# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 70fb7805-62b2-5103-b7dd-34b948c6f89c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.08.2010 D-5476/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5476-2010_2010-08-10.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5476/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  a g o s t o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione di Martin Zoller, giudice;
cancelliera Lydia Lazar Köhli.

A._______, nato il (...),
Algeria / Marocco,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 28 luglio 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5476/2010

Visti:

la prima domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) in 
Svizzera, con l'identità di A._______, nato il (...), cittadino algerino,

la decisione del 21 gennaio 2010 dell'UFM di non entrata nel merito 
della menzionata domanda e con la quale ha ordinato l'allontanamento 
dell'interessato dalla Svizzera, come pure l'esecuzione dell'allontana-
mento,

la decisione del Tribunale amministrativo federale D-451/2010 del 28 
gennaio 2010, che ha respinto il ricorso dell'interessato del 25 gennaio 
2010,

la seconda domanda d'asilo che il ricorrente ha presentato in data (…) 
in Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al ricorrente e mediante il quale lo 
ha reso attento circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore suc-
cessive all'inoltro della sua istanza, un documento d'identità o di viag -
gio, con comminatoria che, in caso di mancata consegna e in assenza 
di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo, 

i  verbali  d'audizione  del  13 luglio 2010  (di  seguito:  verbale  1)  e  del 
28 luglio 2010 (di seguito verbale 2),

il  verbale  della  decisione  dell'UFM  del  28 luglio 2010,  notificata  al 
ricorrente il giorno stesso (cfr. risultanze processuali), 

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 30 luglio 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato),

l'incarto  dell'UFM,  pervenuto  a  codesto  Tribunale  in  copia  via  fax  il  
2 agosto 2010 ed in originale il 3 agosto 2010,

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consi-
derandi che seguono, 

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e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del  
20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa (PA, RS 172.021), 
dalla  legge del  17 giugno 2005 sul  Tribunale amministrativo federale 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  del  17 giugno  2005  sul  Tribunale 
federale  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  del  26 giugno  1998 
sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) giudica 
definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia d'asilo 
(art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d cpv. 
1 LTF), 

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art. 32 cpv. 2 lett. a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa, 

che, per conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla conces-
sione dell'asilo è inammissibile,

che,  nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv. 1  e  al-
l'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  il  ricorrente ha 
dichiarato  di  essere  cittadino  marocchino,  originario  di  B._______, 
dove sarebbe pure domiciliato,

che  il  ricorrente  ha  dichiarato  di  essere  espatriato,  poiché,  nel  suo 
Paese d'origine, avrebbe contratto un debito che non sarebbe in grado 
di  rimborsare  e  che  il  mancato  pagamento  delle  rate  implicherebbe 
una pena detentiva, 

che  il  ricorrente,  munito  di  passaporto  falso,  di  cui  ignorerebbe  le 
generalità,  avrebbe  preso  un  aereo  da  C._______  (Marocco)  a 
D._______  (Italia),  dove  si  sarebbe  fermato  per  qualche  giorno  da 
amici; che, in seguito, avrebbe proseguito il suo viaggio a destinazione 
della Svizzera in treno, transitando per E._______ (Italia),

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che  il  ricorrente non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità, 

che, nella decisione del  28 luglio 2010, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia d'asilo un documento d'identità entro 48 ore dal deposito della 
sua domanda; che, dall'altro lato, detto Ufficio ha ritenuto che nessuna 
delle eccezioni previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di 
specie, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento del ricorrente dalla Svizzera e la 
sua esecuzione siccome lecita, esigibile e possibile, 

che, nel ricorso, il ricorrente fa valere che, rischiando in Marocco una 
pena detentiva in condizioni  in contrasto con il  diritto internazionale, 
l'UFM avrebbe dovuto entrare nel merito della sua domanda,

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti  
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'asilo  o 
dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di  una 
domanda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun do-
cumento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della 
domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica 
se il  richiedente può rendere verosimile di  non essere in  grado, per 
motivi scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 
48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità di rifu-
giato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base 
all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono 
necessari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'e-
sistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett.  c), 

che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 

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cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative; che, per contro, non lo sono documenti 
quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta pro-
fessionale,  il  certificato di  nascita,  la  carta  scolastica  o l'attestato di 
fine degli studi (Decisioni del Tribunale amministrativo federale svizze-
ro [DTAF] 2007/7 consid. 6), 

che, nel caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri, 

che il ricorrente ha dichiarato di essere espatriato munito di un falso 
passaporto ceco, che non avrebbe mai nemmeno aperto (cfr. verbale 1 
pag. 8); che, quindi, non avrebbe mai letto le generalità in esso riporta -
te,

che, pertanto, l'insorgente non può aver viaggiato nelle circostanze de-
scritte, poiché non risulta credibile che abbia passato i controlli aero -
portuali con un passaporto falso di un'altra nazionalità, senza destare 
sospetti e senza dover perlomeno declinare la sua falsa identità,

che,  l'insorgente  ha altresì  affermato  di  non aver  mai  posseduto  un 
passaporto e di avere perso la propria carta d'identità in Patria quattro 
anni fa; che, tuttavia, l'insorgente non sembra aver intrapreso il benché 
minimo sforzo al fine di farsi pervenire almeno la copia della propria 
carta d'identità, che avrebbe consegnato a sua madre (cfr. verbale 2 
D 5-9);  che,  peraltro,  risulta  manifestamente  inverosimile  che  egli 
abbia  potuto,  in  Patria,  affrontare  le  formalità  burocratiche  legate 
all'acquisto di un immobile identificandosi unicamente con la copia di 
cui sopra (cfr. verbale 2 D 22),

che, vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, v'è ragione di 
concludere che  l'insorgente dissimuli i  suoi documenti d'identità per i 
bisogni della causa, 

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 

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stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile, 

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art.  32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente, 

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla-
tore ha pure introdotto una procedura d'esame materiale, accelerata e 
sommaria,  delle  domande  che  si  fondano  su  allegazioni  manifesta-
mente inconsistenti o manifestamente irrilevanti; che la manifesta irrile -
vanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di una sufficiente  
intensità dei pregiudizi, dall'inattualità degli stessi nonché dall'evidente 
esistenza di  un'alternativa di  rifugio interna dalle persecuzioni  statali 
oppure di un'appropriata protezione statale contro l'agire illegittimo di 
terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5), 

che l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente di avere lasciato il suo 
Paese perché egli non sarebbe in grado di rimborsare le rate di un mu-
tuo, motivo per il quale rischierebbe una pena detentiva,

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi), 

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato, 

che,  segnatamente,  come  rettamente  rilevato  dall'UFM,  l'insorgente 
non è stato in grado di fornire alcun dettaglio a comprova della conclu-
sione del debito allegato; che, a titolo di esempio, egli non è stato in 
grado di collocarlo nel tempo in maniera precisa e non ha saputo forni -
re i cognomi degli amici che gli avrebbero fatto da garante, (cfr. verba-
le 1 pag. 7 e verbale 2 D 16 e 21); che, inoltre, egli si è  contraddetto in 
merito all'oggetto acquistato, dichiarando, in un primo tempo, di aver 
comperato un terreno sul quale avrebbe fatto costruire una casa e af-
fermando, in seguito, di  avere direttamente acquistato una casa (cfr. 
verbale 1 pag. 7 e verbale 2 D 11), 

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che, peraltro, il  ricorrente non ha invocato nessun'azione statale nei 
suoi confronti al momento dell'espatrio,

che, per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato inverosimili, 
con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, le dichiarazioni rese dal ri-
corrente, 

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi  da cui  dedurre la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo,

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista del -
l'ammissibilità  (cfr.  DTAF 2009/50  consid.  5-8  pag. 725-733  e  DTAF 
2007/8 consid. 5.6.5-5.7 pag. 90 e segg.),

che,  indipendentemente  dalle  allegazioni  sulla  sua  presunta  prove-
nienza algerina fatte valere nella procedura precedente e di cui peral -
tro sono già state esaminate le condizioni per l'esecuzione dell'allonta -
namento  (cfr.  decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale  D-
451/2010 del 28 gennaio 2010), in casu non emergono dalle carte pro-
cessuali elementi da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamen-
to del ricorrente nel suo paese d'origine possa violare l'art.  25 cpv. 2 
della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 
1999 (Cost.,  RS 101),  l'art. 33  della  convenzione del  28 luglio  1951 
sullo  statuto dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto di 
respingimento)  nonché  l'art. 83 cpv. 3  della  legge  federale  del  16 di-
cembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in 
Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art.  3 del-
la convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti del-
l'uomo e delle libertà fondamentali  (CEDU, RS 0.101) o all'art.  3 della 
convenzione del  10 dicembre 1984 contro la  tortura ed altre pene o 
trattamenti crudeli, inumani o degradanti  (Conv. tortura, RS 0.105), 

che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art.  32 cpv. 2 lett. a 
LAsi, 

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata, 

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che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera  (art. 14  cpv. 1  e  cpv. 2,  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché  art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21), 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art.  83 LStr; 
che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve es-
sere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, l'esecuzione dell'al -
lontanamento  è  ammissibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  all'art. 83  cpv. 3 
LStr),

che, inoltre, la situazione vigente nel suo paese d'origine, non è carat -
terizzata da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvol-
ga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
gode di una formazione professionale quale (...); che egli dispone inol -
tre in Patria di una rete famigliare, ritenuto che sua madre ed i suoi fra-
telli abitano in loco,

che l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi  
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria  (v. GICRA 2003 n. 24),  senza che ad un esame d'ufficio 
degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera 
per motivi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  art. 83 
cpv. 2 LStr); che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà 
procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (cfr.  DTAF 
2008/34  consid.  12  pagg.  513-515);  che  l'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile, 

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che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatte-
so e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sempli-
ficata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di  CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
F._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di F._______, (via fax, 
con preghiera di  notificare la  sentenza al  ricorrente e di  ritornare 
l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale amministrativo federale; 
allegato: incarto N [...])

- G._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Lydia Lazar Köhli

Data di spedizione:

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