# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4947b5c8-86a5-5d15-81d2-e6f4dde14c30
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.04.2010 D-2624/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2624-2010_2010-04-23.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2624/2010/gam
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 3  a p r i l e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione di Jenny De Coulon Scuntaro, Giudice
Cancelliere Federico Pestoni;

A._______, nato il 14 novembre 1988, alias
B._______, nato il 14 novembre 1988,
Iraq,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisio-
ne dell'UFM dell'8 aprile 2010/ (…)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2624/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera;

il verbale d'audizione del 18 agosto 2009 (audizione sommaria al Cen-
tro di registrazione e di procedura di C._______ [di seguito: Centro]) in 
cui il richiedente ha dichiarato di essere cittadino iracheno con ultimo 
domicilio a D._______, da dove, il (...), sarebbe espatriato, poiché sa-
rebbe stato minacciato dai terroristi appartenenti al gruppo E._______, 
i quali non avrebbero approvato l'attività di appoggio che il ricorrente 
esercitava a favore delle forze croate presenti nella regione;

l'analisi LINGUA effettuata il 27 agosto 2009 e il relativo rapporto del 
11 gennaio 2010 dell'esaminatore che l'ha effettuata;

la verifica, occorsa in data 15 gennaio 2010, del documento di identità 
prodotto dal ricorrente;

il verbale d'audizione del 9 febbraio 2010, in occasione del quale al ri-
chiedente è stato conferito il  diritto  di  essere sentito  sulle risultanze 
del rapporto LINGUA nonché quelle relative al documento di identità;

la  decisione  dell'UFM  dell'8 aprile 2010,  notificata  all'interessato  il 
10 aprile 2010 (cfr. avviso di notifica e di ricevuta agli atti);

il  ricorso del 16 aprile 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 19 aprile 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (TAF) in 
data 20 aprile 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 

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(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del -
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore,  è particolarmente toccato dalla  decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino iracheno, nato a D._______, 
ove avrebbe vissuto fino al  giorno dell'espatrio  e meglio in data (...)  
(cfr.  verbale  d'audizione  del  18 agosto 2009,  pagg.  1  e  2);  che  egli 
avrebbe lasciato l'Iraq per il timore di essere ucciso dai terroristi che lo 
hanno più volte minacciato, visto anche che questi ultimi, in data 3  lu-
glio 2009, avrebbero rapito un suo amico e collega (cfr. verbale d'audi-
zione del 18 agosto 2009, pag. 8); che egli sarebbe stato raggiunto dai 
terroristi sia telefonicamente che per il tramite di persone che lavorava-
no nella zona, e questo a partire da maggio 2009; che inizialmente, 
fino all'asserito rapimento del collega, egli ha pensato che si trattasse 
di uno scherzo, e che tuttavia, pur avendo denunciato la situazione a 
due poliziotti, questi gli avrebbero risposto che si trattava di bugie sen -
za dare seguito alle sue lamentele (cfr. verbale d'audizione del 8 ago-
sto 2010, pagg. 5 e 6); che, vista l'inoperosità della polizia locale e la 
concretezza dei presunti terroristi,  egli  si sarebbe chiuso in casa per 
21 giorni  dopodiché ha deciso di  espatriare  partendo in  auto  fino  a 
F._______, da dove, a piedi e con l'ausilio di un passatore avrebbe at-
traversato il confine con la Turchia giungendo a G._______; che di qui 

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sarebbe salito su un TIR alla volta di H._______, ove si sarebbe fer-
mato  per  7  giorni,  alloggiando  presso  il  passatore;  che  in  seguito  
avrebbe  proseguito  il  viaggio  nascosto  in  un TIR fino  a  giungere in 
Svizzera, dove è stato fermato dalla polizia e condotto al Centro (cfr. 
verbale d'audizione del 18 agosto 2009, pagg. 8 e 9);

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà;

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente  non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  al l'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al -
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso l'Iraq siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, senza avanzare censure concrete, l'insorgente ha, per 
ciò che concerne la mancata consegna di documenti d'identità, ricon-
fermato quanto già dichiarato in sede di audizione federale, e meglio di 
non capire come mai il  documento versato agli  atti  sia stato ritenuto 
falso dato che si tratterebbe di un originale; che inoltre egli sostiene di 
non aver ingannato le autorità svizzere, ribadendo di essere cittadino 
iracheno proveniente da D._______ e contestando le risultanze dell'e-
same LINGUA posto che egli avrebbe fornito sufficienti informazioni a 
sostegno dell'asserita provenienza, giustificando le lacune emerse con 
il proprio analfabetismo; che infine egli ritiene di aver allegato elementi 
sufficienti  a  motivare un'entrata nel  merito  della  domanda d'asilo  da 
parte dell'UFM;

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua domanda d'asilo; che ha, altresì, presentato una domanda di assi -
stenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spe-
se di giustizia e del relativo anticipo;

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che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono necess-
ari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza 
di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari  formalità  amministrative; che,  per  contro,  non sono documenti 
validi  giusta l'art. 32  cpv. 2 lett. a LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi,  
come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di na -
scita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi 
(cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre otto mesi dalla  
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che, per di più, egli si è semplicemente limitato a dichiarare di non ca-
pire come mai il proprio documento di identità risulta essere falso, po-
sto che si tratterebbe di un originale rilasciato dall'autorità competente 
della sua regione; che inoltre tale documento è stato rinnovato e rila-
sciato a suo padre perché egli, in quel periodo, non poteva presentarsi  
a causa di problemi si salute; che, a suo dire, in Iraq non c'è una tec -
nologia che registri  in modo vero tutte le carte di identità; che infine 
egli ha dichiarato di non poter fare nulla per procurarsi un nuovo docu-
mento  essendo quello  prodotto  l'unico  in  suo possesso (cfr. verbale 
d'audizione del 9 febbraio 2010, pagg. 2 e 3);

che, oltre a ciò, interrogato sul suo viaggio, il ricorrente non è riuscito 
a corroborare della benché minima verosimiglianza il proprio racconto, 
riferendo di essere partito da D._______ in auto verso F._______ e di 

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aver attraversato il  confine con la Turchia a piedi in compagnia di un 
passatore giungendo a G._______; che in seguito avrebbe proseguito 
nascosto su un TIR fino ad H._______ dove è rimasto 7 giorni allog -
giando presso il passatore; che di qui sarebbe poi ripartito, sempre na-
scosto su un TIR, giungendo in Svizzera dove è stato fermato dalla po-
lizia e condotto al Centro; che il ricorrente, malgrado abbia fatto delle 
soste durante il viaggio, non ha saputo dettagliare minimamente il lun-
go tragitto, salvo dire che a un certo punto il TIR è stato imbarcato; che 
il ricorrente, durante il suo percorso non avrebbe subito alcun control-
lo; 

che circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del viaggio, il ricorrente non ha fornito alcuna spiegazione;

che, a prescindere dalle allegazioni palesemente inverosimili di cui so-
pra, vale già sottolineare che varcare il confine Schengen senza subire 
alcun controllo, come il ricorrente ha dichiarato di aver fatto, risulta, al 
momento attuale, quanto mai difficoltoso;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra -
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità  
di rifugiato del richiedente;

che  a  questo  riguardo,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre 
2005,  il  legislatore  ha  introdotto  con  l'art. 32 cpv. 2  lett. a  nonché 
cpv. 3 LAsi una procedura sommaria nell'ambito della quale è statuito 
sull'adempimento o meno della qualità di rifugiato, nonostante che la 

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stessa  termini  con  una  decisione  di  non  entrata  nel  merito 
(DTAF 2007/8, consid. 5);

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempie manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò può risul-
tare  sia dalla  manifesta  inconsistenza sia  dalla  manifesta  irrilevanza 
dei motivi d'asilo addotti (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dall'Iraq per il timore di essere ucciso dai terroristi a causa della sua 
collaborazione con le forze croate, e più in generale quelle internazio-
nali, presenti nella regione;

che oltre a ciò, il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche 
censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valu-
tazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata 
nel merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che basti rilevare che il ricorrente si è espresso in modo vago e con-
traddittorio  sugli  eventi  che lo avrebbero indotto a lasciare il  proprio 
Paese; che a titolo di esempio egli  ha inizialmente dichiarato di aver 
subito  delle  minacce da  terroristi  appartenenti  al  gruppo  E._______ 
(cfr. verbale di audizione del 18 agosto 2009, pag. 7), mentre in un secon-
do tempo ha riferito che i presunti terroristi non gli avrebbero mai svelato 
né la loro identità né la loro appartenenza (cfr. verbale di audizione del 
9 febbraio 2010, pag. 7); che inoltre egli ha fornito indicazioni discordanti 
circa l'inizio delle asserite turbative, a riguardo delle quali ha affermato 
dapprima che sarebbero cominciate a maggio del 2009 (cfr. verbale di au-
dizione del 18 agosto 2009, pag. 7), per poi indicare il mese di gennaio 
2009 come il momento della prima telefonata minatoria (cfr. verbale di au-
dizione del 9 febbraio 2010, pag. 7); che infine, in sede di prima audizione 
il ricorrente ha rivelato di essere venuto a conoscenza del rapimento del 
suo collega ed amico da una persona che avrebbe assistito alla scena 
(cfr. verbale di audizione del 18 agosto 2009, pag. 8), mentre in sede di 
audizione federale egli  ha dichiarato che tale informazione gli  sarebbe 
stata data direttamente dai terroristi in occasione dell'ultima telefonata mi-
natoria la mattina del 3 luglio 2009 (cfr. verbale di audizione del 9 febbra-
io 2010, pag. 8);

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati esaminati e ret -
tamente ritenuti inverosimili dall'autorità inferiore, giusta l'art. 32 cpv. 3 

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lett. b LAsi; che, tanto meno, a mente di questo Tribunale, le allegazio -
ni prodotte circa i timori di essere ucciso sarebbero state, in casu, di 
natura tale da poter essere considerate nella concreta fattispecie deci-
sive ai sensi dell'asilo;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte-
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista 
dell'ammissibilità  (cfr. Sentenza  del  TAF E-423/2009  dell'8  dicembre 
2009, consid. 8, destinata alla pubblicazione);

che,  quo  all'ammissibilità,  dalle  carte  processuali  non  emergono 
elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del 
ricorrente  in  Iraq  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione 
federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 
101), l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 
1951  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento) 
nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr  o possa esporre l'insorgente in patria al  
rischio  reale  ed  immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della 
Convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà 
fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della 
Convenzione  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli, 
inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile; 

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi; 

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata; 

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che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1); 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20);  
che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve es-
sere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e  
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che la questione del ca-
rattere possibile,  ammissibile e esigibile  dev'essere esaminata d'uffi-
cio; che, tuttavia, questo principio è limitato dall'obbligo dell'interessato 
di collaborare all'accertamento dei fatti giusta l'art.  8 cpv. 1 LAsi (v. la 
sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  D-3975/2007  del  15 
giugno 2007, consid. 3.4; WALTER KÄLIN, Grundriss des Asylverfahrens, 
Basel und Frankfurt am Main, 1990, pag. 262); che si tratta di un tipico 
caso d'applicazione dell'art. 13 cpv. 1 lett. c PA;

che, sulla base di quanto considerato in precedenza, l'esecuzione del -
l'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv. 2  LAsi  e  art.  83  cpv. 3 
LStr);

che nel caso di specie, come ritenuto dall'autorità inferiore, e dalle cui 
considerazioni questo Tribunale non ha motivo per cui scostarsene, le 
affermazioni del ricorrente in merito alla propria cittadinanza sono ma-
nifestamente confutate dall'esame LINGUA, al punto tale che può es-
sere esclusa con certezza la sua provenienza da D._______ (cfr. rap-
porto  LINGUA  del 11 gennaio 2010  pagg. 1  e  5)  e  contestualmente 
qualsivoglia impedimento al rientro del ricorrente nel Paese d'origine, 
come egli pretenderebbe far valere in sede di ricorso con generiche e 
semplici affermazioni (cfr. ricorso pag. 2-3); 

che va pure osservato che alla luce del rapporto LINGUA, il ricorrente 
parla fluentemente la lingua Badinani, il Curdo Kurmanji, che è tipica 
della zona occidentale della regione di  I._______, e ciò senza alcun 
accento o inflessione che lasci presupporre una provenienza diversa;

che, peraltro, in relazione all'art. 83 cpv. 4 LStr, dissimulando la sua 
provenienza,  il  ricorrente  ha  reso  impossibile  la  ricerca  di  pericoli  
concreti  e  suscettibili  di  minacciarlo  nella  sua  effettiva  regione 
d'origine;

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che  premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontana-
mento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr,  sulla  base dell'esame LIN-
GUA, potendosi determinare con grande probabilità che egli sia origina-
rio del distretto di F._______ nel governatorato di I._______, nel nord del-
l'Iraq (cfr. rapporto sull'esame LINGUA, pagg. 1 e 5), in merito allo stato 
della sicurezza in Iraq, questo Tribunale ha già avuto modo di precisare 
che nelle tre province curde nel nord dell'Iraq (Dohuk, Erbil e Suleima-
niya) non vige, al momento, una situazione di violenza generalizzata e la 
situazione politica non è talmente tesa da considerare un rimpatrio come 
generalmente inesigibile; che segnatamente, lo stato della sicurezza è più 
stabile ed equilibrato rispetto al resto del Paese e, inoltre, la situazione 
dei diritti dell'uomo è migliore rispetto alle zone nel sud e nel centro dell'I-
raq; che in particolare, l'esecuzione dell'allontanamento verso le tre pro-
vince curde è esigibile, di principio, per gli uomini curdi, non sposati, in 
buona salute e giovani, a condizione che la persona interessata sia origi-
naria della regione o vi abbia vissuto un lungo periodo e disponga di una 
rete sociale, segnatamente famiglia, parenti o conoscenti, oppure di rela-
zioni con i partiti al potere (DTAF 2008/5 consid. 7.5, in particolare 7.5.1 e 
7.5.8);

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, ha 
senz'altro  una buona esperienza lavorativa quale  commerciante (cfr. 
verbale d'audizione del 18 agosto 2009, pag. 3); che inoltre, stando a 
quanto  riferito,  il  ricorrente dispone ancora di  una fitta rete sociale in 
Patria, dove ha lasciato i genitori e undici fratelli (cfr. verbale di audizione 
del 18 agosto 2009, pagg. 4 e 5); che l'insorgente non ha preteso nel 
gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare  
la sua ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica Giurisprudenza 
ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia 
d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti 
emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

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che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori -
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 
106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese pro-
cessuali è divenuta senza oggetto;

che essendo le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità  d'esito 
favorevole,  la  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  di-
spensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è  respinta  (art.  65 
cpv. 1 PA);

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia di  diritto  pubblico dinanzi  al  Tribunale federale (art. 83 litt. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva;

(dispositivo alla pagina seguente)

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D-2624/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal pa-
gamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. Il 
succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro il 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di pagamento)
- UFM, Divisione soggiorno (allegati: incarto N (...) e copia del ricorso 

del 16 aprile 2010, per corriere interno; in copia)
- L._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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