# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f753351f-4f99-56de-bb57-5969346fdf07
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-03-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 24.03.2004 INC.2003.23717
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-23717_2004-03-24.html

## Full Text

Incarto n. 

  INC.2003.23717

  	
  Lugano

  24 marzo 2004

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Edy Meli

  
	
   

  sedente per statuire sul reclamo presentato il 22/23 marzo
  2004 da

  
						

 

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  la chiusura dell'istruttoria formale datata 10 marzo 2004

  

 

preliminarmente,

 

nel
caso in esame, trattandosi in primis di questione relativa all'effetto
sospensivo e in secondo luogo, per quanto si dirà in seguito, di questione
divenuta priva d'oggetto, si può prescindere dal richiedere osservazioni alle
altre parti al procedimento così come non è necessario visionare l'incarto MP
(peraltro noto a questo giudice) bastando, per quanto qui concerne e come
meglio precisato in seguito, il riferimento ad atti ed incarti di questo
ufficio;

 

 

ritenuto
e considerato:

 

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

che:

 

 

-   __________ è
stato arrestato il 16 aprile 2003, con contestuale promozione dell'accusa per
le ipotesi di reato di appropriazione indebita qualificata, subordinatamente semplice,
amministrazione infedele qualificata, subordinatamente semplice, mancato
assassinio, subordinatamente mancato omicidio (__________);

 

 

 

 

-   l'accusato si
trova ancora in stato di detenzione preventiva a seguito di tre proroghe della
carcerazione concesse da questo giudice con decisioni del 15 ottobre 2003, 12
dicembre 2003, rispettivamente 13 febbraio 2004 (incarti __________); il 9
febbraio 2004 è pure stata respinta un'istanza di libertà provvisoria (__________);
la relativa decisione è stata confermata dalla CRP (__________);

 

-   con decisione 4
marzo 2004, questo giudice si era determinato in merito ad una richiesta di
complementi istruttori, sostanzialmente relativa alla non completa esecuzione
di quelli ammessi con decisione precedente (__________), respingendo il
relativo reclamo;

 

-   conseguentemente
a tale decisione, il magistrato inquirente ha comunicato la chiusura
dell'istruttoria formale con scritto del 10 marzo 2003 (__________);

 

-   con istanza del
10 marzo 2004, il qui reclamante aveva inoltrato al Ministero pubblico una
richiesta di estromissione dall'incarto di alcuni atti, richiesta che il
magistrato inquirente ha dichiarato irricevibile il 17 marzo 2004; contro tale
comunicazione/decisione __________ ha interposto reclamo con scritto del 22
marzo 2004 (__________);

 

-   con il presente
reclamo l'accusato chiede di dichiarare priva d'effetto la comunicazione di
chiusura dell'istruttoria, fino ad avvenuta estromissione degli atti menzionati
nell'istanza del 10 marzo 2004 e chiede che al presente reclamo sia concesso
effetto sospensivo (sugli effetti della comunicazione di chiusura, appunto);

 

-   con decisione
odierna questo giudice ha respinto il reclamo contro la decisione
d'irricevibilità dell'istanza di estromissione atti, sia per carenza di
motivazione del reclamo, sia perché (e se si vuole abbondanzialmente) corretta;

 

-   da quanto sopra
deriva che il presente reclamo è divenuto privo d'oggetto, essendo venuto a
cadere il motivo che fondava la richiesta di privare d'effetto la comunicazione
di chiusura (cfr. sentenza __________);

 

-   abbondanzialmente,
ed a futura memoria, si rileva come non vi fossero comunque motivi sufficienti
per privare d'effetto la comunicazione di chiusura nelle more dell'altra
procedura ricorsuale menzionata;

 

-     nella sentenza di cui all'inc. 237.2003.16, si afferma
che:

 

"-                a seguito della
decisione di cui al precedente capoverso, la fase predibattimentale di
assunzione delle prove può considerarsi completata:

L’acquisizione delle prove avviene
durante la fase del procedimento di istruzione in senso stretto (v. Titolo VI
del CPP), nella forma della raccolta di informazioni preliminari prima, e
dell’istruzione formale poi. Questa fase termina, di principio (per la
decisione di non luogo a procedere v. artt. 184 s. CPP), con il deposito atti
(art. 196 CPP), fatto salvo il diritto delle parti di formulare istanze di
complemento d’inchiesta (ibid., cpv. 1), evase le quali, l’istruzione formale
viene dichiarata chiusa (art. 

 

 

197 CPP). Dopo questo momento, nessuna
prova può più essere assunta da parte del Procuratore Pubblico: tale facoltà
spetta unicamente alla Corte di merito (art. 227 s. CPP)."

(sentenza 22 ottobre 1997 in re S.,
GIAR 360.1997.1)

si veda anche L. Marazzi, Le prove
nell'istruttoria predibattimentale, in REP 2000, p. 3 ss., p. 71;

-  la conseguente decisione di chiusura
dell'istruttoria, di principio non impugnabile trattandosi di “semplice formalità voluta dal legislatore cantonale per
il ‘doveroso avviso alle parti che nessun complemento non é stato più chiesto e
che una importante fase processuale si é conclusa e nella decorrenza dei
termini per i successivi incombenti (con particolare riguardo alla
contemporanea decorrenza di quelli di carcerazione preventiva)’ (Messaggio
aggiuntivo 20 marzo 1991 concernente la revisione totale del CPP pag. 165)” (sentenza 29 gennaio 1997 in re V.M., inc. GIAR
221.95.5-6 R, consid. 4 p. 4), costituisce (quindi) semplice constatazione di
completamento della fase di acquisizione delle prove nelle competenze del
Procuratore pubblico, che nel presente caso appare legittima e non nulla;
"

 

infatti, dopo la decisione di questo
giudice che rifiutava (ancorché in parte per impossibilità d'acquisizione) i
complementi istruttori richiesti, la fase predibattimentale di acquisizione
delle prove é conclusa;

 

-    inoltre, gli
effetti della chiusura non causerebbero un pregiudizio irreparabile al
reclamante ritenuto che, conclusa la fase probatoria predibattimentale,
l'assunzione di eventuali ulteriori prove, così come l'opposizione all'uso dibattimentale
(quindi l'estromissione dagli atti ad uso della corte) di altre risultanze
dell'istruttoria predibattimentale, debbono (quindi, anche, possono) essere
chieste al giudice del merito entro dieci giorni dalla ricezione dell'atto
d'accusa (art. 227 cpv. 1 e cpv. 2 CPP); alla luce di queste disposizioni,
l'argomento secondo cui per un equo processo il giudice del merito non dovrebbe
neppure conoscere il contenuto degli atti di cui si chiede estromissione (e qui
starebbe il pregiudizio irreparabile a giudizio del reclamante) non ha, per
così dire, portata autonoma e, quindi, non giustifica concessione dell'effetto
sospensivo;

 

-    da ultimo, il
fatto che una richiesta di estromissione atti sia ricevibile davanti al
magistrato inquirente dopo la conclusione della fase di assunzione delle prove
(anche alla luce dell'art. 227 cpv. 2 CPP) non è per nulla scontato (invero
neppure argomentata nel reclamo e negativamente risolta nella decisione di cui
all'inc. GIAR 237.2003.16) e influisce (negativamente) sulla determinazione
dell'esistenza di possibilità di esito favorevole del presente reclamo in
relazione all'argomento sul quale è fondato (attesa della decisione di
estromissione);

 

-    in conclusione
il reclamo, al quale non è concesso effetto sospensivo, è divenuto privo
d'oggetto e può essere stralciato dai ruoli, con la presente decisione
definitiva; si rinuncia a prelevare tasse di giustizia e spese;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

P.Q.M.

 

 

viste le norme applicabili, in particolare gli artt.
196, 197,280 ss., 281 cpv. 2, 284 e contrario CPP,

 

 

decide

 

 

 

1.

Il reclamo, al quale non è concesso effetto
sospensivo, è stralciato dai ruoli in quanto divenuto privo d'oggetto.

 

 

2.

Intimazione:

 

 

 

 

                                                                           giudice
Edy Meli