# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7f11ad36-8233-5746-98da-0dbe73f365bf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-08-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.08.2019 33.2018.14
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2018-14_2019-08-19.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  33.2018.14

  33.2019.4

   

  TB

  	
  Lugano

  19 agosto 2019

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sui ricorsi del 27 dicembre 2018 e del 1° febbraio
2019 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 3 dicembre 2018 e

  la comunicazione del 17 dicembre 2018 emanate dalla

  
	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle
  prestazioni,

  6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di prestazioni complementari

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato nel 1964 e
coniugato, dal 1998 è al beneficio di un quarto di rendita di invalidità con
grado AI del 41% (doc. 3) e così pure delle prestazioni complementari.

 

                               1.2.   A seguito della revisione
periodica del diritto alle PC del marzo 2018 (doc. 15) e della decisione con
cui il 9 marzo 2018 (doc. 3) l'Ufficio AI ha ribadito il diritto a un quarto di
rendita AI, ma con grado AI del 43%, il 12 marzo 2018 (doc. 17) la Cassa
cantonale di compensazione ha chiesto all'assicurato la conferma dell'iscrizione
all'Ufficio regionale di collocamento quale persona in cerca di impiego stante
la residua capacità lavorativa del 57% e l'ha avvertito che in caso di mancata
iscrizione all'URC, trascorsi sei mesi dalla notifica della decisione, gli
avrebbe computato nel calcolo PC un reddito ipotetico conformemente all'art.
14a OPC-AVS/AI.

 

Il 25 aprile 2018 (doc. 22) l'amministrazione ha fatto presente
all'assicurato che la moglie non risultava esercitare un'attività lucrativa e
quindi era possibile computargli un reddito ipotetico, a meno che ella non
percepisse delle indennità di disoccupazione, perciò l'ha invitata ad
iscriversi all'URC.

 

Come l'assicurato il 29 marzo 2018 (doc. 19), non essendo in grado
di svolgere alcuna attività lucrativa il 9 maggio 2018 (doc. 24) anche la
moglie è stata stralciata dall'URC.

 

                               1.3.   Con decisione del 28 maggio
2018 (doc. 34) la Cassa cantonale di compensazione ha stabilito che dal 1°
dicembre 2018 avrebbe computato all'assicurato nel suo calcolo un reddito
ipotetico di CHF 19'290.- e ciò poiché il grado di invalidità del 57% (recte:
43%) gli permetteva di esercitare un'attività lucrativa, sebbene egli avesse
dichiarato all'assicurazione contro la disoccupazione di non esserne invece in
grado.

 

In pari data l'amministrazione ha emesso una decisione simile
concernente il computo di un reddito ipotetico di CHF 12'860.- per la moglie
dell'assicurato, con l'avvertenza che entro il termine stabilito avrebbe
ricevuto la decisione di PC con il foglio di calcolo (doc. 36).

 

                               1.4.   L'8 giugno 2018 (doc. 41) la
Cassa cantonale di compensazione ha emesso una decisione susseguente alla
revisione periodica con cui ha fissato in CHF 2'824.- il diritto mensile alle
prestazioni complementari dell'assicurato dal 1° luglio 2018, oltre al
pagamento del premio di Cassa malati per sé e la moglie.

 

                               1.5.   Il 26 giugno 2018 (doc. 48)
l'assicurato si è cautelativamente opposto alle due decisioni del 28 maggio
2018, ritenendo non corretto computare un reddito ipotetico per entrambi visti
anche i loro problemi di salute.

Il 10 luglio 2018 (doc. 51) l'assicurato ha fatto presente le
precarie conoscenze sue e di sua moglie della lingua italiana, l'essere fuori
dal mercato del lavoro da molto tempo e l'avere una debole formazione
scolastica, ciò che gli impediva di raggiungere un reddito ragionevolmente
esigibile e un'attività a tempo parziale. Il reddito ipotetico andava dunque
cancellato.

 

                               1.6.   Con decisione del 3 dicembre
2018 (doc. 80) l'amministrazione ha accolto l'opposizione dell'assicurato in
merito al computo di un reddito ipotetico per sua moglie eliminandolo dal
calcolo delle prestazioni complementari, ritenendo che difficilmente ella avrebbe
potuto svolgere un'attività lucrativa.

 

                               1.7.   La Cassa cantonale di
compensazione ha emanato sempre il 3 dicembre 2018 (doc. A1) la decisione su
opposizione con cui ha accolto parzialmente l'opposizione dell'assicurato, computando
nei suoi redditi un reddito ipotetico di CHF 16'146.-, pari al fabbisogno
vitale per persona sola aumentato di un terzo (CHF 19'290.- + 1/3 = CHF
25'720.-) a cui è stata dedotta la franchigia di CHF 1'500.- e computati due
terzi. Il diritto alle PC era di CHF 1'479.- al mese.

L'amministrazione ha evidenziato che la tesi dell'interessato in
merito alle sue scarse conoscenze linguistiche veniva a cadere stante la sua
presenza nel nostro Cantone da oltre 20 anni e che nemmeno le difficoltà legate
alla scarsa formazione scolastica potevano essergli di aiuto per inficiare la
presunzione legale secondo cui una persona parzialmente invalida può di regola
conseguire gli importi limite, giacché tale formazione gli è stata comunque
sufficiente in passato per essere impiegato in un'attività in cui avrebbe
potuto guadagnare CHF 53'000.- all'anno.

Nemmeno è stata ritenuta valida la censura riferita alla lunga
assenza dal mondo del lavoro.

La Cassa ha ricordato l'obbligo di ridurre il danno e ha concluso
che l'assicurato non è riuscito a rovesciare la presunzione circa l'esigibilità
di un reddito a fronte di un'invalidità parziale.

 

                               1.8.   In data 17 dicembre 2018
(doc. A dell’inc. n. 33.2019.4) l’amministrazione ha trasmesso a RI 1 una
comunicazione con cui lo ha informato che le basi di calcolo relative alle sue
PC sarebbero mutate per il 2019 e, quindi, le prestazioni andavano ricalcolate.
Nell’annesso foglio di calcolo allegato dalla Cassa è stato ritenuto un reddito
da lavoro dell’assicurato cifrato in CHF 25'933.- che, ritenuto per 2/3 previa
deduzione della franchigia, comporta il computo di un reddito privilegiato di CHF
16'288.-.

 

                               1.9.   Con ricorso del 27 dicembre
2018 (doc. I dell'inc. n. 33.2018.14) RI 1 ha contestato la decisione su
opposizione 3 dicembre 2018. Egli si è rivolto al TCA chiedendo il motivo per
cui gli sono state ridotte le prestazioni complementari, rilevando che sia lui
sia la moglie sono malati, necessitano di medicamenti e fanno capo a uno
psichiatra, tanto che in passato la moglie è stata ricoverata in una clinica e
visto che la situazione peggiorava è stata richiesta la rendita di invalidità,
tuttavia rifiutata più di una volta.

Il ricorrente ha poi fatto presente di essere invalido al 43%, che
la moglie è malata ma non riceve una rendita di invalidità e che entrambi sono
stati invitati dall'amministrazione ad iscriversi in disoccupazione che però,
essendo malati, non li ha registrati.

 

                             1.10.   La Cassa cantonale di
compensazione, il 16 gennaio 2019 (doc. III), ha proposto di respingere il
ricorso ricordando che, sulla base dell'art. 9 cpv. 5 lett. c LPC e dell'art.
14a cpv. 2 lett. a OPC-AVS/AI, essendo l'assicurato parzialmente invalido
doveva essergli computato un reddito ipotetico, ancorché minimo.

L'amministrazione ha rilevato che il nuovo certificato medico
prodotto che, in modo del tutto generico, attestava uno stato di salute
peggiorato, non poteva certo comprovare un'impossibilità oggettiva per
l'assicurato di ridurre il danno e quindi di sfruttare le sue residue capacità
di lavoro e guadagno stabilite dall'Ufficio assicurazione invalidità con
decisione del 9 marzo 2018, cresciuta incontestata in giudicato e non oggetto
di revisione.

 

                             1.11.   Con atto del 1° febbraio 2019
(doc. I dell’inc. n. 33.2019.4) RI 1 ha contestato la comunicazione della Cassa
del precedente 17 dicembre 2018 che preannunciava, anche per il 2019, un
cambiamento nelle basi di calcolo (cfr. consid. 1.8. precedente), argomentando
le sue tesi con le medesime argomentazioni del ricorso avverso la decisione 3
dicembre 2018. L’atto è stato registrato dal Tribunale quale ricorso contro la
comunicazione della Cassa datata 17dicembre 2018. 

                                         Invitata
ad esprimersi in merito la Cassa cantonale di compensazione ne ha postulato la
reiezione con osservazioni del 12 febbraio 2019 (doc. III dell’inc. n.
33.2019.4). Il ricorrente ha postulato l’acquisizione di nuovi mezzi di prova
il 26 febbraio 2019 (doc. III dell’inc. n. 33.2019.4) e le parti hanno potuto
ulteriormente esprimersi in merito.

 

                             1.12.   Nell’ambito della procedura
formante l’inc. n. 33.2018.14, chiesta (doc. V) e ottenuta una proroga (doc.
VI), il 14 febbraio 2019 (doc. VII) l'assicurato ha ricordato di essere stato
escluso dalla disoccupazione siccome non idoneo al collocamento, così come
confermato dai tre nuovi certificati medici allegati e dalla mancata
registrazione all'URC ancora nel dicembre 2018.

Egli ha segnalato che la moglie, ammalata, ha bisogno della sua
assistenza quotidiana e che con la riduzione della PC si trova in una situazione
insostenibile, motivo per cui il ricorrente non è in grado di ottenere il
reddito ipotetico considerato nel suo calcolo, importo che deve quindi essere
eliminato per tornare a ricevere una PC maggiore.

 

Il 21 febbraio 2019 (doc. IX) il ricorrente ha informato il
Tribunale di avere nuovamente tentato di iscriversi in disoccupazione, ma di
non esserci riuscito.

 

                             1.13.   La Cassa di compensazione,
esaminati i nuovi certificati medici, il 28 febbraio 2019 (doc. XI) si è
riconfermata nelle conclusioni precedenti, invitando l'assicurato ad
annunciarsi all'URC per trovare un'occupazione e per almeno comprovare gli
sforzi fatti per il raggiungimento di un reddito minimo richiesto, oltretutto
ritenuta la sua capacità lavorativa residua del 50%.

L'amministrazione ha rilevato che gli organi delle PC si devono
attenere alla valutazione dell'invalidità effettuata dalle autorità competenti.
Un eventuale peggioramento delle sue condizioni di salute è intervenuto tra la
crescita in giudicato della decisione del 9 marzo 2018 dell'Ufficio AI e la
decisione su opposizione, non senza dimenticare che, per giurisprudenza, in
caso di dubbio il medico curante attesta in favore del paziente.

La Cassa ha poi precisato alcuni aspetti e in particolare che tale
peggioramento non è comunque stato segnalato all'Ufficio assicurazione
invalidità.

 

                             1.14.   Il 12 marzo 2019 (doc. XV) la
Cassa ha osservato che il fatto di avere richiesto la revisione della rendita
AI nel gennaio/febbraio 2019 riferendo un peggioramento intervenuto circa un
anno fa non significa ancora di avere comprovato un differente grado di
invalidità da quello stabilito con la decisione del 9 marzo 2018.

Essa ha quindi ribadito di respingere il ricorso e ha chiesto di
non sospendere la procedura nell'attesa dell'esito della vertenza in ambito di
assicurazione invalidità, ritenuto come a dipendenza di ciò la PC sarebbe stata
se del caso adeguata.

 

                             1.15.   L'avv. RA 1, che è subentrato nel
patrocinio dell'assicurato (doc. XIII), ha formulato delle osservazioni il 25
marzo 2019 (doc. XVII), con cui ha ritenuto ingiustificata l'applicazione del
reddito ipotetico nel caso di specie dovendo considerare tutte le particolarità
oggettive e soggettive, quali l'età, lo stato di salute, le conoscenze
linguistiche, la formazione, l'attività svolta fino a quel momento, la
situazione concreta del mercato del lavoro come pure la durata dell'assenza
dalla vita lavorativa (STF 9C_749/2009 del 12 novembre 2009).

Il ricorrente ha rilevato che il suo stato di salute era peggiorato
prima dell'emanazione della decisione impugnata e per certo già dal 1° luglio
2018 con un'inabilità lavorativa totale e quindi, già solo per questo motivo,
non si può ritenere che egli potrebbe oggettivamente realizzare un reddito
ipotetico. La valutazione di ben tre medici sul suo stato di salute peggiorato
non può essere accantonata dall'amministrazione siccome ritenuta di parte; essa
è invece corretta e quindi oggettivamente egli non è collocabile.

Nemmeno è sostenibile l'affermazione dell'amministrazione secondo
cui l'assenza di formazione e la carente conoscenza linguistica non sarebbero
d'ostacolo all'assicurato. Infatti, l'interessato è senza una minima formazione
teorica per attività leggera amministrativa visto che ha fatto sempre lavori
fisici che non richiedevano una formazione (operaio, aiuto ristorante) e il
mercato del lavoro odierno, unitamente alle sue limitazioni di salute e all'età
avanzata, non lasciano spazio a un'ipotesi realistica di assunzione.
L'insorgente ha ricordato di avere 55 anni, di avere svolto solo le scuole
dell'obbligo in __________, di avere la formazione di muratore e di essere in
invalidità e in PC dal 1998, che nel 2006 le sue condizioni di salute sono
peggiorate e che nel 2014 sono sopraggiunti problemi psichici tanto da essere
in cura specialistica. La decisione dell'Ufficio AI ha tenuto conto di questo
peggioramento portando il grado di invalidità al 43%, ma non ha considerato i
fattori estranei al calcolo AI, quali età, formazione, mercato del lavoro.

L'insorgente ha poi motivato i fattori età, carente formazione, scarsa
conoscenza linguistica, situazione concreta del mercato del lavoro e durata
dell'assenza dalla vita lavorativa, che impedirebbero oggettivamente la
realizzazione di un reddito e quindi anche l'applicabilità dell'art. 14a cpv. 2
OPC-AVS/AI.

 

Il 27 marzo 2019 (doc. XIX) l'insorgente si è espresso sulle
osservazioni della Cassa del 12 marzo 2019, contestandole e confermando
l'intervenuto peggioramento delle sue condizioni di salute che, unitamente a determinate
condizioni, lo portano a non essere oggettivamente in grado di conseguire un
reddito.

 

                             1.16.   Con scritto del 2 aprile 2019
(doc. XXI) la Cassa ha preso posizione sulle condizioni che, secondo il
ricorrente, non gli permetterebbero di svolgere un'attività lucrativa e sulla
domanda di revisione della rendita di invalidità, contestando un avvenuto
peggioramento del suo stato di salute nel periodo in esame.

 

                             1.17.   Il 6 maggio 2019 (doc. XXIII)
l'insorgente ha prodotto un nuovo certificato del suo psichiatra curante, il
quale ha attestato che da dicembre 2018 egli presenta una piena incapacità
lavorativa. L'interessato ha inoltre contestato l'agire dell'amministrazione,
che dopo 20 anni ha effettuato una revisione ingiustificata della situazione in
contrasto con la situazione oggettiva e gli ha computato un reddito ipotetico
irrealizzabile.

 

La Cassa non ha formulato ulteriori osservazioni (doc. XXIV).

 

 

considerato                    in diritto

 

in ordine

 

                              2.1.   Secondo l'art.
31 Lptca, per quanto non stabilito dalla Legge di procedura per le cause
davanti al TCA, valgono le norme della legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali, delle leggi federali che regolano le
singole materie e, sussidiariamente, della legge cantonale di procedura per le
cause amministrative.

A proposito della congiunzione dei ricorsi, l'art. 76 cpv. 1 LPAmm
prevede che quando siano proposti davanti alla stessa autorità più ricorsi il
cui fondamento di fatto sia il medesimo, l'autorità può ordinare la
congiunzione delle istruttorie, decidere i ricorsi con una sola decisione o
sospendere una o più procedure in attesa dell’istruzione o della decisione
delle altre.

 

Come precisato nelle considerazioni precedenti (cfr. consid.
1.8.), il 17 dicembre 2018 (doc. A dell'inc. n. 33.2019.4) la Cassa di
compensazione ha comunicato all'assicurato che "Le basi di calcolo sono cambiate. Pertanto le prestazioni complementari
devono essere ricalcolate." e ha fissato in CHF 1'483.- le
prestazioni complementari a cui l'assicurato ha diritto dal 1° gennaio 2019,
escluso il premio dell'assicurazione malattia.

Il foglio di calcolo allegato a questa comunicazione presenta un
ipotetico reddito da lavoro di RI 1 di CHF 25'933.- che, dedotta la franchigia
di CHF 1'500.- e preso in ragione di 2/3 trattandosi di un reddito
privilegiato, dà un reddito determinante di CHF 16'288.- che va ad inserirsi
nel reddito computabile.

 

L'assicurato ha contestato il computo di questo reddito
rivolgendosi direttamente al TCA con ricorso del 1° febbraio 2019 (doc. I inc.
n. 33.2019.4), che riproduce testualmente il memoriale di ricorso formulato il
27 dicembre 2018 (doc. I inc. n. 33.2018.14) contro la decisione su opposizione
del 3 dicembre 2018. La Cassa cantonale di compensazione, il 12 febbraio 2019
(doc. III), ha allestito la risposta di causa postulando la reiezione del
ricorso.

 

In concreto i ricorsi interposti dall’assicurato concernono il suo
diritto alle prestazioni complementari, si basano sui medesimi fatti e pongono
temi di diritto materiale di uguale natura (computo del reddito ipotetico). Ne
consegue che è opportuna la congiunzione delle procedure formanti gli inc. n.
33.2018.14 e n. 33.2019.4, che il TCA evade quindi con un unico giudizio.

 

                               2.2.   L'art. 49 cpv. 1 LPGA prevede
che, nei casi di ragguardevole entità o quando vi è disaccordo con
l'interessato, l'assicuratore deve emanare per scritto le decisioni in materia
di prestazioni, crediti e ingiunzioni. Queste decisioni formali possono essere
impugnate entro trenta giorni facendo opposizione presso l'autorità
stessa che le ha emanate (art. 52 cpv. 1 LPGA).

 

Per l'art. 52 cpv. 2 LPGA, le decisioni su opposizione vanno
pronunciate entro un termine adeguato. Sono motivate e contengono un
avvertimento relativo ai rimedi giuridici. Le decisioni su opposizione emanate
dall'assicuratore possono poi essere impugnate mediante ricorso (art. 56
cpv. 1 LPGA) presso il Tribunale delle assicurazioni del Cantone dove l'assicurato
è domiciliato quando interpone ricorso (art. 58 cpv. 1 LPGA).

 

Nel caso di specie, l'assicurato ha contestato la
comunicazione del 17 dicembre 2018 dell'amministrazione direttamente davanti a
questo Tribunale mediante un ricorso, anziché lamentarsi presso la medesima
autorità che l'ha emessa.

 

Pertanto, in difetto di emanazione, da parte
della Cassa di compensazione, di una decisione su opposizione a norma dell’art.
52 cpv. 2 LPGA, impugnabile giusta l'art. 56 LPGA davanti a questo Tribunale
mediante un ricorso, l'atto del 1° febbraio 2019 dell'assicurato va dichiarato
formalmente irricevibile in questa sede.

 

Il medesimo atto non può, del resto, neppure essere considerato
quale reclamo per denegata o ritardata giustizia siccome formulato direttamente
contro la comunicazione citata, che indica gli importi delle PC relativi al
2019 dell’assicurato, e non potendo imputare all’amministrazione ritardo alcuno
nella gestione della procedura. Come tale lo scritto 1 febbraio 2019 può essere
ritenuto unicamente quale richiesta di emanazione di una decisione formale ex
art. 49 LPGA e va, conseguentemente, trasmesso all’amministrazione per gli
eventuali suoi incombenti nella misura in cui l’emanazione del presente
giudizio non rendessero privo d’oggetto il tema.

 

nel merito

 

                               2.3.   Fondandosi
sull'art. 112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e sulla Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed., l'Assemblea federale ha adottato il nuovo art.
112a Cost. fed. specifico per le prestazioni complementari e il nuovo
art. 112c Cost. fed. relativo all'aiuto agli anziani e ai disabili, in
vigore il 1° gennaio 2008.

 

Giusta l'art. 112a Cost.
fed., la Confederazione ed i Cantoni versano prestazioni complementari a
persone il cui fabbisogno vitale non è coperto dall'assicurazione vecchiaia,
superstiti e invalidità (cpv. 1) e la legge stabilisce l'entità delle
prestazioni complementari nonché i compiti e le competenze di Confederazione e
Cantoni (cpv. 2).

In virtù dell'art. 112c
Cost. fed., i Cantoni provvedono all'aiuto e alle cure a domicilio per gli
anziani e i disabili (cpv. 1) e la Confederazione sostiene sforzi a livello
nazionale a favore degli anziani e dei disabili. A questo scopo può utilizzare
fondi dell'assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità (cpv. 2).

In effetti, la Legge federale
sulle prestazioni complementari all'AVS/AI (LPC) – tanto quella del 19 marzo
1965 entrata in vigore il 1° gennaio 1966, quanto quella del 6 ottobre 2006
 in vigore dal 1° gennaio 2008 - persegue lo scopo di garantire un
"reddito minimo" per far fronte ai "fabbisogni vitali" di
cui al citato art. 112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e Disp. Trans.
all'art. 112 Cost. fed. (RCC 1992 pag. 346) e al nuovo art. 112a
Cost. fed.

 

Questa nozione è più ampia
rispetto al "minimo vitale" disciplinato dal diritto esecutivo (art.
93 LEF). La LPC contiene dunque la garanzia di un reddito minimo per le persone
anziane e invalide (su queste questioni: cfr. DTF 113 V 280 (285), RCC 1991
pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143; Cattaneo, "Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo
della sicurezza sociale" in: RDAT 1991-II pagg. 447 segg., spec. pag. 448
nota 12 e pag. 460 nota 83). I limiti di reddito rivestono pertanto una doppia
funzione e meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito
(DTF 121 V 204; Pratique VSI 1995 pagg. 52 e 176; Pratique VSI 1994 pag. 225;
RCC 1992 pag. 225; cfr. anche Messaggio concernente la terza revisione della
Legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI, pagg. 3, 8 e 9).

 

                               2.4.   In
virtù dell'art. 4 cpv. 1 lett. c LPC, le persone domiciliate e dimoranti
abitualmente in Svizzera hanno diritto alle prestazioni complementari se hanno
diritto a una rendita AI.

 

L'importo della prestazione
complementare annua è pari alla quota delle spese riconosciute che eccede i
redditi computabili (art. 9 cpv. 1 LPC).

 

Per quanto riguarda le spese
riconosciute, l'art. 10 cpv. 1 LPC prevede che:

 

"
Per le persone che non vivono
durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o in un ospedale (persone
che vivono a casa), le spese riconosciute sono le seguenti:

 

a. importo destinato alla copertura del
fabbisogno generale vitale, per anno:

 

1.    
19 290 franchi per le persone
sole,

2.    
28 935 franchi per i coniugi,

3.    
10 080 franchi per gli orfani che
hanno diritto a una rendita e per figli che danno diritto a una rendita per
figli dell'AVS o dell'AI; per i due primi figli si prende in considerazione la
totalità dell'importo determinante, per altri due figli due terzi ciascuno e
per ogni altro figlio un terzo;

 

b. la pigione di un appartamento e le
relative spese accessorie; in caso di conguaglio per le spese accessorie, non
si tiene conto né del saldo attivo né di quello passivo; l'importo massimo
annuo riconosciuto è il seguente:

 

1.    
13 200 franchi per le persone
sole,

2.    
15 000 franchi per i coniugi e le
persone con orfani che hanno diritto a una rendita o con figli che danno
diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI,

3.    
3600 franchi in più se è necessaria
la locazione di un appartamento in cui è possibile spostarsi con una
carrozzella.".

 

Inoltre, giusta l'art. 10 cpv.
3 LPC, sia per le persone che vivono che per quelle che non vivono durevolmente
o per un lungo periodo in un istituto o in un ospedale, sono riconosciute le
spese seguenti:

 

"
a.   spese per il conseguimento
del reddito, fino a concorrenza del  reddito

      lordo dell'attività lucrativa;

b.   spese di manutenzione di fabbricati
e interessi ipotecari, fino a concorrenza del ricavo lordo dell'immobile;

c.   premi versati alle assicurazioni
sociali della Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie;

d.   importo forfettario annuo per
l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie; l'importo forfettario
deve corrispondere al premio medio cantonale o regionale per l'assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie (compresa la copertura infortuni);

e.   pensioni alimentari versate in
virtù del diritto di famiglia.".

 

L'art. 11 cpv. 1 LPC enumera
esaustivamente i redditi computabili, fra i quali vi sono:

 

"
a.   due terzi dei proventi in
denaro o in natura dall’esercizio di un’attività

      lucrativa per quanto superino annualmente 1000
franchi per le persone sole e 1500 franchi per i coniugi e le persone con
orfani che hanno diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una
rendita per figli dell’AVS o dell’AI; per gli invalidi aventi diritto a
un’indennità giornaliera dell’AI, il reddito dell’attività lucrativa è
computato interamente;

d.   le rendite, le pensioni e le altre
prestazioni periodiche, comprese le rendite dell'AVS e dell'AI;

g.   i proventi e i beni a cui
l'assicurato ha rinunciato".

 

Quali redditi non computabili
l'art. 11 cpv. 3 LPC elenca:

 

" a.   le prestazioni dei parenti giusta gli articoli 328-330 del Codice civile;

b.   le prestazioni dell'aiuto pubblico
sociale;

c.   le prestazioni pubbliche o private
di natura manifestamente assistenziale;

d.   gli assegni per grandi invalidi
delle assicurazioni sociali;

e.   le borse di studio e altri aiuti
all'istruzione;

f.    i contributi per l'assistenza versati dall'AVS o
dall'AI.".

 

                               2.5.   Oggetto
del contendere è sapere se, ed eventualmente in quale misura, debba essere
conteggiato un reddito ipotetico da lavoro nei redditi computabili
dell'assicurato.

 

Secondo l'amministrazione, il grado di invalidità del 43% gli
permette comunque di svolgere un'attività lucrativa e quindi di aumentare i
suoi redditi, ma poiché l'interessato non ha lavorato e non ha così ridotto il
danno economico derivante dall'invalidità, allora gli si deve computare un
reddito ipotetico in virtù dell'art. 9 cpv. 5 LPC in connessione con l'art. 14a
cpv. 2 lett. a OPC-AVS/AI, ammontante a CHF 16'146.- ({[CHF 19'290 + 1/3] - CHF
1'500} x 2/3).

 

Per l'insorgente, invece, le sue condizioni di salute non gli
permettono di svolgere nessuna attività lucrativa e dunque non è giustificato
computargli un reddito ipotetico.

 

                               2.6.   L'art. 11 cpv. 1 lett. g LPC impone
il computo dei redditi a cui l'assicurato ha rinunciato, mentre l'art. 9 cpv. 5
lett. c LPC prevede che il Consiglio federale disciplini il "conteggio dei proventi di un'attività lucrativa che si
può ragionevolmente pretendere da persone parzialmente invalide o da vedove
senza figli minorenni" ciò che l'Esecutivo ha fatto, per quanto
qui d’interesse, con l’adozione dell'art. 14a OPC-AVS/AI che concerne il
computo del reddito dell'attività lucrativa per persone parzialmente invalide e
recita:

 

" 1 Agli
invalidi si computa in linea di massima come reddito dell'attività lucrativa
qualsiasi importo effettivamente conseguito durante il periodo determinante.

 

2 Per gli invalidi di età inferiore a 60 anni, il
reddito dell'attività lucrativa computato corrisponde almeno:

a.     all'ammontare
massimo destinato alla copertura dei bisogni vitali delle persone sole secondo l'articolo
10 capoverso 1 lettera a numero 1 LPC, aumentato di un terzo, per un grado di
invalidità fra il 40 e meno del 50 per cento;

b.    all'ammontare
massimo destinato alla copertura dei bisogni vitali secondo la lettera a, per
un grado di invalidità fra il 50 e meno del 60 per cento;

c.     ai due
terzi dell'ammontare massimo destinato alla copertura dei bisogni vitali
secondo la lettera a, per un grado di invalidità fra il 60 e meno del 70 per
cento.

 

3 Il capoverso 2 non è applicabile:

a.     se
l'invalidità di persone senza attività lucrativa è stata stabilita
conformemente all'articolo 27 dell'ordinanza del 17 gennaio 1961 sull'assicurazione
per l'invalidità (OAI); o

b.    se
l'invalido lavora in un laboratorio ai sensi dell'articolo 3 capoverso 1
lettera a della legge federale del 6 ottobre 2006 sulle istituzioni che
promuovono l'integrazione degli invalidi (LIPIn).".

 

                               2.7.   Sul tema del reddito
conseguito dalle persone invalide l'Ufficio federale delle assicurazioni
sociali ha promulgato le Direttive sulle prestazioni complementari all'AVS e
all'AI (DPC), valide dal 1° aprile 2011, stato al 1° gennaio 2018. Giusta il N.
3424.01 DPC, per principio, alle persone parzialmente invalide è computato come
reddito da attività lucrativa l’importo effettivamente guadagnato nel periodo determinante.
I N. 3421.03 e 3421.04 sono applicabili per analogia.

 

Per il N. 3424.02 DPC, alle persone parzialmente invalide di età
inferiore ai 60 anni va tuttavia computato un reddito da attività lucrativa
netto minimo, graduato secondo il grado d’invalidità, secondo la seguente
tabella:

 

	
  Grado
  d'invalidità

  	
  Reddito
  netto da attività lucrativa in percentuale

  
	
  da 40 a
  < 50

  	
  Importo
  massimo per il fabbisogno generale vitale per le persone sole aumentato di un
  terzo

  
	
  da 50 a
  < 60

  	
  Importo massimo
  per il fabbisogno generale vitale per le persone sole

  
	
  da 60 a
  < 70

  	
  Due terzi
  dell’importo massimo per il fabbisogno generale vitale per le persone sole

  

 

Da questo reddito da attività lucrativa netto vanno dedotte la
franchigia di cui al secondo capoverso del N. 3421.04 e, se del caso, le spese
per la custodia dei figli conformemente al primo capoverso del N. 3421.04;
l’importo rimanente è computato per due terzi.

 

Il N. 3424.03 DPC dispone che, di regola, gli importi indicati al
N. 3424.02 non possono essere superati. In particolare, la procedura di
fissazione del reddito ipotetico prevista dal N. 3482.04 non è loro applicabile
(DTF 141 V 343).

 

Un reddito ipotetico superiore a quello indicato dal N. 3424.02
può essere computato nei seguenti casi (N. 3424.04):

– se il beneficiario PC rinuncia volontariamente a un'attività
lucrativa ragionevolmente esigibile;

– se il beneficiario PC rinuncia a un impiego che gli era stato
destinato (STF 8C_655/2007 del 26 giugno 2008, consid. 6);

– se il beneficiario PC rifiuta di partecipare a dei provvedimenti
d'integrazione (DTF 140 V 267).

 

Il reddito minimo di cui al N. 3424.02 non va computato in due
casi (N. 3424.05 DPC):

– se l’invalidità di una persona senza attività lucrativa è stata
determinata secondo l’articolo 27 OAI;

– se la persona invalida lavora in un laboratorio protetto ai
sensi dell’articolo 3 capoverso 1 lettera a LIPIn.

In virtù del N. 3424.06 DPC, l’art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI si fonda
sulla presunzione legale secondo cui una persona parzialmente invalida è in
grado di conseguire il reddito minimo stabilito. L’assicurato può sottrarsi a
tale presunzione legale dimostrando che motivi oggettivi e soggettivi estranei
all’invalidità gli impediscono o gli rendono difficile il conseguimento di un
reddito (DTF 115 V 88 = RCC 1990 pag. 157 segg.; RCC 1989 pag. 604 segg.).

 

Per il N. 3424.07 DPC, non è computato alcun reddito ipotetico, in
particolare, se è adempiuta una delle condizioni seguenti:

– l’assicurato non trova lavoro nonostante sforzi sufficienti
(questa condizione è considerata adempiuta, se egli si è iscritto presso l’URC
per essere collocato e dimostra di aver compiuto sforzi sufficienti, sia a
livello qualitativo che quantitativo, per trovare un posto di lavoro);

– l’assicurato percepisce indennità dell’assicurazione contro la
disoccupazione (STFA P 54/91 del 6 agosto 1992);

– il coniuge dell’assicurato dovrebbe essere collocato in un
istituto se questi non gli prodigasse assistenza e cure (STFA P 49/98 del 13
settembre 1999);

– l’assicurato ha compiuto il 60° anno d’età.

 

Quando un assicurato cui è stato computato un reddito da attività
lucrativa ipotetico conformemente all’articolo 14a OPC-AVS/AI compie il 60°
anno d’età, il servizio PC deve procedere d’ufficio a una revisione ex art. 17
cpv. 2 LPGA. Le PC sono adeguate a partire dal mese successivo al compimento
del 60° anno d’età (N. 3424.08 DPC).

 

Giusta il N. 3424.09 DPC, se al momento della presentazione della
richiesta di PC l’assicurato sostiene di non poter esercitare un’attività
lucrativa o di non essere in grado di raggiungere l’importo limite, prima di
emanare la decisione occorre verificare la correttezza di questa affermazione.
All’assicurato può essere chiesto di dettagliarla e dimostrarla. Se
l’assicurato non si esprime in tal senso, la decisione può essere presa senza
ulteriori formalità (art. 42 LPGA).

 

A norma del N. 3424.10 DPC, se la rendita è sottoposta a revisione
in seguito a una modificazione notevole del grado d’invalidità (art. 17 cpv. 1
LPGA), le PC vanno adeguate (retroattivamente) a decorrere dal momento della
modificazione (STF 8C_574/2009 dell’8 giugno 2009; STFA P 43/05 del 25 ottobre
2006).

 

Infine, se le PC versate a un assicurato sono ridotte in seguito
al computo di un reddito minimo ai sensi del N. 3424.02, giusta l'art. 25 cpv.
4 OPC-AVS/AI la riduzione prende effetto sei mesi dopo la notifica della
decisione (v. N. 4130.05). La data determinante non è pertanto quella della
decisione, ma quella della notifica. Il termine di sei mesi non si applica nei
casi in cui le PC sono accordate retroattivamente (N. 3424.11 DPC).

 

Va ancora segnalato che il rinvio al N. 3421.03 DPC previsto dal
N. 3424.02 DPC, dispone che il reddito da attività lucrativa dei beneficiari di
rendita aventi diritto alle PC e dei loro familiari eventualmente compresi nel
calcolo della stessa è computato solo parzialmente, vale a dire in modo
privilegiato (art. 11 cpv. 1 lett. a LPC).

 

Il N. 3421.04 DPC, dal canto suo, regola il tema della deduzione
dal reddito delle spese necessarie al suo conseguimento. Come disposto
dall'art. 11a OPC-AVS/AI, infatti, dal reddito lordo dell’attività lucrativa
sono dedotte le spese di conseguimento del reddito (v. i N. 3423.03– 3423.04) e
i contributi obbligatori pagati alle assicurazioni sociali federali (AVS, AI,
IPG, AD, AFam, AINF e PP). Possono inoltre essere dedotte le spese per la
custodia dei figli conformemente alle disposizioni sull’imposta cantonale
diretta. Se le deduzioni superano il reddito lordo da attività lucrativa,
quest’ultimo non è computato.

 

Dal reddito netto così ottenuto sono dedotti CHF 1'000 per le
persone sole e CHF 1'500 per i coniugi e per le persone con figli che hanno o
danno diritto a una rendita. L’importo rimanente è computato per due terzi (DTF
111 V 124 = RCC 1985 pag. 424). La franchigia va computata interamente anche se
il reddito è stato conseguito solo durante una parte dell’anno determinante per
il calcolo delle PC (RCC 1972 pag. 70).

 

                               2.8.   Va ricordato come la LPC
stabilisca un principio cardine per cui, ai fini del calcolo della prestazione
complementare, sono considerati solo quegli attivi che l'assicurato ha
effettivamente ricevuto e di cui può disporre senza restrizioni (Pratique VSI
1995 pag. 173 consid. 2a; RDAT I 1992 pag. 154; RCC 1984 pag. 189). Di conseguenza,
è rilevante la circostanza che l'interessato non dispone dei mezzi necessari
per fare fronte ai suoi bisogni esistenziali, non il motivo che ha condotto a
questa situazione (DTF 115 V 355).

 

Tale principio è tuttavia sottoposto a precisi limiti.
Segnatamente, non è applicabile nell'ipotesi in cui l'assicurato ha rinunciato in
tutto o in parte a dei beni (a dei redditi o a parti di sostanza) senza esserne
giuridicamente obbligato e senza controprestazione adeguata, oppure quando
dispone di un diritto a determinate entrate o a una determinata sostanza, ma
non ne fa tuttavia uso o non fa valere le sue pretese (DTF 140 V 267; DTF 123 V
37 consid. 1; DTF 121 V 205 consid. 4a; DTF 117 V 289 = RCC 1992 pag. 349; SVR
2007 EL Nr. 6; SVR 2003 EL Nr. 4 consid. 2; SVR 2003 EL Nr. 1 consid. 1a = Pratique VSI 2003 pag. 223; SVR 2001 EL Nr. 5 consid. 1b; Pratique
VSI 1995 pag. 173 consid. 2a; RCC 1989 pag. 350 consid. 3b; RCC 1988 pag. 275
consid. 2b) o se, per motivi di cui è responsabile, non esercita, per lo meno a
tempo parziale, un'attività lucrativa ammissibile (DTF 140 V 267 consid. 2.2; DTF 122 V 397 consid. 2; DTF 115 V 353
consid. 5c; Pratique VSI 1997 pag. 264 consid. 2; Pratique VSI 1994 pag.
225 consid. 3a).

In questi casi, la giurisprudenza (RDAT I 1994 pag. 189 consid. 3a)
considera che vi è una rinuncia (di sostanza e/o di reddito) ai sensi
dell'art. 11 cpv. 1 lett. g LPC (art. 3c cpv. 1 lett. g vLPC).

 

Fra i redditi computabili di un assicurato vi sono dunque anche i
redditi ai quali si è rinunciato (art. 11 cpv. 1 lett. g LPC). Tuttavia, non sono
computati soltanto i redditi effettivamente conseguiti con l'esercizio di
un'attività lucrativa. Infatti, anche le persone dalle quali ci si aspetta una
capacità lavorativa devono utilizzare questa capacità lavorativa. Quest'obbligo
deriva dalla sussidiarietà delle prestazioni complementari, sussidiarietà che non
significa soltanto che le altre assicurazioni sociali hanno la precedenza sulle
prestazioni complementari, ma anche che si deve trarre vantaggio dalla capacità
di lavoro. Se un assicurato si rifiuta di farlo, allora c'è una rinuncia ai
sensi dell'art. 11 cpv. 1 lett. g LPC. La rinuncia al reddito da attività
lucrativa viene così computata come se l'entrata fosse stata effettivamente
conseguita (Carigiet/Koch,
Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, 2a ed. 2009, pag. 151).

 

                               2.9.   In concreto deve essere esaminata
l'ipotesi della rinuncia di reddito per le persone parzialmente invalide, visto
che il ricorrente è al beneficio di un quarto di rendita di invalidità sin dall'ottobre
1998 e che questo diritto è stato da ultimo confermato con decisione del 9
marzo 2018 (doc. A15), cresciuta incontestata in giudicato, con cui l'Ufficio
assicurazione invalidità ha portato dal 41% al 43% il grado di invalidità attribuitogli
con decisione del 24 gennaio 2003 (doc. 3).

Il ricorrente dispone quindi ora di una capacità di guadagno
residua del 57%.

 

L'art. 14a OPC-AVS/AI, in connessione con l'art. 9 cpv. 5 lett. c
LPC, fissa schematicamente i redditi ipotetici provenienti da un'attività
lucrativa di assicurati parzialmente invalidi. Questa norma dispone, al suo
capoverso 1, che alle persone parzialmente invalide è di principio computato il
reddito da attività lucrativa che hanno effettivamente conseguito.

 

Per semplificare il procedimento la norma presume che, per gli
assicurati parzialmente invalidi di età inferiore a 60 anni, sia possibile e
ragionevole, nell'ambito della restante capacità di guadagno stabilita
dall'Ufficio AI, conseguire gli importi limite stabiliti dall'art. 14a cpv. 2 lett.
a-c OPC-AVS/AI. Qualora essi non mettano a frutto la loro capacità di guadagno
residua, questa rinuncia a un reddito da attività lucrativa è ritenuta quale
reddito ipotetico da attività lucrativa (DTF 141 V 343; DTF 117 V 153; Carigiet/Koch, op. cit., pag. 153).

 

L'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI stabilisce la presunzione giuridica
secondo cui l'assicurato sarebbe in grado di realizzare questi redditi se svolgesse
un'attività lucrativa esigibile o non lavorasse.

 

Se l'importo indicato all'art. 14a cpv. 2 lett. a-c OPC-AVS/AI non
è raggiunto così pure se nessuna attività lucrativa è esercitata, si presume
che l'assicurato abbia rinunciato a dei redditi giusta l'art. 11 cpv. 1 lett. g
LPC (DTF 140 V 267 consid. 2.2; STF 9C_515/2018 del 18 aprile 2019 consid. 2.3; STF 9C_827/2018 del 20 marzo 2019
consid. 4.3; Valterio,
Commentaire de la loi fédérale sur les prestations complémentaires à l'AVS et à
l'AI, 2015, pag. 129 N. 18 ad art. 11).

 

Gli importi forfettari previsti dall'art. 14 cpv. 2 OPC-AVS/AI,
che dipendono dal grado di invalidità dell'assicurato in connessione con il
fabbisogno per persone sole di cui all'art. 10 cpv. 1 lett. a n. 1 LPC (cfr.
consid. 2.6), sono quindi da computare quando l'assicurato parzialmente
invalido guadagna di meno o soprattutto non si dedica ad alcuna attività
lucrativa.

 

Si tratta di importi netti, dai quali non devono essere dedotti né
i contributi sociali né le spese per il conseguimento del reddito. Il computo
avviene in maniera privilegiata allo stesso modo dei redditi provenienti
dall'esercizio di un'attività lucrativa (DTF 117 V 292; Carigiet/Koch, op. cit., pag. 153).

 

Con il computo di un reddito minimo ipotetico da attività
lucrativa si presume che l'assicurato sia in grado di conseguire il reddito
minimo da lavoro dell'art. 14a OPC-AVS/AI. In determinati casi, è possibile
prescindere dal computo schematico di un reddito ipotetico minimo da attività
lucrativa.

 

Tali eccezioni sono in parte regolate all'art. 14a cpv. 3
OPC-AVS/AI e in parte risultano dalla giurisprudenza e dalla prassi
amministrativa.

 

                             2.10.   Fra le ipotesi secondo cui a
un assicurato parzialmente invalido non sia computato alcun reddito ipotetico
da attività lucrativa v'è in particolare quella in cui egli comprovi di non potere
utilizzare la sua teorica capacità di guadagno residua (per l'elenco delle
altre possibilità: Carigiet/Koch,
op. cit., pag. 153 e seg.).

 

La presunzione dell'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI può essere
confutata dal beneficiario della rendita AI. Egli può dimostrare che, benché
disposto a cercare un'attività lucrativa, sussistano dei motivi oggettivi o
soggettivi irrilevanti per la determinazione del grado di invalidità, quali
l'età, l'assenza di formazione e di conoscenze linguistiche, le circostanze
personali o la situazione del mercato del lavoro che rendono difficile o
impossibile il conseguimento di un reddito da attività lucrativa. Il reddito
determinante per il calcolo della prestazione complementare è il reddito
ipotetico che l'assicurato potrebbe effettivamente realizzare (DTF 141 V 343
consid. 3.3; DTF 140 V 267 consid. 2.2; DTF 127 V 287 consid. 2a; DTF 117 V
156; STF 9C_515/ 2018 del 18 aprile 2019 consid. 2.3; STF 9C_827/2018 del 20
marzo 2019 consid. 4.3; Carigiet/Koch,
op. cit., pag. 154).

 

La possibilità di rovesciare la presunzione dell'art. 14a
OPC-AVS/AI comporta però che l'assicurato porti la prova che a causa di questi
fattori non ha trovato un lavoro. Se non fa valere queste particolari
circostanze, se non sono facilmente riconoscibili o se nessun elemento probante
risulta da ulteriori accertamenti, l'interessato deve sopportare le conseguenze
dell'assenza di prove (DTF 117 V 153 consid. 3b) e deve lasciarsi imputare il
reddito che, secondo il grado della verosimiglianza preponderante, avrebbe
ancora potuto realizzare malgrado l'invalidità (STF 9C_827/2018 del 20 marzo
2019 consid. 4.3).

 

Se, dunque, da un lato è giustificato presumere che la persona
parzialmente invalida sia in grado di sfruttare la capacità residua lavorativa
e di guadagno che le ha riconosciuto l'assicurazione invalidità, dall'altro
questa presunzione può essere rovesciata. Ciò significa che l'assicurato può
addurre che dei fattori senza importanza nell'ambito dell'assicurazione
invalidità gli impediscono di utilizzare la sua residua capacità di guadagno
teorica.

L'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio
2007: Tribunale federale) ha al riguardo osservato che vi sono dei casi in cui
l'assicurazione invalidità ha giustamente concesso solo una mezza rendita di
invalidità benché l'assicurato non fosse in grado, per motivi estranei
all'invalidità, di utilizzare effettivamente la capacità lavorativa residua. Se
anche a queste persone si dovesse computare il reddito ipotetico forfettario,
ciò avrebbe per conseguenza che l'art. 3 cpv. 1 lett f vLPC (attuale art. 11
cpv. 1 lett. g LPC) sarebbe svuotato del suo significato, perché questa norma
prevede soltanto il computo di quei redditi a cui l'assicurato ha rinunciato.
Determinante per il calcolo delle prestazioni complementari è quindi anche,
sotto l'egida dell'art. 14a OPC-AVS/AI, quel reddito ipotetico che l'assicurato
potrebbe effettivamente conseguire (DTF 117 V 153 consid. 2c; Valterio, op. cit., pag. 135 e seg. N.
31 ad art. 11).

 

                             2.11.   Si tratta dunque di esaminare
se l'interessato è effettivamente in grado di mettere a profitto, sul piano
economico, la capacità di guadagno che gli è riconosciuta dall'AI esercitando
un'attività alla sua portata. Una tale soluzione non implica tuttavia un esame
automatico e sistematico di tutti gli assicurati parzialmente invalidi a sapere
se possano esercitare un'attività lucrativa. Infatti, per ciò che concerne
l'incapacità di lavoro causata dall'invalidità, le Casse di compensazione e i
giudici delle assicurazioni sociali devono di principio attenersi alla
valutazione dell'invalidità effettuata dal competente Ufficio assicurazione
invalidità (DTF 140 V 267 consid. 2.3; STF 9C_827/2018 del 20 marzo 2019
consid. 6.1; Carigiet/Koch, op.
cit., pag. 154).

 

Indipendentemente dal fatto che gli organi di esecuzione delle PC
non dispongono delle necessarie conoscenze specifiche della materia per
valutare autonomamente l'invalidità, si tratta di evitare che due istanze si
pronuncino in modo diverso sulla medesima fattispecie (DTF 140 V 267 consid.
5.1; Valterio, op. cit., pag. 135
N. 31 ad art. 11; Carigiet/Koch,
op. cit., pag. 154).

 

Tuttavia, è solo se l'assicurato parzialmente invalido invoca una
modifica del suo stato di salute intervenuta dopo la crescita in giudicato
della decisione AI, ma prima della decisione sul diritto alle prestazioni
complementari, che allora le Casse cantonali di compensazione, fondandosi sul
grado della verosimiglianza preponderante, devono valutare autonomamente lo
stato di salute dell'assicurato (STF 9C_827/2018 del 20 marzo 2019 consid. 6.1;
STF 8C_172/2007 del 6 febbraio 2008 consid. 7.2; Valterio, op. cit., pag. 136 N. 31 ad art. 11).

Esse verificheranno quindi se l'assicurato possa effettivamente conseguire
il reddito ipotetico giusta l'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI (Carigiet/Koch, op. cit., pag. 154).

Gli organi di esecuzione delle PC non sono pertanto autorizzati a
fare valere l'assenza di conoscenze specialistiche per evitare subito qualsiasi
accertamento in merito allo stato di salute di un assicurato (STF 8C_68/2007
del 14 marzo 2008 consid. 5.3). Spetta dunque a loro istruire il caso
conformemente all'art. 43 cpv. 1 LPGA quando l'assicurato produce un
certificato medico che attesta un peggioramento del suo stato di salute;
possono rinunciare ad effettuare degli accertamenti quando questi documenti
contengono tutte le informazioni necessarie per pronunciarsi sulla capacità
lavorativa indicando il motivo, il grado e la prevista durata dell'incapacità
lavorativa (STF 8C_172/2007 del 6 febbraio 2008 consid. 8; Carigiet/Koch, op. cit., pag. 155).

Se le Casse di compensazione ritengono che questi rapporti medici
non stabiliscano in maniera probante la presenza di una tale incapacità, devono
almeno informare l'interessato che questi documenti non hanno forza probante e
invitarlo a richiedere al medico un rapporto che contenga tutti i dati
necessari (STF 8C_68/2007 del 14 marzo 2008 consid. 5.3).

Se invece una modifica delle condizioni di salute e le sue
conseguenze sulla capacità di lavoro non possono essere stabilite con un grado
di verosimiglianza preponderante al momento in cui le Casse sono chiamate a
decidere, questa questione potrà essere esaminata soltanto nell'ambito di una
revisione della rendita AI e della procedura di modifica della prestazione
complementare annua giusta l'art. 25 OPC-AVS/AI (STF 8C_172/2007 del 6 febbraio
2008 consid. 7.1; Valterio, op.
cit., pag. 136 N. 31 ad art. 11).

 

La presunzione legale di cui all'art. 14a OPC-AVS/AI ha per
conseguenza che gli organi di esecuzione delle PC non devono cercare d'ufficio
gli elementi che potrebbero andare contro questa presunzione. Quando
l'interessato fa valere che egli non è in grado di realizzare il reddito
previsto da questa disposizione, essi devono per contro, conformemente al
principio inquisitorio e nel rispetto del diritto di essere sentito, esaminare
se vi sono motivi atti a confutare la presunzione.

Quando si tratta di una persona parzialmente invalida, le Casse di
compensazione devono soltanto esaminare gli aspetti estranei all'invalidità,
come l'età, la scarsa formazione e le conoscenze linguistiche insufficienti,
che impediscono di utilizzare la capacità lavorativa (DTF 140 V 267 consid.
2.2; DTF 117 V 153 consid. 2c; STF 9C_827/2018 del 20 marzo 2019 consid. 6.1; Valterio, op. cit., pag. 135 N. 31 ad
art. 11) e quindi di cercare con successo un lavoro.

 

Va posta particolare attenzione al fatto che per determinare il
grado di invalidità gli Uffici AI si basano sul mercato equilibrato del lavoro.
Le prestazioni complementari, essendo concepite quali prestazioni di aiuto,
devono basarsi sulle condizioni effettive, non solo delle persone aventi
diritto alle PC, ma anche del mercato del lavoro locale. Se è portata la prova
che a causa della situazione personale e del mercato del lavoro il reddito
ipotetico da attività lucrativa non può essere conseguito, allora anche la
Cassa di compensazione deve riconoscerlo e non deve dunque computare alcun
reddito ipotetico (DTF 140 V 267 consid. 5.3; STF 9C_515/2018 del 18 aprile
2019 consid. 3.3). Quali prove valgono in particolare i giustificativi delle
ricerche di lavoro non andate a buon fine, con cui l'assicurato può dimostrare
che malgrado l'impiego di tutta la sua buona volontà è praticamente impossibile
realizzare effettivamente il reddito ipotetico stabilito dall'art. 14a cpv. 2
OPC-AVS/AI. Ma anche il tentativo infruttuoso da parte dell'assicurazione
contro la disoccupazione, dell'assicurazione invalidità e dell'assistenza
sociale di reinserire la persona nel mondo del lavoro deve essere incluso nella
valutazione se il beneficiario di PC riesce a confutare la presunzione
dell'art. 14a OPC-AVS/AI (Carigiet/Koch,
op. cit., pag. 156; Valterio, op.
cit., pag. 137 N. 33 ad art. 11).

 

Va infine osservato che la riduzione del diritto a una prestazione
complementare in corso a seguito del computo di un reddito ipotetico minimo da
lavoro giusta l'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI, esplica effetto sei mesi dopo la
notifica della relativa decisione (art. 25 cpv. 4 OPC-AVS/AI).

Il beneficiario di prestazioni complementari ha così il tempo per
conformarsi alla nuova situazione e per cercare lavoro oppure per apportare la
prova che non è in grado di realizzare il reddito minimo ipotetico (Carigiet/Koch, op. cit., pag. 155).

 

                             2.12.   Nella DTF 140 V 267 l'Alta
Corte si è pronunciata sulla rinuncia di elementi di reddito ex art. 11 cpv. 1
lett. g LPC da parte di un assicurato dell'ex Jugoslavia la cui vista era stata
gravemente danneggiata nel 1984 e che, arrivato nel nostro Paese nel 2001,
l'anno seguente ha chiesto delle prestazioni dall'assicurazione invalidità, che
gli sono state subito negate. Una nuova domanda è stata respinta nel gennaio
2005, mentre nel marzo 2005 gli è stato concesso un assegno per grandi invalidi
di grado lieve.

Nel 2006 l'Ufficio AI ha concesso all'assicurato una riformazione
professionale e si è assunto i costi supplementari di formazione come
massaggiatore medicale. Dopo avere richiamato l'assicurato al suo obbligo di
collaborazione, nell'ottobre 2008 l'Ufficio AI ha interrotto i provvedimenti
professionali a causa delle numerose assenze e degli esami non effettuati.

Con decisione del 2009 l'Ufficio AI ha respinto la domanda di
rendita non essendo adempiute le condizioni assicurative e il ricorso al TCA è
stato respinto nel 2011.

La domanda di PC inoltrata nell'ottobre 2009 è stata respinta,
giacché i redditi computabili, conteggiando un reddito ipotetico da attività
lucrativa in presenza di un grado di invalidità dello 0%, superavano le spese
riconosciute. Il Tribunale zurighese ha confermato questa decisione nel 2012.

L'assicurato ha chiesto al Tribunale federale di non computare alcun
reddito ipotetico fino al 31 marzo 2012, poi di conteggiare il reddito
effettivamente conseguito. Il TF ha respinto il ricorso.

Esposto l'art. 11 cpv. 1 lett. g LPC sulla rinuncia di reddito e l'art.
9 cpv. 5 LPC in connessione con l'art. 14a OPC-AVS/AI, l'Alta Corte ha
ricordato che il cpv. 2 di quest'ultima norma stabilisce quali redditi da
lavoro per le persone invalide di età inferiore ai 60 anni devono essere almeno
considerati come reddito da attività, il che significa che se tale limite non viene
raggiunto si presume una rinuncia volontaria al reddito da attività lucrativa
ex art. 11 cpv. 1 lett. g LPC. Questa presunzione può essere confutata quando
motivi come l'età, la scarsa formazione, le insufficienti conoscenze
linguistiche, le circostanze personali o la situazione del mercato del lavoro
rendono difficile o impossibile la valutazione della restante capacità di
guadagno. Determinante per il calcolo delle PC è perciò il reddito ipotetico
che l'assicurato potrebbe realizzare effettivamente (cfr. consid. 2.2: "Diese
Vermutung kann widerlegt werden, wenn invaliditätsfremde Gründe wie Alter,
mangelhafte Ausbildung und Sprachkenntnisse, persönliche Umstände oder die
Arbeitsmarktsituation die Verwertung der Resterwerbsfähigkeit erschweren oder
verunmöglichen. Massgebend für die Berechnung der Ergänzungsleistungen ist
daher das hypothetische Einkommen, das der Versicherte tatsächlich realisieren
könnte)".

Il Tribunale federale ha ricordato che per quanto riguarda la
riduzione della capacità di guadagno legata all'invalidità, le Casse di
compensazione e i Tribunali delle assicurazioni sociali devono conformarsi alla
valutazione dell'invalidità effettuata dall'assicurazione invalidità (cfr.
consid. 2.3: "Mit Bezug auf die invaliditätsbedingte
Beeinträchtigung der Erwerbsfähigkeit haben sich EL-Organe und
Sozialversicherungsgerichte grundsätzlich an die Invaliditätsbemessung durch
die Invalidenversicherung zu halten").

Per l'Ufficio AI, la professione di fisioterapista appresa nel
Paese di origine poteva essere riconosciuta in Svizzera con una formazione
complementare di circa due anni, ma poiché tale attività non era compatibile
con il suo danno alla salute l'assicurato ha iniziato la formazione di
massaggiatore medicale. Applicando la Tabella T7S, cifra 33, livello di
competenze 3, per il reddito da valido ha ritenuto l'importo di CHF 77'650,55
per 41,6 ore di lavoro medio alla settimana nell'ambito specifico. Per il
reddito da invalido, se avesse completato la formazione di massaggiatore
medicale l'interessato avrebbe potuto ottenere un reddito di CHF 89'831,05
basandosi sulla stessa tabella, ma con il livello di competenze 2. Ritenuta una
riduzione del 20% per gravi problemi alla vista, il reddito da invalido era
pari a CHF 71'864.85. Il grado di invalidità calcolato dall'Ufficio AI era
dunque del 7,5%.

L'autorità di prime cure è giunta alla conclusione che, basandosi
su queste constatazioni dell'Ufficio AI, si doveva ritenere con il grado della
verosimiglianza preponderante una totale capacità lavorativa in attività
adeguate e un grado di invalidità del 7,5%. Con il suo comportamento
l'assicurato aveva violato il suo obbligo di ridurre il danno: l'Ufficio AI
l'aveva avvisato tre volte del suo obbligo di collaborare con l'avvertenza che
il mancato rispetto avrebbe comportato la cessazione della riformazione. La
Cassa di compensazione ha quindi computato un reddito ipotetico di CHF 55'800.-
rispettivamente di CHF 36'533.- dopo detrazione della franchigia di CHF 1'000.-
e la presa in conto di due terzi (cfr. consid. 4.1).

Il Tribunale federale ha affermato che i giudici cantonali hanno a
giusta ragione fatto riferimento allo stato di salute e alla capacità
lavorativa stabilita principalmente dall'assicurazione invalidità per valutare
il grado di invalidità. Ciò era appropriato, in quanto le Casse di
compensazione non hanno le qualifiche professionali per la valutazione
indipendente dell'invalidità e la stessa situazione non dovrebbe essere
valutata diversamente da istanze diverse nelle stesse circostanze. Il fatto che
lo stato di salute si sia da allora modificato, e nel qual caso la Cassa di
compensazione potrebbe eventualmente effettuare una valutazione indipendente,
non è stato fatto valere dal ricorrente (cfr. consid. 5.1: "(…) Insbesondere hat die Vorinstanz hinsichtlich
Gesundheitszustand und Arbeitsfähigkeit zu Recht auf die grundsätzliche Bindung
an die Invaliditätsbemessung der Invalidenversicherung verwiesen. Diese ist
angezeigt, weil die EL-Stellen nicht über die fachlichen Voraussetzungen für
eine selbstständige Beurteilung der Invalidität verfügen und der gleiche
Sachverhalt nicht unter denselben Gesichtspunkten von verschiedenen Instanzen
unterschiedlich beurteilt werden soll (…). Dass sich der Gesundheitszustand
seither verändert hätte, in welchem Fall die EL-Stelle allenfalls eine
selbstständige Prüfung vornehmen könnte (…), wird vom Beschwerdeführer nicht
geltend gemacht.").

Al considerando 5.2 l'Alta Corte ha esaminato se e in che misura
l'obbligo di ridurre il danno nei confronti dell'Ufficio AI era diverso da
quello nei confronti della Cassa cantonale di compensazione.

Oggetto del litigio era stabilire quale influsso aveva sulle
prestazioni complementari - e meglio sulla rinuncia di reddito - che l'Ufficio
AI, nell'ambito della valutazione dell'invalidità, ha risposto affermativamente
se fosse ragionevole per il ricorrente completare la formazione medica per diventare
massaggiatore medicale e guadagnare un reddito corrispondente.

Il Tribunale federale ha stabilito che quando la
persona assicurata, in violazione del suo obbligo di ridurre il danno, rifiuta
di eseguire un provvedimento di reintegrazione professionale che le è stato
assegnato dall'assicurazione invalidità, la mancanza di volontà di reinserirsi
deve essere ugualmente presa in considerazione nell'ambito delle prestazioni
complementari, fondandosi in applicazione dell'art. 11 cpv. 1 lett. g LPC sul
reddito che potrebbe ottenere dopo l'esecuzione del provvedimento di
reintegrazione (cfr. consid. 5.2.2).

Di conseguenza, non è dunque di principio criticabile che per
quanto concerne le PC nell'ambito dell'art. 11 cpv. 1 lett. g LPC ci si è basati
sul reddito che la persona assicurata avrebbe potuto ottenere se avesse
completato la riformazione professionale iniziale come massaggiatore medicale
concessagli dall'Ufficio AI (cfr. consid. 5.2.3: "Nach dem Gesagten ist
grundsätzlich nicht zu beanstanden, dass für den Bereich der
Ergänzungsleistungen im Rahmen der Bestimmung des Art. 11 Abs. 1 lit. g
ELG auf das Einkommen abgestellt wurde, das der Versicherte hätte erzielen
können, wenn er die ihm seitens der IV-Stelle zugesprochene erstmalige
berufliche Ausbildung zum medizinischen Masseur absolviert hätte.").

Il Tribunale federale ha inoltre rilevato che una differenza fra
l'assicurazione invalidità e le prestazioni complementari risiede nel fatto che
l'assicurazione invalidità, per determinare il grado di invalidità, si
riferisce al mercato equilibrato del lavoro, mentre nel campo delle PC si deve
fare riferimento alle circostanze effettive non solo dell'assicurato, ma anche
del mercato del lavoro. Se viene comprovato che a causa delle condizioni
personali e del concreto mercato del lavoro non è possibile realizzare il
reddito ipotetico computato, la Cassa di compensazione deve riconoscerlo e
stralciare questo importo (cfr. consid. 5.3: "Ein Unterschied zwischen der
Invalidenversicherung und den Ergänzungs-leistungen besteht darin, dass die
Invalidenversicherung bei der Ermittlung des Invaliditätsgrades - im Sinne
eines objektiven Tatbestandselements - auf den ausgeglichenen Arbeitsmarkt
abstellt, während im Bereich der Ergänzungsleistungen von den tatsächlichen
Verhältnissen, nicht nur der EL-berechtigten Person, sondern auch des
Arbeitsmarktes auszugehen ist (…). Wird - insbesondere mit Belegen über
erfolglose (qualitativ und quantitativ ausreichende) Stellenbemühungen - der
Nachweis erbracht, dass das angerechnete hypothetische Erwerbseinkommen wegen
der persönlichen Situation und der Arbeitsmarktlage nicht erzielt werden kann, muss die EL-Stelle
dies anerkennen und auf dessen Anrechnung verzichten (…)"). L'Alta Corte ha osservato che il ricorrente non ha
sostenuto che se si fosse formato come massaggiatore medicale a causa della sua
situazione personale e del mercato del lavoro non sarebbe stato in grado di
realizzare il reddito ipotetico che gli è stato computato. Piuttosto, l'assicurato
si è limitato ad affermare che il reddito di un massaggiatore medicale non
doveva essere computato, poiché egli non aveva terminato tale formazione (cfr.
consid. 5.3).

La nostra Massima Istanza ha dunque concluso che il computo del
reddito ipotetico era corretto (cfr. consid. 5.5).

 

Nella DTF 141 V 343 il Tribunale federale ha stabilito che il
reddito ipotetico da invalido, posto quale base per il computo del grado
d'invalidità, non può essere considerato come reddito a cui si è rinunciato
nell'ambito del calcolo delle prestazioni complementari, nel caso in cui la
persona parzialmente invalida non valorizza la sua capacità lavorativa residua.
Nulla in tal senso può essere dedotto dalla DTF 140 V 267. L'art.
14a cpv. 2 OPC-AVS/AI disciplina i casi di mancato o insufficiente utilizzo
della capacità lavorativa residua (cfr. consid. 5.4).

Dal 2009 l'assicurata, nata nel 1970, beneficiava di una mezza
rendita di invalidità con un grado AI complessivo del 50%: grado AI parziale
per la parte salariata 46% (80% [tempo di lavoro] x 58% [limitazioni]) e per la
parte casalinga 4% (20% [quota parte nelle mansioni consuete] x 19%
[impedimenti]). Dal 1° febbraio 2009 al 31 dicembre 2011 la Cassa, computando
un reddito ipotetico, le ha concesso le prestazioni complementari.

Il Tribunale cantonale ha accolto il ricorso e rinviato gli atti
alla Cassa affinché ricalcolasse il diritto alle PC dell'assicurata ai sensi
dei considerandi ed emettesse una nuova decisione.

La Cassa di compensazione ha impugnato senza successo al Tribunale
federale il giudizio cantonale chiedendo la conferma della sua decisione.

L'Alta Corte ha ricordato le norme legali applicabili (cfr.
consid. 3.2) e che se il limite di reddito previsto dall'art. 14a cpv. 2 lett.
a-c LPC non è raggiunto, in particolare quando non viene esercitata un'attività
lucrativa, vale la presunzione della rinuncia di reddito ex art. 11 cpv. 1 lett.
g LPC.

Questa presunzione può essere rovesciata se è comprovato che
fattori estranei alla valutazione dell'invalidità hanno ostacolato o reso
impossibile conseguire tale reddito. In tal caso, determinante per il calcolo
delle PC è il reddito che l'assicurato avrebbe potuto effettivamente conseguire
(cfr. consid. 3.3).

Litigioso era sapere in che misura doveva essere computato
all'assicurata un reddito ipotetico quale rinuncia di reddito (cfr. consid. 4).

 

L'Alta Corte ha evidenziato che nell'ambito delle prestazioni
complementari si applica il principio secondo cui il potenziale reddito da attività
lucrativa deve essere considerato tenendo conto di tutte le circostanze del
singolo caso, come età, stato di salute, competenze linguistiche, formazione,
lavoro precedente e situazione specifica del mercato del lavoro. Già per questo
motivo, la questione dell'esistenza di una rinuncia di reddito ai sensi
dell'art. 11 cpv. 1 lett. g LPC non fa automaticamente riferimento al ragionevole
reddito da invalido secondo l'art. 16 LPGA, che si basa su varie finzioni - in
particolare una situazione equilibrata del mercato del lavoro (cfr. consid. 5.2: " Im
Bereich der Ergänzungsleistungen gilt der Grundsatz, dass das mögliche Erwerbs-einkommen
unter Berücksichtigung aller Umstände des Einzelfalles - wie namentlich Alter,
Gesundheitszustand, Sprachkenntnisse, Ausbildung, bisherige Tätigkeit und
konkrete Arbeitsmarktlage - zu ermitteln ist  (…) Schon aus diesem Grunde
kann für die Frage nach dem Vorliegen von Verzichtseinkommen im Sinne
von Art. 11 Abs. 1 lit. g ELG nicht ohne Weiteres auf das zumutbare
Invalideneinkommen nach Art. 16 ATSG (SR 830.1), welches auf
verschiedenen Fiktionen - insbesondere einer ausgeglichenen Arbeitsmarktlage (…)
- beruht, abgestellt werden (…).").

Il Tribunale federale ha in seguito riassunto i principi posti
nella DTF 140 V 267 al considerando 5.2.2, secondo cui nell'ambito dell'art. 11
cpv. 1 lett. g LPC ci si poteva fondare sul reddito che l'assicurato avrebbe
conseguito dopo l'attuazione della misura provvisionale.

In caso contrario, l'assicurato poteva almeno in parte rivalersi per
le conseguenze del suo rifiuto dell'assicurazione invalidità mediante le
prestazioni complementari, ciò che è contrario all'art. 11 cpv. 1 lett. g LPC
alla base del principio di responsabilità personale (cfr. consid. 5.3: "Es
könne deshalb im Rahmen des Art. 11 Abs. 1 lit. g ELG auf das nach
Durchführung der Eingliederungsmassnahme erzielbare Einkommen abgestellt
werden. Andernfalls könnte sich die versicherte Person für die
invalidenversicherungsrechtlichen Folgen ihrer Widersetzlichkeit mittels
Ergänzungsleistungen zumindest teilweise schadlos halten, was dem Art. 11
Abs. 1 lit. g ELG zugrunde liegenden Prinzip der Eigenverantwortung
zuwiderliefe.").

 

Il Tribunale federale ha evidenziato che la Cassa cantonale di
compensazione ha erroneamente concluso dalla DTF 140 V 267 che il reddito
ipotetico da invalido su cui si basa la valutazione dell'invalidità potesse
sempre essere utilizzato come rinuncia di reddito nel contesto del calcolo
delle prestazioni complementari quando la persona assicurata non esaurisce la
capacità di guadagno residua. Infatti, per regolare le fattispecie relative al mancato
o insufficiente utilizzo della residua capacità di guadagno è stato introdotto
l'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI. Come spiegato dalle note esplicative dell'UFAS alla
norma entrata in vigore il 1° gennaio 1988, il suo scopo era di evitare numerosi
accertamenti sull'ammontare di reddito ancora ragionevole e difficili problemi d'apprezzamento.
È stata così respinta la possibilità di basarsi sul reddito ragionevolmente
realizzabile (reddito da invalido) stabilito dall'assicurazione invalidità nonostante
il danno alla salute, ciò che la Cassa riteneva giusto, perché essa non andava
bene per tutti i casi. Per questo motivo, con l'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI è
stata creata una disposizione indipendente - il computo di determinati importi
minimi forfettari -, che sarebbe superflua se si seguisse il parere della Cassa
di compensazione (cfr. consid. 5.4: "Zu Unrecht folgert die
Ausgleichskasse aus BGE
140 V 267,
das der Invaliditätsgradermittlung zugrunde gelegte (hypothetische)
Invalideneinkommen könne als Verzichtseinkommen im Rahmen der
Ergänzungsleistungsberechnung stets herangezogen werden, wenn die versicherte
Person die verbleibende Resterwerbsfähigkeit nicht ausschöpfe. Denn um den
Sachverhalt der fehlenden oder unzureichenden Verwertung der
Resterwerbsfähigkeit zu regeln, wurde die Bestimmung des Art. 14a Abs. 2
ELV eingeführt. Wie den Erläuterungen des BSV zu der am 1. Januar 1988 in
Kraft getretenen Norm (AHI 1987 S. 544 ff.) zu entnehmen ist, wurde mit der Regelung
bezweckt, aufwändige Abklärungen zur Höhe des noch zumutbaren Einkommens und
schwierige Ermessensentscheide zu vermeiden. Dabei wurde die Möglichkeit, auf
das von der Invalidenversicherung festgesetzte, trotz Gesundheits-schaden
zumutbarerweise erzielbare Einkommen (Invalideneinkommen) abzustellen, wie dies
die Beschwerde führende Ausgleichskasse für richtig hält, verworfen, weil sie
nicht allen Fällen gerecht werde (welches Argument noch heute unverändert gilt;
vgl. E. 5.2). Aus diesem Grunde wurde mit Art. 14a Abs. 2 ELV eine
davon unabhängige Regelung - die Anrechnung bestimmter pauschalierter
Mindestbeträge - geschaffen, welche überflüssig wäre, wenn der Auffassung der
Ausgleichskasse gefolgt würde.").

Per l'Alta Corte il caso esaminato nel 2015 si distingueva dalla
fattispecie della DTF 140 V 267, non essendo stati documentati sforzi dell'Ufficio
AI per l'integrazione professionale e quindi non v'era anche nessuna
contrarietà da parte dell'assicurata sulle misure professionali promesse. Non
c'era dunque stata una violazione dell'obbligo di ridurre il danno (cfr.
consid. 5.5).

Sulla disparità di trattamento fra beneficiari di prestazioni
complementari e beneficiari dell'assistenza sociale a cui, secondo la Cassa,
porterebbe l'interpretazione data dall'autorità cantonale dell'art. 14a cpv. 2
OPC-AVS/AI, la Massima Istanza ha rilevato che questa argomentazione ignora il
fatto che le prestazioni complementari e l'assistenza sociale differiscono
notevolmente per base giuridica, finalità, finanziamenti, condizioni ed entità
delle prestazioni e che la disparità di trattamento dei beneficiari di
prestazioni è quindi intrinseca al sistema (cfr. consid. 5.6).

Il Tribunale federale era quindi concorde con i primi giudici di
applicare al caso concreto l'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI.

Il grado di invalidità era stato determinato con il metodo misto. A
questa valutazione dell'invalidità dell'Ufficio AI si devono di principio
attenere le Casse di compensazione e i giudici delle assicurazioni sociali; non
c'era qui motivo di scostarsi da tale principio. L'Alta Corte ha ricordato che
nel caso di un grado di invalidità stabilito con il metodo misto di calcolo,
determinante per sapere quale lettera dell'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI si debba
applicare è l'impedimento fissato per la parte salariata. Poiché nel caso
dell'assicurata era del 58%, faceva dunque stato la lettera b, come
correttamente stabilito dall'autorità giudiziaria cantonale (cfr. consid. 5.7: "Mit der Vorinstanz ist demnach festzuhalten, dass bei dieser
Sachlage die Bestimmung des Art. 14a Abs. 2 ELV zur
Anwendung gelangt. Der Invaliditätsgrad der Versicherten wurde nach der
gemischten Methode (Art. 28a Abs. 3 IVG) ermittelt (…).
An diese Invaliditätsbemessung der IV-Stelle haben sich die EL-Organe und die
Sozialversicherungsgerichte grundsätzlich zu halten (BGE 140 V 267 E. 2.3 S. 270; BGE 117 V 202 E. 2b S. 205); für ein
Abweichen besteht auch hier kein Anlass. Rechtsprechungs-gemäss (BGE 117 V 202 E. 2c in fine S. 206) ist
im Falle eines nach der gemischten Methode ermittelten Invaliditätsgrades für
die Frage, welche Litera der Bestimmung des Art. 14a
Abs. 2 ELV zur Anwendung gelangt, die Einschränkung im erwerblichen
Teil massgebend (vgl. auch CARIGIET, a.a.O., S. 153 Fn. 472). Da diese im Falle
der Versicherten 58 % beträgt, ist lit. b (Invaliditätsgrad von 50 bis unter 60
%) massgebend, wie die Vorinstanz zutreffend erkannt hat.".).

Per il Tribunale federale i primi giudici hanno correttamente
rinviato la causa alla Cassa di compensazione per considerare nel calcolo delle
PC una rinuncia di reddito giusta l'art. 14a cpv. 2 lett. b OPC-AVS/AI e per
poi decidere nuovamente sul diritto dell'assicurata (cfr. consid. 5.8).

 

Nella STF 9C_827/2018 del 20 marzo 2019 l'assicurato, beneficiario
di un quarto di rendita di invalidità dal 2011, ha chiesto nel 2016 le
prestazioni complementari, che gli sono state riconosciute nel 2017 - e
confermate dalla decisione su opposizione del 16 ottobre 2017 -
retroattivamente alla domanda del 2011. La Cassa di compensazione ha imputato all'assicurato,
per ogni anno, un reddito ipotetico (CHF 25'400.- nel 2011 e nel 2012 fino ad
arrivare a CHF 25'720.- dal 2015 al 2017).

Nel suo ricorso al Tribunale cantonale l'assicurato ha chiesto di
beneficiare di una prestazione complementare più elevata calcolandola senza
considerare il reddito ipotetico. Il TCA ha sospeso la vertenza nell'attesa
dell'esito della domanda di revisione del diritto al quarto di rendita AI, che
è stata respinta il 27 febbraio 2018 e che è stata a sua volta impugnata
davanti al Tribunale cantonale, il quale il 29 ottobre 2018 ha respinto il
ricorso. In pari data, il TCA ha pure respinto il ricorso formulato contro la
decisione su opposizione del 16 ottobre 2017.

L'assicurato si è rivolto al Tribunale federale chiedendo il
riconoscimento di una prestazione complementare annua più elevata
rispettivamente di rinviare la causa alla Cassa per un nuovo calcolo del suo
diritto dal 2014, senza computare il reddito ipotetico. Egli ha pure chiesto la
sospensione della causa fino all'esito del ricorso contro la sentenza cantonale
in materia di assicurazione invalidità, che il Tribunale federale ha accolto parzialmente
il 20 marzo 2019 rinviando la causa all'Ufficio AI per ulteriori accertamenti
medici e nuova decisione.

Esposto il tenore dell'art. 14a OPC-AVS/AI, il Tribunale federale
ha ricordato il principio secondo cui quando l'importo dell'art. 14a cpv. 2
lett. a-c OPC-AVS/AI non è raggiunto, così pure quando nessuna attività
lucrativa è esercitata, si presume che l'assicurato ha rinunciato a delle
entrate ai sensi dell'art. 11 cpv. 1 lett. g LPC. L'assicurato può rovesciare
questa presunzione portando la prova che delle circostanze oggettive e
soggettive estranee all'invalidità, quali l'età, l'assenza di formazione o di
conoscenze linguistiche, delle circostanze personali o la situazione del
mercato del lavoro, ostacolano e complicano la realizzazione di tale reddito.
Il reddito determinante per il calcolo della prestazione complementare è il
reddito ipotetico che l'assicurato potrebbe effettivamente realizzare (cfr.
consid. 4.3).

Rifacendosi alle considerazioni rese in ambito di assicurazione
invalidità, la Corte cantonale ha in primo tempo negato che il ricorrente aveva
reso verosimile un peggioramento determinante del suo stato di salute. Pertanto,
il TCA ha considerato che dal profilo medico l'assicurato rimaneva sempre in
grado di esercitare, a tempo pieno ma con una riduzione del rendimento del 40%,
un'attività che evitasse pesi superiori a 5kg in modo ripetitivo e
occasionalmente 10kg, così come le attività aeree e in posizione statica
prolungata e che favorissero un'attività semi-sedentaria con alternanza della
posizione. L'autorità cantonale ha poi esaminato se esistevano altre
circostanze oggettive e soggettive che rendevano difficile la realizzazione di
un reddito che avrebbero permesso al ricorrente di ribaltare la presunzione
legale, ciò che è stato negato (cfr. consid. 5.1).

Per il ricorrente, i fatti erano stati accertati in modo inesatto
e incompleto e avevano portato i primi giudici a computargli a torto un reddito
ipotetico. A suo dire, essi hanno arbitrariamente negato che il suo stato di
salute si era nettamente aggravato dopo il gennaio 2014 e che da allora era totalmente
inabile (cfr. consid. 5.2).

L'Alta Corte ha parzialmente accolto la censura
del ricorrente:

 

" 6.1. Pour fixer le revenu
déterminant d'assurés partiellement invalides, les organes compétents en
matière de prestations complémentaires doivent en principe s'en tenir à
l'évaluation de l'invalidité par les organes de l'assurance-invalidité; leurs
propres mesures d'instruction ne porteront que sur les causes de l'incapacité
de gain qui sont étrangères à l'invalidité (ATF 117 V 202 consid. 2b p. 205; arrêt 8C_140/2008 du 25 février 2009, c.
8.2.2). Cependant, lorsqu'une modification de l'état de santé est alléguée
après l'entrée en force de la décision de l'assurance-invalidité, mais avant la
décision portant sur le droit aux prestations complémentaires, les organes
compétents en matière de prestations complémentaires doivent se prononcer de
manière autonome sur l'état de santé de l'assuré, en se fondant sur le degré de
la vraisemblance prépondérante (arrêt 8C_172/2007 du 6 février 2008 consid. 7.2).

 

6.2. En
l'espèce, une modification des circonstances est intervenue depuis le moment où
les organes de l'assurance-invalidité se sont prononcés pour la dernière fois.
Dans l'arrêt qu'elle a rendu ce jour et aux considérants duquel il peut être
renvoyé (9C_825/2018), la Cour de céans a en effet partiellement admis le
recours formé par l'assuré contre le jugement cantonal rendu le 29 octobre 2018
dans le cadre de la procédure en matière d'assurance-invalidité. Elle a jugé
qu'en niant que le recourant eût rendu vraisemblable une aggravation
déterminante de son état de santé somatique depuis la décision de l'office AI
du 26 août 2013, la juridiction cantonale avait établi les faits de manière
manifestement inexacte. Elle a cependant retenu qu'il n'était pas possible en
l'état du dossier de déterminer l'incidence de l'aggravation de l'état de santé
somatique de l'assuré sur sa capacité de travail. Partant, le Tribunal fédéral
a annulé le jugement cantonal du 29 octobre 2018, ainsi que la décision de
l'office AI du 27 février 2018 et renvoyé la cause à ce dernier pour la mise en
oeuvre d'une expertise complémentaire quant aux effets de l'aggravation de
l'état de santé. Cela signifie, pour la présente procédure, qu'une aggravation
de l'état de santé du recourant ne pouvait pas d'emblée être niée par la
juridiction cantonale sans faire preuve d'arbitraire. Un revenu hypothétique ne
pouvait donc pas être pris en considération dans le calcul des prestations
complémentaires, à titre de revenu déterminant de l'activité lucrative, sans
que soit au préalable clarifiée la situation du recourant sur le plan
médical.".

 

Il Tribunale federale ha quindi rinviato la causa alla Cassa
affinché esaminasse il peggioramento dello stato di salute somatico
dell'assicurato sulla sua capacità di lavoro e poi stabilisse se un reddito
ipotetico potesse o no essere computato nel calcolo delle prestazioni
complementari (cfr. consid. 7).

 

Il 18 aprile 2019 (STF 9C_515/2018) il Tribunale federale si è
espresso sul caso di un'assicurata, nata nel 1960, che dal 2011 beneficiava di
una prestazione complementare. Nell'ambito di una revisione periodica a fine
2015 la Cassa di compensazione ha chiesto all'assicurata una conferma per iscritto
riguardante l'attività lucrativa o le ricerche di lavoro sue e del marito dal
2012. L'assicurata ha risposto che le condizioni di salute erano peggiorate e
che entrambi erano incapaci al lavoro. Con decisione del febbraio 2016 la Cassa
di compensazione ha rivisto il diritto dell'assicurata dal marzo 2014, poiché
da quella data al marito era stata attribuita una rendita di invalidità di tre
quarti. Allo stesso tempo la Cassa di compensazione l'ha avvisata che per le
persone parzialmente invalide di età inferiore a 60 anni sarebbe stato
computato un reddito ipotetico netto. Per evitare ciò, doveva esserci un annuncio
all'Ufficio regionale di collocamento dell'assicurazione contro la
disoccupazione. Nell'aprile 2016 l'amministrazione ha ricalcolato nuovamente le
prestazioni complementari tenendo conto di un reddito ipotetico del marito dal
1° maggio 2016. La Cassa ha di nuovo fissato le PC dal 1° agosto 2016 con
decisione dell'11 agosto 2016, contro cui l'assicurata ha interposto un'opposizione
che è stata accolta parzialmente. La Cassa ha computato pure un reddito
ipotetico da lavoro dell'assicurata dal 1° agosto 2016, mentre ha tenuto conto
dei guadagni ipotetici del marito dal 1° gennaio 2017.

Il ricorso dell'assicurata è stato respinto dal Tribunale
cantonale delle assicurazioni di Soletta. Al Tribunale federale essa ha chiesto
una PC mensile di almeno CHF 1'065.- dal luglio 2016, oltre al pagamento del
premio di Cassa malati.

Oggetto del contendere era sapere se correttamente il TCA ha
computato nel calcolo delle prestazioni complementari della ricorrente un
reddito ipotetico per lei e per suo marito (consid. 3).

Il Tribunale cantonale ha dichiarato all'inizio che, contrariamente
a quanto asserito dalla ricorrente, la perizia del 16 novembre 2017 resa nella
procedura AI non aveva confermato un aumento dei danni alla salute e
dell'incapacità al lavoro. Non sussistevano motivi estranei all'invalidità che
impedivano alla ricorrente di utilizzare la capacità di guadagno residua
determinata dall'assicurazione invalidità. Né la mancanza di formazione
professionale e le scarse competenze linguistiche, né l'età di 56 o 57 anni
erano di impedimento a trovare un lavoro. La ricorrente non aveva dimostrato di
avere effettuato delle ricerche di lavoro. Sembrava ragionevole raggiungere un
reddito di CHF 25'720.- (CHF 19'290.- più un terzo) con una capacità lavorativa
del 60% (cfr. consid. 3.1).

 

Per la ricorrente, non era vero che dalla decisione dell'Ufficio
AI del 2003 le sue condizioni di salute non erano peggiorate. I primi giudici
avrebbero dovuto decidere sulla base dei documenti di allora, visto che al
momento dell'emanazione della decisione su opposizione l'istanza di revisione
in ambito AI era agli inizi. Sulla scorta del principio inquisitorio sarebbe
stato necessario chiarire se gli argomenti citati avrebbero potuto ribaltare le
conseguenze della presunzione dell'art. 14a OPC-AVS/AI. I certificati medici attuali
emessi al momento della decisione su opposizione avrebbero attestato una totale
incapacità lavorativa. L'assicurata ha inoltre menzionato i fattori estranei
all'invalidità che avrebbero impedito di sfruttare la restante capacità di
guadagno. Una valutazione complessiva dei fattori - assenza dal mercato del
lavoro per 19 anni, conoscenza insufficiente del tedesco ed età di 57 anni - avrebbe
portato alla conclusione che l'assicurata non avrebbe più trovato un posto di lavoro.
Con ciò si impediva anche il computo di un reddito ipotetico (cfr. consid. 3.2).

Il Tribunale federale ha rilevato che l'insorgente ha
correttamente segnalato che, diversamente dall'assicurazione invalidità, nel
campo delle prestazioni complementari le limitazioni estranee all'invalidità sono
importanti per valutare se sia ragionevole prendere in considerazione un'attività
lucrativa. Se - in particolare con attestazioni di ricerche di lavoro (qualitativamente
e quantitativamente sufficienti) non andate a buon fine - viene fornita la
prova che il reddito ipotetico computato non può essere realizzato a causa
della situazione personale e del mercato del lavoro, la Cassa di compensazione
deve riconoscerlo e rinunciare a computarlo.

Secondo gli accertamenti vincolanti della prima istanza, per
l'Alta Corte la ricorrente non ha presentato delle prove di ricerche di lavoro
non andate a buon fine. Allo stesso modo, mancavano altri documenti, come una
domanda all'Ufficio regionale di collocamento o un'agenzia temporanea di
collocamento, dai quali si dovevano dedurre ricerche di lavoro serie e mirate.
L'asserita non utilizzabilità della capacità lavorativa era rimasta non
dimostrata. Per il Tribunale federale non era criticabile il fatto che
l'autorità di prima istanza si fosse fondata sulla perizia medica del 16
novembre 2017 per stabilire lo stato di salute e l'incapacità lavorativa,
benché la decisione su opposizione della Cassa fosse stata emessa già il 13
dicembre 2016. La situazione medica non era stata sufficientemente chiarita
prima della perizia e questa valutazione si riferiva, sia dal profilo temporale
che materiale, alla medesima fattispecie che esisteva già a fine 2016. Per
quale motivo nella procedura riguardante le PC alla ricorrente si sarebbe
dovuto concedere la possibilità di prendere nuovamente posizione sulla perizia
medica essa non ha saputo spiegarlo. Ma se non riusciva a rovesciare la presunzione
secondo cui con una capacità di guadagno residua del 60% stabilita dall'assicurazione
invalidità avrebbe potuto conseguire dei redditi nella misura computata dal TCA
giusta l'art. 14a cpv. 2 lett. a OPC-AVS/AI, l'importo apparentemente
realistico di CHF 19'290.- doveva essere preso in considerazione come rinuncia
di reddito (cfr. consid. 3.3: "Die Beschwerdeführerin weist zu Recht
darauf hin, dass invaliditätsfremde Beeinträchtigungen im Bereich der
Ergänzungsleistungen im Unterschied zur Invalidenversicherung bei der
Beurteilung der Frage, ob die Aufnahme einer Erwerbstätigkeit zumutbarerweise
in Betracht fällt, von Bedeutung sind. Wird - insbesondere mit Belegen über
erfolglose (qualitativ und quantitativ ausreichende) Stellenbemühungen - der
Nachweis erbracht, dass das angerechnete hypothetische Erwerbseinkommen wegen
der persönlichen Situation und der Arbeitsmarktlage nicht erzielt werden kann,
muss die EL-Stelle dies anerkennen und auf dessen Anrechnung verzichten (BGE 140 V 267 E. 5.3 S. 275 mit Hinweisen auf
Rechtsprechung und Literatur).  

Nach den
verbindlichen vorinstanzlichen Feststellungen hat die Beschwerdeführerin
keinerlei Belege über erfolglose Stellenbewerbungen eingereicht. Ebenso fehlen
andere Unterlagen, wie beispielsweise eine Anmeldung beim Regionalen
Arbeitsvermittlungszentrum oder einer temporären Stellenvermittlung, aus denen
auf ernsthafte und zielgerichtete Arbeitsbemühungen geschlossen werden müsste.
Die behauptete Unverwertbarkeit der Arbeitsfähigkeit ist unbewiesen geblieben.
Dass die Vorinstanz mit Bezug auf Gesundheitsschaden und Arbeitsunfähigkeit auf
das polydisziplinäre Gutachten des MZR vom 16. November 2017 abgestellt hat,
obwohl der Einspracheentscheid der Ausgleichskasse bereits am 13. Dezember 2016
ergangen ist, ist nicht zu beanstanden. Die medizinische Situation war vor der
Begutachtung nicht ausreichend geklärt worden, und die MZR-Expertise umfasst
auch in zeitlicher und materieller Hinsicht den gleichen Sachverhalt, wie er
bereits Ende 2016 bestanden hatte. Im Übrigen handelt es sich bei diesen
Vorbringen um ein unzulässiges Novum (Art. 99 Abs. 1 BGG). Die Behauptung der
Beschwerdeführerin, das kantonale Gericht habe ihren Anspruch auf rechtliches
Gehör verletzt, ist sodann unbegründet. Das Gutachten des MZR vom 16. November
2017 wurde dem Rechtsvertreter der Beschwerdeführerin zugestellt. Am 6.
Dezember 2017 äusserte sich dieser ausführlich zur Expertise. Weshalb der
Beschwerdeführerin im EL- Verfahren erneut Gelegenheit hätte eingeräumt werden
sollen, zum nämlichen Gutachten des MZR Stellung zu nehmen, vermag sie nicht
darzutun. Kann sie aber die Vermutung, sie könnte mit der von der
Invalidenversicherung festgelegten Resterwerbsfähigkeit von 60 % Einkünfte in
der von der Vorinstanz angerechneten Höhe gemäss Art. 14a Abs. 2 lit. a
ELV erzielen, nicht umstossen, ist der realistisch erscheinende Betrag von
Fr. 19'290.- als Verzichtseinkommen zu berücksichtigen.").

 

                             2.13.   Nell'evenienza
concreta è pacifico che il ricorrente non esercitava un'attività lucrativa
quando la Cassa cantonale di compensazione ha emesso la decisione con cui gli
ha computato un reddito ai sensi dell'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI. Difatti, dal
1998 egli è al beneficio di un quarto di rendita di invalidità (grado AI 41%,
che con la decisione del 9 marzo 2018 è stato aumentato al 43%) e dopo avere
continuato a lavorare al 50% ha cessato definitivamente l'attività già nel
2006.

L'assicurato va dunque considerato come persona parzialmente
invalida e non avendo esercitato alcuna attività lucrativa vi è la presunzione
che ha rinunciato a dei redditi ai sensi dell'art. 11 cpv. 1 lett. g LPC. Egli
può ribaltare questa presunzione prevista dall'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI portando
la prova che delle circostanze oggettive e soggettive estranee all'invalidità ostacolano
o complicano la realizzazione di questo reddito (STF 9C_827/2018 del 20 marzo
2019 consid. 4.3; DTF 141 V 343 consid. 3.3; DTF 140 V 267 consid. 2.2).

 

Quali fattori a cui l'assicurazione invalidità non fa capo per
stabilire la capacità di guadagno di un assicurato, ma che sono per contro
determinanti in ambito di prestazioni complementari per ribaltare la
presunzione della rinuncia di reddito giusta l'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI, la
giurisprudenza elenca l'età, l'assenza di formazione o le scarse conoscenze
linguistiche, le circostanze personali e la situazione del marcato del lavoro.
L'assicurato deve apportare la prova che questi fattori impediscono od
ostacolano l'utilizzo della restante capacità di guadagno.

 

Il ricorrente ha affermato che vi sono dei validi motivi che gli
impediscono di svolgere un'attività lucrativa e che quindi non gli si deve
imputare alcun reddito ipotetico.

Egli ha citato l'età avanzata (55 anni), la carente formazione, le
gravi lacune nella lingua italiana, l'essere fuori dal mondo del lavoro da 13
anni e la situazione concreta del mercato del lavoro (doc. XVII punto 15).

Questi elementi renderebbero impossibile un collocamento e, di
conseguenza, il conseguimento di un reddito.

Prova ne è che l'Ufficio regionale di collocamento, non
ritenendolo idoneo, non l'ha iscritto.

 

Considerati inoltre i suoi problemi di salute che per di più, come
attestato dai certificati medici resi di recente, si sarebbero aggravati, a
mente dell'insorgente non si giustificherebbe il computo del reddito ipotetico
ai sensi dell'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI.

 

Per determinare il reddito computabile degli assicurati invalidi
parzialmente giusta l'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI, in merito alla riduzione
della capacità di guadagno causata dall'invalidità occorre anzitutto ricordare
che, di principio, le Casse cantonali di compensazione si attengono alla
valutazione dell'invalidità effettuata dall'assicurazione invalidità (DTF 140 V
267 considd. 2.3 e 5.1; STF 9C_827/2018 del 20 marzo 2019 consid. 6.1; STF 8C_172/2007
del 6 febbraio 2008 consid. 7.1).

 

Nel caso concreto, con decisione del 9 marzo 2018 (doc. A15)
l'Ufficio AI ha comunicato all'assicurato che il suo diritto alla rendita di
invalidità, ovvero un quarto di rendita, era immutato, ma con un grado di invalidità
che era aumentato dal 41% al 43%. Infatti, a seguito della revisione d'ufficio
avviata a fine 2016, l'amministrazione ha constatato che la capacità di
guadagno dell'interessato "è stata
ulteriormente compromessa dal suo danno alla salute.". La documentazione
medica acquisita, debitamente vagliata dal Servizio Medico Regionale, ha
portato a riconoscere all'assicurato dei nuovi periodi di inabilità lavorativa,
in cui nell'attività abituale permaneva un'incapacità lavorativa totale, mentre
in attività adeguate dal 1° gennaio 2016 in poi l'incapacità era del 50%.
Ritenuta dunque una capacità lavorativa residua del 50%, l'Ufficio AI ha
calcolato nel 43% la perdita di guadagno subita dall'assicurato.

 

Questa decisione è cresciuta incontestata in giudicato. Pertanto, in
virtù della summenzionata giurisprudenza, la Cassa cantonale di compensazione è
vincolata, per le condizioni di salute e la capacità lavorativa del ricorrente,
alla valutazione dell'invalidità effettuata dall'assicurazione invalidità.

Tuttavia, una valutazione autonoma da parte della Cassa cantonale
di compensazione per sapere se l'assicurato può effettivamente conseguire il
reddito ipotetico giusta l'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI può avvenire unicamente, secondo
il grado della verosimiglianza preponderante, se dopo la crescita in giudicato
della decisione dell'assicurazione invalidità (DTF 140 V 267 consid. 5.1; Carigiet/Koch, op. cit., pag. 154 e
seg.), ma prima della decisione sul diritto alle prestazioni complementari,
l'assicurato fa valere un peggioramento delle sue condizioni di salute (STF
9C_827/2018 del 20 marzo 2019 consid. 6.1; STF 8C_172/2007 del 6 febbraio 2008
consid. 7.2).

 

Nel caso di specie l'insorgente si è in effetti lamentato, dopo la
crescita in giudicato della decisione del 9 marzo 2018 dell'Ufficio AI, che non
sarebbe stato in grado di esercitare un'attività lucrativa stante il
peggioramento delle sue condizioni di salute.

Tuttavia, ciò è avvenuto soltanto in un secondo momento.

Infatti, con l'opposizione del 10 luglio 2018 (doc. V/1) alla
decisione del 28 maggio 2018, egli non ha affermato che lo stato di salute non
gli permetteva di lavorare.

Neppure nel ricorso del 27 dicembre 2018 (doc. I) l'assicurato ha
accennato a un suo impedimento in tal senso, ma ha confermato di essere al
beneficio di una rendita di invalidità con grado AI del 43% e non ha contestato
questo stato di fatto sostenendo che, in realtà, il suo stato di salute era
peggiore di quello ritenuto dall'assicurazione invalidità, sebbene abbia
prodotto al TCA un certificato medico del dr. med. __________, il quale il 18
dicembre 2018 (doc. VII/4) ha attestato che "attualmente a causa di un peggioramento del suo stato psichico è
inabile al lavoro nella misura completa.".

È solo pendente causa, il 14 febbraio 2019, che l'insorgente ha
prodotto tre certificati medici attestanti un'inabilità lavorativa totale a
comprova del fatto di non essere idoneo al collocamento e di essere quindi
stato escluso dalla disoccupazione. Pertanto, egli non sarebbe oggettivamente in
grado di ottenere il reddito ipotetico computato dall'amministrazione.

 

A ben vedere, però, questi referti - uno dei quali già prodotto
con il ricorso - si contraddicono tra di loro sul momento in cui vi sarebbe
stato questo peggioramento.

 

Lo psichiatra, che seguiva l'assicurato in modo regolare presso il
suo studio a causa di una serie di importanti disturbi nervosi, ha fatto
risalire al dicembre 2018 il peggioramento che ha reso l'assicurato completamente
inabile al lavoro.

 

Anche il medico curante dr. med. __________, FMH medicina interna
generale, ha certificato il 14 gennaio 2019 (doc. VII/3) che dal 18 dicembre
2018 l'interessato era inabile al 100%. Inoltre, egli ha riferito che per
l'assicurato, già al beneficio di un quarto di rendita, si era nettamente
aggravata la patologia psichica con importanti stati di ansia e depressione,
tanto che lo psichiatra curante aveva dovuto aumentare la prescrizione di
psicofarmaci e assisterlo con più frequenza. Ma anche la patologia reumatica
(artriti del ginocchio destro, caviglie bilaterali, sindrome lombovertebrale)
si era aggravata in modo significativo ed era il dr. med. __________ ad
occuparsi di ciò.

 

Da parte sua, il dr. med. __________, FMH medicina interna e
malattie reumatiche, il 14 febbraio 2019 (doc. VII/5) ha certificato che
l'assicurato "è peggiorato nel corso
degli ultimi 3 anni dal punto di vista reumatologico, internistico e
psichiatrico. Come già da me valutato nei rapporti per l'AI del 04.03.2010 e
20.01.2017 si conferma una inabilità lavorativa completa quale operaio dal
16.11.2008. La capacità residuale del 50% dal 01.01.2016 per attività adeguate
allo stato di salute compromesso a livello plurisistemico non è più adeguata
almeno già dal 01.01.2018, ma con certezza dal 01.07.2018 e il paziente è da
ritenere da quella data inabile in modo completo e definitivo a qualsiasi
attività lavorativa, come anche certificato dal medico di famiglia e dallo
psichiatra curante.".

 

A proposito della validità dei referti medici a sostegno della
incapacità lavorativa che gli assicurati parzialmente invalidi pongono alla
base della richiesta di non computare il reddito ipotetico ex art. 14a cpv. 2
OPC-AVS/AI per il calcolo delle PC, vanno segnalate le seguenti considerazioni
del Tribunale federale.

 

Il 6 febbraio 2008 la nostra Massima Istanza ha così analizzato nella
STF 8C_172/2007 la validità di un referto medico:

 

" 8.

Frau Dr. med. M. stellte im Zeugnis vom 11.
Januar 2006 betreffend die Ehefrau des Beschwerdegegners folgende Diagnosen:
Asthma bronchiale vom Intrinsic typus, Diabetes Mellitus Typ II, Hypertonie,
chronisches Lumbovertebralsyndrom, chronische Cervikalgien. Das Asthma
bronchiale und der Diabetes mellitus seien medikamentös gut eingestellt und
hätten keine Auswirkungen auf die Arbeitsfähigkeit. Allerdings müsste die
Arbeit in einem lufthygienisch einwandfreien Milieu stattfinden. Das chronische
Lumbovertebral-syndrom sowie die Cervikalgien beeinträchtigten die
Arbeitsfähigkeit zu mindestens 70 %; es handle sich dabei um eine dauernde
Arbeitsunfähigkeit. Aus medizinischer Sicht käme eine leichte Arbeitsfähigkeit
von zwei bis drei Stunden pro Tag in Frage. Dabei sei aber zu erwähnen, dass
die Patientin nie gearbeitet habe und nicht Deutsch spreche. Die Einschleusung
in einen Arbeitsprozess sei bei dieser 50-jährigen Patientin aus diesen
Überlegungen kaum denkbar.

 

Dieses Zeugnis ist entgegen der Meinung der
Vorinstanz durchaus geeignet, über die Arbeitsfähigkeit der Ehegattin des
Beschwerdegegners Auskunft zu geben. Es ist differenziert, gibt die verschiedenen
Krankheiten an, zeigt auf, welche von ihnen sich auf die Arbeitsfähigkeit
auswirken und welche nicht, sagt, dass eine Arbeit in lufthygienisch
einwandfreiem Milieu durchzuführen wäre und während wieviel Stunden der Ehefrau
eine Arbeit zuzumuten ist. Weiter gibt das Zeugnis an, dass die einschränkenden
Krankheiten dauernder Natur sind und weist im Übrigen auf persönliche Daten der
Ehegattin hin, welche sich auf die Arbeit und die Chance, eine Stelle zu
erhalten, auswirken können. Insgesamt erfüllt es die rechtsprechungsgemässen
Anforderungen an eine medizinische Beurteilungsgrundlage (BGE 125 V 351 E.
3a S. 352; SVR 2007 UV Nr. 33 S. 111 E. 4.2, U 571/06), weshalb darauf
abzustellen ist.".

 

La STF 8C_722/2007 del 17 luglio 2008, così come la STF 8C_68/2007
del 14 marzo 2008 al considerando 5.3, indica quanto segue in merito a dei
rapporti medici che attestano l'incapacità lavorativa del coniuge di un
beneficiario di PC:

 

" 3.3 En l'espèce, il est incontestable que les rapports du docteur L.
sont dépourvus de toute valeur probante. En effet, les appréciations de ce
médecin ne contiennent ni diagnostic, ni véritable pronostic et indiquent
uniquement que l'épouse du bénéficiaire est entièrement incapable de travailler
pour de multiples raisons. De tels avis médicaux n'établissent donc pas - au
degré de la vraisemblance prépondérante généralement requise dans la procédure
en matière d'assurances sociales (ATF 126 V 353 consid. 5b p. 360, 125 V 193 consid. 2 pa. 195 et les
références - l'existence d'une incapacité de travail justifiant de faire
abstraction d'un revenu hypothétique de l'épouse dans le calcul de la
prestation complémentaire.".

 

In virtù di quanto precede, in merito alla validità dei referti
medici prodotti dall'assicurato pendente causa a comprova della sua
impossibilità a svolgere un'attività lucrativa e quindi intesi a ribaltare la
presunzione del reddito ipotetico stabilita dall'art. 14a cpv. 2 OPC-AVS/AI,
d'avviso del TCA gli stessi non sono atti a dimostrare, con il grado della
verosimiglianza preponderante, che vi sia stato effettivamente un peggioramento
delle sue condizioni di salute fra la fine di aprile 2018 (ossia dopo la
crescita in giudicato della decisione formale del 9 marzo 2018, tenuto conto
delle ferie giudiziarie ex art. 38 cpv. 4 lett. a LPGA) e il 3 dicembre 2018,
ovvero con l'emanazione della decisione su opposizione, che limita il potere
cognitivo temporale del giudice delle assicurazioni sociali (DTF 129 V 1 consid. 1.2; STF 8C_329/2017 del 5 settembre 2018
consid. 3.2).

 

Il referto del dr. med. __________ indica
soltanto che "attualmente", e quindi il 18 dicembre 2018,
l'assicurato era inabile al lavoro al 100% a causa di un peggioramento delle
sue condizioni psichiche.

 

Il dr. med. __________ ha stabilito (anch'egli) la data del 18
dicembre 2018 quale giorno in cui vi è stato l'aumento del grado di inabilità
lavorativa, portandolo al 100%.

 

Quanto al parere del dr. med. __________, lo specialista in
medicina interna e reumatologia ha ritenuto che la capacità lavorativa residua
del 50% in e