# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c52dcf9f-d4c9-59d8-9020-b9baea81ac33
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-02-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.02.2021 42.2020.29
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2020-29_2021-02-08.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  42.2020.29

   

  dc/sc

  	
  Lugano

  8 febbraio 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso dell’11 novembre 2020 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 6 novembre 2020 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di indennità perdita di guadagno (Corona)

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nata nel 1968,
dipendente della ditta __________ di __________, con uno stipendio mensile lordo
di fr. 4’350.--, il 24 aprile 2020 ha richiesto l’indennità per perdita di
guadagno Corona.

                                         Ella ha affermato di avere
continuato a percepire il salario dal suo datore di lavoro e di avere
interrotto la propria attività lucrativa a causa di una misura di quarantena,
ordinata dal dr. __________, dal 16 al 29 marzo 2020 (cfr. doc. 7).

 

                                         Il certificato medico del
dr. __________, specialista FMH in medicina interna, attesta che l’assicurata è
stata inabile al lavoro “per malattia/infortunio” al 100% dal 16 al 29 marzo
2020 (cfr. doc. 9).

 

                               1.2.   Il 29 maggio 2020 la Cassa CO
1 (in seguito: Cassa) ha respinto la domanda “in quanto l’interruzione del
lavoro è dovuta a malattia” (doc. 4).

 

                                         Nella sua opposizione del
1° luglio 2020 l’assicurata si è così espressa:

 

" (…) In
data 19 marzo 2020 ho contattato il mio medico curante, in quanto presentavo
sintomi influenzali, quali febbre e dolori muscolari. Ho informato il datore di
lavoro in quanto in sede eravamo venuti a contatto con un collega risultato
positivo al test.

Nei giorni successivi ho avuto anche i sintomi quali assenza di
gusto e olfatto, pertanto il rischio da Covid-19 era presente. Tenuto conto
anche della positività citata, con il medico curante si è deciso di prolungare
i giorni di malattia.” (Doc. 3)

 

                               1.3.   Con decisione su opposizione
del 6 novembre 2020 la Cassa ha confermato la precedente decisione, rilevando:

 

" (…) Per
quanto suesposto, il diritto all'IPG Corona è di principio dato alle persone in
buona salute che, su prescrizione (di un medico o dell'autorità), hanno dovuto
interrompere l'attività per mettersi in quarantena, ovvero allo scopo di
prevenire la diffusione dei coronavirus poiché hanno avuto contatti con persone
effettivamente o potenzialmente contagiate. 

In concreto, l'opponente è stata assente dal lavoro per malattia,
come attestato dal certificato medico versato agli atti. Lo stesso infatti certifica
chiaramente che la signora RI 1 era “inabile per malattia e sintomi
influenzali”. Non può quindi essere considerata in buona salute e,
conseguentemente, essere stata messa in quarantena. In ragione di ciò, il
diritto all'indennità non può essere accordato. L'evento dovrà, se del caso,
essere annunciato al competente assicuratore malattie per la compensazione
della perdita di guadagno riferita a tale assenza dal lavoro.” (Doc. A)

 

                               1.4.   Contro questa decisione
l’assicurata ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale chiede il
riconoscimento del diritto alle prestazioni in quanto si trovava in quarantena
e non in malattia:

 

" (…) Durante
la prima fase della pandemia che ha colpito il nostro Cantone, mi riferisco ai
mesi di Marzo e Aprile quest'anno, la carenza di materiale sanitario, data
l'aggravarsi dei ricoveri nei vari nosocomi, precludeva alla maggioranza della
popolazione di poter effettuare i tamponi come avviene, ad esempio, nella
seconda fase che stiamo oggigiorno purtroppo affrontando. 

Questo è importante sottolinearlo, per comprendere come mai, al
momento della mia malattia, con i sintomi che ho riportato nella mia lettera,
non era possibile ottenere un esame per verificare se si era positivi o meno al
virus. Senza entrare nel merito, il medico, mi aveva prolungato i giorni di
malattia proprio per poter ridurre al minimo i rischi di un potenziale
contagio. Il certificato medico, riporta genericamente "malattia" ma
era riferito ai giorni che il medico mi aveva prescritto per evitare il
propagarsi del virus, pertanto a tutti gli effetti una quarantena preventiva. 

A comprova di questo, dopo un paio di giorni non presentavo più la
febbre, ma si è ritenuto opportuno prolungare il periodo di degenza proprio in
virtù del rischio di contagio. 

Non da ultimo, il fatto che in azienda un collega nel medesimo
periodo era risultato positivo al test Covid 19, si è ritenuto di non rischiare
un eventuale contagio presso il mio datore di lavoro con la conseguenza di
chiudere i vari reparti.” (Doc. I)

 

                               1.5.   Nella sua risposta del 20
novembre 2020 la Cassa si è riconfermata nelle proprie conclusioni (cfr. doc.
III).

 

                               1.6.   Il 23 novembre 2020 il TCA ha
assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri
mezzi di prova (cfr. doc. IV). Le parti sono rimaste silenti.

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   L’Ordinanza sui provvedimenti
in caso di perdita di guadagno in relazione con il Coronavirus (COVID-19)
(Ordinanza Covid-19 perdita di guadagno) del 20 marzo 2020 (RU 2020 871),
entrata in vigore retroattivamente dal 17 marzo 2020 (cfr. art. 11), all’art. 2
cpv. 1 prevede che: 

 

" hanno
diritto a un’indennità i genitori di figli di età inferiore a 12 anni compiuti
e le altre persone che adempiono le seguenti condizioni: 

a. devono
interrompere l’attività lucrativa a causa di provvedimenti ordinati dalle
autorità conformemente agli articoli 35 e 40 della legge del 28 settembre 20123
sulle epidemie (LEp) in relazione con l’epidemia di coronavirus (COVID-19), 

 1. in seguito alla cessazione della
custodia dei figli da parte di terzi, 

     o 

    2. perché sono stati messi in quarantena;

 

b. al momento dell’interruzione dell’attività lucrativa sono: 

    1.  salariati ai sensi dell’articolo 10 LPGA, o 

    2.  indipendenti ai sensi dell’articolo 12 LPGA; 

c. sono
assicurati obbligatoriamente ai sensi della legge federale del 20 dicembre
19465 sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS).”

 

                                         Il cpv. 4 dell’art. 2
Ordinanza Covid-19 perdita di guadagno prescrive che l’indennità è sussidiaria
rispetto a tutte le prestazioni di assicurazioni sociali e assicurazioni
secondo la legge del 2 aprile 1908 sul contratto d’assicurazione, nonché ai
pagamenti effettuati dai datori di lavoro in virtù dell’obbligo di continuare a
versare il salario.

 

                                         Nel suo Commento a questa
disposizione dell’Ordinanza, l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (in
seguito: UFAS) si è così espresso:

 

" Cpv. 4: il
diritto all’indennità sussiste unicamente se non vi è nessun’altra
assicurazione che versa prestazioni in seguito alla realizzazione del rischio e
se il datore di lavoro non ha l’obbligo di continuare a pagare il salario. In
particolare si può supporre che le persone in quarantena che hanno contratto la
malattia ricevano un’indennità giornaliera in caso di malattia. È irrilevante
che si tratti di un’indennità versata in virtù della legge federale del 18
marzo 1984 sull’assicurazione malattie (LAMal) oppure in virtù della legge
federale del 2 aprile 19083 sul contratto d’assicurazione (LCA). La presente
indennità è sussidiaria rispetto ad altre prestazioni di assicurazioni sociali
o a prestazioni secondo la LCA.”

 

                                         L’art. 3 Ordinanza
Covid-19 perdita di guadagno precisa che per le persone in quarantena e per gli
aventi diritto di cui all’articolo 2 capoverso 3 il diritto inizia quando sono
adempiute tutte le condizioni di cui all’articolo 2) (cpv. 2), che il diritto
si estingue con la revoca dei provvedimenti adottati conformemente agli
articoli 7, 35 e 40 LEp (cpv. 3) e che alle persone in quarantena sono versate
al massimo 10 indennità giornaliere (cpv. 5).

 

                                         Secondo l’art. 4 Ordinanza
Covid-19 perdita di guadagno l’indennità è versata sotto forma di indennità giornaliera
(cpv. 1) e ogni cinque indennità giornaliere sono versate due ulteriori
indennità giornaliere (cpv. 2).

 

                                         L’indennità giornaliera
ammonta all’80 per cento del reddito medio dell’attività lucrativa conseguito
prima dell’inizio del diritto all’indennità (art. 5 cpv. 1 Ordinanza Covid-19
perdita di guadagno) e ammonta al massimo a 196 franchi giorno (cpv. 3).

 

                                         Il diritto all’indennità
deve essere esercitato dall’avente diritto (art. 7 Ordinanza Covid-19 perdita
di guadagno).

 

                                         Secondo l’art. 8 Ordinanza
Covid-19 perdita di guadagno, l’indennità è versata all’avente diritto (cpv.
1), è versata mensilmente e posticipatamente (cpv. 2) ed è fissata e pagata
dalla cassa di compensazione AVS che era competente per la riscossione dei
contributi AVS prima della nascita del diritto all’indennità (cpv. 3).

 

                                         L’Ordinanza sui
provvedimenti in caso di perdita di guadagno in relazione con il Coronavirus
(COVID-19) è stata costantemente modificata nei mesi successivi (cfr. RS
830.31).

 

                               2.2.   Nella Circolare
sull’indennità in caso di provvedimenti per combattere il coronavirus –
Indennità di perdita di guadagno per il coronavirus (CIC) – valida dal 17
settembre 2020 (stato: 18 gennaio 2021), l’UFAS ricorda innanzitutto che questa
direttiva amministrativa è stata costantemente aggiornata dal 17 marzo 2020 (ne
esistono 11 versioni, cfr. pag. 2-48).

 

                                         La Circolare valida dal 17
marzo 2020, ai punti 1035 e 1036 (“Diritto derivante da una prescrizione di
quarantena”) prevede quanto segue:

 

" 1035   Hanno
diritto all’indennità anche le persone che non sono 

direttamente affette dal coronavirus,
ma che si trovano in quarantena a causa del contatto con una persona risultata
positiva al test. 

 

1036   La
quarantena deve essere prescritta da un medico oppure ordinata da un’autorità.
L’auto-isolamento non è sufficiente per far nascere il diritto all’indennità.”

 

                                         L’ultima versione della
Circolare, valida dal 17 settembre 2020 (stato: 18 gennaio 2021), precisa che:

 

" 3.2.2  
    Diritto derivante da una prescrizione di quarantena 

 

1035        Hanno diritto all’indennità le persone che, pur non
essendo 

09/20       direttamente affette dal coronavirus, si trovano in 

quarantena in quanto hanno avuto
contatti con una persona risultata positiva al test o con un caso sospetto,
come pure le persone entrate in Svizzera da una regione a rischio e che sono
state messe in quarantena dalle autorità. 

 

1035.1     Chi, a partire dal 6 luglio 2020, si reca in una
regione a 

09/20       rischio
ai sensi dell’ordinanza COVID-19 provvedimenti nel settore del traffico
internazionale viaggiatori e poi rientra in Svizzera e deve quindi mettersi in
quarantena non ha diritto all’indennità di perdita di guadagno per il
coronavirus. 

1035.2     Se la persona deve mettersi in quarantena senza colpa, 

  09/20     sussiste
il diritto all’indennità di perdita di guadagno. Senza colpa significa che al
momento della partenza la destinazione non figurava nell’elenco degli Stati e
delle regioni con rischio elevato di contagio né era possibile presumere, sulla
base di una comunicazione ufficiale, che essa sarebbe stata inserita
nell’elenco durante il viaggio. L’elenco viene regolarmente aggiornato ed è
disponibile sul sito Internet dell’UFSP. 

 

1035.3     I
genitori che devono interrompere la propria attività 

11/20       lucrativa
in seguito a una quarantena ordinata al figlio hanno diritto all’indennità a
partire dall’inizio della quarantena ordinata. 

 

1036        La
quarantena deve essere prescritta da un medico oppure ordinata da un’autorità.
L’auto-isolamento non è sufficiente per far nascere il diritto all’indennità. 

 

1036.1     Se una
persona si mette in quarantena dopo aver ricevuto 

07/20       una
notifica di contatto dell’app SwissCovid, ha diritto all’indennità soltanto se
la quarantena è stata prescritta da un medico oppure ordinata da un’autorità in
seguito a ulteriori esami. La notifica di contatto non fa nascere di per sé il
diritto all’indennità.”

 

                                         Nel Bollettino
d’informazione N° 1 del 24 marzo 2020 indirizzato alle Casse di compensazione
relativo alla Corona-perdita di guadagno, l’UFAS ha precisato che quali aventi
diritto si intendono:

 

" Le persone
che devono interrompere la loro attività lucrativa poiché un medico gli ha
imposto un periodo di quarantena hanno diritto all’indennità di perdita di
guadagno. Partendo dal presupposto che le persone che hanno contratto il
COVID-19 e sono obbligate a restare isolate continueranno, nella maggior parte
dei casi, a percepire il loro salario o una copertura adeguata a causa della
malattia, l’indennità di perdita di guadagno COVID-19 concerne di massima le
persone in buona salute che sono state messe in quarantena a titolo preventivo
da un medico. L’autoisolamento non è sufficiente: è necessario che ci sia
un’ingiunzione o una raccomandazione di quarantena rilasciata da un medico.

Per aver diritto all’indennità, una persona deve essere assicurata
obbligatoriamente all’AVS e deve aver dovuto interrompere la sua attività
lucrativa salariata (ai sensi dell’art. 10 LPGA) o la sua attività lucrativa
indipendente (ai sensi dell’art. 12LPGA). Non devono invece essere soddisfatte
altre condizioni quali una durata minima di contribuzione all’AVS o un periodo
d’assoggettamento preliminare. Possono avere diritto all’indennità anche le
persone domiciliate all’estero che esercitano un’attività lucrativa in Svizzera
(frontaliere e frontalieri).”

 

                                         Le direttive
amministrative non costituiscono norme giuridiche e non sono vincolanti per il
giudice delle assicurazioni sociali (cfr. STF 8C_405/2018 del 22 gennaio 2019
consid. 6.1.1; STF 8C_688/2011 del 13 febbraio 2012 consid. 3.2.1; DTF 138 V 50 consid. 4.1 pag. 54; DTF 137 V 434 consid. 4.2
pag. 438; DTF 133 V 169 consid. 10.1 pag. 181).

                                         Quest’ultimo deve tenerne
conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime
permettono un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili
giustificata nel caso di specie (cfr. DTF 146 V 224; DTF 146 V 104; STF
8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1; DTF 142
V 442 consid. 5.2 pag. 445 seg.; DTF 140 V 314 consid. 3.3 pag. 317; DTF 138 V
50 consid. 4.1; DTF 133 V 587
consid. 6.1 pag. 591; DTF 133 V 257 consid. 3.2 pag. 258 seg.; DTF 132 V 125 consid. 4.4; DTF 132 V 203 consid. 5.1.2; DTF 131 V
286 consid. 5.1.; DTF 131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229
consid. 2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a; STFA I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF
125 V 377, consid. 1c, pag. 379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d,
pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268
= DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).

 

                                         Il giudice deve, invece,
scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr.
DTF 130 V 229 consid. 2.1.; STFA H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68
consid. 4b; DTF 125 V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr.
86, consid. 2c, pag. 262, SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA
1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300;
DTF 120 V 163 consid. 4b, DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC
1992 pag. 514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b, pag.
91; DTF 117 V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c,
DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233 consid. 2a, DTF
110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4 consid. 3a; vedi inoltre
Bois, "Procédures applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988
pag. 77ss; Duc-Greber: "La portée de l'art. 4 de la
 Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in RDS 1992 II
pag. 527; Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn,
Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 296-297).

 

                                         Secondo la giurisprudenza,
infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una
pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze
(DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b).

 

                                         In una sentenza 2C_105/2009
del 18 settembre 2009, l'Alta Corte, a proposito delle direttive, ha ricordato
che:

 

" Simili
atti servono a favorire un'applicazione uniforme del diritto e a garantire la
parità di trattamento. Essi non hanno forza di legge e non fondano quindi
diritti ed obblighi dei cittadini né vincolano gli amministrati, i tribunali o
la stessa amministrazione. Ciò non significa tuttavia che siano irrilevanti per
le istanze di ricorso. Queste ultime verificano in effetti se le direttive
riflettono il senso reale del testo di legge e ne tengono conto nella misura in
cui propongono un'interpretazione corretta ed adeguata al caso specifico. Più
specificatamente, tali autorità non si scostano senza motivi importanti da
un'ordinanza amministrativa, se la stessa concretizza in modo convincente i
presupposti di legge e di regolamento a cui è subordinato l'ottenimento di una
determinata prestazione (DTF 133 II 305 consid. 8.1; 133 V 394 consid. 3.3; 130 V 163 consid. 4.3.1; 128 I 167 consid. 4.3)."

                               2.3.   Nell’evenienza concreta
risulta dagli atti dell’incarto che RI 1 il 24 aprile 2020 ha chiesto
l’indennità di perdita di guadagno Corona, tramite l’apposito formulario, affermando
di avere dovuto interrompere l’attività lucrativa a causa di misure di
quarantena dal 16 al 29 marzo 2020 e che la quarantena è stata ordinata dal dr.
__________ (cfr. doc. 7).

 

                                         Come già visto (cfr.
consid. 1.2), mediante certificato medico del 17 aprile 2020 il dr. __________,
specialista FMH in medicina interna, ha attestato un periodo di inabilità al
lavoro per malattia dal 16 al 29 marzo 2020 (cfr. doc. 9).

 

                                         Nella sua opposizione RI 1
ha affermato di avere contattato il medico curante il 19 marzo 2020 in quanto
presentava “sintomi influenzali quali febbre e dolori muscolari” ed ha
precisato di avere informato il datore di lavoro “in quanto in sede eravamo
venuti in contatto con un collega risultato positivo al test”. 

                                         L’assicurata ha poi
aggiunto di avere avuto nei giorni successivi anche “i sintomi quali assenza di
gusto e olfatto, pertanto il rischio di Covid-19 era presente” ed ha concluso
affermando che “tenuto conto anche della positività citata, con il medico
curante, si è deciso di prolungare i giorni di malattia” (cfr. doc. 2).

 

                                         Chiamato ora a
pronunciarsi, questo Tribunale ritiene determinante il contenuto del
certificato medico del dr. __________, non smentito o precisato da attestazioni
successive allegate al ricorso o in sede di nuove prove (cfr. consid. 1.6).

 

                                         Da questo certificato,
redatto il 17 aprile 2020, risulta inequivocabilmente che RI 1 è stata
dichiarata inabile al lavoro al 100% per malattia dal 16 marzo al 29 marzo 2020
e non posta in quarantena (cfr. U. Kieser, Covid-19 – Erlasse und
Sozialversicherungsrecht in COVID-19. Eine Panorama der Rechtsfragen zur
Corona-Krise, Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2020, pag. 731 seg. (743) il
quale riprende la definizione di quarantena che figura al numero 1035 della
Circolare dell’UFAS citata in precedenza, cfr. nota 37).

 

                                         Del resto l’assicurata
stessa ha affermato di avere presentato “sintomi influenzali, quali febbre e
dolori muscolari” e nei giorni successivi “sintomi quali assenza di gusto e
olfatto” (cfr. doc. 2).

 

                                         Trattandosi dunque in
realtà di un periodo di inabilità lavorativa per malattia, il riconoscimento
del diritto all’indennità per perdita di guadagno Corona per quarantena non
entra in considerazione (cfr. K. Pärli, “Neue Situation: Arbeitsverhinderung
wegen Covid-19” in Penso 3/2020 pag. 23-25).

 

                                         La decisione su
opposizione della Cassa CO 1 del 6 novembre 2020 deve dunque essere confermata
(per un caso analogo cfr. STCA 42.2020.24 del 7 dicembre 2020).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti