# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d1a28704-dfb7-5612-9c21-adad0bf1fab8
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-31
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 31.12.2004 PVG 2004 32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2004-32_2004-12-31.pdf

## Full Text

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Procedura

Circolazione stradale. Limite di velocità su una strada can- 
tonale. Legittimazione. Diritto di essere ascoltato.Termine 
d’impugnazione.
– Sono legittimati al ricorso contro la riduzione di un limi- te di 

velocità su una strada cantonale solo gli utenti che 
transitano regolarmente (cons. 1).

– Le misure generali stradali ai sensi dell’art. 3 cpv. 3 e 4 
LCStr non richiedono giusta la disposizione speciale 
dell’art. 107 OSStr una previa consultazione degli inte- 
ressati (cons. 2a).

– Il comune interessato e destinatario della decisione può 
andare oltre il petito dei ricorrenti solo se ha inoltrato la 
propria istanza entro il termine di ricorso (cons. 2b).

Strassenverkehr. Geschwindigkeitsbeschränkung auf Kan- 
tonsstrasse. Legitimation. Rechtliches Gehör. Anfechtungs- 
frist.
– Gegen eine Geschwindigkeitsreduktion auf einer Kan- 

tonsstrasse sind nur jene Strassenbenützer beschwer- 
deberechtigt, welche sie regelmässig befahren (E.1).

– Die allgemeinen Verkehrsanordnungen nach Art. 3 Abs. 3 und 
4 SVG setzen gemäss der Spezialvorschrift von Art. 107 
SSV keine vorherige Anhörung der Betroffenen vor- aus 
(E.2a).

– Die betroffene Gemeinde kann als Anordnungsadressat nur 
über den Antrag der Rekurrenten hinausgehen, wenn sie ihre 
Eingabe innert der Rekursfrist eingereicht hat (E.2b).

Considerandi:
1. a) Ai sensi dell’art. 52 LTA, è legittimato al ricorso chiun- 

que risulti colpito dalla decisione contestata e goda di un interesse 
tutelabile alla sua abrogazione o modifica. La legittimazione al ri- 
corso descritta dall’art. 52 LTA corrisponde testualmente ai para- 
metri di legittimazione previsti dall’art. 103 lett. a OG. Onde uni- 
formare i requisiti di legittimazione al ricorso a livello cantonale

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con quelli a livello federale, il Tribunale amministrativo, dopo di- 
versi aggiornamenti della propria prassi, tramite la decisione R 03 
69, ripresa in PTA 2003 no. 34, ha stabilito come l’art. 52 LTA debba 
essere interpretato in modo unitario in tutti i campi di pertinenza 
della Corte amministrativa.

La revisione della prassi riguarda l’interpretazione della 
norma per la quale gode del requisito di tutelabile non solo l’in- 
teresse garantito da una disposizione legale bensì pure un mero 
interesse di fatto all’abrogazione o modifica della decisione im- 
pugnata. In tal senso, come premesso, si persegue, a prescindere 
da eventuali disposizioni speciali, una prassi unitaria per l’accer- 
tamento della legittimazione al ricorso. Di conseguenza, l’art. 52 
LTA viene interpretato alla stessa stregua dell’art. 103 lett. a OG e 
della relativa giurisprudenza. Un’interpretazione della legittima- 
zione al ricorso sulla base dei parametri applicabili per il diritto fe- 
derale appare, a maggior ragione, appropriata, tenendo conto che, 
in molteplici pratiche, la normativa procedurale cantonale deve, in 
ogni caso, garantire delle premesse ricorsuali pari a quelle del di- 
ritto federale, qualora una decisione possa essere impugnata tra- 
mite i rimedi legali ordinari davanti al Tribunale federale (art. 98a 
OG; DTF 122 II 132, 121 II 74).

Tenor l’art. 3 cpv. 1 LCStr, la sovranità cantonale sulle stra- 
de è riservata nei limiti del diritto federale. I cantoni possono vie- 
tare, limitare o disciplinare la circolazione su determinate strade. 
Essi possono delegare tale competenza ai comuni, riservato il ri- 

corso ad un’autorità cantonale (art. 3 cpv. 2 LCStr). Altre limitazioni 
o prescrizioni possono essere emanate in quanto lo esigano la pro- 

tezione degli abitanti o di altri ugualmente toccati dall’inquina- 
mento fonico o atmosferico, l’eliminazione di svantaggi per i disa- 

bili, la sicurezza, l’alleviamento o la disciplina del traffico, la pro- 
tezione della strada o d’altre condizioni locali. Per tali motivi, so- 

prattutto nei quartieri d’abitazione, può essere limitato il traffico e 
regolato specialmente il posteggio. La decisione cantonale di ul- 

tima istanza concernente tali misure può essere impugnata 
mediante ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale. I 

comuni sono legittimati a ricorrere se sul loro territorio sono ordi- 
nate misure in materia di circolazione stradale (art. 3 cpv. 4 LCStr). 

Alla luce delle disposizioni citate, specificatamente in ap- plicazione 
degli art. 3 cpv. 4 LCStr, 13 cpv. 1 lett. c e 52 LTA, appare quindi 

data la possibilità di impugnazione della decisione gover- nativa 
davanti al Tribunale amministrativo sia da parte del citta- dino che 

da parte del comune il quale, nel caso concreto, ha rinun-

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ciato a tale prerogativa limitandosi a proporre di accogliere il ri- 
corso nel contesto della propria presa di posizione.

b) In base alla prassi precedentemente descritta, la legitti- 
mazione al ricorso, ai sensi dell’art. 52 LTA, viene riconosciuta 
quando il cittadino, colpito da una decisione, comprova un inte- 
resse, anche se meramente di fatto, all’abrogazione o modifica 
della disposizione stessa. In ogni caso, l’interessato deve sempre 
ancora essere toccato dalla decisione in maniera tale da rendere 
concreto l’interesse al giudizio nel merito della pratica. Detto in- 
teresse deve rivestire intensità tale da poter essere giudicato quale 
personale e quindi superiore a quello della collettività. Colui che 
intende impugnare una decisione amministrativa deve quindi di- 
mostrare che, nel caso della mancata abrogazione o modifica della 
stessa, egli sarebbe soggetto a degli effettivi svantaggi. Di conse- 
guenza, detto interesse, e contrario, implica la salvaguardia di una 
situazione di fatto a vantaggio del ricorrente, perseguibile tramite 
la contestazione ricorsuale di un cambiamento che comporterebbe 
degli svantaggi materiali o ideali (DTF 122 II 369, 121 II 361, 120 Ib 
487). Tale prassi permette quindi di differenziare il ricorso di diritto 
amministrativo dal gravame popolare che continua ad essere in- 
ammissibile. Inoltre, l’interesse, di regola, deve essere attuale, con 
la conseguenza che la decisione giudiziaria deve risultare atta ad 
incidere sulla situazione legale o di fatto del ricorrente, così da evi- 
tare delle pratiche dal mero carattere accademico volte unica- 
mente a chiarire una situazione legale astratta (DTF 120 Ib 308).

Secondo la costante prassi, spetta al ricorrente motivare al 
Tribunale la propria legittimazione illustrando, a mano della fatti- 
specie concreta, i motivi per i quali egli sarebbe colpito in misura 
maggiore a quella della collettività nonché gli svantaggi legali o di 
fatto che comporta nei suoi confronti la decisione stessa.

In base alla giurisprudenza in materia, la legittimazione at- 
tiva al ricorso contro le disposizioni volte ad interdire o a limitare la 
circolazione stradale è data per quegli automobilisti che percorrono 
la strada oggetto dell'intervento limitativo con una certa regolarità. 

Secondo il parere espresso dal Tribunale federale nella  propria 
decisione 1A.73/2004, la legittimazione al ricorso premette una 
particolare frequenza delle corse sulla strada in questione, che 

deve essere di carattere duraturo e avvenire a intervalli tem- porali 
regolari e relativamente corti. Detta premessa deve essere 

accertata tenendo conto delle peculiarità del singolo caso. Un in- 
teresse degno di protezione viene, di regola, ammesso quando la 

misura avversata riguarda una strada che il ricorrente percorre per

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raggiungere la propria dimora, rispettivamente per recarsi al la- 
voro. In tale evenienza, appare lecito supporre l'uso regolare e 
prolungato della struttura viaria. L'interesse degno di protezione 
deve invece essere negato quando la strada viene usata solo sal- 
tuariamente.

Nel caso in giudizio, sia nel ricorso che nella replica, i 72 ri- 
correnti non hanno addotto alcun argomento a giustificazione 
della loro legittimazione al gravame. Anzi, tramite la replica del 29 
settembre 2004, gli stessi demandano semplicemente al Tribunale 
amministrativo il giudizio nel merito ponendo l'accento sull'inte- 
resse generale che riveste la sicurezza del traffico. Basandosi sugli 
elementi riscontrabili dal carteggio, in particolare sulla lista indi- 
cante i dati personali e il domicilio di ogni singolo ricorrente, que- 
sta Corte prende atto che, su 72 firmatari, 26 risiedono nelle loca- 
lità a monte di A. che risultano allacciate al fondovalle dall'unica 
strada della valle.

Alla luce delle considerazioni precedenti, la legittimazione 
al ricorso può quindi essere ammessa solo per coloro che, in virtù 
del luogo di residenza, si presume transitino regolarmente lungo   
il tratto di strada in oggetto. La legittimazione deve invece essere 
negata agli altri firmatari che, fra l'altro, non hanno addotto alcun 
argomento a sostegno della stessa. Nell'ottica di tali premesse 
formali, che vedono data la legittimazione attiva di almeno una 
parte dei ricorrenti, questa Corte deve perciò esaminare l'aspetto 
materiale del gravame.

2.a) In effetti, la decisione governativa impugnata si limita 
a rinviare alla proposta del Dipartimento di giustizia, polizia e sa- 
nità, omettendo di addurre una motivazione concreta a sostegno 
della decretata riduzione della velocità massima consentita. Nel 
merito, giova però rilevare che le misure limitative ai sensi dell'art. 
3 cpv. 3 e 4 LCStr costituiscono delle disposizioni di carattere ge- 
nerale che, per la loro stessa concezione, non sono dirette a una 
cerchia di persone circoscritta o meglio identificabile (DTF 101 Ia 
73 cons. 3b; Häfelin/Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4. Ed. 
1.2002, pag. 190; Roger Marco Meier, Verkehrsberuhigungsmass- 
nahmen nach dem Recht des Bundes und des Kantons Zürich, 
1989, pag. 235). Di regola, in ottemperanza al diritto costituzionale 
del cittadino di essere sentito, ripreso altresì dalle specifiche nor- 
me procedurali, l'autorità amministrativa, prima di emanare una 
decisione, deve concedere agli interessati la possibilità di espri- 
mersi nel merito. Inoltre, la decisione amministrativa deve essere 
motivata perlomeno in misura tale da permettere al destinatario di

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prendere atto degli argomenti che reggono la disposizione e  
quindi di decidere se impugnare o meno la stessa con cognizione 
di causa. Per ovvi motivi, la situazione appare diversa nel caso dei 
decreti amministrativi che rivestono portata generale,  come 
quello in giudizio, per i quali, secondo la giurisprudenza del Tribu- 
nale federale, per quanto concerne la circolazione stradale, è ap- 
plicabile la norma di procedura speciale prevista dall'art. 107  
OSStr che esclude la consultazione preliminare degli interessati i 
quali godono del pieno esercizio del diritto di essere sentiti nel 
contesto della procedura di gravame (sentenza del Tribunale fe- 
derale del 14.10.1994, ripresa in ZBL 1995, pag. 508, cons. 4a/aa). Il 
diritto di essere sentiti dei ricorrenti non risulta quindi leso in 
quanto gli stessi hanno goduto della più ampia possibilità di 
esporre i propri argomenti, con piena cognizione di causa, nel 
contesto della procedura in giudizio.

b) Per quanto concerne la posizione del comune, giova ul- 
teriormente premettere che il suo petito richiedente l’estensione 
della riduzione del limite di velocità su una tratta di 1.1 km risulta 
tardivo, in quanto non è stato inoltrato entro il termine di ricorso 
di 20 giorni prescritto e esplicitamente indicato nel decreto im- 
pugnato.
U 04 49 Sentenza del 30 novembre 2004