# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f71d5984-5d45-5b7e-b4c0-eee6a918b1d9
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-06-12
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 12.06.2018 S 2017 143
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2017-143_2018-06-12.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 17 143

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presidenza Racioppi
giudici von Salis, Meisser 
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 12 giugno 2018

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali 

A._____,

ricorrente

contro 

Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni,

convenuto

concernente contributi AVS

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1. A._____ entrava in Svizzera nel 2008 con un permesso B e si stabiliva in 

seguito nei Grigioni. Già nel 2010 il consulente commerciale faceva 

domanda per essere affiliato in qualità di indipendente alla cassa 

cantonale di compensazione AVS/AI/IPG. Nel luglio 2013 e nel febbraio 

2014 la Cassa di compensazione AVS/AI/IPG del Cantone dei Grigioni 

emanava le rispettive decisioni di contribuzione per l'anno 2013 e 2014. In 

seguito alla comunicazione 22 dicembre 2016 dell'autorità fiscale, la 

cassa di compensazione emanava in data 16 marzo 2017 due separate 

decisioni supplementari di contribuzione in base alle quali il reddito 

soggetto a contribuzione per il 2013 sarebbe ammontato a fr. 55'754.-- e 

quello per il 2014 a fr. 53'320.--. L'opposizione - mediante la quale 

l'assicurato postulava la presa in considerazione del fatto che una parte 

dei redditi fosse stata conseguita all'estero e quindi già soggetta a 

contributi sociali nel paese di riferimento - veniva respinta con decisione 

13 settembre 2017. 

2. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 10 

ottobre 2017, A._____ chiedeva in sostanza che dal reddito soggetto a 

contribuzione in Svizzera venisse dedotta la pare conseguita in Italia. 

Infatti, in Italia l'istante sarebbe titolare di partita IVA, avrebbe un proprio 

ufficio e sarebbe iscritto all'Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili. 

Tale iscrizione sarebbe indispensabile per poter esercitare la sua 

professione e comporterebbe l'obbligo di essere parimenti iscritti alla 

Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza a favore dei Dottori 

Commercialisti (cnpadc).

3. Nella presa di posizione del 30 ottobre 2017, l'Istituto delle assicurazioni 

sociali del Cantone dei Grigioni, Cassa di compensazione (qui di seguito 

semplicemente cassa di compensazione), postulava la reiezione del 

ricorso e la conferma del provvedimento impugnato. Giusta gli accordi 

internazionali in materia di sicurezza sociale, l'istante andrebbe sottoposto 

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nello Stato di domicilio se vi eserciterebbe una parte sostanziale della 

propria attività, condizioni nell'evenienza soddisfatte. 

4. Replicando, l'istante ribadiva, allegando poi anche il parere dell'Ufficio 

fiscale della cnpadc, che avendo dovuto iscriversi all'albo dei 

commercialisti e avendo partita IVA propria esso sarebbe 

obbligatoriamente affiliato alla cnpadc per cui non potrebbe dovere 

contribuire altrove per lo stesso reddito. 

5. Mentre inizialmente rinunciava a duplicare, nella ulteriore comunicazione 

del 19 gennaio 2018 la cassa di compensazione insisteva sul carattere 

privato dell'associazione italiana chiamata in causa dall'istante, la quale in 

diritto svizzero non corrisponderebbe al primo, bensì al secondo pilastro. 

6. Il 27 gennaio 2018 il ricorrente contestava l'affermazione della convenuta 

precisando che la cnpadc sarebbe l'unica forma di previdenza prevista 

per gli iscritti all'albo della sua professione. Questa forma di previdenza 

sostituirebbe completamente l'assistenza statale fornita dall'Istituto 

nazionale di previdenza sociale (INPS). Dal canto suo, il 6 febbraio 2018, 

la cassa di compensazione dichiarava di mantenere le proprie allegazioni 

e proposte.

Considerando in diritto:

1. La controversia verte sull'assoggettamento in Svizzera dell'istante per il 

suo intero reddito, ovvero anche per quella parte che è stata realizzata 

nel 2013 e 2014 in Italia.

2. Giusta l'art. 13 paragrafo 2 del Regolamento (CE) n. 883/2004 del 

Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativo al 

coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, Modificato da: 

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Regolamento (CE) n. 988/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio 

del 16 settembre 2009 (GU L 284 del 30.10.2009, pag. 43), nella versione 

dell'Allegato II all'Accordo tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e 

la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera 

circolazione delle persone (qui di seguito semplicemente RCE no. 

883/2004; RS 0.831.109.268.1), la persona che esercita abitualmente 

un'attività lavorativa autonoma in due o più Stati membri è soggetta: a) 

alla legislazione dello Stato membro di residenza se esercita una parte 

sostanziale della sua attività in tale Stato membro; oppure b) alla 

legislazione dello Stato membro in cui si trova il centro di interessi delle 

sue attività, se non risiede in uno degli Stati membri nel quale esercita 

una parte sostanziale della sua attività. 

3.1. In principio, l'istante non contesta l'affiliazione alla cassa di 

compensazione per il reddito da indipendente conseguito in Svizzera. 

Infatti, l'affiliazione alla cassa di compensazione è avvenuta, oltre che per 

espressa volontà dell'interessato, anche in virtù del domicilio nei Grigioni 

e dell'esercizio di una parte sostanziale dell'attività in Svizzera. Nella 

decisione impugnata viene debitamente spiegato cosa vada inteso per 

"parte sostanziale dell'attività" ai sensi dell'art. 14 paragrafo 8 del 

Regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio 

del 16 settembre 2009 che stabilisce le modalità di applicazione del 

regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di 

sicurezza sociale, nella versione dell'Allegato II all'Accordo tra la 

Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi 

Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (qui di 

seguito semplicemente RCE no. 987/2009; RS 0.831.109.268.11). Giusta 

detto disposto, ai fini dell'applicazione dell'articolo 13, paragrafi 1 e 2, del 

regolamento di base, per «parte sostanziale di un'attività subordinata o 

autonoma» esercitata in uno Stato membro si intende che in esso è 

esercitata una parte quantitativamente sostanziale dell'insieme delle 

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attività del lavoratore subordinato o autonomo, senza che si tratti 

necessariamente della parte principale di tali attività. Per stabilire se una 

parte sostanziale delle attività sia svolta in un dato Stato membro, 

valgono indicativamente per l'attività autonoma, il fatturato, l'orario di 

lavoro, il numero di servizi prestati e/o il reddito. Nel quadro di una 

valutazione globale, una quota inferiore al 25 % di detti criteri è un 

indicatore del fatto che una parte sostanziale delle attività non è svolta 

nello Stato membro in questione. A contrario è allora lecito dedurre che 

una quota superiore al 25 % lasci presumere che una parte sostanziale 

delle attività sia svolta nello Stato in questione. 

3.2. Nell'evenienza l'istante risiede in Svizzera e giusta la comunicazione fatta 

dall'autorità fiscale il 22 dicembre 2016 nell'esercizio della sua attività di 

indipendente ha conseguito una retribuzione in Svizzera di almeno il 

25 %. Nel 2013, infatti, la quota di reddito conseguita in Svizzera era del 

36.45 % e nel 2014 dell'88.55 % rispetto al reddito globale. Nel proprio 

ricorso l'istante non contesta questi dati, ma vorrebbe venisse operata 

nella determinazione dei contributi la rispettiva deduzione per il reddito 

realizzato in Italia ed ivi già soggetto a contribuzione. 

4.1. La pretesa addotta dall'istante quanto alla sottoposizione a contribuzione 

dell'assicurazione svizzera della sola parte di reddito conseguita in 

Svizzera contraddice però manifestamente quanto previsto della relativa 

legislazione in materia. L'art. 13 paragrafo 5 del RCE no. 883/2004 

disciplina propriamente questa specifica questione precisando: le persone 

di cui ai paragrafi 1-4 sono trattate, ai fini della legislazione determinata ai 

sensi di queste disposizioni, come se esercitassero l'insieme delle loro 

attività subordinate o autonome e riscuotessero l'insieme delle loro 

retribuzioni nello Stato membro in questione. Ne risulta che se la Svizzera 

va considerata legittimata a riscuotere i contribuiti, in virtù del domicilio e 

dello svolgimento della parte sostanziale delle attività, come non viene in 

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principio contestato, tale diritto riguarda esplicitamente tutti i redditi 

conseguiti dall'assicurato come se questi esercitasse l'insieme delle sue 

attività autonome e riscuotesse l'insieme delle sue retribuzioni in Svizzera. 

4.2. Per il ricorrente, il fatto di essere obbligatoriamente assicurato in Italia 

implicherebbe il suo esonero dalla sottoposizione a contribuzione 

all'assicurazione svizzera, per i proventi conseguiti all'estero. Tale pretesa 

non è però corretta. Dal punto di vista dei trattati sopra menzionati vigenti 

tra la Svizzera e l'EU di cui l'Italia è stato membro, l'assicurato va 

sottoposto a contribuzione in Svizzera per tutti i redditi anche se 

conseguiti all'estero. Il fatto che in Italia egli debba obbligatoriamente 

assicurarsi per poter esercitare la propria professione è quindi di fondo un 

problema che riguarda lo Stato Italiano, ma non la corretta applicazione 

del trattato Svizzera-UE in materia di sicurezza sociale. 

5.1. Per definire la situazione dei lavoratori attivi in ambito internazionale tra 

gli stati UE, al contribuente viene rilasciato un modello A1. Questo 

documento certifica quale legislazione in materia di sicurezza sociale si 

applichi nel caso del titolare del modello. Solitamente è necessario nei 

casi in cui la persona interessata, in qualità di lavoratore autonomo o 

dipendente, abbia dei collegamenti con più di un paese dell’UE in 

relazione al proprio lavoro autonomo o di dipendente. In base ai 

regolamenti dell’UE, una persona può essere soggetta unicamente alla 

legislazione di un paese per volta. Il modello A1 è rilasciato dal paese di 

cui si applica la legislazione e serve a certificare che la persona non è 

soggetta alla legislazione di nessuno degli altri paesi con cui sono in atto 

dei collegamenti - in altre parole, che questa persona non è obbligata a 

versare contributi di sicurezza sociale agli altri paesi. Il modello A1 rimane 

valido fino alla data di scadenza in esso indicata o fino al ritiro del modello 

da parte dell’istituzione che l’ha rilasciato. Il modello A1 dev’essere tenuto 

a disposizione e presentato dal lavoratore o dal datore di lavoro all’ente 

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del paese in cui si sta lavorando, al fine di confermare la propria posizione 

di sicurezza sociale e di indicare in quale paese dovranno essere versati i 

relativi contributi.

5.2. È incontestato che per gli anni 2013 e 1014 l'istante abbia già versate 

delle contribuzioni alla cnpadc. Le decisioni di contribuzione emesse dalla 

convenuta nel 2017 a seguito della comunicazione dell'autorità fiscale del 

2016 rappresentano pertanto delle decisioni di assoggettamento 

retroattive. Nelle decisioni impugnate, il lavoratore è stato resto attento al 

fatto che la cassa di compensazione avrebbe rilasciato un certificato A1 

con effetto retroattivo e che tale documento poteva essere presentato al 

servizio estero competente. In questo modo, da parte dello Stato Svizzero 

sono stati fatti tutti i passi necessari per permettere all'istituzione chiamata 

in causa in Italia di ovviare ad una situazione di doppia imposizione dei 

contributi all'AVS/AI/IPG. Allegando statuti, regolamenti e prese di 

posizione della cnpadc, il ricorrente intende comprovare che non gli è 

possibile esercitare la professione di commercialista in Italia senza essere 

obbligatoriamente affiliato a detta istituzione. Come però esposto in 

precedenza tale conflitto non riguarda lo stato Svizzero, ma la contrarietà 

alle norme EU della normativa della cnpadc. Anche la questione di sapere 

se all'istante, su presentazione del modello A1, verranno restituite le 

prestazioni già versate alla cnpadc per il 2013 e il 2014 esula dal contesto 

della presente vertenza. Per il 2013 e il 2014 il ricorrente, quale residente 

in Svizzera e qui esercitante una parte sostanziale della propria attività di 

indipendente era tenuto ad un obbligo di contribuzione esclusivo in 

Svizzera. Pertanto le due decisioni di contribuzione emesse per tutto il 

reddito conseguito durante il 2013 e l 2014 meritano protezione e vanno 

in questa sede confermate, indipendentemente dalla questione di sapere 

se la forma di previdenza offerta dalla cnpadc abbia maggiori affinità al 

nostro primo o secondo pilastro.

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6. In conclusione, il ricorso è respinto e vengono confermate le due decisioni 

di contribuzione impugnate. Giusta l'art. 61 cpv. 1 lett. a della legge 

federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; 

RS 830.1), la procedura è gratuita.

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. La procedura è gratuita.

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]