# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b7eeecf4-f17a-5f4a-9a67-214f1b27109b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-04-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 22.04.2016 14.2016.58
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2016-58_2016-04-22.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2016.58

  	
  Lugano

  22 aprile 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del
  Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Villa

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa SO.2015.3685 (rigetto provvisorio dell’opposizione) della
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 24 agosto 2015
da

 

	
   

  	
  CO 1 

  (rappresentata dal curatore RA 1, Ponte
  Capriasca 

   e patrocinata dall’avv. PA 1, Paradiso)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 10 marzo 2016 presentato da RE 1 contro la
decisione emessa il 1° marzo 2016 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Sulla scorta del precetto esecutivo n. __________ emesso il 22 agosto
2014 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso
di fr. 100'000.– oltre agli interessi del 5% dal 1° ottobre 2008,
indicando quale titolo di credito il “riconoscimento di debito (garanzia) del 02.03.2010”.

 

                            B.  Avendo
RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 24 agosto 2015 CO
1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 5, limitatamente a fr. 89'550.– oltre agli
interessi del 5% dal 1° ottobre 2008, dedotti fr. 2'500.– già versati a
questo titolo. Al­l’udienza di
discussione tenutasi il 1° marzo 2016, l’istante ha confermato la sua domanda,
mentre la parte convenuta vi si è opposta.

 

                            C.  Statuendo con decisione dello stesso 1° marzo 2016, il Pretore ha accolto
l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte
convenuta per fr. 89'550.– oltre agli interessi del 5% dal 1° ottobre
2008, dedotti fr. 2'500.– già versati, ponendo a suo carico le spese
processuali di fr. 250.– e un’indennità di fr. 500.– a favore dell’istante.

 

                            D.  Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 10 marzo 2016 chiedendo “di attivare un tribunale con rispettivo
Giudice o Pretore competente con il coinvolgimento” di
lei, dell’ex convivente C__________ e di CO 1 e RA 1, di annullare la garanzia
da lei sottoscritta in forma di “azione
di disconoscimento di debito” e di citarla “in ascolto e giudizio”. Il 24 marzo 2016 RE 1 ha
prodotto una “spiegazione aggiuntiva” al reclamo con ulteriori sette documenti. Visto l’esito del giudizio
odierno, il reclamo non è stato notificato alla controparte per osservazioni. 

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­­posizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                           1.1  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato il 10 marzo 2016 contro la sentenza notificata a RE 1 il 2 marzo, in
concreto il reclamo è tempestivo. La “spiegazione aggiuntiva” del 24 marzo è invece tardiva e dunque irricevibile.

 

                           1.2  La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate
in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv.
1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di
designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia
i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione
della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero
pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale
5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di principio in base
agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione
errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo
restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di
prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                           1.3  Nel
caso specifico, la reclamante non si confronta con la motivazione della
sentenza impugnata, limitandosi a esporre le circostanze che hanno condotto,
secondo lei, alla sottoscrizione della garanzia del 2 marzo 2010 a favore del
debito di fr. 100'000.– riconosciuto dall’ex convivente C__________ (doc.
E) e al­l’accordo del 13 novembre 2015 con la creditrice per la stessa somma
(doc. I), considerati dal Pretore come validi titoli di rigetto provvisorio. L’unico
appunto, implicito, alla decisione impugnata, per cui l’escussa sarebbe stata “costretta e obbligata” a firmare la garanzia del 2010 è un’allegazione che non aveva fatto
valere in prima sede, nella quale ha solo affermato che i soldi erano stati
consegnati al suo compagno di allora e che il riconoscimento di debito non
menziona un importo chiaro (verbale del 1° marzo 2016, act. II). Nuova, tale
allegazione non può essere presa in considerazione (art. 326 cpv. 1 CPC). Per abbondanza,
va del resto rilevato che la reclamante non ha reso verosimile l’asserita
costrizione né spiegato per quale motivo essa ha nondimeno sottoscritto l’accordo
del 13 novembre 2015, confermando cinque anni dopo il proprio impegno di garanzia.
Di conseguenza il reclamo si rivela sotto questo profilo irricevibile.

 

                             2.  La tassa del presente giudizio, stabilita
in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza
(art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, alla
controparte, cui il reclamo non è stato notificato per osservazioni, non
essendo insorte in spese in questa sede. Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d
LTF), il valore litigioso, di fr. 89'550.–, raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è irricevibile.

                             2.  Le spese processuali di complessivi fr. 420.–
relative al presente giudizio, già anticipate dalla reclamante, sono poste a
suo carico.

 

                             3.  Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –

      .

   

  

                                  Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).