# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7eb696dd-7119-59e9-af32-cb850baa2163
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-07-29
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 29.07.2013 15.2013.43
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2013-43_2013-07-29.html

## Full Text

PI 6PI 6PI 6PI 6

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  15.2013.43

  	
  Lugano

  29 luglio 2013

  EC/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
  d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini,
  presidente,

  Jaques
  ed Epiney-Colombo

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso 11 aprile 2013 di

 

	
   

  	
  1.  RI 1  

  2.  RI 2  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l’operato
dell’CO 1 e meglio contro gli elenchi oneri riferiti a diversi fondi e datati 6
marzo 2013 nell’ambito delle esecuzioni promosse contro

 

	
   

  	
  __________, già in __________

  

 

procedure interessanti quali
creditori

 

	
   

  	
  1. PI 1   

    
  rappr. dall’RA 1  

  2. PI 2   

  3. PI 3 

    
  rappr. dall’RA 2  

  4. PI 4   

    
  rappr. dal RA 3  

  5.  PI 5    

  6. PI 6    

  7. PI 7 

  8. PI 8   

    
  6, 7, 8 patrocinati dall’  PA 1  

  

Viste le osservazioni:

– 18 aprile 2013 di PI 6, __________;

– 25 aprile 2013 di PI 4, __________;

– 26 aprile 2013 di PI 3__________;

– 30 aprile 2013 dell’CO 1, __________;

 

esaminati atti e documenti;

 

 

ritenuto in fatto e considerato in diritto:

 

                                         che nell’ambito di varie
procedure esecutive promosse contro __________, il 18 gennaio 2013 l’CO 1 ha
pubblicato l’avviso d’incanto riferito a diversi fondi già di proprietà
dell’escussa, nel frattempo deceduta (il __________ __________ __________);

 

                                         che le esecuzioni iniziate
contro __________ prima del suo decesso sono continuate contro la sua eredità
giusta l’art. 59 cpv. 2 LEF;

 

                                         che il 6 marzo 2013 l’CO 1
ha trasmesso alle parti gli elenchi oneri di stessa data e riferiti alle varie particelle
di proprietà dei ricorrenti;

 

                                         che dalle indicazioni
della posta (track & trace) risulta che gli elenchi oneri sono stati recapitati
a RI 2 il 15 marzo 2013;

 

                                         che RI 1 non ha ritirato
l’invio postale trasmessole dall’Ufficio e contenente gli elenchi oneri, che
pertanto è ritornato allo stesso Ufficio (cfr. track & trace), il quale il
18 marzo 2013 ha proceduto a ritrasmettere l’invio all’insorgente per posta
semplice;

 

                                         che con ricorso 11 aprile
2013 RI 1 e RI 2 hanno contestato gli elenchi oneri e hanno chiesto il
differimento degli incanti;

 

                                         che a mente degli
insorgenti il credito di cui alla cartella ipotecaria di fr. 80'000.00 gravante
in 3° grado la particella n. __________ RFD di __________ sarebbe stato saldato
il 13 dicembre 2008 con il pagamento di fr. 275'000.00 conformemente alla
convenzione del 28 novembre 2008 intervenuta con il PI 4 (n. 2 p. 4 e punto
aggiuntivo alla stessa convenzione), convenzione che del resto riguarderebbe
anche tutte le altre cartelle ipotecarie in possesso del PI 4 e gravanti i
fondi di proprietà degli insorgenti;

 

                                         che per l’art. 966 CO
pertanto la cartella ipotecaria sarebbe ora di proprietà degli stessi debitori;

 

                                         che a mente dei ricorrenti
negli elenchi oneri i crediti di PI 4 sarebbero iscritti per importi globali
comprensivi di capitale, interessi e spese, rendendo impossibile valutare il
rispetto degli art. 791 cpv. 1 e 2 CC e 818 cpv. 2 e 3 CC; 

 

                                         che per questo motivo
negli elenchi oneri devono essere elencati tutti gli interessi separatamente;

 

                                         che RI 1 e RI 2
argomentano che gli interessi iscritti a favore di PI 3 di fr. 117'951.47 sulla
part. __________ RFD di __________ e di fr. 39'333.67 rispettivamente di fr.
33'514.47 sulla part. n. __________ di __________ non rispetterebbero quanto
stabilito agli art. 791 cpv. 1 e 2, 818 cpv. 2 e 3 CC: gli insorgenti chiedono
pertanto che gli importi iscritti vengano ridotti a quanto consentito dalla
legge;

 

                                         che l’importo di fr.
137'326.50 iscritto a favore della PI 6, dello PI 8 e dell’avv. PA 1 sarebbe
eccessivo;

 

                                         che avendo pagato fr.
35'000.00 il 31.12.2008, l’importo capitale dovuto era di fr. 87'000.00, motivo
per il quale dovrebbero essere ricalcolati gli interessi, essendo
ingiustificato il riconoscimento ai creditori di un tasso di interesse annuale
del 13%;

 

                                         che con osservazioni 25
aprile 2013, 26 aprile 2013 e 30 aprile 2013 PI 4, PI 3 e l’CO 1 chiedono che
il ricorso venga respinto, adducendo motivazioni, che se del caso, saranno
riprese in seguito;

 

                                         che con osservazioni 18
aprile 2013 PI 6, PI 1 e avv. PA 1 evidenziano che l’importo insinuato il 4
febbraio 2013 considera l’avvenuto versamento di fr. 35'000.00 e gli interessi
al 5% sull’intero credito dal 1° gennaio 1998 al 7 gennaio 2009, data di
pagamento dell’importo di fr. 35'000.00, e gli interessi al 5% dall’8 gennaio
2009 al 17 maggio 2013 sull’importo residuo;

 

                                         che gli osservanti
chiedono che nell’elenco oneri venga indicato almeno l’importo complessivo di
cui all’insinuazione di credito;

 

                                         che
ex art. 17 cpv. 2 LEF il ricorso all’Autorità di vigilanza deve essere
presentato entro dieci giorni da quello in cui il ricorrente ebbe notizia del
provvedimento;

 

                                         che come emerge dal
tracciamento degli invii postali della posta svizzera prodotto dall’Ufficio, RI
2 ha ritirato il 15 marzo 2013 l’invio raccomandato contenente gli elenchi
oneri;

 

                                         che l’avviso di ritiro
della raccomandata contenente gli elenchi oneri impugnati è stato depositato
nella casetta postale di RI 1 il 7 marzo 2013 (cfr. “Tracciamento degli invii”
15 aprile 2013);

 

                                         che a fronte di un invio
postale raccomandato non ritirato, la notificazione è reputata effettuata il
settimo giorno dal tentativo di consegna infruttuoso, sempre che il
destinatario dovesse aspettarselo (art. 138 cpv. 3 lett. a CPC per il rinvio
dell’art. 31 LEF; Nordmann, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. I, 2a ed., Basilea 2010, n. 8 ad art. 34);

 

                                         che all’escussa RI 1 è
perfettamente nota l’esistenza delle varie procedure esecutive e lo stadio in
cui le stesse sono giunte, avendo anche interposto in data 28 gennaio 2013
ricorso a questa Camera contro l’avviso d’incanto del 18 gennaio 2013 (inc. n.
15.2013.18);

 

                                         che per questo motivo essa
doveva senz’altro aspettarsi la notifica degli elenchi oneri da parte dell’CO 1;

 

                                         che quindi, siccome la
raccomandata non è stata ritirata, la notificazione è da considerare avvenuta
il settimo giorno successivo alla data del deposito dell’avviso di ritiro nella
sua cassetta postale, ovvero giovedì 14 marzo 2013;

 

                                         che pertanto il termine di
dieci giorni di RI 1 per proporre reclamo veniva a scadenza domenica 24 marzo
2013 e quindi protratto al primo giorno feriale seguente (art. 142 cpv. 3 CPC)
ossia a lunedì 25 marzo 2013;

 

                                         che anche il termine di dieci
giorni a disposizione di RI 2 veniva a scadenza lunedì 25 marzo 2013;

 

                                         che l'art. 56 n. 2 LEF,
per quanto qui d'interesse, esclude che si proceda ad atti esecutivi sette
giorni prima e sette giorni dopo Pasqua (quindi per il 2013 tra il 24 marzo e
il 7 aprile compresi);

 

                                         che l’art. 63 LEF
stabilisce che le ferie e le sospensioni non impediscono la decorrenza dei
termini, ritenuto che il temine a diposizione del debitore, del creditore o di
terzi che viene a scadere durante le ferie o le sospensioni è prorogato fino al
terzo giorno dopo la fine delle medesime e che nel computo del termine di tre
giorni non si tiene conto dei sabati, delle domeniche e dei giorni
ufficialmente riconosciuti come festivi;

 

                                         che, nella fattispecie, il
termine utile di RI 1 e di RI 2 per presentare ricorso avverso gli elenchi
oneri, venuto a scadenza il 25 marzo 2013, è stato prorogato, in virtù
dell’art. 63 LEF, al terzo giorno dopo la fine delle ferie pasquali, ovvero al 10
aprile 2013;

 

                                         che pertanto il ricorso
dell’11 aprile 2013 risulta tardivo, per cui esso va dichiarato inammissibile;

 

                                         che con le osservazioni PI
6hanno rilevato che la loro insinuazione di credito considera l’avvenuto
versamento di fr. 35'000.00 e gli interessi al 5% sull’intero credito dal 1°
gennaio 1998 al 7 gennaio 2009, data di pagamento dell’importo di fr.
35'000.00, e gli interessi al 5% dall’8 gennaio 2009 al 17 maggio 2013
sull’importo residuo;

 

                                         che pertanto per gli
osservanti negli elenchi oneri deve essere indicato almeno l’importo
complessivo di cui all’insinuazione di credito (comprensivo delle spese
esecutive);

 

                                         che è di tutta evidenza
che, a prescindere dalla tardività del gravame, si terrà conto di questa
acquiescenza dei creditori, ordinando una corrispondente rettifica dall’elenco
oneri nei termini meglio indicati nel dispositivo di questa sentenza;

 

 

per questi motivi,

 

richiamati gli art. 17 cpv. 2, 31, 56, 63 LEF; 142 cpv. 3 CPC; 61
cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 

OTLEF

 

 

pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso è inammissibile
per tardività.

 

 

2.    È ordinato
d’ufficio all’CO 1 di rettificare l’importo dei crediti a favore di PI 6, PI 1
e avv. PA 1 indicato alla voce “pignoramenti” dell’elenco oneri riferito alla
part. n. __________ RFD di __________ e dell’elenco oneri riferito alla part.
n. __________ RFD di __________, limitandolo all’importo da essi insinuato,
oltre le spese esecutive:

 

                                         Capitale                                                                         fr. 43'452.10.

                                         Interessi
al 5% dal 01.01.1998 al 07.01.2009               fr.  43'214.05

                                         su
fr. 78'452.10

                                         Interessi
al 5% dal 08.01.2009 al 17.05.2013

                                         su
fr. 43'452.10                                                             fr.    9'469.00

                                         Spese
esecutive                                                           fr.              ....

 

 

                                   3.   Non si prelevano
spese, né si assegnano indennità.

 

 

                                   4.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   ;

  –    ;

  –  ;

  –    ;

  –   ;

  –    ;

  –  ;

  –     .

   

  

                                         Comunicazione
all’CO 1 per il tramite dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di __________.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                          Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10 (dieci)
giorni dalla notificazione, rispettivamente entro 5 (cinque) giorni
dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata
nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.