# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5b115182-a11b-5478-b5c9-e5b088284522
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.04.2010 D-2235/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2235-2010_2010-04-13.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2235/2010/gam
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 3  a p r i l e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del Giudice Martin Zoller,
Cancelliere Federico Pestoni;

A._______, alias
B._______, alias
C._______,
paese sconosciuto [2],

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisio-
ne dell'UFM del 31 marzo 2010 / N (...)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2235/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessata  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera;

il verbale d'audizione del 1° marzo 2010 (audizione sommaria al Cen-
tro di registrazione e di procedura di D._______ [di seguito: Centro]) in 
cui la richiedente ha dichiarato di  essere cittadina eritrea con ultimo 
domicilio  a  E._______,  da  dove,  a  metà  del  mese  di  (...),  sarebbe 
espatriata,  poiché sarebbe stata minacciata da individui  in borghese 
che pretendevano da lei la consegna di alcuni documenti legati all'atti -
vità di suo padre;

l'analisi LINGUA effettuata il 5 marzo 2010 e il relativo rapporto del 22 
marzo 2010 dell'esaminatore che l'ha effettuata;

il verbale d'audizione del 31 marzo 2010, in occasione del quale alla 
richiedente è stato conferito il diritto di essere sentita sulle risultanze 
del  rapporto  LINGUA,  nonché  in  merito  all'applicazione  del-
l'art. 32 cpv. 2  lett.  b  della  legge  sull'asilo  del  26  giugno  1998 
(LAsi, RS 142.31),

il verbale della decisione dell'UFM del 31 marzo 2010, notificata all'in-
teressata il  medesimo giorno (cfr. avviso di notifica e di ricevuta agli  
atti),

il  ricorso  del  6 aprile 2010  (cfr. timbro  del  plico  raccomandato,  data 
d'entrata 7 aprile 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo federale 
(TAF) in data 7 aprile 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 

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17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del -
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che la ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore,  è particolarmente toccata dalla  decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimata 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che, nella decisione del 31 marzo 2010, l'UFM ha considerato che, in 
virtù  delle  risultanze del  rapporto  sull'esame LINGUA, la  richiedente 
ha ingannato le autorità svizzere in materia d'asilo sulla propria identi -
tà ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi, essendo emerso, con certez-
za, che la sua socializzazione, avvenuta in un ambiente tigrino, non si 
è compiuta in Eritrea, bensì, con ogni probabilità, in Etiopia;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi; che l'autorità inferiore ha 
pure pronunciato l'allontanamento dell'interessata dalla Svizzera e l'e -
secuzione dello stesso siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha allegato, in sostanza e per quanto qui 
di rilievo, di non aver ingannato le autorità svizzere, ribadendo di esse-
re cittadina eritrea d'etnia tigrinya; che, inoltre, contesterebbe l'esame 
LINGUA, in quanto, anzitutto, perché la comprensione delle domande 
via telefono risultava difficoltosa, e inoltre perché, a suo dire, la perso-
na che ha condotto il test in questione non sarebbe molto esperta del -
la regione di E._______; che, peraltro, non avrebbe avuto l'occasione 
di leggere più a fondo le domande postegli per poter così chiarire certe 
lacune nonché di verificare quanto riferitogli nell'audizione del 31 mar-
zo 2010; che, in aggiunta, ritiene di aver fornito un numero significativo 

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di indicazioni e risposte che sarebbero state impossibili per una perso-
na non proveniente dall'Eritrea; che inoltre, per quanto riguarda le in -
flessioni tipicamente etiopi nella lingua da lei parlata sarebbero dovute 
al fatto che E._______ si trova vicino al confine con l'Etiopia, dove è 
normale che la lingua subisca delle reciproche influenze; che, infine, 
non avendo studiato e quindi  non essendo in grado di  leggere,  non 
avrebbe potuto rispondere ad alcune delle domande relative alla cono-
scenza dei luoghi di E._______, salvo aver affermato in sede di prima 
audizione di aver frequentato la scuola fino all'età di 12 anni (cfr. ver-
bale di audizione del 1° marzo 2010, pag. 3);

che, inoltre, la ricorrente ritiene che non si  può affermare che abbia 
violato il suo dovere di collaborare solo in base ad un esame LINGUA, 
viziato da difficoltà di comunicazione e da limitate conoscenze dell'e -
sperto; che infine,  si  sarebbe attivata per far pervenire al  più presto 
allo scrivente Tribunale una documentazione che conferma la sua pro-
venienza;

che, in conclusione, l'insorgente ha chiesto l'annullamento della deci -
sione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità infe-
riore  per  una nuova decisione nel  merito  della  sua domanda d'asilo 
nonché,  in  via  sussidiaria,  l'ammissione  provvisoria;  che  ha,  altresì, 
presentato  una domanda d'esenzione dal  versamento  dell'anticipo  a 
copertura delle spese processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo se il richiedente inganna le autorità sulla propria identità  
e tale fatto è stabilito dai risultati  dell'esame dattiloscopico o da altri 
mezzi di prova;

che l’esame LINGUA va sussunto a mezzo di prova dell’informazione 
giusta l’art. 12 lett. c PA (v. Giurisprudenza ed informazioni della Com-
missione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 14, tut -
tora applicabile); che esso soggiace al libero apprezzamento delle pro-
ve e costituisce peraltro un mezzo idoneo a dimostrare l’inganno sull’i -
dentità ai sensi dell’art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi (GICRA 1999 n. 19 e n. 20 
e GICRA 1998 n. 34) e, dunque, a giustificare la pronuncia di una deci-
sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo; che è tuttavia 
consentito ammettere un inganno sull’identità solo allorquando l’esa-
me LINGUA consenta d’escludere inequivocabilmente che il richieden-
te l’asilo provenga dal Paese di cui sostiene di possedere la cittadinan-
za (GICRA 2004 n. 4);

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che la ricorrente ha censurato lo svolgimento dell'esame LINGUA, se-
gnatamente in relazione alla prospettazione del contenuto essenziale 
dell'esame ed alla facoltà d'esprimersi al riguardo, dichiarando che  il 
contenuto dello stesso gli sarebbe stato esposto in modo difficilmente 
comprensibile nonché non avrebbe avuto l'occasione di leggere più a 
fondo le domande postegli;

che, ai sensi dell'articolo 36 cpv. 2 LAsi, in vista di una decisione ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi, al ricorrente è concesso il diritto di 
essere sentito;

che, in tale ambito, la ricorrente è stata sentita su tutti i punti dell'esa -
me LINGUA che l'UFM ha successivamente utilizzato nella sua deci-
sione di non entrata nel merito (cfr. audizione del 31 marzo 2010);

che, pertanto, l'insorgente ha potuto correttamente esercitare il proprio 
diritto  di  essere sentito  in  relazione ai  punti  rilevanti  della  decisione 
presa dall'UFM ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi;

che,  dalle  risultanze dell'esame LINGUA contenute  nel  rapporto  del 
22 marzo 2009, da un lato, è emerso con certezza che la socializza-
zione della ricorrente è stata compiuta in un ambiente tigrino, con ogni  
probabilità in Etiopia, e dall'altro, è stato escluso con altrettanta cer-
tezza che la stessa sia avvenuta in Eritrea (cfr. rapporto LINGUA del 
22 marzo 2010 pag. 1 [A 10/8 agli atti]);

che, infatti, l'esaminatore (cognito, in particolare, della lingua Tigrinya 
con profonde conoscenze delle regioni africane [cfr. agli atti]) ha indi -
cato che le caratteristiche linguistiche dell'insorgente rilevano dalla lin-
gua  dialettale  Tigrinya,  parlata  in  Etiopia  (cfr.  rapporto  LINGUA del 
22 marzo 2010 pagg. 5 e 6 [A 10/8 agli atti]); che, nonostante la ricor-
rente abbia sostenuto di aver vissuto praticamente dalla nascita fino a 
metà (...) a E._______, in Eritrea (cfr. verbale d'audizione del 1° mar-
zo 2010, pag. 1), il suo modo di esprimersi presenta diversi tratti carat-
teristici  della  lingua  parlata  in  Etiopia  (cfr.  rapporto  LINGUA  del 
22 marzo 2010 pagg. 5 e 6 [A 10/8 agli atti]);

che, inoltre, l'insorgente, non è stata in grado di  dimostrare di  avere 
delle conoscenze particolari della zona di E._______, come è emerso 
dal rapporto dell'esame LINGUA, in cui l'esaminatore ha segnalato che 
ella non ha saputo indicare alcun villaggio nei pressi di E._______, ma 
neppure luoghi di riferimento all'interno della citata località dove sareb-

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be  vissuta  per  tutta  la  vita;  che  la  ricorrente  non  conosce  il  monte 
F._______,  simbolo  di  E._______,  che  dista  circa  un  chilometro  dal 
centro ed è ben visibile dal villaggio (cfr. rapporto LINGUA del 22 mar-
zo 2010 pagg. 2 e 3 [A 10/8 agli atti]);

che,  d'altronde,  la  ricorrente  -  sia  in  occasione  del  diritto  di  essere 
sentito, sia in sede di ricorso - non ha fatto valere alcun argomento o 
mezzo  di  prova  suscettibile  di  contestare  la  fondatezza  dell'esame 
LINGUA così come delle risultanze dello stesso;

che, in particolare, l'insorgente non ha presentato, all'infuori di generi -
che censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa 
valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione rispettiva-
mente al rapporto LINGUA;

che la ricorrente ha lamentato la scarsa qualità della conversazione te-
lefonica per mezzo della quale è avvenuto l'esame LINGUA, ritrattan -
do, in sede di  audizione successiva rispettivamente di  ricorso, molte 
delle risposte riportate dall'esaminatore nel proprio rapporto; che, tut-
tavia, dal citato referto peritale, non emerge alcun problema di com-
prensione; che,  semmai,  l'interessata  ha  saputo  esprimersi  in  modo 
chiaro e fluente in lingua tigrinya, ancorché con inflessioni tipiche delle 
regioni  etiopi  (cfr. rapporto LINGUA del 22 marzo 2010 pagg. 4, 5 e 6 
[A 10/8 agli atti]);

che non v'è quindi motivo di censurare le conclusioni a cui è giunto l'e -
saminatore nel rapporto LINGUA del 22 marzo 2010, e neppure di sco-
starsi dalla decisione dell'UFM qui impugnata che rettamente si fonda 
su tali conclusioni;

che, in virtù delle emergenze processuali, ne discende che l’UFM ha 
rettamente considerato siccome adempiti i presupposti per la pronun-
cia di una decisione di non entrata nel merito ai sensi dell’art.  32 cpv. 2 
lett. b LAsi per inganno sull'identità giusta l'art.  1a lett. a  dell'Ordinan-
za  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11  agosto  1999 
(OAsi 1, RS 142.311);

che, pertanto, in materia di non entrata nel merito il ricorso, destituito 
d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione 
impugnata va confermata;

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che, nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione 
di non entrata nel merito dell'UFM relativa alla domanda d'asilo della 
ricorrente, quest'ultima non può prevalersi  del principio del divieto di 
respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente riconosciuto nell'am-
bito del diritto internazionale pubblico ed espressamente enunciato al -
l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 
(Conv., RS 0.142.30);

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20);  
che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve es-
sere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e  
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che la questione del ca-
rattere possibile,  ammissibile e esigibile  dev'essere esaminata d'uffi-
cio; che, tuttavia, questo principio è limitato dall'obbligo dell'interessato 
di collaborare all'accertamento dei fatti giusta l'art.  8 cpv. 1 LAsi (v. la 
sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  D-3975/2007  del  15 
giugno 2007, consid. 3.4;  WALTER KÄLIN,  Grundriss des Asylverfahrens, 
Basel und Frankfurt am Main, 1990, pag. 262); che si tratta di un tipico 
caso d'applicazione dell'art. 13 cpv. 1 lett. c PA;

che nel caso di  specie, le affermazioni della ricorrente in merito alla 
propria  cittadinanza  sono  manifestamente  confutate  dall'esame  LIN-
GUA, al punto tale che può essere esclusa la sua provenienza dall'Eri -
trea  (cfr.  rapporto  LINGUA  del 22 marzo 2010  pagg. 1,5 e 6  [A 10/8 
agli  atti]) e contestualmente qualsivoglia impedimento al rientro della 
ricorrente nel suddetto Paese, come ella pretenderebbe far valere in 
sede di ricorso con generiche e semplici affermazioni (cfr. ricorso pag. 
2-3); che per di  più, questo Tribunale osserva, alla luce del rapporto 
sull'esame LINGUA, che la ricorrente parla fluentemente la lingua tigri -
nya con frequenti espressioni conosciute soltanto in Etiopia ed estra-
nee al lessico eritreo;

che, avendo la ricorrente violato l'obbligo di collaborare segnatamente 
con riferimento all'indicazione della sua vera cittadinanza, a lei senza 
dubbio nota, non spetta alle autorità in materia d'asilo determinare il 
vero Paese d'origine dell'insorgente ed eventuali ostacoli all'esecuzio-
ne dell'allontanamento verso suddetto Paese;

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che, essendo comunque verosimile che il suo Paese di origine sia l'E -
tiopia, questo Tribunale osserva che dalle carte processuali non emer-
gono elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento 
della ricorrente in Etiopia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzio-
ne federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., 
RS 101), l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 lu-
glio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) 
nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre la ricorrente in patria al rischio 
reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione 
per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del  
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra-
danti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento della ricorrente è am-
missibile;

che  premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontana-
mento  riconducibili  all'art.  83  cpv. 4  LStr,  il  TAF osserva nondimeno 
che in Etiopia non vige attualmente una situazione di guerra, guerra ci-
vile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione 
nella totalità del territorio nazionale;

che, d'altronde, in relazione all'art. 83 cpv. 4 LStr, avendo dissimulato 
la sua nazionalità, la ricorrente ha reso impossibile la ricerca di perico-
li concreti e suscettibili di minacciarla nel suo effettivo Paese d'origine;

che del resto, quanto alla situazione personale della ricorrente, ella è 
giovane  ed  ha  un'esperienza  professionale  quale  domestica  presso 
una famiglia rispettivamente come cameriera e possiede una formazio-
ne di base, in quanto ha frequentato le scuole fino alla sesta classe; 
che, inoltre, ella ha dichiarato di avere ancora due fratelli ed una cugi-
na in Patria e si può quindi partire dal presupposto che ella possa di -
sporre di una rete sociale in loco; che l'insorgente non ha nemmeno 
preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano 
giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica Giu-
risprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in 
materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio 
degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera 
per motivi medici;

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che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo 
Paese d'origine deve essere considerata ragionevolmente esigibile;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che l'insor-
gente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni  docu-
mento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione dell'allontanamen-
to è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatte-
so e la querelata decisione confermata;

che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sempli-
ficata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo a copertura delle spese processuali  
è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  della  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse e sulle spese ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale ammini -
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF); 

che la pronuncia è quindi definitiva.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico della ricorren-
te. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammi-
nistrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizio-
ne della presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
D._______ (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento);

- all'UFM, Centro di  registrazione e di  procedura di  D._______ (via 
fax,  per l'incarto N (...), con preghiera di notificare la sentenza alla 
ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale 
amministrativo  federale;  allegato:  copia  del  ricorso  del  6 apri-
le 2010);

- G._______ (in copia).

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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