# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3b037c11-0707-5400-9f5c-0d3a80f09041
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-02-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.02.2012 32.2011.231
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2011-231_2012-02-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2011.231

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  29 febbraio
  2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa
  Somaini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 settembre 2011
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 14 luglio 2011 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________RI
1, nato nel 1965, di professione verniciatore di carrozzeria, in data 26
febbraio 2010 ha presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI
per adulti (doc. 1/1-9).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, con progetto di decisione del 18
maggio 2011 (cfr. doc. 44/1-3), poi confermato con decisione del 14 luglio 2011,
l’Ufficio AI ha attribuito all’interessato un quarto di rendita di invalidità
(grado AI del 47%) a partire dal 1° maggio 2010 (doc. A).

 

 

                               1.2.   Contro la
citata decisione amministrativa l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha inoltrato
un  ricorso al TCA, postulando - oltre all’elaborazione di una perizia
pluridisciplinare che tenga conto di tutte le patologie che lo affliggono -
l’attribuzione di tre quarti di rendita di invalidità (doc. I).

                                         Sostanzialmente
la patrocinatrice ha contestato la decisione dell’amministrazione, criticando
in particolare il fatto che l’Ufficio AI, nonostante l’interessato presenti
disturbi “di natura cardiologica, ortopedica, urologica, psichiatrica e ora
anche pneumologica”, abbia stabilito che l’assicurato presenti una capacità
lavorativa residua del 50% sia nella sua attività, sia in altre attività
adeguate, senza tuttavia sottoporre lo stesso ad una valutazione peritale
pluridisciplinare, che tenga conto di tutte le sue numerose patologie.

                                         La rappresentante
del ricorrente ha inoltre rilevato che, a partire dal mese di aprile 2011,
l’interessato presenta delle nuove patologie (apnee notturne ostruttive; dolori
all’anca destra e dolori ai piedi) - al momento oggetto di accertamenti - delle
quali l’amministrazione non ha tenuto conto e che necessitano parimenti,
secondo la legale, di approfondimenti nell’ambito di una perizia
pluridisciplinare.

                                         La
patrocinatrice ha poi evidenziato che “i responsabili dell’assicurazione
invalidità hanno incontrato l’assicurato sempre sul posto di lavoro e hanno
effettuato il colloquio in presenza del datore di lavoro. Il titolare della
carrozzeria __________ ha dichiarato di mantenere alle proprie dipendenze il
signor RI 1 malgrado il suo stato di salute e per l’assicurato, che nutre una
particolare passione per il suo lavoro, questa circostanza è positiva. D’altra
parte però proprio per evitare che il datore di lavoro cambi idea egli, in
occasione dei colloqui avuti con i responsabili AI, non si è sentito libero di
indicare con precisione il suo stato di salute e le sue reali difficoltà
nell’effettuare il suo lavoro”.

                                         La
patrocinatrice ha, infine, criticato il calcolo del grado di invalidità
effettuato dall’amministrazione, contestando, in particolare, il fatto che
l’UAI non ha tenuto conto del reddito effettivamente conseguito
dall’interessato nella sua attività, pari a fr. 52'000 annui. 

                                         La legale
ha aggiunto che, nella determinazione del reddito da invalido - oltre ad una
riduzione percentuale del 10% per tener conto dei limiti funzionali
dell’interessato - “se invece si vogliono applicare le tabelle dei salari lordi
sui valori nazionali occorre prendere in considerazione una riduzione per altri
fattori almeno del 5% per “salario regionale inferiore”, componente che
compromette considerevolmente il grado di invalidità dell’assicurato visto che
il suo reddito da invalido non corrisponde alla metà del suo reddito effettivo
senza invalidità” (doc. I).

                                         

                               1.3.   In data 3
ottobre 2011, la patrocinatrice ha comunicato al TCA che l’assicurato “è ora
inabile al lavoro nella misura del 100% per malattia” (doc. VI + D).

 

                               1.4.   L’UAI, in
sede di risposta - dopo avere ribadito, sulla base delle considerazioni mediche
del dr. __________ del SMR, la correttezza sia della valutazione medica relativa
ad una capacità lavorativa residua dell’assicurato del 50%, sia di quella
economica - ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa, con argomenti
di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. VIII +
1-4). 

                                      

                               1.5.   In data 11
novembre 2011, la patrocinatrice dell’assicurato ha comunicato al TCA che
l’interessato è ricoverato presso l’Ospedale __________ con un’incapacità
lavorativa del 100%, come attestato dal dr. __________, ribadendo la necessità
di una valutazione peritale pluridisciplinare (doc. XII + E1/2).

 

                               1.6.   Con
osservazioni del 22 novembre 2011, l’amministrazione, sulla base delle
annotazioni del 18 novembre 2011 del dr. __________ del SMR (doc. XVII/bis), ha
rilevato che “il certificato relativo al peggioramento dello stato di salute
dell’assicurato è avvenuto in epoca successiva all’emanazione della decisione
impugnata e dovrà pertanto essere valutato nell’ambito di una revisione” (doc.
XIV).

 

                               1.7.   Con scritto
del 13 dicembre 2011, la patrocinatrice ha rilevato che la patologia
psichiatrica dell’interessato, così come del resto anche i disturbi ortopedici
e quelli derivanti dalle apnee notturne, erano già esistenti al momento di
emanazione della decisione impugnata, ribadendo la richiesta di svolgimento di
una perizia pluridisciplinare atta a definire tutte le patologie
dell’assicurato e l’influsso delle stesse sulla sua capacità lavorativa residua
(doc. XIX).

 

                                         Questo
scritto del ricorrente è stato trasmesso all’amministrazione (doc. XX), per
conoscenza.

 

                                         

 

                                         in
diritto

                                         

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF  9C_211/2010 del 18 febbraio
2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a stabilire se a ragione l’Ufficio AI ha attribuito all’assicurato un
quarto di rendita di invalidità o se, al contrario, come da lui richiesto, egli
abbia diritto a tre quarti di rendita di invalidità. 

                                         

                                         Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo
la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         L’art. 28
cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno
diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di
rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi
almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. 

 

                                         Ai sensi
dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere
determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle
affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et
pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto
dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei
all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini
fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21;
Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente
esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e
dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione
personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua
capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge
il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se
ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione
fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                                         Al
proposito va infine ancora rilevato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le
circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla
rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla
medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali
modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione
(rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili
di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I
26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).

                                      

                               2.3.   Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che è decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile
per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169;
Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag.
342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10
consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag.
128).

 

                                         L'Alta Corte ha inoltre
avuto modo di precisare che:

 

"  (…)

Tra i danni alla salute psichica, i
quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art.
4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali
propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono
considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono
turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità
di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la
misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più
oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.
1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29
settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."

 

                                         Secondo la giurisprudenza
del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni
dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la
farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella
causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,
pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti). 

                                         

                                         In una
sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il Tribunale federale ha ribadito che “(…)
il riconoscimento di un danno alla salute psichica presuppone in particolare la
diagnosi espressa da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti
da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V
396 segg.; cfr. pure la recente sentenza del Tribunale federale delle
assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid. 4). (…)” (STF I 384/06 del 4
luglio 2007).

 

                               2.4.   Dopo avere
esaminato i rapporti medici inviati dai medici curanti dell’assicurato
all’attenzione dell’UAI, nelle sue annotazioni mediche del 30 aprile 2010, il
dr. __________ del SMR, specialista FMH in medicina interna (sul diritto per
gli assicurati di conoscere la specializzazione dei medici del SMR, cfr. SVR
2008 IV Nr. 13), ha osservato:

 

" 
Domanda di prestazioni del 3 marzo 2010.

 

Riassunto degli atti:

 

Rapporto Dr. __________ del 31 luglio 2008:

Situazione cardiaca stabile, calo ponderale
auspicabile (IMC = 28,9 kg/m2). Frazione d'eiezione = 50%.

 

Rapporto del Servizio di riabilitazione
cardiovascolare del __________ dell'8 ottobre 2008:

Riabilitazione con scopo di correzione dei
fattori di rischio cardiovascolare (sovrappeso). Insufficienza aortica, stato
dopo sostituzione della valvola aortica e dell'aorta ascendente tramite
condotto valvolato. Funzione sistolica normale. Coronarie normali (2002). Stato
depressivo, trattato. Edema gamba destra specialmente alla sera.

 

Rapporto Dr. __________ del 18 giugno 2009:

Metatarsalgie centrali soprattutto a destra su
piede equino funzionale. Edema della gamba destra, perimetro dei polpacci
simmetrico. Si consigliano plantari.

 

Rapporto Dr. __________ alla __________ del 25
giugno 2009:

Piede equino funzionale a destra con
accorciamento della gamba destra di 1 cm, linfedema secondario all'arto inferiore destro, coxartrosi a sinistra, sindrome ansioso-depressiva. Stato dopo
sostituzione della valvola aortica.

Protesi dell'anca sinistra indicata. Prognosi
favorevole.

 

Rapporto operatorio del 17 agosto 2009:

Coxartrosi grave a sinistra. Impianto di protesi
totale dell'anca sinistra.

 

Rapporto Dr. __________ del 22 febbraio 2010:

Impedimento dell'estensione completa del
ginocchio destro e dolore alla flessione >90-100°. Nessun disturbo
da parte della protesi dell'anca sinistra. Dolenzia diffusa della muscolatura
delle gambe. Capacità lavorativa = 50%.

 

Rapporto Dr. __________ del 21 aprile 2010:

Linfedema secondario (a complesso intervento urologico)
parzialmente regressivo, stadio III, dell'arto inferiore destro, accorciamento
dei tendini flessori del ginocchio destro, esiti di impianto di protesi
dell'anca sinistra, piede equino funzionale a destra, esiti da difetto cardiaco
congenito trattato con protesi meccanica della valvolare aortica (2002).
Prognosi abbastanza favorevole per quanto riguarda i disturbi al ginocchio
destro, probabilmente con disturbi residuali al carico. Il linfedema cronico
necessita di cure regolari e compressione adeguata e presenta un rischio per
infetti (erisipela). Per 1-2 cicli annui di fisioterapia intensa (drenaggio
linfatico) sarà necessaria l'interruzione temporanea del lavoro. Il linfedema
non permette la ripresa totale dell'attività abituale (rendimento ridotto). In
passato depressioni. L'attività abituale appare esigibile al massimo per 5 ore
giornaliere. 

Capacità lavorativa = 60-70%.

 

Inabilità lavorativa (certificati Dr. __________
e Dr. __________):

 

             50%                        6 maggio      -      16
agosto 2009

           100%              17 agosto 2009      -      17
gennaio 2010

             50%      dal 18 gennaio 2010

 

In complesso si nota che dal punto di vista
cardiovascolare, la situazione è stabile e soddisfacente per quanto riguarda la
funzione sistolica ed il funzionamento della protesi valvolare. Il risultato
dopo impianto di protesi totale dell'anca sinistra è pure stabile e soddisfacente.
Le alterazioni dei piedi necessitano di adeguati plantari.

 

La capacità lavorativa è limitata dal linfedema
all'arto inferiore destro che, secondo l'angiologo Dr. __________, non permette
la ripresa del lavoro in misura totale per l'attività abituale con limitazione
dell'orario lavorativo a 5 ore giornaliere e periodi d'inabilità lavorativa totale
1-2 volte all'anno per fisioterapia intensa (drenaggio linfatico).

 

Apparentemente, la sindrome depressiva non ha
attualmente ripercussioni sulla capacità lavorativa. In ogni caso non è oggetto
di una presa a carico specialistica.

 

Procedere: convocare l'assicurato per un
colloquio, all'occasione del quale si stabilisce anche l'eventuale indicazione
per una valutazione specialistica psichiatrica." 

(Doc. 18/1-2)

 

Nelle successive annotazioni del 21 maggio 2010,
il dr. __________ ha indicato:

 

" 
Sopralluogo sul posto di lavoro e colloquio con
l'assicurato e con il datore di lavoro del 20 maggio 2010 ore 15.

 

L'assicurato lavora dal 1° novembre 2008 presso
la ditta Carrozzeria __________ come verniciatore di carrozzeria. Si tratta di
una ditta di piccole dimensioni con un paio di impiegati, gestita dal
proprietario e sua moglie. L'ambiente appare sereno e tranquillo.

 

Il datore di lavoro riferisce di essere molto
soddisfatto delle prestazioni del dipendente per quanto riguarda precisione ed
affidabilità. Il suo rendimento è però ridotto: egli è presente tutto il
giorno, ma presta, secondo il suo stato di salute, tra 40 e 60%, in media
scarsi 50% intercalando delle pause supplementari (durante le quali si sdraia
con le gambe rialzate) e lavorando lentamente. La tolleranza allo stress è
ridotta. Grazie al rapporto di fiducia con il dipendente, il datore di lavoro è
a conoscenza del genere del danno della salute e dimostra ampia comprensione
confermando di non essere intenzionato a sciogliere il rapporto di lavoro.

 

Il lavoro è fisicamente medio-leggero a volte
deve alzare e spostare pezzi di carrozzeria pesanti, e si svolge sempre in
posizione eretta in officina o nell'apposita cabina di verniciatura chiusa ed
adeguatamente ventilata.

 

L'assicurato ha conseguito l'apprendistato di
verniciatore di carrozzeria presso la Carrozzeria __________, dove ha
successivamente lavorato. Dopo alcuni cambiamenti del posto di lavoro ha avuto
un'attività in proprio per 3 anni prima di lavorare per 8 anni alle dipendenze
della Carrozzeria __________ e dal 1° novembre 2008 presso l'attuale datore di
lavoro. Durante i precedenti periodi non si sono verificati dei periodi
d'inabilità lavorativa di lunga durata.

 

L'assicurato presenta diversi danni della salute:

    -    Piede
equino funzionale a destra, ultimamente sintomatico con metatarsalgie che
rendono necessario l'uso di scarpe speciali.

    -    Coxartrosi
a sinistra, impianto di protesi totale in data 17 agosto 2009 (Dr. __________)
con buon risultato.

    -    Gonalgia
a destra con accorciamento dei tendini flessori, oggetto di cure fisioterapiche
con discreto successo.

    -    Esiti
di intervento urologico (non meglio precisato) nel 2004 con formazione di
linfedema cronico all'arto inferiore destro necessitante calze compressive e
periodicamente drenaggio linfatico. Non porta le calze con regolarità, p. es.
all'occasione della visita odierna no.

    -    Insufficienza
aortica su valvola bicuspide e dilatazione dell'aorta toracica, manifestatasi
con uno scompenso acuto con fibrillazione atriale tachicardica nell'ottobre
2001 ed operata con impianto di condotto valvolato con buon risultato,
all'ultimo controllo cardiologico del 2008 frazione d'eiezione = 50% e
funzionamento della valvola buono, si sottopone regolarmente a controlli medici
e cure cardioriabilitative. Coronarie normali.

    -    Obesità
(IMC >35 kg/m2), i tentativi di dimagrire tramite cure
dietetiche sarebbero tutti falliti.

    -    Sindrome
ansiosa caratterizzata da disturbi cardiaci (tachicardia, dispnea da sforzo) e
sindrome depressiva con regresso episodio importante caratterizzato da pensieri
auto clastici ed oggetto di terapia con psicofarmaci e colloqui di sostegno,
dapprima presso l'allora medico curante Dr. __________ e successivamente presso
l'SMP di __________ (Dr.ssa?) fino a 3-4 anni fa. Da allora l'assicurato
autogestisce una terapia composta da tranquillanti ed antidepressivi (Temesta®, Tranxilium®,
Deanxit® ed Efexor®) senza ulteriori controlli specialistici.

 

Procedere:

    -    il
controllo cardiologico comunque indicato annualmente metterà chiarezza
sull'effettiva funzione cardiaca ed eventuali compromissioni

    -    è
auspicabile un ripristino della presa a carico specialistica della sindrome
ansiosa e depressiva con colloqui di sostegno e gestione della farmacoterapia.

 

Prognosi:

La prognosi circa un aumento della capacità
lavorativa appare favorevole, un ripristino della piena capacità lavorativa
nell'attività abituale o in un'altra confacente appare tuttavia improbabile
alla luce dei complessi danni della salute." (Doc. 21/1-2)

 

Nel rapporto medico dell’11 gennaio 2011, il dr. __________
del SMR ha poste le diagnosi principali di “esiti di intervento urologico
(2004) su linfedema secondario stadio III parzialmente regressivo dell’arto
inferiore sinistro; insufficienza aortica su valvola bicuspide ed aneurisma
dell’aorta su intervento di Bentali con condotto valvolato (2002),
anticoagulazione, frazione di eiezione = 50% (limite inferiore della norma)”,
quali ulteriori diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa quelle di
“accorciamento dei tendini flessori del ginocchio destro con meniscopatia
degenerativa; coxartrosi a sinistra con impianto di protesi dell’anca sinistra
(17 agosto 2009)”, mentre quali diagnosi senza influsso sulla capacità
lavorativa ha indicato quelle di “obesità (IMC = 30.7 kg/m2); sindrome ansiosa;
piede equino funzionale a destra con indicazione per scarpe speciali”

(doc. 42-1).

Il dr. __________ - dopo avere indicato, quali
limiti funzionali, che l’interessato “può lavorare tutto il giorno, il
rendimento è ridotto a causa delle pause supplementari necessarie (per
sdraiarsi con le gambe rialzate). La tolleranza allo stress è ridotta, la
prestazione lavorativa rallentata. Egli può alzare e spostare pesi fino a 10 kg, talvolta anche fino a 15-20 kg. Professioni con elevato rischio di ferirsi sono controindicate
per l’anticoagulazione in atto a vita” – ha ritenuto l’assicurato inabile al
lavoro al 50% dal 18 gennaio 2010, osservando:

 

" 
(…)

Assicurato con patologia complessa di carattere
vascolare, cardiaco ed ortopedico, il quale è ritenuto inabile al lavoro al 50%
sia dall'angiologo, sia dal chirurgo ortopedico.

 

La capacità residuale è sfruttata nel migliore
dei modi presso l'attuale datore di lavoro, il quale ha una piccola impresa e
si dimostra estremamente comprensivo nei confronti del dipendente, come ho
potuto constatare all'occasione della mia visita in ditta del 20 maggio 2010.
Il datore di lavoro sottolinea del resto come si tratta di un dipendente
preciso ed affidabile.

 

I periodi d'inabilità lavorativa indicati sono
documentati." 

(Doc. 42/2)

 

                               2.5.   In sede
ricorsuale, l’assicurato ha criticato la decisione dell’UAI di attribuzione di
un quarto di rendita a partire dal 1° maggio 2010, trasmettendo al TCA il
seguente referto, datato 8 settembre 2011, redatto dal dr. __________,
specialista FMH in medicina interna e angiologia:

 

" 
Con la presente certifico che il summenzionato,
a partire da inizio giugno 2011, presenta 3 patologie di relativa nuova
insorgenza, per le quali sono in corso degli accertamenti ulteriori.

 

-   sindrome delle apnee notturne ostruttive. È in discussione
l'applicazione di un dispositivo C-PAP notturno. Il paziente viene seguito dal
Dr.med. __________;

-   dolori importanti ed acuti nella regione dell'inguine e
dell'anca di destra di origine ancora non determinata di nuova insorgenza e
investigati da parte del Dr. med. __________, Ortopedia FMH;

-   presenza di grossi clavi dolorosi al piede destro in presenza
d'importanti difficoltà deambulatorie ed é curato dal Dr. med. __________,
Dermatologia FMH e vi é richiesta formale per scarpe ortopediche su misura.

 

Restano comunque aperte le problematiche del
ginocchio di destra con un flexum che non ha potuto essere operato a causa
dell'insorgenza della problematica dell'anca destra." (Doc. B)

 

                                         Al
riguardo, il dr. D. __________ del SMR, specialista FMH in medicina generale,
nelle annotazioni del 20 settembre 2011, ha osservato:

 

" 
Richiesta 3.2010

 

Assicurato con IL 50% da 5.2009 per problematica
ortopedica e vascolare.

 

Visita sul posto di lavoro 5.2010 (dr. ____________________)
e seguente valutazione: si conferma IL 50% (rendimento ridotto)

 

si calcola un grado AI 47% dopo confronto
redditi, segue decisione del 14.7.2011 

 

Ricorso:

 

certificato dr. __________ del 8.9.2011:

presenza di nuove patologie in accertamento:

    -    sindrome delle apnee notturne con
probabile trattamento C-PAP 

    -    dolori inguine destra

    -
   clavi dolorosi ai piedi con necessità di scarpe ortopediche su misura

 

Valutazione:

 

    -
   si conferma una IL del 50% nell'attività abituale, attività adatta al danno alla salute
con attuale posto di lavoro ideale (valutazione confermata tramite sopralluogo)
e datore di lavoro che mostra ampia comprensione.

    -
   L'attuale documentazione medica indica nuove
patologie senza specificare l'influsso sulla CL. Da notare che attualmente non
vi è certificata, da quanto risulta dall'incarto, una IL superiore al 50%.

    -
   L'attività attualmente svolta non risulta dannosa
per l'assicurato, attività che di fatto riesce a svolgere con un rendimento del
50%." (Doc. VIII/1)

 

L’assicurato ha poi trasmesso al TCA i seguenti
certificati medici:

 

-         
referto del 25 ottobre 2011 del dr. __________,
specialista FMH in medicina interna, indirizzato al dr. C. __________, del
seguente tenore:

 

"  Con
la seguente lettera vorrei indirizzarti con una certa urgenza il sopraccitato
paziente per un ricovero presso il tuo nosocomio.

Ho parlato con il
paziente in un modo approfondito sull'intenzione di ricoverarlo presso la
Clinica __________.

Dal punto di vista internistico
non ci sono particolari problemi, il paziente è in cura per:

          Una
cardiopatia valvolare

          Una lieve
sindrome di apnea notturna

          Uno stato
dopo protesi anca sinistra

          Attualmente
una gonalgia per gonartrosi ginocchio ds

Il paziente è sotto
la seguente terapia:

          sintrom
sec. Quick

          Beloc Zok
50 1-0-0

          Seropram 20
1-0-0

          Tranxilium
5 al bisogno.

Indicazione del
ricovero è una grave sindrome ansio-depressiva, reattiva su usura, mobbing,
maltrattamento su forma di schiavitù da parte del datore di lavoro. Infatti
malgrado una invalidità con certificato medico al 100% da parte dell’ortopedico,
il paziente per ricatti da parte del datore di lavoro va obbligato a
lavorare fino a tarda notte, che ha portato a una sindrome di disadattamento
grave con una sindrome ansio-depressiva reattiva. II paziente accennava un
possibile tentamen se non riesce ad uscire da questo circolo vizioso. L'unica
soluzione a mio avviso è un ricovero, una terapia medicamentosa e sostegno
psicologico, per rientrare in qualche modo nella sua attività professionale in
un'altra ditta.

Per i dettagli sono
disponibile a spiegarli verbalmente, sul mio numero diretto 683 66 12.

Ti ringrazio per la
collaborazione e ti prego di convocare il paziente tramite il suo telefono
portatile.

 

PS: il paziente dice
di essere stato seguito dal servizio di psichiatria a __________, purtroppo non
sono in possesso di nominativi." (Doc. E2)

 

-         
referto del 10 novembre 2011 del dr. __________,
specialista FMH in psichiatria e psicoterapia, indirizzato alla patrocinatrice
dell’interessato, del seguente tenore:

 

"  Come
Lei sa, il Signor RI 1 è ricoverato all'Ospedale __________, nel reparto di
psichiatria e psicoterapia, dal 4.11.2011.

Le sue condizioni di
salute sono in fase di valutazione; egli soffre di una patologia che abbraccia
tanto l'aspetto fisico quanto l'aspetto psichico e quest'ultimo in particolare
chiede un periodo di osservazione e di valutazione stimabile in alcune
settimane almeno.

 

Le potrò fornire
informazioni più precise non prima della metà di dicembre." (Doc. E1)

 

Nelle sue annotazioni del 18 novembre 2011, il
dr. __________ del SMR ha osservato:

 

" 
Assicurato attualmente ricoverato a __________
dal 4.11.2011.

 

Valutazione: dall’attuale certificazione risulta
peggioramento dello stato di salute a partire dal 4.11.2011 con attuale IL
100%, CL da valutare nel decorso.” (Doc. XVII/bis)

 

                               2.6.   Per costante
giurisprudenza (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità, all'amministrazione
(o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono
essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito
del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute,
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al
lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare
quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al
consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare
quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).

 

                                         Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza
dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e
che le conclusioni del perito siano ben motivate. 

                                         Determinante
quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine
del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto
(STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U
329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160
consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM
1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il
suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998
IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).

 

In una sentenza pubblicata
nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al
principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la
valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per
quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il
giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti,
il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro
conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa
fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono
ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una
superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI
2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

 

                                         Nella
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI
1993 pag. 95).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         Per quel
che concerne il Servizio di Accertamento Medico (SAM) dell’assicurazione
invalidità, l’Alta Corte nella DTF 132 V 376 ha rilevato che se un Centro d'accertamento medico è incaricato di rendere una perizia,
devono essere osservati i diritti di partecipazione conferiti dall'art. 44 LPGA
(consid. 6 e 7).

 

                                         In merito
al valore probatorio delle perizie amministrative dei servizi medici di
accertamento (SAM), sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità del processo
e della parità delle armi, in una sentenza pubblicata in DTF
136 V 376 il Tribunale Federale ha specificato che la qualità formale di
parte dell'organo esecutivo dell'assicurazione per l'invalidità nella procedura
giudiziaria, rispettivamente la sua legittimazione a presentare ricorso in
materia di diritto pubblico, non consentono di considerare come atti di parte
le prove assunte dall'amministrazione nella precedente fase non contenziosa. 

 

                                         In una
sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V
210, il Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche della giurisprudenza
federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di
accertamento medico (SAM; Art. 72 bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità
alla CEDU e alla Costituzione, formulate soprattutto nel parere del Prof. Dr.
iur. Jörg Paul Müller e del Dr. iur Johannes Reich dell’11 febbraio 2010.

                                         L’Alta
Corte è arrivata alla conclusione che l’acquisizione delle basi mediche per
poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni
come i SAM nell’assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo
nelle procedure giudiziarie é di per sé conforme alla Costituzione e alla
Convenzione (consid. 2.1-2.3). D’altra parte il Tribunale federale ha
riconosciuto che attraverso tali perizie vengono messe in pericolo in modo latente
le garanzie procedurali, visto il potenziale di ricavi dell’attività dei SAM
nei confronti dell’assicurazione invalidità e con ciò anche della loro
dipendenza economica (consid. 2.4). La nostra Massima Istanza ha perciò
ritenuto necessario adottare dei correttivi:

                                         (a
livello amministrativo)

                                         -
assegnazione a caso dei mandati di perizia ai SAM (consid. 3.1),

                                         -
differenze minime delle tariffe della perizia (consid. 3.2),

                                         -
miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo (consid.
3.3),

                                         -
rafforzamento dei diritti di partecipazione:

                                         -- in
caso di divergenze l’amministrazione deve ordinare la perizia attraverso una
decisione incidentale impugnabile davanti al Tribunale cantonale delle
assicurazioni o al Tribunale federale amministrativo (consid. 3.4.2.6;
cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 132 V 93);

                                         -- alla
persona assicurata spettano precedentemente i diritti di partecipazione alla
procedura (ad esempio: quello di esprimersi sui quesiti peritali; consid.
3.4.2.9; cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 133 V 446); 

                                         (a
livello dell’autorità giudiziaria di prima istanza)

                                         In caso
di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il
Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una
perizia medica (consid. 4.4.1.3 e 4.4.1.4; cambiamento della giurisprudenza
secondo DLA 1997 

                                         Nr. 18 p.
 85, C 85/95 consid. 5d con riferimenti, sentenza H 355/99 del 11 aprile 2000 consid.
3b), i cui costi sono posti a carico dell’assicurazione invalidità (consid.
4.4.2).

 

                                         Infine,
il Tribunale federale ha concluso che le perizie raccolte secondo il vecchio
standard processuale non perdono di per sé il loro valore probatorio. Piuttosto
si dovrà decidere nel contesto dell’esame del singolo caso, alla luce delle sue
specifiche caratteristiche e delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto
di fondarsi esclusivamente sui mezzi di prova disponibili per prendere la
decisione impugnata è o no conforme al diritto federale (consid. 6). (Sul tema
cfr. STF 9C_120/2011 del 25 luglio 2011).

 

                                         Nella
sentenza 9C_243/2010 del 28 giugno 2011 il TF ha in particolare precisato
quanto segue a proposito del valore probatorio delle perizie di un SAM:

 

" 
2.2.2 Das Bundesgericht hat in BGE 136 V 376 dargelegt, dass diese Kritik im Ansatz unzutreffend ist, weil sie
die verfassungs- und gesetzesrechtlichen Grundlagen der schweizerischen
Verwaltungsrechtspflege ausblendet. Danach handelt die IV-Stelle im Verwaltungsverfahren
nicht als Partei, sondern als zur Neutralität und Objektivität verpflichtetes
Organ des Gesetzesvollzugs. Solange kein Beschwerdeverfahren angehoben ist,
läuft ein Einparteienverfahren mit dem Leistungsgesuchssteller als Partei und der
IV-Stelle als Behörde, welche nach den Grundsätzen des Amtsbetriebes die
Herrschaft über das Verfahren innehat. Nach dem Übergang zum
Anfechtungsstreitverfahren wird die Verwaltung zwar im prozessualen Sinne zur
Partei; sie bleibt lite pendente indessen weiterhin an die rechtsstaatlichen
Grundsätze (Art. 5 BV) gebundenes, der Objektivität und Neutralität
verpflichtetes Organ. Daher hat sie nicht auch im materiellen Sinn
Parteieigenschaft. Von dieser Rechtslage geht die Judikatur über die
Beweiskraft versicherungsmedizinischer Berichte und Gutachten (BGE 125 V 351; 122 V 157) aus. Sind formell einwandfreie und materiell schlüssige (das
heisst beweistaugliche und beweiskräftige) medizinische Entscheidungsgrundlagen
des Versicherungsträgers (Administrativgutachten) vorhanden, so besteht daher
nach der Rechtsprechung kein Anspruch auf eine gerichtliche Expertise (BGE 135 V 465 E. 4 S. 467). Gemäss der Rechtsauffassung, wie sie in der
gesetzlichen Ordnung über die Amtsermittlungspflicht des
Sozialversicherungsträgers zum Ausdruck kommt, wird Beweis über
sozialversicherungsrechtliche Ansprüche schwergewichtig auf der Stufe des
Administrativverfahrens geführt, nicht im gerichtlichen Prozess. Hierin liegt
eine Grundentscheidung des Gesetzgebers, deren Abänderung im formellen Gesetz
vollzogen werden müsste (vgl. Art. 164 Abs. 1 lit. e-g BV). Die Verwaltung ist
aufgrund von Art. 89 Abs. 2 lit. a BGG immer dann zur Beschwerde berechtigt,
wenn der angefochtene Akt die Bundesgesetzgebung in ihrem Aufgabenbereich
verletzen kann. Aus der formellen Parteieigenschaft der Durchführungsstelle im
gerichtlichen Prozess bzw. der Legitimation zur Erhebung von Beschwerden in
öffentlich-rechtlichen Angelegenheiten kann offensichtlich nicht gefolgert
werden, auch die Beweiserhebungen der IV-Stelle im (vorausgehenden)
nichtstreitigen Verfahren bis zum Verfügungserlass seien Handlungen einer
(formellen) Partei, womit das spätere gerichtliche Abstellen hierauf gegen die
Verfassung oder die EMRK verstiesse. 

2.2.3 Die grundsätzliche Verfassungs- und
Konventionsmässigkeit der Beschaffung medizinischer Entscheidungsgrundlagen
durch externe Gutachtensinstitute in der schweizerischen Invalidenversicherung
bestätigt ein rechtsvergleichender Ausblick. Danach kann - eine zweifellos in
die Kompetenz des nationalen Gesetzgebers fallende Grundentscheidung - die
medizinische Sachkompetenz entweder bei der entscheidenden Behörde selber
liegen oder bei zur Entscheidung im Einzelfall beizuziehenden Sachverständigen.

 

(…)

 

2.3 Im Hinblick auf die Ermittlung des
medizinischen Sachverhalts sind die MEDAS gesetzlich (Art. 59 Abs. 3 IVG)
vorgesehene Hilfsorgane der Invalidenversicherung. Als solche unterliegen sie
gleich wie die IV-Stellen selber dem verfassungsmässigen Gebot eines neutralen
und objektiven Gesetzesvollzugs. Institutionell wird die Eigenschaft der
Neutralität und Objektivität durch die selbständige Stellung der MEDAS
gestützt. Ihre Selbständigkeit zeigt sich darin, dass sie in ganz
verschiedenen, selber gewählten Rechtsformen auftreten und auf
unterschiedlichen Trägerschaften beruhen; sodann werden sie vom BSV weder
fachlich beaufsichtigt (vgl. Art. 64a IVG), noch sind sie im Einzelfall
weisungsgebunden. Ihre Kosten werden naheliegenderweise aus der IV-Rechnung
gedeckt, weshalb sie mit dem BSV auf tarifvertraglicher Grundlage
zusammenarbeiten (zu der daraus sich ergebenden Problematik vgl. aber unten E.
3.1.2).

Unter diesen Umständen kann das Gebot der
Verfahrensfairness nicht allein durch den Umstand verletzt sein, dass
gutachtliche und andere medizinische Erkenntnisse aus dem
Administrativverfahren die wesentliche tatsachenbezogene Entscheidungsgrundlage
für die gerichtliche Überprüfung des Verwaltungsaktes bilden. Die Konzeption,
wonach ein Gericht auf die vom Versicherungsträger korrekt erhobenen Beweise
abstellen und auf ein eigenes Beweisverfahren verzichten darf, bleibt
grundsätzlich vereinbar mit Völker- und Bundesrecht (BGE 135 V 465 E. 4.3.2 S. 469). Aus der Rechtsvergleichung ergibt sich keine im
europäischen Raum allgemein anerkannte einheitliche Rechtsauffassung, dass über
streitige Sozialleistungen nur aufgrund eines gerichtlichen Beweisverfahrens
abschliessend entschieden werden dürfte (unten E. 4.3). Eine andere Frage ist,
wie es sich verhält, wenn ein Gericht die ursprüngliche Beweisgrundlage einmal
verworfen hat (dazu unten E. 4.4.)" (ATF
137 V 232-233 e 236-237)

 

                                         Occorre
ancora evidenziare che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 concernente un caso di assicurazione per l'invalidità (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse
dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante
ed il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia.
In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

" 
(…)

La valeur probante des rapports médicaux des uns et
des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels
précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison
d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin
traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui
l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les
médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune
circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de
ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)

 

Per quel che riguarda i
rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il
giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia
esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in
favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353
consid. 3a)cc); Pratique
VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.
230).

 

L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008
del 16 ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici
curanti e periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha precisato
quanto segue:

 

" 
(…)

On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre
experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de
mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des rapports
médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des
critères jurisprudentiels (ATF 125 V 351 consid. 3a p. 352) qui permettent de leur reconnaître pleine valeur probante.
A cet égard, il convient de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la
jurisprudence entre un mandat thérapeutique et un mandat 

 

d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les
références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait remettre en cause
une expertise ordonnée par l'administration ou le juge et procéder à de
nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins traitants ont
une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces médecins
traitants font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été ignorés dans
le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour remettre en
cause les conclusions de l'expert.(…)

 

                                         Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

Va ancora rilevato che,
affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia
ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (D. Cattaneo, “La
promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni
sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pag.
628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in
particolare la DTF 127 V 294; cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni
sociali” in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing &
Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203 e segg. (249-254).

                                         In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di
Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito
psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una
classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

                                         Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre, l'esperto deve
esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del resto, un rifiuto di
una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le
divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni
sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una
richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente
e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative
lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap
nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001,
inc. 32.1999.124).

 

                               2.7.   Questo
Tribunale, chiamato a verificare se lo stato di salute del ricorrente è stato
accuratamente vagliato dall’Ufficio AI prima dell’emissione della decisione
impugnata, dopo attenta analisi della documentazione medica agli atti, non può
confermare l’operato dell’amministrazione, in quanto i disturbi che affliggono
l’assicurato non sono stati sufficientemente chiariti. 

 

                                         Nel
rapporto medico dell’11 gennaio 2011, il dr. __________ del SMR ha considerato
l’assicurato inabile al lavoro al 100% dal 17 agosto 2009 al 17 gennaio 2010 e
inabile al lavoro al 50% a partire dal 18 gennaio 2010, sottolineando che
l’interessato, affetto da una “patologia complessa di carattere vascolare,
cardiaco ed ortopedico”, è stato “ritenuto inabile al lavoro al 50% sia
dall’angiologo, sia dal chirurgo ortopedico” (doc. 42-2).

 

                                         A tale
proposito, il TCA rileva, innanzitutto, che è vero che il dr. __________ e il
dr. __________ hanno considerato l’assicurato ancora abile al lavoro al 50% dal
profilo internistico, rispettivamente da quello ortopedico (cfr. doc. 17-4;
17-7).

                                         È
altrettanto vero, tuttavia, che il dr. __________ del SMR, partendo da tali
valutazioni dei medici curanti, ha semplicisticamente tratto la conclusione che
l’interessato presenti globalmente una capacità lavorativa residua del 50%
(cfr. doc. 42-2).                              

                                         Come
correttamente indicato dalla patrocinatrice in sede ricorsuale, essendo
l’assicurato affetto da numerosi disturbi, interessanti diversi ambiti della
medicina – che, secondo la definizione posta dallo stesso medico del SMR, danno
luogo ad una “patologia complessa di carattere vascolare, cardiaco ed
ortopedico” (cfr. doc. 42-2) - a mente del TCA l’amministrazione non poteva
limitarsi, come invece ha fatto, a basarsi sulle indicazioni fornite dai
curanti al fine di esprimere un giudizio globale in merito alla capacità
lavorativa residua dell’interessato, ma avrebbe dovuto, al contrario, far capo
ad una valutazione peritale pluridisciplinare, al fine di determinare con
precisione il grado complessivo dell’incapacità lavorativa dell’interessato.

                                         Al
riguardo, va qui ricordato che secondo l’Alta Corte, per determinare il grado
di inabilità lavorativa di un assicurato che soffre di diverse patologie, non
si devono semplicemente sommare le singole valutazioni, bensì si deve far capo ad
un giudizio globale che scaturisce dopo ponderata discussione plenaria fra
tutti gli esperti interessati.

                                         La
questione di sapere se i singoli gradi di inabilità si possano sommare e, se
del caso, in quale misura, è una problematica squisitamente medica, che di
principio il giudice non rimette in discussione (cfr. STFA del 4 settembre 2001
nella causa D., I 338/01, pubblicata in RDAT I-2002 n. 72, p. 485).

                                         In una
sentenza I 606/03 del 19 agosto 2005, lo stesso TFA ha inoltre precisato che il
giudizio sul grado complessivo dell’incapacità lavorativa va di regola eseguito
nell’ambito di una perizia pluridisciplinare.

                                         In
una sentenza I 514/06 del 25 maggio 2007, pubblicata in SVR 3/2008 IV nr. 15,
pag. 43-45, il Tribunale federale ha osservato che “una semplice addizione di
diverse inabilità lavorative parziali, eventualmente presa in considerazione in
occasione di una perizia pluridisciplinare, può produrre, a seconda delle
peculiarità concrete del caso, un risultato troppo consistente oppure troppo esiguo”.

Su questo argomento, cfr. D. Cattaneo, “Le
perizie nelle assicurazioni sociali”, in Le perizie giudiziarie Ed. CFPG,
Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008 pag. 203 e segg. (245-249).

 

                                         Già solo
per questi motivi la decisione dell’amministrazione -basata, dal profilo
medico, sul rapporto medico dell’11 gennaio 2011 del dr. __________ del SMR e
non su una perizia pluridisciplinare comprendente anche una “ponderata discussione plenaria fra tutti gli esperti interessati” -
non può essere confermata dal TCA, in mancanza di sufficienti elementi, dal
profilo medico, per determinare con sufficiente tranquillità quale sia il grado
di capacità lavorativa complessiva residua dell’interessato.

                                         Questo
aspetto dovrà quindi essere oggetto di accurato approfondimento in sede
peritale pluridisciplinare.

 

Inoltre, il TCA ritiene che un approfondimento peritale
sia necessario anche relativamente all’aspetto psichiatrico.

                                         Il TCA rileva,
infatti, che, nonostante dalla documentazioni agli atti risulti che l’interessato
soffre, da anni, di disturbi psichici, per i quali assume una terapia
farmacologica, il dr. __________ del SMR non ha ritenuto opportuno approfondire
la tematica psichiatrica, limitandosi ad indicare che l’interessato presenta
anche una “sindrome ansiosa”, senza influsso sulla capacità lavorativa (doc.
42-1).

Questo Tribunale non ritiene corretto l'operato dell’amministra-zione,
per i motivi seguenti.

Già nelle annotazioni per l’incarto del 9 aprile
2010, il dr. __________ del SMR ha indicato che, tra i problemi di salute
dell’interessato, vi è quello relativo ad una “struttura di personalità di tipo
piuttosto dipendente, magari con problematica depressiva (assume Efexor e
Deanxit)” (doc. 12-1).

Nel “rapporto di valutazione IT – Assessment” del
9 aprile 2010, il consulente incaricato ha rilevato che “l’assicurato informa
che assume da anni degli antidepressivi (Deanxit e Efexor che assume al
mattino) e Sintrom (la sera), comunica che ha diminuito una pastiglia, ha
tentato di eliminare il Deanxit e il Efexor ma che la problematica è
peggiorata” (doc. 13-2).

Nel rapporto medico del 19 aprile 2010, il dr. __________
ha, tra l’altro, indicato che “per quanto riguarda gli impedimenti mentali
psichici, si tratta di un paziente che in passato ha sofferto di una situazione
depressiva per le polimorbidità del quale egli purtroppo è rimasto vittima,
malformazioni congenite, complessa problematica urologica con linfedema
secondario, che sembrano ora essere nettamente migliorati grazie alla presa a
carico da parte del suo datore di lavoro” (doc. 17-4).

A fronte di queste indicazioni, nelle annotazioni
del 30 aprile 2010, lo stesso dr. __________ del SMR ha ritenuto opportuno
“convocare l’assicurato per un colloquio, all’occasione del quale si stabilisce
anche l’eventuale indicazione per una valutazione specialistica psichiatrica”
(doc. 18-2).

Dopo l’incontro con l’interessato sul posto di
lavoro, nelle annotazioni del 21 maggio 2010, il dr. __________ ha indicato che
“è auspicabile un ripristino della presa a carico specialistica della sindrome
ansiosa e depressiva con colloqui di sostegno e gestione della farmacoterapia”
(doc. 21-2).

Nelle annotazioni per l’incarto del 7 luglio
2010, poi, il funzionario incaricato ha osservato che “consiglio all’assicurato
di rivolgersi ad uno specialista e di prendere contatto con il sig. __________
per far fissare un appuntamento con il dr. __________, medico fiduciario della __________”
(doc. 25-1).

 

Nonostante questi indizi riguardo l’esistenza di
una problematica psichiatrica, che avrebbe dovuto imporre degli approfondimenti
specialistici, il dr. __________ del SMR - peraltro non specialista in materia
(cfr. sul tema della specializzazione dei medici del SMR: STF I 142/07 del 20
novembre 2007 e STF I 65/07 del 31 agosto 2007) - nel rapporto medico dell’11
gennaio 2011, si è limitato a porre, tra le diagnosi senza influsso sulla
capacità lavorativa, anche quella di “sindrome ansiosa” (doc. 42-1).

Il TCA non può concordare con la soluzione scelta
dal medico del SMR, e ritiene che non sia possibile, senza prima procedere ad
ulteriori accertamenti, concludere con sufficiente tranquillità che, dal punto
di vista psichiatrico, l’assicurato non presenti delle patologie invalidanti.

                                         

                                         Questa
soluzione si giustifica tanto più, se si pone mente al fatto che, in corso di
causa, la patrocinatrice ha prodotto un referto del 25 ottobre 2011 del dr. __________,
indirizzato al dr. __________ nel quale lo specialista in medicina interna
sollecita un ricovero psichiatrico in quanto l’interessato presenterebbe “una
grave sindrome ansioso-depressiva” (doc. E2). A seguito di tale scritto,
l’assicurato è poi stato effettivamente ricoverato alla Clinica di __________ a
partire dal 4 novembre 2011, come risulta dal referto del 10 novembre 2011 del
dr. __________ (doc. E1).

Al riguardo, nelle annotazioni del 18 novembre
2011, il dr. __________ del SMR ha ritenuto che “risulta un peggioramento dello
stato di salute a partire dal 4 novembre 2011, con attuale IL del 100%, CL da
valutare nel decorso” (doc. XVII/bis).

                                      

                                         Per costante giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali
valuta la legalità della decisione deferitagli sulla base della situazione di
fatto esistente al momento in cui essa venne emanata – in concreto il 14 luglio 2011 – quando si ritenga che
fatti verificatisi ulteriormente possono imporsi quali elementi di accertamento
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione resa (SVR 2003 IV n. 25
consid. 1.2; DTF 130 V 140 e 129 V 4 consid. 1.2, 127 V 467 consid. 1, 121 V
366 consid. 1b).

                                         In concreto, il referto del dr. 25
ottobre 2011 del dr. __________ (doc. E2) e quello del 10 novembre 2011 del dr. __________ (doc. E1) sono successivi alla decisione impugnata: essi vanno
tuttavia presi in considerazione, ritenuto che l’assicurato presenta dei
disturbi di natura psichica, necessitanti una farmacoterapia, da diversi anni.

                                         Essi
sono suscettibili di mettere in evidenza elementi di accertamento retrospettivo
della situazione precedente la decisione del 14 luglio 2011 (cfr. STF 9C_369/2011
del 3 febbraio 2012; STFA U 299/02 del 2 settembre 2003).

                                      

                                         Il TCA
non può, in mancanza di approfonditi accertamenti dal profilo psichiatrico,
concordare con la valutazione del dr. __________ del SMR a proposito di un
peggioramento dello stato psichico dell’interessato solo a partire dal 4
novembre 2011, non essendo possibile determinare a partire da quando i disturbi
psichiatrici dell’assicurato hanno avuto un’incidenza sulla sua capacità
lavorativa residua. 

                                         Anche
questo tema dovrà quindi essere oggetto di un approfondimento specialistico in
sede peritale.

 

                               2.8.   In una
sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V
210, il Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche rivolte alla
giurisprudenza federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi
di accertamento medico (SAM; art. 72bis cpv. 1 OAI), dal profilo della
conformità alla CEDU e alla Costituzione. In quella pronunzia, l’Alta Corte ha
pure precisato in quali casi il Tribunale cantonale deve allestire direttamente
una perizia giudiziaria e in quali altri può rinviare gli atti all'assicuratore
per un complemento istruttorio.

                                         Il TF ha,
al riguardo, sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" 
(…).

4.4.1.1 Ist das Gutachten einer versicherungsinternen
oder -externen Stelle nicht schlüssig und kann die offene Tatfrage nicht anhand
anderer Beweismittel geklärt werden, so stellt sich das Problem, inwieweit die
mit der Streitsache befasste Beschwerdeinstanz noch die Wahl haben soll
zwischen einer Rückweisung der Sache an die Verwaltung, damit diese eine neue
oder ergänzende Expertise veranlasse, und der Einholung eines
Gerichtsgutachtens. Das Bundesgericht hat dazu jüngst festgehalten, die den
kantonalen Gerichten zufallende Kompetenz zur vollen Tatsachenprüfung (Art. 61
lit. c ATSG) sei nötigenfalls durch Einholung gerichtlicher Expertisen
auszuschöpfen (BGE 136 V 376 E. 4.2.3 S. 381). Dies schliesst ein, dass die erstinstanzlichen
Gerichte diese Befugnis nicht ohne Not durch Rückweisung an die Verwaltung
delegieren dürfen.

4.4.1.2 Die Vorteile von Gerichtsgutachten
(anstelle einer Rückweisung an die IV-Stelle) liegen in der Straffung des
Gesamtverfahrens und in einer beschleunigten Rechtsgewährung. Die direkte
Durchführung der Beweismassnahme durch die Beschwerdeinstanz mindert das Risiko
von - für die öffentliche Hand und die versicherte Person - unzumutbaren
multiplen Begutachtungen. Zwar gilt die Sozialversicherungsverwaltung mit Blick
auf die differenzierten Aufgaben und die dementsprechend unterschiedliche
funktionelle und instrumentelle Ausstattung der Behörden in der
Instanzenabfolge im Vergleich mit der Justiz als regelmässig besser geeignet,
Entscheidungsgrundlagen zu vervollständigen (BGE 131 V 407 E. 2.1.1 S. 411). In der hier massgebenden Verfahrenssituation
schlägt diese Rechtfertigung für eine Rückweisung indessen nicht durch.

4.4.1.3 Die Einschränkung der Befugnis der
Sozialversicherungsgerichte, eine Streitsache zur neuen Begutachtung an die
Verwaltung zurückzuweisen, verhält sich komplementär zu den (gemäss geänderter
Rechtsprechung) bestehenden partizipativen Rechten der versicherten Person im
Zusammenhang mit der Anordnung eines Administrativgutachtens (Art. 44 ATSG;
vgl. oben E. 3.4). Letztere tragen zur prospektiven Chancengleichheit bei,
derweil das Gebot, im Falle einer Beanstandung des Administrativgutachtens eine
Gerichtsexpertise einzuholen, die Waffengleichheit im Prozess gewährleistet, wo
dies nach der konkreten Beweislage angezeigt ist. Insoweit ist die ständige
Rechtsprechung, wonach das (kantonale) Gericht prinzipiell die freie Wahl hat,
bei festgestellter Abklärungsbedürftigkeit die Sache an den Versicherungsträger
zurückzuweisen oder aber selber zur Herstellung der Spruchreife zu schreiten
(vgl. statt vieler ARV 1997 Nr. 18 S. 85 E. 5d mit Hinweisen, C 85/95; Urteil
vom 11. April 2000 E. 3b, H 355/99), zu ändern.

4.4.1.4 Freilich ist es weder unter praktischen
noch rechtlichen Gesichtspunkten - und nicht einmal aus Sicht des Anliegens,
die Einwirkungsmöglichkeiten auf die Erhebung des medizinischen Sachverhalts
fair zu verteilen - angebracht, in jedem Beschwerdefall auf der Grundlage eines
Gerichtsgutachtens zu urteilen. Insbesondere ist der Umstand, dass die MEDAS
von der Invalidenversicherung finanziert werden, kein genügendes Motiv dafür.
Doch drängt sich auf, dass die Beschwerdeinstanz im Regelfall ein
Gerichtsgutachten einholt, wenn sie einen (im Verwaltungsverfahren anderweitig
erhobenen) medizinischen Sachverhalt überhaupt für gutachtlich
abklärungsbedürftig hält oder wenn eine Administrativexpertise in einem
rechtserheblichen Punkt nicht beweiskräftig ist (vgl. die Kritik an der
bisherigen Rückweisungspraxis bei Niederberger, a.a.O., S. 144 ff.). Die
betreffende Beweiserhebung erfolgt alsdann vor der - anschliessend
reformatorisch entscheidenden - Beschwerdeinstanz selber statt über eine
Rückweisung an die Verwaltung. Eine Rückweisung an die IV-Stelle bleibt
hingegen möglich, wenn sie allein in der notwendigen Erhebung einer bisher
vollständig ungeklärten Frage begründet ist. Ausserdem bleibt es dem kantonalen
Gericht (unter dem Aspekt der Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache
zurückzuweisen, wenn lediglich eine Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung
von gutachtlichen Ausführungen erforderlich ist (siehe beispielsweise das
Urteil 9C_646/2010 vom 23. Februar 2011 E. 4; vgl. auch SVR 2010 IV Nr. 49 S.
151 E. 3.5, 9C_85/2009)”. 

                                         (DTF
137 V 263-265)

 

                                         In una
sentenza 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 - dunque successiva a quella
pubblicata in DTF 137 V 210 -, emanata in materia di assicurazione contro gli
infortuni, il Tribunale federale ha ribadito i principi sviluppati nella DTF
135 V 465, in particolare che, in presenza di dubbi circa l’affidabilità di
rapporti allestiti da medici di fiducia, il giudice (cantonale) é libero
di scegliere se ordinare direttamente una perizia giudiziaria oppure rinviare
gli atti all’amministrazione affinché disponga essa stessa una perizia seguendo
la procedura di cui all’art. 44 LPGA:

 

" 
Um solche Zweifel auszuräumen, wird das Gericht
entweder ein Gerichtsgutachten anzuordnen oder die Sache an den
Versicherungsträger zurückzuweisen haben, damit dieser im Verfahren nach Art.
44 ATSG eine Begutachtung veranlasst (BGE 135 V 465 E. 4.6 S. 471).”

                                         (STF 8C_59/2011 consid. 5.2)

 

                                         L’Alta
Corte è giunta alla stessa conclusione in una sentenza ancor più recente,
8C_943/2010 del 9 novembre 2011, concernente una fattispecie in cui l’aspetto
della residua capacità lavorativa era stato oggetto di valutazioni discordanti
tra il medico fiduciario dell’assicuratore infortuni ed i sanitari della
clinica di riabilitazione dove l’assicurato aveva soggiornato tempo prima. In
quella pronunzia, il TF ha rinviato la causa all’amministrazione affinché
disponesse un complemento istruttorio da parte di un medico indipendente
ossequiando la procedura di cui all’art. 44 LPGA. 

 

                                         Nel
caso di specie, è vero che la questione relativa alla capacità lavorativa
dell’assicurato, non necessita semplicemente di una precisazione o di un
chiarimento. Va però rilevato che l’UAI, come visto in precedenza (cfr. consid.
2.7.), ha fondato la sua decisione sul solo parere del SMR, il quale non ha
peraltro approfondito la problematica psichiatrica, e non su una perizia
amministrativa pluridisciplinare. 

                                         Sono pertanto realizzati i
presupposti per un rinvio degli atti all’amministrazione (cfr. la
giurisprudenza appena citata). 

 

                                         Per
le ragioni già diffusamente esposte al considerando 2.7., si giustifica quindi
l’annullamento della decisione impugnata e il rinvio degli atti
all’amministrazione, affinché faccia allestire al più presto
una perizia pluridisciplinare che accerti tutte le patologie che affliggono
l’interessato e le ripercussioni che questi disturbi hanno sulla capacità
lavorativa del ricorrente.

                                         Quindi,
in esito a tale complemento istruttorio, l’amministrazione si determinerà
nuovamente sul diritto alla rendita dell’assicurato.

 

                               2.9.   Secondo
l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle
spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009
del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

                                         Visto
l'esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico
dell'Ufficio AI.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto ai sensi dei considerandi.

                                           § 
  La decisione impugnata del 14 luglio 2011 è annullata.

                                         §§ Gli
atti sono rinviati all’amministrazione affinché proceda come indicato al
considerando 2.8..

 

                                   2.   Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.

                                         L’Ufficio
AI verserà al ricorrente la somma di fr. 1’800.-- a titolo di ripetibili (IVA
inclusa).

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti