# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fa701605-2b1a-513c-946d-04c33bc136b3
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-11-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.11.2025 D-8018/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-8018-2025_2025-11-03.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-8018/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  3  n o v e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Mathias Lanz;  

cancelliera Sara Miljanovic. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

patrocinato da Ugo Di Nisio, (…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi); 

decisione della SEM del 9 ottobre 2025 / N (…). 

 

 

 

D-8018/2025 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato, cittadino afghano, ha presentato una domanda d’asilo in 

Svizzera il (…) (cfr. atto della Segreteria di Stato della migrazione [di se-

guito: SEM o autorità inferiore] n. [{…}] n. 2/2). 

A.b Dai riscontri dattiloscopici nell’unità centrale del sistema europeo “Eu-

rodac” del 30 maggio 2025 è risultato che egli aveva già depositato una 

domanda d’asilo in Grecia il (…) luglio 2021, ottenendo la protezione inter-

nazionale il (…) ottobre 2022 (cfr. atto SEM n. 8/3).  

A.c Il (…) giugno 2025 la SEM ha effettuato con l’interessato un colloquio 

in merito al rinvio verso uno Stato terzo sicuro (cfr. atto SEM n. 15/5).  

A.d Il 19 giugno 2025 la SEM ha presentato alle competenti autorità greche 

una richiesta di riammissione della richiedente conformemente alla Diret-

tiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le norme 

e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di 

paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicembre 2008; 

di seguito: direttiva ritorno) e all'Accordo bilaterale di riammissione tra la 

Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una protezione interna-

zionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Re-

pubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situazione ir-

regolare [RS 0.142.113.729]) (cfr. atto SEM n. 16/6).  

A.e Il 4 luglio 2025, la Grecia ha accettato la riammissione dell’interessato 

sul proprio territorio, confermando il suo statuto di rifugiato a far tempo dal 

(…) ottobre 2022, unitamente ad un permesso di soggiorno valido dal me-

desimo giorno al (…) ottobre 2025 (cfr. atto SEM n. 19/1).  

A.f In data 9 ottobre 2025 il richiedente ha inoltrato il suo parere circa la 

bozza di decisione della SEM del 7 ottobre 2025 (cfr. atti SEM n. 30/9 e 

n. 32/3).  

B.  

Con decisione del 9 ottobre 2025, notificata il giorno seguente, la SEM non 

è entrata nel merito della domanda d’asilo in oggetto e ha pronunciato l’al-

lontanamento dell’interessato dalla Svizzera (verso la Grecia), unitamente 

all’esecuzione di quest’ultima misura (cfr. atti SEM n. 34/15 e 36/1).  

C.  

Con ricorso 17 ottobre 2025 (cfr. timbro del plico raccomandato; data di 

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entrata: 20 ottobre 2025), l’interessato è insorto dinanzi al Tribunale ammi-

nistrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la summenzionata deci-

sione della SEM, concludendo, in via principale, all’annullamento della 

stessa e alla concessione dell’ammissione provvisoria in Svizzera e, in su-

bordine, alla restituzione degli atti alla SEM per il completamento dell’istru-

zione. Sul piano procedurale, egli chiede la concessione dell’assistenza 

giudiziaria parziale, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese 

processuali e del relativo anticipo, con protesta di tasse e spese.  

D.  

Con ordinanza del 22 ottobre 2025, il Tribunale ha assegnato all’interes-

sato un termine per trasmettere la documentazione medica indicata, e in 

particolare il certificato F2 del (…) ottobre 2025, non allegato unitamente 

al gravame. Con scritto del 23 ottobre 2025 (cfr. risultanze processuali; 

data di entrata 24 ottobre 2025), il ricorrente ha inoltrato la predetta docu-

mentazione medica (cfr. atto TAF n. 4).  

E.  

Con scritto del 29 ottobre 2025 (data di entrata: 30 ottobre 2025), l’interes-

sato ha fornito ulteriore documentazione medica, in particolare un foglio di 

informazioni mediche (di seguito: F2) del (…) ottobre 2025, relativo a un 

consulto psichiatrico da lui effettuato (cfr. atto TAF n. 6).  

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).  

Il ricorso, presentato tempestivamente (cfr. art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c non-

ché 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gravame.  

2.  

Ai sensi dell’art. 49 PA, in materia di diritto degli stranieri, i motivi di ricorso 

sono la violazione del diritto federale, l’accertamento inesatto o incompleto 

di fatti giuridicamente rilevanti e l’inadeguatezza (cfr. DTAF 2014/26 con-

sid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), 

né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle ar-

gomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).  

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Pagina 4 

3.  

Oggetto della procedura nel caso in disamina risulta essere esclusiva-

mente la questione dell’esecuzione dell’allontanamento. Infatti, con il ri-

corso, l’insorgente, seppur abbia formalmente chiesto l’annullamento della 

decisione impugnata (cfr. ricorso, pag. 10), ha al contempo domandato uni-

camente l’ammissione provvisoria in Svizzera.  

4.  

I ricorsi manifestamente infondati, come quello in esame, sono decisi da 

un giudice unico con l’approvazione di un secondo giudice e la sentenza è 

motivata soltanto sommariamente (artt. 111 lett. e cum 111a cpv. 2 LAsi). 

Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti confor-

memente all’art. 111a cpv. 1 LAsi. 

5.  

5.1 In sede di colloquio relativo al rinvio verso uno Stato terzo, il ricorrente 

ha innanzitutto confermato di aver presentato domanda d’asilo in Grecia il 

(…) 2021 e (…) 2022, ottenendo la protezione internazionale il (…) 2022. 

Egli ha dichiarato di aver ricevuto i relativi documenti venti giorni dopo il 

riconoscimento e di aver lasciato la Grecia un paio di giorni più tardi. La 

partenza dalla Grecia sarebbe stata finanziata da parte di un amico. Il 

ricorrente ha riferito di essersi rivolto a IOM e al TRC per segnalare la 

mancanza di un alloggio, ma di non aver ricevuto alcun aiuto. Durante la 

permanenza al centro, avrebbe ricevuto tre pasti al giorno e, all’arrivo, 

un’organizzazione umanitaria gli avrebbe dato 300 euro per l’acquisto dei 

medicinali contro l’(…); per il resto, sarebbe stato aiutato dalla sorella. Egli 

ha dichiarato di aver cercato a lungo un lavoro, registrandosi presso gli 

uffici che si occupavano degli inserimenti lavorativi, senza tuttavia essere 

mai stato contattato. Avrebbe lavorato una settimana in un’azienda di (…), 

ma non essendo in possesso dei documenti necessari, non sarebbe stato 

poi assunto. Non avrebbe potuto frequentare corsi di lingua, in quanto a 

pagamento. Riguardo al proprio stato di salute, ha riferito di soffrire d’asma 

e di un problema al cuore che gli causerebbe pressione alla testa. Al centro 

in Grecia non vi sarebbe stato alcun medico, ma soltanto un infermiere per 

un paio d’ore. Avrebbe segnalato la necessità di un percorso psicologico, 

ma l’unico medicamento prescritto sarebbe stato un’aspirina, mentre che 

per i problemi di (…), avrebbe comprato uno spray. Il ricorrente ha riferito 

di essere stato aggredito da alcuni uomini di etnia (…) che lo avrebbero 

minacciato. Infine, dopo aver ricevuto una risposta negativa in B._______, 

sarebbe tornato in Grecia, dove le autorità avrebbero trattenuto i suoi 

documenti senza più restituirglieli.  

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Pagina 5 

5.2 Nella sua analisi, la SEM ha valutato l’esecuzione dell’allontanamento 

ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile. In particolare, per 

quanto concerne l’ammissibilità dell’allontanamento, dagli atti all’incarto 

non risulterebbero elementi sufficienti per ritenere degli indizi seri provanti 

che le autorità greche violerebbero il diritto internazionale, non concedendo 

all’interessato la necessaria protezione o esponendolo a condizioni di vita 

disumane, o che egli si potrebbe trovare in una situazione di emergenza 

esistenziale a causa delle circostanze individuali di natura sociale, econo-

mica o sanitaria. L’autorità inferiore ha rilevato che, nonostante il ricorrente 

abbia dichiarato di essere stato esposto a condizioni di vita complicate, agli 

atti non risulterebbe che lo stesso, dopo aver ottenuto la protezione inter-

nazionale in Grecia, abbia sollecitato il sostegno delle istanze elleniche 

preposte e che quest’ultime l’abbiano negato. Inoltre, spetterebbe al richie-

dente di far valere i propri diritti presso le autorità una volta ottenuta la pro-

tezione. Quanto invece ai maltrattamenti riferiti, inclusa l’aggressione su-

bita da terzi, la SEM ha ribadito che la Grecia, in quanto Stato terzo sicuro, 

sarebbe dotato di forze di polizia operative e disponibili a offrire tutela. In-

fine, in merito all’asserita violazione dell’art. 8 CEDU, per l’autorità inferiore 

non vi sarebbero elementi che indicherebbero che il trasferimento dell’in-

teressato verso la Grecia costituirebbe una violazione di tale disposizione.  

In merito all’esigibilità, l’autorità inferiore ha osservato che, quo alle condi-

zioni di accoglienza in Grecia, il Paese in parola sarebbe vincolato dalla 

Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 2011 

recante norme sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qua-

lifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme 

per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione 

sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta [rifusione; 

GU L 337/9 del 20.12.2011; di seguito: direttiva qualificazione]) e che gli 

art. 26, 27, 29, 30 e 32 della medesima autorizzerebbero i beneficiari di 

protezione internazionale ad avere accesso ad un'attività retribuita oltre 

che al sistema di istruzione generale o professionale per gli adulti, alla pro-

tezione sociale, al sistema sanitario e, infine, ad un alloggio. In particolare, 

gli art. 29 e 30 di detta direttiva qualificazione assicurerebbero - alle stesse 

condizioni dei cittadini di uno Stato membro - l'accessibilità dell'assistenza 

sociale così come del sistema sanitario. L’autorità inferiore ha inoltre os-

servato che, sulla base delle dichiarazioni dell’interessato, apparirebbe evi-

dente che nel periodo di soggiorno in Grecia egli non si sarebbe particolar-

mente impegnato per cercare un alloggio, un sostegno o un lavoro legale 

in Grecia, ritenuto che due giorni dopo aver ricevuto i documenti egli 

avrebbe lasciato la Grecia. La situazione medica del ricorrente sarebbe 

inoltre chiara e non ostativa dell’esecuzione dell’allontanamento, essendo 

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la Grecia dotata pure di adeguate infrastrutture sanitarie. Infine, essendo il 

ricorrente in buona salute e non appartenendo alle categorie delle persone 

particolarmente vulnerabili, la nuova sentenza di riferimento del Tribunale 

non permetterebbe di mettere in discussione l’esigibilità del suo rinvio. 

5.3 In sede ricorsuale, l’insorgente si limita a rimproverare all’autorità infe-

riore di non aver adeguatamente valutato l’ammissibilità e l’esigibilità 

dell’esecuzione del suo allontanamento verso la Grecia alla luce delle sue 

condizioni di particolare vulnerabilità. Richiamando alcuni rapporti di orga-

nizzazioni internazionali, egli evidenzia le gravi carenze del sistema di ac-

coglienza greco che, a suo dire, non garantirebbe un accesso effettivo 

all’alloggio, al lavoro, alle cure mediche e a percorsi di formazione profes-

sionale e linguistica per i beneficiari di protezione internazionale. Vi sareb-

bero inoltre delle difficoltà nell’attivazione del codice AMKA, con la conse-

guenza che egli sarebbe impossibilitato ad accedere alle cure mediche ne-

cessarie, rilevando inoltre come neppure i Migrant Integration Centers 

(MIC) offrirebbero alcuna assistenza ai destinatari di protezione internazio-

nale. A suo avviso, egli sarebbe esposto a una situazione di rischio reale e 

concreto e, in caso di rinvio in Grecia, si troverebbe in condizioni contrarie 

al diritto federale e internazionale, in violazione anche dell’art. 3 CEDU. 

Posta la particolare vulnerabilità dell’interessato, non vi sarebbero delle cir-

costanze particolarmente favorevoli ai sensi della giurisprudenza del Tribu-

nale per poter decretare il suo allontanamento. Infine, l’esecuzione del suo 

allontanamento verso la Grecia sarebbe contrario al principio del diritto al 

rispetto della vita privata e famigliare previsto dall’art. 8 CEDU, poiché il 

ricongiungimento con la moglie residente in C._______ risulterebbe in Gre-

cia notevolmente più difficile che in Svizzera.  

6.  

6.1 L’esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell'art. 44 LAsi, dall'art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro 

integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la precitata 

norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 

cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile 

(art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento d'una di queste 

condizioni, la SEM dispone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 

7 LStrI). 

6.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l'apprezzamento degli 

ostacoli all'allontanamento, vale, di regola, lo stesso apprezzamento della 

prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il 

ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un 

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ostacolo all'allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo 

riferimento). 

7.  

7.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrl l'esecuzione dell'allontanamento non è 

ammissibile quando il ritorno della persona straniera nel Paese d’origine o 

nello Stato terzo comporta una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera (in particolare degli art. 5 cpv. 1 LAsi, 

art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1952 

[Conv. rifugiati, RS 0.142.30], art. 3 della Convenzione contro la tortura ed 

altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 

[Conv. tortura, RS 0.105], art. 3 CEDU).  

7.2 Con particolare riferimento alla situazione generale dei beneficiari di 

protezione internazionale in Grecia, il Tribunale nella sentenza di 

riferimento E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 ha rilevato che 

si deve ammettere l'esistenza di ostacoli all'esecuzione 

dell'allontanamento dal profilo dell'ammissibilità unicamente in casi 

particolari, e meglio in presenza di indizi concreti circa il rischio di 

violazione di disposizioni di diritto internazionale obbligatorie 

(cfr. consid. 11.2). Nonostante sia stato rilevato un certo numero di carenze 

nel sistema di accoglienza greco (cfr. sentenza di riferimento succitata 

consid. 9), il Tribunale ha ritenuto che non vi è un rischio per ogni 

beneficiario di protezione internazionale – indipendentemente dalla 

situazione concreta – di trovarsi confrontato all'indifferenza delle autorità 

ed in una situazione di privazione o mancanza a tal punto grave che 

sarebbe incompatibile con la dignità umana o confrontato ad una pratica di 

discriminazione sistematica (cfr. sentenza di riferimento succitata 

consid. 11.2). Il Tribunale ha recentemente ribadito questa conclusione 

nella nuova sentenza di riferimento D-2590/2025 dell’11 settembre 2025, 

dopo aver condotto un’analisi aggiornata e approfondita della situazione 

dei beneficiari di protezione internazionale in Grecia, basata su una 

pluralità di fonti recenti, affidabili e pertinenti (cfr. consid. 8 e 9). 

7.3  

7.3.1 Nel caso concreto, si osserva anzitutto che il ricorrente è rinviato in 

uno Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale 

(art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi), dove sussiste una presunzione di rispetto degli 

impegni di diritto internazionale pubblico, tra cui il principio di non 

respingimento ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi, così come il principio del 

divieto della tortura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 della Conv. tortura. 

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Pagina 8 

7.3.2 Successivamente, il ricorrente ha ottenuto lo statuto di rifugiato in 

Grecia ed è stato posto al beneficio di un permesso di soggiorno valido dal 

(…) 2022 al (…) 2025 (cfr. atto SEM n. 19/1), ciò che gli permette, quale 

beneficiario della protezione internazionale, di rivolgersi alle competenti 

autorità per far valere i propri diritti, potendo egli contare sulle garanzie 

derivanti dalla direttiva qualificazione. Inoltre, in caso di violazione di diritti 

sanciti dalla CEDU, la persona interessata potrà adire i tribunali greci, ed 

in ultima istanza la Corte EDU (art. 34 CEDU).  

7.3.3 Per il resto, dalle tavole processuali non si evincono elementi che 

permettano di ritenere che in caso di rinvio dell’insorgente in Grecia le sue 

prospettive future, considerate dal punto di vista materiale, fisico o psico-

logico, denotino un rischio sufficientemente reale e imminente di privazioni 

di gravità tale da rientrare nell’ambito di applicazione dell’art. 3 CEDU o ad 

altre disposizioni del diritto internazionale. Invero, come giustamente rite-

nuto dall’autorità inferiore (cfr. decisione impugnata, pag. 7), anche a 

mente del Tribunale il ricorrente non si è sforzato a sufficienza e nella mi-

sura del possibile per ottenere assistenza dallo Stato greco, avendo peral-

tro lasciato tale Paese due giorni dopo aver ottenuto i documenti. Di con-

seguenza, le censure ricorsuali – concernenti la presunta impossibilità di 

attivare il codice AMKA a causa della mancata conoscenza della lingua 

greca e dei disturbi psicologici, la distruzione dei documenti da parte delle 

autorità greche, l’asserita inattività dei centri MIC, l’impossibilità di acce-

dere al programma HELIOS+ e l’impossibilità di trovare un impiego (cfr. ri-

corso, pag. 8) –, oltre che ad essere formulate in maniera generica, non 

sono in grado di sovvertire la giurisprudenza di riferimento succitata 

(cfr. supra consid. 7.2). Neppure i rapporti di organizzazioni internazionali 

citati nel ricorso modificano l’attuale valutazione del Tribunale. Non appare 

pertanto che l’insorgente, nel caso di un suo ritorno in Grecia, sarà con-

frontato con una situazione di emergenza di carattere esistenziale o a dei 

trattamenti vietati dalle norme di diritto internazionale.  

7.3.4 Quanto alle allegazioni del ricorrente di violenze subite da parte delle 

autorità greche al suo ritorno in Grecia, si rileva che nulla nei suoi asserti o 

agli atti indica che le autorità di polizia, amministrative e giudiziarie greche 

rinuncino, in modo sistematico o mirato per quanto riguarda gli stranieri 

viventi sul loro territorio, a perseguire degli atti d'aggressione o minacce 

subite da terzi, comprese persone impiegate dalle autorità stesse, se 

sollecitate. L’insorgente potrà quindi indirizzarsi, in futuro e nel caso di 

necessità, alle autorità elleniche competenti. Ciò vale anche per l’asserita 

aggressione (successivamente riferita quale accoltellamento, cfr. ricorso, 

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Pagina 9 

pag. 3) da parte di alcuni uomini di etnia (…) di cui sarebbe stato vittima 

(cfr. atto SEM n. 15/5, D26 pag. 4). 

7.3.5  

7.3.5.1 L’ammissibilità dell’esecuzione dell’allontanamento va confermata 

anche in considerazione dell’art. 8 CEDU.  

7.3.5.2 Per poter invocare il diritto al rispetto della vita famigliare protetto 

dall'art. 8 CEDU, lo straniero non soltanto deve provare la presenza di una 

relazione stretta ed effettiva con una persona della sua famiglia, ma pure 

che quest'ultima abbia un diritto di presenza assicurato o duraturo in 

Svizzera (cfr. DTF 139 I 330 consid. 2.1; 137 I 351 consid. 3.1), nonché 

che all'interessato non è possibile, rispettivamente non sarebbe 

ragionevolmente possibile, proseguire la sua vita famigliare altrove 

(cfr. DTF 143 I 21 consid. 5.1 seg.; 139 I 330 consid. 2.1 con riferimenti).  

7.3.5.3 Nello specifico, il Tribunale rileva che la moglie dell’interessato, 

come da lui stesso ammesso, è residente in C._______ (cfr. atto SEM 

n. 15/5, D27 pag. 4). Ne consegue che, già per tale ragione, le condizioni 

per invocare l’art. 8 CEDU non risultano adempiute. Anche a voler 

prescindere da tale circostanza, l’allontanamento del ricorrente verso la 

Grecia non configurerebbe comunque una violazione di detta disposizione, 

potendo egli in ogni tempo richiedere il ricongiungimento familiare secondo 

le modalità previste dal diritto greco. Il fatto che tale procedura possa 

risultare lunga o complessa, anche in ragione di possibili ostacoli 

amministrativi legati alla certificazione dei documenti e al rilascio dei visti 

(cfr. ricorso, pag. 9), non è sufficiente a rendere inammissibile l’esecuzione 

dell’allontanamento dell’interessato.  

7.4 Da ultimo, né dal gravame né dagli atti risultano elementi validi per ri-

tenere che lo stato di salute dell’insorgente, di cui si dirà in seguito (cfr. infra 

consid. 8.3), risulti ostativo dell’ammissibilità dell’esecuzione dell’allonta-

namento (cfr. sentenze della Corte EDU, Paposhvili contro Belgio del 13 

dicembre 2016, Grande Camera, 41738/10, §§ 180-193, confermata nella 

sentenza Savran contro Danimarca del 7 dicembre 2021, Grande Camera, 

57467/15, §§ 121 segg.; DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2). 

7.5 In conclusione, l’esecuzione dell’allontanamento in Grecia è ammissi-

bile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi 

(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi).  

 

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Pagina 10 

8.  

8.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. 

8.2 Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LStrI in combinato disposto con l’allegato 2 

dell’art. 18 dell’ordinanza concernente l’esecuzione dell’allontanamento e 

dell’espulsione di stranieri dell’11 agosto 1999 (OEAE; RS 142.281), l'ese-

cuzione dell'allontanamento verso i paesi dell'Unione europea (UE) e 

dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) è da ritenersi di prin-

cipio esigibile. 

8.1 Per quanto riguarda la Grecia, con sentenza di riferimento del E-

3427/2021, E-3431/2021, il Tribunale ha inoltre ritenuto di principio esigi-

bile l'esecuzione dell'allontanamento di persone vulnerabili, come donne 

incinte o persone con problemi di salute non ritenuti gravi (cfr. con-

sid. 11.5.1). Al contrario, il Tribunale ha ritenuto che l'esecuzione dell'allon-

tanamento di persone particolarmente vulnerabili, come ad esempio i mi-

nori non accompagnati o le persone la cui salute mentale o fisica è com-

promessa in modo particolarmente grave, è di principio inesigibile a meno 

che non vi siano circostanze particolarmente favorevoli sulla base delle 

quali si possa eccezionalmente presumere che l'esecuzione dell'allontana-

mento sia ragionevolmente esigibile (cfr. consid. 11.5.3). Con la sentenza 

di riferimento D-2590/2025 il Tribunale ha precisato che – nonostante il 

sostentamento e l’integrazione in Grecia restino gravati da numerosi osta-

coli, in particolare per quanto riguarda la ricerca di un alloggio – l’esecu-

zione dell’allontanamento di beneficiari di protezione internazionale in Gre-

cia sarà da considerarsi inesigibile, anche in assenza di elementi favore-

voli, unicamente qualora non fossero riusciti a costruirsi un’esistenza ai 

sensi dell’art. 83 cpv. 4 LAsi in detto Paese. In tale contesto, devono ren-

dere verosimile di aver compiuto invano sforzi concreti in tal senso nonché 

l’esaurimento di tutti i servizi disponili, statali e non (cfr. consid. 9.4). 

8.2 Nel caso in disamina, con riferimento alla giurisprudenza sopra men-

zionata, vi è modo di rilevare che le difficili condizioni esistenziali presenti 

in Grecia (anche) per le persone beneficiarie di protezione internazionale 

non sono sufficienti per ritenere inesigibile l’esecuzione dell’allontana-

mento. In questo contesto è bene evidenziare che la Grecia è vincolata 

dalla direttiva qualificazione; è quindi responsabilità dell’insorgente riven-

dicare i diritti che gli spettano direttamente presso le autorità di detto 

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Pagina 11 

Paese. Quale rifugiato riconosciuto egli ha infatti diritto ad essere trattati in 

modo equivalente ai cittadini greci in relazione all’accesso alla giustizia, 

all’occupazione, all’assistenza ed alla sicurezza sociale. Nella fattispecie, 

avendo lasciato la Grecia pochi giorni dopo l’ottenimento del permesso di 

soggiorno, l’insorgente non ha reso verosimile il rischio concreto di 

un’emergenza esistenziale in caso di rinvio in tale Paese. Ci si può atten-

dere senz’altro che egli compia (maggiori) sforzi d’integrazione, anche tra-

mite corsi di lingua e rivolgendosi alle autorità competenti.  

8.3  

8.3.1 Da ultimo, concernente lo stato di salute dell’insorgente, si deve rile-

vare che per quanto attiene alle persone in trattamento medico in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile se queste ultime po-

trebbero essere private delle cure mediche essenziali. Sono considerate 

come essenziali le cure di medicina generale ed acuta assolutamente ne-

cessarie ad un'esistenza conforme alla dignità umana. Se le cure neces-

sarie possono essere assicurate nel Paese d'origine o di destinazione del 

richiedente, all'occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in 

Svizzera, l'esecuzione dell'allontanamento sarà ragionevolmente esigibile 

(cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3; 2009/2 consid. 9.3.2). 

8.3.2 In merito alle patologie di cui soffre l’insorgente, dai certificati medici 

versati agli atti risulta che, successivamente alle visite mediche del 

(…) giugno 2025 e del (…) giugno 2025, all’interessato sono stati 

diagnosticati dispnea cronica su probabile (…) (DD: cardiaca meno 

probabile), roncopatia, probabile disturbo post-traumatico da stress 

(PTSD) con frequenti attacchi di panico (atto SEM n. 13/3 e n. 18/2). A titolo 

di terapia farmacologica, gli sono stati prescritti: (…), (…), (…) (fino al (…) 

giugno 2025), (…) e (…) (cfr. atto SEM n. 18/2). Il ricorrente ha inoltre svolto 

diversi consulti psichiatrici, dai quali si evince un disturbo post-traumatico 

da stress (atto SEM n. 24/4, 26/4, 28/4, 29/4 e n. 33/4), per il quale egli ha 

iniziato nel contempo una presa a carico psicologica (cfr. atto SEM n. 27/4 

e atto TAF n. 4) e dalla quale risulterebbe trarre beneficio (cfr. atto SEM 

n. 26/4). Per tali problematiche gli è stata prescritta la seguente terapia 

farmacologica: (…), (…) (da sospendere l’(…) ottobre 2025), (…); in riserva 

sono inoltre previsti (…) in caso di tensione o ansia e (…) in caso di 

insonnia (cfr. atto TAF n. 6).  

8.3.3 Alla luce delle diagnosi poste e degli atti medici agli atti, senza voler 

sminuire i problemi di salute rilevati e contrariamente a quanto sostenuto 

nel gravame (cfr. ricorso, pag. 8), il Tribunale constata che l’interessato non 

è, al momento della presente sentenza, da considerarsi come persona 

D-8018/2025 

Pagina 12 

particolarmente vulnerabile la cui salute è compromessa in modo partico-

larmente grave ai sensi della giurisprudenza menzionata. Ciò posto, il ri-

corrente potrà proseguire le cure mediche necessarie in Grecia, come già 

avvenuto in passato, avendo egli ricevuto in tal Paese una terapia (…) a 

seguito della diagnosi di (…) (atto SEM n. 13/3). La Grecia dispone, infatti, 

delle infrastrutture mediche sufficienti, anche in campo psichiatrico, che 

possono dispensare le cure ed i trattamenti necessitati al suo stato di sa-

lute, essendo ancora una volta rammentato che l’interessato ha di principio 

accesso alle cure di salute alle stesse condizioni che i cittadini greci (art. 2 

lett. b e g e art. 30 par. 1 della direttiva qualificazione).  

8.3.4 In esito, le richieste subordinate di giudizio tendente alla restituzione 

degli atti alla SEM allo scopo di ottenere delle garanzie specifiche da parte 

delle autorità greche (cfr. ricorso, pag. 8-9), vanno respinte poiché infon-

date (cfr. in questo senso, ex pluris sentenze del TAF E-5745/2024 del 

25 settembre 2024 consid. 7.7; E-5645/2024 del 18 settembre 2024 con-

sid. 8.8). 

8.4 L’esecuzione dell’allontanamento risulta pertanto essere pure ragione-

volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

9.  

Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-

secuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStrI) ritenuto 

che le autorità elleniche hanno riconosciuto al ricorrente la protezione sus-

sidiaria in data (…) ottobre 2022 e il 4 luglio 2025 ne hanno esplicitamente 

accettato la riammissione sul proprio territorio (cfr. atto SEM n. 19/1).  

A titolo abbondanziale, il Tribunale osserva che, il fatto che il permesso di 

soggiorno sia nel frattempo scaduto, non comporta l’impossibilità per l’in-

sorgente di ottenerne il rinnovo in Grecia. La sua riammissione in tale 

Paese non è inoltre vincolata al possesso di tale titolo (cfr. le sentenze del 

TAF D-5206/2021 del 27 marzo 2024 consid. 4.2.1, E-1012/2022 del 

1° aprile 2022 consid. 4.2.2, E-5614/2021 del 26 gennaio 2022 consid. 7).  

10.  

Per il resto, conviene rinviare alle motivazioni contenute nella decisione 

impugnata, alla quale può essere prestata adesione (art. 109 cpv. 3 LTF 

per rinvio all’art. 6 LAsi).  

11.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

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Pagina 13 

federale né abusato del suo potere d’apprezzamento e non ha accertato in 

modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti; altresì, per 

quanto censurabile, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA), per il che il 

ricorso va respinto.  

12.  

12.1 Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo delle spese processuali è divenuta 

senza oggetto. 

12.2 Ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favo-

revole, la domanda di assistenza giudiziaria è respinta (art. 65 cpv. 1 PA). 

12.3 Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 1’000.– 

vanno poste a carico del ricorrente soccombente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché art. 1–3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]).  

13.  

Infine, la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata 

con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale 

(art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-8018/2025 

Pagina 14 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta.  

3.  

Le spese processuali di CHF 1’000.– sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza.  

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Sara Miljanovic 

 

 

 

 

Data di spedizione: