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**Case Identifier:** 373613ee-24b5-53d9-90c3-131b44e50606
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-12-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.12.2008 D-8599/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-8599-2007_2008-12-10.pdf

## Full Text

Corte IV
D-8599/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  d i c e m b r e  2 0 0 8

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Marianne Teuscher e Fulvio Haefeli; 
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Iraq,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 12 dicembre 2007 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-8599/2007

Fatti:

A.
Il  9 novembre 2007, l'interessato - curdo ed originario di Erbil  (Nord 
dell'Iraq)  -  ha  presentato  una  domanda  d'asilo  in  Svizzera.  Ha 
dichiarato,  nella  sostanza  e  per  quanto  è  qui  di  rilievo  (cfr.  verbali 
d'audizione del 19 e del 26 novembre 2007), d'essere espatriato nel 
[...], fuggendo dalla vendetta della famiglia di un ragazzo, B._______, 
rimasto ucciso in una rissa con un amico dell'interessato. Quest'ultimo 
sarebbe stato arrestato e tenuto in prigione per [...]  prima di  essere 
scagionato  dall'amico,  il  quale  avrebbe  confessato  alle  autorità  di 
essere l'autore del crimine. La famiglia della vittima non avrebbe però 
accettato la sentenza del tribunale e avrebbe minacciato l'interessato. 
Dopo  due  denunce  senza  esito  presso  la  polizia,  la  famiglia 
dell'interessato avrebbe deciso di farlo espatriare. 

B.
Il  12  dicembre  2007,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull'asilo del 26 
giugno  1998  (LAsi,  RS  142.31).  Detto  Ufficio  ha  anche  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso l'Iraq siccome lecita, esigibile e possibile. 

C.
Il  19  dicembre  2007,  l'Interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata 
decisione dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della 
decisione impugnata e la  trasmissione degli  atti  di  causa all'autorità 
inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo 
e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione dell'ammissione provvisoria. Ha 
altresì  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal  versamento 
dall'anticipo a copertura delle presumibili spese processuali. 

D.
Il  15  febbraio  2008,  il  TAF ha  rinunciato,  ritenuta  la  sussistenza  di 
motivi  particolari  (art. 63 cpv. 4 della  legge federale sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), a chiedere al 
ricorrente  il  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili 
spese  processuali.  Nel  contempo,  ha  invitato  l'autorità  inferiore  a 
presentare una risposta al ricorso. 

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E.
Il 21 febbraio 2008, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame.

F.
Il 13 marzo 2008, il ricorrente ha inoltrato l'atto di replica. 

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi, e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA, nonché all'art. 
108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che il ricorrente non 
ha  addotto  motivi  che  possano giustificare  la  mancata  esibizione  di 
documenti di viaggio o d'identità. Detto Ufficio ha qualificato il racconto 
come vago, costruito e privo di logica. L'insorgente non sarebbe stato 
in  grado  di  provare  di  essere  stato  coinvolto  nella  vicenda 
dell'assassinio di  B._______, raccontando una storia non credibile e 
poco  convincente.  L'UFM  ha  altresì  ritenuto  non  necessari  ulteriori 
chiarimenti  ai  fini  dell'accertamento  della  qualità  di  rifugiato  o 
dell'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento. 

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5.
Nel  ricorso,  l'insorgente  fa  valere  di  non  avere  mai  posseduto  un 
passaporto.  Ribadisce  di  avere  contattato  i  genitori  dopo  la  prima 
audizione  affinché  quest'ultimi  gli  mandassero  l'originale  della  carta 
d'identità. Contesta che nel caso concreto non ricorrano i presupposti 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi circa  la necessità  d'ulteriori  chiarimenti 
per la  determinazione della  qualità di  rifugiato o dell'esistenza di  un 
ostacolo  all'esecuzione  dell'allontanamento. In  particolare  –  e  conto 
tenuto  della  nota  situazione  vigente  nel  suo  Paese  d'origine, 
segnatamente  nel  Kurdistan  iracheno  (richiamato  in  proposito,  il 
rapporto  pubblicato  dall'OSAR  il  22  maggio  2007)  –  non  sarebbe 
consentito,  come invece avrebbe fatto  l'autorità  inferiore nel  caso di 
specie,  di  semplicemente  affermare  che  non  sussistono  indizi  per 
ritenere  che,  in  caso  di  rimpatrio,  egli  possa essere  esposto  a 
trattamenti vietati dall'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre  1950 
(CEDU,  RS  0.101).  Peraltro,  l'intervento  dell'esercito  turco  nel 
Kurdistan  iracheno,  per  colpire  postazioni  del  PKK,  costituirebbe  un 
ulteriore  aggravamento  della  già  tragica  situazione  nella  regione. In 
sostanza,  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  il  suo  Paese 
d'origine  sarebbe,  allo  stato  attuale  dell'istruttoria  della  causa, 
manifestamente contraria all'art. 3 CEDU.

6.
Nella risposta al ricorso, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame, 
in  sostanza  per  i  motivi  indicati  nel  provvedimento  litigioso.  Inoltre, 
l'autorità  inferiore  ha  osservato  che  il  ricorso  dell'insorgente  non 
fornisce  alcun  nuovo  elemento  atto  a  confutare  le  argomentazioni 
sviluppate nella decisione impugnata. 

7.
Nella replica, l'insorgente ha osservato che, tenuto conto del proprio 
racconto e della situazione vigente nel Nord dell'Iraq, il provvedimento 
litigioso  sarebbe  carente  di  motivazione. La situazione  precaria  non 
permetterebbe  l'esecuzione  dell'allontanamento.  Infine,  sarebbe 
necessario  provvedere  ad  ulteriori  accertamenti  in  relazione 
all'esigibilità  dell'allontanamento  che  avrebbero  dovuto  condurre  ad 
una decisione nel merito. 

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8.

8.1 Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. 
c).

8.2 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

8.3 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

9.
Questo Tribunale osserva che il  ricorrente, senza valide ragioni,  non 
ha  tempestivamente  presentato  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai 
sensi  di  legge,  benché  l'UFM  l'abbia  invitato  ad  esibirli  sin  dal  19 
novembre 2007 (formulario agli atti). Nell'ambito dell'audizione del 26 
novembre  2007,  il  ricorrente  ha  sì  dichiarato  di  avere  contattato  i 
propri familiari  per farsi spedire l'originale della carta d'identità e del 

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certificato  di  nazionalità,  affermando,  tra  l'altro  anche  in  sede  di 
ricorso, che i genitori avevano spedito tali documenti in data 21 o 22 
novembre  2007  (cfr.  gravame  pag.  3  e  verbale  d'audizione  del  26 
novembre 2007 pag. 2). Vale rilevare che al momento attuale, e quindi 
più di  un anno da tale data, non sono ancora pervenuti  i  documenti 
promessi. Il  ricorrente avrebbe avuto abbastanza tempo e possibilità 
per  ricontattare  i  familiari  ed  assicurarsi  che  tali  documenti  gli 
venissero  spediti.  Comunque,  se  un  richiedente  l'asilo  non  aveva 
ragioni  valide  per  giustificare  la  mancata  esibizione  di  documenti  di 
viaggio o d'identità  in procedura di  prima istanza,  non v'è  motivo di 
annullare la decisione di non entrata nel merito quand'anche avesse a 
presentare un siffatto documento in sede di ricorso (v. Giurisprudenza 
ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia 
d'asilo  [GICRA]  1999  n.  16).  Inoltre,  non  avendo  fatto  valere  delle 
persecuzioni  statali,  l'insorgente  avrebbe  potuto  e  dovuto,  usando 
della necessaria diligenza,  rivolgersi  ad una rappresentanza del suo 
Paese all'estero (tra l'altro presente a Berna) per farsi  emettere und 
documento di viaggio o d'identità ai sensi della legge. Non v'è altresì 
ragione di  ritenere che se l'insorgente avesse davvero effettuato dei 
seri e concreti sforzi per procurarsi tempestivamente un documento di 
viaggio  o  d'identità  detti  sforzi  non  avrebbero  potuto  avere  esito 
favorevole. Ciò  non  può  che  convalidare  la  conclusione  dell'autorità 
inferiore,  secondo  la  quale  il  ricorrente  non  ha  intrapreso  alcuna 
pratica al fine di procurarsi dei documenti d'identità o di viaggio. 

10.
Il  TAF rileva, altresì,  che il  ricorrente non ha presentato all'infuori  di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 
diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le 
allegazioni  decisive in  materia  d'asilo si  esauriscono, infatti,  in mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF 
in  relazione  all'art.  6  Lasi,  all'art.  37  LTAF ed  all'art.  4  PA). Inoltre, 
questo Tribunale osserva che in  sede di  ricorso l'insorgente  non ha 
formito precisazioni  sui  fatti  rispetto alla  versione presentata dinanzi 
all'UFM nel corso della procedura. Basti rilevare che il racconto fornito 
dal  ricorrente  è  molto  vago  e  lacunoso.  Quest'ultimo  ha  infatti 
affermanto, a titolo d'esempio, di non sapere a quanto ammontasse la 
pena inflitta al proprio amico per l'uccisione di B._______ (cfr. verbale 
d'audizione del 26 novembre 2007 pag. 5), di non potere precisare il 

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tempo passato in prigione in attesa del processo (ibidem pag. 5) ed è 
stato molto evasivo riguardo alle date delle minacce subite  da parte 
dei familiari della vittima (ibidem pag. 4). Inoltre, sembra poco credibile 
la versione dei fatti fornita dal ricorrente, secondo la quale la famiglia 
della vittima avrebbe accettato una somma di  denaro, tra l'altro  non 
riportata  in  dettaglio  dall'insorgente,  dalla  famiglia  dell'autore 
dell'assassinio  come  ricompensa  per  la  vita  della  vittima, 
compensando così la perdita subita (ibidem pag. 3), negando però tale 
soluzione  alla  famiglia  del  ricorrente,  il  quale,  secondo  le  propie 
allegazioni,  sarebbe  però  stato  scaggionato  da  un  tribunale  (ibidem 
pag. 4). Il ricorrente ha affermato, altresì, di avere stabilito chi fossero 
gli  autori  della  prima sparatoria  per  esclusione,  non avendo visto  di 
persona gli  individui  che avrebbero tentato di  ucciderlo. Né lui né gli 
altri  membri  della  sua  famiglia  avrebbero  infatti  avuto  problemi  con 
terzi  (ibidem).  Per  quanto  riguarda  le  presunte  minacce  subite  dal 
ricorrente e a prescindere dal fatto che egli si sarebbe rivolto già per 
due  volte  alla  polizia,  non  v'è  ragione  di  ritenere  che  non  possa 
rivolgersi  nuovamente  alle  autorità  e  ricevere  un'appropriarta 
protezione  statale  contro  l'eventuale  futuro  agire  illegittimo  nei  suoi 
confronti  da  parte  di  terzi.  Per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente 
considerato che il ricorrente non ha la qualità di rifugiato. 

11.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 
presentate  dal  ricorrente  (v. considerando 10 del  presente  giudizio), 
non  risultano  elementi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai fini della determinazione della qualità di rifugiato del 
ricorrente medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi). 

12.

12.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento del ricorrente nel Iraq del Nord possa violare l'art. 
25  cpv. 2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera 
del 18 aprile 1999 (Cost.,  RS 101), l'art. 33 della Convenzione sullo 
statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv.,  RS 0.142.30),  l'art.  5 
LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della  legge 
federale  del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri  (LStr,  RS  142.20)  o 
esporre il ricorrent in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti 
contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti 

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dell'uomo e delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre 1950 (CEDU, 
RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene 
o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10  dicembre  1984 
(Conv.  tortura,  RS  0.105).  Inoltre,  questo  Tribunale  rileva  che 
l'insorgente  ha  dichiarato  di  non  avere  mai  avuto  problemi  nel  suo 
Paese  con  le  autorità,  alle  quali  si  è  rivolto  già  per  due  volte,  e 
neppure con terze persone (cfr. verbale d'audizione del 26 novembre 
2007 pag. 4). Infine, il TAF segnala, per sovrabbondanza, che le forze 
dell'ordine e le  autorità  giudiziarie  delle  tre  province curde dell'Nord 
dell'Iraq – fra cui Erbil, regione da cui è originario l'insorgente – hanno, 
di principio, la capacità e la volontà di garantire agli abitanti delle tre 
province la protezione dalle persecuzioni (DTAF 2008/4 consid. 6).

12.2 Per il resto, può essere lasciata indecisa la questione di sapere 
se per impedimenti all'esecuzione dell'allontanamento ai sensi dell'art. 
32  cpv.  3  lett.  c  LAsi  debbano  intendersi  anche  quelli  di  diritto 
nazionale  (riguardanti  l'esigibilità  e  la  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto  internazionale  pubblico 
(esaminati  al  precedente  considerando  12.1).  In  effetti,  anche  in 
materia d'esigibilità e di possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile 
d'imporre degli ulteriori chiarimenti. 

12.3
Premesso ciò, quanto agli  ostacoli  all'esecuzione dell'allontanamento 
riconducibili all'art. 83 cpv. 4 LStr, in merito allo stato della sicurezza in 
Iraq,  questo  Tribunale  ha  già  avuto  modo di  precisare  che nelle  tre 
province  curde  nel  nord  dell'Iraq  (Dohuk,  Erbil  e  Suleimaniya)  non 
vige,  al  momento,  una  situazione  di  violenza  generalizzata  e  la 
situazione  politica  non  è  talmente  tesa  da  considerare  un  rimpatrio 
come generalmente inesigibile. Segnatamente, lo stato della sicurezza 
è  più  stabile  ed  equilibrato  rispetto  al  resto  del  Paese.  Inoltre,  la 
situazione dei diritti  dell'uomo è migliore rispetto alle zone nel sud e 
nel  centro  dell'Iraq.  In  particolare,  l'esecuzione  dell'allontanamento 
verso le tre province curde è esigibile, di principio, per gli uomini curdi, 
non sposati,  in buona salute e giovani,  a condizione che la persona 
interessata  sia  originaria  della  regione  o  vi  abbia  vissuto  un  lungo 
periodo e disponga di una rete sociale, segnatamente famiglia, parenti 
o conoscenti, oppure di relazioni con i partiti al potere (DTAF 2008/5 
consid. 7.5, in particolare 7.5.1 e 7.5.8).

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12.4 Nel caso di specie, il ricorrente ha dichiarato di essere cittadino 
iracheno di etnia curda e di avere vissuto dal [...] ad C._______ (Erbil, 
Nord  dell'Iraq),  è  giovane,  celibe  ed  ha  una  certa  esperienza 
professionale  (come  negoziante  di  TV,  registratori  ed  antenne). 
Secondo le sue dichiarazioni, in patria risiedono ancora una sorella ed 
i  genitori  (cfr. verbale d'audizione del  19 novembre 2007 pag. 3). In 
particolare,  prima  dell'espatrio  il  ricorrente  avrebbe  vissuto  a 
C._______ (Erbil), dove abitano ancora i genitori. In caso di rinvio nel 
suo Paese, il ricorrente avrebbe quindi la possibilità di essere ospitato 
dai genitori e di lavorare con il padre nel negozio di famiglia. Peraltro, 
l'insorgente potrebbe pure beneficiare degli aiuti offerti dai programmi 
di  distribuzione  di  generi  alimentari  (DTAF  2008/5  consid.  7.5,  in 
particolare 7.5.4).  Il  ricorrente non ha altresì preteso nel gravame di 
soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare 
un'ammissione provvisoria (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 24), 
senza  che  ad  un  esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la 
necessità  di  una  permanenza  dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi 
medici. In siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto 
siccome adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole 
con riferimento alle effettive possibilità per il ricorrente di un adeguato 
reinserimento sociale nel Nord dell'Iraq.

12.5 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione 
dell'allontanamento è dunque pure possibile.

13.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

14.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 
agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

15.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 

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per le  ragioni  indicate al  considerando 12 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

16.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 
nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 10

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali,  di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- rappresentante  del  ricorrente  (plico  raccomandato; allegato: 
bollettino di versamento)

- UFM,  Divisione  dimora  e  aiuto  al  ritorno  (in  copia;  n.  di  rif. N  ; 
allegato: incarto UFM)

- D._______ (in copia)

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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