# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2b93d523-2d66-5cf8-80ec-c9b200dd6446
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-05-06
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 06.05.2008 S 2008 21
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2008-21_2008-05-06.pdf

## Full Text

S 08 21

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

SENTENZA
del 6 maggio 2008

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente rendita AI (completiva)

1. … beneficia dal 1. gennaio 2001 di una rendita d’invalidità, attualmente 

corrispondente ad una rendita intera. Accanto alla rendita ordinaria, 

all’assicurato venivano riconosciute una redita completiva per la moglie ed 

inizialmente anche una rendita per il figlio nato nel 1980. In seguito 

all’approvazione popolare della 5a revisione della legge sull’assicurazione per 

l’invalidità (LAI) il 17 giugno 2007, le rendite completive correnti per coniugi 

venivano abrogate senza eccezioni. Per questo, nel novembre del 2007, 

l’Ufficio AI del Cantone dei Grigioni informava l’assicurato sulla revoca della 

rendita completiva per la moglie dal 1. gennaio 2008. 

2. Su richiesta dell’interessato, con decisione 9 gennaio 2008, l’ufficio AI 

confermava la soppressione della rendita completiva per la moglie a far stato 

dal 1. gennaio 2008, data dell’entrata in vigore della 5a revisione della LAI. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 11 

febbraio 2008, … chiedeva l’ulteriore erogazione della rendita completiva per 

la moglie, avendo l’assicurato contato su tale prestazione e non essendo la 

stessa compensabile con altre prestazioni. 

4. Nella propria presa di posizione l’ufficio AI concludeva alla reiezione del 

ricorso, essendo state le rendite completive soppresse con effetto a partire 

dal 1. gennaio 2008. La questione del rigore particolare che una simile 

soppressione potrebbe comportare riguarda il diritto a prestazioni da parte di 

altre assicurazioni sociali. Nell’evenienza, i contatti ed i calcoli operati 

avrebbero permesso di concludere che l’istante non avrebbe diritto alla 

compensazione della prestazione soppressa. 

Considerando in diritto:

1. La controversia verte sulla liceità della soppressione della rendita completiva 

per la moglie del ricorrente a partire dal 1. gennaio 2008. Non è invece oggetto 

di ricorso la questione di sapere se la rendita possa o meno essere 

compensata con prestazioni di altre assicurazioni sociali.

2. a) Nell’ambito della 4a revisione della LAI, erano state soppresse con effetto dal 

1. gennaio 2004 le rendite completive, poiché sul piano sociale queste 

prestazioni vincolate allo stato civile non trovavano più una sufficiente ragione 

d'essere (abrogazione del vecchio art. 34 LAI). Allora era però stata introdotta 

nelle Disposizioni finali della modifica del 21 marzo 2003 la garanzia del diritto 

acquisito alla rendita completiva corrente, nel senso che le rendite completive 

correnti continuavano ad essere concesse alle condizioni del diritto anteriore 

anche dopo l’entrata in vigore della modifica apportata con la 4a revisione 

della LAI (lett. e).

b) Con la 5a revisione della LAI, si erano volute sopprimere completamente 

anche le rendite completive correnti, onde eliminare la disparità di trattamento 

tra assicurati il cui diritto alla rendita d’invalidità era sorto prima o dopo il 1. 

gennaio 2004. Per questo la lett. e delle Disposizioni finali della modifica del 

21 marzo 2003 veniva abrogata. Conseguentemente, non solo in futuro più 

nessun assicurato avrebbe avuto diritto alla rendita completiva come già a 

partire dal 2004, ma anche le rendite ancora erogate per un diritto nato prima 

del 2004 venivano soppresse. Grazie alla 4a revisione della LAI, l’istante 

aveva pertanto beneficiato della ulteriore erogazione della rendita completiva 

ancora per quattro anni, mentre dal 2008 la prestazione veniva soppressa. 

Poiché, concretamente, il ricorrente si trova in una condizione assicurativa-

finanziaria tale da escludere la possibilità di una compensazione della rendita 

completiva che gli era stata concessa, egli considera che la soppressione violi 

i suoi diritti acquisiti. Infatti, per far fronte ai propri obblighi egli avrebbe fatto 

affidamento anche sul contributo finanziario rappresentato dalla rendita 

completiva della moglie. 

3. a) Il principio della fiducia (corollario di quello della buona fede) dedotto dall’art. 

9 CF conferisce ad ogni individuo la facoltà di esigere che l'autorità statale si 

conformi alle sue promesse e sia coerente nei propri comportamenti, evitando 

di contraddirsi o di deludere la fiducia da essa ragionevolmente suscitata (DTF 

131 II 627 cons. 6.1, 130 I 26 cons. 8.1, 125 I 219 cons. 2c, 122 II 123 cons. 

3b/cc e 121 I 181 cons. 2a). Affinché un assicurato possa appellarsi al 

principio della fiducia occorre che siano soddisfatte cumulativamente delle 

precise condizioni: l'autorità deve anzitutto essere intervenuta in una 

circostanza concreta nei confronti di una persona determinata (DTF 125 I 274 

cons. 4c); essa deve avere, o essere reputata avere, agito nel rispetto dei 

limiti della sua competenza; l'invalidità o l'errore dell'atto sul quale 

l'amministrato ha improntato il suo comportamento non doveva essere 

immediatamente riconoscibile; l'amministrato stesso deve essersi fondato su 

queste assicurazioni o su tale comportamento per prendere disposizioni che 

non può modificare senza subire un pregiudizio (DTF 121 V 66 cons. 2a); 

infine, e in ogni caso, la situazione giuridica non deve essersi modificata tra il 

momento in cui l'autorità si è pronunciata e quello in cui l'amministrato ha 

preso le sue disposizioni (DTF 131 II 636 cons. 6, 129 I 170 cons. 4.1 e 122 

II 123 cons. 3b/cc). Nell’evenienza, quest’ultima condizione fa 

manifestamente difetto, essendo subentrato un cambiamento della normativa 

LAI, per cui l’appello al principio della fiducia non è pertinente (sentenza del 

14 aprile 2008, 8C_542/2007). 

b) Secondo i principi generali del diritto, ai fatti le cui conseguenze giuridiche 

sono in discussione, si applicano le norme in vigore al momento in cui questi 

fatti si realizzano (DTF 130 V 329, 129 V 1 cons. 1.2, 128 V 315, 123 V 28, 

cons. 3 e 135 cons. 2b nonché 122 V 36 cons. 1). Ciò vale anche in caso di 

cambiamento delle norme di diritto, a meno che vi sia una regolamentazione 

transitoria contraria (DTF 127 V 309 cons. 3b). Generalmente, inoltre, è 

esclusa la retroattività di una norma. La giurisprudenza federale in 

applicazione all’art. 8 CF, ammette la retroattività solo qualora la stessa sia 

stata esplicitamente predisposta oppure, tenuto conto del senso del disposto, 

appaia chiaramente voluta, abbia effetti moderati nel tempo, non comporti 

inaccettabili disparità di trattamento, sia giustificata da motivi degni di nota e 

non leda diritti acquisiti (DTF 122 V 408 cons. 3b/aa, 120 V 329 cons. 8b e 

sentenze ivi citate). Dalla retroattività propria, la quale si riferisce 

all'applicazione di nuove norme a fatti terminati prima della loro adozione e 

che come esposto in precedenza è di principio esclusa, va distinta la 

retroattività impropria, che è invece, in linea di massima, permessa. Questa 

evenienza è data allorquando il nuovo diritto produce effetti solo dopo la sua 

entrata in vigore, anche se si applica a fattispecie esistenti prima della sua 

entrata in vigore, oppure quando il nuovo diritto si applica a fattispecie durevoli 

non ancora venute a conclusione nell'istante in cui interviene il cambiamento 

di legge. In tal caso si applica di regola il nuovo diritto, salvo se vi sia una 

disposizione transitoria che prevede il contrario (DTF 123 V 135 cons. 2b e 

121 V 100 cons. 1a). E' retroattiva in senso improprio, la norma giuridica che 

esercita i suoi effetti "ex nunc et pro futuro", vale a dire su uno stato di cose 

iniziato nel passato ma che si protrae dopo il cambiamento dell'ordinamento 

giuridico (André Grisel, Traité de droit administratif, vol. 1, pag. 150). Già nella 

DTF 108 V 119 cons. 5 il TF riconosceva al legislatore la facoltà di poter 

modificare la legislazione in materia di prestazioni assicurative a favore o a 

scapito degli assicurati anche per le prestazioni correnti, onde accordare agli 

assicuratori il necessario spazio di manovra nella gestione delle nuove 

situazioni in cui vengono a trovarsi e per garantire la loro sussistenza nel 

tempo. 

c) Nell’evenienza in parola, il diritto alla rendita d’invalidità - e quindi anche alla 

rendita completiva per il coniuge - era sorto nel 2001, prima della decisione 

popolare di sopprimere le rendite completive correnti a partire dal 1. gennaio 

2008. L’erogazione di una rendita non è però un avvenimento unico, al quale, 

a meno di una disposizione in senso contrario, non va applicata 

retroattivamente una nuova norma (retroattività propria), bensì una situazione 

duratura non ancora conclusasi al momento della modifica della LAI, e alla 

quale pertanto il nuovo diritto è, di principio, immediatamente applicabile per 

il periodo posteriore alla sua entrata in vigore, a meno che esista una 

disposizione contraria della legge. Poiché questa disposizione contraria è 

stata espressamente soppressa con la 5a revisione della LAI, l’istante non 

vanta alcun diritto acquisito al mantenimento della rendita per coniuge. Ne 

discende che la soppressione decisa va in questa sede protetta e il ricorso 

deve essere respinto. 

4. In deroga all’art. 61 lett. a LPGA, la procedura di ricorso in caso di controversie 

relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale 

cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è 

determinata tra fr. 200.-- e fr. 1000.-- in funzione delle spese di procedura e 

senza riguardo al valore litigioso (art. 69 cpv. 1bis LAI). Per questo al 

ricorrente vengono accollati fr. 300.-- di spese.

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevati dei costi di fr. 300.--, il cui importo sarà versato da … entro 

trenta giorni dalla notifica della presente decisione all’Amministrazione delle 

finanze del Cantone dei Grigioni, Coira.