# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 559d723f-be80-56bf-b4c2-ee6dcd4afd21
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-07-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 26.07.2000 15.2000.84
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2000-84_2000-07-26.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2000.00084

  	
  Lugano

  26 luglio
  2000

  /FP/fc/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  Composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  Segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul
ricorso 27 giugno 2000 di

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato
dell’UE di Lugano e meglio contro il calcolo del minimo di esistenza 20 giugno
2000 nelle diverse esecuzioni promosse nei confronti del ricorrente da

 

	
   

  	
  __________

   (rapp.
  __________)

  
	
   

  	
   

  __________

   (rappr.
  __________)

  
	
   

  	
   

  __________

  (rappr.
  dall'Ufficio esazione e condoni, Bellinzona)

  

 

 

viste le
osservazioni 

– 6 luglio 2000
dello __________

– 11 luglio 2000 del
__________

– 17 luglio 2000
dell’UE di __________

 

 

esaminati atti e
documenti;

 

 

ritenuto 

 

 

in fatto:                 A.      Diversi creditori procedono nei confronti di __________ per
l’incasso dei propri crediti. In data 20 giugno 2000 l’UE di Lugano ha
stabilito il pignoramento della quota del reddito eccedente il minimo di
esistenza del debitore, determinato come segue:

 

                                          Introiti:      

                                          Debitore                                                                 fr.   3’050.--  (82%)

                                          Coniuge                                                                  fr.      670.--

                                          Totale                                                                      fr.   3'720.--

                                                  

                                          Minimo
di esistenza:

                                          importi
di base                      fr.  1’370.--

                                          locazione                                fr.    350.—

                                          spese                                      fr.    200.—

                                          cassa
malati                          fr.      510.--

                                          trasferte
e pasti                     fr.      180.--

                                          diversi                                     fr.      190.--

                                          totale
deduzioni                     fr.  2’800.--             fr.   2'296.--  (82%)

 

 

                                B.      Con
ricorso 27 giugno 2000 __________ insorge contro tale provvedimento postulando il
riconoscimento degli importi mensili relativi alle imposte comunali e cantonali,
nonché di telefono e canone televisivo.

 

 

                                C.      Delle
osservazioni delle altre parti coinvolte nella procedura si dirà, se
necessario, in seguito.

 

 

Considerando 

 

in diritto:               1.      Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le autorità
di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al
momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del
debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12;
106 III 13), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere
tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).

 

 

                                2.      Il ricorrente chiede che venga tenuto conto dei debiti
contratti a titolo di imposte comunali e cantonali.

                                          Perché
si diano privilegi in diritto di determinati creditori occorre un’espressa
norma di legge in tal senso. La giurisprudenza del Tribunale federale ha
attenuato il rigore di questo principio stabilendo che determinati creditori
sono privilegiati di fatto nel senso che, in caso di pignoramento di salario e
di redditi, il debitore è autorizzato ad eseguire interamente le proprie
obbligazioni nei loro confronti: è questo il caso in particolare per il
venditore di generi alimentari, per il fornitore di beni indispensabili alla sopravvivenza
o all’esercizio del lavoro del debitore e per il locatore di locali indispensabili
per l’esercizio dell’attività lucrativa dell’escusso (DTF 112 III 18).

                                          Siffatto
indirizzo giurisprudenziale concretizza l’intento del legislatore di lasciare
all’escusso e alla sua famiglia quanto è assolutamente indispensabile ex art.
92 e 93 LEF per soddisfare i bisogni più elementari.

                                          E’
di tutta evidenza che le deduzioni prospettate dal ricorrente per il pagamento
dei debiti contratti non possono entrare in linea di conto per il calcolo del
minimo vitale: alla luce dei principi giurisprudenziali richiamati, nulla
giustifica il privilegio che il debitore pretende sia concesso al Comune di
__________ e al Cantone.

                                          Abbondanzialmente
si rileva altresì che non vi sarebbe alcuna garanzia che gli importi di cui si
chiede la deduzione vengano effettivamente versati ai creditori.

 

 

                                3.      Secondo
il punto 1.2 della Tabella dei minimi di esistenza agli effetti del diritto esecutivo
(in seguito: Tabella) l’importo base per coniugi ammonta fr. 1’370.-- al mese.

                                          Il
ricorrente pretende il riconoscimento di un importo mensile per spese
telefoniche. Tale richiesta non può essere accolta essendo tali spese già
comprese nell’importo base mensile di fr. 1’370.--. Per contro le spese di
abbonamento televisivo sono già coperte dall’importo di fr. 190.-- riconosciuto
dall’UE di Lugano alla voce diversi.

 

 

                                4.      Per l’art. 21 cpv. 4 LPR  la sentenza che ammette il ricorso
può riformare il provvedimento impugnato o annullarlo con rinvio all’organo di
esecuzione e fallimento per un nuovo giudizio. Se il provvedimento impugnato
contiene accertamenti di fatto sufficienti, l’Autorità di vigilanza riforma il
pregresso giudizio; in caso contrario la vertenza è rinviata all’organo di
esecuzione affinché completi gli accertamenti ed emani un nuovo provvedimento.
La decisione sulla specie d’effetto rientra nel potere discrezionale
dell’Autorità di vigilanza (Flavio
Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2 ad art. 21,
p.260).Orbene, nel caso di specie l’UE di Lugano ha allestito il calcolo
dell’eccedenza pignorabile unicamente sulla base delle dichiarazioni rese dal
debitore senza il sostegno di alcun documento giustificativo. In particolare,
dal certificato di salario prodotto dall’escusso si evince che il reddito
indicato nel verbale di pignoramento non corrisponde a quello effettivamente
percepito dal debitore per giugno 2000 risulta infatti che il ricorrente oltre
al salario mensile di fr. 3823.-- percepisce fr. 2256.-- a titolo di
"indennità di residenza". Inoltre non vi è alcun documento che
attesti il reddito del coniuge. Di conseguenza, viste le peculiarità del caso
in esame, in particolare la carenza istruttoria, si giustifica la retrocessione
degli atti all’UE di Lugano affinché proceda ai necessari accertamenti atti a
determinare l’eventuale eccedenza pignorabile a carico dell’escusso.

 

 

                                5.      Sulle
spese occorre ricordare a futura memoria che - benché la gratuità della procedura
sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo
l'art. 17 LEF (Jean - François
Poudret/Suzette Sandoz-Monod, Commentaire de la loi fédérale
d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990,n.2.10 all'art. 81, p.804) -
siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore
(art.20a cpv.1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125 III 383
cons.2a) Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OLEF).

 

 

Richiamati gli art.
17 e 93 LEF, 21 cpv. 4 LPR

 

 

pronuncia:           1.      Il ricorso 27 giugno 2000 di __________,  è evaso nel senso dei
considerandi.

 

 

                                2.      Di
conseguenza gli atti sono retrocessi all’UE di Lugano affinché abbia a determinarsi
come al considerando 4 di questa sentenza.

 

 

                                3.      Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

 

                                4.      Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

 

                                5.      Intimazione a:

                                          –
__________

                                          Comunicazione
all'UE di Lugano.

 

 

 

Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di
vigilanza

Il presidente                                                                         
La segretaria