# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d4fe2ec3-4d15-5a55-83d0-5ce90557566c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-06-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 15.06.2005 52.2005.156
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2005-156_2005-06-15.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2005.156

   

  	
  Lugano

  15 giugno
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi e Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 4 maggio 2005 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinato dall' PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 19 aprile 2005 (n. 1872) del
  Consiglio di Stato, che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la decisione 28 febbraio 2005 del Dipartimento delle istituzioni,
  Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di rinnovo di un permesso
  di dimora;

  

 

 

viste le risposte:

-    17 maggio 2005 del
Dipartimento delle istituzioni;

-    18 maggio 2005 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 30
giugno 1995 il cittadino tunisino RI 1 ha ottenuto dalle autorità italiane un
permesso di soggiorno per stranieri, con ultima scadenza fissata per il 12 luglio
2005, per vivere con la cittadina italiana V__________ a Campione d'Italia,
dove ha lavorato come aiuto cuoco successivamente come cameriere.

Il 14 giugno 2001 il ricorrente ha
divorziato dalla moglie.

 

 

                                  B.   Il 4 luglio
2002, RI 1 si è sposato a __________ con la cittadina elvetica A__________,
ottenendo per questo motivo un permesso di dimora annuale, in seguito
regolarmente rinnovato fino al 3 luglio 2004.

A__________, invalida al 100%, è madre di E__________,
nato da una precedente relazione.

Attualmente l'insorgente lavora in qualità di
operaio presso una ditta del __________.

 

 

                                  C.   a) Con
decreto supercautelare del 30 settembre 2003, allorquando A__________ aspettava
un figlio dal ricorrente, il Pretore __________ ha autorizzato i coniugi __________
a vivere separati. Il 7 novembre 2003 RI 1 ha lasciato l'abitazione coniugale. Il
1° aprile 2004 è nato V__________.

 

b) Interrogato il 28 agosto 2004 dalla
Polizia cantonale in merito alla sua situazione famigliare e in particolare al suo
rapporto con il figlio V__________, RI 1 ha confermato di vivere separato dalla
moglie dal novembre 2003. Ha inoltre dichiarato di non averlo mai visto a causa
del comportamento della moglie, ma di sperare di potergli rendere visita.

Con decreto supercautelare 26 ottobre 2004,
il Pretore __________ ha affidato V__________ alle cure e alla custodia della
madre, riservando al padre il più ampio diritto di visita nella misura di almeno
due volte alla settimana per tre ore, poi modificato con decreto 25 novembre
2004 in ragione di due ore ogni fine settimana da esercitare presso __________
a __________. Inoltre, dal 1° novembre 2004, RI 1 è tenuto a versare fr. 200.–
mensili a titolo di contributo alimentare in favore di V__________.

 

c) Fondandosi sulle premesse emergenze, il
28 febbraio 2005 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha deciso di non
rinnovare il permesso di dimora a RI 1, fissandogli un termine con scadenza il
30 aprile 2005 per lasciare il territorio cantonale.

Ha rilevato che lo scopo per il quale tale
permesso gli era stato concesso era venuto a mancare in seguito all'avvenuta
cessazione nel novembre 2003 della vita in comune con la moglie, ritenendo in
tal modo che egli invocasse il matrimonio in maniera manifestamente abusiva per
continuare a soggiornare nel nostro paese. Il dipartimento ha inoltre indicato
che l'interessato avrebbe potuto esercitare il diritto di visita al figlio
nell'ambito della normativa per i turisti.

La decisione è stata resa sulla base degli art.
4, 7, 9, 12 e 16 LDDS e 8 ODDS.

 

d) L'11 marzo 2005 il ricorrente ha visto
suo figlio per la prima volta.

 

Con decreto supercautelare 21 marzo 2005, il
Pretore ha incaricato la Commissione tutoria regionale __________ di __________
di procedere alla nomina di un curatore educativo per V__________, con il compito
di occuparsi del diritto alle relazioni personali tra padre e figlio.

 

 

                                  D.   Con
giudizio 19 aprile 2005, il Consiglio di Stato ha confermato la risoluzione della
Sezione dei permessi e dell'immigrazione, respingendo l'impugnativa contro di
essa interposta da RI 1RI 1

Il Governo ha ritenuto che vi fossero gli
estremi per rifiutare il rinnovo del permesso all'interessato per i motivi
addotti dal dipartimento, considerando esigibile il suo rientro in Tunisia. Ha
pure rilevato che egli poteva trasferirsi nuovamente in Italia, dove era titolare
di un'autorizzazione di soggiorno prima di entrare in Svizzera.

Inoltre l'Esecutivo cantonale ha ritenuto il
provvedimento adottato dall'autorità di prime cure conforme al principio della
proporzionalità anche sotto il profilo dell'art. 8 CEDU per quanto riguarda le
relazioni con il figlio. Secondo l'Esecutivo cantonale, l'interesse pubblico a
non rinnovare il permesso di dimora all'insorgente era prevalente su quello
dello stesso di vivere in Svizzera per esercitare il suo diritto di visita,
sorvegliato e limitato a 2 ore settimanali, a V__________.

Infine, ha respinto la sua domanda di
assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio.

 

 

                                  E.   Contro la
predetta pronunzia governativa, RI 1 si aggrava ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rinnovo
del permesso di dimora.

Sostiene di avere lasciato l'abitazione
coniugale per permettere alla moglie, che soffrirebbe di problemi psichici e avrebbe
già abortito in precedenza, di portare a termine serenamente la gravidanza. Non
esclude però di riconciliarsi con la stessa: lo dimostrerebbe a suo dire il
fatto che non vi sono procedure di separazione o di divorzio pendenti.

Il ricorrente ritiene inoltre che il
provvedimento impugnato violi l'art. 8 CEDU. Sostiene che il suo interesse
privato ad esercitare il suo diritto di visita al figlio prevalga rispetto
all'interesse pubblico ad allontanarlo dal territorio elvetico. Contesta di
essersi disinteressato di V__________, sostenendo che se non ha dei contatti
regolari con lo stesso, ciò sarebbe dovuto al comportamento di sua moglie, che gli
impedirebbe di vederlo. Per questo motivo, nell'ottobre 2004 egli ha promosso
un'istanza in Pretura per ottenerne il diritto di visita. Afferma che, da allora,
egli ha sempre onorato il suo obbligo di versare gli alimenti al figlio.

Contesta di poter soggiornare nuovamente in
Italia, perché dovrebbe cercarsi prima un lavoro e non sarebbe facile trovarne.
Un suo rientro in Tunisia sarebbe invece da escludere, in quanto comprometterebbe
le sue relazioni con il figlio a causa della lunga distanza che li separerebbe.

Anche in questa sede chiede di essere posto
al beneficio dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.

 

 

                                  F.   All'accoglimento
del gravame si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10
lett. a LALPS).

 

1.2. In ambito di polizia degli stranieri il
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile contro
il rilascio o il rifiuto di un permesso di dimora o di domicilio, salvo laddove
un diritto all'ottenimento di un simile permesso si fonda su una disposizione
particolare del diritto federale o di un trattato internazionale (art. 100 cpv.
1 lett. n. 3 OG e 4 LDDS; DTF 127 II 60 consid. 1a, 126 II 425 consid. 1 con rinvii).

 

1.3. Giusta l'art. 7 cpv. 1 prima frase
LDDS, il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e
alla proroga di un permesso di dimora. Ai fini dell'applicazione della suddetta
norma, è determinante unicamente l'esistenza di un vincolo matrimoniale
giuridicamente valido (DTF 119 Ib 417 e segg. consid. 2c).

In concreto, RI 1 è sposato con una
cittadina elvetica. Di conseguenza egli ha, in linea di principio, diritto al
rinnovo del permesso di dimora.

Pertanto, potendo la decisione impugnata
essere dedotta davanti al Tribunale federale mediante un ricorso di diritto
amministrativo, si deve concludere che la competenza di questo tribunale a
statuire sull'impugnativa inoltrata dall'insorgente è data. Se il permesso
sollecitato non possa essergli rinnovato è una questione di merito.

 

 

 

1.4.

1.4.1. Lo straniero può, a seconda delle
circostanze, prevalersi del diritto al rispetto della vita privata e familiare
garantito dall'art. 8 CEDU per opporsi all'eventuale separazione della famiglia
e ottenere un permesso di dimora. Affinché tale norma sia applicabile, occorre
tuttavia che tra lo straniero che domanda un permesso di dimora e la persona
della sua famiglia che beneficia del diritto di risiedere in Svizzera
(cittadino svizzero o straniero titolare di un permesso di domicilio oppure di
dimora, in quest'ultimo caso soltanto se la certezza di vedersi rinnovato il
permesso di soggiorno, DTF 111 Ib 163 consid. 1a) esista una relazione stretta,
intatta, che sia effettivamente vissuta (DTF 127 II 60 consid. 1d/aa; 122 II 1
consid. 1e, 289 consid. 1c). Simili relazioni possono sussistere anche tra il
figlio e il genitore privo dell'affidamento e dell'autorità parentale (DTF 115
Ib 97 consid. 2e). In questi casi l'intensità del rapporto tra gli stessi può
risultare dai contatti regolari tenuti in altro modo, ad esempio con
l'esercizio del diritto di visita (cfr. Wurzburger, La jurisprudence récente du
Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, in: RDAF 53/1997 pag. 258;
DTF 120 Ib 1 consid. 1d, 119 Ib 81 consid. 1c, 118 Ib consid. 1c).

 

1.4.2. In concreto, essendo figlio di una cittadina
elvetica, V__________ ha un diritto certo a risiedere in Svizzera. Di
conseguenza, la prima condizione affinché RI 1 possa invocare l'art. 8 CEDU è
adempiuta.

Per quanto riguarda invece le relazioni dell'insorgente
con V__________, si sa solo che con decreto supercautelare 26 ottobre 2004 il
Pretore __________ lo ha affidato alle cure e alla custodia della madre,
riservando al padre il più ampio diritto di visita ma almeno due volte alla
settimana per tre ore, poi modificato con decreto 25 novembre 2004 in ragione
di due ore ogni fine settimana da esercitare presso il Punto d'incontro di __________
a __________, e che padre e figlio si sono visti per la prima volta l'11 marzo
2005.

Ci si può pertanto chiedere se, date le
circostanze del caso, una simile modalità d'esercizio del diritto di visita sia
usuale e se il ricorso sia ammissibile anche sotto il profilo dell'art. 8 CEDU.

Sia come sia, la questione può rimanere
indecisa dal momento che, come si vedrà in seguito, il ricorso andrebbe
respinto nel merito.

 

1.5. Il gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1
PAmm) e presentato da una persona legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm), è
pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   L'art. 7
cpv. 1 prima frase LDDS dispone che il coniuge straniero di un cittadino
svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora. Questo
diritto - soggiunge il cpv. 2 della medesima norma - non sussiste se il
matrimonio è stato contratto per eludere le prescrizioni in materia di dimora e
domicilio degli stranieri, segnatamente quelle sulla limitazione del loro
effettivo.

Per costante giurisprudenza, vi è abuso di
diritto laddove un determinato istituto giuridico è invocato per realizzare interessi
che il medesimo istituto non si prefigge di tutelare (DTF 121 I 367, consid.
3b). In relazione all'art. 7 LDDS, ciò è il caso allorquando il coniuge
straniero di un cittadino svizzero si richiama ad un matrimonio che sussiste
solo a livello formale, unicamente per ottenere il rilascio o il rinnovo di un
permesso di soggiorno: un simile scopo non risulta in effetti tra quelli
tutelati dalla norma in questione (DTF 128 II 145, consid. 2.2.). Va rilevato
che nel formulare l'art. 7 LDDS, il legislatore ha volontariamente omesso di
far dipendere il diritto del coniuge straniero di un cittadino svizzero
all'ottenimento di un permesso di soggiorno dall'esistenza di una comunione
matrimoniale di fatto (DTF 121 II 97 segg.): è per contro necessario che vi siano
concreti indizi tali da ritenere che i coniugi non siano (più) intenzionati a
condurre una vita in comune e rimangano uniti dal vincolo matrimoniale soltanto
per ragioni di polizia degli stranieri (DTF 127 II 49, consid. 5a e rif.).

 

 

                                   3.   3.1. Il 4
luglio 2002 RI 1 è entrato in Svizzera per sposarsi e vivere con la cittadina
elvetica A__________, ottenendo per tale motivo un permesso di dimora annuale, in
seguito rinnovato fino al 3 luglio 2004.

Già dopo poco più di un anno, il matrimonio
dei coniugi __________ è entrato in crisi e il 30 settembre 2003 il Pretore__________
li ha autorizzati a vivere separati.

RI 1 ha infine lasciato l'abitazione
coniugale il 7 novembre 2003. Da allora, egli vive in un appartamento di un locale
e mezzo. Ora, sapere se la disunione sia imputabile alla moglie che soffrirebbe
di disturbi psichici è irrilevante ai fini del giudizio, i motivi che hanno
condotto alla separazione non essendo determinanti (STF 20 aprile 2001,
2A.178/2001, in re I. consid. 3a).

La separazione dura ormai da un anno e sette
mesi e nessun elemento agli atti permette di ritenere che si tratti di una
situazione provvisoria e che la loro riconciliazione sia imminente.

Non porta a diversa conclusione l'assenza di
una procedura di separazione o di divorzio pendente. Giova infatti ricordare
che le autorità amministrative responsabili dell'applicazione delle norme in
materia di diritto degli stranieri sono sostanzialmente tenute a valutare le
relazioni tra coniuge svizzero e coniuge straniero, senza essere vincolati
dalla situazione esistente dal profilo del diritto del divorzio e soprattutto
in maniera indipendente dal giudice civile (DTF 128 II 145 consid. 2.2.; STF
del 25 ottobre 2002 nella causa 2A.245/2002 consid. 4.1.2). 

Inoltre l'insorgente non può pretendere che
l'autorità sospenda la propria decisione, facendola dipendere dalla volontà di
ricomporre la comunione coniugale non appena la moglie cambierà il proprio
atteggiamento nei suoi confronti.

 

3.2. Da quanto precede risulta in modo
manifesto l'abuso da parte dell'insorgente nell'invocare il proprio matrimonio,
svuotato di ogni contenuto e scopo ormai almeno dal novembre 2003, al fine di
ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno rilasciatogli per vivere con la
moglie.

RI 1 ha 36 anni e risiede da poco meno di
tre anni nel nostro Paese. Il suo soggiorno va quindi considerato di breve durata.
Inoltre egli ha tutti i suoi principali legami familiari, sociali e culturali
in Tunisia, dove è nato e cresciuto e risiedeva prima di giungere in Europa nel
corso degli anni '90. Per questi motivi, il suo rientro in patria non gli pone insormontabili
problemi di riadattamento. Il semplice fatto che egli si senta ben integrato
nel nostro cantone non permette quindi di pervenire ad una conclusione a lui
più favorevole.

Va poi rilevato che prima di entrare in
Svizzera il ricorrente soggiornava stabilmente dal 1995 in Italia, a Campione,
dove lavorava come cameriere. Nulla gli impedisce pertanto di richiedere un
nuovo permesso di dimora nella vicina penisola qualora egli non intendesse rientrare
in Tunisia. Egli afferma peraltro che l'unica condizione per riottenerlo è trovare
un posto di lavoro (ricorso ad 3g, pag. 10), cosa questa che non dovrebbe
costituire un ostacolo insormontabile.

Ne consegue che, dal profilo dell'applicazione
dell'art. 7 LDDS, la risoluzione impugnata non risulta lesiva del principio
della proporzionalità.

 

 

                                   4.   Il
ricorrente sostiene che la decisione impugnata viola l'art. 8 CEDU, perché comprometterebbe
le sue relazioni con V__________.

 

4.1. Il diritto al rispetto della vita
privata e familiare di cui all'art. 8 CEDU non è assoluto. Un'ingerenza
nell'esercizio di tale diritto è ammissibile giusta l'art. 8 n. 2 CEDU se la
stessa è prevista dalla legge e costituisce una misura che, in una società democratica,
è necessaria per la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, il benessere
economico del paese, la prevenzione dei reati, la protezione della salute o
della morale, o la protezione dei diritti e delle libertà altrui. Se un
permesso di soggiorno possa essere rilasciato - o rinnovato - in base all'art.
8 CEDU è una questione che va vagliata effettuando una ponderazione di tutti
gli interessi pubblici e privati in gioco (DTF 122 II 1 consid. 2; 120 Ib 1
consid. 3c, 22 consid. 4a).

 

Per quanto concerne gli interessi pubblici,
va rammentato che la Svizzera pratica una politica restrittiva in materia di
soggiorno di stranieri, segnatamente per garantire un rapporto equilibrato tra
l'effettivo della popolazione svizzera e quello della popolazione straniera
residente, ed anche per migliorare la struttura del mercato del lavoro ed
assicurare un equilibrio ottimale dell'impiego (art. 16 LDDS e 1 OLS). Questi
scopi sono legittimi ai sensi dell'art. 8 n. 2 CEDU (DTF 120 Ib 1 consid. 3b,
22 consid. 4a) e devono essere presi in considerazione nell'ambito della ponderazione
degli interessi. Soltanto forti legami familiari dal profilo affettivo ed
economico possono avere la preminenza sugli stessi, facendoli passare in
secondo piano (DTF 120 Ib 1 consid. 3c). Determinante è, inoltre, il grado
d'integrazione dello straniero nel paese ospitante, per la definizione del
quale vanno considerati la durata effettiva del soggiorno in Svizzera e il
comportamento assunto dall'interessato durante questo periodo, sia sul piano generale
sia su quello professionale. In particolare va esaminato se, nel caso di
specie, sussistono altri motivi per rinviare o allontanare l'interessato,
segnatamente se questi ha infranto disposizioni penali o di polizia degli
stranieri (DTF 122 II 1 consid. 1). In effetti, il rilascio di un permesso di
dimora in virtù dell'art. 8 CEDU presuppone che lo straniero abbia avuto un
comportamento irreprensibile.

 

Dal profilo dell'interesse privato al
rilascio di un'autorizzazione di soggiorno, va osservato che, in linea di
principio, un diritto di visita può essere esercitato anche quando il genitore
vive all'estero, adattandone se necessario le modalità (durata e frequenza).
Non è indispensabile che il genitore beneficiario del diritto di visita e il
figlio vivano nello stesso paese. Si deve piuttosto tener conto dell'intensità
del legame e della distanza che potrebbe separare lo straniero dalla Svizzera
qualora gli fosse negato un permesso di dimora, ossia del fatto che, a causa
della distanza, i già citati stretti legami familiari affettivi ed economici
non potrebbero essere mantenuti.

 

4.2. V__________ è nato il 1° aprile 2004 e
vive con la madre, cui è affidato. Dall'ottobre 2004 il ricorrente è al
beneficio del relativo diritto di visita, attualmente sorvegliato in ragione di
due ore ogni fine settimana, da esercitare presso il Punto d'incontro __________
a __________. Dal 1° novembre 2004, egli è tenuto a versargli fr. 200.– mensili
a titolo di contributo alimentare. L'insorgente lo ha incontrato per la prima
volta solo l'11 marzo 2005.

RI 1 addebita la mancanza di incontri
frequenti con il figlio alla moglie, la quale non gli permetterebbe di vederlo
regolarmente nonostante il Pretore le avesse ordinato di rispettare il diritto
di visita alle scadenze fissate, sotto la comminatoria dell'art. 292 CP
(disobbedienza alle decisioni dell'autorità).

Ci si può comunque chiedere se il ricorrente
abbia fatto tutto il possibile per instaurare e coltivare uno stretto legame
con V__________. Dagli atti risulta infatti che è solo il 20 ottobre 2004, un
paio di mesi dopo essere stato interrogato dalla polizia in merito al suo
rapporto con il figlio, che egli ha chiesto al Pretore di regolare il diritto
di visita ed è solo l'11 marzo 2005, dopo che il dipartimento ha deciso di non
rinnovargli il permesso, che egli ha incontrato V__________. Inoltre il fatto che
egli avrebbe agito in tal modo perché così consigliato dalla sua legale allo
scopo di cercare una soluzione extragiudiziaria e non incrinare ulteriormente i
rapporti con la moglie può lasciare perplessi.

Sia come sia, sapere se la limitazione delle
visite sia da ricondurre esclusivamente al malvolere della madre oppure perché
il ricorrente abbia trascurato suo figlio non versandogli gli alimenti sin
dall'inizio, può rimanere indeciso.

Considerata l'assenza di stretti legami
affettivi con il figlio, così come richiesti dalla giurisprudenza, bisogna
ritenere che l'attuale relazione con V__________ non è in ogni caso sufficiente
per considerare l'interesse privato di RI 1 prevalente su quello pubblico. Non
bisogna nemmeno dimenticare che l'interessato risiede da poco tempo in Svizzera
e ha ottenuto un permesso di dimora per vivere insieme alla moglie.

Certo, tenuto conto della lontananza, la
partenza alla volta della Tunisia gli renderà l'esercizio del diritto di visita
alquanto difficile. Il suo rientro in Patria non è tuttavia atto a creargli
ostacoli insormontabili dal momento che tale diritto potrà, con i dovuti adeguamenti,
continuare ad essere esercitato nell'ambito di soggiorni turistici, ritenuto
pure che egli può contare su un curatore educativo che avrà il compito di occuparsi
delle relazioni personali tra padre e figlio (v. decreto supercautelare 21
marzo 2005 del Pretore__________).

Come visto in precedenza (v. consid. 3.2.),
non è inoltre escluso che il ricorrente possa riottenere un permesso di
soggiorno in Italia, ciò che potrebbe relativizzare ulteriormente il problema
della lontananza da V__________.

 

4.3. In conclusione, un'attenta ponderazione
di tutti gli interessi in gioco permette di ritenere proporzionato il
provvedimento adottato dall'autorità inferiore anche sotto il profilo dell'art.
8 CEDU nella misura in cui è applicabile nel caso di specie.

 

 

                                   5.   In esito
alle considerazioni che precedono, nella misura in cui è ammissibile, il ricorso
va respinto così come la domanda di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio
formulata in questa sede, il gravame essendo destinato all'insuccesso sin dall'inizio
(art. 14 Lag). Ad identica conclusione si può giungere per quella presentata
dinnanzi al Consiglio di Stato.

Tassa e spese giudiziarie seguono la
soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 8 CEDU; 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 10
lett. a LALPS; 1, 4, 7 LDDS; 14 Lag; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 61, 65 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Nella
misura in cui è ricevibile, il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La domanda
di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio è respinta.

 

 

                                   3.   La tassa di
giustizia e le spese, di complessivi fr. 800.–, sono a carico del ricorrente.

 

 

                                   4.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

	
   

   

                                      5.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  Ufficio stranieri,;

   

  

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  2. CO 2 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario