# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8e0ca3f1-15d2-57fb-bc1f-460dfb42b015
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-10-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.10.2002 39.2002.30
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_39-2002-30_2002-10-18.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  39.2002.00030

   

  rs/cd

  	
  Lugano

  18 ottobre 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella
  Sartoris

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca
  Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 marzo 2002 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 18 febbraio 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1,  

   

  in materia di assegni di famiglia

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con istanza
11 luglio 2000 __________ ha postulato il riconoscimento del diritto a un
assegno integrativo a favore della figlia __________ (4.7.2000) e a un assegno
di prima infanzia (cfr. doc. _).

 

                                         Con
decisioni del 4 dicembre 2000 la Cassa cantonale per gli assegni familiari (di
seguito la Cassa) ha attribuito all'assicurata un assegno integrativo di fr.
653.-- mensili e un assegno di prima infanzia di fr. 545.-- mensili a decorrere
dal 1° luglio 2000 (cfr. doc. _).

 

                                         Il 14
dicembre 2000 il provvedimento del 4 dicembre 2000 relativo all'assegno di
prima infanzia è stato stralciato e sostituito con una nuova decisione.
All'interessata è stato così erogato un assegno di prima infanzia di fr.
3'021.-- mensili, sempre a partire dal 1° luglio 2000, in quanto a differenza
del precedente provvedimento non è più stato computato un reddito ipotetico
(cfr. doc. _).

 

                                         Dal 1° gennaio
2001 gli importi dell'assegno integrativo e dell'assegno di prima infanzia sono
stati aumentati a fr. 671.--, rispettivamente fr. 3'074.--(cfr. doc. _).

 

                                         Tali
somme sono poi state adeguate dal 1° luglio 2001 a 

                                         fr.
671.-- per l'assegno integrativo e a fr. 3'136.-- per l'assegno di prima
infanzia (cfr. doc. _).

 

                               1.2.   Con
decisione del 18 febbraio 2002 la Cassa ha ridotto l'importo dell'assegno di
prima infanzia a fr. 589.-- mensili a far tempo dal 1° marzo 2002.

                                         A
motivazione del proprio provvedimento l'amministrazione ha precisato:

 

" 
E' giustificato il computo del reddito ipotetico
in quanto "dalle ricerche 

di lavoro fatte pervenire dall'assicurato per i
mesi di dicembre 2001 e gennaio 2002 il suo impegno nel cercare un'occupazione
non è tale da giustificare una sua iscrizione nelle nostre liste, anche se
solamente per il collocamento" (cfr. lettera Ufficio regionale di
collocamento del 1. febbraio 2002)." (cfr. doc. _)

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso 16 marzo 2001, inoltrato al TCA, _________ ha impugnato la
decisione 18 febbraio 2002 emanata dalla Cassa.

                                         Essa, in
particolare, ha rilevato:

 

" 
(…)

Ho una figlia che a luglio compie due anni, e mi occupo di lei,
pertanto non avendo alcuna attività lucrativa, ho richiesto gli assegni di
prima infanzia e integrativi sin dalla sua nascita.

 

Purtroppo anche il padre di mia figlia è disoccupato senza alcun
diritto all'indennità di disoccupazione, di conseguenza l'Istituto delle
assicurazioni sociali di Bellinzona ha sempre richiesto un formulario per la giustificazione
della ricerca di un posto di lavoro, questo da compilare sia dal disoccupato
che da me. Inoltre dal mese di dicembre 2001, mi è stato inviato lo stesso
formulario di ricerca in due copie, questi sempre consegnati compilati con i
timbri relativi ai posti dove abbiamo richiesto la possibilità di lavorare.

 

Non ho mai capito che senso abbia il dover procurare pure io
un'occupazione, visto che come madre accudisco mia figlia a tempo pieno,
rendendomi impossibile il dedicarmi ad un'altra occupazione.

 

Come potete notare dall'ultima decisione, in seguito a indicazione
dell'Ufficio regionale di collocamento l'impegno nella ricerca di un
occupazione del padre di mia figlia non è stato idoneo, e pertanto ne viene
calcolato un reddito ipotetico. Questo reddito ipotetico, quindi effettivamente
non concreto, ha penalizzato quindi il reddito reale sinora percepito, non
permettendomi pertanto di far fronte alle spese di mantenimento di base nemmeno
per me e mia figlia.

 

Ho sempre cercato di contattare il funzionario incaricato
dell'Istituto delle assicurazioni sociali, per spiegazioni in merito, ma
purtroppo telefonicamente mi è stato impossibile.

 

Vi chiedo pertanto di voler tenere conto della mia situazione, in
quanto non so come far fronte ai debiti fissi mensili come affitto, cassa
malati ecc., visto che non ho nessuno che mi possa aiutare." (cfr. doc. _)

 

                               1.4.   Con risposta
10 aprile 2002 la Cassa ha proposto di respingere il gravame e ha osservato:

 

" 
(…)

La ricorrente, unitamente al convivente __________ ed alla figlia
________, ha beneficiato dell'assegno integrativo e dell'assegno di prima
infanzia sin dal 1. luglio 2000. Le prestazioni sono ammontate complessivamente
a fr. 3'674.- mensili dal 1. luglio 2000 al 31 dicembre
2000, a fr. 3'745.- mensili dal 1. gennaio 2001 al 30
giugno 2001 ed a fr. 3'807.- mensili dal 1. luglio 2001 al
28 febbraio 2002. In questi 20 mesi la Cassa ha versato prestazioni per un
importo complessivo di fr. 74'980.-.

 

L'erogazione dell'assegno di prima infanzia, contrariamente a
quanto avviene per l'assegno integrativo, è sempre stata subordinata alla
presentazione delle ricerche di lavoro mensilmente effettuate dall'uno o
dall'altro dei ricorrenti.

 

La ragione dell'effettuazione di queste ricerche risiedeva nel
fatto che in questa famiglia biparentale nessuno dei genitori svolgeva attività
lucrativa e nessuno beneficiava di indennità di disoccupazione. Dato il
perdurare dello stato di inoccupazione del signor __________ e considerato
l'esito infruttuoso delle sue ricerche di lavoro, la Cassa nel mese di ottobre
2001 lo invitava ad iscriversi quale persona in cerca d'impiego all'Ufficio del
lavoro. Questo invito fu raccolto solo nel mese di dicembre 2001 quando la
Cassa subordinò ulteriori versamenti ad iscrizione avvenuta. Copia della
conferma d'iscrizione fu trasmessa solo il 9 gennaio 2002 e provocò, come
concordato, il ripristino dei versamenti a partire retroattivamente da dicembre
2001. Unitamente alla decisione di ripristino dell'assegno di prima infanzia
del 15 gennaio 2002, i conviventi furono informati dell'obbligo di comunicare
tempestivamente ogni cambiamento rilevante per il loro diritto all'assegno; in
particolare veniva loro ricordato di informarci tempestivamente
dell'accettazione o della rinuncia di una proposta d'impiego. La lettera del 15
gennaio 2002 fu trasmessa per conoscenza all'Ufficio regionale di collocamento
di __________.

 

In data 4 febbraio 2002 (lettera del 1. febbraio 2002) il
consulente del personale __________, signor __________, ci comunicava che procedeva
all'annullamento del nominativo del signor __________ dalle liste per il
collocamento. La ragione di questa misura era legata al comportamento del
signor __________ nei confronti della disoccupazione. Dalle ricerche di lavoro
per i mesi di dicembre 2001 e gennaio 2002 pervenute all'__________ traspariva
un insufficiente impegno nel cercare un'occupazione al punto da non più
giustificare una sua iscrizione nelle liste.

 

Da questa comunicazione la Cassa ha tratto il convincimento che il
signor __________ non si adopera sufficientemente alla ricerca di un impiego.

 

Il fatto che questa situazione si trascini da 20 mesi non depone a
favore di un'effettiva volontà di rimediare al suo stato di disoccupato. Data
la sua formazione di cuoco, anche la qualità delle ricerche effettuate
essenzialmente nel ramo vendita e spesso ripetute presso gli stessi datori di
lavoro non è indice di serio impegno.

 

In una situazione come quella descritta alla Cassa pare di
intravvedere una effettiva rinuncia a reddito in quanto il signor __________
poco intraprende per sfruttare la sua capacità lavorativa. Da qui il computo di
un reddito ipotetico e la riduzione dell'assegno di prima infanzia a fr. 589.-." (cfr. doc. _)

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto del
contendere è il riconoscimento a __________ del diritto a un assegno di prima
infanzia di un ammontare più elevato, tramite lo stralcio dell'importo di fr.
30'560.-- computato dalla Cassa a titolo di reddito ipotetico, quale rinuncia
da parte del convivente dell'assicurata, padre di __________, a sfruttare la
sua capacità lavorativa (cfr. consid. 1.2.; 1.4.).

 

                                         Secondo
l’art. 32 LAF, relativo alla famiglia biparentale, il diritto ad un assegno di
prima infanzia è dato se:

 

"  I
genitori domiciliati nel Cantone hanno diritto all'assegno, per il figlio, se
cumulativamente:

  a)   hanno il
domicilio nel Cantone da almeno tre anni;

  b)   uno dei
genitori non esercita nessuna attività lucrativa oppure ne            esercita
una che non supera il 50% per dedicarsi alla cura del       figlio;

  c)   il reddito
disponibile dei genitori, inclusi gli eventuali assegni di    cui il nucleo
familiare beneficia in virtù della legge, è inferiore ai             limiti
posti dall'art. 24 cpv. 1 lett. c).

 

  Al genitore che non
esercita un'attività lucrativa o ne esercita una solo a tempo parziale, senza
giustificati motivi, è computabile un reddito ipotetico, pari al guadagno di
un'attività a tempo pieno, da lui esigibile.

 

  Il reddito ipotetico
minimo è pari al doppio del limite minimo per persona sola secondo la
legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI)."

 

                                         L’art. 35
LAF prevede che:

 

"  L'importo
dell'assegno, incluso l'eventuale assegno di base e l'assegno integrativo
nonché gli eventuali obblighi alimentari, è pari alla differenza fra il reddito
disponibile ai sensi della legislazione sulle prestazioni complementari
all'AVS/AI ed il limite legale minimo previsto all'art. 24 cpv. 1 lett. c).

 

  In ogni caso,
l'importo dell'assegno non può superare il quadruplo dell'importo minimo annuo
della rendita di vecchiaia ai sensi della legge federale sull'assicurazione per
la vecchiaia ed i superstiti.

 

  L'assegno di prima
infanzia non è versato se il suo importo annuo è inferiore all'importo mensile
dell'assegno di base per un figlio."

 

                                         Per
l’art. 36 LAF

 

"  Per
l'accertamento ed il calcolo sono applicabili per analogia le disposizioni
della legislazione federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI).

 

  Il reddito del
lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale
reddito nella misura di 1/15.

 

  Il premio per
l'assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della
famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia
non sono prese in considerazione nel calcolo."

 

                                         Secondo
l’art. 51 Reg.LAF in caso di inabilità lavorativa il reddito ipotetico non
viene in particolare computato se, cumulativamente:

                                      

"  a)
il genitore è inabile al lavoro, in misura parziale o totale, a cagione           di
infortunio o di una malattia di lunga durata;

  b) la malattia o
l’infortunio sono attestati da un medico abilitato a      esercitare la
professione;"

                                         

                                         Per
l'art. 52 Reg.LAF in caso di disoccupazione il reddito ipotetico non viene
computato se cumulativamente:

 

"a)    il
genitore è disoccupato ed ha terminato il diritto alle indennità di disoccupazione
previste dal diritto federale e dal diritto cantonale;

  b)   il genitore
attesta, su richiesta della Cassa cantonale per gli       assegni familiari,
gli sforzi intrapresi settimanalmente per trovare       un nuovo posto di
lavoro;

  c)   il genitore è
disposto ad accettare di svolgere una attività            conformemente alle
disposizioni della LADI;

  d)   il genitore è
disposto ad accettare un'occupazione           conformemente alle disposizioni
della LAS.

 

La Cassa cantonale per gli assegni familiari
segnala il suo caso ai competenti ufficio del lavoro e ufficio
dell'assistenza."

 

                                         L’art. 53
Reg.LAF stabilisce che

 

"  Il
reddito ipotetico non viene computato se, cumulativamente:

  a)   il genitore che
esercita una attività lucrativa indipendente ha        cessato l'attività a
causa di fallimento o per motivi equiparabili ad    un fallimento;

  b)   il genitore si
iscrive al competente Ufficio del lavoro per la ricerca           di un posto
di lavoro quale salariato;

  c)   il genitore
attesta, su richiesta della Cassa cantonale per gli       assegni familiari,
gli sforzi intrapresi settimanalmente per trovare       un nuovo posto di
lavoro;

  d)   il genitore è
disposto ad accettare di svolgere una attività che     non corrisponde alla sua
formazione scolastica o professionale."

 

                                         Per
l’art. 54 Reg.LAF, infine,

 

"  La
Cassa cantonale per gli assegni familiari determina qual è l'attività
esigibile, tenendo in considerazione tutti i fattori che possono servire alla
determinazione del reddito ipotetico esigibile dal genitore, in particolare:

  a)   la formazione
scolastica e professionale;

  b)   le precedenti
esperienze professionali;

  c)   le conoscenze e
le competenze professionali, generali e            specifiche.

 

Ai fini della determinazione del reddito
ipotetico computabile per i salariati, la Cassa cantonale per gli assegni
familiari si avvale dei parametri applicati dall'Ufficio del lavoro.

 

Ai fini della determinazione del reddito
ipotetico computabile per gli indipendenti, la Cassa cantonale per gli assegni
familiari considera il reddito aziendale conseguito precedentemente
all'abbandono dell'attività lucrativa o, se questo fosse superiore, il reddito
che essi potrebbero conseguire quali salariati in una professione
analoga."

 

                               2.2.   Preliminarmente
va osservato che la presente vertenza concerne unicamente l'assegno di prima
infanzia, in quanto nell'ambito dell'assegno integrativo non è possibile
computare un reddito ipotetico. 

                                         La LAF
infatti non prevede la possibilità di tener conto di un reddito ipotetico degli
aventi diritto all'assegno integrativo. 

                                         Inoltre
la legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI non va applicata per
analogia (cfr. art. 28 cpv. 1 LAF in relazione con l'art. 3c cpv. 1 lett. c
LPC) agli assicurati che rinunciano ad esercitare un'attività lucrativa per
dedicarsi alla cura del figlio, visto che l'assegno integrativo non copre tutti
i costi della famiglia, bensì soltanto i costi aggiuntivi del figlio. Occorre
dunque prendere in considerazione, al fine di calcolare il diritto a questa
prestazione, solamente i redditi effettivi dei genitori e non quelli ipotetici
(cfr. D. Cattaneo, La legge sugli assegni di famiglia: caratteristiche,
sentenze e problemi aperti, in "Il diritto pubblico ticinese nel terzo
millennio", RDAT I-2000, pag. 130 e segg. (132); STCA del 7 giugno 1999
nella causa F., 39.1998.89; STCA del 3 maggio 1999 nella causa C.B.,
39.1998.26).

 

                               2.3.   Per quanto
attiene più specificatamente al computo o meno del reddito ipotetico nel
calcolo relativo all'assegno di prima infanzia, il TCA ha avuto modo di
chinarsi sulla questione in una sentenza del 3 maggio 1999 nella causa C.B.
(inc. 39.1998.26).

 

                                         Come nel
caso dell'assegno integrativo (cfr. consid. 2.2.), questa Corte ritiene che non
possa essere conteggiato il reddito ipotetico dell'avente diritto all'assegno
che rinuncia ad esercitare attività lucrativa per accudire i figli. In
proposito va evidenziato che

 

"  ...,
come l'assegno integrativo, è una prestazione sociale universale e selettiva.
Il suo campo di applicazione materiale non va comunque confuso con quello di un
futuro ed eventuale assegno di maternità federale. Quest'ultimo è più limitato
ed in ogni caso, qualora dovesse entrare in vigore, l'assegno di prima infanzia
lo considererà nel calcolo.

 

  Il modello proposto
conferisce alla madre e/o al padre, che hanno la custodia del figlio il domicilio
nel Cantone e vi risiedono da almeno un anno, il diritto all'assegno durante i
primi tre anni di vita del figlio. L'obiettivo è quello di creare, nei casi
di ristrettezza economica, le condizioni materiali atte a favorire l'educazione
del bambino e quindi tutelare il fabbisogno della famiglia. Con ciò si intende
evitare che il genitore, o i genitori, siano costretti dalle loro precarie
condizioni economiche a rinunciare ad accudirli secondo le loro aspettative.

  Questa prestazione è
limitata ai primi tre anni di vita del figlio, muovendo dalla considerazione
che è solo da quell'età che il bambino può essere accolto nella scuola materna.
...(Messaggio del Consiglio di Stato relativo all'introduzione di una nuova
legge sugli assegni familiari del 19 gennaio 1994, p. 13)"

 

"  ...
Il disegno di legge contempla due fattispecie distinte: quella delle famiglie
monoparentali e quella delle famiglie biparentali.

  Il diritto
all'assegno è riconosciuto:

 

  -   per le famiglie
monoparentali al genitore che, a seguito della         nascita del figlio,
esercita un'attività lucrativa non superiore al 50%       per dedicarsi alla
cura del bambino o non esercita alcuna attività                                 allo
stesso scopo;

 

  -   per le
famiglie biparentali, a entrambi i genitori, se uno di questi    esercita
un'attività lucrativa non superiore al 50% per dedicarsi alla         cura
del bambino o non esercita alcuna attività allo stesso scopo.

 

  Nella famiglie
biparentali, al genitore che non si occupa della cura del figlio viene
computato un reddito ipotetico pari al guadagno conseguibile esercitando
un'attività lucrativa a tempo pieno, se egli esercita - senza giustificati
motivi - un'attività lucrativa a tempo parziale o addirittura nessuna attività.
Ciò per evitare abusi.

 

  Condizione comune ed
essenziale ad entrambe le situazioni è che il nucleo familiare dimostri
l'effettiva necessità economica, con riferimento ai minimi vitali definiti
dalla legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI. Il reddito del
lavoro è computato integralmente nel calcolo dell'assegno, analogamente a
quanto previsto per l'assegno integrativo. ... (messaggio p.14)"

                                      

                               2.4.   Relativamente
sempre all’assegno di prima infanzia l'art. 32 cpv. 2 LAF prevede la
possibilità di computare un reddito ipotetico al coniuge che non si occupa del
figlio (cfr. consid. 2.1. e art. 32 cpv. 2 LAF).

 

                                         Nel caso
di specie va dunque accertato se sono dati gli estremi per conteggiare un
reddito ipotetico del compagno dell'assicurata, padre di ________, per il fatto
che egli, a causa delle insufficienti ricerche di lavoro svolte nei mesi di
dicembre 2001 e di gennaio 2002, non può più essere iscritto nelle liste delle
persone in cerca di impiego dell'Ufficio regionale di collocamento (cfr.
consid. 1.2.; doc. _).

 

                                         Secondo
la LAF, il reddito ipotetico pari al guadagno di un'attività a tempo pieno
esigibile, è computabile se il genitore non esercita un'attività lucrativa o ne
esercita una solo a tempo parziale, senza giustificati motivi (art. 32 cpv. 2
LAF, consid. 2.1.).

 

                                         Il
Reg.LAF agli art. 51 a 53 definisce i casi in cui il mancato conseguimento di
un reddito è giustificato e quindi il reddito ipotetico non è computabile. 

                                         L'art. 52
Reg.LAF prevede, in particolare, il caso in cui il genitore è disoccupato e ha
terminato il diritto alle indennità di disoccupazione previste dal diritto
federale e dal diritto cantonale.

                                         In tale
ipotesi il reddito non viene computato se l'interessato attesta, su richiesta
della Cassa, gli sforzi intrapresi settimanalmente per trovare un nuovo posto
di lavoro ed è disposto ad accettare un'occupazione conformemente alle
disposizioni della LADI e della LAS (cfr. consid. 2.1.).

 

                                         Al
riguardo va segnalato che il TCA con la sentenza del 3 maggio 1999 nella causa
C.B. (inc. 39.1998.26) ha stabilito che la lista dei giustificati motivi elencata
agli art. 51 segg. Reg.LAF è soltanto esemplificativa e non esaustiva, visto
che si tratta di un concetto giuridico indeterminato che descrive i presupposti
di una conseguenza giuridica, rispettivamente quest'ultima, in maniera aperta,
indeterminata (cfr. Häfelin/Müller, Grundriss des allgemeinen
Verwaltungsrechts, Zurigo 1990, pag. 78).

 

                                         In
occasione della prima revisione della legge sugli assegni di famiglia, adottata
dal parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.)
e che entrerà in vigore probabilmente il 1° gennaio 2003 (cfr. scritto del 18
giugno 2002 dell'IAS al TCA nell'ambito di un'altra vertenza in materia di
assegni di famiglia, inc. 39.2002.44), è stato confermato il principio del
computo di un reddito ipotetico soltanto nel calcolo relativo all'assegno di
prima infanzia a esclusione di quello riguardante l'assegno integrativo (cfr.
Messaggio del 18 dicembre 2001 sulla prima revisione della legge sugli assegni
di famiglia, p.to 4.3.17).

 

                               2.5.   Nell'evenienza
concreta emerge dagli atti che con decisione del 4 dicembre 2000 era stato
assegnato a __________ un assegno di prima infanzia di fr. 545.-- a partire dal
1° luglio 2000, in quanto essa si occupava della cura della figlia nata il 4
luglio 2000. Nel conteggio si era tenuto conto di un reddito ipotetico di fr.
29'720.--, relativo al convivente della ricorrente, padre di ________, il quale
non svolgeva nessuna attività lavorativa (cfr. doc. _).

                                         Questo
provvedimento è poi stato annullato e sostituito dalla decisione emessa il 14
dicembre 2000, con la quale è stato riconosciuto all'assicurata un assegno di
prima infanzia di fr. 3'021.-- (cfr. doc. _). Ritenendo che __________,
convivente dell'insorgente, mediante ricerche di lavoro infruttuose avesse comprovato
che non era reperibile un'occupazione adeguata al suo caso, è stato infatti
stralciato il computo del reddito ipotetico.

                                         Visto
che, dal mese di dicembre 2000 al mese di gennaio 2002, _________ ha sempre
consegnato alla Cassa i "Formulari per la giustificazione della ricerca di
un posto di lavoro" (cfr. doc. _), nel calcolo dell'assegno di prima
infanzia non è mai stato conteggiato un reddito ipotetico. 

 

                                         In questo
lasso di tempo _________ non era iscritto in disoccupazione, poiché la Cassa
disoccupazione _________ con decisione del 17 settembre 2000 aveva stabilito
che egli non aveva diritto all'apertura di un termine quadro per la riscossione
delle prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione a partire dal 1°
ottobre 2000. 

                                         Il convivente
dell'assicurata si era in realtà iscritto all'Ufficio regionale di collocamento
già il 15 maggio 2000. A quel momento egli avrebbe potuto usufruire delle
indennità di disoccupazione, poiché raggiungeva i 6 mesi di periodo di
contribuzione. Tuttavia non presentandosi agli appuntamenti la sua iscrizione
era stata annullata. Una nuova iscrizione non gli avrebbe più permesso di
beneficiare di alcun diritto (cfr. doc. _).

 

                                         Visto
comunque che nel mese di ottobre 2001 ___________ non aveva ancora reperito un'occupazione
adeguata, la Cassa l'ha invitato a iscriversi presso l'Ufficio regionale di
collocamento di __________ come persona in cerca di impiego (cfr. consid. 1.4.;
doc. _).

                                         Egli si è
annunciato per il collocamento il 7 gennaio 2002, dichiarando di aver appreso
la professione di meccanico di apparecchi a motore, di aver esercitato, quale
ultimo impiego, l'attività di aiuto-cuoco e di cercare un'occupazione a tempo
pieno come meccanico di apparecchi a motore o operaio di fabbrica (cfr. doc.
_).

                                         L'________,
dopo aver esaminato, gli sforzi effettuati da _________ nei mesi di dicembre
2001 e di gennaio 2002 al fine di reperire un impiego adeguato, ha deciso che
il suo impegno nel cercare un'occupazione non era tale da giustificare
un'iscrizione nelle loro liste anche solo per il collocamento (cfr. doc. _).

 

                                         A seguito
di tale provvedimento la Cassa ha computato un reddito ipotetico nel calcolo
dell'assegno di prima infanzia al beneficio dell'assicurata.

 

                               2.6.   Nell'ambito
dell'assicurazione contro la disoccupazione per valutare se un assicurato si è
sforzato a sufficienza per trovare un'occupazione adeguata, e quindi non debba
essere sospeso dal diritto alle indennità di disoccupazione ai sensi dell'art.
30 cpv. 1 lett. c LADI, la giurisprudenza federale ha stabilito che non è
importante soltanto la quantità bensì anche la qualità delle ricerche
effettuate (cfr. STFA del 15 gennaio 2001 nella causa P.-B., C 49/00; DTF 124 V
231, SVR 1998 ALV Nr. 22; DTF 120 V 76 consid. 2 con riferimenti; D. Cattaneo, "Alcuni
compiti degli Uffici regionali di collocamento alla luce della
giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona
2000, pag. 27-38).

 

                                         Il disoccupato, per ogni
periodo di controllo, deve, infatti, fornire all'amministrazione la prova
d'aver compiuto un certo numero di ricerche di lavoro qualitativamente valide
(cfr. DTF 124 V 231; DTF 120 V 74; DLA 1993/1994 pag. 55; DTF 112 V 217; DLA
1987 n. 2 p. 40; DLA 1986 n. 26 p. 101).

                                         Secondo costante
giurisprudenza cantonale, gli assicurati, durante ogni periodo di controllo,
devono comprovare, di regola, almeno 4 ricerche qualitativamente valide (cfr.
per tutte la STCA del 28 gennaio 1987 nella causa M.Z., Lugano, contro Cassa
disoccupazione del SEI). Il TFA, in una sentenza del 13 luglio 1987, ha
approvato questo principio (cfr. STFA nella causa M.Z., Lugano contro la Cassa
disoccupazione del SEI e TCA).

                                         Nella
sentenza del 3 agosto 2000 nella causa K. (C 319/99), la nostra Alta Corte ha
inoltre avuto modo di rilevare quanto segue:

 

" 
1.- Das kantonale Gericht hat die vorliegend
massgebenden Bestimmungen über die Pflicht zur Stellensuche (Art. 17 Abs. 1
AVIG), die Einstellung in der Anspruchsberechtigung bei ungenügenden
Arbeitsbemühungen (Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG), die verschuldensabhängige Dauer
der Einstellung (Art. 30 Abs. 3 AVIG und Art. 45 Abs. 2 AVIV) sowie die
Rechtsprechung zu Qualität und Quantität der Arbeitsbemühungen (vgl., nebst den
erwähnten BGE 120 V 76 Erw. 2 und 112 V 217 Erw. 1b, BGE 124 V 231 Erw. 4a)
zutreffend dargelegt. Darauf kann verwiesen werden.

Richtig ist auch, dass gemäss Verwaltungspraxis
in der Regel durchschnittlich 10 bis 12 Bewerbungen pro Monat verlangt werden
(Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, Bd. I, N. 15 zu Art.
17). Eine allgemein gültige Aussage über die erforderliche Mindestanzahl an
Bewerbungen ist indes nicht möglich. Das Quantitativ beurteilt sich vielmehr
nach den konkreten Umständen (Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in:
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Bd. Soziale Sicherheit, Fn
1330). Zu berücksichtigen sind namentlich Alter, 

Schul und Berufsbildung der versicherten Person
sowie die Verhältnisse im für diese in Betracht kommenden
Arbeitsmarkt. (…)"

 

                                         Giusta l'art. 17 cpv. 1 in
fine LADI, l'assicurato deve comprovare il suo impegno per trovare un nuovo
posto di lavoro, fornendo al servizio competente le prove relative agli sforzi
intrapresi a tal fine (cfr. art. 26 cpv.2 OADI; cfr. DLA 1988 p. 95; DTF 120 V
74). Dal 1° gennaio 2000 la prova degli sforzi volti al reperimento di una
nuova occupazione non deve più essere fornita alla Cassa, bensì giusta l'art.
26 cpv. 2 OADI al servizio competente (cfr. pure art. 29 cpv. 2 lett. d OADI
abrogato). Nel Cantone Ticino, sulla base dei combinati disposti dell'art. 30
cpv. 2, 85 e 85b LADI, questa competenza è stata delegata agli URC (cfr. D.
Cattaneo, op. cit., pag. 92-93).

                                         La legge non prevede
nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire
effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi
datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla
fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio
competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del
29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).

                                         Concretamente ciò
significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

                                         In caso di ricerca
personale il disoccupato non può limitarsi ad un puro e semplice elenco dei
datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è
necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo
"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra
forma scritta (cfr. art. 20 cpv. 1 OADI che usa i termini "indicazioni
scritte"), che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del
28.1.1987 nella causa S.P., Lugano-Cassarate contro Cassa disoccupazione del
SEI).

                                         Inoltre
il TFA ha avuto occasione di rilevare che sul modulo utilizzato per comprovare
le ricerche compiute o sulle eventuali dichiarazioni dei potenziali datori di
lavoro deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il
disoccupato si è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre
1999 nella causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

                                         Questo
Tribunale ha pure sottolineato che bisogna indicare precisamente il giorno
della richiesta, l'impiego che si cerca e il motivo della mancata assunzione
(cfr. STCA del 21 settembre 1999 nella causa E.L.-O.; STFA del 30 dicembre 1993
nella causa A.M.; D. Cattaneo, op. cit., pag. 35). 

                                         L'assicurato potrà servirsi
dell'apposito formulario messo a disposizione dall'UFSEL (Ufficio federale
dello sviluppo economico e del lavoro; dal 1° luglio 1999 Segretariato di stato
dell'economia, SECO).

                                         In caso di rifiuto del
datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà
comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al
servizio competente tale rifiuto.

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 p. 95). 

                                         In una
sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000 pag. 156 segg., il TFA ha
ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno l'assicurato che effettua le
ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

 

                               2.7.   Nel caso di
specie dai moduli concernenti la "Prova degli sforzi personali intrapresi
per trovare lavoro" consegnati all'________ di __________ risulta che
__________ ha effettuato 4 ricerche sia nel mese di dicembre 2001 che nel mese
di gennaio 2002 (cfr. doc. _).

                                         E' vero
che, oltre a tali sforzi, il convivente dell'assicurata ha presentato alla
Cassa 7 ricerche compiute nel mese di dicembre 2001 e 8 nel mese di gennaio
2002 (cfr. doc. _).

                                         La
questione a sapere se le ricerche svolte da _________ siano sufficienti
quantitativamente può tuttavia rimanere irrisolta, visto che comunque esse non
sono valide dal profilo qualitativo.

                                         Contrariamente
a quanto prescritto dalla giurisprudenza federale, egli solo relativamente a
una ricerca del mese di dicembre 2001 ha indicato la data in cui è stata
compiuta. 

                                         Sul
formulario del mese di gennaio 2002 nemmeno ha precisato l'impiego ricercato,
le modalità secondo le quali le ricerche sono state svolte, il risultato delle
domande di impiego e il salario.

                                         Nel mese
di dicembre 2001 inoltre si è proposto sempre come venditore, a differenza
dell'attività desiderata dichiarata all'________, della professione appresa e
dell'ultima occupazione svolta.

                                         A tale
proposito va osservato che il TCA ha più volte ricordato che la legge impone
agli assicurati non di raccogliere firme o timbri, bensì di compiere sforzi
validi per trovare un nuovo lavoro (cfr. RDAT I-1994, pag. 206-207).

                                         Le
ricerche del mese di dicembre 2001 sono poi state tutte effettuate a __________
e a _________, pertanto nella zona limitrofa al suo domicilio, mentre gli
sforzi del mese di gennaio 2002 sono addirittura stati intrapresi unicamente
nel centro di _________.

                                         _________
avrebbe dovuto invece ampliare il suo campo di ricerca a livello territoriale,
svolgendo le ricerche di lavoro non solo nelle vicinanze del suo domicilio, ma
anche altrove, in modo da avere maggiori possibilità di reperire un impiego.

 

                                         A ragione
pertanto l'________ di _________ ha stralciato il nome del convivente
dell'assicurata dalle liste delle persone in cerca di impiego.

 

                                         Anche le
ricerche di lavoro effettuate dal mese di dicembre 2000 al mese di gennaio 2002
e presentate direttamente alla Cassa non sono qualitativamente valide (cfr.
doc. _). 

 

                                         Tutte
infatti sono state svolte a ________ e a ________.

                                         La
maggior parte delle ricerche è stata compiuta in negozi, alcune in garages, due
in calzolerie, due in laboratori di sviluppo di fotografie. Il convivente
dell'assicurata non si è quindi candidato per posti di lavoro concernenti le
professioni di meccanico, operaio e aiuto-cuoco da lui apprese ed esercitate in
passato.

                                         Talune
ricerche di lavoro sono poi state svolte presso dei datori di lavoro già
interpellati, anche a breve distanza di tempo.

                                         Ciò è
dimostrato dal fatto che il convivente della ricorrente ha indicato il negozio
___________ nei moduli relativi al mese di ottobre 2001 e al mese di gennaio
2002, la Boutique _________ in quelli dei mesi di giugno 2001, di settembre 2001
e di gennaio 2002, lo __________ nei formulari di luglio 2001 e di ottobre
2001, il negozio ________ in quelli dei mesi di aprile 2001 e di luglio 2001, l'____________
è stato oggetto delle ricerche di __________ nei mesi di marzo 2001 e di aprile
2001 e il __________ nei mesi di giugno 2001 e di novembre 2001 (cfr. doc. _ ).

 

                                         Inoltre,
benché i "Formulari per la giustificazione della ricerca di un posto di
lavoro" che fornisce la Cassa siano mensili, in virtù dell'art. 52
Reg.LAF, affinché il reddito ipotetico non venga computato, occorre che il
genitore attesti gli sforzi intrapresi settimanalmente per trovare un nuovo
impiego (cfr. consid. 2.1.).

                                         Il modo
di procedere di __________, il quale invece di aver effettuato delle ricerche
ogni settimana, ha intrapreso degli sforzi soltanto in uno stesso giorno del
mese o in un lasso di tempo molto breve (cfr. doc. _), non è pertanto corretto.

 

                                         Al
riguardo va del resto segnalato che nel settore dell'assicurazione contro la
disoccupazione le ricerche di lavoro vanno compiute in modo continuo durante
tutto l'arco del mese e non raggruppate in pochi giorni (cfr. STCA del 2 maggio
2000 nella causa M.T.; STCA del 13 aprile 2000 nella causa A.G.; D. Cattaneo,
op.cit., pag. 27).

 

                                         In simili
condizioni, tenuto conto di quanto correttamente deciso dall'_________ in
merito allo stralcio del nominativo di _________ dalle liste per il
collocamento e più in generale del comportamento assunto dal medesimo da quando
ha ricevuto, unitamente all'assicurata, l'assegno di prima infanzia, ovvero del
fatto di non aver intrapreso in modo valido e mirato degli sforzi per trovare
un posto di lavoro (cfr. doc. _), va considerato che il convivente
dell'insorgente, per sua colpa, non è disponibile a cercare e accettare un
impiego.

 

                                         Alla luce
di tutto quanto esposto, occorre concludere che il computo da parte della Cassa
di un reddito ipotetico ai fini del calcolo dell'assegno di prima infanzia non
presta il fianco ad alcuna critica.

 

                               2.8.   L'importo di
fr. 30'560.-- conteggiato a titolo di reddito ipotetico è corretto.

                                         Tale
ammontare, infatti, corrisponde al minimo previsto dall'art. 32 cpv. 3 LAF, il
quale è pari al doppio del limite minimo per persona sola secondo la
legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI.

                                         Dal 1°
gennaio 2001 l'importo minimo destinato alla copertura del fabbisogno vitale
per le persone sole ammonta a fr. 15'280.-- (cfr. art. 3b cpv. 1 LPC; Ordinanza
01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AL del 18 settembre
2000), il cui doppio è uguale proprio a fr. 30'560.--.

 

                                         In
conclusione quindi il TCA, vista la correttezza del computo del reddito
ipotetico e della relativa quantificazione, deve confermare la decisione del 18
febbraio 2002.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Intimazione
alle parti.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Gianluca
Menghetti