# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 46763b29-79bd-575d-9027-c468006be2ef
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-10-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 26.10.2001 52.2001.82
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-82_2001-10-26.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00082

   

  	
  Lugano

  26 ottobre
  2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso  16 marzo 2001 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patr. dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 6 marzo 2001 (n. 1021) del Consiglio
  di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la
  decisione 11 settembre 2000 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione dei
  permessi e dell'immigrazione, in materia di decadenza del permesso di domicilio
  (rimpatrio);

  

 

 

viste le risposte:

-    3 aprile 2001 del
Consiglio di Stato,

-    5 aprile 2001 del Dipartimento
delle istituzioni;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) La
cittadina italiana __________ è entrata la prima volta in Svizzera nell'aprile
1968 per lavorare come domestica privata. Ritornata nel nostro Paese il 21
marzo 1971, la ricorrente è al beneficio di un permesso di domicilio dal 1°
marzo 1981, con prossimo termine di controllo fissato per il 1° marzo 2002.

 

b) __________ ha due figli, dei quali non è
stata accertata la paternità: __________, affidato verso la metà degli anni
settanta a una famiglia a causa dell'incapacità educativa della madre, e
__________, data in adozione. Nell'agosto 1987 l'interessata è andata a vivere
insieme al connazionale __________. Nel 1999, quest'ultimo è stato rimpatriato
perché a carico dell'assistenza pubblica.

 

c) Durante il suo soggiorno in Svizzera, la
ricorrente ha principalmente lavorato come donna delle pulizie e operaia,
rimanendo a volte disoccupata. A partire dal 1971, essa ha iniziato a ricorrere
all'assistenza sociale; dall'ottobre 1988 non ha mai più lavorato.

 

 

                                  B.   a) Il 26
aprile 1999 __________, che a quel momento beneficiava di un sussidio di fr.
1'571.– mensili ed era debitrice nei confronti dello Stato di fr. 250'962.25, è
stata ammonita dalla Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento
delle istituzioni con l’avvertenza che, se fosse ancora stata a carico dell'assistenza
dopo il novembre 1999 o si fosse comportata in modo scorretto, sarebbe stata
presa in esame la possibilità di adottare adeguate misure amministrative nei
suoi confronti.

 

b) Il 21 aprile 2000, il debito della
ricorrente era aumentato a fr. 274'816.65, la prestazione mensile a fr.
2'085.–. Il 20 giugno 2000 l'Istituto delle assicurazioni sociali (in seguito:
IAS) ha posto __________ al beneficio di una rendita di invalidità, stabilita
il 14 agosto successivo in fr. 777.– mensili, con effetto retroattivo dal 1°
gennaio 1999.

 

                                  C.   a) Il 6
luglio 2000 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha avvertito __________
che stava esaminando la possibilità di emettere nei suoi confronti un'espulsione
amministrativa o una decisione di rimpatrio a causa del suo debito assistenziale.

Invitata a prendere posizione per iscritto
circa eventuali impedimenti per un rientro definitivo in patria, l'insorgente ha
osservato che era sempre in cerca di un'attività lavorativa e che si annunciava
regolarmente presso l'Ufficio del lavoro, ma che era considerata incollocabile
per motivi di salute. Ha quindi informato l'autorità che aveva nel frattempo
traslocato al fine di ridurre il suo carico assistenziale e che aveva pure
richiesto una rendita AI e delle prestazioni complementari. Ha inoltre rilevato
che aveva tutti i suoi legami in Ticino, dove viveva da 33 anni, e che il suo
rientro in Italia, tenuto conto anche della sua età, non avrebbe fatto altro
che peggiorare le sue condizioni di salute.

 

b) L'11 settembre 2000 il dipartimento ha
dichiarato decaduto il permesso di domicilio __________, fissandole il 30
novembre 2000 quale termine per lasciare il territorio cantonale. La decisione
è stata resa sulla base degli art. 9 cpv. 3, 10 cpv. 1, 11 cpv. 3, 12 LDDS, 16
ODDS. L'autorità ha tuttavia rinunciato ad adottare un provvedimento di
espulsione a seguito del suo lungo soggiorno in Svizzera, limitandosi a
decretarne il rimpatrio. Le ha rimproverato di essere a carico dell'assistenza
pubblica in maniera continua e rilevante e di non averne mai rimborsato il debito.
Ha ritenuto esigibile il suo rimpatrio nell'UE, segnatamente in Italia dove il
tenore di vita è analogo a quello ticinese e dove era da poco tornato a vivere
il suo convivente. Ha pure indicato che essa poteva rientrare in futuro in
Svizzera in qualità di turista, in particolare per sottoporsi ad eventuali cure
mediche, a condizione di tenere un comportamento ineccepibile.

 

 

                                  D.   Con
giudizio 6 marzo 2001 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________. Il Governo,
adducendo gli stessi motivi posti a fondamento della decisione dipartimentale,
ha rilevato che l'interessata continuava ad ottenere prestazioni da parte dello
Stato. Ha pure sottolineato che la stessa non aveva mai rimborsato il debito,
che a quel momento ammontava a fr. 275'583.60. L'Esecutivo cantonale ha
considerato esigibile il rimpatrio dell'insorgente in Italia. La domanda di
assistenza giudiziaria è stata respinta.

 

 

                                  E.   Contro la
predetta pronunzia, __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento. Sostiene di non essere più a carico
dello Stato dal 1° settembre 1999, ancorché formalmente soltanto dal 1° gennaio
2001, e sottolinea di aver già rimborsato parte del debito. Critica l'Esecutivo
cantonale per non aver preso in considerazione lo scritto che essa gli aveva
inviato nel gennaio 2001, con cui lo informava che l'IAS l'aveva posta al
beneficio delle prestazioni complementari. Chiede che al gravame venga
conferito effetto sospensivo e di essere posta al beneficio dell'assistenza
giudiziaria.

 

 

                                  F.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10
lett. a LALPS).

 

1.2. Il ricorso di diritto amministrativo
all'alta Corte federale è, di principio, ammissibile contro le decisioni di
rimpatrio, pronunciate sulla base degli art. 10 cpv. 1 e 11 cpv. 3 ultima frase
LDDS in vece dell'espulsione. In particolare, non trovano applicazione i motivi
di esclusione previsti dall'art. 100 cpv. 1 lett. b OG (DTF 114 Ib 1 consid.
1b, 119 Ib 1 consid. a inedito; RDAT I-1999 n. 56, pag. 199 consid. 1 inedito).
Ne discende che la ricevibilità del gravame deve essere ammessa anche in questa
sede.

1.3. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
10 LALPS e 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a
ricorrere (art. 43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso
sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. Il
permesso di domicilio, di durata illimitata (art. 6 cpv. 1 prima frase LDDS),
perde ogni validità in seguito ad espulsione o rimpatrio (art. 9 cpv. 3 lett. b
LDDS). Giusta l'art. 10 cpv. 1 LDDS, uno straniero può essere espulso quando
egli stesso, o una persona a cui deve provvedere, cade in modo continuo e rilevante
a carico dell'assistenza pubblica (lett. d). L'art. 11 cpv. 3 prima frase LDDS
precisa tuttavia che una simile misura può essere pronunciata soltanto se
dall'insieme delle circostanze essa sembra adeguata. Per valutare se tale
presupposto sia adempiuto, occorre tenere conto, segnatamente, della gravità
della colpa a carico dell'interessato, della durata del suo soggiorno in
Svizzera e del pregiudizio che egli e la sua famiglia subirebbero in caso di
espulsione (art. 16 cpv. 3 ODDS). L'espulsione per motivi di assistenza può
essere pronunciata soltanto se il ritorno dell'interessato nel proprio Paese
d'origine è possibile e può essere ragionevolmente richiesto (art. 10 cpv. 2
LDDS). Sono inoltre da evitare dei rigori inutili nelle espulsioni decise
secondo l'art. 10 cpv. 1 lett. d LDDS. In questi casi lo straniero può eventualmente
essere anche solo rimpatriato (art. 11 cpv. 3 seconda e terza frase LDDS).

 

2.2. Per rimpatrio s'intende il
trasferimento di uno straniero dal sistema assistenziale del paese ospitante a
quello d'origine. Tale provvedimento presuppone, di principio, che quest'ultimo
Stato acconsenta alla presa a carico della persona interessata e che venga conchiuso
un accordo per via diplomatica tra i Paesi interessati, al fine di stabilire le
modalità del trasferimento (DTF 119 Ib 4 consid. 2b). In assenza di una simile
intesa, la misura di rimpatrio è ampiamente comparabile ad una decisione di
espulsione fondata sull'art. 10 cpv. 1 lett. d LDDS, tranne per il fatto che
essa non comporta il divieto di entrata in Svizzera. In simili casi, il
rimpatrio di uno straniero può essere dunque ordinato soltanto se sono
realizzate le condizioni poste dalla suddetta disposizione, dagli art. 10 cpv.
2 e 11 cpv. 3 LDDS, nonché dall'art. 16 cpv. 3 ODDS (DTF 119 Ib 4 segg. consid.
2b e c).

 

 

                                   3.   3.1.
__________ ha iniziato a chiedere prestazioni assistenziali nel 1971. A partire
dal 1988, quando ha smesso definitivamente di lavorare, essa ha dovuto
ricorrere integralmente all'aiuto dello Stato. Nell'aprile 1999, il
dipartimento ha minacciato l'insorgente di espulsione, segnatamente se avesse
continuato ad ottenere l'assistenza anche dopo il mese di novembre successivo.
A quel momento, l'interessata era indubbiamente caduta in maniera continua e
rilevante a carico dello Stato, in quanto aveva contratto un debito complessivo
di fr. 250'962.25 e percepiva mensilmente fr. 1'571.–. Come se non bastasse, la
ricorrente ha continuato a richiedere i sussidi anche in seguito. Al momento
della decisione dipartimentale di rimpatrio, emanata l'11 settembre 2000,
__________ beneficiava ancora mensilmente di una prestazione di fr. 2'085.– e
il suo debito nei confronti dello Stato era cresciuto a fr. 274'816.65. E' solo
nel dicembre 2000, pendente il ricorso al Consiglio di Stato, che l'interessata
ha cessato di far capo all'assistenza (doc. 3: scritto 24 gennaio 2001
dell'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, già prodotto dinnanzi al
Governo).

D'altro canto, nell'estate 2000 l'IAS ha
stabilito che __________ era invalida al 70% e l'ha posta al beneficio di una
rendita AI intera mensile di fr. 777.– (decisione 14 agosto 2000 dell'Ufficio
AI e scritto 20 giugno 2000 dell'IAS all'Ufficio del sostegno sociale e
dell'inserimento). Il 12 gennaio 2001 l'insorgente ha infine ottenuto le prestazioni
complementari alla rendita AI, che aveva richiesto nell'agosto 2000, per un
importo di fr. 1'528.– mensili, con effetto dal 1° settembre 1999 (v. doc. 1 e
2 prodotti dinnanzi al Consiglio di Stato). Ci si può invero chiedere se, in
questo modo, la ricorrente non sia più materialmente a carico dell'assistenza
già prima della scadenza del termine intimatole dal dipartimento nella
decisione di ammonimento. Sia come sia, il quesito non necessita di essere
approfondito in questa sede. Difatti, il Governo ha ignorato diverse
circostanze fondamentali per il giudizio. Innanzitutto, che l'insorgente non
avesse rimborsato parte del debito assistenziale (risoluzione governativa ad
E.1., pag. 11), era stato smentito dalla documentazione allegata già al momento
dell'inoltro del ricorso al Consiglio di Stato (doc. 2). In secondo luogo,
l'autorità inferiore ha fondato la propria decisione su una situazione di fatto
non aggiornata e nonostante fosse al corrente che __________ era in attesa di
una decisione da parte dell'IAS concernente la sua domanda di prestazioni complementari.
In terzo luogo, esso non ha dato rilievo al fatto che l'intervento di sostegno
sociale era oramai limitato, in quanto integrativo alla rendita AI di cui
__________ già beneficiava (v. scritto 31 ottobre 2000 dell'Ufficio del
sostegno sociale e dell'inserimento al Servizio dei ricorsi del Consiglio di
Stato). Inoltre, l'Esecutivo cantonale ha emanato il giudizio senza verificare
se l'insorgente fosse finalmente autonoma dal profilo finanziario (v. anche
scritto 25 gennaio 2001 del patrocinatore della ricorrente). Dagli atti non si
evince nemmeno, e in maniera sufficientemente chiara ed esauriente, se la ricorrente
possa trasferirsi nel suo Paese d'origine. Difatti, a prescindere dalla presenza
dell'ex convivente di __________, non è dato sapere se in Italia risiedano pure
parenti o familiari con cui essa potrebbe intrattenere strette relazioni e che
potrebbero prendersi cura della stessa o trovarle una struttura adatta alle sue
necessità a seguito della sua malattia, di cui nulla è dato sapere e che le ha
permesso di ottenere una rendita intera di invalidità in Svizzera. Anche la valutazione
circa l'ossequio del principio della proporzionalità effettuata dall'istanza
inferiore appare, pertanto, viziata.

 

3.2. In simili circostanze, il gravame deve
quindi essere accolto per questi motivi e gli atti retrocessi al Governo
affinché si pronunci nuovamente sul ricorso, tenendo conto di tali importanti
elementi di valutazione, già invocati dinnanzi all'autorità inferiore e
ribaditi davanti al Tribunale sulla scorta della documentazione versata agli atti.
Se del caso, esso li approfondirà, richiamando dall'IAS gli incarti relativi
all'AI e alle prestazioni complementari versate in favore di __________ e
valutando l'incidenza di tali rendite con il rischio concreto che l'interessata
ricorra anche in futuro all'assistenza pubblica in maniera continua e rilevante
(DTF 119 Ib 1 consid. 3b). Nel contempo, l'Esecutivo cantonale valuterà ancora
una volta se sussiste ancora un interesse pubblico all'allontanamento
dell'insorgente dal territorio cantonale e, a dipendenza di tali risultanze,
verificherà nuovamente se il provvedimento adottato dal dipartimento rispetta
il principio di proporzionalità, sulla base delle esigenze poste dagli art. 10
cpv. 2 e 11 cpv. 3 LDDS come pure dall'art. 16 cpv. 3 ODDS.

 

 

                                   4.   Dato
l'esito del gravame, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia e
delle spese. Con l'emanazione del giudizio, la richiesta di effetto sospensivo
al gravame diviene priva di oggetto. La domanda di assistenza giudiziaria va
accolta, in quanto il gravame non appariva infondato sin dall'inizio e
l'insorgente versa in precarie condizioni economiche (art. 30 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 100 cpv. 1 lett. b OG; 10 lett. a
LALPS; 9, 10, 11 LDDS; 16 ODDS; 3, 18, 28, 30, 43, 46, 60, 61, 64 e 65 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

§.  Di conseguenza:

1.1.   la decisione 6
marzo 2001 (n. 1021) del Consiglio di Stato è annullata;

1.2.   gli atti sono
ritornati al Consiglio di Stato affinché statuisca nuovamente sulla decadenza
del permesso di domicilio della ricorrente.

 

 

                                   2.   Non si
prelevano né tasse né spese di giustizia.

 

 

                                   3.   La domanda
di assistenza giudiziaria è accolta.

§.  Di conseguenza, il patrocinatore della
ricorrente è invitato a trasmettere al Tribunale cantonale amministrativo la
propria nota professionale relativa alla procedura avanti a questa sede.

 

                                   4.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      5.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario