# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9a1d7821-2dfb-5369-b048-bbbc165fc492
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-08-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 04.08.2023 52.2023.66
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2023-66_2023-08-04.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2023.66

   

  	
  Lugano

  4
  agosto 2023                        

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia Verzasconi, presidente,

  Matteo Cassina, Sarah Socchi

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Giorgia Ponti 

  

 

 

statuendo sul ricorso del 18 febbraio
2023 di

 

 

	
   

  	
  RI
  1   

  RI
  2  

  RI
  3  

  RI
  4 

   RI
  5   

  RI
  6   

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  7   

  RI
  8   

  RI
  9   

  RI
  10   

  RI
  11   

  RI
  12  

   "C__________",

  patrocinati da:   PA 1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
  a.

  	
  la decisione dell'8 febbraio 2023 (n. 613) del
  Consiglio di Stato che in esito al pubblico concorso di progetto a due fasi
  per la progettazione della nuova sede del Museo cantonale di storia naturale
  a Locarno ha deliberato la commessa al gruppo interdisciplinare denominato "I__________";

   

  
	
  b.

  	
  la decisione del 19 gennaio 2023 della giuria del
  suddetto concorso che ha attribuito il primo rango e il primo premio al
  gruppo "I__________";

  

 

 

ritenuto,                         in
fatto

 

A.   a. L'11 aprile 2022 la
Repubblica e Cantone Ticino, per il tramite della Sezione della logistica del
Dipartimento delle finanze e dell'economia, ha indetto un concorso di progetto
a due fasi per la progettazione della nuova sede del Museo cantonale di storia
naturale a Locarno (FU n. 70 dell'11 aprile 2022 e simap di stessa data n.
1256703). Il concorso era retto dal concordato intercantonale sugli appalti
pubblici del 25 novembre 1994/15 marzo 2001 (CIAP; RL 730.500) e impostato
secondo la procedura libera. Il programma di concorso indicava che in via
sussidiaria era applicabile il regolamento dei concorsi d'architettura e
d'ingegneria SIA 142 (edizione 2009, con linee guida aggiuntive).

 

b. L'obiettivo
annunciato dal programma di concorso era l'assegnazione di un mandato di
progettazione per la nuova sede del Museo cantonale di storia naturale presso
il comparto del monastero di Santa Caterina, sul fondo n. 227 del Comune di Locarno.
La procedura prevedeva una prima fase, in cui i concorrenti erano chiamati a
elaborare una proposta di tipo prevalentemente planivolumetrico e concettuale e
al termine della quale sarebbero stati selezionati un massimo di 12 progetti
significativi. Per la seconda fase, agli autori sarebbe stato chiesto di
ampliare il gruppo di progettazione interdisciplinare con le figure
professionali indicate più avanti negli atti di concorso (programma di
concorso, pag. 5, capitolo 1.4). 

 

c. Il documento annunciava
la composizione della giuria incaricata di esaminare e giudicare le proposte che
sarebbero giunte in forma anonima (pag. 6, capitolo 2.6). Essa avrebbe
stabilito la graduatoria dei progetti, deciso l'attribuzione dei premi e di
eventuali acquisti e redatto un rapporto all'attenzione dell'ente banditore con
le raccomandazioni per il procedere successivo (programma di concorso, pag. 5, capitolo
1.4).

Il committente ha
previsto l'attribuzione da tre a cinque premi e l'assegnazione di un indennizzo
di fr. 10'000.- a ognuno dei gruppi interdisciplinari che avrebbero consegnato
il progetto della Fase 2 in modo conforme al programma di concorso. La giuria
disponeva di fr. 280'000.- per l'attribuzione di premi, eventuali acquisti e
indennizzi (programma di concorso, pag. 12, capitolo 2.11). 

Per quanto attiene
all'aggiudicazione del mandato, il programma di concorso sanciva che l'ente
banditore sarebbe stato di principio vincolato alla raccomandazione della
giuria (pag. 12, capitolo 2.12 prima frase). 

 

d. L'ente banditore ha
annunciato i seguenti criteri di valutazione per ognuna delle fasi (programma
di concorso, pag. 41 seg., capitolo 7 segg.). 

 

Criteri di valutazione per la Fase 1

I criteri di valutazione per la Fase 1 sono:

1)    Inserimento nel contesto urbanistico:

a)    la relazione con il sito e con gli edifici esistenti,
con particolare considerazione delle peculiarità del nucleo di Locarno e dei
beni culturali presenti;

b)   
la
qualità e l'identità degli spazi esterni.

2)    Aspetti architettonici e funzionali:

a)    la riconoscibilità della destinazione dell'impianto
urbanistico;

b)    carattere dell'architettura, rispetto alla tipologia
dell'edificio, alla sua vocazione pubblica e al contesto urbanistico
circostante;

c)     l'organizzazione delle diverse funzioni e le relazioni
tra di esse, inclusi gli aspetti logistici.

3)    Aspetti museografici:

a)    qualità, attrattività e funzionalità dell'offerta
destinata ai visitatori (museo);

b)    qualità, funzionalità e razionalità degli spazi di
ricerca e di lavoro (istituto);

c)     "benchmark" con realizzazioni espositive
analoghe recenti

4)    Aspetti finanziari: l'economicità intesa come costo
globale (presumibile investimento proposto +costi gestionali e di manutenzione
lungo il ciclo di vita).

5)   
Sostenibilità: Coerenza del progetto con
i princìpi descritti.

 

Criteri di valutazione per la Fase 2

I criteri di valutazione per la Fase 2 sono:

1)    Aspetti urbanistici

a)    Inserimento nel sito, chiarezza e coerenza del
concetto urbanistico

b)    Qualità dei rapporti con il contesto e degli spazi
esterni proposti

c)     Riconoscibilità della destinazione dell'edificio e
degli spazi esterni

d)    Qualità della gestione dei flussi di persone e mezzi

2)     Aspetti architettonici e funzionali

a)    Chiarezza e coerenza della tipologia proposta

b)    Espressione formale e strutturale

c)     Riconoscibilità della destinazione dell'edificio

d)    Qualità degli spazi interni, qualità ed elasticità di
fruizione e convivialità degli spazi comuni

e)    Qualità del concetto museale

3)   
Aspetti
museografici relativi all'esposizione permanente

a)    Coerenza con i contenuti e la concezione auspicata dal
committente

b)    Carattere e attrattività dell'architettura interna e
dell'impianto scenografico complessivo

c)     Chiarezza della sequenza degli spazi e degli ambienti
espositivi in funzione degli accessi e degli spostamenti interni

d)    Originalità delle soluzioni di allestimento dei
diversi temi, ambientazione visiva e sonora degli spazi

e)    Elasticità e possibilità di adattamento degli spazi in
funzione di successivi adattamenti dei temi espositivi

f)      Razionalità logistica in relazione agli altri
spazi-funzione annessi (p.es. spazi didattici, mostre temporanee, auditorio,
officine di allestimento ecc.)

g)    "benchmark" con realizzazioni espositive
analoghe recenti

4)    Aspetti costruttivi e statici

Qualità e coerenza
del sistema costruttivo e statico in relazione alle scelte progettuali adottate
e in ottica della durata di vita della costruzione.

5)    Aspetti tecnici

Qualità e coerenza
dei concetti tecnici proposti, in particolare per quanto concerne gli impianti
di ventilazione e di sicurezza.

6)    Aspetti energetici

a)    Conformità normativa, qualità e coerenza del concetto
energetico

b)    Impostazione energetica dell'edificio in relazione al
ciclo di vita, all'energia grigia, e ai criteri dello standard SNBS 2.1.

7)    Aspetti finanziari

a)    Economicità costruttiva e gestionale

b)    Coerenza delle scelte progettuali in relazione alla
sostenibilità finanziaria e ai costi d'investimento indicati dall'ente banditore

8)    Sostenibilità

Conformità allo standard SNBS (valutazione qualitativa
e quantitativa).

 

 

B.   a. Al committente sono
pervenuti quaranta progetti. Al termine della prima fase di concorso la giuria
ne ha selezionati 11 che ha ammesso alla fase 2. Tra questi, il progetto
denominato C__________ e quello intitolato I__________.

b. La giuria, per il tramite del notaio incaricato di seguire la procedura, ha informato
i partecipanti della loro ammissione alla seconda fase del concorso, segnalando
le criticità riscontrate e fornendo indicazioni per lo sviluppo del progetto. 

 

 

C.   a. Raccolto il parere
di consulenti esperti in diversi ambiti, la giuria ha valutato le undici proposte
pervenute. Essa ha quindi stilato la graduatoria che vede al primo rango il
progetto I__________, agli autori del quale ha assegnato il primo premio di fr.
65'000.-. Ha invece attribuito il secondo posto, e quindi il secondo premio di
fr. 45'000.-, agli autori del progetto C__________. Nel suo rapporto del 30
gennaio 2023, la giuria ha pertanto raccomandato al committente di deliberare
il mandato agli autori del progetto I__________. 

b. Per quanto qui interessa, il rapporto della giuria esprime i seguenti
giudizi sui primi due progetti classificati.

 

I__________ 

Aspetti urbanistici ed architettonici 

Il corpo di fabbrica del nuovo museo chiude con
decisione il lato sud del comparto del monastero . Il volume riprende l'altezza
del muro di cinta per alzarsi di due piani arretrati verso la città vecchia.
Verso il giardino presenta tutta la sua altezza, che equivale a quella della
gronda dell'edificio del monastero su via Pannelle. La frammentazione del
fronte sul giardino ne mitiga l'impatto. Viene considerato positivamente il
fatto che l'altezza massima del nuovo edificio rimanga di un piano inferiore
rispetto al volume edificabile. I nuovi volumi e gli spazi esterni sono nell'insieme
convincenti in relazione alle esigenze di tutela del complesso monumentale. L'accesso
pedonale avviene sia da via Santa Caterina - via Pannelle, che dal vicolo Cappuccini
e dalla via Cappucini, dove è previsto anche l'accesso veicolare. Il
rafforzamento dei percorsi pedonali urbani che ne deriva è apprezzato dalla
giuria. Una corte di ingresso, che gli autori chiamano Nuovo Chiostro,
distribuisce gli accessi al museo, come pure alla biblioteca e alla
caffetteria, ambedue abilmente ricavate nell'edificio storico. La scala
attraverso cui si accede da via Santa Caterina - via Pannelle è invece un
elemento estraneo da ripensare. L'ingresso al museo è ben visibile dall'esterno
e spazialmente interessante internamente. L'auditorium con il suo ingresso
separato è ben situato. Al piano superiore si trovano gli spazi per le mostre
temporanee, gli uffici e una parte dell'esposizione permanente, che continua
nei due piani sotterranei dove sono previsti anche i depositi. L'ampiezza degli
spazi espositivi e la loro configurazione promettono eccezionale flessibilità,
il loro collegamento verticale è assicurato da una grande scala e da uno spazio
a tutt'altezza illuminato zenitalmente, che a parere della giuria potrebbe
essere più generoso. Le finestre previste per le officine nel piano interrato
che bucano il muro storico di cinta non sono accettabili. La facciata si
articola in due parti orizzontali, una lapidea che riprende i sassi del muro di
cinta, una vetrata, trasparente o translucida, rivestita e protetta da una
struttura metallica. L'intenzione degli autori di "continuare l'opus
incertum del muro di cinta" non convince del tutto la giuria, che
preferirebbe un riferimento più concettuale e allineato allo spirito del luogo,
ascetico e silenzioso. La soluzione della porta a scomparsa camuffata di pietra
appare una forzatura. Dovrà essere rivista in chiave funzionale ed in relazione
all'area di carico/scarico. La giuria incontra anche qualche difficoltà a
riferire l'esile pergolato di acciaio, antistante il fronte, alle colonne dell'edificio
storico, come pretendono gli autori del progetto: mentre la parte che riquadra
il Nuovo Chiostro è plausibile, quella che continua lungo la facciata viene
giudicata opinabile. La struttura della nuova fabbrica è in parte in
calcestruzzo riciclato, in parte in legno e acciaio. Questo corrisponde alla
stratificazione della facciata. La giuria apprezza l'approccio, ritiene però
che la dimensione della sostenibilità possa venir maggiormente curata nella
prossima fase del progetto. Nel suo complesso, il progetto è un intervento
intelligente e elegante che sfrutta appieno le potenzialità del comparto,
rispettandone le caratteristiche e le straordinarie qualità. La giuria è 30
gennaio 2023 15 convinta del suo valore e che l'esplicito e ambizioso
riferimento a Fernand Pouillon possa essere concretizzato.

 

Aspetti museografici e funzionali 

Il progetto interpreta al meglio l'impostazione dell'esposizione
permanente. La volontà di evidenziare le peculiarità della natura del Cantone
Ticino, mettendole in prospettiva su scala più ampia, conferisce grande qualità
alla proposta museografica. Questo indirizzo permette altresì di "personalizzare"
il museo e di differenziarlo da altri musei di storia naturale più generalisti.
Il concetto museografico è molto dettagliato sia in termini di contenuti che di
soluzioni scenografiche. Le sezioni sono collegate fisicamente attraverso un
percorso ad anello e visivamente attraverso uno spazio a tutta altezza
illuminato zenitalmente (canon de lumière). Le mostre temporanee sono
accessibili sia da un ingresso indipendente sia poste in continuità al percorso
della mostra permanente. L'ascensore, inteso come macchina per il viaggio nel
tempo, diventa parte integrante del percorso espositivo. Tutte le proposte
riguardanti l'uso pedagogico dei giardini, la distribuzione degli spazi di
lavoro e la qualità visiva dell'ingresso sono perfettamente padroneggiate. 

 

Aspetti costruttivi e statici 

Per la parte esistente si propone un approccio
conservativo con il mantenimento della struttura che viene completata e
rinforzata. La struttura sopraelevata del primo piano è in acciaio e coperta da
panelli in legno ed alluminio. La struttura sopra all'entrata è costituita da
solette nervate in calcestruzzo armato, su cui poggiano parte della struttura
del tetto. Il resto della struttura è costituito da solette e pareti in
calcestruzzo armato riciclato. Le scelte strutturali sono coerenti col progetto
architettonico ed implementabili senza grosse difficoltà. 

 

Fisica/energia della costruzione e sostenibilità 

Positiva la presenza di spazi semipubblici e l'energia
necessaria per l'esercizio. Aspetti negativi sono invece dati dall'energia
grigia per la costruzione, dallo scavo, dal percorso veicolare esterno, dalla
limitata flessibilità, dalla smontabilità e dai costi di manutenzione per la
pulizia degli elementi traslucidi. 

 

Aspetti finanziari 

Parte sotterranea di quasi il 60%, compattezza molto
buona.

 

C__________ 

Aspetti urbanistici ed architettonici 

Il progetto propone una riconfigurazione degli spazi
esterni, disponendo un grande spazio di accesso. L'edificio principale, in
continuità con la preesistenza, ne ricalca il calibro, ma anche la forte
valenza tettonica. La giuria ha particolarmente apprezzato la soluzione
adottata per le facciate. Esse infatti, senza alcuna mimesi, facendo del
sistema costruttivo la propria forma espressiva, completano il muro perimetrale
della preesistenza stabilendo con essa una relazione di complementarità. Gli
spazi sono organizzati in secondo una gerarchia ben articolata che contribuisce
a conferire una ricca drammaturgia al percorso espositivo lasciando riconoscere
un la presenza di un "fil rouge" tra il concetto museografico e l'articolazione
degli spazi. Gli ambienti interni hanno una buona relazione con l'esterno. Il
progetto paesaggistico, è in ottima sintonia con l'articolazione dei nuovo
edificio. Ogni sua sezione, pur presentando un carattere proprio, è integrata
in un concetto unitario, contribuendo a conferire drammaturgia anche alla
composizione del parco. La varietà di scenari di cui si compone la sistemazione
esterna si presta a diventare parte del percorso espositivo. Desta perplessità
l'area di manovra dei fornitori che, contemplando una commistione con la
pergola, risulta poco funzionale oltre che in contrasto con la tutela dell'ortaglia.

 

Aspetti museografici e funzionali 

Un punto di forza è la scalabilità degli spazi,
soprattutto quelli relativi alle due sezioni poste ai piani superiori, ciò che
fornisce molta flessibilità nella scelta dell'allestimento. Ciononostante, il
trattamento scenografico delle sezioni è poco sviluppato, tanto da lasciar
trasparire un certo disequilibrio tra le sezioni stesse e gli spazi destinati
ai vari temi (la prima sezione è d. 70 mq più piccola rispetto alle altre due)
e possibili problemi di circolazione interna in relazione agli altri
spazi-funzione annessi destinati al pubblico. Il progetto pone correttamente le
collezioni al centro del discorso scientifico, ma la monumentalità dell'architettura
interna e degli spazi di collegamento conferiscono al tutto un carattere un po'
troppo pesante ed austero, che sembra sovrastare i contenti museografici e poco
si confà alle caratteristiche di un museo di scienze naturali. Lo spazio
dedicato alle mostre temporanee rispetta invece le indicazioni del programma e
propone una struttura poco restrittiva. Un altro punto di forza è l'attenzione
posta nell'organizzazione e nella destinazione degli spazi esterni, a vocazione
didattica ed educativa. 

 

Aspetti costruttivi e statici 

Per gli spazi esistenti si propongono due approcci
diversi: il rinforzo strutturale conservativo nell'ala nord e il rifacimento
dei solai nell'ala sud. La nuova edificazione prevede un sistema di tegoli
prefabbricati e precompressi e appoggio su facciata portante. La scelta di
procedere con due approcci diversi nella parte esistente dell'istituto Santa
Caterina è razionale e coerente con la destinazione d'uso. La soluzione
proposta per la nuova parte è razionale, relativamente economica e realizzabile
in tempi brevi. L'alto grado di prefabbricazione permette di accelerare i tempi
di realizzazione e si rispecchia 30 gennaio 2023 14 positivamente anche sulla
qualità degli elementi finiti. La suddivisone in tre spazi distinti conferisce
flessibilità alla struttura.

 

Fisica/energia della costruzione e sostenibilità 

Gli aspetti positivi sono dati dalla flessibilità,
dalla "decostruibilità", il contributo alla biodiversità, il
contenuto fabbisogno energetico e le basse emissioni di CO2 per la costruzione
(scavo limitato e uso misto dei materiali), le vetrate ridotte, gli spazi
semipubblici esterni ed interni e la possibilità di una relazione con il chiostro
delle monache, così come l'ispezionabilità e la manutenibilità. Carenti invece
l'illuminazione naturale, la protezione termica estiva, la coibentazione
interna, l'accesso ai locali tecnici e le indicazioni sull'accesso esterno per
disabili. 

 

Aspetti finanziari 

Parte sotterranea di quasi il 50%, buona compattezza

D.   Con decisione dell'8
febbraio 2023 il Consiglio di Stato, preso atto del rapporto finale della
giuria, ha attribuito il mandato di progettazione della nuova sede del Museo
cantonale di storia naturale al gruppo mandatario interdisciplinare denominato
I__________, composto da CO 1, CO 2, CO 3, CO 4, CO 5e CO 6. 

 

 

E.   Contro la predetta
decisione governativa e contro la decisione della giuria insorgono ora dinanzi
al Tribunale cantonale amministrativo i membri del gruppo di lavoro
inerdisciplinare C__________, ossia: RI 1, RI 2, RI 3, RI 5, RI 6, RI 7, RI 8, RI
9, RI 10, RI 11 e RI 12. Chiedono l'annullamento delle decisioni e di
conseguenza l'aggiudicazione in proprio favore della commessa nonché
l'attribuzione del primo premio. Sostengono che il progetto del gruppo
aggiudicatario non rispetta le disposizioni del programma di concorso e doveva
pertanto essere escluso dalla gara. Più precisamente, il progetto non
rispetterebbe due vincoli pianificatori. Esso contravverrebbe infatti al
vincolo della tutela dei muri di cinta, siccome prevede svariati interventi
costruttivi sul manufatto. Inoltre, non rispetterebbe il vincolo pianificatorio
dell'area di nuova edificazione, prevedendo un porticato esterno al di fuori
della stessa. Il committente avrebbe pertanto leso il principio della parità di
trattamento tra i concorrenti, favorendo una soluzione impraticabile. 

 

 

F.    All'accoglimento
del ricorso si oppone il committente. Esso eccepisce innanzitutto
l'irricevibilità del gravame. Da un lato in quanto rivolto contro il verdetto
della giuria, che non costituirebbe una decisione impugnabile. In secondo
luogo, il gruppo ricorrente non sarebbe legittimato a interporre ricorso contro
la delibera siccome privo di possibilità di ottenere la commessa. La legale non
avrebbe neppure dimostrato l'avvenuto conferimento del proprio potere di
rappresentanza. Nel merito, l'ente appaltante difende la scelta, basata
sull'articolato parere della giuria, composta da esperti del settore. Le
critiche del gruppo insorgente concernono aspetti marginali che non incidono
sulla qualità generale della soluzione proposta, che come tutte le altre,
compresa quella del gruppo ricorrente, presenta elementi migliorabili. In ogni
caso, il programma di concorso non vietava in modo assoluto interventi sul muro
di cinta. Né si può ritenere che il progetto violi condizioni essenziali della
futura zona pianificatoria per aver previsto un "porticato" (in
realtà una pergola) al di fuori dell'area di nuova edificazione. 

 

 

G.   Pure il gruppo
aggiudicatario avversa il gravame. Anch'esso difende la conformità del progetto
sia con l'area di nuova edificazione sia con i principi di tutela dei muri
perimetrali protetti. Contesta invece la bontà del progetto C__________, che
non rispetterebbe le disposizioni antincendio e prevedrebbe un intervento
inammissibile ai muri perimetrali protetti. 

 

 

H.   Con i successivi
allegati scritti, le parti hanno ribadito le proprie tesi con precisazioni di
cui si dirà, per quanto necessario, nei seguenti considerandi. 

 

 

Considerato,                in
diritto

 

1.    1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dagli art. 15 cpv. 1
CIAP e 4 cpv. 1 del decreto legislativo concernente l'adesione del Cantone
Ticino al concordato intercantonale sugli appalti pubblici del 6 febbraio
1996/30 novembre 2004 (DLACIAP; RL 730.510). In quanto componenti del gruppo
interdisciplinare secondo classificato al concorso, i ricorrenti sono
legittimati a contestare la decisione con cui il committente assegna la
commessa al gruppo I__________ (art. 15 cpv. 1bis lett. e CIAP e 65 cpv. 1
della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 165.100).
La facoltà della legale di introdurre il ricorso a nome e per conto degli
stessi è pure dimostrata dai documenti versati agli atti. Nella misura in cui è
interposto contro tale decisione il gravame, tempestivo (art. 15 cpv. 2 CIAP),
è ricevibile in ordine.

1.2. Il committente contesta la ricevibilità del gravame nella misura in cui è
interposto contro la delibera con cui la giuria ha stabilito la classifica e assegnato
i premi ai concorrenti. Sostiene non si tratti di un atto impugnabile.

Secondo
l'art. 15 cpv. 1bis CIAP, sono considerate decisioni impugnabili:

a)   
il bando di concorso
della commessa;

b)   
la decisione
sull'inserimento di un offerente in una lista permanente secondo l'articolo 13
lett. e;

c)   
la decisione sulla
scelta dei partecipanti nella procedura

selettiva;

d)   
l'esclusione dalla
procedura;

e)   
l'attribuzione
dell'appalto, la relativa revoca o l'interruzione della procedura
d'aggiudicazione.

Come già rilevato in
passato da questo Tribunale, la classificazione dei partecipanti al concorso, l'assegnazione
di premi e l'eventuale acquisto di progetti non sono atti impugnabili, poiché
non rientrano nel novero dei provvedimenti contro i quali la legislazione sulle
commesse pubbliche prevede la possibilità di ricorrere (STA 52.2005.229-230 del
2 agosto 2005 consid. 1.2 con riferimenti, 52.2010.416 del 4 dicembre 2010). In
quanto interposto contro la risoluzione della giuria, che non costituisce una
decisione impugnabile, il ricorso è quindi irricevibile.

 

1.3. Il giudizio può
essere emanato sulla base degli atti, senza procedere all'assunzione di prove
(art. 25 cpv. 1 LPAmm). Il carteggio completo concernente il concorso prodotto
dal committente e la documentazione esibita dalle parti con le memorie scritte
bastano per statuire sull'impugnativa con sufficiente cognizione di causa. 

 

 

2.    2.1. Il concorso
pubblico di progetto è definito all'art. 4 lett. m del regolamento di
applicazione della legge sulle commesse pubbliche e del concordato intercantonale
sugli appalti pubblici del 12 settembre 2006 (RLCPubb/CIAP; RL 730.110) come forma
di messa in concorrenza intesa a fornire un piano o un progetto ai fini della
realizzazione di un'opera. Secondo l'art. 13b cpv. 1 RLCPubb/CIAP, esso è
assoggettato, salvo diversa disposizione del bando, alle pertinenti norme della
categoria professionale interessata (cfr. art. 12 cpv. 3 CIAP), atteso che la
legislazione sulle commesse pubbliche è prevalente (art. 13b cpv. 2
RLCPubb/CIAP).  

 

                                         2.2.
In materia di commesse pubbliche il ricorso al Tribunale cantonale
amministrativo è proponibile contro la violazione del diritto, compreso l'abuso
e l'eccesso del potere di apprezzamento, e l'accertamento errato o incompleto
di fatti giuridicamente rilevanti (cfr. art. 16 cpv. 1 CIAP). Il controllo
dell'apprezzamento da parte di questo Tribunale non è quindi illimitato, ma
circoscritto alla verifica che l'autorità decidente non abbia travalicato i
limiti del potere discrezionale riservatole dalla legge o l'abbia esercitato in
spregio dei principi generali del diritto. L'autorità di ricorso deve in
particolare evitare di sostituire il proprio apprezzamento a quello della precedente
istanza, limitandosi a censurare quelle decisioni che integrano gli estremi di
una violazione del diritto sotto il profilo dell'eccesso o dell'abuso di
potere. Ipotesi, quest'ultima, che si verifica unicamente nei casi in cui la
decisione appare insostenibile, siccome priva di giustificazioni oggettive,
fondata su considerazioni estranee o altrimenti lesiva dei principi
fondamentali del diritto, segnatamente di quelli riferiti alla parità di
trattamento o alla proporzionalità. In altre parole, l'autorità giudiziaria
esamina liberamente se il committente ha applicato in modo corretto la
legislazione determinante. In tale contesto, quando il diritto materiale lascia
a quest'ultimo un ampio potere di apprezzamento, ciò che è il caso in
particolare nella fase di valutazione e di confronto delle offerte, il giudice
deve tuttavia badare a non interferire indebitamente nella libertà di decisione
del committente. L'autorità giudiziaria non deve infatti sostituire il proprio
potere di apprezzamento a quello dell'ente appaltante riguardo
all'aggiudicazione di una commessa pubblica, perché in tal caso adotterebbe un
giudizio di opportunità esaminando l'adeguatezza della decisione, e ciò non le
è consentito. Ciò, in pratica, può essere equiparato ad un controllo limitato
all'arbitrio (DTF 141 II 353 consid. 3). 

2.3. Nell'ambito di una procedura per un concorso di progettazione, l'ampio
potere di apprezzamento di cui dispone il committente è messo ancora più in
evidenza, nella misura in cui per la decisione di aggiudicazione egli si affida
a una giuria di esperti. Inoltre, per questo genere di commesse è solito concedere
ai concorrenti una grande libertà a inoltrare progetti il più possibile
creativi, per cui va evitato che l'autorità di ricorso adita si atteggi a giuria
superiore (decisione incidentale TAF B-3544/2008 del 2 luglio 2008 consid. 7.1.3,
commentata in: BR 2009 pag. 85 segg.). Il potere discrezionale della giuria
verte tuttavia in particolare sul giudizio in merito alla qualità tecnica o
architettonica delle proposte inoltrate. Nell'esercizio di questo potere la
giuria, e di riflesso il committente, sono comunque vincolati al rispetto delle
prescrizioni di gara stabilite nel bando, con la conseguenza che, se un
progetto si discosta in maniera essenziale da tali prescrizioni, va escluso
dalla procedura. La regola s'impone a garanzia dei principi fondamentali,
validi anche per i concorsi di progettazione, della trasparenza della procedura
e della parità di trattamento tra i concorrenti (STF 2P.260/2005 dell'8 marzo
2006 consid. 2.2). In particolare, laddove un bando di concorso prevede il
rispetto delle norme di attuazione del piano regolatore, i progetti devono
presentare sufficienti garanzie di realizzabilità. La portata dei vincoli
pianificatori non può essere relativizzata in funzione del carattere
preliminare della procedura di concorso per rapporto alla realizzazione
concreta dell'opera. Nelle fasi che seguono il concorso è infatti possibile
affinare la proposta presentata, ma non correggere delle irregolarità
importanti (STF citata consid. 2.3). Pertanto, possono essere prese in
considerazione eventuali modifiche insuscettibili di stravolgere le
caratteristiche essenziali del progetto (cfr. STA 52.2005.229-230 citata
consid. 3.3). D'altro canto, non è fuori luogo tener conto di un'eventuale
deroga alle normative edilizie, soprattutto se il suo ottenimento appare
alquanto incerto in considerazione della rilevanza delle difformità. È in ogni
caso sostenibile ammettere che le autorità di ricorso debbano comunque imporsi
un certo riserbo laddove i disposti edilizi e pianificatori lasciano margini d'apprezzamento
al committente (STF citata, ibidem con riferimenti). 

 

 

3.    3.1. Nel
programma di concorso, il committente ha esposto i passi che hanno preceduto
l'avvio della gara, in esito ai quali è stato individuato il comparto del
Monastero di Santa Caterina quale futura sede del Museo cantonale di storia
naturale. Tale scelta ha condotto a una procedura di mandati di studio in
parallelo, svolta nel corso del 2020 e in esito alla quale è stata definita l'impostazione
urbanistica, planivolumetrica e funzionale del nuovo Museo (pag. 3, capitolo
1.1). Premesso che gli obiettivi del committente vertono da un lato alla
realizzazione ex-novo degli spazi museali (per scopi tecnico-amministrativi,
rispettivamente didattico - espositivi) e dall'altro lato alla sistemazione
degli esterni, comprensivi di un nuovo accesso veicolare (pag. 4, capitolo 1.2),
l'ente banditore ha descritto i compiti dei progettisti, evidenziando la
necessità di coniugare la funzione pubblica del museo con la sostanza
storico-culturale presente. In particolare, esso ha indicato gli elementi da
considerare per lo sviluppo architettonico dell'edificio, emersi dal mandato di
studio in parallelo che ha portato alla scelta dell'impostazione urbanistica
del nuovo insediamento (pag. 23 seg., capitolo 4.3). 

3.2. Il programma di concorso forniva una descrizione del contesto storico,
urbanistico e culturale del comparto (pag. 18 segg., capitolo 4.1) e illustrava
così la situazione pianificatoria (pag. 22):

 

La situazione pianificatoria

Dal profilo puramente formale il fondo n. 227 RFD
risulta formalmente ancora soggetto alle disposizioni del Piano regolatore
particolareggiato del Centro storico approvato dal Consiglio di Stato (CdS) l'8
gennaio 1985 con Ris. N. 160 (PRP-CS 1985), il quale lo assegna integralmente
al Settore d'intervento C Risanamento conservativo. (…)

Il 1 luglio 2020 il CdS, con Ris. n. 3500, ha
approvato una variante del PRP-CS, che prevedeva l'inclusione della parte
preponderante del fondo n. 227 RFD nel Settore d'intervento EP-AP edifici ed attrezzature
di interesse pubblico, mentre la fascia a nord del fondo, in corrispondenza
degli edifici esistenti (le ville ottocentesche, il palazzo Fonti e gli edifici
rurali dismessi appartenenti al convento), veniva assegnata al settore C
Risanamento conservativo (doc. 12). Il CdS ha sospeso l'approvazione relativa
alla superficie del fondo n. 227, in attesa dell'esito della procedura per
l'insediamento della nuova sede del Museo cantonale di storia naturale.

In analogia con la procedura relativa al PRP-CS, il
Municipio, sentiti i competenti uffici cantonali ha ritenuto opportuno
sospendere ogni decisione pianificatoria riguardante il comparto di Santa
Caterina, in attesa delle risultanze dei mandati di studio paralleli volti ad
identificare una soluzione per l'insediamento del nuovo Museo di storia
naturale e delle successive decisioni pianificatorie. A seguito dell'esito dei
mandati di studio in parallelo, è stata avviata la procedura di modifica del
Piano regolatore particolareggiato del centro storico di Locarno (PRP-CS), i
cui contenuti sono illustrati al cap. 4.5. Nel frattempo, il Municipio di
Locarno ha licenziato il Messaggio all'attenzione del Legislativo relativo
all'adozione della variante. (…)

 

 Su questo tema, il
documento, al capitolo 4.5, prescriveva quanto segue (pag. 29 segg.):

 

4.5 Vincoli pianificatori

La variante del PRP-CS

Sulla scorta dell'esito dei mandati di studio
paralleli (cap. 4.1, "L'impostazione urbanistica"), nel 2021 il Municipio
di Locarno ha avviato la procedura di variante del PRP-CS atta a porre le basi
per confermare la destinazione per scopi pubblici del fondo n. 227 RFD con l'apertura
alla sua pubblica fruizione, così come già previsto dalla variante adottata in
precedenza dal Consiglio comunale (PRPCS 2020) e permettere l'insediamento
della futura nuova sede del Museo cantonale di storia naturale.

Concretamente, la variante, sottoposta al Dipartimento
del territorio per esame preliminare ai sensi dell'art. 25 Lst e già oggetto
della procedura di informazione e partecipazione ai sensi dell'art. 26 Lst, propone:

•     
la conferma dell'apertura alla
pubblica fruizione del fondo n. 227 RFD, con una modifica sostanziale delle
destinazioni ammesse, assegnando l'intero fondo al Settore d'intervento AP-EP:
edifici ed attrezzature d'interesse pubblico (art. 4 delle Norme di attuazione
del PRP-CS 2020);

•     
la sostanziale tutela del
patrimonio edilizio, con alcune eccezioni esplicitate in dettaglio, già
parzialmente protetto a livello cantonale e nell'ambito delle disposizioni già
in vigore nel Centro storico;

•     
il mantenimento sostanziale dello
spazio libero quale parte determinante dell'insieme storicoculturale, nel
contesto della nuova edificazione ammessa per i bisogni del nuovo Museo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Concetto pianificatorio

La variante del PRP-CS propone per il comparto
definito dal mappale N. 227 RFD la seguente impostazione:

•     
l'edificazione da conservare (in
colore arancio e viola),

•     
l'area di nuova edificazione
(rosa),

•     
i muri da conservare (linee
rosse),

•     
lo spazio libero da conservare
(grigio chiaro),

•     
gli accessi (pallini verdi),

•     
edifici minori la cui demolizione
è ammessa (giallo).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aspetti normativi

Per tutti gli edifici (esclusi quelli per i quali è
ammessa la demolizione) sono soggetti alle prescrizioni del "risanamento
conservativo" previsto delle Norme di attuazione del PRP-CS (doc. 12).

La variante in corso di allestimento, per il fondo n. 227
prevede in particolare

•     
nell'area di nuova edificazione:

-      
una SUL massima di 6'000 mq;

-      
un'altezza massima (al colmo in
caso di tetto a falde o alla gronda in caso di tetto piano) che non può
superare l'altezza al colmo dell'Istituto Santa Caterina;

-      
la possibilità di realizzare un
tetto piano, in deroga alle disposizioni dell'art. 43 delle NAPR-CS; 

-      
la possibilità di edificare fino a
confine e in contiguità con altri edifici, in deroga alle disposizioni dell'art.
43 delle NAPRP-CS;

•     
la possibilità di realizzare due
nuove aperture lungo i muri perimetrali, una da via Cappuccini (accesso
pedonale e veicolare) ed una dal vicolo dei Cappuccini (accesso pedonale) alle condizioni
poste dall'art. 44a cpv. 2 NAPRP-CS

La demolizione dei subalterni è consentita unicamente
in presenza di un comprovato interesse pubblico cantonale che qualifica il
sedime e l'intero comparto.

 

3.3. Con riferimento
agli accessi e alla viabilità, il programma di concorso stabiliva quanto segue
(pag. 32).

 

4.7 Accessi e viabilità

Lo schema generale degli accessi all'area di concorso
è illustrata nella Figura 8, al cap. 4.5.

I tre accessi esistenti sono posti su via delle
Monache (accesso al giardino del monastero) e due su via Santa Caterina
(entrata al convento e entrata all'Istituto scolastico).

Le nuove aperture comportano la demolizione parziale
del muro perimetrale e dell'edificio rurale lungo Via Cappuccini e la
demolizione parziale del muro perimetrale su vicolo Cappuccini.

L'accesso da via Cappuccini è il solo accesso
funzionale veicolare possibile e necessario per i contenuti museali. La sua
progettazione richiede un'attenta ponderazione dell'inserimento paesaggistico,
urbanistico e architettonico di ogni intervento costruttivo (terrazzamenti,
muri di sostegno, ecc.) che sarà necessario per garantire i raccordi tra le
varie quote da collegare con il giardino e con la proposta di area di carico-scarico
del nuovo Museo.

Il carico massimo della strada è limitato a 24
tonnellate a partire dal ponte che sormonta il torrente Ramogna, fino all'incrocio
via Cappuccini-via Marcacci, all'altezza della Biblioteca cantonale. Oltre questo
punto vige il divieto di transito con veicoli pesanti, che possono entrare ed
uscire solo da via Sempione.

I progettisti, tenuto conto delle esigenze e dei
vincoli di cui sopra, dovranno prevedere un adeguato accesso per le merci ed il
materiale, così come un'adeguata area di carico e scarico.

Il progetto dovrà anche prevedere la separazione tra
gli accessi agli edifici destinati ai visitatori e quelli destinati agli
impiegati o per scopo di servizio.

 

 

4.    4.1. Secondo il
gruppo ricorrente, il progetto vincitore meritava l'esclusione dal concorso in
quanto in contrasto con un vincolo pianificatorio tendente alla tutela dei muri
di cinta. Lo stesso sarebbe irrealizzabile siccome prevede svariati interventi
costruttivi sul manufatto, in particolare sul lato sud del perimetro verso il
mapp. 4__________. Il progetto prevede infatti nuove aperture: si tratta di finestre
a feritoia per l'apporto di luce naturale all'interno di locali, da realizzare
tramite la demolizione controllata di parti del muro nonché l'introduzione di
architravi. Inoltre, all'interno del muro di cinta è stata prevista una nuova
apertura come uscita di sicurezza in caso di incendio. Questa comporta l'accesso
verso un fondo privato senza diritto di passo (mapp. 4__________). La
fattibilità del concetto antincendio non sarebbe quindi garantita. I
progettisti hanno inoltre previsto la realizzazione di due piani ipogei a
ridosso del muro di cinta: un seminterrato (-1) e un interrato (-2). Ciò presuppone
la sotto muratura dello stesso e il consolidamento delle fondazioni con
micropali. Tali interventi, fortemente invasivi, non potrebbero essere ammessi.

 

4.2. In risposta alle
critiche del gruppo ricorrente, il committente ha osservato che gli atti di
gara non vietavano in modo assoluto qualsiasi intervento sul muro di cinta.
Oltretutto, la denominazione "nuove aperture" farebbe riferimento
soltanto ad accessi pedonali e veicolari, non a finestre o fessure. 

Il gruppo
aggiudicatario sostiene che il diritto in materia di protezione dei beni
culturali non impone né l'immutabilità né la conservazione integrale degli
oggetti tutelati.

 

4.3. Nella prima fase
del concorso, sono state poste diverse domande dai concorrenti in relazione ai
muri di cinta e alla disposizione degli accessi, ottenendo dal committente le
risposte di seguito riportate (doc. 28: risposte alle domande sul programma del
concorso del 17 giugno 2022).

 

D18. Quando
è stato rinnovato il muro di cinta intorno alla proprietà? Successivamente alla
sua edificazione sono state apportate modifiche significative al manufatto
(sopraelevazioni, rinforzi, .. )? Se sì dove e in che epoche? 

R18. I muri
di cinta sono stati oggetto di svariati interventi di manutenzione nel corso
dei decenni e nell'insieme sono parte integrante del bene culturale. In questo
senso potranno prevedersi unicamente interventi di consolidamento strutturale,
restauro, conservazione e valorizzazione dove necessario. 

 

D56. Secondo
quanto espresso dal concetto pianificatorio i muri di cinta figurano
chiaramente tra i manufatti da conservare. Che tipo di conservazione si intende
garantire se lo stesso progetto di riferimento ne prevede di fatto la
demolizione mediante un'edificazione a confine? L'ente banditore ritiene
altrimenti possibile costruire a confine conservando i muri? Con che
procedimenti? 

Qual è la quota del nuovo accesso previsto lungo il
vicolo Cappuccini nel mandato di studio? Le quote del vicolo Cappuccini fornite
e presenti nel modello non sembrano corrispondere a quanto verificato durante
la visita. In caso di dislivello importante tra il vicolo e il mappale, occorre
prevedere un accesso con una scala anche se tale scala entra in conflitto con
l'area di carico scarico previsto nel mandato di studio? Oppure è possibile
spostare tale entrata? 

R56. La
conservazione dei muri perimetrali fa riferimento allo schema 8 di pag. 30 del Programma
di concorso e al doc. 17 (IBC - Inventario dei beni culturali) e non prevede
nuove aperture e quelle indicate nello schema vanno mantenute dove previsto. I
muri sono parte integrante del complesso tutelato e devono essere conservati
secondo i principi elencati doc. 27. 

I concorrenti sono chiamati a proporre delle soluzioni
urbanistiche, architettoniche e tecniche in grado di rispondere a tutte le
esigenze poste dal Programma di concorso. 

La quota del nuovo accesso previsto lungo il vicolo
Cappuccini è deducibile dalla planimetria delle curve di livello in 3D presente
nel doc. 9.

 

D57. È
lecito proporre delle aperture nei muri di cinta da conservare per portare luce
agli spazi interni del nuovo intervento? 

Secondo l'art. 34 del regolamento comunale: è
possibile aprire il muro perimetrale per più di 1 m? 

R57. La
conservazione dei muri perimetrali fa riferimento allo schema 8 di pag. 30 del
Programma di concorso e al doc. 17 (IBC - Inventario dei beni culturali) e non
prevede nuove aperture e quelle indicate nello schema vanno mantenute dove
previsto. I muri sono parte integrante del complesso tutelato e devono essere
conservati secondo i principi elencati nel doc. 27 Principi per la tutela dei
monumenti storici in Svizzera. 

Inoltre, secondo l'art. 34 NAPR PRP-CS, nei muri di
cinta "Non è ammessa la demolizione e la formazione di nuove aperture,
salvo in casi di provata e assoluta necessità. Le nuove aperture non possono
superare la larghezza di m 1.00." Nella norma, che concerne i muri di
cinta in senso lato, si fa riferimento ad aperture che solitamente sono pensate
per garantire un accesso al fondo e non tanto a portare luce ad eventuali
locali. 

Infine, come indicato nel cap. 4.8 del Programma di
concorso, ai concorrenti è chiesta particolare attenzione affinché le
peculiarità dell'area di concorso siano conservate. È compito dei concorrenti
definire quali soluzioni urbanistiche, architettoniche e tecniche adottare
affinché questo obiettivo sia adempiuto.

 

D66. Possono
esserci solo i 5 ingressi indicati (3 esistenti, 2 nuovi)? Il museo dovrebbe
essere accessibile ai visitatori attraverso gli ingressi esistenti a sud o
attraverso il nuovo ingresso a ovest? 

Oltre all'apertura per l'accesso veicolare, è possibile
aprire un'ulteriore apertura pedonale nel muro di cinta sul lato nord verso Via
Cappuccini (in un'ottica futura dove le Ville e Palazzo Franzoni potrebbero
essere utilizzati con contenuti pubblici)? 

L'accesso veicolare proposto risulta molto vincolante
e penalizza le sistemazioni esterne. E' possibile contemplare un altro accesso?

Sono possibili alcuni leggeri spostamenti negli
accessi al comparto indicati nel programma di concorso? 

L'entrata principale del museo deve essere attraverso
uno degli accessi previsti nel perimetro o tutti gli accessi hanno la stessa
importanza e solo una volta all'interno del lotto ci sarà l'accesso principale
al museo? 

R66. Come
indicato nel cap. 4.5 del Programma di concorso sono previsti gli accessi
indicati nella Figura 8 a pag. 30. Essi servono sia ai visitatori del Museo,
sia ai fruitori del parco e non posso essere spostati. Si veda anche la
risposta R67. 

 

D67. Accessi
veicolari: Dal bando di concorso si evince che il solo accesso funzionale
veicolare possibile e necessario sarà da via Cappuccini. Tuttavia, all'interno
dell'allegato 014 pag. 21 la proposta d'intervento viene giudicata invasiva. Si
potrebbe chiarire questo aspetto in maniera più precisa? 

R67. Il
committente ha preso atto del rapporto del collegio degli esperti ed è
cosciente che l'accesso veicolare è un aspetto da approfondire. Come indicato
nel doc. 14, e nel cap. 4.7 del Programma di concorso, si ribadisce che la
soluzione "richiede un'attenta ponderazione dell'inserimento
paesaggistico, urbanistico e architettonico di ogni intervento costruttivo
(terrazzamenti, muri di sostegno, ecc.) (…) per garantire i raccordi tra le
varie quote da collegare con il giardino e con la proposta di area di
carico-scarico del nuovo Museo." 

 

4.4. 

4.4.1. L'impostazione del programma di concorso e le successive precisazioni
del committente in risposta alle domande dei concorrenti non lasciavano dubbi
sul fatto che essi si sarebbero dovuti attenere alle normative pianificatorie
in corso di allestimento. Le stesse, seppur non ancora in vigore, valgono quindi
quali condizioni di gara.

                                         Queste
ammettono due nuove aperture sul muro di cinta e ne definiscono in modo preciso
la posizione (cfr. programma di concorso, pag. 30 e scheda grafica del Comparto
chiesa e convento di Santa Caterina, Mappale n. 227 RFD, a cui rinvia il nuovo art.
58b cpv. 3, in via di approvazione, delle norme di attuazione del piano
particolareggiato di protezione del centro storico di Locarno del 30 maggio
1983 [NAPRP-CS]). Si tratta di un accesso pedonale e veicolare a nord, da via
Cappuccini, e uno pedonale a ovest, da vicolo dei Cappuccini, alle condizioni
poste dall'art. 44a cpv. 2 NAPRP-CS. Quest'ultima norma prevede che lungo i
confini con le strade, laddove non sorgono edifici a confine, devono essere
mantenute le cinte esistenti; se mancanti devono essere realizzate cinte nuove,
con caratteristiche analoghe a quelli esistenti. Nelle cinte, soggiunge la
norma, sono ammesse solo limitate aperture, nella misura necessaria a garantire
l'accessibilità pedonale e veicolare. 

Come osserva il committente, gli atti di gara utilizzano il termine generico aperture
e quelli più specifici di accesso veicolare e accesso pedonale.
Essi non menzionano esplicitamente finestre o feritoie. Nemmeno con le risposte
alle domande sopra riportate il committente ha vietato in modo inequivocabile
la progettazione di simili interventi. La questione di sapere se le contestate
finestre a feritoia possano essere autorizzate secondo le normative in via di
approvazione può tuttavia essere lasciata aperta dal momento che, come si
vedrà, anche in caso di risposta negativa, il difetto non imporrebbe
l'esclusione del progetto del gruppo aggiudicatario.

 

4.4.2. L'Ufficio dei
beni culturali, nel suo rapporto dell'11 gennaio 2023, non ha sollevato alcuna
perplessità riguardo alle aperture previste dagli aggiudicatari. Diversamente,
con il suo rapporto finale, la giuria ha osservato che le finestre previste
per le officine nel piano interrato che bucano il muro storico di cinta non
sono accettabili. Tale aspetto non ha tuttavia impedito alla giuria di
valutare positivamente il progetto nel suo complesso e indicare al committente che
nell'ambito della futura progettazione, l'apporto di luce previsto al piano
seminterrato, tramite aperture a feritoia nel muro storico, andrà
opportunamente calibrato. Ciò significa che la giuria ha comunque ammesso
la fattibilità del progetto, previa modifica non sostanziale dello stesso. Conclusione
sulla cui pertinenza non vi è motivo di dubitare. In effetti, anche qualora le
feritoie non fossero autorizzabili, il progetto sarebbe verosimilmente
realizzabile senza stravolgere le sue caratteristiche essenziali. Una soluzione
alternativa per garantire l'apporto di luce naturale nei locali non sembra
infatti impraticabile: la tesi del gruppo aggiudicatario secondo cui, in caso
di mancata apertura delle feritoie, la luce potrebbe essere fatta derivare dal
tetto non appare priva di fondamento. Per quanto utili allo scopo di illuminare
stanze che necessitano di luce per la loro destinazione, le predette aperture
non influiscono in modo sostanziale sulle proprietà del progetto nel suo
insieme. Queste concernono un aspetto che può essere definito in sede futura
senza intaccare le caratteristiche essenziali dell'edificio. 

4.5. 

4.5.1. Il progetto vincitore prevede gli accessi ai visitatori in posizione
conforme a quanto stabilito dal programma di concorso.

Esso contempla tuttavia
due vie di fuga tramite ulteriori aperture sul muro di cinta, una a sud, come
rilevato dagli insorgenti, e l'altra verso Vicolo Cappuccini. 

Tale deviazione dalle
indicazioni del committente non è stata rilevata né dalla giuria né dall'UBC. Pur
facendo prova di un certo riserbo nel controllo dell'apprezzamento del
committente, fondato sul parere della giuria, questo Tribunale non si può
esimere dal rilevare che le due aperture previste nel muro perimetrale quali
uscite di sicurezza difficilmente possono essere ritenute compatibili con il
vincolo a cui rinviano gli atti di gara. La disposizione delle porte
d'emergenza non appare comunque un elemento determinante per inficiare la bontà
del progetto nel suo complesso. Una diversa pianificazione delle vie di fuga
non comporta infatti lo stravolgimento delle sue caratteristiche essenziali.
Non bisogna dimenticare che il progetto concerne un'opera ampia e articolata,
la cui valutazione si basa su molteplici aspetti, urbanistici, architettonici
ed estetici, oltre che attinenti al concetto museale. L'esclusione dello stesso
per un simile difetto minore apparirebbe sproporzionata. Tanto più che se
occorresse valutare in modo intransigente il rispetto del vincolo, pure la
proposta dei ricorrenti dovrebbe essere esclusa. Essi hanno infatti previsto
una via di fuga nella stessa posizione del gruppo aggiudicatario, lungo il muro
perimetrale verso il vicolo Cappuccini, tramite un'apertura supplementare
rispetto agli accessi indicati nel programma di concorso (cfr. tavole C__________,
pag. 4 e 6).

 

4.5.2. Il gruppo
ricorrente non può essere seguito nemmeno dove asserisce che le opere di
consolidamento delle fondazioni del muro tutelato costituiscano un intervento
troppo invasivo e quindi inammissibile. In difetto di particolari disposizioni
nel programma di concorso e di obiezioni dell'UBC, nulla lascia supporre a
questo stadio di esame dei progetti che tali interventi si pongano in contrasto
con la tutela del bene storico. D'altra parte, pure il progetto C__________
prevede una sotto muratura della cinta, seppur con modalità diverse.

 

 

5.    Il gruppo
ricorrente ritiene inoltre che il progetto I__________ non rispetterebbe il
vincolo pianificatorio dell'area di nuova edificazione, prevedendo un porticato
esterno al di fuori della stessa. Il committente avrebbe pertanto leso il
principio della parità di trattamento tra i concorrenti, favorendo una
soluzione impraticabile. 

5.1. In relazione all'area di nuova edificazione, il committente ha fornito le
seguenti indicazioni, rispondendo alle domande dei concorrenti (doc. 28:
risposte alle domande sul programma del concorso del 17 giugno 2022):

 

D. 45 La
zona di nuova edificazione deve corrispondere necessariamente a quella
individuata dal progetto dello Studio __________ risultato vincitore del MSP,
ovvero all'ambito sudoccidentale del comparto? 

(…) 

L'area definita come area di nuova edificazione è da
ritenere come raccomandata o vincolante? 

(…)

Secondo il diagramma di cui al cap. 4.5, figura 8: la
zona di nuova edificazione di colore rosa chiaro corrisponde alla zona di
edificazione consentita? Il nuovo edificio deve essere costruito in quest'area
o possiamo proporre un volume al di là di quest'area? 

Il progetto di nuova costruzione deve svilupparsi
inderogabilmente all'interno dell'area colorata in rosa individuata nella
proposta di variante del PRP-CS riportata al p.to 4.5 del Programma di Concorso
o può al contrario derogare tale limite, pur intervenendo nella porzione
sud-ovest del lotto e rispettando gli altri limiti indicati? 

Quanto è vincolante il perimetro dell'area edificabile
stimata in seguito a MSP? Sono possibili proposte che differiscono in parte
dall'area data? 

Ci si può discostare leggermente, con la nuova
costruzione, dal perimetro individuato dal progetto di riferimento? 

R45. L'area
di nuova edificazione non è modificabile e di conseguenza è vincolante. Essa
indica i limiti della nuova costruzione sia per la parte fuori terra che per la
parte interrata. A tale proposito si ricorda che tale area è il risultato della
procedura dei MSP. 

 

D49. Il
superamento dell'area di nuova edificazione ai sensi del punto 4.5, figura 8
del programma comporterà una squalifica automatica? 

R49. Gli
elaborati consegnati dai concorrenti sono esaminati dal coordinatore del
concorso per verificare la conformità dei progetti e dei documenti con il
Programma di concorso. I risultati della verifica sono consegnati alla giuria
in un rapporto nel quale sono indicati, con le motivazioni, i progetti conformi
e non conformi. 

Competente per la decisione di ammissione o di
esclusione al giudizio è la giuria.

 

5.2. Dalle
disposizioni del programma di concorso e dalle successive precisazioni fornite
dal committente in risposta alle domande dei concorrenti emerge chiaramente che
l'area di nuova costruzione era da ritenere vincolante.

Il progetto del gruppo
aggiudicatario prevede un pergolato in metallo al di fuori dell'area di nuova
edificazione. Il coordinatore del concorso ha richiamato l'attenzione del
committente su questo aspetto, invitandolo a verificare il rispetto del
predetto vincolo (esame preliminare del 13 gennaio 2023).

La giuria, come si
legge nel suo rapporto finale, ha ritenuto opinabile la scelta di introdurre
quello che ha definito un "esile pergolato" lungo la facciata, ma non
ha eccepito alcunché in merito al rispetto dell'area di nuova edificazione. Le
parti dibattono sul quesito di sapere se la struttura debba essere considerata
un portico o una pergola. Il gruppo insorgente ritiene infatti che solo in
questo secondo caso il manufatto potrebbe essere ammesso al di fuori dell'area
di nuova edificazione, quale elemento del giardino. Soluzione da esso stesso
progettata, con una pergola tradizionale al di fuori dell'area di costruzione. La
questione non merita di essere risolta dal momento che, in qualsiasi modo la si
intenda, la struttura costituisce un elemento di dettaglio a cui si può semmai
facilmente rinunciare senza impatto sull'insieme del progetto. Rispettivamente,
la stessa potrebbe essere senza sforzo sostituita con una tipica pergola come
quella progettata dagli insorgenti. 

 

 

6.    Visto quanto
precede, la decisione del Consiglio di Stato, fondata sul parere di una giuria
composta da esperti e assistita da consulenti specializzati nei diversi
settori, non lede il diritto. La scelta del progetto vincitore è sostanziata da
motivi oggettivi. Questa non discende da un uso scorretto dell'ampio potere di
apprezzamento riservato al committente né viola i principi che governano il
diritto delle commesse pubbliche. Il ricorso va quindi respinto nella misura
della sua ricevibilità, senza che occorra esaminare le censure
dell'aggiudicatario in relazione alla conformità del progetto del gruppo
ricorrente.

 

 

7.    L'emanazione del
presente giudizio rende priva d'oggetto la domanda di conferimento dell'effetto
sospensivo al gravame.

 

 

8.    La tassa di
giustizia è posta a carico dei ricorrenti, secondo soccombenza (art. 47 cpv. 1
LPAmm). Ai resistenti sono dovute congrue ripetibili (art. 49 cpv. 1 LPAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

decide:

 

1.   Nella misura
in cui è ricevibile il ricorso è respinto.

 

 

2.   La tassa di
giustizia di fr. 5'000.-, già anticipata dai ricorrenti in ragione di fr.
3'000.-, rimane a loro carico. Essi rifonderanno fr. 3'000.- ai membri del
gruppo aggiudicatario a titolo di ripetibili.

 

 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110)
nei limiti e alle condizioni di cui all'art. 83 lett. f LTF.

 

 

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

La
presidente                                                         La vicecancelliera