# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1e14e697-54da-5e19-849a-b8c03a3c6c01
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-02-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.02.2004 32.2003.49
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2003-49_2004-02-10.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2003.49

   

  BS/fe

  	
  Lugano

  10 febbraio
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 giugno 2003 di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 29 aprile 2003 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
nata nel 1962, di professione parrucchiera, il 29 settembre/2 ottobre 2000 ha
inoltrato una richiesta di prestazioni AI per adulti (rendita e mezzi
ausiliari), facendo presente di essere affetta da due ernie discali,
discopatia, scogliosi con formazione di un’isola midollare e vertebra
schiacciata (doc. AI _).

 

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia
reumatologica, con decisione 21 febbraio 2003 l’Ufficio assicurazione
invalidità (in seguito: UAI) ha respinto la richiesta di erogazione di una
rendita poiché:

 

" 
(…)

La documentazione medico-specialistica acquisita all'incarto, ed
in particolare la perizia allestita dal Dr. __________, permette
di oggettivare un'inabilità del 30-40% nella sua professione di parrucchiera
indipendente purché lavori con l'utilizzo di un seggiolino anatomico di cui fa
già uso. Economicamente, se andasse a lavorare presso un datore di lavoro in
misura del 60-70% potrebbe conseguire un salario annuo pari a Fr. 29'250.-
(media fra il 60 ed il 70°x) che, confrontato con quanto a guadagnato senza il
danno alla salute (Fr. 19'000.-, reddito a lei favorevole) non comporta una
perdita della capacità di guadagno e quindi nessun grado d'invalidità (…)(Doc.
AI _)."

                                         

Mediante pronunzia 19 febbraio 2003 l’amministrazione ha invece assunto, quale
mezzo ausiliario, i costi legati all’acquisto di una sedia ergonomica (doc. AI _).

 

 

                               1.2.   A seguito
dell'opposizione interposta dall’assicurata, per il tramite dell’avv.
__________, contro il diniego di rendita (doc. AI _), l’UAI, in data 29 aprile
2003, ha emanato una decisione su opposizione, confermando quanto stabilito il
21 febbraio 2003 (doc. AI _).

 

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso __________, sempre rappresentata dell’avv. __________, ha
postulato l'annullamento della decisione su opposizione ed il conseguente
diritto ad una mezza rendita.

Contestando innanzitutto la perizia reumatologica del dr. __________,
considerata superata a seguito del peggioramento delle proprie condizioni di
salute, la ricorrente ha altresì criticato la modalità di calcolo
dell’invalidità, motivando come segue le censure relative alla determinazione
dei redditi di riferimento:

 

" 
(…)

9.   L'assicurata
non può comunque neppure accettare il calcolo dell'invalidità economica.

In primo luogo si rileva che
l'autorità precedente, quale reddito conseguito prima dell'insorgere del danno
alla salute, ha preso in considerazione l'utile aziendale ottenuto durante il
biennio 1999/2000, senza considerare che l'interessata svolgeva la propria
attività in modo accessorio e non a tempo pieno, essendo pure casalinga e
dovendosi occupare del figlio minorenne (cfr. richiesta di prestazioni AI per
adulti, 6.3.1). II confronto tra il reddito aziendale di cui alla notifica di
tassazione 2001 /2002 con il salario di una parrucchiera dipendente che lavora
al 65%, non è pertanto corretto. L'Ufficio AI non si è infatti limitato a paragonare
un reddito da attività indipendente con un reddito da attività dipendente, ma
ha erroneamente omesso di considerare che il reddito da attività indipendente
non veniva conseguito per un lavoro a tempo pieno, ma quale attività
accessoria. Si dovrà pertanto stabilire quale reddito la signora __________
avrebbe potuto conseguire svolgendo la propria attività indipendente a tempo
pieno. Verosimilmente non si tratta di un importo di soli fr. 19'000.--
annui, ma dovrà essere un importo almeno pari al reddito di una parrucchiera
dipendente impiegata a tempo pieno (fr. 45'000.--; cfr.
annotazione in calce alla lettera 13.01.2003 dell'Ufficio AI). In caso
contrario non si vede per quali motivi una persona dovrebbe svolgere
un'attività indipendente, se guadagnerebbe di più come dipendente. La signora
__________, come indicato in precedenza, può lavorare al massimo al 50%. II
reddito che la stessa potrebbe percepire al momento della valutazione del caso
è dunque pari al massimo a fr. 22'500.--. Ne consegue che
all'assicurata non può essere negata una mezza rendita AI.

                                                                         Del
resto si deve tener conto del chiaro referto medico 3 giugno 2003
dell'attuale curante. La stessa certifica che la signora __________ non
può garantire una presenza sul lavoro che superi il 50%. Essa può dunque
conseguire solo un reddito pari alla metà di quello che avrebbe potuto
conseguire senza l'insorgere del danno alla salute. Anche per questo motivo si
giustifica riconoscere un grado d'invalidità del 50%, con diritto ad una mezza
rendita d'invalidità. (…)" (Doc. _ pag. 5/6)

 

 

                               1.4.   Mediante
risposta 10 giugno 2003 l’UAI ha per contro chiesto la reiezione del ricorso e
rimarcato in particolare:

 

" 
(…)

Dal punto di vista medico, come già si è avuto modo di
sottolineare, lo scrivente Ufficio ritiene d'aver espresso il proprio giudizio
sulla base di un'istruttoria completa, i risultati peritali essendo comunque
stati confermati da altra e successiva documentazione medica. Per tale ragione
ci si oppone quindi all'assunzione di ulteriori mezzi di prova (e segnatamente
all'espletamento di ulteriori perizie).

 

Per quel che concerne la valutazione economica, si tiene a
precisare che l'amministrazione ha sì ritenuto l'assicurata attiva al 100%, ma
sulla base delle dichiarazioni rilasciate dalla diretta interessata, la quale a
suo tempo aveva chiaramente specificato di svolgere la propria attività
lucrativa a tempo pieno (cf. doc. n. _ inc. AI).  (…)" (Doc. _)."

 

                               1.5.   Il 26 giugno
2003 la ricorrente ha trasmesso al TCA della documentazione (VI), mentre con presa
di posizione del 3 luglio 2003 l’amministrazione ha ritenuto quanto prodotto
non rilevante ai fini della causa (VIII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1° gennaio
2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune
modifiche legislative anche in ambito AI.

 

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e poiché
il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si basa di
regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1°
gennaio 2003.

Non applicabili per contro sono le nuove norme di legge introdotte a seguito
della 4a revisione della LAI, entrata in vigore al 1° gennaio 2004.

 

                                         Per
quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in
vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

                               2.3.   Oggetto del
contendere è sapere se a __________ può essere riconosciuta una rendita
d'invalidità.

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. 

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità 

                                         (Scartazzini,
Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag.
216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una
rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40
%. 

Va altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe,
dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali
provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a
e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di
fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale,
le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325
consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo,
Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e
s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                               2.5.   La
giurisprudenza permette, nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti
particolarmente difficile, che la graduazione dell’invalidità avvenga
eccezionalmente secondo il metodo straordinario. Capita in particolare nel caso
di indipendenti, dove un calcolo sufficientemente preciso dei redditi da porre
a confronto sia escluso (cfr. DTF 128 V 29s; Pratique VSI 1998 pag. 121; pag.
255; SVR 1996 IV Nr. 74 pag. 213ss. consid. 2b; RAMI 1996 pag. 36 consid. 3b e
3c; DTF 104 V 137 consid. 2c; DTF 97 V 57; DTF 104 V 139; DTF 105 V 154ss
consid. 2a; Duc, J. L., Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, pag.
456).

                                         L’invalidità è allora
stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione concreta in cui
si svolge l’attività (Pratique VSI 1999 pag. 121s,  Valterio, op. cit., pag.
199). Perciò l’invalidità sarà valutata considerando le ripercussioni
economiche dovute alla riduzione del rendimento sulla situazione concreta dove
si svolge l’attività dell’assicurato divenuto invalido (DTF 105 V 151). 

                                         In tal caso si procede a
paragonare le attività svolte prima e dopo la sopravvenienza del danno alla
salute, riferendosi al metodo specifico applicato a coloro i quali non svolgono
attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI 1998 pag. 122 consid. 1a). La
differenza sostanziale tuttavia con quest’ultimo metodo consiste nel fatto che
il grado di invalidità non viene stabilito direttamente sulla base del
raffronto tra le attività. Dapprima, infatti, sulla base di tale raffronto, si
constata l’impedimento dovuto al danno, poi si valutano gli effetti di tale
impedimento sull’incapacità di guadagno (metodo straordinario: DTF 128 V 28
consid. 1; Pratique VSI 1998 pag.123 consid. 1a; SVR 1996 IV Nr. 74 pag. 213ss
consid. 2b; DTF 104 V 138; ZAK 1987 pag. 260s. consid. 2a; DTF 105 V 151). Una
determinata limitazione della capacità produttiva funzionale può, non deve
tuttavia forzatamente, produrre una perdita di guadagno della medesima entità
(Pratique VSI 1998 pag.123 consid. 1a).

                                         Nella prassi il metodo
straordinario è spesso applicato alle persone con attività lucrativa
indipendente.

 

                               2.6.   Nella
fattispecie in esame, a seguito della domanda di prestazioni, l’UAI ha
incaricato il dr. __________ di esperire una perizia reumatologica.

 

                                         Dal
referto 2 maggio 2001 (doc. AI _) risulta che lo specialista in reumatologia,
dopo aver esposto dettagliatamente l’anamnesi, nonché le constatazioni
obiettive, ha posto la seguente diagnosi:

 

" 
(…)

4.-    DIAGNOSI

 

1. Sindrome lombovertebrale/ spondilogena cronica
a sx su

    ·   Marcate turbe
statiche.

    ·   Discopatia a
livello L4 e L5 ed L5-S1.

·      
Tendenza alla generalizzazione dei dolori nel
senso di una sindrome fibromialgica.

·      
Probabile insufficienza segmentale a livello
lombosacrale.

·      
DD: sindrome lomboradicolare irritativa L5 e/o
S1 a sx sulle discopatie sopra menzionate.

                                                                     

2  Sindrome cervico-scapolare/brachiale cronica
bilaterale,

    attualmente poco sintomatica.

3. Leggero stato depressivo reattivo. "
(Doc. AI _, pag. 5)

 

                                         In merito
alla capacità lavorativa il dr. __________ ha evidenziato quanto segue:

 

" 
(…)

In conclusione, ritengo che i dolori lamentati dalla signora
_________ siano d'origine spondilogena in presenza di marcate turbe statiche e
discopatie a livello L4-L5 ed L5-S1. È pure possibile la presenza di
un'irritazione radicolare, la quale non comporta comunque alcun deficit
senso-motorico.

L'assicurata non ha purtroppo per il momento sufficientemente ben
reagito alle terapie ambulatoriali stazionarie già eseguite. Ritengo che ciò
sia primariamente dovuto ad un'ormai subentrata cronicizzazione con tendenza
alla generalizzazione dei dolori, nel senso di una sindrome fìbromialgica, la
quale evidentemente risulta essere molto più difficile da trattare.

 

Sotto l'aspetto reumatologico ritengo che l'assicurata non sia più
in grado di svolgere attività pesanti, in modo particolare lavori con
sollevamento ripetuto di pesi superiori ai 10 kg o di movimenti ripetuti di
flessione del tronco. Per un'attività adeguata, senza grossi carichi per la
schiena e che le permetta di cambiare frequentemente di posizione, ritengo
invece che vi sia solo una modica riduzione della capacità lavorativa,
valutabile attorno al 30-40%. Ritengo che il suo lavoro di parrucchiera possa
essere considerato adatto, rientrando nei criteri sopra menzionati (non la
costringe ad eseguire lavori pesanti, le permette di cambiare frequentemente di
posizione e, visto che è indipendente, di gestire come vuole la sua giornata).

 

Per quanto concerne la prognosi, vista l'ormai subentrata
cronicizzazione con tendenza fibromialgica, ritengo che la prognosi sia
abbastanza negativa, in modo particolare per una completa guarigione dai dolori
dorsali. Ciò però non dovrebbe limitarne in modo completo la sua capacità
lavorativa (…)(AI _ pag. 6/7)

Il perito ha infine escluso l’adozione di provvedimenti professionali come pure
altre attività in cui l’assicurata possa migliorare la sua abilità lavorativa,
ritenendo indicato una sedia ortopedica (riconosciuta dall’UAI a titolo di
mezzo ausiliario, cfr. consid. 1.1.) per migliorare la capacità lavorativa sul
posto di lavoro.

 

                               2.7.   Va ricordato che affinché un rapporto medico
abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI
3/1997 pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), cfr. Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 111).

 

                               2.8.   Con il
ricorso in oggetto, __________ contesta la perizia reumatologica, poiché, viste
le diagnosi poste, non giunge ad una logica conclusione in merito alla parziale
capacità lavorativa nell’attività di parrucchiera.

Ora, a prescindere dal fatto che la ricorrente non ha fornito il minimo indizio
per ritenere inaffidabile la relazione peritale in discussione, determinante è
che le conclusioni a cui è giunto il dr. __________ sono scaturite da un
approfondita ed esaustiva valutazione rematologica (cfr. punto 5 della
perizia).

Tenuto conto delle affezioni diagnosticate, principalmente nella zona lombo-vertebrale,
egli ha dettagliatamente indicato le limitazioni fisiche, escludendo i lavori
che richiedono il sollevamento di pesi superiori a 10 kg o movimenti ripetuti
di flessione del tronco, motivo per cui in attività adeguate, senza grossi
carichi alla schiena, con possibilità di cambiare frequentemente la posizione,
l’assicurata presenta una riduzione della capacità lavorativa attorno al
30-40%.

Rettamente, infine, il citato specialista in reumatologia ha considerato la
professione di parrucchiera adeguata alle succitate limitazioni, poiché la
ricorrente non deve eseguire lavori pesanti, può cambiare frequentemente di
posizione e, dal momento che la stessa è esercitata a titolo indipendente,
l’interessata può gestire la propria giornata lavorativa in funzione degli
impedimenti fisici.

 

 

                               2.9.   __________
ha anche sostenuto che l’esame peritale eseguito il 27 aprile 2001 non è più
attuale, poiché:

 

" 
(…)

-   l'assicurata,
nel corso del mese di settembre 2001, ha segnalato un peggioramento del suo
stato di salute, senza che l'Ufficio AI abbia ordinato ulteriori accertamenti
medici;

-   il 31 luglio
2001 la signora __________ è stata sottoposta a risonanza magnetica della
colonna lombare presso l'ospedale di ___________;

-   il 27
novembre 2001 i medici del Servizio di neurochirurgia di Lugano hanno attestato
che la signora __________ avrebbe potuto riprendere la sua attività quale
parrucchiera, dal 1. dicembre 2001, solo nella misura del 50%,

-   ad inizio
2002 il dr. med. __________, __________ del Servizio cantonale di
neurochirurgia, ha invitato l'Ufficio AI a convocare l'assicurata per ulteriori
accertamenti;

-   il 26 agosto
2002 la signora __________ ha informato l'Ufficio AI che, dall'inizio del 2002,
è in cura presso il dr. med. __________, specialista FMH in neurochirurgia;

-   il 3 giugno
2003 la dr.ssa __________ ha nuovamente confermato che la signora __________, a
seguito dei suoi problemi di salute, non può garantire una presenza sul posto
di lavoro che superi il 50% (…)(Doc. _ pag. 5)

 

                                         Vero che
nel succitato referto 27 novembre 2001 i medici del Servizio di Neurochirurgia
dell’Ospedale __________, diagnosticata un’insufficienza segmentare L4/L5,
hanno sostenuto che “la paziente potrebbe riprendere la sua attività quale
parrucchiera dal 50% dal 1° dicembre 2001” (doc. AI _). Tuttavia il 30
novembre 2001 il dr. __________, _________ dello stesso servizio, evidenziando
un peggioramento rispetto al 1997, ha manifestato il proprio stupore per il
fatto che fosse stata inoltrata una richiesta di prestazioni dell’AI, facendo
presente diverse ipotesi di trattamento, in parte già eseguite, che
porterebbero ad un miglioramento del quadro clinico (doc. AI _). 

                                         Nuovamente
interpellato dall’UAI, con scritto 2 agosto 2002, il succitato primario ha
sostanzialmente confermato quanto rimarcato nel precedente rapporto (doc. AI
_).

 

                                         Nel
resoconto del 4 novembre 2002 il dr. __________, specialista in neurochirurgia,
ha attestato che “nell’attività lavorativa attuale come coiffeuse c’è senza
dubbio una limitazione importante della capacità lavorativa senz’altro
superiore al 50% e benché il lavoro non sia pesante è senz’altro
ergonomicamente sfavorevole” (doc. AI _).

Come rettamente valutato dal Servizio Medico Regionale dell’AI (doc. AI _), da
una parte le risultanze dell’ultima risonanza magnetica vista dal dr.
__________, indicante un’incipiente discopatia L4/5 e L5/S1 senza compressione,
erano già note al perito (cfr. punto 3.5 in fine e punto 4 della perizia),
dall’altra lo specialista non ha evidenziato un’alterazione dello status
dell’assicurata. 

Inoltre, il dr. __________ non ha motivato, al contrario di quanto esposto dal
dr. __________, in modo soddisfacente ed esauriente perché ritiene l’assicurata
abile al 50%, senza indicare, ad esempio, i limiti funzionali né vagliato le
funzionalità rimaste preservate dal danno alla salute.

Da ultimo l’assicurata ha fatto riferimento al certificato 7 maggio 2003 del
suo medico curante, dr. ssa __________, redatto per conto della cassa malati
__________.

Diagnosticando una sindrome lombare con discopatia L4-L5, L5-S1 e radiculopatia
a sx, una sindrome lombospondilogena in presenza di una scompenso statico e di
insufficienza muscolare, alla domanda relativa ad eventuali miglioramenti
dall’inizio dell’incapacità lavorativa, essa ha risposto che “ ci sono stati
miglioramenti” e che comunque “la malattia è stazionaria” (VI/C7).

Il medico curante ha poi attestato un’incapacità lavorativa al 50% dal 12
luglio 2000 e precisato che “ l’attività professionale della signora quale
parrucchiera svolta in posizione quasi sempre eretta peggiora la
sintomatologia, ragione per la quale la signora _________ non può lavorare
oltre il 50% e necessita di mezzi ergonomici quale sgabello per potersi sedere
durante l’attività lavorativa “ (VI/C7)

                                         Seppur
partendo dalla medesima diagnosi esposta dal perito, la dr.ssa __________ ha
valutato diversamente la capacità lavorativa.

Ricordato ora come, secondo la
generale esperienza della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in
dubbio, il medico di fiducia attesta a favore del suo paziente (cfr. consid.
2.7; DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), quanto sopra
certificato non è sufficiente per mettere in dubbio le approfondite ed
esaurienti risultanze peritali del dr. __________, rese tra l’altro da uno
specialista delle affezioni reumatologiche accusate dall’assicurata.

                                         Infine,
visto quanto sopra, è da escludere qualsiasi peggioramento intervenuto
successivamente alla perizia.

 

 

                             2.10.   Per quel che
concerne la valutazione economica, procedendo alla determinazione
dell’invalidità secondo il metodo ordinario (cfr. consid. 2.4), l’UAI ha
ripreso, quale reddito da valido, quello risultante dalla notifica di
tassazione 2001/02 (fr. 19'000) per porlo a confronto con il reddito da
invalido evinto all’accertamento salariale fatto presso l’Associazione ticinese
dei Maestri Parrucchieri (fr. 29'250.— alla media tra il 60 e 70% di grado
d’occupazione), non giungendo ad alcun discapito economico.

Orbene, a mente di questa Corte, l’operato dell’UAI non può essere tutelato e
questo per i motivi che seguono.

Come già evidenziato poc’anzi, ai fini del calcolo dell’incapacità al guadagno,
per stabilire il reddito da invalido, l’amministrazione ha preso in
considerazione un salario da parrucchiere dipendente, nonostante che l’assicurata
tuttora continui ad esercitare tale professione a titolo indipendente.

Vero che, secondo il principio generale della riduzione del danno, valido nelle
assicurazioni sociali, l'assicurato
ha l'obbligo di intraprendere tutto quanto può da lui essere ragionevolmente
preteso per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze delle sue
affezioni invalidanti (DTF 127 V 297 consid. 4b/cc, 123 V 233 consid. 3c, 117 V
278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati), se necessario in una nuova
professione (DTF 113 V 28 consid. 4 e sentenze ivi citate). 

Tuttavia, agli atti non sussiste alcun indizio per ritenere che l’assicurata
possa mettere a miglior frutto la sua residua capacità lavorativa cambiando il
suo statuto lavorativo, da indipendente a dipendente. Anzi, dalle conclusioni
del dr. __________ può essere dedotto che il grado d’inabilità del 30/40% sia
stato valutato in considerazione del fatto che la ricorrente, essendo
indipendente, possa facilmente adeguare il ritmo della giornata lavorativa alle
proprie condizioni fisiche, ciò che non sarebbe il caso se fosse alle
dipendenze di terzi.

In simili circostanze e considerato anche che nel settore dei parrucchieri vi
sono diversi fattori strutturali, quindi non dipendenti dall’invalidità, che
influenzano l’andamento aziendale (cfr. DTF 128 V 31 consid. 2), a mente di
questo TCA, s’impone una valutazione del grado d’invalidità secondo il metodo
straordinario (cfr. consid. 2.5 e DTF 128 V 32 consid. 4).

                                         Con il
gravame, __________ contesta la succitata modalità di calcolo facendo presente
che l’utile aziendale tassato si riferisce all’attività di parrucchiera
esercitata "in modo accessorio", essendo infatti casalinga e
dovendosi occupare del figlio minorenne.

                                         Nella
risposta di causa l’amministrazione ha evidenziato di ritenere l’assicurata
professionalmente attiva a tempo pieno e questo sulla base delle dichiarazioni
rese dall’interessata. Rispondendo all’esplicita domanda posta dall’UAI in
merito al genere di attività svolta, il 4 novembre 2000 __________ ha indicato:
“Lavori da coiffeuse al 100%, mattino pomeriggio, dal martedì al sabato”
(doc. AI _). 

Tuttavia, nella domanda di rendita l’assicurata ha dichiarato di svolgere
l’attività di coiffeuse indipendente e di casalinga (doc. AI _) e come tale si
è annunciata presso la Cassa malati __________ per l’assicurazione
dell’indennità perdita di guadagno con un reddito mensile di fr. 1'800.— (doc.
AI _). 

Viste queste discrepanze è quindi opportuno che l’amministrazione verifichi
quale è effettivamente lo statuto lavorativo della ricorrente, ritenuto che in
caso di attività lucrativa parziale l’invalidità deve essere calcolata secondo
il cosiddetto metodo misto (art. 27bis OAI, cfr. DTF 125 V 146).

Pertanto, annullata la decisione contestata, gli atti sono da ritornare
all’amministrazione affinché proceda secondo quanto riportato sopra, tenendo
comunque in considerazione i risultati della perizia reumatologica, alla quale
va attribuita forza probante piena conformemente ai succitati parametri
giurisprudenziali (cfr. consid. 2.8), ma che da sola nel caso concreto non
permette di giungere ad un definitivo e chiaro giudizio circa l’incapacità al
guadagno dell’assicurata.

In esito al succitato accertamento, l’amministrazione si pronunzierà nuovamente
sul diritto alla rendita di __________.

 

 

                             2.11.   __________ ha
chiesto l’esecuzione di una perizia medica.

 

                                         A tal
proposito va rilevato che, quando
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove ( valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V
162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         Nel caso
in esame, la documentazione agli atti è sufficiente per  statuire nel merito
della vertenza. 

Non vi sono infatti validi motivi per ritenere la perizia del dr. __________
non affidabile, per cui non è necessario procedere ad una perizia giudiziaria. 

In conclusione, sulla scorta del considerando precedente, la decisione
impugnata va quindi annullata, mentre il ricorso accolto.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto ai sensi dei considerandi.

                                         §    La
decisione impugnata è annullata.

§§ L’incarto è rinviato all’amministrazione affinché renda un 

                                         nuovo
provvedimento dopo l’espletamento degli accertamenti conformemente al consid.
2.10.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         L’UAI
verserà a __________ fr. 1'500.— di ripetibili (IVA inclusa).

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti