# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 23b8910c-e7b9-5eae-9ae4-5f5af53f4416
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-01-11
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Schuldbetreibungs- und Konkurskammer 11.01.2019 KSK 2016 46
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_003_KSK-2016-46_2019-01-11.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

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Rif.: Coira, 11 gennaio 2019 Comunicata per scritto il:
KSK 16 46 11 gennaio 2019

Decisione
Camera delle esecuzioni e dei fallimenti

Presidenza Michael Dürst
Giudici Brunner e Hubert
Attuario Rogantini

Nel reclamo in materia d'esecuzione e fallimento

di X._____,  reclamante, e X.1_____, reclamante, entrambi patrocinati dall'avv. 
Federica Tamburini e dalla MLaw [ora avv.] Valentina Viglezio, Studio legale e 
notarile Adriano Censi, Casella postale 5384, Piazza Cioccaro 8, 6901 Lugano,

contro

la sentenza del giudice unico del Tribunale distrettuale Maloja del 2 agosto 2016, 
comunicata lo stesso giorno, in re di Y._____, resistente, e di Y.1_____, resistente, 
entrambi patrocinati dall'avv. Elio Brunetti, Casella postale 5246, Via Curti 19, 6901 
Lugano, contro i reclamanti,

concernente sospensione dell'esecuzione ai sensi dell'art. 85 LEF,

è risultato:

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I. Fattispecie

A. Il 22 aprile 2004 X._____ e X.1_____ vendettero a Y._____ e Y.1_____ il 
foglio di proprietà per piani n. 24221, consistente in una quota di comproprietà di 
210/1000 del fondo base n. 694 del registro fondiario di O.1_____, con diritto 
esclusivo sull'appartamento n. 2 del condominio. Con contratto generale d'appalto 
sottoscritto il giorno precedente, gli acquirenti incaricarono i venditori di eseguire la 
riattazione 'chiavi in mano' del citato foglio per una mercede forfettaria di CHF 
160'850.00 (IVA inclusa), da pagare in ragione di CHF 78'850.00 entro il 30 maggio 
2004 e dei rimanenti CHF 82'000.00 entro 30 giorni dal collaudo delle opere.

B. Pagata la prima tranche e finiti i lavori, anche quelli supplementari, nacque un 
contenzioso tra le parti. X._____ e X.1_____ fecero spiccare dei precetti esecutivi 
presso l'Ufficio esecuzioni di Lugano nei confronti di Y._____ e Y.1_____ per 
l'importo di CHF 82'103.00 oltre interessi al 6% dal 14 dicembre 2004 (esecuzioni n. 
1121825-01 e 1121825-02). I debitori interposero opposizione.

C. Con azione di riconoscimento del debito del 14 marzo 2006 (act. TDM.II.3) 
X._____ e X.1_____ chiesero alla Pretura del Distretto di Lugano (n. inc. 
OA.2006.166):

1. La petizione 15 marzo 2006 dei signori X._____, Sala Capriasca e del 
signor X.1_____, O.1_____, è accolta.

§ I signori Y_____ e Y.1_____, O.1_____ sono, di conseguenza, 
condannati in solido a versare agli attori fr. 98'540.--, oltre interessi al 
6 % su fr. 82'103.-- dal 14.12.2004 e sulla differenza dalla data della 
petizione.

2. Le opposizioni ai precetti esecutivi no. 1121825-01 e no. 1121825-02 
dell'Ufficio Esecuzione di Lugano sono respinte in via definitiva.

3. Tasse e spese di giustizia, stabilite in fr..............., sono a carico dei 
convenuti in solido con l'obbligo di questi ultimi di rifondere, sempre in 
solido, agli attori l'importo di fr. 12'000.-- + IVA a titolo di ripetibili.

La pretesa di CHF 98'540.00 (oltre interessi), corrispondenti alla mercede residua 
concordata (CHF 82'000.00) e al pagamento di lavori supplementari effettuati, fu in 
seguito ridotta in sede di conclusioni sulla scorta di una perizia giudiziaria a CHF 
90'423.00 (sempre oltre interessi).

I committenti convenuti si opposero alla domanda degli attori, proponendo loro 
un'azione riconvenzionale fondata sulla garanzia dovuta dell'appaltatore per i difetti 
dell'opera in data 10 luglio 2006. Presentarono le seguenti richieste, senza far valere 
interessi alcuni (act. TDM.II.4):

I. SULLA PETIZIONE

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1. La petizione 15.03.2006 dei signori X._____ e X.1_____ contro Y_____ e 
Y.1_____ è integralmente respinta.

2. È fatto ordine all'UEF di Lugano di cancellare i PE n.ri 1121825-01 e 
1121825-02.

(subordinatamente:

I signori Y_____ e Y.1_____ sono autorizzati a far cancellare dall'UEF di 
Lugano i PE n.ri 1121825-01 e 1121825-02

3. Le tasse e spese di giustizia, stabilite in Fr. … … …, sono a carico degli 
attori, con obbligo di rifondere in solido ai signori Y_____ e Y.1_____ 
l'importo di Fr. 20'000.- + IVA a titolo di ripetibili.

II. IN VIA RICONVENZIONALE

1. La domanda riconvenzionale del 10.07.2006 è accolta.

§

Di conseguenza i signori Y._____ sono autorizzati a far eseguire tutte le 
riparazioni e la completazione delle opere lacunose non fatte eseguire dai 
signori X._____ e X.1_____ per l'immobile part.694 RFD O.1_____ e 
unità PPP 24221

§§

I signori dai signori X._____ e X.1_____ sono condannati a pagare in 
soldi ai signori Y.1_____ e Y._____ l'importo di Fr. ….

§§§

È accertata l'inesistenza di qualsiasi credito dei signori dai signori 
X._____ e X.1_____ nei confronti dei signori Y._____.

§§§§

I signori X._____ e X.1_____ sono obbligati ad allestire o far allestire a 
loro spese   ipiani di dettaglio dell'opera; rispettivamente 
(subordinatamente) a pagare un risarcimento per mancata esecuzione.

2. Protestate spese e ripetibili in Fr. 20'000.- + IVA

In sede di conclusioni i convenuti e attori riconvenzionali quantificarono l'importo 
preteso a titolo di rifusione dei costi da loro già sopportati e di minor valore a CHF 
35'642.00.

D. Con decisione del 2 aprile 2014 (act. TDM.II.1) il Pretore del Distretto di 
Lugano statuì quanto segue:

1. La petizione è parzialmente accolta e di conseguenza:

1.1. Y._____ e Y.1_____ sono condannati a pagare in solido a X._____ e 
X.1_____ la somma di fr. 89'023.- più interessi al 6% dal 14 dicembre 
2004 su fr. 82'000.- e dal 14 marzo 2006 su fr. 7023.-; 

1.2. le opposizioni interposte dai convenuti ai PE n. 1121825-01 e 1121825-
02 dell'UE di Lugano sono rigettate in via definitiva per fr. 82'103.- più 
interessi al 6% dal 14 dicembre 2004 su fr. 82'000.- e dal 14 marzo 2006 
su fr. 103.-.

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2. La tassa di giustizia dell'azione principale in complessivi fr. 3'500.-, le 
relative spese in fr. 300.-, nonché 1/3 delle spese peritali, da anticipare 
come di rito, sono a carico degli attori in solido per 1/10 e a carico dei 
convenuti in solido per 9/10. Sempre con vincoli di solidarietà i convenuti 
verseranno agli attori fr. 9'000.- (più IVA) per ripetibili ridotte.

3. L'azione riconvenzionale è parzialmente accolta e di conseguenza:

3.1. X._____ e X.1_____ sono condannati a pagare in solido a Y._____ e 
Y.1_____ la somma di fr. 7'900.60;

3.2. X._____ e X.1_____ sono condannati ad allestire e consegnare a 
Y._____ e Y.1_____ i piani delle opere in scala 1:50 corretti e completi.

4. La tassa di giustizia dell'azione riconvenzionale in complessivi fr. 3'500.-, 
le relative spese in fr. 300.-, nonché 2/3 delle spese peritali, da anticipare 
come di rito, sono a carico degli attori riconvenzionali in solido per 11/12 
e a carico dei convenuti riconvenzionali in solido per 1/12. Sempre con 
vincoli di solidarietà i primi verseranno ai secondi fr. 14'000.- (più IVA) per 
ripetibili ridotte.

5. Intimazione alle parti per il tramite dei rispettivi patrocinatori.

Per quanto attiene all'importo di cui all'azione, il primo giudice si tenne pienamente 
alla perizia, riconoscendo un saldo scoperto sulla mercede di appalto di CHF 
90'423.00. Questa somma fu ridotta tenendo conto di ulteriori "deduzioni contrattuali 
o giustificate" per complessivi CHF 1'400.00 ma senza prendere in considerazioni 
deduzioni per difetti. Il saldo riconosciuto ammontò perciò a CHF 89'023.00. Il primo 
giudice ponderò tuttavia più per esteso sulle rivendicazioni dei convenuti, Y._____ e 
Y.1_____, con il risultato che le loro pretese furono accolte unicamente nella misura 
in cui furono riconosciuti dei costi per ovviare ad alcuni difetti e il diritto a chiedere 
l'allestimento e la consegna di piani delle opere, per il resto invece furono respinte. I 
convenuti impugnarono la decisione mediante appello, chiedendo la reiezione 
integrale della petizione attorea e l'accoglimento integrale dell'azione 
riconvenzionale.

E. Con decisione del 24 novembre 2015 (act. TDM.II.2; n. inc. 12.2014.86), 
comunicata il 30 novembre 2015, la seconda Camera civile del Tribunale d'appello 
del Cantone Ticino giudicò quanto segue [evidenziamenti rimossi]:

1. L'appello 19 maggio 2014 di Y._____ e Y.1_____ è parzialmente accolto. 
Di conseguenza la sentenza 2 aprile 2014 della Pretura del Distretto di 
Lugano, sezione 2, invariati gli altri dispositivi, è così riformata:

3.1 X._____ e X.1_____ sono condannati a pagare in solido a Y._____ e 
Y.1_____ la somma di fr. 17'330.60.

4. La tassa di giustizia dell'azione riconvenzionale in complessivi fr. 
3'500.-, le relative spese in fr. 300.-, nonché 2/3 delle spese peritali, 
da anticipare come di rito, sono a carico degli attori riconvenzionali in 
solido per 10/12 e a carico dei convenuti riconvenzionali in solido per 

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2/12. Sempre con vincoli di solidarietà i primi verseranno ai secondi 
fr. 12'500.- (più IVA) per ripetibili ridotte.

2. Le spese processuali di appello di fr. 6'000.-, anticipate dagli appellanti 
per fr. 4'000.-, sono poste a loro carico, in solido, nella misura di 9/10 e 
sono poste a carico degli appellati, in solido, nella misura di 1/10. Gli 
appellanti sono inoltre tenuti a rifondere agli appellati fr. 4'400.- a titolo di 
ripetibili.

3. Notificazione: […]

L'aumento in sede d'appello – in accoglienza solo parziale di tal mezzo 
d'impugnazione – dell'importo già riconosciuto in parziale accoglimento dell'azione 
riconvenzionale in prima istanza fu pronunciato a titolo di risarcimento danni per 
minor valore commerciale nella misura di CHF 9'430.00. Esso fu riconosciuto 
malgrado l'esecuzione degli interventi di riparazione dell'immobile. Y._____ e 
Y.1_____ impugnarono questa decisione con ricorso in materia civile al Tribunale 
federale in data 11 gennaio 2016 (n. inc. 4A_15/2016). Con decreto del 22 gennaio 
2016, la Presidente della Corte adita ha negato l'effetto sospensivo al ricorso.

F. Nel frattempo, in vista della continuazione delle esecuzioni n. 1121825-01 e 
1121825-02 presso l'Ufficio esecuzioni di Lugano, X._____ e X.1_____ inoltrarono 
una richiesta di pignoramento all'Ufficio esecuzioni e fallimenti della Regione Maloja 
nei confronti degli acquirenti (esecuzioni n. _____ e _____; cfr. act. TDM.II.5), 
essendo questi apparentemente domiciliati ormai nel Comune di O.2_____ (art. 53 
LEF e contrario). In data 3 marzo 2016 ottennero il pignoramento della particella n. 
463 del registro fondiario di Arbedo-Castione di proprietà di Y._____ per un saldo di 
complessivi CHF 139'080.50 (=CHF 82'103.00 + CHF 55'853.85 di interessi + CHF 
349.50 di spese di pignoramento + CHF 273.70 di altre spese + CHF 500.00 di 
spese d'incasso) a carico di Y._____ e di complessivi CHF 138'781.05 (=CHF 
82'103.00 + CHF 55'853.85 di interessi + CHF 284.20 di spese di pignoramento + 
CHF 40.00 di altre spese + CHF 500.00 di spese d'incasso) a carico di Y.1_____ 
(act. TDM.II.6).

G. Il 10 maggio 2016 Y._____ e Y.1_____ presentarono all'allora competente 
Tribunale distrettuale Maloja [dal 1° gennaio 2017 sostituito dal Tribunale regionale 
Maloja] un'istanza di annullamento giudiziale dell'esecuzione ai sensi dell'art. 85 LEF 
e in subordine giusta l'art. 85a LEF con domanda di sospensione provvisoria delle 
esecuzioni n. _____ e n. _____ (act. TDM.I.1; n. inc. 135-2016-166). Le richieste 
erano le seguenti [evidenziamenti rimossi]:

I. In ordine

1.- L'istanza è accolta.

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§.- Di conseguenza le esecuzioni no. _____ e no. _____ pendenti presso 
l'Ufficio di esecuzione e fallimenti della Regione Maloja nei confronti 
dei Signori Y._____ e Y.1_____, Via_____ 19, O.2_____ sono 
provvisoriamente sospese sino alla decisione di questo Lodevole 
Tribunale.

2.- Protestate tasse, spese e ripetibili.

II. Nel merito

1.- L'istanza è accolta.

§.- Di conseguenza è accertata l'inesistenza del credito preteso dai 
Signori X._____, Strada _____ 5, O.3_____ e X.1_____, _____, 
O.1_____ relativo alle esecuzioni no. _____ e no. _____ pendenti 
presso l'Ufficio di esecuzione e fallimenti della Regione Maloja nei 
confronti dei Signori Y._____ e Y.1_____, Via_____ 19, O.2_____, 
limitatamente agli importi di Fr. 17'330.60 (da dedurre dall'importo di 
Fr. 82'000.-- posto in esecuzione dai creditori prima di procedere al 
calcolo dei relativi interessi), Fr. 633.35, Fr. 1'098.78 e Fr. 600.--; il 
credito residuo risultante dalle esecuzioni no. _____ e no. _____ 
pendenti presso l'Ufficio di esecuzione e fallimenti della Regione 
Maloja a carico dei Signori Y._____ e Y.1_____, Via_____ 19, 
O.2_____ ammonta pertanto, al giorno 14 aprile 2016, a Fr. 
106'477.78.

§§.- E' quindi fatto ordine all'Ufficio di esecuzione e fallimenti della 
Regione Maloja di procedere all'annullamento parziale delle 
esecuzioni no. _____ e no. _____ pendenti a carico dei Signori 
Y._____ e Y.1_____, Via_____ 19, O.2_____, limitatamente agli 
importi di Fr. 17'330.60 (da dedurre dall'importo di Fr. 82'000.-- posto 
in esecuzione dai creditori prima di procedere al calcolo dei relativi 
interessi), Fr. 633.35, Fr. 1'097.30 e Fr. 600.-- e di conseguenza di 
procedere altresì alla modifica degli importi oggetto di pignoramento.

2.- Protestate tasse, spese e ripetibili.

Quali prove richiamarono i documenti agli atti nonché l'intero incarto pendente al 
Tribunale federale 4A_15/2016. In motivazione fecero valere in sintesi che gli importi 
chiesti dagli esecutori sarebbero parzialmente estinti mediante compensazione. 
Concretamente si tratterebbe d'un lato dell'importo a loro aggiudicato in via 
riconvenzionale (CHF 17'330.60) – questo sarebbe compensato ab initio, cosicché gli 
esecutori non potrebbero far valere interessi su tale importo (andrebbero quindi 
ammessi solo interessi dal 14 dicembre 2004 su CHF 64'669.40 anziché su CHF 
82'000.00) – e d'altro lato degli importi di spese giudiziarie di prima istanza (CHF 
633.35 + CHF 1'098.77) e di seconda istanza (CHF 600.00) accollati agli esecutori 
ma anticipati dagli escussi nella procedura civile di riconoscimento del debito.

H. X._____ e X.1_____ si opposero all'istanza con memoria del 10 giugno 2016 
(act. TDM.I.2) con le seguenti richieste [evidenziamenti rimossi]:

In via provvisoria

1. L'istanza è respinta.

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Di conseguenza è respinta la richiesta 10 maggio 2016 degli istanti di 
sospendere provvisoriamente sino alla decisione di questo lodevole 
Tribunale le esecuzioni no. _____ e no. _____ pendenti presso l'Ufficio di 
esecuzione e fallimenti della Regione Maloja nei confronti dei Signori 
Y._____ e Y.1_____, Via_____ 19, O.2_____.

2. Protestate tasse, spese e ripetibili.

In via principale

1. L'istanza 10 maggio 2016 dei signori Y._____ e Y.1_____, Via _____ 24, 
O.1_____, è irricevibile.

2. Tasse di giustizia e spese stabilite in CHF …………... sono poste a carico 
degli istanti con l'obbligo solidale di rifondere ai convenuti CHF 3'052.10 a 
titolo di ripetibili con riserva di adeguamento in corso di causa.

In via subordinata

1. L'istanza 10 maggio 2016 dei signori Y._____ e Y.1_____, Via _____ 24, 
O.1_____, è respinta.

2. Tasse di giustizia e spese stabilite in CHF …………... sono poste a carico 
degli istanti con l'obbligo solidale di rifondere ai convenuti CHF 3'052.10 a 
titolo di ripetibili con riserva di adeguamento in corso di causa.

A lor dire in particolare la richiesta di annullamento giusta l'art. 85a LEF sarebbe 
temeraria e andrebbe ritenuta inammissibile, o perlomeno respinta in ordine. Fecero 
osservare in motivazione della loro risposta che in casi in cui il creditore ha ottenuto il 
rigetto definitivo producendo una decisione giudiziaria quale titolo di rigetto, nella 
procedura ai sensi dell'art. 85a LEF il debitore potrebbe unicamente far valere delle 
obiezioni relative al giudizio stesso oppure dei nuovi fatti o mezzi di prova venutisi a 
creare soltanto dopo la crescita in giudicato della decisione. Nella fattispecie ciò non 
sarebbe stato fatto. Andrebbe ricordato nell'occorrenza dapprima che Y._____ e 
Y.1_____ hanno inoltrato un rimedio di diritto al Tribunale federale atto a ripristinare 
la decisione di rigetto dell'opposizione e quindi ad annullare le esecuzioni avviate nei 
loro confronti. Il Tribunale federale avrebbe però respinto un'istanza di conferimento 
dell'effetto sospensivo al ricorso in materia di diritto civile presentata dai ricorrenti, 
cosciente del fatto che X._____ e X.1_____ hanno chiesto il pignoramento. Vi 
sarebbe dunque ormai una decisione d'appello esecutiva che avrebbe già 
ampiamente vagliato e deciso la fattispecie che non potrebbe perciò più essere 
messa in discussione. Nel merito dell'istanza, X._____ e X.1_____ contestarono la 
presenza di una qualsivoglia (dichiarazione di) compensazione, controbattendo anzi 
che nemmeno in sede di appello – né tantomeno dinanzi alla massima Corte – 
sarebbe stata fatta valere la compensazione. Difatti Y._____ e Y.1_____ si 
sarebbero sempre limitati a richiedere la condanna di X._____ e X.1_____ a pagare 
loro un importo non determinato e l'accertamento dell'inesistenza di qualsiasi credito 
nei loro confronti. Il mero fatto che sarebbe stata riconosciuta parzialmente l'azione di 
condanna promossa in via riconvenzionale non significherebbe automaticamente che 

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l'importo sia stato messo correttamente in compensazione. Controparti si sarebbero 
infatti avvalse della compensazione soltanto ora, dinanzi al Tribunale distrettuale 
Maloja. Non avrebbero invece comprovato mediante documenti la presenza di 
un'asserita compensazione. Farebbe dunque naufragio pure l'istanza ai sensi dell'art. 
85 LEF, mancando chiaramente prove liquide e fatti manifesti a sostegno della 
versione addotta da Y._____ e Y.1_____. Per quanto atterrebbe all'eccezione di 
compensazione la pretesa compensante parteciperebbe alla res iudicata della 
decisione pur non essendo confezionata nel dispositivo solo ed esclusivamente se 
figurerebbe nei considerandi e nel caso di accoglimento dell'eccezione. Nella 
fattispecie ciò non sarebbe il caso, la decisione d'appello ticinese non avendo 
nemmeno accennato all'asserita compensazione, cosa che però avrebbe 
sicuramente fatto, fosse la compensazione davvero stata un tema nella procedura. 
Aggiungasi ancora per abbondanza che per poterle compensare le pretese 
dovrebbero essere scadute e quindi esigibili, il che non sarebbe ancora stato il caso 
prima delle decisioni di merito. Del resto le pretese di cui alla decisione del Tribunale 
d'appello del Cantone Ticino non potrebbero essere compensate nemmeno perché 
giusta l'art. 85 CO andrebbero prima pagati gli interessi. Una compensazione ab 
initio con il credito di X._____ e X.1_____ sarebbe così esclusa. Per finire non 
sarebbe mai stata mostrata l'intenzione di compensazione nemmeno per quanto 
concerne le spese di procedura e le ripetibili, cosicché pure questi importi non 
potrebbero essere considerati compensati. 

I. Il 24 giugno 2016 Y._____ e Y.1_____ presentarono una replica (act. 
TDM.I.3), riprendendo essenzialmente gli stessi identici argomenti già esposti 
nell'istanza. X._____ e X.1_____, a loro volta, duplicarono il 6 luglio 2016 (act. 
TDM.I.4), anche loro riproponendo gli stessi ragionamenti come nella risposta 
all'istanza.

J. Con decisione del 2 agosto 2016, comunicata lo stesso giorno, il giudice unico 
del Tribunale distrettuale Maloja statuì quanto segue:

1. L'istanza è accolta e si constata che gli istanti hanno estinto il credito 
escusso di CHF 82'000.- nella misura di CHF 17'330.60 tramite 
compensazione.

Le esecuzioni no. _____ e _____ come anche i relativi pignoramenti 
pendenti a carico degli istanti presso l'Ufficio di esecuzioni e fallimenti 
della Regione Maloja sono limitati ad un credito di CHF 64'669.40 (CHF 
82'000.- ./. CHF 17'330.60), oltre ad interessi e altre spese.

2. I costi del procedimento di CHF 1'000.- sono accollati alle controparti. 
Questi sono compensati con l'acconto versato dagli istanti, ai quali è 
conferito il diritto di regresso nei confronti delle due controparti.

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Le controparti sono condannate a versare in solido agli istanti CHF 
2'000.- a titolo di ripetibili.

3. La decisione è impugnabile tramite appello (cfr. art. 308 segg. CPC). 
L'appello, scritto e motivato, deve essere proposto entro 10 giorni dalla 
notificazione della decisione. La decisione impugnata deve essere 
allegata all'appello (cfr. art. 311 e art. 314 cpv. 1 CPC in unione all'art. 7 
LACPC).

La decisione in materia di spese è impugnabile a titolo indipendente 
soltanto mediante reclamo (cfr. art. 110 in unione all'art. 319 segg. LPC 
[recte: CPC]). Il reclamo, scritto e motivato, dev'essere proposto al 
Tribunale cantonale dei Grigioni entro 10 giorni dalla notificazione. Al 
reclamo deve essere allegata la decisione impugnata (cfr. art. 321 cpv. 2 
e 3 LPC [recte: CPC] in unione all'art. 7 LALPC [recte: LACPC]).

Nel presente caso, il quale è regolato dalla procedura sommaria, non vale 
la sospensione dei termini (cfr. art. 145 cpv. 2 lit. b CPC).

4. (Comunicazioni).

Nella breve motivazione della decisione il primo giudice ritenne che gli istanti 
avrebbero rivendicato di aver sollevato l'eccezione di compensazione, confermata 
dallo scritto del 22 marzo 2005, in ogni caso però avrebbero sollevato e illustrato 
l'eccezione di compensazione nella loro istanza del 10 maggio 2016. Considerò 
compensabili a vicenda "la mercede e l'importo della riduzione della stessa al 
momento della consegna dell'opera", cosicché l'istanza andrebbe accolta. Negò 
invece implicitamente la compensazione degli importi dovuti per le spese giudiziarie. 
In conclusione statuì che in seguito all'accoglimento dell'istanza ai sensi dell'art. 85 
LEF risulterebbe superfluo sospendere in modo provvisorio le esecuzioni e i 
pignoramenti ai sensi dell'art. 85a LEF, accollando spese e ripetibili alle controparti in 
base all'esito del procedimento.

K. X._____ e X.1_____ hanno interposto reclamo al Tribunale cantonale in data 
11 agosto 2016 (act. A.1), chiedendo:

IN VIA PRINCIPALE

1. Il reclamo dei signori X._____, O.3_____, e X.1_____, O.1_____, è 
accolto.

1.1 Di conseguenza la decisione 2 agosto 2016 del Tribunale civile di 
prima istanza del Distretto di Maloja (no. proc. 135-2016-166) che 
accoglieva l'istanza 10 maggio 2016 dei signori Y.1_____, 
O.2_____, e Y._____, O.2_____, è annullata e così riformata:

1.1.1 L'istanza 10 maggio 2016 (no. proc. 135-2016-166) proposta dai 
signori Y.1_____, O.2_____, e Y._____, O.2_____, è respinta.

1.1.2 I costi del procedimento di prima istanza di CHF 1'000.00 sono 
accollati interamente ai signori Y.1_____, O.2_____, e Y._____, 
O.2_____, i quali sono inoltre condannati a versare in solido ai 
signori X._____, O.3_____, e X.1_____, O.1_____, CHF 2'000.00 a 
titolo di ripetibili.

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2. Spese e tasse di giudizio della procedura di seconda istanza sono 
poste a carico dei signori Y.1_____, O.2_____, e Y._____, 
O.2_____, con l'obbligo di rifondere ai ricorrenti CHF 2'000.00 a 
titolo di ripetibile per la procedura di reclamo.

IN VIA SUBORDINATA

1. Il reclamo dei signori X._____, O.3_____, e X.1_____, O.1_____, è 
accolto.

1.1 Di conseguenza la decisione 2 agosto 2016 del Tribunale civile di 
prima istanza del Distretto di Maloja (no. proc. 135-2016-166) che 
accoglieva l'istanza 10 maggio 2016 dei signori Y.1_____, 
O.2_____, e Y._____, O.2_____, è annullata.

1.1.1 La causa è rinviata al Tribunale distrettuale di Maloja per nuova 
decisione ai sensi dei considerandi.

1.1.2 I costi del procedimento di prima istanza di CHF 1'000.00 sono 
accollati interamente ai signori Y.1_____, O.2_____, e Y._____, 
O.2_____, i quali sono inoltre condannati a versare in solido ai 
signori X._____, O.3_____, e X.1_____, O.1_____, CHF 2'000.00 a 
titolo di ripetibili.

2. Spese e tasse di giudizio della procedura di seconda istanza sono 
poste a carico dei signori Y.1_____, O.2_____, e Y._____, 
O.2_____, con l'obbligo di rifondere ai ricorrenti CHF 2'000.00 a 
titolo di ripetibile per la procedura di reclamo.

Nella motivazione del reclamo affermano innanzitutto che il mezzo d'impugnazione 
corretto è il reclamo anziché l'appello come indicato nella decisione impugnata. 
Sostengono nel merito poi che il primo giudice non si sia confrontato con le 
condizioni previste dall'art. 85 LEF, in particolare per quanto riguarda l'onere della 
prova. Egli avrebbe ritenuto a torto che lo scritto del 22 marzo 2005 costituisse una 
prova liquida, atta a dimostrare che gli escussi avrebbero compensato il loro credito 
con quello degli escutenti. Così si sarebbe sostituito a torto al giudice di merito, 
compensando le pretese delle parti in contrasto con le decisioni di fondo che 
avevano invece voluto contraddistinguere i due crediti. Riprendendo 
l'argomentazione esposta dinanzi al primo giudice ripetono che nelle decisioni di 
merito ticinesi non sarebbe nemmeno stata accennata una qualsivoglia 
compensazione. Difatti non sarebbe neanche mai stata proposta compensazione, 
bensì un'azione riconvenzionale che sarebbe un'azione a se stante. A titolo 
abbondanziale i reclamanti sostengono ancora che il momento di estinzione delle 
rispettive pretese sarebbe quello in cui esse diventano vicendevolmente 
compensabili, ovvero in cui la pretesa della parte che si avvale della compensazione 
è scaduta ed esigibile, in casu successivamente alle decisioni ticinesi. Gli escussi 
avrebbero del resto dichiarato di voler compensare la prima volta con l'istanza del 10 
maggio 2016. Anche volendo ammettere la compensazione, essa andrebbe quindi al 

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limite a decurtare l'importo totale comprensivo di interessi e non il credito di CHF 
82'000.00 ab initio. 

L. Il 15 agosto 2016 la presidente della Camera delle esecuzioni e dei fallimenti 
ha trasmesso il reclamo per osservazioni alle controparti (act. D.1), chiedendo ai 
reclamanti un anticipo delle spese di CHF 500.00 (act. D.2).

M. Con risposta del 22 agosto 2016 Y._____ e Y.1_____ hanno proposto la 
reiezione integrale del reclamo con protesta di spese e ripetibili (act. A.2). Tale 
risposta è stata trasmessa per conoscenza ai reclamanti il 25 agosto 2016 (act. D.4). 
Nella risposta i resistenti affermano in motivazione nuovamente di aver, con il rifiuto 
di procedere al saldo finale inizialmente convenuto per i lavori commissionati a causa 
di numerosi difetti dell'opera realizzata, sollevato un'eccezione di compensazione. 
Questa sarebbe unicamente ribadita nell'ambito della presente procedura. 
Concedono espressamente "che la questione legata alla compensazione dei crediti 
in esame non è stata oggetto di discussione" né nelle procedure ticinesi né 
nell'ambito del ricorso al Tribunale federale e che la problematica sarebbe "emersa 
unicamente in seguito agli atti esecutivi fatti spiccare […] dopo l'emanazione della 
sentenza del 24 novembre 2015". Precisano che il primo giudice non si sarebbe 
basato sullo scritto del 22 marzo 2005, bensì avrebbe considerato che gli istanti 
avrebbero in ogni caso sollevato e illustrato l'eccezione di compensazione nella loro 
istanza del 10 maggio 2016. Tuttavia procedono scrivendo che l'eccezione di 
compensazione sarebbe confermata dallo scritto del 22 marzo 2015 [recte: 2005], 
dalla petizione del 14 marzo 2006 e dalla risposta con domanda riconvenzionale. 
Nell'istanza del 10 maggio 2016 avrebbero solo ripetuto di voler compensare. Per 
questi motivi la decisione di primo grado sarebbe corretta e andrebbe confermata.

N. Il 6 marzo 2017 i reclamanti hanno inoltrato la decisione del Tribunale federale 
4A_15/2016 del 1° marzo 2017 senza la motivazione (act. A.3 e B.2), poi il 24 marzo 
2017 quella con la motivazione integrale (act. A.4 e B.3). Entrambi i documenti sono 
stati trasmessi, unitamente agli scritti dei reclamanti, alle controparti per conoscenza 
(act. D.6 e D.7). Con detta decisione il Tribunale federale ha respinto il ricorso in 
materia civile inoltrato dai qui resistenti, confermando pienamente la decisione del 24 
novembre 2015 della seconda Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone 
Ticino.

O. In data 2 maggio 2017 i reclamanti hanno presentato un'istanza di 
conferimento dell'effetto sospensivo in via superprovvisionale e cautelare (act. A.5). 
La domanda è stata trasmessa alle controparti con decreto del 4 maggio 2017 (act. 
D.8), nel quale è stato conferito in via superprovvisionale l'effetto sospensivo. Le 

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controparti hanno inoltrato le loro osservazioni il 12 maggio 2017 (act. A.6), 
proponendo la reiezione dell'istanza. Con decreto del 24 maggio 2017 la presidente 
della Camera delle esecuzioni e dei fallimenti ha accolto l'istanza e ha conferito 
definitivamente l'effetto sospensivo al reclamo nel senso dei considerandi (act. F.1).

P. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini del 
giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

II. Considerandi

1. Di principio le decisioni dei tribunali distrettuali [dal 1° gennaio 2017 sostituiti 
dai tribunali regionali] quali giurisdizioni di prima istanza in materie civili sono 
impugnabili mediante appello (art. 308 CPC), se il valore litigioso è di almeno CHF 
10'000.00. L'appello è tuttavia improponibile in pratiche di annullamento o 
sospensione dell'esecuzione ai sensi dell'art. 85 LEF (art. 309 lett. b n. 4 CPC), 
senza riguardo al valore litigioso. In tali casi può perciò unicamente essere 
presentato reclamo (art. 319 lett. a CPC). Nel caso qui in giudizio, nell'indicazione dei 
mezzi d'impugnazione l'autorità precedente ha considerato ammissibile l'appello, i 
ricorrenti hanno invece presentato reclamo. Va innanzitutto verificato di che tipo di 
decisione si tratti e quale mezzo d'impugnazione sia dato nell'occorrenza.

1.1. Il primo giudice ha ritenuto fondata l'istanza ai sensi dell'art. 85 LEF e l'ha 
accolta. Egli ha quindi reputato superfluo chinarsi anche sull'azione giusta l'art. 85a 
LEF e sospendere in modo provvisorio le esecuzioni e i pignoramenti in base a 
quella norma. È dunque chiaro che la decisione impugnata fonda esclusivamente 
sull'art. 85 LEF. Di conseguenza è ugualmente palese che non è proponibile 
l'appello, bensì soltanto il reclamo, come sostengono giustamente i reclamanti. Ne 
segue pure che la presente decisione è necessariamente limitata alle questioni di cui 
all'art. 85 LEF e non può trattare (anche) l'azione giusta l'art. 85a LEF.

1.2. Diversa sarebbe stata la risposta se il giudice di prime cure avesse deciso 
sull'azione di cui all'art. 85a LEF. Secondo la dottrina e la giurisprudenza, difatti, una 
simile decisione sarebbe stata appellabile (cfr. JÜRGEN BRÖNNIMANN, in 
Kurzkommentar SchKG, 2a ed., Basilea 2014, n. 27 ad art. 85a LEF; HELEN RENGGLI, 
in KURT BOESCH ET AL. [ed.], Klagen und Rechtsbehelfe im Schuldbetreibungs- und 
Konkursrecht, Basilea 2018, n. 5.260 segg.; cfr. anche la decisione della seconda 
Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino 12.2011.111 del 4 ottobre 
2011 consid. 2). Va tuttavia precisato che sulla domanda di annullamento 
dell'esecuzione (art. 85a cpv. 3 LEF) non sarebbe stato possibile statuire in 

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composizione monocratica. Non applicandosi la procedura sommaria e il valore 
litigioso essendo di CHF 17'330.60, cioè superiore a CHF 5'000.00, la decisione 
avrebbe competuto al collegio (art. 4 cpv. 1 e contrario e art. 5 della Legge 
d'applicazione del Codice di diritto processuale civile svizzero del 16 giugno 2010 
[LACPC; CSC 320.100]) in procedura semplificata (art. 243 cpv. 1 CPC). Il giudice 
unico avrebbe potuto decidere al massimo una sospensione provvisoria 
dell'esecuzione (art. 85a cpv. 2 LEF) – nel senso di un provvedimento cautelare fino 
alla decisione finale sull'azione di accertamento negativo – il che tuttavia nella 
fattispecie non è successo.

1.3. In tal senso l'indicazione dei rimedi giuridici data dall'allora Tribunale 
distrettuale Maloja [dal 1° gennaio 2017 sostituito dal Tribunale regionale Maloja] è 
considerata inesatta. I reclamanti avendo loro stessi notato l'inesattezza e presentato 
giustamente reclamo anziché appello, non si pongono problemi nell'occorrenza. Il 
reclamo è tempestivo e debitamente motivato, cosicché il Tribunale cantonale dei 
Grigioni può di principio entrare nel merito dello stesso, purché i reclamanti 
dimostrino di disporre di un interesse degno di protezione (vedi consid. 2 infra). 
Competente all'interno del Tribunale cantonale quale autorità giudiziaria superiore 
(art. 7 cpv. 1 LACPC) è in questo caso la Camera delle esecuzioni e dei fallimenti 
(art. 8 cpv. 2 dell'Ordinanza sull'organizzazione del Tribunale cantonale del 14 
dicembre 2010 [Ordinanza sul Tribunale cantonale, OOTC; CSC 173.100] in unione 
con l'art. 251 lett. c CPC).

2. Dapprima va analizzato se i reclamanti hanno un interesse degno di 
protezione all'annullamento della decisione di prima istanza (vedi FRANCESCO 
TREZZINI, in Commentario al Codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano 
2011, pagg. 1344 ad oss. artt. 308-334 CPC), poiché di primo acchito nella presente 
vertenza ciò non pare essere del tutto palese. Riassumendo brevemente la 
situazione giuridica, i reclamanti hanno ottenuto il rigetto dell'opposizione per 
l'importo di CHF 82'103.00 più interessi al 6% dal 14 dicembre 2004 su CHF 
82'000.00 e dal 14 marzo 2006 su CHF 103.00; i resistenti hanno a loro volta 
ottenuto la condanna dei reclamanti al pagamento di CHF 17'330.60 senza interessi. 
Con la loro istanza del 10 maggio 2016 i resistenti fanno valere la compensazione. 
Volendo accogliere quell'istanza, come ha deciso il primo giudice, ciò significherebbe 
non solo che dai CHF 82'103.00 andrebbero sottratti i CHF 17'330.60, cosicché il 
relativo credito dei reclamanti verrebbe estinto, il che a prima vista potrebbe essere 
nel loro interesse, ma anche che i resistenti non sarebbero più obbligati a pagare gli 
interessi su tale differenza di CHF 17'330.60, i quali interessi superano ormai già da 
soli i CHF 10'000.00. Sapendo poi, in pura abbondanza, che i resistenti hanno nel 

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frattempo saldato l'importo non contestato di CHF 64'772.40 oltre interessi, ne risulta 
anche che se dovesse essere mantenuta la decisione di prima istanza, l'esecuzione 
andrebbe annullata completamente e i reclamanti perderebbero pure la copertura del 
loro credito residuo attualmente garantita dal pignoramento ancora in vigore. In tal 
senso – come già esaminato anche nel decreto sull'effetto sospensivo del 18 maggio 
2017, comunicato il 24 maggio 2017 (act. F.1) – i reclamanti hanno senz'altro un 
interesse degno di protezione a ricorrere sufficiente. Si può perciò entrare nel merito 
del loro reclamo.

3. In procedura di reclamo ai sensi degli artt. 319 segg. CPC, giusta l'art. 320 
CPC l'erronea applicazione del diritto può essere esaminata senza limiti da parte 
dell'autorità di reclamo (lett. a), mentre invece l'accertamento dei fatti può esserlo 
soltanto se è manifestamente errato ovvero contrario rispetto agli atti di causa (lett. 
b), sia la contrarietà dovuta ad arbitrio, a svista o a qualsiasi altra ragione ipotizzabile 
(cfr. anche l'art. 105 LTF; vedi inoltre FRANCESCO TREZZINI, op. cit., pagg. 1408 segg. 
ad art. 320 CPC). Fatte salve speciali disposizioni di legge qui non rilevanti, non sono 
ammesse né nuove conclusioni, né l'allegazione di nuovi fatti o la produzione di 
nuovi mezzi di prova (art. 326 cpv. 1 CPC). Con questo si pone la domanda a sapere 
se può essere ammessa la sentenza del Tribunale federale 4A_15/2016 del 1° 
marzo 2017 (act. B.2 e B.3). La questione può tuttavia rimanere irrisolta, poiché, 
come sarà dimostrato, il documento non cambierebbe nulla all'esito della procedura 
di reclamo. La stessa cosa vale per gli altri allegati delle parti, nella misura in cui 
costituiscono prove o fatti nuovi. Ne segue qui che la Camera decide in base agli atti 
di causa della giurisdizione inferiore. Essa esamina inoltre solo le censure 
esplicitamente formulate e motivate in modo sufficiente, i requisiti al riguardo che 
discendono dall'art. 321 cpv. 1 CPC imponendo al reclamante di formulare delle 
conclusioni chiare e di spiegare perché la sentenza impugnata sarebbe erronea, con 
riferimento ai documenti agli atti, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero 
pertinenti.

4. L'unica questione che ancora si pone, dopo anni di disputa, e che qui ci 
occupa è quella a sapere se dopo l'avvenuto pignoramento per un credito 
aggiudicato in una procedura giudiziaria su azione di riconoscimento del debito con 
rigetto definitivo dell'opposizione sia ancora possibile avanzare l'eccezione – o 
meglio: l'obiezione – di compensazione con un controcredito che sarebbe già stato 
compensabile nella procedura giudiziaria precedente e, in base a ciò, chiedere 
l'annullamento o la sospensione dell'esecuzione ai sensi degli artt. 85 o 85a LEF. 
Innanzitutto vanno dunque distinte le due azioni previste dalla LEF che hanno sì 
certe comunanze, ma anche diverse differenze.

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4.1. Giusta l'art. 85 LEF – relativo alla procedura sommaria – se l'escusso prova 
per mezzo di documenti che il debito con i relativi interessi e con le spese è stato 
estinto o che gli è stata concessa una dilazione, può ottenere in ogni tempo dal 
tribunale del luogo dell'esecuzione nel primo caso l'annullamento, e nel secondo la 
sospensione dell'esecuzione. Ai sensi dell'art. 85a LEF – relativo alla procedura 
ordinaria e alla procedura semplificata – l'escusso può domandare in ogni tempo al 
tribunale del luogo dell'esecuzione l'accertamento dell'inesistenza del debito, della 
sua estinzione o della concessione di una dilazione (cpv. 1). Il tribunale pronuncia la 
sospensione provvisoria nel senso di un provvedimento cautelare se, dopo aver 
sentito le parti ed esaminato i documenti prodotti, ritiene che la domanda sia molto 
verosimilmente fondata (cpv. 2). Se l'azione è ammessa, il tribunale, secondo il caso, 
annulla o sospende l'esecuzione (cpv. 3). L'azione ai sensi dell'art. 85a LEF è stata 
introdotta con la revisione della LEF entrata in vigore nel 1997 quale complemento 
all'azione giusta l'art. 85 LEF nella procedura sommaria. In sintesi, l'idea di entrambe 
le azioni è quella di dare uno strumento d'emergenza al debitore che si sente 
escusso a torto. Hanno in comune l'effetto nella procedura d'esecuzione, ossia 
l'annullamento o la sospensione dell'esecuzione. Inoltre l'oggetto dell'azione è 
sostanzialmente identico, cioè la richiesta di costatare che un debito non esista o non 
esista più o sia dilatato, anche se nella procedura giusta l'art. 85 LEF quel punto è 
deciso solo in via pregiudiziale. Vi sono tuttavia delle differenze sostanziali fra questi 
due tipi di domande giudiziali, in particolare di natura processuale.

4.2. Secondo la giurisprudenza della massima Corte elvetica, l'azione giusta l'art. 
85 LEF produce esclusivamente effetti di natura esecutiva e non ha forza di cosa 
giudicata materiale in merito al sussistere del credito posto in esecuzione. 
Applicandosi la procedura sommaria (vedi il titolo marginale), è esatta una prova 
strettamente documentale (art. 254 cpv. 1 CPC; vedi anche la DTF 125 III 149 
consid. 2.b.aa con altri rinvii). A differenza di tutto ciò, l'azione ai sensi dell'art. 85a 
LEF è di duplice natura. D'un lato produce anch'essa effetti di diritto esecutivo; d'altro 
lato però costituisce anche un'azione di accertamento, nella quale è deciso con piena 
cognizione anche sulla fondatezza materiale della pretesa o la dilazione della stessa 
(DTF 140 III 41 consid. 3.2.3). Essa è svolta in procedura ordinaria (o semplificata) e 
perciò senza restrizione dei mezzi probatori alla sola prova documentale, 
applicandosi il regime più generoso di cui all'art. 168 cpv. 1 CPC. Entrambe le azioni 
presuppongono che sia (ancora) in corso una procedura d'esecuzione. Le due azioni 
vanno perciò introdotte al più tardi prima della ripartizione del ricavo rispettivamente 
della dichiarazione di fallimento (DTF 125 III 149 consid. 2.c; cfr. JÜRGEN 
BRÖNNIMANN, op. cit., n. 6 ad art. 85 LEF e n. 6 ad art. 85a LEF). Al contrario 
dell'azione ai sensi dell'art. 85 LEF, però, secondo la giurisprudenza fondata con la 

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DTF 125 III 149, criticata da una parte della dottrina ma confermata a più riprese 
dalla massima Corte (da ultimo nella DTF 141 III 68 consid. 2.6.1.2 con rinvio al 
Messaggio del Consiglio federale, FF 1991 III 1 pag. 6; per la dottrina vedi in 
particolare CARL JAEGER/HANS ULRICH WALDER/THOMAS M. KULL/MARTIN KOTTMANN, in 
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. 1 [Art. 1-158], 4a ed., Zurigo 
1997, n. 7 ad art. 85a LEF), l'azione giusta l'art. 85a LEF è ammissibile soltanto se il 
precetto esecutivo è cresciuto in giudicato causa il rigetto definitivo, il ritiro 
incondizionato, o la tardività dell'opposizione. Ciò poiché si ritiene che l'azione giusta 
l'art. 85a LEF sia un mero ripiego ("Notbehelf"), considerandola inammissibile 
quando il debitore ha interposto tempestivamente opposizione al precetto esecutivo 
e quando il rigetto non è (ancora) stato concesso, mancando in tal caso l'interesse 
giuridico (art. 59 cpv. 2 lett. a CPC). In questo senso la formula "in ogni tempo" va 
interpretata restrittivamente per tale azione. Trattandosi infine di un'azione di 
accertamento, un ulteriore presupposto dell'azione di cui all'art. 85a LEF è 
necessariamente anche che l'assenza di litispendenza altrove (art. 59 cpv. 2 lett. d 
CPC) e che la cosa non sia già stata giudicata in via definitiva, cioè che non si tratti di 
una res iudicata (art. 59 cpv. 2 lett. e CPC). L'azione di cui all'art. 85 LEF, invece, 
secondo la giurisprudenza è ammessa anche prima che il precetto esecutivo cresca 
in giudicato e – in estensione del testo legale – si considera che il debitore escusso 
debba anche poter addurre la prova dell'inesistenza del credito posto in esecuzione 
(DTF 140 III 41 consid. 3.3.1). Nel caso in cui non dovesse essergli possibile provare 
l'estinzione o l'inesistenza del credito mediante documenti e il precetto esecutivo sia 
ancora inibito dall'opposizione interposta, rendendo inammissibile l'azione di cui 
all'art. 85a LEF, può unicamente ancora intentare un'azione generale di 
accertamento negativo (DTF 141 III 68 consid. 2.6.1.2). Per l'azione dell'art. 85 LEF, 
la situazione giuridica materiale deve essere manifesta e chiara. I presupposti della 
prova documentale sono inoltre identici a quelli fissati dalla giurisprudenza per l'art. 
81 cpv. 1 LEF (DTF 140 III 41 consid. 3.3.2; sentenza del Tribunale federale 
5A_674/2012 consid. 2.1). Per finire sia menzionato – proprio per il caso che qui ci 
occupa – che è ammissibile anche un'azione di annullamento parziale, cioè è 
possibile addurre l'estinzione solo parziale del credito in esecuzione (vedi fra tanti 
BERNHARD BODMER/JAN BANGERT, in Basler Kommentar zum Bundesgesetz über 
Schuldbetreibung und Konkurs I, Art. 1-158 SchKG, 2a ed., Basilea 2010, n. 27 ad 
art. 85 LEF). Tuttavia l'azione sarà intesa nel senso che se va accolta, il giudice 
costata l'estinzione di una parte del credito posto in esecuzione in modo vincolante 
per l'esecuzione in corso rispettivamente per l'ufficiale di esecuzione. I diritti di 
pignoramento già ottenuti dal creditore escutente non sono toccati da questa 
circostanza se non nella misura che per i seguenti atti esecutivi dovrà esser tenuto 
conto della riduzione del credito (cfr. CARL JAEGER/HANS ULRICH WALDER/THOMAS M. 

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KULL/MARTIN KOTTMANN, op. cit., n. 13 ad art. 85 LEF; DANIEL STAEHELIN, in Basler 
Kommentar zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs – 
Ergänzungsband zur 2. Auflage, Basilea 2017, n. 32 ad art. 85 LEF).

4.3. Nella fattispecie innanzitutto gli istanti debitori avevano fatto tempestivamente 
opposizione ai precetti esecutivi già nel 2004 (vedi B. supra). L'opposizione è stata 
rigettata definitivamente prima dal Pretore del Distretto di Lugano il 2 aprile 2014 e 
poi dalla seconda Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino il 24 
novembre 2015, nell'ambito di una procedura d'azione di riconoscimento del debito 
(art. 79 LEF) promossa dai creditori. Siccome il Tribunale federale ha negato il 
conferimento dell'effetto sospensivo al ricorso, i creditori hanno potuto chiedere la 
continuazione dell'esecuzione già in base alla decisione d'appello. L'esecuzione ha 
perciò preso il suo corso, senza però esser giunta a completa conclusione. Sotto 
quest'ottica era dunque ammesso presentare un'azione giusta l'art. 85 LEF. Può 
inoltre rimanere irrisolta la questione a sapere se allora sarebbe stato possibile 
anche già entrare nel merito di una petizione di cui all'art. 85a LEF oppure se 
quest'ultima sarebbe ancora stata inammissibile finché era pendente la procedura 
dinanzi al Tribunale federale e la continuazione dell'esecuzione avrebbe potuto 
essere impedita mediante un rispettivo decreto del Tribunale federale (art. 103 seg. 
LTF; cfr. in merito DANIEL STAEHELIN, in Basler Kommentar zum Bundesgesetz über 
Schuldbetreibung und Konkurs I, Art. 1-158 SchKG, 2a ed., Basilea 2010, n. 8b ad 
art. 80 LEF, nonché BERNHARD BODMER/JAN BANGERT, op. cit., n. 11 ad art. 85a LEF). 
Oggetto del reclamo qui in giudizio – come spiegato sopra – è unicamente la 
decisione sulla richiesta ai sensi dell'art. 85 LEF. Qualora questa Corte dovesse 
annullare la decisione qui impugnata, l'autorità di prima istanza dovrebbe chinarsi per 
la prima volta sulla petizione di cui all'art. 85a LEF, dovendo in tal caso tener conto 
anche dell'ormai intervenuta reiezione del ricorso da parte del Tribunale federale. Di 
conseguenza nel momento in cui andrebbe preso il nuovo giudizio l'interesse 
dell'azione di accertamento andrebbe senz'altro confermato.

4.4. Se, come descritto, l'azione di cui all'art. 85 LEF era di principio ammissibile, 
va stabilito quale sia il rapporto fra detta azione e la decisione di riconoscimento 
precedente. Sotto l'ottica della protezione del debitore da esecuzioni ingiustificate, il 
campo d'applicazione dell'art. 85 LEF comprende d'un canto i casi in cui l'escusso ha 
trascurato di fare opposizione contro il precetto e non sono dati i presupposti per una 
restituzione del termine di opposizione. Ci si può però anche prevalere dell'art. 85 
LEF quando l'opposizione è stata eliminata mediante rigetto (art. 80 segg. LEF) o 
sentenza civile giusta l'art. 79 LEF, e ciò anche se il debitore escusso non ha fatto 
valere l'eccezione di estinzione o dilazione nella procedura di rigetto o è rimasto 

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soccombente poiché non l'ha provata sufficientemente. Se è stato concesso il rigetto 
definitivo, è tuttavia ammissibile appellarsi all'estinzione o alla dilazione soltanto se 
esse sono intervenute dopo l'ultimo momento in cui era ancora possibile esporre i 
fatti nella procedura di merito. In altre parole, qualora il sussistere di un debito sia già 
stato accertato in una procedura di merito e in base a ciò sia stato concesso il rigetto 
dell'opposizione, in una procedura ai sensi dell'art. 85 LEF il debitore escusso può 
prevalersi dell'estinzione o della dilazione soltanto nella misura in cui si tratti di fatti 
nuovi che si sono verificati dopo la chiusura della procedura di merito, 
rispettivamente la chiusura dello scambio di scritti (cfr. CARL JAEGER/HANS ULRICH 
WALDER/THOMAS M. KULL/MARTIN KOTTMANN, op. cit., n. 11 ad art. 85 LEF; BERNHARD 
BODMER/JAN BANGERT, op. cit., n. 4 ad art. 85 LEF). Questa limitazione è una delle 
conseguenze che derivano dal fatto che va tenuto conto della forza di cosa giudicata 
della sentenza emessa nella procedura di merito anche in una procedura successiva 
ai sensi dell'art. 85 LEF. In questo punto lo strumento di cui all'art. 85 LEF non 
differisce dunque dall'azione giusta l'art. 85a LEF. Per quanto attiene a quest'ultima, 
in dottrina e giurisprudenza è riconosciuto che in casi in cui il debito posto in 
esecuzione è già stato oggetto di un'azione di riconoscimento del debito (art. 79 LEF) 
o di un'altra procedura di merito, l'azione giusta l'art. 85a LEF è ammissibile soltanto 
se il debitore escusso fa valere dei veri nova, cioè dei fatti nuovi venuti in essere solo 
dopo la crescita in giudicato della decisione, oppure invoca eccezioni o obiezioni 
risultanti dalla decisione stessa, ad esempio in caso di una condanna a una 
prestazione con adempimento simultaneo o una prestazione condizionale (cfr. 
JOLANTA KREN KOSTKIEWICZ, in SchKG Kommentar, 19a ed., Zurigo 2016, n. 4 ad art. 
85a LEF; JÜRGEN BRÖNNIMANN, op. cit., n. 10 ad art. 85a LEF; BERNHARD BODMER/JAN 
BANGERT, op. cit., n. 11a ad art. 85a LEF; KURT AMONN/FRIDOLIN WALTHER, Grundriss 
des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 9a ed., Berna 2013, §20 n. 19 seg.; Luca 
Tenchio, LUCA TENCHIO, Feststellungsklagen und Feststellungsprozess nach Art. 85a 
SchKG, Zurigo 1999, pagg. 82 segg.; sentenza del Tribunale federale 5A_424/2015 
del 27 aprile 2016 consid. 4.2, con rinvio fra l'altro alla sentenza 5C.234/2000 del 22 
febbraio 2001 consid. 2.b). La stessa cosa deve valere per una petizione ai sensi 
dell'art. 85 LEF, poiché la protezione concessa al debitore da questo rimedio 
giuridico non può andare oltre quella dell'art. 85a LEF. Difatti né l'art. 85 LEF né l'art. 
85a LEF aprono al debitore la via di revisione o di riesame di una sentenza passata 
in giudicato (PIERRE-ROBERT GILLIÉRON, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 4a 
ed., Basilea 2005, n. 872 con rinvio a RJN 1998 pagg. 328 segg.).

4.5. Le limitazioni derivanti dalla procedura di merito precedente devono essere 
rispettate anche nel caso di specie. È vero che i resistenti hanno impugnato la 
sentenza d'appello della Corte ticinese al Tribunale federale e che la causa era 

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pendente alla massima Corte al momento della decisione qui impugnata. Tuttavia il 
ricorso in materia civile di regola non ha effetto sospensivo (art. 103 cpv. 1 LTF). 
Qualora – come nell'occorrenza – esso non è diretto contro una sentenza costitutiva 
(art. 103 cpv. 2 lett. a LTF) e la giudice istruttrice non decide altrimenti (art. 103 cpv. 
3 LTF), la crescita in giudicato formale non è inibita dal ricorso (cfr. la sentenza del 
Tribunale federale 5A_866/2012 del 1° febbraio 2013 consid. 4.1; similmente si 
esprime anche LORENZ DROESE, Res iudicata ius facit, Berna 2015, pagg. 131 seg. e 
140 segg.). Al più tardi con la reiezione della domanda di effetto sospensivo la 
sentenza ticinese è dunque formalmente cresciuta in giudicato, e ciò a prescindere 
dalla possibilità che il Tribunale federale la possa ancora annullare o modificare. Con 
la crescita in giudicato formale è intervenuta pure la forza di cosa giudicata materiale 
(cfr. ALEXANDER ZÜRCHER, in SUTTER-SOMM/HASENBÖHLER/LEUENBERGER [a cura di], 
Kommentar zur Schweizerischen Zivilprozessordnung [ZPO], 3a ed., 
Zurigo/Basilea/Ginevra 2016, n. 39 ad art. 59 CPC con numerosi altri rinvii). Già 
durante la procedura di ricorso dinanzi al Tribunale federale dunque la sentenza 
ticinese era vincolante per ogni successiva procedura tra le stesse parti. Un nuovo 
esame dello stesso oggetto litigioso era perciò escluso non solo dalla litispendenza 
altrove (art. 59 cpv. 2 lett. d CPC), ma anche già dalla regiudicata ai sensi dell'art. 59 
cpv. 2 lett. e CPC (cfr. ALEXANDER ZÜRCHER, op. cit., n. 35 ad art. 59 CPC). Inoltre, in 
base all'effetto vincolante della sentenza passata in giudicato non si poteva più 
discostarsi, nemmeno in via pregiudiziale, dalla valutazione effettuata nel 
procedimento precedente. Nell'ambito delle procedure introdotte posteriormente 
giusta gli artt. 85 e 85a LEF, un'eventuale estinzione del credito aggiudicato nella 
procedura ticinese poteva perciò essere presa in considerazione soltanto ancora 
nella misura in cui essa si basava su ed era motivata con dei fatti sorti 
successivamente e, temporalmente parlando, non più compresi dalla regiudicata.

5. L'azione di cui all'art. 85 LEF permette dunque all'escusso di far annullare o 
sospendere l'esecuzione se prova che il debito è stato estinto o che gli è stata 
concessa una dilazione. Nell'occorrenza è in discussione unicamente l'estinzione, 
poiché nessuna delle parti fa valere una dilazione. Tra i possibili motivi di estinzione 
di debiti rientrano innanzitutto il pagamento e la compensazione. Visti gli argomenti 
addotti, si impone un'analisi approfondita di quest'ultimo istituto giuridico e della sua 
applicazione nelle procedure della LEF, in particolare in merito alla perenzione del 
diritto a farvi appello.

5.1. Giusta l'art. 120 cpv. 1 CO quando due persone sono debitrici l'una verso 
l'altra di somme di denaro o di altre prestazioni della stessa specie, ciascuna di esse 
può compensare il proprio debito con il proprio credito, purché i due crediti siano 

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scaduti. Tuttavia vi è compensazione soltanto quando il debitore manifesta al 
creditore la sua intenzione di usare del diritto di opporla (art. 124 cpv. 1 CO). I due 
crediti si riterranno allora reciprocamente estinti, per le quantità corrispondenti, al 
momento stesso in cui divennero a vicenda compensabili (art. 124 cpv. 2 CO), cioè 
ab initio e, semmai, retroattivamente, con ripercussioni pure sugli interessi dovuti (cfr. 
sentenze del Tribunale federale 4A_17/2013 del 13 maggio 2013 consid. 3 e 
4A_27/2012 del 16 luglio 2012 consid. 5.4). È dunque possibile dichiarare la 
compensazione mesi o addirittura anni dopo che i due crediti abbiano cominciato a 
trovarsi in una situazione di compensabilità ("Verrechnungslage"). Va difatti distinto 
fra l'obiezione – e non "l'eccezione" – di compensazione all'interno di una procedura 
e la dichiarazione di compensazione ai sensi di detta norma (vedi per più dettagli la 
sentenza del Tribunale federale 5A_748/2015 del 3 agosto 2016 consid. 3.4; cfr. 
anche la sentenza del Tribunale federale 4A_549/2010 consid. 3.3). Mentre 
l'obiezione segue le regole del diritto processuale, la dichiarazione di compensazione 
costituisce una manifestazione di volontà unilaterale soggetta a ricezione (vedi le 
sentenze già menzionate; per la dottrina fra tanti CORINNE ZELLWEGER-GUTKNECHT, in 
Berner Kommentar, vol. VI/1/7/2, Verrechnung – Art. 120-126 OR, Berna 2012, n. 4 
segg. ad art. 124 CO con diversi rinvii). Essa può anche avvenire in via concludente, 
purché emerga in modo chiaro e univoco la volontà di compensare (DTF 63 II 133 
consid. 2.b; cfr. però anche la DTF 35 I 487). Al contrario della giurisprudenza ormai 
antica della DTF 59 II 382, in cui il Tribunale federale ritenne che la dichiarazione di 
compensazione sarebbe (implicitamente) contenuta nell'azione in via riconvenzionale 
(nello stesso senso anche la prassi del Tribunale cantonale in PTC 1970 n. 21 e PTC 
1985 n. 11), oggi la dottrina maggioritaria considera che il giudice debba sì verificare 
se il convenuto che presenta un'azione riconvenzionale volesse pronunciare anche la 
compensazione, però che in caso di dubbio il giudice non possa concludere 
senz'altro che ciò sia il caso (CORINNE ZELLWEGER-GUTKNECHT, op. cit., n. 21 ad art. 
124 CO; PASCAL SCHMID, Die Verrechnung vor staatlichen Gerichten, in Jusletter 15 
settembre 2008, n. 26), altrimenti agirebbe ultra petita partium (PASCAL PICHONNAZ, 
La compensation – Analyse historique et comparative des modes de compenser non 
conventionnels, in Travaux de la Faculté de droit de l'Université de Fribourg n. 208, 
Friborgo 2001, pag. 611 n. 2034 seg.).

5.2.1. Per prassi, il debitore che rivendica l'estinzione del debito per compensazione 
in una procedura ai sensi dell'art. 85 LEF – come d'altronde pure in una procedura di 
rigetto definitivo dell'opposizione – deve comprovare tramite prova documentale 
l'esistenza e l'ammontare del credito compensante nonché l'attuazione della 
compensazione (cfr. JÜRGEN BRÖNNIMANN, op. cit., n. 9 ad art. 85 LEF). Non basta la 
mera verosimiglianza (JOLANTA KREN KOSTKIEWICZ, op. cit., n. 5 ad art. 85 LEF). Ogni 

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contestazione di una certa serietà da parte del creditore nei confronti del credito 
compensante deve perciò portare alla reiezione dell'azione ai sensi dell'art. 85 LEF 
(HANS PETER WEINBERG, Richterliche Aufhebung oder Einstellung der Betreibung im 
Verfahren nach Art. 85 SchKG, Zurigo 1990, pag. 70; BERNHARD BODMER/JAN BAN-
GERT, op. cit., n. 20 ad art. 85 LEF). In procedura di rigetto definitivo dell'opposizione, 
il credito compensante deve basarsi su una decisione esecutiva di un tribunale o di 
un'autorità amministrativa ai sensi dell'art. 81 cpv. 1 LEF o su un riconoscimento 
incondizionato di debito che autorizzerebbe almeno al rigetto provvisorio (vedi la 
sentenza del Tribunale federale 5D_72/2015 del 13 agosto 2015 consid. 4.1 che 
conferma la DTF 115 III 97 consid. 4). Secondo dottrina e giurisprudenza ciò vale 
anche per l'azione dell'art. 85 LEF, la nozione di prova documentale e le esigenze 
riguardanti il grado della prova essendo identiche a quelle di cui all'art. 81 cpv. 1 LEF 
(DTF 140 III 41 consid. 3.3.2 segg.; per la dottrina vedi fra tanti BERNHARD 
BODMER/JAN BANGERT, op. cit., n. 16 e 20 ad art. 85 LEF che rinviano al commento 
dell'art. 81 LEF nella stessa opera da parte di DANIEL STAEHELIN; CARL JAEGER/HANS 
ULRICH WALDER/THOMAS M. KULL/MARTIN KOTTMANN, op. cit., n. 5 ad art. 85 LEF con 
rinvio al commento dell'art. 81 LEF nella stessa opera da parte dei medesimi autori).

5.2.2. La giurisprudenza e la dottrina maggioritaria sono inoltre in sintonia pure nel 
sostenere che se vi era una situazione di compensabilità, cioè se i due crediti erano 
vicendevolmente compensabili, e l'escusso poteva far valere la compensazione già 
nella procedura di merito – a prescindere dal fatto se allora l'abbia fatta valere o 
meno –, non può più farla valere nella procedura di rigetto (definitivo). Ciò poiché si 
ritiene che gli sarebbe stato possibile invocare la compensazione prima 
"dell'emanazione della decisione" – rispettivamente entro l'ultimo momento in cui era 
ancora ammissibile proporre dei nova nella procedura di merito (determinante è 
dunque se era ancora possibile far valere l'estinzione nella procedura che ha portato 
al titolo di rigetto; cfr. a proposito le sentenze del Tribunale federale 4A_69/2014 del 
28 aprile 2014 consid. 3 e 5A_673/2008 del 20 novembre 2008 consid. 2.3) –, il che 
sta appunto in contrasto con quanto previsto dall'art. 81 cpv. 1 LEF (per 
approfondimenti vedi la PTC 2016 n. 19 consid. 5.c.bb con innumerevoli rinvii; vedi 
anche la decisione del Tribunale cantonale di Basilea-Campagna 100-07-633 del 9 
ottobre 2007 consid. 4).

5.2.3. Ci si deve chiedere dunque se ciò valga anche per le azioni di cui agli artt. 85 
e 85a LEF. A mente di questa Corte ciò è il caso. Ora, è vero che nella dottrina vi si 
trovano opinioni divergenti. VIKTOR AEPLI, ad esempio, è dell'avviso che – 
diversamente dalla procedura di rigetto – all'escusso debba essere consentito 
procedere ai sensi dell'art. 85 LEF anche qualora abbia omesso di avvalersi 

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dell'obiezione di compensazione nella procedura di merito nonostante gli fosse stato 
possibile farlo (vedi VIKTOR AEPLI, in Kommentar zum Schweizerischen 
Zivilgesetzbuch, vol. V.1h, Das Erlöschen der Obligationen – Art. 114-126 OR, 3a 
ed., Zurigo 1991, n. 156 e 167 ad oss. artt. 120-126 CO con rimandi). Nel suo com-
mento, però, VIKTOR AEPLI non spiega il ragionamento fatto ma si limita a rinviare a 
due commentari antichi concernenti la LEF (ERNST BLUMENSTEIN, Handbuch des 
Schweizerischen Schuldbetreibungsrechtes, Berna 1911, pag. 315; e CARL JAEGER, 
Das Bundesgesetz betreffend Schuldbetreibung und Konkurs, vol. 1, 3a ed., Zurigo 
1911, n. 7 ad art. 85 LEF). Entrambi gli autori da lui citati, tuttavia, non si espressero 
specificamente sull'ammissibilità di un'obiezione di compensazione omessa nella 
procedura di merito, bensì solo in modo generico sulla relazione tra il rimedio di cui 
all'art. 85 LEF e la decisione di rigetto precedente. Inoltre, alla luce della dottrina più 
recente (cfr. consid. 4.4 supra) l'esposizione di questi autori risulta superata nella 
misura in cui gli autori paiono ammettere l'obiezione di estinzione a prescindere dalla 
regiudicata materiale di una decisione emessa in una procedura di merito. Sarebbe 
difatti illogico giudicare diversamente l'ammissibilità di una compensazione 
successiva nella procedura di cui all'art. 85 LEF rispetto a una procedura di rigetto 
giusta gli artt. 80 seg. LEF. In entrambe le procedure deve valere il principio secondo 
cui un credito sul quale si è deciso con sentenza passata in giudicato non può più 
essere rimesso in discussione nella fase dell'esecuzione, a meno che non vi sia un 
vero novum.

5.2.4. Sostanzialmente la questione che si pone è in entrambi i casi quella dell'effetto 
di preclusione di una sentenza cresciuta in regiudicata materiale (cfr. a tal proposito 
anche SIMON ZINGG, in Berner Kommentar zur Schweizerischen Zivilprozessordnung, 
vol. I, Berna 2012, n. 88 ad art. 59 CPC). Di principio la regiudicata della sentenza 
comporta l'esclusione dei motivi di difesa o di attacco non fatti valere nel corso della 
procedura. Se il debitore ha già estinto preprocessualmente il credito oggetto della 
procedura mediante compensazione con una sua contropretesa, la dottrina è 
univoca nel sostenere che egli dovrebbe far valere l'obiezione dell'avvenuta 
compensazione anche all'interno della procedura. Se tralascia di farlo, perde il suo 
diritto di poter rivendicare la compensazione nella procedura esecutiva. Egli deve in 
tal caso adempiere la sua obbligazione, ossia il credito posto in giudizio, conserva 
però la sua contropretesa, cioè il credito compensante (cfr. VIKTOR AEPLI, op. cit., n. 
150 seg. ad oss. artt. 120-126 CO; SIMON ZINGG, op. cit., n. 89 ad art. 59 CPC; 
LORENZ DROESE, op. cit., pagg. 416 seg.; andando oltre DANIEL SCHWANDER, Die 
objektive Reichweite der materiellen Rechtskraft – Ausgewählte Probleme, 
Zurigo/Basilea/Ginevra 2002, pagg. 60 seg. che considera perente non solo il diritto 
alla compensazione, ma anche la contropretesa, così come CORINNE ZELLWEGER-

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GUTKNECHT, op. cit., n. 163 segg. ad oss. artt. 120-126 CO, la quale ritiene pure lei 
che il credito compensate sia estinto se la compensazione è stata dichiarata in un 
momento in cui il tribunale avrebbe ancora potuto tenerne conto, ma che non è stata 
invocata conformemente al diritto processuale). Va distinto il caso in cui la 
compensazione non è stata dichiarata né in via extraprocessuale né nell'ambito della 
procedura stessa nonostante vi sia già stata una situazione di compensabilità. 
Secondo parte della dottrina in quel caso dovrebbe essere consentita una 
compensazione a posteriori (così difatti SIMON ZINGG, op. cit., n. 89 ad art. 59 CPC). 
Secondo l'esposizione convincente di DANIEL SCHWANDER, invece, anche in tal caso 
va considerato perento il diritto di compensazione (ma non la contropretesa come 
tale). È vero che l'esercizio del diritto di compensazione dopo l'aggiudicazione 
cresciuta in giudicato della pretesa principale costituisce un fatto nuovo in grado, a 
prima vista, di derogare alla regiudicata della sentenza. La particolarità di quel nuovo 
fatto, però, è che si tratta di una dichiarazione unilaterale d'intento basata su fatti già 
esistenti al momento della procedura precedente. Tenendo presente l'effetto 
retroattivo della compensazione (art. 124 cpv. 2 CO), ammetterla a posteriori 
avrebbe inoltre per conseguenza che con semplice dichiarazione unilaterale d'intento 
si altererebbe con effetto ex tunc una situazione giuridica decisa con sentenza 
cresciuta in giudicato. Ciò contravverrebbe alla pace giuridica e alla certezza del 
diritto, scopi ai quali serve proprio la regiudicata della sentenza (cfr. DANIEL 
SCHWANDER, op. cit., pagg. 62 segg.). È anche vero che una parte non può essere 
costretta a prevalersi dei propri diritti e deve quindi essere libera di scegliere se far 
valere o meno la sua contropretesa in via di compensazione in una procedura 
giudiziaria concernente la pretesa fatta valere nei suoi confronti. Se opta di non farlo, 
ne è però anche vincolata nella procedura esecutiva concernente il credito 
aggiudicato con sentenza cresciuta in giudicato. La possibilità di difesa che era a sua 
disposizione già nella procedura di merito sulla pretesa principale avanzata nei suoi 
confronti, ma che la parte ha deciso di non sfruttare, è preclusa nella procedura 
esecutiva e ciò anche se la sua contropretesa permane e può ancora essere posta a 
sua volta in esecuzione (cfr. in tal senso anche CORINNE ZELLWEGER-GUTKNECHT, op. 
cit., n. 141 seg. ad oss. artt. 120-126 CO). Ne risulta in altre parole un divieto di 
compensazione dovuto dalla regiudicata, il quale rende inammissibile rispettivamente 
privo d'effetto l'esercizio della compensazione dopo una sentenza cresciuta in 
giudicata se la situazione di compensabilità sussisteva già nella procedura 
precedente (cfr. DANIEL SCHWANDER, op. cit., pag. 65). Di conseguenza la presa in 
considerazione di una compensazione successiva è esclusa sia nella procedura di 
rigetto (artt. 80 seg. LEF) sia nelle procedure di cui agli artt. 85 e 85a LEF. Questi 
ultimi due rimedi sono applicabili unicamente se la situazione di compensabilità e la 
dichiarazione di compensazione sono venute in essere dopo l'emanazione della 

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decisione materiale rispettivamente dopo l'ultimo momento in cui era ammesso farla 
valere nella procedura di merito (cfr. DANIEL SCHWANDER, op. cit., pagg. 66 seg.). 
Solo a questa duplice condizione la compensazione costituisce un vero novum che 
può ancora esser fatto valere nella procedura ex art. 85 o 85a LEF in relazione al 
credito antecedentemente giudicato in via definitiva.

5.3. Nella fattispecie è intanto chiaro che vi è stata una procedura di merito con 
tanto di rigetto (definitivo) dell'opposizione, promossa su azione di riconoscimento del 
debito da parte dei qui reclamanti, in occasione della quale i tribunali chiamati a 
statuire decisero che i qui reclamanti godono di un credito di CHF 89'023.00 più 
interessi nei confronti dei qui resistenti e viceversa questi hanno un credito di CHF 
17'330.60 senza interessi nei confronti dei primi. Il sussistere e l'ammontare sia del 
debito posto in esecuzione sia della contropretesa sono dunque documentati con le 
sentenze dei tribunali ticinesi. È inoltre cresciuto in giudicato l'accertamento che fino 
ad allora non vi è stata alcuna compensazione dei due crediti. Fatto sta che nelle loro 
decisioni i giudici del merito non hanno menzionato la compensazione con una 
singola parola, né quello in prima istanza né quelli d'appello in seconda istanza (né 
tantomeno il Tribunale federale nella sentenza ormai rilasciata su ricorso dei qui 
resistenti). Per contro, nella loro istanza ai sensi dell'art. 85 LEF (e dell'art. 85a LEF) i 
debitori qui resistenti invocano la compensazione, asserendo nel senso di averla 
dichiarata "sin da subito" e di averla poi comunque confermata nello scritto del 22 
marzo 2005. Visto quanto sopra, nella procedura giusta l'art. 85 LEF un tale modo di 
procedere è inammissibile, poiché i resistenti si prevalgono evidentemente di una 
compensazione dichiarata preprocessualmente che avrebbero quindi potuto far 
valere nella successiva procedura di riconoscimento. Secondo le loro stesse 
dichiarazioni non l'hanno fatto. Dichiarano, anzi, espressamente che la 
compensazione non sarebbe mai stata tematizzata nelle procedure ticinesi. Nella 
loro replica del 24 giugno 2016 (act. TDM.I.3) scrivono fra l'altro:

"[…] detta questione [inteso: la compensazione] […] non è infatti stata fonte di 
discussione tra le parti nel procedimento sfociato nel ricorso in materia civile 
inoltrato in data 11 gennaio 2016 avanti il Tribunale federale in quanto è 
emersa unicamente in seguito agli atti esecutivi fatti spiccare […] dopo 
l'emanazione delle sentenza 24 novembre 2015. […] Tale questione [è] 
oggetto esclusivamente della presente procedura."

Se, però, i resistenti hanno tralasciato di far valere la compensazione già dichiarata 
preprocessualmente, non sono più autorizzati a invocarla nella fase d'esecuzione. La 
regiudicata della sentenza pronunciata nell'ambito della procedura di riconoscimento 
esclude un tale modo di procedere. Non è quindi più necessario esaminare la 
questione a sapere se all'epoca i resistenti abbiano effettivamente fatto una 
dichiarazione di compensazione valida rispettivamente se il loro scritto del 22 marzo 

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2005 vada reputato come tale, domanda questa rimasta irrisolta dal primo giudice. I 
resistenti non affermano inoltre neanche che la loro azione riconvenzionale avrebbe 
contenuto implicitamente una (nuova) dichiarazione di compensazione che i tribunali 
ticinesi avrebbero ignorato a torto. Anche questa obiezione del resto non avrebbe più 
potuto essere sentita nella procedura giusta l'art. 85 LEF. Se i resistenti avessero 
voluto attribuire un tale effetto alla loro azione riconvenzionale, avrebbero piuttosto 
dovuto far valere la compensazione omessa nel loro ricorso dinanzi al Tribunale 
federale. Sono però i resistenti stessi a esporre che anche in detta procedura la 
compensazione delle due pretese non sarebbe ancora stata tematizzata. Infine 
sarebbe stato escluso pure, date le circostanze, che i resistenti avessero reso una 
dichiarazione di compensazione per la prima volta nella procedura di cui all'art. 85 
LEF – sia con la loro istanza del 10 maggio 2016 (pag. 7) oppure poi espressamente 
nella loro replica del 24 giugno 2016 (pagg. 5 seg.) – che avrebbe potuto 
comportare, retroattivamente, un'estinzione parziale della pretesa aggiudicata ai qui 
reclamanti con sentenza cresciuta in giudicato. Dopo la conclusione della procedura 
di merito la compensazione era ancora ammissibile soltanto nella misura in cui la 
situazione di compensabilità è venuta in essere dopo l'ultimo momento in cui i 
tribunali ticinesi potevano ancora prenderla in considerazione. Se i reclamanti hanno 
detratto loro stessi la contropretesa nel calcolo del loro credito ancora non saldato 
(cfr. osservazioni pagg. 7 seg.) e hanno con questo implicitamente dichiarato pure 
loro la compensazione, contrariamente al parere del primo giudice tale dichiarazione 
non poteva quindi riferirsi al credito posto in esecuzione (mercede di appalto), bensì 
esclusivamente ad altre pretese ivi elencate e, in senso stretto, poteva esplicare 
effetto soltanto per i crediti che sono divenuti esigibili dopo la chiusura dello scambio 
di scritti della procedura precedente. Ciò riguarda in particolare le richieste di 
risarcimento per le spese processuali e ripetibili che sono state loro riconosciute, 
siccome esse sono venute in essere soltanto con la sentenza del tribunale d'appello. 
Per quanto attiene i due crediti oggetto della procedura precedente la situazione di 
compensabilità sussisteva invece evidentemente già al momento della promozione 
della procedura, tanto più che gli stessi resistenti affermano di aver già dichiarato la 
compensazione preprocessualmente e il giudice di prime cure, dal canto suo, ha 
ritenuto che i due crediti fossero compensabili dopo la consegna dei lavori. Anche se 
i resistenti avessero effettivamente dichiarato la compensazione per la prima volta 
nella loro memoria del 10 maggio 2016 (che il primo giudice ha ritenuto rilevante), ciò 
non avrebbe cambiato nulla al fatto che a tal scopo si basano su fatti che avrebbero 
già potuto essere presentati nella procedura precedente. Infatti la compensazione 
fatta valere successivamente non costituisce un vero novum, il che però sarebbe 
condizione necessaria per poterla prendere in considerazione nella procedura di cui 
all'art. 85 LEF.

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5.4. Da quanto precede deriva che il primo giudice ha ammesso a torto l'obiezione 
di compensazione addotta dai resistenti. Questi ultimi non hanno fatto valere in 
nessun momento altri motivi che giustificherebbero un annullamento o una 
sospensione dell'esecuzione ai sensi dell'art. 85 LEF. Il reclamo va perciò accolto, la 
decisione impugnata va annullata e l'istanza giusta l'art. 85 LEF va integralmente 
respinta. Con questo tornano in discussione le richieste dei resistenti basate sull'art. 
85a LEF. Come descritti sopra, queste non sono state giudicate e per la loro natura 
non rientrano nella competenza della giurisdizione di reclamo. La causa va perciò 
rinviata all'autorità precedente. Essa dovrà trattare le rispettive richieste 
(sospensione provvisoria dell'esecuzione, accertamento della parziale inesistenza 
del credito), tenendo conto della rispettiva competenza e del tipo di procedura 
applicabile – sempreché i resistenti non ritirino le loro petizioni in considerazione 
della situazione giuridica qui descritta, la quale vale anche per l'azione giusta l'art. 
85a LEF.

6. Vanno infine ripartite le spese giudiziarie (art. 104 cpv. 1 CPC), composte 
dalle spese processuali (art. 95 cpv. 2 CPC) e le spese ripetibili (art. 95 cpv. 3 CPC). 
Se statuisce essa stessa, l'autorità giudiziaria superiore pronuncia anche sulle spese 
giudiziarie della procedura di prima istanza (art. 318 cpv. 3 CPC applicato per 
analogia; vedi ad esempio DIETER FREIBURGHAUS/SUSANNE AFHELDT, in SUTTER-
SOMM/HASENBÖHLER/LEUENBERGER [a cura di], op. cit., n. 24 ad art. 327 CPC).

6.1. Nell'occorrenza, poiché è stato deciso esclusivamente sull'azione giusta l'art. 
85 LEF, le spese processuali, da fissare e stabilire d'ufficio (art. 105 cpv. 1 CPC), 
devono essere fissate secondo l'art. 48 dell'Ordinanza sulle tasse riscosse in 
applicazione della Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento del 23 settembre 
1996 (OTLEF; RS 281.35), e non (come verosimilmente presunto erroneamente dal 
primo giudice) in base all'art. 5 cpv. 1 dell'Ordinanza sugli emolumenti in cause civili 
del 14 dicembre 2010 (OECC; CSC 320.210). Nel caso dell'azione ai sensi dell'art. 
85 LEF si tratta difatti di una procedura sommaria della LEF sottoposta all'OTLEF 
giusta l'art. 48 OTLEF (vedi l'art. 251 lett. c CPC). Anche l'art. 5 cpv. 3 OECC 
contiene del resto una riserva, o meglio, un rinvio espresso, a favore dell'OTLEF. 
Nella fattispecie il giudice di prime cure ha fissato le spese processuali a CHF 
1'000.00. Ciò è incompatibile con l'art. 48 OTLEF, il valore litigioso essendo 
compreso tra i CHF 10'000.00 e i CHF 100'000.00 (più precisamente ammonta a 
CHF 17'330.60). La Camera delle esecuzioni e dei fallimenti ritiene opportuno fissare 
le spese processuali di prima istanza a CHF 500.00. Le spese giudiziarie seguendo 
di principio la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), esse vanno a carico degli istanti e 
potranno essere compensate con l'anticipo da loro versato di CHF 2'000.00 (art. 111 

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cpv. 1 e 2 CPC). Tuttavia si ricorda che la causa è rinviata all'autorità precedente, la 
quale dovrà ormai decidere sull'azione giusta l'art. 85a LEF e quindi ripartire le spese 
processuali anche per quella procedura. L'anticipo di CHF 1'500.00 resta a 
disposizione a tale scopo.

6.2. Le stesse norme menzionate pocanzi sono applicabili anche alla procedura di 
reclamo, tenendo presente però che l'art. 61 cpv. 1 OTLEF permette all'autorità 
giudiziaria superiore cui sono deferite le decisioni adottate nell'ambito di una 
procedura sommaria in materia di esecuzione (art. 251 CPC) di riscuotere una tassa 
che ammonta, al massimo, a una volta e mezzo l'importo della tassa prevista per 
l'autorità di prima istanza. Le spese processuali di reclamo sono qui fissate a CHF 
750.00. Come in prima istanza seguono la soccombenza. Vanno perciò a carico dei 
resistenti e sono compensati con l'anticipo prestato dai reclamanti di CHF 500.00 
(art. 111 cpv. 1 e 2 CPC). I resistenti dovranno rifondere i CHF 500.00 direttamente 
ai reclamanti e pagare i CHF 250.00 restanti al Tribunale cantonale. Con questo 
sono definitivamente liquidate le spese processuali di reclamo, questa Corte non 
dovendo decidere anche sull'azione di cui all'art. 85a LEF.

6.3. La parte soccombente deve inoltre rifondere alla parte vincente un'indennità a 
titolo di ripetibili. Quest'ultima può presentare una nota delle sue spese (art. 105 cpv. 
2 CPC). Nella fattispecie i convenuti (qui reclamanti) avevano fatto valere CHF 
3'052.10 per la prima istanza (act. TDM.III.3). Nelle petizioni di reclamo hanno ridotto 
la richiesta a CHF 2'000.00 (IVA inclusa), identica all'importo aggiudicato alle 
controparti dal primo giudice. Questo importo pare senz'altro adeguato e potrebbe di 
principio essere concesso. Tuttavia si costata ancora una volta che con le rispettive 
memorie le parti si sono espresse su due azioni distinte: quella dell'art. 85 LEF e 
quella dell'art. 85a LEF. Spetterà dunque all'autorità precedente statuire quale 
importo aggiudicare alla parte vincente, tenendo conto della soccombenza ormai 
definitiva degli istanti (debitori) qui resistenti per quanto attiene all'azione di cui all'art. 
85 LEF.

6.4. Nella procedura di reclamo i reclamanti non hanno presentato una nota 
d'onorario, ma hanno chiesto parimenti CHF 2'000.00 (IVA inclusa) nelle richieste di 
giudizio. Visto l'incarto e la complessità delle questioni giuridiche che si sono poste, 
si giustifica senz'altro concedere loro un'indennità in quella misura.

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III. La Camera delle esecuzioni e dei fallimenti decide:

1. Il reclamo è accolto. La decisione impugnata è annullata e l'istanza ai sensi 
dell'art. 85 LEF è respinta.

Per il resto la causa è rinviata al Tribunale regionale Maloja per statuire 
sull'azione ai sensi dell'art. 85a LEF.

2. Le spese della procedura di prima istanza in merito all'azione giusta l'art. 85 
LEF di CHF 500.00 vanno a carico degli istanti (qui resistenti) in solido e 
potranno essere compensate con l'anticipo da loro versato di CHF 2'000.00.

Il Tribunale regionale Maloja dovrà tuttavia statuire sulle spese processuali e 
sulle spese ripetibili nella decisione in merito all'azione giusta l'art. 85a LEF, 
tenendo conto della soccombenza degli istanti in merito all'azione giusta l'art. 
85 LEF.

3. Le spese della presente procedura di reclamo di CHF 750.00 vanno a carico 
dei resistenti in solido e sono compensate con l'anticipo versato dai reclamanti 
di CHF 500.00. I resistenti sono obbligati in solido a versare i CHF 500.00 
direttamente ai reclamanti e di versare la differenza di CHF 250.00 al 
Tribunale cantonale. 

I resistenti sono inoltre obbligati in solido a rifondere ai reclamanti un'indennità 
di CHF 2'000.00 (IVA inclusa) a titolo di ripetibili per la procedura di reclamo.

4. Contro questa decisione con un valore litigioso inferiore a CHF 30'000.00 può 
essere interposto ricorso in materia civile ai sensi degli artt. 72 cpv. 2 lett. a e 
74 cpv. 2 lett. a LTF, se la controversia concerne una questione di diritto di 
importanza fondamentale. Altrimenti è dato il ricorso sussidiario in materia 
costituzionale ai sensi degli artt. 113 segg. LTF. In entrambi i casi, il ricorso è 
da inoltrare al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per scritto entro 30 giorni 
dalla notificazione della decisione con il testo integrale nel modo prescritto 
dagli artt. 42 seg. LTF. Per l'ammissibilità, il diritto, gli ulteriori presupposti e la 
procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 segg., 72 segg., 90 segg. e 113 
segg. LTF.

5. Comunicazione a: