# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a75f7a48-f87c-5196-84ed-fcfd84e482e6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-09-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.09.2009 D-5955/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5955-2006_2009-09-30.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5955/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3 0  s e t t e m b r e  2 0 0 9

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Hans Schürch;
cancelliere Carlo Monti.

A._______, alias 
B._______, 
C._______ e 
D._______, Mongolia, 
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 29 maggio 2006 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5955/2006

Fatti:

A.
Il 10 aprile 2006, gli interessati, di etnia khalkha e con ultimo domicilio 
fin  dalla  nascita  ad  Ulaanbaatar,  hanno  presentato  una  domanda 
d'asilo in Svizzera. A._______ ha dichiarato, in sostanza e per quanto 
è  qui  di  rilievo,  di  aver  lavorato  presso  la  dogana  commerciale  di 
Ulaanbaatar. L'11 marzo 2005,  il  direttore generale delle  dogane gli 
avrebbe  chiesto  di  far  entrare  illegalmente  cinque  contenitori  di 
superalcolici  e  di  non  sequestrare  tale  merce. L'interessato  avrebbe 
quindi  consultato  il  suo  diretto  superiore,  il  quale  sarebbe  stato  a 
conoscenza  dell'ordine.  Quest'ultimo  gli  avrebbe  consigliato  di 
eseguire  l'ordine  datogli,  ma  il  richiedente  si  sarebbe  rifiutato  ed 
avrebbe bloccato la merce. Il 14 marzo 2005, egli avrebbe ricevuto una 
convocazione  dalla  polizia  per  il  21 marzo 2005.  In  tale  occasione 
sarebbe stato interrogato da un colonnello,  oppure da un tenente,  il 
quale  gli  avrebbe  annunciato  il  suo  arresto  (cfr.  audizioni  del 
18 aprile 2006 pag. 4 e del 16 maggio 2006 pag. 7). Egli sarebbe stato 
dapprima  trattenuto  presso  la  polizia  ed  in  seguito  nel  carcere  di 
E._______  per  sette  mesi.  Il  4  ottobre  2005,  avrebbe  subito  delle 
percosse  per  le  quali  sarebbe  svenuto  e  ricoverato  all'ospedale  del 
carcere. In data 8 novembre 2005, sarebbe stato scarcerato e messo 
agli arresti domiciliari per motivi di salute con l'aiuto del suo avvocato. 
In seguito, avrebbe continuato a ricevere minacce telefoniche - atte ad 
indurlo a firmare un foglio per ammettere di essere colpevole -, le quali 
erano già pervenute a sua moglie  durante il  suo fermo e nel giorno 
della liberazione, ragione per la quale avrebbe affidato suo figlio a sua 
madre. Il 9 dicembre 2005, egli sarebbe stato interrogato e accusato di 
aver  introdotto  dell'alcool  illegalmente  e  di  aver  accettato  delle 
bustarelle a tale proposito. Il 13 dicembre 2005, si sarebbero presen-
tate due persone a casa sua per chiedergli di addossarsi altri due casi 
di  introduzione  illegale  di  alcool.  Non  avendo  accettato,  il 
21 dicembre 2005,  qualcuno avrebbe bussato  alla  porta  e  la  moglie 
avrebbe  aperto.  In  seguito,  l'interessato  sarebbe  stato  colpito 
sull'occhio  sinistro  ed  avrebbe  avuto un  mancamento.  Poco  dopo 
avrebbe visto sua moglie - la quale avrebbe dichiarato di essere stata 
violentata  -  con  i  vestiti  in  disordine  e  dei  poliziotti  che  avrebbero 
arrestato  i  due  aggressori.  Gli  interessati  avrebbero  dunque  sporto 
denuncia  e  sarebbero  andati  all'ospedale  dal  quale  sarebbero  stati 
dimessi  il  28 (A._______),  rispettivamente 31 (C._______)  dicembre 
2005. Il 2 gennaio 2006, si sarebbero recati al posto di polizia, dove 

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sarebbero stati informati della liberazione delle due persone arrestate. 
Il  4  gennaio  2006,  avrebbero  nuovamente  sporto  denuncia  e,  il 
9 gennaio 2006, l'avvocato dell'interessato l'avrebbe messo al corrente 
delle scarse possibilità di successo del suo caso. Il 26 gennaio 2006 
oppure  il  26  febbraio  2006,  i  richiedenti  si  sarebbero  svegliati  ed 
avrebbero  visto  che  in  casa  vi  era  un  incendio  (cfr. audizioni  del 
18 aprile 2006 pag. 5 e del 16 maggio 2006 pag. 15). In seguito a tale 
evento,  avrebbero  soggiornato  dai  loro  vicini  di  casa  ed  avrebbero 
deciso  di  espatriare  il  3  aprile  2006  per  il  timore  di  A._______  di 
essere accusato ingiustamente e di subire ulteriori rappresaglie.

B.
Con decisione del 29 maggio 2006, notificata agli interessati il giorno 
medesimo (cfr. avviso  di  ricevimento  agli  atti),  l'UFM ha  respinto  la 
domanda  d'asilo. Detto  Ufficio  ha  pure  pronunciato  l'allontanamento 
dei richiedenti dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso 
il loro Paese d'origine, siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
Il  28 giugno 2006, gli  interessati,  hanno inoltrato ricorso  dinanzi alla 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA) contro  la 
menzionata  decisione  dell'UFM.  Hanno  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della decisione impugnata, la concessione dell'asilo e, 
in via sussidiaria,  l'ammissione provvisoria. Hanno altresì presentato 
una domanda d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali e del relativo anticipo.

D.
Il 18 luglio 2006, la CRA ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi 
particolari  (art.  63  cpv.  4  della  legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa del  20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]),  a  chiedere 
agli insorgenti il versamento di un anticipo a copertura delle presumi-
bili spese processuali.

E.
Il 18 luglio 2006, la CRA ha invitato l'UFM a presentare una risposta al 
ricorso entro il 7 agosto 2006.

F.
Il 28 luglio 2006, l'UFM, nell'ambito della sua risposta, ha proposto la 
reiezione del gravame.

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G.
Il 4 agosto 2006, la CRA ha concesso ai ricorrenti un termine fino al 
21 agosto 2006 per introdurre l'atto di replica.

H.
Il 16 agosto 2006, i ricorrenti hanno presentato una replica.

Diritto:

1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi contro le decisioni dell'UFM (art. 31 e art. 33 lett. d della legge 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
[LTAF, RS 173.32],  art. 105 della  legge sull'asilo  del  26 giugno 1998 
[LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

1.2 Il TAF osserva, altresì, che dal 1° gennaio 2007 giudica, in quanto 
sia competente, i ricorsi pendenti al 31 dicembre 2006 presso le com-
missioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi dei 
dipartimenti. Il  giudizio si svolge secondo il  nuovo diritto processuale 
(art. 53 cpv. 2 LTAF).

1.3 Giusta il  capoverso 1 delle disposizioni  transitorie della modifica 
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 nonché all'art. 50 e all'art. 52 PA, 
nonché all'art. 108 cpv. 1 LAsi.

3.
3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

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3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 
l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai motivi invocati dalle parti 
(art.  62  cpv.  4  PA)  o  dai  considerandi  della  decisione  impugnata 
(v. sentenza del TAF D-4917/2006 del 12 luglio 2007 consid. 3).

5.
5.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato contraddittorie, 
non conformi alla realtà ed alla logica dell'agire, nonché inverosimili le 
allegazioni dei richiedenti concernenti la loro domanda d'asilo. Infatti, 
apparirebbe inspiegabile  che il  direttore generale delle  dogane ed il 
diretto superiore di A._______ debbano per forza far passare la merce 
per  il  suo  magazzino  ed  avere  ad  ogni  costo  la  sua  firma  per 
permettere  il  transito  illegale  dell'alcool.  Tale  illogicità  verrebbe 
corroborata anche dal fatto che egli avrebbe asserito che ogni mattina 
avrebbe  ricevuto  un  foglio  dal  capo  doganiere  -  sul  quale  sarebbe 
stato  indicato  quale  magazzino  avrebbe  dovuto  controllare  -  e 
quest'ultimo l'avrebbe ottenuto dall'Ufficio della dogana generale a sua 
volta  comandato  dal  direttore  generale.  Sembrerebbe  quindi  invero-
simile  che  F._______,  vista  la  funzione  del  richiedente,  potesse 
intervenire nel transito di  tale merce senza riscontrare problemi solo 
attraverso  quest'ultimo.  Inoltre,  sarebbe  inspiegabile  sia  che 
l'interessato  venga  minacciato  e  sollecitato  a  prendersi  le 
responsabilità  nel  caso  del  traffico  illegale  di  alcool  da  parte  di 
persone a lui  sconosciute,  sia il  fatto  di  non sapere  se  vi  siano dei 
documenti  che  certificherebbero  il  suo rilascio  dal  carcere. Peraltro, 
sarebbe incredibile che gli  interessati  abbiano continuato a vivere al 
loro domicilio fino al momento in cui sarebbe stata incendiata la loro 
abitazione e siano rimasti nel Paese fino ad aprile 2006, nonostante le 
varie  minacce  subite.  In  aggiunta,  sarebbe  stereotipata,  appros-
simativa e convenzionale la descrizione dell'interessato del periodo di 
prigionia, del luogo di detenzione e del vissuto nel carcere. Difatti, in 
merito  al  periodo  di  fermo,  egli  si  sarebbe  limitato  a  raccontare  di 
avere avuto un interrogatorio con il tenente, di averlo incontrato tre o 
quattro  volte  e  che lo  stesso avrebbe voluto  fargli  firmare un foglio. 
Sollecitato ad esprimersi circa il luogo del fermo, egli avrebbe invece 
indicato  le  pressioni  ed  i  pestaggi  subiti  da  altri  detenuti,  il  fatto  di 

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avere  dormito  per  terra  e  l'intimazione  a  firmare  il  foglio.  Pure  la 
descrizione della cella sarebbe lapidaria e non comporterebbe alcun 
elemento  soggettivo.  Tali  fatti  indurrebbero  l'UFM  a  concludere  che 
l'interessato non abbia vissuto quanto allegato. Per di più, si sarebbe 
contraddetto sulla data dell'incendio, asserendo nella prima audizione 
che sarebbe accaduto in data 26 gennaio 2006, mentre nella seconda 
il  26 febbraio 2006. Oltre a ciò, l'interessata avrebbe affermato nella 
seconda audizione, in un primo tempo, che ultimamente non avrebbe 
più risposto  alle  chiamate  dello  sconosciuto,  mentre  in  un  secondo 
tempo avrebbe allegato di aver risposto il  giorno della scarcerazione 
del marito, in data 8 ottobre 2005. Sempre nella seconda audizione, 
avrebbe dichiarato in un primo momento di aver chiamato sua madre 
dalla  Svizzera  e  di  averle  chiesto  di  recuperare  i  documenti 
dall'avvocato,  per  poi  indicare  di  averglielo  detto  già  prima 
dell'espatrio.  Infine,  l'UFM ha concluso che le  allegazioni  presentate 
non soddisferebbero le condizioni di verosimiglianza previste dall'art. 7 
LAsi. Per conseguenza, non sarebbe riconosciuta la qualità di rifugiato 
nella fattispecie.

5.2 Nel  gravame,  gli  insorgenti  hanno  affermato,  in  sostanza,  che 
A._______ non avrebbe mai allegato che la merce doveva per forza 
passare  per  il  suo  magazzino,  ma che  la  gerarchia  sarebbe quella. 
Inoltre,  ha  ribadito  di  non  conoscere  l'identità  delle  persone  che 
l'avrebbero  minacciato. A sostegno del  loro  racconto  avrebbero  pre-
sentato la convocazione del 14 marzo 2005 con la quale  il ricorrente 
sarebbe  stato  invitato  a  recarsi  al  Dipartimento  di  Stato  incaricato 
delle  indagini.  Inoltre,  avrebbe  inoltrato  una  conferma  del  suo 
avvocato, il  quale  l'avrebbe  assistito,  nonché  dei  certificati  medici 
relativi al periodo in questione. Peraltro, non sarebbe incredibile il fatto 
che sarebbero rimasti in Patria in attesa che la situazione si sistemas-
se,  dato  che  avrebbero  avuto  fiducia  nelle  autorità  in  loco.  Infine, 
hanno  dichiarato  di  non  essersi  contraddetti  ed  hanno  rinviato  a 
quanto già detto ed ai documenti interposti in sede di ricorso.

5.3 Nella  risposta  al  ricorso,  l'UFM,  in  merito  alla  convocazione  del 
Dipartimento di Stato del 14 marzo 2005, ha rilevato che il documento 
fornito presenterebbe non pochi dubbi, in quanto alla sua autenticità, 
avendo lo stesso delle irregolarità lampanti. Infatti, non sarebbe stato 
redatto  su  un  foglio  ufficiale  ed  in  tale  versione  sarebbe  facilmente 
falsificabile  e  realizzabile.  Inoltre,  non  raffigurerebbe  il  motivo  della 
convocazione  del  ricorrente  e  quindi  non  sarebbe  sufficiente  a 

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corroborare i suoi motivi d'asilo. Peraltro, la dichiarazione dell'avvocato 
dimostrerebbe solamente  che egli  si  sarebbe rivolto  a tale persona, 
ma non  confermerebbe  in  alcun  modo il  suo racconto. Infine,  i  due 
certificati  medici,  che  conterrebbero  le  generalità  degli  autori  del 
gravame,  attesterebbero  unicamente  l'assenza  dal  posto  di  lavoro 
causa malattia dei medesimi dal 21 al 31 dicembre 2005 (A._______), 
rispettivamente dal 21 al 28 dicembre 2005 (C._______).

5.4 Nella replica i  ricorrenti hanno osservato che nel caso del docu-
mento  relativo  alla  convocazione  del  Dipartimento  di  Stato  del 
14 marzo 2005 si tratterebbe di un originale, in quanto spedito a loro 
dalla  madre  di  Chinbat  Naidan.  Inoltre,  hanno  ribadito  quanto  già 
avanzato nel ricorso ed hanno puntualizzato che i documenti presen-
tati dimostrassero la fondatezza delle loro allegazioni determinanti.

6.
6.1 Sono  rifugiate  le  persone  che,  nel  Paese  d'origine  o  di  ultima 
residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza, 
religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale 
o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere 
esposte a tali  pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposi-
zione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della libertà, nonché 
le  misure  che  comportano  una  pressione  psichica  insopportabile. 
Occorre  altresì tenere  conto  dei  motivi  di  fuga specifici  della  condi-
zione femminile (art. 3 LAsi).

6.2 Chiunque  domanda  asilo  deve  provare  o  per  lo  meno  rendere 
verosimile  la  sua  qualità  di  rifugiato. Per poter  ammettere  la  verosi-
miglianza, ai sensi dell'art. 7 LAsi, delle dichiarazioni determinanti rese 
da un richiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado 
di  convinzione logica tale da prevalere in  modo preponderante  sulla 
possibilità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria 
(Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso 
in materia d'asilo [GICRA] 1993 n. 21). In altri termini, le dichiarazioni 
devono essere attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero 
non generiche e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto 
o più verosimile), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e 
nemmeno con altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla vero-
simiglianza dev'essere il frutto di una valutazione complessiva, e non 
esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo 
da  consentire  di  limitare  al  minimo  il  rischio  dell'approssimazione, 

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ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili 
postulati  di  civiltà  giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudi-
cante (GICRA 1995 n. 23).

7.
7.1 Il TAF osserva che, come rettamente rilevato dall'autorità inferiore 
nella decisione impugnata, le dichiarazioni decisive rese dai ricorrenti 
in corso di procedura si esauriscono in mere ed imprecise affermazioni 
di parte, non corroborate dal benché minimo elemento di seria consi-
stenza. Inoltre,  gli  insorgenti  si  sono limitati  a  mere congetture,  non 
fondate su alcun indizio oggettivo, con riferimento agli evocati fatti. In 
particolare, basti  rilevare che A._______ non è riuscito a presentare 
una spiegazione plausibile circa l'asserita pratica doganale. Infatti,  la 
sua  affermazione  ricorsuale,  secondo  cui  non  avrebbe  affermato 
esplicitamente  che  la  merce  doveva  per  forza  passare  nel  “suo” 
magazzino, ma che sarebbe stata quella la prassi dei suoi superiori di 
rivolgersi  a  lui  per  il  controllo,  conferma  proprio  quanto  rilevato 
dall'UFM, siccome quest'ultimi hanno la facoltà di  incaricare un altro 
collaboratore  per  eseguire  i  controlli.  Inoltre,  può essere  lasciata 
aperta la questione circa la conoscenza delle persone che l'avrebbero 
minacciato  e  sollecitato  ad  assumersi  la  responsabilità  del  traffico 
illegale  di  alcool,  in  quanto  l'insorgente  non  si  è  espresso  minima-
mente in merito alle altre numerosi contraddizioni rilevate dall'UFM. In 
aggiunta, né lui,  né sua moglie hanno indicato il  nome completo dei 
suoi diretti superiori allegando soltanto i loro nomi di battesimo. Per di 
più,  si  è  contraddetto  circa  il  grado  della  persona  che  l'avrebbe 
interrogato il  21 marzo 2005 presso la polizia allegando nella  prima 
audizione  che  si  sarebbe  trattato  di  un  colonnello,  mentre  nella 
seconda  audizione  di  un  tenente  (cfr.  audizioni  del  18  aprile  2006 
pag. 4 e del 16 maggio 2006 pag. 7). Per quanto riguarda i mezzi di 
prova allegati, codesto Tribunale rimanda alle osservazioni dell'UFM e 
rileva  che  la  convocazione  del  Dipartimento  di  Stato  del 
14 marzo 2005 nonché  la  dichiarazione  dell'avvocato  sono  stati  tim-
brati  ancor  prima di  esser  stati  compilati. Inoltre,  il  colonnello  di  cui 
sopra  è  indicato  su  tale  convocazione  con  il  grado  di  maggiore,  in 
ulteriore contraddizione con quanto già considerato sopra. Peraltro, il 
foglio di carta della stessa non è stato ritagliato da una macchina, in 
quanto ha un bordo storto. Lo stesso vale per i due certificati medici. In 
aggiunta, la dichiarazione dell'avvocato è priva di un indirizzo sull'inte-
stazione. Per conseguenza, questi documenti sono da ritenere inade-
guati a dimostrare il racconto degli autori del gravame. Oltre a ciò, si 

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rileva che  i  ricorrenti  hanno  omesso  di  giustificarsi  in  modo  idoneo 
circa le irregolarità sollevate dall'UFM nella sua presa di posizione in 
merito ai documenti presentati, ribadendo unicamente che la convoca-
zione sarebbe un originale,  in  quanto  spedita  a  loro  dalla  madre di 
A._______. Inoltre, avendo incaricato un avvocato per la loro causa, 
gli interessati avrebbero senz'altro potuto presentare tramite lo stesso 
dei mezzi di prova idonei a corroborare quanto successo. Visto quanto 
precede, questo Tribunale ritiene che l'UFM ha rettamente considerato 
le  dichiarazioni  dei  ricorrenti  come  non  realizzanti  le  condizioni  di 
verosimiglianza previste dall'art. 7 LAsi.

7.2 In considerazione di  quanto esposto, il  ricorso sul  punto di  que-
stione dell'asilo,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo fondamento,  non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

8.
I ricorrenti  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento 
(art. 14 cpv. 1 e cpv. 2 ed art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordi-
nanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 
[OAsi 1, RS 142.311]).

9.
9.1 Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento, 
l'art. 83 della  legge  federale  del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri 
(LStr, RS  142.20) prevede  che  la  stessa  sia  ammissibile  (cpv.  3), 
esigibile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di 
una  di  queste  condizioni,  l'Ufficio  federale  dispone  l'ammissione 
provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStr).

9.2
9.2.1 Per  gli  stessi  motivi  citati  al  considerando  8  del  presente 
giudizio, non emergono dalle  carte  processuali  neppure elementi  da 
cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento degli insorgenti in 
Mongolia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 
(LStr, RS 142.20).

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La  portata  dell'art.  83  cpv.  3  LStr  non  si  esaurisce,  altresì,  nella 
massima  del  divieto  di  respingimento.  Anche  altri  impegni  di  diritto 
internazionale  della  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione 
del  rimpatrio,  in  particolare  l'art.  3  della  Convenzione  per  la  salva-
guardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  l'art. 3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). L'applica-
zione  di  tali  disposizioni  presuppone,  peraltro,  l'esistenza  di  serie  e 
concrete ragioni  per  ritenere che lo  straniero possa essere esposto, 
nel Paese verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a 
detti  articoli; spetta  all'interessato di  rendere plausibile  l'esistenza di 
siffatte serie e concrete ragioni.

Nel caso concreto non è dato rilevare alcun serio indizio secondo cui i 
ricorrenti possano essere esposti in caso di rimpatrio al rischio reale 
ed immediato di un trattamento contrario a siffatte disposizioni. In altri 
termini,  quest'ultimi  non  hanno  saputo  fornire  un  insieme  d'indizi, 
oppure presunzioni non contraddette, sufficientemente gravi, precisi e 
concordanti quo ad un pericolo d'esposizione personale ad atti o fatti 
che si ritengono contrari alle disposizioni sopraccitate.

9.2.2 Pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecu-
zione dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme del diritto 
pubblico internazionale nonché della LAsi.

9.3
9.3.1 Inoltre,  il  TAF  osserva  nondimeno  che  in  Mongolia  non  vige 
attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza genera-
lizzata  che  coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del 
territorio nazionale.

9.3.2 Quanto  alla  situazione  personale  degli  insorgenti,  i  medesimi 
sono  giovani  e  A._______  ha  una  certa  esperienza  professionale 
quale  doganiere,  mentre  C._______  quale  tecnologa  alimentare. 
Inoltre,  dispongono  di  una  rete  sociale  in  patria,  segnatamente  la 
madre di A._______ ad Ulaanbaatar (cfr. audizioni del 18 aprile 2006 
pagg. 2 e del 16 maggio 2006 pagg. 2). Non hanno, altresì, preteso nel 
gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  tali  da  giustificare 
un'ammissione  provvisoria  (GICRA  2003  n.  24),  senza  che  da  un 
esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una 
permanenza degli autori del gravame in Svizzera per motivi medici. In 

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siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto siccome 
adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con 
riferimento  alle  effettive  possibilità  per  gli  stessi  di  un  adeguato 
reinserimento sociale nel loro Paese d'origine.

9.3.3 In  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione  dell'allonta-
namento è ragionevolmente esigibile nella fattispecie.

9.4 Non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti, i ricor-
renti,  usando  della  dovuta  diligenza  potranno  procurarsi  ogni  docu-
mento  necessario  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontanamento  è 
dunque pure possibile.

10.
In  considerazione  di  quanto  precede,  anche  in  materia  d'allontana-
mento  e  relativa esecuzione,  il  gravame va disatteso e  la  querelata 
decisione confermata.

11.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura semplifi-
cata (art. 111a cpv. 2 LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un 
secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

12.
12.1 Ritenute le allegazioni ricorsuali  sprovviste di probabilità d'esito 
favorevole,  la  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della 
dispensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA),

12.2 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dei  ricorrenti 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dalle 
spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico dei ricorrenti. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

4.
Comunicazione a:

- ricorrenti (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione Soggiorno (in copia; n. di rif. N [...]; allegato: incarto 

UFM)
- G._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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