# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4816ba0b-855e-5ade-b7dd-e022c18ff3c3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-06-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 01.06.2017 34.2016.37
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2016-37_2017-06-01.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  34.2016.37

   

  Fc/sc

  	
  Lugano

  1° giugno 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Francesca Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 15 dicembre 2016 di

 

	
   

  	
  AT 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  CV 1 

   

   

  in materia di previdenza professionale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

                                      

                               1.1.   AT 1, nato nel 1957, ha
lavorato presso la __________ (già __________) dal 1. giugno 1986 e da questa
data è stato assicurato ai fini previdenziali alla CV 1 (doc. 48). L’assicurato
ha interrotto l’attività lavorativa dal 28 gennaio 2004 per motivi di salute.

                                         Con decisioni del 12
maggio 2006, 13 dicembre 2007 e 13 febbraio 2008 (doc. A, 34) l’Ufficio assicurazione
invalidità (UAI) ha riconosciuto a AT 1 il diritto ad una rendita intera di
invalidità dal 1. gennaio 2005, oltre a due rendite completive per i due figli.
Il diritto alla rendita intera AI è stato confermato dopo le relative procedure
di revisione, mediante comunicazioni del 26 maggio 2010 e 10 aprile 2014 (doc.
B. 8 e 11). 

 

                                         Di conseguenza, alla cessazione
del versamento dell’indennità giornaliera, la CV 1 (di seguito: Fondazione),
mediante comunicazione formale del 19 luglio 2006 (e del 3 aprile 2008), ha
riconosciuto all’assicurato una rendita LPP di invalidità, dal mese di gennaio
2006, di teorici fr. 85'995.-- annui (oltre alle completive per i figli) e
erogata, dopo verifica della sovrassicurazione, nella misura di fr. 45'555.--
annui (fr. 3'796.25.-- mensili) (doc. 27, 19). 

                                         

                               1.2.   A seguito del compimento del
25esimo anno della figlia dell’assicurato e, quindi, della cessazione della
rendita completiva AI a suo favore dal 1 novembre 2011, la Fondazione ha
riesaminato la prestazione d’invalidità, confermandola nella misura di fr.
4'406.25 mensili (doc. 12, 13, E).

                                         Dal 1. novembre 2016, con
la cessazione degli studi del figlio __________, l’AI ha sospeso la rendita
completiva a suo favore (di fr. 940.-- mensili; doc G). Di conseguenza la
Fondazione ha riesaminato il diritto a prestazioni dell’assicurato e con
comunicazioni dell’11, 24 e 26 agosto 2016 ha definito in fr. 4'816.25 la
prestazione d’invalidità dovuta dal 1. novembre 2016, tenuto conto della
sovrassicurazione. 

                                         L’interessato ha
contestato la determinazione della Fondazione, chiedendo in sostanza una
prestazione maggiore e censurando in particolare gli importi computati nel
calcolo del sovrindennizzo. 

 

                               1.3.   Non essendo stato possibile
comporre bonalmente la questione, con petizione 15 dicembre 2016 nei confronti
della CV 1, AT 1 ha chiesto che la rendita d’invalidità della previdenza
professionale dovutagli con effetto dal 1. novembre 2016, di fr. 4'816.25
mensili (fr. 57'795.-- annui), venga aumentata a fr. 5'016.25 mensili (fr.
60'195.-- annui). In sostanza contesta l’ammontare della rendita dell’AI
computato dalla Fondazione nel calcolo della sovrassicurazione, considerato
come a suo avviso andrebbe tenuto conto dell’importo di fr. 25'800.-- -
versatogli annualmente dal 1. gennaio 2005, vale a dire dall’inizio
dell’invalidità - in luogo di quello, di fr. 28'200.-, corrispostogli dal
gennaio 2015. 

 

                               1.4.   Con la risposta di causa la
Fondazione postula la reiezione della petizione, contestando gli addebiti
mossile dall’attore. Rimanda in particolare alla documentazione e ai conteggi
allegati, dai quali emerge la correttezza del calcolo del sovrindennizzo
operato, incluso il computo della rendita versata dall’AI. Ha tuttavia operato
una correzione a favore dell’assicurato del guadagno presumibilmente perso da
imputare nel calcolo del sovrindennizzo, riconoscendo quindi una rendita di fr.
4'894.70 mensili (fr. 58'736.40.- annui; doc. IV).

 

                               1.5.   Su richiesta del TCA, la
Fondazione ha prodotto l’incarto completo relativo all’assicurato.

 

considerato                     in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   Giusta l'art. 73 cpv. 1 LPP
ogni Cantone designa un tribunale che, in ultima istanza cantonale, decide
sulle controversie tra istituti di previdenza, datori di lavoro e aventi
diritto. Competente nel Canton Ticino è il Tribunale cantonale delle
assicurazioni (art. 4 cpv. 1 della Legge concernente la vigilanza sugli
istituti di previdenza professionale e sulle fondazioni, entrata in vigore il
1° gennaio 2012; RL 6.4.8.1). Con riferimento alla competenza territoriale,
secondo l’art. 73 cpv. 3 LPP il foro è nella sede o nel domicilio svizzeri del
convenuto o nel luogo dell’azienda presso la quale l’assicurato fu assunto.

 

                                         Pacifica nel caso in esame
è la competenza materiale, trattandosi infatti di una controversia tra un
assicuratore LPP ed un avente diritto, riguardante il versamento di prestazioni
d’invalidità previdenziali ridotte (cfr. DTF 127 V 35 consid. 3b, 125 V 168
consid. 2 con riferimenti). Altrettanto pacifica è la competenza territoriale
di questo TCA, considerato come l’assicurato ha sempre lavorato in Ticino. 

                                      

                                         nel merito

 

                               2.2.   Nel caso in esame l’attore
contesta in sostanza il calcolo della sovrassicurazione operato dall’istituto
previdenziale convenuto successivamente alla soppressione della rendita
completiva AI a favore del figlio, con effetto dal 1. novembre 2016. Più
precisamente l’attore contesta l’importo della rendita AI computata, ritenendo
che debba essere considerata quella erogata inizialmente e non quella adeguata
al rincaro e versatagli dal gennaio 2015. Contesta inoltre in definitiva che la
cessazione dell’erogazione della rendita completiva dell’AI giustifichi un
riesame del calcolo del sovrindennizzo.

                                         Non sono invece oggetto di
censura le prestazioni dovute in quanto tali né la misura del guadagno
presumibilmente perso ammesso dalla Cassa. 

                                      

                               2.3.   L’art. 34a LPP, nel tenore in
vigore dal 1° gennaio 2003 (corrispondente al vecchio art. 34 LPP [cfr. DTF 131
V 78] e rimasto invariato a seguito della prima revisione della LPP, entrata in
vigore il 1° gennaio 2005) stabilisce che il Consiglio federale emana
prescrizioni per impedire indebiti profitti dell’assicurato o dei suoi
superstiti in caso di concorso di prestazioni (art. 34a LPP cpv. 1). Se vi è
concorso fra le prestazioni previste dalla presente legge e prestazioni
analoghe di altre assicurazioni sociali è applicabile l’art. 66 cpv. 2 LPGA. Le
prestazioni non possono inoltre essere ridotte se l’assicurazione militare
versa rendite per coniugi o per orfani in caso di prestazioni previdenziali
insufficienti giusta l’art. 54 LAM (art. 34a LPP cpv. 2).

 

                                         Secondo l’art. 66 cpv. 1
LPGA, le rendite e le indennità in capitale delle varie assicurazioni sono
cumulabili, salvo nei casi di sovrindennizzo. Le rendite e le
indennità in capitale sono fornite secondo le disposizioni della singola legge
interessata e nel seguente ordine (cpv. 2): dall’assicurazione per la vecchiaia
e per i superstiti o dall’assicurazione per l’invalidità (lett. a),
dall’assicurazione militare o dall’assicurazione contro gli infortuni (lett.
b); dalla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità
secondo la LPP (lett. c).

 

                                         In base alla delega di cui
all’art. 34a cpv. 1 LPP, l’Esecutivo federale ha promulgato l’art. 24 OPP 2
che, nella versione del 1° gennaio 2005, ha il seguente tenore (sottolineature
del redattore):

 

" 1L’istituto di previdenza può ridurre le
prestazioni per i superstiti o quelle d’invalidità nella misura in cui,
aggiunte ad altri redditi conteggiabili, superano il 90 per cento del guadagno
presumibilmente perso dall’assicurato.

 

2Sono considerati redditi
conteggiabili le prestazioni di natura e scopo affine che vengono versati alle
persone aventi diritto sulla base dell’evento danneggiante, quali le rendite o
le prestazioni in capitale al loro valore di trasformazione in rendite,
provenienti da assicurazioni sociali e da istituti di previdenza svizzeri ed
esteri, ad eccezione degli assegni per grandi invalidi, delle indennità per
menomazioni dell’integrità e di prestazioni analoghe. È inoltre conteggiato il
reddito dell’attività lucrativa o il reddito sostitutivo conseguito o che può
presumibilmente essere ancora conseguito da beneficiari di prestazioni
d’invalidità. 

 

3I redditi dei
vedovi e degli orfani sono conteggiati insieme.

 

4L’avente diritto
deve fornire all’istituto di previdenza informazioni su tutti i redditi conteggiabili.

 

5L’istituto di
previdenza può sempre riesaminare le condizioni e l’estensione di una riduzione
e adattare le sue prestazioni se la situazione si modifica in modo
importante."

 

                                         Dal 1. gennaio 2007 il
tenore del cpv. 3 (giusta il n. I 3 dell’O del 29 settembre 2006 concernente
l’attuazione della L del 18 giugno 2004 sull’unione domestica registrata nella
previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità) è stato
modificato aggiungendo che, oltre ai redditi dei vedovi, anche quelli “dei
partner registrati” sono conteggiati insieme a quelli degli orfani: “I
redditi dei vedovi o dei partner registrati e degli orfani sono conteggiati
insieme.”

 

                                         A far tempo dal 1. gennaio
2011 è entrato in vigore un ulteriore capoverso 2bis concernente le prestazioni
accordate dopo il raggiungimento dell’età pensionabile AVS del seguente tenore:
“Dopo il raggiungimento dell'età pensionabile AVS sono considerate redditi
conteggiabili anche le prestazioni di vecchiaia provenienti da assicurazioni
sociali e da istituti di previdenza svizzeri ed esteri, ad eccezione degli
assegni per grandi invalidi, delle indennità per menomazione dell'integrità e
di prestazioni analoghe. L'istituto di previdenza può ridurre le sue
prestazioni nella misura in cui, aggiunte ad altri redditi conteggiabili,
superano il 90 per cento dell'importo che, nel calcolo del sovrindennizzo
eseguito immediatamente prima del raggiungimento dell'età pensionabile, era
considerato come guadagno presumibilmente perso dall'assicurato. L'importo deve
essere adeguato al rincaro registrato tra il raggiungimento dell'età
pensionabile e il momento in cui era stato effettuato il calcolo. L'ordinanza
del 16 settembre 1987 sull'adeguamento delle rendite superstiti e invalidità
all'evoluzione dei prezzi è applicabile per analogia.”.

 

                                         Infine, dal 1. gennaio
2012 il tenore del cpv. 2 (giusta il n. 2 dell’all. all’O del 16 novembre 2011)
è stato modificato precisando che il reddito supplementare realizzato durante
la partecipazione a provvedimenti di reintegrazione secondo l’articolo 8a LAI
non è considerato reddito conteggiabile: “È inoltre conteggiato il reddito
dell’attività lucrativa o il reddito sostitutivo conseguito o che può
presumibilmente essere ancora conseguito dai beneficiari di prestazioni
d’invalidità, eccettuato il reddito supplementare realizzato durante la
partecipazione a provvedimenti di reintegrazione secondo l’articolo 8a della
legge federale del 19 giugno 1959 su l’assicurazione per l’invalidità”.

                                         L’entrata
in vigore della LPGA (1° gennaio 2003) e della prima revisione della LPP (1°
gennaio 2005) non ha determinato alcuna modifica della situazione giuridica per
quanto concerne la regolamentazione del sovraindennizzo (DTF 130 V 78), motivo
per cui si può far riferimento alla giurisprudenza resa antecedentemente.

                                         In tal senso va fatto
presente che l'art. 24 cpv. 1 OPP 2 è stato dichiarato conforme alla legge dal
TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) (DTF 123 V 210, DTF 122 V 314 s. consid. 6b).

                                         In particolare l’Alta
Corte ha precisato che questo limite è stato stabilito per tener conto del
fatto che l’assicurato, dopo la realizzazione del rischio è liberato da certi
oneri sociali, stimati all’incirca nel 10% del salario lordo (DTF 122 V 314).

 

                                         Va
osservato che l’art. 34aLPP configura una norma generale di coordinamento, che
intende evitare la sovrassicurazione (Messaggio del CF concernente la LPP del
19 dicembre 1975, p. 110; Nef, Die Leistungen der Beruflichen Vorsorge in
Konkurrenz zu anderen Versicherungsträgern sowie haftpflichtigen Dritten, SZS
1987 p. 24; Maurer, Bundessozialversicherugsrecht, 1994, p. 223, p. 172; Peter,
Die Koordination von Invalidenrenten, 1996, p. 195).

                                         Al
riguardo il TFA, nella DTF 117 V 366, ha lasciato aperta la questione a sapere
se gli articoli 24 e 26 OPP 2, nella misura in cui conferiscono agli istituti
la semplice possibilità e non l'obbligo di prendere determinati provvedimenti
atti ad impedire indebiti profitti dell'assicurato o dei suoi superstiti nel
caso di concorso di prestazioni, sono o meno conformi alla legge. L’Alta Corte
ha infatti sviluppato la seguente considerazione: “(…) Per
quel che concerne le prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità, esse
devono essere escluse dal computo, sia per la parte obbligatoria che per la
previdenza più estesa. Chiaramente in effetti l'art. 27 cpv. 1 dello Statuto
dell'istituto ricorrente, con una regolamentazione più favorevole
all'assicurato di quella prevista all'art. 24 OPP 2, esclude il computo delle
prestazioni dell'assicurazione invalidità. Ci si potrebbe al riguardo certo
interrogare circa la conformità della norma statutaria con il diritto federale.
Se è pacifico che il testo dello Statuto è conforme all'art. 24 OPP 2, dubbi
sorgono viceversa circa la conformità di questo disposto regolamentare con la
LPP. In effetti, quando si osservi che la legge affermando all'art. 34 cpv. 2
che il Consiglio federale "emana" ("erlässt",
"édicte") disposizioni atte ad evitare indebiti profitti ha carattere
imperativo, è lecito chiedersi se l'autorità esecutiva federale abbia
correttamente ossequiato il mandato nella misura in cui nel regolamento ha
adottato una forma potestativa, nel senso che il regolamento stesso afferma che
l'istituto previdenziale semplicemente "può" ("kann",
"peut") predisporre provvedimenti in tal senso (cfr. NEF, Die
Leistungen der Beruflichen Vorsorge in Konkurrenz zu anderen
Versicherungsträgern sowie haftpflichtigen Dritten, SZS 1987 pag. 25 seg.; cfr.
pure DTF 116 V 193 consid. 2b). Ritenuto che la questione dell'eventualità del
computo delle prestazioni dell'assicurazione invalidità non è litigiosa in sede
di procedura federale, il punto può però rimanere insoluto nella presente
causa.(…)” (DTF 117 V 336, consid. 4b/aa, pagg. 345-346).

 

                                         Il concetto di indebito
profitto coincide con quello di sovrindennizzo di cui all’art. 45bis LAI in
vigore sino all’entrata in vigore della LPGA. In particolare il principio è che
dopo la realizzazione del rischio assicurato l’avente diritto non deve trovarsi
in una situazione finanziariamente più vantaggiosa rispetto a quella in cui si
sarebbe trovato se non si fosse realizzato l’evento assicurato (Maurer, op.
cit., p. 223; DTF 112 V 130 consid. 2e; Messaggio citato p. 111). Di
conseguenza le prestazioni assegnate non devono superare il totale risarcimento
del danno (Peter, op. cit., p. 195). Nel suo Messaggio il Consiglio Federale ha
precisato che “esiste un indebito profitto quando il reddito destinato a
sostituire il salario mancante è superiore al 90% del salario considerato”.

                                         

                                         Va ancora detto, con
riferimento all’art. 24 capoverso 5 OPP2 per il quale

 

"
l’Istituto di previdenza può sempre riesaminare le condizioni e
l’estensione di una riduzione e adattare le sue prestazioni se la situazione si
modifica in modo importante.”

 

                                         che dal tenore di questa
disposizione emerge che il calcolo della sovrassicurazione effettuato una prima
volta e meglio al momento dell’assegnazione della rendita non resta immutato
per il futuro. In effetti, col trascorrere del tempo, l’ammontare sia delle
rendite conteggiabili che quello dei redditi da attività lucrativa può mutare
(cfr. SZS 1997 p. 469 consid. 3b; vedi anche DTF 114 V 328). Di principio,
quindi, secondo legge e giurisprudenza, il calcolo della sovrassicurazione può
essere rivisto in ogni tempo, se la situazione (iniziale) si modifica in
maniera importante (SZS 1997 p. 469 consid. 3b). A proposito del concetto di
modifica importante ai sensi dell’articolo 24 cpv. 5 il TFA ha stabilito
che la stessa si verifica allorquando la modifica di uno o più fattori posti alla
base del calcolo della sovrassicurazione comporta una differenza delle
prestazioni che ne risultano pari almeno al 10% (DTF 125 V 164, 123 V 201 e
211). Alla luce di tale giurisprudenza quindi un adeguamento della rendita
della previdenza professionale è ammissibile se la situazione si modifica di un
importo pari almeno al 10%.

 

                               2.4.   Nell’ambito della previdenza
professionale più estesa, gli istituti di previdenza sono liberi di adottare,
per quanto concerne la sovrassicurazione, una soluzione differente da quella
prevista all’art. 24 OPP 2 (art. 49 cpv. 2 LPP; DTF 128 V 248 consid. 3b con riferimenti; Vetter-Schreiber, Kommentar zum BVG, 2009, ad art.
24 BVV 2, n. 2, pag. 320), ma devono rispettare i principi
costituzionali basilari (parità di trattamento, divieto di arbitrio e
proporzionalità; DTF 132 V 149 consid. 5.2.4). Se le norme
regolamentari sono più severe delle disposizioni legali, la sovrassicurazione
si applica solo alla prestazione più estesa ed in quel caso è necessario
procedere ad un calcolo separato e comparativo del sovrindennizzo. Qualora la
prestazione ridotta calcolata secondo il regolamento dovesse risultare
inferiore a quella determinata secondo le disposizioni di legge, l’assicurato
ha comunque diritto a quella della previdenza obbligatoria, in caso contrario
gli viene versata la prestazione regolamentare (SVR 2000 BVG no. 6 pag. 31s;
cfr. anche STFA B 74/03 del 29 marzo 2003, consid. 3.3.3 in fine, dove è stato
applicato tale principio non solo alle rendite ma anche in caso di versamento
in capitale in luogo della rendita).

                                         Al riguardo va infatti
ricordato che, ai sensi dell'art. 6 LPP, la seconda parte della relativa legge
contiene delle disposizioni minime con cui il legislatore ha voluto assicurare
un ordinamento sociale minimo (cfr. art. 40 cpv. 2 cifra 1- 25 LPP).

                                         

                                         Nel caso in esame, l’art.
5.2 del Regolamento della Cassa convenuta nel tenore valido dal 1° gennaio
2016, concernente “Ungerechtfertigte Vorteile, Koordination mit anderen
Versicherungen”, vale a dire il coordinamento con le prestazioni di terzi,
prevede, per quanto qui di interesse, quanto segue:

 

" Die Stiftung kürzt die Hinterlassenen- und Invalidenleistungen,
soweít sie zusammen mit anderen anrechenbaren Einkünften 90% des massgebenden
Lohnes übersteigen.

Als anrechenbare Einkünfte gelten Leistungen
gleicher Art und Zweckbestimmung, die der anspruchsberechtigten Person.
aufgrund des schädigenden Ereignisses ausgerichtet werden, wie Renten und
Kapitalleistungen mit ihrem Rentenumwandlungswert in- und ausländischer
Sozialversicherungen und Vorsorgeeinrichtungen, mit Ausnahme von
Hilflosenentschädigungen, Abfindungen und ähnlichen Leistungen. Bezügern von
Invalidenleistungen wird überdies das weiterhin erzielte oder zumutbarer Weise
noch erzielbare Erwerbs- oder Ersatzeinkommen angerechnet, mit Ausnahme des
Zusatzeinkommens, welches während del Teilnahme an Massnahmen zur
Wiedereingliederung nach Artikel 8 aIVG erzielt wird. Bei der Bestimmung des
zumutbarer Weise noch erzielbaren Erwerbseinkommens wird grundsätzlich auf das
Valideneinkommen gemäss IV-Entscheid abgestellt. Eine Anpassung des

anrechenbaren Betrages erfolgt bei Revisionen der
IV.

(…)

Der Leistungsberechtigte muss der Stiftung über
alle anrechenbaren Einkünfte Auskunft geben.

Die Stiftung kann die Voraussetzungen und den
Umfang einer Kürzung jederzeit überprüfen und ihre Leistungen anpassen, wenn
die Verhältnisse sich wesentlich ändern. (…)” (doc. Q)

 

                                         Per quanto concerne
l’adeguamento al rincaro, l’art. 5.6. del Regolamento prescrive quanto segue:

 

" Art. 5.6 Anpassung der Renten an die Preisentwicklung Laufende
Renten werden im Rahmen der finanziellen Möglichkeiten der Stiftung an die
Preisentwicklung angepasst. Der Stiftungsrat entscheidet jährlich darüber ob
und in welchem Ausmass die Renten angepasst werden. Die Stiftung erläutert
diese Beschlüsse in ihrem Jahresbericht oder in ihrer Jahresrechnung. ”

 

                                         Da
quanto esposto emerge che la normativa regolamentare corrisponde, per quello
che concerne la fattispecie, sostanzialmente all’art. 24 cpv. 2 OPP2,
prevedendo quale limite di sovrassicurazione il 90% del guadagno
presumibilmente perso. Anche il concetto di guadagno presumibilmente perso
coincide in sostanza con quello di cui all'art. 24 OPP2 e meglio al reddito
ipotetico che l'assicurato avrebbe percepito se non fosse divenuto invalido. 

Quanto alla possibilità di
procedere a un riesame del calcolo della sovrassicurazione, la normativa
regolamentare dispone che un riesame può avvenire in ogni momento (“jederzeit”),
ritenuto che l’adattamento delle prestazioni può avvenire in presenza di
“variazioni significative” dei rapporti (“wenn di Verhältnisse
sich wesentlich ändern”, art. 5.2 cifra 5
del Regolamento).

Tale norma coincide in sostanza
con quella legale che prevede la possibilità dell’adeguamento della rendita se
la situazione si modifica in modo importante (art. 24 cpv. 5 OPP 2). Devono
quindi anche su questo punto valere le condizioni previste all’art. 24 cpv. 5
OPP2 e, quindi, il principio per cui un adeguamento della rendita della
previdenza professionale è ammissibile solo se la situazione si modifica di un
importo pari almeno al 10% (cfr. al consid. 2.3. in fine).

 

                                         Per quanto concerne la
versione del Regolamento applicabile, sul tema dell’applicabilità delle norme
regolamentari dal punto di vista del diritto intertemporale, va detto che, in
assenza di una esplicita norma transitoria si applicano le norme legali valide
al momento in cui si pone la questione della sovrassicurazione, quindi
anche alle rendite correnti. Le norme applicabili al momento della nascita del
diritto alla prestazione non continuano ad essere applicabili in modo immutato
(Schneider/Geiser/ Gächter (éd.), Commentaire LPP e LFLP, 2010, ad art. 34a, n.
51, p. 51, Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV, n.
51 e ad art. 4 OPP2 n. 41, p. 330; DTF 134 V 67 consid. 2.3.1 con riferimento a
DTF 122 V 319 consid. 3c). 

                                         La stessa giurisprudenza è
applicabile anche alle disposizioni regolamentari. In particolare il TF ha
ritenuto conforme al diritto l’adattamento di una corrente rendita d’invalidità
alle nuove disposizioni regolamentari che stabilivano l’abbassamento del limite
di sovrindennizzo dal 100% al 90% del salario presumibilmente perso (STF
9C-1002/2009 del 27 settembre 2010, B 82/06 del 19 gennaio 2007, pubblicata in
SVR 2007 BVG nr. 35, citata anche in Schneider/Geiser/Gächter, op. cit., ad
art. 34a, n. 51, p. 51, Vetter-Schreiber, op. cit., ad
art. 24 BVV, n. 51 p. 330; criticata da Riemer in RSAS 2007, 287 ss., ma
confermata in DTF 134 V 68 consid. 2.3.3). Determinante è quindi il Regolamento
in vigore al momento in cui si pone la questione della sovrassicurazione (STCA
34.2010.12 e 34.2010.55 consid. 2.7 con riferimenti). 

 

                                         Sia come sia, come detto,
nel caso concreto la regolamentazione sulla sovrassicurazione prevista dai
Regolamenti precedenti, segnatamente nel Regolamento 1998 e successive
aggiunte, è rimasta sostanzialmente invariata nel successivo testo in vigore
dal gennaio 2016 (cfr. il tenore del Regolamento 1998 laddove all’art. 3.7
prevede, per quanto qui di interesse, sostanzialmente la stessa norma in
materia di “Riduzione delle prestazioni in seguito a sovrindennizzo”, cfr.
anche le aggiunte in vigore dal 1. gennaio 2002, 1 aprile 2003 e 1 gennaio
2004, doc. D). 

 

                               2.5.   Occorre altresì ricordare che secondo la giurisprudenza
federale, con “guadagno presumibilmente perso” di cui all’art. 24 cpv. 1
OPP 2, si deve in particolare intendere, conformemente al senso letterale
dell’ordinanza, il salario ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto realizzare
senza l’invalidità, nell’istante in cui si pone la questione del sovrindennizzo
(DTF 137 V 27 consid. 5.2.3.1 con riferimenti; STF 34/2011 del 3 maggio 2011
consid. 4.1 con riferimenti). Tale guadagno non corrisponde forzatamente al
guadagno assicurato o al reddito effettivamente ottenuto prima della
realizzazione dell’evento assicurato e non è sottoposto ad alcun limite verso
l’alto (DTF 126 V 471 consid. 4a; cfr. anche Vetter-Schreiber,
op. cit., n. da 7 a 11, pagg. 383-384).

                                         Per stabilire il reddito
presumibilmente perso si parte dall’ultimo guadagno percepito prima
dell’insorgenza del danno alla salute, tenendo conto di tutte le modifiche
concernenti il reddito (il rincaro, l’aumento reale dei salari
[Reallohnerhöhung], avanzamenti professionali ecc.) che verosimilmente
sarebbero occorse senza l’invalidità (DTF 137 V 27 consid. 5.2.3.1 con
riferimenti di giurisprudenza e dottrina; cfr. anche STF 9C_434/2012 dell’11
ottobre 2012 consid. 2.1, 9C_34/2011 del 3 maggio 2011 consid. 4.1). 

                                         Se per l’adeguamento del
reddito ipotetico al rincaro non può essere fatto riferimento alle indicazioni
dell’ex datore di lavoro o nemmeno ai dati del settore interessato, l’utilizzo
dell’indice nazionale dei prezzi al consumo risulta essere una valida
alternativa (Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 12,
pag. 384).

                                         Secondo Vetter-Schreiber,
per determinare l’ipotetico aumento reale del salario possono essere utili
informazioni dell’ex datore di lavoro riguardo all’evoluzione dei salari,
eventualmente combinati con la visione di attestati di lavoro, dati salariali
ed eventualmente contratti collettivi. Occorre tuttavia tenere conto che in
caso di malattia l’evoluzione del salario può essere fortemente frenata, che
nella prassi generalmente nei confronti dell’invalido l’ex datore di lavoro
fornisce una previsione piuttosto favorevole oppure in passato il collaboratore
parzialmente incapace al lavoro ha beneficiato di una remunerazione non
corrispondente alle condizioni concrete. Secondariamente, può essere utile
l’indicazione fornita dall’ex datore di lavoro sulla passata evoluzione
salariale di tutti i collaboratori. Possono essere infine utili dati statistici
regionale sull’evoluzione dei redditi del settore interessato oppure prognosi
sulla futura evoluzione salariale nel settore in discussione (Vetter-Schreiber,
op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 15, pag. 385).

                                         Va qui precisato che le
tabelle salariali dell’Ufficio federale di statistica non sono applicabili
nella misura in cui vigeva un consolidato e stabile rapporto di lavoro (STF
9C_434/2012 citata, consid. 2.4; SZS 2013 pag. 84). 

 

                                         Nel reddito
presumibilmente perso può essere tenuto conto anche degli eventuali avanzamenti
professionali solo se vi sono concreti indizi, quali corsi di perfezionamento
iniziati oppure accordi di riqualificazione professionale da parte del datore
di lavoro (cfr. Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 16, pag. 385;
vedi Hürzeler in Schneider/Geiser/Gächter, (éd.), Commentaire LPP
e LFLP, 2010, ad art. 34a, n. 19, pag. 490 e Stauffer, Berufliche
Vorsorge, 2012, marg. 1023, pagg. 375-376). 

                                         Infine, al reddito
ipotetico vanno di principio aggiunti, secondo la giurisprudenza, gli assegni
familiari che l’assicurato avrebbe percepito se non fosse divenuto invalido (in
DTF 123 V 203 consid. 6c l’Alta Corte ha lasciato aperta la questione se
computare anche gli assegni per figli; critica: Vetter-Schreiber, op. cit., ad
art. 24 BVV 2, n. da 21 a 24, pagg. 386-387; a favore Hürzler, op. cit., ad art. 34a, n. 16, pag. 489, con riferimento a Kieser, come pure STCA
34.1998.51 del 31 luglio 2000 consid. 2.10, 34.1999.20 del 24 luglio 2000
consid. 2.13, 34.1997.45 del 21 agosto 1998. consid. 2.13).

                                         Per quel che concerne
invece i redditi conteggiabili, ai sensi dell’art. 24 cpv. 2 OPP 2, in base al
principio della congruenza dei diritti, che trova espressione all’art. 24 cpv.
2 OPP 2, sono computabili tutte le prestazioni di un tipo e di uno scopo
analogo, accordate dall’assicurazione. In ragione di un evento assicurato (DTF
126 V 473 e 124 V 281). In particolare sono anche conteggiabili le rendite per
i figli accordate in virtù dell’art. 35 cpv. 1 LAI, considerato come esse sono
assegnate esclusivamente in ragione dell’invalidità e perseguono uno scopo
simile alle prestazioni della LPP versate per lo stesso evento assicurato
(l’invalidità) (DTF 126 V 478 consid. 8). Le rendite per figli di invalido
vanno quindi prese in conto nel calcolo del sovrindennizzo (B 31/01 del 25
settembre 2002; cfr. anche sotto al consid. 2.7 e 2.8).

 

                               2.6.   Nel concreto, oggetto di
verifica sono i conteggi della sovrassicurazione inerente la situazione
presente al 1. novembre 2016, momento a partire dal quale l’assicurato si è
visto sopprimere dall’AI la rendita per figli a favore del secondogenito ___________
(nato il __________ 1992) alla conclusione degli studi. Più precisamente
l’attore contesta l’importo delle rendite AI imputate.

                                         La Fondazione ha
illustrato come segue il calcolo della prestazione dovuta a far tempo dal 1.
novembre 2016:

 

                                         salario annuo determinante al momento dell’inizio
dell’invalidità 

                                         (7'350
x 13)                                                             fr. 95'550.00

                                         di
cui 90%                                                                fr.
85'995.00

                                         

                                         dedotte
rendite federali di base (2'350 x 12)          fr. 28’200                 

                                         

                                         Rendita
d’invalidità coordinata all’anno                   fr. 57'795.40

                                         Rendita
d’invalidità coordinata al mese                  fr.   4'816.25

 

                                         In corso di causa la Fondazione
ha corretto detto conteggio, riconoscendo una rendita maggiore, motivata dal
fatto che il precedente conteggio del sovrindennizzo “non aveva tenuto
conto del rincaro del salario annuo”. Il nuovo calcolo è stato illustrato
come segue:

 

                                         salario annuo determinante al momento dell’inizio
dell’invalidità                                                              fr.
95'550.00

                                         Salario annuo con adattamento dell'indice
(LIK-calcolatore

del rincaro della
Confederazione svizzera, 2006-2016) 

   fr. 96'596.00

                                                                                                                            

di cui 90%                                                                fr.
86'936.40

                                         dedotte
rendite federali di base AI                          fr. 28’200                 

                                         Rendita
d’invalidità coordinata all’anno                   fr. 58'736.40

                                         Rendita
d’invalidità coordinata al mese                  fr.   4'894.70

                                         

                                         Non sono per contro
oggetto di contestazione i precedenti conteggi di sovrassicurazione,
segnatamente quello con effetto al 1. novembre 2011, momento in cui, a seguito
del compimento dei 25 anni della primogenita __________, l’Ufficio AI ha
soppresso la relativa rendita per figli AI (doc. E). In quell’occasione il
calcolo era stato eseguito come segue:

 

                                         salario annuo determinante al momento dell’inizio
dell’invalidità                                                              fr.
95'550.00

                                         di
cui 90%                                                                fr.
85'995.00

                                         assegni
per figli (250 x 12)                                      fr.   3’000

                                         Limite
di sovrassicurazione                                     fr. 88'995.00

                                         dedotte
rendite AI (2'150 e 860 x 12)                     fr. 36'120.00

                                         

                                         Rendita
d’invalidità coordinata all’anno                   fr.  52'875.00

                                         Rendita
d’invalidità coordinata al mese                  fr.    4'406.25

                                         

                                         Pacifico d’altra parte è
che l’Ufficio AI ha riconosciuto all’attore una rendita intera d’invalidità dal
1. gennaio 2005 unitamente a rendite completive per i figli, queste ultime
versate sino al 31 ottobre 2011 per la figlia (nata il __________ 1986)
rispettivamente sino al 31 ottobre 2016 per il figlio (nato il __________
1992). 

                                         Gli importi versati
dall’AI all’attore non sono contestati ed emergono dagli atti di causa. Per
quanto riguarda la rendita d’invalidità AI versata all’attore, la stessa,
inizialmente ammontante a fr. 2'150.-- mensili, è stata adattata al rincaro con
effetto dal 1. gennaio 2015 e, quindi, aumentata a fr. 2'350. 

 

                                         Pure incontestato è che
l’assicurato sia titolare di un diritto ad una rendita di invalidità della
previdenza professionale versatagli dal mese di gennaio 2006.

                                         L’importo della
prestazione cui avrebbe teoricamente (ossia riservata la sovrassicurazione)
diritto l’assicurato è di fr. 7'166.25 mensili (fr. 85'995.-- annui), pari al
90% del salario annuo determinante (art. 3.1. cifra 7 del Regolamento 1998
applicabile in concreto; cfr. doc. C, D e 27). Le rendite per figli teoriche
ammontano invece a fr. 9'555.- annui (doc. C e 27). Tuttavia, come è stato
esposto, essendo pacificamente dato un caso di sovrassicurazione - considerato
come l’importo complessivo delle rendite AI e LPP percepibili dall’assicurato
supera ampiamente il 90% del salario lordo perso - all’assicurato sono state
versate “soltanto” le prestazioni fino a concorrenza della differenza massima
compensabile. 

 

                               2.7.   L’attore contesta come detto
il conteggio della sovrassicurazione effettuato dalla Cassa con effetto dal 1.
novembre 2016, censurando primariamente che nello stesso sia stato computato
l’importo della rendita AI da lui percepita dal 1 gennaio 2015 (fr. 2'350.--
mensili o fr. 28'200.-- annui) in luogo di quello riconosciutogli dall’AI nel
momento della sua prima erogazione (gennaio 2005), pari a mensili fr. 2'150.--
rispettivamente annui fr. 25'800.--.

                                                                                 

                                         Il modo di procedere della
Cassa, che ha computato l’ammontare della prestazione AI effettivamente
percepita dall’avente diritto nel momento in cui ha proceduto alla verifica
della sovrassicurazione (cfr. l’attestazione dell’IAS del 3 agosto 2016, doc.
H), inclusiva quindi dell’adeguamento al rincaro concesso dall’AI a far tempo
dal gennaio 2015, è corretto e non lascia spazio a censure. 

                                         In effetti, ribadito come che
il calcolo della sovrassicurazione effettuato al momento dell’assegnazione
della rendita non debba necessariamente restare immutato per il futuro,
ritenuti i possibili cambiamenti cui sono sottoposti nel tempo sia l’ammontare
delle rendite conteggiabili che quello dei redditi da attività lucrativa (cfr.
SZS 1997 p. 469 consid. 3b; vedi anche DTF 114 V 328), il medesimo calcolo deve
riferirsi forzatamente all’effettiva situazione al momento in cui viene
eseguito. Solo in tal modo un adattamento delle prestazioni alla mutata
situazione ai sensi dell’art. 24 capoverso 5 OPP2 può venire attuato. 

 

                                         Con specifico riferimento
all’ammontare delle prestazioni di invalidità dell’AI e della LAINF da imputare
nel calcolo della sovrassicurazione eseguito dall’istituto di previdenza
chiamato a versare la sua prestazione d’invalidità, il Tribunale federale nella
STF B 21/99 del 24 gennaio 2000 ha esposto quanto segue:

 

" (…)

2.- a) Grundsätzlich nicht mehr bestritten sind
die nach Art. 34 Abs. 2 BVG in Verbindung mit Art. 24 f. BVV 2 sowie Art. 35
BVG und den entsprechenden Bestimmungen von Art. 33 und 34 des ab 1. Januar
1996 gültigen Vorsorgereglementes der Sammelstiftung anwendbaren Koordinations-
und Kürzungsregeln. Danach hat die Beschwerdegegnerin die von der SUVA
vorgenommene Leistungskürzung wegen selbstverschuldeter Herbeiführung des
Unfalls nicht auszugleichen, weshalb der Kürzungsberechnung die ungekürzten
Leistungen der obligatorischen Unfallversicherung zu Grunde zu legen sind.
Hieran ändert entgegen der Auffassung des Beschwerdeführers nichts, dass mit
der auf den 1. Januar 1999 in Kraft getretenen Änderung von Art. 37 Abs. 2 UVG
Rentenkürzungen wegen Grobfahrlässigkeit auch bei Nichtberufsunfällen
ausgeschlossen wurden. Die Bestimmung findet keine Anwendung auf
Versicherungsleistungen für Nichtberufsunfälle, die sich vor Inkrafttreten der
Änderung vom 9. Oktober 1998 ereignet haben, sofern der Anspruch nicht nach
diesem Zeitpunkt entsteht (Art. 118 Abs. 4 UVG).

 

b) Nicht gefolgt werden kann dem Beschwerdeführer
auch, soweit er geltend macht, bei der Kürzungsberechnung wegen
Überentschädigung seien die Leistungen der Invaliden- und der obligatorischen
Unfallversicherung nur im ursprünglich festgelegten Umfang, d.h. ohne Berücksichtigung
des gewährten Teuerungsausgleichs, anzurechnen. Der Teuerungsausgleich
bildet Bestandteil der Rentenleistungen (Art. 36 Abs. 2 und 37 Abs. 1 IVG
in Verbindung mit Art. 33ter AHVG; Art. 34 UVG). Weil der für die Ermittlung
einer Überentschädigung massgebende mutmasslich entgangene Verdienst dem
hypothetischen Einkommen entspricht, das der Versicherte ohne Invalidität im
Zeitpunkt der Überentschädigungsberechnung erzielen würde (BGE 124 V 281 Erw. 1,
123 V 93 Erw. 3b), sind auch die Renteneinkommen der anderen Versicherungen auf
dieser zeitlichen Grundlage anzurechnen.” (le sottolineature sono della redattrice)

 

                                         A ragione
quindi l’amministrazione ha imputato nel calcolo della sovrassicurazione la
prestazione d’invalidità dell’AI versata dall’amministrazione al momento del
ricalcolo medesimo, comprendente cioè l’adeguamento al rincaro concesso
successivamente alla prima erogazione della prestazione, dovendosi considerare
tale aumento quale parte integrante della rendita medesima ai sensi dell’art.
36 cpv. 2 e 37 cpv. 1 LAI. 

                                         Del resto,
nella risposta di causa del 1. marzo 2017, la Fondazione convenuta ha pure
proceduto a – correttamente - ricalcolare la prestazione a favore
dell’assicurato, correggendo il salario annuo presumibile da imputare e meglio
adeguando lo stesso (di fr. 95'500.--) al rincaro nel frattempo maturato
(utilizzando il LIK-calcolatore del rincaro della Confederazione svizzera,
2006-2016) ottenendo il nuovo importo di fr. 96'596.-. 

 

                                         Tale
correzione, a favore dell’assicurato, risulta ineccepibile (cfr. anche doc. 1)
e opportuna al fine di pareggiare le varie posizioni da computare. In effetti,
come anticipato al consid. 2.5, secondo la giurisprudenza federale, con “guadagno
presumibilmente perso” di cui all’art. 24 cpv. 1 OPP 2, si deve in
particolare intendere il salario ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto
realizzare senza l’invalidità, nell’istante in cui si pone la questione del
sovrindennizzo (DTF 137 V 27 consid. 5.2.3.1 con riferimenti; cfr. DTF 124
V 281), considerando in particolare l’ultimo guadagno percepito prima
dell’insorgenza del danno alla salute e, quindi adeguandolo al rincaro, se del
caso facendo capo all’indice nazionale dei prezzi al consumo (Vetter-Schreiber,
op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 12, pag. 384).

                                         

Il calcolo della
prestazione si presenta quindi correttamente come segue:

 

                                         Guadagno presumibile (inizio dell’invalidità)           fr.
95'550.00

                                         Salario
con adattamento sino al 2016                    fr. 96'596.00

                                         90%
di questo salario                                              fr. 86'936.40

                                         

                                         Prestazioni
imputabili

                                         ./.
rendita invalidità AI per l’assicurato                    fr. 28’200                 

                                         

                                         Differenza
massima compensabile                         fr.  58'736.40

 

                                         Ritenuto dunque che
l'importo complessivo delle rendite AI e LPP percepibili dall’assicurato
superano ampiamente il 90% del salario lordo perso, si è effettivamente di
fronte ad un caso di sovrassicurazione e quindi a ragione la rendita
d'invalidità LPP deve essere ridotta sino a concorrenza della differenza
massima compensabile di fr. 58'736.40 annui appunto. 

 

                               2.8.   Per quanto concerne inoltre
la pur velata censura dell’assicurato per il quale la conclusione degli studi
del figlio nemmeno configurerebbe un motivo per procedere al ricalcolo della
sovrassicurazione, considerato come la differenza tra la rendita dell’AI
versata sino al gennaio 2015 (fr. 2'150.--) e quella riconosciutagli
successivamente (fr. 2'350.--) non attingerebbe il 10% (ma solo il 9.3%)
previsto dalla giurisprudenza per procedere ad un nuovo calcolo della
sovrassicurazione, la stessa si appalesa infondata oltre che inopportuna.

                                         

                                         L’attribuzione o, come in
concreto, la soppressione di una rendita per i figli costituiscono a non averne
dubbio modifiche sostanziali ex art. 24 cpv. 5 OPP 2, disposizione che
autorizza, come detto, l’istituto di previdenza a rivedere il calcolo della
sovrassicurazione e, se del caso, ad introdurre le conseguenti riduzioni delle
prestazioni, nel caso la modifica dei fattori comporti una differenza di almeno
il 10% (cfr. consid. 2.3. e 2.4; cfr. anche DTF 9C_865/2008 del 30 dicembre
2008 consid. 2.3; cfr. pure l’art. 5.2 cifra 5 del Regolamento per il quale la
Fondazione può riesaminare in qualsiasi momento detto calcolo se i rapporti
subiscono variazioni “significative”, concetto che rientra nel disposto legale
di cui all’art. 24 cpv. 5 OPP2; cfr. consid. 2.4).

                                         Nella fattispecie, con la
conclusione degli studi del figlio __________ l’assicurato ha avuto una
diminuzione delle entrate avendo cessato di percepire la rendita AI a favore
dello stesso (di fr. 940.--  mensili; cfr. doc. H) così come l’assegno
familiare (di fr. 250.-- al mese; cfr. doc. E). Appare quindi manifesto che sia
subentrata una modifica considerevole ai sensi dei disposti legali e
regolamentari che legittimava (rispettivamente imponeva) una nuova verifica
della sovrassicurazione.

                                         Non è quindi l’adattamento
al rincaro della prestazione di invalidità dell’AI a giustificare un riesame
del calcolo della sovrassicurazione con effetto dal 1. novembre 2016, ma
piuttosto la riduzione delle prestazioni del primo pilastro con decadenza della
rendita per figli a favore del figlio _________. 

                                         Ma a prescindere da questa
considerazione, anche volendo considerare appena data l’esistenza di una
modifica importante ai sensi dell’art. 24 cpv. 5 OPP2 e art. 5.2 cifra 5 del
Regolamento (passando la rendita versata dalla Cassa da fr. 4'406.25 a fr.
4'894.70, con aumento di circa l’11%; doc. E e doc. IV), va detto che in ogni
modo nulla dovrebbe avere da eccepire l’attore se si considera che il ricalcolo
della prestazione gli risulta favorevole poiché gli attribuisce una prestazione
maggiore. 

 

                               2.9.   

                            2.9.1.   L’assicurato sembra inoltre
vagamente pretendere che la cassa non abbia proceduto al rincaro della
prestazione a suo favore.

                                         Ora, occorre premettere
che per l’art. 5.6. del Regolamento della convenuta:

 

" Art. 5.6 Anpassung der Renten an die Preisentwicklung

 

Laufende Renten werden im Rahmen der finanziellen
Möglichkeiten der Stiftung an die Preisentwicklung angepasst. Der Stiftungsrat
entscheidet jährlich darüber ob und in welchem Ausmass die Renten angepasst
werden. Die Stiftung erläutert diese Beschlüsse in

ihrem Jahresbericht oder in ihrer Jahresrechnung."

                                      

                                         La
normativa legale prevede, secondo l’art. 36 LPP, quanto segue:

 

" 1
Dopo tre anni di decorrenza, le rendite per superstiti e di invalidità sono
adeguate all’evoluzione dei prezzi fino al compimento dell’età ordinaria di
pensionamento, conformemente alle prescrizioni del Consiglio federale.

 

2 Le rendite per superstiti e d’invalidità che non
devono essere adeguate all’evoluzione dei prezzi secondo il cpv. 1 e le rendite
di vecchiaia sono adeguate all’evoluzione dei prezzi nei limiti delle
possibilità finanziarie dell’istituto di previdenza. L’organo paritetico o
l’organo supremo dell’istituto di previdenza decide di anno in anno se e in
quale misura le rendite debbano essere adeguate. 

 

3 L’istituto di previdenza presenza nel suo conto
annuale o nel suo rapporto annuale le decisioni di cui al cpv. 2.

 

4 L’art. 65d cpv. 3 lett. b è applicabile agli
adattamenti all’evoluzione dei prezzi che l’organo paritetico dell’istituto di
previdenza decide tenuto conto della situazione finanziaria dell’istituto
medesimo."

 

                                         Inoltre, per l’art. 1
dell’Ordinanza sull’adeguamento delle rendite superstiti e invalidità
all’evoluzione dei prezzi

 

"
1Le rendite superstiti e invalidità che decorrono da tre anni
saranno adattate per la prima volta all’evoluzione dei prezzi all’inizio
dell’anno civile seguente.

 

2Il tasso
d’adeguamento corrisponde a quello dell’indice svizzero dei prezzi al consumo
del mese di settembre dell’anno in cui comincia a decorrere la rendita e il
mese di settembre dell’anno in cui comincia a decorrere la rendita e il mese di
settembre precedente l’anno in cui avviene l’adeguamento . L’Ufficio federale
delle assicurazioni sociali pubblica il tasso d’adeguamento."

 

                                         L’art. 36 LPP configura
una disposizione minima ai sensi dell’art. 6 LPP (in relazione con l'art. 49
LPP) ed è applicabile unicamente all’assicurazione obbligatoria in vigore dal
1. gennaio 1985, mentre nell’ambito della previdenza pre o sovraobbligatoria
non vi è nessun obbligo di adeguamento. Inoltre, una rendita che si basa su un
capitale previdenziale accumulato precedentemente al 1985 non deve essere
adeguata al rincaro secondo l’art. 36 LPP (DTF 130 V 83, 127 V 264 consid. 2 e riferimenti; 117 V 166ss; STF B 52/06 del 19 aprile 2007, B
99/03 dell’11 aprile 2005; SVR 2000 BVG n. 12 p. 58; Stauffer, Die berufliche
Vorsorge; Serie: Rechtssprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherugsrecht,
Zurigo 1996, p. 52; SZS 1995 p. 99; AJP 2001 p. 1441). I cpv. da 2 a 4
si applicano anche alla previdenza più estesa (cfr. art. 49 cpv. 2 cifra 5
LPP).

                                         Mentre quindi prima della
1. revisione della LPP l’indicizzazione delle rendite della previdenza
professionale più estesa era sottoposta al libero apprezzamento delle casse
(DTF 127 V 264), dal 1. gennaio 2005 deve avere luogo “nei limiti delle
possibilità finanziarie dell’istituto di previdenza”. Il legislatore ha
quindi voluto costringere gli istituti di previdenza a utilizzare il margine di
manovra finanziaria di cui dispongono per adattare le rendite al rincaro
(Stauffer, op. cit. p. 340; STF 9C-140/2009 del 2 novembre 2009). Nel caso in
cui l’organo di controllo competente dell’istituto di previdenza arriva alla
conclusione che le possibilità finanziarie dell’istituto permettono
l’indicizzazione delle rendite, questa deve avvenire per l’anno in questione
(Kahil-Wolff, in: Commentaire LPP et LFLP, Berna 2010, all’art. 36 n. 7-9). 

                                         D’altra parte l’istituto
di previdenza non è tenuto ad adattare le prestazioni regolamentari fintantoché
la rendita legale minima, incluso l’adattamento al rincaro, non ha raggiunto
l’importo della rendita regolamentare (principio dell’imputazione; DTF 127 V
264; STF 9C-798/2007 del 6 dicembre 2007; SZS 2003 p. 433; cfr. anche
Kahil-Wolff, op. cit, all’art. 36 n. 5). Inoltre l’adattamento è dovuto solo
nei limiti della sovrassicurazione (DTF 123 V 204 e 212). 

                                         Rendite della previdenza
sovraobbligatoria che non sono toccate dall’indicizzazione obbligatoria e per
le quali è previsto un adeguamento al rincaro regolamentare, possono venire
aumentate secondo valori mediani, mentre che non è necessaria un’indicizzazione
secondo l’effettivo aumento salariale degli assicurati attivi (SZS 1995 p. 99;
1996 p. 250).  

 

                           2.9.2.   Nel caso
concreto, se conformemente al disciplinamento appena citato, deve essere
ammesso che esiste di principio il diritto all’adeguamento al rincaro della
parte di rendita relativa (anche) alla previdenza sovraobbligatoria,
l’esistenza o meno delle condizioni regolamentari per procedere all’adattamento
al rincaro della prestazione può restare in casu aperta, considerato come in
ogni modo, come noto, nel caso dell’assicurato è dato un caso di sovrassicurazione
che fa in modo che a fronte di una rendita teorica di fr. 85'995 annui (fr.
7'166.25), pari al 90% del salario annuo determinante (art. 3.1.1. del
Regolamento 1998; cfr. doc. D), l’assicurato abbia diritto a riceverne
“soltanto” una di fr. 58'736.40 annui per effetto della sovrassicurazione. 

In queste condizioni, essendo
peraltro pacificamente ammesso che l’attore percepisce una prestazione
regolamentare che è ampiamente maggiore della rendita legale minima, incluso
l’adattamento al rincaro (cfr. il principio dell’imputazione; DTF 127 V 264;
SZS 2003 p. 433) ed essendo per la giurisprudenza l’adattamento al rincaro
dovuto solo nei limiti della sovrassicurazione (DTF 123 V 204 e 212), nessun
adattamento al rincaro è dovuto a favore dell’assicurato. Sia detto in ogni
modo in via abbondanziale che l’attore ha in concreto beneficiato
dell’adattamento al rincaro in misura indiretta visto che l’amministrazione ha,
come detto, proceduto al ricalcolo della sovrassicurazione dopo aggiornamento
del valore del salario annuo determinante sino al 2016, fattore questo che
indirettamente garantisce anche l’adeguamento della prestazione che ne risulta.

 

                             2.10.   Ineccepibile, in quanto
avvenuto nel pieno rispetto dell’illustrata normativa legale e regolamentare,
risulta pertanto il calcolo effettuato dalla Fondazione che ha concluso per una
prestazione a favore dell’assicurato ridotta di complessivi fr. 4’894.70
mensili e fr. 58'736.40 annui.

                                         Conforme al citato
disciplinamento della legge e del regolamento e pacifica, per quanto esposto
sopra, è in ogni modo l’applicazione del limite legale e regolamentare di
sovrassicurazione del 90%. 

                                         Né del resto questa Corte
ha motivo per scostarsi dalle altre cifre indicate dalla convenuta in forza,
anche, del margine di apprezzamento sul quale dispone il giudice e del fatto
che l’assicurato non ha formulato in merito alcun altra censura specifica (DTF
123 V 93 consid. 3b; STFA B 21/99 del 24 gennaio 2000). 

 

                                         Al proposito va a titolo
abbondanziale ribadito che, come detto, il concetto di indebito profitto di cui
all'art. 34 cpv. 2 LPP coincide con quello di sovrindennizzo di cui all’art.
45bis LAI per il quale dopo la realizzazione del rischio assicurato l’avente
diritto non deve trovarsi in una situazione finanziariamente più vantaggiosa
rispetto a quella in cui si sarebbe trovato se non si fosse realizzato l’evento
assicurato (Maurer, op. cit., p. 223; DTF 112 V 130 consid. 2e). Di conseguenza
le prestazioni assegnate non devono superare il totale risarcimento del danno
concretamente intervenuto (Peter, op. cit., p. 195).

                                      

                                         Non
è pertinente, infine, nemmeno il richiamo dell’attore al fatto che in occasione
del riesame della prestazione con effetto dal 1. novembre 2011 la fondazione
avesse imputato nel calcolo della sovrassicurazione la prestazione d’invalidità
AI iniziale (ossia di fr. 2'150.-- mensili), considerato come in effetti
l’adeguamento al rincaro della medesima prestazione sia avvenuto, come detto,
solo successivamente, con effetto dal gennaio 2015.

 

Non risulta rilevante, infine,
nemmeno il richiamo giurisprudenziale dell’attore a RAMA 2/1973 (doc. O), ove
si osservi che tale estratto conferma semmai il dianzi illustrato principio
dell’adeguamento al rincaro dal salario presumibilmente perso sino al momento
in cui la questione del sovrindennizzo si pone (cfr. consid. 2.5 e 2.7). 

 

                                         Di
conseguenza, la petizione dell’assicurato, intesa ad ottenere l’aumento della
prestazioni di invalidità del 2 pilastro, va respinta. Come da precedenti
comunicazioni della Fondazione e dalla risposta di causa del 1. marzo 2017,
l’assicurato ha diritto al versamento di una rendita di invalidità della
previdenza professionale di fr. 4'894.70 mensili e fr. 58'736.40 annui. Tale
calcolo della prestazione, effettuato con validità dal 1. novembre 2016,
resterà valido sino ad un nuovo calcolo della sovrassicurazione in occasione di
una nuova modifica delle circostanze e dei parametri di calcolo che integri gli
estremi di cui all’art. 24 cpv. 5 OPP 2 e art. 5.2 del Regolamento (cfr. sopra
consid. 2.3, 2.4). 

 

                             2.11.   Essendo
la presente procedura gratuita (art. 73 cpv. 2 LPP in relazione all’art. 20
cpv. 1 LPTCA), all’attore, sebbene soccombente, non sono accollate tasse e
spese di giustizia. 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   La petizione è respinta.

                                         È accertato il diritto di AT
1 ad una rendita d’invalidità della previdenza professionale di fr. 4’894.70
mensili a far tempo dal 1 novembre 2016. 

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

 

                                         Al ricorso dovrà essere
allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti