# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9a6db706-bdeb-51a7-806e-8cc705cd48d6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-03-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.03.2004 35.2003.79
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2003-79_2004-03-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2003.79

   

  mm/sc

  	
  Lugano

  12 marzo 2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 novembre 2003
di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 20 agosto 2003 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 23
ottobre 2002, __________, alle dipendenze del signor __________ in qualità di
manovale ed assicurato contro gli infortuni presso la __________, nel tagliare
della legna ha subito l'amputazione della falange prossimale del II dito della
mano sinistra (cfr. doc. _ e _).

 

                                         Il caso è
stato assunto dall'assicuratore LAINF il quale ha regolarmente corrisposto le
prestazioni di legge.

 

                               1.2.   Alla
chiusura del caso, con decisione formale del 23 maggio 2003, la __________ ha
posto __________ al beneficio di un'indennità per menomazione all'integrità del
6%, negandogli, implicitamente, il diritto ad una rendita di invalidità (cfr.
doc. _).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dall'avv. __________ per conto dell'assicurato
(cfr. doc. _), l'assicuratore infortuni, in data 20 agosto 2003, ha ribadito il
contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 24 novembre 2003, __________, patrocinato dal lic. iur.
__________, ha chiesto che la __________ venga condannata a riconoscergli
un'IMI del 10% nonché una rendita di invalidità commisurata all'entità della
menomazione fisica (cfr. I, p. 13), argomentando:

 

" 
(…).

 

1.   Preliminarmente
si precisa che il signor __________ non ha ricevuto una diagnosi oggettiva,
poiché il ricorrente è stato visitato dal medico di fiducia della __________,
il dr. med. __________. Egli ha rassegnato le sue conclusioni nel rapporto
medico (doc. _), rapporto che non può essere reputato oggettivo. Infatti
secondo la giurisprudenza (DTF 122 V 160 consid. 1 c) i criteri determinanti
per apprezzare il valore probatorio di una perizia medica sono i seguenti:

 

             -    uno studio minuzioso;

             -    esami completi;

             -    presa in considerazione delle
lamentele del paziente;

             -    totale conoscenza del dossier;

             -    descrizione chiara delle
procedure mediche;

             -    conclusioni ben motivate.

 

Se alcuni dei citati
criteri vengono a mancare nel contenuto del rapporto medico, esso non può essere
considerato quale prova su cui fondare una comprovata diagnosi.

 

Nella fattispecie il
rapporto medico (doc. _) risulta essere contraddittorio, poco chiaro e non ben
motivato. Infatti al punto "impedimenti ed esigibilità" il dr.
__________ dichiara che "per i lavori fini in opposizione
pollice-indice, (…), vi è un ovvio impedimento", mentre subito dopo
conclude che "nel lavoro di campagna il signor __________ non dovrebbe
avere particolari impedimenti", e ancora che "in qualità di
manovale non dovrebbe avere grossi impedimenti". Su tali conclusioni
incoerenti, è utile chiarire la situazione.

 

      -      In
primo luogo è opportuno capire che cosa si intenda per lavori fini e in quale
ambito rientrano. Di solito per lavori fini s'intendono lavori di pregevole
manifattura. È incomprensibile affermare che il signor __________ avrebbe solo
problemi per dei lavori fini, quando senza il dito indice è difficile compiere
anche la più banale delle azioni, quale stringere la mano ad una persona.

      -      In
secondo luogo è da chiedersi se i lavori di campagna e i lavori da manovale non
comprendano anche i lavori fini. Infatti lavorare il legno per fabbricare
utensili dell'agricoltura oppure compiere qualsiasi attività mediante oggetti
usuali (ad es. sega, pala o traforo) è necessaria l'opposizione del
pollice-indice.

      -      In
terzo luogo appare contraddittorio affermare dapprima che "il paziente
presenta un calo di forza da lieve a media entità con la pressione rozza delle
dita lunghe della mano sinistra" e poi affermare "che il
paziente non dovrebbe avere impedimenti nei lavori manuali". Sarebbe
stato coerente concludere ad un impedimento manuale da lieve a media entità. In
effetti, lo stesso medico "di parte" utilizza il condizionale, fatto
questo che dimostra come egli medesimo non esprima certezza al proposito. Il
medico esplica pertanto solamente un'ipotesi, ma non è affatto sicuro di
condividerla; per contro è sicuro che il ricorrente è vittima di una
menomazione duratura e definitiva.

 

Inoltre il dr.
__________ conclude il suo rapporto in maniera superficiale, quando si
riferisce sommariamente ad una menomazione dell'integrità fisica apprezzabile
al 6%. Nessuna motivazione concreta è stata prodotta quale indizio certo e
comprovante tale valutazione. Sono solo stati richiamati generici riferimenti
alla legge o alla tabella __________.

 

Secondo l'art. 10
LPTCA il giudice delegato, d'ufficio o a richiesta di parte, decide se dovrà
essere ordinata una perizia e designa l'esperto o gli esperti. Può formulare
direttamente i quesiti peritali oppure invitare le parti a proporli entro un
termine adeguato. In quel caso, sentite le parti, il giudice decide con
ordinanza sull'ammissibilità dei quesiti da loro proposti.

Nella fattispecie è
essenziale che venga verificato il rapporto del Dr. __________ sui punti oscuri
e poco chiari. A tal proposito è forse opportuno sentire quest'ultimo, in modo
da comprendere alcune sue contraddittorie affermazioni. La collaborazione di un
medico neutro potrà poi dare un quadro più preciso alla gravità della menomazione
e valutarne il duraturo ed effettivo danno sia fisico che psichico.

 

(…).

 

2.   La
mancanza di oggettività da parte della convenuta si evince anche attraverso la
semplice constatazione che ella si sia ritenuta soddisfatta delle spiegazioni
del datore di lavoro, secondo il quale il signor __________ avrebbe dimostrato
di svolgere i suoi compiti «in modo assai soddisfacente».

 

       Innanzitutto
corre rimarcare che a simili affermazioni non vi è stato alcun contraddittorio
e che la dicitura "in modo assai soddisfacente" risulta essere
quantomeno ambigua.

 

       Incomprensibilmente
la convenuta si è limitata ad accontentarsi delle predette e non
disinteressate dichiarazioni del datore di lavoro; in particolare essa si è
rifiutata di meglio approfondire il caso sotto l'egida delle normative a
protezione del lavoratore.

       In effetti, il
datore di lavoro (che sapeva di assumere una persona senza la necessaria
autorizzazione di polizia) è obbligato a predisporre tutte le misure di
protezione previste a favore dei lavoratori, in particolare quelle previste
nella Legge federale sul lavoro (art. 6 nonché ev. 36a), nella relativa
ordinanza, come pure nell'Ordinanza federale sulla prevenzione degli infortuni.

 

       A maggior
ragione nell'ambito di questa fascia di persone sfruttate (e spesso
sottopagate) da datori di lavoro senza scrupoli, i lavoratori si trovano nella
posizione di dovere effettuare lavori senza che siano rispettate le più
elementari norme di sicurezza e protezione della salute.

 

       Chiaro
dunque che il datore di lavoro aveva un interesse a minimizzare i fatti e -
soprattutto - a non mostrare lacune quo al rispetto delle norme, in
particolare laddove già si stavano violando le regole della manodopera estera.

 

       Orbene a
questa sospetta, non disinteressata e semplicistica dichiarazione del datore di
lavoro, la convenuta non ha intrapreso o approfondito nulla.

 

Essa si è limitata
in particolare a prendere per buona la dichiarazione e - senza contraddittorio
- ad utilizzarla quale elemento non certo favorevole al signor __________.

 

Appare quindi
opportuno, richiamando anche la cura in istruendo del datore di lavoro,
sapere:

 

             -    che
cosa ha fatto il datore di lavoro per spiegare i pericoli al lavoratore?

             -    quali
sono state le misure di protezione prese a favore del lavoratore?

             -    come
è giunto alla conclusione che il lavoratore fosse in grado di lavorare in modo
"assai soddisfacente?

             -    cosa vuole dire "assai
soddisfacente"?

             -    in
che lingua sono state spiegate le predette misure, visto che il signor
__________ non parlava italiano, rispettivamente chi e come gli sono state
tradotte?

 

Si sarebbe
senz'altro potuto scoprire che le misure di protezione e di spiegazione dei
pericoli a favore del lavoratore potevano essere alquanto labili per non dire
inesistenti.

 

Tale tesi viene
rafforzata da un ulteriore elemento: se è vero che le autorità cantonali e
federali vogliono combattere il lavoro nero è anche vero che devono intervenire
soprattutto laddove vi sono datori di lavoro che sfruttano le persone
speculando che - in caso di menomazione - queste verrebbero comunque rispedite
in patria.

 

La convenuta,
limitandosi alle affermazioni di parte del datore di lavoro, ha perciò
preferito costruire una tesi di mancata oggettività, facendola corroborare con
una perizia che - come visto sopra - non risultava essere del tutto imparziale.

 

Di conseguenza, a
maggior ragione, la decisione presa non è stata corretta e ancor meno è stata
comprensiva di tutti gli elementi approfonditi che dovevano essere presi in
considerazione.

 

(…).

 

3.   Giusta
l'art. 36 OAINF una menomazione dell'integrità è considerata durevole se
verosimilmente sussisterà per tutta la vita almeno con identica gravità. Essa è
importante se l'integrità fisica o mentale, indipendentemente dalla capacità di
guadagno, sia alterata in modo evidente o grave.

       La perdita del
dito "indice" del signor __________ è permanente. Il danno alla
salute risulta essere importante, infatti sia l'integrità fisica che quella
mentale risultano essere alterate in modo grave.

      I punti seguenti comprovano pacificamente
questa tesi.

 

(…).

 

4.   L'allegato
3 OAINF propone una tabella relativa alla menomazione dell'integrità fisica,
espressa in percentuali da applicare al guadagno massimo assicurato.

Secondo la
giurisprudenza del TF (DTF 124 V 32), tale tabella non costituisce
un'enumerazione esaustiva di menomazioni fisiche, anzi rappresenta una regola
generale. La cifra 1 capoverso 2 del citato allegato precisa che per le
menomazioni speciali o non indicate, l'indennità viene calcolata secondo il
valore della tabella in funzione della gravità della menomazione.

       In fattispecie
il signor __________ ha perso l'indice della mano sinistra. Dal rapporto medico
di cui al doc. _ si evince che l'amputazione è avvenuta a livello della base
della prima falange del dito indice. Dall'amputazione rimane solo un moncone
lungo 5 millimetri, praticamente non è rimasto niente del dito indice del
ricorrente.

       Secondo la
tabella delle menomazioni dell'integrità di cui all'allegato 3 OAINF, la
perdita di due falangi di un dito viene valutata almeno al 5%. In fattispecie
il signor __________ ha perso ben tre falangi.

       Siccome nella
tabella non viene prevista esplicitamente la perdita di tre falangi di un dito,
è proporzionale valutare la perdita di tre falangi almeno al 7,5%, visto che la
perdita di due è valutata al 5%.

       La tabella no.
3.7 della __________ valuta ingiustamente la menomazione dell'integrità per
l'amputazione totale del dito indice al 6%. Tale valutazione non appare
proporzionale alla gravità della menomazione, come precisa espressamente la
cifra 1 capoverso 2 del citato allegato.

       A
dimostrazione ulteriore di questa incongruenza s ricorda che la cifra 2
dell'allegato 3 OAINF enuncia che la perdita totale dell'uso di un organo è
equiparata alla perdita dell'organo stesso. Si conviene che un moncone di soli
5 millimetri non permetta l'uso dell'organo, in fattispecie del dito indice.
Quindi se la perdita del dito pollice viene valutata secondo la tabella citata
al 20%, è appropriato e corretto valutare almeno al 10% la perdita del dito
indice. È anche da considerare che il dito pollice è adiacente al dito indice,
pertanto la mancanza di quest'ultimo aggrava ulteriormente la presa rozza della
mano.

       Secondo l'art.
22 cpv. 1 LAINF l'importo massimo del guadagno assicurato ammonta a Fr.
106'800.-- all'anno, pertanto l'indennità in favore del signor __________ è
pari ad almeno Fr. 10'680.-- (valutazione al 10%) e non come riterrebbe la
__________ a Fr. 6'408.-- (valutazione al 6%). Ogni persona vorrà con
franchezza ed onestà convenire che il proprio dito valga molto di più che ca.
Fr. 6'000.-- specie se si tiene conto che la perdita è permanente.

       Si chiede
quindi la rettifica dell'importo stimato dalla __________ per Fr. 6'408.--, in
favore di un più equo e proporzionale importo di Fr. 10'680.-- in favore del
ricorrente.

 

5.   Giusta
l'art. 8 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale e
parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.

       Giusta l'art.
18 LAINF l'assicurato invalido al 10 per cento a seguito d'infortunio ha
diritto alla rendita d'invalidità.

       In fattispecie
il signor __________ risulta essere invalido, in quanto la perdita totale del
dito indice è commisurato al 10 per cento (v. punto 3). Tale invalidità gli
causa sicuramente un'incapacità di guadagno, permanente o di lunga durata,
cagionata da un danno alla salute fisica e psichica conseguente all'infortunio
avvenuto in data 23 ottobre 2002.

       Infatti oltre
al grave danno fisico, vi è pure un danno psichico. Il rapporto medico del dr.
__________ riferisce che il signor __________ è attualmente in cura
psichiatrica.

       La
giurisprudenza del TF (U 25/1999) a tal proposito ha stilato dei criteri
oggettivi per giudicare adeguatamente i problemi psichici conseguenti ad un
infortunio.

       Di sicuro in
fattispecie si conviene che l'infortunio rientra almeno nella categoria
di incidenti di gravità media. In presenza di un incidente di gravità medica,
bisogna prendere in considerazione tali criteri, fra cui i più rilevanti nella
presente causa sono:

 

           -    le
circostanze concominanti particolarmente drammatiche o il carattere
particolarmente impressionante dell'incidente;

           -    la
gravità o la natura particolare della lesione fisica, tenendo conto del fatto
che essa è atta, secondo l'esperienza, a comportare problemi psichici;

             -    la lunga durata del trattamento
medico;

           -    il
grado e la durata dell'incapacità di lavoro dovuta alle lesioni fisiche.

 

Tali criteri non
devono essere riuniti cumulativamente affinché la causalità adeguata fra
l'infortunio e i problemi psichici sia ammessa. Uno solo di essi può essere
sufficiente a determinare un danno psichico grave.

In fattispecie la
perdita totale di un dito comporta senza dubbio un grave danno psichico. In
materia d'incidenti alla mano il TF (U 233/95) ha sempre ritenuto opportuno
riconoscere i problemi psichici derivanti da una menomazione alla mano, poiché
quest'ultima è un organo che l'uomo reputa particolarmente importante e
altamente funzionale. Basti pensare a come piccoli gesti della vita quotidiana
quali salutare qualcuno o bere un bicchiere d'acqua, possano suscitare
vergogna, ansia e senso di sconforto nel "menomato". In tali
circostanze egli tenderà a nascondere la mano del dito monco per naturale ed
umano imbarazzo. È anche da considerare che il signor __________ è un operaio
manovale, abituato da una vita a svolgere funzioni con l'uso delle dita.
Sicuramente la menomazione ha causato e causerà un senso di abbattimento
difficilmente risanabile.

Pertanto vi sono gli
estremi per accogliere la richiesta di rendita d'invalidità LAINF del signor
__________, sia per danno fisico che per danno psichico (quest'ultimo
neppure considerato dalla convenuta).

 

(…).

 

6.          È
da considerare che il signor __________ è di estrazione contadina, quindi specializzato
essenzialmente e solo nei lavori manuali. Egli ha svolto tali attività
nell'arco di tutta la sua vita ed ora che ha perso un dito, la sua carriera
professionale è sicuramente minata. Inoltre non avendo conseguito scuole
professionali, il reinserimento nel mondo del lavoro al 100% diventa alquanto
problematico. Infatti l'amputazione netta del dito indice ha provocato uno
shock traumatico tale che il signor __________ risente ancora addosso una paura
incontrollabile nell'utilizzare utensili da taglio. Anche la sfiducia in sé
stesso e la paura di ferirsi nuovamente compromettono un reinserimento totale
del lavoro.

       Pertanto è
indispensabile tener conto delle difficoltà che riscontra giorno per giorno il
signor __________, difficoltà che a buon senso non possono essere liquidate con
un'indennità di fr. 6'000.--."
(I)

 

                               1.4.   In risposta,
la __________ ha postulato un'integrale reiezione dell'impugnativa, con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr.
VI).

 

                               1.5.   In data 5
febbraio 2004, il patrocinatore dell'assicurato ha versato agli atti il
certificato municipale per l'ammissione all'assistenza giudiziaria (cfr. IX +
allegati).

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000. 

                                         Con la
stessa sono state modificate numerose disposizioni contenute nella LAINF.

                                         Al
riguardo va, tuttavia, segnalato che unicamente le norme di procedura, in via
di principio (cfr. art. 82 cpv. 2 LPGA), entrano immediatamente in vigore (cfr.
SVR 2003 IV Nr. 25, consid. 1.2., pag. 76; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa
K., H 73/03; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa J., K 55/03; STFA del 20
marzo 2003 nella causa E., I 238/02; DTF 117 V 93 consid. 6b, DTF112 V 360
consid. 4a, RAMI 1998 KV no 37 pag. 316 consid. 3b). Tali disposizioni pertanto
si applicano a tutte le decisioni emesse dopo il 1° gennaio 2003. 

                                         Per
quanto concerne invece le norme di diritto materiale, nel diritto delle
assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in
cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1
consid. 1.2.; DTF 127 V 466 consid. 1; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR
2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.).

                                         Di
conseguenza nel caso in esame - visto che l'eventuale diritto ad una rendita di
invalidità e quello all'IMI sono nati posteriormente al 31 dicembre 2002 - sono
applicabili le disposizioni di diritto materiale della LPGA, in vigore dal 1°
gennaio 2003.

 

                               2.3.   Oggetto
della lite sono il diritto ad una rendita di invalidità e l'entità della
menomazione all'integrità di cui __________ è portatore.

 

                               2.4.   Rendita
di invalidità

 

                            2.4.1.   Giusta l'art.
18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido almeno al 10 per cento a seguito
d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

 

                                         Secondo
l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale
o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

                                         Da parte
sua, l'art. 16 LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito
che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività
ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione
di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del
mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto
ottenere se non fosse diventato invalido.

 

                                         Due sono,
dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico);

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico). 

 

                                         Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso
causale (fattore causale). Nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni
deve esserci per giunta un nesso causale, naturale ed adeguato, tra il danno
alla salute e l'infortunio.

 

                                         L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         D'altro
canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui
dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in
questione.

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in
altre analoghe.

                                         Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti
provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente
confacenti (cfr., su questi aspetti, la STFA del 18 marzo 2002 nella causa M., I 162/01). 

                                         L'invalidità,
proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

                                         Il grado
d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.

 

                                         La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'è la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

                                         Ciò
nondimeno, se il danno alla salute non é tale da imporre un cambiamento di
professione, di regola, il giudizio sull’incapacità lavorativa non esprimerà
valori superiori all’incapacità lavorativa indicata dal medico. Questo perché
si suppone che esplicando tutto l’impegno professionale che la restante
capacità lavorativa medico-teorica ancora permette di sviluppare, l’assicurato
esprima una capacità di guadagno della medesima proporzione (cfr. RAMI 1993 U
168, p. 100; DTF 114 V 313, consid. 3b; STCA del 21 marzo 1995 nella causa S.
F., 31 maggio 1995 nella causa E. D., 7 giugno 1995 nella causa M. Z., 26
febbraio 1996 nella causa G. P.).

 

                            2.4.2.   Nella
concreta evenienza, in data 23 ottobre 2002, __________ ha subito l'amputazione
della falange prossimale del dito indice della mano sinistra (cfr. doc. _).

                                         Egli è
rimasto degente sino al giorno successivo presso il Reparto di chirurgia
dell'Ospedale __________, dove i sanitari lo hanno sottoposto ad una revisione
chirurgica con regolarizzazione della base della falange prossimale (cfr. doc.
_). 

                                         L'assicurato
è stato da loro rivisto, per l'ultima volta, in data 29 ottobre 2002 (cfr. doc.
_).

 

                                         Il 14
marzo 2003 ha avuto luogo una visita medica di controllo da parte del dott.
__________, spec. in chirurgia. 

                                         Nel
riportare i disturbi soggettivi così come descrittigli dal ricorrente, il
fiduciario della __________ ha indicato che egli si lamentava della, citiamo:
"… mancanza dell'indice della mano sinistra e quindi un calo di forza
prevalentemente alla presa rozza in chiusura con la mano sinistra. Il paziente
è destrimane. Non lamenta algie, iperalgie o sensazioni per neurinoma
cicatriziale sul moncone del II raggio della mano sinistra. L'opposizione tra
pollice e dita lunghe restanti della mano sinistra è buona" (cfr. doc. _,
p. 2).

                                         Dopo
avere accertato che le condizioni di salute dell'assicurato si erano nel
frattempo stabilizzate, il dott. __________ si è così espresso a proposito
dell'esigibilità lavorativa:

 

" 
Il paziente presenta un calo di forza da lieve a
media entità con prensione rozza delle dita lunghe della mano sinistra, pur
tenendo conto che è destrimane, ovviamente la mancanza dell'indice crea una
diminuzione della presa rozza.

Inoltre per lavori fini in opposizione
pollice-indice, ovviamente mancando quest'ultimo, pur essendo la mano sinistra
in paziente destrimane, vi è un ovvio impedimento.

Specificatamente, nel lavoro in campagna il paziente
non dovrebbe avere particolari impedimenti per quanto riguarda questo tipo di
attività.

In qualità di manovale, anche qui non dovrebbe
avere grossi impedimenti lavorativi effettivi." (doc. _) 

 

                            2.4.3.   Tutto ben
considerato, questo Tribunale, chiamato a pronunciarsi su una questione di
carattere medico, non ha valide ragioni per scostarsi dall'apprezzamento del
dott. __________, se si considera che, per costante giurisprudenza, in un
procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA dell'8
luglio 2003 nella causa B., U 259/02, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

                                         Il TFA,
nella DTF 122 V 157ss., ha ancora precisato che, nell'ambito del libero
apprezzamento delle prove, è, in linea di principio, consentito che
l'amministrazione ed il giudice delle assicurazioni sociali fondino la loro
decisione esclusivamente su basi di giudizio interne dell'istituto
assicuratore: in questo caso, devono, però, essere poste esigenze severe per
quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove.

                                         Nella DTF
125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV10, p. 33ss. e RAMI 1999 U356, p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato
si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di
metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere
delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente
fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         Per quel
che riguarda le perizie allestite da specialisti esterni all'amministrazione,
il TFA ha pure loro riconosciuto pieno valore probante, fintantoché non vi sono
degli indizi concreti che facciano dubitare della loro attendibilità (cfr. STFA
del 10 luglio 2003 nella causa C., U 168/02; DTF 125 V 353, consid. 3b/bb). 

                                         In una
recente sentenza dell'8 luglio 2003 nella causa B., U 259/02, l'Alta Corte ha
infine precisato che il fatto che un medico venga interpellato con regolarità
da un istituto assicuratore per esprimere valutazioni specialistiche non è di
per sé sufficiente per dubitare della sua obiettività e imparzialità.

 

                                         Trattandosi
del valore probante di un rapporto medico determinante è che esso sia completo
sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto
delle censure dell'assicurato, che sia stato redatto in piena conoscenza della
pregressa vicenda valetudinaria (anamnesi), che sia chiaro nella presentazione
del contesto medico e che le conclusioni siano chiare, motivate e condivisibili
(cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI
1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss, consid.
1c e riferimenti). 

                                         Determinante
dal profilo probatorio non è, dunque, di principio, l'origine del mezzo di
prova o la sua designazione quale rapporto o perizia, bensì il suo contenuto
(cfr. STFA del 10 luglio 2003 nella causa C., U 168/02; STFA dell'8 ottobre
2002 nella causa C., I 673/00; DTF 125 V 352; DTF 122 V 160 in fine).

 

                                         Questa
Corte è dell'opinione che la valutazione dell'esigibilità lavorativa espressa
dal medico di fiducia della __________ - specialista in chirurgia che vanta
un'ampia esperienza professionale nel campo della medicina infortunistica - sia
corretta e che adempia i presupposti stabiliti dalla giurisprudenza federale
per riconoscere forza probante a un rapporto medico. 

                                         Del
resto, va considerato del tutto verosimile che - presentando una diminuzione
della forza alla prensione rozza con le dita lunghe della mano sinistra di
lieve/media entità, nonché delle difficoltà nelle attività che implicano una
motricità fine - __________, destrimane, sia in grado di svolgere, senza alcun
apprezzabile scapito di rendimento, la sua precedente professione di manovale,
nell'esercizio della quale si tratta generalmente di maneggiare utensili,
oggetti di medie/grandi dimensioni. 

 

                                         In simili
condizioni, non è pertanto necessario dare seguito al provvedimento probatorio
preteso dall'insorgente (perizia medica giudiziaria; cfr. I).

                                         Al
riguardo va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria da
effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione
anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STFA
dell'11 dicembre 2003 nella causa R., U 239/02; STFA del 31 gennaio 2003 nella
causa V., H 5/02; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01; SVR 2003 IV
Nr. 1 pag. 1; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa
D.SA, H 299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15
novembre 2001 nella causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G.,
I 11/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.;
STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.;
STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212;
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). 

 

                                         In
conclusione, Il TCA ritiene dimostrato, perlomeno secondo il criterio della
verosimiglianza preponderante, caratteristico del settore della sicurezza
sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew,
Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna
1992, p. 320 e A. Rumo-Jungo,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz
über die Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343), che l'insorgente ha
riacquistato la piena capacità lavorativa nei tempi e nei modi indicati dalla
__________.

                                         È
pertanto a giusta ragione che l’assicuratore convenuto ha negato a __________
il diritto ad una rendita di invalidità, ritenuto che non sussiste alcuna inabilità
lavorativa riconducibile, secondo quanto indicato nei considerandi precedenti,
all’infortunio assicurato.

 

                                         Con il
ricorso, l'assicurato ha chiesto che la rendita di invalidità venga fissata in
funzione dell'entità della menomazione all'integrità:

 

" … il
signor __________ risulta essere invalido, in quanto la perdita totale del dito
indice è commisurata al 10 per cento. (…)" (cfr. I, p. 10)

 

                                         Al
proposito, il TCA osserva che rendita di invalidità ed indennità per
menomazione all'integrità perseguono due diverse finalità.

                                         Lo scopo
della prima è quello di indennizzare la riduzione della capacità di guadagno
che risulta da un danno alla salute. 

                                         L'IMI è
invece destinata ad indennizzare una diminuzione durevole dell'integrità fisica
o mentale, a prescindere totalmente dagli effetti di quest'ultima sulla
capacità di guadagno dell'assicurato (cfr. art. 36 cpv. 1 2a frase
OAINF). 

 

 

                               2.5.   Indennità
per menomazione all'integrità

 

                            2.5.1.   Se al momento
dell'estinzione del diritto alle cure mediche l'assicurato è ai sensi dell'art.
24 LAINF portatore di una menomazione importante e durevole all'integrità
fisica o mentale, egli ha diritto a un'indennità per menomazione all'integrità
(cfr. STFA del 28 giugno 2002 nella causa C., U 14/02).

                                         Tale
indennità è assegnata in forma di prestazione in capitale.

                                         Essa non
deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca
dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità delle menomazioni.

                                         Il
Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo
dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF).

 

 

                            2.5.2.   L'art. 36
cpv. 1 OAINF definisce i presupposti per la concessione dell'indennità giusta
l'art. 24 LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se vero­similmente
sussisterà tutta la vita al­meno con identica gravità ed importante se
l'integrità fisica o mentale è alterata in modo evidente o grave.

                                         In questa
valutazione dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche
dalle circostanze personali dell'assicurato: secondo la giurisprudenza,
infatti, la gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di
accertamenti medici senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto
morale secondo il diritto privato, le eventuali particolarità dell'assicurato (cfr.
RAMI 2000 U 362, p. 42-43; DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 U 31, p. 438).

                                         La parte
della riparazione del torto morale contemplata dagli artt. 24ss. LAINF è,
dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del danno (segnatamente il pretium
doloris e il pregiudizio estetico) ne sono esclusi (cfr. Ghélew, Ramelet,
Ritter, op. cit., p. 121).

 

                            2.5.3.   Giusta l'art.
36 cpv. 2 OAINF, l'indennità è calcolata in base alle direttive contenute nel­l'Allegato
3 dell'OAINF. 

 

                                         Una
tabella elenca una serie di le­sioni indicando per cia­scuna il tasso normale
di indennizzazione, corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo
del guadagno assicu­rato. 

 

                                         Questa
tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco
esaustivo (cfr. RAMI 2000 U 362, p. 43; DTF 124 V 32; DTF 113 V 219 consid. 2a;
RAMI 1988 U 48 p. 235 consid. 2a e sentenze ivi cita­te). Deve essere intesa
come una norma valida "nel caso normale" (cifra 1 cpv. 1
dell'allegato).

                                         Le
menomazioni extra-tabellari sono indennizzate se­condo i tas­si previsti
tabellarmente per menoma­zioni di ana­loga gra­vità (cifra 1 cpv. 2
dell'allegato).

                                         La
perdita totale dell'uso di un organo è equiparata alla perdita dell'organo
stesso. In caso di perdita parziale l'indennità sarà corrispondentemente
ridotta; tuttavia nes­suna indennità verrà versata se la menomazione
dell'integrità risulta inferiore al 5% (cifra 2 dell'allegato).

                                         Se più
menomazioni all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni sono
concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo (art.
36 cpv. 3 1a frase OAINF).

                                         Si prende
in considerazione in modo adeguato un peggioramento prevedibile della
menomazione dell'integrità. E' possibile effettuare revisioni solo in casi
eccezionali, ovvero se il peggioramento è importante e non era prevedibile
(art. 36 cpv. 4 OAINF).

                                         Peggioramenti
non prevedibili non possono, naturalmente, essere anticipatamente considerati.

                                         Nel caso
in cui un pregiudizio alla salute si sviluppi nel quadro della prognosi
originaria, la revisione dell'indennità per 

                                         menomazione
è, di principio, esclusa. Per contro, l'indennità dev'essere di nuovo valutata,
quando il danno è peggiorato in una misura maggiore rispetto a quanto
pronosticato (cfr. RAMI 1991 U 132, p. 308ss. consid. 4b e dottrina ivi
menzionata).

 

                            2.5.4.   L'__________
ha allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che
integrano quella dell'ordinanza.

                                         Semplici
direttive di natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non
vincolano il giudice (cfr. STFA del 22 agosto 2000 nella causa C., I 102/00;
DTF 125 V 377 consid. 1c; STFA del 7 dicembre 1988 nella causa P.; RAMI 1989 U
71, p. 221ss.).

                                         Tuttavia,
nella misura in cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire
la parità di trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con
l'annesso 3 all'OAINF (RAMI 1987 U 21, p. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF
116 V 157, consid. 3a).

 

                            2.5.5.   Nel caso di
specie, l'assicuratore LAINF convenuto ha assegnato all'assicurato un'indennità
per menomazione all'integrità del 6%, facendo riferimento all'apprezzamento
enunciato dal proprio medico fiduciario in occasione della visita di controllo
del 14 marzo 2003, nella quale il succitato sanitario si è così espresso:

 

" 
VALUTAZIONE DELLE MENOMAZIONE ALLA
INTEGRITÀ FISICA:

base legale articoli 24 e 25 LAINF; articolo 36,
all. 3 OAINF

 

Valutazione:                6%

 

Secondo pubblicazione medica __________, tabella
3 figura 7." 

                                         (doc. _).

 

                                         Con il
proprio ricorso, __________ pretende invece avere diritto ad un'IMI del 10%. 

                                         In
particolare, egli reputa che, citiamo: "la tabella no. 3.7 (recte:
3.2, figura 7, n.d.r.) della __________ valuta ingiustamente la
menomazione dell'integrità per l'amputazione totale del dito indice al 6%. Tale
valutazione non appare proporzionale alla gravità della menomazione, (…)"
(I, p. 9).

                                         Sempre in
quest'ottica, l'assicurato fa valere che, citiamo: "… se la perdita del
dito pollice viene valutata secondo la tabella citata al 20%, è appropriato e
corretto valutare almeno al 10% la perdita del dito indice. È anche da
considerare che il dito pollice è adiacente al dito indice, pertanto la
mancanza di quest'ultimo aggrava ulteriormente la presa rozza della mano"
(I, p. 9).

 

                                         Da parte
sua, il TCA osserva che il dott. __________, riconoscendo al ricorrente,
vittima di un'amputazione completa del dito indice, un'IMI del 6%, ha
correttamente applicato la tabella 3.2 edita dalla Divisione medica
dell'__________, la quale prevede espressamente l'indennità corrispondente alla
perdita di tre falangi del dito indice (cfr. figura 7).

                                         Per il
resto, nella misura in cui __________ mette in dubbio la fondatezza della
valutazione operata dagli specialisti dell'__________, basti sottolineare che,
in una sentenza del 12 ottobre 2001 nella causa E., U 354 + 389, consid. 9, il
TFA ha ritenuto corretta l'assegnazione di un'indennità del 6% ad un assicurato
che, proprio come il ricorrente, aveva lamentato un'amputazione del dito
indice:

 

" 
Was die Höhe der Integritätsentschädigung (Art.
25 UVG in Verbindung mit Art. 36 Abs. 2 UVV) anbelangt, ist mit Blick auf
Anhang 3 zur UVV, in welchem der Bundesrat Richtlinien für die Bemessung der
Integritätsschäden aufgestellt und in einer als gesetzmässig erkannten, nicht
abschliessenden Skala (BGE 124 V 32 Erw. 1b mit Hinweisen) häufig vorkommende
und typische Schäden prozentual gewichtet hat, nicht zu beanstanden, dass
SUVA und Vorinstanz von einer Integritätseinbusse von 6 % ausgegangen sind.
Entgegen der Behauptung des Versicherten erweisen sich die medizinische
Beurteilung und die Bewertung des unfallmässigen Integritätsschadens durch Dr.
med. J.________ (Bericht vom 19. Dezember 1997) und Dr. med. V.________
(Stellungnahme vom 30. Juli 1998) auch in dieser Hinsicht als schlüssig. Soweit
in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde geltend gemacht wird, die bestehenden
Schmerzen seien in die Beurteilung einzubeziehen, ist darauf hinzuweisen, dass
die Bemessung des Integritätsschadens nicht von den besonderen Umständen des
Einzelfalles abhängt; ebenso wenig geht es bei ihr um die Schätzung erlittener
Unbill, sondern um die medizinisch-theoretische Ermittlung der Beeinträchtigung
der körperlichen oder geistigen Integrität, wobei subjektive Faktoren ausser
Acht zu lassen sind (BGE 115 V 147 Erw. 1, 113 V 221 Erw. 4b mit Hinweisen).
Wie sich aus dem Anhang 3 zur UVV ausserdem ergibt, bildet schliesslich auch
der bereits vor dem Unfallereignis vom 20. Juni 1997 erlittene Verlust des
Mittelfingerendgliedes keinen Grund, eine höhere Entschädigung zuzusprechen" (STFA succitata).

 

                                         Infine,
va ricordato che l'indennità per menomazione dell'integrità si valuta sulla
base di constatazioni mediche. Ciò significa che per tutti quegli assicurati
che presentano uno stesso status medico, la menomazione all'integrità
sarà la medesima; essa è, in effetti, stabilita in maniera astratta, uguale per
tutti. In altri termini, l'ammontare dell'IMI non dipende dalle circostanze
particolari del caso concreto, ma bensì da un apprezzamento medico-teorico
della menomazione fisica o psichica, a prescindere da fattori soggettivi
(DTF 115 V 147 consid. 1, 113 V 121 consid. 4b e riferimenti ivi menzionati;
RAMI 2000 U 362, p. 43; cfr., pure, STCA del 12 dicembre 2001 nella causa C.,
inc. n. 35.2001.71, confermata dal TFA con pronunzia del 28 giugno 2002, U
14/02; cfr., inoltre,Th. Frei, Die Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25
des Bundesgesetzes über die Unfallversicherung, Tesi Friborgo 1998, p. 40s.).

 

                               2.6.   L'assicurato
- per la prima volta in sede di ricorso - pretende che la propria capacità
lucrativa sarebbe ridotta anche a causa dei disturbi psichici di cui
soffrirebbe (cfr. I, p. 10s.). 

                                         Al
proposito, egli si limita a ricordare di avere fatto presente al dott.
__________, in occasione della visita fiduciaria del 14 marzo 2003, di trovarsi
in cura psichiatrica, ciò che in effetti emerge dal relativo referto del 28
marzo 2003 (cfr. doc. _). 

                                         L'insorgente
non ha comunque prodotto alcuna certificazione medica che attesti l'esistenza
di turbe psichiche. 

 

                                         Questa Corte
può esimersi dall'approfondire la questione a sapere se __________ presenta
effettivamente dei problemi a livello psichico e se questi costituiscono una
naturale conseguenza dell'evento traumatico del 23 ottobre 2002.

                                         Infatti,
la responsabilità della __________ non potrebbe comunque essere impegnata,
facendo difetto - così come verrà meglio dimostrato in seguito - l'adeguatezza
del nesso di causalità, aspetto che deve essere valutato alla luce dei criteri
sviluppati nella DTF 115 V 133ss. (cfr. STFA del 9 aprile 2003 nella causa C.,
U 164/02, consid. 4.1 e giurisprudenza ivi citata). 

                                         In questo
ordine di idee - essendo l'esame della causalità adeguata una mera questione giuridica
- é inutile che il TCA ordini una perizia psichiatrica.

 

                            2.6.1.   Per accertare
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra disturbi psichici e
infortunio, la giurisprudenza ha sviluppato dei criteri oggettivi (DTF 123 V
104 consid. 3e, 115 V 138ss. consid. 6-7, 405ss. consid. 4-6). Il TFA ha in
particolare classificato gli infortuni, a seconda della dinamica, nella
categoria degli eventi insignificanti o leggeri, in quella degli eventi gravi e
in quella di grado medio.

 

                            2.6.2.   Nei casi di
infortunio insignificante (l'assicurato per esempio ha leggermente battuto la
testa o si è slogato il piede) o leggero (egli ha fatto una caduta o scivolata
banale) l'esistenza di un nesso di causalità adeguata può di regola essere
negata a priori. Secondo l'esperienza della vita e ritenute le cognizioni
acquisite in materia di medicina degli infortuni, può in effetti essere
ammesso, senza dover procedere ad accertamenti psichici particolari, che un
infortunio insignificante o leggero non sia di natura tale da provocare
un'incapacità lavorativa e di guadagno di origine psichica.

 

                            2.6.3.   Se
l'assicurato è rimasto vittima di un infortunio grave, l'esistenza del nesso di
causalità adeguata fra l'evento e successiva incapacità lucrativa dovuta a
disturbi psichici deve di regola essere riconosciuta. Secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita, gli infortuni gravi sono in
effetti idonei a provocare danni invalidanti alla salute psichica.

                            2.6.4.   Sono
considerati infortuni di grado medio tutti gli eventi che non possono essere
classificati nelle due predette categorie. La questione a sapere se tra simile
infortunio e incapacità lavorativa e di guadagno di origine psichica esista un
rapporto di causalità adeguata non può essere risolta con solo riferimento
all'evento stesso. Occorre piuttosto tener conto, da un profilo oggettivo, di
tutte le circostanze che sono strettamente connesse con l'infortunio o che
risultano essere un effetto diretto o indiretto dell'evento assicurato. Esse
possono servire da criterio di apprezzamento nella misura in cui secondo il
corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita sono tali da provocare o
aggravare, assieme all'infortunio, un'incapacità lavorativa e di guadagno di
origine psichica. I criteri di maggior rilievo sono:

                                         -  le
circostanze concomitanti particolarmente drammatiche o la particolare
spettacolarità dell'infortunio;

                                         -  la
gravità o particolare caratteristica delle lesioni lamentate, segnatamente la
loro idoneità, secondo l'esperienza, a determinare disturbi psichici;

                                         -  la
durata eccezionalmente lunga della cura medica;

                                         -  i
disturbi somatici persistenti;

                                         -  la
cura medica errata che aggrava notevolmente gli esiti dell'infortunio;

                                         -  il
decorso sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute;

                                         -  il
grado e la durata dell'incapacità lavorativa dovuta alle lesioni fisiche.

 

                            2.6.5.   Non in ogni
caso è necessario che tutti i criteri appena menzionati siano presenti. 

                                         La
presenza di un unico criterio può bastare per ammettere l'adeguatezza del nesso
di causalità quando l'infortunio va classificato fra quelli al limite della
categoria degli eventi gravi. Inoltre un solo criterio può, in tutta la
categoria degli infortuni di grado medio, essere sufficiente se riveste
un'importanza particolare o decisiva. 

                                         Nel caso
in cui nessuno dei criteri di rilievo riveste un'importanza particolare o
decisiva, occorrerà invece riferirsi a più criteri. Ciò vale tanto più quanto
meno grave sia l'infortunio in questione (cfr. DTF 115 V 140s., consid. 6c/aa e
bb e 409s., consid. 5c/aa e bb, 117 V 384, consid. 4c; RAMI 2002 U 449, p.
53ss. consid. 4a). 

 

                            2.6.6.   In concreto,
occorre, avantutto, procedere alla classificazione dell'infortunio occorso
all'insorgente.

 

                                         Alla luce
della dinamica dell'evento e delle lesioni riportate - ricordato che si deve
fare astrazione da come l'assicurato ha risentito lo choc traumatico (cfr. RAMI
1999 U 335, p. 209 consid. 3b/bb) - l'evento occorso a __________ va
classificato fra gli infortuni di media gravità all'interno della categoria
media.

 

                                         A mero
titolo di raffronto, si osserva che il TFA, in una sentenza del 13 giugno 1996
nella causa M., U 233/95, citata in RAMI 2002 U 449, p. 54s. consid. 4b, ha
classificato fra gli infortuni di grado medio, però al limite della categoria
degli infortuni gravi, il caso di un fabbro la cui mano destra era rimasta
imprigionata in un macchinario, riportando in tal modo l'amputazione totale del
pollice, dell'indice, del medio e del mignolo, nonché la parziale amputazione
dell'anulare. 

                                         La stessa
Corte federale ha qualificato allo stesso modo il caso di un manovale che,
nell'utilizzare una fresatrice, aveva subito delle amputazioni al mignolo,
all'anulare ed all'indice della mano sinistra (cfr. RAMI 1999 U 346, p. 428s.).

 

                                         Queste
due fattispeci - considerata l'entità delle lesioni riportate - vanno ritenute
più gravi rispetto a quella che ora occupa il TCA.

 

                                         Secondo
lo scrivente Tribunale, il caso sub judice si avvicina invece a quello
di cui alla sentenza del 14 novembre 1999 nella causa K., U 5/94, pronunzia
citata in RAMI 2002 U 449, p. 55 consid. 4b, riguardante un operaio la cui mano
sinistra era stata presa nella catena di una macchina, evento a seguito del
quale egli aveva presentato l'amputazione del mignolo, un anulare doloroso e
perciò inutilizzabile, nonché un'atrofia delle altre tre dita.

                                         Ora, il
TFA ha classificato questa fattispecie proprio fra gli infortuni di media
gravità all'interno della categoria media.

 

                                         Il
giudice é quindi tenuto a valutare le circostanze connesse con l’infortunio,
secondo i criteri elaborati dal TFA e qui evocati al consid. 2.6.4.. Per
ammettere l'adeguatezza sarebbe, pertanto, necessaria, alternativamente, o la
presenza particolarmente incisiva di un fattore (ad esempio, durata
particolarmente lunga dell'incapacità lavorativa per l'intervento di
complicazioni durante la cura) o l'intervento di più fattori.

 

                                         Occorre
preliminarmente ricordare che nell'apprezzamento dell'adeguatezza del nesso di
causalità in materia di turbe psichiche, vanno considerati unicamente i
postumi di natura organica (cfr. RAMI 1999 U 341, p. 409 e RAMI 1993 U 166,
p. 94 consid. 2c e riferimenti). 

 

                                         Alla luce
delle indicazioni risultanti dalla giurisprudenza federale, il TCA ritiene che
dalla descrizione dell'evento in discussione non traspaiano né una particolare
spettacolarità dell’infortunio, né circostanze concomitanti particolarmente
drammatiche.

                                         D'altronde,
il TFA non ha ammesso la realizzazione di tale criterio, ad esempio, in una
pronunzia del 22 aprile 2002 nella causa M., U 82/00, riguardante un assicurato
la cui mano sinistra era rimasta imprigionata fra gli ingranaggi di un doppio
rullo, ingranaggi che stavano per stritolargli l'intero braccio, se con l'altra
mano egli non fosse riuscito ad arrestare per tempo la macchina. 

 

                                         Per
quanto riguarda il criterio della gravità o della particolare natura delle
lesioni fisiche - tenuto segnatamente conto del fatto che esso sono idonee,
secondo l'esperienza, a determinare dei disturbi psichici - il TCA osserva che,
posteriormente alla sentenza del 13 giugno 1996 nella causa M., U 233/95, citata
dal ricorrente (cfr. I, p. 10s.), la Corte federale ha precisato la propria
giurisprudenza in materia.

                                         In
particolare, in una sentenza del 22 novembre 2001 nella causa A., U 25/99,
parzialmente pubblicata in RAMI 2002 U 449, p. 53ss., la Prima Camera del TFA -
confrontata ad una prassi piuttosto eterogenea - ha stabilito quanto segue,
citiamo:

 

" 
(…)

Ainsi que cela ressort de ces arrêts,
l'application de ce critère dépend pour une bonne part aussi des circonstances
du cas, si bien que l'on ne saurait, de manière générale et définitive, en
admettre ou au contraire en exclure l'application dans le cas des accidents de
la main. Il n'en demeure pas moins que pour être retenu, ce critère postule
d'abord l'existence de lésions physiques graves ou, s'agissant de la nature
particulière des lésions physiques, d'atteintes à des organes auxquels l'homme
attache normalement une importance subjective particulière (cf. dans ce sens
Murer/Kind/Binder: Kriterien zur Beurteilung des adäquaten Kausalzusammenhanges
bei erlebnisreaktives (psychogenen) Störungen nach Unfällen, in SZS 1993, p.
142). En outre, l'appel à l'expérience a pour but de distinguer la simple
relation de causalité naturelle entre ces lésions physiques et les suites
psychiques éventuelles de la relation de causalité adéquate, seules les
conséquences qualifiées pouvant être retenues à ce titre (sur le but visé par
la causalité adéquate, cf. ATF 123 V 102, consid. 3b)." (STFA succitata, consid. 4b) 

 

                                         Nella già
citata pronunzia del 22 aprile 2002 nella causa M., U 82/00 - concernente un
assicurato che aveva messo la sua mano sinistra in un doppio rullo, riportando
un "degloving" del pollice sinistro, ferite lacero-contuse
alle dita II, IV e V, nonché uno strappo ed una lesione da distorsione di tutta
l'estremità superiore sinistra - il TFA, nel valutare la realizzazione del
summenzionato criterio, ha ritenuto di rilievo il fatto che l'infortunio aveva
interessato la mano adominante nonché il risultato delle terapie poste in atto:

 

" 
Es fragt sich weiter, ob das Kriterium der
besonderen Art der erlittenen Verletzung, namentlich ihre erfahrungsgemässe
Eignung, psychische Fehlentwicklungen auszulösen, gegeben ist. Dazu ist
einerseits festzuhalten, dass für manuell tätige Versicherte schwere
Handverletzungen erfahrungsgemäss oft besonders traumatisierend wirken (RKUV
1999 Nr. U 346 S. 428 mit Hinweis). Andererseits ist gemäss Urteil L. vom 22.
November 2001, U 25/99, auch bei Handwerkern für die Beurteilung der besonderen
Art der Verletzung auf die gesamten Umstände des Einzelfalles abzustellen. So
ist hier wesentlich, dass der Versicherte Rechtshänder ist und die Verletzung
an seiner linken adominanten Hand erlitten hat. Zudem ist das
Behandlungsresultat zu berücksichtigen. Dieses ist hier, wie ärztlicherseits eingestanden
wird, objektiv insofern ungünstig, als sich der Daumen hässlich, plump, einem
normalen Daumen unähnlich präsentiert. Nicht ausser Acht zu lassen ist indes,
dass der Daumen resensibilisiert werden konnte und auch die Funktionsfähigkeit
erhalten wurde. Es kann deshalb nicht nur auf das ästhetisch unschöne
Behandlungsresultat abgestellt werden. Zudem wären weitere operative Eingriffe
zur Verbesserung des Resultats angezeigt und auch ohne besondere Risiken
möglich gewesen, wie sie die rekonstruktive Chirurgie zur ästhetischen
Korrektur erlaubt; diese wurden jedoch seitens des Beschwerdeführers abgelehnt.
Die erlittenen Verletzungen sind vergleichbar mit denjenigen im
unveröffentlichten Urteil K. vom 17. Dezember 1996, U 185/96, in welchem die
besondere Art und Schwere der Verletzung ebenfalls verneint worden war. Unter
Berücksichtigung aller Umstände muss deshalb das Adäquanzkriterium der Schwere
oder besonderen Art der Verletzung verneint werden." (STFA succitata, consid. 3.2.2) 

 

                                         Nella
concreta evenienza - considerato che l'evento dell'ottobre 2002 ha interessato
la mano sinistra in un assicurato destrimane e che il risultato terapeutico va
giudicato più che soddisfacente, così come lo testimoniano gli esiti della
visita fiduciaria di controllo del 14 marzo 2003 (cfr. doc. _) - questa Corte
non ritiene soddisfatto il criterio della gravità o della particolare
caratteristica delle lesioni lamentate, segnatamente la loro idoneità a
generare dei disturbi psichici. 

                                         D'altronde,
la lesione riportata da __________ è paragonabile a quella lamentata
dall'assicurato di cui alla sentenza del 

                                         14
novembre 1996 nella causa K., U 5/94, nella quale la realizzazione di tale
criterio era stata negata. 

 

                                         Per il
resto, nessuno dei rimanenti criteri di rilievo appare dato. 

                                         Al
riguardo, basti osservare che, in occasione della visita di controllo eseguita
dal dott. __________, quindi a distanza di circa 5 mesi dall'infortunio,
l'assicurato, ad eccezione di una riduzione della forza alla prensione rozza
con le dita lunghe della mano sinistra, non lamentava praticamente più alcun
disturbo (cfr. doc. _: "Non lamenta algie, iperalgie o sensazione per
neurinoma cicatriziale sul moncone del II. raggio della mano sinistra. (…). Il
moncone è ben imbottito, il moncone in tutto misura 0,5 cm dalla plicca
metacarpo-falangea palmare verso distale. La chiusura del pugno con le altre
dita lunghe è completa, idem la motilità del pollice. L'opposizione
pollice-dita III., IV. e V. è da considerarsi ottimale e comparabile a quella sinistra"),
ciò a conferma di un decorso favorevole della cura medica, peraltro chiusa già
in data 29 ottobre 2002 (cfr. doc. _e doc. _). 

                                         Anche
l'incapacità lavorativa provocata dall'infortunio non può essere giudicata come
particolarmente lunga, se è vero che __________ è stato dichiarato totalmente
abile al lavoro a far tempo dal 1° gennaio 2003, trascorsi poco più di due mesi
dall'evento traumatico in discussione (cfr. doc. _). 

 

                                         Se ne
deduce che l’infortunio del 23 ottobre 2002 non ha avuto, secondo il corso
ordinario delle cose e l’esperienza della vita, un significato decisivo per
l’instaurazione dei disturbi psichici di cui __________ attualmente
soffrirebbe: l’adeguatezza del nesso di causalità non può, quindi, venire
ammessa. 

 

                               2.7.   Deve essere,
infine, esaminato se l'assicurato può essere posto al beneficio dell'assistenza
giudiziaria e del gratuito patrocinio, come da lui richiesto (cfr. I, p. 11s.).

 

                            2.7.1.   Come già
indicato al consid. 2.2., il 1° gennaio 2003, è entrata in vigore la LPGA.

Secondo la dottrina e la giurisprudenza, le disposizioni formali della LPGA
(art. 27-62 LPGA), tra cui l’assistenza giudiziaria (art. 61 lett. f LPGA),
sono immediatamente applicabili con l’entrata in vigore della nuova legge (cfr.
SVR 2004 AHV Nr. 3 consid. 3.2.; SVR 2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.; STFA del 23
ottobre 2003 nella causa K., H 73/03; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa J.,
K 55/03; STFA del 20 marzo 2003 nella causa E., I 238/02; U. Kieser,
ATSG-Kommentar, Ed. Schulthess, Zurigo 2003, art. 82 N. 8 pag. 820). 

 

                                         Ai sensi
dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere
garantito il diritto di farsi patrocinare. 

                                         Se le
circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito
patrocinio. 

                                         Tale
norma di legge rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 108 cpv. 1
lett. f LAINF, rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002 (cfr. STFA del 3
luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid. 2.1.).

                                         L’art. 61
lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del diritto alla
concessione dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto
federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto
cantonale (cfr. DTF 110 V 362 consid. 1b; Kieser, op. cit., art. 61 N. 86, p.
626).

                                         Le
condizioni cumulative per la concessione dell’assistenza giudiziaria
rimangono invariate rispetto al vecchio diritto, per cui trova ancora
applicazione la giurisprudenza elaborata in riferimento al v.art. 108 cpv. 1
lett. f LAINF (cfr. STFA del 3 luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid.
2.1.). 

                                         Tali
presupposti sono adempiuti qualora l'assistenza di un avvocato appaia
necessaria o comunque indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le
sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. Kieser, op.
cit., art. 61 N. 88s., cfr., anche, DTF 108 V 269; 103 V 47; 98 V 117; Zbl
94/1993 p. 517; STFA del 23 maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/
D., U 234/00; STFA del 15 marzo 2002 nella causa A., U 220 + 238/00; STFA del 5
settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G.,
I 11/01; STFA del 7 dicembre 2001 nella causa B., I 194/00; DTF 125 V 202; DTF
121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a, DTF 124 I 1,
consid. 2a, pag. 2; SVR 1998 UV, Nr. 11, consid. 4b, pag. 31; SVR 1998 IV, Nr.
13, consid. 6b, pag. 47; STCA del 23 marzo 1998, nella causa G.I., 38.97.323;
STFA del 18 giugno 1999 nella causa D.V.). 

 

                                         Inoltre
va rilevato che dal 30 luglio 2002 è in vigore la legge cantonale sul
patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (cfr. art. 38 Lag e BU
30/2002 p. 213 segg.), la quale si applica alle domande di assistenza
giudiziaria introdotte dopo la sua entrata in vigore .

                                         L'art. 3
della citata legge, alla quale la legge di procedura per i ricorsi al TCA
rinvia espressamente (cfr. il nuovo art. 21 cpv. 2 LPTCA in vigore dal 30
luglio 2002), prevede:

 

" 
1L'istituto
dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica 

indigente la tutela adeguata dei suoi diritti
dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone."

 

" 
2E' ritenuta
indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri
agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."

 

                                         Le altre
condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge
sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite
negativamente all'art. 14 Lag:

 

" 
1L'assistenza
giudiziaria non è concessa:

a)
  la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito
favorevole;

b)
  una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a
causa delle spese che questa comporta.

2L'ammissione
al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di
procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è
necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta
difficoltà particolari."

 

                                         I criteri
posti nella legge cantonale sono dunque identici a quelli fissati dalla
giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale
relative alle assicurazioni sociali (cfr. v.art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS), che
sono validi anche sotto l'egida della LPGA.

                                         In questo
senso la Lag è conforme all'art. 61 lett. f LPGA.

 

                            2.7.2.   In concreto,
a prescindere dal quesito a sapere se il ricorrente si trovi effettivamente nel
bisogno, l'ultimo presupposto non è dato; l'infondatezza del ricorso del 24
novembre 2003 risultava in effetti evidente (la perdita di guadagno non può
essere confusa con la menomazione all'integrità; per quanto concerne l'IMI, le
tabelle edite dalla Divisione medica dell'__________ prevedono esplicitamente
la menomazione corrispondente alla perdita di tre falangi del dito indice; per
quel che riguarda la problematica psichica, agli atti non è stata versata
alcuna certificazione specialistica che ne attesti l'effettiva esistenza,
rispettivamente, l'eziologia traumatica). 

 

                                         Va
pertanto respinta la domanda intesa ad ottenere la concessione dell'assistenza
giudiziaria e del gratuito patrocinio. 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   L'istanza
tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio
è respinta.

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti