# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5f8944af-5319-50a5-8ab9-8205d899aad5
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-02-03
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 03.02.2021 SK.2020.45
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_SK-2020-45_2021-02-03.pdf

## Full Text

Decreto del 3 febbraio 2021 
Corte penale 

Composizione  Giudice penale federale Fiorenza Bergomi,  

Giudice unico, 

Cancelliera Susy Pedrinis Quadri  

Parti  A.,  

 

 

   

Oggetto 

 

Istanza di condono delle spese procedurali (art. 425 

CPP) 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

 

 

Numero dell ’ incarto: SK.2020.45 

 

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SK.2020.45 

Ritenuto in fatto e in diritto: 

1. Con sentenza del 27 aprile 2012 (numero di ruolo SK.2012.9), la Corte penale del 

Tribunale penale federale (di seguito: Corte penale) ha condannato A. per i titoli di 

ripetuto riciclaggio aggravato, ripetuta falsità in documenti e ripetuta corruzione 

passiva (§ 1 del dispositivo), infliggendogli una pena detentiva di 12 mesi e una 

pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere di fr. 30.-- cadauna; l'esecuzione della 

pena detentiva è stata sospesa per un periodo di prova di due anni (§ 2 del 

dispositivo). A. è stato astretto al pagamento delle spese procedurali, per 

complessivi fr. 2'360.-- (§ 3 del dispositivo). Al qui istante è stato parimenti imposto 

il pagamento, a titolo di risarcimento equivalente ex art. 71 CP, di fr. 37'000.-- e di 

USD 30'000.-- a favore della Cassa federale (§ 4 del dispositivo). Detta pronuncia 

è nel mentre passata in giudicato ed è esecutiva. 

2. Con sentenza del 9 dicembre 2013 in procedura abbreviata (numero di ruolo 

SK.2013.25), la Corte penale ha condannato A. per i titoli di ripetuta corruzione 

passiva, ripetuta falsità in documenti, ripetuta truffa, riciclaggio aggravato e 

conseguimento fraudolento di una falsa attestazione (§ 1 del dispositivo). La Corte 

ha inflitto a A. una pena pecuniaria di 440 aliquote giornaliere di fr. 30.-- cadauna, 

da dedursi il carcere preventivo sofferto pari a 99 giorni, a valere quale pena 

complementare alla pena detentiva di 12 mesi e alla pena complementare di 60 

aliquote giornaliere di fr. 30.-- cadauna, di cui alla precedente sentenza del 27 

aprile 2012 della Corte penale, nonché alla pena di 1 anno e 10 mesi di reclusione, 

di cui alla sentenza del 5 aprile 2012 del Giudice per le indagini preliminari del 

Tribunale di I-Parma (§ 2 del dispositivo). A. è stato astretto al pagamento delle 

spese procedurali, per complessivi fr. 92'455,15 (§ 3 del dispositivo). Al qui istante 

sono parimenti stati confiscati il saldo del conto a lui riconducibile presso la Banca 

B. (§ 4 del dispositivo), nonché la quota di comproprietà di ½, di sua spettanza, 

sulle particelle n. 1 e 2 del registro fondiario di Z. (§ 5 del dispositivo). Detta 

pronuncia è nel mentre passata in giudicato ed è esecutiva. 

3. Con sentenza SK.2015.19 del 6 luglio 2015, la Corte penale ha statuito in merito 

alla richiesta formulata da A. tendente alla sospensione e condono delle spese 

procedurali, dichiarando inammissibile l’istanza quanto alle spese procedurali 

nonché al risarcimento equivalente di cui ai § 3 e § 4 del dispositivo della sentenza 

del Tribunale penale federale (di seguito: TPF) SK.2012.9 del 27 aprile 2012, e 

accogliendo parzialmente l’istanza quanto alle spese procedurali di cui al § 3 del 

dispositivo della sentenza del TPF SK.2013.25 del 9 dicembre 2013, le quali sono 

state condonate in ragione di fr.  46'227.60. Detta sentenza è passata in giudicato. 

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SK.2020.45 

4. Con decreto SK.2016.47 del 18 novembre 2016, la Corte penale ha dichiarato 

irricevibile l’istanza di A. tendente al condono del risarcimento equivalente di cui al 

§ 4 del dispositivo della sentenza SK.2012.9 ed all’eliminazione dell’iscrizione delle 

condanne dal casellario giudiziale; ed ha respinto la richiesta tendente al condono 

delle spese procedurali di cui al § 3 del dispositivo della sentenza SK.2013.25. 

5. Con scritto del 2 ottobre 2020 indirizzato al TPF, A. ha postulato il condono totale 

– o, se ciò non fosse possibile, per la maggior parte – delle spese procedurali 

residuali pari a fr. 46'227.55, poste a suo carico con la sentenza SK.2013.25 (cl. 1 

act. SK 1.100.001 e segg.). 

6. Le decisioni SK.2012.9 del 27 aprile 2012, SK.2013.25 del 9 dicembre 2013 

nonché le decisioni e i relativi incarti SK.2015.19 del 6 luglio 2015 e SK.2016.47 

del 18 novembre 2016 sono stati acquisiti d’ufficio agli atti. 

Conseguentemente, il 6 ottobre 2020 la scrivente Corte ha aperto un incartamento 

rubricato sub SK.2020.45 (cl. 1 act. SK 1.120.001 e seg.). Il 21 ottobre successivo, 

la Corte ha invitato l’istante a trasmettere l’eventuale ulteriore documentazione 

attestante la bontà della sua richiesta, chiedendo nel contempo al Ministero 

pubblico della Confederazione, Sezione esecuzione delle decisioni e gestione dei 

beni (in seguito: “MPC”), di determinarsi in merito all’istanza e di trasmettere il 

fascicolo procedurale concernente la procedura d’incasso nei confronti di A. (cl. 1 

act. SK 1.400.001 e seg.). L’istante non ha dato seguito all’invito della Corte; il 

MPC, in data 12 novembre 2020, ha dichiarato che a suo giudizio la richiesta di 

condono in oggetto potrebbe essere approvata dalla Corte penale (cl. 1 act. SK 

1.510.001 e segg.). 

7.  

7.1 Giusta l’art. 363 cpv. 1 CPP, il giudice che ha pronunciato la sentenza di primo 

grado emana anche le decisioni indipendenti successive demandate a un’autorità 

giudiziaria, per quanto la Confederazione e i Cantoni non dispongano altrimenti. 

Nella procedura penale federale non vi sono deroghe al riguardo (art. 76 LOAP).  

La competenza della Corte penale è data, avendo essa emesso la sentenza di 

primo grado in cui venivano accollate a A. le spese procedurali oggetto della 

presente richiesta di condono. 

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7.2 Le decisioni giudiziarie indipendenti successive ai sensi degli art. 363 segg. CPP, 

se pronunciate da un’autorità monocratica, sono emanate sotto forma di decreti, e 

devono essere impugnate mediante reclamo (DTF 141 IV 396, consid. 3 e 4; art. 

80 cpv. 1 CPP).  

7.3 Per quanto il diritto federale non stabilisca altrimenti, l’autorità competente avvia 

d’ufficio la procedura per l’emanazione di una decisione giudiziaria successiva e 

trasmette al giudice gli atti corrispondenti unitamente alla sua richiesta (art. 364 

cpv. 1 CPP); negli altri casi, l’apertura della procedura può essere richiesta con 

istanza scritta e motivata dal condannato o da altri aventi diritto (art. 364 cpv. 2 

CPP).  

7.4 Giusta l’art. 364 cpv. 3 CPP, il giudice esamina se le condizioni per una decisione 

giudiziaria successiva sono soddisfatte e, se necessario, completa gli atti o 

incarica la polizia di procedere a nuove indagini. Il giudice offre alle persone e 

autorità interessate l’opportunità di esprimersi sulla decisione prevista e di 

presentare istanze e conclusioni (art. 364 cpv. 4 CPP). 

In un procedimento come quello in esame, il giudice decide di principio sulla scorta 

degli atti; egli pronuncia la decisione per iscritto e la motiva succintamente (art. 

365 cpv. 1 e 2 CPP).  

7.5 Giusta l’art. 425 CPP, l’autorità penale può dilazionare la riscossione delle spese 

procedurali oppure, tenuto conto della situazione economica della persona tenuta 

a rifonderle, ridurle o condonarle. Detta decisione avviene tramite decisione 

indipendente successiva (decisione del TPF SK.2015.54 del 16 febbraio 2016 

consid. 5.1; SK.2015.58 del 19 aprile 2016 consid. 4.1).  

Il fine ultimo della possibilità concessa al condannato, ma anche all’autorità, di 

sospendere, ridurre o condonare, in tutto o in parte, le spese procedurali è 

riconoscibile nello sforzo di promuovere la sua risocializzazione, anche nell’ambito 

finanziario. In effetti, la risocializzazione risulterebbe a rischio nella misura in cui 

fosse difficile, per l’interessato, progredire finanziariamente o raggiungere, 

perlomeno a lungo termine, un equilibrio anche in tale ambito. In altre parole, 

l’applicazione dell’art. 425 CPP richiede che la situazione economica del 

richiedente sia talmente tesa che la riscossione, totale o parziale, delle spese 

procedurali appaia iniqua. Circostanza ricorrente allorquando si è in presenza di 

un debitore nullatenente oppure nel caso in cui le spese procedurali, qualora 

fossero riscosse, potrebbero porre in pericolo la risocializzazione o l’equilibrio 

finanziario a lungo termine se andassero a sommarsi ad ulteriori, gravose 

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esposizioni incombenti sul condannato (DOMEISEN, in Niggli/Heer/Wiprächtiger 

(curatori), Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, 2a ed., 2014, 

n. 3 e seg. ad art. 425 CPP).  

Un condono parziale o totale delle spese procedurali nell’ambito di una decisione 

giudiziaria successiva giusta l’art. 425 CPP presuppone che sia avvenuto un 

cambiamento sostanziale nella situazione economica della persona astretta alla 

rifusione delle spese procedurali o che vengano invocate nuove circostanze che 

giustifichino una revisione della decisione sui costi (sentenze del TPF SK.2020.5 

del 21 agosto 2020 consid. 3.4; SK.2018.56 del 21 gennaio 2019 consid. 5; 

SK.2018.39 del 28 agosto 2018 consid. 5, con riferimenti; SK.2015.58 del 19 aprile 

2016 consid. 5.3, non pubblicato in TPF 2016 107). 

8. Nel caso concreto, l’istante ha richiesto il condono della somma di fr. 46'227.55, a 

titolo di spese procedurali residuali, in relazione alla causa SK.2013.25 (cl.1 act. 

SK 1.100.001 e segg.). La metà di tali spese, pari a fr. 46'227.60, come esposto 

poc’anzi (v. supra, consid. 3), era già stata condonata dalla Corte penale con 

sentenza SK.2015.19 del 6 luglio 2015.  

8.1 In merito alla situazione finanziaria dell’istante occorre rilevare quanto segue. 

8.1.1 Con sentenza SK.2015.19 del 6 luglio 2015 è stato ritenuto che, a partire dal mese 

di settembre 2015, A. si sarebbe ritrovato senza un impiego fisso (e dunque senza 

lo stipendio mensile netto pari a fr. 7'962.85 fino ad allora percepito), come pure 

che le procedure esecutive a carico dell’imputato erano già sfociate nel 

pignoramento del salario da egli sino ad allora percepito in ragione di mensili fr. 

366.85. A mente del Giudice di tale causa, si trattava di elementi di involuzione 

della situazione finanziaria dell'istante suscettibili, unitamente all’obbligo di saldare 

l’esposizione residuale pari a fr. 34'660.-- del risarcimento equivalente di cui alla 

sentenza SK.2015.19, di influire negativamente sulla sua capacità di 

risocializzazione. D'altro canto, è stato pure considerato un certo qual potenziale 

evolutivo a livello economico, individuato nella liquidazione che avrebbe potuto 

spettare all'istante in punto alla relazione bancaria cointestata con la moglie e 

denotante un saldo attivo di circa fr. 213'000.--, nel contenimento delle spese, 

segnatamente dei contributi di mantenimento, che la maggiore età dei figli 

rispettivamente la conclusione di una formazione appropriata avrebbero 

ingenerato a medio/lungo termine.  

Il Giudice ha quindi ritenuto che, senza un condono, perlomeno parziale, delle 

spese procedurali non ancora corrisposte di cui alla sentenza SK.2013.25, la 

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situazione economica dell'istante sarebbe stata talmente tesa che la riscossione 

totale delle medesime apparirebbe iniqua, potendo porre in pericolo la 

risocializzazione o l'equilibrio finanziario a lungo termine, specie se andasse a 

sommarsi ad ulteriori gravose esposizioni incombenti sull’istante.  

Ciò posto, il Giudice ha accordato a A. il condono parziale delle spese procedurali 

di cui al § 3 dispositivo della sentenza SK.2013.25 in ragione di metà, ossia in 

ragione di fr. 46'227.60. 

8.1.2 Con il successivo decreto SK.2016.47 del 18 novembre 2016, il Giudice ha 

nuovamente esaminato un’istanza di A. tesa in particolare al condono delle spese 

procedurali di cui alla sentenza SK.2013.25.  

È stato considerato che, dopo un periodo di disoccupazione, A. aveva trovato un 

nuovo impiego fisso, dal quale percepiva uno stipendio medio di fr. 4'394.61.  

Nella propria richiesta, A. aveva valutato i suoi esborsi mensili regolari in 

complessivi fr. 4'459.20 (eccettuate la quota per il pagamento delle imposte e 

quella per l’assicurazione della casa), ossia: 

-  fr.  2'050.-- a titolo di “affitto dell’appartamento”; 

-  fr.  536.70 a titolo di “cassa malattia”;  

-  fr.  202.-- a titolo di “cassa malattia di mio figlio C. (in apprendistato)”;  

-  fr.  950.-- a titolo di “quota alimenti per mia figlia D. (in apprendistato)”; 

-  fr.  118.20 a titolo di “abbonamento Internet e TV”;  

-  fr.  33.30 a titolo di “quota elettricità”;  

-  fr.  69.-- a titolo di “abbonamento Cellulare mio figlio C.”;  

-  fr.  500.-- a titolo di “rimborso Procura Federale MPC”.  

A. aveva inoltre evidenziato un debito nei confronti del Sozialversicherungsanstalt 

di Zurigo (di seguito: SVA) per fr.  45'597.30, con cui avrebbe concordato un 

pagamento mensile di fr.  100.--.  

Nella propria decisione, il Giudice aveva osservato che, sebbene le entrate di A. 

fossero minori, anche gli esborsi mensili a suo carico, dall’ultimo esame effettuato 

nel 2015, erano diminuiti (le spese di allora, pari a fr. 2'210.-- a titolo di contributi 

di mantenimento per la moglie separata e per i figli, fr. 310.-- per le spese 

d’esercizio del diritto di visita e fr. 1'005.-- per gli interessi ipotecari, erano stati 

sostituiti da un costo di fr. 950. -- a titolo di contributo di mantenimento per la figlia). 

La Corte aveva pure valutato che gli obblighi di mantenimento dell’istante nei 

confronti dei figli si sarebbero ulteriormente ridotti a medio termine: in effetti essi, 

nati nel 1996 rispettivamente nel 1999, avrebbero terminato il proprio 

apprendistato. Inoltre, a seguito all’insorgere della posizione debitoria nei confronti 

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del SVA - cui A. si era obbligato a versare mensilmente fr.  100.-- - il MPC gli aveva 

concesso una diminuzione della rata mensile da fr.  500.-- a fr.  400.--, così che gli 

esborsi mensili a carico dell’istante non erano aumentati rispetto al 2015.  

La Corte aveva dunque giudicato che, rispetto a quanto considerato con sentenza 

SK.2015.19 del 6 luglio 2015, la situazione di A. non aveva subito un 

peggioramento tale da giustificare il condono delle spese procedurali ancora 

dovute alla Confederazione, motivo per cui l’istanza era stata respinta.  

 

8.2  

8.2.1 Mediante il proprio scritto del 2 ottobre 2020, con i relativi allegati, l’istante illustra 

nei termini seguenti la propria situazione finanziaria e personale attuale, che, a suo 

parere, non gli permetterebbe di far fronte ai propri obblighi. 

A. ricorda di essere stato coinvolto nel caso “E.” nel 2003 e di avere da subito 

perso il proprio posto di lavoro in banca, inoltre avrebbe dovuto, dal 2003 e fino al 

2012, rispettivamente 2013, quando ha sottoscritto l’accordo alla procedura 

abbreviata con il MPC poi sottoposto al Tribunale penale federale, far fronte ad 

importanti costi legali, ciò che avrebbe dato fondo a tutte le sue riserve e lo avrebbe 

costretto a contrarre debiti. Avrebbe anche dovuto versare al MPC le spese di due 

procedure e parte del ricavato della vendita della propria casa dopo il divorzio. 

Afferma di avere rispettato tutti gli accordi e, non essendogli possibile di fare 

altrimenti, avrebbe raggiunto delle convenzioni per i pagamenti rateali, che 

avrebbe sempre ossequiato regolarmente. 

A tali costi andrebbe aggiunta la fattura ancora scoperta del SVA per circa fr. 

40'000.-- (fr. 45'597.30 secondo uno scritto del SVA del 7 ottobre 2016 [cl. 1 act. 

SK 1.100.019 e seg.], mentre agli atti non figura lo scoperto attuale preciso). Dal 

2018 egli dovrebbe inoltre versare alimenti per una figlia nata nel 2017 pari a fr. 

1'855.00 mensili. 

Negli ultimi 17 anni egli non avrebbe trovato pace neppure dal punto di vista 

professionale: la ricerca di un’occupazione sarebbe stata resa più difficile dalla 

presenza, dal 2012 e 2013 e fino all’8 agosto 2020, di iscrizioni nell’estratto del 

casellario giudiziale. A. sostiene di non essere stato informato, al momento 

dell’accordo con il MPC, che sul casellario sarebbe comunque stata iscritta la 

condanna e che vi sarebbe rimasta per 7 anni. Dal 2014 ad oggi sarebbe stato più 

volte disoccupato, ciò che avrebbe reso ancora più difficile la sua situazione 

finanziaria. Dal gennaio 2020 sarebbe di nuovo in disoccupazione e sarebbe alla 

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ricerca di un impiego fisso o a tempo parziale. A. avrebbe oggi 57 anni e non 

avrebbe possibilità di trovare ancora un impiego, nonostante i suoi sforzi, quali 

invio di candidature e i corsi di aggiornamento. Il suo periodo di disoccupazione 

terminerebbe il 30 giugno 2021. 

A mente di A., prima del “caso E.”, egli aveva raggiunto una carriera esemplare nel 

settore bancario, senza mai avere avuto alcun problema o caso con la giustizia; 

anche dopo il citato caso “E.”, non sarebbe più stato coinvolto in alcuna fattispecie 

che potesse far sorgere dubbi sulla sua persona. Tuttavia da 17 anni egli sarebbe 

sotto una pressione finanziaria tale da non permettergli di far fronte alle fatture 

correnti. Situazione questa che apparentemente non migliorerà nei prossimi anni, 

ciò che gli peserebbe anche a livello psichico. Egli chiede pertanto che il saldo 

residuo di fr. 46'227,55 gli venga condonato, o, se ciò non fosse possibile, che lo 

sia per la maggior parte.  

Per quello che concerne le sue entrate, dalla documentazione fornita da A. risulta 

che egli percepisce mensilmente, dall’assicurazione contro la disoccupazione, 

fr. 8'993.85 netti (fino al 30 giugno 2021).  

Per quel che riguarda gli esborsi mensili regolari, a detta dell’istante questi 

sarebbero di complessivi fr. 8'332.-- (cl. 1 act. SK 1.100.025). Egli ha dettagliato le 

sue spese nel modo seguente, producendo tuttavia solo alcuni dei giustificativi ad 

esse riferiti:  

-  obbligo di versamento di alimenti di fr. 1'855.00 per la figlia F. nata il 20 agosto 

2017 (con giustificativo, cl. 1 act. SK 1.100.021 e segg.); 

-  interessi ipotecari con costi accessori per fr. 1'850.-- (dai giustificativi 

presentati risultano tuttavia solo fr. 690.10 quali interessi ipotecari, v. cl. 1 act. 

SK 1.100.027 e seg.) 

-  cassa malati per fr. 513.-- (dal giustificativo allegato risultano fr. 512.12, v. cl. 

1 act. SK 1.100.026); 

-  accordo di pagamento con il MPC per fr. 400.-- (relativo al debito di 

fr.  46'227.55 per spese procedurali di cui alla SK.2013.25, v. cl. 1 act. SK 

1.100.007); 

-  tasse per il 2019 di fr. 1'500.-- (dai giustificativi allegati si evince solo l’importo 

di fr. 13'932.40 relativo alle tasse cantonali e comunali per il 2019, v. cl. 1 act. 

SK 1.100.031; non figura invece l’importo esatto dell’imposta federale diretta 

dovuta); 

-  fabbisogno minimo fr. 1'500.--; 

-  abbonamento cellulare fr. 100.--; 

-  internet/TV fr. 164.--; 

-  assicurazione dell’automobile fr. 180.00.--; 

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-  nutrimento ed assicurazione per il cane, fr. 100.--; 

-  assicurazione mobilia domestica, fr. 70.--; 

-  accordo di pagamento con lo SVA di Zurigo relativamente al debito nei 

confronti di quest’ultimo, fr. 100.-- (v. cl. 1 act. SK 1.100.007). 

Costi supplementari quali la tassa di circolazione, le tasse TV, elettricità e acqua 

non sarebbero state incluse da A. nell’elenco soprastante, non avendo una 

cadenza mensile. 

Per quanto attiene ai debiti ulteriori (ossia oltre a quello nei confronti del MPC ed 

a quello verso il SVA), egli sarebbe debitore per fr. 5'587.70 nei confronti del 

Comune di Y. per tasse arretrate comunali e cantonali del 2019, e per fr. 4'429.75 

nei confronti della StWEG “G.” quali costi condominiali (v. cl. 1 act. SK 1.100.029 

e 034). 

8.2.2 La Corte osserva quanto segue. A., come da egli esposto, percepisce un’entrata 

mensile di fr. 8'993.85 netti (fino al 30 giugno 2021, v. cl. 1 act. SK 1.100.030). 

Dalla dichiarazione delle imposte per il 2019 risulta che egli, già conteggiate le 

deduzioni, ha un reddito imponibile di fr. 87'000.-- per l’imposta federale diretta e 

di fr. 84'100.-- per le imposte comunali e cantonali (v. cl. 1 act. SK 1.100 004 e 

segg.).  

 Il fabbisogno del richiedente viene così calcolato: egli ha entrate nette per fr. 

8'993.85. Le spese che possono essere considerate nel calcolo del suo fabbisogno 

sono le seguenti (v. “Kreisschreiben der Verwaltungskommission des Obergerichts 

des Kantons Zürich an die Bezirksgerichte und die Betreibungsämter - Richtlinien 

für die Berechnung des betreibungsrechtlichen Existenzminimums (vom 16. 

September 2009)” del Canton Zurigo, v. anche ordinanza della Corte penale del 

TPF SK.2020.5 del 21 agosto 2020 consid. 4.4): importo base mensile per il 

debitore monoparentale con obblighi di mantenimento fr. 1'350.--, interessi 

ipotecari con costi accessori fr. 690.10, cassa malati fr. 512.12, obbligo di 

versamento di alimenti fr. 1'855.--, assicurazione mobilia domestica fr. 70.-- 

(seppur non comprovato può essere ritenuto), tasse per il 2019 stimate in fr. 1'500.-

- (ancorché secondo le Richtlinien summenzionate, «Die Steuern sind bei der 

Berechnung des betreibungsrechtlichen Existenzminimums nicht zu 

berücksichtigen»), assicurazione dell’automobile fr. 180.-- (in luogo e vece 

dell’abbonamento per i mezzi pubblici, essendo in disoccupazione ed essendo 

possibile che si debba spostare per cercare lavoro. Essendo l’importo di fr. 180.-- 

comunque elevato, in esso vanno pure inclusi i costi della tassa di circolazione e 

connessi), per complessivi fr. 6'157.22. Le ulteriori spese indicate dal richiedente 

sono o comprese nell’importo base mensile (ad esempio l’abbonamento del 

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cellulare, l’abbonamento internet/TV, tasse TV, elettricità ed acqua) o non incluse 

nel fabbisogno minimo (ad esempio il nutrimento e l’assicurazione per il cane). Ne 

risulta un’eccedenza mensile di fr. 2'836.63. Alla luce di ciò, A. è attualmente 

assolutamente in grado di far fronte pure ai suoi debiti, tra cui quello in favore del 

MPC (pagando fr. 400.-- al mese) e quello in favore dello SVA (pagando fr. 100.-- 

al mese). 

 Ma anche volendo prendere per buono – ciò che comunque non è il caso - il 

fabbisogno indicato da A. medesimo (v. supra) di fr. 8'332.-- (che già include sia il 

pagamento mensile del debito oggetto della presente procedura sia quello del 

debito nei confronti del SVA di Zurigo), egli disporrebbe ancora di un’eccedenza di 

fr. 661.85 (ritenuto il reddito mensile di fr. 8'993.85); importo che, a mente di questa 

Corte, gli permetterebbe di far fronte anche agli eventuali ulteriori costi da lui 

indicati. 

8.2.3 In conclusione, questa Corte ha constatato che, dal 6 luglio 2015, rispettivamente 

dal 18 novembre 2016, sono sì subentrati dei mutamenti in punto alla situazione 

professionale e finanziaria dell’istante, e ciò sia dal punto di vista delle entrate che 

da quello delle uscite, entrambe accresciute. Tuttavia, la situazione attuale di A. è 

addirittura migliorata rispetto alle precedenti decisioni, disponendo egli oggi di 

un’eccedenza mensile di fr. 2'836.63, mentre in occasione delle precedenti 

valutazioni non risultavano eccedenze.  

Ciò posto, non essendo subentrato alcun peggioramento nella situazione 

finanziaria di A. e dopo valutazione della sua attuale situazione personale e 

patrimoniale, in assenza di nuove circostanze che giustifichino una revisione della 

precedente decisione sui costi, le condizioni dell’art. 425 CPP non risultano 

adempiute. Non si giustifica dunque né di ridurre né di condonare i costi posti a 

carico di A. con sentenza SK.2012.9 e in seguito ridotti con sentenza SK.2015.19. 

L’istanza di A. deve dunque essere respinta. 

9. I costi della presente decisione, pari a fr. 200.--, sono posti a carico di A., parte 

soccombente (art. 426 cpv. 1 CPP per analogia, in combinato disposto con l’art. 

416 CPP). 

  

- 11 - 

SK.2020.45 

La Corte decreta: 

 

1. L’istanza tendente al condono delle spese procedurali, di cui al §3 del dispositivo 

della sentenza del Tribunale penale federale SK.2013.25 del 9 dicembre 2013, è 

respinta. 

2. I costi della presente decisione, pari a fr. 200.--, sono posti a carico di A. 

 
 

In nome della Corte penale 

del Tribunale penale federale 

Il Giudice unico La Cancelliera 

  

- 12 - 

SK.2020.45 

Il testo integrale della sentenza viene notificato a: 

- A. 

- Ministero pubblico della Confederazione, Esecuzione delle decisioni e gestione 

dei beni (quale autorità di esecuzione) 

 

Informazione sui rimedi giuridici 

Reclamo alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale 

Il reclamo contro i decreti e le ordinanze, nonché gli atti procedurali della Corte penale del Tribunale penale 

federale, eccettuate le decisioni ordinatorie, deve essere presentato e motivato per scritto entro 10 giorni alla 

Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (art. 393 cpv. 1 lett. b e art. 396 cpv. 1 CPP; art. 37 cpv. 

1 LOAP). 

 

Mediante il reclamo si possono censurare: la violazione del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di 

apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia, l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti, come pure 

l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 CPP). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Data d’invio 3 febbraio 2021