# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0cc54b9b-be42-5adb-963a-23c8b0d3fee7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 30.11.2005 38.2005.70
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2005-70_2005-11-30.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2005.70

   

  FS/ss

  	
  Lugano

  30 novembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 agosto 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 22 luglio
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su opposizione del 22 luglio 2005 la Cassa CO 1 (di seguito la Cassa)
ha respinto, a decorrere dal 6 aprile 2005, la richiesta d’indennità di
disoccupazione inoltrata da RI 1, argomentando:

 

" 
(…)

Finché l’assicurato occupa una posizione analoga
a quella di un datore di lavoro nell'azienda, esso non ha diritto all'indennità
di disoccupazione in quanto continua a influenzare in modo determinante le
decisioni del datore di lavoro o è in grado di riattivare in qualsiasi momento
l'azienda temporaneamente fuori servizio. Di conseguenza, le persone che
occupano una posizione analoga a quella di un datore di lavoro non sono
considerate e nemmeno idonee al collocamento.

Abbiamo letto la vostra opposizione del 15 luglio
2005 mediante la quale chiedete di essere posta al beneficio delle indennità di
disoccupazione dal 6 aprile 2005.

 

Nel merito vi precisiamo quanto segue:

 

1)      non è contestato che avete svolto attività lucrativa per la __________
dal 1° ottobre 1997 al 31 marzo 2005;

 

2)      sebbene l'ex datore di lavoro abbia avuto difficoltà nel versare
regolarmente lo stipendio, abbiamo preso atto che lo stipendio vi è stato
versato fino al 31 dicembre 2004 (vedi ultimo versamento del 25 aprile 2005 per
i mesi da settembre 2004 a dicembre 2004, compresa tredicesima);

 

3)      avete disdetto il rapporto di lavoro il 24 marzo 2005 ai sensi
dell'art. 337a del Codice delle obbligazioni per la fine del mese di marzo
2005;

 

4)      siete rimasta nel Consiglio d'amministrazione della __________ fino
al 31 maggio 2005 in qualità di Presidente con firma individuale;

 

5)      al 31 dicembre 2004 vantate un credito di fr. 65'888.65 nei
confronti della __________ per prestiti concessi;

 

6)      stato al 20 luglio 2005 delle pubblicazioni del FUSC la __________
non risulta avere nuovi amministratori.

 

Visto quanto precede la Cassa ritiene che
fintanto risultavate il Presidente del Consiglio d'amministrazione (31.5.2005)
avevate una posizione analoga a quella del datore di lavoro potendo influenzare
l'attività della società.

 

Vi riconfermiamo pertanto il rifiuto
dell'indennità di disoccupazione dal 6 aprile 2005 al 31 maggio 2005.

 

Vi facciamo notare che da informazioni assunte
presso il Registro di commercio del distretto di __________ ci è stato
anticipato che la società sarà dichiarata sciolta d'ufficio e che verrà quindi
nominato il liquidatore.

 

Il diritto alle indennità di disoccupazione del
1° giugno 2005 sarà determinato una volta in possesso della decisione di chi
sarà il liquidatore della società. (…)."

(cfr. doc. B)

 

                               1.2.   Contro
questa decisione su opposizione l’assicurata ha fatto inoltrare un tempestivo
ricorso al TCA nel quale il suo patrocinatore, ha chiesto che:

 

" 
1. Il ricorso è accolto.

 

    Conseguentemente
la decisione su opposizione del 22 luglio 2005 dell’Istituto delle
assicurazioni sociali, __________ è annullata.

 

2. RI
1 è posta al beneficio dell’indennità di disoccupazione a decorrere dal 6
aprile 2005.

 

3. Protestate tasse, spese e ripetibile." (cfr.
doc. I, pag. 7)

 

                                         A sostegno
del proprio ricorso il rappresentante dell’assicurata ha, in particolare,
addotto che:

 

" 
(…)

1.   Dal 1° gennaio 1985 al 31 marzo 1997 RI 1 ha lavorato alle
dipendenze della società immobiliare __________, __________ con la qualifica di
consulente addetta alla clientela.

 

      Successivamente, dal 1° ottobre 1997 al 31 marzo 2005,
l'assicurata ha svolto la propria attività di lavoratrice dipendente, come
segretaria di direzione, presso __________, __________ ricoprendo, su richiesta
dell'unico azionista __________, la carica di Presidente del Consiglio di
amministrazione nel periodo intercorso tra il 15 ottobre 1999 ed il 14 giugno
2005.

 

      Considerando nel loro complesso i predetti periodi l'opponente
ha lavorato per oltre un ventennio alle dipendenze di terzi.

 

      In seguito al pessimo andamento economico di __________, non
percependo da tempo alcun salario, RI 1 si è vista costretta a sciogliere il
rapporto di lavoro con la predetta società.

 

      Per insolvenza del datore di lavoro, l'assicurata ha pertanto
inoltrato il 24 marzo 2005 disdetta ai sensi dell'art. 337 a CSS per la fine
del mese di marzo 2005, vantando stipendi non corrisposti a partire da
settembre 2004, in seguito pagati da __________ in data 25 aprile 2005
unicamente per arretrati fino a dicembre 2004 (inclusa tredicesima).

 

      Prove:                    certificato
di lavoro 04.04.1997 __________, __________ (Doc. C);

      contratto
di lavoro 02.06.1997 RI 1 c/o __________, __________ (Doc. D);

      certificato
di lavoro 31.03.2005 __________, __________ 

(Doc. E);

                  estratto RC (Zefix) 12.07.2005
per __________, __________ 

                  (Doc. F);

                  disdetta
24.03.2005 RI 1 

(incl. interpellazione 27.12.2004) (Doc. G).

 

2.      Con decisione 21 giugno 2005 l'Istituto delle assicurazioni sociali,
__________, ritenendo la posizione coperta da RI 1 presso la società __________
analoga a quella di un datore di lavoro, ha negato all'assicurata il diritto
all'indennità di disoccupazione fino al 31 maggio 2005, ritenendola inidonea al
collocamento.

 

Contro la predetta
decisione la ricorrente ha interposto opposizione in data 15 luglio 2005.

 

L'Istituto delle
assicurazioni sociali, __________ ha emesso la decisione su opposizione 22
luglio 2005 che respinge la richiesta d'indennità di disoccupazione a decorrere
dal 6 aprile 2005.

 

      Prove:                    decisione
21.06.2005 Istituto delle assicurazioni sociali, __________ (Doc. H);

                  decisione
su opposizione 22.07.2005 Istituto delle assicurazioni sociali, __________ (Doc.
B).

 

 

(...)

 

5.   Nel
caso concreto RI 1, pur ricoprendo la carica di Presidente del Consiglio di
amministrazione, non ha mai svolto né avrebbe potuto svolgere un ruolo attivo
determinante o quantomeno influente all'interno di __________.

 

Tale circostanza è
provata dal fatto che tutte le azioni di __________ sono sempre state nelle
mani di __________. Quest'ultimo, quale unico azionista della società, ha
sempre determinato autonomamente ed unilateralmente le decisioni del Consiglio
di amministrazione.

 

RI 1 non ha mai avuto la possibilità di poter incidere in alcun modo
sulla politica aziendale di __________, requisito quest'ultimo imprescindibile
giusta il tenore testuale dell'art. 51 cpv. 2 LADI, per poter escludere
l'opponente dal beneficio delle indennità per insolvenza. Del resto
l'assicurata non ha mai percepito alcun compenso quale Presidente del Consiglio
di amministrazione.

 

In merito si chiede
l'audizione, in qualità di teste, del signor __________, responsabile del
settore fiscale __________, __________, rappresentante fiscale di __________.

 

Prove:                    dichiarazione 12.07.2005 __________, __________ 

(rappr. fiscale di __________, __________) (Doc. I);

            audizione teste.

 

 

6.   Ulteriore elemento comprovante l'effettiva qualità di
dipendente di RI 1 presso __________, oltre l'avvenuto pagamento dei contributi
sociali ed i conteggi salariali riportati nei libri contabili della società, è
la fiscalizzazione dei suddetti salari dichiarati nelle notifiche di tassazione
dell'assicurata sino al 2003.

 

In particolare, vi è
corrispondenza fra i salari contabilizzati dalla società e quelli dichiarati
fiscalmente dalla lavoratrice dipendente.

 

Per la presentazione
della dichiarazione d'imposta 2004 l'assicurata è al beneficio della proroga
sino al 31 dicembre 2005.

 

Per quanto attiene
all'aspetto contabile, __________, __________, ufficio di revisione della
società __________, conferma, nella dichiarazione scritta 9 agosto 2005 qui
allegata, che la predetta società ha contabilizzato per l'anno 2003 uno
stipendio di Frs. 6'000.- lordi
mensili per 13 mensilità e che lo ha pagato tramite cassa (dedotte le
trattenute sociali) alla dipendente RI 1.

 

Il suddetto ufficio
di revisione conferma inoltre che, visionati i libri di cassa 2004 e i conteggi
originali della dipendente RI 1, la società ha contabilizzato uno stipendio
lordo di

Frs. 6'000 per 13 mensilità e
lo ha pagato tramite cassa (dedotte le trattenute sociali).

 

Per gli anni 2003 /
2004 osserva infine che gli stipendi annui lordi di Frs.
78'000.- sono stati regolarmente dichiarati
all'Istituto delle assicurazioni sociali, __________.

 

A comprova di quanto
suesposto si chiede l'audizione del signor __________, __________, __________,
ufficio di revisione della società __________, __________.

 

      Prove:                    calcolo
dell'imponibile 01.01.2003-31.12.2003 RI 1 (Doc. L);

decisione di
tassazione per 2003 RI 1 

(Doc. M);

proroga dichiarazione
d'imposta 2004 RI 1 (Doc. N);

certificato di
salario 01.01.2003-31.12.2003 RI 1 (Doc. O);

                  Kontoblatt
4000 Saläre, Gratifikationen 01.01.2003-31.12.2004 __________, __________ (Doc.
P);

                  Kontoblatt
1000 Kasse 01.01.2003-31.12.2004 __________, __________ (Doc. Q);

                  Lohnlisten
2003-2004 RI 1 (incl. Gehaltsabrechnungen 2003-2004) (Doc. R);

                  dichiarazione
09.08.2005 __________, __________ (ufficio di revisione della società __________, __________) (Doc. S);

                  audizione teste.

 

 

7.   Gli opposti interessi fra il datore di lavoro e la sua
dipendente sono avvalorati dal procedimento esecutivo avviato in data

16 giugno 2005 presso l'Ufficio Esecuzione, __________ dalla signora RI 1 nei
confronti di __________ per l'ottenimento dei salari arretrati.

 

Si precisa infine
che, con pubblicazioni __________ del FUSC, __________ ha quale nuovo
Presidente del Consiglio d'amministrazione con firma individuale __________, Massagno
e come membro con firma collettiva a due __________, __________.

 

Contrariamente a
quanto prospettato dall'Istituto delle assicurazioni sociali, __________ nella
decisione su opposizione

22 luglio 2005, allo scioglimento di __________ deciso dall'Ufficio del
registro di commercio del distretto di __________ non ha fatto seguito la
nomina di un liquidatore.

 

La situazione legale
è stata infatti ristabilita quanto all'amministrazione giusta gli art. 708 CO e
86 ORC con conseguente revoca dello scioglimento giusta l'art. 86 cpv. 3 ORC.

 

Prove:                    domanda
d'esecuzione 15.06.2005 di RI 1 presso Ufficio Esecuzione, __________ (incl.
ricevuta nr. 34.949 del 16.06.2005 ed elenco salari arretrati gennaio - marzo
2005) (Doc. T);

            estratto
RC (Zefix) 22.08.2005 per __________, __________ (Doc. U);

            si
richiama dall'Istituto delle assicurazioni sociali, __________ l'intero incarto
concernente la richiesta delle indennità di disoccupazione presentata
dall'assicurata RI 1, __________.

(…)."
(cfr. doc. I)

 

                               1.3.   Nella sua
risposta del 1° settembre 2005 la Cassa ha chiesto di respingere il ricorso e,
in particolare, ha osservato che:

 

" 
(…)

Dalla documentazione agli atti si evincono i
seguenti punti:

 

      a)  con istanza del 31.03.2005 la signora RI 1 ha chiesto di
beneficiare dell'indennità di disoccupazione a partire dal 1 ° aprile 2005 dopo
essersi licenziata dall'__________ il

24 marzo 2005 per il 31 marzo 2005 non avendo percepito lo stipendio da diversi
mesi;

      b)  la data d'inizio di un eventuale diritto alle indennità di
disoccupazione è il 6 aprile 2005 risultando in tale giorno l'annuncio presso
il comune di domicilio;

      c)  la signora RI 1 risulta essere stata la Presidente del
Consiglio di amministrazione dell'__________ fino al

31 maggio 2005, giorno nel quale il Consiglio di amministrazione ha preso atto
delle sue dimissioni e le ha accettate all'unanimità;

      d)  il 1° giugno 2005 è stata inoltrata istanza di
cancellazione presso l'Ufficio del Registro di commercio del distretto di __________,
firmata dai due consiglieri dimissionari, fra i quali la Presidente signora RI
1.

 

Ritenendo la posizione della signora RI 1 fino al

31 maggio 2005 analoga a quella del datore di lavoro la Cassa, prima di
emettere la decisione contestata, ha voluto esaminare quale fosse l'esatta
situazione societaria. A quel momento (stato al 20.07.2005 delle pubblicazioni
del FUSC) la __________, malgrado le dimissioni della ricorrente, non risultava
avere nuovi amministratori. Stante l'anomala situazione l'Ufficio del registro
di commercio ci aveva informati che sarebbe stato imminente uno scioglimento
d'ufficio della società, con nomina del liquidatore.

 

Questa previsione non si è avverata e, come
rilevabile dall'estratto del Registro di commercio del distretto di __________
del 22 agosto 2005, la società continua la propria attività con un nuovo
Presidente del Consiglio di amministrazione ed un nuovo membro.

 

La Cassa deve pertanto concludere che,
contrariamente al parere del ricorrente, almeno fino al 31 maggio 2005 la
signora RI 1, quale Presidente del Consiglio di amministrazione con firma
individuale, ha mantenuto una posizione analoga a quella del datore di lavoro
malgrado la cessazione dell'attività intervenuta con il

31 marzo 2005.

 

Secondo la prassi amministrativa se il
collaboratore è membro del CdA di una SA (Art. 716 segg. CO) o se assume, in
qualità di socio o di terza persona incaricata, la gestione di una SAGL (Art.
811 - 815 e 827 CO), l'analogia con la posizione di datore di lavoro è
riconosciuta per legge. Il diritto all'ID resta escluso senza ulteriore esame
fintanto che la persona mantiene tale posizione. Per una verifica si può ricorrere
ad un estratto dei Registro di Commercio.

 

La presente fattispecie
è proprio quella descritta dalla prassi amministrativa. La signora RI 1, dopo
le dimissioni dal posto di lavoro con scadenza 31.03.2005, ha continuato a far
parte, quale Presidente del Consiglio di amministrazione, della società __________
fino al 31 maggio 2005, quando le sue dimissioni sono state accettate.

 

Da quanto precede la Cassa trae il convincimento
che la decisione di rifiuto delle indennità di disoccupazione sia pienamente
giustificata fino al 31.05.2005 e chiede pertanto a codesto lodevole TCA di
voler respingere il ricorso confermando la decisione impugnata.

(…)" (cfr. doc. III)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;
STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002
nella causa B.,

H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R.,

H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                               2.2.   Il TCA
rileva che, nella decisione del 21 giugno 2005, nella decisione su opposizione
del 22 luglio 2005 e nella propria risposta di causa, la Cassa ha indicato gli
art. 13 cpv. 1 e 23

cpv. 1 LADI nonché la Prassi ML/AD 2003/4 Foglio 4 e la Circolare concernente
l’indennità di disoccupazione (ID) cifra B31 e segg. quale base legale (cfr.
doc. 107, B e III).

                                         L’art. 13
cpv. 1 LADI regola l’adempimento del periodo di contribuzione e l’art. 23 cpv.
1 LADI stabilisce il guadagno assicurato.

                                         Al riguardo
la Cassa ha affermato che:

 

" 
 (…)

1) non è contestato che avete svolto attività lucrativa par la __________
dal 1° ottobre 1997 al 31 marzo 2005;

 

2) sebbene l’ex datore di lavoro abbia avuto difficoltà nel versare
regolarmente lo stipendio, abbiamo preso atto che lo stipendio vi è stato
versato fino al 31 dicembre 2004 (vedi ultimo versamento del 25 aprile 2005 per
i mesi da settembre 2004 a dicembre 2004, compresa tredicesima) (…).

(…)." (cfr. doc. B)

 

                                         Non è
dunque sui disposti indicati che la Cassa ha negato all’assicurata il diritto
alle indennità di disoccupazione.

 

                                         In realtà
la Cassa ha rifiutato all’assicurata il diritto alle indennità di
disoccupazione, a contare dal 6 aprile 2005, in quanto non ha ritenuto adempiuti
i presupposti dell’art. 8 cpv. 1 lett. b) e f) LADI.

                                         Infatti,
vista la posizione di Presidente del Consiglio di amministrazione con diritto
di firma individuale e ritenuta la giurisprudenza sviluppata dal Tribunale
federale delle assicurazioni (TFA) - secondo la quale il lavoratore che gode di
una situazione professionale analoga a quella di un datore di lavoro non ha
diritto alle indennità di disoccupazione se, malgrado sia stato formalmente
licenziato dalla ditta, continua a determinarne le scelte oppure a influenzarle
in maniera determinante (cfr. in questo senso la STFA del 7 giugno 2004 nella
causa C., C 87/02) -, la Cassa ha concluso che l’assicurata è ancora in grado
di influenzare l’attività della società.

 

                                         Al
riguardo va qui osservato che l’Alta Corte, in una decisione del 17 ottobre
2005 nella causa F. (C 1/05), ha precisato che la questione relativa alla
situazione dell’assicurato in una posizione paragonabile a quella di un datore
di lavoro, il quale, benché formalmente licenziato continua a determinare le
decisioni del datore di lavoro o a influenzarle in maniera decisiva, può, da un
lato “(…) essere di rilievo per valutare l’aspetto della controllabilità e computabilità
della perdita di lavoro (art. 8 cpv. 1 lett. b LADI; DTF 126 V 126 consid. 2,
123 V 237 segg. consid. 7b/bb; DLA 2004 no. 24 pag. 262 consid. 2) (…).” e
dall’altro, “(…) incidere anche sull’idoneità al collocamento dell’assicurato
nella misura in cui è suscettibile di restringerne la disponibilità in ragione
degli impegni persistenti o delle prospettive di reimpiego (RDAT 1994 I no. 79
pag. 205; DLA 1992 no. 11 pag. 125, 1980 no. 41 pag. 100; cfr. pure le sentenze
del 7 giugno 2004 in re C., C 87/02, consid. 5.2 in fine e 6, e del 20 ottobre
2000 in re C.,

C 26/00, consid. 1, in cui il Tribunale federale delle assicurazioni ha
rilevato che “Il lavoratore in posizione professionale analoga a quella di un
datore di lavoro non ha in via di massima diritto, ritenuta l’inidoneità al
collocamento, a indennità di disoccupazione”; NUSSBAUMER, Arbeitslosenversicherung,
in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], cifra

marg. 221; RUBIN, Assurance-chômage, Droit fédéral, Survol des mesures de crise
cantonales, Procédure, Delémont 2005, pag. 92, secondo il quale, tuttavia, in
presenza di un rischio di elusione dell’art. 31 cpv. 3 lett. c LADI, il diritto
alle indennità di disoccupazione è escluso senza che si debba ulteriormente
esaminare l’idoneità al collocamento). (…)." (cfr. STFA del

17 ottobre 2005 nella causa F.; C 1/05, consid. 1.3).

 

                                         Riguardo
alla competenza delle Casse di disoccupazione a pronunciarsi in merito
all’idoneità al collocamento la nostra Massima Istanza, in una sentenza del
30 agosto 2005 nella causa M. (C 129/05), ha sviluppato le seguenti
considerazioni:

 

"  (…)

2.1 Nach Art. 81 Abs. 2 lit. a AVIG unterbreitet
die Kasse einen Fall der kantonalen Amtsstelle zum Entscheid, wenn Zweifel
bestehen, ob der Versicherte anspruchsberechtigt ist. Die kantonale Amtsstelle
wird demnach verpflichtet, über die Vermittlungsfähigkeit eine auf Feststellung
lautende Verfügung zu erlassen, wenn die Arbeitslosenkasse das
Zweifelsfallverfahren eingeleitet hat (BGE 126 V 399). Ob die Kasse so vorgeht,
obliegt ihrem pflichtgemässen Ermessen. Betrachtet sie die
Anspruchsvoraussetzung der Vermittlungsfähigkeit als nicht gegeben, bleibt sie
zum Erlass einer leistungsablehnenden Verfügung zuständig. Ob die zu Grunde
gelegte Auffassung fehlender Vermittlungsfähigkeit zutrifft, ist in einem vom
Betroffenen einzuleitenden Beschwerdeverfahren gerichtlich zu überprüfen. Aus
Art. 81 Abs. 2 lit. a AVIG kann daher nicht abgeleitet werden, dass der
Versicherte die Durchführung des Zweifelsfallverfahrens verlangen könnte. Mit
dessen Einrichtung schuf der Gesetzgeber weder ein neues Rechtsmittel, noch
eine besondere Zuständigkeitsregel, sondern ein verwaltungsinternes Instrument,
um die einheitliche Anwendung des Rechts zu gewährleisten. Die
Arbeitslosenkassen überweisen einen Fall nur dann an die kantonale Amtsstelle,
wenn sie Zweifel an der Vermittlungsfähigkeit des am Recht stehenden
Versicherten haben. Bestehen jedoch keine derartigen Zweifel, können die Kassen
selbstständig verfügen. (…)." (cfr. STFA del 30 agosto 2005 nella
causa M., C 129/05)

 

                                         In sede
di ricorso il legale dell’assicurata ha contestato il fatto che l’assicurata svolgesse
un ruolo attivo determinante o quantomeno influente all’interno della società
sua ex datrice di lavoro.

                                         La ricorrente
ha dunque capito cosa le veniva contestato dall’amministrazione e, esprimendosi
in merito, non ha subito alcun svantaggio.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Il TCA è
chiamato a stabilire se l'assicurata ha diritto o no alle indennità di
disoccupazione.

 

                                         In tale
contesto va ricordato che il 1° luglio 2003 è entrata in vigore la terza
revisione della LADI, accettata dal popolo il

24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg., RU N. 24 del
24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

                                         Il nuovo
tenore dell'art. 15 cpv. 1 LADI non ha modificato i presupposti necessari per
poter considerare un assicurato idoneo al collocamento e quindi la
giurisprudenza sviluppata in precedenza mantiene tutta la sua validità.

                                         Infatti,
secondo l'art. 15 cpv. 1 LADI, nel tenore in vigore fino al 30 giugno 2003,
"Il disoccupato è idoneo al collocamento se è disposto, capace e
autorizzato ad accettare un'occupazione adeguata.". A questa formulazione
il nuovo testo, in vigore dal

1° luglio 2003, aggiunge solo "(…) e a partecipare a provvedimenti di
reintegrazione".

Inoltre, nel Messaggio
concernente la revisione della legge federale sull'assicurazione contro la
disoccupazione del

28 febbraio 2001, il
Consiglio federale, circa l'art. 15 LADI, ha rilevato che:

 

" 
Art. 15 Idoneità
al collocamento

 

Secondo la giurisprudenza del
Tribunale federale, l’idoneità al collocamento comporta in particolare anche la
disponibilità dell’assicurato a essere collocato, vale a dire la sua volontà di
accettare un lavoro adeguato e di seguire le istruzioni degli organi dell’AD in
materia di ricerca di un posto di lavoro, assegnazione a un posto di lavoro o a
un programma di lavoro temporaneo (PLT) ecc. E' pertanto decisivo il
comportamento dell’assicurato. L’idoneità al collocamento che è stata negata
può quindi essere nuovamente ottenuta se l’assicurato modifica radicalmente il
suo comportamento e non solo se accetta di partecipare a un provvedimento
isolato. E' quanto intende esprimere la nuova nozione di «provvedimenti di
reintegrazione» che comprende tutti i provvedimenti (compresi i colloqui di
consulenza e di controllo)." (cfr. FF N 23 del 12 giugno 2001, pag. 2002

 

                               2.4.   Fondamentale
presupposto per il riconoscimento del diritto all'indennità di disoccupazione
è, tra l'altro, che l'assicurato sia idoneo al collocamento (cfr. art. 8 cpv. 1
lett. f LADI).

                                         Inoltre,
per poter beneficiare del diritto alle indennità di disoccupazione è, anche,
necessario che l’assicurato sia disoccupato totalmente o parzialmente e che ha
subito una perdita di lavoro computabile (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. a) e b) che
rinviano a loro volta agli art. 10 e 11 LADI).

 

                                         In una sentenza del 4
luglio 2005 nella causa M. (C 270/04) il TFA ha confermato il precedente
giudizio con il quale questo Tribunale aveva negato a un’assicurata il diritto
alle indennità di disoccupazione, in quanto, da una parte, l’assicurata si era
iscritta al collocamento dopo essere stata licenziata da una Sagl sua datrice
di lavoro nella quale suo marito rivestiva la carica di unico socio gerente con
diritto di firma individuale e, d'altra parte, la ricorrente non era idonea al
collocamento.

                                         In quell’occasione l’Alta
Corte ha avuto occasione di riassumere la propria giurisprudenza ed ha
rilevato:

 

" 
(...)

1.      L'oggetto del contendere verte
sull'idoneità al collocamento della ricorrente e, di conseguenza (art. 8 cpv. 1
lett. f LADI), sul suo diritto all'indennità di disoccupazione (DLA 2000 no. 14
pag. 70 consid. 1).

 

 

2.

2.1    Giusta l'art. 8 cpv. 1 lett. f
LADI l'assicurato ha diritto all'indennità di disoccupazione se, adempiute le
ulteriori condizioni previste dalla legge, è idoneo al collocamento.

L'art. 15 cpv. 1 LADI, nel tenore applicabile in concreto, in vigore sino al 30
giugno 2003 (cfr. a contrario sentenza del 20 settembre 2004 in re L., C 34/04,
consid. 1.2), stabilisce che il disoccupato è idoneo al collocamento se è
disposto, capace ed autorizzato ad accettare un'occupazione adeguata.
L'idoneità al collocamento comprende pertanto due elementi: da un lato,
l'assicurato deve essere in grado di fornire un lavoro - più particolarmente di
esercitare un'attività lucrativa salariata - senza essere impedito per ragioni
inerenti alla sua persona; dall'altro, egli deve essere disposto ad accettare
un'occupazione adeguata ai sensi dell'art. 16 LADI, ciò che implica non solo la
volontà di assumere una simile attività quando l'occasione si presenta, ma pure
una disponibilità sufficiente per quanto riguarda il tempo che egli può
consacrare ad un impiego offerto e per quel che concerne il numero dei
potenziali datori di lavoro (DTF 125 V 58 consid. 6a, 123 V 216 consid. 3 con
riferimento).

 

2.2    Giusta l'art. 31 cpv. 3 lett. c
LADI, non hanno diritto all'indennità per lavoro ridotto le persone che, come
soci, compartecipi finanziari o membri di un organo decisionale supremo
dell'azienda, determinano o possono influenzare risolutivamente le decisioni
del datore di lavoro, come anche i loro coniugi occupati nell'azienda.

 

2.3    Con la sentenza del 4 settembre
1997 in re M., pubblicata in DTF 123 V 234, il Tribunale federale delle
assicurazioni ha esteso l'applicabilità di quest'ultima norma all'assegnazione
dell'indennità di disoccupazione. In quella occasione - concernente un
dipendente che, dopo essere stato licenziato da una società anonima, aveva
continuato ad esserne l'azionista unico e il solo amministratore -, questa
Corte ha infatti stabilito che il lavoratore in posizione professionale paragonabile
a quella di un datore di lavoro non ha diritto - ritenuta anche la sua
inidoneità al collocamento (cfr. ad es. sentenza del 7 giugno 2004 in re C., C
87/02, consid. 6.3) - all'indennità di disoccupazione se, malgrado sia stato
formalmente licenziato, continua a determinare le decisioni del datore di
lavoro o a influenzarle in maniera considerevole. Se così non fosse, tramite
una disposizione relativa all'indennità di disoccupazione verrebbe altrimenti
elusa la regolamentazione in materia di indennità per lavoro ridotto (DTF 123 V
237 seg. consid. 7b/bb; sentenza citata del 7 giugno 2004 in re C., consid.
4.1).

 

2.4    Questo principio è quindi stato
dichiarato valido anche nel caso del socio gerente di una Sagl (art. 811 cpv. 2
CO), ritenuto che quest'ultimo dispone ex lege della possibilità di determinare
o comunque influenzare risolutivamente ai sensi dell'art. 31 cpv. 3 lett. c
LADI le decisioni che la società è chiamata a prendere in qualità di datrice di
lavoro (sentenza del 22 novembre 2002 in re R., C 37/02, consid. 4; cfr. pure
la sentenza del 30 agosto 2001 in re B., C 71/01).

 

2.5    Il Tribunale federale delle
assicurazioni ha inoltre pure avuto modo di allargare il campo applicativo
della giurisprudenza pubblicata in DTF 123 V 234 al coniuge di una persona
menzionata all'art. 31 cpv. 3 lett. c LADI (sentenza inedita del

26 luglio 1999 in re M., ancora recentemente confermata ad es. dalla sentenza
del 7 dicembre 2004 in re W., C 193/04,

consid. 3; cfr. inoltre REGINA JÄGGI, Eingeschränkter
Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung bei arbeitgeberähnlicher Stellung durch
analoge Anwendung von Art. 31 Abs. 3 lit. c AVIG, in: RSAS 2004 pag. 9 seg.). Secondo questa Corte, infatti, fintanto che la persona menzionata

all'art. 31 cpv. 3 lett. c LADI è in grado di influenzare in maniera
determinante l'attività del datore di lavoro, essa ha anche la possibilità di
impiegare nuovamente il proprio coniuge (cfr. ad es. le sentenze del 7 dicembre
2004 in re K., C 150/04,

consid. 2, e del 23 febbraio 2004 in re T., C 249/03, consid. 2.1). Il quale
coniuge, in questo modo, può influenzare la perdita di lavoro da lui subita
rendendo la sua disoccupazione difficilmente controllabile (sentenza citata del
7 dicembre 2004 in re W., consid. 3).

 

2.6    La presente Corte ha infine osservato
che la giurisprudenza sviluppata in DTF 123 V 234 non si prefigge unicamente di
sanzionare il caso di abuso effettivo, ma anche di prevenire il rischio di un
simile abuso che è insito nel pagamento di indennità di disoccupazione in
favore di persone che rivestono una posizione professionale paragonabile a
quella di un datore di lavoro o in favore dei loro coniugi (DLA 2003 no. 22
pag. 240; cfr. pure la sentenza citata del 7 dicembre 2004 in re K.,

consid. 2).

2.7    Orbene, un rischio di tale natura
si realizza senz'altro nell'evenienza concreta già solo perché il marito, in
qualità di unico socio gerente della società datrice di lavoro, dopo avere già
assunto due volte la ricorrente, dapprima in qualità di direttrice e in seguito
quale segretaria, ha continuato a rivestire questa sua posizione anche
successivamente al gennaio 2003 e ha continuato ad impiegarla ad ore (cfr. gli
attestati sul guadagno intermedio, per la maggior parte firmati, per il datore
di lavoro, dall'insorgente stessa), conservando così la capacità di disporre
dell'azienda ("unternehmerische Dispositionsfähigkeit [sentenza citata del
26 luglio 1999 in re M.]). In tali condizioni, non può escludersi la messa in
atto di un ricorso alle indennità di disoccupazione alfine di rimediare a un
periodo di contrazione - chiaramente evidenziata dagli atti - del giro di
affari della datrice di lavoro (cfr. sentenza del 30 aprile 2001 in re W.,

C 199/00 e C 200/00, consid. 3). Non può quindi escludersi un'elusione delle
disposizioni concernenti l'indennità per lavoro ridotto né il rischio di un
ricorso abusivo alle prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione (cfr.
ad es. le sentenze del 5 luglio 2004 in re D., C 155/03, consid. 2.2, quella
citata del 23 febbraio 2004 in re T., consid. 2.2). Di conseguenza, alla
ricorrente devono giustamente essere negati l'idoneità al collocamento e il
diritto alle indennità di disoccupazione a partire dal 1 ° gennaio 2003.

 

2.8    Idoneità al collocamento che si
giustifica inoltre di escludere poiché, come giustamente rilevato dai primi
giudici, ben difficilmente l'interessata avrebbe potuto esercitare la sua
attività di segretaria amministrativa per la X._____ Sagl e di consulente
immobiliare per lo Studio di architettura Y._____ al di fuori del normale orario
di lavoro e poiché, a ben vedere, la ricorrente in realtà neppure era disposta
a lasciare queste attività (cfr. ad es. il verbale relativo al colloquio di
consulenza del 17 luglio 2003: "Consegnate-le ricerche di luglio e
alcune risposte ricevute, è stata anche contattata da un paio di alberghi ai
quali aveva mandato la candidatura, visto che attualmente il lavoro c/o
immobiliare inizia a funzionare bene ha preferito rinunciare alle offerte degli
alberghi"). Le quali attività, per giunta, sembravano assicurarle un
buon futuro lavorativo e non erano pertanto da considerarsi di natura
transitoria e limitata nel tempo (cfr. a contrario DLA 2002 no. 5 pag. 55 consid.
2b e dottrina citata).

 

3.

3.1    Contrariamente a quanto sostenuto
in sede ricorsuale, questo giudizio non discrimina l'istituzione del
matrimonio. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha infatti già avuto modo
di stabilire che l'applicabilità della giurisprudenza fondata sull'art. 31 cpv.
3 lett. c LADI alle persone sposate e non invece ad es. alle persone che vivono
in concubinato, oltre a potersi poggiare sul tenore letterale della menzionata
disposizione, non costituisce una violazione del diritto alla parità di
trattamento (sentenza citata del 7 dicembre 2004 in re W., consid. 4).

 

3.2    Né osta a tale conclusione la
circostanza che la ricorrente abbia regolarmente pagato i contributi sociali,
questa Corte avendo a tal proposito ricordato che la negazione delle indennità
di disoccupazione a una persona che gode di una situazione professionale
paragonabile a quella di un datore di lavoro ai sensi della giurisprudenza
pubblicata in DTF 123 V 234 non giustifica ancora di per sé un'esenzione dal
pagamento dei contributi all'assicurazione contro la disoccupazione (sentenza
del 29 dicembre 2004 in re W., C 160/04, consid. 3). (...)"

(cfr. STFA del 4 luglio 2005 nella causa M., C 270/04)

 

                                         In un’altra sentenza del
17 ottobre 2005 nella causa C. (C179/05), chiamata a pronunciarsi circa il
diritto alle indennità di disoccupazione nel caso di un’assicurata separata da
suo marito il quale ha mantenuto la posizione di “Geschäftsführer mit Einzelunterschrift”
nella ditta sua ex datrice di lavoro, la nostra Massima Istanza ha, in
particolare, sviluppato le seguenti considerazioni:

 

"  (…)

1.

Das kantonale Gericht hat die gesetzliche
Bestimmung zum Ausschluss arbeitgeberähnlicher Personen und ihrer im Betrieb
mitarbeitender Ehegatten vom Anspruch auf Kurzarbeitsentschädigung (Art. 31
Abs. 3 lit. c AVIG) sowie die Rechtsprechung zur analogen Anwendung dieser Vorschrift
auf arbeitgeberähnliche Personen und deren Ehegatten, welche
Arbeitslosenentschädigung verlangen (BGE 123 V 236 Erw. 7), richtig dargelegt.
Darauf wird verwiesen.

 

2.

Streitig und zu prüfen ist der Anspruch auf
Arbeitslosenentschädigung ab 1. Februar 2004. In der Zeitspanne von diesem Tag
bis zum Datum des Einspracheentscheides (10. Mai 2004), welches die zeitliche
Grenze der richterlichen Überprüfungsbefugnis bildet (BGE 129 V 169 Erw. 1),
war die Beschwerdeführerin Ehegattin des im Handelsregister als Gesellschafter
und Geschäftsführer mit Einzelunterschrift der Firma K.________ GmbH
eingetragenen D.________. Sie war somit, auch wenn sie aus der genannten Firma
entlassen und ihr Eintrag als Prokuristin mit Einzelprokura im Handelsregister
gelöscht wurde, Ehefrau einer arbeitgeberähnlichen Person und blieb damit
rechtsprechungsgemäss weiterhin vom Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung
ausgeschlossen (vgl. statt vieler Urteil F. vom 11. August 2003, C 30/03). Dass
die Ehegatten vorübergehend gerichtlich getrennt gelebt haben, ändert daran
nichts. Trotz der Trennung dauert die Ehe fort (Hegnauer/ Breitschmid,
Grundriss des Eherechts, 4. Auflage, Bern 2000, N 10.06 S. 77). Die Trennung
bezweckt unter anderem, eine Wiedervereinigung offen zu halten (a.a.O., N
10.03). Dies ist vorliegend geschehen, wohnt doch die Versicherte nach eigenen
Angaben wieder bei ihrem Ehemann und arbeitet erneut in dessen Betrieb. Was in
ARV 2003 S. 120 zur Ausrichtung von Insolvenzentschädigung an die getrennt
lebende Ehefrau einer arbeitgeberähnlichen Person gesagt wurde, gilt analog für
die Arbeitslosenentschädigung. Der Ausschluss arbeitgeberähnlicher Personen und
ihrer Ehegatten vom Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung ist absolut zu
verstehen, weshalb es nicht möglich ist, den betroffenen Personen unter
bestimmten Voraussetzungen im Einzelfall Leistungen zu gewähren (Nussbaumer,
Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR],
Soziale Sicherheit, Rz 379 in fine und Fn 758 mit Hinweisen). Daher kann der
Vorinstanz nicht gefolgt werden, soweit sie ausführt, dass die
Beschwerdeführerin ab dem Datum des Entzugs der Prokura trotz ihrer Stellung
als Ehefrau einer arbeitgeberähnlichen Person bei Vorliegen der übrigen
Voraussetzungen Arbeitslosen-, nicht aber Kurz- oder Insolvenzentschädigung
beanspruchen könne. Art. 31 Abs. 3 lit. c AVIG bezweckt, dem Risiko eines
Missbrauchs zu begegnen, das der Ausrichtung von Arbeitslosenentschädigung an
arbeitgeberähnliche Personen und deren Ehegatten inhärent ist (ARV 2003 S.
240). Dieses Risiko ist das selbe, ob es nun um Arbeitslosen-, Kurzarbeits-
oder Insolvenzentschädigung geht. Daher rechtfertigt sich keine
unterschiedliche Behandlung von Ehegatten arbeitgeberähnlicher Personen in
Bezug auf diese drei Leistungsarten.

Nach dem Gesagten braucht nicht näher geprüft zu
werden, ob die Versicherte den geltend gemachten Lohn effektiv bezogen hat.

(…)." (cfr. STFA del 17 ottobre 2005 nella causa C., C
179/05)

 

                               2.5.   Circa la
questione a sapere se un assicurato può determinare o influenzare
risolutivamente le decisioni del datore di lavoro ai sensi dell'art. 31 cpv. 3
lett. c LADI, in una decisione del

15 giugno 2005 nella causa Z. (C 102/04), dopo aver rilevato che non è
possibile escludere un assicurato dal diritto alle indennità di disoccupazione
per il solo fatto che egli è in grado di vincolare la società grazie al suo
diritto di firma iscritto a Registro di Commercio, l’Alta Corte ha, in
particolare, specificato che:

 

"  (…)

La seule exception à ce principe que reconnaît le
Tribunal fédéral des assurances concerne les membres des conseils
d'administration car ils disposent ex lege (art. 716 à 716b CO), d'un pouvoir
déterminant au sens de l'art. 31 al. 3 let. c LACI (DTA 1996/1997 n° 41 p. 226 consid.
1b et les références). Pour les membres du conseil d'administration, le droit
aux prestations peut être exclu sans qu'il soit nécessaire de déterminer plus
concrètement les responsabilités qu'ils exercent au sein de la société (cf. ATF
122 V 273 consid. 3; DTA 2004 n° 21 p. 198 consid. 3.2). Il doit en aller de
même avec les associés d'une Sàrl. En effet, conformément à l'art. 811 al. 1
CO, s'il n'en est pas disposé autrement, les associés dans la société à
responsabilité limitée ont non seulement le droit mais également l'obligation
de participer à la gestion de la société. En édictant cette disposition, le
législateur est parti du principe que les personnes qui détiennent la société
doivent également en assumer la direction. A ce titre, les associés,
respectivement les associés-gérants lorsqu'il en a été désigné, occupent
collectivement une position comparable à celle du conseil d'administration d'une
société anonyme (arrêt R. du

22 novembre 2002, C 37/02, et les références).

(…)." (cfr. STFA del 15 giugno 2005
nella causa Z., C 102/04)

 

                                         Ancora in
una decisione del 17 ottobre 2005 nella causa F. (C1/05) l’Alta Corte ha, in
particolare, osservato che:

 

" 
(…)

Piuttosto di attenersi in maniera rigorosa alla
posizione formale dell’organo in questione, per giudicare la situazione delle
persone non facenti parte del consiglio di amministrazione occorre
stabilire l’estensione del potere decisionale in funzione delle circostanze
concrete (DLA 2004 no. 22 pag. 198 consid. 3.2).

(…)." (cfr. STFA del 17 ottobre 2005 nella
causa F., C 1/05, la sottolineatura è del redattore)

 

                               2.6.   In una
decisione pubblicata in DTF 126 V 134 il TFA ha stabilito che ai fini di
determinare il momento dell’uscita dal consiglio di amministrazione di una
società anonima decisiva è la data, per analogia con la giurisprudenza relativa
all’art. 52 LAVS, delle effettive dimissioni dal consiglio di amministrazione,
e non quella della pubblicazione nel Foglio ufficiale svizzero di commercio.

                                         In quell’occasione
l’Alta Corte ha, tra l’altro, rilevato che:

 

" 
(…)

b) Die Vorinstanz hat erwogen, dass
der Beschwerdeführer per

12. November 1995 aus dem Verwaltungsrat der Arbeitgeberin ausgeschieden ist,
dies ungeachtet des Umstandes, dass die Änderung im Handelsregister nicht
eingetragen worden ist. Das Eidg. Versicherungsgericht hat bisher offen
gelassen, ob es im Rahmen des Art. 51 Abs. 2 AVIG auf den Zeitpunkt des
tatsächlichen Rücktritts oder auf die Löschung im Handelsregister ankommt
(unveröffentlichtes Urteil G. vom 12. Mai 1998). Diese Frage ist nunmehr
entsprechend der Praxis zur Haftbarkeit der Verwaltungsräte für Schadenersatz
nach Art. 52 AHVG zu beantworten. Eine parallele Betrachtungsweise drängt sich
auf, weil es in beiden Bereichen um die Frage geht, bis wann der Verwaltungsrat
tatsächlich auf die Tätigkeit der Gesellschaft Einfluss nehmen kann. Dies ist
der Zeitpunkt des effektiven Rücktritts, welcher unmittelbar wirksam ist, und
nicht die Löschung im Handelsregister oder das Datum der Publikation im
Schweizerischen Handelsamtsblatt (BGE 112 V 5 Erw.
3c mit Hinweisen; vgl. FORSTMOSER, Die aktienrechtliche Verantwortlichkeit, 2. Aufl.,

S. 238 Rz. 769; THOMAS NUSSBAUMER, Die Haftung des Verwaltungsrates nach Art.
52 AHVG, in: AJP 1996 S. 1081; JEAN-MAURICE FRÉSARD, La responsabilité de
l'employeur pour le non-paiement de cotisations d'assurances sociales selon
l'art. 52 LAVS, in: SVZ 1987 S. 11).

(…)." (cfr. DTF 126 V 134, consid. 5b, pag. 137)

 

                                         L’Alta Corte si è
confermata in questa giurisprudenza e in una sentenza del 17 settembre 2003
nella causa V. (C 358/01) ha, in particolare, ribadito che:

 

"  (…)

4.2 Ausschlaggebend für die Beendigung der
Verwaltungsratsstellung ist, wie in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde
zutreffend festgehalten wird, nach der Rechtsprechung (BGE 126 V 137

Erw. 5b, ARV [ndr. 2000] Nr. 34 S. 176; vgl. ferner zu Art. 52 AHVG: BGE 126 V
61) nicht die Löschung des Handelsregistereintrags, die, aus welchen Gründen
auch immer, sich verzögern kann, sondern das effektive Ausscheiden aus dem
Verwaltungsrat.

(…)." (cfr. STFA del 17 settembre 2003 nella causa V, C
358/10)

 

                               2.7.   Le dimissioni dal Consiglio
di Amministrazione di una SA sono un atto unilaterale soggetto a ricezione.

 

                                         Precisano al proposito Dieter
Dubs/Roland Truffer, Basler Kommentar, Obigationenrecht II, Art. 530-1186 OR,
2. Auflage, Ad Art. 705 OR N. 2 e Ad Art. 711 OR N. 5:

 

" 
Dem Abberufungsrecht der GV steht das
Rücktrittsrecht der Mitglied von VR und RS gegenüber (Demissionsrecht),
das Art. 727 e Abs 2 für die RS ausdrückllich regelt. Die Bekanngabe des
Rücktritts ist rechtlich eine einseitige, empfangsbedürftige Willenserklärung
und bedarf daher nicht der Genehmigung der GV oder der VR (BGE 104 Ib 321 = Pra
1979, 318; ZK-Bürgi, N 7; Böckli, N 1470a). Wie die Abberufung wirkt auch der
Rücktritt ex nunc (BGE 104 Ib 321 = Pra 1979, 318). Die
Rücktrittserklärung kann mündlich oder schriftlich erfolgen (wobei Letzteres
aus nahe liegenden Gründen zu empfehlen ist). Adressat der Erklärung ist
grundsätzlich ein Mitglied des VR (i.d.R. der Präsident des VR; die h.L. sieht
nur ihn oder seinen Stellvertreter als Empfänger: Böckli, N 1470a; Forstmoser/Meyer-Hayoz/Nobel,
§ 27 N 44), den jedes Mitglied ist zur Vertretung der Gesellschaft nach aussen
befugt, sofern nicht die Statuten oder das Organisationsreglement etwas anderes
bestimmen (Art. 718); sofer alle Mitglieder des VR gleichzeitig zurücktreten,
ist die Rücktrittserklärung an die GV zu richten, die die Neubestellung des VR
vorzunehmen hat und die vom alten VR als letzte Amtshandlungeinzuberufen ist
(gemäss Böckli, N 1470a genügt auch Mitteilung an den Hauptaktionär oder an
einberufungsberechtigte Minderheitsaktionäre; vgl BGE 112 V 41 und Komm. Zu
Art. 711)."

 

" 
Dem VR-Mitglied selbst steht ein Demissionsrecht
analog Art. 404 zu (BGE 104 Ib 321 = Pra 1979, 318f.; Kolb, 77f.; ZK-Bürgi,
Art. 708 N 19; Schaub, SAG 1969, 116f.; Plüss, 97ff); eine Ausübung zur Unzeit
kann Schadenersatzansprüche der AG nach sich ziehen (Art. 404 Abs. 2; Schaub,
SAG 1966, 242; Von Steiger, 226). Die Demissionsrecht wird als
bedingungsfeindliche empfangsbedürftige Willenserklärung unter Vorbehalt der
Rechte gutgläubiger Dritter mit Empfang durch den VR-Präsident oder ggf. durch
den Vizepräsident wirksam (BGE 111 V 480, 483; 104 Ib 321, 323 f = Pra 1979,
318 f. m. w. Nw; Böckli, 1470a; Schaub, SAG 1966, 243; Ders., SAG 1969, 119ff.;
Ausübung eines Gestaltungsrechts). Treten das einzige oder alle VR-Mitglieder
zurück, ist die Demission an die ggf. zu diesem Zweck einzuberufende GV (Funk,
Art. 705 N 1; Von Steiger, 228; Plüss, 99f. m.w,Nw.; Gamper, 30; Bühler, 87; a.M.
ZH-Bürgi, Art. 705 N 12), an den Alleinaktionär (BGE 112 V 1, 4f.; a.M. Schaub,
SAG 1987, 118) oder, falls bekannt, an alle Aktionäre (Gamper, 31f.) zu richten
(…)."

 

                               2.8.   Nel
caso concreto la Cassa ha negato all’assicurata il diritto alle indennità di
disoccupazione (a contare dal 6 aprile 2005: data del suo annuncio presso il
comune di domicilio; cfr. doc. 188) in quanto ha ritenuto che la stessa è
rimasta nel Consiglio di Amministrazione (CdA) della SA sua ex datrice di
lavoro fino al 31 maggio 2005 (cfr. doc. B).

 

                                         Questo Tribunale deve
innanzitutto rilevare che, conformemente alla giurisprudenza federale citata e
ritenuto che un membro del CdA gode ex lege di un potere analogo a quello di un
datore di lavoro ai sensi dell’art. 31 cpv. 3 lett. c LADI (cfr. consid. 2.4 e
2.5), fino al momento in cui ha rivestito la carica di presidente del CdA della
SA sua ex datrice di lavoro all’assicurata non può essere riconosciuto il
diritto alle indennità di disoccupazione.

                                         Dagli atti di causa
risulta che il 4 maggio 2005 l’assicurata ha scritto alla __________ una
lettera del seguente tenore:

 

" 
Rücktrittserklärung als Präsidentin des
Verwaltungsrates, Verwaltungsrat und Geschäftsführerin

 

Sehr geehrte Herren

 

Hiermit trete ich mit sofortiger Wirkung zurück
als Präsidentin, Verwaltungsrat und Geschäftsführerin. Ich bitte um Kenntnisnahme."
(cfr. doc. 19)

 

                                         Il 18 maggio 2005
l’assicurata è stata sentita da una funzionaria della Cassa.

                                         Nel “Verbale” steso in quell’occasione,
tra l’altro, si legge che:

 

"  (…)

E’ sua intenzione fare lo stralcio dal Registro di commercio?

 

Come si può vedere dal verbale del 10 maggio 2005 ho rassegnato le
dimissioni dal Consiglio d’amministrazione della Spettabile __________ e
l’istanza al Registro di commercio è già stata redatta in data

11 maggio 2005, purtroppo non è ancora stata inviata in quanto manca ancora la
firma del Signor __________ che in questo momento lavora a __________.

Al più presto quindi non sarò più presidente di questa società.

(…)." (cfr. doc. 170)

 

                                         Nel “Verbale di assemblea
generale della società __________, __________” del 10 maggio 2005 si legge, in
particolare, che:

 

"  (…)

1. Il Presidente
informa l’assemblea che la sig.ra RI 1 ha rassegnato le sue dimissioni dalla
carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione della società.

In sua sostituzione il Presidente
dell’Assemblea si propone nel sostituire il Presidente del Consiglio di
Amministrazione dimissionario.

Dopo breve discussione l’assemblea
generale, all’unanimità, accetta le dimissioni della Sig.ra RI 1 che, ringrazia
per l’attività svolta a favore della società, e alla quale dà ampio scarico del
suo mandato.

In sua sostituzione l’assemblea
generale, sempre all’unanimità, nomina quale suo nuovo Presidente del Consiglio
di Amministrazione, con diritto di firma individuale, il sig. __________ che,
presente, accetta.

Il presente verbale viene controfirmato
dalla Sig.ra RI 1 per accordo in merito alla cancellazione della sua carica a
Registro di Commercio.

(…)." (cfr. doc. 172)

 

                                         Nell’”Istanza di
iscrizione dell’11 maggio 2005” (la quale sul retro porta un timbro
dell’Ufficio del Registro di Commercio di __________ che in quella data ha
autenticato la firma di __________) si legge che:

 

"  (…)

Alleghiamo, alla presente istanza, verbale di assemblea generale
della nostra società con la quale vengono accettate le dimissioni della signora
RI 1, Presidente del Consiglio di Amministrazione e viene nominato il nuovo
Presidente del Consiglio di Amministrazione, con diritto di firma individuale,
nella persona del Signor __________, __________, __________.

 

Il predetto verbale viene controfirmato dalla signora RI 1 per
richiesta di cancellazione della sua carica a Registro di Commercio.

 

Il nuovo Consiglio di Amministrazione risulta così composto:

 

-   __________, __________,
da __________ in __________, firma individuale;

 

-   __________,
da __________ in __________, firma collettiva a due con il Presidente.

(…).” (cfr. doc. 173)

 

                                         In realtà, come si evince
dall’”Istanza di cancellazione” del

1° giugno 2005 e dal “Verbale di assemblea generale della società __________, __________”
del 31 maggio 2005, cui la Cassa si riferisce, sia l’assicurata che l’altro
membro del CdA della __________ hanno dimissionato e l’Asssemblea generale si è
riservata di riunirsi nel corso del mese di giugno per nominare il nuovo CdA (cfr.
doc. 17 e 18).

 

                                         Viste le risultanze appena
esposte, conformemente alla giurisprudenza e alla dottrina citata (cfr. consid.
2.6 e 2.7), questo Tribunale ritiene che, quale data delle
effettive dimissioni dal consiglio di amministrazione dell’assicurata, vada
ritenuto il

4 maggio 2005.

                                         Infatti, come visto sopra,
subito dopo la lettera di dimissioni del

4 maggio 2005, il 10 maggio 2005 si e tenuta un’assemblea generale della __________
e immediatamente dopo, l’11 maggio 2005, l’assicurata ha chiesto la sua
cancellazione dalla carica di Presidente del CdA a RC.

 

                                         Pertanto è a torto che la
Cassa ha negato all’assicurata il diritto alle indennità di disoccupazione fino
al 31 maggio 2005.

 

                                         Di conseguenza la
decisione su opposizione impugnata va annullata e riformata nel senso che
all’assicurata è confermato il rifiuto del diritto alle indennità di
disoccupazione dal 6 aprile al

4 maggio 2005.

 

                               2.9.   Nel proprio ricorso
l’assicurata ha chiesto l’audizione dei signori __________, rappresentante
fiscale di __________ e

__________, dell’ufficio di revisione della società __________ 

(cfr. doc. I punti 5 e 6).

 

                                         Il TCA
rileva innanzitutto che le audizioni richieste possono essere rifiutate senza
per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dagli art. 29 cpv. 2
Costituzione federale e 6 n. 1 CEDU, della ricorrente.

                                         Infatti,
secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento
pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e
inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad
esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di
testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile
obbligo (cfr. STFA del 28 ottobre 2005 nella causa W., C 157/05; STFA del 31
agosto 2004 nella causa G., C 7/03; STFA del 27 febbraio 2004 nella causa B., C
106/02; DTF 122 V 47 e DTF 124 V 90, consid. 6, pag. 94 che rinvia alla DTF 122
V 47).

                                         Il TFA ha
pure stabilito che il rifiuto di differire un'udienza pubblica fondato su
motivi obiettivi non è in contrasto con il diritto federale e, in particolare,
con l'art. 6 n. 1 CEDU (cfr. DTF 127 V 491).

                                         Inoltre,
conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare
d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, pag. 47, no. 63; Gygi, Bundesverwaltungs-rechtspflege, IIa ed.,
pag. 274; Kummer, Grundriss des Zivilprozessrechts, 4a ed., pag. 135; Scartazzini,
Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi
Ginevra 1991, pag. 63; cfr. pure SVR 2003 IV Nr. 1 pag. 1; STFA

dell’11 ottobre 2004 nella causa T., H 180/03, consid. 3.1.1; STFA del 5 giugno
2003 nella causa C. e G., H 268/01 e

H 269/01, consid. 5; STFA del 13 maggio 2003 nella causa T. SA, H 218/01, consid.
4; STFA del 28 aprile 2003 nella causa P. e M., H 208/00 e H 209/00, consid.
6.3; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01, consid, 4.1; STFA del 15
novembre 2002 nella causa R., H 177/01; STFA dell'8 ottobre 2002 nella causa
C., I 673/00; STFA del 23 luglio 2002 nella causa G.;

G., H 170/01; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa C.,

H 194/01; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R.,

H 220/00; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R.,

U 257/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa R.G., I 11/01; STFA del 13
novembre 2000 nella causa F.S., H 238/98; DTF 124 V 94; DTF 120 Ib 229 consid.
2b, DTF 119 V 344 consid. 3c e rinvii). Tale modo di procedere non costituisce
una violazione del diritto di essere sentito ai sensi dell’art. 29 cpv. 2 Cost.

(cfr. SVR 2003 IV Nr. 1 pag. 1; SVR 2001 IV Nr. 10 pag. 28; DTF 124 V 94; DTF
122 V 162 consid. 1d, DTF 119 V 344 consid. 3c e rinvii).

 

                                         In
concreto, le richieste di audizione testi dell'assicurata vanno respinte
perché, vista la sua posizione analoga a quella di un datore di lavoro anche
dopo essersi licenziata fino al 4 maggio 2005 (le dimissioni dalla carica di
Presidente del CdA della SA sua ex datrice di lavoro portano infatti questa
data; cfr. doc. 19), questo Tribunale, richiamata la giurisprudenza federale in
merito sopra esposta, ritiene la questione relativa al diritto alle indennità
di disoccupazione dell'assicurata sufficientemente chiarita.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso è parzialmente accolto.

La decisione
su opposizione impugnata va annullata e riformata nel senso che
all’assicurata è confermato il rifiuto del diritto alle indennità di
disoccupazione dal 6 aprile al 4 maggio 2005.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         La Cassa Cassa
verserà all’assicurata la somma di fr. 500.-- a titolo di parziali ripetibili
(IVA inclusa).

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al ricorso
dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti