# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4a92dbf7-2c5a-5182-8335-2508b33ea969
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-10-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 24.10.2022 52.2022.142
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2022-142_2022-10-24.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2022.142

   

  	
  Lugano

  24
  ottobre 2022    

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia Verzasconi, presidente,

  Matteo Cassina, Fulvio Campello

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Elisa Bagnaia

  

 

 

statuendo sul ricorso del 9 maggio
2022 di

 

 

	
   

  	
  RI
  1   

  patrocinato
  da: PA 1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 22 marzo 2022 della Commissione di
  vigilanza per l'applicazione della legge sull'esercizio della professione di
  impresario costruttore e di operatore specialista nel settore principale
  della costruzione del 1° dicembre 1997 (LEPICOSC; RL 705.500), con la quale è
  stata inflitta all'insorgente una multa di fr. 10'000.-;

  

 

 

ritenuto,                         in
fatto

 

A.   RI 1 è titolare,
unitamente alla moglie, della P__________ SA, società proprietaria del fondo n.
__________ di __________ sul quale, da marzo 2021, era in corso l'edificazione
di una nuova abitazione plurifamiliare (composta da sei appartamenti). 

Il costo complessivo
dell'opera indicato nella domanda di costruzione ammonta ad oltre fr. 800'000.-
e con la notifica di inizio dei lavori trasmessa all'autorità comunale il 22
febbraio 2021 è stato indicato che i lavori da capomastro erano stati affidati
alla F__________ SA, di __________, ditta iscritta all'albo delle imprese di
costruzione.

B.   Il 20 settembre 2021,
su segnalazione dell'Ufficio tecnico del Comune di __________, la Commissione
paritetica cantonale dell'edilizia e del genio civile (CPC) ha esperito un
controllo sul predetto cantiere durante il quale è stata rilevata la presenza
di RI 1 e di un suo dipendente, intenti ad eseguire il cassero per l'elevazione
di un muro portante; nessun lavoratore della F__________ SA era presente. RI 1
ha dichiarato alla CPC di essere indipendente e di aver assunto il suddetto
operaio quale tutto fare; ha altresì affermato di aver eseguito i muri
principali con l'ausilio della F__________ SA, ditta - a suo dire -
principalmente incaricata della costruzione. 

Il 7 ottobre 2021 la Commissione di vigilanza per l'applicazione della legge
sull'esercizio della professione di impresario costruttore e di operatore
specialista (CV-LEPICOSC) ha eseguito anch'essa un controllo su questo cantiere.
Constatato il cartello della ditta F__________ SA esposto all'esterno del fondo,
essa ha rilevato la presenza dei medesimi due lavoratori di cui al controllo
della CPC, RI 1 e il suo dipendente, intenti ad eseguire una muratura in cotto.
In quell'occasione RI 1 ha dichiarato che l'impresa di costruzioni responsabile
per il cantiere in oggetto era la F__________ SA, la quale - a suo dire - si
era occupata dello scavo e di alcune opere edili e sarebbe stata incaricata di
ulteriori lavori durante la sistemazione esterna; da parte sua invece, in
qualità di proprietario del fondo, avrebbe eseguito, con l'aiuto del suo
dipendente, alcune opere edili.

Dopo aver accertato che la F__________ SA era effettivamente stata indicata
all'autorità comunale quale impresa di costruzione incaricata delle opere da
capomastro, considerata l'esecuzione di lavori soggetti alla LEPICOSC da parte
di persone non autorizzate, il 22 ottobre 2021 la CV-LEPICOSC ha notificato a RI
1 l'avvio di un procedimento disciplinare e, preso atto delle osservazioni da
questi inoltrate, con risoluzione del 22 marzo 2022 gli ha inflitto una multa
di fr. 10'000.- per violazione dell'art. 4 LEPICOSC, per aver eseguito
importanti lavori edili senza essere riconducibile ad una ditta iscritta
all'albo. 

C.   Contro tale pronuncia RI
1 insorge ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo chiedendone
l'annullamento. In estrema sintesi, egli contesta di aver violato i disposti
della LEPICOSC e lamenta che la multa inflittagli sarebbe manifestamente
sproporzionata rispetto ai fatti constatati.

D.   All'accoglimento del
ricorso si oppone la CV-LEPICOSC, le cui osservazioni verranno, per quanto
necessario, riprese in seguito.

E.   In sede di replica e
di duplica le parti hanno ulteriormente sviluppato le loro contrapposte
argomentazioni, riconfermandosi nelle rispettive domande di giudizio.

 

 

Considerato,                in
diritto

 

1.    La competenza
del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 17a LEPICOSC. La
legittimazione attiva dell'insorgente, destinatario della decisione impugnata
(art. 65 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre
2013; LPAmm; RL 165.100), nonché la tempestività del gravame (art. 16 cpv. 1 e
art. 68 cpv. 1 LPAmm), sono certe. Lo
stesso è dunque ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti,
senza istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm).

 

 

2.    2.1. Giusta
l'art. 3 LEPICOSC, a garanzia del corretto esercizio delle rispettive attività
è istituito un albo delle imprese di costruzione e degli operatori specialisti.
L'iscrizione all'albo abilita le imprese di costruzione e gli operatori
specialisti all'esecuzione dei lavori nei rispettivi campi di attività (art. 4
cpv. 1 LEPICOSC). Non soggiace all'applicazione della LEPICOSC l'esecuzione di
lavori, a titolo professionale, di modesta importanza o particolarmente
semplici che possono essere eseguiti anche da persone senza particolari
conoscenze nel ramo della costruzione e senza l'ausilio di attrezzature
importanti (art. 4 cpv. 2 LEPICOSC). Sono
considerati di modesta importanza i lavori i cui costi preventivabili non
superano l'importo di fr. 30'000.-; per gli operatori specialisti questo limite
è fissato a fr. 10'000.- (art. 4 cpv. 3 LEPICOSC). Dall'art. 6 LEPICOSC,
il quale disciplina gli obblighi delle imprese di costruzione e degli operatori
specialisti, emerge chiaramente che la legge si ripropone di imporre un minimo
di requisiti professionali, onde garantire il rispetto degli ordinamenti
edilizi e della legislazione ambientale (lett. a), delle norme a tutela della
sicurezza sul cantiere (lett. b), delle disposizioni di legge sul lavoro e sui
contratti collettivi di lavoro (lett. c), delle prescrizioni che disciplinano
l'assunzione e l'impiego di lavoratori stranieri non domiciliati (lett. d)
nonché l'adempimento degli obblighi in materia di contributi sociali e di
determinati obblighi fiscali (lett. e - f; cfr. Messaggio del 30 agosto 1988
[n. 3344] del Consiglio di Stato concernente
la legge sull'esercizio della professione di impresario costruttore; STF
2P.196/1999 del 13 marzo 2000 consid. 3 c/bb). L'esecuzione dei lavori non può
essere suddivisa in lotti al fine di sottrarli all'assoggettamento (art. 8 cpv.
2 RLEPICOSC). La violazione delle disposizioni della LEPICOSC è punita
dalla CV-LEPICOSC con l'ammonimento, la multa fino a fr. 100'000.- o la
radiazione dall'albo (art. 16 cpv. 1 LEPICOSC). Il contravventore è punibile indipendentemente dal fatto che egli
abbia agito in qualità di committente, di progettista, di direttore dei lavori,
di appaltatore principale oppure di subappaltatore (art. 16 cpv. 3 LEPICOSC).

2.2. Dai materiali legislativi concernenti la legge sull'esercizio della
professione di impresario costruttore, la cui prima versione risale al 1989,
emerge che tali norme sono state volute per ovviare
alla problematica delle insufficienti qualifiche professionali e morali
delle imprese di costruzione attive nel settore dell'edilizia pubblica e
privata, imponendo dei requisiti professionali minimi al fine di tutelare la
collettività e i singoli cittadini dai pericoli derivanti, segnatamente, da
opere non eseguite a regola d'arte. Per ovviare ad un'incontrollata
proliferazione di imprese senza la benché minima preparazione tecnica o
organizzativa, assolutamente inidonee ad operare, è quindi stato introdotto un
albo delle imprese ed è stato stabilito che solo le imprese ivi iscritte
avrebbero potuto eseguire lavori edili di sopra e sottostruttura, eccezion
fatta per i lavori di modesta importanza e particolarmente semplici che
potevano essere eseguiti da persone senza conoscenze specifiche nel ramo delle
costruzioni (STF 2C_81/2014 dell'11 agosto 2014 consid. 4.2 e rinvii ivi
citati).

Ne discende che nell'ambito dell'esecuzione di opere la cui importanza, per
tipo d'intervento e di costo preventivabile globale, supera le soglie fissate
dalla legge, solo le imprese iscritte all'albo possono eseguire lavori edili e
del genio civile.

3.    3.1. Come
accennato in narrativa, il ricorrente contesta di aver violato la LEPICOSC, che
nemmeno sarebbe applicabile in specie. Egli sostiene anzitutto che la
CV-LEPICOSC non abbia dimostrato che la F__________ SA, impresa di costruzione
responsabile per il cantiere e regolarmente iscritta all'albo, non sarebbe
stata presente, anzi sarebbe dimostrato che la stessa ha eseguito opere edili
sul fondo in oggetto. Contesta poi di aver eseguito tutti i lavori previsti
dalla domanda di costruzione, ciò che sarebbe stato materialmente impossibile
per lui; egli avrebbe personalmente eseguito solo lavori di entità limitata, al
di sotto delle soglie previste dalla legge. Atteso che il fondo sul quale ha
effettuato le opere edili è a lui riconducibile, non vi sarebbe in specie
un'attività commerciale per terzi per cui sarebbe esclusa l'applicazione della
LEPICOSC. 

3.2. Anzitutto va rilevato che non v'è dubbio che i lavori in questioni, e
meglio l'edificazione a nuovo di un'abitazione plurifamiliare composta da ben
sei appartamenti, rientrino - sia per costo sia per importanza - nel campo di
applicazione della LEPICOSC. Considerato il divieto di suddividere in lotti
l'esecuzione dei lavori al fine di sottrarli all'applicazione della legge (art.
8 cpv. 2 RLEPICOSC), sebbene dal profilo organizzativo l'esecuzione di un
intervento edile possa essere affidato a più ditte, qualora si tratti di opere
che, nel loro insieme, per ampiezza e costo superano la soglia di legge, solo
le ditte iscritte all'albo possono effettuare i lavori da capomastro o da
operatore specialista (STA 52.2017.322 del 9 luglio 2018 consid. 4.3; per un
esempio riferito alla legge prima della revisione del 1° gennaio 2014: STA
52.2007.57 del 4 maggio 2007 consid. 3.2). 

Data l'importanza e l'ampiezza dei lavori, il cui costo complessivo supera in
specie gli fr. 800'000.-, una ditta non iscritta all'albo almeno quale
operatore specialista non poteva eseguire nessuna opera edile sul cantiere,
nemmeno parziale e neppure contenendo i costi al di sotto delle soglie di
legge, atteso che determinante per la LEPICOSC è il valore dell'intera opera. 

L'assoggettamento alla legge non è poi affatto escluso per il fatto che il
fondo in parola sarebbe riconducibile all'insorgente. In primo luogo, per onor
di precisione, egli non è proprietario del mappale n. __________ di __________,
bensì azionista insieme alla moglie della società proprietaria, la P__________
SA che, da quando indicato a Registro di commercio, si occuperebbe anche di costruzione
di immobili benché non sia iscritta all'albo LEPICOSC; l'intervento edile
d'altra parte concerne la costruzione di un complesso abitativo che - con ogni
verosimiglianza - è destinato alla messa a rendita. Ma ad ogni modo
l'applicazione della LEPICOSC non dipende affatto dall'esistenza di un'attività
commerciale per terzi come pare pretendere l'insorgente. Solo i lavori di
modesta importanza o particolarmente semplici che possono essere eseguiti anche
da persone senza particolari conoscenze nel ramo e senza l'ausilio di
attrezzature importanti, sfuggono al campo di applicazione della LEPICOSC
poiché solo per questo tipo di interventi si può giustificare che non venga
rigorosamente assicurata l'esecuzione da parte di ditte o persone che adempiono
i requisiti minimi posti dalla legge. La dicitura “a titolo professionale”
contenuta nell'art. 4 cpv. 2 LEPICOSC è pertanto da intendersi nell'ottica di
quanto sancito dall'art. 1 cpv. 1 LEPICOSC, ovvero riguardo al fatto di
eseguire lavori di edilizia e genio civile disponendo di un organico proprio e
facendo uso di attrezzature. L'esecuzione dei lavori soggetti alla LEPICOSC,
che non possono dunque essere qualificati di modesta importanza, è per
definizione preclusa a chi esercita a titolo non professionale e pertanto non
dispone né di una struttura organizzativa minima (uno o più lavoratori addetti
alla realizzazione di lavori edili), né fa uso di attrezzature. D'altronde,
visti gli scopi che la legge persegue, sarebbe del tutto illogico e contrario
al suo spirito assoggettare alla LEPICOSC i lavori importanti eseguiti da ditte
attive nel settore dell'edilizia e lasciare agire senza alcun controllo nelle
medesime circostanze persone che invece non posseggono la benché minima
preparazione tecnica in questo settore (cfr. STA 52.2017.319 del 9 luglio 2018
consid. 3.3).

In questo senso, occorre precisare quanto invero già segnalato nella STA
52.2017.319 del 9 luglio 2018 (consid. 3.3), e meglio che quanto affermato
nella propria decisione dalla CV-LEPICOSC - secondo cui è tollerato
l'intervento del proprietario di un fondo, non titolare di una ditta iscritta
all'albo, solo nel caso di un'abitazione primaria costruita senza scopo di
lucro (affitto o vendita a breve termine) e se la manodopera impiegata è parte
della stretta cerchia dei familiari - non può essere condiviso. Tali condizioni
non sono infatti desumibili dalla legge e pertanto non rivestono alcuna
rilevanza. L'unico criterio di distinzione per stabilire l'assoggettamento alla
LEPICOSC è l'importanza dei lavori, i quali al di sopra di una certa soglia di
complessità e di valore possono essere eseguiti esclusivamente da ditte
iscritte all'albo. Per definizione stessa della professione in esame (art. 1
cpv. 1 LEPICOSC), i lavori importanti non possono essere eseguiti da persone a
titolo non professionale.

3.3. Per tornare al caso in esame, RI 1 ha personalmente eseguito, con l'aiuto
di un dipendente, lavori edili nell'ambito di un intervento di rilevanti
dimensioni e di tutta evidenza assoggettato alla LEPICOSC. Durante entrambi i
controlli esperiti dalle autorità, nessun lavoratore riconducibile alla F__________
SA era presente in cantiere e l'insorgente stava eseguendo lavori che
necessitano dell'iscrizione all'albo almeno quale operatore specialista (casseratura
e murature in cotto, cfr. allegato alla LEPICOSC e rapporti di controllo della
CV-LEPICOSC del 7 ottobre 2021 e della CPC del 20 settembre 2021), ciò che
invero già è sufficiente a confermare la sua responsabilità. Dagli accertamenti
esperiti dall'autorità, inoltre, è emerso che la F__________ SA ha unicamente
eseguito, nel marzo 2021, i lavori di scavo su incarico della H__________ Sagl,
società di cui è gerente RI 1 e, anche questa, attiva quale impresa di
costruzioni benché non iscritta all'albo LEPICOSC. 

La F__________ SA, ammonita formalmente a non prestarsi quale prestanome con
decisione del 7 marzo 2022, ha segnalato che il cartello apposto sul cantiere
riportante il nominativo della ditta era stato lasciato per dimenticanza e
recuperato a seguito della segnalazione da parte della CV-LEPICOSC. Ora, al
momento dei controlli delle autorità, era già stata realizzata tutta la
struttura grezza dell'edificio (cfr. rapporti di controllo della CV-LEPICOSC
del 7 ottobre 2021 e della CPC del 20 settembre 2021), esclusa la soletta di
copertura, per cui - atteso che la F__________ SA afferma di aver eseguito
unicamente i lavori di scavo - l'insorgente, che dispone di due strutture
societarie attive quali imprese di costruzione e che - a suo dire - ha altresì
assunto a titolo indipendente un operaio tutto fare, ha di tutta evidenza eseguito
una parte più che considerevole dei lavori da capomastro per l'edificazione dell'abitazione
plurifamiliare in totale spregio ai disposti della LEPICOSC, segnatamente senza
essere iscritto all'albo delle imprese di costruzione e degli operatori
specialisti. 

4.    Accertato che l'insorgente
deve rispondere per la violazione dell'art. 4 LEPICOSC, considerato altresì che
egli sostiene che la sanzione risulta sproporzionata rispetto ai fatti
contestatigli, resta da verificare se la multa inflitta è adeguata alla gravità
dell'infrazione commessa, alla colpa ed alle condizioni personali del
trasgressore.

Innanzitutto va rilevata l'importanza dell'intervento edile eseguito sul mappale
__________ di __________ e il fatto che in definitiva il ricorrente ha
pressoché interamente costruito l'immobile senza disporre della necessaria
autorizzazione. Si tratta d'altronde di un edificio con sei appartamenti, di
proprietà di una società attiva - tra l'altro - pure nella gestione
immobiliare, il cui costo supera gli fr. 800'000.-, destinato con alta
verosimiglianza alla messa a rendita e di cui beneficiario è proprio il
ricorrente per il tramite delle sue società.

Dal profilo soggettivo va poi detto che, contrariamente a quanto sostenuto nel
ricorso, la colpa imputabile all'insorgente è senza ombra di dubbio rilevante. Premesso
che l'ignoranza della legge non protegge il singolo dal profilo della buona
fede (STA 52.2017.239 del 16 novembre 2018 consid. 3.1; Adelio Scolari, Diritto amministrativo, Parte generale, II
ed., Cadenazzo 2002, n. 652), è alquanto difficile pensare che il ricorrente
non fosse consapevole delle prescrizioni di legge volte a disciplinare l'attività
nel settore edilizio atteso d'altronde che egli è gerente e azionista di due
società attive proprio in questo ambito. Si rammenta poi che l'insorgente
rivestiva pure il ruolo di direzione dei lavori (cfr. notifica di inizio lavori
del 22 febbraio 2021), per cui, così come rimproverato alla F__________ SA,
egli doveva sapere che indicando la suddetta impresa di costruzioni senza
specificare che questa era incaricata unicamente dello scavo, stava così
raggirando i disposti legali, fornendo altresì all'autorità comunale
informazioni inveritiere che rischiavano di impedire al Comune di rilevare la
violazione della LEPICOSC, eventualità quest'ultima che - nella migliore delle
ipotesi - egli ha accettato. 

In siffatte circostanze, questo Tribunale ritiene quindi rettamente commisurata
alla gravità dell'infrazione ed alla colpa del trasgressore la multa di fr.
10'000.- inflitta all'insorgente.

5.    5.1. Stante tutto
quanto precede, il ricorso va pertanto respinto, con conseguente conferma della
decisione impugnata.

5.2. Dato l'esito, la tassa di giustizia è posta a carico del ricorrente, in
quanto soccombente (art. 47 cpv. 1 LPAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

decide:

 

1.   Il ricorso è
respinto.

 

 

2.   La tassa di
giustizia di fr. 1'200.-, già anticipata dal ricorrente, resta a suo carico.

 

 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110).

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                            La vicecancelliera