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**Case Identifier:** 8b517f05-dd6b-57a1-a19b-f82aef2bf0d4
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-12-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.12.2017 A-6928/2015
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-6928-2015_2017-12-20.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-6928/2015 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  2 0  d i c e m b r e  2 0 1 7  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), Jürg Steiger, Maurizio Greppi,  

cancelliera Sara Pifferi. 
 

 
 

Parti 

 
Ufficio federale delle strade USTRA,  

3003 Bern,   

rappresentato dalla Repubblica e Cantone Ticino, 

Dipartimento del territorio, Via Franco Zorzi 13,  

casella postale 2170, 6501 Bellinzona,  

ricorrente 1 e controparte,  

 
 

 
contro 

 

 
A._______,  

controparte e ricorrente 2, 

 

Comunione ereditaria fu B._______,  

composta da:  

C._______, 

D._______,  

controparte e ricorrente 3, 

 

Comunione ereditaria fu E._______, 

composta da:  

F._______,  

G._______, 

H._______,  

I._______,  

J._______, 

controparte e ricorrente 4,  

 

 

tutti patrocinati dall’avv. Giovanna Masoni Brenni, 

 

Commissione federale di stima 13° Circondario  

(Ticino e Grigioni),  

c/o avv. Filippo Gianoni, presidente,  

Via Visconti 5, casella postale 1018, 6501 Bellinzona,   

autorità inferiore. 

 
 

 
 

Oggetto 

 
Procedura di espropriazione per la sistemazione dello 

svincolo della A2 di Mendrisio. 

 

 

 

A-6928/2015 

Pagina 3 

Fatti: 

A.  

Con decisione 11 marzo 2005, il Dipartimento federale dell’ambiente, dei 

trasporti, dell’energia e della comunicazione (di seguito: DATEC) – su 

richiesta dell’allora Amministrazione immobiliare e delle strade nazionali 

del Cantone Ticino – ha deciso l’istituzione di una zona riservata concer-

nente fra le tante le particelle n. ***1, ***2 e ***3 del Registro fondiario 

definitivo (RFD) del Comune di X._______ (Sezione Y._______) ubicate in 

località « La Tana », con lo scopo di salvaguardare la disponibilità dell’area 

per l’organizzazione dello svincolo di X._______ ai sensi dell’art. 14 della 

legge federale dell’8 marzo 1960 sulle strade nazionali (LSN, RS 725.11). 

Detta misura è stata confermata dal Consiglio federale con decisione 

21 dicembre 2005, previa consultazione dei proprietari interessati.  

In tale contesto, con istanza 10 maggio 2005, i comproprietari in ragione di 

1/3 ciascuno della particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ 

(Sezione Y._______) – ossia (a) il signor A._______, (b) la Comunione 

ereditaria fu B._______ composta dai signori C._______ e D._______ e 

(c) la Comunione ereditaria fu E._______, composta dai signori F._______, 

G._______, H._______, I._______ e J._______ (di seguito: espropriati) – 

hanno notificato le loro pretese d’indennizzo per espropriazione materiale 

in rapporto alla costituzione della zona riservata. Il 12 maggio 2005, l’allora 

Amministrazione immobiliare e delle strade nazionali del Cantone Ticino 

ha trasmesso la notifica di pretese alla Commissione federale di stima del 

13° Circondario, Cantone Ticino e Grigioni (di seguito: CFS), dichiarandosi 

di opporsi alla stessa. Questa procedura è stata sospesa, in attesa 

dell’avviso della procedura d’approvazione dei piani e di espropriazione per 

le opere necessarie alla riorganizzazione dello svincolo di Mendrisio. 

L’istanza degli espropriati è poi stata considerata irricevibile dalla CFS con 

decisione 22 febbraio 2005 e dal Tribunale cantonale amministrativo del 

Cantone Ticino (di seguito: TRAM) con sentenza 31 marzo 2005. Le due 

predette decisioni sono poi state confermate dal Tribunale federale con 

sentenza 1E.4/2005 dell’11 luglio 2005, rispettivamente con sentenza 

1A.96/2005 del 22 novembre 2005. 

B.  

In data 11 luglio 2008 l’Ufficio federale delle strade (di seguito: USTRA) ha 

inoltrato al DATEC la richiesta d’approvazione dei piani per la riorganizza-

zione dello svincolo autostradale di Mendrisio sulla A2 di Mendrisio, dal 

km 6.167 al km 10.32 (corsia Sud-Nord), dal km 8.220 al km 6.167. Dal 

19 agosto 2008 aI 19 settembre 2008 il progetto è stato sottoposto 

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all’inchiesta pubblica mediante pubblicazione presso i Comuni toccati (a 

quel tempo: Mendrisio, Rancate e Ligornetto) e nel Foglio Ufficiale del 

Cantone Ticino (FU 67/2008). 

C.  

La realizzazione del predetto progetto comporta l’espropriazione in via 

definitiva o temporanea di vari fondi, tra cui la già citata particella n. ***1 

RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______), come segue: 

particella n. ***1 :  espropriazione definitiva di 3'700 m2 

(di 3'700 m2) 

D.  

Con decisione 31 ottobre 2011, il DATEC ha evaso le opposizioni al 

progetto ai sensi dei considerandi e le domande ai sensi degli artt. 7-10 

della legge federale del 20 giugno 1930 sulla espropriazione (LEspr, 

RS 711) e approvato i piani del progetto esecutivo. Nove opposizioni sono 

state trasmesse per evasione delle pretese espropriative alla CFS. 

La predetta decisione è poi stata confermata su ricorso dal Tribunale 

amministrativo federale con sentenza A-6547/2011 del 22 ottobre 2013. 

E.  

Con decisione 17 agosto 2012, il Presidente della CFS ha aperto la 

procedura di stima per l’acquisizione dei diritti necessari alla realizzazione 

delle opere e ha composto il collegio giudicante. 

F.  

L’anticipata immissione in possesso è stata concessa, salvo un’eccezione, 

da tutti gli espropriati. Per i casi nei quali non sono stati raggiunti accordi, 

la CFS ha effettuato le udienze di conciliazione il 2 maggio 2013 e i 

sopralluoghi il 12 febbraio 2014. Alle parti è stata concessa la facoltà di 

presentare memorie conclusive scritte. 

G.  

Durante l’udienza di conciliazione tenutasi il 2 maggio 2013, per quanto 

concerne la particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione 

Y._______), l’USTRA – in qualità di espropriante – ha proposto l’indennità 

di 20 franchi/m2, ritenendo il fondo come inedificabile.  

 

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Pagina 5 

H.  

Con conclusioni 15 ottobre 2014, l’USTRA ha ribadito la sua offerta di 

indennità di 20 franchi/m2, ritenendo il fondo come inedificabile al dies 

aestimandi in virtù della pertinente legislazione federale in materia di 

pianificazione del territorio e dell’attuale vuoto pianificatorio che vigerebbe 

per il comparto « La Tana », ove è ubicata la particella n. ***1 RFD del 

Comune di X._______ (Sezione Y._______). 

I.  

Con conclusioni 21 novembre 2014, in sunto, gli espropriati – per i quali 

l’attuale azzonamento del comparto « La Tana » sarebbe riconducibile 

all’impresa dell’espropriante, e meglio al blocco edilizio da esso provocato 

più di 20 anni orsono in rapporto al progetto dello svincolo autostradale di 

X._______ – ritengono che la loro particella n. ***1 RFD del Comune di 

X._______ (Sezione Y._______) sarebbe sempre stata ubicata in zona 

industriale, sicché andrebbe considerata come edificabile al dies 

aestimandi. Di fatto, essi hanno postulato in via principale il compenso 

reale – ossia l’attribuzione di un terreno edificabile equivalente alla predetta 

particella n. ***1 – e, in via subordinata, un’indennità in denaro di 

500 franchi/m2, ossia di 1'850'000 franchi (= 500 franchi/m2 x 3'700 m2), 

oltre interessi al 5% a partire dal 30 aprile 2010 (corrispondenti a 

350 fr./anno con interessi del 5% dal 22 dicembre 1994). Essi hanno altresì 

chiesto un’indennità per gli altri pregiudizi già anticipatamente subiti in 

relazione all’espropriazione, agli atti e/o omissioni intenzionali e diretti degli 

espropriati per il blocco edilizio di fatto subito a partire dal 22 dicembre 

1994, ossia:  

a) costi di progettazione, almeno 110'000 franchi (domanda di costruzione 1994), 

con interessi composti del 5% a partire dall’8 ottobre 1994, e 35'000 franchi 

(domanda di costruzione 2002 e variante 2003) con interessi composti a 

partire dal 1° marzo 2003; complessivi almeno 245'026.75 franchi 

(= fr. 183'116.40 + fr. 61'910.35) più interessi composti dal 7 novembre 2014, 

nonché tasse della licenza edilizia di 4'300 franchi con interessi composti al 

5% dal 2 marzo 1995 e cioè 7'605.75 franchi, con interessi dal 7 novembre 

2014; 

b) spese e onorari di patrocinio al 7 novembre 2014, legali e giudiziarie sopportati 

dal 1994 a tutto il 7 novembre 2014, con interessi composti al 5%, di comples-

sivi 153'482.80 franchi (= fr. 5'696.25 + fr. 147'786.55), oltre interessi 

composto dal 7 novembre 2014; nonché saldo spese e onorari al 31 ottobre 

2014 di 20'451.50 franchi, oltre interessi; 

c) mancato guadagno netto, per mancato negato sfruttamento e/o miglior uso 

della particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______), 

e/o subordinatamente espropriazione materiale, e/o occupazione temporanea 

da determinare precisamente mediante perizia, che i proprietari hanno 

quantificato in ragione di almeno 93'000 franchi/anno, corrispondenti a un 

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reddito netto dell’investimento previsto del 2.18%, a partire al più tardi dal 

1° gennaio 1998 per almeno 20 anni, capitalizzato e attualizzato a oggi a 

complessivi 2'324'150 franchi, ma in ogni caso almeno sino al riconoscimento 

dell’indennità per esproprio formale del terreno; con interessi del 5% a far 

conto dal 1° gennaio 1998; 

c1) subordinatamente, nella misura in cui il danno subito, compreso il relativo 

mancato guadagno (500 fr./m2 oltre interessi, danni, pregiudizi e inconvenien-

ti, fra cui mancato guadagno di 93'000 fr./anno subito dal 1° gennaio 1998) 

non venisse integralmente riconosciuto o risarcito per i titoli precedenti, 

andrebbe comunque riconosciuta un’indennità equivalente alla differenza fra 

quanto fatto valere e quanto riconosciuto per i titoli precedenti, per inconve-

nienti e deprezzamento o mancato apprezzamento dell’immobile, in via nuo-

vamente subordinata per occupazione temporanea che gli espropriati avevano 

quantificato in 100 franchi/m2 all’anno e per la quale si rimettono al giudizio 

della CFS; 

d) il tutto con interessi composti del 5% sulle singole posizioni dovute dalla data 

del pagamento di ogni singolo importo. 

J.  

Con decisione 25 settembre 2015, la CFS ha respinto le pretese avanzate 

dagli espropriati per espropriazione materiale, ritenendo da un lato come 

non adempiuti i presupposti per un indennizzo in rapporto alla restrizione 

temporanea di costruire derivante dall’istituzione di una zona riservata, 

d’altro lato come non di sua competenza le pretese legate a pregresse 

decisioni o misure sospensive fondate sul diritto cantonale o federali non 

« cumulabili » con la zona riservata. Essa ha per contro loro riconosciuto 

un’indennità per espropriazione definitiva totale della particella n. ***1 RFD 

del Comune di X._______ (Sezione Y._______), considerando detto fondo, 

ubicato nel comparto « La Tana », come inserito al dies aestimandi fissato 

al 2 maggio 2013 nella zona industriale « Ia » e dunque edificabile, pren-

dendo in considerazione un indennizzo di 350 franchi/m2, corrispondente 

alla media ponderata per quattro anni/otto anni dei prezzi di vendita dei 

terreni industriali-artigianali in situazione analoga. In sostanza, dopo aver 

rilevato che detto fondo era inserito nel piano regolatore (di seguito: PR) 

del 1983 nella zona industriale « Ia », la CFS ha infatti ritenuto che la 

successiva non approvazione della zona industriale nel PR del 2002/2003 

e l’istituzione della zona riservata per strade nazionali in corrispondenza 

del comparto « La Tana » sarebbero entrambe riconducibili all’esistenza 

del progetto di riorganizzazione dello svincolo autostradale di X._______. 

In altri termini dette misure pianificatorie sarebbero state adottate in 

relazione all’opera dell’espropriante, sicché ai fini dell’estimo, occorrerebbe 

prescindere dagli effetti anticipati negativi dell’opera dell’espropriante. Ciò 

indicato, la CFS ha ritenuto che non vi erano i presupposti per un 

indennizzo in natura, bensì unicamente per un indennizzo in denaro. Per 

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quanto attiene alle spese cagionate dall’espropriazione, in rapporto alle 

spese ripetibili legate al patrocinio la CFS ha riconosciuto un dispendio di 

60 ore ed una indennità di 300 franchi/ora, per un totale di 18'000 franchi, 

oltre accessori, fissando le spese forfettariamente al 10% pari a 

1'800 franchi. In definitiva, la CFS ha dunque riconosciuto agli espropriati: 

 1'295'000 franchi a titolo di indennità per l’espropriazione definitiva totale della 

particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______), oltre 

interessi del 2.25% dal 1° ottobre 2012 al 2 settembre 2013 e del 2% dal 

3 settembre 2013 al 1° giugno 2015 e del 1.75% dal 2 giugno 2015 in poi; 

 21'834 franchi a titolo d’indennità complessiva per ripetibili (IVA inclusa). 

K.  

Avverso la predetta decisione, l’USTRA (di seguito: ricorrente 1) – 

rappresentato dalla Repubblica e Cantone Ticino, Sezione amministrativa 

immobiliare – ha presentato ricorso il 28 ottobre 2015 dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale, impugnando unicamente il punto n. 1-III del 

dispositivo. In sunto, il ricorrente 1 ritiene che sarebbe a torto che al dies 

aestimandi la CFS avrebbe ritenuto come edificabile la particella n. ***1 

RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______), che di fatto non lo 

sarebbe mai stato. Contestando la validità del PR del 1983 che attribuiva il 

comparto « La Tana » – di cui fa parte la particella n. ***1 – alla zona 

industriale in quanto mai stato conforme alla legislazione federale in 

materia di pianificazione del territorio, il ricorrente 1 sottolinea che la stessa 

sarebbe decaduta nel 1988 per effetto dell’art. 35 cpv. 1 lett. b della legge 

federale del 22 giugno 1979 sulla pianificazione del territorio (LPT, RS 700) 

e poiché da allora sarebbe stato possibile edificare solo il territorio già 

largamente edificato in base all’art. 36 cpv. 3 LPT, rispettivamente sarebbe 

decaduta con l’approvazione nel 1986 del collegamento Mendrisio-Stabio 

(A394). A seguito della revisione del PR del 2002/2003 e dell’istituzione 

della zona di riserva nel 2005, ora decaduta, il comparto « La Tana » non 

sarebbe mai stato nuovamente attribuito alla zona industriale. Attualmente 

vigerebbe un vuoto pianificatorio, sicché il comparto « La Tana » non 

sarebbe tutt’ora oggetto di pianificazione. Agli espropriati andrebbe 

pertanto riconosciuto soltanto l’usuale indennizzo per i fondi agricoli e 

boschivi. Per questi motivi, il ricorrente 1 ha postulato la riforma del punto 

n. 1-III della decisione impugnata, con riconoscimento agli espropriati 

soltanto delle seguenti indennità di espropriazione: 

 3 franchi/m2 per la superficie boschiva del fondo e, al valore non esorbitante 

ex art. 66 LDFR sino ad un massimo di 20 franchi/m2 a titolo di indennità per 

la restante superficie prativa del fondo di 3'127 m2; 

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per l’espropriazione definitiva totale della particella n. ***1 RFD di X._______, 

oltre interessi del 2.25% dal 1° ottobre 2012 al 2 settembre 2013 e del 2% dal 

3 settembre 2013 al 1 °giugno 2015 e del 1.75% dal 2 giugno 2015 in poi; 

 10'000 franchi a titolo di ripetibili e 1'000 franchi a titolo di spese (IVA inclusa). 

L.  

Avverso la predetta decisione, gli espropriati (di seguito: ricorrenti 2, 3 e 4) 

– per il tramite del loro patrocinatore – hanno anch’essi presentato ricorso 

il 29 ottobre 2015 dinanzi al Tribunale amministrativo federale. In via preli-

minare, i ricorrenti 2, 3 e 4 hanno postulato la revoca dell’effetto sospensivo 

al ricorso e il versamento anticipato dell’indennità di espropriazione di 

1'295'000 franchi più interessi conformemente alla decisione impugnata 

entro 20 giorni o, in via subordinata previa fissazione immediata di un 

pagamento di pari importo ai sensi dell’art. 18bis LEspr. Nel merito, 

protestando tasse, spese e ripetibili, oltre all’indennità di espropriazione 

concessa loro dall’autorità inferiore nella decisione impugnata, i 

ricorrenti 2, 3 e 4 postulano la concessione delle seguenti ulteriori indennità 

di espropriazione, a loro avviso non riconosciutole a torto in rapporto al 

blocco edilizio di più di 20 anni causato loro dall’opera dell’espropriante e 

qui ricorrente 1, per i motivi che verranno ripresi in dettaglio nel presente 

giudizio: 

a) 1'850'000 franchi (= 500 fr./m2 x 3'700 m2) a titolo di indennità per espropria-

zione definitiva totale della particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ 

(Sezione Y._______), oltre interessi di legge a partire dal 4 novembre 1994, 

subordinatamente dal 19 luglio 1995, in via nuovamente subordinata dal 

10 ottobre 1995, in ogni caso al più tardi dal 1° gennaio 1998; 

b) 106'620 franchi a titolo d’indennità complessiva per ripetibili (IVA inclusa); 

c) 93'000 franchi/anno a partire dal 1° gennaio 1998 e fino alla data a partire dalla 

quale l’espropriazione formale è riconosciuta con corresponsione di interessi, 

oltre interessi secondo i tassi e i termini previsti dalla legge, a titolo di 

risarcimento per mancato guadagno, per espropriazione formale e/o subordi-

natamente materiale; 

d) subordinatamente a quanto sopra sub c), 100'000 franchi con interessi 

dall’8 ottobre 1994 e 35'000 franchi con interessi dal 1° marzo 2003, quale 

indennità per costi di progettazione. 

In via subordinata, i ricorrenti 2, 3 e 4 hanno poi postulato il rinvio della 

causa all’autorità inferiore per l’assunzione delle prove da essi richieste ma 

non ammesse da quest’ultima in precedenza. 

 

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Pagina 9 

M.  

Con scritto 5 novembre 2015, la CFS (di seguito: autorità inferiore) ha 

trasmesso l’incarto e rinunciato a presentare osservazioni, riconfermandosi 

nella propria decisione. 

N.  

Con risposta 23 dicembre 2015, il ricorrente 1 ha in sostanza postulato il 

rigetto del ricorso dei ricorrenti 2, 3 e 4, prendendo posizione sulle censure 

da essi sollevate, segnatamente opponendosi alla richiesta di pagamento 

anticipato dell’indennità di espropriazione da loro avanzata. 

O.  

Con osservazioni 8 febbraio 2016, i ricorrenti 2, 3 e 4 hanno in sostanza 

postulato il rigetto del ricorso del ricorrente 1, prendendo puntualmente 

posizione sulle censure da lui sollevate. 

P.  

Con decisione incidentale 17 marzo 2016, il Tribunale statuente ha 

respinto la richiesta di revoca dell’effetto sospensivo ai ricorsi e la richiesta 

di pagamento anticipato dell’indennità espropriativa avanzata dai ricorrenti 

2, 3 e 4 nel loro gravame. 

Q.  

Nelle proprie conclusioni 6 luglio 2017, i ricorrenti 2, 3 e 4 hanno riassunto 

le censure alla base del loro ricorso, riconfermandosi in sostanza nei propri 

precedenti allegati. 

R.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale è competente per decidere il 

presente gravame giusta gli artt. 1 e 31 segg. LTAF, in relazione con 

l’art. 77 cpv. 1 LEspr. Giusta l’art. 77 cpv. 2 LEspr, fatte salve disposizioni 

contrarie contenute nella LEspr stessa, alla procedura di ricorso davanti al 

Tribunale amministrativo federale si applica la LTAF e quindi, in base al 

rinvio di cui all’art. 37 LTAF, la PA. 

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Pagina 10 

1.2 Pacifica è la legittimazione ricorsuale dei ricorrenti 1, 2, 3 e 4, tutti 

destinatari della decisione 25 settembre 2015 della CFS qui impugnata. In 

effetti, detta decisione pone a carico del ricorrente 1, nella sua qualità di 

espropriante, l’indennità di espropriazione concessa ai ricorrenti 2, 3 e 4, 

sicché lo stesso risulta direttamente toccato e ha pertanto un interesse a 

che la stessa venga annullata (cfr. art. 78 cpv. 1 LEspr; art. 48 cpv. 1 PA). 

Analogo discorso vale per i ricorrenti 2, 3 e 4 che, nella loro qualità di 

espropriati, hanno ottenuto un indennizzo minore a quanto da essi 

postulato dinanzi alla CFS (cfr. art. 78 cpv. 1 LEspr; art. 48 cpv. 1 PA).  

1.3 La decisione 25 settembre 2015 della CFS è poi stata impugnata con 

due atti distinti e tempestivi (cfr. art. 22 segg. PA, art. 50 PA), nel rispetto 

delle esigenze di forma e di contenuto previste dalla legge (cfr. art. 52 PA). 

I due ricorsi 28 ottobre 2015 e 29 ottobre 2015 risultano dunque ricevibili 

in ordine e devono essere esaminati nel merito. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, l’accertamento inesatto o incom-

pleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l’inadeguatezza (cfr. art. 49 PA; 

cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesver-

waltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149). 

2.2 Lo scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (cfr. art. 62 

cpv. 4 PA) né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né 

dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 consid. 2; MOOR/POL-

TIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi 

della massima inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio del diritto sono 

tuttavia limitati: l’autorità competente procede difatti spontaneamente a 

constatazioni complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle 

censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 122 V 157 

consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3).  

2.3 Nella giurisprudenza e nella dottrina è ammesso che l’autorità giudizia-

ria di ricorso – anche se dispone di un potere di cognizione completo – 

eserciti il suo potere d’apprezzamento con riserbo qualora si tratti di 

questioni legate strettamente a delle circostanze di fatto o a questioni 

tecniche (cfr. DTAF 2008/23 consid. 3.3). Quando si devono giudicare 

questioni tecniche speciali per le quali l’autorità di prima istanza dispone di 

conoscenze specifiche, l’autorità di ricorso non si discosterà pertanto 

senza validi motivi dall’apprezzamento di chi l’ha preceduta (cfr. DTF 133 

II 5 consid. 3; 131 II 680 consid. 2.3.2; sentenze del TAF A-6961/2015 del 

http://links.weblaw.ch/BVGE-2008/23
http://links.weblaw.ch/DTF-133-II-35
http://links.weblaw.ch/DTF-131-II-680

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27 settembre 2017 consid. 2.3; A-7836/2008 del 21 dicembre 2011 

consid. 3; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.154 segg.).  

3.  

In concreto, oggetto del litigio sono gli indennizzi concessi e/o non concessi 

ai ricorrenti 2, 3 e 4 per l’espropriazione formale e/o materiale della 

particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______) in 

rapporto al progetto dello svincolo autostradale di Mendrisio. 

In tale contesto, prima di pronunciarsi in dettaglio al riguardo (cfr. consid. 4 

segg. del presente giudizio), qui di seguito lo scrivente Tribunale richiamerà 

i principi applicabili alla presente fattispecie. 

3.1 Giusta l’art. 16 LEspr, l’espropriazione non può aver luogo che verso 

piena indennità. Nell’esame del patrimonio dell’espropriato, l’indennità non 

deve condurre né ad un impoverimento né ad un arricchimento. Essa deve 

collocare l’espropriato in una situazione economicamente equivalente a 

quella di cui avrebbe beneficiato senza l’espropriazione (cfr. DTF 95 I 453 

consid. 2; 93 I 554 consid. 3; [tra le tante] sentenza del TAF A-6961/2015 

del 27 settembre 2017 consid. 3.1.1 con rinvii; HESS/WEIBEL, Das 

Enteignungsrecht des Bundes, vol. I, 1986, n. 4 ad art. 16 LEspr; PIERRE 

MOOR, Droit administratif, vol. III, 1992, pag. 413).  

3.2 Giusta l’art. 19 LEspr, nel fissare l’indennità devono essere tenuti in 

conto tutti i pregiudizi subiti dall’espropriato per effetto dell'estinzione o 

della limitazione dei suoi diritti. L’indennità comprende quindi (lett. a) 

l’intero valore venale del diritto espropriato; (lett. b) inoltre, nel caso di 

espropriazione parziale di un fondo o di più fondi economicamente 

connessi, l’importo di cui il valore venale della frazione residua viene ad 

essere diminuito; (lett. c) l’ammontare di tutti gli altri pregiudizi subiti 

dall’espropriato, in quanto essi possano essere previsti, nel corso ordinario 

delle cose, come una conseguenza dell’espropriazione. 

3.3 Per « altri pregiudizi » ai sensi dell’art. 19 lett. c LEspr si intendono tutti 

i rimanenti pregiudizi causati al patrimonio dell’espropriato a complemento 

di quelli subiti in rapporto al diritto espropriato già indennizzati sulla base 

dell'art. 19 lett. a e lett. b LEspr (cfr. ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, 

Aménagement du territoire, construction, expropriation, 2001, n. 1184 con 

rinvii; RAPHAËL EGGS, Les « autres préjudices » de l’expropriation. 

L’indemnisation au-delà du modèle fondé sur la valeur vénale, 2013, n. 643 

segg.). Più precisamente, il termine « altri pregiudizi » sottolinea il carattere 

complementare e il limite quantitativo dell’indennizzo concesso sulla scorta 

A-6928/2015 

Pagina 12 

dell’art. 19 lett. c LEspr: è infatti soltanto se i restanti pregiudizi non 

risultano già coperti dall’indennità concessa sulla base dell’art. 19 lett. a e 

lett. b LEspr, ch’essi vanno indennizzati nel rispetto del diritto al pieno 

indennizzo di cui all’art. 16 LEspr (cfr. sentenze del TAF A-6961/2015 del 

27 settembre 2017 consid. 3.1.4; A-3440/2012 del 21 gennaio 2014 

consid. 5.1.4; HESS/WEIBEL, op. cit., n. 196 ad art. 19 LEspr).  

Sotto la nozione di « altri pregiudizi » rientrano segnatamente le spese rese 

necessarie dall’espropriazione e quelle rese inutili, quest’ultime nella 

misura in cui non erano prevedibili al momento in cui sono giunte per 

l’espropriato; la perdita temporanea di reddito o di beneficio dell’impresa, a 

meno che quest’ultima sia a tal punto legata al fondo espropriato da non 

poter più perseguire la propria attività in un altro luogo; la perdita di reddito 

futuro, se tale perdita è la conseguenza adeguata dell’espropriazione e ap-

pare come altamente verosimile, ecc. (cfr. sentenze del TAF A-6961/2015 

del 27 settembre 2017 consid. 3.1.4; A-3440/2012 del 21 gennaio 2014 

consid. 5.1.4; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1185 con rinvii), 

segnatamente in rapporto alla diminuzione della clientela consecutiva alla 

soppressione di posteggi, la perdita stessa della clientela o del « goodwill » 

(cfr. sentenza del TAF A-6961/2015 del 27 settembre 2017 consid. 3.1.4; 

ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1185 con rinvii; MOOR, op. cit., 

pag. 419 con rinvii; EGGS, op. cit., n. 930; HESS/WEIBEL, op. cit., n. 192 ad 

art. 19 LEspr con rinvii; JEAN-MARC SIEGRIST, L’estimation des biens 

expropriés, in: Tanquerel/Bellanger [ed.], La maîtrise publique du sol: 

expropriation formelle et matérielle, préemption, contrôle du prix, 2009, 

pag. 41 segg., pag. 55). 

3.4 Il diritto all’indennizzo presuppone tuttavia un pregiudizio per il quale 

sussiste un nesso di causalità naturale e adeguata con la soppressione, la 

modifica, il trasferimento del diritto espropriato (cfr. MOOR, op. cit., 

pag. 415; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1137; EGGS, op. cit., 

n. 649 e segg.). Secondo il corso ordinario delle cose e dell’esperienza 

generale della vita, l’espropriazione deve essere propria a produrre un 

effetto del genere di quello che si è realizzato. Il mancato reddito è 

indennizzato soltanto nella misura in cui, senza l’espropriazione, lo stesso 

si sarebbe realizzato con certezza, o almeno con alta verosimiglianza. Una 

semplice probabilità o aspettativa, fondata su delle considerazioni 

congiunturali o economiche, o su delle previsioni future senza fondamenti 

precisi, non basta (cfr. ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1138). In 

assenza di detto nesso di causalità, per l’espropriato non sussiste pertanto 

alcun diritto all’indennizzo (cfr. [tra le tante] sentenza del TAF A-6961/2015 

del 27 settembre 2017 consid. 3.1.5 con rinvii).  

A-6928/2015 

Pagina 13 

3.5 Ai fini del calcolo dell’indennità espropriativa, giusta l’art. 19bis cpv. 1 

LEspr, la data determinante (dies aestimandi) è quella dell’udienza di 

conciliazione. Detta data fissa le circostanze di fatto e di diritto sulla base 

delle quali la stima deve fondarsi. Essa concerne i tre elementi del pregiu-

dizio elencati all’art. 19 lett. a, b e c LEspr (cfr. DTF 134 II 152 consid. 11.2; 

121 II 350 consid. 5d; sentenza del TAF A-6674/2014 del 7 dicembre 2015 

consid. 6.4; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1167). La data deter-

minante fa stato non solo per stabilire la situazione di fatto del fondo 

espropriato, ma anche per determinarne lo statuto giuridico. A codesto 

principio va tuttavia fatta eccezione, se risulta che il regime pianificatorio, il 

cui fondo soggiace, costituisce di per sé un effetto anticipato – poco importa 

se favorevole o sfavorevole – dell’impresa dell’espropriante medesimo, 

effetto da cui deve farsi astrazione in virtù dell’art. 20 cpv. 3 LEspr (cfr. DTF 

134 II 49 consid. 12; 129 II 470 consid. 5; 119 Ib 366 consid. 3a con rinvii; 

sentenze del TAF A-6961/2015 del 27 settembre 2017 consid. 3.1.6; A-

1586/2013 del 23 luglio 2014 consid. 5.4).  

Questi effetti anticipati, favorevoli o sfavorevoli, possono incidere sui prezzi 

dei terreni, senza modifiche del loro regime giuridico o tradursi in una modi-

fica temporanea o definitiva dello statuto giuridico dei fondi da espropriare 

come nel caso della creazione di zone riservate per le strade nazionali 

oppure comportare una modifica delle misure di pianificazione adottate o 

da adottare da parte di altre autorità di pianificazione come nel caso di 

modifica del perimetro di una zona edificabile comunale per tenere conto 

della preventiva costruzione di un’autostrada. Se le misure preparatorie di 

pianificazione si traducono già in un’espropriazione materiale, il proprie-

tario può e deve fare valere le proprie pretese per tale titolo davanti all’auto-

rità competente, senza attendere la successiva apertura della procedura di 

espropriazione. All’infuori di detta ipotesi, deve farsi astrazione degli effetti 

anticipati dell’opera dell’espropriante e ci si deve chiedere, secondo il corso 

normale delle cose, a quale azzonamento la pianificazione comunale 

avrebbe proceduto in assenza di tale opera (cfr. DTF 114 Ib 321 consid. 5a 

con rinvii; HESS/WEISS, op. cit., n. 8 segg. ad art. 20 LEspr). 

3.6  

3.6.1 Per costante giurisprudenza, per stabilire il valore venale di un 

terreno deve prevalere il metodo statistico-comparativo. Esso si fonda sul 

confronto dei prezzi pagati per beni simili e in analoga situazione poco 

prima del dies aestimandi (cfr. DTF 122 I 168 consid. 3a; sentenze del TF 

1E.14/2006 del 6 agosto 2007 consid. 4.1; 1A.159/2001 del 16 aprile 2002 

consid. 3.1). In base a questo metodo, all’espropriato viene riconosciuto 

l’importo che avrebbe oggettivamente potuto conseguire vendendo la 

A-6928/2015 

Pagina 14 

particella espropriata sul libero mercato a un qualsiasi potenziale 

acquirente (cfr. DTF 122 II 246 consid. 4; 122 II 337 consid. 5a; 115 Ib 408 

consid. 2c; 114 Ib 286 consid. 7; sentenza del TF 1A.28/2005 del 29 luglio 

2005 consid. 2.2, in: RtiD 2006 I; sentenze del TAF A-6674/2014 del 7 di-

cembre 2015 consid. 6.5.1; A-7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.1).  

3.6.2 L’applicazione del metodo statistico-comparativo non presuppone 

che i fondi considerati siano identici riguardo a situazione, dimensione, 

qualità, grado di urbanizzazione e possibilità di sfruttamento. Occorre solo 

che essi siano paragonabili. Di eventuali differenze (caratteristiche positive 

o negative) delle particelle può essere infatti tenuto conto anche mediante 

adeguamenti dei prezzi. Nella misura in cui presentino caratteristiche simili, 

nemmeno occorre che le particelle siano ubicate nello stesso quartiere 

(cfr. DTF 122 I 168 consid. 3a; 122 II 246 consid. 4; sentenza del TF 

1A.28/2005 del 29 luglio 2005 consid. 2.2 seg.; sentenze del TAF A-

6674/2014 del 7 dicembre 2015 consid. 6.5.2; A-7495/2007 del 19 maggio 

2009 consid. 3.2 con rinvii; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1170 

segg.). Dal profilo temporale è quindi di per sé possibile considerare anche 

negozi giuridici precedenti l’anno della data determinante (dies aestimandi) 

o che concernono fondi in situazioni e dalle caratteristiche paragonabili ma 

ubicati in comparti territoriali più distanti o eventualmente in Comuni vicini 

(cfr. sentenza del TF 1E.14/2006 del 6 agosto 2007 consid. 4.2 con rinvii). 

Anche la disponibilità limitata di contrattazioni quale termine di paragone 

non basta infine a giustificarne una mancata applicazione. A condizione 

che siano esaminati accuratamente e non risulti che circostanze insolite 

abbiano influito sulla conclusione di un contratto, anche singoli confronti 

possono permettere conclusioni sul livello generale dei prezzi ed essere 

quindi presi in considerazione per fissare l’indennità (cfr. DTF 122 I 168 

consid. 3a; sentenza del TF 1A.28/2005 del 29 luglio 2005 consid. 2.3; 

sentenze del TAF A-6674/2014 del 7 dicembre 2015 consid. 6.5.2; A-

7495/2007 del 19 maggio 2009 consid. 3.2 con rinvii; ZEN-RUFFINEN/GUY-

ECABERT, op. cit., n. 1170 segg.).  

3.6.3 Nella stima del valore venale devessi tenere equo conto altresì della 

possibilità di un miglior uso del fondo (art. 20 cpv. 1 LEspr), sempre che 

siano, alla data determinante, realmente attuabili o perlomeno imminenti 

(cfr. DTF 134 II 49 consid. 13.3; 129 II 470 consid. 6.1). Per contro, 

semplici offerte, prezzi discussi durante le trattative o stabiliti da persone 

toccate dall’espropriazione e che per essa reclamano un’indennità non 

costituiscono un valido termine di paragone ai fini della fissazione del 

risarcimento (cfr. DTF 122 I 168 consid. 3c; sentenza del TAF A-7495/2007 

del 19 maggio 2009 consid. 5.2). Lo stesso vale altresì per i valori estremi 

A-6928/2015 

Pagina 15 

opposti, che si trovano ben al di sopra o al di sotto della media, gli stessi 

potendo potenzialmente falsare il calcolo del valore medio applicabile ad 

un determinato fondo. Detti valori, pur non potendo essere del tutto esclusi 

a priori, vanno apprezzati con particolare riguardo (cfr. sentenza del TAF 

A-6674/2014 del 7 dicembre 2015 consid. 6.5.3; HESS/WEIBEL, op. cit. 

n. 87 ad art. 19 LEspr).  

3.7  

3.7.1 La zona di pianificazione (ZP) – ai sensi dell’art. 27 LPT – è una 

misura provvisionale avente quale scopo quello di garantire (provviso-

riamente) la pianificazione (così come è stata concepita). Tale misura mira 

in particolare alla tutela della libertà decisionale e pianificatoria delle auto-

rità incaricate della pianificazione del territorio, evitando che dei progetti di 

costruzione intralcino detta libertà. Essa può altresì essere utilizzata allo 

scopo di garantire la realizzazione degli obiettivi di protezione dell’am-

biente o l’adozione di piani delle infrastrutture (cfr. ALEXANDER RUCH, in: 

Aemissegger et al. [ed.], Commentaire pratique LAT, Planifier l’affectation, 

2016 [di seguito: VLP-ASPAN], n. 26 segg. ad art. 27 LPT; ZEN-

RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 451). Di fatto, in virtù dell’art. 27 LPT, 

se i piani d’utilizzazione mancano o devono essere modificati, l’autorità 

competente può stabilire zone di pianificazione per comprensori esatta-

mente delimitati per cinque anni al massimo, all’interno delle quali nulla può 

essere intrapreso che possa rendere più ardua la pianificazione dell’utiliz-

zazione. Ciò è il caso per la particella in oggetto, per la quale era prevista 

una riqualifica (cfr. sentenza del TAF A-1586/2013 del 23 luglio 2014 

consid. 6.2.2.1). 

3.7.2 Tipico esempio di zona di pianificazione è costituito dalle zone 

riservate previste dagli artt. 14-18 LSN e dagli artt. 18n-18p della legge 

federale del 20 dicembre 1957 sulle ferrovie (Lferr, RS 742.101), aventi 

quale scopo di assicurare la libera disposizione di terreni destinati a opere 

future (art. 16 cpv. 1 LSN). Analogo discorso vale per le zone di sicurezza 

previste agli artt. 42-44 della legge federale del 21 dicembre 1948 sulla 

navigazione aerea (LNA, RS 748.0). Detti strumenti della pianificazione 

settoriale della Confederazione (cfr. art. 13 LPT; art. 14 segg. dell’ordinan-

za del 28 giugno 2000 sulla pianificazione del territorio [OPT, RS 700.1]) 

sono paragonabili ai divieti temporanei di costruzione (cfr. ZEN-

RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1473 segg.). Secondo la giurispru-

denza, il diritto di chiedere un’indennità sorge per legge al momento in cui 

l’ente pubblico adotta il provvedimento che restringe le facoltà del 

proprietario (cfr. DTF 101 Ib 277 consid. 3b; sentenza del TAF A-5808/2011 

del 18 gennaio 2013 consid. 4.2). 

A-6928/2015 

Pagina 16 

La restrizione derivante dall’istituzione di una zona riservata ai sensi 

dell’art. 14 LSN, di una durata di 5 anni (cfr. art. 17 cpv. 1 LSN), deve 

tuttavia essere assimilata ad un divieto temporaneo di costruzione che, in 

linea di principio, non dà diritto ad indennità per espropriazione materiale 

(cfr. DTF 120 Ib 465 consid. 5e con rinvii, 109 Ib 20 consid. 4a; ENRICO 

RIVA, VLP-ASPAN, n. 176 segg. ad art. 5 LPT; RUCH, VLP-ASPAN, n. 65 

segg. ad art. 27 LPT; ZEN-RUFFINEN/GUY-ECABERT, op. cit., n. 1474-1476). 

3.7.3 Giusta l’art. 18 cpv. 2 LSN, la CFS è l’autorità competente per statuire 

in merito alle richieste di indennizzo in rapporto alle restrizioni derivanti 

dall’istituzione di una zona di riserva, in applicazione della procedura di cui 

agli artt. 57 segg. LEspr (cfr. DTF 121 II 436 consid. 3b; 101 Ib 277 

consid. 2d). La CFS non è per contro competente a statuire su pregresse 

decisioni o misure sospensive fondate sul diritto cantonale o federale, che 

non possono essere cumulate con la zona riservata (cfr. sentenza del TAF 

A-5808/2011 del 18 gennaio 2013 consid. 4.3) e che potrebbero, semmai, 

qualora ne fossero date le condizioni, fondare una responsabilità a carico 

dell’ente che avrebbe indebitamente ritardato una decisione definitiva 

(cfr. RIVA, VLP-ASPAN, n. 178 ad art. 5 LPT). 

4.  

In concreto, si pone innanzitutto la questione fondamentale a sapere a 

quale zona del PR del Comune di Mendrisio/Rancate era attribuito il 

comparto « La Tana» al momento del dies aestimandi fissato al 2 maggio 

2013 (data dell’udienza di conciliazione dinanzi alla CFS), ove è ubicata la 

particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______), nella 

misura in cui la fissazione dell’indennità per espropriazione formale è 

strettamente correlata alla natura del fondo espropriato in quel preciso 

momento, fatta astrazione degli eventuali effetti negativi anticipati legati 

all’impresa dell’espropriante (cfr. consid. 3.5 del presente giudizio), punto 

su cui le parti si trovano qui totalmente in disaccordo. 

A tal fine, dopo un breve richiamo delle posizioni contrastanti delle parti 

(cfr. consid. 4.1 del presente giudizio), lo scrivente Tribunale ricostruirà la 

fattispecie alla base dell’attuale situazione pianificatoria del comparto « La 

Tana », tenendo altresì conto sia degli atti intrapresi dai ricorrenti 2, 3 e 4 

(espropriati) in rapporto al progetto di edificio multiuso sulla particella n. ***1 

RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______), che di quelli intra-

presi dal ricorrente 1 (espropriante) in rapporto al progetto di svincolo 

autostradale di Mendrisio (cfr. consid. 4.2 del presente giudizio). 

 

A-6928/2015 

Pagina 17 

4.1  

4.1.1 Nella decisione impugnata, l’autorità inferiore ha ritenuto che al dies 

aestimandi fissato al 2 maggio 2013 il comparto « La Tana » andava 

considerato come inserito nella zona industriale « Ia » e dunque edificabile. 

Più nel dettaglio, dopo aver rilevato che il comparto « La Tana » – di cui 

fanno parte le particelle n. ***1, ***2 e ***3 RFD del Comune di X._______ 

(Sezione Y._______) – era inserito nel PR del 1983 nella zona industriale 

« Ia », l’autorità inferiore ha infatti ritenuto che la successiva non 

approvazione della zona industriale nel PR del 2002/2003 e l’istituzione 

della zona riservata per strade nazionali in corrispondenza del comparto 

« La Tana » nel 2005 sarebbero entrambe riconducibili all’esistenza del 

progetto di riorganizzazione dello svincolo autostradale di Mendrisio. Per 

tale motivo, essa ha ritenuto che le predette misure pianificatorie – ovvero 

la non approvazione della zona industriale e l’istituzione di una zona di 

riserva LSN – sarebbero state adottate in relazione al progetto di svincolo 

autostradale di Mendrisio voluto dal ricorrente 1, ossia dell’espropriante. In 

tali circostanze, ai fini dell’estimo essa ha sancito che nel determinare la 

natura del fondo al dies aestimandi, andava fatta astrazione degli effetti 

anticipati negativi dell’opera dell’espropriante ai sensi dell’art. 20 cpv. 3 

LEspr (cfr. decisione impugnata, pagg. 13-15). 

Di medesimo parere dell’autorità inferiore sono i ricorrenti 2, 3 e 4 – qui 

espropriati – i quali nel loro gravame contestano unicamente l’ammontare 

dell’indennizzo per espropriazione formale/materiale a loro concesso in 

rapporto ai vari pregiudizi da essi sollevati (cfr. ricorso 29 ottobre 2015, 

punto C, pag. 5). 

4.1.2 Di avviso contrario, il ricorrente 1 ritiene che sarebbe a torto che al 

dies aestimandi l’autorità inferiore avrebbe ritenuto come edificabile il 

comparto « La Tana » che di fatto non lo sarebbe mai stato. In sostanza, 

contestando la validità del PR del 1983 che attribuiva il comparto « La 

Tana » alla zona industriale in quanto mai stato conforme alla legislazione 

federale in materia di pianificazione del territorio, il ricorrente 1 sottolinea 

che la stessa sarebbe decaduta nel 1988 per effetto dell’art. 35 cpv. 1 lett. b 

LPT, e poiché da allora sarebbe stato possibile edificare solo il territorio già 

largamente edificato in base all’art. 36 cpv. 3 LPT, rispettivamente sarebbe 

decaduta con l’approvazione nel 1986 del collegamento Mendrisio-Stabio 

(A394). A seguito della revisione del PR del 2002/2003 e dell’istituzione 

della zona di riserva nel 2005, ora decaduta, il comparto « La Tana » non 

sarebbe mai stato nuovamente attribuito alla zona industriale. Attualmente 

vigerebbe un vuoto pianificatorio, sicché il comparto « La Tana » non 

sarebbe tutt’ora oggetto di pianificazione. Ai ricorrenti 2, 3 e 4 – qui parte 

A-6928/2015 

Pagina 18 

espropriata – andrebbe pertanto riconosciuto soltanto l’usuale indennizzo 

per i fondi agricoli e boschivi (cfr. ricorso 28 ottobre 2015, pag. 2 segg.). 

4.2  

4.2.1 Con risoluzione n. 6903 del 21 dicembre 1983 (cfr. atto n. 14 prodotto 

dai ricorrenti), il Consiglio di Stato del Cantone Ticino (di seguito: CdS) ha 

approvato il PR (di seguito: PR 1983) dell’allora Comune di Rancate ed ha 

fra l’altro inserito il comparto « La Tana » nella zona industriale J2, del 

quale fanno parte le particelle n. ***1, n. ***2 e n. ***3 RFD del Comune di 

X._______ (Sezione Y._______).  

4.2.2 Il 4 novembre 1994, i ricorrenti hanno presentato una prima domanda 

di costruzione volta alla costruzione di un edificio multiuso per l’industria, il 

commercio, lo svago e l’amministrazione sulla particella n. ***1 RFD del 

Comune di X._______ (Sezione Y._______) – all’epoca particella n. ***4 – 

ubicata nel comparto « La Tana » (cfr. atto C1 prodotto dai ricorrenti).  

Alla predetta domanda si è opposto il Dipartimento del territorio del 

Cantone Ticino (di seguito: Dipartimento del territorio), rilevando che il 

terreno era interessato dalla ristrutturazione del raccordo fra l’autostrada 

N2 e la strada espesso A394. Con decisione 2 febbraio 1995, il Municipio 

di Rancate ha nondimeno rilasciato la licenza edilizia, considerando la 

particella n. ***1 come allora inserita in zona industriale secondo il 

PR 1983, quindi edificabile (cfr. atto C2 prodotto dai ricorrenti). 

Con decisione 5 luglio 1995, il CdS ha poi annullato la predetta licenza 

edilizia, in accoglimento del ricorso del Dipartimento del Territorio. Veniva 

altresì decretata la sospensione dell’esame della domanda di costruzione 

4 novembre 1994 a norma dell’art. 65 della legge cantonale del 23 maggio 

1990 di applicazione della legge federale sulla pianificazione del territorio 

(vLALPT, RL 7.1.1.1) allora in vigore, poiché in contrasto con lo studio 

pianificatorio in atto inerente alla riorganizzazione dello svincolo di 

Mendrisio (cfr. atto C3 prodotto dai ricorrenti). In proposito, si precisa 

unicamente che in virtù dell’art. 65 vLALPT – attuale art. 62 della legge 

cantonale del 21 giugno 2011 sullo sviluppo territoriale (LST, RL 7.1.1.1), 

avente pressoché il medesimo tenore – in mancanza di una zona di 

pianificazione l’autorità cantonale o il Municipio deve infatti sospendere per 

due anni al massimo la sua decisione quando la domanda di costruzione 

appare in contrasto con uno studio pianificatorio in atto. 

La decisione del CdS era successivamente stata impugnata dai ricorrenti 

con ricorso 19 luglio 1995 dinanzi al TRAM (cfr. atto C4 prodotto dai 

A-6928/2015 

Pagina 19 

ricorrenti), rimasto pendente per diversi anni, senza che gli stessi ne 

sollecitassero l’evasione. Detto ricorso – dopo aver interpellato i ricorrenti, 

tuttavia rimasti silenti – per finire è poi stato stralciato dai ruoli dal TRAM 

con decreto 19 maggio 2004. 

4.2.3 Il 15 febbraio 2000, il Consiglio comunale di Rancate ha adottato la 

revisione generale del PR, confermando per il comparto « La Tana » 

l’azzonamento previsto dal PR 1983, ossia zona industriale « la ». 

4.2.4 Nel mese di aprile 2002, i ricorrenti hanno nel frattempo presentato 

una nuova domanda di costruzione sempre per la costruzione di un edificio 

multiuso per l’industria, il commercio, lo svago e l’amministrazione sulla 

particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______; 

cfr. atto C5 prodotto dai ricorrenti).  

4.2.5 Con risoluzione n. 3405 del 9 luglio 2002 (cfr. doc. L.-1 di cui all’atto 

n. 13 prodotto dai ricorrenti), il CdS, riservandosi ulteriore decisione 

definitiva sentiti i proprietari interessati (particelle n. ***1, ***2 e ***3 RFD 

dell’allora Comune di Y._______), ha comunicato la sua intenzione di non 

approvare la zona industriale « la » in località « La Tana », in quanto « […] 

il nuovo tracciato concernente il raccordo tra l’autostrada N2 e la strada di 

collegamento principale A 394 in località La Tana […] , non riportato sul 

Piano, comporta delle ripercussioni sul comparto classificato come tale. In 

effetti la zona industriale viene tagliata in due dalla nuova sistemazione 

viaria, motivo per cui il Consiglio di Stato, essendo cambiate le condizioni 

di base che avevano portato alla definizione di questo azzonamento, ritiene 

indispensabile un nuovo approfondimento relativo al comparto […] » 

(cfr. doc. L.-1, pag. 29).  

Con risoluzione n. 1902 del 6 maggio 2003 (cfr. doc. D11 di cui all’atto 

n. 13 prodotto dai ricorrenti), il CdS, dopo aver sentito i proprietari 

interessati, ha confermato il proprio diniego all’azzonamento proposto – 

ossia la non approvazione dell’istituzione della zona industriale « la » in 

località « La Tana » – per i motivi già indicati nella sua precedente 

risoluzione e facendo riferimento anche al progetto di riorganizzazione 

dello svincolo autostradale di Mendrisio. Nel contempo, il CdS ha ordinato 

all’allora Comune di Rancate l’elaborazione e l’adozione di una variante di 

PR per una miglior definizione del comparto (cfr. citata risoluzione, pag. 13 

seg.). Così facendo, il CdS ha approvato parzialmente il nuovo PR del 

Comune di Rancate e negato l’approvazione di alcune parti dello stesso, 

tra cui l’attribuzione del comparto « La Tana » alla zona industriale. La 

predetta risoluzione governativa è stata confermata dal TRAM con 

A-6928/2015 

Pagina 20 

sentenza 90.2003.69 del 13 agosto 2006 (cfr. doc. L11 di cui all’atto n. 13 

prodotto dai ricorrenti) e successivamente dal Tribunale federale con 

sentenza 1P.549/2006 del 26 settembre 2006 (cfr. doc. L14 di cui all’atto 

n. 13 prodotto dai ricorrenti).  

Orbene, l’approvazione parziale delle disposizioni di un piano regolatore 

ha quale conseguenza che le parti approvate entrano in vigore; tuttavia la 

vecchia regolamentazione non si applica alle parti del piano che non sono 

state ammesse. Infatti, il rifiuto d’approvare certe parti di un piano 

regolatore comporta il rinvio all’autorità inferiore affinché quest’ultima 

modifichi il piano ai sensi dei considerandi (cfr. sentenza del TAF A-

1802/2013 del 6 novembre 2013 consid. 5.4; RUCH, VLP-ASPAN, n. 47 ad 

art. 26 LPT). Nel caso in rassegna, come visto, il CdS ha di fatto rinviato 

gli atti al Comune di Rancate al fine di rielaborare e ridefinire la 

destinazione pianificatoria del comparto « La Tana », tenuto conto del 

futuro sviluppo dello svincolo di Mendrisio. Nella misura in cui il precedente 

PR non risulta più applicabile, in attesa dell’elaborazione della nuova 

variante di PR da parte del Comune di Rancate e della sua successiva 

approvazione da parte del CdS, il comparto « La Tana » va considerato 

come « non azzonato », ovvero come non attribuito ad una specifica zona 

del PR. Come sottolineato dallo stesso Tribunale federale, ciò non significa 

tuttavia che negando l’approvazione del PR nel 2003 una sua attribuzione 

alla zona industriale e/o edificabile sia stata definitivamente preclusa dal 

CdS, un suo inserimento rimanendo di per sé possibile nel seguito della 

procedura sulla base di un esame più approfondito della fattispecie 

(cfr. sentenza del TF 1P.549/2006 del 26 settembre 2006, pag. 10). 

4.2.6 Il 21 novembre 2003, su richiesta dei Servizi Generali del Cantone 

Ticino del 6 novembre 2002 (cfr. atto C5bis prodotto dai ricorrenti), il 

Municipio di Rancate ha sospeso la seconda domanda di costruzione aprile 

2002 in applicazione dell’art. 65 vLALPT (attuale art. 62 LST), siccome la 

zona in oggetto era interessata dal progetto di riorganizzazione dello 

svincolo autostradale di Mendrisio (cfr. atto C8 prodotto dai ricorrenti). 

4.2.7 Con decisione 11 marzo 2005, il DATEC ha istituito una zona 

riservata per le strade nazionali sul territorio dei allora Comuni di Rancate 

e Mendrisio, in corrispondenza del comparto « La Tana », in vista della 

riorganizzazione dello svincolo di Mendrisio, di una durata di validità di 

5 anni (cfr. doc. A di cui all’atto n. 13 prodotto dai ricorrenti).  

4.2.8 Con decisione 24 ottobre 2007, il Municipio di Rancate – dopo avere 

riattivato la procedura edilizia su richiesta dei ricorrenti – ha respinto la 

A-6928/2015 

Pagina 21 

predetta domanda di costruzione, a motivo che la particella n. ***1 era 

ubicata nella zona riservata istituita dal DATEC con decisione 11 marzo 

2005 (cfr. atto C8decis prodotto dai ricorrenti). Con decisione 27 maggio 

2008, il CdS ha poi annullato la predetta decisione, in accoglimento del 

ricorso dei ricorrenti a motivo che la licenza edilizia non poteva essere 

negata a priori in presenza di una zona riservata, rinviando la causa al 

Municipio di Rancate per nuovo giudizio (cfr. atto C8duodecim prodotto dai 

ricorrenti). 

4.2.9 L’11 luglio 2008 l’USTRA ha inoltrato al DATEC la richiesta 

d’approvazione dei piani per la riorganizzazione dello svincolo autostradale 

di Mendrisio sulla A2 di Mendrisio. Con decisione 31 ottobre 2011, il 

DATEC ha evaso le opposizioni al progetto e approvato i piani del progetto 

esecutivo, trasmettendo le domande di espropriazione alla CFS. Detta 

decisione è poi stata confermata dallo scrivente Tribunale con sentenza A-

6547/2011 del 22 ottobre 2013. 

4.2.10 Al dies aestimandi del 2 maggio 2013, la zona di riserva per le 

strade nazionali istituita dal DATEC con decisione 11 marzo 2005, di una 

durata di 5 anni, risulta essere già decaduta. A conoscenza del Tribunale, 

il Comune di Rancate non sembrerebbe avere a tutt’oggi elaborato una 

variante di PR per il comparto « La Tana » sulla base di ulteriori approfon-

dimenti, conformemente a quanto prescritto dal CdS con risoluzione 

n. 1902 del 6 maggio 2003, in particolare tenendo conto del progetto dello 

svincolo autostradale di Mendrisio (cfr. consid. 4.2.5 del presente giudizio). 

In tali circostanze, tutto conduce il Tribunale a ritenere che al dies 

aestimandi per il comparto « La Tana » sussisteva un vuoto pianificatorio, 

lo stesso non essendo stato attribuito – e neppure tutt’ora – espressamente 

ad una zona specifica del PR del Comune di Rancate.  

Sennonché dall’analisi degli atti pianificatori non si può negare il fatto che 

l’attuale situazione pianificatoria vigente per il comparto « La Tana » è 

legata strettamente alla sussistenza del progetto di svincolo autostradale 

di Mendrisio, così come risultante dalle due risoluzioni n. 3450 del 9 luglio 

2002 e n. 1902 del 6 maggio 2003 del CdS e dalla decisione dell’11 marzo 

2005 del DATEC istituente la zona di riserva delle strade nazionali. In 

nessuno di detti atti viene infatti mai sancito o affermato che il PR 1983 o 

la proposta di PR 2002 fossero contrari alla vigente LPT per quanto attiene 

al comparto « La Tana », e più precisamente in contrasto con l’art. 15 LPT 

istituente un freno al sovradimensionamento delle zone edificabili, così 

come invece sostenuto dal ricorrente 1 (cfr. ricorso 28 ottobre 2015, pag. 3 

segg.). Si noti, a titolo complementare come in presenza di un PR conforme 

A-6928/2015 

Pagina 22 

alla LPT, la giurisprudenza riconosca la sussistenza di un caso di 

« dezzonamento » che, a determinate condizioni, può costituire 

un’espropriazione materiale (cfr. RIVA, VLP-ASPAN, n. 205 segg. ad art. 5 

LPT). Ciò puntualizzato, come visto, se è vero che le due predette 

risoluzioni del CdS hanno negato l’attribuzione del comparto « La Tana » 

alla zona industriale tenuto conto di un ipotetico sviluppo futuro dello 

svincolo autostradale di Mendrisio, vero è anche che le stesse non hanno 

tuttavia precluso una sua ipotetica attribuzione futura alla predetta zona 

(cfr. consid. 4.2.5 del presente giudizio). La zona di riserva delle strade 

nazionali è peraltro stata istituita proprio per preservare lo sviluppo futuro 

dello svincolo e non allo scopo di conformarsi con l’art. 15 LPT 

(cfr. consid. 4.2.7 del presente giudizio).  

In tali circostanze, si deve ritenere che è a giusta ragione che l’autorità 

inferiore ha ritenuto un caso di applicazione dell’art. 20 cpv. 3 LEspr, 

imputando la situazione pianificatoria al dies aestimandi all’opera 

dell’espropriante (cfr. consid. 3.5 del presente giudizio). Dovendo prescin-

dere dagli effetti negativi della pianificazione, si deve infatti ritenere che al 

dies aestimandi il comparto « La Tana » – è di riflesso anche le particelle 

n. ***1, ***2 e ***3 RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______) – 

era inserito in zona industriale, quindi edificatoria, così come giustamente 

constatato dall’autorità inferiore. Su questo punto la decisione impugnata 

va pertanto confermata e il ricorso del ricorrente 1 respinto. 

5.  

5.1 Nel loro gravame i ricorrenti 2, 3 e 4 contestano l’indennità per espro-

priazione formale a loro concessa, in quanto ritengono che l’indennizzo di 

350 franchi/m2 calcolato dall’autorità inferiore secondo il metodo statistico-

comparativo non sarebbe appropriato e violerebbe il principio della piena 

indennità. A loro avviso, bisognerebbe infatti prescindere dall’applicazione 

del metodo statistico-comparativo, poiché detto metodo si discosterebbe 

da quanto notorio, ossia che a meno di 500 franchi/m2 non si troverebbe 

un terreno industriale urbanizzato da comperare in quella zona del 

Mendrisiotto. A comprova di quanto da essi asserito, essi avevano chiesto 

dinanzi all’autorità inferiore (a) l’esperimento di una perizia immobiliare o 

l’audizione in qualità di testimoni di uno o più immobiliaristi attivi nella zona, 

(b) l’edizione da parte del ricorrente 1 dei contratti relativi alla vendita di 

terreni dell’autostrada (salvo errore nel 2012 al signor K._______) per la 

costruzione ampliamento posteggi in zona svincolo di Mendrisio a prezzi 

fino a 800 franchi/m2. Detta richiesta è stata rinnovata dinanzi al Tribunale 

(cfr. ricorso 29 ottobre 2015, punto D1, pag. 5 segg.). 

A-6928/2015 

Pagina 23 

5.2 Al riguardo, lo scrivente Tribunale rileva quanto segue. In concreto, 

l’autorità inferiore, ritenendo la particella n. ***1 RFD del Comune di 

X._______ (Sezione Y._______) come inserito nella zona industriale 

« Ia », ha preso in considerazione la media ponderata su 4 anni/8 anni pari 

a 350 franchi/m2 dei dati relativi alle vendite di terreni industriali-artigianali 

analoghi a detta particella risultanti dalle tabelle di cui agli allegati II, VII e 

VIII acclusi alla decisione impugnata, in applicazione del metodo statistico-

comparativo. Essa ha pertanto fissato l’indennità per l’espropriazione 

definitiva di 3'700 m2 della particella n. ***1 a 1'295'000.00 franchi 

(= 350 fr./m2 x 3'700 m2). Così facendo, l’autorità inferiore si è di fatto 

attenuta alla giurisprudenza in materia di fissazione dell’indennità per 

espropriazione formale, che prescrive espressamente l’applicazione del 

metodo statistico-comparativo, nonché la presa in considerazione 

oggettiva dei prezzi medi di vendita di un periodo di 4 anni precedente il 

dies aestimandi (cfr. DTF 122 II 337 consid. 5, sentenza del TF 1A.28/2005 

del 29 luglio 2005 consid. 2.3; sentenza del TAF A-1482/2013 del 2 giugno 

2014 consid. 4.3.2 con rinvii; parimenti considd. 3.6.1-3.6.3 del presente 

giudizio). Dall’analisi delle tabelle statistiche accluse alla decisione 

impugnata, lo scrivente Tribunale non intravvede alcun valido motivo per 

discostarsene o per ritenere la sussistenza di un errore manifesto nella 

fissazione dell’indennità da parte dell’autorità inferiore – qui autorità 

specializzata – tale da rimettere in discussione l’indennità di 350 franchi/m2 

(cfr. consid. 2.3 del presente giudizio). In tale contesto, i dati statistici presi 

in considerazione dall’autorità inferiore vanno ritenuti come sufficienti, 

sicché non si intravvede la necessità di ordinare ulteriori complementi 

istruttori, così come auspicato dai ricorrenti 2, 3 e 4 (cfr. art. 12 PA). La 

richiesta d’esperimento di una perizia immobiliare o l’audizione di esperti 

immobiliari non appaiono qui indispensabili, così come neppure l’edizione 

di documenti relativi ad una vendita a 500 franchi/m2 che il ricorrente 1 

avrebbe effettuato nel 2012, detto dato – quand’anche comprovato – 

costituendo in ogni caso un dato estremo isolato (cfr. consid. 3.6.3 del 

presente giudizio). La censura dei ricorrenti e la richiesta di ulteriori mezzi 

probatori, vanno pertanto entrambe qui respinte.  

6.  

6.1 Nel loro gravame i ricorrenti 2, 3 e 4 contestano il mancato ricono-

scimento da parte dell’autorità inferiore di un’indennità di espropriazione in 

rapporto al mancato guadagno ch’essi indubbiamente avrebbero conse-

guito con l’investimento proposto agli inizi degli anni 90, in rapporto alla 

realizzazione dell’edificio multiuso – a beneficio di una regolare licenza 

edilizia del 4 novembre 1994, prevista già da febbraio 1995 – e alla sua 

messa a reddito al più tardi a partire dal 1° gennaio 1998, qualora detta 

A-6928/2015 

Pagina 24 

costruzione non fosse stata bloccata dal progetto dello svincolo autostra-

dale di Mendrisio voluto dal ricorrente 1. A loro avviso, non riconoscendo 

loro il mancato guadagno, essi non sarebbero stati posti nella stessa 

condizione economica in cui sarebbero stati se l’espropriazione non 

avesse avuto luogo. Per questi motivi, dinanzi al Tribunale statuente essi 

rinnovano la richiesta di riconoscimento di un mancato guadagno a partire 

dal 1° gennaio 1998 di almeno 93'000 franchi, oltre accessori. Dinanzi 

all’autorità inferiore, a comprova dell’ammontare del mancato guadagno 

essi hanno offerto e richiesto l’esperimento di una perizia. A comprova 

invece del fatto che l’edificio multiuso sarebbe stato completato e l’immo-

bile messo a reddito al più tardi a partire dal 1° gennaio 1998, essi hanno 

proposto la testimonianza del signor L._______. Nella misura in cui 

l’autorità inferiore non ha assunto le prove da loro richieste, essi ritengono 

che la stessa avrebbe violato il loro diritto di essere sentiti e commesso un 

diniego di giustizia. Dette richieste di prova sono formulate anche in sede 

ricorsuale (cfr. ricorso 29 ottobre 2015, punto D3, pag. 9 segg.). 

Qualora l’indennità per mancato guadagno non dovesse essere loro rico-

nosciuta dal Tribunale, essi contestano altresì la decisione impugnata in 

quanto l’autorità inferiore non sarebbe entrata a torto nel merito dei costi di 

progettazione e di licenza edilizia dell’edificio multiuso. Poiché detto 

edificio non sarebbe potuto essere realizzato a causa del progetto di svin-

colo autostradale, i ricorrenti 2, 3 e 4 considerano infatti detti costi come un 

puro pregiudizio dell’importo di 149'300 franchi, oltre accessori, soggetto 

ad indennizzo (cfr. ricorso 29 ottobre 2015, punto D4, pag. 11 seg.). 

6.2 In proposito, lo scrivente Tribunale rileva quanto segue. Il mancato 

guadagno e i costi di progettazione nonché di licenza edilizia dell’edificio 

multiuso mai realizzato dai ricorrenti 2, 3 e 4 non si trovano in stretta 

correlazione con l’espropriazione formale definitiva della particella n. ***1 

RFD del Comune di X._______ (Sezione Y._______), bensì semmai con i 

pregressi atti intrapresi dal ricorrente 1 in qualità di espropriante e dalle 

competenti autorità cantonali in rapporto alle due domande di costruzione 

sospese in applicazione del diritto cantonale. Difettando un nesso causale 

adeguato e naturale tra il danno asserito e l’espropriazione formale – 

presupposto fondamentale per entrare nel merito della richiesta dei 

ricorrenti 2, 3 e 4 – la loro censura non può che essere qui respinta 

(cfr. consid. 3.4 del presente giudizio). Ora, le conseguenze di un blocco 

edilizio in applicazione degli effetti anticipati negativi di una pianificazione 

non sono di certo costitutivi di un’espropriazione formale, bensì 

eventualmente – e solo a determinate condizioni – di un’espropriazione 

materiale, punto su cui lo scrivente Tribunale si pronuncerà nel consid. 7 

A-6928/2015 

Pagina 25 

che segue, per quanto di competenza dell’autorità inferiore (cfr. in merito 

alla competenza della CFS, considd. 3.7.2-3.7.3 del presente giudizio). 

In tale contesto, non essendo dati già in partenza i presupposti per la 

concessione di un’indennità per espropriazione formale, non è ravvisabile 

alcuna violazione del diritto di essere sentiti dei ricorrenti 2, 3 e 4, 

rispettivamente un diniego di giustizia, nella misura in cui i mezzi probatori 

da essi proposti e respinti dall’autorità inferiore mirano unicamente a 

stabilire l’entità del mancato guadagno e/o dei costi di progettazione e non 

a comprovare il nesso causale con l’espropriazione formale, che di fatto 

qui difetta. Per gli stessi motivi, anche in questa sede non vi è luogo di dare 

seguito alle prove postulate dai ricorrenti 2, 3 e 4, qui non pertinenti. Detta 

richiesta va pertanto qui respinta (cfr. art. 12 PA). 

7.  

7.1 Nel loro gravame, i ricorrenti 2, 3 e 4 lamentano poi il mancato ricono-

scimento da parte dell’autorità inferiore di un’indennità per l’espropriazione 

materiale della particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione 

Y._______) in rapporto al blocco edilizio e al tentativo di dezonamento, 

rispettivamente vuoto e blocco pianificatorio attuato dal ricorrente 1, in 

veste di espropriante, dal 1994 di ben 18 anni. A loro avviso, sarebbe infatti 

a torto che l’autorità inferiore avrebbe tenuto conto solo della sussistenza 

della zona di riserva di 5 anni dall’11 marzo 2005 all’11 marzo 2010, per 

ritenere il blocco edilizio da essi subito come temporaneo e non soggetto 

ad indennizzo. Invero, detta autorità avrebbe dovuto prendere in conside-

razione anche i pregressi atti del ricorrente 1 costitutivi di espropriazione 

materiale. In tale contesto, qualora l’indennizzo per mancato guadagno, 

per costi legali di patrocinio, per occupazione del fondo e i relativi interessi 

non dovesse essere loro riconosciuto per espropriazione formale, essi 

chiedono dunque che gli stessi vengano loro riconosciuti per espro-

priazione materiale (cfr. ricorso 29 ottobre 2015, punto E, pag. 12 seg.).  

7.2 Sennonché la loro tesi non può essere qui condivisa dallo scrivente 

Tribunale. Se è vero che l’autorità inferiore, nella sua veste di CFS, è 

competente in rapporto alla concessione di un’indennità nei casi di 

espropriazione materiale correlati all’istituzione di una zona di riserva ai 

sensi dell’art. 18 cpv. 2 LSN, tuttavia non lo è per quanto concerne gli 

eventuali casi di espropriazione materiale anteriori all’istituzione di una 

zona di riserva e non connessi con quest’ultima, segnatamente in rapporto 

a dei blocchi edilizi pronunciati dalle competenti autorità cantonali in 

applicazione del diritto cantonale (cfr. consid. 3.7.3 del presente giudizio). 

In tali condizioni, la questione a sapere se gli asseriti blocchi edilizi subiti 

A-6928/2015 

Pagina 26 

dai ricorrenti 2, 3 e 4 per più di venti anni – circostanza che andrebbe 

comunque ancora verificata – possano essere o meno costitutivi di 

un’espropriazione materiale e aprire la via del risarcimento, può pertanto 

rimanere qui aperta.  

Ciò puntualizzato, va altresì rilevato – così come giustamente sancito 

dall’autorità inferiore – come una zona di riserva delle strade nazionali di 

una durata di 5 anni non dia di per sé diritto al riconoscimento di 

un’indennità per espropriazione materiale, nella misura in cui, secondo la 

giurisprudenza molto restrittiva dell’Alta Corte, il divieto di costruire viene 

considerato temporaneo e sopportabile per l’espropriato (cfr. consid. 3.7.2 

del presente giudizio). Anche su questo punto, il ricorso dei ricorrenti 2, 3 

e 4 va dunque qui respinto. Di conseguenza, anche in questo contesto, non 

essendo dati i presupposti per il riconoscimento di un’indennità per 

espropriazione materiale, non sussiste neppure alcun valido motivo per 

dare seguito alle prove postulate dai ricorrenti 2, 3 e 4 a comprova 

dell’entità del mancato guadagno e/o dei costi di progettazione. Detta 

richiesta va pertanto qui respinta (cfr. art. 12 PA). 

8.  

8.1 Nel loro gravame, i ricorrenti 2, 3 e 4 contestano infine l’indennità di 

ripetibili concessa loro dall’autorità inferiore, in quanto ritengono che la 

quantificazione in 60 ore non terrebbe conto del fatto che invero la 

procedura espropriativa sarebbe durata ben 18 anni (dal 1994 al 2012), 

rispettivamente ben 21 anni sino alla prima decisione di espropriazione 

formale. Tenuto conto che le prime due notifiche per espropriazione 

materiale in relazione al progetto risalirebbero già al 1995, nonché di oneri 

di 10-15 ore all’anno di patrocinio per un’adeguata difesa dei loro interessi 

in rapporto al comportamento arbitrario, contrario alla buona fede e 

defatigatorio perpetrato dal ricorrente 1, qui espropriante, si giustifiche-

rebbe infatti di riconoscere loro le 315-420 ore complessive di patrocinio 

sull’arco dei precedenti 21 anni (cfr. ricorso 29 ottobre 2015, punto D2, 

pag. 7 seg.). A loro avviso sarebbe in particolare provato agli atti che, se 

non vi fosse stata l’opera e l’espropriazione per la costruzione dello 

svincolo di Mendrisio, essi avrebbero pacificamente edificato la particella 

n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Y._______) a partire dalla 

primavera del 1995, senza dover sostenere spese legali per più di 21 anni 

in rapporto alle 15 procedure contenziose da esse sostenute per difendere 

i loro diritti (dapprima con un altro legale, ora con l’attuale legale). Essi 

avrebbero evitato tutte queste spese legali, se il ricorrente 1 avesse 

accettato di concordare in via amichevole con loro un indennizzo 

appropriato per l’espropriazione della loro particella. Per questi motivi essi 

A-6928/2015 

Pagina 27 

postulano il riconoscimento di almeno 300 ore di legale in rapporto alle 

15 procedure contenziose da essi sostenute, quindi 300 franchi/ora per 

90'000 franchi di ripetibili, rispettivamente per 106'620 franchi, spese e IVA 

inclusa (cfr. ricorso 29 ottobre 2015, punto D2, pag. 8 seg.). 

8.2 Al riguardo, lo scrivente Tribunale rileva quanto segue. Nel contesto 

della presente vertenza, la questione delle spese e delle ripetibili è regolata 

dagli artt. 114 segg. LEspr (cfr. [tra le tante] sentenza del TAF A-6674/2014 

del 7 dicembre 2015 consid. 9 con i numerosi rinvii). Giusta l’art. 114 cpv. 1 

LEspr, le spese cagionate dall’esercizio del diritto d’espropriazione sono a 

carico dell’espropriante. Giusta l’art. 115 cpv. 1 LEspr, l’espropriante deve 

pagare all’espropriato una congrua indennità per le spese ripetibili 

necessarie, cagionate a questo ultimo dalle procedure di opposizione, di 

conciliazione e di stima. Secondo l’art. 115 cpv. 2 LEspr, se le conclusioni 

dell’espropriato vengono respinte totalmente o preponderatemene, si può 

rinunciare, in tutto o in parte, all’aggiudicazione delle spese ripetibili.  

Ora, per quanto qui ci concerne, i ricorrenti 2, 3 e 4 non si sono limitati ad 

avanzare una richiesta di rimborso dei costi da essi sostenuti in rapporto 

alla procedura d’espropriazione formale in oggetto, bensì anche dei costi 

da essi sostenuti per le pregresse procedure di ricorso relative alle due 

domande di costruzione, all’istituzione della zona di riserva, alle procedure 

d’espropriazione materiale, ecc. Sennonché ogni pretesa avanzata dai 

ricorrenti 2, 3 e 4 non strettamente correlata con l’espropriazione formale 

definitiva della particella n. ***1 RFD del Comune di X._______ (Sezione 

Y._______) non risulta qui ricevibile, difettando un nesso causale adeguato 

e naturale con la presente procedura d’espropriazione (cfr. consid. 3.4 del 

presente giudizio). In tale contesto, si deve ritenere che è a giusta ragione 

che l’autorità inferiore ha preso in considerazione unicamente le spese e i 

costi di patrocinio strettamente correlate con l’espropriazione formale in 

oggetto, negando ogni altro indennizzo. Alla luce delle censure dei 

ricorrenti 2, 3 e 4, il riconoscimento di un dispendio di 60 ore ed una 

indennità di 300 franchi/ora, per un totale di 18'000 franchi, oltre accessori, 

appare qui adeguato. Analogo discorso vale per quanto concerne le spese 

fissate forfettariamente al 10% pari a 1'800 franchi. Ne discende che, 

anche su questo punto, il ricorso dei ricorrenti 2, 3 e 4 va qui respinto. 

9.  

In conclusione, alla luce di tutto quanto suesposto, la decisione presa nei 

confronti dei ricorrenti 2, 3 e 4 non è contraria al diritto applicabile, non può 

inoltre essere considerata arbitraria, né frutto di un abuso del potere di 

apprezzamento dell’autorità inferiore e neppure – per quanto verificabile 

A-6928/2015 

Pagina 28 

anche in quest’ottica – inadeguata. La stessa va dunque qui integralmente 

confermata e i due ricorsi 28 ottobre 2015 e 29 ottobre 2015 – nel caso dei 

ricorrenti 2, 3 e 4, solo nella misura in cui è ricevibile – respinti.  

10.  

Come visto (cfr. consid. 8 del presente giudizio), nel contesto della 

presente vertenza, la questione delle spese e delle ripetibili è regolata dagli 

artt. 114 segg. LEspr (cfr. [tra le tante] sentenza del TAF A-6674/2014 del 

7 dicembre 2015 consid. 9 con i numerosi rinvii). Giusta l’art. 116 cpv. 1 

LEspr, le spese e le ripetibili sono di regola poste a carico dell’espropriante. 

Se le conclusioni dell’espropriato vengono respinte totalmente, si può 

procedere ad una diversa ripartizione. In ogni caso, le spese provocate 

inutilmente sono addossate a chi le ha cagionate. 

Nella fattispecie, le spese processuali, fissate a 1'500 franchi sono poste a 

carico del ricorrente 1 (qui parte espropriante).  

Visto l’esito dei due gravami, si giustifica altresì la concessione di 

un’indennità di ripetibili ai ricorrenti 2, 3 e 4 – qui espropriati, assistiti da un 

legale iscritto nel registro degli avvocati del Cantone Ticino – in 

correlazione con il respingimento del ricorso 28 ottobre 2015 del 

ricorrente 1. In concreto, tenuto altresì conto degli atti di causa, appare qui 

appropriato assegnare loro un’indennità per spese ripetibili pari a 

2'000 franchi, importo che giusta l’art. 116 cpv. 1 LEspr deve essere posto 

a carico del ricorrente 1, ovvero l’espropriante. 

(il dispositivo è indicato alla pagina seguente) 

  

A-6928/2015 

Pagina 29 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso 28 ottobre 2015 del ricorrente 1 è respinto. 

2.  

Il ricorso 29 ottobre 2015 dei ricorrenti 2, 3 e 4 è respinto, nella misura in 

cui è ricevibile. 

3.  

Le spese processuali di 1'500 franchi sono poste a carico del ricorrente 1. 

Alla crescita in giudicato del presente giudizio, tali spese verranno 

interamente detratte dall’anticipo spese versato a suo tempo dal 

ricorrente 1. 

4.  

Ai ricorrenti 2, 3 e 4 è riconosciuta un’indennità per spese ripetibili pari a 

2'000 franchi. Alla crescita in giudicato del presente giudizio, detto importo 

dovrà essere versato a loro dal ricorrente 1. 

5.  

Comunicazione a: 

– ricorrente 1 (atto giudiziario)  

– ricorrenti 2, 3 e 4 (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. ***; atto giudiziario) 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

Claudia Pasqualetto Péquignot Sara Pifferi 

  

 

  

A-6928/2015 

Pagina 30 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli 

atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

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