# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c44392e7-491c-55c2-bfdb-08373a6fc6ff
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 09.03.2010 (publiziert) 90.1995.96
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1995-96_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  90.1995.00096

   

  	
  Lugano

  7 novembre
  2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della pianificazione del
  territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente, 

  Lorenzo Anastasi, Werner Walser

  

 

	
  segretaria:

  	
  Marina Pietra Ponti, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 12/26 giugno 1995 di

 

 

	
   

  	
  __________ __________, __________ __________;

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione __________ maggio 1995 (n. __________)
  con cui il Consiglio di Stato ha approvato la variante del piano regolatore
  del Comune di __________;concernente l'inventario degli edifici
  situati fuori dalle zone edificabili;

  

 

 

viste le risposte:

 

-    31 luglio 1995 del
municipio di __________;

-    15 novembre 1995 del
Consiglio di Stato;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

 

                                  A.   Il 21
settembre 1994 l'assemblea comunale di _________ ha adottato la variante del
piano regolatore concernente l'inventario degli edifici situati fuori dalle
zone edificabili. L'edificio n. __________, ai mapp. __________ e __________, è
stato classificato nella categoria "meritevole 1d".

 

 

                                  B.   Il 7
novembre 1994 __________ __________, proprietario della parte dell'edificio
ubicata al mapp. __________, ha ricorso contro la decisione dell'assemblea comunale
al Consiglio di Stato, chiedendo che questo venisse classificato nella
categoria "meritevole 1a".

 

 

C.   Il 31 maggio 1995 il Consiglio di Stato ha approvato la
variante in oggetto. In quella sede il Governo ha confermato la valutazione
dell'edificio quale "meritevole 1d". Il ricorso di __________
__________ è stato respinto.

 

 

                                  D.   Con gravame 12/26 giugno
1995 __________ __________ insorge contro il giudizio governativo innanzi a
questo Tribunale, chiedendo che la costruzione venga classificata come
"meritevole 1a". 

 

                                         Il Consiglio di Stato
postula la reiezione del gravame. Il municipio di _________, invece, lo
sostiene implicitamente.

 

 

                                  E.   Il 23
maggio 1996 ha avuto luogo un'udienza, cui ha fatto seguito un sopralluogo.
Circa le relative risultanze si dirà, per quanto necessario, in diritto.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale è data (art. 38 cpv. 1 LALPT), il ricorso è tempestivo
(art. 38 cpv. 1 LALPT) e la legittimazione del ricorrente certa (art. 38 cpv. 4
lett. b LALPT). Il gravame è pertanto ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   2.1. In Ticino vi è un numero considerevole di edifici
(rustici) e impianti che resta a testimonianza del recente passato. Questi
edifici e impianti, individuabili su tutto il territorio cantonale, rappresentano
sovente componenti essenziali del paesaggio culturale che, in assenza di essi,
risulterebbe impoverito. La conservazione degli stessi pertanto può essere
opportuna anche se sono situati fuori zona edificabile e se si rende necessario
il cambiamento della loro destinazione originaria, salvo naturalmente i casi in
cui la destinazione agricola può essere mantenuta. D'altra parte un cambiamento
di destinazione senza presupposti e limiti chiari e stretti può vanificare la
funzione originaria di testimonianza di questi edifici e alterare gravemente il
valore del paesaggio che li custodisce. Il cambiamento di destinazione diventa
pertanto una misura che permette, da un lato, la conservazione dell’edificio
stesso e, dall'altro, la creazione delle premesse necessarie per la cura delle
aree circostanti (cfr. scheda di coordinamento del piano direttore 8.5, nella
versione approvata e modificata dal Consiglio federale il 30 gennaio 2002,
capitolo "Situazione: problematiche, conflitti").

 

2.2. Dal punto di vista del diritto federale l'art. 39 OPT, ai cpv. 2 e 3, pone
le premesse e le condizioni in base alle quali l'autorità cantonale competente
può autorizzare, fuori dalle zone edificabili, il cambiamento di destinazione
di detti edifici e impianti (cfr., in precedenza, l'art. 24 cpv. 2 e 3 dell'or
abrogata OPT del 2 ottobre 1989, cpv. 2 e 4 dopo la modifica del 22 maggio
1996). Giusta tale disposizione:

 

"2. I Cantoni
possono autorizzare, siccome d'ubicazione 

vincolata, la modifica dell'utilizzazione di edifici esistenti, protetti
perché tipici del paesaggio, se:

      a.  il paesaggio e gli edifici formano
un'unità degna di protezione e sono stati posti sotto protezione nell'ambito di
un piano di utilizzazione;

      b.  il carattere particolare del paesaggio
dipende dal mantenimento di tali edifici;

      c.  la conservazione duratura degli edifici
può essere garantita solo con il cambiamento di destinazione; e

      d.  il piano direttore cantonale contiene i
criteri secondo cui va valutato il carattere degno di protezione dei paesaggi e
degli edifici.

 

 3.  Le autorizzazioni secondo il presente articolo possono essere
rilasciate soltanto se:

      a.  l'edificio non è più necessario
all'utilizzazione anterio-

           re;

      b.  il cambiamento di destinazione non comporta un edificio
sostitutivo che non sia necessario;

      c.  l'aspetto esterno e la struttura edilizia basilare restano
stanzialmente immutati;

      d. è
necessaria tutt'al più una leggera estensione dell'urba-

           nizzazione
esistente e tutti i costi d'infrastruttura, causati 

           dal
cambiamento completo di destinazione, sono ribaltati 

           sul
proprietario;

      e.  la coltivazione agricola delle
rimanenti superfici e delle 

           particelle limitrofe non è
minacciata;

                                               f.
  non vi si oppongono interessi preponderanti (art. 24 lett. b 

                                                    LPT)."

 

Non è lecito eludere il principio della
separazione tra zona edificabile e zona non edificabile e la regolamentazione
restrittiva concernente le autorizzazioni eccezionali fuori dalle zone edificabili.
L'art. 39 cpv. 2 OPT è pertanto correttamente attuato solo quando l'interesse
pubblico al mantenimento di un edificio mediante cambiamento dell'utilizzazione
permette di scostarsi dal menzionato principio della separazione; d'altro
canto, la regolamentazione in esame, nel suo insieme, non può essere applicata
in modo così intenso da mettere in discussione il principio stesso della separazione.
L'essere degno di protezione e la messa sotto protezione non devono essere
dunque un pretesto per giustificare una modifica dell'utilizzazione
inammissibile giusta l'art. 24 LPT: occorre pertanto fissare esigenze
sufficientemente elevate ai paesaggi ed agli edifici sia per quanto concerne il
riconoscimento della dignità di protezione, sia per quanto concerne l'intensità
della messa sotto protezione.

 

                                         2.3. Nel
Cantone Ticino la problematica del cambiamento di destinazione degli edifici
esistenti, protetti perché elementi tipici del paesaggio, è stata affrontata
tramite la scheda di coordinamento 8.5 del piano direttore. Questa è volta ad assicurare la gestione e la protezione del
territorio fuori delle zone edificabili, permettendo il mantenimento e la
valorizzazione di edifici e impianti degni di protezione, situati fuori delle
zone edificabili, laddove essi costituiscono una componente essenziale del
paesaggio tradizionale locale (cfr. scheda citata, capitolo "Scopo del
coordinamento").

 

                                         Nella
versione approvata dal Consiglio federale il 30 gennaio 2002, dallo stesso
modificata, questo strumento elenca in primo luogo i criteri per la
delimitazione dei paesaggi con edifici ed impianti degni di protezione (cfr.
capitolo "Attuazione del coordinamento, 1. Livello cantonale"). Il territorio cantonale, per il quale va esaminata
una messa sotto protezione, comprende dunque i paesaggi caratterizzati dall'alternanza
tra foreste e spazi aperti e da aree alpestri al di sotto dei 2000 metri sul
mare, valorizzati dalla presenza di edifici rurali originali, ubicati fuori
dalle zone edificabili in modo raggruppato o isolato. Per una messa sotto protezione
non entrano in linea di conto il bosco ai sensi della legislazione forestale,
le superfici per l'avvicendamento colturale (SAC), le aree per attrezzature,
impianti o funzioni di interesse nazionale, cantonale o regionale, infine le
aree soggette a forti pericoli naturali accertati.

 

La scheda stabilisce, in seguito, come
devono procedere - a tale scopo - i comuni (cfr. capitolo "Attuazione del
coordinamento, 2. Livello comunale").

 

Questi devono anzitutto preparare la
decisione sulla protezione dei paesaggi degni di protezione, definendo il
territorio che non può entrare in linea di conto (come il bosco, le superfici,
per l'avvicendamento colturale, le zone di pericolo, le aree per attrezzature,
impianti o funzioni di interesse nazionale, cantonale o regionale), allestendo
l'inventario degli edifici e impianti fuori dalla zona edificabile,
raccogliendo le informazioni inerenti lo stato e l'utilizzazione del
territorio, individuando gli elementi naturali, definendo eventuali elementi
storici e culturali specifici della zona, rilevando le infrastrutture e i
servizi esistenti.

 

Sulla scorta di tali elementi conoscitivi i
comuni:

·  decidono in
modo restrittivo sulla protezione di paesaggi nel senso della scheda e ne
delimitano, se del caso, il perimetro dopo una ponderazione di tutti gli
interessi in gioco;

·  decidono quali
edifici, all'interno di questo perimetro, proteggere;

·  indicano gli edifici che
vanno mantenuti a scopo agricolo;

·  definiscono le
misure vincolanti atte a garantire una gestione attiva e la protezione del
paesaggio;

·  definiscono le
norme di attuazione per la protezione dei singoli edifici.

 

La scelta degli edifici da proteggere, e
quindi da conservare, può essere effettuata solo dopo aver analizzato tutti gli
edifici compresi nel paesaggio protetto. Per effettuare questa scelta occorre
partire da una prima scelta sulla base dell'inventario: quest'ultima è, però,
relativa, nel senso che non può essere automaticamente riportata sugli edifici
inclusi nel perimetro dei paesaggi protetti.

 

Com'è a più riprese riconosciuto nel
rapporto d'esame della scheda 8.5 allestito dall'ufficio federale dello
sviluppo territoriale all'indirizzo del Consiglio federale, del 14 novembre
2001, gli inventari costituiscono, di conseguenza, un'eccellente base per le
ulteriori decisioni (cfr. il rapporto citato, segnatamente cifra 3).
L'inventario serve quindi, in primo luogo, quale strumento di analisi e di
controllo della situazione del patrimonio costruito fuori dalla zona
edificabile; esso permette, in secondo luogo, di indicare quali edifici sono
degni di protezione e quali non lo sono secondo la classificazione definita a
questo scopo nelle direttive elaborate dal dipartimento cantonale del
territorio. Lo stato degli edifici, unitamente a quello del territorio che sta
loro intorno, costituiscono difatti degli elementi decisivi per la definizione
dei paesaggi da proteggere (cfr. allegato al testo della scheda approvata dal
Consiglio federale "Indicazioni operative complementari", cifra 2b).

 

Alla catalogazione degli edifici effettuata
in sede di inventario deve tuttavia far seguito un ulteriore, irrinunciabile
passo: accertare quali paesaggi, potenzialmente degni di protezione, vanno
effettivamente posti sotto tutela e quali edifici, potenzialmente degni di
protezione, situati in questi paesaggi, siano effettivamente da proteggere.
Questo passo ha luogo, formalmente, attraverso l'inserimento del perimetro dei
paesaggi protetti, della designazione delle costruzioni protette e delle
relative disposizioni di protezione nel piano del paesaggio del piano
regolatore, analogamente a quanto avviene per le altre zone di protezione (art.
28 cpv. 2 lett. f LALPT; cfr. scheda di coordinamento 8.5, capitolo
"Attuazione del coordinamento; 2. Livello comunale"). L'elaborazione
delle basi decisionali sotto forma di inventario non basta pertanto per
legittimare il rilascio di una licenza edilizia relativa al cambiamento di
destinazione degli edifici che questo strumento designa come protetti, ossia
meritevoli di conservazione (cfr. il rapporto d'esame, cifra
__________.__________.____________________ ) Come spiega il rapporto d’esame
allestito dall’ufficio federale dello sviluppo territoriale alla cifra
__________.__________.__________, la modificazione della destinazione di un
edificio che nell’inventario è stato assegnato segnatamente alla categoria
“meritevole 1a” (circa le classificazioni si veda il considerando 2.4. che
segue) presuppone lo svolgimento delle seguenti ulteriori fasi:

·  il paesaggio,
nel quale è situato, deve essere effettivamente stato messo sotto protezione
dopo aver ponderato tutti gli interessi;

·  l’edificio
medesimo deve essere stato posto sotto protezione siccome elemento
irrinunciabile di quel paesaggio;

·  nell’ambito
della procedura d’autorizzazione relativa al cambiamento d’utilizzazione
dell’edificio, la messa sotto protezione di paesaggio ed edificio deve
rivelarsi giustificata e le altre condizioni della legislazione federale,
cantonale e comunale devono essere soddisfatte.

 

2.4. L'inventario degli edifici situati
fuori dalle zone edificabili viene allestito, adottato ed approvato seguendo la
procedura della variante del piano regolatore (art. 41 cpv. 2 LALPT; 73 cpv. 3
LALPT). Gli edifici vengono suddivisi nelle seguenti categorie:

 

 

1.   Edifici meritevoli di conservazione:

 

a)  edifici rustici finora prevalentemente utilizzati a scopo agricolo,
per i quali è ammessa la trasformazione (cambiamento di destinazione);

 

b)  edifici rustici diroccati, che fanno parte di un nucleo meritevole
di conservazione, per i quali è ammessa la ricostruzione (cambiamento di
destinazione); un nucleo meritevole di conservazione - che legittima la
ricostruzione di edifici diroccati posti nello stesso - è costituito da un
assieme di edifici che rappresentano degli elementi emergenti del paesaggio e
formano una struttura edilizia unica, una trama architettonicamente valida e di
pregio, ed hanno caratteristiche particolari per le loro peculiarità paesaggistico-ambientali;

 

c)   edifici rustici particolari con una destinazione specifica (oggetti
culturali) che vanno mantenuti (cappelle, mulini, grotti, forni del pane,
torchi, nevere, lavatoi ecc.) nell'interesse generale di salvaguardare il
contenuto, la tipicità e l'importanza storica della costruzione;

 

d)  edifici rustici ancora utilizzati (o utilizzabili) a scopo
agricolo, sia nelle superfici per l'avvicendamento colturale che negli altri
terreni inclusi nella zona agricola del piano regolatore, che devono mantenere
la loro destinazione attuale;

 

2.   Edifici diroccati non ricostruibili:

edifici diroccati per i quali non esiste un
interesse pubblico alla loro ricostruzione in quanto non appartengono a nuclei
o gruppi di rustici meritevoli di conservazione;

 

3.   Edifici rustici già trasformati:

edifici rustici già trasformati per i quali
sono concessi interventi di manutenzione ordinaria o, se ancora meritevoli, di
recupero di parti originali;

 

4.  Altri edifici rilevati:

Tutti gli altri edifici esistenti sul
territorio quali case d'abitazione, costruzioni agricole non tradizionali,
autorimesse, baracche, capannoni, ecc.. In questa categoria sono inclusi anche
edifici originariamente rustici, ma che in seguito a trasformazione hanno perso
totalmente le loro caratteristiche originali.

 

2.5. In campo pianificatorio il comune ticinese
fruisce di autonomia. Questa non è, però, assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3
lett. b LPT il diritto cantonale deve garantire il riesame completo del piano
regolatore da parte di almeno un'istanza di ricorso. Nel Cantone Ticino tale
autorità è il Consiglio di Stato (art. 37 cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi -
e approva il piano - con pieno potere cognitivo: questo significa controllo non
solo della legittimità ma anche dell'opportunità delle scelte pianificatorie comunali.
Le autorità incaricate di compiti pianificatori badano tuttavia di lasciare
alle autorità loro subordinate il margine d'apprezzamento necessario per
adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il Consiglio di Stato non può
dunque semplicemente sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune,
ma deve rispettare il diritto di questo di scegliere tra più soluzioni adeguate
quella ritenuta più appropriata, ragionevole od opportuna. Esso non può però
limitarsi ad intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi
su alcun criterio oggettivo e sia manifestamente insostenibile. Deve al
contrario rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono i
principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno
loro sufficiente attuazione, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto
della pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano
direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà
segnatamente che sia stata effettuata in modo corretto la ponderazione globale
degli interessi richiesta dall'art. 3 OPT (RDAT II-1999 n. 27 consid. 3).

 

Il potere cognitivo del Tribunale della
pianificazione del territorio è invece circoscritto alla violazione del diritto
(art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT cit., ibidem; inoltre II-1997 n. 23); fanno
eccezione - per poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è
impugnata una modifica del piano regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di
Stato.

 

 

                                   3.   3.1.
Nell'ambito dell'adozione della variante di piano regolatore concernente l'inventario
degli edifici situati fuori dalle zone edificabili l'assemblea comunale di
_________ ha assegnato l'edificio n. __________, ai mapp. __________ e
__________, alla categoria "meritevole 1d", ossia tra quelli ancora
utilizzati (o utilizzabili) a scopo agricolo. Approvando la variante il
Consiglio di Stato ha confermato tale valutazione. Esso ha considerato che la
formazione dei paesaggi con edifici e impianti degni di protezione è dovuta
all'attività agricola, che - pertanto - appare anche come la più adeguata per
permetterne la conservazione. L'attività agricola va dunque promossa e ritenuta
prioritaria. Non può di conseguenza essere proposto il cambiamento di
destinazione di un edificio meritevole di conservazione, ubicato nella zona
agricola di piano regolatore od annoverato tra gli altri terreni idonei
all'utilizzazione agricola dal piano direttore, che è ancora utilizzato
rispettivamente utilizzabile a scopo agricolo. Quando l'utilizzazione a scopo
agricolo di edifici e terreni non è più proponibile, le costruzioni
classificate come "meritevole 1d" diventano automaticamente
"meritevole 1a", ovvero tra quelle che possono essere oggetto di
cambiamento di destinazione. La verifica circa la decaduta necessità per l'uso
agricolo dello stabile può essere effettuata in sede di rilascio della licenza
edilizia. 

 

3.2. Il
ricorrente contesta tale assunto. Ricorda che lo stabile era originariamente adibito
a residenza primaria, come era giustamente stato rilevato nella scheda descrittiva
dello stesso allestita per conto del comune. Aggiunge che i fabbricati posti
nelle vicinanze sono stati classificati come "meritevole 1a".
Ribadisce pertanto la sua domanda di attribuzione dell'edificio n. __________,
per la parte al mapp. __________, a quest'ultima categoria.

 

Il municipio
sostiene le tesi dell'insorgente. Informa che lo stabile in rassegna non è più
utilizzato da parecchi anni a scopo agricolo. Aggiunge che la controversa classificazione
discendeva dalla volontà di mantenere una decina di stabili per scopi agricoli,
dei quali non è però stato verificato l'utilizzo effettivo. 

 

Il Consiglio di
Stato ribadisce invece i motivi addotti nella risoluzione impugnata.

 

L'esame del
verbale dell'assemblea della seduta del 21 settembre 1994 conferma che
quest'ultima aveva deliberato nella convinzione che la classificazione
"meritevole 1d" potesse essere modificata dietro semplice domanda una
volta che non apparisse più giustificata (cfr. documento citato, pagina 1;
inoltre l'esame preliminare del 13 settembre 1993 del dipartimento del
territorio, pag. 9).

 

3.3. La
valutazione effettuata dall'assemblea comunale, tutelata dal Consiglio di Stato,
non può essere condivisa. Gli edifici classificati come "meritevole
1a" sono quelli finora utilizzati a scopo agricolo, per i quali è ammessa
la trasformazione, ovvero il cambiamento di destinazione (in residenza); quelli
attributi alla categoria "meritevole 1d" consistono in quelli ancora
utilizzati o utilizzabili a scopo agricolo, che devono mantenere tale
destinazione (cfr. consid. 2.4.). La differenza principale, a livello di effetti,
tra le due categorie consiste nel fatto che i fabbricati classificati nella
prima categoria possono mutare destinazione, non invece quelli della seconda.
E' pertanto inammissibile assegnare una costruzione alla categoria
"meritevole 1d", vincolandola ad un'utilizzazione agricola, in sede
di allestimento dell'inventario degli edifici situati fuori dalle zone
edificabili e permettere, in seguito, che tale classificazione venga mutata in
"meritevole 1a", permettendo con ciò il cambiamento di destinazione
del fabbricato in residenza, in sede di rilascio della licenza edilizia (o
peggio ancora con semplice richiesta all'autorità). La procedura del permesso
di costruzione è difatti esclusivamente finalizzata a verificare la congruenza
del progetto con il diritto pianificatorio vigente (art. 2 cpv. 1 LE) e,
segnatamente, a chiarire la compatibilità di costruzioni od impianti con la
disciplina dell'utilizzazione sancita a livello di piano di utilizzazione (art.
22 cpv. 2 lett. a LPT). Essa ha come obiettivo l'attuazione del piano in un
singolo caso; non permette invece di adottare delle scelte pianificatorie autonome
e divergenti da quest'ultimo. L'inventario è peraltro volto a rispondere alle
condizioni di base poste dal diritto federale per poter autorizzare, fuori
dalle zone edificabili, il cambiamento di destinazione degli edifici esistenti,
protetti poiché tipici del paesaggio: esso è pertanto rivolto, in primis, all'individuazione
di tali edifici (art. 39 cpv. 2 lett. a OPT), che non può pertanto essere
delegata alla procedura del permesso di costruzione. Quest'ultima permette solo
di verificare - per quanto qui interessa - se la dignità di protezione
conferita al paesaggio ed all'edificio precedentemente sancita a livello di
piano regolatore appaia effettivamente giustificata (cfr. consid. 2.3. in fine)
rispettivamente se sussista ancora a quel momento e non sia frattanto venuta
meno (ad esempio a seguito del deperimento dell'edificio): non è invece atta a
conferirle tale prerogativa. Da ultimo è quantomeno discutibile la generica
assegnazione di un peso decisivo al solo criterio secondo cui l'edificio non
sia più utilizzato rispettivamente utilizzabile a scopo agricolo ai fini della
riassegnazione alla categoria "meritevole 1a"; lo conferma, ad
esempio, il fatto che la prassi ha attribuito alla categoria "meritevole
1d" gli edifici di esigue dimensioni, che non permettono una
trasformazione a scopo residenziale senza alterarne lo stato originario: per
essi il passaggio di categoria deve invece rimanere comunque sia escluso.

 

3.4. Il ricorso
dev'essere accolto già per i motivi che precedono. La risoluzione governativa e
la risoluzione assembleare, che quest'ultima ha protetto, di assegnazione
dell'edificio n. __________, per la parte al mapp. __________, di _________ alla
categoria "meritevole 1d" devono essere annullate. Spetterà pertanto
al legislativo di _________ di nuovamente pronunciarsi, dietro proposta del
municipio, circa la classificazione della costruzione tra quelle per le quali è
ammessa la trasformazione ("meritevole 1a") rispettivamente tra
quelle che devono mantenere la destinazione agricola ("meritevole
1d"), tenendo presenti gli effetti della classificazione medesima poco
sopra spiegati: ossia, in poche parole, che tale classificazione non potrà
essere mutata in seguito, segnatamente in sede di procedura di rilascio del permesso
di costruzione. È in quest'ottica che andrà verificato l'uso attuale, potenziale
e necessario dello stabile ai fini agricoli.

 

 

                                   4.   Il
Tribunale non preleva una tassa di giudizio (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge sopra
citati,

 

dichiara e
pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

                                   §
   La risoluzione 31 maggio 1995 (n. 3059) del Consiglio di Stato e la
deliberazione 21 settembre 1994 dell'assemblea comunale di _________ sono
annullate nella misura in cui assegnano l'edificio n. __________, al mapp.
__________, alla categoria "meritevole 1d";

 

                                   2.   Non si
preleva una tassa di giudizio.

	
   

                                     3.   Intimazione
  a:

  	
   

  - __________
  __________, __________ _________

  - Municipio di
  _________, __________ _________

  - Consiglio di
  Stato, Residenza Governativa, 

    ____ __________

  - Dipartimento
  del territorio, divisione della 

   
  pianificazione territoriale, ____ ___________ __,
  

    ______
  ___________

  

 

 

 

Per il Tribunale
della pianificazione del territorio

Il presidente                                                                                                 La
segretaria