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**Case Identifier:** cbe6946a-3b34-533c-9224-5d8032a8e68a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-12-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.12.2010 D-8654/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-8654-2010_2010-12-22.pdf

## Full Text

Bundesverwaltungsgericht

Tribunal administratif fédéral

Tribunale amministrativo federale

Tribunal administrativ federal

Corte IV
D-8654/2010

Sentenza del 22 dicembre 2010

Composizione Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Gérard Scherrer; 
cancelliera Antonella Guarna.

Parti A._______, nato il (…),
Nigeria,

ricorrente, 

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), 
Quellenweg 6, 3003 Berna,  
autorità inferiore 

Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 16 dicembre 2010 / N (…).

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Visto

che la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) in 
Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno e 
mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, entro 
le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento d'identità 
o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata consegna e in 
assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda 
d'asilo,

i verbali d'audizione del 1° dicembre 2010 (di seguito: verbale 1) e del 
16 dicembre 2010 (di seguito: verbale 2),

il verbale della decisione dell'UFM del 16 dicembre 2010, notificata 
oralmente all'interessato lo stesso giorno (cfr. Avviso di notifica e di 
ricevuta; atto A 9/1),

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 17 dicembre 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato), pervenuto al Tribunale amministrativo federale 
(di seguito: il Tribunale) il 20 dicembre 2010,

la copia dell'incarto dell'UFM pervenuta via fax al Tribunale in data 
20 dicembre 2010,

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei 
considerandi che seguono,

e considerato

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del 20 
dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla 
legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, 
RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF, 
RS 173.110), in quanto la legge del 26 giugno 1998 sull'asilo (LAsi, RS 
142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni 
dell'UFM in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 
LAsi e art. 83 lett. d cpv. 1 LTF),

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che v'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA nonché all'art. 108 
cpv. 2 LAsi,

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, 
l'interessato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano, di religione 
cristiana-anglicana, originario di B._______ (Nigeria), dove avrebbe 
vissuto dalla nascita sino al suo espatrio nel (…) 2008 in Libia,

che, nel (…) 2008, durante gli scontri scoppiati a B._______ tra cristiani e 
haussa musulmani, mentre si trovava nel suo chiosco, l'interessato 
sarebbe stato colpito varie volte con un machete e il suo chiosco sarebbe 
stato distrutto dai musulmani che volevano ucciderlo; che l'interessato 
sarebbe stato soccorso da suoi conoscenti cristiani, i quali l'avrebbero 
portato al pronto soccorso; che, una volta l'interessato rientrato a casa, la 
sua famiglia avrebbe deciso di trasferirsi nel villaggio di C._______ 
(Nigeria), a causa di quello che sarebbe occorso, mentre che l'interessato 
sarebbe rimasto a B._______, dove avrebbe svolto dei lavori grazie a dei 
contatti con dei musulmani; che, in tali circostanze, egli sarebbe stato 
accusato di essere una spia dei musulmani da parte dei cristiani, i quali 
avrebbero manifestato la loro perplessità circa le amicizie dell'interessato 
e gli avrebbero detto di non aver più fiducia nel medesimo; che, temendo 
sia i musulmani che i cristiani, dopo due mesi circa, l'interessato avrebbe 
deciso di lasciare il suo Paese d'origine nel (...) 2008,

che da B._______ avrebbe raggiunto in auto il Niger, attraversando il 
confine Nigeria-Niger senza documenti; che, giunto a D._______ (Niger), 
avrebbe proseguito il viaggio con un camion fino ad E._______ e, in 
seguito, con un fuoristrada fino a F._______, attraversando il confine 
Niger-Libia; che, da G._______ (Libia), il (...), l'interessato – a bordo di un 
peschereccio libico – avrebbe raggiunto la H._______; che dal luogo di 
sbarco, grazie ad un amico del ragazzo (...) che avrebbe viaggiato con 
lui, l'interessato avrebbe preso un treno fino a I._______ (Italia), da dove 
– dopo pochi giorni – sarebbe partito in treno alla volta della Svizzera, 
arrivando a J._______ senza documenti e senza subire alcun controllo,

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che il 
richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in materia d'asilo 
alcun documento d'identità o di viaggio valido entro le 48 ore successive 
alla sua istanza; che, dall'altro lato, detto Ufficio ha ritenuto che nessuna 
delle eccezioni previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di 
specie,

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che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore ha pure 
pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione dell'allontanamento verso il suo Paese d'origine, siccome 
lecita, esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente contesta la decisione dell'UFM, sostenendo 
che vi sarebbero nel suo caso dei motivi scusabili giustificanti la mancata 
presentazione dei documenti d'identità, ragione per cui l'autorità inferiore 
avrebbe dovuto entrare nel merito della sua domanda d'asilo e la 
decisione qui impugnata dovrebbe essere annullata; che, in particolare, 
egli ribadisce di non aver mai posseduto né il passaporto, né la carta 
d'identità; che, di conseguenza, non gli sarebbe possibile consegnare 
all'autorità tali documenti; che, inoltre, sarebbero necessari ulteriori 
approfondimenti in relazione al suo statuto di rifugiato o all'esecuzione del 
suo allontanamento; che, segnatamente, secondo quanto avrebbe 
esposto in modo dettagliato coerente e sostanziato, egli sarebbe stato 
costretto a fuggire dal suo Paese d'origine, a causa delle violenze 
interreligiose nelle quali sarebbe stato coinvolto a B._______; che, infatti, 
da un lato, essendo di religione cristiana, egli sarebbe stato aggredito da 
alcuni musulmani fanatici, mentre che, dall'altro lato, avendo lavorato con 
dei musulmani, i cristiani lo riterrebbero un traditore; che, infine, egli 
sostiene di non aver avuto altro modo per salvare la sua vita, se non 
fuggire dalla Nigeria, dove regnerebbe una situazione di violenza 
generalizzata, sempre peggiore; che, di conseguenza, l'autore del 
gravame fa valere che il suo allontanamento in detto Paese non sarebbe 
ragionevolmente esigibile,

che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti 
all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito della sua 
domanda d'asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione 
provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda d'esenzione dal 
pagamento di un anticipo a copertura delle presumibili spese processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun 
documento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della 
domanda; che giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se 
il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifugiato del 

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ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base all'art. 3 e 
all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori 
chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un 
impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c),

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali, 
segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di 
particolari formalità amministrative; che, per contro, non sono documenti 
validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come 
la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di nascita, la 
carta scolastica o l'attestato di fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7 
consid. 6),

che, nel caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento che 
adempia i citati criteri,

che, in relazione a quanto già rettamente rilevato dall'UFM nella decisione 
impugnata circa la mancata presentazione dei documenti d'identità da 
parte del ricorrente, non soccorrono quest'ultimo le vaghe e stereotipate 
allegazioni asserite in corso di procedura di prima istanza e ribadite in 
sede di ricorso, secondo le quali non gli sarebbe stato possibile 
consegnare dei documenti, poiché sostanzialmente non ne avrebbe mai 
posseduti (cfr. verbale 1 pagg. 3-4; ricorso pag. 2); che tali asserzioni, 
infatti, non costituiscono nel caso di specie ragioni valide per giustificare 
la mancata esibizione di documenti ai sensi della legge; che, inoltre, non 
vi è alcun indizio che egli abbia effettuato seri e concreti sforzi che 
avrebbero potuto avere esito favorevole per l'invio dei suoi documenti 
dalla Nigeria (cfr. verbale 1 pag. 4 e verbale 2 D5-6), tanto più che, 
contrariamente a quanto pretende, il ricorrente avrebbe potuto rivolgersi 
ai suoi genitori e sua sorella si trovano ancora in loco (cfr. verbale 1 pagg. 
3-4 e verbale 2 D6),

che, peraltro, quanto al suo viaggio d'espatrio, come rettamente rilevato 
dall'UFM, il ricorrente ha reso allegazioni vaghe, stereotipate e contrarie 
alla realtà; che, a titolo d'esempio, non è plausibile che egli sia potuto 
arrivare in Svizzera dalla Nigeria, entrando nello spazio Schengen e 
attraversando diversi Paesi, tra cui il Niger, la Libia e l'Italia senza subire 
alcun controllo e senza documenti (cfr. verbale 1 pagg. 6-7); che, in tale 
contesto, non soccorre nemmeno il medesimo l'allegazione secondo cui 
avrebbe superato il controllo tra Nigeria e Niger, raccontando che 

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sarebbe andato solo a lavorare a D._______ e che sarebbe ritornato in 
Nigeria (cfr. ibidem pag. 6); che, d'altronde, il ricorrente si è contraddetto 
circa il periodo in cui avrebbe vissuto in Libia (cfr. ibidem pagg. 6-7); che 
egli non è stato in grado di indicare con precisione dove sarebbe sbarcato 
in H._______ e da dove avrebbe preso il treno per I._______ (cfr. ibidem 
pag. 7); che, infine, l'insorgente non ha saputo fornire l'identità completa 
del ragazzo che lo avrebbe ospitato a I._______ e non avrebbe 
nemmeno saputo indicare dove costui abitava (cfr. ibidem pag. 7),

che, pertanto, l'insorgente non può aver viaggiato nelle circostanze 
descritte,

che, vista l'inverosimiglianza delle circostanze del viaggio d'espatrio, 
nonché l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette dichiarazioni del 
ricorrente circa la mancata presentazione dei documenti d'identità, v'è 
ragione di concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità 
per i bisogni della causa,

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità,

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, né 
fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli stessi, 
l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'insorgente 
non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, in 
applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in 
base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di 
rifugiato del richiedente,

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore 
ha pure introdotto una procedura d'esame materiale, accelerata e 
sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni manifestamente 
inconsistenti o manifestamente irrilevanti; che la manifesta irrilevanza può 
risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di una sufficiente intensità dei 
pregiudizi, dall'inattualità degli stessi nonché dall'evidente esistenza di 
un'alternativa di rifugio interna dalle persecuzioni statali oppure di 
un'appropriata protezione statale contro l'agire illegittimo di terzi (cfr. 
DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

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che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, 
argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, 
rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che, infatti, le allegazioni decisive in materia d'asilo si esauriscono in 
mere affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della 
benché minima consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che, d'altronde, il ricorrente non ha apportato chiarimenti a tutti gli 
elementi contraddittori, nonché vaghi ed illogici del suo racconto, 
rettamente rilevati dall'UFM, limitandosi semplicemente ad affermare in 
sede di ricorso di aver esposto in modo dettagliato, sostanziato e 
coerente i suoi motivi d'asilo; che, in siffatte circostanze, basti sottolineare 
che il ricorrente non è stato in grado né di collocare nel tempo in maniera 
precisa i fatti addotti, per esempio riguardo l'aggressione subita durante il 
novembre 2008 o il tempo trascorso tra la stessa e il suo espatrio (cfr. 
verbale 1 pagg. 5-6 e verbale 2 D11-12 e D38/42), né ha saputo 
abbozzare l'identità dei suoi aggressori (cfr. verbale 1 pag. 5 e verbale 2 
D18), né tantomeno descrivere nei dettagli cosa sia successo 
esattamente durante l'aggressione subita (cfr. verbale 2 D21-26); che 
l'assenza di dettagli precisi del racconto dell'insorgente – unitamente agli 
innumerevoli elementi illogici rilevati dall'UFM – evidenziano che, 
malgrado la notorietà degli scontri del novembre 2008, egli non è riuscito 
a rendere verosimile l'esistenza di eventuali persecuzioni nei confronti 
della sua persona, in ragione del suo credo cristiano; che, peraltro, i suoi 
genitori e sua sorella non hanno ritenuto necessario espatriare come 
invece ha fatto il ricorrente, bensì sono semplicemente ritornati al 
villaggio di C._______; che, in aggiunta, il ricorrente non ha denunciato 
l'aggressione subita alle autorità nigeriane (cfr. verbale 1 pag. 5 e verbale 
2 D45-47) ed ha espressamente dichiarato di aver preferito espatriare 
piuttosto che chiedere protezione o aiuto in Nigeria (cfr. verbale 2 D63); 
che  secondo il principio della sussidiarietà della protezione 
internazionale, un richiedente l'asilo può essere obbligato a chiedere la 
protezione del suo Paese d'origine, se essa è appropriata, ossia se è 
suscettibile d'essere ottenuta da strutture di protezione interne funzionanti 
ed efficienti (cfr. GICRA 2006 n. 18); che, alla luce segnatamente 
dell'inverosimiglianza dei fatti addotti, non v'è motivo di ritenere che il 
ricorrente non possa ottenere in patria, se opportunamente sollecitata, 
un'appropriata protezione statale contro l'eventuale futuro agire illegittimo 
da parte di terzi nei suoi confronti, in particolare da parte dei musulmani; 

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che, infine, il ricorrente non ha nemmeno reso verosimile l'esistenza di 
persecuzioni da parte di cristiani (cfr. verbale 1 pag. 5 e verbale 2 D8), 
allorquando egli ha affermato di non avere avuto dei veri problemi con 
loro, bensì di essere stato infastidito dalla loro indifferenza che è durata 
più o meno una settimana (cfr. verbale 2 D49-54); che, visto tutto quanto 
sopra, v'è ragione di concludere all'assoluta inverosimiglianza e 
irrilevanza dei motivi d'asilo addotti dal ricorrente, senza che sia 
necessario evocare ulteriori elementi inconsistenti del racconto reso già 
evidenziati dall'UFM,  

che, per conseguenza, le dichiarazioni rese dal ricorrente sono state 
rettamente considerate inverosimili e irrilevanti dall'UFM con riferimento 
all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi 
da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti ai fini della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo,

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista 
dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50 consid. 5-8 pagg. 725-733 e DTAF 
2007/8 consid. 5,6, 5-5.7 pag. 90 e segg.),

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che 
l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Nigeria possa violare 
l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera 
del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione del 28 
luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi 
(divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 
16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente 
in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della 
convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo 
e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della 
convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o 
trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105),

che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato 
nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art.  32 cpv. 2 lett. a LAsi,

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che, di conseguenza, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 
(art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 
sull'asilo relativa a questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 
142.311]; Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di 
ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2001 n. 21),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che, 
giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere 
possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e 
art. 83 cpv. 3 LStr),

che, inoltre, la situazione vigente in Nigeria non appare, notoriamente, 
caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che 
coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio 
nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli è giovane, 
celibe senza alcuna persona a carico, vanta una formazione scolastica di 
base ed ha alle spalle un'esperienza professionale di un decennio 
nell'attività di (...) che svolgeva nel chiosco di sua proprietà (cfr. verbale 1 
pag. 2); che, inoltre, il ricorrente dispone in patria di un'importante rete 
sociale su cui contare, ritenuto che vi risiedono ancora i suoi genitori e 
sua sorella, nonché uno zio paterno e una zia materna (cfr. ibidem 
pag. 3); che, infine, l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di 
gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione 
provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio 
degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per 
motivi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e  art. 83 
cpv. 4 LStr),

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che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e  art. 83 cpv. 2 
LStr); che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio   (art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 
2008/34 consid. 12 pagg. 513-515); che l'esecuzione dell'allontanamento 
è dunque pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e 
la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un 
secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto,

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 
1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. 
Il ricorso è respinto 

2. 
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale 
amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presenta sentenza.

3. 
Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità 
cantonale competente. 

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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4. 

Comunicazione a:

– ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
– UFM, Divisione soggiorno, per l'incarto N (...) (per corriere interno, in 

copia; allegato: copia del ricorso del 17 dicembre 2010)
– K._______ (in copia)