# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 15da4e32-e08c-5cf8-8ed5-799e21da8c7d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-09-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 15.09.1997 52.1997.160
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1997-160_1997-09-15.html

## Full Text

Incarto n.

  52.97.00160-161

   

   

  	
  Lugano

  15 settembre 1997

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sui ricorsi 8 luglio 1997 di

 

	
   

  	
  __________

  __________

  patrocinati
  da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 18 giugno 1997 del Consiglio di Stato, no. 2989, che accoglie
  soltanto parzialmente le impugnative presentate dagli insorgenti avverso la
  decisione 9 luglio 1996 con cui il municipio di __________ ha rilasciato al
  __________ una licenza edilizia per costruire  6 case d'abitazione
  monofamiliari in località __________ (part. no. __________ RFD);

  

 

 

viste le risposte:

-    15 luglio 1997 del Consiglio di
Stato;

-    16 luglio 1997 del municipio di
__________;

-    25 agosto 1997 del Dipartimento del
territorio;

-    28 agosto 1997 del __________

 

letti
ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   L'8 marzo 1995 il __________
ha chiesto al municipio di __________ il permesso di costruire 6 ville
monofamiliari ed un'autorimessa collettiva per 12 auto in località __________,
su un terreno in forte pendio, parzialmente boschivo, confinante verso valle
con la strada cantonale (part. no. __________ RFD; zona estensiva). Le ville
sorgerebbero sulla fascia di terreno edificabile a forma allungata, situata a
circa 50 m sopra la strada e parallela ad essa. L'autorimessa verrebbe invece
edificata a livello della strada, sbancando in parte il sovrastante pendio roccioso.

Alla domanda si è opposta la baronessa __________, proprietaria
di un fondo contermine (part. no. __________ RFD).

 

 

                                  B.   Contemporaneamente
all'inoltro della domanda di costruzione il __________ ha chiesto al Consiglio
di Stato il permesso di dissodare 256 mq della fascia boschiva che si frappone
fra le ville e l'autorimessa, allo scopo di costruire quest'ultima assieme ad
una funicolare per accedere alle abitazioni.

Contro la domanda, pubblicata sul FU del __________, non sono
state inoltrate opposizioni.

Con risoluzione 25 ottobre 1995 il Consiglio di Stato l'ha
quindi accolta, autorizzando il dissodamento a condizioni che non occorre qui
illustrare.

 

 

                                  C.   L'8 marzo 1996 il __________
ha inoltrato al municipio una variante volta ad ottenere la licenza per
costruire un appartamento sopra l'autorimessa, spostando questo fabbricato
verso la strada in modo da ridurre lo sbancamento del pendio.

Alla variante si è opposta la baronessa __________ e la
__________, proprietaria di un fondo situato di fronte all'autorimessa,
sull’altro versante della strada cantonale (part. no. __________ RFD).

 

 

                                  D.   Raccolto il preavviso
favorevole del Dipartimento del Territorio, il 9 luglio 1996 il municipio ha
rilasciato la licenza richiesta, subordinandola a diverse condizioni, fra cui
quella di presentare una perizia geotecnica prima dell'inizio dei lavori.

Contro la licenza gli opponenti sono insorti davanti al
Consiglio di Stato, riproponendo e sviluppando le censure sollevate senza
successo in sede di opposizione.

 

 

                                  E.   Con giudizio 18 giugno 1997
il Consiglio di Stato ha parzialmente accolto le impugnative, subordinando la
licenza alla condizione di sopprimere un locale sotterraneo previsto sotto la funicolare
accanto all'autorimessa e destinato a fungere da cantina/

/riscaldamento.

Disattese le numerose censure d'ordine che gli insorgenti avevano
sollevato, il Governo ha anzitutto ritenuto che le costruzioni fossero conformi
alle normative vigenti in materia di aree di svago, accessi, protezione della
natura e del paesaggio.

In merito alle distanze dal bosco, esso ha poi ritenuto che
la situazione dei luoghi giustificasse la deroga concessa dal municipio per
costruire l'autorimessa alla distanza di soli 6 m dal bosco sovrastante. Il
locale sotterraneo di cui si è detto sopra non è invece stato autorizzato in
quanto ritenuto contrario alle distanze dal confine verso la part. no.
__________ RFD.

Respinte le contestazioni riferite alla pericolosità del
terreno dedotto in edificazione, non incluso nelle aree a rischio definite dal
PR, il Consiglio di Stato ha quindi sostanzialmente confermato la licenza.

 

 

                                  F.   Contro il predetto giudizio
governativo insorgono ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo la
baronessa __________ e la __________.

Riassunti i fatti salienti, le ricorrenti si limitano a
riproporre in questa sede le censure relative alla distanza dal bosco ed alla
pericolosità del terreno dedotto in edificazione.

Secondo le ricorrenti, i limiti del bosco, definiti da un
accertamento forestale del 16 marzo 1994, non farebbero stato, poiché il
Consiglio di Stato, approvando successivamente il PR, ha imposto al comune di
accertare l'estensione del bosco a confine con la zona edificabile su tutto il
territorio comunale. Le precedenti decisioni di accertamento sarebbero quindi
decadute. Comunque, proseguono, le opere in contestazione, distando soli 9,
rispettivamente 5 m dal bosco, non rispetterebbero le distanze minime
prescritte dall'art. 18 LALFo. Non sarebbero peraltro date circostanze eccezionali
per concedere una deroga alla distanza minima di 10 m prescritta da tale norma.

Pur non essendo situata in zona di pericolo, concludono, la
controversa edificazione sorgerebbe comunque su un terreno instabile. Prova ne
è che la licenza è stata subordinata alla presentazione di una perizia
geologica. Tale perizia dovrebbe tuttavia essere allestita prima del rilascio
della licenza e non soltanto prima dell'inizio dei lavori, impedendo agli
opponenti di verificarne i contenuti e di far semmai valere le loro ragioni.

 

 

                                  G.   All'accoglimento dei ricorsi
si oppongono il Consiglio di Stato ed il municipio di __________, che non
formulano particolari osservazioni.

Ad identica conclusione perviene il __________, che contesta
partitamente le tesi dell'insorgente con argomenti che verranno ripresi qui
appresso.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   I ricorsi, tempestivi, sono
ricevibili in ordine giusta l'art. 21 LE e possono essere decisi sulla base
degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm) con un unico giudizio (art. 52
PAmm).

Considerata la natura delle questioni sollevate con le
impugnative, le prove chieste dalle ricorrenti (sopralluogo, testi, perizia)
non appaiono tutto sommato suscettibili di procurare a questo Tribunale la
conoscenza di ulteriori elementi di fatto utili ai fini del presente giudizio.

 

 

                                   2.   Distanze dal bosco

 

2.1. Giusta l'art. 6 NAPR di __________, la distanza minima
delle nuove costruzioni dal limite del bosco è di 10 m. Per consentire
l'effettiva edificabilità del fondo, dispone ancora la norma in questione,
l'autorità cantonale competente può tuttavia concedere eccezionalmente deroghe
fino ad una distanza minima di 6 m, misurata dal limite del bosco.

Il limite della zona forestale è stabilito dai piani di
utilizzazione attraverso accertamenti del carattere forestale dei fondi confinanti
con le zone edificabili (cfr. art. 10 cpv. 2 e 13 cpv. 1 della legge federale
sulle foreste = LFo; RS 921.0; art. 20 cpv. 2 NAPR di __________).

 

2.2. Nel caso in esame, il Consiglio di Stato ha formalmente
accertato mediante risoluzione 16 marzo 1994 l’estensione del bosco che ricopre
la parte centrale del fondo del resistente, fissandone il margine inferiore ad
una distanza di circa 10 - 11 m dal ciglio della strada cantonale. La
risoluzione stabiliva che l'accertamento sarebbe rimasto valido sintanto che il
PR avesse incluso la part. no. __________ RFD nella zona edificabile.

Il PR di __________, entrato in vigore il 3 ottobre 1995 con
l'approvazione del Consiglio di Stato, ha attribuito il fondo in esame alla
zona edificabile. Se ne deve quindi dedurre che per questo fondo, a differenza
della maggior parte degli altri fondi edificabili confinanti con la zona
boschiva, per i quali non era stato esperito alcun accertamento forestale, i
limiti del bosco fossero definiti in modo vincolante e non soltanto a titolo
indicativo come altrimenti dispone l'art. 20 cpv. 1 NAPR.

Sulla base del limite del bosco fissato dal suddetto
accertamento, risulta che l'autorimessa prevista dalla variante 8 marzo 1996 a
valle delle ville non solo non rispetta la distanza minima dal bosco prescritta
dall'art. 6 NAPR, ma addirittura lo invade per una profondità di 1-2 m su un
fronte di circa 15 m, oltrepassando in tal modo il limite della zona
edificabile senza che peraltro risultino soddisfatti i presupposti dell'art. 24
LPT.

 

2.3. Con risoluzione 25 ottobre 1995, posteriore all’entrata
in vigore del PR e cresciuta formalmente in giudicato, il Consiglio di Stato ha
tuttavia rilasciato al __________ il permesso di dissodare una fascia di bosco,
situata immediatamente a monte dell'autorimessa. Con questo dissodamento, il
limite del bosco verrebbe arretrato di circa 6 m verso monte su un fronte poco
più lungo dell'autorimessa, lasciando comunque, verso N, la fascia boschiva che
ricopre il confine fra il fondo del __________ e quello della ricorrente
__________.

Le precedenti istanze ed il resistente hanno ritenuto che il
dissodamento autorizzato dal Governo sanasse il difetto dianzi rilevato,
permettendo all’autorimessa di sorgere completamente all’interno della zona
edificabile.

A torto, poiché, per principio, il permesso di dissodamento
non modifica l'azzonamento definito dal PR, estendendo la zona edificabile
all'area disboscata. Salvo casi particolari, che non occorre qui illustrare, la
destinazione dell'area dissodata dev'essere definita attraverso l'adozione di
una variante di PR secondo la procedura prescritta dalla LALPT. Diversamente,
verrebbe indirettamente riconosciuta all’autorità forestale la facoltà di modificare,
mediante la concessione di permessi di dissodamento, l’estensione delle zone
edificabili definita dal legislativo comunale. 

L'art. 20 cpv. 3 NAPR di __________ dispone invero che le superfici
forestali che vengono successivamente accertate come non tali sono assegnate
alla zona edificabile adiacente qualora siano completamente circondate da
quest'ultima. La norma mira essenzialmente a permettere che l’estensione della
zona edificabile a confine con il bosco, definita a titolo indicativo sintanto
che non viene formalmente accertato il limite dell’area forestale, possa essere
immediatamente posta in consonanza con le risultanze di tale accertamento. E'
quindi più che dubbio, per non dire escluso, che tale norma si applichi per
analogia anche ai casi di dissodamento di superfici forestali già definite
mediante formale accertamento.

La questione può comunque rimanere indecisa, poiché anche
nell'ipotesi più favorevole al resistente la distanza dal bosco rimarrebbe
inferiore al limite minimo di 6 m fissato dagli art. 18a LALFo e 6 NAPR per la
concessione di deroghe. E' in effetti innegabile che sul lato N, verso il
confine con la part. no. __________ RFD della ricorrente __________,
l'autorimessa verrebbe a sorgere ad appena m 1.50 dal limite del bosco ridefinito
dal permesso di dissodamento. L'angolo SW della costruzione, dal canto suo,
verrebbe a sorgere a circa 4 m dal bosco che continuerà a ricoprire il fondo
del __________ a cavallo del confine con la part. no. __________ RFD (cfr. tra
l'altro l'incongruenza, non decisiva ai fini del giudizio, riscontrabile
attorno a questo confine tra il limite del bosco definito dall’accertamento del
16 marzo 1994 e quello indicato nella decisione di dissodamento del 25 ottobre
1995). Verso monte e su tutta la lunghezza dell'autorimessa la distanza dal
limite del bosco dissodato (misurata a partire dal muro posteriore
dell'appartamento - in tratteggio sui piani - e non dal sottostante muro
dell'autorimessa) risulterebbe infine di soli 5 m.

Ora, anche ammettendo che la particolare situazione del fondo
del __________ possa giustificare la concessione di una deroga, tali distanze
risulterebbero comunque largamente inferiori al limite di 6 m previsto dagli
art. 18 LALFo e 6 NAPR. Non trattandosi di un difetto facilmente emendabile
mediante l'imposizione di clausole accessorie, in quanto riferita
all'autorimessa, la licenza non può quindi essere confermata.

 

2.4. Censurabili, siccome dettate da scelte progettuali di
mero comodo e non dalla necessità di consentire l'effettiva edificabilità del
fondo, come esige l'art. 6 cpv. 2 NAPR, sono pure le deroghe all'arretramento
minimo di 10 m dal bosco concesse dal municipio per le ville n. 2 e n. 3.

La disattenzione non è particolarmente significativa e
potrebbe al limite essere corretta, subordinando la licenza ad opportune
clausole accessorie. Un simile emendamento appare tuttavia superfluo, perché la
licenza deve comunque essere annullata anche nella misura in cui autorizza la
costruzione delle case d'abitazione. Venendo a cadere l'autorimessa, le ville
risultano in effetti prive di posteggi. Risultano quindi insoddisfatte le condizioni
poste dall'art. 44 NAPR, che impone di dotare i nuovi edifici di un adeguato
numero di posteggi.

Già per questi motivi, la licenza impugnata va pertanto
annullata assieme alla risoluzione governativa che a torto la conferma.

 

 

                                   3.   Perizia geotecnica

 

3.1. L'art. 24 cpv. 1 LE vieta le costruzioni sopra terreni
che non offrono sufficienti garanzie di salubrità e di stabilità o che risultano
esposti a pericoli particolari come valanghe, frane o inondazioni.

Il divieto di costruire su terreni inidonei all'edificazione
deve di principio essere sancito a livello di pianificazione, escludendo questi
fondi dalla zona edificabile (cfr. art. 28 cpv. 2 lett. l LALPT; DTF 114 a 249
seg.) Ove il pericolo non sia grave e manifesto, i PR possono tuttavia anche
includere certi terreni nella zona edificabile, subordinando il rilascio della
licenza alla presentazione di studi volti ad escludere la presenza di rischi
effettivi. In quest'ottica, l'art. 22 NAPR di __________ subordina il rilascio
di licenze edilizie per interventi situati nelle aree di potenziale pericolo
alla presentazione di una perizia geologica che ne comprovi la compatibilità
con le esigenze della sicurezza.

Ciò non esclude che l'autorità possa esigere la presentazione
di una simile perizia anche al di fuori di queste aree (art. 11 cpv. 2 RLE). In
questi casi, non essendo data quella presunzione di pericolo che scaturisce
dall'inclusione del fondo nella zona a rischio, l'autorità deve tuttavia
rendere plausibile la necessità di ulteriori studi, dimostrando sulla base di
accertamenti sommari o di elementi di giudizio tratti dalla comune esperienza,
che il fondo dedotto in edificazione è comunque esposto a rischi particolari
(RDAT 1991 I N. 38; Scolari, Commentario, II ed., N 1009).

Tanto nel caso in cui la perizia venga richiesta in
considerazione dell'inclusione del fondo in un'area di potenziale pericolo,
quanto nel caso in cui simile esigenza si fondi su una valutazione dei rischi
locali, gli studi specialistici vanno comunque chiesti e presentati prima del rilascio della licenza edilizia,
in modo da permettere all'autorità ed agli eventuali opponenti di verificare se
siano date sufficienti garanzie di sicurezza. Essendo in gioco un requisito
essenziale per il rilascio della licenza, l'autorità non può di principio
limitarsi a rilasciare quest'ultima, subordinando l’inizio dei lavori alla
presentazione degli studi necessari. Siffatto modo di procedere, oltre ad impedire
agli opponenti di prendere posizione sulle conclusioni di tali studi, toglie in
effetti all'autorità qualsiasi possibilità di negare la licenza nel caso in cui
il pericolo risulti fondato, costringendola a far capo ad una revoca della licenza
accordata.

 

3.2. Nel caso concreto, il fondo del resistente non è incluso
nell'area di potenziale pericolo definita dal PR di __________. Considerata la
situazione del fondo e tenuto contro dell'analoga raccomandazione formulata
dall'Istituto geologico cantonale, il municipio ha nondimeno ritenuto dati i
presupposti per esigere l'inoltro di una perizia geotecnica. Ha quindi
subordinato l'inizio dei lavori alla presentazione di un simile studio.

Dato che la licenza deve comunque essere annullata per i
motivi esposti ai precedenti considerandi, non occorre qui stabilire se fossero
effettivamente dati i presupposti per esigere l'allestimento di simili studi.
La questione andrà semmai affrontata e risolta nell'ambito di un'eventuale
nuova procedura di rilascio del permesso. In quest'ambito, va comunque ritenuto
che la condizione volta a subordinare l'inizio dei lavori alla presentazione di
una perizia geologica non può essere condivisa, poiché preclude all'autorità ed
ai ricorrenti la possibilità di operare le necessarie verifiche sul rispetto
dell'art. 24 LE prima del rilascio della licenza.

 

 

                                   4.   Ferme queste premesse, i
ricorsi vanno dunque accolti, annullando la licenza edilizia e la decisione
governativa che la conferma siccome lesive delle distanze dal bosco fissate
dall'art. 6 NAPR di __________.

La tassa di giustizia e le ripetibili seguono la soccombenza.

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 21, 24 LE; 18a LALFo, 6, 20, 22, 44 NAPR di __________, 3, 18, 28, 31,
60, 61, 65 PAmm

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   I ricorsi sono accolti.

§.  Di conseguenza sono annullate:

1.1.   la licenza edilizia 9 luglio 1996
rilasciata dal municipio di __________ al __________ per l'edificazione della
part. no. __________ RFD;

1.2.   la decisione 18 giugno 1997, no.
2989, del Consiglio di Stato.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia di fr.
1'500.-- è a carico del __________ che rifonderà fr. 1'500.-- a ciascuno dei
ricorrenti e titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario