# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 07816e0c-43f8-5c4e-8657-690bf44eea1c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-07-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.07.2006 32.2005.165
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-165_2006-07-19.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.165

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  19 luglio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 19 settembre 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 19 agosto
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe __________, precedente-mente attiva quale cameriera ai piani, nel
giugno 2003 ha inoltrato una richiesta di prestazioni AI per adulti, lamentando
una problematica lombare (doc. AI 1).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti del caso, tra cui una perizia reumatologica a cura del dr. __________,
con decisione 16 giugno 2004 l'Ufficio Al le ha negato il diritto ad una
rendita poiché:

 

" 
(...)

Esito degli accertamenti

 

Dall'esame della documentazione medico-economica
acquisita agli atti AI si rileva che l'assicurata dal profilo medico teorico
risulta essere inabile al 50% nella professione da ultima esercitata di
cameriera ai piani, a causa del danno alla salute.

In attività che permettano di cambiare spesso la
posizione del rachide senza movimenti ripetitivi di rotazione o flessione della
colonna, rispettivamente senza estensione prolungata del rachide, con pesi
massimi di 15 kg, la capacità lavorativa è ritenuta essere del 100%.

 

Dal confronto del reddito ipotetico ancora esigibile in
attività confacenti allo stato di salute, pari a ca. fr. 28'362 e, il reddito
conseguibile nell'attività precedentemente svolta in assenza del danno alla
salute, pari a fr. 41'600, ne risulta una perdita di guadagno del 32%."
(Doc. AI 25-2+3)

 

                               1.2.   Con
tempestiva opposizione l’assicurata ha contestato la decisione, sostenendo di
poter svolgere attività leggere unicamente nella misura del 50% (doc. AI 25).

                                         

Al fine di accertare l’incidenza dell’affezione alla spalla sulla capacità
lavorativa residua, con nota 13 aprile 2005 il dr. __________ del Servizio
medico regionale dell’AI (in seguito: SMR) ha ordinato un aggiornamento
peritale da parte del dr. __________ (doc. AI 41).

 

                               1.3.   Con
decisione 19 agosto 2005 l'amministrazione ha respinto l'opposizione
dell'assicurata e confermato il diniego di prestazioni. In particolare essa ha
motivato come segue la decisione presa:

 

" 
(...)

In concreto l'assicurata ritiene che il suo stato di
salute non le permetta di svolgere un'attività lucrativa.

Come visto, in sede di opposizione l'assicurata è stata
nuovamente valutata a mezzo di esame peritale. Il Dr. __________, in base agli
accertamenti medici precedenti, all'anamnesi personale, sistemica e sociale, ai
dati soggettivi dell'assicurata ed alle constatazioni obiettive, con rapporto
peritale del 25 luglio 2005, ha valutato che l'assicurata presenta
un'incapacità del 75% nella precedente attività di cameriera ai piani ed una
capacità lavorativa completa in attività adeguata allo stato di salute.

 

(...)

 

Ritenute queste nuove risultanze mediche l'Ufficio AI
ha sottoposto il dossier al consulente in integrazione professionale i quale,
con rapporto del 17 agosto 2005, ha confermato appieno la precedente
valutazione ed in particolare il grado d'invalidità stabilito nella misura del
32%." (Doc. AI 50-3+4)

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso l’assicurata ha postulato il riconoscimento di una rendita
intera.

                                         Allegando
un recente certificato del suo medico curante, essa ribadisce un’inabilità del
50% per le conseguenze relative alla spalla destra. Inoltre sostiene che le
altre affezioni di cui è portatrice le causano difficoltà a camminare ed a
stare seduta, motivo per cui non riesce a svolgere nessuna attività lavorativa,
tantomeno leggera, e che addirittura i lavori domestici sono svolti in maniera
preponderante da suo figlio.

 

                               1.5.   Con
risposta di causa l'Ufficio Al ha invece chiesto la reiezione del ricorso.

 

                                      

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1. 
 La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l'art. 8 della LPGA (che ha sostituito l'art.
4 cpv. 1 vLAI), con invalidità s'intende l'incapacità al guadagno presunta
permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o
psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:

 

                                         -  un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e 

                                         -  la
conseguente incapacità di guadagno.

                                      

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità
(G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1 o
gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto
ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita
se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al
50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

 

                                         Va
pure rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA (cfr. art. 28 cpv. 2 vLAI) il
grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da
lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il
reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido (reddito da valido).

                                         Il
grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto
del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con
quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è
portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990 pag. 543 consid. 2; Valterio, Droit
et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg.
200 e ss.). 

                                         Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag.
84 consid. 1b).Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si
tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione
professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC
1989 pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini, op. cit., pag.
232; Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance­chômage,
pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).

                                         La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere
calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (DTF
128 V 30 consid. 1; SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                               2.3.   Va
infine rammentato che, conformemente ad un principio generale applicabile anche
nel diritto delle assicurazioni sociali, all'assicurato incombe l'obbligo di
ridurre il danno (DTF 123 V
233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati;
Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pag. 57, 551
e 572). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve
intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior
modo possibile alle conseguenze della sua "invalidità", segnatamente
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una
nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze
ivi citate; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversiche-rungsrecht,
tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg.). Non è quindi dato
alcun diritto ad una rendita se la persona interessata dovesse essere in grado di
percepire un reddito tale da escluderne l'erogazione (DTF 113 V 28 consid. 4a;
RCC 1968 pag. 434). 

                                         Dalla
persona assicurata possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti
esigibili che tengano conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso
concreto, quali la sua capacità lavorativa residua, le sue ulteriori
circostanze personali, l'età, la situazione professionale, i legami presso il
luogo di domicilio, il mercato del lavoro equilibrato e la presumibile durata
dell'attività lavorativa (DTF 113 V 28 consid. 4a; cfr. pure VSI 2001 pag. 279
consid. 5a/aa e 5a/bb).

 

                               2.4.   Nell'evenienza
concreta, la ricorrente è stata peritata una prima volta dal dr. __________. Dal
referto 5 aprile 2004 (doc. Al 19) risulta che lo specialista in reumatologia, dopo
aver esposto dettagliatamente l'anamnesi e le constatazioni obiettive, ha posto
le diagnosi di sindrome fibromialgia generalizzata, alterazione degenerative al
rachide lombare, decondizionamento e sbilancio muscolare ed una periartropatia
omeroscapolare destra.

                                         A
seguito di queste affezioni, il perito ha valutato una capacità lavorativa al
50% nella precedente professione svolta dall’assicurata ed una piena abilità in
attività leggere rispettose delle limitazioni esposte in perizia.

                                         Sulla
base delle risultanze mediche, con rapporto 11 giugno 2004 il consulente in
integrazione professionale non ha ritenuto indicate misure professionali per
migliorare la capacità al guadagno e, dopo aver proceduto al raffronto dei
redditi, ha valutato un grado d’invalidità del 32% (doc. AI 22).

Attestato un peggioramento della spalla destra, l’assicurata è stata nuovamente
peritata dal dr. __________.

                                         Con
rapporto 25 luglio 2005 lo specialista ha proceduto alla seguente valutazione
della residua capacità lavorativa:

 

" 
(...)

Considero come lavoro ergonomicamente idoneo alle
patologie sopramenzio-nate, un'attività con carichi variabili (carico massimo:
10 kg), che permette di cambiare spesso la posizione del rachide senza
movimenti ripetitivi di rotazione o flessione della colonna vertebrale,
rispettivamente, senza estensione prolungata del rachide. Movimenti sopra il
piano orizzontale con il braccio destro non sono più possibili, attività
rotatorie monotone con il braccio destro sono da evitare; il carico massimo per
il braccio destro senza abduzione fino all'altezza della cintura è di 5 kg,
fino all'altezza del piano orizzontale in abduzione e flessione il carico
massimo è inferiore ai 2 kg.

 

In un lavoro adatto allo stato di salute, giudico
l'assicurata abile al lavoro nella misura del 100% con un rendimento massimo al
100% a partire dal 24.7.2002 tenendo conto dei limiti funzionali descritti
nella perizia precedente del 5.4.2004, con i limiti funzionali descritti in
quella attuale, a partire dal 16.7.2004, ossia al momento in cui è stata
confermata una lesione strutturale all'articolazione omeroscapolare destra.

 

Nella sua attività di cameriera ai piani, giudico
l'assicurata abile al lavoro sull'arco di una giornata lavorativa normale, ma
con una diminuzione del rendimento del 50% dal 24.7.2003 fino al 15.7.2004, dal
16.7.2004 (data della risonanza magnetica della spalla destra), con una
diminuzione del reddito del 75%. 

 

Come casalinga giudico l'assicurata abile al lavoro
sull'arco di una giornata lavorativa usuale, ma con una diminuzione del
rendimento di 1/3, dal 24.2.2002 al 15.7.2004, della ½ dal 16.7.2004.
(...)" (Doc. AI 45-7)

 

                                         Tenuto
conto delle nuova perizia, in data 17 agosto 2005 il __________ Integrazione e
Collocamento dell’AI ha confermato il precedente rapporto 11 giugno 2004 del
consulente (doc. AI 49).

 

                                         Di
conseguenza, non presentando l’assicurata un grado d’invalidità pensionabile,
con la decisione contestata l’Ufficio AI ha negato il diritto alla rendita. 

                               2.5.   Nel
ricorso l'assicurata contesta la valutazione del dr. __________. Essa sostiene
di non essere in grado di svolgere attività adeguate.

                                         Per
quel che concerne la spalla destra, essa ha prodotto il certificato 12
settembre 2005 del suo medico curante, dr. __________, avente il seguente
tenore:

 

" 
Certifico che la
soprannominata paziente si lamenta di dolori alla spalla ds.

Il 16.07.2004 era stata eseguita una RM (copia
acclusa): si presentava marcata fibrostiti erosiva cistica a livello
dell'inserzione della porzione centrale/posteriore del tendine del sovraspinoso
con un forte sospetto per una rottura transmurale o subtotale per 90% della
cuffia in questa sede. Limitato impingement ed osteoartriti dell'articolazione
acromio-clavicolare. Recesso sublabbrale superiore e non lesione slap.

Era stata vista regolarmente dall'ortopedico Dr. __________
che aveva eseguito delle infiltrazioni con effetto passeggero. Aveva prescritto
sedute di fisioterapia e dei controlli regolari.

Al controllo oggettivo: la spalla è diminuita nel
movimento da 1 a 2/3 nell'abduzione e nella rotazione interna ed esterna.

Data la situazione la paziente che soffre inoltre di
dolori alla colonna lombare, per cui era già stata vista dall'invalidità, non
può lavorare più del 50% e solo lavori leggeri.

Invierò la paziente da un reumatologo." (Doc. A6)

 

                               2.6.   Perché
un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed
esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami
approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia
stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della
situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate
(Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31;
DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti; Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3a,
1997 pag. 123; STFA del 18 marzo 2002 nella causa M [I 162/01], consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA
del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa
G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In
un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l'Alta Corte questo
servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un
vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare
considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non
pubbl. del 22 maggio 1995 nella causa A. C.; DTF 123 V 178 consid. 4b; Pratique
VSI 2001 p. 110 consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157). 

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità.
Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di
ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità
dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

 

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01
ed S., U 330/01, consid. 3.4; DTF 125 V 353 consid.
3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc); Meyer­Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht, Zurigo 1997, pag. 230).

 

                                         Va poi ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori
il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed
indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

 

                               2.7.
  Da un attento esame della fattispecie, questo TCA non ha motivo di mettere in
dubbio la valutazione 25 luglio 2005 effettuata dal dr. __________. Egli ha
debitamente tenuto conto delle singole affezioni invalidanti di cui
l’assicurata è affetta.

In particolare egli ha considerato il peggioramento della spalla destra portando
un incremento dell’incapacità lavorativa del 75% nella precedente professione
di cameriera ai piani, ma ha confermato un’abilità al 100% in attività adeguate.

 

                                         La
documentazione medica prodotta dalla ricorrente non permette di concludere diversamente.

In particolare nel succitato rapporto 12 settembre 2005 il dr. __________ ha
confermato l’abilità lavorativa in attività leggere (cfr. consid. 2.6).

                                         Vero
che tale giudizio si riferisce ai soli dolori alla spalla destra, ma è
altrettanto vero che nel referto peritale il dr. __________ ha dettagliatamente
ed esaurientemente valutato in modo oggettivo ogni singola affezione lamentata
dall’assicurata (vedi pagg. 6 seg. della perizia), tenendo del resto conto anche
della documentazione medica prodotta con il ricorso, la quale è stata redatta
prima della seconda perizia, eccezion fatta per il succitato rapporto del
medico curante. 

 

                                         In
conclusione, sulla base dell'affidabile e concludente perizia SAM, alla quale
va dato valore probatorio pieno (cfr. consid. 2.6), richiamato inoltre
l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia
ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico
cagionato dal danno alla salute (cfr. consid. 2.4), è da ritenere dimostrato,
con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115
V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid.
2b), che la ricorrente presenta una piena abilità in un’attività adeguata
rispecchiante le limitazioni elencate dal perito.

 

                                         Visto
quanto sopra, la decisione impugnata merita conferma, mentre il ricorso va
respinto.

                                      

                               2.8.   L’assicurata
ha chiesto l'assunzione di una perizia neutra. 

 

                                         Ora,
se l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il
giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione
che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e
che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato,
si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
KöIz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungs­rechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
SVR 2003 IV Nr. 1; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib
229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         In
concreto, con riferimento al considerando precedente, non è necessario esperire
una perizia giudiziaria, avendo la perizia 25 luglio 2005 del dr. __________ valore
probatorio pieno. La richiesta dell’assicurata non può quindi essere accolta. 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti