# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ed47591f-56e7-5d81-af64-af66dbd07fbe
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-02-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 04.02.2003 32.2002.63
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-63_2003-02-04.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.00063

   

  BS/cd

  	
  Lugano

  4 febbraio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof,
  vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 maggio 2002 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 25 aprile 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
1943, di professione sellaio indipendente, è stato posto al beneficio di una
rendita intera di invalidità, per un grado d'invalidità dell'80%, dal 1. marzo
1993 in quanto affetto da osteite post-traumatica femore dx e stato dopo
osteosintesi con fissatore esterno per refrattura (doc. AI _).

                                         In esito
ad una prima procedura di revisione avviata nell'aprile 1995, per decisione 25
luglio 1996 l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha ridotto al 60% il grado
di invalidità, riconoscendogli il diritto ad una mezza rendita (doc. AI _).

 

 

                               1.2.   In occasione
della successiva procedura di revisione d'ufficio, avviata nel luglio 1997, con
decisione 28 ottobre 1998 l'UAI ha soppresso la rendita d'invalidità sostenendo
che, a seguito degli accertamenti medici ed economici eseguiti, l’assicurato
non presenta più un’incapacità lavorativa nella sua professione superiore al
33,3% (doc. AI _). 

Adito dall’assicurato, con sentenza 29 febbraio 2000 il TCA, nella composizione
a giudice unico, ha accolto il ricorso, annullando la decisione contestata e
rinviato gli atti all’amministrazione per ulteriori accertamenti (doc. AI _).

In particolare questa Corte aveva rilevato:

" 
(…) 

ritenuta la mancanza di elementi sufficienti per
valutare un 

eventuale miglioramento della capacità di
guadagno dell'assicurato, gli atti devono essere ritrasmessi all'amministrazione
affinché proceda ad un approfondito esame dello stato di salute dell'assicurato
unitamente ad una valutazione, dal profilo medico, della misura e del tipo di
attività in cui l'interessato risulta ora capace al lavoro. Il medico dovrà
pertanto stabilire se vi è stato un miglioramento dello stato di salute
rispetto alla situazione precedente e stabilire e motivare in che misura il
danno alla salute limita ancora l'assicurato nello svolgimento della sua
professione.

Dal profilo economico, l'UAI dovrà procedere, tramite l'ispettorato AI, a
completare gli accertamenti di natura economica, tenendo inoltre debitamente
conto anche dei dati economici relativi all'esercizio 1997." (cfr. inc.
32.1998.0179).

                               1.3.   Dando
seguito a quanto ordinato dal TCA, l’amministrazione ha fatto esperire
un’ulteriore inchiesta economica per indipendenti (doc. AI _) e sottoposto
l’assicurato ad una perizia ortopedica a cura del dr. __________ (doc. AI _).

In esito alle risultanze medico-economiche, con progetto di decisione 5 aprile
2002 l’UAI ha confermato la soppressione della rendita, precisando:

" 
(…)

In base alla sentenza del Tribunale Cantonale delle Assicurazioni
del 29.02.2000 si è provveduto ad aggiornare la documentazione medica ed
economica-finanziaria. Dagli atti acquisiti all'incarto emerge che l'assicurato
ha riacquistato la capacità lavorativa e, anche dal lato medico, vi è stato un
sostanziale miglioramento dello stato di salute, tale da giustificare la
soppressione del diritto alla rendita come a decisione del 28.10.1998.

 

Conseguentemente, la rendita è soppressa.

 

La soppressione della rendita sarà effettiva al più presto dal
primo giorno del secondo mese che segue la notifica della presente decisione
(art. 88 bis, cpv. 2 a, OAI)." (cfr. doc. AI _)

 

                                         Non avendo
ricevuto dall’interessato alcuna presa di posizione, con decisione formale 25
aprile 2002 l’amministrazione ha confermato la soppressione della rendita
d’invalidità, togliendo l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso.

 

 

                               1.4.   Contro la
decisione amministrativa, __________ è nuovamente insorto, postulando il
ripristino della rendita.

A motivazione del gravame egli ha sostenuto:

" 
(…)

Sono al beneficio di una rendita intera di invalidità, dal 

1° marzo 1993, a seguito di un grave incidente.

 

 

Il 25 luglio 1996, l'Ufficio AI mi ha ridotto la rendita al 60%,
riconoscendomi una mezza rendita.

 

 

Con decisione 28 ottobre 1998, l'UAI ha infine soppresso la
rendita, sostenendo che non vi erano più le condizioni per il versamento della
rendita.

 

 

Tenuto conto di detta decisione, ero insorto presso questo
Tribunale, il quale aveva annullato la decisione contestata, rinviando gli atti
per un nuovo provvedimento (29 febbraio 2000).

 

 

Nel frattempo è giunta la nuova decisione, dalla quale tuttavia
non si rileva in alcun modo, quali sarebbero gli "elementi sufficienti,
per valutare un eventuale miglioramento della capacità di guadagno
dell'assicurato".

 

 

L'UAI ha inoltre, doveva procedere agli accertamenti di natura
economica, tenendo conto dei miei dati economici.

 

 

Dalla decisione contestata non rilevo i dati suddetti, percui non
sono in grado di comprendere perché ora la mia rendita dovrebbe essere
soppressa.

 

 

Faccio infatti rilevare, che il mio stato di salute, è tuttora
molto precario, visto che devo regolarmente procedere a settimane di
fisioterapia e massaggi.

 

Per tutti questi motivi, chiedo quindi che la decisione dell'UAI,
sia annullata, e che mi sia confermata la rendita di invalidità al 60%."

(cfr. doc. _).

 

                               1.5.   Mediante
risposta 12 giugno 2002 l’UAI ha chiesto la reiezione del gravame, poiché:

 

" 
(…)

Dal punto di vista medico la situazione è stata compiutamente
analizzata. L'assicurato è infatti stato recentemente sottoposto a perizia
ortopedica, eseguita dal dottor ________ (cf. doc. n. _ inc. AI). Questi è
giunto alla conclusione che nella propria attività di sellaio l'assicurato
presenta un grado di abilità pari al 70%.

 

Per quel che concerne l'aspetto economico, lo scrivente Ufficio ha
esperito nuove indagini, segnatamente riassunte nel rapporto 

12 novembre 2001 (cf. inchiesta e con. per indip., doc. n. _ inc.
AI).

Al proposito si sottolinea innanzitutto come già nel febbraio 2001
l'assicurato avesse potuto constatare un miglioramento del proprio stato:
"mi ha spiegato che la sua gamba è senz'altro migliorata in questi
anni" (rapp., p. 2). Nei mesi successivi, come sottolineato dal perito, lo
stato della gamba sarebbe ancora migliorato sensibilmente: "la situazione
è stata abbastanza stazionaria fino alla primavera del 2001. In seguito all'artrolisi
effettuata dal D. __________ si è notato un sostanziale miglioramento della
funzionalità" (perizia, p. 4).

 

I risultati della valutazione economica hanno permesso di
concludere come, rispetto alla precedente inchiesta 10 giugno 1996 (cf. doc. n.
_ inc. AI), la capacità di guadagno dell'assicurato si sia ristabilita al punto
da giustificare la soppressione della rendita.

Al proposito occorre tenere presente che nell'aprile dei 1998
l'interessato ha fondato una società anonima, fatto questo che ha
comprensibilmente influenzato l'utile degli anni successivi.

 

Si rammenti infine che l'assicurato esercita la propria attività
di sellaio a titolo indipendente, ciò che gli consente sicuramente di adattare
i ritmi e gli orari di lavoro alle proprie esigenze, e che beneficia altresì
dell'ausilio di un dipendente, al quale sono affidati i compiti fisicamente più
gravosi." (cfr. doc. _).

 

 

                               1.6.   Il 3 luglio
2002 l’assicurato ha ribadito la propria richiesta ricorsuale, postulando di
sentire il medico curante e di ordinare una perizia al fine di accertare il suo
stato di salute e la sua situazione economica.

 

                               1.7.   Interpellato
dal TCA, con lettera 10 settembre 2002 il dr. __________ ha fornito alcune
precisazioni in merito alla perizia eseguita per conto dell’amministrazione (doc.
_), le cui risultanze sono state intimate alle parti per una presa di
posizione.

                               1.8.   In seguito,
lo scrivente Tribunale ha chiesto al ricorrente di produrre della
documentazione medica, che è stata in seguito trasmessa per osservazioni
all’UAI (doc. _). La presa di posizione dell’amministrazione è del 20 dicembre
2002 (doc. _). 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto del
contendere è la soppressione della mezza rendita assegnata a __________. 

L'amministrazione, confermando la decisione 28 ottobre 1998, sostiene infatti
che, a seguito del miglioramento dello stato di salute, l’assicurato ha
riacquistato la piena capacità lavorativa per cui la soppressione del diritto
alla rendita è giustificata.

L'assicurato, invece, contesta tale conclusione, sottolineando in particolare
come l’UAI non abbia proceduto agli accertamenti di natura economica.

                               2.2.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune
modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per l’invalidità,

Secondo l’art. 82 prima frase LPGA le disposizioni materiali della nuova legge
non sono tuttavia applicabili alle prestazioni correnti e alle esigenze
(crediti, cfr. versione francese e tedesca dell’art. 82 LPGA) fissate prima
della sua entrata in vigore (cfr. art. 82 prima frase LPGA) e quindi non
entrano in considerazione nella fattispecie in esame.

Di conseguenza gli articoli citatati della LAI e dell’OAI sono quelli in vigore
sino al 31 dicembre 2002.

                               2.3.   L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a   infermità congenita,
malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

                                         

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.Tuttavia, secondo l'art. 28 cpv. 1ter LAI, le rendite per un
grado d'invalidità inferi- ore al 50% sono versate solo ad assicurati che sono
domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera.

Ai sensi dell'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.

                               2.4.   La
giurisprudenza permette, nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti
particolarmente difficile, che la graduazione dell’invalidità avvenga
eccezionalmente secondo il metodo straordinario. Capita in particolare nel caso
di indipendenti, dove un calcolo sufficientemente preciso dei redditi da porre
a confronto sia escluso (cfr. Pratique VSI 1998 pag. 121; pag. 255; SVR 1996 IV
Nr. 74 pag. 213ss. consid. 2b; RAMI 1996 pag. 36 consid. 3b e 3c; DTF 104 V 137
consid. 2c; DTF 97 V 57; DTF 104 V 139; DTF 105 V 154ss consid. 2a; Duc, J. L.,
Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, pag. 456).

                                         L’invalidità è allora
stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione concreta in cui
si svolge l’attività (Pratique VSI 1999 pag. 121s,  Valterio, Droit et pratique
de l’assurance invalidité, Losanna 1985, pag. 199). Perciò l’invalidità sarà
valutata considerando le ripercussioni economiche dovute alla riduzione del
rendimento sulla situazione concreta dove si svolge l’attività dell’assicurato
divenuto invalido (DTF 105 V 151). 

                                         In tal caso si procede a
paragonare le attività svolte prima e dopo la sopravvenienza del danno alla
salute, riferendosi al metodo specifico applicato a coloro i quali non svolgono
attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI 1998 pag. 122 consid. 1a). La
differenza sostanziale tuttavia con quest’ultimo metodo consiste nel fatto che
il grado di invalidità non viene stabilito direttamente sulla base del
raffronto tra le attività. Dapprima, infatti, sulla base di tale raffronto, si
constata l’impedimento dovuto al danno, poi si valutano gli effetti di tale impedimento
sull’incapacità di guadagno (metodo straordinario; DTF 128 V 30 consid. 1a;
Pratique VSI 1998 pag.123 consid. 1a; SVR 1996 IV Nr. 74 pag. 213ss consid. 2b;
DTF 104 V 138; ZAK 1987 pag. 260s. consid. 2a; DTF 105 V 151). Una determinata
limitazione della capacità produttiva funzionale può, non deve tuttavia
forzatamente, produrre una perdita di guadagno della medesima entità (Pratique
VSI 1998 pag.123 consid. 1a).

Nella prassi il metodo straordinario è spesso applicato alle persone con
attività lucrativa indipendente.

 

                                         Nel caso di un
indipendente, il TFA ha precisato che il raffronto tra l’utile realizzato prima
e quello conseguito dopo l’incidente, non conduce a conclusioni affidabili per
quel che riguarda la perdita di guadagno che dipende dall’invalidità. In
effetti, troppi fattori influenzano gli utili di un’azienda, come ad esempio la
situazione congiunturale e la situazione concorrenziale, di conseguenza le
oscillazioni sono dovute anche ad aspetti estranei all’invalidità.

                                         Di conseguenza il TFA ha
stabilito che i documenti contabili non sono dei mezzi idonei a stabilire in
maniera affidabile i redditi ipotetici (RAMI 1996 pag. 34, pag. 36 consid. 3b;
DTF 104 V 137 consid. 2c).

                                        

                                2.5   Se il grado
d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in
modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata
o diminuita in misura corrispondente oppure soppressa (cfr. art. 41 LAI). 

                                         La
revisione avviene d'ufficio o su domanda (cfr. art. 87 cpv. 1 OAI).

                                         Se la
capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il
cambiamento determinante soppri­me, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a
prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione allorché è durato
tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a
durare (cfr. art. 88 a cpv. 1 OAI). 

                                         Analogamente,
in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del
cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da
tre mesi senza interruzione notevole (cfr. art. 88 a cpv. 2 OAI).

                                         Queste
norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma
anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel
tempo (STFA 29 maggio 1991 in re St., RCC 1984 pag. 137).

 

                                         La
costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a
revisione secondo l'art. 41 LAI non solo in caso di modifica rilevante dello
stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo
stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di
guadagno hanno subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno
1994 in re P. P. pag. 4; RCC 1989 pag. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid.
1a; DTF 109 V 116, consid. 3 b; DTF 105 V 30).

                                         Affinché
sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni
cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da
influire sulla perdita di guadagno.

 

                                         D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista
astratto, ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI che prevede
l'assegnazione di un quarto di rendita se il grado d'invalidità è di almeno il
40%, una mezza rendita quando il grado d'invalidità è di almeno il 50% e una
rendita intera quando l'invalidità raggiunge almeno il 66 2/3%.

                                         In ogni
caso la revisione della rendita è possibile unicamente se, posteriormente alla
pronuncia della decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente
mutata. Non basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invaria­ta,
sia giudicata in modo diverso (RCC 1987, pag. 38, consid. 1a; STFA 29 aprile
1991 in causa G.C., Bellinzona, non pubblicata, consid. 4).

Per stabilire in concreto se vi è motivo di revisione, da un punto di vista
temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della
decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia
della nuova decisione. Da questo punto di vista un provvedimento che si limita
a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369
consid. 2 con riferimenti; DTF 109 V 262; 105 V 30; Valterio, op. cit. P. 268;
Meyer-Blaser, Rechtssprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag.
258). 

 

                               2.6.   Nell’evenienza
concreta, a seguito della STCA 29 febbraio 2000 di rinvio, l’assicurato è stato
sottoposto ad una perizia ortopedica eseguita dal dr. __________. 

Nel referto 7 marzo 2002 lo specialista, posta la diagnosi di gonartrosi al
ginocchio destro con limitazione funzionale e persistenti dolori in stato dopo
frattura multiframmentaria e osteomielite, ha rilevato quanto segue:

"  B.
CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ DI LAVORO

 

La diagnosi sopra descritta causano una limitazione nella capacità
lavorativa del paziente. Da notare che l'attività del paziente consiste nella
ricopertura di sedili di automobile, confezione di teloni di camion e teloni
per barche. Questo lavoro comporta anche degli atti che richiedono un certo
sovraccarico degli arti inferiori, cosa che attualmente il paziente non è più
in grado di fare. Mi sembra tuttavia di aver percepito una riluttanza da parte
del paziente di accettare questo stato di cose in quanto l'esito
dell'infortunio ritiene in parte sia dovuto ad errori medici. Le lamentele si
rivolgono anche soprattutto al fatto che il paziente ha dovuto interrompere
qualsiasi attività sportiva, cosa per lui veramente difficile da accettare.

 

1. Menomazioni (qualitative e quantitative) dovute ai disturbi

    constatati a livello psicologico e mentale

Difficoltà di accettare uno stato di cose di cui lui si ritiene
soltanto parzialmente responsabile.

 

. a livello fisico

Difficoltà di sovraccarico dell'arto inferiore destro.

 

. nell'ambito sociale

 Nessuna

 

2. Conseguenze dei disturbi sull'attività attuale

II paziente non può più svolgere attività gravose nel senso che
non può stare a lungo in piedi e spostarsi per lunghi tratti. Difficoltà anche
a mantenere a lungo la posizione seduta. Difficoltà a portare pesi.

 

2.1 Come si ripercuotono i disturbi sull'attività attuale

       dell'assicurato?

II paziente può svolgere normalmente qualsiasi attività con gli
arti superiori. Può svolgere attività che gli permettono saltuariamente di
sedersi che non lo costringono a trasportare pesi oltre i 20 kg e che non lo
costringono a spostarsi frequentemente su terreni sconnessi.

 

2.3 L'attività attuale è
ancora praticabile?

Sì. II paziente in particolare
non ha intenzione di cambiare il proprio lavoro.

 

2.4 Se sì, in quale misura
(ore al giorno)?

Nella misura del 70%.

 

2.5 E' presente inoltre una
diminuzione della capacità di lavoro?

Sì.

 

2.6 Se sì, in che misura? 

Nella misura del 30%.

 

 

2.7 Da quando esiste una
limitazione della capacità di lavoro dal 

      Iato medico di almeno
il 20%?

Dal 6.2.1992.

 

2.8 Qual è stato in seguito
lo sviluppo della limitazione della

       capacità di lavoro? 

La situazione è stata abb.
stazionaria fino alla primavera del 2001. In seguito all'artrolisi effettuata
dal Dr. __________ si è notato un sostanziale miglioramento della funzionalità.
Confrontando l'esito della perizia del 

Dr. __________ effettuata in
data 10 giugno 1997 e l'esito della visita odierna si è potuto constatare che la
funzionalità del ginocchio in flessione è migliorata di 20 gradi." (cfr.
doc. AI _)

                                      

                               2.7.   L’amministrazione
ha fatto eseguire un’altra inchiesta economica per indipendenti. 

Dal relativo rapporto 12 novembre 2001 si deduce che l’assistente sociale, conformemente
alla STCA 29 febbraio 2000, ha esaminato i dati economici del 1997 e quelli
successivi sino al 2000.

Dopo aver riportato gli importanti cambiamenti nell’attività dell’assicurato
(novembre 1997: acquisto di un immobile per trapiantare nel piano terreno
l’attività di produzione; aprile 1998:  trasformazione da ditta individuale a
società anonima) e dopo aver proceduto ad una attenta e minuziosa analisi
economica dell’autoselleria, l’incaricata ha esposto le seguenti conclusioni:

" 
(…)

In sostanza il risultato d'esercizio sembra essere determinato
dall'oscillazione delle voci "stipendi" e "affitto", le
voci che hanno subito maggiori variazioni dopo la costituzione della società
anonima.

 

Lo stato di salute del signor __________, a
mio modo di vedere, potrebbe avere ripercussioni piuttosto sull'acquisto merci
e in seguito sulla vendita.

 

Una riduzione della voce "acquisto merci potrebbe essere
determinata da una mancata acquisizione di lavoro e una diminuzione della voce
"vendite" il risultato del minor lavoro. Ma questi fatti non si
registrano negli anni contabili dal 1997 in poi.

Anzi, contro leggere variazioni della voce "acquisto
merci" si trova un continuo miglioramento della voce "vendita".

 

Questo dato porta a dedurre che l'attività lavorativa del signor
R. __________ é rimasta sostanzialmente uguale in questi ultimi anni con
addirittura un buon aumento della voce "vendita" nell'anno 2000 fino
a raggiungere fr. 249'157 importo mai raggiunto dopo
l'infortunio subito nel 1992.

 

Con ciò non si negano le difficoltà tuttora lamentate dal signor
__________. Egli deve sempre alternare la posizione mentre
lavora e se il dolore alla gamba aumenta tralascia l'attività di sellaio e si
dedica ad attività di tipo amministrativo, contatta clienti o altro. Egli ha la
libertà di organizzarsi come desidera e secondo il suo stato di salute.

II signor __________ é una persona tenace che ha fatto tutto il
possibile per mantenere la sua attività nonostante l'infortunio subito e le
grosse difficoltà incontrate negli anni immediatamente successivi.

 

Con il recente acquisto di un immobile e il relativo impegno
finanziario non indifferente il signor __________ dimostra fiducia nella
propria attività. Ha inoltre voluto modificare lo stile da ditta individuale a
società anonima.

 

CONCLUSIONE

 

Dalla valutazione economica non emergono elementi tali da
giustificare il ripristino dell'erogazione di una rendita d'invalidità."

(cfr. doc. AI _)

 

Sulla base di tale rapporto e della perizia del dr. __________,
l’amministrazione rimane del parere che l’assicurato non presenti alcun grado
d’invalidità ed ha quindi confermato la soppressione della rendita. 

                               2.8.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi,
si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si
lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti
(anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o
nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono
inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in
der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; DTF 125 V 352 consid. 3a e
riferimenti; Pratique VSI 2001 pag 108 consid. 3a; Pratique VSI 3/1997 pag.
123; STFA del 18 marzo 2002 nella causa M, I 162/01, consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale
ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

 

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a)cc), cfr. U. Meyer‑Blaser,
op. cit., pag. 230).

 

 

                               2.9.   Nell’evenienza
concreta, dal referto del dr. __________, cui va dato pieno valore probatorio
conformemente ai parametri giurisprudenziali enunciati al consid.2.8, risulta
che lo specialista in chirurgia ha attestato un’incapacità lavorativa del 30%
nella professione esercitata dall’assicurato. 

In particolare egli ha evidenziato come, a seguito dell’artrolisi eseguita nel
maggio 2001, il ricorrente abbia riscontrato un miglioramento della sua
funzionalità rispetto a quando è stato peritato dal dr. __________ (10 giugno
1997) e che sino alla primavera 2001 la situazione è rimasta “abbastanza
stazionaria” (doc. AI _). 

Con scritto 6 settembre 2002, il TCA ha innanzitutto chiesto al perito di
indicare se l’inabilità lavorativa del 30% può essere riconducibile
all’intervento di artroscopia con artrolisi eseguita dal dr. __________ (doc.
_). Mediante lettera 10 settembre 2002, il dr. __________ ha risposto
affermativamente precisando (sottolineatura del redattore):

" 
(…)

Penso di sì in quanto all'esame clinico del Dr. __________ del 20
novembre 2000 e 19 dicembre 2000 si desume che la motilità del ginocchio era
limitata ad una flessione di 110 gradi e che soggettivamente il paziente era
disturbato da problemi del ginocchio destro sotto sforzo seguiti da un
versamento fastidioso.

Alla visita per contro del Dr. __________ del 28 maggio 1996 si
evidenzia che il paziente non può camminare per più di un ¼ d'ora circa e la
funzione era limitata ad una flessione di 95 gradi.

Ritengo quindi che l'artrolisi effettuata successivamente dal
Dr. __________ nel maggio 2001 abbia portato ad un netto miglioramento in
quanto in occasione della mia perizia avevo misurato una flessione di 130
gradi.

Ritengo quindi che l'inabilità lavorativa del 30% possa essere
valutata dal maggio 2001." (cfr. doc. _ – riposta no. 1)

Lo scrivente Tribunale gli ha anche chiesto di indicare quale era il grado
d’incapacità lavorativa dal mese di maggio 1996 (perizia Dr. __________) sino
all’inizio della sua valutazione. Questa è la risposta del dr. __________
(sottolineatura del redattore):

" 
(…)

In base alla visita sempre del Dr. __________ del 28 maggio 1996
si nota un impedimento importante nella deambulazione e nella funzione.

Ritengo quindi che in base a questa visita come già del resto
espressosi il Dr. __________, sicuramente la capacità
lavorativa non era superiore al 50%. Nell'evoluzione del caso vi sono
successivamente altre 3 valutazioni, la prima del Dr. __________ in base alla
visita del 10 giugno 1997 dove si nota un leggero miglioramento della funzione
con una flessione a 100 gradi ma nei disturbi soggettivi non viene citata una
limitazione per quanto riguarda la deambulazione ma soltanto per quanto
riguarda la funzionalità.

Si può quindi desumere che in seguito si è notato un leggero
miglioramento della situazione. In base inoltre al rapporto della visita del
Dr. __________ del 19.11.1998 si nota che la funzionalità del ginocchio è
ulteriormente migliorata. Questo leggero miglioramento viene anche confermato
dalla visita del Dr. __________ del 2000 in cui si annota una flessione massima
a 110 gradi con una situazione locale abb. blanda senza segni di infiammazione,
senza versamento con un paziente che presenta una deambulazione senza grosse
particolarità con appoggio monopedale a destra possibile. In base a questi atti
si può dedurre che quindi la situazione sia soggettiva che oggettiva dal maggio
1998 fino al maggio 2001 è andata progressivamente migliorando.

Dalla perizia del Dr. __________ del 10 giugno 1997 vi è una
valutazione effettiva di inabilità del 42% della totale. Ritengo quindi che
si possa valutare un'inabilità lavorativa al 50% dalla visita effettuata dal 

Dr. __________ dei 28 maggio 1996 fino all'intervento eseguito
dal

Dr. __________ nel maggio 2001." (cfr. doc. _ - no. 2)

Quindi, secondo il dr. __________, nel periodo intercorso tra la visita del dr.
__________ del 28 maggio 1996 e l’artrolisi eseguita dal dr. __________ nel
maggio 2001 l’inabilità lavorativa del ricorrente è da ritenere al 50% nella
sua attività di sellaio.

Orbene, a tale conclusione può essere prestata adesione anche se, dalla
documentazione medica inviata successivamente dal ricorrente (cfr. consid.
1.8), risulta che l’intervento di artrolisi è stato rinviato da maggio 2001 al
13 luglio 2001 (cfr. lettera 10 dicembre 2002, con l’allegato rapporto
d’intervento del 13.07.2001, doc. _).

Infatti, da una parte agli atti non vi è alcun indizio che permetta di mettere
in dubbio il miglioramento dello stato di salute dell’assicurato grazie
all’ultimo intervento chirurgico del dr. __________ (cfr. a proposito le
conclusioni 17 dicembre 2002 del dr. __________, allegate alle osservazioni 20
dicembre 2002 dell’UAI, doc. _).

Dall’altra, come si vedrà nei prossimi considerandi, determinante per la
fattispecie in esame è che, sulla base della perizia del 

dr. __________, il miglioramento della capacità al lavoro è da far risalire dopo
la prima decisione amministrativa del 28 ottobre 1998. 

                             2.10.   La
valutazione del dr. __________ - inabilità lavorativa del 50% fino a
maggio/luglio 2001 - non viene confermata dall’inchiesta economica eseguita il
13 febbraio 2001, quindi prima dell’intervento di artrolisi che ha portato
ad un miglioramento delle condizioni di salute dell’assicurato.

                                         Nel
rapporto 12 novembre 2001 l’assistente sociale ha infatti ritenuto che non vi
sono motivi per giustificare il ripristino di una rendita. A tale risultato
essa è giunta principalmente sulla base di dati contabili, rilevando in
particolare come le voci “acquisto merci” e “vendite”, suscettibili di variare
a seguito dello stato di salute dell’assicurato, dal 1997 non hanno subito una
flessione. 

L’incaricata ha costatato anche un aumento della vendite, in particolare nel
2000 il fatturato aveva raggiunto i fr. 249'157.--, importo mai conseguito dopo
l’infortunio del 1992. 

Dai recenti dati contabili essa ha costatato che, rispetto al 1995, l’utile nel
1997 è leggermente aumentato (da fr. 31'433.—  a fr. 35'775.--), per poi
diminuire ogni anno, eccezion fatta per il 1999 in cui vi è stata una perdita
(doc. pag. 5).

Ora, secondo il TCA, quanto indicato dall’assistente sociale non permette di
concludere in modo sicuro ed affidabile per un pieno ripristino della capacità
al guadagno dell’assicurato e questo per i seguenti motivi. 

Innanzitutto, come rilevato al consid. 2.4, scopo del metodo straordinario è
quello di determinare gli impedimenti nell’espletamento delle singole attività
dell’assicurato a seguito del danno della salute, per poi valutare il grado d’incapacità
al guadagno (cfr. DTF 128 V 30 consid. 1a con riferimenti).

Nel caso in esame, l’assistente sociale ha invece proceduto ad una valutazione
economica dell’azienda dell’assicurato, senza aver suddiviso le diverse
attività componenti la professione di sellaio, omettendo di individuare e
valutare gli eventuali impedimenti riscontrati (cfr. a tal proposito la nota
interna del 22 gennaio 2002 dell’UAI, doc. AI _).

Del resto, nel rapporto 12 novembre 2001 essa ha sottolineato
la tenacia dell’assicurato nel condurre la propria attività indipendente, per
cui non può essere escluso che, tenendo conto del rapporto del dr. __________,
il ricorrente si sia sottoposto a sforzi fisici di per sé non esigibili.

                             2.11.   Nel caso in esame, va
ricordato che la presente procedura giudiziaria ha per oggetto la decisione 28
ottobre 1998 con cui l’amministrazione ha soppresso la mezza rendita e tolto
l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso ai sensi dell’art. 97 cpv.2 LAVS
(applicabile anche alla LAI in virtù dell’art. 81 LAI).

Con la decisione 25 aprile 2002, qui contestata, l’amministrazione ha
unicamente dato seguito agli accertamenti ordinati dello scrivente Tribunale e
riguarda la medesima procedura. In questi casi, determinante è il momento della
resa della prima decisione amministrativa (cfr. STCA 11 giugno 2002 nella causa
M.P.C., inc. 32.2002.22).

Infatti, per costante giurisprudenza
il giudice delle assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione
impugnata in base alla situazione di fatto esistente al momento in cui essa è
stata resa, quando si ritenga che fatti verificatisi ulteriormente possono
influire quali elementi di accertamento retrospettivo della situazione
anteriore alla decisione stessa ( DTF 127 V 251 consid. 4d, 121 V 366 consid.
1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V 93 consid. 3, 99 V 102).

Eccezionalmente il giudice può anche tener conto, per motivi d'economia
procedurale, dei fatti intervenuti posteriormente alla decisione impugnata, a
condizione che questi ultimi siano stabiliti in modo sufficientemente preciso
(RCC 1980 pag. 263) e siano suscettibili di influenzare il giudizio (RCC 1989
pag. 123 consid. 3b, RCC 1974 pag. 192 consid. 4, RCC 1970 pag. 582 consid. 3).

Ora, tenuto conto della circostanziata ed approfondita
perizia 7 marzo 2002 del dr. __________ e delle sue risposte 6 settembre 2002
date al TCA (cfr. consid. 2.6) è da ritenere dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante
richiesto nell'ambito delle assicurazioni sociali (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2
e i riferimenti ivi citati; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a,
DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b), che __________ è da considerare abile al 30% nella sua attività di sellaio dal 13
luglio 2001, mentre nel periodo precedente l’abilità lavorativa è rimasta
del 50%. 

Pertanto, al 28 ottobre 1998 non vi erano motivi per giustificare la
soppressione della rendita d’invalidità.

Le risultanze peritali hanno inoltre consentito di accertare un miglioramento della
capacità lucrativa dell’assicurato successivamente alla data d'emissione del
primo provvedimento e questo per una durata di almeno tre mesi. Infatti,
secondo l’art. 88a cpv. 1 OAI, se la capacità al guadagno dell’assicurato
migliora o la grande invalidità di cui è affetto si attenua, v’è motivo di
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all’occorrenza, tutto o
parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il
miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in
considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare.

Per quel che concerne gli effetti della soppressione della rendita, l’art.
88bis cpv. 2 OAI stabilisce che (sottolineatura del redattore): 

 

" 
La riduzione o la soppressione della rendita o
dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto:

a) il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la notifica
della decisione;

b) retroattivamente dalla data in cui avvenne la modificazione determinante
se l’erogazione illecita è causa dell’ottenimento indebito di una prestazione
per l’assicurato o se quest’ultimo ha violato l’obbligo di informare,
impostogli ragionevolmente dall’articolo 77.

Nel caso in esame, in applicazione dell’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI, la
soppressione della mezza rendita deve essere messa in atto a partire dal 1°
giugno 2002, ossia dal primo giorno del secondo mese che segue la decisione 25
aprile 2002.

Ne consegue dunque che la decisione impugnata va confermata in quanto prevede
la soppressione della rendita dal primo giorno del secondo mese che segue la
sua notifica. 

                                         In tal
senso il ricorso è da respingere. 

                                         

                             2.12.   __________ ha
chiesto di ordinare una perizia per accertare il suo stato di salute.

Al proposito, va ricordato che,
qualora l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione o il
giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione
che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e
che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove, senza che ciò costituisca una violazione del
diritto di essere sentito (apprezzamento anticipato delle prove; cfr. DTF 124 V
94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid.
3c e rinvii).

A prescindere dal fatto che il ricorrente è stato peritato dal dr._________, nel caso in esame, secondo il TCA, la documentazione agli atti è
sufficiente per pronunciare il presente giudizio.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto. 

                                         §
__________ ha diritto ad una mezza rendita fino al 

   1° giugno 2002 .

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti