# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b4e07c40-29dc-5d34-887a-5a833ee3d000
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-01-15
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 15.01.2021 13.2020.77
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2020-77_2021-01-15.html

## Full Text

Incarto n.

  13.2020.77

  	
  Lugano

  15 gennaio 2021/rg

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  La terza Camera civile del Tribunale d'appello

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composta del giudice:

  	
  Walser,
  presidente,

   

  	 

	
  vicecancelliera:

  	
  Locatelli

  	 

									

 

 

sedente
nella composizione a giudice unico (art. 48b LOG) per statuire nella causa inc.
n. SE.2020.21 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3,
promossa con petizione 14 gennaio 2020 da

 

 

	
   

  	
  CO
  1  

  patrocinata dall’  PA 2  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   RE
  1  

  patrocinato dall’  PA 1  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

e
ora su reclamo 11 agosto 2020 di RE 1 contro la decisione 4 agosto 2020 con cui
il Pretore gli ha assegnato un termine per prestare una cauzione processuale di
fr. 4'500.-;

 

 

ritenuto

in fatto:                   A.   Con petizione 14
gennaio 2020 CO 1 ha chiesto la condanna di RE 1 al pagamento della somma di
fr. 27'140.- oltre accessori.

 

                                         Con risposta 17 aprile
2020 il convenuto si è opposto alla petizione ed ha chiesto in via
riconvenzionale la condanna dell’attore al pagamento dell’importo - parziale -
di fr. 30'000.-. Ha altresì chiesto di essere posto al beneficio del gratuito
patrocinio.

                                  B.   Con istanza 20 maggio
2020 l’attrice ha postulato che, in applicazione dell’art. 99 CPC, RE 1 fosse
astretto al versamento di una cauzione processuale di fr. 4'500.- per l’azione
riconvenzionale, adducendo che la domanda di essere posto al beneficio del
gratuito patrocinio dimostrava che egli non sarebbe poi stato in grado di far
fronte alle spese ripetibili in caso di soccombenza in causa.

 

                                         Con osservazioni 19 giugno
2020 RE 1 ha chiesto la reiezione dell’istanza di cauzione sostenendo di aver
dimostrato che la sua attività professionale non gli permette di provvedere al
suo debito mantenimento, tant’è che ha chiesto di essere posto al beneficio del
gratuito patrocinio, ciò che osterebbe all’imposizione di una cauzione.

 

                                         Con sentenza 23 giugno
2020 il Pretore ha respinto l’istanza di gratuito patrocinio in ragione del
fatto che dalle circostanze evocate dal richiedente non si poteva concludere
che egli versasse nell’indigenza. La decisione non è stata impugnata.

 

 

                                  C.   Con sentenza 4 agosto
2020 il Pretore ha accolto l’istanza di cauzione, imponendo a RE 1 di versare
una cauzione processuale di fr. 4'500.-.

 

 

                                  D.   Con reclamo 11 agosto
2020 RE 1 si è aggravato contro la predetta decisione chiedendone, previa
concessione dell’effetto sospensivo al gravame, l’annullamento.

 

                                         La domanda di effetto
sospensivo è stata respinta con decisione 13 agosto 2020.

 

 

                                  E.   Con osservazioni 27
novembre 2020 la controparte ha postulato la reiezione del gravame.

 

 

Considerato

in diritto:                 1.   Il giudizio
impugnato è una decisione in materia di prestazione di cauzione ai sensi degli
art. 99 segg. CPC che, in applicazione dei combinati art. 103, 319 lett. b
cifra 1 e 321 cpv. 2 CPC e 48 lett. c cifra 1 LOG, è impugnabile con reclamo
nel termine di dieci giorni alla terza Camera civile del Tribunale d’appello.

 

                                         Nel caso concreto la
decisione impugnata è pervenuta al reclamante il 5 agosto 2020, ragione per cui
il reclamo qui in esame, rimesso alla posta l’11 agosto 2020, è tempestivo e da
questo punto di vista ammissibile.

 

 

                                   2.   L’art. 320 CPC dispone
che con il reclamo si possono censurare l’applicazione errata del diritto
(lett. a) e l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b).

 

 

                                   3.   Giusta l’art. 99
CPC, su richiesta del convenuto, l’attore deve prestare cauzione per le spese ripetibili
se non ha domicilio o sede in Svizzera (lett. a), se risulta insolvente,
segnatamente se nei suoi confronti è stato dichiarato fallimento o è in corso
una procedura concordataria o a suo carico vi sono attestati di carenza di beni
(lett. b), se è ancora debitore delle spese giudiziarie relative a una
precedente procedura (lett. c) oppure se per altri motivi il pagamento delle
ripetibili risulta seriamente compromesso (lett. d).

 

                                3.1   Scopo della cauzione è quello
di assicurare alla parte convenuta in lite il pagamento delle sue spese
ripetibili ed evitare di porla in una situazione dove il recupero dei suoi
costi di giustizia sia impossibile o perlomeno particolarmente difficile (DTF 141
III 554 consid. 2.5.1; 141 III 155 consid. 4.3; Tappy,
in: Bohnet/Haldy/Jeandin/Schweizer/Tappy, Commentaire Romand, CPC, 2a
ed., 2019, n. 1 ad art. 99; Trezzini,
in: Trezzini e al., Commentario pratico al CPC, vol. 1, 2a ed.,
2017, n. 1 ad art. 99; Urwyler/Grütter, in:
Brunner/Gasser/Schwander, ZPO, DIKE-Kommentar, 2a ed., 2016, n. 1 ad
art. 99; Suter/von Holzen, in:
Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger, Kommentar zur ZPO, 3a ed.,
2016, n. 2 ad art. 99; Sterchi, in:
Berner Kommentar, ZPO, vol. 1, 2012, n. 1 ad art. 99). La parte convenuta non
deve dimostrare l’impossibilità o la particolare difficoltà di recuperare le
proprie spese ripetibili, basta che dimostri il realizzarsi dei presupposti
previsti dall’art. 99 cpv. 1 CPC, i quali costituiscono dunque dimostrazione
irrefragabile (stante la loro natura di finzione) di tale impossibilità
rispettivamente gravosità di recupero (Trezzini,
op. cit., n. 15 ad art. 99; Suter/von
Holzen, op. cit., n. 16 ad art. 99). Data tale dimostrazione, il giudice
è tenuto (Muss-Vorschrift) a ordinare la prestazione della cauzione (Suter/Von Holzen, op. cit., n. 14 ad
art. 99; Staehelin/Staehelin/ Grolimund, Zivilprozessrecht,
2a ed., 2013, § 16, n. 28).

 

                                   4.   Il reclamante
rimprovera al Pretore un’errata applicazione del diritto, segnatamente
dell’art. 99 cpv. 1 lett. b CPC, per aver ritenuto a torto verificate le
condizioni di legge per imporgli la cauzione. Rileva che nei suoi confronti non
è mai stato pronunciato il fallimento, non è mai stata promossa una procedura
concordataria né sono stati emessi attestati di carenza di beni. La decisione
del Pretore sarebbe poi contraddittoria, avendo egli dapprima respinto la sua
istanza di gratuito patrocinio perché dalle circostanze non emergeva una sua situazione
d’insolvenza, per poi imporgli la cauzione con l’argomento che per sua stessa
ammissione egli versa in uno stato d’indigenza.

 

                                4.1   In una prima sentenza il Pretore
aveva respinto la domanda di gratuito patrocinio di RE 1 dopo aver rilevato che
“… non emerge una situazione che possa portare a concludere che il convenuto
versi nell’indigenza” (sentenza 23 giugno 2020 pag. 3). In seguito gli ha
imposto la cauzione processuale argomentando che il convenuto medesimo si era definito
insolvente nell’ambito della richiesta di gratuito patrocinio. Il primo giudice
ha quindi dapprima ritenuto che non vi fossero sufficienti elementi per
ritenere che il convenuto versasse in una situazione d’indigenza, tanto da
negargli il beneficio del gratuito patrocinio. In seguito si è però scostato da
questo accertamento ed ha ritenuto sufficienti i medesimi elementi per
accertare uno stato d’insolvenza che giustificava l’imposizione di una cauzione.
Con la decisione impugnata il primo giudice quindi non solo di scosta dalla precedente
decisione del 23 giugno 2020, ma ne sovverte di fatto gli accertamenti, senza però
spiegare i motivi di questo cambiamento di fronte, ciò che appare in contrasto
con il principio della buona fede (art. 52 CPC). La decisione impugnata deve quindi
essere annullata.

 

 

                                   5.   Le spese processuali
per la presente procedura sono disciplinate dalla legge sulla tariffa
giudiziaria (LTG), la quale dispone che la tassa di giustizia è fissata in
considerazione del valore, della natura e della complessità della causa (art. 2
cpv. 1 LTG). Giusta l’art. 14 LTG la tassa di giustizia delle decisioni su
reclamo del Tribunale d’appello è tra fr. 100.- e fr. 10'000.-. Nel caso concreto, le spese di giustizia vanno fissate in complessivi
fr. 300.- e sono poste a carico della parte attrice, soccombente, con l’obbligo
di rifondere al reclamante fr. 500.- di ripetibili.

 

 

                                   6.   Il reclamo non pone
questioni di principio ed è pertanto evaso dalla Camera nella composizione a giudice
unico (art. 48b cpv. 1 lett. b cifra 3 LOG).

 

 

Per i quali motivi

 

pronuncia:              1.   Il reclamo 11 agosto 2020 di RE
1 è accolto. La decisione 4 agosto 2020 è annullata.

 

                                   2.   Le spese processuali
di fr. 300.-, già anticipate dal reclamante, sono poste a carico de CO 1, con
l’obbligo di rifondere a RE 1 fr. 500.- di ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -      ;

  -      .

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 3.

 

 

Per
la terza Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro
la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione con i limiti dell’art. 93 LTF. Nelle cause a carattere pecuniario il
ricorso è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle
vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli
altri casi. Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge
federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non
sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini
ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che
intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso
in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e
medesima istanza (art. 119 LTF).