# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 542f38ab-95ec-51c0-8785-8cd3e4b0bc3f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-08-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 09.08.2001 INC.2001.34902
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-34902_2001-08-09.html

## Full Text

N. 349.2001.2 L                                                         Lugano,
9 agosto 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

Claudio Lepori

 

 

 

sedente per statuire sull'istanza
di libertà provvisoria presentata il 31 luglio / 3 agosto 2001 da

 

 

__________, attualmente presso le Carceri pretoriali di __________

                                 (patrocinato
dall'avv. __________)

 

 

e qui trasmessa con preavviso
negativo il 6 agosto 2001 dalla Procuratrice pubblica avv. Maria
Galliani, in sostituzione della collega dott. Rosa Item, assente;

 

 

viste le osservazioni 6 agosto
2001 dell'accusato, che si conferma in contenuti e conclusioni dell'istanza;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto e considerato

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

1.

 

 

__________ venne arrestato il 4
luglio 2001, con contestuale promozione dell'accusa nei suoi confronti per
titolo di atti sessuali con fanciulli e violazione  del dovere d'assistenza o
educazione.

 

 

 

 

 

 

Il procedimento è stato avviato
in seguito a segnalazione della Magistrata dei minorenni, che aveva raccolto il
racconto di __________ e __________ di subiti e sofferti sconvenienti approcci
di carattere sessuale ad opera dell'accusato, loro padre. __________ ha
persistentemente e fermamente negato questi fatti, facendo stato di trama
ordita dalla madre delle denuncianti, dalla quale da anni è divorziato.

 

 

 

2.

 

 

L'istanza di libertà provvisoria
non si sofferma a discutere gli indizi di colpevolezza, volendo solo dimostrare
l'assenza di preminenti motivi di interesse pubblico al mantenimento del
provvedimento coercitivo, anche se non conoscendo appieno gli atti istruttori
non è possibile pronunciarsi sulle necessità processuali. In ogni modo si può
evidenziare che più interrogatori dell'accusato e di terzi - in particolare
parenti e conoscenti - sono avvenuti, eventuali altri testimoni sono
sconosciuti all'accusato e sarà impossibile per lui influenzare le figlie, sia
per il divieto di contatti con loro, sia in quanto "non sarebbero
d'altronde così facili da manipolare": quindi non esiste pericolo di
collusione e neppure pericolo di recidiva. Il durissimo carcere preventivo non
può essere usato quale mezzo di pressione, mentre va rispettato il principio di
proporzionalità, non dovendo l'accusato subire il carico di lavoro del
Ministero pubblico.

 

Nell'esprimere il suo preavviso
negativo, la Procuratrice pubblica si diffonde nel puntualizzare l'emergenza di
gravi e concreti indizi di colpevolezza, di contro alla pretesa di complotto a
proprio danno, avanzata dall'accusato: la credibilità delle figlie deriva
dall'aver dapprima riferito gli episodi inquisiti al di fuori della famiglia,
dalle loro spontanee deposizioni rese separatamente, da specifici episodi e da
contraddizioni dell'accusato, alla cui illustrazione si rimanda. A fondare
oggettivi bisogni dell'istruzione, altri accertamenti sono in corso
rispettivamente già previsti, come una nuova audizione della piccola __________,
quella della ex moglie dell'accusato e quella della psicologa __________, che
ha seguito le due ragazze ed ha per prima raccolto le loro confidenze, con
successivo seguito di contestazione di queste emergenze a __________:
l'atteggiamento di quest'ultimo e la delicatezza della fattispecie inquisita
vogliono esclusione di pericolo di collusione con quanti dovranno testimoniare
per l'una o per l'altra parte, ritenuto - nella descritta situazione -
ampiamente rispettato il principio della proporzionalità.

 

L'accusato, nelle osservazioni a
detto preavviso negativo, contesta gli indizi di colpevolezza, con la
sensazione che si voglia accertare solo quanto a lui sfavorevole, attraverso
interpretazione perversa di "episodi normali tra genitori e 

figli", in costanza di durissimo carcere preventivo, con limitazioni
incivili "per tentare di estorcere una confessione". I bisogni
dell'istruzione poi non sono specificati e pure il pericolo di collusione,
osservando che l'accusato non conosce quali altre prove saranno assunte e quali
testimoni sentiti. L'inchiesta non procede celermente e la proporzionalità non
è rispettata.

 

 

 

3.

 

 

L'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell'istruzione
(REP 1998, pag. 333 ss., anche per i successivi considerandi).

L'eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988
pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

 

4.

 

 

Sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
presente situazione processuale a legittimare e giustificare il perdurare della
cautelare privazione della libertà, alla quale è astretto __________, per
l'esperimento dell'istruzione formale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4.1

 

Con la verisimiglianza
sufficiente a questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può con
tranquillità concludere per l'evidenza di seri e concreti indizi di
colpevolezza a carico di __________ Si osserva, in questa prospettiva, che non
può comunque essere qui definitivamente risolta la questione della validità
assoluta delle emergenze processuali, i limiti di questo giudizio essendo
quelli della valutazione della legittimità della carcerazione preventiva,
attraverso esame di massima delle responsabilità penalmente rilevanti a carico
dell'accusato (v. decisione 19 febbraio 2001 in re H.B., GIAR 740.2000.2).
Occorre anche prudenza per evitare pregiudizio al seguito processuale,
specialmente al confronto con le proteste di innocenza.

Allora si ha che pesano le
convergenti dichiarazioni accusatorie delle figlie, che si danno per note, di
contro alla tesi dell'istigazione della madre, osservando che:

-         
non vi è nessun elemento, oltre a mera ipotesi, per dare credibilità ad
intervento e decisiva influenza a distanza di anni dalla separazione;

-         
i dettagli sono distinti e convergenti, senza apparenza di influenza
esterna, e vennero dapprima (se non esclusivamente) raccontati a terzi (amici,
operatori sociali, Magistrata dei minorenni);

-         
lo stesso accusato non ha riscontro di abitudine alla menzogna delle figlie
(verbale di polizia 12 luglio 2001, pag. 4), fa stato di continuità in buoni
rapporti con le stesse (loc. cit., pag. 3) e di reciprocità di affetti (v. la
dichiarazione di __________ allegata al verbale dinnanzi alla magistrata
inquirente del 20 luglio 2001) ed anche le riconosce non facilmente
manipolabili (istanza di libertà provvisoria, punto 4);

-         
l'accusato non è stato costantemente limpido nelle sue dichiarazioni,
come ad esempio sulla detenzione di cassette pornografiche, quando ha insinuato
della disponibilità per le figlie di libri dell'orrore (in realtà pubblicazioni
adatte a ragazzi dalla terza elementare in su: e perché poi non ne controllò il
contenuto?) ed in punto a tempi e volte di sonno in comune letto (verbale PP
citato, pag. 4 ss).

 

 

4.2

 

Le indagini sono ancora in corso,
come illustrato nel preavviso negativo: ora si aggiunge anche la ritenuta
necessità di una perizia psichiatrica sull'accusato (come ordinata in data
odierna e che di per sé potrebbe legittimare un ricovero coatto parificabile al
carcere preventivo: art. 95 cpv. 4 CPP), né si può affermare che le stesse
procedano a rilento - avuto presente che un Procuratore pubblico non gestisce
un procedimento alla volta, e che in questo vi è la collaborazione di una
collega della titolare - né che vengano raccolte prove unilateralmente, come
dimostrato dall'audizione di persone vicine all'accusato.

 

 

 

 

 

 

Non è necessario ripetersi, per concludere
alla necessità di raccogliere le nuove prove indicate dalla magistrata
inquirente e quelle che l'accusato vorrà proporre a suo discarico, senza
possibilità di loro inquinamento attraverso manovre collusive. Certo vi sarebbe
difficoltà di contatti con le figlie (ma non con altri) ed anche non si vuol
sostenere preciso disegno dell'accusato in tale direzione: pure la regolarità
dell'assunzione delle prove, non da ultimo a favore dei diritti della difesa, vogliono
evitati questi pericoli, intento raggiungibile solo con il mantenimento
cautelare (appunto) della privazione della libertà provvisoria di __________,
che serve a questi scopi e non certamente ad indurre l'accusato ad accusarsi -
secondo lui - falsamente.

 

 

 

5.

 

 

Il carcere preventivo sin qui sofferto e
ipotizzabile per la continuazione dell'istruttoria, in un procedimento che
risulta essere condotto con coerente sollecitudine nonostante le difficoltà del
procedere nei confronti di un accusato che si proclama innocente, è pienamente
rispettoso del principio di proporzionalità, tenuto anche conto della
delicatezza dei fatti da accertare e delle persone coinvolte.

 

 

 

6.

 

 

L’istanza è così respinta con la presente
decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario)
e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1
lett. a CPP).

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

 

1.      
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.      
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.      
Intimazione:

 

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
Claudio Lepori