# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c5b17b70-33fa-596a-83a3-ee35689d11b0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-06-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 03.06.1998 52.1997.330
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1997-330_1998-06-03.html

## Full Text

Incarto n.

  52.97.00330-332-335

   

  	
  Lugano

  3 giugno 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Raffaello
  Balerna, vicepresidente,

  Stefano Bernasconi, Giovanna Roggero-Will, quest'ultima in sostituzione del
  giudice Lorenzo Anastasi, astenuto

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sui ricorsi

 

	
   

  	
  a)  20 novembre 1997 della

        __________

        patrocinato da: avv. __________

   

  b)  23 novembre 1997 della 

             __________

             patrocinata da: avv. __________

   

  c)  24 novembre 1997 della

        Comunione dei comproprietari del
  condominio __________

        (rappr. dall'ammministratrice
  __________) 

             __________

             __________

             __________

             __________

             tutti
  patrocinati da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 5 novembre 1997 (n. 5640) del Consiglio di Stato che ha
  dichiarato irricevibile l'opposizione di __________ ed ha respinto il ricorso
  della comunione dei comproprietari del condominio __________ contro la
  licenza rilasciata il 5 marzo 1997 da parte del municipio di __________ a
  favore della __________ per la costruzione di un porto regionale a
  __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    27 novembre 1997 della Comunione
dei compr. del condominio __________;

-      2 dicembre 1997 del Consiglio di
Stato;

al ricorso sub a)

 

-      2 dicembre 1997 del Consiglio di
Stato;

-      3 dicembre 1997 del Dipartimento
del territorio, Sezione della pianificazione urbanistica; 

-    10 dicembre 1997 della __________;

ai ricorsi sub b) e c)

 

preso atto delle repliche 9 febbraio 1998

e delle dupliche:

-   19 febbraio 1998 del municipio di
__________;

-   18 febbraio 1998 del Consiglio di
Stato;

-   26 febbraio 1998 della __________;

-     6 marzo 1998 del Dipartimento del
territorio, Sezione della pianificazione urbanistica 

ai ricorsi sub b) e c)

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 20 settembre 1996 la
__________ ha inoltrato al municipio di __________ una domanda di licenza
edilizia concernente un porto per circa 400 natanti da realizzare nella parte
terminale (sud) del lungolago __________, in corrispondenza della __________.
La domanda é stata pubblicata nel periodo 23 settembre/7 ottobre 1996. Contro
il rilascio della licenza edilizia hanno formulato opposizione l'avv.
__________, che l'ha successivamente ritirata, il __________, i comproprietari
del condominio __________, ubicato al mapp. __________ di __________, all'intersezione
tra il lungolago __________ e via __________, e l'arch. __________, titolare di
alcune quote di comproprietà presso il menzionato condominio. Raccolto l'avviso
favorevole del dipartimento del territorio di data 7 novembre 1996, con decisione
5 marzo 1997 il municipio di __________ ha evaso ai sensi dei considerandi le
opposizioni ed ha rilasciato la licenza edilizia a favore della __________,
assoggettandola ad alcune clausole accessorie. Poiché il porto in rassegna era
sottoposto all'esame dell'impatto sull'ambiente (EIA), la licenza é inoltre
stata pubblicata sul foglio ufficiale della Repubblica e Cantone Ticino del
__________ (FU __________) in applicazione degli art. 55 LPAmb (legge federale
sulla protezione dell'ambiente del 7 ottobre 1983) e 20 OEIA (ordinanza
concernente l'esame dell'impatto sull'ambiente del 19 ottobre 1988).

 

 

                                  B.   a) Con ricorso 24 marzo 1997
la comunione dei condomini __________ é insorta contro il rilascio della
licenza edilizia innanzi al Consiglio di Stato, al quale ha chiesto di
annullarla. L'insorgente ha eccepito un'insufficiente modinatura delle opere e
l'incompletezza dei progetti: a quest'ultimo riguardo mancavano un progetto
esecutivo per il recupero della __________, della quale era previsto il
trasferimento di una parte dei natanti presso la nuova struttura portuale, ed
inoltre indicazioni più precise sulla superficie occupata dai posteggi. Essa ha
inoltre sostenuto che il progetto si situava parzialmente fuori dall'area
riservata a questo scopo dal PR (piano regolatore). L'impianto, causa di inquinamento,
stravolgeva altresì il tratto di riva interessato e l'area circostante,
comportando segnatamente l'eliminazione dei giardini __________ e della
__________.

 

Con replica 7 agosto 1997 la ricorrente, oltre a ribadire le
precedenti censure, ha eccepito un'insufficiente pianificazione delle zone
portuali a livello di piano direttore. In secondo luogo che la variante di PR
concernente il porto in rassegna, approvata dal Consiglio di Stato l'11
settembre 1996 al di fuori dalla procedura di revisione del PR cittadino,
settore 4, era illegale e che - in ogni caso - la licenza edilizia era contraria
alla stessa, poiché non adempiva alle condizioni poste in quella sede. Con riferimento
alla legislazione sulla protezione dell'ambiente la ricorrente si é lamentata
di una tardiva pubblicazione del rapporto EIA, in violazione dell'art. 15 cpv.
2 OEIA, di una mancanza di giustificazione del progetto in applicazione
dell'art. 9 cpv. 4 LPAmb ed una generica assenza di assegnazione dei gradi di
sensibilità giusta l'art. 44 OIF (ordinanza contro l'inquinamento fonico del 15
dicembre 1986). Ha altresì postulato l'annullamento della decisione sul
rapporto EIA. In relazione alla legislazione a tutela della natura e del
paesaggio, della quale venivano espressamente citati gli art. 1 LPN (legge
federale sulla protezione della natura e del paesaggio del 1 luglio 1966) e 2 e
3 RBN (regola-mento 22 gennaio 1974 d'applicazione del decreto legislativo 16
gennaio 1940 sulla protezione delle bellezze naturali e del paesaggio),
l'insorgente ha denunciato la soppressione di una trentina di alberi, della
passeggiata a lago, dell'accesso libero e diretto a quest'ultimo, infine
dell'impatto negativo dell'impianto per il lago sia sotto l'aspetto visivo che
sonoro.

 

b) Il 2 ottobre 1997 l'associazione __________, con sede a
__________, ha inoltrato direttamente al Consiglio di Stato un'opposizione al
progetto in esame, sollevando argomenti di carattere paesaggistico
sostanzialmente analoghi a quelli addotti dalla comunione dei comproprietari
del condominio __________ e facendo altresì rilevare che le pubblicazioni ai
sensi dell'art. 12a LPN e dell'art. 15 cpv. 2 OEIA non avevano avuto luogo.

 

 

                                  C.   Il Consiglio di Stato ha
congiunto ed evaso i gravami con un'unica risoluzione del 5 novembre 1997. Esso
ha anzitutto dichiarato irricevibile l'opposizione del 2 ottobre precedente di
__________, poiché inoltrata ad oltre 6 mesi dalla pubblicazione sul foglio
ufficiale del rilascio della licenza edilizia. Il Governo ha inoltre respinto
il ricorso presentato dalla comunione dei comproprietari del condominio
__________. In primo luogo esso ha ritenuto sufficiente la modinatura eseguita.
Ha in seguito considerato irricevibile le censure mosse contro il PR.
L'impianto portuale é inoltre stato ritenuto conforme alle indicazioni
contenute in quest'ultimo. Il Consiglio di Stato ha in seguito rilevato che il
rapporto EIA era stato pubblicato insieme alla domanda di costruzione, che il
progetto era stato debitamente giustificato attraverso il rapporto di
pianificazione, annesso a quest'ultima, che le generiche censure di ordine
ambientale non potevano condurre all'annullamento del progetto, e che il
recupero della __________ appariva sufficientemente garantito attraverso le
condizioni poste dalla licenza edilizia. Il Consiglio di Stato ha infine posto
la tassa di giudizio a carico della comunione dei comproprietari del condominio
__________, che ha altresì condannato a rifondere a favore della __________,
subentrata alla __________, un importo di fr. 500.-- per ripetibili.

 

 

                                  D.   a) Con un unico ricorso 24
novembre 1997, assistito da una replica di data 9 febbraio 1998, la comunione
dei comproprietari del condominio __________ ed inoltre 4 condomini, l'arch.
__________, il notaio __________, __________ e __________, sono insorti contro
il giudicato governativo 5 novembre 1997 innanzi a questo Tribunale, al quale
hanno domandato di annullarlo insieme alla licenza edilizia 5 marzo 1997 ed
alla decisione sul rapporto EIA. I ricorrenti ribadiscono le censure già
sottoposte all'esame del Consiglio di Stato. Essi rilevano inoltre una contraddizione
tra le previsioni contenute nel rapporto EIA e quelle formulate in sede di
revisione del PR cittadino, settore 4, frattanto adottato dal consiglio
comunale, nonché una disattenzione degli art. 12a, 18, 21 e 22 LPN.

 

b) Anche __________ si é aggravata contro la risoluzione del
Consiglio di Stato con impugnativa del 23 novembre 1997 e replica del 9
febbraio 1998. L'insorgente, che afferma la tempestività della sua opposizione,
sviluppa argomenti parzialmente analoghi a quelli degli altri ricorrenti,
insistendo particolarmente sull'impatto del progetto sul paesaggio, dalla
stessa ritenuto devastante, e lamentando una violazione degli art. 24 sexies
cpv. 2-5 Cost. (costituzione federale) e 1 lett. a e d, 18 e 18b LPN.

 

c) Il Consiglio di Stato, il dipartimento del territorio, il
municipio di __________ e la __________ hanno sollecitato la reiezione di
entrambe le impugnative. La __________ ha anche chiesto che queste vengano
dichiarate temerarie.

 

d) Anche la __________ si é rivolta al Tribunale
amministrativo con impugnativa 20 novembre 1997 per contestare l'insufficiente
assegnazione di ripetibili da parte del Consiglio di Stato, che essa chiede
vengano aumentate a fr. 16'000.--. La comunione dei comproprietari del
condominio __________ ha sollecitato la reiezione del gravame, mentre che il
Consiglio di Stato si é rimesso al giudizio del Tribunale.

 

 

                                  E.   Con lettera 15 aprile 1998
il patrocinatore delle ricorrenti ha sollecitato al Tribunale la tenuta di
un'udienza pubblica. Preceduta da un sopralluogo, questa ha avuto luogo il
giorno 20 maggio 1998. Della stessa e circa le risultanze del sopralluogo si
dirà, per quanto necessario, in diritto.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. La competenza del
Tribunale é data in applicazione dell'art. 21 cpv. 1 LE (legge edilizia
cantonale del 13 marzo 1991). I ricorsi sono tutti tempestivi (art. 50 LE, 46
cpv. 1 PAmm, legge di procedura per le cause amministrative del 19 aprile
1966). Quanto alla legittimazione il Tribunale considera quanto segue.

 

1.2. La legittimazione della comunione dei comproprietari del
condominio __________, rappresentata dalla società amministratrice del
condominio, debitamente autorizzata a stare in lite dall'assemblea
straordinaria dei condomini che ha avuto luogo il 22 luglio 1997 (cfr. il
relativo verbale, prodotto con la replica al Consiglio di Stato) é senz'altro
data (RDAT 1989 N. 28 consid. 2). La legittimazione deve invece essere negata
ai quattro condomini che hanno impugnato il giudizio governativo accanto alla
comunione, ovvero al notaio __________, all'arch. __________, a __________ ed a
__________. Questi ultimi hanno infatti omesso di opporsi al progetto in sede
di pubblicazione (tranne l'arch. __________) e di impugnare successivamente il
rilascio della licenza edilizia innanzi al Consiglio di Stato, per cui non
possono essere considerati come formalmente lesi dall'avversata pronuncia (art.
21 cpv. 2 LE; STA inedite 21 dicembre 1992 in re Ki.-T., M. e R., consid. 1; 21
dicembre 1992 in re G. R. e M.). La legittimazione di __________ é del pari inoppugnabile
così come certa é la legittimazione di __________ a dolersi del fatto che il
Governo ha dichiarato irricevibile, siccome tardiva, la sua opposizione del 2
ottobre 1997. La legittimazione a ricorrere completa di questa organizzazione,
volta a permetterle di opporsi alla costruzione dell'impianto, dovrà invece
essere esaminata solo se il suo gravame dovesse essere accolto su questo aspetto.

 

1.3. Con le restrizioni che precedono i ricorsi sono
ricevibili in ordine. Possono inoltre essere decisi, congiuntamente (art. 51 PAmm),
sulla scorta degli atti, integrati dall'istruttoria esperita dal Tribunale
(udienza e sopralluogo). Fanno inoltre stato, ai fini del giudizio, gli atti
componenti il PD (piano direttore) ed il PR di __________: piani pubblici (art.
5 cpv. 2 LALPT, legge cantonale di applicazione della legge federale sulla
pianificazione del territorio del 23 maggio 1990), che non devono pertanto
essere acquisiti nell'incarto.

 

1.4. In sede di replica __________ ha inoltre suggerito di
far allestire una perizia sull'impatto ambientale da parte della scuola politecnica
federale di Zurigo o dall'ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del
paesaggio. Ora, a prescindere dall'irricevibilità del suo gravame di cui si
dirà più oltre, esaminato nel merito a titolo puramente abbondanziale, in
applicazione dell'art. 18 cpv. 1 PAmm il Tribunale non può aderire a questo
suggerimento, immotivato e tendere a mortificare l'intera procedura di approvazione
dell'infrastruttura portuale, dal momento che il rapporto EIA inoltrato dalla
resistente ossequia l'art. 9 LPAmb e l'OEIA sia nella forma che nel contenuto.

 

 

                                   2.   2.1. Il Consiglio di Stato
ha in primo luogo dichiarato irricevibile, siccome tardiva, l'opposizione
inoltratagli il 2 ottobre 1997 da parte di __________. Quest'ultima contesta la
conclusione cui é addivenuta l'autorità inferiore.

 

2.2. Giusta l'art. 6 cpv. 1 LE la domanda di costruzione
viene pubblicata dal municipio presso la cancelleria comunale durante il
periodo di 15 giorni. Della pubblicazione é dato avviso negli albi comunali ed
ai proprietari confinanti; per le costruzioni fuori delle zone edificabili é
pure dato avviso nel foglio ufficiale (art. 6 cpv. 3 LE). Nel termine di
pubblicazione possono presentare opposizione al rilascio della licenza edilizia
ogni persona che dimostra un interesse legittimo e le organizzazioni costituite
da almeno 10 anni cui compete, in base agli statuti, la salvaguardia dei beni
tutelati dalla legge (art. 8 cpv. 1 LE). L'inoltro dell'opposizione costituisce
un requisito indispensabile ai fini del riconoscimento della legittimazione a
ricorrere contro il rilascio di una licenza edilizia da parte del municipio
(art. 21 cpv. 2 LE; inoltre ai riferimenti di cui sub 1.2. che precede).

 

2.3. Nel concreto caso il municipio di __________ ha
ossequiato la procedura di pubblicazione per costruzioni poste entro le zone
edificabili, senza procedere cioè alla pubblicazione della domanda di
costruzione sul foglio ufficiale; quest'ultima, che ha avuto luogo nel periodo
23 settembre/7 ottobre 1996, é pertanto stata circoscritta alla cancelleria ed
agli albi comunali. __________ non ha inoltrato opposizione nel termine di
pubblicazione, per cui essa non disponeva già per questo motivo della
legittimazione per poter impugnare il rilascio della licenza edilizia in virtù
della legislazione edilizia cantonale. A giusta ragione il Consiglio di Stato
ha quindi dichiarato irricevibile la sua opposizione 2 ottobre 1997 sotto
questo aspetto.

 

2.4. Il risultato non muterebbe nemmeno se il municipio
avesse dovuto seguire la procedura di pubblicazione prevista per costruzioni
fuori delle zone edificabili e, pertanto, pubblicare sul foglio ufficiale la
domanda di costruzione.

 

Questo modo di procedere, che non é stato preso in considerazione
da parte del Consiglio di Stato, poteva in effetti apparire giustificato per
due motivi. Anzitutto perché il porto in rassegna sarebbe sorto sulla
superficie del lago e, quindi, fuori dalle zone edificabili, ancorché l'area
interessata era stata appositamente riservata all'uopo dal PR (RDAT I-1996 N.
41 consid. 2.3.); del resto, come verrà spiegato in seguito, l'opera eccede
leggermente il perimetro della stessa. Ma soprattutto perché nei centri di una
certa importanza l'avviso agli albi comunali é ritenuto quale forma di
pubblicazione compatibile con le esigenze dello stato di diritto solo se
accompagnata da altre misure di pubblicità destinate a rafforzarla e
completarla, ma in particolare dalla modinatura (DTF 115 Ia 24 seg. consid. 3a
= RDAT 1989 N. 58). Quest'ultima misura nel concreto caso, avuto riguardo alle
caratteristiche dell'opera, difficilmente poteva spiegare in modo completo
simili effetti ausiliari (cfr. consid. 5.3. che segue).

 

Ora se non la domanda, per lo meno il rilascio della licenza
edilizia é tuttavia stato annunciato sul foglio ufficiale del 17 marzo 1997:
strumento di pubblicità sicuramente sufficiente nei confronti di chi - come
__________ - non aveva diritto di ricevere una comunicazione personale in
applicazione della legislazione cantonale (cfr. la giurisprudenza appena citata
ed inoltre quella, più specifica, riguardante le organizzazioni
protezionistiche, citata sub 3.3. che segue). A partire da quel momento
__________ avrebbe avuto la possibilità di impugnare la licenza edilizia innanzi
al Consiglio quantunque non avesse contestato i progetti in sede di
opposizione, poiché indebitamente pregiudicata nell'esercizio di questo suo
diritto (cfr. la sentenza del Tribunale federale poco sopra citata; nello
stesso senso la STA inedita 11 novembre 1988 in re __________, consid. 2, che
ammette la legittimazione a ricorrere direttamente davanti al Consiglio di
Stato di un proprietario confinante che non aveva ricevuto l'avviso di
pubblicazione). Ora, é ben vero che la pubblicazione della licenza edilizia
appariva viziata nella misura in cui non indicava il mezzo ed il termine di
ricorso (art. 26 cpv. 2 PAmm) e che, per prassi (RDAT II-1991 N. 14; 1990 N.
52), la mancanza di simili indicazioni non deve comportare per il destinatario
pregiudizio alcuno in analogia con quanto dispongono a livello federale gli
art. 107 cpv. 3 OG (legge federale sull'organizzazione giudiziaria del 16
dicembre 1943) e 38 PA (legge federale sulla procedura amministrativa del 20
dicembre 1968). Una tale mancanza non legittimava tuttavia __________ a procrastinare
l'inoltro del rimedio sino al 2 ottobre 1997. Le regole della buona fede e la sicurezza
del diritto esigevano infatti che i suoi organi assumessero le informazioni
necessarie e, ottenutele, agissero con tempestività. Non avendolo fatto, il termine
per interporre l'impugnativa al Consiglio di Stato deve essere considerato come
irrimediabilmente decorso (cfr. RDAT cit.). Quand'anche quindi si fosse dovuto
ammettere che la domanda di costruzione doveva essere pubblicata sul foglio
ufficiale, l'impugnativa 2 ottobre 1997 di __________ doveva essere considerata
irricevibile per motivo, questa volta, di tardività.

 

 

                                   3.   3.1. __________ deduce
tuttavia il suo diritto a ricorrere dalla legislazione federale sulla
protezione dell'ambiente e da quella riguardante la natura ed il paesaggio.

 

3.2. Giusta l'art. 55 cpv. 1 LPAmb le organizzazioni
nazionali di protezione dell'ambiente sono legittimate a ricorrere, purché siano
state fondate almeno dieci anni prima della presentazione del ricorso e nella
misura in cui sia ammesso il ricorso amministrativo al Consiglio federale o il
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale, contro le decisioni
cantonali o federali riguardanti la pianificazione, la costruzione o la
trasformazione di impianti fissi soggetti all'EIA di cui all'art. 9 LPAmb.
L'art. 12 cpv. 1 LPN istituisce a sua volta il diritto di ricorrere delle
associazioni aventi importanza nazionale che esistono da più di dieci anni e
che si occupano per statuto della protezione della natura e del paesaggio,
della conservazione dei monumenti storici o di scopi affini puramente ideali
contro le decisioni cantonali o federali parimenti impugnabili in ultima
istanza mediante ricorso al Consiglio federale o ricorso di diritto
amministrativo al Tribunale federale. Il Consiglio federale designa le
organizzazioni legittimate a ricorrere (art. 55 cpv. 2 LPAmb; 12 cpv. 2 LPN).
Queste sono altresì autorizzate ad avvalersi dei rimedi giuridici previsti dal
diritto cantonale (art. 55 cpv. 3 LPAmb; 12 cpv. 3 lett. a LPN). L'autorità
comunica alle organizzazioni la propria decisione tramite notifica scritta o
pubblicazione nel foglio federale o nell'organo ufficiale del Cantone (art. 55
cpv. 4 1.a frase LPAmb; 12a cpv. 1 LPN). Se il diritto federale o cantonale
prevede l'attuazione di una procedura d'opposizione prima dell'emanazione della
decisione, le organizzazioni sono legittimate al ricorso soltanto se hanno
partecipato alla procedura d'opposizione in qualità di parti; in tal caso la
domanda va pubblicata secondo la procedura appena descritta (art. 55 cpv. 5 LPAmb;
12a cpv. 2 LPN). __________ figura tra le organizzazioni legittimate a ricorrere
ai sensi dell'art. 55 LPAmb designate da parte del Consiglio federale in applicazione
dell'ordinanza emanata a tal fine il 27 giugno 1990 (ODOP). Il Governo non ha
ancora adottato un'analoga ordinanza in esecuzione del mandato affidatogli
attraverso la modifica dell'art. 12 LPN, in vigore dal 1 febbraio 1996. In tale
attesa alla ricorrente deve essere riconosciuta questa prerogativa, di cui
beneficiava prima della modifica della detta disposizione (DTF 25 giugno 1997
pubbl. in RDAF 1998, pag. 98 segg., 101, consid. 2a).

 

3.3. L'avversato progetto concerne un porto per battelli da
diporto con più di 100 posti d'ormeggio. Esso soggiace pertanto all'EIA (art. 9
cpv. 1 LPAmb; 1 OEIA e cifra 13.3 del relativo allegato). Le relative
contestazioni concernenti il diritto di protezione dell'ambiente sono inoltre
suscettibili di ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale in
applicazione degli art. 97 segg. OG. __________ é pertanto legittimata a
contestare il rilascio della licenza edilizia 5 marzo 1997 concernente
l'impianto in rassegna. Come risulta dall'esposizione dei fatti il municipio di
__________ non ha ossequiato la procedura di pubblicazione sul foglio ufficiale
federale o cantonale prescritta dall'art. 55 cpv. 5 LPAmb onde permettere alla
ricorrente di inoltrare per tempo la sua opposizione al progetto. Esso ha
nondimeno proceduto alla pubblicazione prescritta dall'art. 55 cpv. 4 LPAmb,
annunciando sul foglio ufficiale cantonale 11 marzo 1997 la decisione di
rilascio della licenza edilizia: annuncio finalizzato, come era espressamente
precisato, anche alla comunicazione della decisione alle organizzazioni di
protezione dell'ambiente ai sensi dell'art. 55 LPAmb. L'omessa pubblicazione
sul foglio ufficiale della domanda di costruzione non poteva pregiudicare la
potestà ricorsuale di __________ ex art. 55 LPAmb. Poiché insufficientemente
informata dell'avvio della procedura di rilascio della licenza edilizia, questa
non era tenuta a inoltrare opposizione, ma poteva senz'altro censurare la
licenza edilizia municipale sotto l'aspetto del diritto di protezione
dell'ambiente direttamente innanzi al Consiglio di Stato (STA inedita 27
dicembre 1993 in re WWF, STAN e CAS, consid. 1.3.; DTF 116 Ib 433 consid. 3g;
inoltre 467 seg. consid. 2b e c; 117 Ib 276 consid. 1c; 118 Ib 299 consid. 2a).
Lo ha fatto, ma troppo tardi. Anche a questo riguardo il gravame deve essere
reputato tardivo, valendo al proposito le considerazioni svolte sub 2.4..
Invano la ricorrente obietta che il termine di 15 giorni previsto dalla
procedura cantonale (art. 46 cpv. 1 PAmm) intralcia il suo diritto di
ricorrere, disattendendo il diritto federale: essa fa riferimento al messaggio
del Consiglio federale concernente la revisione della LPN del 26 giugno 1991,
che ha comportato anche la modifica dell'art. 55 LPAmb, ove il Governo
accennava alla necessità per i Cantoni di prescrivere dei termini di opposizione
non inferiori in linea di principio ai 30 giorni (FF 1991 III 916; inoltre Keller,
Kommentar NHG, ad art. 12a N. 16 seg. e rinvio alla nota 38 a pié di pagina).
Poiché __________ ha atteso oltre 6 mesi dalla data di pubblicazione per
impugnare il rilascio della licenza edilizia l'esame di questa censura appare superfluo.

 

3.4. Per quanto concerne il diritto di protezione della
natura e del paesaggio la legittimazione ricorsuale delle organizzazioni é circoscritto
alle decisioni adottate nello svolgimento dei compiti della Confederazione ai
sensi dell'art. 24 sexies cpv. 2 Cost. e dell'art. 2 LPN (DTF 123 II 7 consid.
2c; inoltre RDAF 1998, pag. 101, consid. 2b e rinvio a DTF 121 II 196/7 e 120 Ib
27 consid. 2c). Sono tali - per quanto può interessare l'esame della presente
contestazione - quelle di applicazione degli art. 18 segg. LPN relativi alla
protezione della fauna e della flora indigene attraverso la conservazione di
biotopi (Zufferey, Kommentar NHG, ad art. 2 N. 32 e relativi rinvii alla prassi
del Tribunale federale) ed inoltre quelle fondate su norme direttamente
applicabili della LPN quali gli art. 21 seg. LPN concernenti la tutela
specificatamente riservata alla vegetazione ripuale (Zufferey, op. cit., ibidem,
oltre a N. 33). Alle organizzazioni di protezione della natura e del paesaggio
può tuttavia essere riconosciuta la legittimazione ricorsuale solo se rendono
verosimile che il progetto che contestano rientra effettivamente nei compiti
della Confederazione (DTF 123 II 7 seg. consid. 2c). Nel concreto caso nella vaga
ed estremamente succinta opposizione 2 ottobre 1997, di una ventina di righe in
tutto e che faceva riferimento al solo art. 12a LPN, __________ é semplicemente
insorta "a tutela del paesaggio e del panorama pittoresco __________
" (pag. 2 della stessa). Ora la tutela del paesaggio (eccezion fatta
per le paludi e le zone palustri) é di competenza dei Cantoni (art. 24 sexies Cost.;
Rohrer, Kommentar NHG, ad cap. 1 N. 26 in fine; Zufferey, op. cit., ad art. 2
N. 12.1). La decisione del Consiglio di Stato di dichiarare irricevibile
l'opposizione 2 ottobre 1997 di __________ deve pertanto essere confermata
anche per quanto concerne l'applicazione del diritto di protezione della natura
e del paesaggio. La circostanza secondo cui in sede di ricorso innanzi a questo
Tribunale l'insorgente abbia esteso le censure all'applicazione degli art. 18 e
18 b LPN non permette di mutare quella conclusione: tanto più che - come
risulterà dall'esame di merito (consid. 8) - nemmeno dette censure bastano a conferirle
l'indispensabile legittimazione nel senso esatto dalla prassi del Tribunale
federale. Per questo motivo il Tribunale si dispensa dall'esaminare, ai fini
della ricevibilità delle censure riferite all'applicazione della LPN, se il
gravame inoltrato da __________ al Consiglio di Stato fosse tempestivo:
requisito di ricevibilità dipendente dalla soluzione del quesito a sapere se,
nella fattispecie, la pubblicazione della licenza edilizia 5 marzo 1997 sul
foglio ufficiale, la quale era finalizzata ad ossequiare le sole disposizioni
dell'art. 55 LPAmb relative all'EIA, poteva bastare anche per soddisfare le
esigenze poste dall'art. 12a LPN (cfr. a quest'ultimo riguardo il messaggio del
Consiglio federale già citato, FF 1991 III 916; Keller, Kommentar NHG, ad art.
12a N. 13).

 

3.5. Il Tribunale esaminerà comunque nel seguito, a titolo abbondanziale
(e prudenziale), tutte le censure sollevate da __________, sostanzialmente
analoghe a quelle proposte dalla comunione dei condomini al mapp. __________,
le quali sono sicuramente ricevibili ed andranno pertanto affrontate: per questo
motivo la comunione dei comproprietari del condominio __________ ed __________
saranno nel seguito accomunate sotto la generica voce di
"ricorrenti". Deve inoltre essere precisato che, contrariamente a
quanto assume __________, nell'ipotesi in cui la sua opposizione fosse stata
ricevibile innanzi al Consiglio di Stato e questo si fosse pertanto rifiutato a
torto di evaderla nel merito, l'esame delle sue censure non sarebbe comunque precluso
al Tribunale amministrativo. E' ben vero che - come essa assume - il potere
cognitivo di questa Corte é circoscritto alla sola violazione del diritto (art.
61 seg. PAmm) ed é pertanto più ristretto di quello di cui fruisce il Consiglio
di Stato, che esamina liberamente tutte le questioni di fatto e di diritto
(art. 56 PAmm; sulla differenza RDAT I-1997 N. 21 consid. 3.3.). Tuttavia, come
già é stato spiegato, la sola censura sollevata innanzi a quest'ultima autorità
e che pertanto essa era tenuta a ed esaminare, concerneva la tutela del
paesaggio: ambito nel quale la legislazione cantonale conferisce all'autorità
decidente un semplice margine di interpretazione (segnatamente nell'individuazione
dei concetti di alterazione dei siti pittoreschi e di deturpazione dei paesaggi
e panorami pittoreschi giusta l'art. 3 lett. c e d RBN), la cui disattenzione
costituisce una violazione del diritto e può pertanto essere sindacata da parte
del Tribunale con pieno potere cognitivo (STA inedita 30 ottobre 1992 in re
V.S. e llcc, consid. 4.6., Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa
ticinese, ad art. 61 N. 2d in fine, pag. 320 in alto e relativi rinvii, tra cui
a Scolari, Diritto amministrativo, parte generale, N. 91 seg.).

 

 

                                   4.   Le ricorrenti sostengono in
primo luogo che la domanda di costruzione inoltrata dalla resistente é
incompleta, poiché prevede il recupero ambientale della __________ e la
creazione di posteggi senza presentare i relativi progetti. Questa censura deve
essere respinta nella misura in cui interessa i requisiti formali concernenti
la presentazione della domanda (art. 4 seg. LE; 8 segg. RLE), dal momento che i
menzionati interventi non verranno eseguiti dalla resistente bensì spetteranno
al comune di __________, come risulta dal rapporto di pianificazione (allegato
1 alla relazione tecnica), il cui capitolo 4 é esclusivamente dedicato alla
trattazione di quei due aspetti (pag. da 6 a 14 e relativi piani annessi),
nonché dall'allegato al rapporto EIA (allegato 4 alla relazione tecnica, pag.
48 seg. e 70 seg. rispettivamente). Le relative ripercussioni sotto l'aspetto
sostanziale verranno invece affrontate, se del caso, nel seguito.

 

 

                                   5.   5.1. Le ricorrenti
eccepiscono in secondo luogo l'insufficiente presentazione in loco delle opere
contemplate dal progetto. La parte in acqua é stata segnalata attraverso tre
sole boe di piccole dimensioni. Manca inoltre una compiuta rappresentazione della
sagoma del porto a terra (ubicazione esatta dei muri e delle ringhiere, eliminazione
dei giardini __________ e della __________).

 

5.2. Giusta l'art. 6 cpv. 2 LE le mutazioni dello stato dei
luoghi conseguenti all'opera devono essere adeguatamente indicate sul terreno
con picchetti e modine. La pubblicazione della domanda di costruzione può avere
luogo solo dopo la loro posa (art. 17 cpv. 3 RLE). L'esecuzione del
picchettamento e della modinatura ha un duplice scopo: oltre a pubblicizzare la
domanda di costruzione (aspetto che non interessa più a questo stadio) essa é
volta ad illustrare, all'intenzione delle persone legittimate ad inoltrare
opposizione ed all'autorità chiamata ad approvare la domanda, l'ubicazione e le
caratteristiche quantitative dell'opera (Scolari, Commentario, 2.a ed., ad art.
6 LE N. 774 e rinvii).

 

5.3. Il porto in rassegna si compone, per la parte a lago, di
una serie di moli galleggianti sporgenti m 0,8 dalla superficie dell'acqua e,
per quella a terra, di un muro di riva verticale, che si eleva fino al livello
del lungolago cittadino e ne costituisce in pari tempo il prolungamento mediante
l'eliminazione dei giardini __________; questo manufatto rientra ad angolo
retto in corrispondenza della __________, la quale viene soppressa per lasciare
posto a un'area ove ricreare quei giardini. La presentazione in loco di un
impianto con queste caratteristiche é obiettivamente difficile, se non
addirittura impossibile. Nella misura in cui interessano lo specchio d'acqua,
le opere da eseguire sono nondimeno state annunciate attraverso la posa di boe.
L'area toccata dalle realizzazioni sulla terra ferma, composte in misura
essenziale da muri che non sporgono per la maggior parte della loro lunghezza
dal terreno esistente, é invece stata opportunamente delimitata con picchetti.
E' quanto ha assicurato il municipio di __________ sia davanti al Consiglio di
Stato che nella presente sede, offrendo la testimonianza dei membri della
commissione del PR del consiglio comunale, che avevano esperito un sopralluogo
il 23 settembre 1996, primo giorno della pubblicazione della domanda di
costruzione. Con risposta 10 dicembre 1997 la __________ ha inoltre prodotto
copia della fattura 27 settembre 1996 della ditta __________ (doc. 3) attestante
la posa di 3 boe di 30 cm di diametro. Ma anche prescindendo dalla effettiva
portata illustrativa dell'opera da parte della messa a dimora di boe e
picchetti, la dettagliata ed estremamente estesa presentazione dell'impianto
attraverso le relazioni ed i piani annessi alla domanda di costruzione permettevano
alle ricorrenti ed alle autorità decidenti di individuare in maniera chiara e
completa le sue caratteristiche e gli effetti che esso avrebbe spiegato nel
contesto locale (Scolari, op. cit., ad art. 6 LE N. 780): effetti d'altra parte
legati soprattutto al suo esercizio (anche sotto il profilo paesaggistico) più
che alla sua costruzione e che pertanto, contrariamente alla regola, non sono
suscettibili di riproduzione attraverso picchetti o modine. Le asserite
manchevolezze nell'illustrazione sul terreno ed in acqua delle opere potevano
quindi essere ampiamente supplite nella fattispecie, semmai fossero sussistite,
dalla consultazione dei progetti. A tal punto che le ricorrenti stesse sono
state in grado di allestire una estesa documentazione fotografica sulla parte
terminale del lungolago, sulla quale hanno riprodotto l'area portuale (doc. H,
I, L annessi alla replica della comunione dei comproprietari del condominio
__________, corrispondenti ai doc. E, F, G annessi alla replica di __________).
Convalida, infine, l'anzidetta conclusione la circostanziata presentazione
dell'impianto e delle relative conseguenze sulle adiacenze e sul paesaggio
effettuata dal condomino arch. __________ in occasione dell'esperimento del
sopralluogo 20 maggio 1998. Le ricorrenti non sono in definitiva state
pregiudicate nella loro facoltà di opporsi al progetto. Per questo motivo non
possono dolersi con successo della violazione dell'art. 6 cpv. 2 LE. E questo
con la precisazione che i progetti non indicano effettivamente ubicazione,
dimensioni e forma delle ringhiere e dei cancelli che la resistente intende
posare a protezione dell'avversato impianto. Trattasi infatti di opere che
fanno parte della sistemazione definitiva, la quale verrà eseguita (e dovrà pertanto,
se del caso, essere approvata) in un secondo tempo (cfr. relazione tecnica,
pag. 14, cifra 5.3.).

 

 

                                   6.   6.1. Le ricorrenti
denunciano un'insufficiente pianificazione delle zone portuali a livello di PD
e contestano la legittimità della variante di PR appositamente disposta per il
porto in rassegna. Sostengono inoltre che il progetto contraddice sia questa variante
sia i contenuti della revisione del PR cittadino, settore 4.

 

6.2. Richiamandosi agli art. 1 cpv. 2 lett. a LPT (legge
federale sulla pianificazione del territorio del 22 giugno 1979), secondo cui
le basi naturali della vita quali l'acqua ed il paesaggio devono essere
protette, e 3 cpv. 2 lett. c LPT, giusta il quale le rive dei laghi devono
essere tenute libere e deve essere agevolato il pubblico accesso e percorso, le
autorità cantonali, insieme con quelle comunali, hanno intrapreso subito dopo
l'entrata in vigore della LPT una politica di raggruppamento dei natanti in impianti
di stazionamento collettivi ubicati in luoghi idonei ed attrezzati, così da
poter tutelare maggiormente l'ambiente, gestire correttamente la navigazione,
risolvendo nel contempo i conflitti tra questa e le altre attività svolte sul
lago (pesca, nuoto ecc.), agevolare infine al pubblico l'accesso e la godibilità
delle rive. Quella politica trova il suo fondamento nel piano direttore (cfr.
segnatamente alle schede di coordinamento da 9.15 a 9.22), nei piani regolatori
comunali e nel titolo II del RCNav (Regolamento della legge cantonale
d'applicazione alla legge federale sulla navigazione interna del 31 marzo
1993). Le schede di coordinamento 9.15 (dato acquisito) e 9.16 (risultato
intermedio) del PD prevedono più particolarmente la realizzazione di
infrastrutture portuali sicure e rispettose delle esigenze della protezione
dell'ambiente e del paesaggio per permettere prioritariamente la rimozione dei
natanti in contrasto con gli obiettivi di protezione della natura e
dell'ambiente e la soppressione dei campi boe: infrastrutture ingombranti,
conflittuali con l'esercizio della pesca e non integrati nel paesaggio. L'art.
10 RCNav subordina a sua volta l'ottenimento di una licenza di navigazione e
delle targhe al possesso di un luogo di stazionamento autorizzato. Con questo
termine si intendono in primo luogo impianti collettivi sorvegliati realizzati
sul demanio pubblico, la cui ubicazione, costruzione, sistemazione e gestione
sia conforme alle esigenze della pianificazione del territorio, della
protezione dell'ambiente, della pesca e della navigazione pubblica (art. 21 e
da 24 a 28 RCNav). L'art. 26 cpv. 2 RCNav specifica inoltre che i campi boe
hanno funzione transitoria e che devono essere eliminati al momento della
realizzazione degli impianti portuali. La realizzazione di un porto regionale a
__________, con ubicazione ancora "da definire", rientra tra
le infrastrutture portuali contemplate dal PD a livello di dato acquisito dalla
scheda di coordinamento 9.15. Così aveva deciso il Gran Consiglio in
accoglimento di un corrispondente ricorso della città di __________ contro la
decisione del Consiglio di Stato di catalogare l'impianto tra quelli di
risultato intermedio di cui alla scheda 9.16 (cfr. RVGC, sessione ordinaria
autunnale 1993, vol. 2, pag. 725, 844, e 1097, ove il ricorso in esame é rubricato
al n. 8.4.2.). Quella scheda é indi stata approvata, insieme al complesso del
PD, da parte del Consiglio federale con decisione 27 giugno 1995 (cfr. il
relativo rapporto di sintesi dell'ufficio federale della pianificazione del
territorio del 15 marzo 1995, pag. 23 seg., cifra 3.35). Questa indicazione del
PD é stata concretizzata a livello comunale attraverso un'apposita variante del
PR, approvata dal Consiglio di Stato l'11 settembre 1996, la quale mediante
modifica del piano delle zone, del paesaggio e del traffico ha definito la
collocazione precisa di quell'impianto sullo specchio d'acqua adiacente il
tratto finale (sud) del lungolago __________, in corrispondenza della
__________, ed ha inoltre comportato l'introduzione nelle norme di attuazione
del PR (NAPR) di un nuovo art. 29bis, dal seguente testo:

 

"Porto
regionale di __________

 

 1.      La
zona della __________, indicata sui piani 1:2000, è destinata alla realizzazione
di un porto di importanza regionale con la capacità di circa 400 posti/barca.

 2.      E'
ammessa la realizzazione di costruzioni e di impianti di servizio per la gestione
del porto a condizione che venga rispettata la funzione turistica e di svago
della zona e compatibilmente con le altre destinazioni previste dal piano regolatore
(strutture turistico alberghiere, residenza, ecc.) per le aree limitrofe.

 3.      I
fabbricati non devono eccedere le reali esigenze funzionali e rispettare i
parametri edificatori relativi alle distanza e alle altezze della zona
edificabile adiacente.

 4.      Con
la domanda di costruzione deve essere definita la convenzione tra gli enti
interessati e il cantone relativa al riordino fondiario conseguente alle opere
di sistemazione della riva.

 5.      Le
condizioni d'uso e di gestione del porto sono definite da un apposito regolamento."

 

La variante in rassegna ha anticipato, per questo specifico impianto,
la revisione del PR cittadino relativa al settore 4, frattanto adottata dal
consiglio comunale in data 1 settembre 1997.

 

6.3. Com'é noto, il PD é vincolante nei confronti delle sole
autorità (art. 9 cpv. 1 LPT; 22 cpv. 1 LALPT) e non può pertanto essere
(direttamente) contestato da parte dei privati (art. 16 cpv. 3 e 18 cpv. 3
LALPT), tranne laddove integra gli estremi di una decisione ai sensi dell'art.
5 PA, impugnabile con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
in applicazione degli art. 97 segg. OG (DTF 121 II 432, criticata da Scolari,
op. cit., ad art. 15/19 LALPT N. 138). Il PD può tuttavia essere contestato a
titolo pregiudiziale, ovvero indirettamente, in sede di impugnazione dei piani
di utilizzazione (PR nel nostro Cantone, a livello comunale), nella misura in
cui questi rendono vincolante il suo contenuto nei confronti dei privati (art.
21 cpv. 1, 26 cpv. 2 LPT; 26 OPT, ordinanza sulla pianificazione del territorio
del 2 ottobre 1989; 24 cpv. 3, 25 lett. b, 40 cpv. 1 LALPT; DTF 119 Ia 290 in
alto consid. 3b e rinvio; 113 Ib 302; Schürmann/Hänni, Planungs-, Bau- und besonderes
Umweltschutzrecht, 3.a ed., pag. 417, lett. b).

 

I piani di utilizzazione - istituti giuridici di natura
particolare, cui si applicano talora i principi che valgono per le norme
generali e astratte, talaltra le regole che concernono le decisioni - una volta
approvati possono essere contestati a titolo pregiudiziale, in sede di
applicazione, soltanto in tre ipotesi: quando il proprietario gravato, rispettivamente
il suo autore in diritto, non poteva rendersi pienamente conto, al momento
dell'adozione del piano, della limitazione impostagli; quando la procedura non
gli ha offerto in quella sede la possibilità di tutelare adeguatamente le sue
ragioni; quando infine viene fatto valere che le circostanze, segnatamente
l'interesse pubblico, che avevano giustificato l'adozione del piano e la
restrizione da questo indotta, sono radicalmente mutate nel frattempo (RDAT
I-1995 N. 30 consid. 4a e rinvii; Scolari, op. cit., ad art. 21 LE N. 929 e
rinvii).

 

6.4. Ferme queste premesse, nella fattispecie devono essere dichiarate
irricevibili sia le censure mosse contro il PD che quelle rivolte nei confronti
della variante di PR 11 settembre 1996. In primo luogo, la scheda 9.15 del PD
non é mai stata contestata da parte dei ricorrenti prima d'ora, semmai fosse
stata impugnabile a suo tempo. Essi non hanno tuttavia nemmeno mai contestato
la variante di PR attraverso la quale, in attuazione di detta scheda, sono
state precisate ubicazione e caratteristiche dell'avversato impianto portuale.
Invano i ricorrenti affermano, senza però spiegare il perché, che sono
adempiute addirittura tutte e tre le ipotesi poco sopra elencate per
ridiscutere la variante di PR relativa al porto approvata dal Consiglio di
Stato l'11 settembre 1996. E' invece a tal punto vero il contrario che
l'evasione di questa censura non abbisogna di ulteriori considerazioni.

 

6.5. Le ricorrenti sostengono indi che l'impianto portuale si
spinge per un terzo circa della sua estensione, e pertanto per oltre 10'000 mq,
al di fuori dell'area appositamente riservatagli in sede di PR. Verosimilmente
questa contestazione poggia, come obietta il municipio di __________, sul
confronto del progetto con degli studi preliminari relativi alla revisione del
PR, nei quali l'area riservata per l'impianto portuale era spostata più a sud rispetto
a quella successivamente definita all'uopo. Essa non appare tuttavia
completamente infondata nella misura almeno in cui interessa le opere da
realizzare in acqua. Queste sono costituite da un complesso di 3 moli
principali (A, B e C) formanti un rettangolo di m 303 di lunghezza e di m 110
circa di profondità, all'interno del quale sono disposti 9 moli secondari.
Tutti i moli sono collocati perpendicolarmente a viale __________, tranne che
il molo C, che delimita il porto verso il lago parallelamente alla detta
arteria stradale. Così disposta l'infrastruttura sconfina leggermente dall'area
assegnatale a livello cartografico dal piano regolatore, il cui lato nord é
definito attraverso il prolungamento di via __________: strada che non é però
perfettamente ortogonale rispetto a lungolago __________ bensì disposta obliquamente
rispetto allo stesso. Il molo B e la parte terminale nord del molo C sporgono
quindi dall'area portuale riservata in sede pianificatoria, delimitando una
superficie triangolare di entità apprezzabile, ancorché composta essenzialmente
da superficie del lago. Per questo specifico angolo deve dunque essere accolta
la tesi dei ricorrenti secondo cui l'impianto non può essere considerato conforme
alla funzione prevista per la zona di utilizzazione in cui é previsto (art. 22
cpv. 2 LPT). Inoltre, una autorizzazione eccezionale ai sensi dell'art. 24 cpv.
1 LPT, oltre a non essere stata sollecitata, non entra in linea di conto. Non
solo perché, in generale, l'impianto in esame, per dimensioni ed incidenza, non
potrebbe essere approvato secondo quella disposizione (RDAT I-1996 N. 57 consid.
5a; 113 Ib 374; Scolari, op. cit., ad art. 71/72 LALPT N. 536 e rinvii), ma
soprattutto perché nel concreto caso la superficie riservatagli in sede di PR é
più che sufficiente e nemmeno completamente utilizzata. In applicazione del
principio della proporzionalità il vizio riscontrato, invero piuttosto sorprendente,
verosimilmente dovuto al fatto che in occasione della progettazione definitiva
si é dato seguito al suggerimento formulato in sede di esame preliminare della
domanda dalla CBN (Commissione per le bellezze naturali) di modificare la
disposizione dei moli da obliqui a perpendicolari rispetto al lungolago (cfr.
il relativo preavviso del 3 luglio 1996), non può tuttavia condurre all'annullamento
della licenza edilizia. In considerazione della struttura molto semplice del porto,
l'illegalità riscontrata può infatti essere emendata disponendo, quale onere accessorio
alla licenza edilizia (cfr. Scolari, op. cit., ad art. 2 LE N. 680-691, in
particolare N. 684), l'obbligo di spostare di 20 m a sud il molo B ed
accorciare di conseguenza il molo C per conseguire in definitiva una riduzione
dell'area rettangolare definita dai moli principali, entro i quali andranno riallineati,
debitamente avvicinati, i moli secondari. Uno spostamento integrale
dell'impianto, implicante delle modifiche più importanti del progetto per la
parte a terra, ma in particolare lo spostamento dell'ubicazione del muro di
riva rientrante in corrispondenza della __________ e l'ampliamento dei giardini
che verrebbero creati mediante riempimento del terreno retrostante, non può
invece essere approvato attraverso l'imposizione di semplici clausole
accessorie. Se la resistente preferisse quella soluzione, dovrà far capo alla
procedura di variante di licenza (art. 16 LE).

 

6.6. Le insorgenti non pretendono più in questa sede che la licenza
edilizia sia irrispettosa delle condizioni poste dal Consiglio di Stato in sede
di approvazione della variante di PR relativa al porto regionale. Esse
sostengono tuttavia che via sia contraddizione tra le previsioni formulate in
sede di revisione del PR cittadino, settore 4, adottato dal consiglio comunale
il 1 settembre 1997 ed in attesa di approvazione governativa e quelle contenute
nel rapporto EIA. Citano l'eliminazione del porto della __________, la
costruzione di un edificio multiuso, il dissodamento sulla destra del viale
dell'Isolino, l'istituzione di una zona B2 in direzione del __________ per
attrezzature e costruzioni di interesse pubblico, l'assegnazione del porto alla
zona A3 con grado di sensibilità al rumore III, l'indicazione circa la realizzazione
di 210 parcheggi (130 per il porto ed 80 per l'edificio multiuso).

 

La revisione del PR cittadino, settore 4, illustra
dettagliatamente la zona dell'Isolino attraverso la scheda grafica n. 2. Questa
attribuisce la lettera A3 alla parte in acqua del porto regionale (porto vero e
proprio) e la lettera A2 a quella a terra, risultante dalla somma della
superficie dei giardini __________ (dopo la costruzione del porto) con quella
ottenuta dal riempimento della __________, specificata sotto la voce "parco/giardino
espositivo - edificio multiuso". Questa revisione non si pone in urto
con la variante di PR mediante la quale é stata pianificato il porto e tantomemo
ne ostacola la realizzazione. In effetti la scomparsa del porto della
__________ é una semplice conseguenza della costruzione del nuovo impianto. La
riserva di una certa superficie nel comparto A2 per una possibile edificazione
di un edificio multiuso presuppone addirittura la costruzione del nuovo porto,
poiché l'ubicazione di detto nuovo edificio, semmai questo sarà realizzato in
futuro, é prevista proprio sopra l'accesso alla __________ che - come é stato
spiegato - é oggetto di riempimento: la semplice sussistenza di quella
specifica destinazione non impedisce di sistemare a giardino anche la
superficie interessata, come prospettato nei progetti del porto. Né sono di ostacolo
all'impianto il previsto dissodamento lungo il lato sud del bosco __________
così come l'asserita assegnazione dell'area compresa tra la __________ ed il
__________ alla zona per attrezzature e costruzioni di interesse pubblico: area
che, ad ogni buon conto, non é (più) definita con il simbolo B2 indicato dai ricorrenti,
che era stato utilizzato dal municipio nella scheda grafica n. 2 per indicare
il casinò e relativi annessi, stralciati a livello di consiglio comunale. Del
pari non osta all'opera l'assegnazione all'impianto, per la parte a terra, del
grado di sensibilità III. La prescrizione (indicativa) relativa al bisogno di
130 posteggi per il porto corrisponde infine esattamente alle previsioni consegnate
nel rapporto di pianificazione relativo al progetto in esame, menzionato al consid.
4 che precede.

 

6.7. La sola irregolarità relativa all'applicazione della
legislazione pianificatoria ed edilizia che può essere agevolmente individuata
attraverso l'esame dell'insieme delle censure ricorsuali, ancorché non eccepita
dalle insorgenti, che si sono limitate ad eccepire la mancanza dei progetti
relativi ai posteggi (molto probabilmente perché hanno esaminato in maniera
insufficientemente approfondita la documentazione formante il progetto,
chiarissima sotto questo aspetto; cfr. consid. 4 e relativi rinvii), consiste
nel fatto che il municipio di __________, approvando l'impianto, ha omesso di
imporre alla __________, dante causa della __________, i contributi sostitutivi
per i posteggi che questa non dovrà realizzare in applicazione degli art. 29
cpv. 1 lett. d LALPT e 32 NAPR (norme generali riferite al territorio urbano).
Questo vizio non é tuttavia atto ad invalidare la licenza edilizia; basta
obbligare il municipio a procedere all'omessa imposizione.

 

 

                                   7.   7.1. Per quanto riguarda il
diritto di protezione dell'ambiente i ricorrenti sostengono che la domanda di
costruzione non comprendeva il rapporto EIA, pubblicato solo dopo il rilascio
della licenza edilizia. Per questo motivo il municipio non ha potuto considerare
detto documento in quella sede. Inoltre manca, a loro giudizio, una esauriente
giustificazione del progetto: in particolare non é stato effettuato uno studio
globale sulla situazione della navigazione privata sul lago __________, sulla
possibilità di ridimensionare il numero delle imbarcazioni, su altre
possibilità di attracco, sulla necessità dell'ubicazione del porto. Manca pure
un progetto di risanamento della __________. Rilevano infine una mancanza di
assegnazione dei gradi di sensibilità al rumore, che pur doveva avere luogo
entro il 1 aprile 1997.

 

7.2. Nel concreto caso il rapporto EIA faceva senz'altro
parte dell'incarto inoltrato dalla __________ al municipio di __________ il 20
settembre 1996: quel documento ed i suoi annessi costituivano infatti gli
allegati 3 rispettivamente 4 alla relazione tecnica. Essi potevano pertanto
costituire oggetto di consultazione durante il periodo di pubblicazione della
domanda. Essi sono inoltre stati esaminati in sede decisionale da parte dei
competenti servizi cantonali, coordinati da parte della sezione pianificazione
urbanistica, ufficio domande di costruzione ed esame d'impatto ambientale (art.
4 seg. del regolamento sul coordinamento nell'ambito delle procedure di approvazione
degli atti pianificatori previsti dalla LALPT e dalla LPT di evasione delle
domande di costruzione del 16 gennaio 1996, pubbl. in BU 1996, 23, in vigore al
momento del rilascio della licenza edilizia), come risulta in modo certo
dall'avviso cantonale trasmesso al municipio il 7 novembre 1996. Il solo vizio
relativo all'effettuazione di questa verifica consiste, come già era stato
rilevato sub 3.3., nell'omessa pubblicazione sul foglio ufficiale della domanda
di costruzione e dell'indicazione ove il rapporto EIA poteva essere consultato
ed inoltre, a titolo subordinato, nell'eventualmente insufficiente fissazione
del periodo di consultazione e di opposizione (art. 55 cpv. 4 e 5 LPAmb e 15
cpv. 2, 3 e 4 OEIA). Come parimenti é stato spiegato in quella sede, cui si
rinvia per brevità, quel vizio, cui é stato rimediato in sede di concessione
del permesso di costruzione, é tuttavia insuscettibile di condurre all'annullamento
di quest'ultimo.

 

7.3. Giusta l'art. 9 cpv. 4 LPAmb per gli impianti pubblici e
gli impianti privati concessionati, il rapporto EIA deve contenere la
giustificazione del progetto. La costruzione e l'esercizio del porto in esame,
proposti da una società di diritto privato, soggiace a concessione in
applicazione degli art. 10 segg. LDP (legge sul demanio pubblico del 18 marzo
1986) e 6 e 8 RDP (regolamento di applicazione della LDP del 20 agosto 1994).
Alla pagina 3, cifra 2, il rapporto EIA riassume sinteticamente in 5 punti la
giustificazione del progetto, che esso illustra compiutamente nel seguito e
nell'allegato: carenza di posti barca nel bacino svizzero del __________ in generale
(circa 1'400) e per l'agglomerato locarnese in particolare (circa 250);
necessità di riordinare la sistemazione dei natanti lungo le rive e sul lago
(campi boe); sistemazione adeguata del porticciolo alla __________; intenzione
di offrire dei posti di attracco provvisori ai turisti e passanti; necessità di
ormeggiare i natanti di servizio (pompieri, pulizia del lago, salvataggio)
all'interno di una struttura portuale sicura e adeguata (cfr. inoltre il
rapporto di pianificazione, pag. 2 seg., cifra 2). L'impianto in rassegna
costituisce pertanto una importante misura di attuazione della politica perseguita
dalle autorità cantonali e comunali descritta sub 6.2. Politica che, come é
stato spiegato, persegue molteplici scopi. Oltre a rispondere a una precisa
scelta pianificatoria, essa persegue importanti finalità nel campo della
protezione delle acque, dell'ambiente, della natura e del paesaggio,
regolamentando ed armonizzando nel contempo l'utilizzazione delle rive del lago
e del lago stesso (RDAT II-1994 N. 70 consid. 3.3.; 1986 N. 33; STA inedite
15.7.1997 in re G. e M. B., consid. 3.2., confermata dal Tribunale federale con
sentenza 13.1.1998; 30.8.1996 in re fondazione di famiglia R. Diggelmann, consid.
4.3.; 15.4.1998 in re S. M. e llcc, S.V.A. di M.M. e llcc, R.B., tutte consid.
5.5.). In quanto sorretto da tale politica il progetto appare giustificato ai
sensi dell'art. 9 cpv. 4 LPAmb. Le censure mosse dagli insorgenti devono dunque
essere respinte, nella misura in cui possono essere considerate ricevibili. In
effetti il principio della costruzione di un impianto portuale, la sua capienza
ed ubicazione erano già stati definiti in maniera vincolante nella pregressa
procedura di pianificazione (cfr. inoltre su questi argomenti le spiegazioni
date alla cifra 5 del rapporto EIA, pagg. da 4 a 11 e, quo alla capienza in
particolare, al considerando 7.4. che segue).

 

7.4. In attuazione della politica testé ricordata
l'approvazione della costruzione e della messa in esercizio del porto é stata
subordinata ad un riordino generale degli attracchi esistenti lungo il litorale
di __________ e dei suoi dintorni. Questo onere era del resto già stato imposto
in sede di approvazione della variante del PR cittadino relativa all'impianto
da parte del Consiglio di Stato, la cui risoluzione 11 settembre 1996 rinvia ad
uno specifico rapporto della sezione pianificazione urbanistica del 22 ottobre
1995 (agli atti). Le previsioni formulate in quest'ultimo documento sono pertanto
state riprese dall'istante nella domanda di costruzione (cfr. rapporto di
pianificazione, pag. da 1 a 5, in particolare tabella a pag. 4; inoltre
rapporto EIA, pag. 6 lett. C): esse attestano che - in realtà - la messa in
esercizio della nuova infrastruttura procurerà un incremento degli ormeggi
posti nella giurisdizione comunale dagli attuali 380 a circa 600/660 unità,
quindi mediamente non superiore a 250 attracchi. Oltre all'allontanamento di un
certo numero di boe (35), la cui esecuzione spetta al dipartimento del
territorio in applicazione della LDP e del RCNav, il nuovo porto é difatti
destinato, in primo luogo, ad alleggerire di 130 ormeggi il porto insediato presso
la __________, di proprietà e gestito dalla città di __________, ove sono attraccati
circa 250 natanti, le cui rive (naturali) sono arricchite dalla presenza di
canneti e presentano di conseguenza un alto valore ecologico (cfr. rapporto
EIA, pag. 67, cifra 2). In questo modo la __________ potrà essere risanata e
restituita al suo primitivo valore naturalistico. Questo obiettivo é stato ulteriormente
concretizzato, in maniera vincolante, dal municipio di __________ il quale,
rilasciando la licenza edilizia 5 marzo 1997 a favore della resistente, ha
disposto la limitazione a 150 del numero massimo di natanti consentito presso
la __________ (di cui 30 in provenienza dall'eliminando porto della
__________), lo spostamento dell'attracco per 130 imbarcazioni di medie e
grandi dimensioni presso la nuova infrastruttura portuale ed infine il recupero
ecologico e paesaggistico della __________. L'istante non ha tuttavia inoltrato
un preciso progetto di risanamento, limitandosi a formulare delle proposte (cfr.
rapporto di pianificazione, cifra 4, pagg. da 6 a 12 e piani annessi; allegato
al rapporto EIA, pag. 48 seg.). In effetti, come essa stessa ha indicato, la
__________ é di proprietà della città di __________, cui spetta di conseguenza
questa incombenza, che il municipio ha già accettato in sede di rilascio della
licenza edilizia e per onorare la quale ha già conferito i necessari mandati di
progettazione (cfr. risposta 17 dicembre 1997 del municipio di __________ al
ricorso della comunione dei comproprietari del condominio __________, pag. 5,
ad 9). In verità, é lecito chiedersi a questo punto se, come pretendono le
ricorrenti, in sede di rilascio del permesso di costruzione del porto possa
essere esatta la contemporanea presentazione ed approvazione di un progetto di
risanamento della __________: oltre a richiedere la sussistenza di una base
legale in tal senso, l'attuazione di quest'ultima misura dipende infatti, in
definitiva, proprio dalla possibilità di realizzare il controverso nuovo porto
regionale. Il quesito può ad ogni buon conto rimanere irrisolto, poiché il
recupero della __________ é comunque debitamente assicurato dall'avviso dipartimentale
7 novembre 1996 il quale, su proposta dell'UPN (ufficio per la protezione della
natura), ha fissato i seguenti ulteriori oneri (cfr. cifra 4, pag. 3, e pag. 6
di quell'atto): 1. sottoposizione ed approvazione, prima dell'inizio dei lavori
di costruzione del porto, di un progetto di dettaglio concernente il recupero
in oggetto ed il relativo piano di gestione; 2. esecuzione di quei lavori
immediatamente dopo l'ultimazione del porto. Anche su questo punto le censure ricorsuali
non possono essere ascoltate.

 

7.5. Da ultimo, anche l'assegnazione dei gradi di sensibilità
al rumore non presta il fianco a critiche. L'approvazione della revisione del
PR cittadino, settore 1, ove é ubicato il mapp. __________, su cui insiste il
condominio __________, non contemplava questo aspetto: in occasione della
relativa approvazione il Consiglio di Stato ha tuttavia imposto al comune di
provvedervi nell'ambito della revisione del PR concernente i settori 2 e 3 (cfr.
dispositivo n. 3 della risoluzione governativa 13 luglio 1993 di approvazione
del PR, settore 1). E' quanto é stato fatto, per cui con risoluzione 16 gennaio
1996 il Governo ha approvato l'assegnazione dei gradi di sensibilità al rumore
per i primi 3 settori del PR cittadino (cfr. la risoluzione citata di approvazione
del PR, settori 2 e 3, cifre 3.1. e 4.3., ed i piani relativi all'oggetto).
L'avversato porto regionale é stato pianificato mediante specifica variante di
PR, approvata dal Governo l'11 settembre 1996. Alla superficie interessata
dall'infrastruttura non é stato attribuito un grado di sensibilità,
conformemente all'indicazione data dal Consiglio di Stato nella risoluzione
testé menzionata 16 gennaio 1996 (cifra 4.3., pag. 13), secondo cui l'assegnazione
in esame non ritorna applicabile per le zone di svago o sportive ove non vi
sono locali sensibili al rumore. Questo modo di procedere appare corretto,
poiché in linea di principio l'assegnazione dei gradi di sensibilità non é
necessaria per le zone ove non vengono eretti edifici con simili
caratteristiche (art. 41 OIF; Favre, Quelques questions soulevées per l'application
del l'OPB, pubbl. in RDAF 1992, pag. 289 segg., pag. 308 seg.; Neff, Die Auswirkung
der Lärmschutz-Verordnung auf die Nutzungsplanung, Zurigo 1994, pag. 212 in
alto e pag. 213; Zäch, Kommentar USG, N. 19 ad art. 15). Conferma questa
impostazione il fatto che, in sede di revisione del PR, settore 4, alla
superficie ricavata mediante il riempimento del terreno in corrispondenza del
canale di accesso alla __________ sia stato assegnato il grado di sensibilità
III, con la prospettiva di edificare un edificio multiuso di cui già si é detto
sub 6.6. La revisione del PR, settore 4, che comprende anche l'assegnazione dei
gradi di sensibilità al rumore, non é tuttavia ancora compiuta: come detto,
dopo l'adozione da parte del Legislativo cittadino di data 1 settembre 1997,
essa é in attesa di approvazione governativa. Questa circostanza non osta
tuttavia all'approvazione del progetto in esame. In effetti, in primo luogo, la
decorrenza del termine decennale per attendere a quel compito in sede pianificatoria,
fissato dall'art. 44 cpv. 2 OIF, non é atta a comportare simile effetto. In
ogni caso, valesse anche il contrario, dal momento che la domanda di
costruzione é stata inoltrata ed é parimenti stata esaminata ed approvata prima
del 1 aprile 1997, per le aree prospicienti gli assi di transito che conducono
alla progettata infrastruttura facenti parte del comparto 4 (lungolago
__________, per la parte terminale, eccedente il settore 1, e viale __________)
si é proceduto - com'era senz'altro lecito a quel momento (art. 44 cpv. 3 OIF)
- ad un'assegnazione dei gradi di sensibilità al rumore caso per caso, come si
desume dalla consultazione del rapporto EIA (pag. 40 segg., in particolare figure
6.1., 6.3., 6.4., 6.5. e 6.12), ove sono stati attribuiti alle adiacenze del
lungolago __________ il grado II ed a quelle di viale __________ il grado III.

 

 

                                   8.   8.1. Le ricorrenti
denunciano infine l'impatto estremamente negativo dell'impianto portuale sul
paesaggio. Esso comporta difatti la soppressione del giardini __________ e,
pertanto, di una trentina di alberi pregiati ed inoltre rende inaccessibile la
riva del lago. Il progetto, schematico, non rispetta l'ambiente circostante, sfigura
il lago ed infine lo contamina acusticamente. Le ricorrenti asseverano inoltre
che i giardini __________ e la riva adiacente costituiscono un biotopo da
tutelare giusta l'art. 18 LPN così come deve essere protetta la vegetazione ripuale
ai sensi degli art. 21 seg. LPN presente presso la __________.

 

8.2. Per quanto concerne la tutela del paesaggio
nell'accezione classica del termine, oramai superata ma che deve essere mantenuta
per poter definire la ripartizione di competenze tra Confederazione e Cantoni (cfr.
Rohrer, Kommentar NHG, ad cap. 1 N. 26), la legislazione cantonale stabilisce
che i punti di vista, come le rive dei laghi, devono rimanere accessibili e
aperti (art. 1 lett. b, 2 cpv. 1 DLBN, 2 lett. b, 3 cpv. 2 lett. b RBN), che i
siti pittoreschi, come i laghi, non devono essere alterati e che pertanto ogni
intervento vi si deve integrare convenientemente (art. 1 lett. c, 2 cpv. 1
DLBN, 2 lett. c, 3 cpv. 2 lett. c RBN) ed infine che i paesaggi ed i panorami
pittoreschi non devono essere deturpati (art. 1 lett. d, 2 cpv. 2 DLBN, 2 lett.
d, 3 cpv. 2 lett. d RBN).

 

8.3. Nella fattispecie la CBN ha esaminato la compatibilità
dell'avversato impianto con la legislazione appena descritta, formulando un
giudizio positivo e rinunciando a porre specifiche restrizioni. Quel giudizio é
successivamente stato ribadito in occasione della presentazione della risposta
al ricorso inoltrato il 24 marzo 1997 al Consiglio di Stato dalla comunione dei
comproprietari del condominio __________ (cfr. osservazioni della CBN 23 maggio
1997, annesse alla risposta 28 maggio 1997 della sezione pianificazione
urbanistica). Avuto riguardo al margine di interpretazione che spetta alla CBN
nel contesto dell'applicazione della normativa cantonale di tutela del
paesaggio (cfr. alle considerazioni già svolte sub 3.5.) il Tribunale non ha
motivo di scostarsi dalla sua valutazione. Il nuovo porto, di semplice concezione
architettonica, viene infatti situato in un contesto urbano, che ne agevola
sensibilmente l'integrazione paesaggistica. Del pari, l'eliminazione dei
giardini __________ permette di ridisegnare la riva mediante il prolungamento
del quai lombardo, caratteristico del lungolago cittadino, che viene fatto
terminare in corrispondenza dell'estremità sud dell'infrastruttura, ove il muro
di riva rientra ad angolo retto, marcando il passaggio dalla città costruita
alla parte verde che spazia fino al delta della __________. La costruzione del
porto non preclude infine né l'accessibilità alle rive ma nemmeno al lago: i
suoi i moli saranno infatti aperti al pubblico (cfr. relazione tecnica, cifra
5.3., pag. 14 ed il piano dei percorsi, pag. 58 seg. dell'allegato al rapporto
EIA). Se questo accesso possa essere vietato, di notte, attraverso la posa di
cancelli e ringhiere, é un problema che non può essere affrontato nella
presente sede, dal momento che quei manufatti, previsti a livello di
sistemazione definitiva, non sono contemplati dalla domanda in esame (cfr. consid.
5.3.).

 

8.4. I giardini __________ ed adiacente riva non
costituiscono inoltre un biotopo (degno di protezione) ai sensi degli art. 18
segg. LPN.

 

I giardini in esame sono stati ricavati sopra il materiale di
riporto proveniente dalla demolizione dell'albergo __________ e degradano verso
il lago con una scogliera costituita da massi in pietra. Costituiti da prato
verde tagliato regolarmente, essi sono arricchiti da sculture e da piantagioni
di varie specie a carattere ornamentale, tra cui spiccano 6 salici piangenti (salix
babilonica), 1 pioppo nero (populus nigra), 1 faggio rosso (fagus sanguinea) ed
1 leccio (quercus ilex; cfr. rapporto EIA, pag. 68; inoltre la documentazione
fotografica prodotta dalle ricorrenti menzionata sub 5.3.). I giardini
__________ costituiscono pertanto delle superfici fortemente antropizzate, dal
basso valore ecologico (rapporto EIA, pag. 69, lett. C; dichiarazione
all'udienza 20 maggio 1998 del rappresentante dell'UPN). Lo stesso vale per la
riva artificiale, priva di vegetazione (rapporto EIA, pag. 67 seg., cifra 4;
dichiarazione del rappresentante dell'UPN), che mantiene però una certa
importanza quale rifugio per novellame e piccoli pesci (rapporto EIA, pag. 71,
lett. D in fine). La scelta dell'ubicazione del nuovo porto in quel preciso
luogo, effettuata in base ad una ricerca delle aree meno pregiate e più
degradate della riva del lago a __________, é del resto stata dettata proprio
dalla povertà dei contenuti naturalistici dello stesso (cfr. rapporto EIA, pag.
5, lett. A; inoltre il piano illustrante lo stato attuale delle rive e delle
utilizzazione, allegato 14 alla relazione tecnica). Lo conferma il fatto che
esso non é specificatamente protetto a livello federale o cantonale. Sia infine
aggiunto, a titolo abbondanziale, che il progetto prevede oltretutto sia la
ricostruzione dei giardini Arp sopra il riempimento del canale di accesso alla
__________ (rapporto EIA, pag. 87, lett. G, inoltre il relativo allegato, pag.
62 seg.) così come, del pari, la ricostruzione della scogliera ai piedi del
muro di riva (rapporto EIA, pag. 63 in fine e 72 seg.; inoltre il relativo
allegato, pag. 50 seg.). Il fatto, eccepito dalle ricorrenti, che la superficie
riservata ai giardini sia inferiore all'attuale non é di rilievo.

 

8.5. Le 9 piante che qualificano maggiormente sotto l'aspetto
paesaggistico i giardini __________, poco sopra menzionate, sono tuttavia
incluse nell'Inventario degli alberi meritevoli di protezione istituito
all'art. 29 RE (regolamento edilizio comunale), con la conseguenza che il loro
taglio soggiace ad autorizzazione municipale ed é - di regola - condizionato
all'obbligo di piantagione sostitutiva, con facoltà per il municipio di fissare
il numero, il tipo e la grandezza dei nuovi alberi (art. 29 cpv. 4 RE). Nel
concreto caso tramite il rilascio della licenza edilizia il municipio ha
indubitabilmente autorizzato l'abbattimento degli alberi in rassegna per far
posto al nuovo porto regionale. Applicando il principio generale ancorato
all'art. 29 cpv. 4 ultima frase RE esso non ha sollevato la resistente
dall'esecuzione di una piantagione sostitutiva. Il municipio ha tuttavia omesso
di fissare numero, tipo e grandezza dei nuovi alberi che dovranno essere messi
a dimora nei ricreandi giardini __________. Nemmeno questa (evitabile) dimenticanza
può però nuocere alla validità della licenza edilizia impugnata. Basta
obbligare il municipio a provvedervi.

 

8.6. Né, inoltre, entro le rive artificiali della __________
insiste della vegetazione ripuale definita all'art. 21 LPN (cfr. rapporto EIA,
pag. 66 lett. D e 69, lett. H; dichiarazione del rappresentante dell'UPN
all'udienza 20 maggio 1998).

 

 

                                   9.   9.1. La __________ domanda,
a sua volta, un sostanzioso aumento delle ripetibili assegnatele dal Consiglio
di Stato (da fr. 500.--) a fr. 16'000.-- a gravare la sola comunione dei comproprietari
del condominio __________.

 

9.2. In applicazione dell'art. 31 PAmm il Consiglio di Stato
ed il Tribunale amministrativo, agenti quali autorità di ricorso, condannano la
parte soccombente al pagamento di un'indennità alla controparte. Per la
determinazione di questa indennità, ovvero delle ripetibili, é utile riferirsi
alla TOA (tariffa dell'ordine degli avvocati del 7 dicembre 1984) onde
accertare l'onorario che il patrocinatore della parte vincente potrà esporre al
suo cliente (RDAT II-1994 N. 12 consid. 5 con rinvii; I-1993 N. 21 consid. 2 e
rinvii; Borghi/Corti, op. cit., ad art. 31 N. 3). Al riguardo l'art. 26 TOA rinvia,
per le pratiche amministrative, al sistema di base per il calcolo degli onorari
sancito agli art. da 8 a 12 TOA. In caso di ricorso - precisa l'art. 29 cpv. 1
TOA - é però dovuto un onorario compreso tra il 20% ed il 70% di quello
definito seguendo quel sistema.

 

9.3. Per la definizione dell'onorario dovuto dalla parte
vincente al suo patrocinatore - e , di conseguenza, delle ripetibili che spettano
a questa - bisognerà pertanto avere riguardo in principio alla complessità ed
all'importanza, al valore e all'estensione della pratica, alla competenza
professionale ed alla responsabilità dell'avvocato, al tempo ed alla diligenza
impiegati, alla situazione patrimoniale delle parti, all'esito conseguito ed
alla sua prevedibilità (art. 8 TOA). L'art. 9 TOA stabilisce indi il modo
(percentuale) per calcolare l'onorario secondo il valore della pratica (OV),
quando questo é determinato o determinabile. L'art. 10 cpv. 1 TOA indica invece
che nelle pratiche il cui valore non é determinabile, l'onorario deve essere
calcolato in base al dispendio orario (OT), ritenuto un minimo di fr.
150.--/ora: importo che, a 12 anni dall'entrata in vigore della TOA, é
frattanto lievitato a fr. 200.--/ora. L'art. 11 cpv. 1 TOA prevede infine la
possibilità - e l'obbligo - di calcolare gli onorari combinando i criteri di
cui agli art. 9 e 10 TOA per le pratiche di esiguo valore ma che hanno richiesto
un cospicuo dispendio di tempo e nei casi di valore elevato ma che hanno
richiesto un impegno limitato, nonché in pratiche di valore determinato quando
le particolarità del caso e gli interessi patrimoniali in gioco non giustifichino
l'applicazione integrale della tariffa secondo il valore. La formula
applicabile all'uopo, coniata dal Consiglio di Moderazione con decisione 10
settembre 1990 (pubbl. nel Bollettino dell'ordine degli avvocati, 1991, n. 1,
pag. 15; inoltre RDAT II-1996 N. 11 consid. 8 e rinvii) ed adottata sia dalle
Camere civili del Tribunale d'appello che da parte di questo Tribunale, é la
seguente: onorario = (2 x OV x OT) : (OV + OT). L'art. 12 TOA istituisce infine
alcune ipotesi in cui l'onorario può essere aumentato.

 

9.4. In una procedura di rilascio di una licenza edilizia, il
valore litigioso non coincide né con quello dell'intero investimento né con
quello della sola costruzione. Nell'ottica del richiedente esso coincide
piuttosto con il suo interesse, non traducibile in una certa somma di danaro,
di poter attuare il suo progetto in quel determinato luogo e in quel
determinato momento. Nell'ottica dell'opponente il valore litigioso deve invece
essere riferito all'interesse di questi a prevenire una eventuale svalutazione
della sua proprietà (cfr. DTF inedito 21 ottobre 1981 in re P. SA, consid. 3, massimato
in Rep. 1982, pag. 322).

 

9.5. Nel concreto caso i costi di realizzazione del porto
sono stimati in fr. 12'000'000.-- (cfr. relazione tecnica, pag. 17 seg.). Al di
là di questa cifra, l'interesse della __________ ad eseguire quell'infrastruttura
sul sedime della __________ é comunque assai elevato. Diversamente dalle altre
costruzioni, l'approvazione del controverso porto sottende difatti il soddisfacimento
di un complesso equilibrio di esigenze di natura pianificatoria, ambientale e
di protezione della natura e del paesaggio, che vincolano l'attuazione
dell'infrastruttura a quel preciso luogo e la cui ripetizione altrove potrebbe
risultare problematica; posto che sia possibile, essa necessiterebbe inoltre
dei tempi di verifica e di approvazione oltremodo lunghi, stimabili in almeno
5/10 anni. Del pari elevato é l'interesse della comunione dei comproprietari
del condominio __________, la cui stima ufficiale effettuata a metà degli anni
80 assommava a fr. 8'000'000.-- circa, di scongiurare la presenza del porto
sullo specchio d'acqua antistante la stessa. Per quanto riguarda invece
l'onorario a tempo il patrocinatore ha allegato una distinta dalla quale risulta
un dispendio di circa 46 ore, ovvero di una settimana circa di lavoro, per
l'assistenza prestata alla cliente durante la procedura ricorsuale innanzi all'istanza
inferiore: procedura che ha anche costituito il primo stadio di causa in cui è
intervenuto il legale della __________. Avuto riguardo all'estensione ed alla
complessità dell'oggetto, quell'indicazione appare attendibile. Trattasi quindi
di una pratica di valore elevato, in relazione al quale l'impegno di tempo
appare tuttavia limitato. Se fosse stato possibile attribuire un valore litigioso
effettivo alla pratica, il calcolo dell'onorario a favore del patrocinatore
della __________ avrebbe dovuto essere effettuato in applicazione dell'art. 11
cpv. 1 TOA, onde garantire un rapporto ragionevole tra l'ammontare degli
onorari e la prestazione del mandatario ed evitare, in questo modo, di
addivenire ad una remunerazione esorbitante, lesiva dell'art. 4 Cost (DTF
inedita 10 giugno 1997 in re avv. X.Y., consid. 5e e relativo rinvio al consid.
4b; inoltre, nello stesso senso, STA inedita 10 giugno 1997 in re AET, consid.
4.2.). Non essendo possibile percorrere l'anzidetta strada, deve essere
attribuito un peso essenziale all'onorario a tempo, avendo particolare cura di
adattare prudentemente verso l'alto o verso il basso la tariffa oraria ai
rispettivi interessi in gioco. Per procedere a questa determinazione dovrà
altresì essere fatta astrazione della riduzione istituita all'art. 29 cpv. 1
TOA, applicabile solo quando per la definizione della remunerazione si deve far
capo (anche) all'onorario secondo il valore di causa (cfr. decisione 17
dicembre 1996 del Consiglio di moderazione in re avv. X.Y., consid. 5b, d, 6a,
b, confermati sotto questo aspetto, apparentemente nel principio e sicuramente
nel risultato, nella DTF 10 giugno 1997 appena citata, consid. 5e e segg.;
inoltre STA inedita 10 giugno 1997 poco sopra citata in re AET, ibidem).

 

Avuto riguardo degli elementi influenti all'uopo (cfr. art. 8
TOA), il Tribunale ritiene di potere riconoscere al patrocinatore della
__________ un onorario orario netto di fr. 250.--. L'indubbia, elevatissima
consistenza degli opposti interessi, che legittimerebbe l'esposizione di un
onorario sicuramente superiore a quell'importo, deve difatti essere ritenuta
parzialmente compensata dal fatto che la licenza edilizia doveva essere
confermata da parte del Consiglio di Stato, così come lo é stata da parte di
questo Tribunale, previa sottoposizione a tre oneri, di cui due di particolare
incidenza a gravare l'istante (prelievo dei contributi sostituivi per posteggi
mancanti; obbligo di ridurre la lunghezza del porto di 20 m). Ne risulta un
onorario di fr. 11'500.-- (46 ore x fr. 250.--/ora), arrotondato per tener
conto delle spese, esposte per fr. 489,20, e dell'IVA in fr. 12'500.--. Tale é
l'importo per ripetibili che viene assegnato da parte del Tribunale a favore
della __________ nella procedura innanzi al Consiglio di Stato. In un
procedimento di mole, complessità ed importanza come il presente l'assegnazione
alla parte vincente di un'indennità per ripetibili di questo importo deve difatti
essere considerata quale soglia minima invalicabile; scostandosene in misura
manifesta, il Consiglio di Stato ha commesso un chiarissimo abuso del potere di
apprezzamento che l'art. 31 PAmm gli conferiva allo scopo.

 

 

                                10.   10.1. In conclusione i
ricorsi di __________ e della comunione dei comproprietari del condominio
__________ devono essere respinti. La risoluzione governativa 5 novembre 1997,
dispositivi n. 1. e 2., la licenza edilizia 5 marzo 1997 nonché la contestuale
decisione sul rapporto EIA devono pertanto essere confermate. La licenza
edilizia deve tuttavia essere gravata dai seguenti ulteriori tre oneri: 1)
obbligo, per la __________, di spostare di 20 m a sud il molo B ed accorciare
di conseguenza il molo C; 2) obbligo, per il municipio di __________, di
prelevare i contributi sostitutivi per i posteggi; 3) obbligo, per il municipio
di __________, di fissare il numero, il tipo e la grandezza degli alberi che dovranno
essere messi a dimora nei ricreandi giardini __________ in sostituzione di
quelli protetti che vengono abbattuti.

 

La __________ postula che i menzionati gravami vengano dichiarati
temerari. Il Tribunale non accede a questa richiesta dal momento che,
contrariamente alla procedura civile (art. 152 CPC, codice di procedura civile
del 17 febbraio 1971), la procedura amministrativa non istituisce questa
possibilità. Per questo stesso motivo il Tribunale si astiene dal formulare
giudizi abbondanziali sull'argomento.

 

10.2. Il ricorso della __________ deve invece essere parzialmente
accolto e l'indennità per ripetibili della prima sede ricorsuale aumentata a fr.
12'500.--. Il dispositivo n. 3 della risoluzione governativa deve essere
modificato di conseguenza.

 

 

                                11.   La tassa di giudizio, di
complessivi fr. 7'500.--, e le ripetibili della presente sede devono essere
poste a carico dei 7 ricorrenti proporzionalmente al rispettivo grado di soccombenza
(art. 28 e 31 PAmm). Oltre ad __________, alla comunione dei comproprietari del
condominio __________ ed alla __________ entrano infatti in linea di conto i 4
comproprietari il cui ricorso é stato dichiarato irricevibile (cfr. consid.
1.2.). Il fatto di accollare una ragionevole parte della tassa di giudizio e
delle ripetibili ad __________ non é contrario al diritto federale (Keller, Kommentar
NHG, ad art. 12a N. 17). A maggior ragione se il suo ricorso, per la cui
presentazione ha fatto capo ad un avvocato, non ha superato nemmeno lo scoglio
della semplice ricevibilità. Le ripetibili, calcolate secondo i criteri sopra
sviluppati e che devono pertanto coprire almeno l'onorario a tempo (stimato in
almeno 3 1/2 giorni lavorativi) oltre alle spese ed all'IVA, vengono parimenti
tassate in fr. 7'500.--.

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli articoli di legge sopraricordati

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   1.1. I ricorsi dell'arch.
__________, del notaio __________, di __________ e di __________ sono
dichiarati irricevibili.

 

                                         1.2. Il ricorso della
comunione dei comproprietari del condominio __________, mapp. __________ di
__________, é respinto.

 

                                         1.3. Il ricorso di
__________ é respinto nella misura in cui é ricevibile.

 

                                         1.4. Sono pertanto
confermati:

 

-    i dispositivi n. 1. e 2. della risoluzione del Consiglio di
Stato 5 novembre 1997 (n. 5640);

-    la licenza edilizia rilasciata il 5 marzo 1997 dal municipio di
__________ a favore della __________, cui é succeduta la __________, con
l'aggiunta dei seguenti tre oneri:

     1)    l'obbligo,
per la __________, di spostare di 20 m a sud il molo B ed accorciare di conseguenza
il molo C;

     2)    obbligo,
per il municipio di __________, di prelevare i contributi sostitutivi per i
posteggi; 

     3)    obbligo,
per il municipio di __________, di fissare il numero, il tipo e la grandezza
degli alberi che dovranno essere messi a dimora nei ricreandi giardini
__________ in sostituzione di quelli protetti che vengono abbattuti; 

 

     e meglio come specificato nei considerandi 6.5., 6.7. e 8.5.
rispettivamente.

 

 

                                   3.   Il ricorso della __________
é parzialmente accolto, per cui il dispositivo n. 3 della risoluzione
governativa 5 novembre 1997 (n. 5640) viene modificato come segue:

"Le spese e la tassa di
giudizio di complessivi fr. 700.-- sono posti a carico della comunione dei
comproprietari del condominio __________, la quale é inoltre condannata a
rifondere alla __________ un importo di fr. 12'500.-- per ripetibili"

 

 

                                   4.   La tassa di giudizio della
presente sede, di fr. 7'500.--, é posta a carico dei ricorrenti come segue:

-    fr. 100.-- a carico, singolarmente, dell'arch. __________, del
notaio __________, di __________ e di __________;

-    fr. 300.-- a carico, singolarmente, di __________ e della
__________;

-    fr. 6'500.-- a carico della comunione dei comproprietari del
condominio __________.

 

 

                                   5.   Le ricorrenti __________ e
comunione dei comproprietari del condominio __________ sono altresì condannate
a versare alla __________ un importo di fr. 7'500.-- per ripetibili in ragione
di fr. 300.-- a carico di __________ e di fr. 7'200.-- a carico della comunione
dei comproprietari del condominio __________.

 

 

                                   6.   Contro la presente
decisione, nella misura in cui é fondata sul diritto pubblico federale, é dato
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale Losanna, nel termine di
30 giorni dall'intimazione.

 

 

	
   

                                      7.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
vicepresidente                                                      Il
segretario