# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6dcef678-01b8-51c0-969f-795c44f37585
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-06-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.06.2002 32.2002.8
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-8_2002-06-10.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.00008

   

  RG/sc

  	
  Lugano

  10 giugno 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 gennaio 2002
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  Contro 

  	 

 

	
   

  	
  La decisione del 26 novembre 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Per
decisione 26 novembre 2001 l'UAI ha assegnato a __________ una rendita per un
grado d'invalidità dell'80% con effetto dal 1. giugno 1999. L'ammontare della
rendita mensile è stato fissato in fr. 1'501 dal 1. giugno 1999 rispettivamente
in fr. 1539 dal 1. gennaio 2001. Contestualmente l'amministrazione ha operato
la compensazione delle rendite AI arretrate con prestazioni fornite
dall'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento (USSI) per fr. 34'621 e
con quelle versate dalla __________ assicurazioni per fr. 8'393. L'UAI ha
quindi disposto il versamento diretto di tali importi a favore dei due citati
enti.

 

                               1.2.   Con
tempestivo ricorso 14 gennaio 2002 __________, tramite l'avvocato __________,
ha impugnato la decisione amministrativa, chiedendo la rettifica dell'importo
compensato a favore dell'USSI in fr. 34'270 e il consecutivo versamento a suo
favore di fr. 351. Queste le motivazioni del gravame:

 

" 
(…)

L'UAI con decisione del 26.11.2001 accordato a
__________ una rendita intera d'invalidità con effetto dal 1.06.1999 per un
importo mensile di Fr. 1501.-, aumentato a Fr. 1539.- a decorrere dal 1.01.2001.

 

Sul retro della decisione, è stato indicato che
gli arretrati di rendita venivano compensati con le prestazioni anticipate
dall'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento (in seguito denominato
USSI) per un importo di Fr. 34'621.- e dalla __________ Assicurazioni.

 

Con il presente gravame __________ contesta
l'importo posto in compensazione dall'UAI su indicazione dell'USSI e rimprovera
all'UAI di non aver tenuto debita considerazione della connessione temporale.

 

A mente dell'art. 85bis cpv. 1 prima parte OAI,
gli organismi d'assistenza pubblici o privati che, in vista della concessione
di una rendita dell'assicurazione invalidità, hanno effettuato anticipi possono
esigere che si versi loro l'arretrato di questa rendita come compensazione e fino
a concorrenza dei loro anticipi.

 

Nel presente caso risulta palese che la
compensazione, annunciata dall'USSI lede il principio della connessione
temporale.

 

In effetti, dal conteggio del 4.01.2001,
pervenuto al sottoscritto legale soltanto in data 14.01.2002, si evince che
l'USSI ha versato a titolo di sostentamento quanto segue:

-   dicembre 1999                                                               Fr.     1'490.-

-   da gennaio a dicembre 2000:   Fr. 1'490 x 12
mesi       Fr.   17'880.-

-   da gennaio ad ottobre 2001:     Fr. 1'490 x
10 mesi       Fr.   14'900.-

Totale                                                                                Fr.  34'270.-

 

Sorprende quindi che l'UAI abbia proceduto a una
compensazione per un importo di Fr. 34'621.- quando l'effettivo importo di
sostentamento ammontava a soli Fr. 34'270.-.

L'assicurato contesta pertanto la compensazione
operata dall'UAI e domanda che gli sia versato l'importo di Fr. 351.-, pari
alla differenza tra Fr. 34'621.- e Fr. 34'270.-." (Doc. _)

 

                               1.3.   Con risposta
di causa 12 marzo 2002 l'UAI propone di respingere il ricorso con le seguenti
motivazioni:

 

" 
(…)

Gli anticipi concessi da un datore di lavoro, un
istituto di previdenza del datore di lavoro, un organo di assistenza pubblico o
privato oppure un'assicurazione di responsabilità civile con sede in Svizzera
possono essere restituiti direttamente fino all'importo delle rendite che
devono essere versate retroattivamente per lo stesso periodo.

Sono considerati anticipi che possono essere
direttamente rimborsati a terzi che li hanno concessi.

    Ø  le
prestazioni concesse facoltativamente nell'attesa del versamento di una rendita
che l'assicurato ha ottenuto con riserva del rimborso approvando per iscritto
la restituzione diretta al terzo che le ha concesse.

 

Il terzo ha concesso anticipi e che ne rivendica
il rimborso deve presentare la sua richiesta per iscritto all'ufficio AI
competente in ogni caso prima dell'emanazione della decisione d'attribuzione di
una rendita. A questo scopo deve utilizzare esclusivamente il modulo 318.183
(VSI 1993 p. 89).

 

Le richieste di versamento retroattivo inoltrate
da terzi che hanno concesso anticipi possono essere ammesse solo nella misura
in cui le condizioni formali poste per questo pagamento sono adempite senza
eccezione. Bisogna verificare in particolare se si tratta effettivamente di
anticipi e se questi sono stati concessi per lo stesso periodo in cui la
rendita può essere pagata retroattivamente. La rendita relativa al mese in cui
è emanata la decisione non viene compensata.

 

Nel caso specifico, l'ufficio ha correttamente
seguito l'iter procedurale compensando e riversando l'importo richiesto
dall'USSI ossia fr. 34'621.-, importo comunicato con il predetto formulario e
corrispondente al periodo in cui la rendita è stata pagata retroattivamente.

 

A titolo orientativo si segnala che, oltre al
mensile anticipato in attesa della rendita per il periodo 1° giugno 1999 - 31 ottobre
2001, entro tale lasso di tempo l'ufficio del sostegno sociale e
dell'inserimento ha anticipato il pagamento di fatture dei medici dentisti
elencati nella copia che vi alleghiamo del 28 febbraio 2002." (Doc. _)

 

                               1.4.   Pendente
causa il TCA ha richiamato dall'USSI l'intero incarto relativo a __________.

 

                                         Alle
parti è stata quindi concessa la facoltà di consultare l'incarto USSI e di
presentare osservazioni in merito. Con scritto 24 maggio 2002 l'insorgente ha
precisato di non avere osservazioni al riguardo, mentre l'UAI è rimasto
silente.

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto
della lite è il versamento della somma di fr. 34'621 da parte dall'UAI, a
titolo di compensazione, all'USSI di parte delle rendite di invalidità
assegnate a __________ con effetto retroattivo al 1. giugno 1996. L'insorgente
contesta l'importo posto in compensazione sostenendo che le prestazioni
effettive versategli dall'USSI ammontano a fr. 34'270.

                                       

 

                                         Per
l'art. 50 cpv. 1 LAI:

 

" 
Gli articoli 20 e 45 della legge sull'AVS sono
applicabili, per analogia, all'impiego delle prestazioni e alla loro
compensazione."

                                         

                                                     L'art. 50 cpv. 2 LAI precisa che, in deroga all'articolo 20
capoverso 1 LAVS - secondo cui il diritto ad una rendita non può essere ceduto,
costituito in pegno né soggetto a esecuzione forzata - le prestazioni arretrate
possono essere versate a persone o a istituzioni terze che hanno accordato
anticipi della concessione di prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità.
Il Consiglio federale disciplina la procedura e stabilisce le condizioni del
versamento a terzi.

 

                                         Il
versamento di prestazioni a terzi, invece che all'assicurato, configura quindi
un'eccezione al divieto generale della cessione di prestazioni previsto
all'art. 20 cpv. 1 LAVS (Meyer-Blaser, Rechtssprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, p. 289 ;
DTF 118 V 88 consid. b per il periodo in cui la disposizione summenzionata non
era ancora entrata in vigore).

 

                                         L'art.
85bis dell'Ordinanza del Consiglio federale (OAI) precisa in proposito che:

 

" 
1 I datori di
lavoro, gli istituti di previdenza professionale, le assicurazioni contro le
malattie, gli organismi d'assistenza pubblici o privati o le assicurazioni di
responsabilità civile con sede in Svizzera che, in vista della concessione di
una rendita dell'assicurazione invalidità, hanno effettuato anticipi possono
esigere che si versi loro l'arretrato di questa rendita come compensazione e
fino a concorrenza dei loro anticipi. È fatta salva la compensazione prevista
dall'articolo 20 LAVS. Gli organismi che hanno consentito anticipi devono far
valere i loro diritti per mezzo di un formulario speciale al più presto
all'atto della domanda di rendita e, al più tardi, al momento della decisione
dell'Ufficio AI.

 

2 Sono
considerati anticipi le prestazioni:

 

a.                                                                            liberamente
consentite, nella misura in cui l'assicurato si sia impegnato a rimborsarle e
abbia acconsentito per scritto al pagamento dell'arretrato al terzo che gli ha
concesso l'anticipo;

 

b.                                                                            versate
contrattualmente o legalmente, nella misura in cui il diritto al rimborso, in
caso di pagamento di una rendita, possa essere dedotto senza equivoco dal
contratto o dalla legge.

 

3 Gli
arretrati di rendita possono essere versati all'organismo che ha effettuato
anticipi fino a concorrenza di questi ultimi e per il periodo nel quale sono
stati forniti."

                                         La
disposizione succitata, dal titolo "versamento dell'arretrato di una
rendita a terzi che hanno effettuato anticipi", entrata in vigore nel
1994, è stata dichiarata conforme a legge e Costituzione dalla nostra massima
istanza giudiziaria (DTF 123 V 26).Essa codifica in particolare la prassi
amministrativa precedentemente in vigore, confermata dalla giurisprudenza,
secondo cui pagamenti retroattivi di rendite potevano essere effettuati, su
richiesta, a uffici assistenziali pubblici o privati. Questi versamenti a terzi
presupponevano, prima dell'entrata in vigore della norma summenzionata, che gli
anticipi fossero stati effettivamente versati e che l'avente diritto alle
prestazioni rispettivamente il suo rappresentante legale avesse acconsentito
per iscritto al versamento (DTF 118 V 88 consid. 1b; Meyer- Blaser, p. 289;
STFA non pubbl. del 10 maggio 2000 in re K; STFA non pubbl. del 3 dicembre 1993
in re W. p. 4).

 

                                         Da un
punto di vista temporale la nuova disposizione si applica - secondo la
giurisprudenza - anche a pagamenti retroattivi che riguardano periodi
precedenti l'1 gennaio 1994 (DTF 123 V 30 consid. 3c; Meier-Blaser, p. 289).

 

                               2.2.   Nel caso in
esame dagli atti dell'incarto risulta che il versamento di prestazioni
arretrate AI assegnate all'assicurato ai sensi dell'art. 85bis OAI è stato
chiesto dall'USSI per un importo di fr. 34'621 (cfr. doc. _ inc. Cassa; cfr.
anche inc. USSI).

 

                                         Alla luce
delle disposizioni di legge e della giurisprudenza citata al considerando
precedente va quindi anzitutto esaminato se, in concreto, sono dati i
presupposti per procedere al versamento delle rendite AI direttamente all'USSI
a compensazione degli anticipi versati ai sensi dell'art. 85 cpv. 2 lett. b
OAI.

 

                                         Contrariamente
a quanto (implicitamente) ritenuto dall'UAI nella risposta di causa, infatti,
la lettera a dell'art. 85 cpv. 2 OAI non entra in linea di conto, poiché nel
caso di specie gli anticipi forniti dall'USSI si fondano sulla legge cantonale
sull'assistenza. Non si tratta quindi, in concreto, di prestazioni versate
liberamente ai sensi della lettera a (cfr. in proposito DTF 123 V 31 consid. 5;
cfr. anche STFA non pubbl. del 10 maggio 2000 nella causa K., I 282/99, consid.
4b). 

 

                                         Nell'ipotesi
in esame, per procedere al versamento a terzi, non è pertanto necessario il
consenso dell'assicurato: questo presupposto, infatti, contrariamente a quanto
previsto dalla giurisprudenza in vigore prima della promulgazione dell'art. 85
OAI, non è previsto alla lett. b dell'articolo dell'Ordinanza succitato.

                                         Del resto
anche l'UFAS ha avuto modo di precisare che il versamento retroattivo può
essere effettuato senza il consenso dell'avente diritto alla rendita.
L'amministrazione consiglia, tuttavia, visto che può essere difficile
determinare il titolo giuridico su cui si fonda la domanda - ciò che non è il
caso nella fattispecie in esame - di chiedere in ogni caso l'autorizzazione
dell'assicurato (Pratique VSI 1994 p. 61).

 

                                         Nel caso
concreto è quindi irrilevante, per l'applicazione dell'art. 85 cpv. 2 lett. b
OAI, sapere se, con la sottoscrizione del formulario sottopostogli dall'USSI,
l'assicurato ha dato o meno il proprio consenso al versamento di prestazioni a
terzi.

 

                               2.3.   In casu, la
domanda di compensazione è stata presentata dall'USSI in data 4 ottobre 2001
tramite il formulario ufficiale no. 318.183i, e ciò conformemente a quanto
stabilito dall'art. 85bis cpv. 1 OAI (cfr. consid. 2.1; cfr. in proposito DTF
123 V 31 consid. 5).

 

                                         Va ora
verificato se, in virtù della legge cantonale sull'assistenza l'USSI dispone di
un diritto inequivocabile al rimborso degli anticipi nei confronti dell'UAI
conformemente all'art. 85bis cpv. 2 lett. b.

 

                                         Sul
concetto di "diritto inequivocabile al rimborso" il TFA si è
recentemente pronunciato nella sentenza emanata il 10 maggio 2000 nella causa
K., I 282/99, riguardante il diritto al rimborso di un istituto di diritto
privato. La sentenza è stata riassunta e pubblicata solo parzialmente in SZS 2000,
p. 379-380 (cfr. Fessler, Zur Auszahlung rückwirkend zugesprochener Rentenleistungen
der Invalidenversicherung an Dritte zwecks Verrechnung mit von diesen erbrachten
Taggeldleistungen aus einem privatrechtlichen Vertrag; per il vecchio diritto
STFA non pubbl. del 3 dicembre 1993 in re W consid. 2c).

 

                                         La
questione relativa al concetto del "diritto inequivocabile al
rimborso" era inoltre già stata esaminata, ma solo dal punto di vista
dell'arbitrio, in DTF 123 V 31, in quanto in quel caso si trattava di una
questione di diritto cantonale, in particolare dell'applicazione della legge
sull'assistenza del Canton Zurigo. In quel contesto il TFA aveva precisato che:

 

" 
Die im Rahmen vorfrageweiser Prüfung vertretene
Auffassung der kantonale Istanz wonach das zürcherische Gesetz über die
öffentliche Sozialhilfe vom 14. Juni 1981 (Sozialhilfegesetz) kein eindeutiges
Rückforderungsrecht im Sinne von Art. 85bis Abs. 2 lit. b IVV
enthalte, ist nicht willkürlich und verletzt daher Bundesrecht nicht (…)"

 

                                         In quel
caso il diritto era infatti previsto direttamente nei confronti
dell'assicurato.

 

                                         Nella
sentenza del 10 maggio 2000 non pubblicato il TFA ha inoltre precisato che
(consid. 5b.bb p. 7):

 

" 
Ziff. 26 AVB enthält somit eine Bestimmung über die
Rückforderung. Dieses Rückforderungsrecht richtet sich indessen ausdrücklich
gegen den Versicherten selbst und nicht gegen den ebenfalls Leistungen
erbringenden Sozialversicherungsträger. Diesen Rechtsumstand hatte die
kantonale Rekurskommission in dem in DTF 123 V 25 beurteilten Fall als für die
Verneinung eines eindeutigen Rückforderungsrechtes im Sinne von Art. 85bis cpv.
2 lett. b IVV entscheidend betrachtet, wad das Eidgenössische
Versicherungsgericht, wie erwähnt (consid. 5a), in Rahmen der Willkürprüfung
nicht benstandete. An dieser Betrachtungsweise ist auch bei freier Prüfung des
Bundesrechts (art. 104 lett. a OG) festzuhalten. Der Anspruch auf die in Art.
85bis IVV vorgesehene Drittauszahlung geht weit über den blossen
Rückerstattungsanspruch hinaus, welcher einem Versicherungsträger wegen unrechtmässigen
Leistungsbezuges ‑ etwa aus Gründen der Oberversicherung ‑
gegenüber dem Versicherten zusteht. Die Drittauszahlung setzt nicht nur die materiellrechtliche
Begründetheit der Rückforderung und die Rückkommensvoraussetzungen (BGE 110 V
176) voraus, sondern geht mit einem Schuldner‑ und Gläubigerwechsel
einher, welcher die Verrechnung von Nachzahlung und Rückforderung erst möglich
macht. Dem BSV ist daher beizupflichten, wenn es unter Hinweis auf das nicht
veröffentlichte Urteil P. vom 20. Mai 1999 (I 397/398) verlangt, dass ein
gegenüber der Invalidenversicherung bestehender direkter
Rückerstattungsanspruch normativ festgehalten sein muss, damit von einem
'eindeutigen Rückforderungsrecht' gesprochen werden kann. (…)" (la sottolineatura è nostra).

 

 

Il TFA ha inoltre
aggiunto (consid. 5c):

 

" 
Was für öffentlichrechtliche Leistungen mit Vorschusscharakter
gilt, hat auch für privatrechtliche Vorlesitungen massegebend zu sein. Ein direktes
Rückforderungsrecht gegenüber der nachträglich leistenden Invalidenversicherung
muss in den vertraglichen Grundlagen, etwa in den AVB, festgehalten werden."

 

                               2.4.   Alla luce
della giurisprudenza federale succitata questa Corte deve quindi concludere che
il diritto al rimborso degli enti indicati all'art. 85bis OAI, sia di diritto
pubblico che di diritto privato, dev'essere previsto inequivocabilmente nelle
loro basi "legali" (legge o condizioni generali) e
cumulativamente nei confronti dell'Ufficio assicurazione invalidità (non solo
dell'assicurato interessato).

 

                               2.5.   Nel Canton
Ticino l'art. 33 della legge sull'assistenza sociale cantonale, prevede che chi, dopo i diciott’anni compiuti, ha ottenuto
prestazioni assistenziali, è tenuto a rimborsarle quando, in conformità di
legge, si sia impegnato a farlo e le condizioni per il rimborso siano
adempiute, oppure quando la sua situazione finanziaria risulti consolidata e le
sue condizioni di vita siano sufficientemente agiate. Sono riservati gli
articoli 14 e 15. 

 

                                         La legge
prevede inoltre la possibilità di procedere al regresso nei confronti del
coniuge, altri parenti secondo l'art. 328 CCS e  gli eredi (cfr. art. 36-40
Legge sull'assistenza), non è tuttavia previsto un diritto al rimborso nei
confronti dell'UAI.

 

In simili
condizioni il diritto al versamento a favore dell'Ufficio del sostegno
sociale delle prestazioni dell'AI dovute all'assicurato non può essere
dato, in quanto il presupposto del diritto inequivocabile al rimborso nei
confronti dell'UAI non appare adempiuto (cfr. STCA del 19 gennaio 2001 nella
causa I., 32.1999.00106).

 

                               2.6.   Nella citata
sentenza del 10 maggio 2000 in re K, consid. 5c) il TFA ha però pure precisato
che, a certe condizioni, il pagamento a terzi può avvenire malgrado l'assenza
di una base legale espressa, nel caso in cui 

 

" 
(…)

Besondere Verhältnisse wie im nicht veröffentlichten
Urteil W. vom 3. Dezember 1993 (1405/92), in welchem das Eidgenössische
Versicherungsgericht die Drittauszahlung trotz fehIender ausdrücklicher
gesetzlicher Grundlage bestätigen konnte, weil der Leistungsbezug nur unter
ausdrücklichem Vorbehalt der Verrechnung mit einer später für die gleiche Zeit
zugesprochenen Invalidenrente erfolgt war, sind nicht ersichtlichlich.
(…)"

 

                                         Nella
sentenza citata del 3 dicembre 1993, non pubblicata, in re W consid. 2c, p. 5,
si legge in particolare:

 

" 
Im vorliegenden Fall ist zu beachten, dass die EVK
im Rentenbescheid vom 1. Mai 1990 den festen Zuschlag von Fr. 1560.‑ nur
unter dem ausdrücklichen Vorbehalt der Verrechnung mit einer allfällig
später für die gleiche Zeit von der Invalidenversicherung gewährten Rente
erbrachte. Dar­in liegt, entgegen der Auffassung der kantonalen Rekurskom­mission,
nicht eine einseitige verbindliche Anordnung, sind die Vorsorgeeinrichtungen
doch ‑ auch im Bereich der weiter­ gehenden Vorsorge, zu welcher der
feste Zuschlag nach Art. 29 der EVK‑Statuten zählt ‑ nicht befugt,
über ihre Rechtsverhältnisse autoritativ durch Verfügung zu entscheiden (BGE
118 V 162 Erw. 1, 247 Erw. 5, je mit Hinweisen). Der Rentenbe­scheid vom 1. Mai
1990 stellt vielmehr einen blossen Erledi­gungsvorschlag dar, gegen welchen
der Versicherte keine Ein­wände erhob. Wäre er damals mit der vorgeschlagenen
Erledi­gungsweise bezüglich des festen Zuschlages, welche in Übereinstimmung
mit Art. 29 der EVK‑Statuten steht, nicht einver­standen gewesen, so
hätte er dagegen innert vernünftiger Frist opponieren müssen. Da er dies unbestrittenermassen
nicht getan hat, ist Art. 29 der EVK-Statuten zusammen mit dem konkret
ergangenen, dem konkret ergangenen, dem Versicherten unter ausdrücklichem
Verrechnungsvorbehalt mitgeteilten Rentenbescheid vom 1. Mai 1990 als genügende
Rechtgrundlage zu betrachten, um der EVK im Sinne der Rz 1301 1/91 Abs. 2 RWL
ein eindeutiges Rückforderungsrecht gegenüber der EAK infolge Nachzahlung der
Rente einzuräumen."

 

                               2.7.   Secondo
l'art. 2 della legge sull’assistenza
sociale

 

" 
Le prestazioni assistenziali
secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della
previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione
previste da altre leggi cantonali." 

 

                                         Come il
TCA ha già avuto modo di rilevare nella citata sentenza del 19 gennaio 2001,
questa disposizione potrebbe essere intesa nel senso indicato dalla
giurisprudenza citata al considerando precedente, nel senso che le prestazioni
assistenziali e quelle delle assicurazioni sociali non si cumulano, così come
nel caso del giudizio citato non si cumulava il supplemento della Cassa
pensioni alle prestazioni AI.

 

                                         In
concreto dagli atti dell'USSI risulta che l'Ente ha assegnato all'interessato
prestazioni assistenziali, riservandosi espressamente il diritto di procedere
alla compensazione delle rendite AI che gli sarebbero state versate in seguito,
unicamente per quanto riguarda i versamenti delle prestazioni mensili di fr.
1490 relative ai mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre 2001, per un
totale complessivo di fr. 5960 (cfr. decisioni USSI 20 giugno 2001, 2 ottobre
2001, in inc. USSI).

                                         La
giurisprudenza menzionata al considerando precedente, non può invece essere in
concreto applicata, in quanto i presupposti non sono adempiuti, alle restanti
prestazioni fornite dall'USSI nel periodo compreso tra i mesi di dicembre 1999
e ottobre 2001 e segnatamente alle prestazioni mensili di dicembre 1999,
gennaio-aprile 2000, ottobre-dicembre 2000, gennaio-giugno 2001 per un importo
complessivo di fr. 28'310 (cfr. decisioni USSI 14 dicembre 1999, 7 giugno 2000,
in inc. USSI), nonché alle prestazioni destinate al pagamento delle note
d'onorario del dentista fornite nel 2000 per complessivi fr. 1593 (fr. 248 +
fr. 127.10 + fr. 1'217.90) e nel 2001 per fr. 122.45, dette prestazioni essendo
infatti state assegnate - in parte tramite decisioni formali nelle quali l'USSI
si è limitato a precisare che le stesse "sono soggette al rimborso
conformemente al Capitolo III della Legge sull'assistenza sociale dell'8 marzo
1971" - senza espressa riserva da parte dell'USSI del diritto di
compensazione con rendite AI che sarebbero state versate in seguito (cfr.
decisioni USSI 8 febbraio 2000, 10 agosto 2000, cfr. lettere USSI 21 febbraio e
25 febbraio 2002, in inc. USSI).

 

                                         In virtù
della succitata giurisprudenza, l'UAI era autorizzato a versare, a titolo di
compensazione, all'USSI le rendite di invalidità arretrate dovute
all'assicurato limitatamente all'importo di fr. 5'960.

 

Ne consegue
che, anche se per motivi diversi da quelli invocati dall'avv. __________, la
querelata decisione 26 novembre 2001 laddove fissa l'ammontare della
compensazione a favore dell'USSI deve essere annullata, l'importo da porre in
compensazione a favore del citato Ente dovendo essere correttamente stabilito
in fr. 5'960. All'assicurato dovrà pertanto essere versata la somma di fr.
28'661, corrispondente alla differenza tra fr. 34'621 (già) versati all'USSI e
fr. 5'960 oggetto di compensazione.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto ai sensi dei considerandi.

                                         §                                                                              A
favore dell'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento è operata una
compensazione pari a fr. 5960.--.

                                         §§ L'UAI
è tenuta a versare a __________ la somma di fr. 28.661.--.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         L'UAI
verserà a __________ fr. 1'500.-- a titolo di ripetibili.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti