# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f2d1f2f1-ccb7-56fc-9eb9-022777cb6b6b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-05-01
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 01.05.2007 C-2761/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-2761-2006_2007-05-01.pdf

## Full Text

Corte III
C-2761/2006

{T 0/2}

Sentenza del 1° maggio 2007.

Composizione: Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), Johannes 
Frölicher e Michael Peterli, giudici,

Paola Carcano, cancelliera.

G._______
ricorrente, patrocinata dall'Avv. Luigi Potenza,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti 
all'estero (UAIE), avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 1211 
Ginevra 2,
autorità inferiore,

concernente
prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

2

Ritenuto in fatto:

A. G._______,  cittadina  italiana,  nata il  _______,  coniugata,  ha  lavorato  in 
Svizzera dal 1970 al 2000 come addetta alle pulizie solvendo, durante tali 
periodi,  i  contributi  dovuti  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i 
superstiti e l'invalidità (cfr. doc. 6, 10 e 31). L'assicurata ha lavorato fino al 
31  dicembre  2000,  allorquando  si  è  ritirata  dal  lavoro  per  ragioni  che 
imputa invero, non tanto alle sue condizioni di salute, quanto piuttosto al 
suo rientro in Italia (doc. 10 e 11).

In data 23 novembre 2004, G._______ ha formulato una richiesta volta al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 
(doc. 1 e 4).

B. L'assicurata  è  stata  visitata  l'11  gennaio  2005  presso  i  servizi  medici 
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di Casarano (Lecce), 
ove la sanitaria incaricata (Dott. ssa L._______) ha evidenziato la diagnosi 
di  "spondiloartrosi  diffusa  a  lieve  incidenza  funzionale,  ipertensione 
arteriosa  in  trattamento  farmacologico,  sindrome  ansioso  depressiva  di 
modesta entità in trattamento e sovrappeso corporeo". Dopo aver posto un 
tasso di invalidità parziale del 50%, ha però ritenuto l'interessata in grado 
di  svolgere  a  tempo  pieno  sia  l'ultimo  lavoro  svolto  sia  qualsiasi  altra 
attività  confacente alle sue condizioni,  specificando altresì  che è pure in 
grado di assolvere regolarmente dei lavori pesanti (doc. 31).

La seguente documentazione medica obiettiva è stata inoltre prodotta: due 
referti  specialistici  della  Dott.  ssa  E._______  del  6  gennaio  1999;  un 
referto di una risonanza magnetica dinamica al petto del Dott. L._______ 
del 27 giugno 2000; un referto dell'istituto di patologia ed istologia di Berna 
del 4 agosto 2000 accompagnato da un rapporto di un'operazione del Dott. 
R._______  del  2  agosto  2000;  due  referti  specialistici  del  Dott. 
R.1_______  del  17  e  del  28  novembre  2000;  due  referti  radiografici 
(scapolo omerale sx e dx; colonna cervicale e lombo-sacrale) della Dott. 
ssa  A._______  del  16  novembre  2002  e  del  3  marzo  2003;  un  referto 
radiografico (M.O.C. colonna lombare) del Dott. F._______ del 28 gennaio 
2003;  un  referto  radiografico  (torace)  del  17  aprile  2003  rilasciato 
dall'Azienda  Sanitaria  Locale  LE/2  di  Maglie;  un  referto  ecografico 
bilaterale ed un referto mammografico bilaterale del Dott. M._______ del 
25  settembre  2003;  un  referto  ecografico  del  Dott.  D._______  del  26 
settembre  2003;  due  referti  specialistici  (E.C.G.  ed  E.C.D.)  del  30 
dicembre 2003 rilasciati  dall'Azienda Sanitaria  Locale LE/2 di  Maglie;  un 
certificato  dell'azienda  unità  sanitaria  locale  di  Maglie,  dipartimento  di 
salute mentale, del 30 dicembre 2003 giusta il quale l'assicurata è affetta 
da  "sindrome  depressiva  endoreattiva  media  cronica";  un  referto 

3

specialistico (TC del cranio) del  Dott. S._______ del 3 gennaio 2004;  un 
referto di un eco color doppler (tronchi sovraortici) del Dott. M._______ del 
26  marzo  2004  ed  un  referto  specialistico  (Rx  mammografia  e  eco 
mammaria) del Dott. P._______ del 13 ottobre 2004 (doc. 12-30).

Nell'apposito  formulario  per  assicurati  occupati  nell'economia  domestica 
del 1° luglio 2005, l'interessata afferma inoltre di non essere praticamente 
piú  in  grado  di  svolgere  con  attitudine  le  mansioni  domestiche  che 
competono  ad  una  casalinga.  In  particolare,  dichiara  di  necessitare 
dell'aiuto di terzi per i lavori pesanti, segnatamente per le pulizie dei vetri, 
dei lampadari, dei mobili e dei pavimenti (doc. 10).

Alla  predetta  documentazione  sono  stati  poi  aggiunti:  una  scheda  di 
dimissione  ospedaliera  relativa  al  ricovero  dal  17  al  22  febbraio  2005 
presso  lo  stabilimento  ospedaliero  "F.  Ferrari",  reparto  di  neurologia, 
dell'azienda  unità  sanitaria  locale  di  Maglie  per  "nevralgia  occipitale 
sinistra,  ipertensione  arteriosa,  ipercolesterolemia,  spondiloartrosi 
cervicale con discopatia C5-C6 e C6-C7", oltre a referti medici vari allegati 
alla stessa e due referti specialistici (eco color doppler: tronchi sovraortici, 
arti inferiori arterioso e venoso) del Dott. M._______ dell'11 marzo e del 22 
aprile 2005 (doc. 32, 33 e 34).

C. Nel  suo  rapporto  del  29  agosto  2005,  il  Dott.  W._______,  medico 
dell'UAIE, dopo aver ripreso la diagnosi sopra riferita ed analizzato il caso 
sotto  il  profilo  delle  malattie  di  lunga  durata  alla  luce  pure  della  nuova 
documentazione prodotta, ritiene che l'incapacità di lavoro dell'assicurata 
in ambito domestico si situerebbe al 5% (doc. 35, 36 e 37).

Con  decisione  del  15  settembre  2005  l'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (UAIE) ha pertanto respinto 
la richiesta di prestazioni di G._______.

D. Quest'ultima,  regolarmente  rappresentata  dall'avv.  Luigi  Potenza,  ha 
formulato in data 6 ottobre 2005 tempestiva opposizione contro il suddetto 
provvedimento amministrativo, chiedendo in sostanza il riconoscimento del 
suo  diritto  a  prestazioni  assicurative  (doc.  41).  Nulla  ha  prodotto  a 
suffragio delle sue conclusioni.

Mediante decisione su opposizione del 27 marzo 2006, l'UAIE ha respinto 
la  predetta  opposizione e confermato  nel  contempo la propria  decisione 
del 15 settembre 2005 (doc. 42).

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E. Con tempestivo gravame del 3 maggio 2006,  consegnato alla  Posta il  5 
maggio successivo, G._______, regolarmente rappresentata dall'avv. Luigi 
Potenza,  chiede,  sostanzialmente,  l'annullamento  del  summenzionato 
provvedimento amministrativo e, di conseguenza, il riconoscimento del suo 
diritto a prestazioni assicurative. A suffragio delle sue conclusioni produce 
un  referto  radiografico  del  rachide  cervico-dorso-lombare  del  Dott. 
F._______ del 26 aprile 2006.

F. Ricevuta l'impugnativa, l'amministrazione ha sottoposto nuovamente gli atti 
al  Dott.  W._______,  il  quale,  alla  luce  della  nuova  documentazione 
prodotta,  nella  sua  relazione  del  1°  agosto  2006  considera  l'assicurata 
abile al 100% sia per quanto concerne i lavori in ambito domestico sia per 
quanto  concerne  il  lavoro  precedentemente  svolto  come  addetta  alle 
pulizie (doc. 44).

Nelle  sue  osservazioni  ricorsuali  del  25  settembre  2006  l'UAIE  propone 
pertanto la reiezione dell'impugnativa con argomenti  di cui  si riferirà, per 
quanto occorra, nei considerandi che seguono.

G. Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione,  l'avv. Luigi 
Potenza,  con  scritto  del  23  ottobre  2006,  ha  ribadito  l'intenzione  della 
propria assistita di mantenere il ricorso con argomenti di cui si riferirà, per 
quanto occorra, nei considerandi che seguono.

H. In data 23 marzo 2007 il Tribunale amministrativo federale ha comunicato 
alle parti la composizione del collegio giudicante. Entro il termine impartito 
non sono state presentate istanze di ricusa.

Considerando in diritto:

1.

1.1 I ricorsi pendenti presso le Commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o 
presso i servizi di ricorso dei dipartimenti il  1° gennaio 2007 sono trattati 
dal Tribunale amministrativo federale nella misura in cui è competente. È 
applicabile  il  nuovo  diritto  di  procedura  (cfr.  art.  53  cpv.  2  Legge  sul 
Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]).

1.2 In  virtù  dell'art.  31  LTAF,  questo  tribunale  giudica  i  ricorsi  contro  le 
decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  Legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021)  emanate  dalle 
autorità  menzionate  agli  art.  33 e 34 LTAF,  riservate  le eccezioni  di  cui 

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all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese  dall'Ufficio 
dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
(UAIE) concernenti  l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate 
innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 lett. b della Legge federale 
su l'assicurazione per l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20).

1.3 Ai sensi del combinato disposto degli art. 3 lett. dbis  PA e 1 cpv. 1 LAI, la 
procedura  in  materia  di  assicurazioni  sociali  è  disciplinata,  di  principio, 
dalla  legge  federale  sulla  parte  generale  del  diritto  delle  assicurazioni 
sociali del 6 ottobre 2000, entrata in vigore il 1° gennaio 2003 (LPGA, RS 
830.1).

Ai sensi dell'art.  59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla 
decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse degno di 
protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione.  Queste 
condizioni sono adempiute nella specie.

Il  ricorso  appare  tempestivo  ed ossequioso  dei  requisiti  minimi  prescritti 
dalla legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ricevibile, nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

2.

2.1 Il  1°  giugno 2002 sono entrati  in  vigore  l'Accordo tra la  Confederazione 
svizzera,  da  una  parte,  e  la  Comunità  europea  ed  i  suoi  Stati  membri, 
dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 21 giugno 1999 (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che regola il  coordinamento 
dei sistemi di sicurezza sociale nonchè il Regolamento (CEE) n° 1408/71 
del  Consiglio  del  14  giugno  1971  relativo  all'applicazione  dei  regimi  di 
sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro 
familiari  che si  spostano all'interno della Comunità (RS 0.831.109.268.1) 
come pure  il  corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento 
CEE n° 574/72 del Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione 
del  Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data dal 
1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della parità 
di  trattamento  tra  cittadini  che  risiedono  in  uno  Stato  membro  della 
Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 e 6 del Regolamento CEE 
n° 1408/71).

2.2 Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta nell'allegato II, 
gli  accordi  bilaterali  tra  la  Svizzera  e  gli  Stati  membri  della  Comunità 
europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono  sospesi  a  decorrere 
dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo campo sia 
disciplinato  da  quest'ultimo.  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in  particolare 
l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza sociale 
(art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie,  l'organizzazione  della 

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procedura come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita 
di invalidità svizzera sono regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a  LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella  presente 
procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  che  risiede  nell'Unione  europea, 
dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 
1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo  1972  relativo 
all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza  l'ottenimento  di  una  pensione  straniera  di 
invalidità non pregiudica l'apprezzamento di un'invalidità secondo il diritto 
svizzero  (ATFA causa I  435/02  consid.  2 del  2  febbraio  2003;  Revue à 
l'attention des caisses de compensations (RCC) 1989 p. 330). Alla stessa 
maniera,  dopo  l'entrata  in  vigore  dell'ALC,  il  grado  di  invalidità  di  un 
assicurato che pretende una rendita dell'assicurazione-invalidità svizzera è 
determinato  esclusivamente  secondo  il  diritto  svizzero  (DTF  130  V  257 
consid. 2.4).

3. La legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali 
ha comportato la modifica di numerose disposizioni  legali,  segnatamente 
nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità.

Secondo l'art. 2 LPGA le disposizioni di questa legge sono applicabili alle 
assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione  federale,  se  e  per 
quanto  le  singole  leggi  sulle  assicurazioni  sociali  lo  prevedano.  Inoltre, 
l'art.  1  LAI  stabilisce  che  le  disposizioni  della  LPGA  sono  applicabili 
all'assicurazione  per  l'invalidità  (art.  1a-26bis  e  28-70),  sempre  che  la 
presente legge non preveda espressamente una deroga.

È necessario precisare che, per quanto riguarda le prestazioni posteriori al 
1° gennaio 2004, la presente procedura è disciplinata dalla LAI nel tenore 
in vigore a partire da questa data (IV revisione della LAI).

4. La ricorrente ha presentato la richiesta di rendita il 23 novembre 2004. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato si 
annuncia  più  di  dodici  mesi  dopo  la  nascita  del  diritto,  le  prestazioni 
possono essere assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In 
concreto, lo scrivente Tribunale amministrativo federale (TAF) può quindi 
limitarsi  ad esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una rendita il  23 
novembre  2003  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della 
domanda), oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il 27 
marzo  2006,  data  della  decisione  su  opposizione.  Il  giudice  delle 
assicurazioni sociali analizza, infatti, la legalità della decisione impugnata, 
in  generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

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5. Per avere  diritto  ad una rendita dell'assicurazione invalidità  svizzera,  un 
cittadino italiano deve adempiere cumulativamente le seguenti condizioni :

- essere invalido ai sensi della legge svizzera;

- aver versato contributi all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno 
(art. 36 cpv. 1 LAI).

La  ricorrente  ha versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  durante  più  di  un 
anno  intero  in  totale  e,  pertanto,  adempie  la  condizione  della  durata 
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di una 
rendita.

Rimane ora da esaminare se sia invalida ai sensi di legge.

6.

6.1 In  base all'art.  8  LPGA è considerata  invalidità  l'incapacità  al  guadagno 
totale  o parziale  presumibilmente permanente o di  lunga durata.  L'art.  4 
LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infermità congenita, 
malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce che l'invalidità è 
considerata  insorgere  quando,  per  natura  e  gravità,  motiva  il  diritto  alla 
singola prestazione.

6.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  almeno  il 
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza 
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è 
invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI). Va ricordato che fino al 31 
dicembre 2003, la LAI prevedeva il diritto al quarto di rendita con un tasso 
d'invalidità  del 40% almeno, alla mezza rendita con un tasso d'invalidità 
del 50% almeno ed alla rendita intera con un tasso d'invalidità dei due terzi 
(66.67%).  In  seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la 
limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter LAI, secondo il quale le rendite per 
un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati  che 
sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è 
più applicabile quando l'assicurato è cittadino dell'UE e vi risiede.

6.3 Il diritto alla rendita, secondo l'art. 29 cpv. 1 LAI, nasce, al più presto, nel 
momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità  permanente  di 
guadagno pari almeno al 40% (lettera a), oppure quando egli è stato per 
un anno e senza  notevoli  interruzioni,  incapace  al  lavoro per almeno il 
40% in media  (lettera  b).  La  prima lettera  si  applica  allorché lo  stato  di 
salute dell'assicurato si  è stabilizzato;  la seconda se lo stato di  salute è 
labile,  vale a dire suscettibile  di  evolvere  verso un miglioramento  od un 
peggioramento (DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

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6.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o parziale, 
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un 
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività 
abituale.  In  caso  d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata  possono  essere 
prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione 
o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita all'art. 
7  LPGA  e  consiste  nella  perdita,  totale  o  parziale,  della  possibilità  di 
guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, 
provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura 
dopo aver sottoposto  l'assicurato  alle  cure ed alle  misure  d'integrazione 
ragionevolmente esigibili.

7.

7.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere giuridico 
economico,  non medico (DTF 116 V 249 consid.  1b;  110 V 275,  105 V 
207).

In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per 
valutare il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire 
esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e 
l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da 
invalido), tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, 
è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse 
diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini  l'assicurazione 
svizzera per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva 
da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non 
la  malattia  o  la  conseguente  incapacità  lavorativa  (metodo  generale  del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Jurisprudence et pratique 
administrative  [Pratique  VSI]  2000  p.  84).  La  documentazione  medica 
costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori 
siano  ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato,  ma  non  spetta  al 
medico graduare l'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314, 105 V 158).

L'invalidità dell'assicurato che non esercita un'attività lucrativa, ma svolge 
le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente esigere che 
intraprenda un'attività lucrativa, è determinata, in deroga all'art. 16 LPGA, 
in  funzione dell'incapacità  di  svolgere  le  mansioni  consuete  (art.  5  e 28 
cpv. 2bis e art.  8 cpv.  3 LPGA ).  L'art.  27 OAI precisa che per mansioni 
consuete  di  una persona  senza attività  lucrativa  occupata  nell'economia 
domestica  s'intendono  gli  usuali  lavori  domestici,  l'educazione  dei  figli 
nonché  le  attività  artistiche  e  di  pubblica  utilità.  Per  quanto  riguarda  la 
scelta del metodo di  valutazione dell'invalidità  di  una persona assicurata 
che non esercita più un'attività lucrativa si  deve verificare quale sarebbe 
stata l'attività esercitata se non fosse subentrata l'invalidità. In altre parole, 
lo statuto dell'assicurata viene determinato valutando se la stessa da sana, 

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quindi  se non fosse subentrato  il  danno alla  salute,  avrebbe consacrato 
l'essenziale  del  suo lavoro  all'economia  domestica  o  ad  un'occupazione 
remunerata  e  questo  tenendo  conto  dell'evoluzione  della  situazione  fino 
all'emanazione della decisione impugnata. L'ipotetica ripresa di un'attività 
lucrativa  va  ammessa  ove  tale  eventualità  si  presenti  alla  luce  della 
situazione  personale,  familiare,  sociale  ed  economica  con  un  grado  di 
verosimiglianza  preponderante  (DTF  125  V  150  consid.  2c,  117  V  194 
consid. 3b).

7.2 Dagli atti si evince che G._______ ha lavorato quale addetta alla pulizie in 
Svizzera fino al 31 dicembre 2000, allorquando si è ritirata dal lavoro per 
ragioni che imputa invero, non tanto alle sue condizioni di salute, quanto 
piuttosto al suo rientro in Italia (doc. 10 e 11), pertanto, appare giustificato 
applicare alla presente fattispecie il metodo di valutazione specifico delle 
casalinghe,  come  peraltro  correttamente  ammesso  dall'amministrazione, 
anzichè quello generale.

8.

8.1 Nel  caso  di  specie  la  diagnosi  risulta  essere  articolata  su  due  livelli 
temporali.  Dapprima,  è  stata  evidenziata  una  "spondiloartrosi  diffusa  a 
lieve  incidenza  funzionale"  accompagnata  da  "ipertensione  arteriosa  in 
trattamento farmacologico, sindrome ansioso depressiva di modesta entità 
in  trattamento  e  sovrappeso  corporeo"  (cfr.  perizia  medica 
particolareggiata  dell'INPS  del  11  gennaio  2005:  doc.  31). 
Successivamente  il  Dott.  F._______  ha  attestato,  nel  suo  referto 
radiografico del rachide cervico-dorso-lombare del 26 aprile 2006 allegato 
dalla  ricorrente  al  gravame  in  esame,  che  l'assicurata  è  affetta  da 
"spondiloartrosi  osteofitica  cervico  dorsale  di  notevole  entità; 
spondiloartrosi  lombare di  lieve entità;  riduzione di  ampiezza degli  spazi 
intersomatici  C5-C6,  C6-C7,  D9-D10  ed  L5-S1  da  verosimili  sofferenze 
discali;  scoliosi  destro-convessa  dorso-lombare  ad  ampio  raggio  di 
curvatura;  note  osteoporotiche;  calcificazioni  ateromasiche  dell'aorta  e 
presenza di calcificazione tra processi trasversi di L3 ed L4 a destra".

Per costante giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali valuta la 
legalità della decisione impugnata in base alla situazione di fatto esistente 
al  momento  in  cui  essa  è  stata  resa,  ritenuto  che  i  fatti  accaduti 
posteriormente  (e  che  hanno  modificato  questa  situazione)  devono  di 
regola formare oggetto di un nuovo procedimento amministrativo (DTF 129 
V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1 e DTF 121 V 366 consid. 1b). 
Eccezionalmente,  il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  può  anche  tener 
conto,  per  motivi  d'economia  procedurale,  dei  fatti  intervenuti 
posteriormente,  a  condizione  che  questi  ultimi  siano  stabiliti  in  modo 
sufficientemente preciso e nella misura in cui essi siano strettamente legati 
all'oggetto della causa e siano suscettibili di facilitare l'accertamento delle 
circostanze rilevanti (DTF 105 V 161 consid. 2d, DTF 103 V 53 consid. 1, 
DTF 99 V 101 consid. 4; RCC 1980 pag. 263, RCC 1974 pag. 192 consid. 

10

4, RCC 1970 pag. 582 consid. 3). In questo contesto occorre quindi tenere 
conto anche del menzionato referto radiografico del  Dott.  F._______ del 
26 aprile 2006.

8.2 La  diagnosi  anzidetta  è  stata  ripresa  pure  dal  medico  dell'UAIE,  Dott. 
W._______, nei suoi rapporti del 29 agosto 2005 (doc. 35, 36 e 37) e del 
1° agosto 2006 (doc. 44).

8.3 Le affezioni in oggetto debbono, dal profilo giuridico, essere esaminate alla 
luce  dell'art.  29  cpv.  1  lett.  b  LAI.  Trattasi,  infatti,  di  malattie  che,  per 
costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di  carattere 
permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile),  bensì  patologico-
labile,  ossia  suscettibili  di  migliorare  o  peggiorare.  Ne  discende  che,  in 
mancanza  di  uno  stato  di  salute  sufficientemente  stabilizzato,  è 
inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per cui può entrare in 
considerazione solo la seconda lettera della citata norma legale, la quale 
prevede un termine d'attesa di  un anno.  Pertanto,  la ricorrente potrebbe 
pretendere  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  solo  a 
partire  dal  momento  in  cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole, 
un'incapacità  lavorativa  media  del  40%  (rispettivamente  del  50%  per  il 
periodo  precedente  l'entrata  in  vigore  degli  Accordi  bilaterali)  almeno 
durante un anno.

9. Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  del  primo  gruppo  di 
affezioni  menzionate,  la  sanitaria  medica  dell'INPS,  dopo aver  posto  un 
tasso  di  invalidità  parziale  del  50%,  ha ritenuto  l'interessata  in  grado di 
svolgere a tempo pieno sia l'ultimo lavoro svolto sia qualsiasi altra attività 
confacente alle sue condizioni, specificando altresì che la stessa è pure in 
grado di assolvere regolarmente dei lavori pesanti (doc. 31). Dal canto suo 
il  Dott. W._______, medico dell'UAIE, ha ritenuto nel suo primo rapporto 
del  29  agosto  2005  che  l'incapacità  di  lavoro  dell'assicurata  in  ambito 
domestico si situerebbe al 5% (doc. 35, 36 e 37) mentre nel suo secondo 
rapporto  del  1°  agosto  2006  ha  considerato  l'interessata  -  alla  luce  del 
referto  radiologico  del  Dott.  F._______  del  26  aprile  2006  attestante  il 
secondo gruppo menzionato di affezioni che l'affliggono - abile al 100% sia 
per quanto concerne i lavori in ambito domestico sia per quanto concerne 
il lavoro precedentemente svolto come addetta alle pulizie (doc. 44).

10.

10.1 Il  giudice  delle assicurazioni  sociali  deve esaminare  in maniera  obiettiva 
tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro  provenienza,  e  poi 
decidere se i documenti  messi a disposizione permettono di giungere ad 
un  giudizio  attendibile  sulle  pretese  giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352 
consid. 3a).

11

10.2 Per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni  mediche  possono  costituire 
importanti  elementi  d'apprezzamento  del  danno  invalidante,  allorché 
permettono  di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno 
dell'interessato in un'attività  da lui  ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 
134 consid.  2, 114 V 314 consid.  3c).  Perché un rapporto medico abbia 
valore  probatorio  è determinante  che esso valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto 
di  tutte  le  affezioni  di  cui  si  lamenta  l'assicurato,  sia  stabilito  in  piena 
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione 
delle correlazioni  mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; 
le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (DTF 125 V 352, 
122 V 160).  A proposito delle perizie  mediche eseguite nell'ambito  della 
procedura  amministrativa  il  Tribunale  federale  ha  già  avuto  modo  di 
evidenziare  che,  nell'ipotesi  in  cui  sono  state  eseguite  da  medici 
specializzati  riconosciuti,  hanno  forza  probatoria  piena,  se  giungono  a 
conclusioni  logiche  e  sono  state  realizzate  sulla  base  di  accertamenti 
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili 
(DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212). Secondo il Tribunale federale i 
centri medici di accertamento dell'AI non possono essere considerati parte 
in  causa,  nel  senso  che  sussiste  un  vincolo  per  cui  l'istituto  sarebbe 
obbligato  a  tenere  in  particolare  considerazione  gli  interessi  specifici 
dell'assicurazione invalidità (DTF 123 V 178; Pratique VSI 2001 pag. 110). 
Nell'ambito  del  libero  apprezzamento  delle  prove  è  in  linea  di  principio 
consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su 
basi  di  giudizio  interne  all'istituto  assicuratore.  Per  quanto  riguarda 
l'imparzialità  e l'attendibilità  di  simili  prove,  devono tuttavia essere poste 
delle  esigenze severe  (DTF 122 V 157).  In  DTF 125 V 351 il  Tribunale 
federale ha ribadito  che ai  rapporti  allestiti  da medici  alle dipendenze di 
un'assicurazione  deve  essere  riconosciuto  pieno  valore  probante,  a 
condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, 
di  per  sè  scevri  di  contraddizioni  e,  infine,  non  devono  sussistere  degli 
indizi che facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo 
fatto  che il  medico  consultato  si  trovi  in  un rapporto  di  dipendenza  con 
l'assicuratore,  non  permette  già  di  metterne  in  dubbio  l'oggettività  e 
l'imparzialità.  Devono  piuttosto  esistere  delle  particolari  circostanze  che 
permettano  di  ritenere  come  oggettivamente  fondati  i  sospetti  circa  la 
parzialità  dell'apprezzamento  (DTF  125  V  354).  Per  quel  che  riguarda  i 
rapporti  concernenti  il  medico  curante,  secondo  la  generale  esperienza 
della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto 
di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di 
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

12

10.3 Nel  caso  di  specie,  il  collegio  giudicante  non  intravede  ragioni  che  gli 
impediscano  di  far  proprie  le  conclusioni  cui  è  pervenuto  il  Dott. 
W._______,  medico  dell'UAIE  (doc.  35,  36,  37  e  44).  Infatti,  egli  ha 
compiutamente valutato il danno alla salute lamentato dall'assicurata sulla 
base di accertamenti  approfonditi  e completi  (doc. 12-30, 32-34 e referto 
radiografico del Dott. F._______ del 26 aprile 2006 ) ed, in particolare, ha 
rilevato  che  le  alterazioni  dell'apparato  locomotorio  sono  chiaramente 
dovute alla normale usura fisiologica e non vi è alcun altro segno clinico 
patologico  che  possa  giustificare  una  limitazione  funzionale.  Sulla  base 
delle  risposte  fornite  dall'interessata  nel  questionario  per  gli  assicurati 
occupati nell'economia domestica del 1° luglio 2005 (doc. 10) tenuto conto 
delle  direttive  3093  e  3098  della  circolare  concernente  l'invalidità  e 
l'impotenza  edita  dall'Ufficio  federale  delle  assicurazioni  sociali  (UFAS, 
CIIAI), è quindi giunto a conclusioni logiche e motivate in merito alla sua 
piena capacità di lavoro (100%) quale casalinga.

10.4 G._______  non  ha  dunque  diritto  ad  una  rendita  dell'assicurazione 
svizzera per l'invalidità. Il ricorso deve quindi essere respinto e l'impugnata 
decisione confermata.

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Il  ricorso  è  respinto  e  la  decisione  impugnata  del  27  marzo  2006  è 
confermata.

2. Non si prelevano spese processuali. Non vengono assegnate indennità per 
spese ripetibili.

3. Comunicazione: 

- al rappresentante della ricorrente (raccomandata A/R),

- all'autorità inferiore (n. di rif. _______),

- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali.

Rimedi di diritto:
Questa sentenza può essere impugnata entro 30 giorni dalla notifica innanzi al Tribunale federale, 
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna (cfr. art. 42, 48, 100 della legge federale del 17 giugno 2005 
sul Tribunale federale, LTF, RS 173.110).

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Paola Carcano

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