# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7eaa5fd8-b883-51be-bffc-248dcc1826bc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-11-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.11.2003 35.2003.31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2003-31_2003-11-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2003.31

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  17 novembre
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 maggio 2003 di

 

	
   

  	
  1. __________ 

  1 rappr. da:
  __________ 

  2. __________

  rappr. da:
  __________ 

  1, 2 rappr.
  da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 7 febbraio 2003 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
nato nel __________, di professione ferraiolo, in data 20 agosto 2002 è caduto
da una scala a pioli ed è subito dopo deceduto.

                                         Il 7
febbraio 2003, confermando la precedente decisione formale del 13 dicembre
2002, l'__________, fondandosi sul referto dell'autopsia allestita dal medico
legale cantonale Dr. __________ e non accettando le conclusioni opposte del
perito di parte Dr. __________, ha negato il diritto a prestazioni per
superstiti alla vedova __________ e ai figli __________ (quest'ultimo
rappresentato dalla madre __________) in quanto il decesso non sarebbe dovuto
alla caduta dalla scala.

                                         L'amministrazione
ha così motivato la propria decisione:

 

" 
(…)

3.

 

Dal rapporto autoptico 25.11.2002 del dott. __________, medico
legale, steso su richiesta del Ministero Pubblico di __________, risulta che
gli accertamenti ese­guiti (sia in sede di autopsia che a livello chimico-tossicologico)
non hanno permesso di appurare le cause del decesso. In questi casi, definiti
come "au­topsia bianca" la diagnosi circa la causa di morte deve
essere per forza di cose condotta per esclusione, non essendovi altri mezzi
possibili. In altri termini, una volta escluse patologie evidenti alla base del
decesso, una volta e­scluse ferite o lesioni traumatiche in genere quali cause
di morte, una volta evidenziato il fatto che neppure gli accertamenti chimico-tossicologici
consentono di risalire all'origine del decesso, questo viene attribuito di
regola ad un disturbo del ritmo cardiaco con esito letale. Anche nel caso
specifico la morte di __________ deve essere ragionevolmente attribuita ad un
tale evento che ha avuto andamento assai rapido nel tempo. Si è quindi
probabilmente trat­tato di una morte per cause naturali.

 

 

4.

 

Con l'opposizione il legale ha prodotto un rapporto del dott.
__________ (non data­to), specialista in Medicina legale e delle Assicurazioni
ed in Anatomia ed I­stologia Patologica nonché Direttore del Servizio di
Medicina Legale della __________ della Provincia di __________ dal quale
risulta, in sostanza, che le menomazioni causa della morte sono tutte
riconducibili casualmente al trauma subi­to, stante proprio la negatività degli
accertamenti eseguiti che non hanno con­sentito di identificare alcuna
patologia naturale.

 

Ora, nel diritto svizzero della assicurazioni sociali, come già
enunciato al primo considerando, le prestazioni vengono versate quando il nesso
causale fra un avvenimento infortunistico e il danno alla salute o la morte
risulta almeno probabile. A differenza di quanto illustrato dal dott.
__________ non si può attri­buire un danno alla salute o la morte ad un
avvenimento infortunistico poiché non è stata trovata nessun'altra causa. Non
per nulla le valutazioni rilasciate da medici stranieri devono venir
considerate con prudenza in quanto un apprez­zamento espresso con cognizione di
causa presuppone una buona conoscenza del diritto svizzero delle assicurazioni
sociali. Le basi valutazione all'estero sono spesso diverse da quelle
conosciute in Svizzera (P. Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung,
Friborgo 1995, pag. 296).

 

 

5.

 

In concreto, in procedura di opposizione, per non lasciare nulla
di intentato, gli atti sono stati ancora sottoposti alla Divisione medicina
assicurativa. Con rapporto 3.2.2003 il dott. __________ ha indicato di non
poter condividere le ipote­si formulate dal dott. __________. Dagli atti non
può essere ammesso che sia suben­trato un edema cerebrale o una frattura
cranica. Anche a livello del torace e dell'addome non sono state riscontrate
delle ferite atte a spiegare il decesso dell'assicurato. Né la minima quantità
di sangue trovata nei bronchi né il leg­gero versamento della pleura sono stati
letali. E' stata constatata unicamente la rottura di una costola. Malgrado che
l'autopsia sia avvenuta a regola d'arte (con diverse indagini tossicologiche)
il dott. _________ non è stato in grado di trovare la causa del decesso. E'
chiaro che l'esistenza di un deficit del ritmo cardiaco non può essere
comprovata. Un attacco cardiaco, come causa primaria della caduta, potrebbe
però spiegare il massiccio edema polmonare. Il dott. __________ non ha
confutato il rapporto autoptico. Anche l'esperto mandatario dalle parti non ha
potuto descrivere delle ferite mortali. A nostro parere la morte per cause
naturali (colto da un malore) è l'ipotesi più probabile. Nel caso più
favorevole agli opponenti si è in presenza di un fatto rimasto indimostrato.

 

 

6.

 

Tenuto conto della documentazione raccolta non può essere ammesso
che il deces­so di __________ è imputabile, secondo il criterio della
probabilità prepon­derante, alla caduta. Questo significa che non incombe alla
__________ versare le prestazioni assicurative e, i particolare, una rendita
superstiti alla vedova e al figlio minorenne __________. (…)" (Doc. _)

 

                               1.2.   Contro
questa decisione __________, __________ e __________ hanno inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA.

 

                                         Il loro
patrocinatore postula l'assegnazione delle prestazioni previste agli art. 29 e
30 LAINF, fondandosi sulle conclusioni della perizia del dottor __________.
Egli ritiene che la morte di __________ sia avvenuta a seguito della caduta
dalla scala, argomentando:

 

" 
(…)

5.   Dopo
aver esaminato il reperto autoptico del dott. __________, però, il dott.
__________, Specialista in medicina legale e delle assicurazioni ed in anatomia
ed istologia patologica, Direttore del servizio di medicina legale della
__________ della provincia di __________, é giunto a conclusioni
diametralmente opposte.

 

Egli ha, in particolare, ritenuto
contraddittorie con i risultati autoptici le conclusioni del dott. __________.

La causa del decesso, indicata in
un'alterazione del ritmo cardiaco, é smentita dalle risultanze dell'esame
autoptico, che non ha evidenziato alcun rilievo patologico macro o microscopico
sul cuore, che invece si presenta normale per quanto attiene a forma, volume e
superficie, con coronarie, valvole cardiache e miocardio perfettamente intatti.                                        .

 

Del resto, il __________ non soffriva,
né aveva mai sofferto di una malattia cardiaca.

 

A mente del dott. __________ il medico
legale avrebbe poi ignorato una serie di risultanze emerse dall'esame autoptico.

L'encefalo é di peso aumentato (1370
grammi) e quindi edematoso; e inoltre vi é versamento ematico bilaterale nei
cavi pleurici (180 ml di sangue nel cavo destro, 100 ml in quello sinistro).

II dott. __________ ritiene queste menomazioni
cerebrali e toraciche strettamente correlate alle lesioni da caduta ed in
particolare al violento impatto del dorso e del volto sul terreno o su ostacoli
interposti durante la caduta.

II corpo é stato infatti trovato a
faccia a terra, e le lesioni più evidenti riscontrate dal patologo sono ubicate
al volto di __________, che ha riportato, oltre a molteplici ferite lacero
contuse, anche la frattura del setto nasale.

L'edema cerebrale deve pertanto essere
ricondotto alla lesione traumatica al volto, conseguenza del violento impatto
con il suolo dopo la caduta.

 

      Ma vi é di più.

II dott. __________ spiega il
versamento ematico nel cavo pleurico attribuendolo alla "frattura
dell'ultima costola a sinistra con versamento emorragico che infiltra i muscoli
intercostali della regione".

Di opinione divergente il dott.
__________, il quale ritiene che "la frattura di una costa a sinistra
potrebbe spiegare, nella migliore delle ipotesi, solo il versamento toracico
nel cavo pleurico omolaterale, ma la costa rotta é proprio l'ultima che,
anatomicamente, si trova al limite tra l'addome ed il diaframma: infatti, il
muscolo diaframma trova inserzione proprio sulla parte superiore dell'ultima
costa lasciando il corpo costale (quello rotto) nella cavità addominale".

 

II medico ritiene pertanto che "non
é assolutamente possibile spiegare l'emotorace bilaterale rilevato autopticamente,
che deve essere. ricondotto, quindi, ad altra lesione traumatica non
individuata durante l'autopsia (forse localizzata alle vertebre o alle coste,
purché bilateralmente ed in sede diversa dall'ultima costa)".

 

Il parere del dott. __________ giunge
quindi alla conclusione che __________ ha riportato una lesione traumatica che,
complessivamente, é rilevante e che quindi deve essere considerata nell'ambito
delle cause del decesso.

In altre parole, tra la lesione
traumatica dovuta alla caduta e la morte di __________ é dato un nesso di
causalità naturale: la caduta é "conditio sine qua non" del decesso
dell'assicurato.

 

6.   II
nesso causale deve essere dato almeno secondo il grado della verosimiglianza
preponderante (Sentenza 29.11.2001, U 178101 Ws), condizione che, nel caso
in specie, é adempiuta.

 

      Le conclusioni del dott. __________, infatti, appaiono
insostenibili.

 

La causa della morte di __________
formulata dal dott. __________ non é stata dimostrata. Essa é unicamente
un'ipotesi, e come si vedrà qui di seguito, neppure verosimile.

 

Non solo perché le risultanze
autoptiche non forniscono alcun indizio di un disturbo cardiaco, ma a maggior
ragione perché il medico misconosce ed ignora tutte quelle risultanze
autoptiche che consentono di affermare che la caduta é stata certamente
rovinosa e violenta.

 

L'altezza complessiva dalla quale é
caduto __________ é di almeno 4 metri: il fossato nel quale fu rinvenuto il
corpo é profondo circa 2 metri, e la lunghezza complessiva della scala a pioli
di circa 3,70 metri. Come si evince dal rapporto di constatazione 28 agosto
2002, dalla posizione in cui si é venuto a trovare il corpo dopo la caduta e
dal punto ove sono finiti gli oggetti che aveva con sé, si deve ritenere che
sia salito per circa metà della lunghezza della scala.

 

Il patologo, sebbene ha rilevato in
sede di esame autoptico una serie di lesioni di varia gravità, conclude
allegando che "Nessuna delle ferite precedentemente descritte é da
ritenersi mortale".

Questa conclusione é errata, giacché
é possibile che da sole le singole lesioni non abbiano condotto alla morte
dell'assicurato, ma é certo che esse hanno provocato nell'insieme il decesso
di __________.

 

La tesi del dott. __________ é priva
di ogni argomentazione, anche minima, che la supporti tecnicamente.

 

Grande importanza sembra, per contro,
essere attribuita al dott. __________ alle dichiarazioni circa un fatto
marginale rese dai colleghi di lavoro che hanno assistito all'incidente.

 

__________ e __________ affermano
infatti di non aver sentito il __________ gridare ma di essersi "girati
istintivamente" e aver assistito pertanto alla fase finale della caduta.

 

Da questa circostanza la Polizia e il
dott. __________ deducono che __________ sia caduto a causa di un improvviso
malore, che non avrebbe però lasciato alcuna traccia riscontrabile nel corso
dell'esame autoptico.

 

Appare perlomeno dubbio il fatto che
tre persone, presenti sul luogo dell'incidente, si siano girate tutte
istintivamente e nello stesso istante, senza aver udito alcun grido. Inoltre,
non risulta dagli atti la situazione fonica del cantiere, in particolare non é
dato sapere se il luogo fosse rumoroso, se fossero in azione macchine, e se il
rumore del traffico fosse percepibile.

 

Certo é che i tre colleghi di lavoro
si voltano tutti giusto in tempo per scorgere la fase finale della caduta di
__________.

 

Non può pertanto essere escluso che i
tre, dopo aver assistito ad un evento traumatizzante come la morte di un
collega, abbiano dimenticato di aver udito un urlo.

 

Vi é poi da rilevare che la tendenza
ad urlare in caso di pericolo é una caratteristica strettamente personale, che
dipende dal singolo individuo. Una regola generale non può certo essere
stabilita.

 

I presupposti alla base dell'indagine
autoptica eseguita dal dott. __________ sono pertanto fuorvianti, giacché egli
dà per scontato, ponendolo a fondamento delle sue tesi, un fatto per nulla
indubbio.

II patologo rileva infatti che "Stando
alle testimonianze l'uomo precipitò da una scala a pioli senza emettere un
grido, terminando in un fossato ai piedi della scala stessa ad una profondità
di circa 2 metri".

 

Certamente questo dettaglio ha
influenzato la sua percezione, portandolo ad indirizzare l'indagine verso un
malore, e ignorando nel contempo altri dati.

 

Non é stato infatti dato alcun peso
alle dichiarazioni rese dagli stessi colleghi di lavoro circa lo stato generale
di salute di __________, che, poco prima dell'incidente "era normale come
sempre" (deposizione __________ e __________), e non era affetto da
"qualche disfunzione fisica", si era "assentato dal lavoro, come
tutti, per semplici malattie", e non era mai stato "visto assumere
farmaci" (deposizione teste __________).

 

Ora, una persona che svolge un lavoro
pesante dal punto di vista fisico, come quello che svolgeva il __________,
avrebbe certamente sofferto di cali della performance in presenza di una
patologia cardiaca.

 

Appare quindi dimostrato, secondo il
grado della verosimiglianza preponderante, che __________ non é deceduto in
seguito ad un malore ma in seguito alle ferite causate dalla caduta da
un'altezza di 4 metri.

 

Questo é del resto reso verosimile
anche dalla posizione nella quale é stato rinvenuto il corpo dopo la caduta.

Riferisce infatti __________ che
"Il __________ si trovava all'interno di questa fossa di scavo profonda
circa 2 metri, con il viso rivolto verso il terreno. 

L'ho chiamato, sentivo che
respirava e rantolava. Sono sceso nel fossato, gli ho spostato leggermente la
testa notando che perdeva sangue dalla bocca e dal naso." (sottolineatura
nostra).

 

 

7.   La
tesi di una caduta riconducibile ad un evento diverso da un malore é avvalorata
da ulteriori elementi.

 

Innanzitutto, secondo la normale
esperienza della vita, chi cade per un malore, mentre sale su di una
scala a pioli, cade a piombo sui piedi giacché in questo caso manca
un'azione atta ad imporre al corpo una qualsiasi rotazione.

 

__________ non é caduto a piombo sui
piedi, ma il suo corpo ha subìto una rotazione di ben 180 gradi, che ha
determinato la posizione bocconi nella quale é stato rinvenuto.

 

Esaminando il referto autoptico si
nota poi come il patologo dott. __________ abbia riscontrato anche una
probabile (?) rottura del bicipite inferiore.

 

E' sicuramente censurabile il fatto
che il patologo indichi come "probabile" la frattura senza
soffermarsi sull'effettiva portata della lesione, così come sulla sua
ubicazione.

 

La rottura del muscolo che unisce la
spalla con l'avambraccio, muscolo cardine per arrampicare, é verosimilmente da
ricondurre al disperato tentativo compiuto da __________ di aggrapparsi alla
scala ed evitare la caduta. II bicipite, che avrebbe sopportato l'intero peso
del __________, si sarebbe rotto a causa dell'intenso carico sopportato e della
velocità dello strappo.

 

Per questi motivi, il decesso di
__________ va ricondotto all'infortunio avvenuto sul cantiere __________ lo
scorso 20 agosto 2002.

 

Esistendo un nesso causale naturale
con verosimiglianza preponderante tra la caduta dalla scala e la morte
dell'assicurato, la vedova ed i figli hanno diritto a rendite per superstiti,
così come stabilito all'art. 28 LAINF.

 

 

 

8.   II
Tribunale federale ha avuto modo di stabilire che il Giudice può scostarsi
dalle risultanze di un rapporto medico qualora la perizia sia contraddittoria,
oppure quando egli abbia a disposizione una seconda perizia, redatta da uno
specialista, che giunga a conclusioni differenti, e che appaia credibile ai
suoi occhi, permettendogli di mettere in discussione le risultanze del primo
rapporto (DTF 118 V 286).

 

Nel caso in esame, sono certamente
dati i presupposti necessari affinché il Giudice possa scostarsi dalle
risultanze del rapporto autoptico eseguito dal patologo dott. __________.

 

La
perizia del dott. __________; fondandosi sulle risultanze della prima, appare
più circostanziata, ed analizza nel dettaglio alcuni dei rilievi riscontrati,
ma non approfonditi, dal patologo.

 

Non
può pertanto essere seguita la tesi della __________, che nega il valore
probatorio alla perizia del dott. __________ allegando che "Non per nulla
le valutazioni rilasciate da medici stranieri devono venir considerate con
prudenza in quanto un apprezzamento espresso con cognizione di causa presuppone
una buona conoscenza del diritto svizzero delle assicurazioni sociali".

 

 

      La tesi non può essere
seguita.

II
dott. __________ é sicuramente uno specialista del ramo, ed é direttore del
servizio di medicina legale della __________ della provincia di __________.

II
contenuto della sua relazione di consulenza sulle cause del decesso di
__________ é esclusivamente di carattere medico.

II
dott. __________ non si esprime circa il grado del nesso causale esistente tra
la caduta e il decesso dell'assicurato, ma si limita unicamente ad offrire una
differente valutazione dei riscontri autoptici forniti dal dott. __________. 

Egli
non si addentra pertanto nel campo legale, ma effettua delle deduzioni e degli
approfondimenti medici circa le cause mediche o traumatiche che hanno portato
alla morte di __________. (…)"
(Doc. _)

 

 

                               1.3.   Nella sua
risposta del 21 maggio 2003 l'__________ propone di respingere il ricorso e
osserva:

 

"  (…)

Tenuto conto delle conclusioni dell'autopsia ordinata dal
Ministero pubblico e rilasciata il 25.11.2002 dal dott. __________ l'__________
ha rifiutato la corresponsione della rendita superstiti agli aventi diritto in
quanto, secondo il criterio della probabilità preponderante, il decesso non era
imputabile all'infortunio.

 

Viste le conclusioni del dott. __________, medico mandatato dalle
parti, I'__________ ha sottoposto l'incarto alla propria Divisione medica. Con
apprezzamento 3.2.2003 il dott. __________, dopo aver illustrato per quali
motivi le tesi emesse dal dott. __________ non sono convincenti, è pure giunto
alla conclusione che la causalità non è data nei termini vigenti nel diritto
svizzero.

 

 

 

2)

 

In questa sede, senza far valere alcun nuovo argomento medico e
ignorando totalmente il pa­rere del dott. __________, i ricorrenti confermano
quanto illustrato in sede di opposizione. L'__________ chiede che il ricorso
venga respinto. Si ricorda che, in assenza di prova, la decisione è sfavore­vole
alla parte che cerca di fare derivare un diritto da una circostanza rimasta indimostrata
(DTF 114 V 305 consid. 5b).

 

Niente permette di affermare che il dott. __________ abbia
considerato determinante il fatto che i colleghi di lavoro non abbiano sentito
l'assicurato gridare così come pure che egli abbia ignorato gli altri dati.
Sintomatico è il fatto che nel ricorso viene utilizzato il verbo
"sembrare". 

Pur infondata è l'affermazione che l'assicurato abbia urlato ma
che i testi abbiano dimenticato tale episodio. Anche su tale punto i ricorrenti
si limitano a indicare che "non può essere escluso". La semplice
possibilità, risp. la non esclusione non basta per ritenere un fatto probabile.

 

3)

 

L'esperienza insegna che purtroppo molte persone, in apparenza
sane e che conducono una vita normale non lesinando sforzi, perdono la vita a
causa di improvvisi attacchi cardiaci. II dott. __________ (come per altro il
dott. __________) non ha mancato di prendere nota dell'anamnesi
dell'assicurato. Non incombe di certo a tre operai edili valutare lo stato di
salute di un loro col­lega.

 

Quanto indicato nel ricorso (in particolare da pag. 9 a pag. 12)
non sono altro che delle ipotesi speculative che non possono mettere in
discussione le conclusioni dell'autopsia, ribadite dal dott. __________.

 

 

 

4)

 

Niente permette di criticare il lavoro del patologo e quindi della
persona che, viste le sue fun­zioni specifiche, è al meglio in grado di
valutare le cause di un decesso. II dott. __________, pato­logo di esperienza,
in possesso di tutti gli elementi di giudizio, ha svolto il proprio lavoro con
scienza e coscienza. Gli estremi per discostarsi dalla perizia disposta dal PP
non sono dati in concreto." (Doc. _)

 

 

                               1.4.   Il 12 giugno
2003 il patrocinatore dei ricorrenti ha chiesto di assumere la seguente prova:

 

" 
(…)

Audizione testimoniale del signor __________, all'epoca dei fatti
presente sul cantiere, il quale ha assistito all'incidente ed é a conoscenza di
importanti particolari che finora non sono emersi e che ha riferito, negli
scorsi mesi, a terze persone, di cui ci riserviamo di chiedere l'audizione.
Appena in nostro possesso, sarà nostra premura trasmettervi l'indirizzo
completo del signor __________."

(Doc. _ - Doc. _)

 

 

                               1.5.   Il 10
settembre 2003 la Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello ha
autorizzato il dottor __________ a disporre dell'incarto penale aperto in
relazione al decesso di __________ (Doc. _). L'incarto è stato trasmetto
direttamente al TCA per economia processuale (Doc. _).

 

 

                               1.6.   Il 25
settembre 2003 il Presidente del TCA ha sentito come testimoni __________ e il
dr. __________ (cfr. Doc. _).

                                         Le
dichiarazioni dei testi verranno esposte e discusse in seguito (cfr. consid.
2.5 e 2.6).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   In
virtù dell'art. 28 LAINF il coniuge superstite e i figli hanno diritto a
rendite per superstiti se l'assicurato muore in seguito ad infortunio o a
malattia professionale. 

 

                                         Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le
sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
del tutto o comunque non nei modi e nei tempi in cui si è prodotto (Rumo-Jungo,
"Bundes-gesetz über die Unfallversicherung", Collezione  Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 3a ed., Zurigo 2003, pag. 42).
Non occorre, invece, che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del
danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri
fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica
dell'assicurato, vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua
non del danno.

 

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali. Al riguardo essi si attengono, di regola, alle
attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la
disattenzione (cfr. DTF 119 V 337 consid. 1; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF
115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46; cfr. pure sentenza
inedita 17 ottobre 1989 in re F.).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a
e sentenze ivi citate).

 

                               2.2.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi
summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361 consid.
5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare
di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità
adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni
vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents
(LAA), Losanna 1992, p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore
restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni
allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza
di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che
l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che
solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid.
5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen
aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e
M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht
[SBVR], n. 39).

 

                               2.3.   Conformemente
alla giurisprudenza, tocca all'assicurato rendere verosimile l'esistenza, in
concreto, di tutti gli elementi costitutivi d'infortunio.

                                         Quando
l'istruttoria non permette di ritenere accertati, perlomeno secondo il grado
della verosimiglianza preponderante - la semplice possibilità non basta - tali
elementi, il giudice constata l'assenza di prove o di indizi e, quindi,
l'inesistenza giuridica dell'infortunio (cfr. DTF 114 V 305ss. consid. 5b, 116
V 136ss. consid. 4b, 111 V 201 consid. 6b; RAMI 1990 U 86, p. 50; A. Bühler, Der
Unfallbegriff, in A. Koller (Hrsg.), Haftpflicht- und Versicherungsrechtstagung
1995, S. Gallo 1995, p. 267).

                                         Gli
stessi principi sono, ovviamente, applicabili alla prova dell'esistenza di una
lesione parificata ad infortunio (DTF 114 V 306 consid. 5b; 116 V 141 consid.
4b).

 

                               2.4.   Secondo la
giurisprudenza, quanto alla valenza probante d'un rapporto medico, determinante
è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio
approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri
parimenti le censure espresse, che sia stato approntato in piena conoscenza
dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e
che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per
stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo
di prova, né la denominazione quale perizia o rapporto (DTF 125 V 352 consid.
3a, 122 V 160 consid. 1c).

 

                                         In una
sentenza pubblicata in VSI 2001 pag. 106 segg. il TFA ha ritenuto conforme al
principio del libero apprezzamento delle prove (art. 40 PCF e art. 19 PA, art.
95 cpv. 2, art. 113 e 132 OG) definire delle direttive per la valutazione di
determinate forme di rapporti e perizie.

 

                                         In
particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurisprudenza ha
statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione
degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale
le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una
certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale
referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per
farlo (VSI 2001 pag. 108 consid. 3b/aa e riferimenti citati).

 

                                         In
relazione alle attestazioni del medico curante questa Corte ha già
ripetutamente decretato che il giudice, secondo la generale esperienza della
vita, può ritenere che, in dubbio, alla luce del rapporto di fiducia esistente
col paziente, egli attesta a suo favore.

 

                                         Infine va
ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può
evadere la procedura senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per
cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro.

 

 

                                         In una
sentenza del 10 luglio 2003 nella causa C. (U 168/02) l'Alta Corte ha così
riassunto la propria giurisprudenza relativa dell'apprezzamento delle prove,
trattandosi di perizie o certificati medici:

 

" 
(…)

3.1  Dans un arrêt du 14 juin 1999 (ATF 125 V 351), le Tribunal fédéral
des assurances a précisé sa jurisprudence relative à l'appréciation des preuves,
notamment dans le domaine médical. Il a rappelé que selon le principe de la
libre appréciation des preuves, l'administration ou le juge apprécie les preuves
sans être lié par des règles formelles. Le juge doit examiner de manière objective
tous les moyens de preuve, quelle qu'en soit la provenance, puis décider si les
documents à disposition permettent de porter un jugement valable sur le droit litigieux.
Si les rapports médicaux sont contradictoires, il ne peut trancher l'affaire
sans apprécier l'ensemble des preuves et sans indiquer les raisons pour lesquelles
il se fonde sur une opinion médicale et non pas sur une autre. 

L'élément déterminant pour la valeur probante d'un certificat médical
n'est ni son origine ni sa désignation sous la forme d'un rapport ou d'une
expertise, mais bel et bien son contenu. A cet égard, il importe que les points
litigieux importants aient fait l'objet d'une étude fouillée, que le rapport se
fonde sur des examens complets, qu'il prenne également en considération les plaintes
exprimées, qu'il ait été établi en pleine connaissance du dossier (anamnèse), que
la description des interférences médicales soit claire et enfin que les conclusions
de l'expert soient bien motivées.

 

3.2  Sans remettre en cause le principe de la libre appréciation des
preuves, la jurisprudence a posé des lignes directrices en ce qui concerne la manière
d'apprécier certains types d'expertises ou de rapports médicaux.

 

3.2.1  Ainsi, le juge ne s'écarte en principe pas sans motifs impératifs
des conclusions d'une expertise médicale judiciaire, la tâche de l'expert étant
précisément de mettre ses connaissances spéciales à la disposition de la justice
afin de l'éclairer sur les aspects médicaux d'un état de fait donné. Peut constituer
une raison de s'écarter de l'expertise judiciaire le fait que celle-ci contient
des contradictions, ou qu'une surexpertise ordonnée par le tribunal en infirme les
conclusions de manière convaincante. En outre, lorsque d'autres spécialistes émettent
des opinions contraires aptes à mettre sérieusement en doute la pertinence des déductions
de l'expert, on ne peut exclure, selon les cas, une interprétation divergente des
conclusions de ce dernier par le juge ou, au besoin, une instruction complémentaire
sous la forme d'une nouvelle expertise médicale. 

 

3.2.2  Lorsque, au stade de la procédure administrative, une
expertise confiée à un médecin indépendant est établie par un spécialiste reconnu,
sur la base d'observations approfondies et d'investigations complètes, ainsi qu'en
pleine connaissance du dossier, et que l'expert aboutit à des résultats convaincants,
le juge ne saurait les écarter aussi longtemps qu'aucun indice concret ne permet
de douter de leur bien-fondé.

 

3.2.3 En outre, au sujet des rapports établis par les médecins traitants,
le juge peut et doit tenir compte du fait que, selon l'expérience, le médecin traitant
est généralement enclin, en cas de doute, à prendre parti pour son patient en raison
de la relation de confiance qui l'unit à ce dernier.

 

3.2.4 Toutefois, le simple fait qu'un certificat médical est établi
à la demande d'une partie et produit pendant la procédure ne justifie pas, en soi,
des doutes quant à sa valeur probante. Une expertise présentée par une partie peut
donc également valoir comme moyen de preuve. En vertu des principes énoncés par
la jurisprudence concernant l'appréciation des preuves, le juge est tenu d'examiner
si elle est propre à mettre en doute, sur les points litigieux importants, l'opinion
et les conclusions de l'expert mandaté par le tribunal. Cette jurisprudence s'applique
aussi lorsqu'un assuré entend remettre en cause, au moyen d'une expertise privée,
les conclusions d'une expertise aménagée par l'assureur-accidents ou par un
office AI. (…)"

 

                                         Infine, a
proposito delle perizie di parte, in una sentenza del 7 agosto 2003 nella causa
O (I 656/02) l'Alta Corte ha ancora ricordato che:

 

" 
Force est de constater que si cette expertise – privée
– n'a pas la même valeur que des expertises mises en oeuvre par l'office recourant,
elle comprend une anamnèse détaillée, se prononçe sur les plaintes de l'assurée,
repose sur l'observation clinique de l'assurée, est exempte de contradictions
et contient des conclusions claires, de sorte qu'elle est propre à mettre en doute
sur les points litgieux (diagnostic et capacité de travail) l'opinion et les conclusions
de la doctoresse B. (ATF 125 V 354 consid. 3c)."

 

 

                               2.5.   Nella
presente fattispecie il TCA è chiamato a stabilire se esiste un nesso di
causalità naturale tra l'evento infortunistico incontestato nel quale è incorso
__________ (la caduta dalla scala) e la morte dell'assicurato.

 

                                         La
dinamica dell'infortunio è così descritta nel Rapporto di constatazione della
Polizia cantonale:

 

" 
(…)

__________, operaio della ditta __________, era giunto sul
cantiere in questione poco prima delle ore 13.00.

Avrebbe dovuto provvedere alla posa dell'acciaio d'armatura delle
vasche dei fiori, sul terrazzo al primo piano dello stabile (parcheggio per
auto) in fase di rifinitura.

Dopo aver ricevuto in consegna dal capo cantiere, __________, i
piani di lavoro, ed essersi soffermato un attimo a parlare con due operai
presenti sul posto (__________e __________), ha raggiunto la scala a pioli
appoggiata all'impalcatura sulla facciata dello stabile.

 

Né il __________, che avrebbe dovuto dargli ragguagli di dettaglio
sul lavoro da svolgere direttamente sul terrazzo, né i due operai sopra citati,
l'hanno notato salire la scala.

L'hanno unicamente notato, improvvisamente, cadere dalla scala e
finire nel sottostante fossato profondo ca. 2 m.

II __________ é subito accorso sul posto e, capita la gravità
dell'accaduto, ha subito allarmato i ns. servizi.

 

Come detto, nessuno ha visto il __________ salire la scala. Dalla
posizione in cui si é venuto a trovare dopo la caduta e dal punto ove sono
finiti gli oggetti che aveva con sè (piani di lavoro e un pacchetto di
sigarette), si deve ritenere che sia salito per circa metà la lunghezza della
scala (lunga complessivamente ca. m. 3.70), dove ha poi perso l'equilibrio per
cause sconosciute. (…)" (Doc. _)

 

                                         Dal
verbale d'interrogatorio del capo muratore __________ emerge in particolare
quanto segue:

 

" 
(…)

Il __________ é giunto sul cantiere dopo la pausa del mezzogiorno,
quindi attorno alle ore 13.00.

Nel corso del mattino egli non era presente su questo cantiere.
Non sono in grado di dire su quale cantiere ha lavorato nel corso della
mattina.

Va precisato che il __________ non é un dipendente dell'impresa
__________, ma lavora alle dipendenze della ditta __________.

La ditta in questione esegue per nostro conto la fornitura e la
posa dell'acciaio di armatura.

 

Giunto sul cantiere egli ha preso contatto con me poiché dovevo
spiegargli il lavoro che doveva eseguire.

Doveva posare l'acciaio d'armatura per il completamento delle
vasche dei fiori sul terrazzo al primo piano.

Devo dire che li __________ era piuttosto arrabbiato dovuto al
fatto che il suo collega di lavoro non ha potuto essere presente poiché ha
dovuto partire di fretta per un problema privato.

Gli ho allora prestato il mio cellulare affinché potesse chiamare
la propria ditta per chiedere la sostituzione del collega mancante.

 

Gli ho spiegato quale era il lavoro che doveva svolgere e gli ho
consegnato i piani di posa dell'acciaio che tenevo nell'ufficio.

lo mi sono quindi allontanato da lui per raggiungere l'interno
dello stabile in costruzioni dove dovevo seguire il mio lavoro.

II __________ é rimasto sul piazzale antistante lo stabile a
parlare con due miei colleghi di lavoro: __________ e __________ che stavano
iniziando i lavori preparatori per la costruzione della piscina antistante lo
stabile in fase di finitura.

Mentre stavo entrando nello stabile mi sono voltato, in quanto
dovevo comunicare ulteriori informazioni ai due operai sopra citati, e proprio
in quel momento ho notato il __________ nella fase finale della caduta dalla
scala a pioli appoggiata all'impalcatura e finire nella sottostante fossa
di scavo.

Devo precisare che non ho notato il __________ salire sulla citata
scala che, lo premetto, era stata posata in quel punto nel corso della
mattinata, ma che comunque non era adibita a garantire l'accesso al luogo di
lavoro.

II __________ avrebbe potuto utilizzare l'accesso garantito dal
corpo scale dello stabile esistente.

Egli, cadendo, non ha emesso nessun grido, nulla.

Sono immediatamente corso sul posto; mi trovavo ad una ventina di
metri del luogo della disgrazia.

II __________ si trovava all'interno di questa fossa di scavo
profonda ca. 2 metri, con il viso rivolto verso il terreno.

L'ho chiamato, sentivo che respirava e rantolava. Sono sceso nel
fossato, gli ho spostato leggermente la testa notando che perdeva sangue dalla
bocca e dal naso. Afferrata la gravità del caso ho allarmato personalmente il
117 e quindi l'ambulanza.

 

(…)

 

Non sono in grado di dire quale sia la causa della caduta, se
dovuta a un malore o ad altro motivo.

Dopo la caduta la scala é rimasta esattamente nella posizione
originaria. Per terra, sotto la scala, é rimasto un pacchetto di sigarette
semiaperto e i due disegni che io gli avevo poco prima consegnato.

 

Conoscevo il __________ in quanto ha lavorato in diverse occasioni
su questo cantiere.

Era come sempre, normale, anche se, l'ho già precisato sopra, era
piuttosto arrabbiato poiché ha dovuto venire da solo a lavorare." (Doc. _)

 

                                         L'operaio
__________, dal canto suo ha dichiarato quanto segue:

 

"  (…)

Come già riferito verbalmente all'interrogante nel corso degli
accertamenti di ieri, posso confermare che il __________ é arrivato sul
cantiere attorno alle ore 13.00; stavamo riprendendo il lavoro dopo la pausa di
mezzogiorno (12/13).

 

Dopo aver parlato con il capo cantiere sig. __________,
l'interessato si é soffermato un attimo a parlare con me e __________.

Noi stavamo lavorando sul piazzale adiacente allo stabile in
costruzione a pochi passi da dove si é poi verificata la disgrazia.

Ci siamo scambiati due parole riferite in particolare alle vacanze
appena trascorse.

II __________ si é poi incamminato, dirigendosi verso la scala a
pioli che era appoggiata all'impalcatura sulla facciata della costruzione.

lo e __________ abbiamo continuato nel nostro lavoro e volgevamo
le spalle allo stabile.

Dopo un attimo ci siamo girati entrambi, istintivamente, notando
il __________ mentre stava cadendo nel fossato sottostante la scala.

Non abbiamo sentito nessun grido o lamento. Non l'abbiamo notato
salire la scala. Non posso quindi dire nulla in riferimento alle cause della
caduta.

 

lo mi sono messo a gridare, nemmeno ho avuto il coraggio di
avvicinarmi al punto di caduta del __________.

Quando __________, che noi chiamavamo __________, si é fermato a
parlare un attimo con noi, era normale come sempre." (Doc. _)

 

                                         Questa
versione è stata integralmente confermata anche da __________ (Doc. _).

 

                                         Istruendo
il presente ricorso (cfr. art. 61 cpv. 1, lett. c. LPGA), il presidente del TCA
ha sentito l'operaio __________. 

                                         Il TCA ha
così accolto una richiesta della patrocinatrice dei superstiti di __________,
la quale aveva sostenuto che __________ era quel giorno presente sul cantiere,
ha assistito all'incidente ed "è a conoscenza di importanti particolari
che finora non sono emersi e che ha riferito, negli scorsi mesi, a terze persone,
di cui ci riserviamo di chiedere l'audizione" (cfr. consid. 1.4).

 

                                         Davanti
al TCA __________ ha dichiarato che:

 

" 
Lavoro come manovale presso la ditta __________.
Ho iniziato a lavorare presso quella ditta nel febbraio 2002. 

 

Il 20 agosto 2002 lavoravo a __________ sul cantiere __________. 

 

Sul permesso ho scritto "manovale" però faccio andare
anche la gru, per la quale attività dispongo del patentino.

 

Si trattava di costruire una palazzina con piscina.

 

Io lavoravo nella parte superiore del cantiere, mettevo a posto il
legname. Non vedevo il punto più basso, dove è successa la disgrazia e dove
lavoravano gli altri. Complessivamente gli operai erano al massimo 6, potevano
essere impiegati anche solo 4.

 

Il giudice delegato chiede al teste se ricorda quando è avvenuto
il tragico evento. Il teste in un primo momento dice che è avvenuto in
mattinata, poi si corregge precisando di non avere molta memoria e di
dimenticarsi a volte delle cose, e precisa che l'avvenimento è avvenuto
all'inizio del pomeriggio. 

 

Egli ribadisce che non ha visto di preciso cosa è successo in
quanto si trovava a lavorare nella parte superiore, di aver sentito gridare e
di avere visto un operaio che correva con un falcetto in mano. Il teste pensava
che si fosse fatto male lui. 

Il sig. __________ precisa di essere subito sceso giù per vedere,
e li ha saputo che il sig. __________ era caduto dalla scala.

 

Il giudice delegato chiede al teste di precisare la sua
affermazione: "Ho sentito gridare".

In particolare di indicare chi ha sentito gridare. Il teste
risponde che ad avere gridato era un degli operai che lavorava sul cantiere. Il
giudice delegato chiede al teste se si tratta del sig. __________ oppure del
sig. __________ o di un altro operaio. Il teste precisa che la persona che ha
visto correre dopo avere gridato è proprio il sig. __________.

 

Il giudice delegato chiede al teste se ha parlato quel giorno con
il sig. __________. Il teste risponde di averlo salutato quel giorno sul
cantiere dove il sig. __________ era appena arrivato, il quale gli ha risposto
con un cenno di saluto con la mano.

 

Il teste precisa di avere lavorato in passato con il sig.
__________, di avere anche viaggiato assieme in auto (precisamente di averlo
portato lui in giro con la macchina).

Non ha mai fatto accenno con il teste di problemi di salute. Ha
sempre parlato di lavoro.

 

La lic. iur. __________ chiede al teste di precisare in che
circostanze ha parlato di questo episodio con il figlio del signor __________.
Egli risponde di averlo incontrato per caso sul cantiere, uno dei figli del
sig. __________, il quale veniva con una ragazza, e che gli ha chiesto cosa era
veramente successo quel giorno. Il teste risponde di avere detto né  più nè
meno quanto dichiarato questa mattina davanti al giudice.

 

La lic. iur. __________ chiede al teste se è sicuro di quanto sta
affermando. Il teste risponde di sì, di avere detto a tutti la medesima cosa.

 

Il giudice delegato informa nuovamente il teste che è sotto
giuramento e che deve dire la verità. Gli chiede per l'ultima volta di indicare
se conferma quanto appena dichiarato. Il teste risponde di si.

 

A domanda della lic. iur. __________ se è stato lui a soccorrere
il sig. __________, la risposta del teste è no. Il primo a soccorrerlo è stato
il sig. __________, il quale gli ha soltanto girato la testa che era dentro
l'acqua. Il teste precisa di essere intervenuto soltanto in un secondo momento
quando è stato chiamato dai medici ed è intervenuto accompagnato dal suo
collega __________.

 

Rispondendo ad una domanda della lic. iur. __________, il teste
precisa innanzitutto che la scala dalla quale il sig. __________ è caduto era
appoggiata ad una parete. Inoltre egli precisa di essere immediatamente corso
verso il luogo della disgrazia dopo avere sentito gridare e di essere stato inviato
dal capo cantiere in alto affinché segnalasse all'ambulanza il punto preciso.

 

La scala si è trovata lì penso perché la usavano anche per entrare
nel buco. La scala era solo appoggiata e non affrancata, penso che veniva usata
per entrare nel buco dove c'era l'acqua. Al momento in cui io l'ho vista era
invece sopra.

Il lavoro doveva essere effettuato in cima alla parete dove era
appoggiata la scala. Per poterci arrivare bisognava fare un giro. Credo che il
sig. __________ abbia usato la scala come scorciatoia. 

A domanda del giudice delegato il teste risponde che gli operai
non usavano la scala come scorciatoia ma dovevano fare il giro per arrivare
sopra. In quel momento gli operai stavano lavorando alla piscina, per cui non
dovevano andare su. 

 

Il sig. __________ invece doveva andare sopra per svolgere il
lavoro che gli era stato assegnato.

 

La rappr. dei ricorrenti chiede al teste cosa era questo buco. Il
teste risponde che era l'angolo della piscina. Il teste precisa pure di non
ricordare a che distanza si trovava il buco rispetto alla parete.

 

L'avv. __________ non ha domande da porre al teste.

 

Alle ore 10:20 il teste viene congedato. 

 

Il giudice delegato chiarisce con i ricorrenti la questione
dell'incarto penale precisando che tutti i documenti rilevanti sono già
contenuti nell'incarto __________, per cui si farà riferimento agli stessi.

 

Il giudice delegato constata inoltre che nell'incarto penale non
vi sono fotografie. 

 

Preso atto di un'affermazione dell'avv. __________ e della lic. iur.
__________, il giudice delegato ritiene opportuno riconvocare il teste per
porgli un'ultima domanda.

 

Cosa ha visto di preciso quando è arrivato sul punto della
disgrazia: il teste risponde ho visto il sig. __________ che era già giù,
intendendo con questo che la vittima era nel buco con la testa girata dal
signor __________ affinché potesse respirare. Il giudice chiede di preciso dove
era la scala. Il teste risponde che in quel momento non aveva visto dove era la
scala. La scala l'aveva visto appena arrivato sul punto della disgrazia quando
un altro operaio glielo aveva indicato. 

Il giudice di nuovo chiede al teste dove era la scala. La risposta
del teste è che la scala era appoggiata.

 

L'avv. __________ descrive la situazione così come il teste
l'avrebbe esposta al figlio del sig. __________ (__________e alla sua ragazza)
e che la scala era di fatto vicino alla vittima.

Il teste risponde assolutamente no, la situazione è quella che ho
descritto questa mattina. (…)" (Doc. _, pag. 2-4)

 

                                         Questo
Tribunale constata che, contrariamente a quanto sostenuto dalla patrocinatrice
dei ricorrenti, __________ non ha apportato nessun elemento nuovo.

                                         Egli ha
in particolare affermato di essersi trovato in un'altra parte del cantiere
(nella parte superiore), dalla quale non scorgeva il luogo della disgrazia e,
quindi, di non avere visto quello che era successo, di avere sentito gridare
l'operaio __________ e di essersi a quel momento recato nel punto preciso in
cui è avvenuta la caduta.

                                         A
proposito della scala il teste ha confermato (cfr. le dichiarazioni di
__________) che essa era appoggiata alla parete e non affrancata, che non era
stata posata per accedere al cantiere ma piuttosto per scendere nello scavo
dove si costruiva la piscina, che, verosimilmente, la scala era stata usata dal
__________ come scorciatoia e che, dopo la caduta dell'assicurato la scala era
ancora appoggiata alla parete (cfr. Doc. _ pag. 3-4).

                                         La scala
in questione non è dunque andata a finire sul corpo della vittima.

 

 

                               2.6.   L'__________
ha negato un nesso di causalità naturale tra l'infortunio e la morte di
__________ fondandosi sostanzialmente sulle conclusioni dell'autopsia
effettuata dal Dr. __________, medico legale.

                                         Nel suo
rapporto del 25 novembre 2002 il dottor __________ ha concluso che nessuna
delle ferite o delle lesioni traumatiche riscontrate nel corpo di __________
erano mortali. Egli ha inoltre precisato che non è stato possibile identificare
con sicurezza una causa di morte ("autopsia bianca") per cui la causa
di morte deve essere ricercata per esclusione.

                                         Non
essendo stata riscontrata neppure una patologia evidente alla base del decesso
o delle cause tossicologiche, la morte di __________ deve essere fatto risalire
ad un disturbo del ritmo cardiaco con esito letale.

                                         Al
riguardo il medico legale del Canton Ticino ha testualmente affermato:

 

" 
(…)

Gli accertamenti medico-legali hanno in buona sostanza consentito
di mettere in evidenza quanto segue: sul piano prettamente anatomo-patologico
sono state riscontrate delle lesioni traumatiche, ovvero ferite, consistenti in
alcune ferite lacerocontuse al volto ed altre alterazioni traumatiche sempre al
volto, agli arti superiori, al tronco e agli arti inferiori.

Queste lesioni riconoscono quale origine un'azione contusivi e si
accordano tutte con un traumatismo quale una caduta.

In ogni caso nessuna delle ferite precedentemente descritte è da ritenersi mortale. 

Al di là di quanto sopra riferito, l'autopsia non ha inoltre
consentito di riscontrare patologie pregresse coinvolgibili in maniera causale
o concausale nella dinamica dei fatti che hanno determinato il decesso
dell'uomo.

 

Sul piano chimico-tossicologico è stata rilevata la presenza nel
sangue di un tasso medio di alcool etilico pari a 1,25 g0/00,
intervallo di confidenza (1,18-1,31 g0/00).

Inoltre nel sangue è stata riscontrata la presenza di caffeina,
mentre nelle urine si è ritrovata nicotina ed un suo metabolita (cotonina)
nonché caffeina ed un suo, metabolita (teobromina). Nessuno dei principi
chimici ritrovati nel sangue ha rilevanza medico-legale nello spiegare il
decesso.

 

Neppure la presenza di sangue nell'albero bronchiale è apparsa in
quantità tale da avere determinato la morte a seguito di un'asfissia.

 

In buona sostanza dunque, gli accertamenti medico-legali eseguiti
in sede autoptica e successivamente istologica e neppure gli accertamenti chimico-tossicologici
danno spiegazione circa le cause del decesso di __________.

 

Nel linguaggio medico-legale il fatto di non identificare con
sicurezza ed in maniera positiva una causa di morte a seguito di accertamenti
necroscopici viene definito come "autopsia bianca". Ciò avviene in
circa il 7% degli accertamenti necroscopici eseguiti negli istituti di medicina
legale europei.

 

In questi casi la diagnosi circa la causa di morte deve essere per
forza di cose condotta per esclusione, non essendovi altri mezzi possibili.

In altri termini, una volta escluse patologie evidenti alla base
del  decesso, una volta escluse ferite o lesioni traumatiche in genere quali cause di morte, una volta evidenziato
il fatto che neppure gli accertamenti chimico-tossicologici consentono di
risalire all'origine del  decesso, questo viene attribuito di regola ad un
disturbo del ritmo cardiaco con esito letale.

 

Anche nel caso specifico, quindi, la morte di __________ deve
essere ragionevolmente attribuita ad un tale evento che ha avuto andamento
assai rapido nel tempo. Si è quindi probabilmente trattato di una morte per
cause naturali." (Doc. _, pag. 3-4)

 

                                         Le
conclusioni alle quali è giunto il dottor __________ sono state contestate dal
perito di parte dottor __________, specialista in medicina legale e delle
assicurazioni ed in anatomia ed istologia patologia, il quale è giunto alle
seguenti opposte conclusioni:

 

" 
(…)

I fatti che hanno determinato la morte di __________, proprio per
le motivazioni esposte nelle considerazioni medico legati, sono identificabili
in una caduta rovinosa mentre il nominato in oggetto saliva una scala a pioli
in ferro.

 

La caduta potrebbe essere ricondotta ad una perdita fortuita d'appoggio
con anche un tentativo, disperato, di aggrapparsi (questo giustificherebbe la
rottura del bicipite brachiale). Il __________, nella caduta, ha impattato
contro diversi ostacoli con produzione di una lunga area escoriata al tronco,
di escoriazione al gomito ed al braccio tutto a sinistra.

 

L'impatto con il terreno è stato violento anche se attutito dal
fatto che il luogo dove il corpo è atterrato (fondo di un canale) era morbido,
forse melmoso (almeno a giudicare dall'imbrattamento rilevato autopticamente).

 

La lesività più grave è stata rilevata all'encefalo (senza
fratture ossee ma con edema cerebrale da succussione cranica per impatto del
volto in terra) ed al torace (con emotorace bilaterale senza che sia stata
identificata la provenienza del sanguinamento che comunque è sicuramente
traumatica).

 

L'edema cerebrale ed il conseguente edema polmonare (determinato
per azione diretta, dal trauma toracico, ed indiretta dallo shock nervoso con
edema cerebrale posttraumatico) hanno condizionato lo scompenso cardio -
circolatorio acuto, causa ultima della morte di __________.

 

Le menomazioni causa della morte sono tutte riconducibili
casualmente al trauma subito, stante proprio la negatività degli accertamenti
eseguiti (autoptici, istopatologici e tossicologici), che NON hanno consentito
di identificare alcuna patologia naturale.

Il decesso di __________ deve essere rapportato alla caduta
accidentale occorsa durante l'attività lavorativa in data 20 agosto 2002."
(Doc. _)

 

                                         Interpellato
dall'assicuratore contro gli infortuni durante la procedura di opposizione, in
data 3 febbraio 2003, il dottor __________, specialista FMH in chirurgia, della
Divisione medica assicurativa dell'__________, ha sostenuto che nel caso
concreto l'ipotesi più probabile è che l'assicurato sia stato colto da malore
mentre svolgeva il suo lavoro. Al proposito egli ha rilevato:

 

" 
(…)

Die Hypothesen von Herrn Dr. __________ (undatierte
Beurteilung im Auftrag der Witwe) überzeugen nicht. So ist es sachlich nicht
korrekt, dass ein Hirn-Oedem bestanden habe. Aus dem Autopsie-Bericht ergeben
sich jedenfalls keine Hinweise auf eine

solche Diagnose ("la forma, il volume e Ia superficie
dell'organo sono nella nor­ma"). 

Auch auf Schnitt waren die Hirnstrukturen
unauffällig. Eine Schädel-Fraktur fand sich ebenfalls nicht.

 

Auch in Thorax und Abdomen konnten keine
Verletzungen festgestellt werden, welche den Tod plausibel erklären würden.
Weder die geringe Blutmenge in den Bronchien noch die leichten blutigen Pleura-Ergüsse
waren lethal. Gebrochen war lediglich eine Rippe vorne links. Trotz technisch
korrekter Autopsie (inkl. diverse toxiko­logische Untersuchungen) konnte Herr
Dr. __________ keine eindeutige Todesursache finden. Natürlich ist auch
seine Annahme einer Herzrhythmus-Störung als eigentli­che Todesursache
letztlich nicht beweisbar (inspektorisch und makroskopisch auf Schnitt keine
erkennbare cardiale Pathologie). Ein solcher tödlicher Herzanfall als primäre
Sturzursache würde aber z.B. das massive Lungenödem gut erklären.

Herr Dr. __________ hat jedenfalls die Beurteilung
des Pathologen von __________ in kei­ner Weise widerlegt. Auch der Partei-Experte
hat keine offensichtlich tödlichen Verletzungen nachgewiesen. U.E. ist ein
Exitus aus natürlicher Ursache ("colto da malore") vorliegend
immer noch die wahrscheinlichste Hypothese. Im besten Fall 

besteht Beweislosigkei." (Doc. _)

 

                                         Al fine
di verificare la fondatezza dei rilievi mossi dal dottor __________ alle
argomentazioni del dottor __________, il presidente del TCA ha deciso di
sentire personalmente il medico legale del Canton Ticino.

                                         In
occasione dell'audizione del 25 settembre 2003 il dottor __________ ha
innanzitutto formulato le seguenti osservazioni generali, rispondendo a precise
domande:

 

" 
(…)

Il dr. __________ a titolo di premessa precisa che le morti
possono essere classificate soltanto in 3 categorie: o in seguito a ferite
mortali, a malattia (cause naturali) o ad azione di sostanze tossiche. La prima
e la terza categorie sono catalogate come "morti violente".

 

A proposito in particolare della ferita mortale, il dr. __________
precisa che essa è sempre visibile. Ad esempio non si può morire di un trauma cranio-encefalico
senza vedere gli esiti di questo trauma (lacerazioni encefaliche, distruzione
della materia cerebrale, frattura a scoppio dell'encefalo), così come non si
può vedere una lacerazione del cuore o lacerazioni multiorganiche con
versamento di sangue.

 

Malgrado gli strumenti con i quali effettuiamo le analisi, la
differenza con le altre due categorie rispetto alla prima, è che le altre
possono sfuggire.

 

In particolare a livello di malattie ci sono delle morti per cause
naturali non riscontrabili dall'autopsia. 

 

Venendo al caso concreto il giudice delegato chiede al dr.
__________ di precisare perché esclude un infarto. La risposta è perché l'esame
del sistema coronarico vascolare del cuore è sostanzialmente risultato nella
norma. In altre parole non vi erano processi patologici in atto. 

Alcune morti derivano da una alterazione del sistema di conduzione
elettrica del cuore che si manifestano con una morte repentina.

 

Il giudice delegato chiede al dr. __________ se in quest'ultima
ipotesi la persona doveva avere avuto in precedenza dei disturbi cardiaci. Il
dottore risponde che a volte si viene a sapere solo a posteriori che vi erano
dei piccoli problemi come palpitazioni. 

 

Altre volte la persona percepiva dei dolori ritenuti allo stomaco
che in realtà erano espressione di disturbi cardiaci.

 

Il giudice delegato chiede al dr. __________ se uno sforzo
violento, un'arrabbiatura o l'avere appena ingerito del cibo può portare alla
soluzione da lui indicata. Il teste risponde che il primo e il terzo elemento
possono essere più collegati ad un infarto, mentre il secondo potrebbe essere
collegato proprio nell'ottica di uno spasmo violento.

 

Il teste precisa che questa alterazione può avvenire anche in
soggetti in piena forma fisica, addirittura ad atleti professionisti (esempio
giocatore del Camerun morto questa estate).

 

Già da due metri è possibile che la caduta abbia un esito mortale,
anche da meno, ma non necessariamente.

 

Conta molto il tipo di suolo contro cui si va a sbattere. Conta
molto quale è il primo punto che ha l'impatto con il suolo. 

 

Se per malore si intende perdita di conoscenza, cadendo a seguito
di un malore la persona cade a piombo. Nell'ipotesi dell'alterazione elettrica
vi è immediatamente perdita di coscienza, per cui siamo in questa ipotesi.

 

Cadere a piombo significa cadere abbandonato, senza più riflessi,
quindi non significa cadere sui piedi, la caduta segue la configurazione del
terreno.

 

Con riferimento alla pag. 1 da lui descritta, il dr. __________
precisa che nessuno contesta che è avvenuto un trauma.

 

Con riferimento a quanto risultato dall'esame del capo il dr.
__________ precisa che non vi era una relazione tra quanto risultava dall'esame
cutaneo e quanto risultava dall'esame interno. 

 

Il giudice delegato chiede al teste come spiega questa
circostanza. Il dr. __________ risponde che è spiegabile se si considera che il
capo non è stato il primo punto d'impatto. Questa è una delle possibilità. 

Il giudice delegato segnala al dr. __________ che sembrerebbe che
ci fosse dell'acqua all'interno del buco nel il quale il sig. __________ è
caduto. Il teste precisa di avere avuto questa indicazione anche dai soccorritori
ed è per questo che ha fatto l'ipotesi, poi esclusa, di un'asfissia. Comunque
questo fatto può avere contribuito a rendere più molle il terreno di impatto.

Il giudice delegato chiede al teste di precisare perché la
quantità di sangue trovata negli scavi pleurici o cavità toracica non può
essere stata la causa del decesso in quanto la quantità era minima (ndr la
versione corretta è: "decesso. In quanto la quantità era minima"). Si
tratta di conseguenze della caduta.

 

Preciso che a livello toracico non possono in nessun modo essere
sfuggite all'esame microscopico lesione traumatiche così importanti da
determinare il decesso. 

Lesioni in tale senso sono di solito costituite da fratture
costali in serie bilaterali, versamenti di quantità di sangue così importanti
da determinare un shock emorragico o un incapacità di un'espansione polmonare
sino all'asfissia o lesioni viscerali traumatiche di organi o strutture vitali
contenute nella cavità toracica.

 

Il giudice delegato chiede esplicitamente al dr. __________ di
precisare se può escludere che le fratture da lui riscontrate possono essere se
non la causa unica almeno una concausa del decesso. La risposta è che tali
fratture non possono essere neppure una concausa del decesso.

 

Il giudice delegato chiede al teste se il massiccio edema
polmonare può essere spiegato da un arresto cardiaco. Egli dice di sì.
(…)" 

(Doc. _, pag. 5-7)

 

                                         Nel corso
dell'udienza il giudice delegato ha consegnato al dottor __________ una copia
della perizia di parte prodotta dai ricorrenti e da lui mai vista in
precedenza.

 

                                         Il medico
legale è quindi stato invitato a prendere posizione su tutti i passaggi
rilevanti delle considerazioni medico legali del dottor __________ (qui sotto
riprodotte in corsivo):

 

" 
(…)

-   Dall'esame
di tutta la documentazione sopra riportata emerge con chiarezza che la causa
della morte di __________ formulata dal Dr. __________ (il Patologo incaricato
di eseguire l'autopsia dal Ministero Pubblico dì __________) non è stata
dimostrata; è solo ipotetica e non può essere considerata nemmeno verosimile:
infatti, il __________ era persona giovane e sana che svolgeva normale attività
lavorativa, che non soffre e non aveva mai sofferto di alcuna malattia di
cuore. Il lavoro di ferraiolo obbligava il __________ ad una attività gravosa,
svolta in precario equilibrio e con isso frequente di scale, condizioni tutte
che avrebbero enfatizzato anche il minimo disturbo del ritmo cardiaco che, come
noto, anche quando lieve, produce deficit della "performance".

 

Il teste ribadisce quanto da lui già precisato in precedenza e
cioè che quella del Dr. __________ è un'ipotesi ma che ci sono invece altri
casi in cui si manifesta senza prodomi specifici.

 

-   L'affermazione
sulla causa della morte fatta dal Dr.
__________ potrebbe essere addirittura in contraddizione con i risultati
autoptici. Infatti non sono descritti rilievi patologici macro o microscopici
sul cuore che, come ben specificato nella descrizione autoptica, è di forma
normale, con coronarie, valvole cardiache e miocardio perfettamente indenni. A
questo proposito non è possibile un'affermazione più categorica in quanto mancano, come sopra rilevato, gli esiti
delle indagini istologiche sul miocardio.

Il teste precisa di avere già detto che può capitare una morte
elettrica senza prodomi. Sulle indagini istologiche sul miocardio, il dr.
________ rinvia a pag. 3, 2° paragrafo (Diagnosi anatomo-patologiche) nel quale
figurano i reperti patologici e non gli aspetti trovati normali. Quindi se non
figura in questo capitolo significa che l'organo era normale.

 

-   Nell'ambito
delle critiche metodologiche alla relazione del Dr. __________ si rileva come,
la diagnosi anatomo patologica e le considerazioni medico legali, non prendono
in nessuna considerazione i rilievi patologici sull'encefalo (che è di peso
aumentato e quindi edematoso) e quelli sui cavi pleurici (che presentano un
versamento ematico bilaterale). Le menomazioni cerebrali e del torace (cavi
pleurici) sono strettamente correlate alle lesioni da caduta ed in particolare
al violento impatto del dorso e del volto sul terreno o su ostacoli interposti
durante la caduta.

 

Sull'aspetto dei cavi pleurici il dr. __________ rinvia a quanto
già detto in precedenza e cioè che la quantità era troppo esigua.

 

Il dr. __________ precisa da una parte di non essere un patologo
ma un medico legale e dall'altra però di lavorare all'interno dell'Istituto
cantonale di patologia, ciò che lo solleva nella sua attività sotto il profilo
interpretativo di determinati preparati istologici.

 

Il giudice delegato chiede al dr. __________ di precisare cosa
pensa dell'affermazione del dr. __________ secondo la quale l'encefalo sarebbe
aumentato di peso. Il dr. __________ risponde che probabilmente ha consultato
una banca dati ed ha visto quale è il peso medio dell'encefalo di un maschio
adulto. 

Secondo il dr. __________ quella del dr. __________ secondo cui il
peso dell'encefalo è aumentato e quindi vi è stato un edema è un'ipotesi
sicuramente proponibile ma non è aderente ai fatti in quanto la valutazione istologica
del tessuto cerebrale non ha messo in evidenza la presenza di un edema
cerebrale.

 

 

-   Infatti,
dalla descrizione autoptica si desume come __________, cadendo dall'alto abbia
certamente impattato violentemente in terra con il capo (il corpo è stato
ritrovato faccia a terra dal __________ che per primo è accorso, inoltre le
lesioni più evidenti sono ubicate al volto con anche frattura del setto nasale
e ferite lacero contuse molteplici).

 

Il dr. __________ conferma che effettivamente vi è stato un impatto
col capo.

 

-   I rilievi
sul cervello (lo stesso peso del viscere) indicano che l'encefalo ha un edema
cerebrale ed in questo caso l'edema cerebrale deve essere casualmente correlato
alla lesione traumatica alla faccia.

 

Il dr. __________ dice che vale la considerazione appena fatta. In
questo caso l'edema cerebrale non c'è.

A domanda dell'avv. __________, il dr. __________ precisa che non
ha visto lui i preparati istologici, ma che l'esame è stato fatto in consulenza
con l'anatomopatologo a ____________. 

 

-   Per
quanto attiene all'emotorace bilaterale (180 e 100 ml di sangue nel cavo
pleurico di sinistra e di destra), la semplice frattura di una costa a sinistra
potrebbe spiegare, nella migliore delle ipotesi, solo il versamento toracico
nel cavo pleurico omolaterale, ma la costa rotta è proprio l'ultima che,
anatomicamente, si trova al limite tra l'addome ed il diaframma: infatti, il
muscolo diaframma trova inserzione proprio sulla parte superiore dell'ultima
costa lasciando il corpo costale (quello rotto) nella cavità addominale. Quindi
non è assolutamente possibile spiegare l'emotorace bilaterale rilevato autopticamente,
che deve essere ricondotto, quindi, ad altra lesione traumatica non individuata
durante l'autopsia (forse localizzata alle vertebre o alle coste, purché 
bilateralmente ed in sede diversa dall'ultima costa).

 

I versamenti di sangue nei cavi plerici sono sempre dovuti a una
lesione vascolare. Non sempre sono però necessariamente ad una frattura. Nel
caso preciso, vi è certamente un versamento di sangue per ragione traumatiche
ma non vi è una quantità tale da giustificare un esito letale.

Riguardo alla frattura alla quale fa allusione il dr. __________,
il teste risponde da una parte che altre fratture non ne ha constatate e che
comunque anche se si fosse sbagliato e ci fossero state altre fratture, la
quantità di sangue non è sufficiente per determinare il decesso.

 

-   In
conclusione __________ ha sicuramente riportato una lesione traumatica che,
complessivamente, è rilevante e che quindi deve essere considerata nell'ambito
delle cause che hanno prodotto il decesso.

 

                                                                           Sull'argomento
la tesi sostenuta dal Dr. __________, che nega un qualsiasi rapporto causale
tra lesioni traumatiche e morte, non può essere accettata proprio perché priva
di ogni argomentazione, anche quella minimale, che la supporti tecnicamente. Di
contro, si deve considerare come le diverse sedi anatomiche interessate da
trauma (encefalo e torace, tutte vitali) e la rilevanza delle lesioni (frattura
del setto nasale, frattura di una costa ed alte lesioni toraciche misconosciute
che giustifichino il versamento ematico) consentono di affermare che la caduta
è stata sicuramente rovinosa e violenta, meritevole di serio apprezzamento come
momento causale determinante l'exitus.     

 

Il dr. __________ riconosce che un trauma c'è stato ma che le sue
analisi l'hanno portato a concludere che non ci sono state circostanze
sufficienti per determinare il decesso.

 

-   Per
dimostrazione la gravità dell'evento sono elementi utili sia l'altezza.
dalla quale __________ è precipitato sia le modalità d'impatto al terreno:
infatti, non è dato sapere se __________, quando è caduto, fosse già arrivato
al primo piano dello stabile dove doveva eseguire i lavori ovvero se fosse
ancora sulla scala a pioli, comunque, dai rilievi della Polizia cantonale
risulta che il __________ è caduto quando era arrivato, almeno, alla metà della
scala dove stava salendo. Stante che la scala è lunga, complessivamente, metri
3,70 e che il corpo è caduto dentro un fossato, sottostante la base d'appoggio
della scala, profondo altri 2,10 metri: l'altezza
dalla quale __________ è precipitato è, complessivamente, di almeno 4
metri.

 

Il dr. __________, rinviando a quanto detto in precedenza, dice
che questo passaggio è incommentabile in quanto se è vero che la caduta da 4
metri è un evento potenzialmente idoneo a provocare la morte, in realtà bisogna
ancora vedere se nel caso concreto lo è stato.

Nel caso concreto non state riscontrate ferite o in genere
alterazioni traumatiche causali per il decesso.

 

Commentando questo aspetto e rispondendo all'avv. __________, il
dr. __________ precisa che il dr. __________ è partito da elementi che non
esistono: l'edema cerebrale non c'è, anche se ci fosse stato non era da mettere
in relazione di causalità preponderante con il decesso. Comunque il dr
__________ ci tiene a precisare che i "vetrini" (preparati
istologici) esistono ancora e sono conservati presso l'Istituto cant. di
patologia, per cui il dr. __________ avrebbe potuto interpellarmi al fine di
visionarli. Sono pure conservati dei "blocchetti di paraffina" che
contengono le inclusioni relative all'encefalo e anche ad altri organi e che
quindi possono essere impiegati per la preparazione di ulteriori preparati
istologici.

 

 

-   Sia la
Polizia cantonale che il Patologo, partendo dal presupposto che i testimoni
dichiarano di non aver sentito il __________ gridare, affermano che __________
è caduto senza emettere un grido, Detto unico assunto consente, alla Polizia
cantonale ed al Patologo (Dr. __________), l'affermazione che __________ sia
caduto per un malore.

 

Il dr. __________ afferma di non avere mai detto nulla del genere.

 

(…)

 

-   Di contro
lo studio dei rilievi autoptici consente di ipotizzare che __________ si sia
aggrappato nel tentativo di evitare una rovinosa caduta, che, quindi, non può
essere ricondotta ad un malore: infatti, dalla descrizione dell'autopsia emerge
la rottura del bicipite brachiale (non è precisato se di destra o sinistra).

 

Si deve premettere che il bicipite
è il muscolo che unisce la spalla con l'avambraccio e che, prendendo il suo
punto fisso sulla spalla flette l'avambraccio sul braccio, supina l'avambraccio
ed eleva il braccio portandolo medialmente. Quando l'avambraccio è fisso, come nell'atto dell'arrampicarsi, il bicipite
agisce sulla spalla flettendo il braccio sull'avambraccio. Insomma il bicipite
brachiale è il muscolo cardine per arrampicare, è quello che comanda l'azione
del braccio e, nel caso di __________ si è rotto, con ogni verosimiglianza,
proprio nel disperato tentativo di sostenere tutto il pesa del corpo per
evitarne la caduta.

 

Il dr. __________ si scusa per non avere indicato quale bicipite è
rotto e inoltre precisa di non avere la certezza che era rotto. Da quel che
appariva dall'esterno, probabilmente era rotto. Un esame del muscolo non è
stato effettuato. Anche questa è un'ipotesi, il muscolo potrebbe essersi rotto
anche in altre circostanze diverso dall'atto volontario di aggrapparsi.

 

-   La tesi
della caduta per un fatto fortuito (non per un malore) è avvalorata anche dalla
posizione del corpo a terra: infatti la persona che cade per un malore mentre sale una scala a pioli,
cade sul terreno impattando con il dorso, ovvero cade a piombo sui piedi, proprio perché
manca qualsiasi azione attiva che possa imporre una rivoluzione al corpo
durante o subito prima della caduta. Chi invece, come nel caso di __________,
cade fortuitamente da una scala e tenta
di trattenersi attivamente aggrappandosi, impone al corpo una rivoluzione che
può portare le mani in avanti (posizione faccia a terra) nel tentativo
istintivo di ammortizzare l'impatto con il terreno. Il __________ è stato
rinvenuto dal primo soccorritore (il __________) con la faccia a terra e rantolante.

 

 

Anche in questo caso si tratta solo di ipotesi.

 

 

-   Per
quanto attiene ella rilevanza delle
grida emesse da una persona che precipita, come parametro per distinguere le
cadute accidentali dai suicidi o dalle cadute per malore, la letteratura medico
legale non è univoca e, soprattutto, afferma che detto rilievo non deve essere utilizzato come unico e dirimente
elemento di prova bensì come elemento accessorio e collaterale.

                                                                           Peraltro
non è stato accertato se il luogo dove sono avvenuti i fatti fosse rumoroso
(quindi se fosse realmente possibile sentire delle grida) e quanti ostacoli fono
- assorbenti si frapponessero tra i
testimoni ed il __________ che cadeva, Infine, non è verosimile che due
persone, che erano voltate di spalle ed intente a lavorare, si voltino
contemporaneamente e tanto in fretta da vedere un corpo che vola da un'altezza
di circa quattro metri (quindi nell'arco di qualche frazione di secondo) senza
che qualcosa, magari un grido in lontananza, le abbia stimolate a
girarsi." 

 

Il dr. __________ riconferma di avere già detto che non si è basato
sulle sue conclusioni sul fatto che il sig. __________ non avrebbe gridato.
(…)" (Doc. _, pag. 7-9 e Doc. _, pag. 5-7)

 

                                         Sulle
conclusioni del dottor __________ il medico legale si è poi così espresso:

 

" 
(…)

Il dr. __________ ribadisce che l'edema cerebrale sui cui si basa
la conclusione del dr. __________ non è stato riscontrato nel corso degli
accertamenti medico-legali. Di conseguenza viene a cadere la ricostruzione e
l'identificazione delle cause di morte così come esposta dal dr. __________.
(…)" (Doc. _, pag. 9)

 

 

                                         Infine il
dottor __________ ha così risposto a due altri quesiti:

 

" 
(…)

Rispondendo alla lic. iur. __________ che gli ha chiesto se è
possibile che il disturbo del sistema elettrico di conduzione del cuore sia
avvenuto dopo un eventuale scivolamento dalla scala, il teste precisa che non
ha elementi per poter situare il momento preciso in cui ciò è avvenuto.

 

Riguardo il valore del tasso medio di alcool del 1,25 gr x 1000,
il dr. __________ precisa che questo dato di per sè non è significativo senza
disporre di altri elementi. Anche le altre sostanze riscontrate non hanno un
ruolo causale nell'evento." (Doc. _, pag. 9)

 

                               2.7.   Chiamato ora
a pronunciarsi questo Tribunale ricorda che il giudice deve fondare il proprio
giudizio prendendo in considerazione tutti i mezzi di prova a disposizione e
valutandoli alla luce delle direttive poste dal TFA (cfr. consid. 2.3).

 

                                         Nella
presente fattispecie, questo Tribunale, ben cosciente di trovarsi di fronte ad
una situazione estremamente delicata e delle gravi conseguenze per i
ricorrenti, già duramente provati nei loro affetti dalla perdita di __________,
ha voluto sentire in udienza il dottor __________ che ha personalmente
effettuato l'autopsia.

 

                                         Alla luce
delle precisazioni fornite dal dottor __________ nel corso dell'udienza questo
Tribunale deve concludere che la perizia di parte si fonda in alcuni punti
essenziali su semplici ipotesi e non sulla realtà dei fatti constatata da
coloro che hanno effettuato l'autopsia e gli altri esami.

                                         In
particolare, contrariamente a quanto affermato dal dottor __________, non vi
sono state nel caso concreto lesioni cerebrali ("la valutazione istologica
del tessuto cerebrale non ha messo in evidenza la presenza di un adema
cerebrale") e al torace atte a spiegare la morte dell'assicurato a seguito
della caduta.

                                         Su
quest'ultimo punto anche la minima quantità di sangue trovata nei vasi
pleurici, nella cavità toracica, spiega come non vi siano state lesioni
importanti.

                                         Al
riguardo non può essere ignorato che il perito di parte, se solo avesse preso
contatto con i servizi cantonali competenti (in particolare l'Istituto
cantonale di patologia) avrebbe potuto effettuare la sua perizia, dopo avere
esaminato il materiale istologico che è stato conservato e quindi non sulla
base di semplici ipotesi.

                                         Alla
perizia del dottor __________ non può essere così assegnata una forza
probatoria, a differenza di quella del dottor __________, il quale se non è
stato in grado di fornire una ragione "positiva" per la morte
dell'assicurato, almeno ha saputo escludere, in modo convincente, dopo un esame
completo e approfondito (cfr. consid. 2.3), che il decesso sia avvenuto per
asfissia o a seguito dei traumi riportati nella caduta (neppure come una
concausa, cfr. STFA del 2 settembre 2003 nella causa C. (U 319/02): 

 

" 
di stabilire un nesso di causalità naturale,
anche solo parziale (DTF 119 V 337 consid. 1 con riferimenti (…). Giova infine
soggiungere che se uno stato patologico preesistente è aggravato oppure si
manifesta in seguito a un infortunio, l'obbligo dell'assicurazione contro gli
infortuni di corrispondere le prestazioni cessa soltanto se l'evento non
costituisce (più) la causa naturale (e adeguata) del danno, ossia se
quest'ultimo è da ricondurre soltanto ed esclusivamente a fattori extrainfortunistici
(cfr. RAMI 1992 no. U 142 pag. 75 consid. 4b e riferimenti)."

 

 

                                         Ora
questa circostanza è nel caso concreto decisiva e sufficiente per dirimere la
presente vertenza se solo si considera che per poter beneficiare di
prestazioni  dell'assicurazione contro gli infortuni occorre dimostrare
l'esistenza del nesso di causalità naturale tra l'infortunio e l'evento per il
quale si richiedono le prestazioni (cfr. consid. 2.1) e che la parte che
pretende le prestazioni deve sopportare le conseguenze di una circostanza che
non si riesce a provare, malgrado l'applicazione del principio dell'ufficialità
(cfr. consid. 2.3).

 

                                         Va infine
rilevato che la soluzione non muterebbe neppure se il malore dell'assicurato
fosse sopraggiunto dopo essere scivolato dalla scala. Infatti, a prescindere
dal fatto che si tratta di una semplice ipotesi (nessuno ha infatti visto
__________ nel momento preciso in cui ha iniziato la caduta dalla scala, è
provato che egli non ha emesso nessun urlo), lo shock emotivo che potrebbe
essere derivato da tale caduta ("si deve ritenere che sia salito per circa
metà la lunghezza dalla scala - lunga complessivamente ca. m. 3.70, dove ha poi
perso l'equilibrio per cause sconosciute") per un operaio abituato a
lavorare sui cantieri non sarebbe infatti sopraggiunto in circostanze tali
(avvenimento terrificante) da poter essere considerato lui stesso un infortunio
ai sensi della giurisprudenza del TFA (cfr. DTF 129 V 177; RAMI 1991 pag. 225
seg.; in particolare pag. 229; RAMI 2000 pag. 89 seg.; SJ 1998 pag. 429; STFA
del 17 giugno 2003 nella causa K., U 273/02; STFA del 10 giugno 2003 nella
causa F., U 103/02; STFA del 31 maggio 2001 nella causa A., U 349/00; DTF 118 V
61; DTF 122 V 230).

 

                                         In
conclusione dunque non è stato possibile accertare, applicando l'abituale
criterio della probabilità preponderante, un nesso causale naturale tra
l'evento infortunistico (la caduta dalla scala) e la morte di __________. In
simili condizioni la decisione su opposizione con la quale l'__________ ha rifiutato
di versare ai superstiti le prestazioni degli art. 28 e seg. LAINF deve essere
confermata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti