# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 67699cd6-9c37-53c5-8332-d6b4f119675c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-06-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 02.06.2014 38.2014.12
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2014-12_2014-06-02.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto
  n.

  38.2014.12

   

  rs

  	
  Lugano

  2 giugno 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
					

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 febbraio 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 7 gennaio 2014 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione su opposizione
del 7 gennaio 2014 la Cassa Disoccupazione CO 1 (di seguito: la Cassa) ha
confermato la precedente decisione del 10 ottobre 2013 (cfr. doc. 12=A6) con
cui ha negato a RI 1 il diritto a indennità di disoccupazione dal 10 settembre 2013, in quanto entro il termine quadro per il periodo di contribuzione (10.09.2011 – 9.09.2013) non
poteva comprovare i 12 mesi di contribuzione richiesti, bensì unicamente 11.894
mesi di contribuzione (dal 19 luglio al 17 maggio 2012, dal 7 gennaio al 6
marzo 2013 e dal 1° maggio al 17 giugno 2013) e non poteva essere esonerato dal
periodo di contribuzione (cfr. doc. A1).

                               1.2.   Contro la decisione su
opposizione l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale ha
fatto valere quanto segue:

 

" (…)

Nel mese di ottobre mi sono
recato alla Cassa __________ dopo che erano esaurite le mie indennità per
chiedere spiegazioni su quello che sarebbe accaduto in futuro. Mi è stato detto
che il mio termine quadro scadeva a febbraio se non erro. E che comunque per
avere diritto alla disoccupazione dovevo lavorare entro i prossimi 24 mesi
almeno 12 mesi. In merito a questa informazione io mi sono convinto giustamente
che da quella data dovevano passare altri due anni per poter maturare il
diritto alle nuove indennità. Come in effetti è vero, questo l‘ho capito solo a
settembre del 2013 quando mi sono iscritto alla disoccupazione. La differenza è
che io nel periodo precedente ottobre 2012 quando sono esaurite le indennità ho
lavorato per più di un anno. Sfruttando a mio favore la possibilità di
usufruire del guadagno intermedio, infatti credo che l’informazione che mi è
stata data non ha tenuto conto di questo particolare determinante, in quanto i
conteggio dei mesi si fa a ritroso del giorno in cui ti iscrivi alla
disoccupazione e non i due anni successivi alla fine delle indennità. Chi mi ha
informato mi ha convinto con il suo dire che da quel momento dovevo lavorare
almeno 12 mesi nei prossimi 24. Sono venuto a conoscenza di cosa invece era
vero solo quando ho incontrato un imprenditore che nel dialogare mi ha riferito
che io non ero ben informato circa le disposizioni in merito. E che il
conteggio veniva fatto a ritroso, che quindi mi invitava a recarmi all’uff.
della Disoccupazione per informarmi in merito. A questo punto ho fatto
opposizione alla decisione della Cassa, in quanto se mi fossi iscritto nel
periodo immediatamente (n.d.r.: successivo) all’ultimo impiego avevo
11,894 indennità a mio favore come anche la Cassa ha dichiarato. La mia domanda
è quale dovrebbe essere il motivo per il quale io non mi sono iscritto alla
Disoccupazione avendone diritto, come tutti fanno. Va da sé che non mi sono interessato
perché convinto di dover aspettare che arrivasse ottobre 2014 e nel frattempo
dovevo aver lavorato almeno 12 mesi come mi è stato detto. Nessuno mi ha
spiegato che lavorando pur sfruttando il guadagno intermedio si considera il fatto
che tu lavori e basta. Quindi vengono conteggiate tutte le giornate lavorative
che si svolgono.

(…)” (Doc. I)

 

                               1.3.   La Cassa, in risposta, ha
postulato la reiezione dell’impugnativa con sostanzialmente le medesime
argomentazioni di cui si è avvalsa nella decisione su opposizione (cfr. doc.
III).

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Oggetto del
contendere è la questione di sapere se l’assicurato abbia diritto o meno
all’apertura di un nuovo termine quadro per la riscossione di prestazioni a
decorrere dal 10 settembre 2013.

 

                                         L’art. 9 cpv. 1 LADI
prevede che per la riscossione della prestazione e per il periodo di
contribuzione vigono termini quadro biennali, sempre che la presente legge non
disponga altrimenti.

 

                                         In virtù del cpv. 2 il
termine quadro per la riscossione decorre dal primo giorno nel quale sono
adempiuti tutti i presupposti per il diritto alla prestazione.

 

                                         Il termine quadro per il
periodo di contribuzione decorre due anni prima di tale giorno (cfr. art. 9
cpv. 3 LADI).

 

                                         Secondo il cpv. 4 se il
termine quadro per la riscossione è scaduto e l'assicurato pretende di nuovo
l'indennità di disoccupazione, termini quadro biennali sono nuovamente
applicabili alla riscossione e al periodo di contribuzione sempre che la legge
non disponga altrimenti.

 

                                         Riguardo all’art. 9 cpv. 4
LADI cfr. STF 8C_957/2011 del 22 novembre 2011, pubblicata in DLA 2012 N. 10
pag. 284.

 

                               2.2.   L'assicurato ha diritto
all'indennità di disoccupazione, tra l’altro, se ha compiuto o è liberato
dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione (cfr. art. 8 cpv. 1 lett.
e LADI).

 

                                         Secondo l'art. 13 cpv. 1
LADI, ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che, entro il termine
quadro (art. 9 cpv. 3), ha svolto durante almeno 12 mesi un'occupazione
soggetta a contribuzione.

                                         L'art. 2 cpv. 1 lett. a LADI
stabilisce che è tenuto a pagare i contributi all'assicurazione contro la
disoccupazione (assicurazione) il salariato (art. 10 LPGA) che è assicurato
obbligatoriamente ed è tenuto a pagare contributi per il reddito di un'attività
dipendente giusta la legge federale del 20 dicembre 1946 sull'assicurazione per
la vecchiaia e per i superstiti (LAVS).

                                         L'obbligo di adempiere al
periodo di contribuzione è dunque ossequiato quando l'assicurato, quale
dipendente, prova di aver svolto, nel pertinente termine quadro, un'occupazione
soggetta a contribuzione e di aver percepito durante almeno dodici mesi un
salario determinate ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAVS (cfr. DTF 122 V 249,
consid. 2b, pag. 250-251 e la giurisprudenza ivi citata).

 

                                         Ai fini dell’applicazione
di tale articolo non è necessario che il datore di lavoro, quale organo nella
procedura di percezione, abbia effettivamente trasferito alla cassa di
compensazione i contributi del salariato (cfr. DTF 113 V 352; DLA 1988 N. 88,
consid. 3a, pag. 88-89; vedi inoltre Nussbaumer,
Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR],
Soziale Sicherheit, cifra marginale 67, pag. 27-28 e 161, pag. 64-65 e
Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, (AVIG), Berna 1987,
Vol. 1, Ad. art. 13, N. 29, pag. 174).

 

                                         In
una sentenza pubblicata in DTF 131 V 444 l’Alta Corte, precisando la propria
giurisprudenza, ha stabilito che, dal profilo del periodo di contribuzione, la
sola condizione per il diritto all'indennità di disoccupazione è, di principio,
l'esercizio di un'attività soggetta a tale obbligo durante il periodo minimo di
contribuzione. La giurisprudenza esposta in DLA 2001 no. 27 pag. 225 (e le
sentenze che ne sono seguite) non deve dunque essere intesa nel senso che, in
aggiunta a ciò, deve pure essere stato versato un salario; per contro, la prova
che un salario è stato effettivamente pagato costituisce un indizio importante
per la prova dell'esercizio effettivo di una attività dipendente.

 

                                         Al
riguardo cfr. anche DTF 133 V 515 e STF 8C_226/2007 del 16 maggio 2008.

 

                                         L'art. 14 LADI, che regola
l'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione, prevede al cpv. 1
che sono esonerate dall’adempimento del periodo di contribuzione le persone
che, entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3 LADI), durante oltre 12 mesi
complessivamente, non sono state vincolate da un rapporto di lavoro per uno dei seguenti
motivi e non hanno quindi potuto soddisfare i relativi obblighi:

 

                                         a.   formazione
scolastica, riqualificazione o perfezionamento, a condizione che durante almeno
dieci anni siano state domiciliate in Svizzera;

                                         b.
  malattia (art. 3 LPGA), infortunio (art. 4 LPGA) o maternità (art. 5 LPGA), a
condizione che durante questo periodo siano state domiciliate in Svizzera;

                                         c.
  soggiorno in un istituto svizzero per l’esecuzione delle pene d’arresto o
d’educazione al lavoro o in un istituto svizzero analogo.

 

                                         In merito al rapporto tra
l'art. 13 e l'art. 14 LADI, in una sentenza pubblicata in DLA 2004 N. 26 pag.
269 segg., il TFA ha ribadito la sussidiarietà delle regole circa l'esenzione
dall'adempimento del periodo di contribuzione secondo l'art. 14 LADI rispetto
al periodo minimo di contribuzione secondo l'art. 13 LADI.

 

                                         Contestualmente il TFA ha
pure confermato che non è possibile cumulare periodi di contribuzione con
periodi di esonero.

 

                                         Cfr. pure STF C 25/07 del
22 novembre 2007.       

 

                               2.3.   Nell’evenienza
concreta dalla documentazione agli atti emerge che l’assicurato ha aperto un
termine quadro per la riscossione di prestazioni il 1° marzo 2011 con scadenza
il 28 febbraio 2013.

                                         Il diritto alle
prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione di 260 indennità si è
esaurito nell’ottobre 2012 (cfr. doc. A1; III).

                                      

                                         Il 10 settembre 2013 il
ricorrente si è nuovamente annunciato per il collocamento, postulando
l’erogazione di prestazioni a far tempo da quella medesima data e dichiarando
una disponibilità lavorativa del 100% (cfr. doc. 1). 

 

                                         Risulta, inoltre, che l’insorgente
ha lavorato dal 19 luglio 2011 al 17 maggio 2012 a tempo pieno presso __________ quale venditore proattivo (cfr. doc. 3), dal 7 gennaio al 6
marzo 2012 presso la __________ secondo il piano di lavoro della ditta presso
il quale era collocato a prestito in qualità di “agent retail” (cfr. doc. 5) e
dal 1° maggio al 17 giugno 2013 a tempo pieno presso la __________ quale
collaboratore per il servizio esterno (cfr. doc. 6; 12).

 

                                         Con decisione del 10
ottobre 2013 la Cassa ha deciso che l’assicurato dal 10 settembre 2013 non era
indennizzabile, poiché non aveva compiuto il periodo di contribuzione minimo,
bensì poteva comprovare unicamente 11.894 mesi di contribuzione (8.307 mesi
presso __________, 2.074 mesi presso __________ e 1.513 mesi presso __________)
e non poteva essere esonerato dallo stesso (cfr. doc. 12=A6; consid. 1.1.).

 

                                         Tale provvedimento è stato
confermato dalla parte resistente con decisione su opposizione del 7 gennaio
2014 (cfr. doc. A1; consid. 1.1.).

 

                                         L'assicurato ha contestato
quanto stabilito dalla parte resistente, facendo valere che la Cassa,
nell’ottobre 2012, gli avrebbe detto che il suo termine quadro per la
riscossione delle prestazioni LADI scadeva a febbraio 2013 e che per avere
nuovamente diritto a indennità di disoccupazione avrebbe dovuto lavorare almeno
12 mesi nei successivi 24 mesi.

                                         Egli ha aggiunto di aver
saputo che tale informazione non era corretta quando ha incontrato un
imprenditore che l’avrebbe reso attento al riguardo, precisando che il
conteggio dei mesi di contribuzione veniva effettuato a ritroso, ossia nei due
anni precedenti. Il ricorrente ha asserito di essere stato quindi convinto a
torto di dover attendere fino ad ottobre 2014 prima di reiscriversi in
disoccupazione e che nel frattempo doveva aver lavorato per almeno 12 mesi
(cfr. doc. I; consid. 1.2.).

 

                               2.4.   Chiamata a pronunciarsi in
merito alla fattispecie, questa Corte ritiene dapprima utile evidenziare che giusta l’art. 9 cpv. 4 LADI se il termine quadro per la riscossione è
scaduto e l’assicurato pretende di nuovo l’indennità di disoccupazione, sono
nuovamente applicabili termini quadro biennali alla riscossione della
prestazione e al periodo di contribuzione (cfr. consid. 2.1.; DLA 2012 N. 10
pag. 284).

 

                                         Inoltre giusta l’art. 9
cpv. 2 LADI il termine quadro per la riscossione decorre dal primo giorno nel
quale sono adempiuti tutti i presupposti per il diritto alla prestazione.

 

                                         L’art. 9 cpv. 3 LADI
prevede poi che il termine quadro per il periodo di contribuzione decorre due
anni prima di tale giorno (cfr. consid. 2.1.).

 

                                         Nel caso
concreto, pertanto, rettamente all’insorgente, che ha di nuovo postulato
l’erogazione di indennità di disoccupazione dal 10 settembre 2013 dopo che il
primo termine quadro per la riscossione di prestazioni era scaduto il 28
febbraio 2013 e il relativo diritto a indennità si era esaurito nel mese di
ottobre 2012 (cfr. doc. AI; III), sono stati applicati ancora una volta termini
quadro di due anni, in particolare per il periodo di contribuzione (dal 10
settembre 2011 al 9 settembre 2013).

 

                                         Nel nuovo
termine quadro per il periodo di contribuzione (10 settembre 2011 - 9 settembre
2013) - che ai sensi degli art. 8 cpv. 1 lett. e e 13 LADI deve essere
adempiuto tramite lo svolgimento di un’occupazione soggetta a contribuzione
durante almeno 12 mesi (cfr. consid. 2.2.) - è incontestato che il ricorrente
ha lavorato soltanto per 11.894 mesi, e meglio dal 19 luglio 2011 al 17
maggio 2012 presso __________ __________, dal 7 gennaio al 6 marzo 2013 presso
la __________ __________ e dal 1° maggio al 17 giugno 2013 la __________ (cfr.
doc. 3; 5; 6; 12; consid. 2.3.).

 

                                         Per quanto attiene al
calcolo del periodo di 11.984 mesi, giova rilevare che l’art. 11 cpv. 1 e 2
OADI prevede che è considerato mese di contribuzione ogni mese civile intero,
durante il quale l’assicurato è soggetto a contribuzione e che i periodi di
contribuzione inferiori a un mese civile intero sono addizionati. 30 giorni
civili sono reputati un mese di contribuzione.

 

                                         La Prassi LADI emessa
dalla SECO nell’ottobre 2012 ai punti B149-B152, il cui tenore corrisponde ai
punti B149-B152 della Circolare concernente l’indennità di disoccupazione
(circolare ID) del gennaio 2007, enuncia inoltre che

 

" Calcolo
del periodo di contribuzione 

Art. 11 OADI

 

B149 È considerato mese di contribuzione ogni mese civile
intero durante il quale l’assicurato è vincolato da un rapporto di lavoro. A
tale proposito è irrilevante il modo in cui egli è stato occupato: regolarmente
o irregolarmente, a ore o alla giornata, a tempo parziale o a tempo pieno (p.
es. contratto di lavoro su chiamata, contratto ad interim o temporaneo presso
la stessa agenzia). Se l’assicurato ha lavorato per lo stesso datore di lavoro
e per tutti i mesi, può essere computata l’intera durata del rapporto di
lavoro. I periodi in cui l’assicurato non ha potuto accettare un impiego in
seguito ad esempio a malattia o infortunio sono altresì considerati periodi di
contribuzione (B164). 

 

B150 I periodi di contribuzione inferiori a un mese civile
intero vengono addizionati. 30 giorni civili sono considerati un mese di
contribuzione. Se l’inizio o la fine dell’attività soggetta a contribuzione non
coincide con l’inizio o la fine di un mese civile, i giorni lavorativi
corrispondenti vengono convertiti in giorni civili mediante il fattore 1,4.
Sono considerati giorni lavorativi soltanto i giorni dal lunedì al venerdì.
Vengono pure convertiti in periodi di contribuzione i giorni lavorativi in cui
l’assicurato non ha lavorato durante il rapporto di lavoro. I giorni di lavoro
che coincidono con un sabato o una domenica sono consi-derati giorni lavorativi
se in totale non superano 5 giorni di lavoro a settimana. Il fattore
summenzionato è il risultato della conversione dei 5 giorni lavorativi in 7
giorni civili (7 : 5 = 1.4). 

ð Esempio 

 

Secondo l’attestato del datore di lavoro, il rapporto di lavoro è
durato complessivamente dal 17.2. al 15.8.2012: 

 

17.2.-28.2.          =        8           giorni lavorativi x
1,4=11,2 giorni civili

 

1.3.-31.7             =        5           mesi

 

1.8.-15.8.            =        11         giorni lavorativi x
1,4=15,4 giorni civili

 

Il periodo di contribuzione equivale pertanto a 5 mesi e 26,6
giorni civili. 

 

(…)

 

B151 Il totale dei giorni civili
computati quali periodo di contribuzione non può in alcun caso essere
arrotondato in modo da soddisfare il periodo minimo di contribuzione richiesto
dalla legge, anche se manca soltanto una frazione di giorno per raggiungere
tale perio-do (DTF 122 V 256).

 

B152 Se un rapporto di lavoro è durato
un mese intero (è iniziato ad esempio il 13 di un me-se e si è concluso il 12
del mese seguente), non è necessario convertire i giorni lavora-tivi in giorni
civili; in tal caso bisogna computare un mese di contribuzione intero.”

 

                                         In concreto il ricorrente,
nel termine quadro 10 settembre 2011 - 9 settembre 2013, presso __________,
per la quale ha lavorato dal 19 luglio 2011 al 17 maggio 2012, ha compiuto un periodo di contribuzione di 8 mesi e 9,20 giorni civili [7 mesi da ottobre 2011
ad aprile 2012 + 21 giorni civili a settembre 2011 (15 giorni lavorativi x 1,4)
+ 18.20 giorni civili a maggio 2012 (12 giorni lavorativi x 1,4). La somma dei
giorni civili di settembre 2011 e maggio 2012 corrisponde a 1 mese (21 +9) e
9,20 giorni civili. Complessivamente 8 mesi e 9,20 giorni civili]. 

 

                                         Presso __________ l’assicurato,
dal 7 gennaio al 6 marzo 2013, ha compiuto un periodo di contribuzione di 2
mesi e 2,20 giorni civili [1 mese a febbraio 2013 + 26,60 giorni civili a
gennaio 2013 (19 giorni lavorativi x 1,4) + 5,60 giorni civili a marzo 2013 (4
giorni lavorativi x 1,4). La somma dei giorni civili di gennaio e marzo 2013
corrisponde a 1 mese (26,60 +3,40) e 2,20 giorni civili. Globalmente 2 mesi e
2,20 giorni civili]. 

 

                                         Presso __________
l’insorgente, dal 1° maggio al 17 giugno 2013, ha compiuto un periodo di contribuzione di 1 mese e 15,40 giorni civili [1 mese a maggio 2013 +
15,40 giorni civili di giugno 2013 (11 giorni lavorativi x 1,4)]. 

 

                                         Complessivamente il
periodo di contribuzione dell’assicurato dal 10 settembre 2011 - 9 settembre
2013 è, quindi, pari a 11 mesi e 26,80 giorni civili (8 mesi e 9,20 giorni
civili presso __________ + 2 mesi e 2,20 giorni civili presso __________ + 1
mese e 15,40 giorni civili presso __________, ovvero a 11.89 mesi
(26.80 giorni civili corrispondono a 0,89 mesi. In effetti 26.80 giorni civili
corrispondono al 89% di un mese di contribuzione di 30 giorni civili).

 

                                         Ne discende
che l’assicurato, potendo comprovare nel termine quadro determinante (10 settembre
2011 – 9 settembre 2013) unicamente un periodo di contribuzione di 11.894
mesi, non ha ossequiato il periodo minimo di contribuzione di 12
mesi ai sensi dell’art. 13 cpv. 1 LADI.

 

                               2.5.   Il ricorrente
sostiene, in buona sostanza, di essersi riannunciato per il collocamento solo
nel mese di settembre 2013, invece che al termine dell’ultimo impiego nel giugno
2013 (l'amministrazione  ha indicato che in tal caso il periodo di
contribuzione di almeno 12 mesi sarebbe stato ossequiato, cfr. doc. A1; III),
in quanto la Cassa, quando si è recato presso la medesima nell’ottobre 2012
allorché si è estinto il suo diritto all’indennità di disoccupazione relative
al precedente termine quadro per la riscossione delle prestazioni (1° marzo
2011 – 28 febbraio 2013), gli avrebbe comunicato che per avere diritto
nuovamente alle prestazioni LADI avrebbe dovuto lavorare almeno 12 mesi nei
successivi 24 mesi. Solo in seguito, grazie all’incontro con un imprenditore
che l’ha reso attento al riguardo, si sarebbe accorto dell’errore (cfr. doc.
I).

                                         L’assicurato, con tali
affermazioni, ha quindi asserito di aver creduto di dover adempiere il periodo
di contribuzione minimo di 12 mesi nei 24 mesi successivi all’ottobre 2012.

 

Un’informazione sbagliata
fornita da un’autorità permette, a determinate condizioni, la tutela della
buona fede di un assicurato.

                                         Il diritto alla protezione
della buona fede di cui all’art. 9 Cost., che consente al cittadino di esigere
che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi, è
garantito e impone all'autorità di discostarsi dal principio della legalità,
allorché i seguenti presupposti, precisati da una lunga e consolidata
giurisprudenza, sono cumulativamente adempiuti:

 

1.  l'autorità deve essere
intervenuta in una situazione concreta nei riguardi di persone determinate;

 

2.  l'autorità ha agito o
creduto di agire nei limiti delle proprie competenze;

 

3.  l'assicurato non deve
essersi reso conto immediatamente dell'inesattezza dell'informazione ricevuta;

 

4.  l'informazione errata ha
indotto l'assicurato ad adottare un comportamento o un'omissione che gli è
pregiudizievole;

 

5.  la legge non è stata
modificata dal momento in cui l'informazione è stata data.

 

                                         (cfr. STF 9C_918/2007 del
14 gennaio 2009 consid. 3.1.; STFA K 107/05 del 25 ottobre 2005, consid. 3.1.; STFA

                                         C 270/04 del 4 luglio 2005,
consid. 3.3.1.; STFA C 218/03 del 

                                         28 gennaio
2004, consid. 2; STFA C 25/02 del 29 agosto 2002; DTF 121 V 65, consid.
2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata; RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique
VSI 1993 pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983 pag. 195 consid. 3,
RCC 1982 pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3, RCC 1979 pag. 155,
DLA 1992 p. 106, DTF 118 V 76 consid. 7, RDAT I-1992 n° 63; Grisel, Traité de
droit administratif, vol. I, pag. 390ss; Knapp, Précis de
droit administratif, 4a ed., n° 509, pag. 108-109;
Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze gleich, pag. 217ss).

 

                                         Nell’evenienza concreta il
ricorrente non ha sostanziato quanto sostenuto circa il fatto che la Cassa gli
avrebbe indicato nell’ottobre 2012, ovvero quando si è estinto il suo diritto
alle indennità di disoccupazione relative al termine quadro per la riscossione
di prestazioni LADI 1° marzo 2011 – 28 febbraio 2013, che per aprire un nuovo
termine quadro per la riscossione di indennità di disoccupazione avrebbe dovuto
comprovare un periodo di contribuzione di almeno 12 mesi nei 24 mesi successivi
(all’ottobre 2012).

 

                                         L’insorgente è, per di
più, rimasto vago in merito alla persona che gli avrebbe fornito tale
indicazione.

                                         In
effetti egli non ha fornito le relative generalità.

                                         Inoltre l’assicurato, se è
vero che nell’opposizione dell’11 ottobre 2013 ha comunque affermato che si sarebbe trattato presso la Cassa di una ragazza di bella presenza
alta con i capelli scuri (cfr. doc. 13), nello scritto del 10 dicembre 2013
inviato alla parte resistente (cfr. doc. 15) che l’aveva interpellato, il 3
dicembre 2013, riguardo ai motivi per i quali finito il rapporto di lavoro non
si è recato all’URC o alla Cassa per avere informazioni in merito
all’assicurazione contro la disoccupazione (cfr. doc 14), come pure nel ricorso
(cfr. doc. I) non ha più ribadito tali specificazioni, limitandosi ad affermare
in modo generico che qualcuno presso la Cassa l’avrebbe informato in tal modo.

 

                                         Questa
Corte ritiene, pertanto, alquanto improbabile che la Cassa abbia fornito all’assicurato
l’indicazione da lui pretesa. 

 

 

                                         In effetti appare
quantomeno inverosimile che una funzionaria (o un funzionario) della Cassa
abbia comunicato un’informazione simile all’assicurato, posto come tale modo di
agire sarebbe in contraddizione con l’usuale prassi della Cassa e in
particolare sarebbe contraria all’art. 9 cpv. 2, 3 e 4 LADI.

                                         Come visto, infatti, questa
disposizione legale prevede, da un lato, che, se il termine
quadro per la riscossione è scaduto e l’assicurato pretende di nuovo l’indennità
di disoccupazione, sono nuovamente applicabili termini quadro biennali alla
riscossione della prestazione e al periodo di contribuzione (cfr. consid. 2.1.,
2.4.). Dall’altro, che il termine quadro per la riscossione decorre dal
primo giorno nel quale sono adempiuti tutti i presupposti per il diritto alla
prestazione e il termine quadro per il periodo di contribuzione decorre due
anni prima di tale giorno.

                                         L’informazione che
l’assicurato asserisce di aver ricevuto, ossia di poter chiedere l’apertura di
un nuovo termine quadro per la riscossione delle prestazioni dopo l’estinzione
del diritto alle indennità (in casu nell’ottobre 2012) qualora potesse
comprovare 12 mesi di contribuzione nei 24 mesi successivi all’estinzione del
diritto precedente alle indennità, sarebbe perciò del tutto contraria a quanto
contemplato dalla LADI in modo chiaro e univoco. 

                                         Risulta, conseguentemente,
del tutto improbabile che una funzionaria (o un funzionario) della Cassa abbia
consigliato in tal modo l’assicurato. 

 

Le affermazioni del ricorrente a proposito
delle asserite informazioni errate ricevute da parte della Cassa, che non sono
state peraltro comprovate con ulteriori validi mezzi probatori, non meritano,
dunque, di essere seguite.

 

                                         Inoltre nel caso in cui
l’assicurato avesse mal compreso delle indicazioni da parte della Cassa,
avrebbe dovuto chiedere delucidazioni al riguardo, soprattutto ritenuto che tra
il momento in cui l’assicurato asserisce di aver ricevuto l’informazione in
questione nell’ottobre 2012 e la fine della sua ultima occupazione presso __________
sono trascorsi ulteriori otto mesi.

 

In simili condizioni la buona fede del
ricorrente ai sensi dell’art. 9 Cost. non può essere tutelata. 

 

 

 

                                         Giova, peraltro,
osservare, in relazione all’art. 27 cpv. 1 LPGA che sancisce, in
particolare, per l'amministrazione un dovere di carattere collettivo, generale
e permanente di fornire informazioni, che attualmente gli assicurati
possono far capo a ogni tipo di informazione anche tramite internet,
consultando i siti delle varie Casse, dell’amministrazione federale - www.seco.admin.ch
- e del cantone -
ww3.ti.ch/DSS/sw/struttura/dss/ias/Prestazioni_Assicurazionedisoccupazione.htm
(cfr. STFA C 241/04 del 9 maggio 2006 consid. 7; STCA 38.2013.12 del 7 agosto
2013).

 

                               2.6.   Dato quanto precede, l’insorgente, come visto, nel termine quadro determinante (10 settembre
2011 – 9 settembre 2013) non ha ossequiato il periodo minimo di contribuzione
di 12 mesi ai sensi dell’art. 13 cpv. 1 LADI.

 

                                         Il ricorrente nemmeno può
essere esonerato dal compimento del periodo di contribuzione ex art. 14 LADI,
in quanto, in casu, non entra in linea di conto alcuno motivo di esenzione.

                                         Egli non ha, peraltro,
preteso il contrario.

 

                                         L’assicurato non ha,
pertanto, diritto a indennità di disoccupazione a decorrere dal 10 settembre
2013.

 

                                         Di conseguenza questa
Corte non può che tutelare la decisione su opposizione impugnata.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti