# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1b3ad1ed-852a-5152-9680-584ba3767411
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-07-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 12.07.2000 14.2000.32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2000-32_2000-07-12.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2000.00032

  14.2000.00033

  	
  Lugano

  12 luglio
  2000/FC/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Camera di
  esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale Autorità giudiziaria superiore dei
  concordati 

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Zali e Chiesa (quest’ultimo in sostituzione del giudice Pellegrini, assente)

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
nelle cause a procedura sommaria appellabile promosse con istanze 8 febbraio
2000 di moratoria concordataria alla Pretura del Distretto di Lugano da

 

                                          __________ [inc. 14.2000.32]

 

                                          e

 

                                          __________ [inc. 14.2000.33]

 

 

richiamate
le sentenze 1. marzo 2000 del Pretore del Distretto di Lugano che ha accolto le
due istanze di moratoria concordataria;

 

 

sentenze
tempestivamente dedotte in appello da

 

                                          __________

                                          patr.
dall'avv. __________

 

 

con
appelli 27 marzo 2000 chiedenti la reiezione delle istanze di concessione di
una moratoria concordataria, con contestuale revoca delle due moratorie;

 

 

ritenuto

 

in fatto:

 

                                          A.    Il 1. ottobre
1999 i coniugi __________ e __________ hanno presentato alla Pretura del
Distretto di Lugano due istanze ex art. 333 LEF per l'appuramento bonale dei
debiti mediante trattative private, asseverando in sostanza di avere concrete
possibilità di risanare la loro precaria situazione finanziaria con il ricavato
dalla vendita di due fondi di proprietà della moglie del valore complessivo di
fr. 2'358'120.-- (secondo una perizia del 4 dicembre 1995) gravati da oneri
ipotecari per fr. 1'200'000.--. __________ si era dichiarata d'accordo di
mettere a disposizione l'eccedenza attiva della vendita, oltre che ai suoi
creditori, anche a quelli del marito.

                                                  Il 20 ottobre 1999
il Pretore ha accolto le istanze, concesso una moratoria di tre mesi e
designato il commissario. Il 4 febbraio 2000 le procedure si sono concluse su
istanze di revoca da parte del commissario.

 

 

                                          B.    Con istanza 8 febbraio 2000 [inc. 14.2000.33] __________ ha chiesto
una moratoria concordataria di sei mesi, fondata per quanto qui di rilievo sui
motivi seguenti:

                                                  -    vi sono a suo
carico esecuzioni per fr. 731'954.--;

                                                  -    la moglie
__________ è proprietaria della villa padronale, che costituisce la loro
abitazione coniugale, del valore di fr. 2'358'120.-- (secondo una perizia del 4
dicembre 1995), gravata da un onere ipotecario di fr. 1'200'000.-- a garanzia
di un debito verso __________ di __________ di fr. 730'445.-- (prestito
ipotecario) e di fr. 322'509.05 (prestito in conto corrente);

                                                  -    "i
coniugi __________ sono disposti a realizzare l'immobile, il cui ricavato
servirà per soddisfare integralmente i creditori o quantomeno per proporre loro
una interessante percentuale concordataria. L'istante ha già contattato alcune
società immobiliari, affidando loro l'incarico di vendere la villa. Una di
esse, la __________, ha di recente fatto sapere di avere alcuni clienti
interessati all'acquisto";

                                                  -    "la
vendita della villa a trattative private, anziché nell'ambito di una procedura
di incanto, come sarà il caso se dovesse venir negata la presente domanda,
permetterà un maggior ricavo e quindi una maggior tutela degli interessi dei
creditori non privilegiati i quali verranno soddisfatti in misura maggiore. In
caso contrario v'è l'eventualità quasi certa che verrebbero soddisfatti
solamente i creditori garantiti da pegno immobiliare".

 

 

                                          C.    Con istanza 8 febbraio 2000 [inc. 14.2000.33] __________ ha chiesto
una moratoria concordataria di sei mesi, fondata sugli stessi motivi di quella
del marito (cfr. narrativa fattuale sub B), con l'unica differenza che a suo
carico vi sono esecuzioni pendenti per soli fr. 666'816.85.

 

 

                                          D.    Il 1. marzo 2000 vi è stata l'udienza, in cui il marito per sé e la
moglie si è riconfermato nelle due istanze di moratoria.

 

 

                                          E.    Con due sentenze 1. marzo 2000 il Pretore ha accolto le due istanze,
concedendo due moratorie concordatarie di sei mesi ciascuna in vista di un
concordato ordinario, con l'apodittica motivazione: "ritenuti dati i
requisiti per la concessione di una moratoria a scopo di concordato".

 

 

                                          F.     Nulla è detto sulle condizioni reddituali e di sostanza dei coniugi __________.
Anche la dinamica del debito non sembra interessare né gli istanti né il primo
giudice, benché qualche elemento disponibile già fosse meritevole di approfondimento.
Alle esecuzioni in corso per fr. 731'954.-- contro __________ e per fr.
666'816.85 contro __________, sono da aggiungere i crediti vantati dalla
__________ di __________ per fr. 730'445.-- (prestito ipotecario) e fr.
322'509.05 (prestito in conto corrente), cui sono da dedurre le esecuzioni n.
__________ (fr. 23'775.45) e n. __________ (fr. 6'886.95) nonché verosimilmente
anche l'esecuzione n. __________ (fr. 26'244.85). Tenendo conto dei soli
crediti già noti prima ancora dell'avviso ai creditori ex art. 300 LEF, ne consegue
un passivo di fr. 2'394'817.65.

 

 

 

Considerato

 

in diritto:

 

                                          1.     I due atti d'appello sono diretti contro due sentenze di primo grado
formalmente distinte ma in sostanza interdipendenti, nel senso che le
prospettive di riuscita della procedura concordataria in entrambi i casi sono
in funzione della possibilità di vendere al meglio i fondi di proprietà della
moglie e di distribuirne l'eccedenza ai creditori di __________ e __________.
Le due procedure possono quindi essere congiunte ex combinati art. 25 LALEF e
320 CPC ed evase con una sola sentenza, atteso che il provvedimento di
congiunzione - preso nell'ossequio del principio di economia processuale - ha
natura ordinatoria e può essere pronunciato d'ufficio anche in grado d'appello.
Le cause congiunte conservano comunque la loro autonomia nel senso che i
dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente
(CEF 20 maggio 1999 in re T. G. c. A. P. cons. 1; CEF 4 dicembre 1996 in re J.
AG c. J. Z.; Flavio Cometta, Il rigetto provvisorio dell'opposizione nella
prassi giudiziaria ticinese, in: Rep. 1989, p. 334 e rif. ivi).

 

 

                                          2.     In tema di moratoria concordataria è data in linea di principio
facoltà d'appello alla Camera di esecuzione e fallimenti quale Autorità
giudiziaria superiore dei concordati; i creditori sono legittimati a ricorrere
contro la decisione pretorile di concessione della moratoria concordataria
(cfr., tra tante, CEF 18 maggio 1999 in re M. P. E. SA cons. 1; 2 giugno 1995
in re H. J. S.; 9 luglio 1991 in re A. R., in: Rep. 1992 p.306; 24 marzo 1989
in re L. SA; 20 maggio 1987 in re A. M., in: Rep. 1989 p.208 cons. 1; Rep. 1985
p.39; Cocchi/Trezzini, CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 7 all'art.
22 LALEF; Flavio Cometta, Il concordato della LEF nella prassi giudiziaria
ticinese, in: Rep. 1995, p. 10-12).

                                                  L'appellante è
creditrice nei confronti di __________ e __________ ne consegue la
legittimazione ricorsuale di __________

 

 

                                          3.a) La domanda di moratoria concordataria deve essere accompagnata da un
progetto che, per poter essere credibile, va sostenuto da un bilancio
dettagliato stabilito al momento del deposito della domanda di moratoria e dai
libri contabili, se il debitore ha l’obbligo di tenerli. La qualità nella
tenuta della contabilità commerciale assume notevole rilievo in sede di
valutazione dello stato patrimoniale e dell'andamento reddituale del
richiedente, come pure in ordine alle possibilità di riuscita del concordato
(Alexander Vollmar, Basler Kommentar zum SchKG, vol. III,
Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 14 all'art. 294). Un bilancio non aggiornato
non è in linea di principio sufficiente, salvo nel caso in cui dalla data
d’approvazione non vi siano stati mutamenti nella situazione reddituale e di
sostanza del richiedente. La violazione dell’obbligo di tenere correttamente i
libri contabili impone particolare rigore nell'esame della domanda (CEF 18 maggio
1999 in re M. P. E. SA cons. 4; Flavio Cometta, La procedura concordataria nel
nuovo diritto, in: La revisione della legge federale sulla esecuzione e sul
fallimento, Lugano 1996, p. 122, n. 3.1.2.1.b).

 

                                          b)    Per chi non ha l'obbligo della tenuta dei libri contabili, come per
__________ e __________, sussiste comunque il dovere di indicare al giudice del
concordato con esatto rigore gli elementi di reddito e di sostanza disponibili
per la riuscita del concordato. L'art. 293 cpv. 1 LEF impone infatti al
debitore che voglia ottenere un concordato di presentare all'autorità
giudiziaria inferiore dei concordati una domanda motivata e una proposta di
concordato, allegandovi il bilancio e il conto di esercizio o un documento
equivalente, da cui si possa conoscere il suo stato patrimoniale e il suo
andamento reddituale. Evanescenti allegazioni costruite su prospettive di
realizzo dei fondi di proprietà di __________ a valori di fr. 2'358'120.--,
fondati su una perizia di parte del 4 dicembre 1995, sono del tutto inidonei a
dimostrare i presupposti per l'ottenimento di una moratoria. I richiedenti
devono infatti indicare all’autorità giudiziaria dei concordati i mezzi
finanziari di cui dispongono per garantire le spese d’esecuzione del concordato,
nell’ipotesi che si giunga all’omologazione secondo la proposta formulata nella
domanda introduttiva, che deve essere seria e rispettosa anche dei diritti dei
creditori (CEF 18 maggio 1999 in re M. P. E. SA cons. 5; Cometta, op. cit., p.
122 s., n. 3.1.2.1.c e d).

 

                                          c)     Il rigore del primo giudice nell'esigere dati reddituali e di sostanza
controllabili in termini oggettivi deve poi essere ancor più accentuato, ove si
pensi che i richiedenti hanno formulato l'8 febbraio 2000 due domande di
moratoria dopo che il 4 febbraio 2000 vi era stata decadenza di pregressa moratoria
ex art. 333 ss. LEF concessa il 20 ottobre 1999 agli stessi coniugi __________.

 

                                          d)    Nel caso di specie l'Autorità giudiziaria inferiore dei concordati
ha fatto di nuovo pieno affidamento sul puro parlato degli istanti, peraltro
largamente insufficiente già di per sé e del tutto inidoneo a supportare una
domanda di moratoria rispettosa della disciplina esecutiva. A futura memoria
occorre poi ricordare che il giudizio di concessione della moratoria va
motivato, l'espressione "dati i requisiti per la concessione di una
moratoria a scopo di concordato" non ossequiando il dovere minimo di
motivazione.

 

                                          e)     Sulla base degli elementi a sua disposizione, il primo giudice non
poteva che respingere d'acchito le due istanze.

 

 

                                          4.     Le decisioni in materia di moratoria concordataria non crescono in
giudicato materiale - e quindi non si dà immutabilità della (prima) sentenza,
del suo contenuto e dei suoi effetti, tale da escludere la proponibilità di una
nuova domanda sullo stesso oggetto e tra le stesse parti (cfr., tra tanti,
Oscar Vogel, Grundriss des Zivilprozessrechts, Berna 1997, p. 215 n. 59 e p.
216 ss. n. 66 ss.; Max Guldener, Schweizerisches Zivilprozessrecht, Zurigo
1979, p. 364; Rep. 1989, p. 210) - ma solo formale, nel senso che la sentenza
non può più essere impugnata con i rimedi ordinari di diritto (appello) ed è
quindi esecutoria (Vogel, op. cit., p. 215 n. 61 e p. 216 n. 64): una seconda
domanda può quindi essere formulata, a condizione che si fondi su nuove
circostanze di fatto, rilevanti e di immediato riscontro (Cometta, Rep. 1995,
p. 8 s., n. 2.4.a e rif. ivi).

                                                  Ad esempio, se la
prima domanda di moratoria è stata respinta per mancanza di dati contabili
aggiornati, si potrà chiedere di nuovo la moratoria purché si producano contestualmente
gli elementi che prima non vi erano. Idem se si presenta una garanzia ex art.
306 cpv. 2 n. 2 LEF di soggetto di diritto di solvibilità certa, mentre in
precedenza il prospettato dividendo concordatario si riduceva a vaga promessa.

 

 

                                          5.     Dall'ottobre 1999 i coniugi __________ sono riusciti a non far
procedere le esecuzioni nei loro confronti - avendo ottenuto una prima
moratoria dal 20 ottobre 1999 al 4 febbraio 2000 e una seconda dal 1. marzo
2000 - prospettando semplicemente la vendita delle proprietà della moglie,
senza indicare valori di mercato dei fondi e interessati all'acquisto in
termini suscettibili di controllo giudiziale. Mancando qualsivoglia dato sulla
situazione reddituale e di sostanza di __________ e __________, non si può
escludere che il differimento della vendita immobiliare abbia determinato un
ulteriore aumento dei passivi, ad esempio per mancato pagamento degli oneri
ipotecari benché i coniugi istanti continuino a fruire della proprietà. A
futura memoria è bene ricordare che il primo giudice deve contrastare con
rigore già la presentazione e, a maggior ragione, la reiterazione di domande
volte solo a differire artatamente una conclusione della vicenda esecutiva
ormai inevitabile: è infatti costitutivo di violazione del precetto della buona
fede ogni comportamento del richiedente contrario a quanto ogni soggetto di diritto
corretto e leale farebbe in circostanze similari.

 

 

                                          6.     I due appelli vanno pertanto accolti e i due giudizi pretorili
riformati nel senso che le domande di moratoria concordataria sono respinte.

                                                  Tasse di giustizia
e indennità sono a carico dei soccombenti (art. 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).

 

 

 

Richiamati gli art. 25 e 293 ss. LEF

 

 

 

pronuncia:

 

                                          1.     Le procedure inc. 14.2000.32 e 14.2000.33 riferite agli appelli
27 marzo 2000 di __________ contro __________ e __________, sono dichiarate congiunte.

 

 

                                          2.     L'appello 27 marzo 2000 [inc. 14.2000.32] di __________, è
accolto.

 

                                          2.1   Di conseguenza il giudizio 1. marzo 2000 del Pretore del
Distretto di Lugano, quale Autorità giudiziaria inferiore dei concordati, viene
così riformato:

 

                                          "1.    L'istanza
di moratoria concordataria 8. febbraio 2000 di __________, è respinta.

 

                                           2.    La
tassa di giustizia in fr. 100.-- è a carico di __________ ".

 

                                          2.2   La tassa di
giustizia di seconda sede in fr. 600.--, da anticipare da __________ che ne ha
già versati fr. 150.--, è a carico di __________, il quale rifonderà all'appellante
fr. 600.-- di indennità.

 

 

                                          3.     L'appello 27 marzo 2000 [inc. 14.2000.33] __________ è accolto.

 

                                          3.1   Di conseguenza il giudizio 1. marzo 2000 del Pretore del
Distretto di Lugano, quale Autorità giudiziaria inferiore dei concordati, viene
così riformato:

 

                                          "1.    L'istanza
di moratoria concordataria 8. febbraio 2000 __________ è respinta.

 

                                           2.    La
tassa di giustizia in fr. 100.-- è a carico di __________ ".

 

                                          3.2   La tassa di giustizia di seconda sede in fr. 600.--, da anticipare
da __________ che ne ha già versati fr. 150.--, è a carico di __________, la
quale rifonderà all'appellante fr. 600.-- di indennità.

 

 

                                          4.     È ordinata
la pubblicazione dei dispositivi n. 2 e 3 di questa sentenza sul Foglio
ufficiale svizzero di commercio e sul Foglio ufficiale cantonale.

 

 

                                          5.     Intimazione:      -     __________

                                                  Comunicazione alla
Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5.

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità giudiziaria superiore dei concordati 

Il presidente                                                                           La
segretaria