# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2787de63-98d9-5534-a32b-53d188424fc0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-07-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.07.2013 35.2013.11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2013-11_2013-07-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2013.11

   

  cr

  	
  Lugano

  15 luglio
  2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa
  Somaini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 febbraio 2013
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 9 gennaio
  2013 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 17 agosto
2010 RI 1, nato nel 1966 – a quel momento dipendente della ditta __________ in
qualità di responsabile del magazzino e, perciò, assicurato d’obbligo contro
gli infortuni presso la CO 1 – scendendo le scale è caduto procurandosi una
frattura pluriframmentaria intra-articolare al calcagno sinistro (doc. 3, 4).

 

                                         La CO 1 ha assunto il caso e corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

 

 

                               1.2.   In data 27
agosto 2010 l’assicurato ha subìto, ad opera del dr. __________, spec. FMH in
chirurgia ortopedica e ortopedia __________ di __________, un intervento di
riduzione aperta ed osteosintesi con placca LCP al calcagno sinistro (doc. 4) e
il 25 ottobre 2010 un intervento di asportazione del filo di Kirschner e
chiusura dell’incisione con un punto (doc. 8).

 

                                         In data
10 dicembre 2010, a seguito della mal unione dopo frattura articolare del
calcagno sinistro, RI 1 è stato sottoposto ad un intervento di revisione,
mobilizzazione articolare, osteotomia e re-osteosintesi di una frattura
articolare del calcagno a cura del dr. __________ della Clinica __________ di __________
(doc. 12) e il 10 ottobre 2011 ha subìto un’artrodesi di distrazione
talo-calcaneare sinistra con innesto autologo del bacino e asportazione
completa del materiale d’osteosintesi (doc. 21).

 

                               1.3.   La CO 1,
sulla base della visita medica del dr. __________ del 6 dicembre 2010 e della
valutazione della documentazione medica successiva, fino al 22 febbraio 2012
(doc. 9), con decisione del 26 novembre 2012, ha assegnato all’assicurato un’indennità per menomazione dell’integrità del 15% (doc. 33).

 

                                         A seguito
dell’opposizione interposta dall’avv. __________ dello studio legale __________
per conto dell’assicurato, l’assicuratore LAINF, in data 9 gennaio 2013, ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 34).

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso del 7 febbraio 2013, RI 1, sempre patrocinato dall’avv. __________
dello studio legale RA 1, ha postulato il riconoscimento di un’IMI del 30%,
ritenendo che il referto del dr. __________ non possa essere considerato
fedefacente, dato che lo specialista lo ha visitato “soltanto nel lontano 2010
e, da allora, il suo stato di salute è notevolmente peggiorato, rendendo
inattuale il vecchio referto medico e quindi inadatta l’indennità LAINF
attribuita dall’Istituto assicurativo”.

                                         Per tali
ragioni, il patrocinatore del ricorrente ha chiesto al TCA di ordinare una
perizia giudiziaria dalla quale “emergerà la gravità dello stato di salute del
paziente che giustificherà un aumento della percentuale di indennità al 30%”
(doc. I).

 

                               1.5.   L’assicuratore
LAINF, in risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc.
III).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011;
STF  9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008;
STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003;
STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H
220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in
RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98
del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   L’oggetto
della lite è circoscritto all’entità dell’IMI spettante all’assicurato.

 

                                         Secondo
l'art. 24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto ad un'equa indennità se, in
seguito all'infortunio, accusa una menomazione importante e durevole
all'integrità fisica o mentale.

                                         Tale
indennità è assegnata in forma di prestazione in capitale.

                                         Essa non
deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca
dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità delle menomazioni.

                                         Il
Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo
dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF).

 

                               2.3.   L'art. 36
cpv. 1 OAINF definisce i presupposti per la concessione dell'indennità giusta
l'art. 24 LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se
verosimilmente sussisterà tutta la vita almeno con identica gravità ed
importante se l'integrità fisica o mentale è alterata in modo evidente o grave.

                                         In questa
valutazione dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche
dalle circostanze personali dell'assicurato: secondo la giurisprudenza,
infatti, la gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di
accertamenti medici senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto
morale secondo il diritto privato, le eventuali particolarità dell'assicurato
(cfr. RAMI 2000 U 362, p. 42-43; DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 U 31, p.
438).

                                         La parte
della riparazione del torto morale contemplata dagli

artt. 24ss. LAINF è, dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del
danno (segnatamente il pretium doloris e il pregiudizio estetico) ne
sono esclusi (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 121).

 

                               2.4.   Giusta
l'art. 36 cpv. 2 OAINF, l'indennità è calcolata in base alle direttive
contenute nell'Allegato 3 dell'OAINF. 

                                         Una
tabella elenca una serie di lesioni indicando per ciascuna il tasso normale di
indennizzo, corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo del
guadagno assicurato. 

 

                                         Questa
tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco
esaustivo (cfr. RAMI 2000 U 362, p. 43; DTF 124 V 32; DTF 113 V 219 consid. 2a;
RAMI 1988 U 48

p. 235 consid. 2a e sentenze ivi citate). Deve essere intesa come una norma
valida "nel caso normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).

 

                                         Le
menomazioni extra-tabellari sono indennizzate secondo i tassi previsti
tabellarmente per menomazioni di analoga gravità (cifra 1 cpv. 2
dell'allegato).

                                         La
perdita totale dell'uso di un organo è equiparata alla perdita dell'organo
stesso. In caso di perdita parziale l'indennità sarà corrispondentemente
ridotta; tuttavia nessuna indennità verrà versata se la menomazione dell'integrità
risulta inferiore al 5% (cifra 2 dell'allegato).

                                         Se più
menomazioni all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni sono
concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo (art.
36 cpv. 3 1a frase OAINF).

                                         Si prende
in considerazione in modo adeguato un peggioramento prevedibile della
menomazione dell'integrità. E' possibile effettuare revisioni solo in casi
eccezionali, ovvero se il peggioramento è importante e non era prevedibile
(art. 36 cpv. 4 OAINF).

 

                                         Peggioramenti
non prevedibili non possono, naturalmente, essere anticipatamente considerati.

 

                                         Nel caso
in cui un pregiudizio alla salute si sviluppi nel quadro della prognosi
originaria, la revisione dell'indennità per 

                                         menomazione
è, di principio, esclusa. Per contro, l'indennità dev'essere di nuovo valutata,
quando il danno è peggiorato in una misura maggiore rispetto a quanto
pronosticato (cfr. RAMI 1991 U 132, p. 308ss. consid. 4b e dottrina ivi
menzionata).

 

                               2.5.   L’INSAI ha
allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che integrano
quella dell'ordinanza.

                                         Semplici
direttive di natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non
vincolano il giudice (cfr. STFA I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF 125 V 377
consid. 1c; STFA del 7 dicembre 1988 nella causa P.; RAMI 1989 U 71, p.
221ss.).

                                         Tuttavia,
nella misura in cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire
la parità di trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con
l'annesso 3 all'OAINF (RAMI 1987 U 21, p. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF
116 V 157, consid. 3a). 

 

                               2.6.   Nel caso di specie
l’assicuratore LAINF resistente, sentito il parere del __________, ha assegnato
all’assicurato un’IMI del 15% (cfr. doc. A).

 

                                         Dopo avere visitato personalmente
l’assicurato in data 6 dicembre 2010, avere posto le diagnosi di “disturbi
statici e funzionali al piede sin. dopo frattura pluriframmentaria
intra-articolare del calcagno sin. trattata cruentemente (ICD10-S99.8), stato
dopo osteosintesi del calcagno sin. con placca LCP il 27.8.2010, stato dopo
asportazione del filo di Kirschner il 25.10.2010” e avere valutato la
documentazione medica riguardante il periodo successivo al suo esame, fino al
22 febbraio 2012, il dr. __________ si è così espresso a proposito dell’IMI: 

 

" 
(…)

I.9. Voglia comunicarci se l’assicurato a causa
dell’infortunio abbia riportato una menomazione dell’integrità durevole.
Nell’affermativa in quale percentuale?

Sì, sulla base della documentazione a nostra
disposizione l’artrodesi talo-calcaneare comporta una menomazione di integrità
del 15% secondo la tabella 5.2 della SUVA.” (Doc. 9)

                                      

                                         Chiamato
a pronunciarsi su una questione di carattere medico, questo Tribunale,
considerata anche l'assenza di pareri specialistici divergenti, ritiene che
l’apprezzamento espresso dal medico dell’assicuratore resistente possa
validamente costituire da supporto probatorio al presente giudizio, senza che
si riveli necessario esperire ulteriori accertamenti (sul
valore probatorio delle valutazioni del medico dell’assicuratore infortuni,
cfr. STF  8C_517/2012 del 1° novembre 2012 e U 350/06
del 20 luglio 2007, in cui l'Alta Corte ha ricordato che "nell'ambito del
libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito che
l'amministrazione e il giudice delle assicurazioni sociali si fondino
esclusivamente su basi di giudizio interne all'Istituto assicuratore.";
vedi anche STF 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465). 

 

                                         La
tabella n. 5 edita dalla Divisione medica dell’INSAI (“Atteinte à
l’intégrité résultant d’arthroses”), per quanto concerne l’artrosi prevede
un’IMI del 15% nel caso di artrodesi dell’articolazione sotto-astragalica. Un’indennità
del 30%, quale quella pretesa dal ricorrente, viene, invece, riconosciuta nel
caso di artrodesi dell’articolazione sotto-astragalica grave. 

 

                                         Giova, del resto, ribadire
che l'indennità per menomazione dell'integrità si valuta sulla base di
constatazioni mediche. Ciò significa che per tutti quegli
assicurati che presentano uno stesso status medico, la menomazione
all'integrità sarà la medesima; essa è, in effetti, stabilita in maniera
astratta, uguale per tutti. In altri termini, l'ammontare dell'IMI non dipende
dalle circostanze particolari del caso concreto, ma bensì da un apprezzamento
medico-teorico della menomazione fisica o psichica, a prescindere da fattori
soggettivi (cfr. DTF 115 V 147 consid. 1, 113 V 121 consid. 4b e
riferimenti ivi menzionati; RAMI 2000 U 362, p. 43; cfr., pure, STCA 35.2001.71
del 12 dicembre 2001, confermata dal TFA con pronunzia U 14/02 del 28 giugno
2002; cfr., altresì, Th. Frei, Die
Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die
Unfallversicherung, Tesi Friborgo 1998, p. 40s.).

                                         In questo senso le sofferenze soggettive patite dall'assicurato, non
possono essere prese in considerazione nella valutazione dell'indennità per
menomazione all'integrità.

 

                                         D’altro
canto, il ricorrente ha sì preteso di avere diritto a un’IMI di un’entità
maggiore (almeno 30%), tuttavia egli non ha portato alcun argomento
medico-scientifico pertinente a sostegno di questa sua richiesta.

                                         Il legale dell’assicurato ha,
unicamente, contestato la valutazione fornita dal dr. __________, adducendo che
lo specialista ha visitato l’assicurato “soltanto nel lontano 2010” e che dopo tale data lo stato di salute dell’interessato è notevolmente peggiorato (doc. I).

                                         Il TCA non può concordare
con queste critiche del patrocinatore del ricorrente, ritenuto che, come visto,
il dr. __________, nel referto del 2 marzo 2012, non si è limitato a fornire la
propria valutazione solo alla luce delle constatazioni da lui fatte in
occasione della visita del dicembre 2010, ma ha pure tenuto conto degli esiti
dei due interventi chirurgici effettuati nel dicembre 2010 e nell’ottobre 2011 dal
dr. __________, rilevando espressamente che “sulla base del nostro esame del
6.12.2010 e sulla base della nuova documentazione medica arrivataci fino ad
oggi (22.02.2012) rispondiamo di seguito alle domande poste con lo scritto del
3.12.2010” (cfr. doc. 9 pag. 7).

                                         Va, inoltre, rilevato che
a pag. 6 del referto del 2 marzo 2012, alla cifra “H. Decorso”, il dr. __________
ha espressamente fatto riferimento agli interventi svolti dal dr. __________,
osservando:

 

"  (…)

Nel frattempo il paziente è stato operato a due riprese dal dr. __________.

Nel primo intervento è stata fatta una nuova ricostruzione
(secondaria) di frattura articolare del calcagno sin. nel 2011 (manca il
rapporto operatorio).

In seguito, a causa della cattiva qualità della cartilagine, è
stato fatto un nuovo intervento (in tutto si tratta del terzo intervento) con
artrosi secondaria sottoforma di artrodesi di distrazione talo-calcaneare sin.
con innesto autologo dal bacino, il 10.10.2011.

Il decorso dopo questo terzo intervento al piede sin. è stato
soddisfacente e le radiografie del piede, laterali in carico, hanno mostrato
una consolidazione completa del blocco di osso tricorticale con due viti a
spugnosa senza segni di scollamento e con un’articolazione tibiotarsica
superiore perfetta.

Il dottor __________ all’occasione della visita del 30.01.2012 ha
fissato un carico totale del piede sin. e un’abilità lavorativa completa.

Il paziente ha cambiato professione ed ha iniziato una nuova
attività presso la ditta __________ nel febbraio 2012.” (Doc. 9)

 

                                         Ne
discende che questo Tribunale non è confrontato con validi indizi concreti
suscettibili di far dubitare della fondatezza della valutazione formulata dal dr.
__________.

                                      

                                         Il TCA, di
conseguenza, può fare proprio l'apprezzamento di questo medico (cfr. sentenza
del Tribunale federale U 349/06 dell’11 luglio 2007; DTF 125 V 351 consid.
3b/ee). 

                                         In casu non si
rivelano, pertanto, necessari ulteriori approfondimenti medici.

                                         A
quest'ultimo proposito giova ricordare che se gli accertamenti svolti
permettono al giudice, che si è fondato su un apprezzamento diligente delle
prove, di giungere alla convinzione che certi fatti presentino una
verosimiglianza preponderante, e che ulteriori misure probatorie non potrebbero
modificare questo apprezzamento, è superfluo assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove). In tal caso non sussiste una violazione
del diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001
IV no. 10 pag. 28 consid. 4b).

 

                                         Del resto, va rilevato che
allo stesso risultato - IMI del 15% - è pure giunto il Tribunale federale con
sentenza 8C_285/2010 del 6 settembre 2010, con la quale ha
confermato il giudizio del TCA 35.2009.98 dell’8 marzo 2010, concernente
il caso di un assicurato afflitto, in particolare, da disturbi funzionali al
piede destro in stato da artrodesi dell'articolazione sotto-astragalica destra
dopo frattura intraarticolare del calcagno. 

                                         L’Alta Corte ha rilevato
quanto segue:

 

"  5.5
Infine, il ricorrente rivendica il diritto a un'IMI maggiorata al 30 %. Nel
caso concreto il grado di menomazione dell'integrità riconosciuto
dall'assicuratore infortuni e confermato dal giudice cantonale si fonda sulla
tabella 5.2 del volume indennità per menomazione dell'integrità edito
dall'INSAI, la quale contempla le atrosi. A giustificazione del grado del 15 %
il dott. D.________ ha rilevato, quali esiti importanti e durevoli
dell'infortunio, la presenza di disturbi funzionali al piede destro in stato da
artrodesi dell'articolazione sotto-astragalica destra dopo frattura
intraarticolare del calcagno, mentre al piede sinistro accertava lievi disturbi
al carico. Secondo la citata tabella 5.2 l'artrodesi dell'articolazione sotto-astragalica giustificava l'assegnazione di un'IMI del 15 %. Per contro, i
disturbi al piede sinistro erano al massimo paragonabili a un'artrosi di lieve
entità, per cui non davano diritto a un'ulteriore indennità. Tutto ben
ponderato, pure questa Corte non vede motivo per non aderire alla valutazione
del grado di menomazione dell'integrità riconosciuto dall'assicuratore
resistente. Le obiezioni che l'insorgente esprime in questa sede non inducono a
concludere diversamente.

 

                                         Allo stesso risultato è
pure giunto il Tribunale federale nella sentenza U 93/04 del
14 febbraio 2005, riguardante un caso di “séquelles consécutives à la fracture
du calcanéum droit consistant, chez l'assuré, en une gêne fonctionnelle dans
les articulations sous-astragaliennes (arthrose)”.

 

                                         Nella misura in cui all’assicurato
è stata attribuita un’IMI del 15%, la decisione su opposizione del 9 gennaio
2013 merita di essere confermata.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti