# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ad67d524-4825-591e-9e96-1cce996ea94e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-01-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 21.01.2004 80.2003.145
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2003-145_2004-01-21.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2003.145

  	
  Lugano

  21 gennaio 2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro Soldini, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Ivano
  Ranzanici

  

 

	
  segretario:

  	
  Andrea Pedroli, vicecancelliere

  

 

statuendo sul ricorso del 15 ottobre 2003

 

in materia di:                 imposta preventiva

 

	
  presentato da:

  	
  __________ __________,
  __________ __________
  __________ 

  rappr. da: __________ __________ __________
  __________, __________ __________ 

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto 

 

 

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         I coniugi
__________ e __________ __________, cittadini polacchi, sono stati assoggettati
all'imposta alla fonte nel Canton Ticino fino al 6 marzo 2001, quando hanno
ottenuto il permesso di domicilio.

                                         Il 28
aprile 1999 __________ __________ conseguiva una vincita di               fr.
541'386.– al Lotto Svizzero. L'importo le veniva versato previa ritenuta
del'imposta preventiva del 35%, pari a fr. 187'743.–.  

 

                                         1.2.

                                         In data
27 settembre 2001, i contribuenti inoltravano all'Ufficio di tassazione di Lugano
Campagna la dichiarazione fiscale per nuovi contribuenti, ai fini della tassazione
del periodo fiscale 2001/2002. Avendo rilevato dalla dichiarazione in questione
che i contribuenti avevano acquistato un immobile e delle automobili,
l'autorità di tassazione si rivolgeva loro per iscritto, chiedendo informazioni
in merito alle modalità di finanziamento. 

                                         Informato
in merito alla vincita al lotto, l'Ufficio di tassazione convocava i
contribuenti ad un'udienza.

 

                                         1.3.

                                         In data 6
maggio 2003, nel corso dell'audizione dinanzi all'autorità fiscale, __________
__________ negava di aver voluto sottrarre la vincita all'imposizione e
spiegava di essersi rivolta al Lotto Svizzero, che le avrebbe detto che, in
quanto contribuenti senza domicilio in Svizzera, non avrebbero avuto diritto al
recupero dell'imposta preventiva. Al momento dell'inoltro della dichiarazione
fiscale 2001/2002, avrebbero poi appreso che l'imponibilità concerneva solo i
redditi successivi all'acquisto del domicilio. 

                                         L'Ufficio
di tassazione, riconosciuta la buona fede della contribuente, decideva allora
di rinunciare all'apertura di una procedura per tentativo di sottrazione e
avvertiva che avrebbe emanato le decisioni di tassazione della vincita e di
rifiuto del rimborso dell'imposta preventiva.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Con
decisione del 6 maggio 2003, l'Ufficio di tassazione notificava a __________
__________ la tassazione dell'imposta annua intera sui proventi da concorsi, pronostici
e simili, secondo l'art. 36 LT, e poneva a suo carico un'imposta cantonale di
fr. 81'363.–. Negava inoltre il rimborso dell'imposta preventiva, per
sopravvenuta prescrizione secondo l'art. 32 cpv. 1 LIP.

 

                                         2.2.

                                         La
contribuente impugnava la decisione, con reclamo del 5 giugno 2003, sostenendo
di avere chiesto il rimborso dell'imposta preventiva tempestivamente e cioè con
l'inoltro della dichiarazione fiscale 2001/2002, ove era stata indicata la
proprietà immobiliare finanziata con la vincita in discussione. L'informazione
in merito alla vincita sarebbe poi seguita telefonicamente, comunque prima
della fine del 2002. 

 

                                         2.3.

                                         Il
reclamo veniva respinto dall'Ufficio, con decisione del 16 settembre 2003,
fondata sull'art. 29 cpv. 1 LIP, secondo cui il diritto al rimborso va fatto
valere con istanza scritta, e sull'art. 68 OIP, che esige un'istanza su modulo
ufficiale.

 

                                   3.   Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario,
__________ __________ rinnova la richiesta di rimborso dell'imposta preventiva.
Ribadisce la propria buona fede, fondata su un'informazione ricevuta dallo
stesso organizzatore del Lotto Svizzero ed anche su una lettera dell'Ufficio
regionale degli stranieri, secondo cui non avrebbe potuto chiedere il permesso
di domicilio prima del 18 maggio 2000. Insiste inoltre sul fatto di avere
dichiarato le proprietà immobiliari e mobiliari acquistate con i proventi della
vincita.  

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Secondo
l'art. 29 cpv. 1 LIP, il diritto al rimborso dell'imposta preventiva va fatto
valere con istanza scritta all'autorità competente. L'art. 68 cpv. 1
dell'ordinanza d'esecuzione della legge federale su l'imposta preventiva, del
19 dicembre 1966 (OIP; RS 642.211), stabilisce che l'istanza di rimborso
dev'essere presentata all'autorità competente su modulo ufficiale. 

                                         Il
diritto al rimborso si estingue se l'istanza non è presentata nei tre anni
successivi alla fine dell'anno civile in cui è venuta a scadere la prestazione
imponibile (art. 32 cpv. 1 LIP). Tale termine non può essere né prorogato né
interrotto (ASA 49 pag. 136 consid. 2; Pfund/Zwahlen,
Die eidgenossische Verrechnungssteuer, 2a parte, Basilea 1985, n.
2.1 all'art. 31, p. 217 ss.).

 

                                         4.2.

                                         L’avente
diritto può chiedere il rimborso dell’imposta preventiva sulle vincite alle lotterie,
se al momento della estrazione era proprietario del biglietto della lotteria
(art. 21 cpv. 1 lett. b LIP).

 

                                         4.3. 

                                                      Quanto al diritto al rimborso, le persone fisiche lo hanno se alla
scadenza della prestazione imponibile avevano il domicilio in Svizzera (art. 22
cpv. 1 LIP). La legge rinvia poi ad una ordinanza d’esecuzione, per la
disciplina del diritto al rimborso delle persone fisiche che, per il semplice
fatto di soggiornare in Svizzera, sono tenute a pagare imposte federali,
cantonali e comunali sul reddito o sulla sostanza; l'ordinanza in questione può
prevedere il rimborso anche in altri casi, se circostanze speciali lo giustificano
(art. 22 cpv. 2 LIP).

                                         L'art. 51
cpv. 1 dell'Ordinanza d’esecuzione della legge federale sull’imposta preventiva
(OIPrev; RS 642.211) del 19 dicembre 1966, prevede infatti che chiunque, per il
semplice fatto di soggiornare in Svizzera, è assoggettato illimitatamente alle
imposte secondo la legislazione fiscale cantonale, ha diritto al rimborso
dell’imposta preventiva, se la prestazione imponibile è maturata nel periodo
del suo assoggettamento.

                                                      

 

                                   5.   Nella
fattispecie, come detto in narrativa, la ricorrente ha vinto un importante
premio al Lotto Svizzero il 28 aprile 1999, ma ha chiesto il rimborso
dell'imposta preventiva trattenuta sulla vincita solo nel corso del 2003, dopo
che l'autorità di tassazione, alla luce degli acquisti di sostanza intervenuti,
le aveva domandato informazioni in merito alla provenienza dei capitali
impiegati. 

 

                                         5.1.                                 

                                         Come
visto, l'art. 22 cpv. 1 LIP presuppone, perché un contribuente possa chiedere
il rimborso dell'imposta preventiva, che egli abbia il domicilio in Svizzera.
L'art. 22 cpv. 2 LIP delega poi all'autorità esecutiva la disciplina del
diritto al rimborso per le persone fisiche che, per il semplice fatto di
soggiornare in Svizzera, sono tenute a pagare imposte federali, cantonali e comunali
sul reddito o sulla sostanza, ed anche in altri casi. Tale delega è stata
eseguita dal Consiglio federale con l'art. 51 OIPrev, in particolare con il
capoverso 1, che si riferisce proprio ai contribuenti che, per il semplice
fatto di soggiornare in Svizzera, sono assoggettati illimitatamente alle imposte
secondo la legislazione fiscale cantonale. Tale disposizione si riferisce chiaramente
alla fattispecie del contribuente che è illimitatamente imponibile in Svizzera
in virtù della dimora fiscale, cioè che vi soggiorna senza interruzioni
apprezzabili per almeno 30 giorni esercitandovi un'attività lucrativa o almeno
90 giorni senza esercitare un'attività lucrativa (articoli 2 cpv. 3 LT e 3 cpv.
3 LIFD; cfr. anche Pfund/Zwahlen,
n. 3.1 all'art. 22 cpv. 2 LIP, p. 66).

 

                                         5.2.

                                         Dagli
atti dell'Ufficio di tassazione risulta che la ricorrente e il marito hanno
effettivamente acquistato il domicilio solo nel marzo del 2001, ma
soggiornavano già nel Canton Ticino in precedenza, in virtù di un permesso di
dimora. Come tali, sottostavano all'imposizione alla fonte secondo gli articoli
104 ss. LT e 83 ss. LIFD, essendo comunque illimitatamente imponibili in Svizzera
in virtù se non del domicilio fiscale almeno della dimora fiscale. 

                                         È dunque
chiaro che,   alla luce degli articoli 22 cpv. 2 LIP e 51 cpv. 1 OIPrev, la ricorrente
aveva il diritto di chiedere il rimborso dell'imposta preventiva trattenuta
sulla vincita al Lotto Svizzero del 28 aprile 1999.       

 

 

 

                                         5.3.

                                         Contrariamente
a quanto argomenta la ricorrente, non può certo essere considerata una valida
istanza di rimborso la dichiarazione fiscale per nuovi contribuenti, inoltrata
il 27 settembre 2001 ed indicante la proprietà immobiliare e le automobili
acquistate con i proventi della vincita. Si è già ricordato infatti che la
legge pone rigorosi requisiti formali in merito all'istanza di rimborso.

                                         A tale
riguardo, in un caso deciso nel 1994 (CDT n. 308 del 30 dicembre 1994 in re G.
e M. Po., pubblicata in RDAT I-1995, p. 427 ss.) questa Camera aveva stabilito
che contribuenti che allegano al reclamo una richiesta di invio del modulo per
il rimborso dell'imposta preventiva hanno presentato nondimeno una vera e
propria istanza di rimborso, per cui l'autorità fiscale non può dichiarare
tardiva la richiesta, se non infrangendo il principio della tutela
dell'affidamento.

                                         Con
sentenza dell'11 novembre 1996 la Suprema Corte federale ha annullato il giudizio
cantonale, negando che violi il principio della buona fede l'autorità di
tassazione che non risponda alla richiesta del contribuente di inviargli il
modulo ufficiale per chiedere il rimborso. In assenza di una risposta
dell'autorità fiscale, i contribuenti dovrebbero infatti sollecitarla, mentre
non potrebbero in alcun modo dedurre dall'inattività dell'autorità una proroga
implicita del termine perentorio di cui all'art. 32 cpv. 1 LIP, precisando tra
l'altro che non spetta all'amministrazione attirare l'attenzione dei
contribuenti sull'esistenza e sulla durata del termine di perenzione del
diritto al rimborso dell'imposta preventiva (Tribunale federale, 11 novembre
1996, in RDAT I-1997 n. 36t; inoltre ASA 49 136 consid. 3; sentenza non
pubblicata del 15 giugno 1990 nella causa H., riassunta in: Stockar/Hochreutener, Die Praxis der
Bundessteuern, 2a parte, vol. 2, n. 28 all'art. 32 LIP). Sempre in quel
giudizio, il Tribunale federale ha avuto modo di ribadire anche che la mera
volontà, manifestata per iscritto, di domandare il rimborso dell'imposta
preventiva disattende tuttavia doppiamente le esigenze formali previste dalle
norme concernenti l'imposta preventiva, poiché, da un lato, non è redatta sul
modulo ufficiale (art. 68 cpv. 1 OIP e art. 7 cpv. 1 nonché art. 8 cpv. 2 del
regolamento cantonale) e, dall'altro, non contiene le informazioni necessarie
per il computo dell'importo di cui è chiesto il rimborso (art. 48 LIP) (RDAT
I-1997 n. 36t).

 

                                         5.4.

                                         La
ricorrente fa quindi riferimento ad un documento trasmessole dall'organizzatore
del concorso, intitolato "Informazione sulla tassazione delle vincite
TOTO-LOTTO", nel quale a proposito delle condizioni per domandare il
rimborso dell'imposta preventiva si afferma testualmente che "questa norma
non è valida per i vincitori domiciliati all'estero", i quali "non
godono del diritto di richiesta di rimborso", con la conseguenza che
"l'imposta preventiva ha il valore di un'imposta federale svizzera". 

                                         Secondo
la contribuente, tale informazione, letta alla luce di uno scritto dell'Ufficio
regionale degli stranieri, secondo cui ella avrebbe potuto presentare la
domanda di rilascio del permesso di domicilio "unicamente il 18 maggio
2000" (lettera 20 aprile 1998), l'avrebbe indotta a concludere in assoluta
buona fede di avere già assolto correttamente tutti gli obblighi fiscali
relativi alla vincita. Lo dimostrerebbe anche il fatto che abbia deciso di impiegare
i proventi per l'acquisto di un immobile e di automobili.

                                         L'argomentazione
della ricorrente è plausibile: essendo assoggettata all'imposta in Svizzera
nella forma della ritenuta alla fonte sui redditi del lavoro e sapendo di dover
attendere ancora oltre un anno per poter chiedere il domicilio, è possibile che
ella si sia convinta di non avere il diritto di chiedere il rimborso
dell'imposta preventiva. 

                                         È altresì
verosimile che il foglio informativo del Lotto Svizzero abbia potuto trarre in
inganno la ricorrente, che ha un po' semplicisticamente concluso di rientrare
nella categoria dei "vincitori domiciliati all'estero" per il solo
fatto di non avere ancora il permesso di domicilio. Tuttavia, si deve rilevare
che il principio della buona fede comporta sì che, a determinate condizioni, il
cittadino possa esigere dall'autorità che essa si conformi alle promesse o alle
assicurazioni precise fattegli come anche di non essere tradito nella fiducia
riposta a giusto titolo nelle assicurazioni e nelle promesse ricevute (RDAT
I-1997 n. 36t, consid. 3 b aa, con riferimento a DTF 118 Ib 367 consid. 9a p.
379, 580 consid. 5a p. 583); ma ciò presuppone che l'informazione sia stata
fornita dall'autorità di tassazione e non, come nel presente caso, da una terza
persona. È vero che si trattava del debitore della prestazione imponibile, che
aveva trattenuto in tale veste l'imposta preventiva; ma ciò non esclude che la
contribuente potesse agevolmente farsi confermare quanto indicato dal Lotto
Svizzero, rivolgendosi direttamente all'Ufficio di tassazione.

 

                                         5.5.

                                         La
ricorrente invoca infine una circolare dell'Amministrazione federale delle
contribuzioni (AFC), nella quale si affermerebbe che quando l'autorità di
tassazione è in grado di individuare i redditi mediante dichiarazioni
precedenti o altri mezzi, non si può parlare di dissimulazione e pertanto non
si giusitificherebbe la perenzione del diritto al rimborso dell'imposta
preventiva. 

                                         In
effetti, la circolare n. 14 del 29 dicembre 1988 (ASA 57 p. 455) ha modificato
la prassi precedente dell'AFC, in seguito ad una sentenza del Tribunale
federale, nella quale era stato deciso che chi, tassato d'ufficio per non aver
presentato la sua dichiarazione fiscale, chiede il rimborso dell'imposta
preventiva dopo che la tassazione sia divenuta definitiva, non perde il proprio
diritto nella misura in cui lo faccia valere entro il termine stabilito dall'art. 32 LIP e in cui nella tassazione d'ufficio
siano stati considerati il capitale mobile e il reddito derivatone. Il rimborso
è tuttavia escluso se il contribuente aveva l'intenzione di dissimulare al fisco
un elemento imponibile (TF, 10 luglio 1987, in DTF 113 Ib 128 = ASA 56 p. 498).

                                         È
immediatamente evidente che tale prassi non è applicabile alla fattispecie in discussione.
In primo luogo, non siamo in presenza di una tassazione d'ufficio; inoltre, a
differenza del caso al centro della sentenza citata, qui è già sopravvenuta la
perenzione secondo l'art. 32 LIP.

 

 

                                   6.   Dalle considerazioni che precedono discende la conclusione che la
decisione impugnata è conforme al diritto applicabile.

                                         È vero
che il risultato appare difficilmente conciliabile con il senso della
giustizia, poiché comporta un cumulo di oneri fiscali manifestamente eccessivo.
Ma, nonostante i dubbi che solleva in particolar modo l'incompleta informazione
contenuta nella nota informativa del Lotto Svizzero, non si può ignorare la
portata dell'art. 32 cpv. 1 LIP, che intende introdurre nel meccanismo dell'imposta
preventiva un elemento di certezza che non si può ignorare. Né si può muovere
un rimprovero all'autorità fiscale, per avere fornito un'informazione
incompleta o inesatta, per la semplice ragione che mai la ricorrente si è
rivolta all'Ufficio di tassazione per chiarimenti in merito alle modalità di
assoggettamento della vincita alle imposte.

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli articoli 1 Regolamento
cantonale di applicazione concernente la Legge federale sull’imposta
preventiva, il computo globale d’imposta e la trattenuta supplementare d’
imposta USA (del 18 ottobre 1994) e 231 LT

 

 

 

 

 

 

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.    200.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un
totale di                                                       fr.    280.–

                                         sono a
carico della ricorrente.

 

                                   3.   Intimazione
alle parti.

 

                                   4.   Contro il
presente giudizio è ammesso il ricorso di diritto amministrativo entro 30
giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 56 LIP).

 

 

 

 

 

                                      

 

	
  terzi implicati

  	
  1. Divisione
  delle Contribuzioni Ufficio Giuridico, Viale S. Franscini 16, 6501
  Bellinzona 

  2. Amm.
  federale delle contribuzioni Divisione principale, Eigerstrasse 65, 3003
  Berna 

   

  

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: