# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d33616c6-0942-595f-a4b3-cb1a3e736706
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-09-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 07.09.2000 14.2000.00007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2000-00007_2000-09-07.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2000.00007

  	
  Lugano

  7 settembre
  2000

  /CJ/fc/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo
nella causa a procedura sommaria appellabile promossa con istanza 10 novembre
1999 da

 

                                          __________

 

                                          __________          

 

tendente
ad ottenere il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta al PE n.
__________, datato del 13 ottobre 1999, dell’UEF di Lugano;

 

sulla
quale istanza il Pretore del Distretto di Lugano, con sentenza 17 gennaio 2000,
ha così deciso:

 

          “1.   L’istanza è accolta
e di conseguenza l’opposizione interposta al summenzionato precetto esecutivo è
respinta in via provvisoria.

 

           2.   La tassa di
giustizia in fr. 400.--, da anticipare dalla parte istante, è posta a carico
della parte convenuta, con l’obbligo di rifondere a controparte fr. 3'600.-- a
titolo di indennità.

 

           3.   omissis.”

Sentenza
dedotta tempestivamente in appello da __________ che, con atto 1. febbraio
2000, ha postulato la reiezione dell’istanza, protestando spese e ripetibili di
prima e seconda istanza;

 

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:

 

                                          A.       Con PE dell’UEF di Lugano n. __________, datato 13 ottobre 1999
(doc. K), la ditta __________ ha escusso la società __________ in via ordinaria
per il rimborso di fr. 494'508.30, oltre interessi al 5% dal 29 aprile 1999,
indicando quale titolo di credito "contratti di fornitura per l’aeroporto
di __________ ”). L’escussa ha tempestivamente interposto opposizione; la
procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio al Pretore.

 

 

                                          B.       All'udienza
di contraddittorio 17 gennaio 2000, l’escutente ha confermato la propria
istanza.

                                                    L’escussa ha
contestato l’esistenza di un valido riconoscimento di debito, argomentando che
risultava dal doc. A che l’escussa aveva sollevato delle eccezioni sulle prestazioni
svolte dalla società escutente. Inoltre, i documenti prodotti dall’escutente
quali titolo di rigetto, in particolare il doc. I, non provenivano dall’escussa
__________ __________ bensì da una società diversa, ossia __________ orbene, la
procedente non avrebbe provato che la seconda società citata rappresentava la
prima.

                                                    In replica, la
ditta __________ ha rilevato come tutta la corrispondenza versata agli atti
proveniva dall’Ufficio presidenziale del __________ e che il doc. C era
addirittura firmato dall’amministratore __________ aggiungendo che l’eccezione
sollevata dall’escussa era comunque lesiva del principio della buona fede.

 

 

                                          C.       Con
sentenza 17 gennaio 2000, la Pretore di Lugano ha accolto l’istanza di rigetto,
ritenendo che dall’insieme della documentazione prodotta risultava un valido
riconoscimento di debito, e ha respinto l’eccezione di carenza di potere di
rappresentanza dei firmatari “dei riconoscimenti di debito”, ritenuto che la
promessa di pagamento di cui al doc. C era stata firmata dal presidente del
Consiglio di amministrazione dell’escussa, il quale godeva di un potere di firma
individuale.

 

 

                                          D.       Contro la
sentenza pretorile si è tempestivamente aggravata __________ ritenendo che,
primo, la documentazione prodotta dall’appellata non proveniva dall’appellante
ma, come risultava dalla carta intestata usata nella fattispecie, da una
società diversa __________ di modo che non vi era identità tra il vero debitore
e l’escusso indicato nel precetto esecutivo, e, secondo, la promessa di
pagamento di cui al doc. C era condizionata “all’adempimento del contratto da
parte dei __________ __________”.

                                                    Nelle sue
osservazioni 24 febbraio 2000, l’appellata rileva che il doc. C è stato
validamente firmato dal presidente di __________ e che quest’ultima non ha mai
contestato il credito vantato dall’appellata.

 

 

 

Considerato

 

 

in diritto:

 

                                          1.       Ex art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda sopra un riconoscimento
di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore
può chiedere il rigetto provvisorio dell’opposizione. Il giudice del rigetto
accerta d'ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche in sede d'appello)
se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito (cfr.
Cometta, Il rigetto
provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989, p.
331).

 

 

                                          2.       La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura
privata ex art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica
necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo
rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata
o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto
anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli
elementi necessari. Conditio sine qua non è che la somma di denaro riconosciuta
sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza
e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà
delle parti (cfr. Flavio Cometta,
op. cit., p. 338 con riferimenti).

 

 

                                          3.       Nella fattispecie, il doc. C (datato 26 luglio 1999), a prescindere
dal fatto di sapere se è firmato da un rappresentante autorizzato dell’escussa
(cfr. infra cons. 4), costituisce indubbiamente un valido titolo di rigetto
provvisorio, poiché gli importi riconosciuti sono cifrati e la loro esigibilità
precisata.

 

                                          3.1.    Questo vale
in ogni caso per le due prime rate di LIT 250'000'000 e 30'000'000, che non
sono oggetto della riserva concernente invece solo l’importo residuale di LIT
320'131'423. È ben vero che nel penultimo paragrafo del doc. G (del 3 agosto
1999, quindi posteriore al doc. C) il versamento della prima rata è legato ad
una conferma da parte dell’escutente quanto alle condizioni del pagamento della
terza rata. Il debitore non può tuttavia (cfr. Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, n. 15 ad
§ 13) revocare unilateralmente un suo riconoscimento di debito venuto a
conoscenza del creditore e da lui accettato (cfr. doc. D, seconda frase).
Semmai il riconoscimento di debito di cui al doc. C era viziato da errore
essenziale (cfr. DTF 96 II 25), spettava all’escusso sollevare e rendere
verosimile l’eccezione che lo infirma (art. 82 cpv. 2 LEF). Non lo ha fatto.

 

                                          3.2.    Il
pagamento del residuo di LIT 320'131'423 dipende invece “dall’adempimento degli
obblighi contrattuali dai __________ ”. Ci si può chiedere se tale condizione
deve essere interpretata come una riserva da parte della debitrice relativa
all’esigibilità del credito vantato dalla ditta __________ oppure solo come una
richiesta di dilazione di pagamento. Nel primo caso, spetta in effetti al
creditore provare che i __________ hanno adempiuto i loro doveri contrattuali,
di modo che il credito residuo è diventato esigibile e che l’istanza di rigetto
deve essere accolta (il riconoscimento deve difatti vertere non solo sull’esistenza
e l’ammontare del debito ma pure sulla sua esigibilità, cfr. Daniel Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/
Monaco 1998, Vol. I, n. 21 ad art. 82; Panchaud/Caprez,
op. cit., n. 1 e 8 ad § 1). Nel secondo caso invece, spetta all’escussa rendere
verosimile (art. 82 cpv. 2 LEF) che l’escutente ha accettato la richiesta di dilazione
e che la condizione non è avvenuta, cosicché il credito dedotto in esecuzione
va considerato inesigibile e l’istanza di rigetto respinta (cfr. Daniel Staehelin, op. cit., n. 22 e 80 ad art. 82).

                                                    In casu, risulta
dalla documentazione agli atti che __________ __________ con la dicitura
“dipende dall’adempimento degli obblighi contrattuali dai __________ __________
” sottintendeva in realtà una dilazione di pagamento, ciò che deriva dalla
risposta dalla __________ (“predisporremo un adeguato piano di rientro”, cfr.
doc. D) e degli scritti seguenti (doc. E-I), in particolare i doc. G e I in cui
l’escussa propone di elaborare un piano di pagamento a rate con termine a fine
2003 per il residuo (terza rata). Il fatto poi che i documenti E, G e I non
appaiono firmati da una persona autorizzata a rappresentare l’escussa (cfr.
doc. 1 e 2, con esemplari di firme) non è determinante, poiché decisivo è il
riconoscimento di debito doc. C, incondizionato sul quantum ed incerto solo su
quando l’escussa avrebbe avuto disponibilità finanziarie per far fronte al
pagamento.

                                                    Del resto,
l’incertezza sul momento del pagamento non poteva essere compresa, da un
destinatario di buona fede a conoscenza dell’intera documentazione agli atti,
che come la confessione, da parte della debitrice, di difficoltà finanziarie
peraltro notorie che le impedivano di pagare la terza rata prima che i propri
__________, ai quali la ditta __________ aveva fornito le prestazioni oggetto
del credito posto in esecuzione (cfr. doc. A) e per i quali __________ fungeva
probabilmente da intermediario o da appaltatore generale, avessero pagato
quanto dovuto all’intermediario/appaltatore. Avesse l’appellante voluto
contestare l’esigibilità del credito vantato dall’appellata, avrebbe usato una
formulazione diversa (ad es.: la differenza di LIT 320'131'423 non sarà – o non
deve essere – pagata fintantoché i __________ non avranno adempiuto i propri
obblighi contrattuali), costitutiva di condizionamento.

 

 

                                          4.       Il giudice
del rigetto accerta pure d’ufficio se vi è il trinomio di identità tra, da una
parte, l’escutente, l’escusso ed il credito indicati nel precetto esecutivo e
nell’istanza, e, dall’altra parte, il creditore, il debitore ed il credito di
cui al titolo di rigetto (cfr. Cometta,
op. cit., p. 331). 

                                                    In casu, solo
l’identità tra debitore e escusso pone problema ed è controversa.
L’argomentazione dell’appellante non può tuttavia essere accolta.

                                                    La carta usata
per la redazione del doc. C non è in effetti intestata a __________ che figura
solo in calce al fax (ciò che dà l’impressione che essa sia l’ufficio di
direzione – __________– del gruppo __________e__________), bensì a __________.
Inoltre, non ha firmato a nome di __________ ma quale membro del __________
(cfr. rubrica “Da”). Essendo il doc. C la risposta allo scritto 16 luglio 1999 dell’appellata
(doc. B) indirizzata a __________ e avendo __________ il potere di firma
individuale per tale società (cfr. doc. 1) appare evidente che questi ha
firmato il doc. C a nome di __________ ____________________come lo dimostra
anche il fatto che il fax 2 agosto 1999 di __________ (doc. E), alla rubrica
oggetto, indica __________”.

                                                    Tutti gli
scritti della ditta __________ (cfr. doc. A, B, D, F, H), e persino la domanda
di esecuzione ed il precetto esecutivo (doc. J e K), sono del resto stati pure
indirizzati a __________ __________, ossia all’indirizzo statutario di
quest’ultima (cfr. doc. 1). 

 

 

                                          5.       L’appello
26 gennaio 2000 __________ va quindi integralmente respinto.

                                                    La fissazione
della tassa di giustizia e delle indennità seguono la soccombenza (cfr. art.
48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).

 

 

 

 

per i quali motivi,

richiamati gli art. 82 LEF nonché 61 e 62 OTLEF;

 

 

 

pronuncia:

 

                                          1.       L’appello 26 gennaio 2000 __________ è respinto.

 

 

 

                                          2.       La tassa
di giustizia del presente giudizio di fr. 600.--, già anticipata
dall’appellante, rimane a suo carico, con l’obbligo di rifondere alla ditta
__________ fr. 1'000.-- di indennità.

 

 

                                          3.       Intimazione
a:  __________

 

 

 

Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                           
La segretaria