# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a963a62b-e6aa-50e8-ae92-cd0e0a4b99d9
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-12-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.12.2010 D-8278/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-8278-2010_2010-12-10.pdf

## Full Text

Corte IV
D-8278/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  d i c e m b r e  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico,
con l'approvazione di François Badoud, giudice;
cancelliere Andrea Pedrazzini.

A._______, nato il (...),
Georgia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 22 novembre 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-8278/2010

Visto:

la prima domanda d'asilo che il ricorrente ha presentato in data (...) in 
Svizzera,

la  decisione  del  19  ottobre  2009  dell'UFM  che  ha  respinto  la 
menzionata  domanda ed  ha  ordinato  l'allontanamento  del  ricorrente 
dalla Svizzera,

la  sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  (di  seguito:  il  
Tribunale)  dell'11  febbraio  2010,  che  ha  dichiarato  inammissibile  il 
ricorso inoltrato dal ricorrente contro la suddetta decisione,

la seconda domanda d'asilo in Svizzera che il ricorrente ha presentato 
in data (...),

il  verbale dell'audizione sommaria del 1° settembre 2010 (di seguito: 
verbale), in occasione del quale è stato altresì concesso all'interessato 
il diritto di essere sentito relativo all'intenzione dell'UFM di non entrare  
nel merito della sua domanda d'asilo,

la decisione dell'UFM del 22 novembre 2010,

il  ricorso inoltrato dall'insorgente il 30 novembre 2010 (cfr. timbro del  
plico raccomandato),

l'incarto  originale  dell'UFM,  pervenuto  a  codesto  Tribunale  in  data 
2 dicembre 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del  
20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa (PA, RS 172.021), 
dalla legge del 17 giugno 2005 sul  Tribunale amministrativo federale 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  del  17 giugno  2005  sul  Tribunale 
federale  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  del  26 giugno  1998 
sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

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che  il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni 
dell'UFM  in  materia  d'asilo  (art. 31  e  art. 33 lett. d  LTAF,  nonché 
art. 105 LAsi e art. 83 lett. d cpv. 1 LTF),

che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art. 48  cpv. 1  e  all'art. 52  PA 
nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione impugnata; che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua; che, pertanto, la presente 
sentenza va redatta in italiano,

che, nell'ambito dell'audizione sommaria,  il ricorrente ha dichiarato di 
essere cittadino georgiano, di etnia (...) e di aver avuto ultimo domicilio  
a B._______ (Georgia),

che egli ha affermato di aver lasciato la Svizzera nel marzo 2010, dopo 
la conclusione infruttuosa della sua prima procedura d'asilo, di essersi 
recato  in  Italia,  da  dove  avrebbe  proseguito  per  la  Turchia;  che  ha 
affermato  di  non essere  ritornato  in  Patria,  come pure di  non avere 
nuovi motivi d'asilo rispetto a quelli fatti valere in occasione della prima 
domanda d'asilo,

che, nella decisione del 22 novembre 2010, l'UFM ha constatato che la 
prima procedura d'asilo è definitivamente conclusa e che l'interessato 
non ha fatto valere alcun fatto verificatosi dopo la conclusione di tale 
procedimento proprio a motivare la qualità di rifugiato o determinante 
per la concessione della protezione provvisoria,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai  sensi  dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi; che detto Ufficio  ha 
anche  fissato  un  emolumento  di  CHF 600.-  (art.  17b  cpv. 4  LAsi  e 
art. 7c cpv. 1 dell'Ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali 
[OAsi1;  RS  142.311])  e  pronunciato  l'allontanamento  del  ricorrente 
dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Georgia 
siccome lecita, esigibile e possibile,

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che, nel ricorso, l'insorgente fa valere un problema medico, in quanto 
gli sarebbe stata riscontrata la tubercolosi (di seguito: TBC) e afferma 
che, malgrado che il suo medico gli avrebbe detto che starebbe bene e 
dovrebbe  essere  guarito,  egli  dovrebbe  sottoporsi  ad  un  nuovo 
controllo  "tra tre mesi"  (cfr. ricorso) per  escludere  ogni  possibilità  di  
recidiva;  che,  quindi,  secondo  il  ricorrente,  in  questo  momento  non 
potrebbe  tornare  in  Georgia,  poiché  non  si  potrebbe  escludere  con 
assoluta certezza una recidiva della TBC,

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti  
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda 
d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle 
spese processuali e del relativo anticipo,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, non si entra nel merito di  una 
domanda d'asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una 
procedura d'asilo  terminata con decisione negativa o se, mentre era 
pendente  la  procedura  d'asilo,  è  rientrato  nel  Paese  d'origine  o  di 
provenienza, a meno che dall'audizione non vi siano indizi che siano 
intervenuti nel frattempo fatti propri a motivare la qualità di rifugiato o 
determinanti per la concessione della protezione provvisoria, 

che la precedente procedura d'asilo si è definitivamente conclusa con 
la crescita in giudicato della decisione dell'UFM del 19 ottobre 2009, a 
seguito della sentenza del 11 febbraio 2010 del Tribunale,

che  il  ricorrente  non  è  ritornato  nel  suo  Paese  d'origine,  né  ha 
avanzato  alcun  nuovo  motivo  d'asilo,  nell'ambito  della  procedura  di 
prima  istanza,  come  ha  affermato  durante  l'audizione  sommaria 
(cfr. verbale pag. 5),

che, alla  luce di  quanto evocato, v'è,  dunque, ragione di  concludere 
che non vi siano indizi che siano intervenuti nel frattempo fatti propri a 
motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della  
protezione provvisoria ai sensi della giurisprudenza (cfr. Decisione del  
Tribunale amministrativo federale svizzero [DTAF] 2009/53 consid. 4.2 
pag. 769 e i relativi riferimenti),

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che, da quanto esposto, discende che in  materia  di  non entrata  nel 
merito  il  ricorso, destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento, non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata,

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art. 14  cpv. 1  e  2  LAsi  e  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art.  83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20);  
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) 
e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento  del  ricorrente in  Georgia possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art.  33 della convenzione 
del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art. 83  cpv. 3  LStr  o 
esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti  contrari  all'art. 3  della  convenzione  del  4 novembre  1950 
per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti  (Conv. tortura, RS 0.105), 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile,

che,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili  all’art. 44  cpv. 2  LAsi  e  all'art. 83  cpv. 4  LStr,  dopo 
l'armistizio del 12 agosto 2008, negoziato tramite l'Unione europea, da 
Russia  e  Georgia,  in  quest'ultimo  Paese  non  vige  attualmente  una 
situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
vanta  una  formazione scolastica,  una formazione  universitaria  quale 
(...),  ha  un  esperienza  professionale  quale  (...)  e  (...)  (cfr.  verbale, 
pag. 2) e dispone in Patria – dove ha vissuto fin dalla nascita – di una 

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rete  familiare  e  sociale,  dato  che  nel  suo  Paese  d'origine  vivono 
segnatamente suo padre e sua madre (cfr. verbale, pag. 3),

che l'insorgente ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di problemi 
di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria 
(v. sulla  problematica  Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
2003 n. 24);  che,  infatti,  egli  adduce che  dovrebbe sottoporsi  tra  tre 
mesi ad un controllo medico al fine di escludere con assoluta certezza 
una  recidiva  alla  TBC;  che,  il  Tribunale  constata  che  tale  censura 
costituisce una mera affermazione di parte, non corroborata da alcun 
elemento di prova; che, peraltro, da quanto emerge dagli atti di causa, 
in  base  ai  risultati  degli  esami  medici  effettuati  dal  laboratorio 
cantonale di microbiologia di C._______ (cfr. atto B14/1), il ricorrente è 
da considerarsi guarito,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 
il  ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento indispensabile al  rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12 
pagg. 513-515); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure 
possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di 
esenzione dal  versamento di  un anticipo equivalente alle  presumibili  
spese processuali è divenuta senza oggetto,

che, infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di  
esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 

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dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA),

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di  CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]),

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  dell'esenzione  dal 
pagamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Il succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro 
un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno, per l'incarto N (...) (per corriere; in copia)
- D._______ (in copia).

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Andrea Pedrazzini

Data di spedizione:

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