# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bfe6fb7d-8cf8-5c54-864f-a0137abf2663
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-02-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.02.2024 D-1031/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1031-2024_2024-02-22.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1031/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 2  f e b b r a i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l’approvazione della giudice Contessina Theis; 

cancelliere Matteo Piatti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), 

Canada,  

c/o CFA Chiasso, Via Milano 23, 6830 Chiasso,   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (nessuna 

domanda asilo - art. 31a cpv. 3 LAsi);  

decisione della SEM del 12 febbraio 2024. 

 

 

 

D-1031/2024 

Pagina 2 

 

Visto: 

la domanda d’asilo che A._______, cittadina canadese, ha presentato in 

Svizzera il 10 gennaio 2024 congiuntamente a sua madre B._______(cfr. 

incarto D-1030/2024),  

la procura conferita dall’interessata il 10 gennaio 2024 alla rappresentanza 

legale assegnatale,  

il verbale d’audizione del 2 febbraio 2024 giusta l'art. 26 cpv. 3 della legge 

sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31; cfr. atto della Segreteria di 

Stato della migrazione [di seguito: SEM] n. 1307217-19/10), 

i mezzi di prova consegnati in corso di procedura e la documentazione me-

dica agli atti (cfr. mezzi di prova SEM [mdp SEM] n. 1-4), 

il parere legale datato 9 febbraio 2024, mediante il quale la rappresentante 

della richiedente ha preso posizione in merito al progetto di decisione della 

SEM datato 8 febbraio 2024 (cfr. atti SEM n. 22/5 e 24/1),  

la decisione del 12 febbraio 2024, notificata il medesimo giorno, con la 

quale l’autorità inferiore non è entrata nel merito della domanda d’asilo 

della richiedente ai sensi dell’art. 31a cpv. 3 LAsi, ha pronunciato l’allonta-

namento dell’interessata dalla Svizzera verso il Canada, nonché ordinato 

l’esecuzione di quest’ultima misura in quanto ammissibile, ragionevol-

mente esigibile e possibile (cfr. atto SEM n. 25/7), 

il ricorso datato 16 febbraio 2023 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d’entrata 19 febbraio 2024) per mezzo del quale l’interessata insorge di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale o TAF) 

postulando l'annullamento della decisione avversata, il riconoscimento 

della sua qualità di rifugiata nonché la concessione dell’asilo in Svizzera; 

in subordine, chiede di essere ammessa provvisoriamente in Svizzera a 

fronte dell’inammissibilità e/o dell’inesigibilità dell’esecuzione del suo allon-

tanamento verso la Turchia [recte: verso il Canada]; essa presenta altresì 

istanza di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal pagamento 

delle spese di giudizio e del relativo anticipo, con protesta di tasse e spese, 

 

 

D-1031/2024 

Pagina 3 

e considerato 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 

173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 

173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che, nel caso in esame, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) 

contro una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 

31-33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 

48 cpv. 1 lett. a-c e 52 cpv. 1 PA; che la ricorrente è altresì legittimata ad 

aggravarsi contro la decisione avversata, avendo partecipato al procedi-

mento dinanzi all'autorità inferiore, essendo particolarmente toccata dalla 

decisione impugnata e vantando un interesse degno di protezione all'an-

nullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 PA),  

che, tuttavia, nell’ambito di un ricorso contro una decisione di non entrata 

nel merito, il Tribunale si limita ad esaminare se l’autorità inferiore ha rifiu-

tato a giusto titolo di entrare nel merito della domanda d’asilo (cfr. DTAF 

2011/30 consid. 3),  

che, di riflesso, le richieste di giudizio tendenti al riconoscimento della qua-

lità di rifugiata e alla concessione dell’asilo risultano in concreto inammis-

sibili,  

che, nei limiti succitati, occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che, in materia d’asilo, con il ricorso al Tribunale possono essere invocati 

la violazione del diritto federale (compreso l’eccesso o l’abuso del potere 

di apprezzamento) e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); che il Tribunale non è inoltre vincolato 

né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche 

della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 

2014/1 consid. 2),  

che i ricorsi manifestamente infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. 

e LAsi); che, in tal caso, la relativa decisione è motivata soltanto somma-

riamente (art. 111a cpv. 2 LAsi),  

che, nella presente fattispecie, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio de-

gli scritti (cfr. art. 111a cpv. 1 LAsi), 

D-1031/2024 

Pagina 4 

che a sostegno della propria domanda d’asilo, l’interessata ha sostanzial-

mente addotto problemi di salute ed economici; che, in particolare, ha di-

chiarato di essere originaria di Jaffna (Sri Lanka) e di etnia tamil; di aver 

lasciato il suo Paese d’origine nel 1992 poiché avrebbe lavorato come (…) 

in una regione controllata dai Cingalesi, i quali le incutevano paura e la 

opprimevano; che sarebbe quindi partita per il Canada dove viveva già suo 

fratello C._______(cfr. atto SEM n. 19/10 D12-19); che in Canada le sa-

rebbe stata dapprima riconosciuta la qualità di rifugiata e, nel 2003, 

avrebbe ottenuto la cittadinanza (idem D24, D78-83); che nel 1999 sua 

madre l’avrebbe raggiunta in Canada, in quanto la ricorrente necessitava 

di aiuto e di cure poiché “(…)” (idem D54); che quattro anni or sono sarebbe 

stata colpita da un ictus ischemico che le avrebbe imposto costanti cure, 

nonché una maggiore dipendenza da sua madre (idem D4-11, D54-55); 

che sarebbe attualmente depressa e assumerebbe (…) per contrastare 

tale affezione (idem D54); che a seguito dell’ictus, sarebbe inoltre rimasta 

paralizzata alla spalla e alla gamba, ciò che le imporrebbe attualmente (…); 

che, per lo stesso motivo, avrebbe dipoi difficoltà a parlare (idem D4-11); 

che a causa di tali affezioni, non sarebbe inoltre più in grado di aiutare la 

madre anziana e anch’essa malata (idem D55); che in Canada sua madre 

avrebbe avuto critici problemi di salute per i quali sarebbe stata ricoverata; 

che in detto Paese, la ricorrente non avrebbe mai lavorato, essendo stata 

sempre al beneficio della pubblica assistenza (idem D22); che, in partico-

lare, lei e sua madre avrebbero ricevuto l’aiuto di un’organizzazione sociale 

finanziata dallo Stato per provvedere alle cure d’igiene personale e alla 

pulizia dell’appartamento (idem D42-47); che, attualmente, sia l’interessata 

sia sua madre non sarebbero più in grado di provvedere autonomamente 

al proprio mantenimento a causa dei loro disabilitanti problemi di salute 

(idem D55, D57); che, prima di espatriare in Svizzera, essa non avrebbe 

mai chiesto di essere trasferita presso un centro medicalizzato; che le au-

torità canadesi le avrebbero però rifiutato un ulteriore sostegno per aiutarla 

in altre mansioni quotidiane, quali la lavanderia e la pulizia dei piatti (idem 

D61-64); che sarebbe pertanto giunta in Svizzera, accompagnata dalla ma-

dre, al fine di ricongiungersi con il fratello (svizzero) e la sorella che attual-

mente risiedono in Svizzera (idem D57); che, a mente dell’interessata, il 

fatto che lei e sua madre non possono più vivere da sole senza aiuti costi-

tuirebbe un elemento ostativo al loro rinvio verso il Canada,  

che, dal canto suo, la madre della ricorrente – anch’essa insorta dinanzi al 

Tribunale contro la parallela decisione della SEM di non entrata nel merito 

della domanda d’asilo (cfr. incarto D-1030/2024) – ha sostanzialmente di-

chiarato di essere originaria di Jaffna (Sri Lanka), di aver ottenuto la citta-

dinanza canadese (cfr. atto SEM n. 1307211-19/9 D17), di soffrire di scarsa 

D-1031/2024 

Pagina 5 

salute e dipendere quindi da svariate cure mediche e farmaci (idem D28, 

D76-79), di essere giunta in Svizzera per vedere i suoi figli – ivi residenti – 

prima di morire (idem D28) e di non disporre di nessun’altra persona, oltre 

ai figli residenti in Svizzera, disposta a curarla (idem D29), 

che nella decisione avversata, la SEM rileva anzitutto come la volontà di 

cercare protezione contro delle persecuzioni non sarebbe nella fattispecie 

soddisfatta, avendo l’interessata addotto motivi esclusivamente di ordine 

medico e personale; che, di riflesso, non sussisterebbe alcuna domanda 

d’asilo ai sensi dell’art. 18 LAsi,  

che l’autorità inferiore non è pertanto entrata nel merito della domanda 

d’asilo, ritenendo altresì ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile 

l'esecuzione dell'allontanamento della richiedente in Canada; che in parti-

colare, per quanto concerne l’esigibilità dell’esecuzione dell'allontana-

mento, l’autorità di prima istanza ha esaminato le affezioni mediche della 

richiedente e ha illustrato come nel Paese in questione vi sarebbero noto-

riamente le strutture necessarie per garantire le terapie e l’intervento di cui 

necessiterebbe; che, in Canada, l’interessata avrebbe già ottenuto le pre-

stazioni dell’assistenza sociale e le necessarie cure mediche, sicché non 

sarebbe plausibile l’allegazione per cui, in caso di ritorno, non le verrebbe 

garantita un’adeguata assistenza personale; che, inoltre, in detto Paese 

risiederebbe anche uno dei suoi fratelli, al quale potrebbe rivolgersi per 

ottenere un sostegno, 

che la ricorrente, censurando la violazione del diritto federale (segnata-

mente gli artt. 3 LAsi e 83 cpv. 4 LStrI), avversa tuttavia le conclusioni della 

SEM; che, in particolare, sua madre sarebbe ormai molto anziana nonché 

affetta da importanti problemi di salute, ciò che le impedirebbe di vivere da 

sola e di ricevere il sostegno che un tempo le prestava; che avrebbe quindi 

preso la “difficile decisione” di giungere in Svizzera per ricongiungersi a 

suo fratello e sua sorella residenti in Svizzera; che l’unione familiare sa-

rebbe la sua “più grande fonte di forza e conforto” e la presenza del fratello 

e della sorella sarebbe inoltre “essenziale per affrontare questa fase diffi-

cile della […] vita”; che, invero, la sua situazione sarebbe delicata e urgente 

e che il sostegno familiare risulterebbe fondamentale per il suo benessere 

e per quello di sua madre; che, in questo senso, “essere in famiglia non è 

solo un desiderio emotivo, ma anche un diritto umano essenziale che con-

tribuisce al benessere e allo sviluppo integrale degli individui” (per quanto 

precede cfr. ricorso pag. 2); che la sua domanda d’asilo sarebbe quindi 

motivata dalla “necessità umana di restare in famiglia” (cfr. ricorso pag. 3); 

che la SEM non avrebbe considerato tutti questi aspetti, benché rilevanti 

D-1031/2024 

Pagina 6 

sotto il profilo dell’art. 3 LAsi; che contrariamente a quanto ritenuto dall’au-

torità inferiore, al momento dell’espatrio, essa avrebbe quindi avuto un ti-

more fondato di subire seri pregiudizi, 

che, infine, l’esecuzione del suo allontanamento verso il Canada non risul-

terebbe ragionevolmente esigibile a fronte della sua “situazione personale 

e famigliare” (cfr. ricorso pag. 3),  

che, giusta l'art. 31a cpv. 3 LAsi, non si entra nel merito di domande d'asilo 

che non soddisfano le condizioni fissate dall'art. 18 LAsi; che questa dispo-

sizione si applica segnatamente se la domanda d'asilo è presentata esclu-

sivamente per motivi economici o medici,  

che, ai sensi dell'art. 18 LAsi, è considerata come domanda d'asilo ogni 

dichiarazione con cui una persona manifesta di voler ottenere dalla Sviz-

zera una protezione contro le persecuzioni; che la nozione di persecuzione 

presuppone un pregiudizio per opera di terze persone; che, pertanto, non 

rientrano in questa definizione i pregiudizi indipendenti dall'agire umano; 

che, di conseguenza, le domande di protezione fondate unicamente sulla 

situazione personale del richiedente l'asilo, in assenza di agenti esterni di 

persecuzione, non soddisfano tali condizioni; che, per contro, sono com-

presi nella nozione di persecuzione, ai sensi dell'art. 18 LAsi, in senso lato, 

non solo i seri pregiudizi previsti all'art. 3 LAsi, ma anche gli ostacoli all'e-

secuzione dell'allontanamento ai sensi dell’art. 83 cpv. 3 segg. della legge 

federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI, RS 142.20; cfr. DTAF 

2011/8 consid. 4.2 e riferimenti citati),  

che sono rifugiate le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi); che tale definizione di rifugiato è esaustiva, nel senso 

che esclude tutti gli altri motivi, suscettibili di condurre una persona a la-

sciare il proprio Paese d'origine o di residenza, quali per esempio le diffi-

coltà derivanti da una situazione di crisi socio-economica come la povertà, 

le condizioni di vita precarie, la difficoltà a trovare un impiego o un alloggio, 

il reddito insufficiente oppure la disorganizzazione, la mancanza d'infra-

strutture o problemi analoghi, ai quali ogni persona, nel Paese in questione, 

può essere confrontata,  

che, nel caso di specie, la ricorrente non ha chiesto alla Svizzera prote-

zione contro delle persecuzioni, non avendo infatti allegato, sulla base di 

D-1031/2024 

Pagina 7 

valide e riconoscibili circostanze di fatto, di essere personalmente e con-

cretamente esposta o di avere fondato timore di essere esposta in un futuro 

prevedibile, in caso di rientro in Canada, a seri pregiudizi a causa della sua 

razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo so-

ciale o per le sue opinioni politiche (art. 3 LAsi),  

che, infatti, la motivazione addotta dalla ricorrente per giustificare il suo 

espatrio è legata principalmente a ragioni di ordine medico ed economico, 

segnatamente la pretesa assenza di aiuti sociali in Canada e la difficoltà di 

provvedere autonomamente al proprio sostentamento e a quello della ma-

dre anziana,  

che, tuttavia, questi motivi non rientrano in tutta evidenza nella definizione 

di persecuzione in senso lato giusta l'art. 18 LAsi, 

che la volontà di ricongiungersi con i familiari residenti in Svizzera non co-

stituisce inoltre un valido motivo d’asilo ai sensi delle condizioni legali e 

giurisprudenziali succitate,  

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere che, 

in Canada, l'insorgente possa essere confrontata al rischio reale ed imme-

diato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 

dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 

(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione contro la tortura ed altre 

pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 

(Conv. tortura, RS 0.105),  

che la SEM non ha quindi violato il diritto federale nella misura in cui non è 

entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 3 LAsi,  

che il ricorso, destituito d'ogni fondamento, non merita quindi tutela su que-

sto punto, 

che l'insorgente non adempie inoltre le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(cfr. artt. 14 e 44 LAsi cum art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a que-

stioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. DTAF 

2013/37 consid. 4.4),  

che va dunque analizzato se l’autorità inferiore ha ritenuto a giusto titolo 

ammissibile, esigibile e possibile l'esecuzione dell'allontanamento della ri-

corrente dalla Svizzera verso il Canada (art. 44 LAsi cum art. 83 LStrI), 

D-1031/2024 

Pagina 8 

che a norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera; che le questioni di natura medica 

possono avere influssi sull’ammissibilità dell’allontanamento solo in casi 

straordinari e di estrema gravità identificati sulla scorta della restrittiva giu-

risprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (di seguito: CorteEDU; 

cfr. sentenze della Corte EDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 

n. 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, 

§181 segg.; cfr. anche le DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2 e 2011/9 consid. 7.1);  

che, nel caso concreto, la pretesa affezione di depressione e la disabilità 

fisica della ricorrente non rientrano manifestamente tra le circostanze di 

straordinaria gravità ai sensi della giurisprudenza succitata; che, nel caso 

concreto, difettano infatti elementi per concludere che, in caso di rimpatrio, 

la ricorrente sarebbe esposta ad un declino grave, rapido e irreversibile del 

suo stato di salute, ingenerando intense sofferenze o una riduzione signifi-

cativa della sua speranza di vita,  

che, inoltre, i problemi di salute dell’interessata non ingenerano manifesta-

mente un particolare rapporto di dipendenza dal fratello e dalla sorella re-

sidenti in Svizzera, a fronte del quale occorrerebbe ammettere un diritto di 

soggiorno nel nostro Paese sulla base dell’art. 8 CEDU, rispettivamente 

l’inammissibilità del suo allontanamento verso il Canada (cfr. DTF 144 II 1 

consid. 6.1; sentenze del Tribunale E-3704/2022 del 27 ottobre 2022 con-

sid. 6.3; D-3976/2012 del 23 aprile 2013 pag. 4); che la ricorrente non ha 

del resto presentato alcun mezzo di prova atto a dimostrare che il suo al-

lontanamento le pregiudicherebbe un’assistenza quotidiana indispensa-

bile, la quale può essere prestata soltanto dai parenti residenti in Svizzera 

e vada al di là del sostegno morale o psicologico, 

che l'esecuzione dell'allontanamento risulta pertanto ammissibile, 

che con particolare riferimento all’esigibilità dell’esecuzione, l’art. 83 cpv. 4 

LStrI dispone che l'esecuzione non può essere ragionevolmente esigibile 

qualora, nello stato di origine o di provenienza, lo straniero venisse segna-

tamente a trovarsi in concreto pericolo a fronte di situazioni quali guerra, 

guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica, 

che è anzitutto notorio che la situazione vigente in Canada non è caratte-

rizzata da guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza me-

dica che coinvolga l’insieme della popolazione nell’integralità del territorio 

nazionale; che la qualità delle cure in Canada corrisponde generalmente a 

D-1031/2024 

Pagina 9 

quella garantita in Svizzera (cfr. sentenza del Tribunale D-2122/2023 del 

27 aprile 2023),  

che prima di giungere in Svizzera, la ricorrente e sua madre avrebbero 

beneficiato di cure mediche nonché di una parziale assistenza per lo svol-

gimento di mansioni quotidiane presso il loro domicilio (cfr. mezzi di prova 

SEM n. 2 e 4; atto SEM n. 19/10 D45-47, D54-55), 

che non risultano altresì elementi che confermano il rifiuto da parte delle 

autorità canadesi di prendere a carico le nuove esigenze personali e me-

diche dell’interessata, la quale potrà quindi nuovamente rivolgersi alle com-

petenti autorità canadesi al fine di trovare un alloggio adeguato alle sue 

esigenze di salute e beneficiare eventualmente dell’assistenza sociale 

come in precedenza,  

che per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile qualora nel caso di 

rientro nel paese d’origine o di provenienza, esse potrebbero non ricevere 

le cure essenziali che garantiscono loro delle condizioni minime d’esi-

stenza, e quindi che il loro stato di salute si degraderebbe così rapidamente 

al punto da condurlo in maniera certa alla messa in pericolo concreta della 

sua vita o ad un pregiudizio serio, durevole e notevolmente più grave della 

sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati); che, 

pertanto, se le cure necessarie possono essere assicurate nel paese d'o-

rigine, all'occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in Sviz-

zera, l'esecuzione dell'allontanamento in tale Paese sarà ragionevolmente 

esigibile (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati, sentenza del 

Tribunale D-1078/2023 consid. 7.3.2), 

che, nel caso concreto, l’interessata ha dichiarato che a seguito dell’ictus 

occorso cinque anni fa, avrebbe difficoltà a (…); che soffrirebbe inoltre di 

pressione alta, di problemi legati al livello di colesterolo (cfr. atto SEM n. 

19/10 D5-11), nonché di depressione, per la quale assumerebbe attual-

mente dell’olanzapina (idem D54), 

che l’insorgente non ha versato agli atti recenti certificati medici, ad ecce-

zione del referto medico del (…) di Toronto del (…) 2023 (cfr. mdp SEM n. 

2 e 4),  

che, ciò posto, occorre concludere che le affezioni succitate non risultano 

così gravi, rispettivamente le sue esigenze terapeutiche non appaiono così 

specifiche, da non poter essere adeguatamente trattate in Canada; che pur 

D-1031/2024 

Pagina 10 

considerando con la dovuta attenzione lo stato di salute dell’interessata, 

non si evince infatti la stretta necessità per la stessa di rimanere in Sviz-

zera, 

che in Canada esistono le cure mediche essenziali per il trattamento delle 

problematiche di salute della ricorrente e un programma d'aiuto sociale per 

il relativo finanziamento, cosicché le può essere assicurata una vita digni-

tosa, 

che, del resto, l’insorgente non spiega per quali ragioni i suoi problemi di 

salute non potrebbero essere curati in Canada; che essa non ha nemmeno 

reso verosimile l’inadeguatezza delle cure mediche e dell’assistenza so-

ciale già ottenute in detto Paese,  

che, inoltre, la generica censura per cui la sua “situazione personale e fa-

migliare” risulterebbe ostativa all’esecuzione del suo allontanamento (cfr. 

ricorso pag. 3), non è chiaramente sufficiente per intaccare la relativa va-

lutazione giuridica svolta dall’autorità inferiore,  

che nemmeno la situazione personale giustifica una diversa valutazione 

del caso; che, in questo senso, le allegazioni afferenti allo stato di salute e 

alla procedura d’asilo della madre non possono influenzare l’esito del pre-

sente giudizio, in quanto la stessa potrà analogamente rivolgersi ai servizi 

assistenziali canadesi; che in Canada la ricorrente dispone anche di un 

appoggio famigliare, ossia il fratello Kumaraverl Kumarasamy, che può 

senz’altro facilitare il suo reinserimento sociale (cfr. atti SEM n. 1307217-

19/10 D12-19 e 1307211-19/9 D44-48),  

che con sentenza odierna (cfr. sentenza del Tribunale D-1030/2024 del 22 

febbraio 2024) il Tribunale ha respinto pure il ricorso presentato da 

B._______ (madre della ricorrente), sicché il presente giudizio non com-

porta alcuna separazione dell’interessata dai membri della famiglia che 

l’hanno finora supportata e con i quali ha convissuto, 

che, peraltro, l’insorgente potrà richiedere un sostegno finanziario per as-

sicurare l’assistenza medica e l’eventuale proseguimento dei trattamenti 

necessari – ad esempio ottenendo una riserva di medicinali prima del suo 

allontanamento dalla Svizzera – per un periodo limitato nel Paese d’origine 

(cfr. art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi e art. 73 segg. dell’Ordinanza 2 sull’asilo re-

lativa alle questioni finanziarie dell’11 agosto 1999 [OAsi 2, RS 142.312]), 

D-1031/2024 

Pagina 11 

che l’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente verso il Canada risulta 

pertanto ragionevolmente esigibile,  

che, infine, non emergono impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione all'art. 

44 LAsi); che la ricorrente potrà infatti procurarsi ogni documento indispen-

sabile al rimpatrio, posto comunque ch’essa è titolare di un passaporto ca-

nadese (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12),  

che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque anche possibile dal profilo 

tecnico,  

che, visto quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento risulta ammis-

sibile, ragionevolmente esigibile e possibile (art. 83 LStrI), 

che, di riflesso, il gravame va respinto anche in materia di allontanamento, 

che, in esito, la SEM non ha violato il diritto federale, non ha abusato del 

suo potere d’apprezzamento e non ha accertato in maniera inesatta e in-

completa i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); che, per 

quanto censurabile, la decisione non è altresì inadeguata (art. 49 PA),  

che la decisione avversata va quindi integralmente confermata,  

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-

zione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese pro-

cessuali è divenuta senza oggetto,  

che ritenute le richieste di giudizio sprovviste di probabilità di esito favore-

vole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, deve essere respinta,  

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– sono 

poste a carico della ricorrente soccombente (cfr. artt. 63 cpv. 1 e 5 PA non-

ché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]),  

che la decisione è definitiva e non può, di principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF), 

 

D-1031/2024 

Pagina 12 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

D-1031/2024 

Pagina 13 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico della ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza.   

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all'autorità can-

tonale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Matteo Piatti 

 

 

Data di spedizione: