# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f8a95001-00a7-58e1-9f8a-e11d75824a31
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-08-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 27.08.1998 52.1998.74
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1998-74_1998-08-27.html

## Full Text

Incarto n.

  52.98.00074

   

  	
  Lugano

  27 agosto 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry
  Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso  23 marzo 1998 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patrocinato
  dal dott. iur. __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 4 marzo 1998 (n. 822) del Consiglio di Stato, che respinge
  l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la decisione 23 agosto 1996
  del Dipartimento delle istituzioni, Sezione degli stranieri, in materia di
  rifiuto di rilascio di un permesso di domicilio per stabilirsi a __________
  (cambiamento di cantone),

  

 

 

viste le risposte:

-    26 marzo 1998 del Consiglio di
Stato,

-    16 aprile 1998 della Sezione degli
stranieri;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   __________, cittadino
austriaco, è entrato in Svizzera il 1° aprile 1965. E' attualmente al beneficio
di un permesso di domicilio, rilasciatogli dal Canton __________, con prossimo
termine di controllo fissato al 31 ottobre 1998.

Il 26 marzo 1996 __________ è giunto nel Cantone Ticino. Il
__________ si è unito in matrimonio avanti all'ufficiale dello stato civile di
__________ con la cittadina svizzera __________. Dall'unione è nata __________
il __________. E' attualmente iscritto all'anno scolastico 1997/98 presso la Berufsschule
Bildungszentrum a __________. Nello stesso tempo dà lezioni nell'ambito dei
corsi per adulti del Dipartimento dell'istruzione e della cultura del Cantone
Ticino. Svolge pure un'attività commerciale presso vari mercati artigianali in
vari cantoni.

 

 

                                  B.   Il 28 marzo 1996 __________
ha chiesto alla Sezione degli stranieri il permesso di trasferire il suo
domicilio in Ticino.

                                         La domanda, preavvisata
negativamente dal Comune di Capolago, è stata respinta con decisione 23 agosto
1996. Il dipartimento ha dato rilievo alle indicazioni inveritiere fornite su
una presunta attività professionale presso una ditta a __________ e all'assenza
di concrete garanzie finanziarie a suo favore, la sua convivente essendo tra
l'altro a carico dell'assistenza pubblica.

 

 

                                  C.   Adìto da __________, il
Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendone il gravame il
4 marzo 1998.

L'Esecutivo cantonale ha considerato ossequiati in specie i
presupposti per l'espulsione dal territorio cantonale (art. 10 cpv. 1 lett. a,
b, d LDDS). Dopo attenta ponderazione degli interessi privati e pubblici in
gioco, il Governo ha infine ritenuto la decisione dipartimentale legittima,
adeguata alle circostanze e ossequiosa del principio della proporzionalità.

 

Visto l'esito del ricorso, il 9 marzo 1998 la Sezione degli
stranieri ha fissato all'interessato un termine scadente il 30 aprile 1998 per
lasciare il territorio cantonale.

 

 

                                  D.   Contro la predetta pronuncia
governativa, __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo chiedendone - previa concessione dell'effetto sospensivo -
l'annullamento della decisione impugnata e postulando il rilascio di un
permesso di domicilio a seguito del cambiamento di cantone.

In sostanza sottolinea di essere cresciuto in Svizzera, dove
sarebbe perfettamente integrato nel tessuto sociale e dove vive la figlia,
nonché di non aver più commesso reati da tempo. Dà rilievo anche al fatto di
non trovarsi in una condizione economica disastrosa e di manifestare buona
volontà e coerenza per essere studente e contemporaneamente lavorare. Contesta
pertanto le decisioni delle autorità inferiori, ritenendole sproporzionate e
non giustificate da alcun interesse pubblico preponderante.

Con istanza pedissequa al gravame, chiede di essere posto al
beneficio dell'assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio.

 

 

                                  E.   All'accoglimento del gravame
si oppone la Sezione degli stranieri adducendo delle argomentazioni di cui si
dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

Anche il Consiglio di Stato propone la reiezione del ricorso,
riconfermandosi nelle motivazioni poste a fondamento della decisione impugnata.

 

 

                                  F.   Il 27 marzo 1998 il
ricorrente ha prodotto in questa sede una relazione del suo medico curante,
specialista in psichiatria e psicologia, dr. __________.

Il 23 aprile seguente, ha trasmesso il verbale di udienza 1°
aprile 1998 relativo al tentativo di conciliazione e alla discussione cautelare
svoltesi presso la Pretura di Mendrisio-Nord nella causa di stato promossa
dalla moglie nei suoi confronti.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In materia di diritto
degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a
statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui quest'ultime sono suscettibili di
essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
(cfr. art. 1 della Legge transitoria d'applicazione dell'art. 98a della legge
federale sull'organizzazione giudiziaria in materia di diritto degli stranieri
del 12 marzo 1997).

 

                                         1.2. Giusta l'art. 100
cpv. 1 lett. b n. 3 OG, in materia di polizia degli stranieri il ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile contro il
rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione federale
non conferisce un diritto. L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente
decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati
con l'estero, in merito alla concessione del permesso di dimora o di domicilio.
Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile permesso solo
laddove tale pretesa si fonda su di una disposizione particolare del diritto
federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid.
1a con rinvii).

 

1.3. L'art. 1 dell'Accordo 14 settembre 1950 tra il Consiglio
federale svizzero e il Governo federale austriaco concernente convenzioni
complementari intese a regolare le condizioni di domicilio degli attinenti dei
due Stati (RS 0.142.111.631.1) dispone che i cittadini austriaci hanno diritto,
al più tardi dopo un soggiorno ininterrotto e regolare di dieci anni nella
Svizzera, al permesso di domicilio previsto dall'art. 6 LDDS. Tale permesso
consente loro, tra l'altro - senza limitazione di durata e senza condizioni -
di soggiornare su tutto il territorio elvetico.

Va a tal proposito osservato che il giudice è legato
dall'accordo citato concluso dal Consiglio federale, e ciò indipendentemente
dal quesito a sapere se tale trattato doveva o meno venir approvato
dall'Assemblea federale (cfr. DTF 120 Ib 365-366 consid. 2c).

Nella fattispecie, __________ è titolare di un permesso di domicilio
rilasciatogli dal Canton __________. Conformemente all'art. 1 dell'Accordo
citato ha pertanto diritto, in principio, all'ottenimento di un permesso di
domicilio del Cantone Ticino.

 

1.4. Il gravame è tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm).
L'indicazione da parte dell'insorgente di ricezione, il venerdì 6 marzo 1998,
della risoluzione impugnata è erroneo ed è dovuto verosimilmente ad un errore
di redazione. Dall'indagine svolta dal Tribunale presso il Servizio dei ricorsi
risulta in effetti che la data indicata corrisponde all'intimazione. Il gravame
è quindi stato ricevuto dal precedente patrocinatore il lunedì 9 marzo
seguente.

Presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere
(art. 43 PAmm), il gravame è dunque ricevibile in ordine e può essere evaso
sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. __________ intende
trasferire il centro dei propri interessi dal Canton __________ in Ticino: egli
deve pertanto ottenere un nuovo permesso di domicilio (art. 8 cpv. 1 e 3 LDDS, art.
14 cpv. 3 ODDS; cfr. pure DTF 116 Ib 1 pag. 4). Siccome l'interessato è
domiciliato in Svizzera, è cittadino di uno Stato con il quale il nostro paese
ha concluso un accordo di domicilio ed è in possesso di un valido documento
nazionale di legittimazione, il permesso richiesto può essergli rifiutato solo
se esistono motivi che giustificano la revoca o comportano lo scadere del
permesso di domicilio (art. 5 del citato Accordo; 14 cpv. 4 ODDS; DTF 105 Ib
234 pag. 236).

 

2.2. Giusta l'art. 9 cpv. 3 lett. b LDDS, il permesso di
domicilio si estingue in seguito ad espulsione o a rimpatrio. La giurisprudenza
ha già avuto modo di precisare che, per l'adempimento di tale premessa, non è
necessario che i citati provvedimenti siano effettivamente pronunciati: è
sufficiente che vengano soddisfatte le condizioni indispensabili alla loro
emanazione, le quali sono fissate agli art. 10 cpv. 1 e 11 cpv. 3 LDDS (cfr.
DTF 105 Ib 234 pag. 236).

L'espulsione può essere pronunciata quando lo straniero è
stato punito dall'autorità giudiziaria per un crimine o un delitto (art. 10
cpv. 1 lett. a LDDS), quando la sua condotta in generale e i suoi atti
permettano di concludere che egli non vuole o non è capace di adattarsi
all'ordinamento vigente nel Paese che lo ospita (art. 10 cpv. 1 lett. b LDDS) e
quando egli stesso o una persona a cui deve provvedere cada in modo continuo e
rilevante a carico dell'assistenza pubblica (art. 10 cpv. 1 lett. d LDDS). Se
si verificano più cause di espulsione, di cui nessuna però autorizza singolarmente
tale misura in conformità del principio della proporzionalità, bisogna
procedere ad un apprezzamento generale. A seconda dei fatti che emergono dalle
diverse cause di espulsione, tale apprezzamento può portare a ritenere che la
misura è tutto sommato adeguata (cfr. Wurzburger, La jurisprudence récente du Tribunal
fédéral en matière de police des étrangers, in: RDAF 53/1997 308).

Va infine osservato che esiste un motivo di espulsione ai
sensi dell'art. 9 cpv. 3 lett. b LDDS solo se le circostanze giustificano
l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e non semplicemente da un
singolo Cantone: è di conseguenza irrilevante sapere se egli può tornare nel
Cantone da cui proviene (DTF 105 Ib 236; RDAT 1993 II n. 54). Nel valutare
l'adeguatezza dell'espulsione, l'autorità deve quindi paragonare la situazione
dell'interessato nel Cantone in cui questi intende trasferirsi con quella che
sussisterebbe nell'eventualità di un suo allontanamento dalla Svizzera. 

 

2.3. In linea di principio, la legalità dell'espulsione va
esaminata in base alle circostanze esistenti al momento dell'emanazione della
sentenza di ultima istanza (DTF 114 Ib 4 consid. 3b). Nondimeno, se
un'espulsione è giustificata dalla situazione esistente al momento in cui è
stata ordinata, essa può essere annullata solo nel caso che intervengano fatti
nuovi di particolare importanza. Al riguardo non basta comunque che tra
l'emanazione della decisione dell’autorità di polizia degli stranieri e quella
delle istanze di ricorso l’insorgente si sia comportato in modo ineccepibile.
Diversamente gli si offrirebbe la possibilità di modificare a suo favore i
fatti determinanti già attraverso la semplice impugnazione del provvedimento di
espulsione.

 

 

                                   3.   3.1. Nel caso specifico,
come correttamente rilevato dall'autorità inferiore, il ricorrente ha
ripetutamente interessato i servizi di polizia come pure le autorità
amministrative e giudiziarie di vari cantoni:

 

26.1.1979               sentenza del Jugendgericht Unterrheintal
(SG) con la quale è stato ordinato il collocamento in una casa di educazione al
lavoro. Reati commessi: furto esercitato a titolo di mestiere ripetuto e
continuato, ripetuto danneggiamento, mancato furto d'uso ripetuto e continuato,
abuso di targhe, ripetuto consumo di sostanze stupefacenti;

29.12.1979              sentenza della Jugendstaatsanwaltschaft
del Canton __________ con cui è stata ordinata la misura dell'internamento per
4 settimane per i titoli di furto per mestiere, danneggiamento, violazione di
domicilio, furto d'uso;

16.1.1981               sentenza del Bezirksgericht Unterrheintal
di condanna a 15 mesi di detenzione per i titoli di furto perpetrato a titolo
di mestiere e in banda, truffa, danneggiamento, violazione di domicilio,
ripetuto furto d'uso, furto e abuso di targhe, ripetuta circolazione senza
licenza di condurre, ripetuta infrazione alla LStup;

8.11.1984               sentenza dell'Obergericht del
Cantone __________ di condanna alla pena di 3 anni di detenzione e alla multa
di fr. 900.– per furto perpetrato a titolo di mestiere e in banca consumato e
tentato, ripetuto danneggiamento, ripetuta violazione di domicilio, ripetuta
ricettazione, falsità in certificati, ripetuta e continuata infrazione alla LStup,
ripetuto furto d'uso, ripetuta circolazione con veicolo rubato, ripetuto furto
e uso indebito di targhe consumato e mancato, contraffazione e uso indebito di
targhe, ripetuta e continuata circolazione senza licenza di condurre, ripetuta
circolazione senza copertura assicurativa, mancata padronanza del veicolo e
infrazione alle norme della velocità, ripetuto furto d'uso;

18.12.1984              multa di fr. 100.– emanata dal
Bezirksamt di Bremgarten per infrazione alla Legge federale sugli esplosivi;

5.11.1986               condanna a 14 mesi di
detenzione emanata dal Bezirksgericht Baden per ripetuto furto per mestiere,
ripetuto e continuato danneggiamento, ripetuta e continuata violazione di
domicilio, appropriazione indebita, furto d'uso, continuata circolazione senza
licenza di condurre, ripetuta e continuata infrazione alla LStup;

11.12.1987              condanna a 8 mesi di
detenzione prolata dal Bezirksgericht di __________ per i ripetuti titoli di
furto consumato e tentato, ripetuto danneggiamento, ripetuta violazione di
domicilio, sottrazione di una cosa mobile, continuata falsità in certificati,
ripetuta e continuata infrazione alla LStup, detenzione illegale di armi;

1.12.1989               condanna a 22 mesi di
detenzione sospesa con la misura del trattamento ambulatoriale proferita dal Bezirksgericht
di __________ per i titoli di furto, ripetuta appropriazione indebita,
ricettazione, danneggiamento, truffa, continuata falsità in documenti, ripetuta
e continuata circolazione senza licenza di condurre, ripetuta e continuata
infrazione alla LStup;

23.4.1991               risoluzione della Direktion der
Polizei des Kantons __________, con la quale viene minacciata l'espulsione
amministrativa a dipendenza dei summenzionati reati;

3.2.1995                 condanna a 30 mesi di
detenzione sospesa con la misura del collocamento in una casa di cura ai sensi dell'art.
44 n.1 cpv. 1 del CP emanata dal Beziksgericht di __________ per i ripetuti
titoli di furto e tentato furto, danneggiamento, violazione di domicilio,
infrazione alla LStup, furto d'uso, nonché per violazione grave della LCStr;

16.2.1996               sostituzione della precitata
misura di collocamento con quella del trattamento ambulatoriale ai sensi dell'art.
44 n.1 cpv. 1 CP e conferma della sospensione della pena di 30 mesi di
detenzione di cui sopra, emanata dal Bezirksgericht di __________;

9.6.1997                 condanna alla multa di fr.
200.– per infrazione alla LStup prolata con decreto d'accusa dal Procuratore
pubblico del Cantone Ticino.

 

                                         Nel contesto dei
precedenti penali, non contestati dall'insorgente, si rilevano diverse condanne
per reati contro il patrimonio, la libertà personale, per falsità in atti, come
pure infrazioni alla LCStr, LStup, alla Legge federale sugli esplosivi oltre a
detenzione illegale di armi.

 

                                         3.2. Occorre osservare che
l'autorità competente in materia di polizia degli stranieri persegue uno scopo
differente di quello dell'autorità penale. Nel determinare se pronunciare o
meno l'espulsione di un condannato straniero giusta l'art. 55 CP oppure di
pronunciarla accordando la sospensione condizionale, il giudice penale terrà conto,
anzitutto, del reinserimento sociale dell'interessato; per l'autorità
amministrativa è invece determinante il mantenimento dell'ordine e della
sicurezza pubblici. Ne deriva che l'apprezzamento effettuato dall'autorità di
polizia degli stranieri può avere, nei confronti dello straniero, ripercussioni
più rigorose di quello dell'autorità penale (DTF 120 Ib 132 consid. 5b; 114 Ib
4 consid. 3a).

 

                                         3.3. Le infrazioni
commesse dal ricorrente sono gravi. Alcune sono state commesse in situazione di
recidiva e con aggravanti specifiche (v. consid. 3.1.). I reati hanno portato a
varie condanne per complessivi 10 anni di detenzione, di cui 6 effettivi, benché
ne abbia espiati in totale 4. Va a tal proposito osservato che nel 1979 fu già
collocato in una casa di educazione al lavoro e in seguito internato; nel 1989
e 1996 fu oggetto di un trattamento ambulatoriale. Ebbene l'interessato non si
è potuto trattenere dal compiere ancora altri reati intercalati dalle citate
misure, le quali non hanno permesso di raggiungere l'effetto sperato. Invano il
ricorrente adduce che dall'ultimo trattamento non avrebbe più interessato le
autorità con infrazioni gravi. Benché tenti di minimizzare la condanna alla
multa di fr. 200.– sostenendo la coltivazione "per gioco" delle
piantine di cannabis sul terrazzo di casa senza un contenuto sufficiente da
rientrare nella casistica dell'infrazione alla LStup, la contravvenzione ha una
certa rilevanza in questo contesto in quanto denota le sue attuali e persistenti
difficoltà dall'estraniarsi definitivamente dal mondo delle sostanze
stupefacenti. A tale proposito va osservato che il suo medico curante, che
conosce l'interessato dall'aprile 1996 inviatogli dal servizio sociale del
Dipartimento di giustizia del Canton __________, non nega che per quanto
riguarda l'abuso di stupefacenti da allora si siano verificate brevi ricadute
(v. scritto dr. med. __________ 23 marzo 1998).

                                         Con il suo comportamento,
l'interessato ha dunque dimostrato di non riuscire ad integrarsi alla realtà
elvetica, tanto da adempiere i requisiti per l'espulsione e non solo della
lett. a dell'art. 10 cpv. 1 LDDS per i numerosi delitti commessi. Difatti, l'art.
16 cpv. 2 ODDS dispone che l'espulsione può sembrare giustificata conformemente
all'art. 10 cpv. 1 lett. b LDDS segnatamente quando lo straniero contravviene
gravemente o reiteratamente alle disposizioni di legge o alle decisioni
dell'autorità.

 

Dalle circostanze summenzionate, risulta pertanto che i
requisiti di cui all'art. 10 cpv. 1 lett. a, b per pronunciare l'espulsione
sono adempiuti.

 

 

                                   4.   4.1. Giusta l'art. 10 cpv.
1 lett. d LDDS, lo straniero non può essere espulso dalla Svizzera o da un
Cantone se non quando egli stesso, o una persona a cui deve provvedere, cada in
modo continuo e rilevante a carico dell'assistenza pubblica; tale provvedimento
può essere pronunciato solo nel caso in cui il ritorno dell'espulso nel suo
Paese d'origine è possibile e può essere ragionevolmente richiesto (cpv. 2).
Secondo le circostanze, saranno parimenti evitati rigori inutili; in questi
casi potrà essere ordinato solo il rimpatrio (art. 11 cpv. 3 secondo e terzo
periodo LDDS). Per rimpatrio s'intende il trasferimento dello straniero indigente
dall'assistenza pubblica del Paese ospitante a quella del Paese d'origine (DTF
119 Ib 4 consid. 2b). Tale misura di allontanamento non impedisce,
contrariamente all'espulsione, l'entrata in Svizzera; lo straniero può difatti
nuovamente recarsi nel nostro Paese allorquando è accertato di non essere più a
carico dell'assistenza. Nei casi in cui manca l'accordo del Paese d'origine per
mettere a carico dell'assistenza pubblica il proprio cittadino, il rimpatrio
può essere comparato nel suo risultato ad un'espulsione senza interdizione di
entrata in Svizzera.

 

                                         4.2. In concreto, dagli
atti risulta che alla famiglia __________, a partire dall'ottobre 1997 al
gennaio 1998, è stata accordata una prestazione assistenziale di fr. 1350.–
mensili integrativa all'indennità di disoccupazione e in attesa della decisione
sugli assegni di famiglia, oltre a una prestazione di urgenza di fr. 200.– per
sostentamento per il mese di ottobre 1997. Per il mese di febbraio 1998 è stata
accordata un'ulteriore prestazione di fr. 890.–. (v. scritti 7 novembre e 30
dicembre 1997, 27 gennaio 1998  dell'UCAS ai coniugi __________).

Ora da tali - scarne -risultanze ci si può invero chiedere se
il ricorrente, o le persone a cui deve provvedere, cada effettivamente in modo
continuo e rilevante a carico dell'assistenza pubblica. Dato che i requisiti
per l'espulsione sono già ossequiati in virtù delle lett. a/b art. 10 cpv. 1
LDDS, il quesito può tuttavia rimanere aperto.

 

 

                                   5.   L'art. 11 cpv. 3 LDDS
dispone che un'espulsione può essere pronunciata solo se dall'insieme delle
circostanze sembra adeguata. L'art. 16 cpv. 3 ODDS precisa che per valutare se
tale presupposto sia adempiuto, occorre tenere conto segnatamente della gravità
della colpa dell'interessato, della durata del suo soggiorno in Svizzera e del
pregiudizio che egli e la sua famiglia subirebbero in caso di espulsione.

Di principio, lo straniero che ha commesso un reato e che ha
trascorso tutta la sua vita in Svizzera ha un eminente interesse ad essere risocializzato
nel nostro paese (DTF 4.5.90 in re B. non pubblicata). Tale principio è stato
riconosciuto anche in due sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo,
concernenti  l'applicazione dell'art. 8 CEDU (RS 0.101). In entrambi i casi è
stato ritenuto che l'espulsione dell'interessato non costituiva una misura
necessaria alla salvaguardia dell’ordine pubblico (RDAT 1993 II n. 54; STF
12.5.93 in re P. non pubblicata). Inoltre, più lo straniero ha risieduto a
lungo in Svizzera, più le esigenze per l'espulsione saranno rigorose (DTF 122
II 433 consid. 2c). Se un'espulsione, nonostante la sua legale fondatezza conformemente
all'art. 10 cpv. 1 lett. a o b LDDS non appare opportuna in considerazione
delle circostanze, lo straniero sarà minacciato di espulsione. La minaccia sarà
notificata sotto forma di decisione scritta e motivata, che preciserà quanto le
autorità si attendono dallo straniero (art. 16 cpv. 3 ODDS).

 

 

                                   6.   Nella fattispecie,
l'insorgente è entrato in Svizzera nel 1965 quando aveva tre anni. Egli risiede
nel nostro Paese oramai da ben 33 anni. Malgrado la lunga durata del soggiorno,
l'espulsione è nondimeno possibile se rispetta  - come detto dianzi - il
principio della proporzionalità (DTF 119 Ib 11 consid. 6a).

 

                                         6.1. Come correttamente
rilevato dall'Esecutivo cantonale, il comportamento dell'insorgente in Svizzera
non è stato esemplare. A partire dalla sua adolescenza, egli si è reso
colpevole di numerose infrazioni di diversa entità, le cui condanne si sommano
in complessivi dieci anni di detenzione, di cui sei effettivi, con quattro
espiati. La gravità del comportamento del ricorrente è pure contrassegnata dal
suo reiterare a delinquere. Invano l'insorgente minimizza i reati adducendo che
si collocano nell'arco di tempo tra il 1979 e il 1995 a seguito della
dipendenza da stupefacenti, a suo dire oramai superata, e di aver tagliato i
ponti con il passato trasferendosi in Ticino per allontanarsi dalla scena della
droga della Svizzera interna. Il rischio di recidiva non è trascurabile, dal
momento che l'interessato ha dimostrato di non riuscire a condurre un'esistenza
onesta: le varie condanne a suo carico e l'ammonimento della polizia degli
stranieri del Canton __________ non lo hanno trattenuto dal commettere nuove infrazioni.
Inoltre tra l'agosto 1996 e il marzo 1998 l'insorgente era in attesa della
decisione governativa ed era quindi nel suo interesse evitare comportamenti
suscettibili di pregiudicare la sua richiesta di cambiamento di cantone.
Nonostante ciò egli ha commesso una nuova infrazione alla LStup in correità con
la moglie (v. Decreto d'accusa 9 giugno 1997). La contravvenzione non permette
di escludere il suo definitivo allontanamento dal mondo della droga. A tale
proposito, non può essergli di soccorso il fatto che la Sezione della
circolazione il 22 agosto 1996 ha annullato la decisione 9 marzo 1993 di revoca
della licenza di condurre (doc. H) alla condizione di presentare ogni due mesi
da quel momento e per la durata di un anno un certificato medico attestante
l'avvenuta astinenza dal consumo di sostanze stupefacenti. Orbene, dal
successivo scritto 24 febbraio 1998 risulta addirittura che il ricorrente è
ancora sottoposto alla condizione dei controlli mensili delle urine ed è
prevista l'analisi del capello onde confermare la mantenuta astinenza da stupefacenti.

 

6.2. L'insorgente sostiene di non essere in una situazione economica
disastrosa. Mette in risalto il fatto di essere studente e contemporaneamente
di lavorare, ciò che manifesterebbe la sua buona volontà.

Il ricorrente ha frequentato le scuole dell'obbligo a
__________. Dal 1989 al 1992 ha lavorato a __________ come artigiano (v.
curriculum vitae del 28 marzo 1996). In Ticino ha dapprima cercato lavoro come
elettricista montatore di telefoni, con scarso successo. Ha quindi provveduto a
dare lezioni di lavoro manuale concretizzando il suo hobby di creazione di
articoli artigianali in vimini nell'ambito dei corsi per adulti organizzati dal
DIC (doc. D) - ancorché per poche ore settimanali - ed ha già partecipato ai
mercatini artigianali che si svolgono regolarmente in varie località del cantone
(doc. E). Benché non siano in discussione le sue buone intenzioni dal punto di
vista professionale, tali aspetti di ordine personale non bastano però a controbilanciare
l'interesse pubblico volto al rifiuto di cambiare cantone. D'altro canto, un
suo ritorno nel Paese d'origine non presenterebbe difficoltà. Egli è ben
cosciente (ricorso ad 12 pag. 4) della realtà economica ticinese, che offre
attualmente scarse occasioni di lavoro e non ha dimostrato l'impossibilità di
svolgere la sua attività commerciale altrove partecipando al mercato di
__________ (doc. E), località vicina al confine austriaco. Inoltre egli è
iscritto all'apprendistato di arti e mestieri a __________ quale cestaio (doc.
B e C) con un assegno di studio annuale versato, tra l'altro, dal Canton
__________. Va anche rilevato che il ricorrente dall'aprile 1965 al marzo 1996
ha vissuto nella Svizzera interna e non ha contestato che colà risiedono i suoi
genitori.

Stante quanto precede, il legame del ricorrente con il
Cantone Ticino non può essere qualificato come intenso. Un suo ritorno e un suo
reinserimento in __________ è concretamente realizzabile: realtà sociale,
economica e mentalità sono del resto analoghe a quelle esistenti nella Svizzera
orientale. Egli non apporta nemmeno elementi concreti e oggettivi che
permettano di rendere inverosimile tale possibilità.

 

6.3. L'insorgente ritiene che esisterebbe un legame intenso
con la figlia __________ e con la moglie.

L'espulsione del ricorrente non porterebbe pregiudizio alla
sua famiglia. In primo luogo il momentaneo periodo di crisi della coppia
risolto a seguito della conciliazione davanti al Pretore 6 ottobre 1997 (doc.
G) è stato in seguito smentito dallo stesso ricorrente producendo il verbale di
udienza 1° aprile 1998 della Pretura di Mendrisio-Nord da cui si evince il
fallimento del tentativo di conciliare le parti e che entrambi "escludono
ogni e qualsiasi possibilità di ripresa della vita in comune". Va pure
sottolineato che lo stesso giorno si è proceduto alla discussione cautelare
nella causa promossa dalla moglie a seguito della quale i coniugi, tra l'altro,
hanno convenuto (pto 1), di "vivere separati". Ciò dimostra
che non vi è un legame intenso tra i coniugi. Del resto, benché il ricorrente
sia ancora coniugato con una cittadina svizzera, tale fatto non può essergli di
soccorso dal momento che quest'ultima era o doveva essere al corrente dei
precedenti penali del marito prima del matrimonio (v. verbale d'interrogatorio
Polizia zurighese del 4 gennaio 1996), tanto che è stata anch'essa condannata
insieme al marito il 9 giugno 1997 per infrazione alla LStup. In tal modo si è
dunque assunta il rischio di dover continuare la vita coniugale all'estero
(cfr. DTF 120 Ib 16 consid. 4d; 110 Ib 201).

In secondo luogo, a prescindere dal fatto che la figlia di 1
anno ha un'età che le permetterebbe di assimilare le novità del Paese 
d'origine dell'insorgente, il legame con la stessa non può essere considerato
di tale intensità da giustificare la sua presenza nel Ticino e da ostacolarne
il diritto di visita. Difatti, dal verbale di udienza cautelare testé citato,
risulta che i coniugi si sono accordati sul fatto che la figlia venga affidata
alla madre. Risulta pure - e ha rilevanza nel presente giudizio - che il "padre
dichiara formalmente di non essere disposto a esercitare il diritto di visita
sulla figlia __________ sotto sorveglianza", ciò che suscita più di un
dubbio sulla qualità di tale legame tanto che "le relazioni personali
del padre con la figlia __________ sono per il momento sospese".

 

6.4. Il ricorrente sostiene a torto che l'autorità poteva
limitarsi ad ammonirlo ai sensi dell'art. 16 cpv. 3 ODDS. Viste le circostanze,
le autorità inferiori hanno implicitamente rinunciato a pronunciare tale
misura. A ragione, dal momento che i precedenti non lasciano - come visto -
adito a dubbi sul rischio di recidiva del ricorrente. Ciò è ulteriormente
corroborato dal fatto che è già stato ammonito il 23 aprile 1991; malgrado ciò
egli ha continuato a commettere reati (v. sentenza 3 febbraio 1995 del Bezirksgericht
di Zurigo).

 

 

                                   7.   Il ricorrente asserisce,
infine, che la decisione impugnata viola anche l'art. 8 CEDU, poiché gli
impedisce di mantenere rapporti personali con la moglie e la figlia.

 

In concreto, ritenuto quanto esposto in precedenza (consid.
6), non occorre esaminare in che misura l'insorgente sia legittimato a
prevalersi della violazione dell'art. 8 CEDU, in particolare se con moglie e
figlia esista un legame stretto, intatto e effettivamente vissuto, che è
protetto dalla norma invocata (cfr. DTF 115 Ib 99 consid. e). Va in effetti
osservato che, comunque sia, giusta l'art. 8 n. 2 CEDU, un'ingerenza nell'esercizio
del diritto al rispetto della vita privata e famigliare è ammissibile, se è
prevista dalla legge e se costituisce una misura che, in una società democratica,
è necessaria, in particolare, per la protezione dell'ordine pubblico e per la
prevenzione dei reati (cfr. DTF 119 Ib 90 consid. 4b; 118 Ib 161 consid. d).
Orbene, in concreto, l'espulsione del ricorrente consegue tali fini e
scaturisce da una corretta ponderazione tra l'interesse dello straniero e della
sua famiglia a che egli possa continuare a risiedere in Svizzera e l'interesse
pubblico contrario. Ne consegue che, anche qualora il ricorrente fosse
legittimato ad invocare la disposizione citata, la censura andrebbe respinta.

 

 

                                   8.   Benché severa, la decisione
censurata non procede, a mente di questo tribunale, da un esercizio abusivo del
potere d’apprezzamento che la legge riserva all’autorità di polizia in ordine
alla valutazione dell’adeguatezza delle misure adottate. L'autorità ha adottato
una decisione tutto sommato sostenibile. Non si può rimproverarle di aver
abusato del suo potere d’apprezzamento per aver considerato che la situazione
del ricorrente, nell’eventualità di un suo allontanamento dalla Svizzera, non
sarebbe stata sostanzialmente diversa da quella in cui questi sarebbe venuto a
trovarsi nel caso di un suo trasferimento in Ticino.

 

                                   9.   Sulla scorta di queste
considerazioni, il ricorso va quindi respinto, confermando le decisioni delle
precedenti istanze siccome immuni da violazioni del diritto.

La domanda di effetto sospensivo al gravame diviene pertanto
priva di oggetto.

La richiesta di assistenza giudiziaria, estesa alla dispensa
dal pagamento delle spese procedurali ed all'ammissione al gratuito patrocinio
può essere accolta, dal momento che il ricorso non appariva manifestamente
infondato e che l'insorgente versa in precarie condizioni economiche. Il
ricorrente va quindi dispensato dal pagamento delle spese processuali e posto
al beneficio del gratuito patrocinio (art. 30 PAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 8 CEDU, 1 e 5 Accordo del 14 settembre 1950 tra il Consiglio federale
svizzero e il Governo federale austriaco concernente convenzioni complementari
intese a regolare le condizioni di domicilio degli attinenti dei due Stati; 8,
9, 10, 11 LDDS; 16 ODDS; 100 OG; 1 LTA 98a OG; 3, 18, 28, 30, 43, 46, 47, 60, 61PAmm,
157 CPC;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   Non si prelevano né spese né
tassa di giustizia.

 

 

                                   3.   L'istanza di ammissione al
beneficio dell'assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio del dr. iur.
__________ c/o avv. __________, è accolta.

§.  Di conseguenza il patrocinatore è invitato a trasmettere al
Tribunale cantonale amministrativo la propria nota professionale relativa alla
procedura avanti a questa sede.

 

 

                                   4.   Contro la presente
decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto pubblico federale, è dato
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale a Losanna nel termine
di 30 giorni dall'intimazione.

 

 

	
   

                                      5.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il segretario