# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5b04d1ef-c079-550f-92ec-12fcddde8b2c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-06-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 07.06.2018 13.2017.117
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2017-117_2018-06-07.html

## Full Text

Incarto n.

  13.2017.117/118

  	
  Lugano

  7 giugno 2018/rn

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La terza Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Walser,
  presidente,

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Locatelli

  

 

 

sedente
nella composizione a giudice unico (art. 48b LOG) per statuire nella causa inc.
n. SO.2017.4435 (misure a protezione
dell'unione coniugale e richiesta di provvedimenti cautelari) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6,
promossa con istanza 30 agosto 2017 da

 

	
   

  	
  CO
  1 

  patrocinata dall' PA 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE
  1 

  patrocinato dall' PA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

e ora sul reclamo 8
novembre 2017 di RE 1 contro la decisione 27 ottobre 2017 con cui il Pretore ha
respinto l'istanza di gratuito patrocinio 15 settembre 2017;

 

ritenuto

in fatto:                    A.   CO 1, nata __________, e RE
1 si sono uniti in matrimonio il 26 giugno 2014. Dalla loro unione è nata N__________
(2013). Con loro vive anche B__________ (2012), nato da un precedente legame
tra la madre CO 1 e il padre di quest'ultimo __________. Con istanza 30 agosto
2017 CO 1 ha chiesto l'adozione di misure a protezione dell'unione coniugale,
già in via supercautelare e cautelare, data l'impossibilità oggettiva -
sfociata anche nell'intervento della polizia - a continuare la vita in comune
con il marito RE 1. Nel contempo l'istante ha postulato l'ammissione al gratuito
patrocinio inclusa la copertura dei costi di rappresentanza legale nella
persona dell'avv. PA 2.

                                  B.   Con decreto
supercautelare 30 agosto 2017 il Pretore ha confermato il decreto di
allontanamento che il 23 agosto 2017 la polizia aveva emesso a carico del marito,
ha autorizzato la vita separata dei coniugi, ha attribuito l'abitazione
coniugale alla moglie e ha affidato provvisoriamente la figlia N__________ alla
madre.

 

                                  C.   All'udienza 15
settembre 2017, l'istante ha confermato la sua istanza. Dal canto suo il
convenuto vi si è opposto e ha formulato le proprie richieste, postulando infine
il beneficio dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio. Nelle more
istruttorie e nell'interesse dei minori, le parti si sono nondimeno impegnate a
rispettare un accordo transattivo di misure provvisorie.

 

                                  D.   A seguito di un nuovo
intervento della polizia e dei servizi sociali, constatata l'esposizione dei
minori ad una situazione inadeguata, con decreto supercautelare 26 settembre
2017 il Pretore ha disposto la convocazione personale dei coniugi ad un'udienza
urgente per valutare l'adozione di ulteriori misure.

 

                                         All'udienza 29 settembre
2017 le parti hanno confermato l'assetto provvisorio concordato il 15 settembre
2017 e dato il proprio assenso al proseguimento della valutazione affidata
all'Ufficio dell'aiuto e della protezione, settore delle famiglie e dei minorenni.
Il Pretore ha omologato questa transazione.

 

                                  E.   Con decisione 27
ottobre 2017 il Pretore ha respinto le istanze di gratuito patrocinio
presentate, rispettivamente, da CO 1 (dispositivo n. 3) e da RE 1 (dispositivo
n. 4). Dalla notifica di tassazione 2016 risultava l'esistenza di una certa
sostanza e, in parte almeno, i comportamenti delle stesse parti avevano
contribuito a generare costi.

 

                                  F.   Con reclamo 8
novembre 2017 RE 1 impugna la citata decisione, che chiede di annullare e
riformare nel senso di accogliere l'istanza di gratuito patrocinio e di tassare
la relativa nota professionale, in alternativa di rinviare l'incarto al Pretore
per la tassazione di rito. L'interessato postula il gratuito patrocinio anche
per il reclamo inclusi i costi di rappresentanza legale nella persona dell'avv.
PA 1.

 

Considerando

in diritto:                  1.   Giusta l'art. 121 CPC, le
decisioni che rifiutano o revocano totalmente o parzialmente il gratuito
patrocinio sono impugnabili mediante reclamo alla terza Camera civile del
Tribunale d'appello (art. 319 lett. b cifra 1 CPC e 48 lett. c cifra 1 LOG). La
domanda di gratuito patrocinio è trattata con la procedura sommaria (art. 248
lett. a CPC e art. 119 cpv. 3 prima frase CPC), sicché il termine
d'impugnazione è di 10 giorni (art. 321 cpv. 2 CPC).

 

                                         La decisione impugnata è
pervenuta al reclamante il giorno 31 ottobre 2017 (estratto tracciamento degli
invii 15 novembre 2017; reclamo, pag. 2). Di modo che, rimesso alla posta l'8 novembre
2017 il reclamo è tempestivo e, da questo punto di vista, ammissibile.

 

                                   2.   Conformemente all'art.
320 CPC con il reclamo possono essere censurati l'applicazione errata del
diritto (lett. a) e l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b).

 

                                2.1   Il reclamante invoca l'errata
applicazione del diritto e l'accertamento manifestamente errato dei fatti per
avere, il Pretore, leso il suo diritto di essere sentito e negato il gratuito
patrocinio a motivo dell'esistenza di non meglio specificata sostanza e del
preteso comportamento inappropriato delle parti (reclamo, pag. 4).

 

                                   3.   Il reclamante invoca
la violazione del suo diritto di essere sentito poiché, limitandosi ad
evidenziare l'esistenza di una “certa sostanza”, il Pretore non aveva specificato
il tipo e l'ammontare della sostanza a cui faceva riferimento (reclamo, pag.
4), men che meno aveva specificato l'esatto comportamento rimproverato alle
parti (reclamo, pag. 6).

 

                                3.1   Il diritto di essere sentito
delle parti (art. 53 cpv. 1 CPC) gode della garanzia costituzionale formale
(art. 29 cpv. 2 Cost.), e la sua violazione comporta di principio l'annullamento
della decisione impugnata, a prescindere dalle possibilità di successo del
gravame (DTF 137 I 195 consid. 2.2). Il diritto di essere sentito comprende
anche l'obbligo per il giudice di motivare la sua decisione (Hurni, Berner Kommentar, ZPO, vol. I,
2012, n. 60 segg. ad art. 53) che, giusta l'art. 238 lett. g CPC, può ritenersi
sufficiente quando vengono menzionati, almeno brevemente, le ragioni - sia
fattuali che giuridiche - che hanno indotto il giudice a decidere in un senso
piuttosto che in un altro, ponendo l'interessato nella condizione di rendersi
conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità d'impugnazione (Trezzini, in: Trezzini e al.,
Commentario pratico al CPC, IIa ed., 2017, n. 40 seg. ad art. 238).

 

                                3.2   Ora, il Pretore ha
evidenziato che, quantomeno a questo stadio, i costi giudiziari e legali potevano
essere assunti dai due coniugi in quanto dalla notifica di tassazione 2016
risultava la disponibilità di una “certa sostanza” (decisione impugnata,
pag. 1), ritenuto oltretutto che, almeno in parte, il loro comportamento era
stato all'origine dei problemi sorti in corso di procedura e quindi anche delle
relative spese (decisione impugnata, pag. 2). Sicché, a ben vedere, i motivi
alla base della conclusione del Pretore non danno adito a dubbi. La censura
quindi, ai limiti del preteso, va respinta.

 

                                   4.   Per l'art. 117 CPC -
che corrisponde alla garanzia costituzionale minima di cui all'art. 29 Cost.
(sentenza del Tribunale federale 4D_72/2013 del 26 agosto 2014 consid. 3 con
rinvii) - ha diritto al gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi
necessari (lett. a) e, cumulativamente, la cui domanda non appaia priva di
probabilità di successo (lett. b). Esso comprende l'esenzione dagli anticipi,
dalle cauzioni e dalle spese processuali e la designazione di un patrocinatore
d'ufficio (art. 118 cpv. 1 CPC). Esso può essere concesso integralmente o in
parte (cpv. 2) e non esenta dal pagamento delle ripetibili alla controparte
(cpv. 3).

 

                                4.1   È considerato indigente giusta
l'art. 117 CPC chi non è in grado di far fronte con mezzi propri  - reddito e
sostanza - alle spese giudiziarie e legali senza intaccare il fabbisogno suo e
quello della famiglia (DTF 128 I 232 consid. 2.5.1; RtiD I-2004 pag. 33 consid.
2.2; Trezzini, op. cit., n. 14 ad
art. 117). L'esistenza di uno stato di indigenza non va posta in astratto, ma
con riferimento alla situazione finanziaria effettiva e alle particolarità del
caso, dovendosi quindi esaminare la situazione del richiedente al momento della
richiesta di essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria (sentenza
del Tribunale federale 4D_72/2013 del 26 agosto 2014 consid. 3 con rinvii). Pur
vigendo il principio inquisitorio limitato (Trezzini,
op. cit., n. 16 ad art. 119 e nota 2839), secondo dottrina e
giurisprudenza, spetta anzitutto al richiedente presentare - spontaneamente -
in modo chiaro la propria situazione finanziaria attuale, sostanziando e
dimostrando, pena la reiezione della sua domanda, che egli non è in grado di
affrontare le spese connesse alla causa senza pregiudicare il proprio
sostentamento e quello della propria famiglia (DTF 135 I 221 consid. 5 con rinvii).

                                      

                                   5.   Riferendosi alla
dichiarazione d'imposta 2016 prodotta quale doc. O (pag. 8; che il convenuto ha
invero prodotto quale doc. 7 pag. 15), il reclamante spiega che il valore della
sostanza mobiliare per titoli e capitali assomma a fr. 24'182.–, di cui fr.
4'298.– quale deposito di garanzia affitto per il contratto di locazione
dell'abitazione coniugale, fr. 12'451.– quale saldo su un conto bancario del
figlio B__________, fr. 5'213.– quale saldo su un conto bancario della figlia N__________,
fr. 107.– quale saldo su un conto bancario di risparmio e fr. 2'103.– [recte:
2'113.–] quale saldo su un conto corrente postale dei coniugi (reclamo, pag. 5).
Completa inoltre la sostanza una polizza di assicurazione vita del valore di
fr. 11'991.– e l'auto del valore di fr. 12'000.– (reclamo, pag. 5). A detta
dell'interessato possono considerarsi alla stregua di sostanza disponibile unicamente
il saldo del conto di risparmio di fr. 107.– e quello del conto corrente di fr.
2'113.–, importi comunque insufficienti per sostenere eventuali spese legali (reclamo,
pag. 6).

 

                                5.1   Nondimeno. Dalla stessa
dichiarazione emerge anche che il conto privato Postfinance, attestante un
saldo al 31 dicembre 2016 di fr. 2'113.–, ha prodotto nel corso dell'anno un
reddito lordo di fr. 11.60 (doc. 7 pag. 15 ), a fronte di un tasso d'interesse
remunerativo per quel tipo di conto passato da 0.01% a 0.0% il 1° agosto 2016
(cfr. comunicato stampa Postfinance del 13 giugno 2016). A prescindere da ciò,
con riferimento ai conti bancari di risparmio occorre rilevare che due di essi
sono rubricati rispettivamente con la specifica “B” e “N” per un
avere complessivo di fr. 17'664.– (doc. 7 pag. 15). Diversamente da quanto
lascia intendere il reclamante (reclamo, pag. 5), questo non basta però ad
affermare che i figli B__________ e N__________ ne siano titolari, conclusione
che andava semmai comprovata con l'ausilio dei necessari attestati o estratti
bancari. Ma di ciò non vi è traccia agli atti. E neppure torna utile il verbale
dell'udienza 15 settembre 2017 che peraltro sulla questione nulla dice (reclamo,
pag. 5; act. III). Il reclamante non può così essere seguito laddove afferma
che, trattandosi di beni appartenenti ai due minori, tali risorse sfuggono alla
sostanza computabile in capo ai due coniugi (reclamo, pag. 5, doc. 7 pag. 1).

 

                                5.2   Per quanto attiene il valore
di riscatto di fr. 11'991.– della polizza d'assicurazione vita (reclamo, pag. 6),
giova d'altra parte rilevare che il relativo contratto è stato stipulato nella
forma di un'assicurazione di previdenza libera (di risparmio a capitalizzazione
vita e decesso) e che il relativo valore di riscatto (quantificabile al 1°
agosto 2017 in fr. 12'077.–) è la cifra restituita all'assicurato in caso di
annullamento anticipato (doc. 7 pag. 13; doc. L pag. 4 segg., 5).

                                      

                                5.3   Fatta astrazione del valore
dell'auto detenuta in leasing (doc. 7 pag. 2; doc. R pag. 2 seg.) e
dell'importo di fr. 4'298.– vincolato quale garanzia d'affitto (doc. 7 pag. 15),
ne consegue una sostanza mobiliare costituita quantomeno da un capitale di
risparmio e non di complessivi fr. 19'884.– e da un valore di riscatto della
polizza di assicurazione vita di fr. 12'077.– (sopra, consid. 5, 5.1 e 5.2),
per un totale di fr. 31'961.–. In assenza di documenti bancari e postali
riferiti all'anno 2017, che spettava al reclamante produrre, tali cifre sono
appunto determinati ai fini della richiesta di gratuito patrocinio. Sicché,
nelle circostanze concrete, anche considerando un margine a titolo di “riserva
di soccorso” (reclamo, pag. 4 e 6), non se ne può desumere che il Pretore
sia incorso in un accertamento manifestamente errato dei fatti laddove ha
ritenuto che le parti disponessero di una “certa” sostanza. Questo
esclude anche la conseguente errata applicazione dell'art. 117 CPC. Infondato
il reclamo va così respinto.

 

                                   6.   Obietta il reclamante
che in materia di diritto della famiglia, il comportamento delle parti non può
determinare la probabilità di esito favorevole di una vertenza giudiziaria
(art. 117 lett. b CPC), giacché la causa aveva consentito di rimettere in
ordine la famiglia e regolamentare le reciproche relazioni, in un siffatto contesto
la conflittualità tra le parti era da considerare implicita, le stesse si erano
comunque dimostrate ragionevoli a fronte della transazione provvisoria e
l'udienza del 29 settembre era stata voluta dal Pretore medesimo (reclamo, pag.
6 seg.). L'argomento è però fuorviante.

 

                                6.1   Certo, per il Pretore le
parti avevano contribuito ad amplificare i problemi e le divergenze esistenti
e, in parte almeno, questo loro atteggiamento aveva comportato dei costi
aggiuntivi (decisione impugnata, pag. 2). Ciò non toglie che è a fronte della
sostanza disponibile che, per il momento almeno, egli ha ritenuto proponibile
il richiamo delle parti ad una responsabilità per i costi del procedimento (decisione
impugnata, pag. 1), conclusione che - come appena visto - trova qui conferma. Peraltro
la correlazione tratta dal reclamante con il presupposto di probabilità di
esito favorevole della causa giusta l'art. 117 lett. b CPC è sprovvista di
qualsiasi pertinenza, visto che sulla questione il Pretore non si è affatto
pronunciato. Anche questo esclude l'ipotesi di un'errata applicazione del
diritto (reclamo, pag. 7). A priori la critica è quindi infondata.

 

                                6.2   Si aggiunga, per mero
scrupolo, che il decreto supercautelare 26 settembre 2017 si era imposto
perché, nonostante l'accordo raggiunto il 15 settembre 2017, “sono
nuovamente intervenuti fatti incresciosi che hanno richiesto l'intervento
urgente della Polizia e dei servizi sociali” e “i minori coinvolti sono
gravemente esposti a una situazione del tutto inadeguata” (act. IV pag. 1).
Data la necessità di una nuova udienza per appunto “impostare le misure di
protezione che si impongono”, oltre l'urgenza e l'importanza dei
temi in gioco, il Pretore ha persino disposto “l'obbligo di comparsa per i
genitori [...] assortito della comminatoria penale ex. art. 292” (act. IV
pag. 1). Per finire poi, “richiamati al rispetto dei loro doveri
genitoriali” e avvertiti della possibilità che “potranno intervenire
decisioni severe sia sul piano della custodia, sia sul piano delle ulteriori
misure accompagnatorie necessarie”, i coniugi sono stati appunto citati per
il 29 settembre 2017 (act. IV pag. 2). E su questi fatti il reclamante sembra
volutamente soprassedere (reclamo, pag. 7). Di modo che, seppur in un contesto
di legittima e comprensibile animosità, non si può seriamente rimproverare il
Pretore per avere in parte individuato nel comportamento dei coniugi la causa
dei provvedimenti resisi necessari e dei relativi costi. Ciò perlomeno non
configura gli estremi di un accertamento manifestamente errato dei fatti. Sicché,
anche al riguardo la censura non ha pertinenza.

                                      

                                   7.   La procedura di
reclamo contro il diniego di gratuito patrocinio non è, diversamente dall'art.
119 cpv. 6 CPC, gratuita (DTF 137 III 470 consid. 6). Le spese processuali, fissate
in fr. 150.– in applicazione degli art. 2 cpv. 1 LTG (valore, natura e
complessità della causa) e 14 LTG (tassa di giustizia per le decisioni su reclamo
tra fr. 100.– e fr. 10'000.–), tenuto anche conto che le contestazioni del gravame
coincidono in sostanza con il parallelo reclamo presentato da CO 1 (inc. n.
13.2017.113/114), seguono la soccombenza del reclamante (art. 106 cpv. 1 CPC).
Non si pone la questione delle ripetibili, la procedura di gratuito patrocinio
opponendo il richiedente allo Stato e, comunque sia, non essendo state raccolte
osservazioni.

 

                                         La richiesta di gratuito
patrocinio per questa sede di giudizio va respinta. Il reddito mensile netto di
fr. 3'740.– (reclamo, pag. 8) imputabile al reclamante, residente in Italia
presso i genitori (act. III pag. 6), gli consente di far fronte con un discreto
margine al proprio fabbisogno mensile, se solo si considera il minimo esistenziale
LEF di fr. 1'200.–, adeguato ai parametri di costo della vita validi in
Svizzera (Bühler, in: Berner
Kommentar, ZPO, vol. I, 2012, n. 119 ad art. 117) notoriamente più alti
rispetto a quelli in Italia (ca. 40%: www.numbeo.com), il premio cassa malati
di fr. 224.45 (doc. 7 pag. 2), il contributo alimentare per N__________ di fr.
700.– (doc. 7 pag. 2; act. III, pag. 3) e le spese per l'auto in leasing di fr.
350.– (doc. 7 pag. 2). A ciò si aggiunge, per i motivi di cui si è detto, la
sostanza mobiliare computabile in capo ai coniugi e pari a fr. 31'961.– (sopra,
consid. 5.3). Diversamente da quanto pretende il reclamante (reclamo, pag. 8) non
sono quindi dati i presupposti per ritenere comprovato un suo stato di indigenza.

 

                                         Il reclamo, trattato in
procedura sommaria (sopra, consid. 1), viene evaso da questa Camera nella
composizione a giudice unico (art. 48b cpv.1 lett. b cifra 2 LOG).

 

 

Per i quali motivi,

pronuncia:              1.   Il reclamo 8 novembre 2017 di RE
1 è respinto.

 

                                   2.   La domanda di
gratuito patrocinio 8 novembre 2017 di RE 1 è respinta.

 

                                   3.   Le spese processuali
del reclamo, fissate in fr. 150.–, sono poste a carico del reclamante.

 

                                   4.   Notificazione
(unitamente al reclamo 8 novembre 2017 alla controparte):

	
   

  	
  –; 

  –.

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

 

Per
la terza Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Contro la
presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro 30 giorni dalla notifica­zione del testo integrale della
decisione con i limiti dell’art. 93 LTF. Nelle cause a carattere pecuniario il
ricorso è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle
vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli
altri casi. Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge
federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non
sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini
ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte
che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un
ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una
sola e medesima istanza (art. 119 LTF).