# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 87fc2dd3-ec08-55ee-af8c-4067093de34b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2003.107
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-107_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.107

   

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Stefano Rossi, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 27 marzo 2003 di

 

 

	
   

  	
   

  rappr. da: 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 11 marzo 2003 del Consiglio di Stato
  (n. 1098), che respinge l’impugnativa presentata da __________, __________ e
  __________ avverso la risoluzione 4 ottobre 2002 con la quale il municipio di
  __________ ha ordinato loro di sospendere i lavori di costruzione in corso
  sul mapp. n. __________ RF, di loro proprietà;

  

 

 

viste le risposte:

-    16 aprile 2003 del
municipio di __________;

-    16 aprile 2003 del
Consiglio di Stato;

 

preso atto delle repliche 15
maggio 2003 dei ricorrenti e delle dupliche:

-    26 maggio 2003 del
municipio di __________;

-    27 maggio 2003 del
Consiglio di Stato;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che il 5
dicembre 2001, __________, __________ e __________, qui ricorrenti, hanno
chiesto al municipio di __________, nelle forme della notifica, il permesso per
la formazione di un’autorimessa e l’innalzamento del muro di sostegno esistente
sul mapp. n. __________ RF, di loro proprietà;

 

che il progetto prevede in sostanza di
realizzare ad est della loro abitazione, arretrando una parte del muro sostegno
posto a valle delle strada comunale, uno spiazzo di circa m 3 per 12 coperto da
una pensilina;

 

che lungo il tratto rimanente, il muro di
sostegno verrebbe inoltre rialzato sino a raggiungere la quota del terreno
pianeggiante esistente;

 

che il 25 gennaio 2002 il municipio ha
rilasciato la licenza edilizia senza che fosse stata formulata alcuna
opposizione;

 

che nel corso del mese di settembre,
sospettando uno sconfinamento della costruzione sulla strada comunale, il
municipio ha incaricato il proprio geometra di redigere un rapporto in proposito;

 

che il 20 settembre 2002 lo studio
d’ingegneria __________ di __________ ha trasmesso il proprio referto, dal
quale è risultato che il confine tra il fondo dei ricorrenti e la strada
comunale corrisponderebbe al piede del muro di sostegno esistente; di conseguenza
sia la caditoia di scolo delle acque piovane che parte della pavimentazione e
della pensilina dell’autorimessa sorgerebbero sul sedime stradale;

 

che questo rapporto è stato inviato in copia
al progettista dell’opera che ne ha immediatamente contestato le conclusioni;

 

che il 4 ottobre 2002, il municipio ha
ordinato la sospensione di tutti i lavori in corso sul fondo degli insorgenti,
richiamandosi integralmente alle constatazioni ed alle conclusioni del rapporto
__________;

 

che l’11 marzo 2003 il Consiglio di Stato ha
respinto l’impugnativa inoltrata dai ricorrenti avverso il suddetto ordine; in
sostanza, il Governo ha confermato le conclusioni del rapporto __________
ritenendo che i lavori eseguiti sul fondo dei ricorrenti si ponessero in
manifesto contrasto con la licenza edilizia, in quanto invasivi della strada
comunale;

 

che contro il predetto giudizio governativo,
__________, __________ e __________ insorgono ora dinanzi al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento e postulando quello
dell’ordine di sospensione lavori; i ricorrenti sostengono di non aver eseguito
alcun intervento in contrasto con la licenza edilizia in loro possesso;
l’ingiunzione di sospendere i lavori in corso sarebbe inoltre sproporzionata
rispetto all’entità delle irregolarità edilizie che sarebbero state rilevate e
costituirebbe un provvedimento non idoneo a riparare i pretesi abusi; 

 

che all’accoglimento del ricorso si
oppongono il Consiglio di Stato senza formulare osservazioni e il municipio
rinviando ai precedenti allegati dinanzi al Consiglio di Stato;

 

che in sede di replica e duplica le parti si
sono riconfermate essenzialmente nelle rispettive, contrapposte posizioni;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

      che la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dagli art. 21 e 45
LE;

 

che la legittimazione attiva dei ricorrenti,
destinatari dell’ordine di sospensione lavori, è certa (art. 43 PAmm); 

 

che il ricorso, tempestivo (art. 46 cpv. 1
PAmm), è dunque ricevibile in ordine;

che il giudizio può essere reso sulla base
degli atti senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm);

 

che giusta l'art.
42 LE, il municipio deve far sospendere i lavori eseguiti senza o in contrasto
con la licenza edilizia;

 

che l'ordine
di sospendere i lavori è un provvedimento di natura cautelare, volto ad
assicurare il mantenimento di una determinata situazione di fatto, nell'attesa
che l'autorità conceda un permesso in sanatoria per le opere eseguite senza
autorizzazione o in contrasto con il permesso accordato, o neghi lo stesso ed
ordini eventualmente un ripristino conforme al diritto;

 

che scopo del
provvedimento è di evitare che l'illegittimità di un intervento edilizio venga
ulteriormente aggravata dalla prosecuzione di lavori non autorizzati o eseguiti
in contrasto con l'autorizzazione ricevuta;

 

che è invece
illegittimo un ordine di sospensione lavori per una costruzione ultimata, salvo
piccole opere di sistemazione esterna (RDAT 1986 n. 57);

 

che fondandosi sul rapporto 20.9.2002 dello
studio di ingegneria __________ di __________, il municipio ha ritenuto che i
lavori di costruzione in atto sul fondo dei ricorrenti sconfinassero sul sedime
stradale; ha pertanto ingiunto ai
ricorrenti di sospendere tutti i lavori in corso sul loro fondo;

 

che giusta i combinati art. 2, 4 e 33 LStr,
l’occupazione non autorizzata di un’area stradale giustifica l’ingiunzione
comunale di sospendere i lavori in corso;

 

che quest’occupazione, risulterebbe limitata
alla porzione  di autorimessa contigua alla strada comunale; e più precisamente
ne interesserebbe una fascia lunga circa 11 m e larga da pochi centimetri a
oltre 80, all’interno della quale è collocata la caditoia di scolo delle acque
piovane (cfr. rapporto 20.9.2002 dello studio di ingegneria __________ di
__________);

 

che questo sconfinamento si estenderebbe
inevitabilmente anche alla parte della pensilina sovrastante la fascia poc’anzi
indicata;

 

che al momento dell’ingiunzione municipale,
sul fondo dei ricorrenti, restavano da eseguire unicamente alcuni lavori di
sopraelevazione del muro di sostegno (cfr. ricorso al Consiglio di Stato 18
settembre 2002, n. 2.6) - nel frattempo verosimilmente ultimati senza alcuna
opposizione da parte del municipio - nonché alcune opere di sistemazione
esterna ed alcune rifiniture quali la posa della ringhiera di sicurezza e dello
zoccolo esterno di piastrelle (cfr. replica
15 maggio 2003);

 

che tali
incontestate circostanze sono confermate dalla documentazione fotografica agli
atti;

 

che pertanto,
fatta eccezione per l’installazione della ringhiera di sicurezza, i lavori di
costruzione dell’autorimessa erano sostanzialmente terminati;

 

che in quanto tardivo, l’ordine di
sospensione dei lavori non era più idoneo ad esplicare gli effetti,
rispettivamente a conseguire gli scopi propri di questa misura cautelare;

 

che la posa
della ringhiera di sicurezza andava comunque autorizzata in quanto oltre che
costituire una sistemazione esterna sostanzialmente insuscettibile di aggravare
la presunta illegalità censurata dal municipio, era chiaramente finalizzata a
garantire la sicurezza del fondo in esame;

 

che infatti,
conformemente al progetto approvato, lungo il muro di sostegno perimetrale e
sulla pensilina dell’autorimessa era prevista la posa di una ringhiera di protezione
che permettesse di fruire del giardino, rialzato di circa 3 m rispetto alla
quota della strada comunale confinate, senza il pericolo di cadere sul sedime
sottostante;

 

che nella misura in cui ha impedito la
sistemazione della ringhiera di protezione, l’ordine di sospensione lavori ha
contribuito ad una situazione di potenziale pericolo, trascendendo le finalità
proprie di questa misura;

 

che in siffatte condizioni, il Consiglio di
Stato avrebbe dovuto ritenere che, limitatamente allo sconfinamento sul sedime
stradale, già al momento in cui è stato emanato, l’ordine impugnato era privo
d’oggetto;

 

che in quanto riferito anche alla posa della
ringhiera di sicurezza andava invece annullato;

 

che considerazione analoga vale per quanto
riguarda la sua estensione a tutti i lavori di costruzione in corso sul fondo,
pertanto anche ai lavori di costruzione regolarmente autorizzati, ma ancora da
ultimare, quali la sopraelevazione del muro di sostegno;

 

che date le circostanze, il municipio
avrebbe dovuto intervenire tramite altre procedure, che non è il caso di
esaminare nel presente giudizio;

 

che pertanto sulla base di quanto precede,
il ricorso va accolto e il giudizio governativo riformato ai sensi dei
considerandi che precedono;

 

che dato
l’esito si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia (art. 28 PAmm); non
si assegnano ripetibili, in quanto i ricorrenti non sono stati patrocinati da
un legale iscritto nel registro cantonale;

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21, 42, 45 LE; 2, 4, 33 LStr; 45 RLE;
3, 18, 28, 31, 43, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

§.  Di conseguenza: 

1.1.   la
decisione 11 marzo 2003 del Consiglio di Stato (n. 1098) è annullata e riformata
nel senso che:

1.2.   l’ordine
di sospensione lavori 4 ottobre 2002 del municipio di __________, nella misura
in cui non è privo d’oggetto, è annullato.

 

 

2.   Non si preleva
tassa di giustizia. Non si assegnano ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario