# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bc5cbf4a-991c-5542-b040-5ed87ae22afe
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-12-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 15.12.2003 INC.2003.23710
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-23710_2003-12-15.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.23710

  	
  Lugano

  15 dicembre 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  ______

  
	
  sedente per statuire
  sull'istanza di libertà provvisoria presentata il 10/11 dicembre 2003 da

   

  
						

 

	
   

  	
  __________, attualmente detenuto al PCT,
  6904 Lugano-Cadro

  (rappr. dall'avv. __________)

   

  
	
   

  	
  e qui trasmessa con preavviso negativo del 11 dicembre
  2003 dal 

  

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico avv. __________

  

 

viste le osservazioni, al
preavviso negativo, presentate dalla difesa il 15 dicembre 2003;

 

 

visto l'incarto MP
__________/2003;

 

 

ritenuto

 

 

 

in fatto ed in
diritto

 

 

 

che:

 

 

-   __________ è stato arrestato il 16 aprile 2003, con contestuale
promozione dell'accusa per le ipotesi di reato di appropriazione indebita
qualificata, subordinatamente semplice, amministrazione infedele qualificata,
subordinatamente semplice, mancato assassinio, subordinatamente mancato
omicidio (doc._ inc. GIAR __________);

 

-   l'arresto è stato confermato, da questo giudice lo stesso giorno,
ritenuta la presenza di gravi indizi di colpevolezza (in modo evidente, date le
ammissioni, per i reati finanziari) e necessità istruttorie (doc. _ inc. GIAR
__________);

 

-   alle accuse di cui sopra si è aggiunta in data 27 ottobre 2003,
quella di conseguimento fraudolento di una falsa attestazione (cfr. Verbale PP
__________ di analoga data);

 

-   un'istanza di libertà provvisoria presentata da __________ è
stata respinta con decisione del 20 giugno 2003 (GIAR __________); inoltre, con
sentenze del 15 ottobre 2003 e del 12 dicembre 2003, il carcere preventivo cui
è astretto __________ è stato prorogato, ogni volta, di due mesi (GIAR
__________e GIAR __________);

 

-   con la decisione del 12 dicembre 2003, si è constatato che
l'istruttoria predibattimentale è in fase conclusiva (gli atti sono già stati
depositati e le richieste di complemento, respinte dal magistrato inquirente,
sono al vaglio di questo ufficio), i reati patrimoniali e quelli contro la
persona (così come ipotizzati) sono gravemente indiziati, sussiste un pericolo
di inquinamento delle prove ed è presente un concreto pericolo di fuga;

 

-   con l'istanza qui in discussione, __________ ha chiesto al
magistrato inquirente di esprimersi (nelle more della procedura decisionale sulla
proroga del carcere preventivo) sulla sua messa in libertà provvisoria previo
versamento di una cauzione (nella forma della garanzia bancaria) di FRS
70'000.-- e, se ritenuto necessario, del deposito dei documenti di
legittimazione con obbligo di residenza e di presentarsi giornalmente in
polizia;

 

-   il magistrato inquirente preavvisa negativamente l'istanza in
quanto, a suo dire, la gravità dei reati ascritti ed indiziati, la prospettiva
di pena in caso di eventuale condanna, l'atteggiamento processuale di
__________ (in particolare le "bugie" e le modifiche di versione in
merito alla destinazione dei fondi sottratti), l'entità delle somme che
potrebbero essere state accantonate (al minimo FRS 455'000.--), l'assenza di
prospettive di reinserimento professionale, la rottura di importanti legami
famigliari non consentono di ritenere una cauzione sufficiente a sensibilmente
ridurre il pericolo di fuga, tantomeno dell'entità proposta;

 

-   con osservazioni del 15 dicembre 2003, l'istante contesta le
argomentazioni del PP (in particolare il fatto che questi non "creda"
alle sue intenzioni di non sottrarsi al seguito del procedimento) e ribadisce
che, in assenza di concrete necessità istruttorie, le misure sostitutive
dell'arresto proposte sono più che sufficienti a eliminare o ridurre in modo
drastico il pericolo di fuga (la cui concretezza é comunque contestata);

 

-   con telefax del 15 dicembre 2003, la difesa ha anche comunicato a
questo giudice che la cauzione proposta è ora di FRS 100'000.-- e non più di
70'000.--;

 

-   come detto nei considerandi precedenti, la presente istanza si è
inserita, di fatto, nella procedura inerente la richiesta di proroga,
introducendo l'offerta di una cauzione; giusto che il magistrato inquirente
abbia potuto esprimersi preliminarmente, formulando il suo preavviso;
unicamente per motivi temporali la questione non ha potuto essere risolta
nell'ambito della decisione del 12 dicembre 2003;

 

-   l'istanza era ed è ricevibile, il preavviso è giunto a questo
ufficio la sera dell'11 dicembre 2003 ed il termine per la decisione scade in
data odierna (art. 20 e 108 CPP; sentenza 18 aprile 2002, GIAR __________);

 

-   i principi che reggono la materia, pur se noti
alle parti, vengono qui riproposti:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito
dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al
cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà,
consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo a' sensi
dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e
concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono
presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui
concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di
collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere
sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del
Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge,
sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse
pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20
marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra
altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998
n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior
rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della
libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag.
416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi
penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."

(per tutte:
sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. __________) 

 

-   i motivi che giustificano il mantenimento della detenzione
preventiva di __________ r, sono già stati analizzati nelle precedenti
procedure e sono attuali anche oggi, in particolare per quanto determinato
nella recente decisione del 12 dicembre 2003 a cui si rinvia integralmente (DTF
123 I 31); in questa sede ci si limita a riprodurre le determinazioni più
significative:

 

"

3.

 

Per quanto concerne l'esistenza di gravi indizi di
colpevolezza, tenuto conto dei limiti che deve porsi questo giudice, si può
senz'altro far capo (DTF 123 I 30, cons. 2 c.) a quanto detto nelle decisioni
del 20 giugno 2003 e del 15 ottobre 2003. …:

 

"3.

a)

Gravi e concreti indizi di reato sono presenti nel caso
in esame, sia per i reati di carattere patrimoniale, sia quelli contro la
persona.

b)

Non occorre qui spendere molte parole in relazione alle
ipotesi di reati patrimoniali. Gli elementi in tal senso, già emersi nei
contatti tra le due parti prima dell'avvio del procedimento penale, sono stati
ammessi dall'accusato fin dal suo primo verbale davanti al Procuratore
pubblico:

 

"Io voglio qui precisare che lunedì mattina,
14.4.2003, ho avuto un incontro presso gli uffici della __________ con il mio
avvocato, __________ e l'Avv. __________. In tale incontro, l'avv. __________
mi ha rimproverato di aver effettuato dei prelevamenti sul conto di __________
per complessivi 3 milioni di frs. Io in quella sede ho detto, e lo riconfermo,
che ho indebitamente prelevato dei fondi dal conto __________ di pertinenza di
__________ i. Per semplicità quando nel presente parlo del conto __________ di
pertinenza di __________ mi riferisco alla relazione bancaria aperta a suo
tempo presso __________, ricordo a memoria il numero di base cioé
__________." (Verbale PP 16 aprile 2003 p.3) 

La sostanza di queste ammissioni, peraltro conformi con
quanto risulta dalla documentazione già acquisita (cfr. Verbale PP __________
14 aprile 2003 e relativi allegati), è stata recentemente ribadita
dall'accusato (Verbale PP 3 giugno 2003, p. 1). 

…

c)  

Per ciò che attiene le ipotesi di reato contro la
persona, numerosi sono gli aspetti non chiari (o non ancora chiariti) in merito
alla dinamica dei fatti, dinamica non priva d'importanza (per non dire
determinante) per l'accertamento dell'esistenza o meno dei reati indicati nella
promozione d'accusa.

Innanzitutto, non sono chiari i motivi per i quali
__________ è stato invitato ad entrare in casa ed in studio. L'accusato, quando
era ancora indiziato per lesioni colpose, fa riferimento al fatto che
__________ poteva mostrargli come si fa a smontare una "parabellum"
(Verbale PP __________ 25 febbraio 2003 p. 3). __________, che ha si riferito
della richiesta relativa allo smontaggio della "parabellum" (Verbale
PP 27 febbraio 2003, p. 2), ha poi precisato che il motivo principale stava nel
fatto che __________ doveva mostrargli i conti (Verbali PP __________ 14 aprile
2003, p. 8 e 22 aprile 2003, p. 5) ed ha parlato di un disinteresse
dell'accusato per l'operazione di smontaggio dell'arma (ibidem).

Pure non chiara è la situazione (localizzazione)
dell'arma, che ha ferito __________, al momento in cui i due sono entrati in
casa, rispettivamente nello studio. Per __________ si trovava sulla scrivania,
carica, disassicurata e con il cane alzato, e ciò da tre giorni (Verbali PP
__________ 25 febbraio 2003, p. 4 e 9 maggio 2003 p. 10), mentre __________,
che alla scrivania si è seduto per smontare la "parabellum", non l'ha
vista (Verbale PP __________ 27 febbraio 2003, p.2, 14 aprile 2003 p.8, 22
aprile p.5). Inoltre, __________ si dice sicuro che prima dello sparo
__________r, che era uscito dallo studio per orinare, è rientrato dirigendosi
direttamente verso di lui (Verbale PP __________ 22 aprile 2003, p. 5), quindi
senza "passare" dalla scrivania come afferma, invece, l'accusato
(Verbale PP __________ 10 maggio 2003, p. 5). Da qui l'incertezza sulla
posizione dell'arma, con conseguenze sul momento ed il motivo per cui
l'accusato l'ha presa in mano. Ora, se è vero che __________ non stava
guardando __________, al momento in cui questi rientrava nello studio, è
altrettanto vero che in un locale relativamente piccolo lo spostamento di una
persona, e la sua voce, possono fornire indicazioni circa la sua posizione e/o
il suo spostarsi.

D'altro canto l'accusato non ha spiegato come e perché
l'arma carica e pronta al tiro si trovasse da qualche giorno in quel locale
(praticamente incustodita), perché era stata preparata al tiro (con cane
alzato), quale fosse lo scopo di mostrarla a __________ senza nulla accennargli
in merito prima che partisse il colpo (cfr. Verbali PP __________ 25 febbraio
2003, p. 4/5, 9 maggio 2003, p. 3 e 9, __________ 22 aprile 2003, p. 4).
Soprattutto, l'accusato non fornisce spiegazione alcune sul perché egli,
collezionista ed appassionato d'armi, dopo aver preso in mano la SIG 210, per
avvicinarsi all'amico e mostrargliela, non si sia accorto dello stato dell'arma
e non abbia provveduto renderla inoffensiva (Verbale PP __________ 25 febbraio
2003, p. 5, 9 maggio 2003 p. 3, 10 maggio 2003, p. 4/5).

Non da ultimo (eufemisticamente parlando), la posizione
delle due persone al momento in cui il proiettile è partito (entrambi si
trovavano in piedi, __________ dietro __________) e le modalità d'impugnazione
dell'arma da parte dell'accusato (all'altezza delle spalle e puntata verso
__________ - Verbale __________ 25 febbraio 2003, p. 5) con __________ che
viene colpito al volto, destano ulteriori perplessità (che si aggiungono a
quanto si è appena detto) sulla dinamica dei fatti così come indicata
dall'accusato. 

Quanto al movente, a prescindere dal fatto che ancora
recentemente lo svuotamento di un conto bancario è stato ritenuto quale movente
di un mancato omicidio (Assise criminali Lugano 17 maggio 2002), la sua
esistenza (così come indicato dal magistrato inquirente) non può essere esclusa
nel caso in esame (e non lo sarebbe neppure se fosse accertato che l'esistenza
del conto depauperato sarebbe comunque venuto a galla, anche solo per il fatto
che le eventuali spiegazioni che l'accusato poteva fornire non avrebbero potuto
essere contraddette da __________).

Alla luce di tutto quanto esposto, anche per le ipotesi
di reato contro la persona sono dati (a questo stadio dell'inchiesta e senza
voler minimamente anticipare giudizi di merito che non sono nella competenza di
questo giudice) sufficienti indizi di reato."

(GIAR __________)

e

"3.

a)

…

L'unico elemento nuovo, compiutamente indicato, è il
contenuto del rapporto della polizia scientifica del 13 settembre 2003 (AI 489)
che segnala il ritrovamento, sul mobiletto del bagno, di "tracce" che
indicherebbero il "deposito" di un'arma da fuoco compatibile con una
SIG 210. A prescindere da ogni considerazione sulla concretezza e sulla portata
del rilevamento (per la difesa inconsistente), è palese che volendolo
considerare sarebbe un indizio a carico (viste le dichiarazioni dell'accusato
in merito al luogo di situazione dell'arma la sera dei fatti), mentre il
considerarlo inconsistente non scalfirebbe più di tanto la valenza degli
(altri) indizi considerati nella precedente decisione. 

…

 (GIAR __________)

 

A scanso di equivoci, e senza in alcun modo pregiudicare
il merito, questo giudice ritiene che, sulla base di tutti gli elementi sopra
indicati (con l'aggiunta rilevante, vista la posizione delle due persone al
momento in cui il colpo è partito, della conferma della traiettoria rettilinea
del proiettile - cfr. AI 613), siano presenti gravi e concreti indizi anche per
le ipotesi di reato contro la persona, non esclusa, visto l'ipotizzato motivo a
delinquere ed i rapporti che legavano l'accusato a __________, quella di cui
all'art. 112 CP (cfr. per analogia DTF 127 IV 14; DTF 120 IV 127).

 

 

4.

a)

…

b)

…

c)

Permane, invece, a giudizio di questo giudice, ed
indipendentemente dal fatto che il magistrato inquirente ne parli prima di
indicare i presupposti alternativi per la detenzione cautelare (cfr. Istanza p.
2), un pericolo d'inquinamento delle prove in relazione alla non determinazione
della destinazione dei fondi.

Nell'ambito della precedente decisione di proroga, così
ci si era espressi:

"d)

Da tutto quanto sopra risulta che, oggettivamente, una
parte non irrilevante dei fondi prelevati dai conti di __________ non ha ancora
trovato conferma di utilizzo (e non si può escludere, quindi, tesaurizzazione).
Quanto detto in merito nella precedente decisione, rimane attuale e giustifica
il mantenimento della detenzione cautelare:

 

"L'accertamento del destino di queste ultime non è
importante solo per la qualifica giuridica del reato (appropriazione indebita o
amministrazione infedele, fine di lucro) e per la determinazione dell'eventuale
pena (ex art. 63, motivi a delinquere - cfr. DTF 116 IV  288) ma anche per
l'eventuale recupero delle stesse e la conseguente applicazione dell'art.59 CP.
Trattasi di uno specifico elemento probatorio (provento di reato).

Vi è pertanto la necessità di accertare se non vi siano
somme ancora nella disponibilità dell'accusato (non necessariamente solo in
Ticino o in Svizzera) prima che egli possa (se del caso ulteriormente)
sottrarle al (eventuale) recupero da parte degli inquirenti. Le versioni
diverse fornite dall'accusato costituiscono, di fatto, serio indizio di un
concreto pericolo di inquinamento (nella forma di un ulteriore spostamento
delle somme in questione, rispettivamente, laddove possibile, nella forma della
cancellazione di "tracce") delle prove (GIAR 9 agosto 2001 in re
G.C.; REP 1980 p.45) quo alla reale destinazione dei fondi. La necessità di
portare a termine la ricostruzione di tale destino, anche sulla base delle
recenti indicazioni fornite dall'accusato, senza che quest'ultimo possa in
qualche modo intervenire a modificare la situazione di fatto, è esigenza che
deve essere salvaguardata."

(sentenza 20 giugno 2003)"

   (sentenza 15 ottobre 2003)

 

L'autorità inquirente, tramite la preposta équipe
finanziaria, ha cercato di ricostruire il destino delle somme sottratte ai
conti di __________, su base documentale e in base alle dichiarazioni
dell'accusato. Il risultato della ricostruzione è contenuto nell'AI 614. Il
totale dei prelevamenti è confermato a poco meno di FRS 3,2 mio. Quanto al
destino/utilizzo delle somme in questione, la conclusione è che l'utilizzo di
FRS 1'769'000.-- non risulta documentato e, di questo importo, FRS 455'000.--
non risultano neppure giustificati (oltre l'assenza di documentazione
comprovante l'utilizzo). Vista l'entità delle somme in questione l'indizio di
una tesaurizzazione permane, indipendentemente dal fatto che il magistrato
inquirente ritenga conclusa la fase istruttoria predibattimentale (solo
l'accusato poteva portare prova dell'utilizzo di prelevamenti per contante).

Non va dimenticato che l'accertamento definitivo
compete al giudice del merito (che, in sede dibattimentale, ha facoltà di
assumere prove a sua volta - artt. 227 cpv. 5 e 228 cpv. 2 CPP) e che anche ai
fini di tale accertamento le prove raccolte e gli elementi di giudizio debbono
essere protetti dal pericolo d'inquinamento (che può avvenire sia mediante
recupero e migliore collocazione, sia mediante la predisposizione di elementi
suscittibili di dar corpo alla tesi del totale utilizzo - cfr. per analogia sia
per la durata del pericolo di inquinamento che per la tipologia dell'elemento a
rischio d'inquinamento: sentenza 17.12.2003 in re F., GIAR __________).

Se questo (residuo) rischio d'inquinamento sia, da
solo, sufficientemente importante e fondato per giustificare perdurare della
carcerazione di __________ è questione che può rimanere aperta alla luce di
quanto si dirà nel considerando successivo.

 

5.

a)

…

Il pericolo di fuga, per giustificare carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri
termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe
con una certa verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale)
esecuzione della pena. La gravità della pena presumibile non basta, da sola, a
motivare la carcerazione; occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui
il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio,
la professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la
fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117
Ia 69; SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no.
701)).

Ritenuto che a poco valgono, per quest'analisi, le
semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso (per tutte: sentenza GIAR
27 maggio 2002 in re P.) e che la concretezza del pericolo di fuga può essere
accertata "Auch wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä. gefordet sind,
…" (Schmid, ibidem).

b)

…

c)

Come detto più sopra, la gravità della pena
presumibile, da sola, non basta a fondare concreto pericolo di fuga. Nondimeno,
si tratta di un elemento "indiziante" importante che va considerato
attentamente per la valutazione del pericolo di fuga, il quale, secondo la
prassi, aumenta più ci si avvicina al giudizio di merito, in presenza di una
comminatoria di pena della reclusione e/o in assenza (ovviamente e sempre in
caso di eventuale condanna) di prospettive per una sospensione condizionale e
può diventare vera e propria presunzione nei casi in cui il crimine ipotizzato
è passibile della reclusione a vita (M. Luvini, I presupposti materiali del
carcere preventivo, in REP 1989 p. 287ss., p. 32; DTF 106 Ia 404; DTF 117 Ia
69; CEDU Vol. A IX p. 44; SJ 1981 p. 377, SJ 1980 186; N. Schmid,
Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).

Nel caso in esame occorre quindi considerare che
all'accusato sono imputati reati patrimoniali di non poca entità (3,2 mio di
FRS), con fatti ammessi, per i quali è prevista la pena edittale della
reclusione (art. 138, sub 158 CP), e reati contro la persona passibili della
reclusione con minimo stabilito dalla legge, finanche con la reclusione a vita
(artt. 111 e 112 CP). 

Già l'entità dei reati patrimoniali ipotizzati permette
di ritenere non improbabile una pena senza il beneficio della sospensione
condizionale. Va, inoltre, considerato il rischio di una pena non inferiore ai
5, rispettivamente 10 anni di reclusione in caso di condanna anche per le
ipotesi di reato contro la persona, come detto gravemente indiziati. Tutto
questo in prossimità del dibattimento, ritenuto che per il magistrato
inquirente lo scopo dell'istruttoria predibattimentale è raggiunto.

L'accusato non indica possibilità concrete di
reinserimento professionale in Svizzera che, comunque ed oggettivamente,
appaiono fortemente compromesse. Emerge dagli atti che sin 1999 l'accusato ha
avuto "difficoltà di ricollocamento" in conseguenza (a suo dire)
della sua attività politica, difficoltà che hanno trovato soluzioni

temporanee e, sostanzialmente, precarie (cfr. PG
Verbale __________ 2 luglio 2003). È manifesto che le conseguenze del
procedimento penale, che ha avuto una certa eco sia in Ticino che nel resto
della Svizzera, quantomeno per ciò che concerne i fatti ammessi ( 
indipendentemente dalla loro qualifica giuridica definitiva), aggravano la situazione
e permettono di concludere per l'assenza di concrete possibiltà di
reinserimento professionale in ambito commerciale/finanziario sia in Ticino che
in Svizzera (cf. per analogia: sentenza 7.10.2003 in re F., Giar __________).

A ciò si aggiunge il fatto che per una parte (certo non
irrilevante anche se si vuole considerare il solo "non giustificato"
e non tutto il "non documentato") delle somme sottratte ai conti
__________, non è stato possibile accertare destinazione. Non é competenza di
questo giudice determinarsi definitivamente sul destino di tali somme. A questo
stadio solo si può constatare che quanto sottratto è sostanzialmente accertato
(non solo per le ammissioni dell'accusato) mentre la destinazione di
un'importante parte del sottratto non ha potuto esserlo. Ne consegue che
permane indizio concreto (SJ 1980 p. 583 ss., p. 585) di disponibilità
occultata (o tesaurizzazione che dir si voglia) che deve essere considerato
nell'analisi del pericolo di fuga (sentenze 7.12.1999 in re F. e 12 gennaio 2000
in P., GIAR __________ e __________; CRP 20 agosto 1999 in re P.; tutte
inerenti cittadini svizzeri, con legami famigliari in svizzera, imputati di
reati patrimoniali di una certa gravità e con sospetto di disponibilità
all'estero).

d)

Considerati globalmente, gli elementi indicati sopra,
permettono di concludere, a giudizio di questo giudice, che la scelta di una
latitanza possa apparire all'imputato quale male minore per rapporto al rischio
derivante dalle conseguenze dell'esito (presumibile) di un processo. 

Non appaiono sufficienti a scongiurare tale rischio i
legami con i figli, neppure quello con la figlia maggiore __________. Non si
vuole qui certamente negare importanza e valenza di tali legami; tuttavia, da
un lato il naturale e progressivo "distacco" dovuto all'età per l'una
(ormai maggiorenne), dall'altro le inevitabili conseguenze della
separazione/divorzio per gli altri, così come la circostanza che in caso di
pena da espiare (come detto qui non esclusa) i contatti sarebbero limitati e
fondamentalmente non diversi da quelli possibili in caso di latitanza,
impongono di ritenere prioritari i motivi di ordine pubblico indicati più sopra
(sentenza 17 dicembre 1999 in re F., GIAR 88.1999.10).

e)

Da ultimo, foss'anche a titolo abbondanziale, non ci si
può non interrogare sulle finalità della richiesta di essere sentito dal perito
psichiatrico, formulata in data prossima alla presentazione del referto
peritale e del conseguente deposito degli atti, richiesta indirizzata
direttamente al perito (cfr. AI 610).

La perizia è stata ordinata il 21 maggio 2003 (AI
181a), nel corso del successivo mese di giugno l'accusato ha comunicato di
intendere "sottrarsi alla pretesa perizia" (AI 198), concetto
ribadito nel reclamo presentato il 17 luglio 2003 contro l'accesso integrale
agli atti a favore del perito: "il peritando qui reclamante si è per parte
sua dichiarato indisponibile a farsi analizzare" (Doc._ inc. GIAR 17
luglio 2003). A seguito di quanto sopra il perito ha proceduto ad espletare il
suo mandato sulla base dei soli atti, comunque senza sentire l'accusato, cosa
nota a tutti fin da quelle date.

Con lo scritto del 7 novembre 2003 l'accusato cambia
idea, lo riferisce direttamente al perito e dopo la decisione negativa del
magistrato inquirente (AI 626) presenta istanza di estromissione della perizia
dagli atti (AI 638).

Ora, alla luce di simile tempistica (la scadenza della
prima proroga al 16 dicembre imponeva, al magistrato che intendeva rispettarla,
deposito degli atti ancora nel corso del mese di novembre), anche persona poco
maliziosa ha difficoltà a non intravvedere anche una finalità dilatoria non
priva d'influsso sui termini di detenzione cautelare. Infatti, sia il
magistrato che il perito si vedono offrire un mezzo d'accertamento che in
precedenza era stato negato e ben si può pensare che, in particolare per il
secondo (a cui, non lo si dimentichi, lo scritto è stato indirizzato
direttamente), l'interesse (per maggior serietà e fondatezza delle sue
conclusioni) possa esser stato grande. Se la richiesta fosse stata accolta (e
lo si dice qui senza pregiudizio per la decisione che questo giudice dovrà
prendere sulla questione dell'estromissione) è abbastanza evidente che la
perizia non avrebbe verosimilmente potuto essere consegnata alla stessa, con le
relative conseguenze sul depoisto degli atti e il rispetto dai termini fissati
con la prima decisione di proroga. Certo questo non avrebbe impedito il
magistrato di postulare ulteriore proroga (come è poi avvenuto per altri
motivi), ma in situazione diversa per rapporto alla tempistica dell'inchiesta. 

 

6.

In conclusione, alla luce di tutte le circostanze
indicate nei punti precedenti, nei confronti di __________ sussistono un
concreto pericolo di inquinamento delle prove, ancorché in forma ridotta per
rapporto alle constatazioni di cui alle precedenti decisioni in materia di
libertà provvisoria, ed un concreto pericolo di fuga. Queste circostanze, in
uno con la presenza di gravi indizi di colpevolezza sia per i reati
patrimoniali che per i reati contro la persona giustificano il mantenimento, se
si preferisce il prolungamento, della detenzione preventiva mediante
concessione di una proroga della detenzione. Questa può essere concessa per la
durata richiesta considerato che ci si deve determinare su una richiesta di
complemento istruttorio, quindi è opportuno considerare i tempi di eventuale
evasione degli stessi (se accolti), e ritenuto che in caso di respingimento si
potrà/dovrà procedere senza indugio alla chiusura dell'istruttoria.

La proroga richiesta, tenuto conto della gravità dei
reati, della pena che ne deriverebbe in caso di condanna, della celerità della
conduzione dell'istruttoria e del carcere preventivo già sofferto, appare
certamente rispettosa del principio di proporzionalità."

(sentenza 12
dicembre 2003, GIAR __________)

 

-   in questa sede occorre allora determinare, vista la specifica
richiesta in tal senso, se il pericolo di fuga possa essere validamente
limitato mediante versamento di una cauzione (e in caso affermativo di quale
entità), senza dimenticare che un pericolo di inquinamento delle prove,
ancorché "residuo", sussiste;

 

-   l’inchiesta é in fase conclusiva (gli atti sono stati depositati)
e, come detto, non è per nulla certo che l’eventuale pena in caso di condanna
(anche per i soli reati patrimoniali) possa essere posta al beneficio della
sospensione condizionale;

 

-   l’entità della cauzione deve essere determinata soprattutto in
relazione alla gravità del reato e all’importanza del pericolo di fuga. Occorre
pure (entro certi limiti) considerare la situazione economica dell’accusato e/o
delle persone eventualmente chiamate a prestare cauzione (DTF 105 Ia 186; SJ
1981 p. 389 e relative citazioni; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no.
719; Donatsch/Schmid, Kommentar StPO Zurich, nos. 21 a 23 ad art. 73), ritenuto
che spetta all’accusato, e a chi è disposto ad intervenire, fornire i necessari
elementi per una corretta e completa valutazione della situazione (SJ 1980 181
e 586);

 

-   nel caso in esame, la gravità dei reati imputati, la concretezza
e gravità degli indizi, il rischio di pena in caso di condanna, in uno con gli
altri elementi indicanti pericolo concreto di fuga (ed elencati nel
considerando 5 della decisione 12 dicembre 2003, riprodotto più sopra), la
possibile disponibilità nascosta (provento del reato), impongono di concludere
che, a questo stadio del procedimento (imminenza della chiusura
dell'istruttoria, con prospettiva di celere rinvio a giudizio), neppure la
prestazione di cauzione sia sufficiente a scongiurare pericolo di fuga, a
maggior ragione vista l'entità della cauzione proposta;

 

-   abbondanzialmente ed in merito all'entità della cauzione
proposta, sebbene sia sempre difficile fare paragoni con altri casi, si ricorda
che decisioni recenti, per casi di reati patrimoniali di una certa entità,
hanno fissato la cauzione in somme varianti tra i 100'000.-- ed i 350'000.--
franchi (sentenze 26.10.2001 in re A., 8.11.2001 in re G.C., 24.4.2002 in re
G., 25.1.2002 in re A.); nel caso in esame la somma proposta si situa al limite
inferiore della casistica indicata, è lontana dalla somma di almeno FRS
455'000.-- priva di qualsiasi giustificazione d'utilizzo [a cui si possono
aggiungere i dubbi circa il destino di ulteriori FRS 1'769'000.-- per i quali è
stata fornita una spiegazione d'utilizzo senza alcun riscontro documentale e
con solo recente ricordo di pagamenti in nero (cfr. Verbale PP __________
28.10.2003 p.4) - per correttezza si dirà che la prima cifra non è compresa
nella seconda come erroneamente indicato nel cons. 4. c. della decisione
5.12.2003, cfr. AI 614 p. 13), è stata presentata senza particolari indicazioni
circa le potenzialità economiche di chi la presta (tra l'altro passando da
70'000.-- a 100'000.-- franchi nel giro di qualche giorno, a seguito della
decisione di proroga), rendendo così difficile la valutazione concreta del
reale effetto deterrente;

 

-   da ultimo permane, a ulteriormente controindicare la messa in
libertà su cauzione, il residuo pericolo di inquinamento delle prove, come
indicato più sopra;

 

-   alla luce di questa conclusione, è pacifico che le altre misure
sostitutive proposte appaiono inadeguate a limitare sufficientemente il
pericolo di fuga nel caso in esame;

 

-   proporzionalità del perdurare della carcerazione cautelare è data
e confermata per i motivi indicati al considerando 6. della decisione 12
dicembre 2003 (GIAR __________):

 

"La proroga richiesta, tenuto conto della gravità
dei reati, della pena che ne deriverebbe in caso di condanna, della celerità
della conduzione dell'istruttoria e del carcere preventivo già sofferto, appare
certamente rispettosa del principio di proporzionalità."

 

-   il presente giudizio, relativo a libertà personale, è esente da
tasse e spese.

 

 

 

P.Q.M.

 

 

 

Visti gli artt. 95 ss. CPP, 9,
10, 31 CF, 138, 158, 111, 112 CPS;

 

 

 

decide:

 

 

 

1.      L’istanza di
libertà provvisoria, previa versamento di cauzione e con proposta di adozione           di
altre misure sostitutive, presentata da __________ è respinta.

 

 

2.      Non si prelevano
tasse e spese.

 

 

3.      Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera
dei Ricorsi Penali, Lugano, entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.      Intimazione a:

          -    avv. __________ per sé e per l'accusato;

          -    Procuratore pubblico avv. __________;

             (con copia delle
osservazioni e con l'incarto MP __________/2003 di ritorno);

         -    Direzione PCT, 6904
Lugano-Cadro.

 

 

 

 

 

                                                                                giudice
_______