# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b21fd15a-2b93-5be7-85cc-5c1cc763ce7f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2018-06-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.06.2018 A-2665/2018
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-2665-2018_2018-06-25.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 

Decisione confermata dal TF con 

sentenza del 19.10.2018 (8C_564/2018) 

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-2665/2018 

 

 
 

  D e c i s i o n e  i n c i d e n t a l e  

d e l  2 0  g i u g n o  2 0 1 8  

Composizione 

 
Giudici Jürg Steiger (presidente del collegio),  

Jérôme Candrian, Christoph Bandli,  

cancelliere Manuel Borla. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, 

…,   

patrocinato …,  

istante,  

 
 

 
contro 

 

 
Base logistica dell'esercito BLEs, 

Viktoriastrasse 85, 3003 Berna, 

patrocinata dall'avv. …, 

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Domanda di ricusazione (A-1524/2018). 

 

 

 

A-2665/2018 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A._______, classe …, è entrato alle dipendenze della Base logistica 

dell’esercito (BLEs), in qualità di specialista pompiere dell’unità portale sud 

del Centro d’intervento del San Gottardo, il … e per un tempo 

indeterminato. 

B. 

Con atto del 19 dicembre 2017, il Dipartimento federale della difesa, della 

protezione della popolazione e dello sport (DDPS) – rappresentato dalla 

BLEs (autorità inferiore) – ha notificato al signor A._______ la volontà di 

disdire in via ordinaria il suo rapporto di lavoro dal 30 aprile 2018 in virtù 

dell’art. 10 cpv. 3 lett. a e b della legge del 24 marzo 2000 sul personale 

federale (LPers, RS 172.220.1), in sostanza per violazione di importanti 

obblighi legali o contrattuali in seguito a mancanze nelle prestazioni o nel 

comportamento, impartendogli un termine per prendere posizione al 

riguardo, nonché per esaminare gli atti dell’incarto. 

C. 

Tale atto è stato trasmesso direttamente al signor A._______ il 19 febbraio 

2018, per ragioni che non occorre qui evocare. 

H. 

Avverso detta decisione, A._______ ha presentato ricorso il 12 marzo 2018 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (in seguito il TAF o il 

Tribunale), postulandone in sostanza l’annullamento; in via 

superprovvisionale e provvisionale, egli ha inoltre chiesto la concessione 

dell’effetto sospensivo al suo gravame. Con scritto del 10 aprile 2018, 

l’autorità inferiore si è opposta a tale richiesta, non sussistendo a suo 

avviso i relativi presupposti. 

L. 

Con decisione del 18 aprile 2018 il TAF ha respinto la richiesta di 

conferimento dell’effetto sospensivo, ritenendo che “la disdetta non appare 

a priori verosimilmente abusiva”. Esso ha altresì rilevato che “la non 

concessione dell’effetto sospensivo non lede il principio di proporzionalità”.  

M. 

Con istanza 14 novembre 2016, A._______ (in seguito anche istante o 

ricorrente nella procedura A-1524/2018) ha chiesto la ricusa del giudice 

dell’istruzione B._______, censurando che la stessa – alla luce dei 

considerandi espressi nella decisione incidentale in ordine alla richiesta di 

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conferimento dell’effetto sospensivo – “appare concretamente e 

oggettivamente, e così indubbiamente apparirebbe anche agli occhi di un 

terzo non coinvolto nel procedimento, troppo prevenuta per decidere nel 

merito”. 

N. 

Con scritto del 17 maggio 2018, il giudice dell’istruzione B._______ – 

invitata a prendere posizione circa la domanda di ricusa oggetto del 

presente giudizio – ha postulato il suo respingimento. Essa ha in particolare 

evidenziato che l’argomentazione adotta con la richiesta di ricusa, 

tenderebbe più che altro a sostenere come la valutazione operata sia 

errata. Tale allegazione, a dire della giudice, avrebbe dovuto essere 

invocata nel quadro di un ricorso contro al decisione incidentale e non nel 

quadro della richiesta di ricusa che qui ci riguarda. 

O. 

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell’art. 5 PA, emanate dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF, 

riservate le eccezioni di cui all’art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). In 

particolare, le decisioni in materia di diritto del personale sono impugnabili 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (cfr. art. 33 lett. d LTAF). Il 

Tribunale amministrativo federale è pertanto competente per statuire in 

merito alla decisione impugnata oggetto della procedura di ricorso  

A-1524/2018. La procedura dinanzi al TAF è retta dalla PA, in quanto la 

LTAF non disponga altrimenti (cfr. art. 37 LTAF). Il Tribunale è parimenti 

competente per statuire sull’istanza di ricusa del giudice dell’istruzione 

B._______ (cfr. DTAF 2007/4 consid. 1.1 con rinvii; decisioni incidentali del 

TAF A-6185/2015 del 1° dicembre 2015 consid. 1.1; A-3422/2011 del 

28 luglio 2011 consid. 1.1).  

1.2 Giusta l’art. 38 LTAF, le disposizioni concernenti la ricusa dei giudici e 

dei cancellieri del Tribunale federale (cfr. art. 34 segg. LTF), si applicano 

per analogia alla procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale. 

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Per tale motivo, l’art. 10 PA – su cui si fonda l’istante – non trova qui 

applicazione (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem 

Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 3.58). Il giudice interessato ha 

contestato i motivi di ricusa, pertanto la Corte statuirà in sua assenza 

(cfr. art. 37 cpv. 1 LTF). Sebbene si tratti di una decisione incidentale 

(cfr. art. 45 cpv. 1 PA, rispettivamente art. 92 cpv. 1 LTF), la Corte I statuirà 

nella composizione di tre giudici, conformemente alla prassi del Tribunale 

(cfr. decisioni incidentali del TAF A-6185/2015 del 1° dicembre 2015 

consid. 1.2 con rinvii; A-3422/2011 del 28 luglio 2011 consid. 1.2 con rinvii).  

2.  

Con istanza del 2 maggio 2018, l’istante ha postulato l’esclusione del 

giudice dell’istruzione B._______ (di seguito: il giudice dell’istruzione) dalla 

procedura di ricorso A-1524/2016, invocando un motivo di ricusa ai sensi 

dell’art. 10 lett. d PA. Come visto, l’art. 10 lett. d PA non è tuttavia qui 

applicabile (cfr. consid. 1.2 più sopra), sicché la domanda di ricusa verrà 

esaminata dallo scrivente Tribunale dal profilo dell’art. 34 cpv. 1 lett. e LTF 

(cfr. consid. 2.2 che segue). A tal fine, qui di seguito verranno dapprima 

richiamati i principi applicabili in materia di ricusa di un giudice 

(cfr. consid. 2.1 che segue). 

2.1  

2.1.1 La garanzia ad un tribunale indipendente e imparziale risultante 

dall’art. 30 cpv. 1 della Costituzione federale della Confederazione 

Svizzera (Cost., RS 101), nonché dall’art. 6 n. 1 della Convenzione per la 

salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 

0.101), conferisce alle parti il diritto di richiedere la ricusa di un giudice, il 

cui comportamento è di natura a suscitare dei dubbi in merito alla sua 

imparzialità. Detta garanzia mira ad evitare che delle circostanze esterne 

alla causa possano influenzare il giudizio a favore o a detrimento di una 

parte (cfr. DTF 139 III 433 consid. 2.1.2; 139 III 120 consid. 3.2.1; 138 I 1 

consid. 2.2; DTAF 2007/5 consid. 2.3; sentenza del TAF A-5043/2013 del 

16 dicembre 2013 consid. 3.1.1 con rinvii; FLORENCE AUBRY GIRARDIN, in: 

Bernard Corboz et al. [ed.], Commentaire de la LTF, 2a ed.  2014, n. 9 ad 

art. 34 LTF). Tale principio è concretizzato dall’art. 34 cpv. 1 LTF, il quale 

elenca i motivi di ricusa invocabili dalle parti. 

2.1.2 In particolare, giusta l’art. 34 cpv. 1 lett. e LTF, i giudici e i cancellieri 

si ricusano se per altri motivi, segnatamente a causa di rapporti di stretta 

amicizia o di personale inimicizia con una parte o il suo patrocinatore, 

potrebbero avere una prevenzione nella causa. Detta norma è concepita 

come una clausola generale che ingloba tutte le situazioni non coperte 

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dalle lett. a – d (cfr. sentenza del TF 4F_12/2014 del 15 dicembre 2014 

consid. 3; sentenze del TAF A-5034/2013 del 16 dicembre 2013 

consid. 3.1.3 con rinvii; E-3189/2010 del 5 luglio 2010 consid. 2.2; 

decisione incidentale del TAF A-5542/2013 del 29 ottobre 2013 consid. 2.1; 

AUBRY GIRARDIN, op. cit., n. 29 ad art. 34 LTF; ISABELLE HÄNER, in: 

Niggli/Uebersax/Wiprächtiger [ed.], Basler Kommentar, 

Bundesgerichtsgesetz, [di seguito: BSK BGG], 2a ed. 2011, n. 6 segg. ad 

art. 34 LTF).  

2.1.3 L’esistenza di un motivo di prevenzione ai sensi dell’art. 34 cpv. 1 

lett. e LTF è una mera questione d’apprezzamento dipendente dalle 

circostanze del caso concreto, che va giudicata in maniera oggettiva 

(cfr. sentenza del TAF E-3189/2010 del 5 luglio 2010 consid. 2.2; AUBRY 

GIRARDIN, op. cit., n. 31 ad art. 34 LTF). Vi è apparenza di prevenzione in 

presenza di circostanze concrete ed oggettive idonee a far sorgere un 

rischio di parzialità, ovvero tali da far dubitare sull’imparzialità di un giudice. 

In tale apprezzamento ci si focalizza solo sull’aspetto oggettivo, mentre le 

considerazioni soggettive come le impressioni puramente individuali di una 

delle parti non sono pertinenti (cfr. sentenza del TF 2C_755/2008 del 

7 gennaio 2009 consid. 3.2 con rinvii; DTF 139 I 121 consid. 5.1; 138 I 1 

consid. 2.2; 137 I 227 consid. 2.1; 134 I 238 consid. 2.1, 131 I 24 

consid. 1.1; DTAF 2007/5 consid. 2.3; sentenze del TAF A-5034/2013 del 

16 dicembre 2013 consid. 3.1.4; E-3189/2010 del 5 luglio 2010 consid. 2.2; 

decisioni incidentali del TAF A-6185/2015 del 1° dicembre 2015 

consid. 2.1; A-5542/2013 del 29 ottobre 2013 consid. 2.1; AUBRY 

GIRARDIN, op. cit., n. 32 ad art. 34 LTF).  

Nel verificare l’esistenza di motivi di prevenzione, vanno considerati anche 

gli aspetti di carattere funzionale e organizzativo, mettendo l’accento 

sull’importanza che possono rivestire le apparenze stesse. Una parte può 

invero personalmente risentire certi atteggiamenti del giudice come 

determinati da parzialità, ma è decisivo sapere se le sue apprensioni 

soggettive possano considerarsi oggettivamente giustificate (cfr. DTF 134 

I 238 consid. 2.1; sentenza del TF 1B_337/2010 del 17 novembre 2010 

consid. 2.2;). In ogni caso, la ricusa verrà ammessa non appena sussiste 

un’apparenza oggettiva di prevenzione, poco importa che il giudice 

interessato si senta atto a pronunciare il giudizio in piena imparzialità 

(cfr. sentenze del TAF A-5034/2013 del 16 dicembre 2013 consid. 3.1.4; E-

3189/2010 del 5 luglio 2010 consid. 2.2 con rinvii; AUBRY GIRARDIN, op. cit., 

n. 32 ad art. 34 LTF con rinvii).  

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L’autorità chiamata a statuire su una istanza di ricusa deve dunque 

apprezzare se le circostanze di fatto siano tali da implicare la ricusa o al 

contrario tali da dover confermare la composizione dell’autorità adita, 

tenuto conto della presunzione d’imparzialità dei giudici (cfr. sentenza del 

TAF A-5034/2013 del 16 dicembre 2013 consid. 3.1.4; AUBRY GIRARDIN, 

op. cit., n. 34 ad art. 34 LTF con rinvii), nonché dell’inesistenza per le parti 

del diritto di scegliere i giudici che la compongono. 

2.1.4 Ciò indicato – nella misura in cui l’imparzialità di un giudice è presunta 

– il motivo di ricusa invocato deve essere serio, in quanto il rischio di 

prevenzione non va ammesso troppo facilmente, diversamente si com-

prometterebbe il normale funzionamento del tribunale (cfr. AUBRY 

GIRARDIN, op. cit., n. 34 ad art. 34 LTF con rinvii). La ricusa riveste pertanto 

un carattere eccezionale (cfr. sentenza del TF 1B_337/2010 del 

17 novembre 2010 consid. 2.2). Colui che invoca un motivo di ricusa 

fondato sulla prevenzione del giudice deve rendere verosimile, producendo 

degli elementi concreti, l’esistenza di circostanze proprie a suscitare 

l’apparenza di prevenzione e a far nascere il rischio di parzialità (cfr. art. 36 

cpv. 1 LTF). Tale è il caso delle dichiarazioni del giudice riguardo alla causa 

o a una delle parti, del suo comportamento nei suoi confronti o ancora dei 

fatti anteriori permettenti di dubitare della sua imparzialità (cfr. DTAF 

2007/5 consid. 2.3; sentenza del TAF E-3189/2010 del 5 luglio 2010 

consid. 2.3 con rinvii). In particolare, le dichiarazioni fatte prima o durante 

la procedura che possono fondare una denuncia per apparenza di 

prevenzione, e non i motivi a sostegno della decisione resa (cfr. DTF 134 I 

238 consid. 2.1; sentenze del TAF A-5034/2013 del 16 dicembre 2013 

consid. 3.1.5; E-3189/2010 del 5 luglio 2010 consid. 2.3 con rinvii; YVES 

DONZALLAZ, Loi sur le Tribunale fédéral, Commentaire, 2008, n. 558). 

2.1.5 In virtù dell’art. 34 cpv. 2 LTF, la partecipazione a un procedimento 

anteriore non è in sé un motivo di ricusa. Il semplice fatto di aver emanato 

una decisione sfavorevole ad una parte nell’ambito di una procedura 

anteriore non costituisce infatti, a lui solo, un motivo di ricusa per appa-

renza di prevenzione (cfr. sentenze TF 1C_552/2011 dell’11 gennaio 2012 

consid. 2.2 con rinvii; 1B_264/2009 del 18 novembre 2009 consid. 2.4; 

sentenze del TAF A-5034/2013 del 16 dicembre 2013 consid. 3.1.6; E-

3189/2010 del 5 luglio 2010 consid. 2.3 con rinvii; decisione incidentale del 

TAF A-6185/2015 del 1° dicembre 2015 consid. 2.2; cfr. AUBRY GIRARDIN, 

op. cit., n. 38 ad art. 34 LTF con rinvii). Per ammettere un caso di ricusa, 

sono infatti richiesti degli elementi complementari permettenti di mettere in 

dubbio l’imparzialità del giudice. Tale è il caso in presenza di circostanze 

che lasciano apparire dei motivi propri a mettere in dubbio l’imparzialità del 

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giudice, quali i motivi di ricusa enumerati all’art. 34 cpv. 1 lett. a – e LTF 

(cfr. AUBRY GIRARDIN, op. cit., n. 38 ad art. 34 LTF con rinvii).  

Il solo fatto che un giudice si sia già espresso, nell’ambito di una domanda 

di misure cautelari, circa le probabilità di successo della causa 

sottopostogli, non implica ancora un’apparenza di prevenzione. In effetti, 

la funzione giudiziaria impone al giudice di determinarsi su degli elementi 

soventemente contestati e delicati. Essa presuppone che il giudice si 

pronunci sul litigio sottopostogli, e certe situazioni – come ad esempio 

l’esame delle condizioni alla base del gratuito patrocinio o delle misure 

cautelari – implicano ch’egli proceda ad un apprezzamento anticipato e 

ancora sommario dell’incarto e delle censure sollevate. In tal caso, 

l’opinione del giudice non è dettata da dei fattori estranei alla causa stessa. 

Pertanto, quand’anche si rivelino viziate, delle misure relative al normale 

esercizio della funzione di giudice non permettono di sospettarlo di 

parzialità. In tali circostanze, il giudice della ricusa non deve esaminare la 

condotta della procedura come potrebbe farlo un’istanza in appello 

(cfr. DTF 131 I 113 consid. 3.7; 116 Ia 135 consid. 3a; decisione incidentale 

del TAF A-3422/2011 del 28 luglio 2011 consid. 3.4.4). 

2.2  

2.2.1 Nella fattispecie che qui ci riguarda, l’istante ha chiesto la ricusa del 

giudice dell’istruzione dalla causa A-1524/2018 poiché a suo dire essa, con 

decisione incidentale del 18 aprile 2018, si sarebbe già espressa nel merito 

rispondendo in modo “solo apparentemente dubitativo” al quesito centrale 

posto dalla procedura ricorsale. In proposito esso ha indicato che per 

decidere in ordine alla concessione dell’effetto sospensivo non vi era 

bisogno di esprimersi in termini tanto precisi, privilegiando la valutazione 

del merito a quella dei contrapposti interessi. Inoltre il giudice dell’istruzione 

avrebbe riconosciuto fatti e argomenti allegati dal DDPS senza confrontarsi 

con i propri. Ne discenderebbe secondo quest’ultimo che, in buona 

sostanza, il giudice dell’istruzione non risulterebbe più essere 

“sufficientemente indipendente per cambiare questo giudizio”. 

2.2.2 Come esposto in narrativa, la giudice dell’istruzione ha per contro 

indicato che le allegazioni dell’istante tendono più che altro a dimostrare 

un’erronea valutazione operata in sede di decisione incidentale, e non 

tanto a dimostrare l’esistenza di presupposti per la ricusa del giudice 

dell’istruzione. 

A-2665/2018 

Pagina 8 

2.3 Sennonché le allegazioni dell’istante non possono essere condivise da 

questo tribunale. In primo luogo va rilevato che essersi pronunciato sulle 

probabilità di successo, conformemente a quanto richiesto dall’art. 56 PA 

(cfr. [tra le tante] sentenza del TAF A-2716/2013 del 29 maggio 2013 

consid. 3 con rinvii), non costituisce in sé ancora un motivo oggettivo di 

prevenzione. Inoltre con istanza di ricusa l’istante fa valere un errato 

accertamento dei fatti nella misura in cui il giudice dell’istruzione non si 

sarebbe confrontato con le proprie allegazioni: anche se ciò dovesse 

corrispondere alla realtà, non è certo nel quadro di questo giudizio in ordine 

alla richiesta di ricusa che tale censura deve essere evasa. Semmai 

sarebbe stato necessario interporre ricorso contro la decisione incidentale 

del 18 aprile 2018 (cfr. sentenza TF 5A.309/2016 del 4 ottobre 2016 consid. 

4.2 con rinvii). Va altresì evidenziato che sebbene il giudice abbia anticipato 

il suo giudizio sull’incarto – così come peraltro richiesto dalla prassi – esso 

non lo ha fatto in modo perentorio; infatti, emerge bene dai considerandi, 

come del resto anche ammesso dal qui istante (cfr. pag. 7 istanza), che il 

giudice dell’istruzione ha comunque lasciato spazio all’ipotesi avversa così 

come da egli sostenuta. Infatti, non vi è chi non vede come l’affermazione, 

“la disdetta in via ordinaria non appare a priori verosimilmente abusiva”, sia 

dubitativa e non concluda definitivamente in giudizio del merito. 

3.  

Alla luce delle circostanze sopra evocate, il presente Tribunale ritiene che 

dagli elementi fattuali non esistono i presupposti per condividere le 

richieste dell’istante, in ordine all’esistenza di un motivo oggettivo di ricusa 

ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LTF, sicché l’istanza di ricusa deve essere 

respinta.  

4.  

In considerazione che la procedura A-1524/2018, contestualmente alla 

quale è stata inoltrata l’istanza di ricusa, ha quale oggetto un litigio relativo 

al diritto del personale, non vengono prelevate spese processuali 

nemmeno nella presente procedura. 

 

(il dispositivo è sulla pagina seguente) 

  

A-2665/2018 

Pagina 9 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

La domanda di ricusa del giudice dell’istruzione B._______ inoltrata dal qui 

istante e ricorrente nella causa A-1524/2018 è respinta. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Comunicazione a: 

– istante (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (n. di rif. …) 

– giudice B._______ 

 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

Jürg Steiger Manuel Borla 

 

(i rimedi giuridici sono sulla pagina seguente) 

  

A-2665/2018 

Pagina 10 

 
Rimedi giuridici: 

Le decisioni del Tribunale amministrativo federale in ambito di rapporti di 

lavoro di diritto pubblico possono essere impugnate davanti al Tribunale 

federale a condizione che concernano controversie di carattere 

patrimoniale il cui valore litigioso sia pari almeno a fr. 15'000.– 

rispettivamente – se ciò non è il caso – nelle quali si ponga una questione 

di diritto di importanza fondamentale (art. 85 cpv. 1 lett. b e cpv. 2 LTF). Se 

non si tratta di una contestazione a carattere pecuniario, il ricorso è 

ricevibile soltanto nella misura in cui concerna la parità dei sessi (art. 83 

lett. g LTF). Se il ricorso in materia di diritto pubblico è ammissibile, esso 

deve essere inter-posto, nel termine di 30 giorni dalla notificazione della 

decisione contestata, presso il Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 

6004 Lucerna (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli atti scritti devono 

essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e 

l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 

e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi 

di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

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