# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9284d473-bc00-56b4-8bcb-ebd723cfe958
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-08-21
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 21.08.2008 S 2008 66
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_S-2008-66_2008-08-21.pdf

## Full Text

S 08 66

SENTENZA
del 21 agosto 2008

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente sospensione dal diritto all'indennità

1. …, 1956, impiegato di commercio, lavorava per 17 anni (dal 1976 fino al 1993) 

presso un’impresa di costruzioni quale responsabile amministrativo. Da allora 

e fino al 2006 era impiegato parzialmente presso la … di … in qualità di agente 

di sicurezza. Dal 1. novembre 2006 egli rivendica il diritto all’indennità 

giornaliera di disoccupazione. L’8 ottobre 2007, l’assicurato veniva invitato a 

contattare telefonicamente il responsabile del Programma Inserimento … 

(PIM) per un posto di lavoro come aiuto cancelleria e archivio presso il 

Comune di ... Giusta quanto riferito dalla responsabile del PIM e 

dall’assicurato stesso in merito all’esito dell’assegnazione effettuata, 

l’assicurato non avrebbe ritenuto adeguato il programma occupazionale e 

avrebbe dichiarato di essere in attesa di altre misure. Infatti, il 10 ottobre 2007, 

l’assicurato aveva presentato domanda di consenso per frequentare un corso 

informatico. La richiesta veniva respinta il 16 ottobre successivo, poiché la 

misura non era reputata suscettibile di migliorare l’idoneità al collocamento in 

tempo utile

2. Dopo aver sentito l’assicurato, con decisione 29 febbraio 2008 l’Ufficio 

cantonale per l’industria, arti e mestieri e lavoro (UCIAML) sospendeva … dal 

diritto all’indennità di disoccupazione per la durata di 23 giorni, non avendo 

l’interessato dato seguito all’assegnazione del provvedimento inerente il 

mercato del lavoro. Dopo aver assunto le necessarie informazioni in merito 

all’attività pretesa presso la cancelleria comunale in questione, l’UCIAML 

respingeva la tempestiva opposizione, nell’ambito della quale l’opponente 

sosteneva di non poter svolgere l’attività richiesta senza un adeguato 

inserimento, con decisione 7 aprile 2008. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 7 maggio 

2008, … chiedeva l’accoglienza del ricorso. L’istante considera di essersi 

sempre impegnato nella ricerca di un lavoro, il programma d’inserimento gli 

sarebbe stato assegnato in un periodo in cui la cassa disoccupazione lo 

avrebbe ritenuto comunque inabile al collocamento, sarebbero 15 anni che 

non avrebbe più svolto attività di commercio e il suo grado di disoccupazione 

sarebbe solo del 60%, mentre presso la cancelleria comunale veniva richiesta 

una presenza di otto ore giornaliere per cinque giorni alla settimana con una 

conseguente retribuzione oraria netta di fr. 12.00.

4. Nella propria presa di posizione l’UCIAML chiedeva la reiezione del ricorso. 

In considerazione dell’attività appresa, il lavoro assegnato all’assicurato 

doveva essere considerato esigibile per quanto riguardava la qualità dello 

stesso. Per il resto l’indennità giornaliera a cui l’istante avrebbe diritto sarebbe 

stata stabilita in base al guadagno assicurato, per cui le critiche promosse dal 

ricorrente avverso la retribuzione sarebbero pure infondate. 

Considerando in diritto:

1. Giusta l’art. 43 della legge sulla giustizia amministrativa (LTA), il Tribunale 

amministrativo decide nella composizione di Giudice unico, quando il valore 

litigioso non supera i fr. 5000.00 e non si deve decidere in merito a questioni 

giuridiche d’importanza fondamentale. Nell’evenienza, l’istante ha diritto ad 

un’indennità giornaliera di disoccupazione pari a fr. 110.35, calcolata sull’80% 

di un guadagno assicurato di fr. 2’993.00 (2'394.40: 21.7). Essendo litigiosa 

una sospensione di 23 giorni, il valore litigioso corrisponde nell’evenienza a 

fr. 2'538.05 (fr. 110.35 x 23). Non ponendosi neppure una questione 

d’importanza fondamentale, ne consegue che sulla presente controversia è 

competente a statuire il Giudice unico. 

2. a) In virtù dell’art. 59 cpv. 1 e 2 LADI, l’assicurazione contro la disoccupazione 

fornisce prestazioni finanziarie anche per provvedimenti inerenti al mercato 

del lavoro. Tali provvedimenti sono volti a promuovere la reintegrazione di 

assicurati il cui collocamento è reso difficile da motivi inerenti al mercato del 

lavoro. Tali provvedimenti devono migliorare l’idoneità al collocamento, 

promuovere le qualifiche professionali, diminuire il rischio di una 

disoccupazione o offrire la possibilità di acquisire nuove esperienze 

professionali (art. 59 cpv. 1 e 2 LADI). Giusta l’art. 30 cpv. 1 lett. d LADI, 

l’assicurato è sospeso dal diritto all’indennità se non osserva le prescrizioni di 

controllo o le istruzioni dell’ufficio del lavoro, segnatamente se non si è 

sottoposto ad un provvedimento inerente al mercato del lavoro o ne ha 

interrotto l’attuazione oppure con il suo comportamento ne ha compromesso 

o reso impossibile l’esecuzione o lo scopo (DLA 1984 no. 14 e 1982 no. 5; 

STA S 02 286, S 01 72 nonché S 00 219 e 40). 

b) Nell’evenienza si pone prima di tutto la questione si sapere se l’assicurato non 

ritenendo adeguato alla sua situazione professionale il provvedimento deciso 

sia contravvenuto all’art. 30 cpv. 1 lett. d LADI. Non riveste per contro nel 

presente contesto alcuna importanza la questione di sapere se l’assicurato si 

sia altrimenti adoperato per ridurre la propria disoccupazione, come del resto 

è comunque suo preciso compito fare, accettando dal 2 al 26 marzo 2007 un 

lavoro presso una banca tedesca. Il provvedimento in questione era stato 

assegnato al ricorrente agli inizi dell’ottobre 2007 e quindi riguardava un 

periodo nel quale l’istante era disoccupato. Nel proprio ricorso l’assicurato 

adduce per la prima volta che il programma d’inserimento gli era stato 

assegnato durante un periodo in cui le indennità di disoccupazione gli 

sarebbero state sospese per inabilità al collocamento. In realtà nel corso del 

mese di dicembre 2007 all’assicurato venivano versate le indennità di 

disoccupazione per ottobre e novembre 2007. Ciò comprova che l’eventuale 

provvedimento era stato contestato dall’assicurato o che comunque non 

poteva essere considerato definitivo. Del resto l’assicurato non comprova 

neppure che agli inizi di ottobre 2007, epoca alla quale il provvedimento era 

stato ordinato, egli conoscesse già i dubbi insorti in merito al suo diritto 

all’indennità. Se pertanto l’istante riteneva di continuare ad essere collocabile 

e di avere pertanto diritto all’indennità giornaliera di disoccupazione, egli non 

può ora pretendere - senza contraddirsi - di aver rifiutato il provvedimento non 

considerandosi più disoccupato. 

3. a) Il ricorrente ha rifiutato l’assegnazione che gli era stata fatta, adducendo 

inizialmente di essere in attesa di altre misure e di non ritenerla comunque 

indicata. A titolo preliminare va detto che l’attività presso la cancelleria 

comunale era per l’impiegato di commercio non più attivo in questo settore dal 

1993 una misura indubbiamente adatta a migliorarne l’idoneità al 

collocamento, soprattutto per la possibilità offertagli di acquisire una 

esperienza professionale recente nel settore commerciale. 

b) L’istante adduceva, a motivo del rifiuto, di essere stato in attesa di altre 

misure. In effetti, in data 10 ottobre 2007 egli aveva presentato domanda per 

frequentare un corso d’informatica e attendeva risposta da parte degli organi 

AD. Evidentemente la richiesta fatta non costituiva un motivo valido per 

rifiutare l’assegnazione dell’8 ottobre 2007. Dagli allegati di ricorso risulta che 

il corso in parola era previsto il venerdì dalle ore 16:00 alla ore 18:00, motivo 

per cui anche in vista di questo corso l’interessato avrebbe eventualmente 

potuto vedere di trovare un accordo con il datore di lavoro e riunire in tal modo 

teoria e pratica informatiche. Per l’istante però, il corso d’informatica sarebbe 

stato l’indispensabile presupposto per iniziare l’attività di aiuto cancelleria e 

per i lavori di archiviazione. La pretesa non appare in questi termini 

sostenibile. In primo luogo, l’assicurato dispone di una formazione 

commerciale completa e ha lavorato in detto settore per 17 anni. Nei dati 

raccolti dagli organi dell’assicurazione contro la disoccupazione viene indicata 

come attività desiderata quella d’impiegato di commercio e di segretario con 

diploma federale, questo a chiara dimostrazione che tali attività erano reputate 

dal disoccupato perfettamente indicate alla sua situazione di lavoro ed alle 

sue conoscenze. La convinzione espressa dall’interessato in merito 

all’importanza e di una formazione informatica generalizzata per accrescere 

le possibilità di reinserimento dell’assicurato nel mondo commerciale ha certo 

un suo fondamento, ma non può essere intesa in termini assoluti. Infatti, 

anche la misura assegnata, avrebbe propriamente permesso all’interessato 

di prendere dimestichezza con l’informatica. Che per il lavoro di supporto 

richiesto fossero presupposte già delle conoscenze informatiche particolari 

non è documentato. Per il resto, la pretesa stando alla quale un impiegato di 

commercio non sarebbe in grado di svolgere tali semplici mansioni solo 

perché dal 1993 non avrebbe più lavorato specificamente nell’ambito 

commerciale è per questo Giudice una motivazione pretestuosa che non 

giustifica in alcun modo il rifiuto opposto a priori al provvedimento assegnato. 

Oggettivamente, non vi erano pertanto motivi validi per rifiutare l’occupazione 

come invece è stato fatto dall’assicurato. In ogni caso, l’obbligo di ridurre il 

danno avrebbe imposto al ricorrente di almeno provare a portare a termine la 

misura.

c) Giusta l’art. 10 cpv. 2 lett. a LADI, è considerato disoccupato chi ha 

un’occupazione a tempo parziale e cerca un’occupazione a tempo pieno o a 

tempo parziale. Giusta quanto preteso dal ricorrente stesso (vedi 

comunicazione e-mail dell’8 ottobre e conferma del 12 novembre 2007), 

anche se il lavoro svolto prima della disoccupazione sarebbe stato un’attività 

a tempo parziale, attualmente l’assicurato sarebbe disposto ad accettare 

anche un lavoro a tempo pieno. Ne consegue che sotto questo aspetto il 

provvedimento assegnato all’assicurato era pertanto perfettamente esigibile. 

In termini economici poi, giusta quanto previsto all’art. 64a LADI, l’esigibilità 

dei provvedimenti di occupazione non sottostà alle condizioni di cui all’art. 16 

lett. i LADI relative alla realizzazione di un salario corrispondente al 70% del 

guadagno assicurato. Ne consegue che anche le reticenze espresse 

dall’istante in merito alla prevista insufficiente rimunerazione per un’attività a 

tempo pieno non meritano di essere prese in considerazione. 

4. La durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e 

ammonta, per ogni motivo di sospensione, a 60 giorni al massimo (art. 30 cpv. 

3 LADI). La sospensione del diritto all’indennità è di 1 a 15 giorni in caso di 

colpa lieve, di 16 a 30 giorni in caso di una colpa mediamente grave e di 31 a 

60 giorni in caso di colpa grave (art. 45 cpv. 2 OADI). La colpa grave è data 

se l’assicurato ha abbandonato senza valido motivo un impiego idoneo senza 

garanzie di uno nuovo o ha rifiutato un lavoro idoneo (art. 45 cpv. 3 OADI). 

L’assicurato è stato sospeso dal diritto all’indennità per la durata di 23 giorni. 

Con ciò è stata ritenuta nei suoi confronti una colpa mediamente grave. In 

principio, il fatto di compromettere con il proprio comportamento le reali 

possibilità di ottenere un posto di lavoro idoneo deve essere considerato come 

una colpa grave (STA S 00 201 e S 99 54). Nell’evenienza, l’assicurato non 

ha propriamente rifiutato un lavoro idoneo, ma ha preso contatto con 

l’incaricata di un provvedimento di occupazione comunicandole di considerare 

non adatto alla sua situazione di lavoro il provvedimento temporaneo che gli 

era stato assegnato. Con la sospensione decisa l’ufficio convenuto ha 

pertanto giustamente tenuto in considerazione la concreta situazione del caso 

in esame che non permette l’applicazione di una sanzione come in caso di 

colpa grave. Va comunque ricordato al ricorrente che l’atteggiamento assunto 

non è in alcun modo scusabile, in assenza di un tentativo d’impiego nel settore 

nel quale l’istante voleva essere reinserito. Simili occasioni, anche tenuto 

conto del mercato del lavoro locale, andrebbero sfruttate e non perse 

accampando pretesti. 

5. Per i motivi esposti in precedenza, la decisione impugnata merita in questa 

sede piena conferma e il ricorso deve essere integralmente respinto. In 

applicazione dell’art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA, la presente procedura è gratuita.

Il Giudice delle assicurazioni decide:

1. Il ricorso è respinto

2. La procedura è gratuita.