# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f8201f51-0ab2-57b9-9cc2-176038d96153
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-11-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 12.11.2010 60.2010.150
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2010-150_2010-11-12.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2010.150

   

  	
  Lugano

  12 novembre
  2010/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano
  Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza 27/29.4.2010
presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1 , 

  
	
   

  	
   

  tendente ad ottenere, in
  relazione al procedimento penale promosso nei suoi confronti per titolo di
  infrazione alla legge federale sugli stupefacenti (inc. MP __________),
  un’indennità per ingiusto procedimento a’ sensi degli art. 317 ss. CPP;

  	 

 

	
   

  	
   

  

rilevato che, in ragione del manifesto
esito dell’istanza, non sono state chieste osservazioni al procuratore pubblico
Nicola Respini ed alla Divisione della giustizia;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto ed in diritto

 

                                         che
il 19.3.2010, a __________, in entrata in Svizzera, è stato arrestato IS 1 in
forza dell’ordine di arresto 31.8.2009 emanato a suo carico dal magistrato
inquirente per titolo di infrazione aggravata alla legge federale sugli
stupefacenti (AI 2/3/5);

 

 

                                         che
il provvedimento è stato confermato dal giudice dell’istruzione e dell’arresto
Ursula Züblin il 23.3.2010 – giorno successivo alla sua traduzione in Ticino –
considerata l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza e di
preminenti motivi di interesse pubblico (pericolo di fuga, bisogni
dell’istruzione) [AI 8];

 

 

                                         che
l’1.4.2010, al termine dell’interrogatorio davanti al procuratore pubblico,
l’accusato è stato scarcerato (AI 17/18);

 

 

                                         che
con scritto 27/29.4.2010 – inviato al Consiglio di moderazione e poi trasmesso
a questa Camera per competenza – IS 1 ha chiesto, siccome “(…) io risultai
completamente innocente (…)”, di essere risarcito per i danni materiali e
morali subiti in seguito alla detenzione di quattordici giorni ed al versamento
al difensore d’ufficio, avv. __________ (AI 9), per il tramite della moglie,
della somma di € 3'200.-- quale anticipo per oneri legali;

 

 

                                         che
con decreto 9.6.2010 il magistrato inquirente ha posto il qui istante in stato
di accusa davanti alla Pretura penale siccome ritenuto colpevole di complicità
in infrazione alla legge federale sugli stupefacenti giusta gli art. 19 cifra 1
LStup e 25 CP [“per avere, senza essere autorizzato, nel
corso dell’estate 2008, a __________, aiutato __________ ad acquistare
un’imprecisata quantità di sostanza stupefacente, ma almeno 7/8 kg di haschisch
ad un prezzo di CHF 2'250.-- al kg e 2 kg di marijuana ad un prezzo inferiore a Euro 5'000.-- al kg, presentandogli, durante un incontro appositamente
organizzato, __________, conosciuto anche con il nome di __________, persona
che sapeva detenere e vendere sostanza stupefacente”];

 

 

                                         che
ha proposto la sua condanna alla pena pecuniaria di CHF 2'000.-- (40 aliquote a
CHF 50.--/aliquota), da dedursi il carcere preventivo sofferto di quattordici
giorni, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni [pena aggiuntiva
alla pena detentiva di otto mesi, dei quali quattro con la condizionale con un
periodo di prova di due anni, decretata nei suoi confronti dal tribunale di __________
in data 29.4.2009], alla multa di CHF 1'000.-- ed al pagamento della tassa di
giustizia e delle spese;

 

 

                                         che
al decreto di accusa non è stata interposta opposizione: esso è dunque cresciuto
in giudicato (DA __________);

                                         che
giusta l’art. 317 CPP l’accusato prosciolto – assolto al processo dalla
Corte delle assise correzionali o criminali o dal giudice della Pretura penale
o liberato da ogni accusa con decreto di abbandono o, se del caso, di non luogo
a procedere – ha diritto ad un’indennità nella forma della rifusione delle
spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e della riparazione
del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de procédure pénale
suisse, 2. ed., Ginevra / Zurigo / Basilea 2006, n. 1556 ss.; R. HAUSER / E.
SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005,
§ 109 n. 1 ss.);

 

 

                                         che
occorre anzitutto determinare con precisione, interpretando, cosa il CPP intenda
con il termine prosciolto di cui all’art. 317 CPP;

 

 

                                         che
la legge è da interpretare in primo luogo procedendo dalla sua lettera;

 

 

                                         che,
se il testo di una disposizione legale è chiaro e non è necessario far capo ad
altri metodi di interpretazione ai fini di appurarne la portata, è lecito
scostarsi dal senso letterale soltanto qualora conduca a soluzioni
manifestamente insostenibili, contrarie alla volontà del legislatore;

 

 

                                         che
se, al contrario, il testo non è perfettamente chiaro oppure se più
interpretazioni del medesimo sono possibili, deve essere ricercato quale sia la
vera portata della norma, prendendo in considerazione tutti gli elementi di interpretazione,
in particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su
cui essa prende fondamento (è di rilievo il senso che essa assume nel suo
contesto) [DTF 130 V 229; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 30 ss.; R. HAUSER / E.
SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 6 n. 1 ss.; N. SCHMID, Strafprozessrecht, 4.
ed., Zurigo / Basilea / Ginevra 2004, n. 65 ss.];

 

 

                                          che il testo
di legge non specifica il senso del termine prosciolto;

 

 

                                         che
il procedimento penale, promossa l’accusa, deve concludersi con un decreto di
abbandono (art. 214 cpv. 1 CPP), rispettivamente – emanato l’atto o il decreto
di accusa – con una sentenza di condanna o di assoluzione (art. 261 / 262 CPP);

 

 

                                         che
secondo il CPP, quindi, è prosciolto l’accusato a favore del quale è stato
emanato un decreto di abbandono o un giudizio di assoluzione;

 

 

                                         che
i lavori preparatori non aiutano a chiarire ulteriormente il termine prosciolto,
segnatamente a sapere se il diritto valga soltanto in caso di totale
proscioglimento o anche in caso di parziale proscioglimento (N. SALVIONI,
Codice di procedura penale annotato, Locarno 1999, ad art. 317 CPP, p. 503
ss.);

 

 

                                         che
l’art. 429 del Codice di diritto processuale penale svizzero prevede invero
esplicitamente che l’imputato ha diritto ad un’indennità per danni materiali e
morali se è stato pienamente o anche soltanto parzialmente assolto (messaggio
del 21.12.2005 concernente l’unificazione del diritto processuale penale, in FF
2006 p. 1231; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, Zurigo / San Gallo 2009, n. 1
ss. ad art. 429 CPP; N. SCHMID, Handbuch des schweizerischen
Strafprozessrechts, Zurigo / S. Gallo 2009, n. 1802 ss.);

 

 

                                         che
nell’ambito della revisione delle norme sull’indennità a favore dell’accusato
prosciolto, entrata in vigore il 18.8.2006, il legislatore cantonale – pur
consapevole della regolamentazione in materia di indennità prevista dal CPP-CH
– ha rinunciato a specificare questo aspetto (messaggio n. 5749 del 25.1.2006,
ad art. 317 CPP; rapporto sul messaggio del 7.6.2006, ad art. 317 CPP);

 

 

                                         che,
nella propria giurisprudenza, questa Camera riconosce, di principio,
un’indennità per ingiusto procedimento unicamente in presenza di un
proscioglimento pieno dell’accusato;

 

 

                                         che
reputa nondimeno prosciolto a’ sensi dell’art. 317 CPP anche l’accusato
soltanto parzialmente assolto, ovvero prosciolto da imputazioni indipendenti da
quelle che hanno portato alla sua condanna, riconducibili a reati e/o a fatti
del tutto diversi;

 

 

                                         che
l’art. 317 CPP non è di conseguenza applicabile ai casi in cui le accuse che
hanno portato alla condanna e quelle che hanno indotto ad un proscioglimento
sono riferite al medesimo fatto o al medesimo complesso di fatti;

 

 

                                         che
il procedimento promosso nei confronti di IS 1 per titolo di infrazione alla
legge federale sugli stupefacenti, reato per cui il 19.3.2010 era stato
arrestato, è sfociato nel decreto di accusa 9.6.2010, cresciuto in giudicato
(DA __________);

 

 

                                         che
un decreto di accusa non è una decisione di assoluzione;

 

 

                                         che
la circostanza che il suo ruolo nella vicenda sia stato meglio definito, ovvero
ridimensionato, nel corso del procedimento penale non permette di far ritenere
che, come pretende, “(…) io risultai completamente innocente (…)”: i
fatti oggetto del decreto di accusa concernono, di tutta evidenza, come ben
emerge dalla lettura dell’incarto, il medesimo complesso di fatti di cui
alla promozione dell’accusa (AI 5/7) [criterio – quello del medesimo
complesso di fatti – che si può applicare anche nel caso concreto,
risoltosi con l’emanazione di una decisione di condanna];

 

 

                                         che,
di conseguenza, IS 1 non può essere reputato accusato prosciolto a’ sensi
dell’art. 317 CPP;

 

 

                                         che
l’istanza è respinta;

 

 

                                         che
giusta l’art. 39 cpv. 2 LTG la tassa di giustizia per le azioni concernenti
l’indennità dell’accusato prosciolto e l’indennità per la detenzione illegale è
fissata nei limiti stabiliti nell’art. 14 LTG e nell’art. 17 LTG;

 

 

                                         che
la tassa di giustizia di CHF 400.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi
CHF 450.--, sono poste a carico dell’istante, soccombente.

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 317 ss. CPP ed ogni
altra norma applicabile,

 

 

pronuncia

 

                                   1.   L’istanza
è respinta.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 400.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 450.--
(quattrocentocinquanta), sono poste a carico di IS 1, __________, __________.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali
e incidentali (art. 90 a 93 LTF) sono dati, a dipendenza dell’oggetto e del
valore, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv.
1 LTF), i ricorsi in materia penale, di diritto pubblico rispettivamente sussidiario
in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dagli
art. 95 a 98 LTF (art. 78, 82, 85, 113 ss. LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata dagli art. 81, 89 e 115 LTF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

                                      

 

                                         per
conoscenza:

                                      

 

 

 

Per la Camera dei ricorsi penali

Il presidente                                                           La
segretaria