# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8b6731b0-d3b1-5cc2-b8d1-620d67e995de
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.03.2010 D-1652/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1652-2010_2010-03-22.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1652/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 2  m a r z o  2 0 1 0   

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione di Gérard Scherrer, giudice;
cancelliere Carlo Monti;

A._______, nato il (...),
alias B._______, nato il (...),
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 5 marzo 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1652/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) in Sviz-
zera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso 
al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento 
circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro 
della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la commi-
natoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu-
sabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 26 gennaio e del 15 febbraio 2010;

la  decisione  dell'UFM  del  5 marzo 2010,  notificata  all'interessato  il 
9 marzo 2010 (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del 16 marzo 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 17 marzo 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (TAF) in 
data 18 marzo 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni  previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in 
materia  di  diritto  pubblico dinanzi  al  Tribunale federale (art. 83 litt. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva;

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in-
feriore,  è  particolarmente toccato dalla  decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti  su ricorso è determinante la lin-
gua della decisione impugnata e che, se le parti utilizzano un'altra lin-
gua, il procedimento può svolgersi in tale lingua;

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano, 
mentre il ricorso è stato inoltrato in lingua tedesca e senza domanda di 
svolgere la procedura dinanzi a codesto Tribunale in tale lingua;

che, pertanto, la presente sentenza va redatta in italiano;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano di etnia igbo, nato a 
C._______, ove avrebbe vissuto fino al (...), e di aver avuto l'ultima re-
sidenza a D._______, nel E._______, fino al (...) (cfr. verbale d'audi-
zione del 26 gennaio 2010, pagg. 1 e 2); che esso avrebbe lasciato il 
suo Paese d'origine nel (...) per il timore di essere ucciso dalle autorità 
per aver incendiato una moschea ed ucciso alcune persone; che si sa-
rebbe recato in Camerun attraversando i boschi in motocicletta, da cui 
si sarebbe imbarcato in un luogo da lui non identificabile, avrebbe na-
vigato per un periodo da lui non quantificabile per poi approdare in un 
luogo ignoto, da cui egli sarebbe poi ripartito correndo fino a giungere 
in Svizzera (cfr. verbale d'audizione del 26 gennaio 2010, pagg. 6 e 7);

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che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi-
tà;

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente  non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità,  rimandato a quanto già affermato nei 
verbali  di  audizione,  e  ribadito,  riguardo ai  propri  motivi  d'asilo,  che 
essi sarebbero da ritenersi verosimili, ed ha dichiarato che le proprie 
difficoltà a chiarire i propri motivi d'asilo sarebbero dovuti alle proprie 
ferite, quale ad esempio la grave lesione alla testa; che, infine, ha con-
testato l'esigibilità dell'allontanamento verso la Nigeria, allegando due 
articoli della Neue Zürcher Zeitung (NZZ), i quali espongono i massa-
cri avvenuti tra cristiani e musulmani nella notte di domenica 14 mar-
zo 2010;

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua domanda d'asilo; che ha, altresì, presentato una domanda d'assi-
stenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spe-
se processuali e del relativo anticipo;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della do-
manda; 

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 

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dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al-
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono necess-
ari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza 
di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi-
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti-
colari  formalità  amministrative; che,  per  contro,  non sono documenti 
validi  giusta l'art. 32  cpv. 2 lett. a LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi, 
come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di na-
scita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi 
(cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che,  nel  caso  concreto,  il  ricorrente,  a  distanza  di  (...)  dalla  pre-
sentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento che 
adempia i citati criteri;

che, per di più, egli si è semplicemente limitato a dichiarare di non sa-
pere né cosa sia un passaporto né cosa sia una carta d'identità, e di 
non averne mai posseduto uno (cfr. verbale d'audizione del 26 genna-
io 2010, pag. 4), allegando poi di non avere mai necessitato di posse-
dere dei  documenti  di  identità  poiché si  sarebbe sempre identificato 
verbalmente (cfr. verbale d'audizione del 16 febbraio 2010, pag. 2);

che, oltre a ciò, interrogato sul suo viaggio, il ricorrente non è riuscito 
a corroborare della benché minima verosimiglianza il proprio racconto, 
risultando infatti impossibile che egli si sia imbarcato in un luogo sco-
nosciuto, senza riuscire minimamente ad indicare quanto tempo avreb-
be trascorso sulla nave prima di attraccare in un luogo altrettanto igno-
to, dal quale sarebbe poi ripartito a corsa, giungendo in Svizzera (cfr. 
verbale d'audizione del 26 gennaio 2010, pagg. 6 e 7); che il ricorrente 
non è stato in grado di specificare null'altro o fornire dettagli che pos-
sano donare credibilità al proprio racconto, che appare quindi vago ed 
impreciso; non è inoltre verosimile che egli sia giunto in Svizzera in se-
guito ad una successione di percorsi casuali, durante i quali egli non 
avrebbe mai subito alcun tipo di controllo, ed inoltre che, a prescindere 
dalle allegazioni palesemente inverosimili di cui sopra, vale sottolinea-
re che varcare il confine Schengen senza subire alcun controllo, come 

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il ricorrente ha dichiarato di aver fatto, costituisce al momento attuale, 
un'impresa pressoché impossibile;

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio (cfr. ricorso, pagg. 2 e 3);

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla-
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempie manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò puo' risul-
tare  sia dalla  manifesta  inconsistenza sia  dalla  manifesta  irrilevanza 
dei motivi d'asilo addotti (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Nigeria per il timore di essere arrestato dalle autorità oppure uc-
ciso dalla comunità;

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che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri-
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, in particolare, l'insorgente ha dichiarato che, in seguito alla sco-
perta che la donna che l'avrebbe cresciuto sarebbe stata uccisa, egli 
avrebbe partecipato ad uno scontro in cui avrebbe massacrato alcune 
persone e bruciato due moschee; che egli non è però stato in grado di 
descrivere  la  donna  che  l'avrebbe  cresciuto,  limitandosi  a  definirla 
"una bella signora di colore, buona, magrolina, cristiana" (cfr. verbale 
d'audizione del 15 febbraio 2010, pag. 4); che egli non è riuscito a ren-
dere credibile il  proprio ruolo negli  scontri,  limitandosi a dire di  aver 
preso un machete e di  aver poi partecipato ad incendiare moschee, 
senza tuttavia sapere indicare quali, e a sparare contro musulmani e 
contro la  folla  indistintamente (cfr. verbale d'audizione del  15 febbra-
io 2010, pag. 6), senza fornire ulteriori elementi atti a corroborare tale 
racconto; che egli  ha allegato di essere stato ferito alla testa con un 
colpo di machete, e specificando che si sarebbe trattato di una ferita 
leggera (cfr. verbale d'audizione del 15 febbraio 2010, pag. 7), mentre 
nel ricorso egli  ha affermato di non essere stato in grado di rendere 
credibile  il  proprio  racconto  anche  per  la  grave ferita  alla  testa  che 
avrebbe subito; 

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati rettamente rite-
nuti come inverosimili dall'autorità inferiore, giusta l'art. 32 cpv. 3 lett. b 
LAsi;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità d'ulterio-
ri accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato del-
l'insorgente medesimo;

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista 
dell'ammissibilità  (cfr. Sentenza del  Tribunale amministrativo federale 
E-423/2009  dell'8  dicembre  2009  consid.  8,  destinata  alla 
pubblicazione);

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 

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violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio-
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en-
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi-
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che, in considerazione di quanto indicato precede, l'esecuzione dell'al-
lontanamento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);

che, pur tenendo in considerazione i disordini  riportati negli articoli di 
giornale allegati dal ricorrente, la situazione vigente in Nigeria non ap-
pare  caratterizzata  da guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata 
che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio 
nazionale;

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che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane ed 
ha trascorso gli ultimi dieci anni della propria vita a D._______, ove si 
può partire quindi dal presupposto che abbia una rete sociale; che l'in-
sorgente non ha nemmeno preteso nel gravame di soffrire di gravi pro-
blemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria 
(cfr. sulla problematica Giurisprudenza ed informazioni della Commis-
sione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza 
che da un esame d'ufficio degli  atti  di  causa emerga la necessità di 
una permanenza in Svizzera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria  diligenza,  potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese pro-
cessuali è divenuta senza oggetto;

che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA);

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che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda d'esenzione dal versamento dell'anticipo a copertura del-
le presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto e la doman-
da d'assistenza giudiziaria è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza. 

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione Soggiorno, con allegato l'incarto N(...) (per corriere 

interno; in copia)
- F._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione: 

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