# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6021cff1-32bf-58b1-83fc-f8939825222a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-07-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.07.2017 32.2016.125
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2016-125_2017-07-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2016.125

   

  PC/sc

  	
  Lugano

  12 luglio 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 novembre 2016 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 7 ottobre 2016 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato l'__________1971,
da ultimo attivo in qualità di manovale/gessatore, in data 8 marzo 2001 ha inoltrato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti (rendita) indicando
di essere affetto da “ernia discale, discopatia della schiena”. Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, l’UAI con la decisione del 15
marzo 2004, cresciuta incontestata in giudicato, ha attribuito all’assicurato
una mezza rendita a far tempo dal 1° marzo 2001. In sede di revisione della
rendita avviata nel 2005, su richiesta del medico curante Dr.ssa __________,
l’UAI, dopo aver sottoposto il caso all’esame del SMR, con la decisione su
opposizione del 4 settembre 2007, ha respinto la richiesta di aumento della
rendita d’invalidità. Contro questa decisione l’assicurato, patrocinato
dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA postulando, previo esperimento
di una perizia multidisciplinare - neurologica e psichiatrica -, il
riconoscimento di una rendita intera di invalidità. Il TCA, con sentenza
32.2007.316 del 16 ottobre 2008 (pag. 201-223 incarto AI), cresciuta incontestata
in giudicato, ha respinto il gravame concludendo che a giusta ragione l’UAI aveva
confermato il diritto a una mezza rendita d’invalidità sulla base delle
valutazioni del SMR, visto che l'assicurato non aveva presentato alcun
peggioramento del suo stato di salute (cfr. pag. 218 incarto AI). In sede di revisione
della rendita, avviata nel mese di febbraio 2010, l’UAI con la comunicazione
del 14 giugno 2010 ha confermato l’erogazione della medesima rendita
d’invalidità (cfr. STCA 32.2014.79 del 26 maggio 2015: pag. 476-501
incarto AI).

                               1.2.   L’assicurato, per il tramite
del medico curante Dr.ssa __________, il 4 giugno 2012 ha inoltrato una nuova richiesta di revisione della rendita per un peggioramento “dei dolori
alla schiena e, specialmente, alle gambe” (pag. 244 incarto AI).  .
Esperiti gli accertamenti medici del caso, l’UAI con il progetto di decisione del
20 dicembre 2012 ha respinto la richiesta di aumento della rendita d’invalidità
inoltrata dall’assicurato. A seguito delle osservazioni inoltrate dall’avv. RA
1, per conto dell’assicurato, l’UAI ha predisposto nuovi accertamenti peritali
a cura del dr. med. __________ (perizia reumatologica), del dr. med. __________
(perizia angiologica) e del dr. med. __________ (perizia psichiatrica).
Esperiti questi accertamenti, l’UAI con la decisione del 12 maggio 2014 ha confermato il progetto di decisione e respinto la richiesta di aumento della rendita. Con
sentenza 32.2014. 79 del 26 maggio 2015, il TCA - dopo aver condiviso le
considerazioni dell'amministrazione che ha ritenuto il quadro psichico
dell'assicurato fosse sovrapponibile a quello del 2002 e la valutazione del
perito reumatologo che ha confermato i limiti descritti nella perizia del 2002
e la piena abilità in un'attività adeguata - per quanto concerneva la patologia
angiologica di nuova insorgenza, ha sottolineato come - alla luce della
documentazione medica agli atti - non potesse condividere le conclusioni
dell'UAI circa una capacità lavorativa del 100%, motivo per il quale ha accolto
"ai sensi dei considerandi" il ricorso inoltrato il 10 giugno
2014 dall’interessato, sempre rappresentato dall'avv. RA 1, annullando la
predetta decisione e retrocedendo gli atti all'UAI, affinché disponesse un
complemento peritale da parte del dr. __________, "in quanto da un lato
il perito angiologico non si confronta con le valutazioni contrarie del Dr. __________
e Dr. __________, dall'altra non si esprime direttamente sui limiti funzionali
e la capacità lavorativa dell'assicurato, ma rinvia alla valutazione del Dr. __________
" (cfr. STCA 32.2014.79 del 26 maggio 2015: pag. 476-501 incarto AI).  

 

                               1.3.   Ritornati gli atti, l’UAI ha
raccolto il complemento peritale del 14 settembre 2015 (pag. 524-532 incarto
AI) del dr. med. __________, specialista FMH in medicina interna e angiologia
nonché flebologo SGP, che ha visitato l'assicurato il 19 agosto 2015 (39
minuti) ed il 14 settembre 2015 (25 minuti) e le relative delucidazioni del 2
ottobre 2015 (pag. 536 incarto AI). Dopo aver preso atto anche del rapporto
finale del 12 ottobre 2015 del medico SMR, dr. med. __________ (pag. 540-543
incarto AI) ed aver eseguito i necessari accertamenti economici (pag. 544-550 e
553 incarto AI), l'UAI con decisione del 7 ottobre 2016 (pag. 577-580 incarto
AI) - previo preavviso mediante progetto del 15 giugno 2016 (pag. 555-557
incarto AI)  e dopo aver raccolto le annotazioni del 29 agosto (pag. 571
incarto AI) e dell'8 settembre 2016 (pag. 575 incarto AI) del medico SMR, dr.
med. __________ - ha respinto la richiesta di aumento della rendita
d'invalidità dell'assicurato, poiché egli continuava a presentare un grado
d'invalidità del 54% che giustificava l'ulteriore diritto alla rendita
(segnatamente a mezza rendita) come versata sino ad allora.

                               1.4.   Contro questa decisioneRI 1,
sempre patrocinato dall'avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA
postulandone l'annullamento e sollecitando l’attribuzione di una rendita intera
d’invalidità (doc. I).

Il rappresentante dell'insorgente contesta innanzitutto la valuta-zione medica
operata dal perito angiologo dell'amministrazione che, pur ammettendo
l'esistenza di una patologia di nuova insorgenza rispetto al 2000 (ovvero di
una sindrome post-trombotica), conclude tuttavia che "la limitazione
funzionale del paziente risulta compensata già dall'invalidità precedente".
A sua mente, il perito angiologo si contraddice perché nella "prece-dente
valutazione (comunicata al neurologo dr. __________) (…) riteneva una capacità
lavorativa completa in attività idonee (?)" mentre con la perizia del
14 settembre 2016 (recte: 2015) "argomenta che le limitazioni
funzionali esistono ma andrebbero a "compensare" una rendita
d'invalidità al 50%!". Il patrocinatore dell'assicurato sottolinea
come lo specialista curante, dr. med. __________, evidenza, nel rapporto medico
del 26 ottobre 2016, quanto segue: "A mio avviso quindi, l'attività
giornaliera come descritto al p.to 9.2 della settima pagina del dr. __________,
dove si parla di - attività giornaliera di 2 ore di lavoro al mattino e 2 ore
al pomeriggio - è si proponibile ma non attuabile se non con delle pause di 30
minuti. Ritengo quindi che possa lavorare al massimo un paio di ore al giorno".
Il rappresentante del ricorrente puntualizza inoltre che i dolori di cui soffre
il suo assistito sono oggettivabili.

A suffragio delle proprie
argomentazioni produce i rapporti  medici del 30 agosto 2016 e del 26 ottobre
2016 del dr. med. __________, specialista FMH in angiologia e flebologo (doc. B
e C). 

                                         Secondariamente il
rappresentante dell'insorgente contesta la valutazione economica operata
dall'amministrazione. Quale "reddito da valido" si giustifica,
a suo avviso, un importo di almeno fr. 64'896, conformemente a quanto fissato
dalla tabella salari OCST già agli atti dal 13 luglio 2016, visto che va presa
in considerazione la qualifica di "gessatore non qualificato"
e non quella di "manovale" come ritenuto, a torto, nella
decisione avversata. L'ultima attività svolta dal suo cliente è difatti quella
di gessatore, come peraltro confermato dal TCA al consid. 1.1 della sentenza 
32.2014.79 del 26 maggio 2015. Ritiene inoltre che il salario da valido vada
determinato in base ai valori nazionali della tabella TA1, come già avvenuto
nella decisione di concessione di mezza rendita risalente al 2004, e non in
base a quanto attestato dal datore di lavoro, facendo per di più riferimento ad
un lavoro di "manovale" anziché di "gessatore"
svolto nel lontano 2000.    

Il patrocinatore del ricorrente contesta pure il "reddito da invalido"
di fr. 26'468.- {ovvero [fr. 66'170.- (per un'attività a tempo pieno) : 2 (per
un'attività a metà tempo)] decurtata di fr. 6'617.- (pari a una deduzione
sociale de 20%)]}, visto che il suo cliente presenta delle limitazioni tali per
cui non è in grado di espletare un lavoro al 50% e non sarebbe in ogni caso in
grado di guadagnare un importo di fr. 66'170.-. Sottolinea inoltre che, date le
circostanze, va applicata una deduzione sociale del 25%.

Da ultimo, il patrocinatore dell'insorgente chiede che il suo assistito -
invalido ed indigente - sia posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria e
del gratuito patrocinio. 

 

                               1.5.   Il 7 novembre 2016 è stato
assegnato al ricorrente un termine di 20 giorni per presentare il certificato
municipale per l’ammissione all’assistenza giudiziaria debitamente compilato e
vidimato (doc. IV).

Il 14 novembre 2016 il patrocinatore dell'assicurato ha dato seguito alla
richiesta, versando agli atti "il certificato municipale per
l'ammissione all'assistenza giudiziaria dell'assicurato con i giustificativi
sulla sua situazione economica" (doc. V + V bis).  

 

                               1.6.   Con risposta di causa del 22
novembre 2016 (doc. VI), l’UAI ha proposto la reiezione del ricorso con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di
motivazione, confermando la correttezza della decisione su opposizione del 7
ottobre 2016, sulla base del rapporto del 15 novembre 2016 del medico del SMR,
dr. med. __________ (doc. VI 1).

 

                               1.7.   In data 24 novembre 2016 il
TCA ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali
altri mezzi di prova (doc. VII).

                               1.8.   Il 25 novembre 2016 il
patrocinatore dell'assicurato ha comunicato al TCA "di non avere
ulteriori mezzi di prova da produrre" (doc. VIII).

Il doc. VIII è stato inviato all'UAI per conoscenza (doc. IX).

 

                               1.9.   In data 18 maggio 2017 il TCA
ha assegnato all'UAI un termine sino al 30 maggio 2017 "per comunicare
al TCA i motivi che vi hanno indotto ad utilizzare, sia nella decisione del 15
marzo 2004 sia nella decisione del 7 ottobre 2016, un "reddito da
valido" da "manovale" anziché da "gessatore",
considerato che al momento in cui è occorso l'infortunio, il 2 marzo 2000,
l'assicurato stava già frequentando il "corso di aggiornamento
professionale per __________ " presso la __________ di __________ "
e per "trasmettere al TCA: - un raffronto dei redditi, utilizzando
quale "reddito da valido" lo stipendio annuale che avrebbe guadagnato
l'assicurato nel 2012, in qualità di "lavoratore C (manovale)" presso
l'impresa di costruzioni __________ e quale "reddito da invalido" la
TA 1 2012 (attività semplici e ripetitive, valore mediano); - un raffronto dei
redditi, utilizzando quale "reddito da valido" lo stipendio annuale
che avrebbe guadagnato l'assicurato nel 2012, in qualità di gessatore, sulla
base del salario minimo previsto dal contratto collettivo di lavoro
applicabile, in vigore in quell'anno, e comprensivo, se previsto dallo stesso,
di tredicesima e quale "reddito da invalido" la TA 1 2012 (attività
semplici e ripetitive, valore mediano); - trasmettere copia sia della
dichiarazione dell'impresa di costruzioni __________ relativa allo stipendio
annuale che avrebbe guadagnato l'assicurato nel 2012, in qualità di
"lavoratore C (manovale)" sia del CCL applicabile, in vigore nel
2012, e comprensivo, se previsto dallo stesso, di tredicesima" (doc.
X).

                             1.10.   Il 30 maggio 2017 l'UAI ha
comunicato al TCA di "avere utilizzato il reddito quale
"manovale" anziché quello da "gessatore" in quanto
l'assicurato svolgeva tale attività al momento dell'insorgere del danno alla
salute, nel marzo 2000. Dallo scritto del 28.02.2000 dell'__________ prodotto
dall'assicurato non è possibile determinare da quando egli avesse effettivamente
iniziato il corso indicato e quando questo si sarebbe concluso. A quanto è dato
capire egli l'aveva appena cominciato e non vi è alcun indizio concreto che
porti ad affermare che l'avrebbe verosimilmente portato a termine con successo.
Nel questionario per il datore di lavoro completato il 21.03.2001 era indicata
quale attività svolta dall'assicurato al momento dell'infortunio quella di manovale."
L'UAI ha pure trasmesso un raffronto dei redditi, in cui è stato utilizzato
quale "reddito da valido" lo stipendio annuale che avrebbe guadagnato
l'assicurato nel 2012 sulla base del CCL dell'edilizia, classe salariale B (e,
più precisamente, fr. 4'752.- mensili, CHF 61'776.- annui), oltre alle copie
degli adeguamenti del CCL dell'edilizia del 2012, 2013 e 2014 (doc. XI + A-F).

                             1.11.   In data 2 giugno 2017 il TCA
ha assegnato al patrocinatore del ricorrente un termine di 10 giorni per
presentare osservazioni scritte in merito ai doc. X e XI e allegati A-F (doc.
XII).

 

                             1.12.   Con osservazioni del 7 giugno
2017 (doc. XIII), l'avvocato dell'insorgente ha ribadito che: 1) l'ultimo
lavoro svolto dal suo cliente è quello di gessatore, come peraltro confermato
dal TCA al consid. 1.1 della sentenza  32.2014.79 del 26 maggio 2015; 2) il
"salario da valido" deve essere determinato in base al CCL dei
gessatori, gessatore non qualificato (e non al CCL dell'edilizia, classe
salariale B, lavoratori edili senza conoscenze professionali, manovali,
come effettuato dall'amministrazione) ed ammonta pertanto a fr. 64'896.- annui
(doc. XIII).  

                             1.13.   In data 8 giugno 2017 il TCA
ha assegnato all'UAI un termine di 5 giorni per presentare osservazioni scritte
in merito al doc. XIII, "con particolare riguardo al punto 2 del
precitato documento" (doc. XIV).

 

                             1.14.   Con osservazioni del 14 giugno
2017 (doc. XV), l'UAI ha puntualizzato di aver "utilizzato il CCL
dell'edilizia e non quello della gessatura in quanto è quello applicato dal
datore di lavoro __________ (CHF 4'395.- mensili per il 2013 e CHF 4'413.-
mensili per il 2014), presso il quale l'assicurato era impiegato al momento
dell'insorgere del danno alla salute. A tale proposito, non si nega che l'assicurato
svolgesse lavori di gessatura presso tale ditta, tuttavia egli era di fatto impiegato
quale "manovale" (vedasi questionario DL del 21.03.2001). D'altronde
è il ricorrente stesso ad ammettere che egli non aveva la formazione specifica
di gessatore e per tale motivo era stato assunto quale manovale. Al fine di
ottenere il reddito da valido più preciso possibile, l'UAI, contrariamente a
quanto affermato dal ricorrente, ha per l'appunto interpellato il datore di
lavoro, il quale ha fornito i dati di cui allo scritto del 15.10.2005. Non si
ravvedono dunque motivi per cui si dovrebbe applicare il CCL della gessatura,
non essendo quest'ultimo applicato dall'azienda presso la quale l'assicurato
lavorava e non avendo egli una formazione specifica in tale ambito. Tutt'al più
si potrebbe applicare il dato relativo ai lavoratori con classe salariale B,
considerato che nel 2004 era stato utilizzato tale importo. Tuttavia, come si
evince dalle tabelle di calcolo fornite con lo scritto del 30.05.2017 (doc. E e
F), il risultato finale non cambierebbe." (doc. XV).

 

                             1.15.   In data 21 giugno 2017 il TCA,
dopo aver richiamato lo scritto del 18 maggio 2017 (doc. X), ha assegnato
all'UAI un termine sino al 30 giugno 2017 per trasmettere "un raffronto
dei redditi, utilizzando quale "reddito da valido" lo stipendio
annuale che avrebbe guadagnato l'assicurato nel 2012, in qualità di gessatore,
sulla base del salario minimo previsto dal contratto collettivo di lavoro della
gessatura (e non dal CCL  dell'edilizia: cfr. vostro scritto del 30 maggio e
del 14 giugno 2017 al TCA), in vigore in quell'anno, e comprensivo, se previsto
dallo stesso, di tredicesima e quale "reddito da invalido" la TA 1
2012 (attività semplici e ripetitive, valore mediano)" come pure una
"copia del contratto collettivo di lavoro della gessatura, in vigore
nel 2012, e comprensivo, se previsto dallo stesso, di tredicesima"
(doc. XVI).

 

                             1.16.   Il 4 luglio 2017
l'amministrazione ha dato seguito alla richiesta del TCA, ribadendo di non
ritenere tuttavia applicabile al caso di specie il CCL gessatura e intonacatura
del 2012 (doc. XVII+1).

                                         

l doc. XV, XVI, XVII + 1 sono stati inviati al patrocinatore del ricorrente per
conoscenza (doc. XVIII).

                                      

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Oggetto del contendere è la
questione a sapere se vi sia stato o meno un peggioramento delle patologie
invalidanti di cui è affetto RI 1 giustificante, in via di revisione, l’aumento
del grado d’invalidità.

                               2.2.   Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI
in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

 

                                         L’art.
28 cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati
hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre
quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da
invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non
fosse diventato invalido (reddito da valido). 

                                         Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). 

 

                                         Nel
confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di
fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale,
le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325;
DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività
ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale
dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui
differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in
maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di
una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114
V 313). 

                                         

                                         Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono
determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del
diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere
rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di
eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della
decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V
222).

 

                               2.3.   Se il grado d'invalidità del
beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante
sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta
proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).
La revisione avviene d’ufficio quando, in previsione di una possibile
modificazione importante del grado d’invalidità o di grande invalidità, è stato
stabilito un termine nel momento dell’erogazione della rendita o dell’assegno
per grandi invalidi, o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti
che possono provocare una notevole modificazione del grado d’invalidità o della
grande invalidità (art. 87 cpv. 2 OAI). Invece, se è stata inoltrata domanda di
revisione, nella domanda si deve dimostrare che il grado d’invalidità o
d’incapacità dell’invalido a provvedere a se stesso è modificato in misura
rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3 OAI). Infine,
prescrive l’art. 87 cpv. 4 OAI che, ove la rendita o l’assegno per grandi
invalidi siano stati negati perché il grado d’invalidità era insufficiente o
perché l’invalido poteva provvedere a sé stesso, una nuova richiesta è
riesaminata soltanto in quanto siano soddisfatte le condizioni previste nel
capoverso 3.

 

                                         Se la capacità al guadagno
dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento
determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni
dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo
si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener
conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso
perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma
anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel
tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137).

 

                                         La costante giurisprudenza
ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione non solo in caso di
modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso sull'attività
lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto invariato, se le sue
conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento importante
(DTF 130 V 349; STFA non pubbl. 28 giugno 1994 nella causa P. P.; RCC 1989 p.
323; DTF 113 V 275, 109 V 116, 105 V 30). Affinché sia possibile la revisione
di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche
dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da influire sulla perdita di
guadagno.

 

                                         D'altra parte la modifica
deve essere notevole, non tanto da un punto di vista astratto, ma piuttosto in
relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI.

                                         In ogni caso la revisione
della rendita è possibile unicamente se, posteriormente alla pronuncia della
decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente mutata. Non
basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invariata, sia
giudicata in modo diverso (DTF 130 V 351; RCC 1987 pag. 38, consid. 1a; STFA 29
aprile 1991 in causa G.C., Bellinzona, non pubblicata, consid. 4).

                                         Per stabilire in concreto
se vi è motivo di revisione, da un punto di vista temporale vanno in
particolare paragonati i fatti esistenti al momento della decisione formale
iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia della nuova
decisione. Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare
una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 133 V 108, 125 V 369 consid.
2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; Valterio, op. cit.,
pag. 268; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997,
pag. 258).

 

                                         Circa
gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad
un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI
stabilisce che la riduzione o la soppressione della rendita o
dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto il più presto, il primo giorno
del secondo mese che segue la notifica della decisione.

 

                               2.4.   Con decisione del 15 marzo
2004, cresciuta incontestata in giudicato, l’assicurato è stato messo al
beneficio di una mezza rendita d’invalidità, a far tempo dal 1° marzo 2001,
sulla base delle perizie, psichiatrica e reumatologica, esperite dal dr. med. __________
e dal dr. med. __________, su ordine dell’UAI (pag. 114-118 incarto AI).

Per quanto riguarda l’aspetto psichiatrico, il dr. med. __________, spec. FMH
in psichiatria e psicoterapia e spec. in medicina del lavoro, nella valutazione
del 10 dicembre 2002, ha posto la diagnosi psichiatrica, con ripercussione
sulla capacità di lavoro, di “a.Sindrome somatoforme da dolore persistente
(ICD-10 F45.4); b. Sindrome da disadattamento con reazione mista
ansioso-depressiva (ICD-10 F43.22)”. Secondo il perito l’attività
lavorativa abituale di manovale edile non è più esigibile, mentre egli ha
ritenuto indicata una riformazione professionale attestando a questo fine, dal
lato prettamente psichiatrico, un’abilità lavorativa al 100% (pag. 59-66
incarto AI).

 

                                         Per
quanto riguarda invece l’aspetto reumatologico, il dr. med. __________, FMH in
medicina interna e spec. in reumatologia, nella perizia del 27 dicembre 2002 ha formulato la diagnosi con ripercussione sulla capacità lavorativa di “Sind.
lombovertebrale cronica senza neurologia: - dolori anamnestici all’arto
inferiore sx e dx; - discopatia L4/5 e L5/S1; - contusione lombare il
02.03.2000 (fattore scatenante)”. Il perito ha poi attestato un’inabilità
lavorativa completa in attività lavorative pesanti come quelle precedentemente
svolte (muratore, gessatore), a decorrere dal 2 marzo 2000 e, con ogni
probabilità, in maniera definitiva. Per contro, secondo il reumatologo, in
attività leggere rispettose di determinati limiti funzionali, dal punto di
vista somatico, l’assicurato è completamente abile (pag. 67-77 incarto AI). 

Va qui rilevato che l'assicurato aveva svolto un periodo di accertamento dal 30
settembre al 21 novembre 2003 presso il Centro __________ di __________, con
presenza limitata al 50% (7.30-12.00) a fronte di un certificato medico del
curante indicante un'inabilità lavorativa al 50% (pag. 94-106 incarto AI),
durante il quale "ha dimostrato di essere senz'altro in grado di
svolgere un'attività leggera d'assemblaggio riuscendo a mantenere regolarmente
la posizione sedentaria per tutta la mezza giornata" (pag. 95 incarto
AI). In quell'occasione il direttore del __________, "tenuto conto
delle limitazioni emerse durante il periodo d'accertamento, sentito il medico
curante, dottoressa __________ la quale ritiene che la componente psichica
abbia una certa influenza sull'esito di un progetto reintegrativo" aveva
ritenuto opportuna una valutazione in merito da parte del SMR dell'UAI (pag. 96
incarto AI). L'11 dicembre 2003 il consulente in integrazione professionale,
sulla base del rapporto del 5 dicembre 2013 del __________ di __________ (pag.
94-106 incarto AI), aveva ritenuto che - "salvo un sostanziale
miglioramento del comportamento dell'assicurato" - quest'ultimo non fosse
in grado di soddisfare le esigenze minime di un normale ciclo produttivo,
supposto in equilibrio, ragione per la quale, nell'impossibilità di procedere,
aveva considerato la pratica chiusa nell'ambito del mandato che gli era stato
conferito a suo tempo (pag. 107 incarto AI). Il 23 dicembre 2003 il dr. med. __________,
medico SMR, aveva osservato che "l'assicurato è stato peritato sia a
livello psichiatrico che reumatologico. Non vi sono elementi che fanno supporre
un peggioramento dello stato di salute di rilievo. Purtroppo la situazione
osservata a __________ è abbastanza tipica per questi casi. Dal punto di vista
medico non vedo indicazioni a nuovi accertamenti medici". Il 30
dicembre 2003 il segretario ispettore dell'UAI, __________, aveva richiesto al
consulente IP, __________, "il calcolo economico che considera il
confronto dei redditi fra il reddito da sano in attività di gessatore e il
reddito in attività esigibile" ricordando che "l'assicurato
32enne di origine balcanica è stato peritato da un punto di vista psichiatrico
risultando totalmente abile mentre dal punto di vista reumatologico viene
descritta un'abilità totale in attività leggera sia dal perito che dal curante.
Inoltre anche durante l'osservazione a __________ veniva indicato che
"durante la prova nel settore dell'orologeria egli ha dimostrato di essere
senz'latro in grado di svolgere un'attività leggera d'assemblaggio riuscendo a
mantenere regolarmente la posizione sedentaria per tutta le mezza
giornata". (…)" (pag. 111 incarto AI). Il 24 febbraio 2004 il
consulente IP, __________, aveva comunicato al segretario ispettore dell'UAI, __________,
quanto segue: "Ricordo che il provvedimento di accertamento
professionale presso il CFPS è stato compromesso da assenze e presenze a tempo
parziale, giustificate da certificazione medica. Il medico SMR ritiene che la
situazione osservata è abbastanza tipica per questi casi. Di fatto,
l'assicurato si è rivelato incapace di mantenere una presenza sul posto di
lavoro accettabile. Spetta al medico valutare se ciò è dovuto al danno alla
salute. L'esperienza nel laboratorio d’orologeria ha dimostrato la sua
attitudine al lavoro di assemblaggio. Ammesso che egli possa soddisfare le
esigenze di regolarità di presenza normalmente pretese da ogni normale ciclo
produttivo, l'assicurato potrebbe essere collocato nell'attività per la quale è
stato ritenuto capace dal CPFS, apparentemente rispettosa dei suoi limiti. Come
assemblatore di parte di orologi, nelle note aziende del __________, egli
potrebbe guadagnare Fr. 25529.- all'anno. Nella sua professione di muratore a
partire dal 1.1.2003 avrebbe potuto pretendere, secondo CCl, Fr. 4295.- al mese
e quindi Fr 55835 all'anno. I dati portano ad ipotizzare un grado di invalidità
del 54%" (pag. 113 incarto AI). 

L’UAI - dopo aver rilevato, sulla base della documentazione medica
specialistica acquisita agli atti, che "l'attività attuale di gessatore
è proponibile in misura nulla dal 02.03.2000 mentre in una professione adeguata
rispettosa delle limitazioni presentate dallo stato di salute la capacità
lavorativa medico teorica è completa dal 20.11.2000" e che il "consulente
per l'integrazione professionale dell'assicurazione invalidità, dopo un periodo
d'accertamento presso il centro specialistico per la formazione professionale e
sociale, ribadisce che le limitazioni dettate dal danno alla salute consentono
di configurare un'attività adeguata, normalmente presente nel mondo del lavoro
ovviamente supposto in equilibrio, da non apparire occasione sporadica e
fortunata, ancora ragionevolmente esigibile dall'assicurato: tale attività -
indicata quale assemblatore di parte di orologi - è ragionevolmente esigibile e
il reddito presumibile permetterebbe di avere un'entrata salariale annua pari a
fr. 25'529.-" - aveva concluso che "con un'inabilità totale
nell'abituale attività quale manovale gessatore con una retribuzione
attualizzata pari a Fr. 55'835.- annui e un reddito pari a Fr. 25'529.-
esigibile quale montatore di parti di orologeria; il confronto dei redditi
comporta quindi un discapito economico pari a Fr. 30'306.- corrispondente ad un
grado invalidante del 54%" (pag. 114 e 115 incarto AI). 

In conclusione, riassumendo, in quell'occasione, l'UAI - dopo aver effettuato
il raffronto dei redditi (ritenuti un "reddito da valido" di fr. 55'835.-
annui quale manovale/gessatore al 100% ed un "reddito da invalido" di
fr. 25'529.- annui quale montatore di parti di orologeria al 50%; pag.
113 e 115 incarto AI) - aveva quindi determinato un discapito economico del 54%
(pag. 114 e 115 incarto AI; cfr. altresì STCA 32.2014.79 del 26 maggio 2015,
consid. 2.5: pag. 487 incarto AI).

                               2.5.   Nell’ambito della revisione
della rendita, avviata nel mese di giugno 2012, l’assicurato, tramite il medico
curante dr.ssa med. __________, specialista FMH in medicina interna, ha
evidenziato un “peggioramento dei dolori alla schiena e, specialmente alle
gambe” (pag. 244 incarto AI). Dopo essere entrato nel merito della domanda
di revisione (pag. 252 e 253 incarto AI) ed aver raccolto agli atti le
valutazioni mediche necessarie (angiologica del 14 maggio 2013 del dr. med. __________,
reumatologica del 18 settembre 2013 del dr. med. __________ e psichiatrica del
13 dicembre 2013 del dr. med. __________), l'UAI ha respinto con decisione del
12 maggio 2014 la richiesta di aumento della rendita d’invalidità.

Con sentenza 32.2014.79 del 26 maggio 2015, cresciuta incontestata in
giudicato, il TCA - dopo aver condiviso le considerazioni dell'amministrazione
che ha ritenuto il quadro psichico dell'assicurato fosse sovrapponibile a
quello del 2002 e la valutazione del perito reumatologo che ha confermato i
limiti descritti nella perizia del 2002 e la piena abilità in un'attività
adeguata - per quanto concerneva la patologia angiologica di nuova insorgenza,
ha sottolineato come - alla luce della documentazione medica agli atti - non
potesse condividere le conclusioni dell'UAI circa una capacità lavorativa del
100%, motivo per il quale ha accolto "ai sensi dei considerandi"
il ricorso inoltrato il 10 giugno 2014 dall’interessato, sempre rappresentato
dall'avv. RA 1, annullando la predetta decisione e retrocedendo gli atti
all'UAI affinché disponesse un complemento peritale da parte del dr. __________,
"in quanto da un lato il perito angiologico non si confronta con le
valutazioni contrarie del Dr. __________ e Dr. __________, dall'altra non si
esprime direttamente sui limiti funzionali e la capacità lavorativa
dell'assicurato, ma rinvia alla valutazione del Dr. __________ " (cfr.
STCA 32.2014.79 del 26 maggio 2015: pag. 476-501 incarto AI).

Ritornati gli atti, l’UAI ha raccolto il complemento peritale del 14 settembre
2015 (pag. 524-532 incarto AI) del dr. med. __________, che ha visitato
l'assicurato il 19 agosto 2015 (39 minuti) ed il 14 settembre 2015 (25 minuti)
e - dopo aver elencato gli atti (puntualizzando che non ritornava sull'anamnesi
completa "in quanto esaustivamente investigata da numerose strutture
sia mediche che tramite assistenti sociali e visite a domicilio dei professionisti
del lavoro"), le constatazioni soggettive ed obiettive, e i reperti
esami (segnatamente l'esame eco-color Doppler dell'asse della vena cava
inferiore, iliaco-femoro-popliteo-crurale) - ha posto la diagnosi di:   

"Insufficienza venosa cronica
dell'arte inferiore sinistro,
in particolar modo dell'asse popliteo-crurale sinistro, possibile ma non
evidenziabile con la strumentazione né all'anamnesi una sindrome
post-trombotica dell'arte inferiore sinistro. Evento trombotico non
chiaramente evidenziato nel passato e quindi non databile (forse 2010 ?). Stato
dopo stripping della grande vena safena negli anni '90 bilateralmente.

Stato dopo angioplastica e posa di stent della vena iliaca comune di
sinistra per sindrome di May-Thurner nell'agosto del 2014 con ottimo
successo dell'intervento effettuato per via inguinale sinistra, ma insuccesso
soggettivo senza miglioramento dello stato clinico e dei disturbi
soggettivi né chiaro effetto sulla sindrome post-trombotica.

Diagnosi:

- IVC secondo CEAP per l'arto Inferiore sinistre C3Es(p)As3AD14,16,pr, secondo Widmer grado Il, senza rilevante peggioramento clinico
rispetto all'esame del 2010 malgrado la presa ponderale (e la possibile assenza
di compressione elastica)."
(pag. 528 incarto AI; n.d.r.: solo il corsivo è della redattrice).

Il perito ha precisato che "La diagnosi
viene posta sulla base dell'esame clinico e dell'esame eco-color Doppler. La
diagnosi puramente vascolare fiebologica è da me evocata e concorda anche con
la diagnosi posta dal collega Dr. med. __________. La valutazione invece
effettuata dal Prof. Dr. med. __________, chirurgo vascolare e non angiologo
comprende un giudizio personale senza esame eco-color Doppler e non è motivata.
Da qui ne deriva verosimilmente la discrepanza tra la severità della malattia e
quindi l'apprezzamento sulla capacità lavorativa. L'unica discrepanza
diagnostica che può insorgere è la considerazione dell'eziologia primaria o
secondaria dell'insufficienza venosa cronica dell'arto inferiore sinistro del
paziente.

(…). Per quanto attiene la residua capacità lavorativa, la diagnosi di
insufficienza venosa primaria o secondaria è ininfluente poiché contano
unicamente le conseguenze sullo stato di salute dell'arto coinvolto e quindi
del paziente. " (pag. 528 incarto AI; n.d.r.: il corsivo è
della redattrice).

Il perito ha parimenti puntualizzato che "L'insufficienza venosa cronica è una malattia
progressiva ed effettivamente, secondo i documenti a mia disposizione, non
appariva essere presente nel 2000 e negli anni successivi. Di conseguenza la
sindrome post-trombotica sarebbe insorta progressivamente, successivamente e, effettivamente,
potrebbe portare ad un aggravamento della salute del paziente e di conseguenza
della sua capacità lavorativa. Non è possibile stabilire il momento preciso
dell'aggravamento in quanto non è stata posta una diagnosi di trombosi venosa
profonda acuta. (…). Posso constatare (…) che a partire dal mio esame del
14.05.2013 a tutt'oggi l'insufficienza venosa cronica seppur conclamata non
appare essere modificata in misura sostanziale tale, per esempio da modificare
la classificazione CEAP da C3 a C4 (…). Non ritengo che si possa parlare di
un'insufficienza venosa grave sulla base della classificazione CEAP. "
(pag. 528 incarto AI; n.d.r.: il corsivo è della redattrice).

Il perito dell'UAI ha ritenuto l’assicurato inabile al lavoro, nell'attività da
ultimo esercitata come manovale/muratore, nella misura del 100% dal profilo
angiologico (pag. 530 incarto AI).

Quanto alla capacità lavorativa medico-teorica globale in un'attività adeguata,
lo specialista ha osservato quanto segue:

"In via generale un'attività confacente
dovrebbe consentire di alternare la posizione, di poter lavorare da seduto ma
con frequenti pause atte a favorire la deambulazione mentre che più raramente
potrebbe essere possibile I' inginocchiamento e per brevi periodi (alcuni
minuti se necessario). Un lavoro in piedi ma statico non è proponibile per un
lungo periodo mentre che la deambulazione non solo è possibile ma è
consigliata. Ritengo proponibile attività di aiuto meccanico industriale, di
addetto alle consegne, di service man di garage d'auto o di operaio generico
premesso il rispetto delle esigenza sopra elencate. Se questi requisiti fossero
riempiti e premesso che il paziente beneficia di una rendita di Al che non è
stata messe in discussione, un'attività giornaliera comprendente 2 ore di
lavoro la mattina e 2 al pomeriggio mi sembra proponibile e fattibile per
cui sebbene effettivamente ci sia da prendere in considerazione una patologia
di nuova insorgenza rispetto al 2000, che consiste in una sindrome
post-trombotica, la limitazione funzionale del paziente risulta compensata già
dall'invalidità precedente. L'anamnesi è purtroppo imprecisa e anche i dati
a mia disposizione non sono categorici per quanto riguarda l'inizio della sindrome
post-trombotica tenuto conto che essa è comunque evolutiva e che all'inizio
dovrebbe essere verosimilmente meno marcata (…)."(pag. 530
incarto AI; n.d.r.: la sottolineatura e il corsivo sono della redattrice). 

Il perito ha quindi concluso che "La situazione
è invariata anche dopo l'intervento dei colleghi di __________ = stessi
disturbi, stesso status clinico alla mia osservazione, situazione cronica
(almeno dal 2007) ma attualmente senza sostanziale peggioramento e siccome il
paziente riceve una AI 50 % essa può rispondere a mio avviso (e non si somma)
anche alla situazione attuale dello stato venoso. "(pag. 532 incarto AI; n.d.r.: il corsivo
è della redattrice).  

Su richiesta del medico SMR, dr. __________, del 29 settembre 2015 che ha
ricordato al perito come l'attuale grado di invalidità del 54% è frutto di un
calcolo economico (pag. 534 incarto AI), il 2 ottobre 2015 il dr. med. __________
ha puntualizzato quanto segue: "Personalmente
ritengo che attualmente effettivamente vi sia una esigibilità in attività
adatta del 50%, orario ridotto a 4 ore al giorno. Per quanto riguarda il
momento in cui sia presente questa incapacità lavorativa è difficile datare da
quando essa si è ridotta, poiché ho visto il paziente per la prima volta nel
2013. Ritengo quindi ragionevole partire da quella data per definire la
capacità lavorativa ridotta in attività confacente". "(pag.
536 incarto AI; n.d.r.: la sottolineatura e il corsivo sono della redattrice).  

   

Nel rapporto finale del 12 ottobre 2015 il medico SMR (dr. med. __________) -
dopo aver posto la diagnosi principale con influsso sulla capacità
lavorativa di "IVC secondo CEAP arto
inferiore sinistro grado II secondo Widmer senza rilevante peggioramento
clinico rispetto all'esame del 2010 malgrado la presa ponderale (e possibile
assenza di contenzione elastica) - Stato dopo stripping della grande vena
safena magna anni 90 - Stato dopo angio plastica e posa di stent vena iliaca
comune a sinistra per sindrome di May-Thurner 8.2014 con successo oggettivo ma
insuccesso soggettivo", l'ulteriore diagnosi con
influsso sulla capacità lavorativa di "Sindrome
lombovertebrale cronica senza segni neurologici - Discopatia L4/L5 e L5/S1;
Sindrome cervicale cronica senza segni neurologici - Discopatia C6/C7"
e le diagnosi senza influsso di "Sindrome
polialgica di natura funzionale del dolore, obesità e sindrome da
disadattamento con tratti depressivi F 43.21 reattiva a condizione medica
generale e preoccupazioni economiche, senza concomitanti patologie
psichiatriche maggiori o disturbi di personalità" (pag. 540-541
incarto AI) - ha sottolineato come lo stato di salute dell'assicurato in sede
di revisione era peggiorato dal profilo vascolare, con prognosi di stabilità
nel tempo (revisione a distanza di 2 anni). Chiamato a definire la capacità
lavorativa globale, il medico SMR ha quindi concluso che l’assicurato
presentava un'incapacità lavorativa del 100% a decorrere dal marzo 2000
nell'attività abituale rispettivamente del 50% (inteso come presenza) a far
tempo dal 3 gennaio 2012 in attività adeguate (attività fisicamente leggera con
carico massimo di 10 kg e alternanza della postura inclusa; senza difficoltà
nello svolgere lavori di precisione e senza necessità di pause supplementari;
pag. 542-543 incarto AI).

Il 4 luglio 2016 il medico curante, dr.ssa med. __________, in relazione alla
perizia angiologica, ha osservato di essere: "d'accordo
sulle diagnosi e in generale sulle osservazioni dell'angiologo, ad eccezione di
quanto descritto al punto 9.2, nel senso che è quasi improponibile un lavoro in
cui il paziente possa cambiare frequentemente la posizione, fare frequenti
pause, praticamente non inginocchiarsi mai, non stare in piedi…"
(pag. 565 incarto AI).

La precitata documentazione medica è stata sottoposta alla valutazione del
medico SMR dell'UAI. Nell’annotazione del 29 agosto 2016 il dr. med. __________,
rilevato che nel rapporto del 4 luglio 2016 il medico curante riteneva in
pratica che non vi fosse sul mercato del lavoro un'attività rispettosa dei
limiti funzionali esposti dal perito, ha concluso che tale referto non indicava
una modifica dello stato di salute dell'assicurato (pag. 571 incarto AI). 

 

                                         Il 30 agosto 2016 lo
specialista curante, dr. med. __________, specialista FMH in angiologia e
flebologo, ha ribadito di ritenere che la situazione clinica e strumentale, per
lo meno a livello flebologico, interessante in particolar modo l'arto inferiore
sinistro, fosse compatibile con una importante forma di sindrome
post-trombotica malgrado che non fossero presenti lesioni del trofismo
cutaneo/ulcere. Nella medesima occasione ha pure puntualizzato che "Attività lavorative dove il paziente deve stare a
lungo in piedi oppure seduto risultano essere estremamente dolorose malgrado
una contenzione elastica. Se tutto ciò è sommato anche a problematiche della
schiena risulta ancora più improbabile poter proporre un'attività lavorativa
confacente" (pag. 573 incarto AI). 

Anche il precitato documento medico è stato sottoposto alla valutazione del
medico SMR, dr. med. __________, il quale, nell'annotazione dell'8 settembre
2016 - rilevato che nel rapporto del 30 agosto 2016 lo specialista curante
descriveva uno stato clinico noto e metteva l'accento sui limiti funzionali che
un'attività adatta deve rispettare, già presi debitamente in considerazione
nella perizia angiologica dell'amministrazione - ha concluso che la nuova
documentazione medica non metteva in forse le conclusioni peritali e non
mostrava una modifica dello stato di salute (pag. 575 incarto AI).

Il 26 ottobre 2016 lo specialista curante, sempre in relazione alla perizia
angiologica dell'amministrazione, ha osservato il dr. med. __________: "cita nelle sue conclusioni il termine "sindrome
post-trombotica", quadro clinico a mio avviso compatibile con i disturbi
del  paziente (…). Il tutto associato ad un importante dolore dopo pochi minuti
di posizione ortostatica. Il quadro clinico è peggiorato anche dalla nota
situazione di lombalgia cronica. A mio avviso quindi, l'attività giornaliera
come descritto al punto 9.2 della settima pagina del Dr. Tutta, dove si parla
di "attività giornaliera comprendente 2 ore di lavoro al mattino e 2 ore
al pomeriggio", è si proponibile ma non attuabile se non con delle pause
di 30 minuti. Ritengo quindi che possa lavorare al massimo un paio di ore al
giorno"(doc. C).

     

Il medico SMR, dr. med. __________, nell'annotazione del 15 novembre settembre
2016 ha osservato che il precitato documento medico non permetteva di
oggettivare una sostanziale modifica dello stato di salute rispetto alla valutazione
peritale angiologica (doc. VI 1).

 

                               2.6.   Per poter graduare
l'invalidità, l'amministrazione (o il giudice in caso di ricorso) deve disporre
di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri
specialisti.

                                         Il compito del medico
consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale
misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel
fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano
ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (STF 9C_13/2007 del 31 marzo
2008; DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2
pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158).
Spetta in seguito al consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni
sanitarie, valutare quali attività professionali siano concretamente
ipotizzabili (Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228
seg.).

 

                                         Quanto alla valenza
probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti
siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su
esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che
sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione
del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben
motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di
prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio
quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del
25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352
consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; MEYER-BLASER, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il
suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         Le perizie affidate dagli
organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria
amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali
fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati
concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano
indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI 2001 pag.
109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25
aprile 2007).

                                         In una sentenza di
principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V 210, il
Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche della giurisprudenza
federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di
accertamento medico (SAM; Art. 72 bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità
alla CEDU e alla Costituzione, formulate soprattutto nel parere del Prof. Dr.
iur. Jörg Paul Müller e del Dr. iur. Johannes Reich dell’11
febbraio 2010. L’Alta Corte è arrivata alla conclusione che
l’acquisizione delle basi mediche per poter emettere una decisione attraverso
perizie effettuate da istituti esterni come i SAM nell’assicurazione invalidità
svizzera, come pure il loro utilizzo nelle procedure giudiziarie è di per sé
conforme alla Costituzione e alla Convenzione (consid. 2.1-2.3). D’altra parte
il Tribunale federale ha riconosciuto il principio giusta il quale, in caso di
divergenze, l’amministrazione deve ordinare la perizia attraverso una decisione
incidentale impugnabile davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni o al
Tribunale federale amministrativo (consid. 3.4.2.6; cambiamento della
giurisprudenza secondo DTF 132 V 93), precisando nel contempo che alla persona
assicurata spettano precedentemente i diritti di partecipazione alla procedura
(ad esempio: quello di esprimersi sui quesiti peritali; consid. 3.4.2.9;
cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 133 V 446). L'Alta Corte ha
inoltre puntualizzato che, in caso di accertata necessità di ulteriori
chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale federale amministrativo
devono per principio essi stessi ordinare una perizia medica (consid. 4.4.1.3 e
4.4.1.4; cambiamento della giurisprudenza secondo DLA 1997 Nr. 18 p. 85, C
85/95 consid. 5d con riferimenti, sentenza H 355/99 del 11 aprile 2000 consid.
3b), i cui costi sono posti a carico dell’assicurazione invalidità (consid.
4.4.2). Questi principi sono stati confermati da TFA anche nella sentenza 9C_120/2011
del 25 luglio 2011 al consid. 4.1).

 

                                         Va poi evidenziato che in
ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché
di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione
del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009,
STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del
rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in
caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008;
DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer,
Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum Sozial-versicherungsrecht, 2010, ad art. 28a, pag. 353) e
che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione
contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia
ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF
9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010
consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

 

                                         Se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05
del 25 aprile 2007).

                               2.7.   Nella concreta fattispecie,
chiamato a verificare innanzitutto se lo stato di salute del ricorrente è stato
accuratamente vagliato dall’UAI prima dell’emissione della decisione qui
impugnata, dopo attenta analisi della documentazione medica agli atti, questo
TCA - che, con sentenza 32.2014.79 del 26 maggio 2015, cresciuta incontestata
in giudicato, ha già condiviso le considerazioni dell'amministrazione che ha
ritenuto il quadro psichico dell'assicurato fosse sovrapponibile a quello del
2002 e la valutazione del perito reumatologo che ha confermato i limiti
descritti nella perizia del 2002 e la piena abilità in un'attività adeguata -
per quanto concerne ora la patologia angiologica di nuova insorgenza non ha
motivo per mettere in dubbio la valutazione peritale (segnatamente la perizia
del 14 settembre 2015 ed il relativo complemento del 2 ottobre 2015) effettuata
dal dr. med. __________, specialista FMH in medicina interna e angiologia
nonché flebologo SGP, da considerare dettagliata, approfondita e quindi
rispecchiante i parametri giurisprudenziali sopra ricordati, e fatta propria
dall'UAI.

Il perito dell'amministrazione ha posto dal diagnosi di "IVC secondo
CEAP per l'arto Inferiore sinistra 3Es(p)As3AD14,16,pr, secondo Widmer grado
Il, senza rilevante peggioramento clinico rispetto all'esame del 2010 malgrado
la presa ponderale (e la possibile assenza di compressione elastica)",
dopo aver analizzato compiutamente lo stato valetudinario del ricorrente nel
corso di 2 visite che hanno avuto luogo il 19 agosto e il 14 settembre 2015 e
sono durati rispettivamente 39 e 25 minuti ed aver eseguito un esame clinico ed
un eco-color Doppler dell'asse della vena cava inferiore,
iliaco-femoro-popliteo-crurale.

Il perito dell'UAI ha precisato che i motivi per
cui ha posto la precitata diagnosi (cfr. discussione al p.to 8 della perizia) e
per cui ha ritenuto l'assicurato inabile al lavoro, nell'attività da
ultimo esercitata come manovale/muratore, nella misura del 100% rispettivamente
abile al 50% (orario ridotto a 4 ore al giorno: 2 ore alla mattina e 2 ore al
pomeriggio) in un'attività adatta [ovvero che consente di alternare la posizione
e di poter lavorare da seduto ma con frequenti pause atte a favorire la
deambulazione; più raramente potrebbe essere possibile I' inginocchiamento e
per brevi periodi (alcuni minuti se necessario)] quale, ad es., l'aiuto
meccanico industriale, l'addetto alle consegne, il service-man di garage d'auto
e l'operaio generico, a condizione che rispettino i precitati limiti funzionali
(cfr. p.to 9.1 e 9.2 della perizia del 14 settembre 2015 e complemento peritale
del 2 ottobre 2015).

La valutazione del dr. med. __________
(ovvero che l'assicurato può lavorare al massimo un paio di ore al giorno, in
quanto un'attività giornaliera comprendente 2 ore di lavoro al mattino e 2 ore
al pomeriggio è proponibile ma attuabile solo con delle pause di 30 minuti;
cfr. referto medico del 26 ottobre 2016 di cui al doc. C) va intesa nel senso
di un diverso apprezzamento delle conseguenze che la patologia dell’interessato
ha sulla sua capacità di lavoro.

Giova qui ricordare un principio ripetutamente riconosciuto dalla nostra Massima
Istanza, quello secondo il quale le certificazioni del medico curante - anche
se specialista (cfr. STFA U 202/01 del 7 dicembre 2001, consid. 2b/bb) - hanno
un valore di prova ridotto, ciò in ragione del rapporto di fiducia che lo lega
al suo paziente (cfr. STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; RAMI 2001 U 422, p. 113ss. (= AJP 1/2002, p. 83); DTF 125 V 353
consid. 3b/cc; DTF 124 I 175 consid. 4; DTF 122 V 161; RCC 1988 p. 504; R. Spira, La preuve
en droit des assurances sociales, in Mélanges en l'honneur de
Henri-Robert Schüpbach, Basilea 2000, p. 269s.). Il TF ha affermato che
in ragione della diversità dell’incarico assunto (a scopo di trattamento
anziché di perizia) in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla
posizione del medico curante, anche se specialista (cfr. STF I 1102/06 del 31
gennaio 2008; STFA I 701/05 del 5 gennaio 2007 consid. 2).

                                         L’Alta Corte
ha nuovamente confermato la sua giurisprudenza nella STF 9C_457/2012 del 28
agosto 2012, consid. 6.2, nella quale ha ribadito la correttezza della
valutazione eseguita dai periti del Centro peritale, anziché quella del
curante, osservando che “ a
ciò si aggiunge che la valutazione del primo giudice tiene meglio conto della
differenza, a livello probatorio, tra mandato di cura e mandato peritale (cfr.,
tra le tante, sentenza 9C_151/2011 del 27 gennaio 2012 consid. 5.1 con
riferimenti). Questo principio è stato ribadito anche nella STF 9C_721/2012 del
24 ottobre 2012, consid. 4.4.

Il TCA non ha motivo di scostarsi dalla convincente valutazione  operata dal
perito angiologo dell'UAI, il quale vanta un'ampia esperienza in medicina
assicurativa, e che è stata pure confermata dal medico SMR. 

Questo Tribunale non ha motivo di scostarsi neppure dall'inizio del peggioramento
fissato dal medico SMR al 3 gennaio 2012. Tanto più che neppure il
patrocinatore del ricorrente contesta tale data. Del resto, la richiesta di
aumento della rendita per sopraggiunto peggioramento dello stato valetudinario
inoltrata dall'assicurato, per il tramite del proprio medico curante, risale al
4 giugno 2012 (ovvero ben 6 mesi dopo il 3 gennaio 2012).      

A proposito del medico SMR non va del resto dimenticato che per l’art.
59 cpv. 2bis
LAI i servizi medici regionali sono a disposizione degli uffici AI per valutare
le condizioni mediche del diritto alle prestazioni, stabiliscono la capacità
funzionale dell'assicurato - determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA -
di esercitare un'attività lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una
misura ragionevolmente esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le
decisioni in ambito medico nei singoli casi. Scopo e senso del disposto come
pure dell’art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per gli uffici AI, di fare
capo a propri medici per la valutazione degli aspetti sanitari del diritto alla
rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche conoscenze
medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità funzionale
della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara separazione
di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle
indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può ragionevolmente
pretendere da un assicurato e cosa invece no (v. sentenza 9C_9/2010 del 29
settembre 2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in SVR 2009 IV n.
56 pag. 174, con riferimenti).

In esito alle considerazioni che precedono, rispecchiando la valutazione del
perito dell'UAI (ed il rapporto finale del medico SMR) i criteri di
affidabilità e completezza richiesti dalla giurisprudenza (cfr. consid. 2.6), ad
essa (come pure a quella del medico SMR) va dunque attribuita piena forza
probante. 

                                         Questa Corte ritiene
pertanto che lo stato di salute, anche dal profilo angiologico, dell’assicurato
sia stato dettagliatamente ed approfonditamente vagliato dall'amministrazione,
segnatamente dallo specialista dell'UAI, prima dell'emanazione della decisione
qui impugnata, data questa (in casu, il 7 ottobre 2016) che segna il
limite temporale del potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali
(DTF 132 V 215 consid. 3.1.1; 130 V 140 e 129 V 4; cfr. pure STF 9C_863/2014 del 23 marzo 2015 consid. 3.2.2 e 8C_792/2014
del 23 marzo 2015 consid. 3.3). 

In tale contesto, va qui ricordato che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio
conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre
prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II
consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).
Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente
all'art. 29 cpv.2 Cost.
(DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

Il TCA rinuncia quindi all'assunzione di ulteriori prove, ritenendo la
situazione sufficientemente chiarita.

In conclusione, stante quanto sopra esposto, il TCA ritiene dimostrato, secondo il grado della verosimiglianza preponderante
abitualmente applicato nel settore delle assicurazioni sociali (DTF 138 V 218 consid. 6 pag. 221 con riferimenti), che RI 1 - inabile al lavoro,
nell'attività da ultimo esercitata come manovale/gessatore, nella misura del
100% dal 2 marzo 2000 e abile al lavoro al 100% in un'attività adeguata
rispettosa delle limitazioni presentate dallo stato di salute (quale, ad. es.
assemblatore di parti di orologi) dal 20 novembre 2000 [cfr. perizia
psichiatrica del 10 dicembre 2002 del dr. med. __________, spec. FMH in
psichiatria e psicoterapia e spec. in medicina del lavoro, (pag. 59-66 incarto
AI); perizia reumatologica del 27 dicembre 2002 del dr. med. __________, FMH in
medicina interna e spec. in reumatologia, (pag. 67-77 incarto AI), STCA
32.2007.316 del 16 ottobre 2008 (pag. 201-223 incarto AI), cresciuta
incontestata in giudicato, che ha concluso, sulla base delle valutazioni del
SMR, che l'assicurato non aveva presentato alcun peggioramento del suo stato di
salute (cfr. pag. 218 incarto AI) e STCA 32.2014. 79 del 26 maggio 2015, cresciuta
incontestata in giudicato, che ha ritenuto il quadro psichico dell'assicurato
fosse sovrapponibile a quello del 2002 e confermato la valutazione del perito
reumatologo che ha ribadito i limiti descritti nella perizia del 2002 e la
piena abilità in un'attività adeguata (pag. 476-501 incarto AI)] al 2 gennaio
2012 - è abile al 50% (orario ridotto a 4 ore al giorno: 2 ore alla mattina e 2
ore al pomeriggio) in un'attività adeguata [ovvero che consente di alternare la
posizione e di poter lavorare da seduto ma con frequenti pause atte a favorire
la deambulazione; più raramente potrebbe essere possibile I' inginocchiamento e
per brevi periodi (alcuni minuti se necessario); attività fisicamente leggera
con carico massimo di 10 kg e alternanza della postura inclusa; senza
difficoltà nello svolgere lavori di precisione e senza necessità di pause
supplementari] a far tempo dal 3 gennaio 2012. 

Stante quanto precede la capacità lavorativa residua del ricorrente (100% in
un'attività adeguata rispettosa delle limitazioni presentate dallo stato di
salute - quale, ad. es. assemblatore di parti di orologi - a far tempo dal 20
novembre 2000) è peggiorata [50% (orario ridotto a 4 ore al giorno: 2 ore alla
mattina e 2 ore al pomeriggio) in un'attività adeguata [ovvero che consente di
alternare la posizione e di poter lavorare da seduto ma con frequenti pause
atte a favorire la deambulazione; più raramente potrebbe essere possibile
I'inginocchiamento e per brevi periodi (alcuni minuti se necessario); attività
fisicamente leggera con carico massimo di 10 kg e alternanza della postura
inclusa; senza difficoltà nello svolgere lavori di precisione e senza necessità
di pause supplementari], a causa della patologia angiologica di nuova
insorgenza, a decorrere dal 3 gennaio 2012.

                                         Da notare che
l'assegnazione all'assicurato nel marzo 2004 di una mezza rendita di invalidità
con effetto dal 1° marzo 2001 era stata giustificata dalle circostanze
riportate al consid. 2.4. 

                               2.8.   Occorre ora esaminare se anche
la capacità di guadagno dell'assicurato ha subito un aggravamento tale da
giustificare l'accoglimento della richiesta di aumento della rendita.

                                         Questo Tribunale osserva innanzitutto
che, conformemente alla giurisprudenza del Tribunale federale, se
i fatti determinanti per il diritto alla rendita si sono modificati a tal punto
da giustificare una revisione, il grado d'invalidità deve essere stabilito
nuovamente sulla base di fatti accertati in maniera corretta e completa, senza
rinvii a precedenti valutazioni dell'invalidità (DTF 141 V 9 consid. 6.1 pag.
13 con riferimenti menzionati; cfr. anche sentenza 9C_718/2016 del 14 febbraio
2017 consid. 6.2). 

Ne consegue che il "reddito da valido" ed il "reddito da
invalido" del ricorrente devono essere stabiliti senza riferimento al
calcolo effettuato in precedenza dall'amministrazione (STF 9C_710/2016 del 18
aprile 2017, consid. 4.1).

Vengono considerati i dati del 2012, visto che il peggioramento dello stato di
salute - e, di conseguenza, della capacità lavorativa residua - risale al 3
gennaio 2012.

 

                               2.9.   Per determinare
il reddito ipotetico conseguibile dalla persona assicurata senza il danno alla
salute (reddito da valido), occorre stabilire quanto la stessa,
nel momento determinante (corrispondente all'inizio dell'eventuale diritto alla
rendita), guadagnerebbe, secondo il grado di verosimiglianza preponderante,
quale persona sana (DTF 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224 con riferimento). Tale
reddito dev'essere determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si
fonderà sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del
danno alla salute, se del caso adeguato al rincaro e all'evoluzione reale dei
salari (cfr. ancora DTF 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224), o comunque sul salario
che potrebbe essere conseguito in un posto di lavoro identico nella stessa
azienda o in un'azienda simile. Nel caso in cui non fosse possibile
quantificare in maniera attendibile il reddito ipotetico che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire senza l'invalidità, si farà riferimento a valori
empirici o statistici (VSI 1999 pag. 248 consid. 3b). Per il resto, occorre
tenere conto del principio secondo cui - in assenza di indizi concreti che
impongano una diversa valutazione - la persona assicurata avrebbe di regola, e
conformemente all'esperienza generale, continuato l'attività precedentemente
svolta senza invalidità (RAMI 2000 no. U 400 pag. 381 consid. 2a). In tale
contesto la normale evoluzione professionale va senz'altro considerata.
Tuttavia gli indizi che l'assicurato avrebbe intrapreso una carriera e
percepito un salario più elevato devono essere concreti (DTF 96 V 29 pag. 30;
RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b). La mera dichiarazione d'intenti non è
pertanto sufficiente; necessario è infatti che tale intenzione sia suffragata
da passi concreti, quale ad esempio la partecipazione a corsi ecc. (VSI 2002
pag. 161 consid. 3b [I 357/01] e dottrina citata).

                                         Un
salario di punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che
lo giustificano (RCC 1980 pag. 560 pag. 560 con riferimenti). I salari medi
pagati nel settore hanno in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base
a contratti collettivi di lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b).

Siccome di norma una simile valutazione professionale parte dal presupposto
che, senza il danno alla salute, l’assicurato avrebbe continuato ad esercitare
la precedente attività lucrativa, devono essere considerati eventuali
adeguamenti ed aumenti salariali (RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b, ZAK
1990 pag. 519 consid. 3c).

 

                            2.9.1.   Per quanto concerne
il reddito da valido, l'UAI ha ritenuto che, se non fosse subentrato il danno
alla salute (nel 2000) e avesse continuato a svolgere la sua abituale attività
lavorativa (manovale), l'assicurato avrebbe potuto percepire un salario annuo
lordo di fr. 57'369.- per l'anno 2014, sulla base di quanto indicato dall'ex
datore di lavoro (cfr. pag. 545 incarto AI). 

Dal canto suo, il patrocinatore del ricorrente ritiene, in via
principale, che il salario da valido del suo assistito sarebbe ammontato ad
almeno fr. 64'896, conformemente a quanto fissato per il 2013 dalla tabella
salari OCST già agli atti dal 13 luglio 2016, visto che andrebbe presa in
considerazione la qualifica di "gessatore non qualificato", dato
che l'ultima attività svolta dal suo cliente è quella di gessatore. In via subordinata
il rappresentante del ricorrente ritiene che il salario da valido del suo
cliente debba essere calcolato in base ai dati statistici nazionali e sia
quindi ancora più elevato rispetto all'anzidetto.     

Il TCA rileva che al momento in cui è occorso l'infortunio, il 2 marzo 2000
(cfr. annuncio LAINF a pag. 68 incarto LAINF), l'assicurato - che già svolgeva
lavori di gessatura presso la ditta __________ [aspetto, questo, esplicitamente
riconosciuto anche dall'amministrazione: cfr. doc. XV, pag. 2: "(…) non
si nega che l'assicurato svolgesse lavori di gessatura presso tale ditta (…)"]
stava frequentando il "corso di aggiornamento professionale per __________
" - ovvero un corso di semiqualifica (e, quindi, una formazione) - della
durata di un anno per un totale di 315 ore previo pagamento di una quota
globale di iscrizione di fr. 600.- (cfr. pag. 567 incarto AI).

In simili circostanze, conformemente a quanto già evocato al considerando 2.9
(cfr. altresì Meyer/Reichmuth, Rechts-sprechung des Bundesgerichts zum IVG,
2014, ad art. 28a, pag. 332 e giurisprudenza citata), questa Corte ritiene
giustificato prendere in considerazione nel caso concreto quale "reddito
da valido" quello che avrebbe percepito l'assicurato quale
"gessatore" nel 2012.

Stante quanto precede, non consentono di giungere a diversa conclusione le
circostanze, sollevate dall'amministrazione, che "non è possibile
determinare da quando egli avesse effettivamente iniziato il corso indicato e
quando questo si sarebbe concluso. A quanto è dato di capire egli l'aveva
appena cominciato" (cfr. doc. XI, pag. 1), "era di fatto
impiegato quale "manovale" (vedasi questionario DL del 21.03.2001)"
e "non aveva la formazione specifica di gessatore e per tale motivo era
stato assunto quale manovale" (cfr. doc. XV, pag. 2). Stante quanto
già evocato al considerando 2.9 (cfr. altresì Meyer/Reichmuth, Rechts-sprechung
des Bundesgerichts zum IVG, 2014, ad art. 28a, pag. 332 e giurisprudenza
citata), l'UAI non può nemmeno essere seguita laddove ritiene che "non
vi è alcun indizio concreto che porti ad affermare che l'avrebbe (n.d.r.: il
corso) verosimilmente portato a termine con successo" (cfr. doc. XI,
pag. 1) rispettivamente che non ravvede "motivi per cui si dovrebbe
applicare il CCL della gessatura, non essendo quest'ultimo applicato
dall'azienda presso la quale l'assicurato lavorava e non avendo egli una
formazione specifica in tale ambito"" (cfr. doc. XV, pag.
2).      

Può qui rimanere indecisa la questione di sapere se nel caso specifico il "reddito
da valido" debba essere stabilito in base ai dati derivanti dal CCL di
categoria oppure in applicazione dei dati forniti dalle
statistiche salariali come risultano dall'inchiesta svizzera sulla struttura
dei salari edita dall'Ufficio federale di statistica (ISS). 

In ambedue i casi, infatti, si giunge ad un "reddito da
valido" che, nel confronto dei redditi di cui si dirà al considerando 2.11,
conduce ad un grado di invalidità di almeno il 60%, che apre il diritto del
ricorrente a tre quarti di rendita giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI.        

Laddove si decidesse di applicare all'insorgente, di formazione
gessatore, i dati statistici dell'ISS 2012, sarebbero determinanti i dati della
Tabella TA1 2012, skill level, NOGA 08; ISS 2012 pag. 35, settore 41-43
riferito alla costruzione, per gli uomini, livello 1 di competenza. Dalla
tabella emerge che il salario mediamente percepito in quell'anno dagli uomini
per il settore d'attività costruzione, per un'attività di livello 1 di
competenza, per 40 ore settimanali nel settore privato, ammonta a fr. 65'160.-
(fr. 5'430.- x 12 mesi). Si ottiene dunque un "reddito da valido" per
il 2012 di fr. 65'160.-, che deve essere ancora adeguato all'orario medio
settimanale nelle aziende nel 2012, che corrispondeva a 41.7 ore, per giungere
all'importo di fr. 67'929.30 (fr. 65'160.- : 40 x 41.7).

Laddove si decidesse, per contro, di utilizzare i dati derivanti dal CCL
di categoria - il cui uso rimane tuttavia eccezionale (il
Tribunale federale delle assicurazioni ha infatti già avuto modo di stabilire
che i salari medi pagati in un settore hanno, di regola, la precedenza sulle
retribuzioni fissate nei contratti collettivi di lavoro: STF 9C_710/2016 del 18
aprile 2017, consid. 4.2 e giurisprudenza citata) - si dovrebbe prendere in
considerazione un "reddito da valido" per il 2012 per "gessatore
senza qualifica" di fr. 64'896.- (fr. 4'992.- x 13 mesi: cfr. pag. 568 incarto AI e doc. XVII). 

                             2.10.   Per quel che concerne il reddito
da invalido, lo stesso è determinato sulla base della situazione
professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo
sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che
il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non
costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid.
3b/aa e riferimenti). Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare
perché l'assicurato non ha intrapreso un'attività lucrativa da lui esigibile,
il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione
del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici
ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli
stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76
consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre, va rilevato che,
secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare
situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e
tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere
completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che
pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul
mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico
statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una deduzione globale
massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie
particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Inoltre,
chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima
che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza
valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

                                         L’Alta Corte ha stabilito
che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni economiche
concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento
TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di
statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei
valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17; STFA I 222/04 del
5 settembre 2006).

                                         

                          2.10.1.   Nel caso in esame, ritenuto che
l'insorgente non ha intrapreso un'attività lucrativa da lui esigibile, per il
calcolo del reddito da invalido vanno applicati i dati statistici.

 

                                         Dall'inchiesta svizzera sulla
struttura dei salari 2012, edita dall'Ufficio federale di statistica, più
precisamente dalla tabella TA1 2012 skill level (NOGA08), risulta che il
salario lordo mediamente percepito in quell'anno dagli uomini per un'attività
semplice di tipo fisico o manuale (ossia il livello 1 di competenze) di 40 ore
settimanali nel settore privato (circa la rilevanza delle condizioni salariali
nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439 pag. 347 segg. e SVR 2002 UV 15 pag.
47 segg.), corrisponde ad un importo di fr. 62'520.-- (5'210.-- x 12 mesi).
Adattando all’evoluzione dei salari nominali questo dato fino al 2015 si
ottiene un salario di fr. 63'626.54 (62'520 : 101.7 x 103,5) (cfr. Tabella
T1.1.10 Indice dei salari nominali, Uomini, 2011-2015, pubblicata dall'Ufficio
federale di statistica).

                                         Questi dati si
riferiscono, però, ad un tempo lavorativo di 40 ore alla settimana. Ritenuto
che nel 2012 le ore settimanali normali di lavoro totali ammontavano a 41.7, si
ottiene un reddito da invalido di fr. 65'177.10 per il 2012 (62'520 x 41.7 :
40), ritenuto che la quota di tredicesima è già compresa (STFA U 274/98 del 18
febbraio 1999, consid. 3a).

Tenuto conto di un'esigibilità lavorativa al 50% (cfr. consid. 2.7), si giunge
ad un importo di fr. 32'588.55 (fr. 65'177.10:2). 

                          2.10.2.   Secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati
che, a causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico. Il TFA ha precisato,
al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del salario statistico
permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire
sul reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione
globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente
motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo
apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid.
5b/cc).

Con sentenza 9C_179/2013 del 26 agosto 2013 al consid. 5.4 il TF ha confermato
il principio posto dal TCA secondo cui la riduzione del salario statistico deve
avvenire tramite l’utilizzo di multipli di 5, ritenuto come l’applicazione di
tassi più frazionati si rivelerebbe problematica poiché siffatte riduzioni
sarebbero difficilmente concretizzabili e quindi anche difficilmente
verificabili in sede giudiziaria. Questa giurisprudenza è stata confermata
anche recentemente dal TF, segnatamente nella sentenza 9C_767/2015 del 19
aprile 2016 al consid. 4.6.

 

                                         Con sentenza 8C_80/2013
del 17 gennaio 2014 al consid. 4.2 il TF ha rammentato che non è necessario
procedere con deduzioni distinte per ogni fattore entrante in considerazione
come le limitazioni legate all’età, gli anni di servizio, la nazionalità, la
categoria del permesso di soggiorno o ancora il tasso d’occupazione. Occorre
piuttosto procedere ad una valutazione globale, nei limiti del potere di
apprezzamento, degli effetti di questi fattori sul reddito da invalido, tenuto
conto dell’insieme delle circostanze concrete.

 

                          2.10.3.   Nel caso di specie l’UAI ha
riconosciuto una riduzione del 20%
(per svantaggi salariali derivanti da contingenze particolari). Il TCA che,
di massima, non può senza motivi pertinenti sostituire il proprio apprezzamento
a quello dell’amministrazione (cfr. DTF 137 V 71, consid. 5.2) non ha motivo di
scostarsi da tale valutazione, che tiene già ampiamente
conto degli effetti legati al danno alla salute di cui è affetto l'assicurato. Questo
Tribunale ritiene infatti che, operando una decurtazione sociale del 20%, l’amministrazione
non ha abusato del proprio potere di apprezzamento.

Il reddito da invalido ammonta dunque a fr. 26'070.85 (pari a fr.
32'588.55 meno il 20% ovvero fr. 6'517.70). 

Da notare che, quand'anche si applicasse in casu - per mera
ipotesi - la deduzione sociale massima del 25% (che non sarebbe comunque
giustificata nel caso di specie), si giungerebbe ad un reddito annuo di fr. 24'441.40
(pari a fr. 32'588.55 meno il 25% ovvero fr. 8'147.15) che, nel confronto dei
redditi di cui si dirà al considerando 2.11, conduce in ogni caso ad un grado
di invalidità del 60%, che apre il diritto del ricorrente a tre quarti di
rendita giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI.        

                                        

                             2.11.   In concreto, raffrontando, nel
2012, il reddito da valido di fr. 67'929.30 (TA1 2012) oppure di fr. 64'896.- (CCL di categoria) con quello da invalido di fr. 32'588.55, ridotto del 20% a fr. 26'070.85
[oppure ridotto - giova ribadire, per pura ipotesi - del 25% a fr. 24'441.40] si
ottiene un grado di invalidità del 61,62% rispettivamente del
59.82% arrotondati al 62% e al 60% (cfr. DTF
130 V 121, consid. 3.2) [rispettivamente del 64.01% e del 62.33% arrotondati al
64% e al 62%], ciò che corrisponde a tre quarti di rendita. Al
ricorrente spetta dunque una rendita di tre quarti in luogo della mezza rendita
d'invalidità versata fino ad ora. Visto che il peggioramento è intervenuto nel
gennaio 2012, in applicazione dell'art. 88a cpv. 1 OAI, il diritto a tre quarti
di rendita è riconosciuto dal 1° aprile 2012.     

  

                             2.12.   Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso
di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI
dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

                                         L’entità delle spese è
determinata fra 200.- e 1’000.- franchi in funzione delle spese di procedura e
senza riguardo al valore litigioso. 

 

                                         Visto l’esito della
vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-vanno poste a carico
dell’assicurato nella misura di fr. 250.- e dell’UAI nella misura di fr. 250.-.

 

                                         L’insorgente chiede
tuttavia di essere messo al beneficio dell’assistenza giudiziaria con il
gratuito patrocinio (cfr. doc. I, pag. 4).

 

                                         Ritenuti l’esito della
lite e il diritto a ripetibili parziali, tale richiesta, per quanto attiene
alla parte per la quale l’insorgente è vincente in causa, è divenuta priva di
oggetto (cfr. DTF 124 V 310 consid. 6; sentenza 164/02 del 9 aprile 2003). Per
la parte del ricorso in cui l’assicurato è soccombente, l’interessato può
invece essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria, sempre che
adempia le relative condizioni (DTF 124 V 301 consid. 6).

                                         Ai sensi dell’art. 61
lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il
diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente
può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale norma di legge rispecchia
sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS, rimasto in
vigore sino al 31 dicembre 2002, il quale prevedeva che l’autorità di ricorso
doveva garantire il diritto di farsi patrocinare, se del caso, l’assistenza
giudiziaria. L’art. 61 lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del
diritto alla concessione dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base
del diritto federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta
al diritto cantonale (DTF 110 V 362; Kieser, op. cit., ad art. 61, n. 86, pag.
626).

 

A norma dell’art. 3 cpv. 1 della Legge sull’assistenza giudiziaria
e sul patrocinio d’ufficio [LAG], nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2011,
l’assistenza giudiziaria si estende all’esenzione dagli anticipi e dalle
cauzioni; all’esenzione dalle tasse e spese processuali; all’ammissione al
gratuito patrocinio.

                                         

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in
principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato
è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).

Per valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, secondo la
giurisprudenza, si tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al di sopra
del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13
pag. 48 consid. 7b, pag. 48 consid. 7c). Al minimo esecutivo va, infatti,
aggiunto un supplemento al massimo del 15-25% (cfr. STFA U 102/04 del 20
settembre 2004).

 

                          2.12.1.   Nella fattispecie, dalla
documentazione agli atti risulta che il ricorrente, nato l'__________1971, coniugato
e padre di __________ (nata il __________ 2006), dispone, quali
entrate, della rendita AVS/AI (pari a fr. 748.- mensili; fr.
8'976.-:12), delle prestazioni complementari (pari a fr. 1'298.65 mensili; fr.
15'584.-:12) e della pensione della previdenza del II° pilastro (pari a fr.
762.75 mensili; fr. 9'152.80:12), per un importo totale di fr. 2'809.40 (cfr.
doc. Vbis). La moglie dell'assicurato è casalinga (cfr. doc. notifica di
tassazione 2015 di cui al Vbis). 

 

                                         Per
quanto riguarda il calcolo del fabbisogno, all’assicurato deve essere applicato
l’importo base mensile per coniugi di fr. 1’700.-, cui aggiungere fr. 600.- per
la figlia minorenne __________, stabilito per il calcolo del minimo
esistenziale LEF. 

                                         Tale
importo comprende già le spese di sostentamento, abbigliamento, biancheria,
igiene, cultura, salute, oneri domestici, quali elettricità, illuminazione, gas
(cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto
esecutivo del 1° settembre 2009). Bisogna, poi, computare il canone di locazione
di fr. 762.50 al mese, più spese per fr. 100.- mensili (cfr. doc. Vbis).

Si ottiene, quindi, un onere globale di almeno fr. 3’162.50.

Inoltre va tenuto conto del fatto che all’importo di base determinato in
riferimento alla Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti
del diritto esecutivo, va aggiunto un supplemento del 15-25%, ossia di fr. 474.40
/ 790.60 conformemente a quanto stabilito dall’Alta Corte nella sentenza U
102/04 del 20 settembre 2004.

In casu, si ottiene un ammanco mensile oscillante tra almeno fr. 857.50
e fr. 1'143.70.

  

Ora, secondo la giurisprudenza federale, per stabilire l’indigenza di colui che
domanda l’assistenza giudiziaria, occorre tener conto anche della sua sostanza,
mobiliare e immobiliare. In effetti, egli è tenuto a intaccare il proprio
patrimonio, prima di pretendere dallo Stato l’assistenza giudiziaria (DTF 119
Ia 11 consid. 5). 

                                         

                                         Dalle tavole processuali emergono
"Titoli e capitali" per appena fr. 2'288.- (cfr. doc. Vbis).

RI 1 deve quindi essere considerato indigente.

L’assicurato non possiede inoltre le necessarie conoscenze
giuridiche, per cui l’intervento di un legale appare giustificato e di primo
acchito il ricorso non pareva essere privo di fondamento.

 

                                         Essendo dunque nella
fattispecie soddisfatti i requisiti cumulativi per la concessione
dell'assistenza giudiziaria a favore dell'assicurata, il gratuito patrocinio va
quindi concesso, riservato l'eventuale obbligo di rimborso, qualora la
situazione economica dell'assicurata dovesse in futuro migliorare (cfr. art. 61
lett. f LPGA; Kieser, Kommentar ATSG, 2003, ad art. 61, n. 93; cfr. art. 9 Lag;
relativamente al gratuito patrocinio nella procedura davanti al TFA cfr. art.
152 cpv. 3 OG; STFA del 15 luglio 2003 nella causa S., I 569/02, consid. 5;
STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00, consid. 5a, parzialmente
pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid. 6).

                                         Ne
consegue che il ricorrente è per il momento esonerata dal pagamento delle spese
processuali (cfr. art. 69 cpv. 1bis LAI; STF I 885/06 del 20 giugno 2007).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

1.Il ricorso è parzialmente
accolto.

§ La
decisione su opposizione dell'UAI del 7 ottobre 2016 è riformata nel senso che
il ricorrente ha diritto a tre quarti di rendita AI dal 1° aprile
2012.

                                   2.   L’istanza tendente alla
concessione dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio, nella misura
in cui non è diventata priva di oggetto, è accolta.     

                                         Di conseguenza RI 1 è
ammesso al gratuito patrocinio dell’avv. RA 1.

                                   3.   Le
spese, per complessivi fr. 500.-, sono a carico dell’UAI nella misura di fr.
250.- e del ricorrente nella misura di fr. 250.-. A seguito della concessione
dell'assistenza giudiziaria le spese del ricorrente sono per il momento assunte
dallo Stato. L’UAI verserà fr. 1'000.- (IVA inclusa se dovuta) al ricorrente a
titolo di ripetibili parziali.

 

                                   4.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti