# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1091780c-7106-5fd7-8a5a-9b72bf48c3fd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-11-05
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 05.11.2014 12.2014.107
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2014-107_2014-11-05.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2014.107

  	
  Lugano

  5 novembre 2014/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  Bozzini
  e Fiscalini

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. CA.2014.139
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 - promossa con istanza 17
aprile 2014 da

 

	
   

  	
  AO
  1 

  rappr. dall’ RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1 

   AP 2 

  tutti rappr. dall’ RA 2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

con cui l’istante ha
chiesto, in via supercautelare e cautelare, che ai convenuti fosse fatto ordine
con effetto immediato di consegnare a lui, subordinatamente all’avv. C__________ __________ e in via ancor più subordinata alla Pretura l’opera denominata “__________”
(cm 35 x 55), e di non venderla, il tutto con la comminatoria dell’art. 292 CP,
domande avversate dai convenuti; 

 

nell’ambito della quale il
Pretore, con decisione cautelare “intermedia” 28 maggio 2014, ha confermato i provvedimenti supercautelari 17 aprile 2014, 24 aprile 2014 e 29 aprile 2014;

 

appellanti i convenuti con
atto di appello 12 giugno 2014, con cui chiedono l’annullamento e la riforma
delle decisioni supercautelari 17 aprile 2014, 24 aprile 2014 e 29 aprile 2014,
l’accertamento della carenza di legittimazione attiva dell’istante con
conseguente stralcio della procedura dai ruoli, in via subordinata la condanna dell’istante
al versamento di una garanzia di € 4'000'000.-, in ogni caso l’accertamento
della nullità del dispositivo n. 2.1 della decisione supercautelare 17 aprile
2014 nonché la reiezione di qualsiasi misura cautelare, protestando le spese
giudiziarie;

 

mentre l'istante con
osservazioni (recte: risposta) 25 luglio 2014 postula la reiezione del
gravame pure con protesta di spese e ripetibili; 

 

richiamata la decisione 31 luglio
2014 con cui la presidente di questa Camera ha respinto la domanda volta alla
concessione dell’effetto sospensivo all’appello (formulata contestualmente
all’appello 2 luglio 2014, inc. n. 12.2014.117);

 

letti ed
esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

                                  che AO 1 è il beneficiario
economico della società __________ AP 2 (cfr. allegato 2 del doc. A), di cui AP
1 è azionista e amministratore unico (cfr. doc. A): nel corso del 2006 egli ha
apportato alla società un dipinto - di valore ingentissimo - attribuito a __________,
denominato “__________” (cm 35 x 55), in vista della sua commercializzazione ed
allo scopo di salvaguardare l’anonimato del proprietario (cfr. allegato 1 del doc.
A); 

 

                                  che la deteriorazione dei
rapporti tra le parti ha dato avvio a una serie di vertenze giudiziarie, di cui
si dirà, per quanto necessario, qui di seguito;  

 

                                  che con istanza 17 aprile 2014 AO
1 ha convenuto in giudizio innanzi alla Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 1, AP 1 e AP 2, chiedendo, in via supercautelare e cautelare, che fosse
fatto loro ordine con effetto immediato di consegnare a lui, subordinatamente
all’avv. C__________ __________ e in via ancor più subordinata alla Pretura il
dipinto in questione, e di non venderlo, il tutto con la comminatoria dell’art.
292 CP; 

 

                                  che con provvedimento
supercautelare di pari data il Pretore aggiunto, in parziale accoglimento dell’istanza,
ha fatto ordine ai convenuti di depositare in Pretura il dipinto (dispositivo n.
1.1) e di non venderlo (dispositivo n. 1.2), il tutto disponendo l’immediata
esecutività della decisione (dispositivo n. 3) nonché prevedendo per il caso di
inadempimento la comminatoria dell’azione penale dell’art. 292 CP (dispositivo n.
2) come pure di una multa disciplinare di fr. 5'000.- e di una multa
disciplinare di fr. 1'000.- per ogni giorno di inadempimento ai sensi dell’art.
343 cpv. 1 lett. b e c CPC (dispositivo n. 2.1); 

 

                                  che con istanza 22 aprile 2014 i
convenuti hanno chiesto di annullare la decisione supercautelare 17 aprile 2014, in via subordinata hanno postulato il deposito preventivo della somma di € 4'000'000.- quale
garanzia giusta l’art. 165 cpv. 3 CPC e in ogni caso hanno chiesto
l’accertamento della nullità del dispositivo n. 2.1 della citata decisione
supercautelare;

 

                                  che con decisione supercautelare
24 aprile 2014 il Pretore ha respinto siccome inammissibile l’istanza di
soppressione della decisione supercautelare e ha disposto la discussione della
domanda di garanzia;

 

                                  che, preso atto del mancato
adempimento degli ordini impartiti il 17 aprile 2014, il Pretore, con decisione
29 aprile 2014, ha disposto la trasmissione del fascicolo al Ministero pubblico
per violazione dell’art. 292 CP (dispositivo n. 1) e la condanna dei convenuti
al pagamento di una multa disciplinare di fr. 5'000.- e di una multa
disciplinare di fr. 1'000.- al giorno dal 22 aprile 2014 (dispositivo n. 2);

 

                                  che con osservazioni 5 maggio
2014 i convenuti si sono opposti all’istanza 17 aprile 2014, eccependo la carenza
di legittimazione attiva dell’istante, proponendo di assumere svariate prove e
concludendo per lo stralcio della procedura dai ruoli, l’annullamento ex
tunc della decisione supercautelare 17 aprile 2014, in via subordinata la condanna dell’istante al versamento di una garanzia di € 4'000'000.-, e in
ogni caso l’accertamento della nullità del dispositivo n. 2.1 della decisione
supercautelare 17 aprile 2014 e la reiezione di qualsiasi misura cautelare;

 

                                  che alle udienze del 6 e del 12
maggio 2014 l’istante ha confermato le proprie domande, alle quali i convenuti si
sono opposti, ed entrambe le parti hanno proposto numerose prove, sulle quali
il Pretore si è riservato di decidere in separata sede, rispettivamente, qualora
non avesse ritenuto di ammetterne altre, di emanare la sentenza; 

 

                                  che con decisione cautelare “intermedia”
28 maggio 2014 il Pretore ha confermato i provvedimenti supercautelari resi il
17 aprile 2014, il 24 aprile 2014 e il 29 aprile 2014;  

 

                                  che con l’appello 12 giugno 2014 che
qui ci occupa, avversato dall'istante con risposta 25 luglio 2014, i convenuti
hanno impugnato la decisione cautelare “intermedia” 28 maggio 2014, chiedendo
l’annullamento e la riforma delle decisioni supercautelari 17 aprile 2014, 24
aprile 2014 e 29 aprile 2014, l’accertamento della carenza di legittimazione
attiva dell’istante con conseguente stralcio della procedura dai ruoli, in via subordinata
la condanna dell’istante al versamento di una garanzia di € 4'000'000.-, in
ogni caso l’accertamento della nullità del dispositivo n. 2.1 della decisione
supercautelare 17 aprile 2014 nonché la reiezione di qualsiasi misura cautelare;

 

                                  che l’impugnabilità di una
decisione cautelare “intermedia”, resa dal giudice dopo aver sentito le parti,
ma prima di disporre di tutti gli elementi necessari per statuire
definitivamente - fatte salve nuove circostanze - sui provvedimenti richiesti e
terminare la procedura cautelare, è ammessa dalla giurisprudenza (DTF 139 III
86 consid. 1);

 

                                  che l’appello in esame, inoltrato
entro 10 giorni dalla notificazione della decisione impugnata (art. 314 cpv. 1
CPC) in una controversia patrimoniale con un valore litigioso ampiamente
superiore a fr. 10'000.- (art. 308 cpv. 1 lett. b e cpv. 2 CPC), è di principio
ricevibile (fatto salvo quanto si dirà più avanti);

 

                                  che le domande d’appello dei
convenuti possono essere sostanzialmente suddivise in tre blocchi: quello con
cui è chiesta la riforma delle decisioni supercautelari 17 aprile 2014, 24
aprile 2014 e 29 aprile 2014 e di qualsiasi altra decisione cautelare nel senso
della revoca dei provvedimenti ivi adottati; quello con cui è postulata almeno la
riforma del dispositivo n. 2.1 della decisione supercautelare 17 aprile 2014 nel
senso della revoca della comminatoria allora significata; e quello con cui è auspicata
la condanna dell’istante al versamento di una garanzia di € 4'000'000.-;

 

                                  che in merito al primo blocco di
domande d’appello, che sono palesemente ricevibili solo per quanto riguarda la richiesta
di riforma delle decisioni supercautelari 17 aprile 2014, 24 aprile 2014 e 29
aprile 2014 nel senso della revoca dei provvedimenti ivi adottati (ritenuto che
i convenuti non indicano né spiegano quali sarebbero le ulteriori altre
decisioni cautelari da riformare in tal modo), i convenuti rimproverano in
sostanza al Pretore di aver misconosciuto che all’istante difettava la
legittimazione attiva rispettivamente di non essersi espresso su tutti i requisiti
per l’adozione delle misure provvisionali di cui all’art. 261 CPC ed in
particolare sull’esistenza di una lesione o di una minaccia imminente di una
lesione e del danno difficilmente riparabile;

 

                                  che la legittimazione attiva
dell’istante (che i convenuti contestano escludendo a ragione che costui fosse
il proprietario del dipinto, ora appartenente alla società) è in realtà
incontestabile in considerazione della sua qualità di mandante fiduciario, legittimato
in ogni caso a pretendere la restituzione del quadro in questione nella futura
causa di merito in virtù dell’art. 400 cpv. 1 CO: l’opera è in effetti stata
apportata fiduciariamente alla società, che si è impegnata ad eseguire le
istruzioni dell’istante (cfr. allegato 2 del doc. A, C10, C29); quest’ultimo è
indicato essere il beneficiario economico della società (cfr. allegato 2 del
doc. A, doc. I, C10, C12), come da sempre ammesso dai convenuti (cfr. verbale
12 maggio 2014 p. 3); nei suoi confronti i convenuti vantano tutta una serie di
onorari derivanti proprio da questo mandato fiduciario (cfr. allegato 3 del
doc. A), tant’è che gli hanno persino chiesto un rendiconto parziale in ambito
cautelare (inc. n. CA.2014.206); l’esistenza del mandato fiduciario (retto dal
diritto svizzero, cfr. doc. C4) è altresì confermata dalla convenzione di
scioglimento dei rapporti contrattuali del 29 marzo 2014 (doc. A), sottoscritta
dalle parti e perfettamente valida, da tutta una serie di missive di __________
(doc. C4, C5, C39) e da altre iniziative poste in atto dal suo legale (doc. T,
C29); poco importa invece sapere se l’istante fosse stato in precedenza
proprietario o semplice mandatario fiduciario del proprietario; 

 

                                  che la censura in merito
all’esistenza del requisito di una lesione o di una minaccia imminente di una
lesione è irricevibile per carenza di motivazione (art. 311 cpv. 1 CPC), i convenuti
non avendo spiegato per quali ragioni non potesse essere confermata l’argomentazione
resa dal Pretore nella decisione impugnata secondo cui “il periculum in mora
è dato, stante appunto la natura manuale del quadro, il fatto che il convenuto
sottaccia scientemente il luogo del suo deposito e si sottrae all’adempimento
dell’ordine del giudice, ciò che appare gravemente indiziante di un
comportamento atto a nutrire quel grave periculum in mora, non soltanto con
riferimento alla possibilità di vendita del quadro, ma proprio di uso e
godimento dello stesso in capo all’istante, che ne è appunto il proprietario
economico”; l’esistenza di quel requisito è in ogni caso stata resa
verosimile dal fatto che i convenuti, per garantirsi il pagamento delle loro
spettanze attualmente pari a € 4'000'000.- (cfr. doc. A), da una parte hanno
prospettato la vendita del dipinto a terzi (cfr. doc. F; cfr. pure istanza 22
aprile 2014 p. 5 e osservazioni 5 maggio 2014 p. 10) senza l’accordo
dell’istante per un prezzo notevolmente inferiore a quello che gli acquirenti
reperiti da quest’ultimo si erano impegnati a versare, e dall’altra hanno
disatteso, oltre alla predetta convenzione di scioglimento (doc. A, che
prevedeva la sottoscrizione di un contratto di escrow tramite l’avv. C__________
__________, versato agli atti sub doc. C, che i convenuti non hanno poi voluto firmare,
cfr. doc. D, E, F, N), la chiara istruzione dell’istante di riconsegnargli il
quadro in vista della sua consegna a questi acquirenti, già al beneficio di un
valido contratto di compravendita (menzionato nei doc. C e M), subordinando la sua
riconsegna al preventivo pagamento degli onorari pendenti, e infine hanno
minacciato di farlo letteralmente “scomparire” (cfr. doc. P, C51); 

 

                                  che l’esistenza del danno
difficilmente riparabile, su cui il Pretore non si è effettivamente soffermato,
è invece stata resa verosimile dall’impossibilità di riottenere il dipinto in
caso di una sua vendita a terzi da parte dei convenuti rispettivamente dal
fatto che il prezzo di vendita prospettato dagli interessati reperiti da costoro
(di € 35'000'000.-, cfr. doc. F) è inferiore di almeno € 5'000'000.- a quello che
gli acquirenti trovati dall’istante si erano impegnati a versare (di €
40'000'000.-): dato che la società non detiene nessun altro attivo oltre al
dipinto (cfr. allegato 2 del doc. A, doc. C19, C39) e non dispone di liquidità
(cfr. doc. C13), mentre il suo azionista e amministratore ha a più riprese
lamentato la mancanza di disponibilità, tant’è che entrambi hanno dichiarato
che già le sanzioni di fr. 2'000.- al giorno “arrischiano di metterli
irreparabilmente sul lastrico prima che codesto Lod. Tribunale abbia avuto il
tempo di pronunciare la proprio sentenza” rispettivamente che “le
sanzioni imposte stanno conducendo irrimediabilmente gli appellanti al
fallimento, e in ogni caso minacciano di condurli” (in tal senso la
richiesta di concessione di effetto sospensivo all’appello in questione,
formulata contestualmente all’appello 2 luglio 2014, inc. n. 12.2014.117), è
chiaro che il danno derivante dalla perdita del dipinto rispettivamente l’eventuale
recupero di quest’ultima somma, oltre beninteso al risarcimento dell’ingente
danno dovuto agli acquirenti reperiti dall’istante (cfr. doc. M), sarebbe
estremamente problematico (cfr. Trezzini,
Commentario CPC, p. 1164 seg.; II CCA 10 ottobre 2012 inc. n. 12.2012.104); 

 

                                  che la seconda domanda d’appello
mira a revocare almeno il dispositivo n. 2.1 della decisione supercautelare 17
aprile 2014 con cui il Pretore aveva previsto per il caso di inadempimento degli
ordini contenuti nei precedenti dispositivi n. 1.1 e 1.2 la comminatoria di una
multa disciplinare di fr. 5'000.- e di una multa disciplinare di fr. 1'000.-
per ogni giorno di inadempimento ai sensi dell’art. 343 cpv. 1 lett. b e c CPC,
i convenuti ritenendo che tale comminatoria non era stata richiesta
dall’istante;

 

                                  che la censura è infondata, la
dottrina avendo già avuto modo di stabilire che i mezzi di coercizione indiretta,
quali la comminatoria di una multa disciplinare di fr. 5'000.- e di una multa
disciplinare di fr. 1'000.- per ogni giorno di inadempimento ai sensi dell’art.
343 cpv. 1 lett. b e c CPC (Zinsli,
Basler Kommentar, 2ª ed., n. 9 ad art. 343 CPC), possono di principio essere
ordinati d’ufficio (Zinsli, op.
cit., n. 11 ad art. 343 CPC; Kellerhals,
Berner Kommentar, n. 49 ad art. 343 CPC);

 

                                  che la terza e ultima richiesta
d’appello, volta a condannare l’istante al versamento di una garanzia di €
4'000'000.-, è infine irricevibile, i convenuti non avendo assolutamente spiegato
in questa sede, in violazione del loro obbligo di motivazione (art. 311 cpv. 1
CPC), per quali ragioni dovesse essere riformata l’argomentazione pretorile che
confermava quanto già addotto nella decisione supercautelare 24 aprile 2014 secondo
cui “in merito alla richiesta di garanzia ex art. 265 cpv. 3 / 264 cpv. 1
CPC non è data in concreto l’urgenza qualificata per un giudizio supercautelare
ex parte, anche perché non risulta che il convenuto abbia adempiuto al
provvedimento del 17.4, malgrado le misure di esecuzione che lo accompagnano e
che sono pienamente operative”; si aggiunga, per completezza, che i
provvedimenti supercautelari adottati il 17 aprile 2014 non erano tali da
causare alcun danno ai convenuti e dunque non giustificavano la prestazione di
una garanzia a loro favore, tanto meno di € 4'000'000.-;

 

                                  che gli ulteriori rimproveri al
Pretore di aver violato “crassamente il diritto alla proprietà privata, il
diritto alla libertà personale, la libertà economica, il divieto dell’autorità
di incorrere nell’arbitrio e nella chicanerie nei confronti dell’amministrato,
il principio della base legale della restrizione delle garanzie costituzionali,
le garanzie procedurali fissate nella costituzione federale e nella CEDU”
nonché altre norme del CPC, generici e non meglio specificati, non possono
essere esaminati per carenza di motivazione (art. 311 cpv. 1 CPC);

 

                                  che stando così le cose, è a ragione
che il Pretore, con il querelato giudizio, ha confermato la decisione
supercautelare 17 aprile 2014 nella misura in cui ordinava il deposito in
Pretura del dipinto e vietava la sua vendita a terzi, rispettivamente disponeva
l’immediata esecutività della pronuncia nonché prevedeva per il caso di
inadempimento la comminatoria dell’azione penale dell’art. 292 CP come pure di
una multa disciplinare di fr. 5'000.- e di una multa disciplinare di fr.
1'000.- per ogni giorno di inadempimento ai sensi dell’art. 343 cpv. 1 lett. b
e c CPC, queste disposizioni essendo conseguenti all’accoglimento dei
menzionati ordini e divieti; ed è altrettanto a ragione che il Pretore, con il
querelato giudizio, ha pure confermato la decisione supercautelare 24 aprile
2014 che respingeva siccome inammissibile l’istanza di soppressione della
decisione supercautelare e di fatto respingeva siccome prematura la domanda di
garanzia; la conferma della decisione che comminava l’azione penale dell’art.
292 CP nonché una multa disciplinare di fr. 5'000.- e una multa disciplinare di
fr. 1'000.- per ogni giorno di inadempimento ai sensi dell’art. 343 cpv. 1
lett. b e c CPC in caso di inadempimento implica di confermare la successiva
decisione 29 aprile 2014 nella misura in cui condannava i convenuti al
pagamento di una multa disciplinare di fr. 5'000.- e di una multa disciplinare
di fr. 1'000.- al giorno dal 22 aprile 2014 (dispositivo n. 2); nella misura in
cui disponeva la trasmissione del fascicolo al Ministero pubblico per violazione
dell’art. 292 CP (dispositivo n. 1) la decisione 29 aprile 2014, che pure
andava confermata, non avrebbe in ogni caso potuto essere revocata, trattandosi
di una semplice ordinanza ai sensi dell’art. 27a LOG e non di una “decisione”
vera e propria, oltretutto già messa in atto;

 

                                  che l’appello dei convenuti deve
pertanto essere respinto nella misura in cui è ricevibile;

 

                                  che le spese procedurali e le
ripetibili della procedura di secondo grado, calcolate su un valore
asseritamente multimilionario del dipinto litigioso, seguono la soccombenza
(art. 106 CPC).

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati l’art. 106 CPC e la TG

 

 

 

decide:

 

                              I.  L’appello 12 giugno 2014 di
AP 1 e AP 2 è respinto. 

                             II.  Gli oneri processuali di
complessivi fr. 4’000.- sono a carico degli appellanti in solido, che rifonderanno
all’appellato, sempre in solido, fr. 5’000.- per ripetibili di appello.

 

 

                            III.  Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 1

 

 

 

Per
 la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                      Il vicecancelliere

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario è dato ricorso in materia civile al Tribunale
federale,  1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo
integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il valore litigioso ammonta
a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e
a fr. 30'000.- negli altri casi; per valori inferiori il ricorso è ammissibile
se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale
o se una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2
LTF). Il ricorso è ammissibile contro le decisioni che pongono fine al
procedimento (art. 90 LTF). Esso è pure ammissibile contro una decisione che
concerne soltanto talune conclusioni, se queste possono essere giudicate
indipendentemente dalle altre, o che pone fine al procedimento soltanto per una
parte dei litisconsorti (art. 91 LTF), oppure ancora contro decisioni
pregiudiziali e incidentali notificate separatamente e concernenti la
competenza  o domande di ricusazione (art. 92 cpv. 1 LTF). In presenza di altre
decisioni pregiudiziali o incidentali, il ricorso è ammissibile solo se le stesse
possono causare un pregiudizio irreparabile o se l’accoglimento del ricorso
comporterebbe immediatamente una decisione finale consentendo di evitare una
procedura probatoria defatigante o dispendiosa (art. 93 LTF). Qualora non sia
dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini
ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte
che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un
ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una
sola e medesima istanza (art. 119 LTF).