# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8ca57819-b507-528a-bc47-401738d87075
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-11-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.11.2021 30.2021.18
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2021-18_2021-11-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  30.2021.18

   

  TB

  	
  Lugano

  22 novembre 2021  

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 agosto 2021 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 22 luglio 2021 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1   

   

   

  in materia di assegno per grandi invalidi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                               1.1.   Il 22 aprile 2020 (doc. 3) __________,
1928, ha chiesto un assegno per grandi invalidi AVS lamentando di non essere
più in grado autonomamente, dal 2019, di vestirsi/svestirsi, di alzarsi/ sedersi/coricarsi,
di provvedere alla cura del corpo, di fare i propri bisogni e di necessitare
della sorveglianza personale; era inoltre dal 2018 che non riusciva più a spostarsi
e uscire di casa.

Lo stesso giorno, il medico curante ha confermato la correttezza
delle informazioni date dall'assicurato (cfr. punto 7.7).

Il 16 novembre 2020 (doc. 11) l'allora rappresentante dell'assicurato
ha ritrasmesso la domanda di AGI, precisando il mese a partire dal quale il
richiedente necessitava dell'aiuto di terzi (da settembre 2019 e da gennaio
2018).

 

L'assicurato è venuto a mancare il __________ dicembre 2020 (doc.
A5).

 

                               1.2.   Il 14 aprile 2021 (doc. 16) l'Ufficio
assicurazione invalidità ha chiesto al dr. med. __________ di precisare se e da
quando l'assicurato necessitava dell'aiuto di terzi per vestirsi/svestirsi, la cura
del corpo, andare alla toilette e per spostarsi. Il 20 aprile 2021 (doc. 22) il
medico ha risposto affermativamente per tutti gli atti ordinari della vita,
precisando che gli impedimenti erano sorti il 15 maggio 2020.

 

                               1.3.   Con decisione del 22 aprile
2021 (doc. 23) la Cassa CO 1 ha respinto la domanda dell'assicurato per carenza
dell'anno di attesa, poiché dalla documentazione raccolta è risultato che la
grande invalidità era presente dal maggio 2020, ma l'assicurato è deceduto
prima della scadenza dell'anno di attesa.

 

                               1.4.   Il 19 maggio 2021 (doc. 25) l'assicurato,
tramite la __________, si è opposto a questo rifiuto, facendo valere che il
medico curante ha attestato il 22 aprile 2020 che da gennaio 2018 egli non
usciva più di casa e che da settembre 2019 necessitava dell'aiuto di terzi per
prendere le medicine, per vestirsi e per la cura del corpo. Inizialmente si
occupava di lui la moglie, poi da agosto 2019 v'era un aiuto domiciliare Spitex
e da febbraio 2020 era stata assunta una persona con il compito di accudirlo
giorno e notte. Pertanto, l'assicurato ha necessitato di aiuto da gennaio 2018
a dicembre 2020 e quindi per oltre un anno. Di conseguenza, il suo diritto all'AGI
era dato.

 

                               1.5.   Con decisione su opposizione
del 22 luglio 2021 (doc. A1) la Cassa CO 1 ha respinto l'opposizione e ha
confermato che la grande invalidità di lunga durata è insorta nel maggio 2020,
quindi non era dato l'anno di attesa (art. 43bis cpv. 2 LAVS).

Secondo l'amministrazione nell'apposito formulario di richiesta l'assicurato
non ha specificato il genere di aiuto di cui necessitava per ogni atto
ordinario della vita e il dr. med. __________ ha confermato tali generiche
indicazioni il 22 aprile 2020.

Tuttavia, quando è stato appositamente interpellato dalla Cassa,
il 20 aprile 2021 il medico curante ha poi indicato che la necessità di aiuto è
insorta dal 15 maggio 2020 ed era fornita da Spitex. L'assicurato non ha saputo
quindi fornire prove atte a giustificare una diversa valutazione del caso.

 

                               1.6.   Il 20 agosto 2021 (doc. I)
gli RI 1, per il tramite della __________, si sono rivolti al TCA trasmettendo numerosa
documentazione per giustificare che era da almeno agosto 2019 che l'assicurato
aveva bisogno di aiuto.

 

Dando seguito al decreto di completazione del 23 agosto 2021 (doc.
II) del giudice delegato, con ricorso del 7 settembre 2021 (doc. V) la moglie e
il figlio dell'assicurato, patrocinati dall'avv. RA 1, hanno chiesto al Tribunale
in via principale di attribuire a __________ un assegno per grande invalido di
grado elevato dal 1° agosto 2020 e in via subordinata di rinviare gli atti alla
Cassa per accertare l'inizio della grande invalidità.

I ricorrenti hanno rimproverato alla Cassa di compensazione, contrariamente
all'obbligo prescritto dall'art. 43 LPGA, di non avere effettuato i necessari
accertamenti per chiarire l'inizio della necessità dell'aiuto di terzi, giacché
si è basata unicamente sul formulario del 14/20 aprile 2020 (recte:
2021) sottoscritto dal dr. __________, omettendo però così di prendere in considerazione
una serie di altri riscontri che mettono in dubbio quanto dichiarato dallo
stesso medico. Secondo gli eredi dell'assicurato, la data indicata dal medico
curante è il frutto di un semplice refuso, che poteva e doveva essere chiarito
con un semplice supplemento di indagine da parte della Cassa di compensazione.

Va infatti considerato che il 22 aprile 2020 il dr. med. __________,
al punto 7.7 della richiesta per l'assegno per grandi invalidi, aveva indicato
che le affermazioni dell'assicurato coincidevano con i suoi reperti e quindi
egli necessitava di aiuto da settembre 2019 e soltanto per un atto già da
gennaio 2018.

Inoltre, il dr. __________ ha indicato che è dal 15 maggio 2020
che l'assicurato ha fatto ricorso all'aiuto di Spitex, ma ciò non è corretto,
visto che il contratto di fornitura di personale a prestito è iniziato il 7
agosto 2019 (doc. E) - e i conteggi delle prestazioni lo confermano (doc. F) -,
ciò che confermerebbe la correttezza della prima dichiarazione del medico che
stabiliva a settembre 2019 l'insorgenza della grande invalidità.

Va poi considerato che dal 1° febbraio 2020 (doc. G) l'assicurato
ha assunto una collaboratrice domestica allo scopo di accudirlo a tempo pieno e
quindi non è vero, come ha affermato la Cassa, che l'aiuto era prestato
esclusivamente da Spitex.

I ricorrenti hanno altresì segnalato le tre precedenti valutazioni
dei bisogni redatte dal dottor __________ (docc. I, L e M), dalle quali emerge
che l'intervento di Spitex risaliva già ad agosto 2019, senza dimenticare, fino
a febbraio 2020, l'aiuto della moglie.

Le fatture dettagliate emesse da Spitex concernenti il periodo dal
1° agosto 2019 al 31 dicembre 2020 comprovano che l'aiuto è stato fornito all'assicurato
da settembre 2019 (docc. N-GG).

Ciò stante, l'accertamento effettuato dall'amministrazione risulta
manifestamente inesatto e basandosi sulle valutazioni semestrali rilasciate dal
medico curante (docc. I-M), oltre all'assunzione della badante a tempo pieno,
occorre concludere che la grande invalidità è insorta dall'agosto 2019 e dunque
il diritto a un AGI di grado elevato deve essergli riconosciuto dall'agosto
2020.

 

                               1.7.   Nella sua risposta del 28
settembre 2021 (doc. VII) la Cassa CO 1 ha chiesto di respingere il ricorso, riconfermandosi
nella propria decisione, avendo ii ricorrenti sollevato sostanzialmente le
medesime obiezioni già trattate con la decisione su opposizione.

L'amministrazione ha contestato la critica di manifesta violazione
dell'obbligo di accertare d'ufficio i fatti rilevanti, visto che ha intrapreso
quanto necessario interpellando direttamente il medico curante il 14 aprile
2021.

La Cassa ha poi precisato che non è corretto che il dr. __________
abbia indicato nel formulario il 20 aprile 2021 che le prestazioni Spitex sono state
erogate da maggio 2020 e che quindi è da quel momento che ha avuto inizio la
necessità di aiuto di terzi. Il medico ha infatti soltanto precisato che l'aiuto
regolare e notevole di terzi era fornito da Spitex. Questo servizio avrebbe
quindi potuto erogare delle prestazioni per atti che non rientrano nella
nozione di atto ordinario della vita e/o che l'aiuto prestato non era, sino a
maggio 2020, regolare e notevole.

Dai conteggi delle prestazioni prodotte dai ricorrenti, dalle
fatture dello Spitex e dalle prescrizioni del dottor __________, d'avviso della
Cassa non si può dedurre alcunché, visto che questi documenti non contengono
alcuna precisazione sulla necessità di aiuto regolare e notevole di terzi e non
permettono quindi di definire il tipo di aiuto prestato, per quali atti e con
quale frequenza. Così pure il contratto con la collaboratrice domestica, definizione
generica e solitamente utilizzata per qualificare il personale assunto per le
pulizie e la tenuta della economia domestica e non per il personale che fornisce
prestazioni assistenziali e/o infermieristiche.

Per la Cassa, i ricorrenti avrebbero potuto chiedere al medico
curante una correzione del referto che ritengono sbagliato.

Nessun nuovo elemento è stato dunque apportato per modificare la
valutazione eseguita dall'amministrazione, basata sulle affermazioni del dr.
med. __________, che non sono state smentite

 

                               1.8.   Il 13 ottobre 2021 (doc. IX)
i ricorrenti hanno prodotto una attestazione del dr. med. __________ (doc. II),
in cui egli ha confermato che __________ ha necessitato di assistenza continua
tramite i servizi domiciliari Spitex dall'8 agosto 2019.

 

                               1.9.   La Cassa di compensazione ha
osservato il 26 ottobre 2021 (doc. XI) che il medico curante non ha ritrattato
quanto da lui affermato il 20 aprile 2021, ma che ha specificato soltanto che
le prestazioni Spitex sono state erogate sin dall'agosto 2019 e che lo stato di
salute dell'assicurato è andato da allora via via peggiorando fino a necessitare
di un'assistenza continua, ciò che non è in discussione. Tuttavia, l'amministrazione
ha ritenuto che le informazioni fornite siano insufficienti per comprovare
quale fosse l'effettivo aiuto prestato da terzi nell'agosto 2019, per quali
atti ordinari della vita l'assicurato ne beneficiasse e se tale aiuto fosse
regolare e notevole.

 

                             1.10.   Gli RI 1 non hanno formulato
ulteriori osservazioni (doc. XII).

 

considerato                    in diritto

 

                               2.1.   Secondo l'art. 9 LPGA - che
ha ripreso la definizione contenuta nell'art. 42 vLAI (DTF 133 V 450) - è
considerato grande invalido colui che, a causa di un danno alla salute, ha
bisogno in modo permanente dell'aiuto di terzi o di una sorveglianza personale
per compiere gli atti ordinari della vita.

 

La giurisprudenza ha precisato che l'aiuto di cui abbisogna l'assicurato
può essere inteso sia come aiuto diretto di terzi che come sorveglianza dell'assicurato
durante il compimento degli atti ordinari rilevanti della vita, per esempio
quando la persona che lo sorveglia lo esorta a compiere un atto che rimarrebbe
incompiuto senza l'espresso incitamento di un terzo a causa dello stato
psichico dell'assicurato (cosiddetto aiuto indiretto; DTF 133 V 463; STF
8C_479/2007 del 4 gennaio 2008; DTF 121 V 91; 107 V 149).

 

Gli atti ordinari della vita riguardano sei ambiti e sono i
seguenti (DTF 133 V 450 consid. 7.2; DTF 127 V 97 consid. 3c; DTF 125 V 303
consid. 4a; DTF 117 V 146 consid. 2; N. 8010 della Circolare sull'invalidità e
la grande invalidità nell'assicurazione per l'invalidità (CIGI), valida dal 1°
luglio 2015, stato al 1° luglio 2020):

 

                                         – vestirsi, svestirsi (anche mettersi e togliersi un
eventuale mezzo

                                            ausiliario,
se questo non ha scopi di cura o terapia);

– alzarsi, sedersi, sdraiarsi
(anche andare a letto e alzarsi dal letto);

– mangiare (portare il pasto a
letto, sminuzzarlo, portarlo alla bocca,

    ridurlo in purè, alimentazione
tramite sonda);

– pulizia personale (lavarsi,
pettinarsi, radersi, fare il bagno o la

    doccia);

– espletare i bisogni corporali
(risistemare i vestiti, pulirsi/verifica della

    pulizia, espletare i bisogni
corporali in modo inusuale);

– spostarsi (nell'abitazione, all'aperto,
intrattenere rapporti sociali).

 

Va segnalato che il Tribunale federale
ha avuto modo di ribadire al considerando 3.4 della STF 9C_633/2012 dell'8
gennaio 2013, che il compimento difficoltoso o rallentato a causa del danno
alla salute degli atti ordinari della vita non giustifica per principio la
grande invalidità (N. 8013 CIGI).

 

                               2.2.   L'art. 43bis cpv. 1 LAVS
prevede che hanno diritto all'assegno per grandi invalidi i beneficiari di
rendite di vecchiaia o di prestazioni complementari con domicilio e dimora
abituale (art. 13 LPGA) in Svizzera, che presentano un'invalidità (art. 9 LPGA)
di grado elevato, medio o lieve. La rendita di vecchiaia anticipata è
parificata al godimento di una rendita di vecchiaia.

Giusta l'art. 43bis cpv. 2 LAVS, il diritto all'assegno
per grandi invalidi sorge il primo giorno del mese in cui tutte le condizioni
sono soddisfatte, ma al più presto dal momento in cui l'assicurato fu grande
invalido di grado elevato, medio o lieve per un anno intero, senza
interruzione. Esso si estingue alla fine del mese nel quale le condizioni di
cui al capoverso 1 non sono più adempiute.

Per l'art. 43bis cpv. 3 LAVS, l'assegno per
grandi invalidi di grado elevato ammonta all'80%, quello per grandi invalidi di
grado medio al 50% e quello per grandi invalidi di grado lieve al 20% dell'importo
minimo della rendita di vecchiaia previsto all'art. 34 cpv. 5.

A norma dell'art. 43bis cpv. 5 LAVS, le disposizioni della LAI
sono applicabili per analogia alla valutazione della grande invalidità. Spetta
agli uffici per l'assicurazione invalidità di determinare, per le casse di
compensazione, il grado della grande invalidità.

L'art. 66bis cpv. 1 OAVS dispone che l'art. 37 cpv. 1, 2 lett. a e
b e 3 lett. a-d OAI è applicabile per analogia alla valutazione della grande
invalidità.

 

L'art. 37 cpv. 1 OAI stabilisce che la grande invalidità è
reputata di grado elevato se l'assicurato è totalmente grande invalido.
Ciò è il caso quando necessita dell'aiuto regolare e notevole di terzi per
compiere tutti gli atti ordinari della vita e il suo stato richiede inoltre
cure permanenti o una sorveglianza personale (cpv. 1).

 

Per il capoverso 2 dell'art. 37 OAI, la grande invalidità è di grado medio se l'assicurato, pur munito
di mezzi ausiliari, necessita:

                                            a. di
aiuto regolare e notevole di terzi per compiere la maggior parte degli atti
ordinari della vita,

                                            b.
 di aiuto regolare e notevole di terzi per compiere almeno due atti ordinari
della vita e abbisogna, inoltre, di una sorveglianza personale permanente.

 

Infine, l'art. 37 cpv. 3 LAI stabilisce che la
grande invalidità è di grado lieve se l'assicurato, pur munito di mezzi
ausiliari:

    a. è
costretto a ricorrere in modo regolare e considerevole, all'aiuto di terzi per
compiere almeno due atti ordinari della vita;

    b.
 necessita di una sorveglianza personale permanente;

    c.
 necessita, in modo durevole, di cure particolarmente impegnative, richieste
dalla sua infermità;

    d.
 a causa di un grave danno agli organi sensori o di una grave infermità fisica,
può mantenere i contatti sociali con l'ambiente solamente grazie a servizi di
terzi forniti in modo regolare e considerevole.

 

L'art. 69bis cpv. 1 OAI prevede che il modulo di richiesta dell'AGI
deve contenere tutte le indicazioni necessarie per la determinazione del
diritto all'assegno per grande invalido.

 

Non è dunque sufficiente una comunicazione orale alla Cassa di
compensazione da parte dell'assicurato sulle sue condizioni e ciò non solo nell'ambito
della prima domanda di prestazioni, ma anche quando si tratta di una domanda di
revisione (STCA 30.2019.26 del 27 gennaio 2020; STCA 30.2018.14 del 10 dicembre
2018).

 

                               2.3.   Nella fattispecie, il 22
aprile 2020 l'assicurato ha indicato di necessitare per vestirsi/svestirsi e
per la cura del corpo di un aiuto giornaliero dal 2019, per fare i propri
bisogni dal 2019 di un aiuto sporadico e di non riuscire più a uscire di casa dal
2018.

Inoltre, dal 2018 l'assicurato necessitava di un aiuto diurno per
prendere correttamente i medicamenti.

L'assistenza veniva prestata da un servizio Spitex e da una "governante, badante" (doc. 3 punto
4.3).

 

Il medico curante di __________ ha confermato la correttezza di
questi dati lo stesso giorno sul medesimo formulario di richiesta di
prestazioni e, interpellato direttamente il 14 aprile 2021 (doc. 6) dall'Ufficio
assicurazione invalidità, il 20 aprile seguente (doc. 22) il dr. med. __________,
FMH medicina interna generale, ha così risposto alla domanda di "comunicare se le diagnosi presentate giustificano o
meno un aiuto da parte di terzi per compiere gli atti ordinari della vita sotto
elencati, così come cure infermieristiche e una sorveglianza personale
continua. Se sì voglia specificare da quando.".

 

"
Diagnosi:

Pz deceduto __________.12.2020

 

                                                              
Da quando     Osservazioni

                                                             mese
e anno

Vestirsi/svestirsi                  sìý noo      15.5.2020       Tramite Spitex

                                                                                    __________

 

Cura del corpo

- lavarsi                                 sìý noo             "

- pettinarsi                             sìý noo             "

- radersi                                sìý noo      15.5.2020

- fare il bagno/doccia             sìý noo             "

 

Andare
alla toilette

- riordinare
i vestiti                 sìý noo             "

  (prima e
dopo avere fatto i propri bisogni)

-
igiene/verifica della pulizia    sìý noo             "

- modo
inconsueto di fare i     sìý noo             "

  propri
bisogni (p. es. assistenza

  a causa di
cateterizzazione)

 

Spostarsi

- in casa                                sìý noo             "

- all'aperto                             sìý noo             "

- mantenimento dei contatti    sìý noo             "

  sociali".

 

Con la decisione del 26 marzo 2021 la Cassa di compensazione ha
rifiutato l'assegno per grandi invalidi, avendo considerato che il rilevante
bisogno di aiuto era dato da maggio 2020.

Gli eredi dell'assicurato hanno per contro affermato che egli ha necessitato
dell'aiuto di terzi già dall'agosto 2019 tanto che il 9 agosto 2019 è stato
ingaggiato il servizio Spitex e dal 1° febbraio 2020 anche una collaboratrice
domestica.

Queste lamentele non hanno però modificato la posizione della
Cassa, che con decisione su opposizione del 22 luglio 2021 ha confermato l'assenza
dell'anno di attesa, ritenendo che la necessità di aiuto da parte di terzi sia
insorta il 15 maggio 2020 come attestato dal dr. med. __________ il 20 aprile
2021, mentre il parere fornito il 22 aprile 2020, secondo cui l'inizio della
grande invalidità andava fatto risalire al settembre 2019, sarebbe stato troppo
generico e quindi non sufficiente per capire di quale aiuto avesse bisogno l'assicurato
per ciascun atto ordinario della vita.

 

Al rimprovero dell'amministrazione esternato con la risposta di
causa di non avere chiesto al dr. med. __________ la correzione del formulario
del 20 aprile 2021 se ritenevano che la data indicata del 15 maggio 2020 fosse
il frutto di un semplice refuso, facendo stato, a loro dire, le dichiarazioni
del 22 aprile 2020, pendente causa gli eredi hanno prodotto il certificato del
12 ottobre 2021 (doc. II) del medico curante del de cujus, avente il seguente
tenore:

 

" Ho avuto
in cura il sig. __________ dal 2013.

Le sue condizioni di salute sono andate nel tempo progressivamente
peggiorando tanto da necessitare di una assistenza domiciliare continua per
evitare il collocamento in una struttura stazionaria.

Esaminando la sua cartella clinica posso confermare che ha
necessitato di assistenza continua, tramite i servizi domiciliari Spitex, a
partire dal 8 Agosto 2019.".

 

Per la Cassa di compensazione, questa dichiarazione non modifica quanto
indicato dallo stesso dottor __________ nel formulario del 20 aprile 2021,
visto che egli ha ora specificato soltanto che il servizio Spitex ha iniziato ad
erogare le prestazioni dall'agosto 2019 e che lo stato di salute dell'assicurato
era peggiorato a tal punto da necessitare di assistenza continua. Ciò
nonostante, queste informazioni non sono sufficienti a comprovare quale fosse l'effettivo
aiuto che terze persone gli fornivano, per quali atti ordinari della vita e se l'aiuto
fosse regolare e notevole.

 

                               2.4.   Sulla base della
documentazione agli atti, d'avviso del Tribunale la decisione della Cassa CO 1
è corretta e come tale deve essere confermata: il diritto all'assegno per
grandi invalidi è negato a __________ per assenza dell'anno di carenza previsto
dall'art. 43bis cpv. 2 LAVS, che deve essere fatto decorrere dal 15 maggio 2020
e quindi al più presto l'assicurato avrebbe avuto diritto all'AGI a metà maggio
2021, ma è deceduto durante l'anno di attesa.

In effetti, contrariamente alla tesi degli insorgenti, la numerosa
documentazione prodotta non comprova affatto che l'assicurato necessitasse di
un aiuto notevole e regolare di terzi per compiere gli atti ordinari della
vita.

 

                               2.5.   Secondo l'art. 7 cpv. 1 OPre,
sono considerate prestazioni ai sensi dell'articolo 33 lettera b OAMal gli
esami, le terapie e le cure effettuati secondo la valutazione dei bisogni di
cui al capoverso 2 lettera a e all'articolo 8, previa prescrizione o mandato
medico, da infermieri (lett. a), da
organizzazioni di cure e d'aiuto a domicilio (lett. b) o da case di cura
(lett. c).

 

L'art. 7 cpv. 2 OPre specifica che sono prestazioni ai sensi del
capoverso 1:

lett. a: valutazione, consigli e coordinamento;

lett. b: esami e cure;

lett. c: cure di base.

Ogni lettera indica poi nel dettaglio in cosa consistono queste
prestazioni.

 

In particolare, per cure di base secondo la lettera c la cifra 1
specifica: cure di base generali per i pazienti dipendenti quali: bendare le
gambe, infilare le calze compressive, rifacimento del letto, installazione del
paziente, esercizi di mobilizzazione, prevenzione antidecubito, prevenzione e
cure delle lesioni cutanee conseguenti a una terapia; aiuto alle cure d'igiene
corporale e della bocca, a vestire e svestire il paziente e a nutrirlo.

 

Conformemente all'art. 8 cpv. 1 OPre, la prescrizione o il mandato
medico determina se il paziente necessita di prestazioni secondo l'art. 7 cpv.
2 o di cure acute e transitorie secondo l'art. 25a cpv. 2 LAMal. Nella
prescrizione o nel mandato il medico può dichiarare necessarie determinate
prestazioni secondo l'art. 7 cpv. 2.

 

Inoltre, l'art. 8a cpv. 1 OPre dispone che i bisogni delle
prestazioni di cui all'art. 7 cpv. 2, necessarie per attuare la prescrizione o
il mandato medico di cui all'articolo 8 (valutazione dei bisogni), sono
valutati da un infermiere di cui all'art. 49 OAMal in collaborazione con il
paziente o i suoi familiari. Il risultato della valutazione dei bisogni deve
essere trasmesso immediatamente per informazione al medico che ha emesso la
prescrizione o il mandato.

Per le prestazioni di cui all'articolo 7 cpv. 2 lett. b, che sono
necessarie secondo la valutazione dei bisogni, occorre l'esplicito consenso del
medico. Se quest'ultimo non accorda esplicitamente il consenso, occorre
effettuare una nuova valutazione dei bisogni. La nuova valutazione dei bisogni
avviene con il coinvolgimento del medico qualora quest'ultimo lo ritenga
necessario (art. 8a cpv. 2 OPre).

 

                               2.6.   Nel caso concreto, il
contratto di fornitura di personale a prestito sottoscritto il 7 agosto 2019
(doc. A2) tra __________ e Spitex __________, attesta che l'assicurato faceva
capo a un'infermiera/assistente di cura per fornirgli delle prestazioni secondo
l'allegata conferma di incarico allestita in pari data e controfirmata dal
committente (doc. A3).

Questa conferma di incarico indica che l'infermiera/assistente di
cura doveva occuparsi, fra i vari compiti indicati, unicamente della cura di
base, degli esami e delle cure, come pure dispensare consigli e istruzioni
all'assicurato.

Come risulta poi chiaramente in calce a questa conferma,
l'ammontare e il volume dei rimborsi per le prestazioni di Spitex riconosciute
dalla Cassa malati sono fissati dalla stessa e di norma decisi in base alle
indicazioni contenute nella valutazione dei bisogni del paziente.

 

In specie, la durata di questi interventi, necessari
all'assicurato stante la diagnosi di fibrosi polmonare, è stata stabilita dal
servizio Spitex __________ mediante le "Valutazione dei bisogni e
mandato medico per prestazioni di cure a domicilio (LAMal art. 7)",
che sono state controfirmate per accettazione dal dr. med. __________ il 31
agosto 2019 (doc. A8) per il mandato medico valido sei mesi dall'8 agosto 2019
al 7 febbraio 2020, il 31 gennaio 2020 (doc. A9) per il periodo dal 15 novembre
2019 al 14 maggio 2020 e il 24 maggio 2020 (doc. A10) per il mandato medico
valido dal 15 maggio al 14 novembre 2020.

 

Ognuna di queste tre valutazioni dei bisogni indica il monte ore
settimanale, mensile e la quantità totale di ore trimestrali per:

 

" a.
Valutazioni dei bisogni/consigli e istruzioni (OPre 7, par. 2a)

b. Visita e trattamento (OPre 7, par. 2b)

c. Cure di base (OPre 7, par. 2c)

    1. Cure di base generali,

    2. Provvedimenti per la sorveglianza e il supporto di persone 

        malate psichiche nella vita giornaliera di base."

 

e il totale delle ore di queste prestazioni obbligatorie.

I costi fatturati dal servizio di cura a domicilio per le
prestazioni effettuate da un'infermiera o da un'assistente di cura sono stati
regolarmente assunti dalla Cassa malati dell'assicurato in virtù dell'art. 7
OPre (docc. A4, A11-A59).

Ciò non significa però ancora che i compiti svolti dal servizio
Spitex fossero i medesimi richiesti dalla grande invalidità, tenuto conto che
l'assistenza coperta dall'AGI si sovrappone soltanto parzialmente con le
prestazioni di cura giusta l'art. 7 OPre (SVR 2020 EL Nr. 2).

 

Prova ne è che come risulta dalla valutazione dei bisogni per il
semestre dall'8 agosto 2019 al 7 febbraio 2020 (doc. A9), settimanalmente
l'intervento dell'infermiera consisteva in 7 minuti per la valutazione dei
bisogni/consigli e istruzioni, in 28 minuti per visita e trattamento di
carattere medico e in 2 ore e 3 minuti per le cure di base generali, fra le
quali, come detto, v'è l'aiuto alle cure d'igiene corporale e della bocca, a
vestire e svestire il paziente.

 

D'avviso del TCA, dal numero di ore settimanali non è possibile
concludere che l'aiuto per le cure di base generali era notevole e regolare,
perché in sole due ore alla settimana non era certo possibile provvedere giornalmente
alla cura del corpo e a vestire/svestire l'assicurato.

 

La stessa conclusione va tratta per il periodo dal 15 novembre
2019 al 14 maggio 2020 (doc. A9), dove il tempo dedicato all'interessato per le
cure di base generali era di 5 ore e 40 minuti alla settimana, sempre che, poi,
l'infermiera provvedesse anche all'igiene e a vestirlo/svestirlo, oltre che
alla valutazione dei bisogni e consigli (5 minuti) e alle visite e trattamento
(2 ore 33 minuti).

 

Diverso il discorso per il semestre dal 15 maggio al 14 novembre
2020 (doc. A10), sia perché è lo stesso dr. med. __________ che ha stabilito
l'inizio della grande invalidità da quel giorno, sia perché il tempo ritenuto
necessario per prestare all'assicurato le cure di base generali è stato maggiorato
e stimato in 7 ore e 15 minuti, mentre il tempo previsto per gli altri due compiti
era immutato.

 

Prima del 15 maggio 2020, dunque, non è possibile concludere,
dalle valutazioni dei bisogni e dalle fatturazioni di Spitex, che il marito
rispettivamente papà dei ricorrenti avesse bisogno in modo permanente di un
aiuto per svolgere almeno due atti ordinari della vita.

 

                               2.7.   Nemmeno la circostanza che
dal 1° febbraio 2020 l'assicurato e sua moglie abbiano assunto una
collaboratrice domestica può essere d'aiuto ai ricorrenti per comprovare l'effettiva
necessità, per __________, di dovere fare capo a una terza persona, in modo
regolare e notevole, per potere espletare alcuni e/o tutti gli atti ordinari
della vita.

La mansione indicata nel contratto di lavoro era di collaboratrice
domestica e seppure il tempo di lavoro fosse di 40 ore settimanali ripartite su
5 giorni, dal lunedì al venerdì, e prevedeva la permanenza notturna presso i
datori di lavoro, visto che nel salario erano compresi il vitto e l'alloggio,
non è chiaro se oltre ad occuparsi delle faccende domestiche, attività tipica che
svolge una collaboratrice domestica, se la dipendente dovesse anche aiutare l'assicurato
nel vestirsi/svestirsi, nella cura del corpo, nel fare i propri bisogni e nello
spostarsi. Peraltro, è stata formalmente assunta anche dalla moglie
dell'interessato e quindi anch'essa, verosimilmente, beneficiava dei suoi
servizi.

 

Si può tuttavia prescindere da un accertamento in tal senso,
poiché anche qualora si ottenesse una risposta positiva, il termine di attesa di
un anno decorrerebbe dal 1° febbraio 2020 e la scomparsa dell'interessato
qualche mese più tardi non permetterebbe comunque di fare nascere il diritto
all'AGI.

 

                               2.8.   Per quanto concerne le
affermazioni del dr. med. __________, sembrerebbe che le informazioni date dal
medico curante dell'assicurato siano contraddittorie, perciò occorre osservare
quanto segue.

 

Il 22 aprile 2020 egli ha risposto affermativamente alla domanda
n. 7.7 posta nel formulario di richiesta dell'assegno per grandi invalidi:
"Quanto indicato alla cifra 4, anche
nell'ambito della necessità di aiuto da terzi, coincide con i reperti da lei
rilevati?".

Egli era quindi concorde con le date segnalate dall'assicurato nel
medesimo formulario alla domanda n. 4 sulla necessità di fare capo a terze
persone per effettuare gli atti ordinari della vita, ovvero, eccetto dall'anno
2018 per le difficoltà nello spostarsi, che era dal 2019 che l'interessato
aveva bisogno di un aiuto per compiere quattro altri atti ordinari della vita.

Il dr. med. __________ ha così pure confermato che l'aiuto di terzi
era giornaliero per due atti ordinari, mentre per fare i propri bisogni era
sporadico. Per alzarsi/sedersi e coricarsi nemmeno è stata però precisata la
frequenza.

Inoltre, per nessuno dei cinque atti ordinari è comunque stato
specificato il genere di aiuto necessario.

Queste informazioni sono carenti, ovvero non permettevano a giusta
ragione al preposto Ufficio di capire le reali necessità di aiuto da parte di
terzi che abbisognava l'assicurato.

Non va infatti dimenticato che si deve trattare di un aiuto
permanente come definito dall'art. 9 LPGA e che l'art. 37 cpv. 3 OAI ha
inteso dovere essere regolare e considerevole, come indicato sul
formulario stesso di richiesta dell'assegno per grandi invalidi dell'AVS al
punto 4.1 relativo agli atti ordinari della vita.

 

Questa lacuna ha portato il 14 aprile 2021 l'Ufficio assicurazione
invalidità ad accertare direttamente presso il medico curante i bisogni dell'assicurato.
Il 20 aprile 2021 - e non 2020 come sempre indicato dai ricorrenti -, ovvero un
anno dopo il primo rapporto, il dr. med. __________ ha risposto che il suo
paziente, deceduto il __________ dicembre 2020, dal 15 maggio 2020 aveva
bisogno di aiuto per vestirsi/svestirsi, lavarsi, pettinarsi, radersi, fare il
bagno/la doccia, riordinare i vestiti prima e dopo avere espletato i propri
bisogni, per l'igiene/la verifica della pulizia, per il modo inconsueto di fare
i propri bisogni, spostarsi in casa, all'aperto e per mantenere i contatti
sociali.

Il medico ha aggiunto poi a mano che l'aiuto regolare e notevole
per svolgere l'atto ordinario del vestirsi/svestirsi è stato fornito da Spitex __________.

 

Questo secondo rapporto è senz'altro più dettagliato di quello reso
un anno prima, che confermava semplicemente quanto dichiarato dal figlio dell'assicurato
che, come visto, non ha però fornito gli indispensabili dettagli sull'aiuto di
terzi necessario al padre. Il 21 aprile 2021 sono infatti stati precisati gli
atti per i quali l'interessato aveva bisogno di aiuto per espletarli e per
ognuno di essi è indicato chiaramente quando ha preso avvio tale esigenza,
informazioni in precedenza mancanti.

 

La data di inizio del 15 maggio 2020, sebbene non emerga dai
certificati medici agli atti siccome antecedenti a quel momento (docc. HH, 1 e
2), combacia con il periodo di mandato medico per prestazioni di cure a
domicilio e di valutazione dei bisogni da parte del curante dal 15 maggio al 14
novembre 2020 in cui, come esposto in precedenza, è stato aumentato il monte
ore proprio per le cure di base generali, portate da 5:40 a 7:15 alla settimana
rispettivamente da 24:36 a 31:29 al mese, per un totale trimestrale di 94:27
contro le 73:49 ore del semestre precedente.

 

Infine, l'affermazione resa il 12 ottobre 2021 dal dr. __________
secondo cui __________ necessitava di un'assistenza domiciliare continua dall'8
agosto 2019 da parte del servizio domiciliare Spitex per evitare il
collocamento in una struttura stazionaria, non fa che confermare quanto sopra
accertato, ovvero che le cure a domicilio hanno sì preso avvio in effetti quel
giorno, ma che non concernevano espressamente e unicamente l'esecuzione degli
atti ordinari della vita.

Come dianzi esposto (cfr. consid. 2.6), dalla valutazione dei
bisogni per il semestre dall'8 agosto 2019 al 7 febbraio 2020 risulta che l'intervento
settimanale dell'infermiera era di 2 ore e 3 minuti per le cure di base
generali, fra le quali v'è l'aiuto alle cure d'igiene corporale e della bocca e
a vestire/svestire l'assicurato, tempo tuttavia insufficiente per definire come
permanente, ai sensi dell'art. 9 LPGA, questo tipo di aiuto da parte di terzi
per effettuare questi due atti ordinari della vita.

 

                               2.9.   Dalle considerazioni esposte
discende che non è possibile concludere che l'interessato abbia necessitato di
un aiuto regolare e notevole da parte di terzi già dall'8 agosto 2019. Tale
bisogno è invece insorto il 15 maggio 2020 per quattro atti ordinari della vita
ed è perciò da quel giorno che è iniziato a decorrere l'anno di attesa previsto
dall'art. 43bis cpv. 2 LAVS.

 

Nessun rimprovero di accertamento insufficiente dei fatti va
dunque mosso all'amministrazione che, correttamente, ha interpellato il medico
curante dell'assicurato per avere delle specifiche su quanto inizialmente
dichiarato nel formulario di richiesta dell'assegno per grandi invalidi.

Di conseguenza, non si fa luogo al rinvio degli atti alla Cassa
per accertare ulteriormente quando __________ ha fatto capo a terze persone in
modo permanente per potere svolgere gli atti ordinari della vita.

 

Conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad
assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 n. 450, Kölz/Häner,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechts-pflege des Bundes, 2a ed., pag. 39
n. 111 e pag. 117 n. 320; Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio
2002, H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229
consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non
costituisce una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art.
29 cpv. 2 Cost. fed. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344
consid. 3c).

 

Il TCA rileva inoltre che le audizioni richieste
possono essere rifiutate senza per questo ledere il diritto d'essere sentito,
sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. fed. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

Infatti, secondo la costante giurisprudenza federale
ribadita nella recente STF 8C_186/2017 del 1° settembre 2017, l'obbligo di
organizzare un dibattimento pubblico ai sensi dell'art. 6 n. 1 CEDU presuppone
una richiesta chiara e inequivocabile di una parte; semplici domande di
assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale o di
interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non
bastano per creare un simile obbligo (STF I 472/06 consid. 2 del 21
agosto 2007; DTF 124 V 90 consid. 6; DTF 122 V 47). È quindi
necessario che il ricorrente chieda al Tribunale esplicitamente e in maniera
chiara l’indizione di un pubblico dibattimento (DTF 136 I 279 consid. 1).

 

Essendo la fattispecie già sufficientemente chiarita sulla base
degli atti all'incarto, non è necessario procedere con le audizioni del dr. __________,
della collaboratrice domestica e del figlio del de cujus così come richieste
dai ricorrenti (doc. V punto 5.2).

 

La decisione impugnata deve pertanto essere confermata e il
ricorso respinto.

 

                             2.10.   Il 1° gennaio 2021 è entrata
in vigore una modifica della LPGA. L'art. 61 lett. a
LPGA prevede ora unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di
regola pubblica, ma non più anche gratuita per le parti.

Dalla medesima data è entrato in vigore l'art. 61 lett. fbis
LPGA, secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura
è soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola
legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che
ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

In concreto il ricorso ha per oggetto delle prestazioni
assicurative per le quali la LAVS non prevede che la procedura sia soggetta a
spese.

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti