# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 235c2e81-4c9a-5665-b0f3-4d1c884d0d23
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2003.205
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-205_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.205

   

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Sonia Giamboni, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 17 giugno 2003 di

 

 

	
   

  	
  1. __________
  e __________ 

  2. __________ 

  tutti patrocinate da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 27 maggio 2003 del Consiglio di Stato
  (n. 2314) che ha respinto l'impugnativa presentata dagli insorgenti avverso
  la decisione su reclamo 22 gennaio 2003 del municipio di __________ in materia
  di imposizione della tassa d'uso della fognatura per l'anno 2002, relativa al
  mappale n. __________ RF;

  

 

 

viste le risposte:

-    1. luglio 2003 del
Consiglio di Stato;

-    7 luglio 2003 del
municipio di __________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) I
ricorrenti __________ e __________ e __________ sono comproprietari della part.
n. __________ RF di __________. Sul fondo è sito un edificio che ospita,
l’altro, la panetteria-pasticceria di cui __________ è titolare. 

 

                                         b) Con
lettera 14 dicembre 2000 quest'ultimo ha sollevato davanti al municipio la
problematica del metodo di calcolo della tassa d'uso della fognatura in
relazione all'attività del suo panificio. In particolare, ha evidenziato come
una cospicua parte dell'acqua consumata non si riversasse nelle canalizzazioni
ma restava nei prodotti, per cui, a suo avviso, si giustificava una riduzione
della tassa, calcolata in base alla quantità di acqua utilizzata.

 

                                         c) Dopo
vicissitudini, note alle parti, che non occorre qui rievocare, a fine giugno
2002 gli insorgenti hanno provveduto a istallare nel panificio tre contatori,
al fine di determinare esattamente il consumo di acqua per la produzione del
pane e per il raffreddamento dei frigoriferi.

                                         Il 19
dicembre 2002, il municipio ha comunicato ai ricorrenti che per il calcolo
della tassa d'uso della fognatura relativa all’anno in corso avrebbe dedotto
l'ammontare dei metri cubi d'acqua utilizzati dalla panetteria, dal cumulo
delle quantità sottoposte a tassazione.   

 

 

                                  B.   a) Il 30
dicembre 2002 il municipio di __________ ha emesso a carico degli insorgenti la
tassa d'uso della fognatura relativa all'anno medesimo, di fr. 6'327,30. Per il
calcolo della tassa, il municipio ha sottratto il quantitativo d'acqua
utilizzato per la fabbricazione del pane e per il raffreddamento dei
frigoriferi, misurato dai contatori tra il 1. luglio e il 3 ottobre 2002, data
della lettura degli stessi da parte di un funzionario comunale. 

 

                                         b) Con
scritto 13 gennaio 2003, gli insorgenti hanno chiesto all'autorità comunale di
ridurre l'importo della tassa succitata, adducendo, in sostanza, che si sarebbe
dovuto tenere in considerazione, e quindi sottrarre, un quantitativo d'acqua
analogo anche per i mesi da gennaio a giugno 2002. L'Esecutivo ha respinto tale
richiesta con decisione formale 22 gennaio 2003, rilevando che un'ulteriore
esenzione non sarebbe stata possibile siccome non suffragata da precise
rilevazioni dei consumi, effettuate attraverso le letture dei contatori.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 27 maggio 2003 il Consiglio di Stato ha confermato la tassazione, respingendo
l'impugnativa contro di essa interposta dai ricorrenti. Il Governo ha in sostanza
ritenuto che il municipio avesse agito correttamente, attenendosi unicamente ai
dati oggettivi rilevati. Esso ha per contro ritenuto che la tesi ricorsuale,
secondo cui un’analoga riduzione doveva essere ammessa anche per il primo
semestre, in considerazione del presunto consumo costante di acqua, non era
sufficientemente suffragata da prove da poter essere considerata ai fini del
calcolo della tassa.

 

 

                                  D.   Avverso la
predetta pronuncia governativa i ricorrenti insorgono ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento. Essi censurano la violazione
dei principi generali di causalità e proporzionalità ad opera dell'autorità comunale
che avrebbe misconosciuto, nonché tralasciato di applicare il diritto federale
e cantonale nella riscossione delle tasse d'uso, cadendo così nell'arbitrio. Si
oppongono al pagamento di una tassa di fognatura, a loro dire, sproporzionata
per rapporto all'intensità d'uso della canalizzazione da parte della
panetteria. Dopo aver osservato di aver pagato per anni una tassa eccessiva e
sproporzionata, gli insorgenti rilevano come, contrariamente a quanto addotto
dal Consiglio di Stato, la produzione di pane e il consumo di acqua per il
raffreddamento dei frigoriferi rimarrebbe costante per tutti i mesi dell'anno,
e non subirebbe notevoli variazioni durante il periodo estivo. Al contrario,
sarebbe proprio in occasione di festività come Natale, Epifania, Carnevale e Pasqua
che si produrrebbero svariati tipi di pane, in quantità maggiore rispetto ai
mesi estivi. 

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, senza formulare particolari
osservazioni. Ad identica conclusione perviene il municipio, con argomenti che
verranno ripresi, se necessario, qui appresso.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 208 cpv. 1
LOC. Certa è la legittimazione attiva (art. 209 LOC, 43 PAmm) dei ricorrenti,
comproprietari della part. __________ RF e, in tale qualità, debitori della
tassa d'uso della canalizzazione. Il ricorso, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm),
è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti,
senza istruttoria (art. 18 PAmm).

 

 

2.   2.1. Ai
termini dell'art. 60a cpv. 1 LPAc i
Cantoni provvedono affinché i costi di costruzione, esercizio, manutenzione,
risanamento e sostituzione degli impianti per le acque di scarico che servono
per scopi pubblici siano finanziati mediante emolumenti o altre tasse
conformemente al principio di causalità. L'ammontare delle tasse è fissato tenendo
conto in particolare: 

a.  del tipo e della quantità
di acque di scarico prodotte; 

b.   degli ammortamenti necessari a mantenere il
valore degli impianti; 

c.   degli interessi; 

d.   degli investimenti pianificati per la
manutenzione, il risanamento e la sostituzione degli impianti nonché per il
loro adattamento alle esigenze legali o per l'ottimizzazione del loro
esercizio.

 

2.2. La tassa d'uso delle canalizzazioni è
il corrispettivo che il proprietario dell'immobile allacciato deve pagare per
l'utilizzo delle fognature pubbliche. Questa tassa presuppone l'esistenza di
una costruzione le cui acque luride defluiscono e vengono trattate da un
impianto pubblico di depurazione (RDAT I-1993, n. 29). A tal proposito, l'art.
110 cpv. 2 LALIA, prevede che la tassa deve essere proporzionata all'intensità
dell'uso degli impianti e deve di regola garantire la copertura integrale dei
costi di esercizio, compresi adeguati accantonamenti per la manutenzione
straordinaria (art. 110 cpv. 3 LALIA). In principio quindi, nel nostro Cantone,
l'importo di detto tributo é stabilito a dipendenza della quantità di acqua
consumata oppure, quando questa non é definibile, a dipendenza del valore di
stima o della superficie dell'elemento allacciato, ritenuto che il regolamento
delle canalizzazioni può prevedere una combinazione tra i diversi elementi
(art. 11 cpv. 2 decreto esecutivo concernente il regolamento delle canalizzazioni,
i contributi e le tasse del 3 febbraio 1977, in seguito DELALIA). Tuttavia,
quando vi é una manifesta divergenza tra la tassa calcolata secondo il sistema
suddetto e l'intensità d'uso degli impianti la tassa deve essere
proporzionalmente aumentata o diminuita (art. 11 cpv. 3 DELALIA; cfr. STA del
23 aprile 2001 in RDAT II-2001, n. 48).

 

                                         2.3. A
__________ il prelievo della tassa d'uso delle canalizzazioni é retto dall'art.
34 del Regolamento comunale per il servizio fognature (RSF), giusta il quale:

 

"1. L'esercizio delle canalizzazioni e
degli impianti di depurazione è finanziato da una tassa d'uso prelevata annualmente
dal Comune, conformemente all'art. 110 LALIA.  

 2. La tassa è fissata annualmente dal
Municipio sulla base del risultato d'esercizio previsto, ed è pubblicata
mediante un'ordinanza municipale, che prescrive pure le modalità d'incasso dei
tributi.

 3. L'ammontare della tassa sarà
determinato sulla base di un importo variabile fra fr. 0.60 e fr. 1.20 il mc
d'acqua potabile o industriale utilizzata, ritenuto un minimo di fr. 70.-- per
contatore. 

 4. Per i fondi aperti e i manufatti
allacciati, quali posteggi, piazzali, e per tutti i casi in cui la quantità
d'acqua consumata non è definibile, la tassa è calcolata applicando un'aliquota
pari allo 0,15% del valore di stima dell'immobile, ritenuto un minimo di fr.
50.--.

 5. Per stabilire i quantitativi d'acqua consumata, valgono i dati
rilevati dalla lettura dei contatori dell'Azienda acqua potabile, installati
negli edifici:

 6. Fa stato il consumo di acqua dell'anno precedente, salvo nel
caso di edifici nuovi, per i quali il conteggio avviene sulla base del primo
rilievo eseguito. La tassa relativa al primo anno d'esercizio dell'immobile
sarà ridotta proporzionalmente rispetto al tempo di utilizzo della
costruzione."

 

                                         2.4. La
controversa imposizione dei ricorrenti si fonda, in primo luogo, sull'ordinanza
del 23 dicembre 2002 con la quale il municipio ha fissato la tassa d'uso della
fognatura per l'anno 2002 in fr. 1.05 il mc di acqua utilizzata.
Secondariamente, sulla comunicazione 19 dicembre 2002 con cui il municipio ha
approvato il metodo di calcolo della tassa proposto dagli insorgenti, decidendo
di considerare l'acqua utilizzata dalla panetteria che non viene riversata
nelle canalizzazioni.

Il volume determinante per il calcolo della
tassa (6026 mc) è stato così accertato partendo dal quantitativo di acqua
potabile in entrata (8236 mc) - misurato dal contatore dell'azienda acqua
potabile e riferito al periodo di un anno - dal quale è stato dedotto
l'ammontare dei metri cubi d'acqua utilizzati nel processo di panificazione,
rispettivamente di refrigerazione (2210 mc), che si evince dai contatori
istallati dai ricorrenti e che, di conseguenza, non viene immesso nelle
canalizzazioni. Contrariamente al dato di partenza, quest'ultimo importo
riguarda il periodo che va dal 1. luglio al 3 ottobre 2002. Il municipio, su
reclamo degli insorgenti, ha rifiutato di operare una deduzione analoga anche
per il primo semestre del 2002.

 

 

                                   3.   3.1. I
ricorrenti eccepiscono la sussistenza, in loro favore, dei presupposti per l'applicazione
dell'art. 11 cpv. 3 DELALIA per il motivo che una parte importante dell'acqua
che è entrata nel mappale n. __________ nei primi sei mesi del 2002 era destinata
alla produzione di pane e alla refrigerazione. Ravvisano, nell'agire dell'autorità
comunale, una violazione del principio di causalità.

 

                                         3.2.
Questo tribunale ha avuto modo di osservare, a più riprese, che tale principio,
sancito in materia di finanziamento di impianti per le acque di scarico
dall'art. 60a LPAc, costituisce, per più versi, un’applicazione diretta dei
principi della proporzionalità e dell'uguaglianza (RDAT II-2001, n. 48, consid.
3 e rinvii). 

Da una parte, il principio della
proporzionalità, che nella terminologia comunemente invalsa in materia di tasse
prende il nome di equivalenza, prevede che l'importo di una tassa non deve eccedere
il valore oggettivo della prestazione di cui costituisce il corrispettivo (RDAT
II-1994, n. 28). D'altra parte, va da sé che un'eventuale disattenzione del
principio della proporzionalità costituirebbe nel contempo una lesione del
principio di uguaglianza (RDAT II-2001, n. 48).

 

3.3. Nell'ambito della determinazione delle
tasse dottrina e giurisprudenza riconoscono al legislatore la possibilità di
far capo a criteri schematici, dedotti dall'esperienza (DTF 125 I 182 cons. 4h;
Grisel, Traité de droit administratif suisse, pag. 612; Imboden/Rhinow/Krähenmann,
Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Basilea e Francoforte 1986, N. 110 B
V). Il ricorso a detti criteri costituisce in effetti un'irrinunciabile
necessità, soprattutto per motivi pratici, ai fini della percezione delle tasse.
Il calcolo della tassa d’uso della canalizzazione basato sul consumo di acqua potabile
rientra nei casi di semplificazione indotta da motivi pratici, non potendosi pretendere,
senza eccessivo aggravio amministrativo, di misurare l’esatto deflusso di acque
luride nella rete fognaria (cfr. STA del 23 aprile 2001 in re Comune di
__________, pubblicata in RDAT II-2001, n. 48). Affinché il principio
dell'equivalenza possa essere considerato ossequiato basta quindi che la tassa
- calcolata secondo criteri schematici - appaia come ragionevolmente
proporzionata alla prestazione: il principio dell'equivalenza è violato solo in
caso di sproporzione manifesta (RDAT I-1995 N. 18 cons. 2.3 e 2.4 e rinvii ivi
citati). Detta considerazione, che permette di tenere debitamente conto di
singole situazioni eccezionali, è recepita in modo chiaro all'art. 11 cpv. 3
DELALIA. 

 

 

4.     
4.1. In concreto, il volume di acqua che non
viene immesso nelle canalizzazioni, che è stato accertato a 2210 mc per poco
più di tre mesi, rappresenta il 26,8% del consumo totale annuale. Il suo
computo, nel secondo semestre, ha permesso ai ricorrenti di risparmiare fr.
2'320.-- sulla tassa d'uso. Già solo per tale motivo, questo tribunale ritiene
che la fattispecie in esame configuri un caso di applicazione dell’art. 11 cpv.
3 DELALIA. 

Pur
riconoscendone la validità, il municipio non ha applicato il metodo di calcolo
proposto dagli insorgenti nel primo semestre. Lo stesso ha in effetti ritenuto
che in mancanza di dati oggettivi, rilevabili dai contatori, non si sarebbe
potuta attuare una riduzione della tassa. 

L'agire del
municipio dimostra, da una parte, una presa di coscienza della problematica in
questione e la consapevolezza del fatto che bisognava fare qualcosa per evitare
di imporre delle tasse manifestamente sproporzionate. D’altra parte, però, la
mancanza di dati oggettivi ha indotto l’autorità comunale ad attuare le misure
necessarie solo nel secondo semestre. Lasciando immutata la tassa relativa al
primo semestre, stabilita esclusivamente in base all'acqua potabile utilizzata,
il municipio ha dunque percepito un emolumento in manifesta sproporzione con
l’intensità d’uso effettiva delle canalizzazioni. Il Consiglio di Stato ha
approvato l’operato del municipio, osservando semplicemente come non sia
arbitrario attenersi ai dati rilevati e non contestati.

 

                                         4.2. La
decisione governativa presenta delle lacune sotto il profilo dell'accertamento
dei fatti. Il Consiglio di Stato non ha in effetti accertato - e avrebbe potuto
farlo sulla base dei dati relativi ai primi mesi del 2003 - se il consumo, e
quindi la produzione di pane, sia effettivamente inferiore nei periodi
invernali, come sostiene il municipio. L'esecutivo avrebbe inoltre potuto
appurare a che periodo di tempo si riferisse il documento agli atti relativo al
consumo di 70 tonnellate di farina, rispettivamente di 45,5 mc di acqua,
disponendo così di ulteriori elementi che avrebbero potuto suffragare, o
confutare, la tesi ricorsuale. Omettendo di accertare tali fatti, il Governo
non ha quindi potuto verificare, come avrebbe dovuto, l’effettiva ricorrenza
degli estremi di applicazione dell’art. 11 cpv. 3 DELALIA.

                                         Le
autorità inferiori, a sostegno della loro idea, adducono inoltre che la produzione
di pane e il consumo di acqua per il raffreddamento raggiungerebbe il loro
apice nel periodo estivo, caratterizzato dal caldo e dalla forte presenza di
turisti. Anche se così fosse, tale aspetto è comunque secondario: si
dimenticano in effetti che la quantità di acqua che finisce nelle
canalizzazioni - ed è quello che conta, in concreto, per la fissazione della
tassa d’uso - non subisce, per questo motivo, delle variazioni. In realtà,
tanto maggiore è l’uso dell’acqua nel processo di panificazione, altrettanto
maggiore è il consumo di acqua potabile in entrata, per cui, in definitiva,
nulla - o poco - cambia sull’intensità dell’uso della canalizzazione. Di
conseguenza, per la determinazione della tassa sarebbe stato sufficiente
dedurre dal consumo in entrata dei primi sei mesi del 2002 la percentuale di
acqua utilizzata nella produzione del pane e nella refrigerazione che corrisponde
ai 2210 mc del secondo semestre. Siccome la lettura dei contatori avviene solo
una volta all’anno, agli inizi di ottobre, questo calcolo sarebbe però
risultato impossibile da effettuare. Il Consiglio di Stato avrebbe dunque
dovuto utilizzare, per quanto possibile, i dati dell’anno corrente e applicarli
per analogia al 2002. 

 

      

5.     
Sulla scorta delle considerazioni che precedono,
il ricorso va quindi accolto, annullando la decisione impugnata e rinviando gli
atti al Consiglio di Stato, affinché emetta un nuovo giudizio previo
accertamento dei fatti (art. 65 cpv. 2 PAmm).

Dato l’esito
dell’impugnativa si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia e delle
spese (art. 28 PAmm). Si giustifica tuttavia di condannare il municipio soccombente,
quale unico antagonista e interessato all’esito del ricorso (cfr. STA inedita
20 novembre 2000 in re G.B., inc. n. 52.2000.214), al pagamento di un’adeguata
indennità a titolo di ripetibili, a favore dei ricorrenti, tutti patrocinati da
un avvocato (art. 31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 60a cpv. 1 LPAc; 110 LALIA; 11 cpv. 2 e
3 DELALIA; 34 RSF di __________; 3, 18, 28, 31, 43, 60, 61 e 65 PAmm;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

1.Il ricorso è accolto.

     Di conseguenza:

1.1.          
la risoluzione 27 maggio 2003, n. 2314, del
Consiglio di Stato è annullata;

1.2.          
gli atti sono ritornati al Consiglio di Stato
affinché statuisca nel senso dei considerandi.

 

 

2.Non si prelevano tasse di giustizia, né spese. Il municipio di
__________ rifonderà fr. 500.— ai ricorrenti a titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria