# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9383da99-a8f1-58e8-a996-d447def39b09
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.09.2010 D-6793/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6793-2010_2010-09-28.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6793/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 8  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Hans Schürch; 
cancelliere Carlo Monti;

A._______, Algeria, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 16 settembre 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6793/2010

Visto:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato il 21 agosto 2010 in 
Svizzera;

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno e 
mediante il  quale l'ha reso attento circa la necessità di  consegnare, 
entro 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento d'i-
dentità o di viaggio, con la comminatoria che, in caso di mancata con-
segna e in assenza di  motivi  scusabili,  non si  entra nel merito della 
sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 30 agosto 2010 e del 16 settembre 2010;

il verbale di decisione dell'UFM del 16 settembre 2010, notificata al ri-
chiedente il medesimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso  del  20 settembre 2010  (cfr. timbro  del  plico  raccomandato, 
data d'entrata 21 settembre 2010);

la  copia dell'incarto  dell'UFM pervenuta via fax al  Tribunale ammini -
strativo federale (di seguito: il Tribunale) in data 21 settembre 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che, fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribuna-
le, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere im-
pugnato non può essere esteso alla questione della concessione del -
l'asilo, che presuppone una decisione nel merito della domanda stes-
sa;

che, per conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla conces-
sione dell'asilo è inammissibile;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che i  ricorsi  manifestamente infondati,  ai  sensi  dei considerandi che 
seguono,  sono  decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a  LAsi)  dal 
giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art.  111 lett. e 
LAsi)  e  la  decisione  è  motivata  soltanto  sommariamente  (art. 111a 
cpv. 2 LAsi);

che, giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti;

che,  nell'ambito delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  l'interessato  ha di-
chiarato di essere cittadino algerino, di etnia berbera e di aver avuto 
ultimo domicilio ad B._______;

che egli ha affermato di essere espatriato per il timore di essere con -
dannato ingiustamente a 20 o 25 anni di carcere per aver diviso due li -
tiganti  spingendone  uno che,  cadendo, avrebbe picchiato  la  testa  a 
terra e sarebbe poi deceduto in ospedale;

che l'interessato ha dichiarato di aver lasciato l'Algeria da C._______ 
in data 13 agosto 2010, di aver attraversato la Tunisia per giungere in 
Libia  dove  avrebbe  soggiornato  una  settimana  a  D._______;  che 

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avrebbe poi raggiunto Malta a bordo di un peschereccio; che, dopo un 
soggiorno di una notte, sarebbe giunto a E._______ con un traghetto 
ed avrebbe quindi soggiornato per tre giorni in Italia in una città a lui  
sconosciuta; che avrebbe poi preso un treno in una località a lui ignota 
per raggiungere la Svizzera in data 21 agosto 2010;

che il ricorrente non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà;

che nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che il  
richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in materia d'a-
silo  alcun  documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole;  che,  dall'altro 
lato, detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste al -
l'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore ha 
pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'e-
secuzione dell'allontanamento  verso l'Iraq siccome lecita,  esigibile  e 
possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna  di  documenti  d'identità,  rimandato  a  quanto  già  affermato  in 
sede di prima istanza, sostenendo di aver fornito motivi scusabili che 
spiegherebbero le ragioni per la mancata consegna dei documenti ri -
chiesti; che egli ha altresì reiterato la veridicità delle sue dichiarazioni  
riguardo ai motivi che l'avrebbero portato a fuggire dall'Algeria e che, 
ad ogni modo, gli elementi a favore della verosimiglianza prevarrebbe-
ro su quelli contrari; che, inoltre, ha allegato che in Algeria avrebbe in-
caricato  un  avvocato  ad  occuparsi  della  sua  faccenda  (cfr.  ricorso, 
pag. 2);

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità  inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda 
d'asilo;  che,  inoltre,  egli  ha  chiesto  di  essere  ammesso  provvisoria-
mente qualora non gli venisse accordato asilo politico; che, infine, ha 
presentato una domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a 
copertura delle presumibili spese processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-

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mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esisten-
za di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari  formalità amministrative (Decisioni del Tribunale amministrativo 
federale [DTAF] 2007/7 consid. 5);

che,  per  contro,  non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2 
lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la 
carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'atte-
stato di fine degli studi (DTAF 2007/7 consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre un mese dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che, per di  più, egli  si  è semplicemente limitato a dichiarare di  aver  
posseduto una carta d'identità ma di averla lasciata in patria e di non 
aver mai richiesto il passaporto; che le dichiarazioni del ricorrente cir-
ca le misure prese per procurarsi detto documento sono poco credibili;  
che, inoltre, interrogato circa la mancata produzione della carta d'iden-
tità, egli ha dichiarato di non aver intrapreso alcunché, in quanto la sua 
intenzione sarebbe quella di chiedere l'asilo temporaneamente per tre 
mesi e di tornare in Algeria non appena si sarebbe risolto il suo pro -
blema (cfr. verbale d'audizione del 16 settembre 2010, pagg. 2-3); che, 
inoltre, fattogli ulteriormente presente che la mancata consegna della 
carta  d'identità  avrebbe  avuto  come  conseguenza  la  non  entrata  in 
merito  della  sua  domanda  d'asilo,  egli  si  è  soffermato  a  chiedere: 
"dove  è  la  soluzione?" (cfr.  ibidem,  pag. 2);  che  con  tale 
comportamento egli ha chiaramente dimostrato di non volere in alcun 

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modo collaborare con le autorità elvetiche per dimostrare la sua vera 
identità;

che, nel gravame, l'insorgente in sostanza non ha fatto altro che ribadi-
re, rinviando a quanto da lui spiegato in sede d'audizione e che non si  
sarebbe reso conto dell'importanza della mancata consegna dei docu-
menti di viaggio (cfr. ricorso, pag. 2);

che, inoltre, per quanto il racconto in merito al viaggio di espatrio pos-
sa apparire a prima vista privo di  contraddizioni,  il  ricorrente è stato 
generico al  riguardo, non riuscendo ad esempio ad indicare il  nome 
della  città  dove  avrebbe  soggiornato  per  tre  giorni  in  Italia  e  dove 
avrebbe  poi  preso  il  treno  per  recarsi  in  Svizzera  (cfr.  verbale 
d'audizione del 30 agosto 2010, pag. 7);

che egli ha altresì dichiarato di non avere subito controlli durante il suo 
viaggio d'espatrio (cfr. ibidem);

che, il ricorrente non è stato in grado di fornire dettagli e spiegazioni 
che possano donare credibilità al proprio racconto che risulta pertanto 
alquanto vago ed impreciso;

che, peraltro, giova sottolineare che varcare il confine Schengen senza 
subire alcun controllo, come l'insorgente ha dichiarato di aver fatto, ri -
sulta a tutt'oggi, per lo meno difficoltoso;

che, vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché e specialmente l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette 
dichiarazioni del ricorrente circa il  possesso dei documenti d'identità, 
codesto Tribunale ha ragione di concludere che l'autore del gravame 
dissimuli i suoi documenti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

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che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla-
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5);

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempie manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò può risulta-
re sia dalla manifesta inconsistenza sia dalla manifesta irrilevanza dei 
motivi d'asilo addotti (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dall'Algeria per il timore di essere condannato ingiustamente a 20 o 25 
anni di carcere;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, a mente di questo Tribunale, come rettamente ritenuto dall'autori-
tà inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno della sua 
domanda d'asilo non presenta elementi di verosimiglianza e neppure 
rilevanti nel quadro di eventuali motivi d'asilo relativi alle circostanze di  
vita del ricorrente in Algeria;

che, in particolare, il ricorrente non è stato in grado di indicare il nome 
della vittima pur essendo stato accusato di  averne causato la morte 
(cfr. verbale d'audizione del 16 settembre 2010, pag. 3); che, inoltre, 
avendo egli  dichiarato  di  avere  incaricato  un avvocato  ad occuparsi 
della faccenda, avrebbe senz'altro potuto presentare almeno un atto 
giudiziale in merito; che, peraltro, si è contraddetto in merito alla data 
in cui sarebbe avvenuta la lite dichiarando nella prima audizione che 
sarebbe accaduta due giorni  prima dell'inizio del  mese di  Ramadan, 
per poi asserire nella seconda audizione che sarebbe successa cinque 
giorni  prima  dell'inizio  del  Ramadan  (cfr.  verbali  d'audizione  del 
30 agosto 2010, pag. 6 e del 16 settembre 2010, pag. 4); che, oltre a 
ciò,  non ha nemmeno saputo  indicare  la  data  d'inizio  del  Ramadan 
menzionando in modo generico che si svolgerebbe nel mese di ago-
sto, mentre anteriormente ha dichiarato di essere espatriato il 13 ago-
sto 2010, ossia il  secondo o il  terzo giorno di  Ramadan (cfr. verbali 

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d'audizione  del  30  agosto  2010,  pag.  7  e  del  16 settembre 2010, 
pag. 4); che, inoltre, non ha saputo fornire il numero delle persone che 
sarebbero intervenute per sedare la lite e chi avesse informato il padre 
della morte della persona ricoverata in ospedale (cfr. verbale d'audizio-
ne del 16 settembre 2010, pagg. 5-6); che, tutto sommato, codesto Tri-
bunale non può che concludere all'inverosimiglianza dell'asserito rac-
conto;

che,  per  sovrabbondanza,  tale  atto,  se  commesso,  costituirebbe  un 
reato, la cui persecuzione rientra nei compiti e nel dovere delle autori -
tà algerine, in applicazione delle leggi penali vigenti in detto Paese;

che, inoltre, non v'è ragione di credere che in Algeria, il ricorrente non 
possa beneficiare di un equo processo in relazione ad eventuali accu-
se mosse nei suoi confronti e che non gli siano garantiti i mezzi neces-
sari per difendersi;

che rettamente quindi, i motivi d'asilo evocati sono stati dall'autorità in-
feriore ritenuti come inverosimili, giusta l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi;

che,  inoltre,  non  risultano  elementi  ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  3 
lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulteriori accertamenti ai fini 
della determinazione della qualità di  rifugiato dell'insorgente medesi-
mo;

che non si giustificano neppure delle misure di istruzione complemen-
tari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'ese-
cuzione dell'allontanamento del  ricorrente dal  punto di  vista dell'am-
missibilità (DTAF 2009/50 consid. 8);

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Algeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione 
del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o 
esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  
trattamenti  contrari  all'art.  3  della  convenzione  del  4 novembre 1950 
per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell’uomo  e  delle  libertà  fondamentali  
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione del 10 dicembre 1984 

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contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti (Conv. tortura, RS 0.105);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en-
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);

che,  la  situazione  vigente  in  Algeria  non  appare  caratterizzata  da 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nell'integralità del territorio nazionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli  è giovane e 
possiede  un'esperienza  lavorativa  quale  commerciante  (cfr.  verbale 
d'audizione del 30 agosto 2010, pag. 2); che, inoltre, stando a quanto 
riferito, il ricorrente dispone di una rete famigliare nel suo Paese, dove 
vivono, perlomeno, i genitori ed un fratello (cfr. ibidem, pag. 3);

che l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi proble-
mi di  salute che possano giustificare la  sua ammissione provvisoria 
(cfr.  GICRA 2003 n. 24),  senza  che  da  un  esame  d'ufficio  degli  atti 
emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
nel suo Paese è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 
cpv. 4 LStr);

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che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed art. 83 
cpv. 2 LStr);

che, infatti, il ricorrente, usando della dovuta diligenza, potrà procurar-
si  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (cfr.  DTAF  2008/34 
consid. 12 pagg. 513-515);

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il  diritto  federale,  né abusato  del  suo potere  di  apprezzamento; che 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che, avendo il Tribunale amministrativo federale statuito nel merito del 
ricorso, la domanda d'esenzione dal versamento dell'anticipo equiva-
lente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorren-
te. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale ammi-
nistrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della 
presente decisione.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente, tramite il F._______ (Raccomandata; allegato: bollettino 
di versamento);

- UFM, F._______ (via fax, per l'incarto N [...], con preghiera di notifi -
care la sentenza al ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento 
allegato al Tribunale amministrativo federale);

- G._______ (in copia).

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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