# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 86b62b27-e0d2-53fe-9983-d1fffbe7898f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 10.11.2005 10.2005.16
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_10-2005-16_2005-11-10.html

## Full Text

Incarto n.

  10.2005.16

  	
  Lugano,

  10 novembre
  2005/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Lardelli

  

 

	
  segretaria:

  	
  Chietti Soldati, vicecancelliera

  

 

 

nel procedimento di delibazione promosso con
istanza del 20 giugno 2005 da

 

	
   

  	
   IS 1  

   

  
	
   

  	
  riguardante
  l'ordinanza emanata in camera di consiglio il 19 aprile 2005 dal Tribunale di
  __________ (ordine di pagamento diretto da parte di terzi) nei confronti di

  	 

 

	
   

  	
   CO 1  

  (patrocinata dall', );

  

esaminati gli atti,

posti i seguenti

punti di questione:     1.   Se dev'essere
accolta l'istanza di delibazione;

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che
con ordinanza del 18 maggio 2004 (n. 438/03) il Tribunale di __________ ha
condannato CO 1 (1960) a versare al marito IS 1 (1956), durante la separazione,
la somma di € 490.00 mensili dal giugno del 2004 per il mantenimento delle
figlie minorenni M__________ e N__________, affidate al padre, oltre al 50%
delle “spese straordinarie di
carattere medico non coperte dal S.S.N. e di odontoiatrico”, più il 50% delle spese straordinarie
scolastiche, “purché concordate
e documentate”;

                                         che,
accertato dopo contraddittorio come dal giugno del 2004 CO 1 non avesse minimamente
onorato l'obbligo, con ordinanza del 19 aprile 2005 (n. 106/04) lo stesso Tribunale
di __________ ha ingiunto alla ditta __________ (già __________) di __________,
per cui l'interessata lavora, di trattenere dallo stipendio di lei l'equivalente
di € 490.00 mensili dall'aprile del 2005 e di riversarli al marito IS 1 per il
mantenimento delle figlie;

 

                                         che il 20
giugno 2005 IS 1 ha instato davanti a questa Camera per la delibazione della
trattenuta di stipendio;

 

                                         che
all'udienza del 3 ottobre 2005, indetta per la discussione, CO 1 ha proposto di
respingere l'istanza;

 

                                         che in
tale occasione IS 1 ha replicato confer­mando la sua richiesta e la convenuta
ha duplicato ribadendo il proprio punto di vista;

 

e considerando

 

in diritto:                        che
la Camera civile di appello è competente per riconoscere e dichiarare esecutive,
secondo le norme della legge federale sul diritto internazionale privato, le sentenze
civili emanate all'estero (art. 511 cpv. 1 CPC);

 

                                         che i
trattati internazionali – bilaterali o multilaterali – conclusi dalla Svizzera
prevalgono tuttavia sui requisiti posti dalla citata legge ove contengano norme
più favorevoli alla delibazione (art. 1 cpv. 2 LDIP);

 

                                         che il
riconoscimento e l'esecuzione in Svizzera di decisioni straniere relative a contributi
di mantenimento è disciplinato da due trattati multilaterali: la Convenzione dell'Aia
concernente il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di obbligazioni
alimentari, del 2 ottobre 1973 (RS 0.211.213.02), e la Convenzione di Luga­no (“Convenzione concernente la competenza
giurisdizionale e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale”, del 16 settembre 1988: RS 0.275.11), entrambe
ratificate anche dall'Italia;

 

                                         che nessuno
dei due trattati è prevalente, nel senso che la decisione emanata nello Stato
firmatario di una convenzione va riconosciuta in Svizzera anche se adempie i
presupposti di tale convenzione e non quelli dell'altra (Hausheer/Reusser/Geiser in: Ber­ner
Kommentar, edizione 1999, n. 71d ad art. 163 CC);

                                         che per
quanto riguarda i contributi di mantenimento è ormai 

                                         esclusa, invece,
l'applicabilità dei trattati bilaterali stipulati dalla Svizzera in tema di
delibazione (art. 55 della Convenzione di Lugano), compresa la Convenzione con
l'Italia del 3 gennaio 1933 circa il riconoscimento e l'esecuzione delle
decisioni giudiziarie (RS 0.276.194.541);

 

                                         che nella
fattispecie il problema è di sapere, ciò premesso, se l'ordinanza emanata il 19
aprile 2005 dal Tribunale di __________ pos­sa essere riconosciuta e dichiarata
esecutiva in virtù della predetta Convenzione dell'Aia, subordinatamente –
nella misura in cui questa nulla disponesse di più favorevole – in virtù della
legge federale sul diritto internazionale privato, l'exequatur dispo­sto
dalla Convenzione di Lugano dovendo essere chiesto se mai al Pretore (art. 513b
cpv. 1 CPC);

 

                                         che l'atto
in questione, ordine giudiziale di pagamento a norma dell'art. 156 comma 6 del
Codice civile italiano, è senz'altro una “decisione” nel senso
dell'art. 4 cpv. 1 della nota Convenzione dell'Aia, la quale ritiene tali – del
resto – anche decisioni non definitive o meramente provvisionali (art. 4 cpv.
2);

 

                                         che nelle
circostanze descritte occorre esaminare se la decisione “è stata resa da un'autorità considerata
competente giusta gli articoli 7 o 8” (art. 4 cpv. 1 n. 1) e “se non può più essere oggetto di un ricorso ordinario nello Stato
d'origine” (art. 4 cpv. 1 n.
2);

 

                                         che in
concreto l'ordinanza emana senza dubbio da un'autorità competente, al punto da
soddisfare non una, ma tutte e tre le condizioni alternative previste dall'art.
7 (debitore o creditore con dimora abituale nello Stato d'origine al momento
dell'introduzione dell'istanza, debitore o creditore cittadino dello Stato
d'origine al momento dell'introduzione dell'istanza, convenuto che ha accettato
anche solo tacitamente la competenza del tribunale giudicante);

 

                                         che l'ordinanza
non può più essere impugnata con un ricorso ordinario nello Stato d'origine, il
cancelliere del Tribunale di __________ avendo attestato sulla terzultima
pagina dell'esemplare prodotto a questa Camera per la delibazione: “Il presente provvedimento è definitivo oggi
10 giugno 2005”;

 

                                         che, per
il resto, non si scorge alcuna delle ipotesi contrarie al riconoscimento e all'esecuzione
enunciate all'art. 5 della Conven­zione dell'Aia (incompatibilità con l'ordine
pubblico dello Stato richiesto, frode processuale, litispendenza previa nello
Stato richiesto, forza di giudicato acquisita da una decisione precedente nello
Stato richiesto);

 

                                         che
l'audizione del soggetto cui è destinato l'ordine di trattenuta (auspicata da Schwander in: Basler Kommentar, ZGB II,
2ª edizione, n. 19 ad art. 177)
non si impone nella fattispecie, l'ordinanza del Tribunale di __________ non prevedendo
alcuna sanzione o misura coercitiva in caso di inosservanza, né – di regola – i
terzi destinatari di trattenute di stipendio secondo il diritto interno (art.
132, 177 o 291 CC) sono sentiti dal giudice;

 

                                         che l'obiezione
della convenuta, secondo cui l'ordinanza in rassegna non ha acquisito carattere
definitivo perché può essere modificata in ogni tempo è inconcludente, l'art. 4
cpv. 1 della citata Convenzione dell'Aia riconoscendo alla stregua di “decisioni” – come detto – anche quelle non definitive o meramente provvisionali;

 

                                         che
l'avvio di una procedura esecutiva a __________ da parte del­l'istante (alla quale
la convenuta ha sollevato opposizione) non osta alla delibazione
dell'ordinanza, né in forza della nota Convenzione dell'Aia né in ossequio alla
legge federale sul diritto internazionale privato;

 

                                         che, in
definitiva, la resistenza al riconoscimento e all'esecutività dell'ordinanza
risulta infondata;

 

                                         che gli
oneri del giudizio odierno seguono la soccombenza della convenuta, la quale ha
proposto a torto di respingere l'istanza (art. 148 cpv. 1 CPC);

 

                                         che
all'istante si giustifica di riconoscere un'equa indennità per l'incomodo e gli
esborsi occasionatigli dalla procedura (Rep. 1990 pag. 213 in alto),

 

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'istanza
è accolta, nel senso che l'ordinanza del 19 aprile 2005 con cui il Tribunale di
__________ ha ingiunto alla ditta __________ (già __________), __________, di
trattenere dallo stipendio di CO 1 l'equivalente di € 490.00 mensili
dall'aprile del 2005 riversandoli al marito IS 1 per il mantenimento delle
figlie M__________ e N__________ è riconosciuta e dichiarata esecutiva.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 200.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
250.–

                                         da
anticipare dall'istante, sono posti a carico di CO 1, che rifonderà all'istante
fr. 250.– a titolo di indennità. 

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  –   ;

  – .

  

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria