# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c36e95ea-ad06-50b3-a0db-651e20156898
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-10-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 27.10.2011 72.2011.80
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2011-80_2011-10-27.html

## Full Text

Incarto
  n.

  72.2011.80

  72.2011.84

  	
  Mendrisio,

  27 ottobre 2011/da

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte delle assise criminali

  
	
   

  
					

 

	
  composta da:

  	
  Mauro Ermani,
  Presidente

  
	
   

  	
  GI 1

  GI 2 

  
	
   

  	
   

  
	
   

  	
  Andrea
  Minesso, vicecancelliere

  

 

sedente nell’aula penale di questo palazzo pretorio senza intervento degli assessori giurati, avendovi gli imputati, con l’annuenza del
difensore e del Procuratore Pubblico, rinunciato, per giudicare

 

	
  nella causa penale

  	
  Ministero pubblico

  

 

	
   

  	
  e in qualità di accusatori privati:

  
	
   

  	
  ACPR 1 

  rappresentato dall’avv. RAAP 1 

   

  ACPR 2, 

   

  ACPR 3, 

  

 

 

	
  contro

  	
  IM 1

  rappresentato dall’avv. DUF 1 

   

  in carcerazione preventiva dal 23 febbraio 2011 all’11
  maggio 2011 (78 giorni)

  in esecuzione anticipata della pena dall’11 maggio 2011

   

  e

   

  IM 2,

  rappresentato dall’avv. DUF 2, 

   

  in carcerazione preventiva dal 24 febbraio 2011 al 15
  aprile 2011 (51 giorni)

  in collocamento dal 16 aprile 2011

  

 

 

imputato IM 1, a norma dell’atto d’accusa nr. 80/2011 del 26
agosto 2011, di

 

                                   1.   tentata rapina

per avere, a __________ presso la __________ “__________” la sera
del 19 febbraio 2011, agendo in correità con IM 2, nell’intento di commettere
un furto, usato violenza contro la persona di ACPR 1, e meglio per avere:

                                     -   il IM 2 con in mano un
collo di bottiglia rotto si avvicinava alla vittima sferrandogli poi
all’improvviso un pugno alla tempia che gli faceva perdere l’equilibrio,
cadendo così a terra;

                                     -   al suolo, rannichiatosi
per proteggersi, il ACPR 1 riceveva, soprattutto dal IM 2, dei calci e dei
pugni;

                                     -   in quel frangente, la
vittima a terra, si sentiva “tirare” la giacca a suo dire dal IM 1 nel
tentativo di frugargli le tasche, chiuse però da cerniere;

                                     -   dandosi poi ambedue alla
fuga a seguito dell’intervento a scopo di difesa del fratello della vittima che
lo accompagnava in quel momento;

 

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di
luogo;

reato previsto: dall’art. 140 cifra 1 cpv. 1 CPS in rel.
con l’art. 22 cpv. 1 CPS;

 

                                   2.   danneggiamento

per avere, nelle circostanze descritte al punto precedente, a
seguito della caduta a terra di ACPR 1, provocato la rottura della protesi
gambale della vittima per un totale di riparazione stimato in CHF 9'842.45 e la
rottura degli occhiali del valore di ca. CHF 800.00;

 

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di
luogo;

reato previsto: dall’art. 144 cpv. 1 CPS;

 

 

                                   3.   lesioni gravi, in via
subordinata lesioni semplici

per avere, a __________ il 21 febbraio 2011, dapprima al domicilio
del genitore e poi su via __________, ripetutamente colpito con schiaffi e
pugni al capo, il padre __________, causandogli in tal modo le lesioni
costituite da un trauma cranico con emorragia subaracnoidale sopratentoriale a
destra e varie contusioni multiple al viso, così come documentato dal cert.
med. 24 febbraio 2011 dell’ORL;

 

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di
luogo;

reato previsto: dall’art. 122 CPS, rispettivamente
dall’art. 123 cifra 1 CPS per la subordinata;

 

 

                                   4.   violenza e minaccia
contro le autorità e i funzionari

per avere, a __________ l’8 febbraio 2011, impedito all’autista di
postale __________ di compiere un atto rientrante nelle sue attribuzioni (in
specie: far scendere dal bus il IM 1), insultandolo ripetutamente con epiteti
del tipo “…figlio di puttana… stronzo…”, minacciandolo con “…ti
spacco in due… ti uccido… ti concio…”, cercando poi di aggredirlo
fisicamente costingendolo a far uso dello spray al pepe, per poi afferrarlo al
collo in un secondo tempo;

 

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di
luogo;

reato previsto: dall’art. 285 cifra 1 CPS;

 

 

                                   5.   falsità in documenti

per avere, a __________ il 15 dicembre 2010, presso il domicilio
del padre, al fine di procacciarsi un indebito profitto, falsificato con una
penna la data di validità dell’abbonamento “Arcobaleno” allo scopo di usufruire
illecitamente del trasporto pubblico;

 

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di
luogo;

reato previsto: dall’art. 251 CPS;

 

                                   6.   conseguimento
fraudolento di una prestazione

per aver fraudolentemente ottenuto la prestazione di trasporto sul
tratto ferroviario __________ il 15 dicembre 2010, ai danni delle ACPR 3,
esibendo l’abbonamento “Arcobaleno” da lui contraffatto, sapendo scientemente
che la prestazione era data soltanto a pagamento;

 

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di
luogo;

reato previsto: dall’art. 150 CPS;

 

 

                                   7.   contravvenzione alla LF
sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, fra febbraio 2008 e il 15
febbraio 2011 a __________, __________ ed in altre località del Ticino,
consumato una quantità imprecisata di marijuana confezionata in “spinelli” e in
media 1-2 grammi di cocaina al mese a partire dal 2009, con consumi più assidui
a partire dal 2011;

 

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di
luogo;

reato previsto: dall’art. 19a cifra 1 LStup.

 

 

Inoltre prevenuto colpevole IM 2, a norma dell’atto
d’accusa nr. 84/2011 del 01.09.2011, di

 

                                   1.   tentata rapina

per avere, a __________ presso la __________ “__________” la sera
del 19 febbraio 2011, agendo in correità con IM 1, nell’intento di commettere
un furto, usato violenza contro la persona di ACPR 1, e meglio per avere:

                                     -   il IM 2 con in mano un
collo di bottiglia rotto si avvicinava alla vittima sferrandogli poi
all’improvviso un pugno alla tempia che gli faceva perdere l’equilibrio,
cadendo così a terra;

                                     -   al suolo, rannichiatosi
per proteggersi, il ACPR 1 riceveva, soprattutto dal IM 2, dei calci e dei
pugni;

                                     -   in quel frangente, la
vittima a terra, si sentiva “tirare” la giacca a suo dire dal IM 1 nel
tentativo di frugargli le tasche, chiuse però da cerniere;

                                     -   dandosi poi ambedue alla
fuga a seguito dell’intervento a scopo di difesa del fratello della vittima che
lo accompagnava in quel momento;

 

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di
luogo;

reato previsto: dall’art. 140 cifra 1 cpv. 1 CPS in rel.
con l’art. 22 cpv. 1 CPS;

 

                                   2.   danneggiamento

per avere, nelle circostanze descritte al punto precedente, a
seguito della caduta a terra di ACPR 1, provocato la rottura della protesi
gambale della vittima per un totale di riparazione stimato in CHF 9'842.45 e la
rottura degli occhiali del valore di ca. CHF 800.00;

 

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di
luogo;

reato previsto: dall’art. 144 cpv. 1 CPS;

 

 

                                   3.   ripetuta contravvenzione
alla LF sugli stupefacenti 

per avere, senza essere autorizzato:

                                     -   il 24.02.2011 a __________,
detenuto un minigrip contenente 2.2 grammi lordi di marijuana;

                                     -   nel periodo febbraio 2008
– febbraio 2011, consumato della marijuana quotidianamente per un quantitativo
complessivo imprecisato;

                                     -   nel periodo febbraio 2010
– febbraio 2011, consumato della cocaina con frequenza settimanale, per un
quantitativo complessivo imprecisato;

 

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di
luogo;

reato previsto: dall’art. 19a cifra 1 LStup.

 

 

	
  Presenti

  	
  §  il Procuratore pubblico PP 1, in
  rappresentanza del Ministero pubblico;

  §  l’imputato IM 1, assistito dal suo
  difensore d’ufficio, avv. DUF 1;

  §  l'imputato IM 2, assistito dal suo
  difensore d'ufficio, avv. DUF 2;

  §  l’avv. RAAP 1, patrocinatore dell’accusatore
  privato ACPR 1.

   

  

 

 

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:33 alle ore 19:27.

 

 

 

 

 

 

 

 

Sentiti                         -   il Procuratore
pubblico PP 1, il quale rileva che tutti i reati, ad eccezione della
tentata rapina e del danneggiamento, sono sostanzialmente ammessi e per questi
chiede l'integrale conferma degli atti d'accusa. Descrive la dinamica dei fatti
accaduti alla Pensilina di __________, riassumendo le versioni rese al riguardo
dalle varie persone coinvolte. Ritiene che la testimonianza fornita dalla
vittima ACPR 1 sia lineare e circostanziata, come pure confermata in parte dal
fratello e dalle amiche. Afferma che soltanto un'aggressione finalizzata al
furto può spiegare, dal punto di vista logico, quanto è successo: il movente
era recuperare il denaro speso quella sera per alcol e droga. Le versioni rese
dagli imputati, i quali hanno d’altronde dimostrato di avere una memoria piuttosto
selettiva, risultano incompatibili con l'andamento ordinario delle cose e con
la logica. Per ciò che attiene all'imputazione di lesioni gravi sub. semplici
sub. coazione a carico di IM 1, la pubblica accusa, pur riconoscendo il bisogno
ultimo di amore paterno, evidenzia che la finalità ricercata da quest'ultimo in
quell'occasione era che il padre si recasse a __________. In merito
all'imputazione subordinata di lesioni semplici, il Procuratore ritiene che si
configuri l'ipotesi di cui all'art. 123 cifra 2 terza frase CP, dovendosi
considerare la vittima incapace di difendersi a causa dell'età avanzata, del
rapporto padre-figlio con l'autore e dei problemi di salute. Ribadita la
richiesta di conferma integrale degli atti d'accusa, nell'ottica della
commisurazione della pena per IM 1 la pubblica accusa rileva la gravità della
colpa di quest'ultimo evidenziando vari elementi (la commissione di tre episodi
di violenza nell'arco di pochi giorni, la futilità dei motivi, la mancanza di
empatia per le vittime, l'ininfluenza della condanna scontata in carcere in
passato, la fiducia costantemente disattesa a partire dal 2007 e la propensione
ad addossare la responsabilità sulle vittime). Riconosce tuttavia una scemata
responsabilità nella misura del 60%. Postula pertanto la condanna di IM 1 alla
pena detentiva di 2 anni e 5 mesi (senza riduzione, la stessa sarebbe di 5
anni) a valere quale pena unica visti i decreti d'accusa del 29.10.2007 e del
30.11.2009 del Ministero pubblico. Considera la prognosi negativa e chiede che
sia ordinato, con contestuale sospensione dell'esecuzione della pena detentiva,
il trattamento stazionario ex art. 59 cpv. 3 CP, avendo il perito accertato il
legame tra la grave turba e la commissione di reati. Per quanto riguarda IM 2,
ritiene che anche la sua colpa sia grave e, considerata una scemata
responsabilità lieve dovuta all'abuso di alcol e stupefacenti, chiede che sia
condannato a una pena detentiva di 2 anni (la pena non ridotta si sarebbe
aggirata sui 3 anni) da porsi al beneficio della sospensione condizionale per
la durata di 4 anni, associata a una norma di condotta che preveda il
collocamento presso il centro terapeutico __________. Per le pretese degli
accusatori privati rinvia alla presa di posizione di quest'ultimi. Postula
infine la confisca di tutti gli oggetti posti sotto sequestro nonché la
distruzione delle sostanze stupefacenti;

 

 

                                     -   l’avv. RAAP 1,
rappresentante dell’accusatore privato ACPR 1,il quale condivide la
ricostruzione dei fatti esposta dalla pubblica accusa. Ritiene che il movente
che ha mosso IM 2 e IM 1 sia da ricercare nel tentativo di commettere una
rapina. Afferma che la vittima è stata estremamente lineare nei suoi racconti.
Legge alcuni estratti dei verbali d'interrogatorio del suo assistito e dei vari
testimoni. Chiede la conferma degli atti d'accusa, si associa alla proposta di
pena avanzata dal Procuratore pubblico e postula l'accoglimento dell'istanza di
risarcimento datata 11 luglio 2011;

 

 

                                     -   l’avv. DUF 2,
difensore dell’imputato IM 2, il quale esordisce indicando che l'unico vero
punto interrogativo riguarda l'accusa di rapina. Afferma che la ricostruzione
dei fatti è difficoltosa. Nessun elemento emerge dai precedenti del suo
assistito che permetta di ipotizzare che quest'ultimo, sotto l'effetto di alcol
o stupefacenti, si sia messo a rubare e, soprattutto, quella sera egli disponeva
di denaro: si chiede dunque quale sarebbe il movente. Contesta che il suo
patrocinato si voglia nascondere dietro i suoi "non ricordo" e
riferisce che egli è dispiaciuto per quanto successo sebbene non ne serbi
memoria. Mette in risalto le contraddizioni nei racconti della vittima e dei
testimoni circa la dinamica dei fatti della __________, sottolinea come nessuno
abbia visto frugare nelle tasche della vittima e rammenta che IM 2 era già
ubriaco quando ha lasciato il bar __________ prima di scendere verso il centro
città. Non contesta, per contro, l'imputazione di ripetuta contravvenzione alla
legge sugli stupefacenti. Ritiene che la riduzione della pena per scemata
responsabilità postulata dalla pubblica accusa non sia adeguata, se si
considera che IM 2 non sapeva neppure cosa faceva in quei frangenti. Non si
oppone alla durata di 4 anni del periodo di prova né alla norma di condotta
proposte dal Procuratore;

 

                                     -   l’avv. DUF 1,
difensore dell’imputato IM 1, il quale riassume il percorso di vita del suo
assistito e mette in guarda dal rischio che egli diventi un capro espiatorio
soltanto a causa del suo passato. Sottolinea come il consumo di alcol e droghe
serva proprio ad alleviare il peso dei suoi trascorsi: d'altronde, è il suo
stato alterato il solo legame che unisce le varie accuse (le più disparate tra
di loro) di cui è chiamato oggi a rispondere. Non contesta i fatti di cui ai
punti 4, 5, 6 e 7 dell'atto d'accusa. Rileva che, per quanto attiene ai punti 5
e 6, la modifica del documento è stata effettuata grossolanamente da IM 1,
certamente sotto l'effetto dell'alcol o della droga e per la semplice ragione
che l'assistenza aveva smesso di assumersi i costi dell'abbonamento. Anche in
relazione al punto 4 il difensore evidenzia lo stato di alterazione del suo
patrocinato, al quale è stato addirittura riscontrato, poco dopo i fatti, un
tasso alcolemico pari al 2,65 per mille, ciò che giustifica il riconoscimento
di una grave scemata responsabilità. Per quanto riguarda l'accusa di lesioni
gravi sub. lesioni semplici sub. coazione, sostiene che il padre non era
affatto incapace di difendersi e che la tesi della pubblica accusa serve
soltanto a colmare l’assenza di querela da parte del padre e ad aggirare la
conseguente impossibilità di procedere per il reato di lesioni semplici.
Evidenzia che anche in quell'occasione al suo assistito è stato riscontrato un
tasso alcolemico elevato, pari al 2,1 per mille. Contesta pure l'accusa
subordinata di coazione: il suo patrocinato voleva soltanto ricevere dal padre
quelle attenzioni cercate da sempre e si è mostrato violento unicamente dopo
avere ricevuto due sberle. Sottolinea che il padre non ha sporto alcuna querela
nei confronti del figlio. Postula quindi il proscioglimento dalle accuse di
lesioni gravi sub. lesioni semplici sub. coazione. Per quanto attiene
all'imputazione di cui al punto 1 dell'atto d'accusa, sostiene che i due imputati
erano completamente "fatti" al momento del loro arrivo alla Pensilina,
che IM 1 si è accorto che qualcuno stava picchiando IM 2 e che ha quindi
separato i due avvicinandosi in seguito alla persona che riteneva fosse
l'autore: in altri termini, IM 1 non si era reso conto della realtà di quanto
stava succedendo. La vittima non è stata né colpita, né gettata a terra, né
palpeggiata da IM 1: soltanto ACPR 1 ha sostenuto tale tesi con le sue
dichiarazioni, che risultano tuttavia contraddittorie e che neppure combaciano
con quanto riferito dagli altri testimoni. A mente della difesa, peraltro, la
formulazione del capo d'imputazione di cui al punto 1, con l'utilizzazione
dell'espressione "a suo dire" (ossia a dire della vittima), riflette
la permanente incertezza circa il ruolo ricoperto da IM 1. Legge alcuni stralci
dei verbali d'interrogatorio dei testimoni. In virtù del principio "in
dubio pro reo" chiede il proscioglimento del suo assistito, che si è
trovato semplicemente al momento sbagliato nel posto sbagliato, per di più
strafatto, dall'accusa di tentata rapina, subordinatamente di aggressione, come
pure da quella di danneggiamento, considerato che IM 1 non ha toccato la
vittima e alcun nesso di causalità può quindi essere stabilito. Passando alla
commisurazione della pena, il difensore, dopo avere ricordato che il suo
patrocinato ha trascorso più di otto mesi in detenzione, evidenzia la
consapevolezza di quest'ultimo in punto alla necessità di ricevere un aiuto, ma
ritiene che il trattamento stazionario non rappresenti la soluzione, dovendosi
invece privilegiare la continuazione della cura già iniziata in carcere da
parte del dr. __________. Riferisce della volontà di IM 1 di sistemare la sua
situazione debitoria. Afferma che la figlia rappresenta il motivo di vita di IM
1 e chiede che la Corte si metta una mano sul cuore per lei. Postulato il
riconoscimento delle attenuanti generiche e specifiche, chiede in via
principale che IM 1 sia prosciolto dai capi d'imputazione 1, 2 e 3 dell'atto
d'accusa e che la pena non superi la durata del carcere preventivo da lui
finora sofferto. Nella denegata ipotesi in cui la Corte dovesse ritenerlo
colpevole anche delle predette accuse, si oppone al trattamento stazionario ex
art. 59 cpv. 3 CP e chiede una congrua e massiccia riduzione della pena nonché
un trattamento ambulatoriale ex art. 63 CP.

 

Considerato,                  in fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   Il Curriculum vitae di IM 1
non può, di tutta evidenza, prescindere dalla lettura del suo casellario
giudiziale. Con sentenza 27 agosto 1997 è stato condannato a 10 anni di
reclusione per assassinio, perturbamento di pubblici servizi e contravvenzione
alla LStup. In estrema sintesi ha ucciso a sprangate (con una mazza di muratore
in ferro) un amico (tale __________) che aveva ospitato a casa e che era
diventato l’amante della madre. Dopo averlo ucciso lo ha gettato dalla
finestra, lo ha ripreso e trascinato fin sui binari della ferrovia, attendendo
il passaggio del treno, sì da far sembrare un suicidio.

La sua vita anteriore è ben riassunta alle p. 7-15 della citata
sentenza:

 

"
IM 1 è nato a __________ il __________, figlio di padre __________,
originario della __________, e di madre __________ con radici __________ per
parte di padre.

IM 1 ha una sorella maggiore, __________, nata nel __________ e
una sorella minore, __________, nata nel __________.

IM 1 ha trascorso i primi anni di vita in __________, a __________, paese
d’origine del padre.

A __________ vive in effetti la famiglia del padre, in particolare il nonno,
già muratore di professione, che ivi ha una casa propria.

I genitori di IM 1 sono tornati in Ticino quando il ragazzo doveva iniziare la
seconda elementare.

Al padre, già muratore - pittore, risulta essere stata diagnosticata una
schizofrenia paranoide cronica già nel 1985 (cfr. perizia psichiatrica, doc.
43, p 21).

Da anni egli non esercita più nessuna attività ed è al beneficio di una rendita
d’invalidità.

Al momento dei fatti qui in giudizio, il padre era degente presso la clinica
psichiatrica cantonale.

Anche la madre è già stata degente presso detta clinica e ciò, la prima volta,
nel 1993.

Secondo gli atti medici consultati dal perito dottor __________, la donna, sin
dall’età di anni diciotto, avrebbe abusato di alcool.

Inoltre essa per una serie di motivi concomitanti, in particolare per la
turbata situazione coniugale, avrebbe attuato in passato tentativi suicidali.

Per lei la diagnosi posta dai medici (cfr. perizia citata p. 21) è quella di
“persona con disturbo di adattamento con umore depresso e abuso di sostanze
alcoliche”. Donna delle pulizie a ore e ausiliaria alla __________ in seguito,
essa percepiva, al momento dei fatti qui in giudizio un’indennità di
disoccupazione.

IM 1 è quindi cresciuto in un ambiente familiare problematico, con genitori
invero molto fragili e problematizzati e in situazione finanziaria modesta.

Abitando a __________, in detto Comune ha frequentato le scuole elementari e le
medie senza incontrare problemi dal profilo scolastico. Dotato in disegno
avrebbe voluto frequentare la __________, ma non vi è stato ammesso perché ha
presentato solo 30 dei 40 disegni richiesti. Ha allora avviato, per un anno, un
tirocinio di disegnatore di impianti elettrici che ha smesso visti i pessimi
risultati scolastici. Si è quindi orientato verso l’apprendistato di muratore
che ha frequentato per i tre anni regolamentari, lavorando sempre per la ditta __________
(senza evidenziare particolari problemi) e frequentando i corsi di tirocinio
che si tengono a __________. Purtroppo non ha superato gli esami finali del terzo
anno, col che ha perso il posto presso la ditta __________. Ciò è avvenuto nel
giugno del 1996, dopo di che non ha più trovato un altro posto di lavoro. Nel
settembre del 1996 ha invece ricominciato ad andare a scuola il lunedì, a __________,
al fine di ripetere il terzo anno e di conseguire il diploma. Il precipitare
degli eventi ha poi interrotto anche tale frequentazione.

Durante il primo anno di tirocinio, l’accusato percepiva un salario di fr.
1’200.-, durante il secondo anno un salario di fr. 1’400.- e durante il terzo
un salario di fr. 1’700.- al mese. Di queste somme egli era solito consegnarne
la metà alla madre per contribuire alle spese del suo mantenimento. Il resto lo
spendeva per sé, per comperare dei vestiti o dei CD (la musica è la sua passione)
e, purtroppo, anche degli alcolici. IM 1, infatti, riferisce di aver cominciato
a bere alcool (birra ma anche superalcoolici) da giovanissimo, intorno ai
tredici anni di età, ovviamente dapprima saltuariamente, quando andava a
qualche festa e voleva essere allegro con gli amici, poi verso i sedici anni
via via con sempre maggiore frequenza (e ciò, in particolare, in concomitanza
con il primo ricovero in __________ della madre, nel 1993). Al dibattimento IM
1 ha spiegato che, presa l’abitudine di bere anche smodatamente durante il
sabati e domenica, egli si ritrovava il lunedì, giorno dedicato ai corsi
scolastici, ad affrontare la giornata da “nervoso”. S’era accorto che se sul
treno che lo portava a __________ beveva alcune birre, l’agitazione si calmava.
Ciò significa che IM 1 ha scoperto in età molto giovane l’effetto per così
“terapeutico” (ansiolitico e antifobico) dell’alcool (rimedio in realtà
peggiore del “male”, come ha avuto modo di sottolineare al dibattimento il dr. __________),
alcool che per finire lo “sbloccava” e attenuava in lui quel malessere che il
perito, in perizia, ha definito come “fobia sociale”, disturbo attualmente in
via di miglioramento (cfr. perizia a p. 24).

Sta di fatto che nell’adolescenza IM 1 si è via via abituato ad abusare di
alcool in modo vieppiù intenso e regolare col che all’atto dell’arresto, vista
la giovane età, certo egli non era un alcoolizzato (cfr. perizia p. 28),
nondimeno egli faceva in modo abituale un uso nocivo dell’alcool (e di ciò si
dirà ancora in seguito, con particolare riferimento ai suoi “precedenti”).

Si è detto che IM 1, nel giugno del 1996, ha perso il posto di apprendista muratore. Egli si è così iscritto alla disoccupazione. 

All’atto dell’arresto percepiva un’indennità di fr. 1’200.- mensili. Dopo le
vacanze estive (come si vedrà, egli ha trascorso il mese di agosto in __________
con la mamma, la sorellina e __________), e fino all’arresto, egli passava le
giornate soprattutto in compagnia di __________, facendo o ascoltando musica
con lui, in casa a Cadempino, oppure recandosi con lui in bar o ritrovi. A suo
dire, personalmente, si dava anche da fare per cercare un altro posto di
lavoro, purtroppo senza esito.

Saltuario consumatore di haschisch fino alla primavera del 1996, aveva poi
aumentato il consumo di tale sostanza in concomitanza con la sua frequentazione
di __________. In compenso aveva diminuito un po’ la quantità di alcool che era
solito bere.

Venendo al rapporto tra IM 1 e __________ si anticipa qui che i due si sono
conosciuti casualmente, tramite amici comuni, nell’aprile del 1996.

__________, idraulico di professione, all’atto della sua morte e nei mesi
precedenti non lavorava, non si sa (perché dagli atti non emerge) se perché
disoccupato o perché “in infortunio” (IM 1 al dibattimento non ha saputo essere
più preciso al riguardo).

Pregiudicato nei termini di cui si dirà, __________ è nato il __________.
Figlio di genitori che non si sono sposati tra di loro, egli è stato cresciuto
dalla madre e dal patrigno, __________, a __________. Dagli atti non emerge
granché circa la vita anteriore di __________. In particolare non si sa quando
ha lasciato la famiglia. Sta di fatto che dal 1991 al 1994 ha convissuto con __________, operaia, domiciliata attualmente a __________, dalla quale l’8.1.193
ha avuto una bimba (__________) che egli ha riconosciuto. Poiché la relazione
con la donna è stata “burrascosa”, i due si sono presto separati e, per quanto
noto, la bimba veniva cresciuta dalla madre.

Dal verbale da lei reso il 16.10.1996 (all. 32 al rapporto di Polizia doc. 42)
risulta che __________ “si occupava poco per non dire niente della nostra
bambina e questo fatto mi faceva arrabbiare parecchio…”.

Dopo la separazione dalla __________, si sa che __________ ha avuto una
relazione con un’altra giovane donna (cfr. verbale in atti, all. 38 al rapporto
di Polizia), durata, con delle interruzioni, più o meno dall’ottobre 1995 al
maggio 1996, ma non è noto se i due convivessero e, se si, dove. Sta di fatto
che nel giugno 1996 __________ non aveva un luogo suo in cui abitare poiché è
noto che per una settimana fu ospitato dall’amico __________ (cfr. all. 35 al
rapporto di Polizia) e poi, a partire da metà mese circa, presso IM 1. Al
proposito va segnalato che il 30/31.05.1996 i IM 1 avevano traslocato da __________
a __________ e __________ li aveva aiutati nel trasloco.

Così dopo aver lasciato la casa di __________, verso la metà del giugno 1996, __________
era diventato ospite fisso dei IM 1. (…).

 

2. I precedenti

Venendo ai precedenti penali di IM 1, si ha che dal casellario (in atti sub
doc. 33 del classeur, atti pervenuti dopo l’atto d’accusa) emerge unicamente
una condanna a 15 giorni di detenzione (sospesi condizionalmente per anni due)
del 12.02.1996, formulata dal Ministero Pubblico di __________ per furto di
lieve entità, ripetuto danneggiamento, ripetuta contravvenzione alla LF
stupefacenti.

Per conoscere un po’ più da vicino tali “precedenti”, sono stati acquisiti agli
atti gli incarti relativi alla suddetta condanna ed anche quelli della Magistratura
dei minorenni. Da essi (cfr. doc. 34 degli atti prodotti dopo l’atto d’accusa),
emerge sostanzialmente quanto segue:

 

- IM 1 è stato ammonito dalla Magistratura dei minorenni il
22.07.1992, durante un’udienza alla quale si è presentato con i genitori.

Secondo una nota nell’incarto N° 269, chi aveva trattato il caso, aveva
rilevato “in casa nessun problema particolare”. All’epoca IM 1 aveva appena
terminato la quarta media ed era stato denunciato dalla Polizia alla
Magistratura dei minorenni per il furto, commesso in correità con altri
minorenni, di tre pacchi postali contenenti apparecchi elettronici e salumi per
un valore di circa 600.-; furto commesso alla stazione di __________ il
22.01.1992. Nel luglio 1992, IM 1 ebbe poi a commettere il furto di un
ciclomotore;

- il 22.09.1992, di nuovo, l’accusato, insieme al padre, doveva
presentarsi alla Magistratura dei minorenni. Dopo la prima udienza del
22.07.1992 era infatti emerso che egli, sottratti degli accendini da un
negozio, si era poi messo a venderli per strada.

La decisione nei confronti di IM 1 veniva rinviata per un anno. Si legge nella
nota di chi incontrò l’accusato e il padre quel 22.09.1992 che “…Al momento
attuale ha iniziato un apprendistato. Il padre è molto contento del
comportamento del ragazzo, la prognosi è favorevole ma da verificare…”;

- con decreto del 18.07.1995, IM 1 è stato condannato a una multa
di fr. 150.-- per il furto di bibite alcoliche di circa fr. 400.-- commesso da
lui, insieme ad altri giovani, in danno del Bar __________ a __________, il
18.06.1995. Mancava poco meno di un mese al suo diciottesimo compleanno.

Dal verbale 19.06.1995 allora reso da IM 1 si evince che quella sera lui e i
suoi compagni (tale __________ e tale __________) avevano abusato di bevande
alcoliche, dapprima di birra acquistata al negozio “Aperto” della stazione FFS
e poi di superalcoolici rubati per l’appunto al Bar __________, dove erano
penetrati attraverso una finestra.

L’amico __________ aveva poi danneggiato delle vetture posteggiate nei pressi. IM
1 da parte sua aveva negato di avere personalmente commesso vandalismi e
danneggiamenti.

In quell’occasione, IM 1 era stato sottoposto al test dell’alcoolmeter che
aveva evidenziato un tasso dello 0.48 per mille.

In un primo verbale il IM 1 aveva negato il furto, che aveva poi ammesso;

- i successivi interventi della Polizia sono quelli culminati nel
DAP citato del 12.02.1996. Con detto decreto sono stati sanzionati i
comportamenti di IM 1, relativi a reati commessi la notte sul 30.10.1995,
rispettivamente la sera del 03.11.1995.

La notte sul 30.10.1995, la Polizia è intervenuta verso le 03.15 di mattina su
Viale __________, allertata dai militi dell’ambulanza che avevano dovuto
soccorrere __________ praticandogli quindici punti di sutura alla coscia
destra.

La Polizia ha poi chiarito (anche in questo caso IM 1 inizialmente ha negato)
che i due, trascorsa la serata allo Studio __________, avevano rubato, con
scasso, in un edicola, dei coltellini militari (un secondo tentativo di furto
al negozio __________ era andato a vuoto), dopodiché con uno dei coltellini
rubati, IM 1 aveva ferito __________.

La vittima aveva asserito di essersi accorta del taglio solo dopo aver visto il
sangue e non ha sporto querela.

IM 1 non è quindi stato perseguitato per la lesione arrecata, sulla quale,
s’era espresso nei seguenti termini:

 

- verbale 30.10.1995, ore 04.00:

"
…Ad un dato momento, non so dire come sia successo, ho tagliato
una gamba, all’altezza della coscia destra, sulla parte posteriore, all’amico __________.
Non so assolutamente spiegare come sia successo. Probabilmente camminavamo ed
io avendo il coltello aperto nel muovermi ho sferrato un colpo senza volerlo…”

 

- verbale 30.10.1995, ore 14.10:

"
…Dopo aver preso i coltellini siamo ritornati verso il “liceo”. Abbiamo
quindi iniziato a lanciare i coltellini verso un albero. Ad un dato momento, e
non mi so spiegare il perché, ho dato una coltellata alla gamba destra
dell’amico, ferendolo alla coscia. 

Dopo qualche attimo l’amico si accorgeva che aveva i pantaloni tagliati e che
era ferito; perdeva anche del sangue. Poi entrambi abbiamo fermato una vettura
pubblica (taxi) ed abbiamo chiesto soccorso chiedendo se ci poteva portare
all’ospedale. Il tassametrista ha provveduto a chiedere l’intervento
dell’ambulanza via radio chiamando la sua centrale.

Sono poi stato accompagnato presso questi uffici unitamente all’amico, dopo che
quest’ultimo era stato medicato presso l’Ospedale __________ di __________.

A richiesta del verbalizzante preciso che il ferimento dell’amico non è stato
volontario ma accidentale; non volevo assolutamente procurargli delle ferite in
quanto come già detto stavamo giocando entrambi…”.

Certo è che anche in quell’occasione IM 1 aveva bevuto dell’alcool, al punto
che il test dell’alcoolmeter aveva indicato un tasso dello 1.37 per mille.

Sottoposto a prova tossicologica IM 1 era risultato positivo alla canapa.

A proposito dei vandalismi operati in danno dell’edicola e del negozio __________,
aveva all’epoca dichiarato (cfr. già citato verbale 30.10.1995 ore 04.00);

"
...vorrei dire che prima di ferire il __________ ho rotto la
vetrina dell’edicola __________ con un calcio. Non so come mai mi sia presa
questa mania di rompere le vetrine. Suppongo poiché avevo bevuto in precedenza.
Vorrei pure aggiungere che prima delle birre avevamo bevuto tutti e due un
litro a testa di vino.

Tutto questo comunque non era finalizzato a compiere furti ma unicamente un
modo stupido di divertirci.

Capisco di aver sbagliato e ribadisco che ho agito così unicamente poiché avevo
bevuto e non ho retto l’alcool…”

Col che se ne deve dedurre che IM 1, quantomeno da quella volta
sul 30.10.1995, ben aveva compreso l’effetto dirompente che aveva su di lui
l’alcool (se già non l’aveva capito prima, ad esempio la notte del furto al Bar
__________).

Rilasciato il 30.10.1995, alle ore 16.00, IM 1 si faceva riarrestare quattro
giorni dopo, ovvero verso le 23.15 del 03.11.1995, nelle seguenti circostanze
(cfr. rapporto di Polizia del 13.12.1995):

"
…Nella serata del giorno 3 novembre u.s. su segnalazione del
signor __________, __________, dom. a __________, impiegato presso la stazione FFS
di __________, venivano arrestati i summenzionati IM 1 e __________, rei di
aver danneggiato, rompendola, la barriera di entrata del posteggio FFS (ex scalo
merci) sul piazzale della Stazione di __________.

In un primo tempo sembrava pure che IM 1 fosse passato a vie di fatto nei
confronti dello stesso __________ ma in un secondo tempo, grazie ad un
contraddittorio tra i due si è dovuto ridimensionare il fatto. In sostanza il IM
1 ha solo cercato di liberarsi dal __________ che lo aveva preso per un braccio
con l’intenzione di accompagnarlo in stazione per avere i suoi dati.

Nelle stesse circostanze di luogo e di tempo è stato pure accertato che il __________
si è reso autore di un danneggiamento ad un segnale stradale posto alla rotonda
prospiciente l’accesso al parcheggio FFS. In questo caso la segnaletica è stata
divelta a calci.

Il Municipio di __________, per questi fatti, non ha inoltrato querela penale.

Possiamo segnalare che i due giovani in questione fanno parte di un gruppo che
è solito ritrovarsi presso il piazzale della Stazione.

Approfittando del fatto che il negozio “Aperto” chiude alle ore 22.00 possono
approvvigionarsi facilmente di bevande alcoliche e poi un po’ brilli questi
giovani si lasciano andare a danneggiamenti o vandalismi.

Negli ultimi tempi non si contano più i danneggiamenti ed i vandalismi avvenuti
sul sedime della stazione e sui sedimi privati posti nelle vicinanze della
stessa…”

Quella sera, il test dell’alcoolmeter aveva dato, per IM 1, un tasso dello 1.10
per mille.

Il test tossicologico invece ha risultato negativo.

Per quanto riguarda le vie di fatto, non perseguibili per ritiro di querela,
così si erano espressi il funzionario FFS __________ e il IM 1, sentiti in
contraddittorio:

 

"
… IM 1, __________, altre generalità agli atti e

__________, __________, altre generalità note.

Analogamente interrogati, dichiarano:

D. __________ 

Vuole essere più preciso circa le sue dichiarazioni nel verbale odierno delle
ore 00.15 in riguardo a quanto lei dice che il giovane biondo le ha messo le
mani addosso?

R. __________ 

Confermo il verbale reso durante la nottata e per quanto concerne le vie di
fatto preciso che una volta notato il IM 1 danneggiare la barriera di entrata
al posteggio FFS mi sono avvicinato a lui e l’ho preso per un braccio e l’ho
invitato a seguirmi al Comando della stazione. Il giovane innanzitutto mi ha
risposto in modo molto sgarbato rivolgendomi epiteti quali “stronzo e testa di
cazzo”, poi per liberarsi mi ha dato uno spintone. Non è che sia successo
altro; non ci sono stati colpi quali pugni o schiaffi. Da parte mia mi sono
quindi allontanato per l’avvicinarsi con fare minaccioso del suo amico.

D. IM 1

Cosa ha da dire in relazione alla dichiarazione del __________?

R. IM 1

In sostanza quanto dichiarato dal __________ è vero. Quando mi ha preso per
un braccio io ho pensato che lui intendeva “inzingarmi” ed è stato appunto per
liberarmi ed evitare il suo contatto che l’ho spintonato, il tutto è finito
quando sono riuscito a liberarmi…”

IM 1 era poi stato rilasciato il 05.11.1995.

Al dibattimento si sono poi chiarite le circostanze relative a due ulteriori
episodi (di cui di parla nella perizia) che hanno visto IM 1 protagonista di
alterchi avvenuti sotto la spinta dell’alcool.

Il primo è quello di un litigio avvenuto ad __________ la notte del capodanno
del 1996. IM 1 si era recato a una festa nel borgo leventinese e durante la
serata aveva bevuto fuori misura.

Ad un certo punto - così si è espresso testualmente l’accusato al dibattimento
- un ragazzo del luogo l’avrebbe “guardato storto”, col che egli fu preso da
subitanea rabbia, lo affrontò facendo roteare una sedia. Ne seguì una zuffa
nella quale IM 1 ebbe la peggio perché il ragazzo leventinese trovò l’aiuto di
altri amici del posto. Finì con lui che piangeva fuori dal locale ove era
dovuta accorrere anche la locale Polizia.

Il secondo episodio risale a qualche mese dopo. IM 1 aveva ricevuto un cattivo
giudizio a scuola e in casa era stato rimproverato. Sotto la spinta della
rabbia, avendo anche in quell’occasione troppo bevuto e per di più preso
medicamenti, egli lasciò l’appartamento sbattendo la porta a vetri dello
stabile con tanta foga da farla cadere in pezzi, allarmando gli inquilini.
Giunto in strada strappò la griglia di un tombino e la gettò per aria. Accorse
la Polizia anche in quell’occasione. La madre, in seguito, gli presentò un
operatore della __________ affinché egli discutesse con lui del suo problema
con l’alcool e delle reazioni che gliene venivano, ma la cosa poi non ebbe un
seguito.

Per quanto attiene ai precedenti penali della vittima __________, risulta dal
casellario in atti, che lo stesso (cfr. doc. 33 dopo l’atto d’accusa) è stato
processato due volte alle Assise Correzionali.

Il 16.09.1987 è stato condannato a tre mesi di detenzione per ripetuto furto e
per ripetuta circolazione senza licenza. Inizialmente la pena è stata sospesa
condizionalmente, ma la sospensione è poi stata revocata in occasione della
seconda condanna del 19 gennaio 1988, dove nuovamente a __________ sono stati
inflitti tre mesi di detenzione (da espiare) per ripetuto furto e ripetuta
circolazione senza licenza di condurre.”

 

Posto in libertà condizionata e sottoposto ad assistenza
riabilitativa dal 20 marzo 2003, ha svolto diversi lavori dapprima all’__________
e poi anche presso datori di lavoro esterni alla struttura carceraria. Nel
periodo di prova fissato in 5 anni ha subito una nuova condanna a 90 aliquote
giornaliere da fr. 60.- l’una (con quali criteri sia stata fissata la singola
aliquota, conto tenuto che non ha mai disposto di mezzi al di sopra del minimo
vitale, è rimasto un mistero) sospesi per 5 anni per reati contro la
circolazione. Il 4 marzo 2009 la Pretura Penale lo ha condannato a 360 ore di
LPU per guida senza licenza di circolazione, pena interamente espiata.

 

Sul periodo post espiazione la perizia psichiatrica informa:

 

"
Durante il periodo di semi-libertà avrebbe lavorato, per 6-8
mesi, all’ “__________” di __________, azienda agricola; successivamente, tanto
durante i mesi conclusivi della pena quanto anche, per un totale di circa due
anni, dopo conclusione della stessa, come ceramista (vasaio – fabbricava
soprattutto grossi vasi per giardino ma anche soprammobili e affini) per il
ceramista __________ di __________.

 

Il 20.08.2003 il peritando sarebbe diventato padre di __________,
figlia di __________ e – ricorda – in quel momento era ancora alle dipendenze
di __________. Vista la nuova situazione, avrebbe chiesto al datore di lavoro
un aumento di stipendio, che sarebbe stato allora di soli 2'500.-- franchi
netti, ma __________, adducendo mancanza di lavoro, non avrebbe potuto
concederglielo.

 

Presa mezza giornata di permesso, il peritando avrebbe subito trovato
lavoro in un'impresa di costruzioni (__________) di __________, dove avrebbe
iniziato a lavorare nel gennaio del 2004, percependo un salario netto di fr. 3'400.--
(approssimativamente). Non si ricorderebbe bene per quanto tempo avrebbe
lavorato per questa impresa, crede per circa due anni.

 

Il lavoro nell’edilizia avrebbe provocato in lui “una specie di
artrosi” e a causa dei dolori non sarebbe più stato grado di lavorare. Discussa
questa situazione con il datore di lavoro, di comune accordo si sarebbe deciso
il licenziamento e il peritando sarebbe stato, per i successivi 7 mesi, in
disoccupazione (e così “riposo un po' le mani”). Poi avrebbe incontrato un
ex-compagno della scuola di muratori, __________, che l'avrebbe preso a
lavorare con sé nell'impresa di famiglia __________, di __________, per un
salario di fr. 4'200.-- mensili. Neppure in questo caso ricorderebbe con
precisione la durata dell'impiego, ritiene sia stato di circa due anni.

 

Poi sarebbe passato alle dipendenze dell’impresa “__________” cui
sarebbe stato inviato dallo stesso __________. Mentre lavorava per questa
impresa (secondo i suoi calcoli sarebbe stato il 2007, il che però fa pensare
che i periodi di lavoro presso __________ e __________ siano stati inferiori ai
due anni) la relazione con __________ si sarebbe interrotta. Avrebbero litigato
spesso e __________ si sarebbe innamorata di un altro uomo, col quale tuttora
vivrebbe e dal quale avrebbe appena avuto un bambino (“che ora ha tre mesi” -
?). Lui ci sarebbe “rimasto un po' male, un po' deluso ...”. Avrebbe continuato
ad andare a lavorare ma sarebbe stato “molto giù di morale” e sarebbe stato
inefficiente, tanto che il datore di lavoro, preso atto di questa sua
situazione, l'avrebbe “mandato in disoccupazione”, condizione in cui sarebbe
rimasto per un anno e mezzo (“l’ho fatta tutta”) frequentando tuttavia corsi di
formazione e programmi occupazionali, rimanendo perciò sostanzialmente attivo.
Avrebbe frequentato un corso come saldatore e poi operato nella costruzione di
muri in pietra e selciati a __________.

 

In quegli anni si sarebbe trasferito da __________ a __________ e
qui sarebbero iniziati i problemi con __________. Al momento della separazione,
lui si sarebbe trasferito ad __________ dove avrebbe vissuto per alcuni mesi in
un appartamento trovatogli da __________ stessa a contratto mensile. Per
qualche mese avrebbe poi vissuto con suo padre, a __________. Per stare più
vicino a __________, che con la madre e il di lei nuovo amico si era, nel
frattempo, trasferita a __________, appena sopra __________, si sarebbe
trasferito a __________, dove sarebbe rimasto poco tempo, per poi spostarsi a __________.
Per recarsi al lavoro a __________ con i mezzi pubblici avrebbe dovuto partire
alle ore 05.15, raggiungendo il posto di lavoro in località __________, sopra __________,
utilizzando autobus, treno, autopostale, pulmino organizzato dalla
disoccupazione e percorrendo l’ultimo tratto a piedi, in montagna.

Si sarebbe trattato di un bel lavoro, in mezzo al verde; oltre a
costruire i muretti e il selciato si zappavano vigneti e si pulivano i boschi.
Con il capo squadra, di cui non ricorderebbe il nome, avrebbe avuto un buon
rapporto.

 

Mentre soggiornava ad __________, avrebbe allacciato una nuova
relazione sentimentale con tale __________, residente a __________, che avrebbe
visto “ogni tanto”. Questa relazione sarebbe durata “circa due anni”.

 

Da __________, il peritando si sarebbe trasferito a __________
(continuando a lavorare a __________) e in quel periodo la storia con __________
si sarebbe interrotta. Lui avrebbe iniziato a consumare super-alcolici (Whisky)
in grosse quantità.

 

Nell’agosto del 2009 avrebbe finito tanto il programma
occupazionale quanto il diritto alle indennità di disoccupazione. Benché
facesse molte ricerche di lavoro, non ne avrebbe trovato. Il consumo di alcol sarebbe
stato così massiccio da causare malesseri fisici importanti.

 

Avrebbe chiesto aiuto al padre, che sarebbe andato a visitare a __________,
al quale avrebbe detto che “non ce la faceva più” e che doveva farsi aiutare
per liberarsi dall'alcol. Si sarebbe ricoverato volontariamente all'Ospedale __________
e da qui, il 24.09.2009, sarebbe stato inviato, in ricovero volontario alla
Clinica Psichiatrica __________. Avrebbe trascorso due mesi nel reparto “__________”,
due mesi al “__________” e altri due mesi in un appartamento sito sopra il
ristorante all’interno del sedime della __________. Suo medico di riferimento
sarebbe stato il Dr. __________.

Sarebbe stato dimesso nel marzo del 2010, aiutato economicamente
dalla Pubblica Assistenza che a partire dal gennaio di quell'anno avrebbe
pagato l'affitto e le spese indispensabili, compreso l'affitto arretrato degli
ultimi mesi del 2009.

 

Il peritando spiega di essere finito in questa situazione di
dipendenza dall’alcol perché sarebbe crollato a causa dell’incertezza
esistenziale, della perdita di __________, della sua incapacità di gestirsi
economicamente.

 

Dimesso dalla __________, sarebbe andato a vivere a “__________”,
seguito dal Dr. __________. Qui sarebbe rimasto sino al 15.08.2010. Poi avrebbe
tentato di ricostruirsi una vita autonoma e avrebbe trovato un appartamento a __________.
Nel periodo di soggiorno a “__________" si sarebbe occupato in lavori di
pubblica utilità ai quali sarebbe astretto a causa di alcune multe comminategli
per guida senza patente e altre infrazioni alla legge sulla circolazione
stradale.

Avrebbe nuovamente lavorato in un laboratorio di ceramica di __________
(non quello di __________) e poi per il “__________” nella pulizia degli argini
del fiume, poi ancora per la __________ di __________ (terapia ortoculturale)
come aiuto giardiniere, in totale per circa 3 mesi.

Per la Fondazione __________ avrebbe lavorato per due mesi anche
dopo il suo trasferimento a __________, fino al novembre 2010, quando __________
avrebbe chiuso per la pausa invernale.

Si sarebbe sentito “un po’ in vacanza”, non sarebbe riuscito a
gestirsi e avrebbe ricominciato a bere. Sino al febbraio 2011 avrebbe bevuto
“moltissimo”, soprattutto Vodka. Il suo consumo sarebbe stato concentrato in
alcuni giorni, cui sarebbero seguiti altri giorni di completa astinenza.

 

In questo periodo (e precisamente l’8.02.2011), sotto l’influsso
dell’alcol, una volta avrebbe litigato con l’autista di un autopostale, a __________.
Il peritando non ricorda bene i particolari di questa vicenda, ritiene di
essere salito per sbaglio su un autopostale che andava ad una destinazione
diversa dalla sua e di aver provocato l’autista che alla fine avrebbe reagito
utilizzando uno spray al pepe e facendo intervenire la Polizia.

 

Un’altra volta, “una sera ero in giro con un ragazzo, ho bevuto
tanto alcol e un po’ di cocaina (ogni tanto la usavo nell’ultimo periodo)”. Il
suo compagno avrebbe iniziato a litigare con un altro giovane e lui sarebbe
intervenuto per dividerli. Il giovane con cui il suo compagno aveva attaccato
briga avrebbe poi dichiarato di essere stato rapinato (il peritando nega
fermamente e asserisce di essere intervenuto semplicemente per separare i due
rissosi).

 

Vi sarebbe poi un altro episodio che il peritando giudica più
grave. In quel periodo sarebbe spesso venuto a __________ per parlare con suo
padre, che l’avrebbe esortato a smettere di bere, ma quando ci provava
sarebbero sopravvenuto sintomi di astinenza.

 

A __________, dove avrebbe vissuto più tranquillamente, sarebbe
riuscito a stare anche senza bere, a __________ invece no. Dichiara che, anche
quando aveva bevuto, non avrebbe presentato sintomi di ubriachezza, difficoltà
di deambulazione, vertigini, ecc. 

Nel febbraio di quest’anno avrebbe bevuto poco perché avrebbe
trascorso alcuni giorni a __________ presso uno zio e un cugino, abitanti in
via __________, che aiutava a dipingere l'interno delle loro abitazioni.

Una sera di quei giorni sarebbe stato a casa del padre e qui avrebbe
iniziato a bere molto (alcol che aveva comprato lui poiché il padre
consumerebbe molto poco) e dopo aver scolato due bottiglie di Vodka avrebbe
iniziato a “delirare un po', a trattarlo anche un po' male” (il padre). 

Siccome proprio in quel periodo aveva rivisto __________,
rientrata in Ticino dall’__________ dove aveva trascorso un periodo (in una
comunità per tossicodipendenti), e con lei aveva trascorso alcuni momenti e
anche una notte o due, senza però che __________ volesse ripristinare la loro relazione,
egli avrebbe chiesto al padre di recarsi con lui a parlare con __________ e sua
madre. Il padre avrebbe rifiutato rispondendogli che “non sono problemi miei”
ed egli, che “avevo bevuto veramente tanto”, avrebbe costretto il padre ad
andare con lui. Il padre si sarebbe arrabbiato, gli avrebbe dato una sberla,
lui gliel'avrebbe restituita e tra di loro sarebbe sorta una zuffa per la
strada. Naturalmente, lui sarebbe stato più forte del padre al quale “ho fatto
un po’ male…, gli ho fatto un pìccolo ematoma…”. Ciò sarebbe avvenuto in Piazza
__________ il 21.02.2011. 

Un passante avrebbe chiamato la polizia, sarebbe stato fermato e
trasferito in __________.

Il padre sarebbe stato ricoverato in Ospedale dove sarebbe rimasto
in osservazione per due giorni.

 

Il peritando ricorda che prima della lite col padre e davanti a
quest’ultimo si sarebbe tagliato l’avambraccio sinistro (che effettivamente
presenta tre cicatrici relativamente fresche).

 

Il 22.02.2011 il peritando sarebbe stato portato dalla __________
negli uffici della polizia di __________ per le formalità del caso. A quanto
asserisce non sarebbe stato in stato di arresto ma per caso, nei corridoi della
polizia, sarebbe stato riconosciuto dalla vittima della “rapina” che si trovava
lì in relazione a questa faccenda e che l’avrebbe indicato come “il secondo”
dei suoi aggressori. Per questo motivo sarebbe stato arrestato e trasferito, il
23 febbraio, al Carcere __________.”

(AI 97 p. 3-6).

 

Quanto alle cure di sostegno psicologico dicasi che non sempre
l’accusato si è presentato a tutti gli incontri fissati dall’operatore (AI 86).

 

 

                                   2.   Nemmeno IM 2 è incensurato.
Con sentenza 13 marzo 2008 della Presidente delle Assise Correzionali di __________
è stato riconosciuto colpevole di coazione sessuale, lesioni semplici ripetute,
ingiuria ripetuta, danneggiamento, violazione di domicilio e contravvenzione
alla LStup ed è stato condannato alla pena detentiva di 10 mesi con la
condizionale per due anni. In tale giudizio si legge:

 

"
A. Sulla vita

 

1. IM 2, nato il __________ a __________, è cittadino __________,
domiciliato a __________.

Il padre è direttore della __________ di __________, la madre è
casalinga. Ha un fratello maggiore, __________, il quale è dipendente della __________.

Terminate le scuole dell’obbligo, IM 2 ha frequentato il liceo,
all’Istituto __________ di __________, senza conseguire la maturità. Nel 2005,
infatti, mentre stava ripetendo la quarta liceo, decise di abbandonare gli
studi poiché – così come riferito, in aula, dall’imputato – non gli
interessavano. Le sue prime esperienze di lavoro furono a tempo determinato e
gli vennero procurate dall’agenzia di collocamento Sottel. Nel marzo del 2006,
venne assunto alle dipendenze della __________, prima come stagaire e poi come
apprendista impiegato in logistica. Le sue mansioni - descritte nell’attestato
22.9.2006 agli atti (AI 17) – consistono nella riorganizzazione del materiale
in magazzino, nella gestione dei bollettini materiale in uscita,
nell’inserimento dati con ordinatore, nella preparazione del materiale, per le
consegne, nelle consegne a domicilio e nella vendita diretta ai clienti.

In aula, IM 2 si è detto soddisfatto della strada professionale
intrapresa ed è intenzionato a conseguire il diploma professionale ed, in
seguito, la maturità professionale. 

IM 2 percepisce uno stipendio lordo di fr. 1'200.— e, abitando in
casa con i genitori che, tra l’altro, contribuiscono al pagamento del
contributo di cassa malati, non ha spese particolari, se non quelle
strettamente personali.

 

IM 2 ha iniziato a consumare marijuana “per il piacere di fumare”
nel 2002 e ne ha fatto un uso, più o meno, regolare fino alla fine del 2007.

IM 2 ha spiegato di avere smesso il consumo di marijuana poiché
seriamente intenzionato ad ottenere la patente - il cui rilascio è condizionato
agli esiti dei controlli delle urine – e perché si è reso conto degli affetti
negativi che il consumo della sostanza stupefacente gli provocava. L’accusato
ha, altresì, dichiarato di avere, nel frattempo, smesso anche di eccedere nel
consumo di bevande alcoliche.

 

B. I precedenti penali

 

2. IM 2 è stato condannato dalla pretura penale
l’11.11.2004 per titolo di lesioni semplici, inosservanza dei doveri in caso di
infortunio e contravvenzione alla legge sugli stupefacenti alla pena di 3
giorni di detenzione, posti al beneficio della sospensione condizionale per un
periodo di 2 anni (cfr. AI 7).

 

C. Inchieste a carico dell’imputato

 

3. A distanza di un mese dalla condanna emessa dalla
Pretura penale, IM 2  è stato oggetto di quattro inchieste penali, dal 10
dicembre 2004 al 5 agosto 2005.

 

3.1. La prima inchiesta ha preso avvio dalla denuncia
presentata da __________, in data 10 dicembre 2004, alla polizia cantonale. In
sostanza, la ragazza rimproverava a IM 2, con il quale intratteneva una
relazione sentimentale, di averle usato violenza fisica, psichica e sessuale la
sera stessa della denuncia. IM 2 ha, dapprima, negato ogni addebito, sporgendo,
a sua volta, denuncia contro __________ per titolo di lesioni semplici e vie di
fatto. In seguito, presentandosi spontaneamente in polizia il 6 gennaio 2005,
l’accusato ritrattò la sua versione dei fatti, ritirò la sua denuncia ed ammise
che quanto denunciato dalla sua ragazza corrispondeva alla verità.

 

3.2. Da lì a poco, prese avvio una seconda inchiesta a
carico di IM 2. La denuncia fu presentata, in data 26 febbraio 2005, da __________
e da __________ per titolo di lesioni semplici, ingiuria, danneggiamento ed
altri reati. Le due ragazze rimproveravano a IM 2 di averle, quella sera
stessa, prima importunate, poi insultate e di avere, in seguito, danneggiato
l’autovettura della __________ e colpito la __________ al capo. IM 2, sentito
dalla polizia, ammise, in sostanza, le sue responsabilità, anche se, nella sua
versione dei fatti, affermò di essere stato, a sua volta, provocato dalle due
ragazze.

 

3.3. Con denuncia scritta, indirizzata al ministero
pubblico in data 14 luglio 2005, __________ - che, nel frattempo, aveva ripreso
la sua relazione sentimentale con IM 2 – denunciò nuovamente IM 2, questa volta
per titolo di lesioni semplici, vie di fatto, ingiurie ed altri reati.

Secondo il dire della ragazza, il 9 luglio 2005, IM 2 l’aveva
nuovamente picchiata ed insultata.

 

3.4. Il 5 agosto 2005, IM 2 venne denunciato da parte delle
polizia comunale di __________ per titolo di contravvenzione alla legge sugli
stupefacenti, siccome fu trovato in possesso di 11 grammi di marijuana.

 

Dal 5 agosto 2005, IM 2 ha tenuto buona condotta, non avendo più
interessato le autorità di perseguimento penale.”

(72.2008.2 p. 9-11).

 

All’epoca IM 2 lavorava presso la ditta di cui il padre era
direttore. Con il decesso del padre, avvenuto nel 2009, la nuova direzione ha
proceduto ad una ristrutturazione del personale. Purtroppo IM 2 ha perso il
lavoro e, quindi, anche le prospettive di ultimare la sua formazione.

 

Attualmente IM 2 è collocato presso la fondazione “__________”. Il
collocamento è avvenuto con eccessiva sufficienza, senza che fossero esplorate
in modo approfondito le ragioni, le motivazioni e la proporzionalità della
misura. Al di là degli sforzi fatti dal difensore, il provvedimento è stato
ordinato senza un progetto chiaro indicante gli obbiettivi e le fasi della
presa a carico. Nella realtà si ha che, con scritto del 10 marzo 2011 (AI 24)
il difensore ha chiesto “un rapporto psichiatrico che si determini su (…)
l’opportunità di avviare un trattamento ambulatorialeo stazionario con
sospensione del procedimento penale” facendo sì riferimento a documentazione
medica e psichiatrica asseritamente allegata, ma in realtà ha omesso di
allegarla. Il Magistrato ha comunque ordinato la misura senza nemmeno conoscere
il contenuto di detta documentazione, che risulta essere, peraltro, l’unica che
potesse in qualche modo giustificare il provvedimento visto che nessun rapporto
medico specialistico è stato nel frattempo allestito. La relativa
documentazione è stata annessa agli atti, su richiesta di questo Presidente,
soltanto all’udienza preliminare del 20 ottobre 2011, mentre lo scambio di mail
che ha preceduto il collocamento è stato prodotto dal difensore soltanto al
dibattimento. Nemmeno un piano dettagliato delle fasi degli obbiettivi del
trattamento è stato posto agli atti ai fini della misura.

Sia che sia la Corte non ha ritenuto dati i presupposti per
mantenere la misura, così come ordinata, imponendo però al condannato di
proseguirla quale norma di condotta. Ci torneremo.

 

 

                                   3.   Sui fatti si ha quanto
segue.

 

                                  a)   Incontestate sono le
imputazioni di cui ai N. 4-7 dell’AA a carico di IM 1 e quella di cui al N. 3 a carico di IM 2. Per le stesse si rinvia, pertanto, alla lettura degli atti di accusa.

 

                                  b)   Per quel che è della tentata
rapina, imputata ad entrambi i prevenuti, la Corte ha ritenuto che, in
generale, la ricostruzione dei fatti su basi testimoniali risulta, trattandosi
di momenti di concitazione e del tutto inattesi da parte della vittima e delle
persone che stavano con lei, problematica proprio per la dinamica degli eventi.
E’ quindi partita dagli elementi certi, incontrovertibili e meglio: le lesioni
riportate dalla vittima, le sue condizioni di portatore di handicap (protesi
alla gamba) che escludono che sia stata lei a provocare la lite, il suo
racconto lineare e senza contraddizioni fornito alla polizia ed al MP
contrapposto ad una versione scostante del IM 1 e ad una del tutto
inutilizzabile del IM 2 che si è detto del tutto incapace di ricordare alcunché
a causa del suo stato influenzato dall’abuso di alcol, nonché il fatto,
confermato da tutti i testimoni, che il fratello della vittima era davanti e
che, quindi, è intervenuto solo per difenderla.

 

Accertato che IM 2 e IM 1 hanno aggredito ACPR 1 nei modi e nei
tempi descritti nell’atto di accusa e che questi ha riportato le lesioni
indicate nel certificato medico del 24 febbraio 2011 (AI 96, allegato 29), la
Corte si è chiesta quali fossero i motivi che hanno spinto i due ad agire in
modo proditorio contro la vittima che nemmeno conoscevano. Non ha trovato una
risposta certa. Diversi elementi porterebbero a ritenere che abbiano agito a
scopo di lucro, per fare un furto, come il frugare nelle tasche della vittima.
Tuttavia, su questo punto, ella riferisce di sue sensazioni, senza poterne
essere graniticamente certa. E’, quindi, prevalso, nella Corte il convincimento
che non si è trattato di una rapina e, meglio, di un’aggressione al fine di
commettere un furto. Detto che i due non avevano bisogno di soldi poiché IM 2,
rientrato a casa in taxi subito dopo i fatti della pensilina, ancora disponeva
di denaro sufficiente per pagare la corsa, l’intera serata, passata dai due tra
il consumo smodato di alcol e quello di droga, fa piuttosto propendere per
un’aggressione fine a sé stessa, commessa da due balordi che hanno così inteso
mettere la cosiddetta ciliegina sulla torta, aggredendo il primo che è capitato
loro a tiro. Con il che i due sono stati condannati per aggressione in concorso
con il danneggiamento (protesi alla gamba).

 

                                   c)   Per quel che è
dell’imputazioni di lesioni gravi ai danni del padre, osservisi che i fatti
sono stati accertati sulla base delle immagini (agli atti) riprese
dall’impianto di video sorveglianza, dove IM 1 è ripreso mentre colpisce più
volte il padre, che pure si difende. La lettura di quanto accaduto si spiega
con l’antefatto e meglio con quanto è accaduto prima. Quel giorno infatti IM 1,
che aveva passato la notte a casa del padre, si è alzato e si è recato alla __________
ad acquistare una bottiglia di superalcolici dopo aver bevuto gli ultimi sorsi
che erano rimasti nella bottiglia che ancora aveva in casa. Rientrato, ha
continuato a bere e, poi, ha iniziato ad inveire contro il padre, fino a
strappare le tende e a pretendere di essere accompagnato presso i genitori
della sua ex compagna, a __________, per discutere con loro dei suoi problemi
di coppia, cosa che il genitore non intendeva fare trattandosi di questioni
riservate del figlio, nelle quali non voleva immischiarsi. In effetti, proprio
in quel periodo, la compagna aveva deciso di interrompere la relazione.

 

Il padre, invalido, cui è stata diagnostica una schizofrenia,
vista la situazione lo ha invitato ad andare assieme al bar a bere un caffè. Si
è trattato, invero, di un artificio per indurlo ad uscire di casa, ritenuto che
se lo avesse invitato semplicemente ad andarsene, avrebbe avuto la peggio
immaginandosi che sarebbe stato facilmente malmenato. Nelle sue intenzioni
infatti vi era che, una volta bevuto il caffè, sarebbe stato più facile
liberarsi della sua presenza, non permettendogli più di rientrare in casa
piuttosto che espellerlo dall’interno, non immaginandosi di certo che il figlio
lo avrebbe picchiato per strada. Il tutto si è rivelato vano: già al bar IM 1
ha picchiato un pugno sul tavolo ed ha insistito perché il padre lo
accompagnasse a __________. Di fronte all’ennesimo rifiuto, IM 1 lo ha
picchiato, invitandolo più volte a seguirlo a __________, cosa che il genitore
non intendeva fare. Il tutto è, poi, stato sedato dall’intervento della polizia
che è intervenuta dietro segnalazione di terzi. Di transenna si segnala che il
giorno stesso l’imputato ha accettato il suo ricovero alla __________ mentre
due giorni dopo, in occasione di un suo interrogatorio, a piede libero, presso
gli uffici della polizia è stato riconosciuto dal ACPR 1, che era appena stato
interrogato, in occasione di un del tutto casuale incrocio. Da lì sono scattate
le manette.

Tornando ai fatti di cui all’imputazione N. 3 dell’atto di accusa
si ha che dal certificato medico 24 febbraio 2011 in atti non emergono gli estremi di una lesione grave, la vittima non potendo essere considerata
persona incapace di difendersi (dalle immagini emerge infatti che si difende,
pur soccombendo) ed essa ha rinunciato a presentare querela. La Corte ha,
pertanto, condannato IM 1, per coazione avendo limitato la libertà del padre,
che voleva essere lasciato in pace, a subire l’aggressione per imporgli di
recarsi a Paradiso dai genitori della sua ex, con l’avvertenza che se non
l’avesse fatto avrebbe continuato a picchiarlo (art. 181 CP).

 

 

                                   4.   Quanto ai criteri
determinanti per commisurare la pena, la gravità della colpa è fondamentale.
L'art. 47 CP stabilisce esplicitamente che il giudice commisura la pena alla
colpa dell’autore tenendo conto della vita anteriore e delle condizioni
personali di lui, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il
legislatore ha in sostanza aggiunto la necessità di prendere in considerazione
l’effetto che la pena avrà sulla vita a venire del condannato, codificando la giurisprudenza secondo la quale il giudice può ridurre una pena apparentemente adeguata
alla colpa del reo se le conseguenze sulla sua esistenza futura appaiono
eccessivamente severe (DTF 6B.14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2 con
rinvii; DTF 128 IV 73 consid. 4 pag. 79; 127 IV 97 consid. 3 pag. 101). Questi
aspetti di prevenzione speciale permettono tuttavia solo delle riduzioni
marginali, la pena dovendo essere sempre adeguata alla colpa; il giudice non
potrebbe ad esempio esentare da pena il reo in caso di delitti gravi (Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, AT II,
Strafen und Massnahmen, n. 72 ad § 6; Stratenwerth/Wohlers,
op. cit., n. 17 e 18 ad art. 47 CP). Secondo l’art. 47
cpv. 2 CP la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a
pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i
moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché tenuto conto delle circostanze
interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare
l’esposizione a pericolo o la lesione. La norma riprende, mutatis mutandis,
la giurisprudenza relativa all’art. 63 vCP (Stratenwerth/Wohlers,
op. cit., n. 4 ad art. 47 CP) a mente della quale per valutare la gravità della
colpa entrano in considerazione svariati fattori: le circostanze che hanno
indotto il soggetto ad agire, il movente, l’intensità del proposito
(determinazione) o la gravità della negligenza, il risultato ottenuto,
l’eventuale assenza di scrupoli, il modo di esecuzione del reato, l’entità del
pregiudizio arrecato volontariamente, la durata o la reiterazione
dell’illecito, il ruolo avuto in seno a una banda, la recidiva, le difficoltà
personali o psicologiche, il comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione,
pentimento, volontà di emendamento; DTF 129 IV 6 consid. 6.1 pag. 20; 124 IV 44
consid. 2d pag. 47 con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288
consid. 2 pag. 289).

 

Vanno inoltre considerati -sempre secondo la citata giurisprudenza-
la situazione familiare e professionale dell’autore, l’educazione da lui
ricevuta e la formazione seguita, l’integrazione sociale, gli eventuali
precedenti penali e la reputazione in genere (DTF 124 IV 44 consid. 2d pag. 47
con rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2a pag.
289). Non va trascurata nemmeno la sensibilità personale all’espiazione della
pena (Strafempfindlichkeit) per rapporto allo stato di salute, all’età,
agli obblighi familiari, alla situazione professionale, ai rischi di recidiva
ecc. (DTF 102 IV 231 consid. 3 pag. 233; DTF 6B.14/2007 del 17 aprile 2007, consid.
6.4; 6P.152/2005 del 15 febbraio 2006, consid. 8.1 e 6S.163/2005 del 26 ottobre
2005, consid. 2.1 con rinvii; Stratenwerth, op.
cit., n. 53 segg. ad § 7). Esigenze di prevenzione generale, per
converso, svolgono solo un ruolo di secondo ordine. Dice, espressamente, al
riguardo il TF: "Considerazioni di prevenzione generale possono influenzare
la commisurazione della pena soltanto quando non diano luogo a una pena
superiore a quella che corrisponde alla colpa” (DTF 118 IV 342).

Il principio della parità di trattamento, da parte sua, assume
rilievo solo in casi eccezionali, nelle rare ipotesi in cui pene determinate in
modo di per sé conforme all’art. 47 CP (che ha la stessa portata del previgente
art. 63 CP) diano luogo a un’obiettiva disuguaglianza; il confronto tra casi
concreti suole invece essere infruttuoso, ogni fattispecie dovendo essere
giudicata in base alle sue individualità soggettive e oggettive (DTF 123 IV 150;
116 IV 292; v. anche DTF 124 IV 44 consid. 2c pag. 47). Al riguardo la CCRP ha
costantemente affermato e ribadito che per sostenere che una sanzione rientri
fra le rare ipotesi in cui pene determinate in modo di per sé conforme all'art.
63 (ora 47) CP diano luogo ad un'obiettiva disuguaglianza, non basta
confrontare questo o quell'elemento oggettivo di determinazione della colpa, ma
occorrerebbe paragonare tutte le circostanze oggettive, ma anche soggettive,
che hanno concorso a determinare la pena, ciò che nella prassi si rivela assai
arduo poiché ogni soggetto ha una sua specificità propria e ogni agire fonda le
sue radici che gli sono proprie. Sempre la CCRP ha al riguardo precisato che il
principio della parità di trattamento suole assumere un ruolo più importante
solo all'interno di una medesima fattispecie che coinvolge più imputati (CCRP 5
settembre 2005 in re A., consid. 8h e 13 dicembre 2005 consid. 8f).

 

                                  a)   Nell’aggressione IM 2 porta
le maggiori responsabilità perché è lui che ne dà il là (che picchia per primo)
ed è lui ad essere il più violento. Conto tenuto dei suoi precedenti, della sua
vita anteriore, della sua colpa comunque grave per aver agito per motivi futili
essendosela presa con il primo che capitava dopo una serata di bagordi, di una
media scemata imputabilità dovuta agli effetti dell’alcol, peraltro mitigata
almeno in parte da un actio libera in causa (IM 2 conosce gli effetti che su di
lui provoca l’alcol), partendo da una pena detentiva di base di 36 mesi, come
peraltro concordemente affermato da accusa e difesa, la Corte ha condannato IM
2 ad una pena detentiva di 18 mesi, sospesi condizionalmente per un periodo di
quattro anni. Per rafforzare la prognosi, che, visti i precedenti, non appare
certo confortante, è stata disposta la norma di condotta di continuare il
trattamento già in corso per il tramite della competente antenna, le cui
modalità andranno meglio precisate con il tempo. A mente della Corte, infatti,
non ricorrono gli estremi dell’art. 60 III CP, anche perché la documentazione
medico-psichiatrica appare insufficiente così come la misura è del tutto
sproporzionata per rapporto ai fatti commessi. A ciò aggiungasi che non vi è
causalità tra il reato commesso e la necessità di alimentare la propria
dipendenza dall’alcol, che sembrerebbe sottendere la misura stando alla
documentazione solo accennata dal difensore prima dell’emissione dell’atto di accusa
ma giunta all’incarto soltanto al dibattimento, dietro sollecitazione del
Presidente. In altri termini non si tratta, a mo’ di esempio, del
tossicodipendente che delinque (spaccia) proprio per rispondere alle esigenze
dettate dalla sua dipendenza. Ciò posto l’ordine di continuare, per il tramite
della competente antenna, le cure attualmente in essere non deve essere
interpretato come un ordine di, necessariamente, proseguire il collocamento già
iniziato. Le modalità d’esecuzione della norma di condotta (di regola valida
durante tutto il periodo di prova) avranno da essere concordate con i
competenti servizi, a differenza di un collocamento ai sensi degli artt. 59 e
60 CP la cui esecuzione avviene sotto verifica del __________. In altri termini
la presente non ha, per nessuna ragione, da essere intesa come una decisione di
collocamento ai sensi degli artt. 59 e rel CP (misure terapeutiche), ma una
norma di condotta (art. 44 cifra 2 CP), onde rafforzare la prognosi, in
violazione della quale l’accusato sarebbe con ogni probabilità chiamato ad espiare
la pena detentiva inflittagli così come, a scanso di equivoci, in tale
eventualità, soltanto il periodo dal suo collocamento alla pronuncia della
presente, potrà essere computato sul periodo di eventuale espiazione in caso di
revoca della sospensione condizionale.

 

                                  b)   A carico di IM 1, che
nell’aggressione ha avuto un ruolo minore, gravano il pesante precedente ed il
concorso di reati che hanno leso più beni protetti, che ne fanno un individuo
pericoloso, che non si lascia certo impressionare dalla privazione della
libertà. La Corte, partendo da una pena base di 45 mesi, facendo proprie le
conclusioni peritali che riconoscono all’accusato un grado di scemata
imputabilità tra il medio ed il grave, gli ha inflitto una pena detentiva di 18
mesi. Quanto alla misura, sempre seguendo la perizia psichiatrica del dott. __________
– alla cui lettura si rinvia (in particolare alle p. 30-37) è stato disposto il
trattamento stazionario ex art. 59 III CP, cosicchè l’esecuzione della pena è
stata sospesa per dar luogo al trattamento, sulla cui ubicazione deciderà il
GPC, il quale dovrà, di tutta evidenza, tener conto, da un lato, dell’alto
rischio di recidiva del condannato e, dall’altro, che le autorità
amministrative non potranno esimersi, come già lo hanno fatto in occasione
della precedente pesante condanna, dal chinarsi sulla questione della revoca
del permesso di dimora con esiti, molto verosimilmente, diversi.

 

 

                                   5.   Per quel che è delle
pretese dell’accusatore privato ACPR 1, al di là del fatto che è stato aggredito
in modo proditorio ed inaccettabile, dall’incarto non sono emerse informazioni
che confermino una particolare sofferenza. In linea con la prassi dei nostri
tribunali gli è stata riconosciuta un’indennità per torto morale di fr. 1'000.-
da porre a carico degli accusati in solido, i quali sono pure tenuti
solidalmente al risarcimento delle spese legali così come esposte.

Anche i costi processuali sono a carico dei condannati che devono
pure subire la confisca, rispettivamente la distruzione degli oggetti in
sequestro.

 

 

Visti gli artt.:                   12, 22, 40, 42,
43, 44, 46, 47, 49, 51, 69, 70, 134, 144, 150, 181, 251, 285 CP;

19a LStup; 

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   IM 1 è autore colpevole di:

 

                               1.1.   aggressione

per avere, a __________ presso la pensilina "__________"
la sera del 19 febbraio 2011, preso parte, insieme a IM 2, ad un'aggressione, a
danno di ACPR 1, che ha avuto per conseguenza la lesione di quest'ultimo;

 

                               1.2.   danneggiamento

per avere, nelle circostanze di luogo e di tempo di cui al punto
1.1. del presente dispositivo, in correità con IM 2, a seguito della caduta a
terra di ACPR 1, provocato la rottura della protesi gambale di quest'ultimo
(costo della riparazione stimato in CHF 9'842.45) e la rottura degli occhiali
di quest'ultimo (valore dichiarato di CHF 800.-);

 

                               1.3.   coazione (in parte
tentata)

per avere, a __________ il 21 febbraio 2011, usando violenza o
minaccia di grave danno contro __________, intralciando in altro modo la di lui
libertà d'agire, costretto rispettivamente tentato di costringere il predetto a
fare, omettere o tollerare un atto e meglio per avere, inseguendolo,
spintonandolo e colpendolo più volte al capo e al corpo, cagionandogli le
lesioni di cui al certificato medico agli atti, nel tentativo di obbligarlo a
seguirlo e di costringerlo a condurlo a __________ a parlare con la madre della
sua ex compagna, costretto __________, che non voleva seguire il figlio, a
tollerare e sopportare un atto contro la sua volontà;

 

                               1.4.   violenza o minaccia contro
le autorità e i funzionari

per avere, a __________ l'8 febbraio 2011, con violenza e minaccia
impedito al conducente di autopostale __________ di compiere un atto che
entrava nelle sue attribuzioni;

 

 

 

 

                               1.5.   falsità in documenti

per avere, a __________ il 15 dicembre 2010, al fine di
procacciare a sé un indebito profitto, alterato un documento vero e meglio,
allo scopo di usufruire illecitamente del trasporto pubblico, falsificato con
una penna la data di validità dell'abbonamento Arcobaleno;

 

                               1.6.   conseguimento fraudolento
di una prestazione

per avere, sulla tratta ferroviaria __________ il 15 dicembre
2010, ottenuto fraudolentemente, esibendo l'abbonamento Arcobaleno da lui
alterato, una prestazione di trasporto delle Ferrovie federali svizzere,
sapendo che la stessa era data soltanto a pagamento;

 

                               1.7.   contravvenzione alla Legge
federale sugli stupefacenti (ripetuta)

per avere, a __________, __________ e in altre località del
Cantone Ticino, nel periodo compreso tra il 28 ottobre 2008 e il 15 febbraio
2011, senza essere autorizzato, consumato una quantità imprecisata di marijuana
nonché in media 1-2 grammi di cocaina al mese a partire dal 2009, con consumi
più assidui a partire dal 2011;

 

e meglio come descritto nell’atto d’accusa (e precisato nei
considerandi).

 

 

                                   2.   IM 2 è autore colpevole di:

 

                               2.1.   aggressione

per avere, a __________ presso la pensilina "__________"
la sera del 19 febbraio 2011, preso parte, insieme a IM 1, ad un'aggressione, a
danno di ACPR 1, che ha avuto per conseguenza la lesione di quest'ultimo;

 

                               2.2.   danneggiamento

per avere, nelle circostanze di luogo e di tempo di cui al punto
2.1. del presente dispositivo, in correità con IM 1, a seguito della caduta a
terra di ACPR 1, provocato la rottura della protesi gambale di quest'ultimo
(costo della riparazione stimato in CHF 9'842.45) e la rottura degli occhiali
di quest'ultimo (valore dichiarato di CHF 800.-);

 

 

 

 

 

 

                               2.3.   contravvenzione alla Legge
federale sugli stupefacenti (ripetuta)

per avere, senza essere autorizzato,

 

                            2.3.1.   il 24 febbraio 2011 a __________, detenuto 2.2 grammi lordi di marijuana;

 

                            2.3.2.   nel periodo dal 28 ottobre
2008 al mese di febbraio 2011, consumato marijuana quotidianamente per un
quantitativo complessivo imprecisato;

 

                            2.3.3.   nel periodo da febbraio 2010 a febbraio 2011, consumato cocaina con frequenza settimanale per un quantitativo complessivo
imprecisato;

 

e meglio come descritto nell’atto d’accusa (e precisato nei
considerandi).

 

 

                                   3.   IM 1 è prosciolto dalle
imputazioni di tentata rapina (di cui al punto 1 dell'atto d'accusa del 26
agosto 2011) nonché di lesioni gravi, sub. lesioni semplici (di cui al punto 3
dell'atto d'accusa del 26 agosto 2011).

 

 

                                   4.   IM 2 è prosciolto
dall'imputazione di tentata rapina (di cui al punto 1 dell'atto d'accusa del 1°
settembre 2011).

 

 

                                   5.   Di conseguenza,

 

                               5.1.   IM 1

 

richiamati il decreto d'accusa del Ministero pubblico del Cantone
Ticino, __________, del 29.10.2007 e il decreto d'accusa del Ministero pubblico
del Cantone Ticino, __________, del 30.11.2009; 

 

avendo agito in stato di scemata imputabilità, è condannato alla
pena detentiva di 18 (diciotto) mesi, a valere quale pena unica giusta l'art.
46 cpv. 1 CP, da dedursi il carcere preventivo sofferto.

 

                            5.1.1.   È ordinato il trattamento
stazionario del condannato IM 1 ai sensi dell'art. 59 cpv. 3 CP.

                                    §   L'esecuzione della pena
detentiva di cui al punto 5.1 del presente dispositivo è sospesa giusta l'art.
57 CP per dar luogo all'esecuzione del trattamento stazionario di cui sopra.

 

 

                               5.2.   IM 2

 

avendo agito in stato di scemata imputabilità, è condannato:

 

                            5.2.1.   alla pena detentiva di 18
(diciotto) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto.

 

                            5.2.2.   L’esecuzione della pena
detentiva è sospesa e al condannato IM 2 è impartito un periodo di prova di
anni 4 (quattro). 

 

                            5.2.3.   Per la durata del periodo di
prova, a valersi quale norma di condotta ai sensi dell'art. 44 cpv. 2 CP, é
ordinato a IM 2 di continuare, per il tramite della competente antenna,
l'attuale trattamento già iniziato presso il centro terapeutico Masseria,
Camorino.

 

 

                                   6.   Il condannato IM 1 è
mantenuto in carcerazione di sicurezza per garantire l’esecuzione della misura,
della pena e/o in vista della procedura d’appello (art. 231 cvp. 1 CPP).

                                    §   Il mantenimento in
carcerazione di sicurezza è impugnabile alla Corte dei reclami penali nel
termine di 10 giorni (art. 222, 393 cpv. 1 lett. b CPP).

 

 

                                   7.   IM 1 e IM 2 sono inoltre
condannati, in solido, a versare all’accusatore privato ACPR 1 l'importo di CHF
 4'555.30 a titolo di risarcimento danni nonché l'importo di CHF 1'000.- a
titolo di indennità per torto morale.

 

 

                                   8.   È ordinata la confisca di:

                               8.1.   1 coltello a serramanico con
apertura a scatto;

                               8.2.   1 tirapugni;

                               8.3.   1 coccio di terra cotta –
coda sirena;

                               8.4.   1 "sbrasino".

 

 

 

                                   9.   È ordinata la confisca e la
distruzione di:

                               9.1.   2.2 grammi lordi di marijuana, contenuti in un minigrip (reperto SAD nr. 3032/2011);

                               9.2.   1 grammo lordo di cocaina, contenuto in un minigrip (reperto SAD nr. 3038/2011).

 

 

                                10.   Le spese per le difese d’ufficio,
a carico degli imputati, sono sostenute dallo Stato; resta riservato l’art. 135
cpv. 4 CPP. La retribuzione dei difensori sarà stabilita con decisione
separata.

 

 

                                11.   La tassa di giustizia di CHF 1'000.-
e i disborsi sono a carico dei condannati, in solido, con ripartizione interna
in misura di ½ (un mezzo) ciascuno.

 

 

                                12.   Questo giudizio può essere
impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale.
L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise criminali, per
iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione
della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e
di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.

 

 

 

 

Distinta spese:              Tassa di giustizia                                  fr.        1'000.--

                                         Inchiesta
preliminare                           fr.           462.40

                                         Perizia                                                    fr.      12'109.50

Spese postali,tel.,affr. in
blocco         fr.           192.30

                                                                 fr.      13'764.20

                                                                 ============

 

 

 

                                         Distinta spese a
carico di IM 1 (1/2)

 

                                         Tassa di giustizia                                  fr.           500.--

Inchiesta preliminare                           fr.           231.20

Perizia                                                    fr.        6'054.75

Spese postali,tel.,affr. in
blocco         fr.             96.15

                                                                 fr.        6'882.10

                                                                 ============

 

 

 

                                         Distinta spese a
carico di IM 2  (1/2)

 

                                         Tassa di giustizia                                  fr.           500.--

Inchiesta preliminare                           fr.           231.20

Perizia                                                    fr.        6'054.75

Spese postali,tel.,affr. in
blocco         fr.             96.15

                                                                 fr.        6'882.10

                                                                 ============

 

 

 

 

 

Intimazione a:            

 

 

 

Per la Corte delle assise
criminali

Il Presidente                                                          Il
vicecancelliere