# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8d3b5be7-409f-5d8f-8d5d-982704039db3
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-06-27
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 27.06.2022 RR.2022.65
**Docket/Reference:** RR.2022.65
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RR-2022-65_2022-06-27

## Full Text

Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia;
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP);;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia;
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP);;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia;
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP);;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia;
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP)

Sentenza del 27 giugno 2022 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 
Roy Garré, Presidente, 
Daniel Kipfer Fasciati e Giorgio Bomio-Giovanascini,  
Cancelliere Giampiero Vacalli  

   
Parti   

A. AG,  
rappresentata dall'avv. Stefano Camponovo,  
 

Ricorrente 
 

   
  contro 
   

UFFICIO FEDERALE DELLA DOGANA E DELLA 
SICUREZZA DEI CONFINI, Ambito direzionale Persegui-
mento penale,  

Controparte 
 

   
Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all’Italia 
 
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2022.65 
 

 

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 Fatti: 

A. Il 6 luglio 2021, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano ha 
presentato alla Svizzera una domanda di assistenza giudiziaria internazio-
nale nell’ambito di un procedimento penale a carico di B. e altri per il reato di 
associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale (art. 416 CP/I non-
ché 2,8 e 10-ter D.L. 74/2000). In sostanza, gli indagati avrebbero messo in 
atto una “frode carosello” all’IVA mediante un meccanismo fraudolento, por-
tato avanti per anni, che avrebbe coinvolto numerose società e soggetti, ge-
nerando un rilevante danno all’erario (act. 7.1). 
 
Con la sua domanda, l’autorità estera ha chiesto alle autorità elvetiche di 
procedere all’acquisizione di tutta la documentazione concernente, tra l’altro, 
il conto corrente 1 presso la banca C., a Zurigo, intestato ad A. AG, a Zugo 
(v. ibidem, pag. 5). 

 
 

B. Con decisione del 1° novembre 2021, l’Ufficio federale della dogana e della 
sicurezza dei confini (in seguito: UDSC), cui l’Ufficio federale di giustizia (in 
seguito: UFG) ha delegato l’esecuzione della rogatoria (v. act. 7.2), è entrato 
nel merito di quest’ultima, dichiarando che “i provvedimenti di assistenza giu-
diziaria verranno effettuati per corrispondenza dall’AFD” (act. 1.5, pag. 4).  
 
 

C. Con decisione di chiusura del 24 febbraio 2022, l’UDSC ha ordinato la 
trasmissione all’autorità rogante della documentazione bancaria 
concernente il conto 1 presso la banca C., intestato ad A. AG (v. act. 1.2). 
 
 

D. Il 5 aprile 2022, A. AG ha interposto ricorso dinanzi alla Corte dei reclami 
penali del Tribunale penale federale contro la summenzionata decisione, po-
stulandone, in via principale, l’annullamento, con reiezione della rogatoria e 
dissequestro della documentazione litigiosa. In via subordinata, essa chiede 
che vengano trasmessi all’autorità estera unicamente gli estratti conto, pre-
vio stralcio di tutti i documenti non riferiti a D. Ltd, nonché gli allegati 4 e 5 (v. 
act. 1.7 e 1.8) alle osservazioni inoltrate all’UDSC (v. act. 1, pag. 12 e seg.).   
 
 

E. Con osservazioni del 27 e 28 aprile 2022, l’UDSC risp. l’UFG hanno chiesto 
che il ricorso sia respinto, nella misura della sua ammissibilità (v. act. 6 e 7).  
 

F. Con replica del 9 maggio 2022, trasmessa all’UDSC e all’UFG per cono-
scenza (v. act. 10), la ricorrente si è riconfermata nelle proprie conclusioni 
(v. act. 9). 

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Le argomentazioni di fatto e di diritto delle parti saranno riprese, per quanto 
necessario, nei considerandi di diritto. 
 
 
 

 Diritto: 

1.  
1.1 La Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale giudica i ricorsi contro 

le decisioni di prima istanza delle autorità cantonali o federali in materia di 
assistenza giudiziaria internazionale, salvo che la legge disponga altrimenti 
(art. 25 cpv. 1 legge federale sull’assistenza internazionale in materia penale 
[AIMP; RS 351.1] del 20 marzo 1981, unitamente ad art. 37 cpv. 2 lett. a legge 
federale sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione [LOAP; 
RS 173.71] del 19 marzo 2010). 

 
1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italiana e 

la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione europea di 
assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata in vigore il 
12 giugno 1962 per l’Italia e il 20 marzo 1967 per la Svizzera (CEAG; 
RS 0.351.1), dal Secondo Protocollo addizionale alla CEAG dell’8 novembre 
2001, entrato in vigore il 1° dicembre 2019 per l’Italia e il 1° febbraio 2005 per 
la Svizzera (RS 0.351.12), dall'Accordo italo-svizzero del 10 settembre 1998 
che completa e agevola l'applicazione della CEAG (RS 0.351.945.41), entrato 
in vigore mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo italo-
svizzero), nonché, a partire dal 12 dicembre 2008 (Gazzetta ufficiale dell’Unione 
europea, L 327/15-17, del 5 dicembre 2008), dagli art. 48 e segg. della Conven-
zione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 (CAS; non 
pubblicata nella RS ma consultabile sulla piattaforma di pubblicazione Internet 
della Confederazione alla voce “Raccolta dei testi giuridici riguardanti gli accordi 
bilaterali”, 8.1 Allegato A). Alle questioni che il prevalente diritto internazionale 
contenuto in detti trattati non regola espressamente o implicitamente, come 
pure quando il diritto nazionale sia più favorevole all'assistenza rispetto a quello 
pattizio (cosiddetto principio di favore), si applica la legge sull'assistenza in ma-
teria penale, unitamente alla relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 
cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 Accordo italo-svizzero; DTF 145 IV 294 consid. 2.1; 142 
IV 250 consid. 3; 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 33 consid. 2.2.2; 136 IV 82 con-
sid. 3.1). Il principio di favore vale anche nell'applicazione delle pertinenti norme 
di diritto internazionale (v. art. 48 n. 2 CAS, art. I n. 2 Accordo italo-svizzero). È 
fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 145 IV 294 consid. 2.1; 135 IV 
212 consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c). 

 

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1.3 La procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura amministra-
tiva del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei pertinenti 
atti normativi in materia di assistenza giudiziaria (art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP e 
12 cpv. 1 AIMP; v. DANGUBIC/KESHELAVA, Commentario basilese, 2015, n. 1 e 
segg. ad art. 12 AIMP), di cui al precedente considerando. 

 
1.4 Le decisioni dell’autorità cantonale o federale d’esecuzione relative alla chiu-

sura della procedura d’assistenza giudiziaria (cosiddette decisioni di chiusura) 
possono essere impugnate congiuntamente alle decisioni incidentali anteriori, 
con termine di ricorso di trenta giorni (v. art. 80e cpv. 1 e 80k AIMP). 

 
1.5 Interposto tempestivamente contro la sopraccitata decisione di chiusura, il ri-

corso è ricevibile sotto il profilo degli art. 25 cpv. 1, 80e cpv. 1 e 80k AIMP. 
Titolare della relazione bancaria oggetto della decisione impugnata, la ricor-
rente è legittimata a ricorrere (v. art. 80h lett. b AIMP e art. 9a lett. a OAIMP 
nonché DTF 137 IV 134 consid. 5.2.1; 130 II 162 consid. 1.1; 128 II 211 con-
sid. 2.3; TPF 2007 79 consid. 1.6 pag. 82). 

 
 
2. La ricorrente sostiene che la richiesta di trasmissione disattenderebbe in ma-

niera manifesta il principio della proporzionalità, ritenuto che le informazioni ri-
chieste sarebbero palesemente del tutto inidonee e ininfluenti a far progredire 
le indagini del procedimento estero. A suo dire, tutti i bonifici da lei effettuati a 
favore della società D. Ltd rientrerebbero nella loro relazione d’affari e sareb-
bero quindi versamenti assolutamente leciti, sempre dichiarati alle competenti 
autorità fiscali, eseguiti dietro regolari fatture, per delle prestazioni realmente 
fornite. Essa sarebbe in ogni caso del tutto estranea al procedimento penale 
estero. La richiesta italiana raffigurerebbe tutti gli estremi della cosiddetta 
fishing expedition. 

 
2.1 Il principio della proporzionalità esige che vi sia una connessione fra la docu-

mentazione richiesta e il procedimento estero (DTF 139 II 404 consid. 7.2.2; 
136 IV 82 consid. 4.1/4.4; 130 II 193 consid. 4.3; 129 II 462 consid. 5.3; 122 II 
367 consid. 2c; TPF 2017 66 consid. 4.3.1), tuttavia la questione di sapere se 
le informazioni richieste nell'ambito di una domanda di assistenza siano neces-
sarie o utili per il procedimento estero deve essere lasciata, di massima, 
all'apprezzamento delle autorità richiedenti (DTF 136 IV 82 consid. 4.1; sen-
tenza del Tribunale penale federale RR.2019.257 del 12 febbraio 2020 con-
sid. 2.1). Lo Stato richiesto non dispone infatti dei mezzi per pronunciarsi 
sull'opportunità di assumere determinate prove e non può sostituirsi in questo 
compito all'autorità estera che conduce le indagini (DTF 132 II 81 consid. 2.1 e 
rinvii). La richiesta di assunzione di prove può essere rifiutata solo se il principio 
della proporzionalità è manifestamente disatteso (DTF 139 II 404 consid. 7.2.2 
pag. 424; 120 Ib 251 consid. 5c; sentenza del Tribunale penale federale 

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RR.2017.21 dell'8 maggio 2017 consid. 3.1 e rinvii) o se la domanda appare 
abusiva, le informazioni richieste essendo del tutto inidonee a far progredire le 
indagini (DTF 136 IV 82 consid. 4.1; 122 II 134 consid. 7b; 121 II 241 consid. 3a; 
sentenza del Tribunale penale federale RR.2017.21 dell'8 maggio 2017 con-
sid. 3.1 e rinvii). 
 

 Inoltre, da consolidata prassi, quando le autorità estere chiedono informazioni 
per ricostruire flussi patrimoniali di natura criminale si ritiene che necessitino di 
regola dell'integralità della relativa documentazione, in modo tale da chiarire 
quali siano le persone o entità giuridiche coinvolte (v. DTF 129 II 462 con-
sid. 5.5; 124 II 180 consid. 3c inedito; 121 II 241 consid. 3b e c; sentenze del 
Tribunale federale 1A.177/2006 del 10 dicembre 2007 consid. 5.5; 1A.227/2006 
del 22 febbraio 2007 consid. 3.2; 1A.195/2005 del 1° settembre 2005 in fine; 
sentenza del Tribunale penale federale RR.2019.257 del 12 febbraio 2020 con-
sid. 2.1). Lo Stato richiedente dovrebbe in linea di principio essere informato di 
tutte le transazioni effettuate attraverso i conti coinvolti. L’autorità richiedente 
ha un interesse ad essere informata di qualsiasi transazione che possa far parte 
del meccanismo delittuoso messo in atto dalle persone sotto inchiesta (sen-
tenza del Tribunale penale federale RR.2014.4 del 30 luglio 2014 consid. 2.2.2). 
Naturalmente è anche possibile che i conti in questione non siano stati utilizzati 
per ricevere proventi di reati o per effettuare trasferimenti illeciti, ma l’autorità 
richiedente ha comunque interesse a poterlo verificare essa stessa, sulla base 
di una documentazione completa, tenendo presente che l’assistenza reciproca 
è finalizzata non solo alla raccolta di prove incriminanti ma anche a discarico 
(sentenza del Tribunale federale 1A.88/2006 del 22 giugno 2006 consid. 5.3; 
sentenza del Tribunale penale federale RR.2007.29 del 30 maggio 2007 con-
sid. 4.2). La trasmissione dell'intera documentazione potrà evitare altresì che le 
autorità debbano inoltrare eventuali domande complementari (DTF 136 IV 82 
consid. 4.1; 121 II 241 consid. 3; sentenza del Tribunale federale 1C_486/2008 
dell'11 novembre 2008 consid. 2.4; sentenza del Tribunale penale federale 
RR.2011.113 del 28 luglio 2011 consid. 4.2), con evidente intralcio alle esi-
genze di celerità (v. anche art. 17a cpv. 1 AIMP). In base alla giurisprudenza, 
l'esame da parte delle autorità di esecuzione e del giudice dell'assistenza va 
orientato alla cosiddetta utilità potenziale, secondo cui la consegna giusta 
l'art. 74 AIMP è esclusa soltanto per quei mezzi di prova certamente privi di 
rilevanza per il procedimento penale all'estero (DTF 134 II 318 consid. 6.4; 126 
II 258 consid. 9c; 122 II 367 consid. 2c; 121 II 241 consid. 3a e b; TPF 2010 73 
consid. 7.1). Il principio dell’utilità potenziale ha un ruolo cruciale nell'ambito 
dell'assistenza in materia penale. Lo scopo di tale cooperazione è proprio quello 
di favorire la scoperta di fatti, informazioni e mezzi di prova, compresi quelli di 
cui l'autorità estera non sospetta neppure l'esistenza. Non si tratta soltanto di 
aiutare lo Stato richiedente a provare i fatti già emersi, ma di svelarne altri, se 
ne esistono. Ne deriva, per l'autorità d'esecuzione, un dovere di esaustività che 
giustifica la comunicazione di tutti gli elementi da essa raccolti e potenzialmente 

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idonei alle indagini estere, al fine di chiarire in tutti i suoi aspetti i meccanismi 
delittuosi sotto la lente degli inquirenti esteri (sentenze del Tribunale penale 
federale RR.2010.173 del 13 ottobre 2010 consid. 4.2.4/a e RR.2009.320 del 
2 febbraio 2010 consid. 4.1; ZIMMERMANN, La coopération judiciaire internatio-
nale en matière pénale, 5a ediz. 2019, n. 723, pag. 798 e seg.). Vietata è per 
contro la cosiddetta fishing expedition, la quale è definita dalla giurisprudenza 
una ricerca generale e indeterminata di mezzi di prova volta a fondare un 
sospetto senza che esistano pregressi elementi concreti a sostegno dello 
stesso (DTF 137 I 218 consid. 2.3.2; 125 II 65 consid. 6b/aa pag. 73 e rinvii; 
TPF 2007 57 consid. 6.1). Tale divieto si fonda semplicemente sul fatto che è 
inammissibile procedere a casaccio nella raccolta delle prove (DTF 113 Ib 257 
consid. 5c; sentenza del Tribunale penale federale RR.2017.21 dell’8 maggio 
2017 consid. 3.1). 

 
2.2 Nella fattispecie, nella misura in cui tra le società utilizzate per riciclare il pro-

vento dei reati contestati agli indagati vi sarebbe la società D. Ltd e che l’inchie-
sta italiana ha permesso di appurare che dal conto litigioso sono stati effettuati 
sedici bonifici, per un totale di EUR 84'497.53, su un conto della predetta so-
cietà, l’utilità potenziale è certamente data. Vista la natura dei reati contestati, 
l’autorità estera deve potere analizzare personalmente tutta la documentazione 
bancaria, al fine di ricostruire tutti i flussi di denaro intervenuti tra le soggettività, 
conosciute o ancora sconosciute, coinvolte nei fatti oggetto delle indagini. Nulla 
muta la pretesa liceità dei bonifici effettuati dalla ricorrente a favore della società 
D. Ltd, visto che spetta all’autorità estera che conduce le indagini valutarne la 
natura. Non potendosi escludere che anche altre persone fisiche e/o giuridiche 
ancora sconosciute agli inquirenti esteri possano risultare coinvolte nella vi-
cenda, la richiesta di stralcio delle movimentazioni bancarie non riferibili a D. 
Ltd, presentata dalla ricorrente a titolo subordinato, deve essere a sua volta 
disattesa. Spetterà comunque al giudice estero del merito valutare la rilevanza 
probatoria di tale documentazione. In definitiva, la trasmissione di tutta la docu-
mentazione litigiosa rispetta il principio della proporzionalità e non costituisce 
una ricerca esplorativa e indiscriminata di prove. 

 
2.3 Per quanto concerne l'invocata estraneità ai fatti oggetto del procedimento ita-

liano, l'assunto ricorsuale non è decisivo. L’insorgente disattende infatti che l'e-
ventuale qualità di persona non implicata nell'inchiesta all'estero non consente 
a priori di opporsi alle misure di assistenza. Basta che sussista una relazione 
diretta e oggettiva tra la persona ed il reato per il quale si indaga e ciò senza 
che siano necessarie un'implicazione nell'operazione criminosa e ancor meno 
una colpevolezza soggettiva ai sensi del diritto penale (DTF 120 Ib 251 consid. 
5a e b; 118 Ib 547 consid. 3a in fine; ZIMMERMANN, op. cit., n. 404). Giova a tal 
proposito ricordare che l'art. 10 cpv. 1 AIMP, concernente la sfera segreta di 
persone non implicate nel procedimento penale, è stato abrogato con la modi-
fica dell'AIMP del 4 ottobre 1996. Per di più, i titolari di conti bancari usati, anche 

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a loro insaputa, per operazioni sospette non potevano comunque prevalersi di 
quella disposizione (DTF 120 Ib 251 consid. 5b; 112 Ib 576 consid. 13d).  

 
 
3. La ricorrente, pur non motivandola, censura la violazione del principio della spe-

cialità. 
 
3.1 L’art. 67 cpv. 1 AIMP prevede che le informazioni e i documenti ottenuti mercé 

l’assistenza non possono essere usati nello Stato richiedente né a scopo d’in-
dagine né come mezzi di prova in procedimenti vertenti su fatti per cui l’assi-
stenza è inammissibile. Giusta il cpv. 2 della medesima disposizione, qualsiasi 
altro uso sottostà al consenso dell’Ufficio federale. Tale consenso non è neces-
sario se: il fatto cui si riferisce la domanda costituisce un’altra fattispecie penale 
per la quale l’assistenza è ammissibile (lett. a), o il procedimento penale estero 
è diretto contro un’altra persona che ha partecipato al reato (lett. b). 

 
3.2 In concreto, l’UDSC ha chiaramente indicato nella decisione di chiusura che 

dopo la crescita in giudicato della stessa, i documenti litigiosi “verranno tra-
smessi all’autorità richiedente rinviando al principio della specialità (artt. 63 e 
67 AIMP)” (act. 1.2, pag. 7). Non emergendo dagli atti nessun indizio che possa 
far credere che l’autorità italiana non rispetterà tale principio, la censura in que-
sto ambito va disattesa. 

 
 
4. In conclusione, il ricorso va respinto e la decisione impugnata confermata. 
 
 
5. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA). La tassa di giustizia 

è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 
del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le 
indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), ed è fis-
sata nella fattispecie a fr. 5'000.–, a carico della ricorrente; essa è coperta 
dall'anticipo delle spese del medesimo importo già versato. 

 
 
 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è respinto. 

2. La tassa di giustizia di fr. 5'000.– è messa a carico della ricorrente. Essa è 
coperta dall’anticipo delle spese già versato. 

 
 
Bellinzona, 28 giugno 2022  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Stefano Camponovo 
- Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini, Ambito direzio-

nale Perseguimento penale 
- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria 

 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 
Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve 
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Gli atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale 
oppure, all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera 
al più tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). In caso di trasmissione per via elettronica, per il 
rispetto di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha 
eseguito tutte le operazioni necessarie per la trasmissione (art. 48 cpv. 2 LTF). 
 
Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un sequestro, la consegna di oggetti o beni 
oppure la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta e se si tratti di un caso particolarmente 
importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente importante segnatamente laddove vi sono motivi 
per ritenere che sono stati violati elementari principi procedurali o che il procedimento all’estero presenta 
gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF).