# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e956d79d-301b-508a-a34e-39f8e372c459
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-11-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.11.2009 C-6661/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6661-2008_2009-11-05.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6661/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  5  n o v e m b r e  2 0 0 9

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Elena Avenati-Carpani, Vito Valenti; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______,
rappresentato dal Patronato INCA, Ufficio legale, 
casella postale 287, 4005 Basilea,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

assicurazione invalidità (decisione del 9 settembre 2008)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6661/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano, nato il , coniugato con figli, ha lavorato in 
Svizzera dal 1965 al 1982 solvendo regolari contributi all'assicurazione 
svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI), durante tale 
periodo (doc. 42). Dopo il rimpatrio, ha continuato a lavorare, da ultimo 
(2004)  come  carpentiere  edile  aiutante,  in  ragione  di  40  ore 
settimanali per un salario adeguato alla sua qualifica. Ha rassegnato le 
dimissioni con effetto 13 aprile 2007 (formalmente il 16 maggio 2007). 
L'interessato  precisa  che  tale  cessazione è  da  imputare  a  motivi  di 
salute  (doc.  11,  12).  Il  nominato  è  stato  posto  al  beneficio  di  una 
rendita di vecchiaia italiana dal 1° luglio 2007 (doc. 1 cifra 9)

In data 6 dicembre 2007, A._______ ha formulato una domanda volta 
al  conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità (doc. 1, 4).

B.
Il richiedente è stato visitato il 14 gennaio 2008 presso i servizi medici 
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di Casarano, ove 
il medico incaricato ha evidenziato la diagnosi di "epatite cronica attiva 
HBV  correlata  in  trattamento  con  antivirali,  ipertrofia  prostatica,  
tendinopatia dell'abduttore ed estensore breve del pollice di  sinistra" 
ed ha posto un tasso d'invalidità del 70% (doc. 35). Sono stati esibiti 
documenti oggettivi, segnatamente:

- un breve rapporto d'esame in infettivologia del 22 luglio 2000 (doc. 
14);

- un rapporto ecografico dei reni, della vescica e della prostata del 2 
novembre 2004 (doc. 15) ed un'ecografia transrettale del 4 dicembre 
2004 (doc. 16);

-  un  reperto  di  elettroneuronografia  ed elettromiografia  arti  superiori 
del 5 aprile 2006 (doc. 17) ed i risultati di una radiografia della colonna 
dorsale e lombosacrale del 1° luglio 2006 (doc. 18);

-  i  risultati  di  esami  emato-epatici  del  27  gennaio  e  8  giugno  2007 
(doc. 19,  21)  e  di  un'ecografia  reno-vescico-prostatica  del  26  aprile 
2007 (doc. 20);

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- un rapporto ecografico dell'addome del 26 giugno 2007 (doc. 23);

- una prescrizione medica speciale e limitata per il farmaco Hepsera 
del 27 giugno 2007 (doc. 24);

- un nuovo breve rapporto d'esame in epato-infettivologia del 2 agosto 
2007 (doc. 25);

- i risultati di un'ecografia del polso sinistro del 12 ottobre 2007 (doc. 
26),  un  referto  radiografico  del  rachide  cervicale  del  30  ottobre 
successivo (doc. 27) ed i risultati di un'ecografia prostatica transrettale 
del 5 novembre 2007 (doc. 28-30);

-  i  risultati  di  una  biopsia  prostatica  negativa  per  neoplasia  del  21 
dicembre 2007 (doc. 32); 

- i risultati di un risonanza magnetica lombosacrale del 2 febbraio 2008 
(doc. 33);

- un breve rapporto di esame ortopedico scarsamente leggibile (doc. 
34).

C.
L'incarto  è  stato  sottoposto  in  esame al  Dott. Battaglia,  del  servizio 
medico  "Rhône"  dell'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero (UAIE), il  quale, nella sua relazione del 
16  giugno  2008,  ha  affermato  che  l'interessato  è  da  considerarsi 
inabile  al  lavoro  come  carpentiere,  mentre  a  lui  sarebbero  ancora 
proponibili  attività  non  eccessivamente  pesanti  in  misura  completa 
(doc. 37).

L'amministrazione ha aderito al parere del proprio medico consulente 
ed ha effettuato un calcolo comparativo dei redditi (doc. 38), dal quale 
è  risultato  che,  svolgendo  attività  alternative  in  misura  del  100%, 
invece di quella di carpentiere aiutante, egli subirebbe una perdita di 
guadagno del 39%. In questo calcolo, il salario dopo l'invalidità è stato 
ridotto  del  25%  per  tenere  conto  della  situazione  personale 
dell'assicurato (età, handicap).

Con progetto di decisione del 7 luglio 2008, l'UAIE ha comunicato al 
Patronato INCA di Matino, già regolare rappresentante di A._______, 
che la sua richiesta di prestazioni sarebbe stata respinta per carenza 

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d'invalidità di livello pensionabile (doc. 39). L'interpellato non ha preso 
posizione in merito, per cui mediante decisione del 9 settembre 2008, 
l'UAIE ha respinto la domanda di rendita (doc. 40).

D.
Con il ricorso depositato il 22 ottobre 2008, A._______, regolarmente 
rappresentato dal Patronato INCA di Basilea, chiede, sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza, il riconoscimento del suo diritto ad una rendita intera AI 
da  dicembre  2006.  A  suffragio  delle  sue  conclusioni  produce  una 
relazione  medica  allestita  il  30  luglio  2008  dal  Dott.  Inguscio, 
specialista  in  medicina  delle  assicurazioni,  il  quale  sottolinea  la 
presenza  (non  riscontrata  a  livello  di  E  213)  di  cervicoartrosi, 
spondilodiscoartrosi  deformante  dorsolombosacrale  (cfr.  RMN  del  2 
febbraio  2008  allegato).  Egli  ritiene  poi  che  già  le  conseguenze 
sintomatiche  dell'epatite  e  delle  cure  ivi  relative  (facile  stancabilità, 
polimialgia,  dolenzia  dell'addome)  riducono  la  capacità  di  lavoro  in 
modo sensibile.

E.
Ricevuta  l'impugnativa,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  al 
Dott. Lehmann, il quale, nella sua relazione del 5 dicembre 2008, ha 
condiviso il parere del Dott. Battaglia, rilevando come il paziente ben 
sopporti la cura in corso per la malattia al fegato e per quel che attiene 
alla patologia ortopedica questa non è d'impedimento nell'ambito delle 
attività  di  sostituzione  proposte  (doc.  44).  Nelle  sue  osservazioni 
ricorsuali  del  29  dicembre  2008,  l'UAIE  propone  la  reiezione  del 
ricorso  con  argomenti  di  cui,  per  quanto  occorra,  si  riferirà  nei 
considerandi in diritto del presente giudizio.

F.
Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra 
documentazione di rilievo, il Patronato INCA, con scritto del 3 febbraio 
2009,  ha  ribadito  l'intenzione  del  proprio  assistito  di  mantenere  il 
ricorso.

G.
Con decisione incidentale del 5 febbraio 2009, lo scrivente Tribunale 
ha  invitato  la  parte  ricorrente  a  voler  versare  un  anticipo 
corrispondente alle presunte spese processuali di Fr. 300.-. In data 25 
febbraio  2009,  A._______  ha  versato  la  somma  di  Fr.  270.-. 

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Richiamato con decisione incidentale del 3 marzo 2009 a versare la 
differenza di Fr. 30.-, la stessa è stata soluta il 9 marzo successivo.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo federale (TAF) giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge  (art.  60  LPGA  e  52  PA).  L'interessato  ha  versato  l'anticipo 
corrispondente  alle  presunte  spese  processuali,  nella  misura  di 
Fr. 300.-,  entro  i  termini  impartiti.  Il  gravame è  dunque  ammissibile, 
nulla ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 

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suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 

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rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.
Il ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 6 dicembre 2007. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore 
fino al 31 dicembre 2007) precisa che, se l'assicurato si annuncia più 
di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo 
scrivente  Tribunale  amministrativo  federale  può  quindi  limitarsi  ad 
esaminare se il ricorrente avesse diritto ad una rendita il 6 dicembre 
2006  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il 9 settembre 
2008,  data  dell'impugnata  decisione.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in 
generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera;

-  aver  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  o  ad  un'assicurazione 
sociale assimilata (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento 1408/71) 
di  uno  Stato  membro  dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione 
europea  di  libero  scambio  (AELS)  per  un  anno,  rispettivamente,  a 
partire  dal  1°  gennaio  2008,  durante  almeno  tre  anni  di  cui  uno  in 
Svizzera (art. 36 LAI).

Nella specie, il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un  periodo  superiore  ai  tre  anni  (doc.  42).  Pertanto,  adempie  la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia 
invalido ai sensi di legge

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 

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durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter 

(art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008) LAI, secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
dell'UE e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 

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parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

8.

8.1 Dopo il rimpatrio, avvenuto nel 1982, l'interessato ha continuato a 
svolgere  un'attività  lucrativa.  Da  ultimo  (settembre  2004)  era  alle 
dipendenze di  un'impresa  di  costruzioni  della  Provincia  di  Lecce,  in 
qualità di carpentiere edile aiutante, in ragione di 40 ore settimanali e 
per  un  salario  adeguato  alle  sue  qualifiche.  Ha  lavorato  senza 
particolari restrizioni e/o assenze da imputare a motivi di salute fino al 
13  aprile  2007  (ultimo  giorno  di  attività),  quando  ha  rassegnato  le 
dimissioni con effetto al 16 maggio successivo. È al beneficio di una 
pensione italiana di  vecchiaia,  dal  1°  luglio  2007 (doc. 1 cifra 9.16). 
L'interessato imputa le sue dimissioni a ragioni di salute (doc. 12).

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 
LAI (art. 28a cpv. 1 a partire dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado 
d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando 
l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e 
l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da 
invalido),  tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del 
lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se 
non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini 
l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  soltanto  la  perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto 
a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa (metodo generale del  raffronto dei  redditi;  DTF 128 V 30, 
VSI 2000 p. 84). 

8.3 In  carenza  di  documentazione  economica,  la  documentazione 
medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare 
quali  lavori  siano  ancora  esigibili  dall'assicurato,  ma  non  spetta  al 

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medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). 
Infatti,  per costante giurisprudenza le certificazioni mediche possono 
costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, 
allorché permettono di  valutare l'incapacità  lavorativa e di  guadagno 
dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 
V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).

8.4 Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti  ed esamini in maniera completa i  punti 
litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 
dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). 

9.

9.1 Nel  caso  in  esame  è  stata  evidenziata  la  diagnosi  di  epatite 
cronica  attiva  HBV  correlata  in  trattamento  con  farmaci  antivirali, 
ipertrofia della prostata, spondiloartrosi a scarsa incidenza funzionale, 
tendinopatia dell'abduttore ed estensore breve del pollice a sinistra in 
esiti a trauma del settembre 2005 (cfr. perizia medica particolareggiata 
del 14 gennaio 2008, doc. 35). Con la documentazione esibita in sede 
di ricorso (Dott. Inguscio, rapporto del 30 luglio 2008) viene precisato 
che  la  patologia  ortopedica  consiste  in  una  cervicoartrosi  e 
spondilodiscoartrosi deformante lombosacrale.

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella 
versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 

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cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate  affezioni,  il  servizio  medico  dell'INPS  (perizia  del  14 
gennaio  2008,  doc.  35)  pone  un  tasso  d'invalidità  del  70%.  Dello 
stesso parere è il Dott. Inguscio, autore della relazione medica esibita 
con  il  ricorso. Dal  canto  loro,  i  sanitari  dell'UAIE,  Dott.ri  Battaglia  e 
Lehmann  ritengono  che  l'assicurato  non  sarebbe  più  in  grado  di 
svolgere  il  precedente  lavoro  di  carpentiere,  ma  a  lui  sarebbero 
proponibili attività di ripiego più leggere al cento per cento.

10.2 L'assicurato  è  portatore,  in  primo  luogo,  di  un'epatite  cronica 
attiva HBV. Risulta che questa patologia sia presente da ormai 14 anni 
e, dalla  sua scoperta,  è stata trattata con farmaci antivirali  differenti 
con buon successo, atteso che il nominato ha potuto lavorare, senza 
particolari  restrizioni,  fino ad aprile 2007. Sebbene dagli  atti  emerga 
che il  paziene ricorra sovente a cure ambulatoriali,  ciò  non significa 
che la turba in atto sia invalidante. La frequenza delle visite di controllo 
è  verosimilmente  dettata  dal  fatto  che  il  responsabile  medico  deve 
essere  certo  dell'efficacia  delle  cure  prestate  e  della  tollerabilità 
relativa  agli  effetti  secondari  delle  terapie  in  atto  e  l'eventuale 
necessità di modificarne la dose o il tipo. Tant'è vero che il servizio di 
malattie infettive ove è in cura si è reso conto, nell'estate 2007, che il 
paziente non sopporta, o meglio non risponde alle cure con un certo 
tipo  di  farmaco  (lamiduvina)  e  ha  optato  per  un  altro  farmaco  più 
consono  (hepsera  adefovir),  pur  con  rischio  di  effetti  collaterali.  La 
circostanza quindi che il paziente sia constantemente sotto cura e che 
le  terapie adottate possano avere effetti  collaterali  non significa che 
egli sia da considerare inabile al lavoro. Dal punto di vista oggettivo, i 
due  sanitari  dell'UAIE  annotano  che  gli  esami  di  laboratorio, 
specialmente  per  quel  che  si  riferisce  all'epatopatia,  sono 
praticamente normali. Dai risultati delle analisi dell'8 giugno 2007 non 
si evidenziano i marcatori dell'epatite B.

Per quel che si riferisce alla prostata, la biopsia del 21 dicembre 2007 
(doc. 32) ha escluso l'esistenza di forme neoplasiche. Trattasi pertanto 
di una semplice ipertrofia da sottoporre, in caso di necessità, a cura 
farmacologica,  se  del  caso chirurgica  o, comunque,  da tenere  sotto 
controllo annuale.

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Dal lato, ortopedico si denuncia un fenomeno poliartrosico con entità 
non rilevante, perlomeno in un ambito lavorativo non pesante. Il referto 
d'esame ortopedico del 6 febbraio 2008 evidenzia quanto risulta dalla 
RM lombosacrale del 2 febbraio precedente (risultati peraltro riportati 
dal  Dott.  Inguscio  nella  relazione  del  30  luglio  2008).  Vi  è  una 
spondilodiscoartrosi  in  L2-L3  con  formazione  erniaria 
sottolegamentosa estrusa e debordamento anulare foraminale fra L1-
L2, L3-L4 ed L4-L5, nonché una formazione erniaria di L5-S1 estrusa. 
Queste  constatazioni  oggettive  si  traducono  in  una  limitazione 
funzionale di 1/3 delle flessione del rachide lombosacrale, dolore alla 
digitopressione nelle zone colpite ed una manovra di Lasègue positiva 
ai gradi estremi. È soprattutto questo quadro ortopedico che induce a 
ritenere che la precedente attività non sia più esigibile.

Infine,  nel  2005,  l'interessato  ha  subito  un  trauma  al  polso  sinistro. 
Questo  gli  ha  causato  una  tendinopatia  dell'abduttore  ed  estensore 
breve del pollice sinistro. In pratica ciò si traduce in un deficit di forza e 
di  chiusura a pugno della mano sinistra. La limitazione funzionale è, 
tutto  sommato,  di  incidenza  moderata.  L'interessato  non  può  più 
avvalersi  di  una particolare abilità con la mano sinistra, ma il  danno 
non è certamente di tipo invalidante.

Per  il  resto,  A._______  si  presenta  in  buone  condizioni  generali  di 
salute, ogni altro organo ed apparato essendo indenne da patologie.

10.3 Per quanto riguarda il rapporto del Dott.Inguscio, si deve rilevare 
che non apporta novità di rilievo dal punto di vista diagnostico. Questo 
medico si limita a riportare l'esito di un risultato RMN e ad esprimere il 
suo parere in merito alla capacità lavorativa residua. Inoltre, egli rende 
attento  sull'evoluzione che potrebbe avere  la  patologia  epatica  ed il 
rischio che si  trasformi in cirrosi. Alla prognosi,  piuttosto pessimista, 
del  Dott.  Inguscio,  non  può  essere  dato  rilievo  dal  momento  che  il 
paziente  non  sembra  tendere  verso  tale  evoluzione  morbosa. 
Oltretutto, il diritto svizzero in materia di assicurazione per l'invalidità 
non indennizza un complesso patologico in quanto tale, ma piuttosto 
l'influenza di questo sulla residua capacità di lavoro dell'assicurato e la 
conseguente  perdita  di  guadagno.  Pertanto,  il  tasso  d'invalidità 
espresso  da  medici  stranieri  non  può  essere  ritenuto  "sic  et 
simpliciter"  applicabile  al  caso  di  specie. Inoltre,  il  danno  epatico  è 
tenuto sotto buon controllo medico ed il  paziente risponde bene alle 
terapie seguite e modificate in caso di necessità. 

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10.4 Il collegio giudicante, sulla scorta del parere del servizio medico 
dell'UAIE,  ritiene  che  A._______  non  avrebbe  più  potuto  svolgere 
un'attività  nel  settore  della  carpenteria  edile.  A  lui  sarebbero 
comunque  stati  proponibili,  al  100%,  a  partire  da  aprile  2007 
(cessazione del lavoro), attività di ripiego leggere e/o semisedentarie, 
ripetitive,  quali  quella  di  operaio  addetto  al  controllo  di  macchine  di 
produzione  automatica,  operaio  addetto  all'imballaggio  di  piccoli 
oggetti, portiere d'albergo, addetto alla ricezione in portinerie di ditte, 
fattorino  in  ditta  privata;  custode  di  museo  o  di  parcheggio,  aiuto 
magazziniere. 

10.5 Vero è che la ricerca di  un posto di  lavoro adatto alle capacità 
dell'interessato  appare  difficoltosa,  vista  la  sua  età,  la  situazione 
congiunturale; tuttavia, se il mercato del lavoro locale non gli offre di 
sfruttare  la  sua residua capacità  lavorativa  e  di  guadagno, non può 
essere compito dell'assicurazione svizzera per l'invalidità di sopperire 
con  il  versamento  di  prestazioni  assicurative  a  quello  che  sarebbe 
dovuto, semmai,  dall'assicurazione italiana contro la  disoccupazione. 
Secondo  una  costante  giurisprudenza,  la  persona  che  richiede 
prestazioni  d'invalidità  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  da  lei 
esigibile per ovviare alle conseguenze della sua incapacità, mettendo 
soprattutto a profitto le superstiti  energie lavorative e cambiando, se 
del caso, anche il lavoro e il domicilio (DTF 123 V 88 consid. 4c, 113 V 
28 consid. 4). 

Tuttavia, non si può parlare d'attività ragionevolmente esigibile quando 
questa  sarebbe  realizzabile  solo  in  forma  e  con  modalità  talmente 
ristrette  da non esistere in  un mercato del  lavoro equilibrato oppure 
con delle condizioni/limitazioni mediche tali da rendere irreperibile un 
datore di lavoro. Ancor di più, particolarmente nel caso in cui si debba 
valutare  l'invalidità  di  un  assicurato  che  si  trova  in  età  avanzata  e 
ormai prossimo a quella che dà diritto ad una rendita d'assicurazione 
svizzera  per  la  vecchiaia,  bisogna  procedere  ad  un'analisi  globale 
della situazione e domandarsi se, nella realtà, questo assicurato è in 
misura di  accedere ad un'attività  in  un mercato del  lavoro supposto 
equilibrato (sentenza del Tribunale federale 9C-612/2007 del 14 luglio 
2008 consid. 5.1 con riferimenti). 

Nel caso in esame, l'insorgente, 60enne nel  2007, anno di cessazione 
della sua attività lucrativa, non presentava limitazioni tali, nelle attività 
di  sostituzione,  da  impedirgli  di  accedere  a  delle  attività  di  ripiego 

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come  quelli  descritte,  in  misura  completa.  Inoltre,  i  lavori  sostitutivi 
indicati  dal  medico  tenuto  conto  delle  limitazioni  funzionali 
dell'insorgente  non  richiedono  un  particolare  adattamento  del  suo 
posto di lavoro e neppure una specifica formazione. Oltretutto non va 
sottaciuto che a quella data gli restavano cinque anni di lavoro prima 
del pensionamento secondo le norme svizzere. In queste circostanze, 
la possibilità di trovare un lavoro di sostituzione non appariva irreale.

Occorre pertanto esaminare se, nell'ambito di attività di sostituzione, 
l'insorgente presenti un'incapacità di guadagno di rilievo.

11.

11.1 L'invalidità è determinata stabilendo il  rapporto fra il reddito del 
lavoro  che  l'assicurato  conseguirebbe,  dopo  la  manifestazione 
dell'invalidità  e  dopo  l'esecuzione  d'eventuali  provvedimenti 
d'integrazione,  nell'esercizio  di  un'attività  lucrativa,  ragionevolmente 
esigibile da lui in condizioni normali del mercato del lavoro, e il reddito 
che  potrebbe  conseguire  se  non  fosse  diventato  invalido  (art.  16 
LPGA). 

11.2 Di  regola,  dovrebbe  essere  ritenuto  reddito  senza  invalidità  il 
salario realmente percepito prima dell'insorgere del danno alla salute, 
aggiornato  al  momento  determinante  per  il  calcolo  dell'invalidità  e 
adeguato all'evoluzione dei salari nominali del settore interessato (tra 
gli  altri  VSI  2000  p.  310).  Nella  fattispecie,  l'amministrazione  ha 
considerato (vedi calcolo effettuato il 2 luglio 2008) quale salario privo 
d'invalidità  quello  conseguibile  nel  2005  come  operaio  nel  settore 
edile,  basandosi  tuttavia  su  dati  statistici  (tabelle  edite  dall'Ufficio 
internazionale  del  lavoro,  Ginevra)  e  non  sui  dati  concreti  relativi 
all'ultimo lavoro svolto. Ora,  i  dati  statistici  sono più  favorevoli  per  il 
ricorrente,  visto  che  il  salario  effettivamente  percepito  era  inferiore. 
L'UAIE ha dunque posto un reddito privo d'invalidità di Euro 1'560.- al 
mese.

Quale reddito da invalido l'UAIE ha ritenuto quello ottenibile in attività 
di tipo leggero non qualificate e ripetitive. Queste attività comportano 
un  salario  medio  mensile  di  Euro  1'275,72  (2005).  Questo  introito 
teorico  può  essere  ridotto  per  tenere  conto  dei  fattori  personali 
dell'assicurato (DTF 126 V 75), quali età, handicap. L'amministrazione 
ha operato una deduzione complessiva del 25%, ciò che può essere 
condiviso, atteso che si tratta della riduzione massima consentita. Ne 

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consegue un reddito mensile di Euro 956,79.

Il  confronto  fra  un  reddito  privo  d'invalidità  di  Euro  1'560.-  ed  un 
introito teorico dopo l'insorgenza dell'invalidità di Euro 956,79, causa 
una perdita di guadagno del 38,67%% (arrotondato al 39%), tasso che 
esclude  il  riconoscimento  del  diritto  ad  un  quarto  di  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. 

In  queste  circostanze  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  l'impugnata 
decisione confermata.

12.

12.1 Le  spese  processuali,  ammontanti  a  Fr.  300.-,  sono  poste  a 
carico del ricorrente e vengono compensate con l'anticipo già versato 
di Fr. 300.-.

12.2 Visto l'esito del ricorso, non vengono riconosciute indennità per 
spese ripetibili.

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 
febbraio 2008 sulla tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di Fr. 300.- sono poste a carico del ricorrente. 
Esse sono computate con l'anticipo spese di Fr. 300.-.

3.
Non vengono assegnate indennità per le spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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