# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 65f39ca4-c465-5746-aec3-88f162af8b5b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-06-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.06.2006 42.2006.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2006-5_2006-06-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  42.2006.5

   

  rs/td

  	
  Lugano

  7 giugno 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 marzo 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 23 febbraio
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e
  dell'inserimento, 6501 Bellinzona

   

   

  in materia di assistenza sociale

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su reclamo del 23 febbraio 2006 l’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento (USSI) ha confermato la precedente decisione dell’11 gennaio
2006 (cfr. doc. A) con cui ad RI 1 è stato negato il diritto a prestazioni
assistenziali a far tempo dal mese di dicembre 2005, in quanto il reddito
disponibile residuale della sua unità di riferimento supera il limite annuo fissato
da Dipartimento della sanità e della socialità.

 

 

                                         L’USSI al riguardo si è
così espresso:

 

"  (…)

La tabella di calcolo, allegata alla citata
decisione, indica la composizione:

 

•   dell'unità di riferimento (UR)

•   del reddito
annuo disponibile residuale (fattori di reddito, di sostanza e spese
computabili ai fini della valutazione della prestazione assistenziale).

 

L'art. 4 della Laps, in relazione all'Unità
di riferimento, recita quanto segue:

 

"l'Unità di riferimento è
costituita:

    a) dal titolare del diritto;

    b) dal coniuge;

    c) dal partner convivente, se vi
sono figli in comune;

    d) dai figli minorenni di cui essi
hanno l'autorità parentale;

e) dai figli
maggiorenni, se questi non sono economicamente 

   
indipendenti."

 

Nel vostro caso quindi, nell'Unità di riferimento, oltre alla
signora RI 1 e al vostro figlio __________ deve essere compreso pure il signor __________.

 

Conformemente all'art. 5 della Laps, il reddito disponibile
residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la
somma delle spese computabili delle persone componenti l'unità di riferimento.

 

Sulla base dell'art. 6 cpv. 1 lett. d) il reddito computabile per
la vostra Unità di riferimento, quindi le risorse considerate per il calcolo
assistenziale delle tre persone indicate, è costituito dai proventi ricevuti
in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari
all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità spettanti al
signor __________, importi che corrispondono a quanto dichiarato e
sottoscritto il 13/19/20 dicembre 2005 alla funzionaria dello sportello
regionale Laps di __________ al momento della presentazione della domanda
concernente il sussidio al premio assicurazione malattia, all'assegno per i
figli integrativo alla prestazione assistenziale.

 

Di conseguenza, a nostro giudizio, sono stati correttamente
inseriti i redditi del signor __________, stessi redditi già oggetto di
calcolazione al momento della richiesta in materia d'indennità straordinarie
cantonali di disoccupazione presentata dalla signora RI 1 all'Ufficio delle
misure attive di Bellinzona, la cui decisione è poi stata contestata con
ricorso del 31 ottobre 2005 al Tribunale cantonale delle assicurazioni, istanza
tuttora in fase di istruttoria." (Doc. B)

 

                               1.2.   Contro la decisione su
reclamo RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, richiedendo
l’assegnazione di una prestazione assistenziale calcolata senza tenere conto
dei redditi del convivente, __________, e l’ammissione al beneficio
dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.

                                         A sostegno della proprie
pretese essa ha addotto:

 

"  (…)

1.

La Signora RI 1 convive attualmente con il Signor __________ dal
quale ha avuto il figlio __________ nato il 3 giugno 1991.

Il Signor __________, invalido, è inoltre padre di altri tre figli
avuti con l'attuale moglie, che non è la Signora RI 1, e che sono stati
affidati alla madre.

 

Una di queste figlie soffre di una grave forma di diabete e
celiachia e vi sono tali problemi che hanno portato la Commissione Tutoria ad
affidare entrambi i figli alla casa __________ di __________.

 

Il Signor __________ inoltre avendo lui stesso problemi di salute
ed in fase di divorzio, deve evidentemente assumersi ingenti spese derivanti
dall'esercizio del diritto di visita, dal divorzio, dal suo stesso stato di
salute e dai costi generati dalle sue frequenti ospedalizzazioni.

 

Egli è al beneficio di una rendita AI e di una rendita
complementare AI che però non tengono in nessuna considerazione l'esistenza
della convivente RI 1 e del figlio __________.

 

PROVE: si richiamano tutti i relativi incarti del Signor __________
dall'ufficio AI di Bellinzona e dalla Pretura di __________ (incarto OA.2005.5)
con la relativa documentazione, come pure dall'ufficio del sostegno sociale
l'incarto relativo al Signor __________ ed alla Signora RI 1

 

2.

Con decisione del 23 febbraio 2006 l'ufficio del sostegno sociale
di Bellinzona ha respinto totalmente qualsiasi indennità giornaliera alla
Signora RI 1, ritenuto che l'unità di riferimento per tale calcolo comprendeva
sia il figlio __________ che il convivente Signor __________ e quindi ritenendo
nel calcolo integralmente le prestazioni ricevute dal Signor __________ ma non
tutti i costi e non tenendo in considerazione che la rendita AI non comprendeva
la convivente e verosimilmente anche il figlio nato fuori dal matrimonio

 

PROVE: doc. A decisione 11 gennaio 2006 ufficio del
sostegno sociale

 

3.

Con tempestivo reclamo del 16 gennaio 2006 la Signora RI 1 ed il
Signor __________ insorgevano contro tale decisione chiedendo il contributo
tenendo conto della problematica sopra segnalata ed in particolare segnalando
il fatto che il calcolo non era corretto poiché considerava in maniera
eccessiva le possibilità del nucleo famigliare senza tenere conto delle limitazioni
delle singole rendite.

 

Con risposta al reclamo del 23 febbraio 2006 l'ufficio del
sostegno sociale respingeva il reclamo confermando il calcolo e le circostanze
della decisione, in particolare che conformemente all'art. 5 cpv. 1 Laps: l'unità
di riferimento è costituita anche dal partner convivente se vi sono figli in
comune e che, giusta l'art. 6 cpv. 1 lett. d) Laps: fanno parte dei redditi
computabili i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia e superstiti
all'invalidità.

 

PROVE: doc B decisione del 23 febbraio 2006 impugnata

 

4.

Contro tale decisione si insorge per i seguenti motivi:

 

errata applicazione del diritto federale; inopportunità ed
arbitrio.

 

In effetti se si comprende da un lato la necessità legislativa di
considerare unità di riferimento pure il partner convivente se vi sono figli in
comune, non bisogna però dimenticare che i redditi di quest'ultimo non sempre
tengono conto delle esigenze dell'altro convivente.

 

In particolare la rendita AI e la rendita complementare del Signor
__________ tengono in considerazione solo le sue spese e non quelle di
eventuali conviventi.

 

Inoltre rendita AI più rendita complementare coprono solo il
minimo vitale dell'assicurato e non spese straordinarie quali costi aggiuntivi
della salute, spese per il diritto di visita, alimenti per i figli, ecc. che il
Signor __________ deve sostenere e che non è evidentemente comunque già in
grado di sostenere.

 

La Signora RI 1 si vede però aggiunto il reddito del convivente
come se lo stesso fosse a libera disposizione di entrambi i conviventi ed
andasse a parziale riduzione dei suoi costi, fatto questo impossibile da
realizzarsi nella pratica.

 

L'art. 6 della Laps ha evidentemente come scopo quello di evitare
che il minimo vitale di una persona sia coperto due volte ergo sia dalla
rendita Laps che dalle disponibilità economiche del convivente, ma ciò
evidentemente solo nella misura in cui tale reddito o parte di reddito possa
essere effettivamente utilizzato a tale scopo.

Nella fattispecie ciò risulta impossibile e pertanto si chiede il
riesame del calcolo ISD (recte: della prestazione assistenziale) fatta
astrazione della rendita AVS ed AI del Signor __________.

 

Si aggiungono inoltre le considerazioni già espresse in sede di
reclamo che fanno parte integrante del presente ricorso.

 

PROVE: incarto, si richiama l'incarto AI e rendita
complementare del Signor __________ dall'ufficio assicurazioni sociali,
Bellinzona; l'intero incarto relativo alla Signora RI 1 dall'ufficio del
sostegno sociale; si richiamano gli incarti dalla CTR __________ relativi al
Signor __________, figli __________ e __________ e relativa documentazione come
pure dalla Pretura di __________ l'incarto __________ e relativa
documentazione." (Doc. I)

 

                               1.3.   L’USSI, in risposta, ha
postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.4.   Il 4 aprile
2006 è stato trasmesso a questa Corte uno scritto in cui RI 1 e __________
hanno ribadito, con molteplici argomentazioni, il loro disappunto per la
decisione di diniego di prestazioni assistenziali e hanno comunicato che dal
mese di maggio 2006 non avrebbero più convissuto, bensì avrebbero abitato in
due appartamenti distinti (cfr. doc. V). A tale lettera è stata allegata
copiosa documentazione (cfr. doc. C0-C12).

 

                               1.5.   RI 1, il 13
aprile 2006, ha inoltre inviato al TCA copia di una sua lettera all’USSI in cui
elenca una serie di mobili di cui necessita a seguito della decisione di
costituire due economie domestiche distinte, oltre alla diffida di pagamento
del 3 aprile 2006 emessa dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG
relativa ai contributi personali per il primo trimestre del 2006 (cfr. doc.
VII).

 

                               1.6.   L’USSI, il
18 aprile 2006, si è pronunciato in merito allo scritto di RI 1 e __________
del 4 aprile 2006 (cfr. doc. VIII).

 

                                         Il doc.
VIII è stato trasmesso ad RI 1 per conoscenza (cfr. doc. IX).

 

                               1.7.   La
ricorrente, il 17 maggio 2006, ha consegnato a mano al TCA un ulteriore scritto
in cui ha confermato che dal 1° maggio 2006 la stessa e il signor __________
vivono in due appartamenti distinti a __________. Inoltre essa ha censurato il
fatto che l’USSI non le abbia ancora fornito i mobili richiesti (cfr. doc. X).

 

                                         Il doc. X
è stato inviato per conoscenza all’Ufficio convenuto (cfr. doc. XI).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto
della lite è la questione di sapere se correttamente o meno l’Ufficio del
sostegno sociale e dell’inserimento ha negato ad RI 1 il diritto alle
prestazioni assistenziali a decorrere dal mese di dicembre 2005 (cfr. art. 61
Las: il diritto al pagamento delle prestazioni assistenziali decorre dal primo
giorno del mese in cui è depositata la domanda, in casu: 13 dicembre 2005).

 

                               2.2.   Il diritto
fondamentale a condizioni minime di esistenza è garantito dall’art. 12 Cost.
fed., il quale prevede che:

" 
chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere
a sé stesso ha diritto d’essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi
indispensabili per un’esistenza dignitosa."

 

                                         Al
riguardo in una sentenza del 5 agosto 2004 nella causa B., 1P.294/2004,
pubblicata parzialmente in DTF 130 I 366 e in Cahiers genevois et romands de
securité sociale N° 33-2004, il Tribunale federale ha rilevato quanto segue:

 

"  (…)

4.-  L’art.
12 Cst. concerne le droit d’obtenir de l’aide dans des situations de détresse.
Cette disposition n’a pas pour objet de garantir un revenu minimum à chacun,
elle porte seulment sur les moyens indispensables à la survie dans une
situation de dénuement, tels que la nourriture, les vêtements, le gîte et les
soins medicaux (ATF 130 I 71 consid. 4.1 p. 75). Aux termes de l'art. 1 LRMCAS,
le revenu minimum cantonal d'aide sociale a pour but d'éviter aux bénéficiaires
le recours à l'assistance publique. Celle-ci est prévue, à Genève, par la loi
sur l'assistance publique du 19 septembre 1980. Destinée aux personnes
dépourvues des moyens nécessaires à la satisfaction de leurs besoins vitaux et
personnels indispensables, elle est subsidiaire aux autres prestations sociales
fédérales, cantonales et communales (art. 1 al. 2 et 3 de cette loi). De toute
évidence, elle constitue précisément l'aide qui est garantie par l'art. 12 Cst.
L'arrêt attaqué dénie au recourant le droit de percevoir le revenu minimum
cantonal d'aide sociale mais il ne porte aucune atteinte à ses perspectives
d'obtenir, au besoin, l'assistance publique. Le moyen tiré de l'art. 12 Cst.
est donc, lui aussi, mal fondé."

 

                                         In
un'altra sentenza del 18 marzo 2005 nella causa X., 2P.318/2004, il TF ha
precisato che:

 

"  (...)

3.1. Nach Art. 12 BV hat,
wer in Not gerät und nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen, Anspruch auf
Hilfe und Betreuung und auf die Mittel, die für ein menschenwürdiges Dasein
unerlässlich sind. Dieses Grundrecht garantiert nicht ein Mindesteinkommen;
verfassungsrechtlich geboten ist nur, was für ein menschenwürdiges Dasein
unabdingbar ist und vor einer unwürdigen Bettelexistenz zu bewahren vermag (BGE
130 I 71 E. 4.1 S. 74 f.; 121 I 367 E. 2c S. 373; Urteil 2P.148/2002 vom 4.
März 2003, E. 2.3). Der Anspruch umfasst einzig die in einer Notlage im Sinne
einer Überbrückungshilfe unerlässlichen Mittel (in Form von Nahrung, Kleidung,
Obdach und medizinischer Grundversorgung), um überleben zu können (BGE 130 I 71
E. 4.1 S. 75 mit Hinweisen). Diese Beschränkung des verfassungsrechtlichen
Anspruches auf ein Minimum im Sinne einer "Überlebenshilfe" (AB 1998
S 39) bedeutet, dass Schutzbereich und Kerngehalt zusammenfallen (BGE 130 I 71
E. 4.1 S. 75 mit Hinweis auf Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3.
Aufl., Bern 1999, S. 178). Die Formulierung "wer in Not gerät und nicht in
der Lage ist, für sich zu sorgen" soll klarstellen, dass für das Recht auf
Hilfe in Notlagen der Grundsatz der Subsidiarität gilt (BGE 130 I 71 E. 4.1 S.
75 mit Hinweisen).

 Art. 12 BV stellt ein leistungsrechtliches
Auffanggrundrecht dar (Markus Schefer, Die Kerngehalte von Grundrechten, Bern
2001, S. 338 f.). Dieses steht in engem Zusammenhang mit dem Schutz der
Menschenwürde nach Art. 7 BV und gilt wegen seines menschenrechtlichen Gehalts
nicht nur für schweizerische Staatsangehörige, sondern auch für Ausländer, und
zwar unabhängig von deren aufenthaltsrechtlichem Status. Auch illegal Anwesende
wie der Beschwerdeführer können sich auf Art. 12 BV berufen (BGE 121 I 367 E.
2d S. 374; vgl. auch BGE 130 I 1 und 82; 122 II 193; Kathrin Amstutz,
Anspruchsvoraussetzungen und -inhalt, in: Carlo Tschudi [Hrsg.], Das Grundrecht
auf Hilfe in Notlagen, Bern/Stuttgart/Wien 2005, S. 17; Dies., 2003, a.a.O., S.
29; Dies., Das Grundrecht auf Existenzsicherung, Bern 2002, S. 157;
Malinverni/Hottelier, a.a.O., S. 1351; Müller, a.a.O., S. 169; Uebersax,
a.a.O., S. 39 f.; Alain Wurzburger, La jurisprudence récente du Tribunal
fédéral en matière de police des étrangers, in: RDAF 53/1997 I, S. 343)." (STF
del 18 marzo 2005 nella causa X., 2P.318/2004, consid. 3.1.)

 

                                         Il TFA,
dal canto suo, in una sentenza del 21 ottobre 2003, ha sottolineato che:

 

"  (…)

                                        4.2.3 Le
recourant ne peut pas non plus se prévaloir de l'art. 12 Cst. aux termes duquel
quiconque est dans une situation de détresse et n'est pas en mesure de subvenir
à son entretien a le droit d'être aidé et assisté et de recevoir les moyens
indispensables pour mener une existence conforme à la dignité humaine. Certes,
cette disposition pose le principe du droit à des conditions minimales
d'existence pour toute personne qui n'est pas en mesure de subvenir à ses
besoins et fonde une prétention justiciable à des prestations positives de la
part de l'Etat (ATF 122 II 193 consid. 2/dd p. 198; Auer/Malinverni/Hottelier,
Droit constitutionnel suisse, vol. II : Les droits fondamentaux, p. 685 et
689). Le contenu du droit à des conditions minimales d'existence est défini par
le législateur, auquel il incombe d'adopter des règles en matière de sécurité
sociale. Toutefois, si le droit à des conditions minimales d'existence est un
droit de l'homme qui appartient à toute personne physique dans le besoin,
quelle que soit sa nationalité et indépendamment de son statut au regard de la
police des étrangers (Auer/Malinverni/Hottelier, op. cit. p. 688), il suppose
un lien de rattachement avec la Suisse, telle la résidence dans ce pays,
condition qui n'est pas réalisée en l'occurrence." (SVR 2004 IV N.
23 pag. 71)

 

                                         In merito
alla differenza tra aiuto sociale in senso lato e aiuto urgente in applicazione
dell’art. 12 Cost. vedi pure la sentenza del Tribunale federale del 9 febbraio
2005 nella causa X., 2A.692/2004.

 

                                         Anche
l’art. 13 della Costituzione cantonale ticinese riconosce quale diritto sociale
- a cui, quindi, ci si può appellare direttamente in giudizio - il diritto ai
mezzi necessari per condurre un’esistenza conforme alle esigenze della dignità
umana e alle cure mediche essenziali.

 

                                         La
garanzia costituzionale del diritto al minimo vitale costituisce la base del
sostegno sociale regolamentato nelle leggi cantonali in materia di assistenza
sociale (in proposito cfr. art. 3 legge federale sulla competenza ad assistere
le persone nel bisogno).

                                         Va
comunque precisato che oltre ad assicurare la sopravvivenza, il sostegno
sociale promuove anche la partecipazione attiva alla vita economica e sociale
della comunità. Il sostegno sociale persegue, dunque, obiettivi che vanno oltre
il semplice raggiungimento del minimo vitale assoluto (cfr. Direttive “Concetto
e indicazioni per il calcolo dell’aiuto sociale” emanate dalla COSAS ediz.
2000, p.to A1 ed ediz. 2005 p.to A1). Esso rappresenta, infatti, un minimo
sociale e non solo un minimo di quanto assolutamente necessario per la
sopravvivenza (cfr. Consiglio di Stato Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002
relativo alla modifica della legge sull'assistenza sociale, pag. 5). 

 

                                         Infine,
in una sentenza pubblicata in RAMI 2005 pag. 25 segg. il TFA ha rilevato che:

 

" 
(…) Im Bereich der Fürsorgeleistungen gilt der
Grundsatz der Subsidiarität. Danach besteht ein Anspruch auf Fürsorgeleistungen
erst dann, wenn eine betroffene Person die notwendigen Mittel nicht durch
Selbsthilfe, Leistungsverpflichtungen Dritter oder freiwillige Mittel Drittter
erhält (Wolffers, a.a. O., S. 71). Zu den Leistungsverpflichtungen Dritter
gehören auch die Leistungen der Sozialversicherung (Wolffers, a.a.O., S. 72).

Die fürsorgerische Unterstützung von Flüchtligen
richtet sich grundsätzlich nach den Normen der allgemeinen Sozialhilfe, sofern
die Asylgesetzgebung keine Sondernormen kennt (Wolffers, a.a. O., S. 184 f. und
191)." (RAMI 2005 pag. 30)

 

                               2.3.   L’intervento della pubblica
assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge
sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las). 

                                         Preliminarmente
va segnalato che tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state
adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre
2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

                                         Tali
modifiche sono state rese necessarie dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

 

                                         L’art. 1
Las stabilisce quanto segue:

 

" 
Lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei
diritti della persona, all’attribuzione delle prestazioni sociali stabilite
dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all’assistenza di
quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno. (cpv. 1)

Esse hanno lo scopo di favorire l’ inserimento
sociale e professionale dei beneficiari." (cpv. 2)

 

                                         Principio
basilare della Las è il diritto per il cittadino di beneficiare dell’assistenza
dello Stato qualora egli stia per cadere o sia caduto nel disagio. L’esistenza
del diritto è affermata a prescindere dagli obblighi assistenziali di natura
civile a favore dell’assistito (cfr. Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970
riguardante la legge sull’assistenza sociale, pag. 4).

 

                                         Come già
risulta dal consid. 2.3. in fine, nell’ambito dell’assistenza sociale vige il
principio della sussidiarietà.

                                         Al
riguardo l’art. 2 Las prevede:

 

" 
Le prestazioni assistenziali secondo questa
legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle
assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre
leggi cantonali. (cpv. 1)

In particolare le prestazioni assistenziali
propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite
le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)."  (cpv. 2)

 

                                         L’art. 13
Laps, attinente all’ordine delle prestazioni, enuncia:

 

" 
Le prestazioni sociali di complemento armonizzate
vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che: 

a) prima dell’erogazione delle prestazioni
sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni
al premio dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità
di riferimento hanno diritto; 

b) ogni prestazione va erogata sino al massimo
dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione
che segue nell’ordine; 

c) nel calcolo di ogni prestazione vengono
computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto
o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

 

                                         Le prestazioni
assicurative e previdenziali sono, dunque, prioritarie rispetto alle
prestazioni assistenziali che hanno carattere complementare e suppletivo.
Inoltre, in base al principio di coordinamento delle prestazioni previsto dalla
Laps, le prestazioni assistenziali si situano all’ultimo posto nell’ordine di
priorità e vengono concesse unicamente quando il diritto a quelle precedenti è
esaurito (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002
relativo alla modifica della legge sull’assistenza sociale, pag. 2-3).

 

 

                                         Secondo l’art. 3 Las:

 

"  Le
prestazioni assistenziali devono essere adeguate ai bisogni e alle attitudini
della persona, in modo da prevenirne lo scadimento morale e materiale o da
consentirne un conveniente inserimento nella società."

 

Come evidenziato al
consid. 2.3., l’assistenza non deve soltanto procurare alla persona quei beni
materiali che le sono essenziali per la sussistenza, ma deve anche permetterle
di provvedere a una sua vita più degna nel contesto sociale, assicurandole
prestazioni adeguate alle sue attitudini e bisogni soggettivi, per far sì che
la persona stessa sia in grado di reinserirsi nella società (cfr. Consiglio di
Stato, Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970, pag. 5).

 

                               2.4.   Per quanto concerne il
titolare del diritto l’art. 5 Las prevede:

 

" 
Hanno diritto ai provvedimenti e alle
prestazioni della presente legge le persone con domicilio o dimora
assistenziale nel Cantone. (cpv. 1)

Le persone con sola dimora assistenziale hanno
per principio diritto unicamente a prestazioni o aiuti immediati. (cpv. 2)

Sono riservate le disposizioni del diritto
federale e dei trattati internazionali." (cpv. 3)

 

                                         Delle
eccezioni sono contemplate all’art. 6 Las:

 

" 
Il Consiglio di Stato disciplina la
determinazione, la concessione, la limitazione e la procedura delle prestazioni
assistenziali concesse a 

a) richiedenti l’asilo e 

b) persone bisognose di protezione non titolari
di un permesso di dimora. (cpv. 1)

Nello stabilire tali criteri il Consiglio di
Stato fa riferimento alle disposizioni federali sul rimborso ai Cantoni delle
spese cagionate da queste persone. (cpv. 2)

II Consiglio di Stato può affidare, mediante la
stipulazione di contratti di prestazione, la gestione di queste prestazioni ad
enti assistenziali pubblici o privati. (cpv. 3)."

 

                               2.5.   Secondo
l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti
preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette
(art. 17).

                                         Sono
queste ultime a essere coinvolte nel coordinamento e, parzialmente,
nell’armonizzazione delle prestazioni sociali previste dalla Laps (cfr.
Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

 

                                         Al
riguardo va rilevato che la Laps ha previsto per la Las la possibilità di
derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art.
2 cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4,
6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

 

                                         La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali
propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa
legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

                                         Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las). 

                                         Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8
maggio 2002, pag. 3).

                                         Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3 Las).

 

                                         Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

 

" 
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono
la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola
carattere ricorrente. (cpv. 2)."

 

                                         Ex art.
19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

 

" 
La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."

 

                                         L’art. 19
Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.

 

                                         La Las
rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da
molti anni, come altri Cantoni.

                                         L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione
della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata (al
riguardo cfr. pure il consid. 2.3.).

                                         Il
Dipartimento della sanità e della socialità – DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento) -, il 12 gennaio 2005, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale, ha deciso, considerato, da un lato, che la COSAS
ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione delle «direttive per il
calcolo del sostegno sociale» che la Conferenza dei direttori cantonali delle
opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che il coordinamento con le
altre prestazioni sociali, l’organizzazione del sostegno sociale in Ticino,
come pure ragioni attinenti alla politica di bilancio del Cantone rendono
problematico un adeguamento integrale alle nuove direttive della COSAS - peraltro
non richiesto dall’art. 19 della Las -, che a far tempo dal 1° febbraio 2005 la
soglia di intervento corrisponde:

 

" 
A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

 

	
  Persona
  dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

  	
  Forfait
  globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Supplemento
  d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Totale

   

   

   

  (fr./mese)

  
	
  1
  persona

  	
   
  960.--

  	
  100.--

  	
  1060.--

  
	
  2
  persone

  	
  1469.--

  	
  100.--

  	
  1569.--

  
	
  3
  persone

  	
  1786.--

  	
  100.--

  	
  1886.--

  
	
  4
  persone

  	
  2054.--

  	
  100.--

  	
  2154.--

  
	
  5
  persone

  	
  2323.--

  	
  100.--

  	
  2423.--

  
	
  6
  persone

  	
  2592.--

  	
  100.--

  	
  2692.--

  
	
  7
  persone

  	
  2861.--

  	
  100.--

  	
  2961.--

  
	
  Per
  ogni persona supplementare

  	
  +
  269.--

  	
  -

  	
  +
  269.--

  

 

B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o
più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della
COSAS):

 

per unità di riferimento con più di due persone
di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento
mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più anni di età;
l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di queste
persone." 

(FU 4/2005 del 14 gennaio 2005 pag. 246; BU
6/2005 dell’11 febbraio 2005 pag. 62-63)

 

                                         Il DSS il
20 gennaio 2006, sentito il parere dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento e della Divisione dell’azione sociale, ha
stabilito che per l’anno 2006 gli importi della soglia di intervento
corrispondono a quelli decisi per il 2005 (cfr. BU 4/2006 del 24 gennaio 2006
pag. 33-34).

 

 

                                         L'art. 20
Las definisce, invece, le prestazioni speciali:

 

" 
Le prestazioni speciali sono destinate a coprire
dei bisogni particolari, quali ad esempio: 

a) spese di formazione; 

b) franchigie, partecipazioni, spese dentarie e
spese straordinarie dovute a malattia o handicap; 

c) determinate assicurazioni; 

d) misure che favoriscono l’ integrazione sociale
e l’ inserimento professionale; 

e) spese di collocamento diurno di figli
minorenni; 

f) spese di collocamento in istituto; 

g) spese di sepoltura. (cpv. 1)

 

Possono inoltre essere concesse prestazioni
speciali per fare fronte per un periodo limitato a spese vincolate o per l’alloggio
superiori ai limiti previsti dall’ art. 22. (cpv. 2)

Le prestazioni speciali possono essere cumulate
alle prestazioni ordinarie, o essere indipendenti quando le risorse del
beneficiario raggiungono o superano la soglia d’intervento ma non coprono il
bisogno specifico cui esse sono destinate. (cpv. 3)."

 

                                         Le
prestazioni speciali si distinguono da quelle ordinarie, poiché rispondono a
bisogni particolari, non considerati per la definizione del fabbisogno in
termini di lacuna di reddito rispetto alla soglia di intervento. Proprio per il
loro carattere puntuale e per il fatto che sono destinate alla copertura di
bisogni specifici, le prestazioni speciali possono essere concesse, come già
attualmente, anche quando il reddito disponibile supera di poco la soglia
d’intervento (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 4).

 

                               2.6.   Per quanto
attiene alle norme comuni della Las, l’art. 22 Las, concernente il reddito
disponibile residuale, enuncia:

 

" 
Il reddito disponibile residuale è quello
definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti: 

 

 

a) Reddito computabile: 

    1.
vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato
sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente; 

    2.
la sostanza netta viene computata
interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,
per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una
coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio
minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie
a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la
sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile; 

    3.
vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità
di riferimento. 

b) Spesa vincolata: 

    1.
non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

    2.
non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps; 

    3.
non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps; 

    4.
le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo
fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art.
19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps)." 

 

                                         Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

                                                      

                                         L'art. 6
Laps regolamenta così il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza imponibile dell’unità di riferimento
superiore a fr. 50’000.--, rispettivamente a fr. 100’000.-- per l’abitazione
primaria. (cpv. 1)

 

Le entrate di cui al capoverso precedente alle
quali un membro 

dell’unità di riferimento ha rinunciato a favore
di persone che non fanno parte dell’unità di riferimento possono essere
computate se la rinuncia costituisce un manifesto abuso di diritto. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         La spesa
computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate
e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT; 

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata; 

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate; 

i)  ... 

l)  le imposte ordinarie federali, cantonali e comunali sul reddito
e sulla sostanza. (cpv. 1) 

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di: 

 

a) per le persone unità               importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

 

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°
gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--
per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle
prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI
del 4 febbraio 2005).

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

                                         

                                         Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps (cfr. consid. 2.7.), hanno carattere
restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora
meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.

                                         Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai
redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi
della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

                                         I limiti
di esenzione della sostanza (ad esclusione dell’abitazione primaria) indicati
all’art. 22 lett. a cfr. 2 Las sono, inoltre, inferiori a quelli della Laps.

                                         Dal
calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali
le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti e le imposte: le risorse delle
prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri.
La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha
eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo
degli alimenti). 

                                         Infine il
limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio
n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

 

                               2.7.   Nella
presente evenienza l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento ha
rifiutato ad RI 1 la concessione di prestazioni assistenziali a far tempo dal
mese di dicembre 2005, in quanto il reddito disponibile residuale della sua
unità di riferimento - composta dalla stessa, dal figlio __________ e dal
convivente __________, padre di __________ -, al quale vanno sommati l’importo
della partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie e
l’assegno integrativo, supera il limite annuo fissato da Dipartimento della
sanità e della socialità (cfr. doc. A; B; III; consid. 1.1.).

 

                                         La ricorrente
contesta il computo, nel calcolo della prestazione assistenziale, dei redditi
del convivente, ossia della rendita AI e della prestazione complementare,
poiché le entrate del signor __________ coprono unicamente il fabbisogno di
quest’ultimo. 

                                         In
particolare tali prestazioni non tengono conto delle sue spese, dei costi
aggiuntivi attinenti allo stato di salute del convivente, delle spese per il
diritto di visita e degli alimenti per i figli (cfr. doc. I).

 

                                         In
relazione alle censure formulate da RI 1 nel ricorso, è utile dapprima
evidenziare che l’art. 21 Las, che si riferisce all’unità di riferimento,
prevede:

 

" 
In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del
diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito
disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di
intervento delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono
esclusi i genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi
dell’art. 277 CCS. (cpv. 1)

In caso di rigore, l’autorità competente può pure
escludere dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro
obblighi di mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del
diritto, ai sensi degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS. (cpv. 2)."

 

                                         Secondo
l'art. 4 Laps:

 

" 
L’unità di riferimento è costituita: 

a) dal titolare del diritto; 

b) dal coniuge; 

c) dal partner convivente, se vi sono figli in
comune; 

d) dai figli minorenni di cui essi hanno
l’autorità parentale; 

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente
indipendenti. (cpv. 1)

 

Se il titolare del diritto non è economicamente
indipendente, dell’unità di riferimento fanno pure parte i suoi genitori e
fratelli minorenni o non economicamente indipendenti. (cpv. 2)

Se entrambi i genitori sono privati dell’autorità
parentale, il minorenne fa parte dell’unità di riferimento della madre. (cpv.
3)

I figli e i titolari del diritto maggiorenni
economicamente dipendenti fanno parte dell’unità di riferimento del genitore
con cui condividono il domicilio; se hanno domicilio per conto proprio fanno
parte dell’unità di riferimento del genitore da loro indicato. (cpv. 4)

Se non vi sono figli in comune, dell’unità di
riferimento fa parte il partner convivente allorquando questi ricava dall’unione
vantaggi simili a quelli che scaturiscono da un matrimonio e l’Amministrazione
dispone di elementi sufficienti per presumere che non si sposa per poter
accedere alle prestazioni della presente legge. (cpv. 5)

Non fanno parte dell’unità di riferimento le
persone domiciliate all’estero. (cpv. 6)."

 

                                         L'unità
economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde
alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr.
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).

                                         Come appena visto e come
peraltro già rilevato nella sentenza del 6 marzo 2006 relativa ad RI 1
(42.2005.6) cresciuta in giudicato incontestata, per l’art. 4 cpv. 1 lett. c
Laps l’unità di riferimento del titolare del diritto alla prestazione è
costituita, fra l’altro, dal partner convivente se vi sono figli in comune.

 

                                         In una
recente sentenza del 25 gennaio 2006 nella causa M., 39.2005.12, questa Corte,
pronunciandosi su una vertenza relativa al diniego di assegni di famiglia
integrativi, ha stabilito che due conviventi con figli in comune, a prescindere
dall’esistenza o meno di un concubinato, sono membri della medesima unità di riferimento.

 

                                         Per
quanto riguarda, in particolare, l’assistenza sociale, giova poi osservare che
il Tribunale federale in una sentenza del 12 gennaio 2004 nella causa X.,
2P.242/2003 ha stabilito che ai fini della determinazione del diritto a
prestazioni assistenziali è ammissibile sommare i redditi di due conviventi che
hanno figli in comune senza riguardo alla durata della convivenza. In
quell’occasione l’Alta Corte ha deciso che la soluzione scelta da un Cantone di
considerare stabile un concubinato dopo solo due anni di convivenza e quindi di
computare dopo tale lasso di tempo i redditi di entrambi i conviventi nel
calcolo dell’assistenza sociale richiesta da uno dei due non è censurabile (al
riguardo cfr. anche STF del 12 gennaio 2004 nella causa X., 2P.218/2003).

 

                                         In
concreto RI 1 e __________, genitori di __________ nato nel 1991, convivono
perlomeno dal mese di luglio 2002, come risulta dal contratto di locazione
relativo all’appartamento in Via __________ a __________ (cfr. doc. 21).

 

                                         In simili
condizioni, sulla base della Las, della Laps e della giurisprudenza federale,
la ricorrente, __________ e il loro figlio __________ costituiscono un’unica
unità di riferimento, come rettamente indicato dall’Ufficio convenuto (cfr.
doc. B).

                                         Di
conseguenza, in applicazione dell’art. 5 Laps, al quale l’art. 22 Las rinvia
(cfr. consid. 2.6.), al fine di determinare se la ricorrente ha diritto o meno
a una prestazione assistenziale nel relativo calcolo vanno conteggiati i suoi
redditi e le sue spese computabili, nonché quelli di __________ e di __________.

 

                               2.8.   L’art. 22
Las, ad eccezione di alcune deroghe espressamente indicate, rinvia, per quanto
concerne il reddito computabile, all’art. 6 Laps, il quale fa riferimento ai
redditi di cui agli art. 15-22 LT (cfr. consid. 2.6.).

 

                                         All’art.
21 cpv. 1 LT vengono enumerati in modo esplicito i proventi dall’assicurazione
invalidità.

                                         A
differenza della LT, secondo cui i proventi ricevuti in virtù della LPC sono
esenti da imposta (cfr. art. 23 lett. h LT), l’art. 6 cpv. 1 lett. d Laps
contempla, poi, fra i redditi computabili, le prestazioni complementari
all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità.

 

                                         Ex lege,
dunque, le rendite AI e le PC percepite dal signor __________ vanno computate
nel calcolo di RI 1. 

                                         Al
riguardo non sono previste eccezioni di alcun genere.

 

                                         L’asserzione
ricorsuale secondo cui le rendite AI e le PC erogate a __________ non tengono
conto delle spese della ricorrente e del figlio __________ (cfr. doc. I pag. 3)
corrisponde d’altronde solo parzialmente alla verità, come già evidenziato da
questa Corte nella sentenza del 6 marzo 2006 (inc. 42.2005.8).

                                         In
effetti il figlio __________ è stato considerato sia nell’ambito
dell’assicurazione invalidità, poiché giusta l’art. 35 LAI la persona
legittimata alla rendita di invalidità ha diritto a una rendita completiva per
ogni figlio che, qualora essa fosse morta, avrebbe diritto a una rendita per
orfani dell’AVS, che in quello delle PC ai sensi dell’art. 7 cpv. 1 lett. a
OPC, secondo cui la PC annua per i figli che danno diritto a una rendita per
figli dell’AVS o dell’AI viene calcolata globalmente se i medesimi vivono con i
genitori.

                                         Ciò
risulta del resto dalla decisione relativa alla PC assegnata a __________ a far
tempo dal 1° gennaio 2005 (cfr. doc. 25), dove il fabbisogno vitale, il premio
della cassa malati e la pigione sono stati calcolati tenendo conto anche del
figlio.

                                         E’ vero
che la ricorrente non è, invece, stata tenuta in considerazione nel calcolo
della rendita AI e PC. Questo perché in quanto le assicurazioni sociali
federali non parificano la convivenza al matrimonio, a differenza, della Laps e
quindi della Las (art. 21 Las, 4 Laps; riguardo agli assegni di famiglia cfr.
RDAT II-2001 N. 22 pag. 89 segg.; STCA del 26 gennaio 2001 nella causa B.P.;
STCA del 24 luglio 2000 nella causa A.I.; STCA del 15 aprile 1996 nella causa
M.M.).

 

                                         Va, inoltre,
ribadito che l’art. 22 Las e la Laps nel calcolo concernente il titolare di una
prestazione assistenziale contemplano, oltre al computo delle rendite AI e PC
del convivente, pure il conteggio delle spese computabili di quest’ultimo (ad
esempio il fabbisogno, la pigione, il premio della cassa malati). 

 

                                         Pertanto,
contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente (cfr. doc. I pag. 3), e
analogamente a quanto già precisato nella sentenza del 6 marzo 2006 (inc.
42.2005.8), il reddito di __________ costituito dalle rendite AI e dalle PC
copre, in primo luogo, le spese di quest’ultimo.

 

                                         In simili
circostanze, l’USSI, tenendo conto delle rendite AI percepite da __________,
comprensive della rendita completiva per il figlio __________, corrispondenti a
complessivi fr. 18'876.-- annui (cfr. doc. A, 25) e delle PC calcolate
globalmente per il convivente della ricorrente e per il loro figlio, pari a fr.
22'992.-- annui (cfr. doc. A, 25), ha applicato correttamente la Las e la Laps
sia per quanto riguarda il principio del computo di tali redditi, che
relativamente agli importi conteggiati (cfr. art. 22 LAS; 5, 6 Laps). 

                                      

                                         In
proposito va ricordato che l’amministrazione deve sempre agire nel rispetto del
principio della legalità secondo cui, in virtù di un principio fondamentale del
diritto, ogni attività amministrativa deve essere riconducibile a una norma
legale che ne delinei ampiezza e limiti delle funzioni (principio della
legalità: cfr. Häfelin/Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed.,
cifra marg. 368 segg.; STFA del 20 agosto 2003 nella causa X.,
H 231/02, consid. 5). 

 

                                         Non è poi
dato da vedere in cosa l’amministrazione avrebbe erroneamente applicato il
diritto federale, dal momento che essa era chiamata a determinare, sulla base
della legislazione cantonale, una prestazione sociale cantonale.

 

                                         Di conseguenza l’Ufficio
convenuto, non avendo violato nessuna norma di diritto, nemmeno ha
contravvenuto al principio del divieto dell'arbitrio, contrariamente a quanto
asserito dalla ricorrente (cfr. doc. I pag. 3). 

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, in effetti, un provvedimento è arbitrario e viola quindi l'art. 9 Cost. unicamente qualora
disattenda gravemente una regola di diritto o un principio giuridico chiaro e
indiscusso o contraddica in modo urtante il sentimento di equità. La violazione
deve essere manifesta e riconoscibile di primo acchito. Non è ravvisabile
arbitrio per il solo fatto che appaia concepibile o persino preferibile una
soluzione diversa. Infine un provvedimento deve essere annullato solo se è
arbitrario nel suo risultato, ma non quando solo i suoi motivi siano
insostenibili, oppure ove esso non è motivato (cfr. DTF 129 I 9 consid. 2.1, 58
consid. 4; DTF 124 V 137 consid. 2b; STFA del 27 gennaio 2005 nella causa T., H
315/03, consid. 7.1.).

 

                               2.9.   Per quanto
attiene alle ulteriori poste del calcolo effettuato dall’USSI (cfr. doc. B),
occorre indicare che correttamente non sono state considerate le imposte
personali della ricorrente e del convivente, ammontanti a fr. 40.--
complessivi.

 

                                         In
effetti, come esposto sopra (cfr. consid. 2.6.), una delle deroghe contemplate
dall’art. 22 Las in relazione alla spesa vincolata di cui all’art. 8 Laps
concerne le imposte, le quali sono escluse dal conteggio.

 

                                         In
proposito va comunque osservato che gli art. 245-246 LT prevedono delle
facilitazioni di pagamento dell’imposta, qualora il relativo versamento
costituisca un grave rigore per il debitore, e il condono della stessa, nel
caso in cui il contribuente sia caduto nel bisogno.

                                                                               Al riguardo è utile precisare che l’art. 22 cpv. 2 del
Regolamento della legge tributaria enuncia che per le decisioni di condono si
applicano per analogia i criteri stabiliti dall’ordinanza federale concernente
l’esame delle domande di condono dell’imposta federale diretta. 

                                         Secondo
l’art. 9 cpv. 1 dell’ordinanza concernente l’esame delle domande di condono
dell’imposta federale diretta esiste
una situazione di bisogno quando l’intero importo dovuto è sproporzionato alla
capacità finanziaria del contribuente. Si ha in particolare una sproporzione
per le persone fisiche, quando il debito fiscale, nonostante la riduzione del
tenore di vita al minimo d’esistenza, non può essere completamente estinto
entro un termine ragionevole.

                                                     Il cpv. 2 dell’art. 9 prevede, poi, che esiste in ogni caso una situazione di bisogno quando un contribuente
non dispone né di reddito né di
sostanza, oppure quando i poteri pubblici devono assumere il suo mantenimento e quello della famiglia.

 

                                         Per
inciso va inoltre rilevato che dal Messaggio del 25 ottobre 2005 n. 5723
relativo alla modifica della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps) emerge che il Consiglio di Stato
ha proposto di abrogare l’art. 8 cpv. 1 lett. j Laps (cfr. Messaggio del 25
ottobre 2005 n. 5723, p.to 2.4.4.).

 

                             2.10.   L’Ufficio
convenuto ha poi a ragione computato, a titolo di spesa per l’alloggio, l’importo
di fr. 18'000.-- (cfr. doc. A; 4).

 

                                         Come
visto (cfr. consid. 2.6.), l’art. 9 Laps, al quale rinvia l’art. 22 Las,
prevede che la spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo, nel caso di
unità di riferimento composte da più di due persone come quella dell’assicurata
- composta della stessa, dal convivente e dal loro figlio __________ -, pari
all’importo riconosciuto dalla LPC per i coniugi maggiorato del 20%, ossia a
fr. 18’000.-- (fr. 15’000.-- + 20% di fr. 15’000.--).

 

                                         Ai sensi
dell’art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali:

 

" 
La spesa per l'alloggio è definita come segue:

       
a)                                                                      per
l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.

       
b)                                                                      per il
proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15%
per le spese accessorie."

 

                                         Nell’evenienza
concreta la pigione netta è di fr. 24’000.-- (cfr. doc. 21) che, maggiorata del
15% per le spese accessorie, corrisponde a una spesa per l’alloggio di fr.
27’600.--.

                                         Tale
importo è superiore a quello massimo riconosciuto di fr. 18’000--, per cui va
conteggiato unicamente l’ammontare massimo di fr. 18'000.--.

 

                             2.11.   La
ricorrente, il 13 aprile 2006, ha trasmesso la diffida di pagamento del 3
aprile 2006 emessa dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG relativa
ai contributi personali per il primo trimestre del 2006 (cfr. doc. VII).

 

                                         L’USSI ha
indicato che l’importo corrispondente al contributo alle assicurazioni sociali
di fr. 425.-- (importo annuo dovuto da assicurati senza attività lucrativa) non
è conteggiato, ma, nel caso in cui si giustificasse l’intervento assistenziale,
sarebbe riconosciuto con versamenti trimestrali per garantire l’effettivo
pagamento alla cassa cantonale di compensazione (cfr. doc. III pag. 3).

 

                                         A favore
del computo dell’ammontare degli oneri sociali nel calcolo della prestazione
assistenziale va menzionato l’art. 22 Las, che per la spesa vincolata fa
riferimento all’art. 8 Laps, e che non enuncia alcuna deroga in merito al computo
o meno dei contributi sociali (cfr. consid. 2.6.).

                                         L’art. 8
cpv. 1 lett. e Laps rinvia, infatti, all’art. 32 cpv. 1 lett. d LT, il quale
contempla, quali deduzioni, i versamenti, premi e contributi legali, statutari
o regolamentari per acquisire diritti alle prestazioni dell’assicurazione
vecchiaia, superstiti e invalidità, nonché delle istituzioni di previdenza
professionale. 

                                         Siccome
l’art. 22 Las non prevede eccezioni al riguardo, i contributi sociali
AVS/AI/IPG dovrebbero essere conteggiati anche nel calcolo della prestazione
assistenziale.

                                         Al
riguardo è utile rilevare che le direttive della COSAS quali spese prevedono
quelle destinate alla copertura dei bisogni primari, ovvero tutti i costi
correnti necessari alla conduzione dell’economia domestica. Inoltre le
direttive enunciano che deroghe a questa regola sono comunque possibili nel
quadro della legislazione cantonale o delle presenti norme e devono essere il
frutto di una decisione motivata da parte dell’autorità competente (cfr.
Direttive COSAS 2005 p.to B.I)

 

                                         L’art. 11
cpv. 2 LAVS contempla, però, la possibilità, analogamente a quanto previsto in
ambito fiscale (cfr. consid. 2.9.), di richiedere il condono del contributo
minimo se il relativo pagamento costituisce un onere troppo grave per
l’assicurato, previa consultazione dell’autorità designata dal Cantone di
domicilio. Il Cantone di domicilio paga il contributo minimo per questi
assicurati. I Cantoni possono fare contribuire i Comuni di domicilio al
pagamento di questo contributo.

                                         Questa
facoltà garantita dalla legge potrebbe legittimare l’operato dell’USSI
menzionato sopra, ossia il mancato computo dei contributi AVS/AI/IPG con
l’eventuale riconoscimento di versamenti trimestrali nel caso in cui la
ricorrente avesse diritto a una prestazione assistenziale.

 

                                         In casu
la questione di sapere se il contributo minimo AVS/AI/IPG debba o meno essere
considerato nel calcolo dell’assistenza sociale può, comunque, restare aperta.

                                         In
effetti anche conteggiando nelle spese computabili l’importo di fr. 425.--,
l’esito della vertenza non muterebbe, in quanto, come verrà esposto più
dettagliatamente in seguito, RI 1 non presenta una lacuna di reddito.

 

                             2.12.   Per quanto
concerne la soglia di intervento (cfr. consid. 2.5.), essa, nell’ambito delle prestazioni
assistenziali, non corrisponde a quella relativa alle prestazioni regolate
dalla Laps.

 

                                         L’art. 19
Las prevede, infatti, che per le prestazioni assistenziali la soglia di
intervento viene definita in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10
Laps; consid. 2.5.).

                                         Quest’ultima
fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI, mentre la soglia di intervento per le prestazioni
assistenziali si fonda sulle disposizioni emesse dalla Conferenza svizzera
delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS).

 

                                         Nel caso
di specie la soglia di intervento dell’unità di riferimento della ricorrente -
composta da tre persone - nel regime della Las è pari, per il 2005, a fr. 1'886.--
mensili (cfr. consid. 2.5.) - come peraltro riconosciuto dall’amministrazione
(cfr. doc. A) -, ossia a fr. 22'632.-- annui. 

                                         Per il
regime Laps, per contro, essa corrisponde a fr. 31'810.-- (cfr. STCA del 6
marzo 2006 inc. 42.2005.8 consid. 2.13.).

 

                             2.13.   Quale
partecipazione al premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie
l’USSI nel calcolo di cui alla decisione formale dell’11 gennaio 2006 ha tenuto
conto di un importo mensile di fr. 588.-- (cfr. doc. B; consid. 1.1.).

 

                                         La
ricorrente ha asserito di non avere mai ricevuto un sussidio di fr. 588.--
(cfr. doc. V).

 

                                         Come già dettagliatamente
esposto nella sentenza del 8 marzo 2006 (inc. 42.2005.8 consid. 2.11.), visto
che __________ e __________ beneficiano di una prestazione complementare, il
loro premio lordo della cassa malati è versato direttamente dal Cantone
all’assicuratore malattia ed è finanziato in parte dai sussidi nell’assicurazione
sociale contro le malattie e in parte attraverso l’Ordinanza relativa all’aumento
dei limiti di reddito a seguito dell’ introduzione di una riduzione di premi
nella LAMal, del 13 settembre 1995 (cfr. art. 3 LAPC; 41 LCAMal).

 

                                         Tra le
spese computabili è stato considerato il premio medio ponderato della cassa
malati __________ per la ricorrente, il convivente e __________ di complessivi
fr. 7'964.-- ((fr. 3'524.-- x 2 + fr. 916.--; cfr. doc. XIII inc. 42.2005.8; al
riguardo cfr. STCA del 6 marzo 2006, 42.2005.8 consid. 2.11.).

                                         Si è
tenuto conto del premio medio ponderato, in quanto lo stesso è inferiore alla
quota media cantonale ponderata per il 2005, corrispondente, per due adulti e
un ragazzo minore di 18 anni, a complessivi fr. 8’420.-- (fr. 3'730.-- X 2 +
fr. 960.--; cfr. Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per
l’applicazione delle riduzioni individuali di premio nell’assicurazione sociale
malattie per l’anno 2005).

                                         Infatti a
titolo di premio della cassa malati non va considerato il premio effettivo a
carico di un assicurato, bensì il premio medio ponderato relativo alla cassa
malati in questione, fino al limite massimo previsto dalla quota cantonale
media ponderata. Dal Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 relativo alla modifica
della Laps emerge che tale soluzione ha un’incidenza minima sul calcolo del
reddito disponibile residuale, ma comporta un vantaggio amministrativo
importante, nel senso che il valore standardizzato del premio, che cambia una
volta all’anno viene immesso automaticamente (cfr. Messaggio n. 5221 pag. 13;
STCA del 27 aprile 2005 nella causa R., 39.2004.11, consid. 2.12.).

 

                                         Siccome,
da un lato, è stato conteggiato il premio medio ponderato complessivo
dell’unità di riferimento, e dall’altro, il premio di __________ e di __________,
percependo una prestazione complementare, è versato dal cantone alla cassa
malati, a titolo di sussidi va, in primo luogo, computato, per il convivente e
il figlio, un importo pari al loro rispettivo premio medio ponderato
conteggiato, ovvero fr. 3'524.-- annui per il signor __________ e fr. 916.--
per __________.

                                         In tal
modo gli importi dei premi di __________ e __________ vengono annullati dai
rispettivi e identici sussidi considerati nel calcolo, come effettuato
dall’Ufficio delle misure attive per il calcolo dell’indennità straordinaria di
disoccupazione e confermato da questa Corte con la sentenza del 6 marzo 2006.

                                         In
secondo luogo, va tenuto conto dell’ammontare attinente al sussidio della
ricorrente, pari a fr. 1'875.-- annui (cfr. doc. 29).

 

                                         Globalmente,
dunque, quale partecipazione al premio della cassa malati, va computata la
somma di fr. 6'315.-- annui (fr. 3'524.-- + fr. 916.-- + fr. 1'875.--), e
meglio fr. 526.-- al mese e non, per contro, l’importo di fr. 588.-- mensili conteggiato
dall’USSI (cfr. doc. A).

                                         

                             2.14.   RI 1 sostiene
di dovere far fronte al pagamento delle fatture dell’elettricità e del
telefono, nonché alla spesa per la responsabilità civile dell’automobile. Essa
ha inoltre asserito che il signor __________ deve farsi carico di costi legati
ai propri disturbi di salute e di quelli afferenti agli alimenti e al diritto
di visita dei figli nati dal matrimonio con __________, con particolare
riguardo alla figlia affetta da celichia e diabete (cfr. doc. I; V).

 

                                         Preliminarmente
va osservato che ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. d Laps nella spesa
computabile vanno considerati gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c
LT, e meglio gli alimenti versati al coniuge divorziato o separato legalmente o
di fatto, nonché gli alimenti versati a un genitore per i figli sotto la sua
autorità parentale.

                                         Dall’istruttoria
relativa all’inc. 42.2005.8 è però emerso che il convivente della ricorrente
non è tenuto al pagamento di contributi alimentari nei confronti della moglie, __________
e dei figli nati da questo matrimonio (cfr. STCA del 6 marzo 2006 consid.
2.12.).

                                         Di
conseguenza a tale titolo non va computato alcunché nel conteggio volto a
stabilire se l’insorgente ha diritto o meno a una prestazione assistenziale.

 

                                         I costi
relativi all’elettricità e al telefono sono poi già compresi nell’importo
relativo alla soglia di intervento (cfr. Direttive COSAS 2005 p.to B.2.1).

                                         Pertanto
agli stessi va fatto fronte con questo ammontare (cfr. consid. 2.12).

 

                                         Le
restanti spese invocate dalla ricorrente per la RC dell’autovettura, i
disturbi di salute del convivente, quelli connessi al diritto di visita di
quest’ultimo e la malattia della figlia non sono previste quale spesa
computabile né dalla Las, né dalla Laps (cfr. consid. 2.6.).

 

                                         A tale
proposito è utile rilevare che i redditi computabili e le spese computabili -
queste ultime costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio -
agli art. 22 Las e 6, 8 e 9 Laps (cfr. consid. 2.6.), sono elencati in modo
esaustivo. 

                                         Di
conseguenza, una volta conteggiate tali voci nel calcolo della prestazione
assistenziale, non è possibile computarne altre non previste dalla Las e dalla
Laps.

                                         A
eventuali ulteriori costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla
lista esaustiva delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite
l’importo della soglia di intervento, analogamente a quanto avviene per le PC,
con l’ammontare destinato a coprire il fabbisogno minimo (in particolare:
vestiti, vitto, mobilio, telefono e tasse telefoniche, acqua, luce, ecc.;cfr.
E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht
(SBVR), Basilea 1998).

 

                                         Abbondanzialmente,
per quanto concerne i costi generati dai disturbi di salute del signor __________
e di sua figlia - entrambi beneficiari di prestazioni complementari -, va
rilevato, come già segnalato nella sentenza del 6 marzo 2006 (inc. 42.-2005.8
consid. 2.12.), che secondo l’art. 3 LPC le prestazioni complementari
comprendono, oltre alla PC annua versata ogni mese, il rimborso delle spese di
malattia e invalidità, quali segnatamente aiuto, cure e assistenza a domicilio,
dieta e partecipazione alle spese giusta l’art. 64 LAMal (cfr. art. 3 lett. b;
3d cpv. 1 LPC; 6 OMPC.). La franchigia a carico degli assicurati va considerata
quale spesa di malattia (cfr. Direttive concernenti le PC all’AVS/AI - DPC – emesse
dall’UFAS, Stato: 1.1.2006, n. 5035).

                                         In
effetti agli atti risulta una decisione del 15 dicembre 2005 della Cassa
cantonale di compensazione AVS, Servizio prestazioni complementari e assegni
familiari con cui a __________ è stato riconosciuto l’importo di fr. 228.--
quale rimborso delle spese di malattia (cfr. doc. 40).

 

                             2.15.   Alla luce di
tutto quanto esposto, i redditi computabili della ricorrente, calcolati su un
anno, sono costituiti dalla rendita AI percepita dal suo convivente, inclusa la
rendita completiva per __________, di fr. 18'876.-- (cfr. consid. 2.8.), dalla
prestazione complementare per __________ e __________ di fr. 22'992.-- (cfr.
consid. 2.8.) e dal reddito della sostanza di fr. 7.-- (cfr. doc. A).

                                         Globalmente
essi ammontano a fr. 41'875.--.

                                         La
sostanza computabile risulta nulla, in quanto inferiore alla deduzione di fr.
22'000.-- prevista all’art. 22 lett. a cfr. 2 Las (cfr. doc. A; consid. 2.6.).

 

                                         Le spese
computabili sono, invece, composte, dal premio della cassa malati di fr.
7'964.--(cfr. consid. 2.13.) e dalla spesa per l’alloggio di fr. 18'000.--
(cfr. consid. 2.10.).

 

                                         Anche
aggiungendo alle stesse l’importo di fr. 425.-- concernente i contributi alle
assicurazioni sociali, come visto sopra (cfr. consid. 2.11.), l’esito della
vertenza non muterebbe.

 

                                         Infatti,
in tale caso, esse complessivamente corrisponderebbero a fr. 26'389.--.

                                         Di
conseguenza il reddito disponibile residuale annuo (cfr. art. 5 Laps; consid.
2.6.) della ricorrente ammonterebbe a fr. 15’486.-- (redditi computabili di fr.
41'875.-- - spese computabili di fr. 26'389.--).

 

                                         La soglia
di intervento per il 2005 della famiglia di RI 1 è poi pari a fr. 1'886.-- al
mese, e meglio fr. 22'632.-- annui (cfr. consid. 2.12.). 

 

                                         Come
visto, hanno diritto alla prestazione assistenziale ordinaria coloro il cui
reddito disponibile residuale, sommato alle prestazioni sociali di complemento effettivamente
percepite sulla base della Laps, non raggiunge la soglia di intervento (cfr.
art. 18 Las; consid. 2.5.).

 

                                         In casu,
i sussidi della cassa malati ammontano a fr. 6'315.-- (cfr. consid. 2.13.). 

 

                                         Inoltre
l’insorgente percepisce a favore del figlio __________ un assegno integrativo
di fr. 688.-- al mese, corrispondenti a fr. 8'256.-- annui (cfr. doc. A, V).

 

                                         In simili
condizioni, risulterebbe un’eccedenza di fr. 7'425.-- (fr. 22’632.-- - fr.
15’486.-- - fr. 6'315.-- - 8'256.--), ossia di fr. 619.—mensili.

                                         Pertanto
la ricorrente, anche computando nel calcolo della prestazione assistenziale gli
oneri sociali minimi di fr. 425.-- annui, non presenterebbe una lacuna di
reddito Las. 

 

                                         RI 1 non
ha, conseguentemente, diritto a una prestazione assistenziale a decorrere dal
mese di dicembre 2005, come deciso dall’Ufficio convenuto.

 

                             2.16.   La
ricorrente, con il ricorso, ha chiesto al TCA di richiamare tutti gli incarti
AI e della prestazione complementare di __________, dall’Ufficio del sostegno
sociale il proprio incarto e quello del convivente, dalla Pretura di __________
l’incarto __________ relativo al signor __________ e infine dalla CTR __________
gli incarti attinenti a __________, a __________ e ai loro figli (cfr. doc. I).

                                      

                                         Questa
Corte rileva innanzitutto che l'incarto dell’USSI concernente la ricorrente è
parte integrante delle tavole processuali.

 

                                         Sulla
base della documentazione agli atti, è, poi, stato sufficientemente chiarito
che RI 1 non ha diritto a una prestazione assistenziale.

 

                                         Di
conseguenza la richiesta della ricorrente concernente il richiamo dei citati
documenti deve essere respinta.

                                         A tale
proposito va rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato
(valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove
(cfr. SVR 2003 IV Nr. 1; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01 consid.
4; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio
2002 nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H
299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre
2001 nella causa P., U 82/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre
1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio
1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212;
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). 

 

                             2.17.   Per quanto
riguarda le obiezioni formulate da RI 1 e dal signor __________ in merito al
fatto che gli stessi, a seguito del diniego del diritto della ricorrente di
percepire una prestazione assistenziale, hanno dovuto costituire due economie
domestiche distinte (cfr. doc. V), il TCA si limita a rilevare che dalle tavole
processuali si evince, in primo luogo, che effettivamente dal 1° maggio 2006
essi vivono in due appartamenti separati a __________. Con la ricorrente vive
inoltre il figlio __________. In secondo luogo, che i due appartamenti sono
comunque siti nel medesimo stabile e sullo stesso piano (cfr. doc. C0, C00; X).

 

                                         In simili
circostanze, occorre concludere che è stata trovata una soluzione di
compromesso che non pregiudica i rapporti tra la ricorrente e il signor __________,
rispettivamente quelli di __________ con suo padre. Anche dal profilo dello
stato di salute di __________ e dell’esercizio del suo diritto di visita nei
confronti dei figli nati dal matrimonio con __________, tale sistemazione
permette a quest’ultimo di poter contare per ogni evenienza sulla vicinanza
della compagna.

 

                                         Inoltre
questa Corte constata che la __________, il 24 marzo 2006, ha riconosciuto a __________
il versamento della cauzione del nuovo appartamento a __________ e il
pagamento, su presentazione della relativa fattura, del trasloco da __________
a __________ per un importo di fr. 1'500.-- (cfr. doc. V, C4), mentre l’USSI,
il 30 marzo 2006, ha accordato alla ricorrente una prestazione speciale di fr.
3'750.-- a titolo di cauzione in relazione al trasferimento nell’appartamento a
__________ (cfr. doc. C1, C8).

 

                                         La
ricorrente, con scritto del 4 aprile 2006, ha contestato che la cauzione presa
a carico dell’USSI debba essere da lei restituita (cfr. doc. V; C8). 

                                         Ciò,
tuttavia, concerne la decisione dell’USSI del 30 marzo 2006 che non è oggetto
della presente vertenza. Pertanto il TCA non può chinarsi su tale problematica.

                                         In
proposito va evidenziato che la giurisprudenza del TFA ha stabilito che
l'oggetto della lite è il rapporto giuridico che - nell'ambito dell'oggetto
della contestazione determinato dalla decisione - costituisce, sulla base delle
conclusioni del ricorso, l'oggetto della decisione effettivamente impugnata
(cfr. DTF 125 V 413 consid. 1b e 2 = SVR 2001 IV Nr. 27 pag. 83; DTF 131 V 164
consid. 2.1.; STFA del 19 luglio 2004 nella causa F., U 222/03).

 

                                         Questa
Corte nemmeno può pronunciarsi sulla circostanza sollevata da RI 1 il 17 maggio
2006, ossia che l’USSI non le avrebbe finora fornito alcuno dei mobili dalla
stessa richiesti (cfr. doc. X). 

                                         L’Ufficio
convenuto non ha, in effetti, ancora emesso un provvedimento in merito. 

                                         L'autorità
di ricorso può pronunciarsi su un determinato oggetto solo in presenza di una
decisione su reclamo emessa dall’Ufficio competente (cfr. SVR 2005 AHV N. 9;
DTF 130 V 388; SVR 2003 EL nr. 2; STFA del 23 dicembre 2003 nella causa M., C.,
E., F., R., U 105/03, consid. 4; STFA del 19 novembre 2003 nella causa A., U
355/02, consid. 3; RAMI 2001 pag. 36; DTF 125 V 413=SVR 2001 IV Nr. 27; DTF 118
V 313; DTF 110 V 51 consid. 3b, DTF 105 V 276 consid. 1, DTF 104 V 180, DTF 102
V 152, STFA 23 marzo 1992 in re G.C., STCA 4 maggio 1992 in re G.V.; Gygi,
Bundesverwaltungrechtspflege, pag. 44 in fine).

 

                                         Il TCA ha
comunque appurato telefonicamente il 23 maggio 2006 presso l'USSI, che sono in
corso accertamenti per prendere una decisione su questo punto.

 

                             2.18.   RI 1, nel
ricorso, ha postulato l’ammissione all’assistenza giudiziaria e al gratuito
patrocinio dinanzi al TCA (cfr. doc. I). 

 

                                         Secondo
l’art. 13 Lag l’assistenza giudiziaria in senso lato si estende alla dispensa,
totale o parziale, dal pagamento delle tasse di giustizia e delle spese,
all’anticipazione, totale o parziale, da parte dello Stato delle spese di prova
cui è ammessa la persona richiedente e all’ammissione, totale o parziale, al
gratuito patrocinio.

 

                                         Per quanto riguarda le spese, il TCA ricorda che secondo l'art. 20
cpv. 1 della legge di procedura per i ricorsi al Tribunale cantonale delle
assicurazioni (LPTCA) la procedura è per principio gratuita. 

                                         Di
conseguenza nella misura in cui concerne la dispensa dal pagamento delle spese
giudiziarie, la domanda di assistenza giudiziaria della ricorrente è in ogni
caso priva di oggetto (cfr. STFA del 19 aprile 2006 nella causa L., U 364/04,
consid. 5.1.;  STFA del 13 aprile 2006 nella causa G., B 45/05, consid. 7.1.;
STFA 1° luglio 2003 nella causa T., U 176/02, consid. 6.1.).

 

                                         Relativamente
alla domanda di gratuito patrocinio, va osservato che RI 1 non è patrocinata da
un legale.

                                         Pertanto,
a prescindere dall’adempimento o meno dei requisiti per essere posta al
beneficio del gratuito patrocinio (cfr. art. 3, 14 Lag), la sua richiesta deve
essere respinta.

                                         Al
riguardo è utile segnalare che il TFA in una sentenza del 12 gennaio
2006 nella causa A., I 501/05, destinata alla pubblicazione nella Raccolta
ufficiale, ha stabilito che il gratuito patrocinio non solo è limitato ad
avvocati iscritti in un registro cantonale, ad esclusione di quelli alle
dipendenze di un servizio giuridico, per la procedura dinanzi al TFA, bensì
anche per quella davanti all’amministrazione.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   L'istanza
tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito
patrocinio, in quanto ricevibile, è respinta.

 

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 4.-   Intimazione
alle parti.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti