# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2e1020a8-da52-598d-a73d-d9f8f3696ae1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.10.2008 32.2007.292
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2007-292_2008-10-16.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2007.292

   

  BS/td

  	
  Lugano

  16 ottobre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 settembre 2007
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 9 agosto 2007 emanate da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1947, sino a fine 2002 esercitava l’attività di esercente presso il
suo ristorante.

                                         A
seguito di dolori lombari-cervicali nell’ottobre 2003 ha presentato una
richiesta di prestazioni AI per adulti (doc. AI 1).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia reumatologica
(dr. __________) e psichiatrica (dr. __________), con due decisioni 9 agosto 2007,
preavvisate il 23 marzo 2007, l’Ufficio AI gli ha riconosciuto una rendita intera
dal 1° febbraio 2003 di fr. 1'671.-- mensili, ridotta a metà rendita dal 1°
ottobre 2003 pari a fr. 836.-- (dal 1° gennaio 2005: fr. 852). Non presentando
più un’invalidità pensionabile, la prestazione è stata soppressa con effetto
dal 1° novembre 2005 (doc. AI 76 e 77).

                                          

                               1.2.   Avverso
la succitata decisione amministrativa, l’assicurato, rappresentato dall’avv.
Stefano Zanetti, ha presentato tempestivo ricorso al TCA, postulando
l’erogazione di una rendita intera (in subordine mezza di rendita) anche dopo
il 1° novembre 2005. In sostanza egli contesta un miglioramento della
condizioni di salute che hanno portato alla soppressione della prestazione.
Parimenti contestato è l’ammontare della mezza rendita riconosciuta
temporaneamente. Dei singoli motivi verrà detto, per quanto occorra, nel prosieguo.

                                         

                                         In
data 19 settembre 2007 egli ha chiesto di essere posto al beneficio
dell’assistenza giudiziaria, allegando la pertinente documentazione (VI). 

 

                               1.3.   Pendente
causa, il 15 ottobre 2007 l’insorgente ha trasmesso il rapporto 3 ottobre 2007
del reumatologo curante (VII).

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa, l’Ufficio AI ha postulato il parziale accoglimento del ricorso,
nel senso di riconoscere il dritto ad una mezza rendita anche dopo il 1°
novembre 2005 e questo sulle base delle motivazioni che verranno esposte nei
considerandi di diritto. Riguardo all’importo della rendita, l’amministrazione
ha confermato il calcolo effettuato dalla Cassa federale di compensazione.

 

                               1.5.   In
data 19 dicembre 2007 l’insorgente ha prodotto un ulteriore rapporto del reumatologo
curante.

 

 

considerato,                   in
diritto

 

In ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
(cfr. STF  H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21
luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA       H 212/00 del 4
febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre
2001, pubblicata in RDAT  I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre
2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito 

 

                               2.2.   Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148). 

 

                                         Occorre
qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti
quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica
degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).

 

                                         Dal
momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è
realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5.a revisione
della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati
in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

                                      

                               2.3.   Oggetto
del contendere è sapere se il ricorrente ha diritto ad una rendita d’invalidità
dopo il 1° novembre 2005.

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. 

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA (dal 1°
gennaio 2007: TF) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità
di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.5.   Per
costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce
una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime
per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla
revisione ex art. 17 LPGA (cfr. DTF 131 V 164; DTF 131 V 120; DTF 125 V 143;
SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I 597/04; STFA del
27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre 2005 nella causa
F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04; STFA del 24
febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004 nella causa T.,
I 299/03). 

                                         A
sua volta, l’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che:

 

" 
Se il grado d’invalidità del
beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la
rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su
richiesta."

 

                                         I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

 

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88 a cpv. 1 OAI).
Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre
tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena
esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art. 29bis è
applicabile per analogia (art. 88 a cpv. 2 OAI). 

 

                               2.6.   Nel caso in esame, l’Ufficio AI ha eseguito due distinte perizie,
l’una reumatologica e l’altra psichiatrica.

 

                                         Con
rapporto 20 dicembre 2004 il dr. __________, specialista in reumatologia, poste
quale diagnosi principali una sindrome lombo-vertebrale cronica su discopatie
multisegmentali ed una sindrome cervico-vertebrale cronica su discopatie (cfr.
doc. AI 40-6), ha valutato un’inabilità lavorativa del 20-30% nella sua
attività di gerente e del 20% in professioni leggere o medio-leggere rispettose
dei limiti funzionali descritti nella perizia (doc. AI 40-10). 

 

                                         L’insorgente
è stato visitato dallo psichiatra dr. __________. Definita una sindrome mista
ansioso-depressiva, episodio di media gravità (ICD-10:F41.2) ed una sindrome da
dolore persistente (ICD10:F45.4), con rapporto 4 maggio 2006 lo specialista ha
concluso per una abilità lavorativa, sia nella precedente attività che in altre
adeguate, del 70% (doc. AI 49).

 

                                         Tenuto
conto delle succitate due valutazione peritali, con rapporto 27 giugno 2006 il
dr. __________ del SMR (Servizio medico regionale dell’AI) ha stabilito una
capacità lavorativa (recte: incapacità lavorativa) globale del 30% da novembre
2005 (doc. AI 51-2).

 

                                         Con
rapporto 13 novembre 2006 il consulente in integrazione professionale, tenuto
conto della succitata valutazione medico-teorica, mediante il raffronto dei
redditi ha determinato un grado d’invalidità del 32% (doc. AI 55-2). 

 

                                         Con
la decisione contestata l’Ufficio AI ha di conseguenza soppresso la rendita con
effetto dal novembre 2005. Per il periodo precedente, prendendo in considerazione
gli atti medici nell’inserto, ha riconosciuto una rendita intera dal 1° febbraio
2003, nonché una mezza rendita dal 1° ottobre 2003.

 

                               2.7.   Con
il presente ricorso l’assicurato contesta una modifica delle sue condizioni di
salute giustificante la soppressione della rendita. Egli ha allegato il
rapporto 3 ottobre 2007 del dr. __________, specialista in reumatologia, il
quale ha in sintesi escluso un miglioramento della sintomatologia dolorosa
(VII).

 

                                         Sottoposto
tale documento all’esame del SMR (Servizio medico regionale dell’AI), con la
risposta di causa l’Ufficio AI ha evidenziato: 

 

" 
Con scritto 15.10.2007
il ricorrente ha inoltrato la valutazione medica 3.10.2007 del Dr. __________,
che esclude un miglioramento nel tempo del danno alla salute. Tale documentazione
è stata sottoposta al vaglio del Servizio medico regionale dell'AI (SMR). Con
annotazioni 19 novembre 2007 l'SMR ha indicato che lo stato di salute
dell'assicurato è rimasto stabile dal 2002 e l'impedimento globale superiore al
30%. In effetti all'impedimento del 30% (riduzione del tempo lavorativo) per
motivi psichici occorre ulteriormente applicare la riduzione del 27.5% (rendimento
ridotto) per motivi reumatologici, di modo che la capacità lavorativa complessiva
è del 50.75%." (Doc. X)

 

                                         Preso
atto delle conclusioni del SMR, nel rapporto 12 dicembre 2007 il dr. __________,
ribadendo che la situazione è da considerarsi cronica con dolori persistenti e
che un miglioramento delle condizioni di salute non è prevedibile, ha sostenuto:
“un’incapacità lavorativa del 50% con assegnazione quindi di una mezza
rendita d’invalidità mi sembra giustificata” (doc. C).

 

                                         Orbene,
occorre innanzitutto rilevare che, secondo la giurisprudenza del TFA, per
determinare il grado di inabilità lavorativa di un assicurato che soffre di
diverse patologie non si devono semplicemente sommare le singole valutazioni,
bensì si deve far capo ad un giudizio globale che scaturisce dopo ponderata
discussione plenaria fra tutti gli esperti interessati; l'Alta Corte ha inoltre
osservato che la questione a sapere se i singoli gradi di inabilità si possano
sommare e se del caso in quale misura è una problematica squisitamente medica,
che di principio il giudice non rimette in discussione (cfr. STFA del 4
settembre 2001 nella causa D, I 338/01 pubblicata in RDAT 2002 I no. 72 pag.
485). In una sentenza inedita del 19 agosto 2005 nella causa D. (I 606/03) lo
stesso TFA ha inoltre precisato che il giudizio sul grado complessivo
dell’incapacità lavorativa va di regola eseguito nell’ambito di una perizia.

                                         Nel
caso in esame, la valutazione globale dell’incapacità lavorativa è invece stata
eseguita in data 27 giugno 2006 dal SMR, successivamente corretta il 12 dicembre
2007 (cfr. la risposta di causa) nel senso di una somma delle due incapacità
lavorative, sia di natura somatica che psichica. Ciononostante questo Tribunale
ritiene la valutazione finale sulla residua capacità lavorativa (50%) in attività
adeguate sostenibile poiché, da un lato, confermata nel risultato dall’ultimo
rapporto del dr. __________ e dall’altro, in linea con la valutazione medico–assicurativa
del 22 giugno 2005 eseguita dal dr. __________, attivo presso l’assicurazione
militare, il quale aveva valutato al 60% le mansioni adeguate ed esigibili
dell’assicurato (cfr. STCA 30 marzo 2007 pag. 10, inc. 41.2006.2 resa nella
causa che opponeva l’assicurato alla SUVA, Divisione assicurazione militare).

 

                               2.8.   Per la determinazione del grado d’invalidità, il consulente in
integrazione professionale ha utilizzato il metodo ordinario mettendo a
confronto il reddito che l’assicurato avrebbe conseguito senza il danno alla
salute quale esercente indipendente (reddito da valido) con quello risultante
da un’attività leggera non qualificata desunto dai salari statistici (reddito da invalido). Al riguardo occorre rilevare che il TFA ha
già avuto modo di affermare l’ammissibilità di principio di un raffronto tra
redditi da attività dipendente con redditi da attività indipendente (STFA del
27 agosto 2004 nella causa I., I 543/03 e riferimenti). 

                                         

                            2.8.1.   Riguardo
all’accertamento del reddito da valido, va ricordato che, è decisivo stabilire,
secondo il principio della verosimiglianza preponderante, quanto l’assicurato
guadagnerebbe, al momento della nascita del diritto alla rendita, se fosse sano
(STFA inedite 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio 2000 nella
causa T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con riferimenti,
cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a). Il reddito dev'essere fissato il più
concretamente possibile. Determinante è dunque il reddito che l’assicurato
avrebbe potuto conseguire tenuto conto delle competenze professionali come pure
delle circostanze personali per un prospettato avanzamento professionale (quali
la frequentazione di corsi, l’inizio di studi ecc.), nella misura in cui vi
sono degli indizi concreti in merito (cfr. DTF 96 V 29, ZAK 1985 pag. 635
consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b). Considerato
come di regola bisogna presumere che senza il danno alla salute l’assicurato avrebbe
continuato la precedente attività, decisivo risulta di regola l’ultimo guadagno
conseguito, adeguato al rincaro ed eventualmente all’usuale crescita dei salari
(RKUV 2000 n. U 400 p. 381 e riferimenti). 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA, nella determinazione del reddito da valido, la media
degli utili conseguiti negli anni precedenti l’insorgenza del danno alla salute
va maggiorata dei contributi sociali, e questo per tener conto che i dati statistici
salariali raffrontati come reddito da invalido tengono conto di tali oneri
(cfr. in proposito le STFA  del 17 dicembre 1998 nella causa G., I 304/98 e del
27 agosto 2004 nella causa I., I 543/2003; cfr. anche STCA del 4 maggio 2007 nella
causa P. 32.2006.70). 

 

                                         Con
rapporto 13 novembre 2006 la consulente, sulla base dei dati fiscali, ha
quantificato il reddito da valido in fr. 50'000.-- (doc. AI 55-1; la
giurisprudenza ritiene adeguato tener conto della media dei redditi percepiti
negli ultimi tre esercizi, cfr. AJP 1999 p. 484).
Questo importo è rimasto incontestato.

 

                            2.8.2.   Conformemente
la giurisprudenza del TFA, il reddito da invalido è determinato sulla base della situazione
professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo
sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che
il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non
costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid.
3b/aa e riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti,
età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non
possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in
lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio
dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico
statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una
deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener
conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del
lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale
procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il
giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello
degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni
economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento
TA1 dell’inchie-sta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di
statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei
valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5
settembre 2006 nella causa P., I 222/04).

                                         

Nel
caso di specie, per la determinazione del reddito da invalido, in applicazione
della succitata giurisprudenza, nel rapporto complementare 20 novembre 2007 la consulente ha fatto riferimento ai dati salariali statistici
nazionali (tabella TA1) ed ha tenuto conto di una riduzione del 15% del salario
statistico. Con una capacità lavorativa ridotta, il reddito da invalido è stato
definito in fr. 24’700.--.

                                         Raffrontando
il reddito da valido di fr. 50’000.-- con il reddito ipotetico
da invalido di fr. 24’700.-- risulta un grado d’invalidità del 51% ([50'000 - 24’700.--.]
x 100 : 50’000) che conferisce il diritto ad una mezza rendita. Va qui fatto presente
che la differenza percentuale per raggiungere un grado d’invalidità del 60%,
conferente il diritto a percepire tre quarti di rendita, è importante e molto
verosimilmente non può essere raggiunta mediante l’aggiunta, come prescritto
dalla succitata giurisprudenza, al reddito da valido dei contributi sociali,
come pure dell’aggiornamento al 2007 (anno di emissione della decisione
contestata) dei redditi di riferimento

 

                                         Visto
quanto sopra, il ricorrente ha diritto ad una mezza rendita anche dopo il 1°
novembre 2005.

                                         

                               2.9.   Nel
ricorso l’assicurato contesta la determinazione dell’importo della rendita, in
particolare la scala di rendita ed il reddito annuo medio senza indicare
precise censure. Egli rileva che non sono stati indicati i suoi redditi conseguiti
e nemmeno quelli dei coniugi negli anni di matrimonio.

 

                            2.9.1.   Giusta
l'art. 36 cpv. 1 LAI hanno diritto alle rendite ordinarie gli assicurati legittimati
alla rendita che, quando l'invalidità si manifesta, hanno pagato i contributi
per almeno un anno. Il capoverso 2 prevede che, fatto salvo il capoverso 3, le
disposizioni della legge sull'AVS sono applicabili per analogia al calcolo
delle rendite ordinarie. A norma del citato capoverso 3 prima frase se
l'assicurato non ha ancora compiuto i 45 anni quando diventa invalido, il
reddito medio dell'attività lucrativa è aumentato di un supplemento
percentuale.

                                         A
seconda che l'assicurato abbia pagato sempre e regolarmente i contributi dovuti
oppure che il suo periodo di contribuzione presenti delle lacune contributive,
egli ha diritto ad una rendita completa o parziale (art. 29 cpv. 2 lett. a, b
LAVS), vale a dire ad una rendita calcolata sulla base della scala 44 (rendita
completa) o di una scala inferiore (rendita parziale; art. 52 OAVS e 32 OAI).

                                         Il
calcolo della rendita è determinato dagli anni di contribuzione, dai redditi
dell’attività lucrativa nonché dagli accrediti per compiti educativi o
d’assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente diritto ha
compiuto 20 anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell'evento
assicurato (art. 29 bis cpv. 1 LAVS).

 

                                         Il
periodo di contribuzione è completo se una persona presenta lo stesso
numero di anni di contribuzione degli assicurati della sua classe di età (art.
29 ter cpv. 1 LAVS). 

                                         Secondo
l’art. 29 ter cpv. 2 LAVS sono considerati anni di contribuzione i periodi,
durante i quali: 

                                         -
 una persona ha pagato i contributi (lett. a); 

                                         -
 il suo coniuge, secondo l’art. 3 capoverso 3 LAVS, ha   

                                           
versato almeno il doppio del contributo minimo (lett. b); 

 

                                         -
 possono essere computati accrediti per compiti educativi o 

                                          
  d’assistenza (lett. c).

 

                                         Inoltre,
la rendita è calcolata in base al reddito annuo medio dell'assicurato
(art. 29 quater LAVS). 

 

                                         Esso
si compone:

                                         -
 dei redditi risultanti da un’attività lucrativa (lett. a); 

                                         -
 degli accrediti per compiti educativi (lett. b);

                                         -
 degli accrediti per compiti assistenziali (lett. c). 

 

                                         La
somma dei redditi dell’attività lucrativa deve essere rivalutata secondo il fattore
di cui all'art. 51 bis cpv. 1 OAVS (art. 30 cpv. 1 e art. 33ter LAVS). 

                                         Il
reddito annuo medio è determinato sommando i redditi da attività lucrativa rivalutati
e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali e divisi per il numero di
anni di contribuzione (art. 30 cpv. 2 LAVS).

                                         Il
reddito annuo determinante (indicato sulla decisione) non corrisponde dunque
necessariamente all'ultimo reddito conseguito dall'assicurato, ma serve unicamente
a fissare la corrispondente rendita.

 

                                         Sono
presi in considerazione unicamente i redditi da un’attivi-tà lucrativa
sui quali sono stati versati i contributi (art. 29 quinquies cpv. 1 LAVS).

                                         I
contributi delle persone che non hanno esercitato un’attività lucrativa vengono
moltiplicati per 100 e in seguito divisi per il doppio del tasso di
contribuzione previsto dall’art. 5 capoverso 1; essi sono computati come
reddito di un’attività lucrativa (art. 29 quinquies cpv. 2 LAVS). 

 

                                         Secondo
l’art. 29 quinquies cpv. 3 LAVS, i redditi che i coniugi hanno conseguito
durante gli anni civili di matrimonio comune sono ripartiti e attribuiti per
metà a ciascun coniuge se: 

 

                                         -
 entrambi i coniugi hanno diritto alla rendita (lett. a); 

                                         -
 una persona vedova ha diritto a una rendita di vecchiaia   

                                          
  (lett. b);

                                         -
 il matrimonio è stato sciolto mediante divorzio (lett. c). 

                                         

                                         Tuttavia
sottostanno alla ripartizione e all’attribuzione reciproca soltanto i redditi
conseguiti:

 

                                         -  tra il 1° gennaio che
segue il compimento del 20.o anno di età e il 31 dicembre che precede
l’insorgere dell’evento assicurativo da parte del coniuge che ha per primo
diritto alla rendita (art. 29 quinquies cpv. 4 lett. a LAVS) e

                                         -  i periodi durante i
quali entrambi i coniugi sono stati assicurati all’AVS, con riserva dell’art.
29 bis cpv. 2 LAVS (art. 29 quinquies cpv. 4 lett. b LAVS). 

                                         

                                         Secondo
l’art. 29 sexies cpv. 1 LAVS è riconosciuto un accredito per compiti
educativi agli assicurati per gli anni durante i quali hanno esercitato
l’autorità parentale su uno o più figli minori di 16 anni (per determinati casi
cfr. art. 52e e f OAVS).

                                         Generalmente
l’anno di inizio dell’accredito sorge con la nascita del primo figlio (marg.
5316 delle Direttive sulle rendite edite dall’UFAS (DR)) e cessa con il
compimento del 16mo anno di età dell’ultimo figlio (marg. 5320 DR).

                                         Tuttavia
nessun accredito è attribuito per l’anno in cui sorge il diritto, mentre è
riconosciuto per l’anno in cui tale diritto si estingue (art. 52f cpv. 1 OAVS).

                                         L’ammontare
dell’accredito corrisponde al triplo dell’importo della rendita di vecchiaia
annua minima al momento dell’inizio del diritto alla rendita (art. 29 sexies
cpv. 2 LAVS).

                                         L’accredito
assegnato alle persone coniugate durante gli anni civili di matrimonio è
tuttavia ripartito per metà tra i coniugi (art. 29 sexies cpv. 3 LAVS).

 

                            2.9.2.   Ritornando
al caso in esame, nella presa di posizione 2 novembre 2007 la Cassa __________
di compensazione, competente per la determinazione della rendita, ha spiegato
le modalità di calcolo delle prestazioni, confermando l’importo esposto nelle
decisioni contestate. 

 

                                         Nondimeno
occorre rilevare che essendo l’assicurato nato il 14 marzo 1947, il suo periodo
di contribuzione inizia il 1° gennaio 1968 (anno susseguente il compimento del
20.o anno di età) e termina il 31 dicembre 2002 (anno precedente l’inizio della
rendita d’invalidità). Durante quel periodo egli non presenta alcuna lacuna
contributiva, motivo per cui la Cassa ha riconosciuto la scala di rendita
(massima) 44. 

 

                                         Per
quel che concerne il RAM (reddito annuo medio), dai fogli di calcolo risulta
che la Cassa ha rettamente considerato i redditi da attività lucrativa registrati
nel conto individuale dell’assicurato relativi al succitato periodo di
contribuzione, nonché il riparto dei redditi coniugali. Riguardo a quest’ultimo
punto sono stati ripartiti i redditi dal 1973 al 1998, in quanto l’anno del
matrimonio (1972) e del divorzio (1999: crescita in giudicato della sentenza di
divorzio 18 dicembre 1998), conformemente all’art. 50b cpv. 3 OAVS, non sono
divisi. La somma dei redditi è stata inoltre rivalutata (fattore di rivalutazione
1.320). I redditi ammontano complessivamente a fr. 1'250'262.--, che divisi per
i 35 anni di contribuzione corrispondono ad una RAM di fr. 35'722.--. La Cassa
ha inoltre aggiunto 12 accrediti transitori conformemente all’art. 3 delle
disposizioni transitorie relative alla 10a revisione, previsti per assicurati
nati prima del 1953, come è il caso in esame. Di conseguenza il RAM corrisponde
a fr. 43'044.-- (1° gennaio 2003), rispettivamente a fr. 43'860.-- (1° gennaio
2005).

                                         Tenuto
conto dei menzionati RAM, nonché di una scala di rendita 44, con l’ausilio
delle tabelle UFAS sulle rendite, l’assicurato ha diritto ad una rendita intera
di fr. 1'671 al mese dal 1° gennaio 2003 e una mezza rendita di fr. 836 dal 1°
ottobre 2003. La mezza rendita adeguata al 1° gennaio 2005 ammonta a fr.
852.--. Essendo il calcolo corretto, va di conseguenza confermato. Visto
l’esito del ricorso, la Cassa dovrà tuttavia adeguare la prestazioni al 1°
gennaio 2007.

 

                              2.10   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità
delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese
di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.- sono poste a carico dell’Ufficio
AI.

 

                             2.11.   Visto l’esito del ricorso, l'assicurato, patrocinato da un legale, ha
diritto al versamento da parte dell’Ufficio AI di fr. 1’500.-- a titolo di
ripetibili.

                                         Secondo
la costante giurisprudenza del TFA l’assegnazione di ripetibili rende priva
d'oggetto l'istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (DTF
124 V 309, consid. 6; STF del 2 febbraio 2007 nella causa G., I 911/06; STFA
del 14 agosto 2006 nella causa B., I 319/05; STFA del 19 agosto 2005 nella causa D., I 606/03; STFA del 9 aprile 2003 nella causa C., U 164/02 e STFA del 18 agosto 1999 nella causa T., U 59/99).

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

                                         § Le decisioni 9 agosto 2007 sono modificate nel senso che l’assicurato
ha diritto ad una rendita intera dal 1° febbraio 2003 ed una mezza rendita dal
1° ottobre 2003 in avanti.

 

                                   2.   Le
spese di fr. 200.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI, il quale verserà al
ricorrente fr. 1'500.-- a titolo di ripetibili, ciò che rende priva di oggetto
l’istanza di assistenza giudiziaria.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti