# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e354e6f8-52cb-502f-9b72-2c311ebbdf04
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-01-11
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 11.01.2002 15.2001.00311
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2001-00311_2002-01-11.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2001.00311

  	
  Lugano

  11 gennaio
  2002

  /CJ/fc/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini e Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques, vicecancelliere

  

 

 

 

statuendo
sul ricorso 19 novembre 2001 

 

	
   

  	
  __________

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’Ufficiale di esecuzione e fallimenti di Bellinzona,
e meglio contro la sua decisione 8 novembre 2001 di nominarsi quale
patrocinatore 

 

	
   

  	
  __________

  

 

decisione resa nelle veste di autorità ex art. 609 CC preposta alla
rappresentanza nella successione della madre di

 

	
   

  	
  __________

  

 

la cui quota ereditaria è stata pignorata nell’ambito delle
esecuzioni n. __________ (primo gruppo, pignoramento del 1. febbraio 2000),
__________, __________, __________ (secondo gruppo, pignoramento del 14 aprile
2000), __________ (terzo gruppo, pignoramento del 10 luglio 2000), nonché
__________ e __________ (quarto gruppo, pignoramento del 20 settembre 2000),
promosse, oltre alla ricorrente, da:

 

 

–     __________

 

–     __________

       (rappr.
da __________, per l’esecuzione n. __________ e 

       da__________
__________, per l’esecuzione n. __________)

 

–     __________

 

viste le osservazioni 22 novembre 2001 __________, 23 novembre 2001
dell’avv. __________ 3 dicembre 2001 di __________, e 14 dicembre 2001
del__________ __________;

 

esaminati
atti e documenti

 

 

ritenuto in fatto e considerando in diritto:

 

                                          che
nelle esecuzioni sopramenzionate sono state pignorate le ragioni ereditarie di
__________ nella successione di sua madre __________ 

                                          che
__________ di __________ in virtù dell’art. 96 cpv. 2 LAC, ha chiesto ed ottenuto
di poter intervenire nella divisione della successione in luogo dell’escusso
quale autorità ai sensi dell’art. 609 cpv. 1 CC;

 

                                          che,
il 16 agosto 2001, l’Ufficiale ha affidato all’avv. __________, già
patrocinatore dell’escusso, il mandato di rappresentarlo nella procedura di
divisione;

 

                                          che,
nel corso di una riunione dei creditori tenutasi il 12 settembre 2001,
l’Ufficiale ha assegnato loro un termine di 10 giorni per determinarsi sulla
designazione dell’avv. __________ quale suo patrocinatore;

 

                                          che
con scritto 8 novembre 2001, oggetto dell’impugnazione, l’Ufficiale ha comunicato
ai creditori che il mandato affidato all’avv. __________ era da loro stato confermato
a maggioranza relativa;

 

 

 

                                          che,
visto il titolo stesso della LALEF, il potere generale di vigilanza conferito
alla CEF sull’operato degli organi dell’esecuzione forzata (cfr. art. 10 LALEF)
è limitato esclusivamente all’applicazione del diritto esecutivo federale e
cantonale;

 

                                          che
l’operato dell’Ufficiale agente quale autorità ex art. 609 CC non si fonda sul
diritto esecutivo, ma è riferito alle operazioni di divisione della successione
regolate dal Codice civile, e non presuppone nemmeno necessariamente
l’esistenza di una procedura esecutiva in corso (caso della cessione dei
diritti successori o dell’erede gravato da attestati di carenza di beni);

 

                                          che
al contrario di quanto previsto all’art. 4 del Decreto esecutivo del 4 maggio
1918 circa l’autorizzazione per l’esercizio del prestito su pegno del bestiame
(RL 4.1.1.4), che conferisce a questa Camera la sorveglianza dell’operato degli
uffici di esecuzione in materia di registro per il pegno del bestiame, il
legislatore cantonale, all’art. 96 cpv. 2 LAC, non ha attribuito a questa Camera
alcuna competenza di sorveglianza dell’operato dell’ufficiale agente nelle sue
veste di autorità ex art. 609 CC;

 

                                          che
la situazione in esame è invece simile a quella riguardante l'operato dell'Ufficio nella sua funzione – oggi esercitata
da un terzo autorizzato dal Dipartimento delle Istituzioni – di venditore degli
oggetti dati a pegno e non riscattati, fondata sul diritto civile federale (e
meglio l’art. 915 CC), che non è sottoposta alla vigilanza di questa Camera
(cfr. Flavio Cometta,
Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.4b ad art. 3);

 

                                          che
il ricorso si rivela quindi irricevibile;

 

                                          che
viste le peculiarità del caso, si prescinde dal prelevare spese e non si assegnano
indennità, peraltro non richieste.

 

 

Richiamati
gli art. 609 cpv. 1 CC e 96 cpv. 2 LAC

 

 

pronuncia:           1.      Il ricorso
19 novembre 2001 __________, è irricevibile.

 

 

                                2.      Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

 

 

 

                                3.      Intimazione
a:

                                          –    __________

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il
presidente                                                                            
Il segretario