# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 299a02a2-ec14-5cf4-b48d-501bac24fd96
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-03-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.03.2024 36.2023.38
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2023-38_2024-03-18.html

## Full Text

Incarto
  n.

  36.2023.38

   

  cs

  	
  Lugano

  18 marzo 2024     

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, cancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 18 dicembre 2023 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 28 novembre 2023 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione sociale contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  RI 1, nato nel 1967, è affiliato
presso CO 1 (in seguito: CO 1) per l’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie. 

 

                          1.2.  Con scritto del 3 ottobre 2022
indirizzato al medico fiduciario dell’assicuratore, il Prof. dr. med. __________,
primario presso il servizio multisito di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed
Estetica __________, posta la diagnosi di blefarocalasi sintomatica delle
palpebre superiori, ha proposto un intervento alfine di migliorare la
sintomatologia dell’assicurato (doc. 8). La richiesta è stata reiterata il 21
ottobre 2022, dopo che CO 1 ha rifiutato di assumersi i costi del trattamento
(doc. 7). Lo specialista ha ribadito che si tratta di una blefarocalasi
sintomatica e che RI 1 ha un campo visivo ridotto, soprattutto nei quadranti
cranio-laterali. Secondo il dr. med. __________, la sintomatologia è confermata
tramite un esame del campo visivo che mostra una sua riduzione (doc. 7).

 

                          1.3.   Il 31 ottobre 2022, dopo aver
acquisito il parere del proprio medico fiduciario e riferendosi ad una domanda
simile inoltrata in passato, nel 2014, CO 1 ha stabilito che non vi sono i
presupposti medici per mettere a carico della LAMal i costi dell’intervento,
poiché il disturbo “non è marcato e quindi non paragonabile ad una malattia”
(plico doc. 7). Il 17 maggio 2023 l’assicuratore ha ribadito la reiezione della
richiesta in seguito alla presa di posizione di un medito fiduciario
specializzato in casi oftalmologici (plico doc. 6). 

 

                          1.4.  Con decisione del 27 luglio 2023
(doc. 4), confermata dalla decisione su opposizione del 28 novembre 2023 (doc.
2), CO 1 ha respinto la richiesta di assunzione dei costi per un intervento di
blefaroplastica delle palpebre superiori. L’assicuratore, con riferimento ad
una sentenza KV.2014.19 del 29 giugno 2015 del Tribunale cantonale delle assicurazioni
del Canton Zurigo sostiene che in caso di blefarocalasi l’esecuzione di una
misurazione oftalmologica del campo visivo è considerata un metodo adeguato per
determinare la rilevanza patologica e per verificare o meno l’esistenza di un
danno alla salute. Riferendosi alla presa di posizione del medico fiduciario, CO
1 afferma che non vi sono significative restrizioni del campo visivo con
rilevanza patologica e l’intervento non può essere rimborsato dalla LAMal. Il
fatto che un intervento apporti dei miglioramenti non è sufficiente per
ammettere una presa a carico, così come la percezione di disagio
dell’assicurato. Dai referti medici non risulta alcuna irritazione o
lacrimazione cronica. 

 

                          1.5.  RI 1 è insorto al TCA contro la
predetta decisione su opposizione (doc. I), chiedendo, nel “petitum”, oltre al
rimborso delle prestazioni per l’intervento di blefaroplastica delle palpebre
superiori, quanto segue:

 

                              -   se il tempo di risposta
dall’opposizione alla decisione formale possa essere considerato congruo al
caso;

                              -  che il Tribunale riceva copia
completa in possesso dell’assicuratore della richiesta iniziale corredata da
motivazioni e esami tecnici, così da potersi esprimere con contezza di tutti
gli elementi riguardo a questo caso;

                              -  “L’intimazione a CO 1 di
specificare nelle proprie decisioni formali che le stesse non sono una
decisione di ultima istanza ma alla quale si può ricorrere ed a chi e in quali
termini. Non tutti gli assicurati conoscono tale diritto. In tutte le decisioni
viene sempre indicato il rimedio giuridico, anche in questo ambito dovrebbe
essere specificato. (Lo sarà specificato solo dopo che recatomi presso il
vostro Tribunale mi ha richiesto la decisione formale, in quest’ultima vengono
indicati i rimedi. Ma nella prima comunicazione non era stata indicata la
possibilità di richiedere una decisione formale e tantomeno i rimedi giuridici.”

 

                                  Nel merito l’insorgente contesta
il contenuto della decisione formale, poiché l’assicuratore si è limitato a
sostenere che il disturbo di cui è affetto non è marcato e quindi non è paragonabile
ad una patologia.

 

                                  Il ricorrente censura poi la
presa di posizione del medico fiduciario, dr. med. __________, che non lo ha
visitato e che si è opposto a conclusioni espresse da un medico qualificato, il
Prof. dr. med. __________, che ha compiuto una valutazione puntuale e
suffragata da esami obiettivi. La medicina non è una scienza esatta e quello
che può essere sopportabile per una persona potrebbe non esserlo per un’altra.
Per cui sarebbe necessaria un’approfondita anamnesi, esami che confermano la
patologia e visite approfondite. Non sarebbe inoltre chiaro cosa significhi
l’espressione “non paragonabile a una patologia”.

 

                                  L’assicurato evidenzia di essere
stato richiesto telefonicamente dall’assicuratore di organizzare una telefonata
e fornire il numero al Prof. dr. med. __________ per un approfondimento con il
medico fiduciario. Quest’ultimo, tuttavia, che ha conseguito la
specializzazione di oftalmologia l’11 dicembre 1989 e l’abilitazione quale
medico di fiducia nel 2022, non ha effettuato alcuna visita, non ha approfondito
la patologia di cui è affetto e non ha neppure esaminato il caso attraverso un
confronto scientifico con il Prof. dr. med. __________, primario. L’insorgente
non comprende come il medico fiduciario abbia potuto valutare aspetti che
devono essere osservati tramite consultazione diretta del paziente.

                                  Il ricorrente rileva di essersi
sottoposto ad un esame che accerta l’oggettiva riduzione del campo visivo, che
concerne una delle patologie che ha indotto ad inoltrare la richiesta per
l’intervento di blefaroplastica, ossia un intervento necessario per correggere
problemi funzionali o di salute legati alle palpebre.

 

                                  Secondo l’insorgente le
valutazioni del Prof. dr. med. __________ comprovano che le condizioni di cui
agli art. 25-31 LAMal per una presa a carico dell’intervento sono perfettamente
adempiute. 

 

                                  Egli evidenzia di avere una
copertura completa e di pagare il massimo, ossia, comprese le assicurazioni
complementari, fr. 844.55 al mese, mentre l’intervento ha un costo indicativo
tra fr. 3'000 e fr. 3'500, sottolinea che nell’allegato 1 dell’OPre non
esistono criteri oggettivi utilizzabili per la patologia di cui viene chiesto
il rimborso ed afferma che per questioni di economicità si potrebbe utilizzare
la medesima sala operatoria necessaria per l’intervento di rimozione di una
ciste, oggetto di altra procedura. Egli asserisce che “pagando il massimo
grado di copertura ritengo che il caso debba essere anche valutato riguardo
all’insieme dei rischi coperti che non si limitano a quelli previsti dalla
assicurazione di base e alla mia percezione di malattia, in termini di disagio
psicologico, fisico (come da finalità medicali che indicano come patologia
l’insieme dei sintomi che richiedono l’intervento”.

 

                                  Nonostante tale ultima
indicazione non è stato sostenuto che il signor RI 1 abbia postulato
dall’assicuratore complementare LAMal (__________, doc. B1 e B2) pretese in
relazione al programmato intervento.

 

                          1.6.   Con risposta del 16 gennaio 2024
l’assicuratore ha proposto la reiezione del ricorso con argomentazioni che,
laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III). Alle
parti è stata offerta la possibilità di ulteriormente esprimersi e di chiedere
l’acquisizione di specifiche prove (doc. IV del18 gennaio 2024).

 

                                  Per completare gli atti il
giudice delegato ha interpellato l’assicurato chiedendogli in particolare di
produrre la polizza assicurativa con l’assicuratore CO 1 (doc. V del 27
febbraio 2024), richiesta evasa dal signor RI 1 il successivo 1 marzo 2024
(doc. VI).

 

 

 

 

                                  in diritto

 

                                  in ordine

 

                          2.1.  Il ricorrente contesta il contenuto
della decisione formale del 27 luglio 2023, sostenendo che non ci sono
motivazioni puntuali e precise laddove figura che “il disturbo non è marcato
e quindi non paragonabile ad una patologia”. 

 

                                  Nella misura in cui l’assicurato
ne chiede la modifica, il ricorso è irricevibile. Infatti, la decisione su
opposizione sostituisce la prima decisione e diventa, in caso di ricorso,
oggetto del litigio (STF 9C_663/2021 del 6 novembre 2022, consid. 2, non
pubblicato in DTF 149 V 2, con rinvio alla STF 9C_777/2013 del 13 febbraio
2014, consid. 5.2.1; cfr. anche STF 8C_273/2022 dell’8 febbraio 2023, consid.
3.1 in fine con rinvio alla DTF 142 V 337, consid. 3.2.1. in fine). 

 

                          2.2.  Come indicato sub. 1.5. il ricorrente
accenna alla presenza di assicurazioni complementari alla LAMal ed afferma che
“pagando il massimo grado di copertura ritengo che il caso debba essere
anche valutato riguardo all’insieme dei rischi coperti che non si limitano a
quelli previsti dalla assicurazione di base e alla mia percezione di malattia,
in termini di disagio psicologico, fisico (come da finalità medicali che
indicano come patologia l’insieme dei sintomi che richiedono l’intervento”.

 

                                  Nella misura in cui l’assicurato
chiede il rimborso di prestazioni fondate sulle assicurazioni complementari
alla LAMal, il ricorso si rivela irricevibile, giacché tali controversie sono
rette da un’altra procedura (cfr. art. 7 CPC, art. 243 e seguenti CPC).

 

                          2.3.  L’insorgente si lamenta del tempo
trascorso tra la decisione formale del 27 luglio 2023 e la decisione su
opposizione del 28 novembre 2023, emessa in seguito all’opposizione del 14
agosto 2023. 

 

                                  Nel caso di specie l’assicuratore
ha emesso la propria decisione su opposizione tre mesi e mezzo dopo l’inoltro
dell’opposizione, ossia un termine che rientra ancora in un periodo ragionevole.
Il Tribunale federale ha infatti già
stabilito che un lasso di tempo di inattività di 5 mesi e mezzo non costituisce
una denegata giustizia (STF 8C_162/2022 del 9 agosto 2022, consid. 5.4: “S'agissant de la
période d'inactivité de l'intimée entre l'arrêt cantonal du 3 décembre 2020 et
le 18 mai 2021, il importe peu de savoir si elle constitue un simple
"temps mort" ou si elle est due à une surcharge de travail de
l'intimée - les deux hypothèses ne s'excluant d'ailleurs pas -, au vu
de sa brièveté, qui est insuffisante pour retenir un déni de justice”,
sottolineatura del redattore).

 

                                  Del resto,
ritenuto che in concreto non ci si trova a dover giudicare un ricorso per
denegata/ritardata giustizia poiché la Cassa nel frattempo ha emesso la
decisione su opposizione qui contestata, la questione non deve essere
approfondita. 

 

                          2.4.  L’insorgente si lamenta della
circostanza che l’assicuratore nei primi due scritti di rifiuto della
prestazione non ha indicato i mezzi di diritto. Solo dopo aver raccolto
informazioni presso questo Tribunale l’assicurato sarebbe venuto a conoscenza
della possibilità di chiedere l’emissione di una decisione formale. Egli chiede
che venga intimato a CO 1 l’obbligo di precisare la possibilità di impugnare le
proprie decisioni, indicandone l’istanza competente.

 

                                  Per
l’art. 49 cpv. 1 LPGA nei casi di ragguardevole entità o quando vi è disaccordo
con l’interessato l’assicuratore deve emanare per scritto le decisioni in
materia di prestazioni, crediti e ingiunzioni.

 

                                  Ai
sensi dell’art. 52 cpv. 1 LPGA le decisioni possono essere impugnate entro
trenta giorni facendo opposizione presso il servizio che le ha notificate;
fanno eccezione le decisioni processuali e pregiudiziali.

 

                                  Secondo
l’art. 52 cpv. 2 LPGA le decisioni su opposizione vanno pronunciate entro un
termine adeguato. Sono motivate e contengono un avvertimento relativo ai rimedi
giuridici.

 

                                  In concreto, il Prof. dr. med. __________,
per conto dell’insorgente, il 3 ottobre 2022 ha chiesto a CO 1 di esaminare
l’assunzione dei costi di un intervento di blefaroplastica delle palpebre
superiori. Con scritto del 31 ottobre 2022 l’assicuratore ha respinto la
richiesta, sostenendo che non erano dati i presupposti previsti dalla LAMal.

 

                                  Il 17 maggio 2023 CO 1 ha
ribadito la reiezione della richiesta con uno scritto indirizzato al Prof. dr.
med. __________, indicando che se “Lei e/o il nostro assicurato non è
d’accordo con la nostra presa di posizione, ha facoltà di richiedere una
decisione formale” (allegato doc. 6). 

                                  Il 10 luglio 2023 l’insorgente ha
chiesto l’emissione di una decisione formale (doc. 5), che è stata emanata il
27 luglio 2023 con l’indicazione della possibilità di inoltrare opposizione
all’assicuratore malattie, di cui è stato fornito l’indirizzo completo, entro
30 giorni dalla notifica (doc. 4). 

 

                                  Nella decisione su opposizione
del 23 novembre 2023, qui impugnata, in calce, figura la possibilità di
impugnarla al Tribunale delle assicurazioni del Cantone di domicilio
dell’assicurato entro 30 giorni dall’intimazione.

 

                                  In data 18 dicembre 2023
l’assicurato è tempestivamente insorto a questo Tribunale.

                                  Ora, a prescindere dalla
ricevibilità della domanda, questo Tribunale deve costatare che l’assicuratore
ha agito correttamente.

 

                                  Infatti, dopo aver dapprima
negato l’assunzione dei costi tramite semplice lettera (doc. 7 e 8), in seguito
ad un nuovo esame della fattispecie, CO 1 ha indicato la possibilità di domandare
l’emissione di una decisione formale (plico doc. 6), che ha poi in breve tempo emanato
dopo aver ricevuto una richiesta in tal senso dell’insorgente (doc. 4 e 5). 

                                  Inoltre, sia nella decisione
formale che nella decisione su opposizione, la convenuta ha indicato i mezzi di
impugnazione.

 

                                  Le contestazioni del
ricorrente vanno respinte.

 

                                  nel merito

 

                          2.5.  Per l’art. 3 cpv. 1 LPGA è considerata malattia qualsiasi danno alla salute fisica, mentale o
psichica che non sia la conseguenza di un infortunio e che richieda un esame o
una cura medica oppure provochi un’incapacità al lavoro.

 

                                  Ai sensi dell’art. 24 cpv. 1
LAMal l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi
delle prestazioni definite negli articoli 25-31, secondo le condizioni di cui
agli articoli 32-34. Per l’art. 24 cpv. 2 LAMal le prestazioni assunte sono
collegate alla data o al periodo di trattamento. 

 

                                  L’art. 25 cpv. 1 LAMal prevede
che l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi
delle prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi
postumi. 

 

                                  Secondo l’art. 25 cpv. 2 LAMal
queste prestazioni comprendono (lett. a) gli esami e le terapie ambulatoriali,
in ospedale o in una casa di cura, nonché le cure in ospedale dispensate (cifra
1) dal medico, (cifra 2) dal chiropratico, (cifra 3) da persone che effettuano
prestazioni previa prescrizione o indicazione di un medico o di un
chiropratico; (lett. b) le analisi, i medicamenti, i mezzi e gli apparecchi
diagnostici e terapeutici prescritti dal medico o, nei limiti stabili dal
Consiglio federale, dal chiropratico; (lett. c) un contributo alle spese di
cure balneari prescritte dal medico; (lett. d) i provvedimenti di
riabilitazione medica, eseguiti o prescritti dal medico; (lett. e) la degenza
in ospedale secondo lo standard del reparto comune; (lett. f bis) la degenza in
caso di parto in una casa per partorienti (art. 29); (lett. g) un contributo
alle spese di trasporto necessarie dal profilo medico e alle spese di
salvataggio; (lett. h) la prestazione effettuata dal farmacista al momento di
fornire i medicamenti prescritti dal medico secondo la lettera b. 

 

                                  Secondo l’art. 32 cpv. 1 LAMal le
prestazioni di cui agli articoli 25–31 devono essere efficaci, appropriate ed
economiche. L’efficacia deve essere comprovata secondo metodi scientifici.
L’efficacia, l’appropriatezza e l’economicità delle prestazioni sono
riesaminate periodicamente (art. 33 cpv. 2 LAMal).

 

                                  Il Consiglio
federale può designare le prestazioni fornite da un medico o chiropratico i cui
costi non sono assunti dall’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie o lo sono soltanto a determinate condizioni (art. 33 cpv. 1
LAMal), definisce le prestazioni di cui all’articolo 25 capoverso 2 non
effettuate da un medico o chiropratico e le prestazioni di cui agli articoli
26, 29 capoverso 2 lettere a e c e 31 capoverso 1 (art. 33 cpv. 2 LAMal),
determina in quale misura l’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie assume i costi d’una prestazione, nuova o contestata, la cui
efficacia, idoneità o economicità sono ancora in fase di valutazione (art. 33
cpv. 3 LAMal), nomina commissioni che consulta ai fini della designazione delle
prestazioni. Provvede al coordinamento dei lavori di queste commissioni (art.
33 cpv. 4 LAMal), può delegare al Dipartimento o all’Ufficio federale le competenze
di cui ai capoversi 1–3 (art. 33 cpv. 5 LAMal). 

 

                                  Questa disposizione si fonda
sulla presunzione che medici e chiropratici applichino trattamenti e misure
conformi all'art. 32 cpv. 1 LAMal.

 

                                  È pertanto compito del Consiglio
federale stilare una lista negativa di prestazioni che non rispettano questi
criteri o che li rispettano solo parzialmente o a determinate condizioni (RAMI
2000 no. KV 113 pag. 130 consid. 4a; DTF 125 V 28 consid. 5b).

                                  Le citate competenze sono state
delegate al Dipartimento federale dell'interno (DFI) che, in data 29 settembre 1995,
 ha promulgato l'Ordinanza sulle prestazioni dell'assicurazione obbligatoria
delle cure medico-sanitarie (Ordinanza sulle prestazioni, OPre). 

 

                          2.6.  La questione dell’assunzione dei
costi di interventi di correzione chirurgica da parte della LAMal è stata
oggetto di un’abbondante giurisprudenza federale (cfr. sentenza K 132/04 del 2
febbraio 2006, consid. 2.2). In questo contesto il Tribunale federale ha in
particolare delimitato i casi che concernono la chirurgia estetica, dove lo
scopo principale dell’intervento è quello di rendere una parte del corpo più
bella o maggiormente conforme ai canoni di bellezza ideali da quelli che, anche
se l’aspetto estetico non è totalmente assente, devono essere considerati come
aventi valore di malattia ai sensi della legge e, di conseguenza, sono coperti
dall’assicurazione malattie. 

 

                                  In una sentenza
9C_365/2010 del 28 febbraio 2011, al consid. 2, il TF ha ricordato che un
difetto estetico non configura di per sé un rischio (di malattia) assicurato
dalla LAMal (cfr. anche DTF 111 V 231, consid. 1a). Nondimeno, se un simile
difetto provoca disturbi di valore patologico, il trattamento medico -  e con
esso la rimozione del difetto estetico quale causa della malattia – messo in
atto per la cura di queste conseguenze patologiche costituisce una prestazione
obbligatoria (RAMI 1992 n° KV 903 pag. 231 consid. 2c, 1991 n° KV 876 pag. 247
consid. 2b, sentenza K 87/02 del 24 dicembre 2002 consid. 1.2). Similmente
l’assicuratore malattie è chiamato ad assumersi, a determinate condizioni, i
costi di un intervento chirurgico eseguito per il trattamento di un difetto
estetico secondario, dovuto a una malattia o a un infortunio (DTF 121 V 119
consid. 1 pag. 121; cfr. anche sentenza 9C_126/2008 del 30 ottobre 2008 consid.
4.1).

 

                                  In una sentenza
9C_319/2015 del 9 maggio 2016, pubblicata in SVR 2016, KV n. 16, pag. 80, il
Tribunale federale ha giudicato il caso di una donna che ha subito due
operazioni di riduzione dello stomaco, rimborsate dall’assicuratore malattie,
con successiva riduzione del peso che aveva provocato una dermatocalasi con
eccessi di pelle cascante nella regione del petto e della coscia, come pure un
cosiddetto grembiule di grasso a livello della pancia. L’Alta Corte ha
stabilito che il relativo rassodamento chirurgico non costituisce una
prestazione obbligatoriamente a carico della LAMal poiché, in base a criteri
oggettivi, non si tratta di una vera deturpazione dell’aspetto esteriore:

 

" (…)

3.2. Gerade im Zusammenhang mit Mammaptose,
Bauchfettschürzen und Hauterschlaffung an den Oberschenkeln nach
Gewichtsabnahme hat das Bundesgericht klargestellt, dass sich grundsätzlich
nach objektiven Kriterien beurteilt, ob ein ästhetischer Mangel als entstellend
zu bezeichnen ist. Dazu gehört die gesellschaftliche Anschauung. Ebenfalls von
Bedeutung ist, inwiefern sich der von der Norm abweichende Zustand aus
ästhetischen Gründen negativ auf das Erwerbsleben auswirkt. Mit Blick auf das
Gebot der Gleichbehandlung der Versicherten (Art. 13 Abs. 2 lit. a
KVG und Art. 8 Abs. 1 BV) ist von einem engen Begriffsverständnis von
«entstellend» auszugehen. Subjektive Faktoren, insbesondere die persönliche
Anschauung, haben ausser Acht zu bleiben. Ihnen wird bei der Frage Rechnung
getragen, ob der ästhetische Mangel körperliche oder psychische Beschwerden mit
Krankheitswert verursacht, welche mit der Behebung des zugrundeliegenden
Mangels beseitigt werden können (zu Letzterem vgl. E. 2 hievor; Urteile
9C_560/2014 vom 3. November 2014 E. 4.3 und 9C_126/2008 vom 30. Oktober 2008 E.
4.3.2 und 4.3.3; Urteil K 15/04 vom 26. August 2004 E. 3.2.2; Andreas Traub,
Krankheitswert und Behandlungsbedürftigkeit: Rechtsprechungsübersicht, in:
Rechtsfragen zum Krankheitsbegriff, Gächter/Schwendener [Hrsg.], 2009, S. 47
ff., 65).  

 

3.3. Im Lichte dieser Grundsätze hat das
Bundesgericht verschiedentlich erkannt, dass Mammaptosen, Fettschürzen und
Hauterschlaffungen an den Oberschenkeln in aller Regel nicht als entstellend
bezeichnet werden können (RKUV 2006 Nr. KV 358 S. 55, K 135/04 E. 2.3 in fine;
1985 Nr. K 638 S. 197, K 94/84 E. 2b; Urteile 9C_560/2014 vom 3. November 2014 E.
4.2 und 4.3 sowie 9C_126/2008 vom 30. Oktober 2008 E. 4.3.3; Urteile K 50/05
vom 22. Juni 2005 E. 3.2 in fine und K 15/04 vom 26. August 2004 E. 3.2.2).
Auch im vorliegend zu beurteilenden Fall kann die Dermatochalasis an den drei
erwähnten Körperstellen aufgrund der medizinischen Akten und der von der
Abteilung für Hand- und Plastische Chirurgie am Spital B.________ aufgenommenen
Fotos bei objektiver Betrachtungsweise nicht als geradezu entstellende
Verunstaltung des äusseren Erscheinungsbildes bezeichnet werden. Die
Beschwerdeführerin macht denn auch nicht geltend, dass sich die
Hauterschlaffung im Sinne der dargelegten Rechtsprechung (E. 3.2 hievor) aus
ästhetischen Gründen negativ auf ihr Erwerbsleben auswirkt. An dieser
Betrachtungsweise ändert nichts, dass sich die (im Zeitpunkt des ablehnenden
Verwaltungsentscheids) 56-jährige Versicherte mit Bezug auf die Hautsituation
als "massiv vorgealtert" empfindet (so auch Bericht des Spitals
B.________ vom 11. Februar 2014). Eine Leistungspflicht des Krankenversicherers
für die ins Auge gefassten Hautkorrekturoperationen entfällt demnach auch unter
rein ästhetischem Blickwinkel.”  

 

                                  In una sentenza 9C_552/2018 del 21 dicembre 2018 il TF, al consid. 3.2,
ha rammentato:

 

" (…) On
ajoutera que les défauts esthétiques en tant que conséquence d'une maladie ou
d'un accident n'ont pas valeur de maladie. La jurisprudence reconnaît cependant
que l'assurance obligatoire des soins est tenue de prendre en charge un
traitement chirurgical lorsque, servant à l'élimination d'une atteinte
secondaire due à la maladie ou à un accident, il permet de corriger des
altérations externes de certaines parties du corps - en particulier le visage -
visibles et spécialement sensibles sur le plan esthétique; aussi longtemps que
subsiste une imperfection de ce genre due à la maladie ou à un accident, ayant
une certaine ampleur et à laquelle une opération de chirurgie esthétique peut
remédier, l'assurance doit assumer les frais de cette intervention, à condition
qu'elle eût à répondre également des suites immédiates de l'accident ou de la
maladie. Il faut également réserver les situations où l'altération, sans être
visible ou particulièrement sensible ou même sans être grave, provoque des
douleurs ou des limitations fonctionnelles qui ont clairement valeur de
maladie. Il en est ainsi des cicatrices qui provoquent d'importantes douleurs
ou qui limitent sensiblement la mobilité (ATF 138 V 131 consid. 5.1 p.
134; 111 V 229 consid. 1c p. 232; arrêts 9C_255/2016 du 17 février 2017
consid. 3.2, 9C_319/2015 du
9 mai 2016 consid. 3.1 et 3.2 et les références).”

                                  

                                  Con sentenza
9C_592/2019 del 25 maggio 2020, pubblicata in SVR 2020, KV n. 27, pag. 132, il
Tribunale federale ha stabilito che una perdita di peso superiore alla metà del
proprio peso corporeo (da 140 a 65 chilogrammi per un’altezza di 175
centimetri) a seguito di un bypass gastrico, costituisce di per sé un’anomalia
che adempie il concetto di malattia (consid. 4.2.1). Nel caso in cui i
rilevanti eccessi di pelle localizzati alle cosce comportino dolori e
impedimenti, come pure una sollevabilità della pelle di circa 15 centimetri per
gamba, essi rappresentano – quale conseguenza della cura della malattia
(adipositas per magna) – uno stato patologico, la cui correzione chirurgica
deve essere assunta dall’assicurazione delle cure medico-sanitarie a titolo di
prestazione obbligatoria (consid. 4.2-4.2.2).

 

                                  In una sentenza
9C_222/2023 del 18 dicembre 2023 il Tribunale federale ha dovuto giudicare il
caso di un assicurato, nato nel 2000, che, in seguito a cicatrici ipertrofiche,
resistenti alle terapie, sulla guancia destra, sulla parasternale sinistra e
sulla spalla sinistra, per il tramite di una dr.ssa specialista in chirurgia
plastica, ricostruttiva ed estetica, ha chiesto il rimborso dei costi per
un’asportazione con successiva irradiazione delle parti del corpo interessate.

                                  L’assicuratore
aveva deciso di rimborsare i costi dell’intervento alla guancia ma non alle
altre parti del corpo.

 

                                  Il Tribunale
federale ha respinto il ricorso dell’assicurato.

 

                                  L’Alta Corte ha
rammentato che un difetto esclusivamente estetico non rientra di norma tra i
rischi assicurati dalla LAMal. Gli interventi per correggere le differenze in
relazione all’aspetto ideale o ritenuto normale non sono di principio finalizzati
a curare, ridurre o prevenire le patologie o a mantenere lo stato di salute.
Disturbi comunemente ritenuti quali difetti estetici che si sviluppano
naturalmente, come un naso vistoso, orecchie sporgenti, un fisico
sovradimensionato, nei di natura benigna, rughe sul viso, palpebre cadenti,
borse sotto gli occhi, perdita di capelli o seni che non corrispondono al
presunto ideale di bellezza, non hanno carattere di malattia, a condizione che non siano collegati a disturbi funzionali o che i disturbi funzionali
siano concretamente prevedibili (STF K 132/04
del 2 febbraio 2006 consid. 2.2, STF K 1 /05 del 16 agosto 2005 consid. 1.2 e
3; cfr. Gebhard Eugster, SBVR, 3a edizione 2016, pag. 497 Nr. 303). 

 

                                  Tuttavia,
il valore di malattia non può essere negato a priori nel caso di un difetto
estetico che si scosta molto dalla norma (STF K 4/04 del 17 agosto 2005 consid.
5.1, pubblicata in: SVR 2006 KV Nr. 13 pag. 41, STF K 50/99 dell'8 agosto 2000,
pubblicata in: RAMI 2000 KV Nr. 113 pag. 126). 

                                  La
LAMal deve rimborsare i costi degli interventi se il disturbo estetico è
associato a un danno fisico o psichico con valore di malattia (STF K 1/05 del
16 agosto 2005 consid. 1.2; STF 9C_465/2010 del 20 settembre 2010 consid. 6.2, pubblicata
in: SVR 2011 KV No. 11 p. 44; Eugster, op. cit., pag. 497 n. 304). Questi difetti
estetici, soprattutto in parti del corpo visibili ed esteticamente
particolarmente sensibili come il viso, possono essere considerati malattie se
si scostano notevolmente dal concetto ideale o normale e sono quindi percepiti
come deturpanti (STF 9C_572/2015 del 22 giugno 2016 consid. 2, pubblicata in: SVR
2016 KV Nr. 15 pag. 77; STF 9C_246/2020 del 4 marzo 2021 consid. 5.1,
pubblicata in: SVR 2021 KV Nr. 16 pag. 86). Quando un difetto estetico
possa essere definito deturpante viene stabilito tramite criteri
oggettivi. Occorre tenere in considerazione la visione globale della
società. Altrettanto importante è fino a che punto il difetto estetico si
ripercuote negativamente sulla vita lavorativa. In relazione alla parità di
trattamento tra gli assicurati si deve partire da un'interpretazione restrittiva
del termine deturpante. I fattori soggettivi, soprattutto le opinioni
personali, devono essere ignorati. Essi sono presi in considerazione quando
occorre valutare se il difetto estetico causa disturbi fisici o psichici con
valore di malattia, che possono essere eliminati correggendo il difetto (STF
9C_319/2015 del 9 maggio 2016 consid. 3.2, pubblicata in: SVR 2016 KV Nr. 16
pag. 80). Anche piccoli difetti estetici possono portare ad un trattamento
se causano disturbi o perdita di funzionalità con grande valore di malattia. Ciò
vale, ad esempio, per cicatrici che causano dolori importanti o limitano
significativamente la mobilità (STF 9C_572/2015 del 22 giugno 2016 consid. 4.2,
pubblicata in: SVR 2016 KV Nr. 15 pag. 77, STF K 135/04 del 17 gennaio, 2006 consid.
1, pubblicata in: RAMI 2006 KV Nr. 358 pag. 55 e STF K 50/05 del 22 giugno 2005
consid. 2.2). 

 

                          2.7.  In concreto, dalle
tavole processuali emerge che il 7 maggio 2014 la dr.ssa med. __________, FMH
oftalmologia e oftalmochirurgia, ha inoltrato a CO 1 uno scritto con
l’indicazione che l’insorgente soffre di una dermatocalasi bilaterale che
limita il suo campo visivo superiore ed ha chiesto se fosse possibile la presa
a carico dei costi per un intervento di blefaroplastica (doc. 9). Il 20 maggio
2014 il medico fiduciario ha negato il valore di malattia al disturbo di cui è
affetto l’insorgente ed ha proposto di respingere la richiesta (allegato doc.
9). 

 

                                  Il 3 ottobre 2022
il Prof. dr. med. __________, primario presso il servizio multisito di
Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica __________, posta la diagnosi di
blefarocalasi sintomatica delle palpebre superiori, ha affermato:

 

" (…) Paziente che ha notato un progressivo cedimento delle palpebre
superiori che gli danno fastidio, anche perché ha una costante impressione di
avere un campo visivo ridotto. Paziente riferisce che questa sensazione è recentemente
aumentata, visto che ha perso notevolmente peso.

Paziente sano, non assume
farmaci. Non fuma.

 

Esame obiettivo

Eccesso cutaneo delle
palpebre superiori con clinicamente riduzione del campo visivo.

Obiettivazione: vedi referto
del campo visivo allegato.

 

Valutazione e procedere

In virtù della
sintomatologia, propongo di procedere con una blefaroplastica delle palpebre
superiori in modo da migliorare la sintomatologia del paziente. Questo
intervento può evidentemente essere eseguito secondo la tariffa Tarmed in
ambulatoriale con anestesia locale eseguita dal chirurgo. Conseguentemente Le
chiedo gentilmente di valutare la presa a carico.” (doc. 8)

 

                                  Al referto è stato
allegato l’esame del campo visivo del 30 agosto 2022 ed alcune fotografie.

 

                                  Il 31 ottobre 2022
la dr.ssa med. __________, medica fiduciaria dell’assicuratore, ha proposto di
negare l’assunzione dei costi dell’intervento, non essendo dato il valore di
malattia al disturbo accusato dall’insorgente (“Es besteht hier keine
erhebliche körperliche Beeinträchtigung und damit auch keine Leistungspflicht
der OKP bezüglich der vorgeschlagenen Operation”).

 

                                  Il 21 ottobre 2022
il Prof. dr. med. __________, ha scritto alla fiduciaria dell’assicuratore,
affermando:

 

" (…) Ribadisco che si tratta di una blefarocalasi sintomatica. Il
paziente spiega chiaramente che ha un campo visivo ridotto, soprattutto nei
quadranti cranio-laterali. Questa sintomatologia viene confermata tramite un
esame del campo visivo che, secondo me, mostra comunque una determinata
riduzione del campo visivo, questo in modo obiettivo.

Conseguentemente, le chiedo
di rivalutare la situazione e rispettivamente spiegare soprattutto al paziente
come mai rifiutate questa presa a carico.” (doc. 7)

 

                                  Il 31 ottobre 2022 la
dr.ssa med. __________ ha ribadito che non vi è alcun elemento per mettere a
carico della LAMal i costi dell’intervento (allegato doc. 7).

 

                                  In data 17 maggio
2023 anche il medico fiduciario dr. med. __________, “Facharzt für
Ophtalmologie, speziell Ophtalmochirurgie” ha esaminato la documentazione,
ritenendo che i presupposti per un rimborso della prestazione non sono dati. 

                                  Lo specialista ha
ritenuto che frontalmente vi è unicamente un leggero restringimento delle
fessure palpebrali in entrambi i lati. Oltre ad un incipiente cedimento
dell’area sopraccigliare, è presente una moderata dermatocalasi con piega
cutanea continua e leggera sovrapposizione cutanea laterale. I bordi delle
palpebre sono chiaramente sopra le pupille, che non sono nemmeno parzialmente
nascoste nelle immagini laterali o semi-oblique.

                                  Il medico
fiduciario rileva inoltre che non sono stati eseguiti esami cinetici delle
pupille e delle palpebre e che l’esame statico Octopus eseguito non è adatto
alla verifica dei limiti temporali esterni. Quest’ultimo non sarebbe inoltre
plausibile poiché la copertura dell’iride da parte della palpebra è
rappresentata in maniera irregolare. Lo specialista ribadisce che dalla
documentazione le pupille risultano completamente libere e il bordo palpebrale
si situa ben al di sopra della pupilla. In base al triangolo temporale sclerale
la pupilla è chiaramente riconoscibile. Non vi sono pertanto significative
restrizioni del campo visivo con rilevanza patologica e l’intervento non va a
carico della LAMal (“Frontal ist lediglich eine leichte Lidspaltenverengung
bds zu sehen. Neben einer beginnenden Senkung der
Brauenpartie besteht eine mässigradige Dermatochalase der OL bds mit
durchgehender Hautfalte und leichter Hautüberlappung seitlich. Die Lidkanten
verlaufen bds deutlich oberhalb der Pupillen, diese werden weder auf den
seitlichen, noch auf den halbschrägen Aufnahmen nur ansatzweise verdeckt.
Leider wurden keine kinetischen GF gemacht. Die statischen Octopus GF sind für
eine Beurteilung der temporalen Aussengrenzen gänzlich ungeeignet. Ebenso ist
die Darstellung mit unregelmässigen Ausfällen nach oben unplausibel. Aufgrund
der Lidspaltenkonfiguration mit bds vollständig freier Pupille und einem
Lidkantenverlauf weit oberhalb der Pupillen sowie einem deutlich erkennbaren
Skleradreieck temporal sind keine wesentliche GF-Einschränkungen, welche Krankheitsrelevanz
erlangen, zu erwarten”).

 

                                  Non è stata prodotta ulteriore documentazione medica.

 

                          2.8.  Per costante giurisprudenza, in
un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02
dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                  Nella DTF 125 V 351 seg. (=
SVR 2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. 

                                  Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                  In
una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465
consid. 4.4 e consid. 4.7, il Tribunale federale ha precisato che il giudice
delle assicurazioni sociali può fondare la propria sentenza su rapporti
allestiti da medici che si trovano alle dipendenze dell’amministrazione, a
condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno il più lieve, a proposito
della correttezza delle conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo
l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi che la Corte europea dei
diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli
assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei
medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra
questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le
certificazioni dei medici curanti.

 

                                  Trattandosi
invece di perizie affidate dagli assicuratori sociali a medici esterni
all’amministrazione o a servizi specializzati indipendenti in ossequio alla
procedura di cui all’art. 44 LPGA, esse godono di piena forza probatoria, a
condizione che non esistano indizi concreti che ne mettano in dubbio
l’affidabilità (cfr. STF 8C_839/2016 del 12 aprile 2017 consid. 3.2 e
8C_862/2014 del 2 aprile 2015 consid. 3.2 e riferimenti ivi citati).

 

                                  Per
quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante è che
esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi,
che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato
redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione
del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR
2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U
252, p. 191ss.; DTF 122 V 160 ss., consid. 1c e riferimenti). 

                                  L'elemento
rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo
di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma
semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                  È
infine utile osservare che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il
giudice non può evadere la vertenza senza valutare l’intero materiale e
indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro. Al riguardo va, tuttavia, precisato che non si può pretendere dal
giudice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente
da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si
evidenziano delle carenze e qual è l’opinione più adeguata (cfr. STFA I 811/03
del 31 gennaio 2005, consid. 5 in fine; STFA I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR
2000 UV Nr. 10 p. 35 consid. 4b).

 

                          2.9.
  Va ancora rammentato che
per l’art. 57 cpv. 1 LAMal gli assicuratori o le rispettive federazioni
designano, d’intesa con le società mediche cantonali, i medici di fiducia.
Questi devono soddisfare le condizioni d’autorizzazione ai sensi dell’articolo
36 e avere, inoltre durante almeno cinque anni, esercitato presso uno studio
medico o rivestito una funzione medica direttiva in ospedale.

 

Secondo l’art. 57 cpv.
4 LAMal il medico di fiducia consiglia l’assicuratore su questioni d’ordine
medico come pure su problemi relativi alla rimunerazione e all’applicazione
delle tariffe. Esamina in particolare se sono adempite le condizioni
d’assunzione d’una prestazione da parte dell’assicuratore.

 

L’art. 57 cpv. 5 LAMal
prevede che il medico di fiducia decide autonomamente. Né l’assicuratore né il
fornitore di prestazioni e le rispettive federazioni possono impartirgli
istruzioni.

 

Ai sensi dell’art. 57
cpv. 6 LAMal i fornitori di prestazioni devono trasmettere ai medici di fiducia
le informazioni necessarie per l’adempimento dei compiti ai sensi del capoverso
4. Se non è possibile ottenerle altrimenti, il medico di fiducia può esaminare
personalmente l’assicurato; ne deve prima informare il medico curante e
comunicargli il risultato dell’esame. Tuttavia, in casi debitamente motivati,
l’assicurato può esigere che l’esame di controllo sia effettuato da un altro
medico. Se l’assicurato non si accorda in merito con l’assicuratore, la
decisione spetta, in deroga all’articolo 58 capoverso 1 LPGA, al tribunale
arbitrale ai sensi dell’articolo 89. 

 

Per l’art. 57 cpv. 7
LAMal i medici di fiducia trasmettono agli organi competenti degli assicuratori
unicamente le indicazioni necessarie per decidere l’assunzione delle
prestazioni, stabilire la rimunerazione, calcolare la compensazione dei rischi
o motivare una decisione. Ciò facendo salvaguardano i diritti della personalità
degli assicurati. 

 

                        2.10.  In concreto, questo Tribunale,
chiamato a verificare se lo stato di salute del ricorrente è stato
accuratamente vagliato dall’amministrazione, dopo attento esame della
documentazione medica agli atti, non ha alcun motivo per scostarsi dalle
conclusioni dell’assicuratore convenuto.

 

                                  Nel caso di specie non sono
infatti date le condizioni per ritenere che il disturbo di cui è affetto il
ricorrente abbia valore di malattia. 

                                  Dalla documentazione medica agli
atti non risulta che la blefarocalasi sintomatica delle palpebre superiori
necessiti un intervento per correggere disturbi funzionali o di salute legati
alle palpebre o ad altri organi o per curare, ridurre o prevenire
delle patologie o a mantenere lo stato di salute. 

 

                                  L’esame puntuale ed approfondito
dei referti oftalmologici e delle fotografie prodotte dall’insorgente nelle
more amministrative, ad opera del medico fiduciario dr. med. Urech, specialista
in oftalmologia, permette di concludere che l’interessato non ha alcuna restrizione
significativa del campo visivo con rilevanza patologica e pertanto che
l’intervento non va posto a carico della LAMal.

 

                                  Il medico fiduciario ha esaminato
accuratamente l’intera documentazione messa a sua disposizione ed ha valutato
il valore patologico del disturbo di cui è affetto l’insorgente sulla base di
una valutazione complessiva della fattispecie. Lo specialista ha stabilito che frontalmente vi è unicamente un leggero restringimento delle fessure
palpebrali in entrambi i lati ed oltre ad un incipiente cedimento dell’area
sopraccigliare, è presente una moderata dermatocalasi con piega cutanea
continua e leggera sovrapposizione cutanea laterale. I bordi delle palpebre
sono chiaramente sopra le pupille, che non sono nemmeno parzialmente nascoste
nelle immagini laterali o semi-oblique. In base al triangolo temporale sclerale
la pupilla è chiaramente riconoscibile (“Frontal ist lediglich eine leichte
Lidspaltenverengung bds zu sehen. Neben einer
beginnenden Senkung der Brauenpartie besteht eine mässigradige Dermatochalase
der OL bds mit durchgehender Hautfalte und leichter Hautüberlappung seitlich.
Die Lidkanten verlaufen bds deutlich oberhalb der Pupillen, diese werden weder
auf den seitlichen, noch auf den halbschrägen Aufnahmen nur ansatzweise
verdeckt […] Aufgrund der Lidspaltenkofiguration
mit bds vollständig freier Pupille und einem Lidkantenverlauf weit oberhalb der
Pupillen sowie einem deutlich erkennbaren Skleradreieck temporal sind keine
wesentliche GF-Einschränkungen, welche Krankheitsrelevanz erlangen, zu erwarten”).

                                  In concreto, non sussiste alcun dubbio, neppure il più lieve, a
proposito della correttezza delle conclusioni contenute nel referto del dr.
med. __________.

                                  Non vi è pertanto
alcuno spazio per mettere l’intervento di blefaroplastica delle palpebre
superiori a carico della LAMal.

 

                                  Nulla cambia al valore probatorio
della presa di posizione del dr. med. __________ la circostanza che
l’assicuratore, in un primo tempo, salvo poi rinunciarvi, avrebbe chiesto
all’insorgente di organizzare una telefonata tra il medico curante, Prof. dr.
med. __________ ed il medico fiduciario, e che quest’ultimo non ha esaminato
personalmente l’assicurato.

 

                                  Infatti, una valutazione sulla base dei soli atti medici (“Aktengutachten”)
senza visitare l’assicurato, esplica validamente i suoi effetti se, come
nel caso di specie, si dispone di sufficienti elementi risultanti da altri
accertamenti personali e se si tratta di valutare la fattispecie sulla base di
dati medici oggettivi già accertati, di modo che la valutazione medica diretta
della persona assicurata viene messa in secondo piano (cfr. sentenza
9C_524/2017 del 21 marzo 2018, consid. 5.1; sentenza 8C_184/2013 del 7 giugno
2013 consid. 2.5; sentenza 9C_839/2008 del 29 ottobre 2009 consid. 5.4).

 

                                  Per
quanto concerne la circostanza sollevata dall’insorgente secondo cui il
Prof. dr. med. __________ è primario presso il servizio multisito di chirurgia
plastica, ricostruttiva ed estetica dell’__________, ed è uno dei massimi
specialisti in ambito di chirurgia plastica, va rilevato che alla luce del
disturbo di cui è affetto il ricorrente (blefarocalasi sintomatica delle
palpebre superiori), spetta semmai ad uno specialista in oftalmologia, come è
il dr. med. __________, stabilire se il disturbo che affligge l’insorgente ha
valore di malattia impedendo o meno la visione (periferica) dell’interessato.
Ciò che, sulla base della documentazione medica agli atti, lo specialista ha
potuto negare.

 

                                  Il ricorrente non ha prodotto
ulteriore refertazione medica secondo la quale presenterebbe disturbi
fisici o psichici (o psicosomatici) in relazione con la blefarocalasi
sintomatica delle palpebre superiori, limitandosi a sostenere genericamente che
occorre prendere in considerazione la sua percezione di malattia in termini di
disagio psicologico e fisico.

                                  Tuttavia, se un difetto estetico possa essere definito deturpante viene stabilito in base a
criteri oggettivi. I fattori soggettivi, soprattutto le opinioni personali,
devono essere ignorati (cfr. da ultimo la STF 9C_222/2023
del 18 dicembre 2023, consid. 2.2).

 

                                  Ora,
agli atti non vi è alcuna descrizione di uno stato patologico o
comunque uno stato che avrebbe potuto sfociare in una malattia psichica nel
caso in cui non si intervenisse con una blefaroplastica
delle palpebre superiori. 

 

                                  Né l’assicurato, né
il suo curante sostengono che il ricorrente ha sofferto di complessi
psicologici importanti alteranti in maniera significativa il suo comportamento
sociale, ad esempio nell’ambito delle attività sociali o lavorative. Neppure si
rileva che l’interessato soffre a causa della sua apparenza fisica, né che il
suo sviluppo psichico sia stato, in passato, in qualche modo perturbato (cfr. sentenza
K 132/04 del 2 febbraio 2006, consid. 4).

                                  Un sentimento di
disagio non è sufficiente per riconoscere il carattere di malattia. Considerare
un sentimento di disagio come un disturbo alla salute psichica avente valore di
malattia porterebbe infatti a riconoscere un diritto a prestazioni dell’assicurazione
malattie in tutti i casi in cui, indipendentemente dalla presenza di una
malattia, esiste un difetto estetico. Il fatto di non sentirsi a proprio agio,
pur se comprensibile, non è sufficiente per ritenere la presenza di una
patologia psichica (cfr. anche DTF 121 V 119, consid. 3b).

 

                                  Del resto, dagli atti
non risulta che l’interessato fosse in cura da altri medici, né sostiene di
aver fatto capo ad altri specialisti.

 

                                  Va a questo
proposito ricordato che se, da una parte, la procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo
cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal
giudice, dall’altra questo principio non è assoluto, atteso che la sua portata
è limitata dal dovere delle parti di collaborare (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121
V 210 consid. 6c con riferimenti).

                                  Il dovere processuale di collaborazione comprende
in particolare l'obbligo delle parti di apportare – ove ciò fosse
ragionevolmente esigibile – le prove necessarie, avuto riguardo alla natura
della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover
sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con
riferimenti).

 

                                  Inoltre, dalle foto
(plico doc. 8), questo Tribunale non rileva alcun effetto deturpante.

 

                                  In concreto, una
patologia (fisica e/o psichica) in nesso causale con la blefarocalasi
sintomatica delle palpebre superiori non è stata rilevata dal
medico fiduciario, né dagli atti risulta che tale disturbo sia particolarmente
deturpante ai sensi della giurisprudenza (cfr. sentenza K 4/04 del 17 agosto
2005, consid. 3.2).

 

                                  Ne segue che il
ricorso va respinto, mentre la decisione impugnata merita conferma.

 

                        2.11.  Il
ricorrente ha chiesto che il Tribunale “riceva copia completa della
richiesta iniziale corredata da motivazioni e esami tecnici, così da poter
esprimersi con contezza di tutti gli elementi riguardo questo caso in possesso
di CO 1” (doc. I).

 

                                  Con la
risposta di causa (cfr. doc. III), l’assicuratore ha prodotto la documentazione
richiamata dall’insorgente, allegando sia la domanda del 7 maggio 2014 della
dr.ssa med. __________, unitamente agli esami effettuati (doc. 9) sia le
domande del 3 e del 21 ottobre 2022 del Prof. dr. med. __________ con gli atti
medici e le fotografie (doc. 7).

 

                                  La
richiesta è stata soddisfatta.

 

                        2.12.  Secondo
l’art. 61 lett. fbis LPGA in caso di controversie relative a
prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo
prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese
processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

                                  Trattandosi di prestazioni LAMal
non è stato previsto di prelevare le spese.

 

                                  Sul tema cfr. anche STF
9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022
KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio
2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares Bernasconi, Actualités du TF,
8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux cantonaux
des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022
pag. 107).

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                             1.  Il ricorso, nella misura in cui è
ricevibile, è respinto.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti