# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0a3cb2b0-1d2b-5173-86b8-cdd7873d69e1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-08-10
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 10.08.2017 12.2017.109
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2017-109_2017-08-10.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2017.109

  	
  Lugano

  10 agosto 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente della seconda Camera civile del
  Tribunale d'appello

  
	
  quale
  giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG)

  
	
   

  	
   

  
						

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. SO.2017.2925 (tutela giurisdizionale nei
casi manifesti, espulsione del conduttore) della Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 4 - promossa con istanza 12 giugno 2017 da

 

	
   

  	
  AO
  1 

  rappr. dall’ RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP
  1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

chiedente l’espulsione immediata del
convenuto, domanda alla quale il conduttore si è opposto e che il Pretore ha
accolto con decisione 6 luglio 2017;

 

appellante il convenuto, con appello del 12 luglio 2017, con il quale
chiede di annullare il giudizio impugnato, subordinatamente di concedere una
proroga di tre mesi al termine impartitogli per la riconsegna del bene locato;

ritenuto

 

in fatto e in diritto:

 

                                         che a
partire dal 1° marzo 2010 AP 1 conduce in locazione l’appartamento di 3,5
locali all’interno dell’immobile sito in via __________ a __________, per una
pigione annua di fr. 15'600.- pagabile in rate semestrali (doc. A);

che, previa diffida del 17 gennaio
2017 (doc. B), il locatore AO 1 ha notificato al conduttore in data 7 aprile
2017, con modulo ufficiale, la disdetta straordinaria del
contratto per il 31 maggio 2017 (doc. D);

                                         che, avendo
il conduttore contestato la disdetta e omesso di riconsegnare l’ente locato,
con istanza 12 giugno 2017 nella procedura sommaria a tutela nei casi manifesti
il locatore ha chiesto alla Pretura di ordinarne l’espulsione, postulando di
assortire la decisione con una serie di comminatorie e ordini atti a garantirne
l’esecuzione e in particolare lo sgombero dei luoghi;

che in occasione dell’udienza del 5 luglio 2017 (atto III) il convenuto ha
indicato di essere in mora con il pagamento della pigione a causa di seri
problemi finanziari e di salute con i quali è stato confrontato, chiedendo quindi
di poter rimanere nell’appartamento con l’impegno a saldare gli arretrati, tenuto
conto delle prestazioni sociali riconosciutegli dal febbraio 2017;

che con giudizio 6 luglio 2017 il Pretore ha sostanzialmente accolto l’istanza
e ordinato l’espulsione del conduttore entro dieci giorni, con le comminatorie
di rito;

 

                                         che con appello
del 12 luglio 2017 il convenuto chiede l’annullamento della decisione
impugnata, subordinatamente di poter beneficiare di ulteriori tre mesi per
lasciare i locali;

che l’atto non è stato intimato alla controparte e la procedura, terminando con
una non entrata nel merito di un’impugnazione manifestamente inammissibile,
può essere decisa dalla Camera nella composizione a giudice unico (art. 48b
cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG);

che dal 1° gennaio 2011 l’espulsione di un conduttore dai locali
occupati dopo la fine del contratto per disdetta, ordinaria o straordinaria,
avviene o in procedura semplificata (art. 243 e segg. CPC) previa conciliazione
o in procedura sommaria di tutela giurisdizionale nei casi manifesti (art. 257
CPC) che non richiede la previa conciliazione (Hohl, Procédure civile, Tome II, 2a
ed., n. 1429 pag. 260);

che con l’appello possono essere censurati l’errata applicazione del diritto e
l’errato accertamento dei fatti (art. 310 CPC); l’atto di appello deve
contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere motivato
(art. 310 e 311 cpv. 1 CPC); l’appellante deve spiegare non perché le sue
argomentazioni siano fondate, ma perché sarebbero erronee o censurabili le
motivazioni del Pretore;

che nel caso concreto l’appellante ha accompagnato la richiesta di giudizio con
succinte considerazioni di ordine pratico, secondo le quali non sarebbe in
grado di attenersi al breve termine impartitogli non disponendo di altra
sistemazione malgrado lo sforzo profuso in tal senso, illustrando altresì la
sua precaria situazione economica e dichiarando l’intenzione di voler far
fronte al pagamento dei canoni scoperti in tempi adeguati, senza peraltro alcun
riscontro probatorio in merito;

che ai sensi dell’art. 311 CPC una simile censura risulta manifestamente
inammissibile per carente motivazione, mancando ogni confronto con il giudizio
impugnato;

che gli accertamenti e le conclusioni del primo giudice non risultano quindi
validamente criticati, ciò che comporta la conferma della sentenza impugnata;

che le spese processuali seguono la soccombenza (art. 106 CPC) e
sono fissate in conformità all’art. 9 cpv. 3 LTG, tenuto conto delle particolari
circostanze; il valore litigioso della procedura di appello, determinante anche
ai fini di un eventuale ricorso al Tribunale federale, ammonta a fr. 46’800.-, come indicato dal
Pretore; non si assegnano ripetibili alla controparte alla quale
l'appello non è stato notificato.

 

Per questi motivi, 

 

decide:                     1.   L'appello 12 luglio 2017 di AP 1 è irricevibile.

 

                                   2.   Le
spese processuali di complessivi fr. 100.- sono poste a carico dell’appellante.
Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -;

  -.

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 4.

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d'appello

Il
vicepresidente                 

 

D.
Bozzini

 

 

Rimedi giuridici

Nelle cause a carattere pecuniario in materia di
locazione con un valore litigioso superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF).
Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli
stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117
LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario
sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi
con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).