# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c61b9f93-73ff-53cb-9354-6ed218fd4e4d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-08-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 10.08.1999 11.1998.88
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1998-88_1999-08-10.html

## Full Text

Incarto n.

  11.98.00088

  	
  Lugano

  10 agosto 1999/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  
						

 

	
  segretaria:

  	
  Bottinelli
  Raveglia, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nella causa __________.__________.__________ (azione di divorzio)
della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa con petizione del 9 febbraio
1998 da

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________

  (patrocinato
  dall’avv. __________ __________, __________)

  

 

                                         contro

 

	
   

  	
  __________
  __________, nata __________,
  __________ __________

  (patrocinata
  dall’avv. __________ __________, __________);

  

 

giudicando
ora sul decreto cautelare dell’8 maggio 1998 con cui il Pretore ha respinto una modifica di misure provvisionali
chiesta dall’attore; 

 

esaminati
gli atti,

 

posti
i seguenti

 

punti di questione:      1.  Se deve essere accolta l’appellazione del 19
maggio 1998 presentata da __________ __________ contro il decreto cautelare
emanato l’8 maggio 1998 dal Pretore del Distretto di Bellinzona;

 

                                          2.  Se
deve essere accolta la richiesta di assistenza giudiziaria contestuale
all’appello;

 

                                          3.  Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   __________ __________
(1948) e __________ __________ (1957) si sono sposati a __________ il
__________ __________ 1987. Dall’unione è nato __________
(____________________1987). Il marito è __________ indipendente, mentre la
moglie lavora a domicilio, riparando __________ di __________. Un tentativo di
conciliazione fra i coniugi è decaduto infruttuoso il 12 giugno 1997. Il 25
agosto 1997, in esito a un’istanza di __________ __________, il Pretore del Distretto
di Bellinzona ha obbligato __________ __________ a versare provvisionalmente un
contributo alimentare di fr. 980.– mensili per il figlio __________ e di fr.
1’689.– per la moglie (inc. __________/__________). Un appello presentato da
__________ __________ contro tale decreto è stato parzialmente accolto il 13
marzo 1998 da questa Camera, che ha ridotto a fr. 1’617.– mensili il contributo
per la moglie (inc. __________.__________.__________).

 

                                  B.   __________ __________
ha promosso il 9 febbraio 1998 azione di divorzio, offrendo un contributo
alimentare di fr. 735.– mensili unicamente per __________. Lo stesso giorno
egli ha instato per la modifica dell’assetto cautelare, postulando la riduzione
del contributo per il figlio a fr. 735.– mensili e la soppressione di quello
per la moglie. All’udienza del 24 marzo 1998 __________ __________ si è opposta
alla modifica. Ultimata l’istruttoria, alla discussione finale del 28 aprile
1998 le parti hanno ribadito le rispettive domande di giudizio. Statuendo l’8
maggio 1998, il Pretore ha respinto l’istanza cautelare. La tassa di giustizia
di fr. 200.– e le spese sono state poste a carico del marito, tenuto a
rifondere alla convenuta fr. 800.– per ripetibili.

 

                                  C.   __________ __________
è insorto contro il decreto del Pretore con un appello del 19 maggio 1998 nel
quale chiede – previa concessione dell’assistenza giudiziaria – la riduzione
del contributo per il figlio a fr. 735.– mensili e la soppressione di quello
per la moglie con effetto retroattivo dal 1° luglio 1997. Nelle sue
osservazioni dell’8 giugno 1998 __________ __________ propone il rigetto dell’appello
e la conferma del decreto pretorile.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le misure provvisionali
adottate durante una causa di separazione o di divorzio (art. 145 cpv. 2 CC)
possono sempre essere modificate dal giudice, non solo ove siano mutate in
maniera rilevante e duratura le circostanze considerate al momento della
decisione, ma anche quando le previsioni formulate in base alla situazione di
quel momento non siano avverate o si siano avverate solo in parte (Hinderling/Steck, Das schweizerische Ehescheidungsrecht,
Zurigo, 1995, n. 77 pag. 545 con richiami di dottrina e giurisprudenza). Un
decreto cautelare non più impugnabile con un rimedio giuridico ordinario
acquisisce forza di giudicato (formelle Rechtskraft). Per contro, esso
non acquisisce mai – o mai completamente – autorità di forza giudicata (materielle
Rechtskraft: Guldener,
Schweizerisches Zivilprozessrecht, 3ª edizione, pag. 583; Pelet, Mesures provisionelles: droit
fédéral ou cantonal?, Losanna 1987, pag. 6 in alto con richiami di dottrina),
in modo che il giudice può statuire nuovamente sull’oggetto del litigio.
Nell’ambito di un’istanza di modifica non è decisivo sapere quindi se l’istante
avrebbe potuto far valere prima la causa di modifica invocata; decisivo è
sapere se tale causa sia rilevante e duratura. Ciò posto, il coniuge che omette
di allegare con tempestività elementi di fatto a suo favore non perde per ciò
soltanto il diritto alla modifica dell’assetto provvisionale. Perde invece – di
regola – il diritto di recuperare quanto versato in esubero, giacché non può
beneficiare di alcuna modifica retroattiva (Bühler/Spühler
in: Berner Kommentar, 3ª edizione, n. 445 ad art. 145 CC; Rep. 1996 pag. 121
segg.).

 

                                   2.   Nella propria
sentenza del 13 marzo 1998 questa Camera aveva fissato i contributi
provvisionali in base a un reddito familiare di fr. 6’830.– mensili (fr.
5’830.– il marito, fr. 1’000.– la moglie) e a fabbisogni di complessivi fr.
6’830.– mensili (fr. 3’233.– il marito, fr. 2’617.– la moglie e fr. 980.– il
figlio). Non risultando eccedenza, il marito è stato obbligato a versare fr.
980.– per il figlio e fr. 1’617.– per la moglie. Il Pretore ha respinto la
modifica dei contributi chiesta dal marito ritenendo che la situazione non era
mutata. Accertato che l’istante lavora per due committenti, egli ha rilevato
che il rendiconto d’esercizio 1997 non era attendibile poiché non contemplava
tutte le entrate del marito e che la documentazione prodotta contrastava con le
varie testimonianze, ragione per cui il reddito dell’interessato doveva essere
confermato in fr. 5’830.– mensili, come in precedenza.

 

                                         L’appellante fa valere che
il reddito imputatogli dal Pretore era stato accertato sulla base di un
conteggio parziale, mentre il rendiconto d’esercizio finale attesta un reddito
netto per il 1997 di fr. 3’600.– mensili, per altro ridotto a fr. 3’076.–
mensili nei primi mesi del 1998. Egli contesta inoltre di non avere indicato
tutte le sue entrate anche perché egli lavora in pratica per un solo
committente (______________________________ __________), l’altro
(____________________) fatturando le sue prestazioni alla ditta __________. 

 

                                   3.   a)  Per
quanto riguarda il reddito del marito, gli atti non consentono di accertare che
egli percepisca più di quanto dichiarato. Dal fascicolo processuale risulta che
il reddito aziendale dell’interessato ammontava nel 1995 a fr. 95’908.15 annui
e nel 1996 a fr. 72’208.70 (doc. 1 e 2 nell’inc. 57/97). Per il periodo
gennaio-maggio 1997 egli ha indicato entrate per fr. 5’830.– mensili (doc. 5
nell’inc. 57/97), mentre il rendiconto finale del medesimo anno attesta un
reddito netto di fr. 3’605.– mensili (doc. A). Da un confronto di tali dati
risulta che le entrate sono passate da fr. 187’763.70 nel 1995 a fr. 159’532.60
nel 1996 e a fr. 163’059.35 nel 1997, mentre le uscite sono passate da fr.
82’639.55 nel 1995 a fr. 81’793.90 nel 1996 a fr. 119’809.70 nel 1997. In
merito ai conteggi 1995/96 la moglie non aveva eccepito alcunché (vedi replica
scritta del 24 luglio 1997 pag. 4 ad 4 nell’inc. __________/__________). Non è
dato a divedere quindi il motivo per cui quello del 1997, allestito sempre
dalla fiduciaria __________ __________, non sarebbe attendibile. Del resto le
entrate del 1997 sono superiori al 1996, quando i coniugi vivevano ancora
insieme e alla moglie, che si occupava della gestione familiare, era senz’altro
più difficile celare introiti. Prima della separazione dei coniugi, inoltre, la
documentazione per l’allestimento dei rendiconti era consegnata alla fiduciaria
__________ __________ dalla moglie medesima (deposizione __________ -__________
del 4 agosto 1997 nell’inc. __________/__________). Nelle circostanze descritte
non vi sono ragioni, a un esame di mera v______imiglianza, per scostarsi dal
reddito indicato dall’appellante. Per quanto concerne le uscite, il maggior importo
esposto nel 1997 è dovuto sostanzialmente all’acquisto di un autocarro, mentre
gli altri costi appaiono sostanzialmente giustificati.

 

                                         b)  Dall’istruttoria
è emerso altresì che il marito esegue trasporti per la ditta __________
__________ __________. __________, presso la quale è occupato pressoché a tempo
pieno, e che ritira merce anche presso __________ __________ per conto della
ditta __________, alla quale l’istante invia le fatture (deposizione __________
del 4 agosto 1997 nell’inc. __________/__________). Il fiduciario del marito ha
dichiarato di non essere a conoscenza di lavori eseguiti per altre ditte (deposizione
__________ -__________ del 4 agosto 1997 nell’inc. __________/__________).
__________ __________, da parte sua, ha confermato che i trasporti della sua
ditta per __________ sono svolti dall’istante, che quest’ultimo ha effettuato anche
tre trasporti per suo conto a __________ retribuiti con la consegna di un aggancio
del rimorchio e che egli non ha mai commissionato altri trasporti (deposizione
del 12 agosto 1997 nell’inc. __________/__________). Dagli atti risulta invero
che nel 1997 __________ __________ ha compiuto un’ottantina di trasporti dal
suo centro di __________ a __________ (lettera 30 marzo 1998 dalla ditta
__________, nei richiami), ma da tale dichiarazione non risulta con sufficiente
attendibilità che sia stato il solo istante ad effettuarli, ritenuto che anche
__________ __________ usava lo stesso autocarro per i trasporti. Certo,
l’interessato ha eseguito corse anche per la ditta __________, ma queste sono
state limitate e compensate con rifornimenti di carburante.

 

                                         c)  Ciò
premesso, a un sommario esame come quello che presiede all’emanazione di misure
provvisionali non è possibile accertare che l’istante esegua altri lavori
retribuiti. L’attore, d’altro lato, ha reso v______imile una riduzione del
proprio reddito netto, che risulta per finire di fr. 3’605.– mensili. Per
converso, un’ulteriore riduzione non si giustifica poiché il lasso di tempo
durante il quale egli ha conseguito il reddito netto di soli fr. 3’076.– è
troppo breve (tre mesi nel 1998) e non denota un mutamento relativamente
duraturo della situazione.

                                         

                                   4.   L’appellante chiede
che il suo fabbisogno minimo mensile sia aumentato a fr. 4’039.– mensili per
tenere conto degli oneri fiscali arretrati (fr. 800.–), delle spese di
lavanderia e stireria (fr. 150.–) e del supplemento del 20% riconosciuto dalla
giurisprudenza.

 

                                         a)  Per
quanto riguarda l’onere fiscale arretrato, questa Camera ha già spiegato nella
sentenza del 13 marzo 1998 (consid. 4 in fine) che esso andava considerato alla
stregua di un debito coniugale e poteva, a quel momento, essere ammesso nella
misura in cui non intaccava il fabbisogno in denaro della moglie e del figlio.
Nelle nuove circostanze della famiglia ciò non è più il caso poiché, come si
vedrà in appresso, il fabbisogno della moglie rimane scoperto. Per le medesime
ragioni non può essere inserito nel fabbisogno del marito il debito contratto
con la compagnia __________.

 

                                         b)  I
costi di lavanderia e stireria non possono, ancora una volta essere
riconosciuti. Certo, la sorella dell’appellante ha dichiarato di ricevere fr.
50.– mensili, soggiungendo però che si tratta del pagamento per il detersivo e
per l’energia elettrica della lavatrice (deposizione __________ __________ del
28 aprile 1998). Tali costi rientrano quindi nelle spese domestiche che
sarebbero comunque a carico dell’interessato. L’apprezza-mento del Pretore, per
il quale tale importo rientra nel minimo esistenziale del diritto esecutivo,
resiste quindi alla critica. 

                                         c)  Il
supplemento del 20% sul fabbisogno minimo va infine riconosciuto, per prassi,
in presenza di una situazione finanziaria favorevole (DTF 115 II 425 consid.
2). L’aumento del minimo esistenziale – a entrambi i coniugi – in modo da
lasciare loro un certo margine sulle spese individuali dipende tuttavia dalle
condizioni economiche della famiglia, le cui entrate devono essere sufficienti
per coprire tale maggiorazione senza provocare ammanchi (I CCA, sentenza del 26
agosto 1997 nella causa B., massima pubblicata in: Bollettino dell’ordine degli
avvocati 16/1998, pag. 4). Ciò non è manifestamente il caso in concreto, come
si vedrà in appresso, di modo che non vi è spazio per allargare ulteriormente
il fabbisogno delle parti. 

 

                                         d)  Il
fabbisogno del marito deve di conseguenza essere fissato in fr. 2’305.– mensili.
Esso comprende il minimo vitale del diritto esecutivo (fr. 1025.–), la
locazione (fr. 880.–: doc. D) e le imposte stimate (fr. 400.–). Il premio della
cassa malati di fr. 268.– è già stato dedotto dal reddito (doc. 1, pag. 2 in
alto), mentre l’onere fiscale ammesso in precedenza (fr. 800.–) deve essere
ridotto, tenuto conto della diminuzione degli introiti.

 

                                   5.   Il Pretore ha confermato
il fabbisogno in denaro del figlio in fr. 980.– mensili. Ora, è vero che le
raccomandazioni pubblicate dall’Ufficio della gioventù del Canton Zurigo, cui
questa Camera si ispira per prassi costante, prevedono per un figlio dell’età
di __________ un fabbisogno in denaro, già dedotta la posta cure ed educazione
prestata in natura dalla madre, di fr. 980.– mensili (RDT 51/1996 pag. 33).
Tali valori si rapportano tuttavia a fasce di reddito attorno ai fr. 7’000.–
mensili (si veda la pag. 11, adattata al rincaro dell’edizione 1988). In
concreto, considerati i redditi complessivi dei genitori (fr. 4’605.– mensili),
notevolmente inferiori, il fabbisogno in denaro del figlio può essere stimato
in fr. 735.– mensili. 

 

                                   6.   In conclusione il
quadro patrimoniale mensile della famiglia si presenta come segue:

                                         

                                         reddito
del marito                                                        fr. 3’605.–

                                         reddito
della moglie                                                     fr. 1’000.–

                                                                                                                         fr.
4’605.–  mensili

                                         fabbisogno minimo del marito                                      fr.
2’305.–

                                         fabbisogno
minimo della moglie                                   fr. 2’617.–

                                         fabbisogno
in denaro del figlio                                      fr.   735.–

                                                                                                                         fr.
5’657.–  mensili

                                         ammanco                                                                  fr.
1’052.–  mensili

 

                                         il
marito può conservare per sé                                    fr. 2’305.– 
mensili

                                         deve
versare al figlio                                                    fr.   
735.–  mensili

                                         e
alla moglie                                                              fr.   
565.–  mensili.

 

                                         L’appello deve essere accolto
entro questi limiti.

 

                                   7.   L’appellante chiede
che la riduzione del contributo alimentare decorra con effetto retroattivo dal
1° luglio 1997, facendo valere di non aver potuto allegare con tempestività la
riduzione delle sue entrate per mancanza della relativa documentazione, che
prima era allestita dalla moglie, e per il fatto che ha potuto dimostrare la
diminuzione del suo reddito solo agli inizi del 1998. 

 

                                         Un decreto
cautelare che modifica un assetto provvisionale vigente ha effetto in linea di
massima per il futuro. Il giudice può nondimeno, per ragioni di equità, far
decorrere la modifica già dalla presentazione dell’istanza (o da qualsiasi
momento intermedio fra la presentazione dell’istanza e l’emanazione del decreto:
Bühler/Spühler, op. cit., nota
445 ad art. 145 CC; Hinderling/Steck,
Das schweizerische Ehescheidungsrecht, Zurigo 1995, pag. 545 note 77 e 78). Nel
caso in esame il marito ha postulato la modifica il 9 febbraio 1998 e il
Pretore ha statuito l’8 maggio successivo. Da quest’ultima data deve dunque
decorrere, per principio, la riduzione dei contributi alimentari. Un effetto
retroattivo potrebbe entrare in considerazione, tutt’al più, fino al 9 febbraio
1998. Il solo fatto però che prima di tale data l’appellante non disponesse dei
necessari documenti a sostegno dell’istanza non basta tuttavia a configurare
estremi di equità che giustifichino una modifica retroattiva dell’assetto
cautelare. In caso contrario la retroattività andrebbe pronunciata come regola,
ciò che sarebbe manifestamente contrario al diritto federale. Su questo punto
il gravame si rivela pertanto destituito di buon diritto.

 

                                   8.   Gli oneri
processuali seguono la vicendevole soccombenza (art. 148 cpv. 2 CPC). Visto
l’esito dell’appello, si giustifica di suddividere i costi in ragione di metà
ciascuno, compensate le ripetibili. La medesima ripartizione deve valere per il
pronunciato di prima sede. La domanda di assistenza giudiziaria presentata dal
marito merita di essere accolta tanto in prima quanto in seconda sede (art. 155
CPC). L’indennità del patrocinatore d’ufficio sarà commisurata all’impegno che
un avvocato diligente avrebbe profuso in una causa analoga.

 

Per
questi motivi,

 

vista
sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

pronuncia:               I.   L’appello è parzialmente accolto
e il decreto impugnato è così riformato:

 

                                         1.  L’istanza
è parzialmente accolta, nel senso che dall’8 maggio 1998 __________ __________
è tenuto a versare in via provvisionale, anticipatamente entro il 5 di ogni
mese, i seguenti contributi alimentari:

                                             fr.
735.– per il figlio __________;

                                             fr. 565.–
per la moglie __________ __________.

 

                                         2.  La tassa
di giustizia di fr. 200.– e le spese di fr. 100.– sono poste a carico delle
parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.

 

                                         3.  __________
__________ è ammesso al beneficio dell’assistenza giudiziaria con il gratuito
patrocinio dell’avv. __________ __________.

 

                                   II.   Gli oneri processuali
dell’appello, consistenti in:

                                         a) tassa di
giustizia      fr.  200.–

                                         b) spese                         fr.   
50.–

                                                                                fr. 
250.–

                                         sono
posti a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le
ripetibili.

                                      

                                   III.   __________
__________ è ammesso al beneficio dell’assistenza giudiziaria in appello con il
gratuito patrocinio dell’avv. __________ __________.

 

                                 IV.   Intimazione a:

                                         – avv. __________
__________, __________;

                                         – avv. __________
__________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                          La
segretaria