# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 276cefae-9808-54c7-932d-fca3517f3884
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-05-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.05.2002 33.2002.11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2002-11_2002-05-07.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  33.2002.00011

   

  IR/sc

  	
  Lugano

  7 maggio 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Ivano Ranzanici

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 20 febbraio 2002
di

 

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 25 gennaio 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa cant. di compensazione, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di prestazioni complementari

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 25 gennaio 2002 la Cassa Cantonale di Compensazione AVS - AI ha
concesso a __________, degente presso la Casa per anziani __________, una PC di
CHF 226.-- mensili. L'amministrazione ha ritenuto un fabbisogno di CHF
35'452.-- composto dalla retta per degenti in istituti (CHF 27'375.--), dal
contributo fisso per l'assicurazione malattia (CHF 3'372.--), dalle spese
personali (CHF 3'600.--) e dalle spese di manutenzione dei fabbricati (CHF
1'105.--).

 

                                         Quale
reddito non privilegiato la CCC - AVS ha indicato la rendita AVS (CHF
21'768.--), altre rendite (CHF 1'285.--) la parte computabile della sostanza
(CHF 2'500.--) ed i diritti della signora __________ per CHF 4'420.--.

 

 

                               1.2.   Contro la
decisione, rappresentata dal figlio, l'assicurata è insorta dinanzi a questo
TCA con le seguenti argomentazioni:

 

"  da
quando sono stata ricoverata presso la Casa per anziani __________ mi è stata
accordata una prestazione complementare la quale, nell'ambito della revisione
periodica effettuata a fine anno 2001, è stata notevolmente ridimensionata.

Infatti la mia comproprietà di 1/5 alla particella no. __________
del Comune di __________ veniva riesaminata e soggetta al computo del suo
valore ipotetico commerciale anziché  quello di stima.

 

Da parte mia insorgo tempestivamente contro questa decisione
mediante la quale il valore della mia comproprietà immobiliare dai fr.
15'690.-- (v. notifica di tassazione 1999-2000) è stato portato ai fr.
50'000.-- come all'importo indicato dal perito dell'Ufficio cantonale di stima.

La motivazione di questo mio gravame è da ricercare nel fatto che
il bene non comporta reddito in quanto gli altri comproprietari non hanno a suo
tempo voluto effettuare quegli interventi minimi indispensabili per renderla
confacente alle attuali esigenze dell'abitare. In particolare si dispone di un
solo WC in comune, non ci sono altri servizi igienici (bagno, doccia), il
riscaldamento è difficoltoso. Inoltre il tetto perde acqua e il lavatoio si
trova all'esterno senza copertura (vasca aperta). L'impianto elettrico è
vetusto e fuori norma e non permette potenziamenti per l'installazione di nuove
indispensabili apparecchiature.

 

Alla luce di queste considerazioni chiedo un riesame di questa
decisione riportando il valore di stima del bene (fr. 75'000.-- complessivi)
anche nel calcolo della prestazione complementare come in precedenza applicato.

In via subordinata quale persona originaria di __________ (prima
del matrimonio) e non disponendo di altri beni immobiliari chiedo che la stessa
venga parificata a abitazione primaria ed ai sensi del punto 44 degli elementi
utilizzati per il calcolo venga considerata abitazione primaria e pertanto
conteggiata al valore di stima." (Doc. _)

 

                                         L'amministrazione
si oppone all'accoglimento dell'impugnativa rilevando come:

 

" 
(…)

Dall'esame della documentazione agli atti rileviamo che la
ricorrente si trova degente definitivamente presso la Casa di riposo __________
dal 16 gennaio 1996 e che la stessa è titolare delle particelle N.
__________RFD e __________RFD, possedute in comunione ereditaria in ragione di
1/5, site in territorio del comune di 

__________.

 

(…) 

 

la resistente ha ordinato le perizie tecniche circostanziate delle
sostanze immobiliari possedute in comproprietà.

 

Per questa valutazione è stato dato mandato all'Ufficio cantonale
di stima il quale, a perizia conclusa, ha permesso di stabilire un importo
complessivo di fr. 50'000.­(1/5 di fr. 250'000.-) quale valore commerciale
delle particelle possedute in comunione ereditaria (pos. 46.02 della tabella di
calcolo PC). Per questa ragione tale importo deve, senza alcun dubbio, essere
riconfermato.

 

Circa i paramenti utilizzati per valutare la sostanza la
resistente non può che riconfermarsi nel valore citato e contestato in quanto
scaturito da perizie specificatamente richieste. A tal proposito giova infatti
ricordare che anche codesto lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni ha
già avuto modo di confermare tale prassi amministrativa. (…)" (Doc. _)

 

                                         All'assicurata
è stata offerta la possibilità di replicare ed offrire nuove prove.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Va avantutto
rilevato come la LPC persegue lo scopo di garantire un "reddito
minimo" per far fronte ai "fabbisogni vitali" ai sensi dell'art.
112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed. (RCC 1992
pag. 346). Questa nozione è più ampia rispetto al "minimo vitale"
disciplinato dal diritto esecutivo (art. 93 LEF). La Legge federale sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI (LPC) contiene dunque la garanzia di un
reddito minimo per le persone anziane e invalide (su queste questioni cfr. DTF
113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143;
CATTANEO, "Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo della sicurezza
sociale" in RDAT 1991-II pagg. 447 segg., spec. pag. 448 nota 12 e pag.
460 nota 83). I limiti di reddito rivestono pertanto una doppia funzione e
meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V
204; Pratique VSI 1995 pagg. 52 e 176; 1994 pag. 225; RCC 1992 pag. 225; cfr.
anche Messaggio concernente la terza revisione della Legge federale sulle
prestazioni complementari all’AVS/AI, pagg. 3, 8 e 9).

 

                               2.3.   Per l’art.
2a lett. a LPC hanno diritto alle prestazioni complementari giusta l’articolo 2
LPC le persone che ricevono una rendita di vecchiaia dell'AVS.

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 3a cpv. 1 LPC,

 

"  L'importo
della prestazione complementare annua deve corrispondere alla differenza tra
l'eccedenza delle spese riconosciute e i redditi determinanti."

 

                               2.5.   Circa le
spese riconosciute l’art. 3b cpv. 2 e 3 LPC prevede che

 

" 
Per le persone che vivono durevolmente o per un
lungo periodo in un istituto o in un ospedale (persone che vivono in un
istituto), le spese riconosciute sono le seguenti:

 

a.      tassa giornaliera;

b.      importo per le spese personali (cpv. 2).”

 

" 
Per le persone che vivono a casa e per le
persone che vivono in un istituto sono inoltre riconosciute le spese seguenti:

 

a.  spese
per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del reddito lordo
dell'attività lucrativa;

b.  spese
di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a concorrenza del
ricavo lordo dell'immobile;

c.  premi
versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata
l'assicurazione malattie;

d.  importo
forfettario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
L'importo forfettario deve corrispondere al premio medio cantonale per
l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (compresa la copertura
infortuni);

e.  pensioni
alimentari versate in virtù del diritto di famiglia (cpv. 3)."

 

                               2.6.   Ancora,
giusta l’art. 3c LPC i redditi determinanti comprendono:

 

"a.  le entrate in denaro o in natura provenienti
dall'esercizio di un'attività lucrativa. Un importo di 1000 franchi per le
persone sole e di 1500 franchi per i coniugi e le persone con figli che hanno o
danno diritto a una rendita è dedotto dal reddito annuo proveniente
dall'esercizio di un'attività lucrativa, il saldo è computato in ragione di due
terzi. Per gli invalidi ai sensi dell'articolo 2c lettera d, il reddito
dell'attività lucrativa è interamente computato;

b.  il reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;

c.  un quindicesimo della sostanza netta oppure un decimo per i
beneficiari di rendite di vecchiaia, nella misura in cui superi per persone
sole 25000 franchi, per coniugi 40000 franchi e per orfani e figli che danno
diritto a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15000 franchi. Se l'immobile
appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona
compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione
ad almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente
75000 franchi é preso in considerazione quale sostanza;

d.  le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche,
comprese le rendite dell'AVS e dell'AI;

e.  le prestazioni derivanti da un contratto di vitalizio o da
un'altra convenzione analoga;

f.   gli assegni familiari

g.  le entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;

h.  le pensioni alimentari del diritto di famiglia. (cpv. 1)"

 

" 
Non sono computati come redditi determinanti:

a. le
prestazioni dei parenti giusta gli articoli 328 e seguenti del Codice civile;

b. le
prestazioni d'aiuto sociale;

c. le
prestazioni pubbliche o private di natura manifestamente assistenziale;

d. gli
assegni per grandi invalidi dell'AVS o dell'AI;

e. le
borse di studio e altri aiuti finanziari all'istruzione. (cpv. 2)"

 

                               2.7.   In concreto
dal 16 gennaio 1996 __________ è residente presso la Casa per Anziani
__________.

 

                                         A norma
dell’art. 5 cpv. 3 lett. a LPC, i Cantoni possono limitare le spese prese in
considerazione a causa del soggiorno in un istituto o in un ospedale.

In ossequio a questa delega legislativa, il
Cantone Ticino ha stabilito che la retta giornaliera massima computabile per il
calcolo della prestazione complementare degli assicurati che sono ospiti
permanenti o per periodi di lunga durata in case per anziani o case di cura è
di 75 franchi (art. 2 del Decreto esecutivo concernente la Legge federale sulle
prestazioni complementari all’AVS e all’AI (LPC) del 6 dicembre 2000, in vigore
dal 1° gennaio 2001).

                                         Pertanto,
per il calcolo delle spese riconosciute ai sensi delle prestazioni
complementari, la Cassa ha computato alla ricorrente a giusta ragione per
l'anno 2001 l’importo totale di CHF 27'375.- (CHF 75.- x 365 giorni). A tale
ammontare sono stati aggiunti CHF 3'600.- (CHF 300.- mensili x 12 mesi) a
titolo di spese personali per gli assicurati, come pure il contributo fisso per
l'assicurazione malattia (CHF 3'372.-).

 

                               2.8.   Con il
ricorso la signora __________ contesta la valutazione delle particelle
__________e __________RFD __________ di cui beneficia - quale comproprietaria -
della quota di 1/5.

                                         La Cassa
ha ritenuto un importo di CHF 50'000.- per la ricorrente di cui - computabili -
CHF 2'500.-- (1/10 di CHF 50'000.-- - CHF 25'000.--).

 

 

Per l’art. 3c cpv. 7 lett. b LPC, il Consiglio
federale disciplina la valutazione dei redditi determinanti, delle spese
riconosciute, nonché della sostanza.

 

                                         Giusta
l’art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI, la sostanza immobiliare che non serve di
abitazione al richiedente o a una persona compresa nel calcolo delle PC deve
essere computata al valore corrente.

 

                                         Secondo
tali termini, nella misura in cui la sostanza non serve più da abitazione al
richiedente o ad una persona compresa nel calcolo della prestazione
complementare, il legislatore ha voluto che venisse imputato il valore che
l’immobile rappresenta effettivamente sul mercato.

                                         Non
sarebbe infatti corretto che agli assicurati fosse consentito di mantenere la
sostanza a vantaggio degli eredi grazie alle prestazioni complementari. I
titolari di carte valori e libretti di risparmio non devono essere trattati
peggio dei proprietari immobiliari (Pratique VSI 1994 pag. 195; RCC 1991 pag.
424).

                                         In una
sentenza pubblicata in VSI 1994 pag. 290, il TFA ha specificato che tale disposizione
è applicabile solo se il richiedente (o un’altra persona compresa nel calcolo
delle prestazioni complementari) non abita personalmente nell’immobile di sua
proprietà.

 

                                         Le
Direttive sulle prestazioni complementari all’AVS e AI (DPC) edite dall'UFAS
prevedono al N. 4010 che:

 

" 
Il soggiorno in un istituto deve essere
considerato permanente quando il beneficiario della PC ha disdetto il suo
alloggio oppure se un ritorno a casa è molto improbabile.”

 

Nel
caso in esame poiché la signora __________ è degente dal gennaio 1996 in casa
per anziani, gli immobili di cui è comproprietaria non le servono da abitazione
primaria e vanno computati al valore venale.

 

                               2.9.   Per
determinare il valore commerciale dell'immobile l’Amministrazione deve far
esperire una perizia da parte d'un ufficio competente. Il TCA ha infatti
dichiarato illegale la precedente prassi della Cassa che consisteva
nell’aumentare sistematicamente del 30% il valore di stima ufficiale.
Applicando questo metodo, nel caso di nuove stime il valore risultante poteva
risultare superiore a quello corrente (RDAT II-1995 pagg. 203 segg.).

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale
delle assicurazioni (TFA), per la determinazione del valore corrente degli
immobili l’ufficio cantonale deve sempre far capo allo stesso servizio (SVR
1998 LPC N. 5). A mente dell’Alta Corte federale sarebbe infatti inammissibile
calcolare l’importo delle prestazioni complementari in base a stime elaborate
da autorità differenti (Pratique VSI 1993 pag. 137).

In concreto la Cassa affida il compito
all’Ufficio stima.

 

Al riguardo va ancora rilevato che il TFA, in un
caso riguardante il Canton Ticino in cui il ricorrente aveva contestato la
valutazione immobiliare operata dall’Ufficio cantonale di stima, ha confermato
l’operato dei periti (STFA del 27 febbraio 1998 in re S.S.).

 

                             2.10.   Con perizia
immobiliare 14 gennaio 2002 l'ufficio cantonale di stima ha fissato in CHF
245'000.-- il valore della particella n° __________RFD di __________ di cui la
ricorrente beneficia in ragione di 1/5.

 

                                         La
particella in questione che, come rilevato nelle considerazioni che precedono
deve essere valutata al valore commerciale, è ubicata in zona __________, nel
nucleo sotto la strada cantonale e la chiesa. Ha una superficie di 463 mq. ed
ha accesso dalla strada cantonale e dal vicolo comunale.

 

                                         Sulla
particella è edificata una casa con superficie di base di 128 mq. cui si
aggiungono 52 mq. di annesso e portico. Il giardino ha invece una superficie di
283 mq.

 

                                         Il fondo
è servito con le necessarie infrastrutture ed è circondato da muri di sostegno.

 

                                         La
costruzione principale è disabitata e, come rammenta anche il referto peritale
è "molto difficile da affittare". Nonostante questo rilievo e
malgrado lo stato di conservazione delle installazioni ed arredamenti definito
dai tecnici:

 

" 
(…)

molto carente, perdite dal tetto, mancanza
assoluta di manutenzione, senza un intervento minimo va alla rovina,
praticamente non è più stato fatto nessun intervento dalla costruzione tranne
che per i piccoli servizi. In questo momento i proprietari non sono in grado di
sostenere nessun intervento, specialmente la richiedente proprietaria di 1/5.
(…)" (Doc. _)

 

                                         gli
esperti hanno ritenuto un valore di un certo rilievo alla luce della volumetria
dello stabile fissando il valore al metro cubo in CHF 120.-. Essi hanno
considerato i 3 piani della costruzione ed  i numerosi locali (14) la copertura
del tetto a 4 falde.

 

                                         Alla
costruzione (valore CHF 207'360.-) è stato aggiunto il valore del terreno
cifrato in CHF 80.- al mq.

 

                                         L'esame
peritale dell'ing. __________ si è esteso anche al fondo __________RFD di
__________, prato fuori zona edificabile, per il quale è stato ritenuto un
valore complessivo di CHF 6.- il mq.

 

                                         Il
referto peritale è stato trasmesso al figlio della ricorrente senza reazione da
parte dell'interessata o del suo rappresentante.

 

                                         In merito
alle perizie va rilevato come, secondo costante giurisprudenza federale, le
perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura amministrativa da medici
specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, fintanto che indizi
concreti non inducono a ritenerle inaffidabili, se giungono a conclusioni
logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi (ZAK
1986 pag. 189; RAMI U 167 pag. 96; DTF 104 V 212; SZS 1987 pagg. 237-239; SZS
1988 pagg. 329 e 332; DTF non pubblicato del 24 dicembre 1993 in re S. H; LOCHER,
Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).

Lo stesso vale per quel che riguarda perizie
dell’amministrazione presso medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 pag. 188;
RAMI 1993 pag. 95).

Questa giurisprudenza del TFA deve valere per
tutte le perizie (cfr. ad esempio per la previdenza professionale: SVR 1998 LPP
n. 16), e quindi deve essere applicata anche per quelle esperite in ambito
immobiliare (STCA del 24 febbraio 1997 in re L.M.).

 

                                         Nel
concreto caso la ricorrente ha evidenziato, in sede di ricorso la vetustà delle
strutture e la loro inadeguatezza, la carenza dei servizi igienici e la
presenza del lavatoio esterno non coperto.

 

                                         Questi
elementi risultano ampiamente considerati nella perizia in discussione. L'ing.
__________ ha valutato le perdite dal tetto, il fatto che la casa vada
"alla rovina", l'assenza di interventi di costruzione e
ristrutturazione. Malgrado queste pecche il tecnico ha ritenuto il valore
commerciale citato. Dal canto suo la ricorrente nulla ha obiettato alla
trasmissione della perizia. Neppure vi è stata reazione alla trasmissione della
valutazione del prato particella __________.

 

                                         La
perizia appare completa, essa considera ampiamente tutti i parametri usuali che
valuta in maniera adeguata.

 

Alla luce di quanto precede questo TCA non ha
motivo di ritenere che le perizie esperite dall’Ufficio stima relative alla
proprietà di __________ siano inaffidabili: in effetti non vi sono elementi
contraddittori agli atti. Di conseguenza, poiché le perizie si fondano su
accertamenti approfonditi, esperiti da specialisti nel ramo e la liceità delle
perizie dell’Ufficio stima è già stata verificata da questa Corte e dal TFA, il
valore venale dei  fondi  mappali __________e __________in questione, stabilito
in CHF 250'000.-, rispettivamente in CHF 50'000.- per la quota di
partecipazione della ricorrente, va considerato corretto e può essere posto
alla base della presente sentenza (cfr. STFA del 27 febbraio 1998).

 

                             2.11.   In via
subordinata __________ chiede, alla luce della sua attinenza di __________, che
la valutazione della particella __________RFD sia eseguita al valore fiscale
ritenuta l'assenza di altri fondi di sua proprietà.

 

                                         La tesi
non può essere seguita.

                                         Come
evidenziato nelle considerazioni precedenti unicamente se l'immobile serve come
abitazione primaria non va considerato il valore commerciale.

                                         __________
è degente alla Casa __________ da oltre 6 anni. È indubbio quindi che la
proprietà di __________ non le serva da abitazione primaria.

 

                                         Il
ricorso va quindi respinto senza carico di tasse e spese.

 

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
20 febbraio 2002 é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti