# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b44907cb-aa1f-5a85-931c-53ce26e93c10
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-12-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.12.2008 C-5333/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5333-2007_2008-12-05.pdf

## Full Text

Corte II I
C-5333/2007

{T 0/2}

Sentenza del 5 dicembre 2008

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Andreas Trommer, Ruth Beutler,
cancelliere Graziano Mordasini.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Domanda di riesame di un divieto d'entrata.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-5333/2007

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano  nato  il...,  è  giunto  in  Svizzera  il 
18 gennaio 1965 nel quadro di un ricongiungimento familiare.

B.
A seguito della commissione di numerosi furti con scasso (cfr. lettera 
C),  con  decisione  del  19 febbraio  1973,  la  police  cantonale  des 
étrangers  del  canton  Neuchâtel  ha  pronunciato  nei  confronti  di 
A._______ una decisione di espulsione dal territorio svizzero di durata 
indeterminata. Chiamato a pronunciarsi in merito al ricorso interposto 
in  data  2 aprile  1973  dall'interessato,  per  il  tramite  del  suo 
patrocinatore, avverso la suddetta decisione, il 7 settembre seguente il 
Consiglio di Stato neocastellano ha sospeso la misura di espulsione in 
oggetto per un periodo di prova di tre anni.

C.
Nel corso del suo soggiorno in Svizzera A._______ è stato oggetto di 
diverse condanne penali:

- il 20 febbraio 1974, il Tribunal de police del distretto di Neuchâtel l'ha 
condannato a 10 mesi di detenzione, sospesi condizionalmente per un 
periodo di prova di tre anni, per furto; 
-  il  9 luglio  1974,  la  suddetta  autorità  ha condannato  l'interessato  a 
due mesi di detenzione, sospesi condizionalmente per un periodo di 
prova di tre anni, per furto e complicità in furto;
- il 26 aprile 1977, una pena di tre mesi di detenzione, nonché il ritiro 
della  sospensione delle  succitate  condanne, è  stata  pronunciata  nei 
suoi  confronti  dal  Tribunal  de  police  del  distretto  di  Val-de-Ruz,  in 
quanto ritenuto colpevole di tentativo di truffa e di induzione in errore 
della giustizia; 
- il  25 marzo 1986, egli  è stato condannato dalla suddetta autorità a 
diciotto mesi di reclusione, sospesi condizionalmente per un periodo di 
prova di 5 anni, per rapina; pena poi ridotta ad un anno con sentenza 
dell'8 giugno 1989. 

D.
Con  decisione  del  25 giugno  1986,  notificata  presso  il  domicilio 
olandese di A._______ tramite la competente rappresentanza elvetica 
e non ritirata dall'interessato, l'Ufficio federale della migrazione (UFM) 

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ha  pronunciato  nei  confronti  di  quest'ultimo  un  divieto  d'entrata  di 
durata indeterminata motivato come segue:

"Etranger  dont  le  retour  en  Suisse  est  indésirable  en  raison  de  son 

comportement  en  général.  De  plus,  condamné  pour  brigandage,  tentative 

d'escroquerie, vols".

L'effetto sospensivo è stato ritirato ad un eventuale ricorso.

Controllato in data 29 novembre 1993 dalle guardie di confine presso 
l'aeroporto di Ginevra, A._______ ha preso conoscenza dell'avvenuta 
adozione nei suoi confronti del suddetto provvedimento, ha rinunciato 
ad ottenerne una copia ed è stato rimpatriato.

E.
In  data  12 febbraio  2007,  A._______  ha  inoltrato  presso  l'UFM 
un'istanza  di  riesame  della  suddetta  decisione,  precisando  di  voler 
seguire il figlio nei suoi studi presso una scuola alberghiera del canton 
Neuchâtel.

F.
Con scritto del 5 marzo 2007, l'Office du séjour et de l'établissement 
del canton Neuchâtel,  tenuto conto dei numerosi anni trascorsi  dalla 
commissione in Svizzera di reati da parte dell'interessato e della sua 
cittadinanza  europea,  ha  formulato  un  preavviso  favorevole 
all'annullamento del divieto d'entrata pronunciato nei suoi confronti.

G.
Con  decisione  del  17 aprile  2007,  l'UFM  ha  respinto  la  suddetta 
domanda  di  riesame.  L'autorità  di  prime  cure  ha  in  particolare 
sottolineato  che  A._______  è  stato  condannato  a  quattro  riprese  in 
Svizzera, nonché a quindici anni di prigione in Italia per reati inerenti il 
traffico  di  stupefacenti,  infrazioni  commesse  sull'arco  di  oltre  dieci 
anni,  di  modo che un rischio  di  recidiva non può essere  totalmente 
escluso.  Essa  ha  poi  affermato  che  l'importante  lasso  di  tempo 
trascorso  dalla  commissione  dei  reati  deve  essere  fortemente 
relativizzato tenuto conto dei periodi di incarcerazione dell'interessato. 
L'ufficio ha infine rilevato che la presenza di quest'ultimo sul territorio 
della Confederazione costituirebbe una minaccia potenziale, effettiva e 
di gravità tale da incidere sull'ordine e la sicurezza pubblici nazionali, 
precisando come i motivi di carattere personale addotti da A._______ 

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non fossero tali da considerare che il suo interesse privato a recarsi in 
Svizzera  prevalga  sull'interesse  pubblico  al  mantenimento  del 
provvedimento in atto nei suoi confronti.

H.
In  data  31 luglio  2007,  l'interessato  è  insorto  avverso  la  suddetta 
decisione. A sostegno del  proprio  gravame egli  ha affermato che,  a 
partire  dalla  sua  scarcerazione  in  Italia  nel  gennaio 2000,  egli  ha 
costituito diverse cooperative sociali creando numerosi posti di lavoro 
per  persone  svantaggiate,  tanto  che  con  sentenza  del  12 gennaio 
2007 le preposte autorità della vicina Penisola gli hanno concesso la 
riabilitazione,  ciò  che  sta  a  dimostrare  la  sua  totale  assenza  di 
pericolosità sociale.

I.
Chiamato ad esprimersi  in  merito  al  suddetto ricorso,  con preavviso 
del 13 novembre 2007, l'UFM ha postulato la reiezione del gravame. 
L'autorità di prime cure ha ripreso le argomentazioni sviluppate nella 
sua  decisione  del  17 aprile  2007,  precisando  che  la  situazione 
dell'interessato  non si  è  modificata  in  modo tale  da giustificare  una 
valutazione diversa della fattispecie.

J.
Invitato  a  prendere  posizione  in  merito  al  preavviso  dell'autorità 
intimata, il ricorrente non ha reagito.

K.
Completando l'istruttoria, con scritto del 9 settembre 2008 il Tribunale 
amministrativo  federale  (di  seguito:  il  Tribunale  o  il  TAF)  ha  invitato 
A._______  ad informarlo  in  merito  alla  sua  situazione professionale 
posteriore al ricorso, nonché a produrre un estratto aggiornato del suo 
casellario giudiziale italiano.

L.
Dando seguito a questa richiesta, con scritto del 25 settembre 2008, 
l'interessato  ha  prodotto  un  estratto  della  camera  di  commercio 
relativo all'ultima società da esso costituita nel febbraio 2008, nonché 
un estratto aggiornato del suo casellario giudiziale e del certificato dei 
carichi pendenti italiani.

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Diritto:

1.
Riservate  le  eccezioni  previste  all'art.  32  della  legge  del  17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32),  giusta 
l'art. 31 LTAF il  Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni  ai sensi 
dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 
amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate agli 
art. 33 e 34 LTAF.

In particolare,  le  decisioni  in  materia  di  divieto  d'entrata in  Svizzera 
rese  dall'UFM  -  il  quale  costituisce  un'unità  dell'amministrazione 
federale  come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF  -  possono  essere 
impugnate,  conformemente all'art. 20 cpv. 1 della  legge federale del 
26 marzo  1931  concernente  la  dimora  e  il  domicilio  degli  stranieri 
(LDDS, CS 1 117) dinanzi al TAF.

2.
L'entrata  in  vigore,  il  1°  gennaio  2008,  della  legge  federale  sugli 
stranieri  del  16 dicembre  2005  (LStr,  RS  142.20)  ha  comportato 
l'abrogazione della LDDS conformemente all'art. 125 LStr (in relazione 
con  la  cifra  I  del  suo allegato),  e  di  alcune  ordinanze d'esecuzione 
quali,  in  particolare,  in  virtù  dell'art. 39 dell'ordinanza del  24 ottobre 
2007 concernente la procedura d'entrata e di rilascio del visto (OPEV, 
RS  142.204)  nonché  dell'art.  91  dell'ordinanza  del  24 ottobre  2007 
sull'ammissione, il soggiorno e l'attività lucrativa (OASA, RS 142.201), 
l'ordinanza  d'esecuzione  del  1° marzo  1949  della  legge  federale 
concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (ODDS, RU 1949 I 
233),  l'ordinanza  del  14 gennaio  1998  concernente  l'entrata  e  la 
notificazione  degli  stranieri  (OEnS,  RU 1998  194)  e  l'ordinanza  del 
6 ottobre  1986  che  limita  l'effettivo  degli  stranieri  (OLS,  RU  1986 
1791).

Conformemente all'art. 126 cpv. 1 LStr, alle procedure introdotte prima 
del  1° gennaio  2008  rimangono  tuttavia  applicabili  le  vecchie 
disposizioni di legge (cfr. DTAF 2008/1 consid. 2). Ciò è il caso nella 
presente fattispecie; il vecchio diritto (materiale) è quindi applicabile. 

Conformemente  all'art.  126  cpv.  2  LStr,  la  procedura  inerente  le 
domande presentate prima dell'entrata in  vigore,  il  1° gennaio 2008, 
della LStr è retta dal nuovo diritto.

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Salvo  i  casi  in  cui  la  LTAF  non  disponga  altrimenti,  la  procedura 
davanti  al  Tribunale amministrativo federale  è retta  dalla  PA (art. 37 
LTAF).

3.
A._______  ha  diritto  di  ricorrere  (art.  48  PA)  e  il  suo  ricorso, 
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 
(cfr. art. 50 e 52 PA).

4.
La domanda di riesame, richiesta non sottoposta ad esigenze formali o 
di  termine,  presentata  ad  un'autorità  amministrativa  in  vista  di  una 
riconsiderazione di una decisione emanata da quest'ultima e che ha 
acquisito  forza di  cosa giudicata,  non è espressamente contemplata 
dalla PA (cfr. DTF 109 Ib 246 consid. 4a; GAAC 63.45 consid. 3a e 
riferimenti  ivi  citati;  ANDRÉ GRISEL,  Traité  de droit  administratif,  vol.  II, 
Neuchâtel  1984,  p. 947),  ma è  stata  tuttavia  dedotta  dall'art. 66  PA, 
dagli  art. 8  e  29  cpv. 2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione  svizzera  del  18 aprile  1999  (Cst,  RS  101),  nonché 
dalla dottrina e dalla giurisprudenza.

Codesta  procedura,  la  quale  costituisce  un  rimedio  giuridico 
straordinario,  non  deve  comunque  essere  il  mezzo  per  aggirare  i 
termini di ricorso o continuare a rimettere in discussione una decisione 
cresciuta in giudicato (cfr. DTF 127 I 133 consid. 6, 120 Ib 42 consid. 
2b;  GAAC  67.109,  63.45  consid.  3a  in  fine;  sentenza  del  Tribunale 
federale 2A.20/2004 del 7 aprile 2004;  ANDRÉ GRISEL,  op. cit.,  p. 948). 
Essa non dovrebbe inoltre avere quale scopo quello di  eliminare un 
errore  di  diritto  (cfr.  DTF  111  Ib  209  consid.  1;  GAAC  55.2),  di 
beneficiare  di  una  nuova  interpretazione  o  di  una  nuova  prassi  o 
ancora di ottenere un nuovo apprezzamento di  fatti  già conosciuti  al 
momento  della  procedura  ordinaria  (cfr.  DTF  98  Ia  568  consid.  5b; 
GAAC 53.4 consid. 4 e 53.14 consid. 4;  BLAISE KNAPP,  Précis de droit 
administratif, Basilea e Francoforte sul Meno, 1991, p. 276).

Nella  misura  in  cui  la  domanda  di  riesame  costituisce  un  rimedio 
giuridico  straordinario,  l'autorità  amministrativa  è  tenuta  ad 
occuparsene unicamente a certe condizioni.

In  assenza  di  una  decisione  su  ricorso  sul  merito  relativa  alla 
decisione  di  cui  è  chiesto  il  riesame,  le  condizioni  sono  adempiute 

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allorquando  il  richiedente  invoca  uno  dei  motivi  di  revisione  di  cui 
all'art. 66 PA o una modifica rilevante delle circostanze dal momento in 
cui è stata emanata la prima decisione (cfr. DTF 124 II 1 consid. 3a, 
120 Ib 42 consid. 2b, 113 Ia 146 consid. 3a, 109 Ib 246 consid. 4a, 100 
Ib  368  consid.  3  e  riferimenti  ivi  citati;  GAAC  67.106  consid.  1  e 
riferimenti  ivi  citati; cfr.  ANDRÉ GRISEL,  op. cit.,  vol. II,  p. 947ss;  ALFRED 
KÖLZ/ISABELLE HÄNER, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege 
des  Bundes,  Zurigo  1998,  p. 156  segg.;  URSINA BEERLI-BONORAND,  Die 
ausserordentlichen  Rechtsmittel  in  der  Verwaltungsrechtspflege  des 
Bundes und der Kantone, Zurigo 1985, p. 171ss, in particolare p. 179 e 
185 e riferimenti ivi citati).

La  domanda  di  riesame  presuppone  che  i  motivi  fatti  valere  a  suo 
sostegno siano importanti, vale a dire tali da influenzare - a seguito di 
un  apprezzamento  giuridico  corretto  -  l'esito  della  contestazione  e, 
quindi,  di  comportare  una  modifica  a  favore  dell'interessato  della 
decisione di cui ha chiesto il riesame. In altre parole, è necessario che 
i nuovi fatti o la modifica delle circostanze siano decisivi e che i mezzi 
di prova offerti siano propri ad accertarli (cfr. DTF 122 II 17 consid. 3, 
110 V 138 consid. 2 ; sentenza del Tribunale federale 2A.304/2002 del 
16 agosto 2002 consid. 4.3; GAAC 63.45 consid. 3a, 55.2 et 55.40 ; 
ANDRÉ GRISEL,  op. cit.,  p. 944;  BLAISE KNAPP,  op. cit.,  p. 276;  FRITZ GYGI, 
Bundesverwaltungsrechtspflege,  Berna  1983,  p. 262s.;  JEAN-FRANÇOIS 
POUDRET, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. 
V, Berna 1992, p. 18 ch. 5.3, p. 27 ch. 2.2.2 et p. 32 ch. 2.3.2).

5.
A._______ ha affermato che dal gennaio 2000, dopo aver espiato le 
condanne inflittegli  dalle autorità penali  italiane, egli  ha compiuto un 
percorso completo di recupero personale e professionale, ciò che sta 
a dimostrare la sua totale assenza di pericolosità sociale. Nella misura 
in cui questi elementi sono posteriori alla data di crescita in giudicato 
della  decisione  di  divieto  d'entrata  in  oggetto,  essi  costituiscono dei 
fatti  nuovi  tali  da  modificare  in  maniera  rilevante  le  circostanze.  È 
pertanto  a  giusto  titolo  che  l'autorità  di  prime  cure  ha  ritenuto  la 
richiesta  del  12 febbraio  2007  come  una  domanda di  riesame  della 
sua precedente decisione di divieto d'entrata in Svizzera ed è entrata 
in  materia  sulla  stessa  (per  quanto  attiene  la  delimitazione  tra  la 
competenza  dell'autorità  di  prima  istanza  in  materia  di  riesame  e 
quella  dell'autorità  di  ricorso  in  materia  di  revisione:  cfr. 
Giurisprudenza e informazioni  della Commissione svizzera di  ricorso 

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in  materia  d'asilo  [GICRA]  1995  n°  21  consid. 1/b-c  p. 202  segg  e 
riferimenti ivi citati).

6.
L'autorità  federale  può  vietare  l'entrata  in  Svizzera  di  stranieri 
indesiderabili. Essa può parimenti, ma per una durata non superiore a 
tre  anni,  vietare  l'entrata  in  Svizzera  di  stranieri  che  abbiano 
contravvenuto  gravemente  o  più  volte  alle  prescrizioni  sulla  polizia 
degli  stranieri,  ad  altre  disposizioni  di  legge  o  a  decisioni  prese 
dall'autorità in base a queste disposizioni (art. 13 cpv. 1 1a e 2a frase 
LDDS). Fintanto che vale questo divieto, lo straniero non potrà varcare 
il  confine,  senza il  permesso esplicito  dell'autorità  che l'ha emanato 
(art. 13 cpv. 1 3a frase LDDS).

Il divieto d'entrata previsto all'art. 13 cpv. 1 LDDS non costituisce una 
pena né riveste carattere infamante, bensì configura un provvedimento 
amministrativo di controllo, destinato ad impedire che uno straniero, la 
cui  presenza  in  Svizzera  è  stata  ritenuta  indesiderata,  vi  ritorni 
all'insaputa dell'autorità (cfr. GAAC 63.38 consid. 13; 63.1 consid. 12a 
e  riferimenti  ivi  citati).  Il  divieto  d'entrata  è  infatti  una  misura  di 
sicurezza il cui scopo è quello di prevenire un probabile perturbamento 
dell'ordine  pubblico  e  della  pubblica  sicurezza  e  non  di  punire  un 
determinato comportamento.

7.
L'art. 13 LDDS è applicabile ai cittadini degli Stati membri dell'Unione 
europea e ai  loro familiari  solo se l'Accordo bilaterale del  21 giugno 
1999 tra la Comunità Europea ed i suoi Stati membri da una parte, e la 
Confederazione  Svizzera,  dall'altra,  in  materia  di  libera  circolazione 
delle persone (ALC, RS 0.142.112.681) non dispone altrimenti (cfr. art. 
1 let. a LDDS). A._______ è cittadino italiano. Di conseguenza nella 
valutazione  della  presente  causa  è  necessario  tenere  conto  anche 
delle disposizioni dell'ALC.

7.1 Giusta l'art. 1 par. 1 dell'Allegato I dell'ALC (in relazione con l'art. 3 
ALC), i cittadini comunitari hanno il diritto di entrare in Svizzera previa 
semplice  presentazione  di  una  carta  d'identità  o  di  un  passaporto 
validi e non può essere loro imposto alcun visto d'entrata od obbligo 
analogo.  Come  l'insieme  delle  prerogative  conferite  dall'Accordo, 
questo  diritto  può  essere  limitato  soltanto  da  misure  giustificate  da 
motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e pubblica sanità, ai sensi 

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dell'art.  5  cpv. 1  dell'Allegato  I  ALC. Queste  nozioni  devono  essere 
definite  ed  interpretate  alla  luce  della  direttiva  64/221/CEE  e  della 
giurisprudenza  della  Corte  di  giustizia  delle  Comunità  europee 
(CGCE)  anteriore  alla  firma  dell'ALC  (art.  5  cpv. 2  allegato  I  ALC, 
combinato con l'art. 16 cpv. 2 ALC; DTF 131 II 352 consid. 3.1.; 130 II 
1 consid. 3.6.1.).

7.2 Conformemente  alla  giurisprudenza  della  Corte  di  giustizia,  le 
limitazioni  al  principio della  libera circolazione delle  persone devono 
essere  interpretate  in  maniera restrittiva. Ne consegue che possono 
essere adottati provvedimenti per la tutela dell'ordine pubblico e della 
pubblica sicurezza unicamente nel caso in cui si deve ammettere che 
l'interessato  costituisce  per  lo  Stato  d'accoglienza  una  minaccia 
potenziale,  effettiva  e  di  gravità  tale  da  incidere  su  un  interesse 
fondamentale della società (cfr. DTF 131 citata consid. 3.2, 130 II 176 
consid. 3.4.1., 129 II 215 consid. 7.3.; sentenze del Tribunale federale 
2A.39/2006 del 31 maggio 2006, 2A.626/2004 del 6 maggio 2005 e le 
sentenze  della  CGCE del  27 ottobre  1977,  Bouchereau,  30/77,  Rac. 
1977,  pag. 1999,  punti  33-35  del  19 gennaio  1999,  Calfa,  C-348/96, 
Rac. 1999, pag. 1-11, punti 23 e 25). 

7.3 I provvedimenti di ordine pubblico o di pubblica sicurezza devono 
inoltre essere adottati  esclusivamente in relazione al comportamento 
personale dell'individuo nei riguardi del quale essi sono applicati (art. 
3 par 1 della direttiva 64/221). Ciò esclude delle valutazioni sommarie 
fondate unicamente su dei motivi generali di natura preventiva. La sola 
esistenza  di  condanne  penali  non  può  automaticamente  giustificare 
l'adozione  di  tali  provvedimenti  (art.  3  par.  2  della  direttiva 
64/221/CEE).  Una  condanna  penale  anteriore  sarà  quindi 
determinante unicamente se dalle circostanze che l'hanno determinata 
emerga un comportamento personale costituente una minaccia attuale 
per l'ordine pubblico (cfr. DTF 130 II 176 consid. 3.4.1 e sentenza del 
Tribunale  federale  2C_378/2007  del  14 gennaio  2008).  Le  autorità 
nazionali devono procedere ad un'apprezzamento specifico, effettuato 
sulla base degli interessi inerenti alla salvaguardia dell'ordine pubblico, 
i  quali  non  coincidono  necessariamente  con  gli  apprezzamenti 
all'origine delle condanne penali. In altre parole, quest'ultime possono 
essere prese in considerazione unicamente se le circostanze in cui si 
sono verificate lasciano trasparire l'esistenza di una minaccia attuale 
per l'ordine pubblico. Secondo le circostanze, non è comunque escluso 
che la sola condotta tenuta in passato costituisca una siffatta minaccia 

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per  l'ordine  pubblico  (DTF  130  II  citato  consid.  3.4.1;  129  II  citato 
consid.  7.1.  e  7.4.;  sentenza  del  Tribunale  federale  2C_375/2007 
dell'8 novembre  2007  consid.  3.2;  sentenza  della  CGCE  del 
26 febbraio  1975,  Bonsignore,  67/74,  Rac.  1975,  punti  6-7  e  le 
sentenze citate Bouchereau, punti 27-28; Calfa, punto 24).

7.4 L'adozione di un provvedimento di ordine pubblico non è tuttavia 
subordinata  alla  condizione  che  sia  stabilito  con  certezza  che  la 
persona soggetta ad una misura di divieto d'entrata commetta nuove 
infrazioni  penali.  Al  contrario,  sarebbe sproporzionato  esigere  che  il 
rischio  di  recidiva  sia  nullo  per  rinunciare  all'adozione  di  tale 
provvedimento.  Tenuto  conto  dell'importanza  che  riveste  il  principio 
della  libera  circolazione  delle  persone  questo  rischio  non  deve  in 
realtà essere ammesso troppo facilmente. È necessario procedere ad 
un  apprezzamento  che  tenga in  considerazione le  circostanze della 
fattispecie  e,  in  particolare,  della  natura  e  dell'importanza  del  bene 
giuridico  minacciato,  così  come  della  gravità  della  violazione  che 
potrebbe  esservi  arrecata;  più  la  potenziale  infrazione  rischia  di 
compromettere  un  interesse  della  collettività  particolarmente 
importante, meno rilevanti sono le esigenze quanto alla plausibilità di 
un'eventuale  recidiva  (cfr.  DTF  130  II  493  consid.  3.3;  130  II  citato 
consid.  4.3.1;  sentenza  del  Tribunale  federale  2C_375/2007 
dell'8 novembre 2007 consid. 3.3).

8.
Nella fattispecie, tra il 1974 ed il 1986, A._______ è stato riconosciuto 
in  Svizzera colpevole a  4 riprese di  reati  contro il  patrimonio  (furto, 
complicità  in  furto,  rapina  e  tentativo  di  truffa),  con  conseguenti 
condanne varianti tra i  due ed i dodici mesi di detenzione. A seguito 
del comportamento dell'interessato, in data 25 giugno 1986, l'autorità 
di prime cure ha pronunciato nei suoi confronti una decisione di divieto 
d'entrata  di  durata  indeterminata,  ritenendo  questo  provvedimento 
giustificato per dei motivi di ordine e di sicurezza pubblici. Il ricorrente 
è stato inoltre  oggetto di  due procedimenti  penali  in  Italia  nel  1991. 
Egli è stato in primo luogo ritenuto colpevole di ricettazione continuata 
(reato  commesso  dal  novembre 1978  al  febbraio 1979)  con 
conseguente  condanna  a  due  anni  e  tre  mesi  di  reclusione, 
successivamente  condonati.  L'interessato  è  stato  poi  condannato  a 
diciotto  anni  di  reclusione  per  violazioni  inerenti  la  disciplina  degli 
stupefacenti e delle sostanze psicotrope (reati  commessi il  13 marzo 
1985,  rispettivamente  il  13 marzo  1987),  pena dichiarata  estinta  nel 

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giugno 2001  per  esito  positivo  dell'affidamento  in  prova  pronunciato 
nel  settembre 2000  (cfr. estratto  del  casellario  giudiziale  italiano  del 
5 marzo 2007).

La  decisione  su  riesame  deve  riferirsi  alle  circostanze  modificatesi 
successivamente  alla  decisione  di  divieto  d'entrata  pronunciata  nei 
confronti del ricorrente. A._______ si è reso colpevole a più riprese di 
gravi  infrazioni  all'ordine pubblico, in  particolare per  quanto attiene i 
reati inerenti il  traffico di sostanze stupefacenti. Ciononostante, giova 
rilevare  come  i  reati  perpetrati  dall'interessato  rilsalgono  al  periodo 
1974  –  1987,  e  che  da  allora,  quindi  da  oltre  20  anni  dalla 
commissione dell'ultima infrazione, il ricorrente non ha più dato adito a 
lagnanza alcuna (cfr. estratti  del casellario giudiziale e del certificato 
dei  carichi  pendenti  italiani  del  24 settembre 2008). A far  data  dalla 
sua  scarcerazione  (affidamento  in  prova)  da  parte  delle  autorità 
italiane  nel  2000,  l'interessato  ha  tenuto  un  comportamento 
ineccepibile  ed  ha  fatto  prova  di  una  durevole  reintegrazione 
professionale, costituendo diverse società operanti  nel  reinserimento 
lavorativo di persone socialmente svantaggiate, ciò che gli è valso la 
riabilitazione in riferimento alle condanne subite nelle vicina Penisola 
(cfr. sentenza del  Tribunale  di  sorveglianza di  Roma del  12 gennaio 
2001).

Alla  luce  di  quanto  esposto,  i  presupposti  per  una  restrizione  al 
principio della libera circolazione non sono più adempiuti. Nonostante 
le molteplici infrazioni commesse, A._______ non rappresenta più una 
minaccia  effettiva,  attuale  e  sufficientemente  grave  ad  un  interesse 
fondamentale della società, tale da legittimare una misura per motivi di 
ordine  pubblico  giusta  l'art.  5  Allegato  I  ALC  (cfr.  sentenza  del 
Tribunale federale 2C_378/2007 del 14 gennaio 2008), di modo che il 
divieto d'entrata pronunciato nei suoi confronti può essere tolto a far 
data dalla pronuncia della presente sentenza.

Giova rammentare che, nel  caso in  cui  A._______ dovesse rendersi 
nuovamente  colpevole  della  commissione  di  un  reato,  l'autorità  di 
prime  cure  potrà  in  ogni  momento  e  con  piena  libertà  di 
apprezzamento adottare un nuovo provvedimento nei suoi confronti.

9.
Ne discende che il ricorso deve essere accolto, nel senso che il divieto 
d'entrata  pronunciato  in  data  25 giugno  1986  dall'UFM deve essere 

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tolto con effetto immediato. L'autorità di prime cure è quindi invitata a 
fare  eseguire  le  necessarie  modifiche  al  sistema  di  ricerca 
informatizzato di polizia (RIPOL).

10.
Visto l'esito della procedura, non si prelevano spese processuali (art. 
63 cpv. 1 PA).

Benchè  soccombente,  all'autorità  inferiore  non  è  messa  a  carico 
nessuna spesa processuale (art. 63 cpv. 2 PA).

11.
Nella misura in cui  l'interessato non è patrocinato da un mandatario 
professionale e che la presente procedura non gli ha occasionato delle 
spese indispensabili  e  relativamente  elevate,  nella  fattispecie non si 
giustifica l'assegnazione di indennità (art. 64 cpv. 1 PA in relazione con 
l'art. 7 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese 
ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-
TAF, RS 173.320.2]). 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

2.
Il  divieto  d'entrata  pronunciato  dall'UFM  in  data  25 giugno  1986  è 
annullato con effetto dalla pronuncia della presente sentenza.

3.
Non  si  prelevano  spese  processuali.  L'anticipo  spese  di  Fr.  800.-, 
versato in data 15 ottobre 2007, è restituito al ricorrente. 

4.
Non si assegnano ripetibili. 

5.
Comunicazione a: 

- ricorrente  (Atto  giudiziario;  allegato:  foglio  di  informazione  per  il 
rimborso)

- autorità inferiore (incarto 1 029 495 di ritorno)
- Service  des  migrations,  Office  du  séjour  et  de  l'établissement, 

Neuchâtel, per informazione (incarto cantonale di ritorno)

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Graziano Mordasini

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  1000  Losanna  14,  entro  un 
termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. 
e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 
173.110]. Gli  atti  scritti  devono essere redatti  in  una lingua ufficiale, 
contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed 
essere  firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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