# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** efc4dd1e-1d3e-5ba4-b183-1ebd9e071034
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-07-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.07.1999 52.1999.116
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1999-116_1999-07-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.99.00116

   

  	
  Lugano

  9 luglio 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Lorenza
  Ponti Broggini, vicecancelliera 

  

 

 

statuendo
sul ricorso  26 aprile 1999 di

 

 

	
   

  	
  __________,  

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 25 marzo 1999 (n. 1318) del Consiglio di Stato che ha respinto il
  ricorso dell'insorgente contro la deliberazione 9 febbraio 1999 con cui il
  consiglio comunale di __________ ha approvato la partecipazione del comune al
  capitale azionario di una costituenda società anonima per l'acquisto e la
  trasformazione dei mapp. __________ e __________, di proprietà della
  __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    4 maggio 1999 del municipio di
__________;

-    12 maggio 1999 del Consiglio di
Stato, Bellinzona;

-    28 maggio 1999 del Presidente del
Consiglio comunale di __________;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Con messaggio n. 19/97 del
24 novembre 1997 il municipio di __________ ha chiesto al consiglio comunale di
approvare la partecipazione del comune al capitale azionario di una costituenda
società anonima per l'acquisto e la trasformazione dei mapp. __________ e
__________, di proprietà della __________. L'oggetto, evaso nella seduta
straordinaria del 4 giugno 1998, è stato appoggiato dalla maggioranza dei
votanti (maggioranza semplice). Il presidente del legislativo ha tuttavia dichiarato
che la partecipazione non era stata approvata per difetto della necessaria
maggioranza assoluta dei membri del consiglio. Questa decisione è rimasta incontestata.

 

 

                                  B.   Con messaggio n. 01/1999 del
1º dicembre 1998 il municipio di Tesserete ha nuovamente sottoposto l'oggetto
al consiglio comunale, che lo ha questa volta accettato con 17 voti favorevoli,
1 voto contrario e 2 astensioni nella seduta del 9 febbraio 1999. La
deliberazione è stata pubblicata all'albo comunale l'indomani.

 

 

                                  C.   Il giorno 13 febbraio 1999
l'ing. __________, cittadino attivo di Tesserete, ha domandato al locale
municipio di trasmettergli i verbali delle sedute del consiglio comunale 4
giugno 1998 e 9 febbraio 1999 riguardanti l'oggetto in rassegna. Con comunicazione
16 febbraio 1999 l'Esecutivo ha trasmesso all'istante gli estratti delle
risoluzioni relative allo stesso. Con telefonata del 23 marzo 1999 l'ing.
__________ ha indi precisato al segretario comunale che la sua richiesta era
riferita ai verbali (riassunti) delle discussioni, non a quelli delle
deliberazioni. Il funzionario ha soddisfatto immediatamente la domanda per
quanto concerneva la seduta del 4 giugno 1998; ha informato l'utente che non
gli era invece possibile dar seguito alla richiesta per la seduta più recente,
del 9 febbraio precedente, dal momento che il verbale delle discussioni era
ancora in fase di stesura e sarebbe stato approvato nella successiva seduta da
parte del legislativo.

 

 

                                  D.   Con ricorso 24 febbraio 1999
l'ing. __________ è insorto contro la deliberazione del consiglio comunale
davanti al Consiglio di Stato. Il ricorrente si è doluto di non aver potuto
ricevere il verbale delle discussioni della seduta del 9 febbraio 1999, che
egli riteneva indispensabile per poter inoltrare il ricorso con cognizione di
causa. Egli ha pertanto domandato: 1. che fosse ordinato al municipio di Tesserete
di trasmettergli l'atto in parola; 2. che il municipio gli fissasse un nuovo
termine per ricorrere a partire dalla notifica dell'atto.

 

 

                                  E.   Con risoluzione 25 marzo
1999 il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso. Esso ha considerato, da un
lato, che il municipio non era tenuto a rilasciare il verbale delle discussioni
del legislativo prima della sua approvazione da parte di quest'ultimo.
Dall'altro che i termini di ricorso sono perentori. Il Governo ha posto a carico
dell'insorgente una tassa di giudizio e spese per complessivi fr. 200.--.

 

 

                                  F.   Con impugnativa 26 aprile
1999 l'ing. __________ si aggrava innanzi a questo Tribunale ribadendo le
domande ed i motivi già sottoposti al giudizio del Consiglio di Stato. Egli
chiede inoltre che siano annullate la tassa di giudizio e le spese messe a suo
carico da quell'autorità.

 

Il Consiglio di Stato ed il municipio di Tesserete hanno
sollecitato la reiezione dell'impugnativa. Di parere opposto, il presidente del
consiglio comunale ne ha invece domandato l'accoglimento.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
è data (art. 208 cpv. 1 LOC). Il gravame è inoltre tempestivo (art. 46 cpv. 1
PAmm). La legittimazione del ricorrente è, infine, certa (art. 209 lett. a
LOC). Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine. Esso può inoltre essere evaso
sulla scorta degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   Giusta l'art. 46 cpv. 2
PAmm, il ricorso deve contenere la menzione della decisione querelata, una
concisa esposizione dei fatti con l'indicazione dei mezzi di prova richiesti,
una breve motivazione, le conclusioni del ricorrente. La memoria ricorsuale inoltrata
dall'ing. __________ al Consiglio di Stato il 24 febbraio 1999 rispettava
senz'altro i requisiti posti dall'art. 46 cpv. 2 PAmm: esponeva i fatti,
illustrava i motivi del ricorso e, coerentemente con essi, sottoponeva al
giudizio governativo delle precise conclusioni. Affinché il ricorso potesse
essere considerato ricevibile innanzi all'autorità di ricorso occorreva però
altresì che le conclusioni fossero riferite alla decisione impugnata emessa
dall'autorità intimata: il ricorrente doveva cioè chiedere il suo annullamento
o la sua modifica (Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2.a ed., pag. 196;
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2.a
ed., N. 601 e 932; Merker, Rechtsmittel, Klage, und Normenkontrollverfahren
nach dem aargauischen Gesetz über die Verwaltungsrechtspflege vom 9. Juli 1968,
tesi, Zurigo 1998, § 39 N. 5 seg.). Nel concreto caso l'ing. __________ non ha
chiesto l'annullamento della decisione del consiglio comunale, ma una proroga
del termine per inoltrare il gravame, censurando l'operato del municipio cui si
era rivolto, invano, per farsi spedire il verbale delle discussioni della
seduta del legislativo del 9 febbraio 1999 concernente quella deliberazione,
dopo l'emanazione di quest'ultima. La sua impugnativa avrebbe pertanto dovuto
essere addirittura dichiarata irricevibile, dal momento che le domande
ricorsuali non erano rivolte contro la determinazione del consiglio comunale.
L'insorgente non poteva nemmeno sperare, come ha rettamente rilevato il
Consiglio di Stato nel giudizio impugnato, di ottenere una proroga dei termini
di ricorso, che sono, come noto, perentori (art. 11 PAmm messo in relazione con
l'art. 213 cpv. 2 LOC). Gli asseriti disservizi imputabili all'operato del
municipio, dal cui agire l'insorgente si reputa danneggiato, potevano piuttosto
essere denunciati eccependo una violazione del diritto di esaminare gli atti
sancito agli art. 20 PAmm e, sussidiariamente, 4 Cost. nel ricorso che questi
avrebbe dovuto (e potuto) interporre innanzi al Consiglio di Stato contro la
deliberazione del consiglio comunale entro 15 giorni dalla sua pubblicazione,
nel quale egli - se avesse voluto affrontare prudenzialmente anche il merito
della controversia - avrebbe altresì dovuto chiedere di poter beneficiare della
possibilità di completare la motivazione del ricorso (o, subordinatamente, di
replicare) una volta che il Governo avesse deciso di acquisire agli atti (art.
18 cpv. 1 PAmm) e gli avesse trasmesso copia del verbale delle discussioni in
parola. Sia comecchesia tale asserito disservizio poteva costituire solo un
argomento di diritto, ovvero una (eventualmente ulteriore) censura, da
rivolgere in sede di motivazione contro la decisione del consiglio comunale:
non poteva invece condurre all'annullamento di quest'ultima senza l'appoggio di
corrispondenti domande, ovvero conclusioni, formulate in tal senso, che di
tutta evidenza facevano difetto nell'impugnativa 24 febbraio 1999. Dal momento
che la memoria ricorsuale adempiva, come già è stato spiegato, i requisiti
posti dall'art. 46 cpv. 2 PAmm, non ritornava nemmeno applicabile, a favore
dell'insorgente, l'art. 9 PAmm. Del pari, assodata la possibilità per il
ricorrente di inoltrare tempestivamente ricorso contro la decisione del
legislativo comunale, non entrava in linea di conto nemmeno la possibilità di
far capo all'istituto della restituzione in intero contro il lasso dei termini
(art. 12 PAmm e relativo rinvio agli art. 137 e 139 CPC). La risoluzione
governativa deve pertanto essere confermata già per i motivi dianzi esposti, senza
che appaia necessario di ulteriormente verificare, come ha fatto il Consiglio
di Stato, se il diniego opposto al ricorrente da parte del municipio di Tesserete
quo alla trasmissione del verbale delle discussioni della seduta del 9 febbraio
1999, ancora in fase di stesura, fosse legittimo: diniego che, sia soggiunto ad
abundantiam, anche al Tribunale pare, prima facie, meritasse tutela. Del pari
va confermato, in quanto immune da violazioni di legge (art. 61 PAmm),
l'aggravio della tassa di giudizio di fr. 200.-- posta a carico dell'insorgente
da parte del Consiglio di Stato in applicazione dell'art. 28 PAmm.

 

 

                                   3.   Sulla scorta di quanto
precede il ricorso deve essere respinto. La tassa di giudizio va posta a carico
del ricorrente (art. 28 PAmm).

Per
questi motivi,

viste
le norme di legge sopraricordate

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di giudizio, di fr.
500.--, è posta a carico del ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________;

  	 

	
   

  	
  __________

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
vicepresidente                                                      La
segretaria