# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8c208fc4-c6d0-5cb7-b9ba-27ae11158c4a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-08-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 20.08.2002 INC.2001.58205
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-58205_2002-08-20.html

## Full Text

N. 582.2001.5 M                                                        Lugano,
20 agosto 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per
statuire sull’istanza 9 agosto 2002 inoltrata dal

Procuratore Pubblico avv.
__________, Lugano

e volta ad
ottenere la proroga di due mesi, ovvero sino al 23 ottobre 2002 compreso, della
carcerazione preventiva cui è astretto

____________,        

(difeso di fiducia dallo studio legale avv. __________)

nel
procedimento penale a suo carico per titolo di atti sessuali con fanciulli e
con persone incapaci di discernimento o inette a resistere, coazione sessuale,
violazione del dovere di assistenza o educazione;

assegnato all’accusato, con ordinanza 9 agosto 2002, un
termine per presentare eventuali osservazioni all’istanza di proroga, e preso
atto che con scritto 9 agosto 2002, l’accusato ha comunicato di non avere
osservazioni;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP __________/BA/mg;

 

ritenuto e considerato

in fatto e in
diritto:

che

-       
____________ è
stato tratto in arresto in data 24 ottobre 2001, in quanto sospetto autore di
abusi sessuali ai danni dei figli suoi e della sua precedente convivente (v.
rapporto d'arresto, inc. Giar 582.2001.1, doc. 2). Il giorno successivo questo
giudice ha confermato l'arresto, con contestuale intimazione della promozione
dell'accusa per titolo di atti sessuali con fanciulli, coazione sessuale, atti
sessuali con persone incapaci di discernimento, violazione del dovere di
assistenza o educazione (v. inc. Giar citato, doc. 3 rispettivamente doc. 1;
come qui, verbatim, decisione 23 novembre 2001 sull’istanza di libertà
provvisoria, inc. Giar 582.2001.2 doc. 6 consid. A; decisione 19 aprile 2002
sulla prima istanza di proroga, inc. Giar 582.2001.4, doc. 4 consid. A);

-       
l'inchiesta ha preso
avvio il mese di giugno 2001, quando l'accusato si è presentato spontaneamente
al Procuratore Pubblico per denunciare abusi sessuali da lui medesimo commessi
ai danni della figlia della sua precedente compagna (inc. MP doc. 1.1).
Successivi atti istruttori, segnatamente l'audizione di testi e della madre
della presunta vittima, hanno fatto nascere il sospetto che gli abusi potessero
essersi prodotti in numero maggiore e nei confronti di più vittime (come qui, verbatim,
decisione 23 novembre 2001 sull’istanza di libertà provvisoria, inc. Giar
582.2001.2 doc. 6 consid. B; decisione 19 aprile 2002 sulla prima istanza di
proroga, inc. Giar 582.2001.4, doc. 4 consid. A);

-       
un’istanza di libertà provvisoria 9/12 novembre 2001 – sospesa su
richiesta dell’accusato istante (inc. Giar 582.2001.2, allegata al doc. 3) – è
stata respinta con decisione 23 novembre 2001 (inc. Giar 582.2001.2 doc. 6) per
il sussistere di marcato pericolo di inquinamento delle prove, in particolare
collusione (loc. cit., consid. 3), e per serio pericolo di recidiva (loc. cit.,
consid. 4). Una seconda istanza di libertà provvisoria 17 dicembre 2001 (inc. Giar
582.2001.3, doc. 3) è stata ritirata dall’accusato in sede di udienza 21
dicembre 2001 (inc. Giar cit., doc. 7 e 8)(come qui, decisione 19 aprile 2002 sulla prima istanza di
proroga, inc. Giar 582.2001.4, doc. 4 consid. B);

-       
con la già più volte citata decisione 19 aprile 2002, la
detenzione preventiva cui è astretto ____________ è stata prorogata una prima
volta di quattro mesi, in considerazione essenzialmente di serio e concreto
pericolo di recidiva (loc. cit., consid. 5) ed al fine di completare
l’istruzione formale (loc. cit., consid. 4);

-       
nell’imminenza della scadenza della prima proroga, con l’istanza
qui discussa il Procuratore Pubblico chiede una nuova proroga di altri due mesi
(istanza 9 agosto 2002, inc. Giar 582.2001.5 doc. 1, p. 4). Motiva la sua
richiesta con il perdurare degli indizi di colpevolezza, con la possibilità che
si debba procedere a nuovi interrogatori delle vittime, dei periti e consulenti
di parte, ma soprattutto (e nuovamente) con il riconfermato pericolo di
recidiva (loc. cit., p. 3);

-       
l’accusato non ha presentato osservazioni, limitandosi a
trasmettere copia dello scritto da lui inviato al magistrato inquirente in data
6 agosto 2002, e nel quale dichiara di non opporsi alla proroga postulata
(scritto 9 agosto 2002 ed allegato, inc. Giar 582.2001.5 doc. 4);

-       
l'art. 95 CPP, dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui
l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare
e - segnatamente come nel caso in discussione - proroga del carcere preventivo
a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi
e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo
sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui
concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione ed un certo pericolo di
recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16
novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep.
132 [1999] n. 116), e ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità
(Rep. 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381);

-       
i menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore
nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà
e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416;
1989 pag. 287 ss.). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi
penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep. 1980 pag. 128);

-       
la legittimità dell’arresto va esaminata d’ufficio, perlomeno
sommariamente, anche in presenza di espressa adesione da parte dell’accusato;

-       
si deve allora constatare che sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicitati dalla dottrina e dalla giurisprudenza, sono presenti
nella situazione personale e processuale di ____________ a legittimare e
giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà oltre il
termine legale disposto dall’art. 102 cpv. 2 CPP;

-       
in punto all’esistenza di sufficienti indizi di colpevolezza, può
bastare generico rinvio a quanto già detto in occasione delle precedenti
decisioni menzionate supra (decisione 23 novembre 2001 sull’istanza di libertà provvisoria, inc. Giar
582.2001.2 doc. 6 consid. 2; decisione 19 aprile 2002 sulla prima istanza di
proroga, inc. Giar 582.2001.4, doc. 4 consid. 3), anche per evitare
dettagliati approfondimenti su un tema di competenza della Corte di merito. Sia
unicamente menzionato che la credibilità delle vittime, già ammessa quattro
mesi orsono, appare oggi ulteriormente accresciuta dalla perizia di credibilità
20 luglio 2002 stilata dalla dott.ssa __________ (all’inc. Giar 582.2001.5 doc.
2.2, capitoli “considerazioni conclusive” e “risposte ai quesiti”, spec. 1 e
2);

-       
anche per l’ammissione del pericolo di recidiva può essere fatto
rinvio alla prima decisione di proroga della sua carcerazione (v. decisione 19 aprile 2002 sulla prima
istanza di proroga, inc. Giar 582.2001.4, doc. 4 consid. 5c). Infatti,
le perplessità sollevate dall’accusato in quella occasione nei confronti della
perizia psichiatrica, concretizzatesi nella perizia di parte 1° luglio 2002
della dr.ssa __________ (allegata all’istanza, inc. Giar 582.2001.5 doc. 2.3),
sono state approfonditamente discusse a verbale MP 16 luglio 2002 (allegato
all’istanza, inc. Giar 582.2001.5 doc. 2.4) con lo psicoterapeuta dr.
__________, autore dei test per conto del perito giudiziario, senza che sia
emersa traccia evidente e liquida di inattendibilità dei test medesimi, dunque
di riflesso della perizia psichiatrica;

-       
va poi ammessa (anche perché rimasta incontestata) l’esistenza di
ulteriori passi istruttori da compiere, segnatamente – su richiesta
dell’accusato medesimo – l’audizione del perito giudiziario dr. ____________ e
del perito di parte dr.ssa __________, nonché l’interrogatorio finale di
____________, ai quali dovranno seguire i passi formali del deposito degli
atti, dell’assunzione di eventuali altre prove, ed infine della chiusura
formale. Si esprime tale constatazione, comunque, a titolo del tutto abbondanziale,
dato che il motivo principale per il rifiuto della rimessa in libertà
provvisoria dell’accusato risiede principalmente nel già discusso pericolo di
recidiva (v., come qui, già decisione
19 aprile 2002 sulla prima istanza di proroga, inc. Giar 582.2001.4, doc. 4
consid. 6b);

-       
il carcere
preventivo sinora patito da ____________, considerato in termini assoluti, non
può più certo essere definito breve; ma la carcerazione preventiva complessiva,
prospettabile sulla scorta dell’istanza qui discussa, appare nondimeno ancora
rispettosa del principio di proporzionalità, con riferimento sia alla
presumibile pena, sia alla presumibile durata dell'evasione delle necessità
istruttorie ancora incombenti, ottimisticamente quantificata in due mesi. Va
inoltre constatato che l’inchiesta procede a ritmo sufficientemente celere, in
consonanza con i dettami di legge. Resta sottinteso l'obbligo, per il magistrato inquirente, di trattare con
priorità i casi in cui l'accusato è in detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3
CPP);

-       
in conclusione, l’istanza di proroga appare di principio
giustificata in considerazione delle incombenze ancora da evadere, nonché e
soprattutto di sufficientemente concreto pericolo di recidiva. Pure la durata
postulata – due mesi (v. istanza, cit., p. 4) – appare adeguata. L’istanza può
pertanto essere accolta integralmente, con la presente decisione esente da
tassa e spese di giudizio (art. 39 lit. f TG e contrario) e suscettibile
di impugnazione entro 10 (dieci) giorni alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP).

*   *   *

 

Per i quali
motivi,

richiamate le
norme menzionate e visti gli artt. 103, 280 ss. e 284 CPP

d e c i d e :

1.   L’istanza 9 agosto
2002 di proroga del carcere preventivo cui è astretto ____________ è accolta.

§     Di
conseguenza, la detenzione preventiva cui è astretto l’accusato viene prorogata
sino al prossimo 23 ottobre 2002 compreso.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è data facoltà di ricorso alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

-          
avv. __________, per sé e per l’accusato;

-          
Procuratore Pubblico avv. __________, con lo scritto 9 agosto
2002 dell’accusato, e l’inc. MP __________/BA/mg di ritorno;

-          
Direzione del Penitenziario cantonale La Stampa, Cadro.

giudice __________