# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6d3b8968-0c68-51f7-a408-ec89b8fff258
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-07
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 07.08.2009 RR.2009.210
**Docket/Reference:** RR.2009.210
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RR-2009-210_2009-08-07

## Full Text

Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Presenza di funzionari esteri (Art. 65a AIMP). Decisione incidentale.;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Presenza di funzionari esteri (Art. 65a AIMP). Decisione incidentale.;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Presenza di funzionari esteri (Art. 65a AIMP). Decisione incidentale.;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Presenza di funzionari esteri (Art. 65a AIMP). Decisione incidentale.

Sentenza del 7 agosto 2009 
II Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Cornelia Cova, Presidente, 
Giorgio Bomio e Andreas J. Keller,  
Cancelliera Elena Maffei  

   
Parti  A., 

rappresentato dall'avv. Giovanni Molo 
Ricorrente 

 
   
  contro 
   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  
Controparte 

 
   
Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all'Italia 
 
Presenza di funzionari esteri (Art. 65a AIMP) 
Decisione incidentale 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: RR.2009.210 + RP.2009.25 

 

- 2 - 
 
 

 Visti: 

- la domanda di assistenza giudiziaria della Procura della Repubblica 
presso il Tribunale di Milano del 7 gennaio 2009 e il successivo 
complemento del 25 febbraio 2009 presentati alla Svizzera nell'ambi-
to di un procedimento penale avviato nei confronti di ignoti per i reati 
di corruzione e truffa aggravata; domanda finalizzata segnatamente 
ad acquisire la documentazione relativa al conto n. 1 presso la ban-
ca B., di Ginevra, intestato a C., di cui A. è il titolare, e mediante la 
quale l'autorità rogante chiedeva inoltre di essere autorizzata a poter 
partecipare alla perquisizione della documentazione richiesta; in tale 
ambito, la stessa autorità s'impegnava, qualora la richiesta fosse sta-
ta accolta, a non utilizzare processualmente le informazioni ottenute 
sino a quando i documenti non fossero stati trasmessi per le vie or-
dinarie;  

 
- la decisione di entrata nel merito e incidentale emessa il 5 marzo 

2009 dal Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: MPC), 
mediante la quale detta autorità ha autorizzato la presenza di funzio-
nari esteri in occasione dell'assunzione delle prove e/o della consul-
tazione degli atti; 

 
- l'ordine di edizione emesso dal MPC il 9 marzo 2009, mediante il 

quale detta autorità ha ordinato alla banca B., di trasmettergli la do-
cumentazione completa relativa segnatamente alla relazione banca-
ria n. 1 intestata a C.;  

 
- il ricorso del 25 giugno 2009 interposto da A. tendente all'annulla-

mento del dispositivo n. 3 della predetta decisione incidentale, 
essenzialmente per il motivo che la presenza di funzionari esteri  
durante l'esecuzione della domanda di assistenza comporterebbe un 
danno immediato e irreparabile, nella misura in cui gli inquirenti 
esteri potrebbero venire a conoscenza di fatti inerenti alla sfera 
segreta prima che l'autorità competente abbia deciso sulla conces-
sione e la portata dell'assistenza, in particolare mediante l'accesso ai 
documenti di apertura del suddetto conto bancario che rivelerebbe 
l'identità del titolare del conto nonché dell'avente diritto della 
relazione C.  

 
- la domanda di effetto sospensivo presentata nell'ambito del predetto 

ricorso; 
 

- 3 - 
 
 

- le osservazioni del 10 luglio 2009 a conclusione delle quali il MPC 
propone la reiezione sia della domanda di effetto sospensivo che del 
gravame; 

 
- lo scritto del 15 luglio 2009 mediante il quale l'Ufficio federale di giu-

stizia (di seguito: UFG) postula il rifiuto dell'effetto sospensivo non-
ché l'inammissibilità del ricorso; 

 
- la replica del 27 luglio 2009 mediante la quale il ricorrente si ricon-

ferma nelle conclusioni espresse nel suo gravame.  
 
 
Considerato: 
 

- che il ricorso è presentato entro il termine di dieci giorni di cui al-
l'art. 80k AIMP; 

 
- che in virtù dell'art. 4 seconda frase della Convenzione europea di 

assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 (CEAG; 
RS 0.351.1), completato dall'art. 2 del relativo Secondo Protocollo 
addizionale dell'8 novembre 2001 (RS.0.351.12), le domande circa 
la presenza di autorità dello Stato rogante durante l'esecuzione della 
richiesta di assistenza «non devono essere respinte se siffatta pre-
senza mira a far sì che l'esecuzione della domanda di assistenza 
meglio risponda ai bisogni della Parte richiedente e, pertanto, con-
senta di evitare domande d’assistenza suppletive»;  

 
- che l'art. IX dell'Accordo completivo del 10 settembre 1998 

(RS 0.351.945.41), concluso tra Italia e Svizzera allo scopo di com-
pletare e agevolare l'applicazione della convenzione multilaterale 
precitata, prevede che «lo Stato richiesto autorizza, su domanda 
dello Stato richiedente, i rappresentanti delle autorità di quest'ultimo, 
le persone che partecipano al procedimento e i loro difensori, ad 
assistere all'esecuzione sul proprio territorio, se ciò non è incompati-
bile con i principi del diritto dello Stato richiesto»;  

 
- che la presenza di funzionari esteri che conducono l'inchiesta è atta 

a facilitare in maniera considerevole l'esecuzione della domanda di 
assistenza, di modo che la loro partecipazione all'esecuzione della 
stessa deve essere largamente concessa (sentenze del Tribunale 
federale 1A.369/1996 del 28 gennaio 1997, consid. 4; 1A.85/1996 
del 4 giugno 1996, consid. 5b); 

 

- 4 - 
 
 

- che la presenza di autorità dello Stato rogante durante l'esecuzione 
della domanda di assistenza agevola l’applicazione del principio 
della proporzionalità, segnatamente per quanto riguarda la cernita 
della documentazione alla quale l'autorità d'esecuzione deve proce-
dere,  per il motivo che senza questa collaborazione e tenuto conto 
dell'ampio potere d'apprezzamento concesso al giudice estero del 
merito, l'autorità d'esecuzione sarebbe spesso tentata di trasmettere 
più documenti del dovuto (DTF 122 II 367 consid. 2b; ROBERT 
ZIMMERMANN, La coopération judiciaire internationale en matière pé-
nale, 3e éd., Berna 2009, n. 408); 

 
- che il ricorso contro una decisione che autorizza funzionari esteri a 

partecipare all'esecuzione della domanda d'assistenza è ricevibile 
solo se il ricorrente rende verosimile che la predetta decisione gli  
cagiona un pregiudizio immediato e irreparabile ai sensi dell'art. 80e 
cpv. 2 lett. b della legge federale sull'assistenza internazionale in 
materia penale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1); 

 
- che un pregiudizio immediato e irreparabile può essere preso in con-

siderazione soltanto nel caso previsto dall'art. 65a cpv. 3 AIMP, cioè 
allorquando la presenza di funzionari esteri può avere come conse-
guenza di portare a conoscenza delle autorità dello Stato rogante 
fatti inerenti alla sfera segreta prima che l'autorità competente abbia 
deciso sulla concessione e la portata dell'assistenza; 

 
- che questo rischio può essere evitato se l'autorità rogante fornisce 

delle garanzie atte ad impedire un'utilizzazione anticipata e prematu-
ra delle informazioni nell'ambito del procedimento estero (DTF 128 II 
211 consid. 2.1 pag. 215; sentenze del Tribunale federale 1A.3/2007 
del 11 gennaio 2007, consid. 2.3 et 1A.217/2004 del 18 ottobre 
2004, consid. 2.6; ZIMMERMANN, op. cit., n. 409); 

 
- che secondo costante giurisprudenza, in materia di assistenza giudi-

ziaria internazionale, il divieto di utilizzare le informazioni raccolte, di 
effettuare delle fotocopie e di accedere ai verbali di audizioni costi-
tuiscono delle garanzie sufficienti (DTF 131 II 132 consid. 2.2 p. 134; 
sentenza del Tribunale federale 1A.225/2006 del 6 marzo 2007, 
consid. 1.5.1, pubblicata in Pra 11/2007 n. 130; sentenza del Tribu-
nale federale 1A.215/2006 del 7 novembre 2006, consid. 1.3; in que-
sto senso anche ZIMMERMANN, op. cit., n. 409); 

 
- che per quanto riguarda eventuali appunti presi in occasione della 

consultazione degli atti, essi devono restare nell'incartamento sviz-
zero (TPF 2008 116 consid. 5.1); 

- 5 - 
 
 

 
- che nella fattispecie, il magistrato incaricato dell'inchiesta e gli inqui-

renti esteri hanno ribadito quanto già espresso nella richiesta del 
7 gennaio 2009, sottoscrivendo formalmente in data 5 marzo 2009, 
una «dichiarazione di garanzia» nella quale si impegnano segnata-
mente ad adottare un atteggiamento puramente passivo durante le 
misure di esecuzione della domanda di assistenza e a non utilizzare 
le eventuali informazioni risultanti dall'assunzione delle prove di cui 
potrebbero venire a conoscenza durante il loro spostamento in Sviz-
zera nell'ambito della procedura italiana prima che l'autorità svizzera 
competente abbia deciso sulla concessione e la portata dell'assi-
stenza (act. 5.4); 

 
- che il contenuto della «dichiarazione di garanzia» sopraccitata  

adempie i requisiti fissati dalla giurisprudenza (cf sentenze del Tri-
bunale penale federale RR.2008.259-260 del 2 ottobre 2008 e 
RR.2008.106-107 del 17 giugno 2008, consid. 3); 

 
- che, in assenza di pregiudizio immediato e irreparabile, non è dun-

que adempiuto il tassativo requisito di ammissibilità di cui all'art. 80e 
cpv. 2 prima frase AIMP; 

 
- che per il resto, il ricorrente solleva censure di merito sulla procedura 

di assistenza nel suo complesso, omettendo così di considerare che, 
nell'ambito di un ricorso incidentale, il principio della celerità, recepito 
all'art. 17a AIMP, impone di risolvere unicamente le questioni suscet-
tibili di comportare un pregiudizio immediato e irreparabile, come ap-
punto la presenza di funzionari esteri; 

 
- che le altre questioni potranno essere invece sollevate, se del caso, 

in relazione a una decisione di chiusura (DTF 130 II 329 consid. 3; 
sentenza del Tribunale federale 1A.172/1999 del 29 settembre 1999, 
consid. 3e, pubblicato in Pra 2000 n. 38 pag. 204 e seg.);  

 
- che, visto l'esito del ricorso, la domanda di effetto sospensivo è di-

venuta priva di oggetto; 
 

- che il ricorrente, risultando soccombente data l'inammissibilità del 
suo gravame, deve sopportare le spese processuali cagionate 
(art. 63 cpv. 1 PA); 

 
- che la tassa di giustizia è calcolata giusta l'art. 3 del Regolamento 

del 11 febbraio 2004 sulle tasse di giustizia del Tribunale penale fe-
derale (RS 173.711.32) ed è fissata nella fattispecie a Fr. 3'000.--. 

- 6 - 
 
 

Per questi motivi, la II Corte dei reclami penali pronuncia: 
 
1. Il ricorso è inammissibile. 
 
2. La domanda di effetto sospensivo è divenuta priva d'oggetto. 

 
3. La tassa di giustizia di Fr. 3'000.-- è posta a carico del ricorrente. Essa è 

coperta dall'anticipo dei costi già versato. 
 

 
 
Bellinzona, 7 agosto 2009 
 
In nome della II Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
La Presidente: La Cancelliera: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Contro la presente sentenza non è dato alcun rimedio giuridico (v. art. 93 cpv. 2 LTF).