# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f76521c4-119b-5d51-98a6-9a48643cdc95
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2011-12-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.12.2011 A-7399/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-7399-2010_2011-12-22.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte I 

A-7399/2010 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  2 2  d i c e m b r e  2 0 11  

Composizione 

 
Giudice Salome Zimmermann (presidente del collegio),  

giudice Markus Metz, giudice Michael Beusch,  

cancelliera Frida Andreotti. 

 

 
 

Parti 

 
A1._______ e A2._______, 

ricorrenti 1, 

 

B._______,  

ricorrente 2, 

  

entrambi patrocinati dall'avv. … 

 
 

 
contro 

 

 
Amministrazione federale delle contribuzioni, 

Eigerstrasse 65, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Assistenza amministrativa (CDI-USA). 

 

 

A-7399/2010 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

La Confederazione Svizzera (di seguito: Svizzera) e gli Stati Uniti 

d'America (di seguito: USA) hanno concluso il 19 agosto 2009 un Accordo 

concernente la domanda di assistenza amministrativa presentata dal-

l'Internal Revenue Service degli USA relativa a UBS SA, una società 

anonima di diritto svizzero (di seguito: Accordo 09; RU 2009 5669). 

La Svizzera si è impegnata a esaminare la domanda di assistenza ammi-

nistrativa presentata dagli USA sulla base dei criteri stabiliti nell'Allegato 

all'Accordo 09 e conformemente alla Convenzione del 2 ottobre 1996 tra 

la Confederazione Svizzera e gli Stati Uniti d'America per evitare le dop-

pie imposizioni in materia di imposte sul reddito (di seguito: CDI-USA 96, 

RS 0.672.933.61). Tramite il predetto Accordo, la Svizzera si è altresì as-

sunta l'impegno di dar seguito alla domanda di assistenza amministrativa 

formulata dagli USA riguardante circa 4'450 conti aperti o chiusi presso 

UBS SA e a istituire un'unità operativa speciale mediante la quale l'Ammi-

nistrazione federale delle contribuzioni (di seguito: AFC) fosse in grado di 

emanare le prime cinquecento decisioni finali riguardanti la trasmissione 

delle informazioni richieste entro novanta giorni dalla ricezione della do-

manda di assistenza amministrativa e le decisioni rimanenti, progres-

sivamente entro trecentosessanta giorni dalla ricezione della domanda. 

B.  

Il 31 agosto 2009 l'autorità fiscale americana, Internal Revenue Service in 

Washington D.C. (di seguito: IRS), ha presentato all'AFC una domanda di 

assistenza amministrativa sulla base dell'Accordo 09. Tale domanda era 

fondata sull'art. 26 CDI-USA 96, sul relativo Protocollo d'Accordo e sul 

Mutuo accordo del 23 gennaio 2003 concernente l'interpretazione del-

l'art. 26 CDI-USA 96 (di seguito: Accordo 03, pubblicato in: Pestaloz-

zi/Lachenal/Patry [curato da SILVIA ZIMMERMANN con la collaborazione di 

MARION VOLLENWEIDER], Rechtsbuch der schweizerischen Bundes-

steuern, Therwil, gennaio 2010, vol. 4, cifra I B h 69, allegato 1 per la 

versione in inglese e allegato 4 per la versione in tedesco). L'IRS ha 

richiesto informazioni concernenti i contribuenti americani che nel periodo 

1° gennaio 2001 – 31 dicembre 2008 disponevano del diritto di firma o di 

un altro diritto di disposizione su conti bancari detenuti, sorvegliati o gesti-

ti da una divisione di UBS SA oppure da una delle sue succursali o filiali 

in Svizzera. Trattavasi dei conti per i quali UBS SA non era in possesso 

del modulo "W-9" sottoscritto dal contribuente e non aveva annunciato al 

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fisco statunitense tramite il modulo "1099", a nome dei relativi contribuen-

ti, nei tempi e nella forma richiesti, i prelevamenti effettuati da quest'ultimi. 

C.  

Il 1° settembre 2009 l'AFC ha emanato una decisione nei confronti di 

UBS SA inerente l'edizione di documenti ai sensi dell'art. 20d cpv. 2 

dell'Ordinanza del 15 giugno 1998 concernente la Convenzione svizzero-

americana di doppia imposizione (di seguito: OCDI-USA, RS 

672.933.61). Tramite tale decisione, l'autorità federale ha deciso di avvia-

re la procedura di assistenza amministrativa e ha richiesto all'istituto ban-

cario, nei termini di cui all'art. 4 dell'Accordo 09, di trasmettere l'intera do-

cumentazione relativa ai clienti la cui situazione poteva rientrare nel 

campo di applicazione dei criteri previsti nell'Allegato dell'Accordo 09. 

D.  

Il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF), nella sentenza A-

7789/2009 del 21 gennaio 2010 (pubblicata parzialmente in 

DTAF 2010/7) ha accolto un ricorso contro una decisione finale dell'AFC 

concernente una contestazione di cui alla categoria cifra 2 lett. A/b 

(in seguito: categoria 2/A/b) dell'Allegato dell'Accordo 09, sancendo che 

tale Accordo rappresenta una cosiddetta composizione amichevole ai 

sensi dell'art. 25 CDI-USA 96 che non può né modificare né completare la 

vigente CDI-USA 96. Dovendo quindi far riferimento a tale Convenzione, 

ha stabilito che l'assistenza amministrativa andava accordata unicamente 

in caso di frode fiscale ma non di sottrazione d'imposta.  

Sulla base della predetta sentenza, dopo ulteriori negoziazioni, Svizzera 

e USA hanno sottoscritto il 31 marzo 2010 il Protocollo d'emendamento 

dell'Accordo tra la Confederazione Svizzera e gli Stati Uniti d'America 

concernente la domanda di assistenza amministrativa relativa a UBS SA 

presentata dall'IRS (Protocollo d'emendamento dell'Accordo di assistenza 

amministrativa, pubblicato in via straordinaria il 7 aprile 2010, RU 2010 

1459, di seguito: Protocollo 10). Giusta l'art. 3 cpv. 2 Protocollo 10, esso è 

stato applicato a titolo provvisorio fin dalla sua sottoscrizione. 

E.  

L'Accordo 09 e il Protocollo 10 sono stati approvati dall'Assemblea fe-

derale tramite il Decreto federale del 17 giugno 2010 che approva l'Accor-

do tra la Confederazione Svizzera e gli Stati Uniti d'America concernente 

la domanda di assistenza amministrativa relativa a UBS SA e il Protocollo 

d'emendamento (RU 2010 2907) e il Consiglio federale è stato autorizza-

to a ratificarli. La versione consolidata dell'Accordo 09 e del Protocollo 10 

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è denominata qui di seguito "Trattato 10" (RS 0.672.933.612). Il predetto 

Decreto non è stato sottoposto a referendum in materia di trattati 

internazionali giusta l'art. 141 cpv. 1 lett. d cifra 3 della Costituzione fede-

rale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101). 

F.  

Con sentenza A-4013/2010 del 15 luglio 2010 (pubblicata parzialmente in 

DTAF 2010/40) il TAF ha statuito in merito alla validità del Trattato 10. 

G.  

I dossier relativi ai coniugi A._______, presunti aventi diritto economico 

delle società C._______ Ltd., D._______ Ltd. e E._______Ltd. sono stati 

trasmessi da UBS SA all'AFC il 13 maggio 2010, rispettivamente il 

1° maggio 2010 e il 29 maggio 2010.  

Nelle tre singole decisioni finali emesse il 6 settembre 2010 e pervenute 

al patrocinatore dei coniugi A._______ il 15 settembre 2010, l'autorità 

inferiore, ritenendo adempiute tutte le condizioni di cui alla categoria 

2/B/a del Trattato 10, ha accordato l'assistenza amministrativa. 

H.  

I coniugi A._______ (di seguito: ricorrenti 1) nella loro qualità di presunti 

aventi diritto economico delle società C._______ Ltd. (di seguito: 

C._______), D._______ Ltd. (di seguito: D._______) e F._______ Ltd. (di 

seguito: F._______) e B._______, presunto effettivo avente diritto 

economico delle predette società (di seguito: ricorrente 2), sono insorti, 

per il tramite del loro patrocinatore, contro le tre decisioni 6 settembre 

2010 con ricorso inoltrato il 13 ottobre 2010 dinanzi al Tribunale am-

ministrativo federale.  

Protestando spese, tasse e ripetibili, con tale atto essi postulano l'annulla-

mento delle decisioni pronunciate dall'AFC che concedono l'assistenza 

amministrativa nella procedura che li concerne, previa assunzione di al-

cuni mezzi di prova nonché la traduzione in italiano della richiesta 

31 agosto 2009 dell'IRS. In limine litis chiedono altresì che sia fatto ordine 

all'autorità inferiore di produrre ogni documento atto ad accertare il 

numero di conti che sono stati trattati sino ad allora secondo i termini di 

cui all'Accordo 09 nonché il numero di conti per i quali l'IRS ha ricevuto 

informazioni da qualsiasi fonte a partire dal 18 febbraio 2009 giusta l'art. 3 

cpv. 4 dell'Accordo 09. In via principale sollecitano quindi che l'Accordo 

09 sia dichiarato incostituzionale, contrario all'ordine pubblico svizzero e 

privo di base legale, con conseguente constatazione della nullità della 

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decisione 1° settembre 2009 e delle tre decisioni finali rese dall'AFC il 

6 settembre 2010. In via subordinata postulano l'accoglimento del ricorso 

con conseguente annullamento delle tre decisioni impugnate poiché 

trattasi di fattispecie riferite alla semplice sottrazione d'imposta per la 

quale non è accordata l'assistenza amministrativa. 

I.  

Con risposta 13 dicembre 2010, l'AFC, riconfermandosi nelle proprie ar-

gomentazioni, ha postulato il rigetto del ricorso, ribadendo la fondatezza 

delle proprie decisioni e comunicando di affidarsi al giudizio dello 

scrivente Tribunale in merito alla ricevibilità del gravame nonché alla 

qualità di interporre ricorso del ricorrente 2, ritenuto come esso non 

figurasse quale destinatario delle decisioni rese il 6 settembre 2010.  

J.  

Il 14 febbraio 2011 i ricorrenti hanno replicato. Contestando totalmente le 

tesi presentate dall'autorità inferiore in sede di risposta, hanno ribadito le 

loro posizioni e le richieste formulate con ricorso 13 ottobre 2010. Circa la 

ricevibilità del ricorso, hanno sottolineato come il ricorrente 2 disponga 

della qualità per interporre ricorso poiché trattasi dell'unico vero benefi-

ciario economico delle relazioni UBS oggetto della presente procedura.  

K.  

L'AFC ha trasmesso la sua duplica il 9 marzo 2011. Confermando le 

proprie decisioni nonché quanto esposto in sede di risposta, ha contesta-

to recisamente ogni argomentazione invocata dai ricorrenti in replica. 

In considerazione di una recente sentenza del TAF, ha poi ridiscusso nel 

dettaglio l'adempimento dei criteri atti ad accordare l'assistenza ammini-

strativa relativi ai tre dossier oggetto della procedura, concludendo alla 

conferma dell'esistenza di un fondato sospetto per ogni fattispecie in 

esame e di conseguenza, ribadendo l'esito delle tre decisioni oggetto 

d'impugnazione. 

L.  

Con istanza di misure istruttorie 16 marzo 2011, i ricorrenti hanno chiesto 

l'assunzione di ulteriore documentazione prodotta, l'edizione di documenti 

da parte dell'AFC, nonché l'audizione di alcuni testimoni, quali nuovi 

mezzi di prova atti a provare l'inapplicabilità del Trattato 10 (versione 

consolidata dell'Accordo 09 e del Protocollo 10, cfr. sub. E). 

M.  

Tramite missiva 8 aprile 2011, i ricorrenti hanno postulato la facoltà di 

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prendere posizione in merito ai nuovi argomenti proposti dall'autorità 

inferiore in sede di duplica. Accolta tale richiesta da parte della scrivente 

Autorità giudiziaria, hanno quindi prodotto le loro osservazioni in data 

2 maggio 2011. Nelle medesime contestano le informazioni contenute in 

alcuni documenti che comproverebbero l'identità dell'avente diritto 

economico e chiedono l'audizione di una serie di testimoni. 

N.  

Con ordinanza 12 maggio 2011 lo scrivente Tribunale  – dando seguito 

allo scritto 9 maggio 2011 dei ricorrenti, tramite il quale hanno 

nuovamente sollecitato l'assunzione delle prove atte a comprovare 

l'adempimento del Trattato 10 – ha comunicato alle parti che le misure 

istruttorie postulate sarebbero state esaminate nella sentenza di merito. 

O.  

Essendo lo scrivente Tribunale l'ultima e l'unica istanza di ricorso a livello 

federale per i casi oggetto della presente procedura e ravvedendo nella 

mancata assunzione delle prove postulate con scritto 9 maggio 2011 una 

violazione del loro diritto di essere sentiti, in data 23 maggio 2011 

i ricorrenti hanno ancora una volta sollecitato il Tribunale amministrativo 

federale nell'assunzione delle misure istruttorie inerenti l'adempimento del 

Trattato 10. 

P.  

Con decisione incidentale 26 maggio 2011 la scrivente Autorità giudiziaria 

ha rilevato che la censura sollevata dai ricorrenti circa l'adempimento del 

Trattato 10, e con ciò la sua applicazione al caso concreto, era da 

considerarsi una mera questione di diritto. I mezzi di prova postulati dai 

ricorrenti risultavano quindi irrilevanti, di modo che, in questo contesto il 

diritto di far amministrare le prove non era dato. Sottolineando come i 

ricorrenti avessero già avuto modo di esprimersi al riguardo in svariate 

occasioni, lo scrivente Tribunale ha dunque ribadito che la predetta 

doglianza sarebbe stata giudicata con la sentenza di merito. 

Q.  

In data 28 giugno 2011 i ricorrenti hanno richiesto la sospensione della 

presente procedura in attesa della prima decisione resa dalla Corte 

europea dei diritti dell'uomo avente quale oggetto la condanna della 

Confederazione svizzera per la violazione della Convenzione del 4 no-

vembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà 

fondamentali (CEDU, RS 0.101) dovuta all'applicazione del Trattato 10. 

Richiesta respinta il 5 luglio 2011 dal Tribunale amministrativo federale, 

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che ha sottolineato in particolare come una sospensione sarebbe stata 

contraria al principio di celerità, così pure agli impegni internazionali presi 

dalla Svizzera in virtù del Trattato 10. 

R.  

Con ordinanza 6 ottobre 2011, lo scrivente Tribunale ha notificato alle par-

ti la sostituzione del giudice Pascal Mollard con il giudice Markus Metz, 

impartendo un termine per inoltrare un'eventuale domanda di ricusazione 

avverso il medesimo. Con tempestiva istanza 11 ottobre 2011, i ricorrenti 

hanno postulato la ricusa sia del giudice Markus Metz, sia dell'intero 

collegio giudicante, e ciò qualora fosse stato accertato che il livello della 

loro conoscenza della lingua italiana non fosse stato sufficiente per 

comprendere il senso del ricorso e dei successivi scritti da loro introdotti. 

S.  

In data 31 ottobre 2011, conformemente all'Ordinanza dell'Assemblea 

federale concernente l'aumento temporaneo del numero dei posti di 

giudice nel Tribunale amministrativo federale del 25 settembre 2009 

(RU 2009 5023), ha preso fine la carica per la quale era stata eletta la 

giudice Charlotte Schoder. Lo scrivente Tribunale ha quindi proceduto a 

comunicare alle parti la sostituzione della medesima con il giudice 

Michael Beusch. Con tempestiva istanza 8 novembre 2011, i ricorrenti 

hanno chiesto la ricusa sia del giudice Michael Beusch che dell'intero 

collegio giudicante nel caso in cui fosse stato accertato che il livello della 

loro conoscenza della lingua italiana non fosse stato sufficiente per 

comprendere il senso del ricorso e dei successivi scritti da loro introdotti.  

T.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, 

nei considerandi in diritto del presente giudizio. 

 
Diritto: 

1.  

Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni ai 

sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla proce-

dura amministrativa (PA, RS 172.021) emanate dalle autorità menzionate 

all'art. 33 della Legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 

2005 (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni di cui all'art. 32 LTAF 

(cfr. art. 31 LTAF). In particolare, le decisioni finali prese dall'Amministra-

zione federale delle contribuzioni in materia di assistenza amministrativa 

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sulla base dell'art. 26 CDI-USA 96 possono essere contestate davanti al 

Tribunale amministrativo federale conformemente all'art. 32 a contrario 

LTAF in relazione con l'art. 20k cpv. 1 OCDI-USA. La procedura dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale è retta dalla PA, per quanto la LTAF non 

disponga altrimenti (cfr. art. 37 LTAF). Il Tribunale amministrativo federale 

è dunque competente per giudicare la presente vertenza. 

2.   

2.1. In data 11 ottobre 2011 i ricorrenti hanno inoltrato un'istanza di ricusa 

avverso la nomina del giudice Markus Metz quale membro del collegio 

giudicante, estesa altresì nei confronti delle giudici Salome Zimmermann 

e Charlotte Schoder. Come esposto sub lett. S del presente giudizio, a 

partire dal 1° novembre 2011 la giudice Charlotte Schoder è stata sostitui-

ta dal giudice Michael Beusch. Anche contro la nomina di quest'ultimo è 

stata formulata un'istanza di ricusa in data 8 novembre 2011, del medesi-

mo tenore di quella dell'11 ottobre 2011, quindi parimenti estesa all'intero 

collegio giudicante. I ricorrenti dubitano difatti che il collegio giudicante 

disponga di un livello di conoscenza sufficiente della lingua italiana per 

poter comprendere in maniera approfondita gli atti e le posizioni giuridi-

che rilevanti per la presente procedura ricorsuale. Postulano pertanto in 

primo luogo l'accertamento del livello di conoscenza della lingua italiana 

dei tre giudici e nel caso in cui le loro nozioni linguistiche dovessero 

risultare insufficienti per comprendere il senso del ricorso e dei successivi 

scritti introdotti, chiedono la ricusazione del collegio. 

2.2. Alla procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale si appli-

cano per analogia le disposizioni della Legge sul Tribunale federale del 

17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110) concernenti la ricusazione (cfr. art. 34 

e segg. LTF) conformemente all'art. 38 LTAF. La decisione in merito alla 

domanda di ricusazione può essere presa senza che sia sentita la contro-

parte (cfr. art. 37 cpv. 2 LTF), in concreto, l'autorità inferiore.  

Poiché non può essere postulata la ricusazione di un intero collegio 

giudicante, ritenuto come i motivi di ricusa siano invocabili unicamente 

contro le singole persone che lo compongono (cfr. decisione del Tribunale 

federale 8C_102/2011 del 27 aprile 2011 consid. 2.2 con riferimenti ivi 

citati, ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren 

vor dem Bundesverwaltungsgericht, Basilea 2008 n. m. 3.70), la 

domanda di ricusazione verrà trattata come rivolta contro i giudici Salome 

Zimmermann, Markus Metz e Michael Beusch singolarmente. La doman-

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da di ricusa avverso la giudice Charlotte Schoder è priva di oggetto 

(cfr. consid. 2.1). 

2.3. Con scritti 14 ottobre 2011 e 11 novembre 2011, rispettivamente con 

nota agli atti 12 ottobre 2011, i predetti giudici hanno dichiarato sia di 

disporre di un livello di conoscenza della lingua italiana sufficiente per 

comprendere in maniera dettagliata il ricorso, i successivi scritti inoltrati 

dai ricorrenti, gli allegati come pure la giurisprudenza e la dottrina 

pertinenti, sia di non ritenersi prevenuti e parziali. 

2.4. Giusta l'art. 34 cpv. 1 LTF i giudici si ricusano se hanno un interesse 

personale nella causa (lett. a), se hanno partecipato alla medesima causa 

in altra veste, segnatamente come membri di un'autorità, consulenti giuri-

dici di una parte, periti o testimoni (lett. b), se sono congiunti o partner 

registrati di una parte, del suo patrocinatore o di una persona che ha 

partecipato alla medesima causa come membro dell'autorità inferiore ov-

vero convivono stabilmente con loro (lett. c), se sono parenti o affini in li-

nea retta, o in linea collaterale fino al terzo grado, con una parte, il suo 

patrocinatore o una persona che ha partecipato alla medesima causa co-

me membro dell'autorità inferiore (lett. d) o se per altri motivi, segnata-

mente a causa di rapporti di stretta amicizia o di personale inimicizia con 

una parte o il suo patrocinatore, potrebbero avere una prevenzione nella 

causa (lett. e). In merito all'ultimo motivo di ricusazione va precisato che, 

ai sensi dell'interpretazione finora data dalla giurisprudenza (concernente 

la vecchia Legge federale del 16 dicembre 1943 sull'organizzazione giudi-

ziaria [OG, CS 3 499]), lo stesso è invocabile sussidiariamente, ovverosia 

qualora i motivi qualificati delle lett. a-d non siano realizzati (cfr. ANDREAS 

GÜNGERICH, in: Hansjörg Seiler/Nicolas von Werdt/Andreas Güngerich, 

Bundesgerichtsgesetz [BGG]: Bundesgesetz über das Bundesgericht, 

Handkommentar, Berna 2007, N. 5 e segg. ad art. 34 LTF; decisione del 

Tribunale federale 2F_2/2007 del 25 aprile 2007 consid. 3.2). Sussiste 

quindi una legittima suspicione qualora le circostanze esposte, le quali da 

un esame oggettivo appaiono idonee, suscitano una certa diffidenza del-

l'imparzialità di un giudice (cfr. DTF 133 I 1 considd. 5.2 e 6.2, DTF 131 I 

113 consid. 3.4). Le disposizioni sulla ricusazione tutelano l'imparzialità e 

l'indipendenza della persona che ha la funzione di giudice. 

I ricorrenti medesimi non portano alcun elemento idoneo a suscitare l'ap-

parenza di una prevenzione e a far sorgere un rischio di parzialità per 

giustificare la ricusazione dei singoli membri del collegio giudicante. 

In particolare, non si vede in che modo una presunta, carente padro-

nanza della lingua italiana da parte dei giudici potrebbe condurre a sfavo-

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Pagina 10 

rire maggiormente i ricorrenti, rispetto all'autorità inferiore, ritenuto come 

l'intera procedura si sia svolta in italiano per entrambe le parti. 

2.5. Per quanto concerne la domanda di ricusazione formulata avverso la 

giudice Salome Zimmermann, va dipoi rilevato come la medesima è per-

altro tardiva. In effetti, con decisione incidentale 19 ottobre 2010 i ricor-

renti sono stati invitati a far valere nei suoi confronti degli eventuali motivi 

di ricusazione entro il 9 novembre 2010. Già allora erano quindi a 

conoscenza del fatto che essa potesse essere verosimilmente di madre 

lingua tedesca. Colui che non fa valere immediatamente i motivi di ricusa-

zione contro uno dei giudici non appena ne viene a conoscenza, rimanen-

do dunque silente, perde il diritto di invocare successivamente un'even-

tuale vizio di procedura (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. m. 

3.73). Nulla muta il fatto che quale terzo giudice del collegio giudicante 

fosse stato inizialmente designato Pascal Mollard, giudice di madre lingua 

francese. In effetti, se da un lato le conoscenze linguistiche di un giudice 

non danno alcuna indicazione in merito a quelle di un altro giudice, 

dall'altro la lingua madre non è un criterio per misurare il livello di cono-

scenza della lingua italiana di una persona. 

2.6. Come si evince da quanto indicato dai ricorrenti, in sostanza essi 

fanno riferimento all'art. 30 cpv. 1 Cost. secondo cui ognuno ha il diritto di 

essere giudicato da un tribunale fondato sulla legge, competente nel 

merito, indipendente e imparziale. Tramite la loro richiesta essi non invo-

cano la massima dell'indipendenza e dell'imparzialità del giudice in senso 

stretto, bensì la questione delle conoscenze linguistiche necessarie per 

esercitare l'attività di giudice presso il Tribunale amministrativo federale.  

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, tra l'indipendenza del 

giudice e la formazione richiesta, quale presupposto per esercitare la fun-

zione di giudice, esiste un legame, in quanto solo delle sufficienti specifi-

che conoscenze professionali consentono al giudice di formare autono-

mamente la propria volontà, nonché d'applicare in maniera corretta la 

legge. In sostanza, il giudice deve essere in grado di comprendere nel 

dettaglio la fattispecie, di farsi un'opinione al riguardo e d'applicare il 

diritto alla medesima (cfr. DTF 134 I 16 consid. 4.3 con rinvio a CORINA 

EICHENBERGER, Die Richterliche Unabhängigkeit als staatsrechtliches 

Problem, Berna 1960, pag. 234 e segg.; REGINA KIENER, Richterliche 

Unabhängigkeit, Berna 2001, pag. 263 e segg.). Qualora ciò non dovesse 

essere il caso, secondo la concezione del Tribunale federale citata 

poc'anzi, non si può parlare di processo equo. La richiesta relativa alle 

conoscenze di un giudice in concreto non deve essere esaminata in 

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Pagina 11 

relazione all'art. 6 CEDU, in quanto detta disposizione non è applicabile 

alla presente procedura (cfr. consid. 9.1.1 del presente giudizio). 

2.7. Il ragionamento dei ricorrenti difetta sotto due aspetti. Da un lato le 

asserite insufficienti conoscenze della lingua italiana dei giudici non 

lasciano presupporre che essi siano incapaci di esercitare la funzione di 

giudice del Tribunale amministrativo federale, dal momento che una can-

celliera di lingua madre italiana e con voto consultivo collabora con loro. 

Nel contesto di una fattispecie nella quale erano messe in dubbio le cono-

scenze giuridiche di un giudice popolare, il Tribunale federale ha difatti 

sancito che un cancelliere con una formazione giuridica può affiancare il 

giudice sia nell'esame delle questioni giuridiche di fondo che di eventuali 

difficoltà procedurali (cfr. DTF 134 I 16 consid. 4.3). Analogamente, la 

cancelliera di lingua madre italiana assegnata alla predente procedura 

può pertanto affiancare i giudici, qualora essi dovessero riscontrare delle 

difficoltà linguistiche, ciò che non è tuttavia qui il caso. Dall'altro lato, i tre 

giudici del collegio giudicante – come da essi medesimi indicato 

(cfr. consid. 2.3 del presente giudizio) – dispongono delle necessarie 

conoscenze linguistiche per comprendere a fondo il ricorso, gli scritti 

successivi introdotti dai ricorrenti, gli allegati di causa, nonché la giuri-

sprudenza e la dottrina pertinenti in materia. La censura secondo cui i 

giudici non disporrebbero di un livello di conoscenza sufficiente della 

lingua italiana è dunque priva di ogni fondamento. 

2.8. Stante quanto precede, è palese come le allegazioni dei ricorrenti 

non siano in grado di fondare la ricusazione da loro postulata. Poiché la 

domanda di ricusa è stata formulata sulla base di motivi privi di 

pertinenza, essa è inammissibile, ragion per la quale lo scrivente Tribuna-

le non deve entrare in materia. Dal momento che in concreto la procedura 

di ricusazione di cui all'art. 37 LTF non risulta necessaria, i giudici ricusati 

possono partecipare alla redazione della decisione di non entrata in 

materia (cfr. decisioni del Tribunale federale 8C_102/2011 del 27 aprile 

2011 consid. 2.2, 1B_107/2011 del 12 aprile 2011 consid. 3, 2C_223/2010 

del 19 novembre 2011 consid. 2.2 [in riferimento all'art. 34 cpv. 2 LTF], 

2C_71/2010 del 22 settembre 2010 consid. 2.2). Lo scrivente Tribunale 

non entra pertanto in materia sulla domanda di ricusazione, in quanto non 

è stato fatto valere alcun motivo pertinente atto a fondare la medesima.  

La suesposta argomentazione è peraltro stata confermata da parte del 

Tribunale federale con sentenze 2C_987/2011 e 2C_988/2011 del 

6 dicembre 2011. 

A-7399/2010 

Pagina 12 

3.  

3.1. La legittimazione delle parti al processo è una questione di diritto 

materiale (cfr. DTF 130 III 417 consid. 3.1) che deve essere esaminata 

d'ufficio dal giudice (cfr. DTF 126 III 59 consid. 1, DTF 113 II 345 consid. 

3d) in qualsiasi stadio del procedimento. Spetta al ricorrente portare la 

prova della propria legittimazione a ricorrere (cfr. DTF 134 II 45 consid. 

2.2.3). Essa deve essere dimostrata in maniera sostanziale nell'atto ricor-

suale (cfr. art. 52 cpv. 1 PA; DTF 134 II 45 consid. 2.2.3; ISABELLE HÄNER, 

in: Christoph Auer/Markus Müller/ Benjamin Schindler [ed.], Kommentar 

zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren [VwVG], Zurigo 2008, 

n. 2 ad art. 48 PA). Qualora la legittimazione non dovesse essere manife-

sta, è necessario che il ricorrente presenti una motivazione circostanziata 

(cfr. DTF 134 II 120 consid. 1). Nel caso in cui non sussiste la legittima-

zione a ricorrere o nei casi dubbi ove essa non è stata sufficientemente 

sostanziata, il Tribunale non entra in materia sul ricorso inoltrato (cfr. DTF 

134 II 45 consid. 2.2.3; FRANK SEETHALER/FABIA BOCHSLER, Praxis-

kommentar VwVG, n. 7 ad art. 48 PA). 

3.2. I ricorrenti 1, destinatari delle decisioni impugnate, hanno la qualità 

per ricorrere ex art. 48 cpv. 1 PA. Il loro gravame è stato interposto 

tempestivamente (cfr. artt. 20 segg. e 50 PA), nel rispetto delle esigenze 

di forma e di contenuto previste dalla legge (cfr. art. 52 PA).  

3.3. Quanto alla legittimazione del ricorrente 2 a impugnare le decisioni 

rese dall'autorità inferiore, si rileva come essa discenda dalla sua effettiva 

qualità di avente diritto economico degli averi di cui ai conti oggetto della 

presente procedura. Tale questione pregiudiziale verrà discussa a titolo 

eccezionale contestualmente all'esame degli elementi di diritto sostan-

ziale nel giudizio di merito (cfr. considerando 13 che segue; decisione del 

Tribunale amministrativo federale A-6538/2010 del 20 gennaio 2011 

consid. 3.2 con riferimenti ivi citati). 

4.  

Le decisioni impugnate rese il 6 settembre 2010 dall'AFC nei confronti dei 

ricorrenti 1 sono delle decisioni finali concernenti la trasmissione di infor-

mazioni che possono essere contestate dinanzi al Tribunale ammi-

nistrativo federale (cfr. art. 32 a contrario LTAF e art. 20k cpv. 1 OCDI-

USA). All'opposto, ogni decisione anteriore alla decisione finale, compre-

sa quella relativa a misure coercitive, è immediatamente esecutiva e può 

essere impugnata solo congiuntamente alla decisione finale (cfr. art. 20k 

A-7399/2010 

Pagina 13 

cpv. 4 OCDI-USA). Di conseguenza, la conclusione dei ricorrenti tendente 

a che la decisione 1° settembre 2009 dell'AFC che impone a UBS SA il 

trasferimento delle informazioni sia dichiarata nulla, è irricevibile. In effetti, 

in virtù dell'effetto devolutivo, la decisione anteriore, che è parte della de-

cisione finale, non può essere contestata separatamente (cfr. decisione 

del Tribunale federale 2C_186/2010 del 18 gennaio 2010, consid. 3.4; 

DTF 134 II 142 consid. 1.4; DTF 126 II 300 consid. 2a pag. 302 e segg., 

cfr. parimenti decisione del Tribunale amministrativo federale A-

6258/2010 del 14 febbraio 2011 consid. 1.4 con riferimenti citati).  

5.  

5.1. Giusta l'art. 25 cpv. 2 PA, la domanda tendente all'ottenimento di una 

decisione d'accertamento dev'essere accolta qualora il richiedente di-

mostri di avere un interesse degno di protezione. Secondo la giurispru-

denza, l'autorità può emanare una decisione d'accertamento in base agli 

artt. 5 cpv. 1 lett. b e 25 PA, soltanto se viene comprovata l'esistenza di 

un interesse giuridico attuale, degno di protezione, alla constatazione im-

mediata di un diritto o all'assenza dello stesso, allorché nessun interesse 

importante fondato sul diritto pubblico o privato vi si oppone e, a condizio-

ne che l'interesse degno di protezione non possa essere salvaguardato 

con una decisione costitutiva di diritti o di obblighi. Un interesse di fatto è 

sufficiente, purché si tratti di un interesse immediato. L'interesse degno di 

protezione fa difetto quando è proponibile una decisione condannatoria. 

Questa restrizione si applica sia in ambito civile che in quello amministra-

tivo, nel senso che il diritto di ottenere una decisione di accertamento è 

sussidiario a quello dell'ottenimento di una decisione condannatoria 

(cfr. DTF 129 V 289 consid. 2.1 e DTF 114 IV 203 consid. 2c con riferi-

menti, DTAF 2010/12 consid. 2.3, decisioni del Tribunale amministrativo 

federale A-6903/2010 del 23 marzo 2011 consid. 1.4.1 e A-6556/2010 del 

7 gennaio 2011 consid. 1.6.1 con riferimenti; decisione del Tribunale 

Cantonale delle Assicurazioni della Repubblica e Cantone Ticino del 

25 novembre 1993 apparsa in Rivista di diritto amministrativo e tributario 

ticinese [RDAT] I-1994, n. 76, pag. 199 con i numerosi rinvii a 

giurisprudenza e dottrina).  

5.2. I ricorrenti postulano in via principale, contestualmente all'accogli-

mento del ricorso, la dichiarazione da parte dello scrivente Tribunale che 

l'Accordo 09 è incostituzionale, contrario all'ordine pubblico svizzero, ri-

spettivamente privo di base legale e quindi non vincolante per le Autorità 

giudiziarie svizzere. Simile domanda non è altro che una domanda di 

accertamento: in quanto tale, essa è irricevibile, dal momento che l'auto-

A-7399/2010 

Pagina 14 

rità inferiore ha emanato una decisione formatrice e che i ricorrenti posso-

no ottenere dal presente Tribunale una decisione costitutiva di diritti e di 

obblighi (cfr. decisione del Tribunale federale 2C_162/2010 del 21 luglio 

2010 consid. 2.1; decisione del Tribunale amministrativo federale A-

6903/2010 del 23 marzo 2011 consid. 1.4.2 con riferimenti ivi citati). 

5.3. Fatta eccezione per le considerazioni di cui ai considerandi 4 e 5.2 

che precedono, il ricorso è ricevibile in ordine e deve quindi essere 

esaminato nel merito.  

6.  

6.1. Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del 

potere di apprezzamento (cfr. art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (cfr. art. 49 lett. b PA) e l'inade-

guatezza (cfr. art. 49 lett. c PA; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., 

n. m. 2.149; ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, Allgemeines 

Verwaltungsrecht, 6. ed., Zurigo/San Gallo 2010, n. 1758 segg.). Il diritto 

federale ai sensi dell'art. 49 lett. a PA comprende parimenti i diritti 

costituzionali dei cittadini (cfr. ALFRED KÖLZ/ISABELLE HÄNER, Verwal-

tungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2. ed., Zurigo 

1998, cifra 621). Il diritto convenzionale ne fa ugualmente parte (cfr. DTF 

132 II 81 consid. 1.3 e le referenze ivi citate; decisioni del Tribunale am-

ministrativo federale A-4935/2010 dell'11 ottobre 2010 consid. 3.1 e A-

4936/2010 del 21 settembre 2010 consid. 3.1). Unicamente la violazione 

di disposizioni direttamente applicabili in una fattispecie concreta ("self-

executing") contenute nei trattati internazionali può essere invocata dai 

privati davanti ai tribunali. Visto che essi possono contenere delle norme 

direttamente applicabili ed altre che non lo sono, la loro qualificazione 

deve avvenire per via interpretativa (cfr. DTF 121 V 246 consid. 2b; deci-

sioni del Tribunale amministrativo federale A-6258/2010 del 14 febbraio 

2011 consid. 2.1 e A-4013/2010 del 15 luglio 2010 consid. 1.2. con rinvii). 

6.2. Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi 

addotti (cfr. art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della 

decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 

2007/41 consid. 2; PIERRE MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit administratif, vol. 

II, 3. ed., Berna 2011, no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della massima 

inquisitoria e dell'applicazione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati: 

l'autorità competente procede difatti spontaneamente a constatazioni 

complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure sol-

A-7399/2010 

Pagina 15 

levate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 122 V 157 consid. 

1a; DTF 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3; KÖLZ/HÄNER, 

op. cit., cifra 677). Secondo il principio di articolazione delle censure 

("Rügeprinzip") l'autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure 

che non appaiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla 

constatazione e presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza 

sostanziate (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. m. 1.55). 

Il principio inquisitorio non è quindi assoluto, atteso che la sua portata è 

limitata dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione della causa 

(cfr. DTF 128 II 139 consid. 2b). Il dovere processuale di collaborazione 

concernente in particolare il ricorrente che interpone un ricorso al 

Tribunale nel proprio interesse, comprende, in particolare, l'obbligo di 

portare le prove necessarie, d'informare il giudice sulla fattispecie e di 

motivare la propria richiesta, ritenuto che in caso contrario arrischierebbe 

di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (cfr. art. 52 

PA; cfr. DTF 119 II 70 consid. 1; decisione del Tribunale amministrativo 

federale A-6455/2010 del 31 marzo 2010 consid. 2.3 con i riferimenti ivi 

citati). Il Tribunale amministrativo federale accerta quindi, con la 

collaborazione delle parti, i fatti determinanti per la soluzione della 

controversia, assume le prove necessarie e le valuta liberamente (cfr. 

artt. 12, 13 e 19 PA in relazione con l'art. 40 della Legge di procedura 

civile federale del 4 dicembre 1947 [PC, RS 273]). Ciò vale anche nel 

caso della valutazione di documenti probatori (cfr. art. 12 lett. a PA). 

L'autorità di ricorso non deve quindi stabilire i fatti ab ovo. Nel contesto 

della presente procedura occorre piuttosto verificare i fatti ritenuti 

dall'autorità inferiore e correggerli o eventualmente completarli 

(cfr. decisione del Tribunale amministrativo federale A-6258/2010 del 

14 febbraio 2011 consid. 2.3 con riferimenti ivi citati; cfr. parimenti 

MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. m. 1.52).  

7.  

I ricorrenti sostengono che il loro diritto di essere sentito sia stato leso, e 

meglio nelle circostanze di cui si dirà appresso. 

7.1. Il diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la cui vio-

lazione implica, di principio, l'annullamento della decisione resa dall'au-

torità, indipendentemente dalle possibilità di successo del ricorso nel me-

rito (cfr. DTF 132 V 387 consid. 5.1 con rinvii, DTAF 2009/36 consid. 7). 

Tale doglianza deve quindi essere esaminata prioritariamente dall'autorità 

di ricorso (cfr. DTF 127 V 431 consid. 3d/aa e DTF 124 I 49 consid. 1). 

Il diritto di essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., garantisce all'in-

A-7399/2010 

Pagina 16 

teressato il diritto di esprimersi prima che sia resa una decisione sfavore-

vole nei suoi confronti, il diritto di prendere visione dell'incarto, la facoltà 

di offrire mezzi di prova su fatti suscettibili di influire sul giudizio, di esiger-

ne l'assunzione, di partecipare alla loro assunzione e di potersi esprimere 

sulle relative risultanze, nella misura in cui esse possano influire sulla de-

cisione (cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1, pag. 293 con rinvii; decisioni del 

Tribunale federale 4A_35/2010 del 19 maggio 2010 e 8C_321/2009 del 

9 settembre 2009; decisioni del Tribunale amministrativo federale A-

2014/2011 del 4 agosto 2011 consid. 5.3.1 e A-7094/2010 del 21 gennaio 

2011 consid. 3.2. con riferimenti). Tale garanzia non serve solo a chiarire i 

fatti, bensì rappresenta anche un diritto individuale di partecipare alla pro-

nuncia di una decisione mirata sulla persona in quanto tale. Il diritto di es-

sere sentito è quindi da un lato, il mezzo d'istruzione della causa, dall'al-

tro un diritto della parte di partecipare all'emanazione della decisione che 

concerne la sua situazione giuridica; garantisce l'equità del procedimento 

(cfr. ADELIO SCOLARI, Diritto amministrativo, Parte generale, Cadenazzo 

2002, nn. 483 e 484 con riferimenti; ULRICH HÄFELIN/ WALTER HALLER/ 

HELEN KELLER, Schweizerisches Bundesstaatsrecht, 7. ed., Zuri-

go/Basilea/Ginevra 2008, n. 835). 

7.2. I ricorrenti censurano implicitamente una violazione del loro diritto di 

essere sentiti siccome le tre decisioni impugnate sarebbero state 

succintamente motivate. 

7.2.1. La giurisprudenza ha dedotto il dovere per l'autorità di motivare la 

sua decisione dal diritto di essere sentito. A livello procedurale, tale 

garanzia è ancorata all'art. 35 PA. Scopo di ottenere una decisione moti-

vata è che il destinatario possa comprendere le ragioni della medesima e, 

se del caso, impugnarla in piena coscienza di causa e che l'autorità di 

ricorso possa esercitare il suo controllo (cfr. DTF 134 I 83 consid. 4.1, 

DTF 129 I 232 consid. 3.2 con riferimenti, DTF 126 I 97 consid. 2b). 

È quindi sufficiente che l'autorità si esprima sulle circostanze significative 

atte ad influire in un modo o nell'altro sul giudizio di merito. L'autorità non 

è tuttavia tenuta a prendere posizione su tutti i fatti, le censure e i mezzi 

di prova invocati dal ricorrente, ma può limitarsi ad esporre le sole 

circostanze rilevanti per la decisione (cfr. DTF 130 II 530 consid. 4.3, la 

già citata DTF 129 II 232 consid. 3.2; DTF 126 I 97 consid. 2b; decisioni 

del Tribunale amministrativo federale A-6939/2010 del 27 giugno 2011 

consid. 2.1, A-6258/2010 del 14 febbraio 2011 consid. 5.2.2 con riferi-

menti ivi citati; DTAF 2009/35 consid. 6.4.1; RENE RHINOW/HEINRICH KOL-

LER/CHRISTINA KISS/DANIELA THURNHERR/DENISE BRÜHL-MOSER, Oeffent-

liches Prozessrecht, 2. ed., Basilea 2010, n. 437; LORENZ KNEUBÜHLER, 

A-7399/2010 

Pagina 17 

Die Begründungspflicht. Eine Untersuchung über die Pflicht der Behörden 

zur Begründung ihrer Entscheide, Berna/Stoccarda/Vienna 1998, pag. 29 

segg.). L'ampiezza della motivazione non può peraltro essere stabilita in 

modo uniforme. Essa va determinata tenendo conto dell'insieme delle 

circostanze della fattispecie e degli interessi della persona toccata 

nonché applicando i principi sviluppati dalla giurisprudenza del Tribunale 

federale. La motivazione può anche essere sommaria, ma vi si devono 

perlomeno dedurre gli elementi essenziali sui quali l'autorità si è fondata 

per rendere il proprio giudizio (cfr. SCOLARI, op. cit., n. 531 con i numerosi 

riferimenti giurisprudenziali citati). A titolo eccezionale, la violazione del-

l'obbligo di motivazione può essere sanata nella procedura di ricorso, se i 

motivi determinanti sono stati addotti in risposta dall'autorità, se il ricor-

rente ha potuto commentarli in un successivo memoriale e, soprattutto, 

se il potere d'esame della giurisdizione competente non è più ristretto di 

quello dell'istanza inferiore (DTF 126 I 72 consid. 2 con numerosi rinvii; 

DTF 116 V 28 consid. 3; decisione del Tribunale amministrativo federale 

A-6242/2010 dell'11 luglio 2011 consid. 2.1 BLAISE KNAPP, Précis de droit 

administratif, 4. ed., Basilea 1991, pagg 150-151).  

7.2.2. Nelle tre decisioni impugnate, dopo aver illustrato i requisiti posti 

dalla categoria 2/B/a che interessa le tre fattispecie oggetto della presen-

te procedura, l'autorità inferiore ha illustrato l'adempimento dei predetti 

requisiti nei tre casi, prendendo altresì posizione in merito alle opposizioni 

formulate dai ricorrenti (cfr. motivazioni esposte ai considerandi 4 e 6 

della predette decisioni alle quale si rimanda). Come detto al conside-

rando che precede, è sufficiente che l'autorità prenda posizione sulle 

circostanze significative atte ad influire in un modo o nell'altro sul giudizio 

di merito. Ciò che l'AFC ha fatto illustrando l'adempimento dei requisiti 

della categoria 2/B/a del Trattato 10 nelle tre decisioni oggetto di ricorso, 

le quali pertanto soddisfano l'esigenza di motivazione derivante dal diritto 

di essere sentito. Tale censura è quindi priva di ogni fondamento. 

7.3.  

7.3.1. I ricorrenti censurano un'ulteriore violazione del loro diritto di essere 

sentiti poiché la richiesta di assistenza 31 agosto 2009 dell'IRS redatta in 

lingua inglese, avrebbe dovuto essere tradotta conformemente all'art. 28 

cpv. 5 della Legge federale del 20 marzo 1981 sull’assistenza interna-

zionale in materia penale (Assistenza in materia penale, AIMP, RS 351.1).  

Lo scrivente Tribunale ha già avuto modo di pronunciarsi in merito alla 

predetta doglianza con sentenza A-7729/2010 del 25 ottobre 2011 

A-7399/2010 

Pagina 18 

respingendo la medesima (cfr. consid. 3.2 della citata sentenza). 

Rilevando come sulla base del Trattato 10, la domanda di assistenza può 

essere presentata in lingua inglese, il TAF ha evidenziato come l'AIMP 

non è in principio applicabile nelle procedure di assistenza amministra-

tiva. Tale giurisprudenza non può che essere confermata anche in questa 

sede: la censura va dunque respinta. 

7.3.2. I ricorrenti sostengono dipoi come l'analisi della predetta richiesta 

31 agosto 2011 avrebbe posto seri problemi di comprensione sia ai 

destinatari della medesima, in quanto contribuenti con conoscenze 

minime della lingua inglese, che a persone cognite della lingua, peraltro 

con formazione giuridica. Chiedono quindi in limine litis che lo scrivente 

Tribunale ordini la traduzione ufficiale in italiano della predetta richiesta. 

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, né l'art. 6 CEDU, né la 

garanzia costituzionale del diritto di essere sentito conferiscono alla parte 

interessata da un procedimento il diritto di ottenere una traduzione nella 

propria lingua degli atti di un incarto redatti in un idioma nel quale esso 

non ha la padronanza. Di principio, spetta alla parte interessata farsi 

tradurre gli atti ufficiali di un incarto (cfr. DTF 131 V 35 consid. 3.3 con 

riferimenti citati, DTF 127 V 219 consid. 2b/bb, DTF 115 Ia 65 consid. 6; 

decisione del Tribunale amministrativo federale C-7871/2009 del 25 mag-

gio 2010 consid. 3). Con riferimento al caso concreto, a giusto titolo l'AFC 

non ha proceduto alla traduzione della domanda di assistenza (cfr. deci-

sione del Tribunale amministrativo federale A-4835/2010 dell'11 gennaio 

2011 consid. 4.3.4). La postulata richiesta di traduzione è quindi respinta. 

7.4. I ricorrenti adducono che un'ulteriore violazione del loro diritto di es-

sere sentiti è ravvisabile nella decisione della Svizzera e degli USA di 

mantenere segreti i criteri sviluppati nell'Allegato all'Accordo 09, che ha 

impedito loro di prendere pienamente cognizione dell'oggetto della do-

manda di assistenza 31 agosto 2009 e della susseguente decisione del-

l'AFC 1° settembre 2009. 

7.4.1. Nella procedura legislativa non esiste alcun diritto di essere sentito 

(cfr. DTF 123 I 63 consid. 2 con i vari rinvii,  HÄFELIN/HALLER/KELLER, 

op. cit., n. 837; MOOR/POLTIER, op. cit., n. 2.2.7.2, pagg. 317-318). 

Tale garanzia non può pertanto essere invocata nei confronti di atti 

normativi, i quali sono adottati nel rispetto della loro procedura, stabilita 

secondo i principi dell'organizzazione democratica (cfr. MOOR/POLTIER, 

op. cit., n. 2.2.7.2, pagg. 317-318). La clausola di segretezza di cui 

all'art. 6 Trattato 10 non ha dunque leso in alcun modo il diritto di essere 

A-7399/2010 

Pagina 19 

sentito dei ricorrenti, visto che nella procedura legislativa, essi non ne 

sono titolari (cfr. decisione del Tribunale amministrativo federale A-

7711/2010 del 7 ottobre 2011 consid. 3.3). 

7.4.2. In merito alla decisione 1° settembre 2009, si precisa quanto 

segue. Conformemente ai disposti dell'art. 20e OCDI-USA, l'AFC era te-

nuta a notificare la predetta decisione alle persone interessate aventi 

designato un mandatario in Svizzera autorizzato a ricevere le notifi-

cazioni. Ciò che l'autorità ha effettivamente fatto, ma, per forza di cose, 

solo non appena è venuta in possesso delle informazioni richieste a UBS 

SA proprio tramite la decisione 1° settembre 2009, che ha permesso di 

individuare concretamente l'identità delle persone toccate dalla domanda 

di assistenza amministrativa. La decisione 1° settembre 2009 – peraltro 

pubblicata sul sito internet dell'autorità inferiore il 15 settembre 2009 

(cfr. decisione del Tribunale amministrativo federale A-6258/2010 del 

14 febbraio 2011 consid. 5.3.3) – era quindi necessaria, poiché sulla base 

dei criteri astratti contenuti nell'allora vigente Accordo 09 non era possibi-

le individuare concretamente i destinatari della domanda di assistenza. 

I ricorrenti sono quindi venuti a conoscenza dei criteri contenuti nell'Al-

legato nonché della decisione 1° settembre 2009 allorquando l'AFC ha 

ottenuto le informazioni da parte di UBS SA. Nel caso concreto, ciò è 

avvenuto per le tre relazioni bancarie a partire dalla ricezione della 

missiva dell'AFC del 22 giugno 2010 (cfr. incarto AFC, ***). Essi hanno 

dunque avuto tempo sino al 4 agosto 2010 per prendere posizione in 

merito e quindi per esercitare il loro diritto di essere sentiti, chiaramente 

riferito alle fattispecie. Neppure la decisione 1° settembre 2009 ha quindi 

leso il diritto di essere sentiti dei ricorrenti. Per il che, anche questa 

censura si rivela del tutto destituita di ogni fondamento.  

8.  

I ricorrenti sollevano numerose censure in merito alla validità e all'applica-

bilità degli Accordi conclusi tra Svizzera e USA nella fattispecie. 

In particolare, nel gravame essi contestano dapprima l'Accordo 09 

(cfr. punto III. A), nel seguito l'Accordo 09 emendato mediante il Pro-

tocollo d'emendamento del 31 marzo 2010 (cfr. punto III. B), quindi la 

decisione 1° settembre 2009 dell'AFC (cfr. punto III. C) e per finire le tre 

decisioni finali emesse dall'autorità inferiore in data 6 settembre 2010 

(cfr. punto III. D). Anche in sede di replica, ribadendo le loro posizioni, 

discutono nuovamente la validità e l'applicabilità dell'Accordo 09. 

A-7399/2010 

Pagina 20 

Prima di procedere con la disamina delle svariate censure ricorsuali, oc-

corre avantutto precisare quanto segue. Come esposto nel presente 

giudizio sub lett. E., l'Accordo 09 e il Protocollo 10 sono stati approvati 

dall'Assemblea federale tramite il Decreto federale del 17 giugno 2010 

(RU 2010 2907). La Svizzera ha quindi notificato agli USA il medesimo 

giorno l'adempimento delle procedure interne d'approvazione secondo 

l'art. 3 cpv. 2 del Protocollo 10. Tale versione consolidata dell'Accordo 09 

e del Protocollo 10 è, come detto, denominata "Trattato 10".  

Il Trattato 10 è un trattato internazionale autonomo e non, come l'Accordo 

09, una composizione amichevole che si muove entro i limiti del quadro 

giuridico della CDI-USA 96 (cfr. lett. D del presente giudizio). Esso va 

dunque posto sul medesimo rango della CDI-USA 96 (cfr. DTAF 2010/40 

consid. 6.2.2 nonché, tra le molte decisioni del Tribunale amministrativo 

federale, A-6662/2010 del 27 giugno 2011 consid. 4.2, così pure lett. F del 

presente giudizio). Lo scrivente Tribunale procederà quindi nell'esame 

delle doglianze ricorsuali secondo i disposti del Trattato 10, base legale 

applicabile alla presente procedura. 

9.  

Come esposto in narrativa, i ricorrenti contestano la validità e l'applica-

bilità del Trattato 10.  

9.1. Essendosi già espresso in merito a parecchie delle censure ricorsuali 

sollevate nel gravame in numerose altre sentenze pubblicate – in partico-

lare nella già citata sentenza pilota A-4013/2010 del 15 luglio 2010 

(pubblicata parzialmente in DTAF 2010/40) – lo scrivente Tribunale 

procederà qui di seguito a un'esposizione delle medesime in sunto, 

richiamando la costante giurisprudenza in materia, che viene confermata 

anche in questa sede. 

9.1.1. Il Trattato 10 è un trattato internazionale autonomo, vincolante nel-

l'ordinamento giuridico svizzero. Né il diritto interno, né la prassi consen-

tono di derogarvi. Il Tribunale amministrativo federale è tenuto, conforme-

mente all'art. 190 Cost., ad applicare il diritto internazionale quand'anche 

fosse contrario alla Costituzione federale. In ogni caso, non è possibile 

esaminare la conformità del diritto internazionale con le leggi federali, in 

particolare se esso è più recente (cfr. la citata DTAF 2010/40 consid. 3 

con i numerosi riferimenti ivi menzionati).  

A-7399/2010 

Pagina 21 

Il diritto internazionale, le cui fonti sono codificate all'art. 38 dello Statuto 

della Corte internazionale di Giustizia del 26 giugno 1945 (RS 0.193.501), 

regola in particolare il rapporto tra gli Stati. Le norme di diritto interna-

zionale si basano sul diritto consuetudinario il quale è codificato nella 

Convenzione di Vienna del 23 maggio 1969 sul diritto dei trattati 

(CV, RS 0.111, entrata in vigore per la Svizzera il 6 giugno 1990). I trattati 

internazionali ai sensi dell'art. 2 cpv. 1 lett. a CV – tra i quali anche il 

Trattato 10 – vanno interpretati secondo le disposizioni della CV (cfr. la 

citata decisione A-4013/2010 considd. 8.1 e 4.6 con rinvii). L'art. 26 CV, 

quale norma consuetudinaria di diritto internazionale, sancisce il principio 

secondo cui ogni trattato in vigore vincola le Parti contraenti e queste 

devono eseguirlo in buona fede (pacta sunt servanda). Il termine "parte" 

indica uno Stato che ha consentito ad essere vincolato dal trattato 

(cfr. art. 2 cpv. 1 lett. g CV). Giusta l'art. 27 CV, tranne nel caso di una 

manifesta violazione della regolamentazione delle competenze (cfr. 

art. 46 CV), una parte non può di principio invocare le disposizioni della 

propria legislazione interna per giustificare la mancata esecuzione di un 

trattato (cfr. DTF 124 II 293 consid. 4 e DTF 120 Ib 360 consid. 2c). Di 

conseguenza, malgrado le disposizioni del loro ordinamento interno gli 

Stati sono obbligati a rispettare le obbligazioni derivanti dal diritto 

internazionale. Ogni violazione di un trattato configura una violazione del 

diritto internazionale per la quale lo Stato che ha agito in tal modo 

dev'esserne ritenuto responsabile (cfr. DTAF 2010/40 consid. 4.2 con i 

riferimenti ivi citati e DTAF 2010/7 consid. 3.3.3 con riferimenti). 

Come detto, il Trattato 10 è un trattato internazionale autonomo che va 

dunque posto sul medesimo rango della CDI-USA 96 (cfr. DTAF 2010/40 

consid. 6.2.2). Visto che entrambi gli accordi sono stati conclusi tra le 

medesime Parti, conformemente all'art. 30 cpv. 3 CV, il trattato anteriore 

non si applica che nella misura in cui le sue disposizioni siano compatibili 

con quelle del trattato posteriore (principio della lex posterior). Fra l'altro, 

l'art. 7a del Trattato 10 precisa che ai fini dell'esecuzione della domanda 

di assistenza amministrativa formulata dall'IRS il 31 agosto 2009, in caso 

di disposizioni discordanti, esso prevale sull'esistente CDI-USA 96 così 

pure sull'Accordo 03. Nel contesto della predetta domanda di assistenza, 

il Trattato 10 prevale dunque sugli accordi conclusi anteriormente (cfr. tra 

le molte decisioni del Tribunale amministrativo federale, A-6053/2010 del 

10 gennaio 2011 consid. 4). La CDI-USA 96 torna tuttavia d'applicazione, 

allorquando il Trattato 10 non contiene delle norme che vi differiscano. 

Ciò vale in particolare per il diritto procedurale, per il quale è applicabile la 

OCDI-USA, per quanto il Trattato 10 non preveda delle norme proprie, 

così come risulta peraltro dal suo art. 1 cpv. 2 (cfr. tra le molte decisioni 

A-7399/2010 

Pagina 22 

del Tribunale amministrativo federale, A-6053/2010 del 10 gennaio 2011 

consid. 3; A-4911/2010 del 30 novembre 2010 consid. 3 così pure la già 

citata A-4013/2010 considd. 2.1 e segg. e 6). 

Per determinare il rapporto tra le disposizioni che regolano il medesimo 

oggetto previste nel Trattato 10, nella CDI-USA 96, nella CEDU e nel 

Patto internazionale del 16 dicembre 1966 relativo ai diritti civili e politici 

(Patto ONU II, RS 0.103.2), occorre far riferimento all'art. 30 CV. Nella 

predetta sentenza DTAF 2010/40, lo scrivente Tribunale ha sancito che i 

disposti del Trattato 10 prevalgono sulle altre disposizioni di diritto 

internazionale, compresi gli artt. 8 CEDU (diritto al rispetto della vita pri-

vata e familiare) e 17 Patto ONU II (divieto e tutela contro interferenze od 

offese arbitrarie o illegittime nella sfera privata e personale) poiché tali 

norme non appartengono al diritto internazionale imperativo. Gli importan-

ti interessi economici della Svizzera, come pure l'interesse a rispettare gli 

impegni internazionali presi, prevalgono inoltre sull'interesse individuale 

delle persone toccate dalla domanda di assistenza amministrativa a tene-

re segreta la propria situazione patrimoniale (cfr. la citata DTAF 2010/40 

considd. 4.5 e 6 con riferimenti). Le garanzie procedurali sancite dall'art. 6 

CEDU (diritto ad un equo processo) non si applicano in materia di 

assistenza amministrativa (cfr. la già citata DTAF 2010/40 consid. 5.4.2). 

Un trattato internazionale può essere applicato a titolo provvisorio in at-

tesa della sua effettiva entrata in vigore allorquando esso medesimo di-

spone in tal modo o quando gli Stati contraenti avevano in una qualche 

altra maniera così convenuto durante i negoziati (cfr. art. 25 cpv. 1 CV). 

L'art. 9 del Trattato 10 e l'art. 3 cifra 2 del Protocollo 10 prevedono 

espressamente l'applicazione provvisoria. Entrambi i predetti testi erano 

quindi validamente in vigore allorquando il Trattato 10 non lo era ancora 

formalmente (cfr. la citata decisione DTAF 2010/40 considd. 4.3 e 5.3.5).  

L'irretroattività di un trattato internazionale è la regola (cfr. art. 28 CV). 

Gli Stati contraenti sono tuttavia liberi sia di concordare esplicitamente 

l'applicazione retroattiva del trattato, sia di prevederla implicitamente 

(cfr. la citata DTAF 2010/40 consid. 4.4 nonché decisione del Tribunale 

amministrativo federale A-4835/2010 dell'11 gennaio 2011 consid. 5.1.5). 

Delle regole di procedura sono peraltro state applicate retroattivamente a 

dei fatti anteriori, in quanto il divieto dell'irretroattività è valido unicamente 

per il diritto penale materiale e non per il diritto procedurale, del quale 

fanno parte le disposizioni in materia di assistenza amministrativa 

(cfr. oltre alla succitata DTAF 2010/40, le decisioni del Tribunale ammini-

A-7399/2010 

Pagina 23 

strativo federale A-7014/2010 del 3 febbraio 2011 consid. 4.1.5 e A-

4876/2010 dell'11 ottobre 2010 consid. 3.1).  

Le Parti contraenti hanno voluto del resto applicare il Trattato 10 a dei fatti 

accaduti prima della sua sottoscrizione. Tale volontà d'applicazione retro-

attiva dell'allora vigente Accordo 09 risulta chiaramente dai criteri per la 

concessione dell'assistenza amministrativa di cui all'Allegato al predetto 

Trattato. A prescindere quindi da quanto previsto al suo art. 8, ossia la 

sua entrata in vigore al momento della firma, Svizzera e USA hanno vo-

luto attribuire al Trattato 10 un effetto retroattivo (cfr. decisioni del Tribuna-

le amministrativo federale A-7014/2010 del 3 febbraio 2011 consid. 4.1.5 

e A-7094/2010 del 21 gennaio 2010 consid. 4.1.4). 

Come detto in precedenza, una parte contraente non può in principio 

invocare la violazione di una disposizione del suo diritto interno 

concernente la competenza a concludere trattati per infirmare il proprio 

consenso ad esserne vincolato. Giusta l'art. 46 CV, unicamente se la 

violazione è manifesta e riguarda una norma di importanza fondamentale 

del proprio diritto interno è possibile invalidare il trattato. Nel caso 

concreto, un eventuale mancato rispetto delle competenze previste dal 

diritto interno per la procedura d'approvazione non potrebbe dunque 

essere eccepito alla validità del Trattato 10, visto che una simile 

violazione non avrebbe potuto essere notoria agli USA. Ciò vale altresì 

sia per l'esenzione del Trattato 10 dall'assoggettamento a referendum 

(facoltativo), sia per la determinazione da parte del Consiglio federale 

dell'applicazione provvisoria del Trattato (cfr. la citata DTAF 2010/40 

considd. 5.3.4 e 5.3.5). Non occorre quindi esaminare se il Consiglio 

federale ha effettivamente osservato le condizioni poste dalla propria 

legislazione interna (ossia, la salvaguardia di importanti interessi della 

Svizzera e una particolare urgenza) per accordarsi sull'applicazione 

provvisoria del Trattato (cfr. art. 7b della Legge sull'organizzazione del 

Governo e dell'Amministrazione del 21 marzo 1997 [LOGA, RS 172.010]), 

poiché, in considerazione della sola ottica determinante di cui all'art. 46 

CV, appare irrilevante (cfr. la citata DTAF 2010/40 consid. 5.3.5).  

Il Consiglio federale era peraltro competente per concludere l'Accordo 09 

in virtù dell'art. 7a LOGA, essendo il medesimo una composizione ami-

chevole conclusa in virtù dell'art. 25 CDI-USA 96. L'espressione "autorità 

competente" giusta l'art. 25 CDI-USA 96 designa per quanto concerne la 

Svizzera, il Direttore dell'Amministrazione federale delle contribuzioni o il 

suo rappresentante autorizzato (cfr. art. 3 cpv. 1 lett. f CDI-USA 96). 

Questa competenza è conforme agli artt. 7a e 48a LOGA. Secondo gli 

A-7399/2010 

Pagina 24 

artt. 47 cpv. 4 e 38 LOGA le unità amministrative superiori e il Consiglio 

federale possono in ogni tempo avocare a sé la decisione su singole 

questioni. Ne discende che il Consiglio federale era legittimato a con-

cludere l'Accordo 09 (cfr. decisione del Tribunale amministrativo federale 

A-7789/2009 del 21 gennaio 2010 considd. 3.7.2 e 5.6.2 con riferimenti 

citati). In siffatte circostanze è dunque superfluo discutere le asserzioni 

sollevate dai ricorrenti in merito alla perizia 23 settembre 2009 elaborata 

dal Prof. Robert Waldburger. 

Lo scrivente Tribunale ha inoltre avuto modo di giudicare come il fatto che 

l'IRS abbia ritirato completamente e definitivamente il provvedimento 

"John Doe Summons" non incida in alcun modo sull'applicabilità del Trat-

tato 10 (cfr. decisioni del Tribunale amministrativo federale A-6242/2010 

dell'11 luglio 2011 consid. 6.2, A-6258/2010 del 14 febbraio 2011, consid. 

8). Ciò poiché in ragione dei principi interpretativi sanciti dall'art. 31 cpv. 1 

CV, la cifra di 4'450 conti non costituisce accezione alcuna volta a deter-

minare se il Trattato 10 debba essere considerato adempiuto dalle Parti 

contraenti. Secondo lo scrivente Tribunale, il fatto che la Svizzera abbia 

trasmesso agli USA i dati bancari relativi a 4'450 conti non sta altresì a 

significare che il Trattato 10 sia adempiuto (cfr. tra le molte, decisione del 

Tribunale amministrativo federale A-6932/2010 del 27 aprile 2011 consid. 

2.4.2). Una siffatta interpretazione è peraltro conforme al principio della 

sicurezza del diritto ed è parimenti confermata dall'art. 10 del Trattato 10, 

in applicazione del quale, a tutt'oggi le Parti non hanno ancora con-

fermato l'adempimento integrale degli obblighi assunti in seguito alla sot-

toscrizione del medesimo. 

In conclusione, il Trattato 10 è vincolante per il Tribunale amministrativo 

federale ai sensi dell'art. 190 Cost. Un esame dell'adeguatezza dei criteri 

relativi alla concessione dell'assistenza amministrativa definiti dal Trattato 

10 è dunque escluso. Ne consegue che le persone interessate possono 

opporsi alla concessione dell'assistenza amministrativa unicamente 

provando che i criteri di cui all'Allegato al Trattato 10 sono stati applicati in 

modo erroneo al loro caso, oppure dimostrando che i risultati ai quali è 

giunta l'AFC si fondano su degli errori di calcolo (cfr. la citata decisione A-

4013/2010 consid. 8.3.3 con riferimenti citati; cfr. parimenti decisioni del 

Tribunale amministrativo federale A-4835/2010 dell'11 gennaio 2011 

consid. 5.1.6 e A-4876/2010 dell'11 ottobre 2010 consid. 3.1). 

9.2. Alla luce di quanto esposto in precedenza, le corrispondenti censure 

ricorsuali sollevate dai ricorrenti vanno respinte, e meglio: non vi è stata 

alcuna violazione del principio di divieto di retroattività delle leggi così 

A-7399/2010 

Pagina 25 

pure nessuna violazione in ragione dell'applicazione provvisoria del Trat-

tato 10. Non occorre quindi esaminare se, secondo il diritto interno sviz-

zero, il segreto bancario si oppone alla trasmissione delle informazioni 

richieste dall'IRS, in ragione del fatto che il Trattato abbia qualificato dei 

comportamenti in maniera differente da quanto previsto dalla casistica 

riferita alla sottrazione d'imposta nel diritto svizzero (cfr. art. 175 e segg. 

della Legge federale del 14 dicembre 1990 sull’imposta federale diretta 

[LIFD, RS 642.11], art. 56 della Legge federale del 1990 sull'armonizza-

zione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni [LAID, RS 642.14]). 

Il Trattato 10 è peraltro tuttora in vigore e quindi applicabile anche al caso 

in esame. È del tutto superfluo procedere quindi alla disamina del parere 

giuridico del Prof. Robert Waldburger. Per la concessione dell'assistenza 

amministrativa agli USA sono dunque determinanti esclusivamente i crite-

ri contenuti nell'Allegato al Trattato 10. Di conseguenza, non occorre ordi-

nare alcuna delle misure istruttorie postulate dai ricorrenti in limine litis 

volte sia all'esame della costituzionalità e all'applicabilità del Trattato 10 

che all'accertamento del numero di conti bancari trattati dall'AFC e quelli 

di cui l'IRS ha ottenuto informazioni (cfr. petitum ricorsuale ad I. 2 e I. 5). 

In particolare, vanno respinte le richieste d'audizione di testimoni 

postulate mediante istanza di misure istruttorie 16 marzo 2011 (cfr. citato 

allegato, pag. 5). Si rammenta a tal proposito che il diritto d'amministrare 

le prove presuppone che il fatto da provare sia rilevante, che il mezzo 

probatorio indicato sia necessario per il suo accertamento e che la 

domanda sia formulata nelle forme e nei termini prescritti dalla legge 

(cfr. sentenza del Tribunale federale 2C_720/2010 del 21 gennaio 2011 

consid. 3.2.1; parimenti sentenza del Tribunale amministrativo federale A-

6873/2010 del 7 marzo 2011 consid. 3.2). Non essendo qui il caso, non è 

necessario procedere con l'assunzione delle predette misure istruttorie. 

Nondimeno, come meglio si vedrà appresso (cfr. consid. 10.4 del 

presente giudizio), mediante la sottoscrizione del Trattato 10 – che contie-

ne dei criteri astratti per identificare i contribuenti interessati dalla doman-

da di assistenza, senza tuttavia citarli per nome – non è stato violato il 

divieto delle "fishing expeditions". 

9.3. I ricorrenti lamentano dipoi che i criteri contenuti nell'Allegato al 

Trattato 10 violano il principio della presunzione d'innocenza.  

Come già esposto in precedenza, lo scrivente Tribunale non può esami-

nare la conformità del Trattato 10 con la Costituzione federale e le Leggi 

federali (cfr. consid. 9.1.1 che precede). Il Trattato 10 deve dunque esse-

re applicato anche qualora dovesse instaurare un regime che implica una 

presunzione di colpevolezza per "truffe e reati analoghi" non appena de-

A-7399/2010 

Pagina 26 

terminati criteri sono adempiuti (cfr. parimenti decisioni del Tribunale 

amministrativo federale A-8462/2010 del 2 marzo 2011 consid. 4.4 e A-

7156/2010 del 17 gennaio 2011 consid. 5.2.1). Va altresì ribadito che la 

procedura di assistenza amministrativa non è sottoposta alle esigenze 

dell'art. 6 CEDU e alle disposizioni corrispondenti del Patto ONU II 

(cfr. consid. 9.1.1; parimenti sentenza del Tribunale federale 

1C_224/2008 del 30 maggio 2008 consid. 1.2 con riferimenti ivi citati). 

E occorre dipoi ricordare che il giudice dell'assistenza non si pronuncia in 

merito alla colpevolezza delle persone interessate dal procedimento di 

assistenza amministrativa e non compete peraltro a lui verificare se un 

atto punibile è stato effettivamente commesso (cfr. tra le molte decisioni 

del Tribunale amministrativo federale, A-6933/2010 del 17 marzo 2011 

consid. 2.4 con riferimenti). In siffatte circostanze, la censura sollevata dai 

ricorrenti è priva di ogni fondamento, non applicandosi tale principio in 

ambito di assistenza amministrativa (cfr. anche decisioni del Tribunale 

amministrativo federale A-6262/2010 dell'8 aprile 2011 consid. 4.2.4 e A-

6258/2010 del 14 febbraio 2011 consid. 4). 

9.4. A mente dei ricorrenti, la procedura adottata tesa a verificare se la si-

tuazione concreta di un contribuente americano corrisponde ai criteri pre-

visti nell'Allegato all'Accordo 09, non solo rovescerebbe il principio del-

l'onere probatorio a carico dell'autorità rogante, ma addirittura lo stravol-

gerebbe, dal momento che contro ogni principio di sovranità nazionale, la 

selezione dei casi rientranti nel campo d'applicazione dell'Accordo 09 è 

stata demandata a UBS SA, conformemente al suo art. 4. I ricorrenti cen-

surano quindi l'arbitrarietà nell'aver lasciato a UBS SA, entità di diritto 

privato, la facoltà di decidere quali e quanti incarti sarebbero stati posti al 

vaglio dell'Autorità federale, la quale non avrebbe quindi potuto decidere 

autonomamente fino a che punto (in termini di numeri) l'assistenza avreb-

be dovuto essere concessa.  

Il 1° settembre 2009 l'AFC ha preso una decisione nei confronti di UBS 

SA che la obbligava a fornirle delle informazioni ai sensi dell'art. 20d 

cpv. 2 OCDI-USA. Essa ha richiesto all'istituto bancario, nei termini di cui 

all'art. 4 dell'Accordo 09, di fornire in particolare i dossier completi dei 

clienti che adempivano i criteri di cui all'Allegato dell'Accordo 09. Contra-

riamente a quanto pretendono i ricorrenti, UBS SA non aveva la possibili-

tà di scegliere dei conti o di trasmettere all'AFC unicamente dei dati ban-

cari che riguardassero taluni clienti. Ma al contrario, essa doveva trasmet-

tere all'autorità inferiore tutti i dossier dei clienti che adempivano i criteri di 

cui all'Allegato all'attuale Trattato 10 (cfr. decisione del Tribunale ammi-

nistrativo federale A-6302/2010 del 28 marzo 2011 consid. 4.1). 

A-7399/2010 

Pagina 27 

Considerato come non appartenga allo scrivente Tribunale verificare se 

UBS SA abbia correttamente eseguito la decisione resa nei suoi confronti 

dall'AFC, la censura dei ricorrenti – nella misura in cui è ricevibile – deve 

essere respinta (cfr. decisione del Tribunale amministrativo federale A-

6302/2010 del 28 marzo 2011 consid. 4.2 con i riferimenti ivi citati).  

9.5. I ricorrenti lamentano che nella stipula dell'Accordo 09, il Governo 

svizzero ha agito a tutela dell'interesse proprio, in quanto azionista, per il 

tramite della Banca Nazionale Svizzera, di UBS SA. A sostegno di detta 

tesi, adducono che il Consiglio federale non avrebbe fatto uso dei poteri 

decisionali di carattere straordinario che gli sono conferiti dalla Costitu-

zione per sottoscrivere tale Accordo.  

Il Trattato 10 è stato concluso dalla Svizzera sulla base dell'art. 26 CDI-

USA 96. Nel proprio Messaggio, il Consiglio federale spiega che il Trat-

tato 10 è stato sottoscritto non solo nel rispetto degli impegni di diritto 

internazionale presi dalla Svizzera in virtù degli accordi internazionali, ma 

anche al fine di proteggere gli importanti interessi economici dello Stato, 

tra cui il benessere economico del paese. Secondo l'Esecutivo federale, 

tenuto conto delle conseguenze della crisi economica e finanziaria e della 

generale insicurezza economica, considerata l'importanza di UBS SA per 

il sistema economico svizzero, il suo tracollo avrebbe arrecato un danno 

notevole all'intero settore bancario e all'intera economia del nostro Paese 

(cfr. Messaggio del 14 aprile 2010 sull'approvazione dell'Accordo tra la 

Svizzera e gli Stati Uniti d'America concernente la domanda di assistenza 

amministrativa relativa a UBS SA e del Protocollo d'emendamento, in 

FF 2010 2589, 2593 e segg.).  

Considerato come non sia possibile né esaminare l'eventualità di un 

tracollo dell'istituto bancario, né stabilire la gravità delle eventuali conse-

guenze, è sufficiente che la valutazione operata dal Consiglio federale 

non fosse a priori insostenibile. La difesa degli interessi socio-economici 

della Svizzera costituisce quindi un motivo sufficiente per concludere che 

il Trattato 10 è stato sottoscritto nel solo interesse pubblico della Confe-

derazione. Peraltro, come giudicato dallo scrivente Tribunale, tale inge-

renza è stata ritenuta ammissibile, conformemente all'art. 8 cpv. 2 CEDU 

nonché alla giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. la citata DTAF 

2010/40 consid. 6.5.4). La censura sollevata dai ricorrenti va conseguen-

temente respinta. 

9.6. I ricorrenti sostengono che il Trattato 10 violi il principio dell'ugua-

glianza poiché penalizza unicamente i clienti di UBS SA e non quelli di 

A-7399/2010 

Pagina 28 

altre banche. Censurano dunque una violazione degli artt. 8 Cost., 

14 CEDU, 2 cpv. 2 del Patto internazionale del 16 dicembre 1966 relativo 

ai diritti economici, sociali e culturali (Patto ONU I, RS 0.103.1). 

Come detto poc'anzi, lo scrivente Tribunale non può verificare la confor-

mità del Trattato 10 con la Costituzione federale e le Leggi federali. 

Il Trattato 10 prevale altresì sugli accordi internazionali conclusi anterior-

mente che gli sarebbero contrari (cfr. consid. 9.1.1 che precede), ciò che 

dispensa lo scrivente Tribunale dall'esame di un'ipotetica violazione delle 

predette norme, nella misura in cui siano pertinenti (ciò che non dev'esse-

re d'altronde già giudicato; cfr. decisioni del Tribunale amministrativo 

federale A-6962/2010 del 18 luglio 2011 considd. 3.2 e segg. e A-

6930/2010 del 9 marzo 2010 consid. 5.3.3).  

Si sottolinea peraltro che le postulate violazioni degli artt. 14 CEDU e 

2 cpv. 2 Patto ONU I – le cui garanzie non godono di un'esistenza 

indipendente (cfr. DTF 135 I 161 consid. 2.2 e riferimenti, DTF 133 V 367 

consid. 11.3 pag. 388, DTF 123 II 472 consid. 4c pag. 477) – sarebbero 

ad ogni modo prive di fondamento e ciò poiché i ricorrenti non le invocano 

in combinazione con un'altra garanzia convenzionale considerata un 

diritto sostanziale ai sensi delle predette Convenzioni. Inoltre, essi non 

dimostrano in che modo le succitate disposizioni offrirebbero loro una 

protezione più ampia di quella di cui all'art. 8 Cost. Il Trattato 10 deve 

pertanto essere applicato anche qualora dovesse comportare un 

supposto regime giuridico differente per i clienti di UBS SA rispetto a 

quelli di altre banche (cfr. decisioni del Tribunale amministrativo federale 

A-8462/2010 del 2 marzo 2011 consid. 4.2 e A-7156/2010 del 17 gennaio 

2011 consid. 5.2.1).  

9.7. A mente dei ricorrenti, l'esclusione della clausola referendaria dispo-

sta nel Decreto federale del 17 giugno 2010 che approva l'Accordo 09 e il 

Protocollo 10 deve essere considerata quale violazione dei diritti politici 

dei cittadini svizzeri compiuta ad opera del Consiglio federale. 

A torto. Pure su tale censura lo scrivente Tribunale ha già avuto modo di 

esprimersi, sancendo come sebbene il Trattato 10 non sia stato sot-

toposto a referendum (facoltativo), esso è vincolante per la Svizzera 

(cfr. la citata decisione DTAF 2010/40 consid. 5.3.4, cfr. parimenti 

decisioni del Tribunale amministrativo federale A-7014/2010 del 3 feb-

braio 2011 consid. 4.1.4 e A-4835/2010 dell'11 gennaio 2011 consid. 

5.1.4). Sarebbe potuto essere altrimenti, unicamente qualora il non aver 

assoggettato a referendum (facoltativo) il Trattato 10 avesse costituito 

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Pagina 29 

una violazione manifesta del diritto interno svizzero concernente la 

competenza a concludere trattati e avesse riguardato una norma di 

importanza fondamentale (cfr. art. 46 cpv. 1 CV). Ciò che, come detto in 

precedenza (cfr. consid. 9.1.1 del presente giudizio), non è stato il caso.  

9.8. I ricorrenti ravvisano dipoi una violazione del principio della sepa-

razione dei poteri da parte del Consiglio federale, poiché concordando la 

clausola di segretezza di cui all'art. 6 del Trattato 10, avrebbe inibito il 

diritto di essere sentito nelle procedure riservate ai Tribunali.  

Considerato come non sussista alcuna violazione del diritto di essere 

sentito riferita alla clausola di segretezza (cfr. consid. 7.3 del presente 

giudizio), la violazione del principio della separazione dei poteri – peraltro, 

principio costituzionale non iscritto nella Costituzione federale 

(cfr. AUER/MALINVERNI/ HOTTELIER, op. cit., nn. 55 e 1721; HÄFE-

LIN/HALLER/KELLER, op. cit., n. 1410) – motivata sulla base di una viola-

zione del diritto di essere sentito insussistente, è priva di fondamento. 

Non è quindi necessario dilungarsi oltre nella sua analisi. 

10.  

Occorre ora procedere con la disamina delle censure relative alla doman-

da di assistenza amministrativa trasmessa all'autorità inferiore da parte 

dell'IRS il 31 agosto 2009 (cfr. consid. 10.1 che segue) nonché della de-

cisione 1° settembre 2009 resa dall'AFC nei confronti di UBS SA (cfr. con-

sid. 10.2 che segue). 

10.1.  

10.1.1. Giusta l'art. 2 cpv. 1 lett. d del Decreto federale del 22 giugno 

1951 concernente delle convenzioni internazionali conchiuse dalla 

Confederazione per evitare i casi di doppia imposizione (RS 672.2), il 

Consiglio federale è competente per disciplinare la procedura da 

osservare per gli scambi di informazioni previsti da una Convenzione 

(cfr. decisione del Tribunale amministrativo federale A-7789/2009 del 

21 gennaio 2010 consid. 2). Con riferimento allo scambio di informazioni 

con gli USA fondato sull'art. 26 CDI-USA 96, il Consiglio federale ha fatto 

uso di tale competenza emanando l'OCDI-USA. L'allora vigente Accordo 

09 nonché il Trattato 10 nulla mutano a tale procedura (cfr. DTAF 2010/64 

consid. 1.4.2, decisioni del Tribunale amministrativo federale A-4013/2010 

consid. 2.1 e A-7432/2008 del 5 marzo 2009 consid. 1.1 e seg.). 

A-7399/2010 

Pagina 30 

A tenore dell'art. 20c cpv. 1 OCDI-USA, l'AFC procede con un esame pre-

liminare delle richieste per lo scambio di informazioni da parte delle com-

petenti autorità americane al fine di prevenire truffe e delitti analoghi in 

materia fiscale giusta l'art. 26 CDI-USA 96. Tale esame è limitato a sape-

re se le condizioni da adempiere secondo le norme pertinenti, sono state 

rese verosimili. Nel caso di richieste formulate dagli USA, a tale stadio 

della procedura l'AFC non deve ancora esaminare se le condizioni del-

l'assistenza amministrativa sono adempiute o meno. Essa non deve nep-

pure esprimersi in merito all'esistenza di una truffa o di un reato analogo 

ai sensi dei disposti di legge pertinenti e nemmeno riguardo al fatto se, al 

fine di ottenere le informazioni richieste, le autorità statunitensi abbiano 

precisato in maniera sufficiente la fattispecie. L'AFC si pronuncia in merito 

a ciò nella sua decisione finale ai sensi dell'art. 20j cpv. 1 OCDI-USA 

(cfr. la citata decisione A-4013/2010 consid. 2.2). 

10.1.2. Sulla base dell'allora vigente Accordo 09, gli USA hanno presen-

tato alla Svizzera una domanda di assistenza amministrativa in data 

31 agosto 2009. L'IRS ha richiesto all'AFC la trasmissione di informazioni 

e documenti concernenti i contribuenti americani i quali, agendo delibera-

tamente con l'aiuto dell'istituto bancario, avrebbero truffato il fisco statuni-

tense venendo meno al loro obbligo di dichiarare ogni reddito, indipen-

dentemente dalla fonte o dal luogo dove esso è realizzato, nell'ambito 

delle loro dichiarazioni fiscali annuali (cfr. anche sub B. del presente 

giudizio). Il 1° settembre 2009 l'AFC ha dunque emanato una decisione 

nei confronti di UBS SA inerente l'edizione di documenti ai sensi del-

l'art. 20d cpv. 2 OCDI-USA (cfr. anche sub C. del presente giudizio). 

10.2. I ricorrenti ritengono nulla la richiesta 31 agosto 2009 dell'IRS – e di 

conseguenza pure la susseguente decisione 1° settembre 2009 emanata 

dall'AFC – poiché nella medesima sarebbero assenti la precisa indicazio-

ne dei contribuenti USA interessati nonché qualsiasi cenno riferito al loro 

preciso comportamento (oggetto di potenziale scambio di informazioni) e 

sarebbe insufficientemente determinato il presunto luogo di commissione 

del comportamento rimproverato. 

10.2.1. La CDI-USA 96, l'OCDI-USA e il Trattato 10 non contengono 

disposizioni esplicite concernenti le esigenze contenutistiche che deve 

soddisfare una domanda di assistenza amministrativa. Il Trattato 10 

prevede unicamente che nella domanda presentata dall'IRS non è 

necessario indicare i nomi dei clienti statunitensi di UBS (cfr. Allegato al 

Trattato 10, cifra 1). Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, i 

principi dell'assistenza giudiziaria internazionale possono essere adottati 

A-7399/2010 

Pagina 31 

anche nel contesto dello scambio di informazioni di cui all'art. 26 CDI-

USA 96 (cfr. sentenza del Tribunale federale 2A.608/2005 del 10 agosto 

2006 consid. 3). Ciò corrisponde peraltro alla prassi attuale e appare 

adeguato, tenuto conto degli scopi equiparabili perseguiti dall'assistenza 

amministrativa e dall'assistenza giudiziaria. Il Tribunale amministrativo fe-

derale non ha quindi motivo alcuno per rimettere in questione la predetta 

giurisprudenza (cfr. la citata decisione A-4013/2010 consid. 7.2.1). 

Nella fattispecie occorre esaminare i requisiti posti all'art. 29 del Trattato 

del 25 maggio 1973 conchiuso tra la Confederazione Svizzera e gli Stati 

Uniti d'America sull'assistenza giudiziaria in materia penale (TAGSU, 

RS 0.351.933.6). Tale disposto stabilisce che la domanda deve designare 

il nome dell'autorità richiedente e indicare, se possibile, l'oggetto e la na-

tura dell'indagine o del procedimento così pure una descrizione dei princi-

pali fatti allegati o da accertare. Va altresì esposta la ragione della neces-

sità delle prove o delle informazioni richieste e, infine, vanno indicati i pre-

cisi dati elencati dalla legge riguardanti la persona coinvolta procedimento 

(cfr. art. 29 cpv. 1 TAGSU). Nelle domande di assistenza amministrativa 

in materia fiscale occorre altresì menzionare il tipo di imposta così pure il 

periodo di tempo al quale fa riferimento la richiesta nonché i motivi che 

hanno fondato il sospetto dell'autorità dello Stato richiedente (cfr. senten-

za del Tribunale federale 2A.608/2005 del 10 agosto 2006 consid. 3). 

10.2.2. La domanda di assistenza amministrativa 31 agosto 2009 menzio-

na l'autorità richiedente. Essa è inoltre datata e firmata. L'agire, che ha 

fondato un sospetto sufficiente alla base di tale richiesta, è la ivi descritta 

assenza di una dichiarazione degli averi alle competenti autorità. La de-

scrizione di tale condotta è basata sui mezzi di prova annessi, in partico-

lare il Deferred Prosecution Agreement ("DPA") stipulato tra gli Stati Uniti 

d'America e UBS SA il 18 febbraio 2009. È indicato altresì il periodo di 

tempo al quale l'AFC deve riferirsi per attuare la trasmissione dei dati ed 

infine, sono elencati i documenti che abbisogna (cfr. la citata decisione A-

4013/2010 consid. 7.2.2). 

10.2.3. L'indicazione dei nomi dei clienti statunitensi di UBS SA oggetto 

della domanda di assistenza amministrativa del 31 agosto 2009 è stata 

sostituita da una serie di criteri definiti. Essi sono identici al testo dell'Al-

legato dell'Accordo 09. Si è quindi rinunciato all'indicazione dei nomi 

rispettivamente alla chiara identificazione delle persone interessate dalla 

domanda di assistenza (cfr. Allegato al Trattato 10, cifra 1). Tale disposi-

zione è vincolante per il Tribunale amministrativo federale e pertanto non 

occorre proseguire con il suo esame (cfr. la citata decisione A-4013/2010 

A-7399/2010 

Pagina 32 

consid. 7.2.3). La censura sollevata dai ricorrenti riferita sia alla richiesta 

31 agosto 2009 e alla conseguente decisione 1° settembre 2009 non può 

pertanto trovare accoglimento. 

10.3. A mente dei ricorrenti, la richiesta 31 agosto 2009 sarebbe altresì 

nulla poiché violerebbe il principio della specialità e quello della propor-

zionalità, non sussistendo alcun nesso fra l'oggetto della rogatoria e la 

documentazione richiesta. 

10.3.1. Secondo il principio della specialità, le informazioni ottenute dallo 

Stato richiesto non possono essere utilizzate dallo Stato richiedente come 

mezzi di prova in una procedura relativa a un reato che non sia quello per 

il quale siano state richieste. Allorquando l'assistenza internazionale si 

fonda su un trattato, lo Stato richiedente è legato dalle disposizioni ivi 

previste. La portata del carattere vincolante per lo Stato richiedente deve 

essere completata sulla base dei principi generali applicabili sviluppati in 

materia di assistenza giudiziaria, per quanto i medesimi siano descritti nei 

trattati internazionali solo a grandi linee (cfr. sentenza del Tribunale fede-

rale 2A.551/2001 del 12 aprile 2002 consid. 6a; PETER POPP, Grundzüge 

der internationalen Rechtshilfe in Strafsachen, Basilea 2001, nn. 287 e 

326 e segg.; ROBERT ZIMMERMANN, La coopération judiciaire internatio-

nale en matière pénale, Berna 2009, n. 726). Nell'ambito dell'assistenza 

amministrativa, sulla base della Convenzione di doppia imposizione con 

gli USA, l'art. 26 CDI-USA 96 – come visto applicabile pure nella 

fattispecie (cfr. consid. 9.1.1 del presente giudizio) – precisa a chi e per 

quale uso le informazioni trasmesse sono esclusivamente determinanti:  

«[…] Tutte le informazioni ricevute da uno Stato contraente (...) posso-

no essere accessibili soltanto alle persone o autorità (compresi i tribu-

nali e le autorità amministrative) che si occupano dell’accertamen to, 

della riscossione o dell’amministrazione delle imposte che rientrano 

nel campo d’applicazione della presente Convenzione, della messa in 

esecuzione e del perseguimento penale di queste imposte oppure 

della decisione di ricorrere a rimedi giuridici relativi a queste imposte.» 

Stante la giurisprudenza del Tribunale federale, il rispetto del principio 

della specialità da parte degli Stati vincolati con la Svizzera da un 

accordo di assistenza giudiziaria è presunto conformemente al princi-

pio della buona fede nel diritto internazionale. È difatti evidente che gli 

Stati rispettosi del diritto si conformino ai loro obblighi internazionali 

senza che sia necessaria una loro dichiarazione esplicita in tal senso 

A-7399/2010 

Pagina 33 

(cfr. DTF 107 Ib 264 consid. 4b con riferimenti; decisione del Tribunale 

amministrativo federale A-6932/2010 del 27 aprile 2011 consid. 5.2).  

In base al principio della specialità occorre dunque partire dal presup-

posto che le autorità fiscali statunitensi utilizzeranno unicamente le in-

formazioni e i dati relativi ai ricorrenti trasmessi in virtù del Trattato 10 

conformemente ai principi generali esposti nei paragrafi che precedo-

no. Qualora ciò non fosse, i ricorrenti potranno sollevare tale obiezione 

dinanzi alle competenti autorità statunitensi. Già per tale motivo, la 

censura sollevata che riguarda la richiesta 31 agosto 2009 – e non le 

considerazioni esposte nelle tre decisioni impugnate riferite alle 

fattispecie (cfr. pto. 7 della medesime) – è destituita di fondamento. 

10.3.2. Quanto alla doglianza relativa alla violazione del principio di 

proporzionalità si rileva quanto segue. 

Secondo la giurisprudenza in materia, l'assistenza amministrativa può es-

sere accordata unicamente nella misura necessaria per la ricerca della 

verità da parte dell'autorità dello Stato richiedente. Sapere se le informa-

zioni richieste sono necessarie o semplicemente utili per la procedura 

condotta nello Stato richiedente è una questione che, di principio, è la-

sciata al libero apprezzamento delle autorità di questo Stato (cfr. decisio-

ne del Tribunale amministrativo federale A-6933/2010 del 17 marzo 2011 

consid. 10.1 con riferimenti ivi citati). Le autorità svizzere non possono 

sostituirsi a quelle straniere in tale apprezzamento. La cooperazione in-

ternazionale può essere rifiutata unicamente se gli atti richiesti sono sen-

za rapporto con il reato perseguito e sono manifestamente inefficaci ai fini 

dell'avanzamento dell'inchiesta, di modo che la richiesta formulata  ap-

parirebbe come un pretesto per una ricerca indeterminata di mezzi di 

prova (cfr. decisioni del Tribunale amministrativo federale A-6242/2010 

dell'11 luglio 2011 consid. 11.1 e A-6302/2010 del 28 marzo 2011 considd. 

9.1 e 9.2. con i numerosi rinvii, in particolare DTF 121 II 241 consid. 3a). 

Tramite la richiesta 31 agosto 2009, le autorità statunitensi hanno inteso 

perseguire la trasmissione di una documentazione bancaria completa, 

relativa in particolare all'apertura, alla tenuta e alla gestione di conti 

bancari detenuti presso UBS SA sia da clienti statunitensi che da veicoli 

finanziari a loro riconducibili. In tal maniera, l'autorità richiedente ha inteso 

di poter esaminare l'insieme della documentazione bancaria relativa alle 

predette relazioni bancarie, ciò che lo scrivente Tribunale – tenuto conto 

dell'inchiesta che deve essere condotta negli Stati Uniti – ha ritenuto e 

ritiene non eccessivo (cfr. la citata decisione A-6302/2010 consid. 9.2). 

A-7399/2010 

Pagina 34 

L'AFC non ha quindi disatteso il principio di proporzionalità dando seguito 

alla richiesta di informazioni dell'autorità fiscale statunitense. I ricorrenti 

muovono quindi una censura infondata. 

10.4. I ricorrenti adducono altresì che la richiesta 31 agosto 2009 e la 

decisione 1° settembre 2009 sarebbero nulle, poiché nella loro genericità 

rientrerebbero nella categoria delle "fishing expeditions" in favore di Stati 

terzi, inammissibili secondo l'ordinamento giuridico svizzero. 

Anche tale censura è votata all'insuccesso. Come detto in precedenza 

(cfr. consid. 10.2.3 del presente giudizio), nel Trattato 10 – dov'è previsto 

che nella domanda di assistenza amministrativa non è necessario indica-

re i nomi dei clienti statunitensi di UBS SA – la menzione dei nomi è stata 

sostituita da una serie di criteri. Essendo tale disposizione vincolante per 

lo scrivente Tribunale giusta l'art. 190 Cost., non occorre esaminare la 

questione relativa alle "fishing expeditions". Si osserva ad ogni modo che 

i criteri di cui all'Allegato sono talmente precisi che sia UBS SA prima, che 

l'AFC poi, hanno potuto determinare le persone assoggettate. Di con-

seguenza, non può essere censurata alcuna difficoltà nella loro applica-

zione (cfr. la citata decisione A-4013/2010 considd. 7.2.3 e 8.4).  

10.5. I ricorrenti lamentano altresì che la domanda d'assistenza formulata 

dall'IRS il 31 agosto 2009 sarebbe in chiaro contrasto con l'art. 47 della 

Legge federale dell'8 novembre 1934 sulle banche e le casse di risparmio 

(LBCR, RS 952.0), tenuto conto che, a loro dire, la richiesta si fonderebbe 

su prove acquisite illegalmente. Invocano quindi una violazione del segre-

to bancario da parte di chi ha fornito i criteri all'IRS, poiché i medesimi 

permetterebbero di ricostruire l'identità di clienti di UBS SA. Un siffatto 

comportamento ingenererebbe altresì una violazione dell'art. 273 del Co-

dice penale svizzero del 21 dicembre 1937 (CP, RS 311.0). I ricorrenti 

ritengono inoltre necessario accertare se, e in che misura, UBS SA abbia 

trasmesso delle informazioni sensibili alle autorità americane alfine di 

assistere l'IRS nell'allestimento dell'Allegato al Trattato 10. Sostengono 

difatti che in tal caso si prefigurerebbero dei comportamenti di rilevanza 

penale che, se accertati, renderebbero nulla l'assistenza amministrativa in 

favore delle autorità americane. 

Anche su tali doglianze non può essere prestata adesione e ciò poiché, 

come noto, il Trattato 10 prevale su ogni disposizione legale o costituzio-

nale anteriore e dunque anche sui citati artt. 47 LBCR e 273 CP 

(cfr. DTAF 2010/40 considd. 3.1.2 e 3.3). Tali norme non vanno dunque 

discusse nel contesto della fattispecie (cfr. decisione del Tribunale ammi-

A-7399/2010 

Pagina 35 

nistrativo federale A-6930/2010 del 9 marzo 2011 consid. 6.2.5). Essendo  

l'Allegato al Trattato 10 vincolante per le autorità svizzere in virtù 

dell'art. 190 Cost., le circostanze nelle quali sono stati redatti i criteri alla 

base della concessione dell'assistenza amministrativa agli USA, non sono 

atte a inficiare in alcun modo la sua validità. Ne discende che la richiesta 

d'audizione di un testimone postulata dai ricorrenti in limine litis 

(cfr. ricorso 13 ottobre 2010, pag. 42; petitum ricorsuale ad 2.4.2) appare 

superflua ed è pertanto respinta. 

10.6. I ricorrenti chiedono altresì di verificare il giorno di notifica della ri-

chiesta 31 agosto 2009 indirizzata all'AFC, visto che dagli atti risulterebbe 

che la medesima sia stata notificata il 3 settembre 2009, allorquando la 

decisione dell'AFC è stata emessa anteriormente (1° settembre 2009).  

Nella decisione A-6695/2010 del 24 giugno 2011, lo scrivente Tribunale 

ha avuto modo di esprimersi in merito, chiarendo la situazione come 

segue. La domanda di assistenza formulata dall'IRS era stata trasmessa 

all'autorità inferiore via fax il 31 agosto 2009. Considerato come né la 

OCDI-USA né il Trattato 10 contenessero delle prescrizioni formali in me-

rito, come vi fosse una certa urgenza nell'esecuzione della predetta 

domanda, e peraltro, come dopo la conclusione dell'Accordo 09, era 

chiaro all'AFC che avrebbe ricevuto una domanda di assistenza da parte 

dell'IRS, non era dunque necessario che l'autorità inferiore attendesse la 

ricezione della richiesta di assistenza nella sua versione originale – 

pervenuta per posta il 3 settembre 2009 – per poter emettere la sua 

decisione 1° settembre 2009 (cfr. decisione del Tribunale amministrativo 

federale A-6695/2010 del 24 giugno 2011 consid. 4.7). Stante quanto 

precede la richiesta d'audizione di un testimone, volta all'accertamento 

del giorno della notifica della richiesta statunitense postulata dai ricorrenti 

in limine litis (cfr. ricorso 13 ottobre 2010, pag. 41, petitum ricorsuale ad 

2.4.1) appare superflua e va pertanto respinta.  

10.7. Visto le considerazioni che precedono, la domanda di assistenza 

amministrativa presentata dall'IRS il 31 agosto 2009 adempie i requisiti 

posti dalla legge e di conseguenza andava eseguita (cfr. la citata 

decisione A-4013/2010 consid. 7.2.3).  

10.8.  

10.8.1. Quanto alla decisione 1° settembre 2009 resa dall'AFC, come lo 

scrivente Tribunale ha già avuto modo di precisare, essa non riguarda la 

concessione dell'assistenza amministrativa. Tramite la stessa, l'autorità 

A-7399/2010 

Pagina 36 

inferiore ha difatti richiesto a UBS SA delle informazioni ai sensi del-

l'art. 20c cpv. 3 OCDI-USA. L'allora vigente Accordo 09, in relazione con 

la predetta norma dell'OCDI-USA, costituiva quindi una base legale suffi-

ciente per permettere all'autorità inferiore di prendere una decisione nei 

confronti di UBS SA, avente quale oggetto in particolare la trasmissione 

dei dossier completi dei clienti la cui situazione poteva rientrare nel 

campo d'applicazione dei criteri esposti nell'Allegato (cfr. la citata decisio-

ne A-4013/2010 considd. 2.2 e 2.3). Contrariamente a quanto sostengono 

i ricorrenti, tale decisione non è quindi nulla. 

10.8.2. I ricorrenti adducono inoltre che la decisione 1° settembre 2009 

dell'AFC sarebbe viziata, in quanto resa dall'autorità inferiore senza ri-

chiedere la necessaria autorizzazione del capo del Dipartimento federale 

delle finanze giusta l'art. 190 LIFD.  

Come detto in precedenza, la decisione 1° settembre 2009 è una decisio-

ne tramite la quale l'AFC ha richiesto a UBS SA delle informazioni in base 

all'art. 20c cpv. 3 OCDI-USA nonché all'allora Accordo 09, i quali vanno 

ritenuti una base legale sufficiente per permettere all'autorità inferiore di 

poter procedere in tal modo (cfr. consid. 6.8.1 del presente giudizio). 

L'art. 190 LIFD non trova quindi applicazione nel caso concreto. Ne di-

scende che l'AFC era competente per la resa di tale decisione. Per il che, 

anche questa censura risulta priva di fondamento. La richiesta d'audizio-

ne di un testimone volta ad accertare se l'AFC abbia ottenuto la succitata 

autorizzazione postulata dai ricorrenti in limine litis (cfr. ricorso 13 ottobre 

2010, pag. 42, petitum ricorsuale ad 2.4.1) appare superflua e va pertanto 

respinta.  

10.9. Infine, senza sollevare un'esplicita contestazione, i ricorrenti osser-

vano come occorrerebbe valutare se l'IRS – e la sua Criminal Division, 

quale autorità inquirente penale per il perseguimento di delitti fiscali – 

invece di rivolgersi all'AFC avrebbe dovuto piuttosto indirizzare la sua 

richiesta di assistenza alle competenti autorità penali svizzere.  

Secondo il diritto fiscale internazionale, lo Stato richiedente è di principio 

libero di scegliere se inoltrare una domanda di assistenza giudiziaria o di 

assistenza amministrativa. Lo Stato richiesto non può dunque determinar-

si in merito alla scelta operata dallo Stato richiedente. Esso è tenuto ad 

esaminare se i presupposti per la concessione dell'assistenza sono rea-

lizzati o meno, seguendo la procedura scelta dallo Stato richiedente 

(cfr. decisioni del Tribunale federale 1C_485/2010 del 20 dicembre 2010 

A-7399/2010 

Pagina 37 

consid. 2.3 con riferimenti citati e 1C_142/2011 dell'11 aprile 2011 con-

sidd. 1.2 e 1.3).  

Nel caso concreto l'IRS ha inoltrato all'AFC una domanda di assistenza 

amministrativa, scegliendo di richiedere a quest'ultima delle informazioni 

seguendo la procedura dell'assistenza amministrativa. Tale volontà risulta 

chiaramente dal metodo adottato dall'IRS tramite l'inoltro di una domanda 

d'informazioni a fini fiscali: la richiesta 31 agosto 2009 mira infatti princi-

palmente al recupero dei crediti d'imposta dovuti dai clienti statunitensi 

della banca UBS SA sui conti occultati al fisco negli USA. Ciò risulta 

altresì dall'identità dell'autorità richiedente, ossia l'Amministrazione fiscale 

statunitense – e meglio l'IRS, che ha agito chiaramente in qualità di auto-

rità fiscale. Va poi aggiunto che gli USA e la Svizzera hanno voluto 

espressamente sottoporre la richiesta di informazioni inoltrata dall'IRS al-

l'assistenza amministrativa per mezzo di un Trattato dal titolo "Accordo tra 

la Confederazione Svizzera e gli Stati Uniti d'America concernente la do-

manda di assistenza amministrativa relativa a UBS SA, (…) presentata 

dall'Internal Revenue Service degli Stati Uniti d'America". Questa scelta 

vincola le autorità svizzere, le quali sono tenute ad applicare il predetto 

Trattato. L'AFC, designata quale autorità competente, era quindi tenuta a 

dar seguito alla domanda inoltrata dall'IRS seguendo la procedura dell'as-

sistenza amministrativa di cui alla CDI-USA 96 e al Trattato 10. 

Va peraltro sottolineato che in materia fiscale viene utilizzata in primo 

luogo l'assistenza amministrativa. L'assistenza giudiziaria in materia fi-

scale è possibile unicamente in connessione con dei reati commessi da 

persone appartenenti ad un gruppo organizzato di criminali (cfr. art. 7 

cpv. 2 TAGSU) e con delle truffe qualificate in materia fiscale (cfr. art. 3 

cpv. 3 lett. a e b della Legge federale del 20 marzo 1981 sull'assistenza 

internazionale in materia penale [Assistenza in materia penale, AIMP, 

RS 351.1]). Poiché in concreto nessuna delle due ipotesi entra in consi-

derazione, si deve concludere che la via dell'assistenza giudiziaria era 

preclusa alle autorità statunitensi. In siffatte circostanze, è soltanto me-

diante la procedura di assistenza amministrativa che l'IRS poteva ottene-

re le informazioni da essa richieste in merito ai conti detenuti presso UBS 

SA (cfr. decisione A-6962/2010 del 18 luglio 2011 consid. 4.4.8 con riferi-

menti summenzionati). È quindi a giusto titolo che l'IRS si è rivolta al-

l'AFC, autorità svizzera competente in materia di assistenza ammini-

strativa (cfr. la citata decisione A-6962/2010 considd. 4.4.9 e 4.5.2).  

 

 

A-7399/2010 

Pagina 38 

11.  

Constatato come il Trattato 10 debba essere applic