# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9727fdb8-e6ab-5772-b558-5b75ed1eb979
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-08-19
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 19.08.2014 R 2013 239
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2013-239_2014-08-19.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 13 239

5a Camera  

presieduta da

Priuli, vicepresidente, e composta da Meisser, presidente, e dal 

giudice Audétat, attuario ad hoc Plozza

SENTENZA
del 19 agosto 2014

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____, 
e
Associazione B._____, 
rappresentati dall'Avvocato Hermann Just, 

ricorrente
contro 

Comune X._____,
rappresentato dall'Avvocato lic. iur. Andrea Toschini, 

convenuto

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C._____, 
D._____, 
E._____, 
F._____, 
tutti rappresentati dall'Avvocato lic. iur. et oec. Cristina Keller, 

convenuti

concernente domanda di costruzione

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1. In seguito a contatti preliminari con il Municipio X._____ avuti nel 2011 e 

dopo aver stipulato un contratto di costituzione di diritto di compera con 

G._____, proprietario delle particelle no. 1105 e 1052 site in località 

Y._____, con l’esplicito consenso di detto proprietario, in data 25 gennaio 

2012 A._____ ha inoltrato al Comune X._____ una domanda di 

costruzione per la trasformazione e riattazione degli edifici siti sulla 

particella no. 1105 avente per oggetto la realizzazione di modifiche 

interne volte alla trasformazione parziale del vecchio ristorante-albergo in 

comunità terapeutica che sarebbe quindi stata locata all’Associazione 

B._____ per la gestione di una stazione per tossicodipendenti. 

Tramite lettera dell’8 febbraio 2012 il Comune X._____ ha chiesto 

all’interessato la completazione della domanda di costruzione tramite la 

presentazione di una relazione tecnica. Preso atto che l’intervento di 

ristrutturazione dell’immobile era iniziato senza licenza, in data 20 

febbraio 2012, il comune ha notificato all’Associazione B._____ il fermo 

lavori.

Il 29 febbraio 2012 A._____ ha inoltrato al comune la relazione tecnica 

richiesta illustrando gli interventi previsti al fine di realizzare una struttura 

atta a ospitare persone con problemi di tossicodipendenza nel 

perseguimento del reinserimento sociale e professionale delle stesse.

Contro la domanda di costruzione, pubblicata a decorrere dal 6 marzo 

2012, sono pervenute al comune 3 opposizioni sottoscritte da diversi 

proprietari di immobili siti a Y._____. 

Dopo aver concesso alle parti l’esercizio del diritto di essere sentite, nel 

cui contesto gli atti della domanda sono stati ulteriormente completati, 

tramite decisione del 28 ottobre 2013 il Comune X._____ ha negato al 

richiedente la licenza per la ristrutturazione degli edifici sulla particella no. 

1105 e il contestuale cambiamento di destinazione degli stessi in 

istituzione stazionaria per il trattamento dei tossicodipendenti. Pure per 

quanto concerne la realizzazione di 12 posteggi sulla particella no. 1052 

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la domanda è stata respinta. Parallelamente, tramite decisioni separate, 

sono state accolte le opposizioni di F._____ e di C._____ e cofirmatari. 

L’opposizione di H._____ è stata invece respinta a causa della carenza di 

legittimazione. A sostegno della decisione il comune, evidenziando la 

propria autonomia e l’ampio potere discrezionale in materia, ha, in 

sostanza, considerato come il cambiamento di destinazione d’uso 

dell’edificio da albergo-ristorante in centro per la terapia stazionaria dei 

tossicodipendenti non sarebbe conforme alla destinazione urbanistica 

della zona nucleo che, ai sensi dell’art. 43 cpv. 1 della legge edilizia del 

Comune X._____ (LE), comprende la parte tradizionale del comune 

costituita da edifici e spazi pubblici o privati con particolare valore 

architettonico e storico-ambientale. Nuove costruzioni sarebbero 

ammesse per quanto non arrecanti pregiudizio alle caratteristiche 

architettoniche e ambientali del nucleo. La realizzazione di un centro per il 

recupero dei tossicodipendenti, pure destinato ad accogliere tossicomani 

autori di reati e internati in virtù di sentenza penale ai sensi dell’art. 60 

CPS, non sarebbe conforme al carattere tradizionale della zona nucleo 

comunale.

2. Tramite ricorso del 4 dicembre 2013 A._____ e l’Associazione B._____ 

hanno impugnato tempestivamente la decisione del Comune X._____ in 

sede di Tribunale amministrativo chiedendo l’annullamento della stessa e 

la conseguente concessione della licenza edilizia. In via eventuale viene 

chiesto l’annullamento del decreto e il rinvio degli atti all’istanza 

convenuta al fine di nuovo espletamento della pratica di licenza edilizia.

I ricorrenti precisano come l’Associazione B._____ abbia chiaramente 

illustrato al comune di voler realizzare una struttura per il ricovero 

stazionario di persone tossicodipendenti al fine di aiutare le stesse a 

reintegrarsi socialmente e professionalmente nella società civile. Nella 

struttura troverebbero posto nove persone maggiorenni. Solo 

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eccezionalmente verrebbero accettate persone che, in alternativa alla 

carcerazione, avessero scelto di sottoporsi alla misura stazionaria 

nell’istituto autorizzato. Gli ospiti si dovrebbero occupare dei lavori 

domestici nonché sarebbero attivi nell’officina e nel ristorante che 

verrebbe riaperto. Sussisterebbe pure la possibilità per taluni degli stessi 

di esercitare attività all’esterno della struttura in collaborazione con 

aziende locali. In sintesi, l’Associazione B._____ intenderebbe gestire un 

istituto caratterizzato da prestazioni di alta qualità.

La domanda di licenza edilizia sarebbe stata respinta con l’argomento per 

il quale le immissioni di carattere immateriale derivanti dalla gestione del 

centro di recupero dei tossicodipendenti non sarebbero conformi allo 

scopo della zona nucleo dove verrebbe realizzata la struttura. Tale 

conclusione sarebbe palesemente sbagliata in quanto derivante da 

considerazioni non conformi alla fattispecie effettiva. In realtà la struttura 

non sarebbe destinata ad ospitare tossicodipendenti delinquenti internati 

tramite sentenza giudiziaria ai sensi dell’art. 60 CPS. L’offerta 

dell’Associazione B._____ sarebbe volta prioritariamente a persone che 

perseguirebbero una vita libera da dipendenze. Premessa vincolante per 

poter accedere alla struttura sarebbe quella di un precedente ricovero per 

disintossicazione. Solo in via eccezionale verrebbero accolte persone 

soggette a un programma di sostituzione (metadone/subutex). 

Le precedenti esperienze negative dell’Associazione B._____ nel comune 

ticinese di Z._____, addotte dal comune convenuto per motivare la 

pericolosità sociale degli ospiti e quindi la mancata conformità della 

struttura alla destinazione urbanistica della zona nucleo, sarebbero 

fuorvianti e tendenziose. Nella struttura di Z._____, gestita 

dall’Associazione B._____ fino al 2010, sarebbero stati ospitati, 

contrariamente a quanto previsto a Y._____, pure giovani disadattati 

caratterizzati da un alto potenziale di tossicodipendenza ed internati in 

seguito a decreto della Procura Pubblica. I precedenti di Z._____, quindi, 

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già in virtù dei differenti concetti delle strutture, non sarebbero adducibili 

quale termine di paragone. La maggior parte dei 195 interventi di polizia 

evidenziati dal comune sarebbero riconducibili a bagatelle quali rientri in 

ritardo ecc. Durante il periodo dal 2000 al 2009 unicamente 12 interventi 

sarebbero riconducibili a reati effettivi. Il centro di Z._____ non sarebbe 

stato chiuso a causa dei precedenti citati bensì in seguito a una revisione 

pianificatoria che avrebbe impedito il rilascio di una nuova licenza. 

Durante il mese di novembre 2012 sarebbe stato presentato al comune 

un concetto relativo alle misure preventive che evidenzierebbe l’impor-

tanza di un contatto costante con le autorità locali al fine di risolvere 

tempestivamente eventuali problemi. 

In relazione ai posteggi ubicati sulla particella no. 1052 per la cui 

realizzazione il comune ha negato la licenza la ricorrente ribadisce come 

gli stessi sarebbero tuttora esistenti e, pur se ubicati in zona “altro 

territorio comunale”, sarebbero sempre stati usati senza contestazioni di 

sorta. La possibilità d’uso di detti posteggi non implicherebbe interventi 

edilizi visto che la metà del piazzale sarebbe già asfaltata mentre la 

superficie rimanente sarebbe costipata. In tale contesto non sarebbe 

neppure necessaria una licenza edilizia e i posteggi sarebbero 

semplicemente stati indicati sui piani quali esistenti. L’ufficio tecnico dei 

Grigioni, nel proprio scritto del 26 luglio 2013, avrebbe confermato di non 

sollevare obiezioni contro la sistemazione dei parcheggi esistenti.

Le conclusioni esposte nella decisione impugnata, per le quali le 

immissioni di carattere immateriale derivanti dalla gestione dell’istituto in 

oggetto si porrebbero in una situazione di forte conflittualità con il 

carattere del quartiere e quindi renderebbero la struttura non conforme 

alla destinazione della zona nucleo, colliderebbero con la giurisprudenza 

del Tribunale Federale riassunta in DTF 136 I 395. L’eventuale portata 

eccessiva delle immissioni dovrebbe essere valutata caso per caso 

tenendo conto del carattere e della destinazione d’uso della zona 

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interessata. Nel caso concreto non sussisterebbe un potenziale, rilevante, 

conflitto fra le possibili immissioni e il carattere della zona circostante. 

Y._____ non sarebbe identificabile in un vero e proprio nucleo bensì 

sarebbe composto da più agglomerati di case distanti uno dall’altro. 

L’immobile oggetto del contenzioso confinerebbe con la strada cantonale 

e una strada nazionale e quindi sarebbe soggetto ai palesi disturbi 

derivanti dal traffico che ne sminuirebbero la qualità ai fini di vacanza. Il 

progetto in giudizio non potrebbe essere paragonato né alle attività a luci 

rosse nei nuclei altamente popolati né alle strutture per l’eutanasia nelle 

vicinanze dei giardini di infanzia, di case per anziani o di scuole, giudicate 

dal Tribunale Federale quali fonti di immissioni immateriali in forte 

contrasto con il carattere abitativo dei quartieri interessati. La stazione di 

terapia in oggetto sarebbe ubicata in una zona scarsamente 

sovraedificata e non implicherebbe delle fonti di pericolo rilevanti e quindi 

in contrasto con il carattere urbanistico della zona nucleo. 

3. Nella propria presa di posizione del 20 febbraio 2014 il Comune X._____ 

chiedeva di respingere il ricorso o, eventualmente, di rinviare la pratica 

per nuova decisione all’autorità convenuta dopo l’espletamento di una 

procedura EFZ. 

La licenza edilizia sarebbe stata trattata dal comune convenuto in base 

alla pianificazione locale in vigore al momento del rilascio della licenza 

stessa, cioè in base alla legge edilizia e al piano delle zone approvati dal 

Governo cantonale il 27.08.1996 e il 16.03.1999. Nel 2012 l’Assemblea 

comunale X._____ avrebbe approvato la revisione totale della legge 

edilizia e del piano delle zone, entrata in vigore nel dicembre 2013. Ai 

sensi dell’art. 89 della nuova legge edilizia le disposizioni di detta 

normativa sarebbero applicabili a tutte le domande di costruzione e 

pianificazioni non ancora approvate al momento della sua entrata in 

vigore. Secondo costante prassi, in mancanza di norme intertemporali 

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dettagliate, anche da parte del Tribunale amministrativo andrebbe 

applicato il diritto in vigore al momento del rilascio della licenza edilizia. 

Modifiche di diritto intervenute durante la procedura di ricorso non 

potrebbero essere considerate con l’eccezione di quelle per le quali 

sussistesse un manifesto interesse pubblico superiore all’applicazione 

immediata. In ogni caso, le disposizioni della LE riguardanti la zona 

nucleo (art. 43 vecchia LE/vLE e art. 23 nuova LE/nLE) così come le 

disposizioni sull’obbligo dei posteggi (art. 87 vLE e art. 72 nLE) non 

divergerebbero sostanzialmente di modo che non sussisterebbe un 

interesse pubblico prevalente all’applicazione delle nuove norme. Sulla 

base di tali conclusioni il comune ritiene applicabili per la valutazione della 

conformità del progetto alla zona e del numero di posteggi obbligatori, la 

vLE. Per quanto concerne invece il piano delle zone, con la revisione 

citata il comune avrebbe ampliato la zona di pericolo elevato 1 in località 

Y._____ inglobando in tale perimetro l’intera particella no. 1052 

interessata dai parcheggi dei ricorrenti. Considerata la manifesta 

componente di interesse pubblico insita nella zona di pericolo elevato, ai 

sensi dell’art. 38 cpv. 1 e cpv. 2 LPTC, la pratica dovrebbe essere 

giudicata tenendo conto del nuovo piano delle zone, rispettivamente del 

nuovo perimetro della zona di pericolo.

L’art. 43 cpv. 1 e 2 nLE, oltre ad imporre l’inserimento della costruzione 

sotto un profilo prettamente architettonico, vincolerebbe la trasformazione 

di edifici in zona nucleo al rispetto delle caratteristiche architettoniche ed 

ambientali degli edifici circostanti così da preservare il valore storico ed 

ambientale del nucleo. Premettendo l’ampio margine discrezionale 

riconosciuto all’autorità edilizia locale, il comune convenuto interpreta il 

vincolo di inserimento ambientale quale obbligo di limitare le attività e le 

costruzioni a quelle tradizionalmente già presenti nella zona circostante, 

rispettivamente quale obbligo di evitare attività che possano risultare in 

contrasto con l’ambiente circostante, inteso come natura degli 

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insediamenti già presenti. La zona interessata sarebbe caratterizzata 

prioritariamente da edifici residenziali con l’unica eccezione del ristorante 

oggetto della domanda di costruzione dei ricorrenti. La trasformazione di 

tale ristorante in una struttura volta a permettere l’esecuzione di misure 

penali e il trattamento di tossicodipendenti autori di crimini o delitti non si 

conformerebbe all’esigenza di inserimento ambientale prescritta dall’art. 

43 vLE. Secondo il comune l’Associazione B._____ non intenderebbe 

gestire a Y._____ una mera stazione di aiuto per i tossicodipendenti quali 

ospiti volontari bensì intenderebbe convertire l’attuale ristorante in luogo 

di trattamento stazionario e di internamento ai sensi degli artt. 56 e segg. 

CPS, in particolare in luogo di trattamento stazionario di tossicodipendenti 

condannati all’esecuzione di misure curative in stabilimenti riconosciuti. 

Quindi, le persone che l’Associazione B._____ intenderebbe ospitare a 

Y._____ non sarebbero solo tossicodipendenti bisognosi di cure bensì 

pure autori di reati penali di una gravità tale da implicare l’applicazione 

delle misure di internamento. Dai piani presentati emergerebbe come 

l’elemento caratteristico della struttura non sarebbe costituito dall’aspetto 

residenziale e neppure dall’aspetto commerciale ma sarebbe identificabile 

in quello dell’istituto di cura, rispettivamente di esecuzione di misure 

penali. Dette attività non rientrerebbero nel concetto di attività artigianale 

o commerciale né, tantomeno, in quello residenziale prescritti dall’art. 43 

vLE. Di conseguenza, l’attività prevista dai ricorrenti non sarebbe 

conforme alle prescrizioni che regolano le attività permesse in zona 

nucleo. 

Mentre, da un canto, non sussisterebbero problemi relativi alle immissioni 

materiali, d’altro canto l’attività prevista sarebbe caratterizzata da 

immissioni ideali o immateriali derivanti particolarmente dalla fonte di 

pericolo per la collettività costituita dagli ospiti dell’istituto. Dette 

immissioni immateriali avrebbero sortito il proprio effetto già prima del 

rilascio della licenza edilizia creando un senso di insicurezza e paura fra 

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gli abitanti X._____ e Y._____ sfociato nelle opposizioni edilizie firmate da 

oltre 60 proprietari di immobili e in una petizione sottoscritta da 593 

persone. 

Come da progetto inoltrato i ricorrenti intenderebbero realizzare sulla 

particella no. 1052, sita in “altro territorio comunale” nel perimetro della 

zona di pericolo elevato, un minimo di 12 parcheggi asfaltati. 

Indipendentemente dalla circostanza che in passato la particella no. 1052 

fosse già parzialmente usata quale parcheggio, i ricorrenti non 

disporrebbero di una licenza edilizia EFZ o di un diritto acquisito e quindi 

non sarebbero legittimati a trasformare l’area abusivamente adibita a 

posteggio in un nuovo parcheggio asfaltato e ampliato. La situazione 

pianificatoria della particella no. 1052 e, in particolare, il vincolo della zona 

di pericolo elevato escluderebbero a priori la possibilità di rilascio di una 

licenza edilizia per la realizzazione dei parcheggi indicati nei piani della 

domanda di costruzione. 

4. Con presa di posizione del 20 febbraio 2014 C._____, D._____, E._____ 

e F._____ proponevano di respingere il ricorso. La loro legittimazione a 

stare in causa, nell’ottica della prassi dei tribunali amministrativo e 

federale, sarebbe data in optima forma tenendo conto che l’immobile no. 

1087 di C._____ disterebbe meno di 40 metri dall’immobile no. 1105 

interessato dal progetto. L’immobile no. 1032 di D._____ e l’immobile no. 

1034 di E._____ disterebbero una cinquantina di metri e l’immobile no. 

1046 di F._____ disterebbe un’ottantina di metri. 

Contrariamente a quanto indicato dai ricorrenti nel proprio gravame nel 

concetto dell’Associazione B._____ agli atti del comune sarebbe 

espressamente indicata pure la destinazione del centro di terapia quale 

istituto di accoglienza per persone internate dal giudice ai fini di 

esecuzione di una pena o misura. Il carattere eccezionale di tale 

destinazione del centro sollevato dai ricorrenti non sarebbe credibile. La 

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trasformazione dell’edificio esistente in centro terapeutico per 

tossicodipendenti, compresi soggetti criminali, contrasterebbe fortemente 

con la tradizione della zona nucleo, in modo particolare con la tradizione 

della zona nucleo di Y._____ caratterizzata da una destinazione 

meramente abitativa sia per residenti che per villeggianti. Con la 

realizzazione del centro terapeutico la natura della zona verrebbe 

completamente alterata. Strutture di pubblica utilità quale quella in 

giudizio dovrebbero essere realizzate nelle apposite zone destinate agli 

edifici e impianti pubblici e non nelle zone residenziali. Tale necessità 

sarebbe pure dettata da necessità di controllo e di ordine pubblico. Nel 

caso in giudizio l’insediamento del centro terapeutico B._____ a Y._____, 

in una zona discosta dagli uffici amministrativi, non permetterebbe all’ente 

pubblico di esercitare convenientemente l’indispensabile sorveglianza a 

tutela dell’ordine, della sicurezza e della quiete. I precedenti che 

avrebbero caratterizzato l’attività dell’Associazione B._____ in Ticino 

imporrebbero al comune convenuto di gestire la pratica con tutta la 

cautela necessaria onde salvaguardare la sicurezza dei propri cittadini. 

Premesso che nell’applicazione delle norme concernenti le immissioni di 

natura immateriale l’amministratore dovrebbe tener conto di tutte le 

caratteristiche della pratica, del luogo e del tipo di insediamento, nel caso 

in giudizio l’interesse pubblico alla protezione della sicurezza e della 

qualità di vita del luogo di villeggiatura interessato porterebbe a 

concludere sulla sussistenza concreta di immissioni eccessive e quindi 

sulla mancata conformità del progetto alla zona residenziale.

5. Nella replica del 31 marzo 2014 i ricorrenti adducono che sia il comune 

convenuto che gli opponenti coinvolti avrebbero travisato il carattere 

dell’istituto di riabilitazione descrivendo lo stesso quale struttura per 

l’espiazione delle pene occupata da tossicodipendenti delinquenti che 

costituirebbero un pericolo per gli abitanti del luogo. L’istituto oggetto della 

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domanda in giudizio non sarebbe paragonabile a quello gestito a Z._____ 

dall’Associazione B._____. In ogni caso anche gli eventi di Z._____ 

sarebbero stati esposti dalle controparti in modo scorretto e tendenzioso. I 

ricorrenti esprimono il loro disappunto per il repentino cambiamento di 

opinione del comune convenuto che in un primo tempo si sarebbe 

dimostrato disponibile fomentando così il loro convincimento di ottenere la 

licenza desiderata e spingendoli a prendere disposizioni ed effettuare 

investimenti rilevanti. L’affermazione del comune per la quale nell’istituto 

verrebbero ospitati prioritariamente tossicodipendenti pregiudicati sarebbe 

completamente falsa. Come illustrato nel ricorso l’istituto sarebbe 

destinato a persone adulte che intenderebbero sottoporsi a terapia in 

seguito alla disintossicazione. Tale attività sarebbe sostanzialmente 

diversa da quella gestita a Z._____ dove, oltre a tossicodipendenti adulti, 

venivano ospitati pure dei minorenni che avrebbero causato dei problemi 

in ogni caso meno gravi di quelli descritti dal comune e dagli opponenti. 

L’edificio interessato non sarebbe sottoposto a un sostanziale 

cambiamento di destinazione in quanto verrebbe gestito il ristorante e 

pure gran parte della struttura verrebbe adibita anche in futuro a scopi 

abitativi. L’agglomerato di Y._____ non sarebbe un’oasi di pace bensì 

sarebbe caratterizzato da costruzioni sparse e attraversato da una strada 

nazionale con tutte le immissioni derivanti.

Il timore degli abitanti del luogo deriverebbe in gran parte dalla mancanza, 

rispettivamente dalla falsa informazione e il comune, da parte sua, non 

avrebbe contribuito a informare la popolazione in modo oggettivo 

ostacolando altresì ogni tentativo in tal senso da parte dei ricorrenti.

I ricorrenti non avrebbero presentato al comune una domanda di licenza 

edilizia per la realizzazione di 12 posteggi sulla particella no. 1052 ma 

avrebbero semplicemente presentato un piano con l’indicazione dei 

posteggi a comprova dell’esistenza degli stessi. In tale contesto sarebbe 

pure stata presentata all’Ufficio tecnico dei Grigioni una richiesta relativa 

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alla sistemazione dei parcheggi esistenti che sarebbe, in linea di 

massima, stata approvata. In via abbondanziale i ricorrenti aggiungono 

che i posteggi necessari potrebbero, in ogni caso, essere realizzati pure 

sulla particella no. 1105. 

Come già illustrato nel ricorso le immissioni immateriali paventate dai 

convenuti non sarebbero caratterizzate da un potenziale conflittuale con 

l’ambiente circostante di portata tale da classificare l’attività quale fonte di 

forte disturbo e quindi non conforme alla destinazione urbanistica della 

zona interessata. Le conclusioni dei convenuti sarebbero basate su false 

supposizioni al riguardo dell’attività svolta dall’associazione B._____ e in 

particolare al riguardo delle persone ospitate nell’istituto.

6. Tramite la duplica del 13 maggio 2014 il Comune convenuto contesta le 

relativizzazioni esposte dai ricorrenti in relazione agli ospiti dell’istituto che 

sarebbe invece, fra l’altro, destinato ad accogliere tossicomani condannati 

e collocati dal giudice in un’istituzione stazionaria ai sensi dell’art. 60 

CPS. Tale dato di fatto risulterebbe espressamente dalla documentazione 

presentata dall’Associazione B._____. Mentre nei contatti preliminari 

intercorsi nel 2011 l’Associazione B._____ avrebbe illustrato di voler 

creare un semplice centro residenziale per persone tossicodipendenti, 

nella domanda di costruzione tale centro residenziale si sarebbe in parte 

trasformato in istituto di cura stazionaria di aiuto ai tossicodipendenti e 

istituto terapeutico stazionario ai sensi dell’art. 60 CPS. Caratterizzante 

per la struttura stazionaria per tossicodipendenti prevista dai ricorrenti non 

sarebbero né l’aspetto residenziale né l’aspetto commerciale bensì 

sarebbe la sua funzione di istituto di cura e recupero dei tossicomani 

nonché di gestione e reinserimento dei tossicomani condannati a delle 

misure. Di conseguenza, come nel caso degli ospedali, delle case di cura 

e delle scuole anche tale struttura dovrebbe essere realizzata in una zona 

urbanisticamente conforme (zona di cura, zona per edifici pubblici ecc.). 

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Né la presenza della strada nazionale né quella della via cantonale 

sminuirebbero il carattere di zona residenziale con vocazione turistica 

della frazione di Y._____. L’autorizzazione alla gestione dell’attività 

rilasciata dalla competente autorità cantonale non terrebbe conto della 

problematica della sicurezza che sarebbe invece demandata al comune. 

I ricorrenti non avrebbero comprovato e neppure reso verosimile che il 

parcheggio sulla particella no. 1052 fosse esistito prima dell’entrata in 

vigore delle leggi federale e cantonale sulla pianificazione del territorio. 

Per tale motivo bisognerebbe supporre che detto parcheggio, sito fuori 

dall’area edificabile, non fosse mai stato autorizzato, ragion per cui si 

imporrebbe la richiesta di autorizzazione e quindi l’approvazione da parte 

delle competenti autorità.

Il comune avrebbe respinto la domanda di licenza edilizia dopo essere 

giunto alla conclusione che la struttura terapeutica prevista dai ricorrenti, 

parzialmente destinata all’esecuzione di misure penali, non rispetterebbe 

le caratteristiche storiche e ambientali del nucleo. Tale istituto, la cui 

gestione sarebbe atta a generare immissioni ideali eccessive, si porrebbe 

in contrasto con il carattere abitativo della zona nucleo.

7. In data 16 maggio 2014 gli opponenti convenuti C._____, D._____, 

E._____ e F._____ hanno inoltrato la loro duplica approfondendo gli 

argomenti della presa di posizione e esponendo, in sostanza, delle 

conclusioni analoghe a quelle del comune. Secondo detti convenuti, dal 

concetto dell’attività presentato dai ricorrenti emergerebbe palesemente 

come la struttura ospiterebbe pure persone che dovrebbero scontare 

pene e misure in alternativa alla detenzione. Un simile istituto, che 

dovrebbe poter essere controllato e sorvegliato adeguatamente, non 

sarebbe conforme alla destinazione della zona nucleo di Y._____. La 

funzione attuale di carattere alberghiero dell’edificio esistente, 

rispettivamente la funzione abitativa dello stabile, verrebbero 

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completamente snaturate in seguito alla gestione di un istituto di cura e 

misure per il recupero e il reinserimento di tossicodipendenti che, per la 

sua stessa natura, non potrebbe essere realizzato in una zona 

residenziale, bensì dovrebbe essere ubicato in una zona di pubblica utilità 

nei pressi dei servizi pubblici principali. Il Comune X._____ non godrebbe 

di un’infrastruttura amministrativa sufficiente per accogliere un istituto di 

misure stazionarie per tossicodipendenti.

Considerando in diritto:

1. Ai sensi dell’art. 50 della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 

370.100), è legittimato al ricorso chiunque risulti colpito dalla decisione 

contestata e goda di un interesse tutelabile alla sua abrogazione o 

modifica.

Secondo la costante prassi dei Tribunali federale e amministrativo, la 

legittimazione al ricorso (in passato art. 52 della precedente legge sul 

Tribunale amministrativo; LTA), viene riconosciuta quando il cittadino, 

colpito da una decisione, comprova un interesse, anche se meramente di 

fatto, all’abrogazione o modifica della disposizione stessa. In ogni caso, 

l’interessato deve sempre ancora essere toccato dalla decisione in 

maniera tale da rendere concreto l’interesse al giudizio nel merito della 

pratica. Detto interesse deve rivestire l’intensità tale da poter essere 

giudicato quale personale e quindi superiore a quello della collettività. 

Colui che intende impugnare una decisione amministrativa deve quindi 

dimostrare che, nel caso della mancata abrogazione o modifica della 

stessa, egli sarebbe soggetto a degli effettivi svantaggi. Di conseguenza, 

detto interesse, e contrario, implica la salvaguardia di una situazione di 

fatto a vantaggio del ricorrente, perseguibile tramite la contestazione 

ricorsuale di un cambiamento che comporterebbe degli svantaggi 

materiali o ideali (DTF 122 II 369, 121 II 361, 120 Ib 487). Tale prassi 

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permette quindi di differenziare il ricorso di diritto amministrativo dal 

gravame popolare che continua ad essere inammissibile. Inoltre, 

l’interesse, di regola, deve essere attuale, con la conseguenza che la 

decisione giudiziaria deve risultare atta ad incidere sulla situazione legale 

o di fatto del ricorrente, così da evitare delle pratiche dal mero carattere 

accademico volte unicamente a chiarire una situazione legale astratta 

(DTF 120 Ib 308).

Spetta al ricorrente motivare al Tribunale la propria legittimazione 

illustrando, a mano della fattispecie concreta, i motivi per i quali egli 

sarebbe colpito in misura maggiore a quella della collettività nonché gli 

svantaggi legali o di fatto che comporta nei suoi confronti la decisione 

stessa.

Nel campo del diritto edilizio al fine di riconoscere la prerogativa dell’inte-

resse tutelabile e quindi della legittimazione a stare in causa costituisce 

criterio importante quello della distanza fra il fondo del vicino che solleva 

le proprie contestazioni e il fondo oggetto della domanda edilizia. Fra 

l’altro, il Tribunale federale, nella propria sentenza 121 II 174,  ha 

riassunto la prassi al riguardo dell’art. 103 lett. a OG riconoscendo la 

legittimazione nel caso di distanze di 45 metri, rispettivamente di 70 metri 

e di 120 metri fra il fondo del ricorrente e quello interessato dall’intervento 

edilizio. Nella pratica in giudizio appare quindi data la legittimazione a 

stare in causa perlomeno per i 4 opponenti che si sono pure espressi in 

sede di Tribunale amministrativo. Peraltro i ricorrenti non sollevano alcuna 

contestazione in merito alla legittimazione degli opponenti, anzi, nello 

scritto di ricorso del 4 dicembre 2013, citano quali convenuti ben 61 

proprietari, opponenti in sede di procedura davanti all’autorità comunale. 

Appare pure incontestabile e incontestata la legittimazione attiva al 

ricorso di A._____ e dell’Associazione B._____ colpiti direttamente dalla 

decisione edilizia da loro impugnata davanti al Tribunale amministrativo.

- 17 -

2. Sotto l’aspetto formale della procedura di assunzione delle prove giova 

premettere che il tribunale amministrativo non ha ritenuto necessario ai 

fini del giudizio esperire il sopralluogo postulato dai ricorrenti. Dopo aver 

esaminato la pratica e quindi focalizzato l’oggetto del contenzioso i giudici 

amministrativi hanno concluso come il quesito da giudicare, determinante 

per l’esito del ricorso, rivesta mero carattere giuridico per cui il 

sopralluogo non avrebbe potuto incidere sul giudizio della corte. In effetti 

la problematica che caratterizza la pratica è costituita dall’accertamento 

sulla conformità o meno ai disposti della LE, che reggono l’edificazione e 

le attività esercitabili nella zona nucleo, del centro di terapia stazionaria 

per tossicodipendenti che i ricorrenti intendono gestire sulla particella no. 

1105. L’ulteriore quesito subordinato è quello relativo all’accertamento 

della conformità o meno del rifiuto di approvazione della domanda in 

relazione al parcheggio ubicato sulla particella no. 1052 sita 

urbanisticamente nel rimanente territorio comunale nel perimetro della 

zona di pericolo elevato. Anche il giudizio al riguardo di tale quesito 

riveste un mero carattere giuridico per cui l’esito di un sopralluogo non 

sarebbe atto ad incidere sulla decisione.

La pratica può quindi essere giudicata con piena cognizione di causa 

sulla base degli atti presentati dalle parti in virtù del doppio scambio di 

scritti. Il Tribunale amministrativo considera come, malgrado la rinuncia 

all’espletamento del sopralluogo chiesto dai ricorrenti, il principio 

fondamentale del diritto di essere sentite delle parti, che deriva 

direttamente dall’art. 29 cpv. 2 Cost., sia salvaguardato e che l’equità del 

procedimento sia quindi garantita.

3. Con decisione del 1. febbraio 2010 il Municipio X._____ ha sancito, in 

applicazione dell’art. 21 LPTC, la zona di pianificazione per le zone di 

T._____  e Y._____ e per la durata di 2 anni.

- 18 -

Tenor l’art. 21 cpv. 2 LPTC nella zona di pianificazione non può essere 

intrapreso nulla che possa ostacolare o contrastare la nuova 

pianificazione. In particolare progetti di costruzione possono essere 

autorizzati se non sono in contrasto né con le pianificazioni e prescrizioni 

passate in giudicato né con quelle nuove previste. In sostanza quindi, 

durante il periodo della zona di pianificazione, possono essere approvati 

unicamente i progetti conformi sia al diritto urbanistico vigente che a 

quello previsto e perseguito con la revisione della pianificazione.

La domanda edilizia in giudizio è stata presentata formalmente al 

Municipio del comune convenuto il 25 gennaio 2012, cioè durante il 

periodo di zona di pianificazione conclusasi con l’approvazione della 

revisione da parte dell’assemblea comunale del 12 marzo 2012, oggetto 

di pubblicazione del 20 marzo 2012 e di approvazione da parte del 

Governo cantonale del 17 dicembre 2013 con conseguente pubblicazione 

sul Foglio Ufficiale del Cantone dei Grigioni del 16.01.2014. 

Come correttamente esposto dal comune convenuto, in mancanza di 

norme intertemporali dettagliate, in sede di ricorso la pratica deve essere 

giudicata applicando il diritto in vigore al momento del rilascio della 

licenza edilizia. Modifiche di diritto che intervengono durante la procedura 

di ricorso non vanno considerate, ad eccezione di quelle norme per le 

quali esiste un manifesto interesse pubblico superiore all’applicazione 

immediata.

Ai sensi dell’art. 89 nLE, in conformità a quanto disposto dall’art. 49 cpv. 1 

LPTC, la revisione della pianificazione entra in vigore ed è quindi 

applicabile con l’approvazione del Governo, nel caso concreto quindi 

l’applicabilità della nLE risale al 17 dicembre 2013. Da parte sua l’art. 89 

cpv. 2 della nLE prevede l’applicabilità della stessa a tutte le domande di 

costruzione e alle pianificazioni non ancora approvate o autorizzate al 

momento dell’entrata in vigore di detta legge edilizia. 

- 19 -

Il comune convenuto ha emanato la decisione impugnata in sede di 

Tribunale amministrativo il 21 ottobre 2013 con notifica del 28 ottobre 

seguente cioè prima dell’entrata in vigore della revisione della 

pianificazione locale applicando correttamente la LE all’epoca vigente. Il 

Tribunale amministrativo giudica quindi la pratica esaminando la corretta 

applicazione del diritto in vigore al momento del rilascio della licenza 

edilizia contestata senza tenere conto di modifiche del diritto 

sopravvenute in seguito al rilascio della licenza ad eccezione di quelle 

norme per le quali esiste un manifesto interesse pubblico superiore 

all’applicazione immediata (DTF 139 II 263, cons. 6).

Per quanto concerne le disposizioni della LE riguardanti i requisiti della 

zona nucleo (art. 43 vLE e art. 23 nLE) come pure le disposizioni sull’ob-

bligo dei posteggi (art. 87 vLE e art. 72 nLE) la revisione pianificatoria non 

ha apportato modifiche sostanziali che possano imporre l’applicazione 

della nuova normativa da parte dell’istanza di ricorso.

In relazione al piano delle zone bisogna invece tenere conto che la 

revisione, entrata in vigore dopo il rilascio della licenza edilizia, fra l’altro, 

ha modificato il perimetro della zona di pericolo in località Y._____ 

inglobando l’intera particella no. 1052, sulla quale sono previsti i 

parcheggi dei ricorrenti, in zona di pericolo elevato 1. Tenendo conto del 

fine di interesse pubblico perseguito dalle limitazioni che caratterizzano la 

zona di pericolo 1 che è quello di salvaguardare l’incolumità di persone e 

animali (art. 38 cpv. 1 e 2 LPTC), il Tribunale amministrativo, in tale 

contesto, giudica la pratica tenendo conto della modifica del piano delle 

zone contemplata dalla revisione della pianificazione entrata in vigore 

dopo l’emanazione della decisione comunale in giudizio.

4. a) Come risulta dagli atti i ricorrenti intendono ristrutturare il vecchio 

ristorante-albergo e l’edificio annesso, siti sulla particella no. 1105 in zona 

nucleo, in località Y._____ sul territorio del Comune X._____, e quindi 

- 20 -

adibire gli immobili a centro terapeutico per il ricovero stazionario di 

donne e uomini maggiorenni che, tramite terapia di lunga o corta durata, 

perseguono una vita futura libera da dipendenze. Secondo le indicazioni 

contenute nel concetto presentato dall’Associazione B._____ all’autorità 

comunale e secondo quanto esposto dai ricorrenti nel proprio gravame il 

centro sarebbe orientato al ricovero e alla cura delle seguenti categorie di 

pazienti:

- persone che, dopo aver terminato il periodo di disintossicazione fisica, 
perseguono la reintegrazione sociale e professionale,

- persone che si trovano in un programma di trattamento sostitutivo 
(metadone/subutex) e che perseguono una vita futura orientata 
all’astinenza,

- persone che chiedono di svolgere una misura stazionaria in alternativa 
alla detenzione,

- persone che, assistite pedagogicamente, intendono assolvere un 
processo educativo assieme agli altri ospiti dell’istituto.

Tramite la decisione impugnata il comune ha negato la licenza edilizia in 

quanto, a suo giudizio, la trasformazione dell’edificio in centro terapeutico 

per tossicodipendenti adibito altresì ad ospitare tossicodipendenti internati 

in alternativa alla detenzione non sarebbe conforme alla destinazione 

della zona nucleo prescritta dall’art. 43 vLE.

b) Ai sensi dell’art. 43 vLE la zona nucleo comprende la parte tradizionale 

del comune costituita da edifici e spazi, pubblici e privati con particolare 

valore architettonico e storico-ambientale. In zona nucleo sono concesse 

riattazioni, trasformazioni, ampliamenti e ricostruzioni purché siano 

rispettate le altezze, le volumetrie, le forme, le pendenze, l’orientamento 

come pure le aperture, i materiali e le caratteristiche architettoniche e 

ambientali degli edifici esistenti e circostanti. Nuove costruzioni sono 

ammesse solo nel caso in cui non pregiudicano le caratteristiche 

- 21 -

architettoniche e ambientali del nucleo. L’art. 23 nLE esprime, in 

sostanza, lo stesso concetto precisando come le costruzioni a scopo 

commerciale e le aziende artigianali siano ammesse a condizione che 

non compromettano un sano abitare. 

Il giudizio del Tribunale amministrativo deve essere emanato nel rispetto 

di quanto sancito dall’art. 50 cpv. 1 della Costituzione del Cantone dei 

Grigioni (CostC; CSC 110.100) per il quale l’autonomia comunale deve 

essere garantita nella misura prevista dal diritto cantonale. Secondo la 

giurisprudenza i comuni sono autonomi in materia locale se il diritto 

cantonale non regola la stessa in maniera esaustiva ma lascia la 

competenza, totale o parziale, di regolamentazione al comune stesso 

garantendogli quindi un potere decisionale relativamente ampio. La sfera 

di autonomia comunale garantita, dipendentemente dal diritto superiore, 

può consistere nell’emanazione e nell’applicazione di proprie disposizioni 

comunali come pure nel potere discrezionale adeguato nell’applicazione 

del diritto cantonale o federale.

L’art. 65 cpv. 1 CostC garantisce l’autonomia dei comuni entro i limiti del 

diritto cantonale. Per quanto concerne il contenzioso in giudizio sulla 

conformità alla zona del genere di sfruttamento di un edificio, l’autonomia 

comunale scaturisce dalla Legge sulla pianificazione territoriale del 

Cantone dei Grigioni (LPTC; CSC 301.100) il cui art. 3 cpv. 1 assegna il 

compito della pianificazione locale ai comuni che devono adempiere 

autonomamente allo stesso nel quadro del diritto di rango superiore. La 

stessa LPTC, tramite gli artt. 19 e segg., pone dei requisiti minimi alla 

pianificazione locale. Infine l’art. 85 cpv. 2 LPTC demanda alla 

competente autorità comunale il compito di approvare o respingere le 

domande di licenza edilizia. 

c) Oggetto del contendere è l’interpretazione del concetto di “rispetto delle 

caratteristiche architettoniche e ambientali degli edifici esistenti e 

- 22 -

circostanti” nel contesto del cambiamento di destinazione di un 

complesso da albergo-ristorante in centro stazionario di terapia assistita 

per pazienti appena usciti dalla disintossicazione fisica, per pazienti 

sottoposti a un programma di trattamento sostitutivo, per persone 

internate in sostituzione alla detenzione e per persone che intendono 

assolvere, assistite pedagogicamente, un processo educativo assieme 

agli altri ospiti dell’istituto.

Nell’ambito del processo di interpretazione di un concetto generico, quale 

quello del rispetto delle caratteristiche architettoniche e ambientali della 

zona nucleo, il Tribunale amministrativo è tenuto a rispettare l’ampio 

margine di autonomia comunale in materia e può quindi censurare 

l’autorità convenuta solo in caso di palese arbitrio (DTF 136 I 395; 119 Ia 

214).

I ricorrenti perorano la conformità alla zona nucleo dell’istituto terapeutico 

gestito dall’associazione ricorrente, volto ad ospitare prioritariamente 

persone che perseguono una vita libera da dipendenze e solo in via 

eccezionale pazienti sottoposti a un programma di sostituzione o 

tossicodipendenti internati in alternativa alla detenzione. Le precedenti 

esperienze negative in Ticino sarebbero state ingigantite dal comune e, in 

ogni caso, la struttura a Y._____ sarebbe caratterizzata da un concetto 

completamente diverso da quella di Z._____ e non prevedrebbe il 

ricovero di minorenni. Tale struttura non sarebbe quindi atta a generare 

delle immissioni immateriali o ideali di tale portata da collidere con il 

carattere della zona nucleo circostante. Fra l’altro, la località di Y._____, 

attraversata dalle strade cantonale e nazionale e quindi già soggetta a 

considerevoli immissioni materiali, non costituirebbe un vero e proprio 

nucleo bensì sarebbe composta da più agglomerati di case distanti uno 

dall’altro. 

Secondo i convenuti la trasformazione dell’edificio alberghiero in centro 

terapeutico per tossicodipendenti, compresi quelli rei di aver commesso 

- 23 -

dei crimini, colliderebbe palesemente con la tradizione turistica e con il 

carattere squisitamente abitativo della frazione di Y._____ che ne 

verrebbe snaturata. 

Come risulta da quanto esposto in precedenza la licenza edilizia è stata 

negata per la mancata conformità alla zona del progetto di trasformazione 

a causa delle immissioni immateriali o ideali che deriverebbero dalla 

gestione dell’istituto in oggetto. 

Il Tribunale federale, nelle proprie sentenze 136 Ia 395 e 1C_262/2007, 

ha definito come segue il concetto di immissioni immateriali o ideali:

“Immaterielle oder ideelle Immissionen sind Einwirkungen, die das seeli-
sche Empfinden verletzen bzw. unangenehme psychische Eindrücke er-
wecken. Wenn ein Betrieb zur Folge hat, dass die Umgebung unsicher, 
unästhetisch oder sonst wie unerfreulich wirkt, so kann dies die Attrakti-
vität einer Gegend für Geschäfte und Wohnungen beeinträchtigen. Dabei 
liegt es in Wesen des Immissionsrechts, dass es nicht anders geregelt 
werden kann als mit dem weiten Begriff der übermässigen Einwirkung. In 
jedem konkreten Fall muss festgestellt werden, was anhand der gegebe-
nen Umstände als übermässige Einwirkung anzusehen ist.“

Alla luce della prassi e della giurisprudenza illustrate, il Tribunale 

amministrativo non può che concludere come la decisione del comune 

convenuto che considera il cambiamento di destinazione del vecchio 

albergo-ristorante, pur nell’ottica del concetto di gestione esposto dai 

ricorrenti, quale non conforme alla zona nucleo, non possa essere 

considerata arbitraria e quindi sia stata emanata nel rispetto dell’ampio 

potere discrezionale del comune in materia urbanistica.

In effetti, l’istituto di cura destinato al ricovero di ex tossicodipendenti che 

perseguono la reintegrazione sociale e professionale, di persone che si 

trovano in un programma di trattamento sostitutivo (metadone/subutex) e 

di persone ree di crimini che intendono assolvere una misura stazionaria 

in alternativa alla detenzione può essere considerata una casa di cura in 

palese collisione con il concetto di destinazione della zona nucleo 

caratterizzato dall’aspetto turistico abitativo e da attività commerciali 

- 24 -

orientate al servizio di turisti e residenti. A maggior ragione un istituto 

destinato anche ad ospitare persone internate per crimini e delitti ai sensi 

degli artt. 60 e segg. CP può essere considerato un edificio di pubblica 

utilità che, nel caso concreto, deve essere caratterizzato da severi 

parametri di sicurezza nonché ubicato in modo da garantire la tutela dei 

cittadini e la possibilità di un controllo veloce e efficiente da parte degli 

organi di polizia. Come correttamente evidenziato dai convenuti 

l’ubicazione del centro terapeutico B._____ a Y._____, in una zona 

discosta di tutti i servizi di polizia del comune, non permetterebbe all’ente 

pubblico di esercitare efficacemente l’indispensabile sorveglianza a 

garanzia di ordine, sicurezza e quiete.

d) Questa corte comprende pure come il comune convenuto non abbia 

potuto tralasciare di tenere conto, anche nell’ottica della futura gestione 

dell’istituto a Y._____, dei gravi problemi causati dagli ospiti 

dell’Associazione B._____ nella struttura di Z._____ chiusa nel 2010, 

come risulta in modo palese dal rapporto informativo della polizia 

cantonale ticinese del 19 settembre 2009 agli atti.

La relazione dell’Ufficio del servizio sociale cantonale dei Grigioni del 14 

marzo 2013 come pure l’autorizzazione alla gestione dell’istituto rilasciata 

all’Associazione B._____ dal Dipartimento dell’economia pubblica e 

socialità dei Grigioni il 16 aprile 2013 non possono essere considerate, ai 

fini del giudizio, atte a giustificare o supportare la conformità alla zona 

nucleo dell’attività in questione e non sono quindi rilevanti al fini del 

giudizio.

Il Tribunale amministrativo conclude perciò come, nell’accertare la 

mancata conformità alla zona nucleo della trasformazione del vecchio 

albergo in istituto stazionario di cura, rispettivamente dell’esercizio 

dell’attività prevista dai ricorrenti, il comune convenuto abbia agito nel 

- 25 -

rispetto della propria autonomia senza incorrere in arbitrio. Il ricorso nel 

merito deve quindi essere respinto.

Questa Corte è dell’avviso che un simile istituto, rispettivamente una 

simile attività dovrebbero essere ubicate in specifiche zone destinate agli 

edifici pubblici o alle case di cura come, fra l’altro, nel caso di due comuni 

nel cantone, che dispongono di specifiche zone di cura destinate a 

pensioni, convalescenziari, ospedali e alberghi, dove non possono essere 

realizzate costruzioni di carattere diverso, oppure come generalmente in 

tanti altri comuni del Canton Grigioni.

5. I 12 posteggi da realizzare, in applicazione dell’art. 87 vLE, secondo la 

domanda di licenza edilizia presentata dai ricorrenti risultano previsti sulla 

particella no. 1052 che si trova di fronte alla particella no. 1105, sull’altro 

lato della strada comunale, ed è ubicata fuori dalla zona edilizia in zona 

rimanente territorio comunale. In seguito alla revisione della pianificazione 

locale la particella no. 1052 è stata inserita completamente nella zona di 

pericolo elevato 1. 

Come precedentemente considerato, per quanto concerne la 

realizzazione dei posteggi, la domanda di licenza edilizia deve essere 

esaminata applicando la vecchia LE in relazione al numero dei posteggi 

obbligatori tenendo però conto del nuovo piano delle zone in relazione 

alle limitazioni imposte dall’aggravio di zona di pericolo 1.

Ai sensi dell’art. 74 cpv. 1 v.LE il rimanente territorio comunale 

comprende quelle aree la cui utilizzazione non è ancora stata stabilita in 

un piano delle zone. Non sono ammessi edifici e impianti che 

pregiudicano una futura utilizzazione. Restano inoltre riservate le 

disposizioni del diritto superiore per le costruzioni fuori dalle zone 

edificabili. La zona di pericolo elevato definisce le aree minacciate da 

valanghe, frane, cadute di massi, alluvioni o altri fenomeni naturali. Nella 

zona di pericolo elevato non possono essere costruiti e ampliati edifici 

- 26 -

destinati a ospitare persone e animali. Gli edifici a ubicazione vincolata 

che non servono a ospitare persone e animali sono ammessi purché 

adeguatamente protetti.

Secondo i ricorrenti l’area in oggetto sarebbe sempre stata usata quale 

posteggio per gli utenti del vecchio albergo. L’indicazione del posteggio 

nei piani della domanda di licenza edilizia sarebbe da intendere 

meramente quale rinvio al posteggio già esistente, che costituirebbe un 

diritto acquisito e che verrebbe solo parzialmente asfaltato. I ricorrenti 

stessi non adducono però alcuna prova a sostegno dell’esistenza del 

posteggio nel periodo antecedente al 1972 e non producono alcuna 

licenza edilizia relativa a tale struttura rilasciata durante il periodo 

seguente a tale data. Alla luce di tale fattispecie l’autorità edilizia del 

comune convenuto, a giusta ragione, ha negato la licenza edilizia 

nell’ottica della realizzazione del posteggio, rispettivamente 

dell’adempimento del dovere di messa a disposizione dei 12 posti auto 

imposti dall’art. 87 vLE. In ogni caso la realizzazione del posteggio in 

questione, essendo ubicato fuori dalla zona edificabile, avrebbe dovuto 

essere oggetto di una domanda di costruzione EFZ ai sensi degli artt. 42 

e segg. OPTC. Alla luce dei presupposti illustrati, il parcheggio in 

questione, senza un permesso di costruzione EFZ che, vista l’ubicazione 

della particella no. 1052 in zona di pericolo elevato, difficilmente potrà 

essere rilasciato, non è perciò realizzabile, rispettivamente utilizzabile a 

tale scopo.

Il comune convenuto quindi, a giusta ragione, ha negato la licenza edilizia 

pure per il motivo della mancanza di un parcheggio realizzato o 

realizzabile in ossequio ai presupposti legali.

6. Visto l’esito del ricorso che viene integralmente respinto, le spese 

procedurali, in applicazione dell’art. 73 cpv. 1 LGA, sono a carico dei 

ricorrenti che, in applicazione dell’art. 78 cpv. 1 LGA, devono altresì 

- 27 -

rifondere agli opponenti convenuti, patrocinati da un avvocato, le spese 

da loro sostenute nella procedura tenor nota d’onorario del legale. 

Secondo costante prassi del Tribunale amministrativo non vengono 

riconosciute quali indennizzabili le spese di cancelleria fatturate 

dall’avvocato, comprese nella tariffa oraria. Nel caso in giudizio le ripetibili 

riconosciute tenor fattura del legale del 5 giugno 2014 ammontano a fr. 

5'434.50 (IVA inclusa). 

In applicazione dell’art. 78 cpv. 2 LGA il comune convenuto non gode del 

diritto all’assegnazione di ripetibili.

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 3'000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 580.--

totale fr. 3'580.--

il cui importo sarà versato, in ragione della metà ciascuno, in solido, da 

A._____ e dell’Associazione B._____ entro 30 giorni dalla notifica della 

presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei 

Grigioni, Coira.

3. A._____ e l’Associazione B._____ sono tenuti a versare in totale, nella 

ragione della metà ciascuno e in solido, fr. 5'434.50 (IVA inclusa) a 

C._____, D._____, E._____ e F._____ e altri convenuti a titolo di ripetibili.

4. [Vie di diritto]

- 28 -

5. [Comunicazioni]

Nella misura in cui l’interposto ricorso al Tribunale federale è stato considerato 

ammissibile, lo stesso è stato respinto in data 30 marzo 2015 (1C_45/2015).