# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a9179931-0b6d-58b4-88e2-0e2e215d3383
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2003.295
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-295_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.295

   

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
   

  

 

 

statuendo sul ricorso 15 settembre 2003 dell'

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 26 agosto 2003 del Consiglio di Stato
  (n. 3631) che respinge l’impugnativa presentata dall’insorgente avverso la
  decisione 5 giugno 2003 con cui il municipio di __________ le ha negato la licenza
  edilizia per costruire un esercizio pubblico (bar-caffetteria-paninoteca)
  nella zona industriale (part. n. __________ e __________ RF);

  

 

 

viste le risposte:

-    22 settembre 2003 del
Dipartimento del territorio;

-    23 settembre 2003 del
Consiglio di Stato;

-    15 ottobre 2003 del
municipio di __________;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che il 19
febbraio 2003 la ricorrente __________ ha chiesto al municipio di __________ il
permesso di costruire un edificio ad un piano, destinato a
bar-caffetteria-paninoteca (48 posti interni e 24 esterni), a ridosso di uno
stabile ad uso residenziale e commerciale (stazione di benzina con chiosco)
situato nella zona industriale, lungo la strada cantonale che conduce al valico
del __________; 

 

che con decisione 5 giugno 2003 il municipio
ha respinto la domanda, ritenendola contraria all’art. 18 NAPR, che nella zona
industriale ammette soltanto costruzioni destinate ad attività produttive; 

 

che con giudizio 26 agosto 2003 il Consiglio
di Stato ha confermato il diniego della licenza, condividendo in sostanza le
tesi dell’autorità comunale; 

 

che contro il predetto giudizio governativo
la soccombente si aggrava davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
chiedendone l’annullamento e postulando il rilascio della licenza rifiutata; 

 

che l’insorgente rileva come l’art. 18 NAPR
limiti soltanto in principio gli insediamenti ammissibili alle attività
produttive; ne deduce che non sarebbero escluse altre utilizzazioni, quali quelle
commerciali; l’attività dell’esercizio pubblico, soggiunge, non sarebbe
peraltro meramente commerciale, ma comporterebbe anche la produzione di beni di
consumo; essa sarebbe inoltre strettamente connessa alle attività industriali
presenti nella zona; il diniego della licenza violerebbe infine il principio
della proporzionalità e la garanzia della proprietà; 

 

che all’accoglimento del ricorso si
oppongono il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni, ed il municipio,
che contesta in dettaglio le tesi dell’insorgente; 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                         che la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall’art. 21 LE; la
legittimazione attiva dell’insorgente, direttamente e personalmente toccata dal
giudizio censurato, è certa; il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in
ordine; 

 

che il giudizio può essere reso sulla base
degli atti: la situazione dei luoghi non è controversa ed è sufficientemente
nota a questo tribunale; il sopralluogo chiesto dalla ricorrente non è quindi
atto a procurare la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio; 

 

che, giusta l’art. 22 cpv. 2 lett. a LPT,
l’autorizzazione a costruire edifici ed impianti presuppone che siano conformi
alla funzione della zona di utilizzazione in cui sono previsti; sono quindi ammesse
soltanto costruzioni la cui destinazione si integra convenientemente nelle
finalità della zona in cui sono situate; il principio della conformità di zona
è stato chiaramente e correttamente illustrato dal Consiglio di Stato nel
giudizio impugnato; non essendo in contestazione, basta un rinvio alle
pertinenti considerazioni sviluppate dalla precedente istanza; 

 

che secondo l’art. 18 NAPR di __________: 

 

1.     
la zona industriale è destinata in principio
alle attività produttive. Sono ammessi edifici, impianti ed attrezzature
necessari allo svolgimento delle attività produttive industriali, depositi e
magazzini nonché uffici e commerci connessi con l’attività principale. 

 

2.     
Non sono ammesse residenze, ad esclusione di
quelle di servizio. 

 

che per attività industriale s’intende
generalmente un processo lavorativo volto alla produzione di beni di consumo su
vasta scale, con un rilevante impiego di macchinari ed installazioni, che
ingenerano ripercussioni marcate sull'ambiente circostante (Adelio Scolari, Commentario,
IIa ed., ad art. 67 LALPT, n. 484); 

 

che come ben rileva il Consiglio di Stato le
attività industriali comprendono anche le attività collaterali necessarie alla
produzione, alla gestione ed alla commercializzazione di beni (depositi, magazzini,
uffici e servizi, ecc.); 

che in relazione alla disposizione in esame,
il commento alle NAPR, parte integrante dei materiali legislativi, spiega che nelle
zone industriali gli uffici ed i commerci sono ammessi soltanto se in evidente
connessione con l’attività principale svolta nell’ azienda (ad esempio la
vendita diretta di prodotti eseguiti dall’azienda insediata). Con questa
disposizione si vuole evitare l’occupazione di terreno destinato ad attività
produttive con uffici e commerci indipendenti dalle aziende insediate che
potrebbero generare un forte traffico e di conseguenza rendere insufficiente la
rete infrastrutturale prevista dal piano; 

 

che, interpretata secondo il testo ed alla
luce delle sue finalità, documentate dai materiali legislativi, la locuzione in
principio, contenuta nell'art. 18 NAPR, appare chiaramente volta a relativizzare
la funzione industriale della zona soltanto al fine di permettere
l'insediamento di attività accessorie alla destinazione principale; in nessun
caso, le si può attribuire il significato prospettato dalla ricorrente;
ammettere che escluda soltanto gli insediamenti residenziali che non siano di
servizio finirebbe per stravolgere le stesse finalità della zona; 

 

che l'esercizio pubblico in discussione
costituisce a non averne dubbio un'attività commerciale autonoma ed
indipendente dalle attività industriali presenti nella zona; nel fatto che cibi
e bevande serviti al pubblico siano confezionati sul posto non sono certamente
ravvisabili gli estremi di un'attività industriale; né l'attività del locale
può essere considerata connessa alle attività industriali della zona per il
semplice fatto che parte della clientela potrebbe essere costituita da
dipendenti di tali industrie; 

 

che le censure di violazione del principio
di proporzionalità e della garanzia costituzionale della proprietà sono
improponibili; la legittimità delle disposizioni di PR può essere contestata in
sede di applicazione concreta soltanto se dopo l'approvazione del piano le
circostanze su cui si fonda si sono modificate in misura rilevante o se i
proprietari gravati non avevano motivo o non hanno avuto occasione di
contestarle nell'ambito della procedura di approvazione (DTF 106 Ia 317; Max
Imboden René Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V. ed., N. 143 B
II h; René Rhinow Beat Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung,
Erg. Bd., ibidem); presupposti, questi, che in concreto manifestamente non si
verificano, essendo il PR appena entrato in vigore ed essendo stata data ai
ricorrenti la possibilità di esercitare i loro diritti di difesa; 

 

che in esito alle considerazioni che
precedono, la decisione impugnata va confermata siccome immune da violazioni
del diritto; 

 

che la tassa di giustizia è a carico
dell’insorgente secondo soccombenza; 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 22 cpv. 2 LPT; 21 LE; 18 NAPR di
__________; 3, 18, 28, 60, 61 PAmm;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 800.- è a carico della ricorrente. 

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario