# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 77c70e85-8611-5ba1-b2ae-4601401f3a21
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-09-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.09.2014 35.2014.48
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2014-48_2014-09-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2014.48

   

  MP/MM

  	
  Lugano

  17 settembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Massimo Piemontesi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 maggio 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 28 aprile 2014 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 6 settembre 2003, RI
1, dipendente della Carrozzeria __________ e, perciò, assicurato d’obbligo
contro gli infortuni presso l’CO 1, è rimasto vittima di un infortunio
all’avambraccio destro con ferita lacero-contusa da motosega (cfr. doc. 1). L’assicurato
è stato ricoverato all’Ospedale __________ dove è stato sottoposto a un intervento
chirurgico d’urgenza di debridement, lavaggio e sutura del tendine
estensore radiale del carpo (cfr. doc. 3).

 

                                         Il 22 ottobre 2013
l’assicurato si è sottoposto a un’operazione chirurgica di neurolisi e
trapianto del nervo surale della gamba destra sul tronco principale del ramo
superficiale del nervo radiale dell’avambraccio destro (cfr. doc. 11). 

 

                               1.2.   A causa di persistenti dolori
alla gamba destra, dalla quale era stato parzialmente prelevato il nervo surale
per essere trapiantato sul tronco principale del nervo radiale dell’avambraccio
destro, il 30 agosto 2005, RI 1 si è sottoposto a un intervento chirurgico di
asportazione di un neuroma surale (cfr. doc. 49). 

                                         

                               1.3.   L’assicuratore LAINF ha
riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le
prestazioni di legge, versando indennità giornaliere in misura variabile fino
al 28 febbraio 2007.

                                         

                                         Ritenuta la situazione
post-infortunistica stabilizzata, l’CO 1, con decisione del 22 febbraio 2007, ha assegnato a RI 1 una rendita di invalidità del 20% a far tempo dal 1° marzo 2007 e un’IMI
del 20% (cfr. doc. 100). 

 

                               1.4.   Nel mese di febbraio 2012,
l’assicurato ha sospeso l’attività lavorativa a seguito dell’insorgere di forti
dolori all’avambraccio destro e, in data 28 febbraio 2012, ha annunciato una ricaduta dell’infortunio del 6 settembre 2003 all’istituto assicuratore (cfr.
doc. 114). 

                                         

                                         L’CO 1 ha ammesso l’intervento
di una ricaduta dell’infortunio del 2003, riconoscendo di conseguenza la
propria responsabilità (cfr. doc. 120).

                                         

                                         Il 2 novembre 2012
l’assicurato si è sottoposto a un intervento chirurgico di revisione di un
neuroma del nervo radiale dell’avambraccio destro con infiltrazione di cellule
staminali presso la Ospedale Universitario di __________ (cfr. doc. 144). 

 

                               1.5.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, l’INSAI, con decisione formale del 21 gennaio
2014, poi confermata su opposizione dell’assicurato, ha confermato la rendita
di invalidità del 20% in vigore dall’anno 2007. 

                                         A sostegno di tale
decisione, l’Istituto assicuratore ha ritenuto che al più tardi il 13 gennaio
2014 i postumi della ricaduta del 2012 si fossero stabilizzati e che lo stato
di salute dell’assicurato fosse sovrapponibile a quello riscontrato nel 2007, in base al quale era stata accordata la rendita di invalidità del 20% (cfr. doc. 194). 

                               1.6.   Con tempestivo ricorso del 27
maggio 2014, RI 1, patrocinato dall’avv. RA 1, ha chiesto al TCA di annullare
la decisione su opposizione dell’CO 1. In via principale l’assicurato ha
domandato che la decisione sia riformata nel senso che, dopo essere stato sottoposto
a perizia medica, il suo stato di salute sia giudicato non ancora stabilizzato
e, di conseguenza, che gli siano riconosciute le prestazioni LAINF di corta
durata. In via subordinata, l’insorgente ha chiesto che gli sia riconosciuto il
diritto a una rendita d’invalidità del 40%, oltre alla copertura dei costi
delle terapie mediche (cfr. doc. I). 

 

                               1.7.   L’assicuratore convenuto, in
risposta, ha chiesto che il ricorso venga respinto con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                                         

                                         in diritto

                                         

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Il TCA è chiamato a
pronunciarsi su due questioni. Innanzitutto, quella di sapere se l’CO 1 fosse
legittimato a ritenere stabilizzato lo stato di salute infortunistico
dell’assicurato a far tempo dal 13 gennaio 2014. In caso di risposta affermativa, questa Corte dovrà esaminare la questione di sapere se
l’assicurato abbia diritto oppure no a un aumento della rendita di invalidità a
dipendenza della ricaduta annunciata nel 2012.

 

                               2.3.   Stato di salute
infortunistico stabilizzato a far tempo dal 13 gennaio 2014?

 

                            2.3.1.   Giusta l'art. 10 LAINF,
l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio e, in
applicazione dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente
incapace di lavorare (art. 6 LPGA) a seguito d'infortunio, ha diritto
all'indennità giornaliera.

                                         Il diritto all'indennità
giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si
estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione
di una rendita o con la morte dell'assicurato.

 

                                         Parimenti, il diritto alle
cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile
miglioramento della salute dell'assicurato: nemmeno persistenti dolori bastano
a conferire il diritto alla continuazione del trattamento se da questo non si
può sperare un miglioramento sensibile dello stato di salute (cfr. art. 19 cpv.
1 LAINF e Ghèlew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).

 

                                         L’Alta Corte ha inoltre
precisato che la questione del “sensibile miglioramento” di cui all’art. 19
cpv. 1 LAINF va valutata in funzione dell’entità del previsto aumento oppure del
ripristino della capacità lavorativa, nella misura in cui quest’ultima è
pregiudicata dalle sequele infortunistiche (DTF 134 V 109 consid. 4.3 e riferimenti).

 

                                         In una sentenza
8C_211/2009 del 10 luglio 2009 consid. 4, il TF si è al riguardo espresso nei
termini seguenti: 

 

" Poichè l'assicurazione sociale contro gli infortuni si riferisce a
persone che svolgono attività lavorativa (si confronti l'art. 1 [dal 1° gennaio
2003 art. 1a, con testo invariato] e l'art. 4 LAINF), per interpretare il
concetto di "sensibile miglioramento" ("namhafte Besserung"
e "sensible amèlioration" nella versione tedesca e francese dell'art.
19 cpv. 1 LAINF) si farà riferimento ad un incremento rispettivamente ad un
recupero dell'abilità lavorativa, nella misura in cui si è deteriorata in
seguito all'infortunio. L'aggettivo "sensibile" illustra inoltre che
il miglioramento dev'essere importante. Progressi trascurabili non bastano,
così come neppure la mera possibilità di un risultato positivo (DTF 134
V 109 consid. 4.3 pag. 115; v. pure sentenze del Tribunale federale
delle assicurazioni U 244/04 del 20 maggio 2005, in RAMI 2005 no. U 557 pag. 388, consid. 2, non pubblicato, e U 412/00 del 5 luglio 2001,
consid. 2a; cfr. inoltre Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, 2a ed., Berna 1989, pag. 274). Lo
stesso vale per provvedimenti terapeutici che contribuiscono a lenire i sintomi
di un danno alla salute stazionario per un periodo limitato nel tempo (v.
ancora sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U 244/04 del 20
maggio 2005, in RAMI 2005 no. U 557 pag. 388 consid. 1,
non pubblicato, e 3).“

 

                                         Se, al momento
dell'estinzione del diritto alle cure mediche, sussiste un'incapacità
lucrativa, viene corrisposta una rendita di invalidità o un'indennità unica in
capitale. L'erogazione di indennità giornaliere cessa comunque con il diritto
alle prestazioni sanitarie.

                                         D'altro canto, nella
misura in cui l'assicurato è portatore di una menomazione importante e durevole
all'integrità fisica o mentale, egli ha diritto ad un'indennità per menomazione
all'integrità giusta gli artt. 24s. LAINF. 

 

                            2.3.2.   Nel caso di specie, dalle
tavole processuali risulta che nel febbraio 2012, RI 1 ha accusato forti dolori
all’avambraccio destro e che ha quindi notificato all’assicuratore infortuni
una ricaduta dell’evento del 6 settembre 2003 (cfr. doc. 114). Il 27 febbraio
2012 è stato visitato dai sanitari del Pronto Soccorso dell’Ospedale __________,
i quali hanno diagnosticato la presenza di una tendinite degli estensori
dell’avambraccio destro (cfr. doc. 115).

 

I successivi accertamenti
medici hanno dimostrato che la sintomatologia dolorosa riferita dall’assicurato
era prevalentemente riconducibile ad una problematica di natura neuropatica
(cfr. doc. 129 e 130). 

 

Il 27 settembre 2012, il
ricorrente si è sottoposto a una visita medica specialista presso l’Ospedale
universitario di __________. In quella sede, il dott. __________, specialista
FMH in chirurgia della mano e chirurgia plastica, ha ritenuto indicato
sottoporre l’assicurato a un intervento di revisione del neuroma e
infiltrazioni di cellule staminali da prelevare dal tessuto adiposo della
parete addominale (cfr. doc. 138). 

 

L’assicurato, con il benestare
dell’CO 1 (cfr. doc. 143 e 144), il 2 novembre 2012 si è sottoposto alla predetta
operazione (cfr. doc. 145 e 147). 

 

Il dott. __________, nel
rapporto medico relativo alla visita del 16 aprile 2013, ha giudicato molto positiva l’evoluzione dello stato di salute post operatorio dell’assicurato.
In particolare, egli ha costatato che il paziente non soffriva quasi più di
dolori a riposo e che quindi poteva dormire bene la notte. Inoltre, il medico
specialista, pur ritenendo la situazione non ancora stabilizzata, ha
evidenziato un netto miglioramento nella mobilità dell’arto superiore e una
sorprendente rigenerazione del nervo radiale (cfr. doc. 164). 

 

Nel rapporto stilato a margine
della visita del 15 ottobre 2013, il dott. __________ ha così valutato lo status
dell’assicurato:

 

" (…) 

Ich denke, dass wir einen Endzustand erreicht haben
und dass sich die Restsymptomatik stabilisieren sollte ggf. auch zurückbilden.
Im Moment sehe ich keine Indikation für eine weitere Behandlung. Eine spätere
Kontrolle in einem Jahr ist vorgesehen. Die Arbeitsunfähigkeit bleibt 50 bis 60
%. (…)” (cfr. doc. 183).

 

Il 14 gennaio 2014, il medico
di fiduciario dell’CO 1, dott. __________, riferendosi alle risultanze della
visita di chiusura del 9 gennaio 2014, ha indicato quanto segue a proposito dell’ulteriore procedere terapeutico:

 

" (…)

Proposte diagnostiche e terapeutiche:

cura di ergoterapia terminata, esercizi a domicilio. AINS molto
raramente solo al bisogno. È previsto un controllo dal dott. __________ della
Clinica Universitaria di __________ a un anno dopo l’intervento del
02.11.2013.” (cfr. doc. 189)

 

                                         L’assicuratore LAINF, con
decisione del 21 gennaio 2014, fondandosi sul parere medico fiduciario appena
citato, ha ritenuto che lo stato di salute dell’assicurato si fosse nuovamente
stabilizzato dal punto di vista medico, confermando l’esigibilità lavorativa
espressa in occasione della valutazione medico-__________ eseguita in data 24
gennaio 2007 dal dott. __________ (cfr. doc. 194). 

 

In sede di opposizione,
l’assicurato ha contestato la decisione dell’Istituto assicuratore di
considerare stabilizzate le condizioni di salute infortunistiche, posto che il
suo medico curante aveva attestato una piena inabilità lavorativa a far tempo
dal 27 gennaio 2014 (cfr. doc. 200, p. 5).

 

L’assicurato, a seguito del
peggioramento intervenuto il 27 gennaio 2014, si è di nuovo sottoposto a una visita
specialistica da parte del dott. __________. Per quanto qui d’interesse, nel
suo rapporto del 3 marzo 2014, quest’ultimo ha espresso le seguenti
considerazioni:

 

" (…)

Im Moment habe ich den Patienten wieder 100%
arbeitsunfähig geschrieben und Handtherapie sowie auch Physiotherapie verordnet
um die neuromuskuläre Situation wieder zu beruhigen. (…)” 

                                         (cfr. doc.
205). 

                                         Prima di
emanare la decisione su opposizione impugnata, l’assicuratore LAINF ha
ancora interpellato il proprio medico __________, affinché si esprimesse
sull’ultimo referto del dott. __________. 

                                         Con apprezzamento medico
del 24 marzo 2014, egli si è riconfermato nelle conclusioni da lui espresse in
occasione della visita di chiusura del gennaio 2014, in particolare per quanto riguarda la stabilizzazione dello stato di salute (cfr. doc. 207, p.
3). 

 

                                         Con apprezzamento del 16
aprile 2014, il chirurgo della mano dott. __________ ha segnatamente precisato
che i dolori avvertiti dall’assicurato durante gli anni, sono ormai divenuti di
natura cronica, di modo che peggioramenti repentini a distanza di pochi mesi
non sarebbero possibili. In relazione a tali dolori cronici, il medico
fiduciario ha segnalato che essi sono già stati riconosciuti e indennizzati
dall’CO 1 e sono stati oggetto della valutazione dell’esigibilità lavorativa
del gennaio 2007. Infine, il dott. __________ ha aggiunto che a seguito
dell’ultima operazione chirurgica del 2012 la situazione era leggermente
migliorata, senz’altro non peggiorata fino a stabilizzarsi e a sovrapporsi a
quella accertata nel 2007 (cfr. doc. 216). 

 

                                         Dalle carte processuali si
evince infine che, in data 15 maggio 2014, ha avuto luogo un nuovo consulto presso il PD dott. __________. Dal profilo terapeutico, il medico curante
specialista ha confermato che, a quel momento, entravano in linea di conto
ormai soltanto dei provvedimenti conservativi, nella forma di un’intensa
fisioterapia e terapia della mano (cfr. doc. 225: “Medizinisch ist heute nur
eine konservative Behandlung mit intensiver Hand- und Physiotherapie
indiziert.”). 

 

                            2.3.3.   Nella presente
fattispecie, attentamente vagliati i referti medici appena riassunti, il TCA
non ravvede valide ragioni per scostarsi dalla decisione dell’CO 1 di considerare
lo stato di salute infortunistico stabilizzato a contare dal gennaio 2014. 

 

                                         Nel caso
concreto, il PD dott. __________, nella sua valutazione del 15 ottobre 2013, ha indicato che il paziente aveva raggiunto un “Endzustand” e che non erano previsti
ulteriori trattamenti (cfr. doc. 183). In occasione della visita di chiusura
del 9 gennaio 2014, l’assicurato ha dichiarato che dopo l’intervento chirurgico
del novembre 2012 la situazione era migliorata, in particolar modo perché non risentiva
più dolori a riposo. Nello stesso referto, il dott. __________ ha segnalato che
l’assicurato aveva terminato le sedute di ergoterapia e che eseguiva unicamente
degli esercizi a domicilio (cfr. doc. 189). 

 

                                         Il fatto che,
a seguito della ripresa dell’attività lavorativa all’80% durante il mese di
gennaio 2014, il ricorrente abbia nuovamente denunciato forti dolori all’arto
superiore, non significa che la situazione non possa essere ritenuta
stabilizzata. A questo proposito, è utile evidenziare che il dott. __________, a
margine della visita del 27 febbraio 2014 (cfr. doc. 205), come pure in
occasione della consultazione del 15 maggio 2014 (cfr. doc. I + C), ha
dichiarato che dal punto di vista medico entravano in linea di conto soltanto
dei provvedimenti conservativi che, per definizione, servono a mantenere
lo stato di salute acquisito e non a migliorarlo notevolmente. 

 

Pertanto, questa
Corte ritiene che l’Istituto resistente era legittimato a dichiarare
stabilizzate le condizioni di salute infortunistiche di RI 1 e, quindi, in
virtù dell’art. 19 cpv. 1 LAINF, a porre fine alle prestazioni di corta durata
(in particolare al versamento delle indennità giornaliere). 

 

Il TCA prende comunque atto che
l’CO 1 valuterà in separata sede se il trattamento (conservativo) prescritto
dal dott. __________ possa essere assunto in aggiunta alla rendita attualmente
in vigore, ai sensi dell’art. 21 cpv. 1 lit. c LAINF (cfr. doc. 210, p. 3).

 

A questo punto - assodato che
l’CO 1 non ha prematuramente chiuso la ricaduta del febbraio 2012 -, questo
Tribunale deve esaminare se si giustifica un aumento della rendita di
invalidità in vigore come auspicato dal ricorrente, oppure no.

 

                               2.4.   Revisione della rendita
di invalidità in vigore?

 

                            2.4.1.   Secondo l'art. 17 cpv. 1 LPGA,
se il grado di invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole
modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta
proporzionalmente, oppure soppressa, d'ufficio o su richiesta.

                                         Questa norma è stata
ripresa dall'art. 22 cpv. 1 prima frase vLAINF, il quale prevedeva che se il
grado d'invalidità muta notevolmente, la rendita sarà corrispondentemente
aumentata, ridotta oppure soppressa. 

 

                                         L'art. 22 LAINF -
analogamente all'art. 22 cpv. 1 seconda frase vLAINF - recita che, in deroga
all'articolo 17 cpv. 1 LPGA, la rendita non può più essere riveduta dal mese in
cui gli uomini compiono 65 anni e le donne 62. 

                                         L'istituto della revisione
ha per scopo l'adeguamento della rendita d'invalidità alle mutate circostanze e
non la correzione di errori di commisurazione dell'invalidità di cui sia stata
viziata la decisione iniziale o una revisione successiva (Ghèlew, Ramelet,
Ritter, Commentaire de la loi sur l’assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p.
114).

 

                                         La revisione presuppone,
dunque, che l'invalidità abbia subito sostanziali mutamenti dopo la
costituzione della rendita o una sua successiva revisione (DTF 113 V 275
consid. 1a e riferimenti ivi menzionati).

 

                                         Per costante
giurisprudenza, il TFA considera che i principi dedotti dall'art. 41 LAI si
applicano per analogia pure nell'ambito della revisione delle rendite di
invalidità assegnate dall'CO 1, indipendentemente dal fatto che essa sia
disciplinata dall'art. 80 LAMI oppure dall'art. 22 LAINF (RAMI 1987 U 32 p.
446s.).

 

                            2.4.2.   L'invalidità può modificarsi
essenzialmente per due ordini di motivi: sia perchè cambia lo stato di salute,
sia perchè il danno alla salute, pur rimanendo immutato, si ripercuote
diversamente sulla capacità lucrativa dell'assicurato, ossia sulla sua capacità
di procurarsi un guadagno col proprio lavoro (cfr. DTF
130 V 343 consid. 3.5, 126 V 75 consid. 1b, 113 V 275 consid. 1a, 109 V
116 consid. 3b). 

 

                                         L'assicurato può, infatti,
migliorare, in prosieguo di tempo, le proprie attitudini professionali,
acquisire conoscenze che gli consentano l'inserimento in attività meglio
rimunerate, reperire un posto confacente in modo ideale al suo stato di salute
ed alle sue attitudini, ben pagato e sicuro, mettendo in atto una situazione
non prevedibile al momento di stabilire il reddito ipotetico da invalido.

                                         Oppure le sue capacità di
guadagno possono, per motivi diversi, peggiorare.

 

                            2.4.3.   Il mutamento deve, inoltre,
essere notevole.

                                         Secondo la giurisprudenza
resa prima dell'entrata in vigore della LAINF, la modifica doveva essere
apprezzata relativamente al grado di invalidità precedentemente accertato: così,
un mutamento del 5% è stato considerato notevole per rapporto ad un'invalidità
del 15% ma poco importante per rapporto ad un'invalidità iniziale del 75% (Ghèlew,
Ramelet, Ritter, op. cit., p. 115 e dottrina ivi citata).

 

                            2.4.4.   Per rivedere una rendita di
invalidità non basta un semplice cambiamento passeggero: le circostanze di base
devono mutare presumibilmente a lungo termine.

                                         In particolare, non è
motivo di revisione un temporaneo aumento di guadagno dell'assicurato (cfr. Ghèlew,
Ramelet, Ritter, op. cit., p. 114).

 

                            2.4.5.   La questione di sapere se si è
prodotto un simile cambiamento deve essere vagliata comparando le circostanze
esistenti al momento dell’ultima decisione cresciuta in giudicato, fondata su
un esame materiale del diritto alla rendita con un accertamento dei fatti
pertinenti, un apprezzamento delle prove e un raffronto dei redditi conforme al
diritto, e le condizioni esistenti all’epoca in cui è stata rilasciata la
decisione litigiosa (cfr. DTF 133 V 108
consid. 5; STF 9C_985/2008 del 20 luglio 2009 consid. 4, 9C_148/2007 del 21
gennaio 2008 consid. 3.2).

 

                                         Tanto
nel fissare inizialmente la rendita di invalidità quanto nel rivederla
successivamente si deve ipotizzare un mercato del lavoro in condizioni di
normalità, cioè essenzialmente equilibrato.

                                         I mutamenti congiunturali,
il passaggio, ad esempio, da una fase di recessione a una di crescita
economica, non sono motivo di revisione.

 

                                         Non si tiene parimenti
conto, né prima né dopo, di fattori estranei al danno della salute. 

                                         Ad esempio, le scarse
conoscenze scolastiche, le difficoltà linguistiche, le insufficienti attitudini
professionali, ecc., non sono rilevanti ai fini della commisurazione
dell'invalidità.

                                         Ciò che importa è la
diminuzione della capacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante
durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente ad
infortunio Sola conta, infatti, per la determinazione dell'invalidità,
l'incapacità lucrativa in nesso causale con il danno alla salute (che, a sua
volta, nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, deve essere in
relazione causale con l'infortunio).

 

                            2.4.6.   Nella decisione su opposizione
impugnata, l’ICO 1 ha ritenuto ingiustificato un aumento della rendita poiché
la capacità lavorativa sarebbe sostanzialmente rimasta immutata rispetto a
quanto constatato dal dott. __________ in occasione della visita di chiusura
del 24 gennaio 2007. Secondo l’assicuratore, il fatto che il PD dott. __________
abbia certificato un’incapacità di lavoro come verniciatore di automobili del
50-60% non permetterebbe di aumentare il grado di invalidità, poiché detto
specialista non avrebbe comparato la situazione attuale con quella esistente
nel 2007 (cfr. doc. 218, p. 4).

                                         D’altro canto, l’Istituto
assicuratore ha sostenuto che il ricorrente potrebbe meglio sfruttare la sua
capacità lavorativa residua sul mercato generale del lavoro. Raffrontando il
reddito da valido con un reddito che l’assicurato sarebbe ancora in grado di conseguire
nonostante il danno alla salute, l’Istituto è giunto alla conclusione che il
discapito economico sarebbe inferiore al 20%, ragione per la quale un
adeguamento della rendita in vigore non entrerebbe in linea di conto (cfr. doc.
218, p. 4). 

 

L’insorgente non condivide il
modo di agire dell’CO 1. 

Innanzitutto, egli contesta la
valutazione dell’esigibilità lavorativa espressa dal dott. __________ ritenendo
che egli non si sarebbe confrontato con l’apprezzamento espresso dal dott. __________
a margine della visita del 15 ottobre 2013 (incapacità del 50-60% - cfr. doc.
183). 

D’altro canto, l’assicurato
sostiene che il suo grado d’invalidità debba essere stabilito in funzione del
grado d’incapacità lavorativa accertato dal dott. __________ nella professione
di carrozziere e della conseguente perdita di guadagno (cfr. doc. I, p. 10).

Infine, in merito al raffronto
dei redditi effettuato dall’CO 1, l’insorgente non ritiene esigibile che gli sia
stato imposto un cambiamento di professione, essendo egli destinato a riprendere
l’azienda di famiglia (cfr. doc. I, p. 9-10).

 

                            2.4.7.   Chiamato ora a esprimersi
nella presente fattispecie, il TCA non può condividere la tesi dell’insorgente
secondo cui il grado d’invalidità debba essere necessariamente stabilito
prendendo in considerazione la perdita di guadagno effettivamente patita
svolgendo l’abituale attività di verniciatore di carrozzeria (doc. I, p. 9-10).

 

                                         Senza entrare nel merito
delle critiche mosse dal ricorrente all’operato del medico __________, questa
Corte ritiene che, comunque sia, il (nuovo) grado d’invalidità del ricorrente
non possa essere stabilito in base alla perdita di guadagno concreta, esistendo
sul mercato generale del lavoro delle professioni nell’esercizio delle quali RI
1 potrebbe meglio valorizzare la sua capacità lavorativa residua. 

 

Infatti, conformemente alla
giurisprudenza, una delle condizioni necessarie affinché la perdita di guadagno
concreta possa essere considerata perdita di guadagno computabile, è quella che
l'interessato eserciti un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si
deve ritenere che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua
(cfr. RAMI 1991 U 130, p. 270ss. consid. 4a). Questa condizione è espressione
del principio generale del diritto delle assicurazioni sociali che obbliga
l'assicurato ad intraprendere tutto quanto può da lui essere ragionevolmente
preteso per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze delle sue
affezioni invalidanti (DTF 113 V 28 consid. 4a e riferimenti; cfr. anche DTF
115 V 52 consid. 3d e 114 V 285 consid. 3).

 

Il TFA ha avuto
modo di confermare esplicitamente tali concetti in una sentenza U 334/02 del 22
aprile 2003, consid. 4.1.:

 

"(…).

Lorsque l'activitè
exercèe après la survenance de l'atteinte à la santè ne met pas pleinement en
valeur la capacitè de travail rèsiduelle de l'assurè, ce dernier peut être tenu
de quitter son poste de travail, voire d'abandonner son entreprise au profit
d'une activitè plus lucrative (arrêt A. du 10 dècembre 2001, U 74/ 01; RCC 1983
p 246)."

 

Ora, nel caso di specie, il reddito
conseguito dal ricorrente nell'ambito dell'attività (ridotta) di carrozziere,
non può determinare il reddito da invalido, non potendosi ritenere che, in
ossequio alla summenzionata giurisprudenza, RI 1 sfrutti in maniera completa e
ragionevolmente esigibile la sua restante capacità lavorativa.

 

La censura sollevata dal ricorrente, secondo cui non sarebbe esigibile imporgli
un reddito conseguibile in un’attività sostitutiva adeguata, in considerazione del
fatto che egli è destinato a riprendere l’azienda di famiglia, non merita,
dunque, di essere seguita. Al proposito, giova rilevare che, in una fattispecie
analoga, il TCA ha già ritenuto che a un assicurato attivo a tempo parziale (a
causa delle sequele infortunistiche) nell’attività di famiglia, poteva essere
imposto il cambiamento di attività professionale affinché sfruttasse al meglio
la sua residua capacità lavorativa sul mercato generale del lavoro (cfr. STCA
35.2007.77 del 24 ottobre 2007 consid. 2.6.). 

 

Tutto ben considerato, vista la natura del danno alla salute di cui egli è
portatore, il TCA ritiene che il ricorrente sia in grado di svolgere, a tempo
pieno e con un rendimento completo, un’attività lavorativa sostitutiva
confacente al suo stato di salute, ovvero compatibile con le limitazioni
nell’utilizzo dell’arto superiore destro infortunato.

Riguardo alla possibilità
per l’insorgente di esercitare un'attività adeguata alle sue condizioni di salute,
occorre far capo a quanto la nostra Massima Istanza e il TCA hanno giudicato in
fattispecie analoghe, riguardanti assicurati anch'essi con problematiche agli
arti superiori.

 

                                         In
una sentenza inedita del 12 novembre 1996, il TFA ha, ad esempio, ritenuto
realistica la possibilità di mettere a frutto la restante capacità lavorativa
in attività cosiddette sostitutive, trattandosi di un assicurato
cinquantacinquenne che - a causa dei postumi infortunistici interessanti, in
particolare, la spalla destra - era impedito nel sollevare pesi superiori ai 10 kg lungo tutto l'asse corporeo. La mobilità era ridotta di 2/3, certi movimenti non erano più
possibili, come ad esempio, il sollevamento del braccio oltre i 60°, di modo
che il braccio destro poteva unicamente servire come aiuto per il braccio
adominante. 

 

                                         In una sentenza 35.1997.23
dell'11 settembre 2000 - integralmente confermata dal TFA con sentenza U 449/00
dell'8 maggio 2002 -, questo Tribunale ha riconosciuto come reintegrabile nel
mondo del lavoro, un'assicurata che, secondo l'avviso dei medici, presentava
una mano sinistra infortunata praticamente inutilizzabile, fatta eccezione per
delle prese a tre dita senza forza.

 

                                         Il TFA è pervenuto alla
medesima conclusione in una sentenza U 240/99 del 7 agosto 2001, parzialmente
pubblicata in RAMI 2001 U 439, p. 347ss., concernente un assicurato che, a
causa dei disturbi e dei deficit funzionali all'estremità superiore destra, è
stato dichiarato in grado di svolgere lavori manuali molto leggeri, che non
richiedono l'impiego di forza con la mano destra, e il sollevamento di pesi
superiori ai 2 kg (e pertanto ritenuto praticamente monco di una mano).

 

                                         In una sentenza 35.2002.88
del 14 aprile 2003, questa Corte ha giudicato completamente abile in attività
leggere dal profilo dell'impegno fisico, comportanti in prevalenza dei compiti
di sorveglianza, un assicurato che, a causa di un, citiamo: "importante
deficit funzionale e ipotrofia muscolare all'emicinto scapolare destro.
Flessione attiva 100°, abduzione 90° solo con il gomito flesso, rotazione
interna solo fino all'altezza del trocantere. Ipersensibilità nella regione del
deltoide in corrispondenza del territorio di innervazione del nervo
ascellare", il medico di fiducia dell'assicuratore aveva ritenuto,
citiamo: "… limitato nelle attività lavorative che richiedono l'ingaggio
dell'arto superiore destro al di sopra della vita, scostato dal tronco, così
come nei movimenti di rotazione. Limitato l'uso di utensili, rispettivamente,
macchinari vibranti e contundenti. Trasporto di pesi possibile solo con il
braccio pendente, sollevamento di pesi solo al massimo fino al di sotto della
vita, tenendo l'arto superiore destro accostato al tronco." (cfr. STCA
succitata, consid. 2.6.).

 

                                         Con un giudizio I 27/06 e
U 18/06 del 24 agosto 2006, consid. 5.2.3, il TFA ha considerato in grado di
svolgere a tempo pieno semplici mansioni di sorveglianza, rispettivamente, di
controllo, così come lavori in un chiosco nonchè attività ausiliarie nel campo
della gastronomia o in un magazzino, un assicurato, nato nel 1948, che soffriva
di dolori cronici alla spalla destra con irradiazione al braccio destro, di
un’importante rottura della cuffia dei rotatori a destra (con rottura completa
del tendine dei muscoli sovra- e infraspinato, rottura parziale del tendine
sottoscapolare e lussazione del tendine del bicipite), di un’artrosi
dell’articolazione acromio-claveare e di una persistente pseudoparalisi del
braccio destro (diagnosi differenziale: spalla congelata post-traumatica).

 

                                         In una sentenza
8C_260/2011 del 25 luglio 2011, il TF ha dichiarato in grado di svolgere a
tempo pieno attività lavorative leggere non bimanuali, un assicurato che
presentava una paralisi, da parziale a completa, della muscolatura della spalla
e del braccio destro dominante. 

 

                                         Infine, in
una sentenza 8C_971/2008 del 23 marzo 2009, l’Alta Corte ha precisato che anche
per gli assicurati limitati nell’utilizzo della mano dominante, esiste
un mercato del lavoro sufficientemente ampio:

 

" Wie die Rechtsprechung wiederholt bestätigt hat, gibt es auf einem
ausgeglichenen Arbeitsmarkt genügend realistische Betätigungsmöglichkeiten für
Personen, welche funktionell als Einarmige zu betrachten sind und überdies nur
noch leichte Arbeit verrichten können. Längst nicht alle im Arbeitsprozess im
weitesten Sinne notwendigen Aufgaben und Funktionen im Rahmen der Überwachung
und Prüfung werden durch Computer und automatische Maschinen ausgeführt.
Abgesehen davon müssen solche Geräte auch bedient und ihr Einsatz ebenfalls
überwacht und kontrolliert werden. Die Gerichtspraxis ist bisher regelmässig
bei Versicherten, welche ihre dominante Hand gesundheitlich bedingt nur sehr
eingeschränkt als unbelastete Zudienhand einsetzen können, von einem
hinreichend grossen Arbeitsmarkt mit realistischen Betätigungsmöglichkeiten
ausgegangen (Urteil 9C_418/2008 vom 17. September 2008, E. 3.2.2).“ 

                                         (il corsivo
è del redattore)

                                         Ora, posto che la rendita
d’invalidità dipendente dall’infortunio del 2003 era stata stabilita in
funzione del discapito di rendimento patito dall’insorgente nell’esercizio
della professione di carrozziere (e della relativa perdita di guadagno), ulteriormente
ridotto a seguito della ricaduta del 2012 in base alla valutazione del dott. __________, nel quadro della revisione della rendita ex art. 17 LPGA, occorre far
capo al mercato generale del lavoro e procedere a un raffronto dei redditi.

 

                            2.4.8.   Si tratta ora di
valutare le conseguenze economiche del danno alla salute infortunistico.

 

                                         Per
quanto concerne il reddito da valido, secondo l’CO 1,
l'insorgente avrebbe guadagnato nel 2011, senza il danno alla salute, un
importo annuo di fr. 68'500 (cfr. doc. 218, p. 4).

                                         L'assicuratore
contro gli infortuni è partito dal reddito di fr. 54'800 effettivamente
percepito da RI 1 nel 2012 lavorando in misura dell’80%, riportandolo su un grado
d’occupazione del 100%.

 

                                         Con la
propria impugnativa, l’assicurato contesta il reddito da valido fissato dall’CO
1, ritenendo che, secondo il corso ordinario delle cose, senza l’evento
infortunistico del 2003, egli avrebbe già potuto rilevare almeno in parte
l’attività del padre (prossimo al pensionamento) o, perlomeno, essere
maggiormente coinvolto nella gestione della carrozzeria di famiglia e, di
conseguenza, essere meglio retribuito (cfr. doc. I, p. 10).

 

                                         Secondo la giurisprudenza,
il reddito che potrebbe realizzare l’assicurato senza invalidità é di principio
stabilito senza prendere in considerazione le possibilità teoriche di sviluppo
professionale o di promozione, a meno che degli indizi concreti rendano
molto verosimile che esse si sarebbero realizzate. Delle semplici dichiarazioni
d’intento da parte dell’assicurato non sono sufficienti; l’intenzione di
progredire sul piano professionale deve essersi infatti manifestata mediante
dei passi concreti, quali la frequentazione di un corso, l’inizio di studi
oppure lo svolgimento di esami (cfr. STF
8C_145/2012 del 9 novembre 2012 consid. 3.1 e 3.2, 8C_839/2010 del 22 dicembre
2010 consid. 2.2.2.2, 8C_938/2009 del 23 settembre
2010 consid. 6.2, 8C_530+533/2009 del 1° dicembre 2009 consid. 7.2).

 

                                         Ora, quanto sostenuto
dall’assicurato in sede di ricorso ha il valore di una semplice dichiarazione
di parte, che non risulta supportata da quegli indizi concreti richiesti dalla
giurisprudenza federale appena evocata. 

 

                                         Sulla scorta di quanto
precede, il TCA non ha alcuna valida ragione per discostarsi dal valore
ritenuto dall’amministrazione a titolo di reddito da valido (fr. 68'500)
che può dunque fare proprio. 

 

                            2.4.9.   Per quanto riguarda il reddito
da invalido, la giurisprudenza federale si fonda sui criteri fissati
nelle sentenze pubblicate in DTF 126 V 75 seg. e in DTF 129 V 472 seg.

 

                                         Nella prima
sentenza di principio la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione
del reddito da invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e
salariale concreta dell'interessato, a
condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la
capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività
effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale ("Soziallohn")
(DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti). Qualora difettino
indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla giurisprudenza,
essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La questione di
sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati statistici debbano
essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e professionali
del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di
servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione),
criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del 25% del salario statistico
permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire
sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle assicurazioni ha poi ancora
rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione
globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente
motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo
apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione.

 

                                         Nella seconda sentenza di
principio il TFA ha fissato i criteri da adempiere affinchè il reddito da
invalido possa essere validamente determinato sulla base dei salari DPL. 

                                         In quella sede, la nostra
Corte federale ha rilevato che, oltre a produrre almeno cinque DPL,
l’assicuratore infortuni è tenuto a fornire indicazioni sul numero totale dei
posti di lavoro entranti in linea di considerazione a dipendenza
dell’impedimento concreto, come pure sul salario più elevato, su quello più
basso, nonchè su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento.

                                         

                                         L’Alta Corte,
relativamente ai dati statistici, ha stabilito che sono esclusivamente
applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali
nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla
struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di statistica e non i valori
desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori in relazione alle
grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5 settembre 2006 nella causa P., I
222/04).

 

                                         In una sentenza del 7 aprile
2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla sentenza U 8/7 del 20
febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario da valido conseguito
in Ticino in una determinata professione è inferiore al salario medio nazionale
in quella stessa professione, anche il reddito da invalido va ridotto nella
medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti, art.cit., in RtiD II-2006
pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (…)”.

                                         Con sentenza 8C_399/2007
del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta la questione di
sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il valore fosse
chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”). Tale è di regola
stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45 consid. 6.2;
dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007; nella sentenza pubblicata
in SVR 2008 IV Nr. 49 consid. 2.3. l’Alta Corte non ha ritenuto rilevante un
gap salariale del 4%).

 

                                         La questione è stata
definitivamente risolta con la DTF 135 V 297, sentenza in cui la nostra Massima
Istanza ha stabilito che se il guadagno effettivamente conseguito
diverge di almeno il 5% dal salario statistico usuale nel settore, esso
è considerevolmente inferiore alla media ai sensi della DTF 134 V 322 consid. 4
p. 325 e può giustificare - soddisfatte le ulteriori condizioni -, un parallelismo
dei redditi da raffrontare. Questo parallelismo si effettua però soltanto per
la parte percentuale eccedente la soglia del 5%. Inoltre, le condizioni per una
deduzione a titolo di parallelismo e per circostanze personali e professionali
sono interdipendenti, nel senso che i medesimi fattori che incidono sul reddito
non possono giustificare contemporaneamente una deduzione a titolo di
parallelismo e una deduzione per circostanze personali e professionali.

 

                          2.4.10.   Dalle carte
processuali risulta che, nella decisione su opposizione impugnata,
l’amministrazione ha quantificato in fr. 62'420.02 il reddito da invalido,
applicando la tabella TA 1, livello di qualifica 4, senza operare ulteriori
decurtazioni (doc. 218, p. 4). 

 

                                         Conformemente
alla giurisprudenza federale di cui si è detto al precedente considerando, per
la determinazione del reddito ipotetico da invalido tornano applicabili i dati
statistici nazionali contenuti nella tabella TA 1.

 

                                         Utilizzando i dati forniti
da questa tabella, l’assicurato, svolgendo nel 2010 una professione che
presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della
rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439,
p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un
salario mensile lordo pari a fr. 4’901.--.

                                         Riportando questo dato su
41.6 ore (cfr. tabella pubblicata sul sito web dell’Ufficio
federale di statistica), esso ammonta a fr. 5'097.04 mensili oppure a fr.
61'164.48 per l'intero anno (fr. 5'097.04 x 12).

                                         Dopo
adeguamento all'indice dei salari nominali (+1.8% - cfr. la relativa tabella
pubblicata sul sito web dell’UFS), si ottiene, per il 2012, un reddito annuo di
fr. 62'420.

 

                                         L’assicurato, avesse
continuato a lavorare a tempo pieno in qualità di carrozziere, avrebbe
guadagnato, nel 2012, fr. 68'500/anno per un’occupazione a tempo pieno (cfr.
consid. 2.4.8.). 

                                         Tale reddito si situa al
di sopra della media dei salari per un'attività equivalente (tabella TA
1 2010, p.to 45 “riparazione di autoveicoli”, livello di qualifica 3: fr. 5'210
riportato su 42.3 ore/settimana = fr. 5'509.57 x 12 mesi = fr. 66'114.84 + adeguamento
all'indice dei salari nominali per il 2012 = fr. 67’304.90). Pertanto,
non entra in linea di conto nessuna decurtazione del reddito statistico a
titolo di gap salariale (cfr. consid. 2.4.9. in fine).

 

                          2.4.11.   In ossequio alla giurisprudenza
federale, occorre, in seguito, esaminare le circostanze specifiche del caso
concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado d'occupazione, cfr. DTF 126 V
80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere ad una riduzione percentuale del
salario statistico medio. La riduzione massima consentita ammonta al 25%,
percentuale che consente "… di tener conto delle varie particolarità che
possono influire sul reddito del lavoro" (cfr. DTF 126 V 80 consid.
5b/cc).

 

                                         Nella concreta evenienza, si
osserva che l’assicuratore convenuto non ha operato nessuna decurtazione di
questo genere. 

 

                                         Sebbene il giudice delle
assicurazioni sociali debba dare prova di riserbo nel sostituire il proprio
apprezzamento a quello dell’amministrazione (cfr. DTF 137 V 71, 132 V 393
consid. 3.3), ci si può chiedere se l’agire dell’CO 1 sia corretto. 

 

                                         Questo aspetto non merita
tuttavia di essere ulteriormente approfondito in quanto, anche volendo operare
una deduzione del 10% sul reddito statistico da invalido (per tener conto del
danno alla salute, unico fattore che potrebbe entrare in linea di conto nel
caso in esame, considerando, in particolare, la ancor giovane età del
ricorrente, la sua nazionalità e il pieno grado di occupazione esigibile in
attività confacenti), l’esito della vertenza non sarebbe quello che auspica il
ricorrente. 

 

                                         In effetti, confrontando
fr. 56'178 (pari al 90% di fr. 62'420) al reddito che egli avrebbe potuto
conseguire senza il danno alla salute, e cioè fr. 68'500, il grado d’invalidità
dell’insorgente risulta essere del 17.98%, arrotondato al 18% secondo la
giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121 consid. 3.2. (= SVR 2004 UV Nr. 11 p.
41). 

 

                                         Questo grado di
invalidità, essendo inferiore a quello in vigore (cfr. doc. 100), non darebbe
diritto a una revisione della rendita. 

 

                               2.5.   In esito a tutto quanto
precede, il ricorso di RI 1 deve essere respinto, sia per quanto riguarda la
domanda principale con cui è stato chiesto il riconoscimento delle prestazioni LAINF
di corta durata, che per quanto riguarda la domanda subordinata, tendente
all’aumento della rendita di invalidità al 40%.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti