# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** df98a602-af2e-598a-9c87-be0b99c1645c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-04-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.04.2025 36.2025.11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2025-11_2025-04-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  36.2025.11

   

  IR/sc

  	
  Lugano

  15
  aprile 2025

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
						

sedente per giudicare sul ricorso 23 marzo 2025 formulato da

 

	
   

  	
  RI 1   

  e per essa minorenne, dal padre RA
  1

   

  
	
   

  	
  contro l’inazione di

  	 

 

	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione
  sociale contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

considerato                 in fatto e in diritto

 

                             1.  Con
scritto non firmato, datato 23 marzo 2025 e giunto al Tribunale il 25 marzo
2025 (doc. I), RA 1 di __________, per conto della figlia minorenne RI 1, si è
rivolto al Tribunale cantonale delle assicurazioni contestando l’agire
dell’assicuratore sociale CO 1 (qui di seguito CO 1 o l’assicuratore) cui RI 1
è affiliata per le cure medico sanitarie di base, esprimendosi come segue:

 

" l’assicurazione di base CO 1
continua a rifiutare la presa a carico di un’anestesia totale per un intervento
dentale per mia figlia RI 1.

La cassa malati ha dapprima
richiesto un certificato medico psichiatrico regolarmene ricevuto in quanto mia
figlia è affetta da bordelaine cognitivo con disturbo di ansia paura e
successivamente ancora rifiutato nonostante l’articolo di legge. (…)” (doc. I)

 

                                  Il
gravame riporta, poi, il testo dell’art. 19b dell’Ordinanza del DFI sulle
prestazioni dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie
(Ordinanza sulle prestazioni, OPre). In conclusione della sua esposizione RA 1
specifica di allegare “tutta la documentazione intercorsa tra il
sottoscritto, medico dentista, e cassa malati” (doc. I).

 

                             2.  Il
gravame manca della firma autografa in calce all’atto e l’esposizione è carente
nella sua formulazione complessiva. Il ricorso non indica infatti la persona
assicurata, non produce la polizza assicurativa, non argomenta in fatto la sua
contestazione, non riporta alcuna motivazione e nessuna conclusione specifica è
chiaramente espressa. Alla luce di ciò il Giudice delegato ne ha imposto l’emendamento,
non essendo compito del Tribunale ricercare negli allegati ad un ricorso le
motivazioni soggiacenti al medesimo. Il Giudice delegato ha formulato la sua
ordinanza 25 marzo 2025 nei seguenti termini:

 

" (…)

·       
che, per quanto si possa
comprendere dalla breve esposizione inoltrata al Tribunale cantonale delle
assicurazioni e dagli allegati al medesimo, sembra che persona assicurata
presso l’assicuratore CO 1 sia RI 1;

·       
che, per quanto rilevabile da
uno scritto dell’assicuratore malattie prodotto con l’esposizione, RI 1 è nata
il __________ 2010, ed è quindi minorenne e per tale ragione rappresentata dal
padre;

·       
che la polizza assicurativa
della minore non è stata prodotta agli atti con l’esposizione;

·       
che l’esposizione non è
accompagnata da alcuna decisione resa su opposizione impugnata dalla ricorrente
sicché il gravame potrebbe, semmai, essere considerato quale ricorso per
denegata giustizia;

·       
che la ricorrente, e per essa
il padre, non si confronta però con il preteso ritardo nell’emanare una
decisione e non si confronta neppure con le richieste di atti medici ed
informazioni da parte dell’assicuratore, finalizzate a compiutamente
qualificare la patologia dentale e la conseguente necessità di un’anestesia;

·       
che, in particolare, RA 1 non
indica che le richieste dell’assicuratore siano defatigatorie o immotivate;

·       
che, in specie, sembra che
l’assicuratore non abbia potuto ritenere un preventivo di una società a
garanzia limitata (__________) rappresentata dal signor __________ (che da un
esame del sito doctorfmh.ch non appare quale anestesista FMH), che ha indicato
come i servizi di __________ (per i quali può qui essere fatto rinvio al sito
internet __________ ove non è indicato alcun nome di medici anestesisti
specializzati autorizzati) non sarebbero fatturati in base al Tarmed ma in base
a non meglio specificato “nostro tariffario in quanto i codici Tarif-94 SSO non
sono consentiti nella fatturazione con il sistema Tarmed”;

·       
che, in base a tale
comunicazione del 10 febbraio 2025 di __________, il 13 marzo 2025,
l’assicuratore sociale ha indicato (in uno scritto destinato al dentista
curante e trasmesso in copia al padre dell’assicurata) di avere ricevuto “oggi
ulteriori informazioni dal padre della nostra assicurata, secondo cui
l’anestesia generale sarà eseguita da un fornitore di prestazioni convenzionato
Tarmed” rilevando come il preventivo __________ non sia “più adatto. Per poter
inviare la cartella al nostro medico dentista di fiducia, la preghiamo di inviarci:
un preventivo corretto senza i costi dell’anestesia”. Si ribadisce che questo
scritto è datato 13 marzo 2025. Non è noto se il dott. __________, dentista
della giovane RI 1, abbia nel frattempo trasmesso all’assicuratore quanto
richiesto. Resta che il gravame non si confronta con tale aspetto;

·       
che, ulteriore difficoltà
indicata da CO 1, è stata la produzione di un rapporto psichiatrico datato (a
fronte di una ragazzina in veloce crescita). Soltanto in data 3 marzo __________
(dipendente della Clinica __________, che dal sito della clinica avrebbe
conseguito la laurea alla __________ e sarebbe specializzata in psichiatria
infantile e dell’adolescenza, ancorché non risulti nel sito della FMH né tra i
medici psichiatri e neppure tra quelli specializzati in psichiatria infantile),
ha rilasciato un rapportino redatto a mano in cui attesta un deficit cognitivo
(per quanto si possa leggere della grafia della redattrice);

·       
che, l’esposizione di RA 1 per
conto della figlia risulta poi lacunosa perché non è firmata a mano
dall’estensore. Si tratta di condizione di ricevibilità rilevante qui non
adempiuta;

·       
che, in base alla legge di
procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (art.
4 cpv. 3), se il ricorso non risponde ai requisiti stabiliti dall’art. 3, il
Giudice delegato lo ritorna al ricorrente perché lo completi, assegnandogli un
termine di 15 giorni ed avvertendolo che in caso di inosservanza il Tribunale
non entrerà nel merito. In base all’art. 3 della medesima legge il ricorso deve
essere redatto in lingua italiana e contenere una concisa esposizione dei fatti
(qui completamente assente) ed una breve motivazione (come indicato il
ricorrente qui non si confronta minimamente con i tempi e la natura delle
richieste dell’assicuratore). Deve inoltre essere formulata una precisa
richiesta al Tribunale e, soprattutto, il gravame deve essere firmato
personalmente dall’estensore. (…)” (doc. II)

 

                             3.  Con
scritto datato 30 marzo 2025, ma consegnato alla posta il successivo 7 aprile
2025 (doc. III), il signor RA 1 ha indicato la sua volontà di impugnare
l’ordinanza di completamento del ricorso (“in riferimento alla lettera
raccomandata ricevuta in data 26 marzo 2025 mi permetto di ricorrere contro la
sua decisione”), verosimilmente esprimendosi in maniera impropria. Il
ricorrente espone poi i fatti seguenti:

 

"
(…)

·  Al punto uno lei usa il condizionale e
dice (sembra) dagli incarti in suo possesso è evidente che mia figlia è
assicurata con CO 1 __________, trova comunque la polizza in allegato.

·  La polizza assicurativa non è stata
prodotta agli atti in quanto ci sono leggi federali che racchiudono gli
obblighi da parte degli assicuratori di rispettare così come il cittadino.

·  Dagli incarti in suo possesso si evince
che l'assicuratore rifiuta la presa a carico dell'anestesia totale.

·  Il medico dentista ha inviato più di una
lettera all'assicuratore, invitandoli a prendere a carico i costi
dell'anestesia, con tanto di diagnosi in quanto mia figlia non riuscirebbe a
sopportare l'intervento e sarebbe impossibile procedere senza un'anestesia
totale, la stessa cassa malati invita i genitori ad avere un rapporto di un
medico psichiatra, in quanto il rapporto redatto dal medico di famiglia
pediatrico non è sufficiente, e dopo aver ricevuto il rapporto della Dottoressa
__________, rifiuta ancora di prendere a carico i costi, perchè non fatturati
TARMED.

·  È altrettanto vero che la società __________
rappresentata dal Signor __________ non presenta sul loro sito il nome di
medici anestesisti, così come nel sito da me verificato doctorfmh, questo
allora sarebbe grave se esercitano senza autorizzazione?

·  Mia figlia RI 1 il ____________ compie 15
anni, purtroppo una patologia ne impedisce lo sviluppo, è affetta da un basso
Ql, difficoltà motorie, problemi relazionali, ansia, paura, dall'età di 4 anni.
Quello che dispiace, il fatto che lei definisce un rapportino quello redatto
dalla Dottoressa __________, che nonostante ci siano i mezzi, preferisce come
da vecchia maniera redigere i rapporti a mano, cambia la sostanza, ma non
cambia la diagnosi, che sarebbe stata la stessa anche con uno scritto in pdf,
word, e lungo 10 pagine, in mio possesso esiste un lungo dossier per le
problematiche di mia figlia e che forse tanti genitori avrebbero preferito il
contrario.

·  Le
chiedo scusa se il documento non è stato firmato.

    Alla luce di quanto esposto
vorrei conoscere.

         1.  La
cassa malati prenderebbe a carico in base al mio esposto i costi?

         2.
 La cassa malati prenderebbe a carico in basse al mio esposto qualora t'intervento
venga fatto in Ospedale?” (doc. III)

 

                                  Il
documento non è stato trasmesso all’assicuratore, cui non sono state chieste
osservazioni e neppure la trasmissione del dossier completo alla luce
dell’esito della procedura, esito che consente – inoltre – l’emanazione di un
giudizio monocratico da parte del Tribunale cantonale delle assicurazioni.

 

                                  In
base all’art. 4 cpv. 1 Lptca (Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale cantonale delle assicurazioni), infatti, il Giudice delegato esamina
immediatamente il ricorso ed è competente ad evaderlo se è tardivo o
irricevibile. Se il gravame non risponde alle esigenze imposte dall’art. 3 Lptca
(per cui l’atto di ricorso deve essere redatto in lingua italiana e contenere
una copia della decisione impugnata [se emessa], una concisa esposizione dei
fatti, una breve motivazione e le conclusioni del ricorrente), il Giudice
delegato lo ritorna al ricorrente perché lo completi, assegnandogli un termine
di 15 giorni ed avvertendolo che in caso di inosservanza il Tribunale non
entrerà nel merito. Anche in questa costellazione la decisione è emessa
monocraticamente dal Giudice delegato.

 

                                  A
prescindere da quanto esposto il Tribunale cantonale delle assicurazioni può
sempre emettere giudizi monocratici in base all’art. 49 cpv. 2 LOG quando la vertenza, come in casu fondata su una
pretesa denegata giustizia, non ponga questioni giuridiche di principio e non
sia di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o
della valutazione delle prove, qui in effetti non assunte), e questo sulla
scorta di costante giurisprudenza del Tribunale federale. Su questi temi si
veda Ivano Ranzanici: La
possibilità concessa dall'art. 49 cpv. 2 LOG alla Sezione di diritto pubblico
del Tribunale di Appello di emanare giudizi monocratici alla luce della recente
giurisprudenza federale, in RtiD I - 2016, pag. 307 e segg.

 

                                  I temi oggetto della procedura
(ricevibilità di un ricorso non firmato, carente nelle motivazioni e nelle
conclusioni, non emendato convenientemente, rispettivamente il sussistere o
meno di una denegata giustizia) sono stati più volte affrontati da questa Corte
e dal TF nonché dalla dottrina, che sarà esposta più avanti in corso di
motivazione.

 

                             4.  L’art.
3 Lptca, appena citato, prevede che il gravame sia redatto in italiano, rechi
una descrizione dei fatti, una motivazione e conclusioni specifiche. La
giurisprudenza rammenta come la firma autografa sia un requisito necessario per
la ricevibilità di un ricorso (DTF 142 V 152, 121 II 252 consid. 3). Nella
procedura di ricorso, come anche nella procedura di opposizione, del resto,
l'assegnazione di un termine supplementare per rimediare a un atto di
impugnazione difettoso - come può essere ritenuto un ricorso sprovvisto di
firma autografa - deve essere accordata, ad eccezione dei casi manifestamente
abusivi (cfr. STF 9C_191/2016 del 18 maggio 2016 consid.2., 4; STF 9C_62/2007
del 26 settembre 2007 consid. 5.3.).

 

                                  In
concreto, con l’ordinanza del 25 marzo 2025 (doc. II), il ricorrente è stato
reso attento alla carenza (pag. 2 penultimo paragrafo e punto 1 del
dispositivo) cui questi non ha posto rimedio. Il signor RA 1 ha, in effetti,
firmato lo scritto del 30 marzo / 7 aprile 2025 di complemento, ma non ha
invece ritrasmesso il ricorso del 23 marzo 2025 firmato di suo pugno. L’assenza
di firma autografa rende quindi il gravame nullo (in questo senso: STCA 42.2016.35
del 12 gennaio 2017). La questione a sapere se la firma sull’emendamento sani
il difetto può essere lasciata aperta alla luce delle carenze del doc. III che
rendono comunque irricevibile il ricorso.

 

                             5.  Va qui
evidenziato come il ricorso del signor RA 1 (doc. I), riportato in precedenza,
non presentava sostanziale contenuto. Non si può delegare il compito di
motivazione e di evidenziazione degli elementi a favore di una tesi, al giudice
che deve decidere. Una semplice produzione di documenti con rinvio ai medesimi
(come implicitamente fa il ricorso del 23 marzo 2025) è assolutamente
inammissibile.

 

                                  Nell’Ordinanza
di emendamento del gravame il giudice delegato non si è limitato a rinviare il
testo per la necessaria firma e per il completamento, ma ha evidenziato una
serie di elementi problematici nella motivazione che avrebbero dovuto essere
analizzati, approfonditi e discussi dal ricorrente nel suo emendamento. La
lamentela generica del signor RA 1, senza che egli si rapporti con la natura
del suo gravame (si trattava di un ricorso – apparentemente almeno per l’omessa
trasmissione di qualsiasi decisione resa su opposizione dall’assicuratore – per
denegata giustizia), senza che egli analizzi le richieste formulate
dall’assicuratore sociale, senza la loro adeguata contestualizzazione e senza
discuterle, rendeva il ricorso non ricevibile.

 

                             6.  Con
l’emendamento 30 marzo / 7 aprile 2025, nonostante l’invito formulato con
l’Ordinanza citata a volersi confrontare con un preteso ritardo
dell’assicuratore ad emanare una decisione rispettivamente a volersi
confrontare con le richieste dell’assicuratore tese ad acquisire atti medici ed
informazioni per la qualifica della patologia e per la corretta valutazione
delle spese, e ad indicare come e dove tali richieste fossero defatigatorie o
immotivate, il signor RA 1 si è limitato a generiche indicazioni e lamentele.
Secondo l’esponente il dentista curante la figlia si sarebbe più volte rivolto
all’assicuratore, la necessità dell’anestesia sarebbe comprovata, sarebbe stato
richiesto un parere specialistico da parte di uno psichiatra che sarebbe stato
prodotto, e l’obiezione dell’assicuratore relativo alla fatturazione al di
fuori del TARMED delle prestazioni di anestesia sarebbe atto defatigatorio.

 

                                  L’emendamento
(doc. III) dà poi, però, conto ed atto che il fornitore delle prestazioni di sedazione
/ anestesia, la __________, sia rappresentata da un signor __________, che non
risulta essere medico specialista in materia abilitato in Ticino, e chiede
candidamente se “questo allora sarebbe grave se esercitano senza
autorizzazione?”. L’emendamento conclude con una panoramica dei problemi
legati allo sviluppo di RI 1 e stigmatizza l’uso del termine “rapportino” usato
nel decreto di completamento per riferirsi alle 8 righe manoscritte della
psichiatra interpellata come si vedrà. Queste motivazioni non sono
manifestamente sufficienti quale emendamento al ricorso. Si tratta di
indicazioni, come indicato, generiche, scollate dalla documentazione prodotta
agli atti e non riferite specificatamente agli allegati, argomenti non
concludenti per un diniego di giustizia da parte dell’assicuratore. Per tale
motivo, ossia per non avere il ricorrente emendato adeguatamente il suo ricorso
23 marzo 2025, l’atto va dichiarato irricevibile, il complemento al ricorso non
connota un ingiustificato ritardo od il rifiuto di emanare una decisione in merito
alla postulata presa a carico dei costi di un’anestesia completa per un
intervento di natura dentistica.

 

                             7.  Ma vi è
di più, qualora il gravame avesse dovuto essere analizzato nel suo merito, non
avrebbe possibilità di successo alla luce della documentazione consegnata agli
atti e delle stesse motivazioni dell’esposizione e del complemento.

 

                             8.  Il tema
posto è quello della denegata e ritardata giustizia. Per l'art. 56 cpv. 2 LPGA,
può essere formulato ricorso se l'assicuratore, nonostante la domanda
dell'assicurato, non emani una decisione o una decisione su opposizione. L'art.
2 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle
assicurazioni (Lptca) riprende il medesimo concetto, affermando che il ricorso
può essere presentato se l'assicuratore o l'autorità competente, nonostante una
domanda dell'assicurato, non emani una decisione o una decisione su opposizione
rispettivamente su reclamo.

 

                                  Per
costante giurisprudenza vi è diniego di giustizia qualora un'autorità giudiziaria
od amministrativa non si occupi di una domanda, per la cui risoluzione essa è
competente (DTF 114 V 147 consid. 3a e riferimenti ivi menzionati). Sempre
secondo la giurisprudenza, l'art. 29 Cost. fed. è pure violato nel caso in cui
l'autorità competente si dimostri certo pronta ad emanare una decisione, ma ciò
non avviene entro un termine che appare ragionevole, tenuto conto della natura
dell'affare nonché dell'insieme delle altre circostanze (STF 8C_433/2018 del 14
agosto 2018, consid. 5.1.; STF 8C_697/2018 del 15 novembre 2018, consid. 3; DTF
131 V 407 consid. 1.1; DTF 107 Ib 164 consid. 3b). Il ritardo ingiustificato a
statuire è una forma particolare di diniego di giustizia vietato dall'art. 29
cpv. 1 Cost. fed. e dall'art. 6 par. 1 CEDU. Si è in presenza di un ritardo
ingiustificato a statuire quando l'autorità amministrativa o giudiziaria
competente non emana la decisione che le compete entro il termine previsto
dalla legge oppure entro un termine che la natura dell'affare nonché l'insieme
delle altre circostanze fanno apparire come ragionevole (STF 8C_162/2022 del 9
agosto 2022, consid. 5.1, pubblicata in SVR 2023 UV Nr. 6 pag. 18; DTF 131 V
407 consid. 1.1 e riferimenti ivi menzionati). Nella sentenza 8C_433/2018 del
14 agosto 2018, al considerando 5.1 l'Alta Corte ha evidenziato che il
principio della celerità, benché sia un caposaldo della procedura delle
assicurazioni sociali, in linea di principio non ha una portata così forte da
mettere in secondo piano il principio inquisitorio e l'obbligo di chiarire i
fatti con la necessaria diligenza.

                                  Vi è
un diniego di giustizia formale invece quando una autorità di ricorso che deve
rendere una decisione omette di statuire su una conclusione di un ricorso per
il quale essa è competente per farlo (STF 8C_268/2024 del 5 novembre 2024
consid. 6.2.2.). 

 

                                  Va
ulteriormente ricordato come, in caso di ricorso per denegata/ritardata
giustizia, l'oggetto della vertenza riguarda soltanto la questione di sapere se
effettivamente sia realizzata una denegata o una ritardata giustizia. Il
ricorrente può chiedere, infatti, unicamente l'emanazione dell'atto in
questione. La lite non si estende, per contro, ai diritti e agli obblighi che
possono risultare dal merito della causa. In questo senso, il ricorso per
denegata/ritardata giustizia non ha un effetto devolutivo, come ampiamente
riconosciuto dalla dottrina (STF 8C_162/2022 del 9 agosto 2022, consid. 4.2
pubblicata in SVR 2023 UV Nr. 6 pag. 18; STF 8C_697/2018 del 15 novembre 2018,
consid. 2).

 

                                  Per
maggiori specifiche ci si riferisca alla STCA 36.2024.22 del 30 agosto 2024.

 

                             9.  In
concreto, dagli atti prodotti con lo scritto 23 marzo 2025 del ricorrente,
emerge l’inoltro, il 21 dicembre 2024, di una richiesta (non prodotta in copia)
formulata dal dott. __________ (con studio medico dentistico a __________ in __________),
per conto di RI 1, alla CO 1, tendente alla presa a carico di cure per lesioni
dentarie (preventivo: CHF 3’614,40). A questa richiesta è seguita la
trasmissione di un formulario per le lesioni dentali del 13 gennaio 2025
inoltrato (con tutta verosimiglianza su richiesta di CO 1) dal curante
all’assicuratore medesimo.

 

                                  CO 1
(nello scritto doc. A1 del 5 febbraio 2025) informa il curante che “Per
poter giudicare se si tratta di una prestazione … obbligatoriamente a carico
dell’assicurazione malattia secondo l’articolo OPre 19b b., abbiamo bisogno di
un rapporto medico dettagliato di uno psichiatra … il certificato medico del
dottor __________” (pediatra in base all’iscrizione in doctorfmh.ch,
consultato il 10 aprile 2025) “non è sufficientemente completo”. Si deve
quindi dare atto di evasione adeguatamente tempestiva della richiesta di pochi
giorni prima di Natale 2024 del dentista curante da parte della Cassa malati.

 

                                  La
risposta dell’assicuratore alla richiesta è volta al chiarimento della
prestazione e costituisce un invito all’assicurata a completare il dossier per
una decisione. La lettera dell’assicuratore segue una telefonata del dentista __________
e uno scritto 4 febbraio 2025 del medesimo che precisa il contesto della
domanda di garanzia dei costi di anestesia (doc. A2).

 

                                  Agli
atti (doc. A3 del 10 febbraio 2025) è poi consegnato uno scritto della __________,
società che sarebbe stata interessata a praticare l’anestesia al momento
dell’intervento su RI 1. La lettera, destinata al dentista curante, precisa che
la società fatturerebbe la prestazione secondo un tariffario proprio e non
ricorrerebbe invece al TARMED, che invece l’assicuratore sociale deve
applicare. Non è, peraltro, specificato il nome dell’anestesista che sarebbe
chiamato ad intervenire e lo scritto è firmato dall’amministratore __________.
Anche per gli aspetti dell’anestesia, e della sua tariffazione, CO 1 ha posto
condizioni chiare per l’allestimento del preventivo da sottoporre al suo
dentista di fiducia.

 

                                  Quale
doc. A4 è stato prodotto un rapportino della dott. __________ che si definisce
FMH in psichiatria e psicoterapia infantile e dell’adolescenza, attiva presso
la Clinica __________, e questo in conseguenza allo scritto (doc. A5) della CO
1 del 20 febbraio 2025 che attesta al dentista curante ricevuta di un rapporto
non attuale relativo allo sviluppo di RI 1 trasmesso dal padre dell’assicurata,
ed allestito dal pediatra. __________ non risulta nell’elenco dei medici che
esercitano in Svizzera (doctorfmh.ch consultato il 10 aprile 2025) ancorché
indichi, dopo nome e cognome in calce al rapportino doc. A4 “FMH Psichiatria
e psicoterapia infantile e dell’adolescenza”. Il rapportino (datato 3 marzo
2025) è così definito siccome composto da 8 righe scarne, scritte a mano, ed
attesta (per quanto sia leggibile la grafia della redattrice) l’avvenuta visita
“in data odierna” (“3.03.25”) e ritiene, in base ai test
presentati (non quindi aggiornati ed eseguiti nuovamente) e dall’esame clinico,
una diagnosi di “disturbo cognitivo tipo Borderline cognitivo” (così
letteralmente). Seguono altri passaggi non leggibili. La dott. __________
conclude, apoditticamente, che “è evidente che una operazione dentaria
complessa crea … crisi di panico e di … (illeggibile)” e chiude indicando
come necessaria l’anestesia totale.

 

                           10.  L’assicuratore
sociale, il 13 marzo 2025 (doc. A6, ossia 10 giorni prima della presentazione
del ricorso non firmato al Tribunale cantonale delle assicurazioni), si rivolge
al dentista curante (e in copia al padre dell’assicurata) indicando di avere “ricevuto
oggi ulteriori informazioni dal padre della nostra assicurata, secondo cui
l’anestesia generale sarà eseguita da un fornitore di prestazioni convenzionato
Tarmed. Alla luce di questi cambiamenti, il suo preventivo del 21.12.2024 di
CHF 3'614,40 non è più adatto” (recte: adeguato/corretto). “Per poter
inviare la cartella al nostro medico dentista di fiducia, la preghiamo di
inviarci un preventivo corretto senza i costi dell’anestesia” e questo pur
avendo preso nota “che i costi delle cure dentarie non sono a carico
dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie”.

 

                                  L’assicuratore
ha dato seguito in maniera tempestiva alla richiesta formulata (garanzia di
cure) chiedendo la produzione di atti specifici ed utili a determinare la
corretta applicazione delle norme della LAMal. Quando il dentista curante avrà
provveduto ad allestire quanto richiesto da ultimo il 13 marzo 2025
dall’assicuratore la Cassa (se non lo avesse nel frattempo già fatto) disporrà
degli elementi utili e necessari per determinare il suo obbligo prestativo.

 

                                  Oggettivamente
non si può ritenere che la Cassa abbia dilazionato il suo esame o abbia, con atteggiamento
defatigatorio, postulato documentazione inutile. Il ricorrente deve essere ben
cosciente che l’obbligo di prestazione dell’assicuratore malattie sociale deve
essere sempre compiutamente valutato per evitare che prestazioni non dovute
siano prese a carico dalla collettività degli assicurati. 

 

                                  Alla
luce di quanto precede, se fosse stato ricevibile, il gravame sarebbe stato
respinto nel merito.

 

 

                           11.  Visto
l’esito della procedura non si percepiscono tasse e spese, portando, infatti,
il ricorso sulla richiesta di prestazioni in ambito di assicurazione malattia,
il legislatore non ha previsto di prelevare delle spese (art. 61 lett. fbis
LPGA). Sul tema STF 9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2
giugno 2022 e SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                             1.  Il
ricorso per ritardata e denegata giustizia formulato da RA 1, __________ per la
figlia RI 1, minorenne, non è ricevibile.

 

                             2.  Non
sono prelevate tasse giudiziarie mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                             3.  Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                  L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il giudice delegato                                        Il
segretario di Camera

 

Ivano Ranzanici                                           Gianluca
Menghetti