# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e763ff0b-55a9-5296-86f7-ebf123dd964a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 03.11.2005 60.2005.291
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2005-291_2005-11-03.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2005.291

   

  	
  Lugano

  3 novembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Raffaele Guffi, vicepresidente,

  Ivano
  Ranzanici, Andrea Pedroli (in sostituzione di Mauro Mini, esclusosi)

  

 

	
  segretaria:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza 6/7.9.2005 presentata da

 

 

	
   

  	
   IS 1, ,

   IS 2, ,

  entrambi patr. da: PR 1 

  
	
   

  	
   

  tendente ad ottenere l’accesso agli atti del procedimento penale MP
  __________ promosso nei confronti di PI 2, __________ (patr. da: avv. PR 2, __________);

  	 

 

	
   

  	
   

  

 

richiamate le osservazioni 14/15.9.2005 di PI 2, che conclude per la
reiezione della domanda;

 

 

richiamate altresì le (tardive) osservazioni 27.9.2005 del procuratore
pubblico Manuela Minotti Perucchi, che preavvisa favorevolmente l’istanza;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

considerato

 

 

in fatto ed in diritto

 

                                         che
con decisione __________ questa Camera – annullando il decreto di non luogo a
procedere __________ (NLP __________) – ha parzialmente accolto l’istanza di
promozione dell’accusa presentata il __________ da __________ nei confronti di PI
2, ordinando al magistrato inquirente la completazione delle informazioni
preliminari per titolo di complicità in appropriazione indebita,
amministrazione infedele e cattiva gestione in relazione alla sua carica di
amministratore unico di __________, già in __________, società sciolta in
seguito a fallimento pronunciato con decreto __________ del pretore del
distretto di __________ (inc. __________);

 

 

                                         che
– con riferimento al medesimo complesso di fatti – il __________ l’allora
procuratore pubblico Emanuele Stauffer aveva posto in stato di accusa davanti
alla Corte delle assise correzionali di __________ __________ (già
vicedirettore e responsabile dell’agenzia __________ di __________) e __________
(già dirigente effettivo di, tra l’altro, __________), procedimento ancora
pendente (ACC __________);

 

 

                                         che
con istanza 6/7.9.2005 IS 1 e IS 2 – cessionari, nell’ambito del fallimento di __________,
del diritto di procedere penalmente e civilmente nei confronti degli organi della
società – postulano l’esame dell’incarto concernente PI 2, invocando “(…) un
interesse degno di protezione all’esame degli atti costituenti il procedimento
penale sopraccitato, affinché possano valutare in che misura eventualmente intervenire
anche a titolo proprio” (istanza 6/7.9.2005, p. 2);

 

 

                                         che
giusta l’art. 27 CPP – in vigore dall’1.1.1996, che ha precisato e completato
il previgente art. 8 vCPP, con riferimento anche alla giurisprudenza del
Tribunale federale (DTF 110 Ia 83 e 95 I 108) – "oltre ai casi previsti
dal presente codice, la Camera dei ricorsi penali può permettere l’ispezione
degli atti di un processo e l’estrazione di copie a chi giustifica un interesse
giuridico legittimo che prevale sui diritti personali delle persone implicate
nel processo, segnatamente su quelli delle parti, del denunciante, dei
testimoni e dei periti. La Camera dei ricorsi penali fissa le modalità dell’ispezione";

 

 

                                         che
questa disposizione, secondo il suo tenore letterale, è invocabile per la
compulsazione di atti relativi ad un procedimento penale nei casi in cui ciò
non sia possibile attraverso l'applicazione di altre norme [decisione 6.5.2002
di questa Camera in re T.R. (inc. __________)];

 

 

                                         che
la parte civile può prendere conoscenza degli atti e dei documenti e riceverne
copia, ove necessario all’esercizio dei suoi diritti e salvo contrarie esigenze
di inchiesta e salvo contrari interessi preminenti dell’accusato o di terzi
(art. 79 cpv. 2 CPP);

 

 

                                         che
durante l'istruzione di un procedimento penale l’esame degli atti, per la parte
civile, si fonda quindi sulla predetta disposizione;

 

 

                                         che
– rispetto all’art. 27 CPP, da considerare quale norma secondaria (“Auffangnorm”)
– l’art. 79 CPP offre del resto una migliore tutela dei diritti delle parti e,
con riferimento alla via ricorsuale offerta dall’art. 280 cpv. 1 CPP, più
estesi mezzi di impugnazione;

 

 

                                         che
è peraltro nello specifico contesto applicativo dell’art. 79 CPP che si possono
considerare più propriamente le esigenze di inchiesta e la tutela degli
interessi sia delle parti sia in particolare dei terzi (cfr. M. RUSCA / E.
SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano
1997, n. 7 ss. ad art. 79 CPP);

 

 

                                         che
nella fattispecie spetta pertanto al procuratore pubblico pronunciarsi in capo
alla qualità di parte civile dei qui istanti e – in caso di ammissione al
procedimento penale in questa veste – alla facoltà di esaminare l’incarto in
questione;

 

 

                                         che
– qualora IS 1 e IS 2 non vengano riconosciuti quali parti civili – essi
potranno presentare istanza a questa Camera giustificando “(…) un interesse
giuridico legittimo che prevale sui diritti personali delle persone implicate
nel processo, segnatamente su quelli delle parti, del denunciante, dei
testimoni e dei periti”; 

 

 

                                         che
la domanda è respinta;

 

 

                                         che
essa viene trasmessa per competenza al procuratore pubblico Manuela Minotti Perucchi;

                                         che
– posto come il __________, in risposta allo scritto __________ del
patrocinatore degli istanti, che chiedeva, tra l’altro, l’accesso agli atti, il
magistrato inquirente avesse comunicato che “(…), a tenore dell’art. 27 CPP,
deve presentare istanza di ispezione degli atti alla Lodevole Camera dei
ricorsi penali” – non si prelevano tassa di giustizia e spese.

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati l’art. 27 CPP ed ogni altra norma applicabile,

 

 

 

pronuncia

 

                                   1.   L’istanza
è respinta. Essa viene trasmessa per competenza al procuratore pubblico Manuela
Minotti Perucchi.

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese.

 

 

                                   3.   Intimazione:

                                      

 

 

 

	
  terzi
  implicati

  	
  1. PI 1 

  2. PI 2 

  patr. da: PR 2 

   

  

Per la Camera dei ricorsi penali

 

Il vicepresidente                                                      La
segretaria