# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6f223025-bec2-51be-b672-7ef8e155753a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-02-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 06.02.2023 15.2022.163
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2022-163_2023-02-06.html

## Full Text

Incarto
  n.

  15.2022.163

  	
  Lugano

  6 febbraio 2023

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso 16 dicembre 2022 di

 

	
   

  	
   RI 1 

  (patrocinato dall’__________ PA 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione, sede di
Lugano, o meglio contro il verbale di sequestro emesso il 14 dicembre 2022
nel procedimento n. 3344284 promosso dal ricorrente nei confronti di

 

	
   

  	
   PI 1 

   

  

ritenuto
in fatto e considerando in diritto:

 

                                         che a richiesta di RI 1, il 14 dicembre 2022 il Pretore del
Distretto di Lugano, Sezione 5, ha decretato nei confronti di PI 1 il sequestro
di “tutti redditi/crediti” di quest’ultimo “a
seguito di contratto di ingaggio/contratto di lavoro/contratto di mandato nei confronti dell’__________, __________
c/o PI 2 […] o chi per essa” a garanzia di un credito
di fr. 55'500.– oltre agl’interessi del 5% dal 10 maggio 2019;

 

                                         che
la sede di Lugano dell’Ufficio d’esecuzione (UE) ha eseguito il sequestro lo
stesso giorno, stabilendo il reddito del debitore, conseguito quale “commentatore su chiamata”, in fr. 1'194.– mensili, a fronte di un minimo esistenziale di fr. 2'960.–
(base mensile di fr. 960.–, tenuto conto della residenza, ignota, all’estero,
più i contributi di mantenimento dei due figli, di fr. 2'000.– mensili,
stabiliti dalla Pretura di Lugano con decisione supercautelare), di mo­do che
ha dichiarato il sequestro infruttuoso;

 

                                         che
con ricorso del 16 dicembre 2022, RI 1 ha impugnato il verbale di sequestro
chiedendo di ordinare all’UE di “adottare quei provvedimenti/misure di indagine
di cui il decreto/verbale di sequestro qui contestato è chiaramente lacunoso, e
meglio:

                                         1.  indagine cica l’effettiva residenza dell’escusso
(p.es. egli dispone di un collegamento telefonico mobile svizzero o estero; se
sì chi è l’intestatario e chi paga l’abbonamento?);

                                         2.  indagine
circa gli effettivi redditi percepiti dalla PI 2;

                                         3.  acquisizione
dei contratti di ingaggio, mandato, lavoro in essere con l’ente
radiotelevisivo;

                                         4.  indagine
circa le modalità di pagamento e i conti di arrivo delle spettanze all’escusso;

                                         5.  interrogatorio/audizione
del signor PI 1 una volta rientrato in sede a conclusione __________”;

 

                                         che
mediante decisione di “riconsiderazione” del 20 dicembre 2022, l’UE ha
annullato il verbale di sequestro e preannunciato che avrebbe proceduto, “nel limite del possibile” a convocare e interrogare il debitore, alfine di verificare nuovamente
il calcolo del minimo di esistenza e il suo effettivo domicilio, ed emettere
poi un nuovo verbale;

 

                                         che
il 10 gennaio 2023 l’UE ha comunicato alla Camera che la decisione di
riconsiderazione non era stata contestata e ha postulato di conseguenza lo
stralcio del ricorso dai ruoli;

 

                                         che
con la sua decisione del 20 dicembre 2022, l’UE non pare invero avere accolto
tutte le richieste del ricorrente, in particolare per quanto attiene ai punti 3
e 4 delle conclusioni del ricorso;

 

                                         che
ad ogni modo non dev’essere dato seguito a tali richieste poiché l’esecuzione
del sequestro deve limitarsi agli attivi indicati nel decreto di sequestro (DTF
130 III 583 consid. 2.2.3; sentenza del­la CEF 15.2020.70 del 24 settembre 2020
pag. 3), ovvero ai redditi versati dalla PI 2 all’escusso e ai crediti vantati
da quest’ultimo nei suoi confronti;

 

                                         che
al riguardo non servono i contratti firmati dall’escusso con la PI 2,
determinante essendo la risposta di quest’ultima, siccome il ricorrente non
menziona motivi di dubitarne;

 

                                         che
pure le modalità di pagamento e i conti di destinazione delle spettanze all’escusso
non sono in sé di rilievo dal momento ch’es­­si non sono stati sequestrati;

 

                                         che
tutt’al più potrebbero servire a determinare il luogo in cui rintracciare l’escusso,
ma pare più efficace al riguardo interpellare la datrice di lavoro per ottenere
le informazioni utili a contattare PI 1;

 

                                         che
nella misura in cui non è diventato senza oggetto con la riconsiderazione del
provvedimento impugnato, il ricorso va respinto;

 

                                         che
per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ammissibile il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –  .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria
(art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il termine
non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art. 46 cpv. 2
LTF.