# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6d7fe268-a355-5ed0-bb18-ac0c8fda51fb
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-01-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.01.2023 D-76/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-76-2023_2023-01-13.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-76/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 3  g e n n a i o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione della giudice Nina Spälti Giannakitsas;  

cancelliere Demis Mirarchi. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Georgia,  

(…),   

ricorrente,   
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo e allontanamento (art. 40 in relazione all’art. 6a cpv. 2 

LAsi);  

decisione della SEM del 29 dicembre 2022 / N (…). 

 

 

 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessato – cittadino georgiano – ha presentato 

in Svizzera il (…) novembre 2022,  

il verbale relativo all’audizione sui motivi d’asilo tenutasi il (…) dicembre 

2022,  

la bozza di decisione negativa in merito alla domanda d’asilo ed il relativo 

parere inoltrato dalla rappresentanza legale il (…) dicembre 2022,  

la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) 

del (…) dicembre 2022, notificata il giorno medesimo (cfr. atto SEM [(…)] -

25/1), con cui tale autorità ha respinto la succitata domanda d’asilo ed ha 

pronunciato l’allontanamento del richiedente dalla Svizzera, nonché l’ese-

cuzione del provvedimento medesimo in quanto ammissibile, esigibile e 

possibile, 

la cessazione del mandato di rappresentanza con la Protezione giuridica 

(cfr. atto SEM 26/1),  

il ricorso del 5 gennaio 2023 (cfr. tracciamento degli invii; data d’entrata:  

6 gennaio 2023), per il cui tramite l’interessato insorge dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) concludendo all’accogli-

mento dell’impugnativa, all’annullamento della decisione avversata, al rico-

noscimento della qualità di rifugiato ed alla concessione dell’asilo in  

Svizzera; in subordine, secondo il senso, all’ammissione provvisoria in 

Svizzera per inammissibilità e/o inesigibilità dell’esecuzione dell’allontana-

mento; contestualmente egli ha proposto istanza di concessione dell’assi-

stenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal pagamento delle spese di 

giudizio e del relativo anticipo, il tutto con protestate tasse e spese, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

  

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e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi), 

che fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF, 

che la SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l’atto impugnato co-

stituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA, 

che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), per il che è legittimato ad aggravarsi contro di 

essa, 

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti, 

che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi), 

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di una 

seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti, 

che questionato in merito ai suoi motivi d’asilo, il richiedente l’asilo ha rac-

contato di essere perseguitato dal Signor B._______ e dai suoi seguaci; 

che il primo, allora a capo del dipartimento di polizia di C._______, avrebbe 

nutrito un interesse per la moglie del ricorrente, la quale, anch’ella, avrebbe 

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lavorato nel succitato dipartimento; che l’interessato sarebbe stato dete-

nuto nel 2010, per una durata di un anno e mezzo, dopo che i colleghi di 

B._______. lo avrebbero incastrato, munendolo di stupefacenti; che poco 

dopo la scarcerazione l’insorgente sarebbe stato nuovamente incarcerato, 

per poi, dopo un anno e grazie ad un nuovo governo, ottenere l’amnistia 

ed essere quindi liberato; che, anche dopo il periodo di detenzione, egli 

sarebbe stato vittima di violenza da parte di persone vicine a B._______., 

nonostante quest’ultimo non fosse più a capo del dipartimento, 

che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi); che l’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato; che 

esso include il diritto di risiedere in Svizzera, 

che giusta l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di 

origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di es-

sere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente 

l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 

cpv. 2 LAsi),  

che nella querelata decisione, l’autorità inferiore ha considerato irrilevanti i 

motivi d’asilo addotti dall’insorgente; che non vi sarebbero invero indizi tali 

da supporre ch’egli non possa rivolgersi alle autorità georgiane onde otte-

nere protezione, conto tenuto dell’inserimento della Georgia nel novero de-

gli Stati sicuri ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi e della presunzione di 

assenza di persecuzioni che ne deriverebbe,  

che con la sua impugnativa, l’insorgente avversa la valutazione della SEM, 

la quale avrebbe dovuto valutare il rischio di persecuzione in maniera più 

obiettiva; che a suo dire, egli non avrebbe modo di far capo alla protezione 

statale, poiché B._______. sarebbe facoltoso e ancora molto influente; che 

l’esecuzione dell’allontanamento non sarebbe, per ragioni mediche, ragio-

nevolmente esigibile, 

che il Consiglio federale designa come Stati sicuri gli Stati in cui, secondo 

i suoi accertamenti, non vi è pericolo di persecuzioni (art. 6a cpv. 2 lett. a 

LAsi), 

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che le persecuzioni che sono dovute a terzi e non ad organi governativi, 

non rivestono un carattere determinante per il riconoscimento della qualità 

di rifugiato se non nel caso in cui lo Stato in questione non accordi la pro-

tezione necessaria al richiedente; che infatti, secondo il principio della sus-

sidiarietà della protezione internazionale in rapporto alla protezione nazio-

nale, di cui all’art. 1 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 lu-

glio 1951 (RS 0.142.30), si può esigere da un richiedente asilo che egli 

abbia dapprima esaurito nel suo Paese d’origine, le possibilità di protezione 

contro delle eventuali persecuzioni non statali, prima di sollecitare la stessa 

da parte di uno Stato terzo (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 con riferimenti 

citati; DTAF 2011/51 consid. 6.1; cfr. fra le tante altre anche sentenza del 

Tribunale D-4048/2022 del 26 settembre 2022 consid. 7.6.2), 

che in una pari eventualità, le autorità d’asilo sono di principio tenute a 

verificare unicamente l’effettività della protezione offerta da parte dello 

Stato d’origine (cfr. DTF 138 II 513 consid. 7.3), 

che inoltre, nel caso in cui lo Stato d’origine sia stato designato come sicuro 

ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, esiste anche una presunzione legale 

di protezione contro i pregiudizi da parte di terze entità (cfr. DTF 138 II 513 

consid. 7.3), 

che tale presunzione può essere sovvertita solo in presenza di indizi con-

creti (cfr. tra le tante anche la sentenza D-4068/2022 del 22 settembre 

2022), 

che il Consiglio federale ha inserito la Georgia nel novero dei Paesi esenti 

da persecuzioni ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi (cfr. allegato 2 all’Or-

dinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 

[OAsi 1, RS 142.311]) e si è attenuto a questa valutazione nell’ambito delle 

periodiche verifiche giusta l’art. 6a cpv. 3 LAsi, 

che vi è dunque una presunzione legale di protezione da parte delle auto-

rità georgiane,  

che secondo prassi, l’effettiva protezione nel Paese d’origine non è d’altro 

canto da intendersi quale garanzia di protezione individuale a lungo ter-

mine contro persecuzioni non-statali; che nessuno Stato ha la capacità di 

garantire ovunque e in qualunque momento l’assoluta sicurezza ai propri 

cittadini; che occorre al contrario che vi sia a disposizione una struttura di 

protezione funzionante ed efficiente che renda possibile un procedimento 

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penale, segnatamente organi di polizia e ordinamento giuridico ottempe-

ranti (cfr. DTF 138 II 513 consid. 7.3, DTAF 2013/11 consid. 5.1 con riferi-

menti citati; DTAF 2011/51 consid. 6.1; cfr. tra le altre anche la sentenza 

del Tribunale D-3015/2022 del 19 luglio 2022 consid. 8.2), 

che nel caso in esame, il ricorrente non è stato in grado di fornire elementi 

concreti a sostegno dell’asserita incapacità e/o non volontà di protezione 

da parte delle autorità del suo Paese d’origine; che l’interessato aggiunge 

nel suo memoriale ricorsuale che B._______. eserciterebbe la sua in-

fluenza sul personale della polizia; che, tuttavia, non vi sono prove neanche 

a supporto di questa allegazione,  

che su tali presupposti, la supposta indolenza di quest’ultime autorità e il 

presunto e ipotetico coinvolgimento del corpo di polizia si riducono a mere 

asserzioni di parte,  

che così stando le cose, in specie non vi sono gli estremi per dedurre un’im-

possibilità generalizzata di far capo alla protezione statale,      

che essendo riuniti tutti i fatti giuridicamente rilevanti non si riscontra alcuna 

violazione del principio inquisitorio da parte dell’autorità inferiore (cfr. DTAF 

2019 I/6 consid. 5.1), atteso in particolare che in specie si tratta unicamente 

di verificare l’effettività della protezione offerta da parte dello Stato d’origine 

in forza ad una presunzione legale, 

che per quanto concerne il riconoscimento della qualità di rifugiato e la 

concessione dell’asilo la decisione impugnata va pertanto confermata, 

che se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM 

pronuncia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina 

l’esecuzione; che tiene però conto del principio dell’unità della famiglia 

(art. 44 LAsi),  

che l’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo 

relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4),  

che questo Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia 

dell’allontanamento,  

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che l’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione (LStrI, RS 142.20), giusta il quale la stessa dev’essere possibile 

(art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente 

esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI), 

che nella misura in cui questo Tribunale ha confermato la decisione della 

SEM relativa alla domanda d’asilo dell’insorgente, quest’ultimo non può 

prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), ge-

neralmente riconosciuto nell’ambito del diritto internazionale pubblico ed 

espressamente enunciato all’art. 33 della Convenzione sullo statuto dei ri-

fugiati del 28 luglio 1951 (RS 0.142.30), 

che, in siffatte circostanze, non v’è nemmeno motivo di considerare l’esi-

stenza di un rischio personale, concreto e serio per il ricorrente di essere 

esposto, in caso di allontanamento nel suo Paese d’origine ad un tratta-

mento proibito, in relazione all’art. 3 CEDU o all’art. 3 della Convenzione 

contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti 

del 10 dicembre 1984 (RS 0.105), 

che, dunque, l’esecuzione dell’allontanamento è ammissibile, 

che, inoltre, la situazione vigente in Georgia non è caratterizzata da guerra, 

guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l’insieme della popola-

zione nell’integralità del territorio nazionale; che il Paese in parola è del 

resto stato inserito dal Consiglio federale nella lista dei Paesi verso i quali 

l’esecuzione dell’allontanamento è di principio ragionevolmente esigibile 

(cfr. art. 18 e Allegato 2 dell’Ordinanza concernente l’esecuzione dell’allon-

tanamento e dell’espulsione di stranieri; OEAE, RS 142.281), 

che nemmeno la situazione personale dell’interessato giustifica una di-

versa valutazione del caso, 

che, in particolare dal punto di vista medico, al ricorrente è stato prescritto 

il farmaco Subutex come terapia sostitutiva per la sua tossico-dipendenza 

(cfr. atti SEM 8/2, 13/2); che l’interessato ribadisce in sede ricorsuale ciò 

che egli aveva già menzionato nel contesto dell’audizione, ovvero che il 

suo sistema nervoso sarebbe danneggiato, che egli avrebbe una bassa 

capacità di memoria e che egli sarebbe affetto da epatite C (cfr. pag. 4 del 

ricorso, atto SEM 15/11 D3); che, per giurisprudenza costante, si considera 

che, in Georgia, il trattamento della maggior parte delle problematiche fisi-

che e psichiche è ora possibile, anche se non corrisponde agli standard 

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medici svizzeri (cfr. tra le altre anche la sentenza del Tribunale  

D-4670/2022 del 2 novembre 2022 consid. 8.4); che il ricorrente non ha 

apportato alcuna prova atta a convincere il Tribunale del contrario; che per 

quanto concerne il tema sollevato nel ricorso dei costi elevati della salute 

in Georgia, il Tribunale segnala che l’interessato ha dichiarato in sede di 

audizione che nel succitato Paese egli non stava male economicamente 

(cfr. atto SEM 15/11 D12), 

che, di conseguenza, il provvedimento è ragionevolmente esigibile, 

che infine non risultano impedimenti neppure sotto il profilo della possibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI in relazione 

all’art. 44 LAsi), 

che, in sunto, anche in materia di allontanamento e relativa esecuzione, la 

querelata decisione va confermata, 

che da ultimo, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di 

esito favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della di-

spensa dal pagamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 

PA) e la domanda di esenzione dal versamento dell’anticipo spese è da 

considerarsi priva di oggetto, 

che, visto l’esito della procedura, le spese processuali che seguono la soc-

combenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché 

art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF), 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fe-

derale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Demis Mirarchi 

 

 

Data di spedizione: