# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 71057f3e-530f-5bf5-aefa-340fc1d116ee
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.06.2010 D-4192/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4192-2010_2010-06-16.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4192/2010/gam
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  g i u g n o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con approvazione della giudice Claudia Cotting-Schalch;
cancelliere Federico Pestoni;

A._______, alias
B._______, 
Nigeria,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM dell'8 giugno 2010/ N [...]

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4192/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera;

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità o di  viaggio, con la comminatoria che,  in caso di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 18 maggio 2010 e dell'8 giugno 2010;

la  decisione  dell'UFM  dell'8 giugno 2010,  notificata  all'interessato  il 
giorno stesso (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del 9 giugno 2010 (cfr. timbro del  plico raccomandato, data 
d'entrata 10 giugno 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (TAF) in 
data 10 giugno 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano di etnia delta Igbo, 
nato e vissuto ad C._______, nel Delta State (cfr. verbale d'audizione 
del 18 maggio 2010, pagg. 1 e 2);

che il richiedente, avrebbe lasciato la Nigeria nel mese di (...) del 2010 
poiché ricercato dagli abitanti del suo villaggio, per il fatto che egli si  
sarebbe rifiutato di adorare il tempio che già avevano frequentato suo 
padre  e  suo  nonno;  che  dal  momento  del  rifiuto,  non  solo  i  suoi  
concittadini  avrebbero  voluto  ucciderlo,  ma,  oltretutto,  egli  avrebbe 
avuto  una  serie  di  incidenti  provocati,  a  suo  dire,  dall'oracolo;  che, 
inoltre,  nell'(...)  il  ricorrente avrebbe violentato una ragazzina,  senza 
volerlo poiché guidato dal volere del  tempio  (cfr. verbale d'audizione 
del  18 maggio 2010,  pagg. 5  e  6,  verbale  d'audizione  dell'8 
giugno 2010, pagg. 3, 4 e 5); che a seguito del susseguirsi dei citati 
eventi,  nel mese di gennaio del 2010, il  ricorrente avrebbe deciso di 
trasferirsi a D._______, dove è rimasto fino al mese di (...)  del 2010 
prima di espatriare (cfr. verbale d'audizione del 18 maggio 2010, pag. 
2);

che il  richiedente, avrebbe viaggiato attraverso il  Niger giungendo in 
Libia, dove è rimasto per una settimana; che di lì, egli avrebbe preso 
una nave sbarcando in Italia il  4 aprile 2010, soggiornandovi illegal-
mente, a suo dire, fino al 9 maggio 2010, dapprima in una chiesa e, in 
seguito, mendicando per le vie di una non meglio precisata città; che 
infine avrebbe incontrato una signora, la quale dopo aver ascoltato la 
sua storia gli  avrebbe pagato il  biglietto del  treno fino a E._______, 
dove  è  giunto  il  (…)  (cfr.  verbale  d'audizione  del  18 maggio 2010, 
pagg. 6 e 7);

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che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del -
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità, riconfermato quanto già affermato nei 
verbali di audizione, e meglio di non aver mai né posseduto né avuto 
bisogno di documenti di identità, ribadendo inoltre, che non sa come 
procurarsi tali documenti non avendone mai posseduto uno;

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità  inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda 
d'asilo; che ha, altresì,  presentato una domanda di  assistenza giudi-
ziaria, nel senso della dispensa dal versamento anticipato delle presu-
mibili spese processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'e-
sistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett.  c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 

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un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative;

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a  
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre un mese dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che,  per  di  più,  egli  si  è  semplicemente limitato  a  dichiarare di  non 
aver mai  posseduto un passaporto  o una carta d'identità,  allegando 
poi di non avere mai necessitato di possedere dei documenti di identi -
tà poiché si sarebbe sempre identificato verbalmente (cfr. verbale d'au-
dizione del 18 maggio 2010, pagg. 3 e 4);

che, oltre a ciò, interrogato sul proprio viaggio, egli  è stato assoluta-
mente superficiale ed evasivo senza fornire alcun dettaglio del tragitto 
intrapreso; che ha dichiarato di  aver lasciato  la  Nigeria partendo da 
D._______, attraversando il Niger e proseguendo in Libia dove si sa -
rebbe fermato una settimana; che da lì, per mezzo di un'imbarcazione 
è arrivato in Italia, dove ha soggiornato illegalmente, a suo dire, fino al 
9 maggio 2010, dapprima in una chiesa e in seguito mendicando per 
le vie di una non meglio precisata città; che in seguito sarebbe partito  
per la Svizzera a bordo di un treno con l'aiuto di una signora che, dopo 
aver sentito  la sua storia,  gli  avrebbe pagato il  biglietto  (cfr. verbale 
d'audizione del 18 maggio 2010, pagg. 6 e 7); che, infine, appare total-
mente inverosimile che egli sia giunto in Svizzera senza ricordare nulla 
di un viaggio così lungo, e senza aver mai subito alcun tipo di control-
lo, argomentazioni, queste, tutte assolutamente inattendibili; che, a ti-
tolo  abbondanziale  ed  a  prescindere  dalle  allegazioni  palesemente 
fantasiose di cui sopra, varcare il confine Schengen senza subire al -
cun  controllo,  costituisce  al  momento  attuale,  un'impresa  pressoché 
impossibile;

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio;

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che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  
stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Nigeria poiché sarebbe ricercato dai membri della sua comunità, 
i quali vorrebbero imporgli di adorare il tempio che fu già frequentato 
da suo padre e da suo nonno, ma pure per sfuggire alla maledizione 
dalla quale sarebbe perseguitato dopo il suo rifiuto di adorare il tempio 
in questione;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

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che,  a  mente  di  questo  Tribunale,  come  rettamente  evidenziato 
dall'autorità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno 
della  sua  domanda  d'asilo  non  presenta  alcun  elemento  di 
verosimiglianza;

che basti rilevare innanzitutto che il ricorrente si è espresso in modo 
molto vago e succinto sugli eventi che lo avrebbero indotto a lasciare il  
proprio  Paese;  che,  a  titolo  d'esempio,  egli  si  è  ripetutamente 
contraddetto  persino  sulle  già  scarne  dichiarazioni  a  proposito  dei 
propri  motivi  d'asilo,  e  meglio  a  proposito  delle  date  nelle  quali 
sarebbero  avvenuti  gli  incidenti  che  sarebbero  stati  provocati 
dall'oracolo; che infatti,  in sede di  prima audizione egli  ha dichiarato 
che la cronologia dei predetti sinistri sarebbe stata, nell'ordine, marzo 
del 2008, novembre del 2008, marzo del 2009 e settembre del 2009 
(cfr. verbale d'audizione del 18 maggio 2010, pagg. 5 e 6); che tuttavia 
nel  corso  della  seconda  audizione  egli  ha  affermato  che  i  citati 
inconvenienti sarebbero occorsi rispettivamente nel maggio del 2008 il  
primo, nel 2009 il secondo ed il terzo e, infine, nel 2010 il quarto ed 
ultimo (cfr. verbale d'audizione dell'8 giugno 2010, pagg. 4 e 5); che, 
inoltre, persino nella vicenda dello stupro della ragazzina, il ricorrente 
è  rimasto  alquanto  vago,  senza raccontare  nulla  e  contraddicendosi 
una volta ancora sulla data, affermando che fosse l'(...) dapprima (cfr. 
verbale d'audizione del 18 maggio 2010, pag. 5) e nel (...) in sede di 
audizione federale (cfr. verbale d'audizione dell'8 giugno 2010, pagg. 4 
e 5);

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati esaminati e ret -
tamente  ritenuti  come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; che, tanto meno, a mente di questo Tribuna-
le, le allegazioni prodotte sarebbero state di un'intensità tale da essere 
considerate decisive in materia d'asilo né che si evincono elementi da 
cui  dedurre  che  al  ricorrente  sarebbe  stata  preclusa  un'appropriata 
protezione contro le persecuzioni statali (cfr. GICRA 2006 no 18)

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non risultano  elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi -

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mento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  (cfr.  DTAF 
2009/50, consid. 8, pagg. 730 e segg.);

che, dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  come detto,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 44 cpv. 2 LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr);

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che, inoltre, notoriamente, la situazione vigente in Nigeria non appare 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga l'insieme della  popolazione nell'integralità  del  territorio  na-
zionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli  è giovane e 
possiede una formazione scolastica di base, in quanto ha frequentato 
5 anni di scuola primaria ad C._______; che egli inoltre ha una discre-
ta esperienza professionale sia come agricoltore sia come saldatore 
(cfr. verbale d'audizione del 18 maggio 2010, pag. 2); che inoltre, stan-
do a quanto riferito, sarebbe nato e cresciuto ad C._______, dove ha 
pure frequentato la scuola primaria e svolto i  suoi lavori e, pertanto, 
ove si può partire dal presupposto che abbia una rete sociale; che l'in-
sorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di sa-
lute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. sulla  
problematica Giurisprudenza ed informazioni della Commissione sviz-
zera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che da un 
esame d'ufficio degli  atti  emerga la necessità di  una permanenza in 
Svizzera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art.  44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio; che l'esecuzione dell'al-
lontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 

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i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
E._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento);

- all'UFM, Centro di  registrazione e di  procedura di  E._______ con 
ordine di notificare la sentenza al ricorrente e di ritornare l'avviso di 
ricevimento  allegato  al  Tribunale  amministrativo  federale  (allegati: 
incarto N 540 426 e copia del ricorso del 9 giugno 2010, per corrie-
re interno; in copia);

- F._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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