# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ece38357-acfd-582d-b1b1-068cc7103b7e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-12-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 20.12.2002 52.2002.354
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2002-354_2002-12-20.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2002.354

   

  	
  Lugano

  20 dicembre
  2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Carlo Brochetta, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 13 settembre 2002 di

 

 

	
   

  	
  __________,

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 27 agosto 2002, no. 4059, del Consiglio
  di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dai ricorrenti avverso la
  risoluzione 15 maggio 2002 con cui il municipio di __________ ha negato loro
  il rilascio della licenza edilizia per la formazione di una tettoia-legnaia
  sulla part. __________ RFD, situata fuori zona edificabile;

  

 

 

viste le risposte:

-    25 settembre 2002 del
municipio di __________;

-    1. ottobre 2002 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 22 marzo
2002 __________ e __________, qui ricorrenti, hanno richiesto al municipio di
__________ il rilascio di un permesso di costruzione per la formazione di una
tettoia-legnaia di 34.65 mq sulla part. __________ RFD di loro proprietà, sita
fuori zona edificabile. Alla domanda si è opposto il Dipartimento del territorio,
ritenendo, in sostanza, insoddisfatte le condizioni poste dall'art. 24 LPT.
Conseguentemente, il municipio di __________, vincolato al preavviso negativo
espresso dall'autorità cantonale, ha negato ai ricorrenti il rilascio della
richiesta licenza edilizia.

 

 

                                  B.   Il 27
agosto 2002 il Consiglio di Stato ha respinto il gravame presentato da
__________ e __________, confermando il diniego della licenza edilizia. Secondo
il Governo, l'opera contestata non sarebbe conforme alla zona di utilizzazione
né potrebbe essere autorizzata giusta l'art. 24 LPT. Inoltre, l'Esecutivo
cantonale non ha rilevato alcuna disparità di trattamento, considerato che i
casi di raffronto enunciati dai ricorrenti esulerebbero dalla presente
fattispecie ed essendo comunque il principio della legalità prioritario
rispetto a quello dell'applicazione uniforme della legge.

 

 

                                  C.   Con ricorso
13 settembre 2002 i coniugi __________ sono insorti davanti a questo tribunale
postulando il rilascio della licenza edilizia. Riassunti i fatti, i ricorrenti
ribadiscono, in sostanza, quanto esposto dinnanzi al Governo, segnatamente che la
legnaia oggetto del contendere non urterebbe interessi pubblici preponderanti e
che la sua esecuzione sarebbe indispensabile per depositare la legna utilizzata
per il riscaldamento della loro casa ubicata nelle immediate vicinanze,
ritenuto che "l'invasione del giardino dell'abitazione primaria non è
proponibile". Ritengono la decisione impugnata contraria al principio
di proporzionalità, poiché le manchevolezze non sarebbero sufficientemente
gravi per negare la realizzazione dell'opera e censurano, seppur non in termini
espliciti, ma comunque concludenti, il mancato esperimento di un sopralluogo.
Invocano infine la disparità di trattamento rispetto a determinati confinanti.

 

                                  D.   Il
Consiglio di Stato si oppone all'accoglimento dell'impugnativa, riconfermandosi
nelle tesi contenute nel proprio giudizio. Ad identica conclusione giunge il
municipio.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 21 LE. Il
gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da persone legittimate a
ricorrere (art. 21 cpv. 2 LE; 43 PAmm), è ricevibile in ordine e può
essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
L'esperimento di un sopralluogo non appare necessario all'evasione della pratica,
in quanto le prove ed in particolare le fotografie agli atti permettono di
formarsi un'idea sufficientemente precisa della situazione dei luoghi e
dell'oggetto della contestazione.

 

 

                                   2.   Di
principio, l'autorizzazione a costruire può essere rilasciata soltanto se
l'intervento edilizio è conforme alla funzione prevista dal piano regolatore
per la zona di utilizzazione, ovvero soltanto per insediamenti la cui
destinazione si integra convenientemente nelle finalità della zona in cui
sorgono (principio della conformità funzionale, art. 22 cpv. 2 lett. a LPT).

                                         Nelle
concrete evenienze, il sedime dei ricorrenti è situato fuori zona edificabile,
posto in un'area che il PR designa quale zona di protezione della natura (ZPN 1
"__________") ed è inserito nel PD (scheda no. 1.3.4) quale zona
naturale protetta, che deve essere protetta integralmente e dove sono ammessi
solo interventi di gestione, manutenzione o ripristino tesi alla conservazione
e valorizzazione dei biotopi presenti ed è vietato il deposito di materiale di
qualsiasi genere (art. 22 NAPR di __________). Indiscutibilmente, la
tettoia-legnaia in esame non ha alcuna connessione con le funzioni assegnate al
fondo. L'autorizzazione richiesta non può dunque essere rilasciata dal profilo
dell'art. 22 cpv. 2 lett. a LPT. Del resto, nemmeno i ricorrenti lo pretendono.
Di conseguenza, la licenza edilizia potrebbe venir rilasciata unicamente alle
condizioni poste dall'art. 24 LPT.

 

                                   3.   In base a
tale norma, fuori dalle zone edificabili possono essere eccezionalmente
rilasciate autorizzazioni per la costruzione o la trasformazione di edifici o
impianti non conformi alla funzione prevista per la zona di utilizzazione, a
condizione che la loro destinazione esiga un'ubicazione fuori della zona
edificabile (art. 24 lett. a LPT) e che non vi si oppongano interessi
preponderanti (art. 24 lett. b LPT). I due requisiti devono essere adempiuti cumulativamente
(DTF 123 II 256, consid. 5; 119 Ib 442, consid. 4a; 118 Ib 17, consid. 2b).
Determinante, per la valutazione degli opposti interessi in gioco sono le
finalità ed i principi della pianificazione del territorio giusta gli art. 1 e
3 LPT (cfr. DTF 117 Ib 28, consid. 3; DTF 114 Ib 268, consid. 3b).

Il requisito dell'ubicazione vincolata ha
carattere oggettivo e alla realizzazione di tale presupposto devono essere
poste esigenze severe (cfr. Scolari, Commentario, II ed., N. 530 ss.). Occorre
infatti che sia necessario realizzare l'edificio o l'impianto fuori dal
territorio edificabile, nelle dimensioni previste, per motivi tecnici, d'esercizio,
o di conformazione del terreno (ubicazione vincolata positiva; cfr. DTF 119 Ib
442 consid. 4a). Il vincolo può anche essere negativo, imposto cioè
dall'esclusione di ogni altra ubicazione in zona edificabile (cfr. DTF 115 Ib
295 consid. 3a e c). Solo la funzione oggettiva dell'opera progettata può
giustificare la concessione di una deroga. Non per contro la destinazione dichiarata
dall'istante.

Nel concetto di "assenza di interessi
preponderanti contrastanti" la dottrina e giurisprudenza comprendono,
principalmente, la ponderazione di tutti i possibili interessi che potrebbero
essere toccati dalla nuova edificazione. Tra questi ultimi si deve in particolare
annoverare la protezione dell'ambiente in senso lato, ivi compresi gli aspetti
di protezione del paesaggio e della natura. 

 

 

                                   4.   Il
progetto in rassegna non può beneficiare di un'autorizzazione retta dall'art.
24 LPT, poiché non soddisfa il requisito dell'ubicazione vincolata. La
formazione di una tettoia-legnaia, che tra l'altro sembra essere di dimensioni
sproporzionate per rapporto al fine dichiarato, non è assolutamente connessa
all'utilizzazione del suolo. Nulla impedisce invero ai ricorrenti di realizzare
il progetto nel giardino dell'abitazione principale posto nelle immediate vicinanze
in zona RSI, ritenuto che lo spazio ancora a disposizione è importante. Tutto
considerato non si ravvisa nella fattispecie un'effettiva esigenza di realizzare
una nuova tettoia-legnaia fuori della zona edificabile (STF 112 Ib 404 consid.
6; Bandli, Bauen ausserhalb der Bauzonen, no. 205 segg.). Il progetto non è
quindi ammissibile ai sensi dell'art. 24 LPT già per la mancanza del requisito
dell'ubicazione vincolata, senza che sia necessario esaminare se in questo
contesto vi si oppongano interessi preponderanti. Abbondanzialmente, giova comunque
rilevare che, a fronte delle argomentazioni addotte dalla Sezione forestale e,
in particolare, dall'Ufficio protezione della natura, nel caso di specie
sarebbero pure dati interessi pubblici preponderanti rispetto a quelli (di mero
comodo) invocati dai ricorrenti (v. in tal senso scritto 3 maggio 2002 dei
Servizi Generali in rappresentanza del Dipartimento del territorio).

 

 

                                   5.   I
ricorrenti ritengono che il diniego della licenza edilizia non sarebbe rispettoso
del principio della proporzionalità, ritenuto che "le lacune non sono
sufficientemente gravi per negare la realizzazione dell'opera". A
torto.

È ben vero che una licenza non può essere
negata se è possibile ovviare agli inconvenienti del progetto tramite delle
condizioni particolari. Tuttavia, l'illegalità della domanda di costruzione in
esame non sarebbe sanabile nemmeno mediante l'imposizione di determinate
clausole accessorie, considerato che il preavviso negativo del Dipartimento
(che vincola il municipio a'sensi dell'art. 7 LE) non concede alcun margine di
manovra, essendo l'intervento previsto in chiaro e netto contrasto con i
criteri pianificatori applicabili in materia di utilizzazione dei sedimi
ubicati fuori dalle zone edificabili.

 

 

                                   6.   Invano i
ricorrenti invocano infine il principio della parità di trattamento
nell'illegalità sancito dall'art. 8 Cost al fine di ottenere il rilascio del
permesso di costruzione. Aperta può restare la questione a sapere se gli
interventi edilizi da loro fotografati si trovano in località __________ ed a
quando risale la loro esecuzione. L'applicazione del diritto sulla
pianificazione del territorio fuori delle zone edificabili compete all'autorità
cantonale (art. 25 cpv. 2 LPT, 7 cpv. 5 LE). In tale ambito i comuni non godono
di alcuna autonomia, eccetto che il diritto comunale contenga disposizioni più
restrittive rispetto alla legislazione federale. Il rimprovero sollevato dagli
insorgenti va dunque valutato in considerazione dell'intero territorio
cantonale e non limitatamente alla zona. Appare pertanto chiaro che la censura
va respinta. D'altra parte i ricorrenti non sostengono che in Ticino vige una
tale pratica: tantomeno lo dimostrano. In ogni caso, anche se una prassi in
tale senso fosse provata, gli interessi preminenti di tutela del territorio e
del paesaggio perseguiti dalla LPT imporrebbero a questo tribunale di
scostarsene (A. Scolari, Commentario, n. 528 ad art. 71/72 LALPT).

 

 

                                   7.   In esito
alle considerazioni che precedono, il ricorso deve dunque essere respinto. La
tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 8 CF, 22, 24, 25 LPT, 7, 21 LE, 22
NAPR, 1 segg. PAmm e ogni altra norma applicabile,

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, per complessivi fr. 800.--, sono a carico, in solido, dei
ricorrenti.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto federale, è dato
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale di Losanna nel termine
di 30 giorni dalla notifica.

 

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario