# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f276837b-8b93-5fdc-b6d8-ebc92b230254
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2018-05-31
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 31.05.2018 C-6053/2016
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6053-2016_2018-05-31.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-6053/2016 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  3 1  m a g g i o  2 0 1 8  

Composizione 

 
Giudice Vito Valenti (giudice unico), 

cancelliera Marcella Lurà. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, (Germania), 

rappresentato dal patronato ITAL-UIL, 

ricorrente, 

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero (UAIE), 

autorità inferiore. 

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per l'invalidità; domanda di rendita (decisione 

del 4 agosto 2016). 

 

 

 

C-6053/2016 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A._______, cittadino italiano residente in Germania, nato il (…) 1956, ha 

lavorato in Svizzera dal 1974 al 1982, nel 1994 e nel 1996, solvendo con-

tributi all’assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità 

(doc. 36). Dagli atti di causa risulta che in Germania ha svolto attività lucra-

tiva (doc. 10), da ultimo, dal 2010, come magazziniere, in ragione di 40 ore 

alla settimana (doc. 42). L’interessato ha dichiarato d’avere poi ridotto l’at-

tività lucrativa per motivi di salute a 20 ore alla settimana, lavorando come 

addetto alle pulizie dall’11 maggio 2012 al 31 marzo 2014. Ha interrotto il 

lavoro al termine del contratto di lavoro (doc. 34 e 55; egli ha peraltro indi-

cato d’avere interrotto il lavoro per motivi di salute). Il 26 giugno 2015, ha 

formulato una richiesta volta all’ottenimento di una rendita dell’assicura-

zione svizzera per l’invalidità (doc. 11). 

B.  

B.a Nel corso dell’istruttoria, l’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità per 

gli assicurati residenti all’estero (UAIE) ha in particolare assunto agli atti 

documenti medici di data da novembre 2010 a maggio 2015 (doc. 25 a 29 

e 35) e la perizia medica E 213 del 17 dicembre 2015, unitamente alla 

perizia ortopedica di medesima data, in cui è posta la diagnosi di dolori alla 

schiena, all’anca ed al ginocchio con alterazioni degenerative, periartrite 

scapolo-omerale, stato dopo intervento di protesi totale all’anca, obesità ed 

indicato che l’interessato è ritenuto in grado di svolgere regolarmente lavori 

leggeri nonché, e a tempo pieno, un lavoro adeguato alle sue condizioni, 

ma non il suo ultimo lavoro (doc. 45 e 46). Tra gli atti vanno annoverati 

anche il questionario per l’assicurato del 22 ottobre 2015 (doc. 34) ed il 

questionario per il datore di lavoro del 1° marzo 2016 (doc. 55). 

B.b Nel rapporto del 2 aprile 2016, il dott. B._______, medico SMR, spe-

cialista in medicina interna, ha esposto la diagnosi principale di dolori alla 

schiena, periartrite omero-scapolare bilaterale, stato dopo intervento di 

protesi totale all’anca, dolori all’articolazione dell’anca e del ginocchio ed 

obesità. Ha altresì considerato la paresi al piede destro, lo stato dopo nu-

cleotomia L4-L5, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, il diabete mellito 

e l’epatite C siccome senza ripercussioni sulla capacità al lavoro. Il dott. 

B._______ ha quindi ritenuto per l’interessato un’incapacità lavorativa del 

100% nella precedente attività di addetto alle pulizie dal 17 dicembre 2015, 

ma, sempre da tale data, una capacità al lavoro del 100% in un’attività 

confacente allo stato di salute (doc. 57). 

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B.c Il 12 aprile 2016, l’UAIE ha determinato nel 25% il grado d’invalidità 

dell’assicurato in applicazione del metodo generale del raffronto dei redditi 

(doc. 58). 

B.d Il 14 aprile 2016, l’autorità inferiore, mediante progetto di decisione, ha 

comunicato all’interessato che la domanda di prestazioni è (recte: sarebbe 

stata) respinta, ritenuto in particolare che l’esercizio di un’attività lucrativa 

sarebbe da considerare esigibile in misura sufficiente per escludere il diritto 

ad una rendita (doc. 59). 

B.e Il 15 luglio 2016 (doc. 69), l’interessato ha esibito un rapporto ospeda-

liero dell’8 luglio 2016 (doc. 70). 

B.f Nel rapporto del 28 luglio 2016, il dott. B._______ ha rilevato che dal 

rapporto ospedaliero dell’8 luglio 2016 emerge che l’interessato ha presen-

tato una fibrillazione atriale con conversione spontanea al ritmo sinusale e 

soffre altresì di un’ipertensione arteriosa, patologie che permettono l’eser-

cizio di un lavoro leggero. Ha confermato la sua precedente presa di posi-

zione (doc. 72). 

C.  

Il 4 agosto 2016, l’autorità inferiore ha respinto la domanda di prestazioni 

dell’assicurazione svizzera per l’invalidità. Ha in particolare osservato che 

dalle carte processuali risulta che a causa del danno alla salute l’interes-

sato ha un’incapacità al lavoro del 100% nella precedente attività di addetto 

alle pulizie. Tuttavia, l’esercizio di un’attività confacente allo stato di salute 

dell’interessato medesimo è da considerare esigibile al 100% e conduce 

ad un grado d’invalidità del 25%, che esclude il riconoscimento del diritto 

ad una rendita d’invalidità svizzera (doc. 73). 

D.  

D.a Il 30 settembre 2016, l’interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tri-

bunale amministrativo federale contro la decisione dell’UAIE del 4 agosto 

2016. Ha prodotto un rapporto ospedaliero del 1° settembre 2016 (doc. 

TAF 1). 

D.b Il 23 gennaio 2017, l’insorgente ha esibito un atto di ricorso regolariz-

zato contro la decisione dell’UAIE del 4 agosto 2016 mediante il quale ha 

chiesto il riconoscimento di una rendita d’invalidità, dal momento che pre-

senta una completa incapacità al lavoro in una qualsiasi attività lucrativa. 

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Pagina 4 

Ha precisato di soffrire di depressione e di sottoporsi ad una terapia psico-

logica. Ha altresì indicato di essere in terapia con insulina a seguito dell’ag-

gravamento del diabete di cui è affetto (doc. TAF 8). 

D.c Il 1° febbraio 2017, l’interessato ha esibito un certificato psicologico del 

24 gennaio 2017 ed un rapporto diabetologico del 24 gennaio 2017 (doc. 

TAF 10). Il 7 febbraio 2017, ha versato l’anticipo spese richiesto (doc. TAF 

9, 10 e 11). 

E.  

Nella risposta al ricorso del 18 luglio 2017, l’autorità inferiore ha proposto 

la reiezione del ricorso. In virtù dei rapporti del 2 aprile e 28 luglio 2016 del 

proprio servizio medico, il ricorrente presenta un’incapacità lavorativa del 

100% nella precedente attività di addetto alle pulizie, ma è abile al lavoro 

al 100% in attività sostitutive adeguate, come quelle indicate nella presa di 

posizione dell’aprile 2016 del medico dell’UAIE, ciò che conduce ad un 

grado d’invalidità del 20%, che esclude il riconoscimento del diritto ad una 

rendita d’invalidità svizzera. L’autorità inferiore ha poi rilevato che i docu-

menti medici prodotti in sede di ricorso e sottoposti ad esame del proprio 

servizio medico (v. le prese di posizione del 7 giugno e 3 luglio 2017; doc. 

TAF 18) non comportano elementi tali da modificare la valutazione clinico-

lavorativa dell’interessato (doc. TAF 18). 

F.  

Con provvedimento del 26 luglio 2017 (notificato il 28 agosto 2017; doc. 

TAF 20 [estratto “Tracciamento degli invii” della Posta svizzera]), il Tribu-

nale amministrativo federale ha trasmesso al ricorrente la risposta al ri-

corso dell’autorità inferiore del 18 luglio 2017, unitamente a copia dei rap-

porti del servizio medico dell’UAIE del 7 giugno e 3 luglio 2017 nonché dei 

documenti dell’incarto dell’UAIE menzionati nella presa di posizione 

dell’autorità inferiore, e gli ha concesso la facoltà di pronunciarsi in merito 

alle osservazioni dell’autorità inferiore (doc. TAF 19), facoltà di cui l’insor-

gente non ha fatto uso. 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-

gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l'am-

missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 

e relativi riferimenti). 

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1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione 

con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi 

contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio AI per le persone 

residenti all'estero. 

1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni 

sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA 

(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-

plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che 

la LAI non deroghi alla LPGA. 

1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente (v. la decisione in-

cidentale del 16 gennaio 2017 [doc. TAF 7]) e rispettoso dei requisiti previ-

sti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto ammissibile. 

2.  

2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea, 

per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681). 

2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione 

1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua 

nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-

cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-

ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese 

eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed 

assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione 

europea (art. 1 ch. 2). 

2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-

lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-

glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE) 

n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 

(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-

lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del 

Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831) 

relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-

dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno 

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della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72 

del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621 

4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 

1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli 

Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-

lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure 

quando si tratta di casi verificatisi in passato. 

2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-

riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-

ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-

rere dal 1° gennaio 2015 (sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile 2016 

consid. 4.2 e relativi riferimenti). 

2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-

samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle 

medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-

zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale 

Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-

gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-

dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-

validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253 

consid. 2.4). 

3.  

3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-

mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-

ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 

4.3 e 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché 129 V 1 consid. 

1.2). La domanda di una rendita AI essendo stata presentata il 26 giugno 

2015, al caso in esame si applicano di principio le disposizioni della 6a 

revisione della LAI entrate in vigore il 1° gennaio 2012. 

3.2 Il ricorrente, come già menzionato, ha presentato la domanda di rendita 

il 26 giugno 2015. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 29 LAI prevede che il 

diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi dalla data in cui l'assi-

curato ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 

1 LPGA (riservate altresì le condizioni dell'art. 28 cpv. 1 LAI [cfr. consid. 5.3 

del presente giudizio]). Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di que-

sto Tribunale è delimitato dalla data della decisione impugnata. Il giudice 

delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata sulla base 

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della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa. Tiene 

tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano im-

porsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore 

alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in 

altri termini se gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e 

se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giudice al momento 

in cui detta decisione litigiosa è stata resa (sentenze del TF 8C_278/2011 

del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 con-

sid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine). 

4.  

Giova peraltro rilevare che il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI sviz-

zera per 11 anni (doc. 36) e, pertanto, adempie in ogni caso la condizione 

della durata minima di contribuzione. 

5.  

5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno 

totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può 

essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8 

LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI). Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità 

al guadagno la perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul 

mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da 

un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver 

sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevol-

mente esigibili. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono es-

sere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra profes-

sione o campo d'attività (art. 6 LPGA). 

5.2 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita 

se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per 

almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad 

una rendita intera se è invalido per almeno il 70%. 

5.3 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se 

la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-

suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-

dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-

capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno 

senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-

lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c). 

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Pagina 8 

6.  

6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di 

carattere economico-giuridico e non medico (sentenze del TF 

9C_318/2014 del 10 settembre 2014 consid. 3.1 e 8C_636/2010 del 17 

gennaio 2011 consid. 3 con rinvii). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per 

il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che 

l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esi-

gibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti 

d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una situazione equili-

brata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe 

potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido; metodo 

generale del raffronto dei redditi). 

6.2 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e di princi-

pio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica 

o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente 

incapacità lavorativa. 

6.3 Benché l'invalidità sia una nozione economico-giuridica, le certificazioni 

mediche possono costituire importanti elementi per apprezzare il danno in-

validante e per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esi-

gibili dall'assicurato (sentenza del TF 9C_790/2015 del 22 giugno 2016 

consid. 6.2 con rinvii). 

7.  

7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di as-

sicurazioni sociali (art. 43 LPGA), l'amministrazione deve intraprendere 

d'ufficio i necessari accertamenti e raccogliere le informazioni di cui ha bi-

sogno. In particolare, deve ordinare una perizia allorquando è necessario 

per la valutazione medica del caso (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 

gennaio 2011 consid. 9 con rinvio). 

7.2 Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al 

giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di 

giungere alla convinzione che certi fatti presentino una verosimiglianza pre-

ponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero modificare 

questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove (apprezzamento 

anticipato delle prove; DTF 136 I 229 consid. 5.3 con rinvii; sentenza del 

TF 9C_482/2016 del 22 dicembre 2016 consid. 3.3.2 con rinvii). In tal caso, 

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Pagina 9 

non sussiste una violazione del diritto costituzionale di essere sentito se-

condo l'art. 29 cpv. 2 Cost.. 

7.3 In virtù degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 40 

della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 (PCF, RS 273), 

il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i fatti determinanti per 

la soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta li-

beramente. 

8.  

Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiettiva 

tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi de-

cidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad un 

giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio me-

dico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in merito 

ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situa-

zione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto delle 

censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fon-

date, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto 

medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua 

denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-

nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1, 134 V 231 consid. 5.1 e 125 V 351 consid. 

3). 

9.  

Dalla documentazione medica agli atti, in particolare dal rapporto di dimis-

sione ospedaliera del 7 gennaio 2015 (doc. 29), dalla perizia ortopedica 

del 17 dicembre 2015 (doc. 45) nonché dal rapporto ospedaliero dell’8 lu-

glio 2016 (doc. 70), risulta che il ricorrente soffre segnatamente di dolori 

alla schiena, all’anca ed al ginocchio, periartrite omero-scapolare bilate-

rale, stato dopo nucleotomia L4-L5, stato dopo intervento di protesi totale 

all’anca, paresi al piede destro, (stato dopo) fibrillazione atriale con conver-

sione spontanea al ritmo sinusale, ipertensione arteriosa, broncopneumo-

patia cronica ostruttiva, diabete mellito, epatite C (guarita) ed obesità. 

9.1 Nel caso in esame, occorre determinare se, e a partire da quando, il 

ricorrente abbia subito, e senza interruzione notevole, un’incapacità lavo-

rativa media del 40% durante un anno giusta l’art. 28 cpv. 1 lett. b LAI. In 

considerazione della data d’inoltro della domanda di rendita (il 26 giugno 

2015), ma anche del momento in cui sarebbe sorta per la prima volta a 

partire dal 17 dicembre 2015 un’incapacità lavorativa nella precedente at-

tività di addetto alle pulizie svolta dall’insorgente (v. il rapporto del medico 

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Pagina 10 

dell’UAIE del 2 aprile 2016), un diritto ad una rendita d’invalidità svizzera 

avrebbe potuto sorgere al più presto a partire dal 1° dicembre 2016. 

9.2  

9.2.1 L’autorità inferiore, fondandosi sui rapporti del suo servizio medico, 

ha ritenuto che a causa del danno alla salute risulta per il ricorrente un’in-

capacità lavorativa del 100% nell’ultima attività lucrativa esercitata di ad-

detto alle pulizie, ma una capacità al lavoro residua del 100% in un’attività 

confacente al suo stato di salute. 

9.2.2 Nei rapporti del 2 aprile e 28 luglio 2016 (doc. 75 e 72), il dott. 

B._______, medico dell’UAIE, specialista in medicina interna, ha in parti-

colare rilevato che il ricorrente soffre di dolori alla schiena, alle spalle, 

all’anca ed al ginocchio. Ha poi segnalato che il rapporto ospedaliero del 

luglio 2016 riferisce di una fibrillazione atriale con conversione spontanea 

al ritmo sinusale e di un’ipertensione arteriosa. Ha altresì constatato che i 

documenti medici evidenziano anche la presenza di una broncopneumo-

patia cronica ostruttiva, un pregresso intervento di nucleotomia L4-L5, un 

pregresso intervento al ginocchio, una paresi al piede destro (quale proba-

bile conseguenza di una poliomielite durante l’infanzia), un diabete mellito 

ed un’epatite C (guarita), quest’ultime affezioni comunque, e a suo giudizio, 

senza incidenza sulla capacità al lavoro. Il dott. B._______ ha quindi rite-

nuto che, a causa dei dolori all’apparato muscolo-scheletrico di cui l’insor-

gente soffre, l’esercizio dell’attività di addetto alle pulizie non è più esigibile 

dal 17 dicembre 2015 (data della perizia ortopedica [doc. 45]). Il ricorrente 

presenta, tuttavia, una capacità al lavoro del 100%, sempre dal 17 dicem-

bre 2015, in un’attività confacente allo stato di salute (lavoro a tempo pieno, 

che consenta un cambiamento della posizione, con sollevamento di pesi 

non superiore ai 10 kg, senza attività al di sopra della testa), quale ad 

esempio custode, sorvegliante di posteggio/museo, magazziniere, addetto 

alla vendita per corrispondenza, venditore, riparatore di piccoli elettrodo-

mestici, cassiere, bigliettaio ed impiegato in un ufficio. 

9.2.3 Questo Tribunale non ha motivo di scostarsi, nella sostanza, dal sud-

detto apprezzamento ritenuto come lo stesso trovi fondamento anche nella 

perizia medica E 213 del 17 dicembre 2017 (doc. 46), perizia E 213 che, a 

sua volta, è basata sulla perizia ortopedica del 17 dicembre 2015 (doc. 45). 

In effetti, il medico ortopedico incaricato dell'esame ha indicato che l'insor-

gente è in grado di svolgere, e a tempo pieno, un lavoro adeguato alle sue 

condizioni (doc. 46 pag. 8 n. 11.5 e 11.6). Nella perizia medica E 213 non 

C-6053/2016 

Pagina 11 

è altresì stata evidenziata alcuna invalidità in un'attività adeguata alle con-

dizioni di salute, conformemente alle disposizioni di legge del Paese di re-

sidenza (doc. 46 pag. 8 n. 11.7 a 11.9). 

9.3 Certo, il ricorrente ha fatto valere implicitamente, in sede di ricorso, di 

avere diritto ad una rendita d’invalidità in quanto le patologie di cui è affetto 

giustificano una completa incapacità al lavoro anche in un’attività leggera 

confacente allo stato di salute. Egli fonda la sua (diversa) valutazione sul 

rapporto ospedaliero del 1° settembre 2016, prodotto con atto di ricorso 

(doc. TAF 1), nonché sul rapporto diabetologico del 24 gennaio 2017 e sul 

certificato psicologico del 24 gennaio 2017, prodotti con atto di ricorso re-

golarizzato (doc. TAF 10). 

9.4  

9.4.1 Il dott. C._______, medico dell’UAIE, specialista in medicina interna, 

nel rapporto del 7 giugno 2017 (doc. TAF 18), ha altresì, e nella sostanza, 

confermato la valutazione del dott. B._______, anche sulla base della 

nuova documentazione medica esibita. Ha in particolare segnalato che il 

rapporto ospedaliero del 1° settembre 2016 (doc. TAF 1), peraltro di data 

posteriore alla decisione impugnata, riferisce di un nuovo episodio di fibril-

lazione atriale con conversione spontanea al ritmo sinusale, episodio che 

non permette di oggettivare un peggioramento dello stato di salute. Ha al-

tresì osservato che il rapporto diabetologico del 24 gennaio 2017 (doc. TAF 

10) conferma la partecipazione ad un corso destinato alle persone affette 

da diabete mellito insulino-dipendente. Il dott. C._______ ha quindi con-

cluso che, dal profilo somatico, l’esercizio delle attività confacenti allo stato 

di salute proposte dal dott. B._______ è esigibile. 

9.4.2 Nel rapporto del 3 luglio 2017 (doc. TAF 18), la dott.ssa D._______, 

medico dell’UAIE, specialista in psichiatria e psicoterapia, ha poi in parti-

colare rilevato che il succinto certificato psicologico del 24 gennaio 2017 

(doc. TAF 10), pure di data posteriore alla decisione impugnata, diagno-

stica un episodio depressivo grave (F 32.2 secondo l’ICD 10) ed un di-

sturbo dell’adattamento (F 43.2 secondo l’ICD 10) e riferisce che il ricor-

rente si sottopone dal 4 novembre 2016, ad un psicoterapia comportamen-

tale di gruppo. Tuttavia, la dott.ssa D._______ ha altresì rilevato che le 

menzionate diagnosi non sono state poste da uno psichiatra e non sono 

corroborate da riscontri medici oggettivi, peraltro in assenza di informazioni 

sull’anamnesi e sullo stato psichico del paziente. Ha altresì osservato che 

il menzionato certificato psicologico non specifica se l’insorgente è seguito 

C-6053/2016 

Pagina 12 

(anche) da uno psichiatra e neppure se si sottopone ad un trattamento psi-

cotropo. Infine, ha sottolineato che la documentazione medica prodotta 

non riferisce di alcun antecedente psichiatrico anteriore alla decisione im-

pugnata, una psicoterapia comportamentale essendo stata iniziata solo 

dall’11 novembre 2016. Secondo la dott.ssa D._______, il certificato psico-

logico del 24 gennaio 2017, non permette di pronunciarsi sull’esistenza di 

un eventuale disturbo psichico sorto successivamente all’emanazione 

della decisione litigiosa. 

9.5 Questo Tribunale osserva che il rapporto ospedaliero del 1° settembre 

2016, il rapporto diabetologico del 24 gennaio 2017 e il certificato psicolo-

gico del 24 gennaio 2017 – generici e che non si pronunciano sulla capacità 

lavorativa del ricorrente o sulla modifica di detta capacità lavorativa o della 

gravità delle affezioni nel tempo – sono posteriori alla data della decisione 

impugnata e non contengono chiaramente alcun elemento significativo 

nell’ottica di un accertamento retrospettivo della situazione medica del ri-

corrente (cfr. consid. 3 del presente giudizio). Quanto alla problematica psi-

chica, può ancora essere rilevato che il certificato psicologico del 24 gen-

naio 2017 (doc. TAF 10) si limita a segnalare, in modo del tutto generico, 

che il ricorrente soffre di affezioni psichiche, non comporta alcun esame 

obiettivo, non è corroborato da indicazioni sulla terapia cui allude e non 

conclude ad una specifica incapacità lavorativa. Neppure detto certificato 

psicologico può giustificare la necessità di ulteriori accertamenti fattuali per 

quanto attiene alla situazione medica esistente al momento della pronun-

ciata della decisione litigiosa. In conclusione, l’insorgente non ha presen-

tato, in sede ricorsuale, argomenti o mezzi di prova suscettibili di far sor-

gere dubbi sulla residua capacità lavorativa del 100% in attività sostitutive 

adeguate ritenuta nelle idonee e affidabili perizia medica E 213 e perizia 

ortopedica del 17 dicembre 2015. Secondo dette perizie, il ricorrente, dal 

17 dicembre 2015, non avrebbe più potuto svolgere il lavoro di addetto alle 

pulizie, ma a lui sarebbero comunque state proponibili al 100%, sempre dal 

17 dicembre 2015, attività sostitutive leggere e adeguate al suo stato di 

salute. 

10.  

10.1 Questo Tribunale osserva altresì che, secondo un principio generale 

del diritto delle assicurazioni sociali, ogni assicurato ha l’obbligo di ridurre 

il danno conseguente alla sua invalidità (DTF 130 V 97 consid. 3.2 e relativi 

riferimenti). In virtù di tale obbligo, l’assicurato deve pertanto intraprendere 

tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare nel modo migliore 

possibile alle conseguenze della sua invalidità, segnatamente mettendo a 

C-6053/2016 

Pagina 13 

profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario anche in una 

nuova professione (DTF 138 V 457 consid. 3.2; sentenza del TF 

9C_49/2015 del 28 ottobre 2015 consid. 4.2). 

10.2 Benché il ricorrente non abbia sollevato censura al riguardo – segna-

tamente non ha fatto valere motivi per cui la sua residua capacità lavorativa 

medico-teorica del 100% in attività sostitutive adeguate non sarebbe più 

stata sfruttabile in un mercato del lavoro equilibrato –, giova rilevare che 

nel momento in cui è stato accertato in modo affidabile che l’esercizio di 

un’attività sostitutiva adeguata era medicalmente esigibile al 100% (perizie 

E 213 e ortopedica del 17 dicembre 2015), il ricorrente aveva 59 anni e (…) 

mesi, ossia non aveva ancora raggiunto l’età di 60 anni a partire dalla quale 

la giurisprudenza considera che di principio non esiste più la possibilità 

realistica di mettere a profitto la residua capacità lavorativa sul mercato del 

lavoro generalmente supposto equilibrato (DTF 143 V 431 consid. 4.5 e 

138 V 457 consid. 3.3; sentenze del TF 9C_839/2017 del 24 aprile 2018 

consid. 6.2 e 8C_761/2014 del 15 ottobre 2015 consid. 3.2.3). A tal propo-

sito può comunque essere ancora rilevato che segnatamente per una per-

sona che può esercitare un’attività sostitutiva al 100%, il solo fatto di avere 

l’età di 60 anni, al momento in cui è constatata la menzionata residua ca-

pacità lavorativa, non è di per sé sufficiente per escludere la sfruttabilità 

della residua capacità lavorativa medico-teorica (DTF 143 V 431 consid. 

4.5.2 con rinvio). 

11.  

Occorre quindi esaminare la conformità del tasso d'invalidità calcolato 

dall'autorità inferiore. 

11.1 Questo Tribunale osserva, con riferimento al calcolo effettuato dall’au-

torità inferiore per la determinazione del tasso d’invalidità, secondo le basi 

di calcolo di cui al documento n. 58, peraltro trasmesso all’insorgente me-

diante il provvedimento del 26 luglio 2017 di questo Tribunale (doc. TAF 

19), che occorrerebbe fare riferimento piuttosto ai dati dell’anno 2016, rite-

nuto che il diritto ad una rendita dell’assicurazione svizzera per l’invalidità 

avrebbe potuto nascere al più presto nel dicembre del 2016 (cfr. consid. 

10.1 del presente giudizio; v. DTF 129 V 222), che a quelli del 2012. Sen-

nonché, non essendo disponibili i dati forniti dalle statistiche salariali, come 

risultano dall’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari per l’anno 2016 (cfr. 

statistiche pubblicate dall’Ufficio federale di statistica), può essere fatto ri-

ferimento ai dati dell’anno 2012 (v., sulla questione, la sentenza del TF 

8C_41/2010 del 20 aprile 2010 consid. 4.3.1; v. anche la sentenza del TAF 

C-411/2013 del 16 maggio 2013 consid. 9.2.1). 

C-6053/2016 

Pagina 14 

11.2 L’UAIE ha considerato quale reddito da valido quello conseguibile dal 

ricorrente nel 2012 come magazziniere (ritenuto che il medesimo, che svol-

geva tale attività dal 1990, avrebbe continuato a lavorare come magazzi-

niere in caso di incapacità lavorativa intatta), ossia fr. 5'830.- (tenuto conto 

di un salario medio mensile nel 2012 di fr. 5'513.- nella categoria “magaz-

zinaggio” livello di competenze 1, secondo la pertinente tabella TA1 dell’in-

chiesta svizzera sulla struttura dei salari, adeguato all’orario usuale di 42.3 

ore settimanali nel 2012 [cfr. statistiche pubblicate dall’Ufficio federale di 

statistica]), ed ha ritenuto quale reddito da invalido, quello ottenibile in atti-

vità semplici e ripetitive nel 2012, ossia fr. 5'431.43 mensili (tenuto conto di 

un salario medio mensile nel 2012 di fr. 5’210.- [valore mediano totale, li-

vello di competenze 1], secondo la pertinente tabella TA1 dell’inchiesta 

svizzera sulla struttura dei salari, adeguato all’orario usuale di 41.7 ore set-

timanali nel 2012 [cfr. statistiche pubblicate dall’Ufficio federale di stati-

stica]), basi di calcolo rimaste incontestate e che questo Tribunale non ha 

motivo di modificare d’ufficio. Peraltro, il reddito da invalido può essere ul-

teriormente ridotto, al massimo del 25%, per tenere conto dei fattori pro-

fessionale e personali del caso (DTF 126 V 75). L’UAIE ha operato una 

riduzione del 20% (per tenere conto dell’età dell’interessato, delle impor-

tanti limitazioni funzionali che presenta nonché della sua formazione), la 

quale appare ammissibile. Ne risulta un reddito dopo l’insorgenza dell’in-

validità di fr. 4'345.14. Dal confronto fra il reddito da valido di fr. 5'830.- e 

quello da invalido di fr. 4'345.14 consegue la determinazione di un grado 

d’invalidità del 25%, che esclude il riconoscimento del diritto a una rendita 

dell’assicurazione svizzera per l’invalidità. Il calcolo della perdita di guada-

gno è stato indicato come segue: [(5’830 – 4'345.14) x 100] : 5’830 = 

25,47% (doc. 58). 

12.  

Da quanto esposto, consegue che il ricorso non merita tutela e la decisione 

impugnata va confermata. Il giudice dell’istruzione – anteriormente o po-

steriormente ad uno scambio di scritti – decide quale giudice unico, con 

motivazione sommaria, i ricorsi manifestamente infondati (art. 85bis cpv. 3 

LAVS in combinazione con l’art. 69 cpv. 2 LAI). Nel caso concreto, il gra-

vame, in considerazione, in particolare, dei generici argomenti presentati 

in sede ricorsuale, deve ritenersi siccome manifestamente infondato. La 

presente sentenza di rigetto del ricorso può pertanto essere resa a giudice 

unico. 

 

 

C-6053/2016 

Pagina 15 

13.  

13.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di fr. 800.-, sono 

poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b 

del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]). Esse sono computate con l'anticipo spese, di identico ammon-

tare, versato dall'insorgente stesso il 7 febbraio 2017. 

13.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per 

spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7 

cpv. 1 e 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand'anche 

vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a titolo di ripetibili 

(art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v., 

fra l'altro, DTF 127 V 205). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

C-6053/2016 

Pagina 16 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di fr. 800.-, sono poste a carico del ricorrente. L'an-

ticipo spese di fr. 800.-, versato il 7 febbraio 2017, è computato con le 

spese processuali 

3.  

Non si attribuiscono spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– rappresentante del ricorrente (Raccomandata con avviso di 

ricevimento) 

– autorità inferiore (n. di rif. […]; Raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata) 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Vito Valenti Marcella Lurà 

 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 

173.110]). Gli atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e 

l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 

e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi 

di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: