# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 034d5ad1-ec39-5131-979a-3d9f0b0b871c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-05-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.05.2010 D-3357/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3357-2010_2010-05-18.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3357/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 8  m a g g i o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Maurice Brodard;
cancelliere Jean-Marie Meraldi.

A._______,
Georgia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 30 aprile 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3357/2010

Visto:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo,

i  verbali  d'audizione  del  (...)  (di  seguito:  verbale  1)  e  del  (...)  (di 
seguito: verbale 2),

la  decisione  dell'UFM del  30 aprile 2010,  notificata  all'interessato  in 
data 3 maggio 2010 (cfr. risultanze processuali),

il  ricorso  inoltrato  dall'insorgente  il  10 maggio 2010  (cfr.  timbro  del 
plico raccomandato),

l'incarto  originale  dell'UFM  pervenuto  a  codesto  Tribunale  in  data 
12 maggio 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM  in  materia  d'asilo  (art.  31  e 
art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF), 

Pagina 2

D-3357/2010

che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione impugnata; che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua; che, pertanto, la presente 
sentenza va redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato ha dichiarato di  essere di  origine georgiana,  con ultimo 
domicilio a Tbilisi  (Georgia); che ha dichiarato inoltre di essere stato 
attivo (...) per conto della ditta B._______; che i dirigenti di detta ditta 
sarebbero ricorsi alla violenza, sia psicologica che fisica, per mettere 
fine al contratto che li  avrebbe legati  all'interessato, senza subire gli 
svantaggi economici relativi alla disdetta prematura di detto contratto; 
che il ricorrente ha inoltre affermato di aver tentato di adire le vie legali 
per  tutelare  i  propri  diritti,  ma  che  tale  tentativo  sarebbe  rimasto 
infruttuoso  a  causa  della  corruzione  presente  nell'amministrazione 
georgiana,

che il ricorrente ha dichiarato di aver lasciato la Georgia a causa delle 
minacce, ricevute da parte dei suoi capi, di diventare l'oggetto di una 
montatura,  volta  ad  incriminarlo  di  traffico  di  stupefacenti  e 
condannarlo ad una lunga pena detentiva,

che  il  ricorrente  avrebbe  viaggiato  in  autobus  da  Tbilisi  fino  a 
Salonicco (Grecia),  dove si  sarebbe nascosto, il  giorno stesso, nella 
cabina di un TIR, in seguito trasportato per nave fino a Venezia (Italia); 
che  da  Venezia  avrebbe  raggiunto  poi  Milano,  da  dove  avrebbe 
proseguito  il  suo  viaggio  in  treno  alla  volta  della  Svizzera;  che, 
peraltro, avrebbe viaggiato senza documenti e non sarebbe mai stato 
controllato,

che,  al  fine di  provare la propria  identità,  l'interessato ha depositato 
unicamente  la  propria  licenza  di  condurre  ed  una  tessera  di  lavoro 
della B._______,

Pagina 3

D-3357/2010

che, nella decisione del 23 marzo 2010, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia  d'asilo  nessun documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  ai 
sensi  dell'art.  1a  lett.  b  e  c  dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a 
questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; che, 
dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni 
previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Georgia  siccome  lecita, 
esigibile e possibile,

che,  nel  ricorso,  l'insorgente  contesta  la  decisione  dell'UFM, 
sostenendo  che vi sarebbero nel suo caso dei motivi che giustificano 
la mancata presentazione dei documenti d'identità, nonché sarebbero 
necessari ulteriori approfondimenti in relazione alla qualità di rifugiato, 
e soprattutto, riguardo all'esecuzione del suo allontanamento, ragione 
per cui l'autorità inferiore avrebbe dovuto entrare nel merito della sua 
domanda  d'asilo  e  la  decisione  qui  impugnata  dovrebbe  essere 
annullata;  che,  innanzitutto,  egli  ribadisce  di  possedere  sia  la  carta 
d'identità che il passaporto, di essere certo che la sua carta d'identità 
si trovi al suo domicilio familiare in Georgia ma di non sapere dove si 
trovi  il  suo passaporto; che il  ricorrente invoca,  come giustificazione 
alla  mancata  consegna  dei  documenti,  il  fatto  che  i  servizi  postali 
georgiani siano poco efficienti; che, infine, quanto ai suoi motivi d'asilo, 
l'insorgente  fa valere che le  sue dichiarazioni  sarebbero  consistenti, 
dettagliate e prive di contraddizioni, 

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto  l'annullamento  della 
decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  all'autorità  inferiore 
per una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo; che ha, 
altresì,  presentato  una  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso 
della dispensa dal versamento delle spese processuali e del relativo 
anticipo,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 

Pagina 4

D-3357/2010

per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine  degli  studi  (Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale 
svizzero [DTAF] 2007/7 consid. 6),

che, nel  caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che non soccorre il ricorrente l'asserita giustificazione addotta in sede 
di procedura (cfr. verbale 2, D 6 pag. 2), secondo cui egli non sarebbe 
stato a conoscenza del proprio indirizzo presso C._______; che, infatti, 
detto indirizzo è riportato sul promemoria in lingua georgiana che egli 
stesso ha dichiarato di aver letto e capito (cfr. verbale 1 pag. 5); che è 
quindi infondata l'allegazione secondo la quale non avrebbe ricevuto 
detto  promemoria  (cfr.  verbale  2,  D  2  pag.  2  )  e  sarebbe  stato 
informato  dei  propri  diritti  e  doveri  dagli  altri  Georgiani  risiedenti  a 
C._______; che, peraltro, quest'ultimo punto è in  contraddizione con 
l'affermazione  secondo  la  quale  a  C._______  nessuno  parlava 
georgiano (cfr. verbale 2, D 6 pag. 2),

che,  inoltre,  non  soccorre  il  ricorrente  nemmeno  l'imputazione  della 
mancata richiesta d'invio dei documenti alle carenze dei servizi postali 
georgiani, allegata sia in sede di procedura (cfr. verbale 2, pag. 2) che 
di  ricorso  (cfr.  ricorso  pag.  2),  poiché,  come  rettamente  rilevato 
dall'UFM,  egli  ha  avuto  a  disposizione  più  di  due  mesi  per  farsi 
trasmettere  i  propri  documenti;  che,  in  siffatte  circostanze,  le 
allegazioni dell'insorgente circa la mancata possessione di documenti 
d'identità sono da ritenersi manifestamente inverosimili, 

Pagina 5

D-3357/2010

che,  non appare dalle  allegazioni  ricorsuali  che egli  abbia effettuato 
seri  e  concreti  sforzi  in  vista  dell'invio  dei  suoi  documenti;  che  ciò 
costituisce un'ulteriore conferma della  dissimulazione dei  documenti, 
considerato  che,  di  regola,  chi  è  già  in  possesso  di  un  documento 
d'identità  e  si  limita  a  dissimularlo,  non  intraprende  alcunché  per 
procurarsene di nuovi o di complementari, 

che,  d'altronde,  non  può  corrispondere  alla  realtà  dei  fatti  che 
l'interessato abbia intrapreso il suo viaggio d'espatrio senza documenti 
e  senza subire  controlli  alle  frontiere dei  diversi  Paesi  attraversati  o 
all'entrata dello spazio Schengen, semplicemente essendosi nascosto 
nella cabina di  un TIR trasportato via mare; che, infatti,  egli  ha reso 
dichiarazioni  vaghe  sulle  circostanze  in  cui  si  sarebbe  svolto  tale 
viaggio d'espatrio, 

che,  pertanto,  l'insorgente  non  può  aver  viaggiato  nelle  circostanze 
descritte, 

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, v'è ragione di 
concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità per i 
bisogni della causa,

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 

Pagina 6

D-3357/2010

una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che, inoltre, la tessera di lavoro, emessa dalla B._______, depositata 
in sede di procedura, è atta unicamente a provare una collaborazione 
del ricorrente presso questa ditta,

che, segnatamente, l'insorgente ha reso dichiarazioni  contraddittorie, 
nonché  inattendibili  su  punti  essenziali  del  suo  racconto;  che,  in 
particolare, non è stato in grado di rendere verosimile il conflitto avuto 
con i dirigenti della B._______; che, infatti, il ricorrente ha indicato in 
un primo tempo che la penale prevista in caso di rescissione anticipata 
del contratto consisteva nel fatto che il  valore della merce invenduta 
sarebbe rimasta a lui (cfr. verbale 1 pag. 7); che, tenuto conto del fatto, 
che  il  ricorrente  stesso ha ammesso,  che  non  gli  veniva  più  fornita 
merce, detta penale non giustifica in alcun modo il comportamento dei 
dirigenti  della  ditta  che,  anzi,  non  appare  verosimile  e  per  cui  il 
ricorrente  non  ha  saputo  dare  spiegazioni  in  merito  (cfr.  verbale  1 
pag. 7); che, peraltro, si  è pure contraddetto circa la persona che lo 
avrebbe  informato  dell'intenzione  dei  dirigenti  di  estrometterlo  dalla 
ditta,  affermando  inizialmente  che  si  sarebbe  trattato  del  manager 
D._______ (cfr. verbale 1 pag. 6), per affermare in seguito che sarebbe 
stato  il  capo  di  origine  (...)  (cfr.  verbale  2,  D 21,  pag.  4),  ovvero 
E._______  (cfr.  verbale  1  pag.  6);  che,  inoltre,  come  rettamente 
rilevato dall'UFM, alla cui decisione può essere rimandato, il ricorrente 
si  è contraddetto sul  resoconto del  pestaggio che pretende di  avere 
subito,

che,  d'altronde,  l'insorgente  in  sede  di  ricorso  non  ha  contestato  o 
apportato alcun chiarimento alle sue allegazioni, nonché agli elementi 

Pagina 7

D-3357/2010

rettamente rilevati  dall'UFM a fondamento della decisione impugnata 
(cfr. ricorso pag. 2), 

che, pertanto, alla luce delle suesposte considerazioni, v'è ragione di 
concludere all'assoluta inverosimiglianza dei motivi d'asilo addotti dal 
medesimo,  senza  che  sia  necessario  evocare  ulteriori  elementi 
inconsistenti del racconto reso, 

che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  come, 
inverosimili,  con  riferimento  all'art.  32  cpv.  3  lett.  b  LAsi,  le 
dichiarazioni rese dal ricorrente,

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi  da cui  dedurre la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  Sentenza  del  Tribunale 
amministrativo  federale  E-423/2009  dell'8  dicembre  2009  consid.  8, 
destinata alla pubblicazione), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento  del  ricorrente in  Georgia possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20)  o esporre il  ricorrente  in  Patria  al  rischio reale  ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  del 
4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà 
fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la 
tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 
dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105),

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi  dell'art. 
32 cpv. 2 lett. a LAsi,

Pagina 8

D-3357/2010

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che, nella fattispecie, il ricorrente non ha contestato né la pronuncia né 
l'esecuzione dell'allontanamento ritenuta lecita, esigibile e possibile da 
parte  dell'UFM  nella  decisione  impugnata;  che,  ciò  nonostante,  il 
principio della massima d'ufficio vigente in procedura amministrativa e 
in  materia  d'asilo,  impone  a  codesto  Tribunale  di  esaminare  la 
questione  dell'allontanamento  e  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
nei confronti dell'autore del gravame, 

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1;  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2001 n.21),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr),

che,  inoltre,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili  all’art.  44  cpv.  2  LAsi  e  all'art.  83  cpv.  4  LStr,  dopo 
l'armistizio  del  12 agosto 2008,  negoziato,  tramite  l'Unione  Europea 
(UE), da Russia e Georgia, in quest'ultimo Paese non vige attualmente 
una  situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale, 

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
ha  una  formazione  scolastica,  nonché  ha  un'esperienza  lavorativa 
come (attività  dell'interessato);  che,  inoltre,  egli  dispone  in  Georgia, 
dove ha sempre vissuto (cfr. verbale 1 pagg. 2-3), di un'importante rete 
familiare  e  sociale,  dato  che  vivono  ancora  in  loco  suo  padre,  sua 
moglie, i suoi figli ed i suoi fratelli (cfr. verbale 1 pagg. 3-4), 

Pagina 9

D-3357/2010

che infine, l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire 
di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione 
provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio 
degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera 
per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  infine,  non risultano impedimenti  neppure  dal  profilo  della  pos-
sibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv.  2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4  LAsi);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque 
pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA),

che,  visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

Pagina 10

D-3357/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Il succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro 
un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM,  Divisione soggiorno (per  corriere; in  copia;  n. di  rif. N (...); 

allegato: incarto UFM)
- F._______, (in copia).

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Jean-Marie Meraldi

Data di spedizione:

Pagina 11