# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cffe5973-4bce-571c-a4af-2697c78aea29
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-11-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.11.2002 32.2002.64
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-64_2002-11-20.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.64

   

  BS/cd

  	
  Lugano

  20 novembre 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 23 maggio 2002 di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 25 aprile 2002 emanate
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

                                         in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1950, ha lavorato sia quale commessa che come ausiliaria di pulizie. 

A seguito dei disturbi alla salute, dovuti in particolare alle difficoltà nel
mantenere a lungo la posizione eretta, essa è stata costretta a svolgere
l’attività di cassiera presso la __________ che ha terminato il 30 aprile 2002
(doc. _).

In data 15 marzo 2000 essa ha presentato una richiesta volta ad ottenere una
rendita AI (doc. AI _). In seguito ha pure chiesto il rimborso dei supporti
plantari prescritti dal suo medico (doc. AI _).

 

                               1.2.   Dopo aver
esperito degli accertamenti economici e medici, di cui si parlerà nei
considerandi in diritto, con due proposte di decisione 5 febbraio 2002
l’Ufficio assicurazioni invalidità (UAI) ha respinto entrambe le richieste.

Per quel che concerne la domanda di rendita, l’amministrazione ha motivato il
rifiuto come segue:

" 
(…)

Dalla documentazione medico-specialistica
acquisita agli atti, come pure dal rapporto della visita medica presso il
nostro Servizio Medico Regionale, risulta che attività in cui non debba restare
in piedi per più di 2 ore consecutive, non debba camminare per più di 1
chilometro di seguito e su terreni sconnessi o in cui non debba spostarsi per
più di 50-100 metri, possono essere svolte per 8 ore giornaliere. Inoltre dagli
atti risulta che l'assicurata dal 01.02.2002 ha iniziato una nuova attività
quale cassiera ausiliaria, professione che rispecchia in modo completo le
controindicazioni medicalmente giustificate." (cfr. doc. AI _)

 

Riguardo alla seconda domanda, l’UAI ha rilevato:

" 
(…)

I supporti plantari (posizione 443 112++) non
sono menzionati in questa lista e non possono essere assimilati a nessuna
categoria che vi figura.

 

L'assicurazione invalidità non li può prendere a
carico in qualità d'apparecchi di cura, poiché non costituiscono un complemento
importante ad un provvedimento sanitario d'integrazione assegnato dall'AI.

 

Pertanto, la sua domanda di prestazioni è respinta."
(cfr. doc. AI _)

                                      

                                         Non
avendo l’interessata inoltrato delle osservazioni in merito alle proposte
decisionali, con due provvedimenti formali del 25 aprile 2002 l’amministrazione
ha confermato la reiezione delle prestazioni assicurative (doc. AI _).

                               1.3.   Contro le
decisioni amministrative è tempestivamente insorta __________, postulando in
sostanza il riconoscimento di una rendita ed il rimborso dei plantari. 

Queste le motivazioni del gravame:

" 
(…)

Il calo visivo e le difficoltà motorie derivanti
dai problemi ortopedici, mi pongono in serie difficoltà che generano stato
d'ansia e di panico rendendomi inadeguata e fortemente sofferente.

Forti emicranie e stati di malessere rendono
difficoltose le giornate lavorative che si profilano opprimenti e non sostenibili.

 

Vi inoltro certificati medici che razionalmente
comprovano i disturbi menzionati che danno originale ad un ben più grave
disagio esistenziale che è limitativo ed insostenibile.

 

Vi invito, egregi signori, a prendere atto di
quanto esposto ed a volermi invitare, se del caso, ad ulteriori accertamenti
medici."

(cfr. doc. _)

 

                               1.4.   Mediante
risposta 5 giugno 2002 l’UAI ha postulato la reiezione del gravame, rilevando:

" 
(…)

Gli atti medici acquisiti all'incarto hanno permesso di stabilire
come nello svolgimento di attività consone al proprio stato di salute, che
siano in particolare piuttosto sedentarie e non la costringano a mantenere per
lunghi periodi la posizione eretta, l'assicurata non presenta alcuna
limitazione.

Si rilevi fra l'altro che l'interessata è altresì stata sottoposta
ad accurata visita da parte del Servizio medico regionale (SMR) (cf. doc. n. _
inc. AI).

L'ulteriore documentazione proposta con l'atto di ricorso,
sottoposta ad esame da parte del SMR, non fornisce alcun elemento atto a
giustificare una diversa valutazione della capacità lavorativa (cf. nota dott.
__________, in annesso).

 

 

Potendo quindi svolgere tuttora la propria attività di cassiera a
tempo pieno, e non sussistendo di conseguenza alcuna incapacità lavorativa, il
rifiuto di accordare una rendita è quindi giustificato.

 

 

In corso di istruttoria è altresì stata avanzata richiesta di
rimborso per supporti plantari. Orbene, ai sensi dell'art. 21 cpv. 1 LAI,
l'assicurazione invalidità sopperisce alla spese per protesi dentarie, occhiali
e sostegni plantari solo per quanto costituiscano un complemento essenziale a
provvedimenti sanitari d'integrazione.

I provvedimenti sanitari dei quali l'assicurata ha beneficiato in
concreto non rientrano però fra i provvedimenti sanitari di integrazione ai
sensi della LAI (cf. art. 12 LAI, e nota dott. 

__________, idem).

Ciò costituiva motivo sufficiente per fondare un rifiuto." 

(cfr. doc. _)

 

                               1.5.   Il 3 luglio
2002 la ricorrente ha trasmesso la lettera di licenziamento della __________ e
un conteggio dell’assicurazione disoccupazione, precisando che:

" 
Le scarse capacità visive, in rapporto al lavoro
di cassa, mi rendevano non idonea al lavoro di cassiera.

Mi sono presentata alla sede di un giornale per lavori di magazzino e davanti
all’evidenza delle mie ridotte capacità visive mi hanno consigliato di
desistere. “(Doc. _).

 

 

                                         Con
osservazioni 10 luglio 2002 l’UAI ha invece sostenuto che:

" 
L'ulteriore documentazione prodotta non permette
di giungere a

diversa conclusione in merito al grado di
capacità lavorativa presentato dalla ricorrente.

La lettera di licenziamento non menziona infatti
le ragioni che hanno indotto i responsabili a rescindere il contratto.

 

D'altro lato, così come gli altri disturbi, anche
i problemi visivi lamentati dalla ricorrente sono stati debitamente considerati
nell'ambito della visita presso il SMR." (cfr. doc. _)

 

                                         In
risposta a quanto evidenziato dall’amministrazione, con lettera 27 agosto 2002,
la ricorrente ha precisato che non sono stati elencati i motivi del
licenziamento per non precludere la ricerca di una nuova attività lavorativa
(doc. _).

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H
335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio
2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è anzitutto il riconoscimento o meno all’assicurata di una rendita
d’invalidità.

__________ sostiene che i problemi alla vista non le permettono di svolgere
l’attività di cassiera e di aver perso il posto di lavoro proprio a causa delle
sue limitate capacità visive.

Di parere opposto è l’UAI. L’amministrazione rileva come i problemi visivi
lamentati dalla ricorrente siano stati debitamente considerati nell’ambito
della visita presso il Servizio regionale medico (SMR), il quale non li ha
ritenuti invalidanti.

                               2.3.   L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

                                         - un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a 

  infermità congenita, malattia o infortunio, e

 

                                         - la
conseguente incapacità di guadagno.

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de
la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

                               2.4.   Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il
reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l'assurance-invalidité, Les prestations, pagg. 200 e ss.). 

                                         Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di
eventuali provvedimenti integrativi (art. 28 cpv. 2 LAI).            

                                         Nel
confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di
fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale,
le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325
consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G. Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures
préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158
e 1159 e la giurisprudenza citata).

                                         La misura
dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione
personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure
reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

                               2.5.   Al fine di
accertare lo stato di salute di __________ e l’eventuale inabilità lavorativa
nella precedente professione di cassiera, l’UAI ha dunque incaricato il
Servizio medico regionale (SMR) di eseguire una visita medica. 

Dal rapporto 15 marzo 2002 risulta che il dr. __________, membro del suddetto
servizio medico, ha accertato la seguente diagnosi con influsso sulla capacità
lavorativa:

"  7.
Diagnosi con influsso sulla CL

 

•     Metatarsalgia bilaterale a destra più che a sinistra.

 

•     Stato dopo osteotomia dei Il, III e IV metatarso a sinistra
nel 1991.

 

•     Stato dopo
osteotomia per alluce valgo secondo Magerl e osteotomia secondo Helal dei
metatarsali II e III a sinistra nel 1997.

 

•     Stato dopo
operazione all'alluce valgo secondo Magerl e osteotomia secondo Helal ai
metatarsali II e III a destra nel 1988.

 

•     Piede piatto.

 

•     Sovrapposizione del dito II sul III ad
ambedue i piedi." 

(cfr. p.to 7 doc. AI _)

In sede di discussione dei dati medici, egli ha rilevato (le sottolineature
sono del redattore):

"  9.
Discussione

 

Si tratta di un'assicurata
52enne divorziata, che dal 1986 ha sempre lavorato a metà tempo come commessa e
donna delle pulizie. Divorziata dal 1997, si trova ora nella situazione di
dover lavorare a tempo pieno per problemi economici. I disturbi lamentati
dall'assicurata sono dovuti ai dolori ai piedi entrambi operati per alluce
valgo e dita a martello. Attualmente l'assicurata lamenta dolori specialmente
al piede destro, questi dolori insorgono se deve stare in piedi per più di 3
ore di fila, se deve spostarsi ripetutamente o se deve percorrere una distanza
superiore ad 1 km. I dolori non insorgono in posizione seduta. Da seduta però,
dopo un lasso di tempo di 6-7 ore, nota un discreto gonfiore ai piedi con
formicolio. I dolori sono attenuati portando i plantari. D'altra parte,
portando scarpe chiuse avverte una maggiore irritazione al dorso dei piedi e
precisamente dove il dito II si sovrappone al III.

Nell'attuale situazione
lavorativa di cassiera presso una filiale ___________, lavorando attualmente in
prova a tempo pieno, i disturbi ai piedi sono al momento ben sopportati,
lamenta però alla sera un'importante stanchezza, dovuta all'orario di lavoro
prolungato (lavora fino a 10 ore al giorno, perché deve fare anche le pulizie).

Per quanto riguarda i disturbi
della vista, l'assicurata dice di dover spesso togliere gli occhiali per
leggere le etichette e contare le monete, ciò le provoca un senso di capogiro e
specialmente verso la fine dell'orario lavorativo dolore e pesantezza alla
testa.

Nella domanda di rendita l'assicurata
non ha mai asserito problemi con la vista, né questi sono citati nei rapporti
medici.

Ho telefonato al dr. __________,
oculista dell'assicurata il 20.03.02. Mi conferma l'operazione del settembre
1995 (intervento alle cornee con Laser) e la riduzione di un'importante miopia
di 13 diottrie a 2 diottrie circa. All'ultimo controllo nell'ottobre del 2001
1,5 diottrie a destra e 2,5 diottrie a sinistra. Vista l'età dell'assicurata è
possibile che abbia qualche difficoltà a vedere bene da vicino con questi
occhiali. Questo però non influenza la capacità lavorativa.

Dal punto di vista psichico
l'assicurata dichiara di essersi sentita sola negli ultimi anni, e che le è
pesato il fatto di aver dovuto assumersi senza l'aiuto del marito il peso della
famiglia. Non si evidenziano criteri per una diagnosi di stato
ansioso-depressivo."

(cfr. p.to 9 doc. AI _)

                                         

Il SMR ha quindi concluso che (sottolineatura del redattore):

"  10.
Conclusioni

 

I disturbi ai piedi accusati
dall'assicurata, controindicano un'attività in cui debba restare in piedi
per più di due ore consecutive, in cui debba camminare per più di 1 km di seguito o in cui debba spostarsi ripetutamente per più di 50-100m, in cui debba camminare su terreni sconnessi.
Attività che non comportano i limiti sopra indicati possono essere svolte per 8
ore al giorno.

Per migliorare la sua capacità
lavorativa, ritengo giustificato l'uso di scarpe ortopediche, adattate alla
forma del suo piede.

Non ritengo che i disturbi della
vista, lamentati dall'assicurata, possano diminuire la sua capacità
lavorativa." 

(cfr. p.to 10 doc. AI _)

Sulla base del succitato rapporto, l’UAI ha quindi concluso che l’assicurata
non presenta alcuna limitazione nell’attività di cassiera.

 

                               2.6.   Perché un
rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed
esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami
approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia
stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della
situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate
(cfr. Ulrich Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989
pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell’ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332 ).

 

                                         Lo stesso
vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAL 1986
pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

 

                                         Il TFA ha
inoltre precisato che, nell’ipotesi in cui si tratti di una lite in materia di
prestazioni, dall'art. 4 CF rispettivamente 6 CEDU, non può essere dedotto il
diritto di essere sottoposto ad una perizia medica esterna (DTF 122 V 157). 

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

 

                                         Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a)cc), cfr. U. Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 pag.
230).

                                         

                               2.7.   Nell'evenienza
concreta questo TCA non intravede ragioni che gli impediscono di far proprie le
conclusioni della valutazione del SMR basate su un approfondito e completo
esame di tutte le affezioni lamentate dall’assicurata.

Il dr. _________ è giunto ad una logica conclusione in merito all’esigibilità a
tempo pieno di attività in cui l’assicurata non debba restare in piedi
per lunghi periodi, spostarsi ripetutamente per distanze superiori a 50/100
metri e camminare su terreni sconnessi.

Di analogo parere è anche il medico curante dell’assicurata, dr.ssa __________,
che nel rapporto 5 giugno 2001 ritiene la sua paziente abile in attività “che
non presuppongano prolungata posizione eretta” (doc. AI _). 

Anche il dr. __________, ortopedico, rileva che l’assicurata non può svolgere
un lavoro “dove deve sempre stare in piedi o sempre camminare”, con
possibilità di poter usufruire dei momenti di riposo (doc. AI _).

In simili circostanze l’attività di cassiera rispecchia le limitazioni mediche.

                                         L’assicurata
ha tuttavia sostenuto che la scarsa capacità visiva sarebbe stata la causa del
licenziamento dalla __________.

Per quel che concerne i problemi alla vista, dopo una consultazione telefonica
con l’oculista curante, dr. __________, - il quale avrebbe attestato un deficit
visivo di 1.5 diottrie a destra e 2.5 diottrie a sinistra - il dr. __________ è
del parere che tali disturbi non influenzano la capacità lavorativa (cfr. punto
no. 9 , doc. AI _).

Con il gravame l’assicurata ha prodotto il certificato 14 maggio 2002 del dr.
__________, attestante un peggioramento dello status visivo. In particolare
l’oculista ha evidenziato che: 

"  L'acuità
visiva è ora dell'80% con s-2.25 a destra e di s-4.00 a

sinistra.

 

La paziente voleva in ottobre 2001 degli occhiali intermediari per
il lavoro che sono stati prescritti di s-1.50 a destra e s-2.75 a sinistra; con
questi occhiali la paziente ha comunque difficoltà per lontano e per vicino che
le causano delle emicranie." (cfr. doc. _)

                                      

                                         Nella
nota 7 giugno 2002 al succitato certificato, il medico dell’amministrazione,
dr. __________, ha rilevato che:

"  2.
Il certificato del Dr. __________, oftalmologia FMH, indica come

    l'acuita
visiva sia dell'80% (dopo intervento) con correzione assimetrica (-2.25 a dx. e
4.0 a sin.). Si tratta di un'acuità visiva ancora importante. D'accordo con il
Dr. __________ l'asimmetria di correzione può provocare un certo affaticamento,
ma solo per le attività dove il controllo della vista è importante. Di questa
patologia ha tenuto conto anche il Dr. __________ nel suo rapporto." 

    (cfr.
doc. _)

 

                                         Ora,
secondo questa Corte, l’attività di cassiera non rientra in quelle professioni
che richiedono un particolare sforzo visivo in quanto oggigiorno la lettura dei
prezzi è informatizzata. Pertanto, la professione dell’assicurata non necessita
di un controllo della vista importante, per cui, riprendendo quanto rilevato
dal dr. __________, l’asimmetria di correzione non le provoca un affaticamento
tale da compromettere la capacità lavorativa. 

Non solo, l’assicurata, oltre ad avere ancora un’acuità visiva importante, può
farsi prescrivere degli occhiali che correggano integralmente il deficit
di diottrie. 

Infine, i disturbi visivi lamentati dalla ricorrente sono stati debitamente
presi considerazione nella valutazione del dr. __________ del SMR, il quale non
li ha ritenuti idonei per una riduzione dell’abilità lavorativa. Del resto la
ricorrente non ha prodotto alcun certificato medico che contraddica tale tesi. 

Da ultimo va rilevato che il certificato 30 ottobre 1997 del dr. __________
prodotto con il ricorso, in cui il dermatologo evidenzia come l’assicurata sia
affetta da evidente irsutismo del mento che 

“ compromette la sua attività lavorativa sociale e psichica” e pertanto
consiglia la presa a carica delle spese di una depilazione (doc. _), non è
idoneo per cambiare l’esito della vertenza.

Ora, l’irsutismo di per sé non costituisce un’affezione invalidante. Visto
inoltre che negli ultimi anni la ricorrente ha comunque lavorato, ciò significa
tale situazione non le deve aver causato particolari problemi. Oltretutto nella
valutazione 15 marzo 2002 il dr. __________ non ha evidenziato “criteri per
una diagnosi di stato ansioso-depressivo” (doc. AI _ pag. 4).

Visto quanto riportato sopra, è da ritenere dimostrato con la certezza
richiesta nel campo delle assicurazioni sociali (DTF cfr. DTF 121 V 208 consid.
6a; DTF 115 V 142 consid. 8b; SVR 1996 Nr. 85 pag. 269; SVR 1996 LPC Nr. 22
pag. 263ss RAMI 1994 pag. 210/211) che ___________ possa esercitare la sua
attività di cassiera in quanto rispecchiante le indicazioni mediche. 

Ne consegue che essa non presenta un’incapacità al guadagno.

Pertanto la decisione contestata con cui l’UAI ha rifiutato di erogare una
rendita è corretta e merita conferma.

                               2.8.   L’assicurata
ha chiesto il rimborso dei supporti plantari prescritti dal dr. __________
(cfr. doc. AI _).

Va ricordato che fra provvedimenti di integrazione concessi in virtù della LAI
sono pure previsti i mezzi ausiliari (art. 8 cpv. 2 lett. d LAI).

                                         In virtù
dell'art. 21 cpv. 1 LAI l'assicurato ha diritto ai mezzi ausiliari, compresi in
un elenco allestito dal Consi­glio federale, dei quali ha bisogno per
esercitare un'atti­vità lucrativa o adempiere le sue mansioni consuete, per
studiare, per imparare una professione o a scopo di assue­fazione funzionale.

                                         Giusta la
2a frase dell'art. 21 cpv. 1 LAI, l'assicurazione sopperisce alle spese per
protesi dentarie, occhiali e sostegni plantari solo per quanto costituiscono un
complemento essenziale ai provvedi­menti sanitari di integrazione (cfr. DTF
119 V 225 consid. 3c). Tale condizione è stata voluta dal legislatore al fine
di evitare abusi che non potrebbero altrimenti essere impediti considerata la
notevole diffusione di tale mezzo ausiliario (cfr. BBl 1958 II 1260; cfr. DTF
124 V 10 consid. 5b, bb).

                                         L'assicurato,
che, a causa della sua invalidità, ha bisogno di apparecchi costosi per
spostarsi, stabilire contatti nel proprio ambiente o attendere alla propria
persona, ha diritto, indipendentemente dalla sua capacità al guadagno, a tali
mezzi ausiliari, compreso in un elenco allestito dal Consiglio federale (art.
21 cpv. 2 LAI).

                                         I mezzi
ausiliari sono forniti in proprietà o a prestito in un tipo semplice e
adeguato.

                                         L'assicurato
sopperisce alla maggiore spesa per tipi più perfezionati. Se un mezzo
ausiliario sostituisce oggetti, che devono essere acquistati anche senza
invalidità, l'as­sicu­rata può essere tenuto a partecipare alla spesa (art. 21
cpv. 3 LAI).

                                         

                               2.9.   In virtù
della delega legislativa contenuta nell'art. 21 LAI, il Consiglio federale ha
emanato l'art. 14 OAI.

                                         Secondo
questo disposto l'elenco dei mezzi ausiliari da consegnare nei limiti dell'art.
21 LAI é oggetto di un'ordinanza del Dipartimento che emana disposizioni
complemen­tari riguardanti:

 

a.   la consegna dei mezzi ausiliari;

 

b.   i contributi alle spese di adeguamento di apparecchi e di immobili
rese indispensabili dall'invalidità;

 

c.    i contributi alle spese cagionate da servizi speciali di terze
persone di cui abbisogna l'assicurato al posto di un mezzo ausiliario.

 

                                         Il
Dipartimento federale dell'Interno ha promulgato il 29 novembre 1976 la
summenzionata Ordinanza sulla consegna di mezzi ausiliari da parte
dell'assicurazione per l'invalidità (OMAI).

                                         Giusta
l'art. 2 cpv. 1 OMAI il diritto alla consegna di mezzi é stabilito nei limiti
tracciati dall'elenco allegato all'ordinanza. In particolare l'assicurato ha
diritto ai mezzi ausiliari designati nel citato elenco da un asterisco (*) solo
se gli sono indispensabili per esercitare un'atti­vità lucrativa o adempiere le
mansioni consuete, per studiare, per imparare una professione, a scopo di
assuefazione funzionale o per svolgere l'attività esplicitamente citata nel
numero corrispondente dell'allegato (art. 2 cpv. 2 OMAI; DTF 121 V 260 consid.
2b con riferimenti; STCA 6 novembre 1992 in re I.Di S., STFA 26 luglio 1993 in
re M.V.).

 

 

                                         La lista
contenuta nell'allegato all'OMAI è esaustiva nella misura in cui enumera le
categorie dei mezzi che entrano in linea di conto. Al contrario, si deve
esaminare per ogni categoria se l'enumerazione dei diversi mezzi ausiliari è
esaustiva o semplicemente indicativa (DTF 121 V 260 consid. 2b con riferimenti;
117 V 181 consid. 3b; 115 V 193 consid. 2b). 

 

 

                                         Infine,
giusta la cifra 4.05* dell’allegato OMAI, i plantari ortopedici sono
considerati mezzi ausiliari "se costituiscono un complemento importante
di un provvedimento sanitario d’integrazione”. 

 

                              2.10   Ora, i
plantari in questione sono dei mezzi ausiliari, ma l’art. 21 cpv. 2 seconda
frase LAI (di conseguenza la cifra 4.05* dell’allegato OMAI) subordina
l’assunzione dei relativi costi da parte dell’AI alla condizione che questi
costituiscano un complemento essenziale di un provvedimento integrativo ai
sensi dell'art. 12 LAI (anche se non necessariamente eseguiti dall'AI, ma i cui
presupposti di presa a carico da parte di quest'ultima siano adempiuti, cfr.
DTF 105 V 147 consid. 1 con riferimenti).

                                         La
giurisprudenza del TFA ha già avuto modo di confermare tale presupposto (“ Les
supports plantaires sont accordés par l’AI s’ils constituent le complément
important d’une mesure de réadaption. Il en va de même des chaussures
orthopédique qui remplissent la même funcition ”, RCC 1974, pag. 339, citato in
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pag. 167).

Del resto, l’intervento di alluce valgo a cui l’assicurata è stata sottoposta
non è un provvedimento sanitario ex art. 12 LAI (cfr. marg. 738/938.4 delle
direttive sui provvedimenti sanitari, nel tenore in vigore dal 1° novembre 2001,
edite dall’UFAS). 

                                         Pertanto,
non rappresentando i supporti plantari un complemento essenziale ai provvedi­menti
sanitari di integrazione giusta l'art. 21 cpv. 1, 2a frase LAI e la cifra
4.05*  dell'allegato OMAI, gli stessi, non possono essere assunti dall'AI (cfr.
consid. 2.9).

In conclusione, visto quanto sopra e quanto riportato al consid. 2.7, le
decisioni impugnate meritano conferma ed il ricorso va respinto. 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti