# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4a518f48-5557-5732-9925-516440968f34
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-10-19
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 19.10.2018 15.2018.62
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2018-62_2018-10-19.html

## Full Text

Incarti n.

  15.2018.62

  15.2018.63

  	
  Lugano

  19 ottobre 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cassina

  

 

 

statuendo sui ricorsi presentati il 19 luglio 2018
dalle società

 

	
   

  	
  RI 1 

  RI 2, __________

  (patrocinate dall’__________ PA 1, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Lugano,
o meglio contro le comminatorie di fallimento emesse il 9 luglio 2018 nelle
esecuzioni n. __________9 rispettivamente n. __________2 promosse nei confronti
delle ricorrenti dalla

 

	
   

  	
  PI 1

  , __________

  (patrocinata dall’__________ PA 2, __________)

   

  

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Nelle esecuzioni n. __________9 e n. __________2
promosse il 7 giugno 2018 dalla succursale di Lugano della PI 1 contro la RI 1 per l’incasso di fr. 864'525.–
oltre agli interessi del 5% dal 19 febbraio 2018, di fr. 165'120.– oltre
agli interessi del 5% dal 2 maggio 2016, di fr. 108'800.– oltre agli
interessi del 5% dal 1° ottobre 2016RI 2 per fr. 17'422.50 oltre agli
interessi del 5% dal 3 novembre 2017, il 9 luglio 2018 l’Ufficio di esecuzione
(UE) di Lugano, appurato che le società escusse non avevano interposto opposizione,
ha notificato loro la comminatoria di fallimento.

 

                                  B.   Con
ricorsi separati del 19 luglio 2018, la RI 1 e la RI 2 chiedono che le opposizioni
da loro interposte ai precetti esecutivi vengano ammesse e
che le comminatorie di fallimento vengano annullate. Il 30
luglio 2018 il presidente della Camera ha concesso ai ricorsi effetto
sospensivo provvisorio fino alla scadenza del termine di 10 giorni impartito
alle ricorrenti per produrre la prova che l’im­piegato che ha proceduto alla
notifica dei precetti esecutivi ha omesso di segnare l’opposizione su quegli
atti e di apporre la propria firma nella relativa rubrica.

 

                                  C.   Con
osservazioni del 10 agosto 2018 la PI 1, ha postulato la reiezione dei ricorsi,
mentre l’Ufficio si è rimesso al giudizio della Camera. A domanda delle
ricorrenti, il 7 settembre 2018 è stata sentita quale teste TE 1, l’impiegata
postale che ha notificato a esse i precetti esecutivi.

 

 

Considerato

 

in diritto:                  1.   Interposti all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la
Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 3 LPR) – entro dieci giorni dalla comunicazione, il 16 luglio
2018, degli atti impugnati, i ricorsi sono in linea di principio ricevibili
(art. 17 LEF).

 

                                   2.   I ricorsi in esame sono diretti contro due comminatorie di
fallimento emesse sulla base di precetti esecutivi notificati lo stesso giorno
alla stessa persona, amministratore unico di entrambe le ricorrenti. I due
ricorsi, motivati allo stesso modo, possono dunque essere congiunti in virtù
dei combinati art. 5 cpv. 1 LPR e 51 LPAmm, le cause conservando comunque la
loro individualità nel senso che i dispositivi restano separati e possono
essere impugnati anche singolarmente.

 

                                   3.   Giusta
l’art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la via giudiziaria, il
ricorso all’autorità di vigilanza è ammesso contro ogni provvedimento di un
ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di una norma di diritto o
un errore di apprezzamento. Contro la notifica della comminatoria di fallimento
può quindi essere formulato un ricorso, ma unicamente per ragioni formali (Ottomann/Markus in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n.
6 ad art. 160 LEF), quali ad esempio l’incompetenza territoriale dell’ufficio d’esecuzione
(DTF 118 III 6), il mancato assoggettamento dell’escusso all’esecuzione
ordinaria in via di fallimento (art. 39 e 40 LEF), l’assenza di una decisione
esecutiva che rigetti l’opposizione o l’inoltro di un’azione di disconoscimento
di debito (art. 88 cpv. 1 LEF). La via del ricorso è invece preclusa per
questioni di merito (relative alla validità materiale del credito posto in
esecuzione), la cui cognizione spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria o
amministrativa competente, in particolare nell’ambito della procedura di
rigetto dell’opposizione (art. 80 segg. LEF).

 

                                   4.   Nel
caso specifico, le ricorrenti sostengono anzitutto che il loro amministratore unico, PI 2, che l’11 giugno 2018 ha
ritirato presso l’ufficio postale di __________ tre
precetti esecutivi (quelli diretti contro di esse e un terzo avverso l’PI 3), è
assolutamente certo di avervi interposto opposizione. Sugli stessi, del resto,
figura una croce sulla casella “opposizione
totale”. Forse per accelerare le operazioni di
notifica o forse semplicemente per una svista – ipotizzano le ricorrenti – l’impiegato
postale ha tralasciato di attestare la stessa opposizione con la data e la sua
firma.

 

                                4.1   Giusta
l’art. 74 cpv. 1 LEF, se l’escusso intende fare opposizione deve dichiararlo verbalmente
o per iscritto immediatamente a chi gli consegna il precetto o, entro dieci
giorni dalla notificazione del precetto, all’ufficio di esecuzione. L’opposizione
non soggiace a particolari esigenze di forma, ritenuto che è sufficiente che
dalla dichiarazione dell’escusso risulti la sua volontà d’interporre opposizione. L’onere della prova dell’avvenuta
opposizione spetta al­l’escusso (sentenza della CEF 15.2012.84 del 6
settembre 2012; Bessenich in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 27 ad art. 74 LEF, con
rinvii; Ruedin in: Commentaire
romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 18 ad art. 74 LEF; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I, 1999, n. 55 ad art. 74 LEF e n. 20 ad
art. 76 LEF).

 

                                4.2   Nel
caso in rassegna, a dimostrazione delle loro asserite opposizioni, le escusse hanno
prodotto copie dei propri esemplari dei precetti esecutivi, sulle quali, nella
rubrica “opposizione”, figura crociata la casella “opposizione totale”.
Ciononostante, non si può considerare che le ricorrenti abbiano così fornito la
prova dell’avvenuta opposizione, poiché le predette crocette non figurano sugli
esemplari dei precetti prodotti dall’escutente e sembrano del resto essere
state eseguite con un inchiostro (nero) di­verso di quello (blu) usato dall’impiegata
postale per indicare la data e il destinatario della notifica nonché per
firmare. Le crocette sarebbero quindi anche potute essere apposte solo dopo la
notifica, e ciò perché manca, sugli esemplari dei precetti per le debitrici e
per la creditrice, la firma dell’impiegata postale nella rubrica “opposizione”.
Infatti il modulo ufficiale, le cui indicazioni l’escusso è presunto consultare
(DTF 119 III 8 consid. 4/b; Rue­din,
op. cit., n. 7 ad art. 74), prevede esplicitamente che la conformità dell’opposizione dev’essere
certificata dalla firma dell’agen­­te che procede alla notifica, e ciò
per evitare che possano poi sorgere contestazioni in merito al momento in cui l’opposizione
è stata interposta. Mancando tale formalità, il dubbio va interpretato a
scapito di chi sopporta l’onere della prova, quindi a sfavore delle escusse (Bessenich, op. cit., n. 27 ad art. 74).

 

                                   5.   Nemmeno
la testimonianza di TE 1, l’impiegata postale che ha proceduto alla notifica
dei precetti, viene in soccorso delle ricorrenti. Certo, la teste ha affermato
di non ricordarsi se ha consegnato i precetti esecutivi a PI 2, se erano due o
tre e se la crocetta presente nella casella “opposizione totale” dei
precetti esecutivi destinati alle debitrici sia stata da lei apposta. Ciò è
però comprensibile a distanza di mesi dai fatti in questione. Quel che più
conta è però che la teste ha dichiarato di escludere con certezza di aver
dimenticato di segnare l’oppo­sizione nei precetti esecutivi su entrambi gli
esemplari, che in quella occasione ha compilato separatamente, non avendo a
disposizione la carta carbone. Questo anche – ella sottolinea – perché avrebbe
avuto una seconda possibilità per rendersi conto di un’eventuale dimenticanza
al momento della registrazione della notifica del precetto esecutivo nel
sistema informatico della Posta, che nel caso concreto non indica alcuna
opposizione.

 

                                         Fatto
sta, ad ogni modo, che le ricorrenti non hanno così dimostrato, nel senso dell’art.
9 cpv. 2 CC, l’inesattezza del contenuto dei precetti esecutivi in punto alla
chiara assenza di opposizione (sentenza
della CEF 15.2015.68 del 26 novembre 2015 consid. 4). A
scanso di equivoci, va ricordato come anche nell’esecuzione diretta contro l’PI
3 (n. __________), PI 2 non abbia inizialmente interposto opposizione (in
occasione della notifica dell’11 giugno 2018), ma lo abbia fatto soltanto al mo­mento
della seconda notificazione, avvenuta il 16 luglio 2018 in seguito alla correzione
di un errore nell’indicazione del credito.

 

                                   6.   Per
le ricorrenti dall’esame dei precetti esecutivi è chiaro che vi siano state
difficoltà nella notifica, atteso che gli stessi sono scritti in originale e il
debitore non ha ricevuto come usualmente la copia carbone. Anche questa censura
risulta priva di fondamento: è da decenni che i precetti esecutivi non sono più
emessi con una carta carbone intercalare tra i due esemplari. Oggi, i dati della
notifica (giorno, destinatario e firma dell’agente notificatore) e quelli dell’opposizione
(crocetta, eventuale importo contestato o dichiarazione di non ritorno a
miglior fortuna e firma dell’agente notificatore) devono in linea di massima
essere compilati “su ambedue
gli originali” (art. 72 cpv. 2 LEF). È poi lasciato
alla discrezione dell’agente notificante se, in alternativa, completare in originale
un unico esemplare del precetto esecutivo inserendo tra i due esemplari una
carta carbone. Ne discende che i ricorsi sono infondati e come tali vanno
respinti.

 

                                   7.   Non si
preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso della RI 1 è respinto.

 

                                   2.   Il
ricorso della RI 2 è respinto.

 

                                   3.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   4.   Notificazione a:

	
   

  	
  –    ;

  –    .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.