# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** af3a8613-c57f-5d7b-873a-604c83e316df
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-01-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.01.2001 35.1999.79
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-1999-79_2001-01-22.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.1999.00079

   

  mm

  	
  Lugano

  22 gennaio 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Giovanna Roggero-Will

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 8 luglio 1999 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 8 aprile 1999 emanata da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 1°
luglio 1990, __________ - all'epoca alle dipendenze del Garage __________ di
__________ in qualità di meccanico - a seguito di una caduta dalle scale di casa,
ha lamentato un trauma da iperestensione dell'articolazione metatarso-falangea
del pollice destro (cfr. doc. _ e _). 

 

                                         Il caso è
stato assunto dall'__________, il quale ha regolarmente corrisposto le
prestazioni assicurative.

 

 

                               1.2.   Esperiti
alcuni accertamenti specialistici, l'Istituto assicuratore, con decisione
formale 2 giugno 1992, ha dichiarato estinto il diritto alle prestazioni di
corta durata a contare dal 1° novembre 1991 (cfr. doc. _). L'assicuratore LAINF
ha, d'altro canto, negato il diritto ad una rendita d'invalidità nonché ad
un'indennità per menomazione dell'integrità (cfr. doc. _).

 

                                         Il
summenzionato provvedimento è cresciuto in giudicato incontestato (cfr. doc.
_).

 

                               1.3.   In data 16
maggio 1997, __________, per il tramite del proprio medico curante, ha
annunciato all'__________ una ricaduta dell'evento traumatico assicurato,
facendo stato di una riacutizzazione dei disturbi all'arto superiore destro (cfr.
doc. _). 

 

                                         L'assicuratore
LAINF ha, al riguardo, riconosciuto la propria responsabilità.

 

                               1.4.   Con
decisione formale 11 novembre 1998, l'__________ ha comunicato all'assicurato
la chiusura della ricaduta a far tempo dalla fine del mese di novembre 1998.
All'occasione, l'assicuratore ha, altresì, negato il diritto ad una rendita d'invalidità,
così come pure all'IMI (cfr. doc. _). 

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dalla __________ per conto di __________ (cfr. doc.
_), l'Istituto assicuratore, in data 8 aprile 1999, ha sostanzialmente ribadito
il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).

 

                               1.5.   Con
tempestivo ricorso 8 luglio 1999, __________ ha chiesto l'annullamento della
querelata decisione su opposizione, facendo valere, segnatamente, quanto segue:

 

" 
(…).

È opportuno rilevare che quale conseguenza della
chiusura del caso sono stato licenziato dal Garage
__________ in quanto, come già risultava dallo scritto 18 novembre 1998 alla
__________, non in grado di svolgere il mio lavoro di meccanico. Attualmente
sono quindi disoccupato e, in ragione del persistente dolore al pollice,
nell'impossibilità di trovare un altro lavoro adatto alla mia formazione
professionale.

 

La decisione qui contestata si fonda sul rapporto
1° aprile 1999 della Divisione medica della __________, che allegato alla
medesima ne è divenuto parte integrante.

Quest'ultimo non dà rilevanza alcuna al referto
della visita eseguita il 1° dicembre 1998 presso il Centro svizzero per
paraplegici di __________ dai Dr. __________ e __________, che hanno
effettivamente constatato i forti dolori alla mano e stimato una capacità
lavorativa ridotta al 75%. Il Dr. __________ sostiene che da tale visita non è
scaturito alcun nuovo elemento suscettibile di modificare gli accertamenti già
fatti in precedenza.

Il parere della propria Divisione medica è
divenuto vincolante per la __________ (come ammesso nella parte finale della
decisione), in quanto giunge a risultati convincenti e non vi sono indizi
concreti contro la sua attendibilità. L'assicurazione ha così potuto affermare
che anche i medici del centro di __________ non hanno messo in luce reperti
atti a spiegare i disturbi fatti valere e la diminuzione di rendimento.

Devo tuttavia osservare che i medici di
__________, contrariamente a quelli che mi hanno visitato in precedenza e alla
stessa __________, hanno accertato una capacità lavorativa ridotta, confermando
che le mie difficoltà ad operare quale meccanico di automobili sono effettive e
non sono il frutto di fantasie. Inoltre il prof. __________, che mi ha visitato
a __________ ancora all'inizio del mese di gennaio, dopo aver effettuato una
prova con una iniezione di anestetico nella zona dell'articolazione del pollice
ed avere constatato in tal modo la scomparsa del dolore, è del parere che non
sia stato fatto tutto quanto necessario per accertarne la causa. In particolare,
l'accertamento eseguito il 9 marzo 1998 dal prof. __________, specialista in
chirurgia della mano presso l'__________ di __________, non avrebbe indagato a
fondo nella zona del pollice stesso, ma unicamente in quella del polso. Il Dr.
__________ è pertanto convinto che occorra un nuovo e più completo accertamento
da parte dello stesso medico, con il quale egli si sarebbe consultato, e mi ha
consigliato di farlo eseguire al più presto, tant'è vero che sono in attesa di
un nuovo appuntamento all'__________.

Chiedo esplicitamente che il Dr. __________ venga interpellato a convalida delle mie affermazioni.

 

In virtù dell'art. 10 LAINF ritengo di avere
diritto a svolgere questo ulteriore accertamento medico che verrà eseguito
sulla base delle indicazioni date dallo stesso Dr. __________ che potrà forse
spiegare, una volta per tutte, la causa oggettiva dei dolori che mi affliggono
da ormai 9 anni. Come detto sono attualmente in attesa di essere convocato dal
prof. __________r.

Faccio qui notare di transenna che anche dopo la
prima chiusura del caso decisa il 2 giugno 1992 dalla __________, ho comunque
sempre lavorato con un rendimento ridotto a causa dei dolori nella zona del
pollice, che diminuivano soltanto con l'assunzione di farmaci antidolorifici.

 

Scopo del presente ricorso non è quindi quello
d'ottenere una rendita o un'indennità in capitale, ma unicamente quello di
avere la possibilità di dimostrare di non essere un simulatore, come
velatamente appare dalla decisione contestata e dai documenti su cui la stessa
si appoggia, e quello di poter beneficiare di una riqualifica professionale se,
come credo, i dolori che diminuiscono la mia capacità lavorativa hanno una
causa di natura oggettiva e a causa di questa non potrò più continuare a
svolgere la professione di meccanico di automobili" (I). 

 

                               1.6.   L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III). 

 

                               1.7.   In data 13
ottobre 1999, __________ ha trasmesso al TCA copia del referto 7 ottobre 1999
relativo ad un esame scintigrafico trifasico eseguito il 6 ottobre 1999 presso
l'__________ di __________ nonché copia del rapporto relativo alla visita di
controllo a cui egli si è sottoposto il 24 agosto 1999 presso il Policlinico di
chirurgia della mano dell'__________ di __________ (cfr. V e allegati). 

 

                                         Il 4
novembre 1999, l'Istituto assicuratore convenuto ha avuto modo di prendere
posizione riguardo alla documentazione medica ulteriormente prodotta
dall'insorgente (cfr. VII). 

 

                               1.8.   Con
ordinanza 25 novembre 1999, questa Corte ha ordinato una l'esecuzione di una
perizia medica a cura della Clinica di chirurgia ortopedica __________ di
__________ (XI).

 

                               1.9.   In data 21
settembre 2000, il perito ha consegnato al TCA il proprio referto (XVII), che è
stato immediatamente intimato alle parti per osservazioni (XVIII).

 

                             1.10.   L'__________
ha preso posizione in data 5 ottobre 2000, chiedendo, in via principale, la
reiezione del ricorso e, in via subordinata, la sospensione della causa, allo scopo d'esperire ulteriori accertamenti
riguardo alla questione dell'esigibilità lavorativa (cfr. XX). 

                                         __________,
da parte sua, si è espresso l'11 ottobre 2000 (cfr. XXI). 

 

                             1.11.   In data 17
ottobre 2000, lo scrivente Tribunale ha provveduto a, nuovamente, interpellare
il dottor __________, chiedendogli di voler precisare alcuni degli aspetti
toccati con la sua perizia 15 settembre 2000 (XXII).

 

                             1.12.   Il
complemento peritale allestito dal dottor __________ è giunto al TCA in data 17
novembre 2000 (XXIII). 

                                         Alle
parti è stata data, beninteso, facoltà di esprimersi in merito (XXIV).

 

                             1.13.   L'assicuratore
LAINF convenuto ha formulato le proprie osservazioni il 29 novembre 2000 (cfr.
XXV), mentre __________ lo ha fatto l'11 dicembre 2000 (XXVI). 

 

 

 

 

                                         in
diritto

 

                                In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella
causa D.C.).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   L'oggetto
della lite è sostanzialmente circoscritto alla questione di sapere se,
posteriormente al 30 novembre 1998, data in cui l'__________ ha dichiarato
chiusa la ricaduta annunciata nel maggio 1997, __________ ha o meno ancora
presentato dei disturbi alla salute in relazione di causalità, naturale ed
adeguata, con l'evento infortunistico 1° luglio 1990.

 

                               2.3.   Ai sensi
dell’art. 6 cpv. 1 LAINF, per quanto non altrimenti previsto dalla legge, le
prestazioni assicurative sono concesse in caso d’infortunio professionale,
d’infortunio non professionale e di malattie professionali. 

 

                               2.4.   L’assicuratore
LAINF é, ciò nondimeno, tenuto a fornire prestazioni soltanto se fra
l’infortunio assicurato ed il danno alla salute esiste un rapporto di causalità
naturale ed adeguato.

 

                            2.4.1.   In caso
d'infortunio, il legame di causalità naturale è considerato dato qualora si
possa ammettere che, senza l'evento infortunistico, il danno alla salute non si
sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non
occorre, invece, che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno
alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri
fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica
dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua
non del danno.

 

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali. Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni
mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione
(cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156;
DTF 114 V 164; DTF 113 V 46; cfr. pure sentenza inedita 17 ottobre 1989 in re F.).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a
e sentenze ivi citate).

 

                            2.4.2.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361 consid.
5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents
(LAA), Losanna 1992, p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore
restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni
allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza
di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che
l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che
solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (DTF 118 V 286; DTF
117 V 365 i.f.; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des
Sozialversicherungsrechts, SZS 2/1994, p. 104s.).

 

                               2.5.   In virtù
dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF é tenuto a riprendere l’erogazione
delle prestazioni assicurative in caso di ricadute o conseguenze
tardive (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71 e A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungs- recht, p. 277 - sulle nozioni di ricaduta ed esiti
tardivi, cfr., ad esempio, DTF 123 V 138).

                                         Né la
LAINF né l’OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la
pretesa potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze
tardive appaiono, per la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio
assicurato, e ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento,
l’interessato sia o meno ancora assicurato. Rilevante é soltanto l’esistenza di
un nesso di causalità.

 

                               2.6.   Volendo
immediatamente affrontare il tema della causalità - in casu, centrale -
si dirà che questa Corte, allo scopo di finalmente chiarire quest'aspetto, ha
ordinato una perizia specialistica, affidandone l'allestimento alla Clinica
universitaria di chirurgia ortopedica __________ di __________.

 

                                         Il dottor
__________, __________ nonché __________ della chirurgia della mano presso il
suddetto istituto di cure, dopo aver ricostruito, in maniera minuziosa,
l’anamnesi ed aver altrettanto puntualmente descritto lo status, clinico e
radiologico, a livello dell'arto superiore destro (cfr. XVII, p. 2-5), ha posto
la diagnosi seguente:

 

" 
Posttraumatische Rhizarthrose Grad I nach Eaton rechts
(instabiles CMC I-Gelenk), leichte STT-Arthrose bei

Status nach basisnaher Fraktur Grundphalanx I recht,
Status nach Morbus Sudeck, Schmerzen im Bereich des Os lunatum rechts" (XVII, p. 5)

 

                                         ed ha
espresso il seguente apprezzamento
della fattispecie:

 

" 
Klinisch können wir keine Symptome finden,
welche die geschilderten ausgeprägten Schmerzen im Bereich der rechten Hand
vollumfänglich erklären. Es bestehen Anzeichen einer Rhizarthrose Grad I
rechtsseitig bei vorangegangener mehrfacher Kontusion der Hand sowie
radiologisch und im CT nachgewiesener basisnaher Fraktur des Metacarpale I
rechts. Radiologisch besteht eine kleine Zyste im Os lunatum, was als Hinweis
eine Pathologie im Bereich des lunotriquetralen Gelenkes zu werten ist. Die
Schmerzen im Bereich des dorsalen Handgelenkes bleiben für uns unklar. Kräftige
Handgriffe, wie das Arbeiten mit Schraubenziehern oder Schraubenschlüsseln
sowie das Herumtragen und Stossen von schweren Gegenständen, können unserer
Ansicht nach in dieser Situation die Schmerzen im Bereich des Daumens
verursachen. Daher besteht eine Arbeitsunfähigkeit von mindestens 20% als
Automechaniker, welcher direkt manuell arbeitet. Administrative Arbeiten oder
Arbeiten, welche geringe Kraftanstrengung erfordern, sind nicht eingeschränkt" (XVII, p. 6). 

 

                                         In sintesi, il dottor __________ ha, dunque, sostenuto che i
disturbi attualmente lamentati da __________ sono solo parzialmente
oggettivabili. Specificatamente, non è stato possibile individuare la causa dei
dolori accusati a livello del dorso del polso destro, così come, d'altronde,
era già stato il caso nel passato (cfr., ad esempio, doc. _ e _). 

                                         Il perito
giudiziario ha, altresì, indicato che la diagnosticata rizartrosi di grado I
secondo Eaton diviene sintomatica - spiegando in tal modo i dolori nella
regione del pollice destro - quando si tratta di
compiere dei lavori che comportano delle strette energiche con la mano. 

                                         Rispondendo
ai quesiti sottopostigli dalle parti - per quanto qui d'interesse - l'esperto
designato dal TCA ha affermato condividere il parere espresso dai medici
dell'__________ riguardo ai disturbi localizzati al polso destro. Per contro, a
proposito della rizartrosi di grado I, il dottor __________ ha ribadito
l'opinione secondo cui essa diviene sintomatica in
occasione di ripetute forti strette con la mano destra, ciò che origina un
discapito di rendimento d'almeno il 20% nell'esercizio dell'attività di
meccanico (cfr. XVII, risposta ai quesiti n. 3 e 2c). 

 

                                         In data
17 ottobre 2000, il TCA ha di nuovo interpellato il dottor __________, allo
scopo d'ottenere chiarimenti in merito ad alcuni aspetti toccati con la sua
perizia del 15 settembre 2000 (cfr. XXII). 

 

                                         Alla
questione di sapere se la rizartrosi di grado I costituisce, perlomeno secondo
il criterio della verosimiglianza preponderante, una naturale conseguenza
dell'evento traumatico assicurato, l'esperto ha così risposto:

 

" 
Qui. On peut admettre que la rhizarthrose de grade
I (qui correspond dans la classification de Eaton à une instabilité, sans signe
radiologique d'arthrose), est une conséquence de l'accident du 1er juillet 1990" (cfr. XXIII). 

 

                                         Il dottor __________ ha, inoltre, riaffermato che la rizartrosi di
grado I può spiegare soltanto parzialmente l'intensità e la localizzazione dei
dolori lamentati da __________:

 

" 
La rhizarthrose de grade I peut seulement
expliquer partiellement l'intensité et la localisation des douleurs. C'est-à-dire que dans cette pathologie les douleurs sont normalement
localisées au niveau de l'articulation carpométacarpienne du pouce avec une
intensité maximum, lors de la pince pollici-digitale. L'examen clinique ne
permet pas d'expliquer les douleurs que le patient ressent dans le poignet,
ainsi que les douleurs nocturnes"
(cfr. XXIII - la sottolineatura è del redattore). 

 

 

                                         Il perito giudiziario ha, infine, osservato che è stato possibile
oggettivare i disturbi legati alla diagnosticata rizartrosi di grado I, disturbi che giustificano una permanente incapacità
lavorativa parziale nell'originaria attività di meccanico. Il dottor __________
- vista la parziale discrepanza esistente fra i disturbi soggettivamente
accusati dal ricorrente ed i reperti effettivamente oggettivabili - ha
consigliato una sua valutazione psicologica:

 

" 
D'une part nous pouvons objectiver des troubles en
rapport avec la rhizarthrose de grade I, d'autre part nous ne pouvons pas
expliquer la totalité et l'intensité des douleurs que ressent le patient. Par
conséquent, l'incapacité permanente partiel de travail se rapporte seulement à
la partie objectivable des troubles. En cas de contestation, nous conseillons
une évaluation psychologique du patient" (XXIII). 

 

                               2.7.   Con le proprie osservazioni 5 ottobre 2000, l'Istituto assicuratore convenuto ha chiesto, in via principale,
che il ricorso presentato dall'assicurato venga respinto nel merito, facendo
essenzialmente appello all'apprezzamento 28 settembre 2000 del proprio medico
di circondario, il dottor __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica:

 

" 
(…).

Non sono stati riscontrati dei referti oggettivi
e la patologia dei dolori è sconosciuta (come era già stato constatato
precedentemente dal Prof. __________). Non possono proporre
una terapia in quanto non sanno di che cosa si
tratta, probabilmente, secondo loro, la problematica è quella della cisti
dell'osso lunato (non conseguenza dell'infortunio).

 

L'attestazione di un'incapacità lavorativa del
20% è molto soggettiva e non è spiegabile con nessun referto.

 

La nostra decisione riguardo la capacità
lavorativa completa del 100% come meccanico d'auto è da confermare" (rapporto 28.9.2000 accluso a XX). 

 

                                         Così come
già emerge da quanto esposto al considerando 2.6., la lettura della perizia
giudiziaria data dall'assicuratore LAINF convenuto, si appalesa come
parzialmente errata. 

                                         Da un
lato, è certamente vero che il dottor __________ - così come gli altri
specialisti che hanno avuto modo di visitare, nel passato, __________ (cfr., in
particolare, referto relativo all'artroscopia diagnostica del polso destro,
eseguita dal Prof. dott. __________ il 9 marzo 1998 - doc. _) - non ha potuto
spiegare l'eziologia dei dolori localizzati al polso destro. 

                                         Dall'altro,
trattandosi dei disturbi lamentati al pollice destro, il perito giudiziario è,
per contro, riuscito ad oggettivarne la causa, diagnosticando una rizartrosi di
grado I, che diviene sintomatica allorquando la mano destra è sottoposta a
ripetute sollecitazioni. 

                                         Non è,
quindi, completamente corretto affermare che l'esperto designato da questa
Corte non ha riscontrato "… dei referti oggettivi e la patologia dei
dolori è sconosciuta", rispettivamente, che "… la problematica è
quella della cisti dell'osso lunato (non conseguenza dell'infortunio)" (cfr.
rapporto 28.9.2000 accluso a XX).

 

                               2.8.   L'__________
- o per meglio dire il proprio medico di circondario - ha sollevato ulteriori
obiezioni riguardo alla valutazione espressa dal perito giudiziario, una volta
ricevuto il complemento peritale 14 novembre 2000:

 

" 
1. La rizatrosi è un'artrosi che si riscontra
spesso senza una causa.

Molto tipici sono: dolori, debolezza e dolenzia
localizzate, la causa sconosciuta.

La rizatrosi di grado I è un'instabilità senza
segni d'artrosi nel referto radiologico. All'esame clinico, il 15.9.2000, il
dr. __________ scrive di aver trovato una lieve instabilità con un cassetto
doloroso.

Secondo noi si tratta di un referto veramente
minimo e molto soggettivo.

Molto probabilmente si tratta di un'instabilità o
di una lassità congenita.

Una vera instabilità risulterebbe più presto in
un'artrosi notabile.

2. Per il perito il nesso tra i dolori e
l'affezione non è chiaro e non lo è neanche per noi. L'assicurato accusa dolori
soprattutto nella regione del polso vicino all'os lunatum, non dove si trova la
presunta artrosi. Al contrario, nella regione dell'os lunatum abbiamo trovato
una ciste.

3. La rizartrosi di grado I è una cosa nebulosa e
per me una diagnosi imbarazzante. La piccola ciste è pertanto responsabile per
i dolori del paziente che deve lavorare molto spesso con le mani e i polsi.

La nostra posizione dev'essere mantenuta" (XXVbis). 

 

                                         In primo
luogo, per quel che riguarda la natura della rizartrosi di grado I, lo
scrivente TCA non può condividere la tesi secondo cui una relazione causale
naturale con l'infortunio del luglio 1990 sarebbe da considerare soltanto possibile
(cfr. XXV), tesi che l'__________ crede di poter dedurre dalla risposta fornita
dal dottor ________al quesito complementare n. 1 (cfr. XXII). 

                                         In
realtà, questa Corte ha l'impressione che l'Istituto assicuratore convenuto
cerchi di travisare l'opinione enunciata dal perito giudiziario. In effetti, quest'ultimo
altro non ha fatto che rispondere positivamente al quesito
sottopostogli, riprendendo, peraltro, la stessa formulazione utilizzata dal
Tribunale ("Peut-on admettre que … ?" - "Qui.
On peut admettre que …"). 

                                         Il solo fatto che il dottor __________ abbia omesso d'indicare che la relazione di causalità è data secondo
il criterio della verosimiglianza preponderante, non permette, dunque, di
concludere che la medesima relazione sarebbe tutt'al più possibile. 

 

                                         In
secondo luogo, non può essere seriamente sostenuto che per il dottor __________
non sarebbe chiaro il nesso causale tra i dolori e l'affezione. Al proposito,
va sottolineato come il perito giudiziario abbia, più volte, chiaramente
indicato che i dolori al pollice destro sono provocati dalla diagnosticata rizartrosi
di grado I, che diventa sintomatica qualora __________ debba procedere,
ripetutamente, a delle forti strette con la mano destra. Corrisponde, invece, a
verità che i disturbi localizzati al polso destro, così come quelli notturni,
sono nuovamente rimasti senza una spiegazione circa la loro eziologia. Il
dottor __________ - e ciò sia detto a scanso d'equivoci - non ha affatto
preteso che questi ultimi disturbi debbano andare a carico dell'__________, tant'è
che nel valutare la capacità lavorativa del ricorrente, egli ha considerato
esclusivamente quegli impedimenti risultanti dai disturbi accusati al pollice
destro. 

                                         A questo
punto, va da sé che può senz'altro restare aperta la questione di sapere se la
tesi secondo cui i dolori al polso sarebbero causati da una patologia di natura
morbosa (ciste presente vicino all'os lunatum), sia o meno scientificamente
fondata. 

 

                               2.9.   In sede
d'osservazioni 11 dicembre 2000, __________ ha fatto valere che "… da
quando ho intrapreso un'attività lavorativa più leggera i dolori al dito, al
polso e quelli notturni, pur non essendo del tutto scomparsi, sono
diminuiti" (cfr. XXVI). Da ciò, l'assicurato deduce, da un lato, che anche
i disturbi al polso e quelli notturni costituiscono una naturale conseguenza
dell'evento traumatico 1° luglio 1990 e, dall'altro, che le conseguenze dell'infortunio
erano inconciliabili con la sua precedente attività di meccanico di automobili.

 

                                         Che,
cambiata attività lavorativa, i disturbi all'arto superiore destro si siano
attenuati, è senz'altro verosimile. Nondimeno, da questa circostanza,
__________ trae delle conclusioni palesemente errate. 

 

                                         In primo
luogo, è veramente difficile capire per quali ragioni l'attenuazione dei dolori
dovrebbe provare che l'insieme dei disturbi lamentati all'arto superiore
destro, rappresentano una naturale conseguenza dell'infortunio assicurato. 

                                         Dalle
tavole processuali risulta che nessuno degli specialisti che, man mano, hanno
avuto modo d'interessarsi al caso di __________, é riuscito - malgrado sia
stato posto in atto tutto quanto era possibile per approfondire l'aspetto eziologico
- ad oggettivare un reperto di natura organica suscettibile
di correlare con i disturbi soggettivamente lamentati al polso destro. 

                                         Anche il
perito giudiziario è pervenuto alla stessa conclusione (cfr. XVII e XXIII). 

                                         Il TCA si
trova, pertanto, confrontato ad un caso in cui i disturbi soggettivamente
risentiti dall'assicurato hanno trovato una solo parziale correlazione sul
piano oggettivo. In casi del genere, la decisione non potrà che essere
parzialmente sfavorevole all'insorgente, nella misura in cui, non essendo stato
possibile oggettivare pienamente, da un profilo medico-scientifico, l'origine
dei disturbi, il giudice delle assicurazioni sociali - a maggior ragione - non
può certo ammettere l'esistenza di una relazione di causalità naturale con
l'evento traumatico assicurato (cfr., in questo senso, STCA 3.8.1998 in re F.P.
c. I, 28.9.1998 in re H.H. c. I., 19.2.1999 in re I.A. c. Z. e 22.2.1999 in re
G.D. c. I.). 

                                         Deve qui
valere, insomma, il principio secondo cui: "Wo die Medizin nicht mehr Weiteres
weiss, kann sich nicht das Recht an ihre Stelle setzen" (cfr. U. Meyer-Blaser,
op. cit., p. 106).

 

                                         In
secondo luogo, va rilevato che - tenuto conto dei soli disturbi provocati dalla
diagnosticata rizartrosi di grado I - il dottor __________ ha riconosciuto il
ricorrente parzialmente incapace d'esercitare la professione di meccanico
d'automobili (inabilità d'almeno il 20%). Lo stesso perito giudiziario ha,
comunque, pure ammesso che gli stessi disturbi sono senz'altro compatibili con
l'esercizio di un'attività amministrativa oppure di un'attività manuale che non
comporta sforzi eccessivi (cfr. XVII, p. 6). 

                                         Considerate
tali premesse, non appare per nulla sorprendente che, svolgendo l'attività di
rappresentante di mezzi ausiliari per andicappati, __________ presenti ora
un'attenuazione dei dolori. 

                                         Ciò non
significa, tuttavia, che l'attività di meccanico possa venire considerata come
inconciliabile con le limitazioni derivanti dalle conseguenze dell'infortunio,
come pare invece pretendere il ricorrente: rilevante è, difatti, soltanto la
capacità lavorativa medicalmente accertata, a prescindere da valutazioni
di tipo soggettivo. 

 

                                         Da
ultimo, __________ ha affermato d'essere disponibile a sottoporsi alla
valutazione psicologica suggerita dal dottor __________ (cfr. XXVI, in fine).

                                         Lo
scrivente TCA , da parte sua, ritiene di potersi esimere dall'ordinare
ulteriori provvedimenti probatori. 

                                         In
effetti, anche se si dovesse ritenere accertata la presenza di turbe psichiche,
così come l'esistenza di una relazione di causalità naturale con l'infortunio
assicurato, all'assicuratore LAINF convenuto non potrebbe, comunque, ancora
essere imposto un obbligo contributivo, giacché l'adeguatezza del nesso di
causalità - aspetto che deve essere valutato alla luce dei criteri sviluppati
nella DTF 115 V 133ss. - andrebbe negata. 

                                         Infatti,
l'infortunio occorso al ricorrente può tranquillamente essere classificato
nella categoria degli infortuni leggeri o insignificanti: secondo la
giurisprudenza del TFA, in questo caso, l'adeguatezza del nesso di causalità
può, di regola, essere negata a priori (RAMI 1992 U154, p. 248s.).

 

                             2.10.   Alla luce
degli argomenti sviluppati nei considerandi che precedono - non scorgendo
questo TCA alcun motivo che gli impedisca di fare capo alla valutazione
espressa dal dottor __________, il cui referto peritale risulta essere
senz’altro completo sui punti litigiosi, chiaro nell’esposizione degli elementi
sanitari e nella valutazione della situazione (cfr. RJJ 1995 pag. 44; RAMI 1991
U133 pag. 312 consid. 1b), ragione per cui deve essergli riconosciuta piena
forza probante - si deve ritenere che __________ presenta, anche dopo il 30
novembre 1998, un danno alla salute - specificatamente, una rizartrosi di grado
I secondo Eaton a destra - in relazione di causalità, naturale ed adeguata (cfr.,
a quest’ultimo proposito, DTF 118 V 286 e 117 V 365 in fine), con l’evento
infortunistico assicurato.

 

                             2.11.   L'Istituto
assicuratore convenuto ha, a più riprese, postulato una sospensione della
causa, nell'ipotesi in cui il TCA avesse condiviso le conclusioni peritali (cfr.
XX e XXV, p. 2). 

 

                                         Come
detto in precedenza, questa Corte ha fatto propria la valutazione enunciata dal
dottor __________. Ciò nondimeno, essa non ritiene siano dati i presupposti per
una sospensione della procedura ricorsuale. 

                                         In
effetti, con il presente giudizio, il TCA si è limitato ad accertare la
sussistenza, anche dopo il 30 novembre 1998, di postumi dell'infortunio del
luglio 1990. Spetta ora all'__________ - al quale la causa viene retrocessa -
esprimersi, esperiti gli accertamenti amministrativi che riterrà più opportuni,
sul diritto a prestazioni a contare dal 1° dicembre 1998.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto.

                                         Di
conseguenza, l’impugnata decisione su opposizione é annullata ed é accertata
l’esistenza di un nesso causale naturale ed adeguato fra l’infortunio 1° luglio
1990 ed il danno alla salute (rizartrosi di grado I secondo Eaton a destra)
lamentato dall’insorgente, così come ai considerandi.

                                         La causa
é rinviata all’__________ affinché abbia ad esprimersi, se del caso mediante l’emissione di una nuova decisione formale,
sul diritto a prestazioni dopo il 30 novembre 1998. .

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Adligenswilerstrasse
24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

La
vicepresidente                                                 Il segretario

 

Giovanna Roggero-Will                                        Fabio
Zocchetti