# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b03cd80c-c92f-5591-8f06-388ce8b89662
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-08-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.08.2017 38.2017.49
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2017-49_2017-08-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  38.2017.49

   

  dc/sc

  	
  Lugano

  17 agosto 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

statuendo sul ricorso del 14 giugno 2017 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 9 giugno 2017 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione su opposizione
del 9 giugno 2017 (cfr. doc. A1) la CO 1 (in seguito: Cassa) ha confermato la
decisione emessa in data 23 maggio 2017 (cfr. doc. A5) con la quale aveva
negato a RI 1, nato il __________ 1951, il diritto di beneficiare delle
indennità per insolvenza richieste nel maggio 2017 per gli ultimi mesi di
attività lavorativa presso la __________ terminata il 30 aprile 2017 (cfr. doc.
A4), in quanto, avendo raggiunto l’età di pensionamento, non poteva più essere
considerato un lavoratore soggetto all’obbligo di contribuzione ai sensi
dell’art. 51 cpv. 1 lett. a LADI, il quale a determinate condizioni ha diritto
all’indennità per insolvenza.

                                         Nella decisione su
opposizione la Cassa ha sottolineato che l’assicurato “è in età di
pensionamento ordinario AVS ed è esonerato, in virtù della vigente legge,
dall’obbligo del pagamento dei contributi all’assicurazione contro la
disoccupazione”. (cfr. doc AI pag. 4).

 

                               1.2.   Contro
la decisione su opposizione del 9 giugno 2017 l’assicurato ha interposto un
tempestivo ricorso al TCA, nel quale ha chiesto l’annullamento della stessa e
il conseguente riconoscimento delle indennità per insolvenza. Egli sottolinea che
dal salario gli sono stati dedotti i contributi all’AD, che non percepisce nessuna
rendita AVS e che ha ritrovato una nuova occupazione dal 1° luglio 2017 (cfr.
doc. I).

 

                               1.3.   Nella
risposta di causa del 6 luglio 2017, la Cassa, riconfermandosi nella propria
decisione su opposizione del 9 giugno 2017, ha chiesto la reiezione del ricorso
con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto
(cfr. doc III).

 

                               1.4.   Il
7 luglio 2017 il TCA ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare
eventuali altri mezzi di prova (cfr. doc. IV).

                                        Il 27 luglio 2017 il
ricorrente ha inviato uno scritto, con allegata documentazione (cfr. Doc. V1),
del seguente tenore:

 

" La Cassa
come ha potuto vedere rifiuta la mia richiesta non di disoccupazione ma di
insolvenza, adducendo che essendo in età pensionabile non mi aspetta. 

Premetto che nn ho nessuna pensione AVS o
altro da parte delle istituzioni svizzere. 

E come dimostrano le buste paga ho avuto lo
scorporo dei contributi con una franchigia di 16'000 franchi annui che vengono
versati in un fondo sociale. 

Dopo essermi messo in contatto con i
sindacati anche loro mi confermano che nn vi è alcuna legge sull’insolvenza che
precluda chi lavora dopo l’età di 65 anni debba essere escluso dei diritti
acquisiti, per le ragioni sopra citate. 

Pertanto Sig. giudice mi rimetto alla Sua
decisione e con l’occasione le porgo i miei più sinceri saluti.” (Doc. V)

 

                                         Tale
scritto è stato trasmesso per conoscenza alla Cassa (cfr. Doc. VI).

 

 

 

 

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Oggetto
del contendere è la questione di sapere se correttamente o meno la Cassa ha
negato a RI 1 il diritto di percepire indennità per insolvenza. 

 

                                         Ai sensi dell'art.
51 cpv. 1 LADI:

 

" I
lavoratori soggetti all'obbligo di contribuzione, al servizio di datori di
lavoro che sottostanno in Svizzera ad una procedura d'esecuzione forzata o che
occupano in Svizzera lavoratori, hanno diritto all'indennità per insolvenza,
se:

 

a. il loro datore
di lavoro è stato dichiarato in fallimento e se a quel momento vantano crediti
salariali oppure

 

b. il fallimento
non viene dichiarato soltanto perché in seguito a manifesto indebitamento del
datore di lavoro nessun creditore è disposto ad anticipare le spese o

 

c. hanno
presentato, contro il loro datore di lavoro, una domanda di pignoramento per
crediti salariali." (La sottolineatura è del redattore)

 

                                         L’art. 2 cpv. 2 lett. c
LADI enuncia che i lavoratori, dalla fine del mese in cui raggiungono l'età di
pensionamento secondo l'articolo 21 LAVS (65 anni per gli uomini e 64 per le
donne) sono esonerati dall’obbligo di pagare i contributi (vedi pure Doc. V1:
“Le persone che pur avendo raggiunto l’età ordinaria di pensionamento
esercitano ancora un’attività lucrativa continuano a versare i contributi
all’AVS/AI/IPG, ma non all’assicurazione contro la disoccupazione (AD). Esse
beneficiano però di una franchigia.”).

 

                               2.2.   Nella Prassi LADI II
(Indennità per insolvenza) p.to B9 emessa nel marzo 2015 dalla Segreteria di
Stato dell'economica (SECO), quale autorità di sorveglianza che deve adoperarsi
per garantire un'applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni
generali (cfr. art. 110 LADI; STFA C 195/03 del 19 agosto 2004; STFA C 176/00
del 10 marzo 2003, consid. 3; STFA C 260/99 dell'8 agosto 2001, consid. 6b e
DTF 127 V 57, consid. 3° pag. 61), è stato sottolineato che:

 

" AVENTI
DIRITTO

 

  B9  I
lavoratori soggetti all’obbligo contributivo al servizio di un datore di lavoro
insolvente che sottostà a una procedura d’esecuzione forzata in Svizzera o che
occupa in Svizzera lavoratori, hanno diritto all’II. I lavoratori che non hanno
ancora raggiunto l’età minima di contribuzione per l'AVS sono parificati ai
lavoratori soggetti all’obbligo contributivo (art. 73 OADI). L’età limite per
l’II corrisponde all’età normale della pensione AVS, dato che a quel momento
viene meno l’obbligo contributivo. 

 

      Il diritto
all’II non deve soddisfare altre condizioni oltre a quella dell’esercizio di
un’attività salariata soggetta a contribuzione. (…)”

 

                                         Le
direttive amministrative non costituiscono norme giuridiche e non
sono vincolanti per il giudice delle assicurazioni sociali (cfr. STF
8C_688/2011 del 13 febbraio 2012 consid. 3.2.1; DTF 138
V 50 consid. 4.1 pag. 54; DTF 137 V 434 consid. 4.2 pag. 438; DTF 133 V 169
consid. 10.1 pag. 181). 

                                         Quest’ultimo deve tenerne conto
per prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime permettono
un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili giustificata nel caso
di specie (cfr. DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 132 V125
consid.4.4; DTF 132 V 203 consid. 5.1.2;DTF 131 V 286 consid. 5.1.; DTF 131 V
45 consid. 2.3; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; DTF 127 V 57
consid. 3a; STFA I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF 125 V 377, consid. 1c, pag.
379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d, pag. 252, ALV Nr. 86 consid.
2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c,
pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).

                                         

                                         Il giudice deve, invece,
scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr.
DTF 130 V 229 consid. 2.1.; STFA H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68
consid. 4b; DTF 125 V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr.
86, consid. 2c, pag. 262, SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA
1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300;
DTF 120 V 163 consid. 4b, DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC
1992 pag. 514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b, pag.
91; DTF 117 V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c,
DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233 consid. 2a, DTF
110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4 consid. 3a; vedi inoltre
Bois, "Procédures applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988
pag. 77ss; Duc-Greber: "La portée de l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in RDS 1992 II pag. 527;
Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn,
Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 296-297).

                                         Secondo la giurisprudenza,
infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una
pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze
(DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b).

 

                                         In una sentenza 2C_105/2009
del 18 settembre 2009, l'Alta Corte, a proposito delle direttive, ha ricordato
che:

 

"
Simili atti servono a favorire
un'applicazione uniforme del diritto e a garantire la parità di trattamento.
Essi non hanno forza di legge e non fondano quindi diritti ed obblighi dei
cittadini né vincolano gli amministrati, i tribunali o la stessa amministrazione.
Ciò non significa tuttavia che siano irrilevanti per le istanze di ricorso.
Queste ultime verificano in effetti se le direttive riflettono il senso reale
del testo di legge e ne tengono conto nella misura in cui propongono
un'interpretazione corretta ed adeguata al caso specifico. Più
specificatamente, tali autorità non si scostano senza motivi importanti da
un'ordinanza amministrativa, se la stessa concretizza in modo convincente i
presupposti di legge e di regolamento a cui è subordinato l'ottenimento di una
determinata prestazione (DTF 133 II 305 consid. 8.1; 133 V 394 consid. 3.3; 130 V 163 consid. 4.3.1; 128 I 167 consid. 4.3)."

 

                               2.3.   Nell’evenienza concreta, dalle
carte processuali emerge che RI 1, nato il __________ 1951, in possesso di un
permesso di dimora UE/AELS (permesso B) valido fino al 30 settembre 2021(cfr.
doc. A 8),ha lavorato quale impiegato tecnico presso la __________ di __________
dal 1° marzo 2016 al 30 aprile 2017. Il salario lordo mensile ammontava a fr.
5’500.-- (cfr. doc. 54).

 

                                         A partire dal mese di
novembre il salario non gli è più stato versato, prima parzialmente, poi
totalmente (cfr. doc. 53).

                                      

                                         Chiamato ora a
pronunciarsi il TCA ritiene che, a ragione, la Cassa ha negato all’assicurato
il diritto alle indennità per insolvenza.

                                         Infatti, ai sensi
dell’art. 51 cpv. 1 LADI hanno diritto all’indennità per insolvenza unicamente
i lavoratori soggetti all’obbligo di contribuzione. Quindi, ritenuto che
con il raggiungimento dell’età di pensionamento AVS di 65 anni per gli uomini e
di 64 anni per le donne (cfr. art. 21 cpv. 1 lett. a e b LAVS) viene meno
l’obbligo contributivo (cfr. art. 2 cpv. 2 lett. c LADI: “i lavoratori, dalla
fine del mese in cui raggiungono l'età di pensionamento secondo l'articolo 21
LAVS, sono esonerati dall’obbligo di pagare i contributi”), possono pretendere
tale indennità soltanto i lavoratori che non hanno ancora raggiunto l’età
normale della pensione AVS (cfr. consid. 2.1.; 2.2.). 

 

                                         Ora, nella presente
fattispecie, al momento in cui ha iniziato la sua attività lucrativa presso la __________
RI 1 aveva appena compiuto i 65 anni, età di pensionamento (cfr. art. 21 cpv. 1
lett. a LAVS).

 

                                         Egli, perciò, durante
tutto il periodo di attività lavorativa presso l’azienda di __________ non
andava più considerato un lavoratore soggetto all’obbligo di contribuzione
giusta l’art. 51 cpv. 1 LADI.

 

                                         Se, come sostiene il
ricorrente, effettivamente i contributi all’AD fossero stati dedotti, essi
andrebbero restituiti (cfr. doc. 54: “Deduzioni: - secondo legge”). Tale
questione esula comunque dalla presente vertenza.

 

                                         Alla luce di quanto appena
esposto questo Tribunale deve concludere che, a ragione, la Cassa ha negato al
ricorrente il diritto di beneficiare di indennità per insolvenza per il fatto
di avere raggiunto l’età di pensionamento AVS. 

 

                                         La decisione su
opposizione del 9 giugno 2017 deve pertanto essere confermata.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli interessati
i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti