# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 037034e1-39ba-5850-aab0-efa6b8d6a756
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-06-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 16.06.1998 90.1997.114
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1997-114_1998-06-16.html

## Full Text

Incarto n.

  90.97.00114

  	
  Lugano

  16 giugno 1998

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della
  pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Efrem Beretta, presidente, 

  Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca

   

  

 

	
  Il
  segretario

  	
  Fiorenzo Gianinazzi

  

 

visto
il ricorso del 9 settembre 1997 di

 

	
   

  	
  Comune di __________,
  __________,  

  rappr. da Avv. __________.
  __________, __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 9 luglio 1997 (n. __________) con la
  quale il Consiglio di Stato ha approvato la revisione parziale del PR di
  __________ 

  

 

                                         viste le osservazioni 17
novembre 1997 del Consiglio di Stato,

 

                                         letti
ed esaminati gli atti,

 

                                         esperiti
i necessari accertamenti;

 

r
i t e n u t o

 

in
fatto

 

                                   a.   Il PR di __________
è stato approvato dal Consiglio di Stato con risoluzione 19 novembre 1985. La
zona __________ -__________, situata nella parte bassa del Comune tra la linea
ferroviaria __________ -__________ Tresa e il sedime dell’aeroporto di
__________, era destinata all’insediamento di attività artigianali e
industriali non moleste secondo quanto prescritto all’art. 55 NAPR (versione
1985).

 

                                  b.   Nella sua seduta del
24 aprile 1995 il Consiglio Comunale di __________ ha adottato il progetto di
revisione parziale del PR, che interessa tutta la parte del territorio comunale
situata a valle della cantonale __________ -__________ -__________. I terreni
siti nelle località “Longhera-Canellini” restano, come nel precedente PR,
destinati all’insediamento di attività artigianali e industriali poco moleste
(denominata ora “zona industriale/artigianale IN1”). Rispetto al precedente PR
sono state invece modificate alcune disposizioni minori della norma di
attuazione (ad esempio le altezze massime) e introdotti alcuni vincoli particolari
quali le linee di costruzione continua in funzione anti-fonica, la
ricomposizione particellare e l’obbligo di sistemazione di accessi e posteggi
(cfr. cpv. 3,5 e 6 art. 55 NAPR-versione 1997).

 

                                   c.   Il Consiglio di
Stato, constatato come la pianificazione nella zona “__________ -__________ ”
sia confrontata con la messa a punto di importanti progetti di ordine superiore
quali la strada di circonvallazione __________ -__________ (opera prevista
nell’ambito del PTL) e, soprattutto, la procedura di rilascio della concessione
federale per l’aeroporto di __________ -__________ (ricorsi pendenti innanzi al
TF), ha però deciso di posticipare la decisione di approvazione della zona IN1
in una fascia di territorio profonda ca. 100 metri direttamente attigua all’aeroporto
(cfr. allegato n. 1 alla risoluzione 9 luglio 1997). Alcune componenti del
piano relative a questa zona sono state modificate d’ufficio oppure non sono
state approvate (linee di costruzione e di allineamento, ricomposizione particellare,...).
Al fine di assicurare il dovuto coordinamento, in questa fascia il Consiglio di
Stato ha pure istituito, con procedura separata, una zona di pianificazione
della durata di 3 anni. 

 

                                  d.   Il Comune di
__________ ha interposto ricorso sia contro la decisione di posticipare
l’approvazione del PR sia (in separata sede) contro l’imposizione di una zona
di pianificazione nella zona “__________ -__________ ”. 

                                         Limitatamente a questo
comparto il ricorrente chiede l’approvazione integrale della zona IN1,
l’approvazione delle linee di costruzione e di allineamento previste,
l’annullamento di ogni modifica dei gradi di sensibilità al rumore e
l’approvazione dell’art. 55 cpv. 6 NAPR, che prevede l’obbligo di
ricomposizione particellare. Al di fuori della zona “__________ -__________ ”
il Comune chiede inoltre lo stralcio della strada di PR n. __________, la
conferma dell’approvazione della strada di PR n. __________e l’annullamento
della modifica d’ufficio apportata all’art. 61 quinquies NAPR (impianto
cantonale di termo-distruzione dei rifiuti).

                                   e.   Nelle sue
osservazioni al ricorso, il Consiglio di Stato ricorda come il consolidamento
di alcuni progetti d’ordine sovracomunale quali il PTL, ma soprattutto la
pendente decisione del TF sui ricorsi introdotti contro la concessione federale
dell’aeroporto di __________, rischiano di modificare non poco gli assetti
pianificatori dell’area a diretto contatto con l’aeroporto, a dipendenza
soprattutto di una possibile modifica delle zone di rumore. L’elevato grado di
incertezza, paragonabile a quello esistente durante una pianificazione in
corso, non ha permesso all’autorità governativa l’approvazione immediata della
zona industriale IN1 ed ha imposto, quale diretta conseguenza, l’adozione della
zona di pianificazione. 

 

                                    f.   In data 14 gennaio
1998 ha avuto luogo l’udienza in contraddittorio. Dopo lunga discussione, il
Comune di __________ ha dichiarato di ritirare il ricorso limitatamente alle
contestazioni sulla strada di PR n. __________ (che risulta a tutti gli effetti
approvata dal CdS) e ai GDS al rumore attribuiti alla zona IN1, preso atto che
non vi è stata alcuna modifica d’ufficio da parte del CdS. Circa l’art. 61 quinquies
(impianto cantonale di termo-distruzione dei rifiuti), si decide di tenere il
sospeso il ricorso sino all’approvazione definitiva della scheda di PD n.
__________.__________. A proposito delle linee di arretramento e costruzione
previste in zona __________ -__________i, il rappresentante del CdS ha
precisato che la situazione valida è quella risultante dall’Allegato B del
ricorso in cui sono correttamente definite le gerarchie delle suddette linee.
Il Comune procederà quindi a rettificare la rappresentazione grafica del piano
delle zone ove tale gerarchia non traspare. Su questo punto il ricorso è pertanto
da considerarsi privo di oggetto.

                                         Per i rimanenti punti le
parti si sono riconfermate nelle rispettive allegazioni e domande, rinunciando
al dibattimento finale. 

 

c o n s i d e r a t o

 

in diritto

 

                                   1.   A norma dell’art. 38
LALPT contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al TPT entro 30
giorni dalla notificazione.

                                         L’art. 38 LALPT legittima
a ricorrere il comune (cpv. 4 lett. a), i già ricorrenti, per gli stessi motivi
(cpv. 4 lett. b), e ogni altra persona o ente che dimostri un interesse degno
di protezione a dipendenza delle modifiche decise dal Consiglio di Stato (lett.
c).

                                         Ciò premesso, il ricorso,
intimato nel termine di 30 giorni di cui all’art. 38 LALPT, é tempestivo. La legittimazione
ricorsuale è data a norma dell’art. 38 cpv. 4 lett. a LALPT.

 

                                   2.   Il comune gode di
autonomia in quelle materie che il diritto cantonale o federale non regola
esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte alla regolamentazione del
comune, conferendogli una notevole latitudine decisionale (DTF 115 Ia 44). Il
comune ticinese usufruisce di questa autonomia in materia di pianificazione del
territorio (Rep. 1989, pag. 422, consid. 2 e riferimenti).

                                         L’autonomia non è però
assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b) LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del PR da parte di almeno un’istanza. Nel Cantone
Ticino l’autorità competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di
Stato, che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo. Ciò
significa controllo non solo della legittimità ma pure dell’opportunità delle
scelte pianificatorie comunali. A contemperare l’estensione di tale controllo
con l’autonomia  riconosciuta al comune interviene il principio dell’art. 2
cpv. 3 LPT: “Le autorità incaricate di compiti pianificatori badano di lasciare
alle autorità loro subordinate il margine d’apprezzamento necessario per
adempiere i loro compiti”. Il Consiglio di Stato non può, dunque, semplicemente
sostituire il proprio apprezzamento a quello  del comune, ma deve rispettarne
il diritto di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più
opportuna. Il Consiglio di Stato non può però limitarsi a intervenire nei soli
casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo, sia
manifestamente insostenibile. Nella sua veste di autorità superiore di
vigilanza esso veglia affinché la pianificazione comunale rispetti il diritto e
segnatamente i principi pianificatori fondamentali enunciati dalla LPT, si conformi
alla pianificazione cantonale, in particolare al Piano direttore (art. 6 LPT) e
si armonizzi convenientemente con quella dei comuni vicini e regionale. Se il
PR presentatogli per approvazione non risponde a questi requisiti o appare per
altri versi insostenibile il Consiglio di Stato o lo rinvia sui punti difformi
ordinando al Comune di procedere alle necessarie varianti oppure modifica il
piano d'ufficio (art. 37 LALPT). 

                                         Di norma l'autonomia
comunale vuole che si segua la prima via. L'approvazione del PR da parte del
Consiglio di Stato quale autorità superiore di vigilanza non muta, malgrado
l'effetto costitutivo di cui è munita, la natura del piano che è e rimane di
diritto comunale. L'autorità di approvazione non può attraverso una modifica d'ufficio
del PR sostituirsi al comune nell'ambito delle sue competenze, statuendo in suo
luogo e vece contro la sua volontà,  eludendo il processo di formazione
democratica della volontà comunale: "nell'ambito della procedura approvativa
il governo è unicamente autorizzato a decidere ev. modifiche del PR se il loro
contenuto è chiaramente definibile e la modifica serve a emendare carenze o
errori pianificatori evidenti " (DTF 111 Ia 69-70, consid. 3d, rilievo
nostro). Così quando la soluzione può essere una sola, senza possibili
alternative (A. Kuttler, Zum Schutz der Gemeindeautonomie in der neueren bundesgerichtlichen
Rechtsprechung, in Rep. 1991, pag. 45 seg., in part. pag. 55).

                                         Quanto al Tribunale della
pianificazione del territorio non dispone, contrariamente al Consiglio di
Stato, del sindacato d’opportunità (tranne, in applicazione dell’art. 33 cpv. 3
lett. b LPT, se col ricorso è impugnata una modifica d’ufficio del PR). Il
ricorso è infatti proponibile solo contro la violazione del diritto (in particolare
contro l'errata o mancata applicazione di una norma stabilita dalla legge o
risultante implicitamente da essa, l'apprezzamento giuridico erroneo di un
fatto, l'eccesso o l'abuso di potere, la violazione di una norma essenziale di
procedura) e contro l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti rilevanti
per la decisione (art. 38 cpv. 2 e 3 LALPT). 

 

                                   3.   Scopo
essenziale della pianificazione è di “assicurare una funzionale utilizzazione
del suolo e una razionale abitabilità del territorio” (art. 22 quater Cost.).

                                         La LPT riprende e sviluppa
tale postulato. Secondo l’art. 1 LPT il suolo dev’essere utilizzato con misura,
l’insediamento ordinato in vista di uno sviluppo armonioso del paese. A questo
scopo la pianificazione deve tener conto delle condizioni naturali, dei bisogni
della popolazione e dell’economia. Deve proteggere le basi naturali della vita,
come il suolo, l’aria, l’acqua, il bosco e il paesaggio. Deve garantire la
difesa nazionale. Giusta l’art. 3 LPT il paesaggio va tutelato sia mantenendo
sufficienti superfici coltive per l’agricoltura, sia integrando in esso gli
insediamenti, conservando i siti naturali e gli spazi ricreativi, permettendo
al bosco di adempiere le sue funzioni. Si tratta di esigenze spesse volte
contrastanti, di una realtà troppo complessa per poter essere gestita con
formule riduttivamente rigide e schematiche. In realtà, solo un’attenta
ponderazione dei molteplici e contrastanti interessi in giuoco consente di
comporre in modo ottimale i conflitti tra le diverse utilizzazioni del
territorio, al fine di consentire un insediamento equilibrato, dallo sviluppo
armonioso, che rispetti la natura e più specificamente l’ambiente, rispondendo
in modo diversificato ai bisogni e alle aspirazioni della popolazione (cfr. DTF
117 Ia 432 consid. 4b, 115 Ia 339 consid. 5, 113 Ia 461 consid. 5a).

                                   4.   Principale punto in
contestazione è la decisione del CdS di differire l’approvazione della parte
inferiore della zona industriale IN1 nel comparto di “__________ -__________ ”,
almeno sino a quando non saranno sufficentemente consolidati i progetti delle
opere stradali del PTL e, soprattutto, decisa in via definitiva la concessione
aeroportuale di __________ -__________, contestata giudizialmente innanzi al
TF.

                                         Il Comune di __________
obbietta tuttavia che una sospensione della decisione non è giustificata nella
fattispecie, dal momento che si può già stabilire sin d’ora che in gran parte
di questa fascia territoriale non vi è conflitto né con le opere del PTL né con
i contenuti della concessione aeroportuale. Osserva infatti che sia il piano
delle zone di rumore stabilito dalla concessione (in vigore dal 16 settembre
1996) sia la strada di PR n. __________prevista nell’ambito del PTL interessano
in realtà unicamente i mappali n. __________e __________RF, situati
immediatamente a ridosso dell’aeroporto; in questa ridotta porzione del
territorio, la pianificazione aeroportuale, di rango superiore, si sostituisce
già a quella comunale senza che sia necessario posticipare l’approvazione del
PR e/o adottare una ZP.

 

                                   5.   Concessione
aeroportuale

                                         Le vicende che hanno
portato al rilascio della concessione federale dell’aeroporto di __________
sono note alle parti e all’opinione pubblica (non fosse altro per la larga
copertura data dai mass-media in tutti questi anni); questo Tribunale non
ritiene pertanto  necessario dilungarsi nel riepilogo di tutti i particolari.
Si ricorda unicamente che, in seguito al forte sviluppo del traffico di linea
degli ultimi 15 anni, nel gennaio del 1993 la città di __________, gestore
della struttura aeroportuale, ha presentato al DFTCE una domanda formale di
concessione ai sensi della Legge sulla navigazione aerea (LNA) e delle relative
ordinanze di applicazione. La concessione è stata rilasciata il 16.9.1996, ed è
entrata immediatamente in vigore, dal momento che ai numerosi ricorsi
interposti al Tribunale federale contro la stessa (fra i quali quello del
Comune di __________) non è stato concesso effetto sospensivo. 

                                         Tra gli atti più importati
necessari al rilascio della concessione figura l’allestimento di un catasto dei
rumori, che può avere rilevanti conseguenze sulla pianificazione delle aree
limitrofe all’aeroporto. L’art. 42 OSIA stabilisce infatti che, a dipendenza
dell’inquinamento fonico registrato, attorno all’aeroporto vengano stabilite
delle zone di rumore di tipo “A”, “B” e “C”. Nella prima, quella sottoposta a
maggiori immissioni, l’ordinamento federale proibisce l’insediamento di
attività residenziali, commerciali o industriali di ogni genere, ammettendo unicamente
attività agricole, militari o quelle direttamente legate all’esercizio
aeroportuale medesimo (hangar, ecc..). Anche le zone “B” e “C”, che pur possono
essere destinate a scopi abitativi o commerciali-industriali, comportano certe
limitazioni all’attività edilizia derivanti dall’adozione obbligatoria di
misure di protezione fonica. 

 

                                         Il comparto “__________
-__________ ”, che risulta a diretto contatto con la parte nord dell’aeroporto,
è interessato per un breve tratto (ca. 350 metri di lunghezza per 50 di
profondità) dalla zona di rumore “A”; tratto che nondimeno la pianificazione
comunale considera inserito in zona industriale (cfr. la zona disegnata con
doppio tratteggio orizzontale e verticale sulla planimetria allegata al ricorso
del Comune di __________ corrispondente in pratica ai f.n. __________e
__________RFD). In questa fascia il contrasto tra le disposizioni del PR (sia
quello del 1985, sia quello 1995) e la concessione aeroportuale è palese.
L’insorgente argomenta, con una certa ragione, che su questa limitata area, il
Comune è di fatto esautorato dal suo potere pianificatorio, giacché la zona di
rumore “A” è definita da una legislazione di ordine superiore che senz’altro
prevale su quella comunale; risulterebbe quindi superfluo imporre una zona di
pianificazione e sospendere la decisione sul suo azzonamento. Il Consiglio di
Stato fa tuttavia notare che numerosi ricorsi interposti al TF contro la
concessione contestano il catasto dei rumori a questa allegata e approvato dal
DFTCE; secondo questi ricorrenti (tra il quali il Comune di __________), la
reale entità dell’inquinamento fonico sarebbe superiore a quanto presentato nel
catasto dei rumori, che andrebbe pertanto modificato. Ora, ne conveniamo con il
Consiglio di Stato, questa eventualità potrebbe portare ad un’estensione delle
zone di rumore sulle aree circostanti l’aeroporto, ed ovviamente anche
nell’area di “__________ -__________ ”.

                                         In altre parole, qualora
l’Alta corte federale dovesse accogliere i ricorsi su questo punto, non è
escluso che si debba rivedere il piano delle zone di rumore tutt’intorno
all’aeroporto di __________, con possibili modifiche dell’assetto pianificatorio
delle aree interessate dal provvedimento. 

                                         Il ricorrente nega
decisamente quest’eventualità. A prescindere dal fatto che gran parte dei
ricorsi al TF chiedono una riduzione dell’attività dell’aeroporto (e quindi
delle immissioni) e non il loro ampliamento, egli sostiene che un eventuale
allargamento delle aree di rumore sarebbe inconciliabile con la legislazione
sulla protezione dell’ambiente, ed è pertanto da escludere in anticipo. 

                                         Ora, pur riconoscendo che
un’importante estensione della zona di rumore di tipo “A” sarebbe difficilmente
compatibile con la legislazione ambientale e con le capacità finanziarie del
gestore a causa degli elevatissimi oneri di espropriazione che ne
deriverebbero, non può essere esclusa a priori una limitata modifica di tale
zona. Anche una semplice correzione di alcune decine di metri della zona di
rumore “A” avrebbe delle notevoli ripercussioni sui fondi situati in prossimità
dell’area dell’aeroporto, alcuni dei quali già costruiti (ad __________ quello
della ditta __________). Problematico risulterebbe, in simile eventualità,
anche il mantenimento di alcuni vincoli urbanistici previsti dal progetto di
revisione comunale del PR, quali ad esempio, la linea di costruzione continua
imposta sul fronte della strada che fiancheggia l’aeroporto o ancora la
concessione del bonus all’indice di sfruttamento; parimenti rischia di essere
compromessa la realizzazione del campo sportivo di Bioggio, che è legata ad
un’operazione di permuta di terreni con alcuni proprietari di fondi nella zona
IN1. Infine, non è da escludere una modifica del tracciato delle vie d’accesso
e di servizio alla zona.

                                         Beninteso, l’ente di
gestione dell’aeroporto (il pratica la città di __________o) potrebbe anche
decidere di ridurre la propria attività al fine di ricondurre le immissioni
foniche, e le relative zone di rumore, nell’estensione originaria. Al momento
non è comunque dato di sapere quale sarà l’evolvere della situazione e quali
saranno gli indirizzi seguiti dal gestore dell’aeroporto in seguito ad
eventuali modifiche della concessione.

 

                                   6.   Interesse pubblico

                                         Quanto riportato al
paragrafo precedente ci ha permesso di approfondire le problematiche che
interessano il comparto di “__________ -__________ ”. Ne abbiamo dedotto che,
ritenuto che in queste zone la situazione pianificatoria sia eccessivamente
incerta viste le incognite d’ordine superiore tuttora non definitivamente
chiarite, il CdS non poteva ragionevolmente approvare già ora la pianificazione
proposta dal Comune. Se il TF decidesse di accogliere (anche solo parzialmente)
i ricorsi interposti contro la concessione federale dell’aeroporto, questo
comporterebbe (non necessariamente, ma possibilmente) importanti correzioni al
progetto di PR 1995. 

 

                               6.1.   Questo modo di
procedere è contestato dall’insorgente. Egli sostiene infatti che la
pianificazione attuale non differisce in modo sostanziale da quella del
precedente PR e non può pertanto essere ostacolata da avvenimenti esterni quali
la concessione aeroportuale o ancora le opere stradali del PTL. Se la tesi del
Consiglio di Stato fosse valida, si chiede inoltre perché l’autorità
governativa non ha esteso i suoi interventi (in particolare la ZP) a tutte le
aree circostanti l’aeroporto, anche quelle situate nei vicini comuni di
__________ e __________.

                                         Queste censure sono
condivisibili solo fino ad un certo punto. 

                                         E senz’altro vero che
un’eventuale modifica delle zone di rumore (ed in particolare un estensione dei
limiti della zona “A”) interesserebbe non solo il settore di __________, ma
anche quelli situati nei comuni di __________ e __________. Il fatto che la
zona di pianificazione non sia stata estesa anche a __________ e __________ non
significa tuttavia che la misura imposta dal CdS a __________ sia da
considerare ingiustificata o priva di efficacia; il TPT non è in ogni caso
abilitato a decretare l’estensione del provvedimento anche agli altri Comuni. 

 

                                         Resta tuttavia da
risolvere il quesito fondamentale, vale a dire sapere se il CdS aveva il potere
di sospendere l’approvazione del nuovo PR in questo comparto in attesa di una
decisione pregiudiziale da parte di un Tribunale. 

                                         Tra le misure di
salvaguardia della pianificazione previste dal legislatore ticinese agli art.
57-66 LALPT non figura invero, la sospensione della decisione di approvazione
di un PR. Va però detto che in questo caso la misura è stata completata
dall’introduzione simultanea di una ZP della durata di 3 anni, la cui validità
è stata confermata dal TPT nelle sentenze n.
__________.__________.__________-__________-__________-__________-__________del
16.6.1998. Ora, i due provvedimenti non possono essere disgiunti : il differimento
della decisione non avrebbe infatti senso senza la contemporanea introduzione
di una ZP (in tal caso tornerebbe infatti applicabile il diritto anteriore-PR
1985); d’altro canto la ZP è giustificata proprio dal differimento della
decisione approvativa del nuovo PR, per questioni di sicurezza giuridica. I
motivi alla base sono comunque i medesimi : vi è la concreta possibilità che
sia le disposizioni del PR in vigore, sia quelle del nuovo PR 1995 possano
porsi in contrasto con eventuali modifiche della concessione aeroportuale
(leggi estensione della zona di rumore “A”) nella zona “__________ -__________
”. Si tratta di un eventualità poi non tanto remota come l’insorgente tenta di
dimostrare; a quanto ci risulta, il Comune di __________ medesimo ha chiesto,
nel suo ricorso al TF, una verifica del piano delle zone di rumore allegato
all’atto di concessione. Simile richiesta è stata ripetuta da altri ricorrenti,
Comuni, enti, associazioni e anche semplici cittadini. Il motivo di fondo della
richiesta è unico:  a detta di questi insorgenti l’impatto fonico
dell’aeroporto è stato sottostimato del gestore dell’aeroporto, istante della
concessione, per questioni di opportunità (era importante ottenere la
concessione). Le zone di rumore presentate nel relativo piano risulterebbero
quindi più ridotte di quanto non siano in realtà. 

                                         Ora, la logica conseguenza
di un eventuale accoglimento, sia pure parziale, dei ricorsi da parte del TF
dovrebbe essere ben nota al Comune di __________: o si riducono i voli, o le
zone di rumore vanno riviste nella loro entità ed estensione, con le relative
ripercussioni sulla pianificazione di quei comparti situati nelle vicinanze, se
non a diretto contatto, con l’aeroporto.

 

                               6.2.   L’altro motivo
(comunque secondario) alla base della sospensione dell’approvazione del PR é
costituito dalla possibile incompatibilità tra le destinazioni previste dal PR
nella zona inferiore di “__________ ” e alcune opere stradali del PTL non
ancora sufficientemente consolidate a livello progettuale. Ci si riferisce in
particolare alla strada di PR n. __________, che dovrebbe fungere da accesso
nord allo scalo aeroportuale. Il tracciato previsto (cfr. Piano del traffico e
delle attrezzature pubbliche in atti) scorre sul confine a valle della zona IN1
“__________ ”, a contatto con l’area aeroportuale, per poi superare con un
sottopassaggio il terrapieno della ferrovia __________ -__________ __________
ed innestarsi con una rotonda nella futura arteria di circonvallazione
__________ -__________ (strada cantonale). Questo tracciato è, come detto,
tuttavia solo indicativo; sussistono infatti ancora dei problemi tecnici legati
alla realizzazione della circonvallazione __________ -__________ e alle rotonde
di collegamento con le strade di servizio locali (fra cui quella con la strada
di PR n. __________). Ed é ancora in discussione la funzione della strada di
accesso da nord all’aeroporto : strada di servizio limitata ai bisogni tecnici
o strada di collegamento aperta al pubblico in alternativa (e di pari rango)
all’esistente accesso da sud (da __________ per intenderci) ?. 

                                         Almeno per alcuni fondi
della zona IN1 situati immediatamente a contatto con il sedime aeroportuale è
quindi ancora prematuro parlare di definitivo consolidamento dei tracciati
viari; un margine di incertezza, tale da influenzare alcune delle principali
disposizioni previste dal nuovo PR (in particolare la linea di costruzione in
continuità in funzione di schermo fonico lungo l’aeroporto) permane.

 

                               6.3.   Conclusione

                                         In definitiva, l’operato
del CdS non può essere censurato nel presente caso. Il differimento della
decisione di approvazione del PR su parte del comparto di “__________
-__________ ” e la relativa introduzione di una zona di pianificazione è
legittimato dalla presenza di quei “conflitti con i principi pianificatori o
problemi particolari relativi all’uso del territorio “ che la legge (art.
58 cpv. 1 LALPT) pone a fondamento delle zone di pianificazione. 

                                         Quanto alla
proporzionalità della contestate misure, va detto che stante le incognite
d’ordine superiore citate, risultava oggettivamente difficile delimitare con
esattezza il perimetro della zona colpita; si tratta innanzitutto di garantire,
attraverso provvedimenti a carattere temporaneo, la pianificazione senza
intoppi di programmi di ampio respiro e incidenza territoriale quali il PTL e,
soprattutto, la concessione federale dell’aeroporto di Agno, senza che a questo
stadio si possa conoscere con sufficiente certezza se la superficie ora
bloccata verrà e in quale misura effettivamente vincolata. I motivi che hanno
portato il CdS a delimitare il comparto oggetto della sospensione della
decisione e della ZP sono talmente legati a circostanze particolari e dipendono
a tal punto da valutazioni tecniche specialistiche (calcolo delle immissioni
foniche) da non consentire al tribunale di intervenire con correttivi di cui
difficilmente potrebbe valutare le implicazioni, in particolare sulla
funzionalità dell’insieme. 

                                         La rilevanza sul piano
territoriale della concessione federale “sub judice” (e in minor misura della
strada di PR n. __________) è tale da richiedere di mantenere la pianificazione
al riparo da iniziative edilizie o pianificatorie che potrebbero seriamente
comprometterla o comunque renderne più ardua l’applicazione. 

                                         Il provvedimento pianificatorio
dedotto in giudizio (al pari della ZP oggetto di separata decisione del TPT)
resiste pertanto indenne alle censure ricorsuali di cui é stato fatto segno e
merita di essere confermato in questa sede. La sua costituzionalità non può
essere messa in forse e neppure, in generale, la sua fondatezza e idoneità. Il
ricorso su questo punto va quindi integralmente respinto.

 

                                   7.   Ricomposizione particellare

                                         Strettamente legata al
tema precedente è la questione dell’art. 55 cpv. 6 NAPR, che subordina a una
ricomposizione particellare l’edificabilità dei mappali n.
__________,__________,__________,__________,__________ e __________RFD ,
situati in parte nell’area di “__________ -__________ ” oggetto della zona di
pianificazione. 

                                         Il ricorrente ha
contestato la mancata approvazione di questo disposto da parte del CdS; in
realtà, come precisato nelle osservazioni al ricorso, la decisione relativa
all’art. 55 cpv. 6 NAPR è stata sospesa parallelamente alla sospensione della
decisione approvativa di tutto il comparto delimitato nell’Allegato 1 della ris.
impugnata. 

                                         Il ricorso su questo punto
è pertanto privo di oggetto; quanto alle considerazioni di merito sulla
sospensione della decisione, valgono qui le conclusioni espresse nei considerandi
precedenti. 

 

                                   8.   Strada di PR n. 11

                                         Il CdS non ha approvato lo
stralcio della parte terminale della strada di servizio n. __________perché
verrebbe a mancare la coordinazione con il vicino Comune di __________ ed in
particolare il previsto collegamento con la strada di servizio denominata Q2
nel PR di __________ (prevista, ma non ancora realizzata). Le due strade
dovrebbero congiungersi lungo l’argine del fiume __________, nella zona industriale-artigianale
IN2 situata a nord della cantonale della __________.

                                         Il Municipio di __________
chiede invece la conferma dello stralcio del tratto finale della strada di PR
n. __________per scongiurare il transito, sulla rete viaria comunale, del
traffico indotto dalla zona industriale di __________, osservando che già ora
diversi e importanti comparti territoriali del confinante comune sono
accessibili solo grazie a soluzioni viarie che fanno capo alla rete stradale di
__________.

 

                                         Sull’argomento va
ricordato che il precedente PR di __________ (1985) prevedeva il prolungamento
della strada sino al confine giurisdizionale con __________ (al momento esiste
solo una pista sterrata); di conseguenza il comune di __________ ha inserito
nel proprio PR la strada “Q2”, con l’intenzione di collegarsi alla prima sul confine.
Considerato l'obbligo di coordinare le pianificazioni risultante dall'art. 2
cpv. 1 LPT, non risulta ammissibile ora decretare lo stralcio pure e semplice
della strada di PR n. __________; bene ha fatto il Consiglio di Stato a non
approvarlo.

                                         La questione, ne
conveniamo qui con l’insorgente, è in stretta connessione con la pianificazione
viaria dell’intera zona industriale-artigianale compresa tra la cantonale
__________ -__________ a ovest e il fiume __________ a est, zona che i due
comuni condividono. Si tratta tuttavia di un problema a carattere marcatamente
tecnico e che non può essere risolto da questa autorità giudicante. Spetterà se
del caso al Consiglio di Stato, promuovere una verifica, coinvolgendo i due
comuni, degli assetti pianificatori e viari della zona industriale, proponendo
delle soluzioni accettabili ad entrambi. 

                                         L'insorgente Municipio non
può invece pretendere la conferma dello stralcio della strada in questa sede. 

                                         Su questo punto, al pari
dei precedenti, il gravame è di conseguenza respinto.

 

                                   9.   Per le pregresse
considerazioni il ricorso è respinto; il Comune di __________, che non è
intervenuto a difesa di interessi patrimoniali, è comunque esentato dal
pagamento di tasse di giustizia e spese.

 

Per
questi motivi,

viste
le normative la fattispecie applicabili,

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso é respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano tasse di
giudizio né spese.

                                   3.   Intimazione:                  -
Avv. __________ __________, __________

                                                                               -
Municipio di __________ 

                                       - Consiglio di Stato, _________

                                       - Sezione pianificazione urbanistica,                                                             ____________

 

Tribunale
della pianificazione del territorio

Il
presidente                                                           Il
segretario