# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 07e4869e-4158-58d6-98b5-98bb0ea4a85f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-12-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 13.12.2016 80.2016.33
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2016-33_2016-12-13.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2016.33

  80.2016.36

  	
  Lugano

  13 dicembre 2016

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 15 febbraio 2016 contro la decisione del 27 gennaio 2016 in materia di IC-IFD
  2014.

  

 

 

 

Fatti

 

 

 

                                  A.   Per il periodo 2014,
inseriva nella propria dichiarazione fiscale la somma di fr. 5'700.- relativa a
“deduzione per ogni persona a carico”. Con decisione 30.9.2015 l’Ufficio di
tassazione di __________ (di seguito UT) non ammetteva la deduzione richiesta, indicando
come non fossero adempiuti i requisiti di legge per “persone bisognose a
carico”. Il reddito imponibile veniva fissato in fr. 66'200.- per l’IC ed in
70'500.- per l’IFD. 

                                         La sostanza imponibile
veniva commisurata in fr. 236'000.-.

 

 

                                  B.   Con reclamo
28.10.2015 RI 1 contestava la decisione IC/IFD relativa al periodo fiscale 2014
limitatamente alla mancata deduzione per persona bisognosa a carico. In
particolare spiegava che __________, classe 1963, sua convivente dal 2000, dal
2009 era disoccupata e, a far tempo dal 2010 non poteva più esercitare alcuna
attività lucrativa, a causa di problemi di salute. Nel 2013, __________ aveva
richiesto un sussidio per le spese di cassa malati all’Istituto delle assicurazioni
sociali. Il sussidio era stato respinto vista la stabile convivenza con il reclamante.
RI 1, riteneva inspiegabile la prassi adottata da due Uffici
dell’amministrazione cantonale: da un lato veniva negato il sussidio per la
cassa malati a motivo della convivenza, e dall’altro l’UT non riconosceva la
deduzione per persona bisognosa a carico, nonostante fosse proprio il
reclamante ad accollarsi tutte le spese di mantenimento della propria
convivente. RI 1 postulava pertanto il riconoscimento della deduzione per
persona bisognosa a carico, così come contemplato dalla LIFD e dalla LT.

 

 

                                  C.   Con decisione del
27.1.2016 l’UT di __________ respingeva il reclamo di RI 1 con la seguente
motivazione:

                                         “La rinuncia a chiedere
l’erogazione di rendite dell’Assicurazione d’invalidità da parte della persona
assistita non permette il riconoscimento della deduzione per persona bisognosa
a carico richiesta. Si richiamano le considerazioni espresse nell’audizione del
12 gennaio 2016 con il reclamante”.

 

 

                                  D.   Con tempestivo
ricorso 15.2.2016 RI 1 insorge avverso la decisione di tassazione su reclamo
per l’IC/IFD 2014, riproponendo le medesime tesi esposte dinanzi all’autorità
di tassazione. In merito alla motivazione della decisione dell’UT, il ricorrente
ritiene che per ammettere la deduzione per persona bisognosa a carico, l’art.
34 LT parla di “incapacità comprovata al lavoro” e non di “persona incapace al
lavoro al beneficio di una rendita AI”. Secondo il ricorrente, l’UT
interpreterebbe a torto l’incapacità comprovata al lavoro: la stessa sarebbe dimostrata,
secondo il contribuente da un certificato medico, non dal fatto di beneficiare
di una rendita AI. RI 1 specifica inoltre che il fatto di non richiedere una
rendita AI possa dipendere da motivazioni personali e private tali da spingere
un soggetto a non richiedere una rendita invalidità (grave stato depressivo,
senso di frustrazione, vergogna, volontà di non voler vivere sulle spalle della
comunità,...). Il ricorrente precisa inoltre che durante il colloquio tenutosi
il 12.1.2016, il tassatore non gli aveva fatto presente che un criterio
oggettivo per poter beneficiare della deduzione per persona bisognosa a carico
fosse legato ad una procedura di richiesta della rendita d’invalidità.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Per l’imposta cantonale,
l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di
un importo da 5'700.– franchi a 11’100.– franchi al massimo (importi validi per
il 2014), dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente
o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento
il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5'700.–
franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i
quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.

                                         

                                         Analogamente, per
l’imposta federale diretta, l’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la
deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'400.– franchi (importo valido
per l’IFD 2014) per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di
esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente
provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione; questa
deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già
accordata la deduzione giusta la lettera a.

 

                                         1.2.

                                         Secondo la Circolare n. 30
del 21 dicembre 2010 dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC)
riguardante l’imposizione dei coniugi e della famiglia secondo la legge
federale sull’imposta federale diretta, un contribuente può dedurre i
contributi di sostentamento ad una persona totalmente o parzialmente incapace
al guadagno se le prestazioni uguagliano almeno l'importo delle deduzioni (art.
35 cpv. 1 lett. b LIFD). Il sostegno non deve necessariamente basarsi su un
obbligo legale come l'obbligo di assistenza tra i parenti di cui all’articolo 328 CC,
bensì può essere prestato anche in virtù di un obbligo contrattuale o volontariamente.
Nel caso in cui, in un anno fiscale, venga versato meno della deduzione
stabilita, questa deduzione sociale decade.

                                         La deduzione è concessa a
condizione che la persona aiutata non possa oggettivamente provvisoriamente o
definitivamente provvedere essa stessa al proprio sostentamento. Ciò è il caso
qualora una persona - indipendentemente dalla propria volontà - sia
parzialmente o completamente impossibilitata ad esercitare un'attività
lucrativa. La deduzione può essere accordata anche a persone di per sé in grado
di esercitare un'attività lucrativa, ma che non conseguono un reddito da
attività lucrativa sufficiente in quanto disoccupate o nuclei monoparentali con
figli in età prescolastica, pertanto bisognose di sostentamento. Non vi è
invece esigenza di sostentamento quando la persona bisognosa rinuncia volontariamente
e senza motivo imperativo al conseguimento di un reddito sufficiente. I
contributi di sostentamento devono inoltre essere gratuiti o effettuati senza
controprestazione. I contributi di sostentamento compensati con prestazioni
economicamente misurabili del beneficiario dei contributi, come ad esempio il
disbrigo dei lavori casalinghi, non costituiscono contributi di sostentamento
ai sensi dell'articolo 35 cpv.1 lit. b LIFD.

                                         L'esigenza di
sostentamento deve tuttavia essere sempre determinata secondo criteri
oggettivi, che non possono però essere unificati a livello svizzero, in quanto
il costo della vita varia a seconda delle regioni.

                                         Così come per tutte le
deduzioni sociali, ai fini della concessione della deduzione per il
sostentamento è determinante la situazione alla fine del periodo fiscale o
dell'assoggettamento (principio della data di riferimento; cfr. Circolare AFC
n. 30, n. 11).

 

                                         1.3.

                                         Secondo la lettera sia
della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona
assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace
di esercitare un’attività lucrativa (erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige
Person). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude alla
definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni
sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta
sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere
limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita,
malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di
impedimenti di ordine fisico o psichico. La dottrina e la giurisprudenza più
recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità di guadagno limitata
è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente fondata nel caso di una
madre sola che deve accudire i propri figli in tenera età (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und
Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht , p. 195; decisione CDT n.
80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona adulta che si trova ancora
in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da
sola la necessità di aiuto. Essa deve essere dovuta all’età avanzata, a infermità
o a incapacità di guadagno per altri motivi oggettivi e duraturi (cfr. p. es.
la sentenza CDT n. 80.97.8 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).

 

                                         1.4.

                                         Oltre al requisito della
parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge
subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione
all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e
di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che
abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della deduzione
(Agner/Jung/Steinmann, Kommentar
zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; inoltre
decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n. 11t).              

                                         Tanto
la prassi dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate Bosshard/Bosshard/Lüdin in, Sozialabzüge und Steuertarife im
schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 191, nota 439) ammettono che sia
adempiuto il requisito della capacità lucrativa limitata quando una persona, a
causa della disoccupazione, non è in grado di conseguire un reddito lucrativo
sufficiente. Poiché però non è determinante la disoccupazione in sé ma
piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne dipende, una persona non si
considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di disoccupazione o
prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui non può più
ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto, perlomeno di
regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p.
192).

 

                                         1.5.

                                         Per
stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di
mantenersi, occorre riferirsi, secondo la giurisprudenza di questa Camera, alla
tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti
del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in:
RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).

                                         In
altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri
obiettivi e non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si
domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia
esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire
criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito
imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere
negato. Il Canton Berna pone questo limite a fr. 16'000.-- di reddito netto o a
fr. 50'000.-- di sostanza netta. Il Canton Zurigo, dal canto suo, a fr.
13'000.-- di reddito netto e a fr. 46'000.-- di sostanza imponibile per le
persone sole e a fr. 19'000.-- di reddito netto e a fr. 92'000.-- di sostanza
imponibile per le persone coniugate (Locher,
Kommentar zum DBG, Therwil/Basel 2001, p. 883).

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Nel caso che qui ci
occupa, RI 1 e __________ vivono in concubinato dal 2000, e dal 2009 la
convivente è disoccupata. Agli atti, il contribuente apporta un certificato
medico attestante come __________, a far tempo dal periodo fiscale 2013, sia
inabile al lavoro per un periodo indeterminato. L’insorgente spiega di provvedere
al sostentamento della convivente e postula la deduzione di cui agli art. 34
cpv. 1 lit. b LT e 35 cpv. 1 lit. b LIFD.                 

 

                                         2.2.

                                         La dottrina e la
giurisprudenza hanno stabilito come il contribuente, per poter beneficiare
della deduzione sociale, debba fornire una prestazione di tipo gratuito alla
persona bisognosa. Tale non è il caso quando la persona bisognosa vive presso
il contribuente e partecipa alle faccende domestiche, come nel caso di una
relazione di concubinato (cfr. p. es. la sentenza del Tribunale amministrativo
del Canton Ginevra del 23 marzo 2010, in RF 66/2011, p. 156 ss., p.160; la sentenza
del Tribunale amministrativo del Canton Zurigo SB.2012.00146 del 23 settembre
2013 consid. 3.2). Il disbrigo dei lavori casalinghi da parte del convivente,
al quale il contribuente provvede finanziariamente, viene ritenuto come una retribuzione
in natura (Bosshard/Bosshard/Lüdin,
op. cit., p. 195; cfr. anche la sentenza del Tribunale federale 2C_331/2009 del
14 ottobre 2009 consid. 2.2 e riferimenti citati) e non può quindi dar luogo
alla deduzione sociale (si veda in merito anche la Circolare AFC n. 30 citata,
n. 11).

 

                                         2.3.

                                         Nel caso concreto, poco
importa che __________ non abbia fatto richiesta di una rendita AI. La semplice
convivenza in concubinato con il ricorrente e la sua partecipazione usuale alle
faccende domestiche impedisce il riconoscimento della deduzione auspicata. 

                                         Il certificato medico agli
atti datato 21.10.2015, che attesta un’inabilità al lavoro nella misura del
100% a causa di una non meglio specificata malattia a partire dal periodo
fiscale 2013 e per un periodo di tempo indeterminato, in particolare, non basta
per escludere che la convivente dell’insorgente abbia comunque potuto prestare
un aiuto domestico tale da compensare le prestazioni fornite dal contribuente
per il suo mantenimento.

                                         L’esistenza del
concubinato e la partecipazione all’usuale ménage quotidiano fanno sì che l’assunzione
dei costi di sostentamento di __________ da parte di RI 1, non possa essere definita
di tipo gratuito. 

 

 

                                   3.   Il ricorso è
respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico di RI 1,
soccombente.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

                                      

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di giustizia
di                                fr.    300.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr.    400.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
  -;
  

  -;
  

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  -.
  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: