# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 821e6432-9efe-5bef-867c-8651ae277f86
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-12-11
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 11.12.2008 S 2008 51
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2008-51_2008-12-11.pdf

## Full Text

S 08 51

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

SENTENZA
dell’11 dicembre 2008

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente prestazioni assicurative AI

1. …, 1964, subiva una prima traumatizzazione dell’articolazione metacarpo-

falangea della mano destra nel 2003, dalla quale si riprendeva però senza 

disturbi residuali. Il 16 maggio 2004, era vittima di un incidente della 

circolazione nel quale riportava la frattura del polso sinistro e contusioni ed 

escoriazione ad ambedue le braccia. La mano sinistra veniva operata di una 

frattura di Galeazzi e di una frattura del V metacarpo basale. La guarigione 

era lenta e complicata dal subentrare di un’algodistrofia, anche se in seguito 

era possibile recuperare una funzionalità quasi normale del polso sinistro. 

Permaneva invece una sintomatologia poliarticolare che coinvolgeva, accanto 

a disturbi minori, le articolazioni metacarpo-falangeali e il polso della mano 

destra. L’assicurazione infortuni rispondeva dei postumi dei due infortuni. La 

ripresa dell’attività lavorativa nella precedente attività di operaio 

metalcostruttore presso la ditta … SA doveva essere interrotta a più riprese a 

causa del disacerbarsi dei dolori a livello dell’articolazione metacarpo-

falangea. Poiché le indagini condotte in seguito evidenziavano una patologia 

di tipo infiammatorio e veniva posta la diagnosi di psoriasi volgare e di 

artropatia sieronegativa psoriatica, con decisione 5 ottobre 2005, 

l’assicurazione infortuni metteva fine al proprio obbligo di corrispondere 

prestazioni. L’ulteriore inabilità lavorativa andava pertanto a carico della cassa 

malati. 

2. Il 12 agosto 2005, …, faceva formale domanda per ottenere prestazioni da 

parte dell’assicurazione per l’invalidità (AI). Poiché una ripresa dell’attività 

nella precedente professione non era più possibile, dal 2006 l’assicurato 

perdeva il posto di lavoro e si annunciava alla disoccupazione. Anche lo stage 

di tre settimane presso la LATI non aveva esito positivo. Le forti discrepanze 

tra la sintomatologia soggettivamente risentita dall’assicurato e il quadro 

oggettivo rendevano necessario un accertamento dal profilo psichico. Con 

decisione 13 marzo 2008, l’AI riconosceva a … il diritto ad una redita intera 

d’invalidità dal 1. maggio 2005 al 31 marzo 2006. A partire da tale data, 

essendo considerato abile in misura completa in un’attività confacente, al 

richiedente venivano rifiutate ulteriori prestazioni, in particolare misure di 

reintegrazione professionale, non raggiungendo la perdita di guadagno il 

minimo legale del 20%. Nella sua ricerca di un posto di lavoro, l’assicurato 

continuava a beneficiare dell’aiuto al collocamento. 

3. Il 22 aprile 2008, … adiva tempestivamente il Tribunale amministrativo dei 

Grigioni chiedendo una valutazione medica di tipo reumatologico e pratica 

presso un centro specializzato per accertare più esattamente la diminuzione 

del rendimento in attività adattata e la possibilità di una riqualifica 

professionale. In sostanza, il ricorrente non si riteneva più in grado di svolgere 

un lavoro leggero in misura completa, riscontrando ancora sempre delle 

limitazioni nell’uso delle mani. 

4. Nella risposta di causa del 14 maggio 2008, l’Istituto delle assicurazioni sociali 

del Cantone dei Grigioni, Ufficio AI, chiedeva la reiezione del ricorso per 

quanto lo stesso fosse da considerarsi ammissibile. Il rifiuto impugnato 

riguarderebbe solo le misure professionali, mentre nessuna decisione di 

merito sarebbe stata presa sulla richiesta di una rendita d’invalidità. Dal 

confronto dei redditi, risulterebbe una perdita di guadagno del 10%, quindi non 

verrebbe raggiunta la soglia minima del 20% d’impedimento per avere diritto 

a provvedimenti di riqualifica professionale. 

5. In seguito l’assicurato veniva convocato per un accertamento professionale 

presso il centro di Gerra Piano dal 16 giugno all’11 luglio 2008. La procedura 

di ricorso veniva conseguentemente sospesa fino al 30 settembre 2008.

6. Il 30 settembre 2008, l’assicurato chiedeva al Tribunale di voler emanare una 

decisione di merito sulle richieste avanzate con il ricorso del 22 aprile 2008. 

Tenendo conto di tutte le limitazioni presentate e della situazione personale 

dell’assicurato, sarebbe giustificato ritenere un grado d’impedimento del 25% 

e quindi l’esistenza di un diritto a misure professionali come la reintegrazione. 

Infatti, malgrado l’aiuto al collocamento, il ricorrente non avrebbe tuttora 

trovato un nuovo posto di lavoro a quattro anni dall’infortunio subito. 

7. Duplicando, l’istituto convenuto ribadiva l’esattezza del calcolo effettuato per 

quanto riguardava la perdita di guadagno del 10% e l’esistenza di una 

completa abilità lucrativa in attività adeguata.

Considerando in diritto:

1. a) Nella misura in cui veniva postulato un accertamento professionale, la 

richiesta è divenuta priva di oggetto, dopo che dal 16 giugno all’11 luglio 2008 

l’assicurato ha potuto svolgere un corso di quattro settimane di attività pratico-

manuale, di orientamento professionale e di tipo scolastico presso un centro 

d’accertamento professionale. Le risultanze di questa indagine non 

permettono poi di dubitare che le finalità di questa misura siano state 

raggiunte. Infatti, i consulenti ed i medici responsabili giungevano alla 

conclusione che l’assicurato era da ritenersi in grado di svolgere con pieno 

rendimento un lavoro leggero, di tipo non qualificato o semi-qualificato, 

prettamente sedentario e che non richiedesse una grande precisione 

manuale. 

b) Sempre dal profilo formale, come giustamente sostenuto dalla parte 

convenuta, una decisione di merito sull’ulteriore diritto ad una rendita 

d’invalidità dopo il marzo 2006 non è ancora stata presa, motivo per cui tale 

questione non può essere decisa materialmente e su questo punto al 

Tribunale amministrativo non è dato entrare nel merito del ricorso. Al 

malinteso ha comunque contribuito la trasmissione all’assicurato della copia 

della comunicazione fatta dall’istituto convenuto alla competente cassa di 

compensazione in merito alla rendita d’invalidità. 

2. a) Il 1. gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI. Occorre qui 

rilevare che per quanto concerne le norme di diritto materiale, in assenza di 

disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti 

quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che 

esplica degli effetti (DTF 129 V 4 cons. 1.2 e 127 V 466 cons. 1). Dal momento 

che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante (2006) si 

è realizzato antecedentemente al 1. gennaio 2008, le modifiche della 5a 

revisione della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI 

citati in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007. 

Secondo l'art. 8 cpv. 1 LAI gli assicurati invalidi o direttamente minacciati 

d'invalidità hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione necessari e atti a 

ripristinare, migliorare, conservare o avvalorare la capacità di guadagno. Per 

stabilire tale diritto deve essere considerata tutta la durata di lavoro 

prevedibile. Fra i provvedimenti d'integrazione concessi in virtù della LAI sono 

previsti pure i provvedimenti professionali (art. 8 cpv. 3 lett. b LAI), che 

comprendono l'orientamento (art. 15 LAI), la prima formazione (art. 16 LAI) e 

la riformazione professionale (art. 17 LAI) nonché il collocamento (art. 18 cpv. 

1 LAI). Giusta l’art. 17 LAI, l’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova 

attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se 

con questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente 

conservata o migliorata, in misura essenziale. Invalido ai sensi di questa 

disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della gravità del danno 

alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione professionale, una 

perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110 cons. 2b; Pratique 

VSI 1997 pag. 80 cons. 1b). Secondo l’art. 6 cpv. 1 OAI, per riformazione 

professionale vanno intesi i provvedimenti di formazione necessari a 

mantenere o migliorare sensibilmente la capacità di guadagno al termine della 

prima formazione professionale o dopo l’inizio di un’attività lucrativa senza 

previa formazione professionale a causa dell’invalidità. Con riformazione 

professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme delle misure 

reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente un'opportunità 

di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla vecchia 

attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del possibile, la 

capacità di guadagno (Pratique VSI 2000 pag. 27 cons. 2a; DTF 124 V 110 

cons. 2a; DTF 122 V 79 cons. 3b/bb; RCC pag. 495 cons. 2a). L'assicurato 

ha in particolare diritto alla formazione completa, che appare necessaria nel 

suo caso per mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua capacità di 

guadagno (Pratique VSI 1997 pag. 85 cons. 1). Secondo la giurisprudenza 

sviluppatasi sotto il diritto previgente, l’assicurato con una capacità lavorativa 

del 100% in attività leggere adeguate non aveva diritto all’aiuto al 

collocamento a meno che sussistesse una limitazione supplementare nella 

ricerca del posto di lavoro (Pratique VSI 2003 pag. 273; RDAT 2003 I pag. 

598).

b) Nell’evenienza il rifiuto di prestazioni a titolo di provvedimenti professionali è 

stato motivato dal fatto che l’istante non presenta una perdita di guadagno del 

20%. Per determinare tale perdita, l’istituto convenuto ha paragonato il reddito 

ancora realizzabile dall’assicurato al momento attuale con quello che avrebbe 

conseguito continuando ad esercitare la sua precedente attività. Quest’ultimo 

importo non è contestato. In qualità di operaio metalcostruttore, presso il 

precedente datore di lavoro, il ricorrente avrebbe nel 2006 conseguito un 

reddito annuo di fr. 58'240.00. E’ invece controverso il reddito ancora 

conseguibile attualmente. 

c) In primo luogo, il ricorrente non si considera in grado di svolgere un lavoro 

leggero in misura completa. Il persistere di una capacità lucrativa completa in 

un’attività a carattere prevalentemente sedentario e di tipo leggero era 

attestata dal dott. med. … - e indirettamente dalla dott. med. … - nella 

relazione del 5 settembre 2005, dallo specialista in ortopedia dott. med. … il 

29 settembre 2005, dal dott. med. … il 23 dicembre 2005 e inizialmente anche 

dal curante dott. … il 30 gennaio 2006. In seguito i dott. … e … dubitavano 

del sussistere di un’abilità completa anche in attività adatta, pur non volendosi 

pronunciare sulla misura dell’impedimento. In realtà, tali dubbi sono stati fugati 

in parte dall’indagine psichiatrica dell’11 settembre 2007 e poi definitivamente 

dal soggiorno presso il centro d’accertamento professionale di Gerra Piano. 

Secondo le risultanze di questo accertamento, l’istante è in grado di svolgere 

con pieno rendimento un lavoro leggero, di tipo non qualificato o semi 

qualificato, prevalentemente a carattere sedentario e che non richieda una 

grande precisione manuale. Concretamente erano considerate delle attività 

adeguate come operaio non qualificato nell’industria con mansioni ripetitive, 

di assemblaggio, impacchettamento o simili. Nelle due prove di rendimento, 

l’istante otteneva una resa nella media e leggermente superiore alla media, 

mentre non erano considerate adatte tutte le attività che richiedevano di 

lavorare di norma in piedi (vedi relazione del 18 luglio 2008). In tali circostanze 

non sussistono motivi per non ritenere il ricorrente abile completamente in 

attività adeguata. In queste circostanze, la richiesta di una perizia 

reumatologica, almeno per quanto riguarda la questione qui controversa, non 

merita protezione. 

d) Per la determinazione del reddito conseguibile attualmente, poiché 

l’assicurato non ha ancora trovato un lavoro, vanno prese a confronto le 

tabelle ISS (DTF 126 V 76 cons. 3b e riferimenti, 124 V 323 cons. 3b bb; DAS 

AI 1999 ni. 6 e 11 e 1998 ni. 8 e 15 nonché per i Grigioni sentenze non 

pubblicate del 21 febbraio 2003, no. I 750/02, 13 marzo 2003, no. I 103/02 e 

del 30 gennaio 2004, no. I 325/02). Il reddito ipotetico da invalido va stabilito 

in base alla T1 dell’ISS concernente i salari medi nazionali conseguibili nel 

settore privato, essendo per il TF solo in questo modo possibile garantire un 

uguale trattamento di tutti gli interessati. Concretamente, secondo la tabella 

T1 dell’ISS riferita al 2006, nel frattempo pubblicata, lo stipendio lordo mensile 

(40 ore settimanali) di un uomo per attività semplici e ripetitive (livello di 

qualifica 4) nel settore privato era di fr. 4'798.00. Poiché i dati si riferiscono ad 

un tempo di lavoro di 40 ore settimanali, mentre il tempo di lavoro medio è di 

41.6 ore settimanali, ne risulta un reddito annuo di fr. 59'880.00. Operando la 

riduzione del 10% come proposto dal convenuto si ottiene un reddito ancora 

conseguibile da invalido pari a fr. 53’890.00. Dal raffronto dei redditi risulta 

evidente che lo scapito che l’istante subisce in un’attività confacente al suo 

stato di salute è in realtà del 7.5% e quindi insufficiente per il diritto a 

provvedimenti professionali. 

e) L’istante contesta l’entità della riduzione del 10% operata, chiedendo 

l’applicazione della riduzione massima del 25%. Se e in quale misura i salari 

fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende, secondo la 

giurisprudenza del TF, dall’insieme delle circostanze personali e professionali 

del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di 

servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado d’occupazione) 

ritenuto che una deduzione massima del 25% del salario statistico permette 

di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del 

lavoro e che il Giudice, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la 

quale procede da una stima che l’amministrazione deve succintamente 

motivare, non può senza valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a 

quello degli organi dell’assicurazione (DTF 126 V 80 cons. 5b/cc e 6). Mentre 

inizialmente si tendeva ad applicare una riduzione standard del 25%, la 

giurisprudenza ha più volte confermato la necessità di operare tali riduzioni, 

per quanto giustificate dalle concrete circostanze del caso specifico (DAS AI 

1998 no. 15 riduzione del 13%, 1999 no. 11 riduzione del 15% e sentenza non 

pubblicata del 19 marzo 1999 in re M.B. c. S. riduzione del 10%). In casu, 

essendo dall’assicurato esigibile l’esplicazione di un’attività confacente in 

misura completa, una riduzione del 25% non trova alcuna giustificazione. 

Generalmente, l’assunzione - per dei lavori semplici e ripetitivi che non 

richiedono alcuna qualifica professionale - non è influenzata negativamente 

dal fattore linguistico. Nell’evenienza questa conclusione è sostenuta anche 

dai consulenti del centro d’accertamento professionale, che annotavano come 

“rispetto alla comprensione delle consegne non si sono registrati problemi, ma 

al contrario si è appurato come l’A. riesca a “vedere” il lavoro, nonostante non 

comprenda perfettamente la lingua italiana” (vedi relazione del 18 luglio 2008, 

pag. 4). Anche il fatto di aver svolto per anni sempre lo stesso lavoro non deve 

necessariamente incidere negativamente sulle residue possibilità di trovare 

un impiego. L’assicurato è ancora relativamente giovane e la sua indubbia 

ingegnosità a svolgere qualsiasi mansione di carattere manuale la deve in 

parte anche al lavoro svolto in precedenza. Anche la buona volontà, 

l’impegno, la precisione e la costanza di cui ha dato prova nell’ambito 

dell’accertamento professionale sono fattori che si ripercuotono generalmente 

positivamente sulla residua capacità lucrativa. Per questo, non sussistono 

motivi per operare una riduzione superiore al 10%. Ne consegue che il rifiuto 

di misure d’integrazione, non essendo la perdita di guadagno del 20%, merita 

conferma e che il ricorso va su questo punto respinto. 

3. In deroga all’art. 61 lett. a LPGA, la procedura di ricorso in caso di controversie 

relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale 

cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è 

determinata tra fr. 200.00 e fr. 1000.00 in funzione delle spese di procedura e 

senza riguardo al valore litigioso (art. 69 cpv. 1bis LAI). Poiché la richiesta 

principale dell’istante è divenuta priva di oggetto e che per il resto il ricorso 

deve essere respinto, i costi di fr. 700.00 vanno accollati al ricorrente.

Il Tribunale decide:

1. Nella misura in cui è dato entrare nel merito dell’istanza e per quanto la stessa 

non sia divenuta priva di oggetto, il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevati dei costi di fr. 700.00, il cui importo sarà versato da … entro 

trenta giorni dalla notifica della presente decisione all’Amministrazione delle 

finanze del Cantone dei Grigioni, Coira.