# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3fc6e09e-4d18-53f6-8b72-11a7d2194811
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-04-28
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 28.04.2014 60.2013.404
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2013-404_2014-04-28.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2013.404

   

  	
  Lugano

  28 aprile
  2014/ps

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Claudia Malaguerra Bernasconi, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 22/25.11.2013
presentato da

 

 

	
   

  	
  RE 1 

  patr. da: PR 1 

   

  
	
   

  	
  in relazione

  

 

	
   

  	
  al decreto di abbandono 14.11.2013 emanato dal
  procuratore pubblico Nicola Respini nei suoi confronti, per titolo di lesioni
  semplici, subordinatamente vie di fatto e coazione (ABB __________);

  

 

 

richiamate le osservazioni 2.12.2013 del
magistrato inquirente, mediante le quali si riconferma nelle proprie
motivazioni;

 

visti gli scritti 4/5.12.2013, 16/17.1.2014
e 12/13.3.2014 di RE 1;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

 

 

 

 

 

in fatto

 

a.In data 8.10.2012 RE 1, educatore presso la __________,
avrebbe maltrattato un utente della struttura: egli avrebbe, secondo la testimonianza di una collega,
preso per la testa il ragazzo, l’avrebbe scosso e successivamente gli avrebbe
dato una forte sberla sul volto (cfr. segnalazione di maltrattamento
16/18.10.2012, p. 1, AI 1, inc. MP __________). 

 

Il 12.10.2012 RE 1 è stato
sentito dai responsabili dell’__________ ed informato delle accuse rivolte a
suo carico; alla fine dell’incontro gli è stata comunicata la decisione di sospenderlo
a titolo cautelativo dalle sue funzioni (cfr. verbale 12.10.2012 allegato alla
segnalazione di maltrattamento 16/18.10.2012, AI 1, inc. MP __________).

 

 

b.    
In data 16.10.2012
l’__________ ha segnalato al Ministero pubblico il presunto caso di
maltrattamento (cfr. segnalazione di maltrattamento 16/18.10.2012, p. 1, AI 1,
inc. MP __________). 

 

 

c.Lo stesso giorno RE 1 è stato informato dall’__________
della segnalazione sopraindicata e del prolungamento della sua sospensione dal
servizio “(…) fino all’eventuale apertura di un’inchiesta nei suoi confronti
(…)” (cfr. segnalazione di maltrattamento 16/18.10.2012, p. 1, AI 1, inc.
MP __________). 

 

 

d.    
Il procuratore
pubblico Nicola Respini, a seguito della summenzionata segnalazione, ha aperto
un procedimento penale a carico di RE 1 per titolo di lesioni semplici, subordinatamente
vie di fatto.

 

 

e.In data 26.10.2012 l’__________ ha comunicato ad RE 1
la sospensione dello stipendio a partire dal 1.11.2012 (istanza 22/25.11.2013,
p. 3).

 

 

f. 
   L’imputato è
stato sentito la prima volta dalla polizia il 10.1.2013 (rapporto di polizia
28.2.2013, AI 10, inc. MP __________).

 

 

g.    
Con lettera
28.2.2013 l’__________ ha notificato all’imputato la disdetta del contratto di
lavoro per il 31.5.2013, apparentemente con un preavviso di tre mesi (cfr. istanza
d’indennizzo 23/24.5.2013, p. 2, AI 18, inc. MP __________).

 

 

                                  h.   Dopo
aver esperito le indagini preliminari necessarie, con decisione 7.5.2013 il
magistrato inquirente ha decretato la chiusura dell’istruzione, prospettando ad
RE 1 l’emanazione di un decreto d’abbandono nei suoi confronti. L’imputato è
stato poi invitato a formulare eventuali pretese d’indennizzo e di torto
morale, producendo la documentazione a sostegno della richiesta (AI 17).

 

 

                                    i.   In
data 23/24.5.2013 RE 1 ha presentato al magistrato inquirente una richiesta di
indennizzo par complessivi CHF 356'694.50, di cui CHF 10'000.-- per torto
morale, CHF 5'744.50 per spese di patrocinio e CHF 340'950.-- per perdita di
guadagno (AI 18).

 

 

                                    l.   Con
decisione 14.11.2013 il procuratore pubblico ha decretato l’abbandono del
procedimento nei confronti di RE 1 in quanto “(…) non si sono corroborati
sufficienti indizi di reato (…)” (decreto d’abbandono 14.11.2013, p. 5, ABB
__________). A suo dire “(…) dagli atti all’incarto, ad eccezione di quanto
dichiarato dalla collaboratrice (…) e dall’infermiera (…) non vi è nessun altro
elemento oggettivo atto a comprovare le lesioni, rispettivamente le costrizioni
che RE 1 avrebbe messo in atto nei confronti (…)” delle due persone ospiti
della __________; “(…) L’inchiesta non ha permesso di assumere prove che
potessero rendere (più) plausibile la versione dei fatti resa dalle collaboratrici
rispetto a quella insanabilmente divergente addotta dal denunciato che ha
categoricamente contestato ogni addebito (…)” (decreto d’abbandono
14.11.2013, p. 5, ABB __________).

 

Nella decisione di cui sopra
il magistrato inquirente ha poi unicamente riconosciuto ad RE 1 le spese di
patrocinio per le prestazione dell’avv. PR 1, sua patrocinatrice, per
complessivi CHF 4'395.--. Il procuratore pubblico ha infatti negato
qualsivoglia indennizzo per danno economico a favore dell’imputato: “(…) La __________
ha sospeso a titolo cautelativo RE 1 dal lavoro già il 12 ottobre 2012 ‘in
attesa della conclusione dell’inchiesta amministrativa’ (…). (…) La stessa __________
ha poi inoltrato la segnalazione alla scrivente Autorità con scritto datato 16
ottobre 2012, cioè dopo avere sospeso dalla sua funzione RE 1. Alla segnalazione
è stata allegata copia dell’art. 18 del contratto collettivo di lavoro per il
personale occupato nelle istituzioni sociali del Cantone Ticino, articolo che
regola le sanzioni disciplinari. Dallo stesso si evince come la fondazione
abbia preso autonomamente una decisione di sua competenza. Non vi è quindi
nessun nesso causale tra questo provvedimento e il successivo licenziamento di RE
1, con l’apertura del procedimento penale in oggetto. Dalla cronologia dei
fatti emerge infatti in modo evidente come la __________, ancor prima di
effettuare la segnalazione penale abbia deciso di sospendere il suo
collaboratore, dopodiché lo ha licenziato senza neppure attendere l’esito del
procedimento penale, del quale per altro non si è mai interessata (…)”
(decreto d’abbandono 14.11.2013, p. 8, ABB __________). 

 

In merito all’importo di CHF
10'000.-- preteso da RE 1 a titolo di torto morale, il procuratore pubblico non
ha ritenuto che l’imputato avesse subito lesioni particolarmente gravi dei suoi
interessi personali tali da giustificare un indennizzo in tal senso (decreto
d’abbandono 14.11.2013, p. 9, ABB __________).

 

 

                                 m.   Con
gravame 22/25.11.2013 RE 1 postula l’accoglimento dello stesso e critica la conclusione
alla quale è giunto il procuratore pubblico. A suo dire il magistrato inquirente
avrebbe basato il suo giudizio su di una “(…) sua (…) disattenta analisi
della cronologia: È vero che la segnalazione è stata inoltrata dopo che __________
aveva sospeso dalla sua funzione il sig. RE 1. Ma il mantenimento della sospensione
dal servizio, e soprattutto la sospensione dallo stipendio, è chiara conseguenza
dell’apertura di un procedimento penale, come __________ scrive a RE 1 il 26
ottobre 2012 e come d’altronde aveva rilevato già nella segnalazione allegando
l’art. 18 cpv. 6 CCL (…)” (reclamo 22/25.11.2013, p. 7 s.). Il nesso
causale tra l’apertura dell’inchiesta e la sospensione/licenziamento sarebbe
dunque dato. 

 

RE 1 avrebbe inoltre subito
una lesione dei propri interessi a tal punto grave da dargli diritto ad un
risarcimento per danno morale: egli avrebbe perso il posto di lavoro a pochi
anni dal pensionamento, in un’età in cui è difficile ritrovare un impiego; inoltre
la ricerca dello stesso sarebbe stata ancor più difficoltosa con un
procedimento penale pendente con accuse relative all’ambito lavorativo (cfr.
reclamo 22/25.11.2013, p. 8).

 

In merito alle spese di
patrocinio egli contesta la riduzione effettuata dal procuratore pubblico in
merito all’istanza di indennizzo ed al tempo impiegato per la visione degli
atti presso il Ministero pubblico ed alla loro lettura/studio.

 

Riassumendo egli postula
dunque che gli venga riconosciuto, quale indennizzo, l’importo complessivo di
CHF 417'529.52 (CHF 402'190.-- per perdita di guadagno, CHF 10'000.-- per torto
morale e CHF 5'339.52 per spese di patrocinio).

 

 

                                  n.   Con
scritti 16/17.1.2014 e 12/13.3.2014 RE 1 ha ridotto le sue pretese a CHF 298'551.52, in quanto l’__________ gli ha versato gli stipendi che gli erano stati
precedentemente sospesi fino al giorno della disdetta.

 

 

in diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         Le
parti possono impugnare entro dieci giorni il decreto di abbandono dinanzi alla
giurisdizione di reclamo (art. 322 cpv. 2 CPP).

 

                                         Con
il gravame si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l'eccesso e
l'abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393 cpv. 2 lit. a CPP), l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art.
393 cpv. 2 lit. b CPP) e l'inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).

 

                                         Il
reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP),
con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed
all’art. 385 CPP per la motivazione.

                                         

                                         Esso
deve indicare, in particolare, i punti della decisione che intende impugnare, i
motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati (art.
385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

 

                                         1.2.

                                         Il
gravame, inoltrato il 22/25.11.2013, contro la decisione 14.11.2013 del procuratore
pubblico con cui ha abbandonato il procedimento penale a carico dell’imputato e
ha assegnato un indennizzo ex art. 429 CPP limitatamente alle spese di
patrocinio (dispositivo no. 2, ABB __________), è tempestivo.

 

                                         Le
esigenze di forma e motivazione del reclamo sono rispettate.

RE 1 quale imputato nei cui
confronti il procedimento è stato abbandonato ex art. 429 cpv. 1 CPP, è
pacificamente legittimato a reclamare ex art. 382 cpv. 1 CPP avendo un
interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica del giudizio
che gli ha, in parte, negato pretese a’ sensi dell’art. 429 CPP.

                                         

                                         Il
reclamo è, di conseguenza, ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Giusta l’art. 429 cpv. 1 CPP, se è pienamente o
parzialmente assolto o se il procedimento nei suoi confronti è abbandonato,
l’imputato ha diritto a: 

 

a.   un’indennità
per le spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali;

b.   un’indennità
per il danno economico risultante dalla partecipazione necessaria al
procedimento penale; 

c.   una
riparazione del torto morale per lesioni particolarmente gravi dei suoi interessi
personali, segnatamente in caso di privazione della libertà.

 

                                         L’autorità
penale esamina d’ufficio le pretese dell’imputato. Può invitare l’imputato a
quantificarle e comprovarle (art. 429 cpv. 2 CPP).

 

                                         L’indennizzo
e la riparazione del torto morale possono essere ridotti o rifiutati a determinate
condizioni (art. 430 CPP).

 

                                         2.2.

                                         L’art.
429 CPP fonda una responsabilità causale
dello Stato, indipendente quindi da una colpa delle autorità penali (BSK StPO –
S. WEHRENBERG / I. BERNHARD, art. 429 CPP n. 6; ZK StPO – Y. GRIESSER, art. 429
CPP n. 2; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, art. 429 CPP n. 6; Commentario CPP –
M. MINI, art. 429 CPP n. 1; Messaggio del 21.12.2005 concernente l’unificazione
del diritto processuale penale, FF 2006 p. 1231), chiamato a rispondere della
totalità del danno [spese di patrocinio, danno economico e torto morale
(Commentario CPP – M. MINI, art. 429 CPP n. 4 ss.)] cagionato all’imputato
(cfr., sul concetto di imputato, BSK StPO – S. WEHRENBERG / I. BERNHARD, art.
429 CPP n. 8; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, art. 429 CPP n. 2 s.).

 

                                         Il
nocumento deve presentare un nesso causale, ai sensi del diritto della
responsabilità civile, con il procedimento penale (BSK StPO – S. WEHRENBERG /
I. BERNHARD, art. 429 CPP n. 9; Commentario CPP – M. MINI, art. 429 CPP n. 1;
Messaggio del 21.12.2005 concernente l’unificazione del diritto processuale penale,
p. 1231) conclusosi con un decreto di abbandono oppure anche di parziale abbandono
o, ancora, con un’assoluzione totale oppure soltanto parziale (ZK StPO – Y.
GRIESSER, art. 429 CPP n. 3; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, art. 429 CPP n.
1/4; Commentario CPP – M. MINI, art. 429 CPP n. 3).

 

                                         Le autorità penali devono pronunciarsi
d’ufficio sulle pretese di indennizzo e di riparazione del torto morale, come
peraltro stabilisce esplicitamente l’art. 429 cpv. 2 CPP (decisione TF
1B_475/2011 dell’11.1.2012 consid. 2.2.; decisione 1.9.2011 di questa Corte in
re F.C., consid. 5.2., inc. CRP __________).

 

 

3.Il procedimento
penale promosso nei confronti di RE 1, imputato ai sensi dell’art. 111 cpv. 1
CPP, è stato abbandonato con decreto 14.11.2013.

 

                                         Il
procuratore pubblico gli ha ridotto le spese di patrocinio ed ha negato
qualsivoglia indennizzo per danno economico e torto morale.

 

 

4.4.1.

Ora, ai sensi dell’art. 429 cpv. 1 lit. a CPP, l’imputato assolto ha
diritto innanzitutto a un’indennità per le spese sostenute ai fini di un
adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali. 

 

Quali spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei diritti
procedurali si intendono in particolare i costi di difesa dell'imputato,
allorquando la presenza di un patrocinatore era necessaria giusta l'art. 130 CPP e gli stessi costi sono direttamente
legati al procedimento ed ai relativi atti preliminari, e risultano indispensabili
per un'accurata ponderazione degli interessi (Messaggio del 21.12.2005
concernente l’unificazione del diritto processuale penale, FF 2006, p. 1329).

 

La retribuzione dell'avvocato, secondo la giurisprudenza del Tribunale
federale, deve stare in un rapporto ragionevole con la prestazione fornita e la
responsabilità del libero professionista, in considerazione della natura,
dell'importanza, della complessità, delle difficoltà particolari in fatto o in
diritto della causa, come pure della condizione economica del cliente e del
valore litigioso della causa, suscettibile di influire sulla responsabilità del
mandatario. Né possono essere dimenticati il tempo consacrato dal difensore
allo studio e alla trattazione dell'incarto, segnatamente quello destinato ai
colloqui e alle udienze presso le autorità di ogni istanza, e il risultato ottenuto
(DTF 122 I 1 consid. 3a; 117 Ia 22 consid. 3a). 

 

4.2.

Nel presente caso, non sono
contestati l’esigenza di un patrocinatore ed il diritto ad una rifusione, ma
unicamente le riduzioni delle note d’onorario operate dal magistrato
inquirente. Si rileva come l'onorario è fissato secondo il tempo, comprovato e
necessario, impiegato dall'avvocato per la causa e necessario alla difesa della
parte rappresentata.

 

Vanno quindi esaminate le
poste relative alle note d’onorario riguardanti la difesa di RE 1 che il
procuratore pubblico ha ridotto nella decisione impugnata e che quindi il
reclamante ha contestato in questa sede.

 

4.3.

Per quanto riguarda
l’esposizione di 2 ore per l’allestimento dell’istanza di indennizzo
23/24.5.2013, non riconosciuta dal magistrato inquirente, si rileva come la
stesura e l’inoltro di tale istanza faccia parte dell’adeguato esercizio dei
diritti procedurali dell’imputato e come tale debba essere indennizzata a
quest’ultimo giusta l’art. 429 cpv. 1 lit. a. CPP.

 

RE 1 contesta inoltre la
riduzione effettuata dal magistrato inquirente per la visione / lettura degli
atti del 26.3.2013: “(…) non è accettabile una riduzione da 180 a 90 minuti: non si tratta di leggere un romanzo, ma di studiare gli atti, confrontare le varie affermazioni,
prepararsi per l’interrogatorio del cliente davanti al Procuratore pubblico
(…)” (reclamo 22/25.11.2013, p. 9). A giusta ragione: la lettura attenta
dell’intero incarto, comprendente il rapporto di polizia con le diverse
testimonianze, e lo studio dello stesso, analizzando gli aspetti giuridici
della fattispecie, può giustificare un dispendio orario di 180 minuti,
considerato anche il fatto che non vi sono, nella nota d’onorario 22/24.5.2013,
altre prestazioni dello stesso genere (cfr. AI 18).

 

4.4.

Di conseguenza, alla luce di
quanto sopra, questa Corte può riconoscere ad RE 1, quali spese di patrocinio, complessivi
CHF 5'318.-- [CHF 4'750.-- (19 ore a 250.--/ora), CHF 174.-- spese ed esborsi,
CHF 394.-- di IVA].

 

 

5.5.1.

                                        RE 1 chiede inoltre la rifusione di un’indennità per il
danno economico risultante dalla partecipazione necessaria al procedimento penale
(cfr. art. 429 cpv. 1 lit. b CPP).

 

5.2.

La valutazione del
danno economico si fa secondo le regole applicate in materia di responsabilità
civile. La prova del nesso di causalità tra la procedura penale ed il danno
economico non deve essere sottoposta ad esigenze troppo elevate. Ci si limiterà
dunque all’alta verosimiglianza (CR CPP – C. MIZEL / V. RÉTORNAZ, art. 429 CPP
n. 41) Il danno deve tuttavia essere stato causato dall’apertura del procedimento
penale. Deve esserci dunque un nesso causale fra il danno economico e
l’apertura delle indagini nei confronti dell’imputato (BSK StPO – S. WEHRENBERG / I.
BERNHARD, art. 429 CPP n. 9 e n. 24).

 

Il danno economico ai
sensi dell’art. 429 CPP può essere così composto: incapacità di guadagno; il
caso particolare della perdita di salario o di rendite in caso di detenzione
prima del giudizio; danno al futuro economico e altri elementi del danno economico.

 

5.3.

Come risulta dalla
segnalazione __________ 16/18.10.2012 (AI 1, inc. MP __________) e dall’istanza
di indennizzo 23/24.5.2013 (AI 18, inc. MP __________) (non essendovi
nell’incarto altri scritti o lettere in merito), il 12.10.2012 RE 1 è stato
sospeso dal servizio [“(…) al termine dell’incontro gli è stata comunicata
da parte nostra la decisione di sospenderlo a titolo cautelativo dalle sue funzioni,
per il momento senza applicare le sanzioni disciplinari previste dall’art. 18
del CCL per il personale occupato nelle istituzioni sociali del Cantone Ticino,
in attesa della conclusione della nostra inchiesta amministrativa (…)”
(segnalazione __________ 16/18.10.2012, p. 1, AI 1, inc. MP __________)], e in
data 15.10.2012 gli sarebbe stato comunicato il prolungamento della sospensione
(cfr. istanza di indennizzo 23/24.5.2013, p. 1, AI 18, inc. MP __________).
Solo in data 16.10.2012 l’__________ ha inoltrato una segnalazione di maltrattamento
presso il Ministero pubblico denunciando i fatti (scritto 16/18.10.2012, AI 1,
inc. MP __________). Il 26.10.2012 l’istituto ha poi comunicato ad RE 1 la
sospensione dello stipendio a partire dal 1.11.2012, e ciò non legato ad atti
d’inchiesta.

RE 1 ha ricevuto il 4.3.2013, come risulta dalle sue stesse ammissioni [“(…) con lettera 28.2.2013,
pervenuta il 4.3.2013, il datore di lavoro ha notificato all’imputato la
disdetta del contratto di lavoro per il 31 maggio 2013 (…)” (cfr. istanza
di indennizzo 23/24.5.2013, AI 18, p. 2, inc. MP __________)], la lettera di licenziamento.

 

Successivamente, in
data 7.5.2013, il procuratore pubblico ha chiuso l’istruzione preannunciando un
decreto d’abbandono (AI 17, inc. MP __________).

 

Pertanto la
sospensione del qui reclamante dalle sue funzioni all’interno della struttura __________
è antecedente l’avvio del procedimento penale. La sospensione dallo stipendio
non sembra legata al procedimento; infatti il reclamante è stato sentito la
prima volta dalla polizia cantonale il 10.1.2013. Il suo licenziamento è
avvenuto prima che la procedura nei suoi confronti fosse terminata ed il
rapporto di lavoro ha avuto un esito (negativo) diverso rispetto al
procedimento penale (positivo). Ancor prima della chiusura dell’istruzione, RE
1 aveva già ricevuto la lettera di licenziamento, peraltro (sembrerebbe)
ordinario, con preavviso di tre mesi. La decisione di interrompere il rapporto
di lavoro con RE 1 è dunque stata presa indipendentemente dall’esito del procedimento
penale. 

 

Parrebbe inoltre che
l’__________ non si sia minimamente interessata del procedimento penale e
dell’istruzione penale intrapresa a seguito della sua segnalazione, prima di
procedere con il licenziamento. Agli atti non vi è alcunché che dimostri il
contrario o che possa collegare il procedimento penale al licenziamento (non essendovi
né la lettera di licenziamento, né lo scritto dell’__________ 26.10.2012 citati
nell’istanza di indennizzo 23/24.5.2013, AI 18, inc. MP __________).

 

Sulla scorta di
questi elementi temporali, questa Corte ritiene che l’eventuale danno economico
addotto dal reclamante non risulti dalla sua “partecipazione necessaria al
procedimento penale” giusta l’art. 429 cpv. 1 lit. b CPP o derivi in altro
modo dal procedimento penale. Non vi è infatti alcun nesso causale tra
l’apertura del procedimento penale nei confronti di RE 1 ed il suo
licenziamento; la disdetta del suo contratto di lavoro rientrerebbe più nel
normale rapporto fra datore di lavoro e lavoratore. Non può lo Stato rimediare
ad un ipotetico licenziamento non fondato dal punto di vista del diritto civile:
l’eventuale danno dovrebbe essere fatto valere in quella sede e contro il datore
di lavoro. Inoltre, le possibili pretese civili, qualora il licenziamento fosse
risultato ingiustificato, sarebbero molto più limitate rispetto a quelle qui richieste.

 

 

6.6.1. 

RE 1 chiede infine la riparazione del torto morale per lesioni particolarmente gravi dei suoi
interessi personali (art. 429 cpv. 1 lit. c CPP).

 

6.2.

La riparazione del torto morale è
concessa regolarmente se l’imputato è stato posto in carcerazione preventiva o
di sicurezza (Messaggio del 21.12.2005 concernente l’unificazione del diritto
processuale penale, op. cit., p. 1231). Il versamento di un’indennità a questo
titolo presuppone di massima una lesione particolarmente grave della
personalità a sensi dell’art. 28 cpv. 2 CC o dell’art. 49 CO (BSK StPO – S. WEHRENBERG / I. BERNHARD,
art. 429 CPP n. 27).

 

L’imputato che non è stato oggetto di un
provvedimento restrittivo della libertà personale può ottenere un’indennità per
torto morale unicamente se prova, o rende almeno verosimile, che, a seguito
dell’esecuzione di “altri atti istruttori” (quali ad esempio perquisizioni,
sequestri, ecc.) o per il solo fatto di essere stato oggetto di un procedimento
penale, egli ha subito una grave violazione della sua personalità. La
fissazione della riparazione morale costituisce una decisione secondo l’equità,
fondata di principio sull’apprezzamento e sulla ponderazione delle concrete
circostanze del caso. Essa deve essere fissata in funzione della gravità della
lesione della personalità, tenendo conto di tutte le circostanze di fatto,
segnatamente del pregiudizio all’integrità fisica e psichica, della reputazione
di colui che si pretende leso, nonché della sua situazione familiare e
professionale (decisione TF 1B_484/2012 del 17.10.2012). Lo Stato non è infatti
tenuto al versamento di un’indennità per torto morale a tutti coloro che hanno
subito un pregiudizio in ragione di un procedimento penale, ma soltanto a
coloro che sono stati gravemente lesi nei loro diritti della personalità (N. SCHMID, Schweizerische StPO, Praxiskommentar, art.
429 CPP n. 10 e 11).

 

Quanto alla determinazione
dell’ammontare dell’indennità, essa è lasciata al potere d’apprezzamento del giudice
ed è stabilita in funzione della gravità della lesione alla personalità,
conformemente agli art. 43, 44 e 49 CO. L’art. 49 CO prevede che un’indennità è
concessa nel caso in cui la gravità dell’offesa alla personalità lo giustifichi
e questa non sia stata riparata in altro modo. 

 

6.3.

RE 1 sostiene di aver subito un grave
danno alla sua personalità e postula un’indennità per torto morale di CHF
10'000.--: “(…) come emerge anche dal curriculum vitae, il sig, RE 1 è
particolarmente impegnato nella propria professione, in cui ha continuato a
formarsi anche negli ultimi anni con grande impegno. Perdere il posto di lavoro
a pochi anni dal pensionamento, in un’età in cui già è difficile ritrovare un
impiego, oltretutto con un procedimento penale pendente con accuse relative
all’ambito lavorativo è grave. Qui non si tratta solo di aver dovuto vivere per
mesi (…) senza stipendio, ma anche di aver perso un lavoro, l’attività quotidiana,
il contatto con utenti e colleghi, un senso di vita (…)” (reclamo
22/25.11.2012, p. 8).

 

Queste affermazioni del reclamante non
possono essere messe in discussione, ma non risulta da specifici accertamenti,
né emerge chiaramente dagli atti, che RE 1 abbia subito delle lesioni a tal
punto gravi (così come ammesse dalla giurisprudenza e dalla dottrina
sopraindicate) da giustificare un versamento di un’indennità per torto morale.
Le sue uniche dichiarazioni non bastano a sostanziare una lesione particolarmente
grave della sua personalità.

 

 

7.Il
gravame è pertanto solo parzialmente, e molto limitatamente, accolto per quanto
attiene alla nota d’onorario. Per il resto, l’ingente richiesta risarcitoria avanzata
è totalmente respinta. Dato il valore della pretesa, la tassa di giustizia di CHF 5’000.-- e le spese di
CHF 100.--, per complessivi CHF 5’100.--, sono poste a carico del reclamante
nella misura di 9/10.

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 429 ss. CPP ed ogni
altra disposizione applicabile,

 

 

 

 

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
reclamo è parzialmente accolto.

 

                                          §       Il
dispositivo 2 del decreto d’abbandono 14.11.2013 emanato dal procuratore
pubblico Nicola Respini è riformato come segue:

 

                                         “Ad RE 1 è riconosciuto
l’importo complessivo di CHF 5'318.-- (IVA compresa) quale risarcimento per le
spese di patrocinio da lui sostenute, non vengono invece accordati né
indennizzi per il danno economico né riparazione del torto morale.” 

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 5’000.-- e le spese di CHF 100.-- per complessivi CHF
5’100.-- (cinquemilacento), sono poste a carico di RE 1, __________, nella
misura di CHF 4'590.-- (quattromilacinquecentonovanta). 

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

	
   

  	
  -         
  __________

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                           La
cancelliera