# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3d0087b9-0c7a-5a10-be09-e86186140727
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 09.03.2010 (publiziert) 60.2003.245
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2003-245_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2003.245

   

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Daniela Rüegg, vicecancelliera

  

 

 

sedente per
statuire sull’istanza di promozione dell’accusa 28/29.7.2003 presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1 ,

   

  
	
   

  	
   

  in relazione

  	 

 

	
   

  	
  al decreto di
  non luogo a procedere 15.7.2003 emanato dal procuratore pubblico Marco Villa
  nell’ambito del procedimento penale dipendente dalla denuncia 19/24.6.2003
  nei confronti di __________ PI 1, __________, __________ PI 2, __________
  (patr. da: avv. __________ PA 1, __________), __________ PI 3, __________
  (patr. da: avv. __________ PA 2, __________) e di ignoti, per titolo
  di falsa testimonianza, rispettivamente falsa perizia;

  

 

 

premesso che
nella prima pagina dell’istanza 28/29.7.2003 è stato indicato quale
patrocinatore di __________ IS 1 l’avv. __________ __________, __________, ma
che il gravame è stato sottoscritto personalmente ed esclusivamente
dall’istante, la presente decisione viene intimata direttamente a quest’ultimo;

 

richiamate le
osservazioni 6.8.2003 del procuratore pubblico, 6/7.8.2003 di __________ PI 2 e
11/12.8.2003 di __________ PI 3, tutte concludenti per la reiezione del
gravame;

 

rilevato che __________
PI 1 non ha presentato osservazioni;

 

ritenuto che
concluso lo scambio degli allegati, senza riserva di produzione e pertanto in
modo inammissibile, l’istante ha prodotto due lettere (del 2/3.12.2003 e del
16/18.8.2004, quest’ultima trasmessa a questa Camera per il tramite dell’avv. __________
__________);

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

                                   a.   Con
esposto 19/24.6.2003 __________ IS 1 ha sporto denuncia penale nei confronti di
__________ PI 1, __________ PI 2, __________ PI 3 e terzi ignoti, per titolo di
falsa testimonianza, falsa perizia, falsa traduzione od interpretazione, in
relazione a due cause di natura civile promosse il 18.11.1994 (azione creditoria)
ed il 28.9.1993, rispettivamente il 26.8. 1995 (iscrizione di un’ipoteca legale
in via provvisoria ed in via definitiva) da __________ IS 1 contro la __________
__________, __________, presso la Pretura di __________ [cfr. inc. __________ e
inc. __________], nell’ambito delle quali sono stati nominati quali periti
giudiziari __________ PI 1 e __________ PI 3, mentre __________ PI 2 è
intervenuto in qualità di perito privato della __________ (cfr. ordinanza
22.2.2000, p. 1 e 2, inc. __________). 

 

 

                                   b.   In
quella sede __________ PI 1 ha allestito una prima perizia come prova a futura
memoria nel corso del mese di luglio 1993 e una seconda perizia, quale suo
complemento, nel corso del mese di ottobre 1993 (cfr. doc. B e C allegati alla
denuncia penale 28/29.7.2003). __________ PI 3, dal canto suo, ha presentato
alla Pretura di __________ il proprio referto giudiziario il 9.12.1997 ed il
30.10.1998 ha trasmesso alla medesima la sua completazione (cfr. doc. D e doc.
E allegati alla denuncia penale 28/29.7.2003). __________ PI 2 ha invece
allestito una perizia di prova a futura a memoria il 21.5.1993 su incarico
della __________ __________, che l’ha prodotta in sede di causa; egli è stato
successivamente sentito in qualità di teste dinanzi alla competente Pretura (cfr.
doc. A allegata alla denuncia penale 28/29.7.2003; suo verbale di audizione del
13.2.1996, __________). 

 

 

                                   c.   Con sentenza 25.10.2000 il pretore della Giurisdizione di __________
ha respinto le petizioni 18.11.1994 e 26.8.1995 inoltrate da __________ IS 1,
accogliendo parzialmente l’azione riconvenzionale presentata dalla controparte,
condannando __________ IS 1 al versamento dell’importo di CHF 115'327.--, oltre
interessi al 5% dal 22.7.1994 (cfr. sentenza 25.10.2000, inc. __________, p. 8
e 9). Questa sentenza, impugnata successivamente da __________ IS 1, è stata
confermata sia dalla II Camera civile del Tribunale d’appello con decisione
9.11.2001, sia dal Tribunale federale con decisione 5.9.2002 (cfr. decisione __________).

 

 

                                   d.   Con decisione 15.7.2003 il procuratore pubblico ha decretato il non
luogo a procedere in ordine alla denuncia 19/24.6.2003, rilevando in
particolare che non è “(…) questa la via per ripresentare (se non nuovamente
contestare) asserite censure o ritenute manchevolezze (sia procedurali che
probatorie) di cui il denunciante sarebbe stato a suo dire vittima nel contesto
della procedura civile” (decreto di non luogo a procedere 15.7.2003, p. 5).
Ha inoltre evidenziato che “(…), agli atti non vi è alcuna prova chiara,
manifesta e non di parte che testimoni come anche solo da un punto di vista
oggettivo (e quindi nel merito) i tre denunciati, al momento della stesura
delle loro perizie e complementi giudiziari (quindi non per PI 2 __________)
rispettivamente in sede di loro audizione in Pretura, avessero detto il falso o
allestito delle false perizie” e che dal profilo soggettivo “dagli atti
richiamati non vi è alcuna prova o anche solo iniziale indizio atta a
comprovare come con le loro perizie e/o audizioni in Pretura i tre denunciati
abbiano (ipoteticamente e per denegata ipotesi) intenzionalmente scritto o
detto il falso sapendo o volendo espressamente mentire” (decreto di non luogo
a procedere 15.7.2003, p. 5). Delle altre motivazioni si dirà, nella misura del
necessario, nei considerandi di diritto.

 

 

                                   e.   Con
il presente tempestivo gravame __________ IS 1 ne postula il suo accoglimento,
chiedendo che venga promossa l’accusa nei confronti di __________ PI 1, __________
PI 2, __________ PI 3 e di terzi ignoti, per l’ipotesi di reato di cui all’art.
307 CP (cfr. istanza di promozione dell’accusa 28/29.7.2003, p. 4).

 

                                         L’istante
contesta in sostanza le conclusioni cui è giunto il magistrato inquirente in
relazione al reato ipotizzato, essendo stato comprovato in sede di denuncia che
“(…) i risultati peritali raggiunti sono errati e volutamente falsi (…)”,
asserendo di non essere “(…) mai stato convinto che le perizie allestite”
dai denunciati “(…) in realtà potevano essere tenute in considerazione, per
cui” ha fatto “(…) allestire a sua volta una nuova perizia, di parte,
dall’Ufficio di __________ (…)”, esponendo quindi le sue contestazioni (istanza
di promozione dell’accusa 28/29.7.2003, p. 2 ss.). Delle altre motivazioni,
così come delle osservazioni di __________ PI 2 e di __________ PI 3 si dirà,
se indispensabile, in seguito.

 

 

 

in diritto

 

                                   1.   In presenza di un non luogo a procedere, l'art. 186 cpv. 1 CPP
concede alla parte lesa, che si costituisce parte civile, la facoltà di presentare
alla Camera dei ricorsi penali, entro dieci giorni, un'istanza motivata di
promozione dell'accusa nei confronti del denunciato o querelato.

 

                                         Il
primo presupposto per l'accoglimento di un'istanza di promozione dell'accusa,
risultante da consolidata giurisprudenza (REP. 1994 n. 115, 1989 p. 598 e 1987
p. 262), è l'esistenza di seri indizi di colpevolezza emergenti dagli atti. Per
principio, infatti, l'azione penale è essenzialmente pubblica e, come tale,
esercitata dal procuratore pubblico (art. 2 CPP) per cui la sua promozione,
attraverso il preventivo esame dell'accusa contro una determinata persona (art.
189 CPP), non può essere lasciata all'arbitrio o al sentimento soggettivo della
parte lesa, ma deve fondarsi su oggettivi e concreti elementi indizianti.

                                         In
questo senso non è sufficiente una diversa interpretazione delle risultanze da
parte dell'istante, ma occorre la dimostrazione della verosimiglianza di alto
grado circa altra conclusione che merita approfondimento istruttorio.

 

                                         Seconda
condizione di ammissibilità (una volta data la prima) è la disponibilità di nuove
prove da assumere, rispettivamente la possibilità di approfondimento di prove
già acquisite, tale da consentire l'eventuale passo dall'indizio alla certezza,
come alle competenze del giudice di merito. 

 

 

                                   2.   Prima
di entrare nel merito della vertenza occorre rilevare che il contenuto del
presente gravame corrisponde essenzialmente a quello dell’allegato di denuncia
penale 19/24.6.2003, avendo l’istante attuato un semplice “copia e incolla” di alcune
parti della denuncia, fornendo alcune precisazioni al punto 3 e al punto 5
dell’istanza di promozione dell’accusa 28/29.7.2003 (cfr. istanza di promozione
dell’accusa 28/29.7.2003, p. 2 e 3). L’istante inoltre contesta sostanzialmente
l’operato dei denunciati, senza tuttavia indicare seri e concreti indizi di
colpevolezza a loro carico e senza confrontarsi sufficientemente con i
presupposti oggettivi e soggettivi del reato ipotizzato. Ciò non è evidentemente
sufficiente per promuovere l’accusa. Per questo motivo il gravame è da
dichiararsi irricevibile. 

                                         A
prescindere dall’irricevibilità dell’istanza, il decreto impugnato andrebbe in
ogni modo confermato nel merito.

 

 

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Il
reato di cui all’art. 307 cpv. 1 CP - secondo cui è punito con la reclusione
sino a cinque anni o con la detenzione chiunque come testimonio, perito,
traduttore od interprete in un procedimento giudiziario, fa sui fatti della causa
una falsa deposizione, una falsa constatazione o fornisce una falsa perizia o
traduce falsamente; se il dichiarante ha prestato giuramento o ha promesso
solennemente di dire la verità, la pena è della reclusione sino a cinque anni o
della detenzione non inferiore a sei mesi (art. 307 cpv. 2 CP); la pena è della
detenzione sino a sei mesi se la falsità concerne fatti non influenti sulla
decisione del giudice (art. 307 cpv. 3 CP) - presuppone, dal profilo
soggettivo, intenzionalità da parte dell’autore; il dolo eventuale è comunque
sufficiente (cfr. A. DONATSCH / W. WOHLERS, Strafrecht IV, Delikte gegen die Allgemeinheit,
3. ed., Zurigo 2004, p. 430 e 431; BSK StGB II - V. DELNON / B. RÜDY, Basilea
2003, n. 29 ad art. 307 CP; S. TRECHSEL, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Kurzkommentar,
2. ed., Zurigo 1997, n. 15 ad art. 307 CP; G. STRATENWERTH, Schweizerisches Strafrecht,
BT II, 5. ed., Berna 2000, § 54 n. 36; B. CORBOZ, Les principales infractions
en droit suisse, volume II, Berna 2002, n. 46 ad art. 307 CP). L’ignoranza e
l’errore escludono il dolo (cfr. decisioni CRP 17.11.1997 in re C. A. e F. A. e
5.12.1997 in re E. L., pubblicate in REP. 1997 n. 91).

 

                                         3.2.

L’istante, per corroborare la sua
tesi accusatoria, si avvale delle perizie di parte da lui commissionate ed
allestite il 6.1.1998, rispettivamente il 20.7.1999, da __________ (cfr. doc. F
e G allegati alla denuncia penale 19/24.6.2003).

 

3.2.1.

L’istante, in relazione all’operato di __________ PI 2 ribadisce che
"(…) fu lui a riprogettare l’impianto ancor oggi esistente con uno schema
identico a quello realizzato da IS 1, ma aggiungendo il registro di
accumulazione dell’energia solare nel terreno, quando invece IS 1 lo aveva
concepito con partenze già predisposte a questo scopo e inoltre con accumulazione
in appositi serbatoi”, asseverando che egli avrebbe “(…) dunque agito
con l’intenzione di poter acquisire l’incarico __________ __________ e quindi
finalmente accaparrarsi il cliente a scapito di IS 1 (cfr. i due schemi
prodotti nell’incarto della Pretura di ____________________)" (istanza
di promozione dell’accusa 28/29.7.2003, p. 3; denuncia penale 19/24.6.2003, p.
4). Ribadisce altresì che egli, unitamente agli altri due periti, sarebbe
giunto a conclusioni "(…) assolutamente insostenibili" e di
aver pure reso una falsa testimonianza dinanzi al Pretore (istanza di
promozione dell’accusa 28/29.7.2003, p. 4; denuncia penale 19/24.6.2003, p. 5).

 

Giova innanzitutto ricordare che, come del resto rettamente rilevato
da __________ PI 2 nelle sue osservazioni 6/7.8.2003 (cfr. osservazioni
6/7.8.2003, p. 3), la perizia da lui allestita il 21.5.1993 gli è stata commissionata
dalla __________, la quale l’ha prodotta nella fase d’introduzione della causa
civile. Trattandosi di una perizia di parte e non essendo __________ PI 2 stato
nominato quale perito giudiziario nel corso della procedura civile, l’ipotesi
di reato di falsa perizia non è applicabile al caso di specie (cfr. BSK StGB II
- V. DELNON / B. RÜDY, op. cit., n. 12 ad art. 307 CP). 

Occorre pertanto stabilire se il contenuto della sua deposizione
resa sotto giuramento ed in qualità di teste il 13.2.1996 adempia la fattispecie
di cui all’art. 307 CP. Dalla lettura del verbale non si ravvisa alcun agire
intenzionale da parte sua e non appare nemmeno che egli abbia voluto oppure
abbia preso in considerazione di dichiarare il falso (cfr. verbale di udienza
13.2.1996, inc. __________). Egli, in quella sede, ha semplicemente confermato
di aver allestito il rapporto peritale 21.5.1993, fornendo alcune delucidazioni
in merito ed esponendo la sua opinione in relazione ai difetti riscontrati
all’impianto di riscaldamento installato dalla ditta __________ __________. La
tesi dell’istante secondo cui il denunciato avrebbe agito con l’intenzione di
ottenere l’incarico da parte __________ e procacciarsi in tal modo questo
cliente è un’affermazione di parte che non trova alcun riscontro oggettivo
negli atti e del resto non comprova assolutamente che egli avrebbe dichiarato
il falso dinanzi al Pretore. Si rileva infine che __________ PI 2 "(…)
conferma ancora oggi la sua deposizione, in particolare la veridicità della
medesima" (osservazioni 6/7.8.2003, p. 3).

 

Nemmeno l’asserzione dell’istante secondo cui __________ PI 2 e __________
PI 1 "(…) allorquando invitati dall’istante ad un rilevamento dati di
un tetto elioform, (…) hanno declinato l’invito trincerandosi dietro scuse
varie e non dimostrando alcuna disponibilità a stabilire la verità (…)",
allegando contestualmente copia di due scritti del 18.2.1994 (cfr. istanza di
promozione dell’accusa 28/29.7.2003, p. 2; doc. L e M ivi allegati), è atta
dimostrare che il denunciato avrebbe dichiarato il falso mediante la sua deposizione
in sede civile. Occorre a questo riguardo evidenziare che con scritto 18.2.1994
__________ PI 2 ha informato l’istante, trasmettendo una copia per conoscenza
alla competente Pretura, di essere "(…) spiacente di dover declinare
l’invito all’incontro del 18.2.94 per impegni precedentemente assunti, e visti
i brevi termini, impossibili da spostare. Considerato come le misurazioni da
lei volute saranno effettuate in presenza di un ingegnere specializzato, saranno
sicuramente da ritenere valide e sarà allestito un protocollo al riguardo; la
pregherei pertanto volermene trasmettere copia con indicato pure il recapito
dello specialista che l’assisterà nell’operazione" (doc. M allegato
all’istanza di promozione dell’accusa 28/29.7.2003). Ora, a prescindere dal
fatto che, contrariamente a quanto asserisce l’istante, non appare che il
denunciato non abbia voluto collaborare e non abbia voluto stabilire la verità,
questa lettera non è comunque atta a comprovare che egli avrebbe assunto un
atteggiamento penalmente rilevante. 

 

                                         3.2.2.

                                         Circa
l’operato di __________ PI 3 l’istante ritiene che egli "(…) avrebbe
dovuto (…) consultare le perizie di PI 1 e PI 2 e rilevare le ev. inesattezze e
assurdità, dando poi il suo giudizio. In questo modo egli avrebbe potuto
giustificare se e per quale motivo riteneva valide la perizia",
asseverando che egli “(…) si è invece lanciato alla cieca teorizzando e concludendo
senza argomentazione di base scientifica pertinente" e che "avallando
quanto detto da PI 1 e da PI 2 e senza entrare volutamente nella consultazione
critica dei referti egli ha intenzionalmente appoggiato e sostenuto
l’inesattezza e la falsità di quanto scritto dagli altri due periti"
(istanza di promozione dell’accusa 28/29.7.2003, p. 3 e 4; denuncia penale 19/24.6.2003,
p. 5). L’istante, per suffragare la sua tesi accusatoria, si basa sulle
conclusioni della perizia di parte di __________ __________, in cui quest’ultimo
contesta l’operato di __________ PI 3 (cfr., al proposito doc. G, p. 23 e 24).
Questa perizia tuttavia non comprova in alcun modo che __________ PI 3 con
l’allestimento dei referti peritali del 9.12.1997 e 30.10.1998 (cfr. al proposito
doc. D e doc. E allegati alla denuncia penale 19/24.6.2003) abbia
intenzionalmente fornito delle informazioni inveritiere, ritenuto inoltre che,
come esposto in precedenza, l’ignoranza e l’errore escludono il dolo (cfr. decisioni
CRP 17.11.1997 in re C. A. e F. A. e 5.12.1997 in re E. L., pubblicate in REP.
1997 n. 91). 

 

                                         3.2.3.

Infine, dalla documentazione agli atti risulta che nemmeno __________
PI 1 abbia assunto un atteggiamento penalmente rilevante. 

Dalla perizia di parte 6.1.1998
allestita da __________ __________ (cfr. doc. F, in particolare p. 12, allegata
denuncia penale 19/24.6.2003; istanza di promozione dell’accusa 28/29.7.2003,
p. 2; denuncia penale 19/24.6.2003, p. 4) non emerge che il denunciato avrebbe
intenzionalmente redatto dei reperti peritali falsi. 

 

L’asserzione dell’istante secondo cui __________ PI 1 avrebbe affermato
il falso essendosi "(…) cimentato nel determinare in maniera del tutto
arbitraria e contraria alle regole dell’arte scientifica, la resa energetica
del tetto Elioform (…)" e non avendo nemmeno "(…) considerato
volutamente il valore di isolazione “K” su tutte le pareti esterne degli edifici
composte da 3 strati di 3 cm ciascuno (tot 9 cm) di cappotto (intonaco)
isolante", che "(…). Dal doc. N si evince come la ditta __________
__________, che ha fornito poi l’intonaco isolante, sin dalla fase progettuale,
abbia indicato il coefficiente di trasmissione termico (valore K) a seconda
dello spessore dell’intonaco con valori aggirantisi tra lo 0.76 (4 cm di
intonaco e lo 0.59 (6 cm di intonaco)" e che egli "(…) invece
indica del tutto arbitrariamente tale valore in 1.50 (cfr. doc. C, ad es. pag.
26)" (istanza di promozione dell’accusa 28/29.7.2003, p. 2 e 3), non
dimostra che egli abbia intenzionalmente scritto il falso, essendo pure questa
un’argomentazione di parte che non trova alcun riscontro oggettivo negli atti.
Si ricorda nuovamente che l’ignoranza o l’errore escludono l’applicazione di
cui all’art. 307 CP. Nemmeno il contenuto dello scritto 17.2.1994 trasmesso dal
denunciato all’istante è penalmente rilevante (cfr., al proposito, istanza di
promozione dell’accusa 28/29.7.2003, p. 2; doc. L ivi allegato).

 

3.3.

                                         Ciò
posto e ritenuto che dagli atti - già dal profilo soggettivo - non emergono
seri e concreti indizi di colpevolezza a carico dei denunciati in relazione
all’ipotesi di reato ipotizzato, si può prescindere dall’esame degli altri
presupposti di cui all’art. 307 CP. 

                                         

                                         Occorre
al proposito evidenziare che le problematiche sollevate dall’istante sembrano invero
rivestire una connotazione di natura civilistica, che andavano, se del caso,
risolte in quella specifica sede. La questione non merita pertanto ulteriore
approfondimento ed il decreto impugnato non può che essere confermato. 

 

 

                                   4.   Non
essendo data la prima condizione di ammissibilità dell'istanza, è superfluo
esaminare la disponibilità di nuove prove da assumere, rispettivamente la
possibilità di approfondimento di prove già acquisite, tale da consentire
l'eventuale passo dall'indizio alla certezza, come alle competenze del giudice
di merito. Il procuratore pubblico non è del resto obbligato ad assumere tutte
le prove, essendo ammesso un apprezzamento anticipato (decisione TF 6P.73/2004 dell'11.10.2004;
R. HAUSER / E. SCHWERI, Schweizerisches Strafprozessrecht, 5. ed., Basilea
2002, § 54 n. 1 e § 55 n. 8 ss.), segnatamente quando la prova è manifestamente
irrilevante, inutile o inidonea a dimostrare fatti pertinenti o a modificare la
convinzione del giudice (M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice
di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 25 ad art. 58 CPP e n. 4 ad art.
79 CPP).

 

 

                                   5.   Si rileva infine che con il presente gravame l’istante chiede di
promuovere l’accusa nei confronti di terzi ignoti, omettendo di precisare il nominativo
del/dei presunto/i autore/i. Anche sotto questo aspetto il gravame è da
dichiararsi irricevibile, siccome la promozione dell’accusa può essere ordinata
solo nei confronti di una determinata persona (cfr., al proposito, art. 188 lit.
a CPP).

                                         

 

                                   6.   Visto
quanto precede, l’istanza va dichiarata irricevibile. Tassa di giustizia, spese
e ripetibili seguono la soccombenza.

 

 

Per questi
motivi,

richiamati gli
art. 184 ss. CPP, 307 CP, 1 ss. e 39 lit. f LTG e ogni altra disposizione applicabile,

 

 

pronuncia

 

                                   1.   L’istanza
è irricevibile.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 550.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi fr.
600.-- (seicento), sono poste a carico di __________ IS 1, 

                                         __________,
che rifonderà a __________ PI 2, __________, e a __________ PI 3, __________, ciascuno
CHF 400.-- (quattrocento) a titolo di ripetibili di questa sede.

 

 

,                                  3.   Intimazione:

                                      

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  1. PI 1 

  2. PI 2 

  2 patrocinato da: PA 1 

  3. PI 3 

  patrocinato da: PA 2 

   

  

Per la Camera
dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             La
segretaria