# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ccc30745-a41d-5328-8b4a-2029f8e96f74
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-06-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.06.2006 32.2005.68
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-68_2006-06-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.68-69

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  7 giugno 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sui ricorsi del 17 maggio 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

  rappr. da: RA 2 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni su opposizione del 14 aprile
  2005 emanate da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nata
il __________, in data 8 marzo 1999 ha inoltrato, per il tramite dei genitori, una richiesta di
prestazioni AI (provvedimenti sanitari) per assicurati che non hanno ancora
compiuto i 20 anni (doc. AI 1). Con decisione 16 aprile 1999 l’Ufficio AI ha
posto l’assicurata al beneficio di provvedimenti sanitari necessari alla cura
dell’infermità congenita n° 395 OIC dal 3 luglio 1998 al 30 giugno 2000 (doc.
AI 9).

 

                                         Successivamente,
con comunicazione 6 gennaio 2001 RI 1 è stata posta al beneficio da parte
dell’Ufficio AI di provvedimenti d’integrazione sotto forma di una garanzia dei
costi relativi alla frequentazione di un’istruzione scolastica speciale dal 1° marzo
2000 al 31 agosto 2004 (doc. AI 20).

 

                            1.1.1.   In data 9
giugno 2004 l’assicurata, per il tramite dei genitori, ha chiesto la copertura
dei costi di una terapia psicomotoria presso la psicomotricista __________ cfr.
doc. AI 27).

Chiamata a pronunciarsi in merito alla richiesta
di copertura dei costi di tale terapia l’amministrazione, esperiti gli
accertamenti del caso, con decisione 22 giugno 2004 ha respinto tale domanda, motivando
come segue:

 

" 
Abbiamo esaminato il diritto a provvedimenti
psicomotori.

 

Assumiamo i costi di provvedimenti
pedagogico-tarapeutici, ritenuti indicati sulla base di un'affermata conoscenza
pedagogica e scientificamente riconosciuti.

 

●    La psicomotricità non assolve questi
criteri.

Infatti gli studi
scientifici che dimostrano l'efficacia di questa terapia per la correzione dei
disturbi d’eloquio non sono conosciuti nell'ambito specifico.

 

Decidiamo pertanto:

 

●    La richiesta di prestazioni è
respinta." (Doc. AI 29)

 

                            1.1.2.   Con
opposizione 13 luglio 2004 i genitori di RI 1 hanno contestato quanto deciso
dall’amministrazione (doc. AI 34).

Con successivo scritto 6 agosto 2004 i genitori
di RI 1 hanno ribadito la richiesta di assunzione dei costi di psicomotricità
da parte dell’Ufficio AI (doc. AI 40), producendo il certificato medico 23
luglio 2004 del dr. Med. __________, FMH in pediatria e specialista in
neuropediatria, il quale ha attestato che RI 1 presenta una macrocefalia con
encefalopatia malformativa (OIC 381) su una trisomia parziale dei cromosomi 1 e
22.

 

Nel frattempo, in data 5 ottobre 2004 l’Ufficio
AI ha riconosciuto a RI 1 le spese dell’educazione precoce dal 1° settembre
2004 al 30 agosto 2005 (doc. AI 47).

 

                            1.1.3.   Richiamate le
disposizione di legge, nonché le direttive amministrative applicabili, con
decisione su opposizione 14 aprile 2005 l’Ufficio AI ha confermato la reiezione
della domanda di prestazioni, “non essendo l’assicurata portatrice di
un’infermità congenita riconosciuta dall’AI e non potendo più essere assunti i
costi della psicomotricità come provvedimento di sostegno alla logopedia” (doc.
AI 58).

 

                            1.1.4.   Contro questa
decisione, la madre di RI 1, per conto della figlia e per il tramite del RA 2,
ha inoltrato al TCA un tempestivo atto di ricorso, in cui ha evidenziato che
sia la logopedista sia la psicomotricista che seguono RI 1 ritengono che la
stessa necessiti, accanto al trattamento pedagogico-terapeutico di logopedia,
anche di un trattamento di natura psicomotoria, che la aiuti nello sviluppo del
linguaggio attraverso il superamento delle insicurezze emotive e delle
difficoltà motorie, dato che il ritardo nel linguaggio è in gran parte legato
al ritardo nello sviluppo psicomotorio con ipotonia. La patrocinatrice di RI 1
ha inoltre contestato la circolare 197 dell’UFAS, in base alla quale non è più
possibile riconoscere la psicomotricità quale trattamento medico a complemento
della logopedia, rilevando che, come indicato dalla logopedista, la terapia
psicomotoria seguita da RI 1 dal giugno 2004 ha portato a dei miglioramenti
evidenti della sua capacità di eloquio (doc. III).

 

                               1.2.   In data 23
luglio 2004 RI 1, per il tramite dello specialista in pediatria e in
neuropediatria dr. __________ ha chiesto la copertura dei costi connessi ai
provvedimenti sanitari medicalmente necessari (doc. AI 27).

Lo specialista chiedeva in particolare di
riconoscere all’assicurata un’infermità congenita giusta la cifra 381 OIC,
vista la trisomia parziale dei cromosomi 1 e 22.

 

                            1.2.1.   Chiamata a
pronunciarsi in merito, l’amministrazione, esperiti gli accertamenti del caso,
con decisione 24 novembre 2004 ha respinto tale domanda, motivando come segue:

 

" 
Abbiamo esaminato il diritto a provvedimenti
sanitari.

 

Gli assicurati, fino al compimento dei 20 anni,
hanno diritto ai provvedimenti sanitari necessari per la cura delle infermità
congenite riconosciute (art. 13 della Legge federale sull'assicurazione per
l'invalidità (LAI)). Queste sono elencate in modo esaustivo nell'ordinanza sulle
infermità congenite.

 

Qualora non sia presente un'infermità congenita
riconosciuta dall'AI, si esamina la possibilità di un'assunzione dei costi
nell'ambito dell'art. 12 LAI. I provvedimenti sanitari sono a nostro carico nel
caso in cui il processo patologico evolutivo abbia raggiunto uno stato
essenzialmente stabilizzato. 

Contemporaneamente, il trattamento deve poter
migliorare in modo importante e duraturo la capacità di guadagno o almeno
evitare di pregiudicarla notevolmente. L'attività nell'ambito delle mansioni
consuete (p.es. attività casalinghe) è pareggiata all'attività lucrativa (art.
12 della Legge Federale sull'Assicurazione per l'invalidità (LAI)).

 

L'affezione di cui l'assicurata è portatrice non
può essere riconosciuta come infermità congenita OIC 381.

 

Sulla base della documentazione medica in nostro
possesso, non è presente un'infermità congenita riconosciuta e mancano altresì
le condizioni per la copertura dei costi in conformità con l'art. 12 LAI."
(Doc. AI 50)

 

                            1.2.2.   Con
opposizione 4 gennaio 2005 il papà di RI 1 ha contestato quanto deciso dall’amministrazione,
osservando:

 

" 
(...)

Come dimostrato nel rapporto neuropediatrico
allegato, redatto dal __________ Dr. __________, specialista in neuropediatria
all'Ospedale __________ di __________, mia figlia presenta una malformazione cerebrale
caratterizzata da una dilatazione ventricolare con porencefalia su anomalia
cromosomale.

 

Inoltre, presenta anche un ritardo a livello
cognitivo e un problema nella motricità fine e generale.

 

Per i motivi appena esposti le chiedo gentilmente
di voler riesaminare il dossier di mia figlia, in modo che l'affezione di cui è
portatrice venga riconosciuta, come indicato anche dal Dr. __________, come
infermità congenita OIC 381." (Doc. AI 51)

 

                            1.2.3.   Richiamate le
disposizione di legge, nonché le direttive amministrative applicabili, con
decisione su opposizione 14 aprile 2005 l’Ufficio AI ha confermato la reiezione
della domanda di prestazioni, osservando:

 

" 
(...)

3.   Nell'ambito
della cifra 381 OIC, sono riconosciute le spese di cura terapeutica relative
agli assicurati che presentano malformazioni del sistema nervoso centrale e del
suo rivestimento (encefalocele, ciste aracnoide, mielomeningocele ed
idromielia, meningocele, megaloencefalia, poroencefalia e diastematomielia).

 

In casu, vista la
nuova documentazione presentata in sede d'opposizione, il Servizio medico
regionale dell'AI (SMR) ha rivalutato l'intera situazione e con giudizio del 23
marzo 2005 ha confermato il
rifiuto sia per quel che concerne il riconoscimento dei provvedimenti sanitari
sia per quello del trattamento psicomotorio.

In concreto, il
dottor __________ (SMR) ha confermato che il rapporto del dottor __________ di
data 27 dicembre 2004 non dimostra la presenza dei criteri richiesti dall'ordinanza
e dalla circolare UFAS per il riconoscimento dei provvedimenti sanitari
richiesti.

In effetti, il
medico curante (dottor __________) ha precisato che l'assicurato è portatore di
encefalopatia malformativa non progrediente su anomalia cromosomale con
porencefalia e macrocefalia, affezioni che non rientrano nell'ordinanza
sovraesposta.

 

In conclusione, si
può affermare che non vi sono elementi dal lato medico, compresi quelli
presentati in sede d'opposizione, che depongano a favore di una diversa valutazione
del caso, non risultando soddisfatti i requisiti posti dall'ordinanza per il
riconoscimento dell'OIC 381.

 

Ne discende pertanto
che la decisione impugnata appare corretta e merita
piena conferma." (Doc. AI 59)

 

                            1.2.4.   Contro questa
decisione, la madre di RI 1, per conto della figlia e per il tramite del RA 2,
ha inoltrato al TCA un tempestivo atto di ricorso. In sede ricorsuale è stata
dapprima contestata la modifica apportata dal Dipartimento federale
dell’interno all’OIC con decisione del 4 settembre 1998, tramite la quale è
stata eliminata dalla cifra 381 OIC, a partire dal 1° gennaio 1999, la
porencefalia, senza delucidazioni sui motivi che hanno portato a tale scelta.
Al riguardo, la rappresentante ha chiesto al TCA di chiedere spiegazioni all’UFAS,
evidenziando che le motivazioni che hanno portato il Dipartimento a modificare
l’OIC appaiono tanto più dubbie se si pon mente al fatto che ancora attualmente
l’assicurazione malattia considera la porencefalia quale infermità congenita (a
norma dell’art. 19 a cpv. 2
cifra 34 OPre la porencefalia è considerata quale malattia congenita per la
quale l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi
dei trattamenti dentari necessari).

La rappresentante di RI 1 ha poi evidenziato che
la bambina, come certificato dal dr. __________, specialista in neuropediatria,
è affetta da una malformazione complessa del sistema nervoso centrale,
infermità che deve essere qualificata a mente del suddetto specialista come
infermità congenita ai sensi della cifra 381 OIC. La rappresentante ha aggiunto
che nella denegata ipotesi in cui si dovesse concludere che l’elenco di cui alla
cifra 381 OIC sia da ritenere esaustivo, la malformazione di RI 1 è comunque da
qualificare, sulla base dell’art. 1 cpv. 2 OIC, come infermità congenita ai
sensi dell’art. 13 LAI.

La patrocinatrice ha quindi concluso che RI 1 ha
diritto al rimborso delle spese del trattamento psicomotorio di cui necessita per
la cura dell’infermità congenita di cui è affetta.

 

                               1.3.   Con risposta
di causa 30 giugno 2005 l'amministrazione
ha postulato la reiezione di entrambi i ricorsi, confermando l’esattezza delle
decisioni su opposizione impugnate, trasmettendo al riguardo l’annotazione
medica del SMR secondo la quale non vi sarebbe nessun elemento a favore di un
eventuale riconoscimento del provvedimento sanitario richiesto e a favore
dell’assunzione dei costi della terapia psicomotoria quale provvedimento di
sostegno della logopedia (doc. V).

 

                               1.4.   Con scritto
12 luglio 2005 la patrocinatrice della ricorrente si è riconfermata nei ricorsi
oggetto della presente vertenza, ribadendo le motivazioni ivi contenute e
rilevando:

 

" 
(...)

Mi permetto unicamente di osservare che il fatto
che il Dr. __________, come risulta dalle sue annotazioni del 21 giugno 2005,
ritenga che non sia dimostrata la presenza di porencefalia, si scontra con la
chiara diagnosi del Dr. __________, specialista in neuropediatria, che come
tale ha delle competenze in materia sicuramente maggiori rispetto a quelle del
Dr. __________. Ricordo anche a tale proposito che secondo la giurisprudenza
federale i referti specialistici come quelli rilasciati dal Dr. __________ sono
paragonati a delle vere e proprie perizie di parte (STFA I 166/03 del
30.06.2004)." (Doc. VII, inc. 36.2005.69)

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   I
ricorsi presentati da RI 1 per il tramite della madre vengono congiunti a norma
degli artt. 23 LPTCA e 72 CPC.

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali
(LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in
ambito dell’assicurazione per l’invalidità.

 

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni dell’AI in vigore a partire dal
1° gennaio 2003 come pure quelle introdotte, al 1° gennaio 2004, dalla 4a
revisione dell’AI.

Per quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione
in vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

                               2.3.   Il TCA è
chiamato a stabilire, da una parte, se si è in presenza di un’infermità
congenita di cui alla cifra 381 OIC, con la conseguente possibilità per
l'assicurata di beneficiare di provvedimenti sanitari per la cura di tale
infermità, dall’altra, se a RI 1 può essere riconosciuta la garanzia per la
terapia psicomotoria.

 

                               2.4.   Quale misura
integrativa, a norma dell'art. 12 cpv. 1 LAI, l'assicurato ha diritto ai provvedimenti
sanitari destinati non alla cura vera e propria del male ma direttamente
all'integrazione professionale e atti a migliorare in modo duraturo e
sostanziale la capacità al guadagno o a evitare una diminuzione sostanziale di
tale capacità. Di regola, per cura vera e propria dell'affezione si intende la
guarigione o il miglioramento di un fenomeno patologico labile. L'assicurazione
per l'invalidità, di principio, prende a proprio carico unicamente le misure
terapeutiche atte a eliminare o a correggere degli stati patologici stabili, o
perlomeno relativamente stabili, oppure delle perdite di funzione, a condizione
che tali misure permettano di prevedere un successo durevole e importante ai
sensi dell'art. 12 cpv. 1 LAI (cfr. DTF 120 V 279 consid. 3a e riferimenti ivi
citati; Pratique VSI 2000, p. 301 consid. 2a). 

                                         La
succitata disposizione legale persegue lo scopo di delimitare il campo di
applicazione dell'assicurazione per l'invalidità da quello dell'assicurazione
contro le malattie e gli infortuni. Tale delimitazione si fonda sul principio
secondo il quale la cura di una malattia o di una lesione, a prescindere dalla
durata dell'affezione, appartiene, in primo luogo, al campo dell'assicurazione
contro le malattie e gli infortuni (DTF 104 V 81, consid. 1, 102 V 41 consid.
1; RCC 1981 p. 159 consid. 3a). 

                               2.5.   Inoltre,
l'art. 5 cpv. 2 LAI prevede che le persone d'età inferiore a 20 anni, menomate
nella salute fisica o psichica, che non esercitano un'attività lucrativa, sono
considerate invalide se il danno alla salute cagionerà probabilmente
un'incapacità di guadagno ai sensi dell’art. 8 cpv. 2 LPGA.

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, in questa ipotesi i provvedimenti sanitari possono essere
particolarmente utili per favorire l'integrazione professionale e quindi essere
assunti dall'AI, malgrado l'affezione abbia ancora carattere labile. Ciò è in
particolare il caso se, senza questi provvedimenti la cura risulterebbe
difettosa o subentrerebbe uno stato stabilizzato, in seguito al quale la capacità
lavorativa o la formazione professionale risulterebbero danneggiate
(Meyer-Blaser, op. cit. p. 84 e giurisprudenza citata). Occorre comunque
rilevare che questi provvedimenti non esonerano di primo acchito
l’assicurazione malattia, la quale prende a carico dei provvedimenti sanitari
di durata illimitata che servono per la cura dell’affezione e che non hanno un
carattere preponderantemente integrativo ai sensi della LAI (Pratique VSI 2000
consid. 4b pag. 69).

Vengono quindi ad esempio posti a carico dell'AI i trattamenti psichiatrici
relativi ad una malattia psichica che evolverà con grande verosimiglianza in
uno stato patologico stabile difficilmente correggibile, che danneggerà in
maniera rilevante la formazione e la capacità lavorativa dell'assicurato (DTF
105 V 19; 100 V 41). L’assicurazione invalidità non si fa invece carico della
psicoterapia per malattie e anomalie la cui prognosi è incerta ed il
trattamento costituisce un provvedimento sanitario di durata illimitata, anche
se si tratta di minorenni (ad esempio: anoressia: Pratique VSI 2000 pag. 65,
disturbo ipercinetico: Pratique VSI 2003 pag. 104).

 

                               2.6.   Gli
assicurati minorenni hanno diritto ai provvedimenti sanitari necessari per la
cura delle infermità congenite (art. 13 cpv. 1 LAI). Sono considerate
infermità congenite le malattie presenti a nascita avvenuta (art. 3 cpv. 2
LPGA). 

Il diritto a tali provvedimenti esiste indipendentemente dalla possibilità
d’integrazione nell’attività produttiva (art. 8 cpv. 2 LAI).

                                         Il
Consiglio federale designa mediante ordinanza quali sono le infermità congenite
per le quali tali provvedimenti sono concessi. Esso ha la facoltà di escludere
le prestazioni se le infermità sono di poca importanza (art. 13 cpv. 2 LAI).

                                         Facendo
uso della delega di competenze di cui sopra, l'Esecutivo federale ha emanato
l'ordinanza sulle infermità congenite (OIC; RS 831.232.21). 

                                         Questa
autorità dispone di un largo potere di apprezzamento che le permette di optare
per una regola generale (art. 1 OIC) o, nel caso di talune infermità, per dei
criteri particolari, prendendo eventualmente in considerazione anche degli
aspetti di ordine pratico (RDAT II-1999, n. 65; Pratique VSI 1999 p. 173
consid. 2b con riferimenti).

                                         Giusta
l'art. 1 cpv. 2 OIC, le infermità congenite sono enumerate nell'elenco in
allegato. Il Dipartimento federale dell'interno può qualificare delle infermità
congenite evidenti, che non figurano nell'elenco in allegato, come infermità
congenite giusta l'articolo 13 LAI.

                                         Sono
reputati provvedimenti sanitari necessari alla cura di un'infermità congenita
tutti i provvedimenti ritenuti validi dalla scienza medica e intesi a
conseguire nel modo più semplice e funzionale lo scopo terapeutico (art. 2 cpv.
3 OIC). 

 

                                         Oggetto
del diritto ai provvedimenti sanitari sono di regola le infermità congenite
elencate alle singole cifre dell'allegato all'OIC. Al trattamento delle
infermità congenite si aggiungono pure tutte le conseguenze e gli effetti
collaterali che, dal punto di vista medico, ricadono nell'insieme dei sintomi dell'infermità
congenita in questione.

                                         Il
diritto ai provvedimenti sanitari di cui l'art. 13 LAI si estende quindi pure
al trattamento e la cura dei danni alla salute secondari che non fanno più
parte dell'insieme dei sintomi dell'infermità congenita ma secondo l'esperienza
medica sono spesso la conseguenza dell'infermità stessa.

                                         Tra
l'infermità congenita e il danno alla salute secondario - direttamente o
indirettamente causato dal quest'ultima - deve però esistere un nesso di
causalità adeguato e la cura di questo danno secondario deve rivelarsi
necessaria (DTF 100 V 41).

                                         Secondo
la costante giurisprudenza federale è sufficiente, dal profilo probatorio, che
secondo il parere del medico specialista sussista un'infermità figurante
nell'OIC (DTF 100 V 108 consid. 2 in
fine; Valterio, Droit et pratique de l’assurance-invalidité, Losanna 1995, p.
121).

 

                               2.7.   Nel capitolo riguardante le affezioni al sistema nervoso
centrale, periferico ed autonomo, la cifra 381 OIC elenca, quali infermità
congenite riconosciute, le malformazioni del sistema nervoso centrale e del suo
rivestimento (encefalocele, ciste aracnoide, mielomeningocele, idromielia,
meningocele, diastematomielia e tethered cord).

 

Il marginale 381.1 della Circolare sui
provvedimenti sanitari d’integrazione dell’AI (CPSI), edita dall’UFAS, nel
tenore in vigore dal 1° gennaio 2005, recita:

 

" 
La spina bifida occulta e il poro sacrale non
rientrano nel N. 381 OIC.”

 

                                         Secondo
la prassi amministrativa, alla cifra 1043. 1 della Circolare sui provvedimenti
sanitari dell’AI (CPSl), nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2005, la terapia
psicomotoria tende a guarire i disturbi psicomotori, ossia anomalie che si
manifestano con un difetto dell'armonia dei movimenti, “debilità motoria”,
“instabilità motoria” e “inibizione motoria”.

                                         La
terapia motoria può servire come terapia medica, in particolare nel caso di
infermità congenite, anche se di regola la terapia non permette di raggiungere
dei miglioramenti dopo due anni di trattamento, circostanza che deve essere
presa in considerazione dall’AI nel riconoscere tale prestazione.

Alla cifra 1043.2 – 6 CPSI sono invece specificate le infermità congenite per
le quali la psicomotricità è presa a carico dall’AI, nonché le relative
condizioni:

 

" 
-   N. 381, 384, 386 e 387 OIC:

-   se, contemporaneamente ad una di questa infermità congenite,
esiste una discinesia cerebrale congenita ai sensi del N. 390 OIC, l'AI, in
caso di gravi disturbi psicomotori, può assumere la terapia psicomotoria sotto
questa cifra, essendo soddisfatte le condizioni del N. 390.1-8 della circolare.
Durata: al massimo 2 anni, senza possibilità di prolungamento;

-   invece, se compaiono disturbi motori cerebrali e/o gravi
disturbi psicomotori come conseguenza di una delle infermità congenite
menzionate (dunque delle affezioni non congenite in senso stretto), una
terapia psicomotoria può essere assunta sotto la cifra corrispondente (p. es.
N. 384 OIC). Durata: al massimo 2 anni, senza possibilità di prolungamento.

 

-   N. 390 OIC (paralisi cerebrali congenite, atetosi e discinesie o
atassie). Durata: al massimo 2 anni, senza possibilità di prolungamento.

 

-   N. 401 OIC (psicosi primarie infantili e autismo infantile) come
complemento ad altri provvedimenti sanitari, al massimo per 2 anni. Un
prolungamento è possibile presentando il certificato di un medico specialista
(psichiatra infantile, neuropediatra).

 

-   N. 404 OIC (sindrome psico-organica infantile, turbe cerebrali
congenite) per curare gravi disturbi psicomotori. Durata: al massimo 2 anni; un
prolungamento è possibile presentando il certificato di un medico specialista
(psichiatra infantile, neuropediatra).

 

-   N. 481 OIC: v. il N. 1043.2."

 

                                         Infine,
la prassi amministrativa non riconosce più, a titolo di provvedimento sanitario
ex art. 12 LAI, la terapia psicomotoria quale misura di sostegno alla logopedia
(cifra 1043.7 CPSI).

 

                               2.8.   Nella
fattispecie in esame, dagli atti medici concernenti le affezioni oggetto della
presente procedura, risulta in particolare quanto segue. 

 

                                         In data 9
giugno 2004 i genitori di RI 1 hanno chiesto all'amministrazione di riconoscere
una terapia psicomotoria (doc. AI 27). Quale motivo della richiesta la
logopedista di RI 1 ha indicato “il ritardo di linguaggio della bambina è in
gran parte legato al ritardo nello sviluppo psicomotorio con ipotonia relativo
alla sindrome. Per aiutarla nello sviluppo del linguaggio attraverso il
superamento delle insicurezze emotive e delle difficoltà motorie, ritengo
necessario affiancare alla terapia logopedica l’intervento di una
psicomotricista” (doc. AI 27).

 

Il dr. __________, FMH in neuropediatria, in data
23 luglio 2004 ha chiesto
all’Ufficio AI di “assumere i costi della psicomotricità perché RI 1
presenta una encefalopatia malformativa (OIC 381) su trisomia parziale dei
cromosomi 1 e 22” (doc. AI 38).

 

Nel rapporto medico 30 agosto 2004 il dr. __________
ha rilevato:

 

" 
(...)

4.   Disturbi soggettivi

 

RI 1 è una bambina di __________ anni che
presenta un ritardo nel suo sviluppo psicomotorio, una macrocefalia e segni
dismorfici caratterizzati da una fronte allargata, una bocca sempre aperta,
delle difficoltà a livello oromotorio, la mimica facciale diminuita, la
motilità della lingua è difficoltosa. Il tono muscolare è al limite inferiore,
non è presente una debolezza muscolare. I riflessi osteotendinei sono molto
vivaci.

 

 

5.   Constatazioni

 

RI 1 è una bambina di __________ anni e __________
mesi che presenta una macrocefalia causata da una malformazione cerebrale. 

 

 

6.   Esami specialistici

 

MRI cerebrale: allargamento dei ventricoli
causati da una porencefalia.

 

 

7.   Programma di cura (inizio/durata?) / prognosi

 

Per i suoi problemi motori RI 1 necessita di
psicomotricità, questa terapia viene eseguita dalla signora __________. (...)" (Doc. AI 41)

 

Nella proposta per il medico dell’Ufficio AI 7 settembre
2004, il funzionario incaricato ha osservato:

 

" 
Provvedimenti sanitari riconosciuti per OIC 498
395

OIC 390 respinta in data 29.11.2000.

Provvedimenti al SOIC riconosciuti fino al
31.08.2004

In data 18.06.2004 viene presentata una richiesta
di prestazioni per psicomotricità a complemento della logopedia.

Il caso viene respinto con decisione 22.06.2004
(vedi circolare Al no. 197 del 23.04.2004). In data 13.07.2004 viene presentata
opposizione rispettivamente un rapporto del dr. __________ nel quale si chiede
che la bambina venga posta al benefico di provvedimenti sanitari per infermità
congenita OIC 381.

Sulla base della nuova documentazione medica
chiesta al dr. __________ il 24.08.2004 possiamo riconoscere OIC 381 (se sì dal
18.06.2004) come pure la psicomotricità per la durata di due anni (vedi
marginale 1043.2)." (Doc. AI 43)

 

Il dr. __________ del SMR, vista la richiesta di
riconoscimento di un’infermità congenita secondo la cifra 381 OIC in presenza
di una diagnosi di trisomia parziale dei cromosomi 1 e 22 e di macrocefalia, ha
chiesto al dr. __________ copia del referto RM cerebrale (doc. AI 44). In data
5 ottobre 2004 il dr. __________ ha provveduto a trasmettere al dr. __________
copia del referto 8 agosto 2001 redatto dal dr. __________, vice-Primario di
radiologia dell’Ospedale __________ di __________ (doc. AI 48 a).

 

Nelle sue annotazioni 23 novembre 2004 il dr. __________
ha rilevato che “l’elenco delle malformazioni cerebrali secondo OIC 381
risulta vincolante. La malformazione riscontrata nel caso della piccola RI 1
non fa parte di tali malformazioni e non può quindi essere riconosciuta quale
OIC 381 o altra OIC” (doc. AI 49).

 

In sede di opposizione la rappresentante
dell’assicurata ha contestato la decisione dell’Ufficio AI di non riconoscere
il diritto ai provvedimenti sanitari richiesti in quanto l’affezione di cui è
portatrice RI 1 non può essere riconosciuta quale infermità congenita (doc. AI
50). A supporto delle sue allegazioni, la rappresentante ha prodotto il
rapporto neuropediatrico 27 dicembre 2004 redatto dal dr. __________, il quale,
posta la diagnosi di “encefalopatia malformativa non progrediente su
anomalia cromosomale con porencefalia e macrocefalia” ha rilevato:

 

" 
(...)

ANAMESI:

 

Anamnesi familiare: nell'anamnesi familiare non sono presenti malattie neurologiche. 

Anamnesi personale: primogenita di genitori sani. Gravidanza: perdite ematiche
iniziali. Parto spontaneo alla 37esima SDG, peso alla nascita 2'450 g, APGAR
8-10-10. La prima notte la neonata è stata osservata nell'incubatrice; è stata
notata anche un'ipoglicemia a 1,7 mmol/l. RI 1 viene comunque dimessa in buona
salute al VI. giorno.

RI 1 come lattante mostrava in primo luogo una
muscolatura flaccida con un’ipotonia generalizzata, un viso con una fronte
bombata e un ipertelorismo. All'età di 9 mesi ha acquisito la posizione seduta.
Ha fatto dello shuffling, ha iniziato a camminare libera all'età di 3 anni. Lo
sviluppo del linguaggio è stato lento. Attualmente frequenta la scuola
dell'infanzia. Segue logopedia una volta alla settimana, è seguita dal SOIC.

 

 

ESAME NEUROLOGICO:

 

Bambina di __________ anni e __________ mese, che
presenta un viso molto particolare con una fronte bombata, una macrocefalia con
55.5 cm (<97%ile), altezza 115 cm (25-50%ile), peso di 18.8 kg (10-25%ile).

 

La bocca è praticamente sempre aperta con
salivazione, ha un anteroposizione della mascella inferiore, c'è ancora un
leggero tono muscolare ridotto a livello dell'estremità. I riflessi a livello
dell'estremità sono molto vivaci senza segni piramidali. A livello della
motricità fine presenta un impaccio, sia a livello di movimenti sequenziali che
ripetitivi. Cammina a base larga con difficoltà di equilibrio, ha difficoltà a
rimanere su una gamba sola, il saltello è molto impacciato.

 

 

VALUTAZIONE:

 

RI 1 è una bambina di __________ anni e __________
mese che presenta una malformazione cerebrale caratterizzata da una dilatazione
ventricolare con porencefalia su anomalia cromosomale. Presenta sia un ritardo
che a livello cognitivo che un problema nella motricità fine che generale.

Questo problema motorio è sicuramente
influenzabile con un intervento di tipo psicomotricità.

Chiedo quindi all'assicurazione invalidità di
riconoscere l'OIC 381 e di garantire le spese di questa terapia." (Doc. AI
52a)

 

Nelle sue annotazioni 23 marzo 2005 il dr. __________
si è così espresso:

 

" 
Si conferma il rifiuto di riconoscimento quale
OIC 381 essendo il riconoscimento quale OIC 381 limitato alle patologie lì
elencate.

 

Per quanto concerne la richiesta di
psicomotricità questa non può essere riconosciuta in assenza di infermità
congenita riconosciuta. Una presa a carico secondo articolo 12 a complemento
logopedia non è più ammessa (vedi circolare AI n° 197)." (Doc. AI 57)

 

Nel ricorso la rappresentante di RI 1 ha nuovamente
contestato la decisione dell’amministrazione, producendo un nuovo scritto del
dr. __________ in risposta ad una sua richiesta di chiarimenti. L’avv. __________
ha infatti interpellato il dr. __________, chiedendogli:

 

" 
(...)

Con revisione valida dal 1 gennaio 1986 è stata
introdotta sotto la cifra 381 OIC la porencefalia. 

Con decisione del 4 settembre 1998 (valida dal 1
gennaio 1999) il Dipartimento federale degli interni ha eliminato la
porencefalia dalla cifra 381 OIC. L'UFAS ha stabilito che l'enumerazione della
cifra 381 OIC è esaustiva.

 

Dal suo scritto del 27 dicembre 2004 all'Ufficio
AI risulta che lei riteneva che i problemi di cui soffre RI 1 sono da
qualificare come infermità congenita ai sensi della cifra 381 OIC. Le sarei
grata se potesse comunicarmi se, alla luce del fatto che la cifra 381 OIC non
comprende più la porencefalia, lei rimane dell'opinione che gli altri disturbi
presentati da RI 1 rientrano nelle malformazioni elencate alla cifra 381. In
tal caso le sarei grata se potesse spiegarmi quali aspetti dei problemi di RI 1
corrispondono a quali malformazioni previste dalla cifra 381 OIC. (...)"
(Doc. C, inc. 36.2005.69)

 

In data 25 maggio 2005 il dr. __________ ha
fornito i seguenti chiarimenti:

 

" 
(...)

Alle domande che lei mi pone le posso rispondere
quanto segue:

RI 1 è una bambina di __________ anni che
presenta un ritardo psicomotorio. Questo ritardo è dovuto ad una malattia del
sistema nervoso centrale (encefalopatia non progrediente causata da un anomalia
cromosomica). L'esame genetico-molecolare ha infatti potuto mettere in
evidenzia una Trisomia parziale dei cromosomi 1 e 22 che si manifesta con una
macrocefalia, un allargamento del sistema ventricolare soprattutto a sinistra,
una leggera gliosi periventricolare a livello della sostanza bianca. Tutto il
quadro è compatibile con una malformazione complessa del sistema nervoso
centrale, e quindi rientra nel OIC 381." (Doc. D, inc. 32.2005.69)

 

La rappresentante di RI 1 ha pure interpellato la
psicomotricista, __________, la quale con scritto 1 giugno 2005 ha rilevato:

 

" 
Nel giugno dello scorso anno i genitori della
bambina sopraccitata, sollecitati proprio dalla logopedista della piccola, che
notava una difficoltà nel suo lavoro specifico sulla parola, a causa di
problemi legati alla sfera della relazione e preoccupati per i problemi di
socializzazione della loro bimba alla scuola dell’infanzia, hanno preso
contatto con me. Ho conosciuto dunque i genitori, la logopedista e
successivamente, in una prima fase di osservazione, anche RI 1.

 

La piccola, per la quale già si prospettava un
rinvio scolastico, manifestava un importante ritardo globale, disagi profondi a
livello della relazione, poco investimento del gioco, emozioni bloccate, paura
nel movimento, salivazione molto abbondante (scialorrea) e ovviamente un
linguaggio ridotto, “impastato”, pressoché incomprensibile.

 

Sottolineo ovviamente ridotto visto che il
linguaggio verbale nasce e si instaura proprio sul desiderio di comunicare e
sul piacere nella relazione con l’altro. 

Il linguaggio verbale fa parte dell’espressività
motoria del bambino, cioè tutto ciò che egli esprime attraverso il corpo.
Nell’agire del bambino infatti si articolano tutta la sua affettività, tutti i
suoi desideri, ma anche le sue possibilità di evoluzione, di comunicazione
(anche, ma non solo verbale) e di pensiero.

 

La terapia psicomotoria consente un avvicinamento
psicologico e la cura del bambino in difficoltà attraverso il movimento e il
gioco pone l’accento proprio sull’espressività motoria e sul suo significato
più profondo.

 

Essa si rivolge a bambini che per cause diverse
(genetiche, neurologiche, ambientali) presentano patologie manifeste o incontrano
difficoltà nel corso dello sviluppo: si propone di favorire i processi di
adattamento della persona, accogliendo e potenziando le capacità del bambino
per stimolare una migliore comunicazione interpersonale.

Si occupa di bambini che presentano disturbi
della comunicazione, del comportamento, difficoltà nella socializzazione,
ritardo psicomotorio, autismo e sindromi diverse che limitano ed ostacolano il
processo di crescita.

 

La terapia psicomotoria è una disciplina molto
specifica e come tale non può essere praticata seriamente da un’altra figura
professionale.

 

Da settembre 2004 seguo la piccola RI 1
regolarmente, una volta alla settimana. La terapia psicomotoria le ha permesso
di aprirsi alla dinamica del piacere nella relazione, nel gioco, nella
sperimentazione motoria, nella rappresentazione.

Molto ridotta la scialorrea e scomparsa
l’ecolalia, RI 1 può accedere ora a un linguaggio significativo, evocativo.

Chiede il significato di parole nuove, le ripete.

Manifesta un particolare e simpatico senso
dell’ironia e dello scherzo.

Ride di gusto. Sembra proprio più felice.

Sta sicuramente meglio e ha rafforzato una positiva
immagine di sé.

Su queste premesse si basa a mio avviso il
miglioramento evidente dell’eloquio di RI 1 e sempre su queste premesse saranno
possibili nuovi miglioramenti. (…)” (Doc. III F)

 

La rappresentante di RI 1 ha pure trasmesso lo
scritto 3 giugno 2005 della logopedista, __________, che ha spiegato.

 

" 
In merito alle motivazioni per le quali è stato
richiesto un intervento di psicomotricità posso dirle che, in occasione del
colloquio con la fisioterapista, l’ergoterapista e le docenti della scuola
dell’infanzia, di comune accordo, abbiamo ritenuto necessario un intervento da
parte di una psicomotricista. Per evitare di eccedere con le terapie, si è
deciso di sostituire la fisioterapia con la psicomotricità.

 

Tale intervento era necessario per attenuare i
problemi della bambina in ambito psicomotorio, esso avrebbe inoltre portato un
sicuro beneficio nelle capacità linguistiche grazie a una migliore percezione
corporea. La terapia psicomotoria, infatti, favorisce l’acquisizione di
maggiore sicurezza nei movimenti e in ambito emotivo permette quindi di
rafforzare la relazione con gli altri, fondamentale per lo sviluppo della
comunicazione sia verbale che non.

 

La necessità dell’intervento è stata inoltre
confermata dalla valutazione effettuata dalla psicomotricista stessa.

 

A seguito dell’intervento della signora __________
si nota una pronuncia più precisa dei fonemi labiali. Inoltre, grazie a una
migliore percezione corporea e tattile, in ambito simbolico RI 1 ha sviluppato
rappresentazioni mentali più precise e, di conseguenza, mostra una migliore
comprensione del linguaggio e anche una maggiore sicurezza generale.
Miglioramenti si notano inoltre nella comunicazione in generale, le idee degli
altri vengono maggiormente ascoltate e considerate.

 

Come logopedista, non disponendo di tutte le
attrezzature né delle conoscenze professionali specialistiche in ambito
psicomotorio, non posso affermare di poter effettuare il medesimo intervento di
una psicomotricista.

 

È difficile dire se i medesimi miglioramenti si
sarebbero verificati anche senza l’intervento della signora __________. Sono
però dell’opinione che una terapia psicomotoria abbia prodotto dei
miglioramenti in tutti gli ambiti e influenzato positivamente anche l’ambito
linguistico. (…)” (Doc. III D)

 

Nelle sue annotazioni 21 giugno 2005 il dr. __________
del SMR ha rilevato:

 

" 
Contestata è la decisione di rifiuto di
prestazioni secondo art. 13 LAI per quanto riguarda la prescrizione della
psicomotricità.

Si deve osservare:

1.    i disturbi di cui è portatrice la bambina sono causati da una
trisomia. È indiscutibile che la malattia sia di tipo genetico e che sia
presente alla nascita. Queste convinzioni mediche erano note ben prima degli
anni ottanta e da allora non si è modificata neppure la convinzione che una
trisomia, come tale, non possa essere modificata con interventi
medico-terapeutici.

2.    Le infermità congenite secondo OIC non devono essere riferite
essenzialmente a malattie “genetiche o ereditarie” (vedi definizione sec. Art.
1 OIC).

3.    La psicomotricità è una forma di terapia che non è riconosciuta in
ambito LAMal per assenza dei criteri di scientificità. Come terapia “medica” è
ammessa soltanto nell’applicazione della LAI.

4.    L’intervento di psicomotricità può essere assimilato a provvedimento
pedagogico-terapeutico; per l’applicazione dell’art. 19 LAI non si rende
necessaria la presenza di un’infermità congenita secondo OIC. I provvedimenti
secondo art. 19 LAI sono in atto e sono prestazioni AI (attualmente decisione
valida fino al 31.08.05).

5.    La bambina non presenta disturbi corrispondenti a infermità
congenite come da cifra 390 OIC (vedi rapporti del dr. __________), che
potrebbe essere manifestazione di porencefalia.

6.    Ma anche la porencefalia dalla descrizione dell’esame per immagini
non è dimostrata.

7.    La descrizione del dr. __________, specialista in neuropediatria, di
encefalopatia complessa ancora non dà spiegazioni sufficienti perché si possa
riconoscere un’infermità congenita secondo OIC.

In conclusione: non si
possono rilevare elementi a favore dell’erogazione di una prestazione sanitaria
come quella richiesta.” (Doc. V bis)

 

                                         Non
riscontrando dunque dal profilo medico (l’assicurata non presenta un’infermità
congenita) la necessità di un intervento psicomotorio, l’Ufficio AI ha respinto
la domanda di prestazioni, negando quindi la garanzia per la terapia
psicomotoria.

 

                               2.9.   Nel caso di
specie, a mente di questo TCA, l’Ufficio AI ha emesso le sue decisioni di
rifiuto dei provvedimenti sanitari necessari e del trattamento psicomotorio senza
prima compiere gli opportuni accertamenti ed approfondimenti del caso. 

 

Infatti, a fronte da una parte delle
certificazioni del dr. __________, neuropediatra e dunque esperto della materia
che qui interessa, che ha sempre indicato che le malformazioni di RI 1
rientrano nelle malformazioni complesse del sistema nervoso centrale di cui
alla cifra 381 OIC e che alla precisa richiesta di chiarimenti della
rappresentante della bambina ha ancora ribadito che “tutto
il quadro è compatibile con una malformazione complessa del sistema nervoso
centrale, e quindi rientra nel OIC 381” (doc. D,
inc. 32.2005.69) e, dall’altra, di quanto indicato dal dr. __________ del SMR,
il quale ha osservato che “la descrizione del
dr. __________, specialista in neuropediatria, di encefalopatia complessa
ancora non dà spiegazioni sufficienti perché si possa riconoscere un’infermità
congenita secondo OIC” (doc. V bis), l’Ufficio AI avrebbe dovuto esperire
ulteriori accertamenti medico-specialistici. Tanto più che lo stesso dr. __________
ha pure indicato che “la bambina non presenta disturbi corrispondenti a
infermità congenite come da cifra 390 OIC (vedi rapporti del dr. __________),
che potrebbe essere manifestazione di porencefalia.

Ma anche la porencefalia dalla descrizione
dell’esame per immagini non è dimostrata.” (doc. V
bis).

 

Già solo per questi
motivi si rende quindi necessario, onde addivenire ad un chiaro e attendibile
giudizio, procedere - ed in tal senso gli atti vanno retrocessi all'autorità
amministrativa - ad un'accurata valutazione delle patologie di cui è affetta la
bambina.

 

                             2.10.   Come visto,
giusta l'art. 1 cpv. 2 seconda frase OIC, il Consiglio federale ha
delegato al DFI la facoltà di qualificare delle infermità congenite evidenti,
che non figurano nell'elenco in allegato, come infermità congenite giusta
l'art. 13 LAI. La disposizione ha lo scopo di assicurare un pronto adeguamento
ai progressi della medicina e, quindi, permettere che nuove affezioni congenite
possano essere riconosciute come tali senza dover attendere una revisione
dell'apposita lista tramite l'esecutivo (RCC 1965, p. 386). 

                                         Nondimeno,
la summenzionata regola non significa che tutte le affezioni chiaramente
congenite che vengono annunciate e che non sono contenute nell'allegato all'OIC
debbano essere riconosciute come tali dal Dipartimento. Come al Consiglio
federale, a quest'ultima autorità spetta in effetti un ampio potere di
apprezzamento, fermo restando come esso debba essere esercitato fondandosi su
criteri sostenibili, motivi seri e obiettivi, evitando cioè soluzioni arbitrarie
o discriminatorie (RDAT II-1999 n. 65, consid. 2b nonché la dottrina e
giurisprudenza ivi menzionate). 

 

Inoltre, occorre rilevare che il marginale 3
della Circolare sui provvedimenti sanitari d’integrazione dell’AI (CPSI), edita
dall’UFAS, prevede che se vengono presentate richieste concernenti infermità
congenite evidenti che non figurano nell’Allegato all’OIC, gli Uffici AI devono
sottoporre gli atti all’UFAS (la sottolineatura è della redattrice).

 

Nel caso di specie, quindi, anche nel caso in cui
le affezioni che affliggono RI 1 non dovessero rientrare nell’elenco delle
infermità congenite allegato all’OIC, l’amministrazione avrebbe comunque dovuto
sottoporre gli atti all’UFAS.

 

Anche per tale motivo si giustifica dunque il
rinvio degli atti all’amministrazione per gli opportuni approfondimenti.

 

                             2.11.   Dagli atti
risulta inoltre che l’assicurata beneficia di un trattamento di logopedia, ciò
che tuttavia, secondo la prassi amministrativa, non le consente più di avere
diritto, a titolo di provvedimento sanitario ex art. 12 LAI, alla terapia
psicomotoria quale misura di sostegno alla logopedia (cifra 1043.7 CPSI).

                                         Va qui
tuttavia ricordato che in una sentenza non pubblicata, il TFA ha stabilito come
nella valutazione di un eventuale riconoscimento della psicomotricità quale
provvedimento sanitario, l’amministrazione non possa limitarsi ad esaminare se
la stessa debba essere considerata alla stregua di un sostegno diretto al
trattamento di logopedia, così come prescriveva l’allora marg. 1403.7 CPSI.
Occorre infatti accertare se l’assicurato minorenne abbisogna di un intervento
psicomotorio a titolo di misura sanitaria integrativa ai sensi dell’art. 5 cpv.
2 LAI.

Nel caso esaminato dal TFA, infatti, costatato che il minorenne invalido non
presentava solo disturbi di linguaggio, ma anche un ritardo globale dello
sviluppo e dei problemi psicomotori, l’Alta Corte ha rinviato gli atti
all’Ufficio AI affinché esaminasse l’eventuale presa a carico di una terapia
psicomotoria sotto l’aspetto dell’art. 5 cpv. 2 LAI (STFA 4 novembre 2000 nella
causa S, I 195/02, consid. 5.3 e 6).

 

                                         Al
riguardo, nel rapporto 27 dicembre 2004 il dr. __________ ha indicato che RI 1 “a livello della motricità fine presenta un impaccio, sia a livello
di movimenti sequenziali che ripetitivi. Cammina a base larga con difficoltà di
equilibrio, ha difficoltà a rimanere su una gamba sola, il saltello è molto
impacciato” e mostra “un ritardo sia a livello
cognitivo sia un problema nella motricità fine che generale. Questo problema motorio è sicuramente influenzabile con un
intervento di tipo psicomotricità.” (doc. AI 52 a; anche la
logopedista di RI 1 ha indicato che “il ritardo di linguaggio della bambina
è in gran parte legato al ritardo nello sviluppo psicomotorio con ipotonia
relativo alla sindrome. Per aiutarla nello sviluppo del linguaggio attraverso
il superamento delle insicurezze emotive e delle difficoltà motorie, ritengo
necessario affiancare alla terapia logopedica l’intervento di una
psicomotricista”, doc. AI 27).

 

Pertanto, costatato che la minorenne invalida non
presenta solo disturbi di linguaggio, ma anche un ritardo globale dello
sviluppo e dei problemi psicomotori, in analogia con quanto deciso dal TFA
nella sentenza citata, anche nel caso di specie si giustifica il rinvio degli
atti all’Ufficio AI affinché esamini l’eventuale presa a carico di una terapia
psicomotoria a titolo di misura sanitaria integrativa ai sensi dell’art. 5 cpv.
2 LAI e valuti quindi se in assenza di un siffatto provvedimento la futura capacità
lavorativa o la formazione professionale risulterebbero danneggiate (cfr.
consid. 2.5.). 

 

                             2.12.   Nell’ambito dell’istruzione
scolastica speciale ai sensi dell’art. 19 LAI l’assicurazione invalidità
riconosce inoltre degli assegni speciali per provvedimenti di natura
pedagogico-terapeutica necessari oltre all’istruzione speciale, come corsi di
ortofonia per assicurati colpiti da gravi difficoltà di eloquio, allenamento
uditivo e insegnamento della lettura labiale per assicurati duri d’orecchio e
ginnastica speciale destinata allo sviluppo della capacità motoria per
assicurati colpiti da infermità degli organi sensori o da grave debilità
mentale (art. 19 cpv. 2 lett. c LAI).

Ai sensi dell’art. 8 ter OAI (in vigore dal 1.1.1997), emanato dal Consiglio federale
sulla base della delega di cui all’art. 19 cpv. 3 LAI, l’assicurazione
invalidità si assume le spese per l’esecuzione di provvedimenti
pedagogico-terapeutici necessari a completare l’insegnamento specializzato.

L’art. 8 ter cpv. 2 OAI dispone infatti che questi provvedimenti comprendono:
la logopedia per gli assicurati secondo l’articolo 8 capoverso 4 lettera e (lett.
a); l’allenamento uditivo e l’insegnamento della lettura labiale per gli
assicurati secondo l’articolo 8 capoverso 4 lettera c (lett. b); i
provvedimenti necessari all’acquisizione ed alla strutturazione del linguaggio
secondo l’articolo 8 capoverso 4 lettera a (lett. c) e la ginnastica speciale
volta a sviluppare la capacità motoria perturbata per gli assicurati secondo
l’articolo 8 capoverso 4 lettere a, b e c (lett. d). Questa lista di
provvedimenti pedagogico-terapeutici è da intendere come esaustiva ed è
conforme alla legge ed alla Costituzione (DTF 128 V 102).

Per quel che concerne la terapia psicomotoria va precisato che per prassi la
stessa viene erogata sotto forma di una speciale ginnastica ai sensi della
circolare sui trattamenti pedagogico-terapeutici (DTF 121 V 14 consid. 3b in
fine). 

                                         La stessa
rientra quindi nel novero di quei provvedimenti di natura
pedagogico-terapeutica accompagnatori dell’istruzione speciale ex art. 19 LAI
in relazione con l’art. 8ter OAI, ma non fra le misure pedagogico-terapeutiche
previste per la frequentazione dalla scuola pubblica poiché non indicate
nell’elenco di cui all’ 9 ter OAI (DTF 128 V 95s; cfr. le considerazioni in
merito pubblicate in ZBJV 2003 pag. 695).

 

                                         La
giurisprudenza del TFA ha precisato che la terapia psicomotoria viene
considerata anche come parte di misure di natura pedagogico-terapeutica ai
sensi dell’art. 19 cpv. 2 lett. c LAI e art. 8 ter OAI (nella versione in
vigore dal 1.1.1997). La nozione “terapia” si riferisce in primo luogo ad un
trattamento di disturbi della salute; la parola “pedagogica”, invece, permette
di distinguere tale genere di provvedimento da quello medico (DTF 114 V 27
consid. 3a con riferimenti).

Con misure pedagogico-terapeutiche s’intendono quindi l’insieme di
provvedimenti che servono non solo a dispensare delle conoscenze scolastiche,
teoriche o pratiche. Il loro scopo è anche quello di attenuare o di eliminare
gli effetti dell’invalidità che disturbano il buon svolgimento della scolarità,
migliorando alcune funzioni fisiche o psichiche dell’assicurato. A differenza
della scuola speciale, i provvedimenti pedagogico-terapeutici consistono in una
“prestazione particolare” dell’AI (DTF 121 V 14 consid. 3b).

 

Con delibera 6 gennaio 2001 l'amministrazione ha preso a carico
l’istruzione scolastica speciale (art. 19 LAI) di RI 1, affetta da un ritardo
globale dello sviluppo, assegnandole provvedimenti per il servizio
ortopedagogico itinerante cantonale (educazione precoce) dal 1° marzo 2000 al
31 agosto 2004 (doc. AI 20). In data 5 ottobre 2004 l’Ufficio AI ha
riconosciuto a RI 1 le spese dell’educazione precoce dal 1° settembre 2004 al
30 agosto 2005 (doc. AI 47).

 

                                         Il TCA
constata dunque che RI 1 è stata posta al beneficio della scolarizzazione
speciale ex art. 19 LAI.

                                         Dalla
documentazione agli atti emerge che l’Ufficio AI ha omesso di valutare se nel
caso di specie la terapia psicomotoria possa essere riconosciuta quale
provvedimento di natura pedagogico-terapeutica accompagnatorio dell’istruzione
speciale ex art. 19 LAI in relazione con l’art. 8ter OAI.

 

Pertanto, visto quanto precede, l’amministrazione
dovrà pure valutare - qualora la terapia psicomotoria non fosse da riconoscere
in relazione all’infermità congenita 381 OIC rispettivamente quale
provvedimento ex art. 5 e 12 LAI - se sono adempiute le condizioni per
riconoscere la stessa per lo meno quale misura accompagnatoria dell’istruzione
speciale.

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   I
ricorsi sono accolti
ai sensi dei considerandi.

                                          §    Le
decisioni impugnate sono annullate.

                                     §§ Gli atti
vengono retrocessi all'UAI perché renda un nuovo giudizio dopo l'espletamento
degli accertamenti di cui ai considerandi.

 

                                 2.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato. L’Ufficio AI verserà all’assicurata fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili
(IVA inclusa).

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti