# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 46b49409-0310-50c9-b48e-f8b92de4873e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-01-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.01.2015 30.2014.42
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2014-42_2015-01-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  30.2014.42

  30.2014.46

   

  TB

  	
  Lugano

  22 gennaio 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 ottobre 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 9 ottobre 2014 emanata da

  
	
   

   

   

  chiamata in causa

  	
  Cassa CO 1  

   

   

  TERZ 1 

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                                  A.   A
seguito di un controllo del conteggio dei salari presso la TERZ 1 di __________,
la Cassa CO 1 di __________ ha effettuato delle riprese per salari versati a RI
1 nel 2012 e nel 2013, ma non notificati come tali. Pertanto, con decisione di
tassazione d'ufficio del 5 settembre 2014 (doc. 9) la Cassa ha fissato i contributi
dovuti dalla SA sul salario versato al predetto lavoratore, qualificando così
(implicitamente) come di natura dipendente la sua collaborazione con questa società.

Lo stesso 5 settembre 2014 (doc. 1) la
Cassa di compensazione ha intimato una decisione di tassazione d'ufficio anche
a RI 1, avvisandolo che gli importi di Fr. 40'000.- e di Fr. 37'350.- percepiti
da TERZ 1 negli anni 2012 e 2013 sono stati considerati come salari, sui quali
dovevano essere prelevati i contributi paritetici, tuttavia chiesti al datore
di lavoro ex art. 14 LAVS ed art. 34 OAVS.

 

                                  B.   Quest'ultimo
provvedimento, impugnato dal lavoratore perché si ritiene indipendente (docc. 2
e 4), è stato confermato con decisione su opposizione del 9 ottobre 2014 (doc.
A), con cui la Cassa di compensazione ha esposto i principi legali e
giurisprudenziali in ambito di qualifica dello statuto contributivo di un assicurato.

Secondo l'amministrazione, l'interessato
ha effettuato le sue prestazioni unicamente per la ditta in questione, perciò vi
sarebbe una dipendenza economica. L'interessato nemmeno avrebbe poi emesso
fatture nei confronti dei clienti di TERZ 1, ma avrebbe chiesto ed ottenuto il
pagamento delle sue prestazioni direttamente dalla SA mediante versamento di
importi regolari, ciò che farebbe ritenere che egli non abbia sopportato un
rischio economico. L'assicurato non avrebbe infatti avuto rapporti con i terzi
committenti, ma unicamente con la società in questione, la quale concludeva, ed
essa soltanto, i contratti con i clienti ed egli si limitava a garantirne
l'esecuzione. Il rischio d'incasso apparteneva dunque alla SA. Da ultimo, la
Cassa ha precisato che le spese generali fatturate dal collaboratore gli sono
state rimborsate dalla ditta.

 

                                  C.   Contro
questa decisione RI 1 ha presentato ricorso a questo Tribunale il 30 ottobre
2014 (doc. I), contestando lo statuto di dipendente di TERZ 1, visto che non
prendeva ordini da questa ditta, non era tenuto a presenziare a tempo pieno sul
cantiere né aveva l'obbligo di operare personalmente. La sua responsabilità si
riferiva alla gestione di un progetto entro i tempi ed i costi che erano stati
definiti in fase di preventivo e di vegliare a che tutte le misure di sicurezza
fossero scrupolosamente osservate. L'insorgente ha affermato che si occupava
dell'allestimento di tutta la documentazione necessaria e gestiva l'operato
delle aziende che fornivano prestazioni all'interno del progetto. Egli ha osservato
come le sue competenze fossero specifiche, quali la rimozione di rifiuti
pericolosi legati alla rimozione di tetti in eternit, ed esulavano dalla
normale attività di TERZ 1.

                                  D.   Con
risposta del 21 novembre 2014 (doc. III) la Cassa di compensazione, riprendendo
le medesime argomentazioni della decisione impugnata, ha proposto di respingere
il ricorso e quindi di confermare la natura di attività dipendente svolta da RI
1 nei confronti della società TERZ 1.

 

                                  E.   Il
26 novembre 2014 (doc. V) il TCA ha chiamato in causa TERZ 1 di __________,
dandole la possibilità di esaminare gli atti e di determinarsi in merito alla
procedura entro il 19 gennaio 2015, diritto di cui la SA non si è però avvalsa.

 

Il ricorrente non ha prodotto ulteriori
mezzi di prova (doc. IV).

 

 

considerato                    in diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF
9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H
180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007).

 

 

nel merito

 

                                   2.   Oggetto
del contendere è la qualifica dello statuto contributivo di RI 1 (dipendente
oppure indipendente) per il lavoro svolto a favore della ditta TERZ 1 negli anni
2012 e 2013.

 

                                   3.   Sono
assicurate obbligatoriamente in conformità alla Legge federale sull'assicurazione
per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio
civile in Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).

A norma dell'art. 3 cpv.
1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che
esercitano un'attività lucrativa.

In applicazione dell'art.
4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività
lucrativa sono calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi
attività lucrativa dipendente e indipendente.

Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS, il
salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza
d'altri per un tempo determinato o indeterminato.

 

I contributi AVS degli
assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati
tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza
d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS). Il reddito proveniente da un'attività lucrativa
indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo le spese generali necessarie
per conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).

 

Per l'art. 10 LPGA, è considerato
salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo
la pertinente legge.

L'art. 11 LPGA considera datore di
lavoro chi impiega salariati.

Secondo l'art. 12 LPGA, è considerato
lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di
un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere
contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro
dipendente (cpv. 2).

 

                                   4.   Giusta
l'art. 12 cpv. 1 LAVS, è considerato datore di lavoro chiunque paghi, a persone
obbligatoriamente assicurate, una retribuzione giusta l'art. 5 capoverso 2
LAVS. Sono tenuti al pagamento dei contributi tutti i datori di lavoro che
hanno uno stabilimento d'impresa in Svizzera o che, nella loro economia domestica,
impiegano personale di servizio obbligatoriamente assicurato (cpv. 2). È
riservata l'esenzione dall'obbligo di pagare i contributi in virtù di
convenzioni internazionali o di consuetudini stabilite dal diritto delle genti
(cpv. 3).

 

Il datore di lavoro è la persona per la
quale il salariato esegue un lavoro, su retribuzione, in una situazione
dipendente e per un tempo determinato o indeterminato (Direttive UFAS sulla
riscossione dei contributi (DRC), N. 1001). In generale il datore di lavoro è
la persona che paga il salario determinante al salariato (art. 12 cpv. 1 LAVS).
Si considera salario determinante secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS qualsiasi
retribuzione di un lavoro dipendente fornito per un tempo determinato o
indeterminato (N. 1001 DSD).

 

La LAVS presume che la persona che paga
dei salari è un datore di lavoro (Greber/Duc/Scartazzini,
Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur
l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 364, n. 4 ad art. 12
LAVS).

                                   5.   Per
quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora
Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale
Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura
dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un
datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per
stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente
(STFA H 322/03 dell'11 marzo 2005; STFA H 31/04 del 21 marzo 2005).

In particolare, insolite costruzioni di
diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione
qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).

 

Di principio si deve ammettere
un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti,
rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o
l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di
dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio
economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne
assume la responsabilità.

 

Questi princìpi non comportano
comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica
infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario
lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei giudici
il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad
attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla
priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio
sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA
H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid.
3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la
giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli
elementi predominanti nel caso concreto (STFA H 59/00 del 18 settembre 2000).

 

                                   6.   Secondo
la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284
consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri caratteristici di un'attività
indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti
dall'assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF
119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale
sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell'attività, le spese
generali incorse sono sopportate dall'assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d,
RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un'attività lucrativa
indipendente è l'esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo
di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di
dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). Al riguardo, non è la possibilità
giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la
situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

 

Si è in presenza di un'attività dipendente
quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire
quando l'assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è
economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l'attività svolta,
è integrato nell'azienda di quest'ultimo, e non può praticamente esercitare
un'altra attività lucrativa (Rehbinder,
Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1,
pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono
indizi in questo senso l'esistenza di un piano di lavoro, la necessità di
stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture
sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell'assicurato,
in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro
personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in
caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di
questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di
un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag.
226 consid. 3b).

 

L'allora Tribunale
federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale
è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali
solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni
relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa
disposizione (STCA del 13 marzo 2008, 30.2007.76; STCA del 1° febbraio 2008,
30.2008.20; Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des articles
1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), N.
149 ad art. 9 LAVS, pag. 313).

 

                                   7.   La
nostra Massima Istanza ha pure stabilito che la qualifica dell'assicurato come
dipendente o indipendente non è conseguenza del fatto, puramente formale, della
sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato
in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente
confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente,
poiché lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona
che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo statuto professionale
definitivamente.

 

Solo la natura di tale attività,
considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai
fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un
assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti
un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA;
Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

 

Per questi motivi, un assicurato può
essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente
per un altro lavoro. In questi casi, per ogni reddito bisogna esaminare se
proviene da un'attività dipendente o no (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a;
DTF 104 V 127).

 

                                   8.   Nella
più recente giurisprudenza, il TF ha avuto modo di rammentare che occorre
tenere presente che la circostanza che un assicurato, all'inizio della sua
attività indipendente, svolga un lavoro principalmente per un solo committente,
è usuale (STF H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.1, nonché STF H 155/04 del
1° febbraio 2005, consid. 4.3) e come il processo, in atto ormai da anni, del
mutamento economico e sociale impone un cambiamento radicale e celere del modo
di agire e pensare     un'attività lavorativa indipendente. Asserire che la
regolarità nel pagamento e nel quantum sia sintomo di dipendenza significa
fondare il proprio convincimento su stereotipi preconcetti e avulsi dalla
complessa realtà economica (STF H 82/05 del 30 gennaio 2007, consid. 4.3).

 

Per quanto concerne l'investimento,
poco importante, in mezzi propri, il Tribunale federale ha già evidenziato che
per natura certe attività, in particolare nel settore dei servizi, non necessitano
di investimenti importanti. In tali casi, ai fini della qualifica dello
statuto, va quindi posto l'accento sul criterio della dipendenza organizzativo-lavorativa
e non su quello del rischio aziendale (Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b
pag. 60 con riferimenti; citata STF H 194/05, consid. 5.2).

 

Infine, vanno considerate anche le
esigenze di coordinazione di cui occorre tenere conto in relazione ad
assicurati che esercitano contemporaneamente diverse attività lavorative per
diversi o per il medesimo mandante o datore di lavoro (DTF 123 V 161 consid. 4a
pag. 167; citata STF H 194/05, consid. 7.4). Se possibile va infatti evitato
che diverse attività per il medesimo mandante o datore di lavoro,
rispettivamente che la medesima attività per diversi mandanti o datori di lavoro,
vengano qualificate in maniera differente, in parte a titolo dipendente ed in
parte a titolo indipendente (DTF 119 V 161 consid. 3b pag. 164; citata sentenza
H 194/05, consid. 7.4, STF H 12/04 del 17 febbraio 2005, consid. 3 e 4.2.3 con
riferimenti).

 

                                   9.   Nel
caso di specie, alla luce della documentazione agli atti e della sopra citata
giurisprudenza, la decisione della Cassa di ritenere RI 1, attivo quale consulente,
come dipendente della società TERZ 1 per gli anni 2012 e 2013, va tutelata, poiché
gli elementi a favore di un'attività salariata sono nettamente predominanti rispetto
a quelli che potrebbero far propendere per un'attività indipendente.

 

Dalle tavole processuali emerge infatti
chiaramente il rapporto di subordinazione del ricorrente nei confronti della
ditta chiamata in causa.

 

Il ricorrente era innanzitutto
dipendente economicamente dal lavoro svolto per quest'ultima.

I redditi percepiti nel 2012 (Fr. 40'000.-),
se paragonati al reddito netto da attività indipendente dichiarato fiscalmente
(Fr. 28'260.-) dall'assicurato per la IC/IFD 2012 (doc. 20), risultano infatti
costituire la sua unica entrata annua, nel senso che è evidente che il lavoro
svolto per la società chiamata in causa rappresentava la principale fonte di
guadagno del ricorrente.

Medesima conclusione può essere tratta
per i redditi di Fr. 37'500.- corrispostigli nel 2013 da TERZ 1, visto che il
ricorrente non ha nemmeno avanzato l'ipotesi di avere conseguito altri redditi
da altri committenti e per altri lavori e men che meno ha comprovato questa
circostanza a mano di specifica documentazione, quale delle fatturazioni o
altri giustificativi.

 

Egli non ha neppure comprovato di avere
effettuato degli investimenti per potere svolgere la sua attività di
consulente per conto della TERZ 1.

Questo elemento
caratterizza un'attività dipendente, dato che l'assicurato non ha dovuto
sopportare un rischio particolare legato all'esercizio della sua attività di
consulente.

 

Anche nei rapporti verso
terzi il ricorrente non aveva voce in capitolo, dato che i contratti con i
clienti/committenti erano conclusi dalla TERZ 1 ed il lavoratore si limitava a
garantirne l'esecuzione, mentre il pagamento delle sue prestazioni avveniva fra
il committente e la predetta società.

Il rischio d'incasso apparteneva pertanto a
quest'ultima ditta.

 

RI 1 non agiva in nome e per conto
proprio, ma per conto dell'impresa chiamata in causa, la quale era l'unica responsabile
dell'eventuale cattiva esecuzione del lavoro verso i clienti
finali e che, semmai, si rifaceva poi sull'esecutore stesso. In effetti, quest'ultimo
ha affermato che la sua responsabilità si estendeva alla gestione del progetto
entro i tempi ed i costi che erano stati definiti con il preventivo e che
doveva inoltre vegliare a che tutte le misure di sicurezza fossero scrupolosamente
osservate.

Il lavoratore non ha
emesso alcuna fattura nei confronti dei clienti della ditta TERZ 1, ma ha
sempre e soltanto chiesto il pagamento delle sue prestazioni a quest'ultima e
quindi non sopportava un rischio economico specifico analogo a quello di
un imprenditore.

Il ricorrente era pertanto
estraneo al rapporto committente-prestatore dell'opera e qualora la predetta ditta
non avesse incassato dai clienti quanto di sua spettanza, egli avrebbe avuto come
unico interlocutore (e debitore dell'importo per il lavoro svolto) la SA
chiamata in causa, trovandosi nella medesima posizione dei lavoratori
dipendenti che non debbono recuperare i loro crediti dai diversi (e spesso numerosi)
clienti dell'azienda incaricante, ma hanno un unico e solo debitore a cui riferirsi,
ossia il datore di lavoro. Il lavoratore non si è dunque assunto un rischio di
incasso.

 

In effetti, quanto all'aspetto
remunerativo di queste attività, va qui rilevato che il ricorrente ha richiesto
le proprie prestazioni (unicamente) alla ditta in questione in tre occasioni
nel 2012, mentre nove volte nel 2013, oltre alle quattro richieste di rimborsi
spese (di cui tre nel 2013).

Nel dettaglio, il 13
agosto 2012 (doc. 6) l'assicurato ha chiesto il pagamento di Fr. 20'000.- per
la consulenza svolta per il caso di danni dalla grandine occorsi alla ditta __________
di __________, specificando le sue prestazioni in: accertamento danni e
pianificazione intervento di risanamento; preparazione della documentazione da
sottoporre all'assicurazione; verifica preliminare delle aziende cui appaltare
i lavori di risanamento. Il relativo pagamento è avvenuto il 21 dicembre 2012.

Le fatture del 5 novembre
2012 (doc. 6) e del 12 dicembre 2012 (doc. 6) si riferiscono entrambe alla
consulenza per la direzione lavori al cantiere presso la ditta __________
nell'ambito del rifacimento dei tetti a causa dei danni dalla grandine ed
entrambe recano l'importo di Fr. 10'000.- per 25 giorni di lavoro a Fr. 400.-/ dì.
La prima fattura è stata evasa il 12 novembre 2012, mentre la seconda il 21 dicembre
2012.

 

Nell'anno 2013 (doc. 6), alcune
fatture (4) dell'assicurato indirizzate alla società chiamata in causa si
riferiscono ancora alla medesima prestazione ed ammontano a Fr. 8'400.- per 21
giorni di lavoro (fattura del 28 febbraio 2013 pagata il 6 marzo 2013), a Fr.
8'800.- per 22 giorni di direzione lavori (fattura del 28 marzo 2013 saldata
l'11 aprile 2013), a Fr. 9'000.- per 22,5 giorni di consulenza (fattura del 28
aprile 2013 riconosciuta il 15 maggio 2013) ed a Fr. 4'400.- per 11 giorni
sempre di consulenza per la direzione lavori sul cantiere __________ di __________
(fattura del 22 maggio 2013 soluta in contanti il 18 giugno 2013).

 

A queste prestazioni
vanno ad aggiungersi le consulenze per i rilevamenti e le misurazioni relative
alla sostituzione del montacarichi ed alle tubature del monoblocco dell'aria
condizionata sempre presso la __________, che il ricorrente ha effettuato per
conto della TERZ 1 (Fr. 3'000.- fatturati il 31 agosto 2013 e pagati al
ricorrente 2 giorni dopo e Fr. 850.- chiesti ed ottenuti il 27 settembre 2013),
come pure le consulenze per il progetto di risanamento del tesoro e la sostituzione
dei forni presso la medesima società (Fr. 1'200.- fatturati il 24 ottobre 2013
ed incassati in contanti il 4 novembre seguente, Fr. 850.- fatturati e ricevuti
il 26 novembre 2013 ed ancora Fr. 850.- chiesti ed ottenuti in contanti il 30 dicembre
2013).

 

A questi ammontari vanno
addizionati i rimborsi spese che l'assicurato ha vantato nei confronti della
ditta che gli affidava le summenzionate consulenze (doc. 7).

Infatti, per i mesi di
novembre e dicembre 2012 il collaboratore ha chiesto il riconoscimento di Fr.
1'120.- per trasferte dalla sede della ditta al luogo di lavoro, oltre a Fr.
500.- per telefono ed internet, per un totale di Fr. 1'620.-.

Per gennaio e febbraio 2013 l'assicurato ha fatturato un importo forfettario sia per le spese di trasferta (Fr. 700.-) sia
per il telefono ed internet (Fr. 1'000.-), a cui ha aggiunto il costo di un pranzo
per due persone (Fr. 64,80).

Sempre per gennaio e
febbraio 2013 sono stati chiesti Fr. 1'008.- per le spese di trasferta (36
giorni x 40 km x Fr. 0,70/km) e Fr. 500.- per telefono ed internet.

Per i mesi di aprile e
maggio 2013 la fattura, come le altre allestita su carta intestata della TERZ 1,
intitolata spese di viaggio e già prestampata, in cui il collaboratore
inserisce manualmente eventuali specifiche ed i totali di ogni singola spesa,
annovera un totale di Fr. 1'553,40 (Fr. 616.- per trasferte, Fr. 337,40 per
ristoranti e Fr. 600.- per parcheggi e spese telefoniche).

 

Va qui osservato che la
rifusione delle spese, come in qualsiasi tipo di mandato, non
costituisce elemento decisivo. D'altronde, anche in un rapporto dipendente/datore
di lavoro il lavoratore ha diritto al rimborso di determinate spese se il suo
lavoro si svolge al di fuori della sede usuale di impiego. Peraltro, queste
indennità per spese generali non rientrano nel salario determinante soggetto
all'AVS (art. 9 OAVS).

 

Inoltre, tutti questi
importi sono stati regolarmente contabilizzati dalla SA nel conto 3104 "Spese
trasferta e rappr." per i rimborsi spese, mentre nel conto 3690
"Prestazioni di terzi" per le consulenze effettuate dal ricorrente
(docc. 13 e 16).

 

Come risulta dagli atti e
dagli estratti conto contabile prodotti dalla Cassa di compensazione attinenti
alla società TERZ 1, emerge poi che alcuni pagamenti del dovuto avvenivano via
versamento su conto bancario del lavoratore, mentre altri (in particolare gli ultimi)
in contanti.

Eccetto per la prima fattura datata
agosto 2012 ed incassata a fine dicembre 2012, tutte le altre fatture emesse
dall'assicurato sono state incassate nel giro di una, massimo due settimane.

 

Inoltre, grazie alla regolarità delle sue
fatturazioni - tranne per i mesi di giugno e luglio 2013 che sono assenti -,
l'assicurato ogni mese ha comunque ricevuto per le sue
prestazioni delle retribuzioni dalla SA chiamata in causa - seppure per
gli ultimi mesi essi erano piuttosto contenuti -, alla stessa
stregua di un lavoratore dipendente che ogni fine mese riceve il compenso per
la sua attività e che non ha dunque alcun rischio economico.

 

Non va poi dimenticato di
rilevare la dipendenza di tempo dell'insorgente nei confronti della
società che gli affidava le consulenze da svolgere a favore di terzi. In
effetti, dalle fatture allegate risulta chiaramente che il dispendio di tempo
che l'assicurato dedicava all'attività per conto della SA in questione era del
100% nel periodo di esecuzione del progetto di rifacimento dei tetti della
ditta __________ di __________ a causa dei danni dalla grandine.

Nei mesi di ottobre e novembre
 2012 l'impegno del ricorrente è infatti stato di 25 giorni ciascuno, per
febbraio 2013 di 21 giorni, in marzo 2013 di 22 giorni, nell'aprile 2013 di
22,5 giorni ed in maggio 2013, a chiusura dei lavori, di 11 giorni. Per sei
mesi e mezzo, dunque, fatti salvi i mesi di dicembre 2012 e gennaio 2013 per i
quali l'assicurato non ha fatturato le proprie prestazioni, egli ha lavorato in
maniera praticamente continua ed unicamente per la TERZ 1, ciò che sottolinea ulteriormente
l'intensità del rapporto di dipendenza fra le parti, visto che in quel lasso di
tempo il consulente non poteva accettare altri mandati da altri committenti.

 

Pertanto, malgrado il
lavoratore abbia affermato che poteva gestire la sua attività con una certa
libertà, non prendere ordini dall'appaltatore, non essere tenuto a presenziare
a tempo pieno sul cantiere né essere obbligato ad operare personalmente (ciò
che, invece, come visto, ha fatto, altrimenti non avrebbe potuto fatturare dei
mesi interi di presenza per le sue prestazioni e nemmeno ha giustificato di
avere subappaltato i suoi compiti a terzi), va qui ribadito che egli, in concreto,
non si è assunto un vero e proprio rischio aziendale, visto che le sue prestazioni
sono state onorate dalla ditta chiamata in causa e non dal beneficiario finale
delle prestazioni, quindi nemmeno si è assunto un rischio di incasso nel non
vedersi riconosciuto il proprio compenso, tipico dell'imprenditore.

 

Quanto alla natura
dell'attività svolta, il ricorrente ha affermato che gestiva l'operato delle
aziende che fornivano prestazioni all'interno del progetto che egli stesso
aveva realizzato e le sue competenze erano specifiche, trattandosi di consulenze
in ambito di rimozione di rifiuti pericolosi legati alla rimozione di tetti in
eternit. A questo scopo l'interessato allestiva in proprio tutta la
documentazione necessaria.

Va qui osservato che la circostanza che
l'interessato abbia svolto la sua attività praticamente “su chiamata”
non è un elemento a favore di un'attività indipendente, al contrario (STCA
30.2014.9 del 16 ottobre 2014; STCA 30.2013.12 dell'11 dicembre 2013; STCA
30.2008.37 del 12 dicembre 2008). Da anni è in corso un mutamento economico e
sociale che si riverbera anche nel mondo del lavoro. Il lavoro su chiamata, e
quindi discontinuo, non è sinonimo di attività indipendente; occorre infatti
sganciarsi da stereotipi (come consiglia di fare il TF in STFA H 117/04 del 17
agosto 2005 consid. 4.4) e verificare la natura specifica del rapporto tra le
parti in causa - qui con una sola possibile valenza di un rapporto di dipendenza.
È ormai un fatto notorio che diverse aziende, ad esempio nell'ambito del commercio,
assumono personale dipendente che viene “chiamato” nel corso della giornata
a seconda delle necessità di lavoro dettate dal volume della clientela presente
nel negozio.

Di conseguenza, il fatto che il
ricorrente abbia svolto la sua attività di consulente in maniera irregolare non
è un motivo per qualificarlo quale indipendente (citate STCA 30.2014.9;
30.2008.51).

 

Infine, terminato il progetto di
risanamento del tetto della __________ di __________, nel corso del 2013 il
ricorrente ha continuato a fornire la propria consulenza alla TERZ 1 per due
ulteriori progetti. Da un lato per il rifacimento del tesoro e dei forni,
d'altro lato per la sostituzione del montacarichi e delle tubature dell'aria
condizionata sempre presso la __________.

Questi ulteriori incarichi evidenziano
che il rapporto di collaborazione fra le parti era particolarmente intenso nel
2012 e nel 2013, tanto da costituire un altro elemento tipico dell'attività dipendente.

 

                                10.   In
conclusione, stanti le argomentazioni esposte, secondo questo Tribunale va ritenuto che nei rapporti con la società chiamata in causa gli elementi
a favore di un'attività dipendente, nel caso di specie, siano più numerosi
rispetto a quelli a favore di un'attività indipendente. Per cui la qualifica
effettuata dalla Cassa per l'attività svolta da RI 1 nel 2012 e nel 2013 in favore della TERZ 1 va
confermata.

 

Il ricorso deve pertanto essere respinto.

 

                                11.   Per
quanto concerne, infine, il riferimento del ricorrente in merito al giudizio
dell'11 agosto 2014 di questo stesso Tribunale sul suo statuto contributivo, va
osservato quanto segue.

 

Con sentenza dell'11
agosto 2014 (30.2014.17) in effetti il TCA si è pronunciato sullo statuto
contributivo dell'assicurato da marzo ad ottobre 2010, giungendo alla
conclusione che egli doveva essere affiliato come persona salariata il cui datore
di lavoro non è soggetto al versamento di oneri sociali.

In effetti, in quel
periodo l'interessato ha lavorato all'estero e vi ha realizzato i suoi redditi,
motivo per cui egli sosteneva di non essere assoggettato al sistema sociale
svizzero.

Per contro, il Tribunale
ha stabilito che poiché egli era domiciliato in Svizzera, era data anche una
sola delle tre condizioni alternative previste dall'art. 1a cpv. 1 LAVS e
quindi il ricorrente doveva essere obbligatoriamente affiliato all'AVS/AI/IPG.

 

Se è vero che in
quell'occasione il TCA ha potuto accertare che nel 2010 l'assicurato ha avuto
diversi clienti, tuttavia la medesima conclusione non può essere tratta per il
periodo qui in esame. Come visto, infatti, né per il 2012 né per il 2013 l'interessato ha saputo comprovare di avere lavorato, oltre che per la TERZ 1, anche per altri
clienti. L'affermazione secondo cui "Sarebbe quindi arbitrario considerarmi
indipendente o dipendente svolgendo il medesimo lavoro per clienti diversi."
(doc. I pag. 2) non può dunque essere tutelata.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata
e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il giudice delegato                                                Il
segretario

 

Ivano Ranzanici                                                   Gianluca
Menghetti