# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8f6b17d2-e1fe-5528-856f-e663a8f9a5c1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-06-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.06.2006 30.2006.28
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2006-28_2006-06-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2006.28

   

  TB

  	
  Lugano

  12 giugno
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 maggio 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 27 aprile
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1
  

   

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                                  A.   Con
decisione definitiva del 20 gennaio 2006 la Cassa CO 1 ha fissato i contributi
personali dovuti da RI 1 per l'anno
2004 quale persona senza attività lucrativa. L'amministrazione ha considerato una sostanza netta nulla ed un reddito
percepito sotto forma di rendite di ogni genere di Fr. 72'897.- moltiplicato per 20; il risultato,
diviso due, corrisponde ad una sostanza determinante di Fr. 728'970.-, su cui è stato fissato un contributo
AVS/AI/IPG di Fr. 1'313.-,
oltre a Fr. 26,25 di spese amministrative.

Gli elementi di
calcolo sono stati desunti dalla notifica di tassazione IFD 2004.

                                  B.   Con
decisione su opposizione del 27 aprile 2006 (doc. A1) la Cassa ha parzialmente
accolto l'opposizione dell'assicurata, osservando che poiché quest'ultima è coniugata e non esercita un'attività lucrativa, il calcolo dei suoi
contributi va eseguito sulla metà della sostanza e del reddito conseguito sotto
forma di rendita dei due coniugi. Inoltre, i contributi propri di una persona
senza attività non sono considerati pagati se il suo coniuge esercitante una
tale attività ha diritto ad una rendita di vecchiaia (N. 2073 DIN). Pertanto, il
calcolo dei contributi è stato correttamente effettuato sulla pensione di Fr.
72'897.- versata nel 2004 al
marito dalla sua Cassa pensione.

Le decisioni
definitive di fissazione dei contributi per il 2005 ed il mese di gennaio 2006,
anch'esse emanate il 20 gennaio
2006, sono state invece rettificate in via provvisoria in base ai nuovi dati
emersi con l'opposizione, in
attesa dei dati fiscali definitivi.

 

                                  C.   Contro
questa decisione amministrativa è tempestivamente insorta l'assicurata,
postulandone l'annullamento. La ricorrente contesta di dover pagare quanto
stabilito dalla Cassa, poiché il marito ha lavorato fino a febbraio 2004
contribuendo all'AVS con il
versamento di Fr. 1'278.-,
quindi con un importo superiore al doppio del contributo minimo di Fr. 850.-,
ciò che le permetterebbe di essere esonerata dal dovere alcunché come persona
senza attività lucrativa. L'assicurata
chiede dunque che il suo contributo sia calcolato soltanto sul periodo
ottobre-dicembre 2004, ovvero da quando il marito, nato nel settembre 1939, percepisce
la rendita legale di vecchiaia (doc. I).

La Cassa conferma sia l'ammontare della pensione professionale ricevuta
dal coniuge nel 2004, comunicato dall'Ufficio di tassazione, sia l'assoggettamento della ricorrente come persona senza attività
lucrativa al pagamento dei contributi personali in virtù degli artt. 1a, 3 e 29quinquies cpv. 3
lett. a e cpv. 4 lett. a LAVS, siccome il coniuge esercitante un'attività lucrativa ha diritto ad una
rendita di vecchiaia (DTF 130 V 49) (doc. III).

L'insorgente ha ribadito di fissare il suo
obbligo di contribuzione soltanto dal 1° ottobre 2004, ossia da quando il
marito ha diritto alla rendita AVS (doc. V).

 

considerato                    in
diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
dell'art. 26c cpv. 2 della
Legge organica giudiziaria civile e penale (STFA del 21 luglio 2003 nella causa
N., I 707/00).

Al caso concreto è
pacificamente applicabile la LPGA, poiché gli anni di contributo e le decisioni
della Cassa sono successive all'entrata in vigore di detto complesso normativo.

 

nel merito

 

                                   2.   Sono
assicurate obbligatoriamente in conformità della Legge federale
sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS) le persone
fisiche che hanno il loro domicilio civile in Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a
LAVS).

 

A norma dell'art. 3
cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto
che esercitano un'attività lucrativa. Se non esercitano un'attività lucrativa,
l'obbligo contributivo inizia il 1° gennaio dell'anno successivo a quello in
cui compiono i 20 anni e dura fino alla fine del mese in cui compiono 64 anni,
se sono di sesso femminile o 65 anni, se di sesso maschile.

Tuttavia, l’età di
pensionamento della donna è fissata a 63 anni a partire dal 2001 (quattro anni
dall’entrata in vigore della revisione legislativa), a 64 anni nel 2005 (otto anni;
cfr. lett. d cpv. 1 delle Disposizioni transitorie relative alla 10a revisione
della LAVS).

 

Si ritiene che paghino
contributi propri, e quindi non devono versare alcun contributo proprio, i
coniugi senza attività lucrativa di assicurati con un'attività lucrativa qualora il coniuge versi contributi pari almeno
al doppio del contributo minimo (art. 3 cpv. 3 lett. a LAVS).

L'art. 3 cpv. 3 LAVS prevede una disposizione
speciale per i coniugi senza attività lucrativa di assicurati esercitanti una
tale attività: questa categoria di assicurati è reputata aver pagato i
contributi qualora il loro coniuge abbia versato dei contributi pari almeno al
doppio del contributo minimo. L'esigenza del doppio contributo minimo è dovuta allo splitting:
è, in effetti, necessario che ognuno dei coniugi abbia potuto iscrivere sul suo
conto individuale il contributo minimo, altrimenti l'anno non potrebbe essere considerato quale anno di contribuzione
(GREBER/DUC/SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur
l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 17 ad art. 3 LAVS, pag. 106).

 

Ora, per
"contributi pari almeno al doppio del contributo minimo" va inteso un
importo forfetario e quindi indipendente dalla durata di assoggettamento del
coniuge senza attività lucrativa considerato come avente versato contributi
proprî. Pertanto, quando il coniuge che esercita un'attività lucrativa versa
meno del doppio del contributo minimo durante un anno civile, anche se per un
periodo transitorio, l'assicurato senza attività lucrativa è tenuto, senza
alcuna possibile eccezione, a contribuire (Pratique VSI 2001 pag. 178 consid.
4).

 

                                   3.   Giusta
l'art. 10 cpv. 1 LAVS, il contributo AVS è pagato "secondo le
condizioni sociali" dell'assicurato che non esercita un'attività
lucrativa. Questi assicurati sono quindi tenuti a pagare i contributi sia sulla
sostanza, sia sul reddito annuo conseguito sotto forma di rendite moltiplicato
per 20, ciò che corrisponde ad un tasso di interesse del 5% (art. 28 cpvv. 1 e
2 OAVS; RCC 1990 pag. 455 consid. 2a; RCC 1986 pag. 350).

Il capoverso 2 recita
che gli studenti e gli assicurati che non esercitano un'attività lucrativa, se
mantenuti o assistiti da enti pubblici o da terzi, pagano il contributo minimo.

 

Per le persone che non
esercitano un'attività
lucrativa e per le quali non è previsto il contributo minimo annuo (art. 10
cpv. 2 LAVS), i contributi sono determinati in base alla sostanza e al reddito
conseguito in forma di rendita (art. 28 cpv. 1 OAVS).

Se la persona che non
esercita un'attività lucrativa
dispone contemporaneamente di sostanza e di un reddito conseguito in forma di
rendita, l'importo annuo della
rendita moltiplicato per 20 va addizionato alla sostanza (art. 28 cpv. 2 OAVS).

Giusta l'art. 28 cpv. 3 OAVS, per il calcolo del
contributo la sostanza e l'importo
del reddito annuo conseguito in forma di rendita moltiplicato per 20 devono
essere arrotondati ai Fr. 50'000.-
inferiori.

L'art. 28 cpv. 4 OAVS
prevede che "se una persona coniugata deve pagare contributi come persona
senza attività lucrativa, i suoi contributi sono determinati in base alla metà
della sostanza e del reddito conseguito in forma di rendita dei coniugi.
(…)".

Quindi, i
contributi della singola persona sposata senza attività lucrativa sono
determinati sull’insieme dei redditi da pensione e sostanza dei coniugi, il
tutto diviso per metà, qualunque sia il loro regime e anche qualora i coniugi
siano stati tassati in modo separato (GREBER/DUC/SCARTAZZINI, op. cit., ad art.
10 LAVS, pag. 347 n. 25).

Il Tribunale federale,
a questo proposito, ha stabilito che l'art. 28 cpv. 4 OAVS è conforme alla legge
e alla Costituzione (STFA inedita del 18 gennaio 2001 nella causa W., consid. 2 b, H 199/00; DTF 125 V 221 = Pratique VSI 1999 pag. 118, DTF 125 V
230 = Pratique VSI 1999 pag. 204).

 

                                   4.   Nella sua giurisprudenza, il TFA ha costantemente interpretato
la nozione di "reddito conseguito in forma di rendite" in
senso lato. In effetti se ciò non dovesse essere il caso, prestazioni di
importi considerevoli e versate in modo irregolare verrebbero sottratte alla
riscossione dei contributi con il pretesto che non si tratterebbe né di una
rendita in senso stretto, né di un reddito determinante.

 

L'Alta Corte ha
stabilito che se le prestazioni in questione, indipendentemente dal fatto che
presentino o no le caratteristiche delle rendite, contribuiscono al mantenimento
dell'assicurato, occorre qualificare queste ultime come delle rendite. Infatti,
si tratta di elementi del reddito che esercitano un'influenza sulle condizioni
sociali di una persona senza attività lucrativa (Pratique VSI 1994, pag. 207 e
176; RCC 1991 pag. 433 consid. 3a, con riferimenti di dottrina e di
giurisprudenza).

 

La giurisprudenza del
TFA considera come reddito conseguito sotto forma di rendite: le rendite
d’invalidità dell’assicurazione militare (RCC 1949 pag. 473), le indennità
giornaliere dell’assicurazione malattia (RCC 1980 pag. 211), le rendite del
secondo pilastro e l’anticipo AVS che l’istituto di previdenza accorda ad un
assicurato prima dell’età che dà diritto alla rendita AVS (RCC 1988 pag. 184),
le rendite d’invalidità e le indennità giornaliere dell’assicurazione infortuni
obbligatoria (RCC 1982 pag. 82), le rendite per perdita di guadagno versate
dalle assicurazioni-vita private e le rendite versate da istituti stranieri
d’assicurazione a delle vittime di guerra (RCC 1985 pag. 158), le rendite di
invalidità versate da assicurazioni sociali estere (RCC 1991 pag. 433), le
rendite da contratti vitalizi (Pratique VSI 1994 pag. 207), i redditi del
coniuge conseguiti all'estero (Pratique VSI 1999 pag. 204).

Al contrario, non
rientrano nel concetto di rendite ai sensi di questo disposto, le rendite
dell’AVS e dell’AI (comprese le PC), come pure le indennità giornaliere AI (RCC
1991 pag. 431 consid. 3a, RCC 1990 pag. 456 consid. 2b, RCC 1982 pag. 82).

Va poi ricordato che non sono
considerati reddito determinante conseguito sotto forma di rendite nemmeno le
rendite e le pensioni per i figli, a condizione che i figli vi abbiano un
diritto proprio (ad esempio le rendite per orfani ai sensi della LAINF) e il
provento della sostanza se l'importo di quest'ultima è noto o può essere
stabilito dalla cassa di compensazione (RCC 1990 pag. 454; Pratique VSI 1994
pag. 207).

 

                                   5.   Il contributo delle persone che non esercitano un'attività
lucrativa è fissato per ciascun anno di contribuzione (art. 29 cpv. 1 OAVS).

I contributi sono
calcolati sul reddito conseguito effettivamente in forma di rendita durante
l'anno di contribuzione e sulla sostanza al 31 dicembre (art. 29 cpv. 2 OAVS).

Le autorità fiscali
cantonali stabiliscono la sostanza determinante per il calcolo dei contributi
in base alla corrispondente tassazione cantonale passata in giudicato (art. 29
cpv. 3 OAVS). Tali comunicazioni sulla sostanza sono vincolanti per
l’amministrazione (KÄSER, op. cit., pag. 231, N. 10.34).

La determinazione del
reddito conseguito in forma di rendita incombe alle casse di compensazione, che
si avvalgono della collaborazione delle autorità fiscali cantonali (art. 29
cpv. 4 OAVS). Tuttavia, le comunicazioni di queste autorità non sono vincolanti
per le casse, a causa della differente definizione di questo reddito nel
diritto fiscale ed in quello dell'AVS (Direttive sui contributi dei lavoratori
indipendenti e delle persone senza attività lucrativa (DIN) nell'AVS, AI e IPG,
edite dall'UFAS, N. 2085).

Gli artt. 22 a 27
OAVS, riferiti ai lavoratori indipendenti, sono per il resto applicabili per
analogia alla fissazione ed alla determinazione dei contributi per le persone
senza attività lucrativa (art. 29 cpv. 6 OAVS).

 

                                   6.   La
legge dispone che l'obbligo
contributivo termina alla fine del mese in cui gli assicurati compiono 63/65
anni (art. 3 cpv. 1 LAVS) e che il diritto alla rendita di vecchiaia nasce il
primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata compiuta l'età di pensionamento (art. 21 cpv. 2 LAVS).

Per il calcolo delle
rendite ordinarie ci si basa sugli anni di contribuzione, sui redditi dell'attività lucrativa nonché sugli accrediti
per compiti educativi o d'assistenza
tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l'avente diritto ha compiuto i 20 anni ed il 31 dicembre che
precede l'insorgere dell'evento assicurato (età conferente il
diritto alla rendita o decesso) (art. 29bis cpv. 1
LAVS).

La rendita è calcolata
in base al reddito annuo medio, che si compone dei redditi risultanti da un'attività lucrativa, degli accrediti per
compiti educativi e degli accrediti per compiti assistenziali (art. 29quater LAVS).

Giusta l'art. 29quinquies cpv. 1 LAVS, sono
presi in considerazione soltanto i redditi risultanti da un'attività lucrativa sui quali sono stati
versati contributi. I contributi delle persone che non esercitano un'attività lucrativa sono computati come
reddito di un'attività
lucrativa (cpv. 2). Per il capoverso 3 lett. a, i redditi che i coniugi hanno
conseguito durante gli anni civili di matrimonio comune vengono ripartiti e
attribuiti per metà a ciascuno dei coniugi. La ripartizione è effettuata se
entrambi i coniugi hanno diritto alla rendita. Tuttavia (cpv. 4 lett. a),
sottostanno alla ripartizione e all'attribuzione reciproca soltanto i redditi conseguiti tra il 1°
gennaio che segue il compimento dei 20 anni e il 31 dicembre che precede l'insorgere dell'evento assicurato da parte del coniuge che ha per primo diritto alla
rendita.

Interpretando a
contrario questa norma legale, si ha che i redditi sottoposti a contribuzione e
realizzati dopo il sopraggiungere dell'evento assicurato della vecchiaia da parte del coniuge che ha per
primo diritto alla rendita, non sottostanno alla ripartizione e all'attribuzione reciproca per metà (splitting)
(DTF 127 V 361, e meglio pag. 366, DTF 129 V 124). Questa particolarità fa sì
che i contributi propri di una persona senza attività lucrativa non sono
considerati pagati se il suo coniuge esercitante una tale attività ha diritto
ad una rendita di vecchiaia (DTF 130 V 49).

 

Questo significa che
gli anni di computo terminano prima dell'inizio dell'anno
dell'età della pensione,
altrimenti si avrebbero dei periodi di contribuzione differenti a dipendenza
del mese in cui ogni assicurato compie gli anni "limite" legati alla
rendita di vecchiaia. Inoltre, con questo computo "parziale" dei mesi
di contribuzione gli assicurati mai raggiungerebbero l'anno intero di contribuzione, che si ha quando una persona è stata
assicurata durante più di undici mesi in totale (art. 50 OAVS). Per questi motivi,
i periodi di contribuzione tra il 31 dicembre precedente l'insorgere dell'evento assicurato ed il sorgere del diritto alla rendita possono
essere computati soltanto per colmare lacune di contribuzione, mentre i
redditi provenienti da un'attività lucrativa realizzati in questo periodo non sono presi in
considerazione per il calcolo della rendita (art.
52c OAVS).

 

                                   7.   Nella
fattispecie in esame, controverso è l'assoggettamento della ricorrente al
pagamento di contributi personali per l'intero anno 2004 come persona senza attività lucrativa.

 

È incontestato che l'assicurata è stata iscritta alla Cassa CO 1
come persona senza attività lucrativa dal 1° gennaio 2004 e che il marito ha
esercitato un'attività
lucrativa fino a febbraio 2004, per poi ricevere la rendita pensionistica AVS
dal 1° ottobre 2004 (doc. III). Tuttavia, da questa circostanza non è possibile
dedurre che ella sia stata esonerata dal pagamento dei contributi personali.

 

In virtù di quanto
precede, infatti, sebbene nel 2004 il marito della ricorrente abbia comunque
esercitato un'attività
lucrativa per la quale ha versato contributi superiori al doppio del contributo
minimo (art. 3 cpv. 3 lett. a LAVS), ai fini del calcolo dei contributi
personali dovuti dal coniuge, quindi dall'assicurata, questa situazione non va tuttavia, come detto, presa in
considerazione.

A questo proposito va
osservato che anche lo stesso conto individuale di __________ non menzionerà i suoi
redditi conseguiti nel 2004, proprio perché l'ultimo anno non è di principio computato per il calcolo della
rendita pensionistica (art. 29quinquies cpv. 4 lett. a LAVS). Di conseguenza, per la problematica in
oggetto va ipotizzato che il marito dell'insorgente non abbia lavorato nel 2004 e quindi né guadagnato né
contribuito.

 

Non potendo quindi,
eccezionalmente, beneficiare dell'avvenuto pagamento del doppio del contributo minimo da parte del
proprio coniuge che le avrebbe consentito l'esonero dal versamento dei contributi personali quale persona senza
attività lucrativa (art. 3 cpv. 3 lett. a LAVS), la ricorrente deve
regolarmente versare la sua parte di contributi personali. D'altronde, questo è lo scopo sancito dall'introduzione dello splitting nel
contesto della 10a revisione dell'AVS: tutte le persone senza attività lucrativa sono di principio
sottoposte all'obbligo di
contribuire – contrariamente a quanto avveniva sotto l'egida del precedente sistema (DTF 130 V 49 consid. 3.2.2).

 

Pertanto, come ha
rettamente proceduto la Cassa, il calcolo dell'importo dovuto va eseguito in conformità del predetto art. 28 cpv. 4
OAVS, ovvero considerando la metà della sostanza e del reddito conseguito in
forma di rendita di entrambi i coniugi; in virtù del citato art. 29 cpv.
1 OAVS, esso porta su tutto il 2004.

Ora, proprio perché il
coniuge della ricorrente ha lavorato fino a febbraio 2004 compreso, quale suo
reddito sotto forma di rendita va considerata soltanto la rendita di vecchiaia
percepita dalla previdenza professionale per i restanti mesi dell'anno (marzo-settembre 2004, art. 29 cpv. 2
OAVS) fino al momento in cui ha percepito la rendita legale AVS, corrispondente
a Fr. 72'897.- (doc. 2). Quest'importo va dunque moltiplicato per venti ed
il totale diviso per due.

 

                                   8.   Stanti
così le cose, le cifre ritenute dalla Cassa di compensazione vanno quindi
integralmente confermate, alla stessa stregua degli importi calcolati come
contributi AVS/AI/IPG (Fr. 1'313.-
oltre a Fr. 26,25 di spese amministrative).

Il ricorso interposto
da RI 1 deve essere così respinto, senza carico di tasse e spese e la decisione
di fissazione dei contributi personali della ricorrente per il 2004 va
confermata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il
ricorso è respinto.

 

                                 2.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti