# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7a5afb22-f45e-575c-b508-cecb585bbf77
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-09-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.09.2009 30.2009.28
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2009-28_2009-09-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2009.28

   

  cs

  	
  Lugano

  29 settembre
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato del Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 31 agosto 2009 di

 

	
   

  	
  RI 1

  rappr. da: avv. RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 27 agosto
  2009 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1
  

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Con
4 distinte decisioni del 30 luglio 2009 la Cassa CO 1 ha fissato i contributi dovuti
da RI 1, nato nel __________, per gli anni dal 2004 al 2007, quale indipendente.

                                         L’amministrazione
ha fissato in fr. 783.25 i contributi e spese dovuti nel 2004 calcolati sulla
base di fr. 14'600 (fr. 31'700 di reddito aziendale da cui ha dedotto fr. 300
di capitale investito nell’azienda e fr. 16'800 di quota esente per beneficiari
di una rendita di vecchiaia AVS), in fr. 161.55 i contributi dovuti nel 2005
calcolati su fr. 3'115 (fr. 20'155 di reddito aziendale da cui sono stati
dedotti fr. 240 di capitale investito nell’azienda e fr. 16'800 di quota esente
per beneficiari di una rendita di vecchiaia AVS) e in fr. 119.95 nel 2006
calcolati in base ad una reddito di fr. 2'387 (fr. 19'847 di reddito aziendale
da cui sono stati dedotti fr. 300 di capitale investito nell’azienda e fr.
16'800 di quota esente per beneficiari di una rendita di vecchiaia AVS). Per il
2007 l’assicurato è stato esentato in assenza di un reddito soggetto a
contribuzione.

 

                                         Con
decisione su opposizione del 27 agosto 2009 l’amministra-zione ha confermato la
correttezza dei calcoli (doc. 1).

 

                                  B.   RI
1, rappresentato dal figlio, RA 1, è tempestivamente insorto contro la predetta
decisione su opposizione. L’insorgente rammenta di essere proprietario delle
particelle n. __________ e __________ sulle quali sorgono vigneti di uva __________
e __________ e di gestire in proprio i due fondi, nel senso di pagare il lavoro
di mantenimento dei vigneti e vendere l’uva a terzi.

                                         Il
ricorrente sostiene che ai fini fiscali non è mai stato estrapolato quello che
è puramente reddito aziendale da quello che è reddito della sostanza. In
particolare una parte del reddito è conseguita tramite lo sfruttamento della
propria sostanza e se dovesse affittare i vigneti a terzi percepirebbe un
determinato canone fissato dall’Autorità sui fitti agricoli. Per contro, se i
beni non fossero suoi e li affittasse da terzi, pagherebbe la stessa somma con
il risultato però che quanto speso per l’affitto, onde poter ottenere il
guadagno, sarebbe dedotto nel calcolo del reddito finale.

                                         Il
ricorrente rammenta inoltre che l’amministrazione ha chiesto al fisco di voler
estrapolare il reddito aziendale puro, ma l’autorità di tassazione si è
limitata a confermare la crescita in giudicato delle notifiche e la correttezza
dell’ammontare del reddito comunicato alla Cassa di compensazione.

                                         L’insorgente
rileva di aver chiesto direttamente alla ____________________ di fissare il
valore di fitto agricolo per le due particelle in esame. L’11 agosto 2009 la __________
ha stimato in fr. 6'188 all’anno l’ammontare del fitto agricolo. Questo importo
andrebbe dedotto dal reddito globale per determinare il reddito soggetto a
contribuzione.

 

                                  C.   Con
risposta del 4 settembre 2009 la Cassa propone la reiezione del ricorso con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. III).

 

                                  D.   L’8
settembre 2009 l’interessato ha prodotto ulteriori prove e ribadito che vanno separati
i due cespiti del reddito aziendale, ossia il reddito puro e il reddito frutto
della sostanza. Solo il primo può essere assoggettato al prelievo dei
contributi AVS. Il ricorrente chiede di sentire, quale teste, il signor __________
 dell’Ufficio circondariale di tassazione di __________ (doc. VI). 

 

                                  E.   Pendente
causa il TCA ha interpellato l’UT di __________ affermando che “RI 1
contesta l’ammontare dei redditi rilevando che i medesimi non sono frutto unicamente
della sua attività indipendente, ma comprenderebbero parte del reddito da sostanza,
e meglio un canone per fitti agricoli che l’interessato potrebbe conseguire se
affittasse le proprietà a terzi e che andrebbe dedotto da quanto conseguito con
la sua attività indipendente per stabilire il “reddito aziendale puro”. Ai fini
del giudizio vi chiediamo di voler precisare se gli importi tassati concernono
unicamente il reddito da attività indipendente (dedotte tutte le spese) oppure
se comprendono anche il reddito da sostanza. Se i redditi aziendali comprendono
anche il reddito da sostanza vi chiediamo di voler precisare l’ammontare esatto
del reddito netto da attività indipendente dei rispettivi anni (2004, 2005,
2006 e 2007) e di indicare in cosa consiste esattamente il reddito da sostanza,
precisando per quale motivo questi importi sono stati da voi ritenuti come
reddito aziendale.” (doc. V).

 

                                  F.   Il
10 settembre 2009 l’UT di __________ ha affermato che i redditi “aziendali
tassati al contribuente citato in oggetto negli anni 2004, 2005, 2006 e 2007
rappresentano l’utile netto derivante dall’attività di viticoltore in proprio. Come
potete rilevare dai rendiconti d’esercizio allestiti dal contribuente che
alleghiamo, l’utile imposto non contiene alcun reddito da sostanza poiché
generato dalle entrate ed uscite effettive dell’attività da lui svolta. Confermiamo
pure che le tassazioni sono cresciute in giudicato.” (doc. VII).

 

                                  G.   Chiamati
a presentare osservazioni scritte in merito la Cassa ha ribadito la sua posizione,
mentre il ricorrente ha preso atto della risposta dell’UT che “rispondendo
come può (il calcolo del reddito da sostanza non è di loro competenza, ma nella
fattispecie come visto della __________) ai termini della questione posta, conferma
in ogni caso che l’utile registrato negli anni è comprensivo di quello da sostanza,
ovvero che quest’ultimo (pari al canone di locazione virtuale) non è stato mai
estrapolato. Ho comunque parlato con il capo-ufficio che mi ha confermato che
per i prossimi anni ciò verrà fatto essendo diritto del contribuente; questo appare
consono a una perfetta logica di equità ma codesto tribunale potrà chiedere
conferma all’ufficio se lo riterrà. Stante ciò appare equo tener conto di tale
estrapolazione anche per gli anni passati; il non farlo permetterebbe di
colpire con imposizione AVS redditi che non lo debbono essere e questo per una
questione di solo errato rivestimento linguistico.” (doc. X)

 

 

                                         in
diritto

 

in ordine

 

1.La presente vertenza non pone questioni
giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la
difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque
decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv.
2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF  H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT  I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                   2.   L’insorgente
sostiene che la Cassa ha completamente ignorato le sue censure in sede di
opposizione. Egli fa implicitamente valere la violazione del diritto di essere
sentito.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per
costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare
essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di
una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i
fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere
visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di
prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (sentenza del 29 giugno 2006,
H 97/04; DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid.
2c, 126 V 131 consid. 2b; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la
cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid.
2a/aa,  124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate). Il diritto
di essere sentito comprende l’obbligo per l’autorità di motivare le proprie
decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata
nelle condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento del giudizio e di
poterlo impugnare con cognizione di causa, e dall’altro di permettere
all’autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima.
Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed
esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole
circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla decisione (sentenza
del 24 gennaio 2007, U 397/05, con riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2).

                                                                                

                                         In
concreto le ragioni che hanno inciso sulla motivazione della decisione su opposizione
sono chiare. Giacché l’Ufficio di tassazione ha confermato la correttezza
dell’importo soggetto a contribuzione, la Cassa non ha modificato il calcolo
dei contributi dovuti.

                                         Anche
se l’amministrazione non si è espressa esplicitamente su ogni singolo argomento,
l’insorgente ha potuto comprendere la portata della decisione, impugnarla e
confrontarsi con il suo contenuto. 

 

                                         Nel
caso di specie l’insorgente, in sede di ricorso, ha ancora potuto far valere le
sue ragioni innanzi un’autorità giudiziaria che gode del pieno potere
cognitivo, come l’istanza precedente. Egli ha inoltre potuto prendere
posizione sulla risposta di causa e sugli accertamenti di questo Tribunale.

                                         Per cui, l’eventuale violazione del diritto di essere sentito è
stata comunque sanata in questa sede, dove l’insorgente ha nuovamente ribadito
le sue motivazioni (cfr. sentenza 9C_738/2007 del 29 agosto 2008; DTF 133 I 201
consid. 2.2; DTF 127 V 431).

 

                                         Il
TCA deve pertanto entrare nel merito del ricorso.

 

 

nel merito

 

                                   3.   Sono
assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione
per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che sono domiciliate in
Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).

A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli
assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano
un'attività lucrativa.

In applicazione dell'art. 4 cpv. 1
LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono
calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa
dipendente e indipendente.

I contributi AVS degli assicurati
esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo
conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri
(art. 9 cpv. 1 LAVS). Il reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente
è stabilito deducendo dal reddito lordo le spese generali necessarie per
conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).

 

                                   4.   I
contributi sono fissati per ciascun anno di contribuzione. Per anno di
contribuzione si intende l'anno civile (art. 22 cpv. 1       OAVS).

I contributi sono
calcolati sul reddito conseguito effettivamente durante l'anno di contribuzione
e sul capitale proprio investito nell'azienda al 31 dicembre (art. 22 cpv. 2
OAVS).

Il reddito dell'anno
di contribuzione è stabilito secondo il risultato dell'esercizio commerciale
chiuso o degli esercizi commerciali chiusi in quell'anno (art. 22 cpv. 3 OAVS).

Se in un anno di
contribuzione non si è proceduto alla chiusura dei conti, il reddito
dell'esercizio commerciale va ripartito sugli anni di contribuzione
conformemente alla sua durata (art. 22 cpv. 4 OAVS).

Se l'esercizio
commerciale non corrisponde all'anno di contribuzione, è determinante il
capitale proprio investito nell'azienda alla fine dell'esercizio commerciale
(art. 22 cpv. 5 OAVS).

 

                                   5.   Le
autorità fiscali cantonali stabiliscono il reddito determinante per il calcolo
dei contributi in base alla tassazione dell'imposta federale diretta, passata
in giudicato, e il capitale proprio investito nell'azienda in base alla
corrispondente tassazione dell'imposta cantonale, passata in giudicato e
adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv. 1 OAVS).

In difetto di una
tassazione dell'imposta federale diretta passata in giudicato, gli elementi
fiscali determinanti sono desunti dalla tassazione dell'imposta cantonale sul
reddito e, in mancanza di essa, dalla dichiarazione controllata d'imposta
federale diretta (art. 23 cpv. 2 OAVS).

Nei casi di procedura
per sottrazione d'imposta, i capoversi 1 e 2 sono applicabili per analogia
(art. 23 cpv. 3 OAVS).

Le indicazioni fornite
dalle autorità fiscali sono vincolanti per le casse di compensazione (art. 23
cpv. 4 OAVS).

Se le autorità fiscali
cantonali non possono comunicare il reddito, le casse di compensazione devono
valutare il reddito determinante per stabilire il contributo e il capitale
proprio investito nell'azienda fondandosi sui dati a loro disposizione. Gli assicurati
devono dare le indicazioni necessarie alle casse di compensazione e, se richiesto,
presentare i giustificativi (art. 23 cpv. 5 OAVS).

 

6.In concreto, l’amministrazione ha fissato
i contributi e spese dovuti nel 2004 sulla base di fr. 14'600 (fr. 31'700 di
reddito aziendale da cui ha dedotto fr. 300 di capitale investito nell’azienda
e fr. 16'800 di quota esente per beneficiari di una rendita di vecchiaia AVS),
i contributi dovuti nel 2005 su fr. 3'115 (fr. 20'155 di reddito aziendale da
cui sono stati dedotti fr. 240 di capitale investito nell’azienda e fr. 16'800
di quota esente per beneficiari di una rendita di vecchiaia AVS) e nel 2006 su
fr. 2'387 (fr. 19'847 di reddito aziendale da cui sono stati dedotti fr. 300 di
capitale investito nell’azienda e fr. 16'800 di quota esente per beneficiari di
una rendita di vecchiaia AVS). 

 

L'assicurato ha contestato l'importo del reddito aziendale (anche del
2007), facendo valere in sostanza che avrebbe diritto alla deduzione del fitto
agricolo dal reddito aziendale. 

 

                                   7.   Va
qui rammentato che per giurisprudenza costante del TFA (dal 1° gennaio 2007:
TF) ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà: le casse di
compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità di tassazione e
il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la decisione
fiscale unicamente dal profilo della legalità. L'autorità giudicante non può
scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa
contenga errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili,
oppure quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma
decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una
tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta
alle autorità fiscali e il giudice delle assicurazioni sociali non deve
intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione.

                                         L'assicurato
esercitante un'attività indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti
nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle
assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321
consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371
consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V
30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a). Il Tribunale
federale delle assicurazioni ha comunque precisato che la comunicazione fiscale
è vincolante per l'amministrazione e per il giudice delle assicurazioni sociali
solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative
alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione
(Pratique VSI 1993, p. 242ss).

 

Le comunicazioni
fiscali sono vincolanti per la Cassa, anche se fondate su una tassazione
d'ufficio (RCC 1988 pag. 321 consid. 3; Käser, Unterstellung
und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Zurigo 1996, N.
8.32, pag. 212; Greber/Duc/Scartazzini,
Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse
et survivants (LAVS), ad art. 9 LAVS, N. 151 pag. 312).

 

                                   8.   Ai
sensi dell'art. 9 cpv. 2 LAVS, il reddito netto proveniente da un'attività
lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo:

 

                                         ‑     le spese
generali necessarie per conseguire il reddito lordo;

 

                                         ‑     gli
ammortamenti e le riserve di aziende commerciali consentiti dall'uso commerciale
e corrispondenti alle svalutazioni subite;

 

                                         ‑     le perdite
commerciali subite e allibrate;

 

                                         ‑     le elargizioni
fatte dal titolare dell'azienda, durante il periodo di computo, a scopo di
beneficenza al proprio personale, sempre che sia garantito che siffatte elargizioni
non possano ulteriormente servire ad altro uso, e le elargizioni fatte unicamente
a scopo di utilità pubblica. Non sono deducibili i contributi da versare in
conformità all'articolo 8 e quelli previsti dalla legge federale del 19 giugno
1959 su l'assicurazione per l'invalidità (LAI) e della legge federale del 25
settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno in caso di servizio militare
o di protezione civile;

 

                                         ‑     i versamenti
personali fatti a istituzioni di previdenza, per quanto equivalgano alla quota
generalmente assunta dal datore di lavoro;

 

                                         -     l'interesse del
capitale proprio impegnato nell'azienda. Il Consiglio federale fissa il tasso
d'interesse d'intesa con la Commissione federale dell'assicurazione per la
vecchiaia, i superstiti e l'invalidità.

 

                                         Poiché in sede fiscale il reddito professionale netto è calcolato
dopo deduzione del contributo AVS, in applicazione del citato art. 9 cpv. 2
lett. d LAVS il reddito determinante è stabilito aggiungendo al reddito
aziendale esposto fiscalmente il contributo dovuto negli anni di computo.

                                         Dal
1° gennaio 1997 tutte le deduzioni ammissibili sono previste nella legge (Messaggio
del Consiglio federale relativo alla decima revisione, p. 50).

 

                                         A
norma dell’art. 9 cpv. 3 LAVS il reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente
e il capitale proprio impegnato nell’azienda sono accertati dalle autorità
fiscali cantonali e comunicati alle casse di compensazione.

 

                                   9.   Come
evidenziato le autorità fiscali cantonali stabiliscono il reddito determinante
per il calcolo dei contributi in base alla tassazione dell'imposta federale
diretta, passata in giudicato, e il capitale proprio investito nell'azienda in
base alla corrispondente tassazione dell'imposta cantonale, passata in
giudicato ed adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv. 1
OAVS).

 

                                         Con
sentenza del 7 novembre 2007 (9C_179/2007), il Tribunale federale si è espresso
come segue :

 

" 
(…)

4.2 Contrairement à ce
que soutient le recourant, on ne saurait reprocher un comportement passif à la
caisse de compensation, quand bien même elle n'était pas sans ignorer que le
Service des contributions de la République et canton du Jura devait encore procéder
à la taxation définitive des revenus réalisés par le défunt durant les années
2003 et 2004. Dans le cadre de la fixation des cotisations des assurés
exerçant une activité lucrative indépendante, le législateur a expressément
confié aux autorités fiscales cantonales le soin de déterminer le revenu
provenant d'une activité indépendante et le capital propre engagé dans
l'entreprise (art. 9 al. 3 LAVS et 23 RAVS; voir également RCC 1992 p. 34
consid. 4b). Il s'ensuit que les caisses de compensation sont liées, en
principe, par les données communiquées par les autorités fiscales cantonales
pour fixer les cotisations dues pour l'année de cotisation (art. 23 al. 4
et 27 al. 2 RAVS). » (sottolineature del redattore)

 

Ancora recentemente (sentenza
9C_514/2008 del 19 maggio 2009), il Tribunale federale ha confermato tale
principio (cfr. consid. 4.2):

 

"  (…)

Mentre le autorità fiscali possono
qualificare come distribuzione dissimulata di utile una prestazione -
dichiarata come salario - che non sarebbe stata dispensata a un dipendente non
azionista, per converso le autorità AVS possono qualificare quale salario determinante
una prestazione dichiarata come distribuzione di utile. Per decidere se una prestazione
abbia carattere di salario determinante o di reddito da capitale, le casse
di compensazione non sono vincolate alla qualifica dell'autorità fiscale.
Tuttavia, dall'ordinamento risultante dall'art. 23 OAVS si evince che le casse
di compensazione si attengono in linea di massima alla valutazione
dell'amministrazione fiscale. In considerazione del principio di unità e
coerenza dell'ordinamento giuridico vanno possibilmente evitate divergenti
valutazioni dell'autorità fiscale e dell'amministrazione AVS. Quest'ultima
eviterà pertanto di distanziarsi, nella misura del possibile, dalle decisioni
adottate dall'autorità fiscale se esse appaiono sostenibili. Al parallelismo
tra qualifica fiscale e assicurativa sociale non va possibilmente rinunciato. È
quanto stabilisce del resto la prassi giudiziaria che subordina all'esistenza
di motivi decisivi la possibilità di qualificare come salario determinante
prestazioni che sono state assoggettate all'imposizione dell'utile netto con
decisione cresciuta in giudicato. Il mancato rispetto del principio unitario
dell'ordinamento giuridico rischia altrimenti di mettere a repentaglio
l'accettazione dello stesso ordinamento da parte dei contribuenti. Chi,
come la società qui ricorrente, deve accettare dal profilo fiscale che
determinate remunerazioni versate a suoi collaboratori-azionisti (o comunque a
collaboratori ad essi vicini) non siano riconosciute come pagamenti
commercialmente giustificati, solo difficilmente comprenderà le ragioni di
dover versare i contributi sociali su questi elementi di reddito netto. (…)."
(sottolineature del redattore)

 

                                10.   Nel
caso di specie l’UT di __________ interpellato dal TCA ha affermato che i redditi
aziendali tassati negli anni in esame rappresentano l’utile netto derivante
dall’attività di viticoltore in proprio e l’utile imposto “non contiene
alcun reddito da sostanza poiché generato dalle entrate ed uscite dell’attività
da lui svolta.” (doc. VII).

                                         Dagli
atti prodotti dal fisco risulta in effetti che l’interessato ha dichiarato ogni
anno le entrate conseguite con la vendita dell’uva dalle quali ha dedotto le
uscite consistenti in fatture emesse da terzi per ottenere il reddito poi
tassato dall’autorità fiscale (doc. VII 1/4). Per cui l’ammontare dell’importo
soggetto a contribuzione corrisponde a quanto dichiarato dal medesimo
insorgente. 

                                         Certo,
l’interessato avrebbe potuto dedurre eventuali altre spese dal reddito conseguito.
Tuttavia, non avendolo fatto in sede fiscale, non può ora far valere in sede di
fissazione dei contributi AVS deduzioni non prese in considerazione dal fisco. 

 

                                         A
questo proposito questo Tribunale ha già avuto modo di rammentare che le deduzioni
previste dall’art. 9 cpv. 2 LAVS alle lettere da a ad f concordano con quelle
dell’imposta federale diretta (cfr. anche RCC 1986, pag. 173; art. 27 e
seguenti LIFD) e perciò tali detrazioni vengono già operate in sede fiscale. Il
reddito comunicato dal fisco è quindi al netto delle spese (cfr. sentenza 30.2001.203
del 31 luglio 2002, sentenza 30.2000.94 del 4 gennaio 2001 e sentenza
30.1999.116 del 25 maggio 2000). Per l’art. 18 cpv. 1 OAVS infatti per
distinguere e determinare le deduzioni ammesse in conformità dell’articolo 9
capoverso 2 lettere a-e LAVS, sono applicabili le disposizioni in materia di
imposta federale diretta.

 

                                         In
concreto spettava al ricorrente far valere in ambito fiscale ulteriori
eventuali deduzioni cui avrebbe potuto aver diritto. Non avendolo fatto non
spetta alla Cassa di compensazione e al Giudice delle assicurazioni sociali
sopperire a questa dimenticanza.

 

                                         Non
essendo dati gli estremi per scostarsi dalla tassazione ritenuta dalla preposta
autorità la decisione impugnata deve essere confermata.

 

                                         La
circostanza che in futuro la deduzione del fitto agricolo dal reddito aziendale
verrà effettuata dal fisco è irrilevante nella misura in cui, in concreto,
occorre unicamente esaminare se negli anni oggetto del contendere il calcolo
effettuato dall’amministra-zione è corretto.

                                         In
queste circostanze il TCA rinuncia all’audizione del capo ufficio dell’UT di __________
così come all’acquisizione di ulteriori prove e all’audizione delle parti.
Quanto accertato dal TCA in corso di causa con le domande poste al fisco è
infatti sufficiente per decidere il ricorso in esame.

 

                                         A
questo proposito va rammentato che un’audizione può essere rifiutata
senza per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv.
2 Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

 

                                         Infatti,
secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento
pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e
inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad
esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di
testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile
obbligo (cfr. sentenza 9C-578/2008 del 29 maggio 2009; sentenza I 472/06 del 21 agosto 2007; nonché DTF 122 V 47; cfr. pure
DTF 124 V 90, consid. 6, pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).

 

                                         In
concreto, non essendo stata presentata una domanda espressa di procedere ad
un’udienza pubblica questo TCA rinuncia ad un’audizione poiché superflua ai
fini dell’esito della vertenza (cfr. sentenza del 21 agosto 2007, I 472/06,
consid. 2).

 

                                         Conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso
delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve
essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero
modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento
anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223
consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale
modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                                         Alla
luce di tutto quanto sopra esposto il ricorso va respinto, mentre la decisione
impugnata va confermata.

                                      

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                                    

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti