# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 83fccad8-a527-55ea-9d04-e88295573b3e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-07-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.07.2009 D-5087/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5087-2006_2009-07-10.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5087/2006/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  l u g l i o  2 0 0 9  

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Thomas Wespi, Walter Lang, 
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Serbia,
rappresentato da (...),
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 26 ottobre 2006 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5087/2006

Fatti:

A.
Il  7 settembre 2002, l'interessato ha presentato una prima domanda 
d'asilo  in  Svizzera.  Con  decisione  del  25  ottobre  2002,  l'Ufficio 
federale dei rifugiati (UFR, attuale UFM) non è entrato nel merito della 
menzionata domanda ed ha ordinato, nel contempo, l'allontanamento 
dell'interessato dalla Svizzera, ritenuto che egli si era reso irreperibile 
a partire dal (...). 

B.
Il 16 dicembre 2005, l'interessato ha inoltrato una seconda domanda 
d'asilo in Svizzera. Con decisione del 20 marzo 2006, l'UFM di nuovo 
non  è  entrato  nel  merito  della  suddetta  richiesta,  pronunciando 
l'allontanamento dell'interessato, il quale a partire dall' (...) era ancora 
scomparso. 

C.
Il 28 agosto 2006, l'interessato, d'etnia serba, originario di B._______ 
(Serbia) e residente a C._______ (D._______), ha presentato la terza 
domanda d'asilo in Svizzera.  Ha dichiarato, in sostanza e per quanto 
qui di rilievo (cfr. verbali d'audizione dell'11 settembre 2006 nonché del 
27 settembre 2006,  del  4 ottobre  2006  e  del 9 ottobre 2006)  di  non 
essere  rientrato  in  patria  dopo  la  sua  seconda  domanda  d'asilo  in 
Svizzera,  bensì  di  essersi  recato  in  diversi  Paesi  europei,  dove 
avrebbe  chiesto  asilo.  Nel  febbraio  2006,  l'interessato  si  sarebbe 
recato in E._______ per trovare sua moglie oppure per recuperare una 
video  cassetta  e  dei  documenti.  In  E._______  egli  sarebbe  stato 
arrestato per (...) e, dopo tre rispettivamente quattro mesi di carcere, 
sarebbe  stato  espulso  verso  l'F.______,  dove  avrebbe  altresì 
presentato  una  domanda  d'asilo.  Senza  aspettare  l'esito  di 
quest'ultima, dall'F._______ l'interessato avrebbe raggiunto la Svizzera 
per  presentare  la  sua terza  domanda d'asilo,  a  distanza di  circa  un 
anno dal suo espatrio, avvenuto nel mese di  maggio rispettivamente 
giugno 2005. L'interessato ha dichiarato di far valere i medesimi motivi 
avanzati durante le precedenti procedure d'asilo, adducendo ovvero di 
essere  espatriato  per  il  timore  di  essere  ucciso  da tanti  personaggi 
rispettivamente  da  G._______  -  all'epoca  comandante  di  un'unità 
speciale operante a H._______ e ad oggi comandante della (...) serba 
- in quanto sarebbe stato testimone di crimini di guerra durante gli anni 
novanta  nella  zona  di  H._______  e  avrebbe avuto  dei  legami  con i 

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servizi segreti croati. L'interessato inoltre ha aggiunto che il suo amico 
di  B._______  -  nel  frattempo  -  l'avrebbe  tradito,  riferendo  quanto 
sapeva al comandante G._______. L'interessato sarebbe scampato a 
tre tentativi di omicidio, il primo nel 1991 e gli altri nel 1993, oppure nel 
2005.

D.
In occasione dell'audizione sommaria dell'11 settembre 2006 e della 
continuazione,  in  data  9 ottobre 2006,  dell'audizione  federale  diretta 
del 27 settembre 2006, l'interessato ha prodotto quali  mezzi di prova 
dei  documenti  presentati  come  le  copie  di  comunicazioni  di  posta 
elettronica  (tre  pagine),  copie  di  fotografie,  nonché  copia  di  un 
rapporto relativo alla sentenza emessa in I._______ (cfr. agli atti).

E.
Il  26  ottobre  2006,  l'UFM ha  respinto  la  succitata  domanda d'asilo. 
Detto  Ufficio  ha  pure  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato 
dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento,  entro  il 
5 gennaio 2007, verso il suo Paese d'origine, ossia la Serbia, siccome 
lecita, esigibile e possibile.

F.
Il  27  novembre  2006,  l'interessato,  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  alla 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA)  contro  la 
menzionata  decisione  dell'UFM.  Ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della decisione impugnata, il  rinvio degli  atti  di  causa 
all'UFM  per  ulteriori  indagini  nonché,  in  via  sussidiaria,  il 
riconoscimento  dello  statuto  di  rifugiato  e  la  concessione 
dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una  domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  equivalente  alle  spese 
processuali.

G.
Il  6  dicembre 2006,  la  CRA ha rinunciato,  ritenuta la  sussistenza di 
motivi  particolari  (art. 63 cpv. 4 della  legge federale sulla  procedura 
amministrativa del  20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]),  a  chiedere 
all'insorgente il versamento di un anticipo a copertura delle presumibili 
spese  processuali.  Nel  contempo,  ha  invitato  l'autorità  inferiore  a 
presentare una risposta al ricorso.

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H.
Il 14 dicembre 2006, l'UFM, nell'ambito della sua risposta, ha proposto 
la reiezione del gravame.

I.
Il  6  febbraio  2007,  il  TAF  ha  concesso  al  ricorrente  la  facoltà  di 
introdurre l'atto di replica.

J.
Il 19 febbraio 2007, l'autore del gravame ha presentato l'atto di replica.

K.
Per  numerosi  presunti  reati,  il  26  aprile  2007,  il  ricorrente  è  stato 
arrestato e detenuto in carcere preventivo fino al  21 maggio 2007 e 
successivamente dal 4 al 26 ottobre 2007.

L.
Dal  1° marzo  2008  al  7  giugno  2008,  l'insorgente  è  stato  alle 
dipendenze di una ditta di (...). 

M.
Il 31 luglio 2008, il ricorrente è stato nuovamente arrestato e messo in 
detenzione preventiva per diversi ulteriori presunti reati.

N.
Con sentenza del (...), regolarmente cresciuta in giudicato, il ricorrente 
è stato riconosciuto colpevole - tra i tanti capi d'accusa imputatigli - per 
i  reati di (...),  (...),  (...),  (...),  (...),  (...),  (...),  (...),  (...) e infine (...) alla 
legge  federale  (...)  (RS  [...]).  Egli  è  stato  condannato  alla  pena 
detentiva  di  (...)  mesi,  nella  quale  è  stato  computato  il  carcere 
preventivo  sofferto.  La  suddetta  pena  è  prevista  terminare  il  (...), 
ritenuto che il termine dei 2/3 per la pena è scaduto il (...), senza che 
sia stata ammessa la richiesta di liberazione condizionale avanzata dal 
ricorrente (cfr. agli atti). 

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Diritto:

1.

1.1 Il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
(art. 31 e art. 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno 2005 [LTAF, RS 173.32],  art. 105 della  legge sull'asilo 
del 26 giugno 1998 [LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d  della legge sul 
Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

1.2 Il TAF osserva, altresì, che dal 1° gennaio 2007 giudica, in quanto 
sia  competente,  i  ricorsi  pendenti  al  31  dicembre  2006  presso  le 
commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi 
dei  dipartimenti.  Il  giudizio  si  svolge  secondo  il  nuovo  diritto 
processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

1.3 Giusta il  capoverso 1 delle disposizioni  transitorie della modifica 
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 nonché all'art. 50 e all'art. 52 PA, 
nonché all'art. 108 cpv. 1 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 
l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai motivi invocati dalle parti 
(art.  62  cpv.  4  PA)  o  dai  considerandi  della  decisione  impugnata 
(v. sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  D-4917/2006  del 
12 luglio 2007 consid. 3).

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5.

5.1 Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  considerato  inverosimili  - 
siccome  incompatibili  con  l'esperienza  generale  di  vita  o  la  logica 
dell'agire nonché incredibili - le allegazioni del richiedente concernenti 
la sua domanda d'asilo. Infatti, l'interessato per ben due volte durante 
lo  svolgimento  delle  precedenti  domande  d'asilo,  si  sarebbe  reso 
irreperibile denigrando così l'importanza dei suoi pretesi motivi d'asilo 
e  rendendoli  pertanto  inattendibili.  Per  di  più,  il  richiedente  non 
avrebbe  reso  allegazioni  concrete  e  dettagliate.  Segnatamente,  egli 
non  sarebbe  stato  capace  di  spiegare  il  suo  rapporto  con  il 
comandante G._______, di cui inoltre non saprebbe se fosse ricercato 
a  livello  nazionale  o  internazionale  e  quando  l'avrebbe  visto  per 
l'ultima volta. Egli non avrebbe nemmeno e deliberatamente spiegato 
quali sarebbero i suoi problemi con questa persona, ciò che avrebbe 
dovuto  saper  descrivere  in  maniera  dettagliata,  se  ne  avesse 
realmente avuti. Il richiedente inoltre avrebbe reso dichiarazioni anche 
contraddittorie,  oltre  che  vaghe  ed  elusive,  su  come  il  suo  amico 
l'avrebbe tradito e su cosa avrebbe detto o fatto contro di lui. L'UFM ha 
ritenuto  che  i  documenti  prodotti,  oltre  ad essere  delle  copie  di  cui 
l'autorità  non  può  verificare  l'autenticità,  sarebbero  inadeguati  a 
dimostrare  l'attendibilità  delle  dichiarazioni  del  richiedente,  dato  che 
alcuni  si  limiterebbero  a  mostrarlo  in  abiti  militari  durante  un 
festeggiamento e l'altro sarebbe la conferma dell'arresto del medesimo 
in  I._______.  Pertanto,  l'UFM  ha  concluso  che  le  allegazioni 
presentate  non  soddisfano  le  condizioni  di  verosimiglianza  previste 
dall'art. 7 LAsi. Per conseguenza, non potrebbe essere riconosciuta la 
qualità di rifugiato nella fattispecie.

5.2 Nel  gravame,  l'insorgente  sostiene  che  la  decisione  dell'UFM si 
baserebbe  su  un  accertamento  inesatto  dei  fatti,  in  quanto  la  sua 
storia non sarebbe stata correttamente riportata e analizzata, durante 
le  diverse  audizioni,  in  cui  in  effetti  gli  sarebbero  state  poste  solo 
domande  semplicistiche,  come  avrebbe  sostenuto  anche  il 
rappresentante del Soccorso Operaio Svizzero (ROA) il quale avrebbe 
chiesto  ulteriori  accertamenti.  Secondo  l'autore  del  gravame,  la 
decisione  dell'UFM  apparerebbe  poco  motivata.  Infatti,  a  titolo 
d'esempio, egli fa valere di aver fornito motivi plausibili per cui avrebbe 
lasciato  cadere  le  precedenti  procedure  d'asilo.  Inoltre,  il  ricorrente 
sostiene che la ricostruzione della sua complessa vicenda non emerge 
dai verbali e l'UFM si sarebbe limitato a liquidare in un paragrafo i suoi 

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problemi  evocati  con  G._______.  L'autore  del  gravame  segnala  di 
avere  fornito  le  fotografie  che  lo  ritrarebbero  con  i  personaggi 
menzionati,  sui  quali  l'UFM avrebbe  potuto  fare  più  indagini  con  le 
tante informazioni  presenti  sul  web. Il  medesimo contesta che il  suo 
racconto sarebbe poco dettagliato e concreto, considerata, da un lato, 
la  sua  reticenza  ad  esprimersi  dovuta  ai  suoi  timori  per  la  sua 
incolumità fisica nonché l'incapacità dell'UFM di cogliere l'importanza 
delle sue dichiarazioni e, dall'altro, il suo stato psichico provato. Le sue 
allegazioni - coerenti, numerose, contestuali e con precisi riferimenti - 
dovrebbero essere considerate verosimili ed essere analizzate con più 
rigore dall'UFM. Infine, non sarebbe ammissibile il suo allontanamento, 
giacché egli  rischierebbe la  sua vita,  l'arresto,  nonché l'esibizione a 
trattamenti  inumani  e  degradanti,  e  non  sarebbe  nemmeno 
ragionevolmente esigibile, ritenuto che egli non avrebbe la possibilità 
di un rifugio interno.

5.3 Nella  risposta  al  ricorso,  l'UFM  ha  proposto  la  reiezione  del 
gravame, in sostanza per i motivi indicati nel provvedimento litigioso. 
Tuttavia,  l'autorità  inferiore  ha  rilevato,  in  particolare,  che  le 
argomentazioni  del  ricorrente  relative  all'asserito  accertamento 
inesatto dei fatti non sarebbero conformi alla realtà. L'UFM ritiene di 
aver rispettato tutte  le  esigenze per  il  corretto  trattamento delle  sue 
domande  d'asilo  e  per  il  regolare  svolgimento  delle  sue  audizioni  - 
interrotte per motivi  imputabili  all'insorgente e non all'UFM -  in cui  il 
ricorrente avrebbe mostrato segni di  chiusura nel voler collaborare e 
nei  confronti  dell'autorità  in  generale.  Inoltre,  l'UFM  ritiene  che  le 
domande gli sarebbero state poste in modo chiaro, semplice e preciso, 
con lo scopo unico di appurare i suoi motivi d'asilo. L'autorità inferiore 
segnala  di  aver  proceduto  ad  un  accurato  accertamento  dei  fatti, 
all'approfondimento dei motivi d'asilo determinanti, che erano già stati 
esposti nelle procedure precedenti, e degli elementi pertinenti e attuali 
relativi alla terza domanda d'asilo. Inoltre, l'UFM constata che il ROA 
presente alle  audizioni  non ha fatto  alcun commento sulle  domande 
poste e sull'accertamento dei fatti che contesta il ricorrente, e non ha 
nemmeno ritenuto porre altre domande. Il  ROA si  sarebbe limitato a 
sottolineare  la  complessità  della  storia  dell'insorgente  e  la 
discontinuità di quest'ultimo nel suo racconto, chiedendo di procedere 
ad  ulteriori  indagini  per  verificare  la  pertinenza  dei  motivi  d'asilo. 
Infine,  l'UFM  evidenzia  di  non  escludere  il  coinvolgimento  del 
ricorrente  nei  conflitti  degli  anni  '90  con  gli  esposti  personaggi,  ma 
ritiene ad ogni qual modo inattendibili le sue allegazioni secondo cui 

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egli  sarebbe  perseguitato  attualmente  da  G._______ e  dai  suoi 
tirapiedi, i quali lo vorrebbero uccidere, tanto più che egli non avrebbe 
allegato alcun mezzo di prova a sostegno.

6.
Nella  replica,  l'insorgente  osserva  che  la  decisione  dell'UFM  si 
baserebbe  essenzialmente  sulle  sue  dichiarazioni  circa  il  ruolo  di 
G._______e in merito al tradimento da parte del suo amico. Inoltre, il 
ricorrente ritiene che sarebbero irrilevanti le considerazioni dell'UFM, il 
quale  avrebbe  interpretato  il  suo  comportamento  nelle  precedenti 
procedure  come  disinteresse,  nonostante  l'esistenza  di  una 
spiegazione  plausibile,  mentre  che  sarebbero  soggettive  le 
argomentazioni  sui  mezzi  di  prova.  Il  ricorrente  sostiene  di  aver 
spiegato  quali  erano  i  problemi  con  G._______  alla  domanda  72 
dell'audizione del 27 settembre 2006. Il motivo esposto, ovvero il fatto 
che  era  testimone  dell'aggressione  a  J._______,  non  sarebbe  stato 
approfondito  alla  domanda  successiva,  ragion  per  cui  la  decisione 
dell'UFM si baserebbe su un accertamento inesatto dei fatti rilevanti. 
L'insorgente ritiene che quanto al tradimento da parte del suo amico, 
egli  avrebbe raccontato i  diversi  dettagli  e  i  motivi  che lo  avrebbero 
portato a considerare che il suo amico l'avesse tradito, di modo che le 
sue  dichiarazioni  non  potrebbero  essere  ritenute  vaghe,  elusive  e 
nemmeno  contradditorie,  vista  l'incomparabilità  delle  risposte  e  la 
ridotta valenza probatoria della prima audizione.

7.

7.1 Questo Tribunale osserva che l'obbligo della motivazione (art. 35 
PA)  è  formalità  essenziale  e  se,  da  un  lato,  rappresenta  un  limite 
intrinseco  alla  libertà  di  convincimento,  costringendo  l'autorità 
giudicante a rendere ragione della razionalità del percorso seguito per 
giungere alla decisione, dall'altro si  configura quale premessa logica 
imprescindibile  per  l'esercizio  del  successivo  controllo  sulle  linee  di 
formazione  di  quel  convincimento.  Per  conseguenza,  attraverso 
doverosi  passaggi  argomentativi  imperniati  sull'indicazione  delle 
risultanze probatorie legittimamente acquisite, nonché sull'indicazione 
dei  criteri  di  valutazione  impiegati,  l'autorità  giudicante  dovrà  in 
concreto  ricostruire,  anzitutto  per  la  propria  consapevolezza,  il 
percorso  logico-conoscitivo  che  l'ha  condotta  ad  apprezzare  in  un 
certo  modo  le  prove  disponibili  e  a  trarne  determinate  conclusioni. 
Pertanto,  essa  ha  l'obbligo  d'esplicitare,  nel  modo  più  rigoroso  e 

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completo nonché necessario, la motivazione posta a fondamento della 
decisione adottata, ancorando così il principio del libero convincimento 
all'esigenza  d'indicazione  specifica  dei  risultati  acquisiti  e  dei  criteri 
adottati, allo scopo d'evitare che detto principio venga attuato per un 
uso arbitrario. Invero, nella motivazione della decisione, l'autorità non è 
tenuta  a  compiere  un'analisi  approfondita  di  tutte  le  deduzioni  delle 
parti  e  a  prendere  in  esame  dettagliatamente  tutte  le  risultanze 
processuali, essendo sufficiente che, anche attraverso una valutazione 
globale  di  quelle  deduzioni  e  risultanze,  spieghi,  in  modo  logico  ed 
adeguato,  le  ragioni  che  hanno  determinato  il  suo  convincimento, 
dimostrando  d'avere  tenuto  presente  ogni  fatto  decisivo  (DTF  129  I 
232  consid.  3.2;  sentenze  del  Tribunale  amministrativo  federale 
D-3322/2006  del  3  aprile  2008  consid.  6.1  e  D-1267/2008  del  5 
maggio 2008 consid. 6.1).

7.2 Nel  caso  di  specie,  i  fatti  ed  i  motivi  che  hanno  influito  sulla 
valutazione  dell'autorità  inferiore  sono  stati  esposti  in  modo 
sufficientemente esaustivo per consentire al ricorrente di comprendere 
la portata della decisione impugnata e dunque di ricorrere con criteri 
adeguati. Infatti,  le argomentazioni dell'autorità inferiore circa i  motivi 
d'asilo e i  documenti  versati agli  atti  da parte del ricorrente sono da 
considerarsi  complete  e  rispettose dell'obbligo  della  motivazione nei 
sensi  della  legge.  Segnatamente,  la  motivazione  della  decisione 
dell'UFM, da un lato, indica gli elementi essenziali sulla base dei quali 
detto  ufficio  ha  ritenuto  le  allegazioni  del  ricorrente  incredibili, 
indattendibili,  ed  ha  determinato  quindi  il  suo  convincimento  circa 
l'inverosimiglianza  della  vicenda  resa.  Dall'altro  lato,  la  decisione 
dell'UFM esplicita in maniera chiara le ragioni che hanno portato detta 
autorità  a  ritenere  inadeguati  i  mezzi  di  prova  presentati 
dall'insorgente.  Pertanto,  la  censura  di  carente  motivazione  della 
decisione dell'UFM - in quanto manifestamente infondata - va respinta. 

8.

8.1 Sono  rifugiate  le  persone  che,  nel  Paese  d'origine  o  di  ultima 
residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza, 
religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale 
o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere 
esposte  a  tali  pregiudizi.  Sono  pregiudizi  seri  segnatamente 
l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della libertà, 
nonché  le  misure  che  comportano  una  pressione  psichica 

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insopportabile. Occorre altresì tenere conto dei motivi di fuga specifici 
della condizione femminile (art. 3 LAsi).

8.2 Chiunque  domanda  asilo  deve  provare  o  per  lo  meno  rendere 
verosimile  la  sua  qualità  di  rifugiato.  Per  poter  ammettere  la 
verosimiglianza,  ai  sensi  dell'art.  7  LAsi,  delle  dichiarazioni 
determinanti  rese  da  un  richiedente  l'asilo,  occorre  che  le  stesse 
abbiano  insito  un  grado  di  convinzione  logica  tale  da  prevalere  in 
modo  preponderante  sulla  possibilità  del  contrario,  così  che 
quest'ultima risulti secondaria (v. Giurisprudenza ed Informazioni della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo 
[GICRA] 1993 n. 21). In  altri  termini,  le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e  non  suscettibili  di  diversa  interpretazione  (altrettanto  o  più 
verosimile),  e  concordanti,  o  meglio  non  in  contrasto  fra  loro  e 
nemmeno  con  altri  dati  o  elementi  certi.  Peraltro,  il  giudizio  sulla 
verosimiglianza dev'essere il  frutto di una valutazione complessiva, e 
non esclusivamente atomizzata,  delle singole allegazioni  decisive, in 
modo  da  consentire  di  limitare  al  minimo  il  rischio 
dell'approssimazione,  ovvero  il  pericolo  di  fondare  il  giudizio 
valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà  giuridica,  semplici 
impressioni dell'autorità giudicante (v. GICRA 1995 n. 23).

9.
Preliminarmente, il TAF constata che una prima procedura d'asilo nel 
2002 ed una seconda nel 2005 si sono definitivamente concluse con la 
crescita  in  giudicato della  decisione dell'UFM del  25 ottobre 2002 e 
rispettivamente del 20 marzo 2006.

9.1 Codesto  Tribunale  osserva  che,  come  rettamente  rilevato 
dall'autorità  inferiore  nella  decisione  impugnata,  le  allegazioni 
dell'insorgente  rese,  dopo  la  conclusione  delle  suddette  procedure 
d'asilo in Svizzera, in merito ai suoi timori di persecuzione in caso di 
rientro  in  patria,  s'esauriscono in  mere ed imprecise  affermazioni  di 
parte,  non  corroborate  dal  benché  minimo  elemento  di  seria 
consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel  provvedimento 
litigioso. 

Nella  fattispecie,  il  ricorrente  ha  fatto  valere  quale  motivo  d'asilo  - 
come nel  caso  dell'ultima procedura  d'asilo  (cfr. verbale  d'audizione 
del 21 dicembre 2005 pag. 5) - l'esistenza di presunte persecuzioni da 
parte  del  comandante  G._______,  che lo  vorrebbe uccidere,  poiché 

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egli sarebbe stato testimone di crimini di guerra ed a seguito del fatto 
che il suo amico l'avrebbe tradito davanti al suddetto personaggio (cfr. 
verbale  dell'11 settembre  2006  pagg.  5-6).  Nel  corso  dell'audizione 
federale  successiva,  l'insorgente  ha  ribadito  sostanzialmente  il 
suddetto motivo d'asilo, sia rispondendo a delle domande puntuali (cfr. 
verbale  d'audizione  del  27 settembre 2006  D70-72  pag.  8),  sia 
sottoforma  di  racconto  spontaneo  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
9 ottobre 2006 D3 pag. 2). Orbene, innanzitutto, è d'uopo constatare 
che - proprio in relazione alle sopraevocate fondamentali dichiarazioni 
dell'insorgente quanto ai  suoi  motivi  d'asilo  alla  base della  presente 
procedura  -  l'UFM  ha  debitamente  e  rettamente  proceduto 
all'accertamento  dei  fatti  rilevanti  del  caso di  specie. Infatti,  durante 
l'audizione  federale  diretta  sono  state  poste  al  ricorrente  ulteriori, 
specifiche e chiare domande, al fine di accertare i dettagli dell'intera e 
complessa vicenda resa,  ed in  particolare quanto agli  evocati  motivi 
d'asilo - sia sui fatti resi in relazione al personaggio di G._______, sia 
all'asserito  tradimento  da  parte  dell'amico  del  ricorrente  -  che 
costituiscono i punti essenziali della motivazione della domanda d'asilo 
dell'insorgente (cfr. verbale d'audizione del  27 settembre 2006 e del 
9 ottobre 2006 D4-D90). È il ricorrente, al contrario, che si è limitato a 
dare delle risposte semplicistiche o addirittura a rifiutarsi di rispondere 
alle  domande  puntuali  postegli,  come  è  stato  il  caso  -  a  titolo 
d'esempio - in occasione della domanda 16, sollecitata a più riprese, 
in cui  egli  ha reso tutta una serie di  risposte confuse, adducendo di 
non capire  la  domanda ed assumendo un atteggiamento  ostile  (cfr. 
verbale d'audizione del 9 ottobre 2006 D16-19 pag. 4). D'altronde, è 
dal  ricorrente  che  ci  si  debba  attendere  che  -  se  egli  abbia 
effettivamente  vissuto  i  fatti  di  cui  si  prevale  -  si  esprima  in  modo 
preciso  e  in  modo dettagliato. In  siffatte  circostanze,  le  censure  del 
ricorrente  (cfr.  ricorso  pagg.  3-4,  replica  pagg.  1-2)  che  -  appaiono 
situarsi  al  limite  della  pretestuosità  -  non  meritano  alcuna 
considerazione. 

Ciò premesso, giova altresì osservare che il ricorrente si limita a mere 
congetture non fondate su alcun indizio  oggettivo, con riferimento al 
timore di attuali persecuzioni da parte del comandante G._______, il 
quale sarebbe attualmente capo della K._______ serba. Basti rilevare 
che i fatti evocati dall'insorgente a sostegno della sua domanda d'asilo 
non hanno alcun legame né temporale né causale con il suo espatrio. 
Infatti, egli ha affermato, da un lato, di non essere rientrato in patria, 
dopo la sua seconda domanda d'asilo in Svizzera, dichiarando di aver 

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lasciato  la  Serbia  l'ultima  volta  tra  il  mese  di  maggio,  giugno, 
luglio 2005,  senza saper  nemmeno definire con precisione una data 
(cfr.  verbale  d'audizione  dell' 11 settembre  2006  pagg.  5-6,  del 
27 settembre  2006  D14-15),  dall'altro,  i  fatti  evocati  risalirebbero  al 
periodo tra il 1991 e il 1993, allorquando egli sarebbe stato testimone 
di  crimini  di  guerra e facente  parte  di  un'unità  speciale  (cfr. verbale 
d'audizione del 27 settembre 2006 D48, D72 e del 9 ottobre 2006 D3 e 
D5  pag. 3).  Per  di  più,  le  asserite  implicazioni  del  ricorrente  nelle 
vicende  rese  sono  rimaste  mere  affermazioni  di  parte,  che  non 
possono  essere  considerate  in  alcun  modo  né  verosimili,  né 
tantomeno  attuali,  ritenute  sostanzialmente  le  allegazioni  vaghe  e 
stereotipate  dell'insorgente.  Infatti,  egli  non  ha  saputo  fornire  delle 
spiegazioni  e  dei  dettagli  precisi  su  quelli  che  sarebbero  i  suoi 
problemi  -  che sarebbero  avvenuti  nel  2005 e  che quindi  sarebbero 
pertinenti  per  la  procedura  in  esame  -  con  G._______(cfr.  verbale 
d'audizione del 9 ottobre 2006 D22 pag. 5). Inoltre, egli ha dichiarato di 
non  avere  più  contatti  e  di  non  sapere  più  niente  di  concreto  su 
suddetto personaggio (cfr. ibidem D9 pag. 4). Pertanto, non soccorre il 
ricorrente  l'allegazione  secondo  cui  egli  avrebbe  espresso  in  modo 
chiaro  il  suo  problema  con  detto  G._______  (cfr.  replica  pagg.1-2). 
D'altronde,  l'autore  del  gravame  ha  affermato  che  nel  2005  era 
tranquillo in Serbia (cfr. ibidem D42 pag. 6), mentre che, subito dopo, 
ha  dichiarato  che  non  poteva  muoversi  e  che  avrebbero  tentato  di 
ammazzarlo  tre  volte  (cfr.  ibidem  D43),  per  infine  contraddirsi 
nuovamente,  adducendo  che  i  tre  tentativi  di  omicidio  sarebbero 
avvenuti,  uno  nel  1991  e  gli  altri  due  nel  1993  (cfr.  ibidem  D46-48 
pag. 7).  In  tale  contesto  - e  a  maggior  ragione,  considerato  che  le 
informazioni o notizie inerenti al personaggio di G._______ e ad altri 
sono  abbondanti  e  facilmente  accessibili,  come  addotto  in  sede 
ricorsuale dallo stesso insorgente (cfr. ricorso pag. 4) - le allegazioni 
del  ricorrente  sono  da  considerarsi  steorotipate  di  chi  non  ha  dato 
l'impressione di aver vissuto quanto asserito. Inoltre, gli asseriti mezzi 
di prova, peraltro in copia e non in originale, prodotti dal ricorrente a 
sostegno delle sue allegazioni - come rettamente rilevato dall'autorità 
inferiore nel provvedimento impugnato - non apportano alcun sostegno 
alla verosimiglianza delle sue dichiarazioni. In particolare, si tratta, da 
un lato, di messaggi di posta elettronica la cui provenienza è rimasta 
indeterminata, così come il loro oggetto e contenuto, e dall'altro, di una 
foto -  in copia - la cui autenticità rimane dubbia e la cui falsificazione è 
facilmente effettuabile, ritenuto tra l'altro che le identità delle persone 
raffigurate  non  sono  riconoscibili.  Non  da  ultimo, non  soccorre 

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l'insorgente  nemmeno l'allegazione  secondo cui  egli  avrebbe reso il 
motivo per cui  riterrebbe che il  suo amico l'abbia tradito  (cfr. replica 
pag.  2),  giacché  tale  dichiarazione  non  è  altro  che  una  mera 
affermazione,  nonché  una  supposizione  da  parte  del  ricorrente  (cfr. 
verbale d'audizione del 9 ottobre 2006 D64- 66 pag. 9). Infine, questo 
Tribunale condivide l'opinione dell'UFM, secondo cui il comportamento 
del  ricorrente,  che  si  è  reso  irreperibile  durante  le  due  precedenti 
procedure  d'asilo,  è  tale  da  mettere  in  dubbio  ed  escludere 
l'attendibilità delle sue dichiarazioni a sostegno dei suoi motivi d'asilo 
presentati  in  questa  terza  procedura,  tanto  più  che  la  motivazione 
addotta a  sostegno della  sua irreperibilità  -  secondo cui,  durante  la 
seconda domanda d'asilo,  si  sarebbe  reso irreperibile  per  andare  a 
recuperare  dei  mezzi  di  prova  in  E._______  (cfr.  ricorso  pag.  3  e 
verbale  d'audizione  dell'11  settembre  2006  pagg.  2  e  5)  -  non  può 
essere  considerata  né  plausibile,  come  invece  pretenderebbe  il 
ricorrente  (cfr.  ricorso  pag.  3  e  replica  pag.  1),  né  tantomeno 
sufficiente  a  giustificare  il  suo  comportamento.  Infatti,  da  un  lato, 
l'insorgente  avrebbe  potuto  adoperarsi  per  procurarsi  i  pretesi 
documenti  già  nel  corso  della  prima domanda d'asilo,  dall'altro,  egli 
non  ha  apportato  la  prova  a  sapere  se  egli  li  avrebbe  recuperati 
effettivamente  in  E._______  e  il  motivo  per  cui  tali  documenti  si 
sarebbero  trovati  in  tale  Paese.  Dunque,  la  giustificazione 
dell'insorgente  non  è  altro  che  una  semplice  affermazione  di  parte, 
non  corroborata  da  alcun  elemento  di  prova.  Visto  quanto  precede, 
questo  Tribunale  ritiene  che  l'UFM  ha  rettamente  considerato  le 
dichiarazioni  del  ricorrente  come  non  realizzanti  le  condizioni  di 
verosimiglianza previste dall'art. 7 LAsi.

9.2 In  considerazione  di  quanto  esposto,  il  ricorso  sul  punto  di 
questione  dell'asilo,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento, 
non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

10.
Il ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali 
l'UFM avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento 
(art. 14  cpv.  1  e  cpv.  2  ed  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché  art. 
32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

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11.

11.1 Per gli stessi motivi citati al considerando 9 del presente giudizio, 
non  emergono  dalle  carte  processuali  neppure  elementi  da  cui 
desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  in 
Serbia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 
(LStr, RS 142.20).

11.2 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr non si esaurisce, altresì, nella 
massima  del  "non-refoulement".  Anche  altri  impegni  di  diritto 
internazionale  della  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione 
del  rimpatrio,  in  particolare  l'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  l'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti  del  10  dicembre  1984  (Conv.  tortura,  RS  0.105). 
L'applicazione di  tali  disposizioni  presuppone, peraltro,  l'esistenza di 
serie  e  concrete  ragioni  per  ritenere  che  lo  straniero  possa  essere 
esposto, nel  Paese verso il  quale sarà allontanato, a dei trattamenti 
contrari  a  detti  articoli;  spetta  all'interessato  di  rendere  plausibile 
l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni.

11.3 Nel caso concreto non è dato rilevare alcun serio indizio secondo 
cui  il  ricorrente possa essere esposto in  caso di  rimpatrio  al  rischio 
reale ed immediato di un trattamento contrario a siffatte disposizioni. In 
altri  termini,  quest'ultimo  non  ha  saputo  fornire  un  insieme  d'indizi, 
oppure presunzioni non contraddette, sufficientemente gravi, precisi e 
concordanti quo ad un pericolo d'esposizione personale ad atti o fatti 
che si ritengono contrari alle disposizioni sopraccitate. Il ricorrente si è 
infatti limitato ad addurre in maniera del tutto generale di temere - in 
caso di rientro in patria - l'esposizione a tortura o a trattamenti inumani 
e degradanti in relazione all'art. 3 CEDU (cfr. ricorso pag. 5).

11.4 Pertanto,  come  rettamente  ritenuto  nel  giudizio  litigioso, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  ai  sensi  delle  norme 
del diritto pubblico internazionale nonché della LAsi.

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11.5

11.5.1 Giusta  l'art.  83  cpv.  4  LStr,  l'esecuzione  non  può essere 
ragionevolmente  esigibile  qualora,  nello  Stato  d'origine  o  di 
provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo 
in  seguito  a  situazioni  quali  guerra,  guerra  civile,  violenza 
generalizzata  o  emergenza  medica.  Qualora  venga  constatato  un 
pericolo  concreto  deve  essere  concessa  l'ammissione  provvisoria, 
salvi i casi di cui l'art. 83 cpv. 7 LStr (cfr. Foglio Federale del n. 20 del 
20 maggio 2002 pag. 3433 [FF 2002 3433]).

11.5.2 Il TAF osserva nondimeno che, come noto, in Serbia non vige 
una situazione di  guerra,  di  guerra civile  o di  violenza generalizzata 
checoinvolga  l'insieme  della  popolazione  sull'integralità  del  territorio 
nazionale.

11.5.3 Quanto alla situazione personale dell'insorgente, il medesimo è 
giovane, ha una formazione professionale quale (...) e un'esperienza 
professionale  quale  (...)  (cfr.  verbale  d'audizione 
dell'11 settembre 2006 pag. 2). Inoltre, il ricorrente dispone di una rete 
familiare  in  patria  -  segnatamente  i  suoi  genitori,  i  suoi  fratellastri, 
nonché la sua ex moglie  e la loro figlia (cfr. ibidem pag. 3) -  con la 
quale,  vista  l'inverosimiglianza  del  suo  racconto,  non  può essere 
escluso che non sia in stretto contatto o che non sia più importante di 
quanto dichiarato. L'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di 
soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare 
un'ammissione provvisoria (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 24), 
senza  che  da  un  esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la 
necessità di una permanenza dell'autore del gravame in Svizzera per 
motivi medici. In siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente 
ritenuto  siccome  adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi 
favorevole con riferimento alle effettive possibilità per lo stesso di un 
adeguato reinserimento sociale in Serbia.

11.6 In  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è ragionevolmente esigibile nella fattispecie.

12.
Non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  83  cpv.  2  LStr).  Infatti,  il 
ricorrente,  usando  della  dovuta  diligenza  potrà  procurarsi  ogni 

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documento necessario al rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è 
dunque pure possibile.

13.
In  considerazione  di  quanto  precede,  anche  in  materia 
d'allontanamento  ed  esecuzione  dell'allontanamento,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione confermata.

14.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.-, che 
seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dell'insorgente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  data  di 
spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- patrocinatore del ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino 
di versamento)

- UFM, Divisione Soggiorno (in copia; n. di rif. N [...]; allegato: incarto 
UFM)

- L._______ (in copia) 

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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