# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 57170296-cbc3-5695-9a9b-95b9ad8aed2d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-03-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.03.2002 35.2001.31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2001-31_2002-03-20.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  35.2001.00031

   

  mm

  	
  Lugano

  20 marzo 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  
	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 11 maggio 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 febbraio 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

	
  in relazione al caso:

  	
  __________

  rappr. da: avv. __________

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 26
giugno 1996, __________ - all'epoca alle dipendenze del Complesso __________ di
__________ in qualità di aiuto-cucina e, perciò, assicurato d'obbligo contro
gli infortuni presso la __________ - si trovava a bordo di un camion di
proprietà della ditta individuale __________ per raggiungere il suo luogo di
lavoro, quando è rimasto vittima di un incidente della circolazione stradale.

                                         A causa
del sinistro, l'assicurato ha riportato una frattura/lussazione dell'anca
sinistra con frattura trasversa dell'acetabolo sinistro e rottura del muro
posteriore, una frattura diafisaria del femore sinistro, una disgiunzione della
sinfisi pubica ed una frattura del malleolo laterale tipo Weber A a destra.

 

                                         Il caso è
stato assunto dalla __________, la quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni
assicurative. 

 

                               1.2.   Con scritto
datato 2 ottobre 1998, la __________, assicuratore RC, ha informato la
__________ che accertamenti nel frattempo esperiti avrebbero dimostrato che
__________, collateralmente all'attività di aiuto-cucina, svolgeva pure quella
di manovale presso l'impresa __________, assicurata contro gli infortuni presso
l'__________ (cfr. doc. _).

 

                                         La
__________ ha quindi invitato l'__________ a verificare la propria
responsabilità relativamente all'infortunio del giugno 1996 (cfr. doc. _). 

 

                               1.3.   Esperiti i
necessari accertamenti, l'__________, con decisione formale del 5 gennaio 2001,
ha negato il proprio obbligo contributivo, non essendo stata dimostrata
l'esistenza di un contratto di lavoro fra __________ e l'impresa __________
(cfr. doc. _).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dalla __________ (cfr. doc. _), l'_____  in data 13
febbraio 2001, ha sostanzialmente ribadito il contenuto della sua prima
decisione (cfr. doc. _).

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso dell'11 maggio 2001, la __________, patrocinata dall'avv.
__________, ha chiesto che l'__________ venga condannato a riconoscere la
propria responsabilità a dipendenza dell'infortunio del 26 giugno 1996 occorso
a __________ (I, p. 13s.).

 

                                         Questi,
in particolare, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno della
propria pretesa ricorsuale:

 

" 
(…).

… Riassumendo, codesto Tribunale si trova quindi
confrontato con un problema di competenza (il caso deve essere coperto dalla
ricorrente oppure va accollato alla __________?), derivante dal fatto
incontrovertibile e già dimostrato (ma dal quale farà fede il dettaglio
dell'istruttoria), che __________ aveva, da anni, una doppia attività a favore
del __________ vista la duplice qualità di costui di titolare della ditta di
costruzioni, risp. di amministratore/proprietario dell'esercizio pubblico, una
sola delle quali per evidenti ragioni connesse sia con il permesso di lavoro
(secondo le modalità indicate sopra nessuna autorità avrebbe concesso il
permesso per tale iniquo, duplice sfruttamento), sia con i costi delle
coperture assicurative (che per la branca più a rischio dell'edilizia sono
infatti molto, ma molto più elevati).

 

… Sostiene quanto meno il __________ (messo alle
strette dalle testimonianze raccolte) che __________ potrebbe aver trascorso a
sua insaputa "qualche ora" (sic!) nella cava di __________, operando,
sempre a sua insaputa, quale macchinista di trax: ciò è praticamente
impossibile a mente dell'autocertificazione di __________ e viste pure le
testimonianze degli altri collaboratori.

 

Pretende altresì il __________, che __________
non sarebbe comunque mai stato pagato da lui, per il che, come titolare
dell'impresa edile, egli non ha mai pagato alcun premio alla __________: e
questo può essere vero, atteso che nessun atto ufficiale ne parla!

 

È peraltro chiaro che lo stipendio percepito da
__________ per la sua sola attività di aiuto-cuoco in un ristorante sito in
località discosta appare del tutto sproporzionato: si chiede quindi che sia richiamato
dalla Cassa di compensazione Gastrosuisse la distinta dei salari del
personale della ditta __________ nel periodo dal 1990 in poi, per procedere ad
un doveroso raffronto degli stipendi e per verificare quanto giustificato possa
eventualmente apparire lo stipendio dell'aiuto-cuoco __________!

 

Va tuttavia subito anche precisato che a norma di
legge

 

"sono assicurati d'obbligo, ai sensi della
presente legge, i lavoratori occupati in Svizzera, compresi quelli a domicilio,
gli apprendisti, i praticanti, i volontari, e le persone che
lavorano nei laboratori d'apprendistato o protetti" (art. 1 cpv. 1 LAINF;
la sottolineatura è nostra).

 

Pertanto __________, ove valesse l'incredibile
tesi del __________, sarebbe comunque obbligatoriamente sottoposto alla LAINF
per conto dell'azienda che lo occupava quale "volontario" senza
stipendio, cosicché la copertura LAINF per il tramite della __________ (siamo
nell'ambito dell'edilizia e comunque la __________ è l'assicuratore di quella
ditta) è data, indipendentemente dal fatto che il __________ neppure abbia
notificato quel lavoratore (viste le circostanze potremmo dire: quello
"schiavo"). 

 

In sostanza cioè, se __________ si fosse fatto
male durante l'attività in cava (ormai logicamente neppure più contestata dal
__________), è evidente che il caso sarebbe stato di competenza della
__________, con tutte le possibili complicazioni che il __________ avrebbe
potuto subire, qualora la __________ gli avesse "fatto delle storie".

 

… Data per acquisita la copertura del lavoratore
__________ presso la __________, rimane da vedere, visto che il caso si è
verificato all'infuori dell'attività vera e propria durante il viaggio di
trasferimento dal primo al secondo posto di lavoro, se il caso debba essere
assunto dall'assicuratore del primo vale a dire appunto dalla __________)
oppure dall'assicuratore del secondo datore di lavoro (cioè la ricorrente). 

 

La fattispecie, in origine non definita dalla
legge, è comunque già stata risolta fin dal 18 luglio 1984 con un pronuncia
della "Ad-hoc-Kommission Schaden-UVG" la quale, emanando le sue
raccomandazioni per l'applicazione della LAINF e della OAINF ha decretato che,
laddove sia gli infortuni professionali, sia quelli non professionali, siano
coperti presso gli assicuratori di entrambi i datori di lavoro, l'infortunio
avvenuto durante il viaggio diretto fra il posto di lavoro N. 1 ed il posto di
lavoro N. 2, dovrà essere coperto dall'assicurazione per infortunio non
professionale del datore di lavoro N. 1, vale a dire, in questo caso, dalla
__________ (cfr. doc. _).

 

Pertanto non trova alcuna ragione di sussistere
l'argomentazione della __________ secondo cui la sua competenza non sarebbe
data.

 

… Neppure meritano quindi udienza le diverse
considerazioni addotte dalla __________ relative alla mancanza di un contratto
di lavoro ufficialmente pattuito.

 

Esige la legge che l'obbligo di assicurare, con
tutte le conseguenze del caso ove il lavoratore non sia stato dichiarato ed i
relativi premi non siano stati pagati (cfr. art. 112 e 113 LAINF), sussiste
anche in caso di "lavoro nero".

 

Si noti poi, come fin dal primo interrogatorio
presso la "__________ " __________ abbia dichiarato, di aver assunto
anche il posto di lavoro quale manovale presso la cava fin dall'inizio
dell'attività per il __________, vale a dire fin dal 1990, ragione per cui
l'ipotesi della __________, secondo cui __________ avrebbe iniziato a lavorare
in cava (addirittura all'insaputa del datore di lavoro!), avendo appreso che
l'attività presso il ristorante sarebbe anche non più potuta essergli garantita
in futuro, appare assolutamente inconcepibile e dunque assurda!"

                                         (I).

 

                               1.5.   L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. VI).

 

                               1.6.   Chiamato,
quale parte interessata ex art. 129 cpv. 2 OAINF, a formulare delle
osservazioni, __________ ha segnatamente confermato, da un lato, di avere
svolto "… con regolarità la propria attività presso la ditta __________
…" e, dall'altro, di avere ricevuto "… soltanto, oltre al salario
regolarmente versato dalla __________, delle gratifiche saltuarie in danaro, di
cui peraltro il signor __________ non ha mai fatto formalmente menzione nelle
proprie dichiarazioni e di cui mai si è prevalso" (cfr. III). 

 

                               1.7.   In replica
(cfr. IX) ed in duplica (cfr. VIII), le parti si sono essenzialmente
riconfermate nelle loro rispettive allegazioni e conclusioni.

 

                               1.8.   In corso di
causa, il TCA ha richiamato dalla Cassa di compensazione Gastrosuisse i
conteggi di salario del personale della ditta __________, relativi agli anni
1990-1996 (cfr. X).

 

                                         La
documentazione è pervenuta il 2 agosto 2001 (cfr. XI, 1-7).

 

                                         Alle
parti è stata concessa la facoltà di formulare delle osservazioni (cfr. XIII e
XIV).

 

                               1.9.   In data 20
febbraio 2002, il Presidente del TCA ha proceduto all'audizione testimoniale di
__________, ____________________ e __________, all'epoca dei fatti dipendenti,
rispettivamente, titolare della ditta individuale __________ (XX). 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto
della lite è la questione a sapere se l'infortunio occorso il 26 giugno 1996 a
__________, debba essere assunto dalla __________, quale assicuratore contro
gli infortuni della ditta __________ oppure dall'__________, quale assicuratore
contro gli infortuni della ditta individuale __________.

 

                               2.2.   Giusta l'art.
1 cpv. 1 LAINF, sono assicurati d'obbligo, ai sensi della presente legge, i
lavoratori occupati in Svizzera, compresi quelli a domicilio, gli apprendisti,
i praticanti, i volontari e le persone che lavorano nei laboratori
d'apprendistato o protetti.

                                         Il cpv. 2
recita, da parte sua, che il Consiglio federale può estendere l'assicurazione
obbligatoria alle persone vincolate da rapporto analogo a quello risultante da
un contratto di lavoro. Esso può esentare dall'obbligo segnatamente i familiari
collaboranti nell'impresa, i dipendenti irregolari e i dipendenti di
organizzazioni internazionali e di Stati esteri.

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, è considerato lavoratore ai sensi della suddetta
disposizione legale, colui che, con uno scopo lucrativo o di formazione e senza
dovere sopportare un rischio economico proprio, esegue durevolmente o
provvisoriamente un lavoro per un datore di lavoro cui è piu o meno
subordinato. In caso di dubbio, la qualità di lavoratore deve essere
determinata di volta in volta, tenuto conto dell'insieme delle circostanze
della concreta evenienza, in particolare avuto riguardo all'esistenza di una
prestazione di lavoro, ad un vincolo di subordinazione e ad un diritto a
salario in qualsiasi forma.

                                         Dei
semplici "colpi di mano" non sono però sufficienti per ammettere
l'esistenza di un rapporto di lavoro. Lo stesso vale, ad esempio, quando una
persona, per pura cortesia, esercita per un'altra delle attività durante un
periodo limitato di tempo (cfr. RAMI 2001 U 418, p. 99 seg., RAMI 1992 U 155,
pag. 252 seg. consid. 2b e DTF 115 V 58ss. consid. 2d e riferimenti ivi citati;
cfr., inoltre, Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents
(LAA), Losanna 1992, p. 20-23 e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts
zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, 2. Auflage,
Zurigo 1995, p. 1ss.). 

                                         Va infine
ricordato che la questione concernente la qualità di lavoratore va normalmente
valutata alla luce della forma esteriore della relazione economica e non
secondo eventuali divergenti accordi interni intervenuti fra gli interessati
(cfr. DTF 115 V 59, consid. 2d e RAMI 1992 U 155, p. 253, consid. 2b). 

 

                               2.3.   Per costante
giurisprudenza, "anche se un lavoratore straniero non dispone di alcun
permesso di lavoro egli è tenuto, in base alla legislazione sull'AVS e
sull'assicurazione contro la disoccupazione, a pagare i contributi" (cfr.
DLA 1992 p. 97).

                                         Quel
lavoratore è pure obbligatoriamente assicurato contro gli infortuni (cfr. DTF
118 V 81).

                                         Il TFA
ha, al proposito, sottolineato a più riprese che il reddito sottoposto a
contribuzione può anche provenire da un’attività immorale o illecita, in
particolare da "lavoro nero" (DTF 118 V 81 consid. 2b; Plaidoyer
4/1992, p. 50s.; DLAD 1992 p. 97, DTF 107 V 193; SVR 1995 IV 63, p. 183s.; C. Sommaruga,
Travailleurs clandestins: les conditions de leur sécurité sociale, in Plaidoyer
2/1993, p. 46ss. (47 e 50); J. L. Duc, Quelques considérations relatives au statut
des étrangers, et plus spécialment des demandeurs d'asile et des réfugiés en droit
social: Questions choisies, in Droit des réfugiés, Friborgo 1991, p. 171
e Les assurances sociales en Suisse, p. 132-133; Käser, Unterstellung und Beitragswesen
in der obligatorischen AHV, Berna 1996, p. 21).

 

                               2.4.   Dall'impugnata
decisione su opposizione emerge che l'Istituto assicuratore convenuto ha negato
la propria responsabilità relativamente all'evento traumatico del giugno 1996,
sostenendo che non sarebbe stato dimostrato che fra la ditta individuale
__________ e __________ è venuto in essere un contratto di lavoro, sicché
quest'ultimo non sarebbe stato assicurato contro gli infortuni presso l'__________
ai sensi dell'art. 1 cpv. 1 LAINF:

 

" 
In sostanza, in base agli atti, non può essere
ammessa l'esistenza di un contratto di lavoro fra __________ e l'impresa
__________. Fra le parti non sussisteva alcun rapporto di subordinazione in
quanto l'infortunato non aveva alcun obbligo di presentarsi in cava né di
svolgere un certo numero di ore o fornire un determinato lavoro. Ma anche se si
volesse ammettere un rapporto di subordinazione risulta manifesto che
l'infortunato non solo non ha mai percepito alcun compenso per quanto svolto ma
nemmeno che un salario era stato pattuito"

                                         (doc. _,
p. 4). 

 

                                         Al
contrario, la __________ ha fatto valere la tesi secondo la quale __________ si
trovava alle dipendenze, non soltanto della ditta __________ in qualità di aiuto-cucina,
ma pure dell'impresa __________, ditta assicurata contro gli infortuni presso
l'__________. 

 

                                         Per il
TCA si tratta quindi di stabilire se fra __________ e la ditta individuale
__________ esisteva o meno un rapporto di lavoro, collaterale a quello che già
vincolava l'infortunato alla ditta __________. 

 

                               2.5.   Innanzitutto,
per meglio inquadrare la fattispecie, è opportuno precisare che __________ è
entrato alle dipendenze della ditta __________ di __________ già nel 1990, con
un permesso di lavoro stagionale quale aiuto-cucina. 

                                         Amministratore
unico della suddetta società era (ed è) __________. 

                                         __________
era (ed è) pure titolare di una ditta individuale di trasporti, cala neve ed
estrazione di materiale con sede ad __________, ditta che sfrutta una cava sita
a __________. 

 

                                         Dalle
tavole processuali emerge che la presente vicenda ha preso avvio a seguito di
accertamenti predisposti dalla __________, assicuratore RC dell'autocarro sul
quale viaggiava l'assicurato al momento del noto incidente della circolazione. 

                                         Sentito
da un ispettore sinistri il 14 agosto 1998, __________ ha dichiarato che -
parallelamente all'attività di aiuto-cucina presso l'__________ - dal 1990,
egli lavorava pure regolarmente per l'impresa __________, utilizzando i vari
macchinari presenti presso la cava di __________ (trax, frantoio, nastro
trasportatore, …), a dipendenza del bisogno. 

                                         Sempre
secondo quanto affermato dall'assicurato, questa attività collaterale lo
occupava dal lunedì al venerdì, dalle 7°° alle 10°° e dalle 13°° alle 18°°.
Presso il succitato esercizio pubblico, egli lavorava invece dal lunedì al
venerdì, spesso pure la domenica, con i seguenti orari: dalle 10°° alle 13°° e
dalle 18.30 in poi. 

                                         Dal
verbale della __________ risulta infine che, in data 26 giugno 1996,
l'assicurato si stava recando al ristorante, dopo avere lavorato, come
d'abitudine, in cava (cfr. doc. _).

 

                                         __________
ha avuto modo di ribadire quanto dichiarato dinanzi all'ispettore della
__________, compilando, in data 2 luglio 1999, il questionario sottopostogli
dalla __________ (cfr. doc. _), rispettivamente, in occasione del colloquio da
lui avuto il 16 settembre 1999 con un ispettore dell'__________ (cfr. doc. _). 

 

                                         In data 9
settembre 1999, __________ e sua moglie sono stati sentiti dal consulente
assicurativo __________ dell'__________, a proposito delle dichiarazioni fatte
da __________ circa la sua attività collaterale di manovale alle dipendenze
dell'impresa __________i. 

                                         Questo,
segnatamente, il contenuto del relativo rapporto:

 

" 
(…).

A seguito della flessibilità dell'orario di
lavoro per la sua attività principale, era spesso in giro in Valle con gli
autisti della ditta __________, __________ con i quali ovviamente aveva creato
un certo ambiente di amicizia. Addirittura il signor __________ spesse volte lo
incontrava sulla strada e gli dava un passaggio dove occorresse. __________ non
aveva la patente di guida.

 

Non corrisponde assolutamente al vero che:

 

doveva lavorare regolarmente come manovale alla
cava di proprietà del signor __________, tutti i giorni dalle 0700 alle 1000 e
dalle 1400 alle 1800.

 

Non ho mai dovuto pagare ore di lavoro in cava in
quanto non gli ho mai ordinato un lavoro specifico. Era salariato unicamente
dal Centro. Allego i fogli paga dalla sua assunzione al 1996.

 

Non posso escludere che, magari trovandosi in
cava, a mia insaputa qualche autista gli abbia permesso di guidare il trax. In
ogni caso non aveva alcun permesso per condurre macchinari edili e ribadisco
che non ho mai richiesto l'attività in cava come manovale.

 

Non corrisponde assolutamente al vero che il 26
giugno 1999 dalle 0700 alle 1000 avesse lavorato alla cava. Non era un operaio
della cava e quindi non poteva lavorare per la cava.

 

Corrisponde al vero che l'autista __________
scendendo verso __________ abbia dato un passaggio al __________ che veniva al
Centro per cominciare il suo lavoro di aiuto-cuoco. Tra l'altro nel verbale
d'interrogatorio nel rapporto di polizia, il signor __________, autista al
momento dell'incidente, ammette esplicitamente di essere stato avvicinato dal
__________, indicato come il cuoco del Ristorante __________, persona che
conosce benissimo, che gli ha chiesto se poteva dargli un passaggio fino
appunto a __________ dove doveva recarsi per iniziare il suo lavoro. A scanso
di qualsiasi malinteso, il sottoscritto non ha avuto alcun colloquio con i due
protagonisti sino al termine dell'inchiesta di polizia. Mia moglie in quel
periodo era in vacanza al mare. 

 

(…).

 

Ritengo le dichiarazioni fatte alla spettabile
__________ e spettabile __________ del signor __________ al limite della
denuncia penale per diffamazione. Era dipendente del centro e non è mai stato
dipendente e impiegato dalla ditta __________ "

                                         (doc. _).

 

                                         Nel corso
della primavera del 2000, la __________ ha conferito alla __________,
Ispettorato __________, l'incarico di svolgere un'indagine a proposito della
presunta doppia attività lavorativa svolta da __________ (cfr. doc. _). 

                                         Gli
ispettori della __________ hanno quindi proceduto ad interrogare, nell'ordine,
__________ e __________, ambedue dipendenti dell'Impresa __________. 

 

                                         In
occasione dell'incontro del 6 luglio 2000, __________ ha dichiarato quanto
segue, citiamo:

 

" 
(…).

Alla domanda da parte dell'Ispettore __________
se conoscevo il signor __________ posso dichiarare quanto segue:

 

- Il sig. __________ lavorava in qualità di cuoco
presso l'__________. Posso inoltre affermare che il signor __________ lavorava
nel contempo alla Cava del signor __________ in qualità di autista di trax. Il
lavoro consisteva nel depositare il materiale nel frantoio, nel smistare lo
stesso e nel caricare/scaricare i camion.

 

-   A seconda del lavoro presso l'Osteria, il signor __________
veniva impiegato dal sig. __________ alla cava.

 

-   Posso inoltre dichiarare che a volte lo trasportavo con il mio
camion dalla Cava all'Osteria e viceversa.

 

-   Tengo anche ad evidenziare che non conoscevo bene il signor
__________ in quanto lo stesso era (è) una persona solitaria e molto riservata.
Non mi ricordo se aveva amici o conoscenti.

 

-   Il signor __________ potrà sicuramente fornire informazioni più
dettagliate visto che era l'autista del camion al momento del sinistro. Il sig.
__________ lavora tuttora per il sig. __________.

 

-   Confermo inoltre di conoscere un __________ di Ambrì, lo stesso
si chiama __________, lavora presso il deposito di beton a __________ ed è
anche lui dipendente della ditta __________

 

Firmando il presente verbale dichiaro la
veridicità dello stesso"

                                         (doc. _).

 

                                         Queste,
invece, sono le dichiarazioni rilasciate da __________ il 21 agosto 2000:

 

" 
(…).

Alla domanda postami dall'ispettore __________
("… conoscevo il signor __________?"), rispondo quanto segue:

 

•  Avevo visto al
lavoro il signor __________ presso il ristorante __________. Lì aveva la
funzione di cuoco.

                                                                           A
volte mi è capitato di incontrarlo nella cava del signor __________. Lì
manovrava il trax. Si trattava di spostare materiale (inerti), caricare il
frantoio ed i camion.

 

•  A mio avviso il
signor __________ ha voluto provare ad azionare il mezzo meccanico poiché le
ore di buca presso l'osteria erano parecchie e, per non starsene con le mani in
mano, avrà chiesto di poter eseguire quest'altra attività. Come detto lui era
cuoco.

 

•  Con il signor
__________ ho scambiato poche chiacchiere, pertanto posso affermare di non
conoscerlo bene. Non abbiamo mai avuto particolari contatti o necessità di
dialogo, forse anche perché il signor __________ parlava a stento e male
l'italiano.

                                                                           Poi,
prima che avvenisse l'incidente, io sono stato "trasferito"
all'impianto di __________ e non ho più avuto contatti con lui. A pranzo mi
recavo al mio domicilio.

 

Non sono in grado di quantificare quante ore
svolgesse nella cava.

Ho sempre pensato che effettuasse quel lavoro
solo perché gli piaceva e per passatempo. Questo lo pensavo poiché nella cava
c'era l'autista del trax (che poteva essere o l'autista del camion che arrivava
o il responsabile del frantoio).

Non ho mai creduto che fosse attivo in cava.
Inoltre guidava/manovrava il trax in maniera "poco redditizia".

Non posso nemmeno sapere se venisse retribuito
per questo lavoro, né tantomeno se facesse più ore di lavoro di quante ne
avesse convenute contrattualmente.

A mio parere guidava il trax perché gli piaceva e
occupava le ore libere.

 

Firmando il presente verbale dichiaro la
veridicità dello stesso. In fede"
(doc. _).

 

                                         In data 3
ottobre 2000, __________ è stato nuovamente sentito dal consulente assicurativo
dell'Istituto assicuratore convenuto, il quale lo ha reso edotto circa le
risultanze dell'inchiesta effettuata, nel frattempo, dalla __________. 

                                         Qui di
seguito le sue dichiarazioni:

 

" 
(…).

Ho preso atto dell'inchiesta effettuata nel
frattempo da parte della __________ come a incarico della spettabile
__________.

(…).

 

In generale mantengo le mie affermazioni del 9
settembre 1999. Il __________ non aveva una attività riconosciuta in cava. Non
ho mai voluto nascondere la verità e non ho mai avuto secondi fini. Il
__________ era stato assunto regolarmente come aiuto cuoco e lavorava per il
__________, con tutte le coperture legali. Il sottoscritto è pure
amministratore unico dello stesso Complesso.

 

Non contesto l'affermazione che si fa in merito
alla presenza divenuta quasi consuetudine del __________ presso la cava
__________.

Non però per esplicito mio ordine o desiderio ma
unicamente per la volontà del __________ stesso.

 

Avendo parecchio tempo libero dalla sua attività
di aiuto-cuoco al Centro si recava in cava e con l'appoggio degli autisti aveva
trovato il modo di rendersi utile agli stessi.

 

Non era una attività comandata né richiesta dal
sottoscritto.

 

Non riceveva alcuna indennità. Non era
considerato lavoro per la ditta __________.

 

 

Non avevo mai dato l'autorizzazione concreta di
questa presenza. Ma la tolleravo in quanto gli autisti ne traevano un vantaggio
loro (se ogni tanto gli caricava il camion non doveva scendere e salire
dall'autocarro per salire sul trax, ecc.). Non corrisponde al vero di avergli
insegnato personalmente a condurre il trax.

 

 

A mia insaputa gli autisti lo avevano impiegato
anche nel greto del fiume con l'escavatore. L'ho appreso solo dopo l'incidente.

Aveva un ottimo rapporto con il personale della
cava e gli autisti.

 

 

Non si trattava assolutamente di lavoro nero. Non
aveva un lavoro comandato, non era salariato. Era una presenza di passatempo
fatta per suo piacere e per gli autisti. 

Non mi sono mai fatto problemi sull'uso delle
macchine. La ditta è assicurata e inoltre la responsabilità era degli autisti
che lo lasciavano aiutare.

Inoltre il __________ era persona assicurata con
un regolare permesso di lavoro.

Mi rammento che a un certo momento avevo
manifestato al __________ la possibilità di non poterlo più impiegare presso il
__________ per diminuzione del lavoro. È quindi possibile, almeno così
interpreto, che il __________ abbia voluto imparare in cava. Il suo ragionamento
poteva essere quello di dire che se perdeva il posto al __________ magari il
sottoscritto lo avrebbe eventualmente assunto come manovale in cava.

 

Il sottoscritto non ritiene di avere agito in
modo scorretto o di essersi reso responsabile di un atto illegale.

(…).

 

In fede" (doc. _). 

 

                                         Sulla
base degli elementi a propria disposizione, l'__________, con decisione formale
del 5 gennaio 2001 (cfr. doc. _) - successivamente confermata in sede di
opposizione (cfr. doc. _) - ha, quindi, negato il proprio obbligo contributivo
in relazione all'evento infortunistico del 26 giugno 1996. 

 

                                         In data
20 febbraio 2002, il Presidente del TCA ha proceduto all'audizione testimoniale
di __________, ex dipendente dell'impresa __________, di __________ e
__________, tutt'oggi alle dipendenze della suddetta ditta individuale, nonché
di __________, i quali hanno riferito in merito alle attività di __________
(cfr. XX). 

 

                               2.6.   A mente del
TCA, l'istruttoria ha consentito, in primo luogo, di dimostrare che __________,
al più tardi a contare dal 1995, si recava, con regolarità, presso la cava di
__________ dell'Impresa __________, e ciò con lo scopo di svolgervi un'attività
lavorativa. 

                                         Tale
circostanza era già stata confermata da __________ in occasione del colloquio
del 3 ottobre 2000 con il consulente assicurativo dell'__________, __________:

 

" 
(…).

 

Non contesto l'affermazione che si fa in
merito alla presenza divenuta quasi consuetudine del __________ presso la cava
di __________. 

 

(…).

 

Avendo parecchio tempo libero dalla sua attività
di aiuto-cuoco al Centro si recava in cava e con l'appoggio degli autisti aveva
trovato il modo di rendersi utile agli stessi.

 

(…).

 

Non avevo mai dato l'autorizzazione concreta di
questa presenza. Ma la tolleravo in quanto gli autisti ne traevano un vantaggio
loro (se ogni tanto gli caricava il camion non doveva scendere e salire
dall'autocarro per salire sul trax, ecc.). (…).

A mia insaputa gli autisti lo avevano impiegato
anche nel greto del fiume con l'escavatore. L'ho appreso solo dopo
l'incidente." (doc. _)

 

                                         ed è
stata ulteriormente ribadita in sede di audizione testimoniale 20 febbraio
2002:

 

" 
(…).

Veniva dal cantiere, non so cosa stesse facendo
quella mattina, poi doveva iniziare il lavoro in cucina. So che per passatempo
aveva voluto imparare a guidare il Trax o l'escavatore e aiutava gli autisti.

 

(…).

 

Non so chi ha insegnato al signor __________ a
guidare il Trax. Penso o il signor __________ o il signor __________ che gli è
succeduto. 

In un secondo tempo gli ho insegnato io alcune
manovre. D'inverno usava anche la macchina per spazzare la neve davanti al
ristorante.

 

Io l'ho autorizzato a procedere in questo modo,
basta che faceva bene il suo lavoro al Centro nordico. Riguardo al costo del Trax
che doveva essere utilizzato da persone in grado di azionarlo, ero tranquillo
perché vi era sempre un altro operaio assieme a lui.

 

Al __________ il signor __________ ha iniziato a
lavorare nel 1990. Sul cantiere avrà iniziato ad andare nel 1995.

 

Nei primi anni vi era tanto lavoro al __________,
negli anni 1993/94 il lavoro era calato ed è a quel momento che il __________ è
entrato in confidenza con gli autisti ed ha iniziato ad essere attivo sul
cantiere.

 

Il giudice delegato legge al signor _________ un
estratto del verbale del 3.10.2000 redatto dalla __________, in particolare
l'estratto: "presenza divenuta quasi consuetudine".

Il signor __________ riconferma che il
__________ era presente sul cantiere ma non sa quante ore al giorno,
rispettivamente alla settimana. Certamente non andava tutti i giorni.

 

(…).

 

A domanda del giudice delegato se gli capitava di
mandare l'assicurato a riposare quando lo vedeva sul cantiere, il signor
__________ risponde di no, che doveva sapere lui quello che faceva e che
comunque erano lavori del tutto automatizzati"

                                         (XX,
verbale d'audizione del teste __________).

 

                                         Il fatto
che __________ - perlomeno a partire dal 1995 - fosse frequentemente presente,
tanto il mattino quanto il pomeriggio, sul cantiere di __________ dell'impresa
__________, ha trovato riscontro anche nelle testimonianze, convergenti, dei
suoi ex colleghi di lavoro:

 

" 
(…).

La domanda del giudice delegato è cosa ci faceva
il signor __________ sul suo camion alle 9.30 di mattina. La risposta è che a
dire la verità delle volte il signor __________ veniva sul cantiere in
quanto voleva imparare ad andare con i mezzi di cantiere, in quanto il nostro
datore di lavoro gli aveva detto che negli anni successivi come cuoco rischiava
di non avere più lavoro. 

Il signor __________ era arrivato un'ora prima
sul cantiere. Era impegnato insieme al signor __________. 

 

(…). 

 

A domanda del giudice delegato con che frequenza
il signor __________ veniva sul cantiere, il teste risponde che veniva quando
aveva tempo e che certamente il 26.6.1996 non era la prima volta. 

I miei orari di lavoro erano dalle 7.30 alle
12.00 e dalle 13.00 alle 17.00. A seconda dei lavori potevamo finire anche più
tardi.

 

A volte alle 7.30 di mattina il signor __________
si trovava già sulla strada verso il cantiere e io o il mio collega lo
accompagnavamo col camion.

 

Tante volte quando incontravo il signor
__________, soprattutto quando faceva freddo, mi capitava di dirgli cosa faceva
sul cantiere, invece di rimanere a casa a dormire. Lui mi rispondeva che voleva
venire lo stesso. 

 

(…).

 

Qualche volta il signor __________ veniva sul
cantiere sia la mattina che il pomeriggio dello stesso giorno.

 

(…).

 

A domanda dell'avv. __________, il teste risponde
che quando veniva al mattino l'assicurato alle 9.30 doveva partire per svolgere
la sua attività di cuoco. Il pomeriggio dopo il lavoro alle 14.30/15.00 veniva
in cava e rimaneva alcune ore. Alla sera o uno o l'altro degli autisti lo
riportavano a casa. Delle volte tornava a piedi"

                                         (XX,
verbale d'audizione del teste __________ - la sottolineatura è del redattore)

 

" 
Presso il Ristorante vi era un signor __________
che fungeva da cuoco. 

 

Il signor __________ l'ho visto anche a volte sul
cantiere a __________.

 

Quando è successo l'incidente il signor
__________ era già da alcuni anni che era lì.

 

L'ultimo anno in cui il __________ ha avuto
l'incidente credo che io ero stato trasferito a __________. Il signor
__________ in precedenza l'ho visto sul cantiere. Non mi è mai capitato di
dargli dei passaggi.

 

Sul cantiere l'ho visto col Trax soprattutto e
anche a volte con un camion vecchio che trasportava materiale nel cantiere
stesso.

 

Il giudice delegato legge al teste un estratto
del verbale del 21.8.2000 elaborato dall'ispettore della __________. In
particolare il seguente stralcio: "a mio avviso (…) attività."

 

Il teste precisa che in realtà voleva dire
semplicemente che il signor __________ si trovava sul cantiere e sul Trax. Non
poteva dire se vi era andato spontaneamente o se era stato mandato.

Confermo di avere detto che pensavo "che
effettuasse quel lavoro solo perché gli piaceva e per passatempo".

 

A domanda del giudice delegato con che frequenza
l'assicurato veniva visto sul cantiere, ad esempio se soltanto alcuni giorni
nel corso della stagione, la risposta è no, si recava sul cantiere con più
frequenza"

                                         (XX,
verbale d'audizione del teste __________)

 

" 
Mi è capitato di vedere il signor __________
anche nella cava. Quando aveva poco da fare in cucina nel Ristorante veniva con
noi saltuariamente a fare qualche lavoro col Trax o col Packer. 

 

All'inizio il Ristorante lavorava e il signor
__________ non veniva sul cantiere, dopo il lavoro è diminuito e veniva sul
cantiere. Mi capitava di dargli dei passaggio col mio camion.

 

Il mattino presto non mi è mai capitato di dare
un passaggio al signor __________. Mi capitava di portarlo al Ristorante alle
10.00 o di riportarlo su il pomeriggio.

 

A domanda del giudice delegato se erano i
colleghi di lavoro che dicevano al signor __________ di venire sul cantiere per
aiutarli, la risposta è no.

 

In particolare alla domanda se aiutava gli
autisti, la risposta è no, il signor __________ non aiutava per niente perché
noi caricavamo e partivamo. Vi era un'altra persona (signor __________,
purtroppo nel frattempo deceduto) il quale ci caricava il camion, oppure li
caricavamo noi stessi. 

 

Il __________ faceva piccoli lavoretti, in
particolare ammucchiava il materiale e lo separava. Effettuava questa
operazione con il Trax.

 

Il giudice delegato legge al teste un estratto
del verbale redatto il 6.7.2000 alla presenza dell'ispettore della __________:
"il signor __________ (…) cava."

Il teste conferma quanto affermato salvo il
passaggio "nel caricare, scaricare i camion" perché non era
compito suo"

                                         (XX,
verbale d'audizione del teste __________ - la sottolineatura è del redattore).

 

                                         Va
peraltro rilevato che, il noto incidente della circolazione è sopravvenuto
attorno alle ore 10°°, proprio mentre __________, a bordo di un automezzo di
proprietà dell'impresa __________, stava per raggiungere il suo posto di lavoro
presso il ristorante __________ a __________, dopo aver trascorso le prime ore
del mattino a lavorare sul cantiere. 

                                         A questo
preciso riguardo, le testimonianze rese in udienza hanno confermato, nella
sostanza, quanto sostenuto dall'assicurato (cfr. doc. _): 

 

" 
(…).

La domanda del giudice delegato è cosa ci faceva
il signor __________ sul suo camion alle 9.30 di mattina. La risposta è che a
dire la verità delle volte il signor __________ veniva sul cantiere in quanto
voleva imparare ad andare con i mezzi di cantiere, in quanto il nostro datore
di lavoro gli aveva detto che negli anni successivi come cuoco rischiava di non
avere più lavoro. 

Il signor __________ era arrivato un'ora prima
sul cantiere. Era impegnato insieme al signor __________ "

                                         (XX, verbale
d'audizione del teste __________)

 

" 
Riguardo all'incidente il signor __________
precisa di essere stato chiamato dalla __________ in quanto il mattino verso le
10.00 il signor __________, dipendente come aiuto cuoco del __________ o, era
rimasto sepolto dal materiale a seguito dell'uscita di strada di un camion. Il
__________ si trovava sul camion che veniva da __________ verso __________
sulla strada vecchia. Aveva chiesto un passaggio all'autista. 

 

Veniva dal cantiere, non so cosa stesse facendo
quella mattina, poi doveva iniziare il lavoro in cucina. So che per passatempo
aveva voluto imparare a guidare il Trax o l'escavatore e aiutava gli autisti"

                                         (XX,
verbale d'audizione del teste __________). 

 

                                         In
secondo luogo, appare sufficientemente provato che __________ era perfettamente
a conoscenza dell'attività collaterale di manovale esercitata dall'assicurato
che tornava utile, in qualche modo, all'impresa:

 

" 
(…).

Non contesto l'affermazione che si fa in merito
alla presenza divenuta quasi consuetudine del __________ presso la cava di
__________.

Non però per esplicito mio ordine o desiderio ma
unicamente per la volontà del __________ stesso.

 

Avendo parecchio tempo libero dalla sua attività
di aiuto-cuoco al Centro si recava in cava e con l'appoggio degli autisti aveva
trovato il modo di rendersi utile agli stessi.

 

(…).

 

Non avevo mai dato l'autorizzazione concreta di
questa presenza. Ma la tolleravo in quanto gli autisti ne traevano un
vantaggio loro (se ogni tanto gli caricava il camion non dovevano scendere
e salire dall'autocarro per salire sul trax, ecc.)" (doc. _)

 

" 
(…).

Io l'ho autorizzato a procedere in questo modo,
basta che faceva bene il suo lavoro al Centro __________. Riguardo al costo del
Trax che doveva essere utilizzato da persone in grado di azionarlo, ero
tranquillo perché vi era sempre un altro operaio assieme a lui.

 

(…).

 

A domanda del giudice delegato se gli capitava di
mandare l'assicurato a riposare quando lo vedeva sul cantiere, il signor
__________ risponde di no, che doveva sapere lui quello che faceva e che
comunque erano lavori del tutto automatizzati"

                                         (XX,
verbale d'audizione del teste __________)

 

" 
A volte il signor __________ mi aiutava a
caricare il camion e così non dovevo farlo io"

                                         (XX,
verbale d'audizione del teste __________ - la sottolineatura é del redattore). 

 

                                         Il teste
__________, in sede d'udienza 20 febbraio 2002, ha fatto delle affermazioni che
vanno in senso opposto, ovverosia che __________ si sarebbe dimostrato, nei
fatti, contrario ad una presenza in cava di __________:

 

" 
Il datore di lavoro non voleva che il __________
svolgesse le attività anche nel greto del fiume.

 

(…).

 

Quando veniva sul cantiere ne parlavo anche con
il mio datore di lavoro, il quale mi diceva di dirgli di tornare a casa.

 

(…).

 

Quando il signor _________ vedeva che il signor
_________ era su uno dei veicoli lo faceva scendere"

                                         (XX,
verbale d'audizione del teste __________).

 

                                         Nondimeno,
questa Corte è dell'avviso che alla testimonianza del datore di lavoro si debba
riconoscere un valore probante maggiore, considerato come in discussione vi sia
proprio l'atteggiamento da lui avuto nei confronti della doppia
attività professionale svolta dall'assicurato. 

                                         D'altro
canto, va inoltre osservato che le dichiarazioni di __________ sono state
pienamente confermate dalla testimonianza di __________:

 

" 
(…).

Alla domanda del giudice delegato se il signor
__________ si recava in cava regolarmente, la risposta è che sì e che rimaneva
anche dei bei momenti.

 

Quando il signor ________ vedeva il __________
sul trax non gli imponeva di scendere ma lo lasciata anche fare"

                                         (XX,
verbale d'audizione del teste __________).

 

                                         D'altra
parte - contrariamente a quanto si evince dal rapporto ispettivo del 3 ottobre
2000 (cfr. doc. _: "Non corrisponde al vero di avergli insegnato
personalmente a condurre il trax") - il datore di lavoro, in occasione
dell'udienza testimoniale, ha esplicitamente riconosciuto d'avere lui stesso
(unitamente ad altri dipendenti dell'impresa) istruito __________ a manovrare
il trax, circostanza quest'ultima che già era stata evidenziata, in precedenza,
dall'assicurato medesimo (cfr. doc. _):

 

" 
(…).

Non so chi ha insegnato al signor __________ a
guidare il Trax. Penso o il signor __________ o il signor __________ che gli è
succeduto. 

In un secondo tempo gli ho insegnato io alcune
manovre. D'inverno usava anche la macchina per
spazzare la neve davanti al ristorante.

 

"

                                         (XX,
verbale d'audizione del teste __________; cfr., pure, la testimonianza di
__________: "Siamo stati noi operai ad insegnare al __________ ad usare il
trax", nonché quella di __________: "Alla domanda dell'avv.
__________ su chi ha insegnato al signor __________ ad utilizzare il trax, la
risposta è che può avere imparato un pò da tutti").

 

                                         Alla luce
degli elementi emersi in corso d'istruttoria, appare invece assai francamente
poco plausibile che una persona che si trova alle dipendenze di un esercizio
pubblico quale aiuto-cuoco, con un orario di lavoro già di per sé assai
impegnativo (cfr. doc. _: "Doveva effettuare in media 43 ore settimanali.
In generale dalle 10.30 alle 14.00 e dalle 18.30 sino alle 23°° o 24°°"),
nel suo tempo libero si rechi su un cantiere - il cui accesso è peraltro
limitato agli addetti ai lavori ed ai clienti (cfr. XX, verbale d'audizione di
__________) - per puro passatempo o semplicemente per osservare il lavoro
svolto da altri, tenuto conto, soprattutto, della frequenza e della durata
dimostrata da __________. 

                                         In questo
ordine d'idee, si deve pure considerare che è stato appurato che, durante le
abituali permanenze presso la cava di __________, l'assicurato utilizzava le
attrezzature dell'impresa _________ (cfr., ad esempio, XX, verbale d'audizione
del teste __________: "Sul cantiere l'ho visto col trax soprattutto e
anche a volte con un camion vecchio che trasportava materiale nel cantiere
stesso"), evidentemente nell'interesse del suo datore di lavoro. 

 

                                         In
realtà, questa Corte - valutando i fatti secondo il consueto criterio della
verosimiglianza preponderante (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p.
320, A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 1995, p. 338 e G. Scartazzini, Les rapports
de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, pag.
63) - reputa dimostrato che, perlomeno a decorrere dal 1995 e fino al giorno in
cui è rimasto vittima dell'infortunio assicurato, __________ ha esercitato, con
regolarità, un'attività lavorativa collaterale presso il cantiere di proprietà
dell'impresa ___________. 

 

                               2.7.   Con
l'impugnata decisione, l'Istituto assicuratore convenuto ha sostenuto che fra
l'impresa _________ e l'infortunato non poteva esistere un contratto di lavoro,
segnatamente siccome quest'ultimo "… non solo non ha mai percepito alcun
compenso per quanto svolto ma nemmeno un salario era stato pattuito.
L'infortunato ha sempre dichiarato di aver ricevuto la paga - in base a quanto
pattuito e noto all'ufficio stranieri - esclusivamente dalla __________ e non
ha mai preteso di vantare un credito nei confronti del signor __________.
Nessuno dei testi sentiti dalla __________ ha potuto provare il contrario.
(…)" (cfr. doc. _, p. 4).

 

                                         La
__________ - presa visione dei conteggi di salario afferenti ai dipendenti
della __________ - ha invece fatto valere che __________, nel corso degli anni,
avrebbe "… beneficiato di adeguamenti [salariali, n.d.r.] assolutamente
incredibili ed ingiustificabili per rapporto ad un ristorante, come quello di
__________, senza particolari pretese gastronomiche". Quindi, prosegue
sempre l'assicuratore insorgente, "questa divergenza è da ricercare, come
lo stesso __________ ha ripetutamente ammesso, nella doppia attività che il
medesimo svolgeva sia per il ristorante, sia per la cava del __________,
eseguendo come abbiamo visto in pratica una doppia attività!" (XIV, p. 5).

 

                                         Da parte
sua, lo scrivente Tribunale ritiene di potersi esimere dall'approfondire oltre
la questione a sapere se il lavoro prestato dall'assicurato sia o meno stato
effettivamente retribuito e, nell'affermativa, secondo quali modalità lo sia
stato, poiché, come sottolinea la nostra Corte federale in una sentenza
pubblicata in DLA 2000, p. 169ss., quella svolta da __________ costituisce, in
ogni caso, un'attività che normalmente deve venire retribuita. 

                                         In questo
senso, il TCA reputa superfluo esperire degli ulteriori atti istruttori, come
ad esempio procedere all'audizione di __________, la cui testimonianza non
sarebbe comunque suscettibile di mutare l'esito della lite (cfr., per quanto
riguarda la valutazione anticipata delle prove, STFA dell'11 gennaio 2002 nella
causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; STFA
dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA del 26 novembre 2001
nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella causa P., U 82/01;
STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d;
STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.;
STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa
M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren
in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117). 

 

                                         Nella
succitata pronunzia, il TFA ha definito i criteri che permettono di stabilire
quando un'attività esercitata a titolo benevolo o per pura cortesia, debba
essere assimilata ad un rapporto di lavoro:

 

" 
c) Dans un arrêt non publié K. du 28 février
1997 (C 263/96), la Cour de céans a posé les critères permettant de déterminer
quand une activité exercée bénévolement ou à titre de pure complaisance doit
être assimilée à un rapport de travail au sens de l'art. 10 al. 1 LACI. 

Selon cet arrêt (consid. 1), tel sera le cas s'il
y a un contrat impliquant des droits et des obligations réciproques des parties
ou si, conformément à la présomption posée à l'art. 320 al. 2 CO, un salaire ou
une rémunération sont normalement dus pour un travail fourni au regard de
l'ensemble des circonstances ou des usages professionnels et locaux. En
l'occurrence, il faut admettre avec la recourante que le gérant du centre a
accepté de l'intimée l'exécution d'un travail qui, au vu de sa nature (service
des clients de l'établissement, encaissement…), de sa durée (quatre mois) et de
sa régularité (deux soirs par semaine), ne devait être fourni que contre un
salaire; en conséquence, l'existence d'un contrat de travail au sens de l'art.
10 al. 1 LACI doit être présumée conformément à l'art. 320 al. 2 CO.

(…)"
(DLA 2000 pag …).

 

                                         In
applicazione dei dettami giurisprudenziali appena ricordati - tenuto conto
della natura delle prestazioni fornite da __________ (attività di cantiere)
nonché della loro durata e frequenza (a partire, al più tardi, dal 1995 e fino
al giorno del sinistro, per più giorni alla settimana) - occorre concludere,
che in casu si era manifestamente in presenza di un'attività che viene
normalmente retribuita. 

                                         In queste
condizioni, a mente del TCA, si può presumere che fra l'assicurato e la ditta
individuale __________ è venuto in essere, perlomeno a contare dall'inizio del
1995, un vero e proprio contratto di lavoro conformemente all'art. 320 cpv. 2
CO, aggiuntivo a quello già esistente con la ditta __________, cosicché
__________ o, al momento dell'evento traumatico in discussione, era
obbligatoriamente assicurato contro gli infortuni professionali e non
professionali (visto che, con ogni verosimiglianza [considerata, in
particolare, la sua "presenza divenuta quasi consuetudine … presso la cava
di __________o" - cfr. doc. _], egli lavorava ben più di 12 ore alla
settimana, cfr. art. 13 cpv. 1 OAINF nella versione in vigore sino al 31
dicembre 1999) presso l'__________ ai sensi dell'art. 1 cpv. 1 LAINF. 

                                         Per il
resto, non compete a questo Tribunale di approfondire ulteriormente in quali
circostanze tale rapporto di lavoro è stato concluso, segnatamente se già dal
1990, come più volte sostenuto dall'assicurato, oppure soltanto
successivamente, a seguito della riduzione dell'attività di aiuto-cuoco presso
il ristorante __________ e se per questa seconda attività sia stato pattuito un
ulteriore salario o se il salario che l'assicurato percepiva quale aiuto-cuoco
era in realtà da riferirsi alle due attività lucrative.

 

                                         Rimasta incontestata
la fondatezza della raccomandazione del 18 luglio 1984 della
"__________" (cfr. doc. _) - ai termini della quale l'infortunio
avvenuto durante il tragitto diretto fra il posto di lavoro n. 1 ed il posto di
lavoro n. 2, deve essere coperto dall'assicurazione contro gli infortuni non
professionali del datore di lavoro n. 1 - l'__________ va dunque  condannato a
riconoscere le proprie prestazioni assicurative in relazione all'infortunio del
26 giugno 1996. 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto.

                                         §      È
annullata la decisione su opposizione del 13.2.2001.

                                         §§    L'__________
è condannato a riconoscere il proprio obbligo contributivo relativamente
all'infortunio del 26 giugno 1996 occorso a __________. 

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                         L'__________
verserà all'assicurato - parte interessata - l'importo di fr. 1'000.-- a titolo
di ripetibili.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti