# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1a31c03a-d20b-5e24-92ab-e09550231692
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-01-19
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 19.01.2022 15.2021.99
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2021-99_2022-01-19.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2021.99

  	
  Lugano

  19 gennaio 2022

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso 31 luglio 2021 di

 

	
   

  	
   RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione di Bellinzona,
o meglio contro l’esecuzione dei sequestri n. __________ e __________,
decretati il 13 e il 14 luglio 2021 rispettivamente dal Pretore aggiunto del
Distretto di Bellinzona e dal Giudice di pace del Circolo di Arbedo, nei
confronti del ricorrente su istanza di

 

	
   

  	
  Stato del Cantone Ticino, Bellinzona

  Confederazione Svizzera, Berna

  (rappresentati dall’Ufficio
  esazione e condoni, Bellinzona)

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Su
richiesta dello Stato del Canton Ticino, con decreto del 13 luglio 2021 il
Pretore aggiunto del Distretto di Bellinzona ha ordinato il sequestro del
credito vantato da RI 1 nei confronti della PI 3, con sede a __________,
riguardante in particolare la relazione postale n. __________, nonché il
credito di fr. 50'000.– contro PI 4, domiciliato a __________, relativo al
contratto di mutuo del 4 dicembre 2017, sino a concorrenza di fr. 22'631.35.

 

                                  B.   Altrettanto
ha fatto il Giudice di pace del Circolo di Arbedo con decreto del 14 luglio 2021, a garanzia di diversi crediti fiscali di com­plessivi
fr. 3'862.65 fatti valere dalla Confederazione Svizzera.

                                  C.   Dando
seguito ai decreti, il 14 luglio 2021 l’Ufficio di esecuzione (UE) di
Bellinzona ha notificato i sequestri alla PI 3 e a PI 4.

                                  D.   Con
scritto del 19 luglio 2021 la PI 3 ha in particolare comunicato all’UE che il
saldo del conto in questione ammontava a fr. 14'260.93. PI 4 è invece
rimasto silente.

                                  E.   Il
21 luglio 2021 l’Ufficio ha interrogato il debitore sequestrato e stabilito in fr. 2'350.–
mensili il suo minimo d’esistenza (fr. 1'200.– come importo di base, fr. 800.–
per spese di locazione, fr. 100.– per spese di riscaldamento e fr. 250.–
per spese mediche e dentali, corrispondenti a 1/12 della
franchigia annuale di fr. 1'500.– del­la sua cassa malati e delle spese di
partecipazione obbligatoria a suo carico), a fronte di redditi per complessivi fr. 2'208.–
(rendita AI di fr. 861.– e prestazioni complementari di fr. 1'347.–).
Constatato un ammanco (di fr. 142.–), mediante scritto dello stesso gior­no
l’organo esecutivo ha invitato la PI 3 a liberare immediatamente fr. 2'350.–
a favore di RI 1 e a mantenere bloccata la differenza di fr. 11'910.90 (recte:
11'910.93).

                                  F.   Il
26 luglio 2021 l’organo esecutivo ha emesso i verbali di sequestro, ove ha
indicato di aver sequestrato il saldo di fr. 11'910.93 presente sulla nota
relazione postale e il credito di fr. 50'000.– nei confronti di PI 4, stimato
in fr. 1.–. Li ha quindi trasmessi alle parti.

                                  G.   A
convalida dei sequestri, il 27 luglio 2021 lo Stato del Canton Ticino e la
Confederazione Svizzera hanno promosso contro il debitore sequestrato le
esecuzioni n. __________ e __________ per l’in­casso di rispettivamente fr. 22'631.35
e fr. 3'862.65.

                                  H.   Con
ricorso del 31 luglio 2021 RI 1 si aggrava contro i verbali di sequestro,
chiedendone implicitamente l’annullamento.

                                    I.   Tramite
osservazioni del 9 agosto 2021 lo Stato del Canton Ticino e la Confederazione
Svizzera postulano la reiezione del ricorso, come pure l’Ufficio nelle sue del
6 settembre 2021.

 

Considerato

 

in diritto:                 1.   Giusta i combinati art. 5 cpv. 1 LPR e 76 cpv. 1 della Legge sulla
procedura amministrativa (LPAmm, RL 165.100), quando siano proposti
davanti alla stessa autorità più ricorsi il cui fondamento di fatto sia il
medesimo, l’autorità può ordinare la congiunzione delle istruttorie, decidere i
ricorsi con una sola decisione o sospendere una o più procedure in attesa dell’istruzione
o della decisione delle altre.

 

                                         Nel
caso in esame, l’insorgente ha presentato mediante un unico atto due ricorsi
contro due distinti provvedimenti, il cui fondamento di fatto è però il
medesimo, vertendo invero sugli stessi beni sequestrati. Si giustifica pertanto
di statuire sui gravami con una sola sentenza, pur mantenendone l’autonomia,
nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche
singolarmente.

 

                                   2.   Interposti
all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e
fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 3 della Legge cantonale sulla procedura di ricorso in
materia di esecuzione e fallimento [LPR, RL 280.200]) – entro dieci
giorni dalla notifica degli atti impugnati emessi il 26 luglio 2021 dall’UE, i
ricorsi presentati il 31 luglio 2021 sono in linea di principio ricevibili
(art. 17 LEF).

 

                                   3.   Giusta
l’art. 93 LEF ogni provento del lavoro può essere pignorato in quanto a
giudizio dell’Ufficiale non sia assolutamente necessario al sostentamento del
debitore e della sua famiglia. Per stabilire l’eccedenza pignorabile, le
autorità di esecuzione devono determinare il reddito globale netto dell’escusso,
deducendo dal totale dei suoi redditi lordi i contributi sociali e le spese di
acquisizione del reddito. Sono poi detratte le spese indispensabili al
sostentamento del debitore e della sua famiglia, fondandosi in linea di massima
sulla Tabella per il calcolo del minimo esecutivo giusta l’art. 93 LEF allegata
alla circolare CEF n. 35/2009 (pubblicata sul Foglio ufficiale cantonale
n. 68/2009 del 28 agosto 2009). Redditi e fabbisogni devono essere
accertati d’ufficio alla data dell’esecu­­zione del pignoramento o del
sequestro (DTF 112 III 19 consid. 2/d; 108 III 12 consid. 3; sentenza del Tribunale
federale 5A_16/ 2011 del 2 maggio 2011, consid. 2.1), ritenuto che delle
successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto
mediante riesame del pignoramento (art. 93 cpv. 3 LEF; DTF 108 III 12 consid.
4).

 

                                   4.   Il
ricorrente premette di aver ricevuto il 4 giugno 2020 fr. 14'579.– dall’Istituto
delle assicurazioni sociali a titolo di prestazione complementare, avendone
fatto richiesta il 1° gennaio 2020. Fa quindi notare che con l’esecuzione dei
sequestri l’UE gli ha bloccato pro-prio siffatta prestazione complementare, di
cui egli necessita per effettuare una delicata cura ai denti e per il suo
fabbisogno quotidiano. Rileva altresì di ricevere
attualmente una rendita complessiva annua di fr. 27'409.92, composta della
rendita AI di fr. 13'046.– e delle prestazioni complementari di fr. 14'363.92,
con cui deve far fronte ai costi di locazione di fr. 7'800.– e al
fabbisogno vitale minimo da lui indicato in fr. 19'610.–.

 

                                4.1   Secondo
l’art. 92 cpv. 1 cifra 9a LEF, sono in particolare impignorabili le
prestazioni giusta l’art. 12 della legge federale del 19 marzo 1965 sulle
prestazioni complementari dell’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità,
anche se, eccezionalmente, sono versate sotto forma di capitale (Vonder Mühll in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 38 ad art. 92 LEF). Redditi
impignorabili (in base agli art. 92 o 93 LEF) che sono stati risparmiati
(ovvero che l’escusso non ha utilizzato per far fronte alle spese necessarie,
per il pagamento delle quali tali redditi era­no stati lasciati a sua
disposizione), sono invece illimitatamente pignorabili (sentenza CEF
15.2016.102 del 24 maggio 2017, consid. 5.1 e riferimenti citati).

 

                                4.2   Nel
caso in rassegna, si evince dall’estratto 2020 del conto corrente postale di RI
1, assunto d’ufficio dall’UE su richiesta di questa Camera, che il 4 giugno
2020 la Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG gli ha effettivamente
accredito un capitale di fr. 14'579.–, che corrisponde agli arretrati
delle prestazioni complementari cui egli aveva diritto dal giugno 2019 al
maggio 2020. Visto il chiaro tenore dell’art. 92 cpv. 1 cifra 9a LEF,
tale importo è in principio impignorabile, a prescindere dal fatto che sia
stato versato sotto forma di capitale. Potrebbe essere illimitatamente
pignorabile e quindi sequestrabile (art. 275 LEF), co­me sostengono le
resistenti e l’UE, solo se potesse essere considerato un risparmio (sopra consid.
4.1). Poiché capitale e rendite devono essere trattati allo stesso modo così
da garantire lo scopo di protezione sociale perseguito dal legislatore (DTF 115 III 48, consid. 1/b; 113 III 10 segg.;
RtiD 2009 I 730 n. 64c consid. 8 [massima]), occorre procedere a un esame retrospettivo e
chiedersi quale fetta delle sue rendite il debitore sequestrato non
avrebbe dovuto utilizzare per coprire il proprio minimo vitale, realizzando
così un risparmio (sentenza della CEF 15.2016.102 citata, consid. 5.2 i.f.).

 

                                4.3   Orbene,
nell’anno che ha preceduto il versamento in capitale delle prestazioni complementari RI 1 percepiva unicamen­te
una rendita AI di fr. 868.– al mese (v. estratto del conto corrente
postale agli atti), che però da sola neppure era sufficiente a coprire l’importo
di base di fr. 1'200.– del suo minimo d’esistenza né, a maggior ragione,
le spese abitative e di riscaldamento. V’è dunque da chiedersi come abbia fatto
a provvedere al suo mantenimento. È presumibile ch’egli abbia fatto capo ai fr. 132'202.97
versati dalla Fondazione di libero passaggio dell’__________ il 20 novembre
2017 secondo quanto allegato – senza essere contraddetto – dall’Ufficio
esazione condoni nelle sue osservazioni oppure che abbia ricevuto aiuto da
terze persone, ma non asserisce né dimostra
di aver contratto debiti nei loro confronti. Fatto sta che al momento del
sequestro, eseguito il 14 luglio 2021, ovvero oltre un anno dopo il versamento
in questione, sul suo conto corrente postale era ancora presente pressoché l’intero
capitale relativo alle prestazioni complementari (fr. 14'260.93 a fronte dei
fr. 14'579.– ricevuti). Ciò dimostra che il debitore sequestrato ha
avuto bisogno solo in minima parte delle prestazioni
complementari, ossia soltanto della differenza di fr. 318.07 (fr. 14'579.–
./. fr. 14'260.93), realizzando così un risparmio di fr. 14'260.93. La
somma di fr. 11'910.93 su cui verte in definitiva il sequestro (sopra, ad
E) costituisce pertanto un risparmio illimitatamente pignorabile e quindi sequestrabile
(art. 275 LEF).

 

                                4.4   Non
porta a diversa conclusione l’argomentazione secondo cui il ricorrente
necessita ora del denaro in questione per una cura delicata ai denti. 

 

                             4.4.1   Secondo
il punto II/8 della Tabella, l’Ufficio deve riconoscere all’e­­scusso un
importo medio mensile per spese legate alla salute (spese mediche, dentistiche,
farmaceutiche e ospedaliere) che l’escusso o i suoi famigliari sopportano o
sopporteranno durante il periodo di validità del pignoramento (o di sequestro),
nella misura in cui le stesse sono imminenti (o comunque prevedibili) al
momento del pignoramento e indipendentemente dal loro importo, ritenuto che
solo le spese di automedicazione sono da considerare incluse nel minimo vitale
di base (DTF 129 III 244 seg., consid. 4.2 e 4.3; Ochsner,
Commentaire romand de la LP, 2005, n. 144 ad art. 93 LEF).

 

                             4.4.2   Nella fattispecie le prestazioni
complementari versate in capitale erano destinate al mantenimento del debitore
sequestrato dal giugno 2019 al maggio 2020. Orbene, i preventivi di € 19'092.–
e € 13'770.– prodotti con il ricorso risalgono al 29 luglio 2021,
ovverosia a una data addirittura successiva all’esecuzione del sequestro. Sono
quindi spese che non possono essere pagate con redditi passati dell’escusso, ma
di cui neppure si può tenere conto per il sequestro in esame, giacché RI 1 non
risulta averne parlato al momento dell’esecuzione del sequestro, il 21 lu-glio
2021. Come rilevato dall’UE nelle sue osservazioni al ricorso, tali spese
verranno valutate al momento del pignoramento – o già prima in via di revisione
giusta l’art. 93 cpv. 3 LEF (v. osservazioni dei sequestranti) – in funzione
della loro reale necessità, di una verifica del costo preventivato (se del caso
con la richiesta di altre offerte) e di una loro eventuale presa a carico da un’assicurazione
(malattia o prestazioni complementari). Sotto questo profilo, nella misura in
cui non è prematuro il ricorso è infondato.

 

                                   5.   L’insorgente
pretende inoltre che venga stralciato dai verbali di sequestro anche il credito
di fr. 50'000.– nei confronti di PI 4, giacché – a
suo dire – è stato estinto nel 2019. Ora, a parte il fatto ch’egli non ne comprova
l’estinzione, il terzo debitore non ha contestato la notificazione del
sequestro inviatagli dall’UE il 14 luglio 2021, fermo restando che la
contestazione sull’esistenza o l’importo di un credito non ne impedisce
comunque il pignoramento né pertanto il sequestro (art. 275 LEF), a meno che l’inesi­­stenza
o l’estinzione del credito sia fuori dubbio (DTF 90 III 96; sentenza
della CEF 15.2004.106 del 24 agosto 2004, massimata in RtiD 2005 I 919 n. 68c),
ciò che, in mancanza di qualsivoglia prova, non è il caso nella fattispecie.
Anche la censura in questione risulta dunque priva di fondamento, sicché il
destino dei ricorsi è segnato.

 

                                   6.   Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso concernente il verbale
di sequestro n. __________ dell’Ufficio d’esecuzione (sede
di Bellinzo­na) è respinto.

 

                                   2.   Nella
misura in cui è ricevibile, il ricorso concernente il verbale di sequestro n. __________ dell’Ufficio d’esecuzione (sede di Bellinzo­na) è
respinto.

 

                                   3.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   4.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   ;

  –  .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Bellinzona.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.