# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** eb67f3bf-2474-57ef-8576-9882d4c61ed2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-09-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.09.2025 D-2187/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2187-2025_2025-09-15.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2187/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 5  s e t t e m b r e  2 0 2 5    

Composizione 
 Giudici Manuel Borla (presidente del collegio)  

Lukas Müller, Susanne Bolz-Reimann, 

cancelliere Matteo Piatti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), 

Afghanistan,   

patrocinata da Valentina Imelli,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 24 marzo 2025. 

 

 

 

D-2187/2025 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Il 26 novembre 2024, l’interessata ha presentato una domanda d’asilo in 

Svizzera insieme ai genitori e alla sorella maggiorenne – anch’essi oggetto 

di procedure d’asilo e ricorsuali analoghe, ma distinte (cfr. incarti della Se-

greteria di Stato della migrazione [di seguito: SEM] N […] e N […]). Dalle 

informazioni contenute nella banca dati europea di rilevamento delle im-

pronte digitali (Eurodac) è risultato che, il (…) 2024, la richiedente aveva 

depositato una domanda d'asilo in Grecia, ottenendo la protezione interna-

zionale quale rifugiata. Agli atti sono stati depositati il suo titolo di viaggio 

greco valido fino al 31 ottobre 2029 nonché il permesso di soggiorno per 

rifugiati valido dal 23 settembre 2024 al 22 settembre 2027. Il 10 dicembre 

2024, la SEM ha quindi effettuato con l'interessata un colloquio in merito al 

rinvio verso uno Stato terzo sicuro, nel contesto del quale è stato concesso 

il diritto di essere sentita in relazione al suo stato di salute, alla possibile 

non entrata nel merito della domanda d'asilo secondo  

l'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi (RS 142.31), nonché al prospettato allontana-

mento dalla Svizzera verso la Grecia. Lo stesso giorno, l’autorità inferiore 

ha presentato alle competenti autorità greche una domanda di riammis-

sione della richiedente conformemente alla Direttiva 2008/115/CE del Par-

lamento europeo e del Consiglio recante le norme e procedure comuni ap-

plicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui sog-

giorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicembre 2008; di seguito: direttiva 

ritorno) e all'Accordo bilaterale di riammissione tra la Grecia e la Svizzera 

per le persone a beneficio di una protezione internazionale (Accordo tra il 

Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica ellenica concer-

nente la riammissione di persone in situazione irregolare [RS 

0.142.113.729]). Il 16 dicembre 2024, la Grecia ha accettato la riammis-

sione dell’interessata, confermando che quest’ultima ha ottenuto lo statuto 

di rifugiata, unitamente a un permesso di soggiorno valido fino al 22 set-

tembre 2027. Infine, con scritto del 21 marzo 2025, la rappresentanza le-

gale si è pronunciata sul progetto di decisione della SEM sostenendo, per 

la prima volta, che la richiedente sarebbe stata maltrattata dalla polizia 

greca nel 2022 dopo aver varcato la frontiera turca. A bordo di un autobus, 

le sarebbe stato imposto di spogliarsi (restando in biancheria intima) e sa-

rebbe stata toccata nelle parti intime, per poi essere respinta in Turchia su 

un’imbarcazione. Inoltre, avrebbe assistito alla violenza sessuale subita da 

una giovane donna somala, nonché al pestaggio di un'altra signora che 

avrebbe cercato di aiutarla. La richiedente non avrebbe menzionato questo 

episodio durante il primo colloquio con la protezione giuridica né in sede di 

audizione poiché, in entrambe le occasioni, l’auditore era un uomo. 

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B.  

Con decisione del 24 marzo 2025, notificata lo stesso giorno, la SEM non 

è entrata nel merito della domanda d'asilo e ha pronunciato l'allontana-

mento dell’interessata dalla Svizzera, incaricando il Canton B._______ 

dell’esecuzione di quest’ultima misura e disponendo la consegna degli atti 

procedurali conformemente al relativo indice.  

 

C.  

C.a Con ricorso 31 marzo 2025, l’insorgente avversa la decisione succitata 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale o TAF) 

concludendo all’annullamento della stessa, all’ammissione provvisoria in 

Svizzera e, in subordine, alla restituzione degli atti alla SEM per nuova 

istruzione. Sul piano procedurale, postula la concessione dell’assistenza 

giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese proces-

suali e del relativo anticipo, con protesta di tasse e spese. Al gravame non 

sono stati acclusi nuovi mezzi di prova.  

C.b Con scritti del 10 e 17 aprile 2025 la ricorrente ha depositato agli atti 

dei nuovi referti medici (cfr. atti TAF n. 4-5). Il 2 maggio successivo, ha 

presentato ulteriori mezzi di prova, tra cui l’originale di una lettera redatta 

dal fratello maggiorenne (riconosciuto come rifugiato in Svizzera), delle fo-

tografie che ritraggono la famiglia, un referto medico del (…) 2025, nonché 

la copia della scheda di uscita Medic-Help del (…) 2025 (cfr. atto TAF n. 6). 

Infine, con scritto del 4 agosto 2025 sono stati presentati un attestato me-

dico del 15 luglio 2025 e un certificato della Croce Rossa Svizzera atte-

stante la frequenza a un corso di italiano (cfr. atto TAF n. 7). 

C.c Con decisione del 15 aprile 2025, la SEM ha ripartito l’interessata al 

Cantone Ticino. 

   
Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).  

 

1.2 Il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 3 LAsi) e ricevibile sotto il profilo 

degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 52 cpv. 1 PA.  

1.3 Il Tribunale rileva preliminarmente che, secondo il senso e i motivi del 

ricorso, l’insorgente contesta unicamente l'esecuzione del suo allontana-

mento, nonostante postuli l’annullamento integrale della decisione 

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avversata (cfr. ricorso, pagg. 6-12). L’oggetto della lite si limita, pertanto, a 

tale questione giuridica. 

1.4 Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti in 

virtù dell'art. 111a cpv. 1 LAsi. 

 

1.5 Il Tribunale ha esaminato in modo coordinato le procedure di ricorso 

dei genitori e della sorella maggiore dell’insorgente, già concluse con le 

separate sentenze D-2182/2025 e D-2206/2025 del 21 maggio 2025. 

 

2.  

In materia d’asilo, il potere di cognizione del Tribunale e le censure ammis-

sibili sono disciplinati dall’art. 106 cpv. 1 LAsi (art. 62 cpv. 4 PA; DTAF 

2014/26 consid. 5 secondo cui, in materia di diritto degli stranieri, resta 

censurabile l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA). Adito su ricorso contro 

una decisione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, il Tribunale 

si limita ad esaminare la fondatezza di tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 

consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). Esso non è poi vin-

colato né dai motivi addotti, né dalle valutazioni giuridiche della decisione 

impugnata o dalle argomentazioni delle parti (DTAF 2014/1 consid. 2). 

 

3.  

Nella decisione impugnata – per quanto rilevante ai fini del presente giudi-

zio – la SEM afferma sostanzialmente che, considerate le dichiarazioni 

concernenti il suo stato di salute e le vicende occorse durante il precedente 

soggiorno in Grecia, l’insorgente potrebbe farvi ritorno senza temere trat-

tamenti contrari agli obblighi internazionali della Svizzera, oppure un allon-

tanamento in violazione del divieto di respingimento. In particolare, il Con-

siglio federale avrebbe designato la Grecia come Stato terzo sicuro ai sensi 

dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi e l’interessata non apparterrebbe alla catego-

ria delle persone particolarmente vulnerabili, poiché le sue affezioni non 

sarebbero gravi ai sensi della sentenza di riferimento del Tribunale 

E-3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022. Inoltre, potrebbe rivolgersi 

alle competenti autorità greche per far valere i diritti derivanti dalla sua qua-

lità di rifugiata al beneficio della protezione internazionale, segnatamente 

per cercare un lavoro e un alloggio, nonché per ottenere la necessaria as-

sistenza medica o per denunciare le infrazioni penali di cui ritiene di essere 

stata vittima. Per quanto riguarda i presunti maltrattamenti perpetrati dalla 

polizia greca nel 2022, la SEM sottolinea l’insufficienza di elementi proba-

tori e ribadisce che in Grecia è possibile denunciare eventuali infrazioni 

penali, in quanto le autorità di polizia sarebbero disposte e in grado di offrire 

un’adeguata protezione. Infine, non sarebbe necessario procedere con 

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un’ulteriore audizione da parte di un’auditrice dello stesso genere dell’inte-

ressata – così come postulato nel parere legale – poiché le molestie ad-

dotte non rientrerebbero nella definizione di persecuzione di natura ses-

suale di cui all’art. 6 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedu-

rali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311). In questo senso, l’esecu-

zione dell’allontanamento sarebbe ammissibile, possibile e ragionevol-

mente esigibile. 

 

4.  

4.1 La ricorrente censura anzitutto la violazione del diritto di essere sentito, 

poiché la SEM, sebbene informata dei maltrattamenti sessuali patiti nel 

2022, avrebbe ignorato di convocarla a un secondo colloquio con un’audi-

trice del suo stesso sesso così come prescritto dall’art. 6 OAsi 1 (cfr. ri-

corso, pagg. 6-7).  

 

4.2  

4.2.1 Tale censura di natura formale va analizzata preliminarmente poiché 

suscettibile di condurre all’annullamento della decisione avversata (cfr. 

DTF 144 I 11 consid. 5.3; DTAF 2016/2 consid. 4.2). Al riguardo, si rileva 

che nelle procedure d’asilo, così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa, si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente accerta d’ufficio i fatti (art. 6 LAsi cum art. 12 PA). Essa deve 

quindi procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, 

chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune 

prove (cfr. DTAF 2015/10 consid. 3.2). Tale principio non dispensa comun-

que le parti dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti e, in modo 

particolare, dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l’ammi-

nistrazione o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri 

(artt. 13 PA e 8 LAsi; cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1).  

 

4.2.2 Il diritto di essere sentito – garanzia procedurale di rango fondamen-

tale disciplinata dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (RS 101) – comprende il diritto per 

la persona interessata di consultare l'incarto, offrire mezzi di prova su punti 

rilevanti e di esigerne eventualmente l'assunzione, partecipare alla stessa 

e di potersi esprimere sulle relative risultanze nella misura in cui possano 

influire sulla decisione (cfr. DTF 144 I 11 consid. 5.3; art. 26 e segg. PA). 

 

4.2.3 Ai sensi dell’art. 6 OAsi 1, la persona richiedente d’asilo è udita da 

una persona del medesimo sesso se esistono indizi concreti di una perse-

cuzione di natura sessuale. Quest’ultima consiste nel perpetrare sulla vit-

tima una violenza sessuale o nell’arrecare un pregiudizio alla sua identità 

sessuale (cfr. DTAF 2015/42 consid. 5.2; Giurisprudenza ed informazioni 

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della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 2 

consid. 5a-b). La disposizione in oggetto ha quindi lo scopo di garantire 

che la persona richiedente d’asilo possa esporre, adeguatamente e senza 

timore, i fatti rilevanti nell’ambito di un’audizione approfondita sui motivi 

d’asilo (art. 29 LAsi), assicurando così un accertamento corretto della fat-

tispecie. In questo senso, essa tutela il corretto accertamento di fatti rile-

vanti per una persecuzione (“verfolgungsrelevanter Sachverhalt”) subita 

nel Paese d’origine o di provenienza che potrebbero giustificare il ricono-

scimento della qualità di rifugiato (cfr. ex pluris sentenze del TAF 

F-638/2023 del 16 febbraio 2023 consid. 4.5.1; D-1689/2022 del 14 aprile 

2022 consid. 6.1.1). La norma vuole dunque consentire alla persona inte-

ressata di esporre i motivi d’asilo davanti a un team composto esclusiva-

mente da donne o da uomini (cfr. DTF 2015/42 consid. 5.2 segg.).  

 

Tale regolamentazione si differenzia, invece, dalla garanzia procedurale 

dell’art. 36 cpv. 1 prima frase LAsi, il quale dispone che, “[i]n caso di deci-

sione di non entrata nel merito secondo l’articolo 31a capoverso 1, al ri-

chiedente è concesso il diritto di essere sentito”. In questo contesto, lo 

scopo dell’audizione non è quello di accertare o approfondire eventuali per-

secuzioni rilevanti ai fini del riconoscimento dello statuto di rifugiato, bensì 

di permettere alla persona interessata di esprimersi sulla prospettata deci-

sione di non entrata nel merito nonché di addurre eventuali ragioni contra-

rie all’esecuzione dell’allontanamento.  

 

Ciò detto e conformemente a quanto già riconosciuto in materia di proce-

dure Dublino fondate sull’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (cfr. sentenze 

F-638/2023 consid. 4.5.1; D-1689/2022 consid. 6.1.2), l’obbligo previsto 

dall’art. 6 OAsi 1 non trova una diretta applicazione nella procedura di rinvio 

verso uno Stato terzo sicuro (art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi) nel quale la per-

sona ha già ottenuto la protezione internazionale. Infatti, il motivo di non 

entrata nel merito di cui all’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi concerne, analoga-

mente alla procedura Dublino, un’ipotesi relativa a uno Stato terzo. 

 

4.3  

4.3.1 Ora, la SEM, considerati adempiuti i presupposti per non entrare nel 

merito della domanda d’asilo, in ragione del permesso di soggiorno per 

rifugiata in Grecia, ha correttamente rinunciato a condurre la ripetizione 

dell’audizione. D’altro canto il diritto di essere sentito (art. 36 LAsi) è stato 

garantito mediante il colloquio del 10 dicembre 2024, nell’ambito del quale 

l’insorgente ha presentato le sue ragioni contrarie alla prospettata esecu-

zione dell’allontanamento verso la Grecia. Inoltre, la ricorrente ha potuto 

esprimersi in maniera adeguata e conforme alla giurisprudenza federale 

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(cfr. consid. 4.2.2 supra) in merito ai presunti abusi subiti da parte della 

polizia greca nel 2022, in particolare tramite il parere legale del 21 marzo 

2025. Gli eventi riportati in tale scritto sono stati inoltre esaminati con at-

tenzione nel provvedimento impugnato (cfr. decisione avversata, pagg. 

7-8). In questo contesto, l’aver rinunciato ad una nuova audizione con un 

team di genere femminile non è quindi lesivo del diritto federale (cfr. consid. 

4.2.3 supra).  

 

4.3.2 Sia come sia, il fatto che l’autorità inferiore sia giunta ad una conclu-

sione diversa da quella attesa dall’insorgente rappresenta una questione 

di merito che sarà esaminata nei paragrafi seguenti. A tale riguardo, va 

comunque osservato che, anche ammettendone la verosimiglianza, i mal-

trattamenti addotti non ostano all’esecuzione dell’allontanamento poiché, 

in particolare, non configurano – assieme agli altri elementi dell’incarto – 

una condizione di estrema vulnerabilità tale da rendere inesigibile l’esecu-

zione dell’allontanamento verso la Grecia (cfr. consid. 5.3.3.3 e 5.4.3 infra). 

Il Tribunale non ravvisa quindi la necessità di procedere a un'ulteriore au-

dizione dell’interessata per chiarire gli episodi già dettagliatamente esposti 

nel parere del 21 marzo 2025 – il cui approfondimento non è stato adegua-

tamente motivato nel ricorso. Come verrà illustrato nei paragrafi seguenti, 

la Grecia è uno Stato di diritto e, pertanto, spetta alla ricorrente rivolgersi 

alle competenti autorità per denunciare eventuali infrazioni penali delle 

quali ritiene di essere stata vittima (cfr. consid. 5.4.3. infra). Per questi mo-

tivi, la retrocessione degli atti alla SEM costituirebbe una mera formalità 

che provocherebbe un ulteriore ritardo nella procedura, incompatibile con 

l’interesse della ricorrente ad ottenere quanto prima un giudizio definitivo 

in merito all’esecuzione del suo allontanamento.  

 

4.4 Per questi motivi, la censura formale proposta nel ricorso si rivela in-

fondata.  

 

5.  

5.1 Nel merito, la ricorrente rimprovera all’autorità inferiore di non aver ade-

guatamente valutato l’ammissibilità e l’esigibilità dell’esecuzione dell’allon-

tanamento verso la Grecia alla luce delle sue condizioni di particolare vul-

nerabilità. In particolare, sostiene che le autorità greche adottino una prassi 

sistematica di respingimenti illegali e, richiamando diversi rapporti di orga-

nizzazioni internazionali, evidenzia come migliaia di persone sarebbero già 

state espulse forzatamente verso la Turchia. A tale riguardo, ribadisce di 

essere stata personalmente vittima di tali respingimenti, subendo maltrat-

tamenti e vessazioni da parte delle forze di polizia, circostanza che la SEM 

avrebbe omesso di considerare (cfr. ricorso, pagg. 8-9). Inoltre, denuncia 

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le gravi carenze del sistema di accoglienza greco, il quale non garantirebbe 

un accesso effettivo all’alloggio, alle cure mediche e all’assistenza sociale. 

Pertanto, in assenza di cure adeguate, il suo fragile stato di salute la espor-

rebbe a una condizione di estrema vulnerabilità, tale da non poter recla-

mare autonomamente i suoi diritti (idem pagg. 10-12).  

 

5.2 L’art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 

2005 (LStrI, RS 142.20), applicabile per rinvio dell'art. 44 LAsi, dispone che 

l'esecuzione dell'allontanamento dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), 

ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 

LStrI). Qualora non sia adempiuta una di queste condizioni, la SEM di-

spone l'ammissione provvisoria in Svizzera (art. 83 cpv. 1 LStrI).  

 

5.3  

5.3.1 Giusta l’art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non è 

ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto inter-

nazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nel princi-

pio del divieto di respingimento. Infatti, anche altri impegni di diritto inter-

nazionale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in partico-

lare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene 

o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. Tortura, RS 0.105). La 

Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più volte ribadito che la 

sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una situazione di insi-

curezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di destinazione non 

è tuttavia sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU. Spetta 

infatti all'interessato provare o rendere verosimile l'esistenza di seri motivi 

che permettano di ritenere ch’egli correrà un reale rischio ("real risk") di 

essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trattamenti 

contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2). 

 

5.3.2 In punto all'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontanamento verso la 

Grecia, il Tribunale ha poi stabilito che vanno riconosciuti degli ostacoli uni-

camente a condizioni molto severe (cfr. sentenza del TAF E-3427/2021, 

E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.2 [sentenza di riferimento]). Si 

può infatti partire dal presupposto che, essendo la Grecia firmataria della 

CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, essa rispetti di principio 

gli obblighi di diritto internazionale. Sebbene dalle informazioni a disposi-

zione di questo Tribunale risulti che i beneficiari della protezione sussidia-

ria, così come i rifugiati, siano esposti al rischio di vivere in condizioni pre-

carie, non emergono da fonti attendibili e concordi degli elementi che com-

provino l'adozione di una pratica sistematica di discriminazione nei con-

fronti di tali soggetti rispetto ai cittadini greci in relazione all’accesso 

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all’occupazione, all’assistenza sociale, all’assistenza sanitaria, all’istru-

zione e all’alloggio. Nonostante le carenze nel sistema d’accoglienza, non 

è inoltre possibile ammettere che, in detto Stato, le persone beneficiarie 

della protezione internazionale si trovino, in maniera generale (quindi indi-

pendentemente dalle fattispecie concrete), totalmente dipendenti dall'aiuto 

pubblico, confrontate all'indifferenza delle autorità oppure in una situazione 

di privazione o mancanza di assistenza incompatibile con la dignità umana 

(sentenza E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 9 e 11.2 confermata a più 

riprese, cfr. sentenze del TAF D-6873/2024 del 25 novembre 2024 consid. 

8.2.1; D-4625/2024 del 20 agosto 2024 consid. 6.2.3.2). 

 

5.3.3  

5.3.3.1 Nel caso concreto, si osserva anzitutto che la ricorrente è rinviata 

in uno Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale 

(art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi), dove sussiste una presunzione di rispetto degli 

impegni di diritto internazionale pubblico, tra cui il principio di non respingi-

mento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi, così come il principio del divieto della 

tortura sancito dall'art. 3 CEDU e dall'art. 3 della Conv. Tortura.  

 

5.3.3.2 Le censure proposte nel gravame non sono in grado di sovvertire 

la giurisprudenza di riferimento succitata (cfr. consid. 5.3.2 supra). In Gre-

cia, la ricorrente ha infatti ottenuto la protezione internazionale a fronte 

della sua qualità di rifugiata. Ella può quindi contare sulle garanzie derivanti 

dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 

2011 recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della 

qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme 

per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione 

sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta (rifusione; 

GU L 337/9 del 20.12.2011 [di seguito: direttiva qualificazione]). Quest’ul-

tima è stata trasposta nel diritto nazionale interno greco con decreto presi-

denziale (P.D.) 141/2013, pubblicato nella gazzetta ufficiale A 

226/21.10.2013. Inoltre, gli obblighi della Grecia nei confronti dei benefi-

ciari della protezione internazionale impongono l'accesso all'occupazione, 

all'istruzione, all'assistenza sociale, all'assistenza sanitaria, all'accesso 

all'alloggio nonché agli strumenti di integrazione (cfr. capo VII [contenuto 

della protezione internazionale] della direttiva qualificazione). La richie-

dente potrà quindi rivolgersi alle competenti autorità greche per far valere 

le prestazioni alle quali ha diritto. In caso di violazione dei diritti sanciti dalla 

CEDU, le persone interessate possono poi adire i tribunali greci e, in ultima 

istanza, la Corte EDU (art. 34 CEDU).  

 

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5.3.3.3 Il Tribunale rileva altresì che la sentenza della CorteEDU A.R.E. 

contro Grecia (richiesta n. 15783/21) del 7 gennaio 2025 – citata nel ricorso 

– riguarda una fattispecie non apparentabile a quella in esame e, benché 

riconosca una violazione dell’art. 3 CEDU nel caso specifico, non è suscet-

tibile di modificare l’attuale valutazione del Tribunale sulla situazione gene-

rale dei beneficiari della protezione internazionale in Grecia. Quanto ai pre-

sunti maltrattamenti subiti per mano della polizia, si rileva comunque che 

gli eventi narrati dalla ricorrente risalirebbero al 2022, ovvero a circa un 

anno prima della presentazione della sua domanda d’asilo in Grecia. 

Quest’ultima ha portato al riconoscimento della qualità di rifugiata unita-

mente al rilascio di un permesso di soggiorno, circostanza che conferma 

l’effettiva protezione offerta da tale Paese. Inoltre, come correttamente os-

servato dalla SEM, i fatti addotti non risultano sufficientemente concludenti, 

basandosi unicamente sulle dichiarazioni dell’insorgente senza alcun sup-

porto probatorio. Ad ogni buon conto, anche se ritenuti verosimili, essi non 

permettono ragionevolmente di concludere che, in caso di ritorno in Grecia, 

l’interessata sarebbe nuovamente esposta a vessazioni da parte della po-

lizia simili a quelle vissute alla frontiera, rispettivamente a trattamenti con-

trari all’art. 3 CEDU. Del resto, l’insorgente non ha fornito motivazioni spe-

cifiche per cui le verrebbe negata la protezione necessaria o impedita la 

possibilità di presentare una denuncia per i fatti addotti. A ciò si aggiunge il 

fatto che non si è mai rivolta alle autorità greche – neppure dopo il rilascio 

del permesso di soggiorno – per segnalare i maltrattamenti subiti o per far 

valere i propri diritti di rifugiata al beneficio della protezione internazionale 

(cfr. atto SEM n. […]-15/16 D10-17). 

 

5.3.3.4 Infine, con separate sentenze D-2182/2025 e D-2206/2025 del 21 

maggio 2025, il Tribunale ha respinto anche i ricorsi presentati dalla sorella 

e dai genitori dell’interessata, sicché il presente giudizio non comporta al-

cuna separazione dalla sua famiglia nucleare. 

 

5.3.3.5 In esito, non si può ammettere che l’interessata sarà confrontata 

con una situazione di emergenza esistenziale oppure esposta a trattamenti 

vietati dalle norme di diritto internazionale. L’esecuzione dell’allontana-

mento risulta quindi ammissibile. 

 

5.4  

5.4.1 Secondo l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non 

può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di 

provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a 

seguito di situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o 

emergenza medica.  

D-2187/2025 

Pagina 11 

5.4.2 Ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’allontanamento verso i Paesi 

UE/AELS è di principio esigibile e tale presunzione legale può essere sov-

vertita solo se la persona interessata rende verosimile che, per delle ragioni 

personali, varrebbe il contrario (cfr. sentenza del TAF D-559/2020 del 13 

febbraio 2020 consid. 9 [sentenza di riferimento]). A tal fine, la persona ri-

chiedente d’asilo deve addurre seri indizi che, con riferimento al caso spe-

cifico, le autorità dello Stato in questione vìolino il diritto internazionale, non 

le concedano la necessaria protezione o la espongano a condizioni di vita 

disumane, oppure che si troverebbe in una situazione d’emergenza esi-

stenziale a causa di circostanze individuali di natura sociale, economica o 

sanitaria (cfr. sentenze del TAF D-628/2024 del 9 febbraio 2024 consid. 

12.2; D-4606/2022 del 9 dicembre 2022 consid. 6.4; D-911/2021 del 25 

maggio 2022 consid. 9.3). Il Tribunale ha inoltre statuito che l’esecuzione 

dell’allontanamento in Grecia di persone beneficiarie della protezione in-

ternazionale rimane esigibile anche se trattasi di persone vulnerabili, come 

ad esempio donne incinte o persone che soffrono di problemi di salute, che 

non sono da considerare come malattie gravi (cfr. sentenza E-3427/2021 

e E-3431/2021 consid. 11.3–11.5.1). La giurisprudenza ha fissato dei criteri 

più rigidi soltanto per i nuclei familiari e per le persone particolarmente vul-

nerabili, quali i minorenni non accompagnati o persone il cui stato di salute 

è compromesso in modo particolarmente grave, tale da esporle ad un ri-

schio di trovarsi, in modo duraturo, in gravi difficoltà in ragione dell’impos-

sibilità di rivendicare con le proprie forze i loro diritti (idem consid. 11.5.2-

11.5.3).  

 

5.4.3 Nello specifico, la ricorrente non ha fornito elementi concreti a dimo-

strazione del fatto che la Grecia non le garantirebbe le prestazioni assi-

stenziali a cui ha diritto (cfr. atto SEM n. 15/16 D10-17). Inoltre, con riferi-

mento ai suoi problemi di salute (sintomatologia depressiva e sindrome 

post-traumatica da stress [in trattamento farmacologico con {…}], carenza 

di ferro, lombalgia, gonalgia bilaterale, sindrome lombovertebrale cronica 

aspecifica e condropatia femoro-rotulea bilaterale), occorre rilevare che lo 

Stato in parola dispone di strutture mediche sufficienti che possono offrire 

i trattamenti necessari al suo stato fisico e psicologico. L’interessata ha in-

fatti accesso alle cure mediche alle stesse condizioni dei cittadini greci (artt. 

2 lett. b e lett. g cum 30 par. 1 della direttiva qualificazione; cfr. sentenza 

E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 8-9.10; ex pluris sentenze del TAF 

D-2685/2024 del 10 maggio 2024 consid. 7.4.4; D-1522/2024 del 14 marzo 

2024 consid. 11.2.3). Lo stato valetudinario succitato non è inoltre suscet-

tibile, dal profilo della sua gravità, di porre concretamente e seriamente in 

pericolo la vita o la salute a breve termine in caso di un suo ritorno in Gre-

cia, rispettivamente di considerare la ricorrente come una persona 

D-2187/2025 

Pagina 12 

vulnerabile incapace di integrarsi nel sistema sociale ed economico greco. 

Del resto, i referti medici agli atti attestano anche delle buone capacità di 

resilienza (cfr. atto SEM n. 40/4) e, contrariamente a quanto sembra pre-

tendere l’insorgente, non indicano un rischio concreto di re-traumatizza-

zione in caso di rinvio (cfr. atti SEM n. 25/4, 26/4, 28/4, 29/4, 30/4, 31/3, 

40/4, 41/4; atti TAF n. 4-7). Il Tribunale non trascura le difficoltà che l’inse-

rimento dell’interessata nelle strutture greche potrebbe comportare. Dagli 

atti di causa non risulta, tuttavia, che sia così indifesa da non essere in 

grado di far valere autonomamente i diritti che le spettano, rischiando di 

ritrovarsi in una grave situazione di necessità o indigenza estrema, consi-

derato peraltro che sarà accompagnata dai suoi genitori e da sua sorella 

(cfr. consid. 5.3.3.4 supra). La presenza di una sindrome post-traumatica 

da stress, unitamente alla circostanza di essere stata vittima di maltratta-

menti da parte della polizia greca nel 2022, non è sufficiente per ammettere 

un grave profilo di estrema vulnerabilità ai sensi della giurisprudenza suc-

citata (cfr. ex pluris sentenze del TAF D-1142/2025 del 18 marzo 2025 con-

sid. 8.2 e 8.4.2; E-7326/2024 del 12 febbraio 2025 pag. 7; D-4537/2024 del 

27 settembre 2024 consid. 5.2 e 7.3). Per denunciare le molestie subite, o 

qualora dovesse sentirsi minacciata da terzi, potrà infine rivolgersi alle au-

torità greche competenti, in quanto ritenute in grado e disposte a offrire 

un’adeguata protezione (cfr. ex pluris sentenze del TAF E-8131/2024 dell’8 

gennaio 2025 consid. 9.6; E-6870/2024 del 7 gennaio 2025 consid. 7.1.1; 

D-7503/2024 del 5 dicembre 2024 consid. 9.7).  

 

5.4.4 Per queste ragioni, l’esecuzione dell’allontanamento si rivela ragio-

nevolmente esigibile.  

 

5.5 Infine, non risultano impedimenti sotto il profilo della possibilità dell’ese-

cuzione dell’allontanamento ai sensi dell’art. 83 cpv. 2 LStrI.  

 

6.  

In esito, la SEM non ha violato il diritto federale e neppure accertato in 

modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 

LAsi). La stessa non è inoltre incorsa in un abuso del suo potere d’apprez-

zamento in relazione alla misura dell’allontanamento. Il ricorso va quindi 

respinto. 

 

7.  

Avendo statuito nel merito del ricorso, la richiesta di esenzione dal versa-

mento di un anticipo relativo alle presumibili spese processuali è divenuta 

senza oggetto.  

 

D-2187/2025 

Pagina 13 

8.  

Poiché le richieste di giudizio non erano sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, va accolta la domanda di assistenza giudiziaria. Le spese giu-

diziarie non vengono quindi prelevate (art. 65 cpv. 1 PA).  

 

9.  

Questa sentenza è definitiva e non può essere impugnata con ricorso in 

materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF).  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-2187/2025 

Pagina 14 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all'autorità can-

tonale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Matteo Piatti 

 

 

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