# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0d8fb3dc-451d-5941-a86c-34444738a467
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.09.2010 D-2551/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2551-2008_2010-09-27.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2551/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 7  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),
Regula Schenker Senn e Fulvio Haefeli;
cancelliere Federico Pestoni;

A._______, nato l'(...), alias
B._______, nato il (...), alias
C._______, nato l'(...),
Iraq,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 19 marzo 2008 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2551/2008

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato, cittadino iracheno di etnia curda 
nato e vissuto ad D._______, ha presentato in data (...) in Svizzera;

i verbali d'audizione del 20 dicembre 2006 e del 2 febbraio 2007;

la  decisione  dell'UFM del  19 marzo 2008,  notificata  all'interessato  il 
22 marzo 2008 (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del 21 aprile 2008 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 22 aprile 2008);

gli atti dell'UFM successivamente trasmessi al Tribunale amministrativo 
federale (TAF);

la decisione incidentale del 23 aprile 2008, con la quale il TAF ha auto-
rizzato il ricorrente a soggiornare in Svizzera fino al termine della pro -
cedura ed ha rinunciato al prelievo di un anticipo a copertura delle pre-
sumibili spese di giudizio;

le osservazioni del 6 maggio 2008, con cui l'UFM ha integralmente ri -
confermato la propria posizione;

lo scritto del 20 maggio 2008, con il quale il ricorrente, non avendo al -
tro da aggiungere, ha ribadito le proprie conclusioni;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

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che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino iracheno, di etnia curda, nato 
e con ultimo domicilio a D._______, quartiere E._______ (cfr. verbale 
d'audizione del 20 dicembre 2006, pag. 1);

che il  richiedente, avrebbe lasciato l'Iraq il  (...)  per motivi  economici; 
che infatti egli, con a carico la madre e due fratelli, avrebbe vissuto in  
condizioni  di  estrema  povertà  in  una  baracca,  nella  quale  entrava 
acqua dal tetto quando pioveva; che, malgrado ciò, il governo iracheno 
non ha gli ha mai dato alcuna assistenza (cfr. verbale d'audizione del 
20 dicembre 2006,  pag. 1  e  verbale  d'audizione  del  2 febbraio 2007, 
pag. 5);

che,  nella  decisione  impugnata,  l'UFM ha  considerato  le  allegazioni 
del  richiedente come insufficienti  a soddisfare le condizioni  richieste 
dalla legge per il  riconoscimento dello statuto di  rifugiato e pertanto 
all'ammissione della sua domanda d'asilo; che, in particolare, l'autorità 
di  prima  istanza  ha  evidenziato  che  pregiudizi  derivanti  dalla 
situazione  politica,  economica  o  sociale  generale  di  uno  Stato  non 
costituiscono  persecuzione  rilevante  in  materia  d'asilo  ai  sensi 
dell'art. 3 LAsi;  che,  pertanto,  la  situazione  di  povertà  addotta  dal 
richiedente,  espressione  delle  difficili  condizioni  socio-economiche 
vigenti  in  Iraq,  non soddisfa  le  condizioni  previste  dalla  legge  per  il 

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riconoscimento  della  qualità  di  rifugiato;  che,  infine,  l'esecuzione 
dell'allontanamento sarebbe ammissibile, esigibile e possibile.

che,  di  conseguenza,  l'UFM ha  respinto  la  citata  domanda ai  sensi 
dell'art.  3  LAsi  nonché  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato 
dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso l'Iraq siccome 
lecita, esigibile e possibile;

che, nel gravame, l'insorgente sostiene che la propria povertà non può 
essere ritenuta una conseguenza delle difficili condizioni economiche 
e sociali, ma bensì responsabilità del governo iracheno che non inter -
viene a tutela delle famiglie disagiate; che inoltre il governo del proprio 
paese sarebbe totalmente incapace di proteggere i suoi cittadini; che 
egli ritiene inoltre che il suo rientro in patria non sarebbe ragionevol-
mente esigibile, in quanto troverebbe applicazione l'art.  3 CEDU, e ciò 
perché in Iraq non sarebbe garantito il rispetto della dignità umana e 
delle più elementari norme di sicurezza; che, per questi motivi il ricor -
rente ritiene di adempiere le condizioni necessarie all'ottenimento del-
l'asilo e, subordinatamente l'ammissione provvisoria non essendo l'e -
secuzione del  suo  allontanamento  ragionevolmente  esigibile  ne  am-
missibile;

che, in conclusione, l'insorgente ha chiesto l'accoglimento del ricorso 
con  il  conseguente  annullamento  del  provvedimento  impugnato  e  la 
concessione dell'asilo  in  Svizzera,  subordinatamente  la  concessione 
dell'ammissione  provvisoria;  che  egli  ha  altresì  presentato  una 
domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese anticipate di giustizia;

che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le di -
sposizioni della LAsi (art. 2 LAsi); che, giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono 
rifugiate  le  persone  che,  nel  Paese  d'origine  o  di  ultima  residenza,  
sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, na -
zionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro 
opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali  
pregiudizi;

che sono pregiudizi  seri  segnatamente l'esposizione a pericolo della 
vita,  dell'integralità  fisica  o  della  libertà,  nonché  le  misure  che 
comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi); 
che  occorre  altresì  tenere  conto  dei  motivi  di  fuga  specifici  della 
condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi);

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che, i  motivi  fatti  valere dal  ricorrente  nell'ambito  della  procedura in 
esame, ovvero la  condizione di  estrema povertà  alla  quale deve far 
fronte  mantenendo  inoltre  la  madre  e  due  fratelli  nonchè  la  totale 
passività del governo iracheno di fronte a tale situazione, sono, come 
facilmente riconoscibili, palesemente irrilevanti e non costituiscono, di 
per sé, un indizio proprio a giustificare né la qualità di rifugiato ai sensi  
dell'art.  3  LAsi,  né,  tanto  meno,  la  concessione  della  protezione 
provvisoria  giusta  gli  art.  66  e  segg.  LAsi  (che  presuppone  una 
decisione di  principio del Consiglio federale che non è notoriamente 
data nel caso concreto);

che, a titolo abbondanziale, dalle dichiarazioni del ricorrente, si rileva, 
da un lato,  la  sua volontà  di  rimanere in  patria  qualora  non avesse 
avuto  problemi  economici  (cfr.  verbale  d'audizione  del  20 dicem-
bre 2006, pag. 4) e, dall'altro che per affrontare il viaggio, costato 7000 
USD, egli  si  è  fatto  prestare  il  denaro da uno zio  materno  e  da un 
vicino  di  casa  (cfr. verbale  d'audizione  del  2 febbraio 2007,  pag. 4); 
che,  ciò  posto,  egli  invece  di  espatriare  avrebbe  potuto  usare  tale 
importo  per  migliorare  le  proprie  condizioni  di  vita  e che comunque 
egli dimostra di avere in patria la possibilità di chiedere aiuto, anche 
consistente, a terzi;

che, alla luce di quanto precede, a mente di questo Tribunale e come 
rettamente  ritenuto  dall'autorità  inferiore,  i  fatti  addotti  dal  ricorrente 
nella presente procedura d'asilo non sono propri a motivare la qualità  
di rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi;

che ne consegue che sul punto di questione dell'asilo il ricorso, desti -
tuito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la deci -
sione impugnata va confermata;

che,  parimenti,  l'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle 
quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento 
dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art.  
32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

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che, dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Iraq possa viola-
re  l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che in merito allo stato della sicurezza in Iraq, questo Tribunale ha già 
avuto modo di precisare che nelle tre province curde nel nord dell'Iraq 
(Dohuk, Erbil e Suleimaniya) non vige, al momento, una situazione di vio-
lenza generalizzata e la situazione politica non è talmente tesa da consi-
derare un rimpatrio come generalmente inesigibile; che segnatamente, lo 
stato della sicurezza è più stabile ed equilibrato rispetto al resto del Pae-
se e, inoltre, la situazione dei diritti dell'uomo è migliore rispetto alle zone 
nel sud e nel centro dell'Iraq; che in particolare, l'esecuzione dell'allonta-
namento verso le tre province curde è esigibile, di principio, per gli uomini 
curdi, non sposati, in buona salute e giovani, a condizione che la persona 
interessata sia originaria della regione o vi abbia vissuto un lungo periodo 
e disponga di una rete sociale, segnatamente famiglia, parenti o cono-
scenti, oppure di relazioni con i partiti al potere (DTAF 2008/5 consid. 7.5, 
in particolare 7.5.1 e 7.5.8);

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, ha 
una  minima  formazione  di  base  avendo  egli  frequentato  tre  anni  di 
scuola obbligatoria; che inoltre, egli  una buona esperienza lavorativa 
quale operaio edile avendo lavorato presso un'impresa dal 2000 fino 
all'espatrio (cfr. verbale d'audizione del 2 febbraio 2007, pagg. 3 e 4); 
che il ricorrente, oltre ad aver lasciato in patria la madre e due fratelli, è 
nato e cresciuto ad D._______, dove ha inoltre lavorato per diversi anni 
(cfr. verbale di audizione del 20 dicembre 2006, pagg. 2 e 3); che pertanto 
si può partire dal presupposto che abbia ancora una fitta rete sociale in 
patria; che l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi  

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problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria  (cfr.  sulla  problematica  Giurisprudenza  ed  informazioni 
della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo 
[GICRA] 2003 n. 24),  senza  che  da  un  esame  d'ufficio  degli  atti 
emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori -
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 
106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che essendo le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità  d'esito 
favorevole,  la  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  di-
spensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è  respinta  (art.  65 
cpv. 1 PA);

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di fr. 600.- , che 
seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA, nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse 
e sulle spese ripetibili nelle cause dinnanzi al Tribunale amministrativo 
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

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che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia di  diritto pubblico dinanzi al  Tribunale federale (art. 83 litt. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva;

(dispositivo sulla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. Il  
succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di pagamento)
- UFM,  Divisione  soggiorno,  (allegato:  incarto  N [...],  per  corriere 

interno; in copia)
- F._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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