# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7ba5fac1-532e-5ca5-a40e-361bb887d87d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-07-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.07.1999 35.1999.46
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-1999-46_1999-07-06.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.99.00046

   

  grw/nh

  	
  Lugano

  6
  luglio 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Giovanna Roggero-Will 

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 28 aprile 1999 di

 

	
   

  	
  __________,  

  rappr. da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 12 gennaio 1999 emanata da

  
	
   

  	
  __________,  

  rappr. da: __________ e,  

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                               1.1.   Il 12.7.1996 __________ ()
venne coinvolto in un incidente della circolazione stradale in cui riportò un
contraccolpo alla colonna cervicale.

                                         Il medico curante -
consultato soltanto il mese successivo - diagnosticò una distorsione cervicale
e ordinò delle cure conservative.

 

                                         Il caso - annunciato  come
infortunio-bagatella - venne assunto dall’__________I che pagò tre cicli di
fisioterapia (26.10.1996 -3.1.1997, 7.1. - 3.3.1997 e l 24.9 - 13.10.1997 ).

 

                               1.2.   Il 18.12.1997 l’assicurato è
stato sottoposto ad un esame di risonanza magnetica che mise in luce delle
incipienti discopatie a livello C5-6 e C6-7.

 

                               1.3.   Nel febbraio 1998
l’assicurato ha presentato domanda di prestazioni AI.

 

                               1.4.   Con decisione 28.10.1998  e
con successiva decisione su opposizione emessa il 12.1.1999, l’__________ ha
confermato la sospensione del versamento di ogni prestazione poichè i disturbi
ancora presenti non erano più in relazione con l’infortunio assicurato.

 

                               1.5.   Con tempestivo ricorso
l’assicurato, rappr. dall’avv. __________, ha chiesto l’annullamento della
citata decisione e il rinvio della causa all’_____ “affinchè abbia a sospendere
la procedura in attesa delle risultanze degli esami AI” (I) rilevando quanto segue:

 

"  ... Il 16 luglio 1998
l'assicurato è stato visitato dal dott. med. __________, specialista in
neurologia FMH, __________, il cui apprezzamento è il seguente:

"In seguito
all'incidente della circolazione con distorsione cervicale per trauma indiretto
del luglio '96 persiste una sindrome post-traumatica caratterizzata da
cervicalgie/cefalee con dolori irradianti alla spalla, a volte all'arto
superiore ds di topografia pseudo-radicolare C, capogiri, leggeri disturbi
visivi, difficoltà di concentrazione, sintomatologia sicuramente intrattenuta o
aggravata dall'attività di orafo che obbliga il P. a prolungate posizioni in
anteflessione del capo e sforzi di concentrazione visiva al microscopio.
All'esame neurologico trovo unicamente una leggera sindrome cervicale,
persistendo la quale sarà da valutare un cambiamento di lavoro".

 

Ora, l'opinione del
dott. __________ causale probabile, e non semplicemente possibile come
sostenuto dal medico __________ nel rapporto del 27 ottobre 1997, e adeguato,
proprio perché il ricorrente mai aveva accusato una sindrome cervicale prima
dell'evento in narrativa... " (I pag 4)

 

                               1.6.   Con risposta 21.5.1999
l’__________, rappr. dall’avv. __________ , ha postulato la reiezione del
gravame :

 

"  ... Per quanto concerne
l'intervenuto stato quo sine si danno qui per integralmente riprodotti i
rapporti medici del 22.10.1998 e 28.12.1998 (doc. 26 e 31).

Il dott. __________
non si è espresso direttamente in merito alla causalità, limitandosi ad
affermare che l'assicurato soffre di cervicalgie/cefalee dal giorno
dell'infortunio.

Gioca un ruolo
anche la professione dell'assicurato che, come orologiaio, era portato a
lavorare spesso a capo chino. Pertinentemente il supplente medico di
circondario aveva rilevato in occasione della visita del 27.10.1997 che i
dolori anamnesticamente erano anche in relazione con il lavoro, dove aumentano
verso fine settimana (doc. _) e sono riconducibili ad un vizio di posizione
della colonna cervico-toracale (doc. __).

 

Considerato
l'estinzione del nesso causale, è superfluo sospendere la presente vertenza.

L'Assicurazione
invalidità, come assicurazione finale, è tenuta ad esprimersi solo in
merito alle ripercussioni di un danno alla salute e non alla loro origine come
deve invece fare l'assicuratore infortuni che è un'assicurazione causale.
Vedi in merito DTF 120 V 102 e Maurer pag. 163... " (III pag 3)

 

 

Considerato                   in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle  prove). Il TCA
può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell’art. 2
cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle
assicurazioni sociali.

 

                                         Nel merito

                                         

                                2.2   Giusta l'art. 6 cpv. 1 LAINF,
per quanto non altrimenti previsto dalla legge, le prestazioni assicurative
sono con­cesse in caso d'infortunio professionale, d'infortunio non
professionale e di malattie professionali. 

 

                               2.3.   Giusta l'art. 10 LAINF
l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio e, se
parzialmente o totalmente incapace al lavoro, all'indennità giornaliera in
forza dell'art. 16 LAINF.

                                         Inoltre, a norma dell'art.
18 LAINF, l'assicurato invalido a seguito di infortunio ha diritto alla rendita
d'invalidità.

 

                                         L'assicuratore LAINF è,
però, tenuto a fornire prestazioni soltanto se fra l'infortunio assicurato ed
il danno alla salute di cui si chiede la cura esiste un rapporto di causalità
naturale ed adeguato.

 

                             2.3.1   In caso d'infortunio, il
legame di causalità naturale è considerato dato quando occorre ammettere  che,
senza l'infortunio, il danno non si sarebbe prodotto o, quantome­no, non con la
stessa gravità.

 

                                         Non è necessario che
l'infortunio sia la causa unica o immediata del danno alla salute: è
sufficiente che esso ne sia la conditio sine qua non (Ghélew, Ramelet, Ritter,
Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents, p. 51ss; DTF 112 V 30, consid.
1a; RAMI 1986 337; 113 V 307 consid. 3a; RAMI 1988 37 p. 52; 113 V 321, consid.
2a; RAMI 1988 p. 129).

 

                                         L'esistenza del legame di
causalità naturale è una questione di fatto che va decisa alla luce dei
rapporti medici.

 

                                         In applicazione del
criterio della verosimiglianza prepon­derante - applicabile all'apprezzamento
delle prove nel diritto delle assicurazioni sociali (DTF 114 V 305 consid. 5b;
116 V 136ss. consid. 4b) - l'esistenza del legame di causalità naturale deve
essere probabile: una semplice possibilità non basta (Ghélew, Ramelet, Ritter,
op. cit., p. 51).

 

                             2.3.2   C’è, invece, un nesso di
causalità adeguata fra l'infor­tu­nio e il danno alla salute quando il primo,
non soltanto concorre causalmente a produrre il secondo, ma è anche idoneo,
secondo il corso normale delle cose e l'esperienza generale, a produrre o
perlomeno a favorire un effetto di quel tipo (DTF 115 V 135 consid. 4a; Ghélew,
Ramelet, Ritter, op. cit., pag. 52).

 

                                         Il nesso di causalità
adeguata è, in sostanza, l'idoneità generale di un determinato fattore a
generare un effetto analogo a quello concretamente prodottosi (idoneità generale
e non solo per rapporto al caso di spe­cie). L'e­sigenza dell'idoneità generale
non deve indurre a prendere uni­camente in considerazione quelle conseguenze di
un in­fortu­nio che, secondo la dinamica dell'evento ed i suoi ef­fetti sul corpo,
sono solite veri­ficarsi (DTF 113 V 307; DTF 112 V 3 ss).

                                         Una causa non è da
ritenersi generalmente adeguata solo quando provoca sovente o addirittura
regolarmente l'effetto considera­to: se un evento è atto di per sé stesso a
produrre un simile risultato, anche esiti singolari, eccezionali - e qui la
singolarità va interpretata in senso quantitativo e non qualitativo - possono
costituire ef­fetti adeguati dell'infortunio (DTF 87.II.127 e 96.II.396).

                                      E' ammessa l'adeguatezza del
nes­so causale, malgrado la singolarità dell'effetto, solo se l'ec­ceziona­lità
è di ordine statistico, se cioè un simile effet­to ri­corre con rara frequenza.
Non si può invece pre­scin­dere dal­l'idoneità qualitativa (cfr. DTF 113 V
307).

                                      

                               2.4.   In concreto, la visita medica
di chiusura è stata effettuata il 22.10.1998 a cura del dott. __________, spec
FMH in chirurgia.

                                         Nel rapporto relativo a
tale visita si legge quanto segue:

"  ... STATO LOCALE

 

Colonna
cervicale

Il paziente tiene
la colonna cervicale leggermente inclinata.

La palpazione della
colonna cervicale non è dolente.

La muscolatura
para-vertebrale cervicale è rilasciata.

Nessun dolore al
muscolo trapezio bilaterale.

Nessuna tendomiosi
interscapolare.

Forza di prensione
delle due mani buona.

Riflessi bicipitali
ben evocabili e simmetrici.

L'inclinazione è
buona e si misura una distanza mento-fossa giugulare di 0 cm e per l'estensione
di 17 cm.

Esegue la flessione
laterale fino a  20° bilateralmente e indica un fastidio alla colonna
cervicale.

Ottima la rotazione
a destra e a sinistra con dolori alla fine dei movimenti.

Nessun dolore alla
forza assiale di compressione e di trazione sulla colonna cervicale.

L'innervazione del
viso è buona e simmetrica. Nessun nistagmo.

 

Per l'esame odierno
non sono state eseguite nuove radiografie in quanto clinicamente non indicate.

 

D I A G N O S I

 

- Lieve
cervicalgia.

- Stato dopo
iniziale distorsione cervicale del 12 luglio 1996, trattata   conservativamente.

 

Diagnosi
collaterale: cirrosi epatica su epatite B. Inabilità del 50% per problemi
al fegato da anni.

 

CONCLUSIONI

 

Soggettivamente
l'assicurato sente un fastidio alla colonna cervicale quando sta inclinato in
avanti o quando esegue movimenti bruschi. Talvolta afferma di sentire un
bloccaggio.

 

Oggettivamente
esiste una lieve cervicalgia cronica. Gli attuali disturbi sono maggiormente
dovuti ad un vizi di posizione della colonna cervico-toracale.

 

Procedere
terapeutico: l'assicurato non ha bisogno di terapie speciali. Gli esami
radiologici e neurologici sono negativi.

 

In data odierna il
caso viene chiuso.

 

Lo stato quo sine è
raggiunto... " (doc. 26)

 

                                         E’ ben vero che il dott.
__________, nel luglio 1998, aveva certificato che l’assicurato presentava una
sindrome post-traumatica caratterizzata da cervicalgie/cefalee con dolori
irradianti alla spalla, capogiri e leggeri disturbi visivi. 

                                         Tuttavia, lo specialista,
oltre ad avere specificato che la sintomatologia era senz’altro aggravata o
intrattenuta dall’attività esercitata, aveva  ben stabilito quanto segue:

-  che la mobilità
cervicale era solo leggermente ridotta e dolorosa soltanto nei movimenti
estremi

-  che all’esame
neurologico aveva  trovato unicamente una leggera sindrome cervicale, 

-  che aveva potuto
escludere deficit vestibolo-cerebellari,

-  che non aveva
evidenziato alcun nistagmo nemmeno con le manovre di provocazione

-  che il doppler
carotideo/vertebrale era normale (doc __)

 

                                         Dunque, lo specialista
consultato aveva  diagnosticato la sindrome post-traumatica più che altro sulla
scorta dell'anamnesi senza potere trovarne riscontri oggettivi  e che,
soprattutto, egli aveva rilevato una situazione tutto sommato positiva.

 

                                         Ben si può, dunque,
concludere che il certificato del dott. __________ non contraddice
sostanzialmente le valutazioni del caso date alcuni mesi più tardi dal medico
di circondario dell’__________. 

                                         Queste mantengono, dunque,
pieno valore probante e, insieme alle constatazioni oggettive fatte dal dott.
__________ nel corso dell’esame neurologico e alle valutazioni 27.10.1997 del
dott. __________ che ha chiaramente indicato che l’assicurato lamentava 
problemi lombari già prima dell’infortunio del 1996 e che tali “dolori sono
anamnesticamente anche in chiara relazione con il lavoro” (doc _), permettono
allo scrivente Tribunale di concludere con tranquillante certezza - ritenuta
anche la dinamica dell’incidente tutto sommato banale (l’auto investitrice ha
urtato la portiera dell’auto su cui l’assicurato viaggiava provocandogli un
sobbalzo laterale (cfr doc _) - che l’infortunio assicurato non gioca più alcun
ruolo causale significativo e che l’assicurato ha raggiunto lo status quo sine
(cfr RAMI 1992 pag 75 e seg consid 4b).

                                         I disturbi ancora
lamentati - tutto sommato di lieve entità - vanno piuttosto ascritti, così come
rilevato dal medico di circondario, a un vizio di posizione della colonna
cervico-toracale e alle discopatie evidenziate dalla MRI del dicembre1997.

 

                                         Va, infine, rilevato che
una sospensione della causa o un suo rinvio all’__________ in attesa degli
accertamenti predisposti dall’AI è improponibile ritenuto che - così come
rilevato dall’__________ in risposta - l’assicuratore infortuni può essere
tenuto a prestazioni soltanto se le affezioni dell’assicurato sono
riconducibili ad un infortunio assicurato .

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso é respinto.

 

                                 2.-   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

La vicepresidente                                                 Il
segretario

 

Giovanna Roggero-Will                                        Fabio
Zocchetti