# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ed576d9c-41cb-5772-bbc6-a064c80bf3ff
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-10-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 12.10.2005 52.2005.264
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2005-264_2005-10-12.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2005.264

   

  	
  Lugano

  12 ottobre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli 

  

 

 

statuendo sul ricorso 25 agosto 2005 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinato da: PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 12 luglio 2005 del Consiglio di Stato
  (n. 3510), che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la
  licenza edilizia 25 marzo 2005 rilasciata dal municipio di CO 2 a CO 1 per
  sopraelevare e trasformare in abitazione un rustico situato nel nucleo di G__________
  (part. 1813); 

  

 

 

viste le risposte:

-    13 settembre 2005 del
Consiglio di Stato; 

-    15 settembre 2005 di CO
1; 

-    20 settembre 2005 del
municipio di CO 2; 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 23
maggio 2001 CO 1 ha chiesto al municipio di CO 2 il permesso di sopraelevare e
rendere abitabile un piccolo rustico di m 5.50 x 7.00, alto circa 4 m, situato
nel nucleo di G__________ su un fondo di appena 49 mq (part. 1813). L'intervento
comporta un innalzamento del tetto di circa m 3.50. 

Alla domanda si sono opposti due vicini, fra
cui il ricorrente, proprietario di un rustico, situato sul fondo contermine
verso ovest (part. 1812), ad una distanza di circa 2 m dal confine est, rispettivamente
dalla facciata ovest del rustico da sopralevare. 

Preavvisata favorevolmente dal Dipartimento
del territorio (UDC), la domanda è stata sospesa sino all'inizio di quest'anno
su richiesta dell'istante in licenza. Sollecitato a riattivare la procedura, il
25 marzo 2005 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, respingendo le
opposizioni dei vicini, che contestavano la sopraelevazione dal profilo delle
distanze. 

 

 

                                  B.   Con giudizio
12 luglio 2005 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo
l'impugnativa contro di esso inoltrata dai vicini opponenti. 

Il Governo ha in sostanza ritenuto che l'art.
9 NAPR permettesse di sopraelevare anche gli edifici esistenti nella zona del
nucleo in contrasto con l'ordinamento delle distanze.

 

 

                                  C.   Contro il
predetto giugno governativo RI 1 insorge davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendo che sia annullato assieme alla controversa licenza. 

L'insorgente nega anzitutto che l'art. 9
NAPR, norma di carattere generale, sia applicabile alla zona dei nuclei vecchi
(NV). Lo escluderebbero le particolari caratteristiche di questa zona. 

Il controverso intervento, prosegue, non si
configurerebbe come una sopraelevazione, ma come una nuova costruzione. Dell'attuale
vecchia stalla non rimarrebbe infatti più nulla. 

La licenza, conclude, andrebbe negata perché
la distanza di 4.00 m prescritta dall'art. 22 NAPR verso edifici con aperture è
già attualmente disattesa. 

                                  D.   All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni. 

Il municipio e CO 1 ne postulano invece il
rigetto riconfermandosi nelle osservazioni presentate in prima istanza. 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. La legittimazione
attiva dell'insorgente, proprietario di un fondo contermine e già opponente, è
certa (art. 43 PAmm). Il ricorso, tempestivo (art. 46 PAmm), è dunque ricevibile
in ordine. 

Il giudizio può essere emanato sulla base
degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). 

 

 

                                   2.   2.1. Edifici
venuti a trovarsi in contrasto con il diritto entrato successivamente in vigore
possono per principio essere soltanto mantenuti e riparati. Lavori di trasformazione
sostanziali sono esclusi (art. 39 RLE). 

Il diritto positivo può tuttavia prevedere
eccezioni a questa regola. In quest'ottica, l'art. 72 cpv. 2 LALPT ammette ad
esempio la possibilità di ampliare, a determinate condizioni, edifici esistenti
in contrasto con la funzione della zona in cui sono ubicati. Numerosi
ordinamenti edilizi comunali ammettono a loro volta la possibilità di sopraelevare
edifici esistenti in contrasto con le distanze da confine o tra edifici. 

Tra questi, l'art. 9 NAPR di G__________
dispone che edifici preesistenti in contrasto con le norme sulle distanze
dai confini e tra edifici possono essere sopraelevati purché siano rispettate
tutte le altre prescrizioni. A differenza di analoghe disposizioni di altri
ordinamenti edilizi comunali, la norma in esame non stabilisce distanze minime
tra edifici che devono comunque essere rispettate. Parimenti, non fissa nemmeno
limiti particolari alle aggiunte verticali ammissibili. 

La sopraelevazione è comunque una forma
particolare di ampliamento. Per essere considerata tale, non deve tradursi
nella realizzazione di un nuovo edificio. Non deve in particolare sovvertire l'identità
dell'edificio preesistente. Deve quindi rimanere contenuta entro limiti
ragionevoli, soprattutto dal profilo quantitativo. Le volumetrie aggiunte
devono di conseguenza rimanere in un rapporto di subordinazione rispetto alle
preesistenze. 

 

2.2. L'art. 9 NAPR è inserito fra le
disposizioni di carattere generale del PR di G__________. Esso si colloca dopo
le norme che regolano le distanze dai confini (art. 7) e quelle tra edifici
(art. 8 ) e precede altre disposizioni sulle distanze per le costruzioni accessorie
(art. 10), dall'area pubblica (art. 11), dai corsi d'acqua (art. 12) o dal
bosco (art. 13). 

Al pari di quella delle altre norme sulle
distanze, anche la portata dell'art. 9 NAPR è di carattere generale. Per
principio, è quindi applicabile a tutte le zone, senza eccezioni. Prova ne è che
la norma non contempla la riserva prevista dagli art. 7 ed 8 NAPR a favore di una
diversa disciplina di zona (ove non sia diversamente stabilito). 

 

 

                                   3.   3.1. Nel
caso concreto, il rustico che il resistente intende adibire ad abitazione e sopraelevare
sorge sul confine e dista circa 2 m dall'edificio munito di aperture che sorge
sul fondo del ricorrente. 

Si tratta quindi di una costruzione
esistente in contrasto con la distanza minima (4.00 m), prescritta dall'art. 22
cpv. 2 lett. c NAPR, disciplinante la zona dei nuclei vecchi (NV), verso
edifici con aperture a prospetto. 

In linea di massima, la difformità non
esclude la possibilità di sopraelevarlo. L'art. 9 NAPR, contrariamente a quanto
sostiene il ricorrente con argomenti riferiti alle peculiarità della zona in discussione,
è infatti anche applicabile ai nuclei. L'art. 22 NAPR non permette di
accreditare una diversa conclusione. L'interpretazione data dal municipio all'ordinamento
edilizio comunale autonomo non appare affatto insostenibile. L'inapplicabilità
dell'art. 9 NAPR alla zona dei nuclei avrebbe peraltro dovuto essere esplicitata.

 

3.2. L'aggiunta proposta è tuttavia
eccessiva. Non ricade più nel concetto di sopraelevazione, intesa come
ampliamento dello sviluppo verticale della costruzione. L'altezza dell'edificio
esistente, aumentando da m 3.70 a m 7.50, viene infatti raddoppiata. Altrettanto
consistente è l'aumento della volumetria. 

Oltremodo significativo è il cambiamento
dell'aspetto esterno del rustico, che da costruzione ad un solo piano diventa
un edificio a tre piani. Palese e radicale è il sovvertimento dell'identità
dalla costruzione esistente. 

Pur tenendo conto della latitudine di
giudizio che deve essere riconosciuta al municipio nell'interpretazione del
diritto comunale autonomo e del concetto relativamente indeterminato di sopraelevazione,
l'intervento va dunque sostanzialmente configurato come una nuova costruzione. 

Non può di conseguenza essere autorizzato
perché non rispetta la distanza minima tra edifici prescritta dall'art. 22 cpv.
2 lett. c NAPR. 

 

 

                                   4.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso deve di conseguenza essere
accolto e la licenza annullata assieme alla decisione governativa che la conferma.
Resta riservata al resistente la facoltà di proporre una nuova domanda per un
innalzamento più contenuto dal profilo delle volumetrie, che non alteri in
misura inammissibile l'identità dal rustico esistente. 

La tassa di giustizia e le ripetibili sono
poste a carico del resistente secondo soccombenza (art. 28 e 31 PAmm). 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 9, 22 NAPR di G__________; 3,
18, 28, 31, 60, 61, 65 PAmm; 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

§.  Di conseguenza, sono annullate: 

1.1.          
la decisione 12 luglio 2005 del Consiglio di
Stato (n. 3510), 

1.2.          
la licenza edilizia 25 marzo 2005 rilasciata dal
municipio di CO 2 a CO 1 per sopraelevare e trasformare in abitazione un
rustico situato nel nucleo di G__________ (part. 1813); 

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 800.- è a carico del resistente, che rifonderà fr. 1'000.- al
ricorrente a titolo di ripetibili. 

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  .

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  2. CO 2 

  3. CO 3 

  4. CO 4 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario