# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fd693eda-628d-50d0-a2b0-2cd14d9e74f6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-11-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.11.2022 D-954/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-954-2022_2022-11-29.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-954/2022 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 9  n o v e m b r e  2 0 2 2  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione del giudice Thomas Segessenmann;  

cancelliere Demis Mirarchi. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Sri Lanka,  

(…),   

ricorrente,   
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 27 gennaio 2022 / N (…). 

 

 

 

D-954/2022 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera il (…)  

settembre 2021, 

il verbale dell’(…) settembre 2021 concernente il rilevamento dei dati per-

sonali (cfr. atto SEM n. [{…}]-12/10),  

il verbale del (…) novembre 2021 relativo ad un’interrogazione sommaria 

sulla persona (cfr. atto SEM n. 32/19), 

il verbale dell’(…) gennaio 2022 relativo all’audizione approfondita sui mo-

tivi d’asilo (cfr. atto SEM n. 43/19), 

i mezzi di prova prodotti nel corso del procedimento di prima istanza,  

la decisione di assegnazione alla procedura ampliata della SEM del  

(…) gennaio 2022 (cfr. atto SEM n. 47/2), 

la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) 

del (…) gennaio 2022, notificata il (…) gennaio 2022 (cfr. atto SEM n. 56/1), 

per mezzo della quale tale autorità ha respinto la succitata domanda d’asilo 

e ha pronunciato l’allontanamento del richiedente dalla Svizzera nonché 

l’esecuzione del provvedimento medesimo in quanto ammissibile, esigibile 

e possibile,  

il ricorso del 28 febbraio 2022 (cfr. timbro sul plico raccomandato; data 

d’entrata: primo marzo 2022), con il quale il ricorrente è insorto contro tale 

decisione dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribu-

nale), concludendo all’accoglimento dell’impugnativa, all’annullamento 

della decisione avversata e alla concessione dell’asilo in Svizzera; in su-

bordine, secondo il senso, alla concessione dell’ammissione provvisoria 

per inammissibilità e inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento; con-

testualmente, l’insorgente ha presentato istanza di concessione dell’assi-

stenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal pagamento delle spese an-

ticipate di giustizia, il tutto con protesta di spese e ripetibili,  

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono,   

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e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi (RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi), contro una deci-

sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31–33 LTAF), il 

ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1  

lett. a–c e art. 52 cpv. 1 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi),  

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è 

deciso dal giudice unico con l’approvazione di una seconda giudice  

(art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente  

(art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che questionato in merito ai suoi motivi d’asilo, il richiedente, cittadino sri-

lankese, di etnia tamil, ha riferito, in sostanza e per quanto qui di rilievo, di 

alcune problematiche con le quali egli sarebbe stato confrontato in patria,  

che il ricorrente ha narrato che G., un suo vicino di casa, lo avrebbe visto 

conversare con S., un presunto membro delle LTTE; che, a seguito di un 

litigio avvenuto in un locale, S. e N., un altro supposto membro delle LTTE, 

sarebbero andati a casa di G. a minacciarlo, visto che quest’ultimo sarebbe 

solito denunciare i simpatizzanti delle LTTE, che sarebbero responsabili 

della morte di suo padre, ai militari del governo; che G. avrebbe conside-

rato il ricorrente responsabile di aver comunicato ai presunti malintenzio-

nati il suo indirizzo; che il (…) G., per vendicarsi, si sarebbe recato assieme 

a D., un altro cingalese, ed altre 40 persone nell’abitazione del ricorrente 

e, dopo delle colluttazioni, quest’ultimo avrebbe riportato delle lesioni; che 

il ricorrente si sarebbe rifugiato da suo zio ad B._______; che il padre 

dell’insorgente avrebbe sporto denuncia contro i presunti malintenzionati, 

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per poi però decidere di ritirare le accuse, dopo essere stato minacciato da 

D., 

che attorno al (…) il ricorrente, il quale sulla base del suo racconto lavorava 

in uno studio fotografico, avrebbe partecipato alla celebrazione del matri-

monio di alcuni ex membri delle LTTE che sarebbero stati riabilitati; che, a 

seguito della pubblicazione su un giornale di un’immagine in cui figura an-

che il ricorrente mentre scatta una fotografia ad una coppia di sposi, G. e 

D. avrebbero appreso che il ricorrente si trovava ancora in Sri Lanka; che, 

lo stesso giorno della pubblicazione dell’articolo, due persone avrebbero 

aggredito l’insorgente nello studio fotografico; che l’interessato sarebbe 

fuggito nel C._______, ove egli avrebbe poi lavorato come fotografo indi-

pendente, 

che nel (…) una persona di nome R. avrebbe domandato al ricorrente di 

scattare delle fotografie; che l’insorgente avrebbe chiesto, in senso ami-

chevole, a R. come mai sostenesse il gruppo di Karuna; che R. avrebbe 

riferito a Karuna l’accaduto e quest’ultimo avrebbe poi contattato l’insor-

gente per minacciarlo, 

che il gruppo di Karuna avrebbe accusato il ricorrente di aver ucciso ([…]) 

(…), assieme ad un’altra persona, due poliziotti; che il ricorrente sarebbe 

ricercato dalle autorità e perseguitato dai sostenitori di Karuna, 

che nella decisione impugnata la SEM ha innanzitutto considerato invero-

simili le allegazioni dell’interessato; che proseguendo nella sua disamina, 

l’autorità inferiore ha osservato come i motivi d’asilo invocati dal richiedente 

fossero irrilevanti ex art. 3 LAsi; che, infine, la SEM ha pronunciato l’allon-

tanamento del richiedente dalla Svizzera nonché l’esecuzione del provve-

dimento medesimo in quanto ammissibile, esigibile e possibile, 

che con il suo ricorso, l’insorgente avversa le valutazioni di cui al provvedi-

mento impugnato; che dopo aver precisato come la verosimiglianza e la 

coerenza di quanto esposto andrebbe considerata da un punto di vista glo-

bale tenendo conto complessivamente della situazione nella quale egli si 

sarebbe trovato nel Paese di provenienza, il ricorrente ha confutato gli in-

dicatori d’inverosimiglianza scandagliati dalla SEM e ha asserito che l’au-

torità inferiore sarebbe incorsa in un accertamento incompleto e inesatto 

dei fatti giuridici rilevanti; ch’egli ribadisce di temere, qualora dovesse far 

ritorno in Sri Lanka, per la propria incolumità, poiché egli sarebbe conside-

rato un simpatizzante delle LTTE; che nel suo memoriale ricorsuale l’insor-

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gente sostiene infine che l’esecuzione dell’allontanamento non è, al con-

trario di quanto deciso dalla SEM, ammissibile ed è irragionevole, poiché 

egli rischierebbe di essere vittima di trattamenti inumani e degradanti e vi-

sto che l’accesso alle cure mediche sarebbe precluso a coloro che appar-

tengono all’etnia tamil, 

che preliminarmente si osserva che la censura formale proposta dall’insor-

gente nel ricorso in relazione all’accertamento incompleto ed inesatto dei 

fatti giuridicamente rilevanti da parte della SEM, e ciò in violazione del prin-

cipio inquisitorio (art. 6 LAsi; art. 12 PA; cfr. anche in merito la DTAF 2019 

I/6 consid. 5.1), è in realtà rivolta al merito, poiché riguarda piuttosto la que-

stione dell’apprezzamento; che, per questo, verrà ripresa di seguito, 

che ciò posto, oggetto d’esame qui a seguire è il mancato riconoscimento 

della qualità di rifugiato e la non concessione dell’asilo,  

che ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 LAsi la Svizzera accorda in principio asilo ai 

rifugiati; che sono rifugiati le persone che, nel Paese di origine o di ultima 

residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, reli-

gione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per 

le loro opinioni politiche ovvero hanno fondato timore di essere esposte a 

tali pregiudizi (art. 3 cpv. 1 LAsi); che sono pregiudizi seri segnatamente 

l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 

cpv. 2 LAsi), 

che chi domanda asilo deve provare o per lo meno rendere verosimile la 

sua qualità di rifugiato; che la qualità di rifugiato è resa verosimile se l’au-

torità la ritiene data con una probabilità preponderante; che inverosimili 

sono le dichiarazioni le quali risultano contraddittorie in punti essenziali, 

che sono incongrue ai fatti o che si fondano su mezzi di prova falsi o falsi-

ficati (art. 7 LAsi; cfr. sul tema della verosimiglianza DTAF 2015/3  

consid. 6.5.1 e relativi riferimenti), 

che nel caso in rassegna, alla stregua di quanto evidenziato dall’autorità 

inferiore, il Tribunale rileva come parte delle allegazioni dell’insorgente 

siano effettivamente inverosimili; che segnatamente, benché nel contesto 

della prima interrogazione l’insorgente abbia affermato che G. e D. fossero 

presenti alla presunta irruzione verificatasi nel (…) nella sua abitazione (cfr. 

atto SEM n. 32/19 D124), nell’ambito del secondo colloquio l’interessato 

ha asserito di non conoscere i malintenzionati e che, questi ultimi, 

sarebbero stati commissionati da G. e da D. (cfr. atto SEM n. 43/19 D29 e 

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D31); che anche i dettagli relativi agli eventi avvenuti in seguito a questo 

episodio sono contraddittori, visto che, durante la prima interrogazione, il 

ricorrente ha affermato di essere stato ricoverato all’ospedale di D._______ 

per 25 giorni e, dopo il periodo di degenza ospedaliera, di aver trascorso 

15 giorni presso la casa dei suoi genitori  

(cfr. atto SEM n. 32/19 D130), mentre nel secondo colloquio l’interessato 

ha asserito di essere stato ospedalizzato per un periodo di circa 17 giorni 

e, dopo il ricovero, di aver speso unicamente tre giorni nella casa dei suoi 

genitori prima di trasferirsi a casa dello zio (cfr. atto SEM n. 43/19 D21 e 

D24), 

che l’autorità inferiore ha concesso al ricorrente la possibilità di esprimersi 

in merito a queste incongruenze al termine dell’audizione approfondita; 

che, nonostante ciò, il ricorrente non ha saputo fornire delle spiegazioni 

convincenti (cfr. atto SEM n. 43/19 D147 e D148); che neanche attraverso 

il ricorso l’insorgente ha saputo far luce sulle incoerenze sollevate 

dall’autorità di prima istanza; che infatti, contrariamente alle 

argomentazioni esposte dal ricorrente, le contraddizioni emerse dal suo 

racconto sono difficilmente imputabili al tempo intercorso tra l’avvenimento 

dell’episodio e le audizioni con la SEM, ad imprecisioni di traduzione o allo 

stato di salute del ricorrente, 

che, al contrario di ciò che asserisce il ricorrente nel suo memoriale 

ricorsuale, l’ingente quantità di dettagli e la vasta densità di fatti descritti 

non costituiscono, da soli, un indicatore decisivo e determinante per 

considerare un racconto verosimile e credibile, 

che, come è stato evidenziato dall’autorità inferiore, le allegazioni da parte 

di terzi, oltre ad essere stereotipate e quindi inverosimili, non ossequiano 

nemmeno i requisiti perché possa essere stabilità l’esistenza di una 

persecuzione ai sensi del diritto d’asilo; che, quindi, il riferimento ai racconti 

del padre del ricorrente per corroborare la tesi secondo la quale D. e G. 

sarebbero coinvolti nella presunta aggressione (…) non contribuiscono in 

alcun modo a persuadere questo Tribunale della verosimiglianza della 

narrazione, 

che il ricorrente non ha prodotto, peraltro nemmeno pendente causa di 

ricorso, alcun elemento probatorio convincente a sostegno delle sue 

allegazioni; che segnatamente all’immagine che ritrae il ricorrente mentre 

egli fotografa una coppia di sposi ad un matrimonio (cfr. atto SEM n. 24) 

non può essere conferito alcuno valore probatorio da cui dedurne la 

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fondatezza di ciò che il ricorrente asserisce, poiché non atta a dimostrare 

presunti soprusi da parte di G. e D. o di persone a loro vicine, 

che in sunto il ricorrente non ha in alcun modo reso verosimile che le 

autorità srilankesi lo avrebbero preso di mira in ragione della sua supposta 

attività d’opposizione al governo, 

che le allegazioni del ricorrente risultano dunque inverosimili,  

che a giusta ragione l’autorità inferiore non ha quindi riconosciuto la qualità 

di rifugiato e negato la concessione dell’asilo, 

che se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM 

pronuncia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina 

l’esecuzione; che tiene però conto del principio dell’unità della famiglia 

(art. 44 LAsi),  

che l’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 seg., art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo 

relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4),  

che questo Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia 

dell’allontanamento,  

che l’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 LStrI (RS 142.20), giusta il quale la stessa 

dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) 

e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI), 

che nella decisione impugnata, la SEM ha ritenuto l’esecuzione 

dell’allontanamento ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile,  

che nella misura in cui conclude all’ammissione provvisoria in Svizzera, 

l’insorgente avversa anche tale assunto,  

che cionondimeno, a mente di questo Tribunale non vi sono elementi osta-

tivi all’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente verso lo Sri Lanka,  

che anzitutto il ricorrente non può prevalersi del principio del divieto di re-

spingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), poiché non gli viene riconosciuta la qualità 

di rifugiato, 

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che altresì, non vi sono indizi per ritenere che l’interessato possa essere 

esposto ad un rischio personale, concreto e serio di trattamenti proibiti in 

relazione all’art. 3 CEDU o all’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed 

altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 

(Conv. tortura, RS 0.105),  

che d’altronde, il ricorrente non ha in alcun modo provato di essere stato 

condannato ad una pena detentiva e che rischi per questo di essere espo-

sto a trattamenti contrari alle succitate disposizioni di diritto internazionale,  

che pertanto l’esecuzione dell’allontanamento è ammissibile (art. 83 cpv. 3 

LStrI in relazione all’art. 44 LAsi), 

che ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione non può essere ragione-

volmente esigibile qualora, nel Paese d’origine o di provenienza, lo stra-

niero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni 

quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica, 

che le ostilità tra i separatisti tamil ed il governo sono cessate e che in  

Sri Lanka non vige attualmente un contesto di guerra, guerra civile o vio-

lenza generalizzata riguardante l’integralità del territorio (cfr. sentenza di 

riferimento E-1866/2015 del 15 luglio 2016 consid. 13.1), 

che nella sentenza di riferimento precitata E-1866/2015 consid. 13.2 seg. 

il Tribunale ha altresì proceduto all’attualizzazione della giurisprudenza 

pubblicata in DTAF 2011/24 ed ha confermato che l’esecuzione dell’allon-

tanamento è ragionevolmente esigibile in tutta la provincia Settentrionale – 

ad eccezione della regione di Vanni (per la regione di Vanni cfr. la sentenza 

di riferimento D-3619/2016 del 16 ottobre 2017) – e nella provincia Orien-

tale qualora i criteri individuali dell’esigibilità siano dati (in particolare l’esi-

stenza di una solida rete familiare o sociale, così come la possibilità di ac-

cedere ad un alloggio e di prospettive favorevoli quanto alla copertura dei 

bisogni elementari [E-1866/2015 consid. 13.3.3]),  

che né il cambio di governo avvenuto il 16 novembre 2019 né l’attuale si-

tuazione in Sri Lanka sono atti a rimettere in discussione tale conclusione 

(cfr. tra le altre la sentenza del Tribunale D-4434/2020 del 12 luglio 2022 

consid. 9.3); che l’elezione di Ranil Wickremesinghe il 20 luglio 2022 quale 

presidente dello Sri Lanka, successore del dimissionario Gotabaya  

Rajapaksa, per il momento non è atta a mutare nulla riguardo alla valuta-

zione della situazione del Paese da parte del Tribunale, in quanto il pre-

detto fa parte della vecchia élite politica (cfr. tra le altre le sentenze del 

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Tribunale D-1234/2020 del 23 novembre 2022 consid. 9.2.2, D-2423/2020 

del 21 novembre 2022 consid. 8.1); che neanche l’attuale grave crisi eco-

nomica, che colpisce l’intera popolazione dello Sri Lanka, conduce ad una 

conclusione differente (cfr. tra le altre le sentenze del Tribunale  

E-5051/2022 del 14 novembre 2022 consid. 9.3, D-1832/2020 del 7 ottobre 

2022 consid. 7.5.1), 

che in specie, il ricorrente è originario di E._______ (distretto di Vanni, Pro-

vincia del Nord), ma dal (…) fino al suo espatrio ha vissuto a C._______ 

([…]); che attualmente la moglie e i tre figli del ricorrente vivono a 

F._______ ([…]) e che la famiglia dispone di una casa di proprietà (cfr. atto 

SEM n. 32/19 D30 e D32); che altresì, l’interessato ha esperienza profes-

sionale come venditore di materiale edilizio e come fotografo (cfr. atto SEM  

n. 32/19 D38 e D46); che quest’ultima attività gli permetteva di provvedere 

al proprio sostentamento (cfr. atto SEM n. 32/19 D54); che di conseguenza 

non vi è motivo di dubitare che l’interessato sarà in grado di far fronte ai 

suoi bisogni, 

che per quanto riguarda il suo stato di salute, l’insorgente ha asserito nel 

contesto dell’audizione approfondita sui motivi d’asilo di stare bene  

(cfr. atto SEM 43/19 D9); che nel suo gravame il ricorrente segnala di sof-

frire di un grave disagio psicofisico e che, nella sua patria, vi sarebbe di-

scriminazione per le persone di etnia tamil per quanto riguarda l’accesso 

alle cure mediche; che tuttavia l’insorgente non certifica di soffrire di una 

grave patologia psicofisica; che non avendo l’insorgente prodotto certificati 

medici addizionali alla documentazione addotta – in cui viene diagnosticato 

un disturbo da stress post traumatico –, si parte dal presupposto che la 

patologia non abbia subito evoluzioni significative; che per costante giuri-

sprudenza, si ritiene che in Sri Lanka vi siano sufficienti possibilità di trat-

tamento per il quadro clinico in questione (cfr. tra le tante, sentenze del 

Tribunale E-3295/2020 del 24 ottobre 2022 consid. 12.4.5, D-3731/2022 

del 6 settembre 2022); che infine l’insorgente non apporta alcuna prova 

concreta e sostanziata al fine di avvalorare la sua tesi secondo cui l’ac-

cesso alle cure sia ostacolato per determinati gruppi di persone, 

che l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente è quindi ragionevol-

mente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi), 

che infine, nemmeno risultano impedimenti sotto il profilo della possibilità 

dell’esecuzione del provvedimento (art. 83 cpv. 2 LStrI in relazione 

all’art. 44 LAsi),  

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che di conseguenza, anche in materia di esecuzione dell’allontanamento 

la decisione dell’autorità inferiore va confermata, 

che pertanto, con la decisione impugnata la SEM non ha violato il diritto 

federale né ha abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi),  

che il ricorso va quindi respinto,  

che, avendo il Tribunale statuito nel merito dell’impugnativa, la domanda di 

esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese 

processuali è divenuta senza oggetto, 

che, visto l’esito della procedura, le spese giudiziarie che seguono la soc-

combenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché 

art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fe-

derale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente 

sentenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Demis Mirarchi 

 

 

Data di spedizione: