# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 014d57c9-a170-5ce6-8ff7-d3148a0c5d03
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-06-04
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 04.06.2024 D-3257/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3257-2024_2024-06-04.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-3257/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  4  g i u g n o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Susanne Genner;  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…) 

Afghanistan, 

patrocinato da Ugo Di Nisio(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 14 maggio 2024 / N (…). 

 

 

 

D-3257/2024 

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Fatti: 

A.  

L’interessato, cittadino afghano, ha depositato una domanda d’asilo in 

Svizzera il (…) febbraio 2024, pretendendosi minorenne. 

B.  

Le successive indagini svolte dalla Segreteria di Stato della migrazione (di 

seguito: SEM), hanno permesso di accertare che secondo la banca dati 

EURODAC l’interessato aveva depositato una domanda d’asilo in Croazia 

l’8 febbraio 2024. 

C. 

Il 15 marzo 2024 l’interessato è stato sentito nell’ambito di una prima audi-

zione per minorenni non accompagnati. In tale sede egli è stato interrogato 

circa la propria biografia e gli è stato concesso il diritto di essere sentito 

circa la competenza croata per la trattazione della sua domanda di prote-

zione. 

D. 

Il 21 marzo 2024 egli è stato sottoposto a una perizia medica volta all’ac-

certamento della sua età. Il seguente 8 aprile 2024 sono stati trasmessi i 

risultati di tale perizia alla SEM. 

E. 

Il 9 aprile 2024, la SEM ha concesso il diritto di essere sentito all’interes-

sato circa l’intenzione di considerarlo maggiorenne per il proseguo della 

procedura. Il seguente 12 aprile 2024 la rappresentante legale ha tra-

smesso le proprie osservazioni, allegandovi altresì copia della taskara 

dell’interessato. In seguito la data di nascita dell’interessato è stata modifi-

cata nel Sistema d’informazione centrale sulla migrazione ed è stata fissata 

al (…).  

F.  

Il 18 aprile 2024 la SEM ha presentato alle autorità croate una richiesta di 

ripresa in carico fondata sull’art. 18 par. 1 lett. b del regolamento (UE) n. 

604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che 

stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro 

competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale pre-

sentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un 

apolide (rifusione) (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 

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del 29.6.2013; di seguito: Regolamento Dublino III). Le autorità croate non 

hanno risposta a tale richiesta. 

G.  

Con decisione del 14 maggio 2024, notificata il 16 maggio 2024 (cfr. avviso 

di ricevuta), la SEM non è entrata nel merito della succitata domanda 

d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi pronunciando nel contempo 

il trasferimento dell’interessato verso la Croazia. 

H.  

Il (…) maggio 2024 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d’entrata (…) 

maggio 2024) l’interessato è insorto contro la suddetta decisione dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) chiedendo in li-

mine la sospensione dell’allontanamento in via supercautelare e la conces-

sione dell’effetto sospensivo al gravame; in via principale l’annullamento 

della decisione avversata, il riconoscimento quale minorenne e la ritrasmis-

sione degli atti alla SEM per la trattazione nazionale della procedura 

d’asilo; in via subordinata la ritrasmissione degli atti alla SEM per comple-

tare l’istruttoria e con protesta di spese e ripetibili la concessione dell’assi-

stenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese di 

giustizia e del relativo anticipo. 

I. 

Il Tribunale, in data (…) maggio 2024, ha ordinato la sospensione dell’ese-

cuzione dell’allontanamento dell’insorgente quale misura supercautelare. 

J.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti saranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). Fatta eccezione per 

le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù dell’art. 31 LTAF, 

giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA prese dalle autorità 

menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette autorità (art. 105 

LAsi) e l’atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA. 

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Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 

cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e al 

contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

3.    

3.1.  Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della 

procedura di asilo e allontanamento. 

3.2.  Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal Regolamento Dublino III. Se in base a questo esame è indivi-

duato un altro Stato quale responsabile per l’esame della domanda di asilo, 

la SEM pronuncia la non entrata nel merito previa accettazione, espressa 

o tacita, di ripresa in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in 

questione (cfr. DTAF 2015/41 consid. 3.1). 

3.3.  In tale contesto, qualora la questione della minore età dell’interessato 

sia oggetto di disputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, 

essendo il medesimo determinante sia a livello procedurale che nell’ambito 

della determinazione dello Stato responsabile per l’esame della domanda 

di asilo (cfr. art. 8 Regolamento Dublino III). La valutazione operata dalla 

SEM in sede di prima istanza può essere contestata dal richiedente 

nell’ambito del ricorso contro la decisione di non entrata nel merito. Qualora 

la stessa si riveli errata, occorrerà retrocedere gli atti all’autorità inferiore e 

riprendere la procedura in circostanze idonee all’età del richiedente l’asilo 

(cfr. tra le tante sentenze del Tribunale F-6783/2018 del 10 dicembre 2018 

e E-6725/2015 del 4 giungo 2018). 

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4.    

4.1.1 In primo luogo, occorre chinarsi sulle censure formali sollevate dal 

ricorrente in quanto potrebbero condurre alla cassazione della decisione 

impugnata (cfr. DTF 148 III 30 consid. 3.1 e DTAF 2013/34 consid. 4.2 per 

il diritto di essere sentito e l'obbligo di motivazione; e per l'accertamento 

dei fatti giuridicamente rilevanti cfr. sentenze del Tribunale D-3567/2019 

del 29 novembre 2019 consid. 5.2 e D-1443/2016 del 22 febbraio 2017 

consid. 4.2; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren 

vor dem Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.191). 

 

4.1.2 Nelle procedure d'asilo – così come nelle altre procedure di natura 

amministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l'autorità 

competente procede d'ufficio all'accertamento dei fatti (art. 6 LAsi; art. 12 

PA). In concreto, essa deve procurarsi la documentazione necessaria alla 

trattazione del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal 

fine le opportune prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa co-

munque le parti dal dovere di collaborare all'accertamento dei fatti ed in 

modo particolare dall'onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto 

l'amministrazione o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi 

propri (art. 13 PA; art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). 

Per quanto riguarda l'accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti, si ri-

leva che quando in sede ricorsuale vengono identificate delle carenze 

nell'istruzione del caso, gli atti vanno di principio retrocessi all'autorità di 

prima istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo e com-

pleto accertamento dei fatti. Ciò nondimeno, il Tribunale resta libero di rac-

cogliere gli elementi necessari al giudizio se una tale soluzione appare giu-

diziosa per ragioni di economia procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2 

e relativi riferimenti; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, op. cit., 

n. 2.191). 

 

4.1.3 Considerato come uno degli aspetti della nozione generale di pro-

cesso equo ai sensi dell'art. 29 della Costituzione federale della Confede-

razione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101) e ancorato, per quanto 

concerne la procedura amministrativa federale, all'art. 29 PA e segg., il di-

ritto di essere sentito, non ha come solo obiettivo di stabilire corretta-mente 

i fatti ed assicurare in tal senso la qualità della decisione, bensì pure il di-

ritto, indissociabile dalla personalità e dalla dignità umana, di garantire ad 

un individuo la partecipazione alla presa di decisione che lo concerne (cfr. 

DTAF 2011/22 consid. 5 con referenze citate). 

 

L'obbligo di motivazione è corollario fondamentale del diritto di essere sen-

tito. Detta prerogativa è finalizzata a permettere ai destinatari e a tutte le 

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persone interessate, di comprenderla, eventualmente di impugnarla, in 

modo da rendere possibile all'autorità di ricorso, se adita, di esercitare con-

venientemente il suo controllo (cfr. DTF 139 V 496 consid. 5.1, 136 I 184 

consid. 2.2.1). Ciò non significa che l'autorità sia tenuta a pronunciarsi in 

modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può 

occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio (cfr. DTF 148 III 30 

consid. 3.1). Per adempiere a queste esigenze è necessario che essa men-

zioni, almeno brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in 

modo da consentire agli interessati di apprezzarne la portata (cfr. DTF 148 

III 30 consid. 3.1, 142 II 49 consid. 9.2, 137 II 266 con-sid. 3.2, 136 I 229 

consid. 5.2, 136 I 184 consid. 2.2.1, 134 I 83 con-sid. 4.1; DTAF 2013/34 

consid. 4.1 e relativi riferimenti, 2012/23 consid. 6.1.2). 

 

4.2  

4.2.1 Nella decisione impugnata, la SEM ha, in relazione alla minore età 

del ricorrente, indicato che le dichiarazioni da egli fatte durante la PARMNA 

fossero inverosimili, inoltre la foto della carta vaccinale non costituirebbe 

un documento d’identità ufficiale e infine le conclusioni della perizia medica 

esperita sarebbero chiare e non lascerebbero spazio ad ulteriori conclu-

sioni, anche alla luce della giurisprudenza del Tribunale (cfr. DTAF 2018 

VI/3). Pure le contestazioni sollevate in sede di diritto di essere sentito del 

12 aprile 2024 non sarebbero che un’interpretazione personale del ricor-

rente dei risultati peritali. 

 

4.2.2 I metodi applicati in Svizzera per la determinazione medica dell'età 

forniscono, a seconda del risultato, indizi da ponderare in modo diverso per 

stabilire se una persona è maggiorenne. Gli accertamenti fondati sull'ap-

proccio a tre pilastri prevedono, di norma, un esame clinico ed una radio-

grafia della mano seguiti da una tomografia sterno-clavicolare e da un 

esame dello sviluppo dentale. Qualora entrambe le investigazioni (tomo-

grafia sterno-clavicolare ed esame dello sviluppo dentale) indichino un'età 

minima superiore a 18 anni, v'è da ritenere un indizio molto forte di mag-

giore età. Se da uno solo degli esami in parola risulti un'età minima supe-

riore a 18 anni ma i rispettivi intervalli tra età minima e massima si attestino 

su valori equivalenti, la maggiore età permane altamente probabile. La 

stessa è invece solo debolmente probabile se, con una sola età minima 

superiore a 18 anni, non vi è sovrapposizione tra gli intervalli, pur in pre-

senza di una spiegazione medica plausibile giustificante la diversa scala di 

valori. Vi sono poi ulteriori casistiche nelle quali le risultanze della tomogra-

fia sterno clavicolare e dell'esame dello sviluppo dentale apportano solo 

indizi molto deboli rispettivamente nessun indizio di maggiore età. Ad ogni 

modo, quanto più gli accertamenti medici costituiscono un indizio a favore 

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della maggiore età, tanto meno è necessario procedere ad un apprezza-

mento generale delle prove (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2 e riferimenti 

citati). 

 

4.2.3 In casu l’esito della perizia medica basata sul sistema dei “tre pilastri” 

presenta risultati discordanti tra loro. Infatti, se da un lato gli esami delle 

articolazioni sterno-clavicolari presentano uno stadio 3c, corrispondente ad 

un’età minima di 19 anni, dall’altro, gli esami odontostomatologici, presen-

tano a dipendenza del metodo e dal dente un’età minima di circa 14 anni 

(cfr. atto SEM n. [{…}][…]/16). 

 

4.2.4 Il Tribunale rileva che l’autorità inferiore non si è chinata sulla que-

stione della forza probatoria dei risultati della perizia ai sensi della giuri-

sprudenza del Tribunale (cfr. supra consid. 4.2.2). Infatti la stessa presenta 

risultati difficilmente sovrapponibili. Tale aspetto era inoltre già stato solle-

vato in sede di osservazioni dal ricorrente (cfr. atto SEM n. 25/7). Infine, 

l’interessato ha prodotto in allegato a suddette osservazioni copia di una 

taskara. Tale mezzo di prova non è stato tuttavia nemmeno menzionato in 

sede di decisione e la SEM non si è neppure espressa sul suo valore pro-

batorio. 

 

4.2.5 Ne discende che l’autorità di prime cure non ha ottemperato al proprio 

obbligo di motivazione. 

 

5.    

5.1.  Pertanto il ricorso è accolto e giusta l’art. 111 lett. e LAsi, è deciso dal 

giudice in qualità di giudice unico con l’approvazione di una seconda giu-

dice, in quanto manifestamente fondato ai sensi dei motivi indicati, e la 

decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Di 

conseguenza la decisione della SEM del 14 maggio 2024 è annullata e gli 

atti di causa sono ritrasmessi alla SEM per il completamento dell’istruttoria 

e l’emanazione di una nuova decisione. 

5.2.  L’autorità inferiore è invitata ad analizzare la taskara prodotta in copia 

dall’insorgente oltre che i risultati peritali svolti per la determinazione 

dell’età del ricorrente. In base all’esito dei medesimi e ad un apprezza-

mento d’insieme degli elementi in favore e contrari alla minore età, confer-

merà o rivaluterà la propria decisione. 

6.  

Visto l’esito della procedura, non sono riscosse delle spese processuali 

(art. 63 cpv. 1 PA) e la domanda di assistenza giudiziaria è da considerarsi 

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priva d’oggetto. Inoltre che ai sensi dell’art. 111ater LAsi non sono attribuite 

indennità ripetibili in quanto il ricorrente è assistito dal rappresentante le-

gale designato dalla SEM a norma dell’art. 102h LAsi. 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 14 maggio 2024 è annullata 

e gli atti le sono retrocessi affinché abbia a procedere ai sensi dei conside-

randi. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Non sono accordate spese ripetibili 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari 

 

 

Data di spedizione: