# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 774e93b1-fcd2-59cc-bead-e5fdf0f59b8a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-11-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 28.11.1997 52.1997.220
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1997-220_1997-11-28.html

## Full Text

Incarto n.

  52.97.00220

   

  	
  Lugano

  28 novembre 1997

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  1° settembre 1997 di

 

	
   

  	
  __________

  patrocinata
  da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 15 luglio 1997 (no. 3591) del Consiglio di Stato mediante la quale
  è stato dichiarato irricevibile, poiché tardivo, il gravame inoltrato
  dall'insorgente avverso la risoluzione 10 febbraio 1997 con la quale il
  municipio di __________ ha confermato la tassa raccolta rifiuti 1996 posta a
  suo carico quale gerente del Ristorante __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    9 settembre 1997 del Consiglio di
Stato;

-    30 settembre 1997 del municipio di
__________;

 

 

vista la replica 23 ottobre 1997 di __________;

 

 

nonché le dupliche:

-           4 novembre 1997 del municipio di
__________;

-           5 novembre 1997 del Consiglio di Stato

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) La ricorrente __________
gestisce da alcuni anni a __________ il Ristorante __________, presso il quale
abita.

Essendo domiciliata a __________, l'insorgente risiede
__________ in virtù di un permesso di soggiorno rilasciatole per la prima volta
nel 1985 ed in seguito costantemente rinnovato.

 

b) Il 29 novembre 1996 l'esecutivo di __________ ha
notificato all'insorgente la tassa 1996 per il servizio raccolta rifiuti, quale
titolare di un esercizio pubblico con alloggio.

Fondandosi sul Regolamento comunale per il servizio di
raccolta ed eliminazione dei rifiuti (RSRER) - modificato il 14 ottobre 1996
dal consiglio comunale - nonché sul tariffario 6 novembre 1996, il municipio di
__________ ha fissato l'ammontare del tributo a carico della ricorrente in fr.
1'500.--.

 

 

                                  B.   Il 15 gennaio 1997
__________ ha inoltrato tempestivo reclamo contro la suddetta tassa,
ritenendola eccessiva.

Nella sua seduta del 10 febbraio 1997 il municipio di
__________ ha evaso negativamente l'impugnativa. Il 12 febbraio 1997 una copia
della decisione è quindi stata inviata per raccomandata all'insorgente presso
il suo recapito di __________. 

Il plico non è stato tuttavia distribuito dagli addetti al
servizio postale, essendo quest'ultimi a conoscenza del fatto che la destinataria
della lettera era temporaneamente assente dalla propria abitazione.

Il 15 febbraio 1997 il municipio ha quindi proceduto ad una seconda
spedizione della decisione tramite raccomandata indirizzata ancora una volta al
medesimo recapito della ricorrente.

Il 18 febbraio 1997 l'ufficio postale di __________ ha comunicato
al mittente, tramite apposito formulario, che la suddetta raccomandata non
aveva potuto essere distribuita e che conformemente ad un ordine del
destinatario la stessa sarebbe rimasta giacente per un certo periodo presso la
posta.

 

 

                                  C.   Rientrata a __________ il 10
marzo 1997, dopo un lungo periodo di vacanza all'estero, la ricorrente ha
quindi avuto modo di ritirare la decisione precedentemente inviatale dal municipio.

Il 21 marzo 1997 __________ ha dunque interposto ricorso
contro la medesima davanti al Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento.

 

Il Governo ha statuito sul gravame con sentenza 15 luglio
1997, dichiarandolo irricevibile in quanto tardivo.

Secondo l'Esecutivo cantonale infatti la decisione municipale
in rassegna è stata validamente inviata alla ricorrente il 15 febbraio 1997 per
cui la stessa, non essendo stata ritirata entro il termine di giacenza di 7
giorni previsto per gli invii postali raccomandati, deve essere considerata
come notificata alla destinataria il 21 febbraio 1997; pertanto il gravame del
21 marzo 1997 sarebbe manifestamente tardivo, poiché inoltrato chiaramente dopo
che era decorso infruttuoso il termine ricorsuale di 15 giorni previsto dalla
PAmm.

 

 

                                  D.   Contro la predetta decisione
governativa __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo chiedendone l'annullamento.

Contesta che il suo ricorso al Consiglio di Stato fosse
tardivo.

Sostiene infatti che non poteva attendersi che il municipio
le intimasse una decisione suscettibile di modificare la sua posizione
giuridica ad un indirizzo diverso da quello del suo domicilio di __________.
Aggiunge che nell'agire dell'esecutivo di __________ è riscontrabile una violazione
del principio della buona fede processuale, in quanto l'8 dicembre 1996 l'amministrazione
comunale era stata chiaramente informata del fatto che il __________ sarebbe
rimasto chiuso tra il 1. febbraio e il 4 marzo 1997 e quindi l'intimazione della
decisione in rassegna avrebbe dovuto avvenire ad altro indirizzo. Inoltre
sostiene che, quando alla fine di febbraio del 1997 ha avvisato il municipio
che per ragioni di personale l'apertura dell'esercizio pubblico sarebbe stata
ritardata al 10 marzo 1997, nessuno si è premurato di avvisarla del fatto che
la decisione in merito al reclamo interposto contro la tassa dei rifiuti era
già stata inviata.

Per il resto l'insorgente solleva una serie di censure
relative al precitato tributo, di cui si dirà, per quanto necessario, in
seguito.

 

 

                                  E.   All'accoglimento del ricorso
si oppone il municipio di __________ che formula una serie di osservazioni che
saranno semmai riprese successivamente.

 

Anche il Consiglio di Stato chiede la reiezione del gravame
senza formulare particolari osservazioni.

 

 

                                  F.   In sede di replica la
ricorrente si riconferma nelle proprie argomentazioni ricorsuali.

Quanto alla questione relativa alla notifica della decisione
municipale litigiosa, ribadisce come il municipio non potesse essere all'oscuro
della sua assenza da __________ durante il periodo di chiusura del __________,
dal momento che era nota a tutta la clientela dell'__________ la sua abitudine
di trascorrere le vacanze invernali all'estero. Afferma inoltre che prima di
andare in ferie si era recata alla succursale dell'__________ presso la quale
lavora il municipale __________ per cambiare dei franchi in dollari e aveva
colto l'occasione per avvisare quest'ultimo della sua imminente partenza per
l'estero. Chiede che a conferma di ciò venga sentito quale teste il predetto
municipale.

 

 

                                  G.   Con duplica 4 novembre 1997
il municipio ha nuovamente contestato le allegazioni della ricorrente.

In particolare afferma che anche qualora __________ avesse
discusso della sua partenza per l'estero con il municipale __________, ciò non
la liberava comunque dall'obbligo di informare l'amministrazione comunale circa
la sua assenza, onde così evitare l'intimazione della decisione litigiosa
durante questo periodo.

 

Dal canto suo il Consiglio di Stato si è integralmente
riconfermato nelle tesi di diritto, allegazioni e conclusioni contenute nella
decisione impugnata e nella risposta al gravame.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo è data e discende dall'art. 208 cpv. 1 LOC.

La legittimazione della ricorrente è pacifica (art. 209 LOC;
43 PAmm).

Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine e può
essere deciso sulla base degli atti senza procedere all'assunzione delle prove
notificate dalla ricorrente; come meglio verrà esposto più avanti, la
testimonianza offerta non appare infatti idonea a procurare a questo Tribunale
la conoscenza di ulteriori elementi affidabili e di rilievo per il giudizio
(art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   Il termine per presentare
ricorso al Consiglio di Stato contro una decisione municipale in materia di
tasse per il servizio comunale di raccolta ed eliminazione dei rifiuti è di 15
giorni (art. 213 cpv. 2 LOC; 46 cpv. 1 PAmm). Come risulta dagli atti, la decisione
impugnata é stata spedita una prima volta con invio raccomandato il giorno 12
febbraio 1997 dall'ufficio postale di __________. Giunta alla posta di
__________ la lettera non è stata distribuita, ma anzi, senza seguire alcuna
procedura prevista dalla legge, i responsabili del servizio postale l'hanno
ritornata al mittente, adducendo il fatto che la destinataria era temporaneamente
assente. La spedizione è quindi stata ripetuta sabato 15 febbraio 1997
dall'ufficio postale di __________ sempre mediante invio raccomandato ed é verosimilmente
giunta all'ufficio postale di __________ il 17 febbraio successivo. La ricorrente
era tuttavia ancora assente dal proprio recapito di __________ a quella data,
tant'è che questa volta l'ufficio postale ha dato avviso al municipio
dell'impossibilità di consegnare la raccomandata e dell'ordine impartito dalla
destinataria della medesima di trattenere la posta per il periodo della sua
assenza. L'invio raccomandato contenente la decisione 10 febbraio 1997 é quindi
stato consegnato alla ricorrente solo il giorno 10 marzo 1997, data in cui
quest'ultima sarebbe rientrata alla propria abitazione di __________.

 

 

                                   3.   Secondo la costante
giurisprudenza del Tribunale federale, una decisione spedita per lettera
raccomandata é notificata al destinatario nel momento della consegna effettiva
oppure, se l'invio non é recapitato all'indirizzo noto né ritirato alla posta,
l'ultimo dei sette giorni utili durante i quali rimane depositato presso l'ufficio
postale conformemente all'art. 169 cpv.1 lett. d) ed e) dell'Ordinanza (1)
della legge sul servizio delle poste. L'ordine di trattenere la corrispondenza
non comporta dunque, in principio, una proroga della (data di) notifica di un
invio raccomandato (da ultimo RDAT I-1995 N. 15 consid. 2b, 3b e rinvii). Il
menzionato principio vale, a condizione che le leggi cantonali di procedura non
contengano disposizioni contrarie (com'é senz'altro il caso per la procedura
amministrativa ticinese; cfr. DTF 113 Ib 89, consid. 2b), sia per le
intimazioni eseguite a norma del diritto federale che per quelle effettuate giusta
il diritto cantonale (RDAT cit., loc. cit.). Bisogna tuttavia derogare a questo
principio quando, avuto riguardo alle circostanze del singolo caso, il destinatario
della decisione non possa aspettarsi la sua notifica con una certa
verosimiglianza (DTF 115 Ia 15, consid. 3a, 17 seg., consid. 3b; Poudret,
Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, ad art. 32, n. 1.3.6.
seg. e rinvii; Rhinow/Krähenmann, Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband,
Nr. 91 B I a).

 

 

                                   4.    Alla luce di quanto appena
esposto la decisione 10 febbraio 1997, giunta all'ufficio postale di __________
il 17 febbraio 1997 deve di principio essere considerata come intimata il 24
febbraio successivo (e non il 21 febbraio 1997, come erroneamente indicato nel
giudizio impugnato). Il termine di 15 giorni per presentare ricorso innanzi al
Consiglio di Stato é dunque spirato il giorno 11 marzo 1997. Il gravame
inoltrato davanti alla predetta istanza, che reca la data del 21 marzo 1997,
risulta pertanto essere stato inoltrato oltre il suddetto termine utile e come
tale appare essere tardivo.

Questo Tribunale ritiene che non sussistono nel concreto caso
circostanze particolari che gli impongono di doversi scostare da questa conclusione.

Innanzitutto va rilevato che, contrariamente a quanto assunto
nel gravame, è a giusta ragione che la decisione è stata inviata presso
l'esercizio pubblico di __________, dove la ricorrente da anni abita, piuttosto
che al suo domicilio di __________. Quello del __________ è infatti il recapito
dell'insorgente di cui dispone l'Ufficio controllo abitanti del comune di
__________. Si noti a questo proposito che in passato __________, nelle sue
missive all'indirizzo delle autorità comunali di __________, ha costantemente
indicato il proprio recapito presso il predetto esercizio pubblico. Ciò è stato
pure il caso sia in occasione del reclamo 15 gennaio 1997 al municipio di
__________ sia in occasione del ricorso inoltrato davanti al Consiglio di Stato
il 21 marzo 1997, avendo l'insorgente intestato entrambi gli scritti a nome di "__________"
a chiara dimostrazione del fatto che è questo il luogo dove risiede
abitualmente e si fa recapitare le comunicazioni postali che la concernono
(solo in seguito, nel corso di procedura, ella ha iniziato ad indicare quale
recapito il proprio comune di domicilio). Significativo pure il fatto che,
assentatasi per vacanze dalla Svizzera, l'insorgente ha dato ordine alla posta
di __________ di trattenerle tutti gli invii a lei indirizzati: segno questo
che indica chiaramente come quello in parola sia pure il recapito postale
abituale dell'insorgente. Malvenuta è dunque quest'ultima a pretendere che il
municipio dovesse intimarle la decisione al suo domicilio di __________,
allorquando essa stessa ha costantemente fornito alle autorità quale proprio
recapito quello di __________.

Chiarito questo aspetto, va poi aggiunto che la parte, la
quale pendente procedura si assenta dal recapito dato alle autorità per l'invio
di comunicazioni che la concernono, deve prendere i dovuti provvedimenti utili
affinché le stesse gli possano essere notificate. Colui (o colei) che durante
la propria assenza non adotta alcun provvedimento in tal senso pur dovendosi
attendere l'invio di un atto, non può prevalersi del fatto di essere stato
assente al momento della notifica dello stesso. Nella fattispecie in esame, non
vi è dubbio che __________, dopo aver ricevuto comunicazione della tassa in
rassegna e aver inoltrato il 15 gennaio 1997 reclamo davanti al municipio, dovesse
attendersi entro breve tempo l'invio da parte di quest'ultima autorità di una
decisione in proposito. Malgrado ciò ella si è allontanata dal proprio recapito
di __________ senza comunicare la propria assenza al municipio, né tantomeno si
è preoccupata di prendere le dovute disposizioni necessarie a tutelarla
adeguatamente da un'eventuale notifica della decisione durante il periodo di
lontananza da casa (designando - ad esempio - un proprio rappresentante al
quale intimare in sua vece ogni comunicazione relativa alla procedura
amministrativa avviata mediante l'inoltro del suddetto gravame). A tale
proposito occorre ancora precisare che non può affatto essere considerato come
una notifica di assenza dalla propria abitazione di __________ lo scritto 8 dicembre
1996 con il quale la ricorrente ha riferito alle autorità comunali di
__________ il periodo di chiusura del __________: infatti, come ha giustamente
rilevato il municipio nelle proprie allegazioni di causa, il fatto che detto
__________ fosse chiuso durante tutto il mese di febbraio 1997 non poteva certo
ancora significare di per sé che la ricorrente si fosse allontanata dalla
propria abitazione di __________ per un analogo periodo di tempo. Né tantomeno
si può ammettere che la ricorrente abbia adempiuto l'obbligo di notificare la
sua assenza dal recapito conosciuto, comunicando a viva voce - come pretende
d'aver fatto - la sua partenza per l'estero al municipale __________, in
occasione di un incontro avvenuto nella sede bancaria presso la quale quest'ultimo
lavora. In effetti la diligenza che si richiede in questi casi all'amministrato
che si allontana dal proprio recapito, esige che quest'ultimo rivolga eventuali
comunicazioni che lo concernono all' autorità interessata, facendo capo ai
servizi di segreteria di cui essa dispone, vale a dire - nel caso concreto -
informando il municipio tramite la cancelleria comunale. La semplice
comunicazione verbale ad un singolo municipale di principio non può essere ritenuta
sufficente per ovvi motivi di praticabilità.

Pertanto la questione di sapere se effettivamente __________
abbia informato, nelle circostanze di fatto e di tempo sopra menzionate, il
municipale __________ a proposito della sua assenza può rimanere aperta in
quanto sostanzialmente ininfluente per l'esito del presente gravame.

 

 

                                   5.   Stante tutto quanto precede
si deve dunque concludere la decisione impugnata non presta il fianco a
critiche. Come accennato in precedenza infatti il termine per ricorrere contro
la decisione 10 febbraio 1997 del municipio di __________ è venuto a scadere
l'11 marzo 1997, ragione per la quale l'impugnativa 21 marzo 1997 inoltrata
dalla ricorrente davanti al Consiglio di Stato è manifestamente tardiva.

Di conseguenza il ricorso in oggetto va respinto senza che si
renda necessario esaminare le rimanenti censure sollevate dall'insorgente.

 

 

                                   6.   La tassa di giustizia e le
spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 208 cpv. 1, 209, 213 cpv. 2 LOC; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia e le
spese di complessivi fr. 500.-- sono a carico della ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  

 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario