# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bff3d771-89c3-59cd-a2a7-446bcdd1d2bb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-07-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 23.07.1997 80.1997.94
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1997-94_1997-07-23.html

## Full Text

Incarto n.

  80.97.00094

  	
  Lugano

  23 luglio 1997

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto
  tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro
  Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

   

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Andrea
  Pedroli

  

 

statuendo
sul ricorso del 2 giugno 1997

 

in
materia di:                 imposte alla fonte

 

	
  presentato
  da:

  	
  __________
  __________, __________ __________, 
  

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto

 

 

in
fatto ed in diritto

 

 

                                     -   che __________ __________
ritornava all’Ufficio imposte alla fonte, in data 2 gennaio 1997, il conteggio
della trattenuta d’imposta relativo all’anno 1996, per la propria
collaboratrice domestica __________ __________ (domiciliata a __________
__________), indicando di non avere trattenuto alcun importo;

 

                                     -   che, con decisione del 2
aprile 1997, l’Ufficio imposte alla fonte chiedeva alla signora __________ il
versamento di un importo di fr. 334.10, corrispondente all’imposta dovuta per
l’anno 1996 su un reddito di fr. 8’700.–, applicando un’aliquota del 4%;

 

                                     -   che la debitrice
dell’imposta impugnava la suddetta decisione con reclamo all’autorità di
tassazione e chiedeva di esonerarla dall’imposta, argomentando di impiegare la
baby sitter solo nei mesi in cui il suo lavoro di insegnante la trattiene a
scuola e osservando che il lavoro che la signorina __________ presta a casa sua
è l’unica attività da ella esercitata;

 

                                     -   che l’Ufficio imposte alla
fonte dichiarava il reclamo irricevibile, in quanto tardivo, essendo stato
inoltrato il 9 maggio 1997 contro una decisione notificata alla reclamante il 2
aprile 1997;

 

                                     -   che, con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, __________ __________ chiede
nuovamente l’esonero dall’imposta alla fonte, richiamandosi ad una precedente
decisione dello stesso Ufficio imposte alla fonte, con cui le era stato
concesso il rimborso dell’imposta trattenuta nel corso del 1995, sulla base
delle stesse considerazioni fatte valere con il reclamo valido per il 1996;

 

                                     -   che, quanto alla tardività
del reclamo, osserva che essa è da ricondurre al fatto che solitamente è suo
marito ad occuparsi delle faccende burocratiche, ma in questa occasione le sue
occupazioni professionali avevano fatto sì che l’incarico di reclamare fosse
eccezionalmente conferito alla ricorrente;

 

                                     -   che, la Camera di diritto
tributario deve esaminare preliminarmente non solo se un ricorso è ricevibile,
ovvero tempestivo, sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato
da una persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell'Ufficio di
tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia
fondata;

 

                                     -   che, infatti, se
l'irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti devono
essere retrocessi all'autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre
in caso contrario la Camera confermerà la decisione di irricevibilità;

 

                                     -   che l'art. 206 cpv. 1 LT
1994 (art. 132 cpv. 1 LIFD, per l’imposta federale diretta) stabilisce che
contro la tassazione è consentito interporre reclamo scritto all'autorità che
ha emesso la tassazione nel termine di 30 giorni dall'intimazione della stessa,
e l'art. 192 cpv. 1 (anche art. 133 cpv. 3 LIFD) precisa che tale termine,
stabilito dalla legge, è perentorio, essendo prevista una deroga solo quando
esiste un motivo di restituzione in intero del termine, vale a dire quando è
provato che l'inosservanza del termine è da attribuire a servizio militare,
malattia, assenza dal cantone o altri gravi motivi riguardanti il contribuente
o il suo rappresentante;

 

                                     -   che pertanto il motivo
addotto dalla ricorrente, che invoca in sostanza la propria negligenza a
giustificazione del ritardo nell’inoltro del reclamo, non consente chiaramente
di censurare la decisione impugnata, che deve invece essere confermata;

 

                                     -   che, a titolo puramente
abbondanziale, si vuole comunque precisare che il ricorso sarebbe stato
respinto anche nel merito, qualora fosse stato interposto nel rispetto del
termine stabilito dalla legge;

 

                                     -   che sono soggetti ad una
trattenuta d'imposta alla fonte per il loro reddito da attività lucrativa
dipendente:

                                         a)  i
lavoratori stranieri che, senza permesso di domicilio della polizia degli
stranieri, hanno domicilio o dimora fiscali nel Cantone (art. 104 cpv. 1 LT;
analogo, per l'imposta federale diretta, l'art. 83 LIFD);

                                         b)  i
lavoratori che, senza domicilio o dimora fiscali in Svizzera, esercitano
un'attività lucrativa dipendente nel Cantone per brevi periodi, durante la
settimana o come frontalieri (art. 114 LT; per l'imposta federale diretta,
l'art. 91 LIFD);

 

                                     -   che l'imposta è prelevata
sui proventi lordi (cfr. art. 105 cpv. 1 LT; art. 84 cpv. 1 LIFD);

 

                                     -   che, per quanto attiene
alle aliquote applicabili, l'onere fiscale cui sono sottoposti i contribuenti
soggetti alla trattenuta alla fonte corrisponde essenzialmente, per effetto del
principio della parità di trattamento, a quello che si avrebbe nel caso della
tassazione in una procedura ordinaria, tanto è vero che la legge stabilisce
che:

                                         •  le
aliquote sono allestite conformemente a quelle per l'imposta sul reddito delle
persone fisiche (art. 106 cpv. 1 LT; art. 85 cpv. 1 LIFD; art. 33 cpv. 1 LAID);

                                         •  si
deve tener conto del cumulo dei redditi dei coniugi esercitanti entrambi
un'attività lucrativa e delle relative deduzioni (art. 107 cpv. 2 LT; art. 86
cpv. 2 LIFD; art. 33 cpv. 2 LAID);

                                         •  si
deve tener conto, in forma forfettaria, delle spese professionali, per premi
assicurativi, nonché della deduzione per oneri familiari (art. 107 cpv. 1 LT;
art. 86 cpv. 1 LIFD; art. 33 cpv. 3 LAID);

 

                                     -   che l'allestimento delle
aliquote è di competenza dell'Amministrazione federale delle contribuzioni per
l'imposta federale diretta (art. 85 cpv. 1 LIFD), e del Consiglio di Stato per
l'imposta cantonale (art. 106 cpv. 1 LT);

 

                                     -   che l'art. 1 dell'ordinanza
sull'imposta alla fonte nel quadro dell'imposta federale diretta (OIF), emanata
il 19 ottobre 1993 dal Dipartimento federale delle finanze, e, per l'imposta
cantonale, l'art. 108 LT, definiscono quattro tipi di aliquote:

                                         a)  per
persone sole;

                                         b)  per
coniugati con un solo reddito nonché per contribuenti vedovi, separati legalmente
o di fatto, divorziati, nubili e celibi, che da soli convivono con figli minorenni
o con figli a tirocinio o agli studi al cui sostentamento provvedono in modo essenziale;

                                         c)   per
coniugati con doppio reddito (entrambi conseguiti in Svizzera);

                                         d)  per
contribuenti che esercitano un'attività a tempo parziale o accessoria;

 

                                     -   che, nella fattispecie,
l’autorità di tassazione ha correttamente ritenuto di applicare l’aliquota D,
riservata ai  contribuenti che esercitano un'attività a tempo parziale o
accessoria, e non l’aliquota A applicata erroneamente nell’anno precedente;

 

                                     -   che, infatti, le aliquote
A, B, C sono riservate a lavoratori che svolgono la loro attività lucrativa
principale in Svizzera, mentre produrrebbero risultati iniqui se fossero applicate
a contribuenti che esercitano solo un’attività accessoria;

 

                                     -   che in questi ultimi casi
occorrerebbe allora considerare tutti gli altri redditi percepiti dal lavoratore
oppure, se si tratta di prestazioni uniche, convertire la progressione su un
reddito annuale, cose però difficilmente realizzabili e che non si possono
pretendere dai datori di lavoro (Commission d'harmonisation fiscale,
Réglementation cantonale harmonisée en matière d'impôt à la source, Berna 1994,
p. 133);

 

                                     -   che per le attività
accessorie i Cantoni prevedono allora una tariffa speciale nella forma di
un’aliquota lineare (Ibidem; inoltre Zigerlig, Quellensteuern,
in: Höhn/Athanas [a cura di], Das neue Bundesrecht über die direkten
Steuern, Berna 1993, p. 387);

 

                                     -   che la struttura di tale
aliquota deve essere stabilita in funzione, da un lato, di un numero massimo di
ore settimanali e, dall’altro, di un reddito lordo massimo: tenendo conto del
criterio delle ore settimanali, si evita di penalizzare apprendisti, praticanti
e impiegati alla pari, che con l’aliquota D dovrebbero pagare un’imposta troppo
elevata sul loro reddito irrisorio, mentre tenendo conto del reddito lordo
mensile si contribuisce a raggiungere la parità di trattamento nei confronti
delle coppie imposte con la procedura ordinaria, in cui uno dei coniugi
esercita un’attività a tempo parziale (Commission d'harmonisation fiscale,
op. cit., p. 135 s.);

 

                                     -   che, coerentemente con
tale principio, la Divisione delle contribuzioni del Canton Ticino ha previsto
un’aliquota D, fissata al 4%, per i lavoratori che esercitano un’attività
accessoria o a tempo parziale, che si applica ai redditi d’attività lucrativa
nei casi in cui la durata settimanale del lavoro non supera le 15 ore e
(cumulativamente) il reddito mensile lordo è inferiore a fr. 2’000.– (Direttiva
n. 1 del novembre 1994 concernente l’imposizione alla fonte dei lavoratori
dipendenti senza permesso di domicilio, par. III.B.4);

 

                                     -   che bene ha fatto allora
l’autorità di tassazione ad applicare al caso in esame l’aliquota del 4%, non
rientrando chiaramente la contribuente nella categoria delle ragazze alla pari
né in quella degli apprendisti e trovando quindi l’esiguità della sua retribuzione
la sola giustificazione nella circostanza che l’orario di lavoro è parziale;

 

                                     -   che, sebbene l’orario di
lavoro settimanale superi di un’ora quello previsto dalla circolare, non
apparirebbe equo, nei confronti di altri lavoratori, esentare dall’imposta la
contribuente, applicando l’aliquota A, in considerazione del fatto che non solo
percepisce un reddito modesto ma soprattutto non lavora nei periodi in cui le
vacanze scolastiche permettono alla ricorrente di accudire personalmente i
propri figli;

 

                                     -   che, di conseguenza, nella
misura in cui la ricorrente invoca lo stesso trattamento di cui ha beneficiato
nell’anno precedente, quando le è stata rimborsata l’imposta, si deve osservare
che la decisione in questione si fonda verosimilmente su di una valutazione
inesatta delle circostanze di fatto; 

 

                                     -   che pertanto il ricorso è
integralmente respinto e la tassa di giustizia e le spese processuali sono
poste a carico della ricorrente, soccombente.

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                  fr.    100.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un totale di                                                       fr.    180.–

                                         sono a carico della ricorrente.

 

                                   3.   Intimazione alle parti.

 

                                   4.   Per l'IC il presente
giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

                                         Per l'IFD è ammesso il
ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).

 

 

 

 

per
la Camera di diritto tributario

del
Tribunale d’appello

Il
Presidente:                                                          Il
Segretario: