# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** afb8c124-cebe-5a84-b58d-8679649979c5
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2001-05-22
**Language:** it
**Title:** Bundesgericht Eidgenössisches Versicherungsgericht 22.05.2001 U 181/98
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BGer/CH_BGer_016_U-181-98_2001-05-22.html

## Full Text

[AZA 7] 

U 181/98 Ws 

 

IVa Camera 

 

composta dei giudici federali Borella, Rüedi e Leuzinger; 

Schäuble, cancelliere 

 

 

Sentenza del 22 maggio 2001 

 

nella causa 

 

Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli 

infortuni, Fluhmattstrasse 1, 6002 Lucerna, ricorrente, 

 

contro 

 

L._______, opponente, rappresentato dall'avv. Francesca 

Gemnetti, Via Nizzola 4, 6501 Bellinzona, 

 

e 

 

Tribunale cantonale delle assicurazioni, 6900 Lugano 

 

 

 

F a t t i : 

 

A.- L._______, nato nel 1949, di professione boscaiolo, 

lavorava come aiuto volo presso la ditta H._______ SA 

di B._______ quando, il 6 giugno 1990, fu vittima di un 

infortunio professionale. Egli ne riportò un trauma distorsivo/contusivo 

del ginocchio destro, curato con meniscectomia 

parziale mediale, ricostruzione del legamento collaterale 

mediale e osteotomia valgizzante derotativa. 

L'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro 

gli infortuni (INSAI) assunse il caso, versando le prestazioni 

di legge. 

Mediante decisione 2 settembre 1997, l'INSAI dispose 

l'erogazione di una rendita d'invalidità del 17% dal 1° 

maggio 1997 e di un'indennità per menomazione all'integrità 

del 5%, confermando il provvedimento anche dopo opposizione, 

il 20 ottobre 1997. 

 

B.- Assistito dall'avv. Francesca Gemnetti, L._______ 

insorse con ricorso al Tribunale delle assicurazioni del 

Cantone Ticino chiedendo l'assegnazione di una rendita 

d'invalidità del 35% e la concessione del beneficio dell'assistenza 

giudiziaria e del gratuito patrocinio con rifusione 

di spese e ripetibili. 

Con decisione 2 febbraio 1998 la vicepresidente del 

Tribunale cantonale accordò l'assistenza giudiziaria richiesta. 

 

Per giudizio del successivo 28 aprile, l'autorità giudiziaria 

di primo grado accolse poi parzialmente il gravame, 

obbligando l'INSAI a versare all'insorgente una rendita 

calcolata su un'invalidità del 30%. L'Istituto venne inoltre 

condannato al pagamento di ripetibili nella misura di 

fr. 1'000.-. 

C.- L'INSAI interpone a questa Corte un ricorso di diritto 

amministrativo con cui chiede di stabilire il tasso 

d'invalidità al 17%, conformemente alla decisione su opposizione 

litigiosa. 

L'assicurato, sempre tramite l'avv. Francesca Gemnetti, 

postula la reiezione del gravame, il riconoscimento di 

un tasso d'invalidità del 35% e il beneficio dell'assistenza 

giudiziaria gratuita. Da parte sua l'Ufficio federale 

delle assicurazioni sociali rinuncia a determinarsi. 

 

 

D i r i t t o : 

 

1.- Nei considerandi del querelato giudizio il Tribunale 

delle assicurazioni del Cantone Ticino ha già correttamente 

ricordato le norme di diritto concernenti il tema 

oggetto della lite, la quale verte unicamente sulla questione 

della commisurazione dell'invalidità lamentata dall'opponente. 

I primi giudici hanno in particolare esposto 

come, giusta l'art. 18 cpv. 2 LAINF, il grado d'invalidità 

venga determinato paragonando il reddito del lavoro che 

l'assicurato potrebbe conseguire, dopo l'insorgenza dell'invalidità 

e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti 

d'integrazione, nell'esercizio di un'attività esigibile da 

lui in condizioni equilibrate di mercato del lavoro, con 

quello che avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato 

invalido. Essi hanno poi rilevato, pure a ragione, che al 

fine di poter graduare l'invalidità, all'amministrazione (o 

al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti 

che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente 

da altri specialisti, precisando, da un lato, come il 

compito del medico consista nel porre un giudizio sullo 

stato di salute e nell'indicare in quale misura e in quali 

attività l'assicurato sia incapace al lavoro, dall'altro, 

come la documentazione medica costituisca un importante 

elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora 

ragionevolmente esigibili dall'assicurato. A questa 

esposizione non può che essere fatto riferimento e prestata 

adesione. 

2.- a) Nell'evenienza concreta, fondandosi essenzialmente 

sugli accertamenti sanitari esperiti ed evidenziati 

nei rapporti allestiti rispettivamente il 3 marzo 1994 e il 

18 marzo 1997 dal dott. K._______ e dal dott. C._______, 

entrambi medici di circondario dell'INSAI, i primi giudici 

hanno considerato che l'assicurato, a dipendenza dei postumi 

infortunistici al ginocchio destro, non era più in grado 

di svolgere l'attività esercitata prima dell'incidente subito 

nel 1990. Come l'istituto assicuratore, essi hanno però 

ritenuto l'interessato abile al lavoro in misura completa 

in attività sostitutive leggere compatibili con lo stato 

di salute. Su tale punto, il Tribunale federale delle assicurazioni 

non ha alcun motivo per scostarsi dal giudizio 

impugnato. Le censure formulate in proposito dall'opponente, 

analoghe a quelle da lui presentate in sede di gravame 

all'autorità cantonale, non permettono a questa Corte di 

pervenire ad una diversa conclusione (cfr. sull'attendibilità 

delle valutazioni dei medici di circondario dell'INSAI, 

DTF 122 V 161 in fine; v. pure GAAC 2000 n. 138 

pag. 1341 segg.). 

 

b) Ai fini di stabilire le ripercussioni economiche 

dell'impossibilità, per l'assicurato, di svolgere la precedente 

attività, le istanze inferiori hanno fatto capo ad un 

paragone dei redditi, come lo prescrive l'art. 18 cpv. 2 

LAINF, già citato. Per quel che riguarda, in particolare, 

il reddito ipotetico d'invalido, i primi giudici, in modifica 

di quanto stabilito nel provvedimento amministrativo 

impugnato e prevalendosi della propria giurisprudenza sviluppata 

in tema di determinazione del salario di riferimento 

per il calcolo della capacità di guadagno residua, hanno 

ritenuto l'importo di fr. 35'000.-, che corrispondeva negli 

anni dal 1994 al 1998 alla retribuzione annua media conseguibile 

sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati 

non qualificati con problemi di salute in attività 

leggere adeguate. Orbene, la questione dei salari medi fondati 

su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria 

ticinese si riferisce, è stata oggetto di una recente 

sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni pubblicata 

in DTF 126 V 75 segg. 

 

c) In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza 

stabilito che ai fini della determinazione del reddito 

da invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale 

e salariale concreta dell'interessato. Qualora 

difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente 

alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti 

dalle statistiche salariali. La questione di sapere se 

e in quale misura al caso i salari fondati su dati statistici 

debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle 

circostanze personali e professionali del caso concreto 

(limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni 

di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado 

di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è 

tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato, al 

riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del 

salario statistico permettesse di tener conto delle varie 

particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. 

Il Tribunale federale delle assicurazioni ha poi ancora 

rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a 

pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da 

una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, 

il giudice non può senza valido motivo sostituire il 

suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione. 

 

d) Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo 

cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su 

un mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o 

non qualificato in attività confacenti allo stato di salute 

è valutato senza particolare riferimento alle circostanze 

specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, 

non soddisfa manifestamente le esigenze poste dalla nuova 

giurisprudenza precitata (nello stesso senso: sentenze 19 

aprile 2001 in re P., I 226/00, 31 gennaio 2001 in re R., I 

10/00, e 30 giugno 2000 in re B., I 411/98). Il giudizio 

querelato non può quindi essere tutelato. 

 

e) Per determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato, 

l'istituto ricorrente ha compiuto degli accertamenti 

presso alcune aziende del Cantone Ticino appurando 

come in attività leggere, che anche l'interessato sarebbe 

in grado di esercitare dal profilo sanitario, i dipendenti 

di tali ditte percepissero un reddito annuo medio 

pari a fr. 42'030.-. Orbene, il Tribunale federale delle 

assicurazioni può aderire alla valutazione del guadagno 

ipotetico di invalido operata dall'INSAI. L'importo stabilito 

appare plausibile alla luce dei dati statistici sulla 

struttura dei salari editi dal competente Ufficio federale 

- dati secondo i quali la retribuzione annua media dei lavoratori 

di sesso maschile attivi in occupazioni semplici e 

ripetitive nel settore privato ammontava, nel 1997, a fr. 

54'245.- (fr. 4'294.- : 40 x 41,9 x 12 x 100,5%) - quando 

si consideri come, ai sensi della giurisprudenza in DTF 126 

V 75 sopra indicata, le specifiche circostanze del caso 

concreto siano suscettibili di comportare una riduzione del 

salario statistico fino, realizzate tutte le premesse, al 

limite massimo del 25%. 

 

3.- In tali condizioni, ritenuto che il reddito ipotetico 

conseguibile senza invalidità (fr. 50'568.- annui) non 

è mai stato contestato dalle parti in causa, la decisione 

amministrativa in lite che riconosce all'opponente il diritto 

a una rendita calcolata su un'invalidità del solo 17% 

merita di essere ristabilita. 

 

4.- a) L'opponente ha domandato di essere posto al beneficio 

dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio. 

Ora, i requisiti posti dall'art. 152 cpv. 2 OG in relazione 

con l'art. 135 OG appaiono adempiuti. Dalla documentazione 

all'inserto risulta in effetti comprovata la situazione 

d'indigenza e, visti i non evidenti quesiti giuridici 

posti dalla fattispecie, non si poteva pretendere che 

il richiedente difendesse i suoi interessi senza l'ausilio 

di un legale (Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation 

judiciaire, vol. V, n. 5 e 7 all'art. 152 OG). 

Il gratuito patrocinio va quindi concesso. L'assicurato, 

che già aveva ottenuto tale beneficio in sede cantonale, 

con decisione esplicante tuttora effetto, viene comunque 

esplicitamente avvertito che qualora sia più tardi in grado 

di pagare, sarà tenuto alla rifusione verso la Cassa del 

Tribunale ai sensi dell'art. 152 cpv. 3 OG. 

 

b) Nella misura in cui la richiesta concerne invece la 

dispensa dal pagamento delle spese giudiziarie, essa è priva 

di oggetto, la procedura di ricorso in materia d'assegnazione 

o di rifiuto di prestazioni assicurative essendo 

di regola gratuita (art. 134 OG). 

 

 

Per questi motivi, il Tribunale federale delle assicurazioni 

 

p r o n u n c i a : 

 

I. Il ricorso di diritto amministrativo è accolto, il 

giudizio querelato 28 aprile 1998 essendo annullato. 

II. Non si percepiscono spese giudiziarie. 

 

III. La domanda di assistenza giudiziaria dell'opponente è 

accolta. La Cassa del Tribunale rifonderà alla patrocinatrice 

dell'interessato fr. 2'500.- (comprensivi 

dell'imposta sul valore aggiunto) a titolo di patrocinio 

per la procedura federale. 

 

IV. La presente sentenza sarà intimata alle parti, al Tribunale 

cantonale delle assicurazioni, Lugano, e all'Ufficio 

federale delle assicurazioni sociali. 

 

Lucerna, 22 maggio 2001 

In nome del 

Tribunale federale delle assicurazioni 

Il Presidente della IVa Camera : 

 

 

 

 

 

Il Cancelliere :