# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 680cc9ae-7be3-5fec-99ee-038ce88a7942
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-03-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.03.2024 D-5204/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5204-2021_2024-03-27.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5204/2021 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 7  m a r z o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Simon Thurnheer, Contessina Theis,  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), alias 

C._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

D._______, nato il (…), 

Somalia,   

rappresentato dall’avv. Michela Gentile,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito / paese terzo sicuro – art. 31a 

cpv. 1 lett. a LAsi) ed allontanamento;  

decisione della SEM del 22 novembre 2021 / N (…). 

 

D-5204/2021 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato, dichiaratosi minorenne, ha presentato una domanda 

d’asilo in Svizzera il (…). In medesima data, ha pure depositato una do-

manda d’asilo sua sorella, E._______ (di cui al dossier della SEM N […]). 

A.b Da informazioni assunte dalla SEM dall’unità centrale del sistema eu-

ropeo “Eurodac”, l’(…), è risultato che il richiedente aveva già presentato 

una domanda d’asilo in Grecia il (…) e che il (…) gli era stata concessa la 

protezione internazionale. 

A.c Il 12 agosto 2021, l’interessato ha sottoscritto la procura della rappre-

sentanza legale assegnatagli. Con il medesimo, in data (…) settem-

bre 2021, si è svolto il colloquio relativo alla prima audizione quale richie-

dente minorenne non accompagnato (di seguito: verbale RMNA). In tale 

contesto, egli ha in particolare asserito di essere nato il (…), data che 

avrebbe appreso dalla madre. Egli proverrebbe da F._______, nella re-

gione di G._______, in Somalia, ed avrebbe frequentato la scuola coranica 

del suo quartiere per (…) anni, imparando tuttavia a leggere e a scrivere 

con la madre, ma non a fare di conto. Egli, all’età di (…) anni avrebbe ces-

sato di andare a scuola, in quanto si sarebbe ammalato di una “malattia 

mentale” che lo farebbe svenire anche (…) volte al giorno. Ha inoltre asse-

rito di essere partito dall’aeroporto di H._______, il (…), legalmente munito 

del suo passaporto e di un visto per la I._______, accompagnato dalla so-

rella E._______. Sarebbe rimasto circa un mese in I._______ ed in seguito 

sarebbe entrato illegalmente in Grecia. Ivi avrebbe soggiornato per (…) e 

(…) mesi in un campo di J._______. Le autorità greche lo avrebbero regi-

strato quale diciottenne, e con la stessa identità da lui data alle autorità 

elvetiche. Avrebbe chiesto asilo in Grecia e gli avrebbero rilasciato un do-

cumento della durata di un anno circa. Le autorità elleniche non gli avreb-

bero però dato né delle cure, né un alloggio – egli avrebbe abitato vicino 

ad un campo – e dopo un po’ gli avrebbero tolto anche i pochi soldi che 

riceveva da loro. Dalla Grecia, si sarebbe poi spostato via aerea in 

K._______, per poi proseguire in treno e giungere in Svizzera il 5 ago-

sto 2021. Questionato circa i documenti che potessero attestare della sua 

identità, egli ha riferito di non poter far nulla in merito. Il passaporto lo 

avrebbe perso durante la traversata in mare e non avrebbe altri documenti 

che possano certificare della sua identità ed età. Alla fine del verbale 

RMNA, è stata prospettata all’interessato; la possibilità che egli fosse sot-

toposto ad un esame peritale per stabilire la sua età. 

D-5204/2021 

Pagina 3 

A.d Con rapporto peritale datato 28 ottobre 2021, il (…) ([…]), ha presen-

tato – su mandato della SEM dell’11 ottobre 2021 – i risultati e le conclu-

sioni relativi agli esami medici esperiti in data 13 ottobre 2021 e tesi alla 

determinazione dell’età del richiedente l’asilo. Nel medesimo, si è giunto 

alla conclusione che l’età probabile dell’interessato è situata tra i 20 ed i 30 

anni, l’età minima essendo di 18,49 anni. Si è quindi escluso che egli sia 

minorenne e che sia nato, secondo la data di nascita fornita, il (…). 

A.e Con missiva del 28 ottobre 2021, la rappresentante legale dell’interes-

sato ha esposto la situazione medica di quest’ultimo, proponendo che ve-

nisse predisposto un rapporto medico dettagliato (cosiddetto “F4”) al fine 

di chiarire le sue condizioni mediche ed i rischi connessi ad un’eventuale 

interruzione terapeutica. Visto quanto raccontato dal richiedente e dalla so-

rella, sulle condizioni di degrado in cui si sarebbero ritrovati in Grecia, ha 

inoltre segnalato che essi, data la particolare fragilità del loro nucleo fami-

liare, si ritroverebbero in grave pericolo esistenziale se dovessero fare ri-

torno nel precitato Paese. Ciò che si porrebbe in contrasto sia con l’art. 3 

CEDU sia con i principi fondamentali della Convenzione sui diritti del fan-

ciullo del 20 novembre 1989 (RS 0.107, di seguito: CDF). Inoltre, vista la 

condizione di salute del richiedente minorenne, sarebbe essenziale che 

egli possa beneficiare del supporto della sorella maggiore e quindi che en-

trambi possano rimanere in Svizzera. Ha quindi concluso proponendo alla 

SEM di voler rinunciare ad una riammissione in Grecia dell’interessato e 

della sorella e di voler proseguire l’esame della loro domanda d’asilo, 

nell’ambito di una procedura nazionale. 

A.f Per il tramite dello scritto del 2 novembre 2021, l’autorità inferiore ha 

concesso all’interessato il diritto di essere sentito in merito alla conclusione 

di ritenere la sua minore età inverosimile, tenuto conto delle sue allegazioni 

incongruenti ed inconsistenti rese nell’ambito dell’audizione RMNA, come 

pure dei risultati della perizia. Conseguentemente, la SEM ha rilevato che 

nel prosieguo della procedura egli sarebbe stato considerato maggiorenne, 

nonché che la data di nascita registrata nel Sistema d’informazione cen-

trale sulla migrazione (SIMIC) sarebbe stata modificata con il (…).  

A.g Il 5 novembre 2021, il richiedente ha presentato le sue osservazioni in 

merito, concludendo a che egli sia prudenzialmente considerato quale mi-

norenne, confermando la bontà degli asserti da lui rilasciati in proposito, e 

chiedendo alla SEM di rivalutare la decisione di modificare la sua data di 

nascita. 

D-5204/2021 

Pagina 4 

A.h Con missiva dell’8 novembre 2021, l’autorità inferiore ha concesso al 

richiedente la possibilità di esprimersi, entro l’11 novembre 2021, circa la 

sua intenzione di non entrare nel merito della sua domanda d’asilo ai sensi 

dell’art. 31a cpv. 1 lett. a della legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) e di decre-

tare il suo allontanamento verso la Grecia, visto che dalle indagini svolte 

sarebbe emerso che egli beneficia della protezione sussidiaria in quest’ul-

timo Paese. Sempre alla data precitata, è seguita la mutazione dei dati 

SIMIC dell’interessato, così come anticipatogli dalla SEM in data 2 novem-

bre 2021. 

A.i Il richiedente, l’11 novembre 2021, ha inoltrato le sue osservazioni al 

diritto di essere sentito concessogli dalla SEM. In tale ambito, egli ha in 

particolare rinnovato la richiesta all’autorità predetta di voler accertare le 

sue condizioni di salute, segnatamente tramite un rapporto F4. Ha inoltre 

sostenuto che durante il suo soggiorno in Grecia, egli non avrebbe mai 

avuto accesso all’assistenza medica di cui necessitava, e ciò nonostante 

avesse più volte sollecitato le autorità elleniche in proposito. Soltanto in 

un’occasione egli sarebbe stato visitato da un medico generalista, che però 

gli avrebbe riferito di non poterlo aiutare, in quanto non avrebbero disposto 

degli strumenti necessari, neppure per effettuare una radiografia. Non gli 

sarebbe stata prescritta neanche una cura. Nel precitato Stato, egli 

avrebbe vissuto con la sorella in condizioni degradanti, dapprima soggior-

nando in un centro per richiedenti sull’(…) di J._______. Ivi avrebbe avuto 

quale unico riparo una tenda fornita dalle autorità greche, che gli avrebbero 

consigliato di accamparsi nel (…), indipendentemente dalle condizioni me-

teorologiche e di sicurezza. Vi sarebbero invero state continue risse tra i 

richiedenti l’asilo ed il centro non sarebbe stato sicuro. Una sera, la sorella, 

sarebbe stata vittima di un’aggressione da parte di altri richiedenti che 

l’avrebbero ferita ad un (…). Inoltre, le condizioni igienico-sanitarie sareb-

bero state pessime ed essi avrebbero potuto fare la doccia soltanto una 

volta alla settimana. Dopo aver ottenuto la protezione internazionale, le au-

torità elleniche lo avrebbero cacciato via dal campo con la sorella. Essi 

avrebbero preso di nascosto delle tende ed avrebbero cercato di dormire 

vicino al centro per richiedenti per sentirsi più al sicuro. Non sarebbe stato 

loro più fornito un pasto, ma a volte dei richiedenti (…) soggiornanti nel 

centro li avrebbero aiutati, portando loro del cibo. Nel prosieguo, la sua 

rappresentante legale ha osservato, come le dichiarazioni dell’interessato, 

si inserirebbero plausibilmente all’interno delle condizioni di sovraffolla-

mento e d’incuria da parte delle autorità elleniche nei confronti dei richie-

denti l’asilo alloggiati (…), che sarebbero denunciate da parte di diverse 

organizzazioni umanitarie ed organismi non governativi, di cui ne cita alcuni 

nello scritto con le loro fonti. Ha inoltre presentato varie critiche al sistema 

D-5204/2021 

Pagina 5 

d’accoglienza dei richiedenti l’asilo ai quali è stata riconosciuta la prote-

zione internazionale. In conclusione ha ritenuto che un allontanamento 

dell’interessato in Grecia, costituirebbe una violazione dell’art. 3 CEDU e 

di diversi diritti fondamentali protetti dalla CDF. Pertanto, ritenuti anche i 

gravi problemi di salute dello stesso, nonché della sua minore età, un suo 

rinvio e quello della sorella verso il territorio ellenico, costituirebbero degli 

atti illeciti sia dal profilo del diritto svizzero sia da quello internazionale. Ha 

quindi postulato che la SEM rinunci ad una sua riammissione in Grecia e 

prosegua l’esame della sua domanda d’asilo in una procedura nazionale. 

A supporto delle condizioni in cui avrebbe vissuto in Grecia, il richiedente 

ha prodotto in copia due fotografie, ed una chiavetta USB contenente due 

video identici (uno con l’audio ed uno senza; trascritti su altra pennetta USB 

dalla SEM, versata agli atti del richiedente nel dossier N-Box […]). 

A.j Il 12 novembre 2021, la SEM ha presentato alle competenti autorità el-

leniche, una richiesta di riammissione del richiedente fondandosi sulla Di-

rettiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicem-

bre 2008 recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri 

al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (Gazzetta 

ufficiale dell’Unione europea [GU] L 348/98 del 24 dicembre 2008; di se-

guito: direttiva ritorno) e sull’Accordo bilaterale di riammissione tra la  

Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una protezione interna-

zionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Re-

pubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situazione ir-

regolare del 28 agosto 2006 [RS 0.142.113.729]).  

A.k Il 15 novembre 2021, le competenti autorità elleniche, hanno accettato 

la riammissione dell’interessato ed hanno indicato come allo stesso è stata 

accordata la protezione sussidiaria il (…) e che dispone di un permesso di 

soggiorno valido da quest’ultima data fino al (…). Hanno inoltre segnalato 

come presso di loro il richiedente è stato registrato con l’identità di 

L._______, nato il (…). 

A.l Il 22 novembre 2021, l’interessato ha trasmesso il suo parere al pro-

getto di decisione della SEM del 18 novembre 2021, ribadendo per l’es-

senziale quanto già eccepito nelle sue precedenti osservazioni.  

A.m Agli atti è presente diversa documentazione medica, circa lo stato di 

salute del richiedente, della quale si dirà per quanto necessario nei consi-

derandi. 

D-5204/2021 

Pagina 6 

B.  

Con decisione del 22 novembre 2021, notificata il 23 novembre 2021 (cfr. 

[atto della SEM] n. [{…}]-60/1), l’autorità inferiore non è entrata nel merito 

della domanda d’asilo dell’interessato ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. a 

LAsi ed ha pronunciato il suo allontanamento dalla Svizzera, nonché l’ese-

cuzione del predetto provvedimento verso la Grecia. 

C.  

Il 30 novembre 2021, l’interessato è insorto con ricorso dinnanzi al Tribu-

nale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la precitata de-

cisione dell’autorità inferiore, chiedendo l’annullamento della stessa e la 

restituzione degli atti alla SEM ai fini del completamento dell’istruttoria. 

Contestualmente ha inoltre formulato istanza di concessione dell’assi-

stenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese 

processuali e del relativo anticipo. 

Al ricorso ha annesso quale nuova documentazione, in copia: la dichiara-

zione della sorella circa l’autorizzazione per l’insorgente di accesso ai suoi 

atti di causa per la procedura d’asilo e di ricorso (di cui alla procedura se-

parata del Tribunale D-5206/2021); il suo supposto certificato di nascita 

datato (…); nonché copia del foglio di trasmissione di informazioni mediche 

(di seguito: F2) del 23 novembre 2021.  

D.  

Tramite la decisione incidentale del 7 dicembre 2021, il giudice istruttore 

della causa ha segnatamente invitato il ricorrente a voler produrre, entro il 

22 dicembre 2021, un rapporto medico completo relativo al suo stato di sa-

lute nonché l’originale del certificato di nascita prodotto soltanto in copia 

con il ricorso e a trasmettere al Tribunale gli elementi d’informazione richie-

sti in merito ai sensi dei considerandi. 

E.  

L’insorgente, con missiva datata 7 dicembre 2021, ha prodotto l’originale 

del certificato di nascita richiesto. Successivamente, con scritto del 22 di-

cembre 2021, il ricorrente ha trasmesso al Tribunale il rapporto medico ri-

chiesto datato 15 dicembre 2021 del Dr. med. M._______, nonché un ulte-

riore certificato medico del 15 dicembre 2021 e l’F2 del 17 dicembre 2021, 

sottoscritti dal medico precitato. 

F.  

Con decisione incidentale del 5 gennaio 2022, il Tribunale ha accolto 

l’istanza di concessione dell’assistenza giudiziaria formulata 

D-5204/2021 

Pagina 7 

dall’insorgente nel gravame ed ha invitato la SEM a voler presentare una 

risposta al ricorso. 

G.  

L’autorità inferiore ha presentato il suo memoriale responsivo l’11 gen-

naio 2022, proponendo il respingimento del ricorso. 

H.  

Con scritto del 12 ottobre 2022, il ricorrente ha avuto modo di presentare 

la sua replica, nella quale egli si è essenzialmente riconfermato nelle sue 

argomentazioni e richieste di causa. Riguardo al certificato di nascita pro-

dotto in fase ricorsuale, egli ha allegato che dopo essere riuscito a mettersi 

in contatto con la madre, con la quale avrebbe perso i contatti per lungo 

tempo, la stessa gli avrebbe comunicato che disponeva di tale documento 

a supporto della sua età e che avrebbe provveduto a spedirglielo, come 

effettivamente avrebbe poi fatto. Citando inoltre la recente sentenza di ri-

ferimento del Tribunale nelle cause congiunte E-3427/2021 e E-3431/2021 

del 28 marzo 2022, egli ha concluso che la presunzione giuridica d’esigibi-

lità dell’allontanamento verso la Grecia non potrebbe più essere mantenuta 

nei confronti di persone che, in ragione del loro grado di vulnerabilità parti-

colarmente elevato, come sarebbe anche il suo caso, rischierebbero di ri-

trovarsi su suolo ellenico con ogni probabilità in una situazione di grave 

disagio per lungo tempo non potendo far valere i diritti che spettano loro.  

Allo scritto sono stati allegati quali nuovi documenti, in copia, il descrittivo 

delle visite mediche effettuate dal ricorrente presso il (…) a N._______, 

nonché il messaggio elettronico dell’11 ottobre 2022 ricevuto dal ricorrente 

da parte del precitato (…). 

I.  

La SEM ha inoltrato la sua duplica il 26 ottobre 2022, ribadendo nella 

stessa le conclusioni già esposte nel suo memoriale responsivo, anche te-

nuto conto della sentenza di riferimento del Tribunale del 28 marzo 2022 

nelle cause congiunte E-3427/2021 e E-3431/2021 ed alla situazione me-

dica aggiornata del ricorrente. Le osservazioni di duplica sono state inviate 

al ricorrente per conoscenza dal Tribunale con ordinanza del 2 novem-

bre 2022, ove si è pure statuita la chiusura dello scambio di scritti, riser-

vando tuttavia la possibilità di effettuare altre misure d’istruzione. 

J.  

Tramite missiva del 19 dicembre 2022, il ricorrente ha trasmesso al Tribu-

nale il certificato medico del 21 novembre 2022 del (…), allegando un 

D-5204/2021 

Pagina 8 

peggioramento del suo stato di salute e l’effettuazione di nuovi accerta-

menti medici. 

K.  

K.a Visto quanto sopra, nonché il tempo trascorso dall’ultimo atto istrutto-

rio, il giudice istruttore della pratica, onde attualizzare lo stato di salute 

dell’insorgente, ha chiesto al medesimo, con ordinanza del 28 marzo 2023, 

di voler produrre, entro il 12 aprile 2023 – termine prorogato su richiesta 

dell’insorgente fino al 24 aprile 2023 – un rapporto medico circostanziato 

inerente alla sua situazione medica. 

K.b Per dar seguito a quanto richiesto dal Tribunale, con scritto del 

24 aprile 2023, il ricorrente ha prodotto il rapporto medico datato 

18 aprile 2023 del (…). 

L.  

Invitata dal Tribunale a presentare delle osservazioni in merito, l’autorità 

inferiore vi ha dato seguito con scritto del 24 maggio 2023. Essa ha in par-

ticolare denotato come, anche tenuto conto del nuovo aggiornamento me-

dico inoltrato dall’insorgente, lo stesso non soffrirebbe di problematiche 

mediche che costituirebbero un ostacolo al suo allontanamento in Grecia. 

M.  

Con missiva del 19 giugno 2023, il ricorrente ha essenzialmente ribadito le 

sue argomentazioni circa l’incompletezza dell’accertamento medico adem-

piuto dall’autorità inferiore. Ciò in quanto, emergerebbe anche dalla nuova 

documentazione medica inoltrata con quest’ultimo scritto (certificati medici 

del 21 dicembre 2022 e del 13 giugno 2023 del […]; certificato medico del 

6 ottobre 2022 del […]), che malgrado la presa in carico dell’insorgente av-

venuta dal suo arrivo in Svizzera, il suo quadro clinico non sarebbe ancora 

stato definito. 

N.  

Il 6 luglio 2023, la SEM ha preso posizione anche in merito alle succitate 

osservazioni, reiterando le sue conclusioni e argomentazioni esposte in 

precedenza. Ha inoltre sostenuto che i controlli previsti fra circa due mesi 

e fra due anni per il ricorrente, non risulta che possano essere svolti unica-

mente in Svizzera e che i medicamenti che egli assume non siano dispo-

nibili anche in Grecia. Tali osservazioni sono state inviate per conoscenza 

al ricorrente con ordinanza del 26 luglio 2023, dove si è statuita nuova-

mente la chiusura dello scambio di scritti. 

D-5204/2021 

Pagina 9 

O.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una de-

cisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), è 

di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e art. 52 

cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’ina-

deguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribu-

nale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle con-

siderazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni 

delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). Inoltre si osserva come il Tribunale, 

adito con un ricorso contro una decisione di non entrata nel merito di una 

domanda d’asilo, si limita ad esaminare la fondatezza di una tale decisione 

(cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1). 

3.  

3.1 Appare innanzitutto opportuno esaminare le censure formali sollevate 

dal ricorrente nel suo gravame in ordine ad un accertamento inesatto ed 

incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti da parte dell’autorità inferiore, 

con conseguente violazione del principio inquisitorio (art. 6 LAsi in rela-

zione all’art. 12 PA; cfr. per maggiori dettagli la DTAF 2019 I/6 consid. 5.1), 

nonché del suo diritto di essere sentito (consacrato all’art. 29 cpv. 2 Cost.; 

cfr. DTF 144 I 11 consid. 5.3 e giurisprudenza ivi citata; DTF 142 II 218 

consid. 2.8.1; DTAF 2019 VII/6 consid. 4.1; ed a titolo esemplificativo la 

sentenza del Tribunale E-1684/2022 dell’11 gennaio 2023 consid. 3.1). In 

particolare, l’insorgente lamenta che l’autorità inferiore non avrebbe adem-

piuto ad un accertamento esatto e completo del suo stato di salute, non 

stabilendo con certezza – ma soltanto tramite ipotesi – una diagnosi, come 

pure non avrebbe definito il trattamento farmacologico ed i rischi dovuti 

D-5204/2021 

Pagina 10 

all’interruzione e a alla discontinuità dello stesso. Altresì, l’autorità inferiore 

non avrebbe tenuto conto di quanto sollevato già nel parere dal ricorrente 

in rapporto al fatto che egli si ritroverebbe nuovamente a dover far fronte 

ad una mancanza di assistenza medica in caso di un suo ritorno in Grecia, 

né avrebbe considerato l’impatto debilitante e forse invalidante della sua 

patologia. Ulteriore elemento che la SEM non avrebbe considerato nella 

sua decisione, sarebbe altresì il fatto che egli durante il suo soggiorno in 

Grecia, sarebbe stato visitato soltanto una volta da un medico, che non lo 

avrebbe però potuto aiutare, in quanto non disponeva degli strumenti ne-

cessari. Tali accertamenti medici andrebbero svolti a mente sua prima 

dell’adozione di una decisione definitiva, e non come precisato dalla SEM 

nel provvedimento impugnato che il suo stato di salute verrà considerato 

al momento dell’organizzazione del trasferimento in Grecia come pure che 

le autorità elleniche verranno informate in tale frangente circa la sua situa-

zione medica ed i trattamenti in corso o ancora necessitanti. Invero, risul-

terebbero delle condizioni che andrebbero valutate sul piano degli ostacoli 

dell’esecuzione dell’allontanamento e se fossero lasciati, invece, alla di-

screzione dell’autorità cantonale amministrativa alla vigilia del trasferi-

mento, sarebbero irrimediabilmente sottratti a qualsiasi possibilità di con-

trollo giurisdizionale. Per di più, egli sostiene che l’autorità inferiore non lo 

avrebbe confrontato in sede di verbale RMNA con la data di nascita che 

sarebbe stata registrata dalle autorità elleniche e risultante nel medesimo 

verbale quale identità accessoria, e quindi che egli non abbia potuto espri-

mersi al riguardo nell’ambito della sua procedura d’asilo (cfr. ricorso, p.to 

6, pag. 6). Inoltre i documenti n. 42/1 e n. 43/1, sarebbero stati classificati 

quali atti interni dall’autorità inferiore, e quindi non messi a disposizione del 

ricorrente (cfr. ricorso, p.to 7, pag. 7). Da ultimo, egli ritiene che l’autorità 

inferiore, per la valutazione della sua età, avrebbe tenuto conto soltanto 

degli elementi a suo sfavore e non anche di quelli a favore della minore età 

(cfr. ricorso, p.to 8, pag. 8), anche prendendo in considerazione le allega-

zioni in merito fornite da sua sorella (cfr. ricorso, p.to 12, pag. 10 seg.). 

3.2  

3.2.1 In relazione alla censura dell’accertamento incompleto ed inesatto 

dei fatti giuridicamente rilevanti in rapporto allo stato di salute del ricorrente, 

dalla documentazione all’incarto, si evince che prima dell’emissione della 

decisione avversata, egli è stato sottoposto a diversi consulti medici, anche 

specialistici (cfr. n. 11/2, 17/3, 24/2, 25/2, 26/2, 27/3 e 56/1). Nella mede-

sima sono state poste le seguenti diagnosi: verosimili crisi epilettiche pro-

babilmente focali – la risonanza magnetica (RNM) cerebrale nell’(…) ha 

mostrato una lesione con componente cistica in sede insulare sinistra in 

via di cronicizzazione (cfr. n. 25/2) mentre che l’esame 

D-5204/2021 

Pagina 11 

dell’elettroencefalogramma eseguito il (…) ha stabilito un’attività di base 

nella norma con un unico episodio con attività theta con frammisti potenziali 

irritativi in sede anteriore a sinistra (cfr. n. 17/3) – esiti di tubercolosi cere-

brale; deficit di vitamina D e acido folico; Covid positivo (cfr. n. 24/2). Se-

condo l’F2 del 14/15 settembre 2021, all’insorgente per le suddette patolo-

gie è stata impostata una terapia farmacologica a base di Tegretol 400 mg; 

Depakine crono 500 mg; Acidum Folicum 5 mg; Vide 3 (cfr. n. 24/2). Per il 

procedere, dopo una visita neurologica di decorso effettuata in data 30 set-

tembre 2021 (cfr. n. 26/2 e 27/3), dove si è descritta ancora almeno una 

crisi epilettica al giorno, il medico specialista ha previsto per l’insorgente 

una RNM cerebrale per il 16 novembre 2021 ed una visita neurologica di 

decorso presso di lui il 23 novembre 2021, poi riportata al 14 dicem-

bre 2021 (cfr. n. 55/1). Ha inoltre sostituito – con uno schema di riduzione 

progressivo fino a sospenderlo completamente – il Tegretol con Lamotrigin 

Desitin 100 mg (cfr. n. 27/3). Infine, dalla RNM cerebrale del (…), si evince 

che la lesione insulare sinistra appariva del tutto immodificata rispetto al 

precedente controllo del (…) e si consigliava comunque un ulteriore con-

trollo di decorso a 6 mesi (cfr. n. 56/1).  

Agli occhi del Tribunale, viste le diagnosi poste per il ricorrente – il quale 

secondo gli atti all’inserto assumeva già da diversi anni il Tegretol e gli 

erano già stati effettuati degli esami in Somalia per la stessa problematica 

(cfr. n. 11/2 e 17/3) – e le terapie impostate, di cui la SEM ne ha motivato 

sufficientemente le ragioni nel provvedimento avversato (cfr. p.to III, 

pag. 14 segg.), quest’ultima autorità non era in alcun modo tenuta ad 

adempiere ulteriori investigazioni, in particolare a provvedere alla richiesta 

dell’allestimento di un rapporto medico specialistico così come richiesto 

dall’insorgente anche in fase ricorsuale. Ciò essendo che, a differenza di 

quanto sostenuto nel gravame dal ricorrente, la SEM ha ritenuto che la sua 

situazione medica fosse chiara e che non risultasse di una gravità tale da 

dover rinunciare al suo trasferimento in Grecia (cfr. p.to III, pag. 16 seg.), 

nonché che il sistema d’accoglienza ellenico, in particolare legato all’ac-

cesso alle cure mediche, fosse da ritenere sufficiente (cfr. p.to III, pag. 17 

della decisione impugnata). La situazione medica dell’insorgente è peraltro 

citata correttamente ed esaustivamente nella decisione impugnata da 

parte dell’autorità inferiore (cfr. p.to III, pag. 14 segg.), che si è espressa – 

in un apprezzamento anticipato – anche circa i consulti medici ancora pre-

visti (cfr. p.to III, pag. 16 della decisione avversata). Occorre altresì rilevare 

che, a differenza di quanto sostenuto nel ricorso dall’insorgente, l’autorità 

inferiore ha preso in conto quanto da lui allegato nelle sue osservazioni al 

diritto di essere sentito, sia in merito al fatto che egli in caso di ritorno in 

Grecia si ritroverebbe nuovamente senza l’accesso ad un’assistenza 

D-5204/2021 

Pagina 12 

medica, nonché che nello stesso Paese sarebbe stato visitato soltanto una 

volta da un medico generalista, che però non lo avrebbe potuto aiutare (cfr. 

decisione avversata, p.to I/4, pag. 3 e p.to I/9, pag. 4 seg.), ciò che è già 

stato pure riportato nel progetto di decisione (cfr. n. 57/16, pag. 3 seg.). Il 

fatto che la SEM giunga ad altra conclusione sul suo stato di salute, in 

quanto lo ritiene sufficientemente acclarato e con una terapia stabilita, ri-

guarda l’apprezzamento, e quindi il merito della questione. Tuttavia, in me-

rito, si evidenzia come l’autorità inferiore ha espresso compiutamente gli 

elementi che avrebbe ritenuto come rilevanti per il suo giudizio, prendendo 

anche specificatamente posizione in merito al parere espresso dal ricor-

rente contro il progetto di decisione (cfr. decisione impugnata, p.to II, pag. 8 

segg.; p.to III, pag. 14 segg.). Al riguardo, si desume inoltre limpidamente 

dalla decisione avversata, come lo stato di salute dell’insorgente sia stato 

esaminato dall’autorità inferiore anche sotto l’aspetto degli eventuali motivi 

ostativi all’esecuzione del suo allontanamento verso la Grecia (cfr. p.to III, 

pag. 14 segg. della decisione avversata), ed il ricorrente ha potuto pren-

derne conoscenza già nel progetto di decisione dell’autorità inferiore e 

prendere posizione in merito sia nel suo parere allo stesso sia con il ricorso. 

Più in particolare, circa le informazioni sullo stato di salute dell’insorgente, 

le stesse verranno comunicate dalla SEM, come tra l’altro spiegato anche 

nella decisione sindacata, e reiterato anche più volte dalla medesima au-

torità in fase ricorsuale (cfr. osservazioni del 24 maggio 2023 e del 6 lu-

glio 2023) nel contesto del trasferimento del ricorrente. In tal senso la cen-

sura attinente all’impossibilità di un controllo giurisdizionale circa quanto 

verrà deciso in sede di esecuzione del trasferimento del ricorrente dalle 

autorità elvetiche in riferimento alle sue condizioni di salute, e quindi che 

rischierebbe di ledere il suo diritto di essere sentito, risulta destituita di fon-

damento. Ciò in quanto non v’è luogo di dubitare che le autorità svizzere 

preposte all’esecuzione prendano debitamente in considerazione il suo 

stato valetudinario, come pure che informino adeguatamente in merito le 

autorità greche prima del suo trasferimento. Se tuttavia, le stesse autorità 

non dovessero rispettare i diritti dell’insorgente in tal senso, apparterrà a 

quest’ultimo adire le vie legali disponibili in merito anche a livello interna-

zionale. Non si ravvisa pertanto, a fronte di tali circostanze, come la SEM 

non abbia correttamente e seriamente preso in esame tutti gli elementi fat-

tuali pertinenti per addivenire alla sua valutazione. Peraltro, risulta pacifico 

come l’insorgente abbia potuto impugnare la decisione con piena cogni-

zione di causa, esprimendosi dettagliatamente sugli aspetti esaminati 

dall’autorità resistente nella decisione avversata. Da ultimo, anche se ve-

nisse constatata una violazione del diritto di essere sentito del ricorrente 

derivante dall’accertamento incompleto del suo stato valetudinario – circo-

stanza non constatata nella presente disamina – la stessa sarebbe stata 

D-5204/2021 

Pagina 13 

completamente sanata in fase ricorsuale. Invero, il ricorrente, anche su ri-

chiesta specifica reiterata del Tribunale, ha potuto presentare in fase ricor-

suale, sia due certificati medici dettagliati, sia diversi aggiornamenti del suo 

stato di salute, di cui si dirà per quanto necessario nei considerandi se-

guenti.  

3.2.2 In riferimento poi alle censure sollevate dall’insorgente in merito alla 

valutazione dell’età effettuata dalla SEM, occorre sottolineare che, al con-

trario di quanto da lui lamentato nel gravame, dal provvedimento impu-

gnato si evince chiaramente che gli elementi portanti sulla sua minore età 

– sia a favore sia a sfavore – sono stati integrati e presi in considerazione 

dall’autorità inferiore, anche ed in particolare per quanto attiene al suo per-

corso scolastico e ad alcuni dati forniti sui suoi famigliari (cfr. p.to II, pag. 7). 

La SEM ha peraltro esposto in modo chiaro e completo le ragioni che 

l’hanno condotta a considerare l’insorgente maggiorenne, determinandosi 

sugli elementi essenziali deducibili dall’incarto. L’autorità inferiore non 

aveva in tal senso alcun obbligo di motivare ogni elemento esposto dal 

ricorrente nel suo ricorso, in particolare prendendo in considerazione an-

che gli asserti resi dalla sorella dell’insorgente, per adempiere al suo ob-

bligo di accertare a sufficienza e correttamente i fatti giuridicamente rile-

vanti e di motivare di conseguenza la sua decisione. Invero, in proposito si 

ricorda che l’autorità non è tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esau-

stivo su tutte le argomentazioni addotte, bensì può occuparsi delle sole 

circostanze rilevanti per il giudizio (cfr. DTF 141 IV 249 consid. 1.3.1,  

141 V 557 consid. 3.2.1; DTAF 2011/37 consid. 5.4.1). La questione poi di 

sapere se la valutazione dell’età adempiuta dalla SEM è effettivamente 

corretta, rileva del merito, e non della forma.  

Concernente la circostanza che l’insorgente non sarebbe stato confrontato 

in sede di verbale RMNA anche con la data di nascita registrata dalle au-

torità elleniche ed indicata nelle sue identità accessorie nel medesimo ver-

bale RMNA (cfr. ricorso, p.to 6, pag. 6), si osserva quanto segue. Seppure 

sia corretto che l’autorità inferiore non abbia presentato la data di nascita 

del (…) al richiedente in uno dei suoi quesiti, tuttavia si evidenzia che allo 

stesso sono state poste delle domande specifiche circa la data di nascita 

che egli avrebbe fornito alle autorità elleniche, ed è lo stesso ricorrente che 

ha pure riferito di essere stato registrato con l’anno (…) (cfr. n. 16/11, p.to 

2.06, pag. 6 seg.). Peraltro, tale circostanza risultava trascritta nel suo ver-

bale RMNA (cfr. n. 16/11, p.to 1.15, pag. 4). Ciò che significa che non gli è 

stata tenuta nascosta, bensì egli ne è stato posto a conoscenza – come 

peraltro la sua rappresentante legale e persona di fiducia che era pure pre-

sente durante il verbale RMNA – perlomeno durante la rilettura del predetto 

D-5204/2021 

Pagina 14 

verbale prima della sua sottoscrizione da parte dell’insorgente. A differenza 

poi di quanto argomentato dal ricorrente, egli ha avuto ampia possibilità di 

esprimersi circa l’asserita erroneità ed arbitrarietà da parte delle autorità 

greche della registrazione della sua data di nascita, già durante la proce-

dura dinnanzi all’autorità inferiore (cfr. scritto del 5 novembre 2021 sul di-

ritto di essere sentito in merito all’età, parere del 22 novembre 2021, p.to 

3, pag. 5). Sotto questo profilo, non si ravvisa quindi alcuna violazione del 

diritto di essere sentito dell’insorgente da parte dell’autorità inferiore.  

Il ricorrente non spiega inoltre nel suo ricorso, quale pregiudizio egli 

avrebbe subito nel non aver potuto avere accesso ai documenti rubricati 

quali atti interni dalla SEM n. 42/1 e n. 43/1. Invero, gli stessi riguardano il 

primo una nota relativa all’età del ricorrente da parte dell’autorità inferiore 

ed il secondo un messaggio elettronico interno alla SEM pure in rapporto 

alla modifica dell’età dell’insorgente, secondo la descrizione fornita anche 

nell’indice degli atti. Quanto ivi presente, è quello già posto a conoscenza 

del ricorrente da parte dell’autorità resistente nello scritto del 2 novem-

bre 2021 (cfr. n. 38/2) e nel progetto di decisione (cfr. n. 57/16, p.to II, 

pag. 8), ed egli ha potuto prendere adeguata posizione in merito (cfr. 

n. 40/2 e 58/9). Non si ravvede quindi alcuna violazione del suo diritto di 

essere sentito da parte dell’autorità inferiore, nel non avergli dato accesso 

– peraltro mai richiesto dal medesimo – agli atti succitati, che la SEM, a 

ragione, ha qualificato come suoi atti interni, in quanto non hanno funto da 

base per il processo decisionale, e quindi non sottostanno al diritto di com-

pulsazione ai sensi dell’art. 26 cpv. 1 PA, in quanto finalizzati alla non di-

vulgazione di processi interni della SEM.  

3.2.3 Le doglianze formali, in relazione all’accertamento inesatto e incom-

pleto dei fatti giuridicamente rilevanti e al diritto di essere sentito, vanno 

così respinte in toto. 

3.3  

3.3.1 L’insorgente, nel suo ricorso, lamenta inoltre che l’autorità inferiore 

non avrebbe fornito alcuna motivazione (per l’obbligo di motivazione cfr. 

DTF 144 I 11 consid. 5.3 e giurisprudenza ivi citata; DTF 142 II 218 con-

sid. 2.8.1; DTAF 2019 VII/6 consid. 4.1; ed a titolo esemplificativo la sen-

tenza del Tribunale E-1684/2022 dell’11 gennaio 2023 consid. 3.1) rispetto 

a quanto sollevato dalla rappresentanza legale già nel diritto di essere sen-

tito in merito all’età e ribadito nel parere, riguardo ai campioni statistici di 

riferimento che sono stati utilizzati per stimare l’età dell’interessato anche 

se non corrispondono alla sua popolazione d’appartenenza (cfr. p.to 12, 

pag. 10 del ricorso). Inoltre, rileva un difetto di motivazione della decisione 

D-5204/2021 

Pagina 15 

avversata, anche laddove la SEM si esprimerebbe in merito alla verosimi-

glianza delle sue allegazioni circa le condizioni di accoglienza in Grecia, 

senza che ne siano state indicate le ragioni (cfr. p.to 24, pag. 19 del ri-

corso). 

3.3.2 Ora, a differenza di quanto sostenuto dall’insorgente, il Tribunale non 

ravvisa alcuna carenza nella motivazione della decisione avversata. In-

vero, seppure sia corretto che l’autorità inferiore non abbia disquisito spe-

cificatamente rispetto all’argomentazione dell’insorgente riguardo ai cam-

pioni statistici di riferimento; tuttavia ha indicato chiaramente nel provvedi-

mento impugnato su quali elementi essa abbia fondato il suo convinci-

mento della maggiore età dell’insorgente (cfr. p.to II, pag. 6 segg.). Come 

già rammentato sopra al consid. 3.2.2, la SEM non aveva alcun obbligo di 

prendere posizione su tutte le argomentazioni della parte, bensì risulta suf-

ficiente che indichi gli elementi sui quali ha fondato il suo apprezzamento. 

Si dissente inoltre anche dalla seconda censura di carente motivazione 

sollevata dall’insorgente nei confronti del provvedimento sindacato, in 

quanto la SEM ha spiegato limpidamente, anche ed in particolare rispetto 

alla documentazione prodotta dal ricorrente in fase procedurale, per quali 

motivi abbia ritenuto che le affermazioni di quest’ultimo, circa le condizioni 

di accoglienza in cui avrebbe vissuto in Grecia, non fossero comprovate 

(cfr. p.to III, pag. 12 segg. della decisione avversata). Il fatto che l’insor-

gente dia un’interpretazione differente di tali allegazioni, non risulta in alcun 

modo violante l’obbligo di motivazione posto in capo alla SEM, ma deriva 

dal suo libero apprezzamento, e quindi nuovamente da una questione di 

merito. 

3.3.3 Ne discende quindi che l’autorità inferiore ha quindi soddisfatto al suo 

obbligo di motivare sufficientemente la decisione impugnata, ed anche una 

lesione del diritto di essere sentito dell’insorgente in tal senso, non può 

quindi essere constatata. Le censure del ricorrente in merito, destituite di 

ogni fondamento, sono dunque pure respinte. 

4.  

4.1 Venendo ora al merito, qualora la questione della minore età dell’inte-

ressato sia oggetto di disputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale 

aspetto, essendo il medesimo determinante a livello procedurale, in quanto 

la qualità di minore non accompagnato impone all’autorità inferiore il ri-

spetto di alcune esigenze procedurali nell’ambito della trattazione della do-

manda d’asilo, in particolare al momento dello svolgimento dell’audizione 

sui motivi (cfr. art. 17 cpv. 3 LAsi). La valutazione operata dalla SEM in 

sede di prima istanza può essere contestata dal richiedente nell’ambito del 

D-5204/2021 

Pagina 16 

ricorso contro la decisione di non entrata nel merito. Allorquando la stessa 

si riveli errata, occorrerà retrocedere gli atti all’autorità inferiore e riprendere 

la procedura in circostanze idonee all’età del richiedente l’asilo (cfr. 

DTAF 2019 I/6 consid. 3.3 e relativi riferimenti).  

4.2 Per quanto concerne la minore età, è al richiedente l’asilo che incombe 

l’onere della prova al riguardo. In presenza di un accertamento dei fatti 

esaustivo e corretto, se la valutazione globale degli atti di causa (si veda in 

merito la DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e rif. cit. e consid. 5.6; 2018 VI/3 con-

sid. 4.2 e rif. cit.) non permette di ritenere che l’interessato la abbia resa 

verosimile, questi sarà tenuto ad assumersene le conseguenze, venendo 

pertanto considerato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e rif. ivi 

cit.). 

4.3 Tornando alla presente disamina, dall’esame odontostomatologico 

(fondata soltanto sui due denti del giudizio presenti: n. 18 e 28), è risultata 

quale conclusione un’età minima di 17,2 anni ed un’età massima di 23,5 

anni (con un’età media di 20,4 anni). Dalla tomografia sterno-clavicolare è 

risultata invece un’età minima di 19,14 anni ed un’età media di 29,7 anni. 

Anche prendendo in conto soltanto le età minime e le età medie dei due 

esami succitati – essendo che per la valutazione della tomografia sterno-

clavicolare non si è espressa l’età massima – ed in conformità con la giuri-

sprudenza del Tribunale espressa nella DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2, dato 

che gli intervalli d’età dei due esami si sovrappongono a prescindere dal 

range d’anni considerati, a differenza di quanto argomentato dall’insor-

gente nel gravame (cfr. p.to 9, pag. 8; p.to 10 seg., pag. 9 seg), si può rite-

nere che i predetti risultati costituiscano un indizio forte di maggiore età 

dell’interessato. Neppure le ulteriori considerazioni ricorsuali sono atte a 

scalfire la predetta conclusione. Difatti, nella casistica in cui rientra la fatti-

specie, la circostanza che i campioni utilizzati per stimare l’età del ricor-

rente non fossero riferibili alla sua popolazione d’appartenenza, risultano 

privi di rilevanza, come già più volte considerato in proposito nella giuri-

sprudenza dello scrivente Tribunale (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.3; tra le 

altre la sentenza del Tribunale D-3947/2022 del 20 settembre 2022 con-

sid. 5.4.3). Inoltre, risulta dal rapporto medico-peritale come le patologie 

allegate dal ricorrente abbiano trovato spazio nello stesso (cfr. n. 34/11, 

pag. 2). Anche il Tribunale ritiene, come già considerato nella decisione 

dall’autorità inferiore, che gli asserti dell’insorgente in merito al fatto che lo 

stato di salute del ricorrente potrebbe aver inciso sui fattori di crescita (cfr. 

p.to 10 seg., pag. 9 seg.), come mere speculazioni di parte, non fondate su 

alcun elemento di qualsivoglia sostanza e concretezza. Peraltro, in propo-

sito, appare legittimo attendersi che le persone con conoscenze specifiche 

D-5204/2021 

Pagina 17 

chiamate a trarre conclusioni dalle risultanze degli accertamenti effettuati 

siano, se del caso, in misura di tenerne debitamente conto, non essendo 

in tal senso giudizioso che il Tribunale si sostituisca alle valutazioni degli 

esperti in materia (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 6.1). 

4.4 Sulla scorta delle considerazioni sopra ritenute, rimane quindi soltanto 

un ridotto margine di apprezzamento delle ulteriori prove presenti agli atti, 

essendo l’esito degli accertamenti medici che attestano della maggiore età 

dell’insorgente, in concreto, particolarmente concludente. 

Dapprima, se è corretto che l’insorgente è stato coerente in merito ai suoi 

asserti riguardo all’età dichiarata dinnanzi alle autorità elvetiche, tuttavia a 

differenza di quanto da lui sostenuto, non risulta convincente che in Grecia 

egli sia stato registrato quale maggiorenne in quanto sarebbe svenuto, 

senza che egli abbia asserito di aver mai contestato tale data di nascita 

anche durante l’audizione che avrebbe effettuato nel Paese succitato prima 

dell’ottenimento della protezione internazionale (cfr. n. 16/11, p.to 2.06, 

pag. 6 seg.). Appare inoltre ancora meno plausibile che le autorità elleniche 

lo abbiano registrato con la data precisa del (…) – che si denota presenta 

peraltro lo stesso numero di giorno iniziale di quanto dichiarato dal ricor-

rente dinnanzi alle autorità svizzere ovvero il (…) – che non corrisponde 

però ad alcun criterio, per esempio rispetto alla presentazione della sua 

domanda d’asilo in Grecia. Per quanto attiene poi al certificato di nascita 

presentato, anche se lo stesso è stato prodotto quale originale, non può 

essere equiparabile ad un documento di viaggio o di legittimazione ex 

art. 1a lett. b e lett. c dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni proce-

durali dell’11 agosto 1999 (RS 142.311, OAsi 1). In merito allo stesso do-

cumento inoltre, non convince la spiegazione fornita soltanto con la replica, 

che egli avrebbe ottenuto lo stesso dalla madre, che gli avrebbe riferito 

della sua esistenza. Invero, dal certificato di nascita presentato, risulta che 

il medesimo è stato rilasciato su richiesta della famiglia della persona indi-

cata nel certificato (“[…]”) il (…), ovvero qualche mese prima il suo arrivo 

in Grecia (cfr. n. 16/11, p.to 2.06, pag. 7). Non risulta quindi credibile che 

egli non ne conoscesse già la sua esistenza al momento del verbale 

RMNA, negando addirittura di disporne (cfr. n. 16/11, p.to 1.06, pag. 3) e di 

non avere alcun documento che potesse attestare della sua identità, né di 

poter fare nulla in proposito (cfr. ibidem, p.to 4.04 e p.to 4.07, pag. 8). Tali 

elementi fanno giungere il Tribunale alla conclusione, che si tratti in realtà 

di un documento di compiacenza, presentato ai soli fini di causa, e pertanto 

privo di qualsiasi valenza probatoria. Inoltre, anche tenendo conto della 

poca istruzione che il ricorrente ha riferito di avere e del suo contesto fami-

gliare e sociale, risulta però quantomeno singolare che egli d’un canto 

D-5204/2021 

Pagina 18 

sappia riferire in modo piuttosto preciso alcune date (ad esempio quando 

sarebbe stata sequestrata la sorella, cfr. ibidem, p.to 7.02, pag. 10; il suo 

soggiorno nei diversi Stati dall’espatrio dal suo Paese d’origine, cfr. ibidem, 

p.to 5.02, pag. 9; il giorno in cui sarebbe partito dalla Somalia e quando 

sarebbe giunto in Grecia, cfr. ibidem, p.to 5.01, pag. 8 e p.to 2.06, pag. 7), 

quindi dimostrando di riuscire in modo piuttosto discreto in un esercizio 

mnemonico-matematico a ritroso nel tempo, a differenza di quanto implici-

tamente sostenuto dal medesimo nel ricorso (cfr. p.to 8, pag. 7). Invece, 

d’altro canto, non sia stato capace d’indicare in che anno avrebbe smesso 

di frequentare la scuola coranica (cfr. ibidem, p.to 1.17.04, pag. 5), o an-

cora le età dei genitori e delle sorelle che egli ha riferito essere maggiori di 

lui, ma soltanto le età dei due fratelli, peraltro contraddicendosi per l’età di 

uno dei due (cfr. ibidem, p.to 3.01, pag. 7). 

4.5 Nelle surriferite circostanze, anche il Tribunale, in un’attenta valuta-

zione globale di tutti gli elementi evincibili all’incarto ed in presenza di una 

fattispecie giuridica sufficientemente completa e corretta, ritiene che l’in-

sorgente – al quale incombeva l’onere della prova in merito (cfr. supra con-

sid. 4.2) – non è stato in grado di rendere verosimile la sua minore età al 

momento dell’inoltro della sua domanda d’asilo in Svizzera. Pertanto, egli 

deve assumersene le conseguenze, ovvero che venga considerato mag-

giorenne in conformità alla giurisprudenza summenzionata (cfr. supra con-

sid. 4.2), nonché che le disposizioni normative relative ai minorenni non gli 

siano applicabili, e quindi che egli non possa avvalersene. Ciò posto, non 

v’è quindi spazio per un’applicazione del principio “in dubio pro minor” ri-

preso nella sua impugnativa dal ricorrente (cfr. p.to 10, pag. 9), né degli 

strumenti internazionali citati nel diritto di essere sentito dell’11 novem-

bre 2021 (cfr. n. 47/8, pag. 5 e supra lett. A.i). 

5.  

5.1 Ciò posto, giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel 

merito della domanda di asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato 

terzo sicuro secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato 

precedentemente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi 

sia un effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi dell’art. 5 

cpv. 1 LAsi. Si presuppone inoltre che tale Stato abbia garantito la riam-

missione del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte 

all’asilo. Senza garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo, non può 

infatti essere eseguito e dunque è inutile (cfr. FF 2002 6087, 6125). 

Il Consiglio federale ha effettivamente inserito, il 14 dicembre 2007, la  

Grecia come anche altri Paesi dell’Unione europea (UE) e 

D-5204/2021 

Pagina 19 

dell’Associazione europea di libero scambio (AELS), nel novero degli Stati 

terzi sicuri ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, per i quali esiste una pre-

sunzione di rispetto del principio di non respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi). 

5.2  

5.2.1 Nel caso in rassegna, dagli atti risulta che al ricorrente è stata rico-

nosciuta la protezione sussidiaria in Grecia il (…) e che lui era beneficiario 

di un permesso di soggiorno valido da quest’ultima data fino al (…) (cfr. 

n. 9/1, 10/1 e 52/1). Circostanze che sono inoltre state pure confermate 

dall’insorgente nel corso del suo verbale RMNA (cfr. n. 16/11, p.to 2.06, 

pag. 6 seg.). Altresì, la Grecia, il 15 novembre 2021, ha dichiarato di accet-

tare la riammissione del ricorrente sul proprio territorio (cfr. n. 52/1). Il fatto 

che il permesso di soggiorno sia nel frattempo scaduto, al contrario di 

quanto implicitamente sostenuto nel gravame dall’insorgente (cfr. p.to 30, 

pag. 22 del ricorso), non implica in alcun modo che lui non potrà rinnovarlo 

(cfr. per la possibilità di rinnovare un’autorizzazione di soggiorno scaduta 

per le persone che beneficiano di una protezione internazionale le sen-

tenze del Tribunale E-1012/2022 del 1° aprile 2022 consid. 4.2.2, E-

5614/2021 del 26 gennaio 2022 consid. 7), né men che meno che lui 

avrebbe perso lo statuto di protezione sussidiaria, in particolare vista la 

risposta positiva di riammissione da parte della competente autorità elle-

nica. Il ricorrente non ha inoltre né asserito né è stato in misura di fornire 

elementi concreti atti a ritenere che la Grecia rischierebbe di allontanarlo 

verso il suo Paese d’origine contravvenendo pertanto al principio di non 

respingimento. Per le ragioni poi che verranno analizzate più avanti (cfr. 

infra consid. 8 segg.), le argomentazioni esposte nel ricorso e nelle memo-

rie successive del ricorrente circa la situazione presente in Grecia, non rie-

scono a capovolgere la presunzione che il predetto sia tutt’ora ritenuto uno 

Stato terzo sicuro ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi da parte del Consi-

glio federale, ciò che fra l’altro non è stato posto in discussione neppure 

dallo scrivente Tribunale, anche nella sua più recente giurisprudenza (cfr. 

tra le tante le sentenze E-4599/2023 del 26 settembre 2023, D-4666/2023 

dell’11 settembre 2023 consid. 6.3, D-2916/2023 del 25 agosto 2023 con-

sid. 4.3). Il Tribunale rammenta infatti, a tal proposito, che ogni richiedente 

può dimostrare che, nel suo caso concreto, il suo ritorno nel paese dell’UE 

designato non è ammissibile o di capovolgere la presunzione secondo la 

quale è esigibile. Tali questioni verranno esaminate dappresso (cfr. infra 

consid. 8-9; cfr. anche in tal senso la sentenza del Tribunale E-3704/2021 

del 9 dicembre 2022 consid. 3.3). 

D-5204/2021 

Pagina 20 

5.2.2 Di conseguenza, le condizioni dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano 

incontestabilmente soddisfatte ed è a giusto titolo che la SEM non è entrata 

nel merito della domanda d’asilo dell’insorgente. 

6.  

6.1 Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; 

tiene però conto del principio dell’unità della famiglia. 

6.2 Nella presente disamina, visto anche le considerazioni esposte infra al 

consid. 8.4.5.3, posto che nessuna eccezione alla regola generale della 

pronuncia dell’allontanamento è adempiuta (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 32 

OAsi 1 in combinato disposto con l’art. 44 LAsi; cfr. DTAF 2013/37 con-

sid. 4.4; 2009/50 consid. 9), il Tribunale è tenuto a confermare tale misura. 

7.  

7.1 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la predetta 

norma, l’esecuzione dell’allontanamento deve essere possibile (art. 83 

cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile 

(art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento d’una di queste condi-

zioni, la SEM dispone l’ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 

7.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli 

ostacoli all’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova con-

sacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve 

provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un ostacolo all’al-

lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 

8.  

8.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI l’esecuzione dell’allontanamento non è 

ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto inter-

nazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella mas-

sima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto internazio-

nale possono risultare ostativi all’esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti dell’uomo (CorteEDU) ha più 

volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una 

situazione d’insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell’art. 3 CEDU. 

D-5204/2021 

Pagina 21 

Spetta infatti all’interessato provare o rendere verosimile l’esistenza di seri 

motivi che permettano di ritenere che egli correrà un reale rischio (“real 

risk”) di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trat-

tamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi rife-

rimenti). 

8.2 Altresì, giusta l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, il ricorrente è rinviato in uno 

Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia 

uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto del principio di non 

respingimento – ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi – così come del principio del 

divieto della tortura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 Conv. tortura (cfr. 

FANNY MATTHEY, in: Cesla Amarelle/Minh Son Nguyen, Code annoté de 

droit des migrations, LAsi, 2015, n. 12 ad art. 6a LAsi). Appartiene quindi 

all’interessato sovvertire tale presunzione. A tal fine, egli deve presentare 

seri indizi che le autorità dello Stato in questione violino il diritto internazio-

nale nel caso specifico, non gli concedano la necessaria protezione o lo 

espongano a condizioni di vita disumane, o che si trovi in una situazione di 

emergenza esistenziale nello Stato in questione a causa di circostanze in-

dividuali di natura sociale, economica o sanitaria (cfr. tra le tante le sen-

tenze del Tribunale E-4040/2021 del 7 ottobre 2021 consid. 9.3 e  

D-114/2021 dell’11 maggio 2021 consid. 8.2). 

8.3 Nel suo gravame l’insorgente, invocando la violazione dell’art. 3 CEDU 

e dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (GU C 

364/1 del 18.12.2000; di seguito: CartaUE), si prevale dell’inammissibilità 

dell’esecuzione del suo allontanamento verso la Grecia (cfr. p.to 19 segg., 

pag. 15 segg. del ricorso). In sostanza egli sostiene, citando tra le altre 

fonti, svariati rapporti di organizzazioni non governative, giurisprudenza 

della Corte di giustizia dell’Unione europea e di tribunali stranieri, che egli 

si ritroverebbe, come già in passato, in una condizione di totale abbandono. 

Invero, viste le recenti modifiche legislative, che farebbero cessare di fatto 

dopo la concessione dello statuto di protezione sussidiaria tutte le presta-

zioni materiali e finanziarie, non venendo neppure erogato un alloggio o 

una compensazione al medesimo. La persona detentrice dello statuto di 

protezione si ritroverebbe quindi, rispetto al cittadino greco o al cittadino 

straniero regolarmente residente in Grecia, non soltanto svantaggiato, ma 

anche discriminato e la sua condizione implicherebbe, quasi sistematica-

mente, una realtà di abbandono materiale e di grave marginalizzazione so-

cio-economica. Sia le dichiarazioni dell’insorgente sia i mezzi di prova da 

lui prodotti, si inquadrerebbero plausibilmente in tale contesto rispettiva-

mente sarebbero tese a dimostrare la realtà delle condizioni degradanti ed 

inumane alle quali egli con la sorella sono stati esposti in Grecia e ci si 

D-5204/2021 

Pagina 22 

ritroverebbero nel caso di un loro ritorno. A mente della rappresentante le-

gale dell’insorgente, viste le carenze strutturali greche e le difficoltà alle 

quali le autorità elleniche sarebbero confrontate nella gestione dei migranti, 

comprovate da numerose ed autorevoli fonti, tale situazione permetterebbe 

di confutare la presunzione secondo la quale per i beneficiari di protezione 

internazionale, la Grecia possa ancora essere ritenuta un Paese terzo si-

curo. 

8.4 Occorre dunque determinare se, tenuto conto della situazione generale 

in Grecia e delle circostanze personali proprie del ricorrente, vi siano delle 

serie ragioni di credere che egli si ritroverà esposto ad un rischio reale di 

subire, come lo sostiene nel suo ricorso, un trattamento contrario all’art. 3 

CEDU o ad altre disposizioni internazionali in caso di allontanamento verso 

il suddetto Paese. 

8.4.1 Secondo la giurisprudenza della CorteEDU, l’art. 3 CEDU non sa-

rebbe interpretabile nel senso di obbligare gli Stati contraenti a garantire 

un diritto all’alloggio ad ogni persona che rileva della loro giurisdizione, né 

a fondare un dovere generale di fornire ai rifugiati un’assistenza finanziaria 

perché questi ultimi possano mantenere un certo livello di vita. Inoltre, il 

semplice allontanamento di una persona verso un paese dove la sua situa-

zione economica sarebbe peggiore che nello Stato contraente che la 

espelle, non risulta essere sufficiente per raggiungere la soglia dei tratta-

menti inumani o degradanti proibiti dall’art. 3 CEDU, in quanto le persone 

che non sono cittadine di tale Stato ed alle quali è imposto un obbligo di 

lasciare il paese non possono, in principio, rivendicare il diritto di restare 

sul territorio di uno Stato contraente al fine di continuare a beneficiare 

dell’assistenza e dei servizi medici, sociali o altri che sono forniti loro da 

tale Stato (cfr. le sentenze della CorteEDU, Naima Mohammed Hassan 

contro Paesi Bassi e Italia del 27 agosto 2013, 40524/10, par. 180;  

Mohammed Hussein e altri contro Paesi Bassi e Italia del 2 aprile 2013, 

27725/10, par. 65-73; N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 

26565/05, par. 42; Müslim contro Turchia del 26 aprile 2005, 53566/99, 

par. 85). 

8.4.2 Sempre secondo la CorteEDU, uno Stato può impegnare la sua re-

sponsabilità dal profilo dell’art. 3 CEDU – ciò che renderebbe l’esecuzione 

dell’allontanamento contrario a tale disposizione – quando pone, con le sue 

azioni o omissioni, un richiedente l’asilo totalmente dipendente dall’assi-

stenza pubblica, nell’impossibilità di godere in pratica dei diritti che gli per-

metterebbero di provvedere ai suoi bisogni essenziali, facendolo cadere in 

una situazione d’indigenza materiale estrema incompatibile con la dignità 

D-5204/2021 

Pagina 23 

umana (cfr. le sentenze della CorteEDU, A.S. contro Svizzera del 30 giu-

gno 2015, 39350/13, par. 27 segg.; Tarakhel contro Svizzera [Grande Ca-

mera] del 4 novembre 2014, 29217/12, par. 95 segg.; M.S.S. contro Belgio 

e Grecia [Grande Camera] del 21 gennaio 2011, 30696/09, par. 250 segg. 

e par. 263). Al contrario, in assenza di considerazioni umanitarie eccezio-

nalmente imperiose, il fatto che nel caso d’espulsione il richiedente an-

drebbe incontro ad una degradazione importante delle sue condizioni di 

vita materiali e sociali, non è di per sé sufficiente per comportare una vio-

lazione dell’art. 3 CEDU (cfr. le sentenze della CorteEDU Mohammed  

Hussein precitata, par. 71; Sufi e Elmi contro Regno Unito del 28 giu-

gno 2011, 8319/07 e 11449/07, par. 281-292; N. contro Regno Unito preci-

tata., par. 42; cfr. anche nello stesso senso la sentenza del Tribunale  

E-3100/2023 del 16 agosto 2023 consid. 5.5.1). 

8.4.3 Il Tribunale non misconosce le informazioni risultanti dai rapporti di 

più organizzazioni non governative ed organismi, anche citati nel ricorso 

dall’insorgente, relative alla situazione dei rifugiati e dei titolari di protezione 

internazionale in Grecia. 

Tuttavia, anche se le misure di protezione di cui beneficiano i richiedenti 

l’asilo non sono più applicabili al ricorrente dal momento in cui gli è stata 

riconosciuta la protezione internazionale sussidiaria, la Grecia resta per lo 

meno tenuta, in rispetto al diritto europeo applicabile, ad assumere i suoi 

obblighi, tra i quali si annoverano segnatamente l’accesso ad un impiego, 

all’educazione, alla protezione sociale e alle cure mediche, e di farne be-

neficiare al ricorrente alle medesime condizioni che i suoi cittadini. La  

Grecia è inoltre tenuta ad assicurargli l’accesso ad un alloggio e alla libertà 

di circolazione all’interno del suo territorio, a condizioni equivalenti a quelle 

concesse a cittadini di Stati terzi risiedenti legalmente nel Paese (cfr. capi-

tolo VII della direttiva 2011/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio 

del 13 dicembre 2011 recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi 

terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su 

uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare 

della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione ricono-

sciuta [rifusione; GU L 337/9 del 20.12.2011]). Questa giurisprudenza co-

stante, è stata anche recentemente confermata dal Tribunale nella sua 

sentenza di riferimento E-3427/2021 e E-3431/2021 (cause congiunte) del 

28 marzo 2022 (consid. 9.1). Nella precitata sentenza, il Tribunale ha pro-

ceduto ad un’analisi approfondita della situazione dei beneficiari di una pro-

tezione internazionale in Grecia, fondata su una pluralità di fonti attuali, 

affidabili e pertinenti (cfr. sentenza predetta, consid. 8 segg.). Al termine di 

tale esame, il Tribunale ha confermato la sua giurisprudenza, secondo la 

D-5204/2021 

Pagina 24 

quale non si può concludere che i beneficiari di protezione internazionale 

si trovano in questo paese, in modo generale (ed indipendentemente dalla 

fattispecie) totalmente dipendenti dall’aiuto pubblico, confrontati all’indiffe-

renza delle autorità ed in una situazione di privazione o di carenza a tal 

punto grave che sarebbe incompatibile con la dignità umana. I problemi 

conosciuti e le lacune constatate non hanno quindi un’ampiezza tale che 

permetterebbero di dedurre che tale Paese, per principio, non avrebbe la 

volontà o la capacità di riconoscere ai beneficiari di una protezione inter-

nazionale i diritti e le prerogative che a loro appartengono, rispettivamente 

che questi non potrebbero ottenerli per la via giudiziaria (cfr. la sentenza di 

riferimento del Tribunale succitata consid. 11.2; cfr. anche tra le tante le 

sentenze del Tribunale E-3100/2023 del 16 agosto 2023 consid. 5.5.4;  

E-1334/2022 del 27 febbraio 2023 consid. 8.5). 

Tali constatazioni non impediscono al ricorrente di stabilire che, nel suo 

caso specifico, l’esecuzione del suo allontanamento è inammissibile. Tut-

tavia, dovrà apportarne la dimostrazione, rispetto alla sua situazione per-

sonale. 

8.4.4  

8.4.4.1 Nella presente disamina, l’insorgente non dimostra che, durante il 

suo soggiorno in Grecia, quale beneficiario della protezione sussidiaria in-

ternazionale, si sarebbe trovato in una situazione di privazione materiale 

estrema incompatibile con la dignità umana. Invero, egli ha asserito di es-

sere stato accolto quale richiedente asilo in un centro sull’(…) di J._______ 

e che le autorità elleniche lo avrebbero dotato di una tenda per dormire, 

nonché avrebbe potuto effettuare la doccia, anche se soltanto una volta 

alla settimana. D’altronde, malgrado egli abbia allegato di aver sollecitato 

le autorità greche per una presa in carico medica visti i suoi disturbi impor-

tanti e che soltanto in un’occasione egli sarebbe stato visitato da un medico 

generalista, che però non avrebbe potuto aiutarlo poiché non avrebbe 

avuto a disposizione gli strumenti necessari, nemmeno per fare una radio-

grafia e non gli avrebbe prescritto nessuna cura (cfr. n. 47/8), nonché che 

dopo l’ottenimento della protezione internazionale, le autorità greche non 

gli avrebbero dato alcun alloggio, né cure e gli avrebbero tagliato i pochi 

soldi che avrebbe ricevuto (cfr. n. 16/11, p.to 2.06, pag. 6); egli non ha tut-

tavia provato di aver esaurito tutte le possibilità di far valere i suoi diritti. Il 

Tribunale osserva difatti come, a differenza di quanto vuol far credere l’in-

sorgente anche nel suo gravame, dalla documentazione all’incarto si de-

sume che egli, già all’entrata in Svizzera, assumesse una terapia a base di 

Tegretol 400 mg, nonché già nell’anno (…) gli fosse stata diagnosticata 

l’epilessia di cui soffrirebbe (cfr. n. 11/2, 17/3, 34/11, pag. 2; certificato 

D-5204/2021 

Pagina 25 

medico […] del 18 aprile 2023). Altresì egli ha asserito di aver viaggiato in 

aereo dalla Grecia all’K._______ munito dei documenti rilasciatigli dalle 

autorità greche (cfr. n. 16/11, p.to 5.02, pag. 9) e che egli sarebbe stato 

accompagnato in Svizzera da un uomo al quale avrebbe consegnato dei 

soldi (cfr. n. 16/11, p.to 5.02, pag. 9). Tali ultime circostanze ed asserti, 

fanno planare il dubbio che il ricorrente in realtà non fosse totalmente privo 

di risorse finanziarie per far fronte alle difficoltà di trovare un alloggio, o 

ancora di procurarsi i medicamenti di cui egli necessitava, come egli vor-

rebbe invece far credere. Inoltre, l’asserto del tutto generico che egli si sa-

rebbe rivolto più volte alle autorità elleniche per richiedere assistenza me-

dica, senza tuttavia che egli abbia allegato concretamente di essersi indi-

rizzato alle predette autorità dopo l’ottenimento della protezione internazio-

nale, non risulta supportato da alcun elemento concreto. Al contrario, egli 

ha anzi riferito di aver, malgrado le condizioni d’incuria e d’insicurezza da 

egli denunciate ed il suo stato di salute, continuato a vivere in una tenda 

presa di nascosto nelle prossimità del campo di J._______ per sentirsi più 

al sicuro, ricevendo a volte anche del cibo da parte di persone (…) risie-

denti all’interno del centro (cfr. n. 47/8, pag. 2). Inoltre, dagli atti all’inserto 

si denota come l’insorgente abbia delle conoscenze della lingua inglese 

(cfr. rapporto medico del 18 aprile 2023 del […]). Considerate le dichiara-

zioni da lui rese, egli sembra poi aver lasciato la Grecia senza intrapren-

dere alcun passo amministrativo particolare per ottenere un aiuto finanzia-

rio suppletivo, dei sussidi per la locazione di un alloggio o un sostegno 

all’integrazione. Anche dai due video (identici) e dalle due copie di fotogra-

fie presentate a supporto dei suoi asserti, a parte far vedere un accampa-

mento di tende, dove né lui né la sorella appaiono, non si evince alcun 

elemento concreto e sostanziato, che sia in grado di capovolgere le con-

clusioni precedenti, anche tenendo conto di quanto argomentato in merito 

nel ricorso (cfr. p.to 29, pag. 21 seg.). Nulla permette quindi agli atti di sta-

bilire che il ricorrente sia stato confrontato all’indifferenza delle autorità gre-

che, anche dopo aver ottenuto la protezione internazionale. Da ultimo, at-

tinente ai suoi asserti di mancanza di sicurezza e di continue risse che 

avrebbe vissuto nel centro di J._______, si rimanda a quanto rettamente 

motivato dalla SEM nella decisione impugnata (cfr. p.to II, pag. 18). Difatti, 

nulla nei suoi asserti o agli atti, indica che le autorità di polizia, amministra-

tive e giudiziarie greche rinuncino, in modo sistematico o mirato per quanto 

riguarda gli stranieri viventi sul loro territorio, a perseguire degli atti d’ag-

gressione o minacce subite da terzi, se sollecitate. L’insorgente potrà 

quindi indirizzarsi, in futuro e nel caso di necessità, alle autorità elleniche 

competenti, che non risulta tra l’altro aver mai consultato in passato rispetto 

a tali allegazioni. 

D-5204/2021 

Pagina 26 

8.4.4.2 Sulla scorta di quanto precede, il ricorrente non stabilisce quindi 

neppure che, oggettivamente e secondo ogni probabilità, il suo ritorno in 

Grecia, lo condurrebbe irrimediabilmente ad uno stato di privazione e di 

abbandono completo, che implicherebbe in particolare una degradazione 

grave del suo stato di salute (cfr. DTAF 2014/26 consid. 7.5; 2009/52 con-

sid. 10.1; 2007/10 consid. 5.1). Difatti, nessun elemento serio e concreto 

permette di ritenere che al suo ritorno in Grecia, il ricorrente si troverebbe 

confrontato all’indifferenza sia delle autorità sia di tutte le organizzazioni 

non governative, presenti sul posto – al contrario di quanto asserito nel suo 

gravame dall’insorgente (cfr. p.to 34, pag. 24 del ricorso) – che sono su-

scettibili di venire in suo aiuto e che non risulta che il ricorrente abbia mai 

sollecitato neppure in passato. Certo, le sue condizioni di vita materiali in 

Grecia, quale beneficiario della protezione internazionale sussidiaria, pos-

sono essere più precarie di quelle abitualmente a disposizione delle per-

sone a cui è stata concessa l’ammissione provvisoria in Svizzera. Tuttavia, 

né dall’incarto né dalle allegazioni del ricorrente, anche ricorsuali, tra-

spaiono degli elementi che facciano giungere alla conclusione che esi-

stano, in casu, delle considerazioni umanitarie imperiose ostative all’ese-

cuzione dell’allontanamento dell’insorgente verso lo Stato di destinazione, 

al punto che tale misura costituirebbe un trattamento contrario all’art. 3 

CEDU, all’art. 3 Conv. tortura o ancora all’art. 4 CartaUE (cfr. anche nello 

stesso senso la sentenza del Tribunale E-1334/2022 del 27 febbraio 2023 

consid. 8.7), come si vedrà anche di seguito. 

8.4.5  

8.4.5.1 Concernente lo stato di salute dell’insorgente, si osserva in primo 

luogo come il respingimento forzato di persone che soffrono di problemi 

medici, costituisce una violazione dell’art. 3 CEDU, unicamente in circo-

stanze eccezionali (cfr. sentenze CorteEDU N. contro Regno Unito del 

27 maggio 2008, [Grande Camera], 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 

13 dicembre 2016, [Grande Camera], 41738/10, §181 segg.; DTAF 2011/9 

consid. 7.1). 

8.4.5.2 Per le problematiche di salute del ricorrente, si rimanda integral-

mente alle considerazioni e conclusioni presentate dappresso (cfr. infra 

consid. 9.3). Dalle stesse si evince che la soglia di gravità, al senso restrit-

tivo della giurisprudenza testé citata, non è adempiuta nel caso di specie. 

8.4.5.3 In secondo luogo, si rileva che, per quanto il Tribunale non metta in 

dubbio che la sorella dell’insorgente abbia funto sia in Grecia sia da quando 

egli è giunto in Svizzera quale persona che gli fornisce supporto e vici-

nanza, anche accompagnandolo durante alcune visite mediche e 

D-5204/2021 

Pagina 27 

descrivendo a volte ai medici i sintomi pregressi agli attacchi con caduta di 

cui soffrirebbe tutt’ora l’insorgente, lo stesso legame fraterno non possa 

ricadere nella protezione dell’art. 8 CEDU – anche tenuto conto della mag-

giore età del medesimo (cfr. supra consid. 4) – ciò che il ricorrente d’al-

tronde non sostiene. Tuttavia, la scrivente autorità ha in particolare provve-

duto a prendere in considerazione i due incarti per l’emissione delle rispet-

tive sentenze (quella della sorella dell’insorgente di cui al ruolo del Tribu-

nale D-5206/2021 emessa in medesima data della presente), che sono 

state adottate dallo stesso collegio giudicante. Come poi argomentato dalla 

SEM in fase ricorsuale (cfr. osservazioni del 24 maggio 2023), il Tribunale 

non dubita che l’autorità inferiore tratterà le procedure del ricorrente e di 

sua sorella, fino al loro trasferimento in Grecia, in modo parallelo. 

8.5 Ne discende quindi che l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente 

è ammissibile sia ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico, sia 

della LAsi (art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

9.  

9.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. Ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento 

verso i paesi UE/AELS è da ritenersi di principio esigibile e tale presun-

zione legale può essere sovvertita solo se l’interessato rende verosimile 

che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ritenuto ragio-

nevolmente esigibile (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale D-559/2020 

del 13 febbraio 2020 consid. 9). 

9.2 Il Tribunale ha recentemente confermato che l’esecuzione dell’allonta-

namento in Grecia per delle persone beneficiarie di protezione internazio-

nale rimane esigibile, anche per persone vulnerabili, quali ad esempio 

donne incinte o persone che soffrono di problemi di salute, che non sono 

da considerare come malattie gravi (cfr. sentenza di riferimento precitata 

E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.3-11.5.1). Il Tribunale ha invece fis-

sato dei criteri più rigidi soltanto per i nuclei famigliari e per le persone par-

ticolarmente vulnerabili, quali i minorenni o le persone il cui stato di salute 

è compromesso in modo particolarmente grave (cfr. sentenza di riferimento 

precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.5.2 seg.; cfr. anche tra le 

altre la sentenza del Tribunale D-2810/2023 del 30 agosto 2023 con-

sid. 5.3). 

D-5204/2021 

Pagina 28 

9.3  

9.3.1 Concernente lo stato valetudinario dell’insorgente prima dell’emis-

sione della decisione, si rinvia a quanto già sopra considerato (cfr. supra 

consid. 3.2.1). Successivamente, egli è stato sottoposto ad ulteriori visite 

di controllo. Dall’F2 del 17 dicembre 2021 (cfr. n. 63/2) rispettivamente dal 

certificato medico del 15 dicembre 2021 prodotto dall’insorgente con lo 

scritto del 22 dicembre 2021, si evidenzia un reperto invariato della lesione 

insulare a sinistra, con la previsione di un controllo di decorso dopo sei 

mesi, nonché un’evoluzione del quadro clinico che comincia ad essere più 

favorevole. Difatti il ricorrente non avrebbe più crisi epilettiche giornaliere, 

ma soltanto il mattino, avvertirebbe delle minime sensazioni che poi si ri-

solverebbero rapidamente. Tali sintomi non sarebbero giornalieri, ma vi sa-

rebbero anche due o tre giorni consecutivi completamente asintomatici. 

Tuttavia, visto che il ricorrente avrebbe ancora qualche sporadico episodio, 

il medico specialista neurologo ha proposto un aumento del dosaggio di 

Lamotrigina. Dal rapporto medico del 15 dicembre 2021, richiesto dal Tri-

bunale in fase ricorsuale all’insorgente, si è ribadita la diagnosi precedente 

di: epilessia focale su lesione cerebrale di origine incerta a livello dell’insula 

a sinistra, con un trattamento farmacologico a lungo termine, probabil-

mente a vita, con Depakine Chrono 500 mg e Lamotrigina 100 mg con un 

aumento del dosaggio previsto a 300 mg al giorno. Il medico ha rilevato 

che senza trattamento farmacologico, è molto probabile che il ricorrente 

avrà nuovamente delle crisi epilettiche mentre che, con la predetta cura, è 

probabile che l’evoluzione dell’epilessia sarà più favorevole e l’insorgente 

potrebbe anche non più avere crisi, ma per ora sarebbe prematuro trarre 

conclusioni in merito, e si potrà avere maggiore certezza dell’evoluzione 

fra qualche mese. In seguito, dopo l’attribuzione cantonale dell’insorgente, 

e il nuovo insorgere di episodi d’improvvisa debolezza e di caduta, egli è 

stato nuovamente sottoposto ad una serie di esami e consulti medici, an-

che con ospedalizzazione dal (…) al (…), per effettuare un’analisi dell’elet-

troencefalogramma di lunga durata. Gli ultimi certificati medici a disposi-

zione agli atti del 18 aprile 2023 del (…) rispettivamente del 13 giu-

gno 2023 del (…), diagnosticano una verosimile epilessia strutturale, già 

diagnosticata in Somalia nel (…) con lesione parenchimale nella corteccia 

insulare sinistra, che potrebbe essere, in alternativa, la causa delle crisi 

epilettiche a frequenza giornaliera. In diagnosi differenziata, la causa delle 

crisi viene ritenuta poco probabile la presenza di un tumore, così come di 

una patologia post-ischemica, post-traumatica o vascolare. Il decorso ri-

sulta clinicamente invariato con semiologia e frequenza delle crisi – una 

volta al giorno – costanti. Egli è in cura con i farmaci Lamotrigin, Valproat 

e, dal giugno 2023, anche con l’aggiunta di Briviact (farmaco anticonvul-

sivo). Per il procedere, è stata prevista, nel rapporto medico del 

D-5204/2021 

Pagina 29 

13 giugno 2023, una visita di continuità fra due o tre mesi per la rivaluta-

zione della terapia farmacologica, nonché è consigliata una RNM di con-

trollo tra circa due anni. Inoltre, nel certificato medico del 6 ottobre 2022 

del (…), si era posta la diagnosi di un’infezione latente di Mycobacterium 

tubercolosis, per la quale gli era stata prescritta una terapia preventiva per 

sei mesi a base di INH Isoniazid Labatec 100 mg in pastiglie, con controlli 

clinici e laboratoristici mensili (cfr. anche in merito il rapporto medico del 

18 aprile 2023 del […]). 

9.3.2 Ora, alla luce del quadro clinico testé descritto, ed al contrario di 

quanto argomentato anche nel ricorso e nelle sue memorie successive 

dall’insorgente, il Tribunale ritiene alla stessa stregua dell’autorità inferiore, 

che le patologie di cui soffre l’interessato siano state definite con sufficiente 

chiarezza, essendo che la problematica principale di cui egli è affetto è 

rimasta pressoché invariata nella sua diagnosi nel corso degli anni, ed una 

terapia farmacologica – con i relativi necessari adattamenti – è stata impo-

stata. Inoltre non risulta dalla documentazione medica che tale stato di sa-

lute gli renda difficile di adempiere alle sue mansioni quotidiane, come an-

dare a scuola, o ancora alla cura quotidiana della sua persona. Pertanto, 

pur non volendo in alcun modo sminuire lo stato di salute dell’insorgente, il 

Tribunale ritiene che né dagli atti all’inserto né dal gravame siano evincibili 

degli elementi concreti e circostanziati, che inducano a ritenere come lo 

stesso sia a tal punto compromesso che per l’esigibilità dell’allontanamento 

dell’insorgente verso la Grecia dovrebbero essere adempiute le condizioni 

più severe poste dalla giurisprudenza del Tribunale succitata (cfr. supra 

consid. 9.2). Egli non rientra quindi nella definizione di persone particolar-

mente vulnerabili di cui alla giurisprudenza predetta. In tal senso, appar-

terrà al ricorrente, dopo il suo ritorno in Grecia, di adempiere i passi per 

ottenere l’aiuto medico di cui necessita, e che in principio è pure reperibile 

su suolo ellenico, che si ritiene che l’insorgente – anche se necessario con 

il supporto della sorella per la quale è stata pure emanata una sentenza 

negativa in data odierna – possa richiedere con le sue forze, anche se 

comportasse una certa fatica da parte sua (cfr. a contrario sentenza di ri-

ferimento nelle cause congiunte E-3427/2021 e E-3431/2021 con-

sid. 11.5.3). Tali conclusioni non mutano neppure alla luce delle considera-

zioni ricorsuali dell’insorgente, che non apporta in merito alcun elemento 

concreto che sia in grado di modificarle.  

9.4 Alla luce di quanto sopra, non si ravvisa quindi alcuna ragione per ri-

chiedere delle garanzie specifiche alla Grecia in merito alla presa in carico 

adeguata dell’insorgente, così come postulato dallo stesso in fase ricor-

suale (cfr. ricorso, p.to 17, pag. 13 e replica del 12 ottobre 2022, pag. 2). 

D-5204/2021 

Pagina 30 

Inoltre, come già sopra rammentato, le autorità elvetiche competenti per 

l’esecuzione della decisione, sono tenute ad informare in modo adeguato 

e precedentemente al trasferimento del ricorrente le autorità greche, circa 

le circostanze ed i bisogni specifici medici dell’insorgente. Per quanto poi 

attiene alle ragioni d’ordine generale invocate dal ricorrente per opporsi 

all’esecuzione del suo allontanamento, ovvero le difficoltà delle condizioni 

di vita in Grecia (segnatamente in riferimento alla reperibilità di un alloggio 

e a sostegni finanziari statali atti a coprire le prestazioni materiali di base), 

le medesime non sono sufficienti di per sé per realizzare una messa in 

pericolo concreta ai sensi della legge e della giurisprudenza (cfr. sentenza 

di riferimento E-3427/2021 e E-3431/2021 succitata consid. 11.5.1; 

DTAF 2011/50 consid. 8.1-8.3; 2010/41 consid. 8.3.5; 2008/34 con-

sid. 11.2.2; 2007/10 consid. 5.1) e non costituiscono quindi neppure un 

ostacolo dal profilo dell’esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (cfr. 

nello stesso senso le sentenze del Tribunale E-3100/2023 del 16 ago-

sto 2023 consid. 6.5, E-1334/2022 del 27 febbraio 2023 consid. 9.6). 

9.5 L’esecuzione dell’allontanamento, risulta quindi essere pure ragione-

volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in combinato disposto con l’art. 44 

LAsi). 

10.  

In ultima analisi, nemmeno risultano esserci degli impedimenti sotto 

l’aspetto della possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 

LStrI in relazione con l’art. 44 LAsi), ritenuto che le autorità elleniche hanno 

dato il loro benestare alla riammissione del ricorrente, essendo che egli ha 

ottenuto la protezione sussidiaria in Grecia. Per quanto poi attiene alle con-

siderazioni legate all’organizzazione tecnica del trasferimento in Grecia do-

vuta alla pandemia da Covid-19 citate nel ricorso (cfr. p.to 17, pag. 14), si 

ritiene di non dover trattare oltre la questione, essendo che le restrizioni 

all’accesso dovute alla predetta pandemia sono nel frattempo state supe-

rate dagli eventi. 

11.  

Ne discende quindi che, anche in materia di allontanamento e relativa ese-

cuzione, il gravame va disatteso e la decisione impugnata confermata. 

12.  

In conclusione, con la decisione impugnata, la SEM non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

D-5204/2021 

Pagina 31 

(art. 106 cpv. 1 LAsi). Altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va conseguentemente respinto. 

13.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a ca-

rico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, 

avendo il Tribunale accolto l’istanza di concessione dell’assistenza giudi-

ziaria dell’insorgente, con decisione incidentale del 5 gennaio 2022, e non 

essendovi elementi per ritenere che lo stato d’indigenza del ricorrente sia 

nel frattempo mutato, il medesimo è dispensato dal pagamento delle spese 

processuali (art. 65 cpv. 1 PA). 

14.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-5204/2021 

Pagina 32 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

 

Data di spedizione: