# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 83ecb6be-a572-5d23-b89a-c0134d156c02
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-06-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 01.06.2016 32.2013.178
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2013-178_2016-06-01.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2013.178

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  1 giugno 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 ottobre 2013 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 27 agosto 2013 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, classe 1953 e da ultimo
professionalmente attiva quale medico assistente, nell’agosto 2011 ha inoltrato
una domanda di prestazioni AI per adulti (doc. AI 1).

                                         

                                         Acquisita la
documentazione medica necessaria, l’Ufficio AI ha ordinato l’espletamento di
una perizia pluridisciplinare presso il SAM, il quale – anche sulla base degli
specialisti esterni in reumatologia (dr. __________), psichiatria (dr.ssa __________),
neurologia (dr. __________) e neurospsicologia (dott. __________) – con referto
del 15 aprile 2013 ha concluso per un’incapacità lavorativa del 100% dal 28
marzo 2011 e dal 1° novembre 2011 per un’inabilità del 35% (per motivi
psichici) come medico assistente nel reparto di medicina interna o di
psichiatria nonché in altre attività. Quale casalinga l’assicurata è stata
ritenuta totalmente inabile dal 28 marzo 2011 e dal 1° novembre 2011 abile
all’80% (doc. AI 48/29 e 30). Fondandosi sulle risultanze peritali, ritenuti
non attuabili provvedimenti professionali potendo l’assicurata svolgere nella
misura del 65% la sua abituale professione (cfr. rapporto 29 maggio 2013 del consulente
in integrazione professionale; doc. AI 54), con preavviso 29 maggio 2013
l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni presentando l’assicurata un
grado d’invalidità non pensionabile, determinato in applicazione del cosiddetto
raffronto percentuale dei redditi, del 35% (doc. AI 55).

 

                                         Con osservazioni 1° luglio
2013 l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1, ha contestato la valutazione
medico-teorica del SAM, in particolare l’attendibilità della perizia
psichiatrica anche in considerazione del fatto che è stata svolta in italiano
anziché in tedesco, sua lingua parlata. È pure contestata la valutazione
economica (doc. AI 63).

 

                                         Sottoposte le citate critiche
all’attenzione del SAM, quest’ultimo con complemento del 19 luglio 2013,
fondandosi anche sulla presa di posizione della perita psichiatrica (dr.ssa __________),
ha confermato la valutazione pluridisciplinare in particolare quella
extrasomatica, ritenendo in particolare come l’assicurata fosse in grado di
sostenere un colloquio in italiano in ambito medico (doc. AI 69). 

 

                                         Con decisione 27 agosto
2013 l’Ufficio AI ha pertanto confermato la reiezione della domanda di
prestazioni (doc. AI 73). 

 

                               1.2.   Contro la succitata decisione
l’assicurata, sempre rappresentata dall’avv. RA 1, ha interposto il presente
tempestivo ricorso, postulandone l’annullamento. 

                                         In sintesi, contesta la
valutazione medico - teorica operata dal SAM. Ribadisce le censure riguardo alla
valutazione psichiatrica, facendo riferimento alla perizia privata 2 ottobre
2013 del dr. __________, specialista in psichiatrica e psicoterapia, il quale
ritiene l’assicurata non in grado di esercitare la professione medica, come
pure mansioni medico- amministrativo-burocratiche (doc. S); critica la
valutazione reumatologica eseguita dal dr. __________, preannunciando di
produrre una perizia privata del dr. __________ attivo presso il __________ di __________;
contesta l’esame e le conclusioni neurologiche del dr. __________ rinviando
alla valutazione internistica del 27 settembre 2013 del dr. __________,
specialista in medica interna, che ritiene in generale esigibile l’attività di
medico psichiatra con un orario lavorativo ridotto del 50%, ma con un
rendimento del 75% (doc. Q), preannunciando inoltre una perizia privata
neurologica a cura del dr. __________. 

                                         La ricorrente postula che
le spese delle perizie private eseguite (dr. __________ e dr. __________) e
quelle preannunciate (dr. __________ e dr. __________) siano a carico
dell’amministrazione, avendo le stesse dimostrato l’inattendibilità degli
accertamenti medici eseguiti da quest’ultima (cfr. ricorso punto nr. 44).

                                         Dal punto di vista
economico, la ricorrente sostiene che il grado d’invalidità debba essere
determinato sulla base del raffronto dei redditi, quantificando i redditi sia
da valida che da invalida.

                                         Essa conclude, in via
principale, per il riconoscimento del diritto ad una rendita intera, in via
subordinata ad una mezza rendita ed in via ulteriormente subordinata il rinvio
degli atti all’Ufficio AI per nuovi accertamenti medici ed economici.

                                         Infine, chiede di
beneficiare dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio.

 

                               1.3.   Con la risposta di causa l’Ufficio
AI, confermando la validità della perizia pluridisciplinare, nonché della
valutazione medica, ha postulato la reiezione del ricorso. Chiede inoltre di
sottoporre al SAM la (nuova) documentazione medica allegata al ricorso.

 

                               1.4.   In data 14 febbraio 2014
l’assicurata ha prodotto la perizia privata neurologica del 15 gennaio 2014 del
dr. __________, il quale conclude che è “presente un impatto rilevante dei
deficit cognitivi della paziente sulla sua capacità lavorativa. Questo impatto
sulla capacità lavorativa come medico lo valuto essere almeno del 30% (pag.
32, doc. T). 

                                         Sulla base della succitata
valutazione e di quella del dr. __________ la ricorrente ha ribadito di “…
volere riconoscere all’assicurata in via principale il diritto ad una rendita
intera d’invalidità ed in via accessoria a ¾ di rendita d’invalidità”
(XIII).  

 

                                         Con scritto della stessa
data la ricorrente ha prodotto ulteriore documentazione medica, postulando
l’eventuale esecuzione di una perizia giudiziaria (XIV).

                                      

                                         Con un terzo scritto del
14 febbraio 2014 l’assicurata ha inoltrato le proprie osservazioni alla
risposta di causa (XV). 

 

                               1.5.   Il 2 aprile 2014 la ricorrente
ha prodotto il certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria e la
relativa documentazione (XIX).

 

                               1.6.   In data 25 luglio 2014 il SAM
ha inoltrato le proprie osservazioni alla documentazione medica prodotta
dall’assicurata con i menzionati scritti del 14 febbraio 2014 e concluso che
tale documentazione non apporta nuovi elementi atti a confutare la perizia
multidisciplinare dell’aprile 2013 (XXVII).

 

                                         Il 18 agosto 2014
l’Ufficio AI ha fatto propria la summenzionata presa di posizione del SAM
(XXIX). 

                                         

                                         Con due separate lettere
datate 24 ottobre 2014 il legale della ricorrente ha inoltrato le osservazioni 25
luglio 2014 della sua cliente e quelle dei dr. __________ (datate 1° ottobre
2014), dr. __________ (13 ottobre 2014) e dr. __________ (15 ottobre 2014) al
citato complemento peritale del SAM (XXXIV, XXXVI).

 

                                         Il 26 novembre 2014
l’Ufficio AI ha inoltrato le annotazioni del SMR in merito alle suddette prese
di posizione (XL)

 

                               1.7.   Con lettera 10 novembre 2014
l’assicurata ha chiesto di poter essere sentita in “pubblica udienza” (XXXVIII).

 

                               1.8.   Con ordinanza 28 novembre
2014 il TCA ha incaricato __________ (__________) di __________ di eseguire una
perizia multidisciplinare, fissando alle parti un termine per presentare le
domande da porre ai periti (XLII). 

                                         

                                         Ricevute le domande
peritali, con decreto 3 marzo 2015 questa Corte le ha sottoposte all’__________
(LII). 

 

                               1.9.   In data 11 agosto 2015 l’__________
ha reso il referto peritale. In estrema sintesi i periti hanno ritenuto l’assicurata,
medico diplomata in medicina interna e psichiatria, totalmente inabile attività
pesanti-medio pesanti, attività mai svolte. In attività leggere fino a
medio-pesanti, come quella di medico abitualmente esercitata, è stata ritenuta
un’abilità lavorativa del 100%. Non sono stati individuati provvedimenti
sanitari per mantenere e migliorare la capacità lavorativa. Provvedimenti
professionali sono stati esclusi (cfr. punto no. 6.9, pag. 35 della perizia;
LXII).

 

                                         La perizia è stata trasmessa
dal TCA alle parti per una presa di posizione (LXIII).

 

                             1.10.   In data 15 settembre 2015 il
Vicepresidente del TCA ha respinto la richiesta della ricorrente di tradurre
dal tedesco all’italiano il referto peritale (LXVI). 

 

                             1.11.   Con scritto 8 settembre 2015
l’Ufficio AI, aderendo alle conclusioni peritali, ritenute complete, chiare e
coerenti, non ravvedendo di conseguenza elementi clinici giustificanti
limitazioni nello svolgimento dell’attività di medico e, di conseguenza, alcuna
perdita economica, ha ribadito la richiesta di reiezione del ricorso (LXIV).

 

                                         Allegati a tre scritti
separati di data 5 ottobre 2015 il rappresentante dell’assicurata ha inoltrato
le osservazioni della sua cliente (dell’11 agosto 2015) e dei dr. __________ (datate
13 settembre 2015) __________ (del 25 settembre 2015) e __________ (datate 30
settembre 2015) alla perizia giudiziaria. Contestando l’imparzialità dei
periti, la ricorrente ha chiesto lo svolgimento di una superperizia e di una
nuova valutazione neuropsicologica (LXVII, LXVIII, LXIX). 

 

                                         La nuova documentazione
medica è stata inviata dal TCA all’__________ per una presa di posizione (LXXII).
I periti con scritto 22 ottobre 2015, criticando l’operato del legale
dell’assicurata, hanno confermato la propria valutazione peritale (LXXVIII). 

 

                                         L’Ufficio AI, esaminato
quanto prodotto dalla ricorrente il 5 ottobre 2015, con scritto 20 ottobre 2015
ha dapprima rilevato come la ricorrente nonostante il 28 novembre 2014 fosse a
conoscenza della perizia giudiziaria non ha mai sollevato alcuna critica sulla
scelta dell’__________. L’amministrazione ha poi sostenuto che non vi sono
motivi per inficiare la validità della perizia giudiziaria (LXXIII). 

 

                                         Il 26 ottobre 2015
l’assicurata ha inoltrato la sua presa di posizione riguardo alle osservazioni
dall’amministrazione, ribandendo la necessità di procedere ad una nuova valutazione
neuropsicologica ed allegando fra l’altro lo scritto 7 ottobre 2015 del dr. __________
(LXXIV). Tale richiesta è stata ulteriormente ribadita con lettera datata 5
novembre 2015 in cui è stato allegato lo scritto 26 ottobre 2015 del dr. __________
(LXXVI).

 

                                         Il 5 novembre 2015 l’__________
ha preso posizione in merito al certificato 7 ottobre 2015 del dr. __________
(LXXIX).

 

                             1.12.   In data 11 novembre 2015 questa
Corte ha chiesto all’__________ delle delucidazioni in merito alla valutazione
neuropsicologica effettuata nell’ambito del mandato peritale (LXXX), ricevendo
risposta il 24 novembre 2015 (LXXXII). 

 

                                         Su richiesta del TCA, con
scritto 20 gennaio 2016 l’assicurata ha  preso posizione in merito a tale accertamento,
allegando tre prese di posizione dei dr. __________, __________ e __________,
nonché una valutazione neuropsicologica eseguita il 23 novembre 2015 da __________,
responsabile Unità Operativa di Neuropsicologia e Logopedia presso la Clinica __________
di __________. La ricorrente ha chiesto a questo Tribunale di ordinare
all’Ufficio AI un accertamento circa la sua reale residua capacità lavorativa
mediante l’organizzazione di uno stage in ambito medico, rinnovando inoltre la
richiesta di esperire una superperizia (LXXXVIII). 

 

                                         Con un altro scritto del
20 gennaio 2016 l’assicurata ha prodotto una presa di posizione della di lei
figlia, con formazione medica (LXXXIX).

 

                             1.13.   Infine, con lettera 22 gennaio
2016 il Vicepresidente del TCA ha invitato l’__________ a prendere posizioni in
merito alla nuova valutazione neuropsicologica ed agli ultimi rapporti stesi
dai dr. __________, __________ e __________ (XC). 

 

                                         Il 26 gennaio 2016 i
periti hanno risposto (XCI).

 

 

ritenuto                           in diritto

 

 

                               2.1.   Oggetto del contendere è sapere
se l’assicurata ha diritto o meno ad una rendita d’invalidità.

 

                               2.2.   Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI
in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in:
Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale
Sicherheit, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46).

                                         Giusta l'art. 28 cpv. 1
LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno
al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%.

                                         Ai sensi dell'art. 16
LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito
del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e
dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Al proposito va precisato
che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA,
dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il raffronto dei redditi sono
determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del
diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere
rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di
eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della
decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e
suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STFA I 600/01
del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003, consid.
4.1).

 

                               2.3.   Nella concreta fattispecie
l’Ufficio AI ha ordinato al SAM l’esecuzione di una perizia pluridisciplinare
al fine di valutare l’abilità lavorativa dell’assicurata nella sua professione
di medico assistente in psichiatria e medicina interna e in altre attività adeguate.

                                         Dal
referto datato 15 aprile 2013 (doc. AI 48) risulta che i periti, dopo aver
elencato gli atti ed esposto dettagliatamente l’anamnesi e le constatazioni soggettive
ed obiettive, hanno fatto capo a tre consultazioni specialistiche esterne, di
natura psichiatrica (dr.ssa __________), reumatologica (dr. __________) e
neurologica (dr. __________.

 

                                         Viste le risultanze dei
singoli consulti e del soggiorno della ricorrente presso il citato centro d’accertamento,
i periti hanno posto le seguenti diagnosi:

 

" (…)

5.1    Diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa: 

 

Sindrome toracovertebrale cronica in: 

 

-   esiti da
setticemia da stafilococco dorato con spondilodiscite Th5-Th6, ascesso esteso
prevertebrale Th2-Th8, massimo nell'ambito di Th5-Th6 in stretta vicinanza con
l'esofago e l'aorta, con pleuropolmonite, trattati conservativamente, nel 2011,

-   quadro di spondilodiscite Th5-Th6 alla MRI dorsale del
2.9.2011, 

disturbi statici del rachide
(appiattimento della dorsale con scoliosi sinistro-convessa), 

-    decondizionamento
muscolare, 

-    trattamento
analgesico con 60 mg di MST al giorno.

 

Probabile gonartrosi bilaterale con: 

 

-   deficit flessorio ed estensorio alle ginocchia bilaterali. 

 

Poliartrosi delle dita (diagnosi clinica). 

 

Ansia non altrimenti specificata (ICD-10 F 41.9). 

 

Disturbo umorale non altrimenti specificato (ICD-10 F 39). 

 

Disturbo del comportamento da azione iatrogena da morfinici con
alterazione umorale dell'emotività (ICD-10 F 09 e ICD-10 Y 49.8). 

 

5.2    Diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa: 

 

Dolori cronici interscapolari in: 

-   stato da
ascesso prevertebrale da Th2 a Th8 e« probabile spondilodiscite Th5-6. 

 

Difficoltà di media entità ai test di memoria e delle funzioni
attivo-esecutive di probabile origine funzionale, non esclusa componente medicamentosa.
(…)”. (doc. AI 48/22-23)

 

                                         Tenuto conto dei consulti
specialistici, dopo un’attenta valutazione ed una discussione globale i periti
hanno concluso per una capacità lavorativa medico-teorica residua del 65%
nell’ultimo impiego di assistente in medicina nei reparti di medicina interna o
psichiatria (doc. AI 48/28).

 

                                         Quanto alle ripercussioni
delle patologie sulla capacità lavorativa, i periti hanno rilevato:

 

“(…)

8    CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ LAVORATIVA 

 

Le menomazioni constatate si situano soprattutto nella sfera
psichiatrica. 

 

La consulente in psichiatria Dr.ssa med. __________ ritiene che le
patologie di cui soffre l'A. giustificano un'incapacità lavorativa del 35%,
inteso come difetto funzionale e questo a partire dalla primavera del 2011.
Ritiene dubbia la prognosi a medio-lungo termine, dipenderà dalla necessità di
mantenere una terapia con morfinici, dall'evoluzione della patologia
ortopedica, dalla disponibilità dell'A a entrare in una presa a carico
protettiva, capace di monitorare l'andamento clinico e di inserire una congrua
terapia farmacologico volta a contenere le oscillazioni dell'umore non solo
iatrogenicamente indotte e la quota di ansia. 

 

Il nostro consulente in reumatologia Dr. med. __________ ha
ritenuto indicato richiedere una nuova MRI del rachide dorsale con
rappresentazione del mediastino posteriore, il risultato della quale gli ha
permesso di concludere ritenendo una capacità lavorativa, nel suo ultimo
impiego del 100%. Questa valutazione va fatta risalire all’1.11.2011. 

 

Dal punto di vista neurologico l'A. non presenta patologie che
giustificano una riduzione della capacità lavorativa. 

 

Globalmente l'A. va ritenuta completamente inabile al • lavoro dal
28.3.2011 (spondilodiscite), mentre a partire dall'1.11.2011, la stia capacità
lavorativa è del 65% (riduzione del 35% per motivi psichiatrici) (…)”. (doc. AI
48/29)

 

                                         In merito all’abilità
lavorativa in altre attività, i periti del SAM hanno concluso:

 

" (…)

9    CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ D'INTEGRAZIONE 

 

Non riteniamo indicati provvedimenti di riqualifica professionale.
L'A. ha un ottima preparazione professionale ed una buona capacità lavorativa
residua che può mettere a frutto. Inoltre sul piano psichiatrico presenta
scarsa caricabilità psichica. 

 

Sul piano psichiatrico ma anche in altre attività l'A. raggiunge
una capacità lavorativa massima del 65% e questo a partire dalla primavera del
2011. 

 

Sul piano reumatologico, in un .mestiere che rispetti i limiti
funzionali dettati dal consulente in reumatologia e le regole ergonomiche della
schiena, l'A. può raggiungere una capacità lavorativa residua del 100% e questo
a partire dall'1.11.2011. 

 

Globalmente in un lavoro adatto rispettoso dei limiti funzionali
descritti dal consulente Dr. med. __________, l'A. risulta inabile al lavoro al
100% dal 28.3.2011, abile al lavoro dall'1.11.2011 al 65%. 

 

 

 

Come casalinga inabile totalmente dal 28.3.2011, capacità
lavorativa residua dell'80% dall'1.11.2011. 

 

Sul piano terapeutico: 

 

-   la Dr.ssa med. __________
ritiene una prognosi dubbia, soprattutto per alla necessità di mantenere una
terapia con morfinici, per l'evoluzione della patologia ortopedica e dalla
disponibilità dell'A. ad entrare in una presa a carico protettiva capace di
monitorare l'andamento clinico ed inserire una congrua terapia farmacologica; 

 

-   il consulente
in neurologia Dr. med. __________ non ha proposte terapeutiche; 

 

-   il Dr. med. __________
non ha proposte terapeutiche (…)”. (doc. AI 48/29-30)

 

                                         Con complemento del 19
luglio 2013, fondandosi anche sulla presa di posizione della perita psichiatrica,
il SAM ha confermato la valutazione pluridisciplinare in particolare quella
extrasomatica, ritenendo come l’assicurata fosse in grado di sostenere un
colloquio in italiano in ambito medico (doc. AI 69). 

 

                                         Viste le sostanziali
divergenze tra la perizia del SAM e le perizie private 2 settembre 2013 del dr.
__________ (doc. S), 27 settembre 2013 del dr. __________ (doc. Q) e 14 gennaio
2014 del dr. __________ (doc. T) (cfr. consid. 1.2 e 1.4), nonché la presa di
posizione 25 luglio 2014 del SAM (XXVII) e quelle dei succitati tre sanitari (cfr.
consid. 1.6) che confermano in sostanze le loro rispettive valutazione, questo
Tribunale, con ordinanze 28 novembre 2014 e 3 marzo 2015 (cfr. consid. 1.8) ha conferito
mandato peritale all’__________ di __________.

 

                               2.4.   Nella perizia giudiziaria dell’11
agosto 2015 (LXXII) i periti dell’__________, durante un soggiorno di due
giorni dell’assicurata, hanno in particolare proceduto ad una visita generale,
nonché ad una valutazione psichiatrica, reumatologica, neurologica e
neuropsicologica, accertamenti eseguiti da cinque rispettivi medici specialisti
attivi presso il centro peritale. 

                                         Dopo aver proceduto al
consueto riassunto degli atti (punto no. 2 della perizia), all’anamnesi (punto
no. 3), i singoli periti hanno eseguito la loro valutazione specialistica
(punto no. 4) e posto le seguenti diagnosi con e senza influsso sulla capacità
lavorativa:

 

" (…)

5.1 Diagnosen mit Einfluss auf die
Arbeitsfähigkeit

 

1.   Chronisches thorakovertebrales
Schmerzsyndrom (ICD-10 M53.8)

      -    Status nach Staphylokokken aureus-Infektion nach einer
Pneumonie mit konsekutiv Spondylodiszitis Th5/6 und prävertebralem Abszess
Th2-Th8 im März 2011

      -    radiomorphologisch bereits im Juni 2013
Wirbelsäulenfehlhaltung/-fehlform (rechtskonvexe thorakale und lumbale
linkskonvexe Skoliose, langgezogene thorakale Kyphose) 

      -    muskuläre Dysbalance mit Abschwächung der abdominellen
und rückenstabilisierenden Muskelgruppen, interskapuläre Myogelose mit
multiplen schmerzhaften Triggerpoints 

      -    Radiomorphologisch (MRT ganze WS nativ und mit KM 5.6./26.6.2015)
Bei St.n. Spondylodiscitits zeigt sich eine Blockwirbelbildung Th 5/6 mit
ossärer Überbrückung ventral und dorsal und zentral schmächtiger. T2
hyperintensive Bandscheibe welche ebenfalls leicht KM aufnehmend ist, whs.
postentzündliche kleine Vascularisation des Nukleus pulposus. Gut erhaltene
Kontur der Deck- und Bodenplatten im Segment Th 5/6. Ein Knochemarksödem liegt
nicht vor, Zeichen einer noch floriden Spondylodiszitits bestehen keine.
Subfusional diskrete Osteochondrose Th 7/8, keine Diskushernie oder
Foraminalstenose thorakal abzugrenzen, unauffälliges thorakales Myelon

      -    DD Analgetika Abusus bei Opioid
Dauertherapie

2.   Klinisch femoropatelläre sowie mediale Gonarthrose beidseits
(ICD-1 0 M17.0)

      -    klinisch deutliches Streckdefizit re > li sowie
erhebliche retropatelläre Krepitation

3.   KlinischHeberden-undBouchardarthrosenbeidseits(ICD-10M15.9)

      -    keine Hinweise für aktive entzündliche Veränderungen am
peripheren Handskelett

 

5.2 Diagnosen ohne Einfluss auf die
Arbeitsfähigkeit

 

1    Psychologische Faktoren bei Status nach
Sepsis (ICD-1 0 F54)

2.   Thorakales Schmerzsyndrom (ICD-10 R52.2)

      -    Status nach Staphylokokkus aureus-Sepsis mit
Spondylodiszitis Th5/6 sowie ausgedehntem Abszess
prävertebral Th2-8, Maximum Th5/6 03/2011; konservativ antibiotisch behandelt

3.   Leukenzephalopathie unklarer Ursache (MRI 12/2013) (ICD-10
R90.8)

4.   Arterielle Hypertonie (ICD-10 110)

      -    medikamentös wahrscheinlich ungenügend
behandelt

5.   Übergewicht (BMI 28,5 kg/m2) (ICD-10 E66.0)

6.   Monoklonale Gammopathie IgA-lambda unklarer Signifikanz (MGUS)
(ICD-10 D47.2)

7.   Substituierte Hypothyreose (ICD-10 E89.O)

      -    Status nach Thyreoidektomie in der
Adoleszenz

      -    aktuell euthyreot

8.   Medikamenten-Malcompliance(ICD-10291.1)

      -    geprüft anhand der Schmerzmedikamente
Mydocalm und MST

9.   Leichte, enzymmässige Hepatopathie 

      -    wahrscheinlich bei Steatosis hepatis bei grenzwertiger
Adipositas, DD medikamentös induziert, andere Ursachen. (…)“ (LXII, pag. 31-32)

.

                                         I periti specialisti hanno
poi proceduto ad una valutazione globale dell’abilità lavorativa (punto no. 6).

                                         In particolare, hanno
esaminato tutte le affezioni che l’assicurata lamenta ed hanno valutato le
singole ripercussioni sull’abilità lavorativa in relazione all’attuale attività
ed in altre attività adeguate:

 

" (…)

6.2    Arbeitsfähigkeit in der angestammten und in anderen
Tätigkeiten

 

Die Explorandin beklagt verschiedene Symptome wie
verminderte Leistung, hohen Blutdruck, Rückenschmerzen, verminderte auch
kognitive Leistungsfähigkeit.

Die Situation am Bewegungsapparat und
insbesondere am Rücken wurde primär in der rheumatologischen, ergänzend in der
neurologischen Untersuchung validiert. Diagnostisch kann dabei Das chronische thorakovertebrale
Schmerzsyndrom zugeordnet werden bei Fehlhaltung und Fehlform und muskulärer
Dysbalance. Das aktuell durchgeführte MRI der ganzen Wirbelsäule, ergänzend mit
Kontrastmittel vom Juni 2015 zeigt eine normale postinfektöse Situation ohne
Neurokompression, mit Blockwirbelbildung Th5/6. Es besteht ein ossären
Durchbau, keinerlei Hinweise für eine persistierende floride entzündliche
Affektion. An den Händen zeigen sich beginnende Fingerarthrosen, ohne Hinweise
für eine entzündlich aktive Pathologie. Ebenfalls finden sich leichte bis
mässiggradige degenerative Veränderungen beider Kniegelenke. Insgesamt besteht
bei der Explorandin eine verminderte Belastbarkeit der Wirbelsäule, auch der
Hände und der Knie. Dadurch sind keine körperlich schweren und anhaltend
mittelschweren Tätigkeiten mehr zumutbar. Für körperlich leichte bis
gelegentlich mittelschwere, wechselbelastende Tätigkeiten, ohne stereotype
Rotationsbewegungen der Wirbelsäule, ohne Arbeiten in anhaltender
Oberkörper-Vorneigeposition, ohne repetitive Überkopfarbeiten, ohne Heben,
Stossen, Ziehen und Tragen von Lasten bis zur Taille bis 10 kg und darüber bis
5 kg besteht quantitativ keine Einschränkung der Arbeitsfähigkeit. Dies trifft
auch auf die angestammte Tätigkeit als Ärztin zu.

In der neurologischen Untersuchung kann bestätigt
werden, dass im Rückenbereich keinerlei radikalere Symptomatik vorliegt. Die
bildgebend dargestellte Leukenzephalopathie unklarer Ursache kann zur Kenntnis
genommen werden. Dieser Befund ist allerdings unspezifisch, dürfte
mikrovaskulären Veränderungen bei arterieller Hypertonie entsprechen.
Wesentliche, organisch erkennbare neurokognitive Defizite sind zum heutigen
Zeitpunkt dadurch jedoch noch nicht erklärbar. Auch ansonsten war der
neurologische Status unauffällig, sodass aus rein neurologischer Sicht keine
Einschränkung der Arbeitsfähigkeit resultiert. Bezüglich der durchgemachten
Infektion und der damaligen Hospitalisation besteht sicher kein wesentlicher neurologischer Folgeschaden, auch nicht
kognitiver Art.              

In der ergänzend durchgeführten
neuropsychologischen Untersuchung konnte kein valides Testprofil erstellt
werden, die Untersuchungsergebnisse waren zu wenig konsistent. Es kann
dementsprechend auch keine relevante Pathologie festgestellt werden, was
übereinstimmt mit der neurologischen Beurteilung, welche keine Grundlage für
ein mögliches organisches Korrelat findet, wie es auch mit der psychiatrischen
Einschätzung übereinstimmt.

Aus allgemeininternistischer Sicht steht die
schlecht behandelte arterielle Hypertonie im Vordergrund, möglicherweise
Compliance bedingt durch die Nicht-Einnahme der Medikamente. Die Gammopathie
unklarer Signifikanz kann zur Kenntnis genommen werden, ist ohne wesentlichen
Einfluss auf den Gesundheitszustand. Aus allgemeininternistischer Sicht
resultiert keine wesentliche Einschränkung der Arbeitsfähigkeit.

Aus psychiatrischer Sicht kann auf affektiver
Ebene kein Befund hergeleitet werden im Sinne eines depressiven Geschehens. Es
kann auch keine anderweitige, wesentliche Diagnose gestellt werden.
Beschreibend kann das Verhalten der Explorandin psychologischen Faktoren bei
Status nach Sepsis zugeordnet werden. Die Explorandin ist im Alltag nicht
wesentlich eingeschränkt, eine anhaltende somatoforme Schmerzstörung liegt
gemäss Kriterien nicht vor. Sie besitzt eine leistungsfähige und
durchsetzungsfähige Persönlichkeit, unterhält zahlreiche soziale Kontakte und
gestaltet ihren Alltag aktiv. Aus psychiatrischer Sicht besteht keine
Einschränkung der Arbeitsunfähigkeit.

Zusammenfassend resultiert aus
polydisziplinärer Sicht, dass bei der Explorandin in der angestammten Tätigkeit
als Ärztin, allgemein in leichten bis intermittierend mittelschweren, adaptierten
Arbeiten eine uneingeschränkte Arbeits- und Leistungsfähigkeit besteht.
Körperlich

schwere, anhaltend mittelschwere und nicht
adaptierte Tätigkeiten sind nicht geeignet, diese übte die Explorandin
allerdings gar nie aus.” (Sottolineatura del
redattore; doc. LXII, pag. 33-34)

 

                                         I
periti hanno quindi concluso che l’assicurata può svolgere la sua originaria
attività di medico, più in generale un’attività da leggera fino a medio-pesante
(quest’ultima esercitata con intermittenza, con discontinuità) con pieno
rendimento. Non adatte sono attività fisicamente pesanti sino a medio-pesanti
(quest’ultime svolte durevolmente), attività che d’altronde non sono mai state esercitate
dall’interessata.

 

                                                      Essi
ritengono che l’assicurata sia stata inabile da marzo 2011 (sino al massimo a
dicembre di quell’anno) sostenendo che successivamente sono subentrati disturbi
soggettivi aspecifici 

                                         („Aufgrund der anamnestischen Angaben, unserer Untersuchungsbefunde,
der vorliegenden Dokumente sowie der früher attestierten Arbeitsunfähigkeiten
gehen wir davon aus, dass ab März 2011 vorübergehend eine aufgehobene Arbeitsfähigkeit
bestand. Diese dauerte allerdings nur Wochen bis allenfalls Monate an, nicht länger
dauernd, arbiträr bis maximal Dezember 2011 nachzuvollziehen. Anschliessend
traten die unspezifischen subjektiven Beschwerden der Explorandin in den Vordergrund“; punto
no. 6.3 „Arbeitsfähigkeit in der angestammten und in
anderen Tätigkeiten“). 

 

                                         I periti
dell’__________ non hanno riscontrato alcuna limitazione nell’espletamento
delle mansioni casalinghe (“Ihren eigenen Haushalt, einen
Einpersonenhaushalt, sollte die Explorandin uneingeschränkt ausüben können. Es
liegen jedenfalls aus gutachterlicher Sicht keine Einschränkungen vor, die eine
Arbeitsunfähigkeit im Haushalt begründen könnten; punto no. 6.4 „Arbeitsfähigkeit
im Haushalt und Stellungnahme zur gemischten Methode“). 

 

                                         I
periti hanno poi preso posizione in merito al fatto che l’assicurata non si
ritiene abile, considerando tuttavia esigibile dal punto di vista somatico e
psichiatrico una continuazione della sua precedente attività di medico
psichiatra ed internista. Hanno rilevato diverse contraddizioni (in particolare
riguardo all’assunzione di medicamenti e di oppiacei), escludendo quindi
qualsiasi limitazione dovuta alle alte dosi di medicinali. Retrospettivamente
evidenziano come dal 2009 al marzo 2011 l’interessata abbia svolto la sua
attività con un carico lavorativo eccessivo che ha portato ad uno scompenso dal
punto di vista della salute, e di conseguenza professionale, allorquando da
lungo tempo non vi erano più delle limitazioni mediche: 

 

" (…)

6.5    Stellungnahme zur Selbsteinschätzung der versicherten Person/Inkonsistenzen

 

Die Explorandin hält sich für nicht mehr
arbeitsfähig, was aufgrund der objektiven Befunde nicht nachvollzogen werden
kann. Sowohl somatisch wie auch psychiatrisch ist der Explorandin die Willensanstrengung
zumutbar, der angestammten Tätigkeit uneingeschränkt nachzugehen.

Bei der Explorandin liegen verschiedene
Inkonsistenzen vor, teilweise in den klinischen Untersuchungen, insbesondere
auch bei der geprüften Serumspiegeluntersuchung der eingenommenen Medikamente.
Das Mydocalm war gar nicht nachweisbar, das Opiat deutlich unter dem
Referenzwert. Die als eingenommen angegebenen, eher hohen Dosen sind somit
nicht zu bestätigen. Es kann somit auch nicht eine allfällige Einschränkung
durch die hohen Medikamentendosen bestätigt werden.

Retrospektiv ist anzumerken, dass die Explorandin
einige Jahre, insbesondere ab 2009 bis zum März 2011, eindeutig in einem zu
hohen Pensum arbeitete in ihrem Alter, sodass sie neben 2'600 Jahresstunden in
der angestammten Tätigkeit in der Psychiatrischen Klinik in __________ noch Pensen
an den Wochenenden und Nachtdienste ausübten, was früher oder später
zwangsläufig zu einer Dekompensation hätten führen müssen. Die Explorandin
hat sich offensichtlich beruflich überlastet und ist dann gesundheitlich
dekompensiert, was in eine persistierende berufliche Dekompensation
hineinmündete, als die medizinische Einschränkung schon lange nicht mehr
vorhanden war. (…)“. (Sottolineatura del redattore; doc. LXII, pag. 34).

 

                                         In merito alle precedenti
e divergenti attestazioni dei medici coinvolti, i periti fanno riferimento alle
singole valutazioni specialistiche, prendendo comunque posizione riguardo alla
residua capacità lavorativa del 30% attestata dal dr. __________ e dal dr. __________:

 

" (…)

6.6    Stellungnahme zu früheren ärztlichen Einschätzungen

Zu den früheren ärztlichen Einschätzungen wurde
in den Teilgutachten Stellung bezogen, allfällige Diskrepanzen dargelegt.

Auffallend ist, dass der behandelnde Hausarzt wie
auch der behandelnde Psychiater eine Rest Arbeitsfähigkeit von lediglich 30%
attestieren, ohne dass dies durch wesentliche Diagnosen unterlegt wäre. Das
sehr hohe Engagement des Hausarztes kann zwar anerkennend zur Kenntnis genommen
werden, führt jedoch in diesem Fall eher in die falsche Richtung, da die
subjektive Krankheits- und Behinderungsüberzeugung der Explorandin bestärkt wird,
ohne dass durch die verschiedenen medizinischen Massnahmen wesentliche Befunde
zu Tage getreten wären. (…)“. (Doc. LXII, pag. 34-35).

 

                                         I periti hanno raccomandato
un trattamento medicamentoso adeguato nel senso di una riduzione dei
medicinali, ritenendo non indicata l’assunzione di morfina come terapia
psichiatrica:

 

" (…)

6.7    Medizinische Massnahmen

Im Vordergrund steht die adäquate Behandlung der
arteriellen Hypertonie. Es sollte primär auf die Medikamentencompliance
geachtet werden. Eine Gewichtsreduktion Ware in diesem Zusammenhang ebenfalls
hilfreich. Die zerebralen Veränderungen stehen ebenfalls mit der Hypertonie im
Zusammenhang, die Progredienz derselben könnte durch eine adäquate Behandlung
der Hypertonie aufgehalten werden. 

Allgemein sollte das Medikamentenregime deutlich
reduziert werden auf nur wenige Medikamente, die dann auch eingenommen werden
sollten. Für die Gabe von Morphin gibt es keine medizinische Indikation.

Die subjektive Krankheits- und Behinderungsüberzeugung
lässt sich durch eine psychiatrische Behandlung nicht beeinflussen, eine
eigentliche Indikation für eine psychiatrische Behandlung lässt sich auch nicht
erkennen. (…)“. (Doc. LII, pag. 35)

 

                                         Essi hanno inoltre escluso
l’adozione di provvedimenti professionali:

 

" (…)

6.8    Berufliche Massnahmen

Die Explorandin hält sich arbeitsunfähig und ist
bald im AHV-Alter, sodass keine beruflichen Massnahmen vorzuschlagen sind. (…)“
(Doc. LXII, pag. 35)

 

                                         Riassumendo, i periti dell’__________
hanno concluso che l’assicurata, medico, diplomata in medicina interna e psichiatria,
nata nel 1953 nell’allora __________, sia totalmente inabile in attività pesanti
e (durevolmente) medio-pesanti non adeguate, attività mai esercitate. In
attività leggere e (ad intermittenza) medio-pesanti, quale la professione di
medico, l’abilità è stata ritenuta al 100% con pieno rendimento. Essi hanno
escluso provvedimenti medici per il mantenimento ed il miglioramento dello
stato di salute ed indirettamente della capacità lavorativa medico-teorica. I
periti non hanno proposto misure professionali:

 

" (…)

6.9    Zusammenfassung

Bei der 1953 in der ehemaligen Sowjetunion
geborenen Explorandin, einer diplomierten Ärztin, bzw. Internistin und
Psychiaterin, kann eine Arbeitsunfähigkeit in schweren, anhaltend
mittelschweren und nicht adaptierten Tätigkeiten hypothetisch nachvollzogen
werden, Arbeiten, die sie gar nie ausübte. In leichten bis intermittierend mittelschweren,
adaptierten Tätigkeiten, so auch in der angestammten als Ärztin, besteht
hingegen eine uneingeschränkte, l00%ige Arbeit- und Leistungsfähigkeit. Medizinische
Massnahmen dienen der Erhaltung und Verbesserung des Gesundheitszustandes,
indirekt der Erhaltung der medizinisch-theoretischen Arbeitsfähigkeit. Berufliche
Massnahmen können keine vorgeschlagen werden. (…)” (Doc. XLII, pag.
35)

 

                                         I periti hanno infine
risposto alle numerose domande peritali poste dall’assicurata (punto no. B
pagg. 36 - 47).

 

                                         Allegati ai tre scritti
del 5 ottobre 2015 l’assicurata ha inoltrato le proprie osservazioni e quelle
dei dr. __________ (specialista in neurologica), dr. __________ (specialista in
medicina interna), e __________ (specialista in psicologia e psicoterapia),
datate rispettivamente 13 settembre 2015, 25 settembre 2015 e 30 settembre 2015,
che in sostanza contestano le modalità di esecuzione della perizia
pluridisciplinare e dei singoli consulti specialistici come pure la valutazione
finale (LXVII, LXVIII, LXIX). 

                                         

                               2.5.   Quanto alla valenza probante
di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano
stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami
completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia
stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la
descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito
siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha
valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad
esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid.
3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).

 

                                         In caso di perizia medico
giudiziaria, il giudice – di principio – non si scosta, senza ragioni
imperative, dalle conclusioni del perito medico, il cui compito è proprio
quello di mettere a disposizione della giustizia le sue specifiche conoscenze
allo scopo di chiarire gli aspetti sanitari di una determinata fattispecie (STF
8C_524/2008 del 2 aprile 2009 consid. 7.2 e 8C_103/2008 del 7 gennaio 2009
consid. 9, entrambe con riferimenti).

                                         Ragioni che possono
indurre a non fondarsi su tale referto sono ad esempio la presenza di
affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia o altri rapporti
contenenti validi motivi per farlo (DTF 125 V 351, consid. 3b/aa, pag. 352 e
sentenze ivi citate; Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b/aa e riferimenti
citati; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25
febbraio 2003).

                                         Deve tuttavia essere
sottolineato che il perito giudiziario –contrariamente al perito di parte o
allo specialista che si     esprime sotto un’altra veste – ha uno statuto
speciale nel senso ch’egli esercita, in virtù del mandato giudiziario che lo
sottopone alla comminatoria secondo l'art. 307 del Codice penale, una funzione
qualificata al servizio della giustizia (STFA U 288/99 del 15 gennaio 2001,
consid. 3a, nonché dottrina e giurisprudenza ivi citate). Quindi, nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove, una perizia amministrativa riveste un
valore probatorio limitato rispetto ad una perizia giudiziaria (STFA del 15
gennaio 2001 succitata, consid. 3a: "Ein Administrativgutachten lässt sich
somit hinsichtlich seines Stellenwerts im Rahmen der Beweiswürdigung und
Rechtsfindung nur sehr beschränkt mit einer gerichtlich angeordneten Expertise
vergleichen").

 

                                         Le perizie affidate dagli
organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa,
a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le
proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati
concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano
indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF 8C_535/2007 del 25
aprile 2008). Per quel che concerne il Servizio di Accertamento Medico (SAM)
dell'assicurazione invalidità, l'Alta Corte nella DTF 132 V 376 ha rilevato che se un Centro d'accertamento medico è incaricato di rendere una perizia, devono
essere osservati i diritti di partecipazione conferiti dall'art. 44 LPGA
(consid. 6 e 7). In merito al valore probatorio delle perizie SAM, sotto il
profilo dell'indipendenza, dell'equità del processo e della parità delle armi
vedi la DTF 136 V 376.

                                         Nella DTF 137 V 210 il TF
ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche per poter emettere una
decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM
nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle
procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e alla
Convenzione europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima
Istanza ha inoltre ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello
amministrativo (assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle
tariffe della perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità
e di controllo e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2
al 3.3, 3.4.2.6 e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso
di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il
Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una
perizia medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità;
consid. 4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).

 

                                         In una sentenza del 14
luglio 2009, (9C_323/2009), pubblicata in SVR 2009 IV Nr. 56, pag. 174, il TF,
richiamati l’art. 59 cpv. 2bis LAI che regola i servizi medici regionali e
l’art. 49 OAI che stabilisce i compiti, ha sottolineato che a un rapporto del
SMR può essere riconosciuta la qualità di perizia, anche se è stato redatto
senza aver visitato personalmente l’assicu-rato.

                                         Al riguardo, l’Alta Corte,
nella sentenza 9C_524/2010 del 27 ottobre 2010, ha precisato quanto segue:

 

" (…)

per il nuovo art. 59 cpv. 2bis LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008
e - almeno in parte - applicabile in concreto, i servizi medici regionali sono
a disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto alle
prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale dell'assicurato - determinante
per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA - ad esercitare un'attività lucrativa o a
svolgere le mansioni consuete in una misura ragionevolmente esigibile e sono
indipendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico nei singoli
casi.

 

A questo riguardo va ricordato che scopo e senso del nuovo
disposto come pure del nuovo art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per gli
uffici AI, di fare capo a propri medici per la valutazione degli aspetti
sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche
conoscenze medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità
funzionale della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara
separazione di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla
base delle indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può
ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa invece no (v. sentenza
9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in SVR 2009 IV n. 56 pag. 174 con
riferimenti).

(…)" (STF 9C_524/2010 del 27 ottobre 2010, consid. 2)

 

                                         Va poi evidenziato che in
ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché
di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione
del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009,
STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del
rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in
caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008;
DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer,
Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum Sozial-versicherungsrecht, 2010, ad art. 28a, pag. 353) e
che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione
contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia
ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF
9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010
consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

 

                                         Se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).

 

                                         Infine, affinché un esame
medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere
diverse condizioni (cfr. DTF 127 V 294). L’esperto deve innanzitutto porre una
diagnosi secondo una classificazione riconosciuta (cfr. in questo senso anche
la STF 9C_815/2012 del 12 dicembre 2012 consid. 3 e le citate DTF 131 V 49 e
130 V 396) e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione. Il perito deve anche
valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da parte
dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali il
carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la
perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il
carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della stessa con
sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti medici
secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in base
all’insieme dei succitati criteri. Inoltre, l'esperto deve esprimersi
sull'aspetto psicosociale della persona esaminata. Del resto, un rifiuto di una
rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le divergenze
tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni sull'intensità dei
dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una richiesta di cura,
le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente e quelle
risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative lascino
l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap nonostante
un ambiente psicosociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001, inc. 32.1999.124).

 

                               2.6.   Per quanto riguarda in
particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il TFA ha
stabilito che è decisivo al proposito che il danno sia di gravità tale da non
poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità
lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la
società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165 = RCC 1977 pag. 169; Pratique VSI
1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag. 342, 607; STFA I
148/98 del 29 settembre 1998, pag. 10 consid. 3b; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag. 128).

                                         Al riguardo l’Alta Corte
ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

" (…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici,
possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono
essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le
anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno
stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico
dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno
cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di
quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 2001 pag. 224 consid. 2b e sentenze ivi citate; cfr. anche DTF
127 V 298 consid. 4c in fine). (…)" (STFA I 166/03 del 30 giugno 2004,
consid. 3.2)

 

                                        Secondo la giurisprudenza
del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni
dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la
farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA I 441/99 del 18 ottobre 1999;
STFA I 148/98 del 29 settembre 1998, consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a
con riferimenti).

                                         In una sentenza I 384/06
del 4 luglio 2007 il TF ha ribadito che “(…) il riconoscimento di un danno
alla salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa da uno
specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di classificazione
riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr. pure la sentenza
del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid.
4). (…)” (STF I 384/06 del 4 luglio 2007).

 

                                         Con recente
sentenza pubblicata in DTF 141 V 281 il TF ha modificato la propria
giurisprudenza relativa alle affezioni psicosomatiche, compresi i disturbi
somatoformi dolorosi (cfr. comunicato stampa del 17 giugno 2015, in:
www.bger.ch). La capacità di lavoro deve essere valutata nell’ambito di una
procedura in cui i fatti sono stabiliti in maniera strutturata, alla luce delle
circostanze del caso particolare e senza risultati predefiniti. In particolare
la presunzione secondo cui questi disturbi possono generalmente essere
sormontati con uno sforzo di volontà ragionevolmente esigibile è stata
abbandonata.

                                         

                               2.7.   Nell’evenienza concreta, richiamata
la suesposta giurisprudenza in materia di valore probatorio di rapporti medici
(cfr. consid. 2.5), questo Tribunale non ha ragioni imperative che gli impongono
di scostarsi dalle motivate e convincenti conclusioni dei periti dell’__________,
ritenuto che le osservazioni dei dr. __________, __________ e __________,
datate 25 settembre 2015, 13 settembre 205 e 30 settembre 2015, alle singole
valutazioni specialistiche non sono idonee a mettere in dubbio la fedefacenza
della perizia giudiziaria pluridisciplinare. 

 

                                         Vengono ora
esaminati i singoli consulti specialistici.

 

                            2.7.1.   Visita e valutazione
internistica del 3 giugno 2015 a cura del dr. Laupner (punto no. 3 della
perizia).

 

                                         In merito alla succitata
valutazione, con scritto 25 settembre 2015 il dr. __________, riferendosi al
punto no. 3.2.1, contesta che la sua paziente abbia un polso regolare allegando
due elettrocardiogrammi effettuati a distanza di tempo dimostranti che essa  ha
un polso irregolare con extrasistoli ventricolari. Fatto sta che al momento della
misurazione del polso aveva un “Normaler Pulsstatus”. 

                                         Quanto ai risultati di
laboratorio eseguiti dall’__________ il 1° giugno 2015, egli contesta che il
valore di velocità di eritrosedimentazione (“Processo di sedimentazione
spontanea delle emazie nel sangue in vitro, reso incoagulabile. La velocità di eritrosedimentazione
è un importante indice di laboratorio per la diagnosi orientativa nei confronti
di alcune malattie; infezioni, tumori, infiammazioni ecc.”; da www. treccani.it) di 20mm/h riscontrato nella paziente
sia stato definito come normale dal perito internistico (cfr. punto no. 3.4
della perizia). A tal riguardo il dr. __________ fa riferimento ai valori
limiti definitivi dalle direttive __________ in cui il valore di riferimento
dopo 60 minuti è di 10 mm (LXVIII/4). Va qui fatto presente che nelle donne
dopo 120 minuti il valore normale va fino a 20 mm/h (“…200 mm langen speziellen
Glasröhrchen der 1- u. 2-Std.-Wert in mm abgelesen werden. Normalwerte:
beim Mann 3-8 bzw. 5-18 mm, bei der Frau 6-11 bzw. 6-20 mm”; sottolineature
del redattore; dizionario medico Roche, 5 edizione, disponibile on line su
www.gesundheit.de),
come nel caso dell’assicurata.

                                         Riguardo alle misurazioni
del tasso ematico di morfina di 7mcg/l sotto la soglia minima e del tolperisone
(si tratta di un miorilassante: “zentral wirkendes Muskelrelaxans”;
dizionario medico Roche on line) non ravvisato dall’__________, il dr. __________
sostiene invece che la paziente aveva preso la morfina cinque ore prima della
visita e che il tolperisone lo prende al bisogno.

                                         Va in ogni modo osservato
che i periti hanno auspicato un’importante riduzione dei medicamenti,
sostenendo come non medicalmente giustificata l’assunzione di morfina (“Allgemein
sollte das Medikamentenregime deutlich reduziert werden auf nur wenige
Medikamente, die dann auch eingenommen werden sollten. Für
die Gabe von Morphin gibt es keine medizinische Indikation“; punto no. 6.7 della perizia), tant’è che
il perito reumatologo ha ipotizzato un abuso di tale sostanza assunta come analgesico
(“Es erscheint nicht nachvollziebar zu sein, dass sich die Explorandin
gezwungen sieht, regelmässig Opiode als Schmerzmedikamente einzunehmen, es kann
daher duruchaus ein Analgetika Abusus diskutiert werden”; punto no. 4.2.4
della perizia). 

                                         Il
dr. __________ non è poi d’accordo con la diagnosi internistica nr. 1 d’ipertensione
arteriosa (“Arterielle Hypertonie”) verosimilmente medicalmente
insufficientemente trattata (“medikamentös wahrscheinliche ungenügend
behandelt”) e con quella di malcompiance medicamentosa in relazione agli
antidolorifici Mydolcam (contenente il tolperisone) e la morfina (MST) di cui
alla diagnosi internista nr. 5 (“Medikamenten-Malcompiance (ICD-10 Z91.1)
geprüft anhand der Schmerzmedikamente Mydocal e MST”). In ogni modo, entrambe
le diagnosi sono state ritenute senza influsso sulla capacità lavorativa
(cfr. punto no. 5.2 della perizia, diagnosi nr. 4 e 8). 

                                         Infine, determinante è che
al punto no. 3.4 della perizia, indipendenemente dal significato relativo alla
presenza della gammopatia monoclonale (“monoklonale Gammopatie”) –
secondo il perito __________ tale presenza è spesso causale e che al momento
attuale non ha alcuna rilevanza clinica (“Eine monoklonale Gammopathie vom Typ
IgA-lambda ist häufig ein Zufallsbefund und im jetzigen Stadium ohne klinische
Relevanz”), mentre per il dr. __________, con riferimento ad una
valutazione medica del 31 ottobre 2013, può essere responsabile per la
stanchezza e spossatezza della paziente –, il perito dr. __________ ha precisato che la problematica arteriosa non causa alcuna
inabilità lavorativa in attività da leggere a medio pesanti (“Hinsichtlich
Arbeitsfähigkeit resultiert ohnehin aufgrund der arteriellen Hypertonie für
leichte bis mittelschwere Tätigkeiten keine Einschränkung der Arbeitsfähigkeit“).
Del resto, nel passato (ad esempio vedi la perizia SAM) l’assicurata non
ha presentato una limitazione dell’abilità lavorativa per motivi internistici (“Auch
in der Vergangenheit war die Arbeitsfähigkeit aus allgemein- internistischer
Sicht nicht eingeschränkt”; punto no 3.5 della perizia).

 

                             2.7.2   Visita e valutazione
psichiatrica del 3 giugno 2015 a cura del dr. __________. 

 

                                         Il dr. __________ – sempre
nelle suindicate osservazioni del 25 settembre 2015 – rileva in particolare
come il perito neurologo abbia riscontrato una leocoencefalopatia (“affezione
infiammatoria non suppurativa che in maniera prevalente interessa la sostanza
bianca encefalica”; da www.treccani.it) e che di conseguenza vada
posta la diagnosi psichiatrica di sindrome psicorganica cronica. Rileva poi
come la paziente lamenti faticabilità, disturbi di concentrazione, di memoria,
difficoltà a trovare le parole giuste e a svolgere incombenze burocratiche,
motivo per cui la presenza di una leucoencefalopatia con la succitata
sintomatologia la rende inabile quale medico almeno nella misura del 50%. 

                                         Nella valutazione il
perito psichiatra ha tenuto conto della succitata sintomatologia, oltre ai
dolori alla schiena consecutivi all’infezione del marzo 2011, senza tuttavia
porre una diagnosi psichiatrica invalidante (egli ha anche escluso la presenza
di una sindrome da dolore somatoforme), evidenziando come l’interessata non
benefici di una vera e propria terapia psichiatrica (fatta eccezione di un
antidepressivo prescritto dal medico curante), rilevando di non aver riscontrato
sintomi psicopatologici e facendo presente come in sostanza la peritanda
conduca una vita normale, senza isolamento sociale: 

 

"
Eine weitere psychiatrische Diagnose kann nicht
gestellt werden. Die Explorandin befindet sich nicht in psychiatrischer
Behandlung, wird einzig durch ihren behandelnden Arzt mit einem Antidepressivum
behandelt. Bei der psychiatrischen Untersuchung konnten ausser einer gewissen Weitschweifigkeit
keine eigentlichen psychopathologischen Symptome festgestellt werden. Die Explorandin
kann in der Regel gut schlafen, hat am Morgen keine Mühe aufzustehen. Sie lebt alleine,
versorgt ihren Haushalt selbständig. Täglich ist sie unterwegs, erledigt die Einkäufe,
hält sich im Garten auf. Sie unterhält einen grossen Bekannten- und
Freundeskreis, hat regelmässig Kontakt mit ihrem Ehemann, telefoniert täglich
mit ihrer Tochter. Sie kann sich ohne weiteres frei bewegen, leidet weder in ihrer
Wohnung noch ausserhalb unter Ängsten. Bei der psychiatrischen Untersuchung war
die 'Stimmung etwas klagsam, aber nicht eigentlich depressiv. Eine Arbeitsunfähigkeit
besteht nicht. Die Explorandin litt nicht unter wesentlichen emotionalen oder
psychosozialen Belastungen. Sie ist durch ihre Beschwerden im Alltag auch nicht
wesentlich eingeschränkt. Die Diagnose einer anhaltenden somatoformen Schmerz
Störung kann nicht gestellt werden. Es werden auch kaum Behandlungen durchgeführt.
Die Explorandin verfügt auch über eine leistungsfähige und durchsetzungsfähige
Persönlichkeit. Sie unterhält auch zahlreiche soziale Kontakte, gestaltet ihren
Alltag aktiv.“ (punto no. 4.1.4.).”

 

                                         È vero che in ambito SAM
l’assicurata è stata valutata inabile al 35% (diagnosi: ansia non altrimenti
specificata e disturbo umorale non altrimenti specificato), tuttavia il perito __________
ha pertinentemente spiegato i motivi per cui si è discostato da tale
valutazione come pure da quella del dr. __________, vale a dire di una piena
inabilità lavorativa a causa di uno stato depressivo e di disturbo della
personalità:

                        

" Die Explorandin wurde 2013 polydisziplinär begutachtet. Damals
wurden aus psychiatrischer Sicht eine unspezifische Angststörung und eine
unspezifische Gemütsstörung diagnostiziert und eine Arbeitsunfähigkeit von 35%
aus psychiatrischer Sicht attestiert. Der Psychiater Dr. __________ stellte ein
chronisches ängstlich-dysphorisches depressives Zustandsbild von grosser Intensität
fest. Er diagnostizierte auch eine andauernde Persönlichkeitsänderung aufgrund chronischer
Schmerzen. Er attestierte eine Arbeitsunfähigkeit von 1 00%.

Bei der psychiatrischen Untersuchung konnten
weder eine erhöhte Ängstlichkeit noch ein depressives Zustandsbild festgestellt
werden. Es ist auch zu erwähnen, dass die Explorandin sich nie in ambulanter
psychiatrischer Behandlung befand. Bei der Explorandin liegt kein schweres, objektivierbares,
chronisches Schmerzleiden vor. Die Explorandin zeigt auch keine Abkehr von der Welt,
keine Abgestumpftheit, keine erhöhte Ansprüchlichkeit, keine Passivität. Weder
die Voraussetzungen noch die Symptome einer andauernden Persönlichkeitsänderung
sind somit vorhanden. Bei der Explorandin kann ausser den psychischen Faktoren
bei Status nach Sepsis keine weitere psychiatrische Diagnose gestellt werden.
Eine Arbeitsunfähigkeit aus psychiatrischer Sicht besteht nicht.”

 

                                         Nelle osservazioni 30
settembre 2015 il dr. __________, con riferimento agli ultimi incontri avuti
con l’assicurata (il 27 giugno, 19 settembre e 29 settembre 2015), sostiene che
la stessa presenta anche una problematica neuro-psichiatra. Egli tuttavia ammette
che: “Evidentemente le mie considerazioni in merito alla capacità di lavoro
si contrappongono nettamente a quelle del collega perito __________ di __________;
una possibile spiegazione potrebbe risiedere nella problematica indotta nella
lingua utilizzata per la valutazione, ed è forse possibile affermare che a
fronte di un italiano parlato e capito in modo stentato dall’interessata, la
stessa in tedesco si esprime e comprende in modo ottimale” (LXIX/8). 

 

                                         Trattandosi nel concreto
di una diversa valutazione della medesima situazione attentamente e
dettagliatamente vagliata dal perito psichiatra, per i succitati motivi a
quest’ultima va data la preferenza. 

 

                             2.7.3   Visita e valutazione reumatologica
del 3 maggio 2015 da parte del dr. __________. 

 

                                         Il perito non ha
riscontrato un’inabilità lavorativa nella professione svolta dall’assicurata. Indicate
le limitazioni funzionali, egli ha ritenuto che l’attività di medico tiene
conto di tali limitazioni: 

 

" (…)

Aufgrund der aus rein rheumatologischer Sicht
erhobenen Befunde besteht in der angestammten beruflichen Tätigkeit als Ärztin
eine volle Arbeits- und Leistungsfähigkeit, dies gilt für jegliche sonstige
körperlich leichte bis selten mittelschwere, wechselbelastende berufliche
Tätigkeiten unter folgenden Voraussetzungen: während ihrer Arbeit sollte die
Explorandin ihre Arbeitsposition regelmässig selbständig wechseln können,
vermieden werden sollten stereotype Rotationsbewegungen der Wirbelsäule,
Arbeiten in anhaltender Oberkörper-Vorneigeposition, repetitive
Ueberkopfarbeiten. Ebenfalls ist das Gehen vorzugsweise auf ebener Unterlage durchzuführen, ungünstig wäre das berufsbedingte häufige
Treppensteigen oder das Gehen auf unebenem Boden. Feinmotorisch verarbeitende
Tätigkeiten sind uneingeschränkt möglich, das Heben,
Stossen, Ziehen und Tragen von Lasten kann bis zur Taille bis max. 10 kg, über
Taille bis 5 kg als möglich erachtet werden. Es muss festgehalten werden, dass
diese oben erwähnten qualitativen Arbeitsplatzbedingungen im üblichen
stationären Alltag einer Ärztin, sei es auf einer interimistischen oder einer
psychiatrischen Klinik, üblicherweise in diesem Rahmen umzusetzen ist, sodass
nochmals betont werden kann, dass aus rheumatologischer Sicht im angestammten
Beruf als Ärztin keine Einschränkung der Arbeits- und Leistungsfähigkeit
besteht. Aus theoretischer Sicht besteht einzig eine Arbeitsunfähigkeit für
jegliche regelmässig mittel- bis körperlich

schwerbelastende Tätigkeiten, solche Arbeiten
wurden von der Explorandin jedoch nie durchgeführt.” (punto no. 4.25 della
perizia)

 

                                         Nella
presa di posizione 13 settembre 2015 il dr. __________, con riferimento alla
sua valutazione del 15 gennaio 2014, sostiene invece che “…. i disturbi  valutati
dai Colleghi in occasione della Perizia __________, sono a mio avviso tale da
compromettere tutte le attività quantitativamente nel modo qui espresso
(inabilità medico-teorica del 30%). La differenza fra la mia valutazione e
quella espressa nella Perizia __________, è nella considerazione differente
dell’impatto della sintomatologia concernente il rachide dorsale sulla vita di
tutti i giorni e sulla vista lavorativa di medico. …” (LXIX/7 pag. 4). 

                                         Va qui ricordato che in
ambito SAM il dr. __________ nella sua perizia 6 novembre 2012, elencati limiti
funzionali e di carico (sostanzialmente corrispondenti a quelle esposte dal
perito __________) aveva concluso che “… l’ultima attività lavorativa
principale come medico, tiene conto dei limiti funzionali e di carico
sopramenzionati, per cui va ritenuta adatta allo stato di salute…”, concludendo
per una piena abilità, con un rendimento massimo del 100%, quale medico (doc.
AI 48/45). 

 

                                         Del resto, rispondendo
alla domanda no. 6 di parte ricorrente, i periti dell’__________ hanno ribadito
che l’assicurata, quale psichiatra, non presenta alcuna inabilità lavorativa né
dal punto di vista somatico né psichiatrico, facendo presente che tutti i
periti sanno che quale medico e psichiatra l’assicurata può svolgere tale attività
potendo variare le posture e che non necessita di rimanere seduta per ore (“Als
Psychiaterin besteht keinerlei Einschränkung der Arbeitsfähigkeit, weder
somatisch noch psychiatrisch. Alle Untersucher kennen
die Tätigkeit als Ärztin, auch als Psychiaterin und wissen, dass diese Arbeit
durchaus in Wechselbelastung ausgeübt werden kann und niemand gezwungen ist,
stundenlang immer auf dem gleichen Stuhl zu sitzen“).

 

                            2.7.4.   Visita
e valutazione neurologica del 2 giugno 2015 del dr. __________.

 

                                         Lo specialista, dopo
un’accurata anamnesi, posta le diagnosi neurologiche (punto no. 4.3.3), ha
proceduto ad una dettagliata valutazione, escludendo l’origine neurologica dei
disturbi toracali (“Die thorakalen Schmerzen sind nicht neurogener Natur, eine
Affektion des Nervensystems in Zusammenhang mit der initialen Erkrankung ist
nicht dokumentiert. Diese Parästhesien sind funktionell ohne Bedeutung”; punto
no. 4.3.4).

                                         In merito ai costanti
deficit cognitivi accusati dall’assicurata, principalmente amnesia, disturbi
dell’attenzione e di comcentrazione, il dr. __________ fa riferimento alla
valutazione neuropsicologica. Egli rileva inoltre che non è documentata una compartecipazione
cerebrale a seguito della setticemia da stafilocco aureo (avvenuta nel marzo
2011), escludendo di conseguenza che la peritanda abbia avuto un’encefalopatia.
Il perito __________ rileva che in base alla MRI al cranio del 12 dicembre 2013
risulta una leocefalopatia aspecifica, non corrispondente all’età della
peritanda, ipotizzando quale causa una modifica microvasculare da ipertensione
arteriosa:

 

" Aktenmässig ist keine zerebrale Mitbeteiligung im Zusammenhang mit
dem Staphylokokkus aureus-Infekt vom Frühjahr 2011 dokumentiert, wobei wie oben
schon erwähnt einschränkend gesagt werden muss, dass der definitive
Austrittsbericht des Kantonsspitals Winterthur nicht zur Verfügung stand,
lediglich der Kurzaustrittsbericht vom 11.05.2011. Eine Enzephalitis wäre aber
eine so schwere Krankheit gewesen, dass sie auch im Kurzaustrittsbericht
erwähnt worden sein müsste. Die von der Explorandin anlässlich der aktuellen
Befragung angegebenen Wahrnehmungsprobleme können auch im Rahmen des damaligen
septischen Zustandes erklärt werden. Auffallend ist aber das MRI Schädel vom
12.12.2013, welches deskriptiv eine Leukenzephalopathie zeigt. Dieser Befund
ist unspezifisch, kann jedoch nicht als ,,altersentsprechend normal"
gewertet werden. Ursächlich in Frage kommen mikrovaskuläre Veränderungen bei
Risikofaktor arterielle Hypertonie. In diesem Zusammenhang könnten wesentliche
neurokognitive Defizite nicht erklärt werden.“ (sub punto no. 4.3.4).“

 

                                         Tale
valuzione è stata criticata nella misura in cui fa riferimento all’indagine neuropsicologica
effettuata, di cui al prossimo considerando. 

 

                            2.7.5.   Visita e valutazione neuropsicologica
2 giugno 2015 a cura del lic. phil. __________.

                                      

                                         Sulla base dei test
eseguiti (interrotti dall’assicurata per poter misurare la pressione), i cui
risultati sono stati in gran parte inferiori alla media, il succitato perito
non ha potuto giungere ad una conclusione in merito alla capacità lavorativa non
disponendo di un valido profilo testistico (“Zur Arbeitsfähigkeit kann aus
neuropsychologischer Sicht nicht Stellung bezogen werden, da es nicht möglich
ist, ein valides neuropsychologisches Testprofil zu erstellen; cfr. punto
no. 4.4.5). 

                                         Con osservazioni 13
settembre 2015 il dr. __________ rileva in particolare come il neuropsicologo
non fosse a conoscenza della valutazione neuropsicologica del dott. __________
resa nell’ambito della perizia SAM, sostenendo che sarebbe utile avere a tal
riguardo una presa di posizione del neuropsicologo __________ (LXIX/7 pag. 3).

                                         Nelle citate osservazioni
25 settembre 2015 il dr. __________ ritiene la valutazione neuropsicologica,
specialmente i relativi test, non abbastanza approfondita, e quindi ritiene che
debbano essere ripetuti e che si debba procedere ad una valutazione delle
capacità di funzionamento esecutivo-operativo (LXXVIII/1 pag. 8).

                                         Analoghe considerazioni
sono state espresse dal dr. __________ nella sua presa di posizione 30
settembre 2015 (LXIX/8).

 

                                         In effetti, nel succitato rapporto
il neuropsicologo dell’__________ ha sostenuto di non essere a conoscenza di
una precedente valutazione neuropsicologica (“Uns sind keine vorbestehenden
neuropsychologischen Untersuchungen bekannt”; punto no. 4.4.7). Con scritto
11 novembre 2015 il TCA ha, fra l’altro, chiesto all’__________ una spiegazione
sul motivo per cui il perito neuropsicologo ha ritenuto non validi i risultati
dei test eseguiti e nel contempo ha trasmesso il citato rapporto 19 novembre 2012
del dott. __________ per una presa di posizione (LXXX). 

                                         Va qui fatto presente che
il dott. __________ aveva concluso:

                                         “L’esame
neuropsicologico mette in evidenza delle difficoltà di media entità che
coinvolgono la memoria e le funzioni attentivo – esecutive. Queste
difficoltà sono di non chiara interpretazione dal punto di vista
neuropsicologico e sembrano almeno in parte in relazione con fattori motivazionali
e psicologici”; sottolineatura del redattore; doc. AI 48/58).

 

                                         Con lettera
24 novembre 2015 (LXXXII) i periti __________ hanno spiegato che i test ottenuti
non potevano essere utilizzati e di conseguenza non sono stati ritenuti validi,
avendo in sostanza l’assicurata conseguito dei risultati negativi non corrispondenti
alla sua reale sitauzione quotidiana („Bei
der neuropsychologischen Untersuchung verhält es sich wie bei der Visusprüfung,
dass man nämlich von der Kooperation und Mitwirkung der untersuchten Person
abhängig ist bzw. ein valides Resultat nur dann erreicht werden kann, wenn
zweifelsfrei die untersuchte Person in einer Untersuchung sich beruht, gut
mitmacht und möglichst gute Resultate auch erzielen möchte. Wenn dies
eindeutig nicht der Fall ist, wenn beispielsweise gewisse Testresultate so
schlecht sind, dass dies in keiner Weise mit der Gesprächs- und
Alltagssituation der untersuchten Person vereinbar ist, entsteht die Situation,
dass pseudoschlechte Untersuchungsergebnisse offensichtlich nicht verwertbar,
also nicht valide sind. Genau das konnte bei der untersuchten Person RI 1
beobachtet werden. Das Hilfsinstrument der neuropsychologischen
Untersuchung bringt bei dieser untersuchten Person also keine verlässlichen
Anhaltspunkte, auf die im Rahmen der medizinischen Beurteilung abgestützt
werden könnte“; sottolineatura del redattore; risposta
alla domanda no. 1).

                                         Riguardo
alla valutazione neuropsicologica eseguita in ambito SAM, i periti __________ la
ritengono sovrapponibile a quella eseguita presso il loro centro. Evidenziano infatti
come anche il dott. __________ non abbia potuto ottenere dei risultati validi essendo
gli stessi difficilmente interpretabili e dovuti a fattori motivazionali e
psicologici. In altre parole sostengono che anche il dott. __________ non
poteva giungere ad un valido risultato a seguito della scarsa cooperazione
della peritanda e concludono confermando la loro valutazione (“Ganz
offensichtlich bestanden bei der Untersuchung bei dr. Giuseppe
Foderaro genau die gleichen Probleme. Er schrieb nämlich in seiner Beurteilung
im Bericht vom 19.11.2012, dass die Befunde der untersuchten Person, also von
Frau RI 1, nicht sicher zu interpretieren seien und sie von motivationellen und
psychologischen Faktoren abhängig seien. Mit anderen Worten konnte auch Dr. __________
kein valides Ergebnis aufgrund der mangelnden Kooperation aus seiner
Untersuchung herauslesen. Zusammenfassend besteht eine gute Übereinstimmung
zwischen den zwei neuropsychologischen Untersuchungen, sowohl hinsichtlich
Ergebnisse wie auch Beurteilung. Somit kann unsere Untersuchung vollumfänglich
bestätigt werden“; risposta alla domanda no. 2).

                                      

                                         In
merito a quanto sopra, nelle osservazioni 11 gennaio 2016 (doc. LXXXVIII/FF4) il
dr. __________ ha rilevato che lo stesso dott. __________ riguardo alla
valutazione dell’attendibilità dei testi cognitivi eseguiti aveva concluso che 
“ … la presenza di una disposizione a simulare o aggravare in modo
importante i disturbi cognitivi può quindi essere esclusa con ragionevole
certezza (doc. 48/58).

 

                                         Con scritto 14 gennaio
2016 il dr. __________ ha fra l’altro riportato diverse affermazioni positive
sulla cooperazione della peritanda formulate dai periti __________, più
precisamente: 

 

" Eppure lo psichiatra
Dr.med. __________ scriveva (perizia __________ 11.08.15 p. 14) „Die altersentrechende
aussehende Explorandin machte einen gepflegten Eindruck, war freundlich,
kooperativ“, il neurologo Dr. med. __________ (perizia __________ 11.08.15
p.25) “Die Explorandin ist allseits orientiert. Die
Beschwerdeschilderung erfolgt adäquat, in nachvollziehbarer Weise, ohne
jegliche Aggravationstendenz. Die Kooperation war ausgezeichnet.“, il
neuropsicologo lic.phil. __________ (perizia __________ 11.08.15 p.30) „Ein
Symptomvalidierungsverfahen zeigt keine Neigung zur Antwortverzerrung bei
der Explorandin.“ Poi però, siccome i risultati dell'esame
neuropsicologico non erano come avrebbero voluto, li ritengono non attendibili
senza fornire alcuna prova aldilà dì una loro mera impressione….”, ribadendo la
richiesta di eseguire una nuova valutazione (doc. LXXXVIII/FF6)

 

                                         Inoltre, nei citati
scritti i dr. __________ e __________, come il dr. __________ nella lettera 18
gennaio 2016 (doc. LXXXVIII/FF5), fanno riferimento ad una nuova valutazione
neuropsicologica, eseguita, per conto dell’assicurata, dalla neuoropsicologa __________,
concordando con le relative conclusioni.

                                         Nel suo rapporto del 23
novembre 2015 la succitata neuropsicologa ha sostanzialmente confermato la
situazione presente nel 2012 [“I risultati della presente valutazione sono
globalmene sovraopponibili a quelli ottenuti dalla paziente nel novembre 2012 (dott.
__________)], e sostenuto che “… i deficit neuropsicologici della
paziente e gli aspetti psico-compartamentali descritti qui sopra hanno un
impatto negativo sulla capacità di esercitare una professione impegnativa sul
piano cognitivo, relazionale ed emotivo come quello medico” (LXXXVII/ FF3).

 

                                         Chiamati a prendere
posizione in merito alla nuova valutazione neuropsicologica ed alle prese di
posizione dei medici di fiducia, con scritto 26 gennaio 2016 i periti hanno
sostanzialmente confermato la loro valutazione, facendo presente che la
situazione descritta nel rapporto della succitata neuropsicologa rispecchia
quella del dr. __________, motivo per cui non sono state rilevate modifiche. Quanto ai pareri dei tre sanitari, i periti rilevano che gli stessi
non apportato nuovi elementi medici e non pongono nuove diagnosi (“ Tatsächlich stellt die neue
neuropsychologische Untersuchung vom 23.11 .2015 in der Konklusion fest, dass
die aktuellen Untersuchungsresultate mit denjenigen vom November 2012
übereinstimmen, also bei der Untersuchung bei Dr. __________, welche wir schon
ausführlich diskutiert haben. Da die neue Untersuchung die gleiche Aussage
enthält wie die alte, ist nachgewiesen, dass sich keine Veränderung oder Verschlechterung
seit 2012 ergeben hat. Folglich ergeben sich auch keine neuen Argumente, da die
bestehende, offenbar immer noch valide Beurteilung von 2012 schon ausführlich
diskutiert wurde. Wie erwähnt beziehen sich der behandelnde Neurologe und
Internist wie auch der stellungnehmende Psychiater vor allem auf diese
neuropsychologische Untersuchung, sie bringen keine anderweitigen neuen Befunde
und Diagnosen vor, die eine objektive Veränderung der Situation nachweisen
würden. Somit ergibt sich aus gutachterlicher Sicht kein neuer Aspekt. Die bestehenden
Aspekte wurden bereits ausführlich diskutiert”, XCI).

                                         

                                         Fatto
sta che le difficoltà cognitive non hanno trovato una chiara spiegazione organica.
Del resto, ciò era già stato riscontrato dal SAM, in particolare il neurologo
dr. __________, il quale nel rapporto 14 novembre 2012, sulla base della
valutazione neurospicologica del dott. __________, aveva rilevato:  “L'esame
neuropsicologico ha permesso di evidenziare difficoltà di entità media
concernenti memoria e funzioni attentivo-esecutive: è difficile trovare
una spiegazione organica di questo reperto, un componente di tipo funzionale è
da ritenere probabile, non escludendo che la terapia medicamentosa assunta
possa accentuare, ma solo in parte, le difficoltà cognitive” (sottolineatura
del redattore; doc. AI 48/48). D’altronde, come visto, all’assicurata è stata
consigliata una forte riduzione della terapia medicamentosa. 

 

                                         Va poi sottolineato, come
lo ho fatto il SAM nello scritto 25 luglio 2014, che nel 2013 l’assicurata ha
pubblicato una dissertazione che le ha conferito nel novembre di quell’anno il
dottorato in medicina presso l’Università di __________; il 24 febbraio 2012 ha
pubblicato, in collaborazione con altri colleghi, un contributo scientifico (XXVII/6
con allegati), questo a dimostrazione che i deficit cognitivi (rimasti, come
visto, invariati nel tempo) non sono stati di grande entità.               

 

                             2.7.6   In conclusione, visto quanto
sopra, nonché quanto riportato al consid. 2.4, questo TCA ritiene dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante valido
nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 139 V 218 consid. 5.3), che
l’assicurata può svolgere la sua originaria attività lucrativa di medico
assistente in psichiatria e medicina interna. 

 

                                         Ne consegue
che rettamente l’amministrazione ha respinto, anche se per altri motivi, la
domanda di prestazioni in oggetto. 

 

                               2.8.   L’assicurata stigmatizza il
modo di agire particolarmente severo dei sanitari dell’__________, sollevando “grandi
perplessità sull’oggettività e sull’imparzialità di detto istituto”
(scritto 5 ottobre 2015 in doc. LXIX).

                                         A sostegno di quanto sopra
essa ha allegato diversa documentazione presa dalla rete (doc. 1-6). Essa ha
fatto in particolare riferimento ad una controversia per asserita lesione della
personalità (art. 28 cpv. 1 CCS) e affermazioni sleali influenti sui rapporti tra concorrenti o tra fornitori e clienti (art. 3 cpv.
1 lett. a LCSI, Legge federale contro la concorrenza sleale) tra l’__________
ed il programma di protezione dei consumatori “__________” della __________ (si
trattava di tre trasmissioni televisie trasmesse nel 2006: nella prima in
particolare si addebitava all’__________ di modificare le conclusioni sulla
capacità lavorativa dei singoli periti specialisti senza averli precedentemente
interpellati; nella seconda si sosteneva che gli assicuratori facevano peritare
gli assicurati presso centri di accertamenti medici a loro favorevoli dove non
vi era nessun controllo di qualità e nella terza che l’__________ modificava
sistematicamente [reihenweise] a sfavore degli assicurati le perizie senza
interpellare i medici interessati), controversia decisa in ultima istanza dal
Tribunale federale (con sentenza del 27 novembre 2014 l’Alta Corte aveva
confermato il giudizio dell’autorità inferiore che aveva a sua volta ritenuto
non corrispondente a verità il contenuto della seconda e terza trasmissione
cfr. STF 5A_521/2014 del 27 novembre 2014), come pure ad un articolo del 14
luglio 2014 di un settimanale (__________) in merito ad uno studio
dell’Università di __________ critico nei confronti dell’__________ (LXIX/2).

 

                                         Conformemente alla
giurisprudenza (ripresa in STFA I 429/04 del 13 aprile 2006, consid. 2.4), per
i periti valgono di principio gli stessi motivi di astensione e di ricusazione
previsti per i giudici (DTF 120 V 364 consid. 3a; cfr. anche DTF 132 V 384
consid. 7.3). Di conseguenza, un perito dev'essere considerato parziale in presenza
di circostanze atte a fare diffidare della sua imparzialità. La parzialità è
uno stato interiore difficilmente dimostrabile. Per ricusare un perito non è
pertanto necessario provare che egli sia effettivamente parziale. È sufficiente
l'esistenza di elementi che permettano di motivare l'apparente parzialità e il
rischio di prevenzione. Nel valutare l'apparenza di parzialità e l'importanza
di tali circostanze non ci si può tuttavia basare sulle sensazioni di una
parte. La sfiducia nel perito deve piuttosto apparire fondata da un profilo
oggettivo (DTF 125 V 353 seg. consid. 3b/ee, 123 V 176 consid. 3d; VSI 2001 pag.
109 seg. consid. 3b/ee; RAMI 1999 no. U 332 pag. 193 consid. 2a/bb con
riferimenti).

 

                                         Nel caso concreto, come
rettamente rilevato dall’Ufficio AI nelle osservazioni 20 ottobre 2015
(LXXIII), con il decreto di nomina peritale del 28 novembre 2014 (cfr. consid.
1.8) l’assicurata era a conoscenza del mandato conferito ad __________ e non si
è opposta a tale nomina. Le succitate contestazioni sulla parzialità e serietà
sull’__________ sono pertanto tardive, in quanto sono state sollevate solo dopo
la ricezione della perizia multidisciplinare. Inoltre i fatti di cui alla
documentazione prodotta si riferiscono ad un periodo antecedente al mandato
peritale in questione e quindi non sono rilevanti per la presente causa. Va poi
rilevato che i singoli consulti specialistici sono stati eseguiti all’interno
dello stesso centro peritale e la valutazione conclusiva è stata sottoscritta,
quindi letta, da tutti i periti. Non da ultimo va ricordato che le valutazioni
dei periti __________ corrispondono in sostanza a quanto valutato dal SAM,
eccezion fatta per la componente psichiatrica. 

 

                                         In queste circostanze, questo
Tribunale non ritiene necessario, contrariamente all’assunto della ricorrente,
procedere all’allestimento di una superperizia, considerato che la voluminosa
documentazione agli atti, risultante da una lunga e complessa istruttoria – sia
amministrativa che giudiziaria – è più che sufficiente per giungere ad un
convincente giudizio.  

                                         Al riguardo, va fatto presente che se
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
DTF 130 II 425 consid. 2.1 pag. 429 e riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto
di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10
pag. 28 consid. 4b; riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124
V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                               2.9.   L’assicurata chiede il
rimborso delle perizie private.

 

                                         L’art. 45 cpv. 1 LPGA
stabilisce che l’assicuratore sociale assume le spese per l’accertamento,
sempre che abbia ordinato i provvedimenti. Se non ha ordinato alcun
provvedimento, ne assume ugualmente le spese se i provvedimenti erano
indispensabili per la valutazione del caso oppure se fanno parte di prestazioni
accordate successivamente.

                                         L’art. 78 cpv. 3 OAI
precisa inoltre che le spese dei provvedimenti d’accertamento sono assunte
dall’assicurazione se questi sono stati ordinati dall’ufficio AI o, altrimenti,
se erano indispensabili all’erogazione delle prestazioni, oppure erano inerenti
ai provvedimenti integrativi concessi in seguito.

                                         Secondo la giurisprudenza
del TF il rimborso da parte dell’amministrazione dei costi relativi ad una
perizia di parte presentata in sede ricorsuale viene concesso, nella misura in
cui essa abbia permesso di accertare in maniera convincente e decisiva ai fini
del giudizio l’effettiva situazione medica, evitando quindi di dover ricorrere
ad una perizia giudiziaria, nell’ambito dell’assegnazione delle spese
ripetibili ex art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA (DTF 115 V 62; confermato ad esempio
nella STF 8C_388/2010 del 7 dicembre 2010 cosid. 10.2,
8C_673/2009 del 22 marzo 2010 consid. 8.3.1, 8C_585/2009 consid. 3.5; cfr.
anche Kieser, ATSG Kommentar, 2010, ad art. 61 n. 113, pag. 791;
Leuzinger-Naef, Bundesrechtliche Verfahrensanforderungen betreffend
Verfahrenskosten, Parteientschädigung und unentgeltlichen Rechtsbeistand in
Sozialversicherungsrecht, in: SZS 1991 pagg. 176ss; Blanc, La procédure
administrative en assurance-invalidité, 1999, pag. 131). L’assicurato ha
diritto alla rifusione dei costi della perizia privata e/o degli accertamenti
medici anche nel caso in cui gli stessi siano stati determinanti per il rinvio
degli atti per l’espletamento di ulteriori accertamenti (vedi al riguardo, tra
le altre, le STF 8C_771/2010 del 1. settembre 2011 consid. 5.1, 8C_388/2010 del
7 dicembre 2010 consid. 10, 8C_1062/2009 del 31 agosto 2010 consid. 5.1,
8C_673/2009 del 22 marzo 2010 consid. 8.3 tutte con riferimento alla STFA I
1008/2006 del 24 aprile 2007 consid. 3).

 

                                         Ritenuto come sia stato
necessario, nonostante le perizie private, fare capo ad una perizia
giudiziaria, visto inoltre l’esito della vertenza, la richiesta volta al
rimborso delle perizie private non può essere accolta. 

 

                             2.10.   L’assicurata
ha postulato “ … che sia sentita in occasione di una pubblica udienza, che
sarà indetta da codesto lodevole Tribunale” (XXXVIII, cfr. consid. 1.7).

                                                                                

                                         Ai sensi dell'art. 29 cpv.
2 Cost. le parti hanno diritto di essere sentite. Per costante giurisprudenza,
dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per
l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei
suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire
sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare
all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi in
proposito (DTF 129 II 497 consid. 2.2; 127 I 54 consid. 2b; 127 III 576 consid. 2c; 126 V 130 consid.
2a). ll diritto di essere sentito di cui all'art. 29 cpv. 2 Cost. comprende
inoltre l'obbligo per l'autorità di motivare le proprie decisioni.

 

                                         Secondo
l'art. 6 CEDU ogni persona ha diritto ad un'equa e pubblica udienza entro un
termine ragionevole, davanti a un tribunale indipendente e imparziale
costituito per legge, al fine della determinazione sia dei suoi diritti e dei
suoi doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che
gli venga rivolta.

 

                                         L’obbligo
di organizzare un pubblico dibattimento ai sensi di quest’ultima disposizione,
presuppone che una corrispondente domanda sia stata formulata in maniera chiara
e inequivocabile. Semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio
istanze di audizione personale - nella misura in cui si traducono in una
richiesta di interrogatorio nel senso di una assunzione di prove, ma non invece
se tendono a esporre il proprio punto di vista personale sulle risultanze
probatorie davanti a un tribunale indipendente (STF 2C_100/2011 del 10 giugno
2011 consid. 2) - o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste
di sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (DTF 122 V 47 consid. 3a).

 

                                         Confrontato
con una richiesta di pubblico dibattimento, il giudice cantonale deve di
principio darne seguito. Egli può tuttavia astenersi nei casi previsti
dall’art. 6 § 1 seconda frase CEDU, ossia quando la domanda é abusiva, quando
appare chiaramente che il ricorso é infondato, irricevibile o, al contrario,
manifestamente fondato oppure quando l’oggetto litigioso concerne delle
questioni altamente tecniche (cfr. DTF 122 V 47 consid. 3b). 

                                         Nella DTF 136 I 279
consid. 3, il Tribunale federale ha però precisato che non é possibile
rinunciare al pubblico dibattimento per il motivo che la procedura scritta
sarebbe più adeguata per discutere una questione di natura medica, anche se l’oggetto
del litigio verte essenzialmente sul confronto di pareri specialistici
riguardanti lo stato di salute e l’incapacità lavorativa di un assicurato in
materia di assicurazione per l’invalidità. 

                                         Infine, secondo
giurisprudenza, il diritto allo svolgimento di un'udienza
pubblica orale non è ancora perento se quest'ultima viene espressamente
richiesta solo nell'ambito del secondo scambio di allegati scritti. Una domanda
formulata durante lo scambio ordinario degli allegati è di principio tempestiva
(DTF 134 I 331).

 

                                         Nel caso concreto, la
richiesta d’indire un pubblico dibattimento è stata formulata solo con lettera
10 novembre 2014, vale a dire oltre un anno dall’ordinanza 5 novembre 2013 d’intimazione
di un termine di 10 giorni per presentare eventuali ed ulteriori mezzi di prova
(V), quindi dopo lo scambio ordinario degli allegati e quindi tale
richiesta è tardiva. Al riguardo va ricordato che nella causa inc. 38.2013.72
relativa al contenzioso in ambito di assicurazione contro la disoccupazione l’assicurata,
per il tramite dell’avv. RA 1, aveva tempestivamente richiesto di essere
sentita in una pubblica udienza, ossia con la presentazione degli eventuali
mezzi di prova da assumere (cfr consid. 1.5 della STCA 38.2013.72 del 10
settembre 2014).

 

                             2.11.   Secondo l’art. 69 cpv. 1bis
LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese
è determinata fra 200 e 1’000 franchi in funzione delle spese di procedura e
senza riguardo al valore litigioso. 

 

                                         Visto l’esito della
vertenza, le spese di complessivi fr. 1’000.--sono poste a carico dell’assicurata,
la quale ha tuttavia postulato di essere posta al beneficio dell’assistenza
giudiziaria con gratuito patrocinio. 

 

                             2.12.   Ai sensi dell’art. 61 lett. f
LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di
farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere
diritto al gratuito patrocinio. L'art. 28 cpv. 2 Lptca stabilisce che la
disciplina della difesa d'ufficio e del gratuito patrocinio è retta della Legge
sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio [LAG], nel tenore in
vigore dal 1° gennaio 2011.

 

                                         I presupposti (cumulativi)
per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in principio dati se
l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato è necessario o
perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di esito positivo (DTF
125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).

                                         Per valutare se un
assicurato si trova in uno stato di bisogno, secondo la giurisprudenza, si
tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al di sopra del minimo di esistenza
agli effetti del diritto esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 pag. 48 consid. 7b, pag.
48 consid. 7c). Al minimo esecutivo va, infatti, aggiunto un supplemento al
massimo del 15-25% (cfr. STFA U 102/04 del 20 settembre 2004).

                                         Generalmente dal punto di
vista temporale lo stato di bisogno dell’istante va determinato secondo la
situazione esistente al momento della decisione (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a;
cfr. DTF 108 V 269 consid. 4); eventuali prevedibili future durevoli modifiche
sono da prendere in considerazione (Locher/Gächter, Grundriss des
Sozialversicherungsrecht, 4a edizione, 2014, § 76 n. 54 pag. 605).

 

                                         Nel caso concreto, dal
certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria, datato 8 novembre
2013, risulta che la ricorrente, separata e senza attività
lucrativa, non percepisce alcun reddito da attività lucrativa (XIX). Risulta
poi che al momento dell’inoltro della domanda di assistenza giudiziaria presso
questo TCA era pendente una vertenza in ambito di assicurazione contro la
disoccupazione. Con STCA 38.2013.72 del 10 settembre 2014 l’assicurata è stata
segnatamente ritenuta idonea al collocamento con un grado di disponibilità del
50%, con conseguente diritto a indennità di disoccupazione al 50% dal 20 giugno
2013. Ritenuto che l’interessata si era annunciata al collocamento con effetto
dal 1° novembre 2012, il suo diritto alle indennità sarebbe cessato nel mese di
novembre 2014, senza apertura di un nuovo periodo quadro non avendo in seguito
svolto (più) alcuna attività lucrativa.

                                         Determinante
è che al momento del presente giudizio la ricorrente non dispone di redditi.

                                         In queste circostanze
essa è da ritenere indigente, per far fronte alle diverse spese per il suo
sostentamento. 

                                         L’assicurata
non possiede inoltre le necessarie con