# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 426ac251-6a44-51fe-819a-2605e77c4fc7
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2011-02-21
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 21.02.2011 RR.2011.30
**Docket/Reference:** RR.2011.30
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RR-2011-30_2011-02-21

## Full Text

Estradizione all'Italia/Decisione di estradizione (art. 55 AIMP): cambio del cognome dell'estradando; diritti minimi della difesa nella procedura estera; gratuito patrocinio.;;Estradizione all'Italia/Decisione di estradizione (art. 55 AIMP): cambio del cognome dell'estradando; diritti minimi della difesa nella procedura estera; gratuito patrocinio.;;Estradizione all'Italia/Decisione di estradizione (art. 55 AIMP): cambio del cognome dell'estradando; diritti minimi della difesa nella procedura estera; gratuito patrocinio.;;Estradizione all'Italia/Decisione di estradizione (art. 55 AIMP): cambio del cognome dell'estradando; diritti minimi della difesa nella procedura estera; gratuito patrocinio.

Sentenza del 21 febbraio 2011 
II Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Andreas J. Keller, Presidente, 
Giorgio Bomio e Roy Garré,  
Cancelliere Giampiero Vacalli  

   
Parti   

A. alias B., attualmente detenuto, rappresentato dall'avv. 
Elio Brunetti 
 

Ricorrente 
 

   
  contro 
   

UFFICIO FEDERALE DI GIUSTIZIA, SETTORE E-
STRADIZIONI, 
 

Controparte 
 

   
Oggetto  Estradizione all'Italia 

 
Decisione di estradizione (art. 55 AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: RR.2011.30+RP.2011.6 

 

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Fatti: 

A. Il 31 ottobre 2002 la Corte d'Assise di Modena ha condannato A. (alias B.) 
ad una pena di 18 anni di reclusione per traffico di droga e omicidio, pena 
ridotta a 16 anni e sei mesi dalla Corte d'assise d'appello di Bologna il 19 
dicembre 2007, verdetto confermato dalla Corte di cassazione con senten-
za del 4 maggio 2010.   

 
 
B. Il 9 luglio 2010 A. è stato oggetto di una segnalazione internazionale nel si-

stema d'informazione Schengen (SIS) su domanda delle autorità italiane. Il 
predetto è stato arrestato il 24 settembre 2010 in base ad un'ordinanza di 
arresto provvisorio del 22 settembre 2010 emesso dall'Ufficio federale di 
giustizia (in seguito: UFG). Il fermo è avvenuto ad opera della Polizia del 
Cantone Ticino, la quale lo ha condotto al Penitenziario cantonale "La 
Stampa" di Lugano e posto in detenzione estradizionale. Nel suo interroga-
torio davanti al Procuratore pubblico ticinese A. ha dichiarato di chiamarsi 
adesso B., precisando di aver cambiato cognome dopo il suo matrimonio. 
Egli si è opposto alla sua estradizione in via semplificata all'Italia. Il 27 set-
tembre 2010 l'UFG ha emanato l'ordine di arresto ai fini di estradizione nei 
confronti dello stesso. 

 
 
C. Il 18 ottobre 2010 l'Ambasciata d'Italia a Berna ha chiesto formalmente l'e-

stradizione di A., la quale è stata concessa il 21 dicembre 2010. 
 
 

D. Il 20 gennaio 2011 l'estradando ha interposto ricorso contro la decisione di 
estradizione, postulando l'annullamento della stessa, la sua definitiva scar-
cerazione nonché la concessione dell'assistenza giudiziaria gratuita. 

 
 

E. Mediante osservazioni del 28 gennaio 2011 l'UFG ha confermato la propria 
decisione di estradizione, proponendo quindi di respingere il gravame. 

 
 
F. Nella sua replica del 14 febbraio 2011 il ricorrente ha ribadito le conclusioni 

presentate in sede ricorsuale. 
 
 
 

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Diritto: 

1. In virtù degli art. 55 cpv. 3 e 25 cpv. 1 della legge federale sull'assistenza 
giudiziaria internazionale in materia penale (AIMP; RS 351.1), la II Corte dei 
reclami penali è competente per statuire sui ricorsi contro le decisioni d'e-
stradizione. Interposto entro 30 giorni dalla notificazione scritta della deci-
sione d'estradizione (art. 50 cpv. 1 PA, applicabile in virtù del rinvio previsto 
all'art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP), il ricorso è tempestivo. In qualità di estradan-
do il ricorrente è manifestamente legittimato a ricorrere (v. art. 21 cpv. 3 
AIMP; DTF 122 II 373 consid. 1b e rinvii). 

 
1.1 L'estradizione fra la Repubblica italiana e la Confederazione Svizzera è an-

zitutto retta dalla Convenzione europea d'estradizione del 13 dicembre 
1957 (CEEstr; RS 0.353.1), entrata in vigore il 20 marzo 1967 per il nostro 
Paese e il 4 novembre 1963 per la Repubblica italiana, dal Secondo Proto-
collo addizionale alla CEEstr del 17 marzo 1978, entrato in vigore per la 
Svizzera il 9 giugno 1985 e per la Repubblica italiana il 23 aprile 1985, non-
ché, a partire dal 12 dicembre 2008 (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, 
L 327/15-17, del 5 dicembre 2008), dagli art. 59 e segg. dalla Convenzione 
di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 (CAS). 

 
1.2 Alle questioni che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trat-

tati non regola espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto 
nazionale sia più favorevole all'estradizione rispetto a quello convenzionale 
(cosiddetto principio di favore), si applica l'AIMP, unitamente alla relativa 
ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP; DTF 130 II 337 con-
sid. 1; 128 II 355 consid. 1; 124 II 180 consid. 1a; 123 II 134 consid. 1a; 
122 II 140 consid. 2, 373 consid. 1a). Il principio di favore vale anche nel-
l'applicazione delle pertinenti norme internazionali (v. art. 59 n. 2 CAS). È 
fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 
123 II 595 consid. 7c; TPF 2008 24 consid. 1.1). 

 
 

2. Il ricorrente sostiene che la sua estradizione dovrebbe essere negata per 
ragioni formali, in quanto la richiesta italiana si riferirebbe a A. e non a B. 

 
 In occasione del suo interrogatorio del 24 settembre 2010 (v. act. 6.3), il ri-

corrente ha dichiarato di chiamarsi B., ma che in precedenza il suo nome 
era A. Egli ha cambiato cognome nel 2008, contraendo matrimonio con una 
cittadina tedesca (di madre tedesca e padre bulgaro) in Bulgaria, Paese in 
cui sarebbe possibile adottare il cognome della moglie. L'estradando avreb-
be quindi scelto il cognome B. per ragioni di sicurezza, in quanto in passato 
sarebbe stato collaboratore di giustizia in Italia. Quanto precede permette di 

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affermare che A., alias B., è chiaramente la persona ricercata dalle autorità 
italiane, ragione per cui la censura sollevata va respinta. 

 
 
3. L'estradando afferma che il procedimento conclusosi con la sua condanna 

del 19 dicembre 2007 avrebbe violato i diritti minimi della difesa nonché la 
garanzia di un equo processo. Da una parte, l'autorità italiana non avrebbe 
tenuto conto della nomina da lui effettuata dell'avvocato C. con riferimento 
al giudizio d'appello per il quale il difensore non avrebbe ricevuto alcuna no-
tificazione. Dall'altra, egli non sarebbe stato informato del suo diritto di non 
rispondere in occasione del processo di primo grado, ragione per cui tutte le 
sue dichiarazioni effettuate in tale sede sarebbero inutilizzabili.  

 
3.1 Secondo l'art. 3 n. 1 del Secondo Protocollo addizionale alla CEEstr, il cui 

contenuto corrisponde in sostanza all'art. 37 cpv. 2 AIMP, quando una Parte 
Contraente chiede a un’altra Parte Contraente l’estradizione di una persona 
allo scopo di eseguire una pena o una misura di sicurezza pronunciata nei 
suoi confronti con sentenza contumaciale, la Parte richiesta può rifiutare 
l’estradizione a tale scopo se, a suo parere, la procedura giudiziale non ha 
rispettato i diritti minimi della difesa riconosciuti a ogni persona accusata di 
un reato. L’estradizione sarà nondimeno concessa se la Parte richiedente 
offre garanzie ritenute sufficienti per assicurare all’estradando il diritto a un 
nuovo processo che salvaguardi i diritti della difesa. Questa decisione auto-
rizza la Parte richiedente, sia a eseguire la sentenza in questione se il con-
dannato non si oppone, sia, se questi si oppone, a perseguire l’estradato. 

 
3.2 Nella fattispecie, si rileva innanzitutto che il ricorrente durante tutta la pro-

cedura – ossia davanti alla Corte d'Assise di Modena, alla Corte d'Assise 
d'Appello di Bologna nonché alla Corte di cassazione – è sempre stato dife-
so dall'avvocato di fiducia D. (v. act. 6.6, pag. 13; act. 6.5). Sulla base degli 
atti dell'incarto non è possibile verificare il momento in cui l'avvocato C. ab-
bia affiancato la suddetta nella difesa del ricorrente; il suo nome figura non-
dimeno nell'ordine di esecuzione emesso dalla Procura generale della Re-
pubblica presso la Corte d'Appello di Bologna relativa alla sentenza pronun-
ciata dalla Corte d'Assise d'Appello di Bologna nei confronti dell'estradando. 
Ciò non è comunque determinante ai fini del presente giudizio, dato che 
quanto precede permette senz'altro di affermare che il ricorrente è stato suf-
ficientemente difeso durante la procedura italiana, in ossequio all'art. 6 
CEDU. 

 
 Per quanto riguarda la censura legata al diritto di non rispondere, questa 

Corte osserva che la Corte d'Assise di Modena si è chinata sulla problema-
tica dell'utilizzabilità delle dichiarazioni rilasciate dal ricorrente durante la 
procedura italiana, giungendo alla conclusione che nulla ostava al loro im-

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piego (v. act. 6.6, pag. 42 e segg.). Come ammesso dal ricorrente stesso, la 
Corte d'Assise d'Appello di Bologna ha pure analizzato tale censura respin-
gendola (v. act. 1 pag. 8), soluzione avallata dalla Corte di cassazione ita-
liana, vista la reiezione del ricorso (v. act. 6.6, pag. 256).  

 
 In definitiva, questa Corte constata che non vi è nessun elemento per rite-

nere che siano stati violati i diritti minimi della difesa ai sensi degli art. 5 e 6 
CEDU nonché 37 cpv. 2 AIMP. Tutte le censure in questo ambito vanno 
quindi disattese. 

 
 
4. In conclusione, non vi è nessuna ragione per negare l'estradizione, né per 

concedere la richiesta scarcerazione immediata. 
 
 
5. Il ricorrente ha postulato la concessione del gratuito patrocinio. 
 
5.1 La persona perseguita può designare un patrocinatore. Se vi prescinde o 

non è in grado di farlo e la tutela dei suoi interessi lo richiede, le è nominato 
un patrocinatore d’ufficio (art. 21 cpv. 1 AIMP). Se una parte non dispone 
dei mezzi necessari e le sue conclusioni non sembrano prive di probabilità 
di successo, l’autorità di ricorso, il suo presidente o il giudice dell’istruzione 
la dispensa, a domanda, dopo il deposito del ricorso, dal pagamento delle 
spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA applicabile in virtù dell'art. 39 cpv. 2 
lett. b LOAP). Se è necessario per tutelare i diritti di tale parte, l’autorità di 
ricorso, il suo presidente o il giudice dell’istruzione le designa inoltre un av-
vocato (art. 65 cpv. 2 PA). 

 
5.2 Nella fattispecie, il ricorrente ha, nei limiti dati dalla sua situazione, debita-

mente allegato e documentato la sua difficile situazione finanziaria (v. in-
carto RP.2011.6, act. 4.1) ed il suo ricorso non era sin dall'inizio privo di 
probabilità di successo, segnatamente meritando le questioni in ambito di 
diritti minimi di difesa un approfondimento giudiziario, ragione per cui allo 
stesso deve essere concessa l'assistenza giudiziaria gratuita. L'avv. Elio 
Brunetti è designato quale patrocinatore d'ufficio del ricorrente nella pre-
sente procedura. 

 
5.3 Essendo il ricorrente stato messo al beneficio del gratuito patrocinio, la 

presente sentenza è resa senza prelevare spese (art. 65 cpv. 1 PA appli-
cabile in virtù del rinvio previsto all'art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP). 

 
5.4 Le spese e l'indennità del patrocinatore d'ufficio sono sopportate dal Tribu-

nale penale federale conformemente all'art. 64 cpv. 2-4 PA applicabile in 
virtù del rinvio previsto all'art. 65 cpv. 3 PA, ed in assenza di una nota delle 

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spese, queste sono fissate secondo libero apprezzamento (v. art. 12 cpv. 2 
del Regolamento del Tribunale penale federale sulle spese, gli emolumenti, 
le ripetibili e le indennità della procedura penale federale [RSPPF; RS 
173.713.162] applicabile in virtù dell'art. 65 cpv. 5 PA). Nella fattispecie, l'in-
dennità è fissata a fr. 2'000.-- (IVA inclusa). 

 
 

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Per questi motivi, la II Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è respinto. 

2. La richiesta di scarcerazione è respinta. 

3. Non sono prelevate spese. 

4. La cassa del Tribunale penale federale verserà all'avv. Elio Brunetti un im-
porto di fr. 2'000.-- (IVA compresa) a titolo d'indennità del patrocinatore d'uf-
ficio. 

 
 
Bellinzona, 21 febbraio 2011  
 
In nome della II Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente:   Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Elio Brunetti 
- Ufficio federale di giustizia, Settore Estradizioni 

 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 
deve essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale 
della decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne 
un’estradizione, un sequestro, la consegna di oggetti o beni oppure la comunicazione di informazioni 
inerenti alla sfera segreta e se si tratti di un caso particolarmente importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un 
caso è particolarmente importante segnatamente laddove vi sono motivi per ritenere che sono stati viola-
ti elementari principi procedurali o che il procedimento all’estero presenta gravi lacune (art. 84 cpv. 2 
LTF).