# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d826fec1-fd0d-5d87-a821-ae546f744aaf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-04-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 14.04.2010 12.2010.64
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2010-64_2010-04-14.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2010.64

  	
  Lugano

  20 maggio
  2010 

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Walser e Lardelli

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. DI.2010.194
(sfratto) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4 promossa con istanza
3 febbraio 2010 da

 

	
   

  	
  AO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  AP 2 

  tutti rappr. dall’
  RA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

con cui
l’istante ha chiesto lo sfratto dei convenuti dall’appartamento di 2 ½ locali
oltre posteggio scoperto al secondo piano dell’immobile sito in via Roncobello
12 a Pregassona/Lugano;

 

domanda
alla quale il convenuto presente all’udienza del 10 marzo 2010 si è opposto e
che il Pretore ha accolto con decreto 11 marzo 2010;

 

appellante
la parte convenuta, che con appello 23 marzo 2010 chiede la riforma del
giudizio impugnato nel senso di annullare il decreto di sfratto e di confermare
il contratto di locazione, con protesta di spese e ripetibili, previa
concessione al rimedio dell’effetto sospensivo;

 

letti ed esamianti gli atti;

 

 

considerato

 

in fatto e in diritto:

 

                                         che con
contratto 2 agosto 2007 AO 1 ha dato in locazione ai coniugi AP 1 e AP 2 un appartamento
di 2 ½ locali di sua proprietà, sito in via __________ a __________ (doc. A);

 

                                         che il
contratto, di durata indeterminata, poteva essere disdetto la prima volta il 31
luglio 2010 con un preavviso di tre mesi e prevedeva un canone di locazione di
fr. 1'300.- mensili, comprensivo di spese e posteggio scoperto n. 6;

 

                                         che
inoltre i conduttori hanno preso in locazione dal 1° luglio 2008 un altro
parcheggio al canone di fr. 70.- mensili (doc. A1);

 

                                         che la
locatrice ha disdetto il contratto per mora dei conduttori e che in seguito
alla contestazione della disdetta da parte di questi ultimi, davanti
all’Ufficio di conciliazione in materia di locazione di Lugano n. 4 EST le
parti contrattuali hanno concordato la fine definitiva del contratto di locazione
per il 31 dicembre 2009 (doc. B);

 

                                         che
l’istante ha chiesto il 3 febbraio 2010 lo sfratto dei convenuti, non essendo
avvenuta la riconsegna dei locali alla data pattuita;

                                      

                                         che
all’udienza di discussione 10 marzo 2010 è comparso solo il convenuto AP 1, che
si è opposto all’istanza adducendo l’esistenza di trattative per la proroga del
contratto fino al 31 luglio 2010, per le quali aveva versato un importo di fr.
5'500.- pari a quattro mesi scoperti del 2008, confermando inoltre di non aver
versato le mensilità del 2009;

 

                                         che con
il decreto impugnato il Pretore, accertata la fine del contratto di locazione
per il 31 dicembre 2009 e la mancata sottoscrizione di un nuovo contratto, ha
accolto l’istanza e ha decretato lo sfratto dei coniugi AP 1 e AP 2 nel termine
di 10 giorni dall’intimazione del decreto, mettendo a loro carico la tassa di
giustizia di fr. 100.- e un’indennità di fr. 100.- alla parte istante; 

 

                                         che con
atto di appello del del 23 marzo 2010 i convenuti chiedono, previa concessione
dell’effetto sospensivo, la riforma del giudizio pretorile nel senso di
annullare il decreto di sfratto e confermare il contratto di locazione;

 

                                         che
l’appello non è stato intimato alla controparte;

 

                                         che alla
fattispecie è applicabile la procedura sommaria dello sfratto (art. 506 ss.
CPC), le parti avendo pattuito la fine del contratto di locazione per il 31
dicembre 2009 (doc. B), sicché non è più contestata la validità della disdetta
per mora dei conduttori;

 

                                         che gli
appellanti producono numerosi documenti (da E a AA) a sostegno delle loro
affermazioni sull’esistenza di trattative con la controparte per la proroga del
contratto di locazione fino al 31 luglio 2010;

 

                                         che tali
documenti non sono mai stati prodotti davanti al Pretore e sono pertanto
irricevibili ai sensi dell’art. 321cpv. 1 lett. b CPC, sicché non si può tener
conto per questo giudizio dei fatti e delle circostanze ivi risultanti;

 

                                         che gli
appellanti medesimi ammettono che non è stato sottoscritto alcun contratto di
locazione dopo il 31 dicembre 2009;  

 

                                         che non è
contestata la validità della disdetta, accettata dagli appellanti per il 31
dicembre 2009, né la loro morosità, pacificamente ammessa, anche se essi
adducono non esservi “chiarezza circa l’importo scoperto per pigioni arretrate”
e ammettono di essere “debitori di alcune mensilità per la pigione”, a loro
dire dal maggio 2009, ciò che corrisponde ad almeno fr. 10'400.-;

 

                                         che la
verifica degli importi ancora scoperti non ha alcuna rilevanza per la procedura
di sfratto, per la quale è sufficiente l’accertamento della fine del contratto
di locazione, pacifica in concreto; 

 

                                         che in
siffatte circostanze a giusta ragione il Pretore, accertata la fine del
contratto di locazione al 31 dicembre 2009 e la mancata riconsegna dei locali,
ha pronunciato lo sfratto;

 

                                         che
l’appello deve dunque essere respinto senza che sia necessario notificarlo alla
controparte, con la procedura prevista dall’art. 313bis CPC;

 

                                         che
l’emanazione del giudizio odierno rende superflua la decisione sulla richiesta
di effetto sospensivo contenuta nell’appello; 

                                         che nella
misura in cui gli appellanti sembrano chiedere la concessione di un termine più
ampio per trovare un accordo con la controparte, la stessa deve essere
respinta, in quanto la nostra legislazione non prevede il differimento
dell’esecuzione dello sfratto (Cocchi/Trezzini, CPC-TI massimato e
commentato, Lugano 2000, m. 9 ad art. 508); 

 

                                         che la
tassa di giustizia e le spese sono a carico degli appellanti in solido, mentre
non vi è motivo di attribuire ripetibili alla controparte, alla quale l’appello
non è stato intimato;

 

Per i quali motivi,

visti gli art. 506 e segg. CPC, 313bis CPC e la
LTG

 

pronuncia:                 

 

                                   1.   L’appello
23 marzo 2010 di AP 1 e AP 2 è respinto.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali del presente giudizio, consistenti in:

                                         a) tassa
di giustizia      fr. 200.-

                                         b) spese                         fr.
100.-

                                                                                fr.
300.-

 

                                         sono a
carico degli appellanti in solido. Non si attribuiscono ripetibili.  

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4

 

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario

 

Rimedi
giuridici

Nelle cause a carattere pecuniario in materia di
diritto della locazione con un valore litigioso inferiore a fr. 15'000.- è dato
ricorso in materia civile al Tribunale federale,  1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1
LTF), se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia
civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia
costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare una
decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).