# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 099b7245-f2fe-54f2-a048-214dcd7abe74
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-10-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.10.2000 32.2000.30
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2000-30_2000-10-05.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2000.00030

   

  BS/nh

  	
  Lugano

  5 ottobre 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 marzo 2000 di

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 23 febbraio 2000 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione 23 febbraio 2000 l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha
assegnato a __________, classe 1975 e celibe, una mezza rendita d'invalidità
(grado d'invalidità del 50%) di fr. 670.-- mensili con effetto dal 1° febbraio
1999.

La prestazione assicurativa è stata determinata sulla base di una scala di
rendita massima 44 (periodo di contribuzione 3 anni) e di un reddito annuo
medio di fr. 20'502 --.

                                         

                               1.2.   Contro la
decisione amministrativa è insorto l’assicurato, postulando l’assegnazione di
una prestazione maggiore, rilevando in particolare quanto segue:

                                                                                

" 
La decisione che contesto si fonda su di un
accertamento errato, ovvero che io dal 01 gennaio 1996 al 31 dicembre 1998 ho
lavorato a tempo pieno ed ho potuto avere un periodo contributivo completo.

In realtà in tale periodo non ho potuto lavorare
a tempo pieno e quindi non ho potuto contribuire in modo normale.

Inoltre faccio notare che se non avessi avuto i
problemi di salute citati nella perizia avrei certamente potuto conseguire un
reddito quale impiegato di commercio, con maturità professionale, di ca. fr.
4'000.- mensili e avere di conseguenza maggiori diritti.

Inoltre osservo che in base all'art. 37 cpv. 2
LAI avrei comunque diritto ad almeno il 133 ½ per cento dell'importo minimo,
non avendo ancor compiuto i 25 anni."

 

                               1.3.   Mediante
risposta 20 aprile 2000 l'UAI propone di respingere il gravame, rilevando in
particolare che il calcolo è stato eseguito secondo le disposizioni di legge in
vigore ed è stata riconosciuta  la rendita minima per invalidità precoce ai
sensi dell'art. 37 cpv. 2 LAI.

                               1.4.   Nell'ambito
dell'accertamento sulla tempestività del ricorso, il TCA ha interpellato l'UAI.
Con scritto 26 aprile 2000 l'Ufficio ha comunicato che la decisione è stata
inviata per posta "B", per cui risulta impossibile accertare il
giorno della notifica (doc. _).

Con lettera 5 maggio 2000 l'assicurato ha comunque dichiarato di aver ricevuto
la decisione il 29 febbraio 2000 per posta "B" (doc. _).

 

                                         in
diritto

 

                                In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella
causa D.C.).

 

                               2.2.   Occorre ora
verificare la tempestività del gravame, tenendo conto che, in applicazione
analogica dell'art. 84 cpv. 1 LAVS, di cui al rinvio dell'art. 69 LAI, contro
le decisioni pronunciate dall’UAI gli interessati possono interporre ricorso
entro 30 giorni dalla notificazione e che il termine di ricorso è perentorio.

Infatti, se tale termine è spirato, il giudice non entra nel merito di un
ricorso tardivo, per cui la decisione contestata cresce in giudicato (DTF 110 V
37 consid. 2 citato in Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
1997, § 58 N. 12, pag. 373).

 

                                         Secondo
costante giurisprudenza l’onere della prova dell’avvenuta notifica e la
relativa incombe all’autorità amministrativa (cfr. DTF 115 V 113 con
riferimenti).

Qualora la notifica o la relativa data sono contestate, in caso di dubbio fa
stato la versione fornita dal destinatario (DTF 103 V 66 consid. 2a).
L’andamento organizzativo di una spedizione da parte dell’autorità
amministrativa non è sufficiente per provare la notifica di una decisione, in
particolare quando si tratta di un invio per posta A (RCC 1992 pag. 395 consid.
3c). 

                                         Questa
prova può essere tuttavia portata per il tramite di indizi (per esempio:
corrispondenza con l’autorità amministrativa, RCC 1984 pag. 123 consid. 1b),
tenuto conto che, secondo la giurisprudenza del TFA, è sufficiente che la prova
sia stata fornita secondo il principio della verosimiglianza preponderante
(cfr. DTF 121 V 6 dove si trattava di un termine per salvaguardare la
perenzione dei contributi AVS ex art. 16 cpv. 1 LAVS, cfr. sull’argomento: 
Locher, Grundriss des Sozialver- sicherungsrechts, 2.a edizione, Berna 1997, §
54 N 32 pag. 357, Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,
Zurigo 1999, N 364, pag. 166).

Inoltre, secondo l’art. 20 cpv. 1 LPA, applicabile in virtù del principio di
cui gli art. 81 LAI e 96 LAVS, un termine computato in giorni, se deve essere
notificato alle parti, decorre il giorno seguente dopo la notifica (cfr. DTF
110 V 37 consid. 2).

                                         Se
l’ultimo giorno del termine è un sabato, una domenica o un giorno riconosciuto
come festivo dal diritto del Cantone ove ha il domicilio o sede la parte o il
suo rappresentante, il termine scade il primo giorno feriale seguente (art. 20
cpv. 2 LPA in relazione con l’art. 96 LAVS).

                                         Prescrive
l’art. 21 cpv. 1 LPA, che gli atti scritti devono essere consegnati
all’autorità oppure, all’indirizzo di questa, a un ufficio postale svizzero o
una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l’ultimo
giorno del termine. 

Nel caso in esame, l'UAI non ha potuto provare quando la decisione è stata
impugnata perché inviata per posta "B".

Stando a quanto sostenuto dal ricorrente, la decisione in questione gli è stata
notificata il 29 febbraio 2000.

Di conseguenza il termine decorreva dal 1° marzo e quindi il ricorso,
consegnato alla posta il 30 marzo 2000, risulta essere tempestivo.

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   A norma
dell'art. 28 cpv. 1 LAI l'assicurato ha diritto a una rendita intera se è
invalido almeno al 66 2/3 per cento, a una mezza rendita se è invalido almeno
al 50 per cento o a un quarto di rendita se è invalido almeno al 40 per cento;
nei casi economicamente rigorosi l'assicurato, conformemente all'art. 28 cpv.
1bis LAI, ha diritto a una mezza rendita se è invalido almeno nella misura del
40 per cento. 

                                         Il
diritto alla rendita secondo l’art. 28 LAI nasce al più presto nel momento in
cui l’assicurato presenta un'incapacità permanente di guadagno pari almeno al
40% oppure è stato, per un anno e senza notevoli interruzione, incapace al
lavoro per almeno il 40% in media (art. 29 cpv. 1 lett. b LAI).    

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 36 cpv. 1 LAI hanno diritto alle rendite ordinarie gli assicurati
legittimati alla rendita, che quando l’invalidità si manifesta, hanno pagato i
contributi AVS per almeno un anno (art. 36 cpv. 1 LAI).

                                         Per
quanto riguarda il calcolo delle rendite d’invalidità l’art. 36 cpv. 2
LAI prevede che sono applicabili per analogia le norme dell’AVS, riservate
alcune norme specifiche della LAI.

Tuttavia, se l'assicurato non ha ancora compiuto quarantacinque anni quando
diventa invalido, il reddito medio dell'attività lucrativa è aumentato di un
supplemento percentuale. Tale supplemento è fissato dal Consiglio federale
secondo l'età dell'assicurato al momento dell'insorgenza dell'invalidità (art.
36 cpv. 3 LAI). 

Infine, se un assicurato con una durata intera di contribuzione non ha ancora
compiuto i 25 anni al momento dell'insorgenza dell'invalidità , la sua rendita
d'invalidità e le eventuali rendite completive ammontano almeno il 113 1/3 per
cento dell'importo minimo della corrispondente rendita completa (art. 37 cpv. 2
LAI). 

                                         

                               2.5.   A seconda
che l'assicurato abbia pagato sempre e regolarmente i contributi dovuti oppure
che il suo periodo di contribuzione presenti delle lacune contributive, egli ha
diritto ad una rendita completa o parziale (cfr. art. 29 cpv. 2 lett. a, b
LAVS), vale a dire ad una rendita calcolata sulla base della scala 44 (rendita
completa) o di una scala inferiore (rendita parziale; cfr. art. 52 OAVS).

                                         Il
calcolo della rendita di vecchiaia è determinato dagli anni di contribuzione,
dai redditi dell’attività di lucrativa nonché dagli accrediti per compiti
educativi o d’assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente
diritto ha compiuto 20 anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell’età
conferente il diritto alla prestazione (art. 29 bis cpv. 1 LAVS).

                                      

                                         Il
periodo di contribuzione è completo se una persona presenta lo stesso
numero di anni di contribuzione degli assicurati della sua classe di età (art.
29 ter cpv. 1 LAVS). 

                                         Secondo
l’art. 29 ter cpv. 2 LAVS sono considerati anni di contribuzione i periodi,
durante i quali: 

                                         - una
persona ha pagato i contributi (lett. a); 

                                         - il suo
coniuge, secondo l’art. 3 capoverso 3 LAVS, ha versato

                                           almeno
il doppio del contributo minimo (lett. b); 

                                         - possono
essere computati accrediti per compiti educativi o 

                                          
d’assistenza (lett. c).

 

                                         Inoltre,
la rendita è calcolata in base al reddito annuo medio dell'assicurato
(art. 29 quater LAVS). 

                                         Esso si
compone:

                                         - dei
redditi risultanti da un’attività lucrativa (lett. a); 

                                         - degli
accrediti per compiti educativi (lett. b);

                                         - degli
accrediti per compiti assistenziali (lett. c). 

 

                                         La somma
dei redditi dell’attività lucrativa deve essere rivalutata secondo il fattore
di cui all'art. 51 bis cpv. 1 OAVS (art. 30 cpv. 1 e art. 33ter LAVS). 

 

                                         Il
reddito annuo medio è dunque determinato sommando i redditi da attività
lucrativa rivalutati e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali e
divisi per il numero di anni di contribuzione (art. 30 cpv. 2 LAVS).

 

                               2.6.   Nella
fattispecie in esame __________, nato nel 1960, contesta il calcolo della sua
rendita, rilevando che se non avesse avuto problemi di salute, avrebbe
conseguito un reddito di 

fr. 4'000.--. Tale reddito comunque non rientra nel contesto della
determinazione dell'ammontare della rendita AI. Semmai lo stesso è stato preso
in considerazione per determinare il grado d'invalidità. Infatti l'art.
28 cpv. 2 LAI prevede: "l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo la
manifestazione dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
di integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa, ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato di lavoro, e il reddito del
lavoro ch'egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido".

                                         Invece,
il reddito annuo medio della rendita AI, in analogia con l'AVS, è un
concetto diverso: esso è determinato dalla somma dei redditi da attività
lucrativa rivalutati e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali,
divisi per il numero di anni di contribuzione (cfr. art. 30 cpv. 2 LAVS).

 

                               2.7.   Il periodo
di contribuzione di __________ (classe 1975) va dal 1° gennaio 1996 (1°
gennaio susseguente il 20.o anno di età) al 31 dicembre 1998 (31 dicembre
precedente l’anno (1999) in cui è sorto il diritto ad una rendita AI), per
complessivi 3 anni.

Dall’esame dei conti individuali dell'assicurato, dove sono registrati i
redditi da attività lucrativa per i quali sono stati pagati i contributi AVS
(art. 30ter LAVS e art. 140 ss. OAVS), si evince che egli ha contribuito
ininterrottamente all’AVS.

                                         Avendo
dunque __________ contribuito ininterrottamente dal 1° gennaio 1996  al 31
dicembre 1998 (3 anni) l'UAI rettamente gli ha riconosciuto la scala di
rendita 44, che è la massima prevista.

 

                                         Per
determinare il reddito annuo medio, occorre innanzitutto sommare i
redditi risultanti da un’attività lucrativa iscritti nel conto individuale
della ricorrente nel periodo 1° gennaio 1996 - 31 dicembre 1998.

                                         Essendo
l’assicurato celibe e senza figli, l’amministrazione non ha dovuto procedere ad
un riparto dei redditi coniugali e non gli è stato riconosciuto nessun
accredito per compito educativo.

                                         Dunque,
la Cassa ha sommato tutti i redditi da attività lucrativa iscritti nel conto
individuale dall’assicurato relativi al succitato periodo giungendo così
all’importo di fr. 30'537.-

Va ricordato che la somma dei redditi da attività lucrativa deve essere
rivalutata in funzione dell’indice previsto per l’adeguamento delle rendite
all’evoluzione dei prezzi e dei salari di cui all’art. 33 ter LAVS (art. 30
cpv. 1 LAVS). Tale fattore di rivalutazione è stabilito dall’Ufficio federale
delle assicurazioni sociali (UFAS) secondo le modalità di calcolo esposte
all’art. 51 bis OAVS. Da sapere, comunque, che il fattore di rivalutazione è
contenuto nelle tavole per la determinazione del reddito annuo medio, edite dall’UFAS,
il cui uso è obbligatorio (cfr. art. 30 LAVS, art. 51 OAVS) e che varia a
seconda della prima registrazione sul conto individuale dell’assicurato
determinante per la rendita.

                                         Nel caso
che ci occupa, la prima registrazione determinante nel conto individuale
dell’assicurato è avvenuta nel 1996, vale a dire l’anno in cui egli ha compiuto
ventuno anni (cfr. consid. 2.5). Pertanto, dalle citate tavole, edizione 1999,
il fattore di rivalutazione risulta essere il 1.000. 

                                         Ne
discende che i redditi da attività lucrativa rivalutati ammontano a fr.
30'537-- (30'537.-- x 1,000).

Visto che __________ è divenuto invalido prima del quarantacinquesimo anno di
età (a 23 anni), l'amministrazione ha maggiorato la somma dei redditi con il
supplemento di carriera ex art. 36 cpv. 3 LAI (cfr. consid. 2.4) di fr 27'483,
corrispondente al 90% (percentuale prevista per persone che sono diventate
invalide a 23 anni cfr. art. 33 OAI) di fr. 30'537, giungendo quindi a
complessivi fr. 58'020.--. 

                                         Tale
importo deve essere diviso per 3 anni di contribuzione (36 mesi) e quindi il
reddito annuo medio (RAM) ammonta a  fr. 19'430.-- che arrotondato al multiplo
superiore secondo le citate tabelle di rendita, corrisponde fr. 20'502.-- 

                                         Con un
RAM di fr. 20'502.-- ed una scala di rendita 44, la mezza rendita
da erogare sarebbe di fr. 594.-- mensili. Tuttavia, secondo l'art. 37 cpv. 2
LAI, gli invalidi sotto i venticinque anni con un periodo di contribuzione
ininterrotto hanno almeno il diritto al 133 1/3 % della corrispondente rendita
minima completa. La mezza rendita AI minima, secondo le citate tavole
dell’UFAS, è di fr. 503.--, per cui il 133 1/3% corrisponde a 

fr. 670.--. Per questo motivo l'UAI ha riconosciuto all'assicurato tale
importo e non i fr. 594.--.

                                                                                                                         

                                         Nel caso
di specie, dopo attento esame degli atti dell'in­carto, questo TCA non può che
confermare l'esattezza del calcolo operato dalla Cassa.

                                         Gli
elementi in possesso di questa autorità giudicante non permettono di pervenire
a conclusioni diverse da quelle racchiuse nella decisione impugnata.

                                         Pertanto
la rendita assegnata dall'autorità amministrativa con la risoluzione contestata
è esatta e merita conferma.

                                      

                                         

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si percepisce
tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Adligenswilerstrasse
24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti