# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2615ba3a-c55a-581f-9073-ebf99974833f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-08-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 11.08.2003 11.2003.104
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2003-104_2003-08-11.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2003.104

  	
  Lugano,

  11 agosto
  2003/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Walser

  

 

	
  segretaria:

  	
  Locatelli, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa __.____.___ (azione
possessoria) della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 2, promossa con istanza del 25 aprile 2003 da

 

	
   

  	
  __________ __________, __________ 

  (patrocinato dall'avv. __________ __________,
  __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ __________, __________

  (patrocinato dall'avv. __________ __________,
  __________);

   

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 4 agosto 2003 presentato da __________ __________ contro la
sentenza emessa il 23 luglio 2003 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione
2;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che
__________ e __________ __________ sono conduttori di vani adibiti alla ge­stione
di un esercizio pubblico (“____________________”) in uno stabile situato sulla
particella n. __________RFD di __________, proprietà di __________ __________;

                                      

                                         che il 15
e 22 aprile 2003 essi hanno diffidato __________ __________, il quale possiede
anche un autosalone nei pressi, a spostare talune vetture da lui messe in
mostra sul piazzale antistan­te l'esercizio pubblico;

 

                                         che,
__________ __________ avendo rifiutato di ottemperare all'ingiunzione, il 25 aprile
2003 __________ __________ ha promosso contro di lui un'azione di manutenzione
per ottenere – sotto com­minatoria dell'art. 292 CP – la rimozione delle automobili
esposte;

 

                                         che
all'udienza del 4 giugno 2003, indetta per la discussione, __________ __________
ha chiesto di respingere l'istanza e al dibattimento finale, tenuto seduta
stante, le parti hanno confermato le rispettive domande;

 

                                         che con
sentenza del 23 luglio 2003 il Pretore ha respinto l'azione e ha addebitato gli
oneri processuali di complessivi fr. 400.– all'istante, tenuto a rifondere al
convenuto un'indennità di fr. 600.– per ripetibili;

 

                                         che
contro la sentenza appena citata __________ __________ ha introdotto un appello
del 4 agosto 2003 nel quale postula l'accoglimento dell'azione possessoria e la
conseguente riforma del giudizio impugnato;

 

                                         che
l'appello non è stato intimato a __________ __________;

 

e considerando

 

in diritto:                        che
tanto l'azione di reintegra (art. 927 cpv. 1 CC) quanto l'azio­ne di
manutenzione (art. 928 cpv. 1 CC) possono essere intentate dal possessore
diretto anche contro il possessore indiretto (Steinauer,
Les droits réels, vol. I, 3ª edizione, pag. 92 n. 331; Stark in: Berner Kommentar, 3ª edizione, n. 62
all'introduzione degli art. 926–929 CC);

 

                                         che il Pretore
ha respinto l'azione, in concreto, rilevando come l'istante fosse bensì
conduttore dei vani adibiti alla ge­stione del “__________ __________ ”, ma non
dello spiazzo antistante, onde l'inesistenza di qualsiasi turbativa del
possesso;

 

                                         che
nell'appello l'istante si pretende conduttore anche del piazzale davanti
all'esercizio pubblico in virtù di un “contratto di affitto agli atti”;

 

                                         che
l'unico “contratto di affitto” agli atti si riferisce nondimeno a un fondo
estraneo alla lite, ovvero a una porzione della particella n. __________RFD di
__________, non lontana dall'esercizio pubblico, ma situata oltre la strada
cantonale (doc. 2);

 

                                         che il
solo contratto nel fascicolo processuale menzionante la particella n.
__________RFD di __________ è il contratto di locazione relativo all'esercizio
pubblico, il quale comprende “il locale dirimpetto alla strada cantonale, il
terrazzo esterno, una cantina, il locale deposito, attrezzatura come a
distinta, toilette”, senza accennare minimamente allo spiazzo antistante (doc.
1, corrispondente al doc. B, clausola n. 1);

 

                                         che, come
sottolinea il Pretore, un punto di tale contratto allude invero al piazzale
davanti al bar (clausola n. 14), ma solo per autorizzare il parcheggio di
biciclette, motorini e motociclette, “escluso il posteggio automobile”;

 

                                         che ciò
non basta lontanamente, tanto meno a un giudizio di verosimiglianza come quello
preposto all'esame di un'azione possessoria (art. 929 segg. CPC), per legittimare
l'istante ad agire come conduttore dell'area litigiosa;

 

                                         che nelle
condizioni descritte, tutt'al più, l'istante risulta titolare di un permesso
scritto rilasciatogli dal proprietario del terreno per il parcheggio di cicli e
motocicli;

 

                                         che, si
volesse ritenere data l'azione possessoria anche al titolare di un simile precario,
in concreto la causa non sarebbe destinata a miglior sorte;

 

                                         che
l'istante, in effetti, non spiega come né per quali ragioni le automobili
esposte dal convenuto davanti all'esercizio pubblico impedirebbero o
renderebbero difficile il posteggio di cicli o motocicli;

 

                                         che nelle
condizioni illustrate l'appello, non privo di temerarietà, si rivela infondato
già di primo acchito;

 

                                         che i
costi del giudizio odierno seguono il principio della soccombenza (art. 148
cpv. 1 CPC), mentre non è il caso di attribuire ripetibili al convenuto, cui
l'appello non è stato intimato e non ha cagionato quindi spese presumibili;

 

 

 

in applicazione dell'art. 313bis CPC

 

e vista sulle spese la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 200.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
250.–

                                         sono
posti a carico dell'istante. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  – avv. __________ __________, __________;

  – avv. __________ __________, __________.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           La
segretaria