# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 409313ff-68fc-5378-8aaa-07c777ac122f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-06-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.06.2024 D-4336/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4336-2021_2024-06-11.pdf

## Full Text

1.  
B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4336/2021 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l l ’ 11  g i u g n o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Emilia Antonioni Luftensteiner,  

(presidente del collegio),  

Walter Lang, Simon Thurnheer, 

cancelliere Luca Rossi.  
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Turchia,   

patrocinato dall'avv. Gabriel Püntener, Rechtsanwalt, 

Advokaturbüro, Effingerstrasse 4a, Postfach, 3001 Bern,  

ricorrente,  

  
 

 
Contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 30 agosto 2021 / N (…). 

 

 

 

D-4336/2021 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a A._______ (di seguito: interessato, ricorrente, insorgente), cittadino 

turco di etnia curda, provenendo dalla Grecia, dalla quale aveva ottenuto 

un visto Schengen, è entrato legalmente in Svizzera il 6 febbraio 2020, 

dove all’epoca viveva sua sorella B._______ con il marito e le figlie ed ha 

depositato il 20 febbraio 2020 una domanda d’asilo (cfr. atti della Segreteria 

di Stato della migrazione [di seguito: atto SEM] n. 1-12/9, 17/2).  

A.b Sentito sui motivi d’asilo, nell’audizione del 28 maggio 2020 (atto SEM 

n. 49/21 [di seguito: verbale 1]) e nell’audizione integrativa del 1° luglio 

2020 (cfr. atto SEM 54/17 [di seguito: verbale 2]), l’interessato ha dichiarato 

di essere originario di C._______, nella regione del Kurdistan turco, dove 

ha vissuto sino a diciott’anni con la propria famiglia subendo regolarmente 

discriminazioni e pressioni da parte dello Stato. Nel 1994 avrebbe subito 

dei maltrattamenti dalla polizia durante un fermo e nel 1995, durante la 

festa del Newruz, sarebbe stato arrestato di nuovo. Finito il liceo nel 1995 

si sarebbe quindi traferito ad Adana presso l’appartamento di suo nonno 

dove avrebbe partecipato ai lavori della sezione giovanile del partito HDP 

(partito curdo all’opposizione). Nel 1998 egli si è trasferito ad Istanbul per 

gli studi universitari, terminati con la laurea in comunicazione nel 2004. Du-

rante i primi due anni egli avrebbe partecipato a svariate manifestazioni 

studentesche e per tale ragione avrebbe subìto dei fermi in occasione dei 

quali sarebbe stato maltrattato dalla polizia. Ha quindi lavorato dapprima 

come assistente di videocamera del regista, fino a diventare cameraman, 

occupandosi prevalentemente di pubblicità e film, alcuni dei quali a sfondo 

politico; avrebbe inoltre svolto attività giornalistiche. In giugno 2011, du-

rante le elezioni egli si sarebbe occupato insieme a un amico di un video 

di propaganda per la candidata D._______ e durante il periodo alle sue 

dipendenze avrebbe subito regolari atti di disturbo e dei tentativi di rallen-

tamento dei lavori da parte della polizia. Egli riferisce che il giorno dei risul-

tati elettorali, la polizia avrebbe attaccato per ore i sostenitori dell’HDP, che 

festeggiavano per l’elezione di molti candidati, picchiandoli con il manga-

nello e lanciando contro di loro lacrimogeni. Nel 2013 l’interessato avrebbe 

poi partecipato alle manifestazioni di Gezi Park, dove avrebbe subito i lanci 

di lacrimogeni sulla folla e le botte di manganello dalla polizia, oltre che gli 

attacchi da parte dei nazionalisti che l’hanno costretto a cambiare casa. In 

tale contesto, ad agosto, dopo aver superato un posto di blocco, un poli-

ziotto lo avrebbe colpito alla testa con un proiettile di gomma. A seguito di 

questo evento egli sarebbe stato visto come oppositore e avrebbe pertanto 

faticato a trovare lavoro. Egli avrebbe inoltre sporto denuncia contro lo 

D-4336/2021 

Pagina 3 

Stato, ma soltanto nel 2017 un Procuratore lo avrebbe sentito in merito agli 

eventi denunciati. A novembre 2016 si sarebbe recato ad Erbil, in Iraq, per 

partecipare ai funerali di E._______, ex esponente del PKK morto combat-

tendo contro I’ISIS e originario del suo villaggio. In tale occasione avrebbe 

eseguito delle riprese e delle fotografie e al rientro in patria, nonostante il 

rimpatrio della salma fosse stato autorizzato dalle autorità turche, il corteo 

funebre avrebbe subito costanti vessazioni dalla polizia. Nel 2020 si sa-

rebbe recato a C._______ per filmare la casa e la tomba di E._______, 

nell’ottica di farne un documentario, e lì sarebbe stato avvicinato da tre 

persone armate che lui avrebbe intuito essere dei poliziotti, sebbene non 

avessero una divisa. Costoro gli avrebbero fatto delle domande volte a sa-

pere dove fosse suo fratello, dove fosse F._______ (fratello di E._______) 

e cosa lui stesse facendo con la videocamera. Secondo l’interessato, essi 

avrebbero saputo esattamente le sue generalità, la sua storia e la sua par-

tecipazione a manifestazioni politiche, e gli avrebbero poi chiesto e preso 

nota del suo indirizzo. Egli sarebbe quindi stato contattato telefonicamente 

dalla polizia di Sisli (Istanbul) il 31 gennaio 2020 che lo avrebbe informato 

di attenderlo in centrale per ritirare un documento. Preso dal panico l’inte-

ressato avrebbe messo bruscamente fine alla chiamata. Pochi giorni dopo, 

il 5 febbraio 2020, egli è legalmente espatriato con il visto per la Grecia di 

cui già disponeva nell’intento di fare visita alla sorella B._______. Cinque 

giorni dopo il suo arrivo in Svizzera avrebbe avuto luogo una perquisizione 

nell’appartamento di Istanbul che condivideva con un’altra sorella; in tale 

occasione la polizia avrebbe sequestrato un laptop e un hard-disk di sua 

proprietà, nei quali erano salvati le immagini filmate per il documentario su 

E._______. Non essendovi traccia presso le autorità inquirenti di tali prov-

vedimenti e di alcuna procedura nei suoi confronti, il suo avvocato gli 

avrebbe consigliato di non fare rientro nel Paese. Per tale motivo egli 

avrebbe quindi deciso di fare domanda d’asilo in Svizzera. Essendo affiliato 

a diverse associazioni dei diritti umani, come Amnesty international, egli 

ritiene di essere considerato come un oppositore dal regime turco. A con-

ferma dei suoi timori, l’interessato ha sostenuto che in agosto 2020 suo 

fratello G._______, sarebbe stato fermato a C._______ dalla polizia che 

gli avrebbe posto delle domande sul suo conto e sul motivo della sua per-

manenza in Svizzera. In caso di rientro in Patria, egli teme infatti di essere 

incarcerato o peggio ancora di essere ucciso dallo Stato.  

A suffragio delle proprie affermazioni, oltre all’originale del proprio passa-

porto e della licenza di condurre, tra il 20 maggio 2020 e il 2 giugno 2021 

l’interessato ha prodotto copia dei seguenti documenti: 

− 10 fotografie del suo volto ferito dopo gli eventi di Gezi Park; 

D-4336/2021 

Pagina 4 

− Decisione del 18 maggio 1999 del Tribunale di sicurezza dello Stato 

di H._______, per aver fatto propaganda contro l’integrità indivisi-

bile dello Stato, condanna finale ridotta a pena pecuniaria sospesa, 

in lingua originale e la sua traduzione in italiano; 

− Denuncia del 14 agosto 2013 per le lesioni subite da parte della 

polizia in relazione alle manifestazioni di Gezi Park, inoltrata alla 

procura di Istanbul dall’avv. I._______ per conto del richiedente, in 

lingua originale e la sua traduzione in italiano; 

− Lettera del 5 settembre 2013 della Fondazione dei diritti umani in 

Turchia a favore del richiedente (in lingua originale); 

− Pagine web mostranti la filmografia del richiedente; 

− 6 tessere a nome del richiedente di associazioni per i diritti umani; 

− Articolo di giornale non datato in lingua originale e la sua traduzione 

in italiano; 

− Una lettera del 16 giugno 2020 del regista J._______ in lingua ori-

ginale e la sua traduzione in italiano; 

− Una lettera del 26 maggio 2020 indirizzata dall’avv. I._______ alla 

SEM in lingua originale e la sua traduzione in italiano; 

− Richiesta del 4 gennaio 2021 della Procura generale di Istanbul al 

Giudice dei provvedimenti coercitivi di confisca della biografia di 

E._______, in lingua originale e la sua traduzione in italiano; 

− Decisione del 4 gennaio 2021 del Giudice dei provvedimenti coer-

citivi di sequestrare e bloccare la distribuzione della biografia di 

E._______ per propaganda terroristica con intimazione alla Pro-

cura di proseguire le indagini, in lingua originale e la sua traduzione 

in italiano; 

− Ordine del 4 gennaio 2021 della Procura generale di Istanbul alla 

Direzione della sicurezza di Istanbul di constatare l’identità e l’indi-

rizzo dello scrittore e della casa editrice della biografia di E._______ 

e di interrogarli, in lingua originale e la sua traduzione in italiano; 

− Proposta del 22 gennaio 2021 della Procura generale di Istanbul 

all’editore K._______ di pagare una pena pecuniaria di 20'000.- lire 

turche al fine di evitare l’apertura di un procedimento penale nei 

suoi confronti per dichiarazione e divulgazione tramite la stampa ai 

sensi dell’art. 6/4 legge numero 3713, in lingua originale e la sua 

traduzione in italiano; 

− Copertina, retro della biografia di E._______ e frontespizio con il 

ringraziamento al richiedente per la recensione e la correzione degli 

errori. 

A.c Con provvedimento dell’8 luglio 2020, avendo constatato il raggiungi-

mento del limite massimo per il disbrigo in procedura celere, la SEM ha 

D-4336/2021 

Pagina 5 

deciso di trattare la domanda d’asilo in procedura ampliata ed ha asse-

gnato il richiedente al Canton Lucerna (cfr. atti SEM n. 55/2, 56/1). 

A.d Con gli scritti del 21 gennaio, del 1° febbraio, del 17 e 23 marzo e del 

27 aprile 2021 (atti SEM n. 67/12, 68/10, 69/24, 70/4, 71/4) l’interessato, 

per il tramite della nuova patrocinatrice (atto SEM n. 66/4), ha completato 

le proprie allegazioni, in particolare sul suo ruolo nella redazione della bio-

grafia di E._______, opera la cui diffusione è stata proibita in Turchia e per 

la quale l’editore sarebbe stato messo sotto inchiesta il 4 gennaio 2021 da 

parte del Procuratore pubblico di Istanbul. A supporto delle proprie asser-

zioni egli ha prodotto una serie di documenti in parte già agli atti, in parte 

inediti, segnatamente una pagina web relativa al bando della biografia di 

E._______; un rapporto del 7 aprile 2020 della Schweizerische fluechtling-

shilfe dal titolo “Türkei: Gefährdung von IHD-Mitgliedern, Vorgehen gegen 

“Samstagsmütter”; il rapporto medico LUPS del 22 marzo 2021 della psi-

cologa L._______ e del dr. M._______, attestanti un disturbo d'ansia da 

panico (ICD F41.0) e un disturbo post traumatico da stress (ICD F43.1). 

A.e Il 9 giugno 2021 la SEM ha accordato al richiedente il diritto di essere 

sentito in merito ai mezzi di prova prodotti assegnandoli un termine per 

prendere posizione su una serie di quesiti (att. SEM n. 73/10). Delle rispo-

ste, tempestivamente trasmesse il 15 giugno 2021, si dirà, per quanto ne-

cessario nei considerandi in diritto (att. SEM n. 75/8). 

A.f Con scritto del 21 luglio 2021 l’interessato ha fornito un aggiornamento 

riguardo al proprio stato di salute, versando agli atti il rapporto medico 

LUPS del 19 luglio 2021 della psicologa L._______ e del dr. M._______ 

dal quale non emergono diagnosi o affezioni nuove (atto SEM n. 76/2).  

A.g Dopo la visione degli atti, concessa il 30 luglio 2021 (atto SEM n. 77/1), 

con osservazioni del 26 agosto 2021 l’interessato ha trasmesso, quali ul-

teriori mezzi di prova una fotografia di un soggiorno in disordine, una lettera 

in inglese con cui egli ha illustrato gli episodi che lo hanno visto opporsi al 

regime ed ha indicato i membri della sua famiglia che sono espatriati a 

causa delle pressioni subite in patria, ciò che fa della sua una famiglia po-

liticizzata, sebbene da tempo lontana dal PKK (atto SEM n. 79/8). 

B.  

Con decisione del 30 agosto 2021, notificata il giorno successivo (cfr. atti 

SEM n. 80/16, 81/1), la SEM ha respinto la domanda d’asilo dell’interes-

sato, ritenendo che le sue dichiarazioni non soddisfacessero le condizioni 

D-4336/2021 

Pagina 6 

di verosimiglianza e di pertinenza per il riconoscimento della qualità di rifu-

giato, pronunciando contestualmente il suo allontanamento dalla Svizzera 

e l'esecuzione del predetto provvedimento. 

C.  

C.a Il 29 settembre 2021, per mezzo del nuovo patrocinatore, avv. Pünte-

ner, l’interessato è insorto con ricorso avverso la summenzionata decisione 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: Tribunale, TAF). 

Egli ha concluso, a titolo processuale, che il Tribunale gli comunichi la com-

posizione del collegio giudicante nel caso di specie, nonché se il predetto 

è stato scelto in modo casuale od in caso contrario di fornirgli i criteri og-

gettivi per i quali tali persone sarebbero state scelte. Altresì, egli ha chiesto 

di poter avere accesso completo agli atti dell'autorità inferiore, regolar-

mente numerati e muniti di un elenco completo dei mezzi di prova, ed in 

seguito che gli sia concesso un termine supplementare per completare il 

suo ricorso. Nel merito, l'insorgente ha formulato le seguenti conclusioni: a 

titolo principale che la decisione del 30 agosto 2021 sia annullata per vio-

lazione del diritto di essere sentito e la causa sia rinviata all'autorità di prime 

cure; a titolo eventuale che la predetta decisione sia annullata e gli atti di 

causa le siano rinviati per violazione dell'obbligo di motivare; a titolo ulte-

riormente eventuale l’annullamento della decisione e il rinvio degli atti per 

completare l’accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti e per nuova va-

lutazione. Sempre a titolo ulteriormente eventuale, ha postulato che la de-

cisione dell'autorità inferiore sia annullata e gli sia riconosciuta la qualità di 

rifugiato e la concessione dell'asilo in Svizzera; oppure che i punti 3 a 5 del 

dispositivo della decisione impugnata siano annullati, per inammissibilità o 

almeno inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente. Ha 

infine protestato tasse e spese (doc. TAF 1). Delle censure formali e mate-

riali sollevate dal ricorrente, si dirà nei considerandi in diritto. 

C.b Con decisione incidentale del 2 dicembre 2021, il Giudice dell’istru-

zione ha autorizzato il ricorrente a soggiornare in Svizzera fino a conclu-

sione della procedura, ha statuito che la procedura si svolga in italiano ed 

ha comunicato al ricorrente la composizione del collegio giudicante, su ri-

serva di eventuali modifiche dovute ad assenze, precisando che questo 

era stato designato in conformità con le disposizioni normative applicabili 

e la giurisprudenza referenziata. Ha inoltre invitato il ricorrente al versa-

mento di un anticipo di fr. 750.- a copertura delle presumibili spese proces-

suali (doc. TAF 3). 

C.c Con memoriale completivo del 17 dicembre 2021 il ricorrente ha chie-

sto l’esenzione dal pagamento dell’anticipo spese e trasmesso quale 

D-4336/2021 

Pagina 7 

nuovo mezzo di prova la sentenza del 21 ottobre 2021 del Verwaltungsge-

richt di Brema riguardante la domanda d’asilo in Germania di N._______ 

(altro fratello del defunto E._______ [doc. TAF 4]). 

C.d Con decisione incidentale del 23 dicembre 2021 il Tribunale ha accolto 

l’istanza di concessione dell’assistenza giudiziaria parziale, nel senso 

dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anti-

cipo (doc. TAF 5). 

C.e Con ulteriore memoriale completivo dell’11 gennaio 2022 il ricorrente 

ha ritenuto opportuno dettagliare maggiormente le proprie allegazioni ri-

guardo alle persecuzioni a causa dei suoi legami famigliari e a causa del 

suo impegno politico, con particolare riferimento ai legami con E._______ 

e con l'ex presidente dell'HDP O._______, alla sua attività di cameraman 

e alla sua partecipazione a numerose manifestazioni politiche. A dimostra-

zione di quanto esposto, ha trasmesso una serie di nuovi mezzi probatori, 

segnatamente svariate fotografie e pubblicazioni tratte da facebook rap-

presentanti membri della sua famiglia insieme a membri della famiglia 

E._______; alcune foto rappresentanti il ricorrente come cameraman, 

quando lavorava per il partito HDP e alle dimostrazioni a Gezi park; infine 

degli screenshot di un video caricato su youtube del documentario 

“HH._______” di F._______, al quale ha collaborato come cameraman 

(doc. TAF 6).  

C.f Con risposta del 27 gennaio 2022 l'autorità inferiore ha preso posizione 

dettagliatamente sui nuovi mezzi di prova e sulle allegazioni esposte nel 

ricorso e nel memoriale completivo, chiedendone il rigetto e la conferma 

della decisione impugnata. Essa ha prodotto documenti in parte già noti, in 

parte inediti relativi alla procedura d’asilo riguardante la sorella del ricor-

rente, B._______. La SEM ha inoltre chiesto al tribunale di voler prendere 

dei provvedimenti disciplinari nei confronti dell’avv. Püntener e di voler va-

lutare la possibilità di segnalare all’autorità competente di sorveglianza 

cantonale il suo comportamento irrispettoso delle norme deontologiche. 

Egli si sarebbe espresso in modo offensivo e si sarebbe accanito ingiusti-

ficatamente ed in modo personale nei confronti del funzionario incaricato 

della trattazione del caso, dimostrando a più riprese malafede processuale 

nell’interpretazione delle considerazioni esposte nella decisione impugnata 

(doc. TAF 8). 

C.g Con osservazioni del 10 maggio 2023 (doc. TAF 9) e del 17 novembre 

2023 (doc. TAF 12) il ricorrente si è avvalso di un peggioramento dello stato 

di salute ed ha ulteriormente ribadito le proprie asserzioni, riferendo di una 

D-4336/2021 

Pagina 8 

manifestazione a cui egli avrebbe recentemente preso parte a Ginevra uni-

tamente a diversi esponenti della diaspora curda. A suffragio delle proprie 

asserzioni egli ha segnalato alcuni link a dei video su youtube, ha prodotto 

il rapporto medico del 26 aprile 2023 del dr. P._______ e del dr. Q._______, 

attestante, oltre alle diagnosi note, un episodio depressivo di media gravità 

(ICD F32.1) e una chiavetta USB contenente il video di una manifestazione 

di protesta tenutasi il 22 luglio 2023 dinnanzi alla sede dell’ONU di Ginevra.  

C.h Con decisione incidentale del 23 novembre 2023 è stato comunicato il 

cambiamento nella composizione del collegio giudicante (doc. TAF 13). 

C.i Con replica del 7 dicembre 2023 il ricorrente si è sostanzialmente ri-

confermato nelle proprie conclusioni. L’avv. Püntner ha dal canto suo pre-

cisato di non intendere attaccare personalmente il funzionario incaricato, 

ma di criticare fermamente il lavoro svolto da costui, suscettibile di minare 

la credibilità dell’intera procedura e dell’istituzione per cui esso lavora (doc. 

TAF 14).  

C.j Con duplica del 26 gennaio 2024 la SEM si è riconfermata nella propria 

antitetica posizione, informando il Tribunale del matrimonio del ricorrente 

con una cittadina svizzera avvenuto il 23 gennaio 2024 (doc. TAF 19). 

C.k Con osservazioni del 5 marzo 2024, il ricorrente ha informato di voler 

mantenere il proprio ricorso e di non aver ancora avviato la procedura di 

rilascio del permesso di dimora presso l’autorità di polizia degli stranieri 

competente, non avendo ancora trovato un appartamento dove abitare 

congiuntamente alla propria consorte. Ha quindi chiesto la ragione della 

modifica della composizione nel collegio giudicante (doc. TAF 22).  

C.l Con osservazioni del 16 aprile 2024 ha quindi trasmesso un aggiorna-

mento in relazione alla ricerca di un appartamento (doc. TAF 25).  

C.m Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ri-

presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia di asilo sono rette dalla legge federale sulla pro-

cedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla legge 

sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 

D-4336/2021 

Pagina 9 

173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 

173.110), in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altri-

menti (art. 6 LAsi). 

Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce quindi una decisione 

ai sensi dell’art. 5 PA e il Tribunale è dunque competente per statuire in 

merito a suddetto ricorso. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 

48 cpv. 1 lett. a-c PA). Egli è pertanto legittimato ad aggravarsi contro di 

essa. 

Il ricorso è ammissibile essendo stato presentato nella forma (art. 52 cpv. 

1 PA) ed entro il termine (art. 108 cpv. 2 LAsi) previsti dalla legge. Occorre 

pertanto entrare nel merito dello stesso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è 

inoltre vincolato né dai motivi addotti nel ricorso (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle 

considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomenta-

zioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

3.  

La richiesta del ricorrente tendente alla comunicazione dei membri del col-

legio giudicante, è già stata evasa dal Tribunale in corso di procedura nella 

decisione incidentale del 2 dicembre 2021, su riserva di eventuali modifi-

che (cfr. supra lett. C.b).  

Avendo il ricorrente chiesto, con scritto del 17 dicembre 2021 (doc. TAF 4), 

conferma delle competenze linguistiche del collegio giudicante, il Tribunale 

ha quindi assicurato con decisione incidentale del 23 dicembre 2021 che, 

in quanto autorità giudiziaria federale, conosce le lingue ufficiali svizzere e 

che la cancelliera incaricata disponesse di sufficienti competenze linguisti-

che per comprendere integralmente gli atti redatti in tedesco (doc. TAF 5).  

D-4336/2021 

Pagina 10 

Con decisione incidentale del 23 novembre 2023 (doc. TAF 13), è stato 

quindi comunicato il cambiamento di composizione del collegio giudicante. 

In risposta al quesito formulato nelle osservazioni del 5 marzo 2024 (doc. 

TAF 22) e ribadito il 16 aprile 2024 (doc. TAF 27), si segnala al ricorrente 

che tale cambiamento si inserisce nel quadro di una serie di misure di aiuto 

alle Corti d’asilo, attualmente confrontate con un sovraccarico di lavoro. La 

nuova giudice istruttrice e il suo cancelliere sono stati selezionati per aiu-

tare la Corte IV in ragione della loro conoscenza della materia trattata e 

della lingua italiana. Un ulteriore modifica nel collegio, resasi necessaria a 

causa dell’assenza imprevista del secondo giudice, è stata tempestiva-

mente comunicata con decisione incidentale del 15 maggio 2024 (doc. TAF 

29). Per il resto, rammentando che non esiste una base giuridica per ri-

chiedere la conferma della casualità della composizione del collegio giudi-

cante, si rinvia il rappresentante del ricorrente alle considerazioni già espo-

ste da questo Tribunale in casi analoghi, di cui egli è a conoscenza (cfr. a 

tal proposito la sentenza E-1526/2017 del 26 aprile 2017 consid. 4-1 a 4.3, 

ripresa nella decisione parziale del Tribunale D-1549/2017 del 2 maggio 

2018 consid. 4.2-4.3;).  

4.  

4.1 Nella decisione impugnata, la SEM ha messo in dubbio l’attendibilità 

delle allegazioni del ricorrente relative alla perquisizione del suo apparta-

mento a Istanbul, a suo dire avvenuta cinque giorni dopo il suo espatrio e 

in presenza delle due sorelle, in quanto contradditorie ed esposte tardiva-

mente nel corso del procedimento. L’interessato ha infatti riferito di tale 

evento unicamente nella fase conclusiva della prima audizione (D134), no-

nostante in precedenza avesse indicato non esservi alcuna novità dalla 

Turchia e non vi avesse fatto alcun riferimento neppure quando gli era stato 

chiesto dettagliatamente delle ultime conversazioni avute con le sorelle e i 

propri famigliari (verbale 1, D58-66). Neppure la fotografia del soggiorno a 

soqquadro, prodotta unicamente il 26 agosto 2021, permette di dare mag-

giore credito a tali allegazioni. A mente della SEM, oltre a non essere un 

elemento di prova valido – limitandosi a ritrarre un salotto con oggetti in 

disordine, che per altro potrebbe appartenere a chiunque – esso giunge-

rebbe finanche tardivamente – considerato che la supposta perquisizione 

avrebbe dovuto avvenire oltre un anno e mezzo prima, ossia il 12 febbraio 

2020. L’autorità inferiore ha inoltre ritenuto inverosimile l’episodio raccon-

tato durante la seconda audizione del 1° luglio 2020, stante il quale, la set-

timana precedente, il fratello dell’insorgente sarebbe stato avvicinato da 

non meglio precisate persone che lo cercavano e che sapendolo in Sviz-

zera gli avrebbero intimato di rientrare in Turchia per evitare di avere pro-

blemi. In particolare la SEM ha ritenuto tali allegazioni non sufficientemente 

D-4336/2021 

Pagina 11 

motivate, fortemente stereotipate e poco plausibili. Dalle stesse non sa-

rebbe possibile capire chi siano le persone che lo starebbero cercando e 

perché si siano rivolte al fratello che fa il taxista a C._______ piuttosto che 

alla sorella e coinquilina ad Istanbul, dove lui era domiciliato prima 

dell’espatrio, per avere informazioni sul ricorrente.  

Pure sotto il profilo della rilevanza, la SEM non ha riscontrato elementi che 

permettano di concludere che vi fosse o che sussista in un prossimo futuro, 

un fondato timore di subire delle misure di persecuzione ai sensi dell’art. 3 

LAsi. I pregiudizi, gli atti defatigatori e vessatori addotti non hanno infatti 

un’intensità superiore alle difficoltà alle quali può essere esposta la mag-

gior parte della popolazione curda in Turchia. In particolare, non avendo 

mai rivestito alcuna posizione di preminenza in seno al partito HDP, ma un 

mero ruolo d’appoggio, l’attività di sostegno a candidati politici curdi e alle 

manifestazioni politiche, non esporrebbero il ricorrente a particolari rischi 

di persecuzione. Come il ricorrente stesso ha ammesso nella seconda au-

dizione (verbale 2, D59-60), la maggior parte della sua produzione profes-

sionale non riguarda temi di natura politica. Per quanto riguarda il controllo 

subito durante le videoregistrazioni al cimitero ad inizio 2020, nulla di rile-

vante è successo in tale occasione ad eccezione dell’annotazione delle 

sue generalità da parte delle persone che lo avevano avvicinato e che il 

ricorrente non ha saputo dire con certezza se fossero esponenti delle au-

torità o meno. La SEM ha quindi rilevato come l’attacco subito da parte dei 

nazionalisti fosse un episodio isolato, lontano nel tempo, che non si è più 

ripetuto. Allo stesso modo pure il colpo di pallottola di gomma, è stata una 

singolarità non riconducibile a un atto di persecuzione personale mirata nei 

confronti del ricorrente, ma dovuta alle contingenze delle manifestazioni 

del 2013 e dei blocchi di polizia volti a contenerle. Episodio per altro de-

nunciato alle autorità inquirenti turche che, pur con lentezza, si sono atti-

vate per chiarire l’accaduto e tutelare dunque i suoi diritti. In generale, l’au-

torità inferiore ha ritenuto i fatti esposti di entità molto lieve, che non la-

sciano presagire una reiterazione o un’intensificazione. Neppure ha rite-

nuto sussistere delle pressioni rilevanti delle autorità nei suoi confronti, no-

nostante il ricorrente affermi di appartenere a una famiglia politicizzata, es-

sendo una sorella e un fratello beneficiari dell’asilo in Svizzera rispettiva-

mente in Germania. Al riguardo dopo aver consultato il dossier della sorella 

B._______ (N…) la SEM ha rilevato che la sua rinuncia allo statuto di rifu-

giata per sé e per le figlie minori, sottoscritta il 21 aprile 2021 alfine di poter 

rientrare in Turchia, denoti un’assenza di timore di persecuzione nei propri 

confronti, portando quindi ad escludere un profilo politicizzato del ricorrente 

e della sua famiglia. Se le autorità turche avessero in un qualche modo 

voluto incriminarlo (come parrebbe essere stato il caso nel 1999 quando è 

D-4336/2021 

Pagina 12 

stato condannato a una pena pecuniaria sospesa) lo avrebbero già fatto 

da tempo, considerato che secondo quando dichiarato dal ricorrente la sua 

famiglia sarebbe loro nota già dal lontano 1997. A riprova che tale non è il 

caso, la SEM rileva che dal 2013 l’insorgente ha intrapreso senza partico-

lari problemi numerosi viaggi internazionali, come emerge chiaramente dai 

timbri figuranti sul suo passaporto. Tale libertà di movimento non gli sa-

rebbe stata di certo concessa se le autorità turche intendevano perseguirlo. 

Non avendo l’interessato alcun ruolo di rilievo nella produzione e nella pub-

blicazione della biografia di E._______, pur essendovi marginalmente 

menzionato, ed essendo stati perseguiti dalle autorità turche unicamente 

l’autore e l’editore, la SEM ha ritenuto che pure i mezzi di prova prodotti in 

relazione a tale vicenda non fossero suscettibili di sostenere maggiormente 

le sue allegazioni. 

Da ultimo l’autorità inferiore ha ritenuto possibile, ammissibile ed esigibile 

il rinvio in Turchia dell’interessato. Quest’ultimo gode in patria di una rete 

famigliare intatta che dal 2017 all’espatrio parrebbe l’abbia sostenuto e 

considerato. Dalle dichiarazioni contrastanti rilasciate dal ricorrente, 

emerge da un lato una certa esperienza professionale, dall’altro la volontà 

di sottacere la sua reale situazione economica e professionale. Sotto il pro-

filo medico la SEM non ha ritenuto lo stato di salute dell’interessato grave 

al punto da giustificare l’ammissione provvisoria, tantopiù che parte delle 

patologie per cui è in cura erano già note prima dell’espatrio e che l’assi-

stenza sanitaria in ambito psichiatrico è garantita in Turchia e corrisponde 

agli standard dell’Europa occidentale.  

4.2 In sede ricorsuale e nei memoriali completivi, l'insorgente si prevale 

essenzialmente di un accertamento inesatto ed incompleto dei fatti da 

parte dell'autorità inferiore, insistendo, a tratti con particolare animosità, in 

merito all’inadeguatezza della conduzione dell’istruttoria da parte del fun-

zionario della SEM incaricato dell’incarto, nonché in merito all’esistenza di 

una serie d’irregolarità formali che verranno esposte e trattate a titolo pre-

liminare (consid. 5). Egli si duole in particolare del mancato esame da parte 

della SEM dei seri pregiudizi, ai sensi dell’art. 3 LAsi, per lui esistenti in 

Turchia. Egli ritiene infatti di aver esposto in maniera convincente i motivi 

per cui egli apparterrebbe a una famiglia curda politicizzata, seppur di-

stante dalle politiche violente del PKK, da sempre in stretti rapporti con la 

famiglia di E._______, di cui egli avrebbe contribuito a redigere una bio-

grafia postuma, ormai bandita dal territorio turco. Le dichiarazioni rilasciate 

nel corso delle audizioni, così come la documentazione prodotta atteste-

rebbero il suo impegno decennale per la causa curda in Turchia e il suo 

statuto di oppositore al regime turco. I molteplici visti turistici figuranti sul 

D-4336/2021 

Pagina 13 

suo passaporto, d’altro canto, confermerebbero il suo attaccamento a tale 

causa e il fatto che per perorarla egli sarebbe sempre rientrato in Patria dai 

suoi numerosi viaggio all’estero, con la sola eccezione dell’ultimo viaggio, 

all’inizio del 2020, allorquando, rendendosi conto di essere oggetto di 

un’importante indagine e di correre il pericolo di subire una pena detentiva 

e persecuzioni a sfondo politico, avrebbe chiesto asilo in Svizzera. Tutto 

ciò, a mente del ricorrente, è stato trascurato dalla SEM anche e soprattutto 

a causa del funzionario incaricato di condurre le audizioni, che si è dimo-

strato inadeguato e completamente ignaro della storia, della cultura e della 

situazione della popolazione curda in Turchia e della sua lotta contro l’op-

pressione del regime turco. Quest’ultimo ignorerebbe che non è soltanto il 

PKK a combattere contro tale oppressione, ma pure organizzazioni che 

non hanno scelto la lotta armata e famiglie come quella di E._______, fi-

gura venerata e rispettata tra i curdi e il cui fratello N._______, a causa 

delle persecuzioni subite in Patria, si è visto costretto ad emigrare e chie-

dere asilo in Germania. La produzione della sentenza del Tribunale di 

Brema riguardante la procedura d’asilo di N._______, ottenuta diretta-

mente da lui non anonimizzata, costituirebbe una prova in più della vici-

nanza del ricorrente a tale famiglia, al pari dei contributi da lui forniti sia 

nell’elaborazione della biografia di E._______ sia al documentario sulla vita 

di quest’ultimo per il quale in gennaio 2020 ha girato alcune riprese a 

C._______. La SEM, tuttavia, non ha svolto alcun accertamento riguardo 

ai legami intrattenuti con questa figura e i suoi famigliari, non tenendo 

quindi conto del pericolo che tali relazioni comportano per il ricorrente, es-

sendo la famiglia E._______ ancora tutt’oggi oggetto di persecuzioni in 

Turchia. Nel quadro del ricorso, infatti, il ricorrente è riuscito a radunare 

una serie di fotografie suscettibili di avvalorare la propria tesi (cfr. consid. 

C.e) e meglio chiarire il legame con la famiglia E._______, nonché l’attivo 

coinvolgimento politico suo e dei propri famigliari, in particolare del fratello 

R._______. Mezzi probatori che avrebbero potuto essere prodotti già 

prima, se solo il funzionario incaricato delle audizioni avesse prestato mag-

giore attenzione e svolto con diligenza il proprio lavoro. La SEM neppure 

ha approfondito l’episodio in cui, contestualmente alle rivolte di Gezi Park 

il ricorrente è stato colpito al volto da un proiettile di gomma sparato da un 

poliziotto, nonostante agli atti figurino oltre alla denuncia uno scritto dell’av-

vocato turco che si era occupato del caso. L’insorgente ritiene quindi pre-

testuoso il riferimento al rientro di sua sorella in Turchia che la SEM ha fatto 

allo scopo di giustificare la conclusione secondo la quale la sua famiglia 

non correrebbe alcun rischio di persecuzioni in Patria. Secondo il ricorrente 

quest’ultima non sarebbe mai rientrata in Turchia e non ci sarebbe stata 

alcuna valida rinuncia da parte sua allo statuto di rifugiata, ma solo un ma-

D-4336/2021 

Pagina 14 

linteso legato al rilascio del permesso di soggiorno che lei desiderava otte-

nere al fine di poter andare un giorno a trovare i famigliari rimasti in Patria. 

Nonostante le evidenti prove prodotte a sostegno di uno stato psichico pre-

cario la SEM non avrebbe ordinato alcun accertamento specifico, né 

avrebbe tenuto in sufficiente conto di tale circostanza durante la fase d’in-

terrogatorio, onde evitare una ritraumatizzazione del ricorrente. Al contra-

rio, a suo dire le due audizioni si sarebbero svolte in un clima intimidatorio 

e privo di empatia, circostanza che sommata al grave stato di prostrazione 

psichica in cui quest’ultimo si trovava, non avrebbe permesso di fare pie-

namente luce su tutti gli elementi determinanti per valutare la bontà dei 

motivi d’asilo. Oltre a ciò, nell’intento di screditare le allegazioni dell’inte-

ressato e minarne la verosimiglianza, il funzionario della SEM avrebbe 

estrapolato fuori contesto ed esposto in maniera deliberatamente fallace 

nella decisione impugnata alcune delle dichiarazioni di quest’ultimo. Il ri-

corrente contesta quindi le argomentazioni addotte dalla SEM riguardo 

all’inverosimiglianza delle sue dichiarazioni riguardo alla perquisizione av-

venuta il 12 febbraio 2020 nel suo appartamento di Istanbul, insistendo sul 

fatto che la fotografia del salotto è suscettibile di dimostrare i suoi asserti, 

nonostante questa sia stata prodotta, per le giuste ragioni, soltanto in un 

secondo tempo. Ha sostegno della plausibilità delle vessazioni subite dal 

fratello a C._______ egli riferisce, come fatto nuovo, di aver incontrato un 

richiedente l’asilo turco – tale S._______ – i cui famigliari avevano vissuto 

esattamente la stessa esperienza, avendo anche nel suo caso le autorità 

turche scoperto che quest’ultimo aveva fatto richiesta d’asilo in Svizzera. 

Per approfondire tale aspetto, come riguardo agli altri motivi d’asilo riferiti, 

il ricorrente ritiene quindi necessario che la SEM o il Tribunale svolgano 

maggiori accertamenti. L’insorgente ritiene infine che sussistano degli ele-

menti non considerati con la debita attenzione dalla SEM che rendono ine-

sigibile l’esecuzione dell’allontanamento verso la Turchia. 

4.3 In sede di risposta la SEM ha preso atto dell’ulteriore materiale proba-

torio presentato dal ricorrente, ritenendo che lo stesso non apporti nuovi 

elementi d’interpretazione delle dichiarazioni rilasciate da quest’ultimo nel 

corso delle due audizioni e del diritto di essere sentito di cui ha fatto uso il 

15 giugno 2021. Tantopiù che tale materiale risale al periodo compreso fra 

il 2016 e il 2017 e che negli anni seguenti il ricorrente ha potuto lasciare 

indisturbato il paese a più riprese, circostanza che dimostra il disinteresse 

delle autorità turche per il suo profilo. La SEM ha quindi ribadito che la 

sorella dell’insorgente, B._______, ha rinunciato all’asilo – ricevuto appena 

quattro anni prima – al fine di poter rientrare liberamente in Turchia; circo-

stanza che permette di escludere il timore di persecuzione riflessa evocata 

dall’interessato. È quindi evidente il fine strumentale con cui appena sei 

D-4336/2021 

Pagina 15 

giorni prima dell’inoltro del ricorso dell’interessato, quest’ultima è ritornata 

sui propri passi denunciando il pericolo di un suo rientro in Turchia e chie-

dendo di ripristinare il suo diritto all’asilo. Passando in rassegna le svariate 

censure la SEM si è quindi riconfermata nella propria posizione non rite-

nendo quanto asserito suscettibile di modificare le proprie conclusioni ri-

guardo alla pertinenza dei motivi d’asilo e alla verosimiglianza delle allega-

zioni del ricorrente. È stato infine deplorato l’immotivato e personale acca-

nimento del rappresentante del ricorrente contro il funzionario incaricato 

della trattazione del caso, dal momento che egli avrebbe potuto sostenere 

le proprie allegazioni invocando un errore di accertamento o di giudizio da 

parte della SEM, senza muovere accuse prive di fondamento alcuno. Tale 

condotta, irrispettosa delle norme deontologiche e della buona fede pro-

cessuale, a mente della SEM, andrebbe sanzionata.  

4.4 Nel memoriale di replica il ricorrente ha riepilogato gli episodi in cui, a 

suo dire, vi sono stati dei grossolani e rilevanti errori da parte del funziona-

rio incaricato, in particolare il metodo d’interrogatorio inappropriato e la du-

rata eccessiva delle audizioni che non hanno permesso di appurare i fatti 

giuridicamente rilevanti ed hanno contribuito ad aggravare ulteriormente lo 

stato di salute dell’interessato; egli critica inoltre le argomentazioni addotte 

nella decisione impugnata, non aderenti alla realtà e a quanto dichiarato, 

ma volte ad avvalorare le errate conclusioni a cui il funzionario incaricato 

desiderava giungere, dando l’impressione che quest’ultimo non fosse og-

gettivo e imparziale nella valutazione del caso dell’interessato. L’avvocato 

del ricorrente ha quindi precisato che le sue affermazioni non siano da in-

tendere come un attacco personale a un dipendente della SEM, ma piutto-

sto una critica della sua condotta professionale, che non solo comporta un 

notevole aggravio di lavoro e di costi per tutte le parti in causa, ma è anche 

altamente dannoso per la credibilità del sistema giuridico svizzero. Per il 

resto il ricorrente si è riconfermato nelle proprie conclusioni.  

5.  

Nei vari memoriali trasmessi, il ricorrente propone una serie di doglianze 

formali, che, se accolte, sarebbero suscettibili di giustificare il rinvio degli 

atti di causa all'autorità inferiore. È quindi giudizioso evadere preliminar-

mente tali contestazioni, previa definizione del quadro giuridico di riferi-

mento. 

5.1  

5.1.1 Il diritto di essere sentito, garanzia procedurale di rango fondamen-

tale disciplinata dall'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della Confe-

derazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), comprende il diritto 

D-4336/2021 

Pagina 16 

per l'interessato di consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti 

rilevanti e di esigerne l'assunzione, di partecipare alla stessa e di potersi 

esprimere sulle relative risultanze nella misura in cui possano influire sulla 

decisione (cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1, 135 I 279 consid. 2.3; art. 26 e 

seg. PA). 

Ulteriore corollario del diritto di essere sentito è l'obbligo per l'autorità di 

motivare la sua decisione. Detta prerogativa è finalizzata a permettere ai 

destinatari e a tutte le persone interessate, di comprenderla, eventual-

mente di impugnarla, in modo da rendere possibile all'autorità di ricorso, 

se adita, di esercitare convenientemente il suo controllo (cfr. DTF 139 V 

496 consid. 5.1, 136 I 184 consid. 2.2; sentenze del Tribunale D-291/2021 

del 9 marzo 2021 consid. 6.2 e F-5363/2019 del 20 maggio 2020 consid. 

7.1). Ciò non significa che l'autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo espli-

cito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi 

delle sole circostanze rilevanti per il giudizio (cfr. DTF 133 III 439 consid. 

3.3). Per adempiere a queste esigenze è necessario che menzioni, almeno 

brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in modo da con-

sentire agli interessati di apprezzarne la portata impugnandola in piena co-

noscenza di causa (cfr. DTF 136 I 229 consid. 5.2, 136 V 351, 129 I 232 

consid. 3.2; DTAF 2011/37 consid. 5.4.1; sentenza del Tribunale federale 

2C_1020/2019 del 31 marzo 2020 consid. 3.4.2). Al contrario, l'autorità 

commette una denegata giustizia formale proibita dall'art. 29 cpv. 2 Cost., 

se omette di pronunciarsi in relazione a delle censure che presentano una 

certa pertinenza, o di prendere in considerazione delle allegazioni e argo-

menti importanti per la decisione da rendere (cfr. DTF 141 I 557 consid. 

3.2.1, 138 I 232 consid. 5.1,134 I 83 consid. 4.1, 133 III 235 consid. 5.2 e 

giurisprudenza ivi citata; DTAF 2013/23 consid. 6.1.1). 

5.1.2 Nelle procedure d'asilo — così come nelle altre procedure di natura 

amministrativa — si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l'auto-

rità competente deve procedere d'ufficio all'accertamento esatto e com-

pleto dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi in relazione con l'art. 12 

PA, art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi). In concreto, essa deve procurarsi la docu-

mentazione necessaria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze giu-

ridiche ed amministrare a tal fine le opportune prove a riguardo (cfr. DTAF 

2012/21 consid. 5). L'accertamento dei fatti è incompleto se non sono stati 

presi in considerazione tutti i fatti giuridicamente rilevanti per la decisione 

(sentenza E-1059/2023 del 7 giugno 2023 consid. 4.4). Il principio inquisi-

torio non è tuttavia illimitato, in particolare visto il nesso con l'obbligo di 

collaborare delle parti (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; cfr. AUER/BINDER, in: Kom-

mentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren [VwVG], 2a ed. 

D-4336/2021 

Pagina 17 

2019, ad art. 12 n. 9). Quando in sede ricorsuale vengono identificate delle 

carenze nell'accertamento dei fatti il caso va di principio retrocesso all'au-

torità di prima istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo 

e completo accertamento dei fatti (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAY-

SER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 

2.191, sentenze del TAF D-3567/2019 del 29 novembre 2019 consid. 5.2 

e D-1443/2016 del 22 febbraio 2017 consid. 4.2). Una violazione del prin-

cipio inquisitorio non implica in ogni caso l'automatica retrocessione degli 

atti all'autorità inferiore, dal momento che il Tribunale resta libero di racco-

gliere gli elementi necessari al giudizio se una tale soluzione appare giudi-

ziosa per ragioni di economia procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2; 

2012/21 consid. 5.1). 

La determinazione dei fatti e l'applicazione della legge non sono aspetti 

disgiunti; senza considerare il diritto applicabile non vi è modo di delimitare 

quali fatti siano giuridicamente rilevanti (cfr. ISABELLE HÄNER, in: 

Häner/Waldmann, Das erstinstanzliche Verwaltungsverfahren, 2008, n. 

34). Significativo è innanzitutto il substrato fattuale per le condizioni di ap-

plicazione della norma giuridica (cfr. sentenza D-291/2021 consid. 7.2.1; 

KRAUSKOPF/EMMENEGGER/BABEY in: Waldmann/Weissenberger [ed.], Pra-

xiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, n. 17 ad art. 12 PA). Fatti che non sono 

rilevanti per la decisione; che l'autorità è convinta siano già stati provati o 

che si presumono veri a favore delle parti interessate non impongono lo 

svolgimento di indagini supplementari (cfr. KRAUSKOPF/EMMENEGGER/BA-

BEY in: op. cit., n. 29 ad art. 12 PA). Onde circoscrivere l'ampiezza dell'ac-

certamento d'ufficio nel corso del procedimento occorre effettuare una ri-

petuta valutazione delle risultanze probatorie raccolte (cfr. DTF 140 I 285 

consid. 6.3.1; DTAF 2008/24 consid. 7.2). Allorquando l'autorità reputa 

chiare le circostanze di fatto e che le prove assunte le abbiano permesso 

di formarsi una propria convinzione, essa emana la propria decisione (cfr. 

sentenze del Tribunale D-114/2021 dell'11 maggio 2021 consid. 4.2, D-

291/2021 del 9 marzo 2021 consid. 7.3.1; MOSER/BEU-

SCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, op. cit., n. 3.144). I principi esposti delimitano 

sia l'attività istruttoria dell'amministrazione che quella del Tribunale (cfr. 

DTAF 2019 I/6 consid. 5; sentenza del Tribunale F-5065/2019 del 21 gen-

naio 2021 consid. 5.3) e tornano applicabili anche nel contesto del chiari-

mento delle questioni di natura medica (sentenza D-291/2021 consid. 

7.2.4). 

5.2  

D-4336/2021 

Pagina 18 

5.2.1 Innanzitutto, il rappresentante del ricorrente parrebbe lamentarsi di 

una violazione del diritto di essere sentito in relazione alla tenuta del fasci-

colo da parte della SEM, a suo dire non conforme alle esigenze giurispru-

denziali, non essendovi in particolare traccia di un elenco completo dei 

mezzi di prova da lui prodotti. Tale lacuna, a suo modo di vedere, compro-

metterebbe l’esercizio del suo diritto alla consultazione degli atti. In parti-

colare non sarebbe possibile verificare se tutte le prove da lui prodotte 

siano state effettivamente registrate e si trovino nel fascicolo. Per tale ra-

gione il ricorrente ha chiesto che l’incarto della SEM gli fosse nuovamente 

trasmesso, previo allestimento di un elenco separato e dettagliato dei 

mezzi di prova, al fine di poter completare il proprio ricorso. 

5.2.2 Tale censura a mente di questo Tribunale appare alquanto prete-

stuosa e va respinta. Non vi è dubbio che il ricorrente abbia potuto eserci-

tare il proprio diritto alla consultazione degli atti: l’incarto SEM è stato infatti 

trasmesso alla precedente patrocinatrice, prima dell’emanazione della de-

cisione impugnata e all’attuale rappresentante, il 15 settembre 2020, prima 

che costui inoltrasse il ricorso. Tutte le informazioni utili ai fini di causa, 

erano quindi a disposizione del ricorrente, tantopiù che le prove rilevanti ai 

fini processuali, sono state debitamente elencate nella decisione impu-

gnata. Giova rammentare che il diritto alla consultazione degli atti e di for-

nire prove da parte della persona interessata da una decisione presuppone 

un obbligo in capo all'amministrazione di conservare gli atti: l’autorità deve 

registrare nel fascicolo tutto ciò che riguarda il caso e che può essere rile-

vante per la decisione (DTF 130 II 473 consid. 4.1 con i riferimenti citati). Il 

diritto di consultare gli atti presuppone una gestione ordinata, chiara e com-

pleta degli stessi per quanto concerne l’archiviazione, l’impaginazione e la 

registrazione degli atti completi nell'indice del fascicolo (cfr. DTAF 2012/24 

consid. 3.2; 2011/37 consid. 5.4.1). Nel caso concreto, si osserva che, pur 

non essendo enumerate in una lista apposita, le prove prodotte in corso di 

procedura dall’interessato risultano essere state regolarmente prese in 

consegna dalla SEM ed inserite nel dossier elettronico (cfr. risultanze pro-

cessuali e dossier elettronico eGov). La ritrasmissione dell’incarto con un 

elenco dettagliato delle prove, a ben vedere, non avrebbe apportato al ri-

corrente maggiori o più esaustive informazioni di quelle che erano già a 

sua disposizione. Conclusione a cui il medesimo rappresentante del ricor-

rente parrebbe essere giunto considerato che tale richiesta non è più stata 

reiterata e che, nonostante ciò, quest’ultimo ha avuto modo di esprimersi 

in maniera dettagliata nei successivi memoriali. 

5.3  

D-4336/2021 

Pagina 19 

5.3.1 Il ricorrente lamenta poi una violazione del diritto di essere sentito a 

causa della condotta intimidatoria nel corso delle audizioni da parte del 

funzionario della SEM, che non gli avrebbe permesso di esporre in modo 

esaustivo tutte le argomentazioni a sostegno della sua domanda d’asilo.  

5.3.2 A tal proposito, il Tribunale rileva che fin dalle prime fasi dell’istruttoria 

dinnanzi alla SEM – in particolare in occasione del verbale di rilevamento 

dei dati del 27 febbraio 2020 (cfr. atto SEM 12/9), del colloquio Dublino del 

3 marzo 2020 (cfr. atto SEM 17/2), della prima audizione sui motivi d’asilo 

del 28 maggio 2020 (cfr. verbale 1), nonché della seconda del 1° luglio 

2020 (cfr. verbale 2) – il ricorrente era rappresentato da un mandatario pro-

fessionale, sua persona di fiducia.  

Durante la prima audizione del 28 maggio 2020 il funzionario della SEM ha 

cominciato presentandosi e presentando le altre persone presenti, chiaren-

done contestualmente il ruolo. Ha quindi illustrato gli obbiettivi dell’audi-

zione, richiamato le regole applicabili in modo semplice e comprensibile, 

spiegando al richiedente i suoi diritti ed i suoi obblighi durante l’audizione. 

Proseguendo ha accertato che tutti i punti dell’introduzione fossero per lui 

chiari e che non vi fossero problemi di salute che impedissero lo svolgi-

mento dell’audizione (cfr. verbale 1, pag. 1-2). Ha poi iniziato a porre quesiti 

aperti all’insorgente, riguardo al luogo d’origine, alla sua formazione e pro-

fessione, alla sua famiglia e ai contatti con essa e al viaggio che l’ha con-

dotto in Svizzera (cfr. verbale 1, D7-D79), dando la possibilità a quest’ul-

timo di esprimersi riguardo alla propria situazione medica e di fare valere i 

problemi di salute rilevanti per la procedura d’asilo (cfr. verbale 1, D80-

102). Ha quindi lasciato che l’insorgente si esprimesse liberamente circa i 

suoi motivi d’asilo, interrompendolo solo per evitare divagazioni e concen-

trare il resoconto agli eventi che lo hanno indotto a lasciare la Turchia nel 

2020 (cfr. verbale 1, D109-114), ponendo soltanto dei quesiti mirati a chia-

rire fatti o circostanze addotte o evitare divagazioni irrilevanti riguardanti 

terze persone (cfr. verbale 1, D114-134). Al ricorrente è stata quindi data la 

possibilità di precisare ulteriormente le proprie allegazioni e di addurre gli 

ulteriori fatti suscettibili di influire sulla domanda d’asilo o opporsi al ritorno 

in Turchia (verbale 1, D135-159). Al termine dell’audizione, l’auditore della 

SEM ha dato modo all’interessato e pure alla rappresentante legale di 

esprimersi su eventuali temi non ancora affrontati di potenziale rilievo per 

l’accertamento dei fatti (verbale 1, D160-161) e di correggere e completare 

alcune asserzioni dopo la rilettura del verbale (verbale 1, D162-166).  

Durante la seconda audizione, dopo un breve riepilogo dei punti introdut-

tivi, il funzionario della SEM ha chiesto al ricorrente di esprimersi riguardo 

D-4336/2021 

Pagina 20 

agli eventi accaduti nei sei mesi precedenti il suo espatrio, chiedendogli di 

limitarsi ai fatti concernenti la procedura d’asilo che lo riguardano perso-

nalmente, nonché degli eventi più recenti accaduti dopo il suo espatrio (cfr. 

verbale 2, D4-13). Dopo questa prima fase, in cui il ricorrente ha potuto 

esprimersi liberamente, il funzionario SEM ha iniziato a porre delle do-

mande del tutto pertinenti ai fatti addotti, dandogli così la possibilità di chia-

rire ed approfondire la spiegazione dei suoi motivi d’asilo (cfr. verbale 2, 

D14-107). Al termine dell’audizione all’interessato è stata brevemente con-

cessa la possibilità di segnalare ulteriori fatti suscettibili di influire sulla do-

manda d’asilo o opporsi al ritorno in Turchia (cfr. verbale 2, D108-127) e di 

correggere alcune asserzioni dopo la rilettura del verbale (cfr. verbale 2, 

D128-129). 

Durante le audizioni, l’insorgente non ha manifestato difficoltà particolari, 

segnatamente di comprensione o dovute alla necessità di adattarsi a un 

particolare atteggiamento del funzionario della SEM, che l’avrebbero impe-

dito dall’esprimersi in modo convincente sui suoi motivi d’asilo, come si 

lascia intendere invece nel gravame. Non risulta per altro che il suo rap-

presentante legale sia mai intervenuto nell’intento di ripristinare un clima 

sereno durante l’audizione o di contestare al funzionario della SEM le mo-

dalità d’interrogatorio o la tipologia di domande poste. Inoltre appare che 

l’auditore si sia sincerato di aver ben compreso quanto dichiarato dall’inte-

ressato, ponendogli anche in modo reiterato dei quesiti, formulandoglieli in 

modo differente. I quesiti posti dall’auditore erano opportuni e tesi a chiarire 

le risposte fornite dal ricorrente nelle due audizioni, laddove incomplete o 

incongruenti. Lo scopo era quindi di offrirgli la possibilità di pronunciarsi in 

modo esaustivo, piuttosto che di metterlo in difficoltà. Le eventuali interru-

zioni nel flusso narrativo, risultano essere dettate dalla necessità di preci-

sare alcune circostanze, date o persone o di reindirizzare l’interessato su 

temi pertinenti per l’asilo. Domande scomode, come ad esempio quelle 

sulla conoscenza e il possesso di armi, pur incalzanti che fossero, rientrano 

senza ombra di dubbio fra quelle pertinenti per la procedura d’asilo, tanto-

più che il ricorrente ha fatto espresso riferimento a una tipologia di fucile 

d’assalto nelle proprie allegazioni e a delle foto in cui suo fratello posa con 

un’arma da fuoco. Alla luce di tali elementi, se alcune delle risposte del 

ricorrente non sono state sufficientemente precise o esplicite, nulla dimo-

stra, alla lettura dei verbali d’audizione, che i quesiti siano stati posti in ma-

niera intimidatoria, o che il funzionario della SEM abbia trascurato informa-

zioni emerse dalle dichiarazioni del ricorrente. Neppure si può seriamente 

credere, a fronte dell’età, della formazione scolastica e professionale e 

dell’esperienza di vita del richiedente, che quest’ultimo fosse a tal punto in 

D-4336/2021 

Pagina 21 

soggezione ed emotivamente provato da non essere in grado di compren-

dere i quesiti posti e di rispondervi in modo cosciente e dopo attenta rifles-

sione. 

5.3.3 A seguito dell’assegnazione alla procedura ampliata, per il tramite del 

nuovo patrocinatore – anch’esso mandatario professionale avvezzo delle 

procedure d’asilo – il ricorrente ha ulteriormente precisato le proprie alle-

gazioni, trasmettendo nuovo materiale probatorio a supporto delle stesse, 

con gli scritti del 21 gennaio, del 1° febbraio, del 17 e 23 marzo e del 27 

aprile 2021 (atti SEM n. 67/12, 68/10, 69/24, 70/4, 71/4). Il 15 giugno 2021, 

dando seguito al diritto di essere sentito accordato dalla SEM il ricorrente 

ha potuto diffusamente esprimersi in merito ai mezzi di prova prodotti (att. 

SEM n. 75/8). Sono quindi seguiti gli ulteriori scritti del 21 luglio 2021 (atto 

SEM n. 76/2) e del 26 agosto 2021 – dopo la visione degli atti concessa il 

30 luglio 2021 – in cui l’interessato ha potuto aggiornare la SEM sullo stato 

di salute ed approfondire le proprie motivazioni (atto SEM n. 79/8). Dopo 

l’emanazione della decisione impugnata, l’avv. Püntener che ha rappresen-

tato il ricorrente in sede di ricorso, ha trasmesso a questo Tribunale sette 

memoriali, in cui ha ripercorso gli stessi eventi già evocati nelle due audi-

zioni, trasmettendo nuova documentazione a supporto delle proprie alle-

gazioni.  

Né nelle osservazioni completive, né tantomeno nel gravame e nei memo-

riali che sono seguiti, il ricorrente ha presentato elementi rilevanti su cui 

non fosse già stato diffusamente sentito nel corso delle due audizioni. 

5.3.4 Ora, quand’anche vi fosse stata una violazione del diritto di essere 

sentito in corso di procedura – e tale non è evidentemente il caso – il rap-

presentate del ricorrente dovrebbe ben sapere che la stessa è da ritenersi 

sanata qualora l'interessato abbia la facoltà di esprimersi innanzi ad un'au-

torità di ricorso che gode di piena cognizione (cfr. DTAF 2008/47 consid. 

3.3.4 e relativi riferimenti), come è il caso di questo Tribunale al quale il 

medesimo rappresentante ha fatto pervenire svariati e voluminosi memo-

riali, nei quali si è potuto ampiamente diffondere su ogni aspetto da lui con-

siderato rilevante ai fini dell’asilo. 

In tali circostanze la censura di violazione del diritto di essere sentito non 

soltanto è manifestamente infondata, ma pure pretestuosa e non risulta 

pertanto meritevole di tutela. 

5.4  

D-4336/2021 

Pagina 22 

5.4.1 Il rappresentante del ricorrente asserisce, invero in modo abbastanza 

apodittico e fumoso, che l'autorità inferiore ha violato il proprio obbligo di 

motivazione, avendo nel provvedimento impugnato il funzionario della 

SEM deliberatamente fatto ricorso a delle menzogne per motivare e giusti-

ficare il respingimento della domanda d’asilo.  

5.4.2 Dall'obbligo di motivazione come parte del diritto al contraddittorio 

deriva che la stesura della motivazione dovrebbe consentire all'interessato 

di contestare la decisione in modo adeguato, il che avviene solo se sia 

l'interessato che l'autorità di ricorso possono farsi un'idea della portata 

della decisione. Il livello di motivazione dipende dall'oggetto della deci-

sione, dalle circostanze del procedimento e dagli interessi dell'interessato, 

per cui è necessaria una motivazione accurata in caso di grave interferenza 

con gli interessi giuridicamente protetti dell'interessato, come nel caso dei 

procedimenti in materia di asilo e di espulsione (cfr. DTAF 2011/37 consid. 

5.4.1; DTAF 2008/47 consid. 3.2). 

5.4.3 La SEM ha illustrato in maniera comprensibile e sufficientemente dif-

ferenziata le considerazioni da cui è stata guidata, così come le sue valu-

tazioni riguardo ai fatti esposti e i mezzi di prova prodotti. Per respingere la 

domanda d'asilo la SEM ha motivato le proprie conclusioni sulla base di 

elementi validi sotto l'aspetto della verosimiglianza (art. 7 LAsi) come pure 

della rilevanza (art. 3 LAsi), ha vagliato i fattori di rischio in presenza con-

frontandosi con le principali argomentazioni avanzate dal richiedente. Con 

ciò, si può partire dall'assunto che il ricorrente abbia potuto impugnare il 

provvedimento avversato in piena cognizione di causa, come del resto di-

mostrato dallo strutturato allegato ricorsuale giunto a questo Tribunale. In 

definitiva, il semplice fatto che il ricorrente non condivida l'opinione della 

SEM non costituisce una violazione dell'obbligo di motivazione, ma una 

questione sostanziale, una critica alla valutazione dei fatti da parte dell’au-

torità inferiore che andrà esaminata nel merito (cfr. sentenza del Tribunale 

D-2659/2016 consid. 6.5). D’altro canto la presente fattispecie nemmeno 

si apparenta a quella di cui al riferimento giurisprudenziale citato nel gra-

vame. 

5.4.4 Anche in questo caso la censura, non soltanto è mal riposta, ma pure 

manifestamente infondata.  

5.5 Nel prosieguo della sua impugnativa, il patrocinatore del ricorrente ad-

duce una serie di argomentazioni a sostegno di una pretesa violazione del 

principio inquisitorio. 

D-4336/2021 

Pagina 23 

5.5.1 Il patrocinatore del ricorrente lamenta un’eccessiva durata delle au-

dizioni, facendo riferimento alle circolari della SEM secondo cui la durata 

di un’audizione non dovrebbe superare le quattro ore. Riguardo a tale con-

testazione il Tribunale ha già avuto modo di spiegare all’avv. Püntener, che 

tali circolari non hanno carattere vincolante (cfr. sentenza del TAF D-

4648/2012 del 27 agosto 2013 consid. 6.1.1). In concreto, dai verbali delle 

due audizioni non traspare alcun indizio secondo cui l'interessato, con il 

protrarsi delle stesse, non sia più stato in grado di partecipare in modo 

attento o abbia maturato altre difficoltà; al contrario, in coda alla prima au-

dizione il richiedente, sostiene che avrebbe voluto diffondersi in modo an-

cora più dettagliato sui motivi d’asilo addotti (cfr. verbale 1, D157). Seppur 

lunghe tali audizioni sono state intervallate da regolari pause di almeno un 

quarto d’ora (tre nella prima audizione e quattro nella seconda) di modo 

che il tempo “attivo” delle audizioni, rilettura compresa, risulta essere pari 

a 5h15 rispettivamente 3h20.  

5.5.2 Per quanto invece riguarda la sua situazione psicofisica al momento 

di essere sentito sui motivi d'asilo, occorre segnalare che l'interessato, re-

golarmente rappresentato nel corso dell'audizione da un mandatario pro-

fessionale, è stato direttamente questionato sulla sua facoltà di rispondere 

alle domande postegli. Ebbene, questi, seppur abbia indicato di essere 

molto teso e non stare tanto bene a causa dei problemi psichici di cui soffre 

e di cui si è offerto di parlare, ha risposto affermativamente (cfr. verbale 1 

D4-6). Inoltre, anche la lettura dei verbali non lascia presupporre che il ri-

corrente si trovasse in una condizione tale da pregiudicare lo svolgimento 

delle audizioni. Ciò a maggior ragione visto che il suo rappresentante le-

gale non risulta aver formulato riserve al soggetto né ha posto direttamente 

in questione il raziocinio dell'interessato. Tantopiù che quest’ultimo doveva 

essere a conoscenza della situazione valetudinaria del proprio rappresen-

tato, che era già stato sottoposto a diversi accertamenti medici e al mo-

mento della prima audizione in esito ai quali era stata ipotizzata la diagnosi 

di sindrome ansioso-depressiva e di disturbo post traumatico da stress (si 

cfr. a tal proposito il rapporto del dr. T._______ del 28 febbraio 2020, del 

dr. U._______ del 29 aprile 2020, del dr. V._______ del 7 maggio 2020 e 

del dr. W._______ del 19 maggio 2020 [cfr. atti SEM n. 18/3, 42/2, 44/3, 

46/2]). Come già indicato sopra, non vi sono elementi a supporto della pre-

tesa attitudine intimidatoria tenuta dal funzionario SEM nel corso dell’audi-

zione dell’interessato, che non risulta aver avuto particolare difficoltà ad 

esporre i propri motivi d’asilo seppur, a suo dire, fosse fortemente trauma-

tizzato al momento di essere sentito. A ben vedere, dalla documentazione 

agli atti, in particolare dai referti medici a disposizione, non emerge alcun 

elemento che permetta di supportare l’asserto del ricorrente secondo il 

D-4336/2021 

Pagina 24 

quale il funzionario SEM avrebbe avuto un atteggiamento ostile durante le 

due audizioni che gli avrebbe cagionato un peggioramento delle proprie 

affezioni a causa di una pretesa “ritraumatizzazione”. In definitiva, si può 

dunque partire dall'assunto che l'audizione sia stata svolta regolarmente. 

5.6 Riassumendo, non v'è motivo di annullare il provvedimento avversato 

e di rinviare la causa all'autorità inferiore per i motivi formali sollevati dall'in-

sorgente nel gravame. 

6.  

6.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiati. Esso 

comprende il diritto di risiedere in Svizzera. 

6.2 Secondo l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono considerati rifugiati le persone che, 

nel Paese d’origine o d’ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a 

causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determi-

nato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato 

timore d’essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnata-

mente l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, 

nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile. 

Occorre tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femminile 

(art. 3 cpv. 2 LAsi). 

Come stabilito all'art. 3 cpv. 4 LAsi non sono rifugiati le persone che fanno 

valere motivi sorti a causa del loro comportamento dopo la partenza dal 

loro paese d’origine o di provenienza e che non sono l’espressione o la 

continuazione di una convinzione o di un orientamento già ivi esistente. 

Rimangono riservate le disposizioni della Convenzione del 28 luglio 1951 

sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30). 

6.3 Il fondato timore di esposizione a seri pregiudizi, come stabilito all'art. 3 

LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto 

con la situazione reale, e un elemento soggettivo. Sarà quindi riconosciuto 

come rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi 

(elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) d'essere esposto, in 

tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, ad una persecuzione (cfr. 

DTAF 2011/51 consid. 6.2 e 2010/57 consid. 2.5). Sul piano soggettivo, 

deve essere tenuto conto degli antecedenti dell'interessato, segnatamente 

dell'esistenza di persecuzioni anteriori, nonché della sua appartenenza ad 

una razza, ad un gruppo religioso, sociale o politico, che lo espongono 

D-4336/2021 

Pagina 25 

maggiormente ad un fondato timore di future persecuzioni. Infatti, colui che 

è già stato vittima di persecuzione ha dei motivi oggettivi di avere un timore 

(soggettivo) di nuove persecuzioni più fondato di colui che ne è l'oggetto 

per la prima volta (DTAF 2010/57 consid. 2.5 e relativi riferimenti). Sul 

piano oggettivo, tale timore deve essere fondato su indizi concreti e 

sufficienti che facciano apparire, in un futuro prossimo e secondo un'alta 

probabilità, l'avvento di seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi. Non sono 

sufficienti, quindi, indizi che indicano minacce di persecuzioni ipotetiche 

che potrebbero prodursi in un futuro più o meno lontano (cfr. DTAF 2010/57 

consid. 2.5 e relativi riferimenti). 

6.4 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). 

È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l’asilo siano suffi-

cientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro. In questo senso di-

chiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

o all’esperienza generale di vita, non possono essere considerate  

verosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi. È altresì necessario che il richiedente 

stesso appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere cre-

duta. Questa qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue 

allegazioni su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette 

fatti importanti o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di 

procedura ritratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, né 

introduce tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella 

procedura oppure nega la necessaria collaborazione. Infine, non è 

indispensabile che le allegazioni del richiedente l’asilo siano sostenute da 

prove rigorose. Al contrario, è sufficiente che l’autorità giudicante, pur 

nutrendo degli eventuali dubbi circa alcune affermazioni, sia persuasa che, 

complessivamente, tale versione dei fatti sia in preponderanza veritiera. Il 

giudizio sulla verosimiglianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica 

della plausibilità del contenuto di ogni singola allegazione, bensì 

dev’essere il frutto di una ponderazione tra gli elementi essenziali a favore 

e contrari ad essa. Decisivo sarà dunque determinare, da un punto di vista 

oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. 

DTAF 2013/11 consid. 5.1 e relativi riferimenti). 

D-4336/2021 

Pagina 26 

7.  

Nel caso in disamina, occorre concordare con la SEM – per le ragioni da 

essa esposte – sul fatto che alcune delle allegazioni del ricorrente non sono 

sufficientemente motivate, difettando di concretezza e precisione su alcuni 

punti essenziali e risultando contradditorie e poco plausibili su altri e non 

essendo per altro supportate da mezzi di prova affidabili e concludenti (cfr. 

consid. 8). Altre allegazioni, invece, non risultano essere pertinenti ai sensi 

dell’asilo, non raggiungendo il timore asserito dall’interessato un’intensità 

rilevante per adempiere i requisiti dell’art. 3 LAsi (consid. 9).  

8.  

8.1 Passando in rassegna gli eventi narrati dal ricorrente, i primi elementi 

d’inverosimiglianza sono riscontrabili già nell’episodio dell’incontro al cimi-

tero di C._______ con le tre persone che il ricorrente ha identificato quali 

poliziotti, nonostante costoro non indossassero alcuna uniforme, né si fos-

sero presentati come rappresentanti delle forze dell’ordine. Aspetto singo-

lare dell’episodio narrato è il fatto che, nonostante tali persone sapessero 

esattamente chi fosse, conoscessero il suo nome, sapessero cosa stava 

facendo a C._______ e sapessero di cosa si occupasse (“noi sappiamo chi 

sei tu, sappiamo che lavoro fai, di cosa ti occupi”) e cosa avesse fatto in 

passato (“noi sappiamo tutto, sappiamo di Gezi Park, sappiamo che hai 

fatto una causa contro i poliziotti”), non fossero a conoscenza del suo indi-

rizzo ed abbiano avuto bisogno di annotarselo nell’intento di mettersi in 

contatto con lui più avanti (cfr. verbale 1, D134; verbale 2, D6). Ciò appare 

alquanto inverosimile ritenuto che tale informazione, fra le tante, è proba-

bilmente la prima di cui dovrebbero disporre degli agenti di polizia (o go-

vernativi) intenzionati ad osservare una persona – per monitorare le sue 

attività o quelle di altri dissidenti figuranti fra la sua cerchia di contatti. A 

maggior ragione considerato che questi, stando a quanto riferito dal ricor-

rente, lo conoscessero bene al punto da sapere chi fosse suo fratello, che 

egli fosse in contatto con F._______ e della denuncia sporta a seguito dei 

fatti di Gezi Park (cfr. verbale 2, D17, D38). Ancora meno credibile, se dav-

vero tali agenti non fossero stati a conoscenza dell’indirizzo, il fatto che per 

appurarlo lo chiedano al diretto interessato – persona oggetto delle loro 

indagini – anziché passare per il tramite dei canali ufficiali a disposizione 

degli inquirenti.  

In relazione a tale episodio, il ricorrente ha fornito delle indicazioni alquanto 

vaghe e superficiali. Egli non ha spiegato in modo convincente perché 

fosse indotto a credere che le persone che lo hanno avvicinato fossero dei 

poliziotti, né è riuscito a dettagliare maggiormente quanto avrebbe di-

D-4336/2021 

Pagina 27 

scusso con loro, limitandosi ad esporre alcuni scorci di frase, minacce mal-

celate in modo invero piuttosto sconclusionato e stereotipato (cfr. verbale 

2, D6, D18-23). Da quanto dichiarato, non è infatti possibile capire con 

esattezza quale fosse lo scopo delle tre persone che lo hanno avvicinato 

al cimitero e se a seguito di tale incontro, avvenuto il 31 gennaio 2020, ne 

siano concretamente derivate delle conseguenze negative per il richie-

dente. Egli neppure è riuscito a fornire una spiegazione del motivo per cui 

i presunti poliziotti gli avessero chiesto informazioni riguardo a suo fratello 

R._______, nonostante quest’ultimo sarebbe espatriato da oltre 25 anni ed 

avrebbe ottenuto lo statuto di rifugiato in Germania. Invitato a più riprese 

ad approfondire tale circostanza egli si è limitato a dare delle spiegazioni 

alquanto evasive (cfr. verbale 2 D17 e D24). In modo altrettanto vago egli 

si è espresso riguardo al motivo per cui i tre presunti poliziotti cercassero 

F._______, nonostante quest’ultimo viva in Germania sin dal 1993 (cfr. ver-

bale 2 D38, D48-50). 

Il ricorrente pare infine mettere in relazione l’evento al cimitero di 

C._______ con la chiamata ricevuta alcuni giorni dopo, il 3 febbraio 2020, 

dal posto di polizia di Sisli (Şişli), quartiere benestante di Istanbul. Anche 

in questo caso le dichiarazioni sono piuttosto vaghe e stereotipate ed egli 

non ha saputo fornire maggiori dettagli riguardo alle modalità e al contenuto 

della telefonata avuta con un agente di nome “X._______”, né del motivo 

per cui egli fosse a tal punto spaventato (“ero nel panico”) a fronte della 

convocazione ricevuta (cfr. verbale 1, D134).  

8.2 Al pari della SEM, questo Tribunale ritiene poco plausibile che il ricor-

rente, pur avendone avuto la possibilità, abbia atteso fino alla fine della 

prima audizione per raccontare quello che parrebbe essere l’evento che 

l’ha definitivamente indotto a depositare la domanda d’asilo in Svizzera, 

ossia la perquisizione nel proprio appartamento di Istanbul e il contestuale 

sequestro dei suoi laptop e hard disk a cui hanno assistito le sue due so-

relle (cfr. verbale 1, D134). All’inizio dell’audizione egli ha riferito di avere 

in patria una sorella domiciliata con lui a Istanbul e una residente a 

C._______ (cfr. verbale 1, D47). Egli ha altresì riferito di sentirle regolar-

mente entrambe, infatti tre giorni prima dell’audizione aveva parlato telefo-

nicamente con la sorella residente a C._______ e una settimana prima con 

quella di Istanbul (cfr. verbale 1, D58 e D62). A specifica domanda dell’au-

ditore, egli ha quindi riferito di non aver discusso di nulla in particolare con 

esse (cfr. verbale 1, D59 e D63) e di non aver ricevuto alcuna particolare 

novità da loro (cfr. verbale 1 D66). Sebbene tra l’audizione (28 maggio 

2020) e la presunta perquisizione (12 febbraio 2020) fosse ormai passato 

qualche mese, è abbastanza inverosimile che di tale evento straordinario 

D-4336/2021 

Pagina 28 

e traumatico, nelle telefonate con le sorelle non ne sia più stata fatta parola, 

tantopiù che il ricorrente stesso ha dichiarato “quando parlo con loro, mi 

chiedono sempre a che punto è la mia situazione in questo Paese (la Sviz-

zera, n.d.r), quando ho l’audizione, cosa sto facendo” (cfr. verbale 1 D63). 

Pare quindi strano che le sorelle, avendo vissuto in prima persona tale atto 

di persecuzione e potendo immaginare che lo stesso abbia indotto il ricor-

rente a chiedere asilo, essendo loro a conoscenza della sua domanda 

d’asilo e della sua situazione, non ne abbiano fatto il minimo accenno. È 

altresì alquanto inverosimile che il ricorrente, riferendo all’auditore delle so-

relle, dei loro rapporti e delle comunicazioni con esse, non abbia immedia-

tamente rammentato la perquisizione da loro vissuta per causa sua e so-

prattutto desiderato riferirla, anticipando i propri motivi d’asilo. Poco più 

avanti nel verbale, al ricorrente è stato chiesto quando avesse deciso di 

espatriare (cfr. verbale 1, D72) e anche in tale circostanza egli non ha mi-

nimamente accennato alla presunta perquisizione e alla presunta proce-

dura segreta avviata nei suoi confronti dalle autorità turche. Come detto, 

tale asserto è apparso relativamente tardi – solo dopo alcune ore di audi-

zione verso la fine della stessa – e contraddice quanto affermato in un 

primo momento, senza che il ricorrente abbia mai addotto alcuna valida 

ragione per giustificare tale incongruenza che ne pregiudica la credibilità.   

Quand’anche si volesse dare credito alla tesi sostenuta dal ricorrente, non 

vi è nessun elemento agli atti che permette di sostanziare maggiormente 

tale asserto. L’inesistenza di una procedura giudiziaria a suo carico, a cui 

fa riferimento l’avvocato turco del richiedente (cfr. lettera del 26 maggio 

2020 dell’avv. I._______ alla SEM, prodotto il 4 giugno 2020 sub doc. 9), 

testimonia per l’inverosimiglianza dell’evento, piuttosto che di un complotto 

o di una persecuzione condotta clandestinamente contro di lui. Quanto alla 

fotografia del salotto in disordine, essa non permette infatti di dimostrare 

alcunché. Innanzitutto perché il salotto potrebbe appartenere a chiunque. 

In secondo luogo perché anche se l’appartamento fosse effettivamente 

quello che il ricorrente condivideva con la sorella ad Istanbul, non è dato 

sapere chi abbia creato la confusione raffigurata nella foto. Potrebbe es-

sere stato chiunque ed in qualsiasi momento. Infatti la tempistica con cui 

tale fotografia è stata prodotta (al 26 agosto 2021, dunque un anno e 

mezzo dopo la pretesa perquisizione e oltre un anno dopo la seconda au-

dizione SEM) induce a credere che si tratti di un mezzo probatorio costituito 

espressamente per i fini di causa. Per tale ritardo il ricorrente non ha ad-

dotto alcuna valida giustificazione, tantopiù che al termine della prima au-

dizione del 28 maggio 2020 egli aveva dichiarato di non essere a cono-

scenza, né in attesa di ulteriori mezzi di prova (verbale 1, D63-66). Ne con-

D-4336/2021 

Pagina 29 

segue che, oltre ad essere tardive e contradditorie, le allegazioni del ricor-

rente relative alla perquisizione vanno considerate alla stregua di mere al-

legazioni di parte non supportate da alcun elemento oggettivo.  

8.3 Alla medesima conclusione si giunge per quanto concerne l’incontro 

del fratello G._______ con delle persone non meglio precisate, riferito in 

occasione della seconda audizione. Ora come rettamente rilevato dalla 

SEM tale racconto appare oltremodo stereotipato e privo di dettagli che lo 

rendono credibile. Il ricorrente non ha infatti indicato chi fossero le persone 

che chiedevano di lui, perché avessero avvicinato il fratello a C._______ 

né tantomeno se vi fossero state delle conseguenze per i suoi famigliari, o 

quantomeno con quale stato d’animo suo fratello gli abbia dato tale notizia. 

Se per ipotesi si credesse che G._______ sia stato effettivamente avvici-

nato da degli agenti di polizia o dei membri delle forze di sicurezza, non è 

affatto chiaro perché costoro siano andati a cercare il ricorrente a 

C._______ quando il suo ultimo domicilio era a Istanbul. Tantopiù che, 

poco prima di lasciare il Paese, egli avrebbe dato a degli agenti di polizia 

di C._______ proprio il suo indirizzo di Istanbul e nella sua ricostruzione 

degli eventi, ciò avrebbe portato alla chiamata da parte della stazione di 

polizia di Sisli e poi alla perquisizione dell’appartamento di Istanbul.  

Confrontato con tale incongruenza il ricorrente non ha saputo fornire nel 

gravame, né nei memoriali successivi alcuna spiegazione plausibile. Ha 

però evocato una storia di spionaggio, riguardante il CFA di Chiasso. Egli 

ha sostenuto che anche i famigliari di un altro richiedente l’asilo curdo, re-

sidente insieme a lui nel CFA, tale S._______, abbiano subito una visita 

dalle forze di sicurezza turche e sia stato chiesto loro dove costui fosse, in 

una modalità identica a quella accaduta a suo fratello G._______. Tale 

coincidenza ha portato l’interessato a credere che le autorità turche rice-

vessero informazioni sui richiedenti l’asilo turchi in Svizzera da parte di 

qualcuno all’interno dei centri d’asilo. Egli ha quindi sospettato che a tra-

smettere queste informazioni sarebbe un altro richiedente turco con il quale 

aveva avuto un battibecco, tale Y._______, che altri richiedenti dicevano 

fosse un ufficiale dell’esercito turco e che inaspettatamente è rientrato in 

Turchia nell’estate del 2020 dopo aver ritirato la propria domanda d’asilo. 

Tale fantasiosa – e comoda – ricostruzione, si fonda su presunte voci, pre-

sunti diverbi e sospetti che non possono in alcun modo esser verificati, 

essendo il presunto responsabile rientrato definitivamente in Turchia e che 

non sono minimamente supportati da alcun indizio di seria consistenza. Il 

rappresentante dell’insorgente non apporta alcun elemento di maggiore ri-

levanza a suffragio della propria tesi, ma per contro, si aspetta che la SEM 

e questo Tribunale mettano in atto delle misure istruttorie volte a verificare 

D-4336/2021 

Pagina 30 

un’ipotesi per nulla attendibile, avanzata come fatto nuovo. Richiesta che 

sulla base di un apprezzamento anticipato delle prove viene respinta, non 

potendo un tale accertamento fornire alcun’indicazione utile e rilevante ai 

fini del presente giudizio.  

8.4 Oltre a quelli evocati dalla SEM, vi sono pure altri elementi d’inverosi-

miglianza, delle incongruenze – anche su fatti di scarsa rilevanza – così 

come degli aspetti volontariamente sottaciuti a causa dei quali parti del rac-

conto del ricorrente appaiono non del tutto credibili.  

8.4.1 Il ricorrente non ha innanzitutto fornito alcun dettaglio riguardo alle 

attività di opposizione condotte dal fratello R._______ e che avrebbero 

esposto la sua famiglia ad atti di persecuzione fin dalla sua infanzia. Egli 

non ha mai detto in cosa consistessero tali atti sovversivi né cosa ne abbia 

determinato il suo definitivo espatrio dal Paese. A tal proposito si sa unica-

mente che 25 anni prima dell’arrivo in Svizzera del ricorrente, ossia attorno 

al 1995, il fratello se ne sarebbe andato dalla Turchia e che in un non me-

glio precisato momento avrebbe ottenuto lo statuto di rifugiato in Germania 

(cfr. verbale 1, D111; verbale 2, D17 e D24). Quest’ultimo avrebbe poi de-

ciso di unirsi a E._______ per andare a combattere l’ISIS e sostenere la 

causa curda in Iraq e proprio per questo figurerebbe su facebook delle sue 

foto in tuta mimetica e con un fucile in mano (verbale 2, D24-26). Il ricor-

rente avrebbe poi prodotto alcune di queste foto in sede di ricorso unita-

mente al memoriale dell’11 gennaio 2022 (doc. TAF 6, allegati 5-11). Dalle 

stesse non è tuttavia possibile evincere l’identità della persona raffigurata 

e quale legami essa ha con il ricorrente, tantopiù che non vi è traccia agli 

atti di una foto dei due fratelli insieme o di una foto di famiglia in cui vi siano 

entrambi. Non vi sono inoltre elementi agli atti che permettano di confer-

mare che quest’ultimo avesse svolto effettivamente attività sovversive o di 

opposizione. Riguardo alle attività del fratello – che pur parrebbero aver 

avuto ricadute importanti su di lui e tutta la famiglia a cavallo degli anni 

novanta – le dichiarazioni del ricorrente restano piuttosto piatte e distac-

cate, come se in un qualche modo non lo riguardassero.  

8.4.2 Vi sono in seguito delle contraddizioni per quanto concerne l’esposi-

zione dei fatti della giovinezza del ricorrente. Egli ha riferito dapprima di 

aver vissuto tranquillamente quando abitava ad Adana tra il 1995 e il 1998, 

senza mai essere perseguitato dalla polizia (cfr. verbale 1 D114). Al termine 

dell’audizione, quando gli è stato chiesto se avesse esposto tutti i motivi 

d’asilo, egli ha riferito che quando abitava ad Adana, nel 1997, era stato 

arrestato dalla polizia insieme ad una decina di altre persone (cfr. verbale 

D-4336/2021 

Pagina 31 

1 D137-140). Egli poi ha motivato tale fermo, asserendo che i poliziotti vo-

lessero che lui si mettesse in contatto con la guerriglia del PKK e fare la 

spia per loro (cfr. verbale 1, D141-144), senza tuttavia apportare alcun ele-

mento di seria consistenza a supporto di tale asserto. La questione della 

collaborazione con la polizia è poi stata di nuovo evocata dal ricorrente in 

occasione del secondo verbale, allorquando gli è stato chiesto cosa si 

aspettasse in caso di rientro in Patria. Ribadendo che né lui, né la sua fa-

miglia hanno alcuna affiliazione con il PKK, a richiesta dell’auditore l’inte-

ressato non ha saputo nuovamente dire in cosa potesse concretamente 

consistere tale temuta collaborazione (cfr. verbale 2, D98, D100-103). Egli 

si è limitato ad asserire che se avesse collaborato forse avrebbe potuto 

trovare lavoro, mentre in caso di rifiuto sarebbe andato in contro al carcere 

o peggio ancora alla morte come oppositore (cfr. verbale 2, D98-99), con-

traddicendo quanto detto appena poco prima riguardo alle differenze fra 

l’opposizione curda che si conduce in Turchia – dove l’obbiettivo è la parità 

nella costituzione fra curdi e turchi – rispetto a quella condotta in Siria e in 

Iraq – dove la lotta democratica non è possibile e i curdi della zona vengono 

giustiziati (cfr. verbale 2, D27-35).  

8.4.3 Le allegazioni dell’interessato diventano infine più vaghe e nebulose 

quando si tratta di capire la sua attività lavorativa e la fonte dei suoi redditi. 

Riguardo al periodo compreso fra la fine dell’università e gli eventi di Gezi 

Park, la storia del ricorrente appare piuttosto lineare ed è possibile reperire 

online titoli e recensioni dei vari film a cui egli ha dichiarato di aver lavorato 

(cfr. verbale 1, D30). Si tratta di film commedia (“Z._______”), drammatici-

thriller (“AA._______”, “BB._______”, “CC._______”, “DD._______”) o hor-

ror-comedy (“EE._______”) prodotti fra il 2004 e il 2008 in cui egli figura 

effettivamente come 1° o 2° assistente di camera (“focus puller”, “clapper-

loader”). Tali riscontri danno consistenza alle allegazioni riguardo alla car-

riera intrapresa a seguito dell’università, alla tipologia di attività svolte, alla 

volontà di lavorare nel settore cinematografico e delle immagini piuttosto 

che in quello del giornalismo (cfr. verbale 1, D25-26, D45; si cfr. pagine 

internet con la filmografia del richiedente, prodotte il 20 maggio 2020 sub 

doc. 5) e al fatto che fino al 2014 egli ha lavorato nel settore della pubblicità, 

guadagnandosi di che vivere (cfr. verbale 1, D71). Tale fonte di reddito par-

rebbe esser venuta meno, dopo il 2014, come conseguenza/rappresaglia 

alla sua partecipazione alle manifestazioni di Gezi Park e il ricorrente par-

rebbe non aver più lavorato, se non episodicamente (cfr. verbale 1, D41-

43). A domanda dell’auditore, l’interessato ha sostenuto che da allora è 

stato sostenuto economicamente dai genitori, che avrebbero pure finan-

ziato il suo viaggio in Svizzera (cfr. verbale 1, D70, D79). Ora, sebbene non 

D-4336/2021 

Pagina 32 

sia del tutto implausibile che i genitori, residenti a C._______, abbiano so-

stenuto economicamente per oltre sei anni il figlio quarantenne, pare sin-

golare che quest’ultimo non soltanto abbia continuato a vivere ad Istanbul, 

ma che proprio dal 2014 abbia preso a viaggiare in maniera frequente in 

Europa (Italia, Svezia, Germania, Svizzera, Spagna, Slovenia, Francia, 

Bulgaria, Grecia, Montenegro), Asia (Iraq, Siria) e Stati Uniti (cfr. atto SEM 

1/15, verbale 1, D12, D15). L’attitudine evasiva del ricorrente su tale argo-

mento, lascia aperto il sospetto che il richiedente svolgesse altre attività ed 

avesse altre fonti d’introiti. D’altro canto, sebbene il ricorrente avesse as-

serito di non aver più svolto da giugno 2015 il mestiere di giornalista (cfr. 

verbale 1, D43), egli è rimasto affiliato al sindacato dei giornalisti ed ha 

condotto missioni (seppur puntuali) fino al 2018, come dimostrano le copie 

dei tesserini prodotti il 27 maggio 2020. Su tale aspetto tuttavia né in sede 

di audizione, né in sede di ricorso è stato possibile fare maggiore chia-

rezza.  

9.  

Le circostanze illustrate dal ricorrente, neppure permetterebbero di ricono-

scere l’esistenza di una persecuzione ai sensi dell’art. 3 LAsi e non costi-

tuiscono pertanto dei validi motivi d’asilo. Nell’evenienza concreta, infatti, 

al di fuori delle dichiarazioni ritenute dubbie o inverosimili evocate sopra, 

in particolare relative all’episodio di gennaio 2020 al cimitero di C._______ 

rispettivamente alla perquisizione di febbraio 2020 all’appartamento di 

Istanbul, il ricorrente non ha saputo oggettivare i motivi che lo hanno indotto 

a maturare un fondato timore di subire degli atti di persecuzione o rappre-

saglia da parte delle autorità turche o di privati. 

9.1  

9.1.1 Si rammenta innanzitutto che tra la persecuzione subita e l’espatrio 

deve, esistere un nesso causale temporale e materiale sufficientemente 

stretto (cfr. DTAF 2008/12 consid. 5.2). L’esistenza del timore di persecu-

zione dev’essere esaminata al momento dell’espatrio (cfr. DTAF 2008/12, 

consid. 5.2). Esso deve, infine, essere ancora attuale al momento della 

decisione di merito sulla domanda d’asilo (cfr. DTAF 2008/12 consid. 5.2; 

2010/57 consid. 2).  

9.1.2 In tal senso non risultano essere rilevanti, per l’esame dell’esistenza 

di un fondato timore di persecuzione, i soprusi subiti dal ricorrente a scuola, 

alla fine degli anni ottanta, a causa della pretesa attività sovversiva del fra-

tello R._______ (cfr. verbale 1, D111). Lo stesso si può dire dei fermi da 

parte della polizia avvenuti nel corso degli anni novanta, su cui l’interessato 

ha sorvolato brevemente, soffermandosi sugli asseriti maltrattamenti subiti 

D-4336/2021 

Pagina 33 

(cfr. verbale 1, D113-114, D139). Sulla base della sentenza del Tribunale 

di sicurezza dello Stato di H._______ del 18 maggio 1999, che ha sanzio-

nato il ricorrente con una pena pecuniaria sospesa per attività di propa-

ganda dinnanzi al liceo, si può presumere che anche gli altri fermi fossero 

riconducibili a reati di tale genere. 

9.1.3 Neppure le vessazioni e i rallentamenti subiti da parte della polizia 

durante la sua partecipazione come cameraman al documentario girato nel 

2011 da J._______ per seguire la campagna elettorale che ha permesso 

di riportare in parlamento la candidata D._______ e il successivo coinvol-

gimento negli scontri con la polizia che sono seguiti allo spoglio dei risultati 

dinnanzi alla sede dell’HDP (cfr. verbale 1, D115-120) è rilevante ai fini 

della domanda d’asilo. Da un lato per il tempo trascorso fra tali eventi e 

l’espatrio del richiedente (9 anni), dall’altro perché come rettamente rilevato 

dalla SEM non vi è alcuna evidenza che quest’ultimo rivestisse un ruolo di 

primo piano all’interno di una delle forze politiche in corsa per le elezioni 

del 2011 o che in seguito sia divenuto membro attivo di uno di questi partiti 

(BDP e HDP che sono succedute al DEHAP/DTP) esponendosi in tale con-

testo con posizioni suscettibili di attirare un interesse particolare da parte 

delle autorità turche. Neppure il non meglio specificato sostegno alla cam-

pagna elettorale di FF._______ e la partecipazione come cameraman vo-

lontario alla campagna elettorale online del signor O._______ nel 2015 

permettono di giungere a conclusioni differenti riguardo a un suo coinvol-

gimento politico attivo e di rilievo. Per il resto si rimanda alle considerazioni 

esposte dalla SEM nella decisione impugnata. A nulla giovano in tal senso 

i mezzi probatori prodotti a dimostrazione della partecipazione alla campa-

gna della candidata D._______, ai convegni del signor O._______ o a delle 

manifestazioni del partito DEHAP (cfr. articolo non datato di un giornale 

non noto e lettera del 16 giugno 2020 di J._______ [doc. 7 e 9 prodotti il 4 

giugno 2020]; doc. TAF 8 allegato 18, 20). 

9.1.4 Per le ragioni esposte dalla SEM, tantomeno si considera rilevante la 

partecipazione del ricorrente alle manifestazioni di Gezi Park (cfr. verbale 

1, D121-125). L’aggressione da parte dei nazionalisti, è stato un episodio 

isolato che non risulta essersi ripetuto a seguito del suo trasloco. Quanto 

alla ferita al volto riportata nel mese d’agosto 2013 allorquando stava cer-

cando di superare un blocco della polizia, è evidente che non si tratti di una 

persecuzione personale mirata nei suoi confronti ma un episodio di vio-

lenza – seppur potenzialmente pericoloso – perpetrato dalle forze dell’or-

dine nel quadro della gestione delle manifestazioni di piazza di quel pe-

riodo. A seguito del suo ferimento infatti non vi sono stati ulteriori atti di 

violenza nei suoi confronti. Anzi, l’insorgente ha potuto adire le vie legali 

D-4336/2021 

Pagina 34 

contro il corpo di polizia, senza subire alcuna persecuzione per tale denun-

cia. Seppur lentamente la giustizia ha fatto il suo corso ed egli ha potuto 

esporre la propria versione degli accadimenti dinnanzi ad un procuratore 

pubblico.  

9.1.5 Nessuna particolare persecuzione parrebbe infine essere derivata al 

ricorrente dal recupero della salma in Iraq e dalla partecipazione ai funerali 

di E._______ nel novembre 2016 (cfr. verbale 1, D126-133). Il ricorrente si 

è certo lamentato di sporadici controlli, di minacce e misure di rallenta-

mento da parte della polizia durante il viaggio fino a C._______, nessuna 

tuttavia con un’intensità superiore a quelle con cui normalmente può es-

sere esposta la maggior parte della popolazione curda in Turchia nella vita 

di tutti i giorni. Nessuna persecuzione oltretutto era mirata nello specifico 

contro la persona del ricorrente o dei suoi famigliari. Dopo tale evento e 

fino all’episodio delle riprese al cimitero di C._______ in gennaio 2020, il 

ricorrente neppure afferma di esser più stato fermato da polizia o da agenti 

governativi per motivi politici o altre ragioni. 

9.1.6 Vi sono infine le persecuzioni che il ricorrente lamenta di aver soste-

nuto in quanto attivista per i diritti umani. In coda alla seconda audizione 

egli aveva infatti riferito di essere affiliato a diverse associazioni con un 

profilo sensibile, che dimostrerebbero il suo statuto di oppositore (cfr. ver-

bale 2 D118-119). A supporto di tale asserto il ricorrente ha inoltre prodotto 

il 27 maggio 2020 (sub doc. 6) copia di sei tesserini di queste associazioni. 

Ora, sebbene il ricorrente possa essere stato effettivamente affiliato a tali 

associazioni in passato, occorre constatare che tutti i tesserini prodotti ri-

portano una data di scadenza ben precedente l’espatrio di quest’ultimo. 

Dei suddetti tesserini uno riguarda l’affiliazione al sindacato dei giornalisti 

(valido fino al 6 maggio 2017), due delle missioni condotte in veste di gior-

nalista nel 2016 e nel 2018 ed uno l’affiliazione al sindacato dei lavoratori 

del cinema. Questo Tribunale è dell’opinione che l’affiliazione a due sinda-

cati, non fa certo dell’insorgente un contestatore del regime; un suo even-

tuale attivismo all’interno degli stessi – per altro non preteso, né dimostrato 

– può forse far di lui un difensore della categoria dei lavoratori rappresen-

tati, ma non certo dei diritti umani. Vi sono poi i tesserini di sostenitore di 

Amnesty international (valido fino al 10 gennaio 2015) e della Human Right 

Association (emesso il 16 agosto 2011), il cui possesso ancora non dimo-

stra alcun ruolo attivo e di particolare risalto per o all’interno delle suddette 

associazioni. D’altro canto come già indicato sopra, la filmografia dell’in-

sorgente non pare militante a tal punto da renderlo un personaggio sco-

modo per il regime. La maggior parte dei film a cui egli ha preso parte ri-

D-4336/2021 

Pagina 35 

sultano essere infatti dei corto- o lungometraggi con un contenuto d’intrat-

tenimento. Per il resto egli ha indicato di aver lavorato nella pubblicità an-

che per grandi marchi noti come Fiat, McDonald’s, Adidas, HSBC Bank, 

Panthène (cfr. verbale 1, D26), circostanza che non gli conferisce un parti-

colare profilo sovversivo.  

9.1.7 In tal senso neppure giova il riferimento ai documentari con un con-

tenuto politico, riguardo ai quali il ricorrente è comunque rimasto piuttosto 

vago. Egli parla infatti del documentario “GG._______”, relativo alle condi-

zioni di detenzione nel carcere di H._______, che F._______ avrebbe ini-

ziato a produrre tra il 2010 e il 2011 e per il quale egli afferma di aver con-

tribuito svolgendo delle riprese alla prigione (cfr. verbale 2 D41-44). Al mo-

mento della seconda audizione, ossia dopo oltre dieci anni dall’inizio della 

produzione, tale documentario secondo le dichiarazioni del ricorrente era 

ancora allo stadio del montaggio (cfr. verbale 2, D66). Pare strano quindi 

che quest’ultimo possa nutrire particolari e fondati timori in relazione a tale 

opera incompiuta e mai pubblicata. Riguardo al documentario 

“HH._______” prodotto nel 2014 da F._______, del quale in sede di ricorso 

il ricorrente sostiene di aver contribuito, producendo a dimostrazione di ciò 

alcuni fermo-immagine (cfr. doc. TAF 6, allegato 19), occorre rilevare che 

in occasione dell’audizione egli stesso aveva ammesso che per tale docu-

mentario erano state semplicemente utilizzate alcune immagini che egli 

aveva girato alla prigione di H._______ nell’ambito del precedente docu-

mentario, nulla di più (cfr. verbale 2, D44-45). Ora, se le autorità turche 

davvero nutrissero l’intento di perseguire il ricorrente per le riprese fatte nel 

carcere in parola, è molto probabile che avrebbero già messo in atto delle 

misure di ritorsione nei suoi confronti considerato che tale documentario è 

liberamente accessibile su youtube almeno dal 7 marzo 2016 (data figu-

rante sui fermo-immagine prodotti), dunque da molto prima che il ricorrente 

espatriasse.  

9.2  

9.2.1 A fronte delle numerose incongruenze riscontrate nel racconto del 

ricorrente e di alcuni aspetti rilevanti da lui volutamente sottaciuti, risulta 

difficile credere che la famiglia di quest’ultimo sia davvero politicizzata al 

punto da destare un interesse particolare da parte del regime turco. Certo, 

la sua famiglia potrà avere delle idee radicali riguardo alla causa curda e 

perorarla da molti anni – come tante altre nelle province turche a 

prevalenza curda – ma non risulta che le abbia mai manifestate al di sopra 

di una certa soglia di intensità e, d’altro canto, come affermato dal 

ricorrente stesso, si è sempre distanziata dalla lotta armata. Nonostante in 

Patria il ricorrente abbia ancora numerosi membri della sua famiglia stretta 

D-4336/2021 

Pagina 36 

e allargata, che per lo più continuan