# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 375ee5d6-f0ec-557c-ab07-b8395ca7d751
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-11-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 05.11.2018 80.2018.162
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2018-162_2018-11-05.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2018.162

  80.2018.163

  	
  Lugano

  5 novembre 2018

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Daniela
  Fossati, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 2 agosto 2018 contro la decisione del 10 luglio 2018 in materia di IC e IFD
  2017.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1 è domiciliato a __________,
nel Quartiere di __________, ed è alle dipendenze della __________, con sede a __________.

                                         Nella dichiarazione
d’imposta per il periodo fiscale 2017, il contribuente ha in particolare
chiesto in deduzione spese di trasporto dal domicilio al luogo di lavoro
(veicolo privato) per complessivi fr. 6'072.– (calcolato su un tragitto di 23
km, con un percorso di andata e ritorno di 46 km al giorno x 220 giorni, per un
totale di 10'120 km l’anno). Ha apposto la crocetta nella casella "notevole
distanza dalla più vicina fermata del mezzo pubblico o orari di lavoro
sfavorevoli".

 

                                  B.   Notificando al
contribuente la tassazione IC/IFD 2017, con decisione del 13 giugno 2018, l’RS
1 ha ammesso le postulate spese di trasporto limitatamente all’importo di fr.
5'280.–, rettificando il tragitto dal domicilio (__________, __________) al
luogo di lavoro (__________, __________) da 23 km a 20 km.

 

 

                                  C.   Il contribuente ha
impugnato la suddetta decisione, con reclamo del 21 giugno 2018, chiedendo di
riconoscere le postulate spese di trasporto, tenendo conto quindi del tragitto indicato
di 23 km, che a suo dire corrisponderebbero ai chilometri effettivi percorsi
dal luogo di domicilio (Via __________, __________) al luogo di lavoro (__________).
Ha in particolare evidenziato che per i periodi fiscali precedenti sono sempre
stati ammessi 22 km per il tragitto in questione, adducendo parimenti che l’aggiornamento
dei km percorsi sarebbe giustificato, visto che egli dal 2013, si sarebbe trasferito
più a nord di __________. Ha inoltre criticato l’operato del tassatore, ritenendo
una provocazione la decurtazione attuata. 

                                         L’autorità di tassazione,
con decisione del 10 luglio 2018, ha respinto il gravame, con la seguente
motivazione:

                                         Secondo il principio della
buona fede, l’autorità di tassazione può risolvere in maniera differente, anche
a sfavore del contribuente, elementi della tassazione in precedenza invece a
suo favore. L’autorità di tassazione non è vincolata alle decisioni stabilite per
i passati periodi fiscali. La circostanza secondo cui una determinata deduzione
sia stata accordata in precedenti tassazioni non determina in automatico il
diritto alla medesima deduzione anche per un’ulteriore tassazione. In
applicazione del capoverso 2 dell’articolo 3 del Decreto esecutivo cantonale
concernente l’imposizione delle persone fisiche valido per il periodo fiscale
2017, le spese di trasporto secondo l’impiego dell’auto privata sono da
calcolare alla tariffa di 60 cts al chilometro. A proposito della
determinazione delle distanze fra il domicilio e il luogo di lavoro del
contribuente, dopo consultazione del sito Googlemaps risulta che il tragitto in
A13, passando per __________ per rientrare a __________ (Via __________) è
segnalato essere di 21.9 km, per un tempo di percorrenza di 26 minuti. Il
percorso che raggiunge direttamente il luogo di lavoro percorrendo la Strada
cantonale 13 (__________) è invece di ben 4 chilometri inferiore, ossia 17.9
chilometri, per un tempo di percorrenza di 31 minuti. Nella tassazione base il
calcolo delle spese di trasporto è stato effettuato secondo un tragitto
domicilio-luogo di lavoro di 20 chilometri. Visto quanto sopra la decisione di
limitare le spese al tragitto di 20 chilometri è senz’altro da condividere. Il
reclamo per l’imposta cantonale è respinto.

 

 

                                  D.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 chiede – in accoglimento del
gravame – di annullare la decisione impugnata, contestando in sintesi le
argomentazioni apportate dall’autorità fiscale. Ripresenta in particolare la
sua tesi secondo la quale sarebbe corretto riconoscergli i chilometri effettivi
percorsi per il tragitto domicilio-luogo di lavoro (23 km per tratta), poiché,
a suo dire, fare una media dei due percorsi sarebbe "fuori luogo e
sbagliato". Il primo percorso (17.9 km) sarebbe "assurdo", "improponibile"
e "impraticabile" ("utilizzando questo percorso si va contro
ogni logica di pianificazione del traffico, intasando le arterie dei centri
abitati, impiegando molto più tempo"), mentre il secondo percorso (21.9
km) viene da lui utilizzato solo in parte, ma sarebbe in ogni caso non
corretto, in quanto i parcheggi sul posto di lavoro si troverebbero in Via __________.

 

 

                                  E.   Con le proprie
osservazioni dell’8 agosto 2018, l’RS 1 evidenzia in particolare che il
ricorrente, partendo dal suo domicilio, potrebbe raggiungere il luogo di lavoro
con i mezzi pubblici di trasporto in un’ora circa, senza eccessivi disagi, sia
la mattina presto, sia la sera tardi. Con l’autovettura, il tempo di trasferta
viene ridotto a 30 minuti. Ha dunque, "forse generosamente"
rinunciato a riconoscere unicamente le spese di trasporto con i mezzi pubblici,
e ha stabilito in 20 km il tragitto da percorrere dal domicilio al luogo di
lavoro.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Secondo l’art. 25 cpv. 1
LT – in vigore nel periodo fiscale 2017 – le spese professionali deducibili
sono:

                                         a)
 le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro;

                                         b)
 le spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di
lavoro a turni;

                                         c)
  le altre spese necessarie per l’esercizio della professione; è fatto
salvo l’art. 32 cpv. 1 lett. n LT;

                                      

                                         Per le spese professionali
secondo il capoverso 1 lettere a) - c) sono stabilite deduzioni
complessive entro i limiti fissati dal Consiglio di Stato.

 

                                         Secondo l’art. 26 cpv. 1
LIFD – il cui nuovo testo è entrato in vigore il 1° gennaio 2016 e applicabile
per il periodo fiscale litigioso – le spese professionali deducibili sono:

                                         a)
 le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro fino a
un importo massimo di 3'000 franchi;

                                         b)
 le spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di
lavoro a turni;

                                         c)
  le altre spese necessarie per l’esercizio della professione; è fatto
salvo l’art. 33 cpv. 1 lett. j LIFD;

 

                                         Per le spese professionali
secondo il capoverso 1 lettere b) - c) sono stabilite deduzioni
complessive; per le spese di cui al cpv. 1 lett. c il contribuente può
giustificare spese più elevate.

 

                                         1.2.

                                         Le stesse sono precisate
dal decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche (quello
valido per il periodo fiscale 2017 qui in esame è del 30 novembre 2016, di
seguito decreto esecutivo del 30 novembre 2016), segnatamente dagli articoli 2
e seguenti, che concernono le spese di trasporto, le spese supplementari di
doppia economia domestica e le spese di alloggio. Analoghe deduzioni sono
previste, per l’imposta federale diretta, dall’Ordinanza sulla deduzione delle
spese professionali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente,
del 10 febbraio 1993 (cfr. articoli 5, 6 e 9) e dalla relativa Appendice,
aggiornata di periodo in periodo.

 

                                         1.3.

                                         Secondo l’art. 3 cpv. 1
del decreto esecutivo del 30 novembre 2016, sono considerate spese di trasporto
quelle causate al contribuente per trasferirsi dal luogo di domicilio a quello
in cui lavora. Le relative deduzioni sono stabilite come segue:

                                         a)  per
l’uso di mezzi di trasporto pubblici: la spesa effettiva; 

                                         b)  per
l’uso della bicicletta, di un ciclomotore o di una motocicletta con targa di
controllo su fondo giallo: fino a fr. 700.– l’anno, ma al massimo il costo del
mezzo di trasporto pubblico;

                                         c)   per
l’uso di una motocicletta con targa di controllo su fondo bianco o di
un’automobile privata: le spese del mezzo pubblico disponibile.

                                         Eccezionalmente, se nessun
mezzo pubblico è a disposizione o se il contribuente non può servirsene (es.
infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orario sfavorevole,
ecc.), è ammessa una deduzione fino a 40 cts. il km per le motociclette con
targa di controllo su fondo bianco e fino a 60 cts. il km per le automobili (art.
3 cpv. 2 del decreto esecutivo del 30 novembre 2016). 

                                         Giusta l’art. 3 cpv. 3 del
decreto esecutivo del 30 novembre 2016, la deduzione per il tragitto di andata
e ritorno a mezzogiorno non può in ogni caso superare quella massima ammessa
per i pasti consumati fuori casa (fr. 15.– al giorno o fr. 3'200.– l’anno).

 

                                         1.4.

                                         Per l’imposta federale
diretta, le spese di trasporto sono regolate dall’art. 5 dell’Ordinanza del
Dipartimento federale delle finanze sulla deduzione delle spese professionali
delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente ai fini dell’imposta
diretta (Ordinanza sulle spese professionali) del 10 febbraio 1993, il cui
nuovo testo – entrato in vigore il 1° gennaio 2016 – prevede, al cpv. 1, che il
contribuente può dedurre un importo massimo di 3’000 franchi a titolo di spese
necessarie per il trasporto dal luogo di domicilio a quello di lavoro (art. 26
cpv. 1 lett. a LIFD). Sono considerati costi deducibili:

                                         a)  le
spese necessarie per l’uso di mezzi di trasporto pubblici; o

                                         b)  i costi
necessari sostenuti per ogni chilometro percorso con           l’uso di un
veicolo privato, se non è disponibile un mezzo di            trasporto pubblico
o non è ragionevole pretendere che il                         contribuente ne
faccia uso.

                                         Il Dipartimento federale
delle finanze fissa in appendice la deduzione per l’uso di un veicolo privato
ai sensi dell’art. 5 cpv. 2 lett. b (art. 3 dell’Ordinanza sulle spese
professionali). Secondo tale appendice l’importo massimo della deduzione per
l’uso di un veicolo privato dall’anno fiscale 2016 ammonta a fr. 3'000.– l’anno
(nel 2017: fr. 700.– all’anno per la
bicicletta, il ciclomotore e la motocicletta con targa di controllo su fondo
giallo; fr. 0,40 al km per la motocicletta con targa di controllo su fondo
bianco e fr. 0,70 al km per l’automobile).

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Nel caso concreto, la
necessità di utilizzare il veicolo privato per le trasferte quotidiane dal
domicilio del ricorrente (__________) al luogo di lavoro (__________) e ritorno,
non è oggetto di discussione. L’insorgente domanda che gli sia riconosciuto
l’importo di fr. 6'072.–, basandosi su una distanza di 23 km a tratta e su 220
giorni lavorativi. L’RS 1, dal canto suo, propone invece di respingere il
ricorso e di ammettere in deduzione l’importo di fr. 5'280.–, fondandosi però
su una distanza di 20 km a tratta (anziché di 23 km) e su 220 giorni
lavorativi.

                                         2.2.

                                         Come evidenziato dallo
stesso ricorrente, dal sito internet GoogleMaps risulta che il percorso
più breve con l’autovettura tra il suo domicilio (__________) e il luogo di
lavoro (__________), passando da __________, è di 17.9 km, mentre il percorso
alternativo, attraversando la galleria __________, è di 21.9 km (cfr., nel
dettaglio, doc. 2 "immagini percorsi" allegato al presente ricorso). Giova
al proposito ricordare che il riconoscimento della deduzione delle spese di
trasferta per l’autovettura privata rappresenta comunque l’eccezione e che,
trattandosi di spese necessarie, le stesse vanno di regola calcolate, secondo
costante prassi, in base alla distanza media da una località all’altra, e non
in base al percorso più comodo scelto dal contribuente (cfr., ad esempio, CDT
80.2002.130 del 5 settembre 2002). Ne discende che, nel caso in disamina, il
calcolo eseguito dall’RS 1, nell’ambito del quale ha preso in considerazione una
distanza di 20 km a tratta (anziché di 23 km, come proposto dal ricorrente) è
corretto e condivisibile. La distanza di 23.2 km calcolata dal ricorrente,
corrispondente alla tratta percorsa da lui quotidianamente, partendo dal
domicilio, passando "dalla zona industriale evitando il centro e la zona
dei 30 km/h", attraversando la galleria __________ e parcheggiando in __________
(cfr. doc. 2 allegato al presente ricorso), non può essere dunque presa in
considerazione, trattandosi del percorso più comodo scelto. Del resto, egli non
ha comprovato concretamente di parcheggiare l’autovettura in __________,
circostanza peraltro sollevata unicamente in questa sede. Per l’IFD, l’autorità
fiscale ha correttamente riconosciuto le spese di trasporto limitatamente a fr.
3'000.–, in applicazione dell’art. 26 cpv. 1 lett. a LIFD.

 

                                         2.3.

                                         Va anche tenuto presente
che l’autorità fiscale non è vincolata dalle decisioni adottate nei periodi
fiscali precedenti. In concreto, anche se l’Ufficio
di tassazione ha ammesso, nelle partite fiscali precedenti, un tragitto di 22
km dal luogo di domicilio al luogo di lavoro per il calcolo della deduzione
delle spese di trasporto con l’autovettura, RI 1 non potrebbe comunque invocare
la buona fede per ottenere la stessa deduzione. Va al proposito ricordato che
la costante giurisprudenza del Tribunale federale ha escluso che un ricorrente
possa pretendere di ottenere un trattamento più favorevole appellandosi al
principio della buona fede (art. 9 Cost.). In effetti, il diritto tributario è
marcato dal principio della legalità, di modo che le regole della buona fede
hanno solo una portata limitata, soprattutto se si trovano in conflitto proprio
con l’esigenza di legalità (DTF 131 II 627 consid. 6.1; 118 Ib 312 consid. 3b).
In virtù di tale esigenza, l’autorità di tassazione è tenuta ad apprezzare gli
elementi imponibili di ogni periodo fiscale conformemente alla legge e senza
essere vincolata da sue eventuali decisioni adottate precedentemente su
questioni analoghe. Le decisioni di tassazione non implicano pertanto di
principio alcuna assicurazione per notifiche ulteriori (cfr. sentenza
2C_260/2008 del 6 agosto 2008, in RtiD I-2009 n. 20t, consid. 4.2; sentenza
2P.250/2004 del 13 giugno 2005, in RtiD II-2005 n. 10t, consid. 6.3; sentenza
2P.173/2002 del 7 febbraio 2003, in RDAT II-2003 n. 15t, consid. 5.3; sentenza
2A.62/1997 del 3 maggio 1999, in: ASA 69 p. 793, consid. 2).

 

 

                                   3.   Il ricorso è
conseguentemente respinto. La tassa di giustizia e le spese processuali sono a
carico del ricorrente, soccombente. 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    400.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.      80.–

                                         per un totale di                                                      fr.    480.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presen           Copia
per conoscenza:

                                         -
municipio di 

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: