# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 898ff83e-6dbe-5b3a-99a8-5c65de232a0f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-01-16
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 16.01.2023 14.2022.112
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2022-112_2023-01-16.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2022.112

  	
  Lugano

  16 gennaio 2023

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Bertoni

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa SO 41/2022 (rigetto definitivo dell’opposizione) della
Giudicatura di pace del Circolo di Riva San Vitale promossa con istanza 1°
giugno 2022 dai membri della

 

	
   

  	
  Comunione ereditaria fu __________ († 2010)

  (rappresentati da RA 1 )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 9 settembre 2022 presentato da RE 1 contro
la decisione emessa il 25 agosto 2022 dal Giudice di pace;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Con precetto esecutivo n. __________ emesso il 10 marzo 2021 dalla sede di Mendrisio dell’Ufficio d’esecuzione, RA 1,
in rap­presentanza dei membri (non indicati individualmente) della comunione
ereditaria fu __________, ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 2'000.–
oltre agli interessi del 5% dal 1° marzo 2021, indicando quale causa del
credito l’“Affitto arretrato
Novembre – dicembre 2020”.

 

                                  B.   Avendo
RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 1° giugno
2022 l’escutente ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Giudicatura di pace
del Circolo di Riva San Vitale. Nel termine impartito, la convenuta si è
opposta all’istanza con osservazioni scritte del 21 giugno 2022. Con replica
spontanea dell’11 luglio 2022 l’istante ha confermato la sua domanda. 

 

                                  C.   Statuendo con decisione 25 agosto 2022, il
Giudice di pace ha ac­colto
l’istanza e rigettato l’opposizione in via definitiva per fr. 2'000.–,
dedotti gli acconti versati sino all’11 luglio 2022 e aggiunti gl’interessi del
5% e la “tassa di diffida” di fr. 73.30, ponendo le spese processuali di
fr. 120.– a carico della convenuta.

 

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 9 settembre 2022 per ottenerne
implicitamente l’annullamento e la reiezione dell’istanza. Nelle sue osservazioni
del 6 ottobre 2022 l’istante ha concluso per la reiezione del reclamo. Mediante
replica spontanea del 19 ottobre 2022 la reclamante ha confermato le proprie
conclusioni.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’oppo­­sizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett.
e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                                1.1   Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro
dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è
avvenuta in concreto a RE 1 il 30 agosto 2022, il termine d’impugnazione è
scaduto il 9 settembre. Presentato quello stesso giorno (data del timbro
postale), il reclamo è dunque tempestivo.

 

                                1.2   La Camera decide in linea di principio in
base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2
CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC)
contenute nel reclamo (DTF 147 III 179 consid. 4.2.1 e i rimandi). Secondo l’art. 320
CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del
diritto sia l’ac­­certamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando
che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi
(art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                                   2.   In
virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto defini-tivo dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria
esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso provi con documenti che
dopo l’emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per il
pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione. La procedura
di rigetto è una procedura sommaria documentale (Aktenprozess), il cui scopo
non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza
di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo
prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva
senza indugio (art. 84 cpv. 2 LEF) ove l’escusso non dimostri immediatamente
una delle eccezioni liberatorie enumerate all’art. 81 LEF (DTF 139 III 446,
consid. 4.1.1).

 

                                   3.   Nella
decisione impugnata, il Giudice di pace ha ricordato che nel­la procedura di
conciliazione avviata dalla comunione ereditaria per ottenere la condanna di RE
1 al pagamento delle pigioni arretrate di fr. 2'000.–, le parti non sono riuscite
a trovare un accordo all’udienza del 27 aprile 2021, ma il giorno successivo la
convenuta aveva proposto di pagare la somma a rate, salvo poi non più rispettare
l’impegno dopo il pagamento di alcune rate, motivo per cui il primo giudice ha
accolto l’istanza e rigettato l’opposizione in via definitiva per fr. 2'000.– “dedotto gli acconti sino al 11.07.2022”.

 

                                   4.   Nel
reclamo RE 1 fa valere di aver pagato di tasca propria alcune fatture relative
a lavori commissionati dal (defunto) locatore ma da lui non onorate e si duole
che all’udienza la controparte abbia rifiutato uno sconto per quanto da lei
finanziato. Rileva inoltre di non aver ricevuto gl’interessi sulla cauzione
incassata dalla parte locatrice in occasione della disdetta in compenso
dell’affitto e di aver anche versato ulteriori fr. 400.–.

 

                                   5.   Orbene,
né il Giudice di pace né le parti hanno discusso dell’oggetto principale della
causa, ovvero l’esistenza di un titolo di rigetto definitivo. Spetta però al
giudice del rigetto esaminare d’ufficio se la documentazione prodotta
dall’istante costituisce un titolo di rigetto
definitivo dell’opposizione, ovvero una decisione ese­cutiva (art. 80
cpv. 1 LEF) o un atto parificato, in particolare una transazione giudiziale
(art. 80 cpv. 2 n. 1 LEF). Si tratta infatti di una questione giuridica, che va
esaminata d’ufficio (art. 57 CPC; DTF 147 III 178 consid. 4.2.1).

 

                                5.1   Nella
fattispecie, lo stesso primo giudice ha rilevato che le parti non hanno trovato
alcun accordo durante l’udienza di conciliazione, sicché è escluso considerare
il verbale d’udienza come una transazione giudiziaria suscettibile di
rappresentare un titolo di rigetto definitivo. A parte il fatto che il Giudice
di pace non era competente per trattare l’istanza di conciliazione, siccome
verteva su una controversia in materia di locazione di competenza della specifica
autorità di conciliazione in materia di locali d’abitazione e commerciali e di
affitto (art. 200 cpv. 2 CPC), è in ogni caso curioso
ch’egli abbia emesso un’autorizzazione ad agire il 10 mag­gio 2022 e ciò
nonostante abbia concesso il rigetto definitivo del­l’opposizione, mentre non
risulta che l’istante abbia inoltrato l’azio­ne di merito entro il termine di
tre mesi impartito e soprattutto non abbia prodotto una decisione esecutiva di
condanna della convenuta a pagare la somma posta in esecuzione nel senso
dell’art. 80 cpv. 1 LEF.

 

                                5.2   Che
la reclamante abbia pagato alcune rate per poi smettere di rispettare l’impegno
non è rilevante nella causa in esame, poiché l’interruzione del pagamento di
rate non può sostituire il titolo previsto dalla legge, ovvero una decisione o
un atto parificato giusta l’art. 80 cpv. 2 LEF. In assenza di un riconoscimento
scritto e firmato di RE 1, tale omissione non può nemmeno considerarsi un
titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione nel senso dell’art. 82
cpv. 1 LEF (sentenza della CEF 14.2017.83/84 del 18 settembre 2017 consid.
6.3/b). D’altronde, non può essere tenuto conto del contratto di locazio­ne
quale titolo di rigetto provvisorio perché l’istante non l’ha prodotto in prima
sede, mentre la copia acclusa alla replica spontanea della reclamante è
inammissibile (art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                                5.3   Ciò
posto, in mancanza di un titolo di rigetto il Giudice di pace non poteva
validamente accogliere l’istanza. Trattandosi di una caren­za manifesta, la
Camera può rilevarla d’ufficio (sopra consid. 1.2) e di conseguenza accogliere
il reclamo e riformare la sentenza impugnata nel senso della reiezione
dell’istanza.

 

                                5.4   L’intervento
d’ufficio della Camera si giustifica anche per un altro motivo. L’esecuzione è
infatti stata promossa a nome della “Comunione ereditaria CO 1” senza
l’indicazione dei nomi dei singoli membri, ciò che ne determina la nullità
(Circolare n. 16 del 3 aprile 1925 concernente la designazione del creditore,
nelle esecuzioni promosse da una comunione
ereditaria o una indivisio­ne, e del debitore, nelle esecuzioni dirette
contro una successione in: DTF 51 III 98, mantenuta in vigore dalla Circolare
n. 37 del 7 novembre 1996 in: DTF 122 III 334; sentenza della CEF 14.2020. 184
del 2 giugno 2021 consid. 5), nullità che va rilevata d’ufficio (Cometta/Möckli in Basler Kommentar SchKG
I, n. 18 ad art. 22 LEF).

                                   6.   In
entrambe le sedi la tassa,
stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema d’indennità
d’inconve­­nienza, non avendone RE 1 fatto domanda motivata (art. 95 cpv. 3 lett.
c) né in prima, né in seconda sede.

 

                                   7.   Circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 2'000.–,
non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art.
74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è accolto e di conseguenza i
dispositivi n. 1 e n. 2 della decisione impugnata sono così riformati:

                                          “1.  L’istanza è respinta.

                                          2.  Le
spese processuali di complessivi fr. 120.– sono poste a carico dell’istante.”

 

                                   2.   Le
spese processuali di complessivi fr. 100.– relative al presente giudizio,
già anticipate dalla reclamante, sono poste in solido a carico dei membri della
comunione ereditaria fu CO 1.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   ;

  –   .

   

  

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del Circolo di Riva San Vitale.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                            La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF).
Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1
LTF).