# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4b1c9871-70de-5378-8ac4-ba9a16964ff5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-07-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.07.2009 C-4739/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-4739-2007_2009-07-03.pdf

## Full Text

Corte II I
C-4739/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3  l u g l i o  2 0 0 9

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Elena Avenati-Carpani, Madeleine Hirsig; 
Cancelliere: Dario Croci Torti.

A._______,  rappresentata dal Patronato INCA, 
Ufficio legale, casella postale 287, 4005 Basilea,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 14 giugno 2007)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-4739/2007

Fatti:

A.
A._______, cittadina italiana, nata , coniugata, ha lavorato in Svizzera 
dal  1971  al  1973,  solvendo  regolari  contributi  all'assicurazione 
svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità durante tale periodo 
(doc.  12).  Dopo  il  rimpatrio,  ha  svolto  un'attività  lucrativa  come 
coltivatrice diretta nel suo podere di circa 30'000.- mq coltivato in gran 
parte in frutta, ortaggi e per il resto a pascolo e ciò fino al dicembre 
2000, quando si è ritirata dal lavoro per ragioni di salute (doc. 21). Si è 
poi dedicata ai lavori della propria economia domestica (doc. 18). 

In  data  27  settembre  2005,  la  nominata  ha  formulato  una  richiesta 
volta al conseguimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per 
l'invalidità (doc. 6, 10).

B.
La richiedente è stata visitata il 3 febbraio 2006 presso i servizi medici 
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di Avellino, ove il 
sanitario incaricato ha evidenziato la diagnosi di "gonartrosi bilaterale 
con  discreto  impegno  funzionale,  spondilodiscoartrosi  lombare,  
obesità  classe  I,  sindrome  del  tunnel  carpale  a  destra,  disturbo 
depressivo  reattivo  di  grado  medio,  ipertensione  arteriosa  con 
anomalie  diffuse  della  ripolarizzazione  ventricolare  all'ecg,  
ipotiroidismo iatrogeno in trattamento sostitutivo" ed ha posto un tasso 
d'invalidità superiore ai due terzi (doc. 56). Sono stati esibiti documenti 
oggettivi, quali:

- atti medici del 1995 riguardanti problemi al polso destro (doc. 24, 25);

-  un  referto  tomografico  assiale  computerizzato  (TAC) del  ginocchio 
sinistro del 2 luglio 1999 (doc. 26);

- i risultati di esami della tiroide del settembre 1999 (doc. 29);

-  un  breve rapporto  d'esame ortopedico del  9  novembre 1999 (doc. 
30);

- un certificato medico del Dott. Muto del 3 marzo 2001 attestante (fra 
l'altro)  problemi  di  gozzo  nodulare,  ipertensione  arteriosa, 

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lombosciatalgia,  gonalgia  sinistra  in  operata  di  meniscectomia, 
discopatie multiple e sindrome depressiva (doc. 32);

- un breve rapporto cardiologico del 29 marzo 2001, un altro certificato 
del  Dott.  Muto  del  20  aprile  2001,  un  altro  breve rapporto  d'esame 
cardiologico  del  22  aprile  2002;  una  succinta  relazione  d'esame 
ortopedico del 12 agosto 2002 (doc. 33-36);

-  un  referto  TAC  ginocchio  sinistro  del  26  agosto  2002  ed  una 
relazione d'esame ortopedico del 26 agosto 2002 (doc. 37, 38);

- un rapporto di consulenza tecnica medico-legale (Dott. Di Benedetto) 
all'intenzione del  Tribunale  di  Sant'Angelo  dei  Lombardi  in  merito  al 
riconoscimento  di  una  pensione  d'invalidità  italiana  (rapporto 
depositato  il  13  maggio  2003),  ove  si  attestano  problemi  ortopedici 
gravi  (deambulazione  possibile  solo  con  appoggio)  e  patologie  alla 
tiroide e si ritiene la paziente invalida in misura superiore ai due terzi 
(doc. 39);

- i risultati di un'ecografia tiroidea del 19 maggio 2003 (doc. 40);

- un referto di risonanza magnetica delle ginocchia del 9 ottobre 2003 
(doc. 41);

- un breve rapporto d'esame ortopedico del 24 marzo 2004 (doc. 44) 
ed un altro rapporto ortopedico (poco leggibile) del 15 gennaio 2005 
(doc. 45);

- una relazione di visita psichiatrica del 3 febbraio 2006 attestante un 
disturbo depressivo reattivo di grado medio (doc. 52);

- un elettrocardiogramma del 3 febbraio 2006 (doc. 53);

- un rapporto d'esame endocrinologico dell'11 ottobre 2006 (doc. 55).

In  un  apposito  formulario  destinato  agli  assicurati  occupati 
nell'economia  domestica  (doc.  17),  l'interessata  ha  affermato  il  28 
agosto 2006, di essere in grado di svolgere solo parte delle mansioni 
della sua economia domestica.

C.
Nel suo rapporto del 21 febbraio 2007, il Dott. Luthi, medico dell'Ufficio 

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dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
(UAIE),  dopo  aver  ripreso  la  diagnosi  sopra  riferita  ed  analizzato  il 
caso sotto il profilo delle malattie di lunga durata, ha affermato che la 
richiedente  non  potrebbe  più  svolgere  la  sua  precedente  attività  di 
coltivatrice  diretta,  se  non  in  misura  del  50%,  ma  a  lei  sarebbero 
proponibili  all'80% attività  di  sostituzione leggere e/o semisedentarie 
dal 9 ottobre 2003 (referto RM ginocchia).

L'UAIE ha aderito al parere del proprio medico ed ha proceduto ad un 
calcolo  comparativo  dei  redditi,  dal  quale  è  emerso  che  svolgendo 
attività  alternative  in  misura  dell'80%,  invece  di  quella  di  contadina, 
l'interessata subirebbe una perdita di guadagno del 37% (doc. 60). In 
questo  calcolo,  il  salario  dopo  l'insorgenza  dell'invalidità  è  stato 
ulteriormente  ridotto  del  15%  per  tenere  conto  della  situazione 
personale dell'assicurata (età, handicap).

Valutando il  caso secondo il  metodo specifico delle casalinghe ed in 
base alle risposte fornite dall'interessata nell'apposito formulario (doc. 
17),  il  Dott.  Luthi  ha  valutato  al  26% il  grado  d'invalidità  affliggente 
A._______ (doc. 61.1).

Con progetto di decisione del 5 aprile 2007, l'UAIE ha comunicato al 
Patronato  INCA di  Basilea,  regolare  rappresentante  della  nominata, 
che  la  richiesta  di  prestazioni  sarebbe  stata  respinta  per  carenza 
d'invalidità  di  livello  pensionabile  (doc.  62).  L'interpellato  non  ha 
esercitato il suo diritto di risposta.

Mediante  decisione  del  14  giugno  2007,  l'UAIE  ha  respinto  la 
domanda di prestazioni conformemente al progetto (doc. 63).

D.
Con  il  ricorso  depositato  l'11  luglio  2007,  A._______,  sempre 
rappresentata dal Patronato INCA di Basilea, chiede, sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza, il riconoscimento del suo diritto ad almeno una mezza 
rendita  AI  da  settembre  2004.  A  suffragio  delle  sue  conclusioni 
produce  un  referto  di  visita  reumatologica  del  9  maggio  2007 
attestante una grave gonartrosi bilaterale, una coxartrosi bilaterale di 
medio  grado,  una  spondilodiscoartrosi  cervicale  e  lombare,  una 
fibromialgia ed obesità.

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Nelle  sue  osservazioni  ricorsuali  del  12  settembre  2007,  l'UAIE 
propone la reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui, per quanto 
occorra, si riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio.

Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra 
documentazione di  rilievo, il  Patronato INCA ha chiesto una proroga 
per  poter  replicare,  richiesta  che  questo  Tribunale  ha  accolto  con 
termine  scadente  il  23  novembre  2007.  Il  rappresentante  della 
ricorrente non ha esercitato il suo diritto di replica.

Con  ordinanza  del  10  dicembre  2007,  la  parte  ricorrente  è  stata 
invitata  a  voler  versare  un  anticipo  di  Fr. 300.-,  corrispondente  alle 
presunte  spese  processuali.  Detto  anticipo  è  stato  versato  il  4/18 
gennaio 2008.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti  l'assicurazione  per 
l'invalidità  possono  essere  portate  innanzi  al  TAF  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  del  19  giugno  1959 
sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

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2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il  gravame è  dunque ricevibile,  nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

3.
Ai fini del presente giudizio occorre altresì preliminarmente precisare, 
con  particolare  riferimento  al  diritto  materiale,  che,  dal  profilo 
temporale,  non  trovano  applicazione  le  modifiche  della  LAI  del  6 
ottobre 2006 entrate in vigore dal 1° gennaio 2008 (5a revisione della 
LAI). Di seguito vengono quindi citate le disposizioni della LAI e della 
LPGA nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007.

4.

4.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

4.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 

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l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

4.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

5.
La ricorrente ha presentato la richiesta di rendita il 27 settembre 2005. 
In  deroga  all'art.  24  LPGA,  l'art.  48  cpv.  2  LAI  precisa  che,  se 
l'assicurato si annuncia più di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le 
prestazioni  possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi 
precedenti  la  richiesta.  In  concreto,  lo  scrivente  Tribunale 
amministrativo  federale  può  quindi  limitarsi  ad  esaminare  se  la 
ricorrente avesse diritto ad una rendita il 27 settembre 2004 (ossia 12 
mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un diritto 
alla  rendita  sia  sorto  tra  tale  data  ed  il  14  giugno  2007,  data 
dell'impugnata decisione. Il giudice delle assicurazioni sociali analizza, 
infatti,  la  legalità della  decisione impugnata,  in  generale,  secondo lo 
stato di  fatto esistente al  momento in cui  la decisione in lite è stata 
resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
un  cittadino  italiano  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni:  essere  invalido  ai  sensi  della  legge  svizzera  ed  aver 
versato contributi  all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno 
(art. 36 cpv. 1 LAI).

La ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di 
una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalida ai sensi di legge.

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7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista dall'art. 28 cpv. 1ter  LAI,  secondo il  quale le rendite per un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  quando  l'assicurato  è  cittadino  dell'UE  e  vi 
risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

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7.5 Per gli art. 5 LAI ed 8 cpv. 3 LPGA gli assicurati maggiorenni che 
prima di subire un danno alla salute fisica o psichica non esercitavano 
un'attività lucrativa e dai quali non si può esigere che l'esercitino sono 
considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svolgere le proprie 
mansioni consuete.

8.

8.1 Per  quanto  riguarda  la  scelta  del  metodo  di  valutazione 
dell'invalidità di una persona assicurata che non esercita più un'attività 
lucrativa, si deve verificare quale sarebbe stata l'attività esercitata se 
non  fosse  subentrata  l'invalidità.  In  altre  parole,  lo  statuto 
dell'assicurato  viene  determinato  valutando  se  lo  stesso,  da  sano, 
quindi  se  non  fosse  subentrato  il  danno  alla  salute,  avrebbe 
consacrato  l'essenziale  del  suo  lavoro  all'economia  domestica  o  ad 
un'occupazione  remunerata,  e  questo  tenendo  conto  dell'evoluzione 
della  situazione  fino  all'emanazione  della  decisione  impugnata. 
L'ipotetica  ripresa  di  un'attività  lucrativa  va  ammessa  dove  tale 
eventualità  si  presenti  alla  luce della  situazione personale,  familiare, 
sociale ed economica, con un grado di verosimiglianza preponderante 
(DTF 125 V 150 consid. 2c, 117 V 194 consid. 3b).

8.2 Dopo il rimpatrio, l'interessata ha lavorato in proprio, conducendo 
un'azienda agricola di sua proprietà di  medie dimensioni (mq 30'000 
circa). Si è ritirata dal lavoro per ragioni di salute dal dicembre 2000 
(doc. 18). In base a quanto riportato nell'E 213 (doc. 56, cifra 344), la 
stessa avrebbe cessato di lavorare nel dicembre 2003.

Come rilevato  al  considerando  precedente,  il  metodo  appropriato  di 
valutazione dell'invalidità  è  quello  generale,  in  quanto, se non fosse 
diventata  invalida,  l'interessata  avrebbe  continuato  verosimilmente  il 
suo abituale lavoro.

9.

9.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 

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situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). 

9.2 In  carenza  di  documentazione  economica,  la  documentazione 
medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare 
quali  lavori  siano  ancora  esigibili  dall'assicurato,  ma  non  spetta  al 
medico graduare il  grado d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314, 
105  V  158).  Infatti,  per  costante  giurisprudenza,  le  certificazioni 
mediche possono costituire importanti  elementi  d'apprezzamento del 
danno  invalidante,  allorché  permettono  di  valutare  l'incapacità 
lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in  un'attività  da  lui 
ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 
3c).

9.3 Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti  ed esamini in maniera completa i  punti 
litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 
dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). 

10.

10.1 Dalla  documentazione  ad  atti  si  evince  che  l'assicurata  soffre 
essenzialmente di gonartrosi bilaterale (esiti di meniscectomia sinistra 
nel 1999), spondilodiscoartrosi lombare, sindrome del tunnel carpale a 
destra,  disturbo  depressivo  reattivo  di  grado  medio,  ipertensione 
arteriosa  controllata  da  medicamenti,  ipotiroidismo  in  trattamento 
sostitutivo (cfr. perizia  medica particolareggiata  del  3  febbraio 2006, 
doc. 56). 

10.2 Giova ricordare che le  affezioni  in  oggetto debbono, dal  profilo 
giuridico,  essere  esaminate  alla  luce  dell'art.  29  cpv. 1  lett.  b  LAI. 
Trattasi, infatti,  di malattie che, per costante giurisprudenza, sono da 

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configurare  non  già  di  carattere  permanente  (cioè  di  natura 
consolidata o irreversibile), bensì patologico-labile, ossia suscettibili di 
migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  la  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

11.

11.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni,  l'amministrazione si  è  sostanzialmente fondata 
sulla  documentazione  oggettiva  ad  atti.  Va  rilevato  che  il  medico 
dell'INPS  pone  un  grado  d'invalidità  superiore  ai  due  terzi  pur 
riconoscendo  che  l'assicurata  sarebbe  in  grado  di  svolgere  attività 
leggere. Dal canto suo, il medico dell'UAIE, Dott. Luthi,  riconosce che 
la  nominata  sarebbe  ancora  capace  di  lavorare  in  settori 
prevalentemente sedentari o che non richiedano un sovraccarico delle 
ginocchia e ciò in misura dell'80%.

11.2 Dal punto di vista ortopedico ci si trova in presenza di un discreto 
impegno funzionale, al punto che l'assicurata è claudicante a sinistra e 
fa  uso  di  un  bastone  antibrachiale  a  causa  di  una  sensazione  di 
cedimento. Il  quadro  morboso  non  è  tuttavia  allarmante. Sussistono 
scrosci alle ginocchia con dolore evocato dalla mobilizzazione passiva. 
Più specificatamente, i reperti oggettivi segnalano una presenza di un 
piccolo  focolaio  di  sofferenza  subcondrale  al  ginocchio  destro  con 
edema  osseo  dell'emipiatto  tibiale  interno  e  segni  di  osteofitosi 
marginale rotulea; al  ginocchio sinistro vi è un focolaio di  sofferenza 
dell'osso  subcondrale  lungo  la  superficie  articolare  del  condilo 
femorale mediale con osteofitosi marginale rotulea dell'emipiatto tibiale 
interno. Queste  lesioni  alle  ginocchia  sono  in  gran  parte  causa  dei 
problemi statici e spondiloartrosici presentati dall'assicurata. Il rachide 
lombare è dolente e contratto per circa un quarto, ma nel complesso 
non  esistono  limitazioni  funzionali  di  rilievo.  Gli  arti  superiori  non 
presentano deficit funzionali e non sussistono più importanti problemi 
dei  polsi.  L'esame  neurologico  appare  negativo.  La  paziente  segue 

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alcuni programmi di riabilitazione e i documenti sanitari ad atti lasciano 
trasparire anche un importante assunzione di farmaci antidolorifici. Dal 
punto  di  vista  ortopedico  quindi,  la  situazione  valetudinaria  non  è 
buona,  ma  non  è  grave  a  tal  punto  dall'esimere  la  ricorrente 
dall'esercizio  di  un'attività  lucrativa  leggera  e  prevalentemente 
sedentaria. 

Dal punto di vista cardiologico, la nominata presenta un'ipertensione 
arteriosa  ben  controllata  da  farmaci  anti-ipertensivi.  Durante  i  vari 
controlli riportati ad atti, raramente la pressione arteriosa ha superato i 
160/100  mmhg. All'elettrocardiogramma (3  febbraio  2006)  si  notano 
delle  anomalie  in  fase  di  ripolarizzazione  ventricolare,  prive  di 
significato patologico specifico.

Sotto  il  profilo  psichiatrico,  la  paziente  è  definita  come un soggetto 
ansioso e di aspetto depresso. Questo stato è ascrivibile, più che altro, 
ad un improvviso lutto familiare, ma non vi sono elementi che lascino 
trasparire  un'affezione  di  livello  pensionabile.  L'interessata  assume 
ansiolitici  in gocce al  bisogno ed è seguita dal  medico curante,  non 
avendo mai avuto bisogno di ricorrere a specialisti del ramo.

Per il resto, A._______ soffre di banali disturbi tiroidei ben controllati 
da trattamento sostitutivo e di altre affezioni benigne.

11.3 Il collegio giudicante, sulla scorta dei pareri medici menzionati e 
dopo analisi  della  documentazione oggettiva ad atti,  può,  in  linea di 
massima, condividere il  parere espresso dal Dott. Luthi. Un ulteriore 
esame  ortopedico  non  è  necessario.  Le  condizioni  valetudinarie 
dell'insorgente si sono stabilizzate e nulla è emerso, in sede di ricorso, 
che  possa  porre  in  dubbio  tale  stato  di  fatto,  sebbene  l'affezione 
gonalgica venga definita grave (cfr. il breve rapporto reumatologico del 
9  maggio  2007  che  fa  stato,  anche,  di  una  non  meglio  specificata 
fibromialgia). L'interessata potrebbe svolgere attività di ripiego leggere 
e/o  sedentarie  non  qualificate  in  misura  dell'80%,  quale  quella  di 
operaia  addetta  al  controllo  di  macchine  di  produzione  automatica, 
operaia  imballatrice,  addetta  alla  selezione  e  pulitura  di  ortaggi  e 
frutta, segretaria telefonista/centralinista, cassiera, ecc.

Occorre pertanto esaminare se, nell'ambito di attività di sostituzione, 
l'insorgente presenta un'incapacità di guadagno di rilievo.

12.

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12.1 L'invalidità è determinata stabilendo il  rapporto fra il reddito del 
lavoro  che  l'assicurato  conseguirebbe,  dopo  la  manifestazione 
dell'invalidità  e  dopo  l'esecuzione  d'eventuali  provvedimenti 
d'integrazione,  nell'esercizio  di  un'attività  lucrativa,  ragionevolmente 
esigibile da lui in condizioni normali del mercato del lavoro, e il reddito 
che  potrebbe  conseguire  se  non  fosse  diventato  invalido  (art.  16 
LPGA). 

12.2 L'UAIE  ha  fissato  il  salario  da  valida  in  base  alle  statistiche 
retributive italiane, l'interessata non avendo fornito dati circa gli introiti 
conseguiti  come  coltivatrice  diretta.  È  stato  ritenuto  il  salario  di  un 
operaio agricolo (anno 2005), aumentato del 10% per tenere conto del 
fatto  che  la  nominata  esercitava  un'attività  indipendente,  ossia 
Eur 1'362,90 al mese.

Quale reddito da invalido si può considerare quello ottenibile in attività 
di tipo leggero semisedentario non qualificate (commercio al dettaglio, 
operaia non qualificata addetta al controllo di macchine di produzione 
automatica,  cassiera).  Queste  attività  comportano  un  salario  medio 
mensile (2005) di Eur 1'265,76.-. Questo guadagno teorico può essere 
ridotto per tenere conto dei fattori personali dell'assicurato (DTF 126 V 
75),  quali  età,  handicap.  La  riduzione  massima  ammessa  dalla 
giurisprudenza  è  del  25%.  L'amministrazione  ha  operato  una 
deduzione del 15% che può essere tutelata, vista l'età della ricorrente 
e soprattutto l'handicap presentato (zoppia a sinistra). Ne consegue un 
reddito  di  Eur  1'075,89. Questa  attività,  svolta  all'80%, comporta  un 
introito di Eur 860,71.

Il confronto fra un reddito privo d'invalidità di Eur 1'362,90, con quello 
dopo  l'insorgere  dell'invalidità  di  Eur  860,71,  causa  una  perdita  di 
guadagno del 37% (36,85%), grado che esclude il riconoscimento del 
diritto ad una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. 

13.

13.1 In tali  circostanze, il  ricorso deve essere respinto e l'impugnata 
decisione confermata.

13.2 Le  spese  processuali,  ammontanti  a  Fr.  300.-,  sono  poste  a 
carico della ricorrente e vengono compensate con l'anticipo versato il 
4 ed il 18 gennaio 2008.

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13.3 Visto l'esito  del  ricorso,  non si  assegnano indennità  per  spese 
ripetibili alla parte soccombente.

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale (TS-TAF, RS 173.320.2).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di Fr. 300.-, sono poste a carico della ricorrente. 
Esse sono computate con l'anticipo spese di Fr. 300.- già versato.

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante della ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

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Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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