# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c71dfe47-d03f-5a00-b3e1-9aea23b8d475
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-09-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 25.09.1995 52.1995.423
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1995-423_1995-09-25.html

## Full Text

Incarto n.

  52.95.00423

  DP 167/95

  leo

  	
  Lugano

  25 settembre 1995

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Giovanna Roggero Will,

  quest'ultima in sostituzione del Giudice Bernasconi, impedito

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  28 giugno 1995 di

 

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  da: st. leg. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 7 giugno 1995 del Consiglio di Stato (n. 3133) che annulla la
  licenza edilizia 22 febbraio 1995 rilasciata dal municipio di __________ alla
  ricorrente per l'ampliamento dell'albergo __________ (part. n. __________,
  __________, __________, __________, __________, __________, __________ e
  __________ RFD);

  

 

 

viste le risposte:

-    6 luglio 1995 del Consiglio di
Stato;

-    12 luglio 1995 del municipio di
__________;

-    13 luglio 1995 della __________;

-    16 luglio 1995 del Dipartimento del
territorio;

 

 

preso
atto delle osservazioni 11 settembre 1995 della ricorrente;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Le società anonime
__________, __________, __________ e __________ sono proprietarie di un'ampia
superficie di terreno (part. n. __________, __________, __________, __________
e __________, __________, __________, __________ RFD), situata in località
__________ a __________. Su questi fondi, confinanti fra loro e formanti un
poligono irregolare, sorge il noto __________: un complesso alberghiero che
attualmente dispone di 57 camere e 107 posteggi.

Per il tramite della __________, il 20 ottobre 1994 le
predette società hanno chiesto al municipio di __________ il permesso di
ampliare l'albergo aggiungendovi una nuova ala, dotata di 66 camere. Alla
domanda di costruzione si è opposta la __________, proprietaria della vicina
part. n. __________ RFD, contestando l'opera dal profilo degli indici, del
diritto di passo pubblico gravanti i fondi dedotti in edificazione, delle
immissioni indotte dall'incremento del traffico veicolare e dell'inserimento nel
quadro del paesaggio.

 

 

                                  B.   Raccolto il preavviso
favorevole dell'autorità cantonale, il 22 febbraio 1995 il municipio di
__________ ha rilasciato la licenza richiesta, subordinandola alla condizione
di spostare il diritto di passo pubblico iscritto a carico dei fondi suddetti.

 

 

                                  C.   Con giudizio 7 giugno 1995
il Consiglio di Stato ha annullato la licenza, accogliendo il ricorso contro di
essa interposto dalla vicina opponente.

Dopo aver ritenuto inammissibile trasferire indici fra fondi
non confinanti, il Governo ha considerato lesiva del diritto la modifica del
tracciato del percorso pedonale disposta dal municipio a titolo di condizione
della licenza e senza ossequiare la procedura di modifica del PR.
Abbondanzialmente il Consiglio di Stato ha inoltre ritenuto che la licenza non
potesse essere accordata senza una preventiva verifica delle ripercussioni
ambientali ingenerate dall'aumento del traffico veicolare.

 

 

                                  D.   Contro il predetto giudizio
governativo la soccombente insorge davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendo il ripristino della licenza annullata.

In relazione al trasferimento di indici censurato dal
Consiglio di Stato, l'insorgente si richiama all'art. 38a LE, che consente di
trasferire quantità edificatorie fra fondi vicini appartenenti alla stessa zona
di utilizzazione del PR e connessi funzionalmente.

Per quel che concerne il passo pubblico, la ricorrente
ritiene invece che il Consiglio di Stato sia incorso in un eccesso di formalismo
esigendo una preventiva modifica del tracciato definito dal PR.

In conclusione, la __________ critica infine le
considerazioni sviluppate dalla precedente istanza con riferimento all'insufficiente
esame delle immissioni foniche derivanti dalla nuova costruzione.

 

 

                                  E.   All'accoglimento del ricorso
si oppongono il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni, e
l'opponente, che contesta partitamente le tesi dell'insorgente.

Il municipio di __________ sollecita invece il ripristino
della licenza annullata.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo, la legittimazione attiva dell'insorgente e la
tempestività dell'impugnativa sono pacificamente date (art. 21 LE, 43 e 46
PAmm).

Il ricorso è dunque ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   Data la natura delle
questioni poste a giudizio, l'impugnativa può essere evasa sulla base degli
atti, senza assumere ulteriori prove (art. 18 PAmm). Il sopralluogo, chiesto
dall'insorgente non appare invero atto a procurare a questo Tribunale la conoscenza
di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio.

 

 

                                   3.   3.1. Giusta l'art. 38a LE,
entrato in vigore il 15 marzo scorso, "quantità edificatorie appartenenti
ad un fondo possono essere trasferite su fondi vicini appartenenti alla stessa
zona di utilizzazione del PR e connessi funzionalmente se non risulta intralciata
la pianificazione e, in particolare, se non sono compromessi l'uso razionale
del territorio e un'edificazione armoniosa".

Con questa disposizione il legislatore cantonale ha inteso
facilitare il cosiddetto "trasferimento di indici", temperando le
esigenze poste dalla dottrina e dalla giurisprudenza in questa materia. La
dislocazione di quantità edificatorie è ora ammessa anche fra fondi non
confinanti, qualora risultino soddisfatte le altre condizioni poste dalla norma
in questione (cfr. rapporto della commissione speciale della pianificazione del
territorio del 10 gennaio 1995).

3.2. Contrariamente a
quanto assume il Consiglio di Stato, la controversa edificazione, oltre ad
adempiere le condizioni poste dall'art. 38a LE, non disattende nemmeno le
regole elaborate dalla dottrina e dalla giurisprudenza in tema di trasferimento
di indici (cfr. F. Huber, Die Aussnützungsziffer, Zürcher Schriften zum
öffentlichen Recht, pag. 80 seg.). Essa verrebbe infatti a sorgere su un
insieme di fondi confinanti fra loro e formanti un unico compartimento
territoriale, incluso nella stessa zona di PR (R3).

Il fatto che i fondi situati alle estremità opposte del
complesso non siano direttamente confinanti fra loro non osta al trasferimento
di indici. Da questo profilo, basta che i fondi frapposti siano coinvolti
nell'operazione.

Ne discende che il giudizio governativo, non può essere confermato
nella misura in cui subordina l'eventuale rilascio della licenza alla
condizione di unificare i fondi interessati o di iscrivere a RF adeguate
servitù di indice.

La questione relativa al trasferimento di indici non deve
tuttavia essere esaminata ulteriormente, perché il ricorso non può comunque
essere accolto per i motivi che seguono.

 

 

                                   4.   4.1. Per definizione, la licenza
edilizia è un atto amministrativo col quale l'autorità accerta che nessun
impedimento di diritto pubblico si oppone all'esecuzione dei lavori previsti
(art. 1 RLE; Scolari, Commentario della LE, ad art. 39 N. 3).

Determinante, per principio, è l'ordinamento giuridico
vigente al momento del suo rilascio.

4.2. In concreto, i fondi
dedotti in edificazione sono inclusi nella zona R3 del PR vigente. L'indice di
sfruttamento massimo applicabile a tale zona è pari a 0,3 (cfr. art. 27
cifra 2 lett. a NAPR).

Per edificazioni su grandi superfici può essere concesso un abbuono
di 0,1 (cfr. art. 17 NAPR).

Nell'ipotesi più favorevole alla ricorrente l'i.s. massimo è
quindi pari a 0,4.

Ora, la costruzione in esame determina un i.s. di 0,439:
misura, questa, che, superando abbondantemente il limite predetto, implica
necessariamente il rigetto della domanda di rilascio della licenza.

Vero è che il PR adottato dal consiglio comunale, pubblicato
e pendente per approvazione davanti al Consiglio di Stato, prevede di inserire
i fondi nella zona R, per la quale varrà un i.s. di 0,5 (cfr. art.
4.7.3.1. NAPR). Tale modifica non giova tuttavia alla ricorrente, perché il
nuovo PR, non essendo ancora stato approvato dal Consiglio di Stato, non è
applicabile.

Già per questo motivo, il ricorso non può quindi essere
accolto.

 

 

                                   5.   5.1. Secondo l'art. 5 della
legge sui percorsi pedonali ed i sentieri escursionistici (LCPS) del 9 febbraio
1994, i comuni designano nei loro PR i percorsi pedonali esistenti o previsti
che costituiscono la viabilità pedonale comunale. Vi sono segnatamente fissati
i percorsi pedonali che collegano i quartieri residenziali, i luoghi di lavoro
ed altri punti, che non occorre qui elencare. I piani dei percorsi pedonali, soggiunge
la norma in questione, sono approvati secondo la procedura prevista per i PR
comunali.

I percorsi pedonali vanno per principio sistemati e mantenuti
(art. 6 cpv. 1 lett. a LPS; RS 704). Possono essere soppressi, integralmente e
parzialmente, soltanto se adeguatamente sostituiti con percorsi o sentieri
nuovi (art. 7 cpv. 1 LPS; 19 LCPS). Qualora la sostituzione alteri in modo
apprezzabile la funzione o il tracciato del percorso pedonale, prima
di procedere all'intervento occorre modificare il PR (art. 20 cpv. 2 LCPS).

5.2. Il PR di __________
adottato dal consiglio comunale, ma non ancora approvato dal Consiglio di
Stato, ha fissato un percorso pedonale che collega via __________ con via
__________, passando in parte a cavallo del confine SW del fondo della
fondazione resistente ed in parte attraverso i fondi dedotti in edificazione.

Il controverso ampliamento verrebbe ad insistere sul predetto
percorso in corrispondenza del tratto che passa sul retro dell'albergo
__________. Pur non interrompendo completamente il percorso, non v'è dubbio che
la costruzione in esame renderebbe oltremodo disagevole il transito dei pedoni,
costretti ad attraversare la terrazza sovrastante la nuova entrata
dell'albergo.

Così com'è previsto, l'ampliamento non può essere autorizzato
perché contrasta con le previsioni del PR pendente per approvazione davanti al
Consiglio di Stato (cfr. art. 66 LALPT).

Al fine di eliminare questo contrasto con il PR in itinere,
la ricorrente, d'intesa con l'autorità comunale, ha previsto di modificare il
tracciato del sentiero, spostandolo verso S, lungo il confine fra le part. n.
__________ e __________ RFD.

Lo spostamento, contrariamente a quanto assume l'insorgente,
è rilevante. Non solo perché concerne un tratto di circa 200 m che verrebbe
dislocato verso S di circa 50 m, ma anche perché tocca gli interessi del
proprietario della part. n. __________ RFD, a ridosso della quale il sentiero
verrebbe a passare.

Comportando un'alterazione apprezzabile del tracciato, lo spostamento
del percorso pedonale in esame, presuppone quindi un adeguamento del PR.

Anche da questo profilo, il ricorso non può pertanto essere accolto.

 

 

                                   6.   Il Consiglio di Stato ha
ritenuto che la licenza avversata fosse da annullare anche perché fondata su
una carente verifica dell'ossequio della legislazione vigente in materia di
protezione dell'ambiente.

Le considerazioni svolte dalla precedente istanza meritano di
essere condivise.

Il carattere particolarmente tranquillo della zona e l'entità
dell'ampliamento, comportante il raddoppio delle camere (da 57 a 123) ed un
significativo aumento del numero dei posteggi (da 107 a 130), impongono
un'accurata verifica della conformità dell'intervento con le prescrizioni della
LPAmb e dell'OIF in particolare. Non basta a tal riguardo subordinare la
licenza alla generica condizione di rispettare l'art. 11 LPAmb. Di fronte
un'opposizione che revoca in dubbio il rispetto delle disposizioni della LPAmb
e dell'OIF in particolare, l'autorità cantonale non poteva prescindere da
un'indagine volta a stabilire sulla base dei prevedibili movimenti veicolari
indotti dalla nuova costruzione se siano date sufficienti garanzie che
l'impianto rispetti i limiti fissati dalle normative in questione.

Anche da questo profilo, la licenza non può quindi essere
ripristinata.

L'insufficiente accertamento della fattispecie che ha indotto
il Consiglio di Stato ad annullare il provvedimento non era di per sè di
gravità tale da esigere la ripetizione dell'intera procedura. Evidenti
considerazioni di proporzionalità esigevano, nelle circostanze concrete, un complemento
istruttorio da parte dello stesso Consiglio di Stato.

Considerato tuttavia che la licenza non può comunque essere
rilasciata prima dell'entrata in vigore del nuovo PR e del necessario
adeguamento del tracciato del percorso pedonale, nelle sue conclusioni la
decisione governativa impugnata resiste alle critiche della ricorrente.

 

Per il che, il ricorso va respinto.

 

 

                                   7.   La tassa di giustizia e le
ripetibili seguono la soccombenza.

 

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 21, 38a LE; 66 LALPT; 6 LPS; 19, 20 LPCS; 17, 27 cifra 2 NAPR di
__________; 3, 18, 28, 31, 60, 61 PAmm,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   Le spese e la tassa di
giustizia di fr. 1'000.-- sono a carico della ricorrente, che rifonderà fr.
1'500.-- alla fondazione resistente a titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario