# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e0d86d6f-7ded-5134-97f9-bcf7d47c6be6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-04-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.04.2004 38.2003.8
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2003-8_2004-04-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2003.8

   

  mm/tf

  	
  Lugano

  28 aprile
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 dicembre 2002
di

 

	
   

  	
  ______

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 2 dicembre 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________
  

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 2 dicembre 2002, la Sezione del lavoro ha stabilito che
l'assicurata è inidonea al collocamento dal 1° luglio 2002, argomentando:

 

"  (…)

Conformemente agli articoli menzionati, l'assicurato ha diritto
all'indennità di disoccupazione solamente se è idoneo al collocamento, ossia
disposto, capace e autorizzato ad accettare un occupazione adeguata (art. 15
cpv. 1 LADI).

L'idoneità al collocamento comprende due elementi: da una parte la
capacità lavorativa in senso oggettivo, vale a dire la capacità di esercitare
un'attività lucrativa salariata senza che l'assicurato ne sia impedito per
delle ragioni inerenti alla sua persona, e dall'altra parte soggettivamente la
disponibilità ad accettare un'occupazione adeguata ai sensi dell'art. 16 LAD1,
ciò che implica non solamente la volontà a prendere tale lavoro se si presenta,
ma anche una disponibilità sufficiente in merito al tempo che l'assicurato può
consacrare ad un impiego (cfr. DTF 120 V 392 ss, DTF 112 V 326 ss; Stauffer, Bundesgesetz über die obligatorische Arbeitslosenversicherung
und Insolvenzentschädigung, 2 ed., Zurigo 1998, pagg.
31-38).

 

Nella presente fattispecie, la signora __________ controlla la
disoccupazione al 100% dal 1 luglio 2002, nel corso del suo secondo termine
quadro, alla ricerca di un'occupazione quale operaia di fabbrica.

II 21 ottobre '02 l'URC di __________ ha emesso una decisione per
la frequenza di un corso "Tecniche ricerca impiego" presso la
__________, a metà tempo il mattino, a partire dal 4 novembre '02.

Con lettere del 28 ottobre e del 2 novembre '02, l'assicurata
chiede di essere esonerata dalla frequenza al corso, informando l'URC di
__________ di essere impossibilitata a partecipare al corso per ragioni
imputabili alla sua situazione famigliare.

L'URC di __________ ci ha trasmesso una comunicazione in merito il
4 novembre '02.

L'assicurata è sentita a verbale il 21 novembre '02: informata di
che cosa le si prospetta in base alle prescrizioni di legge rispetto alla sua
situazione, l'assicurata afferma che non intende lasciare l'occupazione che
attualmente ricopre, e ribadisce quanto affermato nelle lettere citate più
sopra, dimostrando la sua non collocabilità visto che al mattino non è
disponibile per il mercato del lavoro per ragioni personali, mentre al
pomeriggio non è collocabile in quanto impegnata con un'occupazione che non
intende lasciare.

 

Considerati i fatti sopra esposti, lo scrivente Ufficio ritiene
l'assicurata inidonea al collocamento dal 1 luglio 2002.(…)" 

                                         (doc. _
retro).

 

                               1.2.   Con
tempestivo ricorso del 30 dicembre 2002, l'assicurata, ritenendosi idonea al
collocamento, ha chiesto l'annullamento dell'impugnata decisione, rilevando:

 

" 
(…).

Durante il colloquio del 21 novembre scorso ho
affermato che non intendo lasciare l'occupazione attuale in quanto potrebbe
prospettarsi una mia riassunzione a tempo pieno a breve termine. Qualora
dovessi trovare un altro lavoro al 100% sarei costretta a dare le dimissioni
dalla __________ in quanto ho necessità di dovere lavorare a tempo pieno.

In questo caso, non potendo contare sul mio
compagno poiché lavora anche lui e su mia madre per l'intera giornata, dovrei
cercare un asilo nido dove poter portare mia figlia che ha un anno.

 

Questa situazione non la si può organizzare dall'oggi
al domani in quanto bisogna trovare un asilo nido confacente e che sia disposto
a prendere mia figlia. Il corso "tecniche ricerca impiego" che avrei
dovuto frequentare iniziava pochissimi giorni dopo la comunicazione dell'URC di
__________ e non c'era il tempo materiale per organizzarsi.

 

Contesto quindi la decisione di inidoneità al
collocamento; infatti se trovassi lavoro al 100% lo accetterei per i motivi
sopra indicati.

 

Chiedo pertanto che la decisione della Sezione
del lavoro venga modificata poiché mi ritengo idonea al collocamento". (doc. _) 

                               1.3.   L'autorità
amministrativa, con la sua risposta di causa del 26 maggio 2003, ha postulato
l'integrale reiezione dell'impugnativa ed ha, in particolare, osservato:

 

"  (…)

6. Nel proprio ricorso la signora __________
afferma di essere, per necessità, alla ricerca di un'occupazione a tempo pieno
e di essere disposta ad abbandonare l'attuale impiego a metà tempo a __________
presso la __________ a favore di un impiego a tempo pieno.

 

Ora, si osserva come la ricorrente, successivamente alla decisione
d'inidoneità, abbia cambiato completamente versione rispetto a quanto
dichiarato nel corso della sua audizione e nei suoi precedenti scritti.
Infatti, dal verbale del 21 novembre 2002 risulta chiaramente che l'assicurata
è sì alla ricerca di un'occupazione a tempo pieno, ma non è disposta a lasciare
l'attuale impiego a tempo parziale, desiderando unicamente trovare un lavoro da
affiancare al suo attuale. Inoltre, interpellata circa la sua disponibilità ad
accettare un impiego nella misura del 50% nonché il tipo e la situazione
geografica dello stesso, la signora __________ ha dichiarato di essere sì
disposta ad accettarlo, ma solamente se in fabbrica e nei pressi dell'attuale
suo posto di lavoro a __________ ("Sì, limitatamente alla fabbrica'). Inoltre,
riguardo ad una eventuale riassunzione a tempo pieno dell'assicurata presso la
__________ a breve termine, nulla risulta dal verbale d'audizione e comunque
lei stessa, con scritto 20 maggio 2003, dichiara non ipotizzabile per l'anno in
corso una simile riassunzione (cfr. doc. _).

 

Per quanto riguarda la mancata partecipazione al corso TRI previsto a __________, va osservato quanto segue. AI momento
della decisione d'inidoneità al collocamento della signora __________, la
figlia, nata il __________ 2001 (cfr. doc. _), aveva poco più di undici mesi.
La ricorrente sostiene nei suoi scritti di data 28 ottobre 2002 e 02 novembre
2002 di non poter partecipare, anche se obbligatorio, al corso TRI
previsto al mattino a __________ dal 4 novembre al 20 dicembre 2002, in
quanto ha una bambina piccola che ancora allatta e che non saprebbe a chi
affidarla, poiché sua madre, che è anziana ed abita a __________, non se la
sente di tenere la nipotina tutto il giorno e il suo compagno lavora. Ora,
l'assicurata, successivamente alla sua audizione del 21 novembre 2002 e
contraddicendosi con quanto sostenuto nel proprio gravame, ha prodotto una
dichiarazione della madre circa la disponibilità di quest'ultima ad accudire la
bambina durante tutta la giornata, dal lunedì al venerdì (doc. _). Visto quanto
precede, i motivi addotti dalla signora __________ a sostegno della mancata
partecipazione al corso TRI, peraltro obbligatoria, non
sono sufficienti per giustificare il rifiuto del provvedimento inerente al
mercato del lavoro. Del resto, alla luce della direttiva del Seco Maternità
e assicurazione contro la disoccupazione (doc. _), se una partoriente, a
partire dalla nona settimana e fino alla sedicesima settimana dopo il parto,
deve essere disposta ad accettare un'occupazione o a partecipare a un
provvedimento inerente al mercato del lavoro, a fortiori deve esserlo
quando ha superato questo periodo.

 

Si osserva inoltre che, contrariamente a quanto sostenuto dalla
ricorrente nell'atto ricorsuale, la stessa è stata avvertita della sua
frequentazione al corso TRI, con inizio il 4 novembre
2002, in data 18 ottobre 2002 nel corso del colloquio di consulenza (cfr. doc.
_), per cui la stessa aveva circa due settimane di tempo per prendere le
necessarie disposizioni organizzative.

 

Va infine rilevato che le precisazioni contenute nel presente
gravame circa la disponibilità della signora __________ a lasciare l'attuale
impiego presso la __________ sono evidentemente prodotte e adattate ai fini
della causa. Conformemente alla giurisprudenza e alla dottrina (Maurer,
Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, pag. 263), in
presenza di due versioni differenti la preferenza deve essere accordata alle
dichiarazioni che l'assicurato ha dato nella prima ora, quando ne ignorava le
conseguenze giuridiche. Le spiegazioni fornite in un secondo tempo non possono
integrare le prime constatazioni dettagliate, soprattutto se esse le
contraddicono (STFA del 30 novembre 1999 nella causa C.S. contro CAD
del SEI e TCA, C 286/99 Ws, consid. 2, pag. 3; DTF
121 V 45, consid. 2a, pag. 47; DTF 115 V 133, consid. 8c, pag. 143; RAMI 1988
pag. 363 consid. 3b/aa; STFA del 27 agosto 1992 in re M., non pubblicata; RDAT
II-1994, pag. 189; cfr. pure prassi AD 98/1, Commento alle direttive, Foglio
18/6, punto B). 

 

7.Visto quanto precede e segnatamente, considerato che la signora
__________ non ha partecipato al corso TRI a __________,
che i motivi personali indicati non sono sufficienti a legittimare la mancata
frequentazione della misura assegnata, che l'assicurata non è disposta ad
abbandonare il suo attuale impiego a tempo parziale presso la ditta __________,
che si dichiara disposta ad accettare solo un impiego a tempo parziale da
affiancare all'attuale lavoro, ma soltanto se si tratta di un lavoro in
fabbrica e, in più, se può essere svolto nei pressi del suo impiego a
__________, va concluso che la signora __________ non dimostra una sufficiente
disponibilità al collocamento e deve essere ritenuta inidonea al collocamento a
far tempo dal 1. luglio 2002 (…)" 

                                         (doc. _).

 

                               1.4.   In corso di
causa, il TCA ha posto all'assicurata i seguenti quesiti:

 

" 
(…)

 

nella procedura ricorsuale che la concerne, la
invitiamo, ai fini dell'istruttoria di causa, a voler rendere verosimile che,
qualora trovasse un'occupazione a tempo pieno, lei sarebbe effettivamente in
grado, entro breve termine, di collocare sua figlia presso un asilo nido.

 

Voglia, d'altra parte, rispondere ai seguenti
quesiti:

 

1. Per quale ragione, al momento in cui le è stata preannunciata
l'iscrizione al corso TRI, lei non ha cercato un asilo nido a cui affidare sua
figlia, preferendo rinunciare a prendervi parte?

 

2. Anteriormente al 1° luglio 2002, quando ancora lavorava al 100%,
come si era organizzata per quanto riguarda la custodia di sua figlia durante
il tempo di lavoro?

 

3. Attualmente lei controlla ancora la disoccupazione? Se no, a
partire da quando?

 

(…)".
(VII)

 

                                         __________
ha risposto nel seguente modo:

 

" 
(…)

faccio seguito alla vostra lettera del 3 dicembre
scorso e vi comunico che non controllo più la disoccupazione già dal mese di
maggio 2003, da quando cioè sono stata dichiarata inidonea alla stessa.

 

Anteriormente al 1. luglio 2002, ho lavorato al
100% solo nei mesi di maggio e giugno 2002 (prima ero in maternità) e in quei
due mesi mia figlia veniva curata in parte dal mio ex-compagno nonché padre
della bambina, che in quel periodo lavorava solo parzialmente, e in parte da
mia madre.

 

Per ciò che concerne la vostra domanda n. 1), vi
rimando a quanto avevo già comunicato all'Ufficio Regionale di Collocamento in
data 28.10.02, di cui vi allego copia, aggiungendo inoltre che la comunicazione
che mi avvisava del corso mi era giunta solo pochi giorni prima dell'inizio
dello stesso e trovare un asilo nido che accettasse mia figlia in così poco
tempo risultava assai difficile.

 

Vi confermo che qualora dovessi trovare un lavoro
a tempo pieno, dovrei essere in grado di poter collocare mia figlia in un asilo
nido entro breve, visto che nel __________ ce ne sono diversi; bisogna comunque
tenere presente che il costo di questi asili nido non è indifferente.

 

(…)".
(VIII)

 

                                         Chiamata
a prendere posizione in merito, la Sezione del lavoro, il 18 dicembre 2003, si
è riconfermata nelle allegazioni e conclusioni di cui alla propria risposta di
causa (X). 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;
STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002
nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                                2.2   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000. Con la stessa sono state
modificate numerose disposizioni nel settore dell'assicurazione contro la
disoccupazione. 

                                         Dal
profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio
le norme di diritto materiale in vigore al momento in cui si realizza la
fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1; DTF 128 V 315=SVR 2003
ALV Nr. 3; DTF 127 V 467 consid. 1; DTF 126 V 166 consid. 4b; STFA del 10
settembre 2003 nella causa Cassa pensioni X. c/ C., B 28/01; STFA del 20
gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01).

                                         Inoltre,
il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda
di regola sui fatti che si sono realizzati fino all'emanazione della decisione
amministrativa contestata (cfr. DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV nr. 3; DTF 121 V 366
consid. 1b; qui: il 2 dicembre 2002). 

                                         Pertanto,
in casu, visto che la fattispecie si riferisce ad un periodo
(l'assicurata è stata dichiarata inidonea al collocamento a contare dal 1°
luglio 2002) anteriore all'entrata in vigore della LPGA, si applicano le norme
valide fino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.3.   Fondamentale
presupposto per il riconoscimento del diritto all'indennità di disoccupazione è
che l'assicurato sia idoneo al collocamento (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. f LADI),
cioè disposto, capace ed autorizzato ad accettare un'occupazione adeguata (cfr.
art. 15 cpv. 1 LADI).

 

                               2.4.   L'idoneità
al collocamento deve essere valutata da un duplice punto di vista.

                                         Oggettivamente
l'assicurato deve essere idoneo al collocamento per le sue condizioni fisiche e
mentali (cfr. DLA 2001 consid. 1 p. 146; DLA 2000 consid. 1a p. 158; DLA 2000
p. 18; DLA 1998 consid. 3a p. 101-102, DLA 1998 consid. 1a p. 265, DLA 1995 p.
173, DLA 1995 p. 63; DTF 125 V 51, consid. 6a p. 58 e DTF 123 V 214, consid. 3
p. 216, entrambe con riferimenti; U. Stauffer "Die
Arbeitslosenversicherung", Schulthess Verlag, Zurigo 1984, p. 34 - 41 e,
per il vecchio diritto: DTF 110 V 208 consid. 1).

                                         Soggettivamente
la sua situazione personale deve essere tale da non impedirgli praticamente di
essere collocato. Ciò implica dunque, oltre che la volontà, anche la
disponibilità dell'assicurato a cercare ed accettare un'occupazione adeguata ai
sensi dell'art. 16 LADI, senza restringere oltremodo le possibilità di collocamento,
ponendo ad esempio condizioni di orario, di durata ed altre ancora più
strettamente legate alla sua persona (cfr. DLA 2001 consid. 1 pag. 146; DLA
2000 consid. 1a pag. 158; DLA 2000 pag. 18; DLA 1998 consid. 3a pag. 101-102,
DLA 1998 consid. 1b pag. 265, DLA 1995 pag. 54; DLA 1993/1994 pag. 222; DTF 125
V 51, consid. 6a pag. 58 e DTF 123 V 214, consid. 3 pag. 216, entrambe con
riferimenti; DTF 120 V 388; DTF 115 V 436; DLA 1993/94, pag. 54; DLA 1992 pag.
123; DLA 1992 pag. 127; DLA 1992 pag. 131-132; DLA 1992 pag. 135-136; DTF 112 V
137 consid. 3; DTF 112 V 217 consid. la; DLA 1986 n. 21; DLA 1986 n. 26; per il
vecchio diritto cfr. DTF 109 V 275 consid. 2.a, 108 V 101; DLA 1977 n. 15, 1979
n. 7, 1980 n. 24, 38, 40, 1982 n. 2).

L'assicurato dimostra una sufficiente
disponibilità al collocamento quando può dedicare un tempo ragionevole
all'esercizio di un'attività lucrativa e quando il numero di datori di lavoro
in grado di assumerlo non è eccessivamente esiguo (cfr. DTF 113 V 137 consid. 3
= DLA 1986 n. 20).

                                         Vi è
invece inidoneità al collocamento, ad esempio, quando un assicurato per motivi
personali o familiari non può o non vuole impegnare la sua capacità lavorativa
come normalmente lo pretende un datore di lavoro.

                                         Assicurati
che, a causa di ulteriori impegni o di particolari circostanze personali,
vogliono lavorare soltanto durante certi giorni o durante un certo numero di
ore settimanali, possono essere riconosciuti idonei al collocamento soltanto
molto condizionatamente.

                                         Quando
l'assicurato è talmente limitato nella scelta di un'occupazione da rendere
molto incerto il ritrovamento di un posto di lavoro occorre pronunciare
l'inidoneità al collocamento. Il motivo della limitazione nelle possibilità di
lavoro non ha nessuna importanza (DLA 2000 consid. 1a pag. 158; DLA 1998
consid. 3a pag. 101-102, DLA 1998 consid. 1b pag. 265, DLA 1995 pag. 59; DTF
125 V 51, consid. 6a, pag. 58; DTF 123 V 214, consid. 3, pag. 216; DTF 120 V
388, DLA 1992 pag. 123, DTF 112 V 137 consid. 3, DTF 112 V 217, DLA 1986 n. 21
e n. 26; per il vecchio diritto cfr.: DTF 110 V 208, 109 V 275 consid. 2; DLA
1982 n. 10, 1980 n. 38, 1979 n. 7, 1977 n. 16 e n. 27).

                                         L'idoneità
al collocamento dell'assicurato non deve inoltre essere ostacolata dal mancato
rispetto di norme di diritto pubblico (cfr. Stauffer, op.cit., pag. 37 e pag.
53-56).

                                         Riguardo
a quest'ultimo aspetto va sottolineato che se e fintanto che l'assicurato non
beneficia di un'autorizzazione di lavoro l'idoneità al collocamento, e, di
conseguenza, il diritto all'indennità di disoccupazione, deve essere negato
(cfr. SVR 2001 ALV Nr. 3, pag. 5, DTF 125 V 465; DTF 120 V 379 - 380; DTF 120 V
395; DLA 1993/1994, p. 12; vedi inoltre Thomas Nussbaumer,
Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR],
Soziale Sicherheit, Nr. 217 e G. Gehrards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz (AVIG), Ed. P. Haupt, Berna, 1987, vol. I, note
10 e 55 all'art. 15).

 

                               2.5.   Secondo la
giurisprudenza federale, la nozione di idoneità al collocamento quale
presupposto per riconoscere il diritto a prestazioni, non consente graduazioni 

                                         O
la persona assicurata è collocabile, in particolare disposta ad accettare un
lavoro esigibile in ragione di almeno il 20% di un pensum normale,
oppure non lo è (cfr. DTF 125 V 58 consid. 6a e riferimenti ivi menzionati).

 

                               2.6.   Nel caso
concreto, dalle tavole processuali emerge che __________, dal 1° marzo 1994 al
30 giugno 2002, ha lavorato a tempo pieno alle dipendenze della ditta
__________, in qualità di operaia (cfr. doc. _).

                                         Quindi, a
far tempo dal 1° luglio 2002, essa è rimasta sempre alle dipendenze della
succitata ditta, ma con un contratto di lavoro a metà tempo (precisamente, 5
giorni alla settimana, dalle 12.45 alle 16.45, cfr. doc. _). 

 

                                         In data
1° luglio 2002, l'assicurata si è iscritta al collocamento alla ricerca di
un'occupazione a tempo pieno quale operaia di fabbrica (cfr. doc. _). 

 

                                         In
occasione del colloquio di consulenza del 18 ottobre 2002, la collocatrice ha
preannunciato a __________ che sarebbe stata iscritta ad un corso di tecnica e
ricerca di impiego (TRI), organizzato dalla ditta __________, durante il
periodo 4 novembre-20 dicembre 2002 (cfr. doc._).

                                         La
partecipazione della ricorrente al corso di perfezionamento è stata
formalizzata con decisione del 21 ottobre 2002 (cfr. doc. _).

 

                                         Con
scritto del 28 ottobre 2002, __________ ha chiesto di essere esentata dal
partecipare al corso TRI, non sapendo a chi lasciare la figlia di 11 mesi (cfr.
doc. _). Tale richiesta è stata ribadita il 2 novembre 2002 (cfr. doc. _). 

 

                                         L'autorità
amministrativa, con decisione del 2 dicembre 2002, ha ritenuto l'insorgente
inidonea al collocamento a decorrere dal 1° luglio 2002 (doc. _).

 

                                         Prima di
emanare tale provvedimento, il 21 novembre 2002, la Sezione del lavoro ha
sentito __________, con riferimento alla comunicazione 4 novembre 2002 dell'URC
di __________ (cfr. doc. _), con lo scopo precipuo di verificare la sua
idoneità al collocamento (cfr. doc. _, p. 1: "Comunicazione relativa a
sanzione no. __________ (art. 30 cpv. 1 lett. d LADI) del 4 novembre '02.
L'assicurata viene anche sentita in base agli art. 8 cpv. 1 lett. f, art. 15,
art. 85 cpv. 1 lett. d LADI"). 

 

                                         Al
riguardo, il TCA constata che l'amministrazione, sentendo personalmente
l'assicurata il 21 novembre 2002, le ha dato la possibilità di esprimersi prima
di pronunciare l'inidoneità al collocamento. 

                                         Di
conseguenza la Sezione del lavoro ha ossequiato il diritto di essere sentito
della ricorrente sancito dalla Costituzione federale (cfr. art. 29 cpv. 2
Cst.), nel caso specifico dall'art. 24 cpv. 2 OADI, il quale prevede che il
servizio competente prima di emanare una decisione sull'idoneità al
collocamento dà all'assicurato la possibilità di esprimersi, e in modo più
esteso dalla giurisprudenza federale (cfr. DTF 126 V 130 segg.= SVR 2001 ALV
Nr. 12 p. 37).

 

                               2.7.   Con
l'impugnata decisione, la Sezione del lavoro ha dichiarato l'assicurata
inidonea al collocamento, "… visto che al mattino non è disponibile per il
mercato del lavoro per ragioni personali, mentre al pomeriggio non è
collocabile in quanto impegnata con un'occupazione che non intende
lasciare" (doc. _).

 

                                         Con il
proprio ricorso del 30 dicembre 2002, __________ ha invece fatto valere di
avere dichiarato di non essere disposta a lasciare l'attuale sua occupazione
siccome "… potrebbe prospettarsi una mia riassunzione a tempo pieno a
breve termine". Essa ha, d'altra parte, affermato che, qualora trovasse un
lavoro a tempo pieno, sarebbe pronta ad abbandonare la ditta __________ ed a
cercare un asilo-nido dove collocare sua figlia (cfr. _). 

                                         Chiamata
a pronunciarsi, questa Corte osserva che, così come ha pertinentemente
sottolineato l'autorità convenuta (cfr. V, p. 4 in fine), l'assicurata
non si è sempre mostrata coerente nelle dichiarazioni fatte a proposito della
sua disponibilità ad accettare un impiego a tempo pieno. 

 

                                         In
occasione del colloquio di consulenza del 18 ottobre 2002, all'annuncio che
sarebbe stata a breve termine inserita in un corso TRI, __________ ha risposto
affermando di avere qualche problema in relazione all'affidamento di sua figlia
e, d'altra parte, che sua madre, che già si occupava della bambina i pomeriggi,
non sarebbe stata in grado di tenerla anche il mattino (cfr. doc. _).

                                         Dopo
avere ricevuto la decisione di partecipazione al corso TRI presso la
__________, la ricorrente, in data 28 ottobre 2002, ha chiesto alla propria
collocatrice di esserne esentata poiché, citiamo: "… ho una bambina
piccola che ancora allatto; inoltre, anche se dovessi fare a meno di allattarla,
non ho nessuno che me la possa tenere, infatti il mio compagno lavora e mia
madre abita a __________ ". A proposito di sua madre, l'assicurata ha
evidenziato il fatto che essa è anziana e che "… non se la sente di tenere
la bambina tutto il giorno" (cfr. doc. _).

                                         Il tenore
di questo scritto è stato esplicitamente confermato dall'assicurata stessa, il
2 novembre 2002 (cfr. doc. _: "…, confermo quanto già esposto nella
mia del 28.10.02; infatti non mi è assolutamente possibile partecipare al corso
sopra indicato per i motivi già citati" - la sottolineatura è del
redattore). 

 

                                         In
occasione della sua audizione da parte della Sezione del lavoro - audizione
predisposta a seguito della comunicazione 4 novembre 2002 dell'URC di
__________ (cfr. doc. _) - __________ ha affermato, in un primo tempo, di
essere alla ricerca di un'occupazione a tempo pieno quale operaia di fabbrica,
di non essere disposta a lasciare il suo posto di lavoro presso la ditta
__________ e di essere perciò alla ricerca di un'attività da
"affiancare" a quest'ultima, di essere disponibile a lavorare, dal
lunedì al venerdì, dalle 8°° alle 17°° e, al riguardo, di non presentare alcun
impedimento in relazione alla sua situazione familiare (doc. _, p. 1).

                                         In un
secondo tempo, l'insorgente ha tuttavia ammesso che, qualora lavorasse anche al
mattino, la bambina dovrebbe tenerla sua madre oppure, in alternativa, dovrebbe
fare capo ad un asilo-nido, ma di non essersi ancora organizzata in tal senso.

                                         Inoltre,
alla domanda a sapere "quando è disponibile per adempiere alla sua
disponibilità di lavorare al 100%", __________ ha risposto, citiamo:
"… a dipendenza dove è il posto; se il posto è vicino a quello dove lavoro
è più facile, ma se il posto fosse lontano da dove attualmente lavoro, allora
sarebbe più difficile organizzarmi". 

                                         La
ricorrente ha, per finire, dichiarato di ribadire il contenuto delle sue
lettere 28 ottobre e 2 novembre 2002 (doc. _, p. 2: "In merito alle
dichiarazioni del 2 novembre che ribadiscono quanto espresso nella lettera del
28 ottobre '02, cosa ha da dire? Adr.: ribadisco quanto affermato nelle
lettere"). 

 

                                         In data
28 novembre 2002, l'amministrazione ha ricevuto una dichiarazione della madre
dell'assicurata, __________, ai termini della quale essa sarebbe disponibile ad
accudire sua nipote, dal lunedì al venerdì, dalle 8°° alle 17°° (doc. _).

 

                                         Con il
proprio ricorso, l'insorgente ha segnatamente fatto valere che, qualora
trovasse un'occupazione a tempo pieno, si licenzierebbe dal suo attuale posto
di lavoro. In tal caso - non potendo contare né sul suo compagno, né su sua
madre (per l'intera giornata) - essa si vedrebbe costretta ad affidare la sua
bambina ad un asilo-nido (cfr. I). 

 

                                         Infine,
con scritto del 20 maggio 2003, __________ ha comunicato alla Sezione del
lavoro che la prospettiva di essere riassunta a tempo pieno dalla ditta
__________ non si è, nel frattempo, concretizzata (doc. _).

 

                                         Secondo
la dottrina (cfr. A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna
1985, p. 263) e la giurisprudenza, in presenza di due versioni differenti, la
preferenza deve essere accordata alle dichiarazioni che l’assicurato ha dato
nella prima ora, quando ne ignorava le conseguenze giuridiche. Le spiegazioni
fornite in un secondo tempo non possono integrare le prime constatazioni
dettagliate, soprattutto se esse le contraddicono (cfr. STFA del 30 novembre
1999 nella causa S., C 286/99, consid. 2, p. 3; DTF 121 V 45, consid. 2a, p.
47; DTF 115 V 133, consid. 8c, p. 143; RAMI 1988 p. 363 consid. 3b/aa; STFA del
27 agosto 1992 nella causa M., non pubblicata; RDAT II-1994, p. 189; cfr.,
pure, Prassi AD 98/1, Commento alle direttive, Foglio 18/6, punto B).

 

                                         In
applicazione del succitato principio, a mente di questa Corte, ci si deve
fondare su quanto l'assicurata ha dichiarato in occasione del colloquio di
consulenza del 18 ottobre 2002 (doc. _), rispettivamente, nella sua lettera del
28 ottobre 2002 (doc. _), il cui contenuto è peraltro stato esplicitamente
confermato il 2 novembre successivo (doc. _). 

                                         Del
resto, va osservato che, al termine della sua audizione davanti ad un
funzionario della Sezione del lavoro, __________ ha ribadito, di nuovo, il
tenore dei suoi scritti del 28 ottobre e del 2 novembre 2002 (cfr. doc. _, p. 2
in fine). 

                                         Infine,
ancora in sede di ricorso 30 dicembre 2002, essa ha indicato che, nel caso in
cui trovasse un posto di lavoro al 100%, citiamo: "… non potendo contare
sul mio compagno poiché lavora anche lui e su mia madre per l'intera giornata,
dovrei cercare un asilo nido dove poter portare mia figlia che ha un anno"
(cfr. I). 

 

                                         Alla luce
di quanto precede, appare inaffidabile quanto l'insorgente medesima ha
dichiarato nella prima parte della sua audizione del 21 novembre 2002, ossia
che essa sarebbe disponibile a lavorare, dal lunedì al venerdì, dalle 8°° alle
17°° e, al proposito, che non presenterebbe alcun impedimento di carattere
familiare (cfr. doc. _, p. 1).

                                         Parimenti
inattendibile è la dichiarazione, non datata e consegnata alla Sezione del
lavoro il 28 novembre 2002, sottoscritta dalla madre dell'assicurata, secondo
cui essa sarebbe pronta a prendersi cura della nipote, dal lunedì al venerdì,
dalle 8°° alle 17°° (cfr. doc. _). Del resto, il contenuto di tale
dichiarazione è stato smentito dall'assicurata stessa, la quale nel suo ricorso
del 30 dicembre 2002 ha affermato di non poter contare su sua madre per
l'intera giornata (cfr. consid. 1.2.).

                                         Pertanto,
questo Tribunale ritiene di potere concludere che, qualora la ricorrente
reperisse un impiego a tempo pieno, né la madre, né tantomeno il compagno,
giacché anch'egli lavora a tempo pieno, potrebbero occuparsi, sull'arco
dell'intera giornata, della sua bambina di 11 mesi (al momento in cui è stata
emanata la decisione di inidoneità).

                                         D'altronde,
prova ne sia la circostanza che, dopo il parto, trascorso il periodo di congedo
maternità, l'assicurata ha potuto lavorare a tempo pieno per soli due mesi
(maggio e giugno 2002), per la precisione fintantoché il suo compagno ha avuto
un'attività a tempo parziale (cfr. VIII: "Anteriormente al 1. luglio 2002
ho lavorato al 100% solo nei mesi di maggio e giugno 2002 (prima ero in
maternità) e in quei due mesi mia figlia veniva curata in parte dal mio
ex-compagno nonché padre della bambina, che in quel periodo lavorava solo
parzialmente, e in parte da mia madre" - la sottolineatura è del
redattore). 

 

                               2.8.   In più di
un'occasione, __________ ha evocato l'intenzione di affidare sua figlia ad un
asilo nido, nel caso in cui trovasse un'occupazione a tempo pieno (cfr., ad
esempio, I: "In questo caso, non potendo contare sul mio compagno poiché
lavora anche lui e su mia madre per l'intera giornata, dovrei cercare un asilo
nido dove poter portare mia figlia che ha un anno"). 

 

                                         Secondo
la giurisprudenza (cfr. STCA del 16 settembre 1998 nella causa M.D.S., inc.
__________e STCA del 7 gennaio 1998 nella causa J., inc. __________, entrambe
menzionate in D. Cattaneo, Assicurazione contro la disoccupazione: fra obblighi
dell'assicurato e diritti fondamentali del cittadino, RDAT II-2000, p. 512s.),
la disponibilità di una terza persona ad occuparsi dei bambini deve esistere al
momento in cui la madre o il padre ritrovano un impiego. In altri termini, non
si può considerare inidonea al collocamento l'assicurata che ha già trovato una
soluzione nell'ipotesi di ritrovare un lavoro, ma che non è disposta ad
impiegare questa persona mentre si trova ancora in disoccupazione. 

                                         Nell'ambito
di una recente procedura dinanzi al TCA (inc. n. __________), quest'ultimo ha
peraltro appurato che la prassi adottata dalla Sezione cantonale del lavoro é
conforme alla suevocata giurisprudenza, nella misura in cui dall'assicurato o
dall'assicurata si pretende che si sappia organizzare (fornendo precise
indicazioni in merito), così da potere collocare il figlio o la figlia al
momento del reperimento di una nuova occupazione. 

 

                                         Nel caso
di specie, è vero che dall'assicurata non si può pretendere che abbia
preventivamente sottoscritto un contratto con un asilo nido, nell'evenienza in
cui trovasse un nuovo impiego a tempo pieno. 

                                         Questa
Corte constata nondimeno che, al di là delle parole, l'assicurata non ha
compiuto il benché minimo passo concreto, atteggiamento che fa dubitare circa
la sua reale volontà di affidare la figlia a terzi qualora ve ne fosse la
necessità. 

 

                                         Da un
canto, nonostante, in occasione del colloquio di consulenza del 18 ottobre 2002
(cfr. doc. _), fosse stata esortata dalla sua collocatrice ad organizzarsi in
modo tale da poter partecipare al prospettato corso TRI (e, più in generale, in
modo da poter accettare entro breve termine un'eventuale occupazione
assegnatale), la ricorrente ha finalmente preferito rinunciare a prendervi
parte. 

                                         Interpellata
dal Tribunale in merito ai motivi che l'hanno spinta a rifiutare il citato
provvedimento inerente al mercato del lavoro piuttosto che cercare una
sistemazione per sua figlia presso un asilo nido (cfr. VII, quesito n. 1),
__________ ha dichiarato che, citiamo: "… la comunicazione del corso mi
era giunta solo pochi giorni prima dell'inizio dello stesso e trovare un asilo
nido che accettasse mia figlia in così poco tempo risultava assai
difficile" (VIII).

                                         In
realtà, le tavole processuali dimostrano che l'assicurata era stata avvertita
già il 18 ottobre 2002 che sarebbe stata iscritta al corso TRI del 4 novembre
2001 (cfr. doc. _), di modo che essa, se solo lo avesse voluto, avrebbe avuto
il tempo per reperire un posto presso un asilo nido. 

 

                                         D'altro
canto, anche quando le è stato chiesto di rendere verosimile che, qualora
trovasse un'occupazione a tempo pieno, sarebbe effettivamente in grado, entro
breve termine, di collocare sua figlia presso un asilo nido (cfr. VII), la
ricorrente non è andata oltre l'affermare che nella regione di __________ ve ne
sono diversi, di modo che non dovrebbe avere difficoltà a trovare un posto per
la piccola (cfr. VIII). 

                                         __________
non ha pertanto neppure fatto valere di avere preso contatto, anche soltanto a
titolo informativo per verificare la possibilità di collocare sua figlia ed i
tempi entro i quali ciò potrebbe avere luogo, con l'uno o l'altro degli asili
nido esistenti nel __________. 

 

                                         Sempre
nelle risposte che ha fornito a questo Tribunale l'11 dicembre 2003,
l'insorgente ha sottolineato che, citiamo: "… il costo di questi asili
nido non è indifferente" (cfr. VIII).

                                         Tale sua
affermazione consente di supporre che anche l'aspetto economico non sia
estraneo alla totale inattività palesata dall'assicurata. 

 

                                         In esito
alle considerazioni che precedono, a mente del TCA, la Sezione del lavoro a
giusta ragione ha stabilito che __________ è inidonea al collocamento a
decorrere dal 1° luglio 2002.

                                         La
decisione impugnata va quindi confermata. 

 

                               2.9.   A titolo
abbondanziale va ricordato che nel Cantone Ticino, a sostegno delle famiglie,
vige la Legge sugli assegni di famiglia, la cui prima revisione è entrata in
vigore il 1° gennaio 2003, per quanto riguarda gli assegni di base, e il 1°
febbraio 2003 relativamente agli assegni integrativi e di prima infanzia (cfr.
BU 55/2002 del 24 dicembre 2002 p. 489 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 p.
24 segg.; Messaggio del 18 dicembre 2001 relativo alla prima revisione della
LAF).

 

                                         In
particolare, l'assegno integrativo è attribuito per principio a tutta la
popolazione domiciliata, indipendentemente, quindi, dalla qualifica o non qualifica
professionale, ed è destinato a coprire, in modo selettivo, i costi aggiuntivi
del figlio fino all'età di 15 anni (cfr. art. 24, 25 LAF; Messaggio relativo
all'introduzione di una nuova legge sugli assegni di famiglia del 19 gennaio
1994, p. 11) e fino al massimo i limiti minimi del fabbisogno vitale giusta
l'art. 3b cpv. 1 LPC, corrispondenti dal 1° gennaio 2003 a fr. 8'260.-- per il
primo e il secondo figlio; fr. 5'506.-- per il terzo e il quarto figlio e di
fr. 2'753.-- per ogni altro figlio (cfr. art. 27 LAF).

                                         Giusta
l'art. 59 LAF esso è finanziato dai salariati, dai datori di lavoro, dagli
indipendenti e sussidiariamente dal Cantone (cfr. D. Cattaneo, "La legge
sugli assegni di famiglia: caratteristiche, sentenze e problemi aperti", in
Il diritto pubblico ticinese nel terzo millennio, RDAT I-2000, p. 124-125).

 

                                         L'assegno
di prima infanzia copre tutta la popolazione domiciliata (cfr. art. 31 lett. a
e 32 cpv. 1 lett. a LAF).

                                         Esso
permette, in modo selettivo (cfr. art. 31 lett. d e 32 cpv. 1 lett. d LAF), di
coprire il costo dell'intera famiglia durante al massimo i primi tre anni di
vita del figlio, garantendo un reddito minimo (cfr. art. 33 LAF).

                                         Questo
assegno secondo l'art. 60 cpv. 1 LAF è interamente finanziato tramite le
imposte (cfr. D. Cattaneo, op. cit., pag. 125).

 

                                         Questi
due tipi di assegno costituiscono dunque una prestazione sociale universale e
selettiva (cfr. Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sugli
assegni di famiglia del 19 gennaio 1994, p. 11).

                                         Il principio
di universalità prevede che una prestazione sia attribuita a tutta la
popolazione domiciliata, mentre la selettività nelle prestazioni
equivale all'attribuzione delle medesime solamente alle famiglie che non
raggiungono un determinato reddito.

 

                                         Le modalità
di calcolo degli assegni integrativi e di prima infanzia sono stabilite, dal 1°
febbraio 2003, dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps; cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 p. 13 segg.).

 

                                         Di
conseguenza, l'assicurata è invitata, se non vi ha già provveduto, a inoltrare
la relativa domanda alla Cassa cantonale assegni familiari tramite lo sportello
regionale Laps (cfr. art. 12 e 19 del Regolamento sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti