# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ca1666ea-1a44-51ea-99fa-ec7c235c69cd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 09.03.2010 (publiziert) 90.2003.37
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-2003-37_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2003.37

   

  	
  Lugano

  4 aprile 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della pianificazione del
  territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente,

  Lorenzo Anastasi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 18/25 marzo 2003 del

 

 

	
   

  	
  RI 1

  rappr. dal RA 1

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 18 febbraio 2003 (n. 751) del
  Consiglio di Stato in merito all'obbligo di compensazione agricola (art. 8
  segg. LTAgr);

  

 

 

viste le osservazioni 9
maggio 2003 della Sezione della pianificazione urbanistica;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che, con
risoluzione 2 marzo 1993 (n. 1523), il Consiglio di Stato ha approvato il piano
regolatore del comune di __________;

                                         che, a
seguito della diminuzione della zona agricola a favore di quella edificabile,
il Governo ha chiamato il comune ad elaborare una proposta di compensazione giusta
gli art. 8 segg. LTAgr (cfr. dispositivo n. 3.3. della risoluzione di
approvazione; inoltre cifra 8 e allegato 6 della stessa);

 

 

                                         che, ritenuta
l'assenza di una proposta di compensazione reale, con lettera 28 maggio 2002 indirizzata
al municipio la Sezione della pianificazione urbanistica ha comunicato le
superfici e i valori di reddito agricolo in base ai quali il comune sarebbe
stato chiamato a pagare un compenso pecuniario; al municipio è quindi stato
fissato un termine di 30 giorni per presentare delle osservazioni;

 

 

                                         che l'11
agosto 2002 la Sezione della pianificazione urbanistica ha accolto una richiesta
di proroga sino al 30 ottobre 2002 formulata dal RA 1;

 

 

                                         che,
seguendo le indicazioni dei propri consulenti, con lettera 11 dicembre 2002 il municipio
ha chiesto all'autorità cantonale una proroga di due anni per presentare una
proposta concreta di compensazione reale, adducendo una serie di ragioni che verranno,
se del caso, riprese in seguito;

 

 

                                         che il
Consiglio di Stato, con decisione 18 febbraio 2003 (n. 751), ha concesso al municipio
un'ulteriore e ultima proroga per la presentazione di un progetto di compensazione
agricola reale e parzialmente pecuniaria entro il 30 giugno 2003, ritenuto che,
scaduto il predetto termine e dopo 60 giorni dalla crescita in giudicato della
risoluzione medesima, l'importo di fr. 262'780.- sarebbe stato addebitato sul
conto Stato/Comune quale deposito per l'acquisto di aree agricole;

 

 

                                         che, con ricorso
cautelativo 18 marzo 2003, il RI 1 è insorto innanzi a questo tribunale avverso
la suddetta decisione, chiedendo che la richiesta di una proroga di due anni,
dallo stesso formulata, venisse accolta; esso ha addotto che la complessità della
situazione non gli permetteva di presentare un progetto di compensazione reale
entro il termine fissato dal Consiglio di Stato; esso ha attribuito le cause
del ritardo, in particolare, al raggruppamento dei terreni in atto, alla
procedura di aggregazione della frazione di __________ al comune di __________,
infine alla scarsità delle risorse finanziarie;

 

 

                                         che la divisione
della pianificazione urbanistica ha postulato la reiezione del ricorso;

 

 

                                         che con
decreto legislativo del 24 novembre 2003 il Gran Consiglio ha decretato l'aggregazione
della frazione di __________ del comune di __________ nel nuovo comune di __________
(BU 2004, 28);

 

 

                                         che, con
lettera 20 ottobre 2004, il RA 1 ha sollecitato il Consiglio di Stato a riesaminare
le basi di calcolo del contributo;

 

 

                                         che, con
lettera 9 dicembre 2004, il segretario del tribunale ha informato il municipio
che il 18 febbraio 2005 il ricorso cautelativo diventava privo di oggetto, poiché
sarebbero trascorsi due anni dalla risoluzione impugnata, pari alla durata
della proroga richiesta nel gravame medesimo per sottoporre una proposta di
compensazione agricola (in realtà, com'è stato spiegato in quello scritto, la
proroga di due anni era già stata richiesta l'11 dicembre 2002); per questo
motivo, il tribunale, dopo tale data, avrebbe stralciato dai ruoli il ricorso;
al municipio è quindi stato fissato un termine scadente il 31 gennaio 2005 per presentare
eventuali osservazioni;

 

 

                                         che nel
termine suddetto il municipio non ha formulato osservazioni;

considerato,                   in
diritto

 

                                         che la
competenza del tribunale è data (art. 38 cpv. 1 LALPT, 13 cpv. 1 LTAgr), il
ricorso è tempestivo e la legittimazione del comune è certa (art. 38 cpv. 1 e 4
lett. a LALPT, 13 cpv. 1 LTAgr); il gravame è dunque ricevibile in ordine;

 

 

                                         che la
diminuzione di aree agricole ai sensi dell'art. 68 cpv. 1 LALPT può essere operata
solo per importanti esigenze della pianificazione del territorio (art. 7 LTAgr)
e deve inoltre essere compensata dall'ente pianificante (art. 8 LTAgr);

 

 

                                         che la
compensazione deve, di principio, essere reale (art. 9 LTAgr); qualora la
compensazione reale fosse parzialmente o totalmente impossibile, dovrà essere
versato un contributo pecuniario sostitutivo (art. 10 LTAgr);

 

 

                                         che la
forma e l'entità della compensazione sono fissati dall'autorità competente per
l'approvazione dei piani di utilizzazione con decisione impugnabile nelle vie e
nelle forme previste dalla relativa procedura (art. 13 cpv. 1 LTAgr); nel caso
del piano regolatore questa autorità è, pertanto, il Consiglio di Stato (art.
37 cpv. 1 LALPT);

 

 

                                         che,
stante l'obbligo, per il RI 1, di procedere ad una compensazione reale per diminuzione
dell'area agricola locale, assodata inoltre l'impossibilità, quantomeno sino ad
oggi, del comune, di farvi fronte, il Governo ha fissato a carico dello stesso
il contributo pecuniario sostitutivo previsto all'art. 10 LTAgr;

 

 

                                         che tale
decisione, incontestata in questa sede per quanto concerne la fissazione del
contributo pecuniario sostitutivo, appare immune da violazioni del diritto
(art. 61 PAmm) e dev'essere confermata;

                                         che,
attraverso l'impugnativa inoltrata a titolo cautelativo, il comune ha in realtà
ribadito la richiesta di ottenere una proroga di due anni con lo scopo di allestire
un progetto di compensazione agricola parzialmente reale e parzialmente pecuniaria;

 

 

                                         che, com'è
già stato spiegato, anche tale termine è tuttavia trascorso, senza oltretutto che
il comune abbia dimostrato di concretamente attivarsi in questa direzione;

 

 

                                         che, di
conseguenza, il ricorso dev'essere respinto, nella misura in cui non dev'essere
semplicemente stralciato dai ruoli;

 

 

                                         che al RI
1 rimane, ad ogni buon conto, riservata la facoltà di richiedere al Governo l'annullamento
rispettivamente la riduzione del contributo pecuniario nel caso in cui dovesse
sottoporre a quest'ultimo una proposta di compensazione reale che possa essere
approvata nel termine di 3 anni dalla decisione di imposizione (art. 4 RLTAgr);

 

 

                                         che il
tribunale prescinde dal prelievo di una tassa di giudizio (art. 28 PAmm);

 

 

 

per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie,

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto, nella misura in cui non dev'essere stralciato
dai ruoli.

 

 

                                   2.   Non si
preleva tassa di giustizia.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  PI 1 

   

  

Per il Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                             Il
segretario