# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ab4405ba-935d-51d8-a349-2404c03dca95
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-10-17
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 17.10.2017 S 2017 61
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2017-61_2017-10-17.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 17 61

3a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presidenza Racioppi
giudici Moser, Meisser
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 17 ottobre 2017

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali 

A._____,

rappresentato dall'Avvocato Riccardo Viganò,

ricorrente

contro 

Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni,

convenuto

concernente rendita AI

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1. A._____, dopo il conseguimento nel 1977 del diploma di scuola 

commerciale svolgeva la propria attività in ambito assicurativo, dal 1992 

era impegnato nella vendita, progettazione e montaggio di cucine, dal 

2000 diveniva responsabile di cantiere con mansioni diverse e dal 2008 

lavorava in qualità di operaio addetto all'imbottigliamento di bibite. 

Nell'ambito di tale attività il 22 dicembre 2010 subiva un infortunio alla 

spalla sinistra che veniva chiuso con l'attribuzione dal 1. maggio 2013 di 

una rendita d'invalidità da parte dell'assicuratore infortuni del 12 % ed una 

indennità per menomazione dell'integrità del 7.5 %. Dopo il licenziamento 

e un periodo di mancata attività, l'assicurato veniva assunto dal comune 

di domicilio quale operaio comunale con un impiego di circa 60 ore al 

mese. Da tempo A._____ iniziava a lamentare dolori al calcagno sinistro 

e alla schiena. 

2. Il 3 marzo 2015, A._____ faceva domanda di prestazioni d'invalidità. Nel 

preavviso del 7 dicembre 2015, l'Istituto delle assicurazioni sociali del 

Cantone dei grigioni, Ufficio AI (qui di seguito ufficio AI), ventilava la 

reiezione della richiesta avendo l'interessato riacquistato un'abilità 

lucrativa del 100 % in attività adatta prima della scadenza dell'anno di 

attesa e non essendo dagli atti all'incarto possibile concludere a patologie 

diverse da quella infortunistica e per la quale il grado d'invalidità sarebbe 

nettamente inferiore alla rendita minima AI del 40 %. L'assicurato reagiva 

immediatamente alla comunicazione adducendo di soffrire anche di una 

serie di altre patologie non imputabili all'infortunio assicurato. Da parte 

degli organi AI veniva allora ordinata una perizia reumatologica. In base 

alle risultanze della stessa, nel preavviso del 30 agosto 2016 veniva 

nuovamente prospettato il rifiuto di una rendita d'invalidità, essendo 

esigibile dall'assicurato l'esplicazione di un'attività adatta in ragione 

completa. Contro tale provvedimento il medico curante interponeva 

opposizione, segnalando la persistenza di dolori al piede sinistro e il 

verificarsi di un nuovo infortunio non professionale con un'ulteriore 

compromissione dello stato di salute dell'assicurato. Il 14 marzo 2017 

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l'ufficio AI statuiva definitivamente sulla questione confermando il rifiuto di 

prestazioni di rendita d'invalidità per i motivi già addotti in precedenza. Per 

il nuovo infortunio subito il 7 luglio 2016 l'inabilità sarebbe perdurata solo 

fino al 20 settembre 2016 per cui non vi sarebbero né un aggravamento 

né elementi di giudizio nuovi che renderebbero necessaria una 

rivalutazione della situazione. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo il 27 aprile 

2017, A._____ chiedeva - in regime di patrocinio gratuito - l'accoglimento 

dell'istanza, l'annullamento della decisione impugnata e il rinvio degli atti 

all'ufficio AI per la presa di una nuova decisione. Formalmente, il 

ricorrente adduce una violazione del diritto di audizione, non essendo 

stato sentito prima dell'emanazione della decisione deferita a giudizio e, 

materialmente, considera invalidante la patologia al piede sinistro e 

chiede quindi che la stessa venga meglio indagata. 

4. L'ufficio AI postulava invece l'11 maggio 2017 la reiezione del ricorso per i 

motivi esposti nel provvedimento impugnato. Quanto alla violazione del 

diritto di audizione, il suo sanamento sarebbe comunque possibile davanti 

ad un'istanza che godrebbe di piena cognizione come il Tribunale 

amministrativo. 

5. Il 31 maggio 2017, l'istante trasmetteva al Tribunale amministrativo gli 

esiti dell'indagine neurologica del 24 aprile 2017 nonché della 

consultazione del 2 maggio 2017 e due attestazioni/disposizioni del 

proprio medico curante del 23 e 30 maggio 2017. Dal canto suo, l'ufficio 

AI rinunciava ad una ulteriore presa di posizione. 

Considerando in diritto:

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1. Materialmente, la controversia verte sul rifiuto di prestazioni sotto forma di 

rendita d'invalidità. Formalmente, l'istante adduce una violazione del 

proprio diritto di audizione, non essendo stato sentito prima del rilascio del 

provvedimento impugnato. 

2. a) Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito - esplicitamente 

disciplinato all'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale (Cost.; RS 101) - 

deve in particolare essere dedotto il diritto dell'interessato di esprimersi su 

tutti i punti essenziali di un procedimento prima della resa di una 

decisione sfavorevole nei suoi confronti (DTF 133 I 277 cons. 3. 1, 126 I 

16 cons. 2a/aa, 124 I 51 cons. 3a), di fornire prove riguardanti i fatti 

suscettibili di influire sul provvedimento, di poter prendere visione 

dell'incarto, di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne 

conoscenza e di determinarsi in proposito (DTF 132 V 370 cons. 3. 1 e 

riferimenti). In sostanza, il diritto di essere sentito, quale diritto di 

partecipazione al procedimento, comprende tutte quelle facoltà che 

devono essere riconosciute a una parte affinché possa efficacemente far 

valere la propria posizione nella procedura (DTF 135 II 286 cons. 5. 1). In 

quanto garanzia costituzionale di natura formale, la violazione del diritto di 

audizione implica l'annullamento della decisione impugnata, 

indipendentemente dalle possibilità di successo di fondo del ricorso (DTF 

137 I 195 cons. 2.2, 135 I 187 cons. 2.2 e rinvii nonché 121 I 330 cons. 

2a). 

b) Giusta l'art. 57a della legge federale su l’assicurazione per l’invalidità 

(LAI; RS 831.20), l’ufficio AI comunica all’assicurato, per mezzo di un 

preavviso, la decisione prevista in merito alla domanda di prestazione. 

L’assicurato ha il diritto di essere sentito conformemente all’articolo 42 

della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni 

sociali (LPGA; RS 830.1). Fermo restando che il preavviso di cui 

all'articolo 57a LAI concerne unicamente questioni che secondo l'articolo 

57 cpv. 1 lett. c-f LAI rientrano nei compiti degli uffici AI (art. 73bis cpv. 1 

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dell'ordinanza sull'assicurazione per l'invalidità [OAI; RS 831.201]), su 

detto preavviso le parti possono presentare all'ufficio AI le loro obiezioni 

per scritto oppure oralmente entro 30 giorni. Se le obiezioni sono 

presentate oralmente, l'ufficio AI redige un verbale sommario che deve 

essere firmato dall'assicurato. Le altre parti presentano le loro obiezioni 

all'ufficio AI per scritto (art. 73ter cpv. 1.3 OAI). Terminata l'istruttoria, 

l'ufficio AI si pronuncia sulla richiesta di prestazioni. La motivazione della 

deliberazione tiene conto delle obiezioni formulate dalle parti sul 

preavviso, in quanto siano rilevanti per la deliberazione (art. 74 OAI).

c) Nell'evenienza in oggetto, dopo il primo preavviso del 7 dicembre 2015, e 

dando seguito alle richieste dell'istante, gli organi AI ordinavano una 

perizia reumatologica. Il 30 agosto 2016 seguiva un nuovo preavviso 

dopo l'esame peritale e l'assicurato contrastava le conclusioni di tale 

provvedimento tramite il proprio medico curante, riservandosi l'invio di 

un'ulteriore documentazione medica. Nel dicembre 2016 le osservazioni 

del curante venivano sottoscritte anche dal diretto interessato e la 

documentazione medica - richiesta per l'evasione delle osservazioni nel 

dicembre 2016 - veniva trasmessa all'ufficio AI nel febbraio 2017 (timbro 

di entrata 15 febbraio 2017). Ne consegue che la decisione qui impugnata 

del 14 marzo 2017 non può essere reputata priva di un preavviso. In 

realtà la stessa è stata presa dopo che al preavviso del 30 agosto 2016 

erano state opposte ben precise obiezioni. Non è allora dato concludere 

che l'assicurato non sia stato sentito prima del rilascio del provvedimento 

impugnato.

d) Per quanto riguarda invece la motivazione, la decisione deferita a giudizio 

presta effettivamente il fianco a critiche. Malgrado l'assicurato abbia fin 

dall'inizio contestato di soffrire non solo di patologie di carattere 

infortunistico, l'ufficio AI ha ancora nella decisione del 14 marzo 2017 

ribadito che "L'analisi della documentazione medica, messa a 

disposizione dall'ente infortunistico, nonché dalla perizia medica 

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reumatologica, risulta essere priva di ulteriore patologia invalidante extra 

infortunistica e pertanto si conferma l'incapacità lavorativa riscontrata 

dallo stesso ente". Correttamente, dopo l'esame delle obiezioni sollevate 

dall'assicurato al progetto di decisione, l'ufficio AI avrebbe dovuto 

prendere posizione sulle concrete censure sollevate ed in particolare sul 

carattere invalidante di anche altre patologie presentate dall'assicurato ed 

evidenziate dal reumatologo. Ignorando quindi parte delle censure 

sollevate, controparte è incorsa in una violazione del suo dovere di 

motivare. Di questo vizio procedurale si terrà però debitamente conto 

nella ripartizione delle spese e ripetibili. Per contro la decisione impugnata 

prende posizione sulla nuova situazione venutasi a creare nel frattempo 

sia per quanto riguarda lo stato del piede dopo l'infortunio non 

professionale subito dall'assicurato che in merito ad una inabilità 

lavorativa irrilevante, in termini di aggravamento, dal profilo dell'AI.

3. L'ufficio AI ha rifiutato all'istante prestazioni sotto forma di redita, 

adducendo in primo luogo il ripristino della piena abilità lucrativa prima del 

trascorrere del regolare anno di attesa tra l'inabilità al lavoro decorsa dal 5 

giugno 2012 e il ripristino dell'abilità il 1. marzo 2013, allorquando 

l'assicurato era stato dichiarato completamente abile in attività adatta. La 

motivazione non è in questi termini proponibile, non trattandosi di un 

danno alla salute di esclusiva origine infortunistica (vedi le considerazioni 

che seguono) e non essendo possibile ritenere a priori che con il ripristino 

alla capacità lucrativa in attività adatta non possa comunque sussistere 

un grado d'invalidità in applicazione al metodo del confronto dei redditi.

4. a) Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 LPGA, per invalidità 

s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante 

durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a 

infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali 

dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla 

salute fisica o psichica a seguito di infermità congenita, malattia o 

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infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. L'art. 28 cpv. 2 LAI 

prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono 

invalidi almeno al 70 %, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 

60 %, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un 

quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %. In generale, ai sensi 

dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto 

fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza 

dell’invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti 

d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente 

esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del 

lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido. 

b) Per stabilire il grado d'impedimento, all'amministrazione (o al giudice in 

caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere 

allestiti dal medico o eventualmente da altri specialisti, il cui compito 

consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale 

misura e in quali attività l'assicurato sia incapace al lavoro come pure nel 

fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori 

siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 

cons. 4 e 115 V 133 cons. 2). Quanto alla valenza probatoria di un 

rapporto medico, determinante, secondo la giurisprudenza, è che i punti 

litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il 

rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure 

espresse, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto 

(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le 

conclusioni del perito siano ben motivate. Decisivo quindi per stabilire se 

un rapporto medico abbia valore di prova non è tanto la sua origine o la 

sua denominazione, ad esempio, quale perizia o rapporto (DTF 125 V 

351 cons. 3a, 122 V 157 cons. 1c). La giurisprudenza ha comunque 

reputato conciliarsi con il principio del libero apprezzamento delle prove lo 

sviluppo di alcune direttive in relazione a ben determinate forme di 

attestazioni mediche (DTF 125 V 351 cons. 3b e 118 V 286 cons. 1b). 

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Così alle perizie specialistiche esterne assunte durante la procedura 

amministrativa e improntate su di una approfondita indagine e analisi 

della situazione clinica, stese dopo aver preso visione di tutta la 

documentazione medica e che giungono a risultati concludenti, va 

riconosciuto pieno valore probatorio se non vi sono indizi concreti che 

depongano avverso l'attendibilità della valutazione operata (DTF 137 V 

210 cons. 1.3.4). A proposito delle attestazioni del medico curante, la 

Corte federale ha già ripetutamente stabilito che il giudice può ritenere, 

secondo la generale esperienza della vita, che, nel dubbio, alla luce del 

rapporto di fiducia esistente con la paziente, egli tenda ad esprimersi a 

favore del suo cliente (DTF 135 V 465 cons. 4.5, 125 V 351 cons. 3b/cc, 

124 I 170 cons. 4 e VSI 2001 pag. 109 cons. 3b/cc [I 128/98]). 

5. a) Materialmente, nella determinazione del grado d'invalidità l'istante 

considera che non sia stata debitamente considerata la patologia 

estranea all'infortunio e relazionata al piede sinistro. Questa critica era 

stata sollevata già dopo il primo progetto di decisione, allorquando 

effettivamente l'ufficio AI era partito dall'ipotesi che il grado d'invalidità 

accertato dall'assicuratore infortuni dovesse - per lo stesso danno alla 

salute - corrispondere a quello determinante per l'AI. A fondamento della 

decisione deferita a giudizio vi è però la nuova indagine reumatologica del 

2 luglio 2016. Nell'ambito di tali accertamenti, la situazione complessiva 

dell'istante è stata oggetto di valutazione separata. In base alla perizia 

reumatologica allestita dal dott. med. B._____ il 2 luglio 2016, quali 

diagnosi senza ripercussioni sulla capacità lavorativa venivano elencate: 

l'ipertensione arteriosa, l'ipercolesterolemia, il diabete mellito tipo II, il 

pregresso abuso di OH e gli esiti di frattura del gomito. Per contro le 

diagnosi reumatologiche reputate avere delle ripercussioni sulla capacità 

lavorativa e quindi reputate invalidanti erano: a) la calcaneodinia a sinistra 

con lieve entesopatia del tendine achilleo sul tuber calcaneare e lieve 

della aponevrosi plantare sul calcagno nonché su esiti di rottura dei 

legamenti caviglia; b) le lombalgie con lievi alterazioni della statica 

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vertebrale e lieve incipiente discopatia L4/5 e c) i dolori cronici alla spalla 

sinistra su artrosi asintomatica, esiti di traumatismo professionale con 

piccola lesione sottocondrale e assenza di una necrosi asettica della testa 

omerale. L'esperto valutava la situazione dell'arto inferiore sinistro sulla 

base di innumerevoli reperti radiologici tra i quali, per citare i più recenti, 

figuravano quelli del piede sinistro dell'8 aprile 2016 e della caviglia 

sinistra del 19 aprile 2016. Alla luce di tali accertamenti è palese che tutte 

le pretese patologie invalidanti presentate dall'assicurato sono state prese 

in considerazione nella valutazione dello stato di salute. L'infelice 

formulazione contenuta nel provvedimento impugnato, e stando dalla 

quale non vi sarebbe patologia invalidante oltre a quella infortunistica, è in 

realtà sconfessata dall'esame peritale. Del resto, la tesi che non tutte le 

patologie fossero state debitamente considerate viene essenzialmente 

sostenuta dal medico curante. Nello scritto del 19 gennaio 2016 

all'attenzione dell'AI, il dott. med. C._____ riteneva che il paziente 

presentasse problematiche a livello delle spalle, in sede lombare e al 

gomito destro oltre a soffrire di diabete mellito, ipercolesterolemia e 

ipertensione arteriosa. I disturbi alla caviglia non venivano neppure 

evocati. In sede di osservazioni al nuovo progetto di decisione, il curante 

insisteva sulla mancata presa in considerazione dei disturbi alla caviglia, 

senza purtroppo che lo stesso avesse visionata la perizia reumatologica 

del dott. med. B._____ (vedi certificazione del dott. med. C._____ del 13 

febbraio 2017). Alla luce invece delle concrete conclusioni del 

reumatologo, non è dato concludere che non siano stati valutati tutti i 

pretesi aspetti invalidanti che l'assicurato presenta, malgrado la fuorviante 

motivazione addotta nella decisione impugnata.

b) Per contro, come giustamente addotto anche nel provvedimento deferito 

a giudizio, l'infortunio del 7 luglio 2016 non può essere reputato aver 

occasionato danni invalidanti al piede sinistro. Nella relazione del 20 

settembre 2016 il dott. med. D._____ evoca il trauma subito nel luglio 

2016 precisando che una radiografia non aveva in un primo tempo 

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mostrato fratture, ma che successivamente sulla base di una risonanza 

magnetica era stato possibile evidenziare un edema intraspongioso e 

delle microfratture nel cuneiforme mediale alla base del II metatarsale. Il 

medico faceva poi notare "Ha ancora dolore a livello della superficie 

posteriore del tallone mentre il dolore legato al recente trauma è 

scomparso". Anche dalla documentazione proposta in sede di ricorso è 

dato concludere che l'attuale problematica a livello del piede sinistro si 

riferisca alla patologia presentata dal paziente già prima dell'infortunio del 

luglio 2016 e non anche ai postumi di questo (vedi relazioni del 24 aprile 

2017 del dott. med. E._____ e del 2 maggio 2017 del dott. med. F._____), 

considerato che i dolori riferiti dal paziente riguardavano la zona 

calcaneare e achillea. Giustamente quindi nella decisione impugnata 

l'ufficio AI partiva dall'assunto che l'infortunio del luglio 2016 non avesse 

lasciato sequele invalidanti e che i dolori al calcagno fossero quelli che 

l'assicurato già lamentava in precedenza e che erano stati anche valutati 

nella perizia reumatologica del 2 luglio 2016.

6. a) Nella perizia reumatologica del 2 luglio 2016, il dott. med. B._____ 

diagnosticava una calcaneodinia, lombalgie e dolori cronici alla spalla 

sinistra. I referti radiologici per la spalla sinistra mostravano "una 

situazione glenoomerale perfettamente normale, escludendo per tanto 

anche un cedimento della corticale della tesa omerale ed escludendo 

soprattutto che la piccola lesione RMN evidenziata inizialmente nel 2010 

sia evoluta in una osteonecrosi vera e propria. Per tanto una soluzione 

chirurgica, come a suo tempo ventilata, appare del tutto insostenibile". "La 

mobilità della spalla sx è tuttora normale e non vi è alcun indizio per una 

lesione della cuffia dei rotatori. Anche il trofismo muscolare dei cingoli 

scapolari e degli arti superiori risulta essere perfettamente simmetrico. 

Oggettivamente non vi è dunque un evidente correlato con i dolori cronici 

dell'assicurato, con una spalla funzionalmente senza particolarità". La 

spalla dominante destra si presentava clinicamente perfettamente nella 

norma, senza dolori. Quanto alla schiena, il reumatologo considerava che 

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"Oggettivamente la mobilità lombare è perfettamente normale con leggeri 

dolori ai movimenti estremi di flessione-estensione e non vi sono indizi 

per dei conflitti radicolari. Le Rx eseguite in occasione della perizia 

evidenziano una osteocondrosi L1/2 (clinicamente non sintomatica), 

mentre gli spazi discali inferiori sono normali. A suo tempo la RMN del 

2014 aveva evidenziato solo una piccola rottura dell'anulo fibroso del 

disco L4/5. La lieve inclinazione del bacino verso sx è al limite del 

significativo (tutt'al più da compensare facilmente con un rialzo di non 

oltre 0.5 cm). Le alterazioni oggettive possono pertanto comportare 

teoricamente una sofferenza lombosacrale unicamente in occasione di 

sollecitazioni meccaniche importanti e ripetitive". Anche "Il reperto 

articolare del gomito sx è assolutamente normale e simmetrico, per cui 

non vi sono residui significatici della frattura anamnestica del gomito sx, 

come testimoniato d'altra parte anche dall'indagine RMN del 2014, se si 

eccettua una possibile neuropatia del N. ulnare sx, funzionalmente 

irrilevante." Relativamente alla situazione del piede sx, l'indagine 

reumatologica aveva stabilito che "L'assicurato ha inoltre sofferto 

ultimamente di dolori al tallone sx particolarmente intesi, tanto da dover 

camminare con due stampelle (patologia di cui non viene fatto alcun 

riferimento nel rapporto del medico curante del gennaio u.s.). 

Ultimamente questi disturbi sono migliorati e in effetti in occasione della 

visita peritale persiste unicamente una dolenza palpatoria a livello 

dell'intersezione del tendine di Achille e dell'aponevrosi plantare, ma 

anche di tutto il bordo calcaneare inferiore. La deambulazione risulta 

normale, così anche la marcia sui talloni e sulla punta dei piedi. Non vi 

sono gonfiori o segni di flogosi. La diagnostica per immagine (Rx, US e 

RMN) dell'aprile u.s. ha messo in evidenza una tendinite dell'Achille con 

piccola calcificazione distrofica inserzionale ed una entesopatia 

dell'aponevrosi plantare alla sua inserzione calcaneare. Questi reperti 

possono ben spiegare i disturbi, nel frattempo in parte regrediti e con 

prognosi buona" (vedi perizia citata pag. 10-12). 

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b) Quanto alla ripercussione di tali patologie sull'esercizio di un'attività 

lucrativa, il reumatologo reputava esigibile l'esplicazione di un'attività 

mista che richiedesse di portare spesso pesi fino a 10 kg, ma solo talvolta 

pesi superiori fino a 25 kg. Il porto normale di pesi superiori a 25 kg era 

considerato medicalmente esigibile solo raramente, ma comunque mai 

sopra il piano delle spalle. Lavori sopra l'altezza del capo come pure 

l'impiego di attrezzi leggeri e di precisione era possibile spesso (da 3 a 

5.25 ore su 8 ore lavorative), mentre l'impiego di attrezzi pesanti era 

ammissibile solo talvolta (da 0.5 a 3 ore su 8 ore lavorative). Senza 

grosse limitazioni erano esigibili le attività in posizione seduta o in piedi 

(da 5.25 a 8 ore al giorno), anche se la posizione eretta chinata in avanti 

poteva essere assunta solo talvolta. Non vi erano neppure significativi 

impedimenti nel camminare su corte e medie tratte, nel salire o scendere 

le scale, nel flettere le ginocchia o per quanto aveva tratto all'equilibrio e 

bilanciamento. La rotazione del tronco e l'assunzione della posizione 

accovacciata erano esigibili spesso. Solo talvolta era invece indicato 

salire su scale a pioli e camminare su lunghi tratti o terreni dissestati. In 

considerazione di tali limitazioni funzionali, il perito escludeva la possibilità 

di una ripresa della precedente attività alla catena di produzione di bibite 

come aveva del resto già fatto il dott. med. G._____ il 29 marzo 2013. Per 

il dott. med. B._____ anche l'attività di montatore di cucine non sarebbe 

più da considerare esigibile. Dal lato reumatologico, in un'attività adatta 

(leggero o media), nel rispetto dei limiti funzionali indicati, il dott. med. 

B._____ considerava sussistere un'abilità al 100 %, con orario completo e 

pieno rendimento. 

c) Questa valutazione della residua abilità lucrativa riprende in parte quanto 

già stabilito dal dott. med. G._____ il 29 marzo 2013. Allora, per le 

conseguenze alla spalla infortunata, l'assicurato era stato reputato abile in 

attività di carattere leggero e medio, senza limitazioni per lavori leggeri e 

di precisione. Rispetto alle attività esigibili in precedenza a seguito 

essenzialmente della patologia lombare e al piede sinistro vanno aggiunti 

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una limitazione per le attività che richiedono la stazione eretta con 

inclinamento anteriore del busto e per i lavori che implicano di camminare 

per lunghe tratte o su terreni accidentati. Il giudizio sulla residua abilità 

espresso dal reumatologo nella perizia del 2 luglio 2016 non viene 

confutato, sulla base di criteri oggettivabili, da nessuno dei medici che si 

sono espressi sulla situazione del paziente. Solo il medico curante 

fornisce dei dati in merito all'attività adatta che contrastano però 

palesemente con la reale situazione di salute e di lavoro del ricorrente. 

Nella valutazione del 13 febbraio 2017, il dott. med. C._____ ritiene 

sussista una capacita di concentrazione, comprensione e adeguamento 

limitate, senza che sia possibile stabilire da quali patologie oggettive simili 

limitazioni scaturirebbero. Nel corso della propria carriera professionale, 

l'istante ha dimostrato di essere in grado di svolgere mansioni alquanto 

diverse tra di loro e per le quali veniva indubbiamente richiesta anche una 

buona capacità cognitiva, organizzativa, creativa e pratica. Per quali 

motivi simili doti sarebbero andate perse non è eruibile in base alla 

semplice anamnesi clinica. Per il curante poi, era reputata adeguata 

un'attività esclusivamente di tipo sedentario, quando per espressa 

ammissione dell'istante lo stare seduto a lungo gli causerebbe 

propriamente dolori alla schiena (vedi perizia del 2 luglio 2016 pag. 3). 

Anche le attività a carico discontinuo non erano dal medico curante 

reputate idonee alla situazione del paziente, mentre attualmente l'istante 

svolge la propria attività di operaio comunale tagliando l'erba sul campo di 

calcio, svuotando i cestini, spazzando il marciapiede e facendo il 

guardiano stradale (vedi perizia de 2 luglio 2016 pag. 2). Quanto precede 

permette di concludere che la valutazione della residua abilità lucrativa 

fatta dal dott. med. C._____ non convince ed è contradditoria. Per questo 

giudice non vi sono allora indizi che permettano di dubitare 

dell'attendibilità e della serietà della valutazione fatta dal reumatologo il 2 

luglio 2016. Non sfugge infatti, che il carattere estremamente invalidante 

che medico curante attribuisce ai disturbi al piede sinistro, non trovano il 

dovuto riscontro nel reperto oggettivo evidenziato anche dal dott. med. 

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E._____ il 24 aprile 2017, laddove il tono e trofismo muscolare degli arti 

inferiori apparivano indenni in tutte le sedi ed era possibile una 

deambulazione nella norma con marcia sulle punte e sui talloni.

7. a) Decisivo per la determinazione del reddito da valido non è il guadagno 

realizzato nell'ultima attività svolta, bensì il reddito che la persona 

assicurata conseguirebbe, secondo il grado della verosimiglianza 

preponderante, se non fosse diventata invalida. È vero che di regola ci si 

basa sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del 

danno alla salute, se del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. 

Questo perché normalmente, in base all'esperienza comune, la persona 

interessata avrebbe continuato la precedente attività in assenza del 

danno alla salute (DTF 129 V 224 cons. 4.3.1; sentenza del Tribunale 

federale 9C_24/2009 del 6 marzo 2009 cons. 3.2 con riferimenti) e perché 

il metodo del confronto dei redditi, stabilito per la determinazione del 

grado d'invalidità, deve avvenire per quanto possibile conformemente a 

concreti elementi di calcolo (UELI KIESER, ATSG-Kommentar, 2015, nota 

23 all'art. 16 LPGA). Nell'evenienza, per il calcolo del reddito da valido, 

l'ufficio AI ha considerato il reddito che l'assicurato avrebbe conseguito 

nel 2013 presso la fabbrica di bibite che lo occupava prima dell'infortunio 

alla spalla e lo ha indicizzato. In effetti, il reddito nel 2013 come operaio 

nell'attività fino ad allor svolta dall'assicurato nella fabbrica di produzione 

di bibite era, giusta la decisione dell'assicuratore infortuni del 17 maggio 

2013 di fr. 56'550.-- e non di fr. 55'883.--, come ritenuto dall'AI. 

Adeguando detto importo giusta l'aumento dei salari nell'ambito della 

produzione di bibite (vedi tabella T1.10 salari nominali 2011-2015, edita 

dall'ufficio federale di statistica) per 2014 del 1.3 % e per il 2015 dello 

0.9 % ne risulta un reddito per il 2015 pari a fr. 57'800.--. Nella decisione 

impugnata - anche considerato che l'adeguamento nominate ritenuto è 

stato del 2.7401 % - il reddito da valido per l'anno 2015 veniva 

quantificato a fr. 57'867.--, valore che essendo più favorevole 

all'assicurato può essere qui considerato determinante. 

- 15 -

b) Per la definizione del reddito da invalido la giurisprudenza ha in primo 

luogo ritenuto determinante la situazione salariale concreta della persona 

interessata, a condizione che quest'ultima sfrutti in maniera completa e 

ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante 

dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario 

sociale (DTF 126 V 75 cons. 3b/aa pag. 76). Qualora difettino indicazioni 

economiche effettive, possono essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche 

salariali, come risultano dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari 

(ISS) edita dall'Ufficio federale di statistica (DTF 126 V 75 cons. 3b/bb 

pag. 77) oppure quelli deducibili dalla documentazione dell'assicuratore 

infortuni in oggetto relativa ai posti di lavoro (DPL), alle specifiche 

condizioni poste dalla giurisprudenza a tali rilievi (DTF 129 V 472 cons. 

4). Secondo la prassi del Tribunale federale, i rilievi salariali DPL sono 

conformi al diritto federale e possono pertanto essere impiegati nel 

paragone per la determinazione del grado d'invalidità se sono almeno 

cinque e se contengono indicazioni quanto al minimo, al massimo ed alla 

media salariale della categoria. Concretamente poi, l'attività descritta nella 

documentazione deve essere medicalmente esigibile.

c) Nell'evenienza in esame, l'istante lavora per il comune di domicilio per 

circa 60 ore al mese e risulta pertanto occupato pressappoco al 37 %. La 

percentuale di occupazione è dettata principalmente da contingenze del 

datore di lavoro e non da fattori imputabili al lavoratore. Pertanto questa 

percentuale di occupazione non corrisponde a quanto sarebbe ancora 

teoricamente esigibile dall'assicurato dal profilo medico in un lavoro che si 

conformi meglio ai limiti funzionali sopra indicati. In difetto di dati concreti, 

il paragone dei redditi deve allora avvenire sulla base di dati statistici, 

come è stato fatto anche dall'ufficio AI. Nella decisione deferita a giudizio, 

quale reddito da invalido, l'ufficio AI ha ripreso la DPL stabilita 

dall'assicuratore infortuni nel 2013 adeguandola all'evoluzione salariale, 

ma senza fornire alcuna spiegazione riguardo a tale utilizzazione. Questo 

- 16 -

modo di agire ha portato l'istante a credere che il grado d'invalidità 

ritenuto nel 2013 dall'assicuratore infortuni fosse stato ripreso mutatis 

mutandi anche dall'AI. La conclusione va però precisata. Come si è detto 

per i postumi al piede sinistro ed alla colonna lombare, l'istante subisce 

alcune limitazioni addizionali nelle attività che vanno considerate ancora 

da lui esigibili (limitazioni sulle lunghe tratte, terreni accidentati, posizione 

eretta chinata in avanti ecc.). Il profilo fornito dalle cinque regolamentari 

DPL si adegua però anche alle ulteriori limitazioni che l'istante subisce per 

le conseguenze delle patologie al piede ed alla schiena. I cinque posti di 

lavoro in parola quali: aiuto orologiaio (DPL 2933), cameriere/cassiere 

(DPL 2430), aiuto mensa (DPL 391501), venditore/cassiere (DPL 871) e 

addetto al servizio autoveicoli (DPL 544402) rispettano perfettamente i 

limiti funzionali stabiliti dal reumatologo al punto B1 della perizia del 2 

luglio 2016. Nella attività descritte, non sono praticamente mai richiesti 

lavori con il porto di pesi pesanti, è previsto essenzialmente il maneggio di 

oggetti leggeri, sono solo talvolta pretesi lavori sopra la testa, la posizione 

è prevalentemente sedentaria, ad eccezione di una sola attività per la 

quale sono necessari dei piccoli e continui spostamenti. In questo senso 

quindi, il reddito conseguibile da invalido nel 2015 è stato giustamente 

stabilito partendo dal reddito della DPL ritenuto dall'assicuratore infortuni 

e pari a fr. 49'694.--. Applicando lo stesso tasso di adeguamento 

nominale del 2.7401 % come per il reddito da valido, come operato 

dall'ufficio AI, ne risulta un reddito da invalido di fr. 51'056.--. 

d) Vada ricordato che la presa in considerazione dei valori di reddito in base 

alla DPL non permetterebbe senz'altro l'aggiuntiva riduzione, che può 

essere invece operata sui dati statistici (DTF 129 V 481 cons. 4.2.3). 

Questo perché i dati DPL sono reputati rispecchiare professioni 

concretamente esercitabili dall'assicurato e non attività adatte di mero 

carattere teorico. Essendo poi esigibile l'esecuzione di un'attività a tempo 

e rendimento completo, non vi sono motivi per procedere ad ulteriori 

decurtazioni. Operando allora il paragone tra il reddito conseguibile da 

- 17 -

valido di fr. 57'867.-- e quello ancora realizzabile da invalido di fr. 51'056.-

-, ne risulta grado d'impedimento del 12 % che esclude manifestamente il 

riconoscimento di prestazioni d'invalidità da parte dell'AI. Vada per inciso 

rilevato che neppure la riduzione massima del 25% sarebbe propria a 

mutare in queste circostanze le sorti del giudizio. 

8. In principio, il Tribunale amministrativo giudica la legalità delle decisioni 

impugnate secondo lo stato di fatto determinante al momento della resa 

della decisione litigiosa (in casu: 14 marzo 2017). Situazioni suscettibili di 

modificare uno stato di fatto devono pertanto essere oggetto di una nuova 

decisione, per quanto questa nuova situazione non sia propria a influire 

sulla situazione esistente al momento della resa della decisione. 

Nell'ambito del ricorso, l'istante ha introdotta ulteriore documentazione 

medica. Da questa non emergono fatti di rilievo ai fini del presente 

giudizio. Infatti, anche il neurologo dott. med. E._____, dopo aver 

constatato che il tono e trofismo muscolare ai quattro arti era nella norma, 

che la forza muscolare era indenni in tutte le sedi, che la deambulazione 

era nella norma che la marcia sulle punte, sui talloni e da funambolo era 

ben eseguibile, concludeva la propria valutazione affermando "allo stato 

neurologico non riscontro deficit di forza o della sensibilità neanche 

all'arto inferiore sinistro, i riflessi sono ben evocabili e simmetrici in tutte le 

sedi incluso il riflesso achilleo. Non vi è un chiaro Tinel per il nervo tibiale 

sinistro, ossia il paziente descrive un dolore alla percussione proprio sul 

bordo mediale del tallone sinistro, vicino ma non proprio lungo il percorso 

del nervo tibiale sinistro. Non ho chiari segni ENG di una sindrome del 

tunnel tarsale sinistro, nessuna neuropatia del nervo safeno sinistro, nella 

norma anche l'esame EMG dei muscoli su elencati incluso l'abduttore 

dell'alluce nonché l'abduttore del V° dito del piede sinistro rendendo 

improbabile un entrapment del nervo abductor digiti quinti. Nessun segno 

di radicolopatia lombare (vedi relazione del 24 aprile 2017). Neppure il 

dott. med. F._____ il 2 maggio 2017 evidenziava qualcosa di nuovo 

rispetto alla situazione precedente. Detto medico non accennava ad alcun 

- 18 -

peggioramento o mutazione della sintomatica e proponeva una serie di 

possibili terapie per lenire i disturbi. Per il medico curante (vedi relazione 

del 30 maggio 2017) la questione assicurativa non potrebbe essere 

ancora definita trattandosi di una situazione ancora precaria "tenuto conto 

anche del fatto che rischiamo nelle prossime settimane di dover sanare 

chirurgicamente la situazione sopraccitata al piede sx". A sostegno della 

necessità di un intervento operatorio non viene però fatta alcuna 

precisazione e tantomeno viene da qualsivoglia attestazione medica agli 

atti evocata tale necessità. Pertanto allo stato attuale forza è di constatare 

che la situazione clinica del piede sinistro presentata tramite le 

attestazioni mediche prodotte in sede di ricorso è uguale a quella 

riscontrata dal reumatologo nell'ambito dell'indagine eseguita nel maggio 

del 2016. 

9. a) In esito a quanto precede il ricorso va respinto nel senso dei 

considerandi. In deroga al disposto di cui all'art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA, la 

procedura di ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione o al 

rifiuto di prestazioni AI davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni è 

soggetta a spese. Giusta quanto previsto all'art. 69 cpv. 1bis LAI, 

l'ammontare delle spese è previsto fra i fr. 200.-- e i fr. 1'000.-- in funzione 

dei costi di procedura e senza riguardo al valore litigioso. L'esito della 

controversia giustifica di regola l'accollamento dei costi alla parte che 

perde la causa. Nell'evenienza, malgrado l'istante avesse già reagito a 

due preavvisi contestando l'identità di patologie invalidanti si sensi dell'AI 

e dell'assicuratore infortuni, l'ufficio AI ha mantenuta praticamente 

inalterata l'errata motivazione della decisione, lasciando supporre 

all'istante che il danno alla salute da lui presentato fosse di natura 

esclusivamente infortunistica. È stata in primo luogo tale motivazione a 

indurre l'istante a ricorrere contro il provvedimento preso, per cui 

giustamente i costi del procedimento vanno accollati equamente alle due 

parti in causa. Nell'evenienza, le spese di fr. 700.-- vengono sopportate 

per metà dell'istante e per metà dalla parte convenuta in ricorso. 

- 19 -

b) Nel proprio ricorso, il ricorrente chiede di essere posto al beneficio 

dell'assistenza giudiziaria gratuita. L'art. 61 cpv. 1 lett. f LPGA garantisce 

all'assicurato il diritto di farsi patrocinare e di poter beneficiare, a determi-

nate condizioni, del gratuito patrocinio. A livello cantonale l'art. 76 della 

legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CS 370.100) sancisce che tra-

mite decisione determinante il corso della procedura o decisione nella 

causa principale, l'autorità può, su richiesta, concedere l'assistenza giu-

diziaria gratuita ad una parte che non dispone dei mezzi necessari, se la 

sua causa non è evidentemente temeraria o a priori senza speranza (cpv. 

1). La concessione esenta da tutte le spese e tasse di un'autorità. Sono 

fatte salve le disposizioni sul rimborso (cpv. 2). Laddove le circostanze lo 

giustifichino, l'autorità designa a proprie spese un avvocato. L'indennità si 

conforma alla legislazione sugli avvocati (cpv. 3). Giusta l'art. 5 

dell'ordinanza sulla determinazione dell'onorario degli avvocati (OOA; CS 

310.250), per le spese legittime del mandato di gratuito patrocinio e la 

difesa d'ufficio viene versato all'avvocato un onorario di fr. 200.-- orari più 

spese necessarie in contanti e imposta sul valore aggiunto.

c) Non è contestato che l'istante sia posto al beneficio dell'assistenza 

sociale pubblica, con ciò il suo stato d'indigenza va considerato 

comprovato, non essendo manifestamente in grado di assumere le spese 

legate alla difesa dei suoi interessi, senza intaccare il minimo 

indispensabile al suo mantenimento (DTF 119 Ia 11 e 103 Ia 100). La 

complessità della materia va poi ritenuta giustificare il concorso di un 

legale e il processo non poteva neppure essere considerato privo di 

qualsiasi possibilità di successo. Per questi motivi la richiesta è accolta. 

Giusta la nota del legale del 23 giugno 2017, i costi di patrocinio fatturati 

decorrono dell'11 ottobre 2016, mentre il provvedimento impugnato è 

stato prolato il 14 marzo 2017. Evidentemente i costi di patrocinio anteriori 

al 14 marzo 2017, per 0.90 ore, esulano dall'ambito della presente 

controversia e non possono essere computati per la determinazione 

- 20 -

dell'indennità di parte dovuta al rappresentante legale. Parimenti esclusi 

dalla considerazione vanno i costi di apertura dell'incarto, mentre le spese 

vengono computate in ragione del 3 % dell'onorario. Quanto alla tariffa 

oraria di fr. 180.--, essa non dà adito a critiche sia in regime di patrocinio 

gratuito che rispetto alle tariffe normali. Ne consegue che le ripetibili 

ammontano nel caso concreto a fr. 1'021.20, IVA compresa (5.10 h x fr./h 

180.-- + 3 % + 8 %). Tale importo andrà per metà a carico dell'ufficio AI e 

per l'altra metà a carico della cassa del Tribunale.

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto nel senso dei considerandi. 

2. Vengono prelevati dei costi di fr. 700.-- , il cui importo sarà versato per 

metà da A._____ e per l'altra metà dall'Istituto delle assicurazioni sociali 

dei Grigioni entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione 

all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. a) A A._____ è concessa l’assistenza giudiziaria gratuita (art. 76 LGA) ed 

esso viene liberato dal versamento delle spese di procedura. Questi costi 

di fr. 350.-- vanno a carico dello Stato.

b) Ad ‘A._____ è assegnato un rappresentante d’ufficio nella persona 

dell'Avvocato Riccardo Viganò. Il rappresentate legale verrà indennizzato 

con fr. 510.60 (IVA inclusa) che andranno a carico dello Stato. 

c) A._____ dovrà rimborsare le spese che gli sono state condonate e le 

spese di patrocinio legale, qualora le sue condizioni di reddito e di 

sostanza dovessero migliorare ed esso sarà in grado di farlo (art. 77 cpv. 

1 LGA). 

- 21 -

4. L'Istituto delle assicurazioni sociali dei Grigioni versa ad’ A._____ fr. 

510.60 a titolo di ripetibili. 

5. [Vie di diritto]

6. [Comunicazioni]