# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 25c6dcdb-24a4-599d-8b88-ea5e667c4976
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-06-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.06.2024 36.2024.13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2024-13_2024-06-20.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  36.2024.13

   

  cs

  	
  Lugano

  20 giugno 2024        

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, cancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sulla petizione dell’11 aprile 2024 di

 

	
   

  	
   AT 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  CV 1 

  rappr. da:  RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro
  le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  AT 1, nata nel 1986, dal 17 ottobre
2022 è stata alle dipendenze di __________ (doc. 2) e per il tramite di __________
è stata assicurata collettivamente contro la perdita di guadagno in caso di
malattia presso CV 1 (in seguito: CV 1). 

 

                          1.2.  Il 31 gennaio 2023 __________ ha
notificato all’assicuratore un’incapacità lavorativa a causa di malattia di AT
1, indicando nel 24 gennaio 2023 l’ultimo giorno di lavoro dell’interessata e
nel dr. med. __________ di __________ il suo medico curante (doc. 2). 

 

                          1.3.  Richiesto dall’assicuratore di
compilare un breve rapporto medico, in data 7 marzo 2023 il dr. med. __________,
specialista FMH medicina interna generale, ha indicato quale giorno delle prime
cure (“Erstbehandlung”) il 12 gennaio 2023, un grado d’incapacità
lavorativa del 100% e messo un punto di domanda alla questione di sapere da
quando l’interessata fosse inabile al lavoro. Circa la diagnosi ha scritto: “sindrome
ansiosa generalizzata” (doc. 3). 

 

                          1.4.  Con e-mail dell’8 marzo 2023 delle
09.14 AT 1 si è rivolta all’assicuratore indicando: “Guten Tag, wie Ihrem
Kollegen aus dem Tessin bei der CV 1 mitgeteilt, ist das Datum des
Krankheitsbeginns falsch. Tatsächlich beginnen die beiden ärztlichen Atteste,
die Sie bereits haben sollten, die ich der E-Mail aber noch einmal anhänge, ab
dem 30.01.2023. Ausserdem hat mein Arbeitgeber auf dem Formular zur Mitteilung
meiner Krankheit korrekt geschrieben. Tatsächlich war mein letzter Arbeitstag
der 24.01.2023. Dann bin ich zu einer Familientrauer nach Hause gefahren und
dann hat die Krankheit überhand genommen, die sowieso schon seit einiger Zeit
andauert, da es sich um eine schweren depressiven Zustand handelt. Ich bitte
Sie daher, das falsche Datum zu korrigieren und alle erforderlichen Unterlagen
erneut an meinem Arzt zu senden, die Sie in CC finden” (doc. 4). Alle 9.31 vi
è un’email del seguente tenore: “Ich bitte um Enstchuldigung, anbei die
Bescheinigung vom 12.01.2023, die eine einfache Grippenbescheinigung war, die
absolut nichts mit dem Krankheitsfall zu tun hat, der jetzt behandelt wird.
Bitte alles korrigieren __________” (doc. 4).

                                  Il curante ha prodotto tre
distinti certificati con l’attestazione di una completa incapacità lavorativa
dell’assicurata dal 12 gennaio 2023 al 17 gennaio 2023 (certificato del 16
gennaio 2023), dal 30 gennaio 2023 al 27 febbraio 2023 (certificato del 26
gennaio 2023) e dal 27 febbraio 2023 al 31 marzo 2023 (certificato del 27
febbraio 2023; allegato doc. 4). 

 

                          1.5.  Il 9 marzo 2023 il dr. med. __________
ha inoltrato un nuovo certificato, poiché quello dell’8 marzo 2023, “per
motivi di traduzione, è stato compilato in maniera errata” da parte sua.
Egli ha attestato un’inabilità lavorativa al 100% dal 12 gennaio 2023 al 17
gennaio 2023 per una sindrome influenzale e dal 30 gennaio 2023 a data da
destinarsi per una “sindrome ansiosa generalizzata” (doc. 5). 

 

                          1.6.  In data 15 marzo 2023 AT 1 ha
sottoscritto un contratto di lavoro con __________, per un’attività al 100% dal
1° aprile 2023, quale collaboratrice senior ufficio stipendi, per un salario
mensile lordo per dodici mensilità di fr. 5'308.33 (doc. D). Anche in questo
caso l’attrice è assicurata per la perdita di guadagno in caso di malattia
presso CV 1 per il tramite del proprio datore di lavoro. L’indennità
giornaliera è calcolata sull’80% del salario soggetto all’AVS, versato a
partire dal 61esimo giorno in maniera proporzionale al grado d’incapacità
lavorativa fino al versamento delle prestazioni della previdenza professionale,
al massimo 730 indennità intere o parziali (doc. C).

 

                          1.7.  Con e-mail del 27 marzo 2023 __________
ha scritto a CV 1 indicando che “Die __________ geht zurück ins Tessin und
erwartet keine Taggeldzahlungen gemäss der weitergeleiteten E-Mail an die __________.
In dem Fall macht es eventuell Sinn, sich mal mit dem Arzt in Verbindung zu
setzen. Laut meinen Aufzeichnungen gab es eine Überzahlung, da die Absenz vom
12 - 17.01.2023 eine Grippe war und die Absenz wegen psychischer Beschwerden
erst am 30.01.2023 begann. Wenn noch etwas offen sein sollte, dann geben Sie
mir gerne Bescheid. Ansonsten würden wir diesen Schadenfall zum 31.03.2023
schliessen” (doc. 6). Nell’allegato certificato medico del 24 marzo 2023
del dr. med. __________ figura che “la sopraccitata paziente risulta inabile
al lavoro al 100% per malattia; Dal 01.04.2023 deve interrompere la sua
attività lavorativa presso l’attuale posto di lavoro” (allegato doc. 6).

 

                          1.8.  Il 19 settembre 2023 __________ ha
rescisso il contratto di lavoro con AT 1 (doc. E).

 

                          1.9.  In data 3 ottobre 2023 __________
ha notificato all’assicuratore una completa incapacità lavorativa di AT 1 ed ha
allegato un certificato del dr. med. __________ dell’11 agosto 2023 che attesta
un’incapacità lavorativa al 100% per il periodo dal 14 agosto 2023 al 14
settembre 2023 ed un certificato del medesimo curante del 4 settembre 2023 per
il periodo dal 15 settembre 2023 al 15 ottobre 2023 (doc. 8). 

 

                        1.10.  Il 12 ottobre 2023 l’assicuratore ha
chiesto al dr. med. __________ un rapporto medico dettagliato e la cartella
clinica completa (doc. 9). Il 23 ottobre 2023 il curante ha trasmesso 4 referti
medici ricevuti da altri specialisti che hanno visitato AT 1 (doc. 10-14).

 

                        1.11.  Il 20 novembre 2023 CV 1 ha
trasmesso all’assicurata il conteggio intermedio delle indennità giornaliere
per il mese di novembre 2023, per un importo di fr. 4'188, calcolato su uno
stipendio assicurato di fr. 63'699.95, ed un’indennità giornaliera di fr.
139.60 (doc. F). 

 

                        1.12.  Il 21 novembre 2023 l’assicuratore
ha comunicato all’interessata che avrebbe dovuto sottoporsi ad una visita medica
da tenersi il 5 dicembre 2023 (doc. G). Tramite scritto separato di medesima
data ha informato AT 1 che in applicazione dell’art. __________ delle
condizioni contrattuali, edizione 2021, non avrebbe versato alcuna indennità:  

 

" (…) Dagli
atti medici in nostro possesso rileviamo come lei dal 30.01.2023 al 31.03.2023,
mentre era alle dipendenze del suo precedente datore di lavoro, soffriva già
della patologia per la quale risulta essere inabile a partire dal 14.08.2023.

Dal certificato redatto dal dottor __________
in data 24.03.2023 risulta che dal 01.04.2023, data d’inizio del suo rapporto
di lavoro con __________, doveva interrompere la sua attività lavorativa presso
il suo precedente datore di lavoro.

Secondo l’art. __________ delle Condizioni
contrattuali (ed. 2021) che reggono il contratto assicurativo stipulato dalla __________
“Non vengono erogate prestazioni quando la persona assicurata era già malata
al momento dell’entrata in servizio e che all’inizio del rapporto di lavoro
doveva essere consapevole del fatto che molto probabilmente nei primi sei mesi
dopo la sua entrata in servizio si sarebbe verificata un’incapacità al lavoro
riconducibile a tale malattia”.

Alla luce di quanto sopra, ci dispiace
comunicarle che non saranno versate delle indennità giornaliere in seguito
all’evento summenzionato” (doc. H) 

 

                        1.13.  Dopo ulteriori scambi di
corrispondenza, in cui l’interessata ha sostenuto che l’inabilità lavorativa
del 14 agosto 2023 deriva da una patologia diversa rispetto a quella per la
quale era stata inabile in precedenza, allegando un certificato del dr. med. __________,
FMH medicina interna generale (doc. M), CV 1 ha sottoposto l’assicurata da una
visita presso il dr. med. __________ FMH reumatologia e presso il dr. med. __________,
FMH psichiatria e psicoterapia ed ha invitato l’assicurata ad annunciarsi
all’UAI. A tale richiesta AT 1 ha dato immediatamente seguito.

 

                        1.14.  Con scritto del 29 febbraio 2024 CV
1 ha informato AT 1 che il dr. med. __________ ritiene non esserci alcuna
diagnosi reumatologica con influsso sulla capacità lavorativa, mentre il dr.
med. __________ ha rilevato un disturbo presente da parecchio tempo, sicuramente
ad inizio 2023 quando si era verificato il precedente periodo di inabilità
lavorativa “di cui questo è certamente un prolungamento” (doc. B).
L’assicuratore ha poi confermato che in applicazione dell’art. __________ delle
condizioni contrattuali non avrebbe versato alcuna prestazione.

 

                        1.15.  L’11 aprile 2024 AT 1, rappresentata
dall’avv. RA 1, ha inoltrato una petizione al TCA, con la quale chiede la
condanna di CV 1 a versarle fr. 25'407.20 a titolo di indennità giornaliere per
perdita di guadagno da novembre 2024 (recte: 2023) ad aprile 2024 (fr. 139.60
al giorno per 182 giorni), oltre interessi al 5% dalle singole scadenze, a cui
vanno aggiunti fr. 139.60 al giorno fino al riacquisto dell’abilità lavorativa,
alternativamente fino ad esaurimento del diritto a percepire tali indennità,
per un massimo di 730 aliquote, pari a fr. 101'908. 

                                  Contestualmente chiede di essere
posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio
dell’avv. RA 1.

                                

                                  L’attrice sostiene che
l’assicuratore non avrebbe potuto applicare l’art. __________ delle condizioni contrattuali,
edizione 2021, poiché il certificato del dr. med. __________, su cui si fonda CV
1, era relativo alla necessità di interrompere l’attività lavorativa presso il
precedente datore di lavoro a causa di una “arbeitsbezogene
Arbeitsunfähigkeit” a causa della quale l’incapacità lavorativa era
esclusivamente connessa con quello specifico datore di lavoro. 

                                  Inoltre tale disposto non può
essere inteso quale clausola relativa ad una ricaduta, per il tramite della
quale un assicuratore accetta di coprire come nuovo caso d’assicurazione
un’incapacità imputabile ad una malattia avente già dato luogo a prestazioni,
ma richiede una fase di guarigione che prende forma nella piena capacità di
lavoro durante un determinato periodo (di regola un anno) senza interruzioni. 

                                  Per l’attrice, tale norma tratta
di un caso di malattia già dichiarata poiché presuppone che l’assicurata fosse in
malattia al momento dell’entrata in servizio (e non abbia intenzionalmente
esplicitato il suo stato di salute), alternativamente che non abbia, per
negligenza o volontariamente, considerato che nei primi sei mesi di servizio
avrebbe potuto presentarsi un’incapacità lavorativa riconducibile al riprodursi
di sintomi di una precedente malattia soggetta in base all’esperienza medica a
probabili ricadute. L’assicurata sostiene di non aver sottaciuto alcun fatto
rilevante che conosceva o doveva conoscere, né si è in presenza di un’incapacità
riconducibile ad un evento malattia realizzato in precedenza per il quale già
si era concretizzata un’inabilità al lavoro. CV 1 già sapeva dello stato di
salute dell’interessata, poiché aveva trattato la precedente incapacità
lavorativa presso un altro datore di lavoro, inabilità alla quale si è
esplicitamente appellata per suffragare la propria decisione di non versare
alcuna indennità.

                                  Ella si riferisce ad uno scritto
del 21 novembre 2023 di CV 1 (doc. H) ed afferma che dal referto del 24 marzo
2023 del dr. med. __________ emerge che i sintomi manifestatisi nella fase
antecedente all’incapacità lavorativa sono riconducibili ad elementi estranei
ai fatti rispetto a quelli di diversa natura che hanno causato l’attuale
inabilità. Ciò è confermato dallo psicologo e psicoterapeuta __________ (doc.
AB). Gli accertamenti posti in atto, descritti a pagina 7 della petizione hanno
permesso di evidenziare problematiche che in nessun caso possono essere
ricondotte all’evento in precedenza verificatosi. Ulteriori accertamenti hanno
concluso per l’esistenza di una fibromialgia generalizzata che il dr. med. __________
ha confermato essere alla base dell’incapacità lavorativa da agosto 2023. Il
precario stato di salute ha poi scatenato una risposta ansiosa depressiva. Il
dr. med. __________ (doc. AC), ha diagnosticato ulteriori patologie
invalidanti. Da cui la necessità di procedere con ulteriori accertamenti presso
l’__________ di __________ il 2 aprile 2024, i cui risultati saranno trasmessi
al Tribunale.

 

                                  Secondo l’attrice affinché possa
essere esclusa l’erogazione delle indennità giornaliere per i motivi evocati
dall’assicuratore, occorre stabilire se il rischio assicurato, ossia
l’incapacità lavorativa, si era già manifestata per la medesima malattia. Non è
sufficiente che la malattia si fosse già manifestata in precedenza.

                                  Ella ritiene che incombe
all’assicuratore provare i fatti che potrebbero permettergli di ridurre o
rifiutare la pretesa contrattuale. Il dr. med. __________ ha negato inabilità
lavorative di competenza reumatologica. Tuttavia in caso di fibromialgia
occorre procedere con ulteriori accertamenti (DTF 132 V 65). L’assicuratore si
è invece limitato a fare proprio il convincimento del dr. med. __________
secondo cui il disturbo psichiatrico, unico elemento che sarebbe alla base
dell’inabilità lavorativa, era già presente precedentemente all’inizio del
rapporto di impiego.

                                  Visto quanto sopra e alla luce
delle conclusioni del dr. med. __________, secondo l’attrice, l’assicuratore è
venuto meno al proprio onere probatorio. CV 1 avrebbe dovuto sottoporre
l’interessata ad altri specialisti. Una perizia privata, come quella del dr.
med. __________, non costituisce un mezzo di prova, ma è una semplice
allegazione di parte, mentre l’assicurata si è fatta parte diligente
sottoponendosi ad ulteriori accertamenti ed ha comprovato l’esistenza ed il
persistere della sua incapacità lavorativa, come pure l’esclusione di
qualsivoglia motivo di fondato rifiuto che possa giustificare il mancato
pagamento delle indennità.

 

                                  Ella chiede l’allestimento di una
perizia pluridisciplinare per individuare le affezioni nei rispettivi campi di
specialità in grado di incidere sulla capacità lavorativa e che vengano sentiti
i medici curanti (__________, __________, __________) e lo psicologo e
psicoterapeuta (__________). 

 

                        1.16.  Il 21 maggio 2023 l’attrice ha
prodotto una copia di un certificato medico del nuovo curante, dr. med. __________,
FMH medicina generale, attestante un’inabilità lavorativa completa dal 21
maggio 2024 al 21 giugno 2024 ed un aggiornamento del 17 maggio 2024 del medesimo
sanitario (doc. XI). 

 

                        1.17.  Con osservazioni del 22 maggio 2024 CV
1, rappresentata dagli avvocati RA 2, ha proposto la reiezione della petizione
(doc. XIII). 

                                  Riassunta la fattispecie e gli
atti medici, l’assicuratore sostiene che non risulta che l’interessata avrebbe
dovuto interrompere la propria attività lavorativa in seguito ad una “arbeitsbezogene
Arbeitsunfähigkeit”. Al contrario, in quel certificato (doc. 6) veniva
semplicemente confermato che l’attrice era ancora malata per la sindrome
ansioso depressiva generalizzata già oggetto dei certificati medici di cui ai
doc. 3 e 5 e per questa ragione doveva interrompere la sua attività dal 1°
aprile 2023. Ciò viene confermato anche dal rapporto del 22 novembre 2023del
dr. med. __________ (doc. M). Quanto asserito il 22 novembre 2023 sarebbe
tuttavia in contrasto con quanto contenuto nei certificati ed email di cui ai
doc. da 3 e 5. Secondo la convenuta, l’interessata avrebbe cambiato versione
tre volte e rischierebbe, insieme al suo medico curante, di aver commesso un
illecito penale. O non sono veritieri i certificati di cui ai doc. 3 e 5, o non
lo è quello di cui al doc. M. La convenuta lascia al giudice di valutare
l’opportunità di una segnalazione al Ministero Pubblico.

 

                                  Per l’assicuratore si sarebbe in
presenza di un caso di applicazione dell’art. 40 LCA. 

                                  Producendo un certificato medico
in contrasto con quanto affermato in precedenza, l’attrice aveva l’intento di
indurre in errore la convenuta. 

                                  CV 1 contesta che dagli ulteriori
controlli a cui l’attrice si è sottoposta a seguito di quello che viene
definito come un costante peggioramento dello stato di salute sia emersa l’assoluta
estraneità delle attuali patologie con la pregressa situazione che aveva
condotto ad un’inabilità lavorativa a far tempo dal 12 gennaio 2023. Stesso
discorso vale per il certificato del nuovo medico curante (doc. V).

 

                                  La convenuta conferma
l’applicazione dell’art. __________ delle condizioni contrattuali in caso di
ricaduta, poiché contempla i casi in cui la persona era già malata all’entrata
in servizio, indipendentemente dal fatto che in precedenza tale malattia abbia
portato o meno al versamento di indennità giornaliere per un’incapacità
lavorativa. Contesta pure che la clausola presupponga che la persona assicurata
non abbia intenzionalmente esplicitato il suo stato di salute o che non abbia
considerato che la malattia di cui soffriva potesse causare un’incapacità
lavorativa nei primi sei mesi. Unica condizione è che fosse consapevole del
rischio. Ciò emerge chiaramente dai doc. 3, 5 e 6 pag. 2. È pertanto
ininfluente che l’assicurata abbia sottaciuto o meno un fatto rilevante di cui
doveva essere consapevole, poiché in essere vi è un contratto con __________ e
non con lei stessa. Non si è pertanto in presenza di reticenza. Allo stesso
modo poco importa che CV 1 fosse consapevole o meno dello stato di salute
dell’attrice, poiché l’assicuratore non poteva intervenire nella firma del
contratto di lavoro e l’assicuratore non conosce le persone alle dipendenze del
datore di lavoro che ha sottoscritto il contratto d’assicurazione. Solo con
l’inoltro della notifica di incapacità lavorativa del 3 ottobre 2023
l’assicuratore è venuto a conoscenza che la dipendente malata era AT 1 e solo
in seguito ha potuto accertare che la medesima era già stata inabile per una
malattia analoga.

 

                                  La convenuta evidenzia poi che
dagli atti prodotti dal precedente medico curante emerge che l’inabilità
lavorativa fatta valere dal 14 agosto 2023 non è dovuta ad altre patologie.

                                  Per l’assicuratore o i problemi
somatici di cui soffre l’attrice sono la conseguenza del disturbo psichico di
cui soffriva già all’entrata in servizio presso __________ e dunque in virtù
dell’art. __________ delle condizioni contrattuali non ha diritto a prestazioni
oppure vi è un’altra patologia rispetto a quella alla base dell’incapacità
lavorativa del 14 agosto 2023, ma intervenuta solo dopo la fine di novembre
2023 ed allora non ha diritto a prestazioni perché il contratto di lavoro è
terminato il 31 ottobre 2023 (art. __________ condizioni contrattuali). 

                                  Non vi è inoltre alcuna diagnosi
di fibromialgia risalente ad agosto 2023. Il dr. med. __________ fa retroagire
ad agosto 2023 la fibromialgia senza tuttavia apportare alcuna spiegazione e dopo
aver visto la ricorrente solo a fine novembre 2023. 

                                  In nessun referto medico prima di
tale data emerge che soffrisse di dolori osteo-muscolo-articolari. 

                                  __________, che non è medico, non
può diagnosticare una patologia e farla risalire ad agosto 2023. 

                                  Il rapporto del 20 dicembre 2023
della dr.ssa med. __________, neurologa, si basa esclusivamente su quanto
riportato dall’attrice. 

                                  Lo scritto del 24 gennaio 2024
del __________, dimostra che si tratta di una valutazione basata unicamente
sulle parole dell’assicurata, la quale ha comunicato di soffrire di
fibromialgia. Il certificato del 9 febbraio 2023 del dr. med. __________ indica
solo che vi è un problema di sospetta fibromialgia e lo scritto del dr. med. __________
del 20 febbraio 2024 non è rilevante poiché ha preso a carico l’interessata da
sole tre settimane. 

                                  Al contrario la perizia
psichiatrica del 21 febbraio 2023 del dr. med. __________, motivata, giunge
alla corretta conclusione che l’interessata ha iniziato a soffrire della
patologia a fine novembre 2023.

 

                                  A comprova di quanto sopra
l’assicuratore chiede l’edizione di numerosa documentazione (pag. 14 delle
osservazioni) e, richiamato nuovamente l’art. 40 LCA, sostiene che l’intento dell’attrice
di dissimulare le problematiche di cui soffre da tempo immemore per riscuotere
indebitamente prestazioni assicurative sarebbe palese.

 

                                  L’assicuratore ribadisce che per
escludere l’erogazione delle indennità non occorre stabilire se l’incapacità
lavorativa si sia già realizzata per la medesima malattia. Va dimostrato che
all’epoca dell’entrata in servizio era malata e doveva prevedere un’incapacità
lavorativa nei primi sei mesi di attività lavorativa, entrambe condizioni
palesemente date. 

                                  Spetta all’assicurata dimostrare
che nel periodo in cui rientrava nella cerchia degli assicurati era affetta da
una malattia che dava diritto a prestazioni, ovvero che la fibromialgia era
alla base della sua incapacità lavorativa e non era il prolungamento della
sindrome ansioso-depressiva di cui soffre da anni. CV 1 ha agito correttamente
dando una perizia sia ad un reumatologo che ad uno psichiatrica per indagare la
fibromialgia. Da parte sua l’attrice non ha prodotto alcuna perizia, ma si è
limitata a trasmettere un referto di poche righe di uno psicoterapeuta. Una
perizia giudiziaria non potrebbe che certificare lo stato di salute attuale e
non potrebbe accertare il passato (STF 4A_42/2017 del 29 gennaio 2018), giacché
i periti dovrebbero fondarsi sugli atti medici da cui non emerge alcuna
sindrome fibromialgica prima del 31 ottobre 2023. Del resto in nessuno dei
referti emerge che l’interessata era inabile al lavoro per la fibromialgia. Al
contrario, dal referto del dr. med. __________ si legge che “si potrà
concludere con estrema probabilità ad una fibromialgia generalizzata con le
raccomandazioni del caso, in particolare rimanere attiva sia fisicamente che
socialmente e nel lavoro” (doc. O, all. 3).

 

                                  La convenuta chiede l’assunzione
di numerose prove (pag. da 20 a 22 delle osservazioni).

 

                        1.18.  Il 3 giugno 2023 le parti sono state
sentite nel corso di un’udienza da cui è emerso:

 

" (…) parte
attrice tramite la patrocinatrice precisa che oggi la sig.ra AT 1 è stata, dopo
una notte presso il pronto soccorso, vista dal suo medico e dovrà probabilmente
in un prossimo futuro essere ricoverata per degli accertamenti più specifici.
Produce agli atti il rapporto d’analisi allestito in seno all’__________ ed un
certificato medico del dott. __________. È possibile che sig.ra AT 1 soffra di
una patologia di natura autoimmune e la sua patrocinatrice non ha purtroppo
ancora potuto entrare in possesso delle congrue certificazioni mediche. 

A livello probatorio parte attrice limita
alle sue richieste all’audizione della stessa sig.ra AT 1.

È rilevato come la sig.ra AT 1 abbia
inoltrato circa 4 mesi fa (12.2.2024) una domanda di prestazioni dell’AI, la
domanda non ha ancora avuto l’esito di accertamenti di natura medica,
rispettivamente di una decisione.

Parte attrice postula quindi nei limiti in
cui l’incarto AI possa avere rilievo perchè contiene una serie di documenti
medici sia prodotti sia acquisiti, di richiamare l’incarto alla proposta
amministrazione e in questo senso è consegnato alla patrocinatrice il modulo di
svincolo da far sottoscrivere alla propria patrocinata. 

Da ultimo parte attrice domanda l’audizione
del dott. __________, o eventualmente che il medesimo sia interpellato ritenuto
come la patologia inizialmente determinata sia quella che ancora affligge
l’attrice secondo tesi di convenuta. Il dott. __________ potrà smentire questo
aspetto avendo avuto in cura la sig.ra AT 1 sin dall’inizio.

In ultima analisi è postulata l’erezione di
una perizia pluridisciplinare tesa ad accertare l’iter delle patologie
dell’attrice nella loro natura specifica così come postulata l’audizione dello
psicoterapeuta __________, eventualmente l’interpello del medesimo da parte del
Tribunale. 

Dal canto suo parte convenuta si oppone
all’audizione rispettivamente all’interpello del dott. __________ alla luce
della presenza agli atti di un certificato e di un rapporto che sono in
contraddizione tra loro attestando da un lato la sindrome ansiosa e dell’altro
negandola. 

Anche con riferimento allo psicoterapeuta, CV
1 di oppone siccome esso è privo di formazione medica e non è dato a sapere
quando ha preso in cura e se ha preso in cura la sig.ra AT 1. 

CV 1 ritiene irrilevante la perizia perchè
non permetterebbe la ricostruzione a posteriori della situazione di malattia in
cui versava la sig.ra AT 1. 

CV 1 dal canto suo chiede che le siano
acquisiti agli atti mediante edizione i documenti elencati nella seconda parte
della pag. 20 e nella prima metà della pag. 21 del suo allegato di osservazione
e ribadisce la necessità delle due audizioni testimoniali indicate a pag. 21 in
fine e 22 inizio. Da ultimo l’assicuratore chiede che venga allestita la
perizia bidisciplinare postulata nelle sue osservazioni a pag. 21 alla luce
della specifica motivazione addotta in quella sede. 

In particolare CV 1 domanda la produzione
di una dichiarazione dei costi non coperti dalla Cassa malati dell’assicurata,
con relativo dettaglio di cui ha beneficiato dal 2021 al giorno dell’edizione,
questo allo scopo di verificare se vi siano stati trattamenti di natura
psichiatrica che non sono stati segnalati e che potrebbero adempiere gli
estremi dell’art. 40 LCA. 

Parte attrice si oppone in particolare
all’edizione della corrispondenza di qualsiasi tipo e sotto qualsiasi forma
intervenuta tra il datore di lavoro __________ e __________. Si oppone inoltre
alla produzione della lista delle prestazioni di cui l’attrice ha beneficiato
alla luce del fatto che vi sono relazioni sufficientemente complete agli atti,
in particolare quanto svolto e ordinato dal dott. __________.

Quo alla richiesta di richiamare l’edizione
di documenti (esplicitamente elencati a pag. 21 delle osservazioni) dal dott. __________,
__________, __________, __________ e dal __________ di __________ da un medico
il cui cognome non è specificato che ha allestito un rapporto unitamente alla
psicologa __________, ed ancora il rapporto dettagliato di __________
psicologa, la parte attrice si oppone siccome gli atti sufficienti e perché CV
1 sembra andare alla ricerca di un motivo non esplicito per ottenere
l’applicazione dell’art. 40 LCA. Unicamente se queste prove fossero di
interesse del Tribunale non si opporrebbe alla loro acquisizione. Si oppone
anche all’audizione __________ e __________ siccome la loro audizione non
potrebbe aggiungere nulla di nuovo rispetto a quanto questi medici hanno già
indicato nei loro rapporti consegnati agli atti. 

Dal canto suo CV 1 si riconferma pienamente
nelle prove postulate rilevando l’importanza della corrispondenza tra la sig.ra
AT 1 e suoi datori di lavoro alla luce del fatto che la sig.ra AT 1 ha più
volte cambiato la versione dei fatti. 

Si riconferma anche nelle richieste dei
rapporti medici perchè gli atti prodotti incompleti su questi aspetti come
scritto a pag. 14 delle osservazioni del 22 maggio scorso.

Da ultimo si riconferma nelle richieste
delle audizioni testimoniali __________ e __________.

Il Tribunale deciderà sulle prove offerte.

Le parti danno atto che se il Tribunale non
acquisisse prove un’udienza di discussione finale sarebbe inutile e rinunciano
sin d’ora, in tale costellazione, ad un’udienza rispettivamente a conclusioni
scritte.” (doc. XV) 

 

                        1.19.  Il 6 giugno 2024 l’attrice ha
prodotto la dichiarazione di svincolo/autorizzazione a questo Tribunale (doc.
XVI).

 

considerato                 in diritto

 

                          2.1.  In concreto, oggetto del contendere
è la questione di sapere se l’attrice ha diritto ad indennità giornaliere per
malattia dal mese di novembre 2024 (cfr. doc. I, pag. 12) a causa
dell’incapacità lavorativa iniziata il 14 agosto 2023, sulla base del contratto
di assicurazione contro la perdita di guadagno sottoscritto da __________ con CV
1. 

                                  Non sono invece oggetto del
contendere eventuali prestazioni derivanti dal contratto d’assicurazione
sottoscritto dalla medesima CV 1 con __________.

 

                          2.2.  Per quanto concerne
l’indennità perdita di guadagno, va innanzitutto rilevato che l'art. 324a cpv. 1 CO prevede che se il lavoratore è impedito senza sua
colpa di lavorare, per motivi inerenti alla sua persona, come la malattia, il
datore di lavoro deve pagargli per un tempo limitato il salario, compresa
un'adeguata indennità per perdita del salario in natura, in quanto il rapporto
di lavoro sia durato o sia stato stipulato per più di tre mesi (sentenza
4A_92/2020 del 5 agosto 2020, consid. 3.1.1; sentenza 4A_53/2007 del 26
settembre 2007; sulle condizioni di applicazione di questa norma, cfr. Adrian Von Kaenel,
Verhältnis einer Krankentaggeldlösung zu Art. 324a OR, in:
Krankentaggeldversicherung: Arbeits- und versicherungsrechtliche Aspekte,
Zurigo 2007, pag. 109-131,
 in particolare pag. 111-115).

                                  La durata del pagamento del salario
dipende dalla durata del rapporto di lavoro (art. 324a cpv. 2 CO; sui criteri
usualmente applicati dai tribunali in questi casi, cfr. Adrian Von Kaenel, op.
cit., pag. 116 seg.).

                                  Salvo pattuizione contraria,
l'obbligo di pagamento del salario in caso di malattia cessa con la fine del
rapporto di lavoro (Hans-Rudolf
Müller, Grundlagen der Krankentaggeldversicherung nach
VVG, in: Krankentaggeldversicherung: Arbeits- und versicherungsrechtliche
Aspekte, Zurigo 2007, pag. 19-45,
 in particolare pag. 20).

 

                                  Queste norme configurano il regime
legale di base a tutela del lavoratore, gli garantiscono una protezione minima
alla quale non può essere derogato a suo svantaggio (art. 362 cpv. 1 CO; cfr.
DTF 131 III 263 consid. 2.2 pag. 628).

 

                                  L'art. 324a cpv. 4 CO prevede la
possibilità di derogare al regime di base legale appena descritto mediante
accordo scritto, contratto normale o contratto collettivo che sancisca un
ordinamento almeno equivalente per il lavoratore (sentenza 4A_92/2020 del 5
agosto 2020, consid. 3.1.1; 4A_563/2019 del 14 luglio 2020 pubblicata in DTF
146 III 339 consid. 5.2.3 che cita Ivano
Ranzanici, Les effets de l’incapacité de travailler pour cause d’une
maladie successive à la résolution du contrat de travail, in: Regards croisés
sur le droit du travail: Liber Amicorum pour Gabriel Aubert, 2015, pag.
271 e seguenti, in particolare pag. 272-274; sull'aspetto dell'equivalenza si
veda anche Adrian Von Kaenel, op.
cit., pag. 120 segg. e la DTF 141 III 112 consid. 4.1-4.3). Si tratta, di
regola, di un regime che comporta una riduzione delle prestazioni del datore di
lavoro durante il periodo minimo previsto dalla legge, ma compensa questa
riduzione mediante l'estensione del periodo durante il quale il datore
di lavoro procede al versamento (Gabriel
Aubert, in: Commentaire romand, n. 50 ad art. 324a CO).

                                  La deroga al regime di base deve
essere pattuita in forma scritta.

                                  Trattandosi di un accordo che
concerne i diritti minimi del lavoratore, esso deve menzionare i punti
essenziali del regime convenzionale, quali ad esempio la percentuale del
guadagno assicurato, i rischi coperti, la durata delle prestazioni, se del caso
la durata del periodo di attesa. Qualora – come spesso accade nella pratica -
il datore di lavoro stipuli un'assicurazione d'indennità giornaliere in caso di
malattia, l'accordo indica anche le modalità di finanziamento dei premi
assicurativi; per il resto può rinviare alle condizioni generali di
assicurazione o a un altro documento tenuto a disposizione del lavoratore (DTF
131 III 623 consid. 2.5.1 con numerosi riferimenti dottrinali). 

 

                          2.3.  Per quanto
concerne la frode, in una STF 4A_273/2021 del 17 aprile 2023, al consid. 3.1 il
Tribunale federale ha rammentato che ai sensi dell’art. 40 LCA l'assicuratore
non è vincolato al contratto di fronte all'avente diritto, se questi od il suo
rappresentante, nell'intento d'indurlo in errore, ha dichiarato inesattamente o
taciuto dei fatti che escluderebbero o limiterebbero l'obbligo
dell'assicuratore. Da un punto di vista oggettivo i fatti sottaciuti o
dichiarati inesattamente devono concernere circostanze idonee a rimettere in
questione l'obbligazione dell'assicuratore o a influire sull'estensione di
questa; in altre parole un'informazione corretta avrebbe portato l'assicuratore
a erogare una prestazione minore o ad addirittura escluderla. Nel campo di
applicazione della norma in discussione rientra ad esempio l'abuso di un caso
di assicurazione, fingendo un danno più elevato mediante la simulazione di
disturbi alla salute più gravi di quelli reali (sentenza 4A_401/2017 del 20
dicembre 2017 consid. 6.2.2 seg., con rinvii). Da un punto di vista soggettivo
è necessario che l'assicurato abbia avuto l'intenzione di ingannare
l'assicuratore: egli deve quindi aver agito consapevolmente con la volontà di
indurre l'assicuratore in errore al fine di ottenere un indennizzo maggiore di
quello a cui avrebbe avuto diritto. L'intenzione di ingannare è già data quando
l'assicurato conosce l'errata formazione della volontà dell'assicuratore o
sfrutta lo sbaglio di quest'ultimo, tacendo sulla vera fattispecie o
informandolo intenzionalmente troppo tardi (sentenza 4A_401/2017 del 20
dicembre 2017 consid. 6.2.2, con rinvii). Se sono dati i presupposti di questa
norma, l'assicuratore può rifiutare l'integralità delle prestazioni anche
qualora la frode concerna solo una parte del danno (sentenza 4A_536/2020 del 19
gennaio 2021 consid. 5.1, con rinvii).  

                                         Il grado della prova, la quale spetta all'assicuratore,
dell'intento di indurlo in errore è quello della verosimiglianza preponderante,
mentre quello per la prova, che pure gli incombe, delle false dichiarazioni di
fatti da parte dell'assicurato è in linea di principio quello regolare della
prova piena (DTF 148 III 134 consid. 3.4.3). Una prova è considerata apportata
se il tribunale è convinto in base a criteri oggettivi dell'esattezza di
un'allegazione di fatto. Non può essere richiesta una certezza assoluta: è
sufficiente che il Tribunale non abbia più seri dubbi sul sussistere del fatto
allegato o che i dubbi restanti appaiano leggeri (DTF 148 III 105 consid.
3.3.1). 

 

                          2.4.  In
concreto la convenuta ed il datore di lavoro hanno concluso un contratto
d’assicurazione collettiva di indennità giornaliera in caso di malattia (doc.
I), retto dalla LCA (doc. 15, art. __________ condizioni contrattuali).

 

                                  L’indennità giornaliera è calcolata
sull’80% del salario soggetto all’AVS, versato a partire dal 61esimo giorno in
maniera proporzionale al grado d’incapacità lavorativa fino al versamento delle
prestazioni della previdenza professionale, al massimo 730 indennità intere o
parziali (doc. C). 

 

                                  Al contratto si applicano le
condizioni contrattuali edizione 2021.

 

                                  Per
l’art. __________ delle condizioni contrattuali, l’evento assicurato è
l’incapacità lavorativa in seguito a una malattia definita in percentuale della
capacità lavorativa totale. Il grado di incapacità lavorativa deve essere di
almeno il 25% (cpv. 1). È considerata una malattia qualsiasi danno alla salute
fisica, mentale, o psichica che non sia la conseguenza di un infortunio e che
richieda un esame o una cura medica oppure provochi un’incapacità lavorativa
(cpv. 2). È considerata incapacità lavorativa qualsiasi incapacità, totale o
parziale, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o
nel campo di attività abituale. In caso d’incapacità lavorativa di lunga durata
sono prese in considerazione anche le attività ragionevolmente esigibili in
un’altra professione o campo di attività. Sono considerate tali le attività
che, in base all’esperienza, sono realmente accessibili sul mercato del lavoro
per la persona assicurata tenendo conto della sua formazione, delle sue
attitudini fisiche e intellettuali (cpv. 3). 

 

                                  Ai
sensi dell’art. __________ delle condizioni contrattuali l’assicuratore versa
un’indennità giornaliera al verificarsi dell’evento assicurato, dopo la
scadenza del periodo di attesa che decorre con il verificarsi dell’incapacità
lavorativa derivante da malattia, per un massimo di 730 giorni. Il periodo di
attesa concordato contrattualmente viene dedotto dalla durata massima delle
prestazioni. 

 

                                  Per
l’art. __________ delle condizioni contrattuali la copertura assicurativa per
le persone assicurate termina con l’uscita dalla cerchia delle persone
assicurate.

                                  Secondo
l’art. __________ delle condizioni contrattuali non vengono erogate prestazioni
quando la persona assicurata era già malata al momento dell’entrata in servizio
e che all’inizio del rapporto di lavoro doveva essere consapevole del fatto che
molto probabilmente nei primi sei mesi dopo la sua entrata in servizio si
sarebbe verificata un’incapacità al lavoro riconducibile a tale malattia. 

 

                          2.5.  Per costante
giurisprudenza al contratto d’assicurazione, così come alle condizioni generali
che vi sono espressamente incorporate, si applicano i principi generali
dell’interpretazione dei contratti, tanto più che la legge speciale non
contiene disposizioni particolari in proposito: l’art. 100 cpv. 1 LCA rinvia
infatti al diritto delle obbligazioni e, di riflesso, al Codice civile
(sentenza 4A_92/2020 del 5 agosto 2020 consid. 3.2.1; sentenza 5C.13/2006 del 9
ottobre 2006, consid. 3.2; DTF 135 III 410 consid. 3.2; DTF 118 II 342 consid.
1a). 

                                  Quando
l’assicuratore, al momento della conclusione del contratto, produce le
condizioni generali, manifesta la sua volontà di impegnarsi secondo quanto prevedono
queste condizioni.

                                  Dovendosi
determinare il contenuto di un contratto d’assicurazione e delle condizioni
generali che ne formano parte integrante, il giudice deve, come per ogni altro
contratto, ricorrere in primo luogo alla cosiddetta interpretazione soggettiva,
ovvero ricercare la “vera e concorde volontà dei contraenti”, se del caso in
modo empirico, basandosi su indizi (art. 18 cpv. 1 CO; sentenza 4A_92/2020 del
5 agosto 2020 consid. 3.2.2; sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2,
cfr. anche sentenza 4A_34/2007 del 26 luglio 2007, consid. 3.1; DTF 136 III 186
consid. 3.2.1; DTF 135 III 295, consid. 5.2). Se non gli è possibile stabilire
tale reale volontà, oppure se constata che uno dei contraenti non ha compreso
la reale volontà espressa dall’altro, il giudice ricercherà il senso che le
parti potevano e dovevano attribuire alle reciproche manifestazioni di volontà
(principio dell’affidamento: sentenza 4A_92/2020 del 5 agosto 2020 consid.
3.2.2; sentenza 4A_34/2007 del 26 luglio 2007, consid. 3.1; sentenza 5C.13/2006
del 9 ottobre 2006, consid. 3.2, DTF 136 III 186
consid. 3.2.1; DTF 135 III 295, consid. 5.2; DTF 129 III 118 consid. 2.5; 126
III 119 consid. 2a; 122 III 118 consid. 2a). Punto di
partenza di tale interpretazione è l’espressione letterale del contratto; il
giudice dovrà tuttavia tener conto delle circostanze che hanno caratterizzato
la conclusione del contratto (DTF 127 III 444 consid. 1b; 125 III 305 consid.
2b). Sarebbe infatti errato attribuire un’importanza decisiva ai termini
utilizzati dalle parti, seppur chiari; dall’art. 18 cpv. 1 CO traspare che non
si può erigere a principio l’assioma che in presenza di un testo chiaro si
debba escludere il ricorso ad altri mezzi d’interpretazione; sebbene una
clausola contrattuale possa apparire a prima vista chiara ed indiscutibile, il
fine perseguito dalle parti, ma anche altre circostanze possono lasciar
intendere che l’espressione verbale non restituisca pienamente il senso
dell’accordo concluso (sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2, DTF
128 III 212 consid. 2b/bb, consid. 3c). Sussidiariamente, all’interpretazione
di clausole redatte esclusivamente dall’assicuratore ed alle clausole generali
prestampate trova applicazione il principio “in dubio contra stipulatorem”,
in virtù del quale esse vanno lette a sfavore di chi le ha redatte, dunque
dell’assicuratore (sentenza 4A_92/2020 del 5 agosto 2020 consid. 3.2.2; DTF 133 III 61, consid. 2.2.2.3; DTF 126 V 499, consid. 3b;
DTF 124 III 155 consid. 1b; DTF 122 III 118 consid. 2a). L’art. 33 LCA ne è un’espressione (sentenza 4A_92/2020 del 5
agosto 2020 consid. 3.2.2; sentenza 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2,
DTF 115 II 264 consid. 5a). Perché questa regola venga applicata non basta,
tuttavia, che le parti discordino sul significato da attribuire ad una
dichiarazione; questa deve effettivamente prestarsi a differenti
interpretazioni, ed inoltre deve essere impossibile, in assenza di altri mezzi
d’interpretazione, dissipare altrimenti il dubbio venutosi a creare (sentenza
4A_92/2020 del 5 agosto 2020 consid. 3.2.2; DTF 122 III
118 consid. 2d; 118 II 342 consid. 1a; DTF 100 II 144, consid. 4c). 

                                  Va ancora evidenziato che l’interpretazione delle clausole contrattuali
secondo il principio dell’affidamento non tiene conto di come il lavoratore,
che non è giuridicamente parte al contratto, comprenda la norma (sentenza
4A_92/2020 del 5 agosto 2020, consid. 3.3.1); occorre determinare come un
destinatario di buona fede possa e debba comprendere le clausole (sentenza
4A_92/2020 del 5 agosto 2020, consid. 3.3.1). 

 

                          2.6.  Quando un assicuratore, al momento di
concludere un contratto, presenta delle condizioni generali, manifesta la
volontà di impegnarsi secondo i termini di queste condizioni; se una volontà
reale e concordante non è constatata, occorre domandarsi come il destinatario
di questa manifestazione di volontà poteva comprenderla in buona fede (cfr.
sentenza 4A_92/2020 del 5 agosto 2020, consid. 3.2.2)

 

                                  Dalla
documentazione prodotta dall’attrice e dalla convenuta, le quali in sede di
udienza non hanno chiesto l’assunzione di ulteriori prove su questo specifico
punto, non emerge che tra il datore di lavoro e la convenuta sia stata
concordata un’interpretazione dei termini contenuti nelle condizioni contrattuali
e non sia possibile determinare la reale e concorde volontà delle parti in
relazione al significato dell’art. __________.

 

                                  Occorre di
conseguenza interpretare oggettivamente la norma litigiosa, secondo il principio
dell'affidamento, ovvero secondo il senso che ogni contraente poteva e doveva
ragionevolmente attribuire alle dichiarazioni dell'altro nelle circostanze
concrete (cfr. sentenza 4A_468/2008 del 20 febbraio 2009,
consid. 2.4.1 e sentenza 4A_371/2009 del 30 novembre 2009). 

 

                                  Va a questo proposito
rammentato come l’interpretazione delle clausole contrattuali secondo il
principio dell’affidamento non tiene conto di come il lavoratore, che non è
giuridicamente parte al contratto, comprende la norma (sentenza 4A_92/2020 del
5 agosto 2020, consid. 3.3.1); occorre determinare come un destinatario di
buona fede può e deve comprendere le clausole (sentenza 4A_92/2020 del 5 agosto
2020, consid. 3.3.1).

 

                                  In concreto il
contenuto dell’art. __________ delle condizioni contrattuali è chiaro.

 

                                  L’assicuratore non
versa prestazioni se due condizioni sono adempiute: la persona assicurata è
affetta da una patologia al momento dell’inizio dell’attività lavorativa e la
persona assicurata è consapevole che questa patologia, nei primi sei mesi di
attività, potrebbe portare ad un’incapacità lavorativa.

 

                                  La norma non prevede invece per
la sua applicazione che la patologia di cui è affetta la persona assicurata
abbia già provocato un’incapacità lavorativa e/o che abbia già avuto come
conseguenza un versamento di prestazioni. 

                                  Tant’è che la frase si conclude
con: “si sarebbe verificata un’incapacità al lavoro riconducibile a tale
malattia” e non con: “si sarebbe nuovamente o di nuovo
verificata (…)”.

 

                                  L’art. __________
delle condizioni contrattuali non rinvia inoltre all’art. __________ che regola
il versamento delle indennità in caso di nuove malattie e di ricadute e dove
invece viene definito il termine contrattuale di ricaduta (cpv. 3: “Per
ricaduta si intende un’incapacità lavorativa dovuta a una malattia che in
precedenza ha portato al versamento di indennità giornaliere per un’incapacità
lavorativa risultante dal presente contratto”). 

 

                                  Ne segue che per
soddisfare le condizioni di cui all’art. __________ delle condizioni
contrattuali, è sufficiente essere affetto da una malattia al momento
dell’inizio dell’attività. Non è invece necessario che questa patologia abbia
già causato un’incapacità lavorativa in passato o che abbia già dato luogo a
versamento di indennità giornaliere.

 

                                  Inoltre, per la sua
applicazione la norma non richiede la volontà della persona assicurata di nascondere
il suo stato di salute alla CV 1. 

 

                                  È sufficiente che la
persona assicurata, affetta da una patologia, sia consapevole che tale malattia
potrebbe renderla incapace al lavoro entro 6 mesi dall’inizio dell’attività. 

 

                                  Il fatto che
l’assicuratore sia reso attento circa la presenza della patologia della persona
assicurata o che in altro modo ne fosse a conoscenza, non impedisce
l’applicazione dell’art. __________ delle condizioni contrattuali.

 

                                  Nel caso di specie,
occorre pertanto stabilire se la patologia alla base dell’incapacità lavorativa
iniziata il 14 agosto 2023 era già presente al momento dell’inizio
dell’attività lucrativa presso l’ultimo datore di lavoro e se l’attrice era
consapevole che entro 6 mesi questa malattia avrebbe potuto causare
un’incapacità al lavoro.

 

                          2.7.  In concreto, il
31 gennaio 2023 __________ ha notificato all’assicuratore un’incapacità
lavorativa a causa di malattia di AT 1, indicando nel 24 gennaio 2023 l’ultimo
giorno di lavoro dell’interessata e nel dr. med. __________ di __________ il suo
medico curante (doc. 2). 

 

                                  Il 7 marzo 2023 il dr. med. __________,
specialista FMH medicina interna generale, ha indicato quale giorno delle prime
cure (“Erstbehandlung”) il 12 gennaio 2023, un grado d’incapacità
lavorativa del 100% e messo un punto di domanda alla questione di sapere da
quando l’interessata fosse inabile al lavoro. Circa la diagnosi ha scritto: “sindrome
ansiosa generalizzata” (doc. 3). 

 

                                  Con e-mail dell’8 marzo 2023
delle 09.14 AT 1 si è rivolta all’assicuratore indicando: “Guten Tag, wie
Ihrem Kollegen aus dem Tessin bei der CV 1 mitgeteilt, ist das Datum des
Krankheitsbeginns falsch. Tatsächlich beginnen die beiden ärztlichen Atteste,
die Sie bereits haben sollten, die ich der E-Mail aber noch einmal anhänge, ab
dem 30.01.2023. Ausserdem hat mein Arbeitgeber auf dem Formular zur Mitteilung
meiner Krankheit korrekt geschrieben. Tatsächlich war mein letzter Arbeitstag
der 24.01.2023. Dann bin ich zu einer Familientrauer nach Hause gefahren und
dann hat die Krankheit überhand genommen, die sowieso schon seit einiger Zeit
andauert, da es sich um eine schweren depressiven Zustand handelt. Ich bitte
Sie daher, das falsche Datum zu korrigieren und alle erforderlichen Unterlagen
erneut an meinem Arzt zu senden, die Sie in CC finden” (doc. 4). Alle 9.31
vi è un’email del seguente tenore: “Ich bitte um Enstchuldigung, anbei die
Bescheinigung vom 12.01.2023, die eine einfache Grippenbescheinigung war, die
absolut nichts mit dem Krankheitsfall zu tun hat, der jetzt behandelt wird.
Bitte alles korrigieren __________” (doc. 4).

                                  Il curante ha prodotto tre
distinti certificati con l’attestazione di una completa incapacità lavorativa
dell’attrice dal 12 gennaio 2023 al 17 gennaio 2023 (certificato del 16 gennaio
2023), dal 30 gennaio 2023 al 27 febbraio 2023 (certificato del 26 gennaio
2023) e dal 27 febbraio 2023 al 31 marzo 2023 (certificato del 27 febbraio
2023; allegato doc. 4). 

 

                                  Con scritto del 9 marzo 2023 il
dr. med. __________ ha inoltrato un nuovo certificato poiché quello dell’8
marzo 2023, “per motivi di traduzione, è stato compilato in maniera errata”
da parte sua. Egli ha attestato un’inabilità lavorativa al 100% dal 12 gennaio
2023 al 17 gennaio 2023 per una sindrome influenzale e dal 30 gennaio 2023 a
data da destinarsi per una sindrome ansiosa generalizzata (doc. 5). 

 

                                  In data 15 marzo 2023 AT 1 ha
sottoscritto un contratto di lavoro con __________, per un’attività al 100% dal
1° aprile 2023, quale collaboratrice senior ufficio stipendi. 

 

                                  Con e-mail del 27 marzo 2023 __________
ha scritto all’assicuratore indicando che “Die __________ geht zurück ins
Tessin und erwartet keine Taggeldzahlungen gemäss der weitergeleiteten E-Mail
an die __________. In dem Fall macht es eventuell Sinn, sich mal mit dem Arzt
in Verbindung zu setzen. Laut meinen Aufzeichnungen gab es eine Überzahlung, da
die Absenz vom 12 – 17.01.2023 eine Grippe war und die Absenz wegen psychischer
Beschwerden erst am 30.01.2023 begann. Wenn noch etwas offen sein sollte, dann
geben Sie mir gerne Bescheid. Ansonsten würden wir diesen Schadenfall zum
31.03.2023 schliessen” (doc. 6). Nell’allegato certificato medico del 24
marzo 2023 del dr. med. __________ figura che “la sopraccitata paziente
risulta inabile al lavoro al 100% per malattia; Dal 01.04.2023 deve
interrompere la sua attività lavorativa presso l’attuale posto di lavoro”
(allegato doc. 6).

 

                                  Il 19 settembre 2023 __________
ha rescisso il contratto di lavoro con AT 1 (doc. E).

 

                                  In data 3 ottobre 2023 __________
ha notificato all’assicuratore una completa incapacità lavorativa di AT 1 ed ha
allegato un certificato del dr. med. __________ dell’11 agosto 2023 che attesta
un’incapacità lavorativa al 100% per il periodo dal 14 agosto 2023 al 14
settembre 2023 ed un certificato del medesimo curante del 4 settembre 2023 per
il periodo dal 15 settembre 2023 al 15 ottobre 2023 (doc. 8). 

 

                                  Il 23 ottobre 2023 il dr. med. __________
ha trasmesso all’assicuratore un referto del 21 settembre 2023 della Clinica __________
(doc. 11), un referto del 3 ottobre 2023 della Clinica __________ (doc. 12), un
referto dell’11 ottobre 2023 dell’Ospedale __________ (doc. 13) ed un referto
del 6 ottobre 2023 dell’Ospedale __________ (doc. 14).

 

                                  Il primo referto concerne un
ricovero per dispnea soggettiva, stato d’ansia e riferite apnee notturne.
Secondo una valutazione del 14 settembre 2023 primariamente vi è una
problematica ansiosa con iperventilazioni, in secondo luogo una possibile asma
bronchiale allergica da indagare “insorgenza/esacerbazione dei disturbi da
quando in febbraio è rientrata in TI da __________ e vive provvisoriamente
dalla madre”.

 

                                  Nel secondo referto figura che
l’interessata è stata degente dal 20 settembre 2023 al 22 settembre 2023, data
del trasferimento all’Ospedale __________, con diagnosi di emisindrome destra
acuta presentatasi alle 00:10 del 22 settembre 2023 e di dispnea soggettiva e
riferite apnee notturne in contesto di stati d’ansia, con in particolare
disturbo di personalità di tipo borderline con attuale crisi acuta. 

 

                                  L’Ospedale __________ ha
descritto il ricovero d’urgenza dal 22 settembre 2023 al 23 settembre 2023 per
sospetto disturbo neurologico funzionale. Dall’anamnesi emerge che
l’interessata, degente alla Clinica __________ per riferita dispnea da 1 mese,
peggiorata circa 48 ora fa ed in corso di accertamenti, per la quale è in
previsione un periodo di degenza nella Clinica __________ per inquadramento sul
profilo psicologico “Giunge in PS __________ per comparsa improvvisa dalle
00:00 di debolezza degli arti di destra, oltre a ridotta sensibilità
all’emisoma omolaterale”. Dalla valutazione emerge che “il decorso
clinico è stato favorevole con regressione completa della sintomatologia
neurologia, in assenza di esiti. Abbiamo spiegato e condiviso con la paziente a
più riprese tale diagnosi, spiegando che si tratta di un problema del
funzionamento dei circuiti nervosi, senza anomalie strutturali cerebrali
visibili. In questo contesto alla base c’è spesso un certo “sovraccarico” a
livello psichico, cosa che peraltro la paziente stessa riconosce.”

 

                                  In corso di ricovero l’attrice ha
lamentato discomfort auricolare sinistro caratterizzato da senso di ovattamento
associato a raffreddore ricorrente negli ultimi mesi, con senso di vellicchio e
globo faringeo. In seguito a valutazione specialistica otorinolaringoiatrica,
la sintomatologia è stata interpretata nel contesto di un’otite siero-mucosa
sinistra con contestuale problematica di reflusso rino-faringeo-laringeo. Inoltre
l’interessata è stata presa a carico presso la pneumologia. È stato eseguito un
test del cammino di 6 minuti che ha mostrato una riduzione della distanza di
grado lieve-moderato, l’assenza di desaturazione durante lo sforzo, dispnea
secondo Borg a fine test 5/10, affaticamento arti inferiori 5/10. L’interessata
ha chiesto di proseguire eventuali ulteriori accertamenti con lo pneumologo di
riferimento.

 

                                  In conclusione figura che l’esame
neurologico è nella norma.

 

                                  Nel referto dell’Ospedale __________
del 6 ottobre 2023, per degenza dal 27 settembre 2023 al 5 ottobre 2023, è
stata posta la diagnosi psichiatrica di sospetto disturbo di personalità emotivamente
instabile, tipo borderline (ICD10: F60.31). 

                                  Circa il motivo del ricovero
figura che l’attrice è nota “al nostro servizio per un precedente ricovero
datato al 2009. La paziente lamenta la presenza di uno stato ansioso cronico,
esacerbato negli ultimi mesi, specialmente in concomitanza con il trasloco
presso il domicilio della madre e il riferito mobbing sul luogo di lavoro, con
conseguente interruzione dell’attività lavorativa per malattia da agosto 2023.
La paziente manifesterebbe intensi attacchi d’ansia caratterizzati da tremori,
dispnea, segno di Trousseau, confusione e sensazione di morte imminente.
Riferisce inoltre di vivere una forte rabbia e a tratti di sfogarla contro gli
oggetti, scagliandoli contro il muro, riuscendosi scarsamente a controllare. Si
ricovera con l’obiettivo di ridurre la quota ansiosa, rivalutare la
farmacoterapia e fornire un necessario distacco ambientale.” 

                                  “La paziente spiega di non
essere riuscita a trovare un lavoro coerente con la propria formazione e
pertanto, nel luglio 2021, si sarebbe traferita a __________ a cercare una
posizione lavorativa adeguata (…) A __________ non avrebbe mai trovato il
lavoro ricercato nel campo delle risorse umane e sarebbe vissuta grazie alla
rendita di disoccupazione, alcuni proventi del lavoro part-time di babysitter e
il supporto finanziario della madre. Dopo il termine della relazione con __________,
la paziente si sarebbe ritirata socialmente e avrebbe manifestato una intensa
ansia e deflessione del tono dell’umore, esacerbati nel novembre 2022 dalla
morte del proprio gatto, animale al quale era fortemente legata. A febbraio
2023 si data il rientro in Ticino, con trasloco a casa dei genitori. Dopo poco
avrebbe trovato lavoro come responsabile delle risorse umane in una fiduciaria,
ma sarebbe stata presto vittima di mobbing da parte di una collega e sarebbe
quindi in malattia da agosto 2023. Circa due mesi fa la paziente avrebbe
scoperto di soffrire di asma allergico e recentemente sarebbe stata ricoverata
presso la Clinica __________ e successivamente presso l’__________ in relazione
ad una crisi respiratoria acuta associata ad emiparesi destra.” 

 

                                  Nell’anamnesi figura che
l’interessata ha riferito di “essere stata seguita per anni dallo psicologo
dr. __________ per delle sessioni di psicoterapia terminate circa un paio di
anni fa. Da allora si sarebbe affidata ad un sito italiano di psicologi
on-line. Recentemente durante un ricovero presso l’Ospedale __________ avere
beneficiato di due consultazioni con una psichiatra di liaison, affiancata da
una psicologa (dr.ssa __________), che si direbbe disponibile ad una presa a
carico ambulatoriale al termine del ricovero”. 

                                  “In data 05.10.2023 la
paziente, lamentando forte senso di frustrazione e di incomprensione da parte
dell’équipe medica, ha richiesto dimissione anticipata contro parere medico.”  

 

                                  Il 22 novembre 2023 il dr. med. __________,
ha scritto all’assicuratore, affermando:

 

" (…) Con il
presente si certifica che la sopraccitata paziente dal 24.01.23 al 31.03.23 era
inabile al lavoro per crollo emotivo causa lutto, gli accertamenti non hanno
evidenziato un problema depressivo-ansioso. Abile dunque al lavoro dal
01.04.23, ma nel frattempo è stata licenziata.

Dal 14.08.2023 la paziente risulta inabile
al lavoro per motivi diversi da quello precedente e per i quali stiamo ancora
oggi svolgendo accertamenti diagnostici e attuando terapie

Tali problematiche vanno da:

-       
Dolori articolari diffusi invalidanti sia a piccole che a grandi
articolazioni DD malattia reumatica infiammatoria in primo luogo
Spondiloartropatia, Fibromialgia

-       
Disturbi respiratori su asma allergico mal controllati con crisi
dispnoiche necessitanti rivalutazione in pronto soccorso + nuova presa a carico
specialistica

-       
Dolori del tratto digerente con origine non chiara DD
colonspastico-irritabile, Malattia infiammatoria cronica intestinale

-       
Dolori toracici con rialzo del D-Dimero, con successive angioTac
negative per embolia, accertamenti ematologici sulla coagulazione in corso

-       
Gravi crisi emicraniche deficitarie necessitanti valutazione in urgenza
in Pronto Soccorso e presa a carico specialistica (vedi referti allegati
precedentemente)

Tali problematiche
hanno pesato sulla psiche della paziente che ha manifestato problematiche
depressive per le quali ha beneficiato di un ricovero e attualmente
psicoterapia in regime ambulatoriale + farmacoterapia

 

In conclusione come si
evidenzia, la paziente presenta un quadro clinico completamente differente
rispetto al mese di gennaio; nel mese di gennaio la situazione si è risolta
completamente senza ausilio di medicinali o accertamenti diagnostici, tali da
renderla abile al lavoro dallo 01.04.23.

Quello che accade da
agosto per come si è manifestato, con la gravità dei sintomi sistemici non è
assolutamente da collegare all’evento di gennaio.” (doc. M) 

 

                                  L’attrice ha poi prodotto un
certificato medico del 13 dicembre 2023 del dr. med. __________ con
attestazione di un’inabilità lavorativa completa dal 18 dicembre 2023 al 18
gennaio 2023, (doc. O/1), una RM della colonna lombare e articolazioni
sacro-iliache del 4 dicembre 2023 della Clinica __________ che ha concluso per
una iniziale artropatia faccettaria L4/L5 (doc. O/2), un certificato del 5
dicembre 2023 del dr. med. __________, FMH reumatologia, che ha posto la
diagnosi di dolori diffusi con in DD probabile fibromialgia generalizzata e
psoriasi cutanea dalla giovane età (doc. O/3), un referto del 14 dicembre 2023
dello psicologo e psicoterapeuta __________ (doc. O/4), un certificato del 19
dicembre 2023 del dr. med. __________ (doc. O/5) ed una valutazione
ambulatoriale del 20 dicembre 2023 della dr.ssa med. __________, FMH neurologia
(doc. O/6), nonché un’e-mail della Clinica __________ per un ricovero dal 27
dicembre 2023 (doc. O/7).

                                  Nel referto del 5 dicembre
2023 il dr. med. __________, ha affermato:

 

" (…)
Brevemente rammento che la paziente presenta da metà agosto di quest’anno senza
chiara causa scatenante (forse dopo alcune manipolazioni) una sintomatologia
variegata comprendente dei dolori diffusi, sia muscolari che articolari con
solo leggero miglioramento alla presa di antinfiammatori ma anche
sintomatologia gastro-intestinale, stanchezza generalizzata, disturbi del
sonno, disestesie e toracalgie. Il tutto evoca effettivamente la possibilità di
una fibromialgia generalizzata. Abbiamo voluto escludere delle patologie
reumatiche in particolare auto-immuni tramite esami complementari che si sono
tutti rilevati normali. Rimarrebbe giusto con ultimo test l’esecuzione
dell’HLA-B27 per cui prego il Dr. __________ che ci legge in copia di
richiederlo negli esami appena eseguiti (…). Qualora anche questo fosse
negativo, si potrà concludere con estrema probabilità ad una fibromialgia
generalizzata con le raccomandazioni del caso, in particolare rimanere attivi sia
fisicamente che socialmente e nel lavoro. La paziente ha già intrapreso un
percorso in questo senso, esercitando numerose terapie fisiche e mi pare molto
motivata in questa direzione, cosa per la quale l’ho esortata a continuare (…)”

 

                                  Lo psicologo e psicoterapeuta __________
il 14 dicembre 2023, ha affermato:

 

" (…) La
signora AT 1 presenta dolore diffuso a livello muscolo scheletrico con un
quadro sindromico ascrivibile alla sindrome fibromialgica secondo i criteri ICD
(…) con classificazione F 79.7

Tale condizione di sofferenza l’ha portata,
nel tempo, a sviluppare una risposta ansioso depressiva (F41.2, disturbo misto
ansioso depressivo) determinata dall’insofferenza verso tale condizione
cresciuta nel tempo. La paziente desidererebbe affrontare la problematica di
cui soffre attraverso un percorso psicoterapeutico che accompagni il seguito
medico farmacologico, consapevole dell’importanza del vissuto psicologico
conseguente alla condizione.” 

 

                                  Il 19 dicembre 2023 il dr. med. __________
ha affermato:

 

" (…) Con la
presente si certifica che la paziente summenzionata, presenta dei dolori
diffusi con una probabile fibromialgia generalizzata. Questa problematica è
attualmente alla base della sua incapacità lavorativa a decorrere dal mese di
agosto 2023”

 

                                  La dr.ssa med. __________, FMH
neurologia, il 20 dicembre 2023, posta la diagnosi di cefalea emicranica
episodica, senz’aura, disturbo neurologico funzionale, DD aura complessa, in
contesto emicranico, meno probabile, sindrome dolorosa multi-distrettuale,
tendomiotica, ha concluso:

 

" (…) Per
quanto riguarda la cefalea la situazione attualmente è migliorata, sotto
assunzione regolare di Riboflavina che concordo di proseguire. L’esame angio-RM
dei vasi sovra-aortici risulta negativa, ad esclusione di dissezione della
parete dei vasi alla base dei dolori inizialmente intensi in regione
latero-cervicale e frontale destra, post-manipolazioni cervicali. Un precedente
esame neurosonologico risultava pure nei limiti di norma.

Per quanto riguarda i dolori multi-distrettuali, questi sono almeno
in parte suggestivi di una sindrome fibromialgica in presenza di tender-points
positivi poli distrettuali, e caratterizzato da dolore mio-fasciale. Sul
distretto cervicale non emergono elementi a sospetto di una problematica radicolare
o midollare. Possibile una lieve irritazione dei nervi mediani ed ulnari, non
deficitaria, per il quale eventualmente da completare con esame ENMG in futuro
se persistenza dei sintomi malgrado trattamento conservativo con stecche volari
notturne che ho previsto di introdurre.

Sul distretto lombare invece presente una dolorabilità più
riconducibile ad una problematica faccettaria lombare bassa. Non emergono
elementi oggettivi per compressione radicolare, eventualmente intermittente e
lieve sulla radice L5 destra, non deficitaria. La RMN lombare conferma
l’assenza di protrusioni discali, compressione radicolare, o delle radici della
cauda.

L’esame neurologico è
complessivamente nella norma. In principio non prevedo controlli se non
sporadici per la cefalea a distanza, il primo tra 6 mesi.” 

 

                                  L’attrice è in seguito stata
convocata, su richiesta della convenuta, dal dr. med. __________, FMH
reumatologia e dal dr. med. __________, FMH psichiatria.

 

                                  Il 19 febbraio 2024 l’attrice ha
prodotto ulteriori certificati medici, ossia un attestato di inabilità
lavorativa del 15 gennaio 2024 del dr. med. __________ per il periodo dal 19
gennaio 2024 al 19 febbraio 2024 (doc. U/1), una convocazione ambulatoriale
pneumologica presso l’Ospedale __________ del 17 gennaio 2024 (doc. U/2), un
referto relativo all’esito del tilt test presso il servizio di Aritmologia
dell’istituto __________ del 24 gennaio 2024, definito nella norma con
l’indicazione che “la sintomatologia descritta dalla paziente appare in
primis inquadrabile nell’ambito della nota fibromialgia” (doc. U/3), una
convocazione del 26 gennaio 2024 per l’esame PSG (polisonnografia; doc. U/4),
un referto del 9 febbraio 2024 del dr. med. __________, FMH dermatologia e
malattie a trasmissione sessuale, andrologo, che dopo aver rilevato che
l’interessata è già nota per un’asma con componenti atopiche importanti e per
un problema di “sospetta fibromialgia (dato anamnestico)” ha
diagnosticato una intolleranza genetica totale omozigota e stato infiammatorio
con elevato tasso serico della cromogranina A (doc. U/5), un referto del 14
febbraio 2024 dell’__________ a firma del dr. med. __________, specialista
oftalmologia e oftalmochirurgia che a causa della secchezza degli occhi ha
consigliato una abbondante idratazione e visto l’attuale corso di indagini nel
contesto di anche di una eventuale soggiacente malattia autoimmune chiede di
voler verificare l’eventuale positività per gli anticorpi correlabili a
sindrome di Sjogren (doc. U/6), un certificato del 16 febbraio 2024 del dr.
med. __________, FMH medicina generale, nuovo curante dell’attrice, che ha
attestato una completa incapacità lavorativa dal 20 febbraio 2024 al 20 marzo
2024 (doc. U/7) e copia della ricevuta della raccomandata all’UAI (doc. U/8).

 

                                  Il 20 febbraio 2024 l’attrice ha
prodotto un referto del dr. med. __________, che ha affermato:

 

" (…) Prendo
in carico come medico curante circa 3 settimane orsono.

Trovo una paziente che dopo novembre u.s., dopo l’ennesimo
episodio COVID, peggiora in maniera importante le sue condizioni di salute:
peggioramento dei dolori diffusi che vengono posti in relazione con sindrome
fibromialgica, reflusso gastrico importante riscontrato alla gastroscopia del
dr. __________ durante gennaio 2024 resistente alla terapia con inibitori di
pompa protonica, asma ingravescente con sinusopatia, inoltre una
bradi-tachicardia con extrasistolia.

Per tali sintomi la paziente ha affrontato e sta affrontando
controlli specialistici. Previsto a breve un intervento ORL presso l’Ospedale __________
con il Prof. __________, per la sinusopatia recentemente accertata.

Tale quadro clinico è da attribuire alla fibromialgia e al
successivo ripresentarsi del COVID e non alla sindrome ansiosa per cui è già in
cura dal collega psicoterapeuta.” (doc. V)

 

                                  Agli atti è stata prodotto il
referto reumatologico del dr. med. __________, FMH reumatologia, che dopo aver
visitato l’attrice in data 7 febbraio 2024, ha redatto il parere di medesima
data per l’assicuratore (doc. Z).

 

                                  Lo specialista non ha posto
alcuna diagnosi con conseguenze sulla capacità lavorativa, mentre ha posto le
seguenti diagnosi senza conseguenze sulla capacità lavorativa: sindrome
fibromialgica generalizzata primaria, decondizionamento e sbilancio muscolare,
minime alterazioni degenerative del rachide cericale e lombare, disturbi
statici della colonna vertebrale (ipercifosi della dorsale alta con protrazione
del capo, scoliosi sinistroconvessa dorsale, destroconvessa lombare). Riassunti
gli atti, l’anamnesi personale, secondo presentazione dell’assicurata,
sistemica, sociale, l’esame reumatologico, ha espresso la sua valutazione,
concludendo:

 

" (…) La
sindrome fibromialgica generalizzata primaria, equivale, come anche le sindromi
del dolore cronico generalizzato aspecifiche, quindi senza correlato
strutturale, dal lato medico assicurativo ad una sindrome del dolore cronico
somatoforme, per cui eventuali deficit funzionali derivanti dalla stessa,
devono essere stabiliti in ambito peritale psichiatrico specialistico, come
previsto dall’assicurazione, aspetto pure importante in quanto l’assicurata,
stando agli atti risulta affetta anche da una malattia psichiatrica.

Il decondizionamento e sbilancio muscolare, i disturbi statici
della colonna vertebrale come pure le minime alterazioni degenerative al
rachide cervicale e lombare, risultano patologie non portanti a limiti
funzionali e di carico di lunga durata, per cui non vanno considerati come
cause dell’inabilità lavorativa attualmente in corso.

(…).

Non ho riscontrato patologie di stretta competenza reumatologica
in grado di incidere sulla capacità lavorativa attuale, come spiegato nei
dettagli sopra.

(…).

L’inabilità lavorativa perdurante dal 14.8.2023 non può essere
principalmente spiegata con patologie di stretta competenza reumatologica.

(…).

Ritengo indispensabile che l’assicurazione si informi anche presso
i vari specialisti coinvolti nelle cure dell’assicurata, per le patologie di
non stretta competenza reumatologica, al fine di individuare quali siano le
affezioni nei rispettivi campi di specialità in grado di incidere sulla sua
capacità lavorativa e di voler poi predisporre un approfondimento peritale nei
campi di specialità determinanti un’inabilità lavorativa protratta, in accordo
con il servizio medico fiduciario dell’assicurazione” (doc. Z)

 

                                  Il 20 febbraio 2024 l’attrice è
stata visitata dal dr. med. __________, FMH psichiatria e psicoterapia, su
richiesta della convenuta.

                                  Nel referto del 21 febbraio 2024
lo specialista, dopo aver descritto l’anamnesi familiare, fisiologica, patologica,
i dati sociali, l’evoluzione dei disturbi psichici, il riassunto degli atti, la
vista quotidiana, i disturbi soggettivi, la terapia dichiarata, lo status
psichico, ha affermato:

 

" (…) si
tratta di un’assicurata 37enne che si dimostra all’inizio del colloquio
immediatamente distante quasi polemica, afferma che gli psichiatri
dell’ospedale di __________, dove lei stessa si era rivolta per un ricovero,
non avrebbero capito nulla della sua situazione e hanno certificato una
diagnosi completamente sbagliata di disturbo della personalità. Ribadisce che
fino al 14 agosto scorso non aveva mai avuto problemi particolari di salute.
Tutti i problemi che sono intervenuti da allora sono di esclusiva natura
fisica. Riguardo al periodo prolungato di IL precedente l’assicurata ha
affermato che il dr. __________ aveva prescritto solamente pochi giorni di IL e
che in seguito ad un problema di ansia legato ad un lutto in famiglia che
l’assicurata nonostante le mie domande non ha voluto approfondire.

Dichiara che in quel momento era stata licenziata dal precedente
datore di lavoro a __________ ma che questo non aveva provocato in lei alcun
problema psichiatrico o psicologico. Ciò nonostante, la documentazione
presentata dimostra verosimilmente il contrario.

Lo stato dei fatti e l’osservazione odierna mi permettono di
allinearmi alla presa di posizione degli psichiatri di __________ e di
dimostrare una diagnosi prevalente di disturbo di personalità emotivamente
instabile tipo borderline ICD-10 F; 60.31 che verosimilmente ha caratterizzato
il modo di essere dell’assicurata dall’inizio dell’età adulta.

Riguardo la sindrome fibromialgica, il dolore cronico appare
estremamente amplificato dall’assicurata, ricerca sempre più visite mediche e
trattamenti; fisioterapia, ergoterapia, chiropratica. Queste impegnano
giornalmente l’assicurata.

Nonostante affermi di non necessitare di assumere l’ansiolitico
Lexotanil o altri medicamenti psicotropi, esprime una sofferenza psichica che
cerca ad ogni costo di negare, al punto di negare fatti che avevano determinato
un’inabilità prolungata, una prescrizione almeno di un medicamento d’interesse
psichiatrico (Lexotanil), una presa a carico psicologica verosimile da inizio
2023 ed ora, per sua ammissione, una presa a carico psichiatrica. Durante il
ricovero a __________ era emerso che a __________ non avrebbe mai trovato il
lavoro ricercato nel campo delle risorse umane e sarebbe vissuta grazie alla
rendita di disoccupazione, alcuni proventi del lavoro part-time di babysitter
(si veda il certificato di inabilità lavorativa del precedente datore di
lavoro) e il supporto finanziario della madre. Dopo il termine della relazione
con __________, la paziente si sarebbe ritirata socialmente e avrebbe
manifestato una intensa ansia e deflessione del tono dell’umore, esacerbati nel
novembre 2022 dalla morte del proprio gatto, animale al quale era fortemente
legata.

L’anamnesi raccolta a __________ dimostra inequivocabilmente un
disagio psichico di lunga data; l’anamnesi psichiatrica remota è significativa:
la paziente riferisce di essere stata seguita per anni dallo psicologo dr __________
per delle sessioni di psicoterapia terminate circa un paio di anni fa. Da
allora si sarebbe affidata ad un sito italiano di psicologi on-line.
Recentemente durante un ricovero presso l’Ospedale __________ avrebbe
beneficiato di due consultazioni con una psichiatra di liaison, affiancata da
una psicologa (dr.ssa __________), che si direbbe disponibile ad una presa a
carico ambulatoriale al termine del ricovero. Si sottolinea il pregresso
utilizzo di Fluoxetina e Tranxilium come uniche farmacoterapie psichiatriche.
Sarebbe stato suggerito Escitalopram recentemente, mai assunto dalla paziente.

L’assicurata al colloquio odierno nega questi fatti ed appare
perseguire una condizione in cui una ripresa lavorativa è di per sé appare
estremamente difficile. È all’inseguimento di una spiegazione per i vari
sintomi che verosimilmente non è presente. La sua giornata appare occupata da
visite mediche e trattamenti in modo totalizzante. Sono indicatori tipici di
una sindrome somatoforme da dolore persistente.

La mia osservazione così come quanto riportato dai colleghi di __________
mostra uno stato caratterizzato da instabilità nelle relazioni interpersonali,
dell’immagine di sé e dell’affettività; marcata impulsività, segni basilari di
un disturbo di personalità borderline.

 

3. Diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa:

disturbo di personalità borderline ICD-10 F; 60.31

sindrome somatoforme da dolore persistente ICD-10 F; 45.4

 

4. in che misura questi disturbi limitano la persona assicurata
nell’esercizio della sua ultima attività? Rispettivamente in un’attività
adatta?

In ambito psichiatrico, nonostante la reticenza nel descrivere il
decorso da parte dell’assicurata, appare evidente un disturbo psichico presente
da parecchio tempo, alla luce dei rapporti medici e di una presa a carico
psicologica che è iniziata antecedentemente secondo il suo racconto all’agosto
2023, come la stessa assicurata aveva affermato durante il ricovero
all’ospedale __________.

 

Quello che è successo dopo trova una spiegazione nel disturbo di
personalità, e nel disturbo somatoforme verosimilmente evoluto dal nucleo
personologico nella sua ricerca di dare una spiegazione somatica ad un
malessere psichico di lunga data.

L’assicurata è impegnata in diversi trattamenti medici che solo
per questo le impediscono una qualunque prospettiva di ripresa lavorativa sul
breve-medio termine. Certamente il suo pensiero è orientato solo in questa
direzione e non permette di pensare a un futuro lavorativo.

Questo stato era sicuramente già presente ad inizio 2023 quando si
è verificato il precedente periodo di IL di cui questo è certamente un
prolungamento.

(…)

Ho discusso le conclusioni della presente valutazione: le ho
confermato che dal punto di vista psichico non è esigibile sul medio periodo
una ripresa lavorativa, ma non ho affermato assolutamente che la problematica
non è psichiatria come da lei continuamente affermato e richiesto.” (doc. AA)  

 

                                  L’attrice ha prodotto anche un
referto del 27 marzo 2024 di __________, psicologo e psicoterapeuta FSP ATP,
che ha affermato:

 

" (…) La
signora AT 1 frequenta le sedute con regolarità. A partire dalla presa a carico
manifesta un forte disagio psicologico legato alla presenza, come riporta con
descrizione precisa, di svariati dolori fisici che la pongono in una condizione
tale da non poter condurre un’esistenza serena ed attiva, quale vorrebbe.

La condizione psicologica di cui soffre attualmente non appare
collegabile alle precedenti esperienze negative vissute dalla paziente ma
all’attuale condizione fisica dolorosa e invalidante, oggetto di indagini
mediche, di cui soffre. Il suo stato psicologico appare pertanto, allo stato
attuale una conseguenza di tale condizione fisica.

Il vissuto psicologico, fortemente invalidante, si esprime
attraverso una condizione ansiosa accompagnata da comportamenti reattivi di
natura impulsiva espressi in occasione delle delusioni che riporta aver
incontrato in occasione di accertamenti medici non corrispondenti nelle
modalità e negli esiti alle sue attese. Si accompagna quindi alla condizione
psicologica sopra descritta, un sentimento di sconforto e di rabbia,
emotivamente espresso secondo quest’ultima emozione. Parte del lavoro
terapeutico attuale è dedicato al controllo e alla regolazione di tali impulsi
anche in base a quella che è la sua storia personale caratterizzata da momenti
in cui non si è sentita a lungo sufficientemente presa in sufficiente
considerazione.” (doc. AB)

 

                                  L’assicurata ha poi allegato un
referto del curante, dr. med. __________, del 25 marzo 2024, che ha affermato:

 

" (…) Effettuo
una disamina delle condizioni cliniche di AT 1 dopo una rilettura delle carte
fin qui prodotte in uno schema temporale.

AT 1 ha iniziato ad avere i primi problemi di salute ad agosto
2023 con problemi di respirazione in cui poi veniva fatta diagnosi di asma
bronchiale e messa a beneficio dal dr. __________ con terapia broncodilatoria.

Subentrano poi invece dolori osteo-muscolo-articolari diffusi in
cui il reumatologo Dr. __________ riscontra una sindrome fibromialgica.

A novembre 2023 inoltre AT 1 viene colpita da un importante
infezione da COVID 19 da cui guarisce non senza sequele a carico polmonare, dei
dolori diffusi e dell’astenia. Nello stesso periodo inoltre compaiono dei
sintomi cardiologici a cui seguiranno delle investigazioni specialistiche
contestuali che riscontrano una sindrome bradi-tachicardica sinusale.

Esegue dopo di ciò una gastroscopia per dolori epigastrici con
reflusso gastro-esofageo marcato in cui viene impostata una terapia con
inibitori di pompa protonica che non sempre riescono ad arginare tali sintomi. 

Subentrano problemi d’equilibrio, di dolori della sfera della
muscolatura facciale, emicranica e problemi al visus. Una valutazione
oftalmologica riscontra dubbia sindrome di Sjogren. Per tale motivo essendo
tale sindrome collegata a più organi viene inviata all’università di __________
presso il reparto di immunologia e reumatologia per indagare tale ambito
insieme al riscontro di proteina spike, correlata al Covid che ha avuto a
novembre 2023.

In base ai dati fin qui giunti si può sicuramente dire che tale
importante corteo sintomatologico non sono collegati allo stato ansioso
riscontrato da AT 1 a gennaio 2023 e pertanto andrà chiarito in sede
specialistica a __________” (doc. AC).

 

                                  Agli atti è stata prodotta la
convocazione per una degenza stazionaria presso l’__________ di __________ dal
2 aprile 2024 (doc. AD). 

 

                                  Il 21 maggio 2024 l’attrice ha trasmesso
un certificato del dr. med. __________ del 17 maggio 2024 che attesta una
completa incapacità lavorativa dell’attrice dal 21 maggio 2024 al 21 giugno
2024 (doc. AE) e un certificato del 17 maggio 2024 del medesimo curante che
afferma:

 

" (…) Si
certifica che la sig.ra AT 1 dovrà essere visita a breve dall’immunologo Dr. __________
presso l’ospedale di __________, visto la recente positivizzazione degli
anticorpi per una malattia autoimmunitaria. I sintomi presentati dalla sig.ra
ad agosto u.s potrebbero essere ricollegabile a tale quadro immunitario. Tale
modificazioni dal punto di vista immunitario possono essere visibili nel sangue
anche a distanza di mesi. L’attuale quadro clinico non è ricollegabile a gennaio
2023.” (doc. AF)

 

                                  In sede di udienza
l’attrice ha prodotto un referto del 3 giugno 2024 del dr. med. __________,
secondo il quale l’interessata da “venerdì scorso è costretta a letto da una
fortissima emicrania con anche episodi di febbre per questo motivo questa
mattina alle ore 11 verrà visitata presso il mio studio” (doc. XV/1),
nonché un rapporto delle analisi eseguite il 2 giugno 2024 presso l’__________
(doc. XV/2).

 

                          2.8.  Circa l’aspetto medico, va
rammentato che in una sentenza 4A_178/2015 dell’11 settembre 2015, pubblicata
in DTF 141 III 433, il Tribunale federale ha stabilito che una perizia privata
non costituisce un mezzo di prova ai sensi dell’art. 168 cpv. 1 CPC e che nel
processo civile le perizie di parte (Privatgutachten) devono
essere considerate alla stessa stregua di semplici allegazioni di parte. Questa
giurisprudenza vale anche per le pretese derivanti dall’assicurazione di
indennità giornaliera per malattia, che nella maggior parte dei Cantoni sono
giudicate dai Tribunali delle assicurazioni sociali (cfr. Annuaire de
l’assurance-maladie suisse 2016, pag. 36 e 37).

Nel caso evaso dall’Alta Corte,
si trattava di un assicurato al beneficio di un’assicurazione di indennità
giornaliera fondata sulla LCA che era incapace al lavoro e ha domandato una
rendita di invalidità, che la sua assicurazione privata ha rifiutato fondandosi
su una perizia che essa stessa ha fatto eseguire da un medico specialista in
psichiatria e psicoterapia, il quale si è basato sugli atti medici e ha
visitato personalmente l’interessato, non ritenendo infine un’incapacità
lavorativa. L’assicurato ha quindi chiamato in giudizio la sua assicurazione,
ma davanti al Tribunale cantonale ha perso la causa. I giudici, dopo avere
apprezzato le 4 valutazioni mediche agli atti (la perizia di parte allestita su
mandato dell’assicuratore, il referto del curante, la perizia interdisciplinare
e il parere di un altro medico a cui l’Ufficio AI ha sottoposto gli atti)
giunte a conclusioni differenti sulla capacità lavorativa dell’assicurato, si
sono basati sulla perizia di parte dell’assicuratore malattia e in virtù della
verosimiglianza preponderante hanno ritenuto che l’assicurato non fosse inabile
al lavoro. La prima istanza si è basata sulla DTF 125 V 351 consid. 3b/dd,
secondo cui la perizia di parte fatta esperire dall’assicuratore malattia ha il
valore di un mezzo di prova (cfr. consid. 2.1). L’assicurato ha quindi
inoltrato un ricorso in materia civile presso il Tribunale federale, lamentando
che la perizia fatta allestire dall’assicuratore non era una perizia neutra, ma
di parte, perciò dal profilo del diritto processuale civile valeva soltanto,
come stabilito dalla DTF 132 III 83 consid. 3.4, quale semplice allegazione di
parte e non come mezzo di prova (cfr. consid. 2.2).

 

Il TF ha dovuto quindi
esaminare la questione di sapere se la perizia di parte sulla quale si è
fondato l’assicuratore malattia nell’assicurazione complementare fosse un mezzo
di prova ai sensi del Codice di procedura civile.

Nelle sue considerazioni,
l’Alta Corte ha evidenziato che nel diritto delle assicurazioni sociali il
Tribunale federale ha ritenuto nella DTF 125 V 351 come il semplice fatto che
la presa di posizione del medico avvenga nell’ambito di una perizia di parte a
domanda dell’assicuratore non sia sufficiente per mettere in dubbio il valore
probatorio della perizia. Essa ha dunque valore di un mezzo di prova. Per
contro, nel diritto privato, secondo giurisprudenza costante una perizia di
parte non è un mezzo di prova, ma una semplice allegazione di parte (DTF 140
III 24 consid. 3.3.3; DTF 132 III 83 consid. 3.6) (cfr. consid. 2.3).

Nel diritto privato, l’art. 168
cpv. 1 CPC enumera esaustivamente i differenti mezzi di prova, fra i quali
figura la perizia. Il Tribunale federale ha proceduto a un’interpretazione
sistematica del Codice e in particolare degli artt. 183 segg. CPC e ha concluso
che la nozione di perizia di cui all’art. 168 cpv. 1 lett. d CPC concerne
unicamente la perizia giudiziaria (cfr. consid. 2.5.2).

Una parte della dottrina
considera che una perizia di parte deve potere essere prodotta al Tribunale
come un documento ai sensi dell’art. 168 cpv. 1 lett. b e dell’art. 177 segg.
CPC. Un’altra parte della dottrina, alla quale si rifà il Tribunale federale,
considera che una perizia di parte non è un mezzo di prova, poiché il
legislatore ha escluso la perizia di parte come mezzo di prova in generale ai
sensi dell’art. 168 cpv. 1 CPC, e non solo quale perizia ai sensi dell’art. 168
cpv. 1 lett. d CPC (consid. 2.5.3: “[…] Denn der Gesetzgeber lehnte das Privatgutachten als Beweismittel
i.S.v. Art. 168 Abs. 1 ZPO allgemein und nicht nur als Gutachten i.S.v. Art.
168 Abs. 1 lit. d ZPO ab”).

Di conseguenza, la
giurisprudenza resa in materia di diritto delle assicurazioni sociali, quale la
DTF 125 V 351, non vale quando il CPC trova applicazione. È piuttosto la
giurisprudenza resa in materia di diritto privato che si applica, in virtù
della quale la perizia di parte non ha qualità di mezzo di prova, ma
costituisce soltanto una semplice allegazione di parte (DTF 140 III 24; DTF 132
III 83).

Le allegazioni che si fondano
su una perizia di parte sono generalmente considerate essere particolarmente
motivate (substanziiert), di modo che la controparte non può contestare
in maniera generica (pauschale Bestreitung) queste allegazioni, ma deve
piuttosto precisare concretamente quali sono gli elementi e i fatti che
contesta. Come semplice allegazione la perizia di parte può se del caso,
insieme ad indizi sostenuti dalle risultanze processuali giusta l’art. 168 cpv.
1 CPC, dimostrare quanto asserito dall’assicurato o dall’assicuratore. In
assenza di indizi in tal senso, se sufficientemente contestata la perizia di
parte si esaurisce invece in una mera allegazione per nulla dimostrata (cfr.
consid. 2.6).

Nella fattispecie analizzata
dalla nostra Massima Istanza, il Tribunale cantonale aveva ammesso la perizia
di parte come mezzo di prova e soltanto fondandosi su questa perizia ha
ritenuto quindi comprovato che il ricorrente fosse abile al lavoro.

Di conseguenza, il giudizio
cantonale ha violato l’art. 168 cpv. 1 CPC nella misura in cui ha ritenuto che
la perizia di parte fosse un mezzo di prova che permetteva di constatare la
capacità di lavoro dell’interessato (cfr. consid. 2.6).

Il ricorso dell’assicurato è
quindi stato accolto su questo punto e gli atti rinviati all’autorità di prima
istanza per un nuovo apprezzamento delle prove tenendo conto dei principi posti
a proposito delle perizie di parte (cfr. consid. 4).

 

                          2.9.  Va
ancora evidenziato che con sentenza 4A_318/2016 del 3 agosto 2016, il TF, al
consid. 3.2, ha ribadito che in caso di presentazione di un referto medico,
laddove si vuole contestarne il contenuto, occorre censurarlo in maniera
specifica e qualificata, apportando elementi oggettivi, non bastando una
critica generica (“Dans le cas présent, l'intimée a produit
l'expertise privée du Dr B.________, datée du 1er juillet 2015, comportant sept
pages. Ce rapport détaillé permet de saisir le
raisonnement de l'expert, qui l'a amené à considérer que le recourant était en
mesure de travailler en tout cas dès le 23 juin 2015. Confronté à cette
expertise privée, le recourant s'est borné à la contester globalement par pli
du 24 juillet 2015, déclarant n'être pas d'accord. Il a certes annexé un
rapport de deux pages du Dr A.________, psychiatre qui le traite, lequel a nié
une valeur probante suffisante au rapport de l'expert privé B.________, faute
d'objectivité et de neutralité de ce dernier. Si le Dr A.________ relève des
discordances entre le diagnostic posé par le Dr B.________ (trouble de
l'adaptation avec réaction dépressive prolongée), les plaintes subjectives du
recourant et la conclusion qu'il n'est pas incapable de travailler, le premier
ne discute pas précisément les allégations figurant dans l'expertise privée.
Autrement dit, la remise en cause des allégations factuelles contenues dans
cette expertise demandée par l'intimée ne font pas l'objet d'une contestation
motivée du recourant, comme l'exige la jurisprudence susrappelée. De plus, le
Dr A.________ ne s'est exprimé qu'après que son patient l'a sollicité, puisque
ce dernier a joint le rapport dudit psychiatre à sa contestation globale du 24
juillet 2015. Dans de telles circonstances, les allégations précises de
l'expertise privée - contestées de manière globale - peuvent apporter la preuve
de leur véracité si elles sont appuyées par des indices objectifs. Or, l'office
de l'assurance-invalidité du canton de Genève a estimé, dans sa décision de
refus de prestations du 2 décembre 2015, que la capacité de gain de l'assuré
était entière depuis le 25 juin 2015. En conséquence, l'autorité cantonale n'a
pas violé l'art. 168 CPC en retenant que l'expertise privée du Dr B.________
avait emporté sa conviction. Le moyen est infondé.”). 

 

                                  Inoltre, per
quanto concerne la valutazione dei referti dei medici, si può ancora fare
riferimento alla sentenza 4A_571/2016 del 23 marzo 2017, consid. 4.2 e alla
sentenza 4A_42/2017 del 29 gennaio 2018, consid. 3.1 e seguenti.

 

                                  Su questi temi si veda anche STF
4A_544/2019 del 26 maggio 2020. 

 

                                  Per dei casi in cui il Tribunale
federale ha citato la giurisprudenza valida nell’ambito delle assicurazioni
sociali ci si riferisca alle STF 4A_424/2019 del 31 ottobre 2019, in particolare
consid. 3.1 e 4A_218/2023 del 22 giugno 2023, consid. 3.1.2. 

                                  Relativamente alle modifiche
dell’art. 177 CPC che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2025 (RU 2023, pag.
491 e seguenti), cfr. il Messaggio concernente la modifica del Codice di
diritto processuale civile svizzero (Migliorare la praticabilità e
l’applicazione del diritto), in FF 2020, pag. 2407 e seguenti, in particolare
pag. 2459 – 2460 (sul tema cfr.: Laura Kunz/ Pia Meier: Das
Arbeits(un)fähigkeitszeugnis, in: Jusletter 13 novembre 2023, pag. 32).

 

                        2.10.  L’assicurato che chiede il
versamento delle indennità giornaliere deve comprovare il persistere della sua
incapacità lavorativa secondo il principio della verosimiglianza preponderante
(sentenza 4A_578/2018 del 25 novembre 2019, consid. 3, con riferimento alla DTF
141 III 241 consid. 3.1). 

                                  La
posizione della persona assicurata è favorita dal fatto che non viene
contestata l’incapacità al lavoro fino ad una determinata data. Non spetta
tuttavia all’assicuratore comprovare il ripristino totale o parziale della
capacità lavorativa. Nell’ambito del suo diritto alla controprova,
l’assicuratore deve tutt’al più apportare degli elementi propri ad insinuare
dei dubbi e a far vacillare la verosimiglianza preponderante che l’assicurato
si sforza di stabilire; questo genere di dubbi può sgorgare già dalle
allegazioni delle parti, rispettivamente da perizie private (sentenza
4A_578/2018 del 25 novembre 2019, consid. 3 con riferimenti alla DTF 130 III
321 consid. 3.4 e alla sentenza 4A_85/2017 del 4 settembre 2017, consid. 2.3). 

                                  In
una sentenza 4A_117/2021 del 31 agosto 2021, pubblicata in DTF 148 III 105
(cfr. anche STF 4A_218/2023 del 22 giugno 2023, consid. 3.1.1; STF 4A_144/2021
del 13 settembre 2021, consid. 4.2.1), il Tribunale federale ha confermato la
predetta giurisprudenza, precisando che secondo
la regola generale dell'art. 8 CC, che vale anche nell'ambito del contratto di
assicurazione, l'avente diritto deve provare i fatti che "giustificano la
pretesa assicurativa" (cfr. la nota marginale in tedesco dell'art. 39 LCA)
e cioè segnatamente l'esistenza di un contratto d'assicurazione, l'insorgere di
un caso di assicurazione e l'estensione della pretesa. All'assicuratore incombe
invece l'onere di provare i fatti che gli permettono di ridurre o rifiutare la
prestazione contrattuale o che rendono il contratto d'assicurazione non
vincolante nei confronti dell'avente diritto. Per una pretesa incapacità
lavorativa legata all'insorgenza del caso di assicurazione vale il grado della
prova ordinario. Di conseguenza la prova è apportata, se il tribunale è
convinto secondo criteri oggettivi dell'esattezza dell'allegazione fattuale. È
sufficiente che non sussistano più seri dubbi sull'esistenza del fatto allegato
o che i dubbi eventualmente rimanenti appaiano leggeri (consid. 3.3.1). 

 

                        2.11.  In concreto, occorre preliminarmente stabilire se all’inizio
dell’attività lucrativa presso l’ultimo datore di lavoro (1° aprile 2023)
l’attrice era affetta da una patologia e se era consapevole che entro 6 mesi questa
malattia avrebbe potuto causare un’incapacità al lavoro. In caso di risposta
affermativa, in un secondo tempo occorrerà accertare se tale patologia è alla
base dell’incapacità lavorativa del 14 agosto 2023.

 

                        2.12.  Alla luce della
documentazione agli atti, occorre innanzitutto concludere che l’interessata al
momento dell’inizio dell’attività lucrativa il 1° aprile 2023 presso il suo
nuovo datore di lavoro, __________, era affetta da un disturbo psichico, ossia
da uno stato ansioso-depressivo, che durava da diverso tempo, per il quale era
in cura da anni e che ne era consapevole (doc. 4, email dell’8 marzo 2023
dall’attrice alla convenuta: “[…] Dann bin ich zu einer
Familientrauer nach Hause gefahren und dann hat die Krankheit überhand
genommen, die sowieso schon seit einiger Zeit andauert, da es sich um eine
schweren depressiven Zustand handelt […]” sottolineatura del redattore;
doc. 6, email di __________ alla convenuta: “[…] Laut meinen Aufzeichnungen
gab es eine Überzahlung, da die Absenz vom 12 – 17.01.2023 eine Grippe war und
die Absenz wegen psychischer Beschwerden erst am 30.01.2023 begann […]”
sottolineatura del redattore; doc. 5, certificato del 9 marzo 2023 del dr. med.
__________ secondo cui “dal 30.1.23 a data da destinarsi, risulta inabile al
lavo[ro] al 100% per sindrome ansiosa generalizzata”; doc. 3; doc. 14, referto
del 6 ottobre 2023 dell’Ospedale __________: “[…] La paziente lamenta la
presenza di uno stato ansioso cronico, esacerbato negli ultimi mesi, specialmente
in concomitanza con il trasloco presso il domicilio della madre e il riferito
mobbing sul luogo di lavoro, con conseguente interruzione dell’attività
lavorativa per malattia da agosto 2023. La paziente manifesterebbe intensi
attacchi d’ansia caratterizzati da tremori, dispnea segno di Trousseau,
confusione e sensazione di morte imminente […]”, sottolineature del
redattore; cfr. anche la valutazione del dr. med. __________ del
21 febbraio 2024: “[…] L’anamnesi raccolta a __________ dimostra
inequivocabilmente un disagio psichico di lunga data; l’anamnesi psichiatrica
remota è significativa: la paziente riferisce di essere stata seguita per anni
dallo psicologo dr __________ per delle sessioni di psicoterapia terminate
circa un paio di anni fa. Da allora si sarebbe affidata ad un sito italiano di
psicologi on-line. Recentemente durante un ricovero presso l’Ospedale __________
avrebbe beneficiato di due consultazioni con una psichiatra di liaison,
affiancata da una psicologa (dr.ssa __________), che si direbbe disponibile ad
una presa a carico ambulatoriale al termine del ricovero. Si sottolinea il
pregresso utilizzo di Fluoxetina e Tranxilium come uniche farmacoterapie
psichiatriche. Sarebbe stato suggerito Escitalopram recentemente, mai assunto
dalla paziente […]”).

 

                                  La
presenza della patologia all’inizio del nuovo contratto di lavoro presso __________
è confermata anche dal certificato del 24 marzo 2023 del dr. med. __________
(allegato doc. 6) il quale, indicando che l’interessata “risulta inabile al
lavoro al 100% per malattia” (sindrome ansiosa generalizzata, cfr. doc. 5)
e che dal 1° aprile 2023 “deve interrompere la sua attività lavorativa
presso l’attuale posto di lavoro” (ndr: ____________________; sottolineatura
del redattore), ha confermato la presenza di una pato