# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 49db2482-d6ae-5c4b-a001-ab85ab7a7ac9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-09-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.09.2014 35.2014.2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2014-2_2014-09-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2014.2

   

  MM

  	
  Lugano

  17 settembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 gennaio 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 20 novembre 2013 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 7 giugno 2005, RI 1,
operaio bobinatore presso la ditta __________ e, perciò, assicurato d’obbligo
contro gli infortuni presso l’CO 1, dopo aver perso il controllo del proprio
motoveicolo, è entrato in collisione con un autobus che viaggiava regolarmente
sulla corsia opposta, riportando diverse lesioni a livello dell’apparato
locomotore e dell’addome, nonchè una dissezione dell’aorta toracica e un trauma
cranico non commotivo.

 

                                         Il caso è stato assunto
dall’assicuratore LAINF resistente, il quale ha regolarmente corrisposto le
prestazioni di legge.

 

                               1.2.   Essendo falliti i tentativi
di riprendere la sua originaria professione, l’assicurato ha potuto beneficiare
per il tramite dell’AI di una riformazione professionale quale impiegato di
commercio.

 

                                         Dopo essere stato
dichiarato, in occasione della visita medica in agenzia del 15 ottobre 2009, abile
al lavoro al 100% nell’attività di impiegato di commercio a partire dal 19
ottobre 2009 (doc. 199 inc. 2), con decisione formale del 22 ottobre 2009,
l’assicuratore LAINF ha accordato all’interessato un’indennità per menomazione
dell’integrità del 20% mentre, per quanto concerne l’eventuale diritto a una
rendita di invalidità, ha informato l’assicurato che “ritorneremo
sull’argomento al termine del progetto di riformazione professionale in corso
finanziato dall’assicurazione invalidità” (doc. 204/fasc. 2).

 

                                         L’assicurato,
rappresentato dall’avv. RA 1, ha inoltrato opposizione contro tale decisione,
ritenendo indispensabile completare l’approfondimento degli aspetti medici
tramite lo svolgimento di una valutazione neuropsicologica, ortopedica e
psichiatrica (doc. 209 e 217/fasc. 2).

                                         L’assicuratore LAINF, con
comunicazione del 31 marzo 2010, ha considerato opportuno sottoporre
l’assicurato a una valutazione neurologica del plesso brachiale a sinistra,
ritenendo per contro superfluo eseguire ulteriori accertamenti in ambito
ortopedico e psichiatrico, già eseguiti in passato (doc. 219/fasc. 2).

 

                                         In data 25 agosto 2011,
l’assicuratore infortuni, dopo avere appreso dall’Ufficio AI che l’interessato
aveva portato a termine con successo la sua riqualifica professionale quale
impiegato di commercio, conseguendo il relativo attestato federale di capacità,
ha comunicato all’assicurato di ritenerlo abile al lavoro nella misura massima
possibile dal 1° agosto 2011 (doc. 239/fasc. 2).

 

                                         Con decisione formale del
13 settembre 2011, l’ICO 1 ha rifiutato di riconoscere all’assicurato il
diritto a una rendita di invalidità, posto che dal raffronto dei redditi tra
quanto l’interessato avrebbe potuto guadagnare senza infortunio presso il
precedente datore di lavoro e quanto egli potrebbe conseguire nonostante
l’infortunio quale impiegato di commercio con AFC, non emerge alcun discapito
economico (doc. 247/fasc. 2).

 

                                         L’avv. RA 1 si è opposto
anche a tale decisione dell’assicuratore LAINF (doc. 249/fasc. 2), inviando
nuova documentazione medica.

 

                                         Con scritto del 2 dicembre
2011, l’assicuratore infortuni ha comunicato al patrocinatore dell’assicurato l’assunzione
degli interventi proposti dal dott. __________, con annullamento delle
precedenti decisioni formali del 22 ottobre 2009 e del 13 settembre 2011 (doc.
264/fasc. 2).

 

                               1.3.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 7 agosto 2012, l’CO 1
ha, da una parte, rifiutato di versare all’interessato una rendita di
invalidità - posta l’assenza di un discapito economico tra quanto avrebbe
potuto continuare a percepire da valido nella sua precedente attività e quanto
può concretamente guadagnare quale impiegato di commercio con AFC – e,
dall’altra, accordato all’assicurato un’IMI del 20% (doc. 286/fasc. 3).

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato (cfr. doc. 288/fasc. 3), in
data 20 novembre 2013, l’Istituto assicuratore ha confermato il contenuto della
sua prima decisione (cfr. doc. 326/fasc. 3).

 

                               1.4.   Con tempestivo ricorso del 7
gennaio 2014, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto che l’CO 1
venga condannato ad accordargli una rendita di invalidità nella misura di un
terzo e un’IMI complessiva del 30%.

 

                                         Il patrocinatore ha in
sostanza contestato le conclusioni alle quali è giunto il dott. __________ – il
quale aveva escluso l’esistenza di disturbi neuropsicologici di natura
infortunistica, visto che dalla RMN cerebrale non era risultato alcun danno
organico post-infortunistico - rilevando che “il fatto solo che non siano stati
osservati danni organici post-infortunistici con la risonanza magnetica
cerebrale eseguita dopo quasi 8 anni dall’infortunio non è di per sè decisivo”,
ritenuto che, come osservato dal dott. __________, avendo il paziente patito,
fra le altre cose, la frattura di C2 con distacco dello spigolo
antero-inferiore accertata fin dall’inizio unitamente a un trauma cranico (non
commotivo) “un trauma cosiddetto “whiplash trauma” si sia prodotto e debba
essere preso in considerazione nella definizione del caso da parte CO 1”.

 

                                         Il rappresentante del
ricorrente ha inoltre rilevato che quest’ultimo, prima dell’infortunio, ha
sempre lavorato incessantemente come bobinatore, senza risentire mai di alcun
problema di concentrazione o resistenza nello svolgimento della sua attività.

 

                                         L’avv. RA 1 ha, infine,
chiesto la rifusione dei seguenti importi, sostenuti per far valere le ragioni
dell’assicurato: fr. 1'000 per la consulenza del dott. __________; fr. 590 per
l’esame neuropsicologico eseguito dal dott. __________; fr. 6'762.85 a titolo di spese legali/ripetibili, per un totale di fr. 8'352.85 oltre interessi del 5%
dalla data della decisione impugnata (cfr. doc. I).

 

                               1.5.   In data 8 gennaio 2014, il
patrocinatore del ricorrente ha trasmesso al TCA il referto 16 dicembre 2013
del dott. __________, già prodotto in sede ricorsuale, ma in maniera incompleta
(doc. II + allegato).

 

                               1.6.   L’assicuratore convenuto, in
risposta, ha postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. IV).

 

                               1.7.   Il 17 febbraio 2014, il
rappresentante del ricorrente ha chiesto l’esecuzione di una perizia medica a conferma
delle conclusioni del dott. __________ e, eventualmente, l’audizione dei periti
di parte (dott. __________ e dott. __________) a confronto con il dott. __________
(doc. VI).

 

                                         Questo scritto del
ricorrente è stato trasmesso all’amministrazione (doc. VII), per conoscenza.

 

                               1.8.   Pendente causa, il TCA ha
chiesto all’assicuratore LAINF di precisare i motivi per i quali, pur essendo
in presenza di disturbi non oggettivabili, l’amministrazione non ha proceduto a
un esame particolare dell’adeguatezza del nesso causale, in ossequio alla più
recente giurisprudenza federale (doc. VIII).

 

                                         L’assicuratore infortuni
ha risposto con scritto del 15 aprile 2014 (doc. IX), che è stato
immediatamente trasmesso al ricorrente per una sua presa di posizione (doc. X).

 

                                         Le osservazioni dell’avv. __________
sono datate 30 maggio e 13 giugno 2014 (doc. XIII + allegato e doc. XVIII).

 

                               1.9.   Sempre nel corso del mese di
giugno 2014, l’assicuratore convenuto ha chiesto di poter prendere visione del
rapporto del dott. __________ citato nell’allegato 30 maggio 2014 del
patrocinatore dell’assicurato (doc. XVII). 

 

                                         Dopo aver interpellato la
cancelleria dell’avv. RA 1, il TCA ha informato il rappresentante dell’CO 1 che
“… le considerazioni attribuite al dott. __________ non sono parte di un
rapporto scritto dello stesso.” (doc. XIX). 

 

                                         L’avv. RA 2 si è espresso
al riguardo il 6 luglio 2014 (doc. XX). 

 

                                         Il 18 luglio 2014, a questa Corte è pervenuto un rapporto, datato 14 maggio 2014, del dott. __________ (doc. XXIII
+ allegati). 

 

                             1.10.   In data 6 agosto 2014, il TCA
ha interpellato il dott. __________, il quale è stato invitato a precisare
alcuni aspetti della valutazione neuropsicologica da lui effettuata
nell’ottobre 2012 (doc. XXV). 

 

                                         La sua risposta è
pervenuta il 12 agosto 2014 (doc. XXVI).

 

                                         L’CO 1 si è pronunciato in
merito il 21 agosto 2014 (doc. XXVIII), mentre il patrocinatore dell’assicurato
ha comunicato di non aver osservazioni da formulare (doc. XXIX). 

 

                             1.11.   Il 17 settembre 2014 questo
Tribunale ha ricevuto uno scritto mediante il quale l’avv. RA 1 ha preso
posizione sul contenuto dell’allegato 21 agosto 2014 dell’CO 1 (doc. XXXII). 

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto della lite è il
diritto dell’assicurato a una rendita d’invalidità e l’entità della menomazione
all’integrità di cui egli è portatore.

 

                                         Preliminarmente, questa
Corte è però tenuta a esaminare se l’Istituto assicuratore resistente era
legittimato a negare la propria responsabilità a proposito dei disturbi
neuropsicologici denunciati da RI 1, oppure no.

 

                               2.3.   Secondo l’art. 6 cpv. 1
LAINF, per quanto non previsto altrimenti dalla legge, le prestazioni
assicurative sono effettuate in caso d’infortuni professionali, d’infortuni non
professionali e di malattie professionali.

 

                                         Il diritto alle
prestazioni risultante da un infortunio assicurato presuppone l’esistenza di un
nesso di causalità naturale tra l’evento dannoso e il danno alla salute.
Questa condizione è adempiuta qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una conditio sine qua non del danno. È questione di
fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un
nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano
secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo
l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (DTF 129 V
177 consid. 3. p. 181, 402 consid. 4.3 p. 406). 

 

                               2.4.   Se un infortunio ha
semplicemente scatenato un processo che sarebbe comunque insorto anche senza
questo evento, il nesso di causalità naturale tra i disturbi accusati
dall’assicurato e l’infortunio deve essere negato se lo stato morboso preesistente
è ritornato ad essere quello che era prima dell’infortunio (status quo ante)
oppure se ha raggiunto lo stadio che sarebbe prima o poi subentrato anche senza
l'infortunio (status quo sine) (RAMI 1992 U 142 p. 75 consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U.
Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der
Sozialversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).

                                         Il solo fatto che la sintomatologia sia apparsa soltanto dopo un
infortunio, non basta per stabilire un rapporto di causalità naturale con
questo medesimo infortunio (ragionamento “post hoc, ergo propter hoc”;
cfr. DTF 119 V 335 consid. 2b/bb p. 341s.; RAMI 1999 U 341 p. 408s. consid.
3b). Occorre di principio ricercarne l’eziologia e verificare, su questa base,
l’esistenza del nesso di causalità con l’evento assicurato. Pertanto, in
materia d’infortunio del tipo “colpo di frusta” alla colonna cervicale, di
trauma equivalente oppure di trauma cranio-cerebrale,
senza dimostrazione di un sostrato organico oggettivabile, l’esistenza di un
legame causale naturale tra l’infortunio e l’incapacità lavorativa o di
guadagno, deve di principio essere ammessa in presenza di un quadro clinico
tipico caratterizzato da disturbi multipli, quali diffusi mal di testa, vomito,
vertigini, disturbi della concentrazione e della memoria, facile
stanchevolezza, disturbi visivi, irritabilità, labilità affettiva, depressione,
cambiamento della personalità, ecc.. L’esistenza di un infortunio di questo
tipo così come delle sue conseguenze, presuppone delle attendibili
certificazioni medico-specialistiche (cfr. DTF 119 V 335 consid. 1, 117 V 359
consid. 4b; in merito alle misure istruttorie necessarie, si veda la DTF 134 V
109 consid. 9 p. 122s.). 

 

                               2.5.   Il diritto alle prestazioni assicurative
presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra
l’evento dannoso e il danno alla salute. In caso di danno alla salute fisica,
il nesso di causalità adeguata è generalmente ammesso, dal momento in cui è accertata
la causalità naturale (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5b/bb p. 103). Per contro, la
giurisprudenza ha elaborato più criteri per valutare l’adeguatezza del nesso di
causalità tra un infortunio e dei disturbi psichici sviluppati successivamente
dalla vittima. Essa ha dapprima classificato gli infortuni in tre categorie, a
seconda della dinamica: gli infortuni insignificanti o leggeri (per esempio,
una caduta o scivolata banale), gli infortuni di media gravità e gli infortuni
gravi. Per procedere a tale classificazione, non si deve considerare il modo in
cui l’infortunio è stato vissuto dall’interessato ma piuttosto l’evento
traumatico in quanto tale da un punto di vista oggettivo. In presenza di un
infortunio di media gravit, occorre prendere in considerazione un certo numero
di criteri, di cui i più importanti sono: 

 

                                         -  le
circostanze concomitanti particolarmente drammatiche o la particolare
spettacolarità dell'infortunio;

                                         -  la
gravità o particolare caratteristica delle lesioni lamentate, segnatamente la
loro idoneità, secondo l'esperienza, a determinare disturbi psichici;

                                         -  la durata
eccezionalmente lunga della cura medica;

                                         -  i disturbi somatici
persistenti;

                                         -  la
cura medica errata che aggrava notevolmente gli esiti dell'infortunio;

                                         -  il
decorso sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute;

                                         -  il
grado e la durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni fisiche.

 

                                         Non in ogni caso è
necessario che tutti i criteri appena menzionati siano presenti. La presenza di
un unico criterio può bastare per ammettere l'adeguatezza del nesso di
causalità quando l'infortunio va classificato fra quelli al limite della
categoria degli eventi gravi. Per contro, in presenza di un infortunio che si
situa al limite di quelli insignificanti o leggeri, le circostanze da
considerare devono cumularsi oppure rivestire un'importanza particolare affinchè
si possa ammettere il carattere adeguato del nesso di causalità (DTF 115 V
140s., consid. 6c/aa e bb e 409s., consid. 5c/aa e bb, 117 V 384, consid. 4c;
RAMI 2002 U 449, p. 53ss. consid. 4a). 

 

                               2.6.   In presenza di un infortunio
del tipo “colpo di frusta” alla colonna cervicale, di un trauma equivalente
oppure di un trauma cranio-cerebrale, senza prova di deficit funzionale
organico, i criteri della causalità adeguata devono essere esaminati senza
differenziare le componenti psichiche da quelle somatiche, e ciò contrariamente
a quanto avviene trattandosi di disturbi psichici insorti a seguito di un
infortunio, per i quali vanno considerati unicamente gli aspetti organici (cfr.
DTF 127 V 102 consid. 5b/bb p. 103 e SVR 2007 UV 8 p. 27, consid. 2ss.). 

 

                               2.7.   Nella DTF 134 V 109, già
citata in precedenza, il Tribunale federale ha precisato, da più punti di
vista, la propria giurisprudenza riguardante la valutazione della causalità in
caso di disturbi organici non oggettivabili e, specificatamente, quella
elaborata in materia di traumi d’accelerazione al rachide cervicale, di traumi
equivalenti oppure di traumi cranio-cerebrali. 

                                         In quel giudizio, l’Alta
Corte ha innanzitutto confermato la necessità di procedere a un esame
particolare dell’adeguatezza in presenza di infortuni che hanno comportato tali
lesioni (consid. 7-9). Il Tribunale federale ha inoltre stabilito che non vi è
ragione di modificare i principi relativi alla classificazione degli infortuni
a seconda del loro grado di gravità e all’eventuale presa in considerazione di
ulteriori criteri nell’esame dell’adeguatezza a dipendenza della gravità
dell’infortunio (consid. 10.1). La Corte federale ha invece accresciuto le
esigenze relativamente alla prova dell’esistenza di una lesione in relazione di
causalità naturale con l’infortunio (consid. 9) e ha modificato in parte i
criteri di rilievo per l’adeguatezza (consid. 10). 

                                         Per quanto riguarda il
nesso di causalità naturale, il TF ha segnatamente ricordato che,
accanto ai casi in cui un chiaro miglioramento dello stato di salute subentra
già dopo breve tempo e che perciò pongono raramente dei problemi
nell’applicazione del diritto, vi sono i casi in cui i disturbi perdurano più a
lungo, sino alla loro cronicizzazione. Per questi ultimi, è indicato disporre
rapidamente - di regola dopo circa sei mesi di persistenza dei disturbi -, una
perizia pluri-/interdisciplinare (di tipo neurologico/ortopedico, psichiatrico
e, eventualmente, neuropsicologico; in caso di questioni specifiche e per
escludere diagnosi differenziali sono pure indicati accertamenti
otoneurologici, oftalmologici, ecc.), allestita da medici specialisti che
godono di un’esperienza specifica con questo genere di lesioni. Relativamente
alla causalità adeguata, l’Alta Corte ha rielaborato i criteri di rilievo,
principalmente quelli che contengono una componente temporale e, in secondo
luogo, quelli che nella pratica si sono dimostrati troppo poco chiari. Il
relativo nuovo elenco si presenta quindi nel modo seguente:

 

-  le circostanze concomitanti particolarmente
drammatiche o la          particolare spettacolarità dell'infortunio;

-  la gravità o particolare caratteristica delle
lesioni lamentate;

-  la specifica cura medica protratta e gravosa;

-  i notevoli disturbi;

-  la cura medica errata che aggrava notevolmente gli
esiti dell'infortunio;

-  il decorso sfavorevole della cura e le
complicazioni rilevanti             intervenute;

-  la rilevante incapacità lavorativa malgrado la
dimostrazione              degli sforzi compiuti. 

 

Nonostante ciò che precede, la giurisprudenza citata
al considerando 2.5. (DTF 115 V 133 e 403) si applica anche in caso di traumi
d’accelerazione al rachide cervicale, di traumi equivalenti oppure di traumi
cranio-cerebrali, se i disturbi psichici insorti dopo l’infortunio appaiono
chiaramente come un danno alla salute distinto e indipendente dal quadro
clinico tipico consecutivo a un trauma d’accelerazione al rachide cervicale, a
un trauma equivalente oppure a un trauma cranio-cerebrale (cfr. RAMI 2001 U 421
p. 79 consid. 2b). 

 

                               2.8.   La più recente giurisprudenza
federale applica la prassi relativa all’evoluzione psichica abnorme conseguente
a infortunio anche ai casi in cui l’esistenza dei disturbi
denunciati dalla persona assicurata è sì stata attestata da medici specialisti,
ma non oggettivata mediante accertamenti strumentali e radiologici
scientificamente riconosciuti. Secondo l’Alta Corte, in quei casi, l’assenza di
postumi organici oggettivabili non esclude a priori l’esistenza di un
nesso di causalità naturale con l’evento traumatico in questione (cfr. SVR 2012
UV n. 5 p. 17ss. consid. 5.1 e riferimenti ivi menzionati). L’esame della
causalità naturale viene però momentaneamente sospeso, per procedere a un esame
particolare dell’adeguatezza del nesso causale. Se da tale esame emerge non
essere dato il necessario nesso di causalità adeguata, si può rinunciare a
esperire ulteriori indagini sulla questione della causalità naturale tra
l’infortunio e i disturbi lamentati (DTF 135 V 465 consid. 5.1; per una
valutazione critica di questa giurisprudenza, si veda D. Cattaneo, Gli errori
più frequenti delle perizie mediche nelle assicurazioni sociali, in RtiD
II-2013, p. 511). 

 

                                         Ad esempio,
questo principio è stato applicato dall’Alta Corte in una sentenza 8C_267/2009
del 26 gennaio 2010 consid. 4.3, riguardante dei disturbi visivi denunciati da
un assicurato che era stato spinto contro un muro da una terza persona. Ammessa
l’esistenza del nesso di causalità naturale in quanto attestata da due
neuro-oftalmologi attivi a livello universitario e constatata la mancata
oggettivazione di un danno alla salute organico, il TF ha esaminato il caso dal
profilo della causalità adeguata in applicazione della “psico-prassi” (e non di
quella relativa ai traumi cranio-cerebrali siccome l’assicurato aveva lamentato
una semplice contusione cranica), per giungere alla conclusione che
l’adeguatezza non era data. 

 

                                         In una
sentenza 8C_291/2012 dell’11 giugno 2012, la Massima Istanza ha deciso in
questo stesso modo, a proposito di una fattispecie in cui i disturbi lamentati
dall’assicurato all’arto inferiore sinistro, riferibili secondo gli
specialisti a un dolore neuropatico provocato dall’infortunio, non avevano potuto
essere oggettivati nè neurologicamente nè mediante esami strumentali per
immagini. 

 

                                         Infine, nella DTF 138 V
248, il Tribunale federale, modificando la propria giurisprudenza, ha stabilito
che in presenza di acufeni non attribuibili a un’affezione organica
oggettivabile, il nesso di causalità adeguata con l’infortunio non può essere
ammessa senza aver fatto l’oggetto di un esame particolare, al pari di quanto
avviene per altri quadri clinici senza prova di deficit organico.

 

                               2.9.   Nella presente fattispecie,
dalla decisione su opposizione impugnata risulta che l’assicuratore convenuto
ha negato che le difficoltà neuropsicologiche accusate da RI 1 - in base alla
valutazione 1° ottobre 2012 del neuropsicologo dott. __________, un “… deficit
di memoria di lavoro, fluttuazioni dell’attenzione e riduzione dell’attenzione
sostenuta” di entità lieve-moderata, suscettibili di “… ridurre l’efficienza
cognitiva del signor RI 1 sia in termini di qualità delle prestazioni sia,
soprattutto, in termini di quantità (facile esauribilità, fatica mentale,
minore resistenza).” doc. 297, p. 3) -, costituissero una conseguenza naturale
del sinistro occorso nel mese di giugno 2005 (doc. 326, p. 5). 

 

                                         Tale decisione risulta
fondata sull’apprezzamento espresso dal dott. __________, spec. FMH in
neurologia presso il Centro di competenza di medicina assicurativa dell’CO 1. 

                                         In effetti, dopo aver
ammesso che l’insorgente aveva verosimilmente riportato una lieve lesione
cerebrale traumatica (mild traumatic brain injury), preso atto delle
risultanze della RMN del 13 febbraio 2013, la quale non aveva mostrato lesioni
cerebrali residuali, il medico fiduciario ha dichiarato che i disturbi
neuropsicologici non correlano con un danno organico oggettivabile e, di
conseguenza, ne ha negato l’eziologia infortunistica (doc. 325, p. 2: “Die am
27.10.2010 und 01.10.2012 von Herrn Dr. __________ beschriebenen
neuropsychologischen Funktionsstörungen können nicht mit dem erforderlichen
Beweisgrad der überwiegenden Wahrscheinlichkeit in einem kausale Zusammenhang
zu dem Unfall vom 07.06.2005 stehen, da eine unfallbedingte organische
Grundlage neuropsychologischer Funktionsstörungen durch die kraniale
Magnetresonanztomographie vom 12.02.2013 nicht nachgewiesen werden konnte.”). 

 

                                         In corso di causa, il
ricorrente ha prodotto un rapporto, datato 16 dicembre 2013, del dott. __________,
spec. FMH in chirurgia e medicina generale. 

                                         Questo sanitario ha in
particolare affermato di non concordare con “… la posizione assunta da CO 1
secondo le conclusioni del Dott. __________ il quale - in base unicamente al
riscontro di una risonanza magnetica cerebrale che non ha messo in luce alcun
danno organico post-infortunistico - è giunto alla conclusione che i deficit
descritti dal Dott. __________ non possono essere ricondotti secondo il
criterio della verosimiglianza preponderante all’infortunio. È vero, tutt’al
più, il contrario ossia che avendo il paziente patito la frattura di C2 con
distacco dello spigolo antero-inferiore accertata fin dall’inizio unitamente ad
un trauma cranico (non commotivo), ad una lesione globale del plesso brachiale
sinistro (non da ultimo menziono anche la dissezione dell’aorta toracica
all’istmo e aorta discendente con vasto emomediastino), un trauma cosiddetto
“whiplash trauma” si sia prodotto e debba essere preso in considerazione nella
definizione del caso istruito da CO 1. A meno che CO 1 non abbia cambiato i
criteri di valutazione relativi alle conseguenze neuropsicologiche di detti
traumi, nel qual caso sarebbe d’uopo che fosse portato a conoscenza degli enti
assicurativi interessati da eventuali regressi, le motivazioni sopra riassunte
dovrebbero consentire di proseguire nella vertenza.” (doc. II 1). 

 

                                         Nel mese di maggio 2014,
il dott. __________ ha ancora sostenuto che, per garantire “una obbiettiva e
equa valutazione” del caso, occorrerebbe eseguire una rivalutazione
neuropsicologica in ambito universitario con esami radio-strumentali specifici
(SPECT), come pure una valutazione biomeccanica (cfr. allegato al doc. XXIII). 

 

                                         In data 15 aprile 2014, il
TCA ha interpellato la __________ dell’CO 1 chiedendo di “… precisare i motivi
per i quali, essendo in presenza di disturbi non oggettivabili, nella decisione
impugnata non avete proceduto ad un esame particolare dell’adeguatezza del nesso
causale, in ossequio alla più recente giurisprudenza federale.” (doc. VIII). 

 

                                         Con scritto del 16 aprile
2014, l’avv. __________ ha dichiarato di non aver esaminato la causalità
adeguata siccome “… il dott. __________ non ha indicato che i disturbi
neuropsicologici non trovano alcuna spiegazione dal lato organico ma ha
ritebnuto che gli stessi non sono in relazione di causalità naturale con
l’infortunio secondo il criterio della probabilità preponderante.”. D’altro
canto, l’avv. __________ ha sostenuto che, in presenza di un sinistro da
classificare fra gli infortuni di media gravità in senso stretto, nessuno dei
criteri di rilievo elaborati dalla giurisprudenza sarebbe adempiuto nel caso di
specie, donde l’assenza di un nesso di causalità adeguata (doc. IX). 

 

                             2.10.   Chiamato a pronunciarsi nella
concreta evenienza, questo Tribunale constata che, secondo il neurologo
fiduciario dell’amministrazione, i disturbi neuropsicologici denunciati da RI 1,
la cui esistenza è da ritenere accertata in maniera affidabile grazie alle
valutazioni del dott. __________ (e del resto neppure contestata dall’CO 1),
non correlano con un danno organico oggettivabile (cfr. doc. 325, p. 2:
“Abgestützt auf die kraniale Magnetresonanztomographie kann festgestellt
werden, dass die leichte traumatische Hirnverletzung nicht zu einer residuellen
substantiellen Hirnverletzung führte. Eine unfallbedingte
organische Grundlage neuropsychologischer Funktionsstörungen ist damit nicht
nachweisbar.” - il corsivo è del redattore) 

 

                                         Il TCA non vede motivo per discostarsi dalla conclusione enunciata dal
dott. __________ (considerato che il dott. __________ ha proposto l’esecuzione
di un esame SPECT, va segnalato che, nella DTF 134 V 231
consid. 5.3, il Tribunale federale ha ribadito che l’esame in questione,
provvedimento diagnostico la cui scientificità non è unanimamente riconosciuta,
non è atto a fornire la prova della causalità trattandosi di lesioni organiche
cerebrali). 

 

                                         In tale
contesto va ricordato che, per poter parlare di lesioni traumatiche
oggettivabili dal punto di vista organico, i risultati ottenuti devono essere
confermati da indagini effettuate per mezzo di apparecchiature diagnostiche o
di immagine radiologica e i metodi utilizzati riconosciuti scientificamente
(STF 8C_421/2009 del 2 ottobre 2009 consid. 3 e sentenze ivi citate; cfr. pure
DTF 134 V 109 consid. 9 p. 122). 

                                         In questo
senso, in una sentenza pubblicata in SVR 4-5/2009 UV 18, p. 69ss., il TF
ha precisato che reperti clinici quali miogelosi, dolori alla digitopressione
del collo oppure limitazioni nella mobilità del rachide cervicale,
non possono di per sè essere qualificati quale chiaro substrato organico dei
disturbi (si veda pure la STF 8C_416/2010 del 29 novembre 2010 consid. 3.2).

                                         L’Alta Corte ha, altresì,
statuito che nemmeno le cefalee costituiscono la prova della presenza di
un danno organico di natura infortunistica, sebbene esse possano essere
classificate secondo la Classificazione Internazionale delle Cefalee (ICHD-II)
della International Headache Society (cfr. SVR 2008 UV 2 p. 3; STF 8C_680/2010
del 4 febbraio 2011 consid. 3.2). 

                                         In una sentenza U 273/06
del 9 agosto 2006 consid. 3.3, il TFA ha confermato che, per costante giurisprudenza,
la neuropsicologia non è di per sè atta a dimostrare l’esistenza di disfunzioni
cerebrali organiche derivanti da un infortunio.

 

                             2.11.   In assenza di un
sufficiente sostrato organico oggettivabile, come è il caso nella presente
fattispecie (si veda il consid. 2.10.), occorre effettuare un esame specifico
dell’adeguatezza. 

 

                                         Secondo la
giurisprudenza federale, l’esame dell’adeguatezza del legame causale può però
avvenire, al più presto, quando l’assicuratore contro gli infortuni, in
virtù dell’art. 19 cpv. 1 LAINF, è tenuto a chiudere un caso (con interruzione
delle prestazioni di corta durata e con esame del diritto a una rendita di
invalidità e a un’IMI). Tale momento è dato quando dalla continuazione della
cura medica non vi è più da attendersi dei notevoli miglioramenti e quando
eventuali provvedimenti integrativi dell’assicurazione per l’invalidità si sono
conclusi (cfr. DTF 134 V 109 consid. 4.3 con riferimenti). 

                                         Nel caso di specie, al
momento dell’eventuale nascita del diritto alla rendita d’invalidità (2012), i provvedimenti
integrativi ordinati dall’AI si erano conclusi, avendo l’assicurato nel
frattempo ottenuto l’attestato federale di capacità quale impiegato di
commercio. D’altro canto, dalle carte processuali si evince che,
al più tardi nel corso del 2012, dopo l’intervento effettuato dal dott. __________
(26 gennaio 2012), lo stato di salute infortunistico poteva essere considerato
stabilizzato ai sensi della giurisprudenza summenzionata (in questo senso, si
veda il referto relativo alla visita circondariale di controllo del 17 luglio
2012 - doc. 283, p. 8: “… l’assicurato prossimamente eseguirà un controllo
pneumologico. Si sottoporrà alle sedute fisioterapiche già previste nel mese di
agosto, poi penso che da ulteriori terapie non ci si possa attendere un
sostanziale miglioramento.” - il corsivo è del redattore; il fatto che, nel
febbraio 2013, all’assicurato sia stato asportato il materiale di osteosintesi
a livello del polso sinistro e dell’ulna destra è irrilevante, posto che, in
una sentenza del 30
luglio 1993 nella causa V., non pubblicata, il TFA ha esplicitamente indicato che
una futura asportazione del materiale di osteosintesi non giustificava il
versamento di ulteriori prestazioni di corta durata). 

 

                                         Assodato
dunque che all’amministrazione non può essere rimproverato di aver prematuramente
chiuso la pratica, occorre procedere all’esame del nesso di
causalità adeguata secondo i criteri applicabili in caso di evoluzione
psichica abnorme conseguente a infortunio (cfr. il consid. 2.5.). 

 

                                         Al riguardo, va precisato
che, sebbene sia stato diagnosticato una mild traumatic brain injury (cfr.
doc. 325), non può trovare applicazione la giurisprudenza sviluppata nella DTF
117 V 359 relativamente ai “colpi di frusta” e precisata nella DTF 134 V 109,
siccome l’assicurato non ha presentato il quadro tipico dei disturbi,
contraddistinto da una loro accumulazione (diffusi mal di testa, vomito,
vertigini, disturbi della concentrazione e della memoria, facile
stanchevolezza, disturbi visivi, irritabilità, labilità affettiva, depressione,
cambiamento della personalità, ecc.). In effetti, ad eccezione delle difficoltà
neuropsicologiche evidenziate dal dott. __________, egli ha accusato disturbi
risultanti dai danni subiti all’apparato locomotore. 

 

                             2.12.   Nel
valutare l'adeguatezza del legame causale, occorre avantutto procedere alla
classificazione dell’infortunio occorso all’assicurato il 7 giugno 2005.

 

                                         L’evento in questione è
così stato descritto nel rapporto 6 novembre 2005 dei __________ di __________:

 

" (…).

…: Il motociclo [una __________, n.d.r] percorreva la via __________
nel Comune di __________ con direzione __________, quando, nel percorrere una
curva verso destra, invadeva completamente la corsia opposta andando a
collidere con l’autobus che viaggiava in senso opposto.”

                                         (doc. 24)

 

                                         Tenuto conto
della dinamica oggettiva dell’evento e precisato che, in questo contesto, non
devono essere prese in considerazione le conseguenze dell’infortunio, nè le
circostanze concomitanti (cfr. SVR 2008 UV Nr. 8 p. 26), il sinistro
occorso al ricorrente può essere classificato tra gli eventi di grado medio
al limite però della categoria dei casi gravi.

 

                                         A titolo di confronto, va
segnalato che il Tribunale federale, in una sentenza 8C_746/2008 del 17 agosto
2009 consid. 5.1.2, ha giudicato allo stesso modo l’incidente della
circolazione in cui un assicurato, in sella alla propria motocicletta, si era
scontrato frontalmente con un’autovettura che circolava in senso opposto. In
quella pronunzia, l’Alta Corte ha in particolare precisato che la
classificazione fra gli infortuni di grado medio al limite di quelli gravi si
giustificava soprattutto poichè, a differenza della collisione tra due
automobili aventi circa la stessa massa, in caso di scontro frontale tra un’autovettura
e una moto, quest’ultima assorbe la stragrande maggioranza della velocità
d’impatto, con trasmissione al motociclista delle forze che ne derivano.

 

                                         Le considerazioni
sviluppate dal TF nel giudizio appena citato devono valere a maggior ragione
nella presente fattispecie, in cui la motocicletta del ricorrente si è
scontrata frontalmente con un autobus di linea. 

 

                                         Per
ammettere l’esistenza del nesso di causalità adeguata è pertanto sufficiente,
secondo la giurisprudenza (cfr. DTF 115 V 133 consid. 6c/bb), l’adempimento di uno
solo dei fattori di rilievo enumerati al considerando 2.5.

 

                                         Tutto ben considerato,
questo Tribunale ritiene che perlomeno il criterio della durata eccezionalmente
lunga della cura medica sia soddisfatto nel caso di specie. 

 

                                         Per ammettere
l’adempimento di questo criterio, non ci si deve basare unicamente sull’aspetto
temporale. Occorre parimenti considerare la natura e l’intensità del
trattamento e se ci si può attendere un miglioramento delle condizioni di
salute dell’assicurato (cfr. STF 8C_577/2007 del 23 gennaio 2008
consid. 7 e riferimento ivi citato). In questo senso, un trattamento che
serve unicamente a conservare le condizioni di salute già esistenti, non
ha di principio rilevanza nel quadro dell’esame dell’adeguatezza (STFA U 246/03
dell’11 febbraio 2004 consid. 2.4s. e U 37/06 del 22 febbraio 2007 consid.
7.3). Provvedimenti diagnostici e semplici visite di controllo (cfr. STF
8C_327/2008 del 16 febbraio 2009 consid. 4.2), come pure la somministrazione di
farmaci antidolorifici e la prescrizione di manipolazioni, sono stati giudicati
insufficienti a fondare questo criterio (cfr. STF 8C_507/2010 del
18 ottobre 2010 consid. 5.3.4).

 

                                         Dalle tavole
processuali risulta che RI 1 - il quale, a seguito dell’incidente stradale
del giugno 2005, ha riportato la rottura da scoppio della vescica
intraperitoneale, la dissecazione dell’aorta toracica all’istmo e dell’aorta
discendente con vasto emomediastino, un’emorragia femorale sinistra, un trauma
cranico non commotivo, un’alterazione traumatica del muscolo pettorale
sinistro, la contusione e la risalita del testicolo sinistro, la lacerazione
dell’arteria ascellare sinistra, la frattura dello spiroide del III. e IV.
metacarpo a sinistra, le fratture delle branche ilio- e ischio-pubiche a
sinistra, ischio-pubica a destra con ematoma retroperitoneale e pelvico,
distasi della sincondrosi sacro-iliaca a sinistra, la frattura dell’ala del
naso a sinistra, la frattura biossea scomposta del III. distale
dell’avambraccio destro, la frattura articolare del radio destro, la frattura
da distacco dello spigolo antero-inferiore di C2, nonchè la lesione del plesso
brachiale superiore a sinistra - è rimasto degente oltre un mese e mezzo (dal 7
giugno al 23 luglio 2005) presso l’Ospedale di __________, dapprima presso
l’Unità di rianimazione, in seguito presso il Reparto di ortopedia e
traumatologia, degenza durante la quale gli sono stati praticati una
laparotomia esplorativa con sintesi in triplo strato della vescica e drenaggio
(il 7 giugno 2005), un’arteriografia ascellare sinistra con infusione di
trombolitico e stenting dell’arteria ascellare (il 7 giugno 2005), il
posizionamento di un fissatore esterno di bacino (l’8 giugno 2005), la
riduzione e la stabilizzazione con fissatore esterno e vite cannulata della
frattura dell’avambraccio destro (l’8 luglio 2005), un intervento di chirurgia
vascolare (il 17 giugno 2005), come pure la riduzione e la sintesi della
frattura dell’epifisi distale sinistra e sintesi del III. e IV. metacarpo a
sinistra (il 22 giugno 2005 - cfr. doc. 13). 

                                         Dimesso, il 23 luglio
2005, dall’Ospedale di __________, il ricorrente ha soggiornato, durante il
periodo 29 settembre - 10 novembre 2005 (cfr. doc. 17 e doc. 113a, p. 1),
dunque per circa un mese e mezzo, presso la Clinica di riabilitazione “__________”
di __________

                                         Dal 10 al 14 dicembre 2005
l’assicurato è stato di nuovo degente presso l’Ospedale __________, dove ha
subito un intervento di esplorazione del plesso brachiale sinistro colpito da
paralisi (cfr. allegato al doc. 42). 

                                         Nel mese di gennaio 2006, l’insorgente
è stato sottoposto, sempre presso l’Ospedale di __________, a un intervento di
abbassamento del testicolo sinistro (orchiopessia) (cfr. doc. 43 e doc. 113a,
p. 1).

                                         Un’ulteriore degenza
presso il Reparto di ortopedia e traumatologia dell’Ospedale di __________ ha
avuto luogo dal 2 al 5 dicembre 2008, nel corso della quale al ricorrente è
stata praticata un’operazione chirurgica di asportazione di sincondrosi
radio-ulnare distale a destra, di tenolisi e di rimozione dei mezzi di sintesi
(cfr. doc. 181). 

                                         Infine, dal 25 al 28
gennaio 2012, RI 1 è rimasto degente presso la Clinica __________, dove è stato
sottoposto alla resezione dell’ossificazione eterotopica ischiatica sinistra,
alla resezione della sinostosi radio-ulnare destra, nonchè a un’osteotomia
correttiva di derotazione e adduzione dell’ulna (doc. 268 e doc. 269). 

                                         Tra una degenza e l’altra,
il ricorrente si è inoltre sottoposto a cicli di fisioterapia, eseguiti a
livello ambulatoriale. 

 

                                         Alla luce di quanto
precede, secondo il TCA, la cura medica alla quale è stato sottoposto
l’assicurato deve essere giudicata come particolarmente lunga, sia dal profilo
temporale che da quello della sua natura e intensità. 

 

                                         Del resto, in una sentenza
8C_137/2014 del 5 giugno 2014 consid. 7.3, il TF ha giudicato realizzato
il criterio in questione, trattandosi di un assicurato che, a causa del politrauma
riportato in un incidente di moto, era rimasto degente circa un mese e mezzo in
una clinica di riabilitazione, aveva subito diversi interventi chirurgici al
gomito sinistro e alle ginocchia, aveva eseguito fisioterapia ed era stato
sottoposto a ripetute iniezioni di acido ialuronico al ginocchio sinistro. 

 

                                         In esito a
quanto precede, si deve concludere che i disturbi neuropsicologici di cui
soffre l’assicurato, si trovano in una relazione di causalità adeguata con l’evento
infortunistico occorsogli in data 7 giugno 2005.

 

                                         Ora, se è vero che
l’esistenza della causalità adeguata non basta per ammettere un relativo
obbligo a prestazioni dell’assicuratore convenuto, è altrettanto vero che il
TCA non ritiene che la valutazione del dott. __________, secondo il quale le
difficoltà neuropsicologiche denunciate da RI 1 non costituirebbero una
conseguenza naturale dell’infortunio del giugno 2005, per il solo fatto che
esse sono risultate prive di sostrato organico (cfr. doc. 325), possa costituire
da valido fondamento per il giudizio che esso è chiamato a rendere. 

 

                             2.13.   In una
sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V
210, il Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche rivolte alla
giurisprudenza federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi
di accertamento medico (SAM; art. 72bis cpv. 1 OAI), dal profilo della
conformità alla CEDU e alla Costituzione. In quella pronunzia, l’Alta Corte ha
pure precisato in quali casi il Tribunale cantonale deve allestire direttamente
una perizia giudiziaria e in quali altri può rinviare gli atti all'assicuratore
per un complemento istruttorio.

                                         Il TF ha, al riguardo,
sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…).

4.4.1.1 Ist das Gutachten einer
versicherungsinternen oder -externen Stelle nicht schlüssig und kann die offene
Tatfrage nicht anhand anderer Beweismittel geklärt werden, so stellt sich das
Problem, inwieweit die mit der Streitsache befasste Beschwerdeinstanz noch die
Wahl haben soll zwischen einer Rückweisung der Sache an die Verwaltung, damit
diese eine neue oder ergänzende Expertise veranlasse, und der Einholung eines
Gerichtsgutachtens. Das Bundesgericht hat dazu jüngst festgehalten, die den
kantonalen Gerichten zufallende Kompetenz zur vollen Tatsachenprüfung (Art. 61
lit. c ATSG) sei nötigenfalls durch Einholung gerichtlicher Expertisen
auszuschöpfen (BGE 136 V 376 E. 4.2.3 S. 381). Dies schliesst ein, dass die erstinstanzlichen
Gerichte diese Befugnis nicht ohne Not durch Rückweisung an die Verwaltung
delegieren dürfen.

4.4.1.2 Die Vorteile von Gerichtsgutachten
(anstelle einer Rückweisung an die IV-Stelle) liegen in der Straffung des
Gesamtverfahrens und in einer beschleunigten Rechtsgewährung. Die direkte
Durchführung der Beweismassnahme durch die Beschwerdeinstanz mindert das Risiko
von - für die öffentliche Hand und die versicherte Person - unzumutbaren
multiplen Begutachtungen. Zwar gilt die Sozialversicherungsverwaltung mit Blick
auf die differenzierten Aufgaben und die dementsprechend unterschiedliche
funktionelle und instrumentelle Ausstattung der Behörden in der
Instanzenabfolge im Vergleich mit der Justiz als regelmässig besser geeignet,
Entscheidungsgrundlagen zu vervollständigen (BGE 131 V 407 E. 2.1.1 S. 411). In der hier massgebenden Verfahrenssituation
schlägt diese Rechtfertigung für eine Rückweisung indessen nicht durch.

4.4.1.3 Die Einschränkung der Befugnis der
Sozialversicherungsgerichte, eine Streitsache zur neuen Begutachtung an die
Verwaltung zurückzuweisen, verhält sich komplementär zu den (gemäss geänderter
Rechtsprechung) bestehenden partizipativen Rechten der versicherten Person im
Zusammenhang mit der Anordnung eines Administrativgutachtens (Art. 44 ATSG;
vgl. oben E. 3.4). Letztere tragen zur prospektiven Chancengleichheit bei,
derweil das Gebot, im Falle einer Beanstandung des Administrativgutachtens eine
Gerichtsexpertise einzuholen, die Waffengleichheit im Prozess gewährleistet, wo
dies nach der konkreten Beweislage angezeigt ist. Insoweit ist die ständige
Rechtsprechung, wonach das (kantonale) Gericht prinzipiell die freie Wahl hat,
bei festgestellter Abklärungsbedürftigkeit die Sache an den Versicherungsträger
zurückzuweisen oder aber selber zur Herstellung der Spruchreife zu schreiten
(vgl. statt vieler ARV 1997 Nr. 18 S. 85 E. 5d mit Hinweisen, C 85/95; Urteil
vom 11. April 2000 E. 3b, H 355/99), zu ändern.

4.4.1.4 Freilich ist es weder unter praktischen
noch rechtlichen Gesichtspunkten - und nicht einmal aus Sicht des Anliegens,
die Einwirkungsmöglichkeiten auf die Erhebung des medizinischen Sachverhalts
fair zu verteilen - angebracht, in jedem Beschwerdefall auf der Grundlage eines
Gerichtsgutachtens zu urteilen. Insbesondere ist der Umstand, dass die MEDAS
von der Invalidenversicherung finanziert werden, kein genügendes Motiv dafür.
Doch drängt sich auf, dass die Beschwerdeinstanz im Regelfall ein
Gerichtsgutachten einholt, wenn sie einen (im Verwaltungsverfahren anderweitig
erhobenen) medizinischen Sachverhalt überhaupt für gutachtlich
abklärungsbedürftig hält oder wenn eine Administrativexpertise in einem
rechtserheblichen Punkt nicht beweiskräftig ist (vgl. die Kritik an der
bisherigen Rückweisungspraxis bei Niederberger, a.a.O., S. 144 ff.). Die
betreffende Beweiserhebung erfolgt alsdann vor der - anschliessend
reformatorisch entscheidenden - Beschwerdeinstanz selber statt über eine
Rückweisung an die Verwaltung. Eine Rückweisung an die IV-Stelle bleibt
hingegen möglich, wenn sie allein in der notwendigen Erhebung einer bisher
vollständig ungeklärten Frage begründet ist. Ausserdem bleibt es dem kantonalen
Gericht (unter dem Aspekt der Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache
zurückzuweisen, wenn lediglich eine Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung
von gutachtlichen Ausführungen erforderlich ist (siehe beispielsweise das Urteil
9C_646/2010 vom 23. Februar 2011 E. 4; vgl. auch SVR 2010 IV Nr. 49 S. 151 E.
3.5, 9C_85/2009)”. 

                                         (DTF 137 V 263-265)

 

                                         In
una sentenza 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 - dunque successiva a quella
pubblicata in DTF 137 V 210 -, emanata in materia di assicurazione contro gli
infortuni, il Tribunale federale ha ribadito i principi sviluppati nella DTF
135 V 465, in particolare che, in presenza di dubbi circa l’affidabilità di
rapporti allestiti da medici di fiducia, il giudice (cantonale) è libero
di scegliere se ordinare direttamente una perizia giudiziaria oppure rinviare
gli atti all’amministrazione affinchè disponga essa stessa una perizia seguendo
la procedura di cui all’art. 44 LPGA:

 

" Um solche Zweifel auszuräumen, wird das Gericht entweder ein Gerichtsgutachten
anzuordnen oder die Sache an den Versicherungsträger zurückzuweisen haben,
damit dieser im Verfahren nach Art. 44 ATSG eine Begutachtung veranlasst (BGE
135 V 465 E. 4.6 S. 471).”

                                         (STF
8C_59/2011 consid. 5.2)

 

                                         Nel caso
concreto, trattandosi di stabilire l’eziologia dei disturbi neuropsicologici
lamentati dall’assicurato, tale aspetto non necessita semplicemente di una
precisazione o di un chiarimento. Va però rilevato che l’CO 1 ha fondato la
propria decisione sul solo parere di un suo medico fiduciario (dott. __________
__________). Per il TCA sono pertanto realizzati i presupposti per un rinvio
degli atti all’amministrazione (cfr. STF 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 e DTF
135 V 465). 

 

                                         Per le ragioni già diffusamente esposte al considerando 2.12., si giustifica pertanto l’annullamento della decisione su opposizione
impugnata. L’assicuratore LAINF resistente, a cui gli atti vengono dunque
retrocessi, dovrà disporre un approfondimento neurologico/neuropsicologico,
garantendo all’assicurato i diritti di partecipazione stabiliti dal Tribunale
federale nelle DTF 137 V 210 e 139 V 349 e, sulla base delle relative
risultanze, definire nuovamente il diritto alla rendita d’invalidità
come pure l’entità della menomazione all’integrità. 

 

                             2.14.   Con la propria impugnativa, RI
1 ha pure chiesto che l’Istituto resistente sia tenuto a rimborsargli i costi
risultanti dalla consulenza del dott. __________, dalla valutazione
neuropsicologica eseguita dal dott. __________ e dal patrocinio da parte
dell’avv. RA 1 (doc. I, p. 8s.).

 

                                         Giusta l’art. 45 cpv. 1
LPGA, l'assicuratore assume le spese per l'accertamento, sempre
che abbia ordinato i provvedimenti. Se non ha ordinato alcun provvedimento, ne
assume ugualmente le spese se i provvedimenti erano indispensabili per la
valutazione del caso oppure se fanno parte di prestazioni accordate
successivamente.

 

                                         Per quanto
riguarda la fattura di fr. 590 del dott. __________ (cfr. doc. E), questa Corte
rileva che è soltanto grazie alla sua valutazione che è stato accertato che
l’assicurato soffre di disturbi neuropsicologici, la cui esistenza era peraltro
già stata segnalata dai dottori __________ e __________, autori della perizia
psichiatrica dell’8 maggio 2009 (cfr. doc. 194, p. 5: “Consigliamo una
valutazione neuropsicologica per quantificare i disturbi cognitivi lamentati
dall’A., che non possono essere quantificati nell’ambito della presente perizia
psichiatrica.”). 

                                         L’accertamento
in questione avrebbe in realtà dovuto essere disposto dall’Istituto
assicuratore convenuto, di modo che il costo deve andare a suo carico. 

 

                                         Per quanto
concerne invece la consulenza del dott. __________, il relativo costo deve
rimanere a carico della parte che l’ha richiesta, già per il solo fatto che il
sanitario in questione, in quanto specialista in chirurgia, non può essere
considerato come particolarmente qualificato a pronunciarsi su questioni
rilevanti dalla neurologia/neuropsicologia. 

 

                                         Parzialmente
vincente in causa, il ricorrente, patrocinato da un avvocato, ha diritto
a un importo di fr. 2’000 a titolo di ripetibili da mettere a carico dell’CO 1
(cfr. art. 61 lett. g LPGA; art. 30 cpv. 1 Lptca). 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.

                                         §    La
decisione su opposizione impugnata è annullata.

                                         §§ Gli
atti sono rinviati all’CO 1 per complemento istruttorio e nuova decisione. 

 

                                   2.   L’INSAI rimborserà
all’assicurato il costo della valutazione neuropsicologica effettuata dal dott.
__________ (fr. 590.--). 

 

                                   3.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                         L’CO 1 verserà
all’assicurato l’importo di fr. 2’000.-- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili. 

 

                                   4.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti