# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** def2536e-006c-5d35-98bc-ebd0d35795b6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2003.62
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-62_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.62

   

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Athos Mecca, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 24 febbraio 2003 di

 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 11 febbraio 2003 del Consiglio di Stato
  (n. 656) che ha respinto l’impugnativa presentata dagli insorgenti avverso la
  risoluzione 11 giugno 2002 con la quale il municipio di __________ ha negato
  la licenza edilizia per la formazione di un’autorimessa interrata sulla part.
  n. __________ RT;

  

 

 

viste le risposte:

-    11 marzo 2003 del
municipio di __________;

-    11 marzo 2003 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

A.      Il 14 marzo 2002 __________ __________ -__________ e __________
__________, qui ricorrenti, hanno richiesto al municipio di __________ il
rilascio di permesso di costruzione per la formazione di un’autorimessa
interrata per quattro posti auto sul fondo n. __________ RT, di loro
comproprietà, sito in zona senza destinazione specifica (territorio residuo).

Alla domanda si è opposto il Dipartimento
del territorio, ritenendo, in sostanza, insoddisfatte le condizioni poste
dall’art. 24 LPT.

Conseguentemente, il municipio __________,
vincolato al preavviso negativo espresso dall’autorità cantonale, ha negato
agli insorgenti il rilascio della richiesta licenza edilizia.

 

 

                                  B.   L’11
febbraio 2003 il Consiglio di Stato ha respinto il gravame presentato da
__________ __________ -__________ e __________ __________, confermando il
diniego della licenza edilizia. Secondo il Governo l’opera contestata non sarebbe
conforme alla zona di utilizzazione né potrebbe essere autorizzata giusta
l’art. 24 LPT. Inoltre, l’Esecutivo cantonale non ha rilevato alcuna disparità
di trattamento, considerando prioritario il principio della legalità rispetto a
quello dell’applicazione uniforme del diritto. 

                                         I
ricorrenti lamentavano infine l’inazione del municipio in relazione alla
risoluzione 21 giugno 2000 del Consiglio di Stato con la quale era stato
ordinato al municipio di elaborare entro un anno una variante del PR volta a
dare alla zona entro la quale si situa il fondo dedotto in edificazione una
destinazione specifica. Anche tale contestazione non ha tuttavia trovato buon
fondamento.

 

 

C.    Con ricorso 24 febbraio 2003 __________ __________ -__________ e
__________ __________ sono insorti davanti al Tribunale cantonale
amministrativo postulando il rilascio della licenza edilizia. I ricorrenti
ribadiscono, in sostanza, quanto esposto dinanzi al Consiglio di Stato, in
particolare che, contrariamente alle disposizioni del Consiglio di Stato,
nessuna variante al PR sarebbe stata al momento presentata da parte del municipio.
Contestano inoltre l’assegnazione alla zona in oggetto di una finalità di tipo
agricolo, sulla scorta della scheda 3.2. del Piano Direttore. Invocano infine
una disparità di trattamento rispetto a determinati fondi vicini, segnatamente
le part. n. 912 RT e 913 RT.

 

 

                                  D.   All’accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, riconfermandosi nelle tesi
contenute nel proprio giudizio. Ad identica conclusione giunge il municipio.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.La competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende
dall'art. 21 LE. Il gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da
persone legittimate a ricorrere (art. 21 cpv. 2 LE; 43 PAmm), è ricevibile in
ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18
cpv. 1 PAmm). L'esperimento di un sopralluogo non appare necessario
all'evasione della pratica, in quanto la documentazione agli atti permettono di
formarsi un'idea sufficientemente precisa della situazione dei luoghi e dell'oggetto
della contestazione.

 

 

2.2.1. Di principio, l'autorizzazione a costruire può essere
rilasciata soltanto se l'intervento edilizio è conforme alla funzione prevista
dal piano regolatore per la zona di utilizzazione, ovvero soltanto per
insediamenti la cui destinazione si integra convenientemente nelle finalità
della zona in cui sorgono (principio della conformità funzionale, art. 22 cpv.
2 lett. a LPT).

Nelle concrete
evenienze, il sedime dei ricorrenti è posto in un’area che il PR designa quale
territorio residuo (Zr), ossia in sintesi, un’area che per situazione, dimensione,
natura del suolo ecc. non si presta con evidenza a nessuna delle utilizzazioni
normali previste dalla LPT (cfr. Lucchini, Compendio giuridico per l'edilizia,
CFPG vol. 4, 1999, pag. 278 seg. e citazioni). Giusta l’art. 33 NAPR, il
territorio residuo “comprende tutto il territorio giurisdizionale del comune
non definito come zona edificabile dal piano delle zone. L’edificabilità è
disciplinata dall’art. 24 LPT e dalla legislazione cantonale di applicazione”.

 

2.2. A nulla
rileva che il municipio, con risoluzione 11 giugno 2003, avrebbe deciso di
proporre, nell’ambito del completamento del PR richiesto dal Consiglio di
Stato, l’attribuzione della zona a monte della part. __________ RT (senza
destinazione specifica) alla zona R2. Ammettere il contrario, significherebbe
vanificare o quantomeno ostacolare col fatto compiuto l’adozione nelle vie
ordinarie della pianificazione locale. Che il municipio abbia manifestato tale
intenzione, non è rilevante in questa sede, ritenuto che la predetta
assegnazione non è, di tutta evidenza, ancora entrata in vigore, in mancanza
dell’approvazione del Consiglio di Stato e dell’evasione di eventuali ricorsi. 

Di transenna si
osserva inoltre che la Sezione dell’agricoltura, esperito un sopralluogo, avrebbe
appurato l’idoneità agricola di detto fondo, ritenendolo adeguato alla viticoltura
e alla campicoltura ai sensi del PD (scheda 3.2). La stessa aveva poi comunicato
al municipio che un eventuale inserimento nella zona edificabile del comparto
in questione doveva, se del caso, venire compensato in base alla Legge sulla
conservazione del territorio agricolo.

 

2.3. Non
rispondendo alla funzione assegnata alla zona di situazione, che è per l'appunto
priva di funzione specifica, l’intervento non può, di principio, beneficiare di
un permesso ordinario (DFGP/UFPT, Commento alla LPT, n. 15 e 16 ad art. 18;
RDAT I-1996 no. 24).

Di conseguenza,
la licenza edilizia potrebbe venir rilasciata unicamente alle condizioni poste
dall’art. 24 LPT.

 

 

                                   3.   In base a
tale norma, fuori dalle zone edificabili possono essere eccezionalmente
rilasciate autorizzazioni per la costruzione o la trasformazione di edifici o
impianti non conformi alla funzione prevista per la zona di utilizzazione, a
condizione che la loro destinazione esiga un'ubicazione fuori della zona
edificabile (art. 24 lett. a LPT) e che non vi si oppongano interessi
preponderanti (art. 24 lett. b LPT). I due requisiti devono essere adempiuti cumulativamente
(DTF 123 II 256, consid. 5; 119 Ib 442, consid. 4a; 118 Ib 17, consid. 2b).
Determinante, per la valutazione degli opposti interessi in gioco sono le
finalità ed i principi della pianificazione del territorio giusta gli art. 1 e
3 LPT (cfr. DTF 117 Ib 28, consid. 3; DTF 114 Ib 268, consid. 3b).

                                         Come
rettamente rilevato dal Consiglio di Stato, il requisito dell'ubicazione
vincolata ha carattere oggettivo e alla realizzazione di tale presupposto
devono essere poste esigenze severe (cfr. Scolari, Commentario, II ed., N. 530
ss.). Occorre infatti che sia necessario realizzare l'edificio o l'impianto
fuori dal territorio edificabile per motivi tecnici, d'esercizio, o di
conformazione del terreno (ubicazione vincolata positiva; cfr. DTF 119 Ib 442
consid. 4a). Il vincolo può anche essere negativo, imposto cioè dall'esclusione
di ogni altra ubicazione in zona edificabile (cfr. DTF 115 Ib 295 consid. 3a e
c). Solo la funzione oggettiva dell'opera progettata può giustificare la concessione
di una deroga.

                                         Nel
concetto di "assenza di interessi preponderanti contrastanti" la
dottrina e giurisprudenza comprendono, principalmente, la ponderazione di tutti
i possibili interessi che potrebbero essere toccati dalla nuova edificazione.
Tra questi ultimi si deve in particolare annoverare la protezione dell'ambiente
in senso lato, ivi compresi gli aspetti di protezione del paesaggio e della
natura. 

 

 

3.Il progetto in rassegna non può beneficiare di un’autorizzazione
retta dall’art. 24 LPT, poiché non soddisfa il requisito dell’ubicazione
vincolata. Edifici e impianti esigono un’ubicazione fuori della zona
edificabile se lo scopo per cui sono previsti può realizzarsi soltanto in un
luogo ben preciso (Scolari, op. cit., n. 532).

A detta dei
ricorrenti, scopo della progettata autorimessa sarebbe quello di servire tre
(non meglio precisate) unità abitative attigue alla part__________ RT, di cui
due già realizzate.

Simile
circostanza non può tuttavia giustificare una connessione fra l’opera e il luogo,
tale da legittimare un’ubicazione vincolata ai sensi dell’art. 24 LPT.

Del resto non
si ravvisano nella fattispecie neppure altre esigenze, segnatamente di natura
tecnica o imposte dalla necessità dell’uso, né particolari qualità o configurazione
del luogo. 

Il progetto non
è quindi ammissibile ai sensi dell'art. 24 LPT già per la mancanza del
requisito dell'ubicazione vincolata, senza che sia necessario esaminare se in
questo contesto vi si oppongano interessi preponderanti.

Abbondanzialmente, giova comunque rilevare
che, a fronte delle argomentazioni addotte dalla Sezione dell’agricoltura, nel
caso di specie sarebbero pure dati interessi pubblici preponderanti rispetto a
quelli (di mero comodo) invocati dai ricorrenti.

 

 

4.Gli insorgenti ritengono che nella fattispecie, trattandosi
dell’edificazione di un’autorimessa accessoria sotterranea, troverebbe
applicazione l’art. 24c LPT. A torto. 

L’art. 24c LPT dispone che, fuori delle zone
edificabili, gli edifici e impianti utilizzabili in base alla loro destinazione
ma non più conformi alla destinazione della zona, sono per principio protetti
nella propria situazione di fatto (cpv. 1). Con l'autorizzazione dell'autorità
competente, tali edifici e impianti possono essere rinnovati, trasformati
parzialmente, ampliati con moderazione o ricostruiti, purché siano stati eretti
o modificati legalmente. In ogni caso è fatta salva la compatibilità con le
importanti esigenze della pianificazione territoriale (cpv. 2).

Secondo l'art. 41 OPT, l'art. 24c LPT è
applicabile a edifici e impianti, costruiti o modificati a suo tempo in
conformità al diritto materiale, ma che per effetto di modifiche posteriori di
atti legislativi o piani sono divenuti non conformi alla destinazione della
zona.

Nel caso di specie, è indiscutibile che la
progettata autorimessa non costituisce una trasformazione di un edificio o di
un impianto esistente, bensì una nuova costruzione. Ne consegue pertanto che
l’applicazione, nel caso concreto, dell’art. 24c LPT risulta esclusa.

 

 

5.Invano i ricorrenti invocano infine il principio della parità di trattamento
nell'illegalità, al fine di ottenere il rilascio del permesso di costruzione. 

                                         L'applicazione
del diritto sulla pianificazione del territorio fuori delle zone edificabili
compete all'autorità cantonale (art. 25 cpv. 2 LPT, 7 cpv. 5 LE). In tale
ambito i comuni non godono di alcuna autonomia, eccetto che il diritto comunale
contenga disposizioni più restrittive rispetto alla legislazione federale. Il
rimprovero sollevato dagli insorgenti andrebbe dunque valutato in considerazione
dell'intero territorio cantonale e non limitatamente alla zona. Appare pertanto
chiaro che la censura va respinta. D'altra parte gli insorgenti non sostengono
che in Ticino vige una tale pratica: tantomeno lo dimostrano. In ogni caso,
anche se una prassi in tale senso fosse provata, gli interessi preminenti di tutela
del territorio e del paesaggio perseguiti dalla LPT imporrebbero a questo
tribunale di scostarsene (A. Scolari, Commentario, n. 528 ad art. 71/72 LALPT).

 

 

                                   6.   In esito
alle considerazioni che precedono, il ricorso deve dunque essere respinto. La
tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 22, 24, 24c, 25 LPT, 41 OPT, 21 LE, 2,
3, 18, 28, 31, 43, 46, 60, 61 PAmm, 33 NAPR;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

2.La tassa di giustizia e le spese, per complessivi fr. 800.--, sono a
carico, in solido, dei ricorrenti in solido.

 

 

3.Contro la presente decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto
federale, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale di
__________ nel termine di 30 giorni dalla notifica.

 

 

 

 

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario