# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e91d417d-61d8-5a0a-b650-8890bf7a1bb8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.03.2010 C-2769/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-2769-2008_2010-03-15.pdf

## Full Text

Corte II I
C-2769/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 5  m a r z o  2 0 1 0

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Franziska Schneider e Elena Avenati-Carpani, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
rappresentato dal Patronato ACLI,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
7 marzo 2008).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-2769/2008

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano  residente  nel  Lussemburgo,  nato  l'(...), 
coniugato,  ha  lavorato  in  Svizzera  dal  1964  al  gennaio  del  1983, 
solvendo  contributi  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i 
superstiti e l'invalidità durante tale periodo (doc. 4). Rientrato in Italia, 
ha  svolto  attività  lucrativa  fino  al  2005  (doc.  3).  In  seguito,  si  è 
trasferito nel Lussemburgo; da ultimo (settembre 2005) ha lavorato alle 
dipendenze dell'impresa B._______ come muratore specializzato. Il 15 
ottobre 2006, ha cessato il lavoro per motivi di salute (doc. 7, 19 e 22). 
Il  23 marzo 2007,  ha formulato una richiesta volta  all'ottenimento di 
una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  (doc.  1). 
L'assicurato percepisce, a far tempo dal 29 marzo 2007, una pensione 
d'invalidità lussemburghese (doc. 1 e 8).

B.
Nel corso dell'istruttoria, l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per 
gli assicurati  residenti all'estero (UAIE) ha in particolare assunto agli 
atti la seguente documentazione:

• documenti medici dell'ottobre 2006 e del novembre 2007 (doc. 
24 a 28 e 31);

• la  perizia  medica  dettagliata  E  213  della  previdenza  sociale 
lussemburghese del 6 aprile 2007, da cui emerge la diagnosi di 
diabete  tipo  II,  periartrite  scapolomerale  calcificata, 
cervicoartrosi e lomboartrosi. È stato segnalato che l'assicurato 
è considerato invalido, conformemente alle disposizioni di legge 
del  Paese  di  residenza,  per  qualsiasi  attività  dal  12  ottobre 
2006 (doc. 29);

• il questionario per il datore di lavoro del 6 novembre 2007 (doc. 
22);

• il questionario per l'assicurato del 20 novembre 2007 (doc. 19).

C.
Nel suo rapporto dell'8 gennaio 2008, il dott. C._______, del Servizio 
medico regionale “Rhône” (SMR) ha esposto la diagnosi principale di 
cervico-lombalgie  con  disturbi  degenerativi.  Ha  pure  evidenziato  la 

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diagnosi  secondaria,  con  ripercussioni  sulla  capacità  lavorativa,  di 
periartrite scapolomerale destra. Ha altresì considerato il diabete tipo 
2  siccome  senza  ripercussioni  sulla  capacità  lavorativa.  Il  dott. 
C._______ ha quindi fissato un'incapacità al lavoro dell'interessato del 
100% nella precedente attività, a far tempo dal 1° ottobre 2006, ma, 
sempre  dal  1°  ottobre  2006,  l'ha  considerato  abile  al  100%  in 
un'attività  confacente  al  suo  stato  di  salute  (segnatamente  lavoro  a 
tempo pieno, con cambiamento della  posizione,  con sollevamento di 
pesi non superiore ai 10 kg e senza attività con il braccio destro al di 
sopra delle spalle, ad esclusione di un lavoro pesante) (doc. 33).

D.
Il  25  gennaio  2008,  l'UAIE  –  ritenuta  la  mancanza  di  dati  statistici 
riguardanti i salari in Lussemburgo – ha effettuato una valutazione del 
grado d'invalidità dell'interessato sulla base di  un salario  mensile da 
valido di fr. 5'652.44 (livello di qualifica 3), conseguibile in Svizzera nel 
2006  da  un  operaio  con  conoscenze  specializzate  nel  settore  delle 
costruzioni e l'ha contrapposto ad un salario da invalido di fr. 4'933.11, 
conseguibile in Svizzera nel 2006 in attività semplici  e ripetitive (cfr. 
statistiche  pubblicate  dall'Ufficio  federale  di  statistica).  Quest'ultimo 
importo è stato ridotto del 25% (4'933.11 – 1'233.78 = 3'699.83) per 
tenere conto delle particolarità personali e professionali. Perciò, l'UAIE 
ha confrontato un reddito da valido di  fr. 5'652.44 ad uno teorico da 
invalido  di  fr.  3'699.83.  Il  calcolo  della  perdita  di  guadagno  è  stato 
indicato  come  segue:  [(5'652.44  –  3'699.83)  x  100]  :  5'652.44  = 
34,54%, arrotondato al 35% (doc. 34).

E.
Il 28 gennaio 2008, l'autorità inferiore, mediante progetto di decisione, 
ha comunicato  all'assicurato che la  domanda di  prestazioni  sarebbe 
stata  respinta,  ritenuto  in  particolare  che  l'esercizio  di  un'attività 
lucrativa  più  leggera è da considerare  esigibile  in  misura sufficiente 
per  escludere  il  diritto  ad  una  rendita. L'autorità  inferiore  ha  altresì 
concesso all'interessato la facoltà di formulare, nel termine di 30 giorni 
dalla  ricezione  del  progetto  di  decisione,  delle  obiezioni  per  iscritto 
(doc. 35).

F.
Il 14 febbraio 2008, l'interessato ha presentato le sue osservazioni al 
progetto  di  decisione  del  28  gennaio  2008,  mediante  le  quali  ha 
postulato  il  riconoscimento  del  suo  diritto  ad  una  prestazione 

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dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  Ha  segnalato  che  le 
affezioni di cui soffre comportano un'incapacità lavorativa almeno nella 
misura  del  50%.  Ha  sottolineato  che  non  si  può  esigere  da  lui 
l'esercizio di un'attività su un mercato del lavoro equilibrato. Ha fatto 
valere di essere stato riconosciuto invalido nel Lussemburgo (doc. 36). 
Ha  esibito  copia  della  decisione  del  25  gennaio  2008  dell'INSP  di 
D._______ in materia d'assegno d'invalidità (doc. 38).

G.
Il  7  marzo  2008,  l'autorità  inferiore  ha  respinto  la  domanda  di 
prestazioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Ha in particolare 
osservato  che  dagli  atti  risulta  che  a  causa  del  danno  alla  salute 
l'assicurato  ha  un'incapacità  lavorativa  del  100%  nell'ultima  attività 
esercitata.  Tuttavia,  l'UAIE  ha  ritenuto  che  l'esercizio  di  un'attività 
sostitutiva  leggera  confacente  allo  stato  di  salute  dell'interessato 
medesimo  –  segnatamente  di  un'attività  che  consenta  un 
cambiamento della posizione, con sollevamento di pesi non superiore 
ai 10 kg e senza attività con il braccio destro al di sopra delle spalle – 
è da considerare esigibile in misura sufficiente per escludere il diritto 
ad  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  L'UAIE ha 
pure sottolineato che fattori quali l'età, la mancanza di formazione e le 
difficoltà  linguistiche  non  costituiscono  circostanze  supplementari 
suscettibili  di  giustificare  un'invalidità,  anche  se  rendono  a  volte 
difficile, perfino impossibile, la ricerca di un lavoro e, per conseguenza, 
l'utilizzazione della residua capacità lavorativa. L'autorità inferiore ha 
altresì  rilevato  che  l'assicurato,  nell'ambito  di  attività  di  sostituzione, 
presenta  un  grado  d'invalidità  del  35%.  Infine,  ha  segnalato  che 
l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  non  è  vincolata  dal  fatto  che 
l'interessato è al beneficio di una pensione d'invalidità nel suo Paese 
(doc. 39).

H.
Il 23 aprile 2008, l'interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo federale contro la decisione dell'UAIE del 7 marzo 2008 
mediante  il  quale  ha  chiesto,  sostanzialmente,  il  riconoscimento  del 
suo  diritto  ad  una  prestazione  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità. Ha segnalato che le patologie di cui è affetto (diabete tipo 
II, spondilo-discoartrosi cervicale e lombare, tendinopatia della spalla 
destra, bradicardia sinusale) non gli consentono di svolgere né la sua 
precedente  professione  di  muratore  né  una  qualsiasi  altra  attività 
confacente al suo stato di salute. Ha sottolineato che – conto tenuto 

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della  sua  età  (60  anni),  della  sua  formazione  scolastica  e 
professionale nonché della circostanza che per molti anni ha lavorato 
nel settore edile – non si può esigere da lui l'esercizio di un'attività di 
sostituzione  su  un  mercato  del  lavoro  equilibrato. Ha fatto  valere  di 
essere  stato  riconosciuto  invalido  in  Italia  e  nel  Lussemburgo.  Ha 
esibito documenti medici già agli atti (doc. TAF 1).

I.
Nella  risposta  al  ricorso  dell'11  agosto  2008,  l'autorità  inferiore  ha 
proposto  la  reiezione  del  ricorso.  Ha  sottolineato  che  l'assenza  di 
un'occupazione lucrativa in ragione dell'età, degli  handicap fisici  o di 
una  formazione  insufficiente,  non  giustifica  il  riconoscimento  di  una 
rendita. Ha altresì precisato che, nell'ambito del calcolo comparativo 
dei  redditi,  è  stato  tenuto  conto  delle  particolarità  personali  e 
professionali  dell'interessato  con  una  riduzione  del  25%. L'autorità 
inferiore ha inoltre sottolineato che ogni assicurato deve intraprendere 
tutto  quanto  sia  esigibile  per  ovviare  alle  conseguenze  della  sua 
invalidità,  segnatamente  mettendo  a  frutto  la  sua  residua  capacità 
lavorativa se necessario in un nuova professione. Ha pure segnalato 
che  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  non  è  vincolata  dal  fatto 
che l'interessato è al beneficio di una pensione d'invalidità in Italia e 
nel  Lussemburgo.  Infine,  l'autorità  inferiore  ha  sottolineato  che 
l'insorgente  non  ha  allegato  alcun  fatto  nuovo  né  esibito  nuova 
documentazione  medica  suscettibile  di  giustificare  un  diverso 
apprezzamento della fattispecie (doc. TAF 5).

J.
Con  decisione  incidentale  del  12  settembre  2008  (notificata  il 
18 settembre  2008  [cfr. avviso  di  ricevimento  agli  atti;  doc. TAF 7]), 
questo Tribunale ha invitato il  ricorrente a versare, nel  termine di  30 
giorni  dalla  notificazione  della  decisione  incidentale  medesima,  un 
anticipo di  fr. 300.--  a  copertura delle presumibili  spese processuali. 
L'anticipo è stato versato il 23 settembre 2008 (doc. TAF 6 a 9).

K.
Nella  replica  del  26  settembre  2008,  l'interessato  ha  postulato  il 
riconoscimento  del  suo  diritto  ad  almeno  un  quarto  di  rendita 
d'invalidità. Ha ribadito che – conto tenuto della sua età avanzata, dei 
suoi handicap fisici, della mancanza di formazione professionale e del 
mercato  del  lavoro  chiuso  a  persone  di  età  avanzata  –  non  si  può 

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esigere da lui l'esercizio di un'attività di sostituzione su un mercato del 
lavoro equilibrato (doc. TAF 8).

L.
Nella  duplica  del  26  giugno 2009,  l'autorità  inferiore  ha  sottolineato 
che fattori quali l'età, gli handicaps fisici o la mancanza di formazione 
non giustificano il  riconoscimento  di  una rendita,  considerato che la 
ricerca da parte del ricorrente di un'attività sostituiva confacente non 
può  ritenersi  irrealista.  Ha  riconfermato  che  nell'ambito  del  calcolo 
comparativo  dei  redditi  è  stato  tenuto  conto  delle  particolarità 
personali  e  professionali  con  una  riduzione  (massima)  del  25%. 
L'autorità  inferiore  ha  quindi  nuovamente  proposto  la  reiezione  del 
ricorso (doc. TAF 12).

M.
Nelle  osservazioni  del  10  novembre  2009,  l'interessato  si  è 
riconfermato nelle argomentazioni in fatto e in diritto di cui al ricorso 
del 23 aprile 2008 ed alla replica del 26 settembre 2008 (doc. TAF 15).

N.
Con  provvedimento  del  19  novembre  2009,  questo  Tribunale  ha 
trasmesso  all'autorità  inferiore  per  conoscenza  le  osservazioni  del 
ricorrente del 10 novembre 2009 (doc. TAF 16).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b  della 
legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità 
(LAI, RS 831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA,  RS  172.021),  rese  dall'Ufficio  AI  per  le  persone  residenti 
all'estero.

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1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.4 Presentato  da  una  parte  direttamente  toccata  dalla  decisione  e 
avente un interesse degno di  protezione al  suo annullamento o alla 
sua modifica (art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e 
rispettoso dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 
PA) – è pertanto ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del 
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 

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condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 Dal profilo  temporale sono applicabili  le disposizioni  in vigore al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  che  deve  essere 
valutato giuridicamente  o che produce conseguenze giuridiche (DTF 
130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF 129 V 1 consid. 
1.2). Ne discende che se di principio si applicano, da un lato, le norme 
materiali  in vigore fino al  31 dicembre 2007,  per quanto attiene allo 
stato di fatto realizzatosi fino a tale data, mentre dall'altro lato, e per il 
periodo successivo, le nuove norme della  5a revisione della  LAI (cf. 
DTF 130 V 1 consid. 3.2 per quanto concerne le disposizioni formali 
della LPGA, immediatamente applicabili con la loro entrata in vigore), 
nel  caso  concreto,  e  dal  momento  che  è  stabilito  che  la  domanda 
dell'insorgente  avente  per  oggetto  l'ottenimento  di  una  rendita 
dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  è  stata  presentata  il 
23 marzo  2007,  il  diritto  eventuale  a  una  rendita  deve  essere 
esaminato  alla  luce  delle  disposizioni  della  LAI  in  vigore  fino  al  31 
dicembre 2007 (cfr. sentenza del Tribunale federale 8C_48/2009 del 29 
aprile 2009 consid. 4, sentenze del Tribunale amministrativo federale 
C-5031/2008 del 5 marzo 2010 consid. 3.4 e relativi riferimenti nonché 

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C-998/2008 del  17  febbraio  2008 consid. 3.2  e  C-2292/2008 del  10 
febbraio 2010 consid. 3.2).

3.3 Il ricorrente, come già rilevato, ha presentato la richiesta di rendita 
il 23 marzo 2007. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa 
che,  se  l'assicurato  si  annuncia  più  di  dodici  mesi  dopo  l'inizio  del 
diritto, le prestazioni sono assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti 
la richiesta. In concreto, questo Tribunale può limitarsi  ad esaminare 
se il ricorrente avesse diritto ad una rendita il 23 marzo 2006 (ossia 12 
mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un diritto 
alla  rendita  sia  sorto  tra  tale  data  e  il  26  febbraio  2008,  data  della 
decisione impugnata. Il  giudice delle assicurazioni sociali  esamina la 
decisione impugnata sulla  base della  situazione di  fatto  esistente al 
momento in cui essa è stata resa. Tiene conto dei fatti verificatisi dopo 
tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'accertamento 
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 
V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid. 1b).

4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una 
rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere 
cumulativamente le seguenti condizioni:

• essere invalido ai  sensi  della LPGA e della LAI (art. 8  LPGA 
nonché art. 4, 28 e 29 cpv. 1 LAI);

• aver pagato i  contributi durante un anno intero (art. 36 cpv. 1 
LAI).

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai 
sensi di legge.

5.

5.1 L'invalidità  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  è  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o 
infortunio  (art.  8  LPGA  e  4  cpv.  1  LAI).  Secondo  l'art.  7  LPGA,  è 
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in 

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considerazione,  provocata da un danno alla  salute  fisica,  mentale  o 
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed 
alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso 
d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata,  possono  essere  prese  in 
considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o 
campo d'attività (art. 6 LPGA).

5.2 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI,  in  vigore  dal  1°  gennaio  2004, 
l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il 
40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà,  a tre 
quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  60% e  ad  una  rendita 
intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in vigore 
dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista dall'art. 28 
cpv. 1ter LAI, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 
50%,  ma  pari  almeno  al  40%,  sono  versate  solo  ad  assicurati  che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  segnatamente  quando  l'assicurato  è  cittadino 
dell'UE o svizzero e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e 
sentenza del Tribunale federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 1 
e relativi riferimenti).

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  il  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  al  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno senza notevoli interruzioni, incapace 
al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La lettera a della citata 
norma  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato  ed  è  essenzialmente  irreversibile  e  suscettibile  di 
pregiudicare  la  capacità  di  guadagno  probabilmente  in  modo 
permanente,  in  una  misura  giustificante  il  riconoscimento  di  una 
rendita (sentenza del Tribunale federale I 146/02 del 5 agosto 2002). 
La  lettera  b se  lo  stato  di  salute è labile,  vale a dire  suscettibile  di 
evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 111 V 21 
consid. 2). Un danno alla salute tipicamente labile può essere reputato 
relativamente stabilizzato soltanto se la sua natura si è modificata a tal 
punto che si possa ammettere non essere verosimilmente suscettibile 
di  subire  modifiche  di  rilievo  in  un  futuro  presagibile  (sentenza  del 
Tribunale federale I 282/01 del 4 ottobre 2001; DTF 119 V 98 consid. 
4a).

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5.4 Un'incapacità  al  lavoro  del  20%  deve  essere  presa  in 
considerazione  per  il  calcolo  dell'incapacità  al  lavoro  media  giusta 
l'art. 29  cpv.  1  lett.  b  LAI  (cfr.  nota  marginale  2020  della  Circolare 
sull'invalidità  e la  grande invalidità  nel  suo tenore applicabile  fino al 
31 dicembre  2007;  Jurisprudence  et  pratique  administrative  des 
autorités  d'exécution  de  l'AVS/AI  [Pratique  VSI]  1998  p. 126 
consid. 3c).

6.

6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 
110 V 273 e DTF 105 V 205). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per 
il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito 
che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido;  metodo  generale  del 
raffronto dei redditi).

6.2 L'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  pertanto,  e  di 
principio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla 
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la conseguente incapacità lavorativa.

6.3 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico-giuridica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 
apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 
ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2 e DTF 114 V 310 consid. 3c).

7.

7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di 
assicurazioni  sociali  (art.  43  LPGA),  l'amministrazione  deve 
intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le 
informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia 
allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 
V 282 consid. 4a).

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7.2 Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione 
o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle 
prove,  di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una 
verosimiglianza preponderante,  e che ulteriori  misure probatorie non 
potrebbero  modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere 
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-
Kommentar, 2a ed., Zurigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del 
Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 
4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di 
essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht 
[SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).

7.3 In  virtù  degli  art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con 
l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 
(PCF, RS 273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i 
fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove 
necessarie e le valuta liberamente.

8.

8.1 Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve esaminare in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova 
rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve 
fondarsi,  in  piena  conoscenza  della  pregressa  situazione 
valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto delle 
censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a 
fondate,  logiche  e  motivate  deduzioni.  Peraltro,  per  stabilire  se  un 
rapporto  medico  ha  valore  di  prova  non  è  determinante  né  la  sua 
origine  né  la  sua  denominazione  –  ad  esempio  quale  perizia  o 
rapporto – ma il suo contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3a).

8.2 In  particolare,  per  quanto  concerne  le  perizie  giudiziarie  la 
giurisprudenza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi 
imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a 
disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, 
da  un  punto  di  vista  medico,  una  certa  fattispecie  (sentenza  del 
Tribunale  federale  U  505/06  del  17  dicembre  2007).  Ragioni  che 
possono indurre il giudice a non fondarsi su un tale referto sono ad 
esempio  affermazioni  contraddittorie,  il  contenuto  di  una 

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superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi per farlo e, 
meglio, se l'opinione di altri  esperti  appare sufficientemente fondata 
da  mettere  in  discussione  le  conclusioni  peritali  (sentenza  del 
Tribunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

8.3 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha 
precisato  che  esse  contengono  considerazioni  specialistiche  che 
possono contribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico. 
Malgrado  esse  abbiano  lo  stesso  valore  probatorio  di  una  perizia 
giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a 
mettere  in  discussione la  perizia  giudiziaria  oppure  quella  ordinata 
dall'amministrazione  (DTF  125  V  351).  Giova  altresì  rilevare  come 
debba  essere  considerato  con  la  necessaria  prudenza  l'avviso  dei 
medici  curanti,  i  quali  possono tendere a pronunciarsi  in favore del 
proprio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno 
con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).

8.4 Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici 
contraddittori  il  giudice non può evadere la vertenza senza valutare 
l'intero  materiale  e  indicare  i  motivi  per  cui  egli  si  fonda  su  un 
rapporto  piuttosto che su un altro. Al  riguardo va tuttavia  precisato 
che  non si  può  pretendere  dal  giudice  che raffronti  i  diversi  pareri 
medici  e  parimenti  esponga  correttamente  da  un  punto  di  vista 
medico,  come farebbe un  perito,  i  punti  in  cui  si  evidenziano delle 
carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del Tribunale 
federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

9.

9.1 Dalla  documentazione  medica  agli  atti  emerge  che  il  ricorrente 
soffre  segnatamente  di  diabete  tipo  II,  periartrite  scapolomerale 
calcificata, cervicoartrosi e lomboartrosi (cfr. perizia medica dettagliata 
E 213 del 6 aprile 2007).

9.2 Si  tratta  di  affezioni  di  carattere  labile,  ossia  suscettibili  di 
migliorare o peggiorare. Ne discende che, in mancanza di uno stato di 
salute  sufficientemente  stabilizzato,  è  inapplicabile  la  prima  lettera 
dell'art. 29 cpv. 1 LAI,  per cui  può entrare in  considerazione solo la 
seconda lettera della citata norma legale, la quale prevede un termine 
di  attesa di  un anno. Pertanto, il  ricorrente potrebbe pretendere una 
rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  solo  a  partire  dal 

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momento in cui  ha subito, senza interruzione notevole, un'incapacità 
lavorativa di almeno il 40% durante un anno.

10.

10.1 Nella fattispecie in esame, occorre determinare se il ricorrente ha 
subito nel periodo determinante (cfr. consid. 3.3 del presente giudizio), 
e  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa  media  di 
almeno il 40% durante un anno giusta l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI.

10.2 Dalle  carte  processuali  emerge  che,  dopo  il  rimpatrio,  il 
ricorrente ha ancora esercitato un'attività lucrativa in Italia fino al 2005 
e,  dopo  il  suo  trasferimento  in  Lussemburgo,  ha  lavorato  alle 
dipendenze dell'impresa B._______, come muratore specializzato, in 
ragione di 40 ore alla settimana, da settembre del 2005 al 15 ottobre 
2006, allorquando ha cessato l'attività per motivi di salute.

10.3

10.3.1 Nel suo rapporto  dell'8  gennaio 2008,  il  dott. C._______,  del 
SMR Rhône, ha osservato che il ricorrente (di 62 anni) è stato attivo 
quale  muratore.  Ha  constatato,  sulla  base  della  documentazione 
medica  agli  atti,  che  il  medesimo  soffre  di  bradicardia  sinusale  (47 
battiti  al  minuto)  ed  è  affetto  da  disturbi  degenerativi  al  rachide 
cervico-lombare nonché da una discreta calcificazione del tendine del 
sovraspinato  alla  spalla  destra.  Ha  in  particolare  ritenuto  che 
l'affezione  osteoarticolare  di  cui  soffre  l'insorgente  –  disturbi 
degenerativi  al  rachide ed alla  spalla  piuttosto  gravi  –  impedisce al 
medesimo l'esercizio di un'attività pesante, fra cui, quella di muratore, 
dal  1°  ottobre  2006,  ma  che  tale  patologia  non  comporta  alcuna 
limitazione funzionale  determinante  in  un'attività  sostitutiva,  la  quale 
avrebbe potenzialmente potuto essere esercitata dal 1° ottobre 2006 
(doc. 33). Questo Tribunale non ha ragione di  scostarsi  dal  suddetto 
apprezzamento,  che  riprende  anche  l'opinione  espressa  dal  dott. 
E._______ nel suo certificato del 17 novembre 2007 (doc. 31) secondo 
cui lo stato di salute del ricorrente è incompatibile con la professione 
esercitata  precedentemente  (ma  non  con  altre  attività  sostitutive 
adeguate), benché nella perizia medica dettagliata E 213 del 6 aprile 
2007 (doc. 29) sia stata postulata un'incapacità al lavoro del 100% in 
una qualsiasi  attività  sostitutiva  adeguata. La  valutazione  di  cui  alla 
perizia E 213 non è in effetti corroborata da riscontri oggettivi né nella 
citata perizia né in altri  documenti  medici  agli  atti,  segnatamente da 

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indicazioni precise, affidabili e oggettivabili sull'esistenza di problemi di 
salute  maggiori  di  quelli  ritenuti  dal  medico  del  SMR  e  suscettibili 
d'incidere  sulla  capacità  lavorativa  dell'insorgente  anche  in  attività 
sostitutive adeguate.

10.3.2 L'insorgente ha certo affermato – nello scritto del 14 febbraio 
2008,  successivo  al  progetto  di  decisione del  28  gennaio  2008,  ma 
pure in sede di ricorso e di replica – che le affezioni di cui soffre non 
gli  consentono  di  esercitare  alcuna  attività  lucrativa  e  giustificano 
un'invalidità  almeno nella  misura del  40%. Tuttavia,  non ha prodotto 
nuova  documentazione  medica  suscettibile  di  far  sorgere  dei  dubbi 
sull'apprezzamento medico effettuato dal SMR Rhône.

10.3.3 In siffatte circostanze, ben poteva l'autorità inferiore decidere il 
caso sulla base della documentazione medica agli  atti  senza dovere 
procedere  d'ufficio  ad  ulteriori  accertamenti,  non  risultando  dalla 
documentazione sufficienti  indizi  che potessero giustificare dubbi  od 
incertezze  riguardo  all'esito  della  causa  per  quanto  attiene  alla 
valutazione medica sulla residua capacità lavorativa dell'insorgente. In 
altri  termini,  sulla  scorta  della  documentazione medica nonché delle 
considerazioni  che  precedono,  questo  Tribunale  ritiene  che  il 
ricorrente, dall'ottobre 2006, non avrebbe più potuto svolgere il lavoro 
di muratore nella misura indicata dal dott. C._______ nel suo rapporto 
dell'8  gennaio  2008  in  quanto  controindicato  rispetto  alle  patologie 
descritte,  ma a lui  sarebbero comunque state proponibili  al  100%, a 
partire dal 1° ottobre 2006, attività  sostitutive leggere e adeguate al 
suo stato di salute.

10.3.4 Non  soccorre  il  ricorrente  neppure  il  fatto  che  sia  stato 
riconosciuto invalido ai  sensi  del  diritto  lussemburghese e del  diritto 
italiano (v. doc. 8, segnatamente la copia della decisione del 1° giugno 
2007 della competente autorità del Lussemburgo in materia d'assegno 
d'invalidità,  e  doc. 38,  segnatamente la copia della  decisione del  25 
gennaio  2008  dell'INSP  di  D._______  in  materia  d'assegno 
d'invalidità).  Giova  in  effetti  rammentare  che  la  valutazione  di 
un'autorità  straniera  con  riferimento  all'incapacità  lavorativa  di  un 
assicurato  non  vincola  di  principio  le  autorità  svizzere 
nell'apprezzamento del caso secondo il diritto svizzero (v. sentenza del 
Tribunale  federale  I  435/02  del  4  febbraio  2003  consid.  2  nonché 
consid. 2.4 del presente giudizio).

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11.
Occorre  pertanto  determinare  se  le  attività  di  sostituzione  proposte 
dall'autorità  inferiore  siano  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato 
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro (art. 
16 LPGA).

11.1 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, il  concetto di 
mercato  del  lavoro  equilibrato  è  una  nozione  teorica  ed  astratta 
implicante, da una parte, un certo equilibrio tra offerta e domanda di 
manodopera  e,  dall'altra,  un  mercato  del  lavoro  strutturato  in  modo 
tale  da  offrire  una  gamma  di  posti  di  lavoro  diversificati.  Secondo 
questi  criteri  si  dovrà  di  caso  in  caso  stabilire  se  l'invalido  possa 
mettere a profitto le sue residue capacità di guadagno e conseguire un 
reddito  tale  da  escludere  il  diritto  ad  una  rendita  (v.  sentenza  del 
Tribunale federale I 871/02 del 20 aprile 2004; DTF 110 V 273 consid. 
4b).

11.2 Alfine di esaminare in quale misura un assicurato possa ancora 
sfruttare la sua residua capacità di guadagno sul mercato del lavoro 
entrante  in  considerazione,  non  vanno  poste  esigenze  eccessive 
riguardo  alla  concretizzazione  delle  possibilità  di  lavoro  e  delle 
prospettive  di  guadagno  (v.  sentenze  del  Tribunale  federale 
9C_236/2008  del  4  agosto  2008  consid. 4.2  e  9C_446/2008  del  18 
settembre  2008  consid.  4.2).  Pertanto,  ai  fini  della  determinazione 
dell'invalidità,  non  si  deve  esaminare  se  un  invalido  possa  essere 
collocato rispetto alle circostanze concrete del mercato del lavoro, ma 
valutare  unicamente  se  quest'ultimo  possa  sfruttare  la  sua  residua 
capacità  lavorativa  allorquando  le  attività  disponibili  corrispondono 
all'offerta di manodopera. Tuttavia, al riguardo non ci si deve fondare 
su  possibilità  di  impiego  irrealistiche  oppure  prendere  in 
considerazione un  tipo  di  attività  quasi  sconosciuto  dal  mercato  del 
lavoro. In particolare, l'esistenza di un'attività ragionevolmente esigibile 
(art. 28 cpv. 2 LAI) deve essere negata qualora l'attività sia esigibile in 
una forma talmente ristretta da non rientrare più nell'offerta lavorativa 
generale oppure a condizione di concessioni irrealistiche da parte di 
un datore di lavoro (v. sentenza del Tribunale federale I 61/05 del 27 
luglio 2005 consid. 4.3 e relativi riferimenti).

11.3 Fattori  quali  l'età,  l'insufficiente  formazione  o  le  difficoltà 
linguistiche  non  possono  venir  ignorati  nella  determinazione,  in  un 
caso  concreto,  delle  attività  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato; 

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gli  stessi  non  costituiscono  altresì  delle  circostanze  supplementari 
suscettibili  di  influenzare  il  grado  di  invalidità,  anche  se  talvolta 
rendono difficile, perfino impossibile, la ricerca di un impiego e quindi 
la  messa  a  profitto  della  residua  capacità  lavorativa.  Tuttavia, 
allorquando  si  tratta  di  determinare  l'invalidità  di  un  assicurato 
prossimo  all'età  di  pensionamento,  si  deve  effettuare  un  esame 
complessivo della fattispecie e verificare se quest'ultimo è (o era) in 
grado, in modo realistico, di reperire un'occupazione su un mercato del 
lavoro  equilibrato  (v.  sentenze  del  Tribunale  federale  I  61/05  del 
27 luglio 2005 consid. 4.4 e relativi riferimenti, I 819/04 del 27 maggio 
2005 consid. 2.2). Indipendentemente dall'obbligo di ogni assicurato di 
diminuire il danno (v. DTF 123 V 230 consid. 3c e relativi riferimenti), 
l'amministrazione rispettivamente  il  giudice  deve accertare,  nel  caso 
concreto,  se  un  potenziale  datore  di  lavoro  sarebbe  disposto  ad 
assumere l'assicurato tenuto conto segnatamente delle attività esigibili 
da quest'ultimo rispetto alle affezioni fisiche e psichiche, dell'eventuale 
adattamento  del  suo  posto  di  lavoro  al  suo  handicap,  della  sua 
esperienza  professionale  e  della  sua  situazione  sociale,  delle  sue 
capacità  di  adattamento  ad  un  nuovo  impiego,  del  salario  e  delle 
contribuzioni  sociali,  nonché  della  prevedibile  durata  del  rapporto  di 
lavoro (v. sentenze del  Tribunale federale I  61/05 del  27 luglio  2005 
consid. 4.4, I 891/04 del 27 maggio 2005 consid. 2.2, I 462/02 del 26 
maggio 2003 consid. 2, I 401/01 del 4 aprile 2002 consid. 4).

11.4 Quanto  all'esigibilità  e  alla  possibilità  per  l'insorgente  di 
esercitare  una  nuova  attività  in  un  mercato  equilibrato  del  lavoro, 
questo  Tribunale  osserva  che  il  medesimo,  nato  l'(...),  aveva già  60 
anni e 10 mesi al momento in cui avrebbe potuto al più presto nascere 
–  nell'ottobre  del  2007  (cf.  doc.  33)  –  il  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità, momento in cui è opportuno 
piazzarsi  per  determinare,  in  questo  contesto,  l'esigibilità  di  un 
cambiamento  d'attività  (v.  sentenze  del  Tribunale  federale 
9C_612/2007 del  14 luglio 2008 consid. 5.2, I  761/04 del 17 agosto 
2004  consid.  3.3.1  e  I  462/02  del  26  maggio  2003  consid.  3.2).  In 
considerazione dell'età del ricorrente è pertanto opportuno effettuare 
un  esame  globale  ed  approfondito  della  fattispecie  secondo  la 
menzionata  giurisprudenza.  A  tale  riguardo,  giova  rilevare  che 
l'insorgente, nonostante le patologie di cui soffre secondo la diagnosi 
riportata  al  considerando  9.1  del  presente  giudizio,  può  svolgere  – 
secondo l'opinione del medico del SMR Rhône interpellato e che si è 
fondato su documentazione sufficiente per potere fondare un giudizio 

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convincente in merito – un'attività sostitutiva leggera al 100%. Certo, il 
medico  del  SMR  Rhône  non  ha  proposto  alcuna  attività  sostitutiva 
adeguata  alle  condizioni  del  ricorrente.  L'autorità  inferiore  ha 
comunque ritenuto, nell'ambito del calcolo comparativo dei redditi,  in 
virtù del rapporto del gennaio 2008 del medico del SMR (doc. 33), che 
l'insorgente avrebbe potuto svolgere un'attività confacente al suo stato 
di salute in ogni categoria professionale del settore secondario nonché 
del  settore  terziario.  Certo  durante  la  sua  carriera  professionale  il 
ricorrente appare avere svolto esclusivamente l'attività di muratore (cfr. 
doc. 6 e 22). Questo Tribunale osserva,  tuttavia,  che al  ricorrente si 
presenta un ventaglio relativamente ampio di professioni possibili nei 
settori  dell'industria  e  dei  servizi,  con mansioni  semplici  e  ripetitive, 
che  non  richiedono  necessariamente  la  messa  in  atto  di  particolari 
misure di reintegrazione professionale né un particolare o complesso 
adattamento  del  posto  di  lavoro  al  suo  stato  di  salute.  Peraltro, 
l'interessato non ha fornito elementi precisi ed oggettivi con riferimento 
all'inesigibilità  dell'esercizio  d'attività  sostitutive  adeguate.  Infine,  va 
rilevato che un eventuale rapporto di lavoro avrebbe potuto proseguire 
per circa 4 anni (dalla virtuale nascita del diritto ad una rendita) o per 
3 anni e 9 mesi dalla pronuncia della decisione impugnata, fino all'età 
di  pensionamento  secondo  il  diritto  svizzero.  Da  quanto  esposto, 
discende che si può ragionevolmente esigere dall'insorgente che abbia 
a mettere a profitto la sua residua capacità lavorativa in attività leggere 
adeguate su un mercato del lavoro equilibrato.

12.
Infine, occorre esaminare la conformità del tasso d'invalidità calcolato 
dall'autorità inferiore.

12.1 Questo  Tribunale  osserva,  con  riferimento  al  calcolo  effettuato 
dall'autorità  inferiore  per  la  determinazione  del  tasso  d'invalidità, 
secondo le basi di calcolo di cui al documento n. 34, che occorre fare 
riferimento ai dati statistici tabellari del 2007 e non del 2006, ritenuto 
che il diritto ad una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità 
avrebbe potuto al  più  presto  nascere  nell'ottobre  del  2007 (cfr. doc. 
33).  Pertanto,  andrebbe  tenuto  conto  di  un  salario  mensile  senza 
invalidità di fr. 5'748.53 (tenuto conto di un salario medio mensile nel 
2006  di  fr.  5'422.--  nel  settore  “costruzioni”  ritenuto  dall'UAIE  nel 
proprio calcolo [doc. 34], di un orario medio usuale nel 2007 di 41.7 
ore  settimanali  nonché  di  un'indicizzazione  del  salario  dell'1,7% 
rispetto  al  2006  [cfr.  statistiche  pubblicate  dall'Ufficio  federale  di 

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statistica]) e di un salario mensile medio con invalidità di fr. 3'759.03 
(tenuto  conto  di  un salario  medio mensile  nel  2006 di  fr. 4'732.--  in 
attività semplici e ripetitive, di un orario medio usuale nel 2007 di 41.7 
ore  settimanali  nonché  di  un'indicizzazione  del  salario  dell'1,6% 
rispetto  al  2006  [cfr.  statistiche  pubblicate  dall'Ufficio  federale  di 
statistica] e della presa in considerazione di una riduzione del 25%, la 
quale  appare ammissibile  tenuto conto della  giurisprudenza di  cui  a 
DTF 126 V 75).

12.2 Dal confronto fra il  reddito da valido di  fr. 5'748.53 e quello da 
invalido  di  fr.  3'759.03  consegue  la  determinazione  di  un  grado 
d'invalidità  del  35% che esclude il  riconoscimento  del  diritto  ad una 
rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  Il  calcolo  della 
perdita di guadagno viene indicato come segue: (5'748.53 – 3'759.03) 
x 100] : 5'748.03 = 34,61%.

12.3 Va  infine  ricordato  che,  per  costante  giurisprudenza,  ogni 
assicurato  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  ragionevolmente 
esigibile  per  ovviare  nel  modo  migliore  possibile  alle  conseguenze 
della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua 
capacità lavorativa se necessario in una nuova professione (sentenza 
del  Tribunale  federale  I  543/03  del  27  agosto  2004;  DTF  130  V  97 
consid. 3.2 e DTF 113 V 22 consid. 4a).

12.4 Per conseguenza, il ricorso, destituito di fondamento, non merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

13.

13.1 Visto l'esito della  procedura,  le  spese processuali,  di  fr. 300.--, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché 
art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili  nelle 
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  21  febbraio 
2008  [TS-TAF, RS  173.320.2]).  Esse  sono  computate  con  l'anticipo 
spese,  di  identico  ammontare,  versato  dal  ricorrente  stesso  il 
23 settembre 2008.

13.2 Al  ricorrente,  soccombente,  non spetta  altresì  alcuna indennità 
per spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con 
l'art.  7  cpv. 1  e  2  TS-TAF a  contrario).  Peraltro,  le  autorità  federali, 
quand'anche vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a 

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C-2769/2008

titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili 
nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).

(dispositivo alla pagina seguente)

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C-2769/2008

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 300.--, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo  spese  di  fr.  300.--,  versato  il  23  settembre  2008,  è 
computato con le spese processuali.

3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- rappresentante  del  ricorrente  (Raccomandata  con  avviso  di 
ricevimento)

- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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