# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 434878eb-8ab9-5bcb-8902-6a16a48f85a2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-09-23
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 23.09.2016 15.2016.47
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2016-47_2016-09-23.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2016.47

  	
  Lugano

  23 settembre 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a
giudice unico (art. 48b LOG) sul ricorso 18 aprile 2016 di

 

	
   

  	
  RI 1

   )

  (patrocinata dall’ PA 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Lugano,
o meglio contro il verbale di pignoramento emesso il 31 marzo 2016 nell’esecuzione
n. __________ promossa dalla ricorrente nei confronti di

 

	
   

  	
  PI 1,  

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Sulla
scorta del precetto esecutivo n. __________ emesso il 20 novembre 2015 dall’Ufficio
di esecuzione (UE) di Lugano, l’RI 1 procede contro PI 1 per l’incasso di fr. 99'171.31
oltre ad accessori. 

 

                                  B.   Non avendo rinvenuto beni né redditi pignorabili, il 31 marzo 2015 l’UE
ha trasmesso alle parti il verbale di pignoramento e contestualmente l’attestato
di carenza beni, motivando la propria decisione nel seguente modo:

                                                   “L’Ufficio non ha accertato presso il debitore la
presenza di beni pignorabili e non ha potuto procedere ad un pignoramento
di salario. 

                                                   Come
da rapporto della Lodevole Polizia Comunale di Lugano l’escusso risulta aver
lasciato l’appartamento a Lugano, lo stesso risulta irreperibile. Visto l’irreperibilità
dell’escusso si rinuncia al pignoramento dei veicoli in quanto irreperibili”.

 

                                  C.   Con
ricorso del 18 aprile 2016, l’RI 1 si aggrava contro il predetto provvedimento,
chiedendone l’annullamento, affinché l’Ufficio proceda alle necessarie ricerche
riferite alle attività societarie dell’escusso, all’accertamento del reddito e
al suo interrogatorio.

 

                                  D.   Con
osservazioni del 13 giugno 2016 l’UE postula la reiezione del gravame. Mediante
replica spontanea del 24 giugno 2016 la ricorrente ripropone le proprie
argomentazioni.

 

                                  E.   L’8
settembre 2016 questa Camera ha notificato il ricorso a PI 1 mediante
pubblicazione sul Foglio Ufficiale svizzero di commercio n. __________,
assegnandogli un termine di 10 giorni per presentare eventuali osservazioni, siccome
i precedenti tentativi per raccomandata del 22 aprile (da parte dell’UE), del
28 giugno e del 16 agosto 2016 non hanno avuto esito positivo. Il resistente è
tuttavia rimasto silente.

 

 

Considerato

 

in diritto:                 1.   Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino
la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 3 LPR) – entro 10 giorni dalla notifica dell’atto impugnato avvenuta
l’8 aprile 2016, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).

 

                                   2.   La
ricorrente contesta in sostanza all’Ufficio di non aver eseguito tutti gli
accertamenti necessari a determinare eventuali beni pignorabili appartenenti
all’escusso. A sua detta, l’irreperibilità del debitore non può essere una
giustificazione sufficiente per prescindere dall’eseguire qualsiasi
accertamento. A tal riguardo, fa notare che con la domanda di continuazione
dell’esecuzione dell’11 marzo 2016 aveva indicato all’UE che l’escusso detiene
delle azioni al portatore della società J__________ con sede a __________. Nel
ricorso, l’insorgente evidenzia altresì che il debitore è pure direttore della
U__________ con sede a __________, membro del consiglio di amministrazione della
T__________ di __________, gerente della M__________, anch’essa in __________, nonché
gerente della I__________, sempre in __________. Nonostante tali informazioni, secondo
la ricorrente, l’organo esecutivo non ha fatto alcun accertamento sugli
eventuali redditi che PI 1 percepisce da tali società. Aggiunge, infine, che l’UE
neppure ha chiesto informazioni all’Ufficio circondariale di tassazione di __________,
comune in cui è domiciliato l’escusso.

 

                                         Da
parte sua, l’Ufficio rileva nelle proprie osservazioni che, malgrado il
debitore sia effettivamente gerente delle società I__________ e M__________, il
capitale sociale di queste ultime è detenuto da un’altra società con sede in __________
(la G__________). Osserva inoltre che l’escusso risulta membro del consiglio di
amministrazione di ulteriori due società anonime (la J__________ e la T__________),
il cui recapito è però presso una terza società (la G__________), della quale PI
1 non è organo. L’UE aggiunge infine che, non avendo potuto rintracciare l’escusso,
non è stato possibile nemmeno prendere in consegna eventuali azioni.

 

                                2.1   Nell’ambito
del pignoramento l’escusso deve informare esaurientemente l’ufficio circa la
sua sostanza e il suo reddito, fintanto che questi non siano sufficienti a
coprire tutte le esecuzioni che partecipano al pignoramento (cfr. art 91
cpv. 1 n. 2 LEF; DTF 117 III 61 segg.;
Lebrecht, in: Basler Kommentar,
SchKG I, 2a ed. 2010, n. 9 ad art. 91 LEF). L’ufficio di esecuzione deve
attivamente indagare sull’estensione e la composizione del patrimonio dell’escusso
e verificare le affermazioni di quest’ultimo qualora dalle informazioni assunte
autonomamente o fornite dall’escutente emergano fondati dubbi sulla loro
attendibilità o completezza (DTF 112 III 80; in ultimo luogo: sentenza della
CEF 15.2015.27 del 10 agosto 2015, consid. 2.1). Se il
debitore, avvisato regolarmente del pignoramento da eseguire, non è presente, l’ufficio
delle esecuzioni è autorizzato a procedere al pignoramento in sua assenza,
mediante il pignoramento di beni di cui abbia avuto conoscenza in occasione di
un pignoramento precedente (DTF 112 III 14 consid. 5a) o di altri beni o
redditi scoperti grazie alla collaborazione di terzi o autorità (art. 91 cpv. 4
e 5 LEF; Jeandin in:
Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 9 ad art. 91 LEF).

 

                                2.2   Nel
caso in rassegna, pur sapendo che il debitore è organo di diverse società con
sedi nei Cantoni di __________ e __________, l’UE non ha proceduto ad alcun
accertamento degli eventuali redditi ch’egli percepisce dalle stesse. Tale modo di procedere
non è conforme alla legge e le motivazioni avanzate dall’Ufficio non giustificano
il suo operato. È invero irrilevante che l’escusso non sia rintracciabile, che
il capitale sociale delle società di cui è organo appartenga a un’altra società
e che il recapito delle stesse risulti presso l’indirizzo di un’altra persona
giuridica. Come esposto sopra (consid. 2.1), l’UE è tenuto a indagare sull’estensione
e la composizione del patrimonio dell’escusso e a procedere al pignoramento anche
in sua assenza, attraverso la collaborazione di terzi o autorità, che hanno lo
stesso obbligo di informare del debitore (art. 91 cpv. 4 e 5 LEF). Non potendo
escludere a priori che PI 1 consegua redditi dalle società di cui è organo, l’Ufficio
avrebbe dovuto fare altre verifiche anziché dichiarare il pignoramento
infruttuoso ed emettere l’attestato di carenza beni per il solo fatto ch’egli
non è reperibile.

 

                                   3.   Alla
luce di quanto precede, in accoglimento del ricorso, l’incarto va dunque rinviato
all’organo esecutivo affinché proceda a ulteriori accertamenti. A tal uopo, mediante
rogatoria giusta l’art. 4 LEF l’Ufficio inviterà le società di cui l’escusso è
organo (sopra, consid. 2) a fornire informazioni sugli eventuali redditi
percepiti dallo stesso e sulla detenzione di azioni da parte sua. Procederà
inoltre a farsi consegnare dall’Ufficio circondariale di tassazione di __________
l’ultima dichiarazione d’imposta di PI 1 e la relativa decisione di tassazione.
L’organo esecutivo provvederà infine a pignorare, nei limiti della legge
(cfr. art. 92 e 93 LEF), gli eventuali beni scoperti, fintanto che questi
non siano sufficienti a coprire tutte le esecuzioni che partecipano al pignoramento.

 

                                   4.   Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano
indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è accolto e di conseguenza l’incarto è rinviato all’Ufficio di esecuzione
di Lugano, affinché proceda a ulteriori accertamenti e si determini nuovamente
sul pignoramento dei beni di PI 1 nel senso del considerando 3.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –     ;

  –     (mediante
  pubblicazione edittale).

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro
cinque giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è
stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.