# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7df87789-321c-5332-9286-ea27158b84be
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-03-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 30.03.2022 42.2022.18
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2022-18_2022-03-30.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  42.2022.18

   

  rs

  

  	
  Lugano

  30 marzo 2022   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 2 marzo 2022 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione incidentale del 2 febbraio 2022 emanata da

  
	
   

  	
  Comune di __________

   

   

  in materia di prestazione ponte COVID

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Il 18 dicembre 2021 RI 1 ha
inoltrato al proprio Comune di domicilio, e meglio al Comune di __________, il
modulo “Richiesta di prestazione ponte COVID” per il mese di dicembre 2021
(cfr. doc. B).

 

                               1.2.   Con decisione del 20 dicembre
2021 il Comune di __________ ha negato a RI 1 il diritto alla prestazione ponte
COVID, in quanto non risultavano ossequiate le relative condizioni.

 

 

                                         Al riguardo è stato
precisato:

 

" Vedasi la
decisione di rifiuto dell’indennità perdita di guadagno IPC Corona del 25
novembre 2021 dove si evince che non è stato dimostrato che la considerevole
limitazione della sua attività è direttamente collegata alle misure attuate per
combattere l’epidemia di COVID-19 disposte da un’autorità. 

Di conseguenza anche la prestazione Ponte
Covid, che si basa sui medesimi criteri, non può essere concessa. (…)” (Doc. C)

 

                               1.3.   Il 14 gennaio 2022 RI 1,
rappresentato dall’avv. __________, ha interposto tempestivo reclamo contro il
provvedimento del 20 dicembre 2021, rilevando segnatamente, da un lato, di
occuparsi dal 2014 di consulenza commerciale e di marketing, collaborando anche
nell’organizzazione di eventi, fiere, concerti ed altre analoghe manifestazioni.
Dall’altro, che le misure poste in essere dalle Autorità federale e cantonali
per contenere l’avanzata della pandemia di COVID-19 hanno comportato un
drastico calo della clientela e del fatturato della sua ditta individuale.

                                         RI 1 ha aggiunto che fino
al mese di settembre 2021 gli è stata riconosciuta l’IPG Corona, mentre gli è
stata rifiutata per i mesi successivi (con decisione del 25 novembre 2021 che
ha contestato tramite opposizione del 23 dicembre 2021; cfr. doc. E).

                                         L’insorgente ha poi fatto
valere che il Decreto legislativo urgente concernente la prestazione ponte
COVID e l’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno sono due atti normativi
radicalmente diversi per quanto attiene specificatamente alle prestazioni
riconosciute e alle condizioni d’accesso alle stesse.

                                         Al riguardo è stato
evidenziato che giusta l’art. 3 lett. f del Decreto la prestazione ponte è
riconosciuta al lavoratore che ha subito una riduzione del reddito o fatturato “…
a causa della pandemia ...” senza alcun riferimento all’entità della
riduzione, essendo determinanti i parametri economici contemplati all’art. 4
del Decreto, e senza sancire il principio secondo cui debba sussistere un nesso
di causalità diretta tra la limitazione del fatturato e i provvedimenti delle
autorità.

                                         A mente della parte
reclamante non corrisponde quindi al vero che la prestazione ponte COVID si
basa sugli stessi criteri di cui all’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno.

                                         Inoltre RI 1 ritiene che,
essendo pacifico che la riduzione del reddito e del fatturato dell’insorgente
sia da ricondurre alla situazione pandemica, la condizione posta all’art. 3
lett. f del Decreto è senz’altro adempiuta.

                                         Egli ha poi sottolineato
che, come emerge dal Messaggio n. 7906 del Consiglio di Stato pag. 7 e dal
Rapporto 7991R pag. 1, la prestazione ponte COVID è complementare al sistema
federale e cantonale di sicurezza sociale e agli aiuti puntuali erogati dai
Comuni ed è stata introdotta per sostenere i lavoratori indipendenti e
salariati che non possono beneficiare di altre forme di aiuto (cfr. doc. D).

                                         L’insorgente ha infine
asserito:

 

" (…) La
prestazione in parola è dunque stata voluta ed introdotta allo specifico fine
di garantire una copertura straordinaria a tutti lavoratori che, in questo
momento pandemico, si trovano confrontati con una situazione economica tale da
rendere necessario l’intervento dello Stato. Il tutto, previo esaurimento delle
altre forme di aiuto (o complementarmente alle stesse) e prima di dover far
capo all’assistenza sociale.

Negare quindi la prestazione in parola,
affermando che non sarebbero adempiute le condizioni per l’ottenimento dell’IPG
è – oltre che lesivo del diritto – pure in contrasto con la chiara volontà del
legislatore cantonale. (…)” (Doc. D pag. 6)

 

                               1.4.   Il Comune di __________, il 2
febbraio 2022, ha emesso una decisione incidentale con cui ha sospeso la
procedura di reclamo fino all’evasione dell’opposizione inoltrata da RI 1
contro la decisione del 25 novembre 2021 con cui la Cassa __________ gli ha
negato il diritto all’IPG Corona per il mese di ottobre 2021, in quanto “la
prestazione IPG Corona del mese di ottobre è un fattore in entrata per la
determinazione della prestazione ponte COVID del mese di dicembre 2021.

                                         Inoltre, da una parte, è
stato chiesto a RI 1 di voler in ogni caso fornire determinate informazioni
comprovanti che la situazione di vigente difficoltà finanziaria è da imputare
alla pandemia da COVID-19, dall’altra, per l’emanazione della decisione di
sospensione è stata imposta una tassa di fr. 100 sulla base dell’Ordinanza
municipale concernente il prelievo delle tasse di cancelleria (cfr. doc. A).

 

                               1.5.   Contro la decisione
incidentale del 2 febbraio 2022 RI 1 ha presentato personalmente un tempestivo
ricorso al TCA, chiedendo l’annullamento della stessa, nonché la retrocessione
degli atti al Comune di __________ “affinché evada senza indugio il reclamo
presentato in data 14.1.2022, indipendentemente dall’esito della procedura
pendente riferita alla richiesta di IPG”.

                                         A sostegno della propria
pretesa l’insorgente ha segnatamente addotto:

 

" (…)
ritengo che la decisione di rifiuto della prestazione ponte COVID da parte del
Municipio di __________ per il mese di dicembre 2021 del 20.12.2021, che indica
come motivo del rifiuto

 

“… non è dimostrato che la considerevole limitazione
della sua attività è direttamente collegata alle misure attuate per combattere
l’epidemia di COVID-19 disposte da un’autorità. Di conseguenza anche la
prestazione Ponte Covid, che si basa sui medesimi criteri, non può essere
concessa”

 

e, per quanto qui d’interesse, la risoluzione municipale no. 358
del 31.1.2022, nella quale il Municipio di __________ ha stabilito la
sospensione della decisione su reclamo relativa al rifiuto della prestazione
ponte Covid, per il mese di dicembre 2021,

 

non abbiano percepito il senso e lo spirito di aiuto finanziario
tempestivo della prestazione ponte Covid, non ottemperando per nulla lo scopo
di “aiuto puntuale” previsto da questa misura alla quale i Comuni sono stati
chiamati. Come già indicato all’Autorità comunale, infatti, ai sensi dell’art.
4 del regolamento determinante è il reddito “…disponibile…” (cpv. 1) “… al
momento della richiesta …” (cpv. 2). Non essendomi stata riconosciuta l’IPG e
non essendo dunque stata incassata, il mio reddito disponibile al momento della
richiesta era inferiore ai limiti sanciti dalla norma prefata. 

 

Sospendere l’evasione del reclamo è peraltro una decisione che si
scontra con la ratio legis della prestazione ponte COVID. Come esposto in sede
di reclamo, tale aiuto è infatti stato concepito per offrire un aiuto minimo
immediato alle persone venutesi a trovare in una situazione d’indigenza. (…)”
(Doc. I)

 

                               1.6.   Il 15 marzo 2022 il Comune di
__________ ha in particolare osservato:

 

" (…) contro
la decisione di pagamento di una tassa di 100 Chf è stato ricorso al Consiglio
di Stato e non al Tribunale cantonale delle assicurazioni come precisato nella
decisione municipale del 2 febbraio 2022. Invitiamo per questo motivo il
Tribunale a trasmettere il ricorso al Consiglio di Stato per quanto di sua
competenza.” (Doc. III).

 

                               1.7.   Il ricorrente, il 18 marzo
2022, ha comunicato di non avere ulteriori mezzi di prova da aggiungere a
quanto già in possesso del TCA (cfr. doc. V).

 

                               1.8.   Il doc. V è stato inviato per
conoscenza alla parte resistente (cfr. doc. VI).

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Il Gran Consiglio del Cantone
Ticino, il 26 gennaio 2021, ha approvato il Decreto legislativo urgente
concernente la prestazione ponte COVID entrato in vigore il 1° marzo 2021 (cfr.
BU 8/2021 del 16 febbraio 2021 pag. 66; RL 876.100).

 

                                         Giusta l’art. 11 del
Decreto in questione:

 

" 1
Il richiedente e ogni membro dell’unità di riferimento possono contestare la
decisione resa dal Comune. Il reclamo è da inoltrare entro 30 giorni
dall’intimazione al Comune che ha pronunciato la decisione. 

2 Contro la decisione su reclamo pronunciata dal Comune
è data facoltà di ricorso al Tribunale cantonale delle assicurazioni entro il
termine di 30 giorni dall’intimazione. 

3 È’ applicabile la legge di procedura per le cause
davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni del 23 giugno 2008 (Lptca).”

 

                                         Il Decreto legislativo
urgente concernente la prestazione ponte COVID del 26 gennaio 2021, in vigore
dal 1° marzo 2021, è stato modificato dal Gran Consiglio il 31 maggio 2021 con
effetto retroattivo dal 1° maggio 2021 e validità fino al 31 dicembre 2021
(cfr. BU 22/2021 del 4 giugno 2021 pag. 179 segg.).

                                         L’art. 11 del Decreto è in
ogni caso rimasto invariato.

 

                                         Per completezza giova
rilevare che il 22 febbraio 2022 il Gran Consiglio ha approvato il decreto
legislativo concernente il rinnovo della prestazione ponte COVID con validità
dal 1° gennaio al 30 giugno 2022 e possibilità di proroga fino al 31 dicembre
2022 (cfr. Messaggio 8103 del 27 gennaio 2022 del Consiglio di Stato
concernente il rinnovo della prestazione ponte COVID, a complemento del sistema
di sicurezza sociale a seguito delle conseguenze della pandemia di COVID-19 ;
Rapporto 8103R dell’8 febbraio 2022 della Commissione gestione e finanze;
https://www4.ti.ch/area-media/comunicati/dettaglio-comunicato/?NEWS_ID=203749&cHash=7630eeddbe06c75b1c1e6aef8ace959e).

                                         Non sono state apportate
modifiche all’art. 11 del Decreto.

 

                                         Ritenuto il tenore
dell’art. 11 cpv. 2 del Decreto legislativo urgente, il TCA è competente per
esaminare i ricorsi in materia di prestazioni ponte COVID.

 

                               2.2.   Dal profilo temporale il
giudice delle assicurazioni sociali applica di principio le norme in vigore al
momento in cui si realizza la fattispecie giuridicamente rilevante (cfr. STF
9C_377/2021 del 22 ottobre 2021 consid. 3.1.; STF 9C_145/2021 del 2 luglio 2021
consid. 3.1.; STF 8C_706/2019 del 28 agosto 2020 consid. 7.1., pubblicata in
DTF 146 V 364; STF 8C_769/2018 del 5 settembre 2019 consid. 2; DTF 140 V 41
consid. 6.3.1.; DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3;
DTF 127 V 467 consid. 1; DTF 126 V 166 consid. 4b).

 

                                         All’insorgente è stata
negata la prestazione ponte COVID per il mese di dicembre 2021.

                                         Pertanto, per quanto
attiene al diritto materiale, in assenza di disposizioni
transitorie particolari, in casu tornano applicabili le disposizioni di
diritto materiale del Decreto legislativo urgente concernente la prestazione
ponte COVID entrato in vigore il 1° maggio 2021 e valido fino al 31 dicembre
2021 (cfr. consid. 2.1.).

 

                               2.3.   Giusta l’art. 52 cpv. 1 della
legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali
(LPGA), applicabile nell’ambito delle prestazioni ponte COVID in virtù del rinvio
di cui agli art. 11 e 12 del Decreto legislativo urgente e 33 cpv. 3 Laps, come pure 31 Lptca, le
decisioni amministrative possono essere impugnate entro trenta giorni facendo
opposizione presso il servizio che le ha notificate; fanno eccezione le
decisioni processuali e pregiudiziali.

 

                                         L’art.
56 LPGA prevede che:

 

"
Le decisioni su opposizione
e quelle contro cui un'opposizione è esclusa possono essere impugnate mediante
ricorso. (cpv. 1)

 

  Il ricorso può essere interposto anche se
l'assicuratore, nonostante la domanda dell'assicurato, non emana una decisione
o una decisione su opposizione. (cpv. 2)

 

                                         Ai
sensi dell’art. 57 LPGA ogni Cantone istituisce un tribunale delle
assicurazioni per giudicare come istanza unica i ricorsi in materia di
assicurazioni sociali.

 

                                         Contro
le decisioni incidentali non è dato, dunque, il rimedio dell’opposizione,
rispettivamente del reclamo bensì, di principio, del ricorso diretto al
Tribunale cantonale delle assicurazioni (cfr. DTF 132 V 418 consid. 2.3.1.; STF
H 111/06 del 22 novembre 2006 consid. 3.4.).

 

                                         La
LPGA, tuttavia, non contempla alcunché relativamente alla questione di sapere
se e quando vanno emesse decisioni incidentali e se le stesse possono essere
impugnate in modo indipendente.

 

                                         Ciò
non significa che con l’adozione della LPGA si sia voluto prescindere dalla
condizione di ricevibilità del pregiudizio irreparabile di cui all’art. 46 PA (art.
45 PA fino al 31 dicembre 2006; cfr. STF H 111/06 del 22 novembre 2006 consid.
3.4.).

                                         Nei
lavori preparatori, infatti, non risulta alcuna indicazione in tal senso. Al
contrario il legislatore ha affermato di non voler introdurre alcun cambiamento
con l’art. 56 LPGA (cfr. STF H 111/06 del 22 novembre 2006 consid. 3.4.; FF
1991 II 263).

 

                                         Ne
discende che in virtù di un principio giuridico generale anche nel caso di
decisioni incidentali che ricadono nel campo di applicazione della LPGA o in
settori ai quali la LPGA è applicabile quale diritto suppletorio deve essere
avantutto esaminata la condizione di ammissibilità del danno irreparabile (cfr.
STF 9C_548/2010 del 10 agosto 2010 consid. 3.2.; STF H 111/06 del 22 novembre
2006 consid. 3.4.; DTF 132 V 93 consid. 6.1.; STCA 38.2014.7
del 12 febbraio 2014 consid. 2.2.).

 

                               2.4.   Secondo la giurisprudenza
sviluppata riguardo all’art. 46 PA (art. 45 PA fino al 1° gennaio 2007) per
ammettere un danno irreparabile è sufficiente un interesse fattuale, in
particolare un mero interesse di natura economica. Non è necessario, come
invece nel caso dell’art. 93 cpv. 1 lett. a della Legge sul Tribunale federale
(LTF) applicabile alle procedure davanti all’Alta Corte, un interesse
esclusivamente giuridico (cfr. STF 8C_792/2018 del 28 novembre 2018; STF
8C_1010/2012 del 18 dicembre 2012; STF 8C_980/2010 del 16 febbraio 2011 consid.
3.2.; STFA H 111/06 del 22 novembre 2006 consid. 4.1.).

 

                                         La
sospensione della causa fino alla definizione di un’altra procedura pendente
dal cui esito dipende anche il giudizio della vertenza sospesa, di regola, non
crea, dal profilo del ritardo temporale causato, un pregiudizio irreparabile.
Questa giurisprudenza sviluppata sotto l’egida della Legge federale
sull’organizzazione giudiziaria (OG), abrogata con l’entrata in vigore, il 1°
gennaio 2007, della LTF (cfr. art. 131 cpv. 1 LTF), vale anche ai fini
dell’applicazione dell’art. 46 PA (cfr. STF 2C_314/2008 del 17 settembre 2008
consid. 3.2.; STF 9C_828/2015 del 3 dicembre 2015; STF H 111/06 del 22 novembre
2006 consid. 4.1.; SVR 1996 IV Nr. 93 pag. 281).

 

                                         Eccezionalmente
è stato ammesso il pregiudizio irreparabile nel caso di una vertenza
riguardante la continuazione dell’erogazione di prestazioni dell’assicurazione
malattia, in quanto la sospensione di tale causa in attesa dell’esito di una
procedura AI pendente provocava per un assicurato uno squilibrio finanziario
che avrebbe potuto costringerlo a misure inaccettabili (cfr. STFA H 111/06 del
22 novembre 2006 consid. 4.1.).

 

                                         In
una sentenza B 5/05 del 17 luglio 2006 l’Alta Corte, precisando la propria
giurisprudenza, ha stabilito che il ricorso contro una decisione incidentale di
sospensione della causa non solo è ricevibile nel caso di pregiudizio
irreparabile, ma a maggior ragione si deve entrare nel merito dell’impugnativa
- indipendentemente dal presupposto del pregiudizio irreparabile - quando nel
ricorso viene fatta valere espressamente (e non in modo evidentemente
immotivato) una ritardata giustizia oppure vengono addotti elementi fattuali
che possono configurare una ritardata giustizia. Concerne poi il giudizio di
merito la questione di sapere se è effettivamente data una ritardata giustizia
(cfr. STF 2C_1156/2018 del 12 luglio 2019 consid. 4.4.1.; STF H 111/06 del 22
novembre 2006 consid. 4.2.).

 

                               2.5.   Nella presente evenienza in
applicazione della giurisprudenza federale (cfr. consid. 2.4.) può restare
aperta la questione di sapere se la decisione incidentale impugnata del 2
febbraio 2022, con cui il Comune di __________ ha sospeso la procedura di
reclamo riguardante il diniego, stabilito il 20 dicembre 2021, del diritto alla
prestazione ponte COVID per il mese di dicembre 2021 in quanto non è stato dimostrato
un collegamento diretto tra la considerevole limitazione della sua attività e
le misure attuate per combattere l’epidemia di COVID-19 (cfr. doc. C; consid.
1.2.) fino all’emanazione della decisione su opposizione della Cassa cantonale
di compensazione AVS/AI/IPG in merito alla vertenza relativa al rifiuto di IPG
Corona per il mese di ottobre 2021 (cfr. doc. A; consid. 1.4.), sia
suscettibile o meno di causare al ricorrente un danno irreparabile.

 

                                         Infatti
nel caso di specie tale sospensione può comunque implicare una ritardata
giustizia.

 

                                         Secondo
il TF, vi è diniego di giustizia qualora un'autorità giudiziaria o
amministrativa non si occupi di una domanda, per la cui risoluzione essa è
competente (cfr. STF 8C_311/2020
dell’11 dicembre 2020 consid. 3.2.; DTF 114 V 147 consid. 3a e
riferimenti ivi menzionati). 

                                         Sempre
secondo la giurisprudenza, l'art. 29 Cost. è pure violato nel caso in cui
l'autorità competente si dimostri certo pronta a emanare una decisione, ma ciò
non avviene entro un termine che appare adeguato, tenuto conto della natura
dell'affare nonché dell'insieme delle altre circostanze (cfr. STF 9C_522/2020 del
15 gennaio 2021 consid. 3.2.; STF 8C_433/2018 del 14 agosto 2018 consid. 5.1.;
STF 8C_697/2018 del 15 novembre 2018 consid. 3; DTF 131 V 407 consid. 1.1.; DTF
107 Ib 164 consid. 3b e riferimenti ivi citati). Irrilevanti sono le ragioni
che hanno determinato il diniego di giustizia. Decisivo per l'interessato è
unicamente il fatto che l'autorità non abbia agito, rispettivamente, non abbia
agito in maniera tempestiva (cfr. DTF 108 V 20 consid. 4c; DTF 103 V 195
consid. 3c).

 

                                         Come rettamente asserito
dal ricorrente (cfr. doc. I), la sospensione della procedura di reclamo
relativa alla prestazione ponte COVID collide con lo scopo di quest’ultima che
è quello, quale prestazione con carattere straordinario e temporaneo (cfr. art.
1 cpv. 3 del Decreto legislativo urgente), di coprire il fabbisogno e le
necessità contingenti del richiedente e dei membri della sua unità di
riferimento tramite un aiuto finanziario puntuale al fine di evitare l’aumento
della morosità e il ricorso alle prestazioni assistenziali (cfr. Messaggio N.
7906 del 7 ottobre 2020 relativo alla prestazione ponte COVID a complemento del
sistema di sicurezza sociale a seguito delle conseguenze della pandemia di
coronavirus pag. 7; Rapporto N. 7906R del 12 gennaio 2021 della Commissione gestione
e finanze pag. 3; 7).

                                         Del resto il calcolo volto
a stabilire il diritto o meno alla prestazione ponte COVID è alquanto
semplificato (rispetto al conteggio Laps a cui si ispira il sistema di
determinazione del diritto alla prestazione ponte COVID) per agevolare
l'evasione delle richieste nel minor tempo possibile (cfr. Messaggio N. 7906
pag. 7; Rapporto N. 7906R pag. 4).

 

                                         La
sospensione della procedura di reclamo rallenta, dunque, i tempi dell’evasione
di tale causa, pregiudicando il diritto del ricorrente di ricevere in tempi
celeri una decisione riguardo a una prestazione che costituisce una misura
complementare a quelle attuate dalla Confederazione, dai Cantoni, dai Comuni e
da altri enti e associazioni presenti sul territorio (cfr. Messaggio N. 7906
pag. 7; Messaggio N. 8103 del 22 gennaio 2022 relativo al rinnovo della
prestazione ponte COVID, a complemento del sistema di sicurezza sociale a
seguito delle conseguenze della pandemia di COVID-19 pag. 5). 

 

                                         Il Decreto legislativo
urgente, d’altronde, all’art. 3 lett. d esclude espressamente dal diritto alla
prestazione ponte COVID i richiedenti i quali beneficiano (loro o i membri
dell’unità di riferimento) di prestazioni sociali di sostegno ai redditi e di
complemento quali le prestazioni assistenziali, gli assegni di prima infanzia
(API), le indennità straordinarie di disoccupazione e le prestazioni
complementari AVS/AI (PC AVS/AI). Il diritto alla prestazione ponte COVID va
pure negato al richiedente al beneficio di indennità ai sensi della LADI.
L’esclusione non vale, invece, a priori per il richiedente che conta fra i
membri della sua unità di riferimento persone in disoccupazione (cfr. art. 3
lett. e; Messaggio N. 7991 pag. 6). 

                                         Non vengono per contro
menzionate le indennità perdita di guadagno Corona quale motivo per escludere
senza ulteriore esame la concessione della prestazione ponte COVID.

 

                                         Va altresì ricordato che
l’evasione dell’opposizione in ambito IPG Corona non implica ancora la
risoluzione definitiva della questione. Infatti in caso di decisione su
opposizione negativa l’insorgente ha in ogni caso la possibilità di impugnarla
davanti a questo Tribunale e se del caso, in seguito, di ricorrere contro la
sentenza del TCA al Tribunale federale, allungando notevolmente i tempi complessivi
della procedura IPG Corona.

 

                                         Pertanto
il TCA entra nel merito del ricorso.

 

                               2.6.   Giova innanzitutto ricordare
che per costante giurisprudenza federale la
sospensione della procedura davanti al giudice delle assicurazioni sociali osta
al principio di celerità dedotto dall'art. 29 cpv. 1 Cost. fed. e deve essere
ammessa solo eccezionalmente quando si tratta di attendere il giudizio di
un'altra autorità che permetterebbe di statuire su una questione decisiva. Il
giudice adito dispone ad ogni modo di un certo margine di apprezzamento nel
ponderare gli interessi delle parti, fermo restando però che nei casi limite l'esigenza
di celerità prevale sugli altri interessi (cfr. STF 9C_799/2018 del 21
febbraio 2019 consid. 2; STF 9C_293/2014 del 16 ottobre 2014 consid. 2.2.2.;
STF 9C_679/2009 del 3 maggio 2010; STF U 286/05 del 31 gennaio 2007; DTF 130 V
90; DTF 119 II 386 consid. 1b pag. 388; RSAS 2007 pag. 73 consid.
4.1 [B 143/05]).

 

                                         In
effetti la sospensione di una procedura risulta conforme al diritto quando è
giustificata dal fatto che l’esito di un’altra causa pendente riveste per la
stessa un significato pregiudizialmente essenziale (cfr. STF 8C_101/2007 del 17
agosto 2007 consid. 2.1.; STFA I 922/05 del 1 agosto 2006 consid. 1.3.; STFA B 5/05 del 17 luglio 2006 consid. 3.2.;
DTF 123 II 3; DTF 122 II 217).

 

                                         Nel
caso di specie la procedura di reclamo relativa al diniego del diritto alla
prestazione ponte COVID per il mese di dicembre 2021 stabilito con decisione
del 20 dicembre 2021 (cfr. consid. 1.2.) è stata sospesa con decisione
incidentale emessa dal Comune di __________ il 2 febbraio 2022 in attesa
dell’evasione dell’opposizione contro la decisione del 25 novembre 2021 di
rifiuto dell’IPG Corona per il mese di ottobre 2021.

                                         Il Comune di __________ ha
motivato la sospensione indicando che la decisione su opposizione in ambito IPG
Corona è determinante per stabilire il diritto alla prestazione ponte COVID per
il mese di dicembre 2021 per due motivi, ossia, in primo luogo, poiché
rilevante per chiarire se la diminuzione del fatturato sia da ricondurre alla
situazione pandemica, in secondo luogo, perché l’eventuale riconoscimento
dell’IPG Corona determina la prestazione ponte COVID (cfr. doc. A).

 

                                         È vero che fra le due prestazioni
in questione vi è una relazione, in particolare in quanto l’IPG Corona, quale
prestazione sostitutiva di reddito (cfr. Messaggio N. 7906 pag. 2), costituisce
un reddito computabile nel conteggio della prestazione ponte COVID ai sensi
dell’art. 4 cpv. 3 lett. b Decreto legislativo urgente.

 

                                         D’altra
parte, tuttavia, alla luce dello scopo della prestazione ponte COVID di aiuto
straordinario e temporaneo a favore di persone che si trovano provvisoriamente
in difficoltà finanziaria e sono “escluse dagli altri aiuti” (cfr.
Messaggio N. 8103 pag. 3) e considerato il rischio di un iter procedurale
relativamente lungo in ambito di IPG Corona (procedura di opposizione,
eventuale ricorso al TCA contro la decisone su opposizione ed eventuale ricorso
al TF contro la sentenza di questo Tribunale), non vi è motivo sufficiente per
attendere una decisione definitiva circa il diritto o meno all’IPG Corona.

 

                                         In proposito
è altresì utile rilevare che se, da un lato, l’art. 1 del Decreto legislativo
urgente riguardante la prestazione ponte COVID enuncia che la prestazione
intende sostenere i lavoratori dipendenti e
indipendenti che a seguito delle conseguenze della pandemia di coronavirus si
trovano in difficoltà finanziaria ed evitare il ricorso alle prestazioni
assistenziali e l’art. 3 lett. f prevede che il diritto è dato se il
richiedente ha subito una riduzione del reddito o del fatturato a causa
della pandemia, dall’altro, i Messaggi e i Rapporti
concernenti il Decreto legislativo urgente non indicano che il diritto alla
prestazione ponte COVID sottostà ai medesimi criteri applicabili all’IPG Corona
in relazione al concetto di perdita di guadagno causata dai provvedimenti
adottati per combattere il coronavirus. Nemmeno vi è accenno a
una relazione diretta tra le limitazioni dovute al COVID e le difficoltà
finanziarie, alla cui assenza ha fatto riferimento la parte resistente per
negare il 20 dicembre 2021 la prestazione ponte COVID.

                                         Del resto se
il diritto alla prestazione ponte COVID fosse sottoposto ai medesimi requisiti
dell’IPG Corona, in caso di diniego di quest’ultima, anche la prestazione ponte
COVID andrebbe sistematicamente rifiutata. Ciò contrasta però con la finalità
della prestazione cantonale che è quella, se le proprie condizioni sono
adempiute, di aiutare persone in difficoltà finanziaria che non hanno accesso
agli altri aiuti, fra i quali le IPG Corona.

 

                                         Va, infine,
osservato che il 16 febbraio 2022 il Consiglio federale ha modificato
l’ordinanza COVID-19 situazione particolare e l’ordinanza COVID-19 perdita di
guadagno. A seguito della revoca, dal 17 febbraio 2022, di tutte le
restrizioni, ad eccezione dell’obbligo di indossare la mascherina nei trasporti
pubblici e in determinati istituti di cura, anche le indennità di perdita di
guadagno per il coronavirus sono state soppresse, salvo quelle per le persone
particolarmente a rischio, i lavoratori indipendenti e le persone in posizione
assimilabile a quella di un datore di lavoro attivi nel settore delle
manifestazioni. Le persone attive nel settore delle manifestazioni continuano
ad avere diritto all’indennità in caso di limitazione considerevole
dell’attività lucrativa in seguito a restrizioni in vigore finora, dato che
queste hanno un effetto a più lungo termine rispetto a quelle in altri ambiti
di attività, in particolare a causa dell’annullamento e della mancata
pianificazione di alcune manifestazione. Di conseguenza, il diritto all’indennità
derivante da una limitazione considerevole dell’attività lucrativa nel settore
delle manifestazioni è mantenuto fino al 30 giugno 2022. Il diritto
all’indennità per le persone particolarmente a rischio è mantenuto fino al 31
marzo 2022 (cfr. RU 2022 97; Circolare sull’indennità in caso di provvedimenti
per combattere il coronavirus - Indennità di perdita di guadagno per il
coronavirus (CIC), emessa dall’UFAS e valida dal 17 settembre 2020, stato: 17
febbraio 2022, pag. 32).

 

                                         Il 22 febbraio 2022, invece, è stato approvato dal Gran Consiglio il
rinnovo della prestazione ponte COVID dal 1°
gennaio al 30 giugno 2022 con possibilità di proroga fino al 31 dicembre 2022 (cfr. consid. 2.1.).

 

                                         In
simili condizioni, considerato in particolare il principio di celerità (cfr.
art. 29 cpv. 1 Cost.fed.; 52 cpv. 2 e 61 lett. a LPGA), nonché l'interesse
fondamentale del ricorrente a che il proprio diritto o meno alla prestazione
ponte COVID venga chiarito al più presto, questa Corte ritiene che la
posticipazione a tempi non chiaramente definibili dell’evasione del reclamo del
14 gennaio 2022 in attesa di una decisione definitiva in merito al diritto o
meno all’IPG Corona costituisca una ritardata giustizia ai sensi della
giurisprudenza federale (cfr. STCA 38.2014.7 del 12 febbraio 2014).

 

                                         Il TCA rende, comunque,
attento il ricorrente che l’importo della prestazione ponte COVID, qualora la
relativa richiesta per il mese di dicembre 2021 venisse accolta, potrà essere -
almeno parzialmente - posto in compensazione oppure chiestogli in restituzione
nel caso di riconoscimento retroattivo dell’IPG Corona per il medesimo periodo
visto che quest’ultimo va conteggiato tra i redditi computabili ai sensi
dell’art. 4 cpv. 3 del Decreto legislativo urgente concernente la prestazione
ponte COVID (cfr. STCA 42.2019.34 del 5 dicembre 2019 consid. 2.6.). 

 

                               2.7.   Alla
luce di tutto quanto esposto, la decisione incidentale del 2 febbraio 2022 deve
essere annullata e gli atti vanno trasmessi al Comune di __________ affinché si
pronunci sul reclamo dell’insorgente del 14 gennaio 2021 (cfr. consid. 1.3.).

                                                                                

                                         In relazione alla tassa di
fr. 100.-- imposta al ricorrente con la decisione incidentale del 2 febbraio
2022 (cfr. doc. A) e a quanto asserito il 15 marzo 2022 dalla parte resistente,
e meglio che “(…) contro la decisione di pagamento di una tassa di 100 Chf è
stato ricorso al Consiglio di Stato e non al Tribunale cantonale delle
assicurazioni come precisato nella decisione municipale del 2 febbraio 2022.
Invitiamo per questo motivo il Tribunale a trasmettere il ricorso al Consiglio
di Stato per quanto di sua competenza” (cfr. doc. III), giova evidenziare
che in effetti ai sensi dell’art. 1 cpv. 1.7 dell’Ordinanza municipale
concernente il prelievo delle tasse di cancelleria emessa dal Municipio di __________
e valida dal 1° ottobre 2004 “il Municipio applica alle proprie decisioni
una tassa di giudizio, tenuto conto delle prestazioni fornite
dall’Amministrazione comunale: - fino a un’o).

 

                                         Tuttavia il Comune di __________
ha ad ogni modo emanato la decisione incidentale del 2 febbraio 2022
contestualmente alla procedura di reclamo contro il diniego del diritto alla
prestazione ponte COVID del 20 dicembre 2021.

                                         Il Decreto legislativo
urgente concernente la prestazione ponte COVID all’art. 11 rinvia alla Lptca
secondo cui la procedura è gratuita (cfr. art. 29 Lptca). Il legislatore
cantonale non ha poi previsto di prelevare delle spese nell’ambito delle
prestazioni ponte COVID (cfr. consid. 2.8.).

                                         Anche l’art. 52 cpv. 3
LPGA, applicabile in casu in virtù del rinvio
di cui agli art. 11 e 12 del Decreto legislativo urgente e 33 cpv. 3 Laps, come pure 31 Lptca (cfr. consid.
2.3.), enuncia che la procedura d’opposizione è gratuita.

                                         Ne discende che la
procedura di reclamo in ambito di prestazione ponte COVID è gratuita.

 

                                         Inoltre in concreto,
siccome il provvedimento incidentale del 2 febbraio 2022 viene annullato con il
presente giudizio, poiché la sospensione della procedura di reclamo non risulta
fondata, decade comunque il motivo per il quale è stata emessa la tassa in
questione.

 

                               2.8.   In
ambito di prestazione ponte COVID, per quanto riguarda la procedura dinanzi al
TCA, si applica la legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
cantonale delle assicurazioni (Lptca) e, per quanto non stabilito da questa
legge, valgono, in particolare, le norme della legge federale sulla parte
generale del diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; cfr.
art. 11 cpv. 3 Decreto legislativo urgente
concernente le prestazioni ponte COVID; 31 Lptca).

 

                                         Giusta l’art. 29 Lptca:

 

" 1La
procedura è gratuita per le parti.

2La procedura di ricorso concernente le controversie
relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni dell’assicurazione per
l’invalidità è soggetta a spese; l’entità delle spese è determinata fra
200.-- e 1000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza
riguardo al valore litigioso.

3Alla parte che provoca la causa per leggerezza o per
un comportamento temerario, sono imposte la tassa di giustizia e le spese di
procedura.

4Negli altri casi la tassa di giustizia, quando è
dovuta, è fissata tra 200 e 1’000 franchi.”

 

                                         L’art.
61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31
dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di
regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa di giudizio e le spese
di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un comportamento
temerario o sconsiderato.

 

In
data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61
lett. a LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve essere semplice,
rapida e, di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61
lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a
prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo
prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese
processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato. 

 

                                         In casu, trattandosi di
prestazioni ponte COVID alle quali si applica in primis la Lptca e solo
sussidiariamente la LPGA (per quanto non
disposto dalla Lptca) e considerato il tenore dell’attuale art. 29
Lptca, come pure il fatto che il legislatore cantonale non abbia previsto in
ogni caso di prelevare le spese nell’ambito delle prestazioni ponte COVID, non si riscuotono spese giudiziarie.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è accolto.

                                         §      La
decisione incidentale del 2 febbraio 2022 è annullata.

                                         §§    Gli
atti vanno trasmessi al Comune di __________ affinché emetta una decisione su reclamo
riguardo al reclamo del ricorrente del 14 gennaio 2022. 

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di giustizia,
mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti