# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a445201d-a373-562b-b413-028b86cf5a30
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-07-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 22.07.2008 52.2008.69
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2008-69_2008-07-22.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2008.69

   

  	
  Lugano

  22 luglio
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Raffaello
  Balerna, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 15 febbraio 2008 della

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da,

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 30 gennaio 2008 (n. 582) del Consiglio
  di Stato che respinge, nella misura in cui è ricevibile, l'impugnativa
  inoltrata dall'insorgente avverso la risoluzione 30 novembre 2007 dell'assemblea
  patriziale di __________ in materia di affitto dell'alpe di __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    25 febbraio 2008 del CO
1;

-    27 febbraio 2008 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   All'inizio
del mese di novembre del 2007, l'amministrazione patriziale di __________ ha
licenziato il messaggio con cui chiedeva all'assemblea il permesso di affittare
mediante pubblico concorso gli alpi di __________, __________, __________ e __________,
secondo i confini stabiliti nel piano di gestione allestito dalla Sezione
dell'agricoltura del Dipartimento delle finanze e dell'economia e in base ai
canoni d'affitto massimi autorizzati dalla medesima autorità. L'affitto degli
alpi avrebbe comportato la rinuncia del patriziato a prelevare per il bestiame
al pascolo nelle zone interessate l'erbatico, secondo l'art. 9 del Regolamento
patriziale.

Il messaggio è stato sottoposto all'esame
della commissione della gestione, la quale il 13 novembre 2007 ha formulato un
preavviso favorevole.

 

                                  B.   Il 30
novembre 2007 si è svolta l'assemblea del patriziato di __________. Tra le varie
trattande previste all'ordine del giorno figurava, al n. 7, la richiesta di "autorizzazione
per l'affitto di alpi e pascoli in valle __________ (art. 68 f LOP)".

Alla presenza di 39 patrizi, l'assemblea ha
risolto su questo punto di accettare le proposte formulate nel messaggio dell'ufficio
patriziale con 20 voti favorevoli, 7 contrari e 12 astenuti.

La risoluzione è quindi stata pubblicata all'albo patriziale a decorrere dal 4
dicembre 2007.

 

C.    a. Il 22 dicembre 2007 la __________, rappresentata da __________,
cittadino patrizio attivo, ha impugnato la suddetta delibera assembleare dinnanzi
al Consiglio di Stato, chiedendo che la stessa fosse annullata nella misura in
cui concerneva l'affitto dell'alpe __________ - __________ - __________ e __________.
Secondo l'insorgente, tale risoluzione violava le disposizioni in materia di
godimento dei beni patriziali e in particolare l'art. 9 del Regolamento
patriziale che fissa le tasse per il pascolo del bestiame (erbatico).

b. Con giudizio 30 gennaio 2008 il Governo ha ritenuto che, nella misura in cui
era ricevibile, il gravame fosse da respingere. Lasciato aperto il quesito di
sapere se la __________ fosse legittimata a ricorrere, l'Esecutivo cantonale ha
ritenuto che la decisione adottata dall'assemblea patriziale non violasse la
costituzione, le leggi e i regolamenti. In particolare, esso ha precisato che l'esistenza
nel regolamento patriziale di una norma che fissa le tasse di pascolo non preclude
affatto al patriziato di optare per l'affitto dei suoi alpi.

                                  D.   Avverso la
predetta pronuncia governativa, la __________, rappresentata da __________,
insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che sia
annullata insieme alla risoluzione assembleare litigiosa. L'insorgente ribadisce
e sviluppa le censure già sollevate dinnanzi alla precedente autorità di
giudizio. Sostiene inoltre che la superficie messa a concorso non dispone di un
regolamento di gestione, né di confini precisi e inoltre sarebbe liberamente accessibile
ad ogni sorta di bestiame privato. Afferma pure che il patriziato avrà grosse
difficoltà a garantire agli affittuari l'uso esclusivo degli alpi da loro assunti
in gestione.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del gravame si oppongono sia il Consiglio di Stato, sia l'amministrazione
patriziale di __________, quest'ultima formulando una serie di osservazioni di
cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art. 146 cpv. 1 della
legge organica patriziale del 28 aprile 1992; LOP; RL 2.2.1.1). Per quanto
concerne la legittimazione della __________ vanno in sostanza condivisi i dubbi
espressi in proposito dal Consiglio di Stato, dal momento che la stessa sembrerebbe
non disporre di personalità giuridica. La questione può comunque rimanere
aperta in questa sede, visto che il suo rappresentante, __________, è comunque
abilitato ad agire in giudizio a titolo personale, in quanto cittadino patrizio
attivo di __________ (147 lett. a LOP).

Il gravame, tempestivo (art. 46 LPamm), è
pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 cpv. 1 della legge di procedura sulle cause amministrative
del 19 aprile 1966; LPamm; RL 3.3.1.1).

 

 

                                   2.   2.1.
Secondo l'art. 68 lett. f LOP, l'assemblea patriziale autorizza, tra le altre
cose, l'affitto, la locazione, l'alienazione dei beni.

La competenza dell'assemblea ad autorizzare
la locazione o l'affitto di beni appartenenti al patriziato è in linea di
massima circoscritta all'enunciazione del principio. Spetta invece all'organo esecutivo
adottare in seguito i provvedimenti necessari per attuare concretamente la volontà
espressa in termini generali dal proprio legislativo, procedendo tramite
pubblico concorso o, in casi eccezionali, per trattative private (RDAT II-1993,
n. 2 consid. 2.2). 

2.2. Giusta l'art. 12 cpv. 1 e 2 LOP, le
alienazioni, gli affitti e le locazioni di beni di proprietà del patriziato
devono essere fatti tramite un concorso pubblico, aperto a chiunque e
annunciato all'albo per un periodo di almeno 15 giorni. La norma persegue un
duplice scopo: da un lato mira a salvaguardare l’interesse della comunità,
permettendo all'ente pubblico di scegliere l'offerta più vantaggiosa,
dall’altro tende invece ad assicurare a tutti i concorrenti le stesse
possibilità di riuscita (STA 22 gennaio 2003 n. 52.2002.375, consid. 2.1.).
Un'eccezione a questo principio è data, previa autorizzazione del Dipartimento
delle istituzioni, quando al patriziato non ne può derivare un danno e quando l'interesse
generale lo giustifica (art. 13 cpv. 1 LOP). In questo caso, il dipartimento
può esonerare il patriziato dall'obbligo del pubblico concorso (lett. a) oppure
concedere segnatamente che l'alienazione, la locazione e l'affitto siano fatti
per licitazione o a trattative private (lett. b).

2.3. In materia di affitto di fondi agricoli
occorre comunque tenere conto anche della legge federale del 4 ottobre 1985 sull'affitto
agricolo (LAAgr; RS 221.213.2). Detta normativa si applica ai fondi adibiti
all'agricoltura, alle aziende agricole e alle industrie accessorie non agricole
che formano un'unità economica con    un'azienda agricola (art. 1 cpv. 1
LAAgr).

L'art. 3 LAAgr contempla una riserva a favore dei Cantoni, i quali possono
emanare per l'affitto di alpi e pascoli, come pure di diritti di godimento e di
partecipazione ad essi relativi, disposizioni che derogano alla LAAgr.

Il Cantone Ticino ha fatto uso di tale facoltà adottando delle disposizioni
concernenti l'affitto degli alpi, nell'ambito della legge cantonale sul diritto
fondiario rurale e sull'affitto agricolo del 30 gennaio 2007 (LCDFRAA; RL 8.1.3.1).
In particolare, per quanto più interessa in questa sede, per l'affitto di alpi
di proprietà degli enti pubblici, l'art. 13 LCDFRAA prevede l'obbligo della
procedura di pubblico concorso, da indire entro il 31 dicembre dell'anno di
scadenza del contratto, con l'indicazione nel bando delle condizioni d'affitto
e del canone massimo approvato.

2.4. Giusta l'art. 150 LOP, le singole
decisioni degli organi patriziali sono annullabili, tra l'altro, se contrarie a
norme della costituzione, di legge o di regolamenti (lett. a) oppure quando fossero
violate formalità essenziali prescritte da leggi o da regolamenti (lett. e).

 

                                   3.   3.1. Innanzitutto
va detto che dal profilo formale la querelata decisione assembleare non presta
il fianco a nessuna critica e nemmeno il ricorrente sembra sostenerlo. Essa è
stata in effetti adottata dall'organo patriziale competente (art. 68 lett. f
LOP) al termine di un iter procedurale ineccepibile.

Per quanto attiene poi ai suoi aspetti materiali, l'insorgente critica principalmente
la scelta dell'amministrazione patriziale, avvallata dall'assemblea, di mettere
a concorso l'affitto degli alpi in parola dietro corresponsione di un canone
annuo, ravvisando in questa circostanza la violazione dell'art. 9 del
Regolamento patriziale; norma che fissa le tasse di pascolo per il bestiame in
funzione del numero di capi e del loro genere. A torto, poiché l'obbligo per il
patriziato di procedere tramite concorso all'affitto dei propri alpi discende,
come visto al precedente considerando, dagli art. 13 LCDFRAA e 12 LOP, vale a
dire da disposizioni di diritto cantonale e, quindi, di rango superiore, le
quali per effetto della loro forza derogatoria hanno il sopravvento su
qualsiasi altra regolamentazione prevista dal diritto patriziale. Inoltre,
nella misura in cui detti alpi sono soggetti alla LAAgr, tranne che per disposizioni
di cui agli art. da 12 a 15 LCDFRAA, il loro affitto può avvenire unicamente
alle condizioni prescritte da detta legge federale, ossia sulla base di un
contratto di diritto privato che prevede il pagamento di un canone (fitto), il
cui ammontare può essere concordato tra le parti sino al limite massimo
stabilito dalla competente autorità cantonale in applicazione dei criteri previsti
dagli art. 37 e segg. LAAgr. Pertanto, tenuto conto del quadro normativo
federale e cantonale attualmente vigente in questo ambito, le tasse di pascolo
previste dall'art. 9 del Regolamento patriziale, in quanto tributi pubblici, non
trovano in pratica più alcuno spazio in una fattispecie come quella in esame. Il
loro prelievo potrebbe eventualmente ancora entrare in linea di conto nei casi
di messa a disposizione di privati di terreni di proprietà patriziale che, ad
esempio per le loro esigue dimensioni, non soggiacciono alle disposizioni della
LAAgr. Ipotesi questa che però non si pone in concreto.

3.2. L'insorgente solleva ulteriori critiche all'indirizzo della querelata
decisione assembleare, sostenendo che la superficie messa a concorso non dispone
di uno specifico regolamento di gestione, non è definita da confini precisi e
affermando che gli alpi di __________ e __________ non sarebbero in grado di
soddisfare le esigenze dei gestori durante tutta la stagione, ragione per la
quale il patriziato avrà sicuramente delle grosse difficoltà a far rispettare i
limiti della proprietà locata. Ora, a prescindere dal fatto che i confini dei
vari alpi che il patriziato intende affittare e i loro rispettivi piani di
gestione sono stati chiaramente definiti nel Rapporto agronomico elaborato
nell'autunno del 2007 dal Cantone (agli atti), va comunque detto che su questo
punto il ricorrente fa in sostanza riferimento ai problemi che potrebbero porsi
in fase di esecuzione dei contratti d'affitto degli alpi, i quali però dovranno,
se del caso, essere risolti dal competente giudice civile e non influiscono
minimamente sulla legittimità della querelata risoluzione assembleare, la quale
risulta pienamente rispettosa del diritto applicabile.

3.3. Da ultimo occorre ancora rilevare che nella misura in cui l'insorgente critica
il contenuto del bando di concorso pubblicato il 17 dicembre 2007
dall'amministrazione patriziale per l'affitto dell'alpe di __________, le sue censure
sono inammissibili in questa sede. Il presente procedimento trae infatti
origine dall'impugnazione della risoluzione assembleare del 30 novembre 2007
con la quale è stata data l'autorizzazione all'amministrazione patriziale di affittare
mediante concorso gli alpi di __________, __________, __________ e __________ e
verte dunque esclusivamente sulla validità di questa delibera. Se il ricorrente
intendeva contestare quanto prescritto nel citato bando, allora doveva impugnare
il medesimo con un altro gravame al Consiglio di Stato. Cosa, questa, che non
risulta abbia fatto.

 

 

4.Stante tutto quanto precede, il gravame, in quanto ricevibile, dev'essere
pertanto respinto e la decisione impugnata confermata.

La tassa di giudizio segue la soccombenza di __________ (art. 28 LPamm). 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 12, 60, 146, 147 e 150 LOP, 1 e 3, 37 e
segg. LAAgr, 13 LCDFRAA; 9 del Regolamento patriziale di __________; 18, 28, 31
43, 46 e 60 LPamm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   In quanto
ricevibile, il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa
di giustizia e le spese di fr. 800.- sono poste a carico di __________.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82. e segg. LTF). Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto
pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale (art. 113 e segg. LTF).

	
                                     4.   Intimazione
  a:

  	
   

  ;

  .

   

  	 

	
   

  	
   

  
				

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario