# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6b55e31b-23bf-57a7-8e9c-bbdb48676e70
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.07.2003 32.2002.142
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-142_2003-07-09.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.142

   

  ZA/cd

  	
  Lugano

  9 luglio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Zaccaria Akbas, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 24 ottobre 2002
di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 26 settembre 2002
  emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1  

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1968, cameriera, presenta una sindrome lombovertebrale per scompenso
muscolare e spondilolistesi L5/S1.

In data 12 agosto 1998 l'assicurata ha presentato una domanda di prestazioni AI
per adulti avanzando una richiesta di avviamento professionale (cfr. doc. _).

 

                                         Preso
atto delle risultanze mediche (cfr. doc. _) la consulente in integrazione ha
proposto una riformazione professionale quale impiegata (cfr. doc. _) ed in
seguito quale venditrice (cfr. doc. _), entrambe fallite.

 

                               1.2.   Dopo aver
esperito degli accertamenti medici ed economici, con progetto di decisione 9
novembre 2002 l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha respinto la domanda
di prestazioni in quanto:

 

" 
(…)

Dalla documentazione raccolta agli atti risulta che lei era attiva
quale cameriera. Tale attività é però controindicata dal lato medico.

Risultano per contro esigibili in misura completa attività leggere
che rispecchiano le controindicazioni mediche. Tali attività permetterebbero di
conseguire fr. 29'491.-- annui, i quali, confrontati con
quanto esigibile attualmente se non fosse insorto il danno alla salute (fr. 43'200.--) determinano un grado Al del 32% circa.

Le condizioni per l'attribuzione di una rendita Al non sono
pertanto assolte.

 

Provvedimenti professionali non entrano più in linea di conto in
quanto sono già stati fatti 2 tentativi purtroppo senza esito positivo.

 

Pertanto, la sua domanda di prestazioni è respinta." (cfr.
doc. _)

 

                                         In sede
di osservazioni, __________, per il tramite del proprio medico curante
Dr. Med. __________, ha osservato che: 

 

"  ho
preso visione del progetto di decisione del 03.09.2002. Mi rifaccio

alla mia domanda del 14.11.2000 ed alla lettera del 05.05.2002,
percui la vostra decisione mi risulta in­comprensibile.

 

Ricordo che si tratta di una lomboischialgia su spondiloliasi e
spondilolistesi, una opera­zione di stabilizzazione è stata discussa a lungo e
per il momento scartata. Anche nel rapporto del PD Dr. __________ la paziente
non può più lavorare come cameriera, ammetteva però una abilità al 100% in
lavori leggeri e adeguati, potendo cambiare posizione ed evitando di camminare
su terreni non piatti o di alzare pesi superiori a 10 kg.

 

Da un punto di vista terapeutico la paziente ha seguito numerose
sedute di fisioterapia, una ospedalizzazione presso la Clinica __________ nel
dicembre 2000, sono state fatte infiltrazioni delle faccette articolari dal PD
Dr. __________ senza risultati duraturi.

 

Come già fatto notare la esigibilità in misura completa d'attività
leggere si scontra con la realtà, la paziente non è stata in grado né di
eseguire una riformazione professionale né di lavorare quale commessa né come
aiuto ufficio. Alle condizioni dette dal PD 

Dr. __________ la paziente non è neppur stata ammessa a un
distributore di benzina.

 

La paziente non è quindi in grado di conseguire i CHF
20'400 annui ipotizzati, il fatto quindi di non potere conseguire un
guadagno decoroso né di potere disporre di una rendita determinano nella
famiglia della signora __________ una situazione non solo di ristrettezza ma di
povertà inammissibile (come portiere d'albergo il marito guadagna CHF 3'100 lordi al mese!).

 

Date le premesse mediche e la realtà lavorativa, insisto perché
alla paziente venga riconosciuta un'inabilità lavorativa del 60% almeno."

(cfr. doc. _)

 

Ritenute
le osservazioni del Dr. Med. __________ ininfluenti per modificare il progetto
di decisione, con provvedimento formale  26 settembre 2002 l’UAI ha confermato
il rifiuto di erogare delle prestazioni assicurative (cfr. doc. _).

 

                               1.3.   Contro la
succitata decisione amministrativa __________, rappresentata dall'avv.
__________, è tempestivamente insorta al TCA con un ricorso cautelare chiedendo
l’erogazione di almeno una mezza rendita d'invalidità, subordinatamente il
rinvio dell'incarto per ulteriori accertamenti (cfr. doc. _)

                                         A seguito
del decreto con cui il giudice delegato ha invitato l'avv. __________ a
completare il proprio ricorso (cfr. doc. _), in data 11 novembre 2002,
l'insorgente, ha precisato:

 

" 
1.   AI momento in cui ha avanzato la domanda di prestazioni da

parte dell'AI, l'assicurata svolgeva
la propria attività lavorativa quale cameriera presso il Ristorante "__________"
di __________.

Ha dovuto smettere l'attività a causa
dei forti dolori alla schiena. Dopo di che non ha mai più ripreso. Per la fine
di dicembre 2000 é stata licenziata.

 

Successivamente é stata per un
periodo in osservazione presso il centro di __________, a seguito del quale é
maturata l'ipotesi di provare con uno stage quale venditrice presso un negozio
di abbigliamento.

Nel breve volgere di un mese ha
dovuto sospendere tale attività. Già dopo pochi giorni aveva dovuto proseguirla
a tempo parziale.

 

2.   Tralasciamo
un esame di dettaglio dei diversi accertamenti medici agli atti.

                                A
guisa di riepilogo - in occasione dell'ultimo referto fiduciario dell'AI,
redatto dal dott. __________, presso la Clinica __________ in data 24.4.2001 /
4.5.2001 - si evidenzia che l'assicurata avrebbe bisogno di reperire
un'attività lavorativa ove le sia data la possibilità di cambiare la posizione
(seduta, in piedi e camminare). Che deve evitare di percorrere superfici
irregolari, deve evitare di sollevare pesi superiori ai kg 10.

                                La
diagnosi rivela una lomboischialgia su spondilodesi e spondilolistesi.

 

3.   La consulente
all'integrazione professionale ritiene che la persona non sia in concreto
collocabile. Qualsiasi attività dovesse esserle proposta non si rivelerebbe
possibile e costituirebbe un'occasione sporadica, senza possibilità che questa
abbia ad essere mantenuta nei fatti a lungo (cfr. rapporto del 23.1.2002).

 

4.   Si ravvisi
come i medici consultati abbiano avuto modo di accertare lungo gli anni che le
dolenzie di natura soggettiva, che non potevano essere accertate
oggettivamente, devono comunque essere ritenute assolutamente credibili. Ciò é
riferito in particolare dal curante, dott. __________, il quale non si era
manifestato in alcun modo accondiscendente nei confronti della propria
paziente. In un secondo tempo ha però dovuto ammettere la credibilità delle
dolenzie fatte proprie dall'assicurata.

 

                                Peraltro
questa si é sempre mostrata perfettamente in buona fede, volonterosa e ben
disposta a qualsivoglia tentativo di reinserimento professionale.

 

5.   Da
parte sua l'UAI nella propria decisione ritiene l'assicurata
collocabile.

 

Viene proposta l'applicazione dei
salari concreti di cui alle DAP, ove si registrerebbe un salario annuo residuo
esigibile di fr. 32'825.00. I DAP che dovrebbe in concreto
essere applicati non risultano in alcun modo da alcuna parte, nè sono in alcun
modo enumerati.

 

                                Si
ritengono invece i dati di cui alle statistiche sui salari, partendo da un
reddito salariale di fr. 43'200.00.

                                Ma quale
sia in realtà la capacità al lavoro della signora __________, ancora una volta
non figura. Né appaiono sufficienti a tale proposito le indicazioni del medico
fiduciario, dinanzi all'accertamento di un organo ispettivo che riconosce
l'imprescindibilità di una rendita, configurando qualsiasi attività lavorativa
improponibile in maniera continuata.

 

                                Peraltro
neppure si comprende quali siano le mansioni ritenute esigibili sulla scorta
della raccolta sulle statistiche sui salari, dell'UAI."

(cfr. doc. _)

 

 

                               1.4.   Mediante
risposta di causa 18 novembre 2002 l’UAI ha proposto la reiezione del gravame,
osservando in particolare:

"  causa
problemi dorsali, nel mese di agosto del 1998 l'assicurata,

allora attiva in qualità di cameriera, ha avanzato richiesta di
avviamento professionale.

Nell'ambito di una perizia reumatologica effettuata dal dottor
__________ nel mese di agosto del 1999, è stata evidenziata una capacità
lavorativa normale, riferita ad attività adeguata, nella quale l'assicurata non
sia segnatamente costretta a mantenere per lunghi periodi la medesima
posizione, e non debba sollevare pesi superiori ai 10 kg. L'attività di
cameriera è quindi risultata controindicata.

 

Preso atto delle risultanze mediche la consulente in integrazione
professionale, seguendo le inclinazioni dell'assicurata, le ha proposto una
riformazione professionale quale impiegata.

Un breve soggiorno presso il Centro di formazione di __________
(__________) ha però evidenziato limiti cognitivi tali da rendere di fatto
improponibile questo tipo di riformazione (cf. doc. n. _ inc. AI).

 

Si è quindi tentato di reinserire l'interessata in qualità di
venditrice. Considerata la necessità di trascorrere la totalità del tempo in
posizione eretta, il tentativo è però comprensibilmente fallito.

 

In conclusione si è quindi proceduto a determinare l'invalidità
sulla base dei dati statistici. Ne è risultato un grado pari al 32%, con
conseguente rifiuto del diritto a rendita.

 

Prontamente insorta, l'assicurata postula l'assegnazione di una
mezza rendita di invalidità. In particolare si sostiene l'improponibilità di
un'attività lavorativa a tempo pieno, foss'anche adeguata.

Contestata risulta altresì la valutazione economica, a detta
dell'assicurata lacunosa.

 

Dal punto di vista medico, come già accennato, il perito ha
evidenziato una capacità lavorativa totale in attività rispettose delle
controindicazioni elencate.

II giudizio in parola è del resto stato confermato dagli
specialisti della clinica di __________ (doc. n. _ inc. AI).

 

In merito all'aspetto economico si rileva quanto segue.

II reddito ipotetico senza invalidità non è stato oggetto di
discussione.

Quello da invalido è stato stabilito su base teorica. Attualmente
l'assicurata non risulta infatti impiegata. Una riqualifica professionale è del
resto stata scartata a priori in considerazione delle difficoltà che
l'interessata avrebbe riscontrato nell'affrontare una formazione di tipo
scolastico.

Ad ogni buon conto si rileva che l'interessata nemmeno esige
d'esser posta a beneficio d'ulteriori misure professionali, chiedendo
esclusivamente una rendita.

 

Per quanto attiene ai dati, il consulente ha preso quale reddito
di riferimento quello basato sulle schede DAP (doc. n. _ a inc. AI), pari a fr. 29'491.- (2001), che risulta oltre a tutto più favorevole
all'assicurata rispetto a quello ricavato dalle tabelle ISS (fr. 33'512.-)
(cf. doc. n. _ inc. AI), normalmente adottato da codesta lodevole Corte.

 

Ad ogni modo, l'adozione dell'uno o dell'altro criterio di
valutazione nulla muta in concreto, in quanto il grado di invalidità minimo per
aprire il diritto alla rendita non viene comunque raggiunto.

Anche in merito alla valutazione economica lo scrivente Ufficio
ritiene quindi d'aver correttamente operato." (cfr. doc. _)

 

 

                               1.5.   In data 2
gennaio 2003 l'UAI ha trasmesso al TCA una copia del rapporto medico del Dr.
Med. __________ (cfr. doc. _ e allegato).

 

                                         Con
osservazioni 13 gennaio 2003 l'UAI si è riconfermato nelle proprie allegazioni,
trasmettendo copia della nota del Dr. Med. __________ (cfr. doc. _ e allegato).

 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H
335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio
2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è il riconoscimento a __________ di una mezza rendita AI.

 

                               2.3.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune
modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per l’invalidità.

                                         Tale
legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché, secondo la
giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non tiene conto
di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante
della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non pubblicata del
9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid. 1, 121 V 366
consid. 1b). 

Ne consegue che, il provvedimento qui impugnato essendo stato reso il 26
settembre 2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI
corrispondono al tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

 

 

                               2.4.   Secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

     

-  un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a   infermità  

                                           
congenita, malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Affinché
il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

                                         Tuttavia
prescrive l’art. 28 cpv. 1bis LAI che, nei casi di rigore, il diritto alla
mezza rendita nasce con un grado d’invalidità del 40 per cento almeno. Il
Consiglio federale definisce tali casi di rigore.

                                         

                               2.5.   Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il
reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg.
200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in
attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del
lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28 cpv. 2
LAI).            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                               2.6.   Nel caso in
esame, l’amministrazione ha ordinato una perizia reumatologica, affidata al Dr.
__________, specialista FMH in fisiatria e reumatologia, al fine di accertare
l’effettivo stato di salute dell’assicurata e le eventuali ripercussioni sulla
capacità lavorativa.

Nel rapporto 5 agosto 1999 lo specialista, dopo aver proceduto ad una
dettagliata anamnesi ed alla visita della ricorrente, ha posto la seguente
diagnosi, con ripercussioni sulla capacità di lavoro: sindrome lombosacrale
cronica, spondilolistesi L5, stabile, con spondilolisi L5 bilaterale;
recidivanti sciatalgie a destra senza segni radicolari oggettivabili.

Dopo aver proceduto ad una dettagliata discussione medica, in merito alla
capacità lavorativa dell’assicurata il Dr. __________ è giunto alle seguenti
conclusioni (sottolineature del redattore): 

 

" 
(…)

GRADO DELLA CAPACITA' DI LAVORO:

 

L'attività di cameriera di ristorante non è certamente da ritenere
adatta in questa situazione: in particolare la posizione eretta prolungata
spesso per oltre dieci ore, il sollevamento e il trasporto di pesi anche
considerevoli, spesso in posizioni non ergonomiche (sollevare fusti di birra e
cassette di acqua minerale, portare plateau di vivande e servirle al tavolo dei
clienti) sono attività che possono comprensibilmente far insorgere disturbi e
dolore in questa paziente portatrice di una spondilolistesi lombosacrale e i
cui disturbi 

sono dunque credibili.

E' ben vero che la paziente attualmente lavora normalmente,
comunque, pare, a condizioni di favore (orari un po' particolari,
possibilità di riposare e di sedersi quando necessario), e questo, data la sua
esperienza sull'attuale posto di lavoro e dato che i datori di lavoro ci
tengono a tenerla al loro servizio, essendo la cameriera più esperta alle loro
dipendenze.

 

Visto quanto sopra esposto è comunque ragionevole ritenere che la
attuale situazione non possa essere mantenuta a lungo termine, essendo sempre
pos­sibile l'insorgenza di sintomatologie lombosacrali acute favorite dal
lavoro pesante, con conseguente inabilità lavorativa totale per periodi più o
meno lunghi.

In questo senso ritengo adeguati i suggerimenti già dati dal Dr.
__________ e dal Dr. __________, suggerimenti intesi a avviare questa giovane e
per altro sana assicurata verso un'attività più adeguata.

Per tale attività andrà tenuto conto delle controindicazioni:
posizione eretta prolungata senza possibilità di movimento o seduta prolungata
senza possibi­lità di movimento, sollevamento di pesi oltre i dieci
chilogrammi, oltre i cinque chilogrammi se in posizione non ergonomica (tronco
chino in avanti con gambe tese).

Per attività che tengano conto delle limitazioni sopra esposte la
paziente è da considerare normalmente abile al lavoro.

 

POSSIBILITA' DI MIGLIORARE:

 

Dagli atti risulta che le proposte terapeutiche di tipo chirurgico
sono state discordanti: da una parte si proponeva la fissazione della
spondilolistesi, dall'altra un atteggiamento conservativo volto piuttosto alla
ricerca di una attività più adeguata. La soluzione scelta dalla paziente e
suffragata dal medico curante mi sembra ragionevole, considerato anche che
comunque un intervento operatorio di spondilodesi non potrebbe dare garanzie
assolute di successo.

Dal profilo conservativo saranno consigliabili esecuzione regolare
di esercizi di rafforzo e stabilizzazione lombosacrale e della fascia addominale,
durante la posizione eretta e durante il lavoro potrebbe anche essere di
giovamento l'uso di un leggero corsetto lombare, sempre a condizione di
continuare con re­golarità la ginnastica sopaccitata." (cfr. doc. _)

 

 

                                         La
valutazione del 18 novembre 1999 affidata al consulente in integrazione
professionale, ha il seguente tenore:

 

"  dagli
atti medici presenti all'incarto risulta che l'assicurata è inabile in

misura alternativamente del 50% e del 100% nella sua professione
di cameriera a causa del danno alla salute.

Quali attività esigibili in misura totale il perito dr. __________
indica professioni che permettano il movimento e l'alternarsi della posizione
seduta/eretta, e che evitino il porto di pesi superiori ai 10 chili (5 chili in
posizione inergonomica).

 

Dai vari incontri avuti con l'assicurata, nonché dai test
scolastici ed attitudinali passati, risulta quanto segue:

 

-     l'assicurata
è una persona molto estroversa, portata all'esercizio di professioni a contatto
diretto o indiretto con la gente, se possibile in situazioni di aiuto a terzi;
non è portata a lavori estremamente manuali e molto responsabilizzanti.

      Attività indicate: commercio o vendita.

 

-     dal punto di
vista scolastico, la sig.ra __________ dovrebbe essere in grado di effettuare
un apprendistato di tipo semplice; in questo caso, un apprendistato nella
vendita o di impiegata di ufficio.

 

Durante i colloqui di valutazione inoltre, l'assicurata ha
espresso il desiderio di tentare innanzitutto la formazione di impiegata di
ufficio (probabilmente perchè socialmente più riconosciuto che non quello di
venditrice, esercitato anche senza qualifica da molte sue connazionali).

Sebbene io sia più propensa a seguire la via della vendita in
quanto fisicamente più variata (Ossola parla di posizione eretta che permetta
di muoversi abbastanza liberamente), più facile dal punto di vista scolastico,
e più sicura a livello di sbocchi lavorativi, la formazione di impiegata di
ufficio teoricamente le sarebbe accessibile.

 

Presenta però alcuni punti che vanno attentamente valutati, e
cioè:

 

-       il
problema del danno alla salute: malgrado l'assicurata affermi che sta meglio
seduta che in piedi, le indicazioni mediche vanno nel senso di un lavoro
"movimentato", e non sempre si riesce, in questa professione, a variare
a proprio piacimento le posizioni del corpo (si sta comunque molto seduti).

 

-       il
problema linguistico: l'assicurata, pur esprimendosi abbastanza fluentemente in
italiano, presenta i classici errori di chi questa lingua l'ha imparata da
autodidatta (articoli tralasciati, aggettivi a volte mal coniugati...). Durante
il test scolastico, se da un punto di vista grammaticale i risultati erano
soddisfacenti, dal punto di vista lessicale (cioè del vocabolario) era carente.

 

Una formazione quale impiegata di ufficio presuppone buone basi
linguistiche, soprattutto di italiano (anche se lo stesso problema si pone,
sebbene in misura minore, in una riqualifica nel settore della vendita), e
conoscenze di base di una lingua straniera (solitamente francese o tedesco).

Si dovrà comunque provvedere, non appena possibile, ad attribuire
due ore settimanali di apprendimento e ripasso della lingua italiana, per
permetterle di essere valutata il più
correttamente possibile (al di là cioè delle barriere linguistiche) durante gli
stages di valutazione, in particolar modo nello stage di
osservazione quale impiegata di ufficio.

 

Stage quest'ultima che effettuerà presso il __________, e che sarà
della durata di un mese a partire dalla data di ammissione.

 

Vi propongo pertanto l'assunzione delle relative spese di vitto,
trasporto, i.g. e di tariffa determinata dalla convenzione per un periodo di
osservazione di un mese nell'ambito dell'ufficio presso il __________S.

Per quanto concerne le lezioni di italiano, seguiranno al più presto
indicazioni più precise." (cfr. doc. _)

 

                                         In data
20 aprile 2000, sulla scorta del rapporto del Centro per la riformazione
professionale e sociale presso cui l'assicurata è stata sottoposta ad un
periodo d'accertamento (cfr. doc. _), il consulente in integrazione
professionale ha rilevato:

 

"  come
potete leggere dal rapporto del __________ l'assicurata ha lavorato

con molto impegno e ha dimostrato motivazione verso la
riformazione professionale.

 

Purtroppo, dal profilo attitudinale e delle possibilità di
svolgere una formazione nel settore commerciale, si sono evidenziati limiti e
difficoltà.

Sono però stati rilevati alcuni aspetti interessanti nella signora
__________, quali buona capacità di contatto con le persone, resistenza fisica
e buona velocità nell'esecuzione dei lavori e nella collaborazione. Queste
caratteristiche portano a pensare che verosimilmente l'assicurata è integrabile
nel ciclo produttivo.

Rimane da scegliere il settore più idoneo che si può comunque già
sin d'ora ipotizzare quello della vendita, settore peraltro indicato anche
secondo il rapporto di fine osservazione presso il __________.

 

Visto quanto sopra, propongo l'attribuzione delle indennità
d'attesa dal 27.03.00 (cioè dal momento in cui ha terminato al __________) fino
a quando troveremo un datore di lavoro disposto ad assumerla per un periodo di
osservazione, verosimilmente nel settore della vendita."

(cfr. doc. _)

 

                                         In data
31 ottobre 2000, il consulente in integrazione professionale ha osservato:

 

"  come
potete verificare dai dati presenti all'incarto, abbiamo effettuato

diverse ricerche in vari settori per trovare un'occupazione
all'assicurata.

Purtroppo, sia nel ramo delle poste, sia nel ramo della sartoria
sia nel ramo del fiorista non siamo riusciti a trovare nulla e abbiamo costato
che, per esempio come fiorista, la professione è inadatta dal punto di vista
della salute.

 

Anche il settore della vendita sembrava senza speranza finchè non
mi sono rivolta alla signora __________, ispettrice del settore, che ci ha
aiutate a trovare un posto dove l'assicurata, in seguito ad una prova di una
settimana, avrebbe potuto iniziare subito il tirocinio.

 

L'assicurata ha così lavorato presso il negozio d'abbigliamento
__________, dal 9 ottobre '00 al 13 ottobre '00.

L'opinione dell'ispettrice e della responsabile del negozio è
stata molto positiva. La signora __________ si è data molto da fare, seguiva
senza difficoltà d'apprendimento le venditrici, ed è sicuramente competente e
capace per iniziare e portare a termine un tirocinio nella vendita.

 

Il discorso si complica per ciò che concerne l'adeguatezza dal
punto di vista della salute. In effetti, dopo circa tre giorni dall'inizio del
lavoro, ho ricevuto una telefonata dell'assicurata che mi informava di grossi
dolori alla schiena. Aveva decisamente poche possibilità di sedersi durante le
ore lavorative ma dichiarava che sia il negozio che il lavoro le piacevano
molto.

 

Mi sono rivolta alla signora __________ che mi ha confermato
quanto esposto dall'assicurata. Lo stato di salute pone dei problemi, la
venditrice lavora prevalentemente in piedi. La signora __________ mi ha
riferito che a tempo pieno non è pensabile inserire l'assicurata in un settore
come quello della vendita. II discorso muta se si pensa ad un inserimento a
tempo parziale, di mezza giornata. Sempre secondo l'ispettrice, vi sono ottime
competenze che andrebbero sfruttate ma solo mezza giornata, oltre tale tempo la
salute ne risentirebbe." 

(cfr. doc. _)

 

Nuovamente
interpellato, il Dr. Med. __________, in data 16 novembre 2000, ha ribadito
quanto precedentemente constatato, precisando che a suo parere l'assicurata
potrebbe lavorare ancora nella misura del 50% quale venditrice (cfr. doc. _). 

Il 17
novembre ha precisato inoltre che:

 

"  1.      dal
maggio 1999 non è subentrato un peggioramento clinico

         (vedi rapporto Dr. __________)

 

2.      come già
nel mio rapporto del 18.05.1999, la  paziente non può stare tutto il giorno né
seduta né eretta, deve potere cambiare frequentemente posizione, ciò che é
compatibile con la diagnosi nota. Pertanto non può lavorare a tempo pieno come
venditrice se non con le limitazioni dette, che però non sono compatibili con
le richieste del datore di lavoro.

 

3.      Qualsiasi
lavoro che permette di cambiare frequentemente posizione e che non comporti il
sollevare pesi oltre i 10 Kg, ad esempio lavori di sartoria, fioraia intesa
come semplice venditrice di fiori. Il dovere cambiare frequentemente posizione
suppongo comporti una perdita di redditività del 20-30%, percui bisogna pensare
ad una capacità di guadagno del 70-80%.

         

4.      Sì, non
tanto per valutare lo stato di salute quanto (chiaramente descritto nei miei
rapporti e nel rapporto del 24.1.2000 del Dr. __________) per rivalutare in
modo realmente completo e

                             definitivo
la sua capacità lavorativa ed il tipo di professione che le può essere
assegnato.

 

Osservazioni: si tratta di un caso difficile, dove alla
descrizione oggettiva di una patologia si sovrappongono sintomi soggettivi
(dolori, limitazione funzionale) di difficile valutazione ma che dopo tanti
anni, per la loro persistenza e sovrapposizione sembrano realmente credibili.
Penso che non otterremo mai una capacità lavorativa del 100% ma che, anche con
una stabilizzazione chirurgica, bisognerà calcolare una diminuita redditività
permanente di almeno un 30%."

(cfr. doc. _)

 

                                         Il Dr.
Med. __________ della __________, in data 24 aprile 2001 ha precisato:

 

" 
(…)

Beurteilung und Procedere (vidit Dr. __________)

Bei der Patientin liegen beidseitige Spondylolysen
L4 und L5 vor, welche eine Instabilität zur Folge haben die gleichzeitig mit
einer radikulären Symptomatik L5 und S1 links einhergehen. Wir haben mit der
Patientin besprochen ob eine Operation für sie in Frage käme. Diesbezüglich
wurde der Patientin erläutert, dass nicht die ganzen Beschwerden genommen
werden können sondern v.a. die Beinschmerzen gestoppt und allenfalls die
lumbalen Rückenbeschwerden gelindert werden können. Eine solche Operation würde
nur dann in Frage kommen wenn der Leidensdruck der Patientin sehr stark wäre.
Andernfalls würden wir eher konservative Massnahmen vorschlagen. Die Patientin
sprach während der Konsultation immer wieder die Problematik der
Arbeitsfähigkeit und die Thematik der Umschulung an. Diesbezüglich wollen wir
noch keine näheren Angaben machen. Im Vordergrund dürfte jetzt wohl die
folgende MRI-Abklärung mit Untersuchung der LWS sein. Anschliessend
Wiedervorstellung der Patientin in unserer Sprechstunde und Weiterbesprechung
des Procederes. Dann auch Festlegung der Arbeitsfähigkeit, respektive des
möglichen Einsatzes der Patientin in einem Arbeitsfeld. Dies ist für die
Patientin deshalb wichtig weil das Einkommen des Mannes alleine nicht
ausreichend genug ist für die Familie (die Patientin hat 2 Kinder)." (cfr
.doc. _)

 

 

                                         In data 4
maggio 2001 ha ancora aggiunto:

 

" 
Beurteilung und Procedere

Ein operatives Vorgehen kommt zur Zeit nicht In
Frage. Konservativ Therapieversuchen mit Physiotherapie und MTT zur Kräftigung
der Rückenmuskulatur und Rückenhygiene Zusätzlich würden wir eine Infiltration
der Facettengelenke durchführen lassen. Bezüglich der Arbeitssituation: Wir
denken, dass die Patientin trotz ihres Rückenleiden in einer angepassten
Tätigkeit zu 100% arbeitsfähig werden kann.

 

Die Arbeitsfähigkeit ist schrittweise zu steigern,
ein Arbeitsplatz mit wechselnder Tätigkeit, vorallem mit der Möglichkeit des
Positionswechsels (Sitzen, Stehen und zwischenzeitlich Gehen) wäre günstig. Das
Gehen auf unebener Fläche sollte vermieden werden. Das Heben von Lasten von
mehr als 10 kg sollte nicht erforderlich sein. Wir haben heute der Patientin
keine Arbeitsunfähigkeit attestiert. Vorderhand sind keine weiteren Kontrollen
in unserer Sprechstunde vorgesehen, jedoch bei Schmerzzunahme sowie bei
Schmerzen im Sinne einer Diskopathie (Rückenschmerzen mit Ausstrahlung ins
Gesäss bis zum Knie mit vorallem Schmerzen beim 

Aufrichten aus gebückter Stellung) sind wir gerne
bereit, die Patientin wieder zu sehen." (cfr. doc. _)

 

                                         In data 5
settembre 2001, il Dr. Med. __________, ha precisato che l'assicurata è abile
in misura totale in attività dove non debba sollevare pesi oltre 10 kg e
svolgere attività ripetitive, e abbia la possibilità di alternare la posizione
seduta/in piedi, potendosi quindi muovere (cfr. allegato doc. _).

 

                                         Il
rapporto finale 23 gennaio 2002 del consulente IP ha il seguente tenore:

 

"  dall'ultimo
rapporto medico della clinica __________, risulta che

l'assicurata è abile in misura totale in attività dove non debba
sollevare pesi oltre i 10 kg, non debba svolgere attività ripetitive e abbia la
possibilità di alternare la posizione seduta/in piedi potendosi dunque muovere.

 

Ho incontrato la signora ___________in data 21 gennaio '02, per
rivalutare la situazione.

La signora, che è sempre stata una donna dinamica e dal
temperamento forte, appare scoraggiata, mi comunica che non sta bene perché la
schiena continua a infastidirla, che il medico le ha detto che sta entrando in
depressione. E' sull'orlo del pianto. Dopo circa 15 minuti che è seduta noto i
primi segni di insofferenza. Mi conferma che la posizione che riesce a tenere
per più tempo è quella sdraiata, anche la visione di un film le risulta
difficile se non ha l'opportunità di sdraiarsi.

 

Con l'assicurata sono già stati fatti dei tentativi reintegrativi,
che però altro non hanno fatto che evidenziare limiti e difficoltà di salute.

Considerato il carattere gioviale della signora e la sua ottima
predisposizione al contatto con gli altri, presso il __________ di __________
l'assicurata ha lavorato nel settore del commercio. Purtroppo sono state
evidenziate delle limitazioni che non permettevano di pensare ad una
reintegrazione in tal senso (per esempio grosse difficoltà con il computer).
Era però emerso subito questo "buon" carattere e la disponibilità
alla collaborazione. Abbiamo pensato allora di spostare le nostre ricerche
verso settori quali quello della vendita (con alcune riserve dal punto di vista
del danno alla salute), della sartoria, spaziando fino alla Posta (buralista) e
al reparto dei fiori.

 

Dopo non poche ricerche, grazie alla collaborazione
dell'ispettrice della vendita signora __________, abbiamo trovato un posto
presso il negozio __________. Gli altri settori hanno dato esito negativo. E'
emersa subito l'inadeguatezza del posto rispetto al problema fisico: è inutile
illudersi che nella vendita si possa lavorare alternando la posizione, la
posizione da mantenere costantemente è quella in piedi e la schiena della
signora non ha retto.

 

Considerate le limitazioni sopra esposte, i risultati delle due
diverse prove lavorative e quanto soggettivamente esposto dall'assicurata, non
sono in grado di configurare un'attività esigibile, che non rappresenti
occasione sporadica nel mondo del lavoro ma sia sufficientemente presente, e
che porti ad un sostanziale recupero della capacità lavorativa." (cfr.
doc. _)

 

                                         In data 6
maggio 2002 il Dr. med. __________ ha concluso come segue:

 

"  Inabilità
lavorativa: 100 % dal 28.11.2000 al 20.05.2001

                                  100 % dal 20.08.2001 al
03.09.2001 

                                  100 % dal 16.11.2001 al
20.11.2001

 

ho quindi cercato di ridurre l'inabilità lavorativa secondo le
indicazioni del PD Dr.med. __________, la paziente si e annunciata all'Ufficio
della Disoccupazione, non riuscendo comunque a trovare un lavoro.

 

Valutazione sociale: la paziente è ovviamente depressa, si
sente una donna inutile in quanto non può contribuire in modo adeguato al
sostentamento della famiglia. La situazione finanziaria è molto precaria, a
parte i contributi della disoccupazione devono vivere con il salario del
marito, che in __________ aveva un impiego quale poliziotto, qui deve
accontentarsi di fare il factotum e portiere dall'albergo a condizioni
salariali molto ristrette.

 

Conclusione: è una situazione veramente intricata. Si
tratta di una giovane paziente, che ha lavorato in modo soddisfacente prima
come cameriera ai piani poi come cameriera in un ristorante di __________,
lavoro che le piaceva, era in grado di fare e con cui guadagnava in modo
decoroso. L'esame clinico e la RMI confermano una patologia intervertebrale e discale lombare, di tipo degenerativo, i pareri ortopedici sono
discordi al 50 % sull'opportunità di una operazione di stabilizzazione
intervertebrale. E' probabile che questa non porterebbe ad un cambiamento
essenziale, in particolare per quanto riguarda la capacità lavorativa della
paziente. Dall'altra parte è semplicemente improponibile proporre un lavoro
alle condizioni dette dal PD Dr.med. __________, in quanto nessuno assume del
personale con tali limitazioni.

 

Da parte mia propongo: 

1. che la paziente venga convocata presso la Commissione di
valutazione della AI per una ulteriore e definitiva valutazione della
operabilità.

2. che, nonostante la giovane età, le venga riconosciuta una
rendita corrispondente ad una inabilità lavorativa di almeno 60 %. L'unico
lavoro proponibile è che continui a fare la cameriera in un Garni per 2-3 ore
al giorno. Una riformazione professione alle condizioni dette dal PD Dr.med.
__________ non vale la pena e non è proponibile, anche per la scarsa scolarità
della paziente che non conosce lingue, non imparerà mai in modo adeguato il
tedesco, non conosce l'informatica. E' piuttosto lontana dalla mentalità nostra
perché possa essere impiegata quale venditrice di abiti o altro." (cfr.
doc. _)

 

                                         Con
rapporto 31 luglio 2002 il capo servizio dell'UAI ha concluso:

 

" 
(…)

Siamo in presenza di un'assicurata che al momento della
presentazione della richiesta di prestazioni (14.08.1998) lavorava ancora in
modo regolare come cameriera. I brevi periodi di incapacità sono elencati nel
questionario per il datore di lavoro.

 

È vero che un primo ritardo è stato causato dal mancato invio del
rapporto medico da parte del curante (ben osservato dal Dr. __________) e
perciò arriviamo a distanza di un anno (agosto 99) ad avere la documentazione
necessaria per permetterci l'apertura di un dossier integrazione. In quel
momento tuttavia l'A. lavorava ancora come cameriera in
misura del 100%.

 

La situazione medica è, in ogni modo, ancora attualmente
invariata.

 

La consulente IP prospetta quindi una riformazione nel settore
della vendita o dell'ufficio ed avvia un periodo di accertamento al __________,
prima nel settore dell'ufficio su espresso desiderio dell'A. Questo periodo
permette di verificare l'impegno e la disponibilità dell'A. in questo settore,
come pure il fatto che la causa invalidante non ha influito sul periodo
di prova, sottolineando però il fatto che di tanto in tanto aveva la
possibilità di alternare la posizione. A causa del profilo attitudinale
(livello linguistico e bagaglio culturale) una riformazione in quel settore è
abbandonata. Sono comunque sottolineati i suoi punti forti, ossia il contatto
con le persone, la resistenza, la velocità d'esecuzione e la disponibilità.

 

Segue un tentativo di riformazione quale venditrice presso
__________ che ha comunque dovuto essere interrotto dopo breve tempo a causa
dell'esacerbazione del problema al rachide e conseguentemente ritenuta come
professione inadeguata. Del resto comprensibile a causa della posizione eretta
per tutto il tempo di lavoro.

 

La consulente conclude, sulla base di questi due tentativi, di non
essere in grado di configurare un'attività esigibile.

 

Passiamo quindi da un'A. che, al momento della presentazione della
richiesta di prestazioni, svolgeva ancora in misura completa l'attività di
cameriera ad una persona alla quale dovremmo assegnare una rendita intera dopo
due soli tentativi d'integrazione. Voglio qui osservare che l'intendimento
delle consulenti IP era di offrire all'A. una riformazione professionale con
AFC; senza prima effettuare dei calcoli economici ed eventualmente giustificare
l'impossibilità di un recupero della capacità di guadagno in attività non
qualificate; quando all'insorgenza del danno alla salute svolgeva un'attività
non qualificata. Per questi motivi, secondo le direttive UFAS e la
giurisprudenza, non ne avrebbe avuto diritto.

 

Procedo quindi con l'allestimento di una scheda d'esame della
funzionalità fisica che sottopongo al SMR per conferma. Se i dati sono
confermati l'assicurata può essere ritenuta collocabile in una delle attività
descritte nelle schede DAP. NON si tratta naturalmente di una lista esaustiva.
In queste attività il reddito medio si situa a

fr. 32'825.-. Considerato che queste attività
rispecchiano in modo completo le controindicazioni mediche, non sono più
oggetto di riduzioni.

 

In ogni caso, secondo la tabella RSS, che ho allestito con il
collega __________ (pure allegata), determino una capacità di guadagno residua
del 68% circa (fr. 33'512.-, ciò che conferma il reddito
determinato con le schede DAP). Preciso che il reddito ipotetico l'ho calcolato
su 13 mensilità, e quindi favorendo l'A, poiché il DL ha versato la 13esima
mensilità solo nel 1996.

 

 

                               2.7.   Va ricordato che affinché un rapporto medico
abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni
dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31; Pratique VSI 3/1997
pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS
1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189).        

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss.), la nostra Corte federale
ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano
dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio
l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari
circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti
circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

Per quel che riguarda il medico di
fiducia, infine, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve
tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a favore del suo paziente
(DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), cfr. U. Meyer‑Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die
Invalidenversicherung, Zurigo 1997, pag. 111).

                               2.8.   Nell'evenienza
concreta questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le
conclusioni cui é pervenuto il perito Dr. __________. Tale giudizio è in
seguito stato confermato dal Dr. __________ della __________. 

                                         Infatti,
il perito ha compiutamente valutato il danno alla salute lamentato
dall'assicurata sulla base di accertamenti approfonditi e completi, giungendo a
conclusioni logiche e motivate in merito alla ridotta capacità di lavoro
dell'assicurata, rispettivamente alla normale abilità lavorativa in attività
leggere rispettose delle limitazioni funzionali descritte in sede peritale e
dal Dr. __________ (evitare il sollevare ed il portare pesi superiori ai 10
chili, potendo cambiare posizione ed evitando di camminare su terreni non
piatti). 

                                         Le
conclusioni 10 settembre  2002 del medico curante prodotte dalla ricorrente non
permettono di giungere ad un diverso risultato (cfr. doc. _). Infatti il Dr.
__________ si limita a ribadire che la paziente, a causa dei dolori permanenti
non è riuscita ad eseguire le attività indicate dal Dr. __________, specialista
in reumatologia. Le conclusioni cui sono giunti gli specialisti (Dr. __________
e Dr. __________), come detto, sono frutto di esami specialistici eseguiti a
regola d'arte. Ad essi il TCA non può che dare pieno affidamento. 

                                         È notorio
inoltre che, per quel che riguarda il medico di fiducia, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio,
egli attesta a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a) cc), cfr. U.
Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht,
Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, Zurigo 1997, pag. 111).

 

                               2.9.   Ritenuta
dunque una piena capacità lavorativa in attività leggere, il consulente in
integrazione professionale ha dunque proceduto ad una valutazione economica. 

 

Va qui ricordato che compito dell’orientatore professionale è quello di
stabilire, in base alle informazioni del medico riguardo alle mansioni ancora
possibili, le attività lavorative ancora concretamente ammissibili per
l’invalido (Meyer-Blaser, op. cit., p. 228, Omlin, Die Invalidità in der
obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 201).

Ai fini dell'accertamento dell'invalidità
ci si deve quindi fondare su un mercato del lavoro equilibrato e quindi
fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta di posti
di lavoro e un'offerta di posti diversificati in relazione con le capacità
professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto
teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer‑Blaser, op cit. p. 212). Un
assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità congiunturale di
trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). 

                                         Ciò
non è il caso se l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente
limitata, che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se
il suo esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica
di un datore di lavoro medio (cfr. ZAK 1989 p. 322 consid. 4a; Locher,
Grundriss des Sozialversicherungsrecht, 2a edizione, Berna 1997, p. 80).

Dall’altra parte, l'art. 8 cpv. 1 LAI prevede che gli
assicurati invalidi o direttamente minacciati d'invalidità hanno diritto ai
provvedimenti d'integrazione, tra cui i provvedimenti professionali (art. 15
–18 LAI), necessari e atti a ripristinare, migliorare, conservare o avvalorare
la capacità di guadagno.

                                         Ciò
non vuol dire che un assicurato, per il quale sono esclusi provvedimenti
integrativi, non possa svolgere un’attività adeguata mettendo a frutto la
residua capacità lavorativa, verifica che, come detto, spetta al consulente in
integrazione professionale. 

 

                                         Nel
caso in esame la consulente IP ha seguito l'assicurata dalla seconda metà del
1999, valutando le risultanze mediche e proponendo una riformazione
professionale nel settore della vendita o dell'ufficio; tuttavia a causa del
livello linguistico e culturale, la riformazione in quel settore è stata abbandonata.
La stessa sorte ha avuto il tentativo di riformazione quale venditrice
(insuccesso dovuto soprattutto alla costante posizione eretta mantenuta durante
il lavoro)

                                         La
consulente conclude quindi di non essere in grado di configurare un'attività
esigibile per l'assicurata che consenta un sostanziale recupero della sua
capacità lavorativa (cfr. doc. _).

 

                             2.10.   Al
fine di determinare l’incapacità al guadagno mediante il metodo ordinario
dell’art. 28 LAI (cfr. consid. 2.5), occorre porre in confronto il reddito che
l’assicurato avrebbe conseguito, senza il danno alla salute, quale cameriera
(reddito da valido) con quello risultante dalle attività leggere (reddito da
invalido). 

                                         

Per quel che concerne il salario da valido (non
contestato), dalla decisione contestata risulta che l’amministrazione ha preso
in considerazione l’importo annuo di fr. 43'200.--, riferito al 2001 (cfr.
allegato doc. _).

Riguardo al salario da invalido, considerato che l'assicurata non ha mai intrapreso un’attività
adeguata, la determinazione di tale reddito può essere ricavata dai rilevamenti
statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si
riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro
(VSI 2002 pag. 68 consid. 3b, DTF 126 V 76 consid. 3b/bb, RCC 1991 pag. 332
consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre, va rilevato che, secondo la
giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare
situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e
tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere
completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che
pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul
mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico
che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF
126 V 80 consid. 5b/cc, recentemente confermato in VSI 2002 pag. 64).

                                         In
applicazione dei succitati criteri, nella sentenza pubblicata in SVR 2001 IV Nr. 21
questo Tribunale ha precisato che, conformemente ai dati statistici salariali
pubblicati dall'Ufficio federale di statistica ("L'enquête suisse sur la
structure des salaires 1998), il salario ipotetico nel 1998 conseguibile in
attività leggera adeguata esercitata a tempo pieno nel Cantone Ticino e prima
di eventuali riduzioni per motivi particolari, che possono arrivare al massimo
al 25% (cfr. DTF 124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85 e, soprattutto, STFA inedita
del 9 maggio 2000 nella causa A, I 482/99), riportato su 41,9 ore, ammonterebbe
a fr. 45'390.--  nel settore privato (rispettivamente fr. 47'929.‑‑
nel settore pubblico e privato) per gli uomini e a fr. 33'587.‑‑
(rispettivamente fr. 33'725.‑‑ ) per le donne. 

Recentemente l’Ufficio federale di
statistica ha proceduto all’elaborazione dei dati statistici salariali relativi
all’anno 2000. Secondo tali dati il salario mediamente percepito nel 2000 in
Ticino, riportato su una media di 41,8 ore settimanali (cfr. “La vie économique” 2/2002”, Tabella B9.2, pag. 88), per un’attività leggera e ripetitiva nel settore
privato corrisponde a fr. 50’498.-- (fr. 4027: 40 x 41,8 x 12) per gli uomini e
fr. 36'328.-- (fr. 2’897: 40 x 41,8 x 12) per le donne (cfr. Tabella TA 13
privato). Nel settore privato e pubblico l’ammontare è di fr. 51'702.-- (fr.
4123: 40 x 41,8 x 12) per gli uomini e fr. 36'679.-- (fr. 2925: 40 x 41,8 x 12)
per le donne (cfr. Tabella TA 13 privato e pubblico).

                                         Nella
fattispecie concreta, per calcolare il reddito da invalido, sulla base dei
recenti dati statistici, si deve partire da un salario di fr. 36'328.--
riferito al settore privato ( cfr.”…. in primo luogo sono applicabili i
rilevamenti salariali applicabili nel settore privato” cfr. RAMI 2001 p.
348). Conformemente alla giurisprudenza federale (cfr. 126 V 81 consid. 7a)
questo importo, adeguato al 2001 in base all’indice dei salari nominali 

(cfr. “La vie économique 1/2003, Tabella B10.3, p.95), ammonta a fr. 37'228.--
( 36'328 x 1902 : 1856).

Ora, pur considerando una riduzione di rendimento del 25%, ciò che comporta la
determinazione di un salario da invalido di 

                                         fr.
27'921.--, dal raffronto di tale dato con un reddito da valido di fr.
43'200.--, risulta un’incapacità al guadagno del 35,36% (43'200 –27'921 x 100 :43'200).

                                         Per costante giurisprudenza il giudice delle
assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione impugnata in base alla
situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa (cfr. DTF 121 V 366) – in casu
26 settembre 2002: determinanti sono quindi i redditi
aggiornati al 2002. 

Tuttavia, visto il risultato al quale si è appena giunti, è da ritenere come
anche nel 2002, con grande verosimiglianza (l’adeguamento al 2002 del reddito
da invalido non è ancora disponibile), il grado d’invalidità risulti inferiore
al 40%, tasso minimo per poter riconoscere il diritto ad una rendita
d’invalidità.

Sulla scorta di quanto precede, la decisione contestata deve essere confermata
e il ricorso respinto.

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti