# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 76e886a6-bc2d-5f7c-bb68-d2cfe4949047
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-03-04
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 04.03.2016 9.2015.154
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_007_9-2015-154_2016-03-04.html

## Full Text

Incarto n.

  9.2015.154

  	
  Lugano

  4 marzo 2016

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La giudice supplente della Camera di protezione del
  Tribunale d’appello

  
	
  Emanuela Epiney-Colombo

  
	
  giudice unica ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 LOG

  
						

 

	
  assistita dalla

  segretaria

  	
   

  Squillace

  

 

 

sedente per statuire nella causa che oppone

 

	
   

  	
  RE 1 

  patr. dall’ PR 1 

   

  

 

	
   

  	
  all’

  

 

	
   

  	
  Autorità regionale di protezione __________, 

  

 

	
   

  	
  per quanto riguarda le misure adottate a protezione del figlio PI 2

  

 

 

 

giudicando sul reclamo del 7 settembre 2015 presentato da RE 1 contro
la decisione emessa il 12 agosto 2015 dall'Autorità regionale di
protezione __________;

 

letti ed esaminati gli atti,

 

ritenuto

 

 

in fatto

                                  A.   Dal
matrimonio di PI 1 e RE 1, contratto il 1993, è nato PI 2 (2001). I coniugi,
comproprietari del fondo n. __________, si sono separati nel 2011, quando PI 1
si è trasferito a __________, mentre RE 1 ed PI 2 sono rimasti nella casa di __________.
PI 1 si è rivolto l'8 settembre 2011 al Bezirksgericht di __________ per chiedere
misure di protezione dell'unione coniugale. Con decisione 23 maggio 2012 il
giudice unico del Bezirksgericht di __________ ha omologato la convenzione
sottoscritta dai coniugi il 23 maggio 2012 per la regolamentazione della vita
separata, in base alla quale il figlio PI 2 era affidato alle cure della madre
per la durata della separazione, erano disciplinate le relazioni personali tra
il figlio e il padre, e quest'ultimo si impegnava a versare un contributo
mensile di fr. 1'000.- per PI 2 (doc. D prodotto con l'appello). L’autorità
regionale di protezione __________ (in seguito ARP __________) è intervenuta
nel 2014, su segnalazione 22 aprile 2014 dell'istituto scolastico frequentato
da PI 2, che dal febbraio 2014 non frequentava più le lezioni e rimaneva chiuso
in casa. Il primo atto formale del procedimento risale all'8 maggio 2014. Nel
frattempo PI 1 ha avviato il 19 giugno 2014 la causa di divorzio presso il
Bezirksgericht di __________.

 

                                         Dopo varie
vicissitudini e decisioni, che non occorre qui menzionare, con decisione del 24
febbraio 2015 l'ARP __________ ha provvisoriamente privato RE 1 della custodia del figlio e
ha collocato provvisoriamente PI 2 al Centro __________, disciplinandone le
modalità. PI 2 si è allontanato dal __________ il 12 marzo 2015 e si è recato
dalla madre, che è partita con lui per l'__________ per visitare un parente
senza avvertire il __________ e l'ARP __________. Nel corso di un sopralluogo
presso l'abitazione di RE 1, la Polizia cantonale ha costatato una situazione abitativa
di grave disagio e degrado, illustrata in un rapporto del 20 marzo 2015
corredato da fotografie dei locali abitativi.

 

                                  B.   L'ARP __________
ha sentito RE 1 e PI 1 più volte e ha disposto vari accertamenti sulla
situazione di PI 2, acquisendo agli atti del procedimento le perizie sulle
capacità genitoriali e il rapporto del Centro __________, che ha trasmesso in
copia al Bezirksgericht __________ il 2 luglio 2015, unitamente al proprio verbale
del 1° luglio 2015 (fascicolo corrispondenza).

 

                                  C.   Con
decisione 12 agosto 2015 l'Autorità regionale di protezione __________ ha disposto
diverse misure di protezione per PI 2, con la privazione provvisoria della
custodia de figlio per entrambi i genitori, il collocamento di PI 2 in adeguato
istituto fino alla fine dell'anno scolastico 2015-2016, la regolamentazione
delle relazioni personali con entrambi i genitori e l'assegnazione all'Ufficio
dell'aiuto e della protezione in __________ di un mandato di sorveglianza del
collocamento.

 

                                  D.   Il reclamo interposto il 3 settembre 2015 da PI 1 contro la citata decisione
dell'ARP __________ è stato stralciato dai ruoli per mancato pagamento dell'anticipo
delle spese con decisione emanata il 21 ottobre 2015 dal Presidente della
Camera (inc. 9.2015.152).

 

                                  E.   RE 1 è
insorta contro la citata decisione con reclamo 7 settembre 2015, con il quale,
previa ammissione al beneficio dell'assistenza giudiziaria, contesta la
competenza dell'ARP __________ a emanare misure di protezione del minore in
quanto era pendente una causa di divorzio presso il Bezirksgericht __________ e
non erano dati i presupposti dell'art. 315a cpv. 3 cifra 2 CC né quelli per un
intervento immediatamente necessario.

 

                                  F.   Nelle
osservazioni del 16 settembre 2015 l'ARP __________ rileva che la procedura di
misure di protezione del minore aveva preso avvio prima dell'introduzione della
causa di divorzio e che il giudice del divorzio era stato interpellato più
volte, senza ottenerne riscontro. Sulla domanda di gratuito patrocinio l'ARP __________
osserva che la reclamante e il marito sono comproprietari di un immobile.

 

                                  G.   Con
replica 5 novembre 2015 la reclamante ribadisce l'incompetenza dell'ARP __________
e rileva che la causa di stato è pendente dal 19 giugno 2014, motivo per cui
l'ARP __________ doveva segnalare al giudice del divorzio l'esistenza della
procedura di protezione del minore e coordinare le misure di protezione con il
giudice del divorzio. Solo quest'ultimo è infatti competente per modificare le
misure di protezione dell'unione coniugale adottate a suo tempo e l'ARP __________
non era dunque competente quando ha emanato la decisione 12 agosto 2015 per il
collocamento di PI 2. La reclamante precisa e aggiorna inoltre la sua
situazione finanziaria, che non le permette di sopportare le spese giudiziarie.
L'immobile di cui è comproprietaria è infatti pignorato ed essa non ha redditi.

 

                                  H.   L'ARP __________
ha rinunciato a presentare una duplica con scritto dell'11 novembre 2015.
L'avv. PR 1 ha comunicato l'11 dicembre 2015 di non più rappresentare la reclamante.

                                         Nel corso
della procedura di reclamo l'ARP __________ ha poi emanato il 16 dicembre 2015
una decisione ordinatoria e misure cautelari relative al diritto di visita per
le feste natalizie. Il 24 febbraio 2016 l'ARP __________ ha regolato le relazioni
personali dei genitori con PI 2 durante le vacanze scolastiche di Pasqua.

 

Considerato

 

in diritto

                                   1.   Le
decisioni delle Autorità regionali di protezione concernenti maggiorenni e minorenni
sono impugnabili mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale
d'appello, che decide nella composizione di un giudice unico (art. 450 CC in
relazione agli art. 314 cpv. 1 CC e 440 cpv. 3 CC, art. 2 cpv. 2 della Legge
sull'organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e
dell'adulto LPMA, art. 48 lett. f n. 7 LOG). Riguardo alla procedura
applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CPC, occorre
riferirsi, in via sussidiaria, alla Legge sulla procedura amministrativa, in
particolare alle norme concernenti le azioni connesse con il diritto civile di
competenza dell'autorità amministrativa (art. 99 LPAmm) e in via ancor più
sussidiaria, alle disposizioni del diritto processuale civile (CPC; v. art.
450f CC).

 

                                   2.   Nella
decisione 12 agosto 2015 impugnata con reclamo, l'ARP __________ ha deciso di
privare provvisoriamente entrambi i genitori della custodia del figlio, ha
ordinato il collocamento di PI 2 in un istituto adeguato sino alla fine
dell'anno scolastico 2015-2016, ha regolato le relazioni personali dei genitori
con PI 2 e ha dato all'Ufficio dell'aiuto e della protezione in __________ il
mandato di sorvegliare il collocamento.

 

                                   3.   RE 1
impugna con il reclamo del 7 settembre 2015 tutti i dispositivi della decisione
12 agosto 2015 e chiede la sua ammissione al gratuito patrocinio. La reclamante
contesta la competenza dell'ARP __________ ad emanare decisioni in merito a PI
2, in quanto è già pendente una causa di divorzio davanti al Tribunale
distrettuale (Bezirksgericht) di __________ e non sono dati i presupposti dell'art.
315a cpv. 3 cifra 2 CC. Le misure decise il 12 agosto 2015, prosegue la
reclamante, non erano immediatamente necessarie, poiché dopo il decreto provvisionale
del 24 febbraio 2015 l'ARP __________ avrebbe dovuto trasmettere gli atti al
Tribunale distrettuale di __________, solo competente. Ritiene pertanto che vi
sia stata un'errata valutazione della propria competenza da parte dell'ARP __________.
A sostegno della propria domanda di ammissione al gratuito patrocinio, la
reclamante afferma di non avere reddito né sostanza sufficiente per le spese
giudiziarie e di patrocinio. Nella replica, poi, la reclamante ha ribadito le
censure sull'incompetenza dell'ARP __________, rimproverando all'autorità di
aver violato l'art. 315a CC e di aver modificato le misure di protezione dell'unione
coniugale senza averne la competenza.

 

                                   4.   Nel caso concreto si tratta quindi di stabilire se il 12 agosto 2015 la
competenza per emanare misure di protezione in favore di PI 2 spettava all'ARP __________
o al Bezirksgericht __________, presso il quale è pendente dal 2014 la causa di
divorzio tra i genitori del minore.

 

                                   5.   La
competenza per l’adozione di misure di protezione del figlio è disciplinata
dagli art. 315 e segg. CC. Ai sensi dell’art. 315 cpv. 1 CC, le misure per la
protezione del figlio sono ordinate dall’autorità di protezione dei minori del
domicilio del figlio. Giusta l’art. 315 CC, se è chiamato a decidere sulle
relazioni personali dei genitori con i figli, il giudice competente per il
divorzio o la tutela dell’unione coniugale prende anche le misure necessarie
per proteggere il figlio e ne affida l’esecuzione all’autorità di protezione
dei minori (cpv. 1); il giudice può anche adeguare alle nuove circostanze le
misure di protezione del figlio che sono già state prese (cpv. 2). Spetta
tuttavia all’autorità di protezione dei minori continuare una procedura di protezione
del figlio introdotta prima della procedura giudiziaria (cpv. 3, n. 1) oppure
ordinare le misure immediatamente necessarie alla protezione del figlio, quando
sia prevedibile che il giudice non possa prenderle tempestivamente (cpv. 3,
cifra 2). Secondo l’art. 315b CC, il giudice è competente
a modificare le misure giudiziarie relative all’attribuzione e alla protezione
del figlio: durante la procedura di divorzio (cpv. 1 n. 1); nella procedura di
modifica della sentenza di divorzio, secondo le norme disciplinanti il divorzio
(cpv. 1 n. 2); nella procedura di modifica delle misure a tutela dell’unione
coniugale (cpv. 1 n. 3). Negli altri casi la modifica delle misure giudiziarie
compete all’autorità di protezione dei minori (art. 315b cpv. 2 CC).

 

                       6.  Dagli atti del procedimento risulta che con decisione del 23 maggio
2012 il giudice unico del Bezirksgericht __________ ha statuito sull'istanza di
misure di protezione dell'unione coniugale presentata l'8 settembre 2011 da PI
1. Egli ha omologato la convenzione sottoscritta dai coniugi il 23 maggio 2012
per la regolamentazione della vita separata, ha affidato PI 2 alle cure della
madre per la durata della separazione, ha disciplinato le relazioni personali
tra padre e figlio e ha stabilito in fr. 1'000.- mensili il contributo dovuto
dal padre per PI 2 (doc. D). La procedura di misure di protezione dell'unione
coniugale è terminata con l'emanazione della citata decisione. Il 22 aprile
2014, quando è stata segnalata all'ARP __________ la situazione di disagio
scolastico in cui si trovava PI 2, non era più pendente presso il
Bezirksgericht __________ alcuna procedura di stato tra i genitori di PI 2. Non
è contestato, infatti, che la causa di divorzio è stata avviata solo il 19
giugno 2014. Nella sua lettera del 16 marzo 2015, infatti, il Bezirksgericht __________
ha comunicato all'ARP __________ che la causa di divorzio tra i genitori di PI
2 era pendente dal 19 giugno 2014 e che senza opposizione da parte dell'ARP __________
la ritenevano competente per le misure di protezione in favore di PI 2. Il
tribunale confederato ha quindi chiesto all'ARP __________ di istruire e
decidere ulteriori misure di protezione del minore, inviandole copia delle
decisioni e degli allegati al più presto. Ne è seguito uno scambio di
corrispondenza: il 28 aprile 2015 il Bezirksgericht __________ ha sollecitato
l'ARP __________ per ottenere l'invio della documentazione chiesta il 16 marzo
precedente, il 13 maggio 2015 l'ARP __________ ha inviato al Bezirksgericht __________
quanto richiesto il 28 aprile 2015, il 2 luglio 2015 l'ARP __________ ha
inviato al Bezirksgericht __________ le perizie sulle capacità genitoriali, il
rapporto del Centro __________ e il proprio verbale 1° aprile 2015, il 21
luglio 2015 l'ARP __________ ha chiesto al tribunale confederato di inviare
loro copia del verbale dell'udienza tenutasi l'8 luglio 2015, e il 7 settembre
2015 l'ARP __________ ha inviato al Bezirksgericht __________ copia della
decisione 12 agosto 2015 (fascicolo corrispondenza dell'incarto ARP __________).

 

                       7.  Si deve dunque concludere che a fine aprile 2014, quando l'ARP __________
è stata adita dall'istituto scolastico allora frequentato da PI 2 e ha avviato
il procedimento per le misure di protezione del minore, non era in corso una
procedura matrimoniale. L'emanazione di nuove misure di protezione del minore
era pertanto di competenza dell'autorità di protezione (BSK ZGB I, Breitschmid, n. 13 ad art. 315-315b). La
decisione 12 agosto 2015 è di conseguenza stata emanata dall'autorità
competente, vale a dire l'ARP __________. Quest'ultima ha poi conservato la
propria competenza anche dopo l'introduzione della causa di divorzio a __________
(CPra Matrimonial, Helle, n. 33 ad
art. 315a CC, n. 14 e 26 ad art. 315b CC). La censura della reclamante sulla
competenza dell'ARP __________ si rivela dunque infondata. Non regge all'esame
neppure la critica della reclamante sul mancato coordinamento con il giudice
del divorzio e alla mancata informazione di quest'ultimo da parte dell'ARP __________.
Come risulta dall'incarto, infatti, l'ARP __________ ha informato costantemente
il Bezirksgericht __________ sullo stato della procedura di protezione del
minore e gli ha inviato il 2 luglio 2015 le perizie sulle capacità genitoriali,
il rapporto del Centro __________, il proprio verbale 1° luglio 2015 e il 7
settembre 2015 ha spedito la decisione 12 agosto 2015. L'ARP __________ avrebbe
invero potuto adottare un modo di procedere più trasparente e diretto e notificare
in copia al giudice del divorzio ogni decisione sulle misure di protezione. A
ogni modo l'ARP __________ non è venuta meno all'obbligo di collaborazione con
il giudice del divorzio (BSK ZGB I, Breitschmid,
n. 6 ad art. 315-315b), poiché lo ha tenuto aggiornato sullo stato delle misure
di protezione del minore.

 

                                   8.   Giusta l'art. 307 cpv. 1 CC, se il bene del
figlio è minacciato e i genitori non vi rimediano o non sono in grado di
rimediarvi, l'autorità di protezione ordina le misure opportune per la
protezione del figlio.

                                         L'art.
310 cpv. 1 CC (privazione del diritto di determinare il luogo di dimora)
prevede che quando il figlio non possa essere altrimenti sottratto al pericolo,
l'autorità di protezione deve toglierlo alla custodia dei genitori, o dei terzi
presso cui si trova, e ricoverarlo convenientemente. Giusta il cpv. 2
l’Autorità di protezione, ad istanza di un genitore o del figlio, prende la
stessa misura nel caso in cui le relazioni siano così gravemente turbate che
non si possa più esigere ragionevolmente la convivenza ulteriore e, secondo le
circostanze, non si possa rimediare altrimenti.

                                         La
revoca della custodia è una misura nettamente più incisiva di quelle previste
agli articoli 307 e 308 CC e deve essere pronunciata solo se è rispettato il
principio di proporzionalità. L'autorità di protezione revoca la custodia
“quando il figlio non possa essere altrimenti sottratto al pericolo” (art. 310
cpv. 1 CC). Questa è l'espressione del principio di proporzionalità (CR CC I, Meier, art. 310 n. 2). Le misure che
permettono la conservazione della vita nel nucleo famigliare (“communauté
familiale”) devono di conseguenza rimanere prioritarie (CR CC I, Meier, art. 310 n. 14).

 

                                         Nell'accezione
di “pericolo” rientra tutto quanto è suscettibile di pregiudicare lo sviluppo
fisico, intellettuale e morale del figlio sotto l'autorità parentale dei genitori
(BSK ZGB I, Breitschmid, ad art. 310 CC n. 3; Hegnauer, Grundriss des Kindesrechts,
5ª ed. 1999, n. 27.36 pag. 214; Meier/Stettler, Droit de filiation, 5ª
ed. 2014, n. 1298 pag. 850; STF del 1° luglio 2002, inc. 5C.117/2002, consid. 3.1). Le cause della messa in pericolo sono
ininfluenti (circostanze oggettive, colpa del minore, dei genitori o dell’entourage
familiare): la misura non è una sanzione nei confronti dei genitori ma persegue
quale unico scopo la tutela del bene del minore (BSK ZGB I, Breitschmid, ad art. 310 CC n. 3, Meier/Stettler, Droit de filiation, n. 1296 pag. 850; STF del 21 giugno 2012, inc. 5A_335/2012, consid.
3.1; STF del 1° luglio 2002, inc.
5C.117/2002, consid. 3.1; STF del 12 marzo 2012, inc. 5A_701/2011, consid.
4.2.1).

 

Con la privazione della custodia parentale l'autorità
di protezione decide parimenti il collocamento del minorenne, che deve corrispondere
alla personalità e ai bisogni di quest'ultimo (Hegnauer,
op. cit., pag. 215 no. 27.41; sentenza CDP del 20 marzo 2014 , inc. 9.2013.266,
cons. 4; DTF 5A_858/2008 del 15 aprile 2009, cons. 4.1). Considerata la gravità
della misura, ma anche il rischio che una revoca inappropriata farebbe correre
al minore, la decisione di revoca della custodia deve in principio essere
preceduta da un rapporto o una perizia di un professionista (osservazione in
ambulatorio, affidamento in prova di breve durata, esame effettuato da un
gruppo interdisciplinare specializzato in protezione dei minori) (CR CC I , Meier, art. 310 n. 16).

 

                                   9.   Nel caso concreto,
la reclamante non indica per quale motivo la decisione dell'ARP __________ non
sarebbe corretta e al riguardo il reclamo è da considerare irricevibile. A ogni
modo, quand’anche si potesse entrare nel merito del reclamo, la decisione
emanata il 12 agosto 2015 sarebbe da confermare. Dall'istruttoria
è emerso che la reclamante si è isolata in casa per mesi con il figlio minorenne,
vivendo in una situazione di degrado ambientale e accumulando debiti ingenti,
senza provvedere alla scolarizzazione di PI 2 né al disbrigo delle normali
incombenze amministrative familiari. Madre e figlio vivevano in una situazione
di vero e proprio degrado ambientale, ampiamente illustrato dalle fotografie
allegate al rapporto 20 marzo 2015 della Polizia cantonale. Praticamente ogni
locale della casa d'abitazione, come anche il garage, era sporco e in
disordine, con vestiti e oggetti vari accatastati alla rinfusa "come una
discarica". Interrogata su questo aspetto, la reclamante aveva spiegato
all'udienza del 1° aprile 2015 che il disordine durava da anni "perché il
marito ha lasciato la casa così come è ora" (cfr. verbale). Se si
considera che la separazione dei coniugi è avvenuta nel 2011, si deve costatare
che madre e figlio vivevano da anni in una situazione di grave disagio, in
locali che la Polizia cantonale ha paragonato a "una discarica" (cfr.
le fotografie prodotte con il rapporto 20 marzo 2015 della Polizia cantonale).
Nel corso dell'istruttoria l'ARP __________ ha raccolto ampie prove sulla grave situazione di disagio in cui si
trovava PI 2: oltre al citato rapporto della Polizia cantonale, vi sono agli
atti il rapporto del Centro __________e le valutazioni sulle capacità genitoriali. Ha inoltre sentito in
varie occasioni entrambi i genitori di PI 2. In altre parole, ha emanato la
decisione 12 agosto 2015 dopo un'istruttoria conforme e ha adottato le misure
necessarie per proteggere il minore, che si trovava indubbiamente in una
situazione di pericolo.

 

                                10.   Accertata
la competenza dell'ARP __________ per l'emanazione della decisione 12 agosto
2015, non rimane che respingere il reclamo nella misura in cui è ricevibile. Per
quel che concerne le spese giudiziarie, la reclamante ha chiesto di essere
ammessa al beneficio del gratuito patrocinio e ha spiegato e documentato la
propria situazione finanziaria.

 

                                         Ai sensi
dell'art. 117 CPC, applicabile su rinvio dell'art. 13 LAG, ha diritto al gratuito
patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi necessari (lett. a), la cui domanda
non appaia priva di probabilità di successo.

 

                                         Nel caso
concreto, dalla documentazione prodotta dalla reclamante e da quanto noto a
questa Camera (cfr. incarto n. 9.2015.148) emerge una situazione patrimoniale e
finanziaria precaria. È ben vero, come rileva l'ARP __________, che la
reclamante e il marito sono comproprietari di una casa d'abitazione.
Dall'estratto 20 maggio 2015 del Registro fondiario definitivo di __________
emerge tuttavia che l'immobile era stato pignorato e che era gravato da
restrizioni della capacità di disporre. Dai verbali agli atti risultano
notevoli scoperti per la retta scolastica di PI 2 già nell'ottobre 2014 (fr.
27'060.-, verbale dell'8 ottobre 2014). La situazione debitoria della
reclamante appare in tutta la sua drammaticità nel rapporto 31 agosto 2015 di __________,
designata curatrice della reclamante (cfr. inc. 9.2015.148). Oltre al debito
ipotecario di fr. 187'425.- (pari al 50% del totale) la reclamante è debitrice
di fr. 54'873.65 e fr. 3'029.95 nei confronti della cassa malati __________ per
premi suoi e di PI 2 (cfr. il conteggio prodotto agli atti), di fr. 2'170.- nei
confronti del __________ per la retta
di PI 2. Essa non ha inoltre pagato la fattura del legale che la rappresentava
in precedenza (fr. 1'116.75) e deve al Comune di __________ fr. 8'033.80, pari
al 50% delle imposte comunali non pagate dai coniugi (stato al 27 agosto 2015).
L'estratto dal registro delle esecuzioni del 22 luglio 2015 indica 20
esecuzioni in corso per un totale di fr. 34'083.95. Dagli atti risulta quindi
che la reclamante non è in grado di far fronte alle spese processuali e di
patrocinio. È inoltre adempiuta anche la seconda condizione cumulativa
richiesta dall'art. 117 CPC. La questione della competenza dell'ARP __________
non poteva dirsi manifesta ed è stato necessario un approfondito esame
dell'incarto ARP __________ per chiarire le circostanze temporali delle
procedure giudiziarie in corso. Il reclamo non poteva dunque essere considerato
sprovvisto di probabilità di esito favorevole. La domanda di assistenza
giudiziaria presentata con il reclamo va quindi accolta, con l'esenzione dalle
spese processuali, mentre lo Stato provvederà alla retribuzione del legale della
reclamante.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il
reclamo di RE 1 contro la decisione 12 agosto 2015 dell'ARP __________ è
respinto nella misura in cui è ricevibile.

 

                                   2.   L'istanza
di ammissione al beneficio del gratuito patrocinio di RE 1 è accolta.

 

                                   3.   Non
si prelevano oneri processuali.

 

                                   4.   Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

  

                                         Comunicazione:

                                         - 

 

 

La giudice supplente                                         La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso
in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro
le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art.
95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72
segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è
ammissibile solo se il valore
litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non
raggiunge tale importo, il ricorso
in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.