# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 50e42bc2-5494-5d7b-ae5b-a4268bfdeecc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-02-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Corte di appello e di revisione penale 13.02.2012 17.2011.134
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-134_2012-02-13.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2011.134

  	
  Locarno

  13 febbraio 2012/nh

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte di appello e di revisione penale

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Giovanna Roggero-Will, presidente,

  Franco Lardelli e Damiano Stefani

  

 

	
  segretario:

  	
  Orio Filippini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza di
revisione presentata il 19 dicembre 2011 da

 

	
   

  	
   IS 1

   rappr. dall'  DI
  1   

   

  
	
   

  	
  contro il decreto d’accusa emanato nei
  suoi confronti il 13 marzo 2009 dal Ministero Pubblico 

  	 

	
   

  	
   

  	 

					

 

esaminati gli atti;

 

ritenuto

in fatto:                    A.   Con
decreto d’accusa 13 marzo 2009 il procuratore pubblico ha ritenuto IS 1 autore
colpevole di:

 

-   
complicità in falsità in atti formati da
pubblici ufficiali o funzionari

per avere, a __________, il 1. febbraio 2000, d’intesa
con il notaio avv. C., nell’intento di porre fine ad un’interminabile e
conflittuale vertenza che lo vedeva opposto al fratello G. e alla di lui moglie
M. per questioni ereditarie e per irrisolti crediti vantati dal fratello nei
suoi confronti, contribuito a fare attestare, nel rogito no. 243 del notaio C.,
che il prezzo di compravendita immobiliare della part. n. , delle part. n.  nonché
dell’unità  sulla part. n.  era di fr. 290'000.- allorquando il prezzo da lui
realmente pattuito con M. per la cessione di tali fondi ammontava ad almeno fr.
410'000.- ritenuto che il contratto prevedeva pure la rinuncia (compensazione)
del credito di fr. 120'000.- che il fratello G. vantava nei suoi confronti e di
cui alla separata convenzione sottoscritta tra le parti in lite lo stesso
giorno del rogito, unitamente a M., compensazione di credito senza la quale IS
1 non avrebbe ceduto i menzionati fondi alla cognata.

In applicazione della pena il procuratore
pubblico ha proposto la condanna di IS 1 alla multa di fr. 1’500.- (da
sostituirsi in caso di mancato pagamento con una pena detentiva sostitutiva di
15 giorni).

                                  B.   Per lo stesso complesso di fatti, con decreti d’accusa 23 marzo
2009, il magistrato d’accusa ha pure ritenuto il notaio avv. C. autore
colpevole di falsità in atti formati da pubblici ufficiali o funzionari e M.
autrice colpevole di complicità in falsità in atti formati da pubblici
ufficiali o funzionari, proponendone la condanna alla multa di fr. 2'500.-,
rispettivamente di fr. 1'500.-.

                                  C.   I tre accusati hanno sollevato tempestiva opposizione contro i
rispettivi decreti d’accusa.

In data 16 marzo 2011 IS 1 ha, tuttavia, comunicato al giudice della Pretura
penale che, per motivi personali, non se la sentiva di presentarsi al processo
e che, pertanto, ritirava l’opposizione contro il decreto d’accusa a suo
carico.

                                  D.   Con scritto 13 gennaio 2012 (cfr. act. VI), il giudice della Pretura
penale ha comunicato a questa Corte che il dibattimento relativo al
procedimento penale a carico dell’avv. C. e di M. è stato suddiviso in due
parti precisando di avere giudicato, il 26 settembre 2011, unicamente le
questioni concernenti la colpevolezza e di avere prosciolto entrambi gli
accusati.

Il pretore ha, altresì, riferito che la seconda parte del dibattimento - relativa
alle richieste d’indennizzo delle parti – avrebbe avuto luogo il 23 gennaio
2012 ed ha precisato, infine, di non avere ancora proceduto ad emanare il
decreto di stralcio del procedimento penale a carico di IS 1.

                                  E.   Con istanza 19 dicembre 2011, IS 1 invoca il motivo di revisione
di cui all’art. 410 cpv. 1 lett. b CPP sostenendo che la decisione di
proscioglimento dell’avv. C. e di M. è inconciliabile con la sua condanna. Egli
chiede, pertanto, l’annullamento del decreto d’accusa.

 

                                  F.   Con scritto 3 gennaio 2012 il procuratore pubblico comunica di non
avere particolari osservazioni da formulare e di rimettersi al giudizio di
questa Corte.

Egli segnala, tuttavia, che la sentenza 26 settembre 2011 della Pretura penale,
non solo non è cresciuta in giudicato, ma nemmeno è stata motivata per iscritto
dal giudice che l’ha prolata e che nemmeno il decreto d’accusa di cui si chiede
la revisione è di fatto passato in giudicato.

 

Considerando

in diritto:                  1.   L’istanza di revisione è stata inoltrata a
questa Corte dopo l’entrata in vigore del Codice di diritto processuale
svizzero del 5 ottobre 2007. Ne consegue che l’autorità competente e la
procedura applicabile sono determinate dagli art. 21 cpv. 1 lett. b e 411 e segg. CPP (STF 30 maggio 2011 inc. 6B_235/2011 consid. 3.1;
STF 20 giugno 2011 inc. 6B_310/2011 consid. 1.1;
Pfister-Liechti, in Commentaire romand, Code de procédure pénale suisse,
Basilea 2011, ad art. 451 CPP n. 9; Schmid, Schweizerische Strafprozessordnung,
Praxiskommentar, Zurigo 2009, ad art. 453 CPP n. 2 in fine; Lieber, in Kommentar zur StPO, Zurigo 2010, ad art. 453 CPP n. 5).

I motivi di revisione pertinenti sono, per contro, quelli previsti dal
diritto applicabile nel momento in cui è stata emessa la decisione di cui è
chiesta la revisione (cfr. STF 30 maggio 2011 in 6B_235/2011 consid. 3.1; STF 20 giugno 2011 in 6B_310/2011 consid. 1.1; Schmid, Praxiskommentar, op. cit., ad art. 453 CPP n. 2 in fine; Lieber, in Kommentar zur StPO, op. cit., ad art. 453 CPP n. 5). Dunque, sono quelli previsti all’art. 299 del Codice di procedura
penale ticinese del 19 dicembre 1994.

                                   2.   L’art. 299 lett. b CPP-TI prevede che la
revisione del processo ha luogo, in caso di condanna, quando dopo la sentenza
ne sia stata pronunciata un'altra, con essa inconciliabile ritenuto che è una
“sentenza” ai sensi di tale disposto ogni decisione presa da un’autorità
cantonale, giudiziaria o non, competente per pronunciare una condanna in
applicazione di leggi penali federali (Salvioni, Codice di procedura penale,
Locarno 1999, ad art. 299 CPP, pag. 473, sentenza CCRP n. 17.2009.65 consid. 1,
17.2009.46 consid. 2).

Lo stesso motivo di revisione, seppur con una formulazione leggermente diversa,
è previsto anche dal nuovo art. 410 cpv. 1 lett. b CPP secondo cui chi è
aggravato da una sentenza passata in giudicato, da un decreto d’accusa, da una
decisione giudiziaria successiva o da una decisione emanata nella procedura
indipendente in materia di misure può chiedere la revisione se la decisione contraddice in modo intollerabile una decisione
penale successiva concernente gli stessi fatti.

                                   3.   In
concreto, l’istanza di revisione risulta prematura non soltanto poiché, per
quanto qui risulta, il DA di cui si chiede la revisione non è ancora passato in
giudicato, ma anche (e soprattutto) poiché la sentenza invocata dall’istante è
lungi dall’essere definitiva.

Ne deriva che l'istanza deve essere dichiarata irricevibile. Essa potrà essere
ripresentata qualora (e se) i due giudizi che l’istante pretende essere fra
loro inconciliabili - e meglio, il DA a suo carico e la sentenza pronunciata
dal giudice della Pretura penale nei confronti dell’avv. C. e di M. -
acquisteranno forza di cosa giudicata.

                                   4.   Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 428 cpv. 1 CPP) e
devono, di conseguenza, essere addossati all’istante.

 

Per questi motivi,

 

visti gli art.                      art. 299 lett.
b CPP-TI, 410 segg. CPP,

                                         nonché
sulle spese l’art. 428 CPP e la LTG,

 

dichiara e pronuncia:                                        

 

                                   1.   L’istanza di revisione è irricevibile.

 

                                   2.   Gli
oneri processuali, consistenti in:

 

a) tassa di
giustizia                    fr.            100.-

b) spese
complessive               fr.              50.-

                                                     fr.            150.-

 

sono posti a carico dell’istante.

 

                                   3.   Intimazione
a: 

 

	
   

  	
  P_GLOSS_TERZI

  

                                             

Per la Corte di appello e di revisione
penale

La presidente                                                        Il
segretario

 

 

Rimedi giuridici 

Contro decisioni finali, contro decisioni
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ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione
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sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,
il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.