# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 01c50278-65f4-5fa6-87a3-f20e7d977c46
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-11-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.11.2009 C-375/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-375-2008_2009-11-11.pdf

## Full Text

Corte II I
C-375/2008/

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 1 1  n o v e m b r e  2 0 0 9

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Franziska Schneider, Michael Peterli, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
rappresentato dal Patronato INAS, via G. Lanz 25, 
6850 Mendrisio,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

assicurazione invalidità, decisione del 
28 novembre 2007.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-375/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano nato il (...), coniugato e padre di due figli, 
ha  lavorato  in  Svizzera,  con  permesso  per  confinanti,  come 
responsabile  di  produzione/programmatore,  dal  1969  al  1971,  dal 
1973  al  1975  e  dal  1977  al  2004,  versando  i  contributi  obbligatori 
all'assicurazione  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  (AVS/AI; 
incarto AI, doc. 2 e 95/5 a 7). 

B.
Il 18 gennaio 1997 l'assicurato ha smesso di lavorare a seguito di un 
ricovero  in  Italia  per  un  intervento  di  plastica  della  mitrale  con 
posizionamento  di  un  anello  di  Carpentier.  L'assicuratore  malattia 
collettivo del datore di lavoro dell'assicurato, la Winterthur, ha preso a 
carico  la  conseguente  incapacità  lavorativa  (incarto  Winterthur,  doc. 
1/1 a 42). 

Invitato dalla Winterthur a pronunciarsi sul caso, il dott. C._______ ha 
posto,  nel  suo  rapporto  del  29  aprile  1997,  la  diagnosi  d'esiti  di 
valvoloplastica mitralica con residua e lieve insufficienza mitralica da 
prolasso del lembo mitralico anteriore, di versamento pericardico e di 
parossismi  di  fibrillazione  atriale,  ed  ha  stabilito  un'incapacità 
lavorativa  completa  per  qualsiasi  attività  dal  giorno  dell'intervento 
(incarto Winterthur, doc. 1/27 28). Il 2 ottobre 1997 il dott. C._______ 
ha nuovamente preso posizione sul caso, riconfermando la diagnosi, 
ma stabilendo un'incapacità lavorativa del 50% a partire dallo stesso 
giorno, ed ha pronosticato una ripresa completa dell'attività lavorativa 
dal 1° gennaio 1998, se le condizioni di salute dell'assicurato fossero 
continuate  a  migliorare  (incarto  Winterthur,  doc.  1/18  a  19).  Il  9 
febbraio  1998  l'assicurato  è  stato  di  nuovo  ricoverato  per 
un'insufficienza  mitralica  recidiva  e,  il  20  febbraio  susseguente,  ha 
subito  un intervento di  sostituzione della  valvola  mitralica,  con esito 
positivo  ed  il  raggiungimento  di  un  buon  compenso  emodinamico  e 
una discreta performance fisica (incarto Winterthur, doc. 1/8 a 10). Il 
24 aprile 1998 il dott. C._______ ha quindi posto la diagnosi d'esiti da 
secondo  intervento  di  sostituzione  della  valvola  mitralica  ed  ha 
formulato  un'incapacità  lavorativa  completa  per  qualsiasi  attività, 
pronosticando  nondimeno  una  forte  possibilità  di  ripresa  lavorativa 
almeno parziale nei mesi a venire (incarto Winterthur, doc. 1/3 a 4). 

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C.
Il  29  dicembre  1997  l'assicurato  ha  presentato  presso  l'Ufficio 
dell'assicurazione invalidità del canton Ticino (UAI) una domanda per 
l'ottenimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità 
(incarto AI, doc. 2 a 4). 

Nell'ambito  dell'istruzione  della  domanda,  l'UAI  ha  acquisito,  tra  gli 
altri, i documenti seguenti: 

- l'incarto Winterthur, 

-  una  perizia  medica  dettagliata  E  213  del  dott.  G._______,  del  28 
gennaio  1998,  in  cui  è  posta  la  diagnosi  d'insufficienza  mitralica  di 
grado moderato in esiti di pregresso intervento d'anulo-valvuloplastica 
con  anello  di  Carpentier  per  prolasso  mitralico,  d'insufficienza 
tricuspidale lieve e di pregressi episodi di fibrillazione atriale (incarto 
AI, doc. 4),

- il questionario per il datore di lavoro, del 24 marzo 1998, dal quale si 
evince che l'assicurato ha lavorato come responsabile di produzione, 
dal 1° febbraio 1979 fino al 17 gennaio 1997, e come controllore dal 
20 maggio 1997, per la ditta "... S.A.", eseguendo, nel 1997, nove ore 
e  quindici  minuti  al  giorno  durante  cinque  giorni  alla  settimana,  e 
percependo da ultimo un salario annuo di Fr. 60'775.- (incarto AI, doc. 
6), 

- un rapporto medico della dott.ssa S._______, del 4 giugno 1998, nel 
quale  è  stabilito  che  l'attività  finora  esercitata  è  ancora  proponibile 
quattro ore al giorno, la limitazione del rendimento essendo valutata al 
50% (incarto AI, doc. 9),

-  la  perizia  cardiologica del dott. B._______, cardiologo presso l'"..." 
della  Clinica  ...  di  ...,  del  13  gennaio  1999,  nella  quale  è  posta  la 
diagnosi di stato dopo ricostruzione valvolare mitralica e anulo-plastica 
con  anello  di  Carpentier,  di  fibrillazione  atriale  tachicardica 
intermittente,  di  stato  dopo  sostituzione  valvolare  mitralica,  di  grave 
sindrome depressiva reattiva, d'ipertensione arteriosa e di stato dopo 
consumo di nicotina fino al 1997. Il perito ha inoltre affermato che, da 
un  punto  di  vista  cardiologico,  l'assicurato  è  teoricamente  abile  in 
misura totale all'esercizio della sua professione, ma che, per ragioni 
psichiche,  egli  presenta  un'incapacità  lavorativa  completa, 

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concludendo  con  la  proposta  di  eseguire  una  perizia  psichiatrica 
(incarto AI, doc. 19),

- un rapporto medico del dott. Bo._______, del 26 febbraio 1999, dal 
quale si evince un'incapacità lavorativa del 50%, dal 25 agosto al 31 
dicembre 1998, e del 35%, dal 1° gennaio al 26 febbraio 1999, e nel 
quale è stabilito che l'ultima attività può essere svolta per cinque o sei 
ore  al  giorno,  evitando  stress  e  tensioni,  con  la  prospettiva  di  una 
piena ripresa del lavoro (incarto AI, doc. 21). 

D.
Sulla base della documentazione medica ed economica raccolta, e in 
particolare  del  rapporto  medico  del  dott.  Bo._______,  l'Ufficio 
dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
(UAIE),  competente  a  decidere  in  considerazione  del  domicilio 
all'estero  dell'interessato,  ha  emanato  una  decisione  il  26  agosto 
1999, mediante la quale ha riconosciuto a quest'ultimo il diritto ad una 
mezza rendita d'invalidità dal 1° gennaio 1998 al 30 aprile 1999, con le 
rispettive  rendite  completive  a  favore  della  moglie  e  dei  due  figli 
(incarto AI, doc. 22 a 26). 

Contro  questa  decisione,  l'assicurato  ha  inoltrato  ricorso,  il  16 
settembre  1999,  alla  Commissione  federale  di  ricorso  in  materia 
d'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità per le persone 
residenti all'estero (CFR), chiedendo che gli sia concessa una rendita 
totale  d'invalidità  dal  1°  gennaio  1998  al  31  maggio  1999,  ed  una 
mezza rendita dal 1° giugno al 31 dicembre 1999 (incarto AI, doc. 28). 

Nell'ambito  della  procedura  di  ricorso,  l'incarto  è  stato  nuovamente 
sottoposto alla valutazione del dott. B._______, il quale, con presa di 
posizione  del  31  gennaio  2000,  ha  stabilito  una  capacità  lavorativa 
nell'ultima attività  svolta,  dal  punto di  vista cardiologico, pari  al  50% 
dal 1° febbraio 1999, e pari  al  100% dal 1° marzo 1999 (incarto AI, 
doc. 36). 

Con  giudizio  del  5  maggio  2000,  la  CFR  ha  quindi  parzialmente 
accolto  il  ricorso  e  riformato  la  decisione  impugnata,  riconoscendo 
all'assicurato il diritto ad una rendita intera d'invalidità dal 1° gennaio 
1998 al 30 aprile 1999, e ad una mezza rendita dal 1° maggio 1999 al 
31 maggio successivo (incarto AI, doc. 41). 

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Il  13  settembre  2000  l'UAIE  ha  così  emanato  due  nuove  decisioni, 
conformemente  alle  istruzioni  contenute  nel  dispositivo  del  giudizio 
della CFR (doc. 48 e 49). Entrambe le  decisioni,  non essendo state 
impugnate, sono cresciute in giudicato. 

E.
L'assicurato  ha  in  seguito  continuato  a  lavorare  presso  la  ditta  "... 
S.A.",  non  più  come responsabile  di  produzione/programmatore,  ma 
come addetto alla spedizione, funzione questa confacente al suo stato 
di  salute  (incarto  AI,  doc.  64/1).   Il  15  marzo  2004  egli  ha  dovuto 
cessare  l'esercizio  della  propria  attività,  a  causa  di  una fibrillazione 
atriale. L'assicuratore malattia collettivo del datore di lavoro, l'Helsana, 
ha  preso  a  carico  l'incapacità  lavorativa  completa  (incarto  Helsana, 
doc. 1/1 a 3). 

F.
Il 21 luglio 2004 l'assicurato ha inoltrato una nuova domanda di rendita 
d'invalidità (incarto AI, doc. 54). L'UAI ha proceduto all'istruzione della 
stessa, procurandosi, in particolare, i documenti seguenti:

-  un certificato medico della dott.ssa S._______, del  12 luglio 2004, 
facente stato, sostanzialmente, di una cardiopatia ipertensiva e di una 
dislipidemia (incarto AI, doc. 57),

-  un  rapporto  di  visita  cardiologica  del  dott.  Ab._______,  del  22 
dicembre  2003,  nel  quale  è  posta  la  diagnosi  di  flutter  atriale  in 
portatore  di  protesi  valvolare  emocanica  in  posizione  mitralica  e  di 
pregressi episodi di fibrillazione atriale (incarto AI, doc. 62/1),

- un rapporto di visita cardiologica del dott. Fo._______, del 26 maggio 
2004,  nel  quale  è  formulata  la  proposta  di  ricovero  ospedaliero  per 
tentativo di ablazione del circuito di flutter (incarto AI, doc. 62/3), 

- diversi rapporti del dott. Va._______, cardiologo, del 26 e 27 marzo e 
18  settembre  2003,  come  pure  del  28  aprile  2004,  nei  quali  sono 
descritti,  in  sostanza,  lo  stato  della  funzione  cardiaca  e  la  terapia 
prescritta (incarto AI, doc. 62/5 a 8),

- una relazione di dimissione dall'..., del 16 gennaio 2004, nella quale 
è  posta  la  diagnosi  di  flutter  atriale  di  tipo  comune  in  portatore  di 
protesi  valvolare  mitralica  e  di  cardioversione  elettrica  transtoracica 

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(doc. 62/19), 

- un rapporto medico del dott. Aq._______, del 1° luglio 2004, relativo 
ad  un  ricovero  dal  28  giugno  al  1°  luglio  2004  per  recidiva  di 
tachiaritmia  atriale  in  portatore  di  protesi  meccanica  mitralica,  dal 
quale si  evince che l'assicurato ha subito un intervento di  ablazione 
dell'istmo  cavo-tricuspicale  con  evidenza  di  blocco  bidirezionale 
(incarto AI, doc. 62/25 a 29),

-  il  questionario  per  il  datore  di  lavoro,  del  15  settembre  2004,  dal 
quale  si  evince  che  l'assicurato  ha  lavorato,  come  addetto  alla 
spedizione per la ditta "... S.A.", fino al 14 marzo 2004, eseguendo da 
ultimo nove ore e cinque minuti  al  giorno durante cinque giorni  alla 
settimana, e percependo un salario di Fr. 3'950.- al mese, più 13.71% 
per vacanze e 8.33% per gratificazioni/tredicesima, considerato che, 
senza  il  danno  alla  salute,  questo  salario  sarebbe  stato  pari  a  Fr. 
4'770.- (incarto AI, doc. 64),

- un rapporto medico della dott.ssa S._______, del 29 ottobre 2004, 
nel  quale  quest'ultima  ha  diagnosticato  degli  esiti  da  intervento  di 
ablazione  dei  foci  di  aritmia  in  paziente  con  fibrillazione  atriale 
recidivante,  di  pregresso  intervento  per  insufficienza  mitralica, 
d'ipertensione arteriosa e di  dislipidemia,  ed ha stabilito,  da un lato, 
che l'ultima attività non è più proponibile, e, dall'altro lato, che esiste 
una diminuzione del rendimento del 60% (incarto AI, doc. 68),

- un'ecocardiografia del 2 novembre 2004 (incarto AI, doc. 70/3), 

- un rapporto del dott. Va._______, del 3 novembre 2004, nel quale è 
descritto uno stato fisico generale normale, eccettuati i valori tensivi e 
il sovrappeso (incarto AI, doc. 70/4).

G.
L'UAI ha quindi trasmesso l'incarto per valutazione al proprio servizio 
medico,  nella  persona  del  dott.  K._______.  Nella  sua  presa  di 
posizione del 17 febbraio 2005, quest'ultimo ha costatato, dopo avere 
riassunto  la  nota  diagnosi,  che  sembra  manifestarsi  una  ridotta 
tolleranza allo sforzo, in concomitanza con un aumento ponderale ed 
uno scarso controllo della pressione arteriosa, senza disfunzioni della 
valvola mitralica, e che la sindrome depressiva non è più menzionata, 
proponendo in  conclusione di  procedere ad una perizia  cardiologica 

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(incarto AI, doc. 72).

Il  25  febbraio  2005  l'assicurato  ha  prodotto  nuova  documentazione 
medica,  ossia un'ecografia  addominale e  un color-Doppler  dell'aorta 
addominale, del 2 dicembre 2004, un ecocardiogramma dinamico, del 
4 gennaio 2005, ed un rapporto del dott. Va._______, del 17 gennaio 
2005 (incarto  AI,  doc. 75/1  a  6). Dopo averne preso conoscenza,  il 
dott. K._______ ha ordinato l'esecuzione di  una perizia  cardiologica 
presso il dott. Fa._______ (incarto AI, doc. 76).

In seguito alla visita dell'assicurato eseguita il 3 giugno 2005, il dott. 
Fa._______,  cardiologo, ha stabilito,  nella  sua perizia  del  15 giugno 
2005,  la  diagnosi  di  cardiopatia  valvolare  e  di  sindrome  ansioso-
depressiva, formulando nel contempo, dal punto di vista cardiologico, 
un'incapacità lavorativa completa in attività pesanti, del 70% in attività 
moderate e nulla in attività leggere (incarto AI, doc. 79). Sulla base di 
questa  valutazione,  il  dott.  K._______  ha  ordinato,  con  presa  di 
posizione  del  7  novembre  2005,  l'esecuzione  di  una  perizia 
psichiatrica (incarto AI, doc. 82). 

Dopo  avere  esaminato  l'assicurato  il  3  febbraio  2006,  il  dott. 
T._______, psichiatra, non ha diagnosticato, nella sua perizia del 20 
febbraio  2006,  alcuna  patologia  psichiatrica  suscettibile  di  avere 
un'influenza  sulla  capacità  lavorativa  nell'ultima  attività  svolta 
dall'interessato (incarto AI, doc. 88). 

Fondandosi sulla diagnosi risultante dalla perizia cardiologica del dott. 
Fa._______  e  dalla  perizia  psichiatrica  del  dott.  T._______,  il  dott. 
K._______  ha determinato  un'incapacità  lavorativa totale  per  attività 
pesanti  e  pari  al  70%  per  attività  medie  (tre  ore  al  giorno,  con 
limitazione  del  sollevamento  di  pesi  fino  a  20  kg),  come  pure  una 
capacità lavorativa completa in attività leggere (incarto AI, doc. 91). 

H.
Il  3  aprile  2006  l'UAI  ha  proceduto  al  calcolo  del  grado d'invalidità, 
ritenendo,  come  reddito  da  valido  per  il  2004,  Fr.  62'010.-, 
corrispondenti al salario di responsabile di produzione/programmatore 
presso  la  ditta  "...  S.A."  (incarto  AI,  doc.  6),  e,  come  reddito  da 
invalido,  secondo  i  dati  dell'Ufficio  federale  di  statistica  (UFS),  in 
attività semplici tipiche del settore secondario per il Canton Ticino, Fr. 
53'040.-, ridotto del 2%, viste le circostanze personali dell'assicurato, 

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ossia Fr. 51'979.-. Procedendo al raffronto dei due redditi, l'UAI ha così 
ottenuto  una  perdita  di  guadagno  approssimativa  del  16.17%, 
corrispondente ad un grado d'invalidità del 16% (doc. 93 e 95/3 e 4).  

L'UAI  ha  quindi  approntato  un  progetto  di  decisione,  avente  per 
oggetto  il  rifiuto  della  domanda  di  rendita,  trasmesso  all'UAIE  il  27 
aprile 2006, per notifica all'assicurato (incarto AI, doc. 96 e 97). 

Con  decisione  dell'8  maggio  2006,  l'UAIE  ha  così  emanato  una 
decisione,  mediante  la  quale  ha  respinto  la  domanda  di  rendita 
presentata dall'assicurato (incarto AI, doc. 98). 

I.
Contro questa decisione, per il tramite dell'Istituto nazionale italiano di 
assistenza sociale (INAS), l'assicurato ha formulato opposizione il 29 
maggio  2006,  chiedendo  il  riconoscimento  del  suo  diritto  ad  una 
mezza rendita d'invalidità, ed ha prodotto un rapporto medico del dott. 
B._______, psichiatra, del 15 dicembre 2005 (incarto AI, doc. 100/5 a 
7), già conosciuto e preso in considerazione nell'ambito della perizia 
psichiatrica del dott. T._______, del 20 febbraio 2006, come rilevato 
dal dott. K._______ nella sua annotazione del 6 giugno 2006 (incarto 
AI, doc. 100/1 a 4 e 102). 

Il 19 luglio 2006 l'assicurato ha presentato un complemento alla sua 
opposizione, nel quale è fatto valere, in particolare, uno stato ansioso-
depressivo  grave  con  sintomatologia  psicotica,  ed  è  contestato  il 
grado  d'invalidità  del  16%  come  calcolato  dall'UAI,  grado  che 
ammonterebbe invece approssimativamente al 54% tenuto conto di un 
salario da valido di Fr. 74'122.40 (incarto AI, doc. 106).

Mediante  decisione  del  28  novembre  2006  (recte:  2007),  ricevuta 
dall'assicurato  il  3  dicembre  2007,  l'UAIE  ha  respinto  l'opposizione. 
Procedendo ad una modifica del raffronto dei redditi  e basandosi su 
un reddito da valido di Fr. 70'512 (ossia Fr. 4'770.- x 13 + 13.71% per 
vacanze)  e  da  invalido  di  Fr. 56119.-  (Tabella  TA1,  valori  nazionali, 
41.6 ore con una riduzione per circostanze personali del 2%), l'UAIE 
ha fissato al 20% la perdita di guadagno subita dall'assicurato (incarto 
AI, doc. 110). 

J.
Contro  la  decisione  su  opposizione  del  28  novembre  2007, 

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rappresentato  dall'INAS,  l'assicurato  ha  inoltrato  ricorso  al  Tribunale 
amministrativo  federale  il  18  gennaio  2008,  chiedendo  il 
riconoscimento  del  suo  diritto  ad  una  mezza  rendita  d'invalidità, 
l'esonero dal pagamento delle spese processuali  e la rifusione delle 
spese ripetibili. 

L'UAI  e  l'UAIE  hanno  risposto  l'8  febbraio,  rispettivamente  il  20 
febbraio  2008,  proponendo  il  rigetto  del  ricorso  e  la  conseguente 
conferma della decisione impugnata.

Il  ricorrente  ha replicato il  25 marzo 2008,  riconfermando le  proprie 
conclusioni. 

K.
Mediante decisione incidentale del  27 marzo 2008,  questo Tribunale 
ha invitato il ricorrente a versare un anticipo equivalente alle presunte 
spese  processuali  di  Fr.  300.-.  Con  scritto  del  4  aprile  2008,  il 
ricorrente  ha  chiesto  l'esonero  dal  pagamento  di  tali  spese. Questo 
Tribunale lo ha quindi invitato, l'8 aprile 2008, a compilare e ritornare il 
formulario "Domanda di gratuito patrocinio", ciò che egli ha fatto il 17 
aprile 2008. 

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20).

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 

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del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi, 
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti 
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art. 
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso  è  ammissibile  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente,  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge (art. 59 e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA). 

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 del Regolamento 
CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati  membri 

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della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante  (DTF  130  V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti).  Le 
disposizioni  della  5a  revisione  della  LAI  e  della  LPGA,  in  vigore  dal 
1° gennaio 2008, non sono pertanto applicabili nel caso concreto e di 
seguito  è  fatto  riferimento  alle  disposizioni  in  vigore  fino  al  31 
dicembre 2007.

4.

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4.1 Ai  sensi  dell'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

4.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista  dall'art.  28  cpv. 1ter LAI,  secondo  il  quale  le  rendite  per  un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non è più  applicabile  quando l'assicurato  è  cittadino della  Comunità 
europea e vi risiede.

4.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace 
al  lavoro per  almeno il  40% in media (lettera b). La prima lettera si 
applica  allorché lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è  stabilizzato; la 
seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire  suscettibile  di 
evolvere  verso  un  miglioramento  od  un  peggioramento  (DTF  121  V 
264, 111 V 21 consid. 2b).

4.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

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4.5 Giova  ancora  ricordare  che,  secondo  un  principio  generale  del 
diritto delle assicurazioni sociali, ogni assicurato ha l'obbligo di ridurre 
il danno conseguente la sua invalidità (sentenza del Tribunale federale 
I 147/01 del 9 maggio 2001; DTF 123 V 230 consid. 3c e DTF 117 V 
275 consid. 2b). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere 
tutto  quanto  sia  ragionevolmente  esigibile  per  ovviare  nel  modo 
migliore possibile alle conseguenza della sua invalidità, segnatamente 
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario in 
una nuova professione (sentenza del Tribunale federale I  543/03 del 
27 agosto 2004; DTF 113 V 22 consid. 4a). 

5.
Il ricorrente contesta la fondatezza della decisione su opposizione del 
28 novembre 2007 e chiede che gli  sia riconosciuto il  diritto ad una 
mezza rendita d'invalidità.

6.

6.1 Qualora una prima richiesta di  rendita sia stata negata perché il 
grado  d'invalidità  era  insufficiente  o  perché  l'invalido  poteva 
provvedere a se stesso, una nuova domanda è riesaminata soltanto se 
l'assicurato rende verosimile che il grado d'invalidità si è modificato in 
misura  rilevante  per  il  diritto  alle  prestazioni  (art.  87  cpv.  2  e  3 
dell'Ordinanza  federale  sull'assicurazione  per  l'invalidità  del  17 
gennaio 1961/OAI, RS 831.201). Se non è il  caso, l'amministrazione 
non entra nel merito della  richiesta (DTF 109 V 114 consid. 2a). Se 
l'amministrazione  entra  nel  merito  della  nuova  domanda  deve 
esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e, in particolare, 
verificare  se  la  modifica  del  grado  d'invalidità  resa  verosimile 
dall'assicurato  si  è  effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In  tal 
caso applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite 
in  corso  (art.  17  cpv. 1  LPGA,  art.  87  segg.  OAI,  Jurisprudence  et 
pratique administrative [Pratique VSI] 1999 pag. 8, DTF 117 V 198). 

6.2 In concreto, visto che l'amministrazione è entrata nel merito della 
seconda richiesta di prestazioni, il periodo di riferimento per giudicare 
se  verosimilmente  è  intervenuta  una  modifica  rilevante  del  grado 
d'invalidità,  tale  da  giustificare  il  riconoscimento  del  diritto  a 
prestazioni,  è  quello  tra  il  13  settembre  2000,  data  delle  decisioni 
emanate in seguito alla sentenza della CFR del 5 maggio 2000, e il 28 
novembre 2007, data della decisione impugnata (incarto AI, doc. 110). 
A  questo  proposito,  giova  rilevare  che  il  giudice  delle  assicurazioni 

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sociali  analizza  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in  generale, 
secondo lo stato di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa 
(DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1). 

7.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti 
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti 
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di 
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

8.

8.1 In  concreto,  il  ricorrente  soffre,  dal  punto  di  vista  cardiaco, 
essenzialmente  di  una  cardiopatia  valvolare,  come  attestato  dalla 
perizia cardiologica del dott. Fa._______, del 15 giugno 2005 (incarto 
AI,  doc.  79).  Dal  punto  di  vista  psichico,  invece,  il  ricorrente  non 
presenta alcuna patologia di natura invalidante, pur essendo affetto da 
una  sindrome  ansiosa  generalizzata,  come  risulta  dalla  perizia 
psichiatrica del dott. T._______, del 20 febbraio 2006 (incarto AI, doc. 
88). A questo proposito, il  rapporto  psichiatrico del  dott. B._______, 
del  15  dicembre  2005,  a  cui  il  ricorrente  si  è  riferito  in  fase 
d'opposizione  e  si  riferisce  in  questa  sede,  è  stato  preso  in 
considerazione dal dott. T._______, per cui esso non apporta nessun 
nuovo  elemento  rispetto  alla  diagnosi  posta  nella  perizia  del  20 

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febbraio 2006. 

Considerato che agli  atti  non si  trovano documenti medici,  posteriori 
alle  perizie  dei  dott.ri  Fa._______  e  T._______,  che  mettano  in 
discussioni  le  conclusioni  diagnostiche  formulate  dai  due  periti,  il 
collegio giudicante non può che aderirvi. 

8.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico,  essere  esaminate  alla  luce  dell'art.  29  cpv. 1  lett.  b  LAI. 
Trattasi, infatti,  di malattie che, per costante giurisprudenza, sono da 
configurare  non  già  di  carattere  permanente  (cioè  di  natura 
consolidata o irreversibile), bensì patologico-labile, ossia suscettibili di 
migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di una stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera dell'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno. 

9.
Per  quanto  riguarda  l'incapacità  lavorativa  indotta  dalla  cardiopatia 
valvolare,  il  dott.  Fa._______  l'ha  definita  essere  intera  per  attività 
pesanti, del 70% per attività moderate e nulla per attività leggere. Dal 
punto  di  vista  cardiologico,  egli  ha osservato  che  la  cicloergometria 
evidenzia  una netta diminuzione della  capacità  di  sforzo, ma che la 
natura  di  tale  fenomeno  non  è  ben  chiara,  visto  che  il  ventricolo 
sinistro presenta una frazione d'eiezione (FE) normale. Egli ha inoltre 
rilevato  che  la  presenza  di  un  Pannus  con  progressiva  ostruzione 
dell'apertura  valvolare,  fenomeno  a  volte  osservabile  nelle  protesi 
meccaniche,  sembra  poco  probabile,  considerato  che  il  gradiente 
medio  era  già  elevato  in  maniera  analoga  fino  dai  primi  esami 
ecocardiografici  post-operatori,  dovendosi  anche  tener  conto  di  un 
probabile decondizionamento fisico dovuto a prolungata inattività. 

Dal  canto  suo,  il  dott.  T._______  ha  rilevato  che  non  sussistono 
patologie  psichiatriche  suscettibili  di  esercitare  un  influsso  sulla 
capacità  lavorativa  del  ricorrente  nell'ultima  attività  da  lui  svolta. Lo 

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psichiatra  ha  constatato,  durante  il  colloquio  con  il  ricorrente,  che 
quest'ultimo  risulta  ben  orientato  nello  spazio  e  nel  tempo,  senza 
deficit palesi della memoria e della concentrazione o alterazioni della 
forma  e  del  contenuto  del  pensiero,  né  tantomeno  elementi 
dispercettivi.  Lo  psichiatra  ha  osservato  che  i  timori  del  ricorrente, 
quali  la  paura  di  essere  messo  da  parte  nell'azienda,  di  essere  un 
peso per la famiglia e di dover fronteggiare nuovi problemi cardiologici, 
sono ben radicati  nella realtà e che l'ansia è stata presente durante 
l'intero colloquio in modo rilevante, ma, al tempo stesso, fluttuante. Lo 
psichiatra  ha  aggiunto  che  la  prognosi  a  breve  termine  è  buona, 
concludendo che, vista l'ansietà del ricorrente, bisognerebbe, almeno 
per  la  prima  fase  di  reinserimento  lavorativo,  evitare  gli  eccessivi 
carichi  di  responsabilità  e  privilegiare  compiti  prevalentemente 
routinari e strutturati. L'attività di addetto alle spedizioni, che comporta 
procedure di  lavoro routinarie  ed ampiamente standardizzate,  senza 
quindi  le  complesse  responsabilità  che  comportava  l'attività 
precedente, appare dunque ancora praticabile.  

Tenendo  conto  delle  conclusioni  delle  precitate  perizie,  il  dott. 
K._______,  medico  dell'UAI,  ha  perciò  formulato  un'incapacità 
lavorativa totale per attività pesanti e pari al 70% per attività medie (tre 
ore al  giorno, con limitazione del sollevamento di pesi  fino a 20 kg), 
come pure una capacità lavorativa completa in attività leggere (incarto 
AI, doc. 91). 

Il  ricorrente  non  ha  prodotto  nessun documento  medico,  nell'ambito 
della  presenta  procedura,  suscettibile  d'inficiare  questa  valutazione, 
per cui il collegio giudicante non può che riconoscerne la fondatezza.

Visto quanto precede, il collegio giudicante considera che il ricorrente 
è capace di  svolgere a tempo attività leggere adatte al  suo stato di 
salute, caratterizzato essenzialmente da una cardiopatia valvolare.  

10.

10.1 Secondo  l'art.  16  LPGA,  per  valutare  il  grado  d'invalidità,  il 
reddito  che  l'assicurato  invalido  potrebbe  conseguire  esercitando 
l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e 
l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di 
una situazione equilibrata del mercato del lavoro (reddito da invalido), 
è confrontato con il  reddito che egli  avrebbe potuto ottenere se non 

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fosse diventato invalido (reddito da valido). 

L'UAI  ha  eseguito,  nell'ambito  della  procedura  di  opposizione,  un 
nuovo  raffronto  dei  redditi,  ritenendo  come  reddito  da  valido  per  il 
2004  Fr.  70'512.-  (Fr.  4'770.-  x  13  +  13.71%  per  vacanze), 
corrispondenti al salario di responsabile di produzione/programmatore 
presso la ditta "Rex Apparecchi  Tecnici  S.A."  (incarto  AI,  doc. 6),  e, 
come reddito da invalido, secondo i dati  dell'UFS, tabella TA1, valori 
nazionali in attività semplici tipiche del settore secondario, categoria 4 
per 41.6 ore, Fr. 57'264.-, ridotto del 2% viste le circostanze personali 
dell'assicurato,  ossia  Fr.  56'119.-.  Procedendo  al  raffronto  dei  due 
redditi, l'UAI ha così ottenuto una perdita di guadagno approssimativa 
del 20% (doc. 110). 

Ora,  il  ricorrente  contesta,  da  un  alto,  il  reddito  da  valido  di  Fr. 
70'112.-,  sostenendo che esso è errato per difetto e proponendo, al 
suo  posto,  un  valore  di  Fr.  74'122.40  tenuto  conto  del  carovita  e, 
dall'altro lato, la riduzione del 2% del reddito da invalido, proponendo 
una riduzione di almeno il 20%.

10.2 Innanzitutto bisogna rilevare che l'UAI ha considerato, a ragione, 
il  salario  di  responsabile  di  produzione/programmatore  come salario 
da valido. Infatti, dal punto di vista medico, il ricorrente era in grado di 
riprendere l'esercizio di  detta attività  dal 1° giugno 1999 (incarto AI, 
doc. 41) e, secondo la giurisprudenza, deve essere ritenuto reddito di 
persona non invalida l'ultimo reddito precedente l'insorgere del danno 
alla salute (Pratique VSI 6/2000, pag. 130). 

Tuttavia,  al  salario  da valido  nel  2004 di  Fr. 4'770.-  mensili  bisogna 
aggiungere,  conformementte  alle  indicazioni  del  datore  di  lavoro,  il 
22.04%  per  vacanze  e  la  tredicesima,  per  cui  risultano  Fr.  5'821.- 
mensili  o  Fr.  69'852.-  all'anno.  Riprendendo  il  salario  da  invalido 
correttamente fissato dall'UAIE di Fr. 56'119.-, la perdita di guadagno 
subita dal ricorrente è del 20% circa. Questi valori rimangono invariati 
anche indicizzando i relativi salari per il 2005, il 2006 e il 2007. 

10.3 Il  ricorrente riconosce che il  valore relativo al  salario  da valido 
per  il  2004  è  stato  fornito  dal  datore  di  lavoro. Cionondimeno,  egli 
contesta che esso corrisponda al livello del 2004, e sostiene che esso 
si  riferisce  al  1996,  proponendo  quindi  di  indicizzarlo  di  almeno  il 
5.72% (carovita fino al 2004), per cui avanza, in definitiva, un salario 

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da valido di Fr. 74'122.40.  

Questo  modo di  procedere  non è  corretto  e  non può perciò  essere 
seguito, nella misura in cui, da un lato, il valore di Fr. 4'770.- mensili + 
il  22.04%  è  stato  fornito  dal  datore  di  lavoro  per  il  2004  (salario 
effettivo) e, dall'altro lato, l'indicizzazione del carovita non può avvenire 
sommando l'inflazione per ogni anno, ed applicando il valore trovato al 
salario in questione. 

D'altro canto occorre osservare che l'autorità inferiore può procedere 
ad  una  riduzione  del  salario  da  invalido,  per  tenere  conto  delle 
circostanze personali del ricorrente, in una misura massima del 25% 
(DTF 126 V 78 consid. 5). Nella specie, ritenuto che il  ricorente è in 
grado  di  svolgere  un'attività  leggera  nella  misura  del  100%,  la 
riduzione del  2% effettuata  dall'UAIE non appare  arbitraria. Tuttavia, 
anche  se  si  dovesse  ritenere  per  tale  riduzione  un  tasso  del  20%, 
come richiesto dal ricorrente, la perdita di guadagno non supererebbe 
comunque il 34%.

10.4 Visto  quanto  precede,  bisogna  concludere  che  il  grado 
d'invalidità  del  ricorrente  non  raggiunge  il  40%  e  che,  pertanto,  a 
quest'ultimo  non  può  essere  riconosciuto  il  diritto  ad  una  rendita 
d'invalidità.  Di  conseguenza,  il  ricorso  del  18  gennaio  2008  deve 
essere respinto e la decisione su opposizione impugnata deve essere 
confermata . 

11.

11.1 Con  scritto  del  4  aprile  2008,  il  ricorrente  ha  formulato  una 
domanda  d'assistenza  giudiziaria  parziale,  relativa  alle  sole  spese 
processuali.  

Giusta  l'art.  65  cpv.  1  PA,  se  una  parte  non  dispone  dei  mezzi 
necessari  e  le  sue conclusioni  non  sembrano prive  di  probabilità  di 
successo,  l'autorità  di  ricorso,  il  suo  presidente  o  il  giudice 
dell'istruzione la dispensa, a domanda, dopo il deposito del ricorso, dal 
pagamento  delle  spese  processuali.  Secondo  la  giurisprudenza 
consolidata,  i  presupposti  per  la  concessione  dell'assistenza 
giudiziaria  sono  di  massima adempiuti  se  il  richiedente  si  trova nel 
bisogno  e  se  le  sue  conclusioni  non  sembrano  dover  avere  esito 
sfavorevole (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti, 
sentenza  del  TF  I  134/06  del  7  maggio  2007).  A  tale  proposito  si 

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osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole non si deve 
adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di 
primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità 
di  essere  accolto  che  di  essere  respinto,  ovvero  che  non  si  debba 
ammettere che un ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con 
i  propri  mezzi (DTF 125 II  275 e DTF 124 I 304 consid. 2c). Inoltre, 
quando le prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si 
eguagliano o le  prime sono soltanto leggermente inferiori  rispetto ai 
secondi,  le  domande  non  possono  essere  considerate  senza  esito 
favorevole (DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 
consid. 2b). 

In  concreto,  questo  Tribunale  considera  che  risulta  comprovata  la 
situazione d'indigenza del ricorrente e che il gravame non appariva di 
primo acchito sprovvisto di possibilità di esito favorevole (DTF 125 V 
202 consid. 4a; 372 consid. 5b),  per  cui  il  ricorrente  è  ammesso  al 
beneficio  dell'assistenza  giudiziaria  parziale.  Pertanto,  non  si 
prelevano spese processuali.

11.2 Visto  l'esito  del  ricorso,  non  sono  riconosciute  al  ricorrente 
indennità per spese ripetibili.

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 
febbraio 2008 sulla tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

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C-375/2008

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto. 

2.
La  domanda  d'esonero  dal  pagamento  delle  spese  processuali  è 
accolta e, di conseguenza, non si prelevano spese processuali. 

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili. 

4.
Comunicazione: 

- al rappresentante del ricorrente (atto giudiziario);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali. 

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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