# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b41f32ee-2072-5f59-a353-f2ed60274121
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-09-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 07.09.1999 12.1999.152
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1999-152_1999-09-07.html

## Full Text

Incarto n.

  12.99.00152

  	
  Lugano

  7 settembre 1999/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente, 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini,
  vice-cancelliere

  

 

 

 

sedente per statuire sul ricorso 23
agosto 1999 di

 

	
   

  	
   

  __________ 

   

  
	
   

  	
   

  contro la decisione 16 agosto 1999
  della

  	 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

 

 

con la quale è stata
inflitta alla ricorrente, quale socio gerente della __________, un’ammenda di
Fr. 100.- per non aver prodotto nei termini, nonostante le diffide di legge,
l’elenco dei soci, delle quote sociali e delle prestazioni eseguite su di esse
al 1 gennaio 1999.

 

 

 

Letti ed esaminati gli atti
e le osservazioni 26 agosto 1999 dell’Ufficio dei registri di Mendrisio

 

 

 

Considerato                    che la
ricorrente contesta che il suo comportamento sia stato lesivo dell’ordinamento
di legge poiché afferma di non aver mai ricevuto le richieste e le diffide con
le quali l’Ufficio dei registri di Mendrisio le avrebbe intimato di presentare
la documentazione richiestale e di cui in epigrafe;

 

                                          che
di conseguenza ritiene di non poter essere oggetto di sanzione disciplinare;

 

                                          che
alla fine di gennaio di ogni anno l’ufficiale del registro deve essere in
possesso dell’elenco dei nomi dei soci della __________, delle quote sociali e
delle prestazioni eseguite su di esse oppure della dichiarazione che,
posteriormente alla consegna dell’ultimo elenco, non è avvenuto alcun
cambiamento (art. 790 cpv. 2 CO e 91 cpv. 1 ORC);

 

                                          che
in caso di ritardo l’ufficiale diffida i gerenti, mediante lettera raccomandata
od intimazione ufficiale, alla produzione dell’elenco o della comunicazione con
la diffida che in caso negativo la questione viene sottoposta all’autorità di
vigilanza la quale assegna al gerente un nuovo termine per la produzione e
infligge un’ammenda (art. 91 cpv. 2 ORC);

 

                                          che
l’autorità di vigilanza, su segnalazione dell’Ufficio dei registri di Mendrisio,
ha proceduto in tal modo con la pronuncia, qui impugnata, del 16 agosto 1999;

 

                                          che,
come già indicato, la ricorrente contesta di aver mai ricevuto la richiesta e
le diffide da parte dell’Ufficio dei registri di Mendrisio;

 

                                          che
non è controverso in causa che le richieste e le diffide dell’Ufficio dei
registri di Mendrisio siano state spedite per posta semplice e non
raccomandata;

 

                                          che
la prova dell’avvenuta intimazione di un atto spetta all’autorità che se ne
prevale ed al proposito occorre fornire una ricevuta postale o una
dichiarazione dell’amministrazione delle poste da cui risulti la consegna del
plico (Borghi, Giurisprudenza amministrativa ticinese, pag.  139 n.
356);

 

                                          che
persino nel caso di invio raccomandato, qualora il destinatario contesta di
aver ricevuto l’avviso di ritiro, e la prova del contrario non può essere portata,
non è possibile ritenere conforme e valida la notifica (Cocchi/Trezzini,
CPC, ad art. 124 n. 3);

 

                                          che,
nel caso concreto, manca qualsiasi prova che le comunicazioni dell’Ufficio dei
registri di Mendrisio siano pervenute alla ricorrente e non possono supplire a
tale carenza di natura probatoria le illazioni attorno alla inverosimiglianza
che proprio ben tre spedizioni, provenienti dallo stesso mittente, siano andate
smarrite;

 

                                          che,
del resto, la normativa federale prevede l’invio raccomandato della diffida in
funzione di disporre di una prova certa della sua intimazione così da poi poter
sanzionare correttamente e senza dubbi, la parte negligente;

 

                                          che
ne discende come l’ammenda inflitta alla ricorrente debba essere annullata;

 

 

 

Per i quali motivi

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                1.      Il
ricorso 23 agosto 199 __________ è accolto e di conseguenza è annullato il
dispositivo n. 2 della decisione 16 agosto 1999 della __________.

 

 

                                2.      Non
si prelevano tasse o spese.

 

 

                                3.      Intimazione
a:

                                          -
__________

 

 

 

Per la seconda Camera civile del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                      
Il segretario