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**Case Identifier:** 33ef9520-9e58-5129-9200-6627e896c812
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.08.2009 D-5053/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5053-2009_2009-08-13.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5053/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 3  a g o s t o  2 0 0 9

Giudice Fulvio Haefeli, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Bruno Huber;
cancelliera Lydia Lazar Köhli.

A._______, nato il (...),
Nigeria,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 4 agosto 2009 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5053/2009

Visto:

la domanda d'asilo che l'interessato ha inoltrato il  29 giugno 2009 in 
Svizzera,

i verbali d'audizione dell'interessato del 10 e 29 luglio 2009,

la  decisione dell'UFM del  4  agosto 2009,  notificata  all'interessato lo 
stesso  giorno  (cfr.  avviso  di  notifica  e  di  ricevuta  sottoscritto  dal 
ricorrente),

il  ricorso  inoltrato  al  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  il 
7 agosto 2009 (cfr. timbro del plico raccomandato) contro la precitata 
decisione dell'UFM,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 
art. 83 lett. d LTF), 

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito nei 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa, 

che,  per  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  tendente  alla 
concessione dell'asilo appare inammissibile,

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che,  nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e 
dell'art. 52 PA, nonché dell'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della decisione impugnata; che se le parti utilizzano un'altra lingua, il 
procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano,

che, nell'ambito delle audizioni  sui  fatti,  l'interessato ha dichiarato di 
essere cittadino nigeriano di etnia (...) e di essere sempre vissuto, fino 
al suo spostamento a B._______ e successivo espatrio via mare, ad 
C._______ nello Stato di D._______ (Nigeria), 

che egli ha dichiarato di avere lasciato il suo Paese d'origine perchè 
minacciato e denunciato alla polizia dagli anziani del suo villaggio, che 
lo accuserebbero di essere la causa del decesso dei suoi genitori,

che  l'interessato  ha  affermato  di  essere  espatriato  imbarcandosi  su 
una  nave  a  B._______  ed  avere  successivamente  raggiunto 
E._______ in treno,

che il  ricorrente ha dichiarato  di  avere viaggiato  senza documenti  e 
senza subire alcun controllo; che egli non ha saputo fornire indicazioni 
precise  né  in  merito  ai  Paesi  da  cui  sarebbe  transitato,  né  circa  la 
bandiera della nave su cui si sarebbe imbarcato, il luogo di sbarco e la 
località  dove avrebbe intrapreso il  viaggio in  treno in direzione della 
Svizzera,

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità,

che, nella decisione del 4 agosto 2009, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia  d'asilo  nessun documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  ai 
sensi dell'art. 1 lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311], e dall'altro lato, 

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detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste 
all'art. 32 al. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Nigeria  siccome  lecita, 
esigibile e possibile, 

che,  nel  ricorso,  l'insorgente  contesta  che  nella  fattispecie  non 
sussistano motivi scusabili ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi: egli 
sottolinea di non aver potuto consegnare alcun documento, non per la 
sua mancanza di volontà, bensì poiché non avrebbe mai posseduto un 
documento  d'identità,  e  segnala  altresì  che  il  possesso  di  tali 
documenti  non  sarebbe  cosa  comune  in  Nigeria,  bensì  limitata  a 
persone abituate a viaggiare per lavoro, 

che, oltre all'obiezione di cui sopra, il ricorrente contesta che nel caso 
concreto non ricorrano i presupposti dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi circa 
la necessità di ulteriori  chiarimenti per l'accertamento della qualità di 
rifugiato  o  dell'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione 
dell'allontanamento:  in  particolare  egli  adduce  di  essere  fuggito  dal 
suo Paese, perchè la sua vita sarebbe in pericolo; che egli  sostiene 
inoltre di avere presentato allegazioni chiare e dettagliate, ragione per 
cui  i  suoi  motivi  d'asilo  sarebbero  da ritenere,  oltre  che veri,  anche 
verosimili,

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua domanda d'asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell'asilo o 
dell'ammissione  provvisoria;  che  egli  ha  altresì  presentato  una 
domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle 
presumibili spese processuali, 

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 

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di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c), 

che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (Decisioni del Tribunale amministrativo federale [DTAF] 
2007/7 consid. 6), 

che, nel caso concreto, l'insorgente fino ad oggi non ha esibito alcun 
documento che adempia i criteri testé menzionati,

che il ricorrente ha, in un primo momento, dichiarato di non ricordarsi 
la  durata  del  suo  soggiorno  a  B._______  prima  dell'espatrio  (cfr. 
verbale  audizione  del  10  luglio  2009  pag. 2),  per  poi  invece  fornire 
date esatte circa arrivo a, rispettivamente partenza da tale luogo (cfr. 
verbale audizione del 29 luglio 2009 pag. 10/D88); che egli si è altresì 
smentito in merito alla durata del viaggio in nave, allegando dapprima 
di avere passato 22 giorni in mare (cfr. verbale audizione del 10 luglio 
2009  pag.  2),  per  poi,  pochi  minuti  dopo,  dichiarare  di  non  sapere 
quanto tempo (cfr. ibidem pag. 7); che l'insorgente ha inoltre dichiarato 
di avere viaggiato da B._______ in Svizzera sprovvisto di documenti e 
senza subire controlli (cfr. verbale audizione del 10 luglio 2009 pag. 7); 
che  egli  non  è  stato  in  grado  di  indicare  da  quali  Paesi  sarebbe 
transitato per giungere in Svizzera (cfr. ibidem pagg. 7-8); che egli non 
ha  altresì  saputo  fornire  alcuna  giustificazione  plausibile  per  la  sua 
impossibilità di indicare il luogo di sbarco e la bandiera della nave su 
cui  avrebbe viaggiato (cfr. ibidem pag. 2 e verbale audizione del  29 
luglio 2009 pag. 11/D102-105), sebbene vi abbia trascorso, a suo dire, 
più di tre settimane, 

che le indicazioni dell'insorgente in merito al viaggio intrapreso ed alle 
sue  modalità  risultano  contraddittorie,  oltre  che  vaghe  e  non 
corroborate da elementi descrittivi concreti che ne supporterebbero la 

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verosimiglianza;  che,  inoltre,  varcare  il  confine  di  Schengen  senza 
subire controlli, come il ricorrente sostiene di avere fatto, costituisce al 
momento attuale un'impresa pressoché impossibile, 

che, pertanto, codesto Tribunale ritiene che il ricorrente non può avere 
viaggiato nelle circostanze descritte,

che, in sede di seconda audizione e quindi più di due settimane dopo 
l'audizione sui  fatti  in  cui  egli  è  venuto a  conoscenza degli  obblighi 
elencati  nel  foglio  arancione  consegnatoli  all'arrivo  al  Centro  di 
registrazione  e  procedura  (cfr. verbale  audizione  del  10  luglio  2009 
pag. 5), l'insorgente ha dichiarato di non avere intrapreso nulla al fine 
di  procurarsi  un  documento  d'identità,  perchè  non  ne  sarebbe  mai 
stato  in  possesso  (cfr.  verbale  audizione  del  29  luglio  2009 
pag. 3/D9-10),  rispettivamente  di  non  avere  contattato  nessuno  in 
Nigeria in quanto non disporrebbe più di alcun numero di telefono (cfr. 
ibidem pag. 3/D8), 

che, d'altronde, non soccorrono l'insorgente le stereotipate allegazioni 
ricorsuali  secondo  cui  gli  sarebbe  impossibile  farsi  pervenire  dei 
documenti che non avrebbe mai posseduto (cfr. ricorso pag. 2); che, 
infatti  e  come già  evidenziato  sopra,  egli  avrebbe,  tra  la  prima e  la 
seconda  audizione,  avuto  più  di  due  settimane  per,  per  lo  meno, 
avviare  tentativi  al  fine  di  procurarsi  dei  documenti  d'identità  (ad 
esempio  contattando  le  due  sorelle  in  Patria),  rimanendo,  invece, 
come emerge dagli atti, completamente inattivo in tal senso,

che  il  ricorrente  non  ha  quindi  effettuato  seri  e  concreti  sforzi  che 
avrebbero potuto avere esito favorevole per l'invio dei suoi documenti, 
ciò  che  costituisce  un'ulteriore  conferma  della  dissimulazione  dei 
documenti  da  parte  sua,  ritenuto  che,  di  regola,  chi  ne  è  già  in 
possesso  e  si  limita  a  dissimularli,  non  intraprende  alcunché  di 
concreto per procurarsene di nuovi, 

che, vista l'inverosimiglianza delle modalità del viaggio intrapreso dal 
ricorrente  nonché  l'inconsistenza  ed  inattendibilità  delle  sue 
dichiarazioni  circa il  possesso di  documenti  d'identità,  v'è  ragione di 
concludere che egli  dissimuli i suoi documenti d'identità per i bisogni 
della causa, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 

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stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile, 

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente, 

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5), 

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  stato 
accusato da parte degli  anziani del  suo villaggio di avere causato la 
morte dei suoi genitori; che, sapendo di essere stato denunciato dagli 
anziani  e  vedendo  la  polizia  arrivare  presso  la  sua  dimora,  egli 
sarebbe  fuggito  dalla  finestra,  rifugiandosi  a  B._______  presso  un 
amico  del  padre  deceduto,  che  l'avrebbe  in  seguito  consigliato  ed 
aiutato ad espatriare, 

che il  ricorrente ha altresì sostenuto di  essere in pericolo in caso di 
ritorno in Nigeria, in quanto egli sarebbe stato minacciato ed accusato 
della  morte  dei  propri  genitori  dagli  anziani  del  suo  villaggio  (cfr. 
ricorso pag. 2),

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi), 

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato, 

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che, a titolo d'esempio, il ricorrente, si è contraddetto più volte circa la 
collocazione temporale dei fatti principe della sua vicenda: egli, infatti, 
durante la prima audizione ha riportato il decesso dei genitori al 15 di 
maggio (cfr. verbale audizione del 10 luglio 2009 pag. 4), per poi, in 
fase di seconda audizione, indicare in un primo momento il  mese di 
giugno per tale avvenimento (cfr. verbale audizione del 29 luglio 2009 
pag.  5/D19-20)  e  poi,  quando  sollecitato  ad  indicare  la  data  esatta 
dell'arrivo della polizia dopo il decesso, nuovamente quello di maggio 
(cfr. verbale  audizione  del  29  luglio  2009 pagg. 7-8/D55-59);  che le 
dichiarazioni del ricorrente sono, su più punti centrali della sua vicenda 
come  ad  esempio  l'arrivo  della  polizia  al  suo  domicilio,  vaghe  ed 
evasive,  ragione  per  cui  vi  è  ragione  di  presumere  che  egli  si  sia 
limitato a riferire in maniera standardizzata fatti che non ha vissuto in 
prima persona; che la tesi del ricorrente secondo cui sarebbe ricercato 
dalla  polizia  a  seguito  della  denuncia  da  parte  degli  anziani  del 
villaggio  non  è  stata  supportata  da  alcun  elemento  concreto  e 
verosimile, rimanendo in tal guisa una mera congettura di parte; che, 
pertanto  e  convenendo  con  l'autorità  inferiore,  le  dichiarazioni  del 
ricorrente a sostegno della sua domanda non meritano credibilità, 

che d'altronde delle ricerche di polizia o una condanna, secondo leggi 
nazionali,  per  reati  commessi,  sono  delle  misure  statali  del  tutto 
legittime  che  non  possono  essere  qualificate  quali  persecuzioni 
pertinenti nell'ottica dell'art. 3 LAsi; che, peraltro, un eventuale errore 
giudiziario ai danni dell'insorgente non costituisce di per sé un motivo 
rilevante in materia d'asilo,

che,  considerata  l'evocata  inverosimiglianza  ed  irrilevanza  delle 
dichiarazioni rese dal ricorrente a sostegno della sua domanda d'asilo, 
non v'è  motivo di  ritenere  che egli  non possa ottenere  in  Patria,  se 
opportunamente  sollecitata,  un'appropriata  protezione  contro 
l'eventuale  futuro  agire  illegittimo  di  terzi  nei  suoi  confronti, 
rispettivamente  non  possa  beneficiare  di  un  equo  processo  in 
relazione ad eventuali accuse mosse nei suoi confronti per ragioni che 
non  appaiono  avere  alcuna  relazione  con  uno  dei  motivi  enumerati 
all'art. 3 LAsi,

che, per sovrabbondanza, nel memoriale di ricorso il ricorrente non si 
esprime  in  alcun  modo  circa  le  contraddizioni  ed  inconsistenze 
sollevate dall'istanza inferiore, 

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che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  come 
inverosimili,  con  riferimento  all'art.  32  cpv.  3  lett.  b  LAsi,  le 
dichiarazioni rese dal ricorrente,

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi  da cui  dedurre la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo, 

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente 
(art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi), 

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda d'asilo  ai  sensi  dell'art.  32  cpv. 2 
lett. a LAsi, 

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata, 

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2,  art. 44 cpv. 1 LAsi  nonché art. 32 
OAsi 1), 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere  possibile  (art. 83 cpv. 2 LStr),  ammissibile  (art. 83 cpv. 3 LStr) 
e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv., 
RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre il  ricorrente in patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 

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contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo 
Paese d'origine è ammissibile,

che, inoltre, la situazione vigente in Nigeria – che non è, notoriamente, 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio 
nazionale  –  non  sembra  ostare  di  per  sé  alla  pronuncia 
dell'esecuzione dell'allontanamento verso detto Paese,

che, per quanto attiene alla situazione personale dell'insorgente, egli è 
in giovane età ed ha svolto l'attività di  contadino da quando era (...) 
(cfr. verbale audizione del 10 luglio 2009 pag. 3); che egli, inoltre, può 
beneficiare in Patria di una rete familiare, potendo, come minimo, fare 
riferimento  a  due  sorelle  che  vivono  nel  suo  villaggio  d'origine  (cfr. 
ibidem),

che,  d'altronde,  il  ricorrente  non ha  fatto  valere  dei  problemi  medici 
suscettibili d'ostare alla pronuncia dell'esecuzione dell'allontanamento 
(v.  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di 
ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che ad un esame 
d'ufficio  degli  atti  di  causa emerga la  necessità  di  una permanenza 
dell'insorgente in Svizzera per motivi medici,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 
il  ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi  ogni 
documento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione dell'allontana-
mento è dunque pure possibile, 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

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che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto,

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]),

(dispositivo alla pagina seguente)

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D-5053/2009

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presenta sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato)
- UFM, Divisione soggiorno (in copia; n. di rif. N [...])
- F._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Fulvio Haefeli Lydia Lazar Köhli

Data di spedizione: 

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