# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a3fb2e31-54f5-5437-b759-8a80923df3d4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-07-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.07.2014 34.2013.50
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2013-50_2014-07-25.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  34.2013.50

   

  RG/sc

  	
  Lugano

  25
  luglio 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	 

							

 

 

 

 

statuendo
nella causa deferitagli il 6/7 novembre 2013 dalla Pretura di __________ e che
oppone 

 

	
   

  	
  1. AT 1  

  1 rappr. da: RA 1  

  2. AT 2  

   

  
	
   

  	
  a 

  	 

 

	
   

  	
  1. CV 1  

  2. CV 2  

  3. CV 3

   

  4. CV 4  

   

   

  in materia di previdenza professionale

  (divisione degli averi previdenziali a causa di divorzio)

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

considerato                     in
fatto e in diritto 

 

                                 1.1
   Con pronunzia 6 novembre 2013, passata in giudicato il medesimo giorno,
il Pretore del Distretto di __________ ha sciolto per divorzio il matrimonio
celebrato il 9 giugno 2000 da CV 1 e AT 1. Per quanto riguarda gli aspetti
previdenziali, il Pretore ha omologato l’accordo in cui le parti hanno stabilito
una divisione a metà dei rispettivi averi di vecchiaia accumulati durante il matrimonio
e più precisamente sino al 30 settembre 2013 (cfr. I).

 

                                 1.2    Il
6/7 novembre 2013, in applicazione dell’art. 281 cpv. 3 CPC il giudice del divorzio
ha rimesso la causa allo scrivente Tribunale (TCA) quale autorità giudiziaria
competente ai sensi degli artt. 25a cpv. 1 LFLP e 73 cpv. 1 LPP, per il calcolo
del quantum da trasferire.

 

                                1.3   Ai
fini del calcolo, il TCA ha chiesto agli ex coniugi CV 1 ed agli i-stituti di
previdenza e di libero passaggio interessati di determinarsi al proposito
rispettivamente di fornire le informazioni necessarie ai fini del giudizio
(art. 25a cpv. 2 LFLP). Delle singole risultanze istruttorie e delle relative
prese di posizione delle parti (cfr. IV-LIV) si dirà più diffusamente, per
quanto occorra, in appresso.

 

                                2.1   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’i-struttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque de-cidere nella composizione di un giudice unico
ai sensi dell’art. 49 cpv. 2  LOG.

 

                                2.2   Competente
ratione loci a statuire nel merito della presente causa è lo scrivente TCA
quale giudice del luogo del divorzio competente ai sensi dell'art. 73 LPP (art.
25a cpv. 1 LFLP), ritenuto che giusta l'art. 25a cpv. 2 LFLP oltre agli
istituti di previdenza possono essere parte nella procedura anche gli istituti
di libero passaggio (DTF 130 V 111; Schneider/ Bruchez, La prévoyance professionnelle et le
divorce, in: Le nouveau droit du divorce, CEDIDAC 41, 2000, p. 253; cfr. art.
73 cpv. 1 lett. a LPP in vigore dal 1. gennaio 2005).

 

                                2.3   A
norma dell'art. 25a LFLP, in caso di disaccordo fra i coniugi sulla prestazione
d'uscita da dividere (artt. 122 e 123 CC), il giu-dice del luogo del divorzio
competente ai sensi dell'art. 73 cpv. 1 della LPP deve procedere d'ufficio alla
divisione sulla base della chiave di ripartizione determinata dal giudice del
divorzio, non appena gli sia stata deferita la controversia; sia i coniugi che gli istituti di previdenza
professionale hanno qualità di parte in questa procedura. Il giudice impartisce
loro un termine adeguato per inoltrare le rispettive conclusioni. In assenza di
conclusioni il giu-dice decide in base agli atti (Messaggio sulla revisione del Codi-ce civile svizzero del 15
novembre 1995, FF 1996 I 122, 233.46).

 

                                2.4   Giusta
l’art. 22 cpv. 1 LFLP in caso di divorzio le prestazioni d'uscita acquisite
durante il matrimonio sono divise conformemente agli artt. 122, 123 CC e agli
artt. 280 e 281 CPC Per il cpv. 2, la prestazione d'uscita da dividere
corrisponde per ciascun coniuge alla differenza tra la prestazione d'uscita
aumentata degli averi di libero passaggio esistenti al momento del divorzio e
la prestazione d'uscita aumentata degli averi di libero passaggio e-sistenti al
momento della celebrazione del matrimonio. Alla prestazione d'uscita e
all'avere di libero passaggio esistenti al momento del matrimonio vanno aggiunti
gli interessi dovuti al momento del divorzio. I pagamenti in contanti
effettuati durante il matrimonio non sono computati.

 

                                2.5   L'art.
122 CC dispone che se un coniuge o ambedue i coniugi sono affiliati ad un
istituto di previdenza e se non è sopraggiunto alcun caso di previdenza, ogni
coniuge ha diritto alla metà della prestazione d'uscita accumulata dall'altro coniuge
calcolata per la durata del matrimonio. L’art. 124 CC stabilisce per contro che
un’indennità adeguata è dovuta allorché è già sopraggiunto un caso di previdenza
per uno dei coniugi o per entrambi, ovvero allorché le pretese in materia di
previdenza professionale acquisite durante il matrimonio non possono essere
divise per altri motivi. L'applicazione dell'art. 122 CC presuppone quindi la
possibilità, dal profilo tecnico, di dividere la prestazione d'uscita.

 

                                         L'art.
124 CC torna quindi applicabile allorché per uno o per entrambi i coniugi è già
sopraggiunto un caso di previdenza (vecchiaia o invalidità) (DTF 130 III 297; STCA
34.2007.33 del 4 ottobre 2007; STCA  34.2008.19 del 9 giugno 2008; Kieser, Ehescheidung und Eintritt des
Vorsorgefalls der beruflichen Vorsorge-Hinweise für die Praxis, in AJP 2001,
pp. 155s; Vetterli/ Keel, Die
Aufteilung der beruflichen Vorsorge in der Scheidung, in AJP 1999, pp. 1613ss,
1618s; Schneider/Bruchez, La
prévoyance professionnelle et le divorce (2e partie), in SVZ 2000, pp. 247ss; Riemer, Berufliche Vorsorge und revidiertes
Ehescheidungsrecht, in SZS 1998, pp. 423ss; FamPra 2003, p. 166; STFA B 48/06
dell’8 marzo 2007, consid. 3; Geiser, übersicht über
die Rechtsprechung zum Vorsorgeausgleich, in FamPra 2008, p. 309), evenienza che
si realizza nel momento in cui l’in-teressato percepisce prestazioni del
secondo pilastro e più precisamente quando nasce il diritto a prestazioni (DTF
133 V 288; STFA B 104/05 del 21 marzo 2007). L’art. 124 CC si applica
anche, come accennato, nel caso in cui è impossibile procedere ad una divisione
per altri motivi, segnatamente quando prestazioni d'uscita vengono
pagate in contanti – nelle ipotesi previste dalla legge – in pendenza di
matrimonio e perdono in tal modo la loro natura previdenziale (cfr.
art. 22 cpv. 2 in fine LFLP; DTF 128 V 48, 127 III 433; Schneider/Bruchez, cit., in
SVZ 2000, p. 255; Vetterli/Keel, cit., p. 1622). In tal caso la compensazione delle aspettative
previdenziali deve essere considerata ad opera del giudice del divorzio in
applicazione, appunto, dell'art. 124 CC (DTF 127 III 437
consid. 2b con riferimenti; JdT
2002 p. 350; Zünd, Schriftliche Zustimmung zur Barauszahlung der Austrittleistung an
Verheiratete und die Folgen bei gefälschter oder fehlender Unterschrift, in AJP
2002, pp. 662ss, 664; Schneider/
Bruchez, cit., in SVZ 2000, p. 255; Vetterli/Keel, cit., p. 1622; Grüttner/Summermatter, Erstinstanzliche Erfahrungen mit dem Vorsorgeausgleich bei Scheidung,
insbesondere nach Art. 124 ZGB, in FamPra 2002, pp. 641ss, 650; cfr. anche DTF
136 V 226ss consid. 5).

 

                                2.6   Nella
fattispecie in esame il matrimonio tra i coniugi CV 1 è stato celebrato il 9
giugno 2000, la data determinante per il riparto essendo invece il 30 settembre
2013 (cfr. supra consid. 1.1).

 

           Dalla
documentazione acquisita agli atti e dalle dichiarazioni di parte risulta che
l’intero capitale previdenziale accumulato da CV 1 durante il matrimonio
– ma anche (per lo meno in parte) prima del 9 giugno 2000 – gli è stato versato
in contanti prima del 30 settembre 2013 (data determinate per il la divisione)
a motivo d’inizio d’attività lucrativa indipendente. Più precisamente, nelle
rispettive date 6 settembre 2007 e 1. febbraio 2010 la CV 2, dov’erano stati
depositati a diverse riprese averi previdenziali accumulati presso precedenti
istituti di previdenza (cfr. XLI), ha versato su un conto privato dell’ex
marito CHF 468'218'218.60 rispettivamente CHF 10'239.50 (cfr. XLI, XXXVIII); il
2 ottobre 2007 CV 3 ha versato, anch’essa su un conto privato, l’importo di CHF
6'281.40 (cfr. XXXV, XLVIII/5); infine, in data 14 dicembre 2012 CV 4 ha
versato a favore di CV 1, sempre su un conto privato, la somma di CHF 15'264.22
precedentemente accumulata presso CV 3 (cfr. XXXII/1, XXXIX); 

 

 

 

           Nessuna
contestazione riguardo alla legittimità di tali versamenti – che dal fascicolo
risultano per altro essere stati effettuati conformemente all’art. 5 cpv. 1 e 2
LFLP (cfr. in particolare XLIX/2 e 11, XLVIII/1, XLVII/1 che attestano come i
versamenti siano avvenuti con il consenso del coniuge giusta l’art. 5 cpv. 2
LFLP) –  è stata sollevata da parte della ex moglie nelle more della presente
procedura, né è dato per il resto ipotizzare, alla luce degli atti all’inserto,
l’esistenza di ulteriori averi previdenziali acquisiti da CV 1 durante il
matrimonio e non fatti oggetto di prelievo in contanti.

 

           Ai
sensi della summenzionata giurisprudenza, in quanto (legittimamente) uscito dal
ciclo previdenziale giusta l’art. 5 cpv. 1 cifra b LFLP (inizio di attività
indipendente), suddetti averi non sono più quindi suscettibili di essere divisi
giusta l’art. 122 CC (cfr. su-pra consid. 2.5; DTF 129 V 254; Baumann/ Lauterburg, Darf's
ein bisschen weniger sein? Grundsätzliches und Strittiges beim
Vorsorgeausgleich, in FamPra 2000, p. 213; Walser,
Berufliche Vorsorge, in: Das neue Scheidungsrecht, 1999, p. 58; STCA 34.2002.02
del 29 gennaio 2003).

 

           AT 1 non risulta da parte sua aver accumulato
capitale previdenziale in costanza di matrimonio (l’importo di CHF 71.-- comunicato
dalla AT 2 con riferimento al conto di libero passaggio aperto il 17 maggio
2000 (cfr. IV), corrisponde agli interessi maturati sino al divorzio su un
avere previdenziale già presente al momento del matrimo-nio [9 giugno 2000] e
quindi non suscettibili di essere divisi giusta l’art. 22 cpv. 2 LFLP; cfr.
supra consid. 2.4). 

 

2.7
    Stante quanto sopra, la ripartizione stabilita dal giudice
del divorzio in applicazione dell’art. 122 CC (divisione a metà dei rispettivi
averi previdenziali accumulati durante il matrimonio) non è nella specie
attuabile. Gli atti devono di conseguenza (d’uffi-cio) essere trasmessi
al Pretore per ragione di competenza (DTF 136 V 225; in argomento cfr. anche Schwegler, Vorsorgeausgleich bei
Scheidung aus sozialversicherungsrechtlicher Sicht, in ZBJV 2010, p. 81; Schneider/Bruchez, cit., CEDIDAC 41, p.
259; Bollettino UFAS n. 63 del 15 gennaio 2003, n.
401/2c p. 12; RVJ 2002 p. 120; STCA  34.2008.19 del 9 giugno 2008).

 

 

                                      

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Non
si fa luogo a divisione.

 

                                 2.-   Gli
atti vengono trasmessi alla Pretura di __________ per ragione di competenza.

 

                                 3.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                         Fabio
Zocchetti