# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0940e6cb-df31-5554-ad1f-e018a675f9cc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-10-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 24.10.2011 52.2011.370
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2011-370_2011-10-24.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2011.370

   

  	
  Lugano

  24 ottobre
  2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Stefano Bernasconi, vicepresidente,

  Matteo Cassina, Flavia Verzasconi 

  

 

	
  segretaria:

  	
  Paola Passucci, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 2 agosto 2011 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 12 luglio 2011 (n. 4043) del Consiglio
  di Stato, che ha dichiarato irricevibile l'impugnativa presentata
  dall'insorgente avverso la risoluzione 26 maggio 2011 con cui la Sezione
  della circolazione del Dipartimento delle istituzioni gli ha revocato la
  licenza di condurre veicoli a motore a tempo indeterminato quale misura di sicurezza;

  

 

 

viste le risposte:

-    11 agosto 2011 della
Sezione della circolazione;

-    23 agosto 2011 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI 1 è nato
il __________ed ha conseguito la licenza di condurre veicoli a motore nel novembre
del 2004. Nel registro automatizzato delle misure amministrative (ADMAS) non
figurano iscrizioni a suo carico.

 

 

                                  B.   a. Il 9 febbraio 2011, verso le ore 19.30, RI 1
è incorso in un incidente della circolazione mentre stava percorrendo la strada
cantonale nell'abitato di __________ alla guida dell'autovettura __________
targata __________. Giunto in una curva piegante a destra, perdeva il controllo
del proprio mezzo e invadeva la corsia di contromano, andando a cozzare contro
un veicolo regolarmente sopraggiungente in senso inverso. Veniva fermato qualche
chilometro oltre, dopo esser stato inseguito dal conducente della vettura con
la quale aveva colliso. Al momento del sinistro RI 1 aveva nel sangue una
concentrazione alcolica compresa tra 2.75 e 3.20 g/kg, per cui il 15 febbraio
2011 le forze dell'ordine gli hanno formalmente sequestrato la licenza di
condurre.

 

b. Sospettando
una dedizione al bere, il 5 aprile 2011 la Sezione della circolazione gli ha
revocato la patente a tempo indeterminato in via preventiva e cautelativa, ordinandogli
nel contempo di sottoporsi ad una perizia presso __________ Servizi per le dipendenze.

 

 

                                  C.   Preso atto
delle conclusioni emergenti dal rapporto peritale 30 aprile 2011 stilato dallo
specialista __________ e richiamati gli art. 14 cpv. 2 lett. c, 16 cpv. 1, 16c
cpv. 1 lett. a e b, 16d cpv. 1 lett. b e 2 della legge federale sulla
circolazione stradale del 19 dicembre 1958 (LCStr; RS 741.01), nonché 33 cpv. 4
dell'ordinanza sull'ammissione alla circolazione del 27 ottobre 1976 (OAC; RS
741.51), con decisione 26 maggio 2011 la Sezione della circolazione ha revocato
la licenza di condurre veicoli a motore di RI 1 a tempo indeterminato, stabilendo un periodo di sospensione di 8 mesi. La riammissione alla guida è
stata subordinata alla presentazione di un rapporto di __________ e di un
certificato medico internistico attestanti - dopo un periodo di controllo di
almeno 9 mesi - l'avvenuta disintossicazione, la scomparsa di qualsivoglia
dipendenza psicofisica e la totale astinenza da bevande alcoliche.

 

 

                                  D.   Il 12
luglio 2011 il Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile, siccome tardiva, un'impugnativa
presentata da RI 1 avverso la predetta risoluzione.

                                         In via
abbondanziale, l'autorità di ricorso di prime cure ha tuttavia esaminato il merito,
giungendo alla conclusione che le risultanze peritali fossero attendibili e che
il ricorrente fosse effettivamente inidoneo alla guida per motivi
alcolcorrelati. Donde la conferma della revoca a tempo indeterminato e delle
condizioni poste per la riammissione alla guida, ritenute legittime e
giustificate.

 

 

                                  E.   Contro il
predetto giudicato governativo il soccombente si è aggravato dinanzi al
Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo in sostanza che gli venga
inflitta una revoca di ammonimento di 8 mesi.

Riassunti i fatti e sottolineata la
tempestività del gravame inoltrato al Consiglio di Stato, a torto giudicato
irricevibile, il ricorrente ha escluso che possa essergli applicata una misura
di sicurezza sulla scorta di una perizia inattendibile e incoerente per
rapporto ai risultati positivi emersi da tutti i test subiti. A mente dell'insor-gente,
nulla permette di accreditare la sua inidoneità alla guida frettolosamente attestata
dal perito __________ in base a unanimi riscontri oggettivi di segno opposto.

 

 

                                  F.   All'accoglimento
del gravame si è opposta la Sezione della circolazione, riconfermandosi nella
propria decisione e nelle motivazioni ivi contenute.

                                         Ad
identica conclusione è pervenuto il Consiglio di Stato, ammettendo che il
ricorso del 14 giugno 2011 non era irricevibile, ma avrebbe dovuto essere
comunque respinto in base alle considerazioni di merito esposte a titolo
abbondanziale.

 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                         1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 10 cpv. 2
della legge di applicazione alla legislazione federale sulla circolazione
stradale e la tassa sul traffico pesante del 24 settembre 1985 (LALCStr; RL
7.4.2.1).

La legittimazione attiva del ricorrente, destinatario del provvedimento
impugnato, è certa (art. 43 legge di procedura per le cause amministrative del
19 aprile 1966; LPamm; RL 3.3.1.1). 

Il gravame, tempestivo (art. 10 cpv. 3 LALCStr e art. 46 cpv. 1 LPamm), è
pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base delle tavole
processuali, senza procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 LPamm).
In questa sede il sapere se l'insorgente ha adito tempestivamente il Consiglio
di Stato è questione di merito.

 

1.2. Oggetto del ricorso è una revoca della
licenza di condurre adottata a scopo di sicurezza. In un simile contesto, il
potere cognitivo di questo Tribunale si limita alla verifica di un'eventuale
violazione del diritto, segnatamente con riferimento all'apprezzamento erroneo
di un fatto e all'eccesso o abuso di potere (art. 61 cpv. 1 e 2 LPamm), nonché
alla verifica se l'accertamento dei fatti ad opera delle istanze inferiori è
stato esatto e completo (art. 62 LPamm).

 

 

                                   2.   Il
Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile il ricorso 14 giugno 2011
inoltratogli da RI 1. Manifestamente a torto, poiché la risoluzione di revoca,
datata 26 maggio 2011, è stata intimata all'interessato il giorno successivo
(vedi tracciamento postale dell'invio agli atti). In virtù dell'art. 10 cpv. 1
LPamm il termine ricorsuale di 15 giorni ha quindi iniziato a decorrere il 28 maggio
2011 ed è giunto a scadenza l'11 giugno 2011. Essendo un sabato, la scadenza si
è tuttavia protratta sino al prossimo giorno feriale (art. 10 cpv. 3 LPamm). In
concreto, stante la presenza in calendario di un lunedì festivo ufficialmente
riconosciuto come tale (Pentecoste), sino a martedì 14 giugno 2011, giorno in
cui il ricorrente ha tempestivamente spedito la propria impugnativa. Non
occorre aggiungere altro sulla svista nella quale è incorso il Governo.

                                   3.   3.1. La
licenza di condurre dev'essere revocata se il conducente soffre di una forma di
dipendenza che esclude l'idoneità alla guida (art. 14 cpv. 2 lett. c, 16 cpv. 1
e 16d cpv. 1 lett. b LCStr). In tale evenienza, l'autorità competente
deve adottare una misura di sicurezza al fine di proteggere la circolazione
contro i conducenti non idonei e revocare la licenza di condurre
dell'interessato a tempo indeterminato (art. 16d cpv. 1 LCStr). La
licenza potrà essere nuovamente rilasciata a determinate condizioni se è scaduto
un eventuale termine di sospensione legale o prescritto e la persona colpita
dal provvedimento può comprovare che non vi è più inidoneità alla guida (cfr.
art. 17 cpv. 3 LCStr). Di regola, il conducente dovrà apportare la prova della
sua guarigione dopo un'astinenza controllata di almeno un anno. La revoca di
sicurezza comporta pertanto una limitazione tangibile della sua libertà
personale. Proprio per questo motivo l'autorità competente, prima di adottare
una tale misura, deve analizzare a chiarire d'ufficio la situazione della
persona implicata. In particolare, laddove è ipotizzabile una dipendenza da
alcool, deve esaminare le sue abitudini relative al consumo di bevande
alcoliche e, ove occorre, ordinare l'esperimento di una perizia specialistica
(DTF 129 II 82 consid. 2.2; STF 1C_99/2007 del 13 luglio 2007 consid. 3.1.).

Allorquando l'inidoneità viene accertata a
seguito di eventi che avrebbero provocato una revoca di ammonimento, deve
essere inoltre fissato un periodo di cosiddetta sospensione, fino alla scadenza
della durata minima della revoca prevista per l'infrazione commessa (art. 16d
cpv. 2 LCStr). Questa nuova regola, voluta dal legislatore per evitare di
avvantaggiare i conducenti colpiti da una revoca di sicurezza per rapporto a
quelli sanzionati con una misura di ammonimento, impone che il periodo di sospensione
abbia la stessa durata della revoca di ammonimento che all'occorrenza sarebbe
stata inflitta al responsabile in luogo del provvedimento di sicurezza, applicando
tutti i criteri di commisurazione che governano la materia (vedi art. 16 cpv. 3
LCStr; Cédric Mizel, Les nouvelles
dispositions légales sur le retrait du permis de conduire, in: RDAF 2004 pag.
361 segg., in particolare pag. 406). Questo Tribunale
ha già avuto modo di spiegare che la ratio legis dell'art. 16d cpv. 2 LCStr
fa sì che esso abbia una portata pratica solo nei casi particolarmente gravi e
di recidiva, per i quali l'infrazione commessa avrebbe comportato l'adozione di
una revoca di ammonimento di durata importante, superiore al periodo di un anno
normalmente necessario per affrancarsi dalla patologia fondante il
provvedimento di sicurezza (cfr. pro multis STA 52.2007.211 del 28 febbraio 2008,
consid. 5.1. e rinvii).

 

3.2. La revoca
di sicurezza giusta l'art. 16d cpv. 1 lett. b LCStr presuppone una dipendenza.
L'esistenza di una dipendenza dall'alcol è ammessa allorquando la persona
interessata consuma quantità esagerate di alcolici, tali da diminuire la sua capacità
di condurre veicoli a motore e si rivela incapace di liberarsi o di controllare
questa abitudine per sua propria volontà. In simili condizioni, l'interessato
presenta più di ogni altro automobilista il rischio di mettersi alla guida in
uno stato che non gli permette più di garantire la sicurezza della circolazione
stradale. La nozione di dipendenza ex art. 14 cpv. 2 lett. c e 16d cpv.
1 lett. b LCStr non si identifica pertanto nella nozione medica di dipendenza
da sostanze alcoliche. La nozione giuridica permette infatti di allontanare dal
traffico coloro che, a causa di un consumo incontrollato di alcool, presentano
un pericolo concreto di divenire dipendenti in senso medico (STF 1C_99/2007 del
13 luglio 2007 consid. 3.2. e giurisprudenza ivi citata). Chi guida deve essere
dotato stabilmente di attitudini fisiche e psichiche sufficienti per condurre
con sicurezza un veicolo a motore nel traffico quotidiano. Tali presupposti
devono sussistere in maniera continuativa. Non devono pertanto essere
circoscritti né ad uno spazio temporale, né ad un fatto specifico (cfr. Gruppo
di esperti "Sicurezza della circolazione stradale", Indizi per
l'inidoneità a condurre. Misure. Ripristino dell'idoneità a condurre, Guida per
le autorità amministrative, giudiziarie e di polizia, 26 aprile 2000, p. 2).

 

 

                                   4.   4.1. Sia
la Sezione della circolazione che il Consiglio di Stato hanno fondato la revoca
della licenza di condurre disposta nei confronti del ricorrente sul rapporto 30
aprile 2011 allestito dallo psicologo della circolazione __________. Il perito
ha espresso il suo parere in base ad un ampio fascio di elementi di giudizio (esiti
di un colloquio clinico, risultanze mediche e laboratoristiche, dati emergenti
da test e questionari specialistici). Queste indagini non hanno tuttavia
evidenziato alcuna dipendenza dall'alcol giusta l'art. 16d cpv. 1 lett.
b LCStr, né un profilo etilistico della personalità o un eventuale "craving".
Il ricorrente ha praticamente superato tutti i test che gli sono stati
propinati, sia quelli di tipo marcatamente intellettivo (ZVT, CFT-A2) o caratteriale
(BIS-11 e SCL-90), sia quelli maggiormente tesi ad evidenziare un potus di
stampo patologico (AUDIT, MAST-05 Delta-R, Scala di Mac Andrew, Scala del
craving). RI 1 è risultato insufficiente unicamente nel GFC-A, un test essenzialmente
volto ad evidenziare eventuali deficienze di memoria. Anche le analisi ematochimiche
sono invero apparse fuori norma laddove in due occasioni hanno evidenziato valori
CDT patologici (3.1% il 24 marzo 2011 e 2.7% il 18 aprile 2011), ma queste
anomalie non consentono di per sé sole di avvalorare le conclusioni cui è pervenuto
il perito (cfr. DTF 129 II 82, consid. 6). Di fronte a questo quadro - completato
dai rilievi del medico incaricato del prelievo del sangue ordinato il 9
febbraio 2011, il quale ha stabilito che RI 1 presentava un grado di inabilità
alla guida leggero nonostante un'alcolemia compresa tra 2.75 e 3.20 g/kg (!), iscrivendo
peraltro nel rapporto ASSOFOR le sconcertanti abitudini di consumo dichiarategli
in quello stato dall'esaminato - il perito si è limitato ad evidenziare la
presenza, al colloquio, di un visus aetilicus e l'innalzamento di difese
consapevoli e non al momento della somministrazione dei test, atte ad influire
sulla veridicità dei risultati ottenuti. Per finire, l'esperto ha affermato che
la guida sicura non poteva essere confermata prima di un periodo di formale
monitoraggio attento, atteso che "quanto emerso dall'indagine parla per
un consumo alcolico sicuramente problematico e aggravato da aspetti francamente
etilistici che lasciano temere la presenza di tendenze patologiche nascoste, di
cui la ripetuta positività alla CDT è solo uno degli elementi, sebbene decisivo".
Tale verdetto non è sorretto da elementi sufficientemente convincenti. Il referto
manca di spiegazioni, puntuali e convincenti, circa le ragioni che hanno
indotto il suo estensore a certificare un'inidoneità alla guida per dipendenza
nonostante un ventaglio di riscontri indagatori di segno prevalentemente favorevole
all'interessato, nei quali rientra pure il certificato medico 29 marzo 2011 del
dr. med. __________ di __________, specialista FMH in medicina interna. I due
valori CDT fuori norma, i 7 punti conseguiti nell'AUDIT, i deludenti risultati
del test della GFC-A e la sussistenza di problematiche potorie ammesse una sola
volta in un contesto inaffidabile (allorquando a RI 1, imbevuto di alcol, è
stato prelevato il sangue in ospedale), non bastano per conferire alla perizia
la dignità di uno strumento idoneo a giustificare una revoca di sicurezza. Se
il ricorrente è riuscito a falsare i risultati delle prove alle quali è stato
sottoposto, occorreva illustrare nel dettaglio in che modo ciò è avvenuto, come
agiscono le scale di controllo dell'attendibilità delle affermazioni inserite
nei questionari ed esporre maggiormente le incongruenze nelle quali era caduto
l'esaminato. Se il perito ha formulato la diagnosi sulla scorta di dati fondati
sulla propria esperienza doveva esplicitarli. In assenza di tali chiarimenti le
affrettate deduzioni esposte in coda alla perizia appaiono insostenibili e non
possono essere condivise.

 

4.2. Da quanto esposto discende che le
condizioni giustificative di una revoca a scopo di sicurezza per dipendenza
dall'alcol, che rende l'insorgente inidoneo a condurre con sicurezza veicoli a
motore, non sono abbastanza comprovate. Il provvedimento a tempo indeterminato
va quindi annullato siccome lesivo del diritto. Esso va trasformato in una misura
di ammonimento della durata di 8 mesi a sanzione degli accadimenti del 9
febbraio 2011, come postulato dal ricorrente stesso.

 

 

                                   5.   5.1. La
legislazione sulla circolazione stradale distingue la revo-ca di ammonimento
dalla revoca di sicurezza. Se la prima ha, come noto, uno scopo
preventivo-educativo (DTF 133 II 331 consid. 6.4.2, 127 II 300 consid. 3d, 121
II 22 consid. 3a), la seconda mira ad escludere dalla circolazione quei
conducenti che per motivi medici e psichici, per dipendenza da alcol o da altre
sostanze o per motivi caratteriali non sono in grado di guidare con sicurezza
un veicolo a motore, per cui difettano dell'idoneità alla guida. Conformemente
alla sua funzione, la licenza di condurre, in caso di provvedimento di sicurezza,
viene revocata per tempo indeterminato e la riammissione alla guida avviene
solo se il conducente adempie le condizioni fissategli dalle autorità, è in
grado di comprovare la sua ritrovata idoneità alla guida ed è trascorso un
eventuale periodo di sospensione (art. 17 cpv. 3 LCStr). La revoca di ammonimento
ha invece sempre una durata stabilita e la riconsegna della patente non può
essere subordinata a condizioni, a meno che non si tratti di una restituzione
anticipata (DTF 130 II 25 consid. 3). Il successivo mantenimento della licenza
di condurre può essere tuttavia sottoposto a restrizioni. Per motivi
particolari, il possesso della patente può essere infatti limitato nella durata
o nella validità o essere vincolato a condizioni speciali (vedi DTF 131 II 248
consid. 6, che ripristina in via giurisprudenziale i principi sanciti dall'or
abrogato art. 10 cpv. 3 vLCStr), segnatamente all'esperimento di visite e/o
esami medici (art. 11b cpv. 1 lett. a e b, 27 cpv. 2 lett. c e cpv. 4
OAC). Tali misure devono apparire necessarie per il mantenimento della idoneità
alla guida e per preservare la sicurezza del traffico, come accade - ad esempio
- in presenza di prognosi che non escludono possibili ricadute del conducente.

 

                                         5.2. Poste
queste premesse e soppesati gli elementi preoccupanti emergenti dagli atti
(anomali valori GPT e y-GT negli esami ematici del 2005 e 2007, valori
CDT elevati in marzo/aprile 2011, altissima sopportazione alcolemica, incidente
stradale in gravissimo stato di ebrietà), è necessario che la Sezione della
circolazione imponga a RI 1 adeguate condizioni per il mantenimento della patente
dopo l'esecuzione della revoca di ammonimento. Esse dovranno essere stabilite
in modo da verificare e garantire che il ricorrente sia stabilmente in possesso
delle attitudini fisiche e psichiche esatte dalla legge per condurre con sicurezza
un veicolo a motore nel traffico quotidiano.

 

 

                                   6.   Sulla scorta di quanto precede il ricorso deve essere accolto,
annullando il giudizio impugnato e la risoluzione della Sezione della
circolazione che esso ha tutelato. Gli atti vanno rinviati all'autorità
dipartimentale affinché adotti una revoca di ammonimento di 8 mesi, restituisca
subito la licenza all'insorgente e gli fissi appropriate condizioni per il
mantenimento della patente nel solco di quanto dianzi esposto.

 

 

                                   7.   Dato
l'esito, non si preleva tassa di giustizia (art. 28 LPamm). L'accoglimento del
gravame impone tuttavia l'assegnazione di congrue ripetibili al ricorrente,
patrocinato da un servizio di protezione giuridica, a valere per entrambe le
sedi ricorsuali (art. 31 LPamm; STF 9C_475/2009 del 23 ottobre 2009).

 

Per questi motivi,

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

§.  Di conseguenza:

1.1.   la
decisione 12 luglio 2011 (n. 4043) del Consiglio di Stato e la risoluzione 26
maggio 2011 della Sezione della circolazione sono annullate; 

1.2.   gli
atti sono rinviati alla Sezione della circolazione per nuova decisione ai sensi
dei considerandi.

 

 

                                   2.   Non si
preleva tassa di giustizia. Lo Stato verserà al ricorrente fr. 800.- a titolo
di ripetibili per entrambe le istanze.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

 

 

	
                                     4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il vicepresidente                                                      La
segretaria