# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7102688a-c2d9-50e8-8547-0b06f2991dfc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-11-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.11.2009 A-4542/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-4542-2007_2009-11-06.pdf

## Full Text

Corte I
A-4542/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  6  n o v e m b r e  2 0 0 9

Giudici Michael Beusch (presidente del collegio), 
Salome Zimmermann, Pascal Mollard, 
cancelliere Marco Savoldelli.

X._______,
patrocinato dall'avv. Anne Schweikert, via Pretorio 19, 
casella postale 6261, 6901 Lugano,
ricorrente,

contro

Direzione generale delle dogane,
Divisione principale diritto e tributi, Monbijoustrasse 40, 
3003 Berna,
autorità inferiore.

Decisione di accertamento (art. 12 cpv. 3 DPA).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

A-4542/2007

Fatti:

A.
La Y._______, la cui procedura di fallimento è stata dichiarata chiusa 
con decreto della Pretura di (...), era una ditta con sede a Z._______ 
avente tra l'altro quale scopo sociale lo stoccaggio e il commercio di 
prodotti petroliferi. Al momento dei fatti oggetto della presente proce-
dura, essa era gestita da X._______.

B.
In data 14 gennaio 2000, su segnalazione della società stessa, i suoi 
depositi sono stati ispezionati dalle autorità competenti. Durante quei 
controlli è tra l'altro emerso che parte delle cisterne di stoccaggio era 
stata da essa manomessa. A seguito di  ciò è stata aperta sia un'in-
chiesta  penale  sia  un'inchiesta  penale  amministrativa,  quest'ultima 
condotta dalla sezione inquirente della Direzione di  circondario delle 
dogane  di  Lugano  (DCD),  entrambe  concernenti  anche  X._______ 
personalmente.

C.
Il 14 febbraio 2006, la DCD ha notificato a X._______ un processo ver-
bale  finale,  nel  quale  gli  viene  rimproverata  l'infrazione  della  legge 
federale del 21 giugno 1996 sull'imposizione degli oli minerali (LIOm; 
RS 641.61) come pure della legge federale del 22 marzo 1974 sul di-
ritto penale amministrativo (DPA; RS 313.0), per aver immesso irrego-
larmente sul mercato olio da riscaldamento extra leggero e olio diesel 
per motori per i quali i tributi dovuti non sono stati percepiti. 

La DCD ha mosso a X._______ tali rimproveri segnatamente: (a) per 
aver fatto manipolare le cisterne no. (...) e no. (...), vendendo poi ille-
galmente  parte  della  scorta  obbligatoria  non  tassata  come  pure 
dell'olio da riscaldamento quale olio diesel per motori e falsificando o 
facendo sistematicamente falsificare la contabilità delle merci della dit-
ta Y._______; (b) per aver venduto, sempre presso la ditta Y._______, 
25'783'227 litri  di  olio da riscaldamento costituenti  parte della scorta 
obbligatoria  non  tassata,  sottratti  alla  Confederazione  mediante  l'in-
stallazione di un tubo all'interno delle cisterne no. (...) e no. (...), met-
tendo di questo quantitativo almeno 1'737'381 litri illegalmente in com-
mercio come olio diesel per motori mescolato a petrolio lampante; (c) 
per aver venduto, sottraendoli alla scorta obbligatoria, 1'218'360 litri di 
olio diesel per motori non tassati. 

Pagina 2

A-4542/2007

D.
Il medesimo giorno, la DCD ha emanato una decisione d'accertamento 
per mezzo della quale è stato constatato che i tributi evasi ammonta-
vano a fr. 2'314'658.25 (fr. 1'427'935.95 a titolo di imposta sugli oli mi-
nerali; fr. 886'722.30 a titolo di supplemento d'imposta).

E.
Datagli la facoltà di esprimersi in merito, il 14 marzo 2006 X._______ 
ha inviato alla  DCD un allegato  nel  quale  formulava osservazioni  al 
processo  verbale  finale  e  richiedeva  l'assunzione  di  prove  supple-
mentari.

F.
La decisione di  accertamento emanata dalla DCD è stata in seguito 
impugnata con ricorso del 24 marzo 2006 davanti alla Direzione gene-
rale delle dogane (DGD), la quale lo ha poi respinto con atto del 1. giu-
gno 2007. 

G.
Contro la decisione della DGD X._______ (ricorrente) ha quindi adito il 
Tribunale amministrativo federale. 

Protestando spese e ripetibili, col suo ricorso del 4 luglio 2007 egli po-
stula: (a) in via principale, a seguito della constatazione dell'avvenuta 
prescrizione  dei  reati  fiscali  imputatigli,  lo  stralcio  dai  ruoli  della 
procedura;  (b)  in  via  subordinata,  a  seguito  della  constatazione 
dell'errato  calcolo  delle  pretese  fiscali  avanzate,  il  rinvio  dell'incarto 
all'autorità inferiore, affinché effettui ulteriori accertamenti.

H.
Le osservazioni della DGD risalgono al 21 novembre successivo. Con 
tale atto, quest'ultima ribadisce la fondatezza della sua decisione, con-
cludendo al rigetto del ricorso.

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, 
più oltre.

Pagina 3

A-4542/2007

Diritto:

1.
Il Tribunale amministrativo federale è competente per decidere il pre-
sente gravame in virtù degli art. 1 e 31 segg. della legge federale del 
17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF;  RS 
173.32). Fatta eccezione per quanto direttamente prescritto dalla LTAF 
così come da eventuali  normative speciali  (cfr. art. 37 LTAF e art. 2 
segg. della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura am-
ministrativa [PA; RS 172.021]), la presente procedura è retta dalla PA.

Il  ricorso  è  stato  interposto  tempestivamente  (art. 20  segg.,  art. 50 
PA).

L'atto impugnato è una decisione della DGD, che conferma una deci-
sione di accertamento, emessa nel contesto dell'applicazione dell'art. 
12 cpv. 3 DPA, concernente il ricorrente. Dato è quindi anche il suo in-
teresse a ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA). 

Per quanto precede, il ricorso è ricevibile in ordine e dev'essere esami-
nato nel merito.

2.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l’accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti e l’inadeguatezza (art. 49 PA). Da 
parte sua, il  Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai 
motivi  addotti  (art. 62  cpv. 4  PA),  né  dalle  considerazioni  giuridiche 
della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (PIERRE 
MOOR, Droit administratif, vol. II, 2. edizione, Berna 2002, no. 2.2.6.5). 
Anche in ambito fiscale, i principi della massima inquisitoria e dell’ap-
plicazione d’ufficio del diritto sono tuttavia limitati. L’autorità competen-
te  procede  infatti  spontaneamente  a  constatazioni  complementari  o 
esamina altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti 
risultino indizi in tal senso (DTF 122 V 157, consid. 1a; DTF 121 V 204, 
consid. 6c; DTAF 2007/27, consid. 3.3; XAVIER OBERSON, Le contentieux 
fiscal, in: Les procédures en droit fiscal, 2. edizione, Berna 2005, pag. 
722 segg.).

3.
3.1 Qualora, per un'infrazione alla legislazione amministrativa federale 
– nella fattispecie, una messa in pericolo rispettivamente una sottra-

Pagina 4

A-4542/2007

zione giusta l'art. 38 LIOm –, a torto una tassa non è stata riscossa, è 
stata restituita, ridotta o condonata, la tassa, interessi compresi, deve 
essere pagata successivamente, indipendentemente dalla punibilità di 
una determinata persona (art. 12 cpv. 1 lett. a DPA). Obbligata al paga-
mento o alla restituzione è la persona che ha fruito dell'indebito profit-
to (art. 12 cpv. 2 DPA). Tuttavia, la persona che intenzionalmente ha 
commesso l'infrazione o vi ha partecipato risponde in solido, insieme 
alle persone tenute al versamento in base al secondo capoverso (art. 
12 cpv. 3 DPA). 

3.2 L'emanazione di  una decisione d'assoggettamento suscettibile di 
essere posta in esecuzione è di competenza dell'autorità amministrati-
va. Essa deve far luce sull'ammontare delle tasse non corrisposte, non 
può  però  esprimersi  sull'aspetto  della  responsabilità  solidale.  Il  suo 
esame compete infatti all'autorità penale (DTF 115 Ib 216, consid. 3a; 
decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale  A-1739/2006  del  27 
settembre 2007, consid. 4.1; KURT HAURI, Verwaltungsstrafrecht [VStrR], 
Berna 1998, pag. 39 seg.).  

3.3 In base alle competenze sopra descritte, l'autorità amministrativa 
–  nella  fattispecie,  l'amministrazione  federale  delle  dogane  (art.  42 
LIOm, che pure rinvia alla DPA per il perseguimento e il giudizio delle 
infrazioni in essa contenute) – stabilisce i limiti della procedura penale. 
Tale modo di  procedere non pregiudica affatto l'attività delle autorità 
penali,  ma  restringe  semplicemente  il  loro  margine  di  manovra  agli 
elementi  menzionati  nella  decisione d'accertamento. La  decisione  di 
constatazione, emanata dall'autorità inquirente allorché entra in linea 
di conto una corresponsabilità dell'imputato o le circostanze sembrano 
altrimenti esigerlo, non impedisce per altro all'autorità penale di dimi-
nuire ulteriormente l'ammontare definitivo imputabile al terzo. Essa fis-
sa infatti solo l'importo massimo che l'amministrazione potrà se del ca-
so reclamare (DTF 115 Ib  216,  consid. 3;  MICHAEL BEUSCH,  in:  Martin 
Kocher/Diego  Clavadetscher  [curatori],  Handkommentar  Zollgesetz, 
Berna 2009, ad art. 70, no. 14).

4.
4.1 La Confederazione risquote un'imposta per il consumo di petrolio, 
altri oli minerali, gas naturale e prodotti ottenuti dalla loro lavorazione 
nonché per i carburanti (art. 131 cpv. 1 lett. e della Costituzione federa-
le della Confederazione Svizzera del 18 aprile  1999 [Cost; RS 101]; 
art. 1 LIOm). Il credito fiscale sorge di regola con l'immissione in con-

Pagina 5

A-4542/2007

sumo delle merci; per la differenza d'imposta gravante le merci tassate 
che sono cedute o utilizzate a posteriori  per  scopi  soggetti  a  un'ali-
quota più elevata o per le merci esenti da imposta che sono cedute o 
utilizzate a posteriori  per scopi soggetti  all'imposta, fa stato invece il 
momento in cui queste merci sono cedute in vista di tale utilizzazione 
o, se non sono cedute, il momento prima della loro utilizzazione (art. 4 
LIOm). In base alla LIOm, il credito fiscale si prescrive in 10 anni (art. 
25 LIOm). 

4.2 La LIOm regola però solo la prescrizione quando un tale credito 
non sia stato riscosso a norma dell'art. 24 LIOm (cfr. analogamente 
DTF 110 Ib 306, consid. 3; GAAC 70.60, consid. 3c.bb; decisione del 
Tribunale amministrativo federale A-1535/2007 del 26 settembre 2007, 
consid. 2.2.2). Per quanto riguarda fattispecie di carattere penale, de-
terminante  è  invece  il  DPA. Secondo  tale  normativa  (art.  12  cpv. 4 
DPA), l'obbligo di pagamento o di restituzione non si prescrive finché 
non siano prescritte l'azione penale e l'esecuzione della pena. Se la 
contravvenzione consiste nella sottrazione o nella messa in pericolo di 
tasse, come nel caso in esame (art. 38 LIOm), il termine di prescrizio-
ne è di 5 anni (art. 11 cpv. 2 DPA). Per i delitti e le contravvenzioni, la 
prescrizione è sospesa durante i procedimenti d'opposizione, di recla-
mo o giudiziari circa l'obbligo di pagamento o restituzione (art. 11 cpv. 
3 DPA). 

4.3 Sempre in merito alla prescrizione, occorre inoltre rilevare che in 
data 1. ottobre 2002 rispettivamente 1. gennaio 2007 sono entrate in 
vigore la revisione concernente l'art. 70 segg. del codice penale sviz-
zero del 21 dicembre 1937 (CP; RS 311.0; AS 2002 2986) e la revisio-
ne della parte generale del CP del 13 dicembre 2002 (AS 2006 3459) 
che,  benché  non  abbiano  toccato  direttamente  il  DPA, hanno  avuto 
conseguenze  anche  per  il  diritto  penale  amministrativo.  Nell'ambito 
della prima revisione menzionata, il legislatore ha infatti previsto una 
norma di trasformazione (art. 333 cpv. 5 lett. b-c nella versione del 22 
marzo 2002; RU 2002,  2986),  poi  ripresa nell'ambito  della  revisione 
successiva (le  lettere  b e  c  nella  versione del  22  marzo 2002 sono 
rimaste immutate anche se sono ora contenute nell'art. 333 cpv. 6 CP) 
in base alla quale, fatto salvo l'art. 11 cpv. 3 DPA, le norme sull'interru-
zione  e  la  sospensione  della  prescrizione  dell'azione  penale  sono 
abrogate, mentre i termini di prescrizione dell'azione penale per tutte 
le contravvenzioni superiori a un anno sono stati raddoppiati (MICHAEL 
BEUSCH, in: Martin Zweifel/Peter Athanas/Maja Bauer-Balmelli [curatori], 

Pagina 6

A-4542/2007

Kommentar  zum  Schweizerischen  Steuerrecht,  parte  II/3,  Bundes-
gesetz über die Stempelabgaben [StG], Basilea 2006, considerazioni 
introduttive ad art. 45-50,  no. 54  segg.;  JAN LANGLO,  Prescription  des 
infractions  fiscales:  le  piège  de  l'article  333  alinéa  6  CP, Archiv  für 
schweizerisches  Abgaberecht  [ASA]  75,  pag.  433  segg.).  Secondo 
questa norma, i termini generali di prescrizione contenuti nel DPA sono 
ora quindi  di  4  anni  e di  10 anni  ritenuto che,  se risulta  essere più 
lungo di quello dei delitti  della medesima legge (art. 97 cpv. 1 lett. c 
CP),  il  termine  di  prescrizione  valevole  per  le  contravvenzioni 
dev'essere però ridotto in modo corrispondente (DTF 134 IV 328). 

4.4 In base all'art. 337 cpv. 1 CP (versione del 22 marzo 2002) quindi 
all'art. 389 cpv. 1 CP, entrato in vigore il 1. gennaio 2007, le disposizio-
ni del CP sulla prescrizione dell'azione penale e della pena si applica-
no, a condizione che siano più favorevoli, anche ai reati commessi ed 
alle  pene  pronunciate  prima  dell'entrata  in  vigore  del  nuovo  diritto 
(principio della lex mitior; art. 2 cpv. 2 CP; DTF 129 IV 49, consid. 5.1). 
Il  Tribunale  competente  deve valutare quali  norme siano nel  singolo 
caso più favorevoli e quindi applicarle (DTF 134 IV 328, consid. 2; de-
cisione del Tribunale federale 6S.352/2003 del 19 febbraio 2004, con-
sid. 1.1; decisioni  del  Tribunale  amministrativo federale  A-1726/2006 
del 28 gennaio 2008, consid. 3.2; A-1535/2007 del 26 settembre 2007, 
consid. 2.2; CHRISTOF RIEDO/OLIVER M. KUNZ, Jetlag oder Grundprobleme 
des neuen Verjährungsrechts, Aktuelle Juristische Praxis [AJP] 2004, 
pag.  904  segg.,  908;  CHRISTOF RIEDO/MATTHIAS ZURBRÜGG,  Der  Jetlag 
dauert  an  oder  neue  Unwägbarkeiten  im  Recht  der  strafrechtlichen 
Verjährung, AJP 2009, pag. 372 segg.). Per far ciò, esso deve non da 
ultimo tener conto dei motivi d'interruzione previsti  dal vecchio diritto 
ovvero, in mancanza di riferimenti specifici nel DPA, secondo quanto 
prescritto dall'art. 72 vCP, e dell'intervento di un'eventuale sospensio-
ne dei termini giusta l'art. 11 cpv. 3 DPA, che concerne anche quelli di 
prescrizione assoluta (DTF 126 IV 6, consid. 1b; DTF 119 IV 335, con-
sid. 2; DTF 110 Ib 312, consid. 3b; decisioni del Tribunale amministrati-
vo  federale  A-1535/2007  del  26  settembre  2007,  consid.  2.2.3; 
A-1675/2006 del 21 marzo 2007, consid. 4.3-4.4; PETER MÜLLER, Basler 
Kommentar  Strafgesetzbuch,  Basilea  2003,  ad  art.  72  no.  27,  36 
segg.).

5.
Secondo il vecchio diritto, per quanto riguarda le infrazioni in esame la 
prescrizione relativa è di 5 anni mentre quella assoluta di 7,5 anni (art. 

Pagina 7

A-4542/2007

11 cpv. 2 DPA). In base al nuovo diritto, il termine unico di prescrizione 
è invece di 7 anni (art. 11 cpv. 2 DPA in relazione con l'art. 333 cpv. 6 
CP e con DTF 134 IV 328 che rinvia all'art. 97 cpv. 1 lett. c CP). 

Per determinare quale delle due normative sia più conveniente per il ri-
corrente che, come visto, postula in via principale l'annullamento della 
decisione impugnata proprio  per intervenuta prescrizione, tali  indica-
zioni non sono però sufficienti. Occorre in effetti stabilire a partire da 
quando questi termini abbiano cominciato a decorrere tenendo inoltre 
conto di una loro eventuale interruzione.

6.
6.1 Per il ricorrente, che in questo contesto denuncia anche una viola-
zione del suo diritto di essere sentito in quanto nella decisione impu-
gnata  l'autorità  inferiore  non  si  sarebbe  compiutamente  confrontata 
con l'argomentazione da lui addotta, gli illeciti sarebbero avvenuti già 
nel 1997, ovvero al momento della modifica delle cisterne o, al più tar-
di, prima dell'aprile 1999. 

6.2 Da parte sua, nella decisione impugnata rispettivamente nella ri-
sposta al ricorso, trasmessa al ricorrente il 23 novembre 2007 così da 
permettere  eventualmente  di  sanare  una  carenza  di  motivazione 
dell'atto  impugnato  (LORENZ KNEUBÜHLER,  in:  Christoph  Auer/Markus 
Müller/Benjamin Schindler [ed.],  Kommentar zum Bundesgesetz über 
das Verwaltungsverfahren [VwVG], Zurigo 2008, ad art. 35 no. 21, con 
rinvii a giurisprudenza e dottrina), l'autorità inferiore esclude che con 
la manomissione delle cisterne coincidano pure le infrazioni commes-
se e quindi situa le stesse tra l'aprile del 1997 e il 14 gennaio 2000, 
data alla quale risale il rapporto di constatazione dei litri di scorte ob-
bligatorie mancanti. Su tali basi, essa ritiene poi che – tanto secondo 
l'art. 71 vCP che l'art. 98 CP, applicabili giusta l'art. 2 DPA – la prescri-
zione dell'azione penale abbia cominciato a decorrere proprio dal 14 
gennaio 2000. 

6.3 Pur ammettendo che il Tribunale federale ha recentemente manife-
stato la volontà di abbandonare la figura dell'unità d'infrazione, l'autori-
tà inferiore giustifica comunque ancora l'applicazione di tale istituto al-
la fattispecie in esame, per due motivi distinti. Da un lato, perché le in-
frazioni imputate al ricorrente sarebbero state commesse abitualmente 
rispettivamente  per  mestiere;  dall'altro,  poiché  la  manomissione  dei 
serbatoi  di  stoccaggio  e  la  falsificazione della  contabilità  si  sarebbe 

Pagina 8

A-4542/2007

estesa durante tutto il periodo in esame. Sulla scorta di queste rifles-
sioni, essa conclude quindi che sia conformemente all'art. 71 vCP se-
condo capoverso sia in base all'art. 98 CP il  termine di prescrizione 
dell'azione penale e delle infrazioni non sarebbe ancora trascorso.

6.4 Sennonché, il parere dell'autorità inferiore non può essere condivi-
so in base a nessuna delle due argomentazioni sviluppate. 

6.4.1 Contrariamente a quanto da lei rilevato, secondo il Tribunale fe-
derale il  fatto che singoli  atti  siano stati  compiuti  abitualmente o per 
mestiere non ne permette una trattazione unitaria sotto il profilo della 
prescrizione, bensì ha rilievo unicamente dal punto di vista della com-
misurazione della pena (DTF 124 IV 59,  consid. 3). Così  è per altro 
espressamente previsto anche dall'art. 38 cpv. 2 LIOm che considera il 
commettere infrazioni  per mestiere o abitualmente come circostanze 
aggravanti  in  presenza delle  quali  può essere  comminata  una pena 
pecuniaria (multa) di una volta e mezzo il normale.

6.4.2 Come osservato dall'autorità inferiore stessa, sempre il Tribunale 
federale ha inoltre da tempo abbandonato il principio dell'unità d'infra-
zione. Secondo la giurisprudenza più recente (DTF 131 IV 83, consid. 
2.4; decisione del Tribunale federale 6B.396/2008 del 25 agosto 2008, 
consid. 4.4; decisione del Tribunale penale federale SK.2008.5 del 26 
gennaio  2009,  consid. 7.1;  CHRISTOF RIEDO/MATTHIAS ZURBRÜGG,  op. cit., 
pag. 372), esso applica infatti l'art. 98 lett. b CP (l'autorità inferiore cita 
erroneamente la lett. c, che riguarda però i reati “permanenti”) in modo 
assai più restrittivo, ovvero solo quando vi sia un'unità normativa o – in 
ragione di una stretta relazione nel tempo e nello spazio – una cosid-
detta  unità  naturale  dell'atto  in  esame,  mentre  ritiene  che  infrazioni 
successive – compiute anche in ambito doganale, quali l'importazione 
fraudolenta di merci messa in atto in modo reiterato e ad intervalli re-
golari seguendo le medesime modalità – si prescrivano invece separa-
tamente, dal giorno in cui esse sono state commesse (art. 71 vCP pri-
mo capoverso rispettivamente art. 98 lett. a CP; decisione del Tribuna-
le  federale  6P.184/2004  e  6S.480/2004  del  9  marzo  2005,  consid. 
8.3.2,  in  cui  viene  pure  rinviato  alla  DTF 131  IV  83  (6S.163/2004); 
GILBERT KOLLY, in: Robert Roth/Laurent Moreillon [curatori], Code pénal 
I, Commentaire romand, Basilea 2009, ad art. 98, no. 18 segg.).

6.5 Preso atto del fatto che, in base al vecchio diritto, la prescrizione è 
di 7,5 anni, poiché la decorrenza del termine di prescrizione relativa è 
stata interrotta,  almeno una prima volta,  il  14 gennaio 2001 (art. 72 

Pagina 9

A-4542/2007

vCP;  MICHAEL BEUSCH,  in:  Martin  Zweifel/Peter  Athanas/Maja  Bauer-
Balmelli [curatori], op. cit., considerazioni introduttive ad art. 45-50, no. 
55), ne consegue che alla fattispecie dev'essere applicato il termine di 
prescrizione di 7 anni previsto dal nuovo diritto e che, dato che il 24 
marzo 2006 i termini che ancora decorrevano sono stati sospesi (art. 
11. cpv. 3 DPA; GAAC 70.60, consid. 3.d.cc), ogni infrazione commes-
sa prima del 24 marzo 1999 dev'essere considerata prescritta.

7.  
Per quanto precede, il ricorso è parzialmente accolto e l'incarto rinvia-
to all'autorità inferiore, affinché si pronunci nuovamente sull'entità delle 
imposte e dei  supplementi  d'imposta  dovuti,  dopo aver tenuto conto 
dell'intervenuta  prescrizione  per  le  infrazioni  precedenti  il  24  marzo 
1999.

Nel caso essa dovesse giungere alla conclusione che siano state com-
piute delle infrazioni che a tutt'oggi non sono ancora prescritte, tenen-
do conto delle garanzie di cui all'art. 29 cpv. 2 Cost, spetterà all'autori-
tà inferiore: da un lato, confrontarsi  con le ulteriori  censure sollevate 
nel ricorso del 4 luglio 2007 davanti al Tribunale amministrativo federa-
le; dall'altro, stabilire rispettivamente stimare – giusta l'art. 38 cpv. 3 
LIOm – l'importo dell'imposta sottratta tenendo parimenti  conto della 
giurisprudenza  e  della  dottrina  in  materia  (DIEGO CLAVADETSCHER,  in: 
Martin Kocher/Diego Clavadetscher [curatori], Handkommentar Zollge-
setz, Berna 2009, introduzione agli art. 117-129, no. 26).

8.  
In applicazione dell'art. 63 cpv. 2 PA, non vengono prelevate spese.

9.     
Giusta l'64 cpv. 1 PA, se ammette il ricorso, l'autorità giudicante asse-
gna al ricorrente un'indennità per le spese che ha sopportato. Il ricor-
rente ha agito nella presente procedura facendosi assistere  da un le-
gale iscritto nel registro degli avvocati del Cantone Ticino. Con riferi-
mento all'art. 7 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse 
e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo 
federale (TS-TAF; RS 173.320.2),  l'autorità  inferiore verserà al  ricor-
rente l'importo di fr. 2'500.-- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili per la pro-
cedura di ricorso davanti al Tribunale amministrativo federale.

Pagina 10

A-4542/2007

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto. L'incarto è rinviato alla Direzione ge-
nerale delle dogane,  affinché si pronunci nuovamente sull'entità delle 
imposte e dei supplementi d'imposta dovuti, ai sensi dei considerandi.

2.
Non si prelevano spese.

3.
Ad avvenuta crescita in giudicato del presente giudizio, l'autorità infe-
riore corrisponderà al ricorrente l'importo di fr. 2'500.-- a titolo di ripeti-
bili.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (atto giudiziario)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Michael Beusch Marco Savoldelli

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un ter-
mine  di  30  giorni  dalla  sua  notificazione,  nella  misura  in  cui  sono 
adempiute le condizioni di cui agli  art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 
della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17  giugno  2005  (LTF;  RS 
173.110). Gli  atti  scritti  devono essere redatti  in  una lingua ufficiale, 
contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed 
essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della par-
te ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 
allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

Pagina 11