# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 69eeee45-358d-5506-a435-13c82051b61f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-04-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 10.04.2015 80.2014.286
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2014-286_2015-04-10.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2014.286

  80.2014.287

  	
  Lugano

  10 aprile 2015

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Sabrina
  Gianola

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 3/5 novembre 2014 contro la decisione del 5 novembre 2014 in materia di IC/IFD 2013.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   Con decisione
10.9.2014, l’Ufficio di tassazione di __________ (di seguito UT) commisurava in
CHF 6'823.30 l’imposta cantonale, ed in CHF 1'791.65 l’imposta federale
diretta, dovute all’erario da parte del dr. RI 1 per il periodo fiscale 2013.

                                         In particolare, quo alle
deduzioni, l’Autorità non riconosceva la somma indicata dal contribuente di CHF
19'436.-- a titolo di “oneri permanenti” e relativa al mantenimento del
figlio __________ (4.3.1989). L’UT considerava infatti come il figlio del
contribuente non fosse più in formazione e neppure fossero adempiuti gli
estremi della deduzione per persone bisognose a carico poiché lo stesso non sarebbe
- totalmente oppure parzialmente - incapace di esercitare un’attività lucrativa.

                                  B.   Avverso tale
decisione, con reclamo 24.9.2014, insorgeva il contribuente, che chiedeva di
voler ammettere la deduzione relativa al mantenimento di __________, in quanto
la situazione economica di questi, neppure per il periodo fiscale 2013, era
mutata. 

                                         In particolare, il
reclamante faceva presente che, senza il suo aiuto finanziario egli avrebbe
dovuto fare capo all’assicurazione contro la disoccupazione o all’assistenza
sociale. Postulava in sede di reclamo la deduzione di CHF 20'457.40 a titolo di oneri permanenti.

 

 

                                  C.   Con decisione su
reclamo 5.11.2014, l’UT respingeva il reclamo ritenendo che il figlio del
contribuente, __________, fosse maggiorenne e quindi non più sotto autorità
parentale, e parimenti che lo stesso avesse un proprio reddito, per cui la
deduzione postulata non poteva essere ammessa.

 

 

                                  D.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, il dr. __________ si aggrava contro
la decisione dell’UT 5.11.2014, chiedendo che venga riconosciuta in sede
ricorsuale la deduzione pari a CHF 19'463.-- a titolo di onere permanente per
il mantenimento del figlio maggiorenne __________.

                                          

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Mediante tempestivo ricorso,
il contribuente censura il mancato riconoscimento della deduzione, da parte
dell’UT, dell’importo versato a titolo di mantenimento del figlio maggiorenne __________
pari a CHF 19'463.--.

                                          

                                         1.2.

                                         Per l’imposta cantonale,
l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di
un importo da 5'700.-- a 11'100.-- franchi al massimo [per il periodo fiscale
2013], dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o
parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento
il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5'700.--
franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i
quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.

                                         Analogamente, per
l’imposta federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la
deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'500.-- franchi [applicabile
per il periodo fiscale 2013] per ogni persona totalmente o parzialmente
incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il
contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della
deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i
quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.        

 

                                         1.3.

                                         Secondo la lettera sia
della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona
assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace
di esercitare un’attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige
Person”). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude
alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle
assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa
sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere
limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita,
malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di
impedimenti di ordine fisico o psichico.

                                         La dottrina e la
giurisprudenza più recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità
di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente
fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera
età (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge
und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht , p. 195; decisione CDT n.
80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona adulta che si trova ancora
in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da
sola la necessità di aiuto. Essa deve essere dovuta all’età avanzata, a
infermità o a incapacità di guadagno per altri motivi oggettivi e duraturi (cfr.
p. es. la sentenza CDT n. 80.97.8 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n.
8t).

 

                                         1.4.

                                         Tanto la prassi
dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate Bosshard/ Bosshard/ Lüdin in, Sozialabzüge und Steuertarife im
schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 191, nota 439) ammettono che sia
adempiuto il requisito della capacità lucrativa limitata quando una persona, a
causa della disoccupazione, non è in grado di conseguire un reddito lucrativo
sufficiente. Poiché però non è determinante la disoccupazione in sé ma
piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne dipende, una persona non si
considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di disoccupazione o
prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui non può più
ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto, perlomeno di
regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/ Lüdin, op. cit., p.
192).

 

                                         1.5.

                                         Oltre al requisito della
parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge
subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione
all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e
di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che
abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione
(Agner/Jung/Steinmann, op. cit.,
p. 149; inoltre decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT
I-1996 n. 11t).

                                         Per stabilire se una
persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di mantenersi,
occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa Camera, alla
tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti
del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in:
RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).

                                         In altre parole, la
quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e non da un
punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si domanda nondimeno se
all’applicazione del minimo esistenziale in materia esecutiva, che richiede
calcoli talvolta problematici, non siano da preferire criteri più schematici,
come per esempio la fissazione dei limiti di reddito imponibile o di sostanza imponibile
al di sopra dei quali il bisogno deve essere negato. Il Canton Berna pone questo
limite a fr. 16'000.-- di reddito netto o a fr. 50'000.-- di sostanza netta. Il
Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000.-- di reddito netto e a fr.
46'000.-- di sostanza imponibile per le persone sole e a fr. 19'000.-- di reddito
netto e a fr. 92'000.-- di sostanza imponibile per le persone coniugate (Locher, Kommentar zum DBG, Therwil/Basel
2001, p. 883).

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Con decisione su reclamo
5.11.2014, l’UT ha ritenuto che, in applicazione degli art. 32 cpv. 1 lit. d LT
e 33 cpv. 1 litt. d LIFD possono essere dedotti gli alimenti versati ai figli
sotto l’autorità parentale. 

 

                                         Secondo la predetta
Autorità, siccome __________ è maggiorenne  e quindi, non più sottostante
all’autorità parentale, ed avendo egli un proprio reddito, la richiesta di
deduzione presentata dal contribuente e qui ricorrente non poteva essere ammessa.

                                         2.2.

                                         È evidente che, l’UT ha
proceduto all’esame ed all’evasione del gravame del contribuente, sulla base di
una configurazione giuridica erronea.

 

                                         Infatti, nel caso di specie
– per il periodo fiscale 2013 –, per la postulata deduzione del figlio
maggiorenne, possono entrare in linea di conto gli art. 213 cpv. 1 lit. b LIFD
e 34 cpv. 1 lit. b LT.

 

                                         Dalla decisione di
tassazione inerente __________ per l’anno 2013 emerge un reddito da attività
lucrativa pari a CHF 17'121.--. __________ indicava la sua professione: “decoratore
3D”.

 

                                         2.3.

                                         Sia in sede di reclamo
all’UT, sia nuovamente in sede di ricorso, Il dr. RI 1, sostiene di aver dovuto
versare al figlio __________, la somma di CHF 19'463.--, altrimenti lo stesso
non avrebbe raggiunto il suo fabbisogno e neppure il minimo vitale.

 

                                         2.4.

                                         Nel caso di specie, oltre
al fatto che la decisione su reclamo si fonda su di una base giuridica erronea,
la stessa richiede ulteriori accertamenti.

 

                                         In effetti, secondo
dottrina e giurisprudenza, la deduzione secondo gli art. 213 cpv. 1 lit. b LIFD
e 34 cpv. 1 lit. b LT viene ammessa per ogni persona che risiede in Svizzera
che è totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa.
L’incapacità lucrativa (totale o parziale) allude alla definizione della nozione
di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni sociali (LAI, LAINF, LAM,
LAMal, LPP). La persona bisognosa d’aiuto deve essere limitata nella sua capacità
di guadagno a seguito di infermità congenita, malattia, infortunio, o in maniera
più in generale di impedimenti di ordine fisico o psichico.

 

                                         2.5.

                                         Nel caso in disamina, a
difetto di ulteriori accertamenti o richieste di informazioni effettuate dall’UT
all’attenzione del contribuente (art. 200 cpv. 2 LT) non è dato sapere per
quali motivi, __________ abbia conseguito un reddito da attività lucrativa esiguo
– pari a CHF 17'121.-- nel periodo fiscale 2013. Non si evince neppure dagli
atti, se il figlio del contribuente abbia diritto e/o abbia fatto richiesta di percezione
di indennità di disoccupazione.

 

                                         In particolare spetterà
all’UT accertare se __________ adempia i requisiti di persona bisognosa ai
sensi delle citate dottrina e giurisprudenza. 

 

                                         L’Autorità di prime cure
dovrà segnatamente verificare se il figlio del contribuente sia limitato nelle
sue capacità di guadagno a seguito di infermità congenita, malattia,
infortunio, o in maniera più in generale di impedimenti di ordine fisico o
psichico e stabilire al contempo se egli abbia, per il periodo fiscale 2013,
fatto richiesta per un’indennità di disoccupazione.

 

                                         In caso contrario, la
deduzione postulata non potrebbe essere ammessa. 

                                         In effetti l’esistenza di
un’incapacità di lavoro non è sufficiente: a difetto di un’incapacità di far
fronte ai propri bisogni, le prestazioni ricevute non danno luogo alla
deduzione per persona bisognosa. Inversamente, la deduzione può essere ammessa,
quando la persona che riceve il sostentamento risulta essere effettivamente
bisognosa, malgrado l’esercizio di un’attività lucrativa, ad esempio nel caso
di cospicue spese legate alla salute che permangono a suo carico (Jaques, in: Yersin/Noël
[a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n.
34 ad art. 213 LIFD, p. 1686).

 

 

                                   3.   Posto quanto
rilevato nei precedenti considerandi, a questa Camera non resta quindi che
annullare la decisione impugnata in materia di IC/IFD 2013, limitatamente alla
censura inerente la deduzione per persona bisognosa a carico e rinviare gli
atti all’autorità di tassazione per una nuova decisione motivata, dopo aver
esperito i necessari accertamenti.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                       1.    La
decisione su reclamo del 5.11.2014 in materia di IC / IFD 2013 è annullata e
gli atti sono rinviati all’Ufficio di tassazione per ulteriori accertamenti e
per nuova decisione in relazione alla deduzione per persona bisognosa a carico.

 

                                   2.   Non si prelevano né tassa
di giustizia né spese processuali.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

	
  __________AFC

  	
   

  

                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

 

Il
presidente:                                                         Il
segretario: