# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 546b4ab3-6e70-5630-b3bf-05b017d293a2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-05-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.05.2020 35.2019.61
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2019-61_2020-05-08.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  35.2019.61

   

  PC/sc

  	
  Lugano

  8 maggio 2020

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 maggio 2019 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 15 aprile 2019 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

                                         

                               1.1.   In data 16 dicembre 2015, RI
1, nato il __________ 1962, dipendente del __________ di __________, con
contratto di lavoro al 100% dal 12 giugno 2012, in qualità di
"carpentiere" e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni
presso l'CO 1, mentre "stava scendendo dalla betoniera è inciampato su
dei tubi e si è procurato delle contusioni alla spalla dx. Lavorava fino alla
chiusura del cantiere per le feste di Natale. Tornato dalle vacanze il giorno
08.01.2016 lavorando al turno di notte alle ore 00.30 scivolava dal Gumper e
per tenersi si aggrappava con il medesimo braccio DX procurandosi uno strappo".
L’istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha
corrisposto regolarmente le prestazioni di legge. A causa dell'infortunio, RI 1
si è sottoposto il 28 settembre 2016 ad una artroscopia con sutura del
sovraspinato, débridement del sottoscapolare, acromio-plastica e tenotomia del
capo lungo del bicipite brachiale e il 25 agosto 2017 ad una artroscopia della
spalla destra con mobilizzazione in elevazione ed extra-rotazione, débridement
sottoscapolare, bursectomia sotto-acromiale e acromio plastica, ambedue ad
opera del dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia ortopedica e
traumatologia dell'apparato locomotore, presso la Clinica __________ di __________.
Vista la persistenza dei dolori, l'assicurato ha effettuato svariate indagini,
che sono state effettuate per mezzo di apparecchiature diagnostiche e di
immagine radiologica come pure diverse visite mediche specialistiche. Egli si è
pure sottoposto a diverse sedute di fisioterapia. Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione del 6 febbraio 2018 l'CO 1 ha
riconosciuto all’assicurato una rendita LAINF del 17% (ritenuti nel 2018 un
reddito "da valido" di fr. 69'157.-, fissato sulla base della tabella
TA 1 2014, ramo 41-43 "costruzioni", livello di qualifica 1, uomini,
riportato su 41.4 ore aggiornato al 2018, dato che l'assicurato avrebbe perso
il lavoro per la fine di marzo 2016 a causa di motivi congiunturali e "da
invalido" di fr. 57'681.- determinato in base alla tabella TA 1 2014,
uomini, livello 1 di competenze, riportato un orario medio di lavoro
settimanale nelle aziende di 41,7 ore computabili nel 2014 ed aggiornato al
2018, applicando una decurtazione sociale del 15%). A seguito dell'opposizione
inoltrata il 7 marzo 2018 dall'assicurato, patrocinato dall'__________, l'CO 1
con decisione su opposizione del 21 marzo 2018 ha confermato la precedente
decisione (cfr. STCA 35.2018.38 del 10 ottobre 2018, consid. 1.1-1.5: doc. 201
incarto LAINF). 

                               1.2.   La decisione appena citata è
stata annullata da questa Corte con sentenza n. 35.2018.38 del 10 ottobre 2018
(doc. 201 incarto LAINF), cresciuta incontestata in giudicato.

In tale occasione il TCA, dopo avere accertato che l’assicurato era in grado di
svolgere, a tempo pieno e con un rendimento completo, un’attività lavorativa
compatibile con le limitazioni derivanti dal danno alla salute infortunistico
(cfr. STCA 35.2018.38 del 10 ottobre 2018, consid. 2.5: doc. 201 incarto
LAINF), ha retrocesso gli atti all’CO 1, affinché procedesse ad accertare lo
statuto dell’assicurato (salariato o disoccupato) al momento determinante (1°
febbraio 2018), puntualizzando quanto segue:

 

" Il TCA
osserva tuttavia che - anche se agli atti figura il conteggio paga relativo al
mese di marzo 2018 (doc. 185, pag. 26) - dalle tavole processuali emergono
altre circostanze che meritano senz'altro un approfondimento, in particolare
con riferimento alle asserzioni dell'assicurato giusta le quali non avrebbe mai
fatto parte della squadra di avanzamento, i cui componenti sono stati
licenziati a fine marzo 2016, bensì di quella addetta alla rifinitura del
rivestimento del tunnel, lavorando ai casseri e calotte, in qualità di
carpentiere e autista, attività questa proseguita sino a giugno 2017 (cfr. doc.
170, pag. 2), "la prima lettera di licenziamento inoltrata al Sig. RI 1 da
__________, datata giugno 2017, che è stata ritirata a causa di un intervento
chirurgico avvenuto in agosto dello stesso anno, che ha di conseguenza
riattivato le indennità giornaliere per perdita di guadagno dal 01.06.2017 al
31.01.2018" (cfr. doc. 170, pag. 2), avrebbe ripreso l'attività lavorativa
in data 27 febbraio 2018 in "una situazione assolutamente anomala",
visto che "è stato collocato in un magazzino a non fare niente e non gli
sono state affidate ulteriori lavorazioni. Il salario rimane quello che era in
precedenza." 

(doc. I, pag. 8 e 9) e, da ultimo, sarebbe stato licenziato
solamente con effetto al 1° giugno 2018 (cfr. doc. V, pag. 3).” 

(cfr. STCA 35.2018.38 del 10 ottobre 2018, consid. 2.8: doc. 201
incarto LAINF)

 

                               1.3.   Esperiti gli accertamenti del
caso - in particolare, dopo avere avuto due colloqui, il 12 novembre 2018 e l’8
gennaio 2019, con l’ex datore di lavoro dell’assicurato (doc. 204 e 213 incarto
LAINF) - ed accordato un diritto d’audizione all’assicurato in merito ai nuovi
accertamenti eseguiti (doc. 215 e 218 incarto LAINF), con decisione del 12
marzo 2019 (doc. 220 incarto LAINF) l'CO 1 ha riconosciuto all’assicurato una
rendita LAINF del 17% (ritenuti nel 2018 un reddito "da valido" di
fr. 68'790.-, fissato sulla base della tabella TA 1 2016, ramo 41-43
"costruzioni", livello di qualifica 1, uomini, riportato su 41.4 ore
aggiornato al 2018, dato che l'assicurato “per motivi prettamente aziendali”
“avrebbe ricevuto regolare disdetta con effetto 30.06.2016 anche se non si
fosse verificato l’infortunio” e "da invalido" di fr. 57'295.10
determinato in base alla tabella TA 1 2016, uomini, livello 1 di competenze,
riportato un orario medio di lavoro settimanale nelle aziende di 41,7 ore
computabili nel 2016 ed aggiornato al 2018, applicando una decurtazione sociale
del 15%). A seguito dell'opposizione inoltrata il 10 aprile 2019
dall'assicurato, patrocinato dall’avv. RA 1 (doc. 228 incarto LAINF), l'CO 1
con decisione su opposizione del 15 aprile 2019 ha confermato la precedente
decisione (doc. 234 incarto LAINF).

                               1.4.   Con tempestivo ricorso del 16
maggio 2019, RI 1, sempre patrocinato dall'avv. RA 1, ha postulato
l’annullamento della decisione impugnata e il riconoscimento in suo favore di
una "rendita d’invalidità LAINF con grado di invalidità compreso tra il
56% e il 29% del guadagno assicurato di fr. 122'606" (doc. I, pag.
13).

Il patrocinatore del ricorrente contesta l'utilizzo dei dati statistici, nel
raffronto dei redditi, per il "reddito da valido". Il suo cliente
infatti non è stato licenziato a marzo 2016 (come ritenuto dall'CO 1), tant'è
che ha ininterrottamente lavorato per esso negli ultimi anni, come è
agevolmente deducibile dagli ultimi conteggi paga rilasciati a marzo 2018 e dai
certificati di salario rilasciati nel 2016 e nel 2017. Anche ad agosto 2017 il
sig. __________ del __________ confermava che "il rapporto di lavoro
era sempre in essere" (doc. I, pag. 8). Del resto è poco credibile che
il suo cliente sarebbe stato licenziato a marzo 2016, visto che non lavorava
nella squadra di avanzamento, ovvero del raggruppamento di lavoratori
incaricati di effettuare lo scavo del tunnel (lavorazione effettivamente
destinata ad esaurirsi), ma si occupava dell'allestimento e della rifinitura
del tunnel, attività che continuava a perdurare. Inoltre, coloro che sono stati
licenziati nel 2016 sono stati assunti immediatamente tramite l'agenzia __________
e adibiti alle medesime lavorazioni, mentre non è vero che tutti gli altri sono
stati licenziati nel 2017 (come ritenuto dall'CO 1), visto che molti, tra cui
l'assicurato, sono ancora dipendenti del __________. A suffragio delle proprie
argomentazioni il legale chiede l'audizione testimoniale di svariati testi, già
lavoratori dipendenti e poi impiegati tramite agenzia interinale. I salari da
valido del suo assistito realmente percepiti sono di fr. 64'217.15 (da giugno a
dicembre) nel 2012, fr. 111'586.- nel 2013, fr. 114'942.- nel 2014 e fr.
122’606.- nel 2015. Inoltre, al salario base vanno aggiunte le indennità
previste dal Contratto nazionale mantello per l’edilizia principale in Svizzera
(CNM), tra cui, in particolare, quelle previste nella convenzione addizionale
al CNM per i lavori in sotterraneo. Esse consistono nel supplemento per i
lavori in galleria, le indennità per lavoro a sciolte comuni, il supplemento
per il lavoro notturno, le indennità per il tempo di viaggio, le indennità per
il tempo di tragitto, il supplemento per il lavoro festivo e domenicale, le
indennità per il vitto e alloggio. Le cifre anzidette sono ben lontane dal
salario da valido di soli fr. 69'157.- fissato dall'CO 1 e più aderenti al dato
reale. Il patrocinatore del ricorrente fa inoltre notare che l’CO 1 ha
effettuato il “calcolo del guadagno annuale, art. 15.2 LAINF”, e l’ha
quantificato in fr. 113'308.-. In ogni caso, anche ammettendo per un istante
che l’CO 1 possa fare ricorso ai dati statistici, andrebbe applicato il livello
2 della TA 1 2016, ramo 41-43 "costruzioni", dato che il suo
assistito, pur essendo assunto formalmente come carpentiere, in realtà si
occupava di conduzione di mezzi meccanici, come ad esempio escavatori, autobotti,
pale meccaniche. In questo caso, il salario da valido ammonterebbe, quindi,
comunque a fr. 76'843.- (fr. 5'911.- per 13 mensilità). 

Il patrocinatore del ricorrente contesta pure l'utilizzo dei dati statistici,
nel raffronto dei redditi, per il "reddito da invalido, che andava
fissato, in via principale, in fr. 55'055.80 in base alle DPL oppure, in via
subordinata, in fr. 57'681.- in base ai dai statistici.

                                         Secondo il legale, il
grado di invalidità dell’assicurato è quindi alternativamente del 56%
(stabilito confrontando i fr. 55'055.80 annui al reddito che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse intervenuto il danno alla salute infortunistico,
e cioè fr. 122'606.-, secondo il calcolo del DL), oppure del 52% (reddito
"da valido": fr. 113'307.-, secondo i calcoli CO 1 del salario Lainf
e reddito "da invalido": fr. 55'055.80, secondo media salari DPL)
oppure del 53% (reddito "da valido": fr. 122'606.-, secondo i calcoli
CO 1 del salario Lainf e reddito "da invalido": fr. 57'681.-, secondo
dati statistici indicati da CO 1) oppure del 50% (reddito "da
valido": fr. 113'307.-, secondo i calcoli CO 1 del salario Lainf e reddito
"da invalido": fr. 57'681.-, secondo dati statistici indicati da CO 1)
oppure del 29% (reddito "da valido": fr. 76'843.-, secondo il livello
2 della TA 1 2016 ramo 41-43 "costruzioni" e reddito "da
invalido": fr. 55'055.80, secondo la media dei salari DPL).

Il suo cliente ha quindi diritto ad una rendita di invalidità LAINF con grado
di invalidità compreso tra il 56% e il 29% del guadagno assicurato di fr.
122'606. 

Da ultimo, il rappresentante dell'assicurato ha richiamato l'incarto CO 1 del
suo assistito.

 

                               1.5.   Nella risposta del 6 giugno
2019 l'CO 1, patrocinato dall'avv. RA 2 di __________, ha versato agli atti
l'incarto riguardante l'assicurato (infortunio n. __________), chiedendo la
reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei
considerandi di diritto (doc. III).

 

                               1.6.   Il 13 giugno 2019 (doc. V) il
patrocinatore dell’insorgente ha prodotto i certificati medici del 4 dicembre
2018 (doc. Q), 31 gennaio 2019 (doc. R), 26 marzo 2019 (doc. S) e 28 maggio
2019 (doc. T) del dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia ortopedica
e traumatologia dell'apparato locomotore, presso la Clinica __________ di __________.

 

                               1.7.   Con scritto del 17 giugno
2019 la rappresentante dell'CO 1 - dopo aver puntualizzato che la nuova
documentazione medica prodotta non fa altro che confermare che l’assicurato non
può più svolgere l’attività lucrativa precedente ma è abile in ragione del 100%
in attività leggere, come statuito dal TCA in data 10 ottobre 2018 - si è
riconfermata nelle proprie allegazioni e domande (doc. VII). 

 

                               1.8.   Il doc. VII è stato trasmesso
al patrocinatore del ricorrente per conoscenza (doc. VIII).

 

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   Preliminarmente, richiamata
la STF 8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2. (si veda anche la STF
8C_14/2018 del 25 aprile 2018), questa Corte rileva che decide questa vertenza
nella sua composizione ordinaria (pubblicata sul FUCT N. 043/2018 del 29 maggio
2018). Con scritto del 18 ottobre 2018 l’CO 1 ha infatti comunicato al TCA che,
a partire da quella data, gli incarti affidati dall’assicuratore a un legale
esterno all’istituto per le fasi della procedura giudiziaria non vengono
gestiti, in seno alla Direzione, dalla giurista di lingua italiana figlia del
Giudice Ivano Ranzanici.

 

                                         nel merito

                                         

                               2.2.   Oggetto della lite è l'entità
del grado d’invalidità dell'assicurato.

 

                               2.3.   Giusta l'art. 18 cpv. 1
LAINF, l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a seguito
d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

 

                                         Secondo l'art. 8 cpv. 1
LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale
presumibilmente permanente o di lunga durata.

                                         Il TFA, in una sentenza U
192/03 del 22 giugno 2004, pubblicata in RAMI 2004 U 529, p. 572ss., ha
rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv.
1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase
LAINF, motivo per il quale occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti
di rilievo in seguito all'introduzione della LPGA.

                                         Da parte sua, l'art. 16
LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito che l’assicurato
invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività ragionevolmente esigibile
da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione di provvedimenti
d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del
lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non
fosse diventato invalido.

                                         L'Alta Corte, nella
sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, citata in precedenza, ha rilevato che
anche l'art. 16 LPGA non ha modificato la valutazione del grado di invalidità
dell'assicurato previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2
seconda frase LAINF.

                                         Nella stessa pronuncia la
nostra Massima Istanza ha quindi concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza
relativa ai concetti di inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e
invalidità continua a mantenere la sua validità anche in seguito
all'introduzione della LPGA.

                                         Su questi aspetti si veda
pure la DTF 130 V 343.

                                         Due sono, dunque, di norma
gli elementi costitutivi dell'invalidità:

 

                                         1.   il danno alla salute
fisica o psichica (fattore medico)

                                         2.
 la diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).

 

                                         Tra il danno alla salute e
l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso causale adeguato
(fattore causale). 

                                         Nell'assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale, naturale ed
adeguato, tra il danno alla salute e l'infortunio.

 

                               2.4.   L'invalidità, concetto
essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della capacità di
guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di salute.

                                         D'altro canto, poiché
l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende da un
danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente
adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.

 

                                         Spetta al medico fornire
una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un
esatto quadro degli impedimenti che egli incontra nell'esplicare determinate
funzioni.

                                         Il medico indicherà per
prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando
quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe.

 

                                         Egli valuterà finalmente
il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti provocano sia nella
professione attuale sia nelle altre relativamente confacenti (cfr., su questi
aspetti, la STFA I 871/02 del 20 aprile 2004 e la STFA I 162/01 del 18 marzo
2002). 

                                         L'invalidità, proprio
perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il reddito che
l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello che egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido, sfruttando
la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili, in
un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

 

                                         I due redditi da porre a
raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve però poggiare su
solide basi, avere un fondamento oggettivo.

 

                                         La giurisprudenza federale
ha, più volte, confermato il principio che, nella determinazione
dell'invalidità, non c'è la possibilità di fondarsi su una valutazione
medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che occorre,
sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

                                         Il TFA ha avuto modo di
confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto di lavoro
stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire
pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua residua
capacità lavorativa (STFA U 25/94 del 30 giugno 1994).

                                         La perdita di guadagno
effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno computabile soltanto se -
le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del lavoro in
generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente stabili, si
avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività
ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che sfrutti al
massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una
prestazione di lavoro e non a un salario sociale (RAMI 1991 U 130, p. 270ss.
consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le ragioni, inerenti
l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale della rimanente
capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se, sul mercato del
lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego, esigibile
dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria residua
capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                                         I. Termine: reddito da
invalido

 

                                         La misura dell'attività
che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in funzione del
danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come l'età, le
attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

                                         Secondo la giurisprudenza,
per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno considerate circostanze che
non riguardano l'invalidità vera e propria. Particolarità quali formazione professionale
o conoscenza linguistiche carenti hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono
causa di un reddito inferiore alla media. In tal caso, esse vanno o considerate
nella determinazione dei due redditi da porre a confronto o non considerati
affatto (RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5a, b).

 

                                         Nel valutare la
possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla in capacità
di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato del lavoro
ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato, nella situazione,
cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino (cfr. RAMI
1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA del 30 giugno 1994
succitata).

 

                                         Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni è la norma di cui all'art.
28 cpv. 4 OAINF:

                                         "Se a causa della sua
età l'assicurato non riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio o se
la diminuzione della capacità di guadagno è essenzialmente dovuta alla sua età
avanzata, sono determinanti per valutare il grado d'invalidità i redditi che
potrebbe eseguire un assicurato di mezza età vittima di un danno alla salute
della stessa gravità."

 

                                         II. Termine: reddito
conseguibile senza invalidità:

 

                                         Nel determinare il reddito
conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto possibile sulla
situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà l'evoluzione futura
partendo dall'assunto che senza di esso la situazione si sarebbe mantenuta
sostanzialmente stabile (cfr. STFA del 15 dicembre 1992 nella causa G.I.M.). Ci
si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per modifiche di qualche
rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se particolari circostanze
ne rendono il verificarsi altamente probabile (cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss.,
consid. 5b; 4a, b).

 

                                         Il grado di invalidità
corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il reddito ipotetico
conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico, conseguibile da
invalido.

                                      

                               2.5.   Dal profilo medico, questa
Corte ha accertato - con sentenza n. 35.2018.38 del 10 ottobre 2018 (doc. 201
incarto LAINF), cresciuta incontestata in giudicato - che l’assicurato, al
momento della stabilizzazione dello stato di salute infortunistico (1° febbraio
2018), era in grado di svolgere, a tempo pieno e con un rendimento completo,
un’attività lavorativa compatibile con le limitazioni derivanti dal danno alla
salute infortunistico (cfr. STCA 35.2018.38 del 10 ottobre 2018, consid. 2.5 e
2.6: doc. 201 incarto LAINF). 

 

                               2.6.   Si tratta ora di valutare le
conseguenze economiche del danno alla salute infortunistico.

 

                                         Preliminarmente va
ricordato che, secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi fa stato
il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222;
cfr., pure, STFA del 26 giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3
febbraio 2003 nella causa R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18
ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr.
11 e del 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STFA
del 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                                         Nel caso di specie sono
quindi determinanti i dati del 2018 (data di stabilizzazione dello stato di
salute infortunistico dell'assi-curato: 1° febbraio 2018; cfr. consid. 2.5).

 

                               2.7.   Per quanto concerne il
reddito da valido, secondo l’assicuratore infortuni resistente, senza il danno
infortunistico, RI 1, nel 2018, avrebbe realizzato un guadagno annuo lordo di
fr. 68'790.-, fissato sulla base della tabella TA 1 2016, ramo 41-43
"costruzioni", livello di qualifica 1, uomini, riportato su 41.4 ore
aggiornato al 2018, dato che l'assicurato “per motivi prettamente aziendali”
“avrebbe ricevuto regolare disdetta con effetto 30.06.2016 anche se non si
fosse verificato l’infortunio” (doc. 219 e 234 incarto LAINF), in
applicazione della giurisprudenza federale (sentenze del TF 9C_501/2013 e
8C_842/2014 consid. 2.4.2. con riferimenti).

Il patrocinatore del ricorrente contesta l'utilizzo dei dati statistici, nel
raffronto dei redditi, per il "reddito da valido". Il suo cliente
infatti non è stato licenziato a marzo 2016 (come ritenuto dall'CO 1), tant'è
che ha ininterrottamente lavorato per esso negli ultimi anni. Il salario da
valido del suo assistito realmente percepito nel 2015 è dunque pari a fr.
122'606.-. Inoltre, al salario base vanno aggiunte le indennità previste dal
Contratto nazionale mantello per l’edilizia principale in Svizzera (CNM), tra
cui, in particolare, quelle previste nella convenzione addizionale al CNM per i
lavori in sotterraneo. Esse consistono nel supplemento per i lavori in
galleria, le indennità per lavoro a sciolte comuni, il supplemento per il
lavoro notturno, le indennità per il tempo di viaggio, le indennità per il
tempo di tragitto, il supplemento per il lavoro festivo e domenicale, le
indennità per il vitto e alloggio. La precitata cifra è ben lontana dal salario
"da valido" di soli fr. 69'157.- fissato dall'CO 1 e più aderente al
dato reale. In ogni caso, anche ammettendo per un istante che l’CO 1 possa fare
ricorso ai dati statistici, andrebbe applicato il livello 2 della TA 1 2016,
ramo 41-43 "costruzioni", dato che il suo assistito, pur essendo
assunto formalmente come carpentiere, in realtà si occupava di conduzione di
mezzi meccanici, come ad esempio escavatori, autobotti, pale meccaniche. In
questo caso, il salario da valido ammonterebbe quindi comunque a fr. 76'843.-
(fr. 5'911.- per 13 mensilità).

                               2.8.   Chiamato ad esprimersi in
merito, il TCA osserva che agli atti figurano due colloqui, il 12 novembre 2018
e l’8 gennaio 2019, col signor __________ dell'Ufficio del personale del __________,
dai quali si evince che, in assenza dell’infortunio, l’assicurato sarebbe stato
licenziato a gennaio 2016 con effetto a giugno 2016, ma che a gennaio 2016 il
suo contratto di lavoro non poteva essere disdetto, poiché in infortunio.
L’assicurato aveva percepito le indennità giornaliere LAINF dall’8 gennaio 2016
al 31 gennaio 2018 e dal 1° febbraio 2018 era iniziata la decorrenza del
termine di licenziamento con effetto al 31 maggio 2018. Dal 1° febbraio al 31
maggio 2018, ovvero durante il termine di disdetta di quattro mesi,
l’assicurato aveva svolto diversi lavori di magazzino compatibili con il suo
stato di salute, senza alcun cambiamento delle condizioni contrattuali. Il
licenziamento era, quindi, divenuto effettivo il 1° giugno 2018 (doc. 204 e 213
incarto LAINF). 

Per costante giurisprudenza federale, se la persona assicurata era disoccupata
al momento in cui le è occorso l’infortunio oppure se nel periodo sino
all’inizio della rendita essa avrebbe perso il posto di lavoro anche senza
l’infortunio, il reddito da valido può essere desunto dai dati della
rilevazione svizzera della struttura dei salari (RSS) (cfr., tra le tante, la
STF 8C_314/2019 del 10 settembre 2019 consid. 6.1 e riferimenti ivi citati; la
STF 8C_728/2016 del 21 dicembre 2016 consid. 3.1 in fine e riferimento ivi
citato e la STF 9C_501/2013 del 28 novembre 2013, consid. 4.2 in fine e 4.3.2 e
riferimenti ivi citati; in questo senso, si veda pure L. Grisanti, Nuove regole
per la valutazione dell’invalidità, in RtiD II-2006, p. 316; STCA 35.2016.93
del 5 aprile 2017, consid. 2.8; STCA 35.2018.123 del 27 marzo 2019, consid.
2.5.1; STCA 32.2018.158 del 30 luglio 2019, consid. 2.9; STCA 35.2019.25 del 5
settembre 2019, consid. 2.6; STCA 35.2019.48 del 16 ottobre 2019, consid. 2.9;

                                         STCA 32.2018.211 del 21 ottobre
2019, consid. 2.8; STCA 32.2019.24 del 28 gennaio 2020, consid. 2.6.1).

 

                                         Considerato che
l’assicurato avrebbe perso il posto di lavoro al 31 maggio 2016,
indipendentemente dal danno alla salute infortunistico, il suo reddito da
valido deve essere stabilito in base ai dati statistici risultati dalla RSS.

 

                                         In siffatte circostanze,
le censure sollevate dal patrocinatore del ricorrente all’operato
dell’amministrazione per non avere determinato il “reddito da valido” del suo
assistito in almeno fr. 122'606.- (corrispondente all’importo realmente
percepito dal suo assistito nel 2015) devono essere respinte.  

A proposito della questione di sapere se, in concreto, va applicato il livello
di competenze 1 (come lo pretende l’CO 1) oppure il livello di competenze 2
(come lo sostiene il patrocinatore dell’assicurato), è utile segnalare che a
partire dalla 10a edizione della RSS (RSS 2012), gli impieghi sono classificati
per professione in funzione del tipo di lavoro che è generalmente eseguito.
L’accento è pertanto posto sul genere di attività che la persona interessata è
in grado di svolgere in funzione delle sue qualifiche (livello delle sue
competenze) e non più sulle qualifiche in quanto tali. Sono dunque stati
definiti quattro livelli di competenza in funzione di nove gruppi di
professioni e del tipo di lavoro, della formazione necessaria per praticare la
professione e dell’esperienza professionale (cfr. tabella TA 1_skill_level
della RSS 2012; DTF 142 V 178 consid. 2.5.3). Il livello 1 è il più basso e corrisponde
alle mansioni fisiche e manuali semplici, mentre il livello 4 è il più elevato
e raggruppa le attività che richiedono la risoluzione di problemi compositi e
l’assunzione di decisioni complesse, che presuppongono un’ampia conoscenza
fattuale e teorica in un ambito specifico (ne fanno parte, ad esempio, i
direttori, i quadri di direzione e i gerenti, come pure le professioni
intellettuali e scientifiche). Tra questi due estremi figurano le professioni
dette intermedie (livelli 3 e 2). Il livello 3 implica delle attività pratiche
complesse che necessitano ampie conoscenze in un ambito specifico (in
particolare, i tecnici, i supervisori, gli intermediari o il personale
infermieristico). Il livello 2 si riferisce alle attività pratiche come la
vendita, la cura delle persone, l’elaborazione dei dati e l’amministrazione,
l’utilizzo di macchinari e di apparecchiature elettroniche, i servizi di
sicurezza e la guida di veicoli (cfr. STF 9C_370/2019 del 10 luglio 2019
consid. 4.1 e riferimenti ivi citati; STCA 35.2019.39 del 21 ottobre 2019
consid. 2.10). 

Se il TCA concorda con l’amministrazione nel ritenere che il reddito da valido
vada calcolato in applicazione dei dati statistici di cui alla Tabella TA1,
ramo economico 41-43 “costruzioni”, non può, invece, condividere la scelta
dell’CO 1 di fare capo al livello di qualifica 1, attività semplici e
ripetitive, ma ritiene maggiormente indicato applicare il livello di qualifica
2 “attività pratiche come la vendita, la cura delle persone, l’elaborazione di
dati e l’amministrazione, l’utilizzo di macchinari e di apparecchiature
elettroniche, i servizi di sicurezza, i trasporti”.

 

                                         Dalle tavole processuali
(in particolare, dal colloquio con l’assicurato del 18 febbraio 2016: cfr. doc.
14 incarto LAINF) emerge infatti quanto segue:

 

" In Italia
possiedo il diploma di geometra. Non mi ricordo più in che anno l'avevo
conseguito, ma salvo errore doveva essere alla fine degli anni ottanta.

Ottenuto il diploma avevo lavorato per la ditta __________ di __________, come
operatore di mezzi meccanici per la movimentazione della terra.

Nel 2008 avevo iniziato a lavorare per la ditta __________ di __________. Ero
impiegato come operatore di mezzi meccanici nella costruzione di gallerie in
Italia.

Dal 12.6.12 lavoro per fa ditta __________ di __________. Sono stato assunto
come carpentiere, ma la mia attività principale è quella di conduttore di mezzi
meccanici, come ad esempio escavatori, autobotti, pale meccaniche ecc.

Aiuto comunque gli altri operai a costruire i casseri che devono essere posati
nella galleria.

L'attività di conduttore di mezzi meccanici per la movimentazione della terra
non è particolarmente pesante.

Per contro l'attività di carpentiere è pesante dal lato fisico perché si devono
spostare pezzi di ferro di notevole peso, si utilizza spesso la mazza, grosse
chiavi fisse per serrare bulloni, devo smontare tubi che portano l’acqua o
l'aria all'interno della galleria.

Quando lavoro come carpentiere mi capita abbastanza frequentemente di dover
sollevare le braccia oltre l'orizzontale.

Pure quando si deve salire o scendere dai mezzi meccanici si devono sollevare
le braccia oltre l'orizzontale per attaccarsi ai maniglioni per poi entrare
nelle cabine, oppure quando si devono attaccare i tubi che spruzzano il
cemento, oppure aprire gli sportelli dei cassoni dei camion”.

                                         

                                         Nel corso del colloquio
dell’8 gennaio 2019 (doc. 214 incarto AI) il signor __________ dell'Ufficio del
personale del __________, ha confermato che l’assicurato svolgeva attività “di
carpentiere e conduttore di mezzi meccanici (escavatori, autobotti, pale
meccaniche, ecc.).” 

Nel caso di specie, ritenuti i compiti pratici richiesti all’assicurato come
pure il suo bagaglio professionale e formativo, il TCA ritiene che si debba
fare riferimento al livello di competenza 2.

Tale soluzione, a mente di questo Tribunale, consente di tenere conto anche
delle considerazioni espresse in sede ricorsuale a proposito della peculiarità
dei lavori svolti (e delle relative retribuzioni riconosciute) nei cantieri “in
sotterranea”. 

In siffatte circostanze, le censure sollevate dal patrocinatore del ricorrente
all’operato dell’amministrazione a tal riguardo vanno accolte. 

Chiarito anche l’aspetto riguardante il livello di competenze applicabile nel
caso di specie, sostituendo nel calcolo eseguito dall’CO 1 ai dati di cui alla
tabella RSS 2016 TA1, livello di qualifica 1 (cfr. doc. 219 incarto LAINF)
quelli afferenti al livello di competenza 2 del medesimo ramo 41-43
"costruzioni", risulta che l’assicurato avrebbe potuto realizzare, in
media, un salario mensile lordo pari a fr. 5'911.-. 

                                         Riportando questo dato su
41.4 ore, esso ammonta a fr. 6'117.88 mensili oppure a fr. 73’414.56 per
l'intero anno (fr. 6'117.88 x 12), ritenuto che la quota di tredicesima è già
compresa (STFA U 274/98 del 18 febbraio 1999, consid. 3a).

                                         Dopo adeguamento
all'indice dei salari nominali, si ottiene, per il 2018
(73'414.56x100.7/100.4x100.5%; cfr. doc. 219 incarto LAINF) un reddito annuo di
fr. 74'002.09.

                                         Il "reddito da
valido" dell'assicurato per il 2018 ammonta, quindi,
a fr. 74'002.09.

                                      

                               2.9.   Per
quanto riguarda il reddito da invalido, la giurisprudenza
federale si fonda sui criteri fissati nelle sentenze pubblicate in DTF 126 V 75
seg. e in DTF 129 V 472 seg.

 

                                         Nella prima sentenza di
principio la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione del reddito da
invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale
concreta dell'interessato, a condizione
però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità
lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente
svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale
("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla
giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La
questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati
statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze
personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno
alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora,
grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare
globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del
25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle
assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a
pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che
l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido
motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione.

                                         Nella
seconda sentenza di principio il TFA ha fissato i criteri da adempiere affinché
il reddito da invalido possa essere validamente determinato sulla base dei
salari DPL. 

                                         In
quella sede, la nostra Corte federale ha rilevato che, oltre a produrre almeno
cinque DPL, l’assicuratore infortuni è tenuto a fornire indicazioni sul numero
totale dei posti di lavoro entranti in linea di considerazione a dipendenza
dell’impedimento concreto, come pure sul salario più elevato, su quello più basso,
nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento.

 

                                         Questa
giurisprudenza è stata confermata anche recentemente dal TF, segnatamente in
DTF 139 V 592 e nella sentenza 8C_898/2015 del 13 giugno 2016 al consid. 3.3.

                                         L’Alta
Corte, relativamente ai dati statistici, ha difatti stabilito che sono
esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i
dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1
dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di
statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei
valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5
settembre 2006 nella causa P., I 222/04).

 

                                         In
una sentenza 32.2007.165 del 7 aprile 2008 questa Corte, fondandosi sulla
sentenza U 8/07 del 20 febbraio 2008,
 ha stabilito che “(…) quando il salario da valido conseguito in Ticino in
una determinata professione è inferiore al salario medio nazionale in quella
stessa professione, anche il reddito da invalido va ridotto nella medesima
percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti, art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311
seg., in particolare pag. 326-327) (…)”.

 

                                         Con
sentenza 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta
la questione di sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il
valore fosse chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”). Tale è
di regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45
consid. 6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007; nella
sentenza pubblicata in SVR 2008 IV Nr. 49 consid. 2.3. l’Alta Corte non ha
ritenuto rilevante un gap salariale del 4%).

 

                                         La
questione è stata definitivamente risolta con la DTF 135 V 297, sentenza in cui
la nostra Massima Istanza ha stabilito che se il guadagno
effettivamente conseguito diverge di almeno il 5% dal salario statistico
usuale nel settore, esso è considerevolmente inferiore alla media ai sensi
della DTF 134 V 322 consid. 4 p. 325 e può giustificare - soddisfatte le
ulteriori condizioni -, un parallelismo dei redditi da raffrontare. Questo
parallelismo si effettua però soltanto per la parte percentuale eccedente la
soglia del 5%. Inoltre, le condizioni per una deduzione a titolo di
parallelismo e per circostanze personali e professionali sono interdipendenti,
nel senso che i medesimi fattori che incidono sul reddito non possono
giustificare contemporaneamente una deduzione a titolo di parallelismo e una
deduzione per circostanze personali e professionali.

 

                                         Questa
giurisprudenza è stata confermata anche recentemente dal TF, segnatamente in
DTF 141 V 1 consid. 5.

 

                                         Nella
DTF 129 V 472 consid. 4.2.2, l’Alta Corte ha verificato, in base a una
valutazione statistica compiuta dall’CO 1, che il salario medio risultante
dalle DPL si situava soltanto leggermente sotto quello secondo l’ISS (in
questo senso, si veda pure la STF 8C_647/2013 del 4 giugno 2014 consid. 7.2;
STCA 32.2018.52 del 12 novembre 2018, consid. 2.6).

 

                             2.10.   Nella presente fattispecie,
l’amministrazione ha quantificato il reddito "da invalido" in fr.
57'295.10 fissato sulla base della TA1 2016, uomini, livello 1 di competenze,
attività semplici e ripetitive, riportato un orario medio di lavoro settimanale
nelle aziende di 41,7 ore computabili nel 2016 ed aggiornato al 2018,
applicando una deduzione sociale del 15% ex DTF 126 V 80 (cfr. decisione del 12
marzo 2019, doc. 220, confermata in decisione su opposizione del 15 aprile
2019, doc. 234).

In sede di opposizione e nel gravame il patrocinatore del ricorrente ha
contestato l'utilizzo dei dati statistici, nel raffronto dei redditi, per il
"reddito da invalido", che andava fissato, in via principale, in fr.
55'055.80 in base alle DPL oppure, in via subordinata, in fr. 57'681.- in base
ai dai statistici.

 

                                         In sede di decisione su
opposizione del 15 aprile 2019 (doc. 234) e nella risposta di causa (doc. III)
l’amministrazione ha precisato che, se si volesse fare capo al livello 2
anziché al livello 1 per determinare il reddito da valido dell’assicurato (come
richiesto dal suo patrocinatore), essendo il ricorrente a beneficio di un
diploma di geometria in Italia, anche per il guadagno post-infortunistico andrebbe
fatto riferimento al profilo superiore (STF 8C_423/2015 del 16 novembre 2016).
In sede di risposta di causa (doc. III), l’CO 1 ha ribadito quanto precede.

 

                                         Va in primo luogo
constatato che l’assicuratore non ha fatto capo ai dati salariali risultati dalle
DPL, e ciò “per evitare un differente metodo di calcolo che mette a
confronto dati nazionali con quelli regionali, tanto più che la giurisprudenza
non permette in questo frangente il calcolo correttivo del gap salariale
(parallelismo)", posto che il reddito da valido è stato determinato in
applicazione dei dati salariali statistici (doc. 219). 

                                         Questo Tribunale condivide
l’agire dell’amministrazione. Del resto, anche in una sentenza 8C_728/2016 del
21 dicembre 2016 consid. 4, l’Alta Corte ha stabilito il reddito da invalido
facendo capo ai dati salariali statistici (in questo senso, si veda pure la STF
8C_9/2017 del 3 marzo 2017 consid. 4.2.1; cfr. pure STCA 35.2017.87 del 6
dicembre 2017, consid. 2.9; STCA 35.2018.52 del 12 novembre 2018, consid. 2.7).

                                         Il TCA concorda con
l’amministrazione nel ritenere che il reddito “da invalido” vada calcolato in
applicazione dei dati statistici di cui alla Tabella TA1 2016, uomini, attività
semplici e ripetitive, ma, considerato il bagaglio professionale e formativo
dell’assicurato, ritiene maggiormente indicato applicare il livello di
qualifica 2, così come poc’anzi effettuato per la determinazione del reddito
“da valido”.

Chiarito anche l’aspetto riguardante il livello di competenze applicabile nel
caso di specie, sostituendo nel calcolo eseguito dall’CO 1 ai dati di cui alla
tabella RSS 2016 TA1, livello di qualifica 1 (cfr. doc. 219 incarto LAINF)
quelli afferenti al livello di competenza 2 in attività semplici e ripetitive,
risulta che l’assicurato avrebbe potuto realizzare, in media, un salario
mensile lordo pari a fr. 5'646.-. 

                                         Riportando questo dato su
41.7 ore, esso ammonta a fr. 5'885.95 mensili oppure a fr. 70’631.40 per
l'intero anno (fr. 5'885.95 x 12), ritenuto che la quota di tredicesima è già
compresa (STFA U 274/98 del 18 febbraio 1999, consid. 3a).

                                         Dopo adeguamento
all'indice dei salari nominali, si ottiene, per il 2018
(70'631.40x101/100.6x100.5%; cfr. doc. 219 incarto LAINF) un reddito annuo di
fr. 71'266.80.

Questa Corte ritiene corretta, e può quindi fare propria, la riduzione sociale
del 15% (peraltro neppure contestata dall’assicurato) riconosciuta dall’CO 1 in
considerazione delle particolarità del caso, tenuto anche conto del riserbo di
cui deve dare prova il giudice delle assicurazioni sociali nel sostituire il
proprio apprezzamento a quello dell’amministrazione (cfr. DTF 137 V 71, 132 V
393 consid. 3.3).  

Ne segue che il reddito da “invalido” di fr. 71'266.80, tenuto conto di una
decurtazione sociale del 15% (ovvero di fr. 10'690.02), ammonta dunque a fr.
60'576.78.

Il "reddito da invalido" dell'assicurato per il 2018
ammonta, quindi, a fr. 60'576.78.

                             2.11.   Confrontando ora il reddito da
invalido di fr. 60'576.78 con il relativo reddito da valido di fr. 74'002.09,
si ottiene per il 2018 un grado d’invalidità del 18% ([74'002.09 -
60'576.78] x 100 : 74'002.9 = 18.14% arrotondato al 18% secondo la
giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121).

 

                                         L’assicurato ha quindi
diritto ad una rendita di invalidità del 18% (e non del 17%, così come deciso
dall’amministrazione) a far tempo dal 1° febbraio 2018. In queste condizioni,
il ricorso interposto dall’assicurato va parzialmente accolto. 

 

                             2.12.   Da ultimo, va qui ricordato
che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o
il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla
convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata
predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare
il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata
delle prove; cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag.
274, si veda pure STF 9C_632/2012 del 10 gennaio 2013; STF 9C_231/2012 del 24
agosto 2012). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito
conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162
consid. 1d e sentenza ivi citata).

 

                                         Il TCA rinuncia quindi
all'assunzione di ulteriori prove (in parti-colare, all'audizione testimoniale
di svariati testi richiesta dal patrocinatore dell’insorgente: cfr. doc. I),
ritenendo la situazione sufficientemente chiarita.

 

                                         L'incarto della CO 1 è
stato versato agli atti con la risposta di causa (cfr. consid. 1.5).  

 

                             2.13.   Parzialmente vincente in
causa, l’assicurato, rappresentato da un avvocato, ha diritto a ripetibili
parziali (cfr. art. 61 lett. g LPGA), quantificate in fr. 1'200.-. 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è accolto ai
sensi dei considerandi.

                                    §   La decisione su opposizione
impugnata è annullata.

                                 §§   L’assicurato ha diritto a una
rendita d’invalidità del 18% a decorrere dal 1° febbraio 2018. 

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         L’CO 1 verserà
all’assicurato, patrocinata da un avvocato, l’importo di fr. 1'200.- (IVA
inclusa) a titolo d’indennità per ripetibili.

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti