# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a822841a-5740-53c5-bde0-03089c3ff82f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.11.2005 30.2004.79
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2004-79_2005-11-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2004.79

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  28 novembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  	 

	
   

  	 

	
   

  	 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
								

 

	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 settembre 2004
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 30 agosto
  2004 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   A seguito
del controllo del conteggio dei salari relativo al periodo 1° gennaio 2000-31
dicembre 2003 presso la RI 1, la Cassa CO 1 di __________ ha effettuato delle
riprese per complessivi fr. 689’388 (cfr. doc. I C).

 

                               1.2.   Ritenendo
tali retribuzioni come provento di attività lucrativa dipendente, con decisione
su tassazione d’ufficio del 19 luglio 2004 la Cassa ha fissato in fr. 140’272 -
già comprensivi degli interessi di mora - i contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD/AF
dovuti per gli anni 2000-2003 dalla RI 1 (cfr. doc. XV1).

                               1.3.   A seguito
della tempestiva opposizione inoltrata dalla società (cfr. doc. I E), la Cassa,
con decisione su opposizione del 30 agosto 2004, ha confermato alcune delle
riprese effettuate, stralciandone altre sulla base della documentazione
prodotta in sede di opposizione, rilevando:

 

" 
(...)

2.4.   In
proposito, la Cassa tiene a precisare che da un esame degli accordi di
collaborazione appare evidente che il signor __________ e il signor __________
devono essere considerati salariati della RI 1 sulla base delle Direttive sul
salario determinante, marginali 1013 DSD e seguenti.

 

A titolo abbondanziale
la Cassa rileva che l'accordo di collaborazione con il signor __________ e il
signor __________ sono identici a quelli che la RI 1 ha stipulato con altre
persone, che sono state considerate correttamente come salariate della RI 1. Inoltre,
contrariamente a quanto sostenuto dall'opponente, il signor __________ non
risulta essere affiliato alla nostra Cassa in qualità di indipendente, bensì
quale persona senza attività lucrativa.

 

La Cassa decide
invece di stralciare la ripresa inerente il signor __________, dopo un attento
esame della documentazione prodotta.

 

Riprese inerenti i signori __________

 

2.5.   Per
ottenere il salario determinante ai fini AVS è necessario dedurre le indennità
versate dal datore di lavoro a titolo di risarcimento spese. Queste spese che
incombono al salariato vengono rimborsate sia separatamente dal datore di
lavoro quale risarcimento delle spese (art. 7 OAVS), sia incluse nel salario
quali spese generali (art. 9 OAVS).

 

                                                                      Secondo
l'art. 7 OAVS, il rimborso delle spese sostenute non costituisce salario
determinante. L'art. 9 cpv. 3 OAVS dispone che le spese generali (determinate
dalla marginale 3003 DSD) possono essere dedotte nella misura in cui sia
provato che costituiscono almeno il 10% del salario versato.

 

Conformemente alla
costante giurisprudenza del TFA, il datore di lavoro o il salariato devono
fornire la prova o per lo meno rendere verosimile che le spese fatte valere
siano state effettivamente sostenute. Difatti il risarcimento per le spese
concesso sotto forma d'importi forfetari deve corrispondere complessivamente
alle spese che sono effettivamente risultate.

                                                                      Di
conseguenza gli interessati sono tenuti a fornire indicazioni precise,
producendo un conteggio esaurientemente dettagliato e allegando le relative
pezze giustificative. Le prove offerte devono essere concrete e non generiche.

                                                                      Nei
casi in cui è stabilita l'esistenza delle spese generali, ma queste non possono
essere comprovate in modo certo a causa di circostanze speciali, la loro
valutazione incombe alla Cassa di compensazione, tenuto conto dei dati plausibili
forniti dal datore di lavoro e/o dal salariato.

 

2.6.   Nel
caso in esame, la Cassa provvede a stralciare la ripresa di fr. 7'100 inerente
il signor __________, sulla base della documentazione prodotta in sede di
opposizione.

                                                                      Per
contro, la Cassa decide invece di mantenere le seguenti riprese per spese
generali (indennità giornaliere) non giustificate (RCC 1960 pag. 34) ai signori
__________.

 

	
  __________

  	
    1'800

  
	
  __________

  	
    2'250

  
	
  __________

  	
       950

  
	
  __________

  	
   18'150

  
	
  __________

  	
   10'650

  
	
  __________

  	
     1'950

  

 

2.7.   La
Cassa tiene anche a sottolineare che il TCA ha ancora recentemente confermato
in numerose sentenze una ripresa di rimborsi spese forfetari per spese di
trasferta e di rappresentanza non giustificate (STCA del 7 gennaio 2004 nella
causa L. SA, inc. 30.2003.54; STCA del 22 settembre 2003 nella causa P., inc.
30.2003.50; STCA del 22 luglio 2003 nella causa G. SA, inc. n. 30.2003.21; STCA
del 6 giugno 2003 nella causa G.M. SA e L.C., inc. n. 30.2002.228/237; STCA del
24 marzo 2003 nella causa S.Z. & S.Z. e Co., inc. n. 30.2002.176/178; STCA
del 20 febbraio 2003 nella causa F. SA & L.B., inc. n. 30.2002.150/151; STCA
del 10 settembre 2002 nella causa T. SA, P.M, N.C, inc. n. 30.2001.154/160/162;
STCA del 18 ottobre 2002 nella causa C. SA, inc. n. 30.2002.16; STCA del 5
giugno 1996 nella causa E., inc. n. 30.1995.307, confermata dalla STFA dell'11
settembre 1997 (H/216/96); STCA del 18 agosto 1995 nella causa R.I., inc. n.
30.1995.54).

 

2.8.   Posteggio __________

 

La Cassa ribadisce
che il contributo parcheggio pagato dalla ditta al signor __________ (fr. 200
al mese per un garage a __________) deve essere considerato salario sulla base
dell'art. 5 cpv. 2 LAVS (vedi anche Sentenza TCA del 10 settembre 2002,
30.2001.154+160+162, consid. 2.6., pag. 16: "(...) La Cassa ha quindi
rettamente considerato quale salario il contributo parcheggio (fr. 150.- al
mese) in quanto non previsto come spese dall'AVS e la relativa ripresa annua di
fr. 1'800.-- merita conferma)".

 

2.9.   Prestazioni __________

 

La Cassa tiene a
precisare che il salario lordo per il 2002 della signora __________ risulta
essere di fr. 94'900 e non fr. 86'052.

 

La ripresa ammonta
quindi a fr. 8'848 e non a fr. 8'161 come erroneamente effettuato in sede di
revisione (vedi anche RCC 1957, p. 178 e RCC 1976 pag. 87).

 

 

2.10. Regali (DSD 2134)

 

In conclusione, la
Cassa tiene a riconfermare pure la ripresa dei regali effettuati a diversi
dipendenti nel corso dell'anno 2000, come da seguente tabella:

 

	
   

  	
                     
  775.--

  
	
   

  	
                      775.--

  
	
   

  	
                     
  775.--

  
	
   

  	
                     
  775.--

  
	
   

  	
                     
  775.--

  
	
   

  	
                     
  775.--

  
	
   

  	
                     
  775.--

  
	
   

  	
                  
  1'990.--

  
	
   

  	
                  
  1'990.--

  
	
   

  	
                  
  4'980.--

  
	
   

  	
                   1'525.--

  
	
   

  	
                  
  1'525.--

  
	
   

  	
                     
  490.--

  
	
   

  	
                     
  490.--

  

 

 

P.Q.M.

 

Visti gli art. 1 ss LAVS, 52 cpv. 2 LPGA, 12 OPGA
ed ogni altro disposto di legge applicabile, la Cassa CO 1

 

                                          pronuncia

 

1.      L’opposizione è parzialmente accolta.

Conseguentemente la RI
1 è tenuta a pagare l’importo di fr. 109'934.45 a titolo di contributi sociali.

 (...)" (Doc. A)

 

                               1.4.   Contro la
stessa la società è tempestivamente insorta con ricorso del 30 settembre 2004,
postulando l'annullamento del provvedimento della Cassa e osservando:

 

" 
(...)

1.   La RI
1 è una società anonima con sede a __________ ed uffici in __________ che ha
quale scopo l'elaborazione, la vendita, l'acquisto ed il commercio di programmi
e software specifici, la consulenza e la prestazione di servizi.

      La società ha iniziato la propria attività
nel __________.

La società ha
assunto diversi dipendenti e, ritenuta la natura particolare dell'attività
svolta, ha dovuto far capo a consulenti esterni; ovvero in rapporto di mandato
con la società stessa.

 

      Prove:  - doc. B, estratto RC;

                  - documenti;

                  - testi;

                  - si richiama dall'__________ di __________ (di
seguito __________) tutta la documentazione attestante la notifica di
dipendenti salariati della ricorrente dal __________ ad oggi.

2.   La ditta ricorrente ha regolarmente
pagato i contributi sociali alla Cassa CO 1 (di seguito CO 1).

 

Occorre precisare che
la società è già stata controllata dagli ispettori CO 1 il 17 marzo 2000.

A seguito di un
ulteriore controllo del 1 ° luglio 2004, la CO 1 ha emesso una tassazione
d'ufficio; ovvero:

 

      -    riprendendo onorari a consulenti esterni quale
retribuzione di lavoro dipendente;

      -    riprendendo nel salario determinante alcune prestazioni a
favore dei dipendenti a titolo di spese;

      -    aumentando il reddito determinante di una indipendente
passata poi dipendente della RI 1.

 

La revisione degli
ispettori della CO 1 ha avuto per oggetto il periodo 1 ° gennaio 2000 / 31
dicembre 2003 (doc. D - tassazione d'ufficio, doc. E - opposizione).

 

La decisione qui
impugnata ha solo parzialmente accolto le tesi sostenute mediante la tempestiva
opposizione dell'11 agosto 2004 (doc. A).

      Per questo motivo si rende necessario il
presente ricorso.

 

      Prove:  - documenti;

                  - testi;

                  - si richiama dall'__________ di __________
l'intero incarto no. __________ concernente la ditta RI 1, __________.

 

 

3.   Onorari __________.

 

      a)    Come
testé ricordato, la ditta ricorrente, nel corso degli anni, ha assunto diversi
dipendenti ed ha incaricato diversi mandatari esterni.

 

Tra questi ultimi il
signor __________, ovvero sulla base di diversi "accordi di
collaborazione" temporanei (doc. F).

In altri termini la
ditta ricorrente incaricava terze persone esterne alla ditta, quindi non
dipendenti, di mandati per i quali la stessa RI 1 aveva precedentemente assunto
il mandato da terzi; in particolare da istituti bancari.

A titolo di esempio
vengono allegati al presente ricorso gli "accordi di collaborazione”
sottoscritti tra la __________ e la ditta ricorrente (doc. G, H, I, L, M, N).

L'esecuzione di questi
mandati avveniva, in parte, tramite i dipendenti della ditta ricorrente ed in
parte tramite incarico su mandato affidato a terze persone esterne, tra le
quali il signor __________ (doc. F).

 

             Prove: - documenti; 

                         - testi.

 

      b)    II
signor __________ è stato affiliato alla CO 1 a decorrere dal 1° ottobre 1998,
quale indipendente (doc. O). Da allora egli ha mantenuto lo stesso statuto.

II signor __________ ha
regolarmente fatturato le proprie prestazioni alla ditta RI 1 (doc. P - fattura
2000, doc. Q - fattura 2001, doc. R - fattura 2002, doc. S - fattura 2003). 

Sempre il signor __________
ha regolarmente notificato all'autorità fiscale le contro prestazioni ricevute
dalla RI 1 e quindi questi redditi sono stati utilizzati per il calcolo dei
contributi sociali (doc. T).

 

             Prove: - documenti;

                         - testi;

                         - si richiama dalla CO 1 di __________
l'intero incarto concernente la partita no. __________ del signor __________ di
__________ ed in particolare tutta la documentazione attestante il calcolo dei
contributi sociali da lui pagati per il periodo 1998-2003;

                         - si richiama dall'Ufficio circondariale di
tassazione di __________ l'intero incarto concernente le tassazioni del
contribuente __________, __________, e relativo ai bienni 1999/2000 -
2001/2002, nonché all'anno 2003 (No. AVS __________).

 

      c)    A norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono
prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di
un'attività lucrativa indipendente. Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario
determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri
per un tempo determinato o indeterminato. Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito
proveniente da un'attività lucrativa indipendente "comprende qualsiasi
reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri". 

Per quanto concerne la
qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale
delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazione delle parti,
la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato
a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi
per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente
o indipendente.

In particolare,
insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo
statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (cfr. RCC 1986, pag. 650).

Di principio si deve
ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti,
rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o
l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di
dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio
economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne
assume la responsabilità.

 

Questi principi non
comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita
economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è
necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza
dei giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di
fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente
dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il
rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni
diverse (DTF 110 V 78 consid. 4a). 

Spesso ci si troverà in
presenza di caratteristiche appartenenti ai due generi di attività. Per poter
decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso
concreto. (RCC 1979 pag. 483, RCC 1972 pag. 629 e giurisprudenza citata).

 

      d)    Primo
punto controverso della presente fattispecie risulta essere la qualifica
dell'attività (dipendente o indipendente) svolta dal signor __________ per la RI
1.

 

È vero che il concetto
di attività dipendente in ambito AVS è più ampio di quello civilistico: infatti
le norme di diritto civile possono fornire qualche indizio, senza tuttavia
essere decisive (RCC 1986 pag. 126).

È altrettanto vero che
non solo di fronte ad un contratto di lavoro si può inserire un rapporto di
subordinazione: infatti il TFA lo ha pure ammesso in presenza di un contratto
di mandato (RCC 1978 pag. 519-520).

 

Nel caso concreto non
siamo però in presenza di un organo di una società anonima che percepisce degli
onorari per tale sua qualità e quindi da considerare come salario determinante
(RCC 1983 pag. 22).

 

Nemmeno siamo in
presenza di un contratto di lavoro che permette sempre di ritenere il sussistere
di un rapporto di subordinazione.

 

In realtà il signor __________
ha agito in qualità di subdelega nell'ambito dei mandati conferiti dagli
istituti bancari (in casu dalla __________) alla ditta ricorrente (doc. F, da
doc. G a doc. N).

             Infatti:

 

             ●   le modalità operative stabilite tra RI 1 e la __________ sono
pressoché identiche a quelle pattuite tra la stessa RI 1 ed il signor __________
(doc. F e doc. G);

 

             ●   pure le controprestazioni sono pressoché simili, ancorché diverse
nel loro ammontare.

La __________ versa
alla RI 1 dai Frs. 1'000.- ai Frs. 1'500.- al giorno per le differenti
prestazioni; mentre la RI 1 versa al signor __________ un compenso giornaliero
di Frs. 950.- (doc. F e doc. G);

 

             ●   il genere di attività svolta esige la presenza costante per diversi
giorni di lavoro (doc. F e doc. G);

 

 

Stante quanto precede e
se si dovesse seguire il ragionamento della CO 1, pure tutti i dipendenti della
RI 1, come pure il signor __________ dovrebbero essere considerati, ai sensi
della LAVS, quali dipendenti della __________.

 

             Infatti così non è:

 

             ●   la RI 1 ha fatturato tutte le prestazioni alla __________;

 

           ●   il signor __________ ha fatturato tutte le proprie prestazioni alla RI
1 (doc. P, Q, R, S). Sulle fatturazioni il signor __________ ha pure calcolato
l'IVA;

 

             ●   il signor __________ ha personalmente pagato ogni e qualsiasi premio
assicurativo per infortuni professionali e extra professionali, ovvero
contrariamente a quanto succede nei rapporti di dipendenza lavorativa;

 

             ●   il signor __________ ha svolto in modo indipendente il proprio mandato,
senza qualsivoglia istruzione tecnica da parte della RI 1. In questo senso tra RI
1 e __________ non vi è un rapporto di subordinazione. La ditta ricorrente
annuncia già sin d'ora di voler assumere delle testimonianze a conferma di
questi fatti;

 

             ●   in tutti i casi la ditta RI 1 non è mai intervenuta a dare ordini al
signor __________ e quest'ultimo non sottostava a delle precise direttive della
stessa RI 1. Semmai era la __________ che indicava quando l'opera di consulenza
andava fornita e quali fossero le esigenze dello stesso istituto bancario.
Altresì gli onorari corrisposti non possono essere considerati alla stregua di
un salario, ovvero già per il loro ammontare.

Il fatto che fosse I'RI
1 ad incassare gli onorari dalla __________ non modifica affatto la tesi della
ricorrente. Infatti l'RI 1 ha procacciato l'affare ed in questo senso ha voluto
garantirsi almeno una parte dei guadagni; ancorché una grossa fetta fosse poi
stata riversata al signor __________;

 

             ●   gli onorari ricevuti dal signor __________ non sono regolari, ovvero
contrariamente a quanto avviene generalmente per ogni dipendente.

 

La sua fatturazione,
come del resto quella della RI 1 nei confronti della __________, è fondata
unicamente sulle prestazioni effettuate;

 

             ●   d'altronde la volontà contrattuale delle parti è chiara e univoca.
Le stesse parti al contratto non hanno mai voluto creare un rapporto di
subordinazione o di dipendenza (cfr. documenti);

 

             ●   il signor __________ non ha utilizzato apparecchiature della RI 1
per svolgere il proprio mandato e nemmeno gli spazi siti negli uffici della
stessa RI 1. 

                  Infatti:

 

                  ••  il
signor __________ utilizzava il proprio PC e il proprio materiale software;

                  ••
 il signor __________ lavorava esclusivamente a casa propria oppure presso la __________,
ovvero a dipendenza delle necessità;

 

             ●   il signor __________ ha pure sopportato le spese generali relative
al mandato, giacché queste erano comprese nella controprestazione diaria
pattuita con l'RI 1 (doc. F);

 

             ●   il contratto di collaborazione sottoscritto dal signor __________ e
dalla ditta RI 1 (doc. F) non deve trarre in inganno quanto alla sua
formulazione: 

i testi che verranno
chiamati a deporre proveranno i fatti testé indicati e quindi il rapporto
d'indipendenza tra RI 1 e il signor __________. D'altronde quest'ultimo non era
obbligato al divieto di concorrenza. Come qualsiasi mandatario, egli era tenuto
al segreto professionale;

 

             ●   la contabilità della RI 1 milita pure a favore della stessa
ricorrente: infatti le prestazioni esterne sono sempre state contabilizzate
separatamente da qualsiasi posizione contabile riguardante i dipendenti della
ditta (doc. U).

 

             Prove: - documenti;

                         - testi;

                         - richiamo documenti.

 

 

      e)    Stante
quanto precede ben si può affermare come il signor __________ non possa affatto
essere ritenuto dipendente della RI 1. Notasi di transenna che egli, sulle
prestazioni ricevute dalla ditta ricorrente, ha pagato le imposte, gli oneri
sociali e l'IVA. La decisione della CO 1 avrebbe quale conseguenza la revisione
di tutte queste posizioni.

 

             Prove: - documenti; 

                         - testi;

                         - richiamo dall'Amministrazione federale
delle contribuzioni, imposta sul valore aggiunto, 3003 Berna, della
documentazione attestante i conteggi dell'IVA pagata dal signor __________, __________
(no. IVA __________).

 

 

4.   Rimborso
spese __________ e per gli altri dipendenti.

 

La ditta RI 1 ha
concordato con i propri dipendenti un sistema di rimborso spese forfetario.
Questo non è stato riconosciuto dalla CO 1.

 

      a)    Il signor __________ è di nazionalità __________
ed è residente a __________.

 

Egli dispone di un
permesso __________ per svolgere la propria attività presso la RI 1 (doc. V).

Al signor __________
sono stati riconosciuti Frs. 150.- al giorno a titolo di rimborso spese (doc.
Z).

Queste comprendono le
trasferte da __________ a __________, le spese di alloggio e quelle di vitto
(doc. AA). Il calcolo delle spese è stato effettuato dall'autorità fiscale; la
quale ha poi riconosciuto la deduzione forfetaria poiché giustificata e
corrispondente alle spese complessive ed effettive (doc. BB).

 

             Prove: - documenti;

                         - testi;

                         - si richiama dall'__________ di __________
l'intero incarto fiscale concernente il signor __________, __________, permesso
di dimora __________ no. __________ e relativi agli anni 2000/2001/2002/2003, no.
controllo __________.

 

      b)    Devono
pure essere dedotte le spese forfetarie di Frs. 50.- al giorno dei dipendenti __________.

Queste spese sono state
calcolate sulla base dei giorni di lavoro, durante i quali questi dipendenti
hanno dovuto trasferirsi per motivi di lavoro presso i clienti.

Queste spese
comprendono le trasferte con auto propria del dipendente e i pasti fuori
domicilio.

A comprova di tali
fatti, oltre alle prove testimoniali (dipendenti e clienti), vengono prodotte
le liste periodiche delle trasferte di ogni dipendente (doc. CC, DD, EE, FF,
GG). Il numero dei giorni di trasferta moltiplicato per Frs. 50.- danno
l'esatto ammontare delle spese erroneamente riprese dalla CO 1. Le
testimonianze dovranno riferire sui km percorsi (a cts. 65 al km) e sulle spese di pranzo a mezzogiorno.

 

             Prove: - documenti; 

                         - testi.

 

      c)    Pure
il "contributo di posteggio" pagato dalla ditta ricorrente al signor __________
non può essere considerato salario ai sensi dell'art. 5 cpv 2 LAVS.

In realtà non siamo in
presenza di un rimborso spese, bensì di una comune pigione che la RI 1 versa al
proprietario (__________) degli uffici siti in __________ a __________ per
l'occupazione degli stessi locali e per l'uso dei posteggi destinati ai clienti
e ai fornitori della ditta ricorrente. L'importo di Frs. 200.- concerne
unicamente l'indennità per i posteggi. Ergo tali spese non possono essere
considerate per il calcolo dei contributi sociali sul salario versato al signor
__________.

 

             Prove: - ispezione ufficio registri;

                         - documenti; 

                         - testi.

 

 

5.   Prestazioni __________.

 

La signora __________
ha ricevuto dalla RI 1 nel corso dell'anno 2002 delle controprestazioni di
complessivi Frs. 94'900.- per incarichi svolti per conto della stessa ditta
ricorrente. Allora la signora __________ si è dichiarata indipendente e sulle
sue fatturazioni la ditta RI 1 ha pure pagato l'IVA.

Con decisione del 2
luglio 2002, I'__________ ha considerato la signora __________ quale dipendente
della RI 1 (doc. HH). 

Alla luce di questa
emergenza, le parti al contratto, ovvero la signora __________ e la ditta RI 1,
hanno pure riconsiderato il loro rapporto contrattuale.

 

Il precedente
contratto è stato annullato ex tunc, e i loro rapporti sono stati riformulati,
con nuove condizioni, nell'ambito del contratto di lavoro. Di guisa che:

 

      ●     sono
stati approntati dei conteggi stipendio (doc. II);

 

      ●     è stato effettuato un conteggio di dare e avere per rapporto alle
precedenti controprestazioni versate dalla RI 1 (doc. LL);

 

      ●     la signora __________ è stata regolarmente notificata nel conteggio
salari della ditta RI 1 (doc. MM);

 

      ●     sempre la signora __________ ha restituito alla ditta RI 1 l'importo
percepito in più per rapporto alle precedenti prestazioni della ditta
ricorrente, ovvero l'importo di Frs. 22'822.55 (doc. NN);

 

Per questi motivi,
il salario determinante che la signora __________ ha percepito dalla RI 1 nel
corso del 2002 non è di Frs. 94'900.-, bensì di Frs. 86'052.40. (...)" (Doc. I)

 

 

                               1.5.   Nella
risposta del 25 ottobre 2004 la Cassa ha proposto la reiezione del ricorso e ha
osservato:

 

" 
(...)

3.4.     In proposito, la Cassa tiene a precisare che da un esame
dell'accordo di collaborazione (doc. F, già in possesso del TCA) appare
evidente che il signor __________ deve essere considerato salariato della RI 1
sulla base delle Direttive sul salario determinante, marginali 1013 DSD e
seguenti.

 

In particolare, il
signor __________ non si assume direttamente e personalmente un rischio
economico per l'attività svolta a favore della società, la quale gli versa degli
importi regolari per l'esecuzione del lavoro (allegato 1). Inoltre, non agendo
a proprio nome e per
proprio conto, il signor __________ non si assume alcun rischio d'incasso. Di
conseguenza è la RI 1 che si assume il rischio economico.

 

Dall'accordo di
collaborazione appare pure evidente che il signor __________ deve garantire una
presenza, elemento che rileva anche una dipendenza dal punto di vista
organizzativo del signor __________.

 

La Cassa rileva pure
che questo accordo è identico a quelli che la ricorrente ha stipulato con altre
persone, che sono state considerate correttamente come salariate della RI 1
(allegato 2).

 

Infine, la Cassa
tiene a sottolineare che dall'esame dell'incarto fiscale del signor __________
si evince che egli ha avuto nella RI 1 il suo unico committente.

 

Di conseguenza, la
Cassa ritiene che non vi possa essere dubbio circa la dipendenza economica
dell'assicurato nei confronti della ricorrente.

 

Al proposito, la
Cassa sottolinea che il TFA nella sentenza D. SA del 16 dicembre 2002 (H
279/00) ha deciso che il fatto di svolgere l'attività lucrativa unicamente per
una società configura un elemento decisivo a favore dell'attività dipendente.

 

 

Ad. 4  Contestato

 

4.1.     Per ottenere il salario determinante ai fini AVS è
necessario dedurre le indennità versate dal datore di lavoro a titolo di
risarcimento spese. Queste spese che incombono al salariato vengono rimborsate
sia separatamente dal datore di lavoro quale risarcimento delle spese (art. 7
OAVS), sia incluse nel salario quali spese generali (art. 9 OAVS).

Secondo l'art. 7
OAVS, il rimborso delle spese sostenute non costituisce salario determinante.
L'art. 9 cpv. 3 OAVS dispone che le spese generali (determinate dalla marginale 3003 DSD) possono essere dedotte nella misura in cui
sia provato che costituiscono almeno il 10% del salario versato.

 

Conformemente alla
costante giurisprudenza del TFA, il datore di lavoro o il salariato devono
fornire la prova o per lo meno rendere verosimile che le spese fatte valere
siano state effettivamente sostenute. Difatti il risarcimento per le spese
concesso sotto forma d'importi forfetari deve corrispondere complessivamente
alle spese che sono effettivamente risultate.

Di conseguenza gli
interessati sono tenuti a fornire indicazioni precise, producendo un conteggio
esaurientemente dettagliato e allegando le relative pezze giustificative. Le
prove offerte devono essere concrete e non generiche. 

Nei casi in cui è
stabilita l'esistenza delle spese generali, ma queste non possono essere
comprovate in modo certo a causa di circostanze speciali, la loro valutazione
incombe alla Cassa di compensazione, tenuto conto dei dati plausibili forniti
dal datore di lavoro e/o dal salariato.

 

4.2.     Nel caso in esame, la Cassa ha ripreso le indennità
giornaliere (fr. 50 al giorno) non giustificate (RCC 1960 pag. 34) né al
momento della revisione, né in sede di opposizione, né in sede ricorsuale
versate ai signori __________ (fr. 150 giornalieri), mentre ha concesso le
spese rimborsate separatamente, registrate in diversi conti (allegato 3).

4.3.     La Cassa tiene anche a sottolineare che il TCA ha ancora
recentemente confermato in numerose sentenze una ripresa di rimborsi spese
forfetari per spese di trasferta e di rappresentanza non giustificate.

 

4.4.     La Cassa ribadisce pure che il contributo parcheggio pagato
dalla ditta al signor __________ (fr. 200 al mese dal marzo 2001 per un garage
a __________, allegato 4) deve essere considerato salario sulla base dell'art.
5 cpv. 2 LAVS (vedi anche Sentenza TCA del 10 settembre 2002,
30.2001.154+160+162, consid. 2.7., pag. 16: 

" (...)
La Cassa ha quindi rettamente considerato quale salario il contributo parcheggio (fr. 150.-- al mese) in quanto non previsto come spese
dall'AVS e la relativa ripresa annua di fr. 1'800.-- merita conferma").

 

Ad. 5  Contestato

 

5.1.     La Cassa tiene a ribadire che il salario lordo per il 2002
della signora __________ risulta essere di fr. 94'900 e non fr. 86'052.

 

La Cassa tiene anche
a sottolineare che l'Alta Corte ha ribadito che i contributi devono essere
riscossi nel momento in cui il lavoratore dipendente realizza il suo diritto al
salario; ciò avviene al momento del pagamento in contanti del salario o quando
lo stesso è accreditato al lavoratore dipendente (vedi STFA del 9 luglio 1975
nella causa N. SA, pubblicata in RCC 1976 pag. 87)." (Doc. III)

 

                               1.6.   In data 10
novembre 2004 la società ha ancora osservato:

 

" 
(...)

Notifico i seguenti ulteriori mezzi di prova.

 

 

1)   Testi, da assumere in contradditorio.

 

      ●   __________, __________; che dovrà riferire sui suoi
rapporti con la ditta RI 1 (da chi riceveva ordini, luogo di lavoro, rischio
d'impresa, fatturazione, ecc. ...);

 

      ●   __________, __________, __________ che dovrà
riferire principalmente sui rapporti tra RI 1 e clienti, nonché sul
"contributo di posteggio";

 

      ●   __________, __________, __________.

           __________, c/o RI 1, __________, __________

           e

                                                                    __________,
__________, __________, __________; che dovranno riferire sul rimborso delle
spese ai dipendenti e sull'organizzazione della ditta RI 1;

 

      ●   __________, __________, che dovrà riferire sulla
modifica del suo rapporto con la ditta RI 1, segnatamente del suo passaggio da
indipendente a dipendente e sulle conseguenze di tale modifica (fatturazione,
salario, importi, ecc. ...).

2)   Documenti:

 

      ●   doc. PP    certificati salario __________

      ●   doc. QQ   documentazione fiscale
2001

      ●   doc. RR   documentazione fiscale
2002 con dettaglio spese e 

                            regali accettati
dall'autorità fiscale.

 

 

      La tassazione fiscale 2003 è ancora in
sospeso.

 

 

 

3)   Richiamo documenti dall'__________ di __________
su

 

      -    notifica dipendenti salariati della RI
1 dal __________ ad oggi

      -    intero incarto no. __________
concernente la RI 1

      -    __________ (inc. no. __________) per i contributi sociali
da lui pagati per il periodo 1998-2003.

 

4)   Richiamo
dall'Ufficio circondariale di tassazione di __________ dell'intero incarto
concernente il signor __________, __________ (bienni 1999/2000 - 2001/2002 e
anno 2003), no. AVS __________, sulla notifica dei suoi redditi determinanti
per il calcolo dei contributi sociali da lui versati.

 

5)   Richiamo
dall'Amministrazione federale delle contribuzioni, imposta sul valore aggiunto,
3003 Berna, della documentazione attestante i conteggi IVA pagati dal signor __________,
__________ (no. IVA __________) sulle fatture pagate dalla ditta RI 1.

     Un dipendente
non è soggetto all'imposta sul valore aggiunto; ovvero contrariamente
all'indipendente.

 

6)   Si
richiamano dall'__________ di __________ dell'intero incarto fiscale
concernente il signor __________, __________, relativo agli anni
2000/2001/2002/2003 (no. contratto __________), per provare il sistema adottato
per il rimborso spese e il relativo ammontare." (Doc. VII)

 

                               1.7.   Con scritto
del 13 dicembre 2004 la Cassa si è riconfermata nella risposta di causa del 25
ottobre 2004, rilevando che:

 

" 
(...)

Per quanto concerne gli importi forfetari versati
al signor __________ (vedi punto 6, lettera 10 dicembre 2004 dell'avv. RA 1),
sulla base delle marginali 3001 e seguenti delle Direttive sul salario
determinante (DSD), le spese di viaggio per il rientro al domicilio dei
dipendenti sono da considerarsi salario determinante, ritenuto che queste non
possono rientrare nelle spese generali, dato che non sono generate
dall'esercizio dell'attività lucrativa." (Doc. IX)

 

                               1.8.   In data 17
dicembre 2004 il rappresentante della società ricorrente ha indicato di
riconfermare i fatti e il diritto indicati nell’allegato ricorsuale e la
richiesta di assunzione delle nuove prove, indispensabili per l’esito della
vertenza, indicate nello scritto del 10 dicembre 2004 (cfr. doc. XII).

                                         Il doc.
XII è stato trasmesso alla Cassa (cfr. doc. XIII), per conoscenza.

 

                               1.9.   Il TCA ha
acquisito agli atti gli estratti informatici del Registro di commercio
concernenti la società RI 1, prodotti pure dalla ricorrente (cfr. doc. I B).

 

                             1.10.   Pendente
causa questo Tribunale ha proceduto ad alcuni accertamenti di cui si dirà in
seguito ed ha inoltre richiamato dal competente UT l'incarto fiscale 1999/2000,
2001-2002, 2003A e 2003B di __________ (cfr. doc. XVI).

In data 9 settembre 2005 l'UT di __________ ha
trasmesso al TCA quanto richiesto (cfr. doc. XVIII).

 

L'assicurato e la ricorrente sono stati informati
dal TCA dell'acquisizione degli atti fiscali (cfr. doc. XXIX e doc. XXXI).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   Va
innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge
sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha
comportato diverse modifiche della LAVS.

 

Da un punto di vista temporale sono di principio
determinanti le norme sostanziali in vigore al momento della
realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o
che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003, IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 136 consid. 4b; DTF 121 V
366 consid. 1b; STFA del 20 settembre 2004 nella causa
F., U 102/04 consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P
76/01, consid. 1.3 pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid.
2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1 pag.
3).

 

Il giudice delle assicurazioni sociali non tiene
quindi conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo in lite (STFA del 16
dicembre 2003 nella causa C., K 140/01; STFA del 16 giugno 2003 nella causa G.,
C 130/02; STFA del 7 marzo 2003 nella causa L. e G.G., H 305/01; STFA del 29
gennaio 2003 nella causa M.D.L., U 129/02, consid. 1.3, pag. 3).

 

Per contro, le norme procedurali, in
assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (SVR 2003
IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; DTF 117 V 93 consid. 6b; DTF 112 V 360 consid.
4a; STFA del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04, consid. 1.3, pag.
4/5).

 

In concreto la
decisione impugnata si riferisce alla fissazione dei contributi sociali
AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti dalla società per un periodo sia antecedente il 31
dicembre 2002 (per gli anni 2000-2002) sia posteriore (per l’anno 2003), mentre
le decisioni (formale e su opposizione) sono state entrambe emanate nel corso
del 2004.

Per cui, mentre per
quanto concerne l'aspetto procedurale trovano subito applicazione le norme
della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, per quanto riguarda la
fissazione dei contributi dovuti dall'insorgente vanno applicate le norme
materiali in vigore fino al 31 dicembre 2002 per i primi tre anni ed i disposti
LAVS validi dal 1° gennaio 2003 per l’ultimo anno revisionato dalla Cassa.

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Nel caso di
specie due sono le questioni che devono essere chiarite dal TCA: da una parte
quella relativa alla qualifica dell’attività dipendente o indipendente svolta
da __________ per la società RI 1 e la conseguente ripresa salariale operata
dalla Cassa nei confronti di __________, nonché la ripresa salariale di fr.
8'848 nei confronti di __________; dall’altra quella concernente il rimborso
spese nei confronti di diversi dipendenti della società e il contributo
parcheggio pagato dalla ricorrente al signor __________. In sede ricorsuale,
per contro, non è stata contestata la ripresa salariale operata nei confronti
del signor __________, motivo per il quale il TCA non entrerà nel merito di
tale questione.

 

                               2.3.   Ripresa
salariale nei confronti di __________ e __________.

 

                            2.3.1.   A norma dell'art. 4 LAVS i
contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal
reddito di un'at­tività lucrativa indipendente.

                                         Secondo l'art. 5 cpv. 2
LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a
dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato. 

                                         Per
l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa
indipendente "comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza
d'altri". Per l’art. 10 LPGA è considerato salariato chi
per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente
legge. E’ considerato datore di lavoro chi impiega salariati (art. 11 LPGA).

 

                                         L’art. 12 LPGA prevede che è considerato lavoratore indipendente
chi non consegue un reddito dall’esercizio di un’attività di salariato (cpv.
1). Un indipendente può essere contemporaneamente anche un salariato, se
consegue un reddito per un lavoro dipendente (cpv. 2). Per quanto concerne la
qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale
delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti,
la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato
a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi
per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente
o indipendente (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H
31/04). In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono
servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore
(RCC 1986, pag. 650). Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo
l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per
quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro (STFA dell’11
marzo 2005, H 322/03, STFA del 21 marzo 2005, H 31/04). Un altro indizio può
essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che
l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro,
il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità. Questi principi
non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della
vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è
necessario lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza
dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di
fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla
priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio
sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA
del 21 marzo 2005, H 31/04; STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 16
dicembre 2002, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a,
pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la
giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli
elementi predominanti nel caso concreto (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03;
STFA del 18 settembre 2000 nella causa F.M., H 59/00).

 

 

                            2.3.2.   Secondo la giurisprudenza del
TFA (ricapitolata in DTF 122 V 284 consid. 2b, 122 V 169) i criteri
caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti
di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e
impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid.
3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente
dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate
dall’assicurato ( RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b).
Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome
proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante
società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982
pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori
di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni
singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

 

Siamo in presenza di un’attività dipendente
quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire
quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è
economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta,
è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare
un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a
edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306
citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in
questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un
rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo
del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo
caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale
(RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di
attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo
rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un
salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid.
3b).

 

Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che
la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il giudice
delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli
importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (STCA del 19 giugno 2000 in re A. G.; Pratique
VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à
16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag.
313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

In una recente sentenza, il TFA ha precisato:

 

" 
Il est vrai que, selon la jurisprudence, la
qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine
importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des
conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les
références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande
toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité
de l'appreciation fiscale."

(Pratique VSI 2001 pag. 55, in particolare pag. 63)

 

                            2.3.3.   Il TFA ha pure stabilito che
la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende
dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su
richiesta perso­nale dell'interessato in una o nell'altra categoria.
L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di
compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo
principale dell'affilia­zione è quello di assicurare la persona che esercita
un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale
definitivamente.

 

                                         Solo la natura di tale
attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è
determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori
che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente,
eserciti un'attività di natura dipendente (STFA 24 febbraio 1989 nella causa D.
SA; STCA del 3 luglio 2001 nella causa N. Sagl, 30.2001.57; cfr. Pratique VSI
1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

                                         Per questi motivi un
assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro
e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna
esaminare se proviene da un’attività dipendente o meno (Pratique VSI 1995 pag.
145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

 

                            2.3.4.   Il TFA ha costantemente
stabilito che per giudicare se un rappresentante di commercio o un
agente è salariato o indipendente non è importante sapere se i suoi
rapporti di servizio sono retti da un contratto di viaggiatore di commercio o
da un contratto di agenzia ai sensi del diritto delle obbligazioni (RCC 1980
pag. 112 consid. 2, RCC 1955 pag. 153, RCC 1952 pag. 356, RCC 1950 pag. 378;
STFA 8 marzo 1990 in re C.C. SA). L'Alta Corte federale ha riconosciuto che in
generale i rappresentanti di commercio fruiscono di una grande libertà quanto
all'impiego del loro tempo e all'organizzazione del loro lavoro. Malgrado ciò è
raro che essi assumano un rischio economico uguale a quello di un imprenditore.

 

Il TFA è quindi giunto alla conclusione che i rappresentanti di
commercio, vista la natura delle loro attività e le loro condizioni di
lavoro, possono essere considerati dei lavoratori indipendenti nei confronti
dell'AVS solo in casi eccezionali (RCC 1980 pag. 112 consid. 2; RCC 1955 pag.
82; RCC 1953 pag. 393).

A proposito degli agenti il TFA ha stabilito che, dal punto
di vista dell'AVS, questi sono in generale dei salariati, per il motivo che il
rischio economico da loro sopportato si limita il più delle volte al fatto che
il guadagno dipende dal successo personale degli affari conclusi (RCC 1980 pag.
112 consid. 2; RCC 1967 pag. 429; RCC 1954 pag. 116; KÄSER,
Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, n. 4.63, pag. 119).

 

Si deve presumere l'esistenza di un'attività dipendente
anche quando il rappresentante non percepisce un salario fisso ma solo
provvigioni (RCC 1988 pag. 398; RCC 1986 pag. 126; RCC 1972 pag. 330; RCC 1953
pag. 393), si assume le spese generali (RCC 1986 pag. 126, RCC 1980 pag. 304,
RCC 1971 pag. 90, RCC 1955 pag. 82), non è vincolato ad una regione geografica,
non è obbligato a rispettare un determinato orario di lavoro (RCC 1972 pag.
330), lavora per più ditte (RCC 1955 pag. 82, RCC 1953 pag. 393), risponde per
il delcredere ai sensi degli artt. 348a e 418c CO (RCC 1972 pag. 330), è
iscritto a Registro di commercio (RCC 1986 pag. 126, RCC 1982 pag. 209, RCC
1955 pag. 82), è designato quale agente ai sensi degli art. 418a segg. CO (RCC
1980 pag. 112, RCC 1972 pag. 330, RCC 1955 pag. 153).

 

L'agente e il rappresentante di commercio esercitano
attività lucrativa indipendente se sopportano un vero e proprio rischio
imprenditoriale, vale a dire se dispongono di una propria organizzazione di
vendita (RCC 1988 pag. 399 consid. 2b; RCC 1986 pag. 127 consid. 2b e 604, RCC
1982 pag. 208, RCC 1980 pag. 112).

Secondo la prassi amministrativa questo si verifica quando le tre
condizioni seguenti sono soddisfatte contemporaneamente: l'agente o il
rappresentante di commercio utilizza locali commerciali propri o in affitto
(non sono considerati locali commerciali quelli adibiti ad abitazione), occupa
del personale (non sono considerati personale la moglie e gli altri membri
della famiglia che non ricevono un salario) e sopporta la maggior parte delle
spese di esercizio (Direttive UFAS sul salario determinante, NN. 4027 e 4028; Pratique
VSI 1995 pag. 27; Pratique VSI 1993 pag. 228 consid. 3b; RCC 1988 pag. 329 consid.
2b, RCC 1986 pag. 127 consid. 2b e 604 consid. 2b, RCC 1982 pag. 209 consid.
4b, RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1967 pag. 429; STFA 8 marzo 1990 in re
C.C. SA).

 

Diversa è invece la situazione del mediatore, il quale, di
regola, è considerato quale persona esercitante un'attività indipendente
(RCC 1988 pag. 315 seg. consid. 3c). Come ogni mandatario il mediatore deve
eseguire il suo mandato conformemente alle istruzioni del mandante (artt. 397 e
412 cpv. 2 CO). Il contratto di mediazione può essere revocato immediatamente (artt.
412 cpv. 2 e 404 CO) e secondo l'art. 413 cpv. 1 CO il mediatore ha diritto
alla mercede solo se la sua interposizione o la sua indicazione conducono alla
conclusione del contratto. Quest'ultimo elemento, che mette in evidenza il
carattere aleatorio dell'attività di mediatore, è importante dal punto di vista
del diritto delle assicurazioni sociali. Infatti la presenza del rischio
dell'imprenditore è uno dei criteri che permette di riconoscere l'esistenza di
un'attività indipendente (GREBER, DUC, SCARTAZZINI, op. cit., pag. 195, n. 159
ad art. 5 LAVS). Circa le spese sopportate dal mediatore, queste gli sono
rimborsate unicamente se ciò è stato convenuto (art. 413 cpv. 3 CO). Per queste
ragioni, di regola, il mediatore è considerato indipendente, a differenza dell'agente
commerciale che, di regola, è un salariato (DTF 97 V 137 consid. 2).

 

                            2.3.5.   Greber, Duc, Scartazzini
in Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse
et survivants (LAVS), pag. 189, hanno così riassunto la giurisprudenza del TFA
riguardo l'attività specifica di chi lavora nell'ambito dell'informatica:

 

" 
3.4.7.4 Collaborateur travaillant dans le domaine de l'informatique

 

L'activité professionnelle de collaborateurs
travaillant dans le domaine de l'informatique (TED) doit être considérée comme
activité lucrative dépendante lorsqu'un certain nombre de conditions sont
réalisées. Le Tribunal fédéral des assurances a jugé que tel était le cas
lorsque ces spécialistes TED sont sollicités pour certains projets, concluent des
contrats de travail limités à un projet, sont sous les ordres d'un chef de
projet dans l'exécution personnelle du projet, doivent effectuer le travail de
projet dans des délais établis à l'avance en ce qui concerne le début, la
remise et le contrôle, utilisent l'infrastructure des responsables de projet
ayant sollicité leur collaboration, n'apportent ni un capital important ni ne
font des investissements propres importants, ne s'occupent ni de l'acquisition
de clients ni du management du projet, ne sont juridiquement pas responsables
vis-à-vis du client d'éventuels défauts d'ouvrage, n'effectuent pas
d'encaissement et n'ont pas à supporter les conséquences d'une éventuelle
insolvabilité du client. 

La rétribution versée pour cette activité doit être
qualifiée de salaire déterminant même si les risques de maladie et d'accident
sont à la charge du spécialiste TED, si aucun salaire mensuel n'a été convenu,
s'il n'existe pas de réglementation. explicite en matière de
vacances et si, en cas de défaut d'ouvrage, le recours des responsables de
projet contre le spécialiste TED est réservé.

Cette jurisprudence a été confirmée dans le cas d'un
«contrat de collaboration», où l'assuré s'était engagé envers une entreprise à
fournir des services de TED (conseil, production de logiciels, assistance lors
de l'introduction et d'utilisation de systèmes de traitement de données) en
fonction des commandes de clients de l'entreprise. Il a notamment été relevé
que l'assuré ne devait assumer aucun risque d'entrepreneur, car c'était
l'entreprise qui faisait les démarches pour obtenir les commandes dont l'assuré
devait s'occuper et qui juridiquement était seule responsable envers les
clients et leur facturait donc les prestations fournies par le recourant.
L'idée que l'assuré assumerait un risque d'entrepreneur était également
infirmée par le fait que celui-ci avait droit, indépendamment des commandes
qu'obtenait l'entreprise, à une rémunération minimale de 20 heures
hebdomadaires. En outre, l'assuré était intégré dans l'entreprise en question
du point de vue de l'organisation du travail, étant donné qu'il était engagé à
travailler 35 heures par semaine en moyenne, à collaborer avec les employés de
l'entreprise et à rendre compte de ses prestations sous forme de rapports si
ces prestations étaient rémunérées à l'heure.

 

En revanche, le Tribunal fédéral des assurances a
admis l'existence d'une activité indépendante analogue à celle d'un inventeur
dans le cas d'une personne travaillant dans le domaine de l'informatique,
laquelle avait développé et mis sur le marché des programmes d'ordinateur. (…)"

 

In una sentenza del 14 agosto 2000 nella causa L.
N., pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55 segg., il TFA, a proposito della
delimitazione, per i collaboratori informatici, fra attività lucrativa
indipendente e attività lucrativa salariata, ha avuto modo di rilevare quanto
segue:

 

" 
(…)

   6a. Eu regard du fait que, d'une part, l'intimé
n'encourt pas de risque d'exploitation particulier et que, d'autre part, il
conserve son indépendance vis-à-vis de l'entreprise X. dans l'organisation de
son travail, il faut se de­mander quel est le critère auquel il faut accorder
une importance prépon­dérante, voire décisive.

 

   b. Le TFA a jugé à maintes reprises que
l'application des règles destinées à délimiter une activité lucrative
dépendante, d'une activité indépendante dans le cas de collaborateurs
travaillant dans le secteur de l'informatique conduisait généralement à
admettre l'existence d'une activité lucrative dé­pendante, à moins que
l'ensemble des circonstances du cas particulier ne parle en faveur d'une
activité indépendante (voir en particulier VSI 1995 p.147 et les références
citées; Käser, Unterstellung
und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2e édition 1996, p.
133 n° 4.65 et 4.66). Käser fait re­marquer que la jurisprudence accorde une
importance particulière à la ques­tion du risque d'exploitation. Par ailleurs,
le TFA a constaté aussi que cer­taines activités, de par leur nature,
n'exigeaient pas nécessairement de gros investissements. C'était notamment le
cas dans le domaine des services. En pareils cas, il convenait d'accorder plus
de poids à la dépendance dans l'or­ganisation du travail qu'au risque
d'investissement (ATF 110 V 78 = RCC 1986 p. 513; Käser, ad op.
cit. p. 120 n° 4.30).

   c. L'autorité de première instance a accordé plus
de poids à l'autonomie de l'intimé dans l'organisation du travail et, partant,
admis l'existence d'une activité indépendante. De son côté, la recourante
privilégie le risque d'ex­ploitation et arrive à la conclusion que l'activité
de l'intimé doit être consi­dérée comme une activité lucrative dépendante. Pour
justifier son point de vue, elle se réfère
aux mutations importantes qu'ont subies les conditions de travail dans le
domaine de l'informatique en raison des progrès techniques, de sorte que le
lieu de travail d'un collaborateur en informatique importe peu, car les réseaux
de connexions existants de nos jours permettent d'ef­fectuer des travaux de
programmation et de développement pratiquement n'importe où, seule la mise au
point et les tests devant encore être effectués sur les installations et
l'équipement d'une entreprise. Les conditions de tra­vail ont toujours été
quelque peu différentes dans le domaine de l'informa­tique. C'est ainsi que le
travail de nuit, durant les fins de semaines et les jours fériés est une chose
courante. D'une part, les collaborateurs informa­ticiens disposent d'une
relative autonomie dans l'organisation de leur ac­tivité et, d'autre part,
l'interaction complexe de tous les éléments du sys­tème exige une
synchronisation poussée entre les différents collaborateurs. Dans ces
conditions, il existe rarement une différence sensible entre les em­ployés et
les collaborateurs libres, du moins pour ce qui concerne la dépendance économique
ou dans l'organisation du travail. De ce fait, le risque d'exploitation revêt
une plus grande importance.

 

   d. Dans sa plus
récente jurisprudence, le TFA s'est exprimé comme suit au sujet du statut de
cotisants des collaborateurs informaticiens libres:

 

     Dans les arrêts
publiés dans VSI 1993 p. 23 et 1996 p. 130, il a eu à se prononcer sur des cas
où les collaborateurs en informatique ont été qualifiés de personnes exerçant
une activité salariée, parce qu'ils n'avaient pas à sup­porter eux-mêmes le
risque d'exploitation et qu'ils ne jouissaient pas non plus à l'évidence d'une
autonomie dans l'organisation du travail. Dans le premier cas, il s'agissait
d'un spécialiste en informatique qui était subor­donné à un chef de projet pour
l'exécution personnelle de projets; il devait effectuer son travail en
respectant des délais prescrits (début, livraison et ré­ception) et utilisait à
cet effet l'infrastructure du responsable des projets. Dans le deuxième cas, le
collaborateur avait droit, indépendamment des mandats confiés, à une
rémunération minimale correspondant à 20 heures par semaine et devait
travailler en moyenne 35 heures par semaine pour l'entreprise mandante. En
outre, le collaborateur était tenu de travailler avec d'autres employés de
l'entreprise et de rendre compte de son activité sous forme de rapports.

 

   Dans l'arrêt publié
dans VSI 1995 p. 147 ss, le TFA a également constaté que le collaborateur
informaticien n'assumait aucun risque d'exploitation. Pour ce qui concerne la
dépendance dans l'organisation du travail, il appa­raissait que l'entreprise
mandante était responsable de la structure et de l'organisation du projet et
qu'elle mettait à disposition les
machines, les pro­grammes et
les données de tests nécessaires. Le collaborateur ne pouvait utiliser que du
personnel de l'entreprise engagé à temps ferme et il devait exercer son
activité au siège de l'entreprise. Au surplus, les méthodes d'ana­lyse et de
programmation devaient répondre au standard de l'entreprise. Le collaborateur
était au surplus soumis à un contrôle des délais et l'entreprise était en droit
de l'astreindre à fréquenter des cours dont elle assurait par ail­leurs les
frais. L'entreprise avait, d'autre part, confirmé que le collaborateur devait
se soumettre à ses instructions et qu'il devait travailler selon des di­rectives
strictes. En revanche, le collaborateur avait le droit de confier l'exé­cution
de certains travaux à des tiers. De l'avis du TFA, ce dernier élément parlait
en faveur d'une activité indépendante. Mais, dans l'ensemble, les éléments en
faveur d'une activité dépendante l'emportaient dans le cas d'espèce. Dans le
considérant 7a (p. 154) le TFA faisait toutefois remarquer que les éléments en
faveur d'une activité dépendante n'étaient pas ce point prépondérants dans le
cas d'espèce qu'il faille considérer la qualification de personne de condition
indépendante qui avait été admise dans les décisions précédentes de
manifestement erronée et ordonner une reconsidération de ces décisions.

 

   e. Si l'on se réfère
à ces décisions, et en particulier à la dernière, force est de constater dans
la présente espèce que si le risque d'exploitation est qua­siment nul, le collaborateur
jouit en revanche d'une grande autonomie dans l'organisation du travail par
rapport aux trois cas précédents. On ne re­trouve pas non plus
une telle autonomie dans les cas précédents
pour ce qui est de l'engagement. Bien au contraire, les collaborateurs libres
en question étaient fermement intégrés dans l'organisation de l'entreprise
mandante. Si, dans le cas publié dans VSI 1995.p. 147 ss, la qualification de
personne exerçant une activité indépendante ne pouvait pas être considérée
comme manifestement inexacte, cette observation est d'autant plus valable dans
la présente espèce que l'intimé n'est soumis à aucune condition de travail,
qu'il n'est pas tenu - comme dans les cas précédents - à un certain horaire de
tra­vail hebdomadaire et qu'il ne bénéficie d'aucune garantie de rémunération
minimale. Dans ces conditions et compte tenu de la jurisprudence en ma­tière
d'appréciation des activités dans le domaine des services, on ne saurait
reprocher à l'autorité de première instance d'avoir violé le droit fédéral en
accordant une importance prépondérante à l'autonomie de l'intimé dans
l'organisation de son travail. Si des collaborateurs en informatique dispo­sant
d'une telle autonomie dans l'organisation du travail devaient être qua­lifiés
de personnes de condition dépendante, le critère d'autonomie dans
l'organisation du travail en tant que tel devrait être définitivement écarté,
avec pour conséquence que les collaborateurs informaticiens, qui n'ont pra­tiquement
pas d'investissements à faire dans le domaine des services, ne pourraient plus
du tout être considérés comme des personnes exerçant une activité indépendante,
ce qui n'est certainement pas le but et le sens de la ju­risprudence.

 

   S'y ajoute le fait que l'intimé déclare aux
autorités fiscales la rémunéra­tion qu'il reçoit de l'entreprise X. en tant que
revenu provenant d'une ac­tivité lucrative indépendante. Il est vrai que, selon
la jurisprudence, la qua­lification fiscale du revenu ne constitue qu'un
indice, d'une certaine impor­tance certes, qui doit être apprécié en fonction
de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid.
5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit
commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans
nécessité de l'ap­préciation fiscale. Au surplus, l'intimé a calculé la taxe à
la valeur ajoutée sur ce revenu. Selon la jurisprudence, ce fait n'est pas
décisif pour déterminer le statut de cotisant. Néanmoins, si l'on tient compte
des complications liées à une annulation des décomptes, ce fait oblige à une
certaine retenue pour ne pas qualifier de dépendante l'activité des
collaborateurs libres en dépit d'in­dices importants parlant en faveur d'une
activité indépendante.

 

   f. La recourante fait remarquer dans son recours
de droit administra­tif qu'un simple coup d'oeil dans les annonces de places
vacantes permet de constater que les entreprises recherchent aussi comme
collaborateurs des spécialistes spécialement formés dans le domaine de
l'informatique. Au lieu d'engager des employés qui doivent être constamment
formés, les entrepri­ses préfèrent s'allier les services de collaborateurs très
flexibles qui dispo­sent déjà des connaissances nécessaires. Cela ne signifie
rien d'autre que les entreprises semblent de moins en moins décidées à endosser
des obligations d'employeurs qui consistent généralement à former des
collaborateurs et à maintenir leurs connaissances à jour compte tenu des
derniers développe­ments de la technique. Le risque de ne plus être occupé par
manque de con­naissances professionnelles actualisées retombe ainsi sur le
collaborateur.

Dans sa lettre du 13 mai 1997, l'entreprise X. a
fait savoir clairement qu'elle ne pouvait pas garantir des commandes régulières
à l'intimé et que ce der­nier devait supporter le risque inhérent à la mise à
disposition de son savoir.

Il est vrai que ce type de risque ne correspond à
aucun des aspects particu­liers du risque d'exploitation tels que développés
par la jurisprudence.

On ne saurait cependant ignorer que, dans ce
domaine, à une époque où la technique évolue rapidement et dans une branche
hautement spécialisée, le collaborateur libre peut encourir des risques qui
n'avaient pas une telle ri­gueur précédemment. Même si cette observation n'est
pas déterminante, elle vient renforcer l'idée d'une collaboration non
subordonnée en plus des autres éléments importants qui parlent en faveur d'une
activité indépen­dante.

 

   7. Pour toutes ces raisons, l'autorité de
première instance n'a pas enfreint le droit en qualifiant d'indépendante
l'activité de l'intimé en faveur de l'entre­prise X. Dès lors, la décision du
18 mars 1998, qui se fonde sur une activité lucrative salariée, doit étre
annulée. (H 30/99)"

 

 

                            2.3.6.   Secondo
l'art. 12 cpv. 1 LAVS è considerato datore di lavoro chiunque paghi, a persone
obbligatoriamente assicurate, una retribuzione giusta l'art. 5 capoverso 2
LAVS. Sono tenuti al pagamento dei contributi tutti i datori di lavoro che
hanno uno stabilimento d'impresa in Svizzera o che, nella loro economia
domestica, impiegano personale di servizio obbligatoriamente assicurato (cpv.
2). E' riservata l'esenzione dall'obbligo di pagare i contributi in virtù di
convenzioni internazionali o di consuetudini stabilite dal diritto delle genti
(cpv. 3).

 

Il datore di lavoro è la persona per la quale il
salariato esegue un lavoro, su retribuzione, in una situazione dipendente e per
un tempo determinato o indeterminato (Direttive UFAS sulla riscossione dei
contributi (DRC), N. 1001). In generale il datore di lavoro è la persona che
paga il salario determinante al salariato (art. 12 cpv. 1 LAVS). Si considera
salario determinante secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS qualsiasi retribuzione di un
lavoro dipendente fornito per un tempo determinato o indeterminato (Direttive
UFAS sul salario determinante (DSD), N. 1001).

 

La LAVS presume che la persona che paga dei salari
è un datore di lavoro (GREBER, DUC, SCARTAZZINI, op. cit., pag. 364, n. 4 ad
art. 12 LAVS).

 

 

                               2.4.   Il 4 agosto
1998 __________ e RI 1 hanno concluso il seguente "Accordo di
collaborazione":

 

" 
 

accordo
di collaborazione

 

Tra:  RI 1 - __________ - __________ 

         (di seguito denominato il mandante)

 

e       Il Sig. __________

 

         __________

         __________

         (di seguito denominato il mandatario)

 

 

Oggetto del contratto

Oggetto del contratto e' la fornitura di
prestazioni di servizio che si configura nelle attività di sviluppo e
manutenzione di software bancario.

 

Modalità di svolgimento dell'accordo

Le prestazioni saranno richieste di volta in
volta dalla RI 1 precisando tempi e modalità di esecuzione. Il mandatario potrà effettuare le prestazioni presso
gli uffici della RI 1 o presso clienti della stessa. L'unità di misura delle prestazioni fornite è espressa in giorni/uomo pari ad 8 (otto) ore lavorative al giorno.

 

Durata dell'accordo

Il presente accordo sarà in vigore tra le parti
dal 1/10/98 al 30/9/99.

Durante questo periodo è previsto un impegno
minimo di 80 giorni lavorativi. Alla scadenza il suddetto accordo si intenderà rinnovato
di un anno salvo disdetta scritta da notificarsi con un preavviso minimo di 3
mesi rispetto alla relativa scadenza.

 

Coperture assicurative

Il mandatario garantisce e dichiara che è coperto da adeguate polizze assicurative
per infortuni professionali ed extra professionali, liberando la RI 1 da ogni e
qualsiasi responsabilità al
riguardo.

 

Riservatezza

Il Mandatario è tenuto al segreto professionale
(anche dopo la conclusione del rapporto di collaborazione) verso terzi, per
tutto quanto appreso in relazione alla attività svolta per conto della RI 1 e alle informazioni acquisite.

 

Compensi

La tariffa giornaliera corrisposta dalla RI 1 per
le prestazioni fornite sarà di Frs. 850.-/ giorno lavorativo + IVA.

Detti importi potranno essere aggiornati una
volta all'anno sulla base dell'indice dei prezzi al consumo. La base di calcolo
è l'indice alla data di inizio
del contratto. Di regola l'adattamento viene concordato all'inizio dell'anno
previo preavviso scritto di due mesi.

Tutti i compensi si intendono al netto di ogni
imposta, che saranno a carico del mandatario. L'ammontare dei compensi è comprensivo di ogni e qualsiasi spesa,
fatta eccezione per le spese straordinarie che il mandatario dovesse sostenere
in relazione a trasferte effettuate per conto e su esplicita autorizzazione
della RI 1.

 

Il pagamento dei compensi, che verranno fatturati
direttamente alla RI 1 a dipendenza delle giornate di attività effettivamente
svolte durante il periodo di competenza, sarà effettuato entro 30 giorni
dall'invio della relativa fattura.

Il rimborso spese verrà concordato di volta in volta a dipendenza del luogo di lavoro,
della durata del viaggio e del soggiorno.

 

 

Proprietà uso e riproduzione

Tutto il materiale prodotto in conseguenza della
collaborazione oggetto del presente contratto resterà di proprietà della RI 1
che avrà facoltà di riprodurlo a suo piacimento e cederlo a
terzi.

 

 

Diritto applicabile

Per tutto quanto non previsto dal presente
accordo valgono le disposizioni del codice delle obbligazioni.

Per ogni e qualsiasi controversia derivante dal
presente accordo le parti concordano la competenza del foro di __________." (Doc. F)

 

La stessa RI 1 ha, da parte sua, in data 1°
luglio 1998 concluso il seguente contratto con la __________:

 

" 
 

Accordo
di collaborazione

 

Tra:  RI 1 - __________ - __________

E      __________ - __________ - __________

 

Oggetto dell'accordo

Oggetto dell'accordo é la realizzazione del
progetto __________. Il progetto verrà realizzato in parte adattando il
software utilizzato presso __________ ed in parte sviluppando delle nuove funzionalità in base alle esigenze della banca.
Il costo complessivo del progetto é quantificato fra 650 e 750 mila CHF, incluso l'acquisto e l'adeguamento del
software al sistema UNIX. In ogni caso, prima di iniziare la fase di sviluppo,
è necessario analizzare con i responsabili della Banca le effettive necessità e
valutare, anche in base ai volumi, se è giustificato o meno lo sviluppo di una
specifica funzione.

 

Modalità operative

Il personale della RI 1 svolge normalmente la
propria attività presso la banca oppure, previo preventivo accordo, presso gli
uffici della società, adeguandosi per quanto attiene a tempi e modi alle
esigenze della banca.

 

Inizio attività e test di integrazione

L'attività di analisi e sviluppo delle varie funzionalità del progetto
inizierà dal 1 luglio 1998.

RI 1 si impegna inoltre ad iniziare i test di
integrazione di tutte le funzionalità.

__________, convenute di comune accordo, al più
tardi entro il 1 dicembre 1998.

 

Compensi

Tutti i compensi si intendono al lordo di ogni
imposta, IVA esclusa, che saranno a carico della RI 1, e sono comprensivi di
ogni e qualunque spesa, fatta eccezione per quelle che la stessa dovesse
sostenere in relazione a trasferte eseguite per conto e su esplicita richiesta
della banca.

Le tariffe giornaliere per le prestazioni
fornite, suddivise in base alle figure professionali sono le seguenti:

Capo progetto                          Frs  1'500.-        giorno lavorativo

Analista                                    Frs. 1'200.-
       giorno lavorativo

Analista programmatore          Frs. 1'000.-        giorno
lavorativo

 

Il pagamento dei compensi + IVA avverrà a
consuntivo, al termine di ogni mese, e sarà relativo alle effettive giornate di
attività svolte nel periodo di competenza.

 

In ogni caso il costo complessivo del progetto
non potrà superare i limiti previsti nel capitolo oggetto dell'accordo.

 

Riservatezza

RI 1 si impegna a mantenere riservate e segrete,
anche dopo la conclusione del rapporto di collaborazione, tutte le informazioni
e i dati comunque venuti a sua conoscenza in occasione ed in esecuzione
dell'accordo.

 

Coperture assicurative

RI 1 garantisce che il proprio personale é
coperto da adeguate polizze assicurative per infortuni professionali ed
extra-professionali, liberando la __________ da ogni e qualsiasi
responsabilità.

 

Diritto applicabile

Per tutto quanto non previsto dal presente
accordo valgono le disposizioni del codice delle obbligazioni. Per ogni e
qualsiasi controversia derivante dal presente accordo le parti concordano la
competenza del foro di __________." (Doc. G)

 

Tale accordo è stato in seguito rinnovato in data
3 marzo 1999 (cfr. doc. I H), in data 28 ottobre 1999 (cfr. doc. I I) e in data
5 dicembre 2001, quando le parti hanno stipulato quanto segue:

 

" 
 

Accordo
di collaborazione

 

tra

RI 1, __________ - __________ 

e

__________, __________ - __________,

 

si stipula e conviene quanto segue: 

 

 

1.   Oggetto dell'accordo

 

La RI 1 si impegna a mettere a disposizione della
__________, nei termini e condizioni di seguito indicati, propri consulenti
applicativi e tecnici per la fornitura di prestazioni professionali atte alla
manutenzione del sistema informatico esistente, progettazione e sviluppo di
nuove applicazioni informatiche.

 

 

2.   Modalità operative

 

Il personale della RI 1 svolgerà le sue attività
sia presso gli uffici della __________ a __________ sia, previo preventivo
accordo, presso gli uffici della RI 1, adeguandosi, per quanto riguarda tempi e
modalità, alle esigenze della __________.

Una persona designata tra il personale della __________
gestirà la pianificazione delle presenze del personale RI 1 in base alle
necessità.

La RI 1 si impegna ad intervenire entro 3 ore
dalla segnalazione per tutti i problemi bloccanti, ed entro 24 ore per i
problemi non bloccanti.

L'unità di misura delle prestazioni fornite é il
giorno/uomo pari a otto ore lavorative.

La RI 1 fornirà, per ogni singola risorsa, un
rapporto mensile delle attività effettuate nel corso del mese.

 

 

3.   Durata dell'accordo

 

Il presente accordo entrerà in vigore il
01.01.2002 e scadrà il 31.12.2003.

Durante la validità del contratto la __________
si impegna a garantire un minimo di giorni uomo annui in base alle seguenti
figure professionali:

 

●    Capo progetto                                         100
giorni uomo

●    Consulente applicativo o sistemista       240
giorni uomo

 

La RI 1 si impegna a svolgere un servizio
regolare e continuativo. 

 

 

4.   Compensi

 

Tutte le tariffe sottoindicate non includono
tasse di qualsiasi genere, e sono comprensive di ogni e qualsiasi spesa, fatta
eccezione per quelle che RI 1 dovesse sostenere in relazione a trasferte
effettuate per conto e su esplicita richiesta della __________. 

Il pagamento dei compensi avverrà a consuntivo,
al termine di ogni mese, e sarà relativo alle effettive giornate di attività
svolte nel periodo di competenza.

Le tariffe giornaliere corrisposte per le
prestazioni fornite, suddivise in base alla figura professionale sono le
seguenti:

 

●    Capo progetto                                         CHF
1'500.- giorno

●    Consulente applicativo o sistemista       CHF
1'200.- giorno

 

 

5.   Responsabilità

 

RI 1 non assume alcuna responsabilità per
qualsiasi perdita, mancato guadagno o pretesa fatta valere da terzi o dalla
banca stessa, a causa di malfunzionamenti dovuti ad interventi relativi a
questo contratto.

 

 

 

6.   Servizio Picchetto

 

RI 1, nel limite del possibile, mette a
disposizione della __________ un servizio di picchetto da richiedere per
iscritto con un preavviso minimo di 10 giorni. Nel caso in cui il servizio non
venisse esplicitamente richiesto RI 1 non assume nessuna responsabilità in caso
di mancato intervento o malfunzionamenti.

Gli interventi, da parte del personale RI 1,
devono comunque garantire l'esecuzione della procedura Batch. A questo scopo
sono da prevedere anche interventi di tipo estemporaneo che, pur non risolvendo
il problema, ne eliminano la causa consentendo la continuazione del flusso di
lavoro.

 

RI 1 e __________ definiranno separatamente le
seguenti modalità:

 

●    Procedure di accesso remoto al sistema

●    Elenco
delle persone autorizzate ad accedere ai dati produttivi della __________

●    Procedure di emergenza

●    Persone da contattare durante la notte
in caso di errori gravi

 

6.1.                                Prezzi
e condizioni di pagamento

 

Giorni feriali:        Picchetto          50.-
CHF/ora (minimo 4 ore)

                            Intervento        250.-
CHF/ora

 

Giorni festivi:       Picchetto          60.-
CHF/ora (minimo 4 ore)

                            Intervento        300.-
CHF/ora

 

Nel caso si rendesse necessario un intervento non
pianificato lo stesso verrà considerato come un picchetto festivo.

Il servizio verrà fatturato a consuntivo, al
termine di ogni mese.

 

 

7.   Riservatezza

 

RI 1 si impegna a mantenere riservate e segrete,
anche dopo la conclusione del rapporto di collaborazione, tutte le informazioni
e i dati comunque venuti a sua conoscenza in occasione ed in esecuzione
dell'accordo, in particolar modo quelle relative al segreto bancario. 

RI 1 farà firmare ai suoi collaboratori una
dichiarazione di confidenzialità sul segreto bancario e professionale.

 

 

8.   Proprietà uso e riproduzione

 

Tutto il materiale prodotto, in conseguenza della
collaborazione oggetto del presente contratto, è di proprietà della __________.
Previo accordo della __________, RI 1 può utilizzare ed impiegare questo
materiale presso altri clienti, ma in ogni modo nel rispetto del contratto di
licenza che lega la __________ al fornitore del software di base. 

Eventuali accordi particolari saranno definiti di
volta in volta sulla base di specifici progetti.

 

 

9.   Diritto applicabile

 

Per tutto quanto non previsto dal presente
accordo valgono le disposizioni del codice delle obbligazioni.

Per ogni e qualsiasi controversia derivante dal
presente accordo le parti concordano la competenza del foro di __________."
(Doc. L)

 

RI 1 e __________ hanno inoltre concluso in data
8 settembre 2003 un “Contratto di licenza d’uso prodotto __________” (cfr.
doc. I M) e in data 4 giugno 2004 un “Contratto di manutenzione” (cfr.
doc. I N).

Ai fini di meglio chiarire la fattispecie il TCA
ha proceduto ad alcuni accertamenti.

 

                                         Interpellato
dal TCA (cfr. doc. XVII), __________ ha affermato che le prestazioni lavorative
da lui eseguite per RI 1, consistevano nella "fornitura
di servizi di consulenza nell’ambito dello sviluppo e della manutenzione di
software bancario, campo nel quale ho maturato una pluriennale esperienza
avendo esercitato tale attività sin dal 1990, dapprima quale dipendente della
ditta __________ di __________ (già __________ e in seguito __________) e in
seguito (dal 1998) quale consulente indipendente." (cfr. doc. XXII).

 

                                         Quanto
alla libertà nell'organizzarsi egli ha affermato che "da parte della
società RI 1 non ricevevo alcuna direttiva concernente l’orario di lavoro né
altre direttive riguardanti la pianificazione o l’esecuzione. La maggior parte delle
prestazioni di consulenza veniva da me effettuata presso gli istituti bancari
presso i quali era installato il software. A seconda delle necessità di questi
ultimi organizzavo il lavoro in maniera da soddisfare al meglio le loro
esigenze. Per essere più precisi, i miei interventi concernevano attività di
manutenzione come anche di sviluppo del software bancario, nel primo caso
intervenivo per risolvere gli eventuali malfunzionamenti a seconda della
gravità e dell’urgenza. Per quanto riguarda invece i nuovi sviluppi di
software, nel caso di piccole modifiche pianificavo ed eseguivo il lavoro a
seconda della mia disponibilità, per gli sviluppi importanti, invece,
concordavo modalità e scadenze con il team di progetto guidato generalmente da
un rappresentante dell’istituto bancario.” (cfr. doc. XXII).

 

                                         Il signor
__________ ha poi rilevato che fatturava le sue prestazioni di consulenza “a
scadenza mensile alla ditta RI 1 in base al numero di giorni/uomo effettutati
nel corso di una settimana. Al totale delle prestazioni aggiungevo naturalmente
l'IVA". (cfr. doc. XXII).

 

Quanto alle modalità di remunerazione, il signor __________
ha rilevato che avvenivano “in unità giorni/uomo, come risulta dalla voce
“modalità di svolgimento dell’accordo” figurante nell’accordo di collaborazione
tra la società RI 1 e il sottoscritto.” (cfr. doc. XXII).

 

                                         Circa gli
strumenti di lavoro utilizzati il signor __________ ha precisato che "per
l’attività svolta nelle sedi degli istituti bancari presso i quali era
installato il software, utilizzavo i macchinari (computer, server, stampanti,
ecc....) di proprietà di questi ultimi. Altro materiale diverso (piccolo
materiale d’ufficio) era sia di mia proprietà che di proprietà della banca. Il
telefono cellulare da me utilizzato a scopi professionali era di mia proprietà.
Per le attività svolte presso il mio domicilio utilizzavo naturalmente i
macchinari e il materiale di mia proprietà.” (cfr. doc. XXII). Egli
ha affermato inoltre che "l’investimento più consistente è stato
effettuato all’inizio della mia attività, quando, per poter lasciare la __________,
ditta per la quale lavoravo fino ad allora, ed intraprendere un’attività
lucrativa indipendente, ho dovuto versare a quest’ultima la somma di fr.
24'000.-- quale liberazione dal vincolo derivante da un contratto di
formazione. Tale investimento, è stato riconosciuto quale “costo di avviamento”
e ammortizzabile in 5 anni dall’Ufficio di tassazione di __________ solo a
seguito di un mio reclamo.” Egli ha poi aggiunto che “oltre a tale costo,
nel periodo 1998-2003 ho investito fr. 9'245.-- in strumenti di lavoro
(hardware, software, documentazioni, ecc.) e fr. 2'005.80 in mobilio d’ufficio.
Naturalmente agli investimenti vanno sommati i normali costi d’esercizio.”
(cfr. doc. XXII).

 

                                         Egli ha
poi osservato che "anche per gli anni 2000-2003 faceva stato l’unico
mandato di collaborazione sottoscritto e risalente al 4 agosto 1998."
(cfr. doc. XXII).

 

                                         Alla
domanda se nel periodo 2000-2003 egli avesse esercitato la stessa attività
svolta per la società RI 1 anche per altre società o persone, il signor __________
ha risposto che “le prestazioni di consulenza informatica le ho
fornite anche alla ditta __________ di __________ e, oltre a quelle di gestione
aziendale, allo __________ di __________ di __________.” (cfr. doc. XXII).

Infine, alla domanda
se nel periodo 2000-2003 egli avesse svolto altre attività per altre società o
persone, egli ha osservato che “prestazioni esclusivamente di consulenza
aziendale le ho fornite al signor __________, dapprima consocio di una impresa
di costruzioni __________ e in seguito di un’azienda individuale. Per queste
attività non ho sottoscritto alcun mandato specifico. Oltre a tali attività per
terzi mi sono impegnato anche nello sviluppo in proprio di soluzioni informatiche,
attività queste per il momento non andate a buon fine.” (cfr. doc. VIII).

 

                                         Chiamata
a presentare osservazioni scritte in merito, l'amministrazione si è
riconfermata nella sua risposta di causa, rilevando che al signor __________
non è stata inviata una decisione in considerazione del fatto che, per prassi,
nei casi in cui le riprese superano le dieci persone la decisione è inviata
soltanto alla società (cfr. doc. XXV).

La società, per contro, preso atto delle risposte
fornite al TCA dal signor __________, ha chiesto al Tribunale di porre al teste
le due seguenti domande:

 

" 
(...)

-   Il suo rapporto con la ditta RI 1 era vincolato da un divieto di
concorrenza?

 

-   poteva svolgere liberamente attività per
conto di altre ditte?

In caso contrario, quali
erano i limiti dei vincoli contrattuali concordati con la ditta RI 1?" (Doc.
XXIV)

 

Al riguardo, questo TCA osserva che il signor __________,
rispondendo ai quesiti posti dal Tribunale, ha già fornito la risposta a tali
domande: egli ha infatti indicato di avere lavorato, oltre che per la società
ricorrente, anche per altre società, non essendo quindi egli vincolato da un eventuale
divieto di concorrenza, che peraltro non risulta nell’accordo di collaborazione
4 agosto 1998 siglato dalle parti.

 

 

                               2.5.   Nel
caso di specie, gli elementi a favore dell’attività dipendente di __________
nell’ambito dello sviluppo e della manutenzione di software bancario presso RI 1 sono predominanti rispetto a quelli
dell’attività indipendente.

 

Difatti, negli anni oggetto di revisione l’assicurato
ha fatturato regolarmente ogni mese le sue prestazioni a RI 1, in base al
numero di giorni/uomo effettuati nel corso di una settimana, come emerge sia
dall’accordo di collaborazione citato (cfr. doc. I F, alla voce “Compensi”),
sia dalle risposte fornite al TCA (cfr. doc. XXII e allegati 9 e 10), sia dalla
documentazione agli atti concernente le fatture degli anni 2000 (cfr. doc. I
P), 2001 (cfr. doc. I Q), 2002 (cfr. doc. I R) e 2003 (cfr. doc. I S), ricevendo
un compenso di fr. 900 al giorno.

                                         __________
non ha agito quindi come lavoratore indipendente in proprio nome e per se
stesso, ma per conto della società datrice di lavoro.

 

                                         Va
inoltre osservato che alla voce "Compensi" dell’accordo di
collaborazione è stato precisato che “la tariffa giornaliera corrisposta
dalla RI 1 per le prestazioni fornite sarà di fr. 850.-/giorno lavorativo + IVA”
(importo che è poi diventato di fr. 900 al giorno a partire dal mese di marzo
2001, cfr. doc. I P, I R e I S) e che il pagamento dei compensi "che
verranno fatturati direttamente alla RI 1 a dipendenza delle giornate di
attività effettivamente svolte durante il periodo di competenza, sarà
effettuato entro 30 giorni dall’invio della relativa fattura. Il rimborso spese
verrà concordato di volta in volta a dipendenza del luogo di lavoro, della
durata del viaggio e del soggiorno.” (cfr. doc. I F). L'assicurato non
sopportava quindi nessun rischio economico non avendo spese e percependo dalla
società RI 1 il suo salario fisso giornaliero di fr. 850.-, divenuti poi fr.
900.- al giorno, più IVA.

 

                                         Inoltre,
al punto "Modalità di svolgimento dell’accordo" è previsto che
“le prestazioni saranno richieste di volta in volta dalla RI 1 precisando
tempi e modalità di esecuzione. Il mandatario potrà effettuare le prestazioni
presso gli uffici della RI 1 o presso i clienti della stessa. L’unità di misura
delle prestazioni fornite è espressa in giorni/uomo pari ad 8 (otto)ore
lavorative al giorno.” (cfr. doc. I F). Inoltre, al punto “Durata
dell’accordo” le parti hanno stabilito che “il presente accordo sarà in
vigore tra le parti dal 1.10.98 al 30.9.99. Durante questo periodo è previsto
un impegno minimo di 80 giorni lavorativi.” (cfr. doc. I F). Il fatto che
la società datrice di lavoro metta a disposizione del collaboratore un ufficio
per lo svolgimento dell'attività è un ulteriore elemento a favore
dell'esistenza di un rapporto di dipendenza fra le parti.

 

Va poi ribadita l'assenza di oneri (locazioni,
personale, spese fisse, …) a carico del citato collaboratore per l'espletamento
delle sue funzioni per RI 1, caratteristica peraltro dell'attività dipendente.
Le spese per l'esecuzione del mandato sono infatti a carico del mandante (cfr. voce
“compensi” a pag. 2 dell’accordo di collaborazione).

 

                                         Infine,
occorre rilevare che nell’accordo di collaborazione citato è prevista la
facoltà, per entrambe le parti, di disdire il contratto con specifico preavviso
e per una precisa data, facoltà quest'ultima che mal si concilia con
un'attività di tipo indipendente e che è indice semmai dell'esistenza di un
rapporto di subordinazione. Infatti, alla voce "Durata dell’accordo",
è espressamente indicato che "alla scadenza il suddetto accordo si
intenderà rinnovato di un anno salvo disdetta scritta da notificarsi con un
preavviso minimo di tre mesi rispetto alla scadenza" (cfr. doc. I F).
Questa caratteristica è tipica dell'attività subordinata ed appare antitetica
ad un'attività autonoma.

 

                                         L'unico
elemento per la pretesa indipendenza lavorativa è rappresentato dal fatto che, come
indicato dal signor __________ nelle risposte fornite al TCA, egli “non riceveva alcuna direttiva concernente l’orario di
lavoro né altre direttive riguardanti la pianificazione o l’esecuzione" (cfr. doc. XXII). Tale affermazione contrasta comunque con
quanto previsto nell’accordo di collaborazione 4 agosto 1998 e che, come
specificato nelle risposte fornite dal signor __________ al TCA, faceva stato
anche negli anni 2000-2003 (cfr. doc. XXII, risposta 8), nel quale al punto “modalità
di svolgimento dell’accordo” è previsto che “le prestazioni saranno
richieste di volta in volta dalla RI 1 precisando tempi e modalità di
esecuzione” (cfr. doc. I F).

                                         La
pretesa indipendenza nell'organizzazione del lavoro (“per quanto riguarda i
nuovi sviluppi di software, nel caso di piccole modifiche pianificavo ed
eseguivo il lavoro a seconda della mia disponibilità”, cfr. doc. XXII) era tuttavia
relativizzata, come spiegato dallo stesso __________ nelle risposte fornite al
TCA, dalla necessità, in caso di nuovi sviluppi importanti di software, di “concordare
modalità e scadenze con il team di progetto guidato generalmente da un
rappresentante dell’istituto bancario” (cfr. doc. XXII).

Pertanto, la pretesa indipendenza
nell'organizzazione del lavoro, relativizzata dalla necessità di concordare
modalità e scadenze nei casi più importanti, non basta a rovesciare gli altri
numerosi elementi a favore di un'attività dipendente svolta dal collaboratore.

 

Il signor __________ ha poi rilevato di avere investito,
nel periodo 1998-2003, fr. 9'245 in strumenti di lavoro (hardware, software,
documentazioni,...) e fr. 2'005.80 in mobilio d’ufficio (cfr. doc. XXII).

                                         Al
riguardo, occorre rilevare che nell’accordo di collaborazione 4 agosto 1998 è
previsto che il collaboratore può effettuare le sue prestazioni sia presso gli
uffici della RI 1, sia presso i clienti della stessa (cfr. doc. I F). Il
collaboratore ha precisato che per l’attività svolta presso gli istituti
bancari utilizzava macchinari (computer, server, stampanti, ecc.) di proprietà
di questi ultimi (cfr. doc. XXII).

Il fatto stesso che il signor __________
disponesse di un ufficio presso la società ricorrente è indice di un rapporto
di dipendenza fra le parti.

 

                                         Infine,
la circostanza secondo cui oltre all'attività svolta per la RI 1 l’assicurato
ha pure fornito le sue prestazioni di consulenza informatica e di gestione
aziendale a terzi non è decisiva, nella misura in cui, come detto, ogni
singolo rapporto lavorativo deve essere esaminato distintamente ed
indipendentemente dagli altri.

                                         Va
infatti rammentato che un assicurato può essere qualificato quale dipendente
per un'attività ed indipendente per un'altra. Un assicurato può pure trovarsi
simultaneamente in condizione d'indipendente e di dipendente nei confronti di
una stessa persona (DTF 105 V 113 e consid. 6.).

In particolare, nel caso di specie la qualifica di dipendente
presso RI 1 non mette in discussione lo statuto di indipendente dell'assicurato
per i lavori eseguiti per altri committenti.

 

Come emerge dalle fatture relative agli anni 2000 (cfr. doc. I P),
2001 (cfr. doc. I Q), 2002 (cfr. doc. I R) e 2003 (cfr. doc. I S) emesse da __________
nei confronti della società RI 1, quasi la totalità delle sue entrate provenivano
dalla società ricorrente (in particolare, nel 2000 e nel 2001 il 100%, nel 2002
il 93.77% e nel 2003 il 100% di quanto incassato proveniva dalla citata
società, cfr. doc. I e allegati P, Q, R e S). I compensi
versati dalla società RI 1 al collaboratore nel periodo in esame erano dunque
importanti. Le summenzionate cifre sottolineano di conseguenza che la
collaborazione con la ditta era intensa.

 

                                         Alla luce
di quanto evidenziato, i diversi elementi del caso concreto indicano
concordemente ed in modo convincente trattarsi di un rapporto di subordinazione
sia dal profilo dell'impiego del tempo che sotto l'aspetto economico. D'altra
parte il collaboratore, come da lui stesso indicato nelle risposte fornite al
TCA, per la sua attività fatturava direttamente alla RI 1 e non al destinatario
finale del suo lavoro (cfr. doc. XXII), ricevendo dalla RI 1 un importo giornaliero
di fr. 900.-- (cfr. doc. I P, doc. I Q, doc. I R e doc. I S).

Questi elementi permettono pure di ritenere che
il rischio economico dell'attività è stato unicamente sopportato dalla citata società.

La qualifica dell'assicurato come dipendente
risulta pertanto corretta, per cui i redditi percepiti vanno considerati
salario determinante su cui il datore di lavoro deve pagare i relativi
contributi sociali.

 

 

                               2.6.   Nelle sue
risposte ai quesiti del TCA, __________ ha rilevato di essere indipendente e di
pagare in tale veste i contributi AVS (cfr. doc. XXII).

 

                                         Il TFA ha
stabilito che il cambiamento dello statuto contributivo nei casi in cui i
contributi assicurativi in lite siano stati oggetto di decisione formalmente
cresciuta in giudicato è possibile solo quando siano dati i presupposti del
riesame o della revisione processuale. 

                                         Se non si
tratta di un cambiamento dello statuto con effetto retroattivo, ma con effetto
per il futuro, la questione dello statuto viene di principio esaminata
liberamente come per la prima volta, con il dovuto riserbo nei casi limite. 

                                         Se la
questione del cambiamento dello statuto concerne sia rimunerazioni dalle quali
sono già stati prelevati contributi assicurativi, sia rimunerazioni non ancora
oggetto di decisione, deve essere esaminato, per la parte già considerata del
provvedimento formalmente cresciuto in giudicato, se sono dati i presupposti
del riesame o della revisione processuale, mentre lo statuto contributivo per
le rimanenti rimunerazioni, non ancora contemplate da decisione, è apprezzato
liberamente (DTF 121 V 1; cfr. anche Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles
1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n.
121 seg. ad art. 5 , pag. 183 seg., in particolare n. 127 pag. 185).

 

                                         Va
inoltre ricordato che in DTF 104 V 126 il TFA ha rilevato che:

 

" 
Dans l'intérêt de la sécurité du droit, il faut
toutefois prendre garde à

ce que les caisses de compensation ne puissent
revenir sur une décision entrée en force portant sur des cotisations que
lorsque cette décision se révèle comme sans nul doute erronée et que de plus un
montant appréciable est en jeu; il faut alors tenir compte du fait que les
années de calculs pour les cotisations paritaires ne coincident en général pas
avec celles relatives aux cotisations personnelles."

 

                                         Per l'art. 53 cpv. 1 LPGA le decisioni e le decisioni su opposizione
formalmente passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato
o l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi
di prova che non potevano essere prodotti in precedenza. Per il cpv. 2
l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione
formalmente passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e
se la loro rettifica ha una notevole importanza. L'assicuratore può
riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è
stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di
ricorso.

 

                                         Kieser,
in ATSG-Kommentar, Zurigo, Basilea, Ginevra 2003, a pag. 541 ad art. 53, nota 30,
a proposito dell'art. 53 cpv 3 LPGA, precisa:

 

" 
b) Die in art. 53 Abs. 3 ATSG kodizierte
Regelung galt bereits nach der bisherigen Rechtsprechung (einlässliche
Darstellung derselben SCHLAURI, Neuverfügung lite pendente, 176 ff.), welche
ihre Gültigkeit auch unter Berücksichtigung von Art 53 Abs. 3 ATSG beibehält.
Insbesondere steht es dem Versicherungsträger frei, während des laufenden Beschwerdeverfahrens
ohne Beachtung der besonderen Wiedererwägugnsvoraussetzungen (insbesondere ohne
Annahme einer zweifellosen Unrichtigkeit) auf den Entscheid zurückzukommen
(vgl. BGE 107 V 192). Hat der Versicherungsträger die Beschwerdeantwort eingereicht,
ist ihm eine Wiedererwägung untersagt (dazu HISCHIER, Wiedererwägung, 457, der
eine Wiedererwägung lite pendente auch noch zulassen will, wenn der
Versicherungsträger nach Erstattung der Beschwerdeantwort zu einer weiteren
Stellungnahme aufgefordert wird). Einer nach diesem Zeitpunkt erlassenen
Verfügung kommt immerhin der Charakter eines Antrages an das Gericht zu (vgl.
BGE 109 V 236 f.). Entspricht die Wiedererwägung nicht dem im
Beschwerdeverfahren gestellten Antrag, kommt sie ebenfalls bloss einem Antrag
an das Gericht gleich (vgl. ZAK 1992 117). Im übrigen wird bei einer
entsprechenden Wiedererwägung das Beschwerdeverfahren gegenstandlos (vgl.
ATSG-Kommentar, Art. 61 Rz. 76). Allerdings ist es nach der Rechtsprechung dem
Versicherungsträger nicht benommen, eine im Gerichtsverfahren vorgenommene Wiedererwägung
zu widerrufen (vgl. SVR 2001 IV Nr. 20)."

 

                                         Conformemente ad un principio generale valido per il diritto delle
assicurazioni sociali,