# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c8ccf0bd-6651-5590-a11c-c1549999ba3c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-10-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.10.2023 31.2023.7
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_31-2023-7_2023-10-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  31.2023.7

   

  FS

  	
  Lugano

  3 ottobre 2023      

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	 
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Sciuchetti, vicecancelliere

  	 

								

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sull’istanza di revisione del 30 maggio 2023 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  in relazione alla sentenza
  emessa il 22 dicembre 2014 da questo Tribunale (inc. 31.2014.7) nella causa
  da lui promossa con            ricorso del 15 settembre 2014

   

  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 22 luglio 2014 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di art. 52 LAVS

  

 

 

in relazione alla
fallita:  FA 1 

 

 

ritenuto                        in
fatto

 

1.1.     Con
decisione 28 marzo 2014 la Cassa CO 1 (di seguito: Cassa) ha stabilito la
responsabilità ex art. 52 LAVS di RI 1, ordinandogli il risarcimento
dell’importo di fr. 221'117,45 per contributi paritetici non pagati dalla FA 1
per gli anni 2011 e 2012, quest’ultimo fino al mese di novembre, come pure per
riprese salariali dal 2009 al 2011.

 

1.2.    
In parziale accoglimento dell’opposizione interposta da RI 1, con
decisione su opposizione 22 luglio 2014, la Cassa ha modificato l’ammontare del
danno riducendolo a fr. 188'204,50.

 

1.3.    
Il 15 settembre 2014 RI 1, per il tramite dell’avv.
__________, ha interposto ricorso
contro la succitata decisione su opposizione, postulandone l’annullamento,
sulla scorta delle seguenti censure. Egli ha innanzitutto contestato la sua
responsabilità ex art. 52 LAVS adducendo in particolare come la società fosse
di fatto gestita da __________, mentre egli fosse divenuto socio e gerente
della società nel luglio 2010 unicamente a titolo fiduciario, chiedendone la
chiamata in causa. Ha inoltre contestato l’ammontare del danno sostenendo di
non poter essere chiamato a rispondere dei contributi dovuti e scaduti prima
dell’inizio del suo mandato quale socio gerente, momento in cui la società era
già indebitata ed insolvibile. Ha poi censurato l’operato dell’Ufficio
fallimenti sostenendo che se questo avesse agito correttamente, la Cassa
avrebbe potuto recuperare il suo credito insinuato. Ha quindi rimproverato
all’amministrazione di non aver anticipato le spese per la liquidazione del
fallimento, ciò che le avrebbe permesso di recuperare quanto a lei spettante. Ha
evidenziato di essersi adoperato presso l’amministrazione per ottenere una
rateizzazione dei contributi. Ha infine rilevato come il vero responsabile dei
mancati pagamenti fosse __________, il quale concordava i salari per i
dipendenti, gestiva i cantieri e, di fatto, ha portato la società al
fallimento.

 

1.4.    
Con decisione 31.2014.7 del 22 dicembre 2014, questo Tribunale ha
respinto le censure sollevate dal ricorrente, confermando la decisione della Cassa.
In particolare e per quanto qui d’interesse, ha osservato che:

 

"  2.7. 

Nella fattispecie in esame, come visto (cfr. consid. 1.1), il ricorrente
è stato socio gerente con diritto di firma individuale della DT 1 dal 12 luglio
2010 sino al fallimento della stessa. Egli sostiene di aver accettato tale
carica a titolo fiduciario (cfr. i relativi mandati fiduciari in doc. H e I),
rilevando che __________, in qualità di responsabile tecnico, aveva tra i suoi
compiti quello di tenere i rapporti di lavoro con i dipendenti, in pratica "…
doveva allestire i rapporti delle ore effettivamente lavorate dai dipendenti
sui cantieri, per poi comunicarli al gerente, signor RI 1, che inseriva nel suo
programma contabile le ore così comunicate, per allestire i conteggi paga ed
effettuare il pagamento dei salari e il relativo conteggio a pagamento dei
contributi sociali. Nei contratti di mandato di cui ai doc. G, H e I, il fiduciante,
signor __________, ha affidato al fiduciario le somme di denaro affinché
quest'ultimo provvedesse alla sottoscrizione in nome proprio ma per ordine e
conto del fiduciante delle quote sociali della FA 1, ." (doc. I). 

Quanto asserito non è sufficiente per liberare l’insorgente da una
responsabilità ex art. 52 LAVS.

Conformemente la giurisprudenza federale, i soci gerenti e i
gerenti di una Sagl rispondono dei danni causati dal non pagamento dei
contributi sociali come gli organi di una società anonima. Pertanto nell'ambito
della responsabilità ex art. 52 LAVS, il socio gerente (e il gerente) di una
Sagl deve essere parificato ad un amministratore di una società anonima (DTF
126 V 238 = Pratique VSI 2000, pagg. 226-229; cfr. anche Pratique VSI 2002
pagg. 177-178; STFA H 20/01 del 21 giugno 2001). Il suo comportamento
nell’ambito della gestione va quindi valutato secondo gli stessi criteri
applicati agli amministratori di questa società (STF 9C_788/2007 del 29 ottobre
2008; STFA H 95/04 del 8 marzo 2005, H 337/01 del 23 gennaio 2003; STCA
31.02.10 del 10 giugno 2002 e 31.01.38-39 del 14 ottobre 2002).

Accettando il mandato di socio gerente l’insorgente ha quindi assunto
tutti gli oneri che da tale funzione derivano (STF 9C_788/2007 del 29 ottobre
2008; STFA H 171/02 del 2 dicembre 2003, H 5/02 del 31 gennaio 2003).
Giova infatti ricordare come ai sensi dell’art. 716a cpv. 1 cifra 5 CO ad ogni
amministratore (e di conseguenza anche al gerente di una Sagl) spetta l’alta
vigilanza sulle persone incaricate della gestione, in particolare per quanto
concerne l’osservanza della legge, dello statuto, dei regolamenti e delle
istruzioni. L’amministratore (rispettivamente il gerente) deve, di principio,
informarsi periodicamente dell’andamento dell’azienda ed in particolare sugli
affari principali, richiedendo rapporti dettagliati, studiandoli attentamente,
cercando di chiarire errori ed agendo per correggere irregolarità. Se, dalle
informazioni raccolte, sorge il sospetto di una gestione scorretta o negligente
da parte di chi ha ottenuto la delega gestionale, l’organo deve intervenire
affinché le prescrizioni siano rispettate (STFA H 282/01 del 27 febbraio 2002 e
del 25 luglio 1991 nella causa V.E.; DTF 114 V 219 = RCC 1989
pag. 116; cfr. anche STFA 29 agosto 1997 nella causa M.). Segnatamente è
suo preciso dovere vigilare affinché i contributi vengano regolarmente versati,
peraltro già prelevati dai salari dei dipendenti in conformità all'art. 51 LAVS
(STFA H 171/02 del 2 dicembre 2003, H 310/02 del 11 novembre 2003, H 33/03 del
8 ottobre 2003 e H 208/00 + H 209/00 del 28 aprile 2003; DTF 108 V 202;
Frésard, opag. cit., RSA 1991, pag. 165). 

Alla luce delle considerazioni che precedono, nella
fattispecie in esame il ricorrente aveva l’obbligo di controllare che il
pagamento dei contributi venisse effettuato. Questa omissione costituisce, come detto, una grave violazione del
dovere di diligenza di un organo societario. L’insorgente non poteva, nella
veste di socio gerente della FA 1, oltretutto al beneficio del diritto di firma
individuale, accontentarsi di svolgere un ruolo passivo. Al riguardo, la
passività a dispetto della conoscenza (eventuale) di mancati pagamenti di
contributi deve essere considerata un’inosservanza per negligenza grave delle
prescrizioni (RCC 1989 pag. 115). La passività dimostrata dall’insorgente è
quindi in relazione di causalità naturale e adeguata con il danno subito dalla
Cassa (STFA H 13/03 del 21 maggio 2003, H 65 /01 del 13 maggio 2002 e H 38/01
del 17 gennaio 2002). 

Non solo, dagli atti risulta che i precetti esecutivi inviati dalla
Cassa relativi agli scoperti venivano notificati al ricorrente, il quale
sistematicamente interponeva opposizione (doc. 4-10), motivo per cui egli era
ben cosciente del debito contributivo. Il fatto che il 24 aprile 2012 abbia
chiesto una rateizzazione del debito (doc. O) non può assurgere a motivo di
giustificazione. Tant’è che tale richiesta è stata respinta dalla Cassa proprio
a causa dei precetti esecutivi inviati per l’incasso dei contributi scoperti
(doc. 16).

(…).

 

2.10. 

Il ricorrente ha chiesto la chiamata in causa di __________.

Con la
chiamata in causa, terze persone particolarmente toccate nei propri interessi
dall'esito di una decisione vengono coinvolte in una determinata procedura a
cui poi partecipano. Il coinvolgimento degli interessati a livello di scambio
degli allegati (cfr. pure art. 110 cpv. 1 OG e a tal proposito DTF 125 V 80
consid. 8b pag. 94 con riferimenti) ha lo scopo di estendere al cointeressato
l'effetto di cosa giudicata della pronuncia, in modo tale che quest'ultimo
nell'ambito di una successiva procedura nei suoi confronti dovrà lasciarsi
opporre tale giudizio. L'interesse a una chiamata in causa è di natura
giuridica. Una situazione giustificante una simile chiamata si presenta quando da
una determinata decisione sono da attendersi ripercussioni nei rapporti
giuridici tra una parte principale e il cointeressato (Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 183 seg.; Kölz/Häner, op. cit.,
pag. 191 n. 528; DTF 125 V 80 consid. 8b pag. 94). La chiamata in causa
consente di tenere adeguatamente conto del diritto di esprimersi prima della
resa di una decisione sfavorevole ed è così un'emanazione del diritto di essere
sentito (sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni H 72/06 del 16
ottobre 2006, consid. 2.2 con riferimenti; Kölz/Häner, opag. cit, pag. pag. 191
seg. n. 528).

Secondo
la giurisprudenza citata in Reichmuth (op. cit., § 13 n. 1099, pag. 261) non
sono chiamati in causa le persone che non sono state coinvolte dalla Cassa, nel
senso che non sono state destinatarie di una decisione di risarcimento ex art.
52 LAVS o in caso di accoglimento della loro opposizione. Detto diversamente
sono chiamati in causa in un procedimento giudiziario ex art. 52 LAVS coloro
che hanno rinunciato ad opporsi ad una decisione di risarcimento o che la loro
opposizione è stata respinta dall’amministrazione. 

In
concreto, dagli accertamenti svolti da questa Corte è risultato che __________
non è stato destinatario di una decisione di risarcimento (VI), motivo per cui
la domanda di chiamata in causa non può essere accolta.

In sede
di risposta di causa, confermata con scritto 21 novembre 2014 (XII), la Cassa
ha tuttavia fatto sapere che si riserva, espletati i necessari accertamenti, di
procedere nei confronti di __________ considerandolo quale organo di fatto
della società. In questo senso, la documentazione prodotta dal ricorrente con
scritto 10 novembre 2014 (IX) potrà essere utile per l’amministrazione.”

 

1.5.    
Con ricorso al Tribunale federale 2 febbraio 2015 RI 1, sempre per il
tramite del proprio patrocinatore, ha avversato la summenzionata decisione,
contestando la valutazione in merito al ruolo di __________, il quale nella
veste di unico socio e gerente di fatto, sarebbe l’unico responsabile per i mancati
versamenti, chiedendone la chiamata in causa, dopo rinvio all’autorità
inferiore, al fine di accertarne la responsabilità. 

 

Con sentenza
9C_83/2015 del 20 aprile 2015, l’Alta Corte ha respinto il gravame osservando
in particolare che:

 

"  4.2. Nella sua memoria ricorsuale l'interessato
non contesta esplicitamente che le condizioni dell'art. 52 LAVS siano
adempite. In particolare non fa valere alcun motivo di giustificazione o di
discolpa per cui possa declinare la sua responsabilità. Il gravame è basato
sull'assunto secondo il quale __________ sarebbe stato il solo responsabile per
i mancati versamenti dei contributi sociali a carico della FA 1. Chiamando in
causa __________, il Tribunale cantonale avrebbe potuto accertare la totale
estraneità del ricorrente nella gestione della società. Per questo motivo
l'insorgente chiede (implicitamente) di annullare il giudizio impugnato e di
rinviare la causa al tribunale di prime cure affinché possa denunciare la lite
a __________ e rendere una nuova decisione.  

 

5.

5.1. Anche se applica il diritto d'ufficio, il
Tribunale federale, tenuto conto dell'onere di allegazione posto dalla legge,
si confronta di regola solo con le censure sollevate nel ricorso (cfr. consid.
1 di cui sopra). Il Tribunale federale si limiterà pertanto a esaminare
solamente se la responsabilità di RI 1 è in qualche modo da mettere in
relazione con il ruolo svolto da __________ come preteso dal ricorrente.  

 

5.2. La responsabilità del datore di lavoro si estende
a titolo sussidiario a tutte le persone che si occupano della gestione della
società (art. 52 cpv. 2 LAVS). Questo è il caso quando, come nella fattispecie,
il datore di lavoro è divenuto insolvente e non può fare fronte ai propri
obblighi (DTF 132 III 523 consid. 4.5 pag. 528 con i riferimenti). La
responsabilità delle persone menzionate al cpv. 2 dell'art. 52 LAVS è
solidale (per il periodo anteriore al 1° gennaio 2012 cfr. DTF 134 V 306 consid. 3.1 pag. 308 e DTF 119 V 86 consid. 5a pag. 87). Questo significa che ogni
persona che rientra nel campo di applicazione dell'art. 52 cpv. 2 LAVS è
singolarmente responsabile dell'adempimento degli obblighi del datore di
lavoro.  

 

5.3. Alla luce di quanto precede risulta che RI 1 non
può discolparsi ed eludere la propria responsabilità affermando che un altro
membro della società doveva essere ritenuto responsabile del mancato pagamento
dei contributi sociali. Del resto la giurisprudenza federale ha precisato che
una cassa di compensazione è libera di scegliere se promuovere un'azione contro
una sola persona o più persone nel caso di un concorso di responsabilità. Se
una cassa sceglie di inoltrare un'azione in responsabilità contro una sola
persona, quest'ultima non può opporsi alla richiesta chiamando in causa un
terzo, visto che comunque è responsabile solidalmente del danno (DTF 119 V 86 consid. 5b p. 87), a condizione che, come nel
caso concreto, tutti i presupposti siano realizzati. I rapporti interni tra i
singoli debitori solidali esulano peraltro dalla competenza del giudice delle
assicurazioni sociali (DTF 112 V 261 consid. 2c pag. 15, sentenza 9C_127/2012 del 22
agosto 2012 consid. 4).  

Nella
misura in cui RI 1 cerca di discolparsi dalla sua responsabilità ex art.
52 LAVS chiamando in causa __________, la tesi ricorsuale si rivela
infondata. Non avendo il ricorrente dimostrato l'esistenza di altri argomenti
volti a dimostrare che le condizioni dell'art. 52 LAVS non fossero
adempiute, il ricorso non può che essere respinto.” 

 

1.6.    
Il 30 maggio 2023 RI 1 ha presentato a questo Tribunale un’istanza di
revisione della sentenza 31.2014.7 del 22 dicembre 2014 (cfr. supra consid.
1.4), chiedendone l’accoglimento e, di conseguenza, di essere liberato dalla
responsabilità per il mancato pagamento dei contributi paritetici non soluti da
FA 1. 

 

A
sostegno delle sue pretese ha addotto di essere riuscito, dopo un lungo periodo
di malattia, a recuperare nell’incarto dell’UF il contratto di mandato fiduciario
26 giugno 2010, da lui stipulato in qualità di mandatario con __________ in
veste di mandante e da cui si evincerebbe la sua assenza di responsabilità. In
particolare egli si avvale della seguente ripartizione delle competenze e
responsabilità in seno alla FA 1 che emerge da tale stipula:

 

" 
C) Compiti – competente e
responsabilità di __________, mandante

-
assunzione del personale

-
autorizzazione e pianificazione dei pagamenti

- stesura
e firma dei contratti di appalto

-
richieste di acconto ai clienti

-
liquidazione parziale e finale dei lavori

-
gestione degli acquisti

   a) materiali
per le opere da realizzare

   b)
impianti e macchinari

   c)
acquisti e attrezzature

D)
Compiti – cometenze e responsabilità del mandatario RI 1

- esegue
i lavori secondo le istruzioni e/o direttive del mandante

-
provvede ad eseguire i pagamenti autorizzati dal mandante

-
provvede ad allestire i conteggi trimestrali ed annuali

Tutto
quant’altro richiesto dalla legge federale e cantonale e comunque sempre con
l’autorizzazione dal mandante, ossia di __________.

art. 01 –
L’incarico del Mandatario sarà svolto in forma fiduciaria per ordine e conto
del mandante il quale rimane sempre ed incondizionatamente responsabile della
gestione della FA 1

art. 02 –
Il mandatario si impegna ad esercitare le sue funzioni ed il mandato
esclusivamente in base alle istruzioni e direttive del Mandante.

art. 03 –
Senza tuttavia esservi obbligato, il Mandatario ha la facoltà di agire “motu
proprio” e senza attendere istruzioni quando ritiene che l’interesse della
suddetta ditta, rispettivamente del Mandante, esige un agire immediato.

(…)

art. 07 -
La contabilità e la stesura del bilancio annuale e delle notifiche legali alle
autorità svizzere saranno curate da parte del Mandatario. (…) 

art. 08 –
Qualora il Mandante chiedesse al Mandatario di rassegnare le dimissioni, dovrà
nel contempo regolare puntualmente ogni pendenza aperta.

Art. 11  
La legge cantonale LEPIC è parte essenziale ed integrante del presente mandato
e per maggiore chiarezza viene allegata al contratto di mandato fiduciario.” (doc.
B)

 

A
quest’ultimo proposito RI 1 evidenzia come, ai sensi dell’art. 6 LEPIC, è fatto
obbligo all’impresa, rispettivamente al suo titolare, fra le altre cose “di
essere adempiente in ordine al pagamento dei contributi all’AVS/AI/IPG, all’AD,
alla LAINF ed alle istituzioni sociali obbligatorie o previste dai contratti
collettivi di lavoro e di fornirne le prove” (lett. e) e “di essere
adempiente in ordine al pagamento degli obblighi in materia tributaria con le
trattenuto d’imposta alla fonte e di fornirne le prove” (lett. f).

 

Ha inoltre
prodotto - senza osservare nulla al proposito - la lettera 10 luglio 2012 ai
sensi della quale FA 1 ha disdetto il suo rapporto di lavoro a far tempo dal 30
settembre 2012, a causa “della delicata situazione economica e finanziaria
della ditta” (doc. D).

 

Con la
risposta di causa, la Cassa ha evidenziato come le circostanze addotte da RI 1
a sostegno dell’istanza di revisione non siano nuove ma che l’istante
disponesse delle medesime conoscenze già nell’ambito della procedura davanti a
questo Tribunale quanto in quella successiva, dinanzi alla Corte federale tanto
che quest’ultima autorità già si sarebbe esaurientemente pronunciata sulle
stesse. Pertanto ritiene che l’istanza deve essere dichiarata irricevibile in
quanto il termine di 90 giorni di cui all’art. 25 cpv. 1 Lptca sarebbe
ampiamente scaduto. Ad ogni modo osserva che il contratto di mandato fiduciario
prodotto dall’istante non può essere considerato un nuovo fatto/mezzo di prova,
ritenuto che, quando si è opposto alla decisione risarcitoria del 28 marzo
2014, egli ne era perfettamente a conoscenza, in quanto cofirmatario dello
stesso. Rileva inoltre come nei tre contratti di mandato fiduciario, tutti
successivi a quello qui in esame, prodotti prima dinanzi al TCA, nell’ambito
della causa 31.2014.7 e poi dinanzi alla Pretura di __________ per opporsi
all’istanza di rigetto dell’opposizione inoltrata dalla Cassa, non venga
indicato nulla in merito alla ripartizione di compiti e responsabilità fra
mandante e mandatario, ma risulta unicamente che “(…) il fiduciario (RI 1,
ndr) ha la prerogativa di nomina eventuali direttori, assume e gestisce il
personale, gestione economica e finanziaria della società rispettando e facendo
rispettare i dettami legali giusta gli artt. 772 e segg. del CO”. Nemmeno
nell’ambito di tali procedure egli aveva mai accennato all’esistenza del
contratto 26 giugno 2010, sulla cui autenticità la Cassa formula delle riserve.
Ad ogni modo la stessa rileva come le circostanze addotte dall’istante non
avrebbero possibilità di modificare la sentenza di questo Tribunale non essendo
atte, per costante giurisprudenza, a liberarlo dalla sua responsabilità ex art 52
LAVS.

 

Con le
osservazioni l’istante ha sollevato una serie di contestazioni già presentate
davanti a questo Tribunale nell’ambito della procedura di cui alla sentenza
31.2014.7. In particolare ha riproposto la censura secondo cui, se la Cassa
avesse agito correttamente, avrebbe potuto recuperare il credito insinuato
senza subire alcun danno. Sostiene inoltre come, giusta “l’art. 24 LPGA”,
“La procedura avviata dalla Cassa CO 1 di cui al Doc. A conclusasi in data
22.12.2014 risulta perenta”. Rileva quindi come responsabili ai sensi della
LEPIC sarebbero stati dapprima l’arch. __________ ed in seguito, fino al
fallimento della società, l’arch. __________. Ribadisce quindi in sostanza
quanto già evidenziato con l’istanza in merito alla ripartizione delle competenze
in seno ad FA 1, contestando poi aneddoticamente di aver mancato ai suoi
obblighi di vigilanza sulla gestione aziendale.

 

La Cassa ha
osservato come gli argomenti e documenti ulteriormente addotti dall’istante
risultino ininfluenti, riconfermandosi in quanto esposto nella risposta di
causa.

 

considerato                 in
diritto

 

                          2.1.  La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è
di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di
un Giudice unico ai
sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015;
8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).

 

                          2.2.  Giusta l'art. 61 lett. i LPGA le
decisioni devono essere sottoposte a revisione se sono stati scoperti nuovi
fatti o mezzi di prova oppure se il giudizio è stato influenzato da un crimine
o da un delitto.

 

                                  L’art. 61 lett. i LPGA impone ai
Cantoni soltanto di prevedere, di principio, la possibilità di una revisione in
presenza dei due motivi classici, ossia quando sono scoperti fatti o mezzi di prova
nuovi oppure nel caso in cui un crimine o un delitto abbia avuto influenza
sulla decisione. Per il resto la procedura di revisione è regolata dal diritto
cantonale che può anche contemplare altri motivi di revisione rispetto a quelli
menzionati all’art. 61 lett. i LPGA (cfr. STF 8C_683/2021 del 13 luglio 2022
consid. 4.3.1.)

 

                                  L’art. 24 della Legge ticinese di
procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni
(Lptca) enuncia che contro le decisioni del Tribunale cantonale delle
assicurazioni è ammessa la revisione:

 

                                  a) se sono stati scoperti fatti
nuovi o nuovi mezzi di prova;

                                  b) se un crimine o un delitto ha
influito sul giudizio.

 

                                 A norma dell'art. 25 cpv. 1 Lptca,
poi, la domanda di revisione deve essere presentata, con l'indicazione dei
motivi e dei mezzi di prova, entro il termine massimo di 90 giorni dalla data
in cui sono state conosciute le circostanze nuove previste dalle lett. a) e b)
dell'art. 24. Nel caso dell’art. 24 lett. a), la domanda di revisione deve inoltre
essere interposta entro 10 anni dalla notificazione della sentenza. 

                                  I termini entro i quali un’istanza
di revisione ai sensi dell’art. 61 lett. i LPGA deve essere inoltrata davanti
al Tribunale cantonale sono, in effetti, regolati dal diritto cantonale
conformemente all’art. 61, prima frase, LPGA (cfr. STF 8C_709/2020 del 6
settembre 2021 consid. 3.1.2., pubblicata in SVR 2022 UV Nr. 7 pag. 27).

 

                          2.3.  Secondo un principio generale, la
domanda di revisione nel merito di una sentenza deve essere presentata
all’autorità che per ultima ha statuito nel merito della causa (DTF 134 III 45
consid. 2.2; DTF 118 Ia 366 consid. 2 con riferimenti; STF 2C_810/2009 consid.
3.1).

 

Per quanto
concerne in particolare il ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, inoltrato dal ricorrente il 2 febbraio 2015, occorre evidenziare come
lo stesso costituisca un rimedio di diritto ordinario di natura riformatoria
(art. 107 cpv. 2 LTF), la cui ammissione o respingimento sulla base dei fatti
accertati nella decisione impugnata ha quale conseguenza che il giudizio del
Tribunale federale si sostituisce alla pronunzia cantonale. In questo caso, la
domanda di revisione deve essere formata davanti al Tribunale federale la cui
sentenza costituisce pertanto la sola decisione passata in giudicato (art. 61
LTF), passibile di revisione per i motivi indicati agli artt. 121
e 123 LTF (Yves Dondallaz, Loi sur le Tribunal fédéral, 2008, n. 4645 p. 1671;
Nicolas von Werdt, Bundesgerichtsgesetz, 2007, n. 13 ad art. 123 LTF). Per
contro, la domanda di revisione dev’essere presentata all’autorità precedente
nel caso in cui il ricorso in materia di diritto pubblico è dichiarato
irricevibile o quando il motivo della domanda di revisione verte su un aspetto
che non era più litigioso nella procedura dinanzi al Tribunale federale (STF
2F_2/2009 del 23 settembre 2009, consid. 2.2 e 2.3; STF 2C_810/2009 del 26
maggio 2010, consid. 3.1.2).

 

Nel caso di
specie, il ricorso in materia di diritto pubblico presentato contro il giudizio
31.2014.7 del 22 dicembre 2014 di questo Tribunale, è stato respinto con sentenza
20 aprile 2015 del Tribunale federale. Quest’ultimo si è quindi pronunciato nel
merito. 

                                  

Quanto al
motivo posto a sostegno dell’istanza di revisione 30 maggio 2023, RI 1 ha addotto
di essersi procurato presso l’UF, dopo lunga malattia, il contratto di mandato
26 giugno 2010, del quale egli è cofirmatario insieme a __________ e che
prevede la ripartizione delle competenze e delle responsabilità fra i due
stipulanti in seno ad FA 1 (cfr. supra consid. 1.6). Egli si avvale di tale
mezzo di prova per liberarsi della responsabilità ex art. 52 LAVS, fondandosi
sul ruolo svolto nella società da __________. Per quanto è dato di capire,
l’istante sembrerebbe inoltre dedurre dal rinvio contenuto nello stesso
contratto alla LEPIC, in particolare all’art. 6 lett. e) il quale disciplina
l’obbligo di essere adempiente al pagamento dei contributi paritetici fatto all’impresa,
rispettivamente al suo titolare ai sensi dell’art. 3 della medesima legge, che
egli ha indicato ritenere essere l’arch. __________, rispettivamente l’arch. __________
(cfr. supra consid. 1.6), la responsabilità di questi ultimi e la sua
conseguente liberazione al pagamento dei contributi non soluti da FA 1.

Ora, come
accennato (cfr. supra consid. 1.5), dinanzi all’Alta Corte, oggetto del
contendere era la questione a sapere se, e in quale misura, RI 1 dovesse
rispondere ai sensi dell’art. 52 LAVS nei confronti della Cassa per il danno
derivante dal mancato pagamento dei contributi sociali da parte della fallita FA
1 (STF 9C_83/2015 del 20 aprile 2015, consid. 2). Questione che la Massima
istanza ha poi esaminato, con riferimento proprio all’esame della
responsabilità del qui istante in relazione al ruolo svolto da __________ (STF
9C_83/2015 del 20 aprile 2015, consid. 5, cfr. supra consid. 1.5).

Pertanto,
considerato come l’oggetto della revisione sia sempre la questione a sapere se,
e in quale misura, l’istante sia tenuto a rispondere ai sensi dell’art. 52 LAVS
nei confronti della Cassa, pur osservando come l’Alta Corte nel suo giudizio
non si sia confrontata con la responsabilità di RI 1 in relazione alla pretesa
responsabilità ai sensi della LAPIC dell’arch. __________ e dell’arch. __________,
l’istanza di revisione non poteva che essere presentata al Tribunale federale (a
proposito dell’impraticabilità di dividere il procedimento in tali circostanze cfr.
la STF 4F_8/2010 del 18 aprile 2011, consid. 1.2).

 

Ne consegue
che l’istanza deve essere dichiarata irricevibile.

                                  

Per quanto
attiene al timbro di crescita in giudicato recante la data del 1° febbraio 2022
di cui è munita la sentenza 31.2014.7 del 22 dicembre 2014, prodotta
dall’istante sub doc. A con l’istanza di revisione, questo Tribunale osserva
come la decisione in oggetto non era in realtà mai cresciuta in giudicato,
essendo stata impugnata al Tribunale federale ciò che, peraltro, indipendentemente
dalla questione a sapere se si sia trattato effettivamente di una svista di
questa Corte, non poteva di certo sfuggire ad RI 1 il quale ha esso medesimo
presentato ricorso il 2 febbraio 2015 alla Massima istanza.

 

                          2.4.  In una STFA K 155/01 dell'8 gennaio 2003 il Tribunale federale delle
assicurazioni (TFA, dal 1. gennaio 2007 Tribunale federale, TF) ha ricordato
che “(…) l'obbligo dell'autorità incompetente di trasmettere d'ufficio un
incarto a quella competente configura un principio generale del diritto
amministrativo e delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 507 consid. 4d, 111 V
406; VSI 1995 pag. 199 consid. 3b, DTF) (…)”.

                                  

                                  Per quel che concerne l'obbligo di trasmissione da parte del TCA all'autorità
competente esso deriva, oltre che dal menzionato principio generale del diritto
delle assicurazioni sociali, valido anche dopo l’entrata in vigore della LPGA
(Kieser, ATSG – Kommentar, 2009, n. 15 ad art. 30) anche dalle disposizioni
procedurali federali (art. 32 cpv. 2 e 48 cpv. 3 LTF) e cantonali (art. 6 cpv.
1 Lpamm applicabile in virtù del rinvio dell'art. 31 Lptca del 23 giugno 2008).

 

                          2.5.  Secondo l’art.
61 lett. fbis LPGA in caso di controversie relative a prestazioni,
la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se
la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla
parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

                                  Il
Tribunale federale ha precisato che il diritto federale non impone
l’applicazione di spese giudiziarie nei processi che non riguardano prestazioni
(come nell’ambito della procedura di risarcimento ex art. 52 LAVS), ma la
questione è lasciata al diritto cantonale. 

Nel caso di specie,
l’art. 24 cpv. 4 Lptca prevede l’imposizione di una tassa di giustizia soltanto
“quando è dovuta” facendola pertanto dipendere da un’altra base legale
federale o cantonale che obblighi in modo perentorio al pagamento (STF
8C_265/2021 del 21 luglio 2021 consid. 4.4.3). 

                                  Nella fattispecie
né la LPGA né la LAVS né altre leggi del diritto cantonale prevedono
l’applicazione di spese. 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

1.     L’istanza
di revisione 30 maggio 2023 è irricevibile.

§ Gli atti sono
trasmessi per competenza al Tribunale federale, Lucerna.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta
invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma
del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                           Il
segretario di Camera

 

giudice Raffaele Guffi                                   Gianluca
Menghetti