# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 28852cd6-0ab7-5845-9d92-891d36ffd78f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2003.352
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-352_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.352

   

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
   

  

 

 

statuendo sul ricorso 16 ottobre 2003 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patr. da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 25 settembre 2003 del Consiglio di
  Stato (n. 4191) che disdice il rapporto d'impiego del ricorrente per il 31
  dicembre 2003;

  

 

 

vista la risposta 4 novembre
2003 del Consiglio di Stato:

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che il 30
gennaio 1996 il Consiglio di Stato ha assunto il ricorrente __________ quale
operaio qualificato (macellaio) presso l'__________; 

 

che da allora il ricorrente è stato assente:

 

- 12 giorni nel
1996,

- 35 giorni nel
1997,

- 7.5 giorni nel
1998,

- 9 giorni nel
1999,

- 241 giorni nel
2000, 

- 58 giorni nel
2001, 

- 81 giorni nel
2003, 

 

per malattia; 

 

che il 26 agosto 2002 la Direzione del
__________ ha chiesto al Consiglio di Stato (Sezione delle risorse umane) di
avviare la procedura di disdetta del rapporto d'impiego; alla richiesta non è
stato dato seguito, perché quello stesso giorno il ricorrente ha ripreso il
lavoro; 

 

che il 7 luglio 2003 la Direzione
del__________ ha rinnovato la richiesta, sottolineando i disagi che le ripetute
e prolungate assenze procuravano nella gestione della cucina dell'ospedale; 

 

che il 14 luglio 2003 __________ ha ripreso
il lavoro a metà tempo; 

 

che il 19 agosto 2003 il Consiglio di Stato
gli ha prospettato la disdetta del rapporto d'impiego; 

 

che un tentativo di conciliazione promosso
davanti alla Commissione conciliativa per il personale dello Stato non ha avuto
successo; 

 

che con decisione 25 settembre 2003,
notificata al ricorrente il 1° ottobre seguente, il Consiglio di Stato ha
disdetto il rapporto d'impiego per la fine dell'anno in considerazione delle
ripetute, prolungate assenze; 

 

che contro la predetta decisione __________
insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone in via principale
l'annullamento e postulando in via subordinata il differimento del termine di
disdetta al 31 gennaio 2004; 

 

che, posta in evidenza la difficile
situazione in cui è venuto a trovarsi in seguito ad un divorzio combattuto,
l'insorgente sostiene di essere uscito dalla malattia, che l'avrebbe reso quasi
invalido; rimprovera allo Stato di non avergli offerto un'alternativa e di aver
disatteso l'obbligo di promuovere l'occupazione delle persone invalide e dei
casi sociali, sancito dall'art. 5 LOrd; il licenziamento, soggiunge, sarebbe
sproporzionato e discriminatorio, per rapporto ad altri dipendenti versanti in
situazioni analoghe; 

conclude eccependo il termine di disdetta,
che verrebbe a scadere soltanto il 31 gennaio 2004, poiché la decisione le è
stata notificata soltanto il 1° ottobre 2003; 

 

che la Sezione delle risorse umane sollecita
il rigetto dell'impugnativa contestando le tesi dell'insorgente con argomenti
che saranno discussi qui appresso; 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                         che la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 67 cpv. 1
lett. f LOrd; la legittimazione attiva dell'insorgente è certa; il ricorso,
tempestivo, è dunque ricevibile in ordine; 

 

che improponibile è la domanda di
annullamento della disdetta; il dipendente licenziato può soltanto chiedere
l'accertamento dell'illegittimità del provvedimento (art. 67 cpv. 2 LOrd, 69
PAmm; Marco Borghi / Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa
ticinese, ad art. 69 PAmm, n. 1 seg.); 

 

che il giudizio può essere reso sulla base
degli atti (art. 18 PAmm); le prove documentali e testimoniali genericamente sollecitate
dall'insorgente non appaiono invero atte a procurare la conoscenza di ulteriori
fatti rilevanti per il giudizio; 

 

che giusta l'art. 60 LOrd, l’autorità di
nomina può sciogliere il rapporto d’impiego per la fine di un mese con il
preavviso di tre mesi, prevalendosi di giustificati motivi (cpv. 1). Sono
considerati giustificati motivi (...) l’assenza per malattia o infortunio che
si protrae per almeno 18 mesi senza interruzione o le assenze ripetute di
equivalente rilevanza per la loro frequenza (cpv. 2 lett. b), rispettivamente
qualsiasi circostanza soggettiva o oggettiva, data la quale, non si può
pretendere in buona fede che l’autorità di nomina possa continuare il rapporto
di impiego nella stessa funzione o in un’altra funzione adeguata e disponibile
nell’ambito dei posti vacanti (cpv. 2 lett. c); 

 

che il concetto di giustificati motivi
è di natura indeterminata (Max Imboden René Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung,
V. ed., N. 66 B II a; Adelio Scolari, Diritto amministrativo, II. ed., parte
generale, n. 396); nell'individuazione del suo contenuto normativo l'autorità
decidente fruisce dunque di una certa latitudine di giudizio, censurabile da
parte dell'autorità di ricorso soltanto nella misura in cui integra gli estremi
idi una violazione del diritto; 

 

che nell'evenienza concreta, appare del
tutto sostenibile ravvisare nelle ripetute e prolungate assenze, accumulate dal
ricorrente dal 1° gennaio 2000 alla metà di quest'anno (582 giorni, ossia più
di un anno e mezzo negli ultimi tre anni), una circostanza oggettiva, data la
quale non si può in buona fede pretendere dal datore di lavoro la continuazione
del rapporto d'impiego; 

 

che privo di fondamento è il rimprovero
rivolto dal ricorrente al Consiglio di Stato di averlo licenziato senza
verificare preventivamente se non fosse possibile trasferirlo ad altra funzione
adeguata disponibile nell'ambito dei posti vacanti; le condizioni di salute del
ricorrente escludevano a priori una simile eventualità; 

 

che altrettanto infondata è la censura di
violazione dell'art. 5 LOrd, che chiama lo Stato a promuovere l'assunzione di
invalidi e di casi sociali, in modo di favorirne la reintegrazione; 

 

che questa disposizione di natura
programmatica non limita lo Stato nell'esercizio delle prerogative conferitegli
dall'art. 60 LOrd in ordine ai motivi che giustificano la disdetta del rapporto
d'impiego; il ricorrente non è peraltro invalido e non è nemmeno un caso
sociale; 

 

che l'unica censura fondata riguarda il
termine di disdetta; trattandosi di una dichiarazione di natura ricettizia,
avendo il ricorrente ritirato alla Posta la decisione qui impugnata soltanto il
1° ottobre 2003, il termine di tre mesi per la fine di un mese di cui all'art.
60 cpv. 2 LOrd non giunge a scadenza il 31 dicembre 2003, ma il 31 gennaio
2004; 

 

che di conseguenza, in ossequio all'art. 69
PAmm, va accertato che il termine fissato dalla decisione impugnata è illegittimo
e che il ricorrente ha diritto ad un'indennità pari ad una mensilità di stipendio;

 

che entro questi limiti il ricorso va
accolto; la tassa di giustizia è compensata con le ripetibili; 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 60, 67 LOrd; 3, 18, 28, 31, 60, 67, 69
PAmm; 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

§.  Di conseguenza, è accertato che il termine
fissato dalla decisione impugnata è illegittimo e che il ricorrente ha diritto
ad un'indennità pari ad una mensilità di stipendio. 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia è compensata con le ripetibili. 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario