# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fa2bcddb-9780-5e7f-95de-ec462a4cd899
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-08-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 18.08.1999 11.1998.87
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1998-87_1999-08-18.html

## Full Text

Incarto n.

  11.98.00087

  	
  Lugano

  18 agosto 1999/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini,
  vicecancelliere

  

 

 

sedente
per statuire nella causa ____-__.______ (__/__ RF) della Divisione della giustizia che oppone lo

 

	
   

  	
  Stato
  del Cantone Ticino

  (rappresentato
  dal Dipartimento del territorio, 

  Amministrazione
  immobiliare e delle strade nazionali)  

   

  
	
   

  	
  alla

  	 

 

	
   

  	
  Sezione
  del registro fondiario e di commercio

  quale
  autorità di vigilanza sul registro fondiario;

  

 

esaminati
gli atti,

 

posti
i seguenti 

 

punti di
questione:     1.   Se dev’essere accolto il ricorso presentato il 19
maggio 1998 dallo Stato del Cantone Ticino contro la decisione emanata il 12 maggio 1998 dalla Sezione del registro fondiario e di commercio quale autorità di
vigilanza;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Lo Stato del
Cantone Ticino, rappresentato dall’Ufficio acquisizioni terreni, ha avviato
contro la ditta __________ __________, __________, una procedura espropriativa
per la costruzione di una rotonda a __________. Nel 1996 le parti hanno concluso
un accordo nel senso che dalla particella n. __________RFD di __________ veniva
scorporata una superficie di 4 m2 che andava a formare una nuova
particella n. __________ proprietà del Cantone, dietro versamento di
un’indennità di fr. 1120.–. La procedura è stata quindi stralciata dai ruoli
con decreto 25 luglio 1996 del Tribunale di espropriazione della giurisdizione
sopracenerina.

 

                                  B.   Il 16 marzo 1998 lo
Stato del Cantone Ticino, rappresentato dall’Amministrazione immobiliare e
delle strade nazionali, ha chiesto all’Ufficio dei registri del Distretto di
__________ di iscrivere il predetto trapasso di proprietà e il nuovo assetto
fondiario. Con decisione del 25 marzo 1998 l’ufficiale ha respinto la domanda
per il motivo che la particella n. __________, ora appartenente alla Società
anonima Immobiliare __________ di __________, era gravata da un’ipoteca legale
e da due cartelle ipotecarie, ragione per cui era necessario svincolare previamente
la superficie ceduta. Lo Stato del Cantone Ticino ha impugnato il 10 aprile
1998 tale decisione davanti alla Sezione del registro fondiario e di commercio
quale autorità di vigilanza, chiedendo che fosse ordinato all’ufficiale di
cancellare i diritti di pegno gravanti la superficie espropriata. Statuendo il
12 maggio 1998, l’autorità di vigilanza ha respinto il ricorso e ha posto a carico
dello Stato una tassa di giustizia di fr. 100.–

 

                                  C.   Contro la decisione
appena citata lo Stato del Cantone Ticino è insorto il 19 maggio 1998 dinanzi a
questa Camera (e con parallelo ricorso anche davanti al Consiglio di Stato),
chiedendo che il giudizio impugnato sia riformato nel senso di ordinare
all’ufficiale “di procedere all’iscrizione richiesta del ricorrente”. Nelle sue
osservazioni del 9 giugno 1998 la Sezione del registro fondiario e di commercio
propone di respingere il ricorso. Il Consiglio di Stato ha comunicato il 10
marzo 1999 a questa Camera che le parti concordano sulla competenza del
Tribunale d’appello a dirimere la vertenza. 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.
  a)  Secondo l’art. 6 della legge sul registro fondiario (LRF: RL
4.1.3.1), nel testo in vigore dal 7 aprile 1998, contro le decisioni
dell’autorità di vigilanza (la Sezione del registro fondiario e di commercio) è
dato ricorso alla Camera civile del Tribunale d’appello; sono applicabili le
disposizioni della legge di procedura per le cause amministrative (LPAmm). 

 

                                         b)  Contrariamente
a quanto sostiene il ricorrente, l’art. 4 cpv. 4 della legge concernente le
competenze organizzative del Consiglio di Stato e dei suoi dipartimenti (LCCdS:
RL 2.4.1.6) non è applicabile poiché l’art. 6 LRF configura una lex specialis
in materia di ricorso contro le decisioni della Sezione del registro fondiario
e di commercio quale autorità di vigilanza sul registro fondiario. Dall’entrata
in vigore, il 5 giugno 1998, del nuovo regolamento concernente la legge sul registro
fondiario (RL 4.1.3.1.1), inoltre, la Sezione del registro fondiario e di
commercio non agisce più sulla base di una semplice competenza delegata dal
Dipartimento delle istituzioni (regolamento sulle deleghe di competenze
decisionali, allegato, pag. 30), ma è direttamente designata come autorità di
vigilanza sul registro fondiario (art. 1 RLRF). Ne segue che l’art. 4 cpv. 4
LCCdS non è più applicabile. La competenza della Camera civile di appello quale
autorità di ricorso contro le decisioni dell’autorità di vigilanza (Sezione del
registro fondiario e di commercio) è quindi data. Il ricorso, tempestivo, è
pertanto ricevibile.

 

                                         c)  È
legittimato a ricorrere chiunque sia toccato dalla decisione impugnata e abbia
un interesse degno di protezione all’an-nullamento o alla modifica della
decisione (art. 43 LPAmm). Nella fattispecie lo Stato del Cantone Ticino,
agente quale proprietario fondiario, ha senz’altro un interesse attuale e
concreto a far annullare la decisione con cui la Sezione del registro fondiario
e di commercio ha respinto la sua richiesta d’iscrizione del trapasso
immobiliare. Nulla osta, ciò premesso, all’esame del ricorso.

 

                                   2.   Nella decisione
impugnata l’autorità di vigilanza ha considerato che, secondo gli art. 55 segg.
della legge cantonale di espropriazione (LEspr: RL 7.3.1.1), per poter iscrivere
un trapasso di proprietà a registro fondiario l’ente espropriante deve preventivamente
chiedere ai titolari dei diritti reali limitati il consenso alla ripartizione
dell’indennità d’espropriazione (art. 58 LEspr) e provvedere ai necessari
aggiornamenti dei titoli di pegno (art. 59 LEspr), postulandone per esempio
l’annullamento. Il ricorrente obietta, da parte sua, che l’iscrizione del
trapasso immobiliare è subordinata soltanto al versamento dell’indennità di
espropriazione e alla misurazione definitiva (art. 57 cpv. 1 LEspr), mentre il
riparto dell’indennità e l’aggiornamento dei diritti di pegno sono successivi e
incombono all’ufficiale dei registri.

 

                                   3.   Gli art. 55 segg.
LEspr regolano sia le conseguenze materiali dell’espropriazione, sia gli
aggiornamenti formali delle iscrizioni a registro fondiario. Dal profilo sostanziale
la legge prevede che mediante il pagamento dell’indennità l’ente espropriante
acquista il diritto oggetto dell’espropriazione (art. 56 cpv. 1 LEspr); salvo
accordo contrario tra gli interessati, i diritti reali limitati si estinguono
(art. 56 cpv. 2 LEspr). Dal profilo formale la norma dispone invece che
l’iscrizione del trapasso di proprietà a registro fondiario avviene dopo il
versamento dell’indennità e la misurazione definitiva (art. 57 cpv. 1 LEspr),
mentre gli aggiornamenti concernenti i titoli di pegno sono eseguiti dopo la
ripartizione dell’indennità di espropriazione (art. 59 LEspr), effettuata con
il consenso dei titolari dei diritti reali limitati (art. 58 cpv. 1 LEspr). 

 

                                   4.   In concreto non è
contestato che l’acquisto (originario) della proprietà da parte dell’ente
espropriante ha avuto luogo contestualmente al versamento dell’indennità
all’Ufficio dei registri. Litigiosa è la questione di sapere se l’iscrizione
(dichiarativa) del trapasso di proprietà debba avvenire prima o dopo
l’aggiorna-mento dei titoli di pegno. Le norme citate dianzi nulla prevedono al
riguardo, sebbene la questione dipenda dal diritto federale. Ora, in caso di
divisione di un fondo i diritti di pegno restano iscritti sul foglio mantenuto
e sono riportati sui fogli nuovi (art. 87 cpv. 1 prima frase RRF). L’iscrizione
di un pegno collettivo su più fondi è tuttavia possibile soltanto se essi
appartengono al medesimo proprietario oppure a condebitori solidali (art. 798
cpv. 1 CC). Se quest’ultimo presupposto non è dato, la soluzione più praticata
consiste nello svincolare una delle nuove particelle, con l’assenso di tutti
gli interessati (Steinauer, Les
droits réels, vol. III, 2ª edizione, pag. 134, n. 2710). 

 

                                   5.   Lo sgravio
ipotecario non costituisce tuttavia un requisito imprescindibile all’iscrizione
della divisione a registro fondiario: in difetto di accordo speciale, l’art.
833 cpv. 1 CC prevede che il vincolo dell’ipoteca dev’essere suddiviso in modo
che ogni parte rimanga gravata proporzionalmente al suo valore (di stima: art.
87 cpv. 1 seconda frase RRF). Tale regola – applicabile anche alle cartelle
ipotecarie in virtù del rinvio sancito dall’art. 846 CC – è imperativa e
obbliga l’ufficiale dei registri a procedere d’ufficio alla suddivisione
dell’onere ipotecario (DTF 114 II 328 consid. 3c; Deschenaux in: Schweizerisches Privatrecht, vol. V/3.1, Basilea
1988, pag. 93; Steinauer, op.
cit., pag. 135, n. 2712b; si veda anche la circolare C-C1/1-91 emanata nel 1991
dal Dipartimento di giustizia, pag. 15). L’ufficiale inoltre è tenuto a comunicare
senza indugio il riparto ai creditori pignoratizi (art. 87 cpv. 2 RRF) e a
menzionare il medesimo sui titoli di pegno (art. 87 cpv. 3 RRF), che vanno
anch’essi richiamati d’ufficio (cfr. anche l’art. 101 cpv. 2 LFEspr per
analogia).

 

                                   6.   Ne segue che
l’ufficiale del registro fondiario ha rifiutato a torto, nella fattispecie, di
iscrivere il trapasso immobiliare e il nuovo assetto fondiario. Egli avrebbe
dovuto seguire la procedura prevista dagli art. 833 CC e 87 RRF e suddividere
gli oneri ipotecari (formalmente ancora iscritti a registro fondiario, seppur
materialmente estinti: art. 56 cpv. 2 LEspr) in proporzione al valore di stima
dei fondi risultanti dal frazionamento. Per destinare la superficie espropriata
al previsto scopo di pubblica utilità sarà nondimeno necessario, in un secondo
tempo, procedere allo sgravio formale della nuova particella, conformemente al
già citato art. 59 LEspr (v. anche Rep. 1985 pag. 241 consid. 2a; Scolari, Diritto amministrativo, parte
speciale, Bellinzona 1993, pag. 321, n. 507). 

 

                                   7.   Secondo il
ricorrente, il compito di svincolare la superficie ceduta incombe, nonostante
il testo dell’art. 59 LEspr attribuisca esplicitamente l’incarico di aggiornare
i titoli di pegno all’ente espropriante, all’ufficiale dei registri. A sostegno
della propria tesi egli adduce una probabile dimenticanza della Commissione
della legislazione e del Gran Consiglio che, pur ritenendo prevalente
l’esigenza di conformare la legislazione cantonale al diritto federale, avrebbe
involontariamente omesso di adattare la citata disposizione all’art. 101 Legge
federale di espropriazione (che attribuisce la competenza all’ufficiale del
registro), concentrandosi unicamente sul tema delle spese. L’opinione non può
essere condivisa. Dal messaggio governativo del 9 luglio 1969 si evince che “il
Consiglio di Stato non ha (...) ritenuto di accogliere la proposta della
Commissione di esperti tendente, sul modello federale, a concentrare in una
sola autorità – ufficio dei registri – le operazioni di svincolo degli oneri e
di pagamento delle indennità. Si considera preferibile, pur nella
indispensabile collaborazione degli uffici dei registri, che il compito del
pagamento rimanga agli uffici cantonali e comunali che trattano dall’inizio la
pratica espropriativa” (Verbali del Gran Consiglio, sessione ordinaria
autunnale 1970, pag. 1620). Il silenzio della Commissione della legislazione
non può pertanto essere considerato come un indizio della volontà del
legislatore di derogare al messaggio governativo. Tanto meno esso può essere ritenuto
un elemento sufficiente a interpretare l’art. 59 LEspr in senso opposto al
tenore letterale della disposizione. Per consolidata giurisprudenza, è lecito
scostarsi da un chiaro testo di legge soltanto in circostanze eccezionali, ove
questo travisi lo scopo e la portata della norma, implicando effetti estranei
agli intendimenti del legislatore e al concetto di giustizia o alla parità di
trattamento (DTF 120 III 124 consid. 3; Rep. 1985 pag. 241 consid. 2b con
riferimento; Dürr in: Berner Kommentar,
3a edizione, n. 320 ad art. 1 CC). In concreto tali presupposti non
sono dati, ragione per cui l’art. 59 LEspr deve essere interpretato nella sua
accezione letterale, chiara e inequivocabile. Nulla induce a ritenere pertanto
che il testo della legge non corrisponda alla volontà del legislatore. In
conclusione, spetta dunque al ricorrente procedere esso medesimo, a proprie
spese, allo svincolo della superficie espropriata.

                                      

                                   8.   Gli oneri
processuali seguirebbero il vicendevole grado di soccombenza (art. 31 LPAmm).
Vista nondimeno la particolarità della fattispecie, appare giustificato prescindere
dal prelevare spese. Il ricorrente non avendo fatto capo a un patrocinatore
esterno, bensì ai servizi dell’amministrazione, non si giustifica nemmeno di
assegnare ripetibili. Il dispositivo sulle spese di prima sede segue il
medesimo principio.

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:               I.   Il ricorso è parzialmente
accolto e la decisione impugnata così riformata:

 

                                       1.   Il ricorso è parzialmente accolto, nel senso che
l’ufficiale del registro fondiario del Distretto di __________ è tenuto a
iscrivere il frazionamento e il trapasso di proprietà chiesti dallo Stato del
Cantone Ticino con istanza del 16 marzo 1998 (richieste n. __________e
__________).

 

                                       2.   Non si
riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.

 

                                   II.   Non si riscuotono né tasse
o spese né si assegnano ripetibili.

                                      

                                   III.   Contro la presente
sentenza è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale entro
30 giorni dalla notificazione.

 

                                 IV.   Intimazione a:

–  Amministrazione immobiliare e delle
strade nazionali, __________;

–  Sezione del registro fondiario e di
commercio quale autorità di vigilanza;

Comunicazione all’Ufficio federale di
giustizia, Berna.

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        Il segretario