# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f74d1c09-0e75-550b-b8d3-d09a568cd483
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-05-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 12.05.2005 50.2005.7
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_50-2005-7_2005-05-12.html

## Full Text

Incarto
  n.

  50.2005.7/KRM

  DA
  2004/2003

  	
  Bellinzona

  12
  maggio 2005

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente con Laura Rossini in qualità
di segretaria per giudicare nella procedura penale avviata con istanza 7 aprile
2005 da

 

	
   

  	
  IS 1 

   

  

con la
quale chiede             la revoca dell’espulsione dal territorio svizzero pronunciata
con decreto di accusa n. 2004 del 14 giugno 2003;

 

preso atto                          che
con osservazioni 18 aprile 2005 il CRTE 1
ha comunicato di rimettersi al giudizio di questo giudice;

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

considerato                        in
fatto ed in diritto

 

                                         che
con decreto di accusa del 14 giugno 2003 dell’allora CRTE 1, IS 1 è stato
dichiarato autore colpevole di infrazione alla Legge federale concernente la
dimora e il domicilio degli stranieri ed è stato condannato alla pena di 90
giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni
e alla pena accessoria dell'espulsione dal territorio svizzero per un periodo
di 3 anni;

 

                                         che
il 20 maggio 2004 IS 1 ha contratto matrimonio in Kosovo con la cittadina
svizzera __________, nata nel 1971 e domiciliata a __________;

 

                                         che
una precedente istanza del 2 giugno 2004 è stata respinta, perché presentata
dalla moglie e perché non vi erano sufficienti elementi di giudizio;

 

                                         che
con l'istanza che ci occupa è chiesta nuovamente la revoca dell'espulsione per
poter procedere al ricongiungimento famigliare, tenuto pure conto che la moglie
sarebbe attualmente incinta;

 

                                         che
la Sost. Procuratore pubblico si rimette al giudizio del sottoscritto,
osservando unicamente "che non sono state prodotte […] prove attestanti
l’effettiva gravidanza della signora __________ ";

 

                                         che
il matrimonio è stato registrato in Svizzera il 13 settembre 2004;

 

                                         che
durante questi mesi di matrimonio i coniugi hanno avuto regolari contatti
all’estero, tant’è che apparentemente la moglie è incinta;

 

                                         che
sono trascorsi quasi i due terzi della pena accessoria;

 

                                         che
di fronte alla nuova situazione, tenuto pure conto del tipo di reato commesso
dall’istante, questo giudice ritiene di poter procedere alla revoca
dell’espulsione per permettere il ricongiungimento famigliare;

 

 

visti                                   gli
art. 55 CP; 347 cpv. 1 lett. e, e cpv. 3 CPP,

 

 

pronuncia:                1.     In
accoglimento dell’istanza la pena accessoria dell’espulsione dal territorio
svizzero per un periodo di 3 (tre) anni inflitta a IS 1 con decreto di accusa
2004 del 14 giugno 2003 è revocata con effetto immediato.

 

                                 2.     La
tassa di giustizia di fr. 100.- e le spese di fr. 50.- sono a carico
dell’istante.

 

 

                                 3.     Intimazione
a:

	
   

  	
   

   

   

  

 

 

Il
presidente:                                                                            La
segretaria:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvertenza:   contro
il presente giudizio può essere interposto ricorso per cassazione alla Corte di
cassazione e revisione penale. Il ricorso deve essere presentato al giudice
della Pretura penale, in triplice esemplare, entro venti giorni dalla
notificazione della sentenza, con la precisa indicazione dei motivi e delle
norme di legge che si ritengono lese.