# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0185eedd-5ebf-51eb-a16f-d5dddfb31e74
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-01-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 14.01.2003 INC.2002.60206
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2002-60206_2003-01-14.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2002.60205

  INC.2002.60206

  	
  Lugano

  14 gennaio 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto supplente

  
	
  __________

  
	
   

  sedente per statuire sul reclamo presentato il 9 dicembre
  2002 da

  
						

 

	
   

  	
  __________

  rappr. dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  

 

	
   

  	
  le decisioni 29 novembre 2002 e 6 dicembre 2002 del Procuratore
  pubblico avv. __________ che ha rifiutato la richiesta di trasmissione di
  verbali rispettivamente la loro consultazione presso il Ministero pubblico
  alla reclamante parte civile nel procedimento pendente contro __________
  (patrocinato dall'avv. __________), per titolo di assassinio e altri reati;

  

 

viste le osservazioni 17 dicembre
2002 del magistrato inquirente, che postula l’integrale reiezione del reclamo,
e 18 dicembre 2002 dell’accusato, che si rimette al giudizio di questa sede;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto e considerato

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

1.

 

Nei confronti di __________ è
pendente un procedimento in istruzione formale per titolo di assassinio
subordinatamente omicidio intenzionale consumato e tentato e di lesioni gravi
subordinatamente lesioni semplici qualificate, come alla promozione dell'accusa
in concomitanza con il suo arresto del 10 ottobre 2002 rispettivamente del 15
ottobre 2002.

Le imputazioni si riferiscono
all’aggressione messa in atto dall’accusato, la sera del 9 ottobre 2002
nell’abitazione di __________, sua nonna, ad __________, a colpi di un grosso
machete, con conseguente decesso della zia __________ ed importanti lesioni a
suo padre __________ ed alla stessa nonna.

 

Per la valutazione psichiatrica
della personalità dell’autore, in connessione con la fattispecie imputata, il
Procuratore pubblico ha designato quale perito il dott. __________, come al
decreto del 17 ottobre 2002. Aderendo ad istanza della signora __________,
costituitasi parte civile, il magistrato inquirente ha ammesso l’assistenza dei
periti di parte dott. __________ e dott. __________: egli ha tuttavia negato
con decisione 29 novembre 2002 di mettere a disposizione di questi
professionisti verbali già acquisiti all’istruttoria e con decisione 6 dicembre
2002 di consentirne perlomeno esame presso il Ministero pubblico, così
respingendo le corrispondenti domande 22 novembre e 5 dicembre 2002 della
signora __________. Sostanzialmente il magistrato inquirente ha argomentato che
i periti di parte possono unicamente assistere all'operato di quello
giudiziario per la verifica del rispetto delle norme dell’arte, senza attività
di contrapposizione né diritto proprio di ricevere copia di atti. In casu
peraltro essi non sono di primo acchito necessari all’esercizio dei diritti
della parte civile, la loro ostensione a quest’ultima essendo contrastata da
preminenti esigenze di inchiesta e costituendo altresì violazione della parità
delle armi, in quanto non sono ancora stati contestati all’accusato e non sono
noti alla difesa: a suo tempo i periti di parte potranno sempre rivedere le
loro opinioni.

 

 

2.

 

Contro queste due decisioni
insorge la parte civile con il reclamo in discussione (sia subito detto,
ricevibile in ordine, in quanto tempestivamente proposto da interessato
legittimato, nel rispetto degli art. 280 e rel. CPP), ritenuto ovviamente che
la seconda riproposta istanza è da considerare subordinata a quella volta in
via principale ad ottenere copia dei verbali.

La reclamante considera l’accesso
immediato a determinati verbali siccome necessario all’espletamento del mandato
dei periti di parte e non può condividere le motivazioni del Procuratore pubblico.
Infatti i periti da lei designati intendono coadiuvare quello giudiziario, con
sufficienti conoscenze fattuali indispensabili per un’assistenza efficace e per
le loro valutazioni. L’atteggiamento del magistrato inquirente appare
contraddittorio, sia per avere accettato la partecipazione degli esperti
proposti dalla parte civile, sia per aver già ammesso la loro presenza
all’interrogatorio 22 novembre 2002 di __________. E’ inoltre incoerente
rinviare la conoscenza di atti istruttori al seguito del procedimento, con sola
conseguenza di ritardi e appesantimento degli accertamenti, mentre non v’è
ostacolo di nessuna esigenza d’inchiesta, se pure determinati verbali non sono
ancora stati contestati all’accusato, in quanto i periti di parte sono tenuti al
segreto professionale (senza dimenticare poi che un [qui] ipotetico pericolo di
collusione è di massima considerato minore per una parte civile).

 

 

3.

 

Mentre la difesa afferma di non
essere in grado di prendere posizione, l’accusato avendo rimosso ogni ricordo,
per cui si rimette al giudizio di questa sede, il Procuratore pubblico - nel
postulare l’integrale reiezione del reclamo - ribadisce che ai periti di parte
non è assegnata la facoltà di coadiuvare quelli giudiziari: i primi non hanno
diritti più estesi di una presenza passiva, quale verifica del procedere del
perito giudiziario, e in tale contesto la loro presenza all’interrogatorio di
__________ era correlativa a quella appunto del perito giudiziario. Le
decisioni negative non presentano né contraddizioni né incoerenza né si avvera
lesione della celerità, ai periti di parte rimanendo riservato tempo e modo di
presentare le loro valutazioni, mentre attuale incondizionato accesso ad atti
istruttori sarebbe ingiustificato e contrario al principio della parità delle
armi. Tutto ciò vale anche per la sola loro visione, non essendo questione di
forma, ma di contenuto.

 

 

4.

 

Tra le prove a disposizione delle
autorità penali inquirenti e giudicanti vi è la perizia ossia il ricorso
all'esperto specifico ogniqualvolta occorre stabilire fatti e circostanze
all'accertamento dei quali siano indispensabili speciali cognizioni (art. 142
cpv. 1 CPP, nella sostanza ripreso dagli art. 96 cpv. 1 CPP/1942 e 96 cpv. 1
CPP/1993, per cui vale la giurisprudenza anteriore: v. REP 1997 n. 97,
confermata dalla massima in REP 1998 n. 113).

Come già nel passato, le parti
hanno la facoltà di far "assistere" periti propri alle operazioni di
quello giudiziario, obbligatoriamente a meno che ciò "non comporti ritardi
od ostacoli all'opera dei periti giudiziali" (art. 142 cpv. 4 CPP,
corrispondente nella sostanza all'art. 154 CPP/1993, che pure circoscrive la
partecipazione dei periti di parte all'assistenza, in vista della loro
audizione al dibattimento). E' una norma che, come tutta la prima parte del
capitolo V del titolo V CPP, si applica ad ogni genere di perizia, per quanto
possa essere differente la natura della stessa in connessione con il genere
della fattispecie. Il diritto di partecipazione delle parti - così garantito in
linea di principio - deve allora essere oggetto di attento esame, che tenga
conto di caso in caso del tipo di perizia e - generalmente - degli interessi in
gioco. Si ha infatti che tale facoltà o diritto è altro e indipendente da
quello di mero esame, a posteriori, della perizia giudiziaria e del connesso
materiale (REP 1993 n. 124).

Non è qui in discussione la
partecipazione di principio ed in concreto dei periti designati dalla signora
__________, in quanto ammessa dal Procuratore pubblico. E' per contro discorso
di modalità e intensità di questa presenza dei periti di parte all'attività di
quello giudiziario, dove occorre aver presente l'improponibilità di principio
di interventi diretti degli esperti - per così dire - esterni, specie in un
campo - quello psichiatrico - nel quale occorre avere particolare prudenza,
evitando l'accavallarsi o anche solo la concorrenza di indagatori
professionisti (ed in questo senso va letta la decisione pubblicata in REP 1999
n. 124, restrittiva in materia di perizia psichiatrica).

 

 

5.

 

Allora sono errate le premesse
della reclamante che vuole i suoi periti in posizione operativa quasi pari a
quella del perito giudiziario, che intenderebbero coadiuvare. Essi possono solo
assistere, come agli espressi termini di legge richiamati sopra e perduranti
nel tempo, e cioè seguire l'operato del perito giudiziario per propria miglior
conoscenza, senza possibilità di diretta interferenza. Già per queste ragioni
meritano tutela le impugnate decisioni del Procuratore pubblico: non essendo chiamati
ad erigere una perizia in uno con quella giudiziaria o in contemporanea con la
stessa, i periti di parte non hanno presente urgenza o necessità di prendere
conoscenza di tutte le acquisizioni istruttorie sin qui all'incarto. Né è
contraddittorio che il Procuratore pubblico li abbia ammessi all'interrogatorio
di __________: era presente il perito giudiziario e poteva essere utile avere
diretta conoscenza di un certamente importante momento istruttorio.

Le contrastate decisioni meritano
d'altra parte tutela per le avanzate preminenti esigenze di inchiesta e per il
rispetto dei diritti della difesa. E' comprensibile che le emergenze
istruttorie vengano contestate all'accusato, non solo prima di loro conoscenza
da parte della difesa, ma anche e soprattutto da parte di altri interessati al
procedimento penale, per evitare pericolo di collusione. Se i periti di parte
fanno valere il loro vincolo al segreto professionale, le reiette istanze
promanano pur sempre dalla parte civile come tale, che è madre di una delle
vittime (__________, padre dell'accusato) e nonna di __________, per cui
potrebbe strumentalizzare la sua posizione processuale non tanto a garanzia dei
suoi diritti (la signora __________ non ha di certo concolpe e quale
risarcimento potrebbe in concreto ottenere, comunque indipendentemente dalla
situazione psichiatrica del nipote ?), quanto - ad adiuvandum - per legami di
sangue, che prevalgono sulla tremenda offesa subita (per cui, nella 

 

presente fattispecie, appare più
marcato il pericolo di collusione, quanto meno l'interesse ad una perizia
psichiatrica di parte). Né occorre aggiungere altro a proposito della
comprensiva tranquillità della difesa, che non risulta insistere per aver
immediato totale accesso agli atti istruttori e che appunto non deve trovarsi
in posizione secondaria rispetto alla parte civile.

 

Per finire, tenuto conto della
posizione di semplice assistenza dei periti di parte, non vi è alcuna urgenza
per loro di preventiva conoscenza di determinati atti istruttori. Il dipanarsi
della procedura riserverà loro tempo e modo di conoscere tutte le acquisizione
e gli accertamenti e così di determinarsi sulle loro costatazioni.

 

 

6.

 

Il reclamo è conseguentemente
respinto con la presente decisione definitiva (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP, e
contrario) e con carico di spese giudiziarie alla parte civile soccombente: non
si attribuiscono ripetibili, neppure chieste dall'accusato comunque silente
sulle conclusioni.

 

Per i quali motivi,

visti i citati articoli di legge,

 

 

 

decide:                            1.     Il
reclamo è respinto.

 

                                         2.     La
tassa di giustizia di fr. 300.-- e le spese di fr. 50.-- sono a carico della
reclamante soccombente.

 

                                         3.     La
presente decisione è definitiva.

 

                                         4.     Intimazione:

                                                 -
avv. dott. __________, per sé e per 

                                                  
la reclamante (con copia delle osservazioni del magistrato 

                                                  
inquirente e della comunicazione della difesa);

                                                 -
avv. __________, per sé e 

                                                  
per __________ (con copia delle osservazioni del 

                                                  
magistrato inquirente);

                                                 -
Procuratore pubblico avv. __________ (con copia della 

                                                  
comunicazione della difesa).

 

 

 

 

                                                                                 giudice
__________