# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fb9ccb5c-e895-515f-b3c9-c8a200a18415
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-09-01
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 01.09.2025 RR.2025.88
**Docket/Reference:** RR.2025.88
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RR-2025-88_2025-09-01

## Full Text

Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia; sequestro di valori (art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP)
;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia; sequestro di valori (art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP)
;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia; sequestro di valori (art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP)
;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia; sequestro di valori (art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP)

Sentenza del 1° settembre 2025 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Patrick Robert-Nicoud e Nathalie Zufferey,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A., rappresentata dall'avv. Elio Brunetti, 

Ricorrente 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE, 

Controparte 

 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all’Italia 

 

Sequestro di valori (art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2025.88 
 

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 Fatti: 

A. Il 24 febbraio 2025, la Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di 

Brescia ha presentato alla Svizzera una domanda di assistenza giudiziaria in-

ternazionale, completata il 5 giugno 2025, nell’ambito di un procedimento pe-

nale condotto a carico di B. e altri per frode fiscale per indebita compensazione 

(art. 10 quater Decreto legislativo n. 74/2000), riciclaggio di denaro (art. 648 

CP/I), estorsione (art. 629 CP/I), rapina (art. 628 CP/I) con circostanze aggra-

vanti e attenuanti per reati connessi ad attività mafiose (art. 416 bis 1 CP/I). 

Secondo le autorità italiane, B. sarebbe coinvolto in un sistema fraudolento volto 

all'evasione fiscale, facente capo a società domiciliate in Svizzera a lui ricondu-

cibili, come ad esempio la C. SA, le quali fungendo quali da "cartiere" del si-

stema fraudolento hanno emesso fatture false relative alla forniture di materiale 

ferroso, volte a giustificare l'acquisto in nero del medesimo materiale effettuato 

dalle società domiciliate in Italia, pagato a prezzo inferiore, al fine di permettere 

l'abbattimento della base imponibile e l'evasione delle relative imposte (v. atti 

01-00-0001 e segg. nonché 01-00-0016 e seg. incarto del Ministero pubblico 

della Confederazione, in seguito: MPC). 

 

Con il complemento rogatoriale del 5 giugno 2025, l’autorità estera ha postulato 

il sequestro dei valori patrimoniali riconducibili a B. (v. atto 01-00-0017 incarto 

MPC). 

 

 

B. Con decisione del 26 febbraio 2025, il Ministero pubblico della Confederazione 

(in seguito: MPC), autorità incaricata dell’esecuzione della rogatoria (v. atto 02-

00-0001 e seg. incarto MPC), è entrato nel merito della rogatoria (v. atto 04-00-

0001 e segg. incarto MPC), ordinando la perquisizione del domicilio di B. a No-

vazzano, procedendo alla messa al sicuro di valori patrimoniali ai sensi dell’art. 

18 AIMP (v. atto 06-01-0001 e segg. incarto MPC). 

 

 

C. Con decisione del 6 giugno 2025, il MPC ha ordinato il sequestro dei valori pa-

trimoniali depositati sulla relazione bancaria n. 1 presso la banca D. intestata 

ad A., di quelli rinvenuti in occasione della perquisizione del 27 febbraio 2025 

presso il domicilio di B. e di quelli rinvenuti in occasione della perquisizione del 

20 marzo 2025 della cassetta di sicurezza n. 2 intestata ad A. presso la banca 

D. a Chiasso, collegata alla relazione bancaria di cui sopra (v. act. 1.1). 

 

 

D. Il 18 giugno 2025, A. è insorta contro la suddetta decisione di sequestro, postu-

landone l’annullamento, con revoca immediata dei sequestri (v. act. 1, pag. 12 

e seg.). 

 

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E. Con scritto del 9 luglio 2025, l’Ufficio federale di giustizia (in seguito: UFG) ha 

chiesto che il ricorso sia dichiarato inammissibile (v. act. 6). Con risposta del 

medesimo giorno, il MPC ha postulato la reiezione del gravame (v. act. 7).  

 

 

F. Con replica del 23 luglio 2025, trasmessa per conoscenza al MPC e all’UFG 

(v. act. 11), la ricorrente si è riconfermata nelle proprie conclusioni ricorsuali 

(v. act. 10).  

 

 

Le argomentazioni delle parti verranno riprese, se necessario, nei successivi 

considerandi in diritto. 

 

 

 

Diritto: 

1.   

1.1 La Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale giudica i ricorsi contro 

le decisioni di prima istanza delle autorità cantonali o federali in materia di assi-

stenza giudiziaria internazionale, salvo che la legge disponga altrimenti (art. 25 

cpv. 1 legge federale sull’assistenza internazionale in materia penale [AIMP; 

RS 351.1] del 20 marzo 1981, unitamente ad art. 37 cpv. 2 lett. a legge federale 

sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione [LOAP;  

RS 173.71] del 19 marzo 2010). 

 

1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italiana e 

la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione europea di 

assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata in vigore il 

12 giugno 1962 per l’Italia e il 20 marzo 1967 per la Svizzera (CEAG; 

RS 0.351.1), dal Secondo Protocollo addizionale alla CEAG dell’8 novembre 

2001, entrato in vigore il 1° dicembre 2019 per l’Italia e il 1° febbraio 2005 per 

la Svizzera (RS 0.351.12), dall'Accordo italo-svizzero del 10 settembre 1998 

che completa e agevola l'applicazione della CEAG (RS 0.351.945.41), entrato 

in vigore mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo italo-

svizzero), nonché, a partire dal 12 dicembre 2008 (Gazzetta ufficiale dell’Unione 

europea, L 327/15-17, del 5 dicembre 2008), dagli art. 48 e segg. della Conven-

zione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 (CAS; non 

pubblicata nella RS ma consultabile sulla piattaforma di pubblicazione Internet 

della Confederazione alla voce “Raccolta dei testi giuridici riguardanti gli accordi 

settoriali con l’UE”, 8.1 Allegato A). Di rilievo nella fattispecie è anche la Con-

venzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato 

dell’8 novembre 1990, entrata in vigore il 1° settembre 1993 per la Svizzera e il 

1° maggio 1994 per l’Italia (CRic; RS 0.311.53).  Alle questioni che il prevalente 

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diritto internazionale contenuto in detti trattati non regola espressamente o im-

plicitamente, come pure quando il diritto nazionale sia più favorevole all'assi-

stenza rispetto a quello pattizio (cosiddetto principio di favore), si applica la 

legge sull'assistenza in materia penale, unitamente alla relativa ordinanza 

(OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 Accordo italo-svizzero; 

DTF 145 IV 294 consid. 2.1; 142 IV 250 consid. 3; 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 

33 consid. 2.2.2; 136 IV 82 consid. 3.1). Il principio di favore vale anche nell'ap-

plicazione delle pertinenti norme di diritto internazionale (v. art. 48 n. 2 CAS, 

art. I n. 2 Accordo italo-svizzero; art. 39 n. 3 CRic). È fatto salvo il rispetto dei 

diritti fondamentali (DTF 145 IV 294 consid. 2.1; 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 

595 consid. 7c). 

 

1.3 La procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura amministra-

tiva del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei pertinenti 

atti normativi in materia di assistenza giudiziaria (art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP e 

12 cpv. 1 AIMP; v. DANGUBIC/KESHELAVA, Commentario basilese, Internationa-

les Strafrecht, 2015, n. 1 e segg. ad art. 12 AIMP), di cui al precedente consi-

derando. 

 

1.4 Il ricorso è stato tempestivamente interposto contro una decisione di sequestro 

di valori patrimoniali da parte dell'autorità federale d'esecuzione (v. art. 80k 

AIMP). Le decisioni incidentali anteriori alla decisione di chiusura possono es-

sere impugnate separatamente se causano un pregiudizio immediato e irrepa-

rabile mediante il sequestro di beni e valori oppure la presenza di persone che 

partecipano al processo (art. 80e cpv. 2 AIMP). Intestataria della relazione ban-

caria e della relativa cassetta di sicurezza oggetto della decisione impugnata, 

nonché co-locataria, assieme a B., dell’abitazione perquisita, la ricorrente è le-

gittimata a ricorrere (v. art. 80h lett. b AIMP e art. 9a e b OAIMP; DTF 118 Ib 

547 consid. 1d; TPF 2007 79 consid. 1.6 pag. 82). 

 

 

2. La ricorrente contesta il sequestro dei valori oggetto della decisione impugnata, 

affermando innanzitutto che quest’ultima violerebbe il suo diritto di essere sen-

tita, nella misura in cui la motivazione sarebbe insufficiente. La misura in que-

stione sarebbe illegittima e destituita di qualsiasi fondamento. Ella non avrebbe 

infatti nulla a che vedere con il procedimento a carico del marito, B. In sostanza, 

i beni sequestrati sarebbero di sua esclusiva spettanza e di chiara provenienza 

lecita. Con decisione dell’11 giugno 2025, il Giudice per le indagini preliminari 

(in seguito: GIP) del Tribunale di Brescia non avrebbe del resto convalidato il 

decreto di sequestro preventivo d’urgenza del 5 giugno 2025 emesso dal Pub-

blico Ministero italiano. 

 

2.1 In base alla giurisprudenza, nel caso di ricorsi rivolti contro decisioni incidentali 

ai sensi dell’art. 80e cpv. 2 AIMP (v. supra consid. 1.4), spetta al ricorrente 

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indicare, nel proprio atto ricorsuale, in che cosa consiste l’allegato pregiudizio e 

dimostrare che questo non potrebbe essere sanato mediante un giudizio che 

annulli, se del caso, la susseguente decisione di chiusura (DTF 130 II 329 con-

sid. 2; 128 II 353 consid. 3 e rinvii). Per quanto riguarda il pregiudizio da pren-

dere in considerazione, in particolare nel caso di sequestro di beni e valori, può 

trattarsi dell’impossibilità di adempiere delle obbligazioni contrattuali scadute 

(pagamento di stipendi, interessi, imposte, pretese esigibili, ecc.), del fatto di 

essere esposto a procedure di esecuzione o di fallimento, oppure alla revoca di 

un’autorizzazione amministrativa, o ancora dell’impossibilità di concludere affari 

vicini al loro sbocco. Il solo fatto di dover far fronte a delle spese correnti non è 

sufficiente, in linea di massima, a rendere verosimile un pregiudizio immediato 

e irreparabile ai sensi della predetta disposizione (DTF 130 II 329 consid. 2 

pag. 332; sentenza del Tribunale penale federale RR.2007.43 del 16 maggio 

2007 consid. 2.2 e rinvii). 

 

2.2 In concreto, si constata che la ricorrente, la quale si è soprattutto espressa sul 

procedimento estero e sulla sua asserita estraneità per rapporto al medesimo, 

e quindi su questioni il cui esame è di massima prematuro a questo stadio della 

procedura, non ha prodotto documentazione che permetta di chiarire la sua si-

tuazione economica, omettendo in particolare di indicare sia i suoi redditi che il 

suo patrimonio, per cui a queste condizioni risulta impossibile per questa Corte 

valutare l'effettiva esistenza di un pregiudizio immediato e irreparabile in capo 

alla ricorrente. In altre parole, ella non ha dimostrato di non disporre di altri 

mezzi per far fronte ai suoi impegni finanziari, limitandosi a produrre alcune fat-

ture relative a spese correnti, evidentemente insufficienti a chiarire in maniera 

esaustiva e precisa la sua situazione finanziaria. Per ottemperare al suo obbligo 

di allegazione e documentazione non basta affermare in maniera del tutto ge-

nerica che le misure contestate la metterebbero in seria difficoltà economica 

visto che avrebbe necessità “di attingere a questi beni per far fronte al paga-

mento delle spese correnti, quali affitto, elettricità, internet, telefonia, imposte, 

cassa malati, ecc. (doc. 3), onde evitare l'avvio di procedure esecutive nei propri 

confronti e l'aggiunta di inutili spese di richiamo e di esecuzione” (act. 1, pag. 

5). Manca in particolare qualsiasi documentazione, ad esempio di natura fi-

scale, per verificare se ci sono comunque redditi, se dispone di altri conti ban-

cari, se è proprietaria di immobili ecc. Le richieste d’acconto inviate dall’autorità 

fiscale sono palesemente insufficienti a questo scopo e non si comprende ad 

esempio perché non le abbia integrate con la documentazione fiscale a monte, 

in modo tale da permettere a questa Corte di esaminare in maniera seria il re-

quisito di legge del pregiudizio immediato e irreparabile (v. supra consid. 1.4).    

 

2.3 Per il resto si ribadisce che le ulteriori censure presentate dalla ricorrente risul-

tano premature, precisato che le stesse non permettono in ogni caso di conclu-

dere che la rogatoria sia manifestamente inammissibile (v. DTF 130 II 329 con-

sid. 5; 123 II 268 consid. 4b/dd). Da un lato la decisione impugnata, unitamente 

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alla rogatoria del 24 febbraio 2025 e al complemento del 5 giugno 2025, ha 

permesso alla ricorrente di comprendere i motivi alla base delle misure conte-

state, in maniera conforme al suo diritto di essere sentita, come si constata non 

da ultimo dall’articolato gravame di 13 pagine che ha potuto presentare con 

piena cognizione di causa. Per il resto l’invocata decisione dell’11 giugno 2025, 

mediante la quale il GIP non ha convalidato il decreto di sequestro preventivo 

d’urgenza emesso dal Pubblico Ministero italiano non è a questo stadio suffi-

ciente per giudicare la rogatoria manifestamente inammissibile, nella misura in 

cui il giudice italiano, preso atto dello scritto del MPC del 13 maggio 2025 (v. 

atto 03-00-0001 e segg. incarto MPC), si è in sostanza espresso soltanto sul 

presupposto della assoluta urgenza e sulla relativa competenza del Pubblico 

Ministero di adottare il provvedimento litigioso (v. act. 1.7, pag. 5), senza esa-

minare il merito del sequestro. La Procura della Repubblica di Brescia ha del 

resto interposto appello al Tribunale di Brescia contro detta decisione (v. act. 7, 

pag. 3) e non risulta che abbia ritirato la sua rogatoria. 

 

2.4 Da quanto sopra discende che il ricorso si rivela irricevibile per mancata dimo-

strazione dell’esistenza di un pregiudizio immediato e irreparabile giusta 

l'art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP. 

 

 

3. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 della legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA; RS 172.021] richiamato 

l'art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP). La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 

cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 

2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura pe-

nale federale (RSPPF; RS 173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a 

fr. 4'000.– a carico della ricorrente; essa è coperta dall’anticipo delle spese già 

versato.  

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è inammissibile. 

2. La tassa di giustizia di fr. 4'000.– è posta a carico della ricorrente. Essa è 

coperta dall’anticipo delle spese già versato. 

 
 
Bellinzona, 1° settembre 2025  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Elio Brunetti,  

- Ministero pubblico della Confederazione, 

- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria,  

 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve 
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Gli atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale 
oppure, all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera 
al più tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). In caso di trasmissione per via elettronica, per il 
rispetto di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha 
eseguito tutte le operazioni necessarie per la trasmissione (art. 48 cpv. 2 LTF). 
 
Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un sequestro, la consegna di oggetti o beni 
oppure la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta e se si tratti di un caso particolarmente 
importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente importante segnatamente laddove vi sono motivi 
per ritenere che sono stati violati elementari principi procedurali o che il procedimento all’estero presenta 
gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF).