# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 71734a2d-e56d-515a-8808-fb31ce8c1ddc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-07-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.07.1999 35.1999.29
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-1999-29_1999-07-20.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.99.00029

   

  mm/tf

  	
  Lugano

  20
  luglio 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Giovanna Roggero-Will

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 8 marzo 1999 di

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 4 dicembre 1998 emanata da

  
	
   

  	
  __________ rappr. da: avv. __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                               1.1.   In data 12 gennaio 1996,
__________ __________ __________ __________, all’epoca disoccupato, é rimasto
coinvolto in un incidente della circolazione stradale in __________,
riportando, in particolare, una frattura scomposta dell’emipiatto tibiale
laterale del ginocchio sinistro (), immediatamente trattata mediante osteosintesi
presso l’Ospedale __________ di __________ (). 

 

                                         A causa del persistere dei
disturbi all’arto inferiore sinistro, l’assicurato é successivamente stato
sottoposto, in due occasioni, ad intervento chirurgico presso __________ di
__________ (). 

 

                                         Il caso é stato assunto
__________ che ha pure regolarmente corrisposto le prestazioni assicurative.

 

                               1.2.   Alla chiusura del caso,
l’Istituto assicuratore ha riconosciuto a __________ un’indennità per
menomazione dell’integrità del 15%. Per contro, all’assicurato non é stata
assegnata alcuna rendita d’invalidità, e ciò poiché “... i soli postumi
dell’infortunio occorsole in data 13 gennaio 1996 non sono tali da poter
ridurre in misura apprezzabile la capacità di guadagno presso il suo ultimo
datore di lavoro” ().

 

                                         A seguito dell’opposizione
presentata dal dott. __________ per conto dell’assicurato, __________ ha
integralmente confermato il contenuto della sua prima decisione ().

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso,
l’assicurato ha personalmente chiesto d’essere posto al beneficio di una
rendita d’invalidità d’imprecisata entità (I, p. 3). 

 

                                         Queste, in particolare, le
considerazioni espresse dall’insorgente a sostegno della propria pretesa ricorsuale:

 

"  Contrariamente a quanto
sostenuto __________ il ricorrente ritiene di essere menomato nella sua
capacità di guadagno in modo duraturo e sicuramente con previsione peggiorativa
per il futuro.

In particolare
l’apprezzamento __________, che ha fatto sue le considerazioni del medico dott.
__________, raffigura sotto il profilo della capacità lavorativa un quadro
estremamente irreale della condizione fisica del ricorrente.

 

Il medico e
__________ sembrano invero dimenticare il dolore risentito dall’assicurato che
certamente gli impedisce lo svolgimento delle attività esercitate presso
l’ultimo datore di lavoro, la ditta __________ __________ 

D’altro lato
completamente avulsi dalla realtà appaiono pure le ideali condizioni di lavoro
presso detta società - leggero carico delle barre metalliche, possibilità di
pause sedute, aiuti da parte di terzi - come ben ha dichiarato il collega di
lavoro __________ __________ ” (I, p. 2). 

 

                                         __________ ha, infine,
chiesto al TCA d’ordinare una perizia medica giudiziaria e d’esperire ulteriori
accertamenti circa la natura dell’attività svolta presso il suo ex datore di
lavoro. 

 

                               1.4.   __________, in risposta, ha
postulato un’integrale reiezione del gravame, con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (III). 

 

                                         in diritto

 

                                In
ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante importanza ( ad esempio
per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle  prove). Il TCA
può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell’art. 2
cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle
assicurazioni sociali.

 

                                         Nel merito

                                         

                               2.2.   Oggetto della vertenza é
soltanto la questione di sapere se __________ ha o meno diritto di percepire
una rendita d’invalidità: la questione riguardante l’indennità per menomazione
dell’integrità non può qui essere rivista, essendo, su questo punto, la
decisione formale 23 luglio 1997 cresciuta in giudicato (DTF 119 V 347ss.). 

 

                               2.3.   L'invalidità è la diminuzione
della capacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio.

                                         Così l'art. 4 cpv. 1 LAI
definisce l'invalidità nella versione in vigore dal 1.1.1988, ma il medesimo
concetto vale negli altri settori delle assicurazioni sociali. 

                                         In questo senso va letto
l'art. 18 cpv. 1 LAINF: "E' considerato invalido chi è presumibilmente
alterato nella sua capacità di guadagno in modo permanente o per un periodo
rilevante". 

 

                                         Due sono, dunque, di norma
gli elementi costitutivi dell'invalidità:

 

                                         1.   il danno alla salute
fisica o psichica (fattore medico);

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico). 

 

                                         Tra il danno alla salute e
l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso causale adeguato
(fattore causale). Nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni dev'esserci
per giunta un nesso causale adeguato tra il danno alla salute e l'infortunio.

 

                                         L'invalidità, concetto
essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della capacità di
guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di salute.

                                         D'altro canto, poiché
l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende da un
danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente
adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.

                                         Spetta al medico fornire
una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un
esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare determinate
funzioni.

                                         Il medico indicherà per
prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando
quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe.

                                         Egli valuterà finalmente
il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti provocano sia nella
professione attuale sia nelle altre relativamente confacenti. 

                                         L'invalidità, proprio
perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il reddito che
l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido, sfruttando
la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili, in
un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF).

                                         Il grado d'invalidità
corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il reddito ipotetico
conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico, conseguibile da
invalido.

 

                                         La giurisprudenza federale
ha, più volte, confermato il principio che, nella determinazione
dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una valutazione medico-teorica
del danno alla salute dovuto all'infortunio e che occorre, sempre, basarsi
sulle conseguenze economiche di tale danno. 

 

                                         Tuttavia, se il danno alla
salute non é tale da imporre un cambiamento di professione, di regola, il
giudizio sull’incapacità lavorativa non esprimerà valori superiori
all’incapacità lavorativa indicata dal medico. Questo perché si suppone che
esplicando tutto l’impegno professionale che la restante capacità lavorativa medico-teorica
ancora permette di sviluppare, l’assicurato esprime una capacità di guadagno
della medesima proporzione (RAMI 1993, U168 p. 100; DTF 114 V 313, consid. 3b;
STCA 21.3.1995 in re S. F., 31.5.1995 in re E. D., 7.6.1995 in re M. Z.,
26.2.1996 in re G. P.).

 

                               2.4.   In concreto, __________ ha
negato all’assicurato il diritto alla rendita d’invalidità, ritenendo che egli
- nonostante i postumi dipendenti dall’evento traumatico del gennaio 1996 -
potrebbe esercitare, senza alcuno scapito di rendimento, l’attività di
aiuto-meccanico presso la ditta __________ __________ di __________, l’ultima
esercitata prima di rimanere vittima del noto incidente della circolazione. 

                                         L’Istituto assicuratore
convenuto é pervenuto ad una simile conclusione, fondandosi, in sostanza, sulle
risultanze della visita medica di chiusura, eseguita il 17 luglio 1997 dal
dottor __________ __________, spec. FMH in chirurgia, il quale ha, a sua volta,
fatto capo - per giudicare dell’esigibilità lavorativa - alla descrizione del
posto di lavoro contenuta nel rapporto ispettivo 9 giugno 1997 (). 

 

                                         In occasione della
summenzionata visita medica di chiusura, il medico di circondario __________ ha
manifestato la seguente valutazione riguardo allo stato di salute di __________
__________, evidenziando, tra le altre cose, che il medesimo era da
considerarsi ormai stabilizzato:

 

"  In occasione dell’esame
odierno verifichiamo un raggio di mobilità molto soddisfacente del ginocchio
sinistro (differenza di 6° rispetto al lato opposto), miglioramento del
trofismo muscolare (differenza di 1 cm rispetto alla gamba destra) nonché assenza
dei segni irritativi come versamento o termotatto aumentato.

Radiologicamente
persiste una depressione ossea di ½ cm in zona postero-laterale, parificabile
ad un’artrosi del compartimento laterale di media-grave entità.

Purtroppo il signor
__________, nonostante il nostro ripetuto invito e nonostante il fatto che al
contempo accusa dei dolori invalidanti alla schiena é piuttosto aumentato di
peso anziché diminuito (attualmente 93 kg, quindi sovrappeso di ben 20 kg).

Anche per quanto
riguarda il trofismo muscolare, l’assicurato avrebbe potuto migliorare le sue
condizioni (con adeguati esercizi) in modo rilevante, come osservato anche
dall’Università di Berna.

Indubbiamente la
mancata realizzazione di questi fattori, come l’accusa dei disturbi diffusi, é
anche in relazione con una mancanza di motivazione, dovuta in parte allo stato
assicurato, in parte alla lunga assenza dal lavoro da oltre due anni!

 

Allo stato attuale
l’assicurato non necessita più di ulteriori cure specifiche né dei controlli
medici. 

Senza
normalizzazione del peso (fattore esigibile da parte dell’assicurazione
sociale), non é da escludere una progressione della gonartrosi post-traumatica
uni-compartimentale” ()

 

                                         per poi esprimersi circa
gli impedimenti funzionali lamentati dall’assicurato e, finalmente, riguardo
all’esigibilità al lavoro:

 

"  Va premesso che tale
esigibilità non tiene conto né dei problemi del rachide né
dell’importante sovrappeso di 20 kg. Lo stesso vale per dei fattori
socio-economici (come disoccupazione, scarsa scolarità o mancanza di
motivazione).

L’assicurato può
alzare anche frequentemente dei pesi fino a 10 kg, in caso di necessità (più di
rado) anche fino a 20 kg. Non ci sono degli impedimenti per l’uso delle
braccia, lavori sopra la testa, mansioni con un cacciavite o un trapano. Può
lavorare in piedi anche per delle ore, qualora non debba rimanere sempre fermo
o se c’é di tanto in tanto la possibilità di sedersi qualche momento (non
regolarmente). Non é quindi necessario che l’assicurato debba svolgere la sua
attività in posizione seduta. Il signor __________ può spostarsi su un tratto
fra 50 e 100 metri, ma non sono più esigibili dei lunghi tragitti.

 

Non é da
prendere in considerazione quindi un’attività professionale che richiede
l’alzare e spostare dei pesi elevati (oltre i 20 kg), spostamenti lunghi,
lavoro in posizione inginocchiata duratura o salite e discese frequenti dalle
scale. 

 

In tali condizioni
il signor __________ può quindi lavorare normalmente presso la __________ di
__________ quale operaio di turno, qualora per il trasporto o smontaggio di
merce pesante abbia a disposizione (in caso di necessità) un aiuto, senza che
la ditta faccia valere per questa richiesta una riduzione del rendimento”
(__________la sottolineatura é del redattore). 

 

                                         L’insorgente ha, da parte
sua, genericamente contestato l’apprezzamento del dottor __________,
apprezzamento che - sempre a mente dell’assicurato - “... raffigura sotto il
profilo della capacità lavorativa un quadro estremamente irreale della
condizione fisica ...” (I, p. 2 - la sottolineatura é del redattore). 

 

                                         Tutto ben considerato,
questa Corte non ritiene di dover dar seguito alle censure - invero molto
superficiali - sollevate da __________ in sede di ricorso, considerando che la
puntuale valutazione espressa dal medico di circondario __________ possa
validamente costituire da supporto probatorio al giudizio che ora lo occupa,
senza che si riveli necessario procedere all’allestimento della pretesa perizia
medica giudiziaria. 

                                         Al proposito, va ricordato
che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio
conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove),
si rinuncerà ad assumere altre prove (RCC 1986 p. 202 consid. 2d; sentenza TFA
del 27 ottobre 1992 in re A.B.P.; sentenza TFA del 13 febbraio 1992 in re M.
O.; sentenza TFA del 13 maggio 1991 in re A.A.; sentenza TCA del 25 novembre
1991 in re G. M.; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274), senza
che ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art.
4 CF (RCC 1986 p. 202, consid. 2d; DTF 106 Ia 162 consid. 2b).

                                         Come poc’anzi detto, il
TCA, chiamato a pronunciarsi su una questione sostanzialmente di carattere
medico, non ha in concreto motivi di scostarsi dalle conclusioni dello
specialista in chirurgia consultato dall’____, se si considera che, per
costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale
l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia
giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo
amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. DTF 104 V 209;
sentenze inedite 5 gennaio 1993 in re S., 5 aprile 1984 in re M. e 2 novembre
1983 in re M.; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM
1989 pag. 30 seg.).

                                         Il TFA, nella DTF 122 V
157ss., ha ancora precisato che dagli artt. 4 Cost. e 6 n. 1 CEDU non può essere
dedotto un diritto formale di essere sottoposto a perizia medica esterna da
parte dell'istituto assicuratore quando si tratti di lite in materia di
prestazioni. Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove é, in linea di
principio, consentito che l'amministrazione ed il giudice delle assicurazioni
sociali fondino la loro decisione esclusivamente su basi di giudizio interne
dell'istituto assicuratore: in questo caso, devono, però, essere poste esigenze
severe per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove.

                                         Per quel che concerne il
valore probante di un rapporto medico determinante é che il rapporto sia
completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga
conto delle censure dell'assicurato, che sia stato redatto in piena conoscenza
della pregressa vicenda valetudinaria (anamnesi), che sia chiaro nella
presentazione del contesto medico e che le conclusioni siano chiare, motivate e
condivisibili (RAMI 1991 pag. 311 consid. 1; RAMI 1996 pag. 191ss.; DTF 122 V
160ss. consid. 1c e riferimenti; STFA 29.9.1998 in re UAI c. F. non pubbl.).

                                         Determinante dal profilo
probatorio non é, dunque, di principio, l'origine del mezzo di prova o la sua
designazione quale rapporto o perizia, bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in
fine).

 

                                         D’altronde, il TCA non può
qui ignorare il fatto che la valutazione del dottor __________ é persino stata
sposata dal dottor __________ k, spec. FMH in ortopedia e chirurgia ortopedica,
al quale __________ __________ si era privatamente rivolto. 

                                         Dal suo rapporto 13
ottobre 1997 risultano, difatti, le seguenti 

                                         indicazioni -
perfettamente sovrapponibili a quelle fornite dal medico di circondario
__________ - concernenti le limitazioni funzionali presentate dall’insorgente:

 

"  Per quanto riguarda
l’indicazione/controindicazione per un’attività adeguata quale operaio
aiuto-meccanico, il paz. per un’attività leggera che non lo costringa a salire
e scendere frequentemente le scale, portare dei pesi oltre i 20 kg e che gli
consenta saltuariamente di sedersi, sarebbe sicuramente abile in misura
completa. Per un’attività più pesante non é più abile al lavoro” (doc. 60 - la sottolinatura
é del redattore). 

 

                                         Anche i medici __________
di __________ - pur senza precisare oltre la loro opinione - hanno espresso il
parere secondo cui l’assicurato sarebbe assolutamente in grado d’esercitare
in misura completa un’adeguata attività lavorativa (). 

 

                                         Appurato, da un profilo
medico, quali mansioni l’assicurato é ancora in grado di svolgere e quali, per
contro, gli sono impedite a causa dei postumi infortunistici, allo scrivente
TCA non rimane, quindi, che chiedersi - aspetto che verrà diffusamente trattato
al considerando seguente - se la professione esercitata, a suo tempo,
dall’assicurato presso la ditta __________ __________ di __________, presentava
delle caratteristiche compatibili con gli impedimenti funzionali posti in luce
dai dottori __________ e __________. A questo interrogativo l’Istituto
assicuratore convenuto ha risposto positivamente, rifiutando, di conseguenza,
all’assicurato la pretesa rendita d’invalidità. 

 

                               2.5.   In concreto, raffigurare
quella che é stata l’ultima attività svolta dall’insorgente prima di rimanere
coinvolto nell’incidente stradale del 12 gennaio 1996, si é rivelata essere, in
realtà, un’operazione piuttosto ardua e fonte di discussioni fra le parti. Del
resto, ancora in sede di ricorso, __________ ha messo in dubbio la veridicità
delle informazioni contenute nei diversi rapporti allestiti dall’ispettore
__________ 

 

                                         L’attività presso la
__________ __________ é stata descritta, per la prima volta, a seguito del
colloquio 9 giugno 1997 fra l’ispettore __________ e __________, __________
della ditta. Così come già sottolineato al considerando 2.4., furono proprio
gli elementi contenuti nel relativo rapporto, ad aver condotto il dottor __________
a negare qualsivoglia incapacità lavorativa:

 

"  La ditta si occupa della
fabbricazione di pezzi industriali per automobili. Occupa due operai a tempo
pieno che lavorano su due turni. Il primo inizia il mattino alle 06.00 e lavora
fino alle 14.15, il secondo inizia alle 13.45 e fino alle 22.00. Il signor
__________ é il __________ __________ e __________ della produzione. Questi due
operai erano di professione __________ d’auto e l’altro __________ auto.

 

Si tratta di
controllare la produzione di 7 torni automatici e ricaricarli. Regolati i torni
sul pezzo che si desidera lavorare ed avviati si tratta poi d’inserire la barra
metallica di 3 metri che può essere in acciaio o alluminio e del peso di un
paio di chili al massimo. La barra in questione, dopo essere passata con lo
straccio, vien oliata a mano e inserita in una guaina e dalla stessa vengono
ritagliati i pezzi.

Il lavoro vien
svolto in posizione ritta. Ci si deve curvare per raccogliere la barra dalle
apposite casse quando le si devono rimpiazzare. Se i torni funzionano
regolarmente e non si deve compiere alcuna operazione si ha la possibilità di
sedersi per una breve pausa.

 

Il lavoro che
richiede maggior sforzo consiste nel trasporto delle barre che vengono fornite
a mezzo camion. Si tratta di portarle per una diecina di metri dal parcheggio
al lift e poi dal lift al locale fabbrica per una trentina di metri. Secondo
quanto riferisce il signor ____ le barre possono essere separate e confezionate
per il trasporto del peso che meglio conviene. Va pure osservato che si può
chiedere l’aiuto del collega o il suo” (). 

 

In data 23 settembre 1997, l’ex datore di lavoro dell’assicurato ha
avuto modo di precisare alcune delle suesposte sue affermazioni:

 

"  La fornitura del materiale
avviene, di regola, circa 3 volte al mese ed il peso di ogni fornitura varia
tra i 200 chili ed i 2000 chili. Il loro operaio collabora con l’autista allo
scarico - vi é a disposizione un muletto idraulico. Scaricata la merce,
l’autista riparte con il camion. L’operaio ha poi la possibilità di scomporre
il carico facendo il peso che meglio gli conviene per portare le barre nel
lift, salire al III piano con il carico usando quale mezzo e quindi portarle
all’interno della fabbrica. Non é assolutamente necessario, a meno che si
tratti di materiali costosi, di eseguire tale operazione nello stesso giorno.
Se lo desidera potrebbe portare per ogni viaggio anche solo 5-8-10 chili per
volta.

Nel rapporto del
9.6.97 vi é un errore: l’operaio che inizia il II turno comincia il lavoro alle
13.45. Per circa 30 minuti di tempo si sovrappongono e possono aiutarsi” (). 

 

                                         Nel corso del mese di
marzo 1998, __________ ha trasmesso __________ una dichiarazione rilasciata da
un ex dipendente della __________ __________, secondo cui “... quanto indicato
nel rapporto della __________ datato 23.09.1997 non corrisponde al vero”
(dichiarazione 4.3.1998 acclusa al doc. __________). 

                                         __________ - questa
l’identità dell’ex collega di lavoro dell’assicurato - ha così sostenuto che:

 

"  - “... almeno due o tre
volte al giorno era necessario procedere alla pulizia degli stessi (dei torni, n.d.r.)
rimuovendo il secchio contenente gli scarti metallici accumulatisi. Tale
contenitore arriva a pesare circa 20 kg”;

- “... per lo
scarico e il trasporto del rifornimento di barre metalliche, che avviene due o
tre volte al mese, l’operaio incaricato non beneficia d’alcun aiuto non
essendovi a disposizione nessun carrello o mezzo simile”;

 

- “... il lavoro
presso la ditta __________ __________ richiede una particolare cautela e
sollecitudine nell’agire, in quanto bisogna costantemente assicurarsi che i
macchinari abbiano a disposizione le barre metalliche per poter funzionare”
(dichiarazione 4.3.1998 acclusa al doc. __________). 

 

                                         L’Istituto assicuratore
convenuto ha immediatamente provveduto a sottoporre le summenzionate obiezioni
al direttore della __________ __________, il quale ha così preso posizione:

 

"  - Lo svuotamento della
macchina per togliere gli scarti metallici può essere eseguito quando si vuole
e non necessariamente quando é piena. Gli scarti vengono tolti manualmente e
messi in un contenitore posato su di un carrello a 4 ruote che poi viene spinto
a mano e gli scarti buttati in bidoni. Bidoni poi evacuati direttamente dalla
ditta __________. Si tratta di un’operazione che se fatta correttamente non
richiede sforzo fisico particolare.

 

- Attualmente la
ditta occupa 3 operai e funzionano 9 torni, mentre che nel 1993 erano 2 operai
e 5 torni. All’epoca si lavorava a giornata mentre ora si lavora a turni. Nel
mese di aprile 1998 é giunta merce per kg 2153, marzo 98 kg 1959, marzo kg
1125, febbraio 1007 kg, febbraio 949, gennaio 950 kg, gennaio kg 1047, gennaio
kg 382.

Da osservare che
con l’impiego di nuovi torni e manodopera in più anche la quantità della merce
é stata aumentata.

La merce non
urgente può restare all’esterno anche più giorni. L’operaio che si occupa del
trasporto ci impiega anche una giornata, se si occupa solo di questo. Conferma
che il carico viene scomposto anche in quantità di 5-8-10 kg a seconda di
quanto ritiene opportuno portare.

 

- Una barra posata
sul tornio viene lavorata in circa 30 minuti (minimo), massimo 90 minuti. Se la
macchina funziona correttamente, l’operaio deve solo sorvegliare, fare pulizia
del pavimento una volta al giorno e se non ha nulla da fare può trascorrere il
tempo in “pausa vigile”.

 

- Le cassette per
la spedizione del prodotto vengono confezionate dal signor __________. Le
cassette vengono messe su un carrello a 4 ruote e spinte nel lift e poi fino
alla vettura. Vengono poi tolte e messe sulla vettura. Peso di ogni confezione
2.5 kg fino ad un massimo di 10 chili. Sempre esecuzione di 2 spedizioni
mensili di 400-500 kg l’una. All’epoca si eseguivano spedizioni dell’ordine di
circa 200-300 kg pure 2 volte al mese” (doc. 76). 

 

                                         Persistendo le divergenze
(), le parti hanno concordato l’esecuzione di un sopralluogo in
contraddittorio, ciò che ebbe effettivamente luogo in data 10 luglio 1998:

 

"1)   Vien confermato che le
forniture di materiale sono variabili e che il peso massimo complessivo
per ogni fornitura é di circa 1800-2000 chili.

Il camionista resta
sul posto per circa 60-90 minuti al massimo e stando sul ponte del camion passa
le barre metalliche al dipendente della ________ che sta al suolo e, ricevute
le barre, non legate, le deposita nelle casse di legno che si trovano in
prossimità del camion. Ogni volta che riceve le barre le deposita poi nelle
casse che si trovano a circa 5 metri di distanza. Scaricato il camion l'autista
riparte. Il materiale deve poi essere portato all'interno della ditta per un
tragitto di circa 25 metri per raggiungere il lift. Nel lift le barre vengono
messe in posizione obliqua e dopo 4-5 viaggi sale al III. piano e dal lift le
porta all'interno del locale eseguendo ancora un tragitto di una dozzina di
metri dove le barre vengono nuovamente depositate nelle casse.

 

 2)   Lo scarico ottimale
degli scarti dalla macchina dovrebbe essere effettuato una sola volta per ogni
turno. Osserviamo che le macchine in funzione sono 9. La macchina durante
questa operazione é ferma! Il contenitore dopo tale tempo pesa circa 20 chili.

Il percorso più lungo
tra la macchina più lontana dal deposito trucioli é di circa 15 metri. Quella
più vicina si trova a circa 5 metri. Il contenitore vien messo su carrello per
il trasporto e poi il secchio va sollevato e svuotato nei fusti, previo
scolamento dell'olio residuo in un fusto intermedio.

 

 3)   Il locale ha una
superficie di circa 15 x 12 metri. Quando non si caricano le macchine, la più
veloce con materiale più leggero, ogni 15 minuti, la più lenta ogni circa 60
minuti, esegue lavori di pulizia del locale. Di regola le macchine non sono mai
ferme, potrebbe secondo il signor __________, se non deve eseguire intervento
alcuno, sedersi per qualche momento. Ciò che però é contestato dal teste Madureira.

 

Il signor __________
ed il patrocinatore chiedono che il rapporto odierno venga sottoposto al medico
__________ in esame e che sia oggetto di nuova valutazione.

 

 4)   In aggiunta a quanto
già riferito sopra specifichiamo che l'operaio si occupa anche del trasporto
del prodotto finito contenuto in vaschette (peso circa 5-20 chili) produzione
giornaliera per singola macchina, li deposita su di un tavolo dove vengono poi
puliti ed asciugati ed inseriti in nuove scatole per l'imballaggio. Quest'ultimo,
solo adesso, viene eseguito da ditta specializzata."

 

                                         Il dottor __________ ha,
infine, avuto modo di riesaminare la sua valutazione riguardante l’esigibilità
lavorativa, alla luce delle indicazioni di cui al rapporto redatto a seguito
del succitato sopralluogo, documento controfirmato, in segno d’accettazione,
dal dott. iur. __________ e dall’assicurato stesso, ragione per cui quest’ultimo
é ora malvenuto a rimetterne in discussione il contenuto:

 

"  Il nuovo sopralluogo in
ditta del 10.7.1998 ha rilevato che il signor __________ durante il suo turno
non é adibito al trasporto di pesi di oltre 20 kg, anche per quanto concerne il
materiale scaricato dal camionista fornitore.

Inoltre emerge
chiaramente che l’assicurato non é per niente costretto ad alzare/portare dei
pesi dell’ordine di 20 kg. di seguito.

 

Anche le barre
metalliche fornite dal camion, non devono essere trasportate al terzo piano
(per mezzo di un ascensore) nel medesimo turno.

 

Pure i singoli
tragitti percorsi dall’assicurato entrano nel limite dell’esigibilità,
formulata da parte nostra già il 17.7.1997.

Secondo il
responsabile, signor __________, l’assicurato ha anche la possibilità di poter
sedersi per qualche momento (nei momenti in cui non deve eseguire intervento
alcuno).

Dal lato medico
delle interruzioni sono sufficienti, se dell’ordine di 1-3 minuti, anche in
modo irregolare.

Di regola, queste
premesse sono già date, quando il dipendente ha la possibilità di recarsi ai
servizi per i propri bisogni e mangiare il suo panino durante il turno.

Nuovamente non
vanno dimenticati gli altri problemi di salute dell’assicurato, come
l’affezione rachidea, un’importante sovrappeso di ben 20 kg, criteri che
possono essere motivo per il signor __________ per contestare l’esigibilità che
tuttavia tiene conto unicamente delle mere conseguenze
dell’infortunio del 13.1.1996” (). 

 

                                         Al considerando 2.4., si é
già detto che adeguata allo stato di salute dell’insorgente, sarebbe
un’attività nella quale egli possa evitare di compiere dei lunghi spostamenti a
piedi (superiori ai 100 metri), d’alzare o spostare pesi superiori ai 20 chili,
di salire o scendere le scale frequentemente ed in cui gli sia consentito,
sporadicamente, d’effettuare delle pause in posizione seduta. 

 

                                         L’attività esercitata
presso la ditta __________ __________ non implica singoli spostamenti superiori
ai 100 metri. La superficie del laboratorio é, in primo luogo, assai ridotta
(circa 15 x 12 metri). Quando l’operaio si occupa della pulizia delle macchine
e deve, perciò, trasportare, con l’ausilio di un carrello, gli scarti metallici
fino all’apposito contenitore, la distanza massima da percorrere risulta essere
di 15 metri. In occasione della fornitura delle barre metalliche, l’operaio
é chiamato a compiere - sempre al massimo - un tragitto di circa 25 metri,
ossia la distanza che separa il punto in cui il materiale viene scaricato dal
camion dal lift, grazie al quale egli raggiunge poi il laboratorio. A notare,
inoltre, che le forniture di materiale avvengono, di regola, soltanto due/tre
volte al mese. 

 

                                         Non può neppure essere
fatto valere che il lavoratore debba sollevare, rispettivamente, trasportare
dei pesi superiori ai 20 chili. La sua principale attività é, difatti, semplicemente
quella d’inserire delle barre metalliche in una sorta di guaina che le conduce
al tornio. Ogni barra ha un peso massimo di circa 2 chili. Trattasi, di
tutta evidenza, di un’attività decisamente leggera. Vero é che all’operaio
vengono, saltuariamente, accollati alcuni compiti supplementari, in
coincidenza con la preparazione e la spedizione del prodotto finito (due volte
al mese) e con la fornitura del materiale che verrà poi lavorato (due/tre volte
al mese). Tuttavia, anche se, a prima vista, tali incombenze potrebbero
apparire più impegnative dal profilo dello sforzo fisico, in realtà, ciò non é
esattamente il caso. In relazione all’operazione di spedizione del prodotto
finito, il lavoratore deve, dapprima, trasportare delle vaschette - pesanti dai
5 ai 20 chili circa - fino ad un tavolo, dove si procede all’imballaggio
dei pezzi. Le cassette così confezionate, che saranno finalmente caricate
sull’autovettura del direttore tecnico, hanno un peso variante fra i 2.5 ed
i 10 chili. 

                                         In occasione della
fornitura di materiale, al dipendente incombe, in sostanza, il compito di
trasportare le barre metalliche scaricate dal camion (in collaborazione con
l’autista) sino all’interno della ditta. Dalle tavole processuali - o meglio
dalle dichiarazioni rilasciate da __________, __________ __________ della ditta
__________ __________, ciò che lo pone in una posizione particolarmente
privilegiata per poter giudicare dell’attuabilità di una determinata mansione -
emerge, tuttavia, che sarebbe senz’altro tollerabile, da un lato, che il
materiale fornito rimanga all’esterno anche per più giorni () e, dall’altro,
che l’operaio scomponga il carico a seconda delle sue capacità (). 

                                         Da ultimo, il lavoratore
deve pure occuparsi dello scarico dei detriti metallici dalle macchine. Posto
su di un carrello a 4 ruote (), il relativo contenitore raggiunge al massimo un
peso di circa 20 chili. 

 

                                         L’attività presso l’ex
datore di lavoro di __________ __________ non implica affatto che il dipendente
debba salire e scendere le scale, potendo utilizzare il lift di cui l’immobile
é provvisto. 

 

                                         In merito alla possibilità
di scaricare - di tanto in tanto (cfr. rapporto 20.7.1998 del dottor __________
(): “... dell’ordine di 1-3 minuti, anche in modo irregolare ...”) - l’arto
inferiore sinistro, il direttore tecnico della __________ ha costantemente
sostenuto che l’operaio, durante il tempo di lavoro, ha sicuramente l’occasione
di ritagliarsi dei momenti in cui potersi sedere per qualche istante (). 

                                         Il ricorrente ha
fermamente contestato tale affermazione, facendo valere - in riferimento a
quanto dichiarato da __________ __________ (cfr. dichiarazione 4.3.1998) - che
“il personale addetto a tale lavoro non può concedersi pause, in quanto deve
costantemente assicurarsi che i macchinari dispongano delle barre metalliche
per poter funzionare” (). 

 

                                         A mente del TCA, quanto
sostenuto dall’insorgente appare, già di primo acchito, in contrasto con quelle
che sono le peculiarità dell’attività da lui, a suo tempo, esercitata. Si
tratta, in effetti, di un’attività prevalentemente di sorveglianza: il
lavoratore, una volta “caricata” la macchina, é chiamato ad intervenire
soltanto nel caso in cui quest’ultima non dovesse funzionare in maniera
regolare, situazione che, di tutta evidenza, dovrebbe presentarsi solo
eccezionalmente. Dal rapporto 10 luglio 1998 risulta che le macchine devono
venir ricaricate, la più veloce, ogni 15 minuti, la più lenta, ogni 60
minuti (). Durante i “tempi morti”, l’operaio si limita a pulire il
pavimento del laboratorio, azione che, di fatto, viene svolta una sola volta al
giorno (). 

                                         Quindi - contrariamente a
quanto cerchi ora di far credere il ricorrente - l’operaio della __________
__________ é, di regola, chiamato a lavorare secondo ritmi tutt’altro che
frenetici, di modo che non appare per nulla inverosimile che egli possa
concedersi - anche solo in modo irregolare - dei piccoli istanti di pausa. Il
fatto che, nel passato, ciò non sarebbe mai accaduto, ancora non significa che,
qualora se ne presentasse la necessità, non sarebbe realizzabile.

                                         Il medico di circondario
__________ ha, d’altra parte, affermato che l’esigenza d’effettuare delle brevi
pause sarebbe da considerare già ossequiata “... quando il dipendente ha la
possibilità di recarsi ai servizi per i propri bisogni e mangiare il suo panino
durante il turno” (cfr. doc. __________ - la sottolineatura é del
redattore). 

 

                                         Sulla scorta di quanto
precede - ricordato ancora che, secondo dottrina e giurisprudenza, l’assicurato
deve compiere ogni sforzo per valorizzare al massimo le sue capacità di
guadagno (STFA 10.9.1998 in re S. inedita; DTF 123 V 96 consid. 4c; RAMI 1996
U240 p. 96; SVR 1995 UV35 p. 106 consid. 5b e riferimenti) - vi é da ritenere
che __________, malgrado i postumi residuali al ginocchio sinistro, sarebbe in
condizione di riprendere, a tempo pieno e con un pieno rendimento, l’esercizio
dell’ultima attività svolta prima di rimanere vittima dell’evento traumatico
assicurato, attività che si é rivelata essere senz’altro compatibile con gli impedimenti
funzionali evidenziati dal dottor __________ (e condivisi dal dottor
__________).

                                         In siffatte condizioni, la
decisione con la quale l’Istituto assicuratore convenuto gli ha negato il
diritto alla rendita d’invalidità, non presta il fianco ad alcuna censura. 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso é respinto.

 

                                 2.-   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Adligenswilerstrasse
24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

La vicepresidente                                                 Il
segretario

 

Giovanna Roggero-Will                                        Fabio
Zocchetti