# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** eb702313-13e3-5734-865b-a45a4d7b440f
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-11-20
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 20.11.2007 BE.2005.4.D
**Docket/Reference:** BE.2005.4.D
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BE-2005-4-D_2007-11-20

## Full Text

Richiesta di levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA);;Richiesta di levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA);;Richiesta di levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA);;Richiesta di levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA)

B u n d e s s t r a f g e r i c h t   

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell ’ incarto: BE.2005.4 
 
 
 

 

 

 
 

  Sentenza del 20 novembre 2007  
I Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Emanuel Hochstrasser, 
Presidente, Bernard Bertossa e Tito Ponti, 
Cancelliere Giampiero Vacalli  

 
Parti 

  
AMMINISTRAZIONE FEDERALE DELLE CONTRI-
BUZIONI,  

Richiedente
 

 contro 
   

1. A.,  
 
2. B.,  
 
entrambi rappresentati dagli avv. Mario Postizzi e 
Goran Mazzucchelli,  

Opponenti
 

Oggetto  Richiesta di levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA) 

 

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Fatti: 
 

A. Il 24 dicembre 2004, il capo del Dipartimento federale delle finanze On. 
Hans-Rudolf Merz ha autorizzato l’Amministrazione federale delle contribu-
zioni (in seguito: AFC) ad aprire un’inchiesta fiscale speciale nei confronti 
degli avvocati A. e B., titolare quest’ultima di uno studio legale e notarile a 
Lugano ed entrambi ivi domiciliati.  
 
 

B. A. è sospettato d’aver commesso gravi infrazioni fiscali ai sensi dell’articolo 
190 della legge federale del 14 dicembre 1990 sull’imposta federale diretta 
(LIFD; RS 642.11), ossia d’aver sottratto al fisco federale una parte impor-
tante dei suoi redditi e della sua sostanza imponibili, ricorrendo in particola-
re a conti bancari non dichiarati intestati a società di tipo “off-shore”. Egli 
avrebbe inoltre partecipato a reati fiscali commessi da C. B., dal canto suo, 
avrebbe partecipato ai reati fiscali commessi dal marito. 
 
 

C. In data 2 e 3 febbraio 2005 la divisione delle inchieste speciali dell’AFC (in 
seguito: DIF) ha proceduto ad una prima perquisizione dello studio legale e 
notarile D. a Lugano, la quale ha permesso di porre in luogo sicuro diversi 
documenti cartacei ed informatici. Tuttavia, per quanto concerne la maggior 
parte della documentazione presente nello studio legale nonché gli incarti 
depositati nei due archivi dello studio, B. si è opposta alla loro perquisizio-
ne. Malgrado l’opposizione di B. e A. concretizzatasi mediante un reclamo 
respinto dall’AFC con decisione dell’8 marzo 2005, la perquisizione dello 
studio legale è proseguita il 9 e 10 marzo seguenti ed ha avuto come og-
getto la documentazione presente negli archivi. La DIF ha in sostanza effet-
tuato una scelta sommaria dei documenti che ha ritenuto necessari per 
l’inchiesta, sigillandoli e ponendoli in luogo sicuro. 
 
 

D. Con scritto dell’11 aprile 2005 l’AFC ha presentato una richiesta di levata 
dei sigilli alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale riguar-
dante la totalità dei documenti “sequestrati” presso lo studio legale e notari-
le D. a Lugano. A tale richiesta i coniugi A. e B. si sono sostanzialmente 
opposti. 
 
 

E. La Corte dei reclami penali, con sentenza dell’8 agosto 2005, ha accolto la 
richiesta di levata dei sigilli in questione, fissandone le modalità (v. con-

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sid. 7.3). Il Tribunale federale, con sentenza del 6 febbraio 2006, ha con-
fermato questa decisione (sentenza 1S.31/2005). 
 
 

F. L’8 giugno 2006 le parti ed il giudice delegato, vista la voluminosa docu-
mentazione sequestrata (126 cartoni), si sono riuniti per definire prelimi-
narmente gli aspetti pratici della levata sigilli. Costatate le divergenze in-
sormontabili concernenti l’utilità o meno di tutta la documentazione sigillata, 
al termine dell'udienza del 27 luglio 2006 il giudice delegato ha comunicato 
alle parti che il tribunale avrebbe statuito autonomamente su tutti gli incarti 
sequestrati. Le parti si sono dichiarate d’accordo con questo approccio, ri-
nunciando quindi espressamente alla procedura in contraddittorio. 
 
 

G. Con sentenze del 14 settembre, 28 settembre (con rettifica del 17 ottobre) 
e 31 ottobre 2006 la Corte dei reclami penali ha statuito sulla maggior parte 
della documentazione dissuggellata, decidendo quali incarti dovevano es-
sere versati agli atti per i bisogni dell'inchiesta e quali, in quanto inutili, resti-
tuiti agli indagati. 
 
Con sentenza del 20 febbraio 2007 la presenta autorità, viste le grosse dif-
ficoltà legate alla prosecuzione della cernita (impossibilità di distinguere i 
clienti protetti dal segreto professionale dell'avvocato da quelli non protetti), 
ha deciso di versare agli atti tutta la documentazione restante in forma non 
anonimizzata. Contro tale decisione i coniugi A. e B. sono insorti davanti al 
Tribunale federale, il quale ha deciso, nella misura della sua ammissibilità, 
di accogliere il ricorso (sentenza 1B_47/2007 del 28 giugno 2007). La 
I Corte dei reclami penali è stata quindi invitata a proseguire con la cernita 
conformemente alla procedura in tre fasi prestabilita, avvalendosi della col-
laborazione dei ricorrenti. 
 
 

H. Con decreto del 10 agosto 2007 la I Corte dei reclami penali, dopo aver sti-
lato una lista dettagliata degli incarti ancora in sospeso, ha invitato l'AFC ad 
esprimersi sull'utilità degli stessi. Tale presa di posizione è stata poi tra-
smessa ai coniugi A. e B., i quali sono stati invitati ad indicare in quali incar-
ti giudicati utili dall'AFC loro ritengono vi sia un segreto professionale da 
proteggere. Alle loro osservazioni sono stati allegati dei listati, da non met-
tere a disposizione dell'AFC, contenenti i nomi di clienti da loro ritenuti pro-
tetti dal segreto professionale dell'avvocato. 

 

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I. In data 16 ottobre 2007 la I Corte dei reclami penali, dopo aver reso edotte 
le parti della sua volontà di continuare a procedere a tappe, ha statuito su 
un'ulteriore parte di atti rimasti in sospeso, restituendo agli indagati, perché 
giudicati inutili per l'inchiesta, una ventina di incarti. 
 
Ulteriori tre sentenze sono state emesse nel mese di novembre 2007 (una 
il 12 e due il 19), mediante le quali l'autorità giudicante ha statuito su tutti gli 
incarti bancari, su quelli concernenti il periodo sino al 1993 (compreso) e su 
quelli relativi agli anni 2001 e segg. 
 
 

L. Con la sentenza odierna, la I Corte dei reclami penali si è invece chinata su 
tutti i documenti non specialmente riconducibili ad un periodo contabile par-
ticolare. 
 
 
 
Diritto: 

 
1. Nell’ambito di una procedura di levata dei sigilli conseguente ad una per-

quisizione, una volta riconosciuta l’ammissibilità di principio di quest’ultima 
da parte della Corte dei reclami penali, i documenti sequestrati fanno 
l’oggetto di una cernita, la quale ha come scopo quelli di distinguere quelli 
che possono essere versati nell’incarto da quelli per i quali l’opposizione ri-
sulta giustificata. In caso di disaccordo, la Corte dei reclami penali decide. 
 

 
2. Il segreto professionale è opponibile unicamente al sequestro di documenti 

legati all’attività tipica dell’avvocato ai sensi dell’art. 321 CP. L’attività tipica 
dell’avvocato consiste essenzialmente nel fornire consigli di natura giuridi-
ca, nel difendere gli interessi altrui intervenendo davanti ai tribunali e rap-
presentando i clienti nel medesimo contesto (B. CORBOZ, Les infractions en 
droit suisse, Berne 2002, vol. II, n° 10 ad art. 321 CP; dello stesso autore, 
Le secret professionnel de l’avocat selon l’art. 321 CP, in SJ 1993 pag. 77 
e segg., in particolare pag. 82). L’avvocato non può per contro prevalersi 
del suo segreto professionale per impedire il sequestro di documenti relativi 
ad attività che presentano un carattere commerciale preponderante, segna-
tamente quelle che riguardano l’amministrazione di beni o la gestione di 
capitali oppure altre prestazioni che esulano dalla sua funzione specifica 
(sentenza del Tribunale federale 1S.31/2005 del 6 febbraio 2006 con-
sid. 2.4 e giurisprudenza citata; M. PFEIFER, in FELLMANN/ZINDEL [éd.], 
Kommentar zum Anwaltsgesetz, Zurigo/Basilea/Ginevra 2005, n° 31 e 

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segg. ad art. 13 LLCA; N. OBERHOLZER, Basler Kommentar, Basilea 2003, 
n° 13 ad art. 321 CP; S. TRECHSEL, Schweizerisches Strafgesetzbuch,  
Kurzkommentar, n° 19 ad art. 321 CP). Il Tribunale federale ha già deciso 
che le attività che consistono nel gestire o investire dei fondi (DTF 112 Ib 
606), nell’assumere un mandato d’incasso (DTF 120 Ib 112) o nell’ammini-
strare una società per conto di un cliente (DTF 101 Ib 245; 115 Ia 197; 114 
III 105) non costituiscono attività tipiche dell’avvocato. In questi casi il se-
greto professionale non può essere invocato per rifiutare di testimoniare o 
per contrastare una perquisizione o un sequestro.  

 
 
3. La presente sentenza verte su tutti gli incarti che non sono stati presi in 

considerazione nell'esame di periodi contabili particolari. Tale documenta-
zione consta di migliaia di atti, nella stragrande maggioranza dei quali figu-
rano nomi di terzi. Per i motivi già esposti nella sentenza del 12 novembre 
2007 (consid. 3), la cernita dei nomi da oscurare e l'esecuzione concreta di 
tale anonimizzazione rappresenterebbero – ribaditi comunque tutti i dubbi 
sull'effettiva fattibilità di tali operazioni - un lavoro totalmente sproporziona-
to. La distinzione tra gli atti da versare agli atti e quelli da restituire agli op-
ponenti deve essere effettuata, per ogni incarto, soppesando in maniera 
ragionevole gli interessi dell'inchiesta e quelli legati alla protezione poten-
zialmente dovuta a certi clienti degli opponenti. 
 
Ciò premesso, la I Corte dei reclami penali, proseguendo nella sua analisi a 
tappe della documentazione restante, ha statuito sugli incarti in questione, 
decidendo quanto segue: 
 
US1U: l'incarto contiene un centinaio di documenti (liste di prestazioni, time 
sheets, progetti di note d'onorario, ecc.) relativi ad attività di A. a date di-
verse, tra il 1998 ed il 2001). Tali documenti, la cui anonimizzazione sareb-
be molto problematica, non presentano un interesse particolare per l'in-
chiesta, dato che le informazioni ivi contenute sono state riprese nelle note 
d'onorario inviate ai clienti toccati. Essi devono essere restituiti agli oppo-
nenti. 

 
US23/S24U: tali incarti sono composti da un grande quantitativo di note ed  
estratti manoscritti, nonché da documenti diversi, tutti relativi alla gestione 
degli averi dei clienti presso diverse banche per il periodo dal 1990 al 2002. 
L'utilità di questo tipo di documentazione è già stata rilevata (v. sentenza 
del 12 novembre 2007, consid. 3.2) e la sua anonimizzazione, oltre a risul-
tare sproporzionata, le farebbe perdere tale utilità. A ciò vi è da aggiungere 
che la gestione di valori appartenenti a terzi non rientra, di principio, nel 

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campo dell'attività tipica dell'avvocato. Gli incarti devono dunque essere 
versati agli atti, fissando all'AFC le medesime restrizioni previste per la do-
cumentazione relativa ai conti clienti. I documenti riguardanti nella loro tota-
lità gli anni anteriori al 1993, figuranti nell'incarto S24, saranno tuttavia re-
stituiti agli opponenti. 
 
US30U: l'incarto contiene innanzitutto una parte dei listati contabili per l'anno 
2002, con la menzione di un gran numero di nomi di clienti. Tale documen-
tazione non è ragionevolmente anonimizzabile e, tenuto conto del suo inte-
resse relativo per l'inchiesta, essa deve essere restituita agli opponenti. 
Nell'incarto figurano inoltre svariate decine di note d'onorario, di richiami e 
di liste concernenti i debitori di tali fatture. Vista l'assenza di un interesse 
preponderante per l'inchiesta, i documenti potenzialmente legati a presta-
zioni tipiche d'avvocato o di notaio sono da restituire agli opponenti. Sono 
per contro da versare agli atti due serie di documenti relative a prestazioni 
chiaramente atipiche (prestito consentito da A. ad una società nonché ge-
stione e amministrazione di un'altra società).  
 
US32U: tale incarto consta di alcune decine di fatture indirizzate al medesimo 
cliente degli opponenti riguardanti prestazioni diverse. Secondo una nota 
manoscritta contenuta nell'incarto, il totale delle fatture non pagate al 17 di-
cembre 1999 ammonta a fr. 429'362.60. Facilmente anonimizzabile, tale 
nota può essere versata agli atti. Il medesimo destino è da riservare ad un 
"post-it" aggraffato all'inizio dell'incarto, mediante il quale si dà istruzione di 
contabilizzare le fatture solo al momento del loro pagamento da parte del 
cliente. Le note d'onorario (negoziazione di contratti, opposizione a degli at-
ti esecutivi, arbitraggi, ecc.) potrebbero potenzialmente concernere presta-
zioni coperte dal segreto professionale dell'avvocato. Per averne la certez-
za bisognerebbe disporre di ogni incarto corrispondente alla prestazione 
fatturata per effettuare la verifica. Orbene, non disponendo la Corte di tali 
incarti, tale verifica risulta impossibile. Tenuto conto della loro utilità limitata 
per l'inchiesta, le fatture devono essere restituite agli opponenti. 
 
US364 (parziale)U: l'incarto contiene innanzitutto l'accordo di liquidazione con-
cluso dagli avvocati A. e E. il 29 novembre 1995 nonché dei documenti al-
legati. Su tali documenti figurano solo due nomi di clienti potenzialmente 
protetti. Essendo la loro l'utilità per l'inchiesta indiscussa, una copia anoni-
mizzata dei medesimi deve essere versata agli atti. L'incarto comprende 
ancora l'accordo di separazione concluso tra gli avvocati A. e F. il 28 di-
cembre 1998, con i suoi allegati. Nessun documento porta la menzione di 
clienti. Una copia completa potrà quindi essere versata agli atti. 
 

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US269 (parziale)U: l'incarto comprende diversi documenti contabili, note ma-
noscritte e atti diversi ed incompleti concernenti gli esercizi contabili 2003 e 
2004. I documenti nei quali figurano nomi di terzi potenzialmente protetti, 
segnatamente le liste dei debitori, sono da restituire agli opponenti. Gli altri 
documenti sono da versare agli atti. 
 
US441U: tale incarto contiene diversi documenti di svariata natura, i quali me-
ritano un trattamento differenziato. 
 
- 16 libretti di ricevute postali: tali libretti si limitano ad attestare la spedizio-
ne d'invii raccomandati e non sono dunque utili per l'inchiesta; essi devono 
essere restituiti agli opponenti; 
 
- un piccolo classificatore contenente gli avvisi relativi alla gestione del con-
to CCP 69-2846-7 a nome di A., per il periodo dal 6 marzo al 31 dicembre 
1992; questi documenti non concernono il periodo oggetto delle indagini e 
devono essere restituiti agli opponenti; 
 
- un libretto di ricevute di cassa per il periodo dal 4 giugno 1985 al 7 dicem-
bre 1993; solo due importi di valore esiguo concernono il periodo d'inchie-
sta; essi non presentano un interesse per l'inchiesta, ragione per cui tutto è 
da restituire agli opponenti; 
 
- un libretto di ricevute di cassa concernente il periodo 1995-1999; tali rice-
vute concernono unicamente l'amministrazione dello stabile "G." a Lugano; 
esse non sono coperte dal segreto professionale dell'avvocato e la loro uti-
lità per l'inchieste è assodata; il documento è da versare agli atti; 
 
- due piccoli classificatori contenenti i documenti relativi alla gestione del 
conto 1. per il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 1996: secondo la 
menzione figurante sulla copertina di tali classificatori ("H."), le operazioni 
legate a tale conto sono da collegare con l'immobile situato in viale Z., ciò 
che conferma la natura degli addebiti e accrediti registrati; tali documenti 
sono dunque senza alcun rapporto con un'attività tipica d'avvocato e devo-
no pertanto essere versati agli atti; il medesimo trattamento deve essere ri-
servato a quattro piccoli classificatori estratti dall'incarto US440U e che con-
cernono la gestione del medesimo conto CCP per gli anni dal 1993 al 1995; 
 
- un libro di controllo degli assegni postali relativi al conto 1. per il periodo 
dal 1° giugno 1993 al 30 giugno 1996: tale conto concerne essenzialmente 
la gestione dell'immobile "H.", ciò che è confermato dalla menzione in mar-

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gine al libretto; per i motivi summenzionati, tali documenti sono da versare 
agli atti; 
 
- un libretto di ricevute di cassa concernente il periodo dal 3 giugno 1992 al 
12 luglio 1993: le ricevute anteriori al 1° gennaio 1993 non sono coperte dal 
periodo oggetto dell'inchiesta e devono essere quindi restituite agli oppo-
nenti; le altre ricevute comportano numerosi nomi di terzi; esse riguardano 
tuttavia importi insignificanti, inferiori a fr. 100.-, ragione per cui si può pre-
sumere ch'esse siano inutili per l'inchiesta; sarebbe quindi perlomeno spro-
porzionato verificare, per ogni terzo, se la ricevuta in questione concerne o 
meno un mandato tipico dell'attività d'avvocato; se il libretto può dunque 
essere restituito agli opponenti, le copie di sei ricevute riguardanti importi 
elevati devono essere versate agli atti, ossia:  
-- tre ricevute di fr. 200'000.-, fr. 1'550'000.- e fr. 600'000.- riconducibili ad 
un certo CC; gli opponenti pretendono certo di aver agito in qualità di avvo-
cati nel quadro della successione della persona summenzionata, ma le loro 
prestazioni si sarebbero limitate a consigli in materia contrattuale; orbene, 
gli importi appena menzionati sono manifestamente estranei ad un tale tipo 
di mandato; 
-- una ricevuta di fr. 25'000.- concernente una persona per la quale non vie-
ne invocato il segreto professionale dell'avvocato; 
-- due ricevute di fr. 60'000.- ognuna, che devono certamente essere ricol-
legate una all'altra, concernenti l'acquisizione del capitale sociale di una 
società anonima X.; due nomi figurano su tali documenti per i quali gli op-
ponenti invocano il segreto professionale; il motivo dichiarato (vendita im-
mobiliare) potrebbe forse essere ritenuto se si trattasse di una prestazione 
di notaio; ciò non è invece il caso per la cessione di un capitale azionario, il 
quale non impone il ricorso ai servigi né di un ufficiale pubblico né di un av-
vocato. 
 

 
 
 
 
 

 
 

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Per questi motivi, la I Corte dei reclami penali pronuncia: 
 
1. I seguenti incarti devono essere restituiti, ai sensi dei considerandi, agli in-

dagati: S1, S24 (parziale), S30 (parziale), S32 (parziale); S269 (parziale), 
S364 (parziale), S441 (parziale). 

 
2. I seguenti incarti devono essere versati agli atti ai sensi dei considerandi: 

S23 (parziale), S24 (parziale), S30 (parziale), S32 (parziale), S364 (parzia-
le), S269 (parziale), S441 (parziale), S440 (parziale).  

 
3. L'utilizzo o la trasmissione a terzi, per altre procedure, di documenti o infor-

mazioni concernenti clienti degli indagati provenienti dagli incarti S23 e S24 
di cui al punto 2 del presente dispositivo è proibito in assenza di nuove deci-
sioni da parte della I Corte dei reclami penali. 

 
4. Le spese giudiziarie e le indennità per spese ripetibili del presente giudizio 

saranno fissate mediante decisione ulteriore. 
 
 

Bellinzona, 21 novembre 2007 
 

In nome della I Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente:    Il Cancelliere:  

 
 
 
 
 

Comunicazione a 
 
- Amministrazione federale delle contribuzioni  
- Avv. Mario Postizzi e Goran Mazzucchelli 
 

Informazione sui rimedi giuridici: 

Le decisioni della I Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 
30 giorni dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (art. 79 e 100 cpv. 1 della legge fede-
rale del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale; LTF). La procedura è retta dagli art. 90 e segg. LTF.  
 
Il ricorso non sospende l'esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice del-
l'istruzione lo ordini (art. 103 LTF).