# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2a67b44b-fcef-5162-a432-83ed51110fad
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-03-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 05.03.1998 90.1998.48
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1998-48_1998-03-05.html

## Full Text

Incarto n.

  90.98.00048

  	
  Lugano

  5 marzo 1998

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della
  pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Efrem Beretta, presidente, 

  Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca

   

  

 

	
  vicecancelliere

  	
  Tito Ponti

  

 

vista
l’istanza di restituzione in intero contro il lasso dei termini (con domanda di
effetto sospensivo) del __________ febbraio 1998 di

 

	
   

  	
  1. __________ __________ __________, __________, 
  

  2. __________ __________, __________,  

  3. __________ __________, __________,  

  4. __________ __________, __________,  

  5. __________ __________ __________, __________, 
  

  6. __________ __________, __________,  

  7. __________ __________, __________,  

  8. __________ __________, __________,  

  9. __________ __________, __________,  

  10. __________ __________ __________ __________
  __________, __________,  

  11. __________ __________, ,  

  12. __________ __________, __________,  

   

  tutti
  rappresentati dalla lic. jur. __________ __________ -__________, __________

   

  
	
   

  	
  in
  merito alla procedura di approvazione del PR di __________ (ris. del
  Consiglio di Stato del 3 luglio 1996)

  	 

 

letti ed esaminati gli atti,

 

r
i t e n u t o

 

in
fatto

 

                                   a.   Il PR di __________
(revisione 1995) é stato adottato dal Consiglio comunale nella sua seduta del
15 giugno 1995. Parte integrante di questo piano é anche il Piano
particolareggiato del nucleo di __________, piccola frazione del comune posta a
confine con il territorio di __________. 

                                         L’approvazione del piano
da parte del Consiglio di Stato é avvenuta con risoluzione n. __________ del
__________ luglio 1996.

 

                                  b.   Con gravame 19
febbraio 1998 alcuni proprietari di fondi situati nel nucleo di __________ e
nell’area adiacente chiedono in via pregiudiziale al TPT la restituzione del
termine per ricorrere contro il citato Piano particolareggiato innanzi al CdS
(in via principale) o al TPT (In via subordinata). Al contempo viene chiesta la
concessione dell’effetto sospensivo alla risoluzione n. __________ del
Consiglio di Stato.

                                         A giustificazione
dell’istanza vi sarebbero, secondo i postulanti, gravi fatti che hanno loro
impedito, al momento dell’elaborazione e della presentazione del PR, la piena
comprensione dei disposti pianificatori previsti per il nucleo di __________.

                                         Criticati sono in
particolare tre provvedimenti : lo sconfinamento della nuova strada privata di
accesso al nucleo sul territorio di __________, la problematica
pedonalizzazione delle contrade interne del nucleo e la ventilata variante al
PP che eliminerebbe il posteggio pubblico previsto sul f.n. __________ RFD.

 

considerato

 

in
diritto

 

                                   1.   Ai sensi dell’art.
48 Lpamm, l’autorità di ricorso può, immediatamente o dopo richiamo degli atti,
decidere con breve motivazione di respingere il ricorso se esso si riveli
inammissibile o manifestamente infondato. 

 

                                   2.   Secondo l’art. 12
LPAmm la restituzione in intero contro il lasso dei termini è data per i motivi
e nei termini previsti dalla procedura civile. Essa è concessa a norma
dell’art. 137 CPC “se l’istante o il suo patrocinatore dimostra di essere stato
impedito di agire, di comparire o di chiedere un rinvio: a) perché, senza sua
colpa, ignorava la scadenza del termine oppure perché la notificazione è
intervenuta così tardi da renderne impossibile l’osservanza; b) perché l’impedimento
di compiere in tempo utile l’atto processuale era dovuta a un fatto grave, che
non poteva essere evitato.”

                                         Giusta l’art. 139 CPC la
restituzione in intero contro il lasso dei termini deve essere chiesta entro 10
giorni dalla cessazione dell’impedimento.

 

                                   3.   I ricorrenti
asseriscono di essere stati impediti di ricorrere tempestivamente contro i
contenuti del PP del nucleo di __________ per il fatto che né in occasione
delle serate informative alla popolazione che hanno preceduto l’adozione del
PR, né al momento della sua effettiva adozione, sarebbero stati resi edotti
della portata di alcuni dei provvedimenti più importati contemplati da tale PP.
E’ solo in occasione di una riunione indetta dall’Ufficio tecnico di __________
in data 10 febbraio 1998 che la reale natura di questi provvedimenti sarebbe
emersa. Da qui la decisione di inoltrare un’istanza di restituzione in intero
dei termini ricorsuali.

 

                               3.1.   Il Piano
particolareggiato del nucleo di __________ é composto da una rappresentazione grafica
in scala 1:500 e una serie di disposizioni normative contenute all’art. 37
delle NAPR. Questa documentazione é stata allestita nella sua forma definitiva
già nel 1995, e non ha praticamente subito cambiamenti alcuno sia in sede di
esame da parte del CdS (cfr. pto. 5.1. del dispositivo della risoluzione 3
luglio 1996), sia nell’evasione dei ricorsi da parte del TPT (uno solo
riguardava il PP di __________, ed é stato integralmente respinto). 

                                         Contrariamente
all’opinione degli istanti, la rappresentazione grafica del nucleo di
__________ é esplicita nel descrivere i vincoli che gravano questo comparto; vi
sono indicati con chiarezza i volumi esistenti (in bruno), gli ingombri dei
nuovi volumi (in azzurro), gli allineamenti obbligatori, i muri da proteggere,
le zone verdi, i posteggi, la nuova via d’accesso ai posteggi sotterranei dei
mapp. __________ e __________ RFD, i percorsi pedonali e quant’altro. L’art. 37
NAPR completa la planimetria fornendo indicazioni sull’altezza massima degli
edifici, gli oggetti da proteggere, il posteggio sotterraneo e le modalità di
finanziamento della strada d’accesso privata.

                                         Ora, questo Tribunale
ritiene incompatibile con l’attenzione esigibile in simili casi, anche da
persone non cognite in materia di PR, limitare l’esame del PP nucleo di
__________ alla semplice pubblicazione dell’annuncio sul F.U. o partecipando
alle serate di informazione promosse dal Municipio nella fase preliminare della
pianificazione. Gli insorgenti, tutti residenti nel nucleo o nelle sue immediate
vicinanze, erano ben consci del fatto che la loro zona era sottoposta a
pianificazione particolareggiata; circostanza questa che non viene in alcun
modo negata nel loro gravame. Un esame, anche rapido, della documentazione
pubblicata presso la cancelleria comunale comprendente le NAPR e la
rappresentazione grafica del PP, avrebbe mostrato loro inequivocabilmente la
natura e la portata dei vincoli gravanti le loro proprietà, tantopiù che i
numeri di mappale risultano ben visibili sulla planimetria in scala ridotta.
Se, dopo questa consultazione, vi fossero stati ancora dei dubbi, avrebbero
senz’altro avuto la possibilità di chiedere ulteriori delucidazioni al
Municipio e, tramite quest’ultimo, anche al pianificatore. Va da sé che in caso
di risposta insoddisfacente, avrebbero potuto interporre ricorso al Consiglio
di Stato e, eventualmente, al TPT. 

                                         Nulla di tutto ciò é
avvenuto; pur ammettendo che la pubblicazione del PR sul Foglio ufficiale é
apparsa in un momento poco felice, durante le ferie d’agosto, nessuno dei
residenti (se si eccettua la famiglia __________ -__________, proprietaria del
f.n. __________) ha ritenuto utile approfondire la questione consultando gli
atti esposti in Cancelleria comunale. A questo nulla cambia che nella fase
preliminare della pianificazione le intenzioni del Comune in merito al comparto
siano state vaghe e fors’anche imprecise; in questa fase sovente vengono date
solo le indicazioni di massima, in attesa di un affinamento della
pianificazione. Quanto viene presentato all’occasione delle serate informative
non corrisponde necessariamente a quanto verrà adottato dal Consiglio comunale
più tardi (talvolta dopo lassi di tempo notevoli, data la notoria lentezza del
processo pianificatorio). Non di rado quanto proposto dal pianificatore, e
sostenuto dal Comune, viene sostanzialmente modificato in sede di esame
preliminare da parte del dipartimento. 

 

                                3.2   Esaminiamo ora
singolarmente le tre principali censure sollevate nell’istanza. 

                                         Per quanto attiene la
nuova strada di accesso privata ai fondi n. __________ e __________ RFD (dotati
di posteggio sotterraneo), non possono sussistere dubbi : la rappresentazione
grafica ne mostra con esattezza il tracciato. E’ vero, questo incide nella sua
parte iniziale, per un tratto, sul territorio del confinante Comune di
__________. Non ci é dato di sapere se il vicino comune sia stato
preventivamente informato e abbia dato il suo consenso all’apposizione di
questo vincolo (non ha comunque ricorso); la questione può in ogni caso
rimanere indecisa. Se __________ é d’accordo con quanto deciso da __________,
provvederà ad adattare il suo PR in tal senso, approntando una variante di PR.
Se non é d’accordo, toccherà evidentemente a __________ modificare il tracciato
della nuova strada; lo potrà però fare solo tramite una variante al PP,
variante (“normale” o di poco conto che sia) che potrà senz’altro essere
impugnata dai proprietari interessati e dissenzienti. 

                                         Medesimo discorso può
essere fatto in merito alla discussa pedonalizzazione del nucleo e alla
realizzazione del posteggio pubblico sul fondo n __________. Questi due aspetti
del PP sono strettamente legati, giacché, nelle intenzioni del Comune, la
realizzazione del posteggio avrebbe messo a disposizione di residenti e
visitatori una ventina di posti-auto e liberato dal traffico le contrade del
nucleo di __________ (in particolare Via __________ __________) rendendo così
possibile la pedonalizzazione di tutta l’area. Come detto, l’accesso alle nuove
costruzioni sul lato sud-est del nucleo sarebbe stato garantito dalla nuova
strada privata di accesso, terminante in un posteggio sotterraneo. Ancora una
volta, la rappresentazione grafica del PP non lascia spazio a dubbi di sorta;
vi é messa in bella evidenza l’ubicazione e le dimensioni del posteggio; l’area
tratteggiata indica invece a partire da quale punto subentra il vincolo di
pedonalizzazione. Unico punto oscuro, e ne conveniamo qui con gli istanti,
rimane quello dell’obbligatorietà o meno della pedonalizzazione, ed in
particolare il punto a sapere se per i residenti nel nucleo é prevista una
qualche forma di transito veicolare sino alle proprie abitazioni (confinanti
autorizzati ad esempio). Più che una questione pianificatoria, si tratta qui di
un aspetto di polizia del traffico, di competenza strettamente comunale, che
non giustifica di certo la restituzione dei termini per interporre ricorsi
davanti al CdS o addirittura al TPT. Nell’ambito della regolamentazione del
traffico all’interno del nucleo, Municipio di __________ e interessati potranno
senz’altro trovare, con un minimo di buona volontà, un compromesso accettabile
per le due parti senza dover forzatamente modificare gli obbiettivi e i
contenuti del Piano particolareggiato. 

                                         Se poi, come asserito
dagli istanti, é intenzione del Comune abbandonare il vincolo di posteggio
previsto sul f.n. __________ RFD (e per fare ciò si starebbe approntando una
variante), tutta l’impostazione del traffico nel nucleo di __________ dovrà
evidentemente essere ridiscussa. Sarà allora quella la sede appropriata per
fare valere le proprie osservazioni in merito ed eventualmente, impugnare la
variante di PR qualora non prevedesse sufficienti garanzie per i residenti.

 

                                         Alla luce di queste
circostanze, ne discende che nel caso concreto le condizioni previste agli art.
12 Lpamm-137 CPC per la restituzione in intero contro il lasso dei termini non
sono manifestamente realizzate. L’istanza é pertanto integralmente respinta;
visto l’esito della decisione é superfluo pronunciarsi sulla domanda accessoria
che chiedeva la concessione dell’effetto sospensivo alla risoluzione
governativa d’approvazione del PR del __________ luglio 1996.

 

 

 

 

Per
questi motivi,

 

viste
le normative alla fattispecie applicabile, ed in particolare gli art. 12 e 48
Lpamm, 137 e segg. CPC

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   L'istanza é respinta.

 

                                   2.   Gli istanti sono condannati
al pagamento in solido delle tasse di giudizio e delle spese per complessivi
fr. 500.-- (cinquecento).

                                   3.   Intimazione:                  -
lic. jur. __________ -__________, __________ 

                                       - Municipio di __________ 

                                       - Consiglio di Stato, Bellinzona

                                       - Sezione pianificazione urbanistica,                                                             Bellinzona

 

Tribunale
della pianificazione del territorio

Il
presidente                                                           Il
segretario