# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 66cff6d3-db1b-5083-8d25-322f4e1127de
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-04-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.04.2002 39.2001.51
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_39-2001-51_2002-04-09.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  39.2001.00051-52

   

  rs/sc

  	
  Lugano

  9 aprile 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella
  Sartoris

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sui ricorsi del 3 agosto 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 25 luglio 2001 emanate
  da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assegni di famiglia

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 25 luglio
2001 la Cassa cantonale per gli assegni di famiglia (di seguito la Cassa) ha
respinto con due decisioni le domande di assegno integrativo a favore dei figli
__________ (10.02.2000) e __________e (3.6.2001) e di assegno di prima infanzia
presentate da __________ e dalla moglie __________ (doc. _), argomentando:

 

" 
(…)

Secondo l'articolo 24 cpv. 1 LAF (Legge sugli
assegni di famiglia) il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto all'assegno
integrativo, per il figlio, se cumulativamente:

 

a)   ha la custodia del figlio;

b)   ha il domicilio nel Cantone da almeno 3
anni;

c)   il reddito disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta
dell'eventuale assegno di base nonché degli eventuali obblighi alimentari, è
inferiore ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni
complementari all'AVS/AI.

 

Il domicilio non si considera interrotto se
l'assenza dal Cantone è inferiore a tre mesi sull'arco di un anno (art. 29 cpv.
2 Reg. LAF).

 

La Sezione dei permessi e dell'immigrazione ci
comunica che risiede nel Cantone Ticino dal 4 giugno 1999. La condizione
dell'art. 24 cpv. 1 lett. b) LAF non è adempiuta." (Doc. _)

 

                               1.2.   __________,
il 3 agosto 2001, ha tempestivamente impugnato i provvedimenti
dell'amministrazione, adducendo le motivazioni seguenti:

 

" 
(…)

Le motivazioni del mio ricorso sono le seguenti:

 

1.   ho
ottenuto la cittadinanza svizzera e sono coniugato con la madre dei miei figli;

2.   i miei figli sono nati in Svizzera e sono
cittadini svizzeri;

3.   ho
sempre provveduto a pagare le imposte, comunali e cantonali nel Cantone Ticino;

4.   dal
26.4.2001, a seguito di una malattia alla schiena, sono inabile al lavoro a
tempo indeterminato e i medici non sanno ancora se potrò riprendermi
totalmente;

5.   di
conseguenza sono al beneficio delle indennità di malattia (per 720 giorni), che
corrispondono all'80% del mio ultimo salario (vedi allegati);

6.   il
mio datore ha deciso di licenziarmi finché non risulterò nuovamente abile al
lavoro (vedi allegati);

7.   non
potendo beneficiare degli assegni familiari in oggetto ho dovuto inoltrare una
domanda di assistenza finanziaria all'Ufficio del sostegno sociale e
dell'inserimento di __________ che al momento non ha ancora emesso una
decisione;

8.   mia
moglie risiede nel cantone da più di 2 anni e al momento non intende lavorare
in quanto deve occuparsi dei 2 figli, soprattutto della più giovane, nata il 3
giugno 2001.

 

Per queste motivazioni chiedo di poter
beneficiare degli assegni familiari integrativi e di prima infanzia, grazie ai
quali potrò evitare di indebitarmi con l'Ufficio del sostegno sociale e
dell'inserimento e garantire nel contempo un adeguato sostegno finanziario al
mio nucleo familiare nell'attesa di verificare se potrò riprendere il mio
lavoro e non dipendere più dagli aiuti statali." (Doc. _)

 

                               1.3.   Nella sua
risposta del 24 agosto 2001 la Cassa propone di respingere il ricorso e
osserva:

 

" 
(…)

Dalla documentazione agli atti si rivela quanto
segue:

 

a)   la
signora __________, titolare del diritto all'assegno integrativo e prima
infanzia, risiede nel Cantone Ticino dal 4 giugno 1999;

b)   si è unita in matrimonio con il signor
__________ in data 25 luglio 1999;

 

c)   dalla loro unione sono nati i figli
__________ e __________;

 

d)   il marito ed i figli hanno ottenuto la
nazionalità svizzera;

 

e)   la signora __________ risulta tuttora
cittadina turca.

 

Secondo l'art. 24, cpv. 2, LAF nel caso in cui
entrambi i genitori hanno la custodia dei figli, la madre ha diritto
all'assegno. Da quanto precede risulta pertanto che è la signora ________ a
dover adempire alla condizione della residenza prevista dai combinati art. 24,
cpv. 1 lett. b) ed art. 32, cpv. 1, lett. a) LAF.

 

La documentazione della Sezione dei permessi e
dell'immigrazione non lascia dubbi sul fatto che la signora ____________ non
adempie alle citate condizioni." (Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   L'art. 72
del Codice di procedura ticinese (CPC), applicabile in virtù del rinvio al
diritto sussidiario dell'art. 23 della Legge di procedura davanti al TCA,
prevede che il giudice può ordinare la congiunzione di azioni:

                                         a) quando
sia dato un caso di litisconsorzio e una delle azioni non sia riservata ad
altro giudice per ragione di materia;

b) quando, essendo dirette contro un medesimo convenuto, derivino dal medesimo
fatto o atto giuridico.

Nell'evenienza concreta, visto che i ricorsi sono diretti contro delle
decisioni derivanti dal medesimo fatto giuridico e concernono la medesima
persona, è accertata la connessione tra loro. Per economia processuale, le due
procedure ricorsuali sono dunque congiunte in un unico procedimento giudiziario
(cfr. DTF 127 V 157; DTF 127 V 33; STFA del 16 ottobre 2000 nella causa K. K.,
Ö. K. S., P. S., K 52/00, K 53/00, 54/00 consid. 1; STFA del 29 settembre 1998
nella causa B., H 139+142/97, consid. 1; DTF 123 V 215 consid. 1).

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è l'assegnazione di un assegno integrativo e di un assegno di prima
infanzia.

 

                                         L'art. 24
LAF fissa le condizioni per poter beneficiare dell'assegno integrativo e
stabilisce quanto segue:

 

"  Il
genitore domiciliato nel Cantone ha diritto all'assegno (integrativo), per il
figlio, se cumulativamente:

  a) ha la custodia
del figlio;

  b) ha il domicilio
nel Cantone da almeno tre anni;

  c) il reddito
disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta dell'eventuale            assegno
di base nonché degli eventuali obblighi alimentari, è       inferiore ai limiti
minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni                                complementari
all'AVS/AI.

 

Se entrambi i genitori hanno la custodia del
figlio, la madre ha diritto all'assegno. 

 

Non ha diritto all'assegno il beneficiario di una
prestazione complementare all'AVS/AI, se il figlio è considerato per il calcolo
della prestazione."

 

                                         L'art. 28
Reg.LAF prevede

 

" 
E' considerato domiciliato nel Cantone il
titolare del diritto che vi risiede effettivamente con l'intenzione di
stabilirvisi durevolmente.

 

Si considera domiciliato
il titolare del diritto di cittadinanza svizzera e lo straniero in possesso del
permesso di domicilio (permesso C)."

 

                                         In
diverse sentenze (cfr. per tutte la STCA del 5 marzo 1998 nella causa B.,
pubblicata in RDAT II-1998 pag. 28 segg.) questo Tribunale ha avuto modo di
stabilire che il cpv. 2 dell'art. 28 Reg.LAF, nella misura in cui definisce il
concetto di domicilio degli assicurati stranieri con riferimento al permesso di
polizia (di tipo C) è contrario alla legge.

 

                                         L'art. 29
del Reg.LAF stabilisce che:

 

"  Il
titolare del diritto dimostra di essere stato domiciliato ininterrottamente nel
Cantone nei tre anni precedenti la richiesta.

 

  Il domicilio non si
considera interrotto se l'assenza dal Cantone è inferiore a tre mesi sull'arco
di un anno.

 

  In caso di
interruzione, il titolare del diritto deve adempiere nuovamente la condizione
relativa al periodo di carenza dei tre anni prima di poter inoltrare una nuova
richiesta."

 

                               2.3.   Gli art. 31
e 32 cpv. 1 LAF fissano le condizioni per poter beneficiare dell'assegno di
prima infanzia.

 

                                         L'art. 32
cpv. 1 LAF, che si riferisce alla famiglia biparentale, enuncia:

 

" 
I genitori domiciliati nel Cantone hanno diritto
all'assegno, per il figlio, se cumulativamente:

a) hanno il domicilio nel
Cantone da almeno tre anni;

b) 
uno dei genitori non esercita nessuna attività lucrativa oppure ne esercita una
che non supera il 50% per dedicarsi alla cura del figlio;

c) il
reddito disponibile dei genitori, inclusi gli eventuali assegni di cui il
nucleo familiare beneficia in virtù della legge, è inferiore ai limiti posti
dall'art. 24 cpv. 1 lett. c)."

 

 

                                         Il Reg.LAF
prevede all'art. 45 cpv. 1 che:

 

" 
sono considerati domiciliati nel Cantone i
titolari del diritto che vi risiedono effettivamente con l'intenzione di
stabilirsi durevolmente".

 

                                         Secondo
l'art. 46 del Reg.LAF:

 

"  Il
titolari del diritto dimostrano di essere stati domiciliati ininterrottamente
nel Cantone nei tre anni precedenti la richiesta.

 

                                        Il
domicilio non si considera interrotto se l'assenza dal Cantone è inferiore a
tre mesi sull'arco di un anno.

 

                                        In caso di
interruzione, i titolari del diritto devono adempiere nuovamente la condizione
relativa al periodo di carenza dei tre anni prima di poter inoltrare una nuova
richiesta."

 

                               2.4.   Riguardo
alle nozioni di domicilio e di residenza abituale, in una sentenza del 17 maggio
1999 nella causa G., non pubblicata (39.98.109-110), il TCA ha precisato:

 

"  Nella
presente fattispecie la Cassa ha ritenuto non adempiuto il presupposto
dell'art. 24 cpv. 1 lett. b LAF e 32 cpv. 1 lett. a LAF.

Chiamato ora a pronunciarsi, il TCA non può che approvare
l'operato dell'amministrazione.

Infatti, da una parte, vista la durata del soggiorno in Francia
dell'assicurata per motivi di studio e considerato che essa vive a Parigi con
il suo compagno e sua figlia ed ha quindi in quella città il centro dei suoi
interessi familiari, si può ritenere che essa abbia costituito il suo domicilio
civile in Francia (cfr., per un caso analogo, proprio in materia di assegni
familiari RVJ 1999 pag. 108-100).

Inoltre e soprattutto, anche volendo ammettere per ipotesi, che G.
è tuttora domiciliata in Ticino, comunque l'assicurata non vi risiede
effettivamente (cfr. STFA del 30 settembre 1998 nella causa P., H 144/97) per
ben 8 mesi all’anno ogni anno. Questa assenza dal nostro Cantone è di gran
lunga superiore rispetto a quella ammessa dall’art. 29 cpv. 2 Reg. LAF, secondo
cui il domicilio (recte: la residenza abituale) "non si considera
interrotto se l'assenza dal Cantone è inferiore ai tre mesi".

Non esistono del resto in concreto motivi di forza maggiore atti a
giustificare un'interruzione superiore (cfr. STFA del 19 aprile 1999 nella
causa M., P 44/97).

A ragione la Cassa ha quindi rifiutato all'assicurata l'assegno
integrativo.

Anche l’assegno di prima infanzia è stato giustamente rifiutato
dall’amministrazione, visto che secondo l’art. 32 cpv. 1 lett. a LAF per potere
ottenere questa prestazione, entrambi i genitori devono avere il domicilio nel
Cantone da almeno tre anni."

 

                               2.5.   Nell'evenienza concreta la
Cassa ha rifiutato all'assicurato il diritto all'assegno integrativo,
fondandosi sull'art. 24 cpv. 1 lett. b LAF. L'amministrazione ritiene che il
requisito del domicilio nel cantone da almeno tre anni non sia realizzato in
quanto la moglie del ricorrente, ___________, risiede in Ticino soltanto dal 4
giugno 1999. E' applicabile infatti nella fattispecie l'art. 24 cpv. 2 LAF che
prevede che se entrambi i genitori hanno la custodia del figlio, solo la madre
ha diritto all'assegno (cfr. consid. 1.1.; 1.3.).

 

                                         A tale
proposito va ricordato che in numerose sentenze il TCA ha già dichiarato la
disposizione legale in questione contraria alla Costituzione federale e a
quella cantonale.

                                         In
particolare nella già citata sentenza del 9 marzo 1998 nella causa B.,
pubblicata in RDAT II-1998 pag. 28 segg., questo Tribunale si è così espresso:

 

"  Ci
si deve dunque porre il quesito se il padre può essere escluso dal diritto
all'assegno.

  In particolare
occorre stabilire se l'art. 24 cpv. 2 LAF, secondo cui "se entrambi i
coniugi hanno la custodia del figlio, la madre ha diritto all'assegno"
rispetta o no l'art. 4 cpv. 2 della Costituzione federale che recita:

 

  "Uomo e
donna hanno uguali diritti. La legge ne assicura 

  l'uguaglianza
soprattutto per quanto concerne la famiglia, l'istruzione e il lavoro. Uomo e
donna hanno diritto a una retribuzione uguale per un lavoro di pari
valore."

 

  La  norma
costituzionale citata proibisce, di principio, ai legislatori cantonali di
emanare norme che contengano una disparità di trattamento fra uomo e donna: un
trattamento differenziato fra uomo e donna è ammissibile soltanto se la
differenza biologica o funzionale fra i due sessi esclude assolutamente una
parità di trattamento (DTF 108 Ia 29 consid. 5a; DTF 114 Ia 331, ZBL 1987 pag.
170 e pag. 308 consid. 3a).

  Ogni modifica
legislativa cantonale deve, dunque, tener conto di questo imperativo ancorato
nell'art. 4 cpv. 2 Cost. fed.

  In ogni caso,
secondo costante giurisprudenza, il principio dell'uguaglianza ancorato
nell'art. 4 Cost. fed. vincola il legislatore cantonale e comunale. 

  Sotto questo profilo
violano l'art. 4 Cost. fed. - oltre agli atti legislativi che  non hanno un
motivo serio o oggettivo, o che appaiono privi di senso o scopo - quelli che
fanno delle distinzioni inammissibili, che non trovano cioè alcuna
corrispondenza nelle diversità della fattispecie che la disciplina norma­tiva
vuole regolare, e quelli che - all'opposto - omettono di fare delle
distinzioni, laddove la diversità delle circostanze da sottoporre alla norma
impone, invece, di distinguere e che danno luogo quindi a una parificazione
inammissibile (DTF 111 Ia 326 consid. 6; 109 Ia 327 consid. 4; 108 II 114
consid. 2b; 107 Ib 182 consid. 5a, 301; 100 Ia 75/76 consid. 4b). 

  Per ammettere una
violazione dell'art. 4 Cost., occorre tuttavia che la distinzione fatta dal
legi­slatore appaia insostenibile, rispettivamente, nel caso inverso, che
appaia insostenibile il rifiuto di distinguere: tra questi due estremi l'art. 4
Cost. lascia infatti al legislatore cantonale e comunale una notevole libertà,
che gli consente ora di porre l'accento su tratti e su elementi comuni di due
fattispecie, per trat­tarle alla stessa maniera, ora di dare peso invece agli
elementi che le distinguono per sottoporle a un regime differenziato (STF
19.11.1986 in causa C.L.P., non pubbli­cata; STCA 3.1.1994 nella causa L.G.).

 

  Il Consiglio di
Stato, nel suo Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sugli
assegni di famiglia ha ricordato che la precedente legge sugli assegni
familiari del 24 settembre 1959, secondo il Tribunale federale, era
incompatibile con l'art. 4 della Costituzione federale, nella misura in cui
concedeva al solo padre il diritto all'assegno.

 

  Per questo a cifra
9.2. esso ha sottolineato che:

 

  "Il disegno di
legge attua il principio della parità uomo-donna".

 

  A commento dell'art.
12 del Disegno di legge (l'attuale art. 11 LAF che regola l'assegno di base) il
Consiglio di Stato ha poi precisato:

 

"  Il
capoverso 1 enuncia le casistiche possibili  nel caso in cui entrambi i
genitori abbiano la custodia del figlio. Si evidenzia in particolare la lett.
a, che concede prioritariamente il diritto all'assegno alla madre, nel caso in
cui entrambi i genitori abbiano un'attività salariata a tempo pieno o a tempo
parziale e con pari grado di occupazione: la norma non intende certo creare
disparità di trattamento fra uomo e donna, bensì definire in modo chiaro ed
univoco una delle due opzioni possibili."

    (cfr. Messaggio,
pag. 46)

 

Questa
disposizione della legge è stata dichiarata dal TCA  conforme alla Cost. fed.
in una sentenza del 22 gennaio 1998 nella causa S.C. (per una diversa
soluzione, cfr.: Pratique VSI 1997, pag. 275 relativa ad un Cantone in cui la
legge attribuiva prioritariamente al marito il diritto all'assegno. Il
Tribunale delle assicurazioni di quel Cantone ha instaurato la soluzione che
prevede il  diritto di libera scelta dei coniugi).

 

A
proposito dell'assegno integrativo, e precisamente riguardo  all'art. 24 LAF,
il Consiglio di Stato ha invece categoricamente stabilito che "nel caso in
cui entrambi i genitori hanno la custodia del figlio, titolare del diritto
all'assegno è la madre".

(cfr. Messaggio
citato, pag. 50).

 

  Concretamente ciò
significa che il padre domiciliato e con la residenza abituale nel Cantone da
almeno tre anni, pur avendo la custodia del figlio o dei figli, non può (mai)
avere diritto all'assegno integrativo. Al contrario la madre nelle medesime
condizioni ha sempre diritto all'assegno.

  Secondo questo
Tribunale l'art. 24 cpv. 2 LAF, così formulato,  viola l'art. 4 cpv. 2 della
Cost. fed., in quanto riconosce alla sola madre il diritto all'assegno, senza
che la disparità sancita sia giustificata da una differenza funzionale fra i
due genitori che hanno in custodia il figlio.

  Visto il riserbo che
il giudice, in virtù delle sue funzioni, si deve imporre (cfr. DTF 117 V 318
seg., in particolare 318-328), sta comunque al legislatore cantonale trovare
una soluzione che rispetti la Costituzione federale e l'art. 7 cpv. 2 e cpv. 3
della Costituzione della Repubblica e Cantone Ticino del 14 dicembre
1997."

 

                               2.6.   Questa
giurisprudenza non può che essere confermata in questa occasione: sta al
legislatore trovare una soluzione adeguata al problema (cfr. STCA del 20 aprile
2000 nella causa C., inc. 39.2000.5; STCA del 1° febbraio 2000 nella causa
D.L., inc. 39.1999.35; STCA del 1° aprile 1999 nella causa B.; D. Cattaneo, La
legge sugli assegni di famiglia: caratteristiche, sentenze e problemi aperti,
in "Il diritto pubblico ticinese nel terzo millennio", RDAT I-2000,
pag. 130).

                                         Il TCA si
limita qui a segnalare il seguente passaggio di una sentenza del Tribunale
federale delle assicurazioni pubblicata in DTF 117 V 326:

 

"  Zwar
liesse sich fragen, ob diese Zurückhaltung angesichts der Schwere des durch die
Verfassungswidrigkeit entstehenden Rechtsnachteils einerseits und der
überlangen gesetzgeberischen Untätigkeit anderseits noch geboten sei (KÄLIN,
Verfassungsgerichtsbarkeit in der Demokratie, 1987, S.168 ff.: grundlegend
BIAGGINI, Verfassung und Richterrecht, Basler Diss. 1991, S. 452 ff., 464, 468
ff.). Solche Zweifel wären umso begründeter, als sich der Gesetzgeber durch
einen fallbezogenen, einleuchtend begründbaren Eingriff des Richters keine wegs
am Erlass einer neuen Ordnung gehindert sähe, die den Schranken der
Bundesgesetzgebung und den Grundrechten ebenso Rechnung tragen würde wie den
allgemeinen verfassungsrechtlichen Prinzipien (BGE 116 V 216; vgl. auch BGE 99
Ia 637), hingegen den Rechtsuchenden im streitigen Einzelfall kaum mehr zu
erfassen vermöchte (ZBI 87/1986 S. 406).

Darüber
braucht hier nicht abschliessend entscheiden zu werden. Selbst wenn nämlich ein
richterliches Eingreifen nicht bereits aus Gründen verschiedener
Regelungsmöglichkeiten im Verein mit den andern erwähnten Gesichtspunkten
entfiele, setzt hier die beschränkte funktionelle Eignung des Richters, einen
Regelungsbereich grundlegend (neu) zu normieren, eine unüberwindbare
Schranke." (DTF 117 V 326)

 

                                         Ritenuto
quindi che la moglie di ____________ risiede nel Canton Ticino dal 4 giugno
1999 (cfr. doc. _), il diritto all'assegno integrativo può essere rivendicato
dal ricorrente solo a partire dal mese di luglio 2002, evidentemente se le
condizioni economiche previste dalla legge lo consentono. 

                                         In
conclusione dunque __________ non può far valere un periodo di residenza abituale
di almeno tre anni e beneficiare dell'assegno integrativo.

 

                                         La
decisione emanata dalla Cassa relativa al rifiuto dell'assegno integrativo è di
conseguenza da confermare.

 

                               2.7.   A titolo
abbondanziale va rilevato che già nel Messaggio dell’11 novembre 1998 relativo
ad una modifica della legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1998, il
Consiglio di Stato aveva proposto di sanare l’incostituzionalità della norma
modificando l’art. 24 cpv. 2 LAF nel senso che se entrambi i genitori hanno la
custodia del figlio, titolare del diritto è il padre o la madre. 

 

                                         Nel
Messaggio del 18 dicembre 2001 sulla prima revisione della legge sugli assegni
di famiglia la proposta appena menzionata è stata rivista, in quanto il nuovo
assetto legislativo suggerito non prevede più la custodia (bensì la
coabitazione con il figlio ) quale condizione del diritto all'assegno
integrativo e di prima infanzia.

                                         Il
Consiglio di Stato ha così proposto che nel caso in cui il figlio coabita (cioè
vive) con entrambi i genitori, il diritto all'assegno integrativo spetti al
padre o alla madre, a dipendenza di quale dei due adempie la condizione
relativa al periodo di carenza. Ciò non esclude che se entrambi i genitori
adempiono i necessari requisiti, possano entrambi essere titolari del diritto
(cfr. p.to 4.3.5. del Messaggio; nuovo art. 24 cpv. 1 lett. a e cpv. 2 del
disegno di legge concernente la modifica della LAF).

 

                               2.8.   Per quanto
attiene all'assegno di prima infanzia, va osservato che il chiaro tenore della
legge prevede all'art. 32 cpv. 1 lett. a) LAF che entrambi i genitori devono
avere il domicilio nel Cantone da almeno tre anni per avere diritto all'assegno
(cfr. consid. 2.4.).

                                         Nel caso
di specie ___________ risiede nel Canton Ticino perlomeno dal 7 novembre 1998,
quando si è stabilito a Lugano (cfr. doc. _), mentre la moglie, come esposto
sopra, vive nel nostro Cantone dal 4 giugno 1999 (cfr. consid. 2.7.).

                                         In simili
condizioni occorre concludere che i coniugi _________ non adempiono il
presupposto enunciato all'art. 32 cpv. 1 lett.a LAF e quindi non hanno diritto
all'assegno di prima infanzia (cfr. STCA del 14 giugno 2000 nella causa M.,
inc. 39.2000.8).

                                         _________
e __________ potranno per contro riproporre la richiesta concernente
l'erogazione di un assegno di prima infanzia a partire dal mese di luglio 2002.

 

                                         Anche la
decisione della Cassa relativa al rifiuto dell'assegno di prima infanzia deve
essere dunque confermata.

 

                               2.9.   Giova in
ogni caso segnalare che nel Messaggio del 18 dicembre 2001 sulla prima revisione
della legge sugli assegni di famiglia il Consiglio di Stato ha proposto che la
condizione del "doppio" periodo di carenza venga abolita. Tale
modifica renderà peraltro superflua la distinzione fra famiglia monoparentale e
famiglia biparentale.

                                         Il requisito
sancito dall'attuale art. 32 cpv. 1 lett.a LAF crea infatti disparità di
trattamento, visto che l'art. 49 Reg.LAF prevede che il genitore monoparentale
che ha ottenuto il diritto all'assegno di prima infanzia mantiene tale diritto
se viene raggiunto dall'altro genitore, anche se quest'ultimo non adempie il
presupposto relativo al periodo di carenza. Per contro se la richiesta
dell'assegno di prima infanzia è formulata da entrambi i genitori, la famiglia
viene ab initio considerata quale famiglia biparentale e, quindi,
soggetta alla condizione del "doppio" periodo di carenza.

 

                                         Con
l'abolizione del presupposto del domicilio nel Cantone da tre anni da parte di
entrambi i genitori, l'art. 49 Reg.LAF andrebbe inoltre abrogato. 

                                         Per poter
accedere al diritto all'assegno di prima infanzia, sarà quindi sufficiente che
uno dei due genitori adempia la condizione dei tre anni di domicilio in Ticino.
Ovviamente le altre condizioni legali - in particolare quella del domicilio -
dovranno essere adempiute da entrambi i genitori (cfr. p.to 4.3.4.2 del
Messaggio; nuovo art. 32 cpv. 1 lett. c del disegno di legge concernente la
modifica della LAF).

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   I ricorsi
sono respinti.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Intimazione
alle parti.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti