# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 36b295ad-21dd-54f5-afc7-0a4372dd4a37
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2003.239
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-239_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.239

   

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Irène Pavone, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 11 luglio 2003 di

 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 24 giugno 2003 del Consiglio di Stato
  (n. 2825), che conferma la decisione 28 aprile 2003 con cui il municipio di
  __________ ha negato all’insorgente il rilascio della licenza edilizia per la
  costruzione di tre nuovi posteggi scoperti sulla part. __________ RF di
  __________, situata fuori zona edificabile;

  

 

 

viste le risposte:

-    28 luglio 2003 di
__________, __________ e __________ __________;

-    30 luglio 2003 del
municipio di __________;

-    19 agosto 2003 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

A.      Il 20 febbraio 2002, la ditta __________ __________ di __________,
qui ricorrente, ha richiesto al municipio di __________ il rilascio di una
licenza edilizia per la costruzione di tre nuovi posteggi scoperti sulla part.
__________ RF di __________, di sua proprietà, situata fuori zona edificabile.

Lo stesso giorno, ha presentato una domanda
di dissodamento per una superficie di circa 100 mq sulla predetta particella,
allo scopo di ricavare lo spazio necessario per realizzare i tre posteggi e
dare così l’accesso alle particelle n. __________ e __________ RF di
__________, raggiungibili soltanto superando 180 gradini dalla sottostante
strada comunale. 

 

 

                                  B.   Alla
domanda di costruzione si sono opposti __________, __________ e __________
__________, con scritto 21 marzo 2002, per il motivo che il progetto presentato
comporterebbe una violazione del diritto di passo di cui beneficia la particella
di proprietà della __________ __________, ma anche un’illecita invasione della
strada di proprietà __________ (part. __________ RF di __________).

 

La domanda di dissodamento è stata accolta
con decisione 11 giugno 2002 del Consiglio di Stato (n. __________).

 

 

                                  C.   Il
Dipartimento del territorio si è opposto (avviso 35455) alla licenza edilizia
ritenendo, in sostanza, insoddisfatte le condizioni poste dall’art. 24 LPT.

Conseguentemente, il municipio, vincolato
dal preavviso negativo espresso dall’autorità cantonale (art. 7 cpv. 2 LE), ha
negato alla ricorrente il rilascio della licenza edilizia richiesta.

 

 

                                  D.   Il 24
giugno 2003 il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso presentato dalla
__________ __________, confermando il diniego della licenza edilizia (n. 2825).
Secondo il Governo, l’opera contestata non sarebbe conforme alla zona in cui dovrebbe
sorgere (art. 22 cpv. 2 litt. a LPT), né potrebbe essere autorizzata giusta
l’art. 24 LPT, non essendo soddisfatto il requisito dell’ubicazione vincolata.

                                         L’autorità
cantonale rileva inoltre che la mancanza di posteggi nella zona non cambia
nulla a tale conclusione. In effetti, non vede come la realizzazione di solo
tre posteggi potrebbe contribuire a risolvere il problema.

 

 

                                  E.   Con ricorso
11 luglio 2003, la __________ __________ è insorta davanti a questo tribunale
postulando il rilascio della licenza edilizia. La ricorrente ribadisce in sostanza
gli argomenti esposti davanti al Consiglio di Stato, segnatamente che, considerata
la penuria di parcheggi nella parte alta del quartiere __________, si giustifica
di costruire i tre parcheggi oggetto della domanda proprio lì dove richiesto.

Inoltre, rimprovera al Governo di non aver
tenuto conto del fatto che le autorità cantonali competenti l’abbiano
formalmente autorizzata a dissodare la parte della particella necessaria alla
realizzazione dei parcheggi. Conformemente al principio di coordinazione
formale e materiale fra le varie autorità interessate, la licenza edilizia doveva
pertanto essere rilasciata. 

Censura infine il mancato esperimento di un
sopralluogo e invoca la protezione della sua buona fede, avendo il municipio,
con lettera del 6 dicembre 2000, comunicato alla __________ __________ che “per
quanto è di nostra competenza nulla osterebbe alla realizzazione dei posteggi
da lei previsti”, nonché il rispetto del principio di parità di
trattamento, essendo state concesse, a dire della ricorrente, diverse autorizzazioni
ai sensi dell’art. 24 LPT nella stessa zona.

 

 

F.Il Consiglio di Stato si oppone all’accoglimento dell’impugnativa,
riconfermandosi nelle tesi contenute nel proprio giudizio. Ad identica
conclusione giunge il municipio.

Gli
opponenti __________ non si ritengono più implicati nella causa, poiché hanno
proceduto a derelizione del mappale confinante con quello su cui è prevista
l’edificazione dei posteggi.

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art. 21 cpv. 1 LE) e
la legittimazione attiva dell’insorgente certa (art. 21 cpv. 2 LE; art. 43
PAmm). Il ricorso, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm), è pertanto ricevibile in
ordine.

Il giudizio può inoltre essere evaso sulla
base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm). L’esperimento di un
sopralluogo non appare necessario, in quanto le prove agli atti permettono di
rappresentarsi in modo sufficientemente preciso la situazione dei luoghi
interessati.

 

 

2.2.1. Di principio, l'autorizzazione a costruire può essere
rilasciata soltanto se l'intervento edilizio è conforme alla funzione prevista
dal piano regolatore per la zona d’utilizzazione, ovvero soltanto per
insediamenti la cui destinazione s’integra convenientemente nelle finalità
della zona in cui sorgono (principio della conformità funzionale, art. 22 cpv.
2 lett. a LPT).

 

2.2.
Nel caso concreto, il fondo di proprietà della ricorrente, ricoperto di bosco
(3'447 mq) e prato (213 mq), è situato fuori zona edificabile. 

Indiscutibilmente,
i tre posteggi in esame non hanno alcuna connessione con la funzione assegnata
alla zona. L'autorizzazione richiesta non può dunque essere rilasciata dal
profilo dell'art. 22 cpv. 2 lett. a LPT. Del resto, nemmeno la ricorrente lo
pretende. Di conseguenza, la licenza edilizia potrebbe venir rilasciata unicamente
alle condizioni poste dall'art. 24 LPT.

 

 

                                   3.   3.1. In
base all’art. 24 LPT, fuori delle zone edificabili possono essere eccezionalmente
rilasciate autorizzazioni per la costruzione o la trasformazione di edifici o impianti
non conformi alla funzione prevista per la zona di utilizzazione, a condizione
che la loro destinazione esiga un'ubicazione fuori della zona edificabile (art.
24 lett. a LPT) e che non vi si oppongano interessi preponderanti (art. 24
lett. b LPT). I due requisiti devono essere adempiuti cumulativamente (DTF 123
II 256, consid. 5; 119 Ib 442, consid. 4a; 118 Ib 17, consid. 2b).
Determinante, per la valutazione degli opposti interessi in gioco sono le
finalità ed i principi della pianificazione del territorio giusta gli art. 1 e
3 LPT (cfr. DTF 117 Ib 28, consid. 3; DTF 114 Ib 268, consid. 3b).

Il requisito dell'ubicazione vincolata ha
carattere oggettivo e alla realizzazione di tale presupposto devono essere
poste esigenze severe (cfr. Scolari, Commentario, II ed., N. 530 ss.). Occorre
infatti che sia necessario realizzare l'edificio o l'impianto fuori del territorio
edificabile, nelle dimensioni previste, per motivi tecnici, d'esercizio o di
conformazione del terreno (ubicazione vincolata positiva; cfr. DTF 119 Ib 442
consid. 4a). Il vincolo può anche essere negativo, imposto cioè dall'esclusione
di ogni altra ubicazione in zona edificabile (cfr. DTF 115 Ib 295 consid. 3a e
c). Solo la funzione oggettiva dell'opera progettata può giustificare la
concessione di una deroga. Non per contro la destinazione dichiarata dall'istante.

Nel concetto di "assenza di interessi
preponderanti contrastanti" la dottrina e giurisprudenza comprendono,
principalmente, la ponderazione di tutti i possibili interessi che potrebbero
essere toccati dalla nuova edificazione. Tra questi ultimi si deve in particolare
annoverare la protezione dell'ambiente in senso lato, ivi compresi gli aspetti
di protezione del paesaggio e della natura. 

 

                                         3.2. Il
progetto in rassegna non può beneficiare di un'autorizzazione retta dall'art.
24 LPT, poiché non soddisfa il requisito dell’ubicazione vincolata. 

                                         La
costruzione di tre posteggi non è infatti un’attività direttamente connessa con
l’utilizzazione del suolo e nulla impedisce alla ricorrente di realizzare i
parcheggi all’interno della confinante zona edificabile, considerato
soprattutto che i posteggi in oggetto sono destinati a servire le part.
__________ e __________ RF di __________ e non la stessa part. __________ RF di
__________. 

                                         Risulta
inoltre chiaramente che lo scopo di tali parcheggi è di permettere un accesso
più comodo alle predette particelle, che sarebbero raggiungibili soltanto superando
180 gradini: orbene, motivi di mero comodo non possono giustificare una costruzione
fuori della zona edificabile (Rep. 1977, 174; DTF 117 Ib 267 e 281).

                                         Infine,
non può essere condiviso l’intento della ricorrente di risolvere il problema della
mancanza di parcheggi nella zona interessata tramite la sua iniziativa privata.
Qualora, come indicato dal comune nel suo scritto 6 dicembre 2000, esistesse
una “precaria situazione” su Via __________, la soluzione alla penuria di posteggi
va ricercata attraverso gli strumenti della pianificazione del territorio. 

 

                                         Tutto
considerato non si ravvisa pertanto nella fattispecie un'effettiva esigenza di
realizzare tre nuovi parcheggi fuori della zona edificabile. Il progetto non è
quindi ammissibile ai sensi dell'art. 24 LPT già per la mancanza del requisito
dell'ubicazione vincolata, senza che sia necessario esaminare se in questo
contesto vi si oppongano interessi preponderanti. 

 

 

                                   4.   Le
allegazioni della ricorrente concernenti la protezione della sua buona fede non
portano a diversa conclusione. In effetti, anche se, nel suo scritto del 6
dicembre 2000, il municipio ha dichiarato che “nulla osterebbe alla
realizzazione dei posteggi”, ha contemporaneamente emesso le riserve del
caso, limitando il parere a quanto di sua competenza e precisando che andava in
ogni caso presentata regolare domanda di costruzione. Di conseguenza non sono
assolutamente date le condizioni poste dalla giurisprudenza per ottenere un
permesso contrario al diritto in base al principio della buona fede (DTF 121 II
473 consid. 2c e rif.; RDAT 2000 II 32 no. 8 consid. 3.1.; Adelio Scolari,
Diritto amministrativo – parte generale, II ed., N. 639).

 

 

5.Invano la ricorrente invoca inoltre il principio della parità di trattamento
sancito dall'art. 8 Cost. allo scopo di ottenere il rilascio del permesso di
costruzione. In effetti, oltre al fatto che, sulla base delle indicazioni da
lei date, non è possibile identificare i luoghi descritti, il paragone con
altri casi di concessione di licenze edilizie fuori della zona edificabile
esulerebbe dal presente esame, considerato che, per decidere se una costruzione
sia o non sia di ubicazione vincolata, occorre valutare le specifiche circostanze
di ogni singolo caso (Adelio Scolari, op. cit., N. 533).

 

 

                                   6.   Infine la
ricorrente si appella inutilmente al principio di coordinamento sancito dagli
art. 25a LPT e 11 cpv. 2 LFo (Scolari, Commentario, ad art. 2 LE, N. 714 e
715). In effetti, l’art. 11 cpv. 2 LFo prescrive che l’autorità competente può
autorizzare la costruzione fuori della zona edificabile solo d’intesa con
l’autorità competente a concedere il permesso di dissodamento. Nel caso
concreto, il coordinamento imposto è stato rispettato, avendo il Dipartimento
del territorio sospeso il termine d’esame della domanda di costruzione in
attesa dell’autorizzazione di dissodamento (doc. 4.1) e il Consiglio di Stato
(competente ai sensi dell’art. 5 LCFo) subordinato l’autorizzazione di
dissodamento a diverse condizioni cumulative, fra le quali “l’ottenimento
dell’autorizzazione a costruire l’opera per cui è stato richiesto il dissodamento”
(p.to 2 della decisione di dissodamento). 

 

 

                                   7.   In esito
alle considerazioni che precedono, il ricorso deve dunque essere respinto. La
tassa di giustizia segue la soccombenza (art. 28 PAmm). 

                                         Non si
assegnano ripetibili (art. 31 PAmm). 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 8 CF, 22, 24, 25, 25a LPT, 7, 21 LE, 11
LFo, 5 LCFo, 1 segg. PAmm e ogni altra norma applicabile,

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 1'000.-- è a carico della ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto pubblico federale,
è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale di Losanna nel
termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria