# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d974197d-e465-5f2e-bda7-9b34f2653241
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-01-10
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 10.01.2013 14.2012.194
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2012-194_2013-01-10.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2012.194

  	
  Lugano

  10 gennaio 2013

  B/fp/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Pellegrini,
  presidente,

  Walser
  e Jaques

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sulla causa a procedura sommaria in materia di fallimento promossa con istanza del
 18 settembre 2012 da

 

	
   

  	
  CO
  1 

  
	
   

   

  	
   

  contro

   

  

 

	
   

  	
  RE
  1 

  patrocinata
  dall’ PA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

sulla quale istanza il Pretore del Distretto di Lugano,
sezione 5, con sentenza del 29
 novembre 2012 (SO.2012.4007) ha così deciso:

 

“1. È pronunciato il fallimento di RE 1, __________, a
far tempo 

     da venerdì 30
 novembre 2012 alle ore 10.00.  

 

 2./3./4. Omissis.”

 

Decisione tempestivamente impugnata da RE 1 che con reclamo del 

30 novembre 2012 ne postula l’annullamento;

 

rilevato che a controparte non è stato intimato il reclamo, il suo
credito essendo 

stato saldato;

preso atto che con decreto presidenziale del 3
 dicembre 2012 al reclamo 

è stato concesso effetto sospensivo parziale;

 

ritenuto

 

in
fatto:

 

                                  A.   Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ dell’Ufficio esecuzione di Lugano CO 1
 ha chiesto il fallimento di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 6'293.55
oltre accessori, dedotti eventuali acconti.

                                                                   

                                  B.   All’udienza di
discussione del 21 novembre 2012 nessuno è  comparso.

 

                                  C.   Con decisione del 29 novembre 2012 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5,
 ha dichiarato il fallimento di RE 1 a far tempo da venerdì 30
 novembre 2012 alle ore 10.00. 

 

                                  D.   Con il reclamo RE 1
asserisce di avere saldato il suo debito nei confronti dell’istante dopo avere
ricevuto il decreto di fallimento, producendo una ricevuta del 30 novembre 2012 dell’Ufficio esecuzione di Lugano relativa al pagamento di fr. 6'822.80
(doc. B). La reclamante rileva poi di avere saldato le ulteriori esecuzioni,
per cui era già stata emessa la comminatoria di fallimento, e di essere
intenzionata a pagare le ulteriori procedure pendenti nei suoi confronti. La
convenuta osserva inoltre di avere in precedenza saldato esecuzioni per un
importo di fr. 29'850.15 e di avere pagato quello stesso giorno ulteriori
procedure per fr. 9'165.50. È inoltre proprietaria di un immobile iscritto a
bilancio per fr. 500'000.--, gravato da oneri ipotecari per fr. 400'000.--, di
disporre di liquidità per circa fr. 27'000.-- e di crediti da incassare per fr.
90'000.-- (doc. D).

 

Considerando

 

in
diritto:

 

                                   1.   In virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

                                         1)  il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                         2)  l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che

                                         3)  il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

 

                                  a)   L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo
(Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,  vol. II, 2. ed. 2010, n. 26 ad art. 174
LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 8. ed Berna
2008, § 36 n. 58 p. 334/335, § 38 n. 14 p. 347; Brönnimann, Novenrecht und
Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p.
446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994;
SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                  b)   Nel
presente caso la reclamante ha asserito di avere saldato il suo debito nei
confronti dell’istante appena ricevuto il decreto di fallimento, producendo una
ricevuta dell’Ufficio esecuzione di Lugano del 30
 novembre 2012, da cui si evince che l’esecuzione in oggetto n. 1557203
è stata saldata, per cui, avendo provato di avere pagato il suo debito nei
confronti dell’istante posteriormente alla dichiarazione di fallimento, il
presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF risulta adempiuto.

                                         Per
quel che riguarda invece il presupposto della solvibilità - condizione
indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché,
come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto
dopo la pronuncia del fallimento - va osservato che dall’estratto dell’Ufficio
esecuzione di Lugano al 9
 gennaio 2013 emerge che nei confronti della reclamante sono pendenti ancora 18
procedure per un importo complessivo di fr. 28'294.88. Dal predetto estratto si
evince che nel 2011 rispettivamente nel 2012 e pure durante l’anno appena
iniziato sono state saldate diverse procedure. Determinante è tuttavia che tra
settembre e dicembre 2012 all’istante sono stati notificati 5 precetti esecutivi
in procedure promosse dalla C__________ rispettivamente dalla C__________ per
importi anche elevati (complessivamente di quasi fr.       25'000.-), contro i quali
non è stata interposta opposizione. Ciò porta a ritenere che la situazione
finanziaria della convenuta non sta migliorando e che le sue difficoltà di
pagamento non sono solo di natura transitoria rispettivamente che non si è
trattato di una mancanza di liquidità a breve, atteso che non è in grado
nemmeno di pagare tasse e oneri sociali. Nel caso che ci occupa si può affermare
che l’incapacità di pagamento della reclamante appare più probabile che la sua capacità
di pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria non
è favorevole. A proposito della proprietà immobiliare fatta valere dalla
reclamante, si osserva che la valutazione del suo valore a bilancio provvisorio
2012 è stata effettuata dalla reclamante stessa e che l’aggravio ipotecario indicato,
ma non dimostrato, dalla reclamante (fr. 400'000.-) è notevolmente inferiore a
quello risultante dall’estratto del Registro fondiario (nominali fr. 700'000.-
doc. E) e quindi nulla dice sulla reale entità dei suoi debiti ipotecari. D’altro
canto in merito all’ammontare della sua liquidità l’istante non ha fornito
alcun estratto bancario. Per quel che concerne gli asseriti crediti ancora da
incassare per complessivi fr. 90'000.-- si rileva infine che non solo la
reclamante non ha prodotto alcun documento, ma che in merito a quando, se del
caso, potranno essere incassati e al loro incasso non vi è certezza alcuna.

                                         Le
precedenti considerazioni portano a concludere che il presupposto della
solvibilità non può essere considerato reso sufficientemente verosimile.                                        

                                         Non risultando adempiuti i
requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di AP 1 non può essere annullato.

 

                                   2.   Il reclamo va respinto.

                                         Essendo stato concesso
effetto sospensivo parziale al reclamo, il fallimento va nuovamente
pronunciato.

                                         La tassa di giustizia è posta
a carico della reclamante (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF e 106 cpv. 1 CPC). 

                                         Alla controparte non si
assegnano ripetibili, il reclamo non essendole stato intimato per osservazioni.

 

Per questi motivi,

 

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

 

pronuncia:

                                   1.   Il reclamo è respinto

                                         Di conseguenza è
dichiarato il fallimento di RE 1, __________, a far tempo da

 

                                         lunedì 14 gennaio 2013
alle ore 10.00.

                                                                                

2.   La tassa di
giustizia del presente giudizio di fr. 150.-- è posta a

     carico di RE 1.

 

3.   Notificazione;

____________________,

__________;

- Ufficio esecuzione di
Lugano, Lugano;

- Ufficio fallimenti di
Lugano, Viganello;

- Ufficio cantonale del
Registro di commercio, Lugano;

                                         - Ufficio del Registro
fondiario del Distretto di Lugano, Lugano;

 

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                                            La
segretaria

 

 

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione (art. 72 e segg. LTF).