# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4903c10c-5413-5adb-b7b6-490a0395d42a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-11-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 03.11.2003 11.2002.107
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2002-107_2003-11-03.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2002.107

  	
  Lugano,

  3 novembre 2003/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
   I. Bernasconi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per giudicare nella causa __.____.___ (azione
di divorzio) della Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna promossa con
petizione del 7 agosto 2001 da

 

	
   

  	
  __________  __________ 

  (patrocinato dall'
  avv. __________  __________) 

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  __________

  (patrocinata __________  __________);

  
	
   

  	
   

  

esaminati gli atti;

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che
con sentenza del 23 agosto 2002 il Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna
ha pronunciato il divorzio tra __________ (1965) e __________ nata __________
(1970), affidando i figli __________ (1993) e __________ (1996) alla madre,
riservato il diritto di vi­sita del padre;

 

                                         che
__________ è stato condannato a versare un contributo indicizzato per la moglie
di fr. 800.– mensili fino al 31 ottobre 2007 e di fr. 400.– fino al 31 ottobre
2012, come pure un contributo indicizzato per ciascun figlio di fr. 800.–
mensili fino al 12° compleanno e di fr. 1000.– fino alla maggiore età,
“rispettiva­men­te fino all'indipendenza economica”;

                                         che alle
parti è stato dato atto di avere già liquidato il regime dei beni matrimoniali,
mentre ciascuna di esse si è vista riconoscere il diritto alla metà della
prestazione d'uscita accumu­lata dall'altra durante il matrimonio presso il
rispettivo istituto di previdenza, gli atti dovendo ancora essere trasmessi al
Tribunale cantonale del­le assicurazioni per definire la somma esatta da far
pervenire a __________;

 

                                         che la
tassa di giustizia di fr. 900.– e le spese di fr. 60.– sono state poste per un
terzo a carico della convenuta e per il resto a carico dell'attore, tenuto a
rifondere a __________ – ammessa al beneficio dell'assistenza giudiziaria –
un'indennità di fr. 2000.– per ripetibili ridotte;

 

                                         che
contro tale sentenza __________ è insorto con un appello del 17 settembre 2002
in cui ha chiesto – previa concessione dell'assistenza giudiziaria – di sopprimere
il contributo per l'ex moglie e di negare a quest'ultima l'assistenza
giudiziaria, assegnando a lui medesimo un'indennità di fr. 3000.– per
ripetibili;

 

                                         che nelle
sue osservazioni dell'8 ottobre 2002 __________ ha proposto di respingere
l'appello, salvo rimettersi al giudizio di questa Camera sulla richiesta di
assistenza giudiziaria formulata dall'ex marito, e ha postulato a sua volta
l'assistenza giudiziaria per la causa in appello;

 

                                         che con
ordinanza del 18 settembre 2003 il giudice delegato di questa Camera ha
assegnato alle parti un termine di dieci giorni per determinarsi sull'ammontare
e la durata del contributo alimentare in favore dei figli, specificando chi
avrebbe assunto le spese per la cura e l'educazione, chi avrebbe sopportato i
costi per l'alloggio e quali motivi giustificassero la fissazione di tali
contributi oltre la maggiore età dei ragazzi;

 

                                         che
__________ si è espresso al riguardo in un memoriale del 22 settembre 2003 e
__________ ha fatto altrettanto in un memoriale del 1° ottobre successivo;

 

                                         che con
lettera del 21 ottobre 2003 __________ dichiara ora di ritirare l'appello, invitando
questa Camera a emet­tere il decreto di stralcio;

 

e considerando

 

in diritto:                        che
la desistenza di una parte pone fine alla lite e ha forza di cosa giudicata
(art. 352 cpv. 1 CPC);

 

                                         che il
giudice ne dà atto e stralcia la causa dal ruolo (art. 352 cpv. 2 CPC);

 

                                         che in
caso di desistenza, come in caso di transazione o di acquiescenza, la tassa di
giustizia, le spese e le ripetibili sono fissate e suddivise a richiesta di
parte dal giudice adito (art. 151 CPC);

 

                                         che, per
principio, il ritiro di un appello equivale a desistenza, sicché il recesso da
una lite comporta l'obbligo di sopportare gli oneri processuali e di rifondere
alla controparte un'equa indennità per ripetibili (Rep. 1978 pag. 375 seg.);

 

                                         che nella
fattispecie non v'è motivo per scostarsi da tale regola, fermo restando che la
tassa di giustizia va adeguatamente ridot­ta, la causa in appello non
terminando con un giudizio di merito (art. 21 LTG);

 

                                         che la
richiesta di assistenza giudiziaria introdotta da __________ non può essere
accolta, l'interessato medesimo avendo privato l'appello, con il ritiro, di
ogni probabilità di esito favorevole (art. 14 cpv. 1 lett. a Lag);

 

                                         che, del
resto, l'appellante non ha mai presentato nemmeno – contrariamente alle
assicurazioni fornite nell'appello (pag. 14 in fondo) – l'apposito certificato
munito del relativo parere municipale (art. 4 cpv. 1 Lag);

 

                                         che in
ogni modo, secondo le sue stesse dichiarazioni, l'appellante risulta disporre
di un agio mensile sul proprio fabbisogno minimo, una volta versati i
contributi alimentari di complessivi 

                                         fr.
2400.– mensili per moglie e figli, di fr. 950.– (appello, pag. 6), sicché non
può considerarsi “indigente” nel senso dell'art. 3 Lag;

 

                                         che per
quanto riguarda invece la richiesta di assistenza giudiziaria formulata da
__________, essa merita accoglimento (come in prima sede) quand'anche l'interessata
goda di un agio mensile di fr. 500.– sul proprio fabbisogno minimo, come asserisce
l'appellante (memoriale, pag. 6), a cui si aggiunge il contributo alimentare di
fr. 800.–;

 

                                         che, in
effetti, tale margine risulterebbe ampiamente assorbito dal fabbisogno in denaro
dei figli a lei affidati, il contributo alimentare erogato da __________ non bastando
con ogni verosimiglianza a coprire le necessità di loro, visto quanto prevedono
le racco­mandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamen­to
professionale del Canton Zurigo, cui questa Camera si ispira da oltre un
ventennio (tabella applicabile al momento in cui ha statuito il Pre­tore in:
Rep. 1999 pag. 372);

 

                                         che,
d'altro lato, la resistenza della convenuta davanti a questa Camera non era senza
probabilità di esito favorevole, tant'è che per finire l'attore ha ritirato
l'appello;

 

                                         che, a
rigore, l'attribuzione di ripetibili alla convenuta renderebbe senza oggetto la
richiesta di assistenza giudiziaria (sentenza inc. 11.1999.125 del 6 novembre
2000, consid. 13);

 

                                         che
l'intervento dello Stato è, invero, puramente sussidiario rispetto alla
possibilità di incassare ripetibili dalla controparte (cfr. Hausheer/Reusser/Geiser in: Berner
Kommentar, edizione 1999, n. 15a ad art. 163 CC; Bräm in: Zürcher Kommentar, edizione 1993, n. 138 ad art. 159
CC; Leuenberger in: Schwenzer, Praxiskommentar Scheidungs­recht,
Basilea 2000, n. 53 ad art. 137 CC; Hinderling/Steck,
Das schweizerische Ehescheidungsrecht, Zurigo 1995, pag. 552 nota 5 con rinvii; ZR 90/1991 pag. 259 n.
82);

 

                                         che nella
fattispecie, nondimeno, l'indennità per ripetibili assegnata alla convenuta
appare di difficile riscossione, l'appellante dovendo già provvedere con la sua
disponibilità mensile a tacitare il proprio legale per il patrocinio in
entrambi i gradi di giudizio;

 

                                         che ad
ogni buon conto il patrocinatore della convenuta dovrà rendere attendibile, al
momento in cui sottoporrà la nota professionale a questa Camera per l'approvazione
(art. 7 cpv. 2 Lag), la ragionevole impossibilità di incassare ripetibili
sufficienti;

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

decreta:                   1.   Si
prende atto del ritiro dell'appello. La causa è stralciata dai ruoli per
desistenza.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 150.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
200.–

                                         sono
posti a carico dell'appellante, che rifonderà alla controparte fr. 1500.– per
ripetibili.

 

                                   3.   La
richiesta di assistenza giudiziaria presentata dall'appellante è respinta.

 

                                   4.   __________
è ammessa al beneficio dell'assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio
dell'avv. __________.

 

                                   5.   La Pretura
curerà l'invio degli atti al Tribunale cantonale delle assi­curazioni conformemente
al lemma del dispositivo n. 6 figuran­te nella sentenza di divorzio.

 

                                   6.   Intimazione:

	
   

  	
  –;

  –__________.

  Comunicazione
  alla Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna.

  

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale
d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario