# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 92de9bc9-3739-5170-b245-610571b05eed
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-03-25
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 25.03.2013 12.2011.110
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2011-110_2013-03-25.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2011.110

  	
  Lugano

  25 marzo 2013/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  Bozzini e Fiscalini

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente per statuire nella causa - inc. n. OA.2010.36
della Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna - promossa con petizione
18 marzo 2010 da

 

	
   

  	
  AO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1 

   AP 2 

  tutti rappr. da RA
  1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

con cui
l’attore ha chiesto da una parte la condanna dei convenuti in solido al
pagamento di fr. 12'645.45 oltre interessi al 5% dal 1° dicembre 2008 e spese
esecutive di fr. 326.40 nonché il rigetto in via definitiva dell’opposizione
interposta ai PE n. __________-01 e __________-02 dell’UEF di Locarno, e
dall’altra l’accertamento dell’inesistenza del debito di fr. 10'000.- di cui al
PE n. __________ dell’UEF di Locarno e il conseguente ordine all’UEF di
provvedere alla cancellazione dello stesso, domanda avversata dai convenuti che
hanno postulato la reiezione della petizione e in via riconvenzionale hanno
chiesto la condanna della controparte al pagamento di fr. 10'000.- oltre
interessi al 5% dal 23 ottobre 2008 nonché il rigetto in via definitiva
dell’opposizione interposta al PE n. __________ dell’UEF di Locarno; 

 

sulle
quali il Pretore si è pronunciato con decisione 13 maggio 2011, con cui ha accolto
la petizione, condannando da una parte i convenuti in solido al pagamento di
fr. 12'645.45 oltre interessi al 5% dal 1° dicembre 2008 e delle spese
esecutive con il conseguente rigetto in via definitiva dell’opposizione
interposta ai PE n. __________-01 e __________-02 dell’UEF di Locarno, e
dall’altra annullando l’esecuzione n. __________ dell’UEF di Locarno con la precisazione
che la sentenza cresciuta in giudicato costituiva valido titolo per ottenere la
cancellazione dell’esecuzione dall’UEF di Locarno, rispettivamente ha respinto
la domanda riconvenzionale;

 

appellanti
i convenuti con atto di appello 6 giugno 2011, con cui chiedono la riforma del
querelato giudizio nel senso di respingere la petizione e di accogliere la domanda
riconvenzionale, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre
l'attore con osservazioni 27 luglio 2011 postula la reiezione del gravame pure
con protesta di spese e ripetibili;

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   La
notte del 1° febbraio 2008 __________ è stato vittima di un’aggressione a __________,
con esito fatale. In relazione a questo fatto, l’indomani M__________ __________
è stato arrestato e nei suoi confronti è stato avviato un procedimento penale
per lesioni gravi, aggressione e rissa, poi esteso a omicidio intenzionale. 

                                      

 

                                   2.   Il
4 febbraio 2008 (doc. A) i genitori di M__________ __________, AP 1 e AP 2,
hanno conferito procura all’avv. AO 1 perché li rappresentasse nell’ambito
della procedura riguardante il figlio.

                                         Con
lettera 6 febbraio 2008 (doc. B) l’avv. AO 1, “ritenuta la vostra decisione
di far fronte ai costi legali di vostro figlio”, ha trasmesso loro, per la
necessaria sottoscrizione, un riconoscimento di debito per l’importo
preannunciato di fr. 25'000.- per il suo onorario, al quale occorreva poi
aggiungere l’IVA e le spese, precisando che “questo importo va considerato
un forfait per le mie prestazioni inerenti [la] procedura fino ed incluso il processo, salvo eventuali (ed
improbabili) imprevisti che dovessero aumentare considerevolmente la mole di
lavoro”.

                                         L’8
febbraio 2008 AP 1 e AP 2 hanno sottoscritto quel riconoscimento di debito
(doc. C), con il quale si dichiaravano “solidalmente debitori”
nei confronti dell’avv. AO 1 “dell’importo complessivo di fr. 25'000.- + IVA”
relativo all’onorario per il patrocinio penale del figlio e si impegnavano a “corrispondere
ratealmente questo importo secondo le richieste di acconto” formulate al
loro indirizzo dal legale. 

 

                                   3.   Con
scritto 27 giugno 2008 (doc. D) l’avv. AO 1, che nel frattempo aveva così assunto
il patrocinio di M__________ __________, ha comunicato a AP 1 e AP 2 che, una
volta ricevuto l’ulteriore acconto, avrebbe allestito, come da loro espressa
richiesta, la nota d’onorario a loro carico per le prestazioni svolte sino ad
allora e per il suo onorario futuro avrebbe chiesto la concessione del gratuito
patrocinio, ritenuto che il suo onorario sarebbe stato a loro carico fino a che
fosse stata inoltrata quella richiesta.

                                         Ricevuto
l’acconto, il 7 luglio 2008 (doc. E) egli ha emesso una nota d’onorario
intermedia di fr. 24'459.65 (di cui un onorario di fr. 21'800.- per 109 ore a
fr. 200.-) IVA e spese già incluse, con un saldo a suo favore di fr. 7'781.65,
che gli è stato versato.

                                         Con
lettera 29 agosto 2008 (doc. H) l’avv. AO 1 ha informato AP 1 e AP 2 che la domanda di assistenza giudiziaria era stata respinta “ciò significa che dovrete
continuare a sopportare le spese di patrocinio”, impegnandosi a tener “conto
della situazione, adottando per l’occasione una tariffa oraria inferiore a
quanto normalmente fatturo (fr. 200.- all’ora)” e preannunciando l’invio di
una nuova richiesta d’acconto.

                                         Il 7
ottobre 2008 (doc. I) l’avv. AO 1 ha proposto a AP 1 e AP 2 un onorario
forfetario di ulteriori fr. 30'000.- + IVA per la continuazione del patrocinio
fino alla fine del processo.

 

 

                                   4.   Il 22/24
ottobre 2008 (doc. M e V) l’avv. AO 1 ha rinunciato al mandato e il 18 novembre 2008 (doc. N) ha allestito all’indirizzo di AP 1 e AP 2 la sua nota finale
(doc. O) per il periodo successivo alla nota intermedia del 7 luglio 2008, che
concludeva per un importo di altri fr. 12'645.45 (di cui un onorario di fr. 11’124.-
per 61.8 ore a fr. 180.-) IVA e spese già incluse.

                                         Con
lettera 26 novembre 2008 (doc. P) AP 1 e AP 2, rilevando che il contratto
prevedeva un forfait di fr. 25'000.- + IVA, nel frattempo pagato, e che lo
stesso, che avrebbe dovuto comprendere anche il processo, si era concluso in
modo prematuro, hanno chiesto la restituzione di almeno fr. 10'000.-.

                                         Nel
seguito le parti, avendo mantenuto le rispettive posizioni, si sono
reciprocamente escusse: il 21 gennaio 2010 AP 1 ha fatto spiccare nei confronti dell’avv. AO 1 il PE n. __________ dell’UEF di Locarno per fr.
10'000.- oltre interessi al 5% dal 26 novembre 2008 (doc. S); il 28 gennaio
2010 l’avv. AO 1 ha a sua volta fatto spiccare nei confronti di AP 1 e AP 2 i
PE n. __________-01 e __________-02 del medesimo UEF per fr. 12'645.45 oltre
interessi al 5% dal 1° dicembre 2008 (doc. T e U). A tutti questi PE è stata
interposta opposizione.

 

 

                                   5.   Con
petizione 18 marzo 2010 l’avv. AO 1 ha convenuto in giudizio innanzi alla
Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna AP 1 e AP 2 chiedendo da una
parte la loro condanna in solido al pagamento di fr. 12'645.45 oltre interessi
al 5% dal 1° dicembre 2008 e spese esecutive di fr. 326.40 nonché il rigetto in
via definitiva dell’opposizione interposta ai PE n. __________-01 e __________-02
dell’UEF di Locarno, e dall’altra l’accertamento dell’inesistenza del debito di
fr. 10'000.- di cui al PE n. __________ dell’UEF di Locarno e il conseguente
ordine all’UEF di provvedere alla cancellazione dello stesso. Egli ha in
sostanza preteso il pagamento della sua nota finale, rilevando come in
considerazione della maggior mole di lavoro rispetto a quanto ipotizzato a suo
tempo (specialmente a seguito della necessità di sentire un’infinita serie di
testimoni e dell’esigenza di commissionare una perizia privata) la pattuizione
iniziale di un onorario forfetario fosse stata sostituita con un accordo a
remunerazione oraria; ed ha escluso il buon fondamento della pretesa per cui
era stato escusso, contestando di essere tenuto a rifondere ai convenuti parte
dell’onorario forfetario già incassato, credito quest’ultimo, oltretutto
prescritto, per il quale i convenuti difettavano della legittimazione attiva.

                                         

 

                                   6.   I
convenuti si sono opposti alla petizione e con domanda riconvenzionale 31
maggio 2010 hanno chiesto la condanna dell’attore al pagamento di fr. 10'000.-
oltre interessi al 5% dal 23 ottobre 2008 nonché il rigetto in via definitiva
dell’opposizione interposta al PE n. __________ dell’UEF di Locarno. Essi hanno
sollevato l’eccezione di carenza di legittimazione passiva, osservando che il
mandato di patrocinio penale conferito all’attore, che si erano per altro
impegnati a remunerare solo in ragione di un importo forfetario, vedeva come
parte contraente loro figlio. Hanno escluso che l’accordo di remunerazione
iniziale fosse decaduto. E hanno rimproverato alla controparte di non aver
saputo stimare correttamente il proprio prevedibile onorario, rispettivamente
di non averli informati di non ritenere più vincolante l’accordo di
remunerazione originario.

 

 

                                   7.   Il
Pretore, con la decisione 13 maggio 2011 qui impugnata, ha accolto la petizione
(dispositivo n. I.1), condannando da una parte i convenuti in solido al
pagamento di fr. 12'645.45 oltre interessi al 5% dal 1° dicembre 2008 e delle
spese esecutive (dispositivo n. I.2) con il conseguente rigetto in via
definitiva dell’opposizione interposta ai PE n. __________-01 e __________-02
dell’UEF di Locarno (dispositivi n. I.2§ e I.2§§), e dall’altra annullando
l’esecuzione n. __________ dell’UEF di Locarno (dispositivo n. I.3) con la
precisazione che la sentenza cresciuta in giudicato costituiva valido titolo
per ottenere la cancellazione dell’esecuzione dall’UEF di Locarno (dispositivo
n. I.3§), con accollo della tassa di giustizia di fr. 1'500.- e delle spese di
fr. 150.- ai convenuti in solido, pure tenuti in solido a rifondere alla
controparte fr. 2'500.- per ripetibili (dispositivo n. I.4); rispettivamente ha
respinto la domanda riconvenzionale (dispositivo n. II.1), caricando la tassa
di giustizia di fr. 900.- e le spese di fr. 150.- agli attori riconvenzionali
in solido, pure tenuti in solido a rifondere alla controparte fr. 1'500.- per
ripetibili (dispositivo n. II.2). Il giudice di prime cure ha dapprima disatteso
l’eccezione di carenza di legittimazione passiva, ritenendo che i convenuti si
erano a suo tempo assunti giusta l’art. 176 CO il debito per i costi di
patrocinio occasionati dal figlio. Egli, dopo aver escluso che l’attore potesse
essere reso responsabile per non aver saputo stimare correttamente il proprio
prevedibile onorario, rispettivamente per non averli informati di non ritenere
più vincolante l’accordo di remunerazione originario, ha quindi rilevato che la
pattuizione iniziale di un onorario forfetario era stata sottoposta a una
condizione risolutiva ai sensi dell’art. 154 CO e meglio all’eventualità che
non si fossero verificati gli improbabili “imprevisti che dovessero
aumentare considerevolmente la mole di lavoro”, che si era però verificata,
non avendo in effetti i convenuti contestato che l’attore avesse avuto una mole
di lavoro accresciuta rispetto a quanto da lui ipotizzato, da lui per altro
dimostrata; ciò che comportava la decadenza di quell’accordo e la possibilità
di fatturare in base al dispendio orario. Non essendo da una parte stato
contestato, ed essendo comunque dimostrato, che le prestazioni fatturate
dall’attore erano state svolte e avevano richiesto il tempo da lui indicato, e
ritenuto dall’altra ineccepibile l’ammontare della tariffa oraria di fr. 180.-
da lui applicata, eccepita tardivamente solo con le conclusioni e comunque
corretta, ha pertanto concluso che l’attore poteva pretendere il pagamento
della sua nota finale e che la pretesa dei convenuti volta alla restituzione di
parte dell’onorario forfetario a lui già versato era infondata.

 

 

                                   8.   Con
l’appello 6 giugno 2011 che qui ci occupa, avversato dall’attore con
osservazioni 27 luglio 2011, i convenuti chiedono di riformare il querelato giudizio
nel senso di respingere la petizione e di accogliere la domanda riconvenzionale,
con protesta di spese e ripetibili di entrambe le sedi. Essi ribadiscono
dapprima il buon fondamento dell’eccezione di carenza di legittimazione
passiva, evidenziando di non essersi mai impegnati a pagare l’onorario
forfetario in sostituzione del figlio ma solo in solido con lui, che era la
controparte contrattuale dell’attore nel mandato di patrocinio penale e
rimaneva con ciò l’unico debitore delle eventuali somme eccedenti quel forfait.
In ogni caso censurano l’assunto pretorile secondo cui la condizione risolutiva
contenuta nella pattuizione iniziale di un onorario forfetario si fosse realizzata,
non essendosi a loro dire verificati e neppure essendo stati provati quegli
imprevisti, ciò che escludeva la decadenza di quell’accordo, che continuava
così ad essere valido, senza che le parti si fossero poi accordate per una
remunerazione dell’attore in base al dispendio orario. In tali circostanze, quest’ultimo
non poteva pretendere il pagamento della sua nota finale ed anzi era tenuto a
restituire loro almeno 2/5 dell’onorario forfetario da lui già incassato.

 

 

                                   9.   Il
1° gennaio 2011 è entrato in vigore il nuovo codice di diritto processuale
civile svizzero (CPC; RS 272). Ritenuto che la procedura innanzi al Pretore è
stata avviata prima di quella data, la stessa, fino alla sua conclusione, resta
disciplinata dal diritto cantonale previgente (art. 404 cpv. 1 CPC) e meglio
dal codice di procedura civile ticinese (CPC/TI; RL 3.3.2.1). Non così invece
la procedura ricorsuale in rassegna, che, avendo preso avvio a seguito di una
decisione pretorile comunicata dopo quella data, è retta dalle nuove
disposizioni federali (art. 405 cpv. 1 CPC).

 

 

                                10.   Con
la prima censura d’appello i convenuti rimproverano al Pretore di aver
riconosciuto loro la legittimazione passiva nella presente vertenza. In
particolare essi rilevano di non essersi impegnati a pagare l’onorario
forfetario in sostituzione del figlio ma semmai solo in solido con lui e
osservano che quest’ultimo, in quanto unica controparte contrattuale
dell’attore nel mandato di patrocinio penale, rimaneva con ciò l’unico debitore
delle eventuali somme eccedenti quel forfait. La censura è infondata.

 

 

                              10.1   La
legittimazione delle parti al processo deve essere esaminata d’ufficio dal
giudice (DTF 126 III 59 consid. 1, 114 II 345 consid. 3d, 108 II 216 consid.
1). Questo principio vale tuttavia soltanto per l’applicazione del diritto e
non per le circostanze di fatto (Cocchi/Trezzini,
CPC-TI App., n. 339 ad art. 181, con richiamo a TF 6 luglio 2004 4C.198/2004 consid. 3.2 in: Droit du bail 2005 p. 13). La legittimazione passiva, ossia la posizione
della parte convenuta per rapporto al diritto fatto valere in causa nei suoi
confronti, non rappresenta un presupposto processuale ma è invece un elemento
del diritto sostanziale, che impone un giudizio di merito emanato dal giudice sulla
base dei fatti allegati dalle parti ed accertati. Determinare
la legittimazione passiva di una parte significa stabilire contro chi si deve
far valere in giudizio, in proprio nome, una determinata pretesa in qualità di
suo titolare (DTF 125 II 82 consid. 1a; TF 2 giugno 2003 5C.243/2002 consid. 2.3; II CCA 25 ottobre 2005, inc. n. 12.2005.137, 8 luglio 2011 inc. n.
12.2010.109 in: RtiD I-2012 21c p. 927). In tema di
azioni contrattuali, ossia di pretese derivanti dall’esistenza di un
determinato contratto, si ritiene che la legittimazione passiva sia data
qualora la parte convenuta sia parte del contratto in base al quale l’attore
procede (Cocchi/Trezzini, CPC-TI
App., m. 23 ad art. 181; II CCA 4 giugno 2007 inc. n. 12.2005.174, 11 gennaio
2008 inc. n. 12.2007.104, 7 febbraio 2008 inc. n. 12.2007.29, 28 agosto 2012
inc. n. 12.2010.221).

                                      

 

                              10.2   Nel
caso di specie è incontestabile che la petizione dell’attore poteva essere
promossa solo nei confronti dei convenuti, a cui andava di conseguenza
riconosciuta la legittimazione passiva, e non certo nei confronti del loro
figlio M__________ __________, l’unica altra persona che teoricamente poteva
entrare in linea di conto.

                                         A questo
proposito, si osserva che l’istruttoria ha permesso di accertare che il
diciannovenne M__________ __________, al momento dei fatti semplice apprendista
(cfr. doc. F e G), non era in grado di pagarsi personalmente un patrocinatore
nel procedimento penale e nemmeno poteva farselo pagare dalla collettività in
virtù dell’istituto dell’assistenza giudiziaria, essendo sino ad allora stato
mantenuto dai genitori (cfr. doc. D e G). Escluso che l’attore fornisse le sue
prestazioni a titolo gratuito, è chiaro che le stesse dovevano essere a carico
dei convenuti, gli unici in grado di poterle onorare: erano in effetti stati
questi ultimi a conferire all’attore il mandato di patrocinio, sottoscrivendo il
relativo atto di procura (cfr. doc. A), nel quale era tra l’altro indicato che
il mandante, ossia loro, si impegnava a corrispondere il suo onorario; ed erano
ancora loro, “ritenuta la [loro]
decisione di far fronte ai costi legali [del] figlio”, ad aver concordato con l’attore l’onorario forfetario di fr.
25'000.- + IVA, per il quale avrebbero poi sottoscritto il riconoscimento di
debito (cfr. doc. C) di cui si dirà, con la precisazione che “questo importo
va considerato un forfait per le mie prestazioni inerenti [la] procedura fino ed incluso il processo,
salvo eventuali (ed improbabili) imprevisti che dovessero aumentare
considerevolmente la mole di lavoro” (doc. B); ed
erano infine loro, come ribadito dalla controparte in tempi non sospetti e senza
che essi lo avessero negato, che avrebbero dovuto assumersi quell’onorario
fintanto che non fosse stata inoltrata la domanda di assistenza giudiziaria
(cfr. doc. D) e dopo che la stessa era stata respinta (cfr. doc. H e I).

                                         In sede
conclusionale (p. 6) i convenuti hanno del resto ammesso di aver instaurato con
l’attore un accordo per il pagamento dell’onorario a lui dovuto nell’ambito del
mandato di patrocinio penale avente per oggetto il loro figlio (cfr. doc. P).

                                         

 

                              10.3   Alla
luce di quanto precede, le censure sollevate in questa sede dai convenuti
devono essere disattese siccome infondate.

                                         Poco
importa innanzitutto sapere se essi si fossero impegnati a pagare l’onorario
forfetario in sostituzione del figlio, come ritenuto dal Pretore, oppure solo
in solido con lui, come da loro preteso con il gravame: in effetti, in entrambi
i casi essi potrebbero essere chiamati in causa dall’attore.

                                         Ma
soprattutto è escluso che l’onorario forfetario che essi si erano impegnati a
corrispondere fosse solo quello di fr. 25'000.- + IVA poi indicato nel riconoscimento
di debito di cui al doc. C, che in effetti costituiva una semplice garanzia del
credito tale da facilitarne l’incasso, con la conseguenza che un’eventuale eccedenza
doveva rimanere a carico del figlio. Come si è visto, essi si erano in realtà obbligati
a pagare tutti gli onorari del figlio (cfr. in particolare doc. A e B),
ritenuto poi che, non avendo costoro contestato a suo tempo il tenore del doc.
B, l’importo forfetario da loro dovuto non era solo quello di fr. 25'000.- +
IVA e spese, ma anche quello derivante dagli “eventuali (ed improbabili)
imprevisti che dovessero aumentare considerevolmente la mole di lavoro”, a
loro volta menzionati in quel documento, fermo restando che il senso di questa
aggiunta andrà esaminato in dettaglio nel prossimo considerando.

 

 

                                11.   Con
la seconda (ed ultima) censura d’appello i convenuti, preso atto che la
pattuizione iniziale di un onorario forfetario era stata sottoposta a una
condizione risolutiva, ritengono nondimeno che quella condizione non si era
però realizzata, non essendosi a loro dire verificati e neppure essendo stati
addotti e provati gli improbabili imprevisti allora menzionati.

 

                              11.1   In
questa sede i convenuti non rimettono invero in discussione, ritenendola anzi teoricamente
corretta, la conclusione pretorile secondo cui la pattuizione iniziale di un
onorario forfetario (doc. B) era stata sottoposta a una condizione risolutiva.
Trattandosi di una questione di diritto, la mancata impugnazione di questa tesi
non comporta tuttavia l'impossibilità per l'autorità di ricorso di riesaminarne
il benfondato, il giudice non essendo in effetti vincolato dalle tesi di
diritto - corrette o errate che siano - formulate dalle parti (art. 57 CPC; II
CCA 18 gennaio 2001 inc. n. 12.2000.204, 11 ottobre 2011 inc. n. 12.2009.136; Cocchi/Trezzini, CPC-TI, m. 5 e 6 ad
art. 86), tanto più che quell’argomento giuridico potrebbe essere sollevato
dalla parte interessata per la prima volta persino innanzi al Tribunale
federale (TF 23 settembre 2008 4A_86/2008 consid. 3.1 in: RtiD I-2009 42c pag
667).

 

 

                              11.2   Contrariamente
a quanto ritenuto dal Pretore, dal fatto che le parti abbiano concordato un
onorario forfetario di fr. 25'000.- + IVA e spese, con la precisazione che “questo
importo va considerato un forfait per le mie prestazioni inerenti [la] procedura fino ed incluso il processo,
salvo eventuali (ed improbabili) imprevisti che dovessero aumentare
considerevolmente la mole di lavoro” (doc. B), non
si può assolutamente ritenere che la pattuizione iniziale di un onorario
forfetario sia stata sottoposta a una condizione risolutiva ai sensi dell’art.
154 CO, nel senso che qualora si fossero verificati quegli imprevisti l’accordo
di remunerazione forfetaria sarebbe decaduto e l’attore sarebbe stato libero di
fatturare in base al suo dispendio orario. In realtà il senso di quell’aggiunta
era un altro. Nel caso in cui quegli imprevisti si fossero verificati, l’attore
avrebbe in effetti dovuto rispettare in ogni caso l’onorario forfetario concordato
a suo tempo, ma avrebbe pure avuto diritto ad un onorario supplementare nella
misura di quel suo maggior impegno. In altre parole, confermata l’esistenza di
un accordo con mercede forfetaria, il diritto all’onorario supplementare era stato
sottoposto a una condizione sospensiva giusta l’art. 151 CO, la cui eventuale
realizzazione verrà esaminata più avanti.

                                         

 

                                12.   Ritenuto
con ciò che l’accordo iniziale di un onorario forfetario non poteva essere
decaduto a dipendenza dell’eventuale esistenza degli imprevisti menzionati
nella pattuizione stessa, si tratta di stabilire se esso non si decaduto per
altri motivi, in particolare per il fatto, evocato dall’attore, che le parti si
sarebbero successivamente accordate per la fatturazione retroattiva in base al suo
dispendio orario. Non è sicuramente il caso. Innanzitutto non si vede proprio
per quale motivo l’accordo iniziale, che tra l’altro già prevedeva la
possibilità per l’attore di essere remunerato oltre il forfait in caso di
sopravvenienza di circostanze imprevedibili, dovesse essere modificato,
oltretutto solo a favore dell’attore. E in ogni caso quest’ultimo, gravato
dell’onere della prova, non è stato in grado di dimostrarlo. Nessun teste è
stato chiamato a confermare la circostanza. Nella corrispondenza intercorsa a
suo tempo (doc. D, H e I) l’attore non l’aveva del resto mai espressamente
menzionata, limitandosi a rammentare ai convenuti che avrebbero dovuto
continuare ad assumersi il suo onorario. Il solo fatto che nel giugno 2008 costoro
gli avessero chiesto di allestire la nota per le prestazioni svolte sino ad
allora chiedendo di poter beneficiare del gratuito patrocinio per il futuro
(cfr. doc. D) rispettivamente avessero poi pagato quella nota (doc. E) non
significa ancora che essi fossero d’accordo di ritenere superato l’accordo
iniziale e di accettare una sua retribuzione retroattiva in base al dispendio
orario, tanto più che quella nota, poco importa se quantificata in base a un
tale dispendio, ammontava a soli fr. 24'459.65, ad un importo cioè inferiore a
quello forfetario inizialmente concordato: in assenza di altre indicazioni,
essi, tenuti a versare all’attore gli acconti che avrebbe richiesto loro (doc.
A e C), potevano in effetti ritenere che quest’ultimo, oltre a ciò, non avrebbe
in futuro più fatturato altro, a meno che beninteso ricorressero i menzionati
improbabili imprevisti. E nemmeno il fatto che i convenuti non avessero
obiettato alla lettera 29 agosto 2008 (doc. H) con cui l’attore si impegnava ad
applicare “una tariffa oraria inferiore a quanto normalmente fatturo (fr.
200.- all’ora)” preannunciando l’invio di una nuova richiesta d’acconto,
modifica la situazione: a parte il fatto che da quello scritto neppure è dato a
sapere se quella modalità di fatturazione si sarebbe dovuta applicare
retroattivamente in sostituzione dell’accordo a forfait e non invece solo alle
eventuali prestazioni impreviste, si osserva che il mancato esplicito rifiuto
da parte dei convenuti debitori della proposta unilaterale di modifica di un
precedente accordo, oltretutto in senso a loro sfavorevole, non comporta ancora
una sua accettazione (art. 6 CO; Kramer/Schmidlin,
Berner Kommentar, n. 54 seg. ad art. 6 CO; TF 22 gennaio 2002 4C.304/2001 consid. 4b; II CCA 19 dicembre 1994 inc. n. 2349, 16 maggio 2011 inc. n. 12.2010.81), ciò
che non sarebbe dovuto sfuggire all’attore creditore, che, diversamente dalle
controparti, era un legale professionista. Analoghe considerazioni valgono per
il mancato riscontro alla lettera del 17 ottobre 2008 con cui l’attore aveva
proposto ai convenuti un onorario forfetario di ulteriori fr. 30'000.- + IVA
per continuare il patrocinio fino alla fine del processo (doc. I), che per
altro egli neppure pretende essere stato accettato. 

 

 

                                13.   Appurato
con ciò che l’accordo iniziale di un onorario forfetario non era decaduto né
era stato superato da ulteriori pattuizioni, ma continuava ad esplicare i suoi
effetti, le reciproche pretese delle parti possono essere evase come segue. 

 

 

                              13.1   La
pretesa dell’attore volta al pagamento della nota finale di fr. 12'645.45 può
senz’altro essere accolta. È in effetti per la prima volta solo in sede conclusionale
e con ciò irritualmente (art. 78 CPC/TI) che i convenuti avevano contestato che
si fossero a suo tempo avverati rispettivamente fossero stati provati in causa
gli improbabili imprevisti che in base all’accordo avrebbero permesso
all’attore di esporre una fatturazione supplementare in tale misura (imprevisti
che, per inciso, non corrispondono necessariamente alle prestazioni da lui svolte
tra l’8 luglio e il 4 novembre 2008 ed esposte nel doc. O, ma potevano altresì
essere già stati menzionati nell’ambito della fattura di cui al doc. E relativa
al periodo dal 4 febbraio al 7 luglio 2008). Per il resto, in questa sede essi
non rimettono più in discussione il fatto che quelle prestazioni impreviste erano
state svolte e avevano richiesto il tempo indicato dall’attore, rispettivamente
l’ammontare della tariffa oraria di fr. 180.- da lui applicata. Né infine
censurano la decorrenza degli interessi di mora.

 

 

                              13.2   Ma anche
la pretesa dei convenuti volta alla restituzione di fr. 10'000.- può essere
accolta. Pacifico che l’attore si fosse a suo tempo impegnato ad adempiere per
l’importo di fr. 25'000.- + IVA e spese l’intero mandato di patrocinio penale
di M__________ __________ “fino ed incluso il processo” (doc. B) e che,
dopo aver incassato fr. 24'459.65 comprensivi di IVA e delle spese, abbia in
seguito rimesso prematuramente il mandato nel bel mezzo della fase istruttoria
e ben prima del processo, è in effetti incontestabile che egli non possa
trattenere tutti quegli anticipi, ma debba essere tenuto a restituire la parte
di onorario forfetario non ancora maturata a quel momento. Ora, non essendo
stato chiarito come fosse stato a suo tempo calcolato l’importo forfetario di
fr. 25'000.-, non è ovviamente possibile stabilire con precisione nemmeno quale
percentuale di prestazioni fosse stata effettuata al momento della rinuncia al
mandato ed in particolare quanto dovesse poi “pesare” il patrocinio garantito durante
il processo: avendo l’attore tuttavia ammesso che già solo il processo avrebbe
comportato una presumibile settimana di lavoro (cfr. doc. I), a cui andava poi
aggiunto il tempo per la relativa preparazione pari ad almeno un’altra mezza
settimana, la conclusione dei convenuti secondo cui le prestazioni allora non
ancora svolte dall’attore potessero ammontare a circa il 2/5 del totale risulta
senz’altro condivisibile, il che giustifica l’auspicata restituzione di fr.
10'000.- oltre agli interessi al 5% dalla prima interpellazione, risalente al
26 novembre 2008 (doc. P); poco importa al proposito se l’attore, fatturando a
suo tempo fr. 24'459.65, nemmeno aveva preteso la totalità dell’onorario
forfetario concordato, che a suo dire, tenuto conto dell’IVA e delle spese,
avrebbe potuto essere di fr. 28'578.90. 

                                         In questa
sede l’attore non può infine prevalersi dell’eventuale intervenuta prescrizione
di quella pretesa: a parte il fatto che tale eccezione nemmeno può essere qui
esaminata, visto e considerato che l’attore non ha lamentato nella sua presa di
posizione il fatto che il Pretore non abbia ritenuto di esaminare l’eccezione
di prescrizione da lui sollevata in prima sede (cfr. II CCA 31 maggio 2000 inc.
n. 12.2000.48), non bastando in tal senso il semplice accenno al fatto che i
convenuti fossero “verosimilmente consapevoli della questione della prescrizione”
(osservazioni p. 9), si osserva in ogni caso che la pretesa dei convenuti volta
alla restituzione degli onorari non ancora maturati non sarebbe stata ritenuta prescritta,
la stessa essendo retta dalle norme contrattuali (visto che gli anticipi
versati erano inferiori a quanto dovuto in base all’accordo originario poi di
fatto disdetto; sul tema cfr. DTF 137 III 243 consid. 4.4.1 e 4.4.7; TF 3
dicembre 2012 4A_224/2012 consid. 5.2 e 5.3) e meglio dall’art. 127 CO e non da
quelle sull’indebito arricchimento (art. 67 CO).

 

 

                                14.   Alla
luce di quanto precede, la pretesa dell’attore volta al pagamento della nota
finale di fr. 12'645.45 e quella dei convenuti volta alla restituzione di fr.
10'000.- essendo fondate (in parte o totalmente) nei termini di cui si è detto,
la decisione pretorile dev’essere riformata nel senso che la petizione può
essere accolta solo parzialmente (dispositivo n. I.1), con la sola condanna dei
convenuti in solido al pagamento di fr. 12'645.45 oltre interessi al 5% dal 1°
dicembre 2008 e delle spese esecutive (dispositivo n. I.2) e il conseguente
rigetto in via definitiva dell’opposizione interposta ai PE n. __________-01 e __________-02
dell’UEF di Locarno (dispositivi n. I.2§ e I.2§§), senza che si possa più dar
seguito alla richiesta di annullamento dell’esecuzione n. __________ dell’UEF
di Locarno (dispositivo n. I.3 e I.3§); mentre che la domanda riconvenzionale può
essere accolta pure parzialmente (dispositivo n. II.1), con la condanna
dell’attore al pagamento di fr. 10'000.- oltre interessi al 5% solo dal 26
novembre 2008 (dispositivo n. II.1§) e il conseguente rigetto in via definitiva
dell’opposizione interposta al PE n. __________ dell’UEF di Locarno (dispositivo
n. II.1§§).

 

 

                                15.   Ne
discende che l’appello dei convenuti può essere parzialmente accolto come ai
considerandi che precedono, ritenuto che gli oneri processuali e le ripetibili
di entrambe le sedi seguono la rispettiva soccombenza delle parti (art. 106
CPC), fermo restando che in questa sede si è tenuto conto di un valore
litigioso di fr. 22'645.45 (fr. 12'645.45 + fr. 10'000.-) per l’azione
principale e di fr. 10'000.- per la domanda riconvenzionale.

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati l’art. 106 CPC e la TG

 

 

decide:

 

                                    I.   L’appello
6 giugno 2011 di AP 1 e AP 2 è parzialmente accolto. Di conseguenza la
decisione 13 maggio 2011 della Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna
è così riformata:

 

                                         I.      sull’azione principale

                                         1.     La
petizione è parzialmente accolta.

                                         2.     (invariato)

                                         §      (invariato)

                                         §§    (invariato)

                                         3.     (annullato)

                                         §      (annullato)

                                         4.     La tassa di giustizia di fr. 1’500.- e le
spese di fr. 150.-, da anticipare dall’attore, restano a suo carico per 9/20 e
per 11/20 sono a carico dei convenuti in solido, i quali, sempre in solido, rifonderanno
all’attore fr. 250.- per parti di ripetibili.

                                         

                                         II.      sulla domanda riconvenzionale

                                         1.     La
domanda riconvenzionale è parzialmente accolta.

                                         §      L’avv.
AO 1, __________, è condannato a pagare a AP 1 e AP 2, __________, la somma di
fr. 10’000.- oltre interessi al 5% dal 26 novembre 2008.

                                         §§    L’opposizione interposta al PE n. __________
dell’UEF di Locarno è rigettata in via definitiva.

                                         2.     La
tassa di giustizia di fr. 900.- e le spese di fr. 150.-, da anticipare dagli
attori riconvenzionali in solido, sono a carico del convenuto riconvenzionale, che
rifonderà loro complessivi fr. 1’500.- per ripetibili.

 

                                      

                                   II.   Gli
oneri processuali di complessivi fr. 1’000.- sono a carico degli appellanti in
solido per 2/5 e per 3/5 sono a carico dell’appellato, che rifonderà alle
controparti complessivamente fr. 400.- per parti di ripetibili di appello.

 

 

                                  III.   Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna

 

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
vicecancelliere

 

 

 

 

Rimedi
giuridici 

Nelle cause a carattere pecuniario con un valore
litigioso inferiore a fr. 30'000.- è dato ricorso in materia civile al
Tribunale federale,  1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del
testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se la controversia
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2
LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre
negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113,
117 LTF).  La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso
ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi
i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).