboratori ed ex collaboratori
dell’accusato abbiano ammesso le loro responsabilità riconducendo comunque il
loro agire al dott. __________ giustificandolo con la volontà del “capo” ed il
rischio di perdere il posto di lavoro oltre che a pressioni specifiche in
questo senso subite dal dott. __________.

 

 

 

2.

 

Il dott. __________, come detto,
si trova ricoverato presso l’__________ sotto cura medica da parte, in
particolare, del dott. __________ e del Prof. __________ che, ancora
recentemente, lo hanno visitato. Da profilo psichiatrico il dott. __________ é
stato visitato dal dott. __________ ed é stata ordinata una perizia
psichiatrica affidata al prof. __________. Va ricordato come, a seguito di
esplicita richiesta dei dott. __________ e Prof. __________, il magistrato
d’accusa ha disposto una serie di esami da parte di medici esterni prof. __________,
dott. __________ e dott. __________, il primo medico legale, il secondo
psichiatra ed il terzo cardiologo, i quali hanno proceduto a visitare in più
occasioni il dott. __________ allestendo i loro referti consegnati agli atti ed
essendo sentiti in occasione del verbale 6 aprile scorso a delucidazione degli
stessi. La situazione medica del paziente __________ é stata definita dai suoi
medici curanti come preoccupante essendovi un’affezione cardiaca da un lato ed
una situazione d’ansia dall’altro. Vanno qui ricordati, per completezza
d’informazione e siccome l’istanza che ci occupa é fondata essenzialmente sulla
situazione medica di __________, lo scritto del prof. __________ al difensore
dell’accusato del 2 marzo 1999 in cui si attesta come la situazione di stress
della situazione giudiziaria ha comportato “un’esternazione delle sue
problematiche coronariche con disturbi anginosi notevoli” con segnalazione di
situazione seria ed indicazione di non carcerabilità dell’accusato. Va qui
subito osservato che, in senso tecnico - che senz’altro non é sfuggito alla
difesa - __________ non é incarcerato non essendo trattenuto in un carcere strictu
sensu. __________ si trova trattenuto in una struttura ospedaliera tra le
migliori in Ticino sotto cura di noti e competenti professionisti. Il prof. __________,
nel citato scritto e dopo constatazione di situazione seria e di “disturbi
anginosi notevoli”, conclude che “la soluzione migliore sarebbe la cura ... a
domicilio”. Il professionista ravvede infatti nell’isolamento del paziente un
fattore di stress. Come detto il magistrato d’accusa ha incaricato, per
stabilire le condizioni di salute dell’accusato e su indicazione dello stesso
prof. __________, tre specialisti italiani che hanno in particolare visitato
l’accusato il 26 febbraio 1999 constatando “buone condizioni generali e ...
assenza di elementi patologici a carico del cuore del torace” rilevando
dall’elettrocardiogramma “i segni di necrosi pregressa da infarto miocardico”,
in occasione della visita 11 marzo 1999, dopo intervento sul dott. __________,
i periti interessati hanno constatato la “stessa sintomatologia anginosa”
presente il 26 febbraio 1999, trovando il paziente prostrato. I periti hanno
concluso per una “cardiopatia ischemica ... pregresso infarto ... angina pectoris”
nonché - dal punto di vista psichiatrico - hanno accertato un “Disturbo
Post-Traumatico da Stress in un soggetto con Disturbo narcisistico ed
Istrionico di Personalità”. In sostanza i periti hanno accertato che l’accusato
é, dal punto di vista cardiaco, un “soggetto a rischio” con conseguente
necessità di “una stretta sorveglianza medica quale quella , in concreto,
attuata ed attuabile nell’ospedale ove il paziente é ricoverato”. Con la
constatazione qui che, lo scritto 2 marzo 1999 del prof. __________ al
difensore dell’accusato con l’indicazione di dimissione per il rientro a casa
del paziente, appare superato. I periti hanno quindi accertato che “il
particolare regime di

<ricovero-detenzione> é motivo di ansia unitamente e, forse, in maniera
preponderante, con le vicende giudiziarie che hanno portato allo stesso”. Par
quindi di capire, come alle delucidazioni successive dei periti, che sia la
situazione detentiva che quella riferita all’esistenza del procedimento in
corso tendono ad accrescere lo stato d’ansia dell’accusato. I periti
suggeriscono quindi di ridurre l’ansia, almeno in parte, con “una maggiore
facilità di contatto con i famigliari”. Per quanto riguarda più particolarmente
l’aspetto psichiatrico connesso alla situazione di detenzione i periti hanno
constatato che il citato disturbo di personalità “... ha assunto valore psicolesivo
particolarmente accentuato. I sintomi psichici ... sono da considerarsi
complessivamente moderati e sono naturalmente connessi al perdurare  del regime
di detenzione. ... L’essere incarcerato ha costituito gravissima ferita
narcisistica. ... non sussistono elementi clinici tali che indichino
l’incompatibilità della situazione psicopatologica riscontrata ... con il
regime di detenzione”. Le conclusioni degli specialisti italiani, contenute a
pag. 12 del loro rapporto 21 marzo 1999, sono note alle parti: “Dal punto di
vista psichico non sussistono elementi indicanti incompatibilità con il regime
carcerario mentre, dal punto di vista cardiologico, la situazione é tale che,
allo stato, si ritiene necessario il mantenimento sotto controllo specialistico
... già attuato e attuabile” presso l’__________.

 

Alla luce di tale referto il PP
ha contattato la Sezione pene e misure del Dipartimento delle istituzioni per
valutare una diversa soluzione per la cura dell’accusato pur con il
mantenimento di uno stato di detenzione preventiva ossia privando l’accusato di
contatti con l’esterno a fronte del ritenuto rischio di collusione ed inquinamento
probatorio. Con scritto 1 aprile 1999 la SEPEM, a firma del capo sezione, ha
segnalato la possibilità di “collocare il revenuto ... nel comparto carcerario
dell’Ospedale cantonale di Ginevra. ... struttura situata all’interno
dell’Ospedale ... e gestita, per quanto attiene ai problemi medici, dal
personale sanitario dell’Ospedale ...”. In data 6 aprile 1999 il PP ha
proceduto, presente il difensore dell’accusato, ad interrogare i tre periti
prof. __________, __________ e __________, in quell’occasione i periti hanno
proceduto a nuova visita a __________ presso l__________. I medici hanno
indicato una connessione tra il disturbo cardiaco e l’ansia segnalando un
“circolo vizioso” sconsigliando il rientro a casa dell’accusato (pag. 3) e
ponendo l’accento sulla necessità di ridurre lo stato d’ansia in particolare
mediante maggiori contatti con i famigliari e con una maggiore possibilità di
moto (pag. 4). Dal canto suo il prof. __________ ha ribadito il suo consiglio
di “rientro a casa” in una attestazione medica del 31 marzo 1999 mente il dott.
__________, sempre in uno scritto all’avv. __________, ha evidenziato la
situazione di stress dovuta alla “situazione di chiusura che si protrae da 4
mesi” con l’evidenza di elementi controindicanti un trasferimento coatto fuori
Cantone. Il PP, visti gli accertamenti peritali, ha ritenuto di chiedere
l’intervento del dott. __________ ad esame medico sul paziente avvenuto il 12
aprile scorso, perito cui il difensore ha voluto chiedere “... se il
trasferimento a domicilio é soluzione” idonea a “ridurre quella quota d’ansia
connessa al regime detentivo... “. In data 13 aprile 1999 il magistrato
d’accusa ha ordinato il trasferimento di __________ presso il comparto
carcerario dell’Ospedale Cantonale di Ginevra autorizzando da subito liberi
colloqui con i figli e la moglie e nel contempo ha chiesto ai periti scelti un
parere su questa soluzione, 

 

 

 

attuabile a crescita in giudicato
della sua decisione e ritenuta la declaratoria di impugnativa della difesa. In
sostanza il magistrato d’accusa ha inteso, con la sua decisione di
trasferimento di __________ a Ginevra, alleviare lo stress dovuto alla
situazione detentiva presso l’______, ritenuta una maggiore mobilità e
possibilità di più frequenti contatti in quella struttura.

 

 

3.

 

Con l’istanza in discussione la
difesa postula la concessione della libertà provvisoria senza contestare
l’esistenza di gravi indizi di colpevolezza e senza discutere l’esistenza di
motivi istruttori tali da giustificare il permanere dell’accusato in detenzione
preventiva. Unicamente a pag 5 in fine ed a pag. 6 all’inizio la difesa indica
la necessità di un riesame del pericolo di inquinamento probatorio “affinché
possa essere constatata carenza di proporzionalità del regime detentivo,
ritenuti gli interessi in gioco”. L’istanza si preoccupa quasi esclusivamente
di evidenziare la non carcerabilità dell’accusato, il suo stato di salute e la
necessità, alla luce della situazione medica constatata dai medici curanti e
dai periti, di porre fine allo stato di detenzione preventiva con il rilievo
che “Saranno i suoi medici curanti a stabilire se e in che misura egli debba
rimanere ospedalizzato o possa essere dimesso”, si veda in merito il
certificato 14 aprile 1999 del Prof. __________.

 

All’istanza si oppone il PP che
richiama le conclusioni di questo GIAR contenute nella decisione del 1 marzo
1999 quo ai requisiti giuridici della detenzione preventiva. Per quanto attiene
alle ragioni mediche il magistrato osserva che le conclusioni dei periti
incaricati sono illuminanti, osservando che i periti sconsigliano il rientro a
casa dell’accusato e la necessità di suo mantenimento in struttura sanitaria. A
fronte della necessità di mantenere lo stato di detenzione preventiva il PP ha
ordinato il trasferimento dell’accusato a Ginevra in struttura adeguata tale da
ridurre lo stato d’ansia. Il magistrato d’accusa ricorda implicitamente come la
salute dell’accusato sia sua preoccupazione e rammenta che “gli accorgimenti
presi” permettono di confermare la detenzione.

 

In sede di contro osservazioni la
difesa dell’accusato ha ribadito sostanzialmente il contenuto dell’istanza
rilevando come i medici incaricati dal PP non abbiano prestato un formale
giuramento, come essi abbiano attestato una incarcerabilità del paziente e come
un inquinamento poteva avvenire anche da parte del legale dell’accusato,
affermazione questa che non può non lasciare allibiti. Per la difesa il
magistrato d’accusa ha ritenuto in maniera strumentale le conclusioni dei
medici incaricati e non vi é dubbio che l’accusato non inquinerà e che sarebbe
ipocrisia ritenere il contrario. Egli ritiene che il magistrato d’accusa si
opponga alla liberazione dell’accusato per ovviare, con il regime di detenzione
preventiva, alle lungaggini procedurali dovute all’intasamento del Tribunale
Penale Cantonale. __________ ricorda di avere, dal primo marzo 1999,
ripetutamente chiesto al PP di porre in atto quei verbali di interrogatorio
tali da rendere privo di oggetto l’asserito rischio di collusione. 

 

 

 

L’accusato ripete che i medici
incaricati dal PP hanno decretato la sua non carcerabilità.

 

 

4.

 

Alle parti il diritto che regge
la materia é noto, basti qui ricordare che l'art. 95 CPP - corrispondente
all'art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali i bisogni dell'istruzione, il pericolo di fuga e
quello di recidiva (senza dimenticare che l'arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell'istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell'accusato al processo e a garantire l'eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre
1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P 477/1993, consid. 3). L'eccezione
della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato
codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283
cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla
giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del
Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP
1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della  libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

 

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

5.

 

La difesa di __________ non
contesta il sussistere dei presupposti della detenzione preventiva, in
particolare non spende una parola per discutere l’esistenza di gravi indizi di
colpevolezza. Si possono quindi riprendere le argomentazioni contenute nella
decisione del 1 marzo 1999, ancora attuali su questo specifico punto, per
ricordare come a carico di __________ sussistono gravi e concreti indizi per i
reati di truffa ripetuta e falsità in documenti ripetuta commessa in correità
con terzi. Detti indizi si riscontrano negli accertamenti preliminari messi in
atto dal dott. __________, facilmente deducibili dal rapporto intermedio dello
stesso, vi sono poi le numerose chiamate in correità agli atti, basti qui
ricordare le deposizioni rese dai medici che con __________ hanno collaborato,
si pensi al dott. __________ - già messo a confronto con l’accusato -
rispettivamente il dott. __________, basti citare le deposizioni di __________,
delle dott. __________, le deposizioni __________, 

 

 

 

__________ per non indicarne che
alcune. Stralci di dette deposizioni sono stati prospettati all’accusato il
quale ha solo in parte ammesso le sue responsabilità contestando - a tratti
vivacemente - il dire dei chiamanti in causa. Si ribadisce qui che le
ammissioni dell’accusato sono state spesso accompagnate dalla precisazione di
una consapevolezza acquisita solo dopo l’intervento della magistratura.

 

Si tratta di elementi oggettivi,
ancora comunque al vaglio degli inquirenti in particolare per l’esame delle
cartelle mediche sequestrate (che dovrebbe essere a buon punto visto il tempo
trascorso dall’intervento del 1 dicembre 1998), e deposizioni univoche e significative
accompagnate da parziali ammissioni dell’accusato stesso. Non occorre
approfondire più in dettaglio detto aspetto neppure discusso dalla difesa. La
condizione legale appare soddisfatta.

 

 

6.

 

Anche dal profilo delle necessità
istruttorie, del rischio di collusione e dell'inquinamento delle prove
l'istanza va respinta. Come detto la difesa non é entrata nel merito di tale
argomento giuridico se non per contestare il mancato rispetto della
proporzionalità di tale condizione a fronte dello stato di salute
dell’accusato. Il sussistere di detti elementi appare manifesto come già
evocato nella decisione 1 marzo 1999. L’inchiesta, di ampia portata, ha
comportato l’audizione di numerose persone, in parte in qualità di testi ed in
parte in qualità di indiziati. I verbali di queste persone sono stati solo in
parte contestati all’accusato, che ne ha spesso respinto i contenuti con la
conseguente necessità di approfondimento, verifica e contestazione ulteriore
rispettivamente verbalizzazione a confronto con l’accusato. Appare necessario
procedere al completamento delle perquisizioni della documentazione medica
sequestrata da parte del dott. __________, occorre ancora verbalizzare
l’accusato muovendogli le necessarie contestazioni circa le risultanze
acquisite, talune in tempi successivi all’apertura del procedimento penale, si
pensi alle ipotesi di reato connesse alle case farmaceutiche.

Come evocato con la decisione 1
marzo 1999 nei confronti di numerose persone ancora da sentire od il cui
verbale va approfondito va ritenuto un concreto rischio di collusione a fronte
dei rapporti di dipendenza con l’accusato esistenti al momento dell’intervento
della magistratura. Basti qui pensare ai collaboratori, ancora oggi dipendenti
di strutture sanitarie che fanno capo all’accusato, rispettivamente ai pazienti
che per le loro patologie e per il rapporto di fiducia con il medico curante
sarebbero facilmente influenzabili.

 

Vi sono poi capitoli di indagine
particolari ove la posizione di determinati pazienti, definiti pazienti
fantasma, va vagliata dal magistrato inquirente il quale deve potere, con
l’esame delle cartelle mediche in corso, identificare compiutamente dette
persone per procedere a loro interrogatorio. In questi casi appare manifesto il
rischio di intervento dell’accusato su dette persone, in particolare se non
ancora identificate e sentite dal PP o dalla polizia, per 

 

 

 

ottenerne deposizione favorevole.
Analogo ragionamento deve qui valere per gli ulteriori filoni di indagine quali
quelli riferiti alle fatturazioni dello studio e quelle riferite alle
collaborazioni con case farmaceutiche. Per quanto attiene ai rapporti con i
collaboratori rispettivamente gli ex collaboratori del dott. __________ vanno
evidenziati i rapporti di dipendenza con il rinvio alla lettura dei verbali __________,
__________ (circa il rapporto con il dott. __________ da parte del dott. __________),
rispettivamente basta il rinvio al verbale __________ e __________, verbali già
evocati nella decisione 1 marzo 1999.

 

Delle persone interrogate molte
ancora debbono essere chiamate a deporre in particolare dinanzi al magistrato
d’accusa, fornendo precisazioni e dettagli in merito all’attività svolta in
particolare quella “irregolare” e molte deposizioni iniziali debbono essere
approfondite, verificate e successivamente prospettate all’accusato con
possibilità di confronto laddove necessario. L’accusato, come detto, ha spesso
negato o comunque mitigato la sua posizione ricordando autonome decisioni del
personale che così agiva per compiacerlo comunque ad indebito profitto del solo
__________.

 

D'altra parte, come rileva il
verbale __________, vengono posti in evidenza situazioni riferite all'AI ed
all'esonero dal servizio militare, situazioni che impongono accertamenti
puntuali e senza inquinamento possibile mediante l'assunzione testimoniale
degli interessati e l'acquisizione di documenti.

 

Va quindi riservata la necessità
di procedere a tutte le audizioni ancora necessarie senza rischio di intervento
dell’accusato, probabile in caso di sua liberazione, e va riservata la
possibilità di approfondire le audizioni già in atti con la raccolta dei
necessari dettagli. Va poi riservata la possibilità di procedere ai verbali a
confronto che l’istruttoria renderà necessari. Come ricordato nella decisione 1
marzo 1999 la detenzione preventiva non deve avere per scopo di ottenere la
confessione dell’accusato ma deve impedire che l’accusato libero possa
influenzare la raccolta delle prove. Nel caso di specie si tratta, senza ombra
di dubbio, di necessità istruttorie tali da impedire la concessione della
libertà provvisoria all'accusato, necessità che appaiono evidenti dagli atti
cui l'accusato ha avuto solo parziale accesso.

 

Si evidenzia qui come, con
l’avanzare dell’istruttoria, le necessità di inchiesta ed il rischio di
inquinamento probatorio e di collusione, possono attenuarsi. La difesa
dell’accusato ha invitato il magistrato d’accusa a procedere nei suoi
incombenti, ciò che il PP non ha comunque mancato di fare. Occorre qui
ricordare all’inquirente come il "principio di celerità, che deve
caratterizzare le inchieste che vedono coinvolte persone arrestate, impone
priorità nell’acquisizione probatoria di quegli elementi che sono tali da far
venir meno od attenuare il rischio collusivo o di inquinamento probatorio.
Questa circostanza deve essere valutata nonostante l’ampiezza dell’inchiesta.

 

La condizione legale é quindi
data.

 

 

 

 

 

7.

 

Come già ricordato nella
decisione del 1 marzo 1999 la durata della detenzione preventiva deve essere
rispettosa del principio di proporzionalità, viola detto principio la
detenzione preventiva che va al di la della presumibile pena in caso di
condanna. Nel concreto caso tale limite non appare superato. A __________
vengono rimproverati gravi reati, commessi in maniera ripetuta con grave
pregiudizio per le vittime e con compromissione del rapporto di fiducia che i
pazienti ripongono nel medico e che in generale, socialmente, viene
riconosciuto alla classe medica. Va poi considerata la possibilità di inflizione
di una pena ferma ciò che permette di ritenere rispettato il principio di
proporzionalità.

 

Questi rilievi, già evidenziati
nei precedenti interventi di questo GIAR, appaiono ancora del tutto attuali,
ciò anche considerando il particolare stato di salute dell’accusato e la sua personalità
così come descritta da esperti incaricati dal PP nel loro rapporto 21 marzo
1999.

 

Già si é ricordato il principio
di celerità cui il magistrato d’accusa ha dimostrato di attenersi.

 

 

8.

 

L’istanza, con cui la difesa
neppure ha contestato il sussistere delle condizioni legali per il mantenimento
della detenzione preventiva, va respinta.

 

Come già ricordato nella
decisione 1 marzo 1999 compito del GIAR, nell’ambito ristretto di un’istanza di
libertà provvisoria, é quello di analizzare se i presupposti di legge, come in casu,
siano dati per il mantenimento dell’arresto. Nonostante ciò lo stato di salute
dell’accusato, cui tutte le parti, compreso il magistrato d’accusa, appaiono
particolarmente sensibili non può essere sottaciuto (si vedano le considerazioni
sullo stato di salute di cui al punto 2).

Come ricordato nel precedente
intervento di questo giudice sulla medesima materia:

 

“L’aspetto della salute dell’accusato non
può comunque essere valutato dal PP rispettivamente dal GIAR nell’ottica dell’esame
cui essi sono preposti. La detenzione preventiva, giuridicamente, deve durare
poiché tutti i presupposti sono dati nel caso di specie. Come rettamente
ricorda il PP é compito dei medici analizzare la carcerabilità dell’accusato,
ossia se egli possa essere trattenuto presso una struttura penitenziaria o
meno. Compito loro, in caso di impossibilità ad incarcerare l’accusato, di
valutare se egli debba subire la detenzione preventiva in un 

 

 

 

ospedale, eventualmente quale ed
eventualmente ancora con quali particolari condizioni, il tutto per potere
curare al meglio la cardiopatia dell’accusato (che comunque a casa non potrebbe
ottenere cure migliori rispetto a quelle ottenibili in un ospedale) e per
potere curare al meglio lo stato ansioso depressivo in cui versa.”

 

Come evidenziato nella decisione
citata il PP, sensibile a tale tematica e sollecitato sia dai medici curanti
che dalla difesa, ha proceduto ad incaricare tre esperti per valutare lo stato
di salute dell’accusato ed il luogo ove la sua detenzione possa avvenire,
stante il sussistere di tutte le condizioni legali neppure contestate dalla
difesa. Solo in sede di contro osservazioni la difesa ha constatato assenza di
giuramento da parte dei medici italiani di cui comunque asserisce di condividere
le conclusioni. I medici chiamati dal Procuratore Pubblico non hanno avuto per
incarico di valutare circostanze fattuali relative all'oggetto delle indagini.
D'altra parte neppure i medici che ha decretato il 1. dicembre 1998 la non carcerabilità
del Dott. __________ hanno prestato giuramento. In casu si tratta di una
valutazione della carcerabilità e non di perizia vera e propria. Eccepire
tardivamente carenza di giuramento degli esperti per poi condividerne le
conclusioni dopo avere presenziato al loro verbale, e senza invocare lesione
dei diritti della difesa, urta il principio di buona fede processuale. Gli
esperti hanno consegnato il loro parere del 21 marzo 1999 ed hanno deposto in
merito allo stesso. Da questo parere é desumibile che “il particolare regime di
<ricovero-detenzione> é motivo d’ansia unitamente e, forse, in misura
preponderante, con le vicende giudiziarie che hanno portato allo stesso”, i
medici incaricati hanno inoltre evidenziato (cfr. Rapporto __________) come
”Dal punto di vista psichico si può, concludendo, affermare che, allo stato,
non sussistono elementi clinici tali che indichino l’incompatibilità della
situazione psicopatologica riscontrata nel Prof. __________, con il regime di
detenzione”. Dal punto di vista cardiologico i medici hanno ritenuto (cfr.
conclusioni del Rapporto 21 marzo 1999 sottoscritto da tutti i medici
incaricati) “.. allo stato si ritiene necessario il mantenimento sotto
controllo specialistico del __________, controllo già attuato e attuabile
presso l'ospedale __________ ove lo stesso si trova ... ricoverato”. Suggerendo
di “favorire una maggiore facilità di contatto con gli affetti famigliari” che
potrebbe ridurre - in uno con la maggiore possibilità di movimento - l’ansia e
lo lo stress cui é sottoposto il dott. __________.

 

I medici hanno infatti accertato
che esiste una cardiopatia ed uno stato d’ansia che dipende da due distinti
fattori: da un lato l’indagine che si conduce e dall’altro la situazione di
detenzione con le limitazioni che ne derivano. Pur patendo la restrizione della
sua libertà personale presso l’__________, luogo comunque meno afflittivo che
il carcere, la situazione di stress dovuta a tale circostanza appare influire
sulla cardiopatia. I medici escludono un rientro al domicilio (perlomeno gli
esperti incaricati) del paziente e rendono attento il magistrato d’accusa alla
necessità di mantenere l’accusato in una struttura 

 

 

 

ospedaliera apparendo necessario
ridurre lo stato ansioso in particolar modo, come detto, incrementando i
contatti con i famigliari da un lato e potendo permettere maggiore mobilità. Il
magistrato si é quindi attivato per trovare una situazione adeguata e ritiene
di averla individuata presso l’Ospedale Cantonale di Ginevra ove la mobilità
dell’accusato sarebbe accresciuta e dove, nonostante la distanza dal Ticino
(comunque favorita da collegamenti aerei) i contatti con i famigliari - che il
PP ha voluto liberi - potrebbero avvenire con la necessaria frequenza. Il
Procuratore Pubblico ha chiesto agli esperti italiani incaricati di volersi
esprimere in merito al previsto trasferimento a Ginevra. La difesa ha
preannunciato reclamo contro tale decisione (ribadendo tale volontà anche nelle
sue contro osservazioni) nel cui merito non occorre addentrarsi in questa sede.

 

 

9.

 

Visto quanto precede l’istanza di
libertà provvisoria va respinta essendo dati gravi indizi di colpevolezza ed il
sussistere di necessità istruttorie, rischio collusivo ed inquinamento
probatorio prioritari. Non si fa carico della tassa di giustizia e delle spese
all’accusato avvisato, unitamente al suo difensore del diritto di ricorrere
alla Camera dei Ricorsi Penali del Tribunale di Appello nel termine di dieci
giorni dall’intimazione della presente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli articoli menzionati
e gli art. 107 e 108 nonché 284 cpv. 1 lett. a) CPP;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decreta

 

 

 

1.   L'istanza
di libertà provvisoria 12 aprile 1999 é respinta.

 

 

2.   Non
si percepiscono tasse e spese.

 

 

3.   Avverso
la presente decisione é data facoltà di ricorso alla Camera dei Ricorsi Penali
del Tribunale di Appello nel termine di dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.   Intimazione:

-    
all’accusato __________, per il tramite del patrocinatore avv. __________;

-    
all’avv. __________;

-    
al PP avv. __________, con gli atti di ritorno.

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                     giudice
Ivano Ranzanici