# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 93bcd1df-d839-5819-9fab-04bd781de197
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.04.2010 D-2196/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2196-2010_2010-04-08.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2196/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 8  a p r i l e  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Gabriela Freihofer;
cancelliera Lydia Lazar Köhli.

A._______, nato il (...),
Nigeria,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 1° aprile 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2196/2010

Visto:

la  domanda d'asilo  che  l'interessato  ha inoltrato  il  6  marzo 2010  in 
Svizzera,

il documento che l'UFM ha consegnato, letto e spiegato al richiedente 
in  data  15 marzo  2010  (cfr.  act.  A5)  e  mediante  il  quale  l'ha  reso 
attento circa la necessità di  consegnare,  entro le 48 ore successive 
all'inoltro della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con 
comminatoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi  
scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo,

i  verbali  d'audizione del  15 marzo 2010 (di  seguito verbale 1)  e del 
1° aprile 2010 (di seguito verbale 2),

il  verbale  della  decisione  dell'UFM  del  1° aprile  2010,  notificata 
oralmente (cfr. avviso di notifica e di ricevuta sottoscritto dal ricorrente, 
act. A12),

il  ricorso  inoltrato  al  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  il 
2 aprile 2010  (cfr. timbro del  plico  raccomandato)  contro  la  precitata 
decisione dell'UFM,

la copia dell'incarto dell'UFM pervenuta al TAF via fax il 6 aprile 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei  
considerandi che seguono, 

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 
art. 83 lett. d LTF), 

Pagina 2

D-2196/2010

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa, 

che,  per  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  tendente  alla 
concessione dell'asilo è inammissibile,

che,  nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e 
dell'art. 52 PA, nonché dell'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi  
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della decisione impugnata; che se le parti utilizzano un'altra lingua, il  
procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano,

che, nell'ambito delle audizioni sui  fatti,  l'interessato ha dichiarato di 
essere cittadino nigeriano di etnia (...) e di essere nato a B._______, 
dove  sarebbe  vissuto  fino  all'età  di  undici  anni,  quando  si  sarebbe 
trasferito  ad  C._______;  che,  in  seguito,  sarebbe  vissuto  ad 
C._______ fino all'espatrio, avvenuto il (...),

che egli  ha  dichiarato  di  avere  lasciato  il  suo Paese d'origine per  il 
timore  di  essere  ucciso  da  persone  di  religione  musulmana,  che  lo 
avrebbero scambiato per suo fratello gemello, il quale avrebbe ucciso 
un  musulmano  durante  gli  scontri  avvenuti  a  Jos  tra  musulmani  e 
cristiani a fine novembre 2008,

che l'interessato ha affermato di  avere lasciato la  Nigeria  in  auto in 
direzione  del  D._______,  dove  avrebbe  trascorso  otto  mesi  e  dove 
avrebbe conosciuto una persona che gli  avrebbe pagato il viaggio in  
aereo fino in Italia; che egli avrebbe poi trascorso tre o quattro mesi in 
detto Paese, prima di raggiungere la Svizzera in treno,

che  il  ricorrente  ha  dichiarato  di  avere  viaggiato  dal  D._______  in 
E._______ provvisto di documenti falsi portanti le sue generalità, che il 

Pagina 3

D-2196/2010

passatore avrebbe sempre tenuto con sé e trattenuto una volta giunti a 
destinazione,

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità,

che nel verbale della decisione impugnata del 1° aprile 2010 l'UFM ha 
sottolineato,  da  un  lato,  che  il  richiedente  non  ha  consegnato  alle 
autorità competenti in materia d'asilo nessun documento d'identità o di  
viaggio  suscettibile  d'identificarlo,  e,  dall'altro  lato,  ha  stabilito  che 
nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 al. 3 LAsi è realizzata nel 
caso di specie, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Nigeria  siccome  lecita, 
esigibile e possibile, 

che,  nel  ricorso,  l'insorgente,  richiamati  i  fatti  già  esposti  in  sede di  
audizione,  contesta  che  nel  caso  concreto  non  sussitano  motivi 
scusabili  ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi; che, in tale contesto, 
egli  dichiara di non avere mai posseduto un passaporto o una carta 
d'identità in Patria e che gli sarebbe stato impossibile fare alcunchè al 
fine  di  procurarsi  un  qualsivoglia  documento  entro  il  breve  termine 
impartitogli  di  48 ore; che, inoltre, egli  contesta che nella  fattispecie 
non  ricorrano  i  presupposti  dell'art. 32  cpv.  3  lett.  c  LAsi  circa  la 
necessità  di  ulteriori  chiarimenti  per  l'accertamento  della  qualità  di  
rifugiato  o  dell'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione 
dell'allontanamento:  che  egli,  infatti,  avrebbe  esposto  i  suoi  motivi 
d'asilo,  peraltro  a  mente  sua  verosimili,  in  maniera  dettagliata, 
sostanziata e coerente e la  sua vita  sarebbe in gravissimo pericolo; 
che,  infine,  l'insorgente  chiede,  nel  caso  in  cui  non  gli  venisse 
concesso  l'asilo,  che  il  suo  allontanamento  sia  ritenuto 
ragionevolmente inesigibile, in quanto egli non potrebbe fare rientro in 
Nigeria,

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua domanda d'asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell'asilo o 
dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda 

Pagina 4

D-2196/2010

di  dispensa  dal  versamento  di  un  anticipo  corrispondente  alle 
presumibili spese processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono  
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c), 

che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (Decisioni del Tribunale amministrativo federale [DTAF] 
2007/7 consid. 6), 

che, nel caso concreto, l'insorgente fino ad oggi non ha esibito alcun 
documento che adempia i criteri testé menzionati,

che, in merito all'asserito viaggio d'espatrio, egli ha dichiarato di avere 
conosciuto  una  persona  in  D._______,  che  gli  avrebbe  –  a  titolo 
puramente gratuito – finanziato il  viaggio in aereo fino in E._______ 
procurato  dei  documenti  falsi; che,  benchè tali  documenti  fossero,  a 
suo dire, sempre stati nelle mani di tale persona, egli è stato in grado 
di indicare che le generalità ivi figuranti corrispondessero alle sue; che 
egli  dapprima  non  ha  saputo  indicare  il  luogo  di  atterraggio  in 
E._______  (cfr. verbale  1  pag.  6),  per  poi,  invece,  indicare 
chiaramente F._______ (cfr. verbale 2 pag. 8/D87); che anche per quel 
che concerne la data ed il luogo di partenza del viaggio, la compagnia 
aerea  e  la  data  dell'atterraggio  l'insorgente  non  ha  fornito  alcuna 
risposta (cfr. verbale 1 pag. 1 e verbale 2 pag. 8/D79 e 85); che egli ha 

Pagina 5

D-2196/2010

inoltre dichiarato di non avere mai dovuto pagare nulla per il viaggio 
intrapreso (cfr. ibidem pag. 8/D82); che non plausibile risulta altresì il  
fatto che egli non abbia saputo indicare il suo luogo di permanenza in 
E._______,  adducendo  di  avere  trascorso  tre  o  quattro  mesi 
riunchiuso  in  una  stanza,  che  non  avrebbe  mai  abbandonato  (cfr. 
verbale 1 pag. 2 e verbale 2 pag. 9/D92), 

che le indicazioni dell'insorgente in merito al viaggio intrapreso ed alle  
sue modalità risultano pertanto vaghe, inattendibili e non corroborate 
da  elementi  descrittivi  concreti  che  ne  supporterebbero  la 
verosimiglianza,

che, pertanto, codesto Tribunale ritiene che il ricorrente non può avere 
viaggiato nelle circostanze descritte, 

che, peraltro, il ricorrente avrebbe avuto più di due settimane di tempo 
tra l'audizione sulle generalità, in cui egli è stato messo a conoscenza 
del  dovere  di  versare  agli  atti  documenti  d'identità,  e  la  seconda 
audizione,  per  lo  meno per  avviare  tentativi  al  fine  di  procurarsi  dei 
documenti d'identità, rimanendo invece del tutto inattivo in tal senso ed 
adducendo  di  non  avere  potuto  fare  nulla  in  tal  senso  perchè  non 
avrebbe mai posseduto dei documenti oltre alla tessera di calciatore, 
rispettivamente  di  essersi,  in  Patria,  sempre  identificato  oralmente 
dinanzi  alle  autorità  e  di  volerlo  fare  anche  in  Svizzera,  e  di  avere 
riconsegnato  i  documenti  al  passatore  una  volta  giunto  in  Europa 
(cfr. verbale 2 pag. 2/D5-12),

che, d'altronde, non soccorrono l'insorgente le stereotipate allegazioni 
ricorsuali  secondo  cui  gli  sarebbe  impossibile  farsi  pervenire  dei 
documenti visto che non ne avrebbe mai posseduti (cfr. ricorso pag. 2),  
in  quanto  tali  affermazioni  non rappresentano dei  motivi  scusabili  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi;

che  il  ricorrente  non  ha  quindi  effettuato  seri  e  concreti  sforzi  che 
avrebbero potuto avere esito favorevole per l'invio dei suoi documenti,  
ciò  che  costituisce  un'ulteriore  conferma  della  dissimulazione  dei 
documenti  da  parte  sua,  ritenuto  che,  di  regola,  chi  ne  è  già  in 
possesso  e  si  limita  a  dissimularli,  non  intraprende  alcunché  di 
concreto per procurarsene di nuovi, 

che, vista l'inverosimiglianza delle modalità del viaggio intrapreso dal 
ricorrente  nonché  l'inconsistenza  ed  inattendibilità  delle  sue 

Pagina 6

D-2196/2010

dichiarazioni  circa il  possesso di  documenti  d'identità,  v'è  ragione di 
concludere che egli dissimuli i suoi documenti d'identità per i bisogni  
della causa, 

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile, 

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente, 

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il  
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di  
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5), 

che l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente di essere espatriato per  
sfuggire  a  persone  di  religione  musulmana  che,  erroneamente,  lo 
crederebbero l'autore dell'omicidio commesso da suo fratello gemello,

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto a quella di cui all'impugnata decisione,

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che, a guisa d'esempio, il  ricorrente ha reso versioni discordanti  per 
quel  che  riguarda  il  decesso  dei  genitori  (fatto  risalire  dapprima  al 

Pagina 7

D-2196/2010

28 novembre  2008  [cfr. verbale  1  pag. 3]  e  poi,  in  un'altra  versione 
resa  poco  dopo,  al  30  novembre  2008  [cfr.  ibidem  pag.  5], 
rispettivamente al "29 o 30" novembre 2008 [cfr. verbale 2 pag. 4/D33-
34]);  che durante  il  racconto  spontaneo in  sede di  prima audizione, 
egli, da un lato, esponendo i vari episodi che lo avrebbero portato ad 
espatriare,  ha  indicato  con  precisione  date  di  arrivo  e  durata  dei 
soggiorni  a  B._______ (arrivo  da C._______ il  10  dicembre 2008  e 
soggiorno presso un amico di due giorni) e G._______ (soggiorno di 8 
giorni),  ma, dall'altro lato, non è stato in grado di  dare una risposta 
esatta  circa  la  data  del  suo  espatrio  (cfr.  verbale  1  pag.  5);  che, 
tuttavia, poco prima, egli aveva indicato la partenza dalla Nigeria come 
avvenuta il (...) (cfr. ibidem pag. 1); che confrontato con tali divergenze, 
egli si è limitato a contestare la versione resa inizialmente (cfr. ibidem 
pag. 5); che, del resto, in sede di seconda audizione, egli ha reso due 
ulteriori versioni a tal proposito, indicando di non ricordare quando, nel 
2009, egli  avrebbe lasciato C._______ (cfr. verbale 2 pagg. 3-4/D26-
27),  rispettivamente  quando  avrebbe  lasciato  la  Nigeria  (cfr.  ibidem 
pag.  4/D29);  che  anche  per  quel  che  riguarda  la  data  dell'omicidio 
commesso  dal  fratello  l'insorgente  non  è  stato  in  grado  di  rendere  
versioni  concordanti  (cfr.  verbale  1  pag.  5:"Il  2  dicembre  2008"  e 
verbale 2 pag. 5/D43: "Non lo so"); che il suo comportamento stupisce 
e non risulta logico per diversi aspetti, come ad esempio per il fatto di 
non  avere  voluto,  prima  di  decidere  di  spostarsi  a  G._______, 
accertarsi del decesso di genitori  e sorelle, rispettivamente appurare 
la veridicità di quanto riferitogli da un amico, o, per quel che concerne  
le asserite minacce da parte di musulmani, di non avere denunciato i 
fatti  alle  autorità,  rispettivamente  non  aver  cercato  il  contatto  con 
quest'ultime al fine di dimostrare l'equivoco circa la sua identità,

che,  di  conseguenza,  v'è  ragione  di  concludere  alla  manifesta 
inverosimiglianza dei motivi d'asilo addotti dal ricorrente, 

che, peraltro, non vi  è motivo di  ritenere che il  ricorrente non possa 
ottenere  dalle  autorità  in  Nigeria,  se  opportunamente  sollecitate, 
un'appropriata  protezione  statale  contro  l'eventuale  futuro  agire 
illegittimo di terzi nei suoi confronti, 

che, nel gravame, l'insorgente, rievocati i motivi già esposti in sede di 
audizione,  non  ha  contestato  o  apportato  chiarimenti  alle 
contraddizioni rettamente rilevate dall'UFM, limitandosi a definire i suoi  

Pagina 8

D-2196/2010

motivi  d'asilo  verosimili  e  ad  allegare  che  la  sua  vita  sarebbe  in 
gravissimo pericolo,

che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  come 
inverosimili,  con  riferimento  all'art.  32  cpv.  3  lett.  b  LAsi,  le 
dichiarazioni rese dal ricorrente,

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi  da cui  dedurre la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  Sentenza  del  Tribunale 
amministrativo  federale  E-423-2009  dell'8  dicembre  2009  consid.  8, 
destinata alla pubblicazione), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20)  o esporre il  ricorrente  in  Patria  al  rischio reale  ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105),

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi  dell'art. 
32 cpv. 2 lett. a LAsi,

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 

Pagina 9

D-2196/2010

Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1;  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2001 n. 21),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20);  
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr),

che,  inoltre,  la  situazione  vigente  in  Nigeria  non  è,  notoriamente, 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio 
nazionale,

che,  quanto  alla  situazione  personale  dell'insorgente,  egli  è  tuttora 
giovane ed ha frequentato (...) anni di scuola elementare  (cfr. verbale 
1  pag.  3);  che,  vista  l'inverosimiglianza  del  suo  racconto,  non  vi  è 
motivo per escludere che, in Patria, egli disponga ancora per lo meno 
dei genitori e delle sorelle; che, inoltre, l'insorgente è in buona salute; 
che, infatti, non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di  
salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria 
(cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli atti di 
causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi  
medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  infine,  non risultano impedimenti  neppure dal  profilo  della  pos-
sibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv.  2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4  LAsi);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque 
pure possibile,

Pagina 10

D-2196/2010

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili  
spese processuali è divenuta senza oggetto,

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente) 

Pagina 11

D-2196/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presenta sentenza. 

3.
Comunicazione a:

- ricorrente, tramite il  Centro di registrazione e procedura di Chiasso 
(Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e procedura di Chiasso (via fax, per 
l'incarto N [...], con preghiera di notificare la sentenza al ricorrente e 
di  ritornare  l'avviso  di  ricevimento  allegato  al  Tribunale 
amministrativo federale)

- H._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Lydia Lazar Köhli

Data di spedizione: 

Pagina 12