# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 282635c0-7b01-5c3a-b766-83395785f935
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.03.2010 D-1583/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1583-2010_2010-03-18.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1583/2010/cac
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 8  m a r z o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con approvazione del Giudice Markus König,
Cancelliere Federico Pestoni;

A._______, nato il (...), alias
B._______, nato il (...), alias
C._______, nato il (...), alias
D._______, nato il (...), alias
E._______, nato il (...),
Georgia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 8 marzo 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1583/2010

Visti: 

la prima domanda d'asilo in Svizzera che l'interessato ha presentato in 
data (...);

la  decisione  del 25 marzo 2009  dell'Ufficio  federale  della  migrazione 
(UFM) che ha respinto la menzionata domanda ed ha ordinato l'allon-
tanamento dell'interessato dalla Svizzera;

la  sentenza  del 29 aprile 2009  del  Tribunale  amministrativo  federale 
(TAF) che ha dichiarato il ricorso inammissibile;

la seconda domanda d'asilo in Svizzera che l'interessato ha presenta-
to in data (...);

i verbali d'audizione del 18 gennaio 2010 e del 19 febbraio 2010;

la decisione dell'UFM del 8 marzo 2010, notificata all'interessato il 10 
marzo 2010 (cfr. agli atti avviso di notifica e di ricevuta);

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 15 marzo 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato, data d'entrata16 marzo 2010);

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consi-
derandi che seguono;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che fatta eccezione delle decisioni  previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF,

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi),

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

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che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un inte-
resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa (art. 48 lett. a PA) e che è pertanto legittimato ad aggravarsi 
contro di essa,

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 50 PA e 108 LAsi), alla 
forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti e 
che gli altri presupposti processuali sono parimenti adempiuti;,

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso,

che egli  ha  dichiarato di  essere  originario  di  F._______,  Georgia;  di 
aver  lasciato  il  territorio  svizzero  in  maggio  o  giugno 2009,  dopo la 
conclusione infruttuosa della sua prima procedura d'asilo in Svizzera e 
di aver dapprima provato, invano, ad andare in Germania ed in un se-
condo tempo in Italia, dove è rimasto un mese; che si sarebbe poi im-
barcato su una nave a Bari (Italia) in direzione della Grecia, dove ha 
raggiunto Atene in autobus; che, in seguito, da lì ha proseguito il viag-
gio,  facendo  autostop  ed infine  a  piedi,  attraverso  la  Turchia  fino  in 
Georgia (cfr. verbale d'audizione del 18 gennaio 2010 pag. 4), dove sa-
rebbe arrivato, a seconda delle versioni  rilasciate, tra (...)  e (...)  (cfr. 
verbale d'audizione del 19 febbraio 2010 pag. 3) rispettivamente in ot-
tobre 2009 (cfr. verbale d'audizione del 18 gennaio 2010 pag. 2);

che nel mese di (...), l'interessato avrebbe avuto uno scontro con degli 
amici di G._______, deceduto a causa dell'interessato; che in questa 
occasione egli ha avuto un diverbio con cinque persone, nel corso del 
quale  sarebbe  stato  brutalmente  malmenato  e  minacciato  di  morte; 
che a seguito di quella circostanza, il ricorrente è stato curato da alcu-
ne persone; che nel frattempo egli sarebbe stato ricercato da un grup-
po di persone all'interno del suo villaggio (cfr. verbale d'audizione del 
18 gennaio 2010  pag.  5;  verbale  d'audizione  del  19 febbraio 2010 
pagg. 5,6 e 7); che a causa di ciò e dei diversi problemi di salute cau-
sati dal pestaggio di cui si è detto, in data (...), dopo essere stato due 
giorni H._______, è espatriato giungendo in Svizzera il (...) (cfr. verba-
le d'audizione del 18 gennaio 2010 pagg. 6 e 7; verbale d'audizione del 
19 febbraio 2010 pag. 3);

che  il  ricorrente  dichiara  di  essere  partito  il  (...)  dalla  Georgia;  che 
dopo aver passato qualche giorno a H._______, è espatriato in Turchia 
in autostop; che di lì ha proseguito in autobus dapprima ed ancora in 
autostop poi, fino a giungere in Grecia; che da una città portuale non 

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meglio specificata si è imbarcato, nascosto in un Tir, su di una nave di-
retta a Bari (Italia); che in Italia si è fermato qualche giorno a Bari e 
poi si è trasferito in treno a Milano, dove è rimasto dieci giorni, prima di 
raggiungere la Svizzera (a Chiasso) in treno (cfr. verbale d'audizione 
del  18 gennaio 2010 pagg. 6 e 7; verbale  d'audizione del  19 febbra-
io 2010 pag. 3);

che, con decisione del 8 marzo 2010, l'UFM ha constatato che la pri-
ma procedura d'asilo è definitivamente conclusa e che i fatti addotti dal 
ricorrente nella presente procedura non sono propri a motivare la qua-
lità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione  della  protezione 
provvisoria;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi; che detto Ufficio ha an-
che pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'e-
secuzione dell'allontanamento verso la Georgia siccome lecita, esigibi-
le e possibile;

che nel gravame, l'insorgente fa valere che - dopo la prima procedura 
d'asilo che risale al  2009 e dopo il  suo rientro in patria,  sempre nel 
2009 - sarebbero intervenuti fatti completamente nuovi rispetto a quelli 
posti a fondamento della prima procedura d'asilo in Svizzera; che tali 
fatti sono propri a motivare la sua qualità di rifugiato o determinanti per 
la concessione della protezione provvisoria, e per i quali l'autorità infe-
riore  avrebbe  dovuto  entrare  nel  merito  della  sua  domanda  d'asilo; 
che, inoltre, il ricorrente ritiene di aver fornito sufficienti indizi atti a di-
mostrare l'esistenza di fatti propri volti alla concessione della qualità di 
rifugiato o determinanti per la concessione della protezione provviso-
ria; che, infine, il ricorrente ha ribadito di avere diversi problemi di salu-
te che non potrebbe curare adeguatamente nel suo paese d'origine e 
per i quali sono in corso degli accertamenti presso dei medici nel Can-
tone Ticino e che saranno dimostrati  con la produzione, il  più presto 
possibile, di un certificato medico;

che, in conclusione, l'insorgente ha chiesto, l'annullamento del provve-
dimento impugnato e la trasmissione degli atti di causa all'autorità in-
feriore per una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo; 
che egli ha altresì presentato una domanda di assistenza giudiziaria, 
nel senso della dispensa dal versamento delle spese di giustizia e del 
relativo anticipo;

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che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una 
procedura d'asilo  terminata con decisione negativa o se, mentre era 
pendente la procedura d'asilo, è rientrato nel Paese d'origine o di pro-
venienza, a meno che dall'audizione non vi siano indizi che siano in-
tervenuti  nel  frattempo fatti  propri  a motivare la qualità di  rifugiato o 
determinanti per la concessione della protezione provvisoria;

che, preliminarmente, il TAF osserva che la precedente procedura d'a-
silo si è definitivamente conclusa con la crescita in giudicato della de-
cisione dell'UFM del 25 marzo 2009, a seguito decisione del Tribunale 
amministrativo federale D-2062/2009 del 29 aprile 2009 che ha dichiarato 
il ricorso inammissibile;

che, questo Tribunale ritiene che, nella presente come nella preceden-
te procedura,  il  ricorrente  non ha presentato,  all'infuori  di  generiche 
censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valu-
tazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata 
nel merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi);

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo, s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato;

che codesto Tribunale tiene a sottolineare che - sebbene il ricorrente 
sostiene che i motivi d'asilo addotti nella presente procedura si riferi-
scano ad avvenimenti accaduti  dopo il  suo rientro in patria nella se-
conda  metà  del  (...)  e  sarebbero  nuovi  e  completamente  distinti  da 
quelli addotti nella prima procedura (cfr. ricorso pag. 2) - v'è ragione di 
ammettere che tali motivi sono manifestamente correlati a quelli della 
prima  domanda  d'asilo,  ovvero  sostanzialmente  all'uccisione  di  due 
persone da parte del padre del ricorrente, come egli stesso ha dichia-
rato (cfr. verbale d'audizione del 18 gennaio 2010 pag. 6; cfr. verbale 
d'audizione del 19 febbraio 2010 pag. 4, D24); che, alla luce dell'inve-
rosimiglianza già determinata dei motivi d'asilo presentati nella prima 
procedura  ed  in  considerazione  della  netta  correlazione  tra  i  motivi 
d'asilo addotti nelle due rispettive procedure, si può fin d'ora conclude-
re all'inverosimiglianza dei motivi asseriti nella presente procedura, e 
ritenere - tra l'altro - che il gravame del ricorrente rasenta l'abuso pro-
cessuale; che, comunque, a titolo d'esempio circa l'inverosimiglianza 
dei motivi d'asilo della presente procedura, basti ancora rilevare che - 

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oltre a quanto rettamente già evidenziato dall'autorità inferiore - il  ri-
corrente avrebbe riferito di essere stato aggredito (...), senza saper in-
dicare la data precisa dell'aggressione, la quale tra l'altro sarebbe av-
venuta circa tre mesi dopo il suo rientro in patria (cfr. verbale d'audi-
zione  del  19 febbraio 2010  pag.  5);  che  l'insorgente  non  ha  saputo 
nemmeno  dare  una  descrizione  dettagliata  dei  suoi  aggressori  (cfr. 
verbale  d'audizione  del  19 febbraio 2010  pag. 5),  di  cui  in  un  primo 
tempo ha dichiarato di conoscerne uno di vista, ma di non conoscere 
gli  altri  quattro (cfr. verbale d'audizione del 18 gennaio 2010 pag. 5), 
mentre in un secondo momento ha riferito di conoscerne tre di loro di 
vista e non conoscere gli altri due (cfr. verbale d'audizione del 19 feb-
braio 2010 pag. 5); che numerose altre affermazioni rilasciate dal ricor-
rente in sede di audizione sono costellate di incongruenze e contraddi-
zioni, basti a tal proposito rilevare che, egli ha dapprima detto di esse-
re ritornato  in  Georgia  nel  mese di  (...)  (cfr. verbale  d'audizione del 
18 gennaio 2010 pag. 4) per poi dichiarare di  averlo  fatto già in (...) 
(cfr. verbale d'audizione del  19 febbraio 2010 pag. 4),  inoltre  egli  ha 
detto di essere stato aggredito dalle stesse persone che da cui era già 
fuggito  la  prima  volta  (cfr.  verbale  d'audizione  del  19 febbraio 2010 
pag. 4), salvo poi contraddirsi dicendo che è stato picchiato dagli amici 
del  G._______  che  sarebbe morto  proprio  a  causa  della  sua prima 
fuga (cfr. ibidem); ulteriore inverosimiglianza è data dal fatto che il ri-
corrente non si  è fatto visitare da un medico in patria poiché, a suo 
dire, era tutto rotto e non aveva le forze per andarci, salvo poi riuscire 
ad intraprendere il viaggio dalla Georgia alla Svizzera;

che, alla  luce di  quanto evocato, v'è,  dunque,  ragione di  concludere 
che i  motivi  fatti  valere  dal  ricorrente  nell'ambito  della  procedura  in 
esame sono, come facilmente riconoscibili, palesemente inverosimili e, 
in tutta evidenza, non costituiscono di per sé, un indizio proprio a giu-
stificare la qualità di rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi, tanto meno de-
terminante per la concessione della protezione provvisoria;

che, per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato che i fatti nuo-
vamente addotti  dall'insorgente nella presente procedura d'asilo, non 
sono propri a motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la con-
cessione della protezione provvisoria;

che,  da quanto esposto, discende che in  materia  di  non entrata  nel 
merito  il  ricorso, destituito  d'ogni  e  benché minimo fondamento, non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata;

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che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Or-
dinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 
[OAsi 1, RS 142.311]);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20), 
entrata in vigore il  1° gennaio 2008; che, giusta l'art. 83 cpv. 1 LStr, 
l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 
LStr),  ammissibile  (art.  83  cpv.  3  LStr)  e  ragionevolmente  esigibile 
(art. 83 cpv. 4 LStr);

che, quo alla liceità, dalle carte processuali,  non emergono elementi 
da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in 
Georgia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., 
RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto di  respingimento)  nonché l'art. 83 
cpv. 3 LStr o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed immedia-
to di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguar-
dia  dei  diritti  dell'uomo e  delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre 
1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura 
ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); che, infatti, il ricorrente non ha fat-
to valere alcunché in tal senso;

che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile;

che quo alla  situazione in  Georgia,  il  TAF ritiene in  particolare  che, 
dopo l'armistizio del 12 agosto 2008, negoziato, tramite l'Unione Euro-
pea (UE), da Russia e Georgia, in quest'ultimo Paese non vige attual-
mente una situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata 
che coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio na-
zionale e che inoltre, a fine novembre 2008, hanno preso il via a Gine-
vra i  secondi  negoziati  di  pace fra Russia  e Georgia. A tali  colloqui 
hanno preso parte, oltre ai mediatori  delle Nazioni Unite, Stati  Uniti, 
UE e Organizzazzione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, 
anche rappresentanti delle due regioni separatiste di Abkhazia e Os-
sezia del Sud;

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che, quanto alla situazione personale del ricorrente, il TAF rileva che 
egli  è giovane,  gode di  una buona formazione scolastica avendo di-
chiarato di aver fatto la maturità (cfr. verbale d'audizione del 19 febbra-
io 2010 pag. 2); e che pur non avendo mai lavorato, egli è sempre sta-
to autosufficiente coltivando l'orto di casa (cfr. verbale d'audizione del 
19 febbraio 2010 pag. 2);

che, l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gra-
vi problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provviso-
ria (GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli atti di 
causa emerga la necessità di una permanenza dell'insorgente in Sviz-
zera per motivi medici; 

che infatti, per quanto concerne gli allegati disturbi da parte del ricor-
rente (dolori alle costole, pressione alta, disturbi ai reni ed al fegato, 
cfr.  verbale  d'audizione  del  19 febbraio 2010  pag.  9),  giova  rilevare 
che,  di principio, incombe al ricorrente medesimo di  dimostrare l'esi-
stenza dei presupposti per la pronuncia di un'ammissione provvisoria 
in  Svizzera,  fermo  restando  che  non  compete  all'autorità  di  ricorso 
d'assumere d'ufficio quegli elementi, come fra l'altro un certificato me-
dico, che l'insorgente, usando della necessaria diligenza, avrebbe po-
tuto e dovuto produrre di moto proprio (GICRA 1995 n. 23); 

che peraltro, detti motivi di salute sono stati già stati evocati dal ricor-
rente  durante  l'audizione  breve  avvenuta il  18 gennaio 2010;  che  in 
due mesi di tempo egli non ha mai prodotto alcuna prova a sostegno 
di quanto asserito, senza nemmeno prodigarsi in tal senso in sede di 
ricorso;

che già i problemi di salute, quali in particolari la malattia peptica di cui 
il  ricorrente aveva già preteso soffrire in sede di primo procedimento 
con scritto (...) alla luce dell'allegato certificato del servizio emergenza 
e pronto soccorso del (...) - non appaiono suscettibili d'ostare alla pro-
nuncia dell'esecuzione dell'allontanamento;

che, non v'è, altresì, ragione di ritenere che,  se del caso, il ricorrente 
non possa ottenere in patria le cure ed i medicamenti eventualmente a 
lui occorrenti;

che non emergono neppure elementi che possano fare escludere che 
il ricorrente non disponga in patria di una rete sociale;

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che  sulla  base  di  queste  considerazioni,  l'esecuzione  dell'allontana-
mento è anche ragionevolmente esigibile;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che il ri-
corrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni do-
cumento  indispensabile  al  rimpatrio;  che  l'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile;

che, il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che essendo le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità  d'esito 
favorevole,  la  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  di-
spensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è  respinta  (art. 65 
cpv. 1 PA);

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali, che seguono la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1  e 
cpv. 5 PA  nonché  art. 3 lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF),

che la pronuncia è quindi definitiva.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal pa-
gamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente, (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento);
- UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N (...) (per corriere 

interno; in copia, con allegata copia del ricorso del 15 marzo 2010);
- I._______ (in copia).

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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