# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 729539e5-c48a-521e-9671-81169f2e3f04
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-10-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 18.10.2016 80.2016.121
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2016-121_2016-10-18.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2016.121/122

  	
  Lugano

  18 ottobre 2016

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Ivano Ranzanici (in sostituzione di Raffaele Guffi,
  assente),

  

 

	
  segretaria

  	
  Daniela
  Fossati, vicecancelliera 

  

 

 

	
  parti

  	
   RI 1 

   RI 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 3 giugno 2016 contro la decisione del 4 maggio 2016 in materia di IC e IFD
  2014.

  

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1 è coniugato con RI
2. Con loro vivono i figli __________, nata il __________, ed __________, nato
il __________. Nella dichiarazione fiscale 2014, i contribuenti fra le
deduzioni hanno fatto in particolar modo valere quelle per figli a carico per
complessivi fr. 22'200.– e per figlio agli studi di fr. 1'900.–.

 

 

                                  B.   Notificando loro la
tassazione IC/IF 2014, con decisione del 9 marzo 2016, l’RS 1 ha riconosciuto
le seguenti deduzioni sociali:

·        
a livello cantonale, l’importo complessivo di fr. 11’100.– a titolo
di “deduzione per ogni figlio a carico”, spiegando nella motivazione allegata
che la deduzione è “(…) considerata in base alla situazione al 31 dicembre
2014” e l’importo di fr. 1'900.– a titolo di “deduzione per figli agli studi”;

·        
a livello federale, l’importo di fr. 6'500.– a titolo di
“deduzione per ogni figlio a carico”.

 

 

                                  C.   I contribuenti hanno
impugnato la suddetta decisione, con reclamo del 3 aprile 2016, postulando
l’ammissione in deduzione per l’IC e l’IFD per il figlio __________ (__________)
a titolo di “figlio a carico o persona bisognosa a carico”. Hanno dapprima
precisato che quest’ultimo avrebbe svolto un’attività lavorativa saltuaria come
maestro di sci dal mese di gennaio 2014 fino al mese di aprile 2014. Hanno poi
addotto che nei mesi di maggio e giugno __________ non avrebbe svolto alcuna
attività professionale, mentre nel periodo compreso tra il mese di luglio e il
mese di dicembre 2014 quest’ultimo avrebbe lavorato saltuariamente, con
l’incarico di consulente esterno, frequentando dei corsi per consulente
finanziario. Hanno sostenuto che egli, in tal modo, non avrebbe percepito un
reddito sufficiente per il proprio sostentamento. Hanno infine evidenziato che
il loro figlio non si sarebbe iscritto alla disoccupazione, non avrebbe nemmeno
beneficiato di aiuti statali e sarebbe stato dunque interamente a loro carico.

 

 

                                  D.   L’Ufficio di
tassazione ha respinto il reclamo, con decisione del 4 maggio 2016, con la
seguente motivazione:

 

                                         “La
deduzione per figlio a carico è da escludere siccome il figlio non era né agli
studi né a tirocinio nel corso dell’anno. 

                                         Non
essendo ravvisati i criteri obiettivi di limitazione della capacità al guadagno
del figlio, le condizioni e i presupposti di prassi e di giurisprudenza per il
suo riconoscimento quale persona a carico dei reclamanti non sono adempiuti. 

                                         Dopo
esame della partita fiscale del figlio, non si può nemmeno concludere che i
contribuenti, secondo criteri obiettivi – e non da un punto di vista soggettivo – si siano
trovati a sopportare oneri diretti per il suo mantenimento per un importo
almeno corrispondente alla deduzione minima ammessa. 

                                         In
simili condizioni il giudizio è che la deduzione per persona bisognosa a carico
sia da rifiutare, come giustamente stabilito nella decisione di tassazione
base. 

                                         Il
reclamo è respinto”.

 

 

                                  E.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2 postulano
nuovamente la concessione per il figlio __________ della deduzione per figlio a
carico o come persona bisognosa a carico, ribadendo in sostanza le
argomentazioni proposte in sede di reclamo. Affermano inoltre che “[…].
Consideriamo difficile e umanamente non dignitoso che una persona debba vivere
singolarmente con un reddito così basso come quello dichiarato da nostro figlio
se non ci fossero dei concreti aiuti famigliari oppure di altro tipo. Forse un
po’ orgogliosamente, il giovane non è stato iscritto alla disoccupazione e non
ha beneficiato di sussidi statali (tranne che per la Cassa Malati […]) o di
altra natura e nemmeno ha richiesto contributi di altro genere. […]”.

 

 

                                  F.   Nelle proprie
osservazioni dell’8 giugno 2016 l’RS 1 rimanda alle motivazioni della decisione
impugnata.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Per l’art. 34 cpv. 1 lett.
a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età, al cui
sostentamento il contribuente provvede, 11'100.– franchi. Un’analoga deduzione è prevista pure in materia di imposta federale diretta, per la quale però l’ammontare è
limitato a 6’500.– franchi (cfr., al proposito, l’art. 35
cpv. 1 lett. a LIFD, che dal 1° gennaio 2014 ha sostituito l’art. 213
cpv. 1 lett. a LIFD; cfr. inoltre Agner/Jung/ Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte
Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149).

                                         Ora, per
figli a carico si intendono i figli minorenni (che, al 31 dicembre del periodo
fiscale interessato non hanno ancora diciotto anni) e quelli a tirocinio o agli
studi fino al 28.mo anno di età al cui sostentamento il contribuente provvede. 

 

                                         1.2.

                                         __________ __________,
nato il __________, nel periodo fiscale litigioso era già maggiorenne. Dalla sua
dichiarazione d’imposta 2014 risulta che quest’ultimo, dal 1° gennaio 2014 fino
al 1° aprile 2014, ha lavorato come maestro di sci, percependo un reddito netto
pari a fr. 6'785.–. Dal 2 luglio 2014
fino al 31 dicembre 2014 ha invece esercitato la sua attività professionale
come consulente finanziario, guadagnando un reddito netto di fr. 12'161.–. Il medesimo ha infine ricevuto, sempre nel
2014, la somma complessiva di fr. 3'270.90 a titolo di indennità per perdita di
guadagno da parte della Cassa cantonale di compensazione AVS / AI /IPG. Il
reddito conseguito da parte di __________, nel 2014, è dunque di complessivi
fr. 22'216.90, così com’è stato accertato nella relativa decisione del 2
settembre 2015. Quest’ultimo ha inoltre beneficiato di un sussidio della cassa
malati, ed ha versato, a titolo di contributo per il terzo pilastro A,
l’importo di fr. 2'400.–. Il figlio
degli insorgenti, al momento determinante del 31 dicembre 2014, esercitava quindi
un’attività lavorativa. Non può dunque entrare in linea di considerazione la
deduzione per figli a carico giusta l’art. 34 cpv. 1 lett. a LT e 35
cpv. 1 lett. a LIFD, poiché __________ non era un figlio maggiorenne a
tirocinio o agli studi, come peraltro rettamente rilevato dall’RS 1. Si tratta
dunque di verificare se i contribuenti non abbiano diritto alla deduzione per
persona bisognosa a carico.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Per l’imposta cantonale,
l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di
un importo da 5'700.− a 11'100.− franchi al massimo (per il periodo
fiscale 2014), dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera,
totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui
sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di
almeno 5’700.− franchi. Analogamente, per l’imposta federale diretta,
l’art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto
di un importo di 6’500.− franchi per ogni persona totalmente o
parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento
il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione.

 

                                         2.2.

                                         Secondo la lettera sia
della norma cantonale che di quella federale, non basta che la persona
assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace
di esercitare un’attività lucrativa (“erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige
Person”). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude
alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle
assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP.
Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve
essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità
congenita, malattia, infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in
generale, di impedimenti di ordine fisico o psichico.

                                         La dottrina e la
giurisprudenza più recente sono invero più generose al riguardo. Una capacità
di guadagno limitata è stata, per esempio, riconosciuta come obiettivamente
fondata nel caso di una madre sola che deve accudire i propri figli in tenera
età (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge
und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht , p. 195; decisione CDT n.
80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una persona adulta che si trova ancora
in formazione. Per contro, l’assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da
sola la necessità di aiuto. Essa deve essere dovuta all’età avanzata, a
infermità o a incapacità di guadagno per altri motivi oggettivi e duraturi (cfr.
p. es. la sentenza CDT n. 80.97.8 del 20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n.
8t).

 

                                         2.3.

                                         Tanto la prassi
dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate Bosshard/ Bosshard/ Lüdin in, Sozialabzüge und Steuertarife im
schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 191, nota 439) ammettono che sia
adempiuto il requisito della capacità lucrativa limitata quando una persona, a
causa della disoccupazione, non è in grado di conseguire un reddito lucrativo
sufficiente. Poiché però non è determinante la disoccupazione in sé ma
piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne dipende, una persona non si
considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di disoccupazione o
prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui non può più
ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto, perlomeno di
regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/ Lüdin, op. cit., p.
192).

 

                                         2.4.

                                         Oltre al requisito della
parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge
subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione
all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e
di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che
abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della
deduzione (Agner/Jung/Steinmann,
op. cit., p. 149; inoltre decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in:
RDAT I-1996 n. 11t).

                                         Per stabilire se una
persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di mantenersi,
occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa Camera, alla tabella
del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e fallimenti del
Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT
I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).

                                         In altre parole, la
quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri obiettivi e non da un
punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si domanda nondimeno se
all’applicazione del minimo esistenziale in materia esecutiva, che richiede
calcoli talvolta problematici, non siano da preferire criteri più schematici,
come per esempio la fissazione dei limiti di reddito imponibile o di sostanza
imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere negato. Il Canton Berna
pone questo limite a fr. 16'000.-- di reddito netto o a fr. 50'000.-- di
sostanza netta. Il Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000.-- di reddito
netto e a fr. 46'000.-- di sostanza imponibile per le persone sole e a fr.
19'000.-- di reddito netto e a fr. 92'000.-- di sostanza imponibile per le
persone coniugate (Locher,
Kommentar zum DBG, Therwil/Basel 2001, p. 883).

 

                                         2.5.

                                         Venendo al caso di __________,
i ricorrenti sostengono che quest’ultimo “(…) ha svolto dei lavori saltuari,
innanzi tutto come maestro di sci da gennaio ad aprile 2014, non ha lavorato
per i mesi da maggio a giugno e quindi non conseguendo redditi, e – in seguito –
ha lavorato come consulente esterno in modo saltuario da luglio a dicembre 2014
frequentando svariati corsi (autofinanziandosi) per inserirsi nell’attività di
consulente finanziario. Per queste ragioni, __________ non ha ricavato un
sufficiente reddito (vedi sua decisione di tassazione 2014) per il suo
mantenimento ma è sempre stato sostenuto dalla famiglia come p. es. per la
Cassa Malati (vedi allegati, parzialmente sussidiato per __________), per gli
alimenti, alloggio in casa, dentista, medici, prodotti farmaceutici,
abbigliamento e così via”. 

                                         Affermano inoltre che “Forse
un po’ orgogliosamente, il giovane non è stato iscritto alla disoccupazione e
non ha beneficiato di sussidi statali (tranne che per la Cassa Malati, vedi
allegati le fatture dei mesi da gennaio a luglio, settembre e dicembre dove si
menziona la riduzione cantonale dei premi) o di altra natura e nemmeno ha
chiesto contributi di altro genere. Per un breve calcolo, in famiglia consideriamo
che per alimenti e beni di prima necessità spendiamo mediamente come minimo CHF
2'500.-/mese, moltiplicati per 12 mensilità si ottiene una somma complessiva di
CHF 30'000.-, per una spesa media della nostra famiglia di 4 persone pari a CHF
7'500.- per membro”. 

 

                                         2.6.

                                         Ora, come visto al consid.
1.2., nel periodo fiscale in discussione, il figlio degli insorgenti ha
anzitutto conseguito un reddito di complessivi fr. 22’216.–, poiché ha lavorato come maestro di sci (da gennaio fino alla
fine del mese di marzo 2014), ha trovato un impiego saltuario quale consulente
finanziario (dal 2 luglio 2014 fino al 31 dicembre 2014), ed ha percepito
la somma complessiva di fr. 3'270.90 a titolo d’indennità per perdita di
guadagno (di cui fr. 1'453.10 relativi al periodo compreso tra il 27 maggio
2014 e il 20 giugno 2014 e l’importo restante relativo al 2013). 

                                         Ciò posto, si può in primo
luogo concludere che __________, nel periodo fiscale 2014, ha percepito un’indennità
di disoccupazione (nei due mesi in cui non ha esercitato alcuna attività
lavorativa). In secondo luogo non risulta, e del resto gli
insorgenti nemmeno lo sostengono, che quest’ultimo sia stato limitato nelle sue
capacità di guadagno a seguito d’infermità congenita, malattia o infortunio, o
in maniera più in generale d’impedimenti di ordine fisico o psichico
(comprovato anche dal fatto che durante i primi mesi dell’anno ha lavorato come
maestro di sci e da luglio 2014 come consulente finanziario). Ciò dimostra
inequivocabilmente che è una persona capace di esercitare un’attività lucrativa.
La circostanza secondo la quale __________, per
orgoglio, abbia rivendicato solo in parte l’indennità di disoccupazione, non consente
di considerarlo incapace di conseguire un reddito lucrativo. In effetti, in
linea di principio chi beneficia di un’indennità di disoccupazione non può
essere considerato bisognoso, proprio perché la sua situazione finanziaria è
tutelata dall’assicurazione sociale. Lo sarebbe stato tutt’al più se avesse
esaurito il suo diritto alle prestazioni dell’assicurazione contro la
disoccupazione. Ci si potrebbe domandare se, quando l’indennità di
disoccupazione è particolarmente ridotta, per esempio perché l’assicurato non
ha terminato la formazione, non rimanga ancora una situazione di bisogno finanziario,
che giustifica un contributo dei famigliari. Il figlio dei ricorrenti ha percepito
un’indennità di soli fr. 3'270.90 (di cui fr. 1’453.10 relativi ai
mesi di maggio e giugno 2014). Considerato il fatto che il giovane ha
verosimilmente vissuto nella casa di vacanza dei genitori nel periodo in cui è
stato maestro di sci (__________) e nei mesi successivi nell’economia domestica
di quest’ultimi (__________), che egli ha percepito un reddito di complessivi
fr. 22’216.–, con cui è riuscito addirittura anche a
pagare un contributo per il terzo pilastro pari a fr. 2'400.–, si può ritenere
che non sia più bisognoso, secondo i minimi di esistenza calcolati con le
tabelle della Camera esecuzioni e fallimenti del Tribunale d’appello, almeno
fintantoché ha vissuto nella stessa comunione domestica dei genitori. 

                                         A titolo abbondanziale va
infine rilevato che aldilà del singolo caso e pur rispettando
l’attività di supporto a livello morale e materiale che i ricorrenti hanno quotidianamente
prestato a favore del figlio, perché sia ammessa la deduzione sociale è
fondamentale che le spese sostenute a favore della persona bisognosa siano
documentate dai rispettivi giustificativi. Circostanza quest’ultima che, dagli
atti, non risulta essere adempiuta dai ricorrenti.

                                         Alla luce di quanto sopra
esposto, il figlio dei contribuenti non può essere nemmeno considerato
bisognoso nel senso degli art. art. 34 cpv. 1 lett. b LT e 213 cpv. 1
lett. b LIFD. 

 

 

                                   3.   Il ricorso è
conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico
dei ricorrenti, soccombenti.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    300.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.      80.–

                                         per un totale di                                                      fr.    380.–

                                         sono a carico dei
ricorrenti.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per conoscenza:

                                         

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: