# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 12cae8a4-ed54-5de5-acf3-991c4e268498
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-11-19
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 19.11.1998 15.1998.201
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1998-201_1998-11-19.html

## Full Text

Incarto n.

  15.98.00201

  	
  Lugano

  19 novembre 1998

  /FP/fc/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 7 ottobre 1998 di

 

                                         __________

                                         patr.
dall’avv. __________

 

                                         contro

 

l’operato
dell’UEF di Locarno e meglio contro la notifica 29 settembre 1998 del
precetto esecutivo in via di realizzazione del pegno immobiliare
nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti del ricorrente da

 

                                         __________

                                         rappr.
dall'__________ 

 

viste le osservazioni   

- 20 ottobre 1998 di __________

- 9 novembre 1998 dell’UEF di Locarno

 

esaminati atti e documenti;

 

 

ritenuto 

 

 

in fatto:                    A.   Il
29 settembre __________ ha fatto notificare __________, tramite l’UEF di
Locarno, il precetto esecutivo in via di realizzazione del pegno immobiliare n.
__________ per un credito di fr. 8’895’473.95 oltre interessi al 5% dal 24
luglio 1998 più spese.

 

                                  B.   Il
5 ottobre 1998 la debitrice ha motivato all’UE di Lugano l’opposizione
interposta al precetto esecutivo n. __________ contestando il tipo di
esecuzione e l’ammontare del credito.

 

                                  C.   Con
ricorso 7 ottobre 1998 la __________ si aggrava contro l’emissione del precetto
esecutivo in via di realizzazione del pegno immobiliare sostenendo che
l’esecuzione richiesta da __________ si fonderebbe su un pegno manuale, per cui
ex art. 41 cpv. 1 bis la debitrice potrebbe richiedere che il debitore eserciti
dapprima il suo diritto sull’oggetto del pegno, nel caso specifico sulle
cartelle ipotecarie detenute dalla Banca.

 

                                  D.   Con
osservazioni 20 ottobre 1998 __________ chiede la reiezione del gravame
sostenendo la correttezza della procedura esecutiva avviata dalla creditrice.

 

                                  E.   Delle
osservazioni dell’UEF di Locarno si dirà, se del caso, in seguito.

 

Considerando 

 

in diritto:                  1.   Per
i crediti garantiti da pegno l’esecuzione si prosegue in via di realizzazione
del pegno anche contro i debitori soggetti alla procedura di fallimento (art.
41 cpv.1 LEF). Se un’esecuzione in via di pignoramento o di fallimento è
introdotta per un credito garantito da pegno, il debitore può chiedere,
mediante ricorso, che il creditore eserciti dapprima il suo diritto
sull’oggetto del pegno (art. 41 cpv. 1bis LEF). L’esecuzione in via di
realizzazione del pegno ex art. 151 ss. LEF conferisce al debitore il beneficio
d’escussione reale e cioè il diritto di obbligare il creditore a procedere
dapprima alla realizzazione del pegno e solo in seguito, qualora una parte
della pretesa creditoria risultasse scoperta, in via ordinaria (Amonn/Gasser, Grundriss
des Schuldbetreibungs-und Konkursrecht, Berna 1997, § 32 n.9, p.262).

                                         Per
consolidata giurisprudenza del Tribunale federale, siffatto beneficio non è di
natura imperativa e quindi il debitore vi può liberamente rinunciare ( DTF 110
III 7, 104 III 9, 97 III 50, 93 III 15, 84 III 69, 73 III 16, 68 III 133, 58
III 59; SJZ 69, p. 75; Amonn/Gasser, op. cit., § 32 n.10, p. 262) nelle ipotesi
seguenti:

 

                                  a)   omettendo
di presentare ricorso all’Autorità di vigilanza contro la specie di esecuzione,
qualora si proceda contro di lui in via esecutiva ordinaria (DTF 58 III 59 );

 

                                  b)   concedendo
al creditore la facoltà di procedere per le vie ordinarie prima di realizzare
il pegno (DTF 68 III 133);

 

                                   c)   pattuendo
con il creditore che la pretesa garantita dal pegno venga dapprima escussa
nelle vie ordinarie (DTF 93 III 15, 73 III 16; SJZ 69, p.75; Amonn/Gasser, op.
cit., § 32 n. 10, p. 262).

 

                                   2.   Il
23 agosto 1993 la __________ ha concesso alla __________ un credito di fr.
7’100’000.--, successivamente ceduto alla __________, in seguito divenuta
__________. Il credito era garantito dalla costituzione in pegno di cartelle
ipotecarie al portatore gravanti la part. n.__________ RFD di __________ e la
part. __________ RFD di __________, di proprietà della __________.

 

                                   3.   In
casu, la ricorrente sottoscrivendo la “Faustpfandverschreibung” 3 febbraio 1994
(doc.) ha conferito alla Banca la facoltà, senza riguardo alla disposizione dell’art.
41 LEF, di procedere in via esecutiva ordinaria per l’incasso del suo credito,
senza prima realizzare il pegno o dover procedere all’esecuzione in via di
realizzazione del pegno. Con tale pattuizione la ricorrente ha espressamente
rinunciato al beneficio dell’escussione reale, concedendo alla Banca il diritto
di opzione tra beneficium excussionis realis e beneficium excussionis personalis
(Amonn/Gasser, op. cit., § 32 n.10, p. 262/263). Inoltre come si evince dallo
scritto 20 novembre 1997 indirizzato alla debitrice le cartelle ipotecarie in
oggetto sono state acquisite dalla Banca, la quale si è così espressa:

                                         “A
causa del mancato rimborso entro i termini stabiliti, con la presente notifichiamo
che, sulla base dell’atto di costituzione di pegno da voi sottoscritto in data
3 febbraio 1994, procederemo alla realizzazione dei pegni in nostro possesso,
immediatamente e liberamente, acquisendo in proprio i seguenti titoli (...). Vi
comunichiamo sin d’ora che in caso di mancato pagamento, alfine di tutelare i
nostri interessi, procederemo per via esecutiva alla realizzazione dei fondi
gravati.”

                                         Legittima
è quindi stata la scelta operata da __________ di procedere in via di
realizzazione del pegno immobiliare contro la debitrice, essendo divenuta
proprietaria dei titoli ipotecari costituiti in pegno.

 

 

                                   4.   Ne
consegue la reiezione del ricorso.

                                         Non
si prelevano spese (art. 20 a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a
OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è
disciplinato per normativa di diritto federale.

 

 

Richiamati gli art. 17 e 41 LEF 

 

 

pronuncia:              1.   Il
ricorso 7 ottobre 1998 della __________, è respinto.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                   4.   Intimazione
a:

                                         __________

                                         -
UEF di Locarno

                                         Comunicazione
all’UE di Lugano

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente                                                                             La
segretaria