# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cbdf315a-877f-5266-a1e7-f253c8002f99
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-11-30
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 30.11.2010 U 2010 116
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2010-116_2010-11-30.pdf

## Full Text

U 10 116A
1a Camera

SENTENZA
del 30 novembre 2010

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente appalto

1. Tramite pubblicazione sul Foglio Ufficiale del Cantone dei Grigioni no. 32 del 

12 agosto 2010 il Comune politico di … ha bandito la gara d’appalto, quale 

pubblico concorso, per le opere da impresario costruttore relative alla seconda 

tappa degli interventi di urbanizzazione della zona industriale di … Le 

condizioni d’appalto prevedevano un sopralluogo facoltativo e la consegna 

gratuita della documentazione di capitolato su carta e dischetto oppure in 

doppia copia cartacea. Mentre il Consorzio … ha ritirato due copie cartacee 

del capitolato, il Consorzio … SA ha ritirato un capitolato su carta e uno su 

dischetto nonché in seguito richiesto allo studio d’ingegneria incaricato dal 

comune l’invio del capitolato in forma elettronica.

2. Le offerte sono state aperte pubblicamente il 13 settembre 2010 con il 

seguente risultato:

Cons. SA fr. 691’584.00

Cons. … fr. 732'934.05

3a classificata fr. 765'974.15

4a classificata fr. 837'371.55

Lo studio di ingegneria incaricato ne ha verificato la completezza e validità e, 

a prescindere da lievi correzioni di calcolo in relazione alle offerte classificate 

al 3. e 4. posto, non ha rilevato problematiche in relazione alla validità delle 

offerte e all’idoneità delle concorrenti. Gli atti sono quindi stati trasmessi al 

Municipio di … che, in base alla proposta dello studio tecnico, tramite 

decisione del 20 settembre 2010, comunicata il 21 settembre seguente, ha 

aggiudicato l’appalto al Consorzio … SA per l’importo di fr. 691'584.-- quale 

“offerta economicamente più vantaggiosa”.

3. Tramite tempestivo ricorso del 4 ottobre 2010 il Consorzio … ha impugnato la 

decisione d’appalto davanti al Tribunale amministrativo chiedendone 

l’annullamento e perorando l’aggiudicazione della commessa. In via 

eventuale viene postulata la cassazione della decisione e il rinvio degli atti al 

municipio convenuto al fine di nuova aggiudicazione. In sostanza, il consorzio 

ricorrente, che ha presentato un’offerta di 732'934.05 franchi, maggiore del 

6% di quella del consorzio aggiudicatario, contesta una presentazione 

formalmente inammissibile dell’offerta da parte del consorzio convenuto che 

non avrebbe utilizzato il capitolato cartaceo bensì si sarebbe servito del 

capitolato in forma elettronica distribuito su dischetto al momento del 

sopralluogo. Tale capitolato divergerebbe da quello cartaceo in quanto 

permetterebbe di offrire per talune posizioni prezzi differenziati falsando quindi 

la concorrenza. In tale contesto emergerebbero delle rilevanti differenze di 

prezzo per interventi o per materiali di per sé stessi uguali così da indurre alla 

conclusione che il consorzio aggiudicatario si sarebbe servito della possibilità 

di un’offerta differenziata per trasferire costi da una posizione all’altra. 

A titolo di esempio viene citata la posizione 321.101 a pag. 21 del capitolato 

cartaceo (lavori di scavo/scavo a macchina/volume compatto) dove il 

capitolato cartaceo avrebbe previsto l’offerta unitaria per strada e rifugio 

mentre quello stampato dal dischetto avrebbe permesso la distinzione e 

quindi singoli prezzi per le due voci. Il consorzio convenuto, in tale contesto, 

avrebbe fatto uso di detta possibilità offrendo un prezzo unitario di 0,1 franchi 

al m3 per la strada e di 3,2 franchi al m3 per il rifugio. Trattandosi dello stesso 

tipo di intervento di sbancamento del terreno, una simile divergenza fra le due 

posizioni sarebbe anomala. Analoghe anomalie sarebbero riscontrabili in 

relazione alle posizioni 252.112, 113 e 114 (trasporti) di cui a pag. 30 del 

capitolato cartaceo e 822.114/824.004 (avvolgimento di tubazioni) a pag. 38 

del capitolato cartaceo dove, appunto, nel contesto di quest’ultimo capitolato 

sarebbero state previste voci unitarie mentre in quello del capitolato su CD 

l’offerta avrebbe potuto essere differenziata tramite prezzi unitari per le opere 

relative alle acque nere e a quelle chiare, pur trattandosi di materiale e 

interventi assolutamente identici. Alla luce dell’offerta differenziata presentata, 

la struttura dei prezzi del consorzio convenuto risulterebbe perlomeno 

anomala e solleverebbe dei dubbi sulla veridicità dei prezzi. Tali dubbi 

troverebbero ulteriore conferma nell’analisi della posizione 211.103 a pag. 26 

del capitolato cartaceo avente per oggetto la fornitura di misto granulare del 

tipo DP2. Nel … esisterebbero solo tre ditte in condizione di fornire il materiale 

corrispondente ai requisiti richiesti fra le quali non figurerebbero quelle che 

formano il consorzio convenuto. Il prezzo di 26,9 franchi al m3 offerto da detto 

consorzio sarebbe inferiore al prezzo di mercato del materiale e lascerebbe 

quindi intendere una fornitura non conforme ai requisiti del capitolato. Tanto 

più che la fornitura riguarderebbe una posizione di fr. 100'875.-- per il 14.5% 

del totale dell’offerta. 

Alla luce della fattispecie esposta, secondo il consorzio ricorrente, il decreto 

di aggiudicazione impugnato colliderebbe con quanto disposto dall’art. 17 cpv. 

4 OAP, a maggior ragione in quanto, sia nel bando d’appalto che nella relativa 

documentazione, non sarebbe stata prevista la possibilità di procedere alla 

stampa del capitolato consegnato su CD e quindi alla compilazione e all’inoltro 

dell’offerta su tale base. Lo stesso manuale degli appalti edito dal DCTF dei 

Grigioni vincolerebbe l’autorizzazione alla consegna e all’inoltro delle offerte 

in via elettronica alla previa comunicazione tramite il bando o la 

documentazione d’appalto. Nel caso concreto, quindi, l’offerta del consorzio 

convenuto avrebbe dovuto essere considerata nulla e quindi esclusa dalla 

gara d’appalto.      Il consorzio ricorrente lamenta pure la lesione del principio 

dell’uguaglianza di trattamento di cui all’art. 29 cpv. 1 CF, che imporrebbe 

l’obbligo per il committente di poter giudicare le offerte paritariamente e in 

base allo stesso metodo di compilazione, possibilità che, nel caso in giudizio, 

non sarebbe stata concessa. Il decreto di aggiudicazione si baserebbe 

unicamente sul prezzo senza considerare gli altri elementi determinanti nel 

campo degli appalti pubblici. Il trasferimento di prezzi da una posizione all’altra 

contribuirebbe a creare, in tale ottica, un’offerta inveritiera falsando quindi la 

possibilità di paragone con le altre offerte.

4. Nella propria presa di posizione il comune convenuto propone di respingere il 

ricorso. L’annullamento dell’offerta del consorzio aggiudicatario, nel caso 

concreto, in base alla prassi del Tribunale amministrativo, costituirebbe 

eccessivo formalismo.  Riferendosi a una precedente decisione della Corte 

cantonale emanata in una pratica analoga a quella in giudizio, il comune 

considera come, malgrado la documentazione di gara non avesse previsto 

espressamente la possibilità di inoltrare la stampa elettronica in forma 

cartacea, nel caso in giudizio la decisione d’appalto non sarebbe passibile di 

annullamento, a maggior ragione tenendo conto che i due capitolati 

paleserebbero delle differenze irrilevanti e che quindi le posizioni sarebbero 

sostanzialmente identiche. Il capitolato consegnato in forma elettronica, a 

differenza di quello cartaceo, permetterebbe unicamente di non dover 

compilare a mano le singole posizioni, rispettivamente di presentare dei prezzi 

unitari all’interno di ogni singola posizione, fermo restando che l’unico criterio 

determinante per l’accertamento del prezzo sarebbe comunque il totale. In 

ogni caso, tutti gli offerenti, indipendentemente dalla forma del capitolato, 

avrebbero dovuto per forza eseguire internamente dei calcoli unitari dai quali 

sarebbe scaturito il totale offerto. Riferendosi agli esempi citati dal consorzio 

ricorrente, il comune considera come tutti i concorrenti avrebbero dovuto 

offrire un determinato importo per una determinata opera e che, determinante 

per la comparazione del prezzo e per la valutazione dell’offerta 

economicamente più vantaggiosa, sarebbe unicamente il prezzo totale o 

meglio complessivo offerto per la posizione in oggetto. Alla luce di tale 

valutazione, quanto offerto dal consorzio aggiudicatario risulterebbe 

addirittura inferiore agli importi complessivi presentati dal ricorrente. A 

prescindere dalle somme totali delle posizioni, le singole componenti del 

prezzo non potrebbero, anche nell’ottica della prassi giudiziaria vigente, 

essere considerate quale parametro per sostenere la mancata veridicità del 

prezzo dell’offerta stessa. L’assegnazione dell’opera non sarebbe avvenuta 

unicamente sulla base del criterio del prezzo bensì nel rispetto di tutti i criteri 

di aggiudicazione tenendo quindi conto dell’affidabilità delle concorrenti ecc.. 

In ogni caso, come previsto dalle condizioni d’appalto nel contesto dei criteri 

di aggiudicazione, il prezzo avrebbe inciso in misura del 90% e quindi la 

differenza del 6% fra le offerte in giudizio sarebbe stata determinante.

5. Il consorzio convenuto ha inoltrato la propria presa di posizione postulando di 

respingere il ricorso. Mentre il capitolato distribuito in forma cartacea avrebbe 

previsto la possibilità di offrire un prezzo medio unico per gli interventi oggetto 

delle specifiche posizioni, quello consegnato al consorzio convenuto in forma 

elettronica, tramite invio per e-mail, avrebbe concesso, in effetti, la possibilità 

di indicare i prezzi differenziati per le varie componenti di dette posizioni. 

Anche in tale contesto sarebbe però determinante il prezzo complessivo 

risultante dall’addizione degli importi delle singole sottoposizioni. Di 

conseguenza, la concorrenza non sarebbe falsata e il paragone delle varie 

offerte, basato sui rispettivi totali delle posizioni, sarebbe garantito in optima 

forma. La differenza fra i due capitolati, in sostanza, si limiterebbe alla 

possibilità concessa dal capitolato elettronico di presentare le modalità di 

calcolo del prezzo complessivo offerto per ogni posizione che sarebbe, di per 

sé stesso, l’unica entità determinante per il paragone e per il giudizio 

sull’equità dell’offerta. Per quanto concerne le contestazioni sollevate dal 

consorzio ricorrente in relazione alla fornitura di materiale del tipo DP-2 (pos 

211.103 pag. 26 del capitolato), il convenuto precisa come sia sua intenzione 

offrire e fornire del materiale conforme ai requisiti da acquisire presso la ditta 

… SA. La circostanza per la quale, secondo il listino dei prezzi della ditta … 

SA, detto materiale costerebbe 37,84 franchi al m3 mentre il prezzo offerto 

dal convenuto sarebbe di 26,90 franchi al m3, nel contesto dell’offerta 

complessiva non sarebbe atta a confermare la tesi del ricorrente sulla 

mancata conformità del materiale. Non spetterebbe infatti a quest’ultimo 

disquisire su eventuali condizioni di prezzo particolari ottenute dal convenuto. 

Le contestazioni relative alla veridicità del prezzo vengono rinviate al 

consorzio ricorrente che, a propria volta, sotto diverse posizioni avrebbe 

indicato quale prezzo franchi 0.00.

Il fine dell’art. 17 cpv. 4 OAP sarebbe quello di permettere al committente di 

paragonare le varie offerte e quindi di garantire il trattamento paritario di tutti i 

concorrenti. Secondo la prassi del Tribunale amministrativo avvallata dal 

Tribunale federale, la lesione del disposto formale di cui all’art. 17 cpv. 4 OAP 

non implicherebbe la nullità o l’annullabilità dell’offerta, fermo restando sia 

garantita la possibilità di paragone della stessa con quella degli altri 

concorrenti. Nel caso concreto tale possibilità sarebbe stata garantita sulla 

base delle somme delle singole posizioni considerate quali unici importi 

determinanti ai fini del giudizio. Inoltre, il convenuto avrebbe agito in perfetta 

buona fede compilando e presentando la documentazione trasmessa via e-

mail dallo studio di ingegneria incaricato dal comune. La lesione del principio 

costituzionale della parità di trattamento di cui all’art. 29 cpv. 1 CF, nel caso 

in giudizio, non sarebbe ravvisabile proprio in quanto oggetto di paragone 

sarebbero i singoli totali e non i calcoli intermedi previsti dal capitolato 

trasmesso in forma elettronica al convenuto. Il decreto di aggiudicazione non 

si sarebbe basato unicamente sul prezzo, come sostenuto dal consorzio 

ricorrente, bensì sull’offerta economicamente più vantaggiosa. Ai sensi 

dell’art. 21 cpv. 2 Lap sarebbe da considerare quale “offerta economicamente 

più vantaggiosa” quella che adempie a particolari criteri quali la qualità, il 

prezzo, l’esperienza ecc., rispettivamente ai criteri di aggiudicazione previsti 

dalla documentazione d’appalto. Di conseguenza, la motivazione del decreto 

di aggiudicazione, pur se concisa, sarebbe corretta e indicherebbe ai 

concorrenti l’avvenuta valutazione dell’economicità dell’offerta. Tenendo 

conto del contesto sociale ed economico vallerano, dove le aziende sarebbero 

perfettamente conosciute dall’autorità committente, premesso si ritengano le 

stesse idonee all’esecuzione dell’opera appaltata, costituirebbe prassi che il 

decreto di aggiudicazione non esponga una dettagliata valutazione dei singoli 

criteri di aggiudicazione, a maggior ragione se l’incidenza del prezzo, come 

nel caso in giudizio, sarebbe stata fissata in misura del 90%. 

Il principio della veridicità del prezzo imporrebbe agli offerenti di tenere conto 

di tutti gli elementi rilevanti ai fini del calcolo escludendo quindi la possibilità 

di presentare degli importi non conformi alle prestazioni previste per singole 

posizioni, sia per difetto che per eccesso, così da impedire il paragone delle 

offerte. Tale principio non impedirebbe però ai concorrenti, in virtù 

dell’esperienza, dell’organizzazione, di accordi particolari con i fornitori, del 

margine di guadagno perseguito ecc., di presentare delle offerte, per quanto 

riguarda il prezzo, anche sostanzialmente diverse. Nel caso in giudizio, la 

differenza, su un importo di fr. 700’000.--, sarebbe di soli ca. fr. 41’000.--, cioè 

del 6% e quindi, valutando le offerte sulla base degli importi complessivi, non 

potrebbero sussistere dubbi sulla veridicità e sull’equità dei prezzi.

6. Nel contesto di un secondo scambio di scritti le parti in causa hanno 

approfondito gli argomenti presentati in precedenza che saranno ripresi, per 

quanto rilevanti ai fini del giudizio, nell’ambito dei considerandi.

7. Tramite decisione del 23 novembre 2010 il Vicepresidente del Tribunale 

amministrativo, vagliate le circostanze e a definite condizioni, ha conferito 

l’effetto sospensivo al ricorso fino all’emanazione della sentenza. 

8. Tramite sentenza del 30 novembre 2010, comunicata nel dispositivo ai sensi 

dell’art. 48 LGA in data 8 dicembre 2010, il Tribunale amministrativo ha 

respinto il ricorso. In data 10 dicembre 2010 il consorzio ricorrente ha 

postulato la motivazione della sentenza.

Considerando in diritto:

1. Come risulta dalla fattispecie, la documentazione di appalto prevedeva la 

consegna in occasione del sopralluogo di due copie cartacee del capitolato 

oppure, alternativamente, di una copia in forma cartacea e di un dischetto CD. 

Mentre il consorzio ricorrente ha ritirato due copie in forma cartacea, il 

consorzio convenuto ha ritirato il capitolato in forma cartacea e un dischetto. 

In seguito, quest’ultimo consorzio, vista l’impossibilità di compilare il capitolato 

contenuto nel dischetto, ha chiesto e ottenuto dallo studio d’ingegneria 

incaricato dal comune una trasmissione del capitolato via e-mail. Ferma 

restando l’identicità delle posizioni delle due versioni del capitolato, mentre la 

versione cartacea, per talune posizioni espressamente richiamate dal 

consorzio ricorrente nel proprio gravame, prevedeva unicamente l’indicazione 

di un prezzo unitario complessivo pur indicando le voci componenti le 

posizioni stesse, la versione trasmessa in via elettronica prevedeva 

l’indicazione di singoli prezzi unitari delle voci componenti la posizione stessa, 

la cui somma costituiva il prezzo offerto per la posizione in oggetto.

2. a) In materia di appalti pubblici, le offerte devono essere inoltrate in  modo tale 

da permettere al committente di potere in teoria procedere direttamente 

all’aggiudicazione della commessa a concorso (Zufferey/Maillard/Michel, 

Droit des marchés publics, Friburgo 202, pag. 108 e 109). Ciò significa che, 

al momento della loro apertura, le medesime devono risultare complete, 

corrette, nonché compilate nel rispetto delle condizioni stabilite dal bando di 

concorso e dalla relativa documentazione di gara. Questo, in particolare, per 

permettere al committente di effettivamente raffrontare tra loro le varie 

proposte ricevute e di scegliere quella oggettivamente più vantaggiosa dal 

profilo economico. La conformità dell’offerta alle condizioni di gara costituisce 

dunque un requisito preliminare necessario all’aggiudicazione di qualsiasi 

commessa pubblica (sentenza del Tribunale federale del 12 aprile 2002 nella 

causa 2P.339/2001 cons. 5b pubblicata in RDAT 2002 II n. 47; cfr. anche: 

Oliver Rodondi, Les critères d’aptitude et les critères d’adjudication dans les 

procédures de marchés publics, in RDAF 2001 I 387 e seg., e in particolare 

pag. 393). Ai sensi dell’art. 17 cpv. 4 OAP, nella documentazione di gara il 

committente stabilisce se ed a quali condizioni sia ammessa la consegna di 

una stampa elettronica in forma cartacea. Secondo l’art. 22 lett. c Lap 

un’offerta viene esclusa dall’aggiudicazione qualora la stessa sia incompleta 

o non corrisponda ai requisiti di gara. Nel caso in giudizio appare incontestato 

che la documentazione d’appalto non prevedesse la possibilità di inoltrare 

l’offerta sulla base di una stampa elettronica. Di conseguenza emerge la 

lesione del disposto formale di cui all’art. 17 cpv. 4 OAP. I Tribunali 

amministrativo e federale hanno già avuto modo di esprimersi su detta 

problematica, in particolare nel contesto delle decisioni U 05 23, 2P.164/2002, 

2P.176/2005, statuendo la prassi per la quale l’esclusione di un’offerta in 

quanto non conforme alle prescrizioni e alle condizioni stabilite dal bando di 

concorso trova i propri limiti nel rispetto del principio della proporzionalità e 

del divieto del formalismo eccessivo. Di conseguenza, non ogni vizio è 

suscettibile di cagionare l’annullamento dell’offerta. Soltanto la presenza di 

errori di una certa importanza può quindi condurre all’esclusione dell’offerta. 

Inoltre, occorre valutare fino a qual punto simili vizi siano suscettibili 

concretamente di influire sulla graduatoria finale delle offerte. 

b) Nel caso concreto risulta che il comune convenuto, tramite lo studio 

d’ingegneria che lo assisteva, abbia inviato al consorzio aggiudicatario, via e-

mail e quindi in forma elettronica, il capitolato da compilare  permettendo 

perciò l’inoltro dell’offerta in tale forma pur se non prevista dalla 

documentazione d’appalto. Il consorzio interessato ha quindi, in buona fede, 

presentato detto capitolato compilato in modo esaustivo. Alla luce di tale dato 

di fatto non ci si trova confrontati con la manipolazione della documentazione 

d’offerta o con l’inoltro di un capitolato diverso da quello ufficiale su iniziativa 

del concorrente bensì con la presentazione di una documentazione 

consegnata dal committente stesso. Ai fini dei principi della libera concorrenza 

e quindi dell’ugual trattamento di tutti i partecipanti alla gara d’appalto, che 

impongono di garantire la possibilità di un completo paragone delle varie 

offerte, giova rilevare come le divergenze fra i due capitolati non rivestano 

portata materiale in quanto, appunto, non impediscono di paragonare le 

offerte. Come confermato dal comune convenuto il criterio determinante per 

la determinazione del prezzo risulta essere l’importo complessivo indicato per 

le singole posizioni e non i prezzi unitari che caratterizzano le voci di tali 

posizioni. Risulta quindi ininfluente la distribuzione e il calcolo dei singoli 

prezzi unitari nel contesto delle specifiche posizioni in quanto, come detto, 

vincolante risulta essere l’importo complessivo offerto. In tale contesto 

decadono pure le specifiche contestazioni relative alla veridicità del prezzo 

poiché la ripartizione dei costi all’interno delle singole posizioni ricade 

nell’ambito della discrezionalità dell’offerente che è vincolato unicamente dal 

prezzo complessivo offerto per le posizioni stesse. Alla luce di tali conclusioni 

si rende superfluo approfondire gli esempi addotti dal consorzio ricorrente in 

quanto, appunto, il vincolo e quindi il paragone delle offerte è dato dalle 

somme totali delle posizioni e non dai calcoli unitari che compongono le 

stesse. La libera concorrenza e la parità di trattamento risultano quindi 

salvaguardate. Tanto più che il ricorrente stesso per i propri calcoli interni 

ammette di aver richiesto, ottenuto e usato gli stessi supporti elettronici. In tale 

ottica e in applicazione della prassi precedentemente descritta (vedi STA U 

05 23 e STF 2P. 176/ 2005 nonché 2P. 164/2002), il Tribunale amministrativo 

ritiene che l’annullamento della decisione d’appalto perorato dal consorzio 

ricorrente costituirebbe eccessivo formalismo.

3. Il principio della veridicità del prezzo, nella sua concezione più restrittiva, 

prevede che, in linea di massima, gli elementi di prezzo rilevanti siano da 

indicare correttamente nelle singole posizioni e quindi preclude ai concorrenti 

la possibilità di caratterizzare delle posizioni tramite prezzi eccessivamente 

bassi o altre posizioni tramite prezzi eccessivamente alti. Tale concetto è volto 

a permettere la possibilità di paragone dei prezzi delle varie offerte. Secondo 

la più recente prassi del Tribunale amministrativo le basi di calcolo e la 

conseguente valutazione delle singole posizioni offerte, a meno che le stesse 

risultino in un’ottica economico-commerciale palesemente insostenibili, 

ricadono sotto l’egida discrezionale e sotto la responsabilità dell’offerente che 

si ritiene vincolato all’importo complessivo dell’offerta. Nel caso in giudizio, 

premesso che le offerte sono state esaminate e valutate in modo approfondito 

dallo studio d’ingegneria incaricato dal comune e che l’affidabilità dei singoli 

concorrenti è palesemente nota all’autorità appaltante, giova rilevare come gli 

importi indicati quale somma per ogni singola posizione, ritenuti vincolanti sia 

dal comune che dal consorzio convenuto, non sollevino il sospetto della 

mancata veridicità del prezzo, a maggior ragione se paragonati con quelli del 

consorzio ricorrente. Come precedentemente considerato, le modalità di 

calcolo per giungere a tale risultato e quindi gli importi previsti dalle singole 

voci che compongono le posizioni non sono determinanti. Inoltre, 

paragonando l’importo complessivo presentato dal consorzio aggiudicatario 

con quello del consorzio ricorrente, risulta, prima del ribasso del 5%, una 

differenza di  fr. 4'601.20 corrispondente allo 0,7%. La differenza fra le due 

offerte in giudizio, tenuto conto del ribasso e dell’imposta IVA, è del 6%. Alla 

luce di tali conclusioni, il paragone dei prezzi complessivi lascia quindi 

intendere come l’offerta del consorzio aggiudicatario non possa essere 

considerata anomala, pur presentando in singole posizioni secondarie calcoli 

non sempre comprensibili di primo acchito, cosa che del resto vale anche per 

singole posizioni dell’offerta del ricorrente. Pure la criticata fornitura di 

materiale specifico, la cui qualità prestabilita deve in ogni caso esser 

rispettata, viene garantita dal consorzio aggiudicatario al prezzo offerto, per 

cui la perdita risultante di primo acchito dal prezzo di fornitura resta in ogni 

caso a suo carico e a mente dell’art. 26 OAP non può portare all’esclusione 

della rispettiva offerta, anche se la posizione raggiunge il 14.5% del prezzo 

totale. 

4. Ai sensi dell’art. 21 Lap, l’offerta economicamente più vantaggiosa ottiene 

l’aggiudicazione. Possono essere tenuti in considerazione, in particolare,  

diversi criteri espressamente elencati in tale disposizione che però devono 

essere resi noti nell’avviso di gara o nella relativa documentazione 

indicandone il valore relativo o l’ordine della loro importanza. Nel caso in 

giudizio, quali criteri sono stati indicati il procedimento del lavoro/termini, con 

un’incidenza del 5%, la qualità, con un’incidenza del 5%, e il prezzo con 

un’incidenza del 90%. La circostanza per la quale nel decreto di 

aggiudicazione l’appalto sia stato assegnato al consorzio convenuto in quanto 

ha presentato “l’offerta economicamente più vantaggiosa” non implica che, 

come sostenuto dal consorzio ricorrente, l’aggiudicazione sia avvenuta solo 

in base al prezzo. Il concetto di “offerta economicamente più vantaggiosa”, in 

applicazione dell’art. 21 Lap, deve infatti essere interpretato sulla base della 

valutazione e dell’incidenza dei criteri di aggiudicazione. Nel caso in giudizio, 

avvalendosi della relazione dello studio d’ingegneria incaricato che, fra l’altro, 

indicava come tutti gli offerenti presentassero criteri di qualità/aggiudicazioni 

paragonabili, il comune, vista la parità di valutazione in tale ottica, non ha 

potuto che assegnare l’appalto alla miglior offerente. Ovviamente, l’ente 

pubblico avrebbe potuto fornire una motivazione più dettagliata precisando 

dette premesse, cosa che è comunque avvenuta in sede di ricorso. A 

prescindere, la contestazione nel merito del consorzio ricorrente non può 

essere accolta.

5. Il ricorso deve quindi essere integralmente respinto. Le spese procedurali 

vengono poste a carico del consorzio ricorrente (art. 73 cpv. 1 LGA).        Il 

comune convenuto non gode del diritto all’assegnazione di ripetibili (art. 78 

cpv. 2 LGA). In applicazione dell’art. 78 cpv. 1 LGA al consorzio convenuto, 

patrocinato da un avvocato che non ha presentato la propria nota d’onorario, 

viene riconosciuto, a titolo di ripetibili, un indennizzo dell’ammontare di fr. 

4’000.-- (IVA inclusa).

Il Tribunale decide:

1.  Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 6'000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 352.--

totale fr. 6'352.--

il cui importo sarà versato dal Consorzio … entro 30 giorni dalla notifica della 

presente sentenza all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, 

Coira.

3. Il Consorzio … versa al Consorzio imprese … SA fr. 4'000.-- (IVA inclusa) a 

titolo di ripetibili.