# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 278a679d-5f62-50f8-812f-cc72ff7e1936
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-09-08
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Zivilkammer 08.09.2023 ZK2 2022 12
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_007_ZK2-2022-12_2023-09-08.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

Sentenza dell'8 settembre 2023

N. d'incarto ZK2 22 12

Istanza Seconda Camera civile

Composizione Moses, presidente
Bensbih, attuaria

Parti A._____ SA
reclamante
patrocinata dall'avv. Cesare Lepori
Via Parco 2, CP 1803, 6501 Bellinzona

contro

B._____ AG
resistente
patrocinata dall'avv. Paolo Bernasconi
Via P. Lucchini 1, CP 1171, 6901 Lugano

Oggetto azione creditoria

Atto impugnato decisione del Tribunale regionale Moesa del 16.12.2021, comuni-
cata l'8.2.2022 (n. d'incarto 115-2021-10).

Comunicazione 8 settembre 2023

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Ritenuto in fatto:

A. Con contratto di mandato dell'8 maggio 2020 la A._____ SA, ditta attiva nel 
settore del commercio di prodotti etnici italiani, ha incaricato la B._____ AG, 
società che svolge attività di carattere fiduciario, di assisterla segnatamente nella 
costituzione della succursale di C._____, così come nei servizi di segretariato, 
contabilità e assistenza agli adempimenti fiscali, nonché nella consulenza 
amministrativa, commerciale e fiscale.

B. Sulla base delle prestazioni svolte, in data 29 luglio 2020 la B._____ AG ha 
emesso una fattura di totali CHF 5'199.70 (IVA inclusa), comprensivi di: 
CHF 600.00 più IVA per la costituzione della succursale, CHF 1'666.70 più IVA per 
i servizi di contabilità, contratti di lavoro e allestimento buste paga al 31.07.2020, 
CHF 2'398.00 più IVA per i servizi professionali al 31.07.2020 e CHF 163.25 più 
IVA per le spese amministrative e di segreteria. 

C. Con scritto e-mail del 30 settembre 2020 la A._____ SA ha contestato la 
citata fattura, proponendo di versare un importo forfettario di CHF 3'000.00 per 
tutto quanto svolto dalla B._____ AG. Con scritto e-mail del 1°ottobre 2020 la 
B._____ AG ha respinto i rimproveri mossi nei suoi confronti. Tra le parti è seguita 
ulteriore corrispondenza. 

D. Non essendo stata tacitata, in data 19 ottobre 2020 la B._____ AG ha fatto 
spiccare dall'Ufficio esecuzioni e fallimenti Regione Moesa (in seguito: UEF) nei 
confronti della A._____ SA il precetto esecutivo (n. D._____) per l'importo di 
CHF 5'199.70 oltre interessi al 5% dal 2 ottobre 2020, al quale l'escussa ha 
interposto immediata opposizione. 

E. Nell'ambito della summenzionata procedura esecutiva, con decisione del 
16 dicembre 2020 il presidente del Tribunale regionale – assodata l'assenza di un 
titolo di rigetto provvisorio – ha respinto l'istanza di rigetto dell'opposizione inoltrata 
dalla B._____ AG nei confronti della A._____ SA. Il presidente del Tribunale 
regionale ha inoltre ricordato che un'eventuale azione creditoria ordinaria avrebbe 
dovuto essere avviata al foro di C._____, come convenuto dalle parti nel contratto 
di mandato. 

F. Previo ottenimento dell'autorizzazione ad agire, con petizione del 9 marzo 
2021 la B._____ AG ha chiesto la condanna della A._____ SA al pagamento di 
CHF 5'199.70, oltre interessi al 5% dal 29 luglio 2020 e spese esecutive, con 
contestuale rigetto in via definitiva dell'opposizione al precetto esecutivo 
n. D._____ dell'UEF limitatamente a tale importo. 

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G. Con osservazioni del 16 aprile 2021 la A._____ SA si è opposta alla 
petizione. In data 8 giugno 2021 si è tenuta un'udienza istruttoria. 

H. Con replica del 30 giugno 2021 la B._____ AG ha sostanzialmente ribadito 
il proprio punto di vista. Con duplica dell'11 ottobre 2021, la A._____ SA, 
patrocinata dagli avv. Cesare Lepori e Leandro Pagliuca, ha riconfermato la 
propria posizione, sollevando per la prima volta l'eccezione d'incompetenza 
territoriale del giudice adito. In data 16 dicembre 2021 si è tenuta l'udienza di 
dibattimento finale tra le parti.

I. Con decisione del 16 dicembre 2021, comunicata l'8 febbraio 2022, il Tribu-
nale regionale ha parzialmente accolto la petizione del 9 marzo 2021, condannan-
do la A._____ SA a versare alla B._____ AG CHF 4'183.10, oltre interessi al 5% 
dal 2 ottobre 2020 e rigettando in via definitiva in tale misura l'opposizione 
interposta al precetto esecutivo n. D._____ dell'UEF. 

L. Avverso tale decisione, in data 11 marzo 2022 (data del timbro postale), la 
A._____ SA (in seguito: reclamante) ha presentato reclamo al Tribunale 
cantonale. Essa ha anzitutto chiesto di dichiarare la petizione irricevibile per 
incompetenza territoriale del giudice adito, e la riforma della decisione impugnata, 
nel senso di respingere la petizione, con seguito dei relativi oneri giudiziari di en-
trambe le sedi a carico della controparte. 

M. Con risposta del 20 maggio 2022 (data del timbro postale), la B._____ AG 
(in seguito: resistente) ha postulato la reiezione del reclamo e la conferma della 
decisione impugnata, il tutto con protesta di tasse, spese e ripetibili. 

Considerando in diritto: 

1.1. Le decisioni emanate nella procedura semplificata sono impugnabili, trat-
tandosi di controversie patrimoniali con un valore litigioso inferiore a 
CHF 10'000.00, con reclamo entro 30 giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 1 
CPC). Nel caso concreto, il reclamo, interposto l'11 marzo 2022, è stato proposto 
entro il termine di 30 giorni dalla notifica della decisione impugnata ed è pertanto 
tempestivo, così come è tempestiva la risposta del 20 maggio 2022 della resisten-
te (art. 322 CPC).

1.2. Competente per statuire in merito alla presente vertenza è la Seconda 
Camera civile del Tribunale cantonale (artt. 7 cpv. 1 LACPC [CSC 320.100] e  7 
cpv. 1 lett. a OOTC [CSC 173.100]). Non superando il valore litigioso della proce-

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dura di reclamo CHF 5'000.00, il reclamo può essere deciso a giudice unico (art. 7 
cpv. 2 lett. a LACPC). 

1.3. L'art. 320 CPC prevede che con il rimedio del reclamo possono essere 
censurati l’applicazione errata del diritto (lett. a) e/o l’accertamento 
manifestamente errato dei fatti (lett. b). 

1.4. L'atto di reclamo deve contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda 
ed essere motivato (art. 321 cpv. 1 CPC). L'insorgente deve confrontarsi con la 
decisione di prima istanza, indicando per quali ragioni siano errate le 
argomentazioni dell'autorità inferiore. Tale confronto è essenziale alla ricevibilità 
del gravame (DTF 141 III 569 consid. 2.3.3; 138 III 374 consid. 4.3.1; 
TF 5D_43/2019 del 24.5.2019 consid. 3.2.2.1; Francesca Verda Chiocchetti, in: 
Trezzini/Fornara/Cocchi/Bernasconi/Verda Chiocchetti [edit.], Commentario 
pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, vol. 2, 2a ed., Lugano 2017, 
n. 21 e seg. ad art. 311 CPC). Ciò che non viene contestato o non viene 
sufficientemente motivato non deve essere esaminato dall'autorità di ricorso, ed è 
di principio valido, salvo si tratti di errori manifesti. Nelle procedure di reclamo il 
principio "iura novit curia" (art. 57 CPC) viene quindi relativizzato (Christoph Hurni, 
in: Hausheer/Walter [edit.], Berner Kommentar, Schweizerische 
Zivilprozessordnung, Art. 1-149 ZPO, vol. 1, Berna 2012, n. 21 e 39 segg. ad 
art. 57 CPC). Nella relativa procedura, salvo casi che qui non ricorrono (art. 326 
cpv. 2 CPC), non sono ammesse né nuove conclusioni, né l’allegazione di nuovi 
fatti, né la produzione di nuovi mezzi di prova (art. 326 cpv. 1 CPC). 

2. Nel giudizio impugnato, i giudici di prime cure hanno anzitutto trattato la 
questione dell'incompetenza territoriale, sollevata dalla reclamante per la prima 
volta in sede di duplica (act. B.1 consid. 1). Dopo aver ricordato giurisprudenza e 
dottrina in merito alla costituzione in giudizio ex art. 18 CPC, il Tribunale regionale 
ha ritenuto che in concreto la reclamante avrebbe sollevato l'eccezione 
d'incompetenza territoriale per la prima volta in sede di duplica – dopo essersi già 
espressa nel merito della causa con le osservazioni del 16 aprile 2021 – e 
pertanto tardivamente (act. B.1 consid. 1.1 seg.). A tal proposito, i giudici di prime 
cure hanno pure osservato che nonostante la reclamante non fosse patrocinata da 
un legale al momento dell'inoltro delle osservazioni, nell'ambito della precedente 
procedura di rigetto dell'opposizione, le parti erano state rese attente al fatto che 
un'eventuale azione creditoria ordinaria avrebbe dovuto essere avviata al foro di 
C._____, conformemente alla proroga di foro pattuita contrattualmente. Il 
Tribunale regionale ha pertanto ritenuto che la reclamante non poteva appellarsi a 
una mancata conoscenza giuridica e che l'eccezione d'incompetenza territoriale 

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non poteva essere accolta poiché tardiva (act. B.1 consid. 1.2). Nel merito della 
vertenza, i giudici di prime cure hanno ritenuto che tra le parti sarebbe venuto in 
essere un contratto di mandato ai sensi degli artt. 394 segg. CO (act. B.1 
consid. 2). Dopo aver osservato che la reclamante ha integralmente contestato il 
credito vantato dalla resistente a titolo di mercede per le prestazioni svolte 
sull'arco di due mesi e 15 giorni, i giudici di prime cure hanno passato in rassegna 
le voci della fattura contestate (act. B.1 consid. 2). Nello specifico, in merito 
all'importo fatturato di CHF 163.25 per le spese amministrative e di segreteria – e 
quindi alla questione litigiosa di sapere se la percentuale del 3.5% convenuta 
contrattualmente andasse calcolata sul valore totale della fattura pari a 
CHF 5'199.70, oppure sulla quota fissa di CHF 1'666.70 – il Tribunale regionale ha 
ritenuto determinante stabilire il reale contenuto dell'allegato 3 del contratto di 
mandato (act. B.1 consid. 2). Dopo aver interpretato sistematicamente le rilevanti 
clausole contrattuali, i giudici di prime cure hanno ritenuto, da un lato, che la 
percentuale del 3.5% per la fatturazione delle spese amministrative e di segreteria 
si applicherebbe anche alle prestazioni fatturate in base al tempo investito e, 
dall'altro, che tali spese, indipendentemente dal genere di prestazioni effettuate e 
dal sistema di fatturazione ad esse applicato, non sarebbero comprese negli 
importi forfettari pattuiti e andrebbero in ogni caso computate separatamente 
(act. B.1 consid. 2). Il Tribunale regionale ha pertanto concluso che la percentuale 
del 3.5% sarebbe stata correttamente applicata sull'intero fatturato (act. B.1 
consid. 2). Per quanto riguarda poi le prestazioni fatturate in base al tempo 
investito, figuranti sotto la voce "servizi professionali al 31.07.2020" e pari a 
CHF 2'398.00, il Tribunale regionale ha anzitutto ritenuto che, contrariamente a 
quanto preteso dalla reclamante, la resistente avrebbe sufficientemente dettagliato 
e giustificato tali attività in corso di causa. Quest'ultima avrebbe infatti fornito, 
producendo il documento "Dettaglio Attività A._____ SA – Succursale di C._____", 
un resoconto delle prestazioni effettuate nell'ambito del mandato in oggetto per il 
periodo compreso tra maggio e fine luglio 2020 e fatturate in base al tempo, così 
come un'ampia documentazione relativa alla corrispondenza intercorsa con i 
rappresentanti e i dirigenti della reclamante e in parte anche con terzi e autorità 
competenti per le pratiche svolte (act. B.1 consid. 2). Inoltre, l'esposto prodotto 
dalla resistente con gli scritti legali, in particolare con la replica, e i riferimenti ai 
citati allegati – tenuto conto che la procedura era semplificata e che essa non era 
patrocinata da un legale – sarebbe stato sufficientemente chiaro e completo 
(act. B.1 consid. 2). I giudici di prime cure hanno proseguito, osservando che le 
voci relative alle prestazioni per la "Pratica per AVS e Imposta alla fonte", così 
come quelle per la "Pratica per LPP" e per la "Pratica LAINF e altre coperture" 
figuranti nel citato dettaglio delle attività non avrebbero dovuto essere conteggiate 

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nel computo delle prestazioni fatturate su base oraria, essendo già comprese nel 
compenso forfettario annuo di CHF 8'000.00 pattuito alla clausola n. 9.2.2 del 
contratto di mandato (act. B.1 consid. 2). Inoltre, in relazione alle prestazioni 
rimanenti, figuranti nel documento del dettaglio delle attività, i giudici di prime cure 
hanno ritenuto che il dispendio orario conteggiato non sarebbe sproporzionato 
rispetto al genere di servizi prestati, osservando pure che sebbene le tariffe 
applicate possano essere considerate elevate per il genere di prestazioni, esse 
sarebbero state espressamente accettate dalla reclamante con la sottoscrizione 
dell'allegato 3 del contratto di mandato. La resistente avrebbe inoltre applicato uno 
sconto totale di CHF 500.00 (act. B.1 consid. 2). Tutto considerato, per quanto 
riguarda le prestazioni fatturate in base al tempo investito e figuranti sotto la voce 
"servizi professionali al 31.07.2020", il Tribunale regionale ha ridotto l'importo 
richiesto dalla resistente a CHF 1'486.00 (ovvero CHF 323.00 per la "Pratica per 
autorizzazione esercizio" e CHF 1'163.00 per le "Altre pratiche varie") (act. B.1 
consid. 2). In merito invece agli importi di CHF 600.00 per la costituzione della 
succursale, e di CHF 1'666.70 per i servizi di contabilità, contratti di lavoro e 
allestimento buste paga al 31.07.2020, il Tribunale regionale ha ritenuto che nei 
propri allegati scritti la reclamante non avrebbe contestato nello specifico tali 
importi, limitandosi nelle proprie conclusioni a chiedere il respingimento integrale 
della petizione (act. B.1 consid. 2). Non avendo la reclamante ossequiato il proprio 
onere di contestazione, il tribunale di prima istanza ha quindi ritenuto che tali 
importi fossero rimasti sostanzialmente incontestati (act. B.1 consid. 2). Infine, il 
Tribunale regionale ha osservato che un'eventuale pretesa risarcitoria per 
inadempimento degli obblighi contrattuali da parte della resistente, da porre in 
compensazione al credito vantato da quest'ultima, non entrerebbe in 
considerazione, non avendo la reclamante quantificato in modo sufficientemente 
dettagliato il paventato danno economico (act. B.1 consid. 2). Pertanto, i giudici di 
prime cure hanno ritenuto che, sulla scorta di quanto pattuito, la reclamante 
dovrebbe versare alla resistente l'importo complessivo di CHF 4'183.10 (composto 
da CHF 600.00 per la costituzione della succursale, CHF 1'666.70 per due mesi e 
15 giorni di servizi di contabilità, contratti di lavoro e allestimento buste paga, 
CHF 1'486.00 per servizi professionali fatturati sulla base del dispendio orario, 
CHF 131.35 per le spese amministrative e di segreteria e CHF 299.07 per l'IVA), 
oltre interessi al 5% dal 2 ottobre 2020, e rigettato l'opposizione sollevata contro il 
precetto esecutivo in via definitiva limitatamente a tale importo. 

3. Dal profilo formale, la reclamante contesta anzitutto la competenza 
territoriale del Tribunale regionale a statuire sul presente gravame, come già 
esposto dinanzi all'istanza precedente. La reclamante ribadisce che il contratto di 

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mandato concluso tra le parti conterrebbe una valida proroga di foro in favore del 
foro di C._____ ai sensi dell'art. 17 CPC (act. A.1, 1, pag. 2). A suo dire, con le 
osservazioni del 16 aprile 2021 la reclamante non si sarebbe espressa nel merito 
della causa, né avrebbe formulato alcuna richiesta di reiezione della petizione 
dinanzi ai primi giudici (act. A.1, 1, pag. 2 seg.). Quanto alla formulazione 
"riteniamo di non dover nulla", secondo la reclamante ciò non corrisponderebbe a 
una richiesta di respingimento nel merito della petizione ma rappresenterebbe una 
"mera opinione, fondata appunto, sul proprio "ritenere"" (act. A.1, 1, pag. 3). 
Contrariamente a quanto ritenuto dai giudici di prime cure, la reclamante non 
avrebbe pertanto rinunciato a contestare la competenza dei giudici aditi, sicché 
l'eccezione d'incompetenza da lei sollevata sarebbe tempestiva (act. A.1, 1, pag. 
3). In ogni caso, prosegue la reclamante, qualora i giudici di prime cure non 
avessero giudicato sufficientemente chiare o complete le sue allegazioni, 
avrebbero dovuto ricorrere allo strumento dell'interpello ex art. 56 CPC, posto 
come in sede di osservazioni essa non era patrocinata da un legale (act. A.1, 1, 
pag. 3 seg.). 

Dal canto suo, la resistente sostiene che l'eccezione d'incompetenza territoriale 
del giudice adito formulata in sede di duplica sarebbe manifestamente tardiva e 
che la reclamante si sarebbe costituita in giudizio giusta l'art. 18 CPC (act. A.2, 
III.6 segg.). Non trattandosi qui né di un foro imperativo né semi-imperativo ed 
essendosi la reclamante espressa nel merito della vertenza con le osservazioni 
del 16 aprile 2021, l'art. 18 CPC troverebbe applicazione alla fattispecie (act. A.2, 
III.8.1 seg.). Neppure l'obbligo d'interpello ex art. 56 CPC entrerebbe qui in linea di 
conto, non essendo competenza del giudice rendere attenta una parte sulla 
possibilità di eccepire l'incompetenza territoriale (act. A.2, III.10.2 segg.). A tal 
proposito, la resistente osserva inoltre che entrambe le parti non erano 
rappresentate da un patrocinatore legale in procedura di prima istanza e che esse 
erano state edotte, nell'ambito della precedente procedura di rigetto 
dell'opposizione, che un'eventuale azione creditoria ordinaria avrebbe dovuto 
essere presentata presso il foro di C._____ (act. A.2, III.13 seg.). 

3.1. Giusta l'art. 17 cpv. 1 CPC, salvo che la legge disponga altrimenti, le parti 
possono pattuire il foro per una controversia esistente o futura in materia di 
pretese derivanti da un determinato rapporto giuridico. Salva diversa stipulazione, 
l'azione può essere proposta soltanto al foro pattuito. L'esistenza di una valida 
proroga di foro non impedisce l'applicazione dell'art. 18 CPC (DTF 123 III 35 
consd. 3.b; Dominik Infanger, in: Spühler/tenchio/Infanger [edit.], Basler Kommen-
tar ZPO, 3a ed., Basilea 2017, n. 6 ad art. 18 CPC; Thomas Sutter-Somm/Martin 

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Hedinger, in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger [edit.], Kommentar zur 
Schweizerischen Zivilprozessordnung (ZPO), 3a ed., Zurigo 2016, n. 4 ad art. 18 
CPC). 

Secondo l'art. 18 CPC, una parte si costituisce incondizionatamente in giudizio 
quando procede senza riserve – ovvero senza sollevare l'eccezione 
d’incompetenza – esprimendosi nel merito della controversia e rinunciando in tal 
modo, con un atteggiamento concludente che dimostra una volontà non equivoca, 
a un foro legale o prorogato (DTF 123 III 35 consid. 3.b; Infanger, op. cit., n. 10 ad 
art. 18 CPC; Stefano Fornara/Bruno Cocchi, in: Trezzi-
ni/Fornara/Cocchi/Bernasconi/Verda Chiocchetti [edit.], Commentario pratico al 
Codice di diritto processuale civile svizzero, vol. 1, 2a ed., Lugano 2017, n. 2 ad 
art. 18 CPC). Tale è il caso quando nei confronti del tribunale incompetente il 
convenuto prende senza riserve posizione sul merito della lite in un allegato scritto 
di risposta oppure postula oralmente la reiezione (nel merito) dell'azione (Ulrich 
Haas/Michael Schlumpf, in: Oberhammer/Domej/Haas [edit.], Kurzkommentar 
ZPO, 3a ed., Basilea 2021, n. 6 ad art. 18 CPC; Fornara/Cocchi, op. cit., n. 2 seg. 
ad art. 18 CPC; Sutter-Somm/Hedinger, op. cit., n. 9 ad art. 18 CPC). Per 
"costituzione in giudizio" s'intende ogni atto di difesa che mira direttamente alla 
reiezione della petizione, fermo restando che gli atti preliminari alla difesa, come 
ad esempio una richiesta di sospensione o di rinvio della procedura, non rientrano 
in tale nozione (cfr. DTF 133 III 295 consid. 5.1; Haas/Schlumpf, op. cit., n. 6a e 9 
ad art. 18 CPC). 

3.2. Al giudice è consentito d'interpellare una parte, giusta l'art. 56 CPC, solo se 
le sue allegazioni non sono chiare, sono contraddittorie o imprecise oppure 
manifestamente incomplete, dandole l’opportunità di rimediarvi. L’istituto 
dell’interpello non deve tuttavia servire a sanare negligenze processuali, ivi 
comprese quelle relative ai mezzi di prova prodotti (TF 4A_487/2018 del 
30.1.2019 consid. 4.2.2 con i rinvii). Non autorizza quindi il giudice – senza 
disattendere il proprio dovere d’imparzialità – a suggerire alla parte gli argomenti 
da allegare o di sollecitare un complemento delle prove da essa già addotte 
(TF 4A_487/2018 del 30.1.2019 consid. 4.2.2 con i rinvii; Myriam A. Gehri, in: 
Spühler/tenchio/Infanger [edit.], Basler Kommentar ZPO, 3a ed., Basilea 2017, 
n. 14 seg. ad art. 56 CPC; Thomas Sutter-Somm/Alain Grieder, in: Sutter-
Somm/Hasenböhler/Leuenberger [edit.], Kommentar zur Schweizerischen 
Zivilprozessordnung (ZPO), 3a ed., Zurigo 2016, n. 42 ad art. 56 CPC; Francesco 
Trezzini, in: Trezzini/Fornara/Cocchi/Bernasconi/Verda Chiocchetti [edit.], 
Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, vol. 1, 2a ed., 

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Lugano 2017, n. 4 ad art. 56 CPC). L'obbligo d’imparzialità e di neutralità gli vieta 
di rendere le parti attente su fatti che esse non hanno considerato, né di aiutarle a 
impostare meglio la causa o suggerire loro quali argomenti pertinenti allegare per 
vincerla (DTF 142 III 462 consid. 4.3). 

3.3. Nel caso concreto, il contratto di mandato sottoscritto dalle parti l'8 maggio 
2020 conteneva la seguente proroga di foro (act. TR II.1, art. 16.2): 

Per tutte le controversie riguardanti l'interpretazione e l'esecuzione del pre-
sente contratto è competente il foro di C._____.

Durante la procedura svoltasi dinanzi all'istanza precedente, con lo scritto del 
16 aprile 2021 la reclamante, a quel momento non rappresentata da un legale, ha 
prodotto delle osservazioni di una pagina alla petizione della resistente, anch'essa 
non rappresentata da un legale. In sede di osservazioni, dopo essersi in sostanza 
espressa in merito a un documento prodotto dalla controparte, la reclamante ha 
concluso affermando quanto segue: "Per quanto precede riteniamo di non dover 
nulla alla B._____ AG" (act. TR I.2). Così facendo, come rettamente ritenuto dal 
Tribunale regionale, la reclamante si è espressa nel merito della vertenza. Peraltro 
neppure all'udienza istruttoria dell'8 giugno 2021 la reclamante, rappresentata 
dall'avv. Cesare Lepori, ha sollevato l'eccezione d'incompetenza territoriale del 
tribunale adito (act. TR V.1), bensì solo successivamente in sede di duplica 
(act. TR I.4, II.1). Visto quanto esposto in precedenza (cfr. supra consid. 3.1), la 
reclamante avrebbe dovuto sollevare l'eccezione d'incompetenza ratione loci al 
più tardi con le osservazioni scritte del 16 aprile 2021. L'aver agito diversamente 
configura una costituzione in giudizio ex art. 18 CPC, ciò a maggior ragione consi-
derato come la reclamante era già stata informata con decisione del 16 dicem-
bre 2020, emanata nell'ambito della precedente procedura di rigetto dell'opposi-
zione, sull'incompetenza territoriale del tribunale adito per statuire sull'azione 
creditoria ordinaria (act. TR II.10). Ne discende che, per quanto riguarda l'obbligo 
d'interpello, i giudici di prime cure non potevano chiedere alla reclamante, senza 
favorirla indebitamente rispetto alla resistente, di esprimersi relativamente alla 
competenza territoriale del giudice adito che le avrebbe permesso di dichiarare 
irricevibile la petizione. Infatti, in ragione delle circostanze appena esposte, la sua 
risulta una negligenza processuale.

3.4. Visto quanto precede, l'eccezione d'incompetenza territoriale è tardiva e 
quindi irricevibile, poiché i fatti alla base di quella tesi sono stati addotti dalla 
reclamante per la prima volta solo in sede di duplica e considerato come su tale 
aspetto i giudici di prime cure non hanno violato il loro obbligo d'interpello. Su 
questo punto la decisione impugnata si rivela quindi corretta.

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4. Nel merito della vertenza, la reclamante sostiene anzitutto che per quanto 
riguarda la fatturazione delle spese amministrative e di segreteria, i giudici di 
prime cure avrebbero dovuto calcolarne l'importo dovuto sulla base delle clausole 
contenute nel contratto di mandato e non su quanto contenuto in un allegato di 
tale contratto (act. A.1, 2, pag. 4). La reclamante rimprovera inoltre al Tribunale 
regionale di aver applicato la percentuale del 3.5% relativa alla fatturazione delle 
spese segretariali e amministrative sull'intero fatturato secondo un criterio di "mera 
allocazione grafica", quando invece tale percentuale avrebbe dovuto essere 
applicata sul forfait annuo corrispondente ai CHF 1'666.70 fatturati (act. A.1, 2, 
pag. 5). A detta della reclamante, la clausola n. 9 del contratto, secondo cui "di 
regola i servizi resi in base al tempo investito vengono fatturati ogni semestre, 
unitamente agli esborsi e alle spese […]", non avrebbe alcuna correlazione con la 
percentuale del 3.5%, la quale sarebbe invece "oggetto di forfettizzazione" 
(act. A.1, 2, pag. 5). Secondo la reclamante, nella loro valutazione i giudici di 
prime cure si sarebbero fondati sul mero "contesto di allocazione figurativa delle 
voci nel corpo contrattuale" (act. A.1, 2, pag. 5). Infine, essa ritiene che il tribunale 
di prima istanza si sarebbe contraddetto nel ritenere, in un primo momento, che la 
percentuale forfettaria del 3.5% fosse applicabile solo alle prestazioni fatturate in 
base al tempo investito, per poi cumulare tale percentuale "sia sulle prestazioni 
oggetto di convenuta remunerazione una tantum […] sia su quelle oggetto di 
remunerazione forfettaria per annualità" (act. A.1, 2, pag. 6). La reclamante 
conclude ritenendo che la percentuale del 3.5% avrebbe dovuto essere applicata 
unicamente sulla quota fissa fatturata per due mesi e 15 giorni, ovvero sull'importo 
di CHF 1'666.70 per un totale di CHF 58.33, e non sull'intero ammontare della 
fattura per un totale di CHF 131.35 (act. A.1, 2, pag. 6). 

Dal canto suo, la resistente sostiene che i giudici di prime cure avrebbero 
correttamente interpretato il contratto sulla base di un'analisi sistematica di tutte le 
clausole e allegati che lo compongono, con lo scopo di ricercare la reale volontà 
delle parti (act. A.2, III.20). Quest'ultima sarebbe stata quella di fatturare una 
percentuale del 3.5% sull'intero fatturato, indipendentemente dal genere di 
prestazioni effettuate e dal sistema di fatturazione applicato (act. A.2, III.21). Ciò 
sarebbe confermato dal fatto che l'"annualità" prevista nella clausola dell'allegato 3 
del contratto e relativa alle spese segretariali e amministrative sarebbe calcolata 
sulla base degli importi a forfait e degli importi fatturati in base al dispendio orario 
(act. A.2, III.21). 

4.1. Nel merito, le obiezioni sollevate dalla reclamante sono insufficienti a 
rimettere in discussione la conclusione dei giudici di prime cure. 

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Preliminarmente, per quanto riguarda l'affermazione della reclamante secondo cui 
il tribunale di prima istanza avrebbe erroneamente utilizzato quale criterio 
valutativo "[…] l'allegato 3 al contratto di mandato, quando, invero, il riferimento 
fattuale e documentale ai fini della computazione avrebbe dovuto essere vagliato 
dalla disamina della fonte negoziale, ossia dal contratto e non da un allegato allo 
stesso" (act. A.1, 2, p. 4), si osserva che tale censura, con la quale la reclamante 
per altro nemmeno ha auspicato l’annullamento della decisione impugnata per 
un’eventuale carenza di motivazione, è irricevibile anche perché essa non indica 
per quali ragioni l'allegato 3 del contratto sarebbe inapplicabile. Tale obiezione è in 
ogni caso infondata, poiché l'allegato 3 è parte integrante del contratto di mandato 
conformemente a quanto previsto dalla clausola n. 17, secondo cui: "Il presente 
contratto, comprensivo di tutti gli allegati, annulla e sostituisce ogni eventuale 
mandato precedentemente sottoscritto dalle parti" (act. TR II.1, art. 17.1) e 
all'esplicito rinvio contenuto nella clausola n. 9.1, sotto il capitolo relativo ai "costi 
ed onorari", che prevede: "I servizi resi dalla Mandataria vengono fatturati in base 
al tempo investito, valorizzato secondo le tariffe pattuite tra Mandante e 
Mandataria (Allegato 3) […]" (act. TR II.1, art. 9.1). 

4.2. Confrontato con un litigio sul contenuto di clausole contrattuali, il giudice 
deve in primo luogo ricercare la vera e concorde volontà dei contraenti 
(interpretazione soggettiva; art. 18 cpv. 1 CO), eventualmente, in modo empirico, 
sulla base di indizi (DTF 144 III 93 consid. 5.2.2; 133 III 675 consid. 3.3; 
TF 4A_376/2016 del 2.12.2016 consid. 4.1.1.1). Al proposito, costituiscono indizi 
in tal senso non solo il contenuto delle dichiarazioni di volontà – scritte o orali – ma 
anche il contesto generale, cioè tutte le circostanze che permettono di scoprire la 
reale volontà delle parti, siano esse dichiarazioni fatte prima della conclusione del 
contratto o fatti successivi ad esso, in particolare il comportamento successivo 
delle parti che stabilisce ciò che le parti contraenti stesse hanno compreso 
all'epoca. L'interpretazione soggettiva è questione di fatto (DTF 144 III 93 
consid. 5.2.2; 133 III 675 consid. 3.3; TF 4A_376/2016 del 2.12.2016 
consid. 4.1.1.1). Ove non esistono degli accertamenti di fatto sulla reale 
concordanza della volontà delle parti o se il giudice constata che una parte non ha 
compreso la volontà dell'altra, la loro (presunta) volontà viene accertata 
interpretando le loro dichiarazioni secondo il principio dell'affidamento 
(interpretazione oggettiva), ovvero secondo il senso che ogni contraente poteva e 
doveva ragionevolmente attribuire alle dichiarazioni di volontà dell'altro nella 
situazione concreta (DTF 144 III 93 consid. 5.2.3; 133 III 675 consid. 3.3; 
TF 4A_376/2016 del 2.12.2016 consid. 4.1.1.2). L'interpretazione oggettiva è 
questione di diritto (DTF 144 III 93 consid. 5.2.3; 133 III 675 consid. 3.3; 

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TF 4A_376/2016 del 2.12.2016 consid. 4.1.1.2). Anche la scelta tra i metodi 
d'interpretazione soggettivo e oggettivo attiene al diritto. La decisione spetta al 
giudice e dipende dall'esito dell'istruttoria. L'art. 18 cpv. 1 CO gli impone di dare la 
precedenza al metodo soggettivo, a condizione che vi siano elementi sufficienti 
per farlo (DTF 144 III 93 consid. 5.2.2; 133 III 675 consid. 3.3; TF 4A_376/2016 
del 2.12.2016 consid. 4.1.1.2; Wolfgang Wiegand, in: Widmer Lüchinger/Oser 
[edit.], Basler Kommentar OR I, 7a ed., Basilea 2015, n. 11 ad art. 18 CO). 

4.3. Ora, dall'esame degli atti è legittimo concludere che la clausola relativa alla 
fatturazione delle spese segretariali e amministrative contenuta nell'allegato 3 del 
contratto di mandato prevede l'applicazione della percentuale del 3.5% sull'intero 
importo fatturato, indipendentemente dal genere di prestazioni effettuate e dal 
sistema di fatturazione ad esse applicato. 

Nello specifico, la lettera del contratto menziona sotto il capitolo n. 9 "costi ed 
onorari" il principio generale di fatturazione della mercede, secondo cui i servizi 
resi dalla mandataria vengono fatturati in base al tempo investito, valorizzato 
secondo il listino tariffe contenuto nell'allegato 3 del contratto di mandato 
(act. TR II.1, art. 9.1). Le tariffe variano in base alle qualifiche e all'esperienza del 
prestatore di servizio e sono comprese tra CHF/h 150.00 e CHF/h 500.00 
(act. TR II.1, art. 9.1). Secondo l'allegato 3 del contratto di mandato, le prestazioni 
svolte dal direttore sono remunerate con una tariffa di CHF/h 350.00 (IVA 
esclusa), quelle fornite dal contabile senior di CHF/h 250.00 (IVA esclusa), dal 
consulente junior e contabile junior di CHF/h 150.00 (IVA esclusa) e dagli 
assistenti/segretarie di CHF/h 80.00 (IVA esclusa) (act. TR II.1, allegato 3). Inoltre 
tale allegato recita: "Le spese segretariali e amministrative (es. corrieri, spese 
postali, fotocopie, costi telefonici, etc.) verranno addebitate forfettariamente, per 
una percentuale del 3,5% dell'ammontare dell'annualità" (act. TR II.1, allegato 3). 
La clausola n. 9.2 del contratto di mandato enumera invece le eccezioni al sistema 
di fatturazione in base al tempo investito. Tali eccezioni sono costituite dai mandati 
e/o dalle attività relative al mandato di costituzione della società – per le quali le 
parti hanno concordato un forfait di CHF 600.00 (IVA, costi ed eventuali spese 
vive esclusi) – e i servizi resi nell'ambito dei mandati di domiciliazione e 
coordinamento, di servizi di segretariato, e di contabilità e assistenza agli 
adempimenti fiscali – per i quali le parti hanno concordato un forfait annuo di 
CHF 8'000.00 (IVA esclusa) (act. TR II.1, art. 9.2). 

Ora, per quanto riguarda il tenore della frase: "Le spese segretariali e 
amministrative (es. corrieri, spese postali, fotocopie, costi telefonici, etc.) verranno 
addebitate forfettariamente, per una percentuale del 3,5% dell'ammontare 

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dell'annualità" (act. TR II.1, allegato 3), si osserva che dal contenuto del testo e 
dal termine usato "dell'ammontare dell'annualità" – che letteralmente indica la 
somma dovuta per contratto per quanto svolto nell'arco di un anno – è legittimo 
interpretare tale clausola nel senso che la percentuale del 3.5% si applica all'intero 
importo fatturato. 

L'interpretazione sistematica delle disposizioni in oggetto conferma questa 
conclusione. Come rettamente rilevato dai giudici di prime cure, la disposizione 
relativa alla fatturazione delle spese segretariali e amministrative è contenuta 
nell'allegato 3 del contratto di mandato, per rinvio della clausola n. 9.1 che 
sancisce il principio generale di fatturazione della mercede, e non per rinvio della 
clausola n. 9.2 che ne regola le eccezioni. Rientrando pertanto sotto la clausola 
n. 9.1, la percentuale del 3.5% per la fatturazione delle spese segretariali e 
amministrative risulta dunque di natura generale e, nel contesto in cui è inserita, 
risulta riferirsi all'intero importo fatturato, indipendentemente dalla natura dei 
servizi prestati e dal sistema di fatturazione ad essi applicato.

Infine, neppure l'interpretazione teleologica del contratto di mandato conduce a 
diversa soluzione, posto come le spese segretariali e amministrative possono 
insorgere per tutti i tipi di prestazioni svolte nell'ambito del contratto in oggetto, 
indipendentemente dal sistema di fatturazione ad esse applicato, e come non 
emerge dagli atti e non è stata dimostrata una volontà delle parti di escluderne la 
fatturazione per determinate prestazioni.

4.4. Non sussistono di conseguenza elementi a sufficienza per potersi 
distanziare dalla conclusione dei giudici di prime cure per la quale, l'applicazione 
della percentuale del 3.5% sull'intero importo fatturato corrisponde alla volontà 
delle parti e deve pertanto essere ossequiata.

5. Per quanto riguarda gli importi di CHF 600.00 per la costituzione della 
succursale, e di CHF 1'666.70 per i servizi di contabilità, contratti di lavoro e 
allestimento buste paga al 31.07.2020, i giudici di prime cure hanno ritenuto che la 
reclamante avesse violato il suo onere di contestazione e che pertanto tali importi 
fossero rimasti sostanzialmente incontestati (act. B.1 consid. 2; cfr. supra consid. 
2).

In sede di reclamo, la reclamante afferma quanto segue: "[…] nella denegata 
ipotesi in cui l'ammontare di CHF 1'666,70 persista nell'essere ritenuto dovuto in 
ragione di una ravvisata (insussistente) fedele e diligente esecuzione delle attività 
di cui al contratto di mandato […] " (act. A.1, 2, pag. 6). Qualora tale 

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considerazione fosse da intendersi quale formale contestazione dell'ammontare di 
CHF 1'666.70 per inesecuzione delle relative prestazioni pattuite contrattualmente, 
si osserva che in violazione dell'obbligo di motivazione (art. 321 cpv. 1 CPC) la 
reclamante non si è confrontata con quanto ritenuto dai giudici di prime cure 
riguardo a tale importo, né ha spiegato per quali ragioni le pretese della resistente 
non sarebbero state effettivamente eseguite. Pertanto tale censura è irricevibile. 

6. Inoltre a detta della reclamante, i giudici di prime cure avrebbero 
erroneamente ritenuto che l'importo di CHF 323.00 per la "Pratica per 
Autorizzazione esercizio" andava computato sotto la voce "Servizi professionali al 
31.07.2020" (act. A.1, 5, pag. 7). La reclamante è dell'avviso che le attività indicate 
nel documento "Dettaglio Attività A._____ SA – Succursale di C._____" relative 
alla pratica per l'autorizzazione d'esercizio sarebbero integralmente sprovviste di 
"adeguata causale/giustificazione" (act. A.1, 5, pag. 7). Dopo aver passato in 
rassegna tali attività, la reclamante ribadisce che il loro svolgimento non sarebbe 
stato comprovato – fatta eccezione per quanto svolto in data 19 maggio 2020 e 
fatturato a CHF 43.00 – poiché esse non corrisponderebbero a quanto emerso 
dalla documentazione agli atti. In ogni caso, secondo la reclamante, tali 
prestazioni "afferirebbero senza dubbio alcuno a meri adempimenti e 
corrispondenza intercorsa con il sig. E._____ in merito alla costituzione della 
succursale", rientrando pertanto nel forfait di CHF 600.00 (act. A.1, 5, pag. 8). 

La resistente ritiene invece che per quanto riguarda la somma di CHF 1'486.00 
(comprensivi di CHF 323.00 per la "Pratica per Autorizzazione esercizio" e di 
CHF 1'163.00 per "Altre pratiche varie"), la reclamante avrebbe violato quanto 
disposto dall'art. 320 CPC, limitandosi a sostenere un errato accertamento dei fatti 
senza però sostanziare in che misura esso sarebbe manifestamente errato 
(act. A.2, III.24 seg.). La reclamante si sarebbe inoltre limitata a riproporre 
essenzialmente quanto addotto in sede di duplica (act. A.2, III.24 seg.). Le 
censure sollevate dalla reclamante sarebbero pertanto di natura appellatoria e 
quindi irricevibili (act. A.2, III.25). Anche dal punto di vista sostanziale, la resistente 
ritiene di avere dimostrato l'esecuzione e l'entità delle prestazioni contestate 
(act. A.2, III.26 segg.). 

6.1. Ora, il riferimento della reclamante al fatto che le prestazioni per la "Pratica 
per Autorizzazione esercizio" non sarebbero state comprovate è infondato per le 
ragioni che seguono. Si osserva anzitutto che la reclamante ha riconosciuto la 
fondatezza della prima prestazione del 19 maggio 2020 relativa all'"email di 
risposta a "servizio autorizzazioni polizia"" figurante nel dettaglio delle attività di cui 
al doc. D (act. TR II.4) di complessivi 10 minuti. A tal proposito, essa afferma infatti 

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quanto segue: "Le tre comunicazioni/attività documentate nell'allegato 4 alla 
replica appaiono integralmente divergenti dalle attività per come descritte nel 
"Dettaglio attività", attività codeste che l'allegato 4 alla replica non contempla ed 
ovviamente non né dimostra in modo alcuno la relativa esplicazione, fatta 
eccezione per l'attività di cui al I.° tratteggio (19.05.20) fatturata per un valore di 
CHF 43,00" (act. A.1, 5, pag. 8). Per quanto riguarda inoltre la seconda 
prestazione del 19 maggio 2020 relativa alle "pratiche amministrative, formulari 
per modifica indirizzo + email di richiesta ristampa a "servizio autorizzazioni 
polizia"" di complessivi 25 minuti, anch'essa trova riscontro nello scritto e-mail del 
19 maggio 2020 del dipendente della resistente, F._____, al Servizio 
autorizzazioni, commercio e giochi della Polizia cantonale ticinese, nel quale viene 
richiesta la modifica dell'indirizzo del datore di lavoro sull'autorizzazione alla 
gerenza per esercizio senza alloggio della reclamante (act. TR II.8; act. TR II.16). 
Pure la prestazione del 27 maggio 2020 relativa alla "ricezione avviso polizia + 
email a Sig. E._____ con riepilogo info nuova gerente e doc necessari urgenti 
(formulario e contratto)" di 1 ora trova riscontro nello scambio di scritti e-mail del 
27 maggio 2020 tra E._____, membro con firma individuale della reclamante, e 
F._____, da cui emerge che la società resistente chiede alla reclamante di 
anticiparle via e-mail "[…] copia dei documenti già firmati e degli altri richiesti alla 
gerente, così da inoltrare tutto alla polizia cantonale che ci ha sollecitato già oggi" 
(act. TR II.8; act. TR II.16). Infine, per quanto riguarda l'ultima prestazione del 
27 maggio 2020 relativa alla "Revisione e discussione pratica autorizzazione 
esercizio" conteggiata a 30 minuti, si rileva che essa si riferisce a servizi che 
riguardano lo studio dell'incarto e l'elaborazione di dati. Non stupisce pertanto che 
tale prestazione non faccia parte del dossier cartaceo agli atti e riferito al mandato 
svolto dalla resistente. In definitiva, il Tribunale regionale ha rettamente ritenuto 
che la resistente ha sufficientemente dettagliato e giustificato le attività svolte, 
anche con riguardo alla pratica per autorizzazione d'esercizio, producendo un 
resoconto delle prestazioni effettuate e fatturate in base al tempo, così come 
un'ampia documentazione relativa alla corrispondenza intercorsa con i 
rappresentanti e i dirigenti della reclamante e in parte anche con terzi e autorità 
competenti per le pratiche svolte (act. B.1 consid. 2). Ciò a maggior ragione, 
ritenuto che la procedura era semplificata e che la resistente non era patrocinata 
da un legale (act. B.1 consid. 2). I giudici di prime cure hanno infine a giusta 
ragione rilevato che il dispendio orario conteggiato non risulta sproporzionato 
rispetto al genere di servizi prestati, osservando inoltre che sebbene le tariffe 
applicate possano essere considerate elevate per il genere di prestazioni, esse 
sono state espressamente accettate dalla reclamante con la sottoscrizione 

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dell'allegato 3 del contratto di mandato e che peraltro la resistente ha applicato 
uno sconto totale di CHF 500.00 (act. B.1 consid. 2).

Occorre infine rilevare che la tematica sollevata dalla reclamante per la prima volta 
in sede di reclamo, secondo cui le prestazioni in questione rientrerebbero nel 
forfait di CHF 600.00 per il mandato di costituzione della società e non avrebbero 
dovuto essere fatturate su base oraria, è in primis questione di ragionamento 
logico e interpretazione contrattuale indipendente da emergenze istruttorie, sicché 
poteva venire avanzata già in procedura di prima istanza e non è stata motivata a 
sufficienza in violazione dell'obbligo di motivazione ex art. 321 cpv. 1 CPC. A 
prescindere da ciò, la censura non meriterebbe accoglimento neppure nel merito 
poiché dagli atti non emerge alcun elemento che premetta di discostarsi da quanto 
ritenuto dai giudici di prime cure. Infatti, le prestazioni in questione relative alla 
pratica per l'autorizzazione d'esercizio nulla hanno a che vedere con il mandato di 
costituzione della società, che riguarda invece aspetti di diritto societario e 
regolamentazione in materia di Registro di commercio. Non ha infine alcuna 
rilevanza l'affermazione della reclamante secondo cui le prestazioni in oggetto 
costituirebbero "[…] meri adempimenti e corrispondenza intercorsa con il sig. 
E._____ in merito alla costituzione della succursale […]", risultando dagli atti e da 
quanto esposto in precedenza, che le prestazioni riguardano anche 
corrispondenza con autorità e rilevano di questioni specifiche all'autorizzazione in 
questione (act. TR II.4; act. TR II.8). 

6.2. Ne discende che anche su questo punto il reclamo è destinato 
all'insuccesso e il giudizio di prime cure va confermato.

7. Infine, la reclamante sostiene che le prestazioni relative alle "Altre pratiche 
varie", figuranti nel dettaglio delle attività e fatturate a CHF 1'163.00, 
rientrerebbero nel forfait di CHF 8'000.00 per il mandato di "contabilità e 
assistenza agli adempimenti fiscali", in particolare nella "gestione salari e stipendi 
e adempimenti amministrativi correlati (AVS, imposte alla fonte etc) per n° 4 
dipendenti". Secondo la reclamante l'esecuzione di tali attività non sarebbe in ogni 
caso stata dimostrata (act. A.1, 5, pag. 9). In particolare, la reclamante precisa che 
quanto fatturato dalla resistente sotto la voce "Meeting con Sig.ra G._____ per 
definizione contratto pizzaiolo, Sig. H._____ + raccolta firme su formulari polizza 
I._____ non corrisponderebbe a quanto realmente svolto, considerato come, 
grazie all'esistenza di un contratto collettivo nazionale di lavoro prestampato, la 
resistente avrebbe solo dovuto indicare il salario orario del dipendente (act. A.1, 5, 
pag. 9). Inoltre, la reclamante ritiene che anche quanto fatturato per la pratica 
relativa al lavoro ridotto non corrisponderebbe a quanto svolto dalla resistente, 

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emergendo dall'incarto unicamente la trasmissione dello scritto e-mail del 
29 maggio 2020 con allegato il documento "Lavoro ridotto: Domande frequenti" 
(act. A.1, 5, pag. 9). Riguardo alle attività relative alla "Sig.ra G._____: 
preparazione attestato lavoro intermedio" per i mesi di giugno e luglio 2020, la 
reclamante è del parere che tali prestazioni rientrerebbero nel mandato di 
contabilità e assistenza agli adempimenti fiscali e quindi nel relativo forfait 
(act. A.1, 5, pag. 10). Infine, per quanto riguarda le prestazioni figuranti nel 
dettaglio attività sotto la voce "Precetto Esecutivo G._____: Ricezione n.2 email, 
analisi del resoconto e di 6 allegati + meeting interno", agli atti non 
sussisterebbero elementi a comprova delle addotte attività (act. A.1, 5, pag. 10).

Dal canto suo, la resistente solleva le contestazioni già ampiamente esposte in 
precedenza (cfr. supra consid. 6).

7.1. In concreto, la tesi della reclamante secondo cui le prestazioni figuranti 
sotto la voce "Altre pratiche varie" non sarebbero state comprovate, oltre che 
irricevibile poiché riproposta acriticamente in questa sede dopo che i giudici di 
prime cure l'avevano già scartata, è in ogni caso infondata. Nello specifico, in 
merito alla prestazione del 22 maggio 2020 relativa al "Precetto Esecutivo 
G._____: Ricezione n.2 email, analisi del resoconto e di 6 allegati + meeting 
interno" per cui è stata conteggiata una durata di 1 ora e 30 minuti, dagli atti 
emerge che con scritto e-mail del 18 maggio 2020 E._____ ha chiesto a F._____ 
la fissazione di un appuntamento per discutere una serie di punti elencati nell'e-
mail (act. TR II.22) e, con successivo scritto e-mail del 21 maggio 2020 avente per 
oggetto "Precetto esecutivo G._____", ha esposto una nuova fattispecie per l'avvio 
della relativa pratica, allegando una serie di documenti (act. TR II.8; act. TR II.21). 
Ne consegue che la prestazione del 22 maggio 2020 risulta comprovata da tali 
scritti e-mail, che hanno senz'altro comportato la loro ricezione, così come l'analisi 
di quanto trasmesso e richiesto, in particolare per quanto riguarda la pratica 
relativa al precetto esecutivo. Per quanto riguarda inoltre le prestazioni relative alle 
indennità per lavoro ridotto del 29 maggio 2020, e meglio la "Pratica per richiesta 
lavoro ridotto: analisi normativa vigente + confronto interno" di 1 ora e la 
"Revisione e discussione interna Lavoro ridotto" di 1 ora, agli atti vi è uno scambio 
di scritti e-mail del 29 maggio 2020 tra il dipendente della resistente, J._____, e 
E._____, da cui emerge che a seguito di una discussione telefonica avvenuta tra 
le parti e dopo aver ricevuto alcune informazioni su alcuni aspetti legati alla pratica 
di indennità per lavoro ridotto, nonché il documento informativo "Lavoro ridotto: 
domande frequenti", la società reclamante ha comunicato di voler agire senza il 
tramite della resistente (act. TR II.20). Da tale documentazione risulta pertanto 

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l'effettuazione di attività relative allo studio e all'analisi dell'incarto, in particolare 
per quanto riguarda la regolamentazione allora vigente in materia di indennità per 
lavoro ridotto, nonché comunicazioni con la società reclamante, così come 
fatturato dalla resistente. In merito poi alla prestazione del 29 luglio 2020 relativa 
al "Meeting con Sig.ra G._____ per definizione contratto pizzaiolo, Sig. H._____ + 
raccolta firme su formulari polizza I._____ di 1 ora, agli atti risulta lo scritto e-mail 
del 9 luglio 2020 di F._____ a G._____, con cui sono stati richiesti una serie di dati 
relativi al pizzaiolo H._____, necessari per definirne il contratto di lavoro 
(act. TR II.8; act. TR II.17). Successivamente, con scritto e-mail del 29 luglio 2020, 
F._____ ha trasmesso a G._____ il contratto con salario orario relativo al 
pizzaiolo, chiedendo nel contempo di fornire e completare alcune informazioni 
mancanti e sottoscrivere tale documento (act. TR II.17). Dalla documentazione 
agli atti risulta pertanto che la resistente ha proceduto alla preparazione e alla 
trasmissione del contratto di lavoro del pizzaiolo come richiesto, e ciò a 
prescindere dal fatto che sia stato utilizzato un modello di contratto di lavoro 
conforme al contratto collettivo nazionale di lavoro dell'industria alberghiera e della 
ristorazione. Infine, si rileva che anche per quanto riguarda le summenzionate 
prestazioni valgono le considerazioni rettamente esposte dai giudici di prime cure 
e già ampiamente menzionate in precedenza (cfr. supra consid. 6.1).

Per quanto riguarda invece l'affermazione della reclamante, secondo cui le 
summenzionate prestazioni rientrerebbero nel forfait di CHF 8'000.00 e non 
avrebbero dovuto essere fatturate su base oraria, esse riguardano invero pratiche 
specifiche a G._____, alle indennità per lavoro ridotto e all'elaborazione di contratti 
di lavoro, che nulla hanno a che vedere con il mandato di "contabilità e assistenza 
agli adempimenti fiscali" – e più in particolare con la "gestione salari e stipendi e 
adempimenti amministrativi correlati (AVS, imposte alla fonte etc) per n° 4 
dipendenti" – come preteso dalla reclamante. Tale mandato tocca infatti aspetti 
finanziari e relativi all'amministrazione economica della società reclamante, sicché 
le prestazioni in oggetto, che riguardano invece aspetti giuridici relativi 
segnatamente al diritto del lavoro, non ne fanno parte. Tale ragionamento non 
vale invece per le attività relative alla "Sig.ra G._____: preparazione attestato 
lavoro intermedio" per i mesi di giugno e luglio 2020 di una durata di 30, 
rispettivamente 15 minuti, ed esposte per un totale di CHF 188.00 (CHF 125.00 + 
CHF 63.00). Infatti, agli atti figurano gli scritti e-mail del 29 luglio 2020 e 
dell'8 luglio 2020 con cui F._____ ha trasmesso a G._____, oltre alle buste paga 
di giugno e luglio 2020, i relativi attestati di guadagno intermedi (act. TR II.15). 
Ora, tali attestati riguardano il computo del guadagno intermedio nell'ambito 
dell'assicurazione di disoccupazione, sicché la loro elaborazione rientra sotto le 

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attività relative al mandato di contabilità e assistenza agli adempimenti fiscali, nello 
specifico sotto la "gestione salari e stipendi e adempimenti amministrativi correlati 
(AVS, imposte alla fonte etc) per n° 4 dipendenti". Ne discende che tali attività non 
avrebbero dovuto essere fatturate su base oraria, bensì essere comprese nel 
forfait di CHF 8'000.00 di cui alla clausola n. 9.2.2.3 (act. TR II.1). A fronte di 
quanto precede, dall'importo totale fatturato pari a CHF 1'163.00 per le "Altre 
pratiche varie" vanno quindi dedotti CHF 188.00, e riconosciuti unicamente totali 
CHF 975.00. 

7.2. Di conseguenza, contrariamente a quanto ritenuto dal tribunale di prima 
istanza, per quanto riguarda le prestazioni figuranti sotto la voce "Altre pratiche 
varie", alla resistente andava riconosciuto l'importo complessivo di CHF 975.00. 

8. Tenuto conto di tutto quanto precede, il reclamo, per quanto ricevibile, è da 
accogliere parzialmente. La decisione qui impugnata è pertanto da annullare e 
riformare, nel senso che la reclamante è da condannare al pagamento di com-
plessivi CHF 3'973.60, oltre interessi del 5% dal 2 ottobre 2020, così composto: 
CHF 600.00 per la costituzione della società, CHF 1'666.70 per due mensilità e 
15 giorni di servizi di contabilità, contratti di lavoro e allestimento buste paga, 
CHF 1'298.00 per i servizi professionali fatturati sulla base del dispendio orario, a 
cui vanno aggiunti CHF 124.80 per il 3.5% relativo alle spese amministrative e di 
segreteria e CHF 284.10 per l'IVA al 7.7%. 

9. Per quanto concerne le spese di giustizia si rileva che, giusta l'art. 106 CP 
le spese giudiziarie – e quindi le spese processuali e le ripetibili (art. 95 cpv. 1 
CPC) – sono poste a carico della parte soccombente (cpv. 1). In caso di soccom-
benza parziale reciproca, le spese giudiziarie sono ripartite secondo l’esito della 
procedura (cpv. 2). 

9.1. Giusta l'art. 318 cpv. 3 CPC, se statuisce essa stessa – come nel caso in 
esame – l'autorità giudiziaria superiore pronuncia anche sulle spese giudiziarie 
della procedura di prima istanza. 

9.1.1. La pretesa avanzata dalla resistente in prima istanza è stata riconosciuta 
per i 3/4 (CHF 3'973.60 anziché CHF 5'199.70), si giustifica pertanto suddividere 
le spese giudiziarie di prima istanza in ragione di 1/4 a carico della resistente e 3/4 
della reclamante. 

9.1.2. L'ammontare della tassa di giustizia per le spese di prima istanza e per la 
procedura di conciliazione, fissato dai giudici di prime cure discrezionalmente in 
CHF 2'300.00 – ammontare incontestato e ad ogni modo da ritenere adeguato – è 

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pertanto da porre a carico della reclamante in ragione di CHF 1'725.00 e della re-
sistente in ragione di CHF 575.00. 

9.1.3. Per quanto riguarda l'ammontare delle ripetibili, i giudici di prime cure non 
hanno riconosciuto ripetibili alla resistente, in quanto essa non è stata rappresen-
tata da un legale, né un'indennità per inconvenienza ai sensi dell'art. 95 cpv. 3 
lett. c CPC, poiché non postulata (act. B.1 consid. 4). Senza esprimersi in merito 
alle ripetibili di controparte, il Tribunale regionale ha quindi deciso di non assegna-
re ripetibili (act. B.1 dispositivo 3). 

Il tribunale stabilisce d'ufficio e discrezionalmente le ripetibili, ove le medesime 
siano state protestate (art. 105 cpv. 2 e art. 96 CPC; art. 2 cpv. 1 OOA 
[CSC 310.250]; DTF 139 III 334 consid. 4.3). La reclamante nella propria duplica 
dell'11 ottobre 2021 ha protestato le ripetibili (act. TR I.4), senza presentare 
tuttavia una nota d'onorario. Il tribunale non può quindi basarsi sull'importo 
fatturato per stabilire le ripetibili (art. 2 cpv. 2 OOA), ragion per cui queste vanno 
stabilite discrezionalmente (art. 2 cpv. 2 OOA). L'art. 3 cpv. 1 OOA stabilisce che è 
considerata corrente una tariffa oraria fra CHF 210.00 e CHF 270.00. In assenza 
di un accordo sull'onorario, come nella presente fattispecie, il Tribunale cantonale 
applica per prassi la tariffa oraria mediana di CHF 240.00 con un supplemento 
spese forfettario del 3% (cfr. fra tante TC GR ZK1 16 133 del 24.11.2016 
consid. 2.c con rinvii). In concreto, tenuto conto del dispendio causatole in prima 
sede e della complessità del caso, si ritiene adeguato riconoscere un dispendio 
orario di 4 ore di lavoro per un importo di complessivi CHF 1'065.00 (IVA e spese 
incluse). La resistente è pertanto tenuta a corrispondere alla reclamante a titolo di 
ripetibili per la procedura di prima istanza 1/4 di tale importo, e meglio CHF 266.20 
(sulla compensazione delle quote cfr. TC GR ZK1 14 115 del 17.9.2015 
consid. 15b). 

9.2. La tassa di giustizia per la procedura di reclamo è fissata e ripartita d'ufficio 
(art. 105 cpv. 1 CPC). Giusta l'art. 10 cpv. 1 OECC (CSC 320.210), il Tribunale 
cantonale riscuote una tassa di giustizia in procedure di reclamo compresa tra 
CHF 500.00 e CHF 8'000.00. In considerazione di tutti gli elementi, segnatamente 
del dispendio temporale cagionato, si giustifica fissare la tassa di giustizia in 
CHF 2'500.00. 

9.2.1. In sede di reclamo la reclamante risulta prevalente in minima parte pari al 
5% (CHF 209.50 anziché CHF 4'183.10). In virtù dei principi di ripartizione statuiti 
all'art. 106 cpv. 1 CPC, la tassa di giustizia per la procedura di reclamo è pertanto 
posta in ragione del 5% (CHF 125.00) a carico della resistente e in ragione del 

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95% (CHF 2'375.00) a carico della reclamante. La tassa di giustizia viene com-
pensata con l'anticipo delle spese di CHF 2'500.00, versati dalla reclamante 
(act. D.1). Pertanto la resistente è tenuta a rifondere alla reclamante CHF 125.00 
per l'anticipo delle spese. 

9.2.2. Per quel che è dell'ammontare delle ripetibili per la procedura di reclamo, 
sulla base di quanto indicato in precedenza (cfr. supra consid. 9.1.3), si osserva 
quanto segue. Nell'evenienza, considerato come la resistente ha protestato le 
ripetibili nella propria risposta (act. A.2) – senza presentare tuttavia una nota 
d'onorario – e tenuto conto del dispendio causatole in sede di reclamo e della 
complessità del caso, si ritiene adeguato riconoscere un dispendio orario di 8 ore 
di lavoro per un importo di complessivi CHF 1'978.00 (spese incluse). La 
reclamante è pertanto tenuta a corrispondere alla resistente a titolo di ripetibili per 
la procedura di reclamo il 90% di tale importo, e meglio CHF 1'780.20 (sulla 
compensazione delle quote cfr. TC GR ZK1 14 115 del 17.9.2015 consid. 15b). 

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La Seconda Camera civile pronuncia:

1.1. Nella misura in cui è ricevibile, il reclamo è parzialmente accolto.

1.2. Di conseguenza i dispositivi n. 1.1, 1.2, 2 e 3 della decisione del 
16 dicembre 2021 del Tribunale regionale Moesa, sono annullati e riformati 
come segue:

"1.1 La convenuta è condannata a versare all'istante CHF 3'973.60 oltre 
interessi del 5% dal 2 ottobre 2020.

1.2 L'opposizione interposta al precetto esecutivo no D._____ dell'Ufficio 
esecuzioni e fallimenti Regione Moesa è rigettata in via definitiva limitata-
mente all'importo di CHF 3'973.60 oltre interessi del 5% dal 2 ottobre 2020.

2. La tassa di giustizia di CHF 2'000.- e le spese per la procedura di 
conciliazione di CHF 300.-, per complessivi CHF 2'300.-, già anticipate 
dall'istante, sono poste a carico della convenuta in ragione di CHF 1'725.- e 
a carico dell'istante in ragione di CHF 575.-.

3. L'istante è condannata a rifondere alla convenuta CHF 266.20 (IVA e 
spese incluse) a titolo di spese ripetibili."

Per il resto la decisione del 16 dicembre 2021 del Tribunale regionale 
Moesa è confermata.

2. La tassa di giustizia per la procedura di reclamo, di CHF 2'500.00, è posta a 
carico della A._____ SA in ragione di CHF 2'375.00, e a carico e della 
B._____ AG in ragione di CHF 125.00. La tassa di giustizia viene compen-
sata con l'anticipo delle spese di CHF 2'500.00, corrisposto dalla A._____ 
SA. La B._____ AG è tenuta a rifondere alla A._____ SA CHF 125.00 per 
l'anticipo delle spese. 

3. La A._____ SA è condannata a rifondere alla B._____ AG CHF 1'780.20 
(spese incluse) a titolo di spese ripetibili per la procedura di reclamo.

4. Contro questa decisione con un valore litigioso inferiore a CHF 30'000.00 
può essere interposto ricorso in materia civile ai sensi degli artt. 72 e 74 
cpv. 2 lett. a LTF, se la controversia concerne una questione di diritto di 
importanza fondamentale. Altrimenti è dato il ricorso sussidiario in materia 
costituzionale ai sensi degli artt. 113 segg. LTF. In entrambi i casi il rimedio 

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legale è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per scritto 
entro 30 giorni dalla notificazione della decisione con il testo integrale nel 
modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per l'ammissibilità, il diritto al 
ricorso, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 
29 segg., 72 segg., 90 segg. e 113 segg. LTF.

5. Comunicazione a: