# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4dc62588-45aa-5ed5-b1be-6b96f6a091db
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-08-25
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 25.08.2025 RH.2025.16
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_RH-2025-16_2025-08-25.pdf

## Full Text

Sentenza del 25 agosto 2025 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Daniel Kipfer Fasciati e Nathalie Zufferey,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A.,  

Reclamante 

 

   

  contro 

   

UFFICIO FEDERALE DI GIUSTIZIA, SETTORE 

ESTRADIZIONI,  

Controparte 

 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

alla Francia 

 

Ordine di arresto in vista di estradizione (art. 48 cpv. 2 

AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RH.2025.16 
 

 

- 2 - 
 
 

 Fatti: 

A. Con segnalazione nel Sistema d’informazione Schengen (SIS) del 10 luglio 

2025, le autorità francesi hanno richiesto l’arresto ai fini di estradizione di A., 

cittadino francese, sospettato di aver commesso in Francia, nel gennaio 2023, 

i reati di violazione di domicilio, aggressione, danneggiamento e incendio inten-

zionale (v. act. 2.2).   

 

 

B. Con ordine di arresto provvisorio del 14 luglio 2025, l'Ufficio federale di giustizia 

(in seguito: UFG) ha dato mandato al Ministero pubblico del Cantone Ticino (in 

seguito: MP-TI) di porre A., attualmente in espiazione di pena nel Canton Ticino 

per reati commessi in Svizzera, in detenzione estradizionale (v. act. 2.4). Inter-

rogato il 15 luglio 2025 dal MP/TI, A. ha confermato di essere la persona ricer-

cata dalle autorità francesi, opponendosi tuttavia a un’estradizione in via sem-

plificata (v. act. 2.3). Il 16 luglio seguente, l’UFG ha emesso un ordine di arresto 

ai fini di estradizione nei confronti del predetto, notificatogli il giorno seguente 

(v. act. 2.1). 

 

 

C. Il 22 luglio 2025, A. è insorto contro il suddetto ordine di arresto dinanzi alla 

Corte dei reclami penali del Tribunale d’appello del Cantone Ticino  

(v. act. 1), gravame poi trasmesso da quest’ultima autorità alla Corte dei reclami 

penali del Tribunale penale federale per competenza (v. act. 1.0).  

 

 

D. Con scritto del 30 luglio 2025, trasmesso in copia al MLaw B., che lo ha assistito 

dinanzi all’UFG, questa Corte ha invitato il reclamante a completare, entro 

l’11 agosto seguente, il suo gravame conformemente all’art. 52 della legge fe-

derale sulla procedura amministrativa (PA; RS 172.021), pena l’inammissibilità 

del medesimo (v. act. 3).  

 

 

E. Con scritto del 4 agosto 2025, B. ha informato la presente autorità della sua 

volontà di revocare il mandato conferitogli per la difesa del reclamante (v. act. 

5).  

 

 

F. Consegnatogli l’invito del 30 luglio 2025 il 5 agosto seguente, il reclamante è 

rimasto silente (v. act. 6). 

 

 

 

 

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 Diritto: 

 

1.  

1.1 In virtù degli art. 37 cpv. 2 lett. a n. 1 della legge federale sull'organizzazione 

delle autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71), in relazione con 

l'art. 48 cpv. 2 della legge federale sull'assistenza internazionale in materia pe-

nale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1), la Corte dei reclami penali del Tri-

bunale penale federale è competente per statuire sui reclami contro gli ordini di 

arresto in vista d'estradizione.  

 

1.2 La procedura di estradizione tra la Svizzera e la Francia è anzitutto retta dalla 

Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957 (CEEstr;  

RS 0.353.1), entrata in vigore per la Svizzera il 20 marzo 1967 e per la Francia 

l'11 maggio 1986, dal Secondo protocollo aggiuntivo a tale convenzione (PA II; 

RS 0.353.12), entrato in vigore per la Svizzera il 9 giugno 1985 e per la Francia 

l'8 settembre 2021, dal Terzo Protocollo aggiuntivo (PA II CEEstr; RS 0.353.13), 

entrato in vigore per la Svizzera il 1° novembre 2016 e per la Francia il 1° ottobre 

2021, nonché dal Quarto protocollo aggiuntivo (PA IV CEEstr; RS 0.353.14), 

entrato in vigore per la Svizzera il 1° novembre 2016 e per la Francia il 1° ottobre 

2021. Applicabile è inoltre l'Accordo del 10 febbraio 2003 la Svizzera e la Fran-

cia relativo alla procedura semplificata di estradizione e che completa la CEEstr 

(RS 0.353.934.92). Di rilievo sono altresì gli articoli da 59 a 66 della Conven-

zione di applicazione dell'accordo di Schengen del 14 giugno 1985 (CAS;  

n. CELEX 42000A0922[02]; Gazzetta ufficiale dell'Unione europea [di seguito: 

GU] L 239 del 22 settembre 2000, pag. 19-62; testo non pubblicato nella RS ma 

consultabile alla voce «Raccolta di testi giuridici sugli accordi settoriali con 

l'UE», https://www.admin.ch/opc/fr/european-union/international-agreements/ 

008.html, scheda «8.1 Allegato A», nonché gli art. 26 e segg. della decisione 

2007/533/GAI del Consiglio del 12 giugno 2007 relativa all'istituzione, all'instal-

lazione e all'uso del sistema d'informazione Schengen di seconda generazione 

(SIS II; GU L 205 del 7 agosto 2007, pag. 63-84) e le disposizioni corrispondenti 

del regolamento (UE) 2018/1862 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 

28 novembre 2018, sull'istituzione, il funzionamento e l'uso del sistema d'infor-

mazione Schengen (SIS) nel settore della cooperazione di polizia e della co-

operazione giudiziaria in materia penale (GU L 312/56 del 7 dicembre 2018, 

pag. 56 e segg.; v. art. 79, pag. 103 [testi disponibili sul sito Internet sopra indi-

cato, scheda «8.4 Sviluppi dell'acquis di Schengen»]), applicato provvisoria-

mente dalla Svizzera dal 28 dicembre 2019 (v. RS 0.362.380.086). Si applicano 

inoltre le disposizioni della Convenzione del 27 settembre 1996 relativa all'e-

stradizione tra gli Stati membri dell'Unione europea, entrata in vigore il 5 no-

vembre 2019 (CE-UE; n. CELEX 41996A1023[02]; GU C 313/12 del 23 ottobre 

1996, pag. 12-23; consultabile sullo stesso sito Internet, scheda «8.2 Allegato 

B»), in relazione alla decisione 2003/169/GAI del Consiglio del 27 febbraio 2003 

(n. CELEX 32003D0169; GU L 67 del 12 marzo 2003, pag. 25 e segg., 

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consultabile sempre sullo stesso sito Internet, scheda «8.2 Allegato B»), che 

costituiscono uno sviluppo dell'acquis di Schengen (ossia gli articoli 2, 6, 8, 9 e 

13, nonché l'articolo 1 nella misura in cui è pertinente per gli altri articoli). Ciò 

fatto salvo le disposizioni più ampie in vigore tra le parti in conformità degli ac-

cordi bilaterali o multilaterali (art. 59 par. 2 CAS; art. 1 cpv. 2 CE-UE). 

 

1.3 Alle questioni che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trattati 

non regola espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto nazio-

nale sia più favorevole all'estradizione rispetto a quello convenzionale (cosid-

detto principio di favore), si applica l'AIMP, unitamente alla relativa ordinanza 

(OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP; DTF 145 IV 294 consid. 2.1; 142 IV 

250 consid. 3; 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 33 consid. 2.2.2; 136 IV 82 consid. 

3.1; 130 II 337 consid. 1; 128 II 355 consid. 1; 124 II 180 consid. 1a; 123 II 134 

consid. 1a; 122 II 140 consid. 2, 373 consid. 1a). È fatto salvo il rispetto dei diritti 

fondamentali (DTF 145 IV 294 consid. 2.1; 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 595 

consid. 7c; TPF 2008 24 consid. 1.1). 

 

1.4 La procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura amministra-

tiva del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei pertinenti 

atti normativi in materia di assistenza giudiziaria (art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP e 

12 cpv. 1 AIMP; v. DANGUBIC/KESHELAVA, Commentario basilese, 2015, n. 1 e 

segg. ad art. 12 AIMP), di cui al precedente considerando. 

 

 

2. L’art. 52 PA prevede che l’atto di ricorso deve contenere le conclusioni, i motivi, 

l’indicazione dei mezzi di prova e la firma del ricorrente o del suo rappresen-

tante; devono essere allegati la decisione impugnata e i documenti indicati 

come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (cpv. 1). Se il ricorso 

non soddisfa a questi requisiti o se le conclusioni o i motivi del ricorrente non 

sono sufficientemente chiari, e il ricorso non sembra manifestamente inammis-

sibile, l’autorità di ricorso assegna al ricorrente un breve termine suppletorio per 

rimediarvi (cpv. 2). Essa gli assegna questo termine con la comminatoria che, 

decorrendo infruttuoso, deciderà secondo l’inserto o, qualora manchino le con-

clusioni, i motivi oppure la firma, non entrerà nel merito del ricorso (cpv. 3). 

 

2.1 In concreto, preso atto del contenuto molto confuso e poco comprensibile del 

gravame, dal quale risulta difficile delineare motivi e conclusioni – esso sembra 

peraltro mischiare censure relative alla procedura penale svizzera sfociata nella 

condanna che il reclamante sta scontando attualmente in Ticino con quelle pret-

tamente estradizionali –, questa Corte ha invitato il predetto, trasmettendo copia 

di tale invito anche al MLaw B., legale che lo ha assistito dinanzi all’UFG, a 

completare il proprio reclamo (v. act. 3). Tuttavia, da un lato, B. ha espresso la 

sua volontà di revocare il mandato conferitogli (v. act. 5), dall’altro, il reclamante 

è rimasto silente. Tenuto conto che nell’invito trasmesso è stato chiaramente 

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indicato che, trascorso infruttuoso il termine fissato (all’11 agosto), “questa 

Corte deciderà secondo l’inserto o, qualora manchino le conclusioni, i motivi 

oppure la firma, non entrerà nel merito del ricorso (art. 52 cpv. 3 PA)” (act. 3), il 

presente reclamo deve essere dichiarato inammissibile.  

 

2.2 Si rileva che, fosse anche stato il gravame ammissibile, la detenzione estradi-

zionale sarebbe stata comunque da confermare. Ribadito che il reclamante è 

attualmente in detenzione in seguito a una condanna inflittagli dalle autorità pe-

nali ticinesi, i fatti per i quali la Francia ha richiesto il suo arresto estradizionale 

sono gravi (v. act. 2.1, pag. 1 e seg. nonché act. 2.2, pag. 2 e seg.) e possono 

sfociare in una condanna sino a 10 anni di reclusione (v. act. 2.2, pag. 2), per 

cui il pericolo di fuga, fosse stato in libertà, sarebbe stato evidente e concreto, 

anche perché dall’incarto non emergono particolari legami del predetto, domici-

liato in Francia (v. act. 2.3, pag. 1), con la Svizzera.  

 

 

3. In conclusione, il reclamo va dichiarato inammissibile. 

 

 

4. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA). La tassa di giustizia 

è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 

del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le 

indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162) ed è fis-

sata in concreto a fr. 300.– a carico del reclamante. 

 

 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il reclamo è inammissibile. 

2. La tassa di giustizia di fr. 300.– è posta a carico del reclamante.  

 
 
Bellinzona, 25 agosto 2025  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- A.,  

- Ufficio federale di giustizia, Settore Estradizioni 

 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Contro le decisioni pregiudiziali e incidentali notificate separatamente e concernenti la competenza o 
domande di ricusazione è data facoltà di ricorso al Tribunale federale (art. 92 cpv. 1 LTF). Tali decisioni 
non possono più essere impugnate ulteriormente (art. 92 cpv. 2 LTF). 
 
Nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale, le altre decisioni pregiudiziali e incidentali notificate 
separatamente non sono impugnabili. Rimangono salvi i ricorsi contro le decisioni sulla carcerazione in 
vista d’estradizione o sul sequestro di beni e valori, se esse possono causare un pregiudizio irreparabile 
o se l’accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una decisione finale consentendo di 
evitare una procedura defatigante o dispendiosa (v. art. 93 cpv. 1 e 2 LTF). Se non è data facoltà di ricorso 
contro le decisioni pregiudiziali o incidentali ai sensi dell’art. 93 cpv. 1 e 2 LTF o se tale facoltà non è stata 
utilizzata, tali decisioni possono essere impugnate mediante ricorso contro la decisione finale in quanto 
influiscano sul contenuto della stessa (art. 93 cpv. 3 LTF). 
 
Contro le decisioni nel campo dell'assistenza internazionale in materia penale il ricorso è ammissibile 
soltanto se concerne un caso particolarmente importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente 
importante segnatamente laddove vi sono motivi per ritenere che sono stati violati elementari principi 
procedurali o che il procedimento all’estero presenta gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF). 
 
Il ricorso deve essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo 
integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Gli atti scritti devono essere consegnati al 
Tribunale federale oppure, all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica 
o consolare svizzera al più tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). In caso di trasmissione per 
via elettronica, per il rispetto di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta 
attestante che la parte ha eseguito tutte le operazioni necessarie per la trasmissione (art. 48 cpv. 2 LTF).