# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d1b65b39-e7bd-548d-8b30-8e07284a3e8f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-11-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 21.11.2003 10.2002.168
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_10-2002-168_2003-11-21.html

## Full Text

Incarti n.

  10.2002.166

  10.2002.167

  10.2002.168

   

  DAP 1058/2002

  DAP 1057/2002

  DAP 1056/2002

   

  	
  Bellinzona

  21
  novembre 2003

   

  	
  Sentenza
  con motivazione

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice della Pretura penale

  
	
  Marco Ambrosini

  
	
   

  
						

sedente con Laura
__________ in qualità di segretaria per giudicare

 

	
   

  	
  _________ _______, fu __________ e
  __________ n. __________, nato a __________ il __________ __________
  __________, cittadino italiano, domiciliato a __________ /__________, via
  __________ __________, coniugato, commerciante 

  (difeso dall'avv. _________ ________, __________)

  _______, di __________ ed __________
  n. __________, nato a __________ il __________ __________ 1953, attinente di
  __________, domiciliato a __________, via __________ __________ __________,
  coniugato, fiduciario, e

  _________ __________, fu __________ e __________
  n. __________, nato a __________ il __________ __________ 1954, attinente di
  __________, domiciliato a __________, via __________ __________ __________,
  coniugato, commerciante

  (entrambi difesi dall'avv. __________ __________, _________)

   

  

accusati di:                        carente diligenza in operazioni
finanziarie, art. 305ter CP, per avere:

a)  __________                  a __________, durante il periodo
da primavera-estate 1998 e (recte: a) gennaio 1999, agendo a titolo
professionale, aiutato a trasferire e a collocare valori patrimoniali altrui
senza accertarsi con la diligenza richiesta dalle circostanze dell'identità
dell'avente economicamente diritto, e meglio per avere organizzato, tramite ___________
e persone di fiducia di quest'ultimo in _________ e in Svizzera, il trasporto
di somme di denaro provenienti dal contrabbando internazionale di sigarette,
dall'_________ a __________, percependo per ogni trasporto una commissione
dell'1.5% omettendo in almeno 8 occasioni di accertare l'identità dell'avente
economicamente diritto delle somme dell'ordine di 300 000.– lire sterline
ogni volta, di cui __________ __________ lo aveva incaricato del trasporto e
che egli personalmente riceveva in contanti e consegnava personalmente a
__________ __________ accontentandosi della generica indicazione secondo cui si
trattava di "soldi di sigarette pulite";

perseguito                         con decreto d’accusa DAP
__________/__________ del __________ __________ 2002 del Procuratore generale
Luca Marcellini, __________, che propone la condanna:

                                        1.  alla pena di 15
(quindici) giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di
prova di 2 (due) anni,

                                        2.  alla multa di
fr. 5000.–,

                                        3.  al pagamento
della tassa di giustizia di fr. 200.– e delle spese giudiziarie di fr. 200.–;

b) __________                   per avere, a __________ nel
periodo dal 29 gennaio 1998 al gennaio 1999, agendo a titolo professionale e
nella sua qualità di direttore della fiduciaria __________, aiutato a collocare
e a trasferire valori patrimoniali altrui senza accertarsi con la diligenza
richiesta dalle circostanze dell'identità dell'avente economicamente diritto, e
meglio per avere omesso di provvedere, adottando le necessarie misure
impostegli dalla sua funzione, affinché l'effettivo avente economicamente
diritto del conto __________ __________ __________Ltd. aperto presso la
__________ venisse identificato con la cura imposta dalle circostanze dal
proprio dipendente __________o __________ (recte: __________ __________),
omissione che ha fatto sì che a nome di un avente economicamente diritto
rivelatosi poi essere solo un prestanome venissero effettuate numerose
operazioni finanziarie per ingenti somme di denaro;

perseguito                         con decreto d’accusa DAP __________/__________
del __________ __________ 2002 del medesimo Procuratore, che propone la
condanna: 

                                        1.  alla pena di 15
(quindici) giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di
prova di 2 (due) anni,

                                        2.  al pagamento
della tassa di giustizia di fr. 200.– e delle spese giudiziarie di fr. 200.–;

 

c) __________ __________     per avere, a __________ nel
periodo dal 29 gennaio 1998 al gennaio 1999, agendo a titolo professionale,
aiutato a collocare e a trasferire valori patrimoniali altrui senza accertarsi
con la diligenza richiesta dalle circostanze dell'identità dell'avente
economicamente diritto, e meglio per avere quale cambista e gestore presso la
società fiduciaria __________, __________, omesso di accertare l'identità dell'avente
economicamente diritto della relazione bancaria __________ __________
____________________., da lui aperta a tale __________ __________ __________
presso la __________ e sulla quale sono successivamente transitate __________anti
somme di denaro, quando dall'insieme delle circostanze egli sapeva o doveva
ritenere trattarsi solo di un prestanome;

perseguito                         con decreto d’accusa DAP
__________/__________ del __________ __________ 2002 del medesimo Procuratore,
che propone la condanna: 

                                        1.  alla pena di 15
(quindici) giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di
prova di 2 (due) anni,

                                        2.  al pagamento
della tassa di giustizia di fr. 300.– e delle spese giudiziarie di fr. 200.–;

 

viste                                  le opposizioni al rispettivo
decreto d’accusa interposte dagli accusati l'8 (__________ e __________
__________) e il 17 maggio 2002 (___________);

 

indetto                               il dibattimento 21 novembre 2003,
al quale sono comparsi gli accusati, i difensori e il sostituto Procuratore
pubblico Monica Casalinuovo; 

 

accertate                           le generalità degli accusati, data
lettura dei decreti d'accusa, proceduto all'interrogatorio degli accusati;

 

sentiti                           –   il sostituto Procuratore
pubblico, che conclude per la conferma di tutti i decreti d'accusa, salvo la
multa a carico di __________ __________ cui chiede di soprassedere;

                                    –   l'avv. __________ __________,
il quale conclude per il proscioglimento dell'accusato da lui difeso;

                                    –   l'avv. __________ __________,
il quale conclude per il proscioglimento degli accusati da lui difesi, con
protesta di ripetibili;

 

sentiti                                da ultimo gli accusati;

 

posti                                 a giudizio i seguenti quesiti,
per ciascun accusato:

                                    1.  Se l'imputato è autore
colpevole di carente diligenza in operazioni finanziarie, commessa nelle
circostanze di cui sopra.

                                    2.  In caso di risposta affermativa
al quesito n. 1:

                                        2.1  quale pena dev'essere
inflitta all'imputato;

                                        2.2  se dev'essere concessa la
sospensione condizionale della pena e, se sì, per quale periodo di prova.

                                    3.  Il giudizio sugli oneri
processuali e sulle ripetibili;

 

letti ed esaminati                gli atti;

 

preso atto                          che il difensore avv. __________
__________, in nome di __________ __________, ha presentato il 26 novembre 2003
dichiarazione di ricorso e ha chiesto pertanto la motivazione scritta della
sentenza.

 

Ritenuto                             in fatto:

 

                                A.     Il 21 gennaio 1999 una
pattuglia della Polizia di __________ -__________ ha arrestato in un'area di
parcheggio autostradale __________ __________, nell'automobile del quale sono
state rinvenute – nascoste in uno scompartimento delle portiere posteriori – 29
mazzette di sterline inglesi e scozzesi per un valore complessivo di circa fr.
930 000.–. Le indagini hanno poi condotto la polizia ad accertare che
__________ __________ era stato fra l'altro incaricato da __________
__________, cittadino italiano nato a __________ il ____________________ 1942,
di trasferire dagli inizi del 1998 somme di denaro provenienti dal contrabbando
internazionale di sigarette, dall'__________ a __________, in almeno 8
occasioni per una media di circa 300 000.– sterline ciascuna. __________
__________ era stato a sua volta incaricato del trasporto da __________
__________, cittadino svizzero nato a __________ il 26 luglio 1954, che nella
sua attività di cambista e gestore alle dipendenze della __________ – società fiduciaria
con sede a __________ diretta da __________ – aveva aperto un conto denominato
__________ __________ __________Ltd in nome del cittadino spagnolo __________
__________ __________, sul quale erano transitate le predette somme di denaro.

 

                                B.     Assodato che siffatti
valori patrimoniali appartenevano in realtà a tale O.R.P., cittadino della
Repubblica di __________ attivo nel commercio internazionale di sigarette e
metalli preziosi, il Procuratore generale – con decreti d'accusa del 6 maggio
2002 – ha ritenuto __________ __________, __________ e __________ __________
autori colpevoli di carente diligenza in operazioni finanziarie, per avere
aiutato a collocare e a trasferire valori patrimoniali altrui senza accertarsi
con la diligenza richiesta dalle circostanze dell'identità dell'avente
economicamente diritto. In applicazione della pena, il magistrato inquirente ha
proposto la condanna di ciascun accusato a 15 giorni di detenzione, sospesi
condizionalmente per un periodo di prova di due anni, e al pagamento degli
oneri processuali. __________ __________ si è visto prospettare inoltre una
multa di fr. 5000.–. __________ e __________ __________ hanno introdotto l'8
maggio 2002 opposizione al rispettivo decreto d'accusa. Altrettanto ha fatto
__________ __________ il 17 maggio 2002.

 

Considerato                       in diritto:

 

                                 1.     L'art. 305ter
cpv. 1 CP reprime con la detenzione fino a un anno, con l'arresto o con la
multa chiunque a titolo professionale accetta, prende in custodia, aiuta a
collocare o a trasferire valori patrimoniali altrui senza accertarsi, con la
diligenza richiesta dalle circostanze, dell'identità dell'avente economicamente
diritto (cfr. anche DTF inedite __________e __________del 27 ottobre 2003,
quest'ultima destinata alla pubblicazione). L'infrazione è intenzionale, sicché
l'autore deve quanto meno accettare l'eventualità di non adempiere il suo dovere
d'identificazione (Corboz, Les infractions
en droit suisse, vol. II, Berna 2002, pag. 546 n. 12 con richiami di dottrina).
Trattasi di un delitto di messa in pericolo astratta, che si realizza
allorquando il trasgressore svolge una delle attività appena evocate senza esperire
le dovute verifiche, e ciò a prescindere dall'origine lecita o illecita dei
valori patrimoniali (DTF 125 IV 142 consid. 3b).

 

                                 2.     Per quel che concerne in
particolare __________ __________, l'accusa rimprovera all'interessato di avere
"a __________ nel periodo dal 29.01.1998 al gennaio 1999 […] quale
cambista e gestore presso la società fiduciaria __________S.A., __________,
omesso di accertare l'identità dell'avente economicamente diritto della
relazione bancaria __________ __________ __________Ltd, da lui aperta a tale
__________ __________ __________ presso la __________S.A. e sulla quale sono
successivamente transitate __________anti somme di denaro, quando dall'insieme
delle circostanze egli sapeva o doveva ritenere trattarsi solo di un prestanome"
(decreto d'accusa DAP __________, pag. 1 nel mezzo, nell'incarto n.
__________.__________.__________). Ne desume, il magistrato inquirente,
l'adempimento dei requisiti oggettivi e soggettivi del reato di carente
diligenza in operazioni finanziarie. Donde la postulata conferma del decreto
d'accusa.

 

                                 3.     La difesa si duole – in
sintesi – di come __________ __________ abbia esperito tutti gli accertamenti
che si potevano ragionevolmente pretendere da un impiegato di una società cui
incombeva – alla fine degli anni Novanta – solo un obbligo di accertamento sostanziale
dell'avente diritto economico giusta l'art. 305ter CP. __________
__________, sempre stando alla difesa, non aveva motivo di dubitare dell'affermazione
di O.R.P. – ch'egli conosceva da vent'anni – secondo cui le somme litigiose
spettavano in ultima analisi a __________ __________ __________, presentatosi
all'apertura del conto come titolare della __________ __________ __________Ltd.
Ne conclude, il difensore, per il proscioglimento dell'imputato e per la
rifusione di una congrua indennità a titolo di ripetibili.

 

                                 4.     In concreto non v'è
dubbio – né la difesa contesta – che a __________ __________ incombeva, in
virtù della sua attività in seno alla __________, un obbligo d'accertamento
sostanziale dell'avente economicamente diritto di valori patrimoniali. Né la
difesa sostiene, per avventura, che l'interessato ignorasse il proprio dovere
di verifica. È altresì pacifica e incontestata la realizzazione della
fattispecie descritta nel decreto d'accusa da cui è scaturito l'obbligo
d'accertamento a carico dell'imputato. Sotto questi aspetti, i requisiti cui
l'art. 305ter cpv. 1 CP subordina il reato di carente diligenza in
operazioni finanziarie risultano dunque adempiuti. L'imputato adduce nondimeno
di avere sempre avuto – e di avere tuttora – indizi sufficienti per credere
alla versione iniziale di O.R.P. e di __________ __________ __________ secondo
cui l'avente diritto economico degli averi transitati sul conto __________
__________ __________Ltd. era quest'ultimo. A suo dire, egli non aveva quindi
motivo per esperire qualsivoglia accertamento al riguardo.

                                        

                                        a)   Se non che, in un
interrogatorio del 18 marzo 1999 __________ __________ – sentito in relazione
con il già accennato sequestro di sterline del 21 gennaio 1999 – ha avuto modo
di dichiarare quanto segue al Procuratore generale (act. B1, pag. 1 segg., nel
classificatore n. 3):

                                              "Sono
dipendente della __________, società finanziaria con uffici in Via Besso 23 a
__________. […] La ditta per la quale lavoro si occupa di cambio e di
gestione di conti per conto di clienti. Fra i nostri clienti vi è un signor
P.O., cittadino di Andorra e ivi residente. Il signor O., che io conosco
personalmente da una ventina di anni, si è sempre occupato di commercio
internazionale di sigarette e metalli preziosi. Lui acquista questi beni
regolarmente e poi provvede a venderli a società e persone che li __________ano
di contrabbando in paesi della comunità europea.

                                              Da
un paio di anni a questa parte O. è cliente della __________, dove l'ho portato
io stesso come cliente. O. è il beneficiario economico di una BVI che ha un
conto presso di noi. In sostanza l'attività che noi svolgiamo per O. è quella
di ricevere a __________ nei nostri uffici del denaro contante incassato con la
vendita di sigarette al dettaglio, che i clienti di O. gli danno in pagamento
delle forniture.

                                              Questo
denaro viene poi contato e versato sul conto della BVI presso di noi e da qui
riparte secondo le istruzioni fornite dal cliente, in particolare per il
pagamento delle sigarette che lui acquista all'ingrosso in __________.

                                              ADR.
che la BVI si chiama __________ Ltd. […]

                                              Per
quanto mi risulta – e comunque per quanto riguarda la nostra attività – la
__________ Ltd vende le proprie sigarette a un cliente che si occupa di
__________arle di contrabbando in __________, dove poi attraverso i suoi canali
le vende al dettaglio. Per quanto ne so si tratta di un unico cliente.

                                              Questo
cliente inglese, regolarmente raccoglie da tutti i venditori al dettaglio le
banconote da 10 o 20 sterline incassate con la vendita di sigarette. […] Quando
il cliente inglese è pronto ad effettuare il pagamento, utilizzando quelle
banconote, avvisa O., il quale a sua volta avvisa me che il denaro è pronto e
che occorre mandarlo a prendere.

                                              A
titolo puramente di favore nei confronti dell'O. io incarico per suo conto una
organizzazione che si occupa del trasporto della valuta. Il mio interlocutore
per questa organizzazione è un cittadino italiano, tale __________ __________
che abita a __________.

                                              In
pratica O. mi dice che i soldi sono pronti a Londra o in un'altra località
inglese. Io avviso l'__________, gli chiedo se può mandare qualcuno a prendere
i soldi e se lui mi risponde affermativamente, mi dà un numero di telefono
cellulare attraverso il quale il corriere può essere contattato. A mia volta io
do questo numero di telefono all'O., il quale combina l'appuntamento fra il corriere
mandato da __________ e l'incaricato inglese del pagamento.

                                              I
soldi vengono presi in consegna in __________ dall'uomo di __________, che
provvede al loro trasporto fino a __________. […]

                                              ADR.
che di operazioni di questo genere per l'O. negli ultimi 2 anni ne avremo fatte
indicativamente 35/40 all'anno per __________i compresi fra le 250 e le
370 000.– sterline per volta.

                                              Quando
i soldi arrivano nei nostri uffici a __________, viene personalmente l'O. per
verificare la conta del denaro, che poi viene versato sul conto della
__________. […]

                                              Verso
metà gennaio 1999 si svolse una di queste operazioni. Si trattava di andare a
recuperare in __________ 330/350 000.– sterline. Fra l'altro l'O.
nell'annunciare questa operazione aveva anche indicato che ve ne sarebbe stata
un'altra di pari entità a breve scadenza. Io come al solito avvisai
l'__________ e poi lasciai che si arrangiassero per accordarsi per i dettagli
del trasporto. […]".

 

                                        b)   __________
__________ ha poi sostanzialmente ribadito la sua versione sull'avente diritto
economico dei valori predetti in un interrogatorio del 7 dicembre 1999 davanti
alla polizia (verbale allegato all'act. C5, nel classificatore 3), versione che
è stata confermata anche dallo stesso O.R.P. in un interrogatorio del 17
dicembre 1999 davanti al Procuratore generale (act. B4, in particolare pag. 2
nel mezzo e verso il basso, pag. 3 in alto, nel classificatore citato), così
come da __________ __________ __________ lo stesso giorno davanti al medesimo
Procuratore (act. B5, pag. 1 in basso e pag. 2 in alto, nel classificatore
citato). Nulla agli atti induce in definitiva a dubitare che l'avente diritto
economico dei valori patrimoniali in rassegna era O.R.P. e che __________
__________ __________ era un semplice prestanome. Alla stessa conclusione è
giunta del resto la presidente della Corte delle Assise correzionali di
__________, chiamata a giudicare il corriere __________ __________ in una
sentenza del 9 settembre 2002 (v. giudizio allegato alla lettera 10 settembre
2003 del sostituto Procuratore pubblico Monica Casalinuovo, pag. 88 verso
l'alto, nell'incarto __________.__________.__________). E lo stesso difensore
di __________ __________, in una lettera del 20 settembre 2000 al Procuratore
generale, ha riconosciuto come "dall'insieme delle circostanze,
__________ doveva sapere, anzi sapeva, che il signor O. aveva un interesse
economico diretto nel conto, e ciò già dall'inizio", ancorché – a suo
parere – in "co-interessenza" con __________ __________
__________ (act. D55, pag. 3 verso l'alto).

 

                                        c)   Vistosi prospettare
la promozione dell'accusa per il reato di cui all'art. 305ter cpv. 1 CP,
il 3 agosto 2000 __________ __________ ha invece modificato la propria
versione, adducendo quanto segue (act. B8, pag. 3 verso il basso e pag. 4 verso
l'alto):

                                              "A
nome della __________ venne … aperto un conto, nel quale __________ figurava
come titolare. Fui io a fargli compilare la relativa documentazione.

                                              ADR.
che io chiesi a O. chi era il proprietario della società e lui mi rispose che ai
fini legali responsabile in tutto e per tutto era __________.

                                              D.
e per lei, nella sostanza, chi era il proprietario della __________?

                                              R.
a quel momento per me era __________ perché non avevo motivo per dubitare
della veridicità di ciò che diceva O. […]

                                              Il
magistrato interrogante mi contesta il fatto che secondo le dichiarazioni rese
da O. nel verbale __________.__________.1999 egli venne a __________ dapprima
una volta da solo a parlare con lei e con __________, poi giunse accompagnato
da __________ solo per la firma delle formalità di apertura. A dire di O. era
perfettamente chiaro che i soldi erano dell'O. stesso e che __________ era solo
un suo impiegato.

                                              Io
ribadisco di aver saputo solo successivamente e cioè subito dopo il
sequestro dei soldi a __________ del __________.__________.1999 che O. era
il beneficiario economico della __________ o dei soldi sequestrati. […].

                                              

                                              L'imputato ribadisce
quest'ultima versione anche al dibattimento, giungendo finanche ad affermare di
ritenere tuttora __________ __________ __________ l'avente economicamente
diritto dei fondi. Tale versione contrasta però manifestamente con le
risultanze istruttorie evocate poc'anzi (consid. 4b), così come con le
dichiarazioni rese dallo stesso imputato all'autorità inquirente prima che gli
fosse prospettato il reato di carente diligenza in operazioni finanziarie
(consid. 4a e 4b all'inizio).

 

                                 5.     Ciò posto, dato che
__________ __________ insiste nel sostenere di non avere avuto motivo di dubitare
– in urto con tutti gli elementi già a sua disposizione all'apertura del conto
__________ – che l'avente diritto economico era __________ __________
__________ anziché O.R.P., a ragione l'accusa ravvisa una violazione del dovere
di verifica a norma dell'art. 305ter cpv. 1 CP. Né giova all'imputato
prevalersi del fatto che nella documentazione della __________ figuravano anche
i dati inerenti all'identificazione di O.R.P. (cfr. l'argomentazione difensiva
accennata nell'act. D55, pag. 4 punto 4 in fine e ribadita al dibattimento),
ove appena si consideri che quest'ultimo non era collegato con il conto
__________ ma con un'altra relazione d'affari (v. dichiarazione di __________,
verbale del dibattimento, pag. 3 verso l'alto). Se ne conclude che l'agire di
__________ __________ adempie i requisiti del reato di carente diligenza in
operazioni finanziarie – sia dal profilo oggettivo che soggettivo – non avendo
egli esperito nessuna verifica dell'avente economicamente diritto dei valori
patrimoniali transitati sul conto __________, sebbene le circostanze
inducessero a ritenere che la persona da egli indicata come beneficiario dei
fondi era, per vero, un prestanome. 

                                        

                                        Ad altra soluzione si giunge
invece per __________ __________, cui difetta ogni intenzione di trasgredire
l'obbligo sancito dall'art. 305ter cpv. 1 CP, e per __________, il quale
poteva ragionevolmente fare affidamento sulle assicurazioni fornitegli dal
proprio subordinato in merito alla spettanza dei fondi. Entrambi devono perciò
essere prosciolti dall'accusa.

 

                                 6.     Quanto alla
commisurazione della pena a carico di __________ __________, per l'art. 63 CP
il giudice fissa la sanzione in base alla colpa del reo, considerando i motivi
a delinquere, la vita anteriore e le condizioni personali. In concreto,
l'entità delle somme oggetto del reato giustificherebbe – di per sé – una pena
finanche superiore ai 15 giorni di detenzione proposti dal Procuratore generale
e ribaditi in aula dal sostituto Procuratore pubblico (cfr. a titolo comparativo
la già citata DTF inedita __________, consid. 6). Tenuto conto nondimeno del
tempo trascorso fra il reato e l'attuale giudizio, della condotta per il resto
incensurata dell'imputato e della significativa collaborazione da egli prestata
nell'accertare l'origine lecita dei fondi, si giustifica – tutto ben ponderato
– di ridurre la pena proposta da 15 a 5 giorni di detenzione. Sono d'altro
canto adempiuti i requisiti oggettivi e soggettivi sanciti dall'art. 41 CP per
ammettere l'interessato al beneficio della sospensione condizionale della pena
e per contenere il periodo di prova nel minimo legale di 2 anni.

 

                                        L'esito del giudizio impone di
addebitare a __________ __________ gli oneri inerenti al procedimento a suo
carico (art. 9 cpv. 1 CPP) e di addebitare allo Stato quelli inerenti ai
procedimenti a carico dei coimputati prosciolti (art. 9 cpv. 4 CPP), cui
dev'essere riconosciuta un'equa indennità per ripetibili (art. 9 cpv. 6 CPP).

 

Per questi motivi,                visti gli art. 41, 63 e 305ter
CP; 9 segg. e 273 segg. CPP; 39 LTG;

 

rispondendo                       ai quesiti posti come segue:

 

proscioglie                       __________ __________

                                        dall'accusa di carente
diligenza in operazioni finanziarie, art. 305ter CP, per i fatti
descritti nel decreto d'accusa DAP __________;

carica                               le spese inerenti al suo
procedimento allo Stato, che gli rifonderà fr. 1000.– per ripetibili;

 

proscioglie                       __________

                                        dall'accusa di carente
diligenza in operazioni finanziarie, art. 305ter CP, per i fatti
descritti nel decreto d'accusa DAP __________;

carica                               le spese inerenti al suo
procedimento allo Stato, che gli rifonderà fr. 1000.– per ripetibili;

 

dichiara                           __________ __________

                                        autore colpevole di carente
diligenza in operazioni finanziarie, art. 305ter CP, per i fatti
compiuti nelle circostanze descritte nel decreto d'accusa DAP 1056/2002 del 6
maggio 2002;

 

condanna                         __________ __________

                                        1.  alla pena di 5 (cinque)
giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2
(due) anni,

                                        2.  al pagamento delle tasse e
spese giudiziarie di complessivi fr. 900.–;

 

ordina                              l'iscrizione della condanna
a casellario giudiziale, che sarà cancellata trascorso il periodo fissato dagli
art. 80 e 41 n. 4 CP;

 

 

le parti                               sono state avvertite del diritto
di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di
cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto
di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276
cpv. 2 CPP);

                                        la motivazione del ricorso per
cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20
giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione
dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).

 

 

	
  Intimazione a:

  	
  – __________ __________,
  __________ /__________, 

  – avv. __________ __________,
  __________, 

  – __________, __________, 

  – __________ __________,
  __________, 

  – avv. __________ __________,
  __________, 

  – Sostituto Procuratore
  pubblico Monica Casalinuovo, __________, 

  – Ministero pubblico della
  Confederazione, __________,

  e, al
  passaggio in giudicato della sentenza, a

   – Comando
  della Polizia cantonale, __________,

   – Sezione esecuzione pene e
  misure, __________,

   – Servizio di coordinamento in
  materia di casellario giudiziale, __________,

   – Ufficio del Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto, __________.

   

  

 

Il giudice:                                                                                 La
segretaria:

 

Distinta di pagamento         a carico di __________ __________:

                                        fr.                      550.–          tassa di giustizia

                                        fr.                      350.–          spese giudiziarie

                                        fr.                     900.–          totale