# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 469a445b-4516-5254-9e11-ebaacf1ab193
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-03-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 31.03.2003 INC.2003.14902
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-14902_2003-03-31.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.14902

  	
  Lugano

  31 marzo 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Franco Lardelli

  
	
   

  sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
  presentata il 21 marzo 2003 da

  
						

 

	
   

  	
  __________attualmente
  presso il Penitenziario cantonale

  (patrocinato
  dall’__________)

   

  

e qui trasmessa il 24/26 marzo 2003, con preavviso negativo
dal 

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico Antonio
  Perugini, 6500 Bellinzona

  

 

viste le osservazioni 27 marzo
2003 dell’accusato, che conferma contenuti e conclusioni dell’istanza;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto e considerato 

 

 

 

in fatto e in
diritto

 

 

 

1.

 

La mattina del 13 marzo 2003 a __________,
nell’ambito dell’inchiesta denominata “Indoor” (avente per oggetto il
perseguimento di produttori indoor di canapa per la successiva rivendita quale
prodotto stupefacente), durante la perquisizione dell’immobile in __________,
di proprietà di __________, la polizia cantonale ha sequestrato 1300 piante
vive di canapa pronte per essere impiantate. Sul posto era presente __________,
che allertato dall’accusato – assente nella Svizzera interna -, essendo in
possesso della chiave per accedere ai locali, ha permesso alla polizia di
procedere alla perquisizione. Le perquisizioni domiciliari avvenute quello
stesso giorno, hanno portato al sequestro di documentazione cartacea in
possesso di __________ relativa a calcoli di costi di coltivazione di canapa,
in particolare dei documenti D ed E annessi al rapporto d’arresto 13 marzo 2003
della polizia cantonale.

Quello stesso giorno, nei canapai
__________ e __________ di __________ e nei locali situati sopra il canapaio __________,
la polizia ha pure sequestrato circa 100 Kg di canapa essiccata e 777 piante
vive di canapa.

Nell’ambito della suddetta
inchiesta, il 14 marzo 2003 è stato arrestato __________, con contestuale
promozione dell’accusa nei suoi confronti per infrazione aggravata, sub.
semplice, alla LFStup (art. 19 cifra 1 e cifra 2 lett. c LFStup). Interrogato
dalla polizia, egli nega ogni responsabilità in merito alle piante di canapa
rinvenute a __________. La piantagione sarebbe, a suo dire, di __________. Egli
nega pure di sapere che la canapa da lui venduta nei canapai __________ e __________
- presso i quali ammette solo di essere occupato a tempo parziale e di svolgere
una consulenza commerciale/burocratica - venga poi utilizzata come
stupefacente. __________ nega infine di aver avuto una piantagione di canapa a __________.

 

 

2.

 

 

Nell’istanza di libertà
provvisoria, datata 21 marzo 2003, l’accusato evidenzia che non vi sarebbero
più bisogni istruttori, in quanto egli ha collaborato fattivamente con gli
inquirenti e non verrebbe più interrogato dalla polizia dal 17 marzo 2003.

Non vi sarebbe inoltre nessun
rischio di collusione e di inquinamento delle prove, in quanto “se vi fosse
stata la palese necessità per motivi istruttori di evitare la collusione nelle
prove anche il magistrato avrebbe agito con la necessaria discrezione e non con
la pubblicità mediatica con cui è stato trattato il caso”.

Secondo l’accusato non vi sarebbe
poi neppure un pericolo di recidiva.

 

Il Procuratore pubblico esprime
preavviso negativo, perché l’inchiesta non è che agli inizi e, in relazione ai
bisogni istruttori, rimangono da chiarire i ruoli, le responsabilità e le
proprietà tra l’accusato e __________. Il Magistrato inquirente rileva che, dai
verbali agli atti, l’__________ accolla allo __________ sia la proprietà, sia
la responsabilità gestionale delle coltivazioni di __________ e di __________.
Per quest’ultima coltivazione il Procuratore pubblico evidenzia che l’__________
“nel rapp. di segnalazione 22.01.2003 ... se ne era assunta la gestione e la
responsabilità per il tramite della società __________: ciò che invece dopo
l’arresto ha negato, scaricandone sullo __________ il ruolo di
gestore/proprietario ... il raccolto non è ancora dato sapere che fine abbia
fatto e ad opera di chi”. Pure da chiarire, secondo il Magistrato inquirente,
la ripartizione delle funzioni con la moglie __________, come pure “la rete di
coltivazioni e di smercio dell’ingente quantità di canapa già essiccata e
confezionata trovata nei negozi posti sotto sequestro; la ricostruzione del
giro d’affari conseguito; le connessioni con altri coltivatori e/o trafficanti
di canapa”.

Sussiste dunque un pericolo di
collusione e di inquinamento delle prove, per i punti ancora da chiarire e la
necessità di eventualmente assicurare altri mezzi probatori, che sarà possibile
solo dopo aver chiarito i rispettivi ruoli.

Vi è poi, secondo il Procuratore
pubblico, anche un pericolo di recidiva, in ragione del fatto che è già stato
condannato per analogo reato nel 2001 e che, durante il periodo di prova, ha
ripreso l’attività illegale passando da dettagliante a coltivatore/grossista.

 

Con le osservazioni al preavviso
negativo l’accusato ancora sottolinea ed evidenzia che non sussisterebbero né i
bisogni dell’istruzione, né il pericolo di collusione e di inquinamento delle
prove, né tantomeno il pericolo di recidiva.

In relazione alla canapa sequestrata,
l’accusato sostiene inoltre che “da una sommaria lettura delle analisi risulta
inoltre che parte della stessa neppure raggiunge il tasso di 3gr/100 di THC
fatto che rende la canapa certamente non utilizzabile a scopo stupefacente”.

 

 

 

3.

 

Come al dettato di legge ed a
giurisprudenza (REP 1998, pag. 333 ss.), l’art. 95 CPP – corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 – dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali – per quanto qui concerne – i bisogni
dell’istruzione, il pericolo di collusione e di inquinamento delle prove e il
pericolo di recidiva.

L’eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

4.

 

Sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare
il perdurare della cautelare privazione della sua libertà, perlomeno fino a
miglior definizione dell’assetto probatorio.

 

 

4.1

 

Con verosimiglianza sufficiente a
questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può con tranquillità
concludere per la presenza di seri e di concreti indizi di colpevolezza a
carico di __________ e relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti inquisiti.

Per la coltivazione di __________,
significative sono le dichiarazioni di __________ (verb. PO 25.3.2003), che
attestano che suo marito __________ e __________ erano in società per quella
piantagione di canapa. Pure __________ (verb. PO 24.3.2003), che aveva
affittato lo stabile e l’impianto, conferma l’esistenza di un’unità operativa
di __________ e di __________. Gli indizi a carico di __________ trovano
conferma anche nelle dichiarazioni di __________ (verb. PO 17.3 2003 pag. 1)
attestanti che __________ sarebbe il proprietario della coltivazione di __________.

Pure per la coltivazione di __________
vi sono le dichiarazioni di __________, che attestano il coinvolgimento
dell’accusato (verb. PO 17.3.2003 pag. 2).

Va poi rilevato che –
diversamente da quanto sostenuto dall’accusato nelle osservazioni al preavviso
negativo del Procuratore pubblico - dagli atti emerge che la canapa sequestrata
presso i negozi __________ e __________ ha un contenuto di THC variante tra il
10.2% e il 19.7% e quindi notevolmente superiore al limite legale dello 0.3%;
pure le piante vive di canapa sequestrate presso la coltivazioni indoor di __________
e di __________ superano chiaramente questo limite, essendo il loro contenuto
di THC situato tra l’1.8% e il 4.9% (cfr. rapporti di analisi del Laboratorio
cantonale del 26.3.2003).

L’accusato del resto negli
interrogatori di polizia ha sostenuto di non aver fatto analizzare la canapa da
lui venduta in relazione al THC, di non essersi interessato del tenore di THC
di detta canapa (verb. PO 14.3.2003 pag. 2) e di aver comunque venduto la
canapa proveniente dalla coltivazione indoor al prezzo di Frs. 7.50 al grammo
(verb. PO 24.3.2003 pag. 1).

 

 

4.2

 

L’accusato persiste nel negare
sostanzialmente il coinvolgimento della propria responsabilità. Diversamente da
quanto sostenuto dall’accusato, gli interrogatori di polizia non sono terminati
in data 17 marzo 2003, ma sono continuati già in data 24 marzo 2003.

Numerose sono ancora le esigenze
istruttorie da esperire per chiarire i ruoli nella coltivazione e nel commercio
della canapa di cui sopra (ed eventualmente nella coltivazione e nei commerci
di altra canapa, che dovesse emergere dagli interrogatori in corso), segnatamente
con confronto delle posizioni e deposizioni delle varie persone coinvolte. Nel
caso specifico si tratta di passi d’inchiesta che esigono manifestamente il
mantenimento del carcere preventivo di __________: la sua posizione
sostanzialmente negatoria rende palese il pericolo di collusione con persone
coinvolte e che sono in stato detentivo, ma anche a piede libero e il pericolo
di inquinamento delle prove. Ciò a salvaguardia di una corretta ricerca della
verità, anche a vantaggio degli accusati.

Né del resto a questo giudice
risulta, né tantomeno l’accusato lo prova, che alle deposizioni rese
dall’accusato e dalle altre persone coinvolte nell’inchiesta sia stata data una
pubblicità mediatica, compromettente i preminenti motivi d’interesse pubblico –
per quanto qui concerne i bisogni dell’istruzione, il pericolo di collusione e
di inquinamento delle prove – al mantenimento del carcere preventivo.

 

 

5.

 

Il pericolo di recidiva deve
essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell’insieme
delle circostanze, tra cui i precedenti dell’accusato, il suo comportamento
durante l’istruttoria, la sua personalità, la sua costituzione fisica e
soprattutto psichica e le modalità di commissione dei reati che gli vengono
addebitati, così che la reiterazione appaia assai verosimile (LUVINI, I
presupposti materiali del carcere preventivo nel processo penale ticinese, REP
1989, pag. 294; Gérard PIQUEREZ, Manuel de procédure pénale suisse, Zurich
2001, n.1479/1483).

A carico di __________ vi é una
precedente condanna ad un mese di detenzione, sospesa condizionalmente per due
anni, per infrazione alla legge federale sugli stupefacenti, emessa dal
Ministero pubblico di __________ con decreto d’accusa __________ (cfr.
casellario doc. 5/2 MP). I nuovi fatti addebitati all’accusato si situano
dunque nel periodo di prova. Ritenuto che presentemente primeggiano le esigenze
istruttorie e il pericolo di collusione e di inquinamento delle prove, può qui
restare indecisa la probabilità di reiterazione, che potrà essere approfondita
in seguito, quando sarà meglio definito il quadro delle responsabilità
dell’accusato istante.

 

 

6.

 

Visto il breve lasso di tempo
intercorso fra l’arresto e l’istanza ora in esame, va infine rilevato che il
carcere preventivo sofferto e ipotizzabile, in un procedimento che risulta
essere condotto con coerente sollecitudine nonostante la presenza di più
persone coinvolte, è rispettoso del principio della proporzionalità, con
riferimento alla presumibile pena.

Resta sottointeso l’obbligo, per
il magistrato inquirente, di trattare con priorità i casi in cui l’accusato è
in detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP).

 

 

7.

 

In conclusione, l’istanza in
discussione si appalesa infondata e come tale deve essere respinta con la
presente decisione, esente da tassa e da spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG
e contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali
del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).

 

 

Per i quali motivi,

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.       
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.       
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.       
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

Intimazione a: