# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 27e7de31-f906-5038-a732-7d3a1bf2ac82
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.04.2010 C-1094/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1094-2008_2010-04-28.pdf

## Full Text

Corte II I
C-1094/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 8  a p r i l e  2 0 1 0

Giudice Vito Valenti, giudice unico,
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
29 gennaio 2008).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-1094/2008

Fatti:

A.
Il  29  gennaio  2008,  l'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE) ha deciso di erogare in favore di  
A._______ – cittadino italiano, nato l'(...),  coniugato (da gennaio del 
1985 [cfr. doc. AVS 12]) e padre di una figlia nata nel 1986 (cfr. doc. 
AVS 3) – una rendita intera dell'assicurazione svizzera per l'invalidità a 
decorrere dal 1° febbraio 2005. La rendita di un importo mensile di fr.  
269.--  dal  1°  febbraio  2005  al  31  dicembre  2006  e  di  fr. 276.--  dal 
1° gennaio  2007  è  stata  calcolata  in  base  ad  una  durata  di 
contribuzione  di  6  anni  e  1  mese,  un  reddito  annuo  medio  di 
fr. 10'320.-- dal 1° febbraio 2005 e di fr. 10'608.-- dal 1° gennaio 2007 
ed una scala delle rendite 11 (doc. AI 38 e 38.1 nonché doc. AVS 16).

B.
Il  18  febbraio  2008,  l'interessato  ha  interposto  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  contro  la  decisione  dell'UAIE  del 
29 gennaio  2008  mediante  il  quale  ha  chiesto,  sostanzialmente,  il 
versamento di una rendita intera d'invalidità di un importo mensile più 
elevato "forse"  a  far  tempo  dal  2003.  Ha  in  particolare  segnalato 
d'avere pagato contributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia, i 
superstiti e l'invalidità dal 1974 al 1984 (doc. TAF 1).

C.
Nella  risposta  al  ricorso  del  7  aprile  2008,  l'autorità  inferiore  ha 
proposto la reiezione del ricorso. In virtù dei rapporti medici dell'agosto 
ed ottobre 2007 (doc. AI 31 e 33), ha ritenuto il  ricorrente inabile al 
lavoro  nella  misura  del  100%  in  qualsiasi  attività  a  far  tempo  dal 
5 novembre  2002.  L'assicurato  avendo  tuttavia  presentato  la  sua 
domanda di rendita d'invalidità svizzera solo il 15 febbraio 2006 (doc.  
AI  2) – più di  dodici  mesi dopo l'inizio, il  5 novembre 2003, del  suo 
diritto a tale rendita – secondo l'UAIE le prestazioni potevano essere 
assegnate  soltanto  per  i  dodici  mesi  precedenti  la  richiesta  (art.  48 
cpv. 2 LAI), ossia a partire dal 1° febbraio 2005. L'autorità inferiore ha  
infine precisato che l'importo mensile della rendita è stato calcolato in 
base ad una durata di  contribuzione di  6  anni  e  1  mese, alla  scala 
delle rendite 11 (anni di contribuzione degli assicurati della sua classe 
di età: 24 anni; anni interi di contribuzione dell'interessato: 6 anni) e ad 
un  reddito  annuo  medio  di  fr.  10'320.--  dal  1° febbraio  2005  e  di 
fr. 10'608.--  dal  1°  gennaio  2007.  Ne  discende  una  rendita  intera 

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d'invalidità  di  fr. 269.--  mensili  dal  1°  febbraio  2005  e  di  fr.  276.-- 
mensili dal 1° gennaio 2007 (doc. TAF 3).

D.
Con provvedimento del 10 aprile 2008 (notificato il 16 aprile 2008; doc. 
TAF 5 [avviso di ricevimento]), il Tribunale amministrativo federale ha 
concesso  al  ricorrente  la  facoltà  di  pronunciarsi  in  merito  alle 
osservazioni  dell'autorità  inferiore  (doc.  TAF  4),  facoltà  di  cui 
l'insorgente non ha fatto uso.

E.
Con decisione incidentale del  6 giugno 2008 (notificata il  10 giugno 
2008; doc. TAF 7 [avviso di ricevimento], questo Tribunale ha invitato il 
ricorrente a versare, nel termine di 30 giorni dalla notificazione della 
decisione incidentale medesima, un anticipo di  fr. 300.--  a copertura 
delle  presumibili  spese  processuali.  L'anticipo  è  stato  versato  il  
23 giugno 2008 (doc. TAF 6 a 8).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b  della 
legge  federale  del  19 giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità 
(LAI, RS 831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della 
legge  federale  del  20 dicembre 1968  sulla  procedura amministrativa 
(PA,  RS  172.021),  rese  dall'Ufficio  AI  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero.

1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 

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per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.4 Presentato  da  una  parte  direttamente  toccata  dalla  decisione  e 
avente un interesse degno di  protezione al  suo annullamento o alla 
sua modifica (art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e 
rispettoso dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 
PA) – è pertanto ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del  
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 

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europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

3.

3.1 Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo  
prevedano.

3.2 Dal profilo  temporale sono applicabili  le disposizioni  in vigore al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  che  deve  essere 
valutato giuridicamente  o che produce conseguenze giuridiche (DTF 
130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF 129 V 1 consid. 
1.2). Ne discende che si applicano, da un lato, le norme materiali  in 
vigore fino al 31 dicembre 2007, per quanto attiene allo stato di fatto 
realizzatosi  fino  a  tale  data,  mentre  dall'altro  lato,  e  per  il  periodo 
successivo, le nuove norme della 5a revisione della LAI (cf. DTF 130 V 
1 consid. 3.2 per quanto concerne le disposizioni formali della LPGA, 
immediatamente applicabili  con la  loro  entrata  in  vigore). Peraltro,  e 
per  l'esame  del  diritto  eventuale  a  una  rendita,  l'applicazione  delle 
nuove norme della 5a revisione della LAI per il periodo dal 1° gennaio 
al 29 gennaio 2008 (data della decisione impugnata) non risulterebbe 
più favorevole al ricorrente (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo 
federale  C-1224/2008 del  28 gennaio  2010 consid. 2.2).  Pertanto,  e 
salvo indicazione contraria, di seguito è fatto riferimento alle norme in  
vigore fino al 31 dicembre 2007.

4.
L'oggetto litigioso nella presente procedura ricorsuale è costituito dalla 
questione  di  sapere  se  la  rendita  intera  d'invalidità  debba  essere 
versata,  o  meno,  al  ricorrente  a  far  tempo  dal  2003  e  se  il  calcolo 
dell'importo mensile della prestazione effettuato dall'autorità inferiore 
sia, o meno, corretto.

5.

5.1 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI,  in  vigore  dal  1°  gennaio  2004 
l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il  
40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà,  a tre 
quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno il  60% e  ad  una  rendita 

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intera se è invalido per almeno il 70%. Il diritto alla rendita, secondo 
l'art.  29  cpv. 1  lett.  b  LAI,  nasce,  il  più  presto,  nel  momento  in  cui  
l'assicurato è stato per un anno senza notevoli interruzioni, incapace al 
lavoro per almeno il 40% in media.

5.2 In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (prima frase) precisa 
che,  se  l'assicurato  si  annuncia  più  di  dodici  mesi  dopo  l'inizio  del 
diritto, le prestazioni sono assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti 
la richiesta. Le prestazioni sono assegnate per un tempo anteriore (e 
retroattivamente al massimo per i cinque anni precedenti la domanda 
ai sensi dell'art. 24 cpv. 1 LPGA) se l'assicurato non poteva conoscere 
i  fatti  motivanti  il  diritto  e  presenta  la  richiesta  entro dodici  mesi  da 
quando ne ha avuto conoscenza (art. 48 cpv. 2 LAI [seconda frase]).

5.3 L'autorità inferiore, ha considerato, da un lato, che il ricorrente è 
invalido  nella  misura  del  100%  per  qualsiasi  attività  lucrativa  a  far 
tempo dal 5 novembre 2002 (doc. AI 31 e 33; v. anche doc. AI 34) e, 
dall'altro lato, che il suo diritto alla rendita intera d'invalidità è nato il 5  
novembre 2003. Tuttavia, ritenuto come la richiesta di rendita è stata 
presentata il 15 febbraio 2006 (doc. AI 2), la rendita intera d'invalidità 
poteva essere  versata solo  a  partire  dal  1°  febbraio  2005,  ossia 12 
mesi precedenti la presentazione della domanda giusta l'art. 48 cpv. 2 
LAI (prima frase). 

5.4

5.4.1 Nel ricorso, il ricorrente fa valere, in modo altresì generico, che 
"forse"  ha  diritto  al  versamento  retroattivo  della  rendita  intera 
d'invalidità  a  far  tempo  dal  2003.  Egli  appare  pertanto  richiamare 
l'ipotesi di cui alla seconda frase dell'art. 48 cpv. 2 LAI.

5.4.2 Secondo la giurisprudenza, l'art. 48 cpv. 2 seconda frase LAI si 
applica  allorquando  l'assicurato  non  sapeva  né  poteva  sapere  che 
subiva,  in  ragione di  una malattia  fisica o psichica,  una diminuzione 
della capacità di guadagno in misura sufficiente a conferirgli il diritto a 
delle prestazioni. Questa disposizione non concerne per contro il caso 
in cui l'assicurato conosceva tali fatti, ma ignorava che davano diritto a 
una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera (cfr., sulla questione, 
la sentenza del Tribunale federale 9C_670/2009 dell'11 dicembre 2009 
consid. 2 e relativi riferimenti).

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5.4.3 Dagli  atti  di  causa  appare  che  l'insorgente,  al  più  tardi  al  
momento  della  presentazione  della  sua  domanda  di  una  rendita 
d'invalidità  in Italia,  era perfettamente cosciente del  fatto che le  sue 
condizioni  di  salute  fisiche  e/o  psichiche  gli  conferivano  il  diritto  di  
ottenere delle prestazioni assicurative. Basti qui rilevare che in sede di 
ricorso ha egli  stesso allegato  che “mi  son detto  se  sono pazzo mi 
diano la pensione, già che non posso più lavorare, e così è stato” (cfr.  
gravame  del  18  febbraio  2008  pag.  3;  doc.  TAF  1).  In  Italia  una 
domanda per  una pensione d'invalidità  è stata  presentata  nel  2002, 
l'insorgente  ha  dovuto  sottoporsi  a  due  visite  mediche  e  lo  stesso 
percepisce  una  rendita  dal  2003  (doc. AI  5  e  6).  Ciò  nondimeno la 
richiesta di una rendita all'assicurazione svizzera per l'invalidità è stata 
formulata  solo  nel  febbraio  del  2006  (doc.  AI  2).  A  tal  proposito,  il 
ricorrente ha precisato “essendo che in Svizzera avevo versato 10 anni 
di  contributi,  i  sindacati  mi  hanno detto che potevo fare domanda di 
pensione”  (cfr.  gravame  del  18  febbraio  2008  pag.  3;  doc.  TAF 1). 
Tuttavia,  il  fatto  che  l'insorgente  ignorasse  di  avere  diritto  ad  una 
rendita  d'invalidità  in  Svizzera  non  permette,  secondo  la 
giurisprudenza, né l'applicazione dell'art. 48 cpv. 2 seconda frase LAI 
né,  conseguentemente,  il  riconoscimento di  un diritto  al  versamento 
retroattivo,  a  decorrere  dal  2003,  della  rendita  d'invalidità  svizzera 
accordata  all'insorgente  medesimo  (cfr.  la  già  citata  sentenza  del 
Tribunale federale 9C_670/2009).

5.5 In  conclusione,  la  censura ricorsuale,  manifestamente  infondata, 
non merita tutela e la decisione impugnata va confermata su questo 
punto. In  altri  termini,  è  a  giusta  ragione,  conto  tenuto  dell'insieme 
delle  circostanze  del  caso  di  specie,  che  l'autorità  inferiore  ha 
considerato  che  la  rendita  intera  accordata  al  ricorrente  andava 
versata a decorrere dal  1°  febbraio 2005 (art. 48 cpv. 2 prima frase 
LAI).

6.

6.1 Secondo l'art. 36 cpv. 1 LAI, hanno diritto alle rendite ordinarie gli 
assicurati  legittimati  alla rendita che, quando l'invalidità si  manifesta, 
hanno pagato i contributi per almeno un anno intero. Le disposizioni 
della  legge  federale  del  20  dicembre  1946  sull'assicurazione  per  la 
vecchiaia  e  per  i  superstiti  (LAVS,  RS  831.10)  sono  applicabili  per  
analogia al calcolo delle rendite ordinarie (art. 36 cpv. 2 LAI). Peraltro,  
ai  sensi  dell'art.  30bis LAVS  e  dell'art.  53  cpv.  1  dell'ordinanza  del 

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31 ottobre  1947  sull'assicurazione  per  la  vecchiaia  e  i  superstiti 
(OAVS, RS 831.101), per il calcolo delle rendite, l'Ufficio federale delle 
assicurazioni  sociali  allestisce  tavole  delle  rendite  il  cui  uso  è 
obbligatorio. 

6.2 Giusta l'art. 29bis cpv. 1 LAVS, il calcolo della rendita è determinato 
dagli  anni  di  contribuzione,  dai  redditi  dell'attività  lucrativa  nonché 
dagli  accrediti  per  compiti  educativi  o  d'assistenza  tra  il  1°  gennaio 
successivo alla  data in cui  l'avente diritto ha compiuto i  20 anni e il 
31 dicembre che precede l'insorgere dell'evento assicurato.

6.3

6.3.1 L'art.  29  cpv.  2  LAVS  precisa  che  le  rendite  ordinarie  sono 
assegnate in forma di rendite complete agli  assicurati che hanno un 
periodo di contributo completo e di rendite parziali agli assicurati che 
hanno un periodo di  contributo incompleto. Il  periodo di  contributo è 
completo  se  una  persona  presenta  lo  stesso  numero  di  anni  di 
contribuzione degli assicurati della sua classe di età (art. 29 ter cpv. 1 
LAVS). Sono considerati anni di contribuzione i periodi durante i quali 
una persona ha pagato i contributi,  durante i quali  il  suo coniuge ha 
versato  almeno  il  doppio  del  contributo  minimo  e  durante  i  quali  
possono  essere  computati  accrediti  per  compiti  educativi  o 
d'assistenza (art. 29ter cpv. 2 LAVS). Quando la durata di contribuzione 
è  incompleta  ai  sensi  dell'art.  29 ter LAVS,  i  periodi  di  contribuzione 
compiuti prima del 1° gennaio che segue il compimento dei venti anni, 
sono computati ai fini di colmare successive lacune contributive (art. 
52b OAVS).

6.3.2 Per ogni assicurato obbligato a pagare i contributi, è tenuto un 
conto individuale, sul quale sono annotate le indicazioni necessarie al  
calcolo delle rendite ordinarie (art. 30 ter cpv. 1 LAVS). L'art. 140 cpv. 1 
lett. d ed e OAVS stabilisce che la registrazione nel conto individuale 
dell'assicurato  comprende  l'anno  di  contribuzione  e  la  durata 
contributiva  in  mesi  nonché  il  reddito  annuo  in  franchi.  Peraltro,  ai  
sensi dell'art. 141 cpv. 3 OAVS, se non è domandato nessun estratto 
del conto o nessuna rettificazione, o se la richiesta di rettificazione è 
stata  respinta,  la  rettificazione  delle  registrazioni  fatte  nel  conto 
individuale può essere richiesta, al momento in cui si verifica l'evento 
assicurato, soltanto quando gli  errori  di  registrazioni siano evidenti  o 
debitamente provati (DTF 130 V 335 consid. 4.1).

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6.3.3 Secondo  giurisprudenza,  per  motivi  legati  alla  sicurezza  del 
diritto,  occorre  mostrarsi  severi  in  materia  di  apprezzamento  delle 
prove se un assicurato sostiene, a distanza di molti anni, in occasione 
di una lite vertente sulle modalità di calcolo delle prestazioni (DFT 117 
V  261  consid.  3  e  relativi  riferimenti),  di  avere  esercitato  un'attività 
lavorativa soggetta all'obbligo di  contribuzione durante un periodo di 
tempo  non  considerato  nel  conteggio  della  rendita  (DTF  107  V  12 
consid. 2a).  Tuttavia,  la  regola  in  tema di  prova  indicata  all'art.  141 
cpv. 3 OAVS non esclude l'applicazione del principio inquisitorio, che 
per l'amministrazione – e in caso di ricorso per l'autorità giudiziaria – 
comporta  l'obbligo  di  accertare  d'ufficio,  di  propria  iniziativa  e 
indipendentemente  dalle  allegazioni  delle  parti,  i  fatti  rilevanti  (DTF 
117 V 261 consid. 3b), fermo restando tuttavia l'obbligo di collaborare 
della parte stessa, che in questo ambito risulta accresciuto (DTF 117  
V  261  consid. 3d;  sentenza  del  Tribunale  federale  H  193/04  dell'11 
gennaio  2006  consid.  2).  Indagini  presso  il  datore  di  lavoro  si 
impongono in particolare in presenza di indicazioni concrete e credibili 
(DTF 117 V 261 consid. 4b). Peraltro, nell'ambito delle  assicurazioni 
sociali,  non esiste il  principio secondo il  quale l'amministrazione o il  
giudice devono statuire, nel dubbio, in favore dell'assicurato (DTF 126 
V  319  consid.  5a;  sentenza  del  Tribunale  federale  U  97/05  del  17 
novembre  2006  consid.  5.3).  La  rettificazione  del  conto  individuale 
comprende tutta la durata di contribuzione, pertanto pure gli anni per i  
quali il pagamento di contributi è prescritto ai sensi dell'art. 16 cpv. 1 
LAVS. In particolare,  l'art. 30 ter cpv. 2  LAVS prevede che i  redditi  di 
un'attività  lucrativa,  ottenuti  da  un  lavoratore  e  dai  quali  il  datore  di  
lavoro  ha  trattenuto  i  contributi  legali,  sono  annotati  nel  conto 
individuale, anche se il datore di lavoro non ha versato i contributi alla 
cassa  di  compensazione.  Tale  disposizione  si  applica  anche 
allorquando è apportata la prova che il datore di lavoro ed il lavoratore  
hanno concluso una convenzione di salario netto, mediante la quale le 
parti hanno convenuto che i contributi alle assicurazioni sociali sono a 
carico  esclusivamente  del  datore  di  lavoro  (DTF 130  V  335 consid.  
4.1).

6.4 Secondo l'estratto  del  conto  individuale  della  Cassa  svizzera  di 
compensazione,  il  ricorrente  ha  lavorato  in  Svizzera  negli  anni  dal 
1977 al 1984 (doc. AVS 16.1). Il medesimo ha certo affermato, in sede 
di  ricorso,  d'avere  pagato  i  contributi  in  Svizzera  dal  1974  al  1984. 
Tuttavia, non ha manifestamente esibito prove suscettibili di dimostrare 
il  versamento  di  contributi  per  gli  anni  dal  1974  al  1976.  Non  ha 

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neppure fornito  indizi  seri  e  concreti  atti  a  giustificare l'effettuazione 
d'ulteriori  accertamenti  d'ufficio  da  parte  di  questo  Tribunale.  Per 
quanto  attiene  al  periodo  contestato  (1974-1976)  l'insorgente  si  è 
limitato  a  mere  asserzioni  non  corroborate  da  alcun  elemento  della 
benché minima consistenza (cfr. altresì  l'art. 3 cpv. 2 lett. a LAVS in 
combinazione  con  l'art.  12  cpv.  1  LAVS  riguardo  agli  obblighi 
contributivi del ricorrente e di un eventuale datore di lavoro negli anni 
1974 e 1975; le esibite cedole di versamento alla Cassa cantonale di  
compensazione AVS/AI/IPG [doc. AVS 14] concernono peraltro gli anni 
1981 a 1984).

6.5 In conclusione, a giusta ragione l'UAIE ha considerato – in  virtù 
delle  risultanze  processuali,  non  sussistendo  i  presupposti  per 
l'espletamento d'ulteriori indagini d'ufficio – che l'insorgente ha pagato 
i contributi AVS da gennaio a marzo del 1977 nonché da settembre del 
1978 a giugno del 1984 (cfr. estratto del conto individuale della Cassa 
svizzera  di  compensazione;  doc.  AVS 16.1;  v. anche  doc. AVS 16). 
Anche  su  questo  punto  il  ricorso,  manifestamente  destituito  di 
fondamento, non merita tutelea.

6.6 L'autorità inferiore ha quindi correttamente ritenuto che il periodo 
contributivo  dell'insorgente  è  di  6 anni  e  1  mese.  Tale  periodo 
contributivo è incompleto, gli  assicurati della sua classe di età (anno 
1958) avendo in effetti contribuito per un periodo massimo di 24 anni 
fino al 2003 (tabelle delle rendite 2003 pag. 7), anno in cui è nato il  
diritto  dell'insorgente  ad  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità.

6.6.1 Giusta  l'art. 38  cpv. 1 LAVS, la  rendita  parziale  corrisponde a 
una  frazione  della  rendita  completa.  Per  il  calcolo  della  frazione,  è 
determinante il  rapporto arrotondato tra il  numero degli anni interi  di 
contribuzione dell'assicurato e quello degli assicurati della sua classe 
di età (art. 38 cpv. 2 LAVS). Il periodo contributivo di 6 anni e 1 mese 
del ricorrente corrisponde pertanto ad un periodo contributivo di 6 anni  
completi. Le tabelle delle rendite 2003 prevedono che al rapporto fra i  
6  anni  interi  di  contribuzione  dell'insorgente  ed  i  24  anni  di 
contribuzione degli  assicurati  della sua classe di età è applicabile la  
scala delle rendite 11 (tabelle delle rendite 2003 pag. 10).

6.6.2 L'importo  della  rendita  dell'insorgente  deve  quindi  essere 
determinato in base ad una scala delle rendite 11 ed in funzione del 
suo reddito annuo medio. Peraltro, il  ricorrente non ha contestato gli 

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ulteriori elementi del calcolo della rendita (scala delle rendite, reddito 
annuo  medio,  fattore  di  rivalutazione)  come  effettuato  dall'autorità 
inferiore, calcolo dal quale questo Tribunale non ha motivo di scostarsi  
d'ufficio.

6.7 Giova  tutt'al  più  soggiungere  che  il  reddito  annuo  medio  si 
compone dei redditi risultanti da un'attività lucrativa, degli accrediti per 
compiti educativi e degli accrediti per compiti d'assistenza (art. 29quater 

LAVS). La somma dei redditi dell'attività lucrativa è rivalutata, di regola 
ogni  due  anni  all'inizio  dell'anno  civile,  in  funzione  dell'indice  delle  
rendite, che corrisponde alla media aritmetica dell'indice dei salari  e 
dell'indice nazionale dei prezzi al consumo (art. 30 cpv. 1 e 33 ter cpv. 1 
e  2  LAVS).  La  somma  dei  redditi  rivalutati  derivanti  da  un'attività 
lucrativa e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali sono divisi  
per il numero di anni di contribuzione (art. 30 cpv. 2 LAVS).

6.7.1 Secondo l'estratto del conto individuale della Cassa svizzera di 
compensazione, i redditi derivanti da un'attività lucrativa conseguiti dal 
ricorrente negli anni dal 1977 al 1984 ammontano a fr. 50'996.-- (9'031 
+ 3'842 + 12'602 + 15'397 + 2'700 + 2'500 + 3'674 + 1'250) (doc. AVS 
16.1;  v. anche  doc.  AI  38).  Quest'importo  deve  essere  rivalutato  in 
funzione dell'indice delle rendite. Tenuto conto del fatto che la prima 
iscrizione nel conto individuale posteriore all'anno del compimento dei 
20  anni  è  avvenuta  nel  1979  (cfr.  sulla  questione  la  sentenza  del  
Tribunale  amministrativo  federale  C-4924/2008  del  27  aprile  2009 
consid. 3.1 e 3.2), il fattore di rivalutazione è pari a 1.095 (tabelle delle  
rendite 2003 pag. 15). L'importo del reddito è rivalutato a fr. 55'841.--  
(50'996  x  1.095).  Tale  importo  deve  essere  diviso  per  il  periodo  di 
contribuzione di 6 anni e 1 mese, corrispondenti a 73 mesi. Il reddito 
annuo medio del ricorrente per il 2003 ammonta a fr. 9'179.-- ([55'841 : 
73] x 12).

6.7.2 Quest'ultimo  importo  deve  essere  arrotondato  all'importo 
immediatamente  superiore  del  reddito  annuo  medio  determinante 
indicato  nelle  tabelle  secondo  la  scala  delle  rendite  11.  L'autorità 
inferiore  ha  considerato  un  reddito  annuo  medio  determinante  di 
fr. 10'128.--  nel  2003,  di  fr. 10'320.--  nel  2005  e  di  fr. 10'608.--  nel 
2007.  Le  tabelle  delle  rendite  2005  prevedono  che  la  rendita 
d'invalidità mensile corrispondente ad una scala delle rendite 11 ed un 
reddito annuo medio di fr. 10'320.-- ammonta a fr. 269.-- (tabelle delle 
rendite 2005 pag. 84) e le tabelle delle rendite 2007 prevedono che la 

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rendita d'invalidità mensile corrispondente ad una scala delle rendite 
11  ed  un  reddito  annuo  medio  di  fr. 10'608.--  ammonta  a  fr. 276.-- 
(tabelle  delle  rendite  2007  pag.  84;  non  appare  altresì,  né  è  stato 
preteso, che debbano essere contabilizzati degli accrediti per compiti 
educativi rispettivamente degli accrediti per compiti d'assistenza).

6.7.3 Il ricorrente ha pertanto diritto a una rendita intera d'invalidità di 
un importo mensile di fr. 269.-- dal 1° febbraio 2005 e di fr. 276.-- dal 
1° gennaio 2007, come calcolato dall'autorità inferiore.

6.8 Da  quanto  esposto,  discende  che  il  ricorso,  manifestamente 
infondato, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

7.
Se l'esame preliminare, anteriore o posteriore a uno scambio di scritti,  
rileva che il ricorso al Tribunale amministrativo federale è inammissibile 
o  manifestamente  infondato,  il  giudice  dell'istruzione  quale  giudice 
unico può, con motivazione sommaria, pronunciare la non entrata in 
materia o il rigetto (art. 85bis  cpv. 3 LAVS in combinazione con l'art. 69 
cpv. 2  LAI).  Nel  caso  concreto,  il  gravame  –  in  considerazione,  fra 
l'altro,  dei  generici  argomenti  ricorsuali  –  deve  ritenersi  siccome 
manifestamente infondato. Per conseguenza, la presente sentenza di 
rigetto del ricorso in esame può essere resa a giudice unico.

8.

8.1 Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  di  fr.  300.--, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché 
art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili  nelle  
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  21  febbraio 
2008  [TS-TAF, RS  173.320.2]).  Esse  sono  computate  con  l'anticipo 
spese,  di  identico  ammontare,  versato  dal  ricorrente  stesso  il 
23 giugno 2008.

8.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per 
spese  ripetibili  della  sede  federale  (art.  64  PA in  combinazione  con 
l'art.  7  cpv. 1  e  2  TS-TAF a  contrario).  Peraltro,  le  autorità  federali, 
quand'anche vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a 
titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili  
nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 300.--, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo spese di fr. 300.--, versato il 23 giugno 2008, è computato 
con le spese processuali.

3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (Raccomandata con avviso di ricevimento)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il giudice unico: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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