# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 65cc9586-8c36-5ff4-9fb1-6e9ff16b6be4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-01-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 26.01.2021 15.2020.91
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2020-91_2021-01-26.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2020.91

  	
  Lugano

  26 gennaio 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso 27 agosto 2020 della

 

	
   

  	
  RI 1 IT-

  (patrocinata dall’avv. PA 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione di Lugano,
o meglio contro la notifica del precetto esecutivo emesso il 24 luglio 2020
nell’esecuzione n. __________ promossa dalla ricorrente nei confronti della

 

	
   

  	
  PI 1 

  (rappresentata dalla RA 1, )

   

  

ritenuto
in fatto e considerando in diritto:

 

                                         che a domanda della RI 1, il 24 luglio 2020 l’Ufficio d’ese­­cuzione (UE) di Lugano ha emesso il precetto
esecutivo n. __________ contro la società PI 1 per l’incasso di fr. 60'386.–
oltre agli interessi del 5% dal 1° luglio 2019 sulla scorta di un contratto di trasporto di merci del 5 febbraio 2019 e di fr. 3'822.70 per i costi di recupero del
credito e per le spese legate alla procedura d’ingiunzione;

 

                                         che
il precetto esecutivo è stato consegnato il 18 agosto 2020 nelle mani di PI 2,
dipendente della rappresentante del­-l’escussa, la RA 1, la quale ha interposto
opposizione totale all’esecuzione;

 

                                         che
con il ricorso in esame, del 27 agosto 2020, l’escutente contesta la validità
della notifica del precetto esecutivo, facendo valere che PI 2 non era
autorizzata a ritirarlo siccome non ha alcun “apparente legame” con l’escussa;

 

                                         che
il fatto per lei di essersi trovata nei locali della RA 1, il cui
amministratore unico RA 2 è anche gerente dell’escussa, è secondo la ricorrente
assolutamente ininfluente, poiché le due società godono di una personalità
giuridica distinta e indipendente;

 

                                         che
la ricorrente chiede pertanto di considerare la notifica del precetto esecutivo
come non avvenuta e di procedervi nuovamente per via di pubblicazione (art. 66
LEF), l’opposizione interposta da PI 2 dovendo a suo dire essere ritenuta come
non valida;

 

                                         che
nelle osservazioni al ricorso del 14 settembre 2020, RA 2 rileva per conto dell’escussa
che PI 2 è dipendente della RA 1, alla quale la PI 1 ha conferito un mandato di
rappresentanza anche nelle pratiche amministrative, sicché era autorizzata a
ritirare il precetto esecutivo;

 

                                         che
nelle sue del 18 settembre l’UE tiene ugualmente la notifica per efficace in
virtù dell’art. 65 LEF, ricordando che secondo la giurisprudenza del Tribunale
federale e di questa Camera è pure valida la notifica fatta a un impiegato di
una terza società che esercita la propria attività negli stessi locali della
società escussa, qualora il consegnatario sia in grado di trasmettere l’atto
senza ritardo a un rappresentante della società escussa (DTF 96 III 4 consid.
1; sentenza della CEF 15.2018.51 del 7 novembre 2018 consid. 3.1);

 

                                         che
nella fattispecie, invero, non risulta dagli atti il luogo in cui è stata
effettuata la notifica contestata, né pertanto se in tale luogo l’escussa e la RA
1 condividano locali;

 

                                         che
la questione può ad ogni modo rimanere indecisa, poiché anche se la notifica ad
PI 2 e l’opposizione interposta da quest’ultima dovessero ritenersi inefficaci,
questi atti sono stati ratificati dall’escussa con le osservazioni al ricorso,
con effetto retroattivo (sentenza della CEF 15.2017.15 del 4 marzo 2017, RtiD
2017 II 868 n. 39c consid. 5);

 

                                         che
del resto anche a voler seguire la tesi principale della ricorrente, il
precetto esecutivo non andrebbe notificato in via edittale come da lei
richiesto, ma andrebbe reputato notificato, per la pri­ma volta in modo valido,
a RA 2 in occasione della notifica del ricorso, sicché le sue osservazioni
dovrebbero essere parificate a una valida e tempestiva opposizione;

 

                                         che
il ricorso va di conseguenza respinto;

 

                                         che
per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  – avv.    
  ;

  –  .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.