# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 14c9a641-eeb2-52a5-98b0-fbb6836798d1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-05-19
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 19.05.1999 16.1999.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-1999-6_1999-05-19.html

## Full Text

Incarto n.

  16.99.00006

  	
  Lugano

  19 maggio 1999/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

 

sedente per
giudicare il ricorso per cassazione 22 gennaio 1999 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________

  (patr.
  __________)

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la
sentenza 11 gennaio 1999 del Segretario assessore della Pretura della
giurisdizione di Mendrisio sud nella causa a procedura sommaria in tema di
esecuzioni e fallimenti promossa con istanza 17 agosto 1998 nei confronti di

 

 

	
   

  	
  __________

  (patr.
  __________)

   

  

 

 

 

con la
quale l’istante ha chiesto il rigetto dell’opposizione interposta dalla convenuta
al PE no. __________dell’UEF di Mendrisio, domanda respinta dal primo giudice,

 

 

letti ed esaminati
gli atti

 

 

considerato 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

                                1.      Con
istanza 17 agosto 1998 il Garage __________, con il quale __________ __________
unitamente al marito __________ aveva sottoscritto il 19 settembre 1997 un
contratto di compravendita di un veicolo Toyota Corolla (doc. A), ha chiesto il
rigetto dell’ opposizione interposta da quest’ultima al PE sopra menzionato
notificatole per l’incasso di fr. 4’461.- oltre accessori, corrispondenti alla
penale del 15% pretesa dall’istante in seguito al mancato adempimento del
contratto da parte dell’acquirente.

                                          La
convenuta si è opposta all’istanza contestando l’esistenza di un valido
riconoscimento di debito: in particolare sostiene che l’istante ha dato il suo
consenso alla rescissione del contratto già in data 26 settembre 1997.

 

 

                                2.      Con
il querelato giudizio il primo giudice ha respinto l’istanza avendo l’escussa
reso verosimile l’eccezione di risoluzione del contratto di compravendita sulla
base del quale l’istante rivendica il pagamento dell’importo posto in
esecuzione.

 

 

                                3.      Con
il presente tempestivo gravame __________ è insorta contro il predetto giudizio
postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art.
327 lett. g CPC: la ricorrente rimprovera al primo giudice di aver
arbitrariamente valutato le prove ed erroneamente applicato il diritto
sostanziale, in particolare per aver ritenuto applicabile l’art. 82 cpv. 2 LEF,
ossia deducendo dal suo scritto 26 settembre 1997 (doc. 1) l’accordo alla
rescissione del contratto di compravendita e la rinuncia implicita a prevalersi
della clausola no. 5 delle CG.

 

                                          Al
ricorso la controparte non ha formulato osservazioni.

 

 

                                4.      Giusta
l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere
annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale
o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa
o di prove.

                                          Per
costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando
viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o
quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e
dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere
definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o
riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella
circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;
è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come
insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta
da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 122 III 130 consid.
2a con rinvii; 122 I 61 consid. 3a).

 

 

                                5.      Secondo
l’art. 82 LEF il creditore può chiedere il rigetto provvi-sorio
dell’opposizione se il credito si fonda su di un riconosci-mento di debito
constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, dal quale risulti la
volontà del debitore di pagare una determinata somma di denaro.

 

                                          Il
titolo di credito sul quale si basa l’esecuzione in esame è il contratto di
compravendita sottoscritto dalle parti il 19 settembre 1997 (doc. A), che di
principio costituisce riconoscimento di debito per il prezzo di compravendita
pattuito, rispettivamente per la penale convenzionale prevista in caso di
inadempimento  (Panchaud/ Caprez, La mainlevée de l’opposition, 1980, §
71 I, pag. 171 e § 85 pg. 209; Gilliéron, Commentarire de la loi fédérale
sur la poursuite pour dettes et la faillite, 1999, n. 46 e 56 ad art. 82 LEF).

 

 

                                6.      In
virtù dell’art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio
dell’opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente
eccezioni tali da invalidare il riconoscimento di debito. Secondo
giurisprudenza le eccezioni non solo devono essere esposte in modo convincente,
ma devono anche essere sostanziate in modo perlomeno verosimile nel senso che a
conforto delle allegazioni devono esserci riscontri oggettivi (II Corte civile
del Tribunale federale nella sentenza 13 ottobre 1998 in re H.B. c/ H.SA in Rep
1987 p. 150-151; Panchaud/ Caprez, op.cit., § 26 pag. 61; BlSchK
1982 pag. 95-97; CEF 1°aprile 1993 in re M.AG/B.).

 

                                          Controversa
nella fattispecie non è tanto la qualifica di riconoscimento di debito del
contratto di compravendita sul quale la procedente basa la sua pretesa, bensì
la portata dell’eccezione sollevata dall’escussa in base allo scritto 26
settembre 1997 a lei diretto da __________. Orbene, contrariamente alle
conclusioni del primo giudice, con quel documento l’escussa non può rendere
verosimile che il contratto sia stato sciolto e i reciproci impegni delle parti
siano decaduti; al dilà dei termini usati, lo scritto in esame esprime la
chiara volontà della società di esigere dalla controparte “un risarcimento del
15% del prezzo di vendita”, sulla base di un conteggio di dettaglio che porta
alla somma di fr. 4’461.–. L’indifferenza dei termini (“disdetta”, “rescindere”,
“scissione”) trova conferma nel testo stesso del documento laddove si legge:
“Naturalmente la scissione del contratto come specificato dall’art. 5 paragrafo
b delle disposizioni generali ...”; clausola che –sulla falsariga dell’art. 107
CO– regola pacificamente l’inadempimento del contratto e la conseguente
possibilità di rinuncia alla prestazione tardiva.

 

                                          Ne
discende che il ricorso, che ha evidenziato il titolo di cassazione invocato,
ossia una valutazione manifestamente erronea delle prove, deve essere accolto.

                                          Accogliendo
il ricorso e ricorrendo i presupposti d’applicazione dell’art. 332 cpv. 2 CPC,
la Camera è tenuta a decidere la controversia, con il conseguente accoglimento
della domanda di rigetto provvisorio dell’opposizione per l’importo posto in
esecuzione.

 

                                          Tasse
e spese seguono la soccombenza (art. 148 CPC). 

 

 

 

Per i quali
motivi, 

richiamati gli art.
327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la OTLEF 

 

 

pronuncia:             I.      Il
ricorso per cassazione 22 gennaio 1999 di Garage __________ è accolto.

                                          Di
conseguenza la sentenza 11 gennaio 1999 del Segretario assessore della Pretura
della giurisdizione di Mendrisio sud è annullata e sostituita dal seguente
giudicato:

 

                                                  1.       L’istanza
è accolta.

                                                           Di
conseguenza l’opposizione interposta da __________ al PE no. __________dell’UEF
di Mendrisio è rigettata in via provvisoria.

                                                  2.       La
tassa di giustizia e le spese per complessivi fr. 300.- sono poste a carico di
__________ la quale rifonderà a Garage __________ fr. 100.- a titolo di indennità.

 

 

                                 II.      Tasse
e spese del presente giudizio, per complessivi fr. 150.–, già anticipate dalla
ricorrente, sono poste a carico di __________ la quale verserà alla ricorrente
fr. 200.- a  titolo di ripetibili di questa sede.

 

 

                                III.      Intimazione
a:

                                          __________

                                          Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione Mendrisio-Sud.

 

 

 

Per la Camera
di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                
La segretaria