# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 289720e0-0dd4-5133-94bc-04230a324c84
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-10-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.10.2020 D-5640/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5640-2019_2020-10-05.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5640/2019 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  5  o t t o b r e  2 0 2 0  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione del giudice Gérard Scherrer, 

cancelliere Lorenzo Rapelli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Pakistan,  

Via Borghese 2, 6600 Locarno,   

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento (domanda multipla/decisione di rie-

same); decisione della SEM del 17 ottobre 2019 / N (…). 

 

 

 

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Visto 

la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) 

del 12 maggio 2017, per mezzo della quale detta autorità ha respinto la 

domanda d’asilo depositata dall’interessato il 18 novembre 2015 

pronunciando nel contempo il suo allontanamento dalla Svizzera ed 

ordinandone l’esecuzione, siccome lecita, esigibile e possibile, 

la sentenza del Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), 

del 2 ottobre 2017 (D-3070/2017), che confermava integralmente la succi-

tata decisione,  

la domanda di revisione presentata il 6 febbraio 2019 rispettivamente 2 

marzo 2019 con carenze formali e giudicata inammissibile dal Tribunale il 

19 marzo 2019 a seguito della mancata regolarizzazione, 

lo scritto del 26 marzo 2019, rubricato “domanda d’asilo” e per il cui tramite, 

l’interessato, dopo aver rammentato i motivi alla base della sua domanda 

del 18 novembre 2015, chiedeva nuovamente la protezione della Svizzera 

sulla scorta della situazione vigente in Pakistan e di alcuni eventi occorsi 

nel frattempo, ossia il suo ricovero avvenuto in Svizzera susseguente-

mente ad una sparatoria e delle ricerche presso il fratello da parte dei suoi 

persecutori, 

la Sentenza del Presidente della Pretura penale di Bellinzona del 27 agosto 

2019, cresciuta in giudicato, che condannava il richiedente l’asilo ad una 

pena pecuniaria di 50 aliquote giornaliere di CHF 10.– per titolo di tentato 

inganno nei confronti delle autorità, 

la decisione del 17 ottobre 2019 (notificata il 21 ottobre 2019; cfr. avviso di 

ricevimento) con cui la SEM, ritenuta l’assenza di fatti nuovi e rilevanti ai 

sensi dell’art. 66 cpv. 2 lett. a PA, non è entrata nel merito della summen-

zionata istanza, qualificata di riesame, confermando l’esecutività della de-

cisione del 12 maggio 2017 e precisando l’assenza di effetto sospensivo di 

un eventuale ricorso, oltre a porre un emolumento di CHF 600.– a carico 

del richiedente, 

il ricorso del 28 ottobre 2019 avverso il predetto provvedimento (cfr. risul-

tanze processuali), con contestuali domande di assistenza giudiziaria e di 

sospensione dell’esecuzione dell’allontanamento (da intendersi secondo il 

senso quale istanza volta alla concessione dell’effetto sospensivo), 

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la decisione incidentale del Tribunale del 15 novembre 2019, che respin-

geva la domanda di assistenza giudiziaria e di concessione dell’effetto so-

spensivo invitando nel contempo l’insorgente a versare un anticipo a co-

pertura delle presunte spese processuali, 

il tempestivo versamento della somma richiesta, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato 

che presentato tempestivamente contro una decisione in materia d’asilo 

della SEM (art. 6, 105 e 108 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il ricorso è di principio 

ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 e art. 52 PA, 

che vi è dunque motivo di entrare nel merito del gravame, 

che tema di litigio (“Streitgegenstand”) dinanzi ad un’istanza superiore pos-

sono essere solo i rapporti giuridici regolati dalla decisione impugnata 

(KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrech-

tspflege des Bundes, 3a ed. 2013, pag. 298); che in altre parole, oggetto 

della procedura di ricorso è soltanto ciò che è stato trattato dinanzi all’au-

torità di prima istanza (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor 

dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, pag. 27 n. marg. 2.1) 

che in specie il controllo giurisdizionale si limita quindi alla sola questione 

di sapere se l’autorità di prima istanza ha negato, a ragione, l’esistenza 

delle condizioni richieste per statuire nel merito; che in caso di accogli-

mento del gravame, questo Tribunale è così unicamente legittimato ad in-

vitare l’autorità inferiore ad entrare nel merito (cfr. DTF 135 II 38 consid. 

1.2, DTF 113 Ia 146 consid. 3c; DTF 109 Ib 246 consid. 4a; DTAF 2010/27 

consid. 2.1.3),  

che la LAsi, con l’art. 111b, prevede un disposto specifico circa la proce-

dura di riesame; che secondo questa disposizione, la domanda di riesame 

motivata dev’essere indirizzata per iscritto alla SEM entro 30 giorni dalla 

scoperta del motivo di riesame, 

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che il ricorrente sostiene che la non entrata nel merito si baserebbe su 

presupposti errati, dal momento i suoi famigliari nel paese d’origine sareb-

bero continuamente sollecitati e minacciati dalle persone che hanno atten-

tato alla sua vita, 

che una domanda di riesame può rivestire tre differenti tipologie; che di 

principio un’autorità non è tenuta ad entrare nel merito di una tale richiesta 

a meno che essa costituisca una “domanda di riconsiderazione qualificata”, 

ossia di una domanda per il cui tramite l’interessato si avvale di motivi di 

revisione previsti all’art. 66 PA senza che sia precedentemente stata ema-

nata una decisione di merito di seconda istanza (cfr. DTAF 2010/27 consid. 

2.1; URSINA BEERLI-BONORAND, Die ausserordentlichen Rechtsmittel in der 

Verwaltungsrechtspflege des Bundes und der Kantone, 1985, pag. 173) o 

una “domanda di adattamento” dettata da un cambiamento notevole delle 

circostanze dal momento della pronuncia della decisione materiale finale 

di prima o, in caso di ricorso, di seconda istanza (cfr. DTAF 2014/39 con-

sid. 4.5 ed ulteriori riferimenti; 2008/52 consid. 3.2.3; DTF 136 II 177 con-

sid. 2.1; KARIN SCHERRER REBER, in: Praxiskommentar Verwaltungsverfah-

rensgesetz [VwVG], 2a ed. 2016, n. 16 ad art. 66), che differentemente 

dalla “domanda di riconsiderazione qualificata” in materia d’asilo la “do-

manda di adattamento” può vertere unicamente su aspetti relativi all’ese-

cuzione dell’allontanamento, dal momento che se il richiedente invoca dei 

fatti nuovi propri a motivare la qualità di rifugiato e che si sono prodotti dopo 

la chiusura della sua ultima procedura d’asilo egli dovrà depositare una 

nuova domanda d’asilo (domanda multipla; cfr. DTAF 2013/22 con-

sid. 11.3.2; sentenza del Tribunale D-872/2020 del 23 settembre 2020 con-

sid. 4.2); che la trattazione da parte dell’autorità di prima istanza è pari-

menti giustificata allorquando, pur in presenza di una sentenza materiale 

del Tribunale, la richiesta di rivalutazione si fonda su fatti o mezzi di prova 

insorti successivamente alla medesima, giacché una tale costellazione ri-

sulterebbe irricevibile per via di revisione dinanzi al Tribunale (cfr. art. 123 

cpv. 2 lett. a in fine LTF; sentenza D-872/2020 consid. 4.4; DTAF 2013/22 

consid. 11.4; AUGUST MÄCHLER, in: Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommentar 

zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren [VwVG], 2a ed. 2019, 

n. 18 ad art. 66 PA),  

che i fatti nuovi devono essere rilevanti, vale a dire devono essere di natura 

tale da modificare la fattispecie alla base della decisione contestata e da 

condurre ad un giudizio diverso in funzione di un apprezzamento giuridico 

corretto; che per quanto concerne i mezzi di prova, gli stessi devono servire 

a comprovare i fatti nuovi che giustificano il riesame oppure fatti già noti e 

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allegati nel procedimento precedente, che tuttavia non avevano potuto es-

sere provati, a discapito del richiedente; che una prova è considerata con-

cludente quando bisogna ammettere che avrebbe condotto il giudice a sta-

tuire in modo diverso se ne avesse avuto conoscenza nella procedura or-

dinaria (cfr. la giurisprudenza in ambito di revisione, DTF 127 V 353 con-

sid. 5b, DTF 118 II 199 consid. 5.; sentenze del Tribunale federale 

1F_27/2018 del 29 ottobre 2019 consid. 3.2 e 9F_14/2010 del 16 marzo 

2011 consid. 2; DTAF 2014/39 consid. 4.5); che risultano inoltre esclusi i 

mezzi di prova che avrebbero potuto essere presentati nell’ambito di una 

procedura ordinaria di ricorso avverso la decisione da riesaminare (cfr. 

DTF 136 II 177 consid. 2.1; GICRA 2003 n. 17 consid. 2b); che una do-

manda di riesame non può infatti servire a rimettere continuamente in di-

scussione le decisioni amministrative cresciute in giudicato e ad eludere le 

disposizioni legali sui termini di ricorso (cfr. DTF 136 II 177 consid. 2.1 con 

riferimenti ivi citati). 

che nella presente fattispecie, a prescindere dalla questione di sapere se 

il termine di 30 giorni di cui all’art. 111b LAsi risulti o meno ossequiato, non 

si può che constatare come i fatti nuovi addotti dall’insorgente non siano in 

alcun modo rilevanti ai sensi di quanto sopra, 

che in primo luogo, il ricovero a seguito della sparatoria è avvenuto in Sviz-

zera e non ha quindi influsso sulla qualità di rifugiato, che va apprezzata 

con solo riferimento al Paese d’origine (cfr. sentenza del Tribunale D-

2054/2018 del 4 luglio 2018), 

che i presunti contatti intercorsi tra i famigliari ed i terzi persecutori si esau-

riscono in mere affermazioni di parte non sorrette da alcun elemento con-

creto; che il ricorrente si è invero limitato ad addurre laconicamente tale 

aspetto nella sua domanda del 26 marzo 2019 senza sostanziarne i con-

torni ed omettendo di presentare qualsivoglia mezzo di prova al riguardo; 

che nemmeno col ricorso è stato in misura di proporre fattori concludenti a 

sostegno; che non si dimentichi inoltre che quand’anche tale evenienza si 

sia effettivamente prodotta, perché la stessa abbia influsso sulla qualità di 

rifugiato e meglio a condurre ad un giudizio diverso, occorrerebbe ancora 

che il ricorrente non possa essere in misura di ottenere un’appropriata pro-

tezione in patria (cfr.  DTAF 2011/51 e 2008/4), 

che dipoi, la congiuntura attuale in Pakistan e più precisamente nella Pro-

vincia del Punjab, da un punto di vista generale non ha subito evoluzioni di 

rilievo tali da giustificare il riconoscimento di un ostacolo all’esecuzione 

https://www.swisslex.ch/doc/unknown/0f859e97-24ea-47cf-aad8-2536b20c4b0c/citeddoc/7e07c295-f872-4290-b0e1-d7c7b36d9028/source/document-link

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dell’allontanamento (cfr. sentenza del Tribunale E-4865/2018 del 3 luglio 

2020 consid. 6 - 7), 

che il ricorrente nemmeno ha addotto elementi concludenti a sostegno di 

una eventuale modifica della sua situazione personale con influsso sull’am-

missibilità e l’esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento, 

che per il resto egli si è limitato a riproporre questioni già fatte valere nella 

procedura ordinaria, ininfluenti nel contesto di un riesame, 

che visto quanto sopra, è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito 

della domanda di riesame, 

che la decisione del 17 ottobre 2019 va dunque confermata ed il ricorso 

respinto, 

che i ricorsi manifestamente infondati sono decisi dal giudice unico, con 

l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è 

motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che il Tribunale 

può rinunciare allo scambio di scritti (art. 111a cpv. 1 LAsi), 

che visto l’esito della procedura, le spese processuali, di CHF 1’500.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe-

tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]) e prelevate sull’anticipo spese versato 

il 29 novembre 2019, 

che la presente decisione non concerne una persona contro la quale è 

pendente una domanda di estradizione presentata dallo Stato che ha ab-

bandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF), 

che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto 

pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF), 

che la pronuncia è quindi definitiva, 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

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Pagina 7 

 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 1’500.– sono poste a carico del ricorrente e 

prelevate sull’anticipo spese versato il 29 novembre 2019. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere 

  

Daniele Cattaneo Lorenzo Rapelli 

 

 

Data di spedizione: