# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 033a1448-1438-59de-bf04-19fa6e300277
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-12-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 18.12.2000 INC.2000.64002
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-64002_2000-12-18.html

## Full Text

N. 640.2000.2 M                                                        Lugano,
18 dicembre 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
inoltrata in data 7/11 dicembre 2000 da

__________, attualmente presso PCT Cadro

(difeso d’ufficio dall’avv. __________)

e trasmessa
in data 14/15 dicembre 2000 con preavviso negativo dal Procuratore Pubblico
avv. __________;

concesso
all’accusato istante, con ordinanza 15 dicembre 2000, di formulare osservazioni
al preavviso negativo del magistrato inquirente, e letto l’allegato di medesima
data;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP 4885/2000/ES;

ritenuto

in fatto:

A.

__________ è
stato tratto in arresto in data 17 ottobre 2000 in virtù di un ordine di
arresto emanato il giorno precedente dal competente magistrato, in quanto
sospettato di far parte di un gruppo di persone dedito ad acquisti con carte di
credito non valide. Questo giudice ha confermato l’arresto il giorno
successivo, con contestuale intimazione della promozione dell’accusa per titolo
di truffa ed abuso di carte-chèques e di credito (inc. GIAR 640.2000.1, doc.
_).

 

B.

In un primo
momento, l’accusato non solo ha negato ogni e qualsiasi coinvolgimento nei
fatti oggetto d’inchiesta, ma ha addirittura affermato essere il proprio
fratello __________ (v. verbale 18 ottobre 2000 avanti al GIAR, cit.).
Successivamente, e meglio in occasione del primo interrogatorio avanti al
Procuratore Pubblico del 24 ottobre 2000 (agli atti MP, s.n.), l’accusato ha
chiarito le proprie generalità ed ha ammesso di principio l’utilizzo
fraudolento di due carte di credito __________ a lui intestate (loc. cit., passim).
Ha relativizzato le sue ammissioni nel successivo verbale di polizia 26 ottobre
2000 (agli atti MP s.n.), e anche l’indomani ha cercato di eludere le domande
in merito all’utilizzo di altre carte di credito da parte della sua compagna
__________ e di altre persone (v. verbale di polizia 27 ottobre 2000, ore
13.20, agli atti MP s.n.); finalmente, a far conto dal verbale di polizia 3
novembre 2000 (agli atti MP, s.n.), __________ ha iniziato a spiegare il
proprio coinvolgimento e quello delle altre persone oggetto dell’indagine. Con
il successivo verbale del 7 novembre 2000, l’inchiesta faceva un ulteriore,
decisivo passo in avanti, tanto che il verbale di polizia del 30 novembre 2000
può essere considerato riassuntivo (agli atti MP, s.n.; il verbale 1° dicembre
2000 riguarda carte intestate alla convivente dell’accusato, del cui abuso egli
si è assunto parziale responsabilità).

 

C.

Dopo aver
proposto una prima istanza di libertà provvisoria in data 2/8 novembre 2000,
poi ritirata in data 9 novembre 2000 (agli atti MP, s.n.), __________ rinnova
ora l’istanza, motivandola con l’avvenuta conclusione dell’istruttoria, con la
necessità di riacquistare la libertà per tornare a lavorare e per contrarre
matrimonio con l’attuale compagna, ed infine con la disponibilità dell’amico
__________ a prestare cauzione per lui (v. istanza 7 dicembre 2000, inc. GIAR
640.2000.2 doc. _, passim).

 

D.

Il
Procuratore Pubblico si oppone alla concessione della libertà provvisoria a
__________, essenzialmente poiché nei confronti di lui, cittadino italiano
residente in Italia e con in quel Paese il centro dei propri legami affettivi e
professionali, sussisterebbe serio pericolo di fuga, con conseguente
impossibilità di chiudere l’inchiesta (v. preavviso negativo 14 dicembre 2000,
inc. GIAR 640.2000.2 doc. _ p. 1). Il mantenimento della carcerazione
preventiva dell’accusato sarebbe inoltre giustificato “in considerazione
degli importi e dell’agire continuato di __________ ]nonché] in considerazione
della pena che verrà richiesta” (loc. cit., p. 2).

 

E.

Nelle proprie
osservazioni al preavviso negativo (inc. GIAR 640.2000.2 doc. _), l’accusato
istante ribadisce i propri argomenti, lamentando altresì come il magistrato
inquirente non abbia saputo interrogarlo dopo il verbale del 24 ottobre 2000,
ed anzi abbia addirittura negato al proprio difensore l’accesso agli atti,
segnatamente ai verbali di polizia. Anche la mancata produzione del rapporto
preliminare di polizia, apparentemente addotta dagli inquirenti quale motivo
per il mancato accesso agli atti e per la mancata effettuazione di un verbale
di conferma, viene censurata siccome causa ingiustificata di ritardo nella
conclusione dell’istruttoria (v. osservazioni, cit., pto. 4 p. 2). Ribadito in
particolare l’interesse di __________ ad una sua presenza in aula (loc. cit.,
p. 3), la difesa si oppone alle previsioni di pena detentiva da espiare che
legge nel preavviso negativo del Procuratore Pubblico (loc. cit., pto. 5 p. 3),
e richiamando casi a suo dire analoghi chiede l’accoglimento dell’istanza anche
per “unità di giurisprudenza” (loc. cit., pto. 5 [recte: 6] p.
4).

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza:
v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al cpv.
1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente
al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere preventivo a
norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e
concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono
presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui
concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di recidiva (senza
dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve
unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza
dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF
109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale
federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) - ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128).

 

2.

Con la
verosimiglianza sufficiente a questo stadio del procedimento ed in questa sede,
si può con tranquillità concludere per la presenza di indizi di colpevolezza a
carico di __________, e relativi a un suo coinvolgimento nei fatti inquisiti,
da lui ammesso sia avanti agli inquirenti che in sede dell’istanza qui discussa
(v. supra, consid. B). 

 

3.

Il solo
bisogno dell’istruzione al quale si appella il Procuratore Pubblico (v.
preavviso negativo, cit., p. 1) consiste nella necessità di sottoporre
l’accusato istante ad un secondo verbale di conferma, “che verrà effettuato
non appena in possesso del rapporto di Polizia Giudiziaria” (ibid.). A tal
proposito va rilevato che per l’effettuazione di questo secondo verbale, il
magistrato inquirente non necessitava il rapporto preliminare d’inchiesta:
questo giudice ha ripetutamente statuito che detto rapporto non rappresenta
mezzo di prova a sé stante, ma raccoglie sistematicamente singoli mezzi di
prova (segnatamente verbali) acquisiti in corso d’inchiesta, che dovrebbero
essere a disposizione del Procuratore Pubblico dal momento stesso della loro
effettuazione. Si ribadisce che non è lecito attendere quasi tre settimane
dall’ultimo verbale di polizia giudiziaria (l’ultimo risale al 1° dicembre
2000) per indire il verbale conclusivo di conferma, più volte sollecitato dalla
difesa (v. osservazioni, cit., pto. 4 p. 2). E più genericamente, la durata
dell’inchiesta – visto il numero relativamente esiguo di verbali dell’accusato
e gli intervalli temporali fra gli stessi – non testimonia particolare
solerzia: in ogni caso, il magistrato inquirente ha omesso di spiegare le
ragioni di tale dilazione nel tempo. 

Restano
implicite le esigenze istruttorie che potrebbero derivare da eventuali istanze
di complemento, che l’accusato istante si riserva di proporre appena preso
conoscenza degli atti (v. osservazioni, cit., p. 5). A ciò vanno ad aggiungersi
unicamente i tempi tecnici per arrivare fino alla celebrazione del pubblico
dibattimento (chiusura dell’istruttoria formale ed emanazione dell’atto
d’accusa). Data l’aleatorietà che tali esigenze rivestono nella concreta
fattispecie, non è tuttavia comunque possibile appurare se eventuali ulteriori
passi istruttori siano di natura tale da esigere il mantenimento o meno dello
stato di detenzione preventiva: l’istanza non può pertanto venire respinta
sulla scorta di tale argomento.

 

4.

a)        Il pericolo di fuga, per giustificare la carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire il carattere di una certa
probabilità: in altri termini si ammette siffatto pericolo quando l’accusato,
fosse posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al
perseguimento penale e all’esecuzione della pena. La gravità della presumibile
pena, di per sé, non basta a motivare la carcerazione preventiva; piuttosto,
l’insieme delle circostanze, quali il carattere dell’interessato, la sua
morale, i suoi legami familiari, l’assenza di un domicilio fisso, la sua
professione, la sua situazione finanziaria e le sue risorse economiche, deve
essere valutato e vanno accertati motivi concreti che rendano la fuga non solo
possibile, ma probabile (così verbatim DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.,
consid. 5a p. 7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69 consid. 4 e ad altra sentenza di
imminente pubblicazione; decisione 19 aprile 2000 in re C.F., inc. GIAR
124.2000.2 consid. 4a p. 5).

b)        Oltre che sulle necessità istruttorie già discusse, il
Procuratore Pubblico fonda il proprio preavviso negativo sul pericolo di fuga
dell’accusato istante, “cittadino italiano, residente in Italia, ove
esercita attività lavorativa. Tutti i suoi legami famigliari sono in Italia,
ove vivono i figli e la sua compagna. Egli non ha quindi alcun legame con il
territorio svizzero. Motivo per cui vi è il pericolo di fuga in Italia ciò che
renderebbe impossibile il prosieguo dell’inchiesta” (preavviso, cit., p.
1). È senz’altro vero che __________ ha il centro dei propri interessi
affettivi e professionali in Italia, e che con la Svizzera egli non ha
particolari legami. Tuttavia, questa mera constatazione – di per sé costitutiva
di indizio di pericolo di fuga – non deve assurgere ad unico criterio di
giudizio: altrimenti, la libertà provvisoria dovrebbe venire negata
aprioristicamente ad ogni accusato senza fisso domicilio in territorio
svizzero. Questa, ovviamente, non è la ratio legis, come si evince anche
dalla dottrina e dalla giurisprudenza riportate supra: ciò che deve
apparire patente è la verosimiglianza che l’accusato, qualora liberato, intenda
sottrarsi al perseguimento penale ed all’esecuzione della pena. Se ciò sia il
caso o meno, deve scaturire da un esame globale di tutte le circostanze, e non
è astrattamente indiziato dalla presumibile gravità della pena.

c)         Nel caso di specie, dall’incarto MP non emergono elementi di
giudizio tali da far apparire aprioristicamente __________ quale persona priva
di senso morale: egli è professionalmente attivo, ed apparentemente con
successo, al punto che è un suo partner di lavoro ad offrire il versamento
della cauzione pur di permettergli di tornare a lavorare. Neppure sono noti
suoi eventuali precedenti penali. Inoltre, il suo atteggiamento in sede
d’inchiesta si è dimostrato ragionevolmente cooperativo, con progressive
ammissioni man mano che l’istruttoria avanzava – a dimostrazione, se non
necessariamente di compiuta resipiscenza, almeno di acquisita consapevolezza
del carattere illecito degli atti commessi.

L’offerta di prestazione di cauzione da parte di terzi, in
siffatto contesto, assume valenza certa e decisiva: dimostra che anche al di
fuori della sua cerchia familiare, __________ ha persone che, conoscendolo
bene, ripongono in lui sufficiente fiducia da spingerli a depositare una cifra
non indifferente, nella consapevolezza che tale cifra andrebbe persa qualora l’accusato
decidesse di sottrarsi alla giustizia svizzera, convinti come sono che ciò non
accadrà. Inoltre, l’eventualità che __________ possa sottrarsi al procedimento
penale in corso qui, seppur teoricamente possibile, sarebbe per lui di ben
effimero beneficio, conto tenuto del fatto che in Italia si troverebbe
comunque, con tutta verosimiglianza, confrontato con le pretese risarcitorie
delle parti lese, ossia gli istituti che hanno emesso le carte di credito
abusivamente utilizzate da lui.

d)        Tutto sommato, in
conclusione, non sembra potersi affermare che una sua costante partecipazione
all’istruttoria formale, rispettivamente la sua presenza al pubblico
dibattimento, appaiano sin d’ora messe in forse dalla concessione della libertà
provvisoria.

 

5.

Non avendone
il Procuratore Pubblico fatto menzione a suffragio del proprio preavviso
negativo, non vi è ragione di affrontare il discorso del pericolo di recidiva.

 

6.

In
conclusione, l’istanza in discussione merita accoglimento, l’unico motivo di
opposizione sollevato dal Procuratore Pubblico – il pericolo di fuga – non
essendo stato da lui reso sufficientemente plausibile. L’accoglimento
dell’istanza avviene con la presente decisione impugnabile entro 10 (dieci)
giorni alla Camera dei ricorsi penali del tribunale di appello (art. 284 cpv. 1
lit. a CPP) e senza conseguenze di tassa e spese.

Per
ulteriormente mitigare il residuo pericolo di fuga, appare nondimeno opportuna
la fissazione di una cauzione, di ammontare commisurato alla natura e alle
conseguenze del reato.

 

7.

Pro futuro,
il magistrato inquirente viene invitato a rispettare i dettami di cui all’art.
195 CPP, evitando di produrre a questo giudice un incarto privo di numerazione
nonché dell’usuale elenco atti.

*   *   *

Per i quali motivi,

visti gli
artt. 95 ss., 96, 107 s., 110, 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP

d e c i d e :

1.      L’istanza
di libertà provvisoria inoltrata in data 7/11 dicembre 2000 da __________ è
accolta.

§   L’accusato istante è posto in libertà
provvisoria previo deposito della cauzione pari a Sfr. 30'000.— (franchi
svizzeri trentamila) presso il Ministero Pubblico. 

2.      Non
si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

3.      Contro
la presente decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi
penali del Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.      Intimazione:

-    avv.
__________, per sé e per l’accusato __________, con copia del preavviso
negativo del magistrato inquirente;

-        
Procuratore Pubblico avv. __________, con copia delle
osservazioni dall’accusato istante, con l’inc. MP 4885/2000/ES di ritorno e
per immediata esecuzione;

-        
SEPEM;

-        
direzione PCT Cadro.

giudice __________