# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d0778d33-245d-5801-b5a3-14bf8cb5fae7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-12-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.12.2014 35.2014.80
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2014-80_2014-12-10.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2014.80

   

  mm

  	
  Lugano

  10 dicembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 10 settembre 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 15 agosto 2014 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Nel mese di marzo 2014, la
ditta __________ ha comunicato alla CO 1 che la propria dipendente RI 1, in
data 8 marzo 2014, si era alzata dal divano e, per evitare le pantofole, aveva
compiuto un saltello avvertendo un “crack” alla gamba sinistra (doc. Z 1).

 

                                         Con rapporto 2 aprile
2014, il dott. __________ ha diagnosticato uno strappo al muscolo soleo (cfr.
doc. ZM 3).

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi, con decisione formale del 27 maggio 2014, poi confermata
in sede di opposizione, la CO 1ha negato il proprio obbligo a prestazioni
ritenendo che l’evento del marzo 2014 non configurerebbe né un infortunio, né
una lesione parificata ai postumi di un infortunio (cfr. doc. Z 17 e doc. Z
21).

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso del 10
settembre 2014, RI 1, rappresentata dalla RA 1, ha chiesto, in via
principale, che la CO 1 prenda a proprio carico l’evento dell’8 marzo 2014 a titolo di lesione parificata ai postumi d’infortunio e, in via subordinata, il rinvio
degli atti all’amministrazione. 

                                         Ammessa l’assenza di un
fattore esterno straordinario e, quindi, di un infortunio ai sensi di legge,
l’insorgente ha in particolare espresso le seguenti considerazioni a proposito dell’applicabilità
dell’art. 9 cpv. 2 OAINF:

 

" (…).

Nella presente fattispecie la ricorrente non stava svolgendo
un’attività professionale e il movimento che ha effettuato ha comportato un
cambiamento di posizione (si é alzata dal divano) e nell’immediato ha effettuato
un balzo per schivare alcuni oggetti per terra. È chiaro che tale movimento é
stato brusco. Si contesta pertanto quanto asserito dalla CO 1, in quanto non é
necessario che tale movimento brusco debba presentare inoltre un potenziale di
pericolo accresciuto.”

                                         (doc. I, p. 4)

 

                               1.4.   L’assicuratore convenuto, in
risposta, ha chiesto che il ricorso venga respinto con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. V).

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Questo Tribunale prende atto
che la ricorrente non pretende, a giusta ragione, che l’evento occorsole in
data 8 marzo 2014 configuri un infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA (cfr. doc.
I, p. 2). 

 

                                         Pertanto, l’oggetto della
lite è circoscritto alla questione di sapere se l’evento in discussione possa
essere posto a carico dell’Istituto assicuratore convenuto a titolo di lesione
parificata ai postumi d’infortunio ex art. 9 cpv. 2 OAINF, oppure no. 

 

                               2.3.   L’art. 9 cpv. 2 OAINF, nella
versione introdotta con la modifica del 15 dicembre 1997, prevede che se non
attribuibili indubbiamente a una malattia o a fenomeni degenerativi, le
seguenti lesioni corporali, il cui elenco è esaustivo, sono equiparate
all’infortunio, anche se non dovute a un fattore esterno straordinario:

 

                                         a.   fratture;

                                         b.   lussazioni di
articolazioni;

                                         c.   lacerazioni del
menisco;

                                         d.   lacerazioni
muscolari;

                                         e.   stiramenti muscolari

                                         f.    lacerazioni dei
tendini;

                                         g.   lesioni dei
legamenti;

                                         h.  lesioni del timpano. 

 

                                         Le lesioni corporali di
cui all'art. 9 cpv. 2 OAINF sono paragonate ad infortunio solo se presentano
tutti gli elementi caratteristici dell'infortunio, eccezion fatta per la
straordinarietà del fattore esterno (cfr. DTF 116 V 148 consid. 2b; RAMI 1988 U
57, p. 372). Il fattore scatenante può quindi essere quotidiano e discreto.
Basta un gesto brusco: non è necessario che esso sia stato scomposto o anomalo (cfr. E. Beretta, Il requisito della repentinità
in materia di lesioni parificabili ad infortunio e temi connessi, in
RDAT II-1991, p. 477ss.).

 

                                         A proposito dell'esigenza
di un fattore esterno, l’Alta Corte, nella DTF 129 V 466, ha precisato quest'ultimo concetto, definibile quale evento assimilabile ad infortunio,
oggettivamente constatabile e percettibile, che prende origine esternamente al
corpo.

 

                                         Così, dopo avere fatto
notare che l'esistenza di un evento assimilabile ad infortunio non può essere
ritenuta in tutti quei casi in cui la persona assicurata riesce solo ad
indicare in termini temporali la (prima) comparsa dei dolori oppure laddove la
(prima) comparsa di dolori si accompagna semplicemente al compimento di un atto
ordinario della vita che la persona assicurata è peraltro in grado di
descrivere (DTF 129 V 46s. consid. 4.2.1 e 4.2.2), la Corte federale ha subordinato, in via di principio, il riconoscimento di un fattore esterno
suscettibile di agire in maniera pregiudizievole sul corpo umano all'esistenza
di un evento presentante un certo potenziale di pericolo accresciuto e quindi
alla presenza di un'attività intrapresa nell'ambito di una tale situazione
oppure di uno specifico atto ordinario della vita implicante una sollecitazione
del corpo che eccede il quadro di quanto fisiologicamente normale e
psicologicamente controllabile (DTF 129 V 470 consid. 2.2.2). Per il resto,
conformemente a quanto già statuito in precedenza, ha rammentato che
l'intervento di un fattore esterno può anche essere ammesso in caso di
cambiamenti di posizione che, secondo l'esperienza medico-infortunistica, sono
sovente suscettibili di originare dei traumi sviluppanti all'interno del corpo
("körpereigene Trauma", come ad es. il rialzarsi improvvisamente da
posizione accovacciata, il movimento brusco e/o aggravato, oppure il
cambiamento di posizione dovuto a influssi esterni incontrollabili, DTF 129 V
470, consid. 4.2.3). 

                                         Il TFA ha pure specificato
che gli eventi che si verificano durante lo svolgimento di un'attività
professionale abituale non danno luogo a delle lesioni corporali parificabili
ai postumi di un infortunio, i processi motori consueti nell'ambito
dell'attività professionale essendo da considerare degli atti ordinari ai quali
fa di principio difetto l'elemento costitutivo della situazione di pericolo
accresciuto (cfr. DTF 129 V 471 consid. 4.3; cfr., pure, STFA U 76/03 del 15
aprile 2004). 

                                          

                                         Necessario è inoltre che
si sia trattato di un evento improvviso (cfr. RAMI 2000 U 385, p. 268). Il
presupposto della repentinità non va però inteso nel senso che l'azione sul
corpo umano debba avere luogo fulmineamente, ossia nell'arco di secondi o,
addirittura, di una frazione di secondo. A questo requisito va piuttosto
attribuito un significato relativo, nel senso che deve trattarsi di un singolo
avvenimento. Pertanto, deve essere escluso dall'assicurazione contro gli
infortuni quel danno alla salute che dipende da azioni ripetute o continue.
Decisiva non è dunque la durata di un'azione lesiva, ma piuttosto la sua
unicità (cfr. A. Bühler, Die unfallähnliche Körperschädigung, in SZS
1996, p. 88 e dello stesso autore, Meniskusläsionen und soziale
Unfallversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri, 2001; 84: n. 44,
p. 2341).

 

                                         Per quanto concerne il
requisito del fattore esterno, va segnalato che, nel Messaggio
aggiuntivo concernente la modifica della legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni del 19 settembre 2014 (Progetto
1), il Consiglio federale propone di rinunciare al criterio in questione,
di modo che le lesioni corporali figuranti nell’elenco saranno considerate
lesioni corporali parificabili ai postumi di un infortunio e dovranno essere
assunte dall’assicuratore infortuni, eccetto nei casi in cui quest’ultimo sarà
in grado di dimostrare che la lesione é riconducibile prevalentemente a una
malattia o a usura (FF 2014 6846 s.). 

 

                               2.4.   Chiamato a pronunciarsi nella
concreta evenienza, il TCA constata che non é oggetto di discussione il fatto
che l’assicurata abbia riportato una delle lesioni elencate esaustivamente
dall’art. 9 cpv. 2 OAINF (cfr. doc. Z 21, p. 3: “Nel caso concreto il Dr. med. __________
diagnosticava uno strappo muscolare e quindi una lesione elencata nell’art.
9 cpv. 2 OAINF …” - il corsivo é del redattore). 

 

                                         Litigiosa é per contro la
questione di sapere se vi é stato l’intervento di un fattore esterno ai
sensi della giurisprudenza citata al considerando 2.3..

 

                               2.5.   Per quanto riguarda la
dinamica del’evento del marzo 2014, l’assicurata l’ha descritta nel seguente
modo:

 

" Alzandomi
dal divano per andare in un’altra stanza, per evitare qualche oggetto che si
trovava per terra, ho fatto un piccolo balzo e ho subito sentito un forte
dolore al polpaccio della gamba sinistra, tanto che non ho più potuto
appoggiare il piede.”

(doc. Z 7) 

 

                                         In sede di annuncio
d’infortunio, é stato precisato che il “qualche oggetto” erano in realtà
delle pantofole (cfr. doc. Z 1). 

 

                                         Chiamato a pronunciarsi
nel caso di specie, il TCA rileva che il semplice fatto di alzarsi dal divano,
non costituisce un fattore esterno lesivo ai sensi della giurisprudenza. 

                                         Del resto, l’Alta Corte federale
ha costantemente confermato il principio posto nella DTF 129 V 466, secondo il
quale l’esistenza di un tale fattore deve essere negata allorquando
l’assicurato fa valere dei disturbi insorti per la prima volta dopo aver
compiuto un gesto ordinario della vita (ad esempio, alzandosi,
sedendosi, sdraiandosi oppure spostandosi in un locale, ecc.), considerata
l’assenza di un potenziale di pericolo accresciuto (cfr. STF 8C_409/2013 del 28
gennaio 2014 consid. 4.3, 8C_184/2012 del 21 febbraio 2013
consid. 4 e 8C_872/2010 del 7 luglio 2011 consid. 3). 

 

                                         È vero che, in concreto, dopo essersi alzata dal divano, RI 1 ha
effettuato un saltello per oltrepassare le pantofole che si trovavano sul
pavimento. Tuttavia, in considerazione dell’altezza dell’”ostacolo” (lo
spessore delle pantofole é generalmente solo di qualche centimetro) e, quindi, della
relativa importanza del “salto”, questo Tribunale ritiene che tale gesto non
abbia richiesto una sollecitazione particolare degli arti inferiori e che non
abbia nemmeno rappresentato un cambiamento della posizione del corpo
intervenuta in maniera incontrollata sotto l’influsso di fattori esterni. A
titolo di esempio, é utile segnalare che la giurisprudenza ha negato
l’intervento di un fattore esterno, trattandosi del gesto di sollevare la gamba
per scavalcare la parete esterna nella vasca da bagno, con insorgenza di dolori
al ginocchio (cfr. DTF 129 V 466 consid. 4.3). 

 

                                         Tutto ben
considerato, quindi, non sono dati i presupposti affinché laCO 1 possa essere
condannata ad assumere l’evento dell’8 marzo 2014, nemmeno a titolo di
lesione parificata a infortunio. 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti