# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 120c6c06-73c8-5f5f-8755-2d108cd18a73
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-11-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.11.2014 42.2014.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2014-1_2014-11-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  42.2014.1

   

  rs

  	
  Lugano

  6 novembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini,
  vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 gennaio 2014 di

 

	
   

  	
  1. RI
  1  

  2. RI
  2  

  tutti rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 10 dicembre 2013 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501
  Bellinzona 

   

   

  in materia di assistenza sociale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione su reclamo del
10 dicembre 2013 l’Ufficio del sostegno e dell’inserimento (USSI) ha confermato
la precedente decisione del 2 ottobre 2013 (cfr. doc. 317), con cui a RI 1 - la
cui unità di riferimento è composta della medesima e della figlia RI 2 - è
stata concessa una prestazione assistenziale di fr. 2'347.-- per il mese di
ottobre 2013, computando nel relativo calcolo, a titolo di reddito, sia un
assegno familiare mensile di fr. 250.--, che una pensione alimentare di fr.
400.-- al mese a favore della figlia da parte del padre (cfr. doc. A).

 

                               1.2.   Contro la decisione su
reclamo del 10 dicembre 2013 RI 1a e RI 2, patrocinate dall’avv. RA 1, hanno
inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale hanno chiesto per il mese di
ottobre 2013 di non tenere conto nel conteggio della prestazione assistenziale
degli importi di fr. 400.-- quali alimenti e di fr. 250.-- a titolo di assegno
familiare. Inoltre le insorgenti hanno contestato, da un lato, la deduzione
dall’ammontare dell’assistenza sociale a loro spettante della somma di fr.
150.-- quale recupero per il deposito cauzionale. Dall’altro, il mancato
rimborso dell’importo di fr. 103.-- corrispondente alla spesa sostenuta da RI 1
per l’emissione di un precetto esecutivo nei confronti dell’ex marito.

                                         Le ricorrenti hanno,
infine, postulato la concessione del beneficio dell’assistenza giudiziaria con
il gratuito patrocinio dell’avv. RA 1 (cfr. doc. I).

 

                                         A sostegno delle proprie
pretese ricorsuali RI 1 e RI 2 hanno segnatamente addotto, da una parte, che la
convenzione relativa agli effetti accessori al divorzio pronunciato dal Pretore
di __________ il 13 dicembre 2007 prevede che __________ versi un contributo
alimentare a favore della figlia RI 2 (.1995) di fr. 1'000 al mese, restituisca
all’ex moglie un prestito di fr. 150'000 e corrisponda a quest’ultima
l’eventuale assegno familiare.

                                         Dall’altra, che l’ex
marito ha inizialmente provveduto a versare il contributo, nonché il rimborso
mensile del prestito pagando direttamente al proprietario dell’immobile la
pigione dell’abitazione di __________ attribuita alla ex moglie.

                                         Le ricorrenti hanno
rilevato di avere però ricevuto la disdetta del contratto di locazione
nell’estate 2013 dopo diversi mesi in cui l’ex marito non faceva fronte al
pagamento della pigione.

                                         Le stesse hanno precisato
che l’USSI ha anticipato il deposito cauzionale di un nuovo appartamento a __________
che ora sta recuperando tramite una deduzione di fr. 150.-- al mese dalla
prestazione assistenziale.

                                         Le insorgenti hanno,
altresì, puntualizzato che l’ex marito ha poi erogato loro fr. 400.-- mensili
in natura e in contanti, sottacendo di continuare a percepire gli assegni
familiari per RI 2, ma che l’USSI nel 2013 ha comunque imputato nel loro calcolo dell’assistenza sociale a titolo di entrate la somma di fr. 650.-- (fr. 400 +
fr. 250), in luogo dei fr. 400.-- realmente incassati.

                                         Le ricorrenti hanno
specificato che, esortata dall’USSI, RI 1 nel 2013 ha proceduto contro l’ex marito per l’incasso dei contributi alimentari non versati per
complessivi fr. 20'000.-- e che al precetto esecutivo spiccato il 26 aprile
2013, il cui costo ammonta a fr. 103.--, __________ non ha interposto
opposizione.

                                         Le medesime hanno
osservato che nel frattempo l’avv. RA 1 ha ottenuto dall’__________ il blocco
dell’erogazione all’ex marito degli assegni di formazione - che non riversava
all’ex moglie - a far tempo dal maggio 2013 e che da un contatto avuto nel
dicembre 2013 con l’__________ è risultato che RI 2 avrebbe potuto a quel
momento ricevere direttamente l’assegno sul proprio conto inclusi gli arretrati
dal mese di maggio 2013.

                                         Le ricorrenti hanno fatto
valere che __________ nel mese di settembre 2013 ha versato soltanto fr. 165.--, mentre nel mese di ottobre 2013 nulla. Le stesse, al riguardo,
hanno evidenziato che del resto la sua situazione finanziaria è disastrosa,
gravato da attestati di carenza beni ed esecuzioni per svariate decine di
migliaia di franchi con entrate modeste.

                                         Le medesime hanno
sottolineato che il padre di RI 2 è inadempiente poiché indigente e non perché
refrattario ai propri obblighi contributivi.

                                         Secondo le insorgenti
l’USSI non deve computare alcunché a titolo di contributo alimentare e semmai
effettuerà una compensazione qualora gli arretrati dovessero essere
effettivamente incassati (cfr. doc. I).

                                         

 

                               1.3.   L’USSI, in risposta, ha
postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. VI).

 

 

                               1.4.   Il 10 febbraio 2014 l’avv. RI
1, per conto delle sue assistite, ha trasmesso copia del certificato municipale
per l’ammissione all’assistenza giudiziaria con della documentazione (cfr. doc.
VIII). 

 

 

                               1.5.   L’avv. RA 1, il 24 ottobre 2014, ha sollecitato l’evasione del ricorso inoltrato dalle ricorrente contro la decisione su reclamo
del 10 dicembre 2013 (cfr. doc. IX).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                               2.2.   In ambito di assistenza
sociale il TCA di massima esamina solo i rapporti giuridici sui quali la
competente autorità amministrativa si è precedentemente, e in maniera
vincolante, determinata con una decisione su reclamo (cfr. art. 1 cpv. 2 Lptca;
65 Las; 33 cpv. 2 Laps). 

                                         Di conseguenza, se non è
(ancora) stata emessa una decisione su reclamo e a maggior ragione se non è
(ancora) stata emanata una decisione formale, manca l'oggetto impugnato e
quindi un presupposto processuale (cfr. STF 8C_16/2010 del 3 maggio 2010
consid. 1.1.; DTF 131 V 164 consid.
2.1 pag. 164 e seg.; 125 V 413 consid. 1a
pag. 414 con riferimenti; cfr. pure sentenza 8C_549/2007 del 30 maggio 2008
consid. 4).

 

                                         Nella
presente fattispecie le ricorrenti nel reclamo del 31 ottobre 2013 interposto
contro la decisione del 2 ottobre 2013 con cui l’USSI ha assegnato loro una
prestazione assistenziale di fr. 2'347.-- per il mese di ottobre 2013 hanno
chiesto all’amministrazione di pronunciarsi “formalmente con una decisione
formale” in merito al rimborso dell’importo di fr. 103.-- assunto da RI 1
per le spese di esecuzione – intrapresa su sollecito dell’USSI - contro l’ex
marito __________ (cfr. doc. 16).

 

                                         Dagli atti non risulta che
l’amministrazione abbia emesso una specifica decisione formale al riguardo.

                                         Nella decisione su reclamo
del 10 dicembre 2013 l’USSI, a proposito della richiesta formulata nel reclamo
da parte delle insorgenti, ha tuttavia indicato che:

 

" (…)
ricordiamo che le spese per esecuzione chieste in rimborso non sono
riconosciute dalla LAS e non possono per questa ragione essere rimborsate.”
(Doc. A)

 

                                         Con il ricorso del 9
gennaio 2014 inoltrato a questa Corte le ricorrenti hanno rinnovato la loro
domanda di rimborso del costo del precetto esecutivo spiccato contro __________
di fr. 103.-- (cfr. doc. I).

 

                                         Quanto stabilito dall’USSI
nella decisione su reclamo circa le spese di esecuzione, vista la richiesta
delle insorgenti di emettere una decisione formale al riguardo di cui al
reclamo del 31 ottobre 2013, corrisponde nel suo contenuto a una decisione
formale e la censura sollevata nel ricorso costituisce un reclamo.

                                         Nella presente evenienza
non è, però, stata emessa una decisione su reclamo in merito alla richiesta di
rimborso della somma di fr. 103.--. 

 

                                         In simili condizioni, il
TCA non può pronunciarsi riguardo all’assunzione delle spese di esecuzione da
parte dell’USSI.

                                         Gli atti vanno trasmessi
all’amministrazione affinché emetta una decisione su reclamo concernente il rimborso
della somma di fr. 103.--, se del caso, a titolo di prestazione assistenziale
speciale giusta l’art. 20 Las.

 

                                         Nel merito

 

                               2.3.   Oggetto del contendere è la
questione di sapere se correttamente o meno l’USSI per il mese di ottobre 2013 ha assegnato a RI 1 una prestazione assistenziale di fr. 2'347.--.

 

                                         L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge
sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las). 

                                         Tale normativa è stata
oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre
2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in
vigore il 1° febbraio 2003.

 

                                         Questi cambiamenti sono
stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. FU
53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in vigore anch’essa il 1°
febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

                                         Il 1° ottobre 2006 sono,
peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della Las e della Laps
(cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU 40/2006 del 8 settembre
2006 pag. 313-317).

 

                               2.4.   L'art. 1 Las stabilisce che
lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona,
all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione
federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per cadere
o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

                                         Le prestazioni sociali
hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei
beneficiari (cpv. 2).

 

                                         L'art. 2 della Legge fissa
il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che
"le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o
suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle
misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali". 

                                         Il cpv. 2 precisa che
"in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo
finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni
sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

 

                                         L’art. 13 Laps, afferente
all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che 

 

" Le
prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in
cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:

a) prima
dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni al premio dell’assicurazione contro le
malattie a cui i membri dell’unità di riferimento hanno diritto;

b) ogni
prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge
speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo
di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine,
anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento
vi ha rinunciato."

 

                                         Inoltre
giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:

 

" Sono
prestazioni sociali ai sensi della legge:

a) la
partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla
Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla
relativa legge cantonale di applicazione;

b) l’aiuto
sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

c) l’assegno di
studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

d) l’assegno
complementare per il perfezionamento e la riqualificazione professionale
previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

e) l’indennità
straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione
e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

f) l’assegno integrativo previsto dalla Legge sugli
assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

g) l’assegno di
prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno
1996;

h) le
prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8
marzo 1971."

 

                                         Anche dal Messaggio n.
4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8, si
evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i
residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la
riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante
il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli
e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono
l’ultimo intervento sociale. 

 

                               2.5.   Secondo l’art.
11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi
(art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).

                                         Al riguardo va rilevato
che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali
(Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro.
Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che
autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e
33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

                                         La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali
propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa legge, alle
condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las). 

 

                                         Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las). 

                                         Questa
distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in
relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250
del Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza
dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Inoltre le prestazioni
assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).

 

                                         Relativamente alle
prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

 

" Le
prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile
residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono
dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla
base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv.
2)."

 

                                         Ex art. 19 Las,
concernente la soglia di intervento, poi:

 

" La soglia
d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è
definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza
svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."

 

                                         L’art. 19 Las definisce la
soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella
stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi
previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.

 

                                         La Las rinvia, in effetti,
alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri
Cantoni.

                                         L’ammontare della soglia
Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr.
Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel Rapporto del 5
novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha
indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con
il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla
Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati
statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è
considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

 

                                         Il Dipartimento della
sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è,
infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo
regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento), il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato che la COSAS, il 21 ottobre 2010, ha adottato una nuova versione delle
«direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.
"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in
Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.), in vigore dal 1°
gennaio 2011 - che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali
invita ad applicare -, come pure che tale modifica prevede l’adeguamento al
rincaro sulla base dell’indice dei salari e dei prezzi del forfait di
mantenimento in ambito di assistenza sociale, in analogia a quanto avviene
nell’ambito delle rendite AVS AI e delle prestazioni complementari, e che per
il 2011 è stato deciso un adattamento al rincaro pari al 1.75% del forfait di
mantenimento, che a far tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di intervento
corrisponde:

 

" A. Forfait
globale e Supplemento d'integrazione

 

	
  Persona
  dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale

  	
  Forfait
  globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)

  (fr./mese)

  	
  Supplemento
  d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)

  (fr./mese)

  	
  Totale

   

   

   

  (fr./mese)

  
	
  1 persona

  	
    977.--

  	
  100.--

  	
  1077.--

  
	
  2 persone

  	
  1495.--

  	
  100.--

  	
  1595.--

  
	
  3 persone

  	
  1818.--

  	
  100.--

  	
  1918.--

  
	
  4 persone

  	
  2090.--

  	
  100.--

  	
  2190.--

  
	
  5 persone

  	
  2364.--

  	
  100.--

  	
  2464.--

  
	
  6 persone

  	
  2638.--

  	
  100.--

  	
  2738.--

  
	
  7 persone

  	
  2912.--

  	
  100.--

  	
  3012.--

  
	
  Per ogni
  persona supplementare

  	
  + 272.--

  	
  -

  	
  +272.--

  

 

B.   Supplemento
per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle
precedenti raccomandazioni della COSAS).

Per unità di riferimento con più di
due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati
da un supplemento mensile assegnato per la terza persona di 16 o più anni di
età e per le successive:

l'importo di tale supplemento è di
210.-- fr./mese per ognuna di queste persone." 

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni
assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36)

 

                                         Tali importi sono stati
mantenuti anche per il 2012, il 2013 e il 2014 (cfr. Direttive riguardanti gli
importi delle prestazioni assistenziali per il 2012 del 16 dicembre 2011;
Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2013
del 20 dicembre 2012 e Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni
assistenziali per il 2014 del 1° gennaio 2014).

 

                               2.6.   L’art.
22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

 

" Il reddito
disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti: 

 

a) Reddito computabile: 

    1.  vengono
computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul
diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente; 

    2.  la sostanza netta viene computata interamente
nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le
altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia
(coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio
minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie
a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la
sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile; 

    3.  vengono
interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di
riferimento. 

    4.  Non
vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare,
alle quali il richiedente ha rinunciato.

b) Spesa vincolata: 

    1.  non
vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps); 

    2.  non
vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps; 

    3.  non
vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps; 

    4.  le spese e
gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’
importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20
della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

 

c) Spesa per
l’alloggio

    Per il calcolo
della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese
accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps" 

 

                                         Il reddito disponibile
residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena
menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è
conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la
somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento
(art. 5 Laps).

 

                                         L'art. 6 Laps regolamenta
così il reddito computabile:

 

" Il reddito
computabile è costituito dai seguenti redditi: 

a) i redditi ai
sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad
esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38
cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi
ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari
all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità; 

e) tutte le
rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione
militare federale del 19 giugno 1992; 

"
f) 1/15 della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF 100'000 

                                                                               per
l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una
persona sola, CHF 20'000 per una coppia (coniugi o partner registrati o
conviventi) e CHF 2'000.- per ogni figlio minorenne o maggiorenne non
economicamente indipendente facente parte dell’unità di riferimento.” (cpv. 1).

 

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di
sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
(cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della
presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i
redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

                                      

                                         La spesa computabile
è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa
per l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi dell'art. 8 Laps:

 

" La spesa
vincolata è costituita dalle seguenti spese: 

a) le spese ai
sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con
attività lucrativa salariata;

b) gli interessi
maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1
lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT; 

e) i versamenti,
premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di
cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT; 

f) i versamenti,
premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute
della previdenza individuale vincolata di cui 

    all’art. 32
cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano 

    un’attività
lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate
obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie 

                                                                               vigenti
al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento
dell’importo del premio medio di riferimento; 

h) i premi per
l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di
infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate; 

i)  ... 

j)  … . (cpv. 1)

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti
di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi: 

a) per le spese
e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei
redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000
fr.; 

b) per i debiti
derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli
interessi. (cpv. 2)"

 

                                          L'art.
9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" La spesa
per l’alloggio è computata fino ad un massimo di: 

 

a) per le unità                             importo riconosciuto
dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle prestazioni
complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI per la persona
sola

      b) per le unità di                      importo riconosciuto
dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da due
persone:  all'AVS/AI per i coniugi

 

 

 

      c)                                            per le unità di
     importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più di due
persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del 20%

(cpv. 1)

 

Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive
con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la
quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5 cpv. 1 lett. b
cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari (vLPC), in vigore
fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°
gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--
per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle
prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI
del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo l'art. 2 della
legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo
massimo.

 

                                         Il 1° gennaio 2008 è
entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni complementari
all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPC). L’art.
10 cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo riconosciuto delle
spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole (cifra 1) e di fr.
15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno diritto a una rendita o
con figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI (cifra
2).

 

                                         Le deroghe ad alcune delle
diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli
art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2
Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito
disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del
richiedente.

                                         Alcune entrate non
considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi
contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las
(per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento
di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

                                         La sostanza nel regime Las
viene considerata per un importo più elevato rispetto al conteggio nell’ambito
Laps.

 

                                         Dal calcolo delle spese ai
sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le rendite e gli oneri
permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni assistenziali non
possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo
vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri
mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti). 

                                         Infine il limite per il
riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è inferiore a quello della
Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a Laps; Messaggio n. 5250
dell’8 maggio 2002, pag. 5).

 

                               2.7.   Come visto nei fatti, l’USSI
per il mese di ottobre 2013 ha assegnato a RI 1 una prestazione assistenziale
di fr. 2'347.--, tenendo conto nel relativo calcolo a titolo di reddito di una
pensione alimentare di fr. 400.-- al mese a favore della figlia da parte del
padre e di un assegno familiare mensile di fr. 250.-- (cfr. doc. 317; A).

 

                                         Le ricorrenti hanno
contestato il computo sia di un contributo alimentare che di un assegno
familiare.

                                         Più specificatamente le
medesime hanno fatto valere di aver ricevuto dall’ex marito, padre di RI 2
soltanto fr. 165.-- nel mese di settembre 2013 e nulla nel mese di ottobre 2013.

                                         Le insorgenti hanno poi
osservato che l’ex marito non riversava all’ex moglie l’assegno familiare a
favore della figlia, come invece previsto nella convenzione sulle conseguenze
accessorie del divorzio pronunciato nel dicembre 2007.

                                         Al riguardo le stesse
hanno in ogni caso precisato che nel frattempo l’avv. ha ottenuto dall__________
il blocco dell’erogazione all’ex marito degli assegni di formazione a far tempo
dal maggio 2013 e che da un contatto avuto nel dicembre 2013 con l’__________ è
risultato che RI 2 avrebbe potuto a quel momento ricevere direttamente
l’assegno sul proprio conto inclusi gli arretrati dal mese di maggio 2013 (cfr.
doc. I).

 

                               2.8.   Chiamata a pronunciarsi in
merito alla fattispecie questa Corte ritiene innanzitutto utile evidenziare che
nell’ambito dell’assistenza sociale vige il principio della sussidiarietà di
cui agli art. 2 Las e 13 Laps (cfr. consid. 2.4.). 

 

                                         Più specificatamente
l’art. 2 cpv. 1 Las prevede che "le prestazioni assistenziali secondo
questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle
assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre
leggi cantonali" (cfr. consid. 2.4.).

 

                                         Dal principio della
sussidiarietà risulta che l’erogazione di prestazioni assistenziali viene
riconosciuta soltanto qualora un richiedente non sia in grado di provvedere
alle proprie necessità tramite sforzo personale oppure prestazioni a cui sono
tenuti dei terzi o, ancora, mediante prestazioni volontarie da parte di terzi (cfr. DTF 137 V 143 consid. 3.7.1.; STFA K 22/04 del 22 ottobre 2004
consid. 2.3.1., pubblicata in RAMI 2005 pag. 30).

 

                                         Con sentenza STF
8C_56/2012 dell’11 dicembre 2012 consid. 3.1. l’Alta Corte ha rilevato che non
esiste un diritto di opzione tra le fonti di aiuto prioritario. In particolare
l’aiuto sociale è sussidiario in rapporto alle prestazioni legali di terzi come
pure in rapporto alle prestazioni volontarie da parte di terzi.

 

                                         Al riguardo cfr. pure STF
8C_42/2013 del 15 ottobre 2013 in cui l’assistenza sociale è stata negata poiché
il richiedente ha potuto coprire le sue spese non coperte dalle assicurazioni
sociali e private tramite finanziamenti (prestiti) da parte di terzi. 

 

                                         Inoltre le
disposizioni della Conferenza svizzera dell’azione sociale - COSAS del 2005 al
punto A.4 ("Principi del sostegno sociale"), dopo aver ribadito che
la sussidiarietà costituisce uno dei principi fondamentali sui quali si basa il
sostegno sociale, sottolineano che:

 

" (...)

- Sussidiarietà

 

Il sostegno sociale interviene quando la
persona bisognosa non è in grado di aiutarsi da sola e quando le altre fonti
d’aiuto disponibili sono state esaurite. Il sostegno sociale deve intervenire
quando non possono essere ottenuti altri aiuti, in tempo utile o in maniera
adeguata. Il sostegno sociale viene elargito dall’ente cantonale preposto ed è
sussidiario:

 

·        
allo sforzo personale: la persona che si trova nel bisogno
deve sforzarsi di intraprendere tutto ciò che è in suo potere per uscire dalla
situazione critica. Occorre quindi utilizzare in primo luogo il proventi del
lavoro, il patrimonio esistente o altre entrate disponibili

·        
agli obblighi da parte di terzi: prima di elargire una
prestazione, le autorità devono vagliare attentamente tutte le possibilità
d’intervento degli altri enti pubblici o privati. Ci si riferisce a prestazioni
d’assicurazioni sociale, a contributi di mantenimento inerenti il diritto di
famiglia, a pendenze da contratto, indennizzi, borse di studio, ecc.

·        
alle prestazioni volontarie da parte di terzi: le
prestazioni d’aiuto sociale volontarie sono equiparate alle prestazioni
pubbliche, anche nel caso in cui non avessero base giuridica e rivestissero un
carattere benevolo. Esse son prese in considerazione nella determinazione
dell’intervento pubblico.

(…)”

 

                                         Riguardo
alla funzione delle disposizioni COSAS e al principio di sussidiarietà cfr., in
dottrina, C. Hänzi, Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für
Sozialhilfe". Ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, pag. 171-172 e
114-115. 

 

                               2.9.   L’art. 6 Laps, a cui rinvia
l’art. 22 Las, prevede che il reddito computabile è costituito dai redditi ai
sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria (LT; cfr. consid. 2.6.).

                                         In particolare l’art. 22
lett. f LT enuncia che sono imponibili gli alimenti percepiti dal contribuente
in caso di divorzio o separazione legale o di fatto, nonché gli alimenti
percepiti da un genitore per i figli sotto la sua autorità parentale. 

 

                                         Giusta l’art. 22 lett. a
cfr. 1 Las, poi, nel reddito computabile vengono conteggiate le prestazioni
ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se
vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’unità di riferimento
e dichiarate dal richiedente (cfr. consid. 2.6.).

 

                                         Secondo l’art.
22 lett. a cfr. 4 Las, inoltre, non vengono computate le entrate e le parti di
sostanza mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato (cfr.
consid. 2.6.).

 

                                         L’art. 22
lett. a cfr. 4 Las deroga così a quanto contemplato dall’art. 6 cpv. 3 Laps.

 

                                         L’art. 6
cpv. 3 Laps sancisce che fanno parte dei redditi computabili le entrate e le
parti di sostanza mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato.

                                         Per quanto
attiene alle pensioni alimentari, applicando per analogia la giurisprudenza
relativa alle prestazioni complementari, vanno computate le prestazioni
convenute con l’altro coniuge e non quelle effettivamente versate, finché la
loro irrecuperabilità non può essere obiettivamente stabilita.
L'irrecuperabilità delle pensioni alimentari dovute può essere ammessa, di
regola, quando sono state esaurite tutte le possibilità giuridiche per il loro
recupero comunque nel caso in cui si possa chiaramente comprovare che il
debitore di alimenti non è in grado di mantenere i suoi obblighi. Questa prova
può essere fornita in particolare per mezzo di attestati ufficiali (emanati ad
esempio dalle autorità esecutive o fiscali), relativi al reddito e alla
sostanza del debitore di alimenti. Questo è in particolare il caso quando la
moglie ha intrapreso infruttuosamente procedure civili o penali oppure
procedimenti esecutivi (cfr. STCA 39.2010.10 del 22 novembre 2010 consid. 2.11.;
STCA 39.2009.12 del 25 maggio 2010; STCA 39.1999.27 del 12 aprile 2000; DTF 120
V 443 consid. 2; SVR 1996 EL Nr. 20 pag. 60 consid. 4; Pratique VSI 1995 pag. 52-53;
RCC 1992 pag. 271 consid. 2, RCC 1992 pag. 275 consid. 2; E. Carigiet – U.
Koch, "Ergänzungsleistungen zur AHV/IV", Ed. Schultess,
Zurigo-Basilea-Ginevra 2009, p. 181-182).

 

                                         La deroga
di cui all’art. 22 lett. a cfr. 4 Las è
volta a determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale
situazione di bisogno del richiedente (cfr. consid. 2.6.; Messaggio n. 5250
dell’8 maggio 2002 pag. 5).

 

                             2.10.   Nel caso di
specie il matrimonio tra RI 1 e __________ celebrato il 22 aprile 1992 è stato
sciolto per divorzio con sentenza emessa dal Pretore di __________ il 13
dicembre 2007.

                                         La figlia RI
2, nata il __________ 1995, è stata affidata alla madre con esercizio
dell’autorità parentale congiunto da entrambi i genitori, riservato al padre il
diritto di visita.

                                         E’ inoltre
stata omologata la convenzione stipulata tra i coniugi il 30 luglio 2007 (cfr.
doc. 99=B).

 

                                         Dalla
convenzione sulle conseguenze accessorie del divorzio si evince segnatamente
che __________ avrebbe versato a partire dall’agosto 2007 a titolo di contributo alimentare a favore della figlia RI 2 l’importo di fr. 1'000.-- al mese vincolato
all’indice del costo della vita e che l’eventuale assegno per la figlia sarebbe
stato incassato dalla madre.

                                         Emerge pure
che la ex moglie ha rinunciato a qualsivoglia richiesta di mantenimento
presente e/o futura.

                                         Infine
risulta che, in considerazione del riconoscimento di debito di fr. 150'000.--
del 4 maggio 2000 sottoscritto da __________ e autenticato dal notaio avv. __________,
l’ex marito avrebbe versato a RI 1 a partire dal settembre 2007 mensilmente la
somma di fr. 1'000.-- sino a d avvenuto pagamento dell’intero debito (cfr. doc.
101=B).

 

                                         Le
ricorrenti hanno affermato che l’ex marito ha provveduto a versare il
contributo alimentare per RI 2, nonché il rimborso mensile del prestito pagando
direttamente ai proprietari dell’immobile la pigione dell’abitazione di __________
- pari a fr. 1'800.-- mensili (cfr. doc. 418) - attribuita alla ex moglie (cfr.
doc. I; B=101).

 

                                         Le insorgenti hanno
precisato di aver ricevuto la disdetta del contratto di locazione nell’estate
2013, poiché l’ex marito non ha fatto fronte per diversi mesi al pagamento
della pigione (cfr. doc. I).

                                         In effetti la proprietaria
dell’abitazione, il 2 aprile 2013, ha inviato a RI 1 uno scritto in cui, dopo
aver evidenziato che risultavano scoperti 8 mesi di affitto per un totale di
fr. 14'400.--, la invitava a pagare l’intera somma entro il 30 aprile 2013 con
l’avvertenza che in caso contrario, senza ulteriore avviso, sarebbe stata costretta
a ricorrere alle vie legali e a sciogliere il contratto di locazione (cfr. doc.
418).

 

                                         Dalle carte processuali
emerge, poi, da un lato, che dal mese di aprile 2013 l’ex marito ha versato a RI
1 in contanti per le spese alimentari l’importo di fr. 400.-- mensili fino al
mese di luglio 2013. Dall’altro, che nell’agosto 2013 __________ ha corrisposto
unicamente la somma di fr. 165.-- e che dal mese di settembre 2013 non ha versato
alcunché (cfr. doc. 88; E; E1).

 

                                         RI 1 ha
avviato una procedura esecutiva nei confronti dell’ex marito, facendo spiccare
il 23 aprile 2013 un precetto esecutivo di fr. 20'000.-- contro il quale il
debitore non ha interposto opposizione (cfr. doc. C).

 

                                         Al riguardo
va evidenziato che nei confronti di __________, tra l’ottobre 2008 e il
settembre 2013, sono stati emessi attestati di carenza beni per circa fr.
260'000.-- (cfr. doc. F).

 

                                         Dal verbale
di pignoramento del 25 ottobre 2013 risulta, del resto, che l’Ufficio
esecuzione di __________ non ha accertato presso il debitore beni pignorabili e
non ha potuto procedere a un pignoramento di salario (cfr. doc. F).

 

                                         Vista la
disastrata situazione finanziaria dell’ex marito della ricorrente, il TCA non
ha motivo di dubitare delle dichiarazioni delle insorgenti secondo cui __________
non ha più versato contributi di mantenimento nei mesi di settembre e ottobre
2013.

 

                                         Tuttavia
dalla documentazione agli atti non emerge quale sia stato il comportamento del
padre di RI 2, dal profilo del proprio obbligo di far fronte al pagamento di alimenti
per la figlia, dopo il mese di ottobre 2013.

                                         Non è,
infatti, dato di sapere se nei mesi seguenti all’ottobre 2013 __________ abbia
o meno corrisposto alle ricorrenti delle somme di denaro e, in caso affermativo,
di che entità, ossia non è noto se nel periodo successivo all’ottobre 2013 egli
abbia oppure no provveduto a versare eventualmente anche gli arretrati della
pensione alimentare relativi al 2013.

 

                                         Al riguardo
questa Corte rileva che la procedura in materia di assicurazioni sociali
e di assistenza sociale è retta dal principio inquisitorio
(Untersuchungsgrundsatz, art. 43 cpv. 1 e 61 lett. c LPGA; art. 16 Lptca; STF
8C_556/2010 del 24 gennaio 2011 consid. 9; STFA U 94/01 del 5 settembre 2001;
STFA P 36/00 del 9 maggio 2001; DTF 122 V 157 consid. 1a; SVR 1995 AHV Nr. 57
pag. 164 consid. 5a; AHI praxis 1994 pag. 212; DTF 117 V 263; DTF 117 V 282).
E’ dunque compito dell’amministrazione, rispettivamente del giudice chiarire
d’ufficio in modo corretto e completo i fatti giuridicamente rilevanti.

 

                                         Giova, in ogni caso,
rilevare che il principio inquisitorio non è incondizionato, ma trova il suo
correlato nell’obbligo delle parti di collaborare (cfr. art. 43 cpv. 3 e 61
lett. c LPGA; art. 16 Lptca; DLA 2001 N. 12 pag. 145; RAMI 1994 pag. 211; AHI
praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; DTF 117 V 261; DTF 116 V 26 consid. 3c; DTF 115 V 142 consid. 8a; DTF 114 V 234 consid. 5a; DTF 110 V 52
consid. 4a; Meyer, “Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung” in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12;
Spira, “Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure
cantonale” in Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16;
Kurmann, “Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz”
in Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pag. 5
ss.).

                                         Questo
obbligo comprende in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti
si avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui può essere
ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza
o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le
conseguenze dell’assenza di prove (cfr. STFA U 94/01 del 5 settembre 2001; STFA
P 36/00 del 9 maggio 2001; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993
pag. 158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V
113; G. Beati, “Relazioni tra diritto civile ... “ in relazioni tra diritto
civile e assicurazioni sociali, Lugano 1993, pag. 1 seg. (3)).

                                         Su questi
aspetti, cfr. in particolare: J. L. DUC, “Les assurances sociales en Suisse”,
Losanna 1995, pag. 827-828 e TH. Locher, “Grundriss des
Sozialversicherungsrecht” Berna 1997, pag. 339-341 il quale rileva che
“besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne
Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.

 

                                         In simili condizioni, gli atti vanno rinviati all’USSI affinché
verifichi, con la collaborazione delle ricorrenti, se nei mesi successivi
all’ottobre 2013 __________ abbia versato loro o meno contributi di
mantenimento e, se del caso, di che importo.

                                         Qualora l’ex
marito abbia corrisposto dei contributi alimentari superiori a fr. 400.-- al
mese (importo mensile corrisposto a titolo di alimenti a far tempo da aprile
2013), in virtù degli art. 22 Las, 6 Laps, 22 lett. f LT e del principio della
sussidiarietà che vige in ambito di assistenza sociale (cfr. consid. 2.6.), nel
calcolo della prestazione assistenziale del mese di ottobre 2013 andrà
conteggiato l’ammontare versato per la parte che supera la somma di fr. 400.--.

 

                                         Nel caso in
cui, invece, il padre di RI 2 abbia continuato a non bonificare alcunché alle
ricorrenti, nel calcolo del mese di ottobre 2013 non andranno considerati alimenti
(cfr. consid. 2.9.).

                                         In tale
ipotesi va, però, osservato che se nel futuro le insorgenti dovessero riuscire
a recuperare gli alimenti arretrati per ottobre 2013, l’amministrazione potrà
allora, nel contesto di una restituzione, tenere conto di tale contributo di
mantenimento.

 

                                         In proposito
giova, per inciso, segnalare che ex art. 27 Las l’anticipo degli alimenti da
parte dello Stato può entrare in linea di conto soltanto per i figli minorenni.
RI 2 nell’ottobre 2013 aveva già compiuto 18 anni.

 

                             2.11.   Come visto
sopra, l’art. 2 cpv. 1 Las prevede che le prestazioni assistenziali
secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della
previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione
previste da altre leggi cantonali (cfr. consid. 2.4.; 2.8.).

 

                                         Inoltre
l’art. 8 LAFam, relativo ad assegni familiari e contributo di mantenimento,
enuncia che gli aventi diritto tenuti a pagare contributi di
mantenimento per i figli in base a una sentenza o a una convenzione versano gli
assegni familiari in aggiunta ai contributi.

 

                                         Le
insorgenti sostengono che il padre di RI 2 non riversava loro gli assegni
familiari percepiti, e quindi di non aver ricevuto l’assegno relativo al mese
di ottobre 2013 (cfr. doc. I).

                                         Tuttavia le
ricorrenti stesse hanno dichiarato che dal maggio 2013, tramite il loro
patrocinatore, hanno ottenuto il blocco dell’erogazione all’ex marito degli
assegni di formazione a favore di RI 2, studentessa liceale (cfr. doc. I p.to
C; 333; 273), e che da un contatto avuto nel dicembre 2013 con l’__________ è risultato che RI 2 avrebbe potuto a quel momento ricevere
direttamente l’assegno sul proprio conto inclusi gli arretrati dal mese di
maggio 2013 (cfr. doc. I; consid. 1.2.; 2.7.).

 

                                         In effetti
l’art. 9 LAFam, dedicato al versamento a terzi, prevede che 

 

" 1Qualora
gli assegni familiari non siano impiegati per provvedere alle necessità della
persona cui sono destinati, quest'ultima o il suo rappresentante legale può esi­gere
che gli assegni le siano versati, in deroga all'articolo 20 capoverso 1 LPGA,
anche se essa non dipende dall'assistenza pubblica o privata.

 

2Su richiesta motivata, l'assegno di formazione può
essere versato direttamente al figlio maggiorenne, in deroga all'articolo 20
capoverso 1 LPGA."

 

                                         In proposito
cfr. STCA 39.2012.8 del 9 gennaio 2013 e STCA 39.2010.3 del 10 novembre 2010,
massimata in Rtid II-2011 N. 64 pag. 308.

 

                                         Nemmeno in
merito a questo punto dalle carte processuali risulta se RI 2 abbia o meno
ottenuto gli arretrati degli assegni di formazione da maggio 2013.

                                         Si impone,
di conseguenza, pure da questo profilo, il rinvio degli atti all’USSI al fine
di appurare se la Cassa competente ha versato oppure no alle ricorrenti
l’assegno di formazione per ottobre 2013.

                                         In caso
affermativo, nel calcolo della prestazione assistenziale del mese di ottobre
2013 andrà computato l’importo di fr. 250.-- mensili (cfr. art. 5 cpv. 2 LAFam),
pari a fr. 3'000.-- annui, a titolo di assegni familiari.

                                         Qualora, per
contro, le insorgenti non avessero percepito retroattivamente l’assegno di
formazione concernente il mese di ottobre 2013, l’amministrazione acclarerà i
motivi del mancato versamento e valuterà conseguentemente se lo stesso vada
considerato o meno ai fini dell’assistenza sociale.

                                         In
particolare se dagli accertamenti che esperirà l’USSI dovesse emergere che RI 2
non ha ricevuto l’assegno di formazione retroattivo del mese di ottobre 2013
perché non le può essere riconosciuto il relativo diritto (ad esempio se
nessuno dei due genitori svolgeva un attività lavorativa e non erano date le
condizioni per erogare un assegno familiare a persone senza attività lucrativa,
cfr. art. 19 LAFam), nel calcolo dell’assistenza sociale di ottobre 2013 non
andrà computato l’assegno di formazione.

 

                             2.12.   RI 1 e RI 2
hanno, infine, contestato il fatto che dalla prestazione assistenziale relativa
al mese di ottobre 2013 sia stata dedotta la somma di fr. 150.-- quale recupero
del deposito di garanzia del contratto di locazione concernente l’appartamento
di __________ che ha avuto inizio il 1° settembre 2013 (cfr. doc. I; VIII).

 

                                         Al riguardo
va osservato che effettivamente l’USSI con decisione del 16 luglio 2013 ha concesso a RI 1, a titolo di prestito, l’importo di fr. 3'300.-- quale deposito di garanzia
dell’appartamento di __________. Nella decisione è stato precisato che tale
ammontare sarebbe stato recuperato con una trattenuta mensile sulla prestazione
assistenziale riconosciuta e che l’eventuale cessazione dell’intervento
assistenziale non l’avrebbe esonerata dall’obbligo di estinzione dell’importo
ancora dovuto (cfr. doc. 227).

 

                                         Le
disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale
(COSAS) del 2005 al p.to B3 enunciano, segnatamente, che:

 

" nel caso
in cui si riesca a reperire un appartamento adeguato, è consigliato che gli
uffici del sostegno sociale negozino affinché si possa evitare il pagamento del
deposito di garanzia. Qualora non si potesse evitare tale versamento, bisognerà
calcolare il deposito di garanzia quale prestazione nell’ambito delle spese di
alloggio. Gli uffici preposti al sostegno sociale dovranno assicurare il
recupero della somma anticipata.”

 

                                         Di conseguenza, ritenute
l’entità dell’importo della trattenuta di fr. 150.-- al mese (cfr. doc. 317),
come pure la circostanza che in ogni caso la somma corrisposta a titolo di
garanzia, sempre che l’inquilino utilizzi l’appartamento con diligenza (cfr.
art. 257f CO), verrà versata a RI 1 alla fine della locazione (cfr. art. 257e
CO), la trattenuta applicata dall’USSI non è censurabile (cfr. STCA 42.2011.8
del 24 agosto 2011 consid. 2.10.; STCA 42.2010.21 del 14 aprile 2011 consid.
2.8.).

 

                             2.13.   In simili
condizioni, gli atti vanno rinviati all’USSI perché, dopo aver proceduto agli
accertamenti di cui ai considerandi 2.10. e 2.11. volti a stabilire la computabilità
o meno nel calcolo dell’assistenza sociale spettante alle ricorrenti per il
mese di ottobre 2013 di un contributo di mantenimento a favore di RI 2 da parte
del padre e di un assegno di formazione, determini nuovamente l’ammontare della
prestazione assistenziale a cui le insorgenti hanno diritto per il mese di
ottobre 2013.

 

                             2.14.   Parzialmente
vincenti in causa, le insorgenti, rappresentate da un avvocato, hanno diritto
all’importo di fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili da mettere a carico
dell’USSI (cfr. 30 Lptca).

 

                                         Visto l'esito della
vertenza e il diritto a ripetibili, la richiesta di ammissione all’assistenza
giudiziaria con il gratuito patrocinio (cfr. doc. I) è divenuta priva di
oggetto (DTF 124 V 309, consid. 6 e, tra le tante, tra le tante, STF
9C_744/2012 del 15 gennaio 2013 consid. 7; STF 9C_335/2011 del 14 marzo 2012
consid. 5, STF 9C_206/2011 del 16 agosto 2011 consid. 5, STF 9C_352/2010 del 30
agosto 2010 consid. 3).

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso, in quanto
ricevibile, è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.

                                         §    La
decisione su reclamo impugnata è annullata.

                                         §§ Gli
atti sono rinviati all’CO 1 per complemento istruttorio e nuova decisione sulla
base di quanto stabilito ai consid. 2.10. e 2.11.

 

                                   2.   Per quanto concerne la
richiesta di rimborso delle spese esecutive di fr. 103.--, gli atti sono
trasmessi all’USSI affinché emetta una decisione su reclamo al riguardo.

 

                                   3.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                         L’CO 1verserà alle ricorrenti
l’importo di fr. 1’500.- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili, ciò che rende
priva di oggetto la domanda di assistenza giudiziaria. 

 

                                   4.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti