# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 867abda0-76b7-53d6-b07b-437236750914
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-11-29
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 29.11.2017 14.2017.122
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2017-122_2017-11-29.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2017.122

  	
  Lugano

  29 novembre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Villa

  

 

 

statuendo nella causa n. __________ (rigetto
definitivo dell’opposizione) della Giudicatura di pace del Circolo di Lugano
Ovest promossa con istanza 2 marzo 2017 dal

 

	
   

  	
  CO 1 

  (rappresentato dal proprio Municipio,)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 22 luglio 2017 presentato da RE 1 contro la
decisione emessa l’11 luglio 2017 dal Giudice di pace;

 

 

ritenuto

 

in
fatto:                    A.   Con precetto esecutivo
n. __________ emesso il 23 novembre 2016 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, il
CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 1'233.40 oltre agli interessi
del 5% dal 29 aprile 2016, indicando quali titoli di credito: “Fatt. __________ del 31.12.09 periodo dal
30.01.10 al 28.04.15 tot. giorni 1889 capitale fr. 276.– interessi al 5% fr. 72.40
capitale + interessi fr. 348.40.

                                         Fatt. __________ del 31.12.10 periodo dal
30.01.11 al 28.04.15 tot. giorni 1529 capitale fr. 252.– interessi al 5% fr. 53.50
capitale + interessi fr. 305.50. 

                                         Fatt. __________
del 31.12.11 periodo dal 30.01.12 al 28.04.15 tot. giorni 1169 capitale fr. 252.–
interessi al 5% fr. 40.90 capitale + interessi fr. 292.90. 

                                         Fatt.__________
del 30.06.12 periodo dal 30.07.12 al 28.04.15 tot. giorni 989 capitale fr. 252.–
interessi al 5% fr. 34.60 capitale + interessi fr. 286.60”.

                                  B.   Avendo
RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 2 marzo 2017 il
Comune di Lugano ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Giudicatura di pace
del Circolo di Lugano Ovest. Nel termine impartito, la
parte convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni
scritte del 18 marzo 2017. Con replica del 19 aprile l’istante
ha confermato la sua domanda, mentre la parte convenuta vi si è nuovamente
opposta con una breve duplica dell’11 maggio 2017.

                                  C.   Statuendo con decisione 11 luglio 2017, il Giudice di pace ha accolto l’istanza
e rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dalla parte convenuta,
ponendo a suo carico le spese processuali
di fr. 150.– e un’indennità di fr. 100.– a favore dell’istante.

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 22 luglio 2017 per ottenerne l’an­­nullamento
e la reiezione dell’istanza. Stante l’esito del giudizio odierno, il reclamo
non è stato notificato alla controparte per osservazioni.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­­posizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

                                1.1   Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato il 22 luglio 2017 contro la sentenza notificata a RE 1 il 12 luglio,
in concreto il reclamo, inoltrato l’ultimo giorno del termine, è tempestivo.

                                1.2   La Camera decide in linea di principio in
base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2
CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC)
contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 con­sid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con
il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento
manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili
conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

                                   2.   In
virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria
esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso provi con documenti che
dopo l’emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per il
pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione. La procedura
di rigetto è una procedura documentale (Aktenprozess), il cui scopo
non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza
di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo
prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza
esecutiva ove l’escusso non dimostri immediatamente eccezioni liberatorie (DTF
132 III 142, consid. 4.1.1).

                                   3.   Nella
decisione impugnata, il Giudice di pace ha accolto l’istanza dopo aver (implicitamente)
ritenuto che le fatture relative alla raccolta dei rifiuti prodotte dall’istante
costituiscono un valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione nel senso
dell’art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF per l’importo posto in esecuzione, poiché non sono
state oggetto di contestazione formale “a suo tempo” e per le stesse
risultano essere già stati versati degli acconti “a conferma della fondatezza della pretesa”.

                                   4.   Nel
reclamo RE 1 ribadisce di essere stata esonerata dal pagamento della tassa dei
rifiuti dall’ente che le ha emesse – il Comune di __________, nel frattempo
assorbito dal Comune di CO 1 – poiché nella zona in cui risiede a suo dire non
vi erano cassonetti dell’immondizia che le consentissero di usufruire del relativo
servizio di raccolta. Al proposito la reclamante sostiene che nel corso degli
anni vi è stato uno scambio di corrispondenza con il Comune istante, di cui
produce una sua lettera raccomandata del 12 dicembre 2016. Rileva d’altronde
che già per quanto concerne i contributi di costruzione e di canalizzazione
“LALIA” il Comune di __________ aveva ravvisato un errore nel richiedere il
pagamento, dal momento che la reclamante non era allacciata alla fognatura
pubblica. Chiede pertanto l’annullamen­­to della decisione impugnata e del
precetto esecutivo.

                                   5.   In
ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), il giudice esamina d’ufficio
(DTF 103 Ia 52 consid. 2/e), a prescindere dalle allegazioni delle parti, se la
documentazione prodotta costituisce valido titolo di rigetto dell’opposizione (DTF
139 III 447 consid. 4.1.1).

                                5.1   Giusta
l’art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF sono parificate alle sentenze giudiziarie, e valgono
quindi quale titolo di rigetto definitivo, le decisioni di autorità
amministrative svizzere, purché siano esecutive. Salvo norme speciali
contrarie, come per le sentenze civili non è necessario il passaggio in
giudicato (Staehelin: in Basler Kommentar,
SchKG I, 2a ed. 2010, n. 110 ad art. 80 LEF).

                                5.2   Nella fattispecie, il Comune di CO 1 fonda
la propria pretesa nei confronti della convenuta su quattro fatture (n. __________,
__________, __________ e __________) relative alla “Tassa raccolta rifiuti” per gli anni dal 2009 al 2012 compresi,
emesse dall’allora Comune di __________ il 1° gennaio di ogni anno cui si
riferiscono (doc. B-E acclusi all’i­­stanza), con le quali è stato chiesto a RE
1 il versamento di complessivi fr. 1'032.–, pari alla tassa di fr. 276.–
per l’anno 2009 e di fr. 252.– ciascuno per gli anni 2010, 2011 e 2012.
Tali tasse corrispondono alla quota parte richiesta, la prima, “per nucleo famigliare
con più di due figli” e
le tre ultime “per nucleo famigliare con due figli” stabilita all’art. 28 dell’Ordinanza municipale
del 3 ottobre 2006 (doc. A).

                                  a)   Nel reclamo RE 1
pare invero contestare la ricezione delle fatture (pag. 2
in alto: “… non avevo mai
ricevuto pretese di alcun tipo da parte da questo ente”), ma si tratta di allegazione nuova – e pertanto inammissibile (sopra
consid. 1.2) – oltre che contraddittoria con quanto dichiarato in prima sede,
giacché nelle sue osservazioni (a pag. 1) essa ha scritto che “numerosa negli anni è stata la corrispondenza
intercorsa tra la scrivente e l’Ente impositore, riguardo il pagamento della
tassa raccolta rifiuti”. In queste circostanze, non avendo l’escussa interposto reclamo
al Municipio entro il termine di 30 giorni esplicitamente menzionato sulle
fatture, esse sono da considerare passate in giudicato (come d’altronde
attestato sul retro di ognuna di esse) e costituiscono di principio un valido
titolo di rigetto definitivo dell’opposizione ai sensi del­l’art. 80 cpv. 2 n.
2 LEF per gli importi ivi indicati (come peraltro ricordava l’art. 28 cpv. 2
della predetta Ordinanza; cfr. pure sentenza della CEF 14.2015.153 del 17
dicembre 2015 consid. 5.1, massimata in RtiD 2016 II 649 n. 36c).

                                  b)   Di
principio le decisioni esecutive nel senso dell’art. 80
LEF, comprese le decisioni amministrative, valgono titolo di rigetto definitivo
anche per gli interessi di mora maturati dopo il loro passaggio in giudicato
sebbene non lo specifichino esplicitamente (Staehelin, op. cit., n. 49 e 134 ad art. 80; Abbet in: La mainlevée d’opposition,
2017, n. 43 e 139 ad art. 80 LEF). Decorrenza e tasso d’interesse
sono definiti, laddove esista, dalla legislazione speciale applicabile alla
pretesa posta in esecuzione (sentenze della CEF 14.2015.248 del 13 aprile 2016,
consid. 5.5, e 14.2015.163/164 del 9 dicembre 2015 consid. 5.3/a). In assenza
di disposizione particolare,
gli interessi decorrono dalla costituzione in mora (tramite interpellazione
secondo l’art. 102 cpv. 1 CO applicato per analogia), la cui prova incombe al
creditore se il debitore la contesta, al tasso annuo del 5% (Staehelin, op. cit., n. 134 ad art. 80; Abbet, op. cit., n. 44 e 139 ad art. 80;
implicitamente: sentenza del Tribunale federale 5D_13/2016 consid. 2.3.3), l’art.
104 cpv. 1 CO esprimendo un principio generale applicabile anche ai crediti di diritto pubblico (cfr. DTF
117 V 350 consid. 3/b e i rinvii).

                                  c)   Nel
caso in esame, l’istante ha esposto nella domanda d’esecu­­zione (doc. L) il
calcolo degli interessi di mora arretrati, che figura anche sul precetto
esecutivo (doc. M). Li ha calcolati dal 30 gennaio dell’anno successivo a
quello di riferimento (ovvero 30 giorni dopo la scadenza di pagamento) fino al
28 aprile 2015 al tasso del 5%, giungendo, correttamente (secondo la convenzione
commerciale per cui un anno conta 12 mesi di 30 giorni), a un totale di fr. 201.40.
Siccome la reclamante non ha contestato né le scadenze né il tasso d’interesse,
la concessione del rigetto definitivo per l’importo figurante sul precetto
esecutivo merita quindi conferma, tranne su un punto: va limitata agli
interessi di mora del 5% correnti dal 29 aprile 2016 sul solo capitale (fr. 1'032.–),
senza gli interessi arretrati, stante il divieto dell’anatocismo (art. 105 cpv.
3 CO). La sentenza impugnata va così riformata nel senso di accogliere l’istanza
limitatamente a fr. 1'233.40 (pari al capitale di fr. 1'032.– più gli
interessi arretrati di fr. 201.40) oltre agli interessi correnti del 5%
dal 29 aprile 2016 su fr. 1'032.–.

                                        6.   In virtù dell’art.
81 cpv. 1 LEF l’escusso può opporsi al rigetto definitivo ove provi con
documenti che dopo la sentenza il debito è stato estinto o il termine per il pagamento
è stato prorogato ovvero dimostri che è prescritto. Motivi di estinzione
verificatisi prima e che sarebbero potuti essere sollevati già nella procedura
che ha portato alla sentenza non possono più essere fatti valere in sede di
rigetto (DTF 138 III 586 consid. 6.1.2; DTF 135 III 320 consid. 2.5; sentenza
della CEF 14.2015.14 del 23 marzo 2015 consid. 5.2).

                                      6.1   Nel caso specifico, la
reclamante non si confronta con la sentenza impugnata – in cui il giudice ha
preso atto della mancata contestazione formale delle fatture e del versamento
di alcuni acconti – ma, come visto, ribadisce solo che il Comune di __________
l’avrebbe esonerata dal pagamento delle tasse in questione. Non fornisce però
alcuna prova della propria allegazione. Lo scritto del 12 dicembre 2016 da lei
prodotto (doc. 1 accluso alle osservazioni all’istanza) è una sua lettera al
Comune di CO 1 che ovviamente non è atta a dimostrare (nel senso dell’art. 81
LEF) che il Comune di __________, prima della fusione nel 2013, avesse rinunciato
a prelevare le tasse per la raccolta dei rifiuti. Al contrario il fatto che le
fatture agli atti siano state emesse dall’allora Comune di __________ conferma
la sua volontà di percepirle. Se, del resto, la pretesa esenzione fosse
avvenuta prima dell’emissione delle fatture, RE 1 avrebbe dovuto contestare
ognuna di esse entro 30 giorni dall’intimazione con un reclamo al Municipio di __________.
Non avendo provato di averlo fatto, la sua censura non può più essere esaminata
in sede di rigetto, siccome esula dalla competenza del giudice del rigetto, che
è vincolato alle decisioni passate in giudicato (sopra consid. 6).

                                              D’altronde la pretesa assenza
di richiami da parte del Comune di __________ non è parificabile a un condono,
nessuna rinuncia potendo essere presunta prima della scadenza del termine di
prescrizione del diritto di riscossione, che in assenza di norma specifica è di
dieci anni (art. 137 cpv. 2 CO per analogia; sentenza del Tribunale federale
5A_152/2012 del 19 dicembre 2012 consid. 4.6.2.1; sentenza del Tribunale amministrativo cantonale
52.2010.293 del 7 dicembre 2011, consid. 4.2; Abbet, op. cit.,
n. 29 ad art. 81). Non è d’altronde
necessario verificare se nella fattispecie il termine di prescrizione sia
eventualmente più breve (ma comunque di cinque anni al minimo), poiché la
reclamante non ha eccepito la prescrizione e il giudice del rigetto non può supplirvi
d’ufficio (art. 142 CO), neppure per quanto attiene ai crediti di diritto
pubblico, ove si tratti non del diritto di tassazione bensì del diritto di riscossione (sentenze del
Tribunale federale 5A_216/2013 del 24 luglio 2013 consid.
2.2.2 e 5A_744/2012 del 10 giugno 2013 consid. 1.3.2; Staehelin, op. cit., n. 22 ad art. 81; Abbet, op. cit., n. 31 ad art. 81). In
assenza di prova del preteso
esonero (o condono), la sentenza impugnata non può ch’es­­sere confermata.

                                      6.2   Le considerazioni della reclamante sui contributi di costruzione e di
canalizzazione “LALIA” e sulla situazione dei servizi nella zona in cui abita
non sono di rilievo in questa sede, poiché non rientrano tra le eccezioni
proponibili in virtù dell’art. 81 LEF (sopra consid. 6).

 

                                   7.   In
entrambe le sedi la tassa,
stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza quasi integrale della reclamante (art. 106 cpv. 1
CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, la controparte, cui il reclamo
non è stata notificato per osservazioni, non essendo incorsa in spese in questa
sede.

                                   8.   Circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 1'032.–,
non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art.
74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è parzialmente
accolto e di conseguenza il dispositivo n. 1 della sentenza impugnata è così
riformato:

                                         1.   L’istanza è parzialmente accolta e di conseguenza l’opposizione al
precetto esecutivo n. __________ dell’Ufficio d’esecuzione di Lugano è
rigettata in via definitiva limitatamente a fr. 1'233.40, oltre agli interessi
del 5% dal 29 aprile 2016 su fr. 1'032.–.

 

                                   2.   Le
spese processuali di complessivi fr. 260.– relative al presente giudizio, già anticipate dalla
reclamante, sono poste a suo carico.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                         Comunicazione alla Giudicatura di pace del Circolo di Lugano Ovest.

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia
civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo se la
controversia concerne “una questione di diritto di importanza fondamentale”
(art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto è dato, entro
lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al
Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).