# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4d3713c4-afe8-597f-9071-13f932de4962
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-11-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 07.11.2022 11.2021.58
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2021-58_2022-11-07.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2021.58

  11.2021.59

  11.2021.60

  11.2021.61

  	
  Lugano

  7 novembre 2022/jh         

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Giani,
  vicepresidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F.
  Bernasconi

  

 

 

sedente
per statuire nella causa CA.2021.42 (misure
a protezione del figlio: provvedimenti cautelari) della Pretura del Distretto
di Lugano, sezione 6, promossa con istanza del 1° febbraio 2021 da

 

	
   

  	
   PI
  1 (2004), 

  (rappresentato
  dal curatore processuale avv.  PA 2 

  )

   

  nell'ambito
  della causa DM.2019.197 (divorzio su azione di un coniuge) della medesima
  Pretura promossa con petizione del 18 luglio 2019 da

   

   AP
  1  

  (patrocinata
  dall'avv.  PA 1 )

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   AO
  1 

  (già
  patrocinato dall'avv.   ),

  

 

giudicando
sull'appello del 6 maggio 2021 presentato da AP 1 contro il decreto cautelare
emesso dal Pretore il 23 aprile 2021 (inc. 11.2021.58) e sulla contestuale
richiesta di gratuito patrocinio (inc. 11.2021.59),

 

cosi
come sull'appello del 6 maggio 2021 presentato da PI 1 contro il medesimo
decreto cautelare (inc. 11.2021.60) e sulla
contestuale richiesta di gratuito patrocinio (inc. 11.2021.61);

 

Ritenuto 

 

in fatto:                   A.   Nell'ambito di una
causa di divorzio che oppone AP 1 (1965) a AO 1 (1966) il Pretore del Distretto
di Lugano, sezione 6, ha omologato il 22 settembre 2020 un accordo cautelare in
cui i coniugi hanno convenuto il collocamento in internato del figlio PI 1
(nato il 20 settembre 2004), affidato alla madre, e disciplinato il diritto di
visita paterno, il padre impegnandosi da parte sua a versare un contributo
alimentare per il figlio di fr. 1100.– mensili (assegni familiari non
compresi). I coniugi hanno chiesto inoltre al Pretore di ordinare all'Ufficio
dell'aiuto e della protezione di continuare la presa a carico del figlio per il
tramite del Servizio medico-psicologico di Viganello, di individuare una
struttura adeguata per il collocamento e di eseguire la misura di internato.

 

                                  B.   Il 1° febbraio 2021 PI
1 si è rivolto al Pretore, postulando la revoca del collocamento o, in
subordine, la possibilità di esprimersi prima che il collocamento fosse
eseguito e di confrontarsi con un medico di sua fiducia, da lui indicato nella
persona del dott. __________ B__________ di __________, affinché questi
redigesse un rapporto all'attenzione del giudice. In via ancor più subordinata egli
ha chiesto di essere coinvolto nella scelta della comunità terapeutica. Invitati
a formulare osservazioni scritte, AO 1 ha proposto il 19 febbraio 2021 di
respingere l'istanza, mentre AP 1 ha proposto invece quello stesso 19 febbraio
2021 di accoglierla e di commissionare al dott. __________ B__________ la
stesura di un referto medico da contrapporre alle relazioni del Servizio
medico-psicologico. Quest'ultimo ha trasmesso al Pretore il 16 aprile 2021 un
rapporto sull'aggiornamento della situazione. Il documento è stato notificato
ai coniugi e al curatore processuale del figlio.

 

                                  C.   Statuendo con decreto
cautelare del 23 aprile 2021, il Pretore ha respinto tre delle quattro
richieste avanzate da PI 1: quella intesa alla revoca del collocamento, quella
di potersi esprimere personalmente davanti al giudice e quella di essere coinvolto
nella scelta della comunità terapeutica. La quarta richiesta, tendente a far
redigere dal dott. __________ B__________ un rapporto medico, è stata
stralciata dal ruolo siccome priva d'interesse (“ritenuto che gli accertamenti
della rete di sostegno intervenuti sino ad ora hanno evidenziato la necessità
di procedere con urgenza e che non vi è modo di dubitare sulle concordanti
conclusioni a cui sono giunti UAP e SMP”). Il giudizio sulle spese processuali
è stato rinviato alla decisione di merito.

 

                                  D.   Contro il decreto
cautelare appena citato AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 6
maggio 2021 volto a ottenere che, accordatole il beneficio del gratuito
patrocinio e conferito al ricorso effetto sospensivo, il giudizio in questione sia
riformato nel senso di revocare il collocamento del figlio in internato (inc. 11.2021.58/59).
Anche PI 1 ha impugnato il decreto cautelare con un appello del 6 maggio 2021
volto a ottenere che, accordatogli il beneficio del gratuito patrocinio e conferito
al ricorso effetto sospensivo, il giudizio impugnato sia riformato revocando il
suo collocamento in internato o in via subordinata di potersi esprimere
personalmente davanti al giudice o in via ancor più subordinata di potersi
confrontare con il suo medico di fiducia dott. __________ B__________ chiamato
a redigere un rapporto medico (inc. 11.2021.60/61). Con decreti del 17 e del 18 maggio
2021 il presidente di questa Camera ha dichiarato priva di portata pratica le
richieste di effetto sospensivo. Gli appelli non sono stati notificati a AO 1 per
osservazioni. 

 

                                  E.   In pendenza di
appello, statuendo con sentenza del 4 gennaio 2022 il Pretore ha pronunciato il
divorzio e ha, in particolare, revocato il collocamento di PI 1, ha affidato
quest'ultimo alla madre (riservato il diritto di visita paterno) con esercizio
in comune dell'autorità parentale, ha confermato la curatela educativa in
favore del minore e ha obbligato AO 1 a versare un contributo alimentare per il
figlio di fr. 1100.– mensili, assegno familiare non compreso (DM. 2019.197). Un
appello introdotto il 7 febbraio 2022 da AP 1 contro la regolamentazione dei
rapporti patrimoniali è stato dichiarato da questa Camera irricevibile per
mancato pagamento dell'anticipo delle spese presunte (inc. 11.2022.23). La
richiesta di gratuito patrocinio correlata a tale appello è stata respinta (inc.
11.2022.26).               

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   I due rimedi
giuridici in esame sono diretti contro la stessa decisione e si fondano sul
medesimo complesso di fatti. Si giustifica così di congiungere le procedure di
appello e di emanare una sentenza unica (art. 125 lett. c CPC).

 

                                   2.   Nella fattispecie,
come si è detto, in esito al divorzio, il Pretore ha revocato il collocamento
di PI 1 affidandolo alla madre. L'appello di quest'ultima è stato dichiarato
irricevibile di modo che la sentenza di divorzio è passata in giudicato. Per di
più, nel frattempo, PI 1 è diventato maggiorenne. Ne discende nelle circostanze
descritte che gli appelli in esame volti alla revoca del collocamento cautelare
del figlio e all'adozione di altre misure correlate, risultano ormai superati dagli
eventi e privi di interesse pratico e attuale. 

 

                                   3.   Qualora una causa
diventi senza oggetto o senza interesse il giudice stralcia il procedimento dal
ruolo (art. 242 CPC), limitandosi a statuire sulle spese giudiziarie potendo al
riguardo prescindere dai principi di ripartizione “secondo la soccombenza”
(art. 106 CPC) e suddividerle secondo equità (art. 107 cpv. 1 lett. e CPC). A
tal fine egli considera, segnatamente, “quale parte abbia provocato la
proposizione dell'azione, quale sarebbe stato il presumibile esito della causa
e quale parte è all'origine dei motivi che hanno reso il procedimento senza
oggetto”. In concreto la caducità della procedura è dovuta all'emanazione della
sentenza di merito ed è estranea al comportamento delle parti. Giova così
esaminare quale sarebbe stato, a un sommario esame, il presumibile esito
dell'appello. Per valutare quale sarebbe stato il presumibile esito di una
causa il giudice si limita in ogni modo a un pronostico d'apparenza, senza
apprezzare prove né analizzare questioni giuridiche. Se deve valutare quale
parte sia all'origine dei motivi che hanno reso il procedimento senza oggetto,
inoltre, egli tiene conto del fatto che qualora la caducità sia stata provocata
da una parte, quest'ultima va rimessa alle proprie responsabilità e chiamata,
per principio, a rispondere dei costi (RtiD II-2021 pag. 717 n. 26c). 

 

                                         In concreto, gli argomenti addotti dagli appellanti contro il
decreto cautelare sono stati sostanzialmente considerati dal Pretore, anche se
sulla base di nuovi fatti, nella decisione di merito tanto da revocare il
collocamento. Ciò posto, non v'è motivo per ritenere che in ambito cautelare
l'esito sarebbe stato verosimilmente diverso. Ne segue che le spese dello
stralcio sarebbe state poste a carico di AO 1. Se non che quest'ultimo non ha
proposto di respingere gli appelli di modo che conviene rinunciare alla
riscossione di oneri e all'addebito di ripetibili. Né lo Stato può essere
tenuto alla rifusione di ripetibili (DTF 140 III 389 consid. 4.1 con richiami).
Il problema è che tra le spese processuali vi sono anche quelle per la
rappresentanza del figlio ordinata in applicazione dell'art. 299 cpv. 1 CPC
(art. 95 cpv. 2 lett. e CPC). Tale onere è suddiviso quindi tra i genitori, di
regola secondo la soccombenza (Dietschy-Martenet
in: CPC, Petit commentaire, Basilea 2021 n. 16 ad art. 299), anche se il
curatore viene prioritariamente retribuito dal Cantone (“cassa del Tribunale”: Trezzini, Commentario pratico al Codice
di diritto processuale civile svizzero, vol. 1, 2ª edizione, n. 16iii ad art. 95;
Stalder/van de Graaf in:
Oberhammer/Domej/Haas [curatori], Schweizerische Zivilprozessordnung, 3ª
edizione, n. 18 ad art. 299). Premesso ciò, l'avv. PA 2 è stato incaricato dal
Pretore a fungere da curatore di PI 1 (cfr. ordinanza del 17 dicembre 2020)
sicché egli ha diritto di essere retribuito dallo Stato del Cantone Ticino anche
se poi la spesa non può essere addebitata al genitore soccombente. Ciò rende
senza oggetto la richiesta di gratuito patrocinio formulata dall'istante in
appello.

 

                                   4.   Per quanto attiene
alla richiesta di gratuito patrocinio avanzata in questa sede da AP 1, essa risulta
di principio senza interesse. Il diritto all'assistenza giudiziaria è, in
effetti, di natura altamente personale (riferimenti di giurisprudenza in: RtiD
II-2006 pag. 614 in basso). Di conseguenza, qualora una parte in causa perda –
per un motivo qualsiasi – tale sua qualità durante il processo, l'eventuale
diritto al gratuito patrocinio si estingue (sentenza del Tribunale federale
5P.220/2003 del 23 dicembre 2003, consid. 3.1; più recentemente: sentenza 9C_852/2017 del 25 giugno 2018
consid. 3.1 con richiami; RtiD II-2006 pag. 614 in basso con numerosi
riferimenti). Tale principio vale a maggior ragione ove al momento di perdere
la qualità di parte il richiedente non abbia ancora ottenuto il gratuito
patrocinio, poiché in simili condizioni viene meno addirittura un interesse
alla decisione sul conferimento del beneficio (da ultimo: I CCA, sentenza inc. 11.2021.95
del 20 giugno 2022 consid. 3). Si volesse per avventura ritenere tale prassi iniqua
in un caso come quello in esame ed esaminare il diritto delle parti al gratuito
patrocinio, l'esito del­l'impugnazione
non risulterebbe migliore, come si vedrà in appresso.

 

                                   5.   Nell'appello AP 1
faceva sostanzialmente valere di essere indigente tanto da avere già ottenuto il
gratuito patrocinio davanti al Pretore.

 

                                   a)  Le
spese processuali di una causa di stato (cautelari comprese: I CCA sentenza
inc. 11.2017.116 del 25 febbraio 2019 consid. 13) sono, per principio, a carico
dell'unione coniugale. L'assistenza gratuita dello Stato è puramente
sussidiaria (DTF 138 III 673 consid. 4.2.1; v. anche DTF 148 III 23 consid. 3.1 con rinvii). Le
parti devono quindi far fronte da sé, con il loro reddito e la loro sostanza,
ai costi di patrocinio, di procedura (anticipi richiesti dal tribunale) e alle
spese vive causate dal processo (trasferte, traduzioni ecc.). Internamente il
coniuge che non è in grado di sopperire a tali necessità ha diritto di ottenere
un adeguato sussidio dall'altro (provvigione ad litem). Il beneficio del
gratuito patrocinio da parte dello Stato entra in linea di conto soltanto se
anche l'altro coniuge è sprovvisto di risorse sufficienti, ovvero se l'unione
coniugale non è dotata di mezzi adeguati (DTF 143 III 624 consid, 7; analogamente: I CCA, sentenza inc.
11.2022.54 del 28 giugno 2022 consid. 4).

 

                                   b)  In
concreto, come già indicato nella decisione del 4 marzo 2022 (inc. 11.2022.26),
AP 1 non pretende che sarebbe stato infruttuoso chiedere al marito una
provvigione ad litem per la procedura di appello, né asserisce che il
marito non avesse mezzi sufficienti per concederle un sussidio, tanto meno già
a un sommario esame. Del resto, come risulta dalla sentenza di divorzio del 4
gennaio 2022, AO 1 dispone di un margine di fr. 2545.– mensili (reddito
fr. 7217.– mensili, meno fabbisogno minimo fr. 3572.60, mensili meno
contributo alimentare per il figlio PI 1 fr. 1100.– mensili: pag. 12 segg.). Non
consta per altro che tale situazione non rispecchiasse quella del maggio del
2021, quando la moglie ha introdotto l'appello in esame. In tali circostanze
non può dirsi, dunque, di primo acchito, che una richiesta di provvigione ad
litem sarebbe apparsa destinata all'insuccesso, ovvero che il marito non
avesse modo di anticipare alla richiedente una congrua somma, la quale sarebbe
stata destinata a essere rimborsata in esito al giudizio definitivo sulle spese
processuali o computata sulla liquidazione del regime matrimoniale (DTF 146 III
212 consid. 6.3 con rinvii; v. anche RtiD I-2015 pag. 871 consid. 4a con
rinvii, I-2012 pag. 882 consid. 19 con richiamo). Ne segue che non soccorrono
così le premesse per accogliere la richiesta di gratuito patrocinio, la quale
presuppone – appunto – l'impossibilità di ottenere un adeguato sussidio da
parte dell'altro coniuge (analogamente: I CCA sentenza inc. 11.2022.54 del 28
giugno 2022 consid. 4).        

 

                                   6.   Circa i rimedi
giuridici esperibili contro la presente decisione a livello federale (art. 112
cpv. 1 lett. d LTF), la possibilità
di un ricorso in materia civile sarebbe data senza riguardo a questioni di
valore (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF), le misure a protezione del
figlio non essendo
correlate a questioni di valore. Trattandosi in concreto di un decreto
cautelare, nondimeno, il ricorrente avrebbe potuto far valere davanti al
Tribunale federale soltanto la violazione di diritti
costituzionali (art. 98 LTF).
L'impugnabilità del dispositivo sul gratuito patrocinio, di natura
incidentale, segue quella dell'azione principale (art. 51 cpv. 1 lett. c LTF).

 

Per questi motivi,

 

decide:                     1.   Le cause inc. 11.2021.58/59
e 11.2021.60/61 sono congiunte.

                                   2.   Gli appelli sono dichiarati
senza interesse e la causa è stralciata dal ruolo.

 

                                   3.   Non si riscuotono spese.

 

                                   4.   Lo Stato del Cantone Ticino
verserà all'avv. PA 2, rappresentante processuale di PI 1, un'indennità di 

fr. 1500.–.

 

                                   5.   Nella misura in cui non è priva
d'interesse, la richiesta di
gratuito patrocinio presentata da AP 1 per la procedura di appello (inc.
11.2021.59) è respinta.

 

                                   6.   La richiesta di gratuito patrocinio presentata da PI 1 per la
procedura di appello (inc. 11.2021.61) è dichiarata senza interesse.

 

                                   7.   Notificazione a:

	
   

  	
  –
  avv.   ;

  –
  avv.   ;

  –
    .

  

 

                                         Comunicazione a:

                                         – Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 6;

                                         –
Stato del Cantone Ticino, Ufficio
dell'incasso e delle pene al-ternative, Bellinzona (consid. 3 e dispositivo n.
4, in estratto).

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
vicepresidente                                                   La
vicecancelliera

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso
in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116
LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso
durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto
sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).