# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8d23404d-8e89-553f-92bd-2a90bd956f05
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-05-03
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Einzelrichter 03.05.2024 ZK1 2024 42
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_002_ZK1-2024-42_2024-05-03.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

Decreto del 3 maggio 2024

N. d'incarto ZK1 24 42

Istanza Prima Camera civile 

Composizione Richter-Baldassarre, presidente
Bensbih, attuaria

Parti A._____
appellante

B._____
appellante

Oggetto divorzio

Atto impugnato decisione del Tribunale regionale Moesa, giudice unico, del 
22.03.2024, comunicata la medesima data (n. d'incarto 
135.2024.38).

Comunicazione 3 maggio 2024

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Ritenuto in fatto e considerando in diritto:

1. Con decisione del 22 marzo 2024 il presidente del Tribunale regionale 
Moesa ha pronunciato il divorzio delle parti, omologando la convenzione sulle 
conseguenze accessorie sottoscritta dai coniugi il 9 febbraio 2024, come richiesto 
dalle parti (act. TR I.1, III.1, V.1). La decisione è stata notificata ad entrambi i 
coniugi in data 25 marzo 2024 (act. TR III).

2. Con scritto dell'8 aprile 2024, sottoscritto da entrambe le parti, esse hanno 
comunicato al Tribunale cantonale, quanto segue: 

Con la presente lettera desideriamo da ambo le parti impugnare la 
decisione di divorzio congiunto. Dopo un'attenta e ulteriore riflessione da 
parte nostra sulle conseguenze che il divorzio comporterebbe per la nostra 
famiglia, abbiamo deciso di non proseguire e di mantenere il nostro status 
coniugale.

Tale dichiarazione rispetta il termine d'impugnazione (art. 311 cpv. 1 CPC).

3. Sono stati acquisiti gli atti della procedura di divorzio. 

4.1. Ai sensi dell'art. 289 CPC e conformemente a quanto riportato nei rimedi 
giuridici dall'istanza precedente, il divorzio pronunciato su richiesta comune è 
appellabile unicamente per vizi della volontà (ossia quando una delle parti ha 
chiesto il divorzio incorrendo in un errore, o se è stata costretta a fare tale 
dichiarazione; cfr. act. TR III.1, mezzo d'impugnazione). Si tratta di casi ove solo 
una delle parti impugna la decisione, mentre l'altra è ancora d'accordo con il 
divorzio. Nella presente evenienza la situazione è diversa: entrambi i coniugi 
vogliono che la decisione venga annullata e che il divorzio non passi in giudicato. 
Non si tratta pertanto di una vera e propria impugnazione della decisione, ma del 
ritiro congiunto dell'azione di divorzio su richiesta comune. Così come ogni parte 
attrice ha la facoltà di ritirare la propria azione durante il termine d'impugnazione o 
nel corso della procedura d'appello, anche il ritiro (congiunto) dell'azione di 
divorzio è ammesso (cfr. DTF 82 II 81; 84 II 232; 142 III 713; OGer SO del 
27.10.2011 ZKBER.2011.38; Leumann Liebster, in: Sutter-
Somm/Hasenböhler/Leuenberger [edit.], Kommentar zur Schweizerischen 
Zivilprozessordnung [ZPO], 3a ed., Zurigo 2016, n. 14 ad art. 241 CPC; Kurt 
Blickenstorfer, in: Brunner/Gasser/Schwander [edit.], Schweizerische 
Zivilprozessordnung, Kommentar, 2a ed., Zurigo 2016, n. 89 note preliminari ad 
art. 308-334 CPC; Adrian Staehelin/Eva Bachofner, in: 
Staehelin/Staehelin/Grolimund [edit.], Zivilprozessrecht, 3a ed., Zurigo 2019, § 25 
n. 29).

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Il matrimonio e il divorzio sono diritti strettamente e assolutamente personali; una 
rappresentanza è esclusa (Roland Fankhauser, in: Geiser/Fountoulakis [edit.], 
Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch I, 7a ed., Basilea 2022, n. 4 seg. ad art. 19c 
CC). I coniugi devono quindi di principio comparire personalmente alle udienze 
della procedura di divorzio (art. 278 CPC) e in ogni caso sottoscrivere 
personalmente la convenzione di divorzio (Annette Spycher, in: Berner 
Kommentar zur Schweizerischen Zivilprozessordnung, Berna 2012, n. 9 ad 
art. 285 CPC; Daniel Bähler, in: Brunner/Gasser/Schwander [edit.], 
Schweizerische Zivilprozessordnung, Kommentar, 2a ed., Zurigo 2016, n. 5 ad 
art. 285 CPC). La firma di un avvocato non è sufficiente. Secondo la 
giurisprudenza del Tribunale federale, anche la facoltà di ritirare l'azione fa parte 
del diritto strettamente e assolutamente personale di disporre del procedimento di 
divorzio (DTF 82 II 81 consid. 1; 142 III 713 consid. 4.3.2). Pertanto se un coniuge 
desidera ritirare l'azione di divorzio, deve dichiararlo con la propria firma. 

4.2. A seguito dell'introduzione dell'appello, rispettivamente del ritiro dell'azione, 
entro il termine d'impugnazione, la decisione di divorzio, compreso il principio del 
divorzio, dell'istanza precedente non è passata in giudicato. Dopo la notificazione 
della decisione, l'istanza precedente non poteva più ricevere un ritiro dell'azione 
(cfr. Liebster, op. cit., n. 14 ad art. 241 CPC). Dalla dichiarazione dei coniugi 
emerge chiaramente che entrambi vogliono mantenere il loro matrimonio 
(act. A.1). Non vi sono elementi che lascino concludere che in concreto una delle 
parti abbia esercitato pressioni sull'altra, o che il ritiro dell'azione di divorzio non 
sia stato volontario per entrambi i coniugi. Che non si possa escludere che la 
buona intesa tra i coniugi possa cambiare di nuovo va da sé. Tuttavia, se le parti 
vogliono sinceramente e seriamente proseguire la vita coniugale, non spetta al 
tribunale ostacolarle. Infine, occorre rilevare che il ritiro dell'azione di divorzio è 
stato inoltrato personalmente, quindi firmato da entrambe le parti. 

4.3. Tenuto conto di tutto quanto precede, la decisione di divorzio del giudice 
unico del Tribunale regionale del 22 marzo 2024 dev'essere annullata – ad 
eccezione della fissazione delle spese giudiziarie – e la procedura di divorzio va 
stralciata dai ruoli per intervenuto ritiro. L'ammontare della tassa di giustizia di 
prima istanza e la sua ripartizione non sono stati impugnati e pertanto sono 
incontestati (cfr. act. A.1). Si aggiunge per completezza di motivazione, che in ogni 
caso le spese per il tribunale di prima istanza sono già state sostenute, sicché il 
ritiro dell'azione di divorzio non potrebbe in ogni caso comportare una riduzione 
delle stesse né tantomeno il loro esonero. 

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5. Il presente decreto può essere deciso a giudice unico (art. 18 cpv. 3 LOG 
[CSC 173.000]).

6. La tassa di giustizia per la procedura di appello, ridotta a CHF 100.00 (art. 9 
cpv. 1 OECC in combinato disposto con l'art. 13 cpv. 1 OECC [CSC 320.210]; 
art. 18 cpv. 3 LOG), è posta a carico delle parti, in solido, in ragione di 1/2 
ciascuno (art. 106 cpv. 1 CPC).

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La Prima Camera civile pronuncia:

1. La procedura di divorzio è stralciata dai ruoli per intervenuto ritiro 
dell'azione di divorzio su richiesta comune.

Di conseguenza la decisione del giudice unico del Tribunale regionale 
Moesa del 22 marzo 2024 è annullata ad eccezione della fissazione delle 
spese giudiziarie (dispositivo n. 3 della citata decisione). 

2. La tassa di giustizia per la procedura di appello, di CHF 100.00, è posta a 
carico delle parti, in solido, in ragione di 1/2 ciascuno. 

3. Per la procedura di appello non si assegnano ripetibili.

4. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia civile ai 
sensi dell'art. 72 LTF. Il ricorso è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 
Losanna 14, per scritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione 
con il testo integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per 
l'ammissibilità, il diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso 
fanno stato gli artt. 29 segg., 72 segg. e 90 segg. LTF.

5. Comunicazione a: