# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8471469d-a733-5b6c-8a7f-d08f891c2db0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-11-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 26.11.1998 12.1998.105
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1998-105_1998-11-26.html

## Full Text

Incarto n.

  12.98.00105

  	
  Lugano

  26 novembre 1998/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente
per giudicare nella causa ordinaria appellabile OA.96.477 della Pretura del distretto di Lugano, sezione 1,
promossa con petizione 5 luglio 1996 da

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr.
  dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr.
  dall'avv. __________

   

  

 

con cui
l’attrice ha chiesto l’annullamento dell’addebito di fr. 99’188.-- oltre
accessori effettuato dalla convenuta a carico del suo conto corrente n.
__________;

 

Domanda
avversata dalla convenuta che ha postulato la reiezione della petizione e che
il Pretore con sentenza 23 marzo 1998 ha respinto;

 

Appellante
l’attrice, che con atto di appello del 28 aprile 1998 chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di ammettere la petizione;

 

Mentre
la convenuta con osservazioni del 3 giugno 1998 chiede la reiezione del gravame
con protesta di spese e ripetibili;

Letti ed esaminati gli atti e i documenti prodotti,

posti a giudizio i
seguenti punti di questione

 

 

1.  - se
deve essere accolto l’appello 

2.   -
tassa di giustizia e ripetibili

 

 

Ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                   A.   L’attrice
il 7 giugno del 1994 ha ricevuto da __________ l’appalto per l’esecuzione di
determinate opere da impresario costruttore sul fondo n. __________di
__________ contro una mercede forfetaria di fr. 410’000.-- (doc. A e B). 

                                          Una
delle pattuizioni del contratto di appalto, e più precisamente quella relativa
alle modalità di pagamento (doc. A e B, punto 4), stabiliva che in caso di
rinuncia preventiva dell’appaltatrice all’iscrizione dell’ipoteca legale
dell’artigiano e di consegna di una garanzia bancaria per l’importo
equivalente, il committente avrebbe pagato l’intera mercede nella seconda
settimana dopo l’inizio dei lavori.

 

 

                                   B.   Il
23 giugno 1994 la convenuta ha inviato al __________ uno scritto del seguente
tenore (doc. E):

 

                                                     “Garanzia no. __________

 

                                                    In
data 07.06.1994 avete concluso con la spett. __________, un contratto per
l’esecuzione delle opere da capomastro nella vostra proprietà in __________,
Mappale __________, al prezzo totale di Frs. 410’000.--.

                                                    Conformemente
alle disposizioni di tale contratto, vi impegnate a pagare alla spett.
__________ la somma forfettaria di Frs. 410’000.--.

 

                                                    In
caso di contestazione sulla qualità dell’esecuzione dei lavori, verrà
incaricato un perito neutro, accettato dai signori __________ e dall’impresa
__________. Questo perito allestirà una perizia sul manufatto che farà stato
quale decisione definitiva.

 

                                                    Per
motivi d’identificazione, l’eventuale richiesta di pagamento dovrà pervenirci
per il tramite di una banca primaria, accompagnata da una dichiarazione di
quest’ultima attestante che la firma che vi figura impegna validamente la
vostra ditta.

 

                                                    La
nostra garanzia è valida sino al 31.03.1995 e si estingue automaticamente se la
vostra richiesta scritta di pagamento e la vostra attestazione non saranno in
nostro possesso entro tale data al più tardi.

 

                                                    La
nostra garanzia entrerà in vigore solo dopo il versamento della somma di Frs.
410’000.-- sul conto della spett. __________, presso di noi, no. __________.

 

                                                    La
presente garanzia è sottoposta al diritto svizzero; foro giuridico è
__________.”

 

 

                                          La
data di scadenza è in seguito stata a più riprese posticipata, e l’importo
ridotto a fr. 100’000.--.

                                          Su
richiesta del beneficiario, la convenuta il 20 dicembre 1995 gli ha versato fr.
99’188.--, addebitando in pari misura il conto corrente dell’attrice.

 

 

                                   C.   Con
la petizione l’attrice procede per chiedere che le sia ristornato l’importo di
fr. 99’188.-- e che siano annullati i successivi addebiti di interessi passivi,
commissioni e spese effettuati dalla convenuta sul conto corrente in questione,
ritenendo che essa abbia immotivatamente proceduto al pagamento della garanzia.

                                          La
stessa sarebbe in effetti stata costituita allo scopo di fornire garanzia per
il caso di cattiva esecuzione dei lavori, che avrebbe dovuto necessariamente
essere constatata dalla perizia prevista dal testo medesimo della garanzia, il
che non sarebbe invece avvenuto.

                                          Stante
la violazione contrattuale della convenuta, essa sarebbe tenuta al risarcimento
del predetto danno.

 

 

                                   D.   La
convenuta si è opposta alla petizione sostenendo di avere agito sulla base di
un formale contratto per emissione di garanzia intercorso tra lei e l’attrice
(doc. 5) in virtù del quale l’attrice si sarebbe irrevocabilmente obbligata nei
confronti della convenuta ad accettare qualsiasi pagamento richiesto dal
beneficiario della garanzia, rinunciando a qualsiasi eccezione.

                                          Inoltre,
contrariamente alla tesi dell’attrice secondo cui sarebbe stata richiesta ed
emessa una fideiussione, la garanzia in questione avrebbe carattere di garanzia
a prima richiesta.

                                          Stante
l’eccezione di mancata esecuzione di alcuni lavori sollevata dal committente e
attestata da dichiarazioni dello studio d’ingegneria __________, non vi sarebbe
stato motivo di resistere alla di lui richiesta di pagamento. Non vi sarebbe
quindi stata alcuna violazione contrattuale da parte della convenuta, che al
contrario avrebbe integralmente rispettato il mandato affidatole, con il che
nulla sarebbe dovuto all’attrice.

 

 

                                   E.   Le
parti hanno in seguito mantenuto le rispettive tesi e domande, contestando nel
contempo quelle della parte avversaria.

 

                                   F.   Il
Pretore nel giudizio qui impugnato, posta l’esistenza tra le parti di un
contratto di mandato, ha rilevato, quo al contenuto dello stesso, che l’attrice
stessa avrebbe inviato alla convenuta il formulario “mandato di garanzia”
utilizzato nei suoi precedenti rapporti con la __________, nonché il testo
della garanzia poi rilasciata dalla __________ indicando così la propria intenzione
di chiedere il rilascio di una garanzia indipendente.

                                          Inoltre
l’attrice avrebbe sottoscritto il “mandato per emissione di garanzia”
sottopostole dalla convenuta, così che non si potrebbe ammettere l’esistenza di
un equivoco sulla concorde intenzione delle parti di procedere all’emissione di
una garanzia e non di una fideiussione.

                                          Nemmeno
il testo della garanzia consentirebbe di giungere a diversa conclusione, non
essendo possibile una sua chiara identificazione dal profilo giuridico, così da
non potersi stabilire con certezza la sua natura quale garanzia principale
oppure accessoria.

                                          Si
dovrebbe pertanto tenere conto dello scopo della garanzia, che era quello di
fornire garanzia al committente che pagava anticipatamente per il caso che
l’opera fosse difettosa, ma soprattutto quello di premunirsi contro
l’eventualità dell’insolvenza dell’appaltatrice, così da porre il committente
nella condizione in cui si sarebbe trovato pagando al compimento dell’opera.

                                          Si
tratterebbe perciò in definitiva di una garanzia a prima richiesta, con la
particolarità che per solo per l’eventualità della difettosità dell’opera essa
era invece accessoria alla prestazione principale.

                                          Essendo
stato chiesto il pagamento della garanzia per il mancato compimento di determinate
opere contrattuali, la convenuta era in definitiva tenuta all’immediato
pagamento, così che essa avrebbe agito correttamente, ed in assenza di
violazione contrattuale la petizione sarebbe da respingere.

 

 

                                   G.   Delle
argomentazioni dell’appellante -che postula la riforma del giudizio impugnato
nel senso di ammettere la petizione- come pure delle osservazioni della
resistente -che propone a giudizio la reiezione del gravame con protesta di
spese e ripetibili- si dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.

 

Considerato

 

 

in diritto:

 

 

                                    1.   A
questo stadio della causa si può ritenere che l’attrice non affermi più che la
dichiarazione 23 giugno 1994 della convenuta al __________ (doc, E), trascritta
al considerando B, sarebbe una fideiussione ai sensi degli art. 492 e segg. CO.

                                          E’
ben vero che a pag. 9 del gravame essa afferma di propendere “per la natura
fideiussoria della garanzia” e che “non si può neppure sostenere che la
garanzia fosse soltanto accessoria”, ma nel complesso dell’appello -e del resto
anche nel passaggio appena citato- il documento in questione viene
costantemente definito quale “garanzia”, e pertanto non risulta un’articolata
critica a siffatta natura giuridica del documento, né vi è d’altro canto
l’espressa ed inconfutabile affermazione della natura di fideiussione del
documento quale necessaria conseguenza dell’eventuale confutazione della tesi
della garanzia.

 

 

                                    2.   L’art.
111 CO prevede che chi promette ad altri la prestazione di un terzo è tenuto al
risarcimento del danno che ne deriva se tale prestazione non viene effettuata.

 

                                          In
base a tale norma, comunemente denominata contratto di garanzia, esistono
almeno due forme tipiche di garanzia (cfr. Rep. 1986, pag. 87):

 

                                          -     Si
parla di garanzia indipendente allorché il garante si rende responsabile per un
certo risultato senza che vi sia relazione alcuna con il contenuto o il destino
di un rapporto giuridico stipulato dal beneficiario con terze persone, o
addirittura senza che nemmeno esista un tale rapporto giuridico del beneficiario
con altre persone (DTF 113 II 436; II CCA 30 maggio 1997 in re
S./B., 21 dicembre 1993 in re I./B.).

 

                                          -     Si
parla invece di garanzia accessoria per quegli impegni che si riferiscono ad un
rapporto giuridico in virtù del quale il beneficiario vanta un diritto nei
confronti di un terzo. Mediante tali impegni si intende garantire la
prestazione spettante al beneficiario, indipendentemente dal fatto che essa sia
o meno dovuta. La garanzia rimare quindi valida anche nel caso in cui il debito
a cui si riferisce non è sorto, è decaduto, oppure non è esigibile.

                                               Si
tratta così di un impegno che per la sua natura presenta caratteristiche simili
alla fideiussione e che per questo motivo viene definito come “bürgschaftsähnliche
Garantie” (Scyboz, Garantievertrag und Bürgschaft, in: Schweizerisches Privatrecht,
vol. VII/2, pag. 324), nel senso che in base all’art. 111 CO il promittente si
impegna a risarcire il promissario nel caso in cui il terzo non si comporti
come stabilito (DTF 113 II 436, 111 II 279; II CCA citate). 

 

 

                                    3.   La
disputa circa la natura della garanzia -indipendente oppure accessoria- è
questione da risolvere mediante interpretazione del testo della garanzia, a
meno che esso non sia perfettamente chiaro (DTF 113 II 437, 111 II 279 e
287; II CCA 30 maggio 1997 citata).

 

                                 3.1   Il
testo in esame testo non è per nulla chiaro, al punto che in assenza del titolo
sarebbe difficile inferire che si tratta di una garanzia bancaria.

                                          Nel
primo capoverso si fa esplicito riferimento al contratto di appalto, ma solo
per indicare, a due riprese, l’esistenza dell’obbligo del beneficiario al
pagamento della mercede di fr. 410’000.--, senza che vengano invece menzionati
gli obblighi contrattuali dell’appaltatrice .

                                          L’unico,
indiretto riferimento ad un’obbligazione dell’attrice si trova nel secondo
capoverso, dove si fa menzione del “caso di contestazione sulla qualità
dell’esecuzione dei lavori”, menzionando altresì le modalità di accertamento di
tale situazione.

                                          Il
terzo capoverso riguarda invece le modalità di escussione della garanzia, il
quarto la durata, il quinto la condizione del preventivo pagamento della
mercede contrattuale, ed il sesto il foro e il diritto applicabile.

                                          Non
figura invece un’esplicita indicazione dell’importo garantito.

 

                                 3.2   In
una simile situazione di incertezza, l’interpretazione del testo della garanzia
non è solo opportuna, ma necessaria.

                                          Dati
gli abituali criteri di interpretazione, è senz’altro possibile escludere che
si tratti di una garanzia indipendente: l’unico indizio in tal senso è
costituito dal fatto che essa è stata emessa da una banca (DTF 117 III
78, 113 II 438, consid. 2c), mentre mancano tutti gli altri elementi tipici
della garanzia indipendente, quali l’indicazione della sua irrevocabilità (DTF
117 III 78; Kleiner, Bankgarantie, 4. edizione, 1990, pag. 51 e 52),
la menzione del fatto che il pagamento avverrà a prima richiesta (DTF
117 III 79) -il che significa la rinuncia all’esame del fondamento della
domanda di pagamento (Rep. 1992, pag. 260)-, l’esplicita dichiarazione
di indipendenza dal contratto di appalto come pure l’altrettanto esplicita
rinuncia ad obiezioni ed eccezioni derivanti da quel contratto (DTF 117
III 79; II CCA 30 maggio 1997 citata; Dohm, Les garanties bancaires
dans le commerce international, pag. 60, n. 79; Kleiner, opera citata, 
pag. 48 e 49).

                                          All’assenza
di tali elementi si contrappone il chiaro riferimento ad un ben determinato
rapporto contrattuale, e ad una specifica ipotesi di obbligazione contrattuale
dell’attrice, dal che non si può che concludere per la natura accessoria della
garanzia.

 

                                 3.3   La
contraria decisione del Pretore, che si fonda comunque sull’ammissione di
“un’eccezione particolare al principio dell’indipendenza”, non è condivisibile
in quanto eminentemente fondata su deduzioni che non trovano riscontro nel
testo della garanzia (ipotetica volontà delle parti del contratto di appalto,
considerazione delle possibili obbligazioni dell’appaltatrice) e addirittura
sull’attribuzione di un significato positivo alle omissioni del documento,
giungendo alla deduzione secondo cui per le eventualità  non figuranti nel
testo si dovrebbe inferire l’esistenza di una garanzia indipendente, deduzione
che è insostenibile alla luce dell’estremo rigore formale vigente in materia ed
inoltre concettualmente contraddittoria in quanto essenzialmente fondata sul
contenuto di quel medesimo contratto da cui la garanzia, se realmente
indipendente, vorrebbe fare totale astrazione.

 

                                 3.4   Dovendosi
concludere per la natura accessoria della garanzia, è evidente che l’avvenuto
pagamento in favore del beneficiario non è stato conforme alle condizioni e
alle modalità previste dalla garanzia medesima, essendo indiscusso il fatto che
esso è avvenuto a semplice richiesta del __________ e non contro rimessa di una
perizia tecnica eseguita da un tecnico nominato di comune accordo dalle parti
del contratto di appalto, perizia che -lo si rileva a titolo abbondanziale- le
parti a mente di questa Camera erano libere di fare allestire anche nella
concreta eventualità di opere non eseguite, potendo siffatta ipotesi essere
compresa, in senso ampio, nella “contestazione sulla qualità dell’esecuzione
dei lavori” ai sensi del testo della garanzia, ed essendo comunque siffatta
soluzione indubbiamente preferibile alla forzatura interpretativa secondo cui
la mancata esplicita menzione di tale ipotesi nel testo della garanzia ne
comportava -limitatamente ad essa- la natura indipendente.

 

 

                                    4.   Dato
il predetto vizio nell’esecuzione della propria prestazione da parte della
convenuta, occorre stabilire in base al contenuto dei suoi accordi con
l’attrice se per questo motivo essa possa essere obbligata al risarcimento del
danno, atteso che la convenuta contesta qualsiasi obbligo risarcitorio,
sostenendo la correttezza del proprio comportamento alla luce delle condizioni
del “mandato per emissione di garanzia” di cui ai doc. 5, 6, e 7.

 

                                 4.1   I
doc. 5, 6 e 7 sono stati allestiti sulla base dell’identico modulo prestampato
redatto dalla convenuta.

                                          Il
doc. 5 è stato firmato dall’attrice il 23 giugno 1994 e, oltre alle condizioni
generali, contiene l’incarico per l’emissione di una “garanzia” di fr.
410’000.-- scadente il 31 marzo 1995 in favore di __________. Nel doc. 6,
firmato il 31 marzo 1995, la data di scadenza è stata protratta al 30 aprile
1995, e la forma della garanzia è stata precisata in “Garanzia (Perf.)”. Il
doc. 7 del 28 aprile 1995 è invece identico al doc. 5, eccezion fatta per la
data di scadenza che è quella del 31 maggio 1995.

                                          Tra
le condizioni contrattuali prestampate risultano significative le seguenti due
clausole, invocate dalla convenuta, con cui i richiedenti (in concreto
l’attrice) autorizzano la banca:

 

                                               “2.

                                               a
versare al beneficiario dietro sua semplice richiesta, l’importo totale o
parziale della somma garantita, più interessi, spese ed accessori,
indipendentemente dal nostro consenso e senza l’obbligo di far valere eccezioni
a noi spettanti;

 

                                               3.

                                               ad
addebitarci, in caso di versamento, l’importo sborsato, rinunciando sin d’ora a
qualsiasi eccezione al riguardo, con nostro impegno di darne immediata
copertura effettiva, mentre vi compete pieno diritto di compenso con eventuali
nostri averi presso di voi;”

 

 

                                 4.2   Le
condizioni generali contrattuali prestampate proposte unilateralmente da una
parte all’altra valgono nell’ambito del rapporto contrattuale, come del resto
qualsiasi altra pattuizione, unicamente nella misura in cui sono coperte dal
consenso di entrambe le parti (art. 1 CO; II CCA 15 giugno 1993 in re I.
AG/E. SA, 5 aprile 1988 in re H./C.), consenso che può essere esplicito, oppure
risultante da atti concludenti o da indizi di natura e portata tali da poter
dedurre la disponibilità del partner a considerare le condizioni generali
propostegli come parte integrante del contratto.

 

                                 4.3   I
doc. 5, 6 e 7 sono stati regolarmente firmati dall’attrice e le condizioni in
questione erano ben visibili sui documenti, così che sarebbe lecito presumere
il consenso delle parti sulle precitate clausole.

 

                              4.3.1   Se
non che, la clausola n. 2 ha senso solamente nel contesto della pattuizione di
una garanzia indipendente, avendo essa lo scopo di autorizzare preventivamente
la banca nel suo rapporto con il cliente, senza possibilità di eccezioni da
parte di questi, ad onorare una garanzia che, per sua natura, costituisce una
promessa irrevocabile della banca nei confronti del beneficiario (cfr. consid.
2), così che è naturale che con tale clausola contrattuale la banca pretenda
analogo impegno dal proprio mandante.

                                          La
clausola è invece illogica e chiaramente lesiva agli interessi ed intendimenti
del mandante se applicata nel contesto di una garanzia accessoria, la cui
escussione non potrà avvenire a prima richiesta, ma solo al verificarsi di
precise condizioni, risultanti dal testo della garanzia. 

                                          Non
avrebbe infatti alcun senso dal punto di vista del mandante incaricare la banca
di emettere una garanzia di quel genere, e nel contempo autorizzarla a pagare a
prima richiesta del beneficiario.

                                          Si
verifica perciò la situazione in cui la clausola contrattuale indica una certa
volontà delle parti, mentre la prestazione effettuata dalla mandataria depone
nel senso dell’esistenza di accordi divergenti.

                                          L’esistenza
di simili accordi -ovviamente preminenti nei confronti del testo prestampato-
risulta a ben vedere da altri elementi: da un lato l’indicazione “Garanzia
(__________.)” sul doc.6 precisa la volontà dei contraenti -irrilevante il
fatto che la precisazione non figuri anche sui doc. 5 e 7, non essendo mai
mutata la reale volontà delle parti- dovendosi intendere dall’abbreviazione
“__________.” l’intenzione di emettere un performance bond (petizione, punto
11, pag. 6), documento non automaticamente assimilabile ad una garanzia
accessoria (Kleiner, opera citata, pag. 145) ma comunque strettamente
legato ad un rapporto contrattuale esterno, d’altro lato -e ciò è decisivo- lo
stesso atteggiamento mostrato dalla convenuta nei confronti delle prime
richieste di pagamento del beneficiario dimostra che la reale volontà delle
parti non era quella di consentire alla convenuta di procedere
indiscriminatamente al pagamento della garanzia.

                                          E’
ben vero che i testi escussi hanno espresso il sostanziale convincimento per
cui si sarebbe trattato di una garanzia indipendente, ma ciò non toglie che il
testo abbia nondimeno sollevato dubbi (teste __________ la cui deposizione è
peraltro irrilevante ai fini dell’accertamento del contenuto del rapporto
contrattuale tra le parti in causa) o che lo stesso si prestava ad essere
interpretato in senso tale da rifiutare il pagamento (teste __________), con il
che alle deposizioni testimoniali non può essere attribuito valore decisivo.

                                          Se
ne deve concludere nel senso che la clausola  n. 2 non corrisponde alla reale
volontà delle parti, stante l’insanabile contraddizione con il testo della garanzia,
al quale a mente di questa Camera deve essere data la preferenza nell’indagine
circa il contenuto degli accordi tra le parti.

 

 

                              4.3.2   La
clausola n. 3 riguarda l’impegno del mandante alla rifusione di quanto pagato
dalla banca a seguito dell’escussione della garanzia “rinunciando sin d’ora a
qualsiasi eccezione al riguardo”. 

                                          L’impegno
è di per sé chiarissimo, mentre è lecito dubitare della validità della rinuncia
anticipata ad ogni eccezione, potendo entrare in linea di conto una violazione dell’art.
100 CO.

                                          Ed
in effetti, è del tutto pacifico che la clausola in questione è inefficace
nella misura in cui la si volesse ritenere tesa ad escludere la responsabilità
della convenuta per i casi di dolo o colpa grave (art. 100 cpv. 1 CO), mentre
qualora la si volesse considerare volta all’esclusione della responsabilità per
colpa lieve, essa potrebbe comunque essere considerata nulla secondo il
prudente criterio del giudice (art. 100 cpv. 2 CO, applicabile nei confronti
delle banche in quanto industrie sottoposte a concessione: DTF 112 II
456; II CCA 9 dicembre 1997 in re C./C.).

                                          E’
tuttavia opinione di questa Camera che la negligenza commessa dalla convenuta
non possa essere considerata lieve: essa ha totalmente frainteso la natura
della garanzia bancaria da lei rilasciata e, in violazione degli accordi con il
proprio mandante, ha conseguentemente provveduto al pagamento richiestole senza
esigere la presentazione della documentazione prevista dal testo della
garanzia.

                                          Ricorre
perciò un caso di responsabilità che non poteva essere validamente escluso
dalla clausola in questione, se ne deve pertanto concludere per l’obbligo della
convenuta al risarcimento del danno.

 

 

                                    5.   Il
pregiudizio ammonta all’importo in capitale di fr. 99’188.--, incontestato (risposta,
punto 15, pag. 18), e agli interessi passivi, spese e commissioni addebitati
all’attrice in conseguenza dell’addebito del capitale, anch’essi incontestati
(ibidem), mentre non si giustifica l’attribuzione all’attrice di interessi al
5% su fr. 99’188.-- in presenza della richiesta della cancellazione di un
debito, essendo manifesto che alla procedente non è stata sottratta la
disponibilità di una somma di denaro, da doversi remunerare con l’attribuzione
di interessi moratori (cfr. doc. W).

                                          Analogamente,
deve essere disattesa anche la richiesta di rigetto definitivo dell’opposizione
interposta dalla convenuta al precetto esecutivo n. __________non esistendo
alcun obbligo della convenuta al pagamento di una somma di denaro, posto che
l’attrice non ha mai affermato di avere provveduto ad estinguere il saldo
passivo del conto corrente in questione.

 

                                          Ne
segue il parziale accoglimento del gravame ai sensi dei considerandi.

 

                                          Tassa
di giustizia, spese e ripetibili delle due sedi seguono la soccombenza delle
parti (art. 148 CPC).

 

 

 

 

 

Per i quali
motivi, richiamati gli art. 148 CPC e la TG

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                     I.   L’appello
28 aprile 1998 di __________, è parzialmente accolto.

                                          Di
conseguenza la sentenza 23 marzo 1998 della Pretura del distretto di Lugano,
sezione 1, è riformata nel modo seguente:

 

                                          1.   La
petizione è parzialmente accolta.

                                               __________,
è condannata ad annullare l’operazione di addebito di fr. 99’188.-- del conto
corrente n. __________di __________ effettuata con valuta 21 dicembre 1995, e
ad annullare di conseguenza tutti i successivi addebiti di interessi, spese e
commissioni a carico di quel conto determinati da tale addebito in capitale.

 

                                          2.   La
tassa di giustizia di fr. 1’500.-- e le spese di fr. 240.--, da anticipare
dall’attrice, restano a suo carico per 1/10 e per 9/10 sono a carico della
convenuta, che rifonderà all’attrice fr. 2’800.-- per parte di ripetibili.

 

                                    II.   Le
spese della procedura d’appello, consistenti in:

 

                                          a) 
tassa di giustizia                              fr.    1’950.--

                                          b) 
spese                                                 fr.         50.--

                                          T
o t a l e                                                 fr.    2’000.--

 

                                          già
anticipati dall’appellante, restano a suo carico per 1/10 e per 9/10 sono a
carico della convenuta, che rifonderà all’attrice fr. 2’000.-- per ripetibili
d’appello.

 

                                   III.   Intimazione:       - 
__________;

 

                                          Comunicazione
alla Pretura del distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario