# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 12f48f6e-8508-56ff-aa0d-57d58b3e2818
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-31
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 31.12.2004 PVG 2004 27
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2004-27_2004-12-31.pdf

## Full Text

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Lap. Offerta che non soddisfa i requisiti del bando di con- 
corso. Conseguenze. Variante. Ammissibilità .
– Un’offerta che non soddisfa il bando di concorso deve 

essere esclusa dalla considerazione; se nessuna offerta 
soddisfa le condizioni d’appalto, s’impone il rifacimento 
della procedura (cons. 1, 3, 4).

– Conseguenze di una mancata menzione della variante nel 
protocollo d’apertura delle offerte (cons. 2a).

– La semplice proposta di poter eventualmente usufruire di 
dati materiali a prezzi magari più convenienti non può essere 
considerata una variante nel senso della Lap (cons. 2b).

SubG. Angebot, welches den Anforderungen der Aus- 
schreibung nicht entspricht. Folgen.Variante. Zulässigkeit.
– Ein Angebot, das den Anforderungen der Ausschreibung 

nicht entspricht, muss von der Berücksichtigung ausge- 
schlossen werden; entspricht kein Angebot den Anforde- 
rungen der Ausschreibung, muss das Verfahren wieder- 
holt werden (E.1, 3, 4).

– Folgen für den Fall, dass eine Variante nicht im Eröffnungs- 
protokoll aufgeführt wird (E.2a).

– Der nicht näher substantiierte Vorschlag, bestimmte Ma- 
terialien zu einem eventuell billigeren Preis verwenden zu 
können, gilt nicht als Variante (E.2b).

Fattispecie:
1. Scegliendo la procedura su invito, l’autorità comunale

contattava X. e Y., chiedendo loro di voler proporre le proprie of- 
ferte per 5000 t di materiale alluvionale lavato e per 5000 t di ma- 
teriale roccioso e sassoso. In allegato all’offerta, Y. indicava anche 
l’eventuale possibilità di prelevare materiale dai bacini di riten- 
zione in dotazione da Z., che a seconda del materiale avrebbe per- 
messo di risparmiare il prezzo di trasporto al deposito.

2. I lavori venivano assegnati aY. La decisione era motivata 
nel senso che nessuna delle due ditte avrebbe offerto per la posi- 
zione 8a il materiale richiesto dal bando di concorso (materiale al- 
luvionale di qualsiasi diametro, lavato, povero di componenti sab- 
biose). Poiché però il materiale offerto sotto la posizione 8b 
(materiale prevalentemente sassoso o roccioso, non lavato, pro- 
veniente da scavi, povero di componenti terrose o sabbiose) era 
pure considerato conforme allo scopo e ritenuta l’espressa possi-

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bilità lasciata all’autorità appaltante dal capitolato di poter modifi- 
care le quantità di materiale indicate senza cambiamento dei 
prezzi, la posizione 8a delle due ditte veniva ricalcolata, per la ditta
X. prendendo a fondamento il prezzo offerto per la posizione 8b di 
fr./ t 9.50 e per la ditta Y. prendendo a fondamento il prezzo inva- 
riato di fr./ t 6.– che la concorrente offriva alle posizioni 8a, 8b e, 
giusta quanto ritenuto dall’autorità comunale, anche per il mate- 
riale dai bacini di ritenzione in dotazione da Z. Dopo il nuovo cal- 
colo della posizione 8a, l’offerta della ditta Y. risultava essere 
quella a miglior prezzo.

Considerandi:
1. a) E’ in primo luogo controversa la questione di sapere 

se l’offerta della ricorrente corrispondesse o meno ai criteri del ca- 
pitolato d’appalto e in particolare alle condizioni poste al punto 8a. 
Giusta i termini del concorso, era richiesta la fornitura di «mate- 
riale alluvionale di qualsiasi diametro, lavato, povero di compo- 
nenti sabbiose (ad esempio materiale prelevato da un lago o da un 
corso d’acqua)». Il comune giustificava la richiesta di materiale la- 
vato, adducendo di voler evitare un eccessivo, anche se provviso- 
rio, intorbidamento dell’acqua. Che il materiale offerto dalla ricor- 
rente sia materiale proveniente da scavi di roccia e non prelevato 
da laghi o da corsi d’acqua è ammesso dall’istante stessa. Con 
questo è però evidente che non si tratta di materiale alluvionale la- 
vato, come richiesto alla posizione 8a. In questo senso l’offerta 
della ricorrente non si conformava ai requisiti del punto 8a del ca- 
pitolato d’appalto.

b) In principio, l’offerta della ricorrente non avrebbe potuto 
essere presa in considerazione giacché giusta quanto previsto 
all’art. 16 lett. c Lap, un’offerta che non soddisfa i requisiti del 
bando di concorso deve essere esclusa dalla considerazione. L’au- 
torità comunale ha però preferito una soluzione diversa in consi- 
derazione del fatto che anche la seconda delle due offerte era affetta 
da un vizio analogo, nel senso che anche la seconda concorrente 
offriva per la posizione 8a della roccia da scavo e quindi del mate- 
riale non corrispondente alle richieste del punto 8a. Unica diffe- 
renza era che la seconda concorrente, nell’«elenco provenienza dei 
materiali», allegato all’offerta, proponeva: «eventualmente si può 
prelevare materiale dai bacini in dotazione da Z. A seconda del ma- 
teriale il Comune risparmia ev. il prezzo di trasporto al deposito!»

2. a) Per la ditta ricorrente, una variante come quella pro- 
posta sarebbe inammissibile sia dal profilo formale, non essendo

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stata protocollata, sia materialmente. Dal canto suo, il comune 
non reputa che la variante andasse protocollata, trattandosi solo  
di una variante di provenienza di materiali ad ugual prezzo. La tesi 
non merita protezione. Il materiale fornito con la variante era 
quello che il comune effettivamente voleva alla posizione 8a. Si 
tratta quindi di un materiale non solo di provenienza diversa da 
quello proposto nell’offerta principale, ma anche di qualità di- 
versa. La variante era pertanto da protocollare. Formalmente, oc- 
corre stabilire se il fatto che la variante non figurasse sul proto- 
collo d’apertura delle offerte possa comportarne il suo annulla- 
mento, come preteso dalla ricorrente, per violazione del principio 
della trasparenza e dell’uguaglianza di trattamento tra concor- 
renti. Non avendo iscritto le varianti sul protocollo di apertura 
delle offerte, l’autorità d’aggiudicazione è incorsa in una manife- 
sta violazione dell’art. 13 cpv. 3 Oap. L’esigenza di osservare dei 
criteri formali mira a garantire la trasparenza del procedimento 
(DTF 125 II 86s) e l’uguaglianza di trattamento dei concorrenti. Per 
non cadere in un formalismo eccessivo, questi criteri formali non 
possono però essere considerati fine a se stessi, ma devono avere 
come obiettivo ultimo il promuovimento del diritto materiale nel 
rispetto degli scopi e dei principi che reggono la regolamentazione 
in materia di appalti pubblici (PTA 2000 no. 64; STA U 03 102, U 01
135, 111 e 93 nonché U 99 39). Con l’apertura delle offerte e la mes- 
sa a protocollo dei relativi importi offerti si garantisce a tutti i con- 
correnti che le offerte introdotte vengano aperte nello stesso mo- 
mento, che nessuna di queste possa essere stata cambiata o che 
potrà esserlo in seguito e che l’importo offerto corrisponda a quello 
effettivamente proposto. Giacché l’apertura è pubblica, il proto- 
collo è reputato confermare in forma scritta quanto i presenti pos- 
sono percepire verbalmente con la lettura degli importi offerti. Ne 
consegue che il semplice fatto di omettere un’indicazione sul pro- 
tocollo d’apertura delle offerte non può evidentemente compor- 
tare l’annullamento dell’offerta toccata da un vizio formale proto- 
collare. Il vizio nella redazione del protocollo potrebbe comportare 
l’esclusione della variante in oggetto qualora sussistessero fon- 
dati motivi di manipolazioni. Tale questione può comunque nell’e- 
venienza restare aperta in quanto la presa in considerazione della 
variante è anche materialmente inammissibile.

b) Innanzitutto, i termini della variante contestata non hanno 
nulla di vincolante. Ricordando al comune che potrebbe eventual- 
mente essere prelevato del materiale da dei bacini di ritenzione, la 
concorrente non è reputata aver proposto una variante nel senso

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della legislazione in materia di appalti. Come poi è già stato espo- 
sto, il materiale offerto dalla seconda concorrente come variante 
era propriamente il materiale che veniva richiesto dal capitolato 
d’appalto alla posizione 8a. Giustamente, la concorrente avrebbe 
pertanto dovuto offrire tali materiali nella sua offerta principale (la 
questione dei quantitativi non viene evocata nella variante, ma 
solo dal comune in sede di ricorso). Inoltre, è indubbio che la pre- 
tesa proposta di variante non conteneva alcuna indicazione sul 
prezzo unitario alla tonnellata. Concludere, come fa il comune 
convenuto, che questo sarebbe stato di fr./ t 6.– come per le posi- 
zioni 8a e b non trova alcuna conferma negli atti. Anche la preci- 
sazione quanto al «risparmio per il prezzo di trasporto al deposito» 
non lascia certo presupporre che il prezzo fosse concretamente 
stato fissato a fr./ t 6.–, giacché in tal caso non vi sarebbe stato pro- 
priamente alcun risparmio. Va poi aggiunto che varianti incom- 
plete non sono ammissibili, anche perché permettono correzioni a 
posteriori che sono invece propriamente escluse nelle procedure 
di appalto. Ne discende che la presa in considerazione della vari- 
ante offerta dall’assegnataria dei lavori è esclusa.

3. a) Considerata l’inammissibilità dalla variante, nessuna 
delle due offerte principali offriva alla posizione 8a il materiale al- 
luvionale lavato richiesto dal bando di concorso. Le offerte non 
erano pertanto conformi ai requisiti del capitolato. In principio, se 
non è stata presentata alcuna offerta atta a soddisfare ai requisiti e 
ai criteri fissati dal bando e nei documenti di concorso, la proce- 
dura può essere ripetuta. Lo stesso principio vale se durante la pro- 
cedura si rende necessaria una modifica essenziale del progetto 
(art. 17 cpv. 3 lett. a e b Lap). Nell’evenienza, l’autorità ha deciso di- 
versamente. Dopo essersi sincerata della non conformità dei ma- 
teriali proposti per le posizioni 8a da ambedue le concorrenti e in- 
vece di interrompere o di ripetere la procedura, come previsto 
all’art. 17 cpv. 2 e 3 Lap, il comune ha preferito una diversa solu- 
zione. Dopo che i materiali oggetto della posizione 8b erano stati 
considerati degli idonei sostitutivi della posizione 8a, per ambedue 
le ditte il prezzo della posizione 8b è stato preso a fondamento per 
calcolare la nuova posizione 8a. Per l’autorità comunale l’agire sa- 
rebbe inoppugnabile dopo che nelle condizioni particolari, oggetto 
del punto 9 del capitolato d’appalto, il committente si era espres- 
samente riservato «il diritto di variare le quantità indicate in offerta 
senza cambiamento dei prezzi». La tesi non merita protezione.

b) La clausola invocata dal comune non può manifesta- 
mente riferirsi ad una variazione dei quantitativi dell’offerta come

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tale. Nel capitolato d’appalto sono contenuti quantitativi e posi- 
zioni in base alle quali i concorrenti redigono la loro offerta. Un 
concorrente è pertanto reputato offrire un determinato prezzo uni- 
tario sulla base di un determinato quantitativo di materiali ed è su 
questa base che le offerte vengono valutate e anche paragonate. 
E’ pertanto inammissibile procedere a dei cambiamenti delle 
quantità richieste dal capitolato d’appalto nell’ambito dell’analisi 
delle offerte. Per contro, se in occasione dell’esecuzione dei lavori, 
dovesse rendersi necessaria una quantità di materiali superiore a 
quella richiesta nel capitolato, l’offerente è in questi casi legato al 
prezzo unitario offerto anche per il quantitativo supplementare. 
Nell’evenienza, l’autorità ha proceduto ad una modifica del pro- 
getto iniziale, decidendo di ammettere – per la parte sommersa del 
promontorio in prossimità del lago – l’impiego di un materiale di- 
verso da quello inizialmente richiesto dal bando di concorso. Così 
facendo la posizione 8b è stata duplicata e la 8a annullata. Una si- 
mile ingerenza nella definizione dell’offerta e della relativa strut- 
tura dei prezzi non può evidentemente fondarsi sulla clausola in- 
vocata. Ammettere che l’autorità possa modificare il prezzo di una 
posizione dell’offerta, sostituendolo con il prezzo offerto per un’al- 
tra posizione equivarrebbe ad aprire la via a qualsiasi sorta di 
abusi. Inoltre, per una modifica tanto sostanziale, vengono ad in- 
fluire sul prezzo offerto anche altri fattori che la sostituzione ope- 
rata non è evidentemente reputata aver tenuto in considerazione. 
Ne discende che la sostituzione operata per il calcolo della posi- 
zione 8a non può essere protetta.

4. Non essendo lecita alcuna modifica delle due offerte nel 
senso perorato dal comune convenuto, forza è di constatare che 
nessuna concorrente ha introdotto un’offerta valida. In questi casi, 
in applicazione all’art. 17 cpv. 3 Lap, al comune non resta altra al- 
ternativa che ripetere il procedimento dopo aver chiaramente 
esposto nel capitolato d’appalto quali siano esattamente i mate- 
riali che intende impiegare per l’una e l’altra posizione.
U 04 30 Sentenza del 12 maggio 2004