# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f7276c91-b369-521f-af70-f61047952ee0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-02-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 28.02.2013 80.2012.144
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2012-144_2013-02-28.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2012.144

  80.2012.145

  	
  Lugano

  28 febbraio
  2013

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Antonio Saredo-Parodi

  

 

 

	
  parti

  	
  RI 1 

  RI 2 

  entrambi rappresentati da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS 1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso del 13 luglio 2012 contro le decisioni del 13
  giugno 2012 in materia di IC 2007, 2008 e 2009.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1,
nato del __________, coniugato, svolge la l’attività di consulente alle dipendenze
di diverse società. La moglie, RI 2, nata nel __________, risulta senza
attività lucrativa. 

                                         Non
avendo i coniugi __________ inoltrato le dichiarazioni fiscali per i periodi
2007, 2008 e 2009, nonostante un primo richiamo ed una diffida, l’Ufficio di
tassazione di Mendrisio, con decisioni, rispettivamente, del 23 gennaio 2009,
del 16 aprile 2010 e del 19 novembre 2010, infliggeva ai contribuenti delle
multe disciplinari per l’ammontare totale di fr. 350.– e attribuiva loro un
termine di 30 giorni per adempiere i loro obblighi procedurali, avvertendoli
che in caso contrario avrebbe proceduto ad una tassazione d’ufficio.

 

 

                                  B.   Con
successive decisioni del 23 aprile 2009 e del 6 aprile 2011, l’autorità di tassazione
notificava ai coniugi -----------le tassazioni IC/IFD 2007, 2008 e 2009,
allestite d’ufficio a causa della loro mancata collaborazione. Il reddito
imponibile era stabilito per l’anno 2007 in fr. 37'600.- per l’IC e in fr. 56'300.- per l’IFD, nel periodo fiscale 2008 in fr. 224'900.- per l’IC e in fr. 236'500.- per l’IFD e per l’anno 2009 in fr. 214'800.- per l’IC e in fr.
226'200.- per l’IFD. Nelle motivazioni allegate, l’autorità precisava che le
tassazioni operate d’ufficio avrebbero potuto essere contestate solo con il
motivo che esse erano manifestamente inesatte e che in tal caso i reclami
avrebbero dovuto essere motivati e accompagnati dai necessari mezzi di prova.
L’Ufficio di tassazione aggiungeva inoltre che i reclami con modalità e
contenuti che non soddisfacessero i requisiti di legge, sarebbero stati
dichiarati irricevibili e di conseguenza le tassazioni allestite d’ufficio
sarebbero diventate definitive. 

 

 

                                  C.   I
contribuenti impugnavano le suddette decisioni, con reclami del 25 maggio 2009
per la tassazione 2007 e del 9 maggio 2011 per le tassazioni 2008 e 2009, producendo
le dichiarazioni d’imposta per gli anni 2007, 2008 e 2009. 

                                         Per
decidere sul reclamo contro la tassazione 2007, l’autorità fiscale, con scritto
del 9 giugno 2009, richiedeva ai reclamanti l’invio di ulteriore
documentazione, ed in particolare della copia del contratto di sottoscrizione
delle 180 azioni della __________ SA e dei contratti di prestito stipulati con
la __________ SA e la __________ SA e con il signor __________ e la __________
SA. Con ulteriore lettera del 21 settembre 2009, l’autorità di tassazione
chiedeva ai contribuenti di presentare delle osservazioni in merito
all’allegato calcolo entrate/uscite dell’anno 2007 dal quale risultava un’insufficiente
disponibilità finanziaria per il sostentamento, sottolineando che ogni
rettifica apportata al calcolo avrebbe dovuto essere debitamente comprovata.
Gli insorgenti, dopo un primo richiamo, allegavano i documenti e le
informazioni richieste, specificando di aver dichiarato le azioni della __________
SA per errore, essendo il loro acquisto, al momento della data determinante per
la dichiarazione d’imposta 2007, unicamente in fase di contrattazione. 

                                         Per le
decisioni su reclamo 2008 e 2009, RI 1 veniva assunto in udienza dall’Ufficio
di tassazione di Mendrisio in data 23 gennaio 2012 e invitato dallo stesso a
produrre entro il 3 febbraio 2012 tutta la documentazione relativa
all’operazione immobiliare part. __________ PPP __________ di __________, copia
dei contratti di prestito in vigore e dei debiti privati, copia di tutti i
movimenti bancari relativi ai contratti di debito e credito avvenuti negli anni
2008 e 2009 e infine copia dei conteggi dettagliati dell’attività indipendente
accessoria, conseguita negli anni 2008 e 2009, attestata dalle necessarie
fatture e dalla documentazione bancaria relativa agli incassi. In un’ulteriore
udienza del 23 febbraio 2012, il contribuente veniva invitato a presentare le
sue osservazioni relative ai documenti bancari nonché a tutta la situazione patrimoniale
del 2008 e del 2009 e inoltre veniva richiesta nuovamente la produzione della
documentazione sopraccitata. A tali richieste i ricorrenti non avevano dato
nessun seguito, nemmeno dopo innumerevoli solleciti telefonici.              

 

 

                                  D.   L’autorità
di tassazione, con decisioni del 13 giugno 2012, accoglieva il reclamo per il
periodo fiscale 2007, riducendo il reddito imponibile a fr. 0.– per l’IC
ed a fr. 8'500.- per l’IFD, mentre dichiarava irricevibili i reclami relativi
alle tassazioni dei periodi fiscali 2008 e 2009.

                                         Con
riferimento a questi due ultimi periodi, l’autorità fiscale adduceva che,
nonostante un richiamo, la diffida del 5 marzo 2010 per il periodo fiscale 2008
e del 8 ottobre 2010 per l’anno 2009, e la multa disciplinare datata 16 aprile
2010, rispettivamente 19 novembre 2010, i contribuenti non avevano presentato
le dichiarazioni fiscali. Le tassazioni erano quindi avvenute d’ufficio in ossequio
agli art. 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD e contro le stesse gli insorgenti avevano
presentato un tempestivo reclamo allegando le dichiarazioni fiscali 2008 e
2009. L’autorità di tassazione aggiungeva che dall’esame della documentazione
presentata unitamente alla dichiarazione fiscale risultavano chiaramente incerti
e non documentati elementi indispensabili per la corretta evasione del reclamo.
Inoltre durante l’udienza del 23 gennaio 2012 i contribuenti erano stati
invitati a produrre i necessari documenti a sostegno della loro tesi, così come
all’udienza del 23 febbraio 2012 in cui erano stati nuovamente chiamati a
presentare i documenti richiesti entro il 15 marzo 2012. La domanda, malgrado
innumerevoli solleciti telefonici, risultava tuttora inevasa. Di conseguenza
l’Ufficio di tassazione, mettendo in evidenza la rilevanza della documentazione
sollecitata circa lo sviluppo patrimoniale dettagliato per modificare la tassazione
d’ufficio in base a dati certi e comprovati, stabiliva l’irricevibilità del
reclamo, con conseguente conferma della tassazione d’ufficio.

 

                                  E.   Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugiRI 1 e RI 2,
rappresentati dalla RA 1, chiedono che le decisioni su reclamo per le
tassazioni 2007, 2008, 2009 siano annullate e sostituite con nuove decisioni
che confermino quanto esposto nelle rispettive dichiarazioni d’imposta allegate
ai reclami. Essi riconoscono dapprima che RI 1, nei verbali di audizione, si è
impegnato a fornire la documentazione postulata, ma rilevano tuttavia in
relazione ai movimenti bancari che egli ha sempre puntualizzato di non disporre
di conti propri e proprio per questa ragione i contribuenti non potrebbero adempiere
la richiesta dell’autorità. I ricorrenti aggiungono inoltre che le singole posizioni
attive e passive esposte nelle dichiarazioni troverebbero completo riscontro
nelle dichiarazioni fiscali delle persone fisiche, rispettivamente nei bilanci
delle persone giuridiche interessate. Oltre a ciò essi sostengono che i
movimenti di cassa per i periodi 2007, 2008 e 2009 sarebbero assolutamente
equilibrati, ovvero il saldo attivo e passivo grosso modo corrisponderebbero.
Infine i contribuenti ritengono che il calcolo delle Entrate/Uscite dell’anno
2009 non troverebbe riscontro nei fatti, poiché tra i costi sostenuti dal
contribuente figurerebbero fr. 59'363.- (interessi passivi) che sarebbero di
natura puramente calcolatoria. Infatti essi verrebbero regolarmente
capitalizzati e mai pagati e togliendo questa presunta necessità liquida dal
calcolo del dispendio per l’anno 2009, rimarebbe una disponibilità annua di fr.
10'771.- .   

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Nella
procedura fiscale vige la massima ufficiale e il principio inquisitorio.
L’autorità di tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti
fiscalmente rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte
le indagini necessarie (art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere
in particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai
contribuenti (decisione TF 2A.105/2007 del 3 settembre 2007; cfr., al proposito,
Berger, Voraussetzungen und
Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 190). La procedura
fiscale è inoltre retta dal principio di collaborazione. Sia secondo
l’art. 196 LT sia secondo l’art. 123 cpv. 1 LIFD, le autorità di tassazione
determinano con il contribuente le condizioni di fatto o di diritto
determinanti per un’imposizione completa ed esatta. Al contribuente è imposto
l’obbligo di fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed
esatta (art. 200 LT; art. 126 cpv. 1 LIFD). Egli deve in particolare esporre la
situazione in maniera esaustiva e trasparente (decisione TF 2A.502/2005 del 2
febbraio 2006, in: StR 61 p. 442).

 

                                         1.2.

                                         Di
principio, in applicazione analogica della regola generale prevista dall’art. 8
CC, l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a
dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale,
mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che concorrono ad
escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II 257;
ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).

                                     La
descritta regola sull’onere probatorio non è tuttavia assoluta, dal momento che
non lascia alcuno spazio a considerazioni inerenti le effettive possibilità
probatorie o a comportamenti ostruzionistici (Schär,
Normentheorie und mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung, in: ASA 67 p.
435). Una prima eccezione è data quando il contribuente tralascia, in maniera
colpevole ed in violazione dei propri obblighi, la collaborazione, possibile ed
esigibile, nel chiarimento degli elementi che fondano l’obbligo fiscale. Una
seconda eccezione si verifica invece quando il contribuente, per motivi a lui
estranei, non può apportare la prova di un fatto che diminuisce il suo debito
d’imposta oppure può farlo solo prestando una collaborazione che non può essere
pretesa (Zweifel, in:
Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol.
I/2b, 2a ediz. Basilea 2008, n. 29 ad art. 130 LIFD, p. 342 e
riferimenti).

                                    In
definitiva, indipendentemente dalla ripartizione dell’onere probatorio, la
massima ufficiale e il principio inquisitorio trovano i loro limiti nel dovere
di collaborazione del contribuente (Zweifel,
op. cit., n. 3 ad art. 123 LIFD, p. 263;
Althaus-Houriet, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur
l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 4 ad art. 123 LIFD, p. 1196).

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Gli
articoli 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD consentono all’autorità di tassazione
di procedere a una tassazione d’ufficio in base a una valutazione coscienziosa,
se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi
procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati
esattamente per mancanza di documenti attendibili. In tale sede si può tener
conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore
di vita del contribuente.

                                         Giurisprudenza
e dottrina tendono a riconoscere che si possa ricorrere alla tassazione
d’ufficio non solo laddove il contribuente, nonostante diffida, non soddisfi ai
suoi obblighi procedurali, ma anche qualora la mancanza di documenti
attendibili sulla sua situazione finanziaria non possa essergli imputata (decisione
TF 2A.426/2004 del 23 novembre 2004; TF 2A.442/2001 del 19 giugno 2002; RDAF
2000 II 41; Zweifel, op. cit., n.
29 e 31 ad art. 130 LIFD, p. 342 ss.; Richner/Frei/
Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, Zurigo 2009, 2a
ediz., n. 26 ad art. 130 LIFD, p. 1123).

                                         In altri
termini, la tassazione è eseguita d’ufficio non solo se il contribuente non presenta
o non completa in tempo utile la sua dichiarazione, ma anche se si rifiuta di
dare puntuali informazioni oppure non ottempera ad un preciso invito di
collaborare. La giurisprudenza consente infatti di procedere d’ufficio, al
termine della procedura di accertamento, ogniqualvolta non sono chiariti o
rimangono incerti i fatti essenziali per la determinazione degli elementi
imponibili e quando i dati forniti dal contribuente sono insufficienti oppure
non suffragati – o suffragati in modo non convincente – da validi documenti
(ASA 50 p. 363).

 

                                         2.2.

                                         Contro la
decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto all’autorità
di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione (art. 206 cpv. 1 LT).
Tuttavia, il contribuente può impugnare la tassazione operata d’ufficio
soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta; il reclamo
dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT).

                                    Le
norme appena citate esigono che il contribuente apporti la prova della
“manifesta inesattezza” della tassazione d’ufficio e richiedono espressamente
che il reclamo sia motivato e indichi eventuali mezzi di prova. In tale contesto
vi è un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare la
correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la
stessa è manifestamente inesatta. 

                                    Tali
requisiti del reclamo rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione
della tassazione per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame,
in mancanza dei quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito (sentenza
del Tribunale federale del 21 novembre 1997, in: DTF 123 II 552).

                                    Secondo
il Tribunale federale, il requisito della motivazione del reclamo, contenuto
nella disposizione in esame, deve essere considerato quale presupposto di
validità, sebbene la legge non lo designi esplicitamente come tale (DTF 81 I 98
consid. 3, 121 I 117 consid. 3a, 122 I 70 consid. 1c).

 

                                         2.3.                                                                          

                                         La
giurisprudenza ha precisato inoltre che una tassazione d’ufficio si considera
arbitraria quando la situazione effettiva che risulta dai documenti a
disposizione delle autorità fiscali a tale momento non è stata presa in considerazione
in modo corretto. L'argomento secondo cui la tassazione d’ufficio è oggettivamente
errata non è sufficiente (RF 2002 p. 828).

                                    La
giurisprudenza ha altresì chiarito che, se una tassazione d’ufficio viene
confermata in sede di decisione su reclamo a causa della mancata produzione
della documentazione necessaria da parte del contribuente, è esclusa la possibilità
di apportare le prove in questione nella procedura di ricorso. La tassazione
d’ufficio può essere annullata solo se manifestamente inesatta, ma a tal fine i
mezzi probatori esclusi non possono essere impiegati per dimostrarne l'inesattezza
(StE 2000 B 96.12 n. 11).

 

                                      

                                   3.   3.1.

                                         Nel caso
in esame per l’anno 2007 l’Ufficio di tassazione di Mendrisio ha intrapreso
d’ufficio il calcolo della disponibilità finanziaria dei contribuenti. A
seguito del reclamo presentato dagli insorgenti l’autorità fiscale, con scritto
del 9 giugno 2009 e del 21 settembre 2009, ha richiesto loro di presentare alcune informazioni accompagnate dalla documentazione necessaria. I contribuenti,
con lettera del 16 luglio 2009 e del 21 settembre 2009, hanno prodotto la
documentazione richiesta dall’autorità di tassazione, eccezion fatta per le
azioni della __________ SA, le quali nel periodo preso in considerazione non
erano ancora stata acquistate. 

                                         Con il
ricorso, i ricorrenti richiedono che la decisione su reclamo per le imposte
2007 venga annullata e sostituita da una nuova decisione che confermi quanto esposto
nelle dichiarazioni d’imposta 2007.

 

                                         3.2.

                                         Secondo
la decisione su reclamo qui impugnata, le imposte cantonale e federale sul
reddito ammontano a zero franchi. Il reddito imponibile complessivo accertato
dopo il reclamo ammonta per l’IC a fr. 0.- e per l’IFD a fr. 8'500.-, sicché è
evidente che i contribuenti non hanno alcun interesse ad ottenere una decisione
della Camera sulla commisurazione del reddito imponibile (cfr. anche: Zweifel, in: Zweifel/Athanas [a cura
di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2b, 2a ediz.,
Basilea 2008, n. 12 ad art. 132 LIFD; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Handkommentar zum DBG, 2a ediz., Zurigo 2009, n. 15 ad art. 132
LIFD, p. 1153; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Kommentar zum harmonisierten Zürcher Steuergesetz, 2a ediz., Zurigo,
2006, n. 16 ad § 140, p. 1200; Plüss,
in: Klöti-Weber/Siegrist/Weber [a cura di], Kommentar zum Aargauer
Steuergesetz, 2a ediz., Muri-Berna, 2004, n. 17 ad § 192, p. 1579).

                                         Un’eventuale
riduzione del reddito non avrebbe alcun riflesso sul debito d’imposta, che
rimarrebbe comunque a zero franchi.

 

                                         3.3.

                                         Date le
circostanze questa Camera non entra nel merito del gravame e pertanto la
richiesta dei ricorrenti di modificare la decisione su reclamo per le imposte
2007 non può essere accolta.

                                         Si rileva
inoltre a titolo abbondanziale che l’Ufficio di tassazione nella fattispecie ha
fatto prova della necessaria oggettività, rettificando prontamente il proprio
calcolo dell’imponibile sulla base della documentazione prodotta dai
ricorrenti. 

                                        

 

                                   4.   4.1.

                                         Per le
imposte degli anni 2008 e 2009 i ricorrenti sono stati assoggettati ad una
tassazione d’ufficio non avendo inoltrato le dichiarazioni fiscali richieste.
Contro la tassazione per apprezzamento essi hanno interposto reclamo inoltrando
le dichiarazioni fiscali, prive tuttavia di allegati importanti. I
contribuenti, invitati più volte dall’Ufficio di tassazione a presentare i
documenti necessari a certificare quando indicato nelle dichiarazioni d’imposta
presentate dopo il reclamo (copia dei contratti di prestito in vigore, copia
dei contratti relativi ai debiti privati, osservazioni concernenti i movimenti
bancari relativi ai contratti di debito e credito avvenuti negli anni 2008 e
2009, nonché a tutta la situazione patrimoniale del 2008 e 2009, documentazione
riguardante l’operazione immobiliare della part. __________ sita in __________
e copia dei conteggi dettagliati dell’attività indipendente accessoria,
corredati dalle necessarie fatture e dalla documentazione bancaria connessa
agli incassi), non hanno dato alcun seguito a tali richieste, anche dopo
innumerevoli solleciti telefonici. Con le decisioni impugnate per gli anni 2008
e 2009 l’Ufficio di tassazione ha dichiarato irricevibile il reclamo, vista la
mancata produzione della documentazione necessaria. 

 

                                         4.2.

                                         La procedura
di tassazione per tutti e tre i periodi fiscali è stata caratterizzata da una
indisponibilità dei contribuenti a collaborare con l’autorità fiscale e dalla
conseguente intimazione di diffide, richiami e multe, seguiti da decisioni di
tassazioni effettuate d’ufficio. Solo in quel momento i ricorrenti, inoltrando
reclamo, hanno inoltrato le dichiarazioni d’imposta, omettendo tuttavia di
fornire tutta la documentazione necessaria. Inoltre, in data 23 gennaio 2012 e
23 febbraio 2012 sono avvenute due audizioni, nell’ambito delle quali sono
stati redatti e sottoscritti dei verbali, in cui veniva richiesto ai
contribuenti di fornire i documenti richiesti entro e non oltre il 15 marzo
2012. L’autorità di tassazione si aspettava, anche se con qualche ritardo, che
i coniugi __________, fossero in grado di sostanziare con i dovuti documenti lo
sviluppo patrimoniale ed il dispendio dei periodi fiscali litigiosi. Ciò
malgrado gli insorgenti non hanno mai trasmesso gli atti necessari, nonostante
numerose sollecitazioni. Unicamente con il ricorso a questa Camera i
contribuenti hanno prodotto i contratti di mutuo o degli estratti conto
relativi ai prestiti tra RI 1, da una parte, e la __________ SA, la __________
SA,__________,  la __________ SA, __________ e la __________ SA, dall’altra
parte. Nel loro scritto, i ricorrenti ribadiscono di non possedere conti
bancari propri e di non avere di conseguenza la possibilità di fornire copia
della documentazione bancaria. 

                                              

                                         4.3.

                                         In
concreto è pacifico che per esaminare la situazione patrimoniale dei __________
l’Ufficio di tassazione necessitasse della documentazione richiesta. I
ricorrenti con il loro atteggiamento hanno disatteso la necessaria
collaborazione nel chiarimento del reddito imponibile e hanno contravvenuto in
tal modo ai propri obblighi procedurali (art. 200 LT e art. 126 LIFD). Proprio
di fronte alla scarsa propensione mostrata dai contribuenti a collaborare, è
quindi immediatamente evidente che per l’autorità fiscale si imponeva di
dichiarare irricevibile il reclamo, con conseguente conferma della tassazione
d’ufficio. 

                                         Ora, come
già sottolineato, secondo il Tribunale federale, per il fatto che la contestazione
di una tassazione d’ufficio presuppone una prova qualificata, nella motivazione
del reclamo la fattispecie deve essere esposta in modo documentato e si devono
indicare i mezzi di prova (Tribunale federale, 29 marzo 2005, n. 2A.39/2004, in
RF 2005, p. 520, consid. 5.2.). La giurisprudenza ha altresì chiarito che se l’autorità
di tassazione non entra nel merito del reclamo contro una tassazione d’ufficio,
a causa della mancata produzione della documentazione necessaria da parte del
contribuente, è esclusa la possibilità di apportare le prove in questione nella
procedura di ricorso.

                                         Per
queste ragioni, nel caso in esame, è del tutto irrilevante che i contribuenti
hanno prodotto in sede di ricorso la documentazione che era stata loro
richiesta ripetutamente dall’Ufficio di tassazione. 

 

                                         4.4.

                                         Si rileva
infine che l’autorità fiscale con la decisione di tassazione ha avvertito i contribuenti
delle condizioni che dovevano adempiere per contestare la tassazione d’ufficio.
In questa stessa circostanza l’autorità di tassazione li ha anche avvertiti delle
conseguenze che avrebbe avuto l’inosservanza degli obblighi in questione e
più precisamente che il reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile. Essi,
non confermandosi a quanto richiesto dalla legge, hanno messo l’Ufficio di
tassazione in condizione di non poter far altro che dichiarare irricevibile il
loro reclamo.

                                       

 

                                   5.   Alla
luce delle considerazioni precedenti il ricorso è conseguentemente respinto.
Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico dei ricorrenti,
soccombenti. 

                                         

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.    800.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un
totale di                                                       fr.    880.–

                                         sono a carico
dei ricorrenti.

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).

 

                                   4.   Intimazione
a: 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per
conoscenza:

                                         - municipio
di.

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: