# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7e9e9983-dcac-52d6-bf4a-6b3051c7202e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-09-29
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 29.09.2004 12.2003.114
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2003-114_2004-09-29.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2003.114

  	
  Lugano

  29 settembre
  2004/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Epiney-Colombo e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.97.881
(azione di disconoscimento del debito) della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 3, promossa con petizione 20 novembre 1997 da

 

	
   

   

  	
   AO 1  

   AO 2  

  entrambi rappr. dall'  RA 2  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
    AP 1  

  rappr. dall'  RA
  1  

   

  

con cui
gli attori hanno chiesto il disconoscimento del debito di fr. 150'000.- di cui
ai PE ni 510706-01 e 510706-02 dell'UE di Lugano e la condanna dell'____________________
AP 1a alla restituzione dell'importo di fr. 100'000.- oltre interessi al 5% dal
1 maggio 1990, nonché alla riconsegna di 3 vaglia cambiari di fr. 50'000.-, dei
gioielli e della cartella ipotecaria di nominali fr. 500'000.- a suo tempo
datigli in garanzia, domande avversate dal convenuto e che il Pretore ha
accolto con sentenza 18 giugno 2003;

 

appellante
il convenuto con atto d'appello 8 luglio 2003, con cui chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di respingere integralmente la petizione,
protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre
gli attori, con osservazioni 12 agosto 2003 postulano la reiezione del gravame
pure con protesta di spese e ripetibili;

 

esaminati
gli atti e i documenti prodotti

ritenuto

 

in fatto:                           1.    Nel
corso del 1994, AO 1, AP 1 e __________ instaurarono un rapporto di
collaborazione per la realizzazione di un'operazione immobiliare avente per
oggetto ____________________ e consistente nell'acquisto del terreno, nella
costruzione di un nuovo complesso alberghiero/residenziale e nella successiva
rivendita dello stesso. La ripartizione dei compiti, concordata dalle parti,
prevedeva l'assunzione da parte dei signori AO 1 dell'incarico di ottenere i
finanziamenti - segnatamente mettendo a disposizione dei finanziatori le
necessarie garanzie per ottenere il credito di costruzione - mentre __________,
tramite la__________, avrebbe invece curato l'esecuzione dell'opera. AP 1 si
sarebbe invece occupato della progettazione e direzione dei lavori.

 

                                                 Allo
scopo, essi rilevarono da __________ la società __________), sottoscrissero un
aumento del capitale azionario della stessa e la ricapitalizzarono con fondi
messi a disposizione dalla signora AO 1a. Quale amministratore unico fu
designatoAP 1.

                                                 L'operazione
prevedeva altresì l'immissione di mezzi propri da parte della __________, la
quale partecipava al finanziamento nella misura di circa fr. 1,5 milioni,
fornendo un credito di pari importo mediante posticipazione parziale
dell'incasso delle fatture emesse per i lavori di costruzione fino alla vendita
degli immobili. Analogamente,AP 1 contribuiva con la propria attività di
progettista e responsabile della direzione dei lavori, per la quale avrebbe
percepito solo una parte degli onorari in corso d'opera e la rimanenza al
momento del realizzo dell'operazione immobiliare. In tal senso egli aveva
sottoposto ai soci un preventivo di spesa per le proprie prestazioni, con una
proposta di ripartizione degli onorari tra pagamenti da fare secondo
l'avanzamento dei lavori e sua partecipazione finanziaria. L'onorario totale
era indicato in complessivi fr. 1'450'000.-, di cui egli avrebbe però ricevuto
solo fr. 800'000.-, mentre la rimanenza di fr. 650'000.- costituiva la sua
partecipazione, da recuperare ad operazione ultimata unitamente agli utili.

 

 

                                          2.    Il 16 dicembre 1994 la __________ esercitò il diritto di compera
- ottenuto il 25 agosto 1994 - sulla particella no __________, acquisendone la
proprietà al prezzo di fr. 6 milioni, di cui fr. 5 milioni pagati mediante
assunzione di un debito ipotecario di pari importo e fr. 1 milione messo a
disposizione dai signori AO 1.

                                                 In
data 5 gennaio 1995 la __________ concedette alla __________ una linea di
credito in contocorrente di fr. 400'000.-, garantita da una cambiale di
nominali fr. 400'000.-, in bianco di data e scadenza, firmato dalla società
stessa e avallato dai signori AO 1, __________ eAP 1 

 

                                                 Iniziati
i lavori di sua competenza, AP 1inviò tre richieste d'acconto alla __________,
la quale gli versò fr. 100'000.- il 27.10.1994, fr. 200'000.- il 27.12.1994 e
fr. 85'200.- il 6.3.1995, per un totale di fr. 385'200.-.

 

                                                 Dando
seguito alla domanda di costruzione del 24 febbraio 1995, il 30 giugno dello
stesso anno il Municipio di __________rilasciò alla __________la licenza
edilizia per l'edificazione di un complesso alberghiero-abitativo al mappale no
__________.

 

                                                 Il
7 luglio 1995, AP 1inviò una quarta richiesta d'acconto di fr. 213'000.- alla____________________
la quale non vi diede seguito per mancanza di liquidità, la linea di credito
presso la __________essendo ormai esaurita. 

 

 

                                          3.    Per
il pagamento di tale acconto, AO 1 consegnò a AP 1 una cambiale di fr.
213'000.- che egli scontò il 22 novembre 1995 presso la __________. Nonostante
alcune proroghe, la cambiale non fu però onorata e la banca riaddebitò il conto
dellAP 1 AP 1 dell'importo versatogli, retrocedendogli in un secondo tempo i
diritti nei confronti dei signori AO 1. A garanzia del pagamento della predetta
cambiale, AO 1 sottoscrisse cinque vaglia cambiari di nominali fr. 50'000.-
cadauno, avallati dal marito, con scadenza scalare al 15 marzo, 1 aprile, 15
aprile, 1 maggio e 15 maggio 1996, consegnandole a AP 1 unitamente ad alcuni
gioielli e ad una cartella ipotecaria di fr. 500'000.-. Pagate le prime due
cambiali per complessivi fr. 100'000.-, le successive non furono più onorate.

 

                                                 Dopo
aver inoltrato, il 22 aprile 1996, le proprie dimissioni dalla carica di
amministratore della __________, AP 1 escusse quindi gli attori con i precetti
esecutivi ni 510706-01 e 510706-02 dell'UE di Lugano del 4 novembre 1996, per
l'importo di fr. 150'000.- indicando quale titolo di credito "saldo IV
acconto del 7.7 1995, dichiarazione del 19.2.1996, 3 vaglia cambiari del
15.12.1995 da fr. 50'000.-". L'opposizione interpostavi dai precettati è stata
rigettata in via provvisoria dalla Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello con sentenze del 30 ottobre 1997.

 

 

                                          4.    Con
petizione 20 novembre 1997, AO 1 hanno chiesto che sia dichiarato inesistente
il credito di fr. 150'000.- vantato nei loro confronti dallAP 1. e la sua
condanna al pagamento di fr. 100'000.- oltre interessi al 5% dal 1 maggio 1996.
Inoltre gli attori hanno postulato la restituzione dei 3 vaglia cambiari di fr.
50'000.-, dei gioielli e della cartella ipotecaria di nominali fr. 500'000.- a
suo tempo datigli in garanzia. Gli attori sostengono che il credito fatto
valere dal convenuto, per il quale essi hanno effettuato il pagamento e fornito
le garanzie, è inesistente perché le prestazioni fatturate non sono in realtà
state eseguite e difettano comunque dei necessari giustificativi. 

 

 

                                          5.    Con
risposta 4 maggio 1998, il convenuto ha chiesto la reiezione integrale della
petizione, rilevando che, gli attori, in quanto debitori dell'importo richiesto
in virtù di un contratto a favore di terzi da essi stipulato quali soci
correntisti con la __________, sarebbe preclusa la facoltà di sollevare
eccezioni attinenti agli accordi intervenuti tra la__________ e AP 1AP 1 Nel
merito egli ha ritenuto comunque giustificato l'importo fatturato, lo stesso
essendo confacente alle prestazioni fornite. Per quanto riguarda invece la
domanda di pagamento dell'importo di fr. 100'000.-, ha negato che vi sia
arricchimento da parte sua ed ha eccepito che la richiesta di restituzione
dell'indebito è ormai prescritta. 

 

 

                                          6.    Con
replica 5 giugno 1998, parte attrice ha rilevato di essere intervenuta in
qualità di garante della __________ per gli onorari che essa - in buona fede -
credeva fossero dovuti al convenuto. Non avendo però egli fatto i lavori per i
quali chiede il compenso, non v'è alcun debito della__________ nei suoi
confronti e quindi la garanzia prestata è senza oggetto. Essa ha poi contestato
l'eccezione di prescrizione, rilevando di aver effettuato il pagamento
nell'ambito di un rapporto contrattuale in seguito non rispettato dallAP 1. AP
1 sicché è applicabile il termine di prescrizione ordinario decennale, non già
quello annuale dell'arricchimento indebito.

 

 

                                          7.    Con la duplica 29 marzo 1999, il convenuto ha ribadito le
proprie domande ed eccezioni, rilevando che il rapporto esistente tra __________
e AP 1 è stato assunto in modo cumulativo ed astratto dagli attori, i quali
sono quindi tenuti a pagare integralmente le prestazioni effettuate dal
convenuto.

 

                                                 In
occasione del dibattimento finale, parte attrice ha confermato integralmente le
proprie domande, evidenziando che per le proprie prestazioni il convenuto può
chiedere al massimo fr. 295'500.-, somma a fronte della quale egli ha invece
già percepito fr. 385'200.- dalla __________ e fr. 100'000.- dagli stessi
attori. Le pretese di cui alle esecuzioni di cui trattasi sono quindi
inesistenti, per cui egli è anche obbligato a restituire quanto ricevuto in
eccesso.

                                                 Il
convenuto ha confermato la propria opposizione alla petizione, rilevando che la
perizia ha quantificato l'onorario per il lavoro da lui svolto in fr.
623'904.-, integralmente dovutogli. Inoltre ha asserito di aver svolto
un'importante attività accessoria per la quale gli dev'essere riconosciuto un
onorario di almeno fr. 200'000.-.

 

 

                                          8.    Con sentenza 18 giugno 2003 il Pretore ha accolto la petizione.
Egli ha dapprima esaminato i rapporti contrattuali alla base della
sottoscrizione dei vaglia cambiari, concludendo che gli attori non hanno solo
inteso garantire il debito della __________ nei confronti del convenuto, ma
sono andati oltre, assumendo il debito medesimo. Rilevato poi come nel
contratto d'assunzione del debito l'assuntore dispone di tutte le eccezioni
afferenti al debito assunto, ha verificato la consistenza del credito fatto valere
dal convenuto. Sulla scorta delle risultanze della perizia giudiziaria ha
quantificato l'onorario dovutogli per l'opera da lui svolta in fr. 562'045.-,
oltre a fr. 27'000.- per prestazioni supplementari, per un totale di fr.
589'045.-. Ha poi suddiviso la remunerazione conformemente alla ripartizione
prevista in fr. 268'500.- quale onorario fatturato secondo il piano dei
pagamenti e fr. 293'545.- quale partecipazione sino a realizzo dell'operazione
immobiliare, quest'ultima esigibile però solo al momento della realizzazione
dei ricavi della vendita. Poiché a fronte di un importo dovuto di fr. 268'500.-
vi sono pagamenti della __________ di complessivi fr. 382'500.-, il Pretore ha
concluso che il debito che gli attori intendevano assumersi, corrispondente
alla parte di onorario richiesto con l'ultima domanda di anticipo, era
inesistente. Di conseguenza pure era inesistente la parte di debito di fr.
37'000.- per spese di ritardo, trattandosi di obbligo accessorio al debito
principale che cade con quello.

                                                 In
merito alla domanda di restituzione della somma di fr. 100'000.-, il primo
giudice ha poi considerato che, per i motivi già esposti, era stato versato
senza causa. Esclusa l'applicabilità della prescrizione decennale dell'art. 127
CO - perché l'assunzione di debito presuppone l'esistenza del debito al momento
in cui viene ripreso, debito inesistente nel caso concreto - ha poi ritenuto
che gli attori hanno potuto disporre dei giustificativi necessari solo
contestualmente alla denuncia penale presentata nei confronti del convenuto,
vale a dire nel mese di agosto del 1997, sicché al momento della presentazione
della petizione - avvenuta il 27 novembre successivo - il termine di
prescrizione annuale non era ancora decorso. Da qui l'obbligo di restituire l'importo
reclamato unitamente ai pegni forniti a garanzia del debito - inesistente - e
dei tre vaglia cambiari. 

 

 

                                          9.    Appella
il convenuto, sostenendo cheAP 1 non ha assunto il debito di cui trattasi ma è
intervenuta unicamente per garantire la prestazione della__________, per cui
essa non dispone delle eccezioni appartenenti al debitore garantito. Per quanto
concerne invece la mercede, sostiene che quella accertata dal perito era
interamente esigibile. Asserisce poi di aver diritto anche ad un ulteriore
importo - variabile tra fr. 100'000.- e 200'000.- - per l'attività accessoria
svolta, oltre a fr. 66'473,40 pari al 10% dell'onorario corrispondente alla
parte di mandato non ancora eseguita al momento della revoca. Il credito
vantato dall'appellante con le procedure esecutive di cui trattasi sarebbe
dunque chiaramente esistente. Per quel che ne è invece della richiesta fondata
sull'indebito arricchimento, afferma che controparte conosceva gli elementi
necessari per valutare la pretesa infondatezza del pagamento già nel 1995,
sicché l'azione sarebbe prescritta.

                                                 Con
osservazioni 12 agosto 2003 parte appellata ha postulato la reiezione del
gravame. 

 

 

considerato

 

in diritto                          10.  Il
Pretore, esaminato il materiale probatorio, è giunto alla conclusione che gli
attori hanno assunto il debito della __________ nei confronti del convenuto.
L'appellante contesta questa deduzione, sostenendo che essi sono intervenuti
unicamente per garantire le prestazioni della __________ e non dispongono
quindi delle eccezioni appartenenti al debitore garantito.

                                                 

                                                 a) Dottrina
e giurisprudenza hanno da tempo riconosciuto la difficoltà nello stabilire se
una determinata pattuizione costituisca una semplice garanzia, una fideiussione
o un’assunzione cumulativa di debito. Non essendo evidente optare per l’una o
l’altra delle 3 varianti - e non essendo per altro nemmeno determinanti le
espressioni utilizzate dalle parti (art. 18 CO) - tale questione impone spesso
di dover interpretare l’accordo in base al principio dell’affidamento (Honsell/Vogt/Wiegand, Kommentar zum
schweizerischen Privatrecht, OR I, 3. ed. Basilea 2003, N. 24 e 32 ad art. 111
CO; Gauch/Schluep,
Schweizerisches Obligationenrecht - Allgemeiner Teil, 7. ed., Zurigo 1998, N.
4082; IICCA 3 dicembre 1996 in re R./I.): in definitiva, determinante per
stabilire l’esatta qualificazione giuridica dell’accordo è unicamente lo scopo
economico e giuridico che viene perseguito con quell’impegno (Honsell/Vogt/Wiegand, op. cit., N. 32
ad art. 111 CO; DTF 81 II 525 e seg.).

 

                                                 b) Nel caso concreto, AO 1 ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"dichiaro di aver consegnato in data odierna all'AP 1. AP 1i miei
gioielli, e meglio come alla lista allegata, quale pegno e garanzia per il
pagamento della somma di fr. 213'000.- …, garantito da cambiale scaduta il 15
c.m., somma di cui sono solidalmente debitrice con mio marito AO 1…" (doc.
O4), dove la somma di fr. 213'000.- corrisponde al IV acconto richiesto dall'AP
1h. AO 1 alla __________ quale quota parte di onorario il cui pagamento era
previsto in corso di progettazione. Così facendo essa ha comunicato in modo
chiaro ed esplicito di aver assunto un impegno autonomo accanto a quello
esistente della __________, impegno che va ben oltre la semplice garanzia,
assumendosi il debito in prima persona.

 

                                                 c) Esaminando la situazione in prospettiva economica, va ricordato che
gli appellati avevano il compito di provvedere a reperire i capitali necessarie
all'operazione immobiliare. Essi hanno dapprima finanziato l'aumento del
capitale sociale della __________ ed in seguito hanno ottenuto i mezzi
necessari per permettere alla società l'acquisto del fondo edificando. Inoltre,
l'utile dell'intera operazione sarebbe poi stato distribuito in proporzione ai
finanziamenti apportati - e non alla partecipazione azionaria - sicché sarebbe
verosimilmente pertoccata loro una fetta consistente del guadagno. In caso di
fallimento invece, essi avrebbero dovuto sopportare da soli i costi di
rifinanziamento della __________ (teste__________, verbale 2 giugno 1999, pag.
6). È quindi chiaro che gli appellati avevano un interesse personale diretto
alla buona riuscita dell'operazione. A parte l'esplicita dichiarazione di
essere "solidalmente debitrice con mio marito", di per se
sufficientemente chiara, anche la situazione economica impone quindi di
considerare la dichiarazione doc. O4 non quale semplice intenzione degli
appellati di garantire l'adempimento degli obblighi della____________________
nei confronti dell'appellante, ma quale vera e propria assunzione cumulativa
del debito.

                                                 

                                                 d) L'appellante vorrebbe dedurre la natura di garanzia dell'impegno
assunto dagli appellati dal verbale dell'assemblea straordinaria degli
azionisti della __________ tenutasi il 28 settembre 1995 (doc. V). Ebbene, il
verbale della menzionata assemblea indica che "8. AO 1AO 1provvederà nei
prossimi giorni a finanziare la __________affinché vengano effettuati i
seguenti pagamenti….Fr. 100'000.- AP 1… .AO 1è pure d'accordo di garantire il
pagamento dell'interesse ipotecario di fr. 300'000.- che dovrà avvenire entro
la fine del prossimo mese di novembre." Se non che, tale dichiarazione era
diretta all'assemblea degli azionisti, alla quale l'appellante presenziava
quale azionista e amministratore della società. Egli non può quindi sostenere
che, impegnandosi a finanziare la società, la signora AO 1abbia nello stesso
tempo promesso a lui, in qualità di creditore della stessa società,
l'esecuzione da parte della __________ del pagamento di fr. 100'000.-,
portandosene garante. Tale verbale è poi comunque stato superato dalla già
menzionata dichiarazione del 19 febbraio 1996 (doc. O4).

 

                                                 e) Una prima, parziale conclusione è che gli attori non si sono
portati garanti, bensì hanno assunto un debito della__________ nei confronti di
AO 2. Trattasi inoltre di un debito ben preciso, e meglio dell'importo di fr.
250'000.-, corrispondente al IV acconto di fr. 213'000.- e fr. 37'000.- di
spese. E a questo debito erano pure riferite le garanzie prestate. Essi non
hanno invece assunto l'intera posizione debitoria della __________,
segnatamente non la parte di onorario il cui pagamento era stato differito al
termine dell'operazione. Di conseguenza, laddove gli argomenti dell'appellante
si rifanno genericamente al rapporto creditorio____________________AP 1, essi
sono inconferenti nella misura in cui travalicano il debito assunto daiAO 1.

 

 

                                          11.  Il
Pretore ha ritenuto provate prestazioni del convenuto per complessivi fr.
589'045.-, L'appellante non contesta quest'importo, ma asserisce di aver
effettuato prestazioni accessorie per un importo non precisato ma variabile tra
fr. 100'000.- e fr. 200'000.-.

 

                                                 In
merito agli onorari per siffatte prestazioni accessorie, a prescindere dal
fatto che, per i motivi già esposti al considerando precedente, non sono stati
assunti dagli attori, la domanda appare manifestamente tardiva e il preteso
credito neppure è stato provato. Negli allegati introduttivi il convenuto si è
sempre riferito al lavoro svolto in esecuzione del contratto, senza mai
sostenere di aver svolto lavori esulanti dal medesimo. Solo in sede di
conclusioni - dopo che il perito giudiziario aveva rilevato come talune
prestazioni esulavano dalle usuali mansioni dell'architetto - egli ha inserito
per la prima volta nelle proprie spettanze una pretesa di fr. 200'000.- a titolo
di onorari per attività accessoria. La richiesta appare pertanto manifestamente
tardiva. Non solo, ma la stessa neppure è stata resa verosimile perché il
convenuto ha omesso di quantificare nei propri allegati introduttivi tale
pretesa e di fornire gli elementi atti a stabilire l'entità di tali lavori.
Invano egli si richiama qui all'art. 42 cpv. 2 CO: questa norma riveste,
infatti, carattere eccezionale ed è applicabile unicamente quando un danno non
possa essere dimostrato nel suo ammontare per mancanza di prove sull'esatta
entità del pregiudizio o per l'impossibilità di esigere ragionevolmente
l'assunzione delle prove necessarie (Rep. 1988, pag. 274; Brehm, Berner Kommentar, n. 47 ad art.
42 CO). Nel caso concreto ben si poteva pretendere che il convenuto
quantificasse natura e entità dell'attività accessoria, dopo di che non sarebbe
certo stato impossibile dimostrare il compenso dovuto. 

 

 

                                          12.  Il
Pretore, considerato che il convenuto ha effettuato prestazioni del valore
complessivo di fr. 589'045.-, ha ritenuto che solo parte di quest'importo, e
meglio fr. 268'500.- gli era dovuta perché, sulla scorta degli accordi
intercorsi tra le parti, la rimanenza costituisce la sua partecipazione sino a
realizzo dell'operazione immobiliare. L'appellante contesta questa conclusione,
affermando che l'avvenuta rescissione del contratto d'architetto rende
esigibili tutte le prestazioni già eseguite, comprese quelle la cui esigibilità
era stata differita.

 

                                                 Neppure
su questo punto l'appello merita protezione. Già si è detto che gli appellati
avevano assunto un debito ben preciso della __________ nei confronti dell'arch.
AP 1, corrispondente alla parte di onorario il cui pagamento era stato previsto
in corso di progettazione. Non è invece mai stata considerata la parte di
onorario il cui pagamento era stato differito fino al termine dell'operazione.
Di quest'importo sarebbe peraltro lecito chiedersi se, essendo considerato
quale immissione di mezzi propri di AP 1 nell'operazione, il suo pagamento non
fosse in qualche modo dipendente anche dall'esito dell'operazione. 

 

                                                 DI
conseguenza la decisione impugnata merita conferma nella misura in cui accerta
l'inesistenza del debito di fr. 150'000.-.

 

 

                                          13.  Il
Pretore ha accolto la domanda di restituzione della somma di fr. 100'000.- -
versata dagli attori a valere quale parziale pagamento del quarto acconto
chiesto dal convenuto alla __________ - respingendo l'eccezione di prescrizione
sollevata dal convenuto, argomentando che gli attori hanno avuto conoscenza del
diritto di ripetizione solo nel corso dell'agosto 1997, perché in precedenza
non avevano a disposizione la documentazione relativa all'attività svolta dal
convenuto.

                                                 L'appellante
sostiene innanzitutto che non v'è arricchimento indebito perché il pagamento è
avvenuto ad estinzione di un credito effettivo; contesta poi l'accertamento del
primo giudice in merito alla conoscenza della situazione, rilevando che gli
appellati conoscevano i piani e la documentazione elaborata, avendoli firmati
per poter presentare la domanda di costruzione ed inoltre perché erano comunque
sempre stati informati nell'ambito delle riunioni perlomeno settimanali tra le
parti. Rileva poi che controparte era a conoscenza perlomeno dal 28 settembre
1995 sia della fattura emessa dall'appellante, sia degli importi sino ad allora
da lui fatturati e percepiti e quindi avevano tutti gli elementi necessari per
valutare la fondatezza delle sue pretese.

 

                                                 a) Già si è detto che la parte di onorario esigibile dall'appellante
per le sue prestazioni è di fr. 268'500.-, a fronte della quale vi sono
pagamenti della __________ di complessivi fr. 382'500.-. La quarta richiesta
d'acconto, di fr. 213'000.- non era pertanto giustificata. Ne discende che
l'importo di fr. 100'000.- ricevuto dall'appellante senza che tale somma gli
fosse dovuta costituisce un suo indebito arricchimento di cui, per principio,
controparte - che tale somma ha versato nell'erronea convinzione che a fronte
della richiesta di acconto dell'appellante vi fosse del lavoro effettivamente
svolto - può chiedere la restituzione.

 

                                                 b) Per quanto concerne l'eccezione di prescrizione, gli argomenti
sollevati dall'appellante non sono atti a scalfire gli accertamenti del primo
giudice. Vero è cheAO 1 ha firmato la documentazione per la domanda di
costruzione ed era pure a conoscenza delle fatture emesse dall'architetto e
degli anticipi da esso ricevuti, così come non è contestato che durante le
riunioni era pure tenuta al corrente di quanto accadeva. Ciò tuttavia non
implica che essa fosse anche in grado di verificare la congruità degli onorari
esposti dall'AP 1.AP 1, le cui note non erano per nulla dettagliate e facevano
solo generico riferimento alle varie fasi del progetto. Quando esattamente gli
appellati abbiano avuto in mano sufficienti elementi non è dato a sapere con
certezza. Risulta però dagli atti che, alcuni mesi dopo che __________aveva
assunto, il 26 aprile 1996, la carica di amministratore della____________________
gli attori chiesero all'AP 1. AP 1di rendere conto di quanto fatto, ottenendone
solo una reazione stizzita. Ad ogni modo, al momento delle dimissioni dell'__________v.
__________ quale amministratore - avvenuta il 13 dicembre 1996 - la
documentazione non era ancora stata messa a disposizione della __________
(teste__________ verbale 27 settembre 1999, pag. 3 e verbale 14 luglio 1997,
pag. 2, inc. LA.97.2), né risulta, e neppure è stato asserito, che fosse stata
consegnata agli appellati. Mancando in particolare un rendiconto e i
giustificativi, non v'erano sufficienti elementi per procedere ad una
quantificazione corretta dell'onorario dovuto e quindi neppure per una corretta
valutazione della situazione per fondare un'azione giudiziaria. La mancanza di
una chiara percezione della situazione è dimostrata dal fatto che, per
determinare l'onorario dovuto, si è dovuto ricorrere alla perizia giudiziaria;
perizia che ha poi evidenziato come l'onorario dovuto corrispondesse a circa
metà di quanto fatturato, le fasi indicate essendo state eseguite solo
parzialmente. In mancanza di altri elementi, l'apprezzamento del Pretore, il
quale ha ritenuto che gli appellati disponevano di elementi sufficienti a
fondare l'azione giudiziaria al momento dell'introduzione della denuncia penale
dell'11 agosto 1997, merita quindi conferma.

                                          

 

                                          14.  Per
quanto riguarda la domanda di restituzione delle garanzie, nessuna critica è
stata mossa alla motivazione del Pretore. Comunque, per ammissione dello stesso
appellante le medesime dovevano garantire il "..corretto ed integrale
rimborso dell'effetto di fr. 213'000.- e spese maturate" (doc. O2). Poiché
il debito a garanzia del cui pagamento era stata emessa la cambiale è risultato
inesistente, anche la garanzia non ha ragione di essere ed è quindi a ragione
che il primo giudice ha disposto che gli oggetti consegnati - cambiali,
cartella ipotecaria, gioielli - vanno restituiti.

 

                                                 Ne
discende che l'appello infondato, dev'essere respinto, con il carico di spese
ripetibili alla parte soccombente.

 

 

 

Per
i quali motivi, richiamati gli art. 148 CPC e la TG,

 

 

 

 

pronuncia:                     1.    L’appello
8 luglio 2003 di AP 1è respinto.

 

 

                                          2.    Le
spese della procedura d'appello consistenti in:

                                                 a) tassa di giustizia                               fr.      3'400.-

                                                 b)
spese                                                 fr.         100.-

                                                                                                                 fr.      3'500.-

                                                 sono
posti a carico dell'appellante, il quale rifonderà all'appellata fr. 6'000.-
per ripetibili d'appello.

 

 

3.       
Intimazione:

                                                 -     

                                                 -     

                                                 Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3.

 

 

 

	
  Terzi implicati

  	
   

  

Per la seconda Camera civile del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                         
Il segretario