# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f7022406-8199-5c42-91ec-80e02e27e0fa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-04-13
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 13.04.2010 16.2010.31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2010-31_2010-04-13.html

## Full Text

1

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  16.2010.31

  	
  Lugano

  13 aprile 2010/rs

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani, presidente,

  Lardelli e Pellegrini

  

 

	
  segretaria:

  	
   Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per cassazione 30
marzo 2010 presentato da

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emessa il 3 marzo 2010 dal
  Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, nella causa EF.2009.3521 (rigetto
  dell'opposizione) promossa con istanza 29 dicembre 2009 dall'

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 

  (patrocinato dall' PA 1); 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                          che
con decisione del 2 ottobre 2006 la Commissione di verifica dell'Ordine degli
avvocati, chiamata ad esprimersi sulla conformità di una nota professionale
emessa dall'avv. CO 1 a carico di RI 1 e __________, ha confermato l'onorario e
le spese esposte ponendo gli oneri del procedimento a carico dei mandati,
tenuti a rifondere al legale fr. 250.– per ripetibili;

 

                                         che con
istanza 29 dicembre 2009 l'avv. RI 1 si è rivolto al Pretore del Distretto di
Lugano, sezione 5, per ottenere il rigetto in via definitiva dell'opposizione
interposta da CO 1 al PE n. __________-02 dell'UE di Lugano notificatogli per l'incasso
di fr. 2250.– oltre accessori, corrispondenti alle tasse e spese giudiziarie da
lui anticipate e delle ripetibili riconosciutegli in relazione al procedimento
di tassazione della sua nota professionale;

 

                                         che all'udienza
del 3 marzo 2010, indetta per il contraddittorio, l'istante si è riconfermato
nella sua domanda mentre il convenuto non è comparso;

 

                                         che
statuendo quel giorno medesimo il Pretore, preso atto dello scritto 3 marzo
2010 con il quale l'escusso ha giustificato la propria assenza all'udienza per malattia,
e accertata la presenza di un valido titolo esecutivo nella documentazione prodotta
dall'istante, ha accolto l'istanza;

 

                                         che
con “ricorso per cassazione” del 30 marzo 2010 RI 1 è insorto contro il
predetto giudizio postulando, previo conferimento dell'effetto sospensivo, “di fare in modo che si possa fissare un'altra udienza … e a cui io
possa essere presente ed abbia la possibilità di esprimermi”;

 

                                         che
l'atto non è stato oggetto di intimazione;

 

e considerando

 

in diritto:                        che
giusta l'art. 22 cpv. 1 LALEF il termine per ricorrere in cassazione contro una
sentenza emanata nell'ambito di un'azione di rigetto dell'opposizione è di 10
giorni;

 

                                         che
questo termine d'impugnazione comincia a decorrere il giorno dopo la notifica
della sentenza al destinatario;

 

                                         che un
atto giudiziario spedito per raccomandata, si ritiene notificato al destinatario
nel momento della sua consegna effettiva oppure, se l'invio non è recapitato a
domicilio né ritirato alla posta, l'ultimo dei sette giorni utili durante i
quali rimane depositato all'ufficio postale (Cocchi/Trezzini,
CPC annotato e massimato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 124; DTF 132 III 492 consid. 1; 127 I 34 consid. 2a/aa);

 

                                         che il
termine di giacenza di sette giorni inizia a decorrere il giorno successivo a
quello in cui l'avviso di ritiro della raccomandata viene depositato (Donzallaz, La notification en droit
interne suisse, n. 1029, pag. 495; Bohnet,
Faire défault à Neuchâtel, in RJN 2000 pag. 46; sentenza del Tribunale federale
H 338/00 del 13 febbraio 2001) e si calcola indipendentemente dai giorni festivi
ufficiali e dalle ferie giudiziarie (sentenza del Tribunale federale del 10
marzo 2008  5D_16/2008; Donzallaz,
op. cit., n. 1030, pag. 495 seg. con riferimenti);

 

                                         che in
concreto, il plico raccomandato contenente la decisione impugnata è stato
spedito dalla Pretura il 3 marzo 2010 mentre l'avviso di ritiro è stato
depositato nella casella postale del convenuto il giorno dopo senza essere dato
di sapere quando egli lo abbia ritirato;

 

                                         che,
comunque sia, nell'ipotesi a lui più favorevole, il termine di giacenza di 7
giorni è iniziato a decorrere il 5 marzo ed è scaduto l'11 marzo 2010;

 

                                         che si
considerasse quest'ultima data, il termine di dieci giorni per impugnare la
sentenza del Pretore ha iniziato a decorrere venerdì 12 marzo 2010 ed è scaduto
domenica 21 marzo, salvo prorogarsi a lunedì 22 marzo 2010 (art. 131 cpv. 3 CPC);

 

                                         che di
conseguenza il ricorso per cassazione, spedito il 31 marzo 2010 (data del
timbro postale sulla busta d'invio), si rivela tardivo
e sfugge di primo d'acchito a qualsiasi esame;

 

                                         che si
volesse da ciò transigere, l'atto non avrebbe esito diverso;

 

                                         che in
effetti il ricorrente non muove alcuna censura alla sentenza del Pretore ma
chiede di poter fissare una nuova udienza nella quale potersi esprimere;

 

                                         che tale
richiesta potrebbe tutt'al più configurare una domanda di restituzione del
termine per comparire al contraddittorio, possibilità accordata ove la parte
dimostri di essere stata impedita di agire, di comparire o di chiedere un
rinvio perché l'impedimento di compiere in tempo utile l'atto processuale era
dovuto a un fatto grave che non poteva essere evitato (art. 137 lett. b CPC), 

 

                                         che, ammessa
la possibilità di una restituzione in intero anche dopo l'emanazione della
sentenza – ciò che permetterebbe di ripristinare la situazione processuale esistente
al momento in cui è subentrata la preclusione, concedendo alla parte quindi preclusa
la possibilità di compiere l'atto processuale omesso senza sua colpa – la
domanda, nondimeno, va formulata al giudice davanti al quale si è verificata la
preclusione (CCC 16.2009.91 del
16 novembre 2009 con riferimenti);

 

                                         che in tali
circostanze il memoriale va quindi rinviato al Pretore per essere vagliato a
tale stregua, applicando la procedura analoga a quella prevista per la
restituzione in intero contro le sentenze;

 

                                         che gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv.
1 CPC), ma si giustifica, per questa volta, di rinunciare ad ogni prelievo, il
ricorrente essendo sprovvisto di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio
di un patrocinatore;

 

                                         che non
si pone problema di ripetibili alla controparte, l'atto non essendo stato intimato
per osservazioni.

 

Per questi motivi, 

 

in applicazione dell'art. 313bis CPC,

 

 

pronuncia:              1.   Trattato
come ricorso per cassazione, l'atto è irricevibile

                                      

                                   2.   L'atto è ritornato al Pretore perché esamini se può essere
trattato come istanza di restituzione in intero contro il lasso dei termini.

 

                                   3.   Non si
prelevano tasse o spese, né si assegnano ripetibili. 

 

                                   4.   Intimazione
a:

	
   

  	
  –; 

  . 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle
cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno
30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di
diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art.
 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione
di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il
ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi
previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è
disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.