# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9c142606-9eb9-5c8f-a49c-3aec8e0e6e7c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.08.2010 D-7868/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7868-2007_2010-08-13.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7868/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 3  a g o s t o  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo, Presidente del collegio, 
Martin Zoller e Robert Galliker, 
cancelliere Carlo Monti;

A._______, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 22 ottobre 2007 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7868/2007

Fatti:

A.
L'interessato, nato a B._______, C._______, nella provincia di  Sulei-
maniya, in Iraq, avrebbe risieduto dall'infanzia fino al 7 maggio, oppure 
al  5 luglio 2007  a  C._______.  In  seguito  avrebbe  soggiornato  a 
D._______ per circa due mesi a casa di suo zio paterno fino al 2 set-
tembre 2007. Sarebbe poi  espatrio in data 4 settembre 2007 raggiun-
gendo la Svizzera in data 21 settembre 2007 ove  ha presentato do-
manda d'asilo il medesimo giorno (cfr. verbali d'audizione del 1°  otto-
bre 2007, pagg. 1, 2 e 6 come pure del 15 ottobre 2007, pagg. 2 e 8).

Sentito sui suoi motivi d'asilo, ha dichiarato, in sostanza e per quanto è 
qui di rilievo, di essere espatriato per il timore di essere ucciso sia dai 
familiari di una ragazza di nome E._______ che avrebbe voluto sposa-
re  – figlia  di  un  responsabile  dell'Unione  Patriottica  del  Kurdistan 
(KPU) – che dalla famiglia del suo concorrente, a sua volta un respon-
sabile del KPU. Infatti, per tre volte la famiglia della compagna avrebbe 
rifiutato le richieste di matrimonio presentate dalla famiglia dell'interes-
sato. In seguito, il richiedente sarebbe stato minacciato sia dai genitori  
della ragazza che dalla famiglia del pretendente e una o più  persone 
ignote gli avrebbero sparato colpendo la sua auto. Quest'ultimo avreb-
be poi deciso di recarsi a D._______ dopo aver appreso che la ragaz-
za era rimasta uccisa in un incendio – forse per mano della sua fami-
glia, forse per suicidio – e dopo aver sporto denuncia senza esito.

In  seguito  sarebbe pure  fuggito  da D._______  e  sarebbe espatriato 
perché degli ignoti, oppure dei terroristi gli avrebbero sparato il 1°  set-
tembre 2007 mentre si trovava a bordo di un'auto insieme ad un suo 
cugino che avrebbe lavorato come interprete per gli americani (cfr. ver-
bali  d'audizione del 1° ottobre 2007, pagg. 4-5 e del 15 ottobre 2007, 
pagg. 3-8).

B.
Con decisione del 22 ottobre 2007,  l'Ufficio federale della migrazione 
(UFM) ha respinto la succitata domanda d'asilo. Detto Ufficio ha pure 
pronunciato l'allontanamento  dell'interessato dalla Svizzera e l'esecu-
zione dell'allontanamento medesimo, siccome lecita, esigibile e possi-
bile.

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C.
In data 21 novembre 2007, il richiedente ha inoltrato ricorso dinnanzi 
al  Tribunale amministrativo federale contro la decisione dell'UFM. Ha 
chiesto l'annullamento della decisione impugnata e l'invio degli atti al-
l'autorità inferiore per un nuovo esame e, in via sussidiaria, la conces-
sione  dell'ammissione  provvisoria  congiuntamente  ad  una  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle presumibi -
li spese processuali.

A  sostegno  del  gravame  ha  allegato  un  certificato  medico  del 
Dr. med. F._______  del  servizio  psico-sociale  (SPS)  di  Viganello 
dell'8 novembre 2007.

D.
Con scritto del 29 novembre 2007, il ricorrente ha presentato un rap-
porto medico dettagliato del  Dr. med. F._______ del  SPS del 27 no-
vembre 2007.

E.
Il  Tribunale  amministrativo  federale,  con  decisione  incidentale  del 
20 dicembre 2007, ha autorizzato il ricorrente a soggiornare in Svizze-
ra fino al termine della procedura. Ha inoltre rinunciato, ritenuta la sus-
sistenza di motivi particolari, a chiedere all'insorgente il versamento di 
un anticipo a copertura delle presumibili  spese processuali. Nel con-
tempo, ha invitato l'autorità inferiore a presentare una risposta al ricor-
so.

F.
Con risposta del 17 gennaio 2008, l'UFM, ha proposto la reiezione del 
gravame.

G.
Con decisione incidentale del  25 gennaio 2008, il  Tribunale ammini-
strativo federale ha concesso al  ricorrente un termine fino al 25 feb-
braio 2008 per presentare una replica.

H.
Il  25 febbraio 2008, l'autore del gravame ha inoltrato l'atto di  replica 
onde ha,  in  sostanza,  contestato  le  contraddizioni  indicate  dall'UFM 
nella sua decisione del 22 ottobre 2007 ed ha, per il resto, rimandato a 
quanto già esposto nel ricorso.

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I.
Con  scritto  del  3  febbraio  2010  (data  d'entrata  1°  marzo  2010),  il  
Dr. med. F._______ ha sollecitato  l'evasione della  sentenza per  il  ri -
corrente, in quanto vi sarebbe stato un grave peggioramento delle con-
dizioni psichiche del paziente il quale non sopporterebbe più la lunga 
attesa ed il clima di incertezza che graverebbe sulla sua situazione.

J.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Le procedure in materia d'asilo  sono rette dalla  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale am-
ministrativo federale, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le 
decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 
33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

Gli atti impugnati costituiscono delle decisioni ai sensi dell'art. 5 PA.

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferio -
re, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un in -
teresse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA); è pertanto legittimato ad aggravar-
si contro di essa.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 105 vLAsi del 1979, RU 1980 
1718), alla forma e al contenuto degli atti di ricorso (art. 50 e 52 PA) 
sono soddisfatti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

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2.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi e 
art. 49 PA). Il  Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai 
motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche del -
la decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti  (cfr. sen-
tenza  del  Tribunale  amministrativo  federale D-4917/2006  del  12 lu-
glio 2007,  consid. 3;  PIERRE MOOR,  Droit  administratif,  vol. II,  2ª ed., 
Berna 2002, n. 2.2.6.5).

3.
Giusta l'art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai ri -
fugiati. L'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a perso-
ne in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiati. Esso comprende 
il diritto di risiedere in Svizzera.

Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel paese d'o-
rigine o di  ultima residenza,  sono esposte a seri  pregiudizi  a causa 
della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determina-
to gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato 
timore di essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segna-
tamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della 
libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica in -
sopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre altresì tenere conto dei motivi 
di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità  
di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una proba-
bilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare 
le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o con-
traddittorie, non corrispondono ai  fatti  o si  basano in modo determi-
nante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere  la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi -
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr. Giuri-
sprudenza  ed informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 

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attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi -
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza deve 
essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di  
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di  
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà 
giuridica, semplici impressioni dell'autorità giudicante (cfr. GICRA 1995 
n. 23).

4.
4.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato le allegazioni cir -
ca i motivi d'asilo dell'interessato come contraddittorie, inconsistenti ed 
inverosimili.  In  particolare,  avrebbe  affermato  nella  prima  audizione 
che  da  ultimo  i  suoi  familiari  sarebbero  andati  dalla  famiglia  di  
E._______ per chiederne la mano nell'estate del 2006, di non sapere 
quale fosse la funzione svolta dal padre della ragazza, ma di sapere 
unicamente  che  era  un  responsabile  di  alto  livello  e  che  a  sparare 
contro  di  lui  nel  Kurdistan  sarebbe  stata  una  persona  sconosciuta. 
Invece, nella seconda audizione avrebbe sostenuto che i suoi genitori 
sarebbero andati dai familiari  della ragazza da ultimo tre mesi prima 
del  decesso  avvenuto  nel  luglio  2007,  che  il  padre  della  ragazza 
sarebbe vice-comandante militare ed avrebbe precisato di non sapere 
quante persone gli avrebbero sparato mentre era ancora in Kurdistan. 
Interrogato in merito alle divergenze, l'interessato si sarebbe limitato a 
confermare  l'una  o  l'altra  versione  dei  fatti,  senza  fornire  alcuna 
spiegazione plausibile. Inoltre,  non avrebbe saputo fornire riferimenti 
temporali,  ma  unicamente  dare  indicazioni  vaghe  in  merito  ai  fatti 
avvenuti.  In  particolare,  non  sarebbe  stato  in  grado  né  di  precisare 
quando  i  suoi  familiari  sarebbero  andati  per  la  prima  volta  dalla 
famiglia della ragazza chiedendola in matrimonio, né il giorno in cui da 
ultimo avrebbe visto la ragazza, né il giorno in cui la ragazza sarebbe 
deceduta. Inoltre, non saprebbe la data in cui sarebbe stato minacciato 
dall'altro pretendente nonché quando gli  avrebbero sparato colpendo 
l'auto  sulla  quale  avrebbe  viaggiato.  Peraltro,  non  sarebbero 
circostanziate  le  affermazioni  circa  il  mestiere  di  autista  svolto  a 
D._______ insieme ad un cugino che avrebbe fatto da interprete agli 
americani. Infatti, non saprebbe chi fosse il suo datore di lavoro, né per 
chi lavorasse suo cugino né, pur affermando che suo cugino portava 

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un'uniforme,  di  che  uniforme  si  trattasse. Infine,  l'UFM  ha  ritenuto 
l'esecuzione dell'allontanamento ammissibile, esigibile e possibile.

4.2 Nel gravame, l'insorgente ha affermato, in sostanza e per quanto è 
qui di rilievo, che le contraddizioni a cui avrebbe fatto riferimento l'UFM 
non si potrebbero definire tali da rendere inverosimile il suo racconto. 
In particolare, sarebbe verosimile, in quanto conforme alla realtà e al -
l'esperienza di vita, che quando egli dice di aver chiesto la mano della 
fidanzata, si riferirebbe al fatto che siano stati i genitori a farlo e quindi  
ciò non potrebbe essere considerata una contraddizione. Per quanto 
riguarda il numero di persone che gli avrebbero sparato in Kurdistan, il  
ricorrente avrebbe utilizzato la stessa espressione usata nella secon-
da  audizione,  ossia  "mi  hanno  anche  sparato" utilizzando  il  plurale 
come avrebbe fatto  in  occasione della  seconda audizione. Inoltre,  il  
fatto di non essere stato capace di riferire con esattezza alcune date 
come pure quello di essere stato in grado di identificare il padre della  
fidanzata  quale  vice-comandante  solo  nella  seconda  audizione,  non 
potrebbero condurre di per sé al giudizio di inverosimiglianza dell'inte-
ro  racconto  dello  stesso. Per di  più,  ha accennato  la  situazione  nel 
Nord dell'Iraq quale tutt'altro che sicura ed ha puntualizzato che il rim-
patrio costituirebbe una violazione dell'art. 3 della Convenzione per la 
salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 no-
vembre 1950 (CEDU, RS 0.101), in quanto non vi sarebbero assoluta-
mente garantite  le  cure mediche del  tipo che necessiterebbe l'insor-
gente affetto di una sindrome post-traumatica da stress. Infine, ha alle-
gato che a causa di ciò, non sarebbe esigibile il suo allontanamento 
verso l'Iraq.

4.3 Nel  complemento  all'atto  ricorsuale,  il  ricorrente  ha  allegato  un 
rapporto  medico  dettagliato  del  Dr.  med.  F._______  del  27 novem-
bre 2007 secondo il quale l'autore del gravame, affetto di una sindro-
me post traumatica da stress a causa del vissuto in patria che gli cree-
rebbe dei flash back, avrebbe iniziato una terapia farmacologica soste-
nuta (neurolettico, atipico, ipnoinducente, antidepressivo) a cui sareb-
be associata una presa a carico psicoterapica frequente con una psi-
cologa specializzata. Infine, per quel che riguarda il pronostico, vi sa-
rebbe la possibilità di migliorare la sua condizione mentale – tra l'altro 
di diminuire il rischio suicidale – nel caso in cui dovesse seguire il trat-
tamento prescritto.

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4.4 Nella risposta al ricorso, l'UFM ha affermato in sostanza che il ri -
corrente si sarebbe sbagliato tra un'audizione e l'altra sulla composi-
zione del nome della compagna. Infatti, interrogato in merito, avrebbe 
sostenuto che G._______ e H._______ sarebbero il medesimo nome. 
Oltre a ciò, avrebbe affermato di aver lasciato il Kurdistan dopo il de-
cesso della ragazza avvenuto nel luglio 2007, oppure il 7 maggio 2007. 
Inoltre,  ha allegato che in  Kurdistan gli  avrebbe sparato un pedone, 
oppure di non aver visto le persone che gli avrebbero sparato perché 
erano nascoste in collina. Si sarebbe pure sbagliato di poco meno di 
un anno sul momento in cui lui stesso, oppure la sua famiglia sarebbe-
ro andati a chiedere la mano della ragazza per l'ultima volta. Peraltro,  
non  sarebbe  stato  in  grado  di  nominare  il  quartiere  confinante  con 
quello in cui avrebbe risieduto insieme al  suo cugino.  Per quanto ri-
guarda il rapporto medico, l'UFM ha allegato che le dichiarazioni rac-
colte dal psichiatra sarebbero in netto contrasto con quelle rilasciate in 
sede d'audizione ove l'insorgente avrebbe sostenuto di aver saputo del 
decesso della compagna tramite la gente del quartiere, oppure tramite 
i suoi genitori, ciò che escluderebbe flash back e reminiscenze a que-
sto proposito. Inoltre, l'autore del gravame non sarebbe stato ricovera-
to  in  una  struttura  psichiatrica  e  nel  corso  del  suo  soggiorno  nel 
I._______ non avrebbe lamentato nessuno dei malesseri descritti nel 
rapporto medico e non avrebbe mai chiesto di essere visitato, come in-
vece avrebbe fatto subito dopo il suo arrivo al Cantone di attribuzione, 
dopo la notifica della decisione negativa. Tale comportamento porte-
rebbe a concludere che la causa della sua crisi sia da identificare ad 
una reazione a seguito della notifica della decisione di allontanamento. 
Detta reazione non ostacolerebbe l'esecuzione dell'allontanamento, in 
quanto nel  nord dell'Iraq esisterebbero adeguate strutture mediche e 
che  in  particolare  a  Sulaymania  esisterebbe  una  clinica  psichiatrica 
nella quale opererebbero otto medici psichiatri  che lavorerebbero sia 
all'interno della clinica sia privatamente e ai quali si potrebbe rivolgere 
in caso di bisogno. Peraltro, i medicamenti verrebbero distribuiti gratui-
tamente nelle case di cura, come pure ai malati cronici. Per il resto, ha 
rinviato ai considerandi della sua decisione ed ha proposto la reiezio-
ne del ricorso.

4.5 Nella replica il ricorrente ha, in sostanza, contestato le contraddi-
zioni rilevate dall'UFM nella risposta al ricorso ed ha aggiunto che oltre 
all'anamnesi il certificato medico conterrebbe indicazioni anche di ca-
rattere oggettivo, scientifico, che non potrebbero essere messe in di-
scussione in questa sede senza apportare un riscontro concreto. Inol -

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tre, apparirebbe poco probabile che l'insorgente possa essere concre-
tamente preso in cura presso la clinica citata dell'UFM. Infine, ha se-
gnalato che la situazione in Iraq sarebbe deteriorata con le incursioni 
dell'esercito turco.

5.
Questo  Tribunale osserva che,  come rettamente rilevato dall'autorità 
inferiore  nella  decisione  impugnata,  le  dichiarazioni  determinanti  in 
materia d'asilo rese dall'insorgente s'esauriscono in mere, generiche 
ed imprecise affermazioni di parte, non corroborate dal benché minimo 
elemento di seria consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel  
provvedimento litigioso.

In particolare, va rilevato che il ricorrente nella prima audizione si è li -
mitato ad indicare che il padre della sua ragazza sarebbe un respon-
sabile militare di alto livello del PUK e di non saperne di più, mentre 
nella seconda audizione ha affermato che egli sarebbe un vice-coman-
dante (cfr. verbali d'audizione del 1° ottobre 2007, pag. 5 e del 15 otto-
bre 2007, pag. 5). Ora nella prima audizione gli  è stata posta la do-
manda esplicita di precisare il rango militare del genitore della ragazza 
ed egli ha risposto: “Non so. So solo che era un responsabile di alto li -
vello.”. Tale circostanza  renderebbe  quindi  improbabile  che  sappia  il 
suo rango nell'audizione successiva. Anche il fatto della morte della ra-
gazza appare tutt'altro che credibile, in quanto sia nella prima che nel -
la  seconda  audizione  ha  dichiarato  di  aver  appreso  dalla  gente  del 
quartiere, oppure da altra gente della sua scomparsa, mentre nel rap-
porto  medico  del  Dr. med.  F._______  v'è  riportato  che  avrebbe  as-
sistito all'uccisione della compagna (cfr. verbali d'audizione del 1° otto-
bre 2007, pag. 5 e del 15 ottobre 2007, pag. 5 come pure rapporto me-
dico  del  Dr. med. F._______  del  27 novembre  2007,  pag. 1). In  tale 
ambito va altresì rilevato che in sede d'audizione ha dichiarato di aver-
la vista da ultimo a giugno 2007, oppure un mese prima della sua mor-
te (cfr. verbali d'audizione del 1° e del 15 ottobre 2007, pag. 5). Inoltre, 
in entrambe le audizioni ha sempre affermato di non sapere se la com-
pagna si  è suicidata, oppure se è stata uccisa, mentre nel succitato 
rapporto medico ha espressamente dichiarato che sarebbe stata ucci -
sa  proprio  da  parte  dai  di  lei  famigliari  (cfr.  verbali  d'audizione  del  
1° ottobre 2007, pag. 5 e del 15 ottobre 2007, pag. 5 come pure rap-
porto medico del Dr. med. F._______ del 27 novembre 2007, pag. 1). 
Per di  più,  interrogato sulla  data fino a quando sarebbe stato domi-
ciliato a C._______, egli ha spontaneamente indicato il 7 maggio 2007 

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per poi correggersi ed asserire di essersi recato a D._______ in data 
5 luglio 2007 (cfr. verbale d'audizione del 1° ottobre 2007, pag. 1). In 
tale evenienza, si constata che è alquanto impossibile che egli non sia 
in grado di ricordare quando sarebbe morta la sua compagna, in quan-
to egli stesso ha dichiarato che sarebbe scomparsa il 1° luglio, oppure 
nel  luglio  2007,  ossia  pochi  giorni  prima  del  suo  trasferimento  a 
D._______ (cfr. verbali d'audizione del 1° e del 15 ottobre 2007, pag. 
5). Per quanto riguarda il tentativo d'omicidio nei suoi confronti, ha di -
chiarato dapprima che si sarebbe svolto in primavera del 2007, per poi 
precisare di essere successo a febbraio 2007 (cfr. verbali d'audizione 
del 1° ottobre 2007, pag. 5 e del 15 ottobre 2007, pag. 6). Confrontato 
con tale discordanza il ricorrente ha asserito “In Kurdistan febbraio è 
già primavera” (cfr. verbale d'audizione del 15 ottobre 2007, pag. 6). In 
ogni modo, non appare attendibile che egli abbia atteso fino al  5 lu-
glio 2007 per fuggire dal Kurdistan considerando altresì il fatto che egli 
– a suo dire – avrebbe sporto denuncia in merito al tentativo d'omicidio 
senza che le autorità locali avessero reagito.

Per quel che concerne il suo soggiorno a D._______, l'insorgente non 
ha saputo indicare né i quartieri che confinano con quello di J._______ 
–  dove avrebbe vissuto  –, né il  nome, oppure il  reparto dell'esercito 
americano per cui lavorava suo cugino, né dove erano situati (cfr. ver-
bale d'audizione del 15 ottobre 2007, pagg. 3-4). Inoltre, non è stato in 
grado di precisare quale uniforme indossasse suo cugino (cfr. ibidem, 
pag.  8).  Tali  affermazioni  non  possono  essere  ritenute  verosimili,  in 
quanto avrebbe soggiornato a casa di suo zio, avrebbe lavorato quale 
autista per suo cugino e, nondimeno, per il fatto che avrebbe trascorso 
circa  due  mesi  a  D._______  (cfr.  verbali  d'audizione  del  1°  ottobre 
2007, pagg. 1 e 5 nonché del 15 ottobre 2007, pag. 2).

In  considerazione  di  quanto  precede,  codesto  Tribunale  ritiene  che 
l'UFM  ha  rettamente  considerato i  motivi  presentati  dal  ricorrente 
come inverosimili e non realizzanti le condizioni della qualità di rifugia-
to previste dall'art. 3 LAsi.

Ne consegue che sul punto di questione dell'asilo il ricorso, desti tuito 
d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione 
impugnata va confermata.

6.
Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avreb -
be dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento (art. 14 cpv. 1 e 

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2 nonché 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo 
relativa  a questioni  procedurali  dell'11 agosto 1999  [OAsi  1, 
RS 142.311]).

7.
7.1 Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento, 
l'art. 83 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, 
RS 142.20) prevede che la  stessa sia ammissibile  (cpv. 3),  esigibile 
(cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di que-
ste  condizioni,  l'Ufficio  federale  dispone  l'ammissione  provvisoria 
(art. 83  cpv. 1  LStr).  La  questione  dell'ammissibilità,  dell'esigibilità  e 
della  possibilità  dell'allontanamento  deve  essere  esaminata  d'ufficio 
(cfr. decisione del  Tribunale amministrativo federale D-3975/2007 del 
15 giugno 2007, consid. 3.4;  WALTER KÄLIN,  Grundriss des Asylverfah-
rens, Basilea e Francoforte sul Meno, 1990, pag. 262).

7.2 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr  non si  esaurisce, altresì,  nella 
massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto in -
ternazionale della Svizzera possono essere ostativi all'esecuzione del 
rimpatrio, in particolare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione con-
tro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti 
del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). L'applicazione di tali 
disposizioni presuppone, peraltro, l'esistenza di serie e concrete ragio-
ni per ritenere che lo straniero possa essere esposto, nel Paese verso 
il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli. Spet-
ta all'interessato di rendere plausibile l'esistenza di siffatte serie e con-
crete ragioni (cfr. GICRA 1995 n. 23).

Nel caso concreto, non è dato rilevare alcun serio indizio secondo cui 
egli  potrebbe  essere esposto in caso di  rimpatrio  al  rischio reale ed 
immediato ("real risk") di un trattamento contrario a siffatte disposizioni 
(cfr. GICRA 2001 n. 16 consid. 6a con relativi riferimenti). In altri termi -
ni, egli non ha saputo fornire un insieme d'indizi, oppure presunzioni, 
sufficientemente  gravi,  precisi  e  concordanti  quo  ad  un  pericolo 
d'esposizione  personale  ad  atti  o  fatti  che  si  ritengono  contrari  alle 
norme legali precitate. Peraltro, la situazione generale che regna in un 
Paese non comporta, ad essa sola, l'illiceità del rimpatrio secondo le 
disposizioni della Convenzione (cfr. ibidem consid. 6a e GICRA 1995 
n. 12 consid. 10a pagg. 110 e segg. nonché relativi riferimenti): in altre 
parole,  la  difficile  situazione  generale  dei  diritti  umani  nelle  tre 
province curde nel nord dell'Iraq (Dohuk, Erbil e Suleimaniya), come la 

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denuncia il  ricorrente nel  gravame, in  ogni  caso non lascia apparire 
l'esecuzione  dell'allontanamento  in  tale  Paese  come  di  per  sé 
inammissibile.

Pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme del diritto pub-
blico internazionale nonché della LAsi.

7.3 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, l'e -
secuzione  non  può  essere  ragionevolmente  esigibile  qualora,  nello 
Stato d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concre-
tamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, 
violenza generalizzata o emergenza medica.

La disposizione citata si applica principalmente ai "réfugiés de la vio-
lence",  ovvero  agli  stranieri  che  non  adempiono  le  condizioni  del la 
qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che 
fuggono da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza generaliz-
zata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'allonta -
namento  comporterebbe  un  pericolo  concreto,  in  particolare  perché 
esse non potrebbero più ricevere le cure del quale esse hanno biso-
gno o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vivere 
durevolmente e irrimediabilmente in stato di totale indigenza e pertan-
to esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato di salu-
te, all'invalidità o persino la morte. Per contro, le difficoltà socio-econo-
miche che costituiscono l'ordinaria quotidianità di una regione, in parti-
colare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di formazio-
ne, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale esposizione al 
pericolo. L'autorità  alla  quale  incombe la  decisione  deve dunque,  in 
ogni singolo caso, confrontare gli aspetti umanitari legati alla situazio-
ne nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo Paese 
dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pubblico militan-
te a favore del  suo allontanamento dalla  Svizzera (cfr. GICRA 2005 
n. 24 consid. 10.1 pag. 215).

Quo al caso in narrativa, codesto Tribunale ha già avuto modo di preci-
sare che nelle tre province curde nel nord dell'Iraq (Dohuk, Erbil e Su -
leimaniya) non vige, al momento, una situazione di violenza generaliz-
zata e la situazione politica non è talmente tesa da considerare un rim-
patrio come generalmente inesigibile. Segnatamente, lo stato della si -
curezza è più stabile ed equilibrato rispetto al resto del Paese. Inoltre, 
la situazione dei diritti dell'uomo è migliore rispetto alle zone nel sud e 

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nel  centro  dell'Iraq.  In  particolare,  l'esecuzione  dell'allontanamento 
verso le tre province curde è esigibile, di principio, per gli uomini curdi, 
non sposati, in buona salute e giovani, a condizione che la persona in-
teressata sia originaria della regione o vi abbia vissuto un lungo perio-
do e disponga di  una rete sociale,  segnatamente famiglia,  parenti  o 
conoscenti,  oppure  di  relazioni  con  i  partiti  al  potere  (DTAF 2008/5 
consid. 7.5, in particolare 7.5.1 e 7.5.8).

Quanto alla situazione personale dell'insorgente, il medesimo è giova-
ne ed ha compiuto un'esperienza professionale quale fabbro nell'offici -
na di suo padre. Inoltre, dispone di una rete sociale in patria, segnata-
mente i genitori, un fratello ed una sorella a C._______ (Suleimaniya) 
(cfr. verbali  d'audizione  del  1° ottobre 2007,  pag. 3  e  del  15  ottobre 
2007, pag. 2).

Per quanto riguarda il suo stato di salute, si constata che la nozione di 
cure mediche essenziali comprende le cure mediche di base, nonché 
quelle assolutamente necessarie in caso di urgenza e nel rispetto del-
la  dignità  umana (cfr.  GABRIELLE STEFFEN,  Droit  aux  soins  et  rationne-
ment, Berna 2002, pag. 81 segg. e 87). Tuttavia, lo straniero non può 
prevalersi della suddetta disposizione tendente all'inesigibilità dell'ese-
cuzione  dell'allontanamento  per  dedurne  un  diritto  incondizionato  di 
soggiorno in uno stato firmatario della CEDU, segnatamente in Svizze-
ra ed un diritto d'accesso generale in questo Paese alle forme di so-
stegno mediche, sociali ed altre suscettibili di ripristinare o mantenere 
il  suo stato di salute, per il semplice motivo che le infrastrutture e le  
conoscenze mediche nel  Paese d'origine o di  destinazione non rag-
giungono il grado di quelle elvetiche. Non è quindi sufficiente che – per 
ammettere l'inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento – un trat -
tamento medico prescritto sulla base delle norme svizzere non possa 
essere  seguito nel  Paese d'origine o di  provenienza dell'interessato. 
Infatti, se le cure essenziali possono essere assicurate nel Paese d'o-
rigine o di provenienza dello straniero, l'esecuzione dell'allontanamen-
to in tale Paese è ragionevolmente esigibile (cfr. tra le tante, sentenza 
del Tribunale amministrativo federale D-3407/2006 dell'8 luglio 2008). 
Sono considerate come essenziali le cure di medicina generale e acu-
ta  assolutamente  necessarie  ad  un'esistenza  conforme  alla  dignità 
umana (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2; GICRA 2003 n. 24 consid. 5b).

Egli non ha, infatti, preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di 
salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria (cfr. GICRA 

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2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emer-
ga la necessità di una permanenza dell'autore del gravame in Svizzera 
per motivi medici. In tale ambito, dagli atti di causa risulta che il ricor -
rente in sede d'audizione non ha fatto valere alcun problema di salute. 
In  particolare,  i  problemi  psichici  di  quest'ultimo  gli  ha  evocati  solo  
dopo l'emanazione della decisione dell'UFM, cosa che – alla luce del-
l'inverosimiglianza del suo racconto (cfr. consid. 6) – fa presumere che 
sono dovuti al timore di un imminente allontanamento verso il suo Pae-
se d'origine e non ai suoi motivi d'asilo. Inoltre, nonostante nel rappor-
to  medico  del  Dr. med. F._______  del  27  novembre  2007  vi  sia  ri -
portato un rischio suicidale manifesto, l'insorgente non è mai stato ri -
coverato in una clinica psichiatrica. Peraltro, nello scritto del 3 febbra-
io 2010 lo stesso medico ha prospettato un grave rischio di peggiora-
mento delle condizioni psichiche dell'insorgente limitatamente al clima 
d'incertezza dovuto alla lunga attesa all'emanazione di una sentenza.

Premesso ciò, il fatto che con sentenza odierna verrà posto fine al cli -
ma d'incertezza dell'autore del gravame e che l'UFM abbia rettamente 
individuato che nel nord dell'Iraq (Dohuk, Erbil e Suleimaniya) vi sono 
adeguate  strutture  mediche che potranno, se  del  caso,  prenderlo  in 
cura  (cfr. rapporti  dell'Organizzazione Svizzera  per  l'aiuto  ai  rifugiati 
(OSAR) del  10 marzo 2010; del  Danish Immigration Service's  (DIS): 
Security and Human Rights Issues in Kurdistan Region of Iraq (KRI)  
and  South  /  Central  Iraq  del  luglio 2009,  pagg. 77-79  nonché  del-
l'UK Border Agency: Kurdistan Regional Government Area of Iraq del 
21 maggio 2009,  pag. 106)  l'autorità  inferiore  ha rettamente  ritenuto 
siccome adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole 
con riferimento alle  effettive possibilità per lo  stesso di  un adeguato 
reinserimento sociale nel suo Paese d'origine.

Va poi osservato che in relazione ai mezzi finanziari necessari per ac-
cedere ai trattamenti medici, ed in particolare ai medicamenti, il Tribu-
nale amministrativo federale si sente di segnalare che egli ha la facoltà 
di  richiedere  un  adeguato  aiuto  al  ritorno  ai  sensi  dell'art. 93 cpv. 1 
lett. d LAsi.

In considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento 
è ragionevolmente esigibile nella fattispecie.

7.4 Non risultano impedimenti  neppure dal profilo  della possibilità del-
l'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti, il ricorrente, 

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usando della dovuta diligenza potrà procurarsi ogni documento necessa-
rio al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi).

L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

7.5 Visto quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissi-
bile, ragionevolmente esigibile e possibile. Per conseguenza, anche in 
materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatte-
so e la querelata decisione confermata.

8.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il dirit-
to federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di pri-
me cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridica-
mente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), 
per il che il ricorso va respinto.

9.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art.  63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

10.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF).

La pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali restanti, di CHF 600.-, sono poste a carico del ri-
corrente. Il succitato saldo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, 
entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a:

- rappresentante del ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di 
versamento)

- UFM,  Divisione  soggiorno,  (allegato:  incarto  N [...], per  corriere 
interno; in copia)

- K._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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