# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 57679f1b-5dc1-5962-bf59-7246535874e8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-12-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.12.2023 D-6422/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6422-2023_2023-12-11.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6422/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l l ’ 11  d i c e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l’approvazione del giudice Basil Cupa;  

cancelliere Kevin Togni. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), 

Afghanistan,  

patrocinato da Roberta Condemi, 

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 10 novembre 2023. 

 

 

 

D-6422/2023 

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Fatti: 

A.  

A._______, cittadino afgano, ha dichiarato di aver raggiunto l’Europa, in 

particolare la Bulgaria, l’8 luglio 2023, prima di giungere in Svizzera e de-

positarvi, il 17 agosto 2023, il giorno del suo arrivo, una domanda d’asilo 

(cfr. atti Segreteria di Stato della migrazione di seguito: SEM o autorità 

inferiore n. […]-1/1, 2/2, 3/1). 

B.  

Dal riscontro della banca dati Eurodac del 21 agosto 2023 è risultato che 

l’interessato ha precedentemente depositato una domanda d’asilo in Bul-

garia il 25 luglio 2023 e in Croazia l’11 agosto 2023 (cfr. atto SEM n. 8/1). 

C.  

Il 30 agosto 2023, la SEM ha svolto il colloquio personale Dublino con l’in-

teressato (cfr. atto SEM n. 15/3) durante il quale egli è stato sentito in me-

rito alla possibilità che la Bulgaria o la Croazia venissero ritenute compe-

tenti per l’esame della sua domanda di protezione internazionale. In tale 

sede, egli si è sostanzialmente opposto ad un ritorno in Bulgaria dichia-

rando di essere stato vittima di violenza fisica e di trattamenti inumani e 

degradanti da parte degli agenti di polizia bulgari. Egli si è pure opposto ad 

un rinvio in Croazia. 

A sostegno delle sue allegazioni, l’interessato ha consegnato all’autorità 

inferiore una copia della propria tazkira afgana e una fotografia che ritrar-

rebbe le lesioni inflittagli alla schiena dagli agenti di polizia bulgari (cfr. atto 

SEM n. 15/3). 

D.  

Il 1° settembre 2023, la SEM ha trasmesso alle autorità bulgare una richie-

sta di ripresa in carico dell’interessato considerato che egli ha precedente-

mente depositato in tale Paese una domanda d’asilo. Alla domanda sono 

stati allegati l’estratto della banca dati Eurodac e la copia della tazkira af-

gana (cfr. atti SEM n. 18/5, 19/1, 20/1). 

E.  

Il 5 settembre 2023, le autorità bulgare hanno espressamente accettato la 

richiesta di ripresa in carico dell’interessato (cfr. atto SEM n. 21/1). 

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F.  

Con decisione del 10 novembre 2023 (cfr. atto SEM n. 25/15), notificata 

all’interessato il 14 novembre 2023 (cfr. atto SEM n. 26/1), la SEM non è 

entrata nel merito della sua domanda d’asilo ritenendo che potesse partire 

alla volta della Bulgaria, cui competerebbe l’esecuzione della procedura 

d’asilo, e ha pronunciato il suo allontanamento (recte: trasferimento) verso 

tale Paese. 

G.  

Con ricorso del 21 novembre 2023, depositato il medesimo giorno (cfr. trac-

ciamento dell’invio; data di entrata: 22 novembre 2023), l’interessato ha 

presentato dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: Tribu-

nale) un ricorso con il quale ha concluso, preliminarmente, alla sospen-

sione in via supercautelare della decisione, rispettivamente alla conces-

sione dell’effetto sospensivo. Nel merito, egli ha postulato, in via principale, 

l’accoglimento del ricorso e l’annullamento della precitata decisione con il 

trattamento della sua domanda d’asilo nella procedura nazionale. In via 

subordinata, egli ha chiesto la restituzione degli atti alla SEM per un com-

plemento istruttorio. Egli ha infine presentato una domanda di assistenza 

giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese proces-

suali e del relativo anticipo, il tutto con protesta di tasse e spese. 

H.  

Con decisione del 22 novembre 2023, questo Tribunale ha sospeso prov-

visoriamente l’esecuzione del trasferimento dell’interessato. 

I.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside-

randi che seguono qualora dovessero risultare decisivi per l’esito della pro-

cedura. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia di asilo sono rette dalla legge federale sulla pro-

cedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla legge 

sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

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Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (cfr. art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce quindi una deci-

sione ai sensi dell’art. 5 PA e il Tribunale è dunque competente per statuire 

in merito a suddetto ricorso. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Il medesimo è pertanto legittimato ad aggravarsi 

contro di essa. 

Il ricorso è ammissibile essendo stato presentato nella forma 

(art. 52 cpv. 1 PA) ed entro il termine (art. 108 cpv. 3 LAsi) previsti dalla 

legge. 

Occorre pertanto entrare nel merito dello stesso. 

2.  

Ritenuto il carattere manifestamente infondato del ricorso, la decisione è 

pronunciata dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice, e 

motivata soltanto sommariamente (artt. 111 lett. e e 111a cpv. 1 e 2 LAsi). 

Il Tribunale rinuncia, inoltre, a uno scambio di scritti (art. 111a cpv. 1 LAsi). 

3.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è inoltre vincolato né dai motivi 

addotti nel ricorso (art. 62 cpv. 4 PA) né dalle considerazioni giuridiche della 

decisione impugnata (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). Inoltre, adito con un ri-

corso contro una decisione di non entrata nel merito di una domanda 

d’asilo, esso si limita ad esaminarne la fondatezza (cfr. DTAF 2012/4 con-

sid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 

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4.  

4.1 Il ricorrente – senza mettere in discussione la competenza della Bulga-

ria per il trattamento della sua domanda di protezione internazionale (cfr. ri-

corso del 21 novembre 2023, pag. 5) – si oppone al suo trasferimento verso 

tale Paese sostenendo essenzialmente che il sistema di accoglienza ivi 

presente sia caratterizzato da carenze sistemiche ai sensi dell’art. 3 par. 2 

2a frase RD III. 

4.2  

4.2.1 Giusta l’art. 3 par. 2 2a frase RD III, qualora sia impossibile trasferire 

un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato come com-

petente in quanto vi siano fondati motivi di ritenere che sussistono carenze 

sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei 

richiedenti d’asilo in tale Stato membro, che implichino il rischio di un trat-

tamento inumano o degradante ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fon-

damentali dell’Unione europea (GU C 364/1 del 18.12.2000), lo Stato mem-

bro che ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro 

competente prosegue l’esame dei criteri di cui al capo III per verificare se 

un altro Stato membro possa essere designato come competente. 

4.2.2 Il Tribunale rammenta di essersi pronunciato, in modo dettagliato, 

nella sua sentenza di riferimento F-7195/2018 dell’11 febbraio 2020, in me-

rito alla conformità del sistema di accoglienza vigente in Bulgaria in rela-

zione all’art. 3 par. 2 2a frase RD III. È dunque possibile farvi riferimento in 

quanto le constatazioni effettuate risultano essere tuttora attuali. Il Tribu-

nale ha ripetutamente affermato che tale valutazione non viene inoltre mo-

dificata neppure tenendo in considerazione la pressione sul sistema d’asilo 

bulgaro dovuta alla situazione di guerra in Ucraina (cfr. sentenze del Tribu-

nale D-2432/2023 del 10 maggio 2023 consid. 7.2; D-2011/2023 del 

24 aprile 2023 consid. 8.2). 

4.3 Nel caso in esame, il ricorrente non ha dimostrato, con elementi con-

creti e circostanziati, né è desumibile dagli atti, che non abbia avuto ac-

cesso alla procedura d’asilo in tale Paese. Neppure è evincibile dalle sue 

dichiarazioni che la Bulgaria non sia disposta a riprenderlo in carico e a 

completare la procedura relativa alla sua domanda di protezione interna-

zionale. 

4.4 Per questi motivi, la soglia elevata per il riconoscimento di carenze si-

stemiche non risulta essere in casu raggiunta. Ne consegue che l’applica-

zione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si giustifica. 

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5.  

5.1 Il ricorrente sostiene che, ad ogni modo, in caso di trasferimento in Bul-

garia rischierebbe di essere nuovamente oggetto di trattamenti inumani e 

degradanti ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione 

europea (GU C 364/1 del 18.12.2000; di seguito: CartaUE) o dell’art. 3 

della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà 

fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101). In altre parole, l’au-

torità inferiore avrebbe dovuto fare applicazione, vista la sua situazione 

particolare, degli artt. 17 par. 1 RD III e 29a cpv. 3 OAsi 1 (cfr. ricorso del 

21 novembre 2023, pag. 12). 

5.2  

5.2.1 In deroga all’art. 3 par. 1 RD III, secondo l’art. 17 par. 1 RD III (“clau-

sola di sovranità”) ciascuno Stato membro può decidere di esaminare una 

domanda di protezione internazionale presentata da un cittadino di un 

Paese terzo, anche se tale esame non gli compete in base ai criteri stabiliti 

nel RD III. Come previsto dalla giurisprudenza, la SEM è obbligata ad ap-

plicare la clausola di sovranità ed entrare nel merito della domanda d’asilo 

se il trasferimento del richiedente nel Paese di destinazione contravviene 

ad una norma imperativa del diritto internazionale (cfr. DTAF 2015/9 con-

sid. 8.2.1). Può, inoltre, ammettere tale responsabilità per dei motivi uma-

nitari ai sensi dell’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, disposizione che concretizza in 

diritto interno svizzero la suddetta clausola di sovranità. La SEM dispone 

di un potere di apprezzamento nell’applicazione di quest’ultima norma 

(cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). 

5.2.2 La giurisprudenza (cfr. sentenza del Tribunale F-7195/2018 dell’11 

febbraio 2020 consid. 6.6.9) precisa che il fatto che non vi siano carenze 

sistemiche in Bulgaria non significa che, in un caso particolare, il trasferi-

mento di un richiedente asilo non debba essere effettuato a causa del ri-

schio reale e provato che il richiedente asilo possa essere esposto a trat-

tamenti inumani e degradanti ai sensi dell’art. 4 della CartaUE o dell’art. 3 

CEDU se dovesse essere trasferito in tale Paese. 

5.2.3 In merito ai motivi umanitari, il respingimento forzato di persone che 

soffrono di problemi medici costituisce soltanto eccezionalmente una vio-

lazione dell’art. 3 CEDU. Ciò risulta essere il caso segnatamente quando 

la grave malattia (fisica o mentale) si trova in uno stadio a tal punto avan-

zato o terminale da lasciar presupporre che a seguito del trasferimento la 

sua morte appaia come una prospettiva prossima (cfr. sentenza della Cor-

teEDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 

consid. 7.1 e relativi riferimenti; sentenza del Tribunale F-4097/2021 

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consid. 5.2). Tuttavia, una violazione dell’art. 3 CEDU può anche sussistere 

qualora vi siano dei seri motivi di ritenere che la persona - in assenza di 

trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione - sarà confrontata 

ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle 

condizioni di salute comportante delle intense sofferenze o una significativa 

riduzione della speranza di vita (cfr. sentenze della CorteEDU Paposhvili 

contro Belgio del 13 dicembre 2016, [Grande Camera] 41738/10, §180-

193; Savran contro Danimarca del 7 dicembre 2021, [Grande Camera] 

57467/15, § 121-148; DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2; sentenza del Tribunale 

F-1305/2023 del 15 marzo 2023, consid. 7). 

5.3 Nella fattispecie, per quanto concerne le presunte violenze subite da 

parte degli agenti di polizia (cfr. atto SEM n. 15/3), il Tribunale tiene a sot-

tolineare che tali atti costituiscono un abuso di potere da parte di singoli 

agenti di polizia, assimilabili a persecuzioni da parte di terzi che avrebbero 

potuto essere denunciate alle competenti autorità giudiziarie bulgare. Non 

si evincono, inoltre, elementi che permetterebbero di ritenere verosimile 

che il ricorrente rischierebbe di essere allontanato, da parte delle autorità 

bulgare, verso il suo Paese d’origine in violazione del divieto di respingi-

mento. Da un punto di vista medico, egli ha inizialmente dichiarato di non 

riuscire a dormire e di avere un problema agli occhi (cfr. atto SEM n. 15/3). 

Dagli atti medici risulta che al medesimo è stato diagnosticato un eczema 

DD da contatto a livello delle mani e un ectropion della palpebra inferiore 

in esiti di trauma diretto OD (cfr. atti SEM n. 13/2, 24/1). Alla luce della 

giurisprudenza di cui sopra, al momento non risultano elementi sufficienti 

per considerare che il suo stato di salute sia di una gravità tale da compor-

tare, nel caso di un suo rinvio in Bulgaria, una violazione dell’art. 3 CEDU. 

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Pagina 8 

5.4 Per questi motivi, il ricorrente non corre innanzitutto un rischio reale e 

comprovato di essere esposto a trattamenti inumani e degradanti ai sensi 

dell’art. 4 della CartaUE o dell’art. 3 CEDU. In ragione dell’assenza di un 

rischio di respingimento e del suo attuale stato di salute, l’applicazione de-

gli artt. 17 par. 1 RD III e 29a cpv. 3 OAsi 1 non è inoltre giustificata. Non 

traspaiono dunque elementi tali per ritenere che l’autorità inferiore abbia 

ecceduto o abusato del proprio potere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA; 

cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.) o abbia accertato i fatti in maniera incom-

pleta (art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi). 

6.  

È quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della domanda 

d’asilo del ricorrente in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi ed ha 

pronunciato il suo trasferimento verso la Bulgaria conformemente 

all’art. 44 LAsi. In conclusione, il ricorso dev’essere respinto e la decisione 

dell’autorità inferiore confermata. 

7.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande di conces-

sione dell’effetto sospensivo e di esenzione dal pagamento dell’anticipo 

delle spese processuali risultano essere prive d’oggetto. 

8.  

Le misure supercautelari statuite dal Tribunale il 22 novembre 2023 deca-

dono con la presente decisione finale (cfr. HANSJÖRG SEILER, in: Wald-

mann/Weissenberger [ed.], Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, n. 54 ad 

art. 56 PA). 

9.  

Ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favore-

vole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, è respinta. 

10.  

Le spese processuali di CHF 750.– che seguono la soccombenza, sono 

poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1–3 del re-

golamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]). 

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Pagina 9 

11.  

La decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto 

pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); essa è 

pertanto definitiva. 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Pagina 10 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale importo dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fe-

derale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Kevin Togni 

 

 

Data di spedizione: