# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8606372a-26f0-51c9-a66a-f282bba3808f
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-07-02
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 02.07.2019 V 2018 10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_V-2018-10_2019-07-02.pdf

## Full Text

Comunicata in data

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN

DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

V 18 10
ses

1a Camera in qualità di Corte costituzionale

presidenza Racioppi
giudici Audétat, von Salis 
attuario Paganini

SENTENZA
del 2 luglio 2019

nella vertenza di diritto costituzionale

Guido Schenini, 6535 Roveredo GR,
Daniele Togni, 6535 Roveredo GR,
Renzo Rigotti, 6535 Roveredo GR,
Cinzia Fibbioli Rigotti, 6535 Roveredo GR
Martina Schenini, 6535 Roveredo GR,
tutti rappresentati dall'avvocato lic. iur. Fabrizio Keller, San Roc, 
6537 Grono,

ricorrenti
contro 

Comune di Roveredo, 6535 Roveredo GR,
rappresentato dall'avvocato lic. iur. Andrea Toschini, CP 174, Strada 
Cantonale 107A, 6535 Roveredo GR,

convenuto
e

Ivano Boldini, Piazza 41, 6535 Roveredo,
rappresentato dall'avvocato MLaw Christian Fey, Casella postale 434, 
Hartbertstrasse 1, 7001 Coira,

convocato

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concernente elezioni del municipio (riconteggio)
1. Il 28 ottobre 2018 si svolgevano le elezioni in sistema proporzionale per il 

rinnovo del Municipio di Roveredo (quadriennio 2019-2022). Il 31 ottobre 

2018 l'Ufficio elettorale pubblicava i risultati consolidati. Contro di essi, l'8 

novembre 2018 Guido Schenini inoltrava ricorso costituzionale al Tribunale 

amministrativo del Cantone dei Grigioni. Con sentenza V 18 8 del 27 

novembre 2018 il Tribunale amministrativo accoglieva il ricorso e ordinava 

un riconteggio dei voti ai sensi dei considerandi. 

2. Su richiesta del Comune di Roveredo, il Tribunale amministrativo precisava 

tramite lettera del 4 dicembre 2018 che riguardo all'esecuzione del 

riconteggio il Tribunale ha lasciato al Comune piena libertà di scelta. Il 

Tribunale aggiungeva che un'applicazione dell'art. 3 del Regolamento 

comunale sulle elezioni e votazioni non sarebbe stata esclusa, anzi, in 

questo caso sarebbe forse anche da preferire. Con il termine "imparziali" si 

intenderebbe che l'Ufficio elettorale responsabile del riconteggio non può 

essere composto dai membri attuali. Se il Comune dovesse ritenerlo 

opportuno, esso potrebbe pure nominare delle persone esterne non 

residenti ai sensi della sentenza quali membri dell'Ufficio elettorale 

responsabile del riconteggio.

3. Di conseguenza, il Municipio procedeva a designare un nuovo Ufficio 

elettorale in base all'art. 3 del Regolamento comunale sulle elezioni e 

votazioni, ossia componendo lo stesso tramite un municipale in veste di 

presidente (Cinzia Fibbioli Rigotti), la vice-segretaria comunale e un 

membro per ogni partito o gruppo politico che aveva risposto alla richiesta 

di delegare un proprio rappresentante per la composizione dell'Ufficio 

elettorale (5 membri). L'Ufficio cantonale per i comuni riteneva che non era 

suo compito delegare uno o più funzionari cantonali per coordinare o 

seguire lo spoglio e declinava di conseguenza la richiesta del Comune in 

tal senso. Il Municipio completava di conseguenza l’Ufficio elettorale nella 

persona dell'avvocato comunale Andrea Toschini. Quali scrutinatori, oltre 

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agli 8 membri dell’Ufficio elettorale, venivano designati 9 funzionari 

comunali (7 appartenenti all’amministrazione comunale di Roveredo e 2 

provenienti dai comuni di Mesocco e Soazza). 

4. Il secondo scrutinio si teneva l'11 dicembre 2018. Esso confermava che il 

numero di votanti era di 809 persone su 1'609 aventi diritto di voto. 

Venivano considerate nulle 65 schede. Delle rimanenti 29 erano schede 

bianche e 715 esprimevano dei suffragi. La congiunzione fra il Partito 

liberale democratico (PLD [partito del qui convocato Ivano Boldini]) e la lista 

RORèETICA otteneva un totale di 1'404 suffragi, mentre il gruppo Roré 

Viva (gruppo del qui ricorrente Guido Schenini) otteneva 1'401 suffragi. 

Risultavano quindi eletti i 2 candidati del PLD (tra cui il convocato Ivano 

Boldini), la candidata della lista RORèETICA e i primi 2 candidati del 

Gruppo Roré Viva.  

5. Contro detti risultati, il 20 dicembre 2018 Guido Schenini (candidato del 

Gruppo Roré Viva e primo dei non eletti) nonché i sottoscriventi della lista 

Gruppo Roré Viva: Daniele Togni, Renzo Rigotti, Cinzia Fibbioli Rigotti e 

Martina Schenini (qui di seguito: ricorrenti) inoltravano ricorso al Tribunale 

amministrativo. Nel ricorso i ricorrenti censuravano in special modo 

determinati casi in cui il Comune o meglio l'Ufficio elettorale ha considerato 

nulli o in bianco dei voti che a loro avviso avrebbero dovuto essere 

considerati validi risp. di complemento. 

6. Con decreto ordinatorio 21 dicembre 2018 il Giudice istruttore dichiarava 

urgente la procedura e conferiva al ricorso l'effetto sospensivo in via 

superprovvisionale, come richiesto dai ricorrenti, proibendo così a Ivano 

Boldini di entrare in carica come municipale fino a decisione contraria. 

Queste misure superprovvisionali venivano confermate (in forma 

provvisionale) con decreto 9 gennaio 2019. 

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7. Con presa di posizione dell'11 gennaio 2019 Ivano Boldini (qui di seguito: 

convocato) chiedeva il rigetto del ricorso per quanto ammissibile, 

contestando le allegazioni dei ricorrenti.

8. Con presa di posizione dell'11 gennaio 2019 il Comune (qui di seguito: 

convenuto) rinunciava alla formulazione di petiti e si limitava a illustrare i 

fatti e, in particolar modo, il procedimento di spoglio. 

9. Il 25 gennaio 2019 il convocato inviava al Tribunale un complemento alla 

propria presa di posizione. 

10. Il 13 febbraio 2019 il Comune consegnava l'urna elettorale (sigillata) al 

Tribunale amministrativo che procedeva con protocollo al dissigillamento.

11. Con scritto del 19 febbraio 2019 il convocato chiedeva che l'urna venisse 

risigillata e aperta soltanto in presenza delle parti. Al che, con decreto del 

20 febbraio 2019 il Giudice istruttore sottolineava che l'apertura dell'urna è 

stata protocollata; che l'urna sarebbe un mezzo di prova sottostante al 

diritto di consultazione e che sarebbe quindi errata l'argomentazione 

secondo cui questa potrebbe essere aperta soltanto in presenza delle parti. 

In risposta, il 22 marzo 2019 il convocato (attraverso il suo legale) chiedeva 

di potersi lasciar assistere da X._____ per la consultazione dell'urna al fine 

di verificare che il materiale di voto sia rimasto immutato. Il 25 marzo 2019 

i ricorrenti segnalavano che X._____, quale membro dell'Ufficio elettorale 

del riconteggio e quindi membro dell'Autorità di prima istanza, non potrebbe 

rappresentare il convocato. Inoltre, deducendo dalla richiesta del 

convocato uno stretto legame tra questi e X._____, i ricorrenti sostenevano 

che X._____ avrebbe dovuto ricusarsi. Concludevano perciò che a causa 

delle decisioni dell'Ufficio elettorale viziate formalmente, la riconta e la 

proclamazione dei risultati dell'11 dicembre 2018 sarebbero da annullare, 

ammesso che il Tribunale non volesse valutare esso stesso la validità delle 

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singole schede contestate. I ricorrenti completavano il loro punto di vista 

con scritto del 26 marzo 2019. Con scritto del 28 marzo 2019 il convocato 

confermava la sua richiesta di rappresentanza da parte di X._____ 

sottolineando, a proposito della ricusazione, che anche la ricorrente Cinzia 

Fibbioli Rigotti, presidente del (nuovo) Ufficio elettorale, avrebbe uno stretto 

rapporto con il ricorrente Guido Schenini. Con decreto ordinatorio del 1° 

aprile 2019 il Giudice istruttore respingeva la richiesta del convocato (risp. 

del suo legale) di farsi assistere da X._____.  

12. In seguito alla consultazione del materiale di voto, nella replica del 14 

marzo 2019 i ricorrenti riformulavano i propri petiti come segue: 
 

" 1. La proclamazione dei risultati 11 dicembre 2018 da parte dell'Ufficio elettorale del 

Comune di Roveredo nel contesto della riconta disposta da questo Alto Tribunale 

è parzialmente annullata e riformata.

1.1 È constatato che: 

a) i voti di complemento risultanti dalle schede di partito sulle quali non è apposta 

formalmente la crocetta vanno conteggiati al relativo partito (e non vanno 

considerati voti in bianco come hanno fatto gli uffici elettorali per l'elezione del 

Municipio che si sono susseguiti a Roveredo il 28 ottobre e l'11 dicembre 2018);

b) la scheda qualificata di nulla che invece della crocetta porta un numero, è 

qualificata di valida. La stessa va pertanto conteggiata; 

c) i blocchetti considerati nulli perché presentano un intervento sulla scheda di 

partito (intestata) e sulla scheda bianca, dove sulla scheda bianca è ripresa 

l'indicazione identica alla scheda di partito, sono considerati validi;

d) il blocchetto considerato nullo, sul quale manca uno dei due timbri (quello che 

deve essere apposto dall'Ufficio elettorale), è considerato valido; 

e) il blocchetto ritenuto valido sul quale è apposta una x sulla scheda di partito e 

un segno nel quadrato di un'altra scheda è qualificato di nullo (per intervento su 

due schede); 

f) i blocchetti ritenuti validi sui quali vi sono delle parti di una scheda scritte con la 

penna a biro blu e con le cancellazioni eseguite con una matita nera sono 

qualificati di nulli.

2. Alla luce del conteggio dei voti di complemento e della scheda (esposti al punto 

1.1 qui sopra) è constatato che il gruppo Roré Viva ha diritto a tre seggi in 

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Municipio. Per conseguenza è proclamato eletto quale quinto municipale il Signor 

Guido Schenini (in sostituzione del Signor Ivano Boldini). 

3. Protestate spese, tasse e ripetibili. 

I ricorrenti precisavano le proprie contestazioni elencando le schede di cui 

esigono una rivalutazione. 

13. In seguito alle dimissioni di Alessandro Manzoni (Gruppo Roré Viva) dalla 

carica di Sindaco (nomina tacita proclamata dal Municipio il 6 novembre 

2018) e municipale, il 28 marzo 2019 il Municipio nominava il qui ricorrente 

Guido Schenini membro (subentrante) del Municipio per il periodo di carica 

con scadenza il 31 dicembre 2022.  

14. Con scritto dell'8 aprile 2019 il convenuto rinunciava ad una duplica in 

senso formale, apportando delle osservazioni alla presa di posizione del 

convocato e alla replica dei ricorrenti. 

15. Dopo aver preso visione del materiale di voto, il 9 maggio 2019 il 

convocato, presentava la propria duplica e riformulava i propri petiti come 

segue:

" 1. Il ricorso del 20 dicembre 2018, per quanto ammissibile, è respinto. I risultati 

scaturiti dal riconteggio delle schede eseguito l'11 dicembre 2018 sono confermati.

2. In via eventuale: 

a) la scheda del blocchetto F dell'ufficio no. 5 va qualificata come nulla. 

b) le schede dei blocchetti

i. I, Ufficio 1

ii. N, Ufficio 2

iii. K, Ufficio 3

iv. W, Ufficio 4

v. I1, Ufficio 4

sono considerate nulle.

c) La scheda del blocchetto C dell'ufficio no. 3 è considerata nulla. 

d) La scheda del blocchetto no. 93 dell'ufficio no. 2 è considerata valida.

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e) Le schede dei blocchetti

i. No. 12

ii. No. 20

iii. No. 132

iv. No. 137

sono considerate valide.

f) Le schede dei blocchetti

i. K, Ufficio 1

ii. A, Ufficio 4

iii. D, Ufficio 5

iv. C, Ufficio 5

sono considerate nulle.

g) La scheda del blocchetto D, Ufficio 4 deve essere conteggiata con un solo voto 

a favore gruppo Roré Viva.

h) Le schede dei blocchetti

i. D, Ufficio 1,

ii. B, Ufficio 2,

iii. D, Ufficio 2,

iv. E1, Ufficio 4,

v. K1, Ufficio 4,

vi. N1, Ufficio 4,

vii. E, Ufficio 5,

viii. I. Ufficio 5,

ix. L, Ufficio 5

sono considerate valide. 

3. Protestate spese, tasse e ripetibili più 7.7 % IVA."

Nella duplica il convocato adduceva in particolare le proprie 

argomentazioni circa la validità risp. nullità delle schede in discussione. 

16. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti nei loro scritti nonché sui risultati  

impugnati si tornerà, per quanto rilevante ai fini di giudizio, nei considerandi 

che seguono.

Considerando in diritto:

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1.1. La competenza del Tribunale amministrativo in veste di Corte costituzionale 

di esaminare il presente ricorso per violazione dei diritti politici nell'ambito 

delle elezioni del Municipio comunale è data dall'art. 57 cpv. 1 lett. b della 

legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). Il ricorso è 

tempestivo (art. 60 cpv. 2 LGA) e risponde ai requisiti formali (art. 62 LGA 

in combinato disposto con l'art. 38 LGA).

1.2. La legittimazione dei ricorrenti, firmatari della lista ridenominata "Gruppo 

Roré Viva", è pacifica. Il Gruppo Roré Viva aveva proposto tre candidati di 

cui due sono stati eletti, Andrea Pellandini e Alessandro Manzoni (a 

quest'ultimo è poi subentrato Guido Schenini). Nel caso che i ricorrenti 

dovessero vincere la causa, il Gruppo Roré Viva avrebbe diritto a un seggio 

in più oltre ai due ottenuti. Da un punto di vista ex tunc, in tal caso sarebbe 

quindi stato eletto Guido Schenini e in seguito alle dimissioni di Alessandro 

Manzoni i firmatari (qui ricorrenti) avrebbero avuto diritto a presentare una 

proposta di candidatura per il seggio vacante (cfr. art. 33 cpv. 1 del 

Regolamento sulle elezioni e votazioni del convenuto [qui di seguito: 

Regolamento]). In caso di vincita dei ricorrenti, si applicherebbe quindi 

nuovamente l'art. 33 Regolamento (e non l'art. 28 cpv. 4 che prevede la 

ripartizione dei mandati fra gli altri gruppi in caso di numero di seggi 

superiore a quello dei candidati di una lista). 

Il ricorso è pertanto ricevibile.

2.1. Stando ai ricorrenti, il nuovo Ufficio elettorale non sarebbe imparziale, 

siccome non avrebbe rivalutato le schede, ma si sarebbe attenuto alle 

decisioni della prima conta da parte del primo Ufficio elettorale. Il 

convocato, invece, sostiene che la contestazione da parte dei ricorrenti del 

metodo di conteggio sarebbe tardiva. Nel primo ricorso (dell'8 novembre 

2018) il ricorrente avrebbe richiesto solamente un riconteggio, cosicché i 

ricorrenti avrebbero accettato il metodo adottato nel primo spoglio. A 

queste allegazioni va obiettato che nel caso di specie il Tribunale è tenuto 

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a giudicare il risultato del secondo spoglio e pure a esaminare, nei limiti del 

suo potere cognitivo, il metodo di conteggio.  Non ha quindi importanza su 

che metodo si sia basato il (nuovo) Ufficio elettorale e le contestazioni dei 

ricorrenti in tal senso non sono tardive.    

2.2. Contrariamente a quanto affermato dal convocato, il legale del convenuto, 

avv. Andrea Toschini, è da considerarsi membro del (nuovo) Ufficio 

elettorale ricomposto per il riconteggio, essendo egli stato designato in tale 

funzione dal Municipio. Una violazione dell'art. 3 Regolamento non è 

intravedibile, trattasi infatti di un riconteggio, per il quale questo Tribunale 

ha dichiarato che l'Ufficio elettorale andava ricomposto da nuovi membri 

imparziali, lasciando al Comune convenuto (risp. al Municipio) per il resto, 

riguardo alla nomina dei membri, piena libertà di scelta (cfr. sentenza V 18 

8 del 27 novembre 2018 e lettera esplicativa del 4 dicembre 2018).  

2.3. I ricorrenti segnalano che l'avv. Andrea Toschini, designato membro del 

(nuovo) Ufficio elettorale e astenutosi però dal voto, sarebbe stato obbligato 

ad esprimere il proprio voto, pena l'annullamento della riconta. Questa 

allegazione è errata. Giusta l'art. 29 della legge sui comuni (LCom; CSC 

175.050) in caso di votazioni ed elezioni all'interno di piccoli organi 

decisionali come ad esempio autorità o commissioni, ogni membro è tenuto 

a esprimere il proprio voto. Sono fatte salve le disposizioni sulla 

ricusazione. L'avv. Andrea Toschini si è astenuto dal voto sulla questione 

dei suffragi sulle liste di partito modificate ma senza l'apporto di una 

crocetta, perché su questa tematica aveva espresso un parere legale il 30 

novembre 2018 (cfr. verbale di scrutinio dell'11 dicembre 2018 [doc. 4 

convenuto]). Egli può quindi fondarsi su un motivo di ricusa.

2.4. La richiesta di annullamento dei risultati presentata dai ricorrenti a causa 

della reclamata e omessa ricusazione di X._____, membro del (nuovo) 

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Ufficio elettorale per il riconteggio, decade, siccome il Tribunale ha 

rivalutato esso stesso le schede contestate. 

2.5. Il fatto che la qui ricorrente Cinzia Fibbioli Rigotti sia la presidente del 

(nuovo) Ufficio elettorale è parimenti irrilevante, anche perché l'inoltro del 

ricorso non significa che non sia stata imparziale nelle sue decisioni in seno 

all'Ufficio elettorale.  

3. Nel merito, il Tribunale non procederà a una rivalutazione di tutte le schede 

elettorali, ma si limiterà a chinarsi sulle schede controverse.

3.1. Giusta l'art. 34 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 

Svizzera (Cost.; RS 101) la garanzia dei diritti politici protegge la libera 

formazione della volontà e l'espressione fedele del voto. Secondo questa 

garanzia costituzionale, un risultato di votazione o elezione deve riprodurre 

la (libera) volontà dei votanti in modo attendibile e autentico (cfr. DTF 131 

I 442 cons. 3.1; STEINMANN, in: EHRENZELLER/SCHINDLER/SCHWEI-

ZER/VALLENDER, BV-Kommentar, 3a ed. 2014, art. 34 n. 19). Come 

evidenziato dai ricorrenti, determinante è quindi principalmente la chiara e 

incontestabile volontà espressa dall'elettore, a cui va attribuita una 

presunzione di validità. Contrariamente a quanto affermato dal convocato, 

in presenza di un'inequivocabile volontà dell'elettore non bisogna attenersi 

rigorosamente al testo del Regolamento o alle modalità descritte nella 

circolare municipale sulle elezioni (cfr. in merito al discostamento dal testo 

di una legge cantonale su votazione e elezioni in presenza di una chiara 

volontà dell'elettore: sentenza del Tribunale federale 1P.537/2002 del 14 

gennaio 2003 cons. 3). Considerare nulle delle schede in simili circostanze 

contrasterebbe con il divieto di formalismo eccessivo derivante dall'art. 29 

cpv. 1 Cost. In questo senso, le rispettive disposizioni del Regolamento 

rivestono piuttosto il carattere di prescrizioni d'ordine e non di validità.

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3.2. Giusta l'art. 24 cpv. 1 Regolamento sono dichiarate nulle le schede: 

a) il blocco delle schede non portante il bollo del Municipio e dell'Ufficio 

elettorale, 

b) il blocco delle schede contenente più di una scheda contrassegnata con 

la crocetta, 

c) il blocco delle schede non completo, 

d) il blocco con interventi su più schede, 

e) blocchi con schede completamente illeggibili, 

f) blocchi con schede portanti segni di riconoscimento evidenti o che 

contengono ingiurie, 

g) blocchi con schede sporche o stracciate, 

h) blocchi con schede portanti una denominazione di gruppo, ma nessun 

suffragio. 

Se una sola scheda del blocco è stata modificata con cancellazioni, 

aggiunte e/o crocette a fianco dei nominativi, il blocco è da considerarsi 

valido anche se nell’apposita casella della scheda non è stata apposta la 

crocetta (cpv. 2).  

Secondo l'art. 25 Regolamento nelle schede che contengono un numero di 

nomi superiore a quello dei seggi da occupare, gli ultimi nomi non sono 

computati. Questi vanno cancellati dal basso in alto, prima a destra e poi a 

sinistra. 

Giusta l'art. 26 Regolamento se una scheda intestata contiene un numero 

di suffragi inferiore al numero delle persone da eleggersi, i suffragi non 

emessi valgono quali suffragi di complemento per il gruppo prescelto. I 

nomi non presentati da nessuna lista non sono presi in considerazione. I 

suffragi loro dati vengono tuttavia contati come voti di complemento se la 

scheda porta una denominazione.

Stando all'art. 19 cpv. 2 Regolamento l'elettore/trice esprime il suo voto 

apponendo una crocetta sulla scheda di suo gradimento nel posto indicato.

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3.3. Come sancito dall'art. 24 cpv. 3 Regolamento, nella rispettiva circolare alla 

popolazione (doc. 10 convocato) il Municipio esplicava le modalità di voto, 

segnatamente come doveva essere compilata la scheda di voto. 

Nella circolare si indicava in particolar modo:

"II blocchetto di schede è composto da una scheda bianca e in tante schede stampate 

quanti sono i gruppi politici in competizione. 

La scheda bianca può essere intestata con la designazione di un gruppo politico che ha 

presentato candidati, oppure non essere intestata. Sulla scheda l’elettore può scrivere al 
massimo 5 candidati ufficiali per l'elezione del Municipio […]. Se compila la scheda 
bianca, sulle altre schede del blocchetto non vanno effettuate né annotazioni né 
segni.
Invece di compilare la scheda bianca l'elettore può contrassegnare con crocetta 
(nell'apposito quadrato), la scheda intestata al gruppo politico di suo gradimento. Sulla 
scheda contrassegnata ha la possibilità di sostituire i candidati con altri candidati 
ufficiali, oppure semplicemente di cancellare dei candidati. Per contro sulle altre 
schede non va apportata nessuna modifica, caso contrario viene annullato tutto il 
blocchetto di schede. 
La scheda per essere valida deve portare almeno il nome di un candidato ufficiale. Qualora 

la scheda è intestata ad un gruppo politico, i posti lasciati liberi valgono quali voti di 

complemento per il gruppo politico.

Non è ammesso il voto cumulato.

L'elettore mette in seguito il blocchetto delle schede completo nell’apposita busta 
e la depone nella relativa urna ([…]). Prima della deposizione le buste verranno timbrate 
dall'Ufficio Elettorale."

3.4. Come accennato sopra, qui di seguito si procederà in primo luogo ad 

accertare quale sia l'incontrovertibile volontà dell'elettore. Se ciò non è 

possibile, la scheda verrà valutata strettamente in base al Regolamento. 

Nell'interpretazione del Regolamento, emanato dal Comune convenuto, il 

Tribunale non ha pieno potere cognitivo, ma deve rispettare l'autonomia e 

quindi il margine di apprezzamento del convenuto. Il Tribunale può soltanto 

valutare se l'interpretazione data rappresenti un uso eccessivo o un abuso 

del potere discrezionale da parte del convenuto (cfr. art. 51 cpv. 1 lett. a 

LGA). 

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4. Nei considerandi che seguono verranno esposte ed esaminate le schede 

contestate. 

4.1. Schede con cancellazioni a matita

blocchetti 12, 20 (Ufficio 2)

 

blocchetti 132, 137 (Ufficio 1)

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4.1.1. Questi blocchetti sono stati ritenuti validi dall'Ufficio elettorale (cfr. per le 

decisioni i protocolli [doc. 9 segg. convenuto e i mazzetti dell'urna]).

A mente dei ricorrenti queste schede farebbero insorgere il chiaro sospetto 

di manipolazione. L'uso di due colori sarebbe un segno di riconoscimento. 

Le schede lascerebbero trasparire una volontà sistematica di violare il 

segreto di voto. I 5 sottouffici, inoltre, non avrebbero segnalato l'anomalia 

delle schede agli 8 membri dell'Ufficio elettorale, che quindi non avrebbe 

deciso sulla loro validità. Stando al convocato, invece, sarebbe evidente 

che gli interventi a matita sarebbero stati eseguiti dagli Uffici elettorali che 

si sono susseguiti. 

4.1.2. Il Tribunale condivide l'argomentazione del convocato. L'intervento 

dell'Ufficio/i elettorale/i è evidente. Il convenuto ha confermato in sede di 

duplica che durante il primo scrutinio l'Ufficio elettorale (risp. gli uffici) sono 

intervenuti con lo stralcio di voti (riguardo a voti soprannumerari giusta l'art. 

25 Regolamento). Benché nelle schede dei blocchetti esposti sopra non si 

tratti di voti soprannumerari, appare fuori dubbio che si è provveduto tramite 

stralci a matita a computare solo nomi di candidati ufficialmente proposti 

(cfr. l'art. 26 cpv. 2 Regolamento) e soltanto un voto per candidato (divieto 

del cumulo di voti giusta l'art. 27 Regolamento). Non è intravedibile alcun 

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segno di riconoscimento (a tal riguardo si veda sotto cons. 4.3). Non 

avrebbe alcun senso partire dal presupposto che degli elettori abbiano 

voluto farsi riconoscere davanti a tre diversi candidati con un simile 

intervento. La validità dei rispettivi blocchetti va quindi confermata.  

4.2. Scheda del blocchetto 93 (Ufficio 2)

 

4.2.1. L'Ufficio elettorale ha ritenuto valida questa scheda.

I ricorrenti ritengono nulla tale scheda causa intervento su due schede, 

mentre il convocato afferma che il punto posto nel quadrato dell'ulteriore 

scheda sia un errore dell'elettore, per cui il blocchetto andrebbe ritenuto 

valido.

4.2.2. Il Tribunale concorda con l'opinione del convocato: il piccolo e insignificante 

segno nella casella della scheda intestata al PLD non può essere che un 

errore dell'elettore. La validità della scheda contrassegnata (Gruppo Roré 

Etica) va quindi confermata.   

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4.3. Schede con potenziali segni di riconoscimento 

blocchetti K [32] (Ufficio 1) e A [68] (Ufficio 4)

 

D [28] (Ufficio 5) e C [29] (Ufficio 5)   

 

4.3.1. L'Ufficio elettorale ha ritenuto valide queste schede (3 voti personali e 2 di 

complemento).

 

4.3.2. Come evidenziato dalla Cancelleria federale (cfr. doc. 14 convenuto), dai 

materiali legislativi sulla legge federale sui diritti politici (LDP; RS 161.1) 

traspare che per l'ammissione di un segno di riconoscimento evidente 

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serve una volontà sistematica di violare il segreto di voto. Va poi 

sottolineato che, sebbene potenzialmente ogni segno potrebbe essere 

qualificato di riconoscimento, occorre che il segno sia evidente. Di 

conseguenza, va presunto che un semplice segno su una singola scheda 

non conduce alla sua nullità. 

4.3.3. Il convocato sostiene che tali blocchetti sono da considerare nulli poiché su 

di essi figurerebbero evidenti segni di riconoscimento. Il convocato è tra 

l'altro dell'avviso che le direttive della Cancelleria di Stato dei Grigioni 

sviluppate d'intesa con la Cancelleria federale per la prossima elezione del 

Consiglio nazionale non sarebbe applicabile al presente caso a causa dei 

diversi modi di votazione. Non si potrebbe poi qualificare quali segni di 

riconoscimento segni che si ripetono su diverse schede; per permettere al 

presunto acquirente di voti di controllare che l'elettore abbia eseguito le sue 

raccomandazioni, dei segni individuali sulla scheda sarebbero molto più 

efficaci di quelli che si ripetono su diverse schede.   

4.3.4. Le schede dei blocchetti in questione contengono tutte e quattro un segno 

vicino al nome del 1° candidato (Alessandro Manzoni, in forma di una corta 

e lunga sottolineatura, di un cerchietto e di una crocetta). In questi segni, 

diversi tra loro, non è intravedibile una sistematica. Non è chiaro per quale 

motivo le direttive summenzionate non debbano essere applicate anche 

all'elezione comunale in oggetto, siccome, così come per le elezioni del 

Consiglio nazionale, anche per le elezioni in oggetto è dato apportare 

modifiche sulle schede. Inoltre, detti segni individualmente non hanno nulla 

di particolare. Va perciò concluso che questi segni non sono evidenti.   

Posto ciò, anche l'argomento del convocato riguardo alla maggiore 

efficacia di segni individuali, in questo caso non è pertinente. Le relative 

schede vanno perciò qualificate valide. 

In merito alla scheda A [68] (Ufficio 4) va ancora osservato che, 

contrariamente all'opinione del convocato, il segno in forma di visto invece 

- 18 -

della crocetta, seppure in contrasto con l'art. 19 Regolamento, non cambia 

nulla circa la sua validità, essendo chiara la volontà dell'elettore di votare 

per il rispettivo gruppo. 

Riguardo ai voti dei candidati, visti i segni posti vicino al primo candidato 

(Alessandro Manzoni) si potrebbe concludere che gli elettori intendessero 

dare il proprio voto individuale soltanto a lui. Ciò, tuttavia, non è chiaro 

soprattutto in merito alla scheda del blocchetto K [32] dell'Ufficio 1. Ad ogni 

modo, la questione se si debbano computare 1 voto ad Alessandro 

Manzoni e 4 di complemento, oppure 3 voti personali ai candidati più 2 di 

complemento, può rimanere aperta, perché decisivo nel caso di specie 

sono i voti di partito. La crocetta posta nella casella esprime la volontà 

dell'elettore di voler votare la lista del Gruppo Roré Viva. E se vi fossero 

dubbi in merito, questa sarebbe comunque l'interpretazione da dare 

secondo il Regolamento (cfr. art. 19 cpv. 2 e art. 24 cpv. 2 Regolamento). 

Vanno quindi confermati 5 voti di partito. 

4.4. Blocchetti con doppio intervento

D (Ufficio 1)

 

- 19 -

B (Ufficio 2)

 

D (Ufficio 2)

 

E1 (Ufficio 4)

 

- 20 -

K1 (Ufficio 4)

N1 (Ufficio 4)

E (Ufficio 5)

 

- 21 -

I (Ufficio 5)

 

L (Ufficio 5)

 

4.4.1. L'Ufficio elettorale ha ritenuto nulle queste schede a causa di doppia 

crociatura. 

Stando al convocato sarebbe evidente la volontà degli elettori di sostenere 

la congiunzione delle liste tra il PLD e il Gruppo Roré Viva. Ciò anche 

perché l'indicazione in grassetto sulle schede circa la congiunzione delle 

liste avrebbe indotto i rispettivi elettori a crociare ambedue le liste. 

4.4.2. In un primo momento si potrebbe concordare con l'argomento del 

convocato secondo cui è palese la volontà degli elettori di sostenere la 

congiunzione, ritenendo validi 5 voti di partito. Occorre tuttavia tener 

- 22 -

presente che i seggi ottenuti congiuntamente dai due partiti vanno poi 

distribuiti ai due partiti secondo i voti ricevuti. Anche se nel caso concreto, 

visti i risultati, la distribuzione dei seggi tra i rispettivi partiti (PLD e 

RoréEtica) non cambia nulla circa l'elezione dei loro candidati, le schede 

vanno valutate da un punto di vista ex tunc, a prescindere dai risultati 

ottenuti. Di fronte a due schede contrassegnate, lo scrutinatore non poteva 

registrare i voti, non sapendo a quale partito attribuirli. In conformità 

all'art. 24 cpv. 1 lett. d Regolamento (intervento su più, ovvero due schede) 

il Tribunale conferma perciò la nullità di dette schede. 

4.5. Scheda del blocchetto C (Ufficio 3) senza timbro dell'Ufficio elettorale 

Esempio di blocchetto con timbro dell'Ufficio elettorale:

- 23 -

4.5.1. L'Ufficio elettorale ha ritenuto nulla questa scheda per mancanza del timbro 

dello stesso (cfr. doc. 11 convenuto).

I ricorrenti asseriscono che sulla busta di questo blocchetto portante il 

primo bollo (del Municipio) vi sarebbe stato il necessario terzo bollo. La 

mancanza del timbro, che l'Ufficio elettorale appone sulla scheda al 

momento della consegna all'elettore, sarebbe un errore dell'Ufficio 

elettorale, che non comporterebbe la nullità di questa scheda debitamente 

compilata. Penalizzare l'elettore sulla scorta di un errore dell'Ufficio 

elettorale sarebbe contrario al divieto dell'arbitrio e qualificare nulla tale 

scheda costituirebbe un formalismo eccessivo. Per contro, poggiando 

sull'art. 24 cpv. 1 lett. a Regolamento, il convocato ritiene nulla questa 

scheda senza timbro dell'Ufficio elettorale. Detto timbro sarebbe infatti 

fondamentale per verificare che non vi sia l'apporto di blocchetti dall'esterno 

o in un secondo tempo. L'elettore dovrebbe poi vigilare che l'Ufficio 

elettorale apponga effettivamente il suo timbro. Inoltre, l'allegazione dei 

ricorrenti secondo cui sulla busta ci sarebbe stato il terzo bollo non sarebbe 

dimostrabile, posto che durante lo scrutinio le buste vengono cestinate una 

volta estratti i blocchetti. 

4.5.2. Il Tribunale condivide l'opinione dei ricorrenti. Nonostante l'art. 24 cpv. 1 

lett. a Regolamento preveda che oltre al bollo del Municipio il blocchetto 

debba portare il bollo dell'Ufficio elettorale, vi è una scheda correttamente 

compilata e non vi sono motivi che suscitano dubbi quanto alla sua validità. 

I blocchetti sono stati consegnati agli elettori su consegna della carta di 

legittimazione. Tale blocchetto non può quindi essere stato aggiunto a 

posteriori, poiché il numero dei blocchetti depositati nell'urna coincide con 

il numero delle carte di legittimazione consegnate agli scrutinatori. Né 

tantomeno si può assumere che tale blocchetto sia stato sostituito a un 

altro. E semmai ci fosse stata tale volontà da parte di uno scrutinatore, 

questi avrebbe potuto sostituirne a proprio piacimento con o senza timbro 

dell'Ufficio elettorale. L'importanza del timbro in discussione è quindi da 

- 24 -

relativizzare, poiché, anche se apposto sul blocchetto, non è atto a 

precludere una manipolazione dell'elettore o di eventuali funzionari. Il 

Regolamento non va quindi applicato alla lettera, bensì in senso estensivo, 

tenendo conto della ratio legis di impedire manipolazioni. E indizi di 

manipolazione qui non ce ne sono. Infine, l'errore che evidentemente ha 

commesso l'Ufficio elettorale non può ritorcersi contro l'elettore che – 

contrariamente alle allegazioni del convocato – non è tenuto a vigilare sulla 

corretta procedura di votazione. Giacché non è tipico in procedura di voto 

all'urna che l'ufficio elettorale apponga un timbro sul retro del blocchetto, 

per cui l'elettore nemmeno doveva aspettarsi un simile timbro. Il blocchetto 

e la relativa scheda vanno quindi ritenuti validi, contrariamente alla 

decisione dell'Ufficio elettorale che non appare sostenibile. Vanno quindi 

conteggiati 5 voti di partito (3 personali e 2 di complemento) a favore del 

Gruppo Roré Viva.

4.6. Blocchetto W (Ufficio 4) con interventi su due schede

 

4.6.1. L'Ufficio elettorale a ritenuto nullo questo blocchetto per intervento su più 

schede (cfr. doc. 12 convenuto).  

- 25 -

Per lo stesso motivo, anche stando al convocato detto blocchetto sarebbe 

nullo. Per contro, i ricorrenti asseriscono che l'intenzione di voto sarebbe 

manifesta, visto che l'elettore avrebbe soltanto ripetuto il voto per lo stesso 

gruppo, per cui questo blocchetto sarebbe da ritenere valido. 

4.6.2. Secondo il Tribunale il blocchetto W (Ufficio 4) presenta due schede 

identiche (su quella bianca viene ripetuta esattamente la scheda 

prestampata). È quindi evidente la volontà dell'elettore di dare il voto al 

Gruppo Roré Viva e ai suoi candidati, per cui, sebbene per interventi su più 

schede l'art. 24 cpv. 1 lett. d Regolamento ne preveda la nullità, in rispetto 

della chiara volontà dell'elettore il blocchetto va ritenuto valido, 

contrariamente alla scelta dell'Ufficio elettorale che non appare sostenibile. 

Vanno quindi conteggiati 5 voti di partito (3 personali, ovvero 1 ad 

Alessandro Manzoni, Andrea Pellandini e Guido Schenini, nonché 2 di 

complemento) a favore del Gruppo Roré Viva. 

4.7. Blocchetti con schede modificate ma senza crocetta nella casella

4.7.1. I ricorrenti non specificano di quali schede si tratti. Asseriscono soltanto 

che si tratterebbe di almeno quattro interventi su una scheda del Gruppo 

Roré Viva in cui l'elettore avrebbe proceduto a cancellare dei candidati 

senza apporre tuttavia una crocetta nell'apposita casella. Stando ad essi, 

per queste schede l'Ufficio elettorale avrebbe conteggiato soltanto i voti per 

i singoli candidati. I ricorrenti sostengono che la scelta esclusiva di utilizzare 

la scheda del gruppo prestampata manifesta in modo evidente la volontà 

di votare tale gruppo e non solo i singoli candidati. Se l'elettore avesse 

voluto esprimere dei voti singoli, senza scegliere un gruppo, avrebbe usato 

la scheda senza intestazione. Il convocato obietta che se l'elettore avesse 

voluto votare senza limitazione la scheda del partito, avrebbe dovuto 

semplicemente apporre la crocetta nella casella, come da Regolamento. A 

tal riguardo il convocato ha segnalato la scheda del blocchetto D [69] 

- 26 -

(Ufficio 4), ritenuta valida dall'Ufficio elettorale (3 voti personali e 2 di 

complemento):

A mente del convocato l'elettore in questo caso avrebbe inteso votare 

unicamente Alessandro Manzoni. 

4.7.2. Dalla scheda sopra esposta non si può dedurre chiaramente che l'elettore 

intendesse dare il proprio voto alla scheda di partito (5 voti). In assenza di 

una chiara dimostrazione di voto riguardo ai voti di partito, a tal riguardo va 

applicato il Regolamento, che prevede l'apposizione di una crocetta nella 

casella in alto a destra (cfr. art. 19 cpv. 2 Regolamento); e non la volontà 

di un ragionevole elettore (che evidentemente, per sostenere l'elezione di 

Alessandro Manzoni, non avrebbe rinunciato a dare al suo gruppo anche 4 

voti di complemento). Non possono quindi essere computati 5 voti di partito. 

La circolare del Municipio e la scheda stessa stabiliscono che sulla scheda 

contrassegnata vi è la possibilità di sostituire i candidati con altri candidati 

ufficiali, oppure semplicemente di cancellare dei candidati. Giusta l'art. 24 

cpv. 2 Regolamento, inoltre, se una sola scheda del blocco è stata 

modificata con cancellazioni, aggiunte e/o crocette a fianco dei nominativi, 

- 27 -

il blocco è da considerarsi valido anche se nell’apposita casella della 

scheda non è stata apposta la crocetta.  

Questo Tribunale condivide il punto di vista del convocato secondo cui 

appare inequivocabile la volontà dell'elettore di dare (soltanto) un voto ad 

Alessandro Manzoni. Ciò combacia pure con l'approccio dell'Ufficio 

elettorale in merito alle schede menzionate dai ricorrenti (ma – per quanto 

intravedibile – non specificate) con interventi su una scheda di partito 

prestampata ma senza apposizione della crocetta, in cui l'Ufficio elettorale, 

contrariamente al parere del legale del convenuto, ha conteggiato soltanto 

i voti personali (senza quelli di complemento [cfr. verbale, doc. 4 convenuto 

p. 3]).  

In conclusione, poggiando sulla chiara espressione di voto dell'elettore e 

sul Regolamento, vanno tolti 4 voti di partito al Gruppo Roré Viva, nello 

specifico: 1 voto ad Andrea Pellandini e Guido Schenini e 2 voti di 

complemento (considerandoli quindi 4 voti in bianco). 

4.8. Come risultato provvisorio si constata che vi sono 2 schede nulle in meno 

4 voti in bianco in più. Al Gruppo Roré Viva vanno assegnati 6 voti in più, 

ovvero, giusta il considerando 4.5 e 4.6, più due volte 5 voti (3 personali ad 

Alessandro Manzoni, Andrea Pellandini e Guido Schenini nonché 2 di 

complemento) e, giusta il considerando 4.7, meno 4 voti (1 voto ad 

Alessandro Manzoni e 4 in bianco invece dei 3 voti personali e 2 di 

complemento computati). Il Gruppo Roré Viva supera di conseguenza 

provvisoriamente la congiunzione PLD e RoréEtica (1407 contro 1404 voti) 

e avrebbe diritto a 3 invece di 2 seggi. 

- 28 -

4.9. Blocchetti con interventi su più schede

I (Ufficio 1) 

N (Ufficio 2)

 

- 29 -

K (Ufficio 3)

 

I1 (Ufficio 4)

 

4.9.1. L'Ufficio elettorale ha ritenuto nulli tali blocchetti.

Stando al convocato i rispettivi blocchetti sarebbero nulli. Per contro, i 

ricorrenti asseriscono che l'intenzione di voto sarebbe manifesta, visto che 

l'elettore avrebbe soltanto ripetuto il voto per lo stesso gruppo, per cui 

queste schede sarebbero da ritenere valide.

4.9.2. Nel blocchetto K (Ufficio 3) non è manifesta la volontà dell'elettore di dare 

5 voti al Gruppo Roré Viva. Ciò è pure il caso per i blocchetti I (Ufficio 1), N 

(Ufficio 2) e  I1 (Ufficio 4). Infatti, apponendo la crocetta sulla lista di partito 

è da un lato chiara la volontà di votare tale lista, mettendo il nome risp. il 

- 30 -

numero del gruppo e soltanto un nome di un candidato di detto gruppo sulla 

lista bianca è, dall'altro altro, invece dubbia la volontà di dare 5 voti di 

partito. Malgrado l'art. 24 cpv. 1 lett. d Regolamento proibisca l'intervento 

su più schede, per tutte queste schede si dovrebbe tuttavia considerare la 

volontà inequivocabile di dare un voto personale perlomeno al rispettivo 

candidato inserito nella scheda bianca (che in tutti i casi corrisponde a uno 

di quelli della lista contrassegnata). Detta questione può però rimanere 

aperta, siccome non cambia l'esito a favore dei ricorrenti. 

4.10. Scheda del blocchetto F (Ufficio 5) con potenziale segno di riconoscimento

4.10.1. L'Ufficio elettorale ha ritenuto nulla questa scheda a causa di un segno di 

riconoscimento.

I ricorrenti ritengono valida questa scheda, siccome anche tramite un 

numero vi sarebbe la manifesta volontà di scegliere il Gruppo Roré Viva, 

mentre il convocato sostiene che si tratterebbe di un segno di 

riconoscimento, che l'apposizione di una crocetta sarebbe ordinata dall'art. 

19 Regolamento e che in ogni caso sarebbe stato indicato il gruppo 

sbagliato, visto che il Gruppo Roré Viva porterebbe la designazione n. 2 e 

non n. 3 come indicato nella casella. I ricorrenti aggiungono in via 

- 31 -

subordinata, che se si dovesse ritenere che il numero apposto non 

corrisponde alla crocetta, andrebbe annullata solo questa indicazione e 

conteggiato il voto ai tre candidati. 

4.10.2. Secondo questo Tribunale l'iscrizione del numero "3" nella casellina in alto 

non manifesta una chiara volontà dell'elettore di votare il Gruppo Roré Viva. 

Potrebbe darsi che l'elettore intendesse votare soltanto il candidato n. 3 

(ovvero il ricorrente Guido Schenini) o i 3 candidati figuranti sulla lista, 

oppure ancora che abbia sbagliato scheda risp. numero di partito e 

intendesse votare la lista 2 risp. la lista 3. Appare quindi corretta la scelta 

di ritenere nulla questa scheda. Tuttavia, anche questa questione può 

restare aperta, poiché non cambia l'esito a favore dei ricorrenti.

5. In conclusione, al Gruppo Roré Viva vanno assegnati (almeno) 6 voti in più, 

per cui supera la congiunzione PLD e RoréEtica (1407 contro 1404 voti) e 

ha diritto a 3 invece di 2 seggi (v. sotto tabella dei risultati). Concretamente, 

vanno computate 2 schede nulle in meno e 4 voti in bianco in più. Il Gruppo 

Roré Viva riceve 10 voti in più giusta il considerando 4.5 e 4.6 (in entrambi 

i casi 5 voti in più: 3 personali ad Alessandro Manzoni, Andrea Pellandini e 

Guido Schenini nonché 2 di complemento) e, giusta il considerando 4.7, 4 

voti in meno (1 voto ad Alessandro Manzoni e 4 in bianco invece di 3 voti 

personali e 2 di complemento). 

Eletti sono quindi i 3 candidati del Gruppo Roré Viva (Alessandro Manzoni, 

Andrea Pellandini, Guido Schenini) nonché Juri Ponzio (PLD) e Silva 

Ponzio (RoréEtica), mentre il convocato Ivano Boldini (PLD) non è (più) 

eletto.   

Il ricorso va dunque accolto.  

- 32 -

6.1. Visto l'esito della controversia, giusta l'art. 73 LGA i costi procedurali 

(composti da una tassa di Stato pari a fr. 3'000.-- e dalle spese di 

cancelleria giusta l'ordinanza sulle tasse e sulle spese in contanti del 

Tribunale amministrativo [CSC; 370.110]) sono posti a carico dei 

soccombenti (convenuto e convocato) per metà ciascuno.  

Il convocato sostiene che i costi di procedura vanno assegnati unicamente 

al convenuto quale parte soccombente. 

- 33 -

Giusta l'art. 40 cpv. 2 LGA se la persona convocata prende parte alla 

procedura, essa ha gli stessi diritti delle parti principali. Le possono anche 

venire addebitate spese. 

Siccome il convocato ha preso interamente parte alla procedura facendosi 

rappresentare da un avvocato e inoltrando petiti, il Tribunale ritiene 

opportuno addebitare le spese procedurali, oltre al convenuto, anche al 

convocato.

6.2. Il convenuto e il convocato sono inoltre tenuti a rifondere ai ricorrenti le 

necessarie spese di patrocinio (art. 78 cpv. 1 LGA).  

Il legale dei ricorrenti ha inoltrato una nota d'onorario del 16 maggio 2019 

in cui rivendica prestazioni complessive pari a fr. 12'023.50. Tenendo conto 

pure delle trasferte per la consultazione dell'urna, le 37 ore e 45 min 

conteggiate dal legale appaiono giustificate. Il convocato sostiene che gli 

interventi dei ricorrenti circa la presenza (e rappresentanza) di X._____ non 

sarebbero stati necessari, per cui le ripetibili connesse non sarebbero da 

ricompensare. Questa allegazione è infondata. Gli interventi del 

patrocinatore dei ricorrenti su questo punto sono connessi al caso e perciò 

necessari. Per contro, contrariamente a quanto affermato nello scritto 

accompagnato alla nota d'onorario del 16 maggio 2019, non è stato 

compiegato l'accordo sull'onorario. La tariffa oraria va pertanto ridotta 

secondo prassi a fr. 240.-- all'ora (cfr. sentenza del Tribunale 

amministrativo R 17 64 del 21 agosto 2018 cons. 3.1). Inoltre, le spese di 

cancelleria dimostrate appaiono eccessive, per cui vanno riconosciute 

soltanto le trasferte di fr. 144.60 oltre a un importo forfettario per le spese 

del 3 % secondo prassi (cfr. sentenze del Tribunale amministrativo A 16 

57, A 16 55, S 15 145 e S 15 127A). Ne consegue un diritto a ripetibili 

compreso IVA del 7.7 % pari a fr. 10'206.10 (37.75 x 240 x 1.03 + 144.60 

= 9'476.40 x 1.077).

- 34 -

Il Tribunale decide:

1. In accoglimento del ricorso e in riforma dei risultati di riconteggio dell'11 

dicembre 2018 sull'elezione del Municipio di Roveredo per il quadriennio 

2019-2022 si constata che il Gruppo Roré Viva ha diritto a tre anziché due 

seggi e la congiunzione di lista PLD e RoréEtica ha diritto a due anziché 

tre seggi. Giusta il risultato delle elezioni del 28 ottobre 2018 risultano 

quindi eletti Juri Ponzio (PLD), Alessandro Manzoni, Andrea Pellandini e 

Guido Schenini (Gruppo Roré Viva) nonché Silva Ponzio (Gruppo 

RorèEtica).   

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 3'000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 713.--

totale fr. 3'713.--

il cui importo sarà versato dal Comune di Roveredo e da Ivano Boldini in 

ragione di metà ciascuno entro trenta giorni dalla notifica della presente 

decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. Il Comune di Roveredo e Ivano Boldini sono tenuti a rifondere a Guido 

Schenini, Daniele Togni, Martina Schenini, Cinzia Fibbioli Rigotti e Renzo 

Rigotti in ragione di metà ciascuno fr. 10'206.10 a titolo di ripetibili. 

4. Entro 30 giorni dalla comunicazione della motivazione scritta di questa 

sentenza è ammesso il ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale 

federale, Mon Repos, 1000 Losanna 14, giusta gli art. 82 ss. e 90 ss. della 

legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF; RS 173.110).

- 35 -

5. Comunicazione a:

- Avvocato lic. iur. Fabrizio Keller, San Roc, 6537 Grono,

- Avvocato lic. iur. Andrea Toschini, CP 174, Strada Cantonale 107A,

  6535 Roveredo GR,

- Avvocato MLaw Christian Fey, Casella postale 434, Hartbertstrasse 1, 

  7001 Coira.

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

1a Camera

La presidenza

Racioppi

L’attuario

Paganini

L'interposto ricorso al Tribunale federale è parzialmente accolto in data 8 
novembre 2019 (1C_396/2019)