# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d508ffbf-4fab-5191-8673-a5a160de8065
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-07-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 01.07.2002 INC.2001.57004
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-57004_2002-07-01.html

## Full Text

N. 570.2001.4 M                                                        Lugano,
1° luglio 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per
statuire sull’istanza 24/25 giugno 2002 inoltrata dal

Procuratore Pubblico avv.
__________

e volta ad ottenere
la proroga di due mesi, ovvero sino al 18 settembre 2002 compreso, della
carcerazione preventiva cui è astretto

__________,            

(difeso di fiducia dall’avv__________)

nel
procedimento penale a suo carico per titolo di atti sessuali con fanciulli e con
persone incapaci di discernimento o inette a resistere, rispettivamente di
pornografia;

preso atto che l’accusato, con scritto 26 giugno 2002, ha
dichiarato di non opporsi alla proroga chiesta;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP __________

ritenuto e considerato

in fatto ed in
diritto:

che

-       
__________ è stato tratto in arresto la sera del 19 ottobre 2001
a seguito delle denunce da parte di bambini, che la sera medesima l’accusato
avrebbe sottoposto ad atti sessuali (v. rapporto d’arresto 20 ottobre 2001,
inc. Giar 570.2001.1. doc. 2);

-       
il giorno successivo, questo giudice ha confermato l’arresto
(inc. Giar 570.2001.1 doc. 3), con contestuale intimazione della promozione
d’accusa per titolo di atti sessuali con fanciulli e pornografia (inc. Giar 570.2001.3
doc. 1);

-       
dopo comprensibili reticenze iniziali, l’accusato ha ammesso
sostanzialmente i fatti contestatigli, nel frattempo – essendosi l’inchiesta
estesa a ventun vittime, rispettivamente ad episodi avvenuti sull’arco di circa
nove anni (v. rapporto d’inchiesta della polizia giudiziaria 15 maggio 2002,
agli atti MP doc. 94) – divenuti purtroppo sempre più gravi e numerosi;

-       
con decisione 15 aprile 2002 (inc. Giar 570.2001.3, qui ripresa
in esteso), questo giudice aveva già prorogato il carcere preventivo cui è
astretto __________ fino al 18 luglio 2002 compreso, in ragione dell’esistenza
di incombenze istruttorie ancora da evadere, nonché di concreto pericolo di
recidiva;

-       
benché nel frattempo il rapporto d’inchiesta giudiziaria sia
stato rassegnato (all’inc. MP doc. 94), il Procuratore Pubblico, in sede di
istanza (del 24 giugno 2002, inc. Giar 570.2001.4, doc. 1 p. 2), sottolinea
comunque come l’inchiesta non possa dirsi ancora conclusa, dovendosi ancora
completare le audizioni dell’accusato. La difesa starebbe sempre ancora
considerando l’eventualità di chiedere l’audizione del perito psichiatra e di
far ripetere l’audizione di alcune vittime da parte del Magistrato dei
minorenni (ibid.). Il magistrato inquirente ribadisce infine l’esistenza di un
pericolo di recidiva a carico dell’accusato (istanza, ibid.);

-       
l’accusato, come detto, non si oppone alla proroga richiesta,
“pur non condividendo tutti gli assunti contenuti nell’istanza di proroga
[...]” (scritto 26 giugno 2002, inc. Giar 570.2001.4 doc. 4);

-       
l'art. 95 CPP, dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui
l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare
e - segnatamente come nel caso in discussione - proroga del carcere preventivo
a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi
e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo
sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui
concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione ed un certo pericolo di
recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16
novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep.
132 [1999] n. 116), e ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità
(Rep. 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381);

-       
i menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore
nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà
e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416;
1989 pag. 287 ss.). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi
penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep. 1980 pag. 128);

-       
la legittimità dell’arresto va esaminata d’ufficio, perlomeno
sommariamente, anche in assenza di espressa opposizione da parte dell’accusato;

-       
si deve allora constatare che sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicitati dalla dottrina e dalla giurisprudenza, sono presenti
nella situazione personale e processuale di __________ a legittimare e
giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà oltre il
termine legale disposto dall’art. 102 cpv. 2 CPP;

-       
in punto all’esistenza di sufficienti indizi di colpevolezza, può
bastare generico rinvio a quanto già detto supra relativamente alle
ampie dichiarazioni dell’accusato medesimo (inoltre, v. ad es. verbale MP 31
ottobre 2001, inc. MP doc. 16, passim. Inoltre, a valere quale ulteriore
conferma, ad es. i verbali 4 aprile 2001 [recte: 2002], agli atti MP doc. 80, passim;
6 maggio 2002, agli atti MP doc. 89, e 10 giugno 2002, agli atti MP doc. 105 –
si tratta di verbali di conferma dei verbali di polizia, eseguiti massimamente
alla presenza dei genitori delle vittime);

-       
chiare ed ovvie sono le esigenze istruttorie ancora da evadere.
Si tratta essenzialmente della completazione dell’audizione dell’accusato, con
il verbale conclusivo previsto per il prossimo 15 luglio 2002 (v. istanza,
cit., p. 2). Nell’ambito del susseguente deposito atti, l’accusato potrebbe poi
chiedere nuovamente l’audizione del perito psichiatra, come pure eventuali
verbalizzazioni delle parti lese (v. istanza, loc. cit., nonché scritto 20
giugno 2002 della difesa al magistrato inquirente, all’inc. Giar 570.2001.4
doc. 2);

-       
altrettanto chiaro appare pure il pericolo di recidiva, come
esposto dal Procuratore Pubblico, ammesso dall’accusato medesimo (v. ad es.
verbale MP 31 ottobre 2001, inc. MP doc. 16 p. 7) ed attestato dal perito
psichiatra (v. perizia dr. __________ 29 gennaio 2002, inc. MP doc. 60, part.
p. 9 [esame psicologico] e p. 32 [risposta alla domanda 3]);

-       
sulla proporzionalità, rilevata l’ininterrotta attività
inquirente in consonanza con i dettami di legge, va detto che l’istruttoria,
dal punto di vista del magistrato inquirente, sembra avviarsi verso la
conclusione, nel senso che prossimamente la facoltà di chiedere ulteriori prove
passerà nelle mani della difesa, in concomitanza con il deposito degli atti. E
la difesa, ovviamente e giustamente, si riserva di attendere la conclusione
delle verbalizzazioni dell’accusato per formulare eventuali richieste (anche
perché, come menzionato al telefono, sembra aver ricevuto copia dei verbali
delle vittime solo di recente). I tempi necessari per la completazione
dell’istruttoria predibattimentale, pertanto, sono piuttosto vaghi. Comunque, la
proroga richiesta appare compatibile con quanto si delinea al momento
necessario: anzi, qualora le parti dovessero proporre complementi di prova, la
proroga concessa oggi potrebbe non bastare. Inoltre, la durata complessiva
della carcerazione preventiva già patita dell’accusato, e tenuto conto di
quella ancora prospettabile a seguito della presente decisione e degli
ulteriori temini di legge per l’emanazione dell’atto d’accusa e la celebrazione
del pubblico dibattimento, appare ben inferiore alla pena cui egli va incontro
per i fatti attribuitigli (ed ammessi);

-       
resta ovviamente impregiudicato l’obbligo del magistrato
inquirente di procedere alla completazione dell’istruttoria formale ed
all’emanazione dell’atto d’accusa con la massima celerità possibile (artt. 102
e 176 cpv. 3 CPP);

-       
in conclusione, l’istanza di proroga appare di principio
giustificata in considerazione delle incombenze ancora da evadere, nonché di
sufficientemente concreto pericolo di recidiva. Pure la durata postulata – due
mesi (v. istanza, cit., p. 3) – appare adeguata. L’istanza può pertanto essere
accolta integralmente, con la presente decisione esente da tassa e spese di
giudizio (art. 39 lit. f TG e contrario) e suscettibile di impugnazione
entro 10 (dieci) giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello
(art. 284 cpv. 1 lit. a CPP).

*   *   *

Per i quali
motivi,

richiamate le
norme menzionate e visti gli artt. 103, 280 ss. e 284 CPP

d e c i d e :

1.   L’istanza 24 giugno
2002 di proroga del carcere preventivo cui è astretto __________ è accolta.

§     Di
conseguenza, la detenzione preventiva cui è astretto l’accusato viene prorogata
sino al prossimo 18 settembre 2002 compreso.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è data facoltà di ricorso alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

-          
avv. __________, per sé e per l’accusato;

-          
Procuratore Pubblico avv. __________, con l’inc. MP __________ di
ritorno;

-          
Direzione del Penitenziario cantonale La Stampa, Cadro.

giudice __________