# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bcc90985-fe0e-5809-b8f7-f15971fb8b9b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.09.2010 D-5703/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5703-2010_2010-09-20.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5703/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 0  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),
Muriel Beck Kadima e Robert Galliker; 
cancelliera Vera Riberti.

A._______, nato il (...), alias
B._______, nato l'(...), alias
C._______, nato l'(...),
Moldavia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 5 agosto 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5703/2010

Visiti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato il (...) in Svizzera;

l'esame radiologico della mano al quale il ricorrente è stato sottoposto 
in data 16 luglio 2010 ed il relativo rapporto;

i  verbali  d'audizione  del  26 luglio 2010  –  durante  la  quale  è  stato 
concesso all'interessato il diritto di essere sentito in merito al risultato  
dell'esame  osseo  e  al  giudizio  secondo  cui  esso  è  maggiorenne  – 
rispettivamente del 5 agosto 2010;

il verbale di decisione dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) del  
5 agosto 2010,  notificata  al  richiedente  il  medesimo  giorno  (cfr.  ri -
sultanze processuali);

il ricorso inoltrato dall'insorgente l'11 agosto 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato, data d'entrata 12 agosto 2010);

copia  dell'incarto  dell'UFM  pervenuta  al  Tribunale  amministrativo 
federale (TAF) in data 12 agosto 2010;

l'ordinanza  del  TAF del  13 agosto 2010  con  la  quale  ha  trasmesso 
copia  del  ricorso  all'UFM  invitandolo  ad  inoltrare  una  risposta  al 
gravame entro il 30 settembre 2010;

le osservazioni al ricorso dell'UFM del 20 agosto 2010 (data d'entrata 
23 agosto 2010);

l'ordinanza  del  TAF  del  24 agosto 2010,  notificata  al  ricorrente  il 
3 settembre 2010  (cfr.  risultanze  processuali)  con  la  quale  è  stato 
concesso  a  quest'ultimo  un  termine  fino  all'8 settembre 2010  per 
introdurre un atto di replica, come pure un eventuale certificato medico 
attuale; che il ricorrente non ha presentato alcun atto di replica né un 
eventuale certificato medico;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi  nei  considerandi  qualora  risultino  decisivi  per  l'esito  della 
vertenza;

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e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che, fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in 
virtù  dell'art.  31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi 
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; 

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità 
inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i  requisiti  relativi  ai  termini  di  ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi),  alla  
forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; 

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato ha dichiarato di aver 17 anni e di essere originario della 
Moldavia,  con  ultimo  domicilio  a  D._______  (cfr. verbale  d'audizione 
del 26 luglio 2010, pag. 1);

che egli ha affermato di essere espatriato il 22 giugno 2010 poiché nel 
suo Paese non avrebbe più nulla  e che, dopo la morte della madre 
avvenuta  un  anno  or  sono,  egli  non  avrebbe  avuto  più  motivo  di 
restare in Moldavia (cfr. verbale d'audizione del 26 luglio 2010, pagg. 5 
e seg. e verbale d'audizione del 5 agosto 2010, pag. 2); 

che egli ha inoltre raccontato che la sua casa sarebbe crollata a causa 
della pioggia e che in seguito non sarebbe riuscito ad ottenere l'aiuto  
necessario  per  poter  provvedere  al  suo  sostentamento  (cfr.  verbale 

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d'audizione del 26 luglio 2010, pag. 6); che egli ha altresì confermato 
che non avrebbe mai avuto problemi né con le autorità né con terze 
persone  del  suo  Paese  (cfr.  verbale  d'audizione  del  26 luglio 2010, 
pag. 6); 

che nella decisione impugnata l'UFM ha constatato, da un lato, che il  
Consiglio federale ha dichiarato la Moldavia Paese sicuro e, dall'altro 
lato,  ha  ritenuto  che  il  richiedente  non  avrebbe  fatto  valere  alcuna 
persecuzione statale o da parte di terzi e che le dichiarazioni riguardo 
alla  condizione  di  indigenza  asserita  dall'interessato  non  sarebbero 
verosimili,  di  modo  che  non  emergerebbero  dalle  carte  processuali 
degli  indizi  d'esposizione  dell'interessato  a  persecuzioni  in  caso  di  
rientro in patria; che, infatti, secondo l'UFM il racconto del richiedente 
sarebbe stato vago, illogico e privo di precisazioni quali ad esempio le 
date della morte dei genitori, del crollo del tetto della di lui casa, come 
pure di dettagli circa la ricerca di aiuto pubblico data la sua indigenza;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda rinviando all'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore ha 
pure  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e 
l'esecuzione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile;

che,  in  limine al  gravame,  l'insorgente ha censurato la  mancanza di 
motivazione  nella  decisione  impugnata  riguardo  al  fatto  di  averlo 
ritenuto maggiorenne; 

che  egli  ha  contestato  all'UFM  di  aver  proceduto  a  delle  audizioni  
approssimative  e  di  non  aver  accolto  le  domande  suggerite  dal 
rappresentante  dell'opera  assistenziale  (ROA)  in  sede  di  seconda 
audizione; che secondo il ricorrente l'UFM avrebbe dovuto entrare nel 
merito  della  domanda  d'asilo,  in  quanto  esisterebbero  indizi  di 
persecuzione  non  manifestamente  infondati  e  rilevanti,  quantomeno 
per  il  riconoscimento  dell'ammissione  provvisoria;  che,  infine,  egli 
allega dei problemi di salute, segnatamente una continua tosse;

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto  l'annullamento  della 
decisione  impugnata,  la  trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità 
inferiore per una nuova decisione nel merito della domanda e, qualora 
non fosse riconosciuto come rifugiato, la concessione dell'ammissione 
provvisoria;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda  d'assistenza 
giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  pagamento  delle  spese  di 
giudizio e del relativo anticipo;

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che, invitato da codesto Tribunale a presentare una risposta al ricorso, 
l'UFM ha precisato che, circa la questione dell'età dell'interessato, la 
minorità  asserita  sarebbe  stata  approfondita  nel  corso  della  prima 
audizione  e  ritenuta  manifestamente  inverosimile,  concedendo  al 
ricorrente in questa occasione il diritto di esprimersi al riguardo; che, 
in particolare, in forza dell'obbligo di collaborare all'accertamento dei 
fatti  sancito dall'art. 8 cpv. 1 LAsi,  l'autore del  gravame non sarebbe 
riuscito  a  convincere  l'autorità  della  sua  allegata  minor  età,  non 
avendo presentato alcuna prova o documento valido a sostegno della 
stessa,  nonché  avendo  fornito  dichiarazioni  vaghe  e  superficiali 
riguardo al possesso di documenti d'identità e al certificato di nascita,  
alle generalità e decessi dei genitori, come pure sul proprio percorso 
scolastico; che l'autorità inferiore ha pertanto considerato inverosimile 
la minor età allegata dal richiedente ed ha, di conseguenza, ritenuto 
quest'ultimo  maggiorenne,  visti  e  considerati  per  sovrabbondanza 
l'aspetto  fisico  dello  stesso  e  il  risultato  dell'esame  osseo;  che  per 
queste ragioni l'audizione sui fatti si sarebbe svolta senza una persona 
di fiducia; che, quanto alle domande suggerite dal ROA non accolte in  
sede  di  seconda  audizione  ("Quanti  anni  ha?"  e  "Come si  sente?")  
l'UFM non le avrebbe accolte poiché, da un lato, la questione dell'età 
sarebbe già stata stata chiarita nella prima audizione e, dall'altro lato,  
poiché la domanda sullo stato di salute del richiedente sarebbe stata 
posta  all'inizio  dell'interrogatorio  e  che  l'audizione  si  sarebbe  svolta 
regolarmente, come emergerebbe peraltro dall'allegato del ROA; che, 
infine,  circa  lo  stato  di  salute  asserito  dal  richiedente  nel  gravame, 
detto Ufficio rileva che degli eventuali problemi di tosse non sarebbero  
mai  stati  menzionati  in  occasione  delle  audizioni  e  che,  d'altronde, 
dagli  atti  non  emergerebbe  alcun  problema  medico;  che,  in 
conclusione, l'autorità inferiore ha proposto la reiezione del gravame;

che,  per  inciso,  l'autorità  inferiore  ha  indicato  di  aver  omesso,  nella 
decisione  del  5 agosto 2010,  di  argomentare  il  fatto  di  ritenere 
l'insorgente maggiorenne;

che a seguito dell'ordinanza del Tribunale amministrativo federale del 
24 agosto 2010, l'insorgente non ha presentato alcun atto di replica né 
un eventuale certificato medico circa il suo stato di salute;

che  quo  alla  censura  della  violazione  dell'obbligo  di  motivare, 
derivante dal diritto di essere sentito, sancito esplicitamente dall'art. 29 
cpv. 2 dalla  Costituzione federale della  Confederazione Svizzera del 

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18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  si  osserva  che  tale  obbligo  ha  lo  
scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di 
afferrare  le  ragioni  poste  a  fondamento  della  decisione,  di  rendersi 
conto  della  portata  del  provvedimento  e  di  poterlo  impugnare  con 
cognizione di causa e, dall'altro, di permettere all'autorità di ricorso di  
esaminare la fondatezza della decisione medesima (cfr. sentenza del 
Tribunale federale 2C_646/2008);

che la  violazione del  diritto  di  essere  sentiti  deve essere esaminata 
d'ufficio  ed  implica  di  principio  l'annullamento  della  decisione 
impugnata  indipendentemente  dalle  possibilità  di  esito  positivo  del 
ricorso nel merito (cfr. DTF 132 V 387 consid. 5; DTF 126 I 19 consid. 
2d/bb;  DTF  126  V  130  consid.  2b;  DTF  122  II  464  consid.  4a  e 
giurisprudenza citata);

che  eccezionalmente  un'eventuale  violazione  può  essere  sanata  se 
l'autorità  che ha emanato la  decisione ha preso posizione in  merito 
alle argomentazioni decisive nel quadro dello scambio degli scritti e se 
l'amministrato ha avuto la possibilità di esprimersi liberamente di fron-
te  ad  un'autorità  di  ricorso,  la  quale  dispone  di  piena  cognizione 
(cfr. DTF 133 I 201 consid. 2.2; DTF 130 II 530 consid. 7.3; DTF 126 V 
130 consid. 2b; DTF 124 V 389 consid. 5a e 180 consid. 4a);

che  va  inoltre  sottolineato  che  secondo  il  Tribunale  federale,  è 
giustificato  rinunciare  al  rinvio  di  una  vertenza  all'autorità  inferiore 
anche  in  presenza  di  una  grave  violazione  della  precitata  garanzia 
costituzionale  nella  misura  in  cui  tale  agire  rappresenterebbe  uni-
camente una formalità  eccessiva che provocherebbe inutili  ritardi  in-
conciliabili con gli interessi del ricorrente (cfr. DTF 133 I 201 consid. 2 
e giurisprudenza ivi citata);

che codesto Tribunale rileva pertanto che nella fattispecie il  diritto di  
essere sentito in merito al fatto di ritenere l'interessato maggiorenne – 
il  quale aveva peraltro già potuto esprimersi al riguardo in occasione 
dell'audizione  del  26 luglio 2010  –  è  da  ritenersi  sanato  in  questa 
sede, le condizioni suesposte essendo in effetti adempiute;

che, di principio, giusta l'art. 7 cpv. 2 OAsi 1, per il richiedente l'asilo  
minorenne che non è accompagnato, viene nominata una persona di 
fiducia per la durata della procedura d'asilo o d'allontanamento, ma al 
massimo fino alla nomina di un curatore o di un tutore, oppure fino al 
raggiungimento della maggiore età; 

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che ciò non avviene se il richiedente non rende verosimile la sua minor 
età;  che,  pertanto,  è  legittimo  che  l'UFM  si  pronunci,  a  titolo 
pregiudiziale,  prima  dell'effettuazione  dell'audizione  particolareggiata 
sui  motivi  d'asilo  e  della  designazione  di  una  persona  di  fiducia, 
sull'allegata minorità di  un richiedente l'asilo allorquando vi  sono dei 
dubbi  riguardo  all'età  indicata  (cfr.  Giurisprudenza  ed  Informazioni 
della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2004 
n. 30, consid. 6.4.1. segg.); 

che,  nella  fattispecie,  l'insorgente  non  ha  saputo  fornire  indicazioni 
suscettibili di rendere altrimenti plausibile la sua minore età;

che segnatamente, come rettamente rilevato dall'autorità inferiore, egli  
non  è  stato  in  grado  di  comprovarla  con  documenti  d'identità  o 
qualsivoglia  altro  documento  che  avrebbe  potuto  attestare  la  sua 
minor età; 

che,  peraltro,  non  soccorrono  il  ricorrente  le  stereotipate  e  vaghe 
dichiarazioni circa la mancata produzione di documenti d'identità e del 
certificato di nascita (cfr. verbale d'audizione del 26 luglioo 2010, pagg. 
4 seg.);

che,  per  di  più,  il  ricorrente  è  stato  alquanto  vago  ed  ha  reso 
dichiarazioni inattendibili circa la sua biografia; che, infatti, egli, nato a 
suo dire l'(...), ha affermato di aver frequentato nove anni di scuola, ma 
non ha saputo precisare né quando avrebbe smesso, né che scuola 
avrebbe  frequentato  o  a  che  età  l'avrebbe  cominciata  (cfr.  verbale 
d'audizione  del  26 luglio 2010,  pagg.  2  segg.);  che,  in  aggiunta,  il 
ricorrente non è stato nemmeno in grado di indicare la data di morte 
dei  suoi  genitori  o  quanti  anni  egli  aveva  quando  suo  padre  è 
deceduto;  che,  anche  per  quanto  attiene  alla  morte  della  madre  – 
avvenuta  a  suo  dire  l'anno  scorso  –  il  ricorrente  si  è  limitato  a 
dichiarare che sarebbe morta di cancro senza però sapere dove (cfr. 
verbale d'audizione del 26 luglio 2010, pagg. 3 seg.); che, alla luce di 
tali  dichiarazioni  lacunose e contraddittorie  – su punti  essenziali  del 
ricorrente  e  dei  suoi  genitori  –  risulta  assolutamente  impossibile 
credere che l'unica data, di cui  conosce giorno e mese, è proprio la 
sua data di nascita e che, pertanto, quest'ultima sia verosimile;

che, in considerazione di quanto suesposto, l'insorgente non è stato in 
grado di rendere verosimile e provare l'asserita minorità;

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che,  in  siffatte  condizioni,  l'esame  osseo  a  cui  è  stato  sottoposto  il  
ricorrente,  e  le  risultanze  dello  stesso,  sono  superflue  ed  irrilevanti  
nella  fattispecie,  in  particolare  essendo  già  appurata  la  palese 
inverosimiglianza delle dichiarazioni del ricorrente circa la  sua minor 
età;

che,  pertanto,  sulla  base  dell'incarto  e  dei  risultati  dell'audizione 
sommaria  del  26 luglio 2010,  l'UFM  ha  giustamente  considerato  il 
ricorrente  come  maggiorenne  e  non  ha  nominato  una  persona  di 
fiducia che lo accompagnasse nella procedura d'asilo;

che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una doman-
da d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio fe -
derale ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a 
meno che non risultino indizi di persecuzione;

che, da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale in-
serisce un Paese nel novero dei Paesi sicuri, sussiste di massima una 
presunzione d’assenza di persecuzioni in detto Paese; 

che incombe al richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per 
quanto attiene alla sua situazione personale;

che,  dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi  del-
l’art. 34  cpv.  1  LAsi  va  intesa  in  senso  lato:  essa  comprende  non 
soltanto i seri  pregiudizi  previsti  dall’art. 3 LAsi,  ma pure gli  ostacoli  
all’esecuzione  dell’allontanamento,  di  cui  all’art.  44  cpv.  2  LAsi, 
imputabili  all'agire  umano  (Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2004 n. 5  
consid. 4c aa; GICRA 2003 n. 18);

che peraltro, per ammettere l'esistenza di  indizi  di  persecuzione che 
implicano l'entrata nel merito di una domanda d'asilo, vale un grado di 
verosimiglianza ridotto (cfr. GICRA 2005 n. 2 consid. 4.3; GICRA 2004 
n. 35 consid. 4.3);

che,  visto  l'inserimento  della  Moldavia  (ad  eccezione  della 
Transnistria)  a  partire  dall'8 dicembre 2006  da  parte  del  Consiglio 
federale nel novero dei Paesi esenti da persecuzioni, sussiste una pre-
sunzione d'assenza di persecuzioni in detto Paese;

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che, nella fattispecie, il  ricorrente non è riuscito ad invalidare la pre-
sunzione d'assenza di persecuzioni, ritenuto segnatamente che dagli 
atti di causa non emergono indizi di persecuzione;

che, in particolare, l'insorgente non ha presentato argomenti o prove 
suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione rispetto a quella di 
cui  all'impugnata  decisione; che le  allegazioni  decisive in  materia  di 
asilo  si  esauriscono,  infatti,  in  mere  affermazioni  di  parte  non 
corroborate da elementi della benché minima consistenza, in sostanza 
per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso pur tenendo conto di 
un grado di verosimiglianza ridotto;

che, a mente di questo Tribunale, la vicenda raccontata dall'insorgente 
a  sostegno  della  sua  domanda  d'asilo  non  presenta  elementi  di 
verosimiglianza  e  soprattutto  rilevanti  nel  quadro  di  eventuali  motivi 
d'asilo,  o  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento,  relativi  alle 
circostanze di vita del ricorrente in Moldavia;

che  va  preliminarmente  ricordato  che  l'insorgente  non  ha  allegato 
alcuna persecuzione da parte di terzi o di autorità statali in patria (cfr. 
verbale d'audizione del 26 luglio 2010, pag. 6); che, per di più, quanto 
alla  sua  condizione  d'indigenza,  egli  ha  reso  dichiarazioni  vaghe  e 
illogiche su punti essenziali del suo racconto; che basti rilevare, come 
detto in precedenza, che egli non ha saputo fornire le date esatte di  
morte  dei  genitori  e  che,  in  particolare  per  quanto  attiene  la  morte 
della madre, egli avrebbe semplicemente detto che sarebbe morta di 
cancro  ma  senza  fornire  alcun  dettaglio  complementare  e  senza 
neppure  ricordare  la  data  del  funerale  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
26 luglio 2010, pagg. 3 e seg. e verbale d'audizione del 5 agosto 2010, 
pag.  2);  che,  oltre  a  ciò,  considerato  un  tale  tragico  evento,  risulta 
piuttosto illogico che egli  abbia dichiarato di  aver litigato con la sola 
parente  che  gli  resterebbe  in  Moldavia,  ovvero  la  zia  materna  (cfr. 
verbale d'audizione del 26 luglio 2010, pag. 6 e verbale d'audizione del 
5 agosto 2010,  apg. 3); che,  inoltre,  avendo egli  stesso dichiarato di 
aver  lavorato  come  bracciante  agricolo  sin  dalla  giovane  età, 
permetterebbe di concludere ch'egli possa almeno provvedere al suo 
sostentamento vitale; che, sia come sia, quanto all'aiuto pubblico che 
avrebbe chiesto al proprio comune, egli si è limitato a dichiarare che 
questo gli sarebbe stato rifiutato sulla base di una semplice domanda 
orale  e  senza neppure  riempire  un eventuale  formulario  in  merito  a 
una tale richiesta (cfr. verbale d'audizione del 26 luglio 2010, pag. 6 e 

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verbale d'audizione del 5 agosto 2010, pag. 3); che, infine, il ricorrente 
è  stato  pure  estremamente  superficiale  circa  la  perdita  della  sua 
proprietà,  limitandosi  a  raccontare  che  sarebbe  caduto  il  tetto  della 
casa,  senza nemmeno riuscire  ad indicare  la  data  esatta  di  un tale 
significativo  evento  quale  la  perdita  della  propria  abitazione  (cfr. 
verbale d'audizione del 26 luglio 2010, pag. 6 e verbale d'audizione del 
5 agosto 2010, pag. 3); 

che,  nell'insieme,  l'insorgente  non  è  riuscito  a  fornire  alcuna 
spiegazione  credibile  riguardo  il  suo  racconto,  oppure  chiarire  le 
lacune sollevate dall'UFM; 

che, in considerazione di quanto suesposto, non appaiono sussistere 
seri pregiudizi ai sensi degli art. 3 LAsi;

che non emergono dalle carte processuali neppure elementi da cui de-
sumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  in 
Moldavia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., 
RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto di  respingimento) nonché l'art. 83 
cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, 
RS 142.20) o esporre il  ricorrente in patria al rischio reale ed imme-
diato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvag-
uardia  dei  diritti  dell'uomo e delle  libertà  fondamentali  del  4 novem-
bre 1950 (CEDU, RS 0.101)  o  all'art. 3  della  Convenzione contro  la 
tortura ed altre pene o trattamenti  crudeli,  inumani  o degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, premesso ciò,  quanto agli  ostacoli  all'esecuzione dell'allontana-
mento  riconducibili  all’art. 44 cpv. 2 LAsi  e  all'art. 83 cpv. 4 LStr,  in 
Moldavia non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o 
violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nel la 
totalità del territorio nazionale;

che, nel caso di specie, non risultano manifestamente esservi indizi di  
persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi;

che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della 
domanda d'asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo 
punto,  il  ricorso  non  merita  tutela  e  la  decisione  impugnata  va 
confermata;

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che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 e 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 sull'a -
silo  relativa  a  questioni  pregiudiziali  dell'11  agosto  1999  [OAsi  1, 
RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21);

che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo 
dell'esigibilità  dell'allontanamento  quanto  alla  situazione  personale 
dell'insorgente; che, infatti, egli è giovane e vanta una certa formazio -
ne scolastica, avendo frequentato nove anni di scuola ed avendo pure 
lavorato come bracciante agricolo (cfr. verbale d'audizione del  26 lu-
glio 2010, pag. 2); che, inoltre, egli dispone in patria – dove ha vissuto 
sin dalla nascita – di almeno una zia materna (cfr. verbale d'audizione 
del 26 luglio 2010, pagg. 1 e 3), oltre ad altre persone di cui non si può 
escludere l'esistenza, vista l'inverosimiglianza del suo intero racconto; 

che quo ai problemi di salute asseriti dal ricorrente, segnatamente una 
continua tosse invocata nel gravame, a mente di questo Tribunale non 
v'è ragione di  credere che egli  non possa ottenere le  cure mediche 
necessarie  in  patria;  che,  oltre  a  ciò,  essi  sono  rimasti  semplici 
allegazioni  non corroborate da un attuale e circostanziato  certificato 
medico;

che, sia come sia, non si evince dagli atti di causa eventuali problemi 
di  salute  che  potrebbero  giustificare,  alla  luce  della  giurisprudenza 
vigente  al  riguardo,  un'eventuale  ammissione  provvisoria  (cfr.  sulla 
problematica GICRA 2003 n. 24);

che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha rettamente rite-
nuto  siccome  ammissibile  e  ragionevolmente  esigibile  l'esecuzione 
dell'allontanamento;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed art. 83 
cpv. 2 LStr); che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà 
procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (art.  8  cpv. 4 
LAsi);

che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

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che, per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione,  il  gravame  va  disatteso  e  la  querelata  decisione 
confermata;

che ne discende che l'UFM non ha violato il diritto federale, né abusato 
de  suo  potere  di  apprezzamento;  l'autorità  di  prime  cure  non  ha 
accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 
ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi),  per il  che il 
ricorso va respinto;

che,  avendo  il  codesto  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la 
domanda d'esenzione dal versamento di  un anticipo equivalente alle 
presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto;

che in casu il diritto di essere sentito del ricorrente è stato sanato in 
sede ricorsuale ma, nel merito, il ricorrente è soccombente per il che 
non  si  prelevano  spese  di  giustizia  (cfr.  LORENZ KNEUBÜHLER, 
Gehörsverletzung  und  Heilung,  in:  Schweizerisches  Zentralblatt  für 
Staats- und Verwaltungsrecht [ZBl] 3/1998, p. 118)

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art.  83 
lett. d LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo a pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Non si prelevano spese processuali.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- UFM, Divisione soggiorno, per l'incarto N (...) (per corriere interno; 

in copia)
- E._______  (in copia)

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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