# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fd6f03f1-5d12-5d65-826e-a86b03bf9a61
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-01-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 25.01.2002 INC.2001.2315
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-2315_2002-01-25.html

## Full Text

N. 23.2001.15 M                                                        Lugano,
25 gennaio 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
inoltrata in data 18 gennaio 2002 da

____________,        

(difeso di fiducia dall’avv. dott.
__________)

e trasmessa
in data 21/22 gennaio 2002 con preavviso negativo dal Procuratore Pubblico
avv. __________;

concesso
all’accusato, con ordinanza 22 gennaio 2002, la facoltà di presentare
osservazioni al preavviso negativo del magistrato inquirente, e letto
l’allegato 23 gennaio 2002;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP 126/2001/ES;

ritenuto 

in fatto:

A.

____________, arrestato una prima volta il 12 gennaio 2001
e rilasciato il giorno successivo, è in detenzione preventiva dallo scorso 11
giugno 2001, in quanto sospetto autore – in correità con ____________ – di
appropriazione indebita, truffa, falsità in documenti, amministrazione infedele
e istigazione a falsa testimonianza in connessione con la gestione del conto
__________ di titolarità del fu __________ e, più in generale, con la sua
attività di direttore della Banca ____________ di Lugano (su quanto precede v.,
più in esteso, decisione 3 dicembre 2001, inc. Giar 23.2001.12, consid. A p.
1-2; come qui, in decisione 7 dicembre 2001, inc. Giar 23.2001.13 p. 2).

 

B.

____________ ha inoltrato una prima istanza di libertà
provvisoria in data 27 luglio 2001 (inc. Giar 23.2001.8 doc. 1), respinta con
decisione 2 agosto 2001 (inc. Giar 23.2001.8 doc. 5) principalmente per il
perdurare di esigenze istruttorie, accompagnate da pericolo di inquinamento
delle prove, segnatamente di collusione, ritenuto “estremamente grave” (loc.
cit., consid. 3c p. 6). Una seconda istanza di libertà provvisoria, datata 10
settembre 2001, è pure stata respinta con decisione 17 settembre 2001 (inc. Giar
23.2001.9), ancora a causa di pericolo di inquinamento delle prove (loc. cit., consid.
3b p. 5-7, consid. 3c p. 7)(su quanto precede v., più in esteso, decisione 3
dicembre 2001, inc. Giar 23.2001.12, consid. B p. 2; come qui, in decisione 7
dicembre 2001, inc. Giar 23.2001.13 p. 2).

Una terza
istanza di libertà provvisoria è stata respinta con decisione 3 dicembre 2001
(inc. Giar 23.2001.12), non essendosi ancora potuto fare chiarezza a proposito
dell’effettiva situazione finanziaria dell’accusato (sul quale pesa il sospetto
che abbia occultato ingenti mezzi finanziari, a valere quale indizio di
concreto pericolo di fuga). A seguito della preannunciata intenzione di
____________ di far assumere subito le prove atte ad apportare definitiva
chiarezza in merito, si sarebbe riacutizzato “il pericolo di collusione già
accertato in precedenza (e manifestatosi nelle ultime settimane tramite
ulteriori deposizioni contraddittorie e sfuggenti)” (decisione 3 dicembre 2001,
inc. Giar 23.2001.12 consid. 4.e p. 8; come qui, in decisione 7 dicembre 2001,
inc. Giar 23.2001.13 p. 2).

Con la testé
citata decisione 7 dicembre 2001, la detenzione preventiva cui è astretto
l’accusato istante è stata prorogata fino al 31 del corrente mese di gennaio
2002 “in considerazione delle preannunciate incombenze istruttorie ancora da
evadere, nonché di sufficientemente concreto pericolo di inquinamento delle
prove” (loc. cit., p. 4 in fine).

 

C.

La quarta
istanza di libertà provvisoria qui discussa (inc. Giar 23.2001.15 doc. 1) si
fonda essenzialmente sulla necessità, per ____________, di affrontare gli
innumerevoli problemi che il licenziamento e l’arresto gli hanno creato, quali
le difficoltà economiche della convivente ed il finanziamento della sua casa
d’abitazione (loc. cit., pto. 3 p. 2). Inoltre, egli si considera vittima di un
trattamento discriminatorio per raffronto ad altri prevenuti ticinesi, che
hanno goduto della libertà provvisoria (ibid.). Degli accertamenti richiesti
con istanza 18 dicembre 2001, quelli che presupponevano l’interrogatorio di
persone ipoteticamente influenzabili sarebbero già stati svolti (loc. cit., pto.
3.1 p. 3), mentre “stranissimo” sarebbe l’atteggiamento del Procuratore
Pubblico, che ha rinunciato all’audizione di ____________ (loc. cit., pto. 3.2
p. 3). Gli accertamenti chiesti dalla difesa, e nel frattempo effettuati,
avrebbero poi dimostrato l’inconsistenza dell’ipotesi secondo la quale
____________ avrebbe percepito delle commissioni sui capitali rimessi in Italia
ai clienti della Banca ____________ (loc. cit., pto. 3.3 p. 4); e la
verosimiglianza della versione fornita dall’accusato circa l’avvenuto deposito
dei suoi contanti nella propria cassetta di sicurezza, e non in quella di ____________
(ibid.). I complementi istruttori assunti, e la rinuncia all’assunzione di
altri espressa dal magistrato inquirente, dimostrerebbero inoltre l’inesistenza
di ulteriori rischi di collusione (loc. cit., pto. 3.4 p. 5). A proposito del
pericolo di fuga, infine, ____________ evidenzia come non sia stata apportata
la prova concreta delle ventilate sue disponibilità finanziarie (loc. cit., pto.
4 p. 6); e l’esistenza di una nazionalità alternativa, o addirittura due, nulla
modificherebbe al fatto che l’accusato istante sia in realtà “un ticinese poco
incline a frequentare altri paesi” (loc. cit., pto. 5 p. 7), e non avrebbe
alcuna intenzione né alcun interesse a fuggire (ibid.). Semmai, l’ipotetico
pericolo di fuga potrebbe essere contrastato tramite la fissazione di una
cauzione (loc. cit., pto. 6 p. 7).

 

D.

Il
Procuratore Pubblico, da parte sua, conferma la propria opposizione a che
____________ venga posto in libertà provvisoria: richiamato quanto già espresso
in occasione delle precedenti istanze di libertà provvisoria (v. preavviso
negativo, inc. Giar 23.2001.15 doc. 2, pto. 1a p. 1), ribadisce che il pericolo
di collusione, nel caso di specie, “sussisterà fino alla conclusione del
pubblico dibattimento” (loc. cit., pto. 2a p. 2): i testi, infatti, essendo in
parte dipendenti e clienti della Banca ____________ che potrebbero essere grati
all’accusato per l'ampiezza dei servizi loro resi, potrebbero essere indotti a
rilasciare nuove “deposizioni a lui favorevoli, nel corso del pubblico
dibattimento” (ibid.). Ciò varrebbe pure nei confronti di ____________, di cui
viene spiegata la mancata audizione (loc. cit., pto. 1b p. 2). Inoltre, non
avendo potuto essere ancora definitivamente chiarito se ____________ e/o la
Banca ____________ intendano chiedere un nuovo deposito atti (limitatamente
alle ultime prove raccolte), sarebbe necessario evitare che l’accusato istante
possa chiedere nuovi complementi istruttori dopo essere stato messo in libertà,
non più sussistendo altrimenti “alcun rimedio per evitare manovre collusive”
(loc. cit., pto. 1c p. 3). In tema di pericolo di fuga, infine, il Procuratore
Pubblico, rettificata verso il basso l’entità “degli introiti non dichiarati di
____________” (loc. cit., pto. 3a p. 3), evidenzia circostanze giudicate
“eloquenti” (ibid.), che porterebbero a suffragare la sua convinzione, secondo
la quale la cassetta fatta svuotare da ____________ dopo il suo primo rilascio,
ed ufficiosamente in uso a ____________, in realtà conteneva anche averi
dell’accusato istante (loc. cit., pti. 3a aa-ad p. 3). Accertata la nazionalità
brasiliana di ____________ (loc. cit., pto. 3b p. 4) e deplorata la mancata
comunicazione, da parte della Banca ____________, dell’avvenuta visita di
____________ (ibid.), il magistrato inquirente conclude ribadendo l’imminente
chiusura dell’istruttoria e il rispetto del principio di proporzionalità che
significherebbe anche l’ulteriore mantenimento della carcerazione preventiva di
____________.

 

E.

In sede di
osservazioni (inc. Giar 23.2001.15 doc. 4), ____________, riproposte le già
note critiche al modo a suo dire parziale di conduzione dell’inchiesta (loc.
cit., pto. I p. 1-4), sottolinea l’esattezza della sua deposizione in tema di
nazionalità brasiliana (loc. cit., ad 1b p. 5), l’assenza di un pericolo di collusione
con ____________ (loc. cit., ad 2a/b, p. 5) nonché l’aleatorietà della
ricostruzione contabile dei guadagni nascosti (ad 3a, p. 6-7), al punto che non
si può dedurre “che esistano oggi disponibilità finanziarie nascoste” (loc.
cit., pto. III p. 8). Conclude reiterando l’assenza di un pericolo di fuga e
l’esistenza di due pesi e due misure, all’interno del Ministero Pubblico, in
tema di arresto (loc. cit., ad 4 p. 8).

Preannuncia,
inoltre, l’intenzione di sentire i responsabili della Banca ____________ “circa
i recenti contatti avuti con il signor ____________” (loc. cit., ad 2c p. 5).
Quest’ultima richiesta, formalizzata al Procuratore Pubblico con lettera
separata 22/23 gennaio 2001 (allegata in copia alle osservazioni, cit.), è da
quest’ultimo già stata accolta, con contestuale fissazione delle audizioni per
il 30 gennaio prossimo (scritto 25 gennaio 2002, inc. Giar 23.2001.15 doc. 6,
p. 1 in fine).

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1.gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza:
v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., inc. GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al
cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente
al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere preventivo a
norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e
concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono
presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui
concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di recidiva (senza
dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve
unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza
dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF
109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale
federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep. 132 [1999] n. 116).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) –
ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986
pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la
Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep.
1980 pag. 128).

 

2.

In punto
all’esistenza di sufficienti indizi di colpevolezza, non più posta in
discussione da difesa né accusa, può bastare generico rinvio a quanto già detto
in occasione delle più recenti decisioni in tema di libertà provvisoria
menzionate, relativamente alle ammissioni dell’accusato medesimo (v. decisione
3 dicembre 2001, inc. Giar 23.2001.12 consid. 2 p. 5; decisione 7 dicembre
2001, inc. Giar 23.2001.13 p. 4).

 

3.

Se si fa
eccezione per la postulata audizione dei dirigenti della Banca ____________ sul
loro incontro con ____________ – e di cui si parlerà più avanti (infra, consid.
4f) –, esigenze istruttorie in senso stretto non sussistono più: se la
precedente istanza di libertà provvisoria era stata respinta per l’intenzione,
allora prospettata dall’accusato istante, di chiedere nuove audizioni (v.
decisione 3 dicembre 2001, cit., consid. 3c p. 6), va ora constatato che tali
prove sono state nel frattempo assunte (v. preavviso negativo, cit., pto. 1a p.
1). Manca, a meno di una rinuncia da parte degli interessati, l’ulteriore
deposito atti a’ sensi dell’art. 196 cpv. 4 CPP e la successiva chiusura
formale dell’istruttoria; a tutt’oggi, comunque, non sono state chieste
ulteriori prove.

 

4.

a)        Il Procuratore Pubblico richiama nondimeno, a suffragio della
propria opposizione alla messa in libertà provvisoria dell’accusato istante,
l’esistenza di pericolo di collusione perdurante fino alla conclusione del
pubblico dibattimento. Ne delinea, anzi, due espressioni: da un lato la
possibilità, per ____________, di indurre testi già assunti (in particolare
quelli a lui vicini quali ex collaboratori o clienti) a rilasciare nuove
deposizioni a lui favorevoli (v. preavviso negativo, cit., pto. 2a p. 2);
d’altro lato, la posizione di ____________, sempre ancora aperta (loc. cit., pto.
2b p. 2).

b)        In merito alla prima variante, in occasione della decisione 3
dicembre 2001 questo giudice, richiamata la giurisprudenza federale in merito
(v. decisione cit., consid. 4a p. 6-7, con rinvio a sentenza 23 marzo 2000
della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale, inc. 1P.124/2000 in
re S.B., consid. 4a p. 8, nonché a DTF 117 Ia 257 consid. 4c), aveva ritenuto
di non poter condividere i timori della pubblica accusa: “in primo luogo,
l’istruttoria predibattimentale è stata accurata e dettagliata, con la
verbalizzazione delle parti coinvolte ed in particolare di tutti i
collaboratori di ____________ (taluni, addirittura, sentiti più volte): non si
può aprioristicamente escludere che qualcuna di queste prove possa non reggere
il confronto in aula, ma i timori espressi dal Procuratore Pubblico non
sembrano poggiare su fatti concreti. Inoltre, eventuali ipotetiche
ritrattazioni non cancellerebbero le deposizioni fatte nella sede predibattimentale:
la Corte, dunque, saprebbe quale peso attribuire alle une ed alle altre” (loc.
cit., consid. 4b p. 7). Nel nuovo preavviso negativo (come, d’altronde, già nel
precedente), il magistrato inquirente non adduce concreti motivi a sostegno dei
suoi timori, ma si limita ad un discorso astratto di “possibilità”, come tale
insufficiente. Se la precedente istanza di libertà provvisoria era stata
respinta (e la carcerazione preventiva, poi, prorogata), era stato per evitare
un possibile inquinamento delle prove ancora durante la fase dell’istruttoria predibattimentale:
ciò non basta per generalizzare, pro futuro ed indiscriminatamente fino
alla celebrazione del pubblico dibattimento, un pericolo di collusione con
persone, almeno in parte, già ripetutamente assunte a verbale.

c)         Circa la posizione di ____________, va rammentato che la
stessa era già stata discussa in occasione della precedente istanza di libertà
provvisoria. In quella occasione, si erano già cristallizzate tanto
l’intenzione di ____________ di chiederne l’audizione, quanto l’opposizione del
Procuratore Pubblico a tale prova, ritenuta ininfluente nel merito. E questo
giudice, seppur di transenna, aveva giudicato giustificata l’aspettativa
dell’accusato istante, tanto che aveva respinto l’istanza proprio in
considerazione della possibile collusione fra l’accusato e le persone da
sentire (v. decisione 3 dicembre 2001, cit., consid. 4e p. 8; v. anche
decisione di proroga 7 dicembre 2001, cit., p. 4). Ora il magistrato inquirente
riconferma il proprio rifiuto di sentire ____________, evidenziando tuttavia
nel contempo il pericolo di collusione con lui (v. preavviso negativo, cit., pto.
2b p. 2).

Questa
posizione appare contraddittoria, e dunque insostenibile: è forse vero che per
il merito dell'inchiesta a carico di ____________, la posizione di ____________
sia irrilevante. Né appare utile discutere, in questa sede, sulla correttezza
della decisione del magistrato inquirente di prospettare un’eventuale audizione
di ____________ quale indiziato e non teste (ibid.). D’altra parte, come già
detto in decisione 3 dicembre 2001 (cit., consid. 4e p. 8), è stata la pubblica
accusa ad avvalersi dell’argomento ____________: se ora essa rinuncia a questa
audizione, riafferma in termini conclusivi la scarsa rilevanza che attribuisce
alla medesima. Allora, però, il Procuratore Pubblico non può declamare, senza
cadere in insanabile contraddizione, un pericolo di collusione con una persona
che non vuole sentire in istruttoria; ed a fortiori non può avvalersi di
questo argomento nella prospettiva (attualmente del tutto teorica) che
l’accusato riproponga in aula la medesima prova (art. 227 cpv. 1, art. 228 cpv.
1 CPP), oppure che la chieda d’ufficio la Corte (art. 227 cpv. 4 CPP)(v. già
decisione 17 settembre 2001, inc. Giar 23.2001.9, consid. 3e p. 7).

d)        Da ultimo, sempre in connessione con il paventato pericolo di
collusione, il Procuratore Pubblico rileva come non potendosi ancora escludere
un ulteriore deposito atti, sussista la possibilità che ____________ chieda
l’assunzione di nuove prove dopo essere tornato in libertà, con la conseguenza
che “non vi sarebbe alcun rimedio per evitare manovre collusive” (preavviso
negativo, cit., pto. 3c p. 3 in alto). Nemmeno questo argomento può essere
accolto: in primo luogo, nell’evenienza di specie, considerato che una prima
serie di complementi è già stata evasa, la probabilità che ciò si verifichi
appare troppo astratta per giustificare, almeno di principio, il rifiuto della
libertà provvisoria. Comunque, per poter essere seriamente presa in
considerazione, l’eventualità di nuove richieste di prova avrebbe dovuto venire
sostanziata dalla pubblica accusa, con l’indicazione – ad esempio – di quale
ipotetico nuovo teste avrebbe potuto presentare pericolo collusivo con
l’accusato. Nel merito, poi, un’eventuale ulteriore istanza di complemento
istruttorio a questo stadio del procedimento potrebbe riguardare unicamente
l’oggetto dei complementi testé assunti (v. art. 196 cpv. 4 CPP), escluse prove
già rifiutate in precedenza (Rep. 130 [1997], n. 97 consid. 1), quand’anche
solo in termini concludenti (si pensi ad una nuova richiesta di audizione di
____________). Senza dimenticare, da ultimo, che una nuova istanza di
complemento probatorio potrebbe apparire contraria alla buona fede processuale,
se inoltrata solo ora speculando (in modo invero assai azzardato) su una
preventiva messa in libertà provvisoria di ____________ (Rep. 132 [1999] n.
116, ultimo cpv.).

e)        Ne discende, in conclusione, che il pericolo di collusione
addotto dal Procuratore Pubblico a sostegno della propria opposizione ad una
messa in libertà dell’accusato ____________ non può (più) essere ritenuto
determinante.

            f)          Quanto
precede va aggiustato, limitatamente al recentissimo complemento di prova,
consistente nell’audizione dei responsabili della Banca ____________ a proposito
del loro incontro avuto con ____________. Il Procuratore Pubblico ritiene che
quest’ultima richiesta riacutizzi il pericolo di collusione (v. scritto 25
gennaio 2002, cit., p. 1); alla difesa non sono state chieste puntuali
osservazioni.

Preliminarmente,
si rileva che l’accusato istante ha chiesto le nuove audizioni con estrema
sollecitudine, addirittura prima di pronunciarsi su un’eventuale rinuncia al
deposito atti scaturente dalle prove assunte nel corso del mese di dicembre
2001: tale comportamento sembra smentire i timori del Procuratore Pubblico,
ossia che ____________ avrebbe potuto speculare su una propria rimessa in
libertà per proporre nuove prove (v. qui supra, consid. 4d).

Più che
giudicare importante l’effettivo pericolo di manovre collusive fra ____________
e la dirigenza della Banca ____________, sono considerazioni di coerenza ad
imporre che anche per quest’ultima tornata di verbali si mantengano i severi
criteri di valutazione che hanno caratterizzato tutta l’istruttoria predibattimentale
a carico di ____________, e che dunque la libertà provvisoria non venga
concessa prima dell’assunzione di dette prove. Anche per queste audizioni vale
tuttavia che, una volta acquisite agli atti nero su bianco, il pericolo di una
loro successiva ritrattazione sia pari a quello di una ritrattazione di
qualsiasi altra deposizione (v. qui supra, consid. 4b).

 

5.

a)        Il pericolo di fuga, per giustificare la carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire il carattere di una certa
probabilità: in altri termini si ammette siffatto pericolo quando l’accusato,
fosse posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al
perseguimento penale e all’esecuzione della pena. La gravità della presumibile
pena, di per sé, non basta a motivare la carcerazione preventiva; piuttosto,
l’insieme delle circostanze, quali il carattere dell’interessato, la sua
morale, i suoi legami familiari, l’assenza di un domicilio fisso, la sua
professione, la sua situazione finanziaria e le sue risorse economiche, deve essere
valutato e vanno accertati motivi concreti che rendano la fuga non solo
possibile, ma probabile (così verbatim DTF 19 gennaio 1999 in re G.S., consid.
5a p. 7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69 consid. 4).

b)        Il pericolo di fuga ha già fatto oggetto di sommario esame in
sede di decisione 17 settembre 2001 (v. inc. Giar 23.2001.9 consid. 4 p. 8-10).
In estrema sintesi, questo giudice aveva allora rilevato come centrale fosse
“l’esistenza di sue [di ____________, ndr.]
disponibilità economiche occulte” (loc. cit., consid. 4c p. 9), ma come
necessitassero ulteriori accertamenti finalizzati a concretizzare “le ipotesi
della pubblica accusa (poiché tali sono, sebbene non sprovviste di fondamento,
quelle esposte dal Procuratore Pubblico, v. preavviso negativo, [...])”
(ibid.). Questo giudice aveva postulato, fra l’altro, la contrapposizione delle
entrate e delle uscite effettuate dall’accusato istante durante il periodo
sotto inchiesta – unico modo per stabilire l’esistenza di un saldo attivo
occulto (ibid.) – nonché il suo ipotetico coinvolgimento attivo in una grossa
operazione immobiliare in Spagna (loc. cit., consid. 4c p. 10)(come qui, verbatim,
decisione 3 dicembre 2001, consid. 5a p. 8). A dicembre 2001, questo giudice
aveva dovuto constatare che il quesito circa l’esistenza di riserve occulte di
pertinenza di ____________ era stato risolto solo parzialmente (decisione cit.,
consid. 5b p. 9), ma si era astenuto dal pronunciarsi in proposito in
considerazione dei prospettati complementi istruttori (loc. cit., consid. 5c p.
9-10).

c)         Questi ultimi sono stati nel frattempo assunti: ne è
essenzialmente emerso che l’importo che il Procuratore Pubblico ha ritenuto di
dover considerare a titolo di riserve occulte di ____________ si è ridotto da
oltre fr. 860'000.— a circa fr. 515'000.— a seguito dell’attribuzione a terzi
di alcuni prelevamenti per contanti prima ritenuti di ____________ (v.
preavviso cit., pto. 3a [recte: 4a] p. 3). Il magistrato inquirente sottolinea
nondimeno quelle circostanze che gli fanno ritenere che la cassetta
informalmente in uso a ____________ contenesse (anche) beni di spettanza
dell’accusato istante, derivandone implicitamente sostanziosa disponibilità
finanziaria e, dunque, pericolo di fuga.

d)        Le posizioni di difesa e pubblica accusa, a dispetto dei
chiarimenti intrapresi, non si sono modificate: la prima ribadisce
l’inesistenza delle famose riserve occulte, la seconda si mantiene convinta che
tali riserve esistano, e contribuiscano a sostanziare il paventato pericolo di
fuga.

e)        Questo giudice, dato atto che non sussistono più esigenze
istruttorie impellenti al punto di precludere, a esse soltanto, una messa in
libertà provvisoria dell’accusato istante, non può più esimersi dal tranciare
la questione.

 

6.

Come detto (supra,
consid. 5a), la giurisprudenza federale postula una valutazione globale di
tutte le circostanze rilevanti in proposito: personalità dell’istante, suoi
legami in loco ed altrove, risorse finanziarie, prospettive lavorative
eccetera.

a)        Nel caso di specie, può darsi per accertato che ____________
abbia percepito, nel corso degli anni trascorsi quale direttore della Banca
____________, cospicui guadagni accessori non dichiarati, dei quali non è dato
conoscere né l’entità né l’attuale locazione. Lui medesimo non lo contesta. Il
Procuratore Pubblico ha fatto una cifra: mezzo milione abbondante di franchi
svizzeri, qualificati prima come riserve occulte, nell’ultimo preavviso
negativo, invece, quali “introiti non dichiarati” (loc. cit., pto. 3a [recte:
4a] p. 3). Quest’ultima definizione è quella più corretta: già solo per il modo
in cui l’importo è stato ricostruito – estrapolandolo dai prelevamenti in
contanti da due relazioni facenti effettivamente capo ad ____________, ed
apparentemente non riconducibili a successivi versamenti altrove –, appare
chiaro che non si tratta necessariamente di accantonamenti; anzi, se si tiene
conto da un lato dell’elevato tenore di vita adottato dall’accusato istante,
dall’altro dell’avvenuto rimborso di debiti legati all’operazione ____________
(v. l’importo di fr. 630'000 rimborsati a copertura del debito __________),
appare senz’altro possibile che ____________ non disponga (più) delle riserve
occulte cui fa cenno il magistrato inquirente, o almeno non più nella misura
ipotizzata.

Proprio
l’entità delle riserve, d’altro lato, è tale da non apparire argomento decisivo
per l’ammissione di un pericolo di fuga: anche se si trattasse davvero di mezzo
milione di franchi svizzeri – importo, in termini assoluti, non certo
disprezzabile –, per una persona dell’età e dello stato sociale dell’accusato
istante, tenuto inoltre conto dello stile di vita cui è stato abituato per
lungo tempo, bisogna convenire che non è una somma tale da garantirle un sereno
prepensionamento. In altri termini, non si è in presenza di un importo tale
che, a sé solo, renda concreta l’eventualità che ____________ preferisca darsi
alla latitanza.

b)        Parlando delle svariate nazionalità di cui dispone
____________ (è oramai accertato che oltre a quella italiana, egli ha pure
quella brasiliana, anche se non dispone del relativo passaporto, v. scritto 21
dicembre 2001 del Consolato brasiliano di Zurigo, allegato alle osservazioni,
cit.), va precisato che esse sole non sono motivo sufficiente a sostegno del
pericolo di fuga. Ciò che conta è il grado di probabilità che l’accusato
istante possa optare per un trasferimento della propria vita in uno di questi
Paesi: non basta la possibilità teorica, per lui, di trasferirsi in un Paese
che non concederebbe l’estradizione verso la Svizzera, ma deve bensì apparire
probabile, valutate tutte le circostanze, che lo faccia.

Ora,
____________ ha affermato (v. istanza, cit., pto. 5 p. 7; v. già istanza 10
settembre 2001, inc. Giar 23.2001.9 doc. 2, pto. 4 p. 5) – ed il magistrato
inquirente non l’ha smentito – di aver vissuto in Brasile per pochissimi anni,
da bambino (fino all’età di nove anni), e di non aver mai vissuto in Italia: se
ne deve dedurre, in assenza di qualsivoglia indizio contrario, che egli non
dispone di contatti personali (ma nemmeno professionali) tali da conferire
forma concreta all’ipotesi che, per lui, un trasferimento definitivo all’estero
sia effettivamente una soluzione realizzabile e preferibile alla prospettiva di
affrontare qui il prosieguo dell’istruttoria penale.

Sono rimasti,
per contro, i legami con la madre, il fratello, magari la compagna: si tratta,
forse, di legami non stretti al punto di escludere con certezza una fuga
all’estero (come potrebbero essere quelli di un padre con propria famiglia,
genitori, fratelli eccetera qui radicati), ma pur sempre di legami senz’altro
più concreti che non quelli (astratti) con gli altri Paesi di cui possiede la
nazionalità.

c)         Questo giudice si guarda bene dall’esprimere valutazioni
definitive sulla personalità dell’accusato: sarà uno dei compiti della Corte di
merito. Ha, sì, ripetutamente stigmatizzato “l’atteggiamento sfuggente ed
improntato al confondere le carte” e “l’approccio tattico da lui sposato” (v.
ad es. decisione 3 dicembre 2001, consid. 4c p. 7, con rinvii a precedenti
decisioni), ma sempre nel contesto del pericolo di collusione, e non a valere
quale giudizio definitivo di valore. Ora, maturata la convinzione che pericoli
collusivi non sono più dati (supra, consid. 4), l’atteggiamento e
l’approccio tattico tenuti durante l’inchiesta formale non appaiono criteri
tali da esercitare un qualsiasi influsso sul pericolo di fuga.

d)        La conclusione alla quale si giunge in questa sede è,
pertanto, che il pericolo di fuga non appare nullo, ma nemmeno acuto al punto
da non poter essere validamente limitato tramite la prestazione di misure
sostitutive.

 

7.

L’entità
della cauzione – la più importante fra le misure sostitutive dell’arresto (art.
96 CPP) – deve essere determinata soprattutto in relazione alla gravità del
reato e all’importanza del pericolo di fuga. Occorre pure (entro certi limiti)
considerare la situazione economica dell’accusato e/o delle persone
eventualmente chiamate a prestare cauzione (DTF 105 Ia 186; SemJud 1981 p. 389
e relative citazioni; Niklaus Schmid, Strafprozessrecht, 3. Aufl. Zürich
1997, margin. 719; Andreas Donatsch/Niklaus Schmid, Kommentar zur
Strafprozessordnung des Kantons Zürich, Zürich 2000, note 21 a 23 ad § 73 StPO).
Spetta all’accusato, e a chi è disposto ad intervenire, fornire i necessari
elementi per una corretta e completa valutazione della situazione (SemJud 1980,
p. 181 e 586).

Nel caso di
specie, l’accusato ha ripetutamente offerto una cauzione, senza tuttavia mai
quantificarla. Come visto, non è possibile avere un quadro preciso delle sue
effettive disponibilità finanziarie, anche se poi quest’ultimo criterio
potrebbe non essere decisivo, nella misura in cui possono essere terze persone
a prestare la cauzione. Ritenute da un lato l’eminente rilevanza dei reati
imputati a ____________ e la più che verosimile disponibilità di qualche
riserva, nonché dall’altro la ridotta portata del pericolo di una sua fuga
all’estero, appare adeguata una cauzione di fr. 250'000.—, accompagnata come
d’abitudine dal deposito presso il Ministero Pubblico di tutti i documenti di
legittimazione (svizzeri o esteri) di cui l’accusato istante dispone.

La cauzione
stabilita potrà essere versata dall’accusato medesimo o da terzi (art. 111 cpv.
2, 111 cpv. 3 e contrario CPP), ovviamente senza attingere a denaro
sequestrato o comunque di illecita provenienza.

 

8.

In conclusione, constatato come il pericolo collusivo a
carico di ____________ sia venuto meno man mano che proseguiva l’assunzione
delle prove, per cessare con la completazione dell’istruttoria predibattimentale,
e giudicato di grado medio il pericolo di fuga paventato dal Procuratore
Pubblico, l’istanza può essere accolta. 

Il pericolo
di fuga residuo può essere validamente limitato tramite prestazione di adeguata
cauzione, che viene fissata in fr. 250'000.—, nonché deposito dei documenti di
legittimazione svizzeri ed esteri.

La messa in
libertà provvisoria verrà posta in atto non appena soddisfatte le condizioni
qui fissate e completati gli ultimi verbali, già fissati per il prossimo 30
gennaio 2002.

*   *   *

 

Per i quali
motivi

visti gli artt.
95 ss., 107 s., 110 s., 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP

d e c i d e :

1.     
L’istanza di libertà provvisoria inoltrata in data 17/18 gennaio 2002 da
____________ è accolta a’ sensi dei considerandi.

§   Di conseguenza,
____________ verrà posto in libertà provvisoria:

-           previa effettuazione
delle audizioni fissate per il 30 gennaio 2002;

-           previo versamento di
una cauzione dell’importo di frs. 250'000.— (franchi svizzeri duecentocinquantamila)
presso il Ministero Pubblico, Lugano;

-           previo deposito,
sempre presso il Ministero Pubblico, Lugano, di tutti i documenti di
legittimazione svizzeri e/o esteri.

2.      Non
si prelevano tassa né spese di giustizia, e non si attribuiscono ripetibili.

3.      Contro
la presente decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi
penali del Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.     
Intimazione:

-    avv. dott. __________, per sé e per l’accusato
istante, con copia dello scritto 25 gennaio 2002 del Procuratore Pubblico;

-    Procuratore
Pubblico avv. __________, con copia delle osservazioni dell’accusato istante e
del suo successivo scritto 23/24 gennaio 2002, con l’inc. MP 126/2001/ES di
ritorno e per esecuzione;

-    Sezione
esecuzione pene e misure, Torricella;

-    Direzione del PCT La Stampa, Cadro.

giudice __________