# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 58ae12e6-17e9-5959-8393-cafa51c50e97
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-11-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 26.11.2010 14.2010.96
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2010-96_2010-11-26.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2010.96

  	
  Lugano

  26 novembre 2010

  B/fp/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Epiney-Colombo

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
24 agosto 2010 presentata da

 

	
   

  	
  AO 1 __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 __________ 

  patrocinata dall’ PA 1 __________ 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

sulla quale istanza il Pretore del Distretto di __________,
__________, con sentenza 21 ottobre 2010 (EF.2010.__________) ha così deciso:

 

“1.   È pronunciato il
fallimento di AP 1, __________, a far tempo da venerdì 22 ottobre 2010 alle ore
10.00.

 

 2./3./4. Omissis.”

 

Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 

che con atto 25 ottobre 2010 ne postula
l’annullamento;

 

preso atto che la parte appellata non ha
presentato osservazioni;

 

rilevato che con decreto presidenziale 28 ottobre
2010 all’appello è stato concesso

effetto sospensivo parziale;

 

ritenuto

 

in fatto:

 

                                  A.   Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ dell’UE di __________ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 13'401.30 oltre accessori, dedotti
eventuali acconti.

 

                                  B.   All’udienza
di contraddittorio del 6 ottobre 2010 nessuno è comparso.

 

                                  C.   Con
sentenza 21 ottobre 2010 il Pretore del Distretto di __________, __________, ha
dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da venerdì 22 ottobre 2010 alle
ore 10.00.

 

                                  D.   Con
l’appello AP 1 asserisce di avere saldato il suo debito nei confronti
dell’istante, producendo una ricevuta del 25 ottobre 2010 dell’UE di __________
relativa al versamento di fr. 14'118.80 a saldo dell’esecuzione n. __________ promossa da AO 1 (doc. G). L’appellante sostiene inoltre di avere saldato due
ulteriori esecuzioni, contro le quali non ha interposto opposizione (doc. H e
I). Le altre esecuzioni, contro le quali si è opposta, si riferiscono a
procedure promosse da suoi ex dipendenti in seguito ad una lite sorta per
problemi con la Cassa di disoccupazione in merito al versamento di indennità.
L’appellante sostiene infine di disporre di liquidità sufficiente per far
fronte ai suoi impegni, rilevando di avere fatturato regolarmente i servizi prestati
ai suoi clienti e che deve incassare fatture per circa fr. 86'548.80 (doc. A-F,
plico fatture doc. L, doc. L1 – L56).

 

Considerato

 

in diritto:

 

                               1.a)   In virtù dell’art. 174 cpv.
2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di
fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua
solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

                                  1)   il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                  2)   l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione
del creditore; o che

                                  3)   il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

 

                                         L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte Nova”,
in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano
adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova
autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi
di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo
indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere
dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali
nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 8. ed Berna 2008, § 36 n.
58 p. 334/335, § 38 n. 14 p. 347; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des
Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in
Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95
(1999) n. 8 p. 172).

 

                                  b)   L’appellante
ha asserito di avere saldato il suo debito nei confronti dell’istante ai sensi
dell’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF, ossia posteriormente alla dichiarazione di
fallimento e l’ha dimostrato, producendo una ricevuta del 25 ottobre 2010
dell’UE di __________ relativa al versamento di fr. 14'118.80 a saldo dell’esecuzione n. __________ promossa dall’istante. 

                                         Per
quel che riguarda invece il presupposto della solvibilità - condizione
indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché,
come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto
dopo la pronuncia del fallimento - va osservato che dall’estratto dell’UE di __________
al 23 novembre 2010 risulta che oltre alla predetta esecuzione promossa
dall’istante, l’appellante ne ha pagato tre altre. Contro ulteriori 15 procedure
esecutive ha invece interposto opposizione, per cui a questo stadio di
procedura gli eventuali debiti non possono ancora essere ritenuti accertati.
Dall’estratto emerge poi ancora un’esecuzione, il cui precetto esecutivo
risulta essere stato consegnato il 15 novembre 2010 alla C__________ d__________
C__________ d__________ L__________ per la notifica alla debitrice, per cui
anche in questo stadio di procedura l’eventuale debito non può ancora essere
ritenuto accertato. Infine va rilevato che a carico dell’appellante non
risultano attestati di carenza di beni. Le precedenti considerazioni portano a concludere che la convenuta dispone della liquidità necessaria per
far fronte ai suoi impegni, per cui la sua solvibilità va ritenuta resa sufficientemente
verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il
fallimento di AP 1 va annullato.

 

                                   2.   L’appello
va accolto.

                                         La tassa
di giustizia è posta in ambo le sedi a carico dell’appellante (art. 48 e 49
OTLEF), mentre non si assegnano indennità, in mancanza di richiesta in tal
senso, la parte appellata non avendo presentato osservazioni.

 

 

 

Per questi motivi,

 

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

 

pronuncia:

 

                                    I.   L’appello
è accolto.

 

                                         “1.    La
dichiarazione di fallimento 21 ottobre 2010 pronunciata dal Pretore del
Distretto di __________ __________, inc. EF.2010.__________, nei confronti di AP
1 è annullata.

 

                                          2.    La
tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è
posta a carico di AP 1.

 

                                          3.    Le
spese dell’Ufficio fallimenti di __________, da anticipare come di rito, sono
poste a carico di AP 1.”

 

                                   II.   La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.-- è posta a carico di AP 1.

 

                                  III.   Intimazione:

                                         - avv. AO
1 AO 1, __________;

                                         - Ufficio
esecuzione di __________, __________; 

                                         - Ufficio
fallimenti di __________, __________;

                                         - Ufficio
cantonale del Registro di commercio, Lugano;

                                         - Ufficio
del Registro fondiario del Distretto di __________;

 

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di __________.

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contro la presente decisione è possibile
presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).