# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8808299a-19eb-557f-b2d4-1b8da68c87a2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-08-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.08.2018 30.2018.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2018-5_2018-08-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  30.2018.5

   

  TB

  	
  Lugano

  13 agosto 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 gennaio 2018 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 21 dicembre 2017 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1  

   

   

  in materia di rendite AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                               1.1.   Nel marzo 2016 (doc. 62) RI 1,
nata nel 1954 e ancora attiva al 50%, il cui marito percepiva già una rendita
AVS essendo nato nel 1944, ha richiesto alla Cassa CO 1 il calcolo di una
rendita futura AVS.

 

Il 30 marzo 2016 (doc. F) l’amministrazione ha ipotizzato una
rendita mensile di Fr. 2'143.- per lei e di Fr. 317.- per il marito, a
decorrere dal 1° agosto 2018.

                               1.2.   Il 14 marzo 2017 (doc. H)
l’assicurata ha informato la Cassa di compensazione che alla fine dell’anno
scolastico (31 agosto) avrebbe cessato la sua attività di docente, “anticipando
di un anno il mio pensionamento.”.

 

L’indomani (doc. 58) l’amministrazione le ha trasmesso il
formulario per la richiesta di una rendita di vecchiaia, che l’assicurata ha
compilato il 5 aprile 2017 (doc. I) rispondendo affermativamente alla domanda
n. 8.1 sull’intenzione di anticipare il versamento della rendita di vecchiaia
di 1 anno.

 

La Cassa di compensazione ha invitato l’assicurata a trametterle
la sentenza di divorzio del marito (docc. 40-47), così da potere calcolare il
diritto alla rendita dell’interessata (docc. 28-39).

 

                               1.3.   Con decisione del 20 giugno
2017 (doc. 26) la Cassa CO 1 ha stabilito in Fr. 2'015.- il diritto mensile AVS
di RI 1 dal 1° agosto 2017, quindi anticipato di un anno, precisando che la
riduzione del prelievo anticipato ammontava a Fr. 147.- al mese.

 

                               1.4.   Con messaggio di posta
elettronica del 16 ottobre 2017 (doc. O) l’assicurata ha chiesto spiegazioni al
servizio rendite sull’accredito di Fr. 2'015.- per i mesi di settembre e di
ottobre, importo che si aggiungeva alla rendita di prepensionamento di Fr.
3'500.- ricevuta dalla Cassa pensioni, oltre al supplemento sostitutivo AVS/AI
di Fr. 1'770.-.

 

Il giorno seguente (doc. O) l’amministrazione ha risposto di avere
dato seguito alla domanda di rendita anticipata AVS inoltrata dall’assicurata,
emanando il 20 giugno 2017 la relativa decisione che fissava il diritto
anticipato alla rendita di un anno.

 

                               1.5.   Il 21 ottobre 2017 (doc. P)
l’assicurata ha spiegato alla Cassa di compensazione di avere fatto confusione
fra il I e il II pilastro, “dando per scontato che la cifra (ndr: Fr.
2'015.-) si riferisse alla rendita ponte.”. Essa ha quindi chiesto all’amministrazione
di revocare la richiesta di rendita anticipata restituendo gli importi ricevuti
fino a quel momento, rinunciandovi così formalmente.

 

                               1.6.   Basandosi sulla risposta
fornita il 3 novembre 2017 (doc. 15) dall’Ufficio federale delle assicurazioni
sociali sulla possibilità di rinunciare alla rendita anticipata AVS (doc. 17), con
decisione del 9 novembre 2017 (doc. Q) la Cassa ha respinto la richiesta di
rinuncia alla rendita di vecchiaia AVS anticipata di un anno.

                               1.7.   Con decisione su opposizione
del 21 dicembre 2017 (doc. B) la Cassa di compensazione ha confermato il
rifiuto di revocare la decisione di concessione della rendita anticipata
essendo essa in contrasto con l’art. 23 cpv. 2 LPGA, poiché chiedendo
l’annullamento di una decisione regolarmente cresciuta in giudicato l’assicurata
eluderebbe le prescrizioni legali. In effetti, la decisione di fissazione della
rendita anticipata AVS non è né manifestamente errata da giustificare una sua
riconsiderazione né sono apparsi fatti e/o mezzi di prova nuovi da giustificare
una sua revisione.

Inoltre, l’affermazione dell’opponente del 7 dicembre 2017 (doc. R)
secondo cui non avrebbe mai ricevuto la decisione del 20 giugno 2017 non
risulterebbe sostenibile, giacché il 17 ottobre 2017 la Cassa ha fornito
all’interessata copia della domanda di rendita AVS e nell’email del giorno
precedente l’assicurata ha posto in risalto questioni attinenti all’importo
della rendita, ma non ha accennato al fatto di non conoscere il motivo alla
base del versamento di Fr. 2'015.- e quindi, implicitamente, avrebbe confermato
di avere preso visione della decisione del 20 giugno.

Ad ogni modo, dal 17 ottobre 2017 l’interessata ha ricevuto
conferma/conoscenza dell’attribuzione della rendita anticipata, perciò da quel
giorno ha avuto inizio il termine utile di ricorso, che però è rimasto
inutilizzato, con conseguente crescita in giudicato della decisione formale.

 

                               1.8.   Il 30 gennaio 2018 (doc. I) RI
1, patrocinata dall’avv. RA 1, si è rivolta al Tribunale postulando l’annullamento
della decisione su opposizione e quindi il riconoscimento della validità della
rinuncia alla rendita AVS anticipata.

La ricorrente ha evidenziato di aver beneficiato dal 1° settembre
2012 del pensionamento anticipato per il 50% del tempo lavorativo, corrispondente
a una rendita di Fr. 1'500.- oltre a un supplemento sostitutivo AVS/AI di Fr.
819.-. Dopo avere chiesto sia alla Cassa di compensazione sia alla Cassa
pensioni una previsione della rendita che avrebbe ottenuto andando in pensione
a 62 o 63 anni, nel marzo 2017 l’assicurata ha comunicato a entrambe le Casse la
decisione di cessare l’attività lavorativa anche per il restante 50%. Essa ha quindi
compilato il formulario trasmesso dalla Cassa di compensazione credendo trattarsi
di una normale prassi alla conclusione dell’attività lavorativa. Non intendeva
chiedere l’AVS anticipata e da parte della Cassa di compensazione non ha
ricevuto nulla, se non l’avviso del 3 maggio 2017 (doc. L) secondo cui dal 1°
gennaio 2018 veniva affiliata quale persona senza attività lucrativa.

Il 29 agosto 2017 l’assicurata ha ricevuto la decisione dell’__________,
che dal 1° settembre 2017 ha riconosciuto una rendita pensionistica di Fr.
3'500.- al mese, a cui si aggiungeva il supplemento sostitutivo di Fr. 1'770.-.

È però solo nel mese di ottobre che l’assicurata si è accorta che
i versamenti dell’AVS erano iniziati già da agosto e ha segnalato subito alla
Cassa di compensazione questa anomalia, ritenendo di non avere diritto alla
rendita anticipata AVS, che non voleva. Essa aveva invece voluto ottenere il
pensionamento anticipato da parte della Cassa pensioni, ma non anche dell’AVS.

L’insorgente ha altresì evidenziato di non avere mai ricevuto la
decisione del 20 giugno 2017 di accoglimento della richiesta di una rendita di
vecchiaia anticipata e quindi di non averla potuta contestare, ma di avere
subito segnalato l’errore alla Cassa di compensazione. Nemmeno la Cassa
pensione era al corrente dell’anticipo della rendita AVS, non avendo ricevuto
la decisione.

Sulla base dell’art. 23 LPGA la ricorrente ha dunque chiesto al
TCA di dare seguito alla rinuncia della rendita anticipata AVS, non esponendosi
a rischi finanziari né minacciando diritti di terzi.

 

                               1.9.   Nella risposta del 13
febbraio 2018 (doc. III) l’amministrazione ha proposto di respingere il
ricorso, rilevando come lo stesso contenga le medesime obiezioni già trattate
con l’opposizione.

La Cassa ha unicamente segnalato che la decisione del 20 giugno
2017 non è stata trasmessa in copia all’avv. RA 1 non essendo egli, a quel
tempo, patrocinatore dell’assicurata. Inoltre, anche la Cassa pensioni non
rientra tra i destinatari a cui è automaticamente trasmessa copia della
decisione di fissazione della rendita AVS (N. 9309 DR).

 

Il 2 marzo 2018 (doc. V) la ricorrente ha contestato la risposta
di causa, ribadendo di non avere ricevuto la decisione formale di rendita anticipata
AVS; quindi, non avendone avuto conoscenza, nemmeno poteva impugnarla.

 

La Cassa di compensazione ha rilevato che le argomentazioni
dell’interessata non apportavano nulla di nuovo, perciò non aveva nuove
osservazioni da formulare (doc. VII).

 

Il 16 marzo 2018 (doc. IX) il patrocinatore dell’insorgente ha prodotto
una dichiarazione della sua assistita, la quale ha affermato di non avere
ricevuto la decisione del 20 giugno 2017.

 

L’amministrazione non ha prodotto nuovi mezzi di prova (doc. X).

 

considerato                    in diritto

 

                               2.1.   Oggetto del contendere è
sapere se a giusta ragione la Cassa di compensazione ha negato alla ricorrente
di potere rinunciare alla percezione della rendita di vecchiaia anticipata di
un anno che essa stessa le ha richiesto il 5 aprile 2017.

 

                               2.2.   Giusta l'art. 1a LAVS, sono assicurati in conformità della LAVS le persone fisiche domiciliate in
Svizzera (lett. a); le persone fisiche che esercitano un'attività lucrativa in
Svizzera (lett. b); i cittadini svizzeri che lavorano all'estero a determinate
condizioni (lett. c).

 

Per l'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli
assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano
un'attività lucrativa. Se non esercitano un'attività lucrativa, l'obbligo
contributivo inizia il 1° gennaio dell'anno successivo a quello in cui compiono
i 20 anni e dura sino alla fine del mese in cui le donne compiono i 64 anni,
gli uomini i 65 anni.

 

Hanno diritto alle rendite di vecchiaia e superstiti i cittadini
svizzeri, gli stranieri e gli apolidi (art. 18 cpv. 1 LAVS) che hanno compiuto
65 anni se uomini (art. 21 cpv. 1 lett. a LAVS) rispettivamente 64 anni se
donne (art. 21 cpv. 1 lett. b LAVS).

 

Il diritto alla
rendita di vecchiaia nasce il primo giorno del mese successivo a quello in cui
è stata compiuta l'età stabilita nel capoverso 1. Esso si estingue con la morte
del beneficiario (art. 21 cpv. 2 LAVS).

 

La LAVS dà la
possibilità di rinviare (art. 39 LAVS) o di anticipare (art. 40 LAVS) il
godimento della rendita grazie all'età flessibile.

 

Per ciò che attiene al caso in esame, torna
applicabile l’art. 40 LAVS, che regola la possibilità e l'effetto dell’anticipazione
della rendita:

 

"
1 Gli uomini e le donne che adempiono le condizioni per l'ottenimento di
una rendita ordinaria di vecchiaia possono anticiparne il godimento di uno o
due anni. In tali casi, il diritto alla rendita nasce per gli uomini il primo
giorno del mese seguente a quello in cui hanno compiuto 64 o 63 anni, per le
donne il primo giorno del mese seguente a quello in cui hanno compiuto 63 o 62
anni. Durante il periodo di godimento anticipato non sono versate rendite per
figli.

2 La rendita di vecchiaia anticipata, la rendita vedovile e la rendita
per orfani sono ridotte.

3 Il Consiglio federale stabilisce le aliquote di riduzione secondo i
principi attuariali.”.

 

Gli art. 55bis-55quater OAVS concretizzano il diritto al
rinvio della rendita, mentre gli artt. 56 e 57 OAVS trattano dell'anticipazione
della rendita (cfr. anche la sentenza 9C_903/2013 del 30 gennaio 2014, consid.
6.2).

 

Per quanto concerne l’importo della rendita, per
l’art. 56 OAVS:

 

" 1 La
rendita viene ridotta dell'equivalente della rendita anticipata.

2 Fino all'età del pensionamento, questo importo corrisponde al 6,8 per
cento per anno d'anticipazione della rendita anticipata.

3 Dopo aver compiuto l'età di pensionamento, questo importo corrisponde
al 6,8 per cento per anno d'anticipazione della somma delle rendite non
ridotte, divisa per il numero dei mesi durante i quali la rendita è stata
anticipata.

4 L'importo della riduzione è adeguato all'evoluzione dei salari e dei
prezzi.”.

 

Sul diritto di anticipare la rendita, cfr. Anne
Meier, La retraite anticipée, la retraite différée et la retraite progressive
en droit suisse des assurances sociales, in: SJ 2016 II 95 (pag. 99).

 

In generale, riguardo all'esercizio del diritto, l'art. 67 cpv. 1 1a
frase OAVS dispone che il diritto alla rendita o all'assegno per grandi
invalidi deve essere fatto valere presentando alla cassa di compensazione
competente giusta gli art. 122 e seguenti, un modulo di richiesta debitamente
riempito.

Soltanto l'avente diritto o il suo rappresentante
legale può far valere il diritto alla rendita ordinaria anticipata di
vecchiaia. Questo diritto non può essere richiesto retroattivamente (art. 67
cpv. 1bis OAVS).

In virtù dell’art. 67 cpv. 2 OAVS, una volta l'anno
almeno, le casse cantonali di compensazione devono, mediante pubblicazioni,
richiamare l'attenzione degli assicurati sulle prestazioni assicurative, le
condizioni di diritto e la richiesta.

 

Secondo il N. 1003 delle Direttive sulle Rendite (DR), edite
dall’UFAS, valide dal 1° gennaio 2003 stato 1° gennaio 2017, la concessione di
una rendita o di un assegno per grandi invalidi dell'AVS è subordinata alla
condizione che l'interessato depositi una domanda presso la competente cassa di
compensazione (RCC 1975 pag. 386).

 

                               2.3.   Per quanto riguarda la
rinuncia a una rendita, va ricordato come per l'art. 23 cpv. 1 LPGA l'avente
diritto può rinunciare a prestazioni assicurative. La rinuncia può essere
revocata in qualsiasi momento con effetto per il futuro. La rinuncia e la revoca
esigono la forma scritta.

La rinuncia e la revoca sono nulle se pregiudicano gli interessi
degni di protezione di altre persone, di istituzioni assicurative o
assistenziali oppure se si propongono di eludere le prescrizioni legali (art.
23 cpv. 2 LPGA).

A norma dell'art. 23 cpv. 3 LPGA, l'assicuratore deve confermare
per scritto all'avente diritto la rinuncia e la revoca. Nella conferma occorre
stabilire l'oggetto, l'ampiezza e le conseguenze della rinuncia e della revoca.

 

Per il N. 1306 DR, di principio si può rinunciare a prestazioni
dell’AVS o dell’AI. La rinuncia è nulla se è pregiudizievole per gli interessi
di altre persone, di istituti assicurativi (compresi quelli dell’AVS o dell’AI)
o d’assistenza o quando tendono ad eludere disposizioni legali (cfr. art. 23
cpv. 2 LPGA).

 

Giusta il N. 1307 DR, l’avente diritto non può far valere una rinuncia
retroattivamente, ma solo per prestazioni future.

 

Le domande di rinuncia a prestazioni di regola vanno sottoposte
all’UFAS assieme all’incarto, ad eccezione dei casi in cui la moglie rinuncia
retroattivamente alla propria rendita di vecchiaia a favore della rendita
completiva più elevata. Le casse di compensazione possono trattare questi casi
direttamente (N. 1308 DR).

 

L'ammissione o il rifiuto della rinuncia deve essere notificata/o
con una decisione. La persona che rinuncia deve essere informata sulle
conseguenze del suo atto (N. 1309 DR).

 

Secondo il N. 1310 DR è possibile revocare la rinuncia in
qualsiasi momento. In caso di revoca, però, le prestazioni possono essere
versate solo per il futuro. Sono esclusi pagamenti di arretrati per il periodo
antecedente la revoca.

 

                               2.4.   In merito alla
revoca di una rinuncia si sono espressi dottrina e giurisprudenza.

 

In particolare Ueli
Kieser, ATSG-Kommentar, 3a ed., 2015, n. 12 ad art. 23, pag. 357,
afferma che questa disposizione concerne soltanto i casi per i quali una
rinuncia interviene per iscritto, mentre non regola la questione di una
rinuncia tacita risultante dal fatto che l'assicurato non esercita il suo
diritto alle prestazioni in virtù dell'art. 29 cpv. 1 LPGA.

 

La giurisprudenza ha confermato che una rinuncia deve
avvenire per iscritto. Una rinuncia per atti concludenti, come sotto l'egida
del diritto precedente (DTF 116 V 273 consid. 4; DTF 108 V 84 consid.
3a), non è più possibile (DTF 135 V 106 consid. 6.2.3; 137 V 394
consid. 4.2; Kieser, op. cit., n.
13 ad art. 23, pag. 357).

Per giungere alle sue conclusioni l’Alta Corte si è
fondata anche sul parere di Ghislaine Frésard-Fellay in: HAVE 5/2002 “De la
renonciation aux prestations d'assurance sociale”, pag. 335 e seguenti, la
quale ritiene che la semplice omissione della richiesta non costituisce una
rinuncia giusta l'art. 23 LPGA. Nel suo articolo, l'autrice specifica inoltre le
condizioni della rinuncia.

 

In DTF 101 V 261 l'allora TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale), a proposito del diritto alla rendita per orfani dei figli
elettivi adottati dal genitore elettivo superstite e all'effetto della rinuncia
alla rendita per orfani derivante dal decesso del padre naturale, si è così
espresso:

 

" (…)

2. (…) Une solution plus
généralement applicable consiste à recourir aux principes jurisprudentiels en
matière de renonciation à faire valoir un droit. Dans le domaine de
l'assurance-invalidité d'abord, puis dans celui de l'assurance-vieillesse et
survivants ensuite, le Tribunal fédéral des assurances a constaté que, encore
que le droit en découle directement de la loi, les prestations ne sont
servies que sur demande; il a prononcé que la renonciation - expresse ou
tacite - à faire valoir un droit ou le retrait d'une demande de prestations
entraîne les mêmes conséquences que l'inexistence du droit aux prestations,
lorsque l'assuré justifie d'un intérêt digne d'être protégé (voir p.ex.
ATFA 1969 p. 211 et les arrêts cités; RCC 1971 p. 303). Rien ne s'oppose à
l'application de ce principe à l'enfant recueilli qui, en raison du décès de
son père par le sang par exemple, aurait en soi droit à une rente d'orphelin:
s'il y a renonciation valable à faire valoir ce droit ou retrait licite d'une
demande présentée, sans qu'il y ait par là violation des règles de la bonne
foi, il faudra le considérer comme ne bénéficiant pas d'une telle rente, et il
aura donc tous les droits de l'enfant recueilli en cas de décès des parents
nourriciers. - Les termes de l'art. 49 al. 2 RAVS incitent même à appliquer ce
principe à l'enfant recueilli tout particulièrement; car, au contraire d'autres
dispositions, cet alinéa parle non pas de l'enfant qui "n'a pas
droit" à une rente selon les art. 25 à 28 LAVS, mais de l'enfant qui
"ne bénéficie pas déjà d'une rente ordinaire" (texte allemand:
"bezieht"), ce qui peut
laisser entendre que le versement de la rente est en cours, et par conséquent
que cette rente a été demandée. (…)" (le
sottolineature sono della redattrice)

 

Con sentenza pubblicata in DTF 129 V 1 il Tribunale
federale, prima dell'entrata in vigore della LPGA, ha esaminato le condizioni
per la rinuncia a prestazioni assicurative, mantenendo anche sotto l'imperio
delle disposizioni della 10a revisione dell'AVS la giurisprudenza secondo la
quale è possibile rinunciare a prestazioni dell'assicurazione per la vecchiaia
e i superstiti o dell'assicurazione per l'invalidità soltanto eccezionalmente e
nella misura in cui l'avente diritto abbia un interesse degno di protezione e
la rinuncia non leda gli interessi di altre persone o istituzioni coinvolte
(comprese l'AVS e l'AI).

In quel caso l'Alta Corte ha inoltre affermato
quanto segue:

 

" (…)

4.2 Das Eidgenössische Versicherungsgericht
hatte Gelegenheit, sich in EVGE 1969 S. 211 ff. in Nachachtung der Urteile EVGE
1961 S. 62 ff. und 1962 S. 298 ff. - unter Geltung der bis zum Inkrafttreten
der 8. AHV-Revision per 1. Januar 1973 gültig gewesenen AHV-Rechtsordnung - zur
Frage zu äussern, ob ein Ehemann auf die Ehepaar-Altersrente zugunsten der
höheren einfachen Altersrente der Ehefrau verzichten konnte. Es hielt dabei in
Erw. 1 in grundsätzlicher Hinsicht fest, es bestehe kein Zweifel, dass ein
Versicherter auf seinen Rentenanspruch als solchen ("au droit à la
rente") nicht verzichten und dass ein Verzicht sich nur auf die
Auszahlung der Rente ("le versement des annuités de rente")
beziehen könne. In Ausnahmefällen sei dem Versicherten jedoch ein
schützenswertes Interesse zuzugestehen, seinen Rentenanspruch nicht geltend
oder ein eingereichtes Leistungs-gesuch rückgängig zu machen; ein solcher
Verzicht lasse sich hinsichtlich seiner Wirkungen dem Nichtbestehen eines
Anspruchs auf Versicherungs-leistungen gleichsetzen. In Anwendung dieser
Rechtslage ging das Eidgenössische Versicherungsgericht sodann in Erw. 2 - ohne
indessen nochmals ausdrücklich auf den Ausnahmecharakter des Verzichts auf den
Leistungsanspruch als solchen Bezug zu nehmen - vom Vorliegen eines
Ausnahmefalles aus. Die besonderen konkreten Verhältnisse - es handelte sich um
eine Rückforderung im für die damalige Zeit ansehnlichen Betrag von Fr. 3505.-
gegenüber zwei rechtsunkundigen italienischen Ehegatten - lassen jedoch
erkennen, dass das Gericht von seiner zuvor dargelegten
Erkenntnis, wonach nur in Ausnahmefällen auf den Anspruch verzichtet werden
könne, nicht abgewichen ist. Bereits die in EVGE 1962 S. 301 Erw. 2 enthaltene
Formulierung ("les circonstances exceptionnelles") lässt im Übrigen
darauf schliessen, dass der Verzicht auf den Leistungsanspruch nur in
Ausnahmefällen statthaft sein sollte." (sottolineature della redattrice)

 

Le sentenze del 1962 e del 1969 sono ancora state
citate nella pronunzia H 152/02 del 18 dicembre 2002, dove l'allora TFA (dal 1°
gennaio 2007: TF) ha evidenziato:

 

" (…)

5.2 C'est en vain que le recourant invoque la renonciation
expresse de son épouse à toute prétention à l'égard de la caisse intimée
(confirmation de S.________ du 26 décembre 2001) pour fonder le maintien du
versement de l'indemnité forfaitaire. En effet, selon la jurisprudence, une
renonciation générale au droit à des prestations d'assurance sociale est
illicite, celle-ci ne pouvant porter que sur le versement de prestations
(ATFA 1962 p. 300 consid. 1, 1969 p. 212 consid. 1; sur la renonciation et ses
conditions dans le domaine de l'assurance-sociale, voir Ghislaine Frésard-Fellay,
De la renonciation aux prestations d'assurance sociale [art. 23 LPGA/ATSG], in
REAS 5/2002 p. 335 ss). Comme l'a constaté à juste titre la première instance
de recours, l'épouse de W.________ ne peut donc renoncer valablement à l'avance
à des prestations futures dont l'objet et l'étendue ne sont pas encore
déterminés. (…)" (le
sottolineature sono della redattrice)

 

La suesposta DTF 129 V 1 è stata citata nella STF H
212/03 dell'8 ottobre 2003 dove è stata così riassunta al considerando 5:

 

" Dans la cause H 167/01, qui a donné lieu à une
publication aux ATF 129 V 1, le Tribunal
fédéral des assurances avait à juger de la validité d'une renonciation par une
femme à sa rente personnelle en faveur de la rente entière, avec rente
complémentaire, qui devait être versée à son mari. Le tribunal a d'abord
considéré que l'absence de règles légales concernant la renonciation aux
prestations d'assurance ne constituait pas un silence qualifié et qu'il s'agissait
d'une lacune qu'il incombait au juge de combler. Après avoir rappelé sa
jurisprudence antérieure en la matière, il a déclaré que l'entrée en
vigueur, le 1er janvier 1997, de la 10ème révision de la LAVS, ne changeait
rien au fait qu'une renonciation à des prestations AVS n'était admissible qu'exceptionnellement.
Cette solution correspondait d'ailleurs à la notion de renonciation telle que
fixée à l'art. 23 LPGA, selon lequel l'ayant
droit peut renoncer à des prestations qui lui sont dues, sauf si la
renonciation est préjudiciable aux intérêts d'autres personnes, d'institution d'assurance
ou d'assistance ou lorsqu'elles tendent à éluder des dispositions légales, et
dont il y avait lieu de s'inspirer. Or, le tribunal a estimé le fait qu'une
assurée renonce à sa propre rente au profit de la rente entière de son mari aux
fins de se voir octroyer une rente complémentaire non seulement contraire aux
fondements de la 10ème révision de la LAVS (en particulier aux concepts de
la rente individuelle, du calcul de la rente fondé sur les cotisations
personnelles, du revenu partagé par moitié durant les années de mariage, des
bonifications pour tâches éducatives et d'assistance, et du plafonnement des
rentes), mais également au but d'économie visé par cette révision. La prise
en compte des économies découlant de la suppression de la rente complémentaire
était en effet à considérer comme un intérêt digne de protection. En outre, le
versement de rentes complémentaires en dehors du cadre légal contrevenait au
principe de l'égalité ancré dans la 10ème révision de la LAVS dans la mesure où
celle-ci prévoit la suppression des privilèges liés à l'état civil.

Le cas de G.________ étant
tout à fait similaire à celui qui a fait l'objet de l'arrêt cité ci-dessus, on
ne voit pas de raisons de s'en écarter. Il s'agit là d'une précision de jurisprudence
et, contrairement à ce que prétend la recourante, elle est applicable, sous l'angle
temporel, tant aux cas futurs qu'aux affaires pendantes devant un tribunal (ATF 122 V 182, 120 V 131 consid. 3a). C'est
également en vain que la recourante se réfère au chiffre 1308 des directives et
circulaires établies par l'OFAS dans le domaine des rentes pour critiquer le
jugement cantonal. Dans l'ATF 129 V 1, la Cour
de céans a justement mis en cause la pratique de l'Office fédéral des
assurances sociales consistant à admettre presque systématiquement une
renonciation à une rente ordinaire AVS en vue de l'obtention d'une rente
complémentaire. On rappellera au demeurant que le Tribunal fédéral des
assurances examine librement la constitutionnalité et la légalité des
instructions de l'administration et qu'il doit s'en écarter dans la mesure où
elles établissement des normes qui ne sont pas conformes aux dispositions
légales applicables ou à la jurisprudence (ATF 129 V
205 consid. 3.2 et les
références citées)." (le evidenziature sono della redattrice)

 

Con sentenza 8C_495/2008 dell'11 marzo 2009, l'Alta Corte ha ricordato che prima dell'entrata in vigore della LPGA, in assenza di norme
legali specifiche, la giurisprudenza aveva codificato la possibilità della
rinuncia a prestazioni (cfr. consid. 2.1.2).

 

Anche nella sentenza 9C_576/2010 del 26 aprile 2011 il
Tribunale federale ha ripreso i principi esposti nella succitata DTF 129 V 1 (cfr.
consid. 4.3.2).

 

A proposito dell'applicazione dell'art. 23 cpv. 2
LPGA la nostra Massima istanza, nella sentenza I 714/06 del 20 aprile 2007, ha
confermato la DTF 129 V 1, secondo cui la rinuncia ad una prestazione
assicurativa è permessa soltanto se essa non elude le prescrizioni legali. Una
elusione delle prescrizioni legali si ha, per esempio, se con la rinuncia al
proprio diritto alla rendita di vecchiaia si vorrebbe ottenere la continuazione
del pagamento della rendita completiva del coniuge, di importo maggiore (cfr.
consid. 4.2).

 

Con sentenza 9C_174/2008 del 2 aprile 2008 il Tribunale
federale si è pronunciato sul caso di un'assicurata alla quale l'Ufficio
invalidità per gli assicurati all'estero ha attribuito una rendita intera
d'invalidità dal 1° luglio 2004. Il Tribunale amministrativo federale ha
respinto il ricorso dell'assicurata che chiedeva di non attribuirle una rendita
AI. L'interessata ha proposto la medesima censura davanti al Tribunale
federale. La nostra Massima istanza, nella misura in cui era ricevibile, l'ha
respinta, considerando che tenuto conto dell'integrale perdita di lavoro,
giustamente l'assicurata aveva diritto ad una rendita intera di invalidità.
Infine, correttamente le autorità giudiziarie inferiori hanno negato le
condizioni per la rinuncia a questa rendita. La ricorrente, da tanti anni senza
attività lucrativa, ed il cui tentativo per ottenere una rendita tedesca per la
diminuzione dell'attività è stata respinta crescendo in giudicato, per la sua
occupazione in X percepiva da un'istituzione delle prestazioni mensili per
assicurarle il fabbisogno vitale. Per questi motivi, ha concluso l’Alta Corte,
deve essere assegnata all'assicurata la rendita svizzera di invalidità di sua
spettanza. Una rinuncia alla rendita AI pregiudicherebbe gli interessi degni di
protezione di istituzioni assicurative o assistenziali e quindi non è ammessa (cfr.
consid. 4).

 

                               2.5.   Nel caso di specie, dando
seguito alla richiesta del 5 aprile 2017 dell’assicurata di anticipare di un
anno il versamento della sua rendita di vecchiaia, il 20 giugno 2017 la Cassa CO
1 ha stabilito in Fr. 2'015.- il diritto mensile alla rendita anticipata AVS
dell’interessata dal 1° agosto 2017. La decisione indica inoltre che la
riduzione per il prelievo anticipato era di Fr. 147.- al mese.

 

Accortasi solo nel mese di ottobre 2017 che le veniva versato questo
importo, l’assicurata ha comunicato all’amministrazione di volere rinunciare a
questa somma, perché non aveva intenzione di ricevere la rendita anticipata AVS,
siccome ridotta vita natural durante rispetto alla rendita ordinaria.

 

Preso atto della rinuncia formale del 21 ottobre 2017 della
ricorrente, la Cassa ha sottoposto il caso all’UFAS, che il 3 novembre 2017
(doc. 15) non l’ha accolta, affermando:

 

"
Nel caso in oggetto, la signora RI
1 domanda di poter rinunciare alla rendita di vecchiaia anticipata (cfr.
lettera del 21 ottobre 2017) poiché, come da lei affermato, non si sarebbe
accorta che, domandando questa prestazione, non avrebbe avuto diritto al
supplemento sostitutivo annuo erogato dall’__________.

 

Pur ammettendo che questa
disattenzione dell’assicurata potrebbe eventualmente causarle una perdita
finanziaria, ciò non toglie però che, avendo scelto di prepensionarsi nel 2°
pilastro, la signora RI 1 era in principio tenuta a conoscere le condizioni di
diritto delle prestazioni che le sarebbero state attribuite (incluso il
supplemento sostitutivo).

 

In ogni caso, non è comunque
possibile accettare una rinuncia delle prestazioni future relative a una
rendita di vecchiaia anticipata dell’AVS la cui decisione è già cresciuta in
giudicato. E non è nemmeno possibile accettare una rinuncia retroattiva
all’integralità della rendita di vecchiaia anticipata unicamente perché un
assicurato si è accorto d’aver richiesto la prestazione senza essere
consapevole degli effetti sulla sua scelta d’anticipare il pensionamento.

 

In effetti, ammettere una rinuncia
retroattiva equivarrebbe a snaturare il valore giuridico delle decisioni
amministrative già cresciute in giudicato, privandole di qualsiasi forza
vincolante. In tal senso, gli organi d’esecuzione non sono autorizzati nei
riguardi di uno stesso assicurato a rimpiazzare – fatta eccezione per i casi di
revisione o riconsiderazione – una decisione già cresciuta in giudicato con una
decisione dello stesso contenuto, sullo stesso oggetto e riguardante lo stesso
periodo (cfr. N. 1019 CONT).

 

E le citate eccezioni non entrano
certo in linea di conto nel caso della signora RI 1 poiché la decisione riguardante
la sua rendita anticipata non è né manifestamente errata tanto da giustificarne
una sua riconsiderazione (crr. N. 3010 CONT), né può considerarsi giustificata
una sua revisione (cfr. N. 3011 CONT) poiché successivamente alla sua crescita
in giudicato non è apparso alcun fatto nuovo importante né un nuovo mezzo di
prova che non potevano essere prodotti anteriormente (come sarebbe il caso, per
esempio, quando un ufficio AI si pronuncia in merito ad una domanda di
prestazioni AI, già depositata anteriormente alla richiesta di una rendita di
vecchiaia anticipata, solo dopo che la decisione d’assegnazione di quest’ultima
prestazione è già cresciuta in giudicato).

 

Possiamo dunque confermare che, pur
se conformemente al N. 1306 DR, per principio si può rinunciare a delle
prestazioni dell’AVS e dell’AI e che una rinuncia è tuttavia nulla dal momento
che pregiudica gli interessi degni di protezione di altre persone, di
istituzioni assicurative (incluse l’AVS e l’AI) o assistenziali o se essa si
propone di eludere le prescrizioni legali (art. 23 cpv. 2 LPGA), la rinuncia
della signora RI 1 alla sua rendita di vecchiaia anticipata AVS non può essere
accettata.

 

Vi preghiamo perciò di rendere una
decisione soggetta a opposizione che respinga la sua domanda di rinuncia del 21
ottobre 2017. Dato che il signor __________ dell’__________ è già stato
informato del problema, vi invitiamo a trasmettergli una copia della vostra
decisione.”.

 

Queste motivazioni sono state inserite nella decisione del 9
novembre 2017 della Cassa di compensazione di rifiuto di riconoscere la
rinuncia alla rendita di vecchiaia AVS anticipata di un anno formulata
dall’assicurata.

 

La ricorrente fa invece valere di non avere avuto nessuna
intenzione di anticipare il suo diritto alla rendita di vecchiaia, ma di
essersi confusa con la rendita ponte che riceveva dalla Cassa pensioni alla
quale aveva sì chiesto il prepensionamento.

Inoltre, la contestazione della rendita anticipata AVS ha potuto
avvenire soltanto dopo che il relativo versamento era già stato effettuato
poiché, prima di allora, l’assicurata non era stata informata dell’anticipo della
rendita AVS dal 1° agosto 2017. Essa si è infatti lamentata di non avere mai
ricevuto la decisione del 20 giugno 2017 della Cassa di compensazione.

 

                               2.6.   La questione della (mancata) ricezione
da parte della ricorrente della decisione formale con cui la Cassa di compensazione
ha stabilito in Fr. 2'015.- il suo diritto alla rendita anticipata AVS dal 1°
agosto 2017 può rimanere irrisolta.

 

D’avviso del TCA, la richiesta dell’assicurata di rinunciare alla
percezione della rendita anticipata AVS di un anno deve ad ogni modo essere
respinta sulla base dell’art. 23 cpv. 2 LPGA.

Occorre infatti evidenziare che la scelta dell’assicurata di rinunciare
al versamento della sua rendita di vecchiaia comporta che l’__________ deve continuare
a versarle il supplemento sostitutivo AVS/AI fino al raggiungimento dei 64 anni,
circostanza che pregiudica gli interessi degni di protezione di questa
istituzione assicurativa, che si vede dover sostituire la Cassa di
compensazione ancora per un anno.

 

A questo proposito va segnalato che nel 2016 (doc. E) l’__________,
in occasione della richiesta del 3 marzo 2016 volta ad ottenere una previsione
sulla sua futura rendita della previdenza professionale, aveva informato
l’interessata delle conseguenze del prepensionamento LPP:

 

"
Si ricorda che il supplemento
sostitutivo AVS/AI verrà soppresso non appena lei percepirà la rendita AVS o
AI, ma in tutti i casi al più tardi – secondo le attuali disposizioni in
materia AVS/AI – a 64 anni. L’importo della rendita AVS/AI potrà essere
superiore o inferiore al supplemento sostitutivo AVS/AI da noi versato.”.

 

Inoltre, in quella comunicazione figurava anche quanto segue:

 

"
A titolo informativo, di
principio, in caso di pensionamento anticipato sussiste ancora l’obbligo
contributivo per l’AVS fino all’età di pensionamento ordinaria AVS (64 anni per
le donne, 65 anni per gli uomini). Vige un’eccezione se l’eventuale coniuge
lavora e versa almeno CHF 956 di contributi AVS all’anno, nel qual caso l’altro
coniuge è esonerato dall’obbligo di contribuzione. In ogni caso, eventuali
informazioni relative alla contribuzione AVS devono essere richieste
direttamente all’ente competente (Agenzia comunale AVS o Istituto delle
assicurazioni sociali, Bellinzona).”.

 

Da quanto precede discende che poiché la rinuncia in esame sarebbe
pregiudizievole per gli interessi della Cassa pensione, come tale essa è nulla
in virtù dell’art. 23 cpv. 2 LPGA.

 

Pertanto, l’esercizio del diritto dell’assicurata di anticipare il
versamento della rendita AVS deve essere come tale ribadito e il conseguente importo
di Fr. 2'015.- al mese dal 1° agosto 2017 va confermato, tenendo altresì presente
l’art. 56 cpv. 3 OAVS.

Di conseguenza, da quella data l’__________ non deve più versare
all’assicurata il supplemento sostitutivo AVS/AI di Fr. 819.- (doc. D), che dal
1° settembre 2017 (doc. M) sarebbe ammontato a Fr. 1'770.-.

 

                               2.7.   Il parere dell’Ufficio
federale delle assicurazioni sociali del 3 novembre 2017 va peraltro condiviso
pienamente. La decisione del 20 giugno 2017 della Cassa di compensazione,
regolarmente cresciuta incontestata in giudicato, non può infatti essere annullata
e sostituita in assenza dei presupposti della riconsiderazione o della
revisione secondo l’art. 53 LPGA. Non si è invero in presenza di una decisione
manifestamente errata la cui rettifica riveste una notevole importanza, per
esempio se si tratta della rettifica di una prestazione periodica (DTF 119 V
475 consid. 1c), rispettivamente di nuovi fatti e/o nuovi mezzi di prova che
non potevano essere prodotti antecedentemente.

 

Infine, va evidenziato che la lamentela sollevata dall’insorgente
a comprova del fatto di non avere ricevuto la decisione formale del 20 giugno
2017, ossia che anche la Cassa pensione non era al corrente che dal 1° agosto
2017 l’interessata avrebbe ricevuto la rendita anticipata AVS, non va tutelata.

L’art. 68 cpv. 3 OAVS prevede infatti che la decisione di
assegnazione della rendita deve essere notificata alle parti, segnatamente:

a. all'avente diritto, personalmente, o al suo
rappresentante legale;

b. alla terza persona o all'autorità che ha fatto
valere il diritto alla rendita o alla quale è versata la rendita;

c. all'assicuratore contro gli infortuni competente,
se è tenuto a fornire prestazioni.

 

I NN. 9309 a 9327 DR specificano ulteriormente chi
siano i destinatari di una decisione di accoglimento o di rifiuto di una
prestazione AVS o AI, tramite invio originale o in copia.

Va segnalato che, in caso di rendita AI,
la decisione va trasmessa in copia anche all'istituto di previdenza professionale
competente, nella misura in cui la decisione incida sul suo obbligo di versare
prestazioni giusta gli art. 66 cpv. 2 e 70 LPGA (N. 9320 DR).

Trattandosi nel caso concreto di prestazioni di vecchiaia, è
corretto che la Cassa di compensazione non abbia informato __________ della
concessione all’assicurata dal 1° agosto 2017 di una rendita anticipata AVS di
un anno.

 

In conclusione, la decisione impugnata deve dunque essere
confermata, con conseguente rifiuto di concedere la rinuncia alla rendita
anticipata AVS formulata dalla ricorrente, che peraltro non potrebbe comunque
essere concessa retroattivamente (N. 1307 DR) come preteso dall’insorgente.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è
chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare
la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere
allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti