# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 66795ce9-4c84-5e64-80da-8b21d32e73a1
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-09-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.09.2009 C-7838/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7838-2007_2009-09-08.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7838/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 8  s e t t e m b r e  2 0 0 9

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Elena Avenati-Carpani e Stefan Mesmer, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
4 ottobre 2007).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7838/2007

Fatti:

A.
A._______,  cittadina  italiana,  residente  in  Francia,  nata  il  (...), 
coniugata con figli, ha lavorato in Svizzera da aprile del 1985 a marzo 
del 1988, da aprile a giugno del 1994 nonché da novembre del 2004 a 
febbraio  del  2005  (doc.  4  e  10),  solvendo  regolari  contributi 
all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità 
durante  tali  periodi  (doc.  49).  Dal  1° novembre  2004  al  25  febbraio 
2005, è stata alle dipendenze della ditta B._______ in qualità di donna 
delle pulizie, in ragione di due ore al giorno. Ha interrotto il lavoro il 15 
febbraio 2005 a seguito di licenziamento per violazione degli obblighi 
contrattuali (doc. 10). Rientrata in Francia, si è dedicata parzialmente 
ai  lavori  della  propria  economia  domestica  (doc. 13).  L'assicurata 
percepisce, a far tempo dal 1° marzo 2006, una pensione d'invalidità 
francese di  complessivi  Euro  (...) mensili  (doc. 2 e 5). Il  5 dicembre 
2005,  ha formulato  una richiesta volta  all'ottenimento  di  una rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 2).

B.
Nel corso dell'istruttoria, l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per 
gli assicurati  residenti all'estero (UAIE) ha in particolare assunto agli 
atti la seguente documentazione:

• un certificato medico del 30 dicembre 2004 (mal leggibile), da 
cui  risulta  che  l'assicurata  è  inabile  al  lavoro  al  100%  dal 
29 dicembre 2004 al 9 gennaio 2005 (doc. 17);

• un  resoconto  operatorio  del  30  settembre  2005  concernente 
l'intervento chirurgico segnatamente per riduzione-osteosintesi 
e  lamino-artrectomia  da  D12  a  L2  a  seguito  di  caduta  da 
un'altezza di 2 metri con frattura del rachide lombare, frattura di 
L1,  compattazione  con  arretramento  della  parete  posteriore 
(doc. 18);

• un'attestazione  del  30  settembre  2005  del  dott.  C._______, 
specialista  in  chirurgia  ortopedica  e  traumatologia,  da  cui 
risulta che l'interessata è stata ricoverata il 27 settembre 2005 
segnatamente per frattura di L1 con arretramento della parete 
posteriore (doc. 19);

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• un  referto  di  esame  RX  (rachide  lombare)  del  14  novembre 
2005 (doc. 20);

• un referto di esame RX (rachide dorso-lombare) del 5 dicembre 
2005 (doc. 21);

• un  referto  di  esame  RX  (rachide  lombare  e  bacino)  del 
2 gennaio 2006 (doc. 22);

• una  richiesta  di  esami  (segnatamente  rachide  lombare)  del 
7 febbraio 2006 (doc. 24);

• un  resoconto  operatorio  dell'8  febbraio  2006  concernente 
l'intervento chirurgico segnatamente per lamino-artrectomia di 
L2, ridimensionamento del canale del rachide e asportazione di 
fibrosi  peridurale,  asportazione  di  materiale  d'osteosintesi  di 
L1-L3 bilaterale unitamente a epifisiodesi di L1-L3 (doc. 25);

• un'attestazione del 9 febbraio 2006 del dott. C._______, da cui 
emerge che l'interessata è stata  ricoverata il  7  febbraio 2006 
segnatamente  per  lamino-artrectomia,  asportazione  di 
materiale  d'osteosintesi  per  frattura  di  L2  con  compressione 
midollare (doc. 26);

• un referto di esame RX (rachide lombare) del 9 febbraio 2006 
(doc. 27);

• la  perizia  medica  dettagliata  E  213  della  previdenza  sociale 
francese  del  22  maggio  2006,  da  cui  emerge  la  diagnosi  di 
psicosi  bipolare  e  frattura  di  L1  trattata  con  osteosintesi. 
L'interessata  non  sarebbe  più  in  grado  di  svolgere  né  lavori 
pesanti  né  medio-pesanti  (pertanto  non  il  suo  ultimo  lavoro 
quale donna delle pulizie), ma regolari lavori leggeri, nel senso 
di un'attività sostitutiva adeguata per un massimo di due ore al 
giorno  (piccoli  lavori  di  precisione  quale  operaia  in  una 
fabbrica).  È  stato  segnalato  che  l'assicurata  è  stata 
considerata,  conformemente  alle  disposizioni  di  legge  del 
Paese di residenza, invalida al 100% nella precedente attività 
(donna  delle  pulizie)  ed  al  66,6% in  un'attività  adeguata  alle 
sue  condizioni  (lavoro  all'interno,  con  cambiamento  della 
posizione,  sedentario  o  semi  sedentario,  con  pause 
supplementari,  senza  ritmi  di  lavoro  stressanti  e  che  tenga 

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conto  delle  seguenti  controindicazioni:  umidità,  freddo,  gas, 
vapori,  lavoro  a  turni,  lavoro  notturno,  frequenti  flessioni, 
trasporto e sollevamento di pesi, salita di piani inclinati, scale o 
scale a pioli nonché rischio di cadute) (doc. 28);

• un certificato medico del 22 maggio 2006 del dott. D._______, 
specialista  in  psichiatria,  giusta  il  quale  l'interessata  è 
regolarmente  seguita  dal  2000  e  beneficia  di  un  trattamento 
quotidiano per una patologia psichiatrica cronica ed invalidante 
attualmente stabilizzata (doc. 29);

• un'attestazione  del  23  maggio  2006  (mal  leggibile)  del  dott. 
E._______, medico generico, da cui si evince che la paziente 
ha presentato più episodi deliranti acuti che hanno determinato 
diverse  ospedalizzazioni  in  reparto  specializzato  e  ha  subito 
una  frattura  della  1a vertebra  lombare  nel  2005  trattata  con 
osteosintesi (doc. 30);

• il  questionario  per  il  datore  di  lavoro  (in  Svizzera)  dell'11 
dicembre 2006, giusta il quale l'interessata è stata assunta dal 
novembre del 2004 in qualità di donna delle pulizie, in ragione 
di 2 ore al giorno, ed è stata licenziata con effetto al 15 febbraio 
2005 per violazione degli obblighi contrattuali (doc. 10);

• un  referto  di  esame  RX del  4  gennaio  2007  (rachide  dorso-
lombo-sacrale) (doc. 31);

• un certificato medico del 4 gennaio 2007 del dott. C._______ 
(mal leggibile), in cui è, da un lato, descritto un quadro clinico 
comprendente discopatia in L4-L5-S, artrosi nonché lombalgia 
e,  dall'altro,  segnalata  un'impossibilità  a  riprendere  il  lavoro 
(doc. 37);

• un certificato medico del 10 gennaio 2007 del dott. E._______, 
secondo cui la paziente presenta segnatamente dal 1981 uno 
stato  depressivo  con  vari  episodi  deliranti  importanti  e  gravi, 
che la  stessa è seguita da uno specialista psichiatra e che il 
suo  stato  di  salute  ha  causato  diverse  ospedalizzazioni  in 
reparto specializzato (doc. 32);

• un  referto  di  esame  RM  (lombare)  del  15  gennaio  2007 
(doc. 33);

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• un certificato medico del 17 gennaio 2007 del dott. D._______, 
giusta il quale l'interessata è regolarmente seguita da febbraio 
del 2006 (consulti) e soffre di un disturbo dell'umore per il quale 
ha dovuto essere ricoverata in due occasioni – dal 16 maggio al 
2 giugno 2000 e dal 21 giugno al 7 luglio 2000 – nel corso di 
episodi  di  decompensazione;  secondo  il  medico,  lo  stato  di 
salute  della  paziente  è  attualmente  stabilizzato  dal  profilo 
psichiatrico, ma la stessa assume un trattamento medicamen-
toso giornaliero (doc. 34);

• un certificato medico del 24 gennaio 2007 del dott. F._______, 
specialista in psichiatria, da cui appare che l'interessata è stata 
seguita con una diagnosi di disturbi psicotici (giugno 1991, da 
settembre ad ottobre del 1992, da ottobre del 1997 ad ottobre 
del 2000) e che la medesima è stata ricoverata e sottoposta a 
trattamento con neurolettici (doc. 36);

• il questionario per il datore di lavoro (in Francia) del 24 gennaio 
2007,  giusta il  quale  l'interessata è stata assunta  il  27  aprile 
2004 in qualità di operaia presso una fabbrica, in ragione di 7 
ore  al  giorno,  ed  ha  terminato  il  lavoro  il  23  luglio  2004  per 
conclusione dell'incarico (doc. 12);

• il  questionario per assicurati occupati nell'economia domestica 
del 24 gennaio 2007, nel quale l'assicurata ha affermato di non 
essere più in  grado di  svolgere che parzialmente le  mansioni 
consuete  che  competono  ad  una  casalinga  e  di  necessitare 
dell'aiuto di terzi (segnatamente dei famigliari) (doc. 13);

• il  questionario per l'assicurato del 24 gennaio 2007, nel quale 
l'assicurata  ha  dichiarato  di  non  avere  alcuna  formazio-
ne/diploma  (ha  frequentato  solo  la  scuola  elementare),  ha 
segnalato i lavori svolti negli ultimi tre anni e ha indicato di non 
esercitare al momento alcuna attività lavorativa (doc. 15).

C.

C.a Nel  suo  rapporto  dell'8  giugno  2007,  il  dott.  G._______,  del 
Servizio  regionale  “Rhône”  (SMR),  specialista  in  psichiatria  e 
psicoterapia,  ha  esposto  la  diagnosi  principale  di  frattura  di  L1.  Ha 
pure  evidenziato  la  diagnosi  correlata  di  disturbo  bipolare  (senza 
ripercussioni  sulla  capacità  lavorativa).  Il  medico  ha  in  particolare 

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rilevato che l'assicurata soffre di psicosi maniaco-depressiva dal 1991 
ed  è  stata  ricoverata  due  volte  per  breve  tempo  nel  2000.  Ha 
osservato  che  malgrado  la  psicosi  maniaco-depressiva,  l'interessata 
ha continuato a lavorare sino al 2005, che i rapporti medici riferiscono 
di  un'affezione  psichiatrica  stabilizzata  e  che  non  sussisterebbe 
pertanto,  e  da questo  profilo,  alcuna malattia  invalidante. Ha  altresì 
ritenuto  opportuno  che  il  caso  sia  sottoposto  ad  uno  specialista  in 
ortopedia (doc. 41).

C.b Nel  suo  rapporto  del  24  luglio  2007,  il  dott.  H._______,  del 
Servizio regionale “Rhône” (SMR), ha esposto la diagnosi principale di 
stato  dopo  frattura  di  L1,  trattata  con  osteosintesi  D12  a  L3  il  30 
settembre  2005.  Ha  pure  evidenziato  la  diagnosi  correlata,  con 
ripercussioni sulla capacità lavorativa, di disturbo bipolare. Il medico – 
dopo avere premesso che l'assicurata ha dapprima svolto l'attività di 
operaia ed in seguito quella di donna delle pulizie, in ragione di 2 ore 
al  giorno  –  ha  rilevato  che  la  medesima  ha  subito  un  intervento  di 
riduzione-osteosintesi per frattura di L1 con arretramento della parete 
posteriore (a seguito di caduta da un'altezza di 2 metri) il 30 settembre 
2005  nonché  un  intervento  per  asportazione  di  materiale 
d'osteosintesi e lamino-artrectomia (a seguito di lombalgie e dolori agli 
arti inferiori) l'8 febbraio 2006. Ha constatato che l'interessata non può 
più  svolgere  l'attività  di  donna  delle  pulizie,  mentre  l'esercizio  di 
un'attività confacente allo stato di salute è esigibile per 2 ore al giorno. 
Il  dott.  H._______  ha  quindi  fissato  un'incapacità  al  lavoro 
dell'assicurata  del  100%  nella  precedente  attività  a  partire  dal  27 
settembre  2005,  ma  l'ha  considerata  abile  al  100%  in  un'attività 
adeguata  alle  sue  condizioni  (attività  per  2  ore  al  giorno,  con 
cambiamento della posizione, con sollevamento di pesi non superiore 
ai  5-10  kg  occasionalmente,  senza  camminare  su  un  terreno 
sconnesso o per lunghe distanze, al  riparo da intemperie,  umidità e 
freddo,  nonché  senza  responsabilità  e  ritmi  stressanti),  quale 
sorvegliante  di  posteggio/museo,  addetta  alla  registrazione  di 
dati/classificazione/archiviazione, addetta alla distribuzione della posta 
interna/commissioni, a decorrere dal 22 maggio 2006. Infine, il medico 
ha  reputato,  in  virtù  delle  limitazioni  funzionali  dell'interessata,  che 
quest'ultima presenta una capacità al lavoro del 50% nel compimento 
delle mansioni  consuete di  casalinga. In  particolare, secondo il  dott. 
H._______, il  grado di invalidità dell'assicurata quale casalinga è del 
47,5% a far tempo dal 22 maggio 2006 (doc. 43, 43.1 e 43.2).

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D.
Il  20  agosto  2007,  l'UAIE  ha  calcolato  il  grado  di  invalidità 
dell'assicurata in applicazione del metodo misto (doc. 45).

D.a L'autorità  ha  dapprima  determinato  il  grado  d'invalidità 
nell'esercizio  di  un'attività  lucrativa.  L'UAIE  ha  considerato  quale 
salario da valida quello conseguito in Svizzera nel 2004 come donna 
delle pulizie, ossia fr. 3'285.10 mensili (cfr. questionario per il datore di 
lavoro dell'11 dicembre 2006). Ha ritenuto quale reddito da invalida il 
medesimo  importo,  ossia  fr. 3'285.10  mensili,  poiché  i  salari  per  le 
attività di sostituzione proposte dal dott. H._______, ossia i salari per 
le categorie “servizi alle imprese nonché servizi pubblici e personali”, 
risultano superiori  al  reddito  della  precedente attività  (cfr. statistiche 
pubblicate  dall'Ufficio  federale  di  statistica  sulla  struttura  dei  salari 
2004). Quest'ultimo importo è stato ridotto del 15% (3'285.10 – 492.76 
=  2'792.34)  per  tener  conto  dell'età  dell'interessata  e  del  fatto  che 
quest'ultima  può  esercitare  solo  delle  attività  sostitutive  leggere  e 
adeguate alle sue condizioni. Perciò, il citato Ufficio ha confrontato un 
reddito  di  fr. 3'285.10 ed un introito  teorico  di  fr. 2'792.34. Il  calcolo 
della perdita  di  guadagno è stato indicato come segue: [(3'285.10 – 
2'792.34) x 100] : 3'285.10 = 15%.

D.b L'UAIE  ha  quindi  ritenuto  che  il  grado  di  invalidità  nello 
svolgimento dell'attività di casalinga è del 47,50%.

D.c Infine,  l'autorità  ha  determinato  il  grado  d'invalidità  globale  in 
funzione dell'impedimento nell'esercizio di  un'attività lucrativa e nello 
svolgimento  dell'attività  di  casalinga.  Il  calcolo  della  perdita  di 
guadagno è stato indicato come segue: [((42 – 10) x 47,50) + (10 x 
15)] : 42 = 39,76% (doc. 45).

E.
Il 29 agosto 2007, l'autorità inferiore, dopo avere accertato un grado 
d'invalidità del 48% (recte: 40%) dal 22 maggio 2006, ha comunicato 
all'interessata  che  sussisterebbe  il  diritto  ad  un  quarto  di  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità a decorrere dal 27 settembre 
2006  ed  ha  concesso  a  quest'ultima  la  facoltà  di  formulare  delle 
obiezioni per iscritto (progetto di decisione; doc. 46).

F.
Da una nota  telefonica  dell'UAIE del  17  settembre  2007 risulta  che 

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l'assicurata si è dichiarata d'accordo con il progetto di decisione (doc. 
47).

G.
Il  4  ottobre  2007,  l'autorità  inferiore  ha  deciso  di  erogare  in  favore 
dell'interessata,  sulla  base  di  un  grado  d'invalidità  del  48%  (recte: 
40%), un quarto di rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità a 
far tempo dal 1° settembre 2006 (doc. 50; v. anche doc. 48).

H.

H.a Il  12  ottobre  2007,  l'interessata  ha  inoltrato  un  ricorso  dinanzi 
all'autorità inferiore contro la decisione dell'UAIE del 4 ottobre 2007, 
mediante  il  quale  ha  chiesto,  sostanzialmente,  il  riconoscimento  del 
suo  diritto  ad  una  rendita  d'invalidità  maggiore.  Ha  fatto  valere  di 
essere stata riconosciuta invalida in Francia nella misura dell'80%. Ha 
sottolineato, in particolare, di essere stata costretta ad interrompere la 
sua attività lavorativa (per ragioni di  salute)  dal  1985 e che senza il 
danno alla salute "sarei forse ancora a lavorare" (doc. TAF 1)

H.b Il 16 novembre 2007, l'autorità inferiore ha trasmesso il ricorso al 
Tribunale amministrativo federale per competenza.

I.
Nella  risposta  al  ricorso del  22  gennaio  2008,  l'autorità  inferiore  ha 
proposto la reiezione del gravame. Ha constatato che l'assicurata non 
ha esibito alcun nuovo documento medico, di modo che in tale ambito 
non si giustifica un diverso apprezzamento rispetto a quello effettuato 
dagli specialisti del proprio servizio medico (doc. 41 e 43). L'UAIE ha 
poi  segnalato,  fra  l'altro,  d'avere  determinato  in  10  ore  settimanali 
l'attività  lucrativa  dell'assicurata  e  in  32  ore  settimanali  quella  di 
casalinga. Dal calcolo discende un grado d'invalidità del 40% (doc. 45) 
a partire dal 1° settembre 2006. L'autorità inferiore ha infine precisato 
che  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  non  è  vincolata  dal  fatto 
che  l'insorgente  è  al  beneficio  di  una  pensione  d'invalidità  nel  suo 
Paese (doc. TAF 3).

J.
Il  28 gennaio 2008, il  Tribunale amministrativo federale ha concesso 
alla  ricorrente  la  facoltà  di  pronunciarsi  in  merito  alle  osservazioni 
dell'autorità  inferiore  (doc. TAF 4),  facoltà  di  cui  l'insorgente  non ha 
fatto uso.

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K.
Con  decisione  incidentale  del  13  marzo  2008,  questo  Tribunale  ha 
invitato  la  ricorrente  a  versare,  nel  termine  di  30  giorni  dalla 
notificazione  della  decisione  incidentale  medesima,  un  anticipo  di 
fr. 300.-- a copertura delle presumibili  spese processuali. Il  15 aprile 
2008, la ricorrente ha versato l'importo di fr. 288.-- (doc. TAF 5 e 6).

L.
Con scritto del 7 marzo 2009, l'insorgente ha chiesto informazioni sul 
suo caso (doc. TAF 7).

M.
Il 27 marzo 2009, questo Tribunale ha segnalato all'insorgente che le 
cause sono di  principio trattate secondo la data del loro inoltro, che 
possono  essere  presi  in  considerazione  degli  altri  criteri  e  che  si 
sarebbe  fatto  il  possibile  alfine  di  pronunciare  la  sentenza  con  la 
dovuta ed auspicata celerità (doc. TAF 8).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b  della 
legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità 
(LAI, RS 831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA,  RS  172.021),  rese  dall'Ufficio  AI  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero ('UAIE).

1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 

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per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.4 Il  ricorso – presentato tempestivamente e rispettoso dei requisiti 
previsti dalla legge (art. 59 e 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto 
ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del 
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 

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del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante  (DTF  130  V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti).  Le 
disposizioni della 5a revisione della LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, 
non sono pertanto applicabili  nel  caso concreto  e di  seguito è fatto 
riferimento alle disposizioni in vigore fino al 31 dicembre 2007.

3.3 La ricorrente  ha presentato  la  richiesta  di  rendita  il  5  dicembre 
2005. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se 
l'assicurato si  annuncia più di  dodici  mesi  dopo l'inizio  del  diritto,  le 
prestazioni  sono  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la 
richiesta.  Nel  caso  di  specie,  questo  Tribunale  può  limitarsi  ad 
esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una rendita il 5 dicembre 
2004  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data e il  4 ottobre 
2007,  data  della  decisione  impugnata.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali esamina la decisione impugnata sulla base della situazione di 
fatto esistente al  momento in cui  essa è stata resa. Tiene conto dei 
fatti  verificatisi  dopo  tale  data  quando  essi  possano  imporsi  quali 
elementi  d'accertamento  retrospettivo  della  situazione  anteriore  alla 
decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid. 
1b).

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4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una 
rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere 
cumulativamente le seguenti condizioni:

• essere invalido ai  sensi  della LPGA e della LAI (art. 8  LPGA 
nonché art. 4, 28 e 29 cpv. 1 LAI);

• aver pagato i  contributi durante un anno intero (art. 36 cpv. 1 
LAI).

La ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalida ai 
sensi di legge.

5.

5.1 L'invalidità  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  è  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o 
infortunio  (art.  8  LPGA  e  4  cpv.  1  LAI).  Secondo  l'art.  7  LPGA,  è 
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in 
considerazione,  provocata da un danno alla  salute  fisica,  mentale  o 
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed 
alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso 
d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata,  possono  essere  prese  in 
considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o 
campo d'attività (art. 6 LPGA).

5.2 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI,  in  vigore  dal  1°  gennaio  2004, 
l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il 
40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà,  a tre 
quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  60% e  ad  una  rendita 
intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in vigore 
dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista dall'art. 28 
cpv. 1ter LAI, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 
50%,  ma  pari  almeno  al  40%,  sono  versate  solo  ad  assicurati  che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  segnatamente  quando  l'assicurato  è  cittadino 
dell'UE o svizzero e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e 

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sentenza del Tribunale federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 1 
e relativi riferimenti).

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  il  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  al  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno senza notevoli interruzioni, incapace 
al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La lettera a della citata 
norma  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato  ed  è  essenzialmente  irreversibile  e  suscettibile  di 
pregiudicare  la  capacità  di  guadagno  probabilmente  in  modo 
permanente,  in  una  misura  giustificante  il  riconoscimento  di  una 
rendita (sentenza del Tribunale federale I 146/02 del 5 agosto 2002). 
La  lettera  b se  lo  stato  di  salute è labile,  vale a dire  suscettibile  di 
evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 111 V 21 
consid. 2). Un danno alla salute tipicamente labile può essere reputato 
relativamente stabilizzato soltanto se la sua natura si è modificata a tal 
punto che si possa ammettere non essere verosimilmente suscettibile 
di  subire  modifiche  di  rilievo  in  un  futuro  presagibile  (sentenza  del 
Tribunale federale I 282/01 del 4 ottobre 2001; DTF 119 V 98 consid. 
4a).

5.4 Un'incapacità  al  lavoro  del  20%  deve  essere  presa  in 
considerazione  per  il  calcolo  dell'incapacità  al  lavoro  media  giusta 
l'art. 29  cpv.  1  lett.  b  LAI  (cfr.  nota  marginale  2020  della  Circolare 
sull'invalidità  e la  grande invalidità  nel  suo tenore applicabile  fino al 
31 dicembre  2007;  Jurisprudence  et  pratique  administrative  des 
autorités  d'exécution  de  l'AVS/AI  [Pratique  VSI]  1998  p. 126 
consid. 3c).

6.

6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 
110 V 273 e DTF 105 V 205). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per 
il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito 
che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido;  metodo  generale  del 

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raffronto  dei  redditi).  Se  non  è  possibile  determinare  o  stimare  in 
maniera  attendibile  i  due  redditi  di  cui  si  tratta,  si  deve procedere, 
ispirandosi al metodo specifico applicabile alle persone non esercitanti 
un'attività  lucrativa  (art.  27  dell'ordinanza  del  17  gennaio  1961 
sull'assicurazione per l'invalidità [OAI; RS 831.201]), al confronto delle 
attività  e  valutare  il  grado  d'invalidità  ritenendo  l'incidenza  della 
diminuita capacità di rendimento sulla situazione economica concreta 
(metodo  straordinario  di  graduazione;  v.  sentenza  del  Tribunale 
federale I 782/03 del 24 maggio 2006 consid. 2.3, DTF 128 V 29 e DTF 
104  V  135).  Peraltro,  l'invalidità  degli  assicurati  che  esercitano  solo 
parzialmente  un'attività  lucrativa  e  per  il  resto  sono  dediti  allo 
svolgimento delle  proprie  mansioni  va computata secondo il  metodo 
ordinario del raffronto dei redditi (art. 16 LPGA) per la parte di attività 
lucrativa,  mentre  in  merito  all'impedimento  a  svolgere  le  mansioni 
consuete l'invalidità  deve essere  valutata sulla  base di  un confronto 
delle attività – da attuare mediante un'inchiesta domiciliare (DTF 130 V 
97) – conformemente all'art. 27 OAI. In tal caso occorre determinare la 
parte rispettiva dell'attività lucrativa e quella del compimento degli altri 
lavori  abituali  e  calcolare  il  grado  d'invalidità  globale  in  funzione 
dell'impedimento nei due ambiti  in questione (metodo misto; cfr. DTF 
125 V 148 consid. 2; sentenze del Tribunale federale 9C_35/2007 del 4 
aprile  2008  consid.  2,  I  503/04  del  13  settembre  2006  consid.  2, 
nonché in particolare I 382/04 del 18 ottobre 2005 consid. 2 e I 540/02 
del 12 maggio 2004 consid. 2).

6.2 L'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  pertanto,  e  di 
principio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla 
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la  conseguente  incapacità  lavorativa.  L'invalidità  dell'assicurato  che 
non esercita un'attività lucrativa, ma svolge le mansioni consuete e dal 
quale non si può ragionevolmente esigere che intraprenda un'attività 
lucrativa,  è  determinata,  in  deroga  all'art.  16  LPGA,  in  funzione 
dell'incapacità di svolgere le mansioni consuete (art. 28 cpv. 2bis LAI; 
metodo specifico). L'art. 27 OAI precisa che per mansioni consuete di 
una persona senza attività lucrativa occupata nell'economia domestica 
s'intendono gli usuali lavori domestici, l'educazione dei figli nonché le 
attività artistiche e di pubblica utilità.

6.3 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico-giuridica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 
apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 

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ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2 e DTF 114 V 310 consid. 3c).

7.

7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di 
assicurazioni  sociali  (art.  43  LPGA),  l'amministrazione  deve 
intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le 
informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia 
allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 
V 282 consid. 4a).

Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al 
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, 
di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una 
verosimiglianza preponderante,  e che ulteriori  misure probatorie non 
potrebbero  modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere 
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-
Kommentar, 2a ed., Zurigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del 
Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 
4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di 
essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht 
[SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).

7.2 In  virtù  degli  art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con 
l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 
(PCF, RS 273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i 
fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove 
necessarie  e  le  valuta  liberamente.  Secondo  giurisprudenza,  se  il 
giudice ritiene che i fatti non sono sufficientemente delucidati, può, di 
principio, sia rinviare la causa all'amministrazione per completamento 
dell'istruzione  che  procedere  lui  medesimo  a  tale  istruzione 
complementare.  Un  rinvio  all'amministrazione  che  ha  per  scopo  di 
completare  l'accertamento  dei  fatti  non  viola  né  i  principi  della 
semplicità e della celerità né il principio inquisitorio. In particolare, un 
siffatto  rinvio  appare  in  generale  siccome  giustificato  se 
l'amministrazione  ha  proceduto  ad  una  constatazione  dei  fatti 
sommaria nella speranza che in caso di ricorso sarebbe poi stato il 
tribunale ad effettuare i necessari accertamenti fattuali (sentenza del 
Tribunale  federale  9C_162/2007  del  3  aprile  2008  consid.  2.3  e 
relativi riferimenti).

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8.

8.1 In materia d'assicurazioni sociali, il giudice fonda la sua decisione, 
salvo disposizioni di legge contrarie, su fatti che, senza poter essere 
stabili  in modo irrefutabile, appaiono come i più verosimili,  ossia che 
presentano un grado di verosimiglianza preponderante. Non è pertanto 
sufficiente  che  un  fatto  possa  essere  considerato  come  un'ipotesi 
possibile (DTF 126 V 353 consid. 5b e relativi riferimenti).

8.2 La scelta di uno dei metodi di graduazione dell'invalidità (metodo 
generale del confronto dei redditi, metodo specifico o metodo misto) 
dipende dallo statuto attribuito al potenziale beneficiario della rendita. 
Se una persona sia da considerarsi appartenente all'una o all'altra di 
queste categorie si determina esaminando cosa essa avrebbe fatto, 
ritenute altrimenti le medesime circostanze, se non fosse subentrato 
il  pregiudizio  alla  salute.  Questo  quesito  si  decide  tenendo  conto 
dell'evoluzione  della  situazione  sino  all'emanazione  della  decisione 
amministrativa  litigiosa,  ritenuto  che  l'ipotetica  ripresa  di  un'attività 
lucrativa  completa  o  parziale  va  ammessa  ove  tale  eventualità 
presenti un grado di verosimiglianza preponderante (DTF 125 V 150 
consid. 2c)

9.
Nel  caso  di  specie,  va  innanzitutto  esaminato  se  a  giusto  titolo 
l'autorità inferiore ha considerato che il diritto ad una rendita a favore 
dell'insorgente poteva nascere al più presto il 1° settembre 2006.

9.1 Dalla  documentazione medica agli  atti  emerge che la  ricorrente 
soffre  segnatamente  di  stato  dopo  frattura  di  L1,  trattata  con 
osteosintesi D12 a L3 (settembre 2005), e disturbo bipolare.

9.2 Si  tratta  di  affezioni  di  carattere  labile,  ossia  suscettibili  di 
migliorare o di peggiorare. Ne discende che, in mancanza di uno stato 
di salute sufficientemente stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera 
dell'art. 29 cpv. 1 LAI,  per cui  può entrare in  considerazione solo la 
seconda lettera della citata norma legale, la quale prevede un termine 
di attesa di un anno. Pertanto, la ricorrente può pretendere una rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media di almeno il 40% durante un anno.

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9.3 Pertanto, e  per quanto emerge dalle  carte processuali,  l'autorità 
inferiore ha correttamente considerato che per la ricorrente un diritto 
ad una rendita poteva sorgere al più presto il 1° settembre 2006.

10.
Nella fattispecie in esame, controverso è, in primo luogo e perlomeno 
implicitamente,  la  suddivisione  dell'impegno  lavorativo  totale  tra 
l'attività  lucrativa  a  tempo  parziale  (10  ore  settimanali  secondo 
l'autorità inferiore) e l'attività di casalinga (32 ore settimanali secondo 
l'istanza precedente).

10.1 Per  determinare  le  ore  settimanali  che  la  ricorrente  avrebbe 
destinato  ad  un'attività  lavorativa  qualora  fosse  stata  in  buone 
condizioni  di  salute,  l'UAIE  ha  fatto  riferimento  all'attività  esercitata 
dalla  medesima  nel  periodo  intercorrente  tra  novembre  del  2004  e 
febbraio del 2005, prima della caduta da un'altezza di  due metri  nel 
settembre  del  2005.  Tuttavia,  determinante  in  tale  ottica  non  è 
unicamente l'ultima attività che l'insorgente ha svolto prima della citata 
caduta, tanto meno allorquando detta attività è stata esercitata per soli 
tre mesi. Per contro, è decisiva la natura dell'attività che la ricorrente 
avrebbe  esplicato  qualora  fosse  stata  in  buone  condizioni.  Si  deve 
segnatamente esaminare se l'insorgente, da sana, avrebbe consacrato 
l'essenziale  della  sua  attività  all'economia  domestica  o  a 
un'occupazione  lucrativa,  questo  alla  luce  della  sua  situazione 
personale, famigliare, sociale e finanziaria (cfr. sentenza del Tribunale 
federale I 382/04 del 18 ottobre 2005 e DTF 117 V 195). Inoltre, per 
determinare il  campo d'attività che avrebbe occupato l'assicurata, se 
avesse goduto di  buona salute, si deve tenere conto della necessità 
finanziaria di riprendere o estendere un lavoro, dell'età, delle eventuali 
cure da prestare ai figli, delle sue qualifiche professionali e delle sue 
attitudini, ritenuto come nessuno di questi elementi abbia priorità sugli 
altri (DTF 125 V 150 consid. 2c). Questo Tribunale rileva che dagli atti 
di causa emerge che la ricorrente ha sempre lavorato sin dal 1976. Il 
formulario  concernente  la  carriera  lavorativa dell'insorgente  (peraltro 
redatto  in  modo  approssimativo  riguardo  ai  periodi  di  attività)  non 
comporta comunque alcuna indicazione in merito all'orario giornaliero 
di lavoro (doc. 4). In siffatte circostanze, a torto l'autorità inferiore non 
ha  ritenuto  di  dovere  procedere  d'ufficio  ai  necessari  ulteriori 
accertamenti. La ricorrente ha altresì allegato, in sede ricorsuale, pur 
in modo impreciso, che senza il danno alla salute avrebbe continuato a 
lavorare. Non ha però indicato in che misura si sarebbe dedicata ad 

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un'attività lucrativa qualora fosse stata sana. In  assenza di sufficienti 
ragguagli  sulla  situazione personale,  famigliare,  sociale e finanziaria 
dell'assicurata non è possibile,  sulla base dell'incarto, stabilire con il 
necessario grado di verosimiglianza valido nelle assicurazioni sociali, 
se,  da  sana,  l'assicurata,  al  momento  decisivo  del  provvedimento 
impugnato,  sarebbe  stata  attiva,  fuori  casa,  per  sole  dieci  ore 
settimanali,  o  per  più  ore. Basti  ricordare  che tra  aprile  e  luglio  del 
2004  la  ricorrente  ha  lavorato  35  ore  settimanali  (doc. 12).  Già  per 
questo  motivo,  il  ricorso  va  parzialmente  accolto,  la  decisione 
impugnata va annullata e la causa va ritornata all'amministrazione per 
le relative indagini e per la successiva nuova determinazione del tasso 
d'invalidità.  Va  altresì  precisato  che  nell'eventualità  di  una  diversa 
suddivisione  dell'impegno  lavorativo  totale  tra  l'attività  lucrativa  a 
tempo  parziale  e  l'attività  di  casalinga,  l'UAIE  dovrà  aggiornare 
l'incarto  anche  dal  profilo  medico. In  effetti,  sulla  base  degli  atti  di 
causa al loro stato attuale non sussistono elementi per giudicare se la 
ricorrente, qualora da sana avesse consacrato più tempo ad un'attività 
lucrativa, avrebbe poi potuto dedicarvisi al 100% o meno.

11. Per  completezza,  giova  ancora  analizzare  se  l'esame  e  la 
determinazione  del  grado  d'invalidità  della  ricorrente  nell'attività  di 
casalinga siano stati effettuati correttamente dall'UAIE.

11.1 In merito all'impedimento a svolgere le mansioni consuete, nella 
fattispecie  quelle  di  casalinga,  l'invalidità  deve essere  valutata  sulla 
base  di  un  confronto  delle  attività  da  attuare  di  principio  mediante 
un'inchiesta  domiciliare  (DTF  130  V  97).  Nel  caso  concreto,  tale 
inchiesta  non è  stata esperita,  senza che l'UAIE abbia indicato una 
valida  ragione  per  giustificare  una  rinuncia  (o  il  ricorso  ad  altro 
strumento  idoneo),  tanto  meno  in  un  Paese  come  la  Francia  che 
dispone senz'altro di personale qualificato, affidabile e che può essere 
incaricato  a  tal  fine  (per  il  tramite  della  competente  istituzione 
francese).  Siffatta  indagine  domiciliare  è  peraltro,  e  di  principio, 
primordiale – e quella medica di massima insufficiente ad essa sola – 
per la determinazione dell'incapacità a svolgere le consuete mansioni 
nei  casi  in  cui  l'incapacità  si  fonda  principalmente,  come  nella 
fattispecie,  su  problemi  fisici  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale 
9C_784/2008 del 6 novembre 2008 consid. 4.2.1 e relativi riferimenti, 
tra  cui  segnatamente  il  consid.  5.2.1  della  sentenza  del  Tribunale 
federale I 246/05 del 30 ottobre 2007 non pubblicato in DTF 134 V 9). 
Va  peraltro  precisato  che  in  casi  come  quello  in  esame  non  è 

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ipotizzabile una valutazione della capacità della ricorrente a svolgere 
le  abituali  mansioni  di  casalinga  sulla  sola  base  del  generico 
formulario  per  gli  assicurati  occupati  nell'economia  domestica, 
compilato  dalla  ricorrente  medesima  (doc.  13),  che  non  risponde 
minimamente alle  esigenze di  un corretto  accertamento dei  fatti  per 
persona  attiva,  parzialmente,  sia  in  un'attività  lucrativa  sia  nelle 
consuete mansioni di casalinga.

11.2 La  giurisprudenza  ha  altresì  ammesso  che  va tenuto  conto  di 
interazioni  nell'ambito  della  valutazione  dell'invalidità  secondo  il 
metodo misto (DTF 134 V 9). Un'eventuale ridotta capacità lavorativa 
nell'ambito  professionale  o  nell'ambito  dell'adempimento  delle 
mansioni  consuete  in  seguito  a  maggiori  sforzi  compiuti  nell'altro 
settore  d'attività  è  da  prendere  in  considerazione  a  determinate 
condizioni. Quanto al fattore di ponderazione discusso nella sentenza 
DTF 134 V 9 (cfr. consid. 7.3.6), la giurisprudenza l'ha limitato ad un 
massimo del 15%. L'autorità inferiore, una volta esperite le necessarie 
indagini,  dovrà  pronunciarsi  pure  su  tale  problematica,  neppure 
affrontata nella decisione impugnata.

11.3 Per sovrabbondanza, occorre altresì osservare che è poco chiaro 
per quale ragione il dott. H._______ per tutte le consuete mansioni di 
casalinga da lui  indicate e ritenute  nell'apposito  formulario  (cfr. doc. 
43.2), abbia concluso ad un'incapacità della ricorrente del 50%. Infatti, 
dal  momento che appare incontestato,  allo  stato attuale degli  atti  di 
causa, che la ricorrente non è più in grado di svolgere attività pesanti 
o  medio  pesanti,  che  secondo  l'esperienza  generale  della  vita  e  il 
normale  andamento  delle  cose  la  casalinga  deve  pure  di  massima 
espletare  (oltre  a  quelle  leggere)  delle  mansioni  esclusivamente 
pesanti  e medio-pesanti,  dovrà essere opportunamente spiegato per 
quale  motivo  per  alcune  delle  attività  di  casalinga  riportate  nel 
menzionato formulario, in particolare quelle di  cui  al  punto 3 "pulizia 
dell'abitazione",  è  stata  ritenuta  un'incapacità  del  50% piuttosto  che 
del 100% (la ricorrente ha peraltro dichiarato di non potere effettuare 
le  pulizie  dell'abitazione;  cfr.  la  sua  risposta  alla  domanda  3  del 
questionario per gli assicurati occupati nell'economia domestica; doc. 
13).

12.
Quando  il  Tribunale  amministrativo  federale  annulla  una  decisione, 
esso può sostituirsi  all'autorità  inferiore  e giudicare direttamente nel 

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C-7838/2007

merito o rinviare la causa, con istruzioni vincolanti all'autorità inferiore 
per un nuovo giudizio (ULRICH  HÄFELIN  /  GEORG  MÜLLER  /  FELIX  UHLMANN, 
Allgemeines Verwaltungsrecht, 5a ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2006, n. 
1977 pag. 418). In particolare, esso si sostituirà all'autorità inferiore se 
gli atti sono completi e comunque sufficienti a statuire sull'applicazione 
del diritto federale (v. sentenza del Tribunale federale 9C_162/2007 del 
3 aprile 2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti; DTF 126 II 43 e DTF 125 
II  326).  Tale  non  è  il  caso  nella  presente  fattispecie  per  i  motivi 
precedentemente  indicati.  Gli  atti  di  causa  sono  pertanto  rinviati 
all'autorità inferiore affinché la stessa proceda, in tempi ragionevoli, a 
completare  l'accertamento  dei  fatti  determinanti  nel  senso 
precedentemente indicato (ai consid. 10 e 11) nonché a pronunciare 
una nuova decisione.

13.

13.1 Visto che il  ricorso è parzialmente accolto, non sono prelevate 
delle spese processuali (art. 63 PA). L'importo di fr. 288.--, versato il 
15 aprile 2008, è restituito alla ricorrente.

13.2 Ritenuto che l'insorgente non è rappresentata in questa sede e 
che non risulta che abbia dovuto sopportare delle spese indispensabili 
e relativamente elevate in relazione alla procedura di  ricorso, non si 
giustifica l'attribuzione di  spese ripetibili  (art. 64 PA in combinazione 
con gli art. 7 e segg. del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto, nel senso che la decisione impugnata 
del 4 ottobre 2007 è annullata e gli atti di causa sono rinviati all'UAIE 
affinché proceda al completamento dell'istruttoria ed alla pronuncia di 
una nuova decisione ai sensi dei considerandi.

2.
Non si prelevano spese processuali. L'importo di fr. 288.--, versato il 
15 aprile 2008, è restituito alla ricorrente.

3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (Raccomandata con avviso di ricevimento)
- autorità inferiore (n. di rif.)
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30  giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 
90 e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS  173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i 
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata e – se in possesso della parte – i documenti indicati come 
mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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