# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6e87cf41-a5ae-51de-b839-91b0a5812b2e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-03-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.03.2002 35.2001.62
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2001-62_2002-03-22.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2001.00062

   

  mm

  	
  Lugano

  22 marzo 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  presidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 19 settembre 2001
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 21 giugno 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 13
settembre 1995, __________ - dipendente della ditta __________ in qualità di
fresatore - è rimasto coinvolto in un incidente della circolazione stradale,
avvenuto in territorio del Comune di __________, a seguito del quale ha
riportato una contusione/distorsione della spalla destra e del rachide
cervicale. 

 

                                         Il caso è
stato assunto dall'__________, il quale ha regolarmente corrisposto le proprie
prestazioni assicurative. 

 

                               1.2.   Alla
chiusura del caso, per tenere conto dei postumi residuali del suddetto evento
traumatico, l'Istituto assicuratore, con decisione formale del 2 marzo 2001, ha
riconosciuto all'assicurato una rendita d'invalidità del 33.33% a far tempo dal
1° maggio 2000 nonché un'indennità per menomazione dell'integrità del 10% (cfr.
doc. _).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dall'avv. __________ per conto dell'assicurato
(cfr. doc. _), l'assicuratore LAINF, in data 21 giugno 2001, ha sostanzialmente
confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _). 

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 19 settembre 2001, __________, sempre patrocinato
dall'avv. __________i, ha chiesto che l'__________ venga condannato a versargli
un'IMI del 20% (cfr. I, p. 4), osservando, segnatamente, quanto segue:

 

" 
(…).

A mente del ricorrente, detta percentuale [10%,
n.d.r.] è troppo esigua, in quanto in casu l'oggettività della lesione
giustifica a mente del ricorrente l'attribuzione di una IMI in ragione di
almeno il 20%. In effetti, bisogna pure considerare che siamo in presenza di
una chiara limitazione funzionale della rotazione della spalla, che del resto
ha reso impossibile al signor ________ la prosecuzione del lavoro svolto prima
del sinistro. In sostanza, siamo di fronte ad una notevole perdita
anatomico-funzionale di un arto sopra il gomito. Sarà del resto premura del
signor __________ quella di produrre un referto da parte di un medico
ortopedico di sua fiducia onde comprovare ulteriormente l'effettivo grado della
IMI, ritenuto che in ogni caso, vista la natura della problematica e vista la
posizione della __________, si chiede in ogni caso l'effettuazione di una
perizia medica atta a stabilire detto valore"

                                         (I). 

 

                               1.4.   L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III). 

 

                               1.5.   In corso di
causa, il ricorrente ha versato agli atti il rapporto 2 gennaio 2002 stilato
dal dottor __________ (cfr. doc. _). 

 

                                         All'Istituto
assicuratore convenuto è stata concessa la facoltà di presentare le proprie
osservazioni (XIV).

 

                                         In data
29 gennaio 2002, l'__________ ha prodotto l'apprezzamento medico 21 gennaio
2002 del dottor __________, medico di circondario (cfr. XV 1). 

 

                                         Con
scritto 1° marzo 2002, __________ ha comunicato al TCA di non avere ulteriori
osservazioni da formulare (cfr. XVIII). 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00;
STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre
2001 nella causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H
304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   L'oggetto
della lite è circoscritto all'entità dell'indennità per menomazione
dell'integrità spettante a __________. 

 

                               2.3.   Secondo l'art.
24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto ad un'equa indennità se, in seguito
all'in­fortunio, accusa una menomazione importante e dure­vole all'in­tegrità
fisica o mentale.

                                         Tale
indennità è assegnata in forma di prestazione in capitale.

                                         Essa non
deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca
dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità delle menomazioni.

                                         Il
Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo
dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF).

 

                               2.4.   L'art. 36
cpv. 1 OAINF definisce i pre­supposti per la concessione dell'indennità giusta l'art.
24 LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se vero­similmente
sussisterà tutta la vita al­meno con identica gravità ed importante se
l'integrità fisica o mentale è alterata in modo evidente o grave.

                                         In questa
valutazione dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche
dalle circostanze personali dell'assicurato: secondo la giurisprudenza, infatti,
la gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di accertamenti
medici senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto morale secondo il
diritto privato, le eventuali particolarità dell'assicurato (DTF 113 V 218 consid.
4; RAMI 1987 U 31, p. 438).

                                         La parte
della riparazione del torto morale contemplata dagli artt. 24ss. LAINF è,
dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del danno (segnatamente il pretium
doloris e il pregiudizio estetico) ne sono esclusi (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter,
Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 121).

 

                               2.5.   Giusta l'art.
36 cpv. 2 OAINF, l'indennità è calcolata in base alle direttive contenute nel­l'Allegato
3 dell'OAINF. 

 

                                         Una
tabella elenca una serie di le­sioni indicando per cia­scuna il tasso normale
di indenni­z­zazione, corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo
del guadagno assicu­rato. 

 

                                         Questa
tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco
esaustivo (DTF 113 V 219 consid. 2a; RAMI 1988 U 48, p. 235 consid. 2a e
sentenze ivi cita­te). Deve essere intesa come una norma valida "nel caso
normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).

                                         Le
menomazioni extra-tabellari sono indennizzate se­condo i tas­si previsti tabellarmente
per menoma­zioni di ana­loga gra­vità (cifra 1 cpv. 2 dell'allegato).

                                         La
perdita totale dell'uso di un organo è equiparata alla perdita dell'organo
stesso. In caso di perdita parziale l'indennità sarà corrispondentemente
ridotta; tuttavia nes­suna indennità verrà versata se la menomazione
dell'integrità risulta inferiore al 5% (cifra 2 dell'allegato).

                                         Se più
menomazioni all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni sono
concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo (art.
36 cpv. 3 1a frase OAINF).

                                         Si terrà
adeguatamente conto di un aggravamento prevedibile della menomazione
dell'integrità. È esclusa la revisione.

 

                               2.6.   L'INSAI ha
allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che integrano
quella dell'ordinanza.

                                         Semplici
direttive di natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non
vincolano il giudice (cfr. RAMI 1989 U 71, p. 221ss.).

                                         Tuttavia,
nella misura in cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire
la parità di trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con
l'annesso 3 all'OAINF (RAMI 1987 U 21, p. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF
116 V 157, consid. 3a).

 

                               2.7.   In concreto,
l'assicuratore LAINF convenuto ha assegnato all'assicurato un'indennità per
menomazione all'integrità del 10%, facendo
riferimento all'apprezzamento enunciato dal medico di circondario, il dottor
__________, spec. FMH in chirurgia ortopedica, in occasione della visita medica
di chiusura del 13 dicembre 1999, nella quale il citato sanitario si è così
espresso:

 

" 
REFERTO

 

Sindrome algica sotto sforzo, diminuzione della
forza, rispettivamente della resistenza alla forza, deficit funzionale in
rotazione esterna e al di sopra dell'orizzontale spalla destra, con moderata scapola
alata.

 

VALUTAZIONE

 

10%.

 

GIUSTIFICAZIONE

 

Vedi tabella 1 estratto LAINF edizione INSAI
1990, quadro clinico complessivo paragonabile ad una periatropatia della spalla
destra dominante di media entità, rispettivamente ad una spalla mobile fino a
30° al di sopra dell'orizzontale" 

                                         (doc. _).

 

                                         Con il
proprio gravame, __________ ha postulato l'assegnazione di una IMI del 20%
(cfr. I, p. 4).

                                         In corso
di causa, egli ha prodotto un referto allestito dal dottor __________, spec. in
chirurgia, il quale è pervenuto alla conclusione che la valutazione del dottor
__________ sarebbe stata effettuata "per difetto" ed ha finalmente
quantificato in un 20% il grado della menomazione all'integrità fisica
presentata dall'assicurato:

 

" 
(…).

Come si evince dal reperto locale della visita di
chiusura, è vero che il paziente riesce a portare la spalla destra fino a 130°
ma con una dolenzia al di sopra dell'orizzontale e di conseguenza con una
mobilità pratico effettiva fino a 90°.Inoltre vi è una rotazione esterna praticamente
nulla ossia praticamente 0 ed una rotazione interna diminuita, a 80°, a cui si
aggiunge una diminuzione della forza muscolare. Sfortunatamente mancano i
parametri di misurazione delle circonferenze delle masse muscolari, usualmente
rilevati come d'abitudine nelle perizie di chiusura, per cui non vi è la
circonferenza a livello del deltoide e del bicipite: il collega parla soltanto
di ipotrofia riguardante il sovraspinato.

Ciò nondimeno, in base a questi reperti, si può
affermare che la valutazione della menomazione alla integrità fisica è stata
stimata per difetto in quanto una mobilità fino all'orizzontale corrisponde già
al 15% di menomazione alla integrità fisica: in questo caso è il minimo che si
possa pretendere ritenuto che già sopra i 90° il paziente accusa notevoli
dolori e quindi ulteriori gradi di movimento non sono da considerare effettivi
per la valutazione del caso. Bisogna inoltre aggiungere una rotazione esterna
pressoché nulla e una diminuzione di 10° (rispetto i 90° massimi funzionali)
nella rotazione interna: questo elemento dovrebbe essere valutato per analogia
con una periatropatia omero-scapolare di grado fra il medio e grave con una
conseguente percentuale di menomazione alla integrità fisica oscillante fra il
18% e 20%. Ritengo che nel caso specifico sarebbe giustificata una valutazione
della menomazione alla integrità fisica del 20% tenuto conto della mancata
rotazione esterna del cingolo omero-scapolare destro in paziente destrimane.
Questo in osservanza delle pubblicazioni mediche Suva, tabella 1.2 ove si
riporta, per la motilità fino all'orizzontale, il 15% di menomazione alla
integrità fisica. È vero che non vi sono indicate le rotazioni esterne ed
interne, come invece si trovano indicate per l'avambraccio, ciò nondimeno, vi è
la perdita completa della rotazione esterna.

Per questo ritengo che la valutazione esperita
dalla ______ sia stata eseguita per difetto."

                                         (doc. _).

 

                                         Il medico
di circondario dell'__________, in data 21 gennaio 2002, ha avuto modo di
commentare criticamente l'apprezzamento enunciato dal medico privatamente
consultato da _____________:

 

" 
(…).

VALUTAZIONE

 

Confrontando i valori della IMI esposti nella
tabella n. 1 con quelli della tabella n. 5, appare chiaramente come la
valutazione fatta dal dr. __________ non rispecchi la realtà dei fatti
effettivamente oggettivabili presso il signor __________.

 

Dal referto del 2.1.2002 si è portati a dedurre
che il dr. __________ abbia espresso le proprie considerazioni sulla base
unicamente degli atti, senza avere visitato personalmente il paziente.

 

Con riferimento alla tabella 5, una IMI del 10%,
così come ritenuto in occasione dell'esame medico-circondariale del 13.12.1999,
rispecchia un'artrosi della spalla (gleno-omerale) addirittura d'iniziale grave
entità.

Orbene, la riduzione dell'ampiezza della
rotazione esterna con le braccia tenute in posizione neutra, cioè accollate al
tronco, risulta essere un segno molto sensibile riscontrabile già nelle artrosi
di lieve entità o addirittura nelle retrazioni capsulari senza alterazione
degenerativa alcuna dell'articolazione gleno-omerale. Da notarsi peraltro che
anche nelle persone "sane" la rotazione esterna con il braccio
accollato al tronco raggiunge al massimo una trentina di gradi. 

 

In funzione delle considerazioni che precedono,
l'aspetto specifico della rotazione e, più particolarmente quella esterna con
il braccio tenuto accollato al tronco, non rappresenta nessun elemento di
giudizio suscettibile di pesare in maniera significativa sull'entità
complessiva dei postumi indennizzabili.

 

Sempre con riferimento alla tabella n. 5, una IMI
del 20%, come preconizzato dal dr. __________, rispecchierebbe una spalla in
presenza di una protesi, peraltro con risultato non del tutto soddisfacente.
Questa valutazione si distanzierebbe inoltre ben poco, solo 5%, da una spalla
completamente bloccata (artrodesi) senza possibilità alcuna di movimento del
braccio se non all'altezza del gomito, rispettivamente, della mano.

 

Appare quindi ben evidente come il quadro clinico
complessivo presentato dal signor __________ si distanzi significativamente e
in maniera importante da una spalla completamente bloccata, così come da una
spalla in presenza di una protesi dall'esito funzionale mediocre"

                                         (XV 1). 

 

                               2.8.   Il TCA
ritiene, da parte sua, di poter fondare il proprio giudizio sul parere espresso
dal dottor __________ - specialista nella materia che qui interessa - a mente
del quale __________ ha diritto ad un'indennità per menomazione all'integrità
del 10%, senza che si riveli necessario dare seguito al preteso provvedimento
probatorio (perizia medica giudiziaria). 

 

                                         Al
proposito, va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione
anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STFA
dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella
causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA
del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella
causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986 p.
202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio
1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre
1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274;
U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p.
212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes,
2a ed., p. 39 e p. 117) senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 nCost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

 

                                         Come
poc’anzi detto, il TCA, chiamato a pronunciarsi su una questione sostanzialmente
di carattere medico, non ha in concreto motivi di scostarsi dalla valutazione
enunciata dallo specialista in chirurgia ortopedica consultato dall'__________,
se si considera che, per costante giurisprudenza, in un procedimento
assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della
controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa
è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr.
RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; sentenze inedite 5 gennaio 1993 in re
S., 5 aprile 1984 in re M. e 2 novembre 1983 in re M.; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege
in der Sozialversicherung, BJM 1989, p. 30ss.).

                                         Il TFA,
nella DTF 122 V 157ss., ha ancora precisato che dagli artt. 4 Cost. e 6 n. 1
CEDU non può essere dedotto un diritto formale di essere sottoposto a perizia
medica esterna da parte dell'istituto assicuratore quando si tratti di lite in
materia di prestazioni. Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove é, in
linea di principio, consentito che l'amministrazione ed il giudice delle
assicurazioni sociali fondino la loro decisione esclusivamente su basi di
giudizio interne dell'istituto assicuratore: in questo caso, devono, però,
essere poste esigenze severe per quanto riguarda l'imparzialità e
l'attendibilità di simili prove (cfr., pure, RAMI 1999 U 356, p. 572). 

                                         Nella DTF
125 V 351ss. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss.), la
nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle
dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante,
a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente
motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere
degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il
medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         Infine,
la somma Istanza - in una sentenza dell'8 settembre
2000 nella causa C., inedita - ha precisato che la circostanza che il medico di
fiducia si sia pronunciato dopo che l'affare è divenuto contenzioso, non
è, di per sé, sufficiente per suscitare dei dubbi circa la sua imparzialità.

 

                                         La tesi
difesa dal dottor __________, a mente del quale __________ sarebbe portatore di
una menomazione all'integrità fisica del 20% si appalesa, già a prima vista,
come infondata, ritenuto che una tale indennità - come ha giustamente
sottolineato il dottor __________ (cfr. XV 1, p. 2) - viene accordata in
presenza di un'articolazione gleno-omerale in cui è stata impiantata una
protesi con un risultato funzionale mediocre (cfr. tabella n. 5.2 edita dalla
Divisione medica dell'__________, ritenuto che l'impianto di una protesi con un
cattivo esito, viene indennizzato con una IMI del 25%). 

                                         Parimenti
pertinente appare il paragone operato dal medico di circondario dell'__________
con un'articolazione gleno-omerale completamente bloccata - artrodesi -
per la quale la  medesima tabella  n. 5.2  prevede la  corresponsione  di  una 
IMI  del  25%. 

                                         A mente
del TCA, le suevocate due menomazioni all'integrità si rivelano essere
decisamente più gravi rispetto a quella di cui è portatore __________ (cfr.,
del resto, XV 1, p. 2: "Appare quindi ben evidente come il quadro clinico
complessivo presentato dal signor _________ si distanzi significativamente e in
maniera importante da una spalla completamente bloccata, così come in presenza
di una protesi dall'esito funzionale mediocre"). 

 

                                         Con il
proprio referto del 2 gennaio 2002, il dottor _______ ha sostenuto, in
particolare, che al ricorrente debba essere riconosciuta - come minimo - una
IMI del 15% in applicazione della tabella INSAI n. 1.2 ("spalla mobile
fino all'orizzontale"), giacché egli "… riesce a portare la spalla
destra fino a 130° ma con dolenzia al di sopra dell'orizzontale e di
conseguenza con una motilità pratico-effettiva fino a 90°" (cfr. doc. _).

 

                                         Al
proposito, questa Corte osserva che, nel recente passato, ha già avuto
occasione di affrontare la problematica evocata dallo specialista privatamente
consultato dall'insorgente. 

                                         In
effetti, in una sentenza del 17 settembre 2001 nella causa V., inc. 35.2000.60,
il TCA ha stabilito che la succitata tabella 1.2. prevede la corresponsione di un'IMI
del 15% in presenza di un impedimento totale, blocco meccanico, del
movimento della spalla sopra i 90°, e non in caso di una "semplice"
limitazione funzionale dell'arto superiore al di sopra dell'orizzontale (cfr.,
nello stesso senso, la STCA del 26 febbraio 2002 nella causa R., consid.
2.3.5., inc. 35.2001.29). 

                                         Ciò che
non è tuttavia il caso di __________, il quale presenta "solo" una limitazione
funzionale dell'arto superiore al di sopra dell'orizzontale (cfr. doc. _). 

 

                                         D'altro
canto, le misurazioni eseguite in occasione della visita medica di chiusura del
13 dicembre 1999 (cfr. doc. _, p. 2) - rimaste incontestate - hanno dimostrato
che l'assicurato è ancora in grado di sollevare il braccio destro, sia in
elevazione che in abduzione, fino a 130°, ossia 40° gradi oltre l'orizzontale.
Ora, la tabella INSAI n. 1.2 indennizza una spalla mobile fino a 30° sopra
l'orizzontale proprio con una percentuale del 10%.

 

                                         Da notare
ancora che nella suevocata pronunzia del 17 settembre 2001, lo scrivente
Tribunale aveva fatto proprie le considerazioni enunciate dal medico di
circondario dell'__________ a proposito, in particolare, dell'ipotrofia
muscolare presentata dall'assicurato V. a livello dell'emicinto scapolare e
della sua incidenza nella valutazione della menomazione all'integrità: 

 

" 
Con riferimento alla tabella 1 estratto LAINF
edizione INSAI 1990, quella in vigore in occasione dell'esame medico‑circondariale
di definizione della pratica, un'IMI del 10% corrisponde a una periartropatia omero‑scapolare
di media entità oppure a una spalla mobile fino a 30° al di sopra
dell'orizzontale. Con riferimento alla tabella 5 dell'estratto LAINF edizione
INSAI 1990, questo stesso valore del 10% corrisponde a un'artrosi della spalla
(articola­zione gleno‑omerale) da media a grave entità. Vengono quindi
presi in considerazione l'aspetto algico (dolori a riposo, alla messa in moto e
al movimento), l'aspetto funzionale (diminuzione mecca­nica dell'ampiezza del
movimento) e la diminuzione della forza, rispettiva­mente della resistenza agli
sforzi.

 

Un'ipotrofia muscolare corrisponde de facto alla
diminuzione del volume e/o del numero di fibre contrattili associata a un
aumento del grasso all'interno di un muscolo. Permettendomi un piccolo inciso,
indipendente dal caso speci­fico del signor V., la presenza, rispettivamente
l'entità del tessuto adiposo all'interno di un muscolo permette di trarre delle
considerazioni sulla durata di un determinato processo oppure sul grado di
avanzamento di un'ipotrofia. Oueste ipotrofie possono essere primarie, come per
esempio nel caso di affezioni neurologiche, oppure secondarie in relazione alla
perdita (vedi immobilizzazione gessata) oppure alla diminuzione di una o più
funzioni contemporanee (riduzione dell'ampiezza di un determinato movimento,
diminu­zione della forza in seguito per esempio a dolore, decondizionamento,
... ). Concretamente, nel caso in parola, l'ipotrofia muscolare non può
quindi esse­re considerata quale elemento a sé stante ma rappresenta una
conseguenza diretta e peraltro un segno molto sensibile di un disuso della
spalla.

 

(…)."

                                         (STCA
succitata, consid. 2.4.5. - la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         In esito
ai considerandi che precedono, nella misura in cui l'Istituto assicuratore
convenuto ha posto ___________ al beneficio di una IMI del 10%, l'impugnata
decisione su opposizione non presta il fianco ad alcuna censura. 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti