# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 916c0ff5-bfe3-5f57-99d8-d049945420a1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-02-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.02.2023 42.2023.4
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2023-4_2023-02-16.html

## Full Text

Incarto
  n.

  42.2023.4

   

  CL/gm

  	
  Lugano

  16 febbraio 2023   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Christiana
  Lepori, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 10
gennaio 2023 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del
  21 dicembre 2022 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di indennità perdita
  di guadagno (Corona)

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in
fatto

 

                          1.1.  Con decisione del 17 dicembre 2021 la
Cassa CO 1 (in seguito: Cassa) ha respinto le richieste di indennità perdita di
guadagno per il Coronavirus (in seguito: IPG Corona) presentate da RI 1 per il
periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021 (cfr. doc. 4 e 5).

 

                          1.2.  Contro la decisione del 17 dicembre
2021 RI 1 ha interposto un’opposizione datata 4 gennaio 2022 ed indirizzata
all’ “ufficio CONTRIBUTI PERSONALI AVS/AI/IPG” (cfr. all. a doc. 3).

 

                          1.3.  La
Cassa, con decisione su opposizione del 21 dicembre 2022, ha dichiarato
irricevibile, in quanto tardiva, l’opposizione datata 4 gennaio 2022 sulla base
delle seguenti motivazioni:

 

" (…)

3.   Nella
fattispecie, l’opposizione datata 4 gennaio 2022 è pervenuta alla Cassa al più
presto il 3 maggio 2022, quando con messaggio di posta elettronica l’opponente
ha sollecitato l’evasione del proprio gravame. Interpellato telefonicamente,
egli ha indicato di non essere in possesso di alcuna prova di invio
dell’opposizione anteriore a tale data, avendola inserita nella bucalettere
della Cassa. 

In
queste condizioni, la Cassa non può che considerare l’opposizione come inviata
più di 30 giorni dopo la notifica della decisione impugnata. L’opposizione è
quindi tardiva e, di conseguenza, irricevibile.” (cfr. doc. 2)

 

                          1.4.  Contro
la decisione su opposizione del 21 dicembre 2022, RI 1 ha inoltrato in data 10
gennaio 2023 (data della raccomandata) un ricorso (recante, invece, la data del
3 maggio 2022) al TCA, nel quale, con riferimento alla tempestività
dell’opposizione interposta contro la decisione del 17 dicembre 2021, ha fatto
valere quanto segue: 

 

"
(…) Dal 18 dicembre 2021 sono risultato positivo al covid con i sintomi
fino a metà del mese di gennaio e i documenti sono stati firmati e consegnati
presso la bucalettere CO 1 entro i 30 giorni dell’opposizione. Come confermato
alla domanda se i documenti presso l’CO 1 sono stati recapitati ho avuto
conferma che sono stati presi a carico ma destinati a un ufficio sbagliato ma
io ho ricopiato dalla lettera inviata.” (cfr. doc. I).

 

                          1.5.  Nella
sua risposta del 18 gennaio 2023, la Cassa ha postulato la reiezione del
ricorso, rimandato alla propria decisione su opposizione ed osservato che il
ricorrente “non apporta nuovi elementi suscettibili di modificare la
contestata decisione” (cfr. doc. III).

 

                          1.6.  Il 20
gennaio 2023, il TCA – oltre a trasmettere la risposta di causa al ricorrente -
ha assegnato alle parti, rimaste poi silenti, un termine di dieci giorni per
produrre eventuali altri mezzi di prova (cfr. doc. IV).

 

considerato                 in
diritto

 

                                  in
ordine

 

                          2.1.  La costante giurisprudenza federale ha stabilito
che è la decisione impugnata che costituisce il presupposto e il
contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. STF
9C_775/2019 del 26 maggio 2020 consid. 1.1.; STF 8C_722/2018 del 14 gennaio
2019 consid. 2.1.; STF 8C_784/2016 del 9 marzo 2017 consid. 3.1.; STF
8C_448/2016 del 6 dicembre 2016 consid. 2; STF 8C_360/2010 del 30 novembre 2010
consid. 1 e 2; DTF 131 V164; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V
51 consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p. 294).

 

Nella
presente fattispecie oggetto della decisione su opposizione del 28 ottobre 2022
è la tempestività, o meno, dell’opposizione presentata da RI 1 contro la
decisione del 17 dicembre 2021 (cfr. consid. 1.3.).

 

Ne
discende che ogni altra richiesta dell’insorgente – segnatamente tendente alla
concessione degli “aiuti previsti” – è, quindi, irricevibile.

                                  

                                  nel
merito

 

                          2.2.  Nel caso
concreto, il TCA è chiamato a stabilire se, a ragione, o meno, la Cassa ha
ritenuto tardiva l’opposizione interposta da RI 1 contro la decisione del 17
dicembre 2021, dichiarandola irricevibile.

 

                                  Ai
sensi dell'art. 52 cpv. 1 LPGA, applicabile in forza degli artt. 2 LPGA e 1
dell’Ordinanza COVID-19 perdita di
guadagno del 20 marzo 2020 [RS 830.31], le decisioni emesse in virtù
dell'art. 49 LPGA possono essere impugnate entro trenta giorni mediante
opposizione all'istanza che le ha notificate.

 

                                  Giusta l'art. 40 cpv. 1 LPGA il
termine legale non può essere prorogato.

                                  Secondo l'art. 39 cpv. 1 LPGA le
richieste scritte devono essere consegnate all'assicuratore oppure, a lui
indirizzate, a un ufficio postale svizzero o a una rappresentanza diplomatica o
consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno del termine.

 

                                  Se la parte si rivolge in tempo
utile a un assicuratore incompetente, si considera che il termine è stato
rispettato (cpv. 2).

 

                                  L'art. 38 cpv. 1 LPGA prevede che
se il termine è computato in giorni o in mesi e deve essere notificato alle
parti, inizia a decorrere il giorno dopo la notificazione. 

 

                                  Se l'ultimo giorno del termine è un
sabato, una domenica o un giorno festivo riconosciuto dal diritto federale o
cantonale, il termine scade il primo giorno feriale seguente. È determinante il
diritto del Cantone in cui ha domicilio o sede la parte o il suo rappresentante
(cpv. 3).

                                  I termini stabiliti dalla legge o
dall'autorità in giorni o in mesi non decorrono dal settimo giorno precedente
la Pasqua al settimo giorno successivo alla Pasqua incluso, dal 15 luglio al 15
agosto incluso, dal 18 dicembre al 2 gennaio incluso (cpv. 4).

 

                                  Il termine di ricorso in caso di
notifica della decisione durante la sospensione dei termini comincia a
decorrere il primo giorno dopo la scadenza della sospensione (cfr. DTF 131 V
305; STFA I 643/06 del 2 novembre 2006; Pratique VSI 1998 pag. 217, Mosimann,
in: Praktische Anwendungsfragen des ATSG, 2003, pagg. 130 segg.).

 

                                  Ai sensi dell’art. 38 cpv. 2bis
LPGA una comunicazione consegnata soltanto contro
firma del destinatario o di un'altra persona autorizzata a ritirarla è
considerata avvenuta il più tardi il settimo giorno dopo il primo infruttuoso
tentativo di recapito.

 

                                  Si tratta di una presunzione legale
del tutto indipendente dal termine di ritiro fissato dall’ufficio postale: la
scadenza di sette giorni è inderogabile (cfr. STF 8C_642/2018 del 19 settembre
2018; DTF 134 V 49 consid. 4; STF 8C_465/2014 dell’8 luglio 2014).

                                  Tale notificazione fittizia vale
anche nel caso di ordine di trattenuta della corrispondenza
presso l'ufficio postale, a maggior ragione laddove l’assicurato doveva
prevedere l’invio di atti giudiziari (cfr. STF 8C_399/2019 dell’8 gennaio 2020
consid. 4.1.; STF 8C_797/2018 del 29 novembre 2018; STF
8C_53/2017 del 2 marzo 2017; DTF 141 II 429; DTF 134 V 52; STF 8C_465/2014
dell’8 luglio 2014; STF 8C_89/2011 del 24 febbraio 2011). 

                                  Pertanto
chi si assenta, pendente una procedura, dal proprio domicilio, o dal luogo di
cui ha comunicato l'indirizzo alle Autorità, deve fare in modo che gli atti
connessi possano essergli agevolmente notificati, comunicando correttamente e
tempestivamente il suo nuovo recapito o comunque informando le stesse autorità
sul luogo dove può essere raggiunto, o ancora designando un rappresentante
abilitato ad agire in suo nome (cfr. STF 8C_53/2017 del 2 marzo 2017 consid.
4.2.; DTF 127 I 31 consid. 2; DTF 119 V 94 consid. 4b/aa; DTF 117 V 132
consid. 4a; DTF 116 Ia 92 consid. 2a; STFA H 61/00 del 9 agosto 2001). 

 

                                  L’invio si considera notificato il
settimo giorno del termine di giacenza, anche nel caso in cui non si tratti di
un giorno lavorativo (cfr. STF 9C_523/2018 del 3 settembre 2018; STF
9C_657/2008 del 9 dicembre 2008 consid. 1.1 e 2.2 e riferimenti ivi
menzionati).

                                  Secondo costante giurisprudenza
federale, affinché un atto possa essere ritenuto notificato, non è poi
necessario che il diretto interessato lo ritiri, a tal fine è sufficiente che
l’atto entri nella sua sfera d’azione (cfr. STF 9C_90/2015 del 2 giugno 2015
consid. 3.4.; DTF 122 I 139 consid. 1, pag. 142-144).

 

                                  Se il termine di ricorso è spirato,
il giudice non entra nel merito di un ricorso tardivo, per cui la decisione
contestata cresce in giudicato (cfr. STF 9C_523/2018 del 3 settembre 2018
consid. 1.1.; DTF 134 V 49 consid. 2; DTF 110 V 37 consid. 2;
Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2003, § 73 Nr. 9, pag. 479).

 

                          2.3.  Nella
presente evenienza RI 1 ha contestato il modo di procedere della Cassa che ha
ritenuto irricevibile, in quanto tardiva, la sua opposizione contro la
decisione del 17 dicembre 2021 (cfr. consid. 1.1., 1.3. e doc. 2). 

 

                                  In concreto, dagli atti, e meglio,
dal sistema di tracciamento degli invii della Posta, risulta che la decisione
della Cassa di venerdì 17 dicembre 2021 è stata spedita il giorno stesso
tramite posta Raccomandata e che il successivo lunedì 20 gennaio nella cassetta
delle lettere di RI 1 è stato depositato il relativo invito di ritiro, con
scadenza prevista per il 27 dicembre successivo. 

                                  Proprio il 27 dicembre 2021, il
ricorrente ha, poi, provveduto a ritirare la raccomandata (cfr. doc. 1).

 

                                  Con e-mail del 3 maggio 2022,
avente quale “oggetto” il “sollecito indennità di perdita guadagno
Corona 2021-2022” RI 1 ha comunicato alla Cassa quanto segue: 

 

" (…) vi allego il sollecito per
opposizione fatta il 04.01.22 per la vostra decisione presa il 17.12.2021
inerente alla richiesta per ipg 2021-2022.” (cfr. doc. 3)

 

                                  In
allegato, il ricorrente ha trasmesso:

 

-       
il documento “opposizione sulla decisione ipg 2021”, destinato
all’ “ufficio CONTRIBUTI PERSONALI AVS/AI/IPG”, datato 4 gennaio 2022,
non sottoscritto, nel quale, per quanto di interesse ai fini della presente
vertenza, fa valere quanto segue: 

 

" (…) dal 18 dicembre 2021 sono in
isolamento perché risultato positivo e con sintomi impossibilitando il mio
lavoro a domicilio e su richiesta come meccatronico. Appena mi riprendo da
questo virus versione DELTA mi preparo per ritornare a fare il meccatronico.
(…)” (cfr. all. a doc. 3);

 

-       
il documento “sollecito opposizione sulla decisione ipg 2021”,
pure destinato all’ “ufficio CONTRIBUTI PERSONALI AVS/AI/IPG” e non
sottoscritto, datato 3 maggio 2022, nel quale ha indicato di essersi opposto
alla decisione resa nei suoi confronti il 17 dicembre 2021 in data “04.01.2022”
e precisato che “dal 18 dicembre 2021 sono risultato positivo al covid con
sintomi fino a metà del mese di gennaio” (cfr. all. a doc. 3). 

 

                                  In sede ricorsuale, come visto, RI
1 ha preteso, innanzitutto, di aver consegnato nella cassetta delle lettere
dell’CO 1 di __________, il proprio gravame, datato 4 gennaio 2022 (e che al
TCA ha presentato sottoscritto in originale), a metà del mese di gennaio 2022 -
e meglio una volta che i pretesi sintomi relativi al Covid-19, cui fa valere di
essere risultato positivo il 18 dicembre precedente, sarebbero spariti - e che
avrebbe “avuto conferma” che l’opposizione in questione sarebbe stata “presa
a carico”, ma “destinata ad un ufficio sbagliato”.

 

                                  Chiamata a pronunciarsi, questa
Corte rileva che il ricorrente non ha apportato alcuna prova riguardo
all’effettiva consegna alla resistente (o ad altro ufficio sito in __________)
dell’opposizione (datata 4 gennaio 2022) che pretende di aver tempestivamente
presentato contro la decisione del 17 dicembre 2021 a metà del mese di gennaio
2022. Neppure ha meglio circostanziato e sostanziato la generica affermazione –
rimasta, quindi, mera allegazione di parte - secondo cui avrebbe “avuto
conferma che” i documenti che pretende di aver depositato nella cassetta
delle lettere della resistente “sono stati presi in carico ma destinati a un
ufficio sbagliato”. 

 

                                  Giova
rammentare che il dovere processuale
di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di portare - ove ciò fosse
ragionevolmente possibile - le prove necessarie, avuto riguardo alla natura
della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover
sopportare le conseguenze della carenza delle stesse (cfr. STF 9C_495/2019 del
31 ottobre 2019 consid. 6.1.; STF 8C_832/2017 del 13 febbraio 2018 consid. 3.1.;
STF 8C_309/2015 del 21 ottobre 2015 consid. 6.2.; STF 9C_694/2014 del 1° aprile
2015 consid. 3.2.; STF 9C_978/2010 del 14 aprile 2011 consid. 4.1.; STF C
107/04 del 9 giugno 2005 consid. 3; STF P 36/00 del 9 maggio 2001 consid. 3;
DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti).

 

                                  In particolare per costante dottrina e
giurisprudenza, l’onere della prova di un invio incombe a chi se ne prevale
(cfr. STF B 109/05 del 27 gennaio 2006 consid. 2.4.; DTF 99 Ib 359, consid. 2;
E. Catenazzi, Le insidie di un invio non raccomandato, in RTT 1974, pag.
65segg.). Pertanto, se l’interessato non è in grado di fornirne la prova, deve
sopportarne le conseguenze giuridiche (cfr. STF 8C_747/2018 del 20 marzo 2019;
STF 8C_237/2017 del 4 ottobre 2017 consid. 5.3.; E. Catenazzi, op. cit., pag.
67; cfr., pure, A. Borella, L’affiliation à l’assurance-maladie sociale suisse,
Losanna 1993, pag. 288).

 

                                  L’opposizione datata 4 gennaio 2022, ma pervenuta
all’amministrazione unicamente il 3 maggio 2022 è, pertanto, da considerarsi
tardiva (cfr. STCA 42.2022.93 del 24 gennaio 2023; 38.2022.74 del 27 dicembre
2022; STCA 38.2021.71 del 25 ottobre 2021; STCA 38.2021.72 del 18 ottobre 2021;
STCA 38.2021.19 del 31 maggio 2021; STCA 38.2020.58 del 16 novembre 2020; STCA
38.2020.3 del 4 marzo 2020; 39.2019.75 del 3 gennaio 2020 e STF 8C_171/2020;
38.2015.37 del 18 giugno 2015).

 

                                  Sulla
questione, giova, del resto, rammentare che è vero che non esiste un obbligo di
trasmettere all’amministrazione la documentazione necessaria con conferma di
spedizione, essendo sufficiente un invio tramite posta semplice, è altrettanto
vero, tuttavia, che l’insorgente avrebbe potuto garantirsi la prova dell’invio
dei documenti determinanti per il diritto alle indennità utilizzando la posta raccomandata o la posta A
Plus - meno dispendiosa - che attesta la notificazione elettronicamente, quando
l'invio è inserito nella casella postale o nella cassetta delle lettere del
destinatario (cfr. STF 8C_559/2018
del 26 novembre 2018 consid. 3.3.).

 

                          2.4.  Va ora
esaminato se il ricorrente può prevalersi della restituzione del termine.

 

                                  L’art.
14 Lptca, relativo alla restituzione per inosservanza, enuncia che se il
richiedente o il suo rappresentante è stato impedito, senza sua colpa, di agire
entro il termine stabilito, lo stesso è restituito, sempre che l’interessato lo
domandi adducendone i motivi entro 30 giorni dalla cessazione dell’impedimento.

 

                                  Di analogo tenore è l'art. 41 LPGA
concernente la “restituzione in termini”.

 

                                  Per "impedimento non
colpevole" si intende, non soltanto l'impossibilità oggettiva o la
forza maggiore, bensì anche l'impossibilità soggettiva che risulta da
circostanze personali o da un errore scusabile. Queste circostanze devono
comunque essere valutate oggettivamente. In definitiva, al richiedente non deve
potere essere rimproverata una negligenza.

                                  L’assenza di colpa deve essere
manifesta (cfr. STF 8C_666/2014 del 7 gennaio 2015 consid. 4.2.; STF
8C_898/2009 del 4 dicembre 2009 consid. 2; STFA I 393/01 del 21
novembre 2001; DTF 96 II 265 consid. 1a; U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, pag. 170 segg.;
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo
1998, n. 151).

 

                                  La
giurisprudenza federale ammette in particolare che un incidente o una grave
malattia contratta improvvisamente possono costituire un impedimento non
colpevole. Non basta, però, che l'interessato medesimo sia stato impedito di
agire entro il termine stabilito, lo stesso dovendo oltre a ciò essere pure
stato impossibilitato ad incaricare un terzo di compiere gli atti di procedura
necessari (cfr. STF 9C_54/2017 del 2 giugno 2017 consid. 2.2.; STF 8C_666/2014
del 7 gennaio 2015 consid. 4.2.; RDAT II-1999 n. 8, pag. 32;
DTF 119 II 86, consid. 2a, DTF 112 V 255, consid. 2a; cfr., pure, STFA K
34/03 del 2 luglio 2003). 

 

                                  Tra gli impedimenti non colpevoli
ad agire tempestivamente che possono giustificare la restituzione del termine
va annoverata anche la morte di un parente se la stessa interviene poco prima
della scadenza del termine (cfr. STF 9C_54/2017 del 2 giugno 2017 consid.
2.2.).

 

                                  Per la questione dell'impedimento
senza colpa non fa differenza se esso colpisce l'assicurato oppure il suo
rappresentante, quest'ultimo - a maggior ragione se integrato in una struttura
più grande - dovendosi organizzare, segnatamente con la designazione immediata
di un sostituto laddove questa possibilità è ammessa in modo tale da garantire
il rispetto dei termini anche in caso di proprio impedimento (cfr. STF
9C_749/2012 del 26 novembre 2012 consid. 3).

 

                                  Non
costituiscono, per contro, motivi scusabili il sovraccarico di lavoro,
l'ignoranza del diritto, rispettivamente l'insicurezza dovuta all'introduzione
di una nuova norma legale (cfr. STF 2C_448/2009 del 10 luglio 2009; STF C
366/99 del 18 gennaio 2000; DLA 2002 N. 15 pag. 113; DLA 2000 N. 6, consid. 2,
pag. 31; DLA 1988 N. 17, consid. 4a, pag. 128; DTF 110 V 339, consid. 3, pag.
343 e DTF 110 V 210, consid. 4, pag. 216).

 

                                  Deve ancora
essere sottolineato che l'istituto della restituzione in intero costituisce un
rimedio di carattere straordinario che incide profondamente nella sicurezza del
diritto, per cui occorre valutare l'adempimento dei requisiti con rigore e
seguire criteri restrittivi (cfr. STF K 34/03 del 2 luglio 2003).

 

                          2.5.  Nella presente
evenienza, questa Corte ritiene che non siano dati i presupposti per
restituire il termine per interporre opposizione contro la decisione del 17
dicembre 2021.

 

                                  In effetti il TCA non ravvede alcun
valido motivo che renda scusabile l’inoltro tardivo dell’opposizione. 

                                  Ciò in ragione del fatto che, se da
un lato il ricorrente pretende di essere stato dapprima, e meglio il 18
dicembre 2021, positivo al Covid-19 e, poi, “impossibilitato” al lavoro
sino a metà gennaio 2022, alludendo, eventualmente, ad una sua impossibilità
anche di procedere all’invio dell’opposizione prima della sua completa
guarigione, d’altro lato, agli atti non figura alcuna comprova nel senso delle
pretese problematiche di salute. 

                                  Il TCA osserva, in ogni caso, che,
come RI 1 ha proceduto a ritirare la raccomandata in data 27 dicembre 2021, non
si vede quale impedimento gli avrebbe, quindi, impedito di trasmettere il
proprio gravame alla resistente sin dal 4 gennaio 2022, quando l’istante
pretende di aver redatto la propria opposizione. A gravame ultimato, egli
avrebbe infatti unicamente dovuto recarsi alla Posta, come del resto fatto il
27 dicembre 2021.

 

                                  Il tutto ricordato che, comunque,
tra la metà di gennaio 2022, quando il ricorrente si sarebbe sentito meglio, e
la scadenza del termine per inoltrare l’opposizione, RI 1 aveva a propria
disposizione oltre due settimane di tempo utile per trasmettere l’opposizione
asseritamente redatta il 4 gennaio 2022. 

 

                                  La
decisione su opposizione del 21 dicembre 2022, con la quale la Cassa ha
ritenuto l’opposizione del 4 gennaio / 3 maggio 2022 contro la decisione del 17
dicembre 2021 irricevibile (poiché tardiva) va, dunque, confermata.

 

                          2.6.  L’art.
61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura
deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti;
la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte
alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

In data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della
LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve
essere semplice, rapida e di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in
vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie
relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge
interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può
imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o
sconsiderato. 

 

                                  L’oggetto della lite sottoposta
all’esame di questo Tribunale concerne la ricevibilità o meno dell’opposizione
interposta contro la decisione di diniego delle IPG Corona del 17 dicembre
2021.

                                  In
casu la questione di sapere se si tratti o meno di una controversia relativa a
prestazioni secondo l’art. 61 lett. fbis LPGA non merita di
particolari approfondimenti.

                                  Qualora
si volesse considerare quale lite di prestazioni, non verrebbero, comunque, accollate
spese, in quanto trattandosi di
prestazioni IPG Corona non è stato previsto di prelevarne (cfr. art. 1
Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno del 20 marzo 2020).

                                  Anche
nel caso in cui la causa non riguardi prestazioni, non verrebbero comunque imposte
spese. 

                                  In
effetti il Tribunale federale, in una sentenza 8C_265/2021 del 21 luglio 2021
consid. 4.4.1., ha evidenziato che “(…) eliminando il principio della
gratuità generalizzata di cui all'art. 61 lett. a LPGA, il legislatore federale
non ha voluto imporre in maniera generalizzata per tutta la Svizzera
l'applicazione di spese giudiziarie al di fuori del campo di applicazione
dell'art. 61 lett. f bis LPGA, ma ha lasciato ai Cantoni la libertà
di disciplinare la questione. Nulla impedisce a un Cantone in tale contesto di
prevedere la gratuità della procedura integralmente o soltanto per alcune
controversie (FF 2018 1334; BU 2018 S 668 segg; BU 2019 N 329 segg.). Se però
un Cantone desidera imporre spese al di fuori del campo di applicazione dell'art.
61 lett. f bis LPGA, trattandosi di un tributo causale, deve
prevedere una base legale formale chiara ed esplicita (art. 127 Cost.; DTF 145 I 52 consid.
5.2; 143 I 227 consid.
4.3.1; 124 I 241 consid.
4a, con riferimenti; UELI KIESER, Kommentar zum
Bundesgesetz über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts ATSG,
2020, n. 209 ad art. 61 LPGA).”

                                  Nel
Cantone Ticino, come rilevato dall’Alta Corte nella citata STF 8C_265/2021 del
21 luglio 2021 consid. 4.4.3., “vige tuttora il principio della gratuità
generalizzata (art. 29 cpv. 1 Lptca/TI)”.

 

                                  In proposito cfr. anche STF 9C_369/2022 del
19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022
del 16 febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio
2022; Ares Bernasconi, Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais
judiciaires pour les tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in RSAS
2/2022 pag. 107.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                             1.  Il
ricorso, nella misura in cui è ricevibile, è respinto.

 

                             2.  Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                             3.  Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                  L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti