# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 83367437-e6a2-5dbe-9f14-192595fb3a91
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-04-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.04.2007 D-2573/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2573-2007_2007-04-25.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2573/2007
vav/egl/
{T 0/2}

Sentenza del 25 aprile 2007

Composizione: Giudici Valenti, Cotting-Schalch e Haefeli
Cancelliere Egloff

A._______, Moldova, 
Ricorrente

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,
Autorità inferiore

concernente

la decisione del 5 aprile 2007 in materia di non entrata nel merito, allontanamento 
ed esecuzione dell'allontanamento / N 

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

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Ritenuto in fatto: 

A. Il 3 marzo 2007, l’interessato ha presentato una domanda d’asilo.  Ha dichiarato, 
nella sostanza (cfr. verbali d'audizione del 13 e del 27 marzo 2007), d'aver lasciato 
il suo Paese d'origine a causa della vita molto dura che vi conduceva dopo essere 
stato  abbandonato  dai  genitori  all'età  di  10  anni.  Avrebbe  quindi  abitato 
alternativamente,  per circa 8 anni,  presso il  nonno materno (il  quale  lo  avrebbe 
picchiato) e nel "vagone" sito presso il cantiere edile dove avrebbe lavorato senza 
però  percepire  regolarmente  lo  stipendio.  Fa  altresì  valere  d'essere  espatriato 
anche a causa della mancanza dei mezzi finanziari necessari per potersi pagare le 
cure mediche necessarie.

B. Il 5 aprile 2007, l'UFM non è entrato nel merito della succitata domanda ai sensi 
dell’art. 34 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31). L'UFM ha 
pure  pronunciato  l’allontanamento  dell’interessato  dalla  Svizzera  e  l’esecuzione 
dell’allontanamento verso la Moldova siccome lecita, esigibile e possibile. 

C. Il  10  aprile  2007,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  citata  decisione  dell'UFM.  Ha  chiesto 
l’annullamento della decisione impugnata, la conseguente entrata nel merito della 
domanda d’asilo ed il  riconoscimento dello statuto di rifugiato politico. Ha altresì 
presentato  una  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali e del relativo anticipo.

Considerato in diritto:

1. Il  TAF decide definitivamente in merito ai ricorsi contro le decisioni dell'UFM (art. 
31 e art. 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 
2005  [LTAF,  RS  173.32],  art.  105  cpv.  1  LAsi  e  art.  83  lett.  d  della  legge  sul 
Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.

2.1 Nel  caso  concreto,  il  potere  cognitivo  del  TAF è  limitato,  per  quanto  attiene  al 
giudizio  di  legittimità  della  decisione  di  non  entrata  nel  merito  della  domanda 
d'asilo, alla questione di sapere se la stessa sia stata pronunciata a ragione o a 
torto.  La  conclusione  tendente  al  riconoscimento  della  qualità  di  rifugiato  è 
pertanto inammissibile. La cognizione di questo Tribunale è per contro completa in 
materia d'allontanamento dalla Svizzera e d'esecuzione dell'allontanamento.

2.2 Nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48 e all'art.  52 della  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 
108a LAsi. 

3. Giusta l’art. 34 cpv. 2 LAsi, non si entra nel merito di una domanda d’asilo se il 
richiedente  proviene  da  uno  stato  che  il  Consiglio  federale  ha  designato  come 

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sicuro, a meno che non risultino indizi di persecuzione.

3.1 Da  un  lato,  giova  rilevare  che  allorquando  il  Consiglio  federale  ha  inserito  un 
Paese  nel  novero  delle  safe  countries,  sussiste  di  massima  una  presunzione 
d’assenza  di  persecuzioni  in  detto  Paese.  Incombe  al  richiedente  l’asilo 
d’invalidare siffatta presunzione per quanto attiene alla sua situazione personale.

3.2 Dall'altro lato, la nozione d’indizi di persecuzione ai sensi dell’art.  34 cpv. 2 LAsi 
s’intende in senso lato: comprende non soltanto i seri pregiudizi previsti dall’art. 3 
LAsi, ma pure gli ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento, di cui all’art. 44 cpv. 
2  LAsi,  imputabili  all'agire  umano  (Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 18). 

4. Nella decisione impugnata, l'UFM ha rilevato, da un lato, che il Consiglio federale 
ha inserito la Moldova (fatta eccezione per la regione della Transnistria) nel novero 
delle safe countries.  Dall'altro  lato, non ha ritenuto che emergessero dalle carte 
processuali  degli  indizi  d'esposizione  dell'interessato  a  persecuzioni  in  caso  di 
rientro in patria,  né in considerazione dell'indicata situazione economica vigente 
nel Paese né del servizio militare che il richiedente sarebbe obbligato ad adempire 
in caso di rimpatrio né del mancato regolare versamento allo stesso dello stipendio 
da parte del datore di lavoro del ricorrente e neppure a causa dell'impossibilità per 
quest'ultimo  di  cambiare  impiego.  Inoltre,  l'autorità  inferiore  ha  ritenuto 
inverosimile  l'indicazione  fornita  dall'interessato  circa  la  sua  minore  età.  Da  un 
lato,  l'esame  radiologico  effettuato  ha  stabilito  un'età  ossea  del  ricorrente 
superiore a 18 anni. Dall'altro lato, l'interessato stesso ha pure dichiarato in corso 
di procedura che nel 1997 ha compiuto 10 anni e 18 anni il 13 marzo 2007.

5. Nel ricorso,  l'insorgente sostiene che nonostante la Moldova sia stato dichiarato 
Paese  sicuro  dal  Consiglio  federale,  ciò  non  significa  che  in  tale  Paese  non 
possano  verificarsi  delle  persecuzioni  per  motivi  rilevanti  in  materia  d'asilo.  Fa 
valere  d'aver  raccontato  in  modo  molto  chiaro,  preciso  e  dettagliato  quanto 
accadutogli  e  d'aver  altresì  provato  d'essere  originario  di  Chisinau  nonché  la 
propria  cittadinanza  moldava.  Allega,  inoltre,  che  dalle  dichiarazioni  da  lui  rese 
emergerebbero chiari indizi di persecuzione da parte di terzi non manifestamente 
infondati.  In  caso  di  rimpatrio,  la  sua  sicurezza  risulterebbe  gravemente 
compromessa.  Pertanto,  l'UFM  avrebbe  dovuto  entrare  nel  merito  della  sua 
domanda d'asilo.

6. Il  TAF  osserva  che  il  ricorrente  neppure  ha  contestato  nel  ricorso  la  ritenuta 
inverosimiglianza  dell'allegata  minore  età.  Non  v'è  altresì  motivo,  in  virtù  delle 
emergenze processuali, di scostarsi d'ufficio in questa sede dalla valutazione di cui 
all'impugnata decisione. La mancata designazione al ricorrente, da parte dell'UFM, 
di una persona di  fiducia ai sensi dell'art.  17 cpv. 3 LAsi è pertanto da ritenersi 
legittima.

7. Questo  Tribunale  osserva,  inoltre,  che  siccome  il  Consiglio  federale  ha 
effettivamente  inserito  la  Moldova  (senza  la  Transnistria,  regione  dalla  quale  il 
ricorrente comunque neppure pretende di provenire) nel  novero dei Paesi esenti 
da persecuzioni, sussiste di massima una presunzione d'assenza di persecuzioni 
in detto Paese.

7.1 Contrariamente  a  quanto  preteso  nel  gravame,  il  ricorrente  non  è  però 

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manifestamente riuscito, per quanto attiene al suo caso specifico, ad invalidare la 
presunzione d'assenza  di  persecuzioni.  In  particolare,  questo  Tribunale  osserva 
che il ricorrente non ha contestato, con argomenti o mezzi di prova concludenti, la 
valutazione  dell'UFM  d'inverosimiglianza  manifesta  delle  dichiarazioni  decisive 
rese. Non lo soccorre, in tale ambito, la generica allegazione ricorsuale secondo 
cui "dal mio racconto emergono degli  indizi di persecuzione non manifestamente 
infondati", le sue dichiarazioni decisive esaurendosi in mere affermazioni di parte 
non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, in sostanza 
per i motivi indicati nella decisione impugnata cui può essere rimandato (art. 109 
cpv.  3  LTF  in  relazione  all'art.  6  LAsi  ed  all'art.  4  PA).  Inoltre,  non  è  dato 
presumere,  tanto  meno sulla  base  d'allegazioni  imprecise,  che  il  ricorrente  non 
possa  ottenere  in  patria  un'adeguata  protezione  contro  l'eventuale  futuro  agire 
illegittimo nei suoi confronti  da parte di terzi (come preteso per la prima volta in 
sede di ricorso).

7.2 Inoltre, la nota situazione generale esistente in Moldova – che non è caratterizzata 
da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della 
popolazione nella totalità del territorio nazionale – non costituisce un elemento che 
giustifichi di per sé un esame di merito della domanda d'asilo di cui trattasi.

7.3 In considerazione di quanto suesposto, non emerge dagli atti di causa alcun serio 
indizio  secondo  il  quale  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  possa 
violare l'art.  25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera 
del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) e l'art. 
14a cpv. 3 della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri 
del 26 marzo 1931 (LDDS, RS 142.20). Per gli stessi motivi, non vi è ragione di 
ritenere  che  il  ricorrente  sia  esposto,  in  caso  di  rimpatrio,  al  rischio  reale  ed 
immediato di  trattamenti  contrari  all'art.  3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 
0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 
crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105) o a 
pericoli concreti, ai sensi dell'art. 14a cpv. 4 LDDS, imputabili all'agire umano.

8. Di conseguenza, il ricorso in materia di non entrata nel merito, destituito d'ogni e 
benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione  impugnata  va 
confermata.

9. Il  ricorrente  non adempie  le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM avrebbe dovuto 
astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, 
art.  44 cpv. 1 LAsi nonché art.  32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

10.

10.1 Dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento non imputabili all'agire umano. Il ricorrente è giovane, ha una 
certa esperienza lavorativa e, oltre alla lingua moldava, conosce pure molto bene il 
rumeno ed abbastanza bene il russo. Inoltre, e a prescindere dalla genericità degli 
indicati  problemi di  salute ([...]),  non v'è ragione di  ritenere che il  ricorrente non 
possa ottenere nel suo Paese d'origine le cure ed i medicamenti eventualmente a 
lui  indispensabili,  fermo  restando  che  solo  malattie  gravi  che  richiedono 

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necessariamente  delle  cure  non  ottenibili  in  patria  possono,  se  del  caso, 
giustificare  un'ammissione  provvisoria  in  Svizzera  (v.  Giurisprudenza  ed 
informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
2003 n. 24). Peraltro, in sede di ricorso l'insorgente neppure ha preteso che il suo 
stato  di  salute  s'opporrebbe  alla  pronuncia  dell'esecuzione  dell'allontanamento. 
L'autorità inferiore ha pertanto rettamente ritenuto siccome adempiti i presupposti 
per formulare una prognosi favorevole con riferimento alle effettive possibilità per 
l'insorgente di un adeguato reinserimento sociale in Moldova.

10.2 Infine, considerato che il ricorrente, usando della dovuta diligenza, potrà procurarsi 
ogni documento necessario al rimpatrio e che alcun altro ostacolo d'ordine tecnico 
s'oppone  al  rimpatrio  medesimo,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve  pure 
considerarsi possibile.

11. Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata (art. 111 
cpv. 1 e 3 LAsi). 

12.

12.1 Il  TAF  avendo  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d’esenzione  dal 
versamento dell’anticipo a copertura delle presumibili spese processuali è divenuta 
senza oggetto.

12.2 Peraltro, e ritenuto che il ricorso era pure privo di probabilità d'esito favorevole, la 
domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle 
spese processuali, è respinta.

13. Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccombenza, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché 3 lett. b del 
regolamento  sulle  tasse  e sulle  spese  ripetibili  nelle  cause dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2. La domanda di dispensa dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali è senza oggetto.

3. La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento 
delle spese processuali, è respinta.

4. Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 

5. Comunicazione: 

- al ricorrente (plico raccomandato)

- all'autorità inferiore (in copia, n. di rif. N )

- a B.________ (in copia)

Il Giudice: Il Cancelliere:

Vito Valenti Lorenzo Egloff

Data di spedizione: