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**Case Identifier:** 412f6963-20b8-5396-a1da-5e47b28539df
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-10-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.10.2022 D-4063/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4063-2022_2022-10-27.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4063/2022 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 7  o t t o b r e  2 0 2 2  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Barbara Balmelli, Daniela Brüschweiler,  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), alias 

C._______, nato il (…), 

Afghanistan, 

rappresentato dall’avv. Michela Gentile,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 7 settembre 2022 / N (…). 

 

 

 

D-4063/2022 

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Fatti: 

A.  

A.a L’interessato, il (…) maggio 2022, ha presentato una domanda d’asilo 

in Svizzera, dichiarandosi minorenne, nato il (…). Dalle ricerche intraprese 

dall’autorità inferiore nell’unità centrale del sistema europeo “Eurodac”, il 

13 maggio 2022, è risultato che il richiedente aveva depositato delle pre-

gresse domande d’asilo in Bulgaria il (…) rispettivamente in D._______ il 

(…). L’interessato ha sottoscritto una procura di rappresentanza con la Pro-

tezione giuridica della Regione “Ticino e Svizzera centrale” il (…). 

A.b Tramite scritto del 4 luglio 2022, il ricorrente ha trasmesso alla SEM 

quale documentazione a supporto della sua domanda d’asilo: la copia della 

sua taskara; copia della fotografia del permesso per viaggiare per figlio mi-

norenne, parzialmente illeggibile; copia della tessera di lavoro del padre; 

copia di un post (…) con tre fotografie; copie di otto fotografie non meglio 

precisate; copia di una fotografia rappresentante un pasto che il richiedente 

avrebbe ricevuto in Bulgaria. Il (…) luglio 2022, l’interessato è stato sentito 

nell’ambito di una prima audizione per richiedenti minorenni non accompa-

gnati (di seguito anche: verbale RMNA).  

A.c L’(…) luglio 2022 l’autorità elvetica competente, ha presentato alla sua 

omologa bulgara rispettivamente a quella austriaca, delle domande sepa-

rate di ripresa in carico, entrambe fondate sull’art. 18 par. 1 lett. b del rego-

lamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 

26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione) (Gazzetta ufficiale dell’Unione eu-

ropea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III). In medesima data, 

le autorità (…) preposte, hanno risposto negativamente alla richiesta di ri-

presa in carico, indicando la Bulgaria come Stato membro competente, in 

quanto avrebbe già accettato una loro domanda di ripresa in carico del 

richiedente formulata in data 11 maggio 2022.  

A.d Per mezzo del rapporto peritale datato (…) luglio 2022, il (…) ([…]), ha 

presentato, su mandato della SEM dell’8 luglio 2022, i risultati e le sue con-

clusioni in merito agli esami medici esperiti il (…) luglio 2022 tendenti alla 

determinazione dell’età del richiedente l’asilo. 

A.e Le autorità bulgare, in data (…) luglio 2022, hanno risposto positiva-

mente alla domanda di ripresa in carico delle autorità svizzere, pure ba-

sandosi sull’art. 18 par. 1 lett. b RD III. Hanno inoltre indicato che presso di 

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loro l’interessato sarebbe registrato con le seguenti generalità:  

B._______, nato il (…), di nazionalità afghana. 

A.f Con scritto del 18 agosto 2022, la SEM ha concesso all’interessato il 

diritto di essere sentito circa il fatto, tenuto conto dell’insieme degli elementi 

presenti nell’incarto, di ritenere la sua minore età inverosimile, anche poi-

ché in Bulgaria avrebbe dichiarato di essere maggiorenne, e conseguen-

temente dell’intenzione di modificare la sua data di nascita nel Sistema 

d’informazione centrale sulla migrazione (SIMIC) al (…). Entro il termine 

concessogli, il richiedente ha trasmesso in data 24 agosto 2022, le proprie 

osservazioni al riguardo. Il 6 settembre 2022 la SEM ha proceduto alla mo-

difica della sua data di nascita registrata in  

SIMIC, fissandola al (…). 

A.g Agli atti sono presenti diversi Fogli di trasmissione di informazioni me-

diche (F2), relativi allo stato di salute dell’interessato, di cui si dirà in seguito 

per quanto necessario. 

B.  

Con decisione del 7 settembre 2022 – notificata il giorno successivo (cfr. 

atto SEM n. [{…}]-45/1) – l’autorità inferiore non è entrata nel merito della 

succitata domanda d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b della legge 

sull’asilo (LAsi, RS 142.31), pronunciando nel contempo l’allontanamento 

(recte: trasferimento) dell’interessato dalla Svizzera verso la  

Bulgaria e l’esecuzione del medesimo provvedimento, nonché osservando 

che un eventuale ricorso contro la decisione non ha effetto sospensivo. 

C.  

Il 15 settembre 2022 (cfr. risultanze processuali), l’interessato è insorto con 

ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) 

contro la summenzionata decisione dell’autorità inferiore, chiedendo, in li-

mine, la sospensione dell’esecuzione del rinvio in via supercautelare e cau-

telare e la concessione dell’effetto sospensivo al ricorso. Nel merito, egli 

ha concluso all’annullamento della decisione impugnata, che egli venga 

considerato minorenne per il prosieguo della procedura d’asilo ed alla re-

stituzione degli atti di causa alla SEM, affinché effettui l’esame nazionale 

della domanda d’asilo o, in subordine, perché proceda ad un completa-

mento dell’istruttoria. Contestualmente, ha inoltre presentato istanza di 

concessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal ver-

samento delle spese processuali e del relativo anticipo. 

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D.  

Il 19 settembre 2022 il Tribunale ha provvisoriamente sospeso l’esecu-

zione dell’allontanamento dell’insorgente quale misura supercautelare. 

E.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi), contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 

art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 

cpv. 1 LTAF). In applicazione dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in questi casi 

il Tribunale può rinunciare allo scambio degli scritti, come nella fattispecie. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una deci-

sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esami-

nare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 

2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 

4.  

A titolo preliminare, il Tribunale ritiene che le censure sollevate dal ricor-

rente circa una valutazione parziale degli elementi a favore ed a sfavore 

della sua minore età da parte dell’autorità inferiore, come pure in merito 

alla situazione di accoglienza in Bulgaria dei richiedenti l’asilo ed al suo 

stato di salute, si confondano in realtà con il merito della vertenza, ovvero 

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sono rivolte contro l’apprezzamento svolto dalla SEM in specie. In quanto 

tali, verranno quindi trattate nei considerandi seguenti. Ciò nondimeno, oc-

corre già sottolineare che, al contrario di quanto argomentato dal ricorrente 

nel gravame, dalla decisione impugnata appare chiaramente che l’autorità 

inferiore abbia considerato nella sua valutazione tutta la documentazione 

rilevante presentata dall’insorgente, come pure i risultati medico-peritali, 

nonché le sue allegazioni rese durante l’audizione RMNA (cfr. p.to II pag. 4 

segg. della decisione avversata). La circostanza che la SEM abbia valutato 

in maniera differente da quanto invece concluso dall’insorgente i medesimi 

elementi, non appare lesiva del principio inquisitorio che si imponeva all’au-

torità inferiore in materia (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1), ma bensì deriva 

dal suo potere di apprezzamento. Inoltre, a differenza di quanto sostenuto 

dal ricorrente, il Tribunale non ravvisa alcuna violazione dell’obbligo di ac-

certare i fatti rilevanti da parte dell’autorità inferiore, nel non aver atteso i 

risultati peritali sull’età, prima di richiedere una ripresa in carico alla  

Bulgaria. Difatti, nella domanda predetta alle autorità bulgare, l’autorità el-

vetica preposta ha segnalato correttamente che il ricorrente si sarebbe di-

chiarato minorenne, di (…) anni e nato il (…), nonché ha indicato i motivi 

per i quali nutrirebbe dei dubbi in proposito, chiaramente sottolineando an-

che come una perizia medica sull’età fosse in corso. Ha peraltro chiesto 

esplicitamente alla Bulgaria che, se lo considerava minorenne, fornisse alla 

Svizzera gli elementi a supporto (cfr. n. 23/5). Dal canto suo, la Bulgaria 

aveva registrato l’insorgente quale maggiorenne, e con un’altra identità, e 

non ha richiesto alle autorità elvetiche ulteriori informazioni in proposito (cfr. 

n. 36/1). Su tali presupposti non si vede per quali motivi la SEM avrebbe 

dovuto comunicare ancora i risultati della perizia alle autorità bulgare che 

peraltro, al contrario di quanto addotto dall’insorgente nel suo gravame, 

seppure ritengano possibile che egli abbia un’età inferiore di 18 anni, con-

cludono che la medesima sia poco probabile (cfr. n. 34/12, pag. 12). Non 

v’è quindi alcuna certezza rispetto alla sua minore età esposta nel rapporto 

peritale, bensì piuttosto degli elementi che propendono per la maggiore età 

dell’insorgente (cfr. anche infra consid. 6). Per quanto poi attiene alla situa-

zione di accoglienza nel suddetto Stato membro, nella propria decisione 

l’autorità inferiore ha esposto in modo limpido i motivi per i quali ritenga il 

trasferimento dell’insorgente possibile, anche prendendo posizione speci-

ficatamente sui suoi problemi di salute e sulle dichiarazioni di maltratta-

menti e condizioni difficili da lui fatte valere per opporsi al suo trasferimento 

in Bulgaria, dunque anche esaminando in modo concreto il suo caso spe-

cifico (cfr. p.to II, pag. 7 segg. della decisione impugnata). Da ultimo, non 

si segue l’insorgente laddove nel suo ricorso argomenta che la SEM 

avrebbe dovuto convocarlo per un colloquio complementare (cfr. p.to 6, 

pag. 10 del ricorso). Difatti, come poco prima riportato dal ricorrente stesso 

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nel suo allegato ricorsuale, egli ha già avuto ampia possibilità di presentare 

nell’ambito dello specifico diritto di essere sentito, le condizioni nelle quali 

avrebbe vissuto nel predetto Paese e che si opporrebbero ad un suo ri-

torno, con segnatamente anche quesiti posti dalla sua rappresentante le-

gale presente in loco (cfr. verbale RMNA, p.to 8.01, pag. 11 seg.). Non si 

vede quindi quali ulteriori elementi, fra l’altro non apportati dall’insorgente 

neppure nel seguito della procedura, e nemmeno nel suo ricorso, malgrado 

ne avesse la possibilità, sarebbero potuti emergere nell’ambito di un’audi-

zione complementare. 

Ne discende quindi che le censure formali mosse dal ricorrente nel senso 

sopra esposto nei confronti del provvedimento impugnato, risultano essere 

infondate, non essendo ravvisabile in specie un accertamento inesatto o 

incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi; cfr. 

DTAF 2019 I/6 consid. 5.1), come neppure una violazione del diritto di es-

sere sentito dell’insorgente (art. 29 cpv. 2 Cost. [RS 101]; cfr. 

DTAF 2013/23 consid. 6.1.1 e rel. rif.), da parte della SEM. Di conse-

guenza, la conclusione esposta in subordine dall’insorgente viene in toto 

respinta. 

5.  

5.1 Ciò posto, venendo ora al merito, giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di 

norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente può 

partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato inter-

nazionale, l’esecuzione della procedura di asilo e allontanamento. 

5.2 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal RD III. Se in base a questo esame è individuato un altro Stato 

quale responsabile per l’esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia 

la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di ripresa 

in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr. 

DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2). 

6.  

6.1 In tale contesto, qualora la questione della minore età dell’interessato 

sia oggetto di disputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, 

essendo il medesimo determinante sia a livello procedurale (art. 17 cpv. 3 

LAsi) che nell’ambito della determinazione dello Stato responsabile per 

l’esame della domanda di asilo (cfr. art. 8 RD III). La valutazione operata 

dalla SEM in sede di prima istanza può essere contestata dal richiedente 

nell’ambito del ricorso contro la decisione di non entrata nel merito. Qualora 

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la stessa si riveli errata, occorrerà retrocedere gli atti all’autorità inferiore e 

riprendere la procedura in circostanze idonee all’età del richiedente l’asilo 

(cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 3.3 e relativi riferimenti). 

6.2  

6.2.1 Nel caso in parola, la SEM non ha ritenuto verosimile l’asserita mi-

nore età dell’insorgente. Dapprima ha ritenuto che la taskara presentata, 

in quanto unicamente in fotografia ed emessa in sua assenza, nonché viste 

le spiegazioni vaghe, incoerenti e poco attendibili in merito alla stessa rila-

sciate dal richiedente in audizione, non sarebbe un documento attendibile. 

Inoltre, il permesso per viaggiare per figlio minorenne senza i genitori, ol-

treché essere stato prodotto in copia in parte illeggibile, non costituirebbe 

un documento di legittimazione ufficiale. Altresì, egli non sarebbe stato in 

grado di rendere verosimili i suoi asserti riguardanti la sua data di nascita 

e la sua età, ed avrebbe fornito pure delle dichiarazioni confuse e lacunose 

in relazione alla sua scolarizzazione, alla sua biografia ed alle date di na-

scita dei suoi famigliari. Peraltro, dall’accettazione della ripresa in carico da 

parte delle autorità bulgare, al contrario di quanto da lui dichiarato, risulte-

rebbe che in tale paese egli è registrato con un’altra identità, ed in partico-

lare risulterebbe maggiorenne. Inoltre, considerando anche le argomenta-

zioni da lui fatte valere nell’ambito della presa di posizione del 24 ago-

sto 2022, l’autorità inferiore ha ritenuto che sebbene tramite la perizia me-

dico-legale esperita non possa essere escluso che egli non abbia meno di 

18 anni, sarebbe tuttavia altamente probabile che l’età dell’interessato sia 

in effetti superiore alla soglia di riferimento, ciò che renderebbe i risultati 

peritali un indizio di maggior età non trascurabile. In un apprezzamento 

d’insieme di tutti questi elementi, la SEM è quindi giunta alla conclusione 

di considerarlo maggiorenne per il seguito della sua procedura, con una 

data di nascita modificata in SIMIC al (…). 

6.2.2 Nel suo memoriale ricorsuale, l’insorgente contesta la suddetta valu-

tazione dell’autorità inferiore riguardo alla determinazione della sua età, ri-

tenendola inesatta ed incompleta, in quanto non avrebbe tenuto conto dei 

diversi elementi a favore ed a sfavore della minore età. Difatti, la SEM 

avrebbe erroneamente escluso la sua minore età, omettendo di prendere 

in esame i documenti che egli ha prodotto in corso di procedura, interpre-

tando le sue allegazioni in modo discordante da quanto previsto dall’art. 7 

LAsi. A tal proposito, in primo luogo l’insorgente rileva come, a causa delle 

difficoltà vissute nel suo paese d’origine e nel corso del viaggio, fatiche-

rebbe a ricordare gli accadimenti della sua vita e si confonderebbe nel rac-

contarli, come già riportato durante l’audizione RMNA. Egli sarebbe stato 

coerente nelle sue dichiarazioni ed avrebbe invero risposto sulla base di 

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quanto a sua conoscenza. Inoltre, influirebbero sulle sue capacità di rico-

struire i fatti, le problematiche psicologiche di cui egli soffre. In secondo 

luogo, le risultanze della perizia non parrebbero escludere la sua minore 

età, che andrebbe ritenuta anche in ossequio al principio “in dubio pro mi-

nor” come disposto dall’art. 3 della Convenzione sui diritti del fanciullo del 

20 novembre 1989 (RS 0.107, di seguito: CDF). In terzo ed ultimo luogo, 

l’identità che le autorità bulgare avrebbero comunicato alla Svizzera, non 

corrisponderebbe invece alle generalità da lui fornite in Bulgaria.  

6.3  

6.3.1 Per quanto concerne la minore età, è al richiedente l’asilo che in-

combe l’onere della prova al riguardo. In presenza di un accertamento dei 

fatti esaustivo e corretto, se la valutazione globale degli atti di causa non 

permette di ritenere che l’interessato la abbia resa verosimile, questi sarà 

tenuto ad assumersene le conseguenze, venendo conseguentemente con-

siderato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e rif. ivi citati). 

6.3.2 Salvo casi particolari, la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pre-

giudiziale sulla questione. Per giungere ad una determinazione al riguardo, 

l’autorità si basa sui documenti d’identità autentici depositati agli atti così 

come sui risultati delle audizioni relativamente al quadro personale dell’in-

teressato nel paese d’origine, alla sua cerchia famigliare ed al suo curricu-

lum scolastico. Se necessario, ordina una perizia medica volta alla deter-

minazione dell’età (cfr. art. 17 cpv. 3bis in relazione all’art. 26 cpv. 2 LAsi; 

DTAF 2019 I/6 consid. 5.6; 2018 VI/3 consid. 4.2 e rif. cit.). Una volta espe-

rita l’istruttoria, la SEM procede ad un apprezzamento globale degli ele-

menti in presenza in ossequio ai principi sopra citati (cfr. DTAF 2019 I/6 

consid. 5.4 e rif. cit.). 

6.3.3 Tornando alla presente disamina, dai risultati della perizia medico-

legale esperita, si evince che l’età media dell’insorgente sia situata tra i 20 

ed i 24 anni, mentre che l’età minima del medesimo sarebbe di 17,6 anni. 

Di conseguenza, sarebbe possibile che egli abbia meno di 18 anni, ovvero 

secondo la data di nascita figurante nei documenti al momento della visita 

(…) anni (…) mesi e (…) giorni, tuttavia la stessa sarebbe poco probabile 

(cfr. n. 34/12, pag. 12). Esaminando più in dettaglio la medesima perizia, 

dall’esame odontostomatologico è risultata quale valutazione – fondata sui 

denti del giudizio presenti (denti n. 18, 28, 38 e 48) – un’età media di 20,5 

anni. Analizzando con maggiore precisione la tabella dei risultati afferenti 

ai diversi metodi di stima dell’età utilizzati dal medico-perito per la prece-

dente conclusione, si possono estrapolare le età minime (di cui l’età infe-

riore è di 18,11 anni secondo il metodo Mincer e coll. per i denti n. 18 e 28), 

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nonché le età massime (di cui l’età superiore massima è di 26,4 anni se-

condo il metodo Kahl e Schwarze per il dente n. 38). Dal canto suo, dalla 

tomografia sterno-clavicolare è risultata invece un’età minima di 17,6 anni 

ed un’età media di 21,7 anni con una deviazione standard di 3,7 anni. Sulla 

scorta di tali risultati, conformemente alla giurisprudenza del Tribunale 

espressa nella DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2, è necessario verificare se i ri-

spettivi intervalli tra età minima ed età massima si sovrappongano o meno. 

Per quanto l’esame delle articolazioni sterno-clavicolari non riporti l’età 

massima, tuttavia anche considerando le sole età minime e medie del pre-

detto esame e di quello odontostomatologico, appare come l’intervallo del 

primo esame (17,6 anni-21,7 anni), si sovrapponga all’intervallo dell’esame 

odontostomatologico sopra considerato (18,11 anni-20,5 anni). 

6.3.4 Di conseguenza, come stabilito dalla giurisprudenza, la perizia costi-

tuisce un forte indizio di maggiore età, per il che risulta essere tanto meno 

necessario procedere ad un apprezzamento generale delle prove (cfr. 

DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2; ed a titolo esemplificativo nello stesso senso 

la sentenza del Tribunale D-3045/2022 del 20 luglio 2022 consid. 7.3.2 con 

ulteriori rif. cit.). Tale valutazione non viene minimamente scalfita dalle con-

siderazioni addotte dall’insorgente nel ricorso. In particolare, nella casistica 

in cui rientra la fattispecie, la circostanza che i campioni utilizzati dai me-

dici-periti non fossero riferibili alla popolazione afghana, risultano privi di 

rilevanza, come più volte già considerato dalla giurisprudenza dello scri-

vente Tribunale (cfr. tra le altre la sentenza del Tribunale D-5268/2021 del 

10 dicembre 2021 con ulteriori rif. cit.). Altresì, dagli atti non traspare come 

le esigenze formali prescritte dalla giurisprudenza non siano state nella fat-

tispecie rispettate. Il rapporto non risulta difatti essere contraddittorio, si 

riferisce direttamente alla persona dell’insorgente, nonché tiene in debita 

considerazione l’anamnesi dell’interessato. 

6.3.5 Sulla scorta delle considerazioni sopra riportate, resta dunque sol-

tanto un ridotto margine di apprezzamento delle ulteriori prove presenti agli 

atti, essendo l’esito degli accertamenti medici che attestano della maggiore 

età dell’insorgente, in concreto, particolarmente concludente. In proposito, 

sia per quanto attiene alla documentazione presentata dal richiedente din-

nanzi all’autorità inferiore, sia per quanto concerne le dichiarazioni da lui 

rilasciate riguardanti la sua data di nascita e la sua età, il Tribunale ritiene 

di poter rinviare alla decisione impugnata, onde evitare inutili ridondanze, 

che risulta essere in merito sufficientemente chiara, completa e corretta 

(cfr. p.to II, pag. 3 seg.). Difatti, la spiegazione fornita dal ricorrente in me-

rito alle incoerenze e vaghezze rilevate dalla SEM nelle sue allegazioni, 

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non appare essere convincente. Invero, dai suoi asserti, non appare in al-

cun modo che egli abbia problemi di memoria, avendo più volte riferito 

chiaramente di dettagli temporali (ad esempio quanti anni avesse al mo-

mento del suo espatrio, quando avrebbe avuto la telefonata con il padre o 

ancora la data di nascita che sarebbe stata indicata nel passaporto, o al-

lorché avrebbe smesso di andare a scuola, cfr. verbale RMNA, p.to 1.06, 

pag. 3 seg. e p.to 1.17.04, pag. 5). Pertanto, il fatto di aver addotto nel 

corso dell’audizione RMNA di avere problemi a rimembrare ad esempio la 

sua data di nascita, come pure in che anno avrebbe iniziato la scuola, a 

causa delle sue problematiche di salute (cfr. verbale RMNA, p.to 1.06, 

pag. 3; p.to 1.17.04, pag. 5), appare essere un’allegazione meramente 

pretestuosa, non fondata su alcun elemento di qualsivoglia consistenza. 

Inoltre, l’osservazione del ricorrente che egli non avrebbe fornito l’identità 

dichiarata dalle autorità bulgare nella risposta alla ripresa in carico alla 

Svizzera (cfr. ricorso, p.to 2, pag. 7), non soccorre in alcun modo le tesi 

dell’insorgente. La stessa non è difatti basata su nessun elemento concreto 

e circostanziato e non risulta quindi atta a mettere in dubbio le indicazioni 

comunicate in merito all’identità dell’insorgente da parte delle autorità bul-

gare. 

6.3.6 Nelle surriferite circostanze, anche il Tribunale, in un’attenta valuta-

zione globale di tutti gli elementi evincibili dall’incarto ed in presenza di una 

fattispecie giuridica sufficientemente completa e corretta (cfr. supra con-

sid. 4) – al quale incombeva l’onere della prova in merito (cfr. supra con-

sid. 6.3.1), non è stato in grado di rendere verosimile la sua allegata minore 

età al momento dell’inoltro della sua domanda d’asilo in Svizzera. Pertanto, 

egli deve assumersene le conseguenze, ovvero che venga considerato 

maggiorenne in conformità alla giurisprudenza summenzionata (cfr. supra 

consid. 6.3.1), nonché che le disposizioni normative relative ai minorenni 

non gli siano applicabili, e come a giusta ragione concluso anche dalla 

SEM nel provvedimento impugnato, egli non possa avvalersene. Ciò posto, 

viste le conclusioni sopra riportate, non risulta esservi spazio nella fattispe-

cie per un’applicazione del principio “in dubio pro minor” a cui si riferisce il 

ricorrente nella sua impugnativa in rapporto all’art. 3 CDF (cfr. nello stesso 

senso anche la sentenza del Tribunale D-4143/2021 del 29 settem-

bre 2021 consid. 6.2 con ulteriore rif. cit.), e la SEM, non doveva quindi 

tenerne conto nella sua valutazione. 

7.  

7.1 Ai sensi dell’art. 3 par. 1 RD III, la domanda di protezione internazionale 

è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base ai 

criteri enunciati al capo III (art. 7–15). Altresì, la determinazione dello Stato 

D-4063/2022 

Pagina 11 

membro competente avviene sulla base della situazione esistente al mo-

mento in cui il richiedente ha presentato domanda di protezione internazio-

nale (art. 7 par. 2 RD III). Nel caso di una domanda di ripresa in carico 

(inglese: take back) – come nella fattispecie – di principio non viene effet-

tuato un nuovo esame di determinazione dello Stato membro competente 

secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1). 

7.2 Lo Stato membro competente in forza del RD III è tenuto a riprendere 

in carico – alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 – il richiedente la 

cui domanda è in corso d’esame e che ha presentato domanda in un altro 

Stato membro oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro senza 

un titolo di soggiorno (art. 18 par. 1 lett. b RD III). 

7.3 Giusta l’art. 3 par. 2 RD III, qualora sia impossibile trasferire un richie-

dente verso lo Stato membro inizialmente designato come competente in 

quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussistono delle carenze si-

stemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei ri-

chiedenti, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante 

ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea 

(GU C 364/1 del 18.12.2000; di seguito: CartaUE), lo Stato membro com-

petente prosegue l’esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un 

altro Stato membro possa essere designato come competente. 

7.4 Inoltre, ai sensi dell’art. 17 par. 1 RD III (“clausola di sovranità”), in de-

roga ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro può 

decidere di esaminare una domanda di protezione internazionale presen-

tata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame 

non gli compete. 

8.  

Nel caso in rassegna, le investigazioni effettuate dalla SEM hanno potuto 

appurare che l’interessato aveva già depositato una pregressa domanda 

d’asilo segnatamente in Bulgaria il (…) (cfr. n. 8/2 e 9/1). Su tali presuppo-

sti, l’(…) luglio 2022, l’autorità inferiore ha presentato all’autorità compe-

tente bulgara, entro i termini fissati all’art. 23 par. 2 RD III, una richiesta di 

ripresa in carico fondata sull’art. 18 par. 1 lett. b RD III (cfr. n. 23/5). La Bul-

garia ha esplicitamente accolto la stessa, pure basandosi sulla predetta 

disposizione del RD III, in data (…) luglio 2022 (cfr. n. 36/1). 

Alla luce di quanto precede, la Bulgaria è quindi tenuta, in principio, a ri-

prendere in carico l’insorgente per la trattazione della sua domanda d’asilo, 

D-4063/2022 

Pagina 12 

ciò che il ricorrente non appare avere messo in discussione nel suo princi-

pio. 

9.  

Il ricorrente rimprovera invece all’autorità inferiore di avere emesso un giu-

dizio stereotipato in merito alle condizioni degli alloggi ed alla situazione 

generale nella quale verserebbero i richiedenti l’asilo in Bulgaria, privando 

di qualsiasi rilevanza le sue dichiarazioni. Citando degli estratti di un rap-

porto dell’(…) ([…]) del (…), ritiene come le condizioni di accoglienza in 

Bulgaria siano notoriamente precarie (cfr. ricorso, pag. 9). Inoltre la SEM, 

nella sua decisione, non considererebbe l’impatto che il flusso di rifugiati 

dall’E._______ avrebbe sul sistema di accoglienza bulgaro, al contrario di 

quanto il Tribunale avrebbe invece recentemente sancito nella sua giuri-

sprudenza (cita in proposito la sentenza  

D-1128/2022 dell’8 aprile 2022). Tenuto conto dell’impatto della crisi (…), 

sul sistema bulgaro, apparirebbe necessaria una verifica attuale delle reali 

condizioni di accoglienza in Bulgaria, ciò che la SEM neppure avrebbe con-

siderato, onde verificare l’ammissibilità e l’esigibilità dell’esecuzione di un 

trasferimento nel predetto Stato membro. Inoltre, in merito alle violenze che 

egli avrebbe subito in Bulgaria, perpetrate proprio dalle autorità dalle quali 

ci si aspetterebbe protezione, le stesse evidenzierebbero criticità del si-

stema d’accoglienza tali che rientrerebbero nell’applicazione dell’art. 3 

CEDU, senza che si possa escludere il rischio reale di una loro ripetizione 

in futuro. Le violenze perpetrate dai poliziotti bulgari nei suoi confronti, sa-

rebbero da ritenere persecuzioni statali, contravvenenti all’art. 4 CartaUE, 

all’art. 3 CEDU ed all’art. 3 Conv. tortura. Il ricorrente segnala inoltre di sof-

frire di problemi psichici gravi, causati in parte proprio dal suo vissuto nel 

suddetto Paese, oltre che di scabbia. A differenza di quanto sostenuto dalla 

SEM nel provvedimento impugnato, l’esecuzione del suo trasferimento in 

Bulgaria, sarebbe contrario all’art. 3 CEDU. Invero, il suo stato di salute, 

apparirebbe serio ed egli sarebbe da considerare estremamente vulnera-

bile. Inoltre, viste le condizioni di alloggio e di assistenza presenti in Bulga-

ria, nel predetto Stato egli non avrebbe accesso alle cure mediche, come 

già sarebbe avvenuto in passato.  

10.  

10.1 Il Tribunale ricorda in primo luogo che la Bulgaria è legata alla Car-

taUE e firmataria della CEDU, della Convenzione del 10 dicembre 1984 

contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti 

(Conv. tortura, RS 0.105), della Convenzione del 28 luglio 1951 sullo sta-

tuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), oltre che del relativo Proto-

D-4063/2022 

Pagina 13 

collo aggiuntivo del 31 gennaio 1967 (RS 0.142.301) e, a tale titolo, è te-

nuta ad applicarne le disposizioni. Di conseguenza, il rispetto della sicu-

rezza dei richiedenti l’asilo, in particolare il diritto alla trattazione della pro-

pria domanda secondo una procedura giusta ed equa ed una protezione 

conforme al diritto internazionale ed europeo, è presunto da parte dello 

Stato in questione (cfr. direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del 

Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure comuni ai fini del ricono-

scimento e della revoca dello status di protezione internazionale [di se-

guito: direttiva procedura]; direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e 

del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme relative all’accoglienza dei 

richiedenti protezione internazionale [di seguito: direttiva accoglienza]; cfr. 

in tal senso tra le altre le sentenze del Tribunale F-3879/2022 del 13 set-

tembre 2022 consid. 5.1, D-3725/2022 del 9 settembre 2022 consid. 8.2). 

10.2 La succitata presunzione non è tuttavia assoluta e può essere confu-

tata in presenza di violazioni sistemiche delle garanzie minime previste 

dall’Unione europea o dal diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 consid. 6; 

sentenza della CorteEDU M.S.S. contro Belgio e Grecia del 21 gen-

naio 2011, 30696/09) oppure in presenza di indizi seri che, nel caso con-

creto, le autorità di tale Stato non rispetterebbero il diritto internazionale 

(cfr. DTAF 2010/45 consid. 7.4 e 7.5). 

10.3  

10.3.1 A seguito di un esame approfondito, il Tribunale nella sentenza di 

riferimento F-7195/2018 dell’11 febbraio 2020, ha considerato che mal-

grado il sistema d’asilo bulgaro presenti effettivamente delle carenze sia 

nella procedura d’asilo sia nelle condizioni di accoglienza e di detenzione 

dei richiedenti l’asilo; queste, per quanto preoccupanti, non costituiscono 

tuttavia delle carenze sistemiche ai sensi dell’art. 3 par. 2 RD III (cfr. sen-

tenza di riferimento F-7195/2018 precitata consid. 6 segg., in particolare 

consid. 6.6.7). Anche oggi, a causa del conflitto in E._______, il Tribunale 

non ritiene vi siano delle carenze sistemiche nel sistema d’asilo bulgaro 

(cfr. a tal proposito la sentenza D-3725/2022 del 9 settembre 2022 con-

sid. 8.3 con ulteriore rif. cit.; D-3443/2022 del 29 agosto 2022 consid. 8.3.2 

con rif. cit.). Tale conclusione non viene messa in discussione neppure 

dalla referenza giurisprudenziale citata nel ricorso dall’insorgente, peraltro 

precedente alle sentenze sopra referenziate.  

10.3.2 Conseguentemente, in assenza di una pratica avverata di violazioni 

sistematiche delle norme dell’Unione europea minime nella materia, il ri-

spetto della Bulgaria dei suoi obblighi concernenti i diritti dei richiedenti sul 

D-4063/2022 

Pagina 14 

suo territorio resta presunta (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 8.4; 2010/45 con-

sid. 7.4 e 7.5; sentenza di riferimento F-7195/2018 precitata consid. 6.6.7 

e 6.6.8). Iscrivendosi in tale contesto, né il rapporto richiamato nell’impu-

gnativa, né le allegazioni ricorsuali permettono di sovvertire la suesposta 

presunzione. Da questo profilo, non può quindi essere rimproverato alla 

SEM di non aver proceduto a delle più ampie misure d’istruzione riguardo 

alla situazione d’accoglienza dei richiedenti l’asilo in Bulgaria. Gli argo-

menti avanzati dall’insorgente – del resto in nessun modo circostanziati – 

non sono di per sé soli sufficienti per rimettere in dubbio l’apprezzamento 

delle autorità svizzere in proposito.  

10.4 Di conseguenza, l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si 

giustifica nel caso di specie. 

11.  

11.1 Resta ancora da esaminare, se l’autorità inferiore, malgrado la com-

petenza di principio della Bulgaria, avrebbe dovuto applicare l’art. 17 par. 1 

RD III, concretizzato all’art. 29a cpv. 3 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a 

questioni procedurali dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311). Secondo 

quest’ultima disposizione, se “motivi umanitari” lo giustificano la SEM può 

entrare nel merito della domanda anche qualora giusta il RD III un altro 

Stato sarebbe competente per il trattamento della domanda. Nell’applica-

zione di tale norma, la SEM dispone di potere di apprezzamento (cfr. 

DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Al contrario, se il trasferimento del richie-

dente nel paese di destinazione contravviene ad una norma imperativa del 

diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, l’autorità inferiore è obbli-

gata a entrare nel merito della domanda d’asilo ed il Tribunale dispone di 

potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1). 

11.2 Nella presente disamina, senza negare le carenze esistenti nel si-

stema d’asilo bulgaro, così come constatato nella sentenza di riferimento 

F-7195/2018, e quindi che non si possa escludere che il ricorrente non ab-

bia riscontrato in Bulgaria delle circostanze facili; tuttavia, al contrario di 

quanto da egli allegato nel corso dell’audizione RMNA, dalla fotografia da 

egli prodotta, appare come lui abbia ricevuto sia del cibo che un alloggio in 

Bulgaria. Non si possono quindi seguire in alcun modo, le allegazioni del 

richiedente allorché in modo del tutto generico, e senza concretizzare e 

sostanziare meglio le sue dichiarazioni, anzi risultando incoerente nei suoi 

asserti quando gli sono stati posti maggiori quesiti in proposito, egli ha so-

stenuto di non avere ricevuto né cibo, né acqua da bere, essendo costretto 

a bere quella del bagno (cfr. verbale RMNA, p.to 8.01, pag. 11). Inoltre, 

occorre evidenziare che il ricorrente, dopo il suo trasferimento, in Bulgaria 

D-4063/2022 

Pagina 15 

si troverà in una procedura d’asilo già pendente e verrà integrato in un 

centro d’accoglienza per richiedenti l’asilo e potrà, in tale contesto, benefi-

ciare delle condizioni generali d’accoglienza (cfr. sentenza di riferimento  

F-7195/2018 consid. 6.6.4). Apparterrà inoltre a lui di indirizzarsi alle auto-

rità competenti bulgare, anche facendo valere i suoi diritti per le vie ricor-

suali preposte, nel caso in cui ritenesse che le stesse non rispettino i suoi 

diritti (cfr. art. 26 della direttiva accoglienza), ciò che egli non appare peral-

tro mai avere fatto in passato. V’è inoltre luogo di ritenere che la procedura 

d’asilo potrà essere ripresa al suo ritorno in Bulgaria (cfr. sentenza di rife-

rimento F-7195/2018 precitata consid. 6.6.4). Il Tribunale non dispone inol-

tre di elementi concreti e seri che gli permettano di ritenere che l’interessato 

rischierebbe di essere rinviato nel suo paese d’origine in violazione del 

principio di non-respingimento.  

11.3 L’insorgente neppure con le sue allegazioni che al momento in cui 

sarebbe entrato in Bulgaria avrebbe subito delle violenze da parte di agenti 

in servizio, riesce nell’intento di provare o per lo meno di rendere verosi-

mile, che nel caso di un suo trasferimento nel succitato Paese, egli po-

trebbe subire dei maltrattamenti contrari all’art. 3 CEDU o all’art. 3 Conv. 

tortura. Invero, anche in tale contesto, occorre rilevare che il ricorrente, 

dopo il suo trasferimento, si troverà in una procedura d’asilo, e quindi in 

un’altra situazione rispetto al momento in cui egli è entrato per la prima 

volta in Bulgaria. Inoltre, il predetto Stato membro, come ritenuto a ragione 

dall’autorità inferiore nel provvedimento impugnato, dispone di un sistema 

di giustizia funzionante, e pertanto si può partire dal presupposto che tale 

Paese abbia la volontà e la capacità di proteggerlo da persecuzioni com-

piute sul suo territorio. Pertanto, nel caso in cui il ricorrente ritenga di es-

sersi trovato o si troverà in futuro ad essere trattato in modo scorretto da 

parte delle autorità, apparterrà a lui di rivolgersi alle autorità preposte bul-

gare per far valere i suoi diritti e per proteggersi, se necessario anche con 

il supporto di organizzazioni non governative attive e presenti su suolo bul-

garo. Dai suoi asserti, non appare peraltro che durante il suo soggiorno in 

Bulgaria, abbia chiesto l’intervento delle autorità competenti in alcun modo, 

neppure per ricevere delle cure mediche, ciò che avrebbe effettivamente 

ricercato, in caso di effettiva necessità. 

11.4 Da ultimo, neppure delle ragioni mediche si oppongono ad un trasfe-

rimento del ricorrente verso la Bulgaria. 

11.4.1 A tal proposito, si ricorda innanzitutto come il respingimento forzato 

di persone che soffrono di problematiche mediche costituisce una viola-

zione dell’art. 3 CEDU unicamente in circostanze eccezionali. Ciò risulta 

D-4063/2022 

Pagina 16 

essere il caso segnatamente laddove la malattia dell’interessato si trovi in 

uno stadio a tal punto avanzato o terminale da lasciare presupporre che, a 

seguito del trasferimento, la sua morte appaia come una prospettiva pros-

sima (cfr. sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo [di seguito: Cor-

teEDU] N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; 

DTAF 2011/9 consid. 7.1). Una violazione dell’art. 3 CEDU può però anche 

sussistere qualora vi siano dei seri motivi di ritenere che la persona, in as-

senza di trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione, sarà con-

frontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile, peggiora-

mento delle condizioni di salute comportante delle intense sofferenze o una 

significativa riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza della CorteEDU 

Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.). Per 

quanto concerne la situazione in Bulgaria, il Tribunale, nella sentenza di 

riferimento già succitata, ha ritenuto come per richiedenti l’asilo particolar-

mente vulnerabili ed aventi dei bisogni specifici, come è il caso in partico-

lare di persone che sono affette da una malattia cronica, se necessario e 

valutando il caso specifico, occorrerà richiedere delle garanzie individuali 

e concrete da parte del predetto Stato membro, per evitare che il loro tra-

sferimento sia inammissibile (cfr. sentenza di riferimento F-7195/2018 con-

sid. 6.6.5 e 7.3.2 segg.). 

11.4.2 Tornando al caso in parola, dalla documentazione agli atti, si evince 

che l’insorgente soffre di depressione di grado medio, di una sindrome da 

disadattamento e di cefalea post-traumatica in remissione (cfr. n. 39/2). 

Egli assume una terapia farmacologica attuale a base di Quetiapina 50 mg 

cp e si consiglia, nell’ultimo controllo medico del 23 agosto 2022, un moni-

toraggio del tono dell’umore per possibili agiti lesionistici su base depres-

siva (cfr. n. 39/2). Atti lesionistici, che però dalla documentazione non ap-

paiono essere avvenuti, neppure in passato. Per le sue patologie psichi-

che, egli è seguito medicalmente con consulti ogni circa tre settimane (cfr. 

n. 32/3, n. 39/2). In passato gli erano pure state diagnosticate insonnia e 

scabbia, per quest’ultima con un trattamento a base di Ivermectina 3 mg 

per dieci giorni (cfr. n. 29/2). Queste predette problematiche mediche, non 

essendo più state citate nell’ultimo consulto medico, possono essere rite-

nute completamente risolte, non avendo l’insorgente apportato alcun ele-

mento concreto contrario a supporto nel suo gravame. 

11.4.3 Ora, pur non volendo sminuire in alcun modo le problematiche di 

salute dell’insorgente, non appare dagli atti all’inserto che quest’ultimo sof-

fra di problematiche a tal punto gravi, da ricadere nella giurisprudenza so-

pra referenziata nel caso di un suo trasferimento in Bulgaria, al contrario di 

quanto addotto genericamente dall’insorgente nel suo gravame. Inoltre, a 

D-4063/2022 

Pagina 17 

differenza di quanto da egli sollevato in quest’ultimo, egli non appare adem-

piere alle condizioni di una persona particolarmente vulnerabile ai sensi 

della giurisprudenza sopra citata (cfr. supra consid. 11.4.1). In tal senso, 

agli occhi del Tribunale non appare necessario richiedere alla Bulgaria 

delle garanzie specifiche per il ricorrente prima del suo trasferimento nel 

predetto Stato membro. Peraltro, come a ragione ritenuto dalla SEM, ed al 

contrario di quanto allegato dall’insorgente nel gravame, la Bulgaria di-

spone di un’infrastruttura medica sufficiente. Peraltro, in quanto Stato fir-

matario della direttiva accoglienza, la Bulgaria deve provvedere affinché i 

richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanitaria comprendente 

quanto meno le prestazioni di pronto soccorso e il trattamento essenziale 

di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la necessaria assistenza me-

dica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di accoglienza particolari, 

comprese, se necessarie, appropriate misure di assistenza psichica (cfr. 

art. 19 par. 1 e 2 della direttiva accoglienza). Non si evince dagli atti all’in-

carto alcun indizio che la Bulgaria negherebbe in modo durevole al ricor-

rente le cure mediche adeguate (cfr. nello stesso senso la sentenza del 

Tribunale D-3725/2022 del 9 settembre 2022 consid. 9.3.2). Ad ogni modo 

se, dopo il suo trasferimento nel suddetto Stato membro, egli dovesse es-

sere costretto dalle circostanze a condurre un’esistenza non conforme alla 

dignità umana, o se dovesse ritenere che il Paese in questione violi i suoi 

obblighi fondamentali, apparterrà al ricorrente medesimo sollevare l’even-

tuale violazione dei suoi diritti fondamentali, utilizzando le adeguate vie di 

diritto, dinanzi alle autorità dello Stato in parola (cfr. art. 26 della direttiva 

accoglienza). Le autorità svizzere competenti per l’allontanamento dell’in-

sorgente, veglieranno inoltre a tenere conto della situazione di salute 

dell’insorgente al momento del suo trasferimento, informando adeguata-

mente e prima del trasferimento, le autorità bulgare preposte delle proble-

matiche mediche specifiche di cui soffre il ricorrente (cfr. art. 31 seg. RD 

III). 

11.5 Riassumendo, il ricorrente non è riuscito a dimostrare che il suo tra-

sferimento verso la Bulgaria comporterebbe un serio e concreto rischio di 

essere confrontato a trattamenti contrari al diritto internazionale. Di conse-

guenza, non sussiste quindi alcun motivo per l’applicazione da parte della 

Svizzera della clausola di sovranità prevista all’art. 17 par. 1 RD III. Nelle 

surriferite circostanze non traspaiono neppure elementi per ritenere che 

l’autorità inferiore abbia esercitato in maniera contraria al diritto il suo po-

tere d’apprezzamento in rapporto a dei motivi umanitari così come sancito 

dall’art. 29a cpv. 3 OAsi 1 (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). 

D-4063/2022 

Pagina 18 

11.6 Ne discende che, in mancanza dell’applicazione delle suddette dispo-

sizioni da parte della Svizzera, la Bulgaria è competente per l’esame della 

domanda d’asilo del ricorrente ai sensi del RD III. 

12.  

Ne discende che è quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito 

della domanda d’asilo del ricorrente, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 

lett. b LAsi ed ha pronunciato il suo trasferimento verso la Bulgaria confor-

memente all’art. 44 LAsi, posto che il succitato non possiede un’autorizza-

zione di soggiorno in Svizzera (cfr. art. 32 lett. a OAsi 1). In conclusione, 

con il provvedimento impugnato l’autorità inferiore non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere di apprezzamento ed inoltre non ha 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi). Il ricorso deve quindi essere respinto e la decisione 

dell’autorità inferiore confermata. 

13.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, sia la domanda tendente 

alla restituzione dell’effetto sospensivo al ricorso, che quella relativa 

all’esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 

spese processuali, risultano essere senza oggetto. 

14.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a ca-

rico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, 

non essendo state le conclusioni ricorsuali d’acchito sprovviste di possibi-

lità di esito favorevole e potendo partire dal presupposto che l’insorgente è 

indigente, v’è luogo di accogliere la domanda di assistenza giudiziaria nel 

senso della dispensa dal pagamento delle spese di giustizia (art. 65 cpv. 1 

PA). 

15.  

Le misure supercautelari ordinate dal Tribunale il 19 settembre 2022 deca-

dono con la presente decisione finale (cfr. HANSJÖRG SEILER, in: Wald-

mann/Weissenberger [ed.], Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, n. 54 ad 

art. 56 PA). 

16.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

D-4063/2022 

Pagina 19 

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-4063/2022 

Pagina 20 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

Data di spedizione: