# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0edc7513-3360-5c81-9449-b38a114e967e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-08-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.08.2006 36.2005.226
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2005-226_2006-08-14.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2005.226

   

  cs

  	
  Lugano

  14 agosto
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 dicembre 2005 (recte:
23 dicembre 2005) di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 30 novembre
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Istituto assicurazioni sociali Ufficio
  assicurazione malattia,

  6501 Bellinzona

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1,
cittadina __________ al beneficio di un permesso __________, assicurata presso
la Cassa malati __________ dal 1.4.2005 per l’assicurazione obbligatoria di
base, ha chiesto all’UAM, in data 2 giugno 2005, di essere messa al beneficio
del sussidio per il pagamento del premio dell’assicurazione malattie. 

 

                                         L’autorità
cantonale, esperiti i necessari accertamenti, dopo aver scoperto che
l’interessata, maestra supplente con un incarico di circa 6 ore settimanali
presso la __________, è al beneficio del citato permesso dal 15 agosto 2003
(doc. 2), ha notificato a RI 1 una decisione formale tramite la quale ha
stabilito che l’inizio teorico dell’obbligo assicurativo va fatto risalire a
quella data e che nella fattispecie “si tratta di situazione giuridica
assimilabile al concetto di affiliazione tardiva.” (doc. 3).

 

                                         In seguito
alle contestazioni presentate dall’interessata, il 30 novembre 2005
l’amministrazione ha confermato, con decisione su reclamo, la tardività
dell’affiliazione (doc. 6).

 

                               1.2.   RI 1
interpone tempestivo ricorso contro la predetta decisione (doc. I). La
ricorrente fa in particolare valere di essersi annunciata in Comune al momento
del suo arrivo in Svizzera, ma di non aver ricevuto nessuna informazione in
merito al suo obbligo assicurativo. Solo il 17 febbraio 2005 il Municipio di __________
le ha scritto invitandola ad affiliarsi presso un assicuratore riconosciuto. Ciò
che ha immediatamente fatto, essendosi affiliata da __________ dal 1.3.2005.

                                         Neppure
la __________, alla quale si è rivolta, l’ha informata circa i suoi obblighi
nell’ambito dell’assicurazione malattie.

                                         L’interessata
sostiene che comunque il suo obbligo assicurativo andrebbe fatto risalire al
più presto a novembre 2004 quando ha ottenuto l’incarico di supplenza quale
maestra di educazione fisica presso la __________ di __________. Fino a tale
data, non avendo un impiego fisso, l’assicurata afferma di aver continuato a
vivere a __________, dove si è sottoposta a cure medico-sanitarie, avendo
l’estensione della copertura sanitaria nazionale (__________) all’estero (“Riconosco
quindi la mia responsabilità per il ritardo a partire da novembre 2004 e per
questo ritardo sono pronta a pagare la penalità dovuta.”, doc. I).

                                         

                               1.3.   Con risposta
del 20 gennaio 2006 l’UAM propone di respingere il ricorso, ribadendo di
essersi limitata a stabilire l’inizio teorico dell’obbligo assicurativo e non
anche l’obbligo di pagare un premio supplementare, essendo materia di sola
competenza dell’assicuratore malattie. A sostegno della tesi della tardività
dell’affiliazione, l’amministrazione fa in particolare valere il principio
generale secondo il quale compete di principio alla persona che ha intenzione
di risiedere in un determinato luogo di informarsi compiutamente su quali sono
i propri doveri stabiliti dalla legge vigente (doc. III).

                                         

                               1.4.   Pendente causa
il TCA ha interpellato il Comune di __________ (doc. V), il quale, con risposta
del 7 giugno 2006 (doc. VI), dopo aver elencato i permessi rilasciati alla
ricorrente dal 15 agosto 2003, ha evidenziato:

 

“2. Non siamo più in grado di risalire alla data
in cui abbiamo informato la signora circa l’obbligo contributivo, probabilmente
per iscritto solo con lettera del 17 febbraio 2005, poiché prima di questa data
non eravamo in chiaro sull’affiliazione o meno per le persone con permesso __________
(se provenienti o non provenienti da Paesi CE/AELS, con limitazione di
90/120/180 giorni non consecutivi sull’arco di un anno, se esercitano o meno
attività lucrativa).

3. Come da prassi corrente presso il nostro
ufficio controllo abitanti, la signora è stata sicuramente avvisata verbalmente
quanto ha ricevuto il permesso __________. Considerato il tempo trascorso è
evidentemente impossibile stabilire con esattezza la data e il modo in cui
questo colloquio è avvenuto.

Successivamente, visto che la signora è tornata
al permesso __________, in considerazione dell’incertezza già citata, non
l’abbiamo più contattata, ad eccezione della lettera menzionata.” (doc. VI)

 

                               1.5.   Con
osservazioni del 13 giugno 2006 RI 1 ha affermato:

 

“(…)

 

Precisamente faccio riferimento al punto 3 della
suddetta lettera: “la signora è stata sicuramente avvisata verbalmente quando
ha ricevuto il permesso __________”. A questo proposito desidero far notare che
tutti i permessi mi sono stati recapitati via posta direttamente dalla __________.
Al comune di __________ mi sono recata per presentarmi all’inizio del mio
soggiorno in Svizzera e una seconda volta dopo aver ricevuto la lettera del 17
febbraio 2005, con la quale sono stata informata dei miei obblighi di
assicurazione.

 

Inoltre ritengo opportuno far notare che sono
stata in possesso del permesso __________ solo per un mese, da marzo 2004 ad
aprile 2004, quando ho nuovamente ricevuto il permesso __________.” (doc. VIII)

 

                               1.6.   Il 27 giugno
2006 l’UAM ha ribadito la sua posizione (doc. X).

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto del
contendere è la questione a sapere se a ragione l'IAS nel dispositivo della
propria decisione ha stabilito che "l'inizio teorico dell'obbligo
d'assicurazione resta pure confermato al 15 agosto 2003." 

 

                                         Non è
oggetto del contendere, invece, l'eventuale supplemento del premio previsto
dall'art. 8 OAMal. Infatti, competente a decidere in merito è l'assicuratore e
non l'IAS (cfr. STFA del 18 febbraio 2003 nella causa H, K 151/01, pubblicata
in DTF 129 V 159):

 

" 
1.

Oggetto del contendere è, in ordine, la
competenza del Cantone a statuire sull'affiliazione d'ufficio così come
sull'obbligo di versare un supplemento di premio in seguito ad affiliazione
tardiva. Nel merito il ricorrente  contesta da un lato la mancata esenzione,
con effetto dal 1° gennaio 1996, dall'obbligo assicurativo previsto dalla
LAMal, dall'altro il mancato riconoscimento della carenza di colpa in relazione
con un'eventuale affiliazione tardiva.

 

Poiché la lite non verte sull'assegnazione o il
rifiuto di prestazioni

assicurative, il Tribunale federale delle
assicurazioni deve limitarsi ad

esaminare se il giudizio di primo grado abbia
violato il diritto federale,

compreso l'eccesso o l'abuso del potere
d'apprezzamento, oppure se l'accertamento dei fatti sia manifestamente
inesatto, incompleto od avvenuto violando norme essenziali di procedura (art.
132 OG in relazione con gli art. 104 lett. a e b e 105 cpv. 2 OG).

 

2.

2.1 A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAMal ogni persona
domiciliata in Svizzera deve assicurarsi per le cure medico sanitarie entro tre
mesi dall'acquisizione del domicilio. Secondo l'art. 6 cpv. 1 LAMal i Cantoni
provvedono all'osservanza dell'obbligo d'assicurazione. Per il capoverso 2
l'autorità designata dal Cantone affilia a un assicuratore le persone tenute ad
assicurarsi che non abbiano assolto questo obbligo tempestivamente. L'art. 10
OAMal prevede inoltre che i Cantoni informano periodicamente la popolazione
circa l'obbligo

d'assicurazione. Provvedono segnatamente affinché
le persone provenienti dall'estero siano informate e i genitori di neonati
siano informati tempestivamente (cpv. 1). L'autorità cantonale competente
decide delle domande di cui all'art. 2 cpv. 3-5 (recte 2-5, si confronti la
versione in vigore dal 1° gennaio 1997 in lingua tedesca e francese) e all'art.
6 cpv. 3 (cpv. 2).

 

2.2 In concreto dal chiaro tenore dell'art. 6
cpv. 2 LAMal emerge che il Cantone è competente ad affiliare d'ufficio quelle
persone che non hanno assolto il loro obbligo di assicurarsi o non lo hanno
assolto

tempestivamente. L'assenza di copertura della
persona tenuta ad affiliarsi è quindi condizione indispensabile affinché
l'organo di controllo cantonale possa intervenire e la sola che giustifichi
un'affiliazione d'ufficio (sentenza del 15 luglio 2002 in re CM F. consid. 3b,
K 130/01, non ancora pubblicata nella Raccolta Ufficiale). Di conseguenza nel
caso in cui l'affiliazione sia già avvenuta non vi è più spazio per procedervi.

 

2.3 Alla luce della prassi succitata l'UAM non
poteva quindi statuire

sull'affiliazione d'ufficio dell'interessato alla
Cassa malati X con

effetto dal 1° gennaio 2000, essendosi egli
affiliato spontaneamente, come neppure su un'affiliazione retroattiva, non
essendo essa ammissibile in caso di adesione tardiva. In tale ipotesi infatti,
secondo il chiaro tenore dell'art. 5 cpv. 2 LAMal, gli effetti
dell'assicurazione entrano in vigore solo dall'annuncio all'assicurazione.

Su questo punto quindi le allegazioni ricorsuali
risultano fondate.

 

2.4 L'insorgente contesta pure la competenza del
Cantone a statuire in materia di principio e ammontare del supplemento di
premio secondo l'art. 5 cpv. 2 LAMal. Come detto, secondo questa disposizione
in caso di affiliazione tardiva l'assicurazione inizia dal giorno
dell'affiliazione. L'assicurato deve tuttavia pagare un supplemento di premio
se il ritardo non è giustificabile. Il Consiglio federale ne stabilisce i tassi
indicativi, tenendo conto del livello dei premi nel luogo di residenza
dell'assicurato e della durata del ritardo. Se il pagamento del premio risulta
oltremodo gravoso per l'assicurato, l'assicuratore lo riduce, considerate
equamente la situazione dell'assicurato e le circostanze del ritardo. Per
l'art. 8 OAMal il supplemento di premio è riscosso per una durata pari al
doppio di quella del ritardo d'affiliazione. L'assicuratore stabilisce il
supplemento secondo la situazione finanziaria dell'assicurato.

 

2.5 Dal tenore delle disposizioni citate emerge
chiaramente che

l'assicuratore è senz'altro competente per
stabilire sia l'ammontare del premio che l'eventuale riduzione. Il fatto non è
del resto contestato.

 

Né la legge né la relativa ordinanza federale si
esprimono per contro espressamente sulla competenza a statuire sull'obbligo del
pagamento di detto supplemento in caso di affiliazione tardiva non scusabile.
Dal messaggio del Consiglio federale emerge in proposito che in caso di
affiliazione tardiva non si possono esigere premi arretrati, "ma
l'assicuratore imporrà all'assicurato che si è affiliato tardivamente un premio
più elevato rispetto a quello degli altri suoi assicurati" (FF 1992 I
114). Dal tenore chiaro del messaggio si può e si deve quindi dedurre che il
legislatore intendeva conferire all'assicuratore non solo la competenza di
fissare l'ammontare e l'eventuale riduzione del supplemento di premio, ma anche
di statuire sull'obbligo stesso (v. sentenza 23 dicembre 2002 in re J., K
97/00; si confronti in tal senso anche Maurer, Das neue Krankenversicherungsrecht,
pag. 39).

 

Alla luce di quanto sopra esposto né l'autorità
amministrativa cantonale né il Tribunale cantonale erano quindi competenti a
statuire sull'obbligo dell'assicurato di versare un supplemento di premio. Su
questo punto il ricorso di diritto amministrativo essendo fondato, dev'essere
accolto, mentre la decisione amministrativa ed il giudizio impugnato vanno
annullati.

 

3.  In considerazione delle succitate conclusioni
questa Corte può quindi unicamente pronunciarsi sull'eventuale esenzione
dall'obbligo assicurativo dell'assicurato dal 1° gennaio 1996 al 31 dicembre
1999.”

 

                                         A
proposito del supplemento del premio va rilevato che il TFA, con sentenza del
25 febbraio 2003, pubblicata in DTF 129 V 267 = SVR 2003, KV nr. 24, pag. 91
segg., ha stabilito che la legge non permette la percezione di premi arretrati,
ma impone la fissazione, da parte dell'assicuratore, di un premio superiore a
quello degli altri assicurati. Si tratta di un supplemento al premio mensile,
che può essere richiesto al massimo per 5 anni. Competente a decidere in merito
è l'assicuratore presso cui l'interessato si è affiliato tardivamente e non
l'autorità cantonale. 

 

                               2.2.   Nel caso di
specie va innanzitutto esaminato se l’interessata, beneficiaria di un permesso __________
dal 15 agosto 2003 (tranne un periodo di un mese dove ha ottenuto il permesso __________),
è tenuta ad affiliarsi in Svizzera.

 

                                         Il 1°
giugno 2002 è entrato in vigore l'Accordo tra la Comunità europea ed i suoi
Stati membri, da una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla
libera circolazione delle persone" (RS 0.142.112.681, di seguito:
ALC), che rinvia, per quanto concerne la sicurezza sociale al "Regolamento
(CEE) N. 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei
regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e
ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità",
modificato ed aggiornato dal regolamento (CE) N. 118/97, regolamento (CE) N.
1290/97, regolamento (CE) N. 1223/98, regolamento (CE) N. 1606/98 e regolamento
(CE) N. 307/1999 e modificato dall'Accordo sulla libera circolazione delle
persone tra la Comunità europea e i suoi Stati membri da una parte e la
Svizzera dall'altra parte.

 

                                         Il titolo
II del regolamento (art. 13-17a) si occupa dell'assoggettamento di una persona
al diritto di uno o l'altro Paese e a tal fine allestisce un catalogo
dettagliato delle regole relative ai conflitti di legge. Sono simili alle
prescrizioni in materia di assoggettamento contenute nelle convenzioni
bilaterali in vigore, ma hanno un'applicazione multilaterale.

 

                                         Queste norme
determinano essenzialmente quanto segue:

 

" 
Le persone coperte dal regolamento sono soggette
esclusivamente alla legislazione di un solo Stato membro, di regola quella
dello Stato in cui lavora (principio dell'assoggettamento contributivo).
Per determinati gruppi di persone sono applicabili norme speciali (in parte
analoghe a quelle contenute nelle nostre convenzioni di sicurezza sociale).
Queste norme concernono i lavoratori dipendenti e autonomi distaccati, le
persone attive in diversi Stati, i lavoratori occupati in un'azienda
transfrontaliera, i lavoratori dipendenti o autonomi che lavorano
contemporaneamente in più Stati membri e il personale delle ambasciate e dei
consolati.

 

Una clausola evasiva (art. 17) permette in
singoli casi deroghe a favore degli assicurati. Se le norme previste non
permettono di stabilire l'assoggettamento di una persona alla legislazione di
uno Stato, il regolamento impone a titolo sussidiario il principio del Paese di
residenza." (Messaggio, pag. 185, sottolineatura del redattore)

 

                                         In concreto, trattandosi di una cittadina __________ beneficiaria di
un permesso di dimora temporaneo di tipo __________ che svolge la propria
attività lavorativa in Svizzera, l'ALC trova applicazione sia ratione temporis,
che ratione personae e materiae.

 

                               2.3.   Come visto l'ALC,
per quanto concerne le assicurazioni sociali, rinvia al regolamento (CEE)
1408/71.

 

                                         Il Titolo
II del regolamento (CEE) 1408/71 (art. 13-17bis) contiene le norme relative
alla determinazione della legislazione applicabile. 

 

                                         Di
principio gli assicurati sono soggetti alla legislazione di un solo Stato
membro, di regola quella dello Stato in cui lavorano (principio
dell'assoggettamento contributivo: cfr. art. 13 del regolamento (CEE) 1408/71).

 

                                         In
concreto l’interessata beneficia di un permesso di dimora temporaneo __________.
I dimoranti temporanei sono stranieri che soggiornano temporaneamente in
Svizzera, di solito per meno di un anno, ad uno scopo ben determinato,
esercitando o no un’attività lucrativa. Si tratta pertanto di un permesso di
soggiorno rilasciato anche ai cittadini di Paesi dell’UE interessati ad
esercitare un’attività lucrativa dipendente in Svizzera e che non possono
pretendere di ottenere altri tipi di permessi (cfr. Gli Accordi bilaterali tra
la Svizzera e l’UE, Paesi della CE e dell’AELS, Guida pratica, edita da:
Repubblica e Cantone del Ticino, Dipartimento delle Istituzioni, Sezione dei
permessi e dell’immigrazione, Ufficio degli stranieri, Bellinzona, consultabile
esclusivamente su www.ti.ch/permessi,
stato marzo 2006). 

                                         

                                         In
concreto, nella misura in cui l’interessata, residente in Svizzera, vi svolge
un’attività lucrativa, è tenuta ad affiliarsi contro le malattie nel nostro
Paese (cfr. art. 13 cpv. 2 lett. a regolamento (CEE) 1408/71).

 

                                         L’insorgente
sostiene tuttavia che l’obbligatorietà debba risalire al massimo all’8 novembre
2004, data d’inizio della effettiva dimora abituale in Svizzera per l’impiego
parziale presso la __________ di __________ in qualità di supplente di
educazione fisica. Fino a tale data l’assicurata afferma che, non avendo un
impiego fisso in Svizzera, viveva molto anche a __________ dove si sottoponeva
alle cure medico-sanitarie necessarie.

 

                                         La
questione può tuttavia rimanere irrisolta. Infatti, come si vedrà in seguito,
per il principio della buona fede l’assicurata non può comunque essere tenuta
ad affiliarsi prima di tale data.

 

                               2.4.   Il principio
generale della buona fede, sancito dall’art. 9 Cost., permette al cittadino di esigere che
l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di contraddirsi. Così
un'informazione o una decisione erronea possono obbligare l'amministrazione a
consentire ad un assicurato un vantaggio contrario alla legge. 

Secondo la giurisprudenza di regola un'informazione erronea è vincolante quando
l'autorità, intervenendo in una situazione concreta nei confronti di persone
determinate, era competente a rilasciarla, il cittadino non poteva riconoscerne
l'inesattezza e, sempre che l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo,
fidandosi dell'informazione ricevuta egli abbia preso delle disposizioni non
reversibili senza pregiudizio (DTF 127 I 36 consid. 3a, 126 II 387 consid. 3a;
RAMI 2000 no. KV 126 pag. 223, no. KV 133 pag. 291 consid. 2a; cfr., riguardo
al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla
nuova norma, DTF 121 V 66 consid. 2a e sentenze ivi citate).

 

                                         Il 1° gennaio 2003 è
entrato in vigore l'art. 27 della legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) che regola la “Informazione e
consulenza”.

                                         Questa nuova importante
disposizione legale ha il seguente tenore:

 

"  1
Gli assicuratori e gli organi esecutivi delle singole assicurazioni sociali,
nei limiti delle loro competenze, sono tenuti ad informare le persone
interessate sui loro diritti e obblighi.

 

2 Ognuno ha diritto, di regola gratuitamente, alla
consulenza in merito ai propri diritti e obblighi. Sono competenti in materia
gli assicuratori nei confronti dei quali gli interessati devono far valere i
loro diritti o adempiere i loro obblighi. Per le consulenze che richiedono
ricerche onerose, il Consiglio federale può prevedere la riscossione di
emolumenti e stabilirne la tariffa.

 

3 Se un assicuratore constata che un assicurato o i
suoi congiunti possono rivendicare prestazioni di altre assicurazioni sociali,
li informa immediatamente."

 

                                         L'art. 27 LPGA sancisce,
in particolare, per l'amministrazione un dovere di carattere collettivo,
generale e permanente di fornire informazioni - ad esempio tramite opuscoli
informativi - (cpv. 1) e il diritto soggettivo e individuale dell'assicurato
alla consulenza (cioè un parere su ciò che conviene fare) su un caso preciso e
su esplicita richiesta, che può essere fatto valere in giustizia (cpv. 2) (Su
questi aspetti cfr. in particolare STFA del 14 settem-bre 2005
nella causa Regionales Arbeitsvermittlungszentrum Rapperswil c/ F., C 192/04,
consid. 4.1., pubblicata in DTF 131 V 472; STFA del 28 ottobre 2005
nella causa W., C 157/05, consid. 4.2.; E. Imhof – Ch. Zünd,
"ATSG und Arbeitslosenversicherung" in SZS 2003 pag. 291 seg. (306);
E. Imhof, "Anhang zur Vertiefung von art. 27 ATSG über Aufklärung,
Beratung und Kenntnisgabe" in SZS 2002 pag. 315 seg. (315-318); R. Spira, "Du droit d'être renseigné et conseillé
par les assureurs et les organes d'exécution des assurances sociales art. 27
LPGA" in SZS 2001 pag. 524 seg. (527); U. Kieser, "ATSG
- Kommentar", ad art. 27 pag. 317 e pag. 318-321).        

 

                                         L'entrata
in vigore dell'art. 27 LPGA ha di conseguenza di molto ridimensionato il
principio, precedentemente in vigore, secondo cui non è possibile invocare
l'ignoranza della legge per ricavarne dei vantaggi. Il giudice federale emerito
R. Spira ("Du droit d'être renseigné …" in SZS 2001 pag. 524 seg., in
particolare pag. 531) sottolinea che la presunzione della conoscenza della
legge è stata rovesciata. (Al riguardo vedi pure U. Kieser, "ATSG - Kommentar"
ad art. 27 pag. 319; sul principio appena citato cfr. invece Pratique VSI 2003
pag. 207 segg. (210); DLA 2002 pag. 113 (115); DLA 2000 pag. 99; DTF 124 V 220;
STFA del 31 gennaio 2003 nella causa V., H 5/02; STFA del 28 novembre 2000
nella causa P.S., H 407/99; DTF 124 V 220).

 

                                         A
determinate condizioni la mancata informazione da parte dell’autorità
competente, di regola, viene ora assimilata ad un’informazione errata.

 

                               2.5.   Il Tribunale
federale delle assicurazioni in una sentenza del      14 settembre 2005 nella
causa Regionales Arbeitsvermittlungszentrum Rapperswil c/ F., C 192/04,
pubblicata in DTF 131 V 472, nel caso di un assicurato ritenuto inidoneo al
collocamento, in quanto il lasso di tempo fra la presentazione della domanda e
l’inizio del soggiorno linguistico che avrebbe effettuato all’estero - di cui
aveva peraltro informato i funzionari dell’ufficio regionale di collocamento
durante il primo colloquio - era troppo breve per poterlo collocare, ha
stabilito che ai sensi dell’art. 27 LPGA, gli assicurati devono essere resi
attenti che il loro comportamento può pregiudicare il diritto alle prestazioni.
Nella fattispecie l’ufficio regionale di collocamento avrebbe dovuto avvertire
l’assicurato che la prevista partenza a breve scadenza non permetteva di
collocarlo. 

                                         Il TFA
ha, tuttavia, accolto il ricorso dell’ufficio regionale di collocamento e
rinviato gli atti al Tribunale cantonale, al fine di appurare se il soggiorno
avrebbe potuto essere rinviato e se l’assicurato secondo la verosimiglianza
preponderante era disposto a posticiparlo. 

                                         In caso
affermativo, l’amministrazione deve rispondere della sua omissione - che
implica la tutela della buona fede dell’assicurato - ed erogare, quindi, a quest’ultimo
le prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione.

 

                                         In
un’altra sentenza del 28 ottobre 2005 nella causa W., C 157/05 la nostra
Massima Istanza ha deciso che l’amministrazione, in applicazione dell’art. 27
LPGA, non appena al corrente degli elementi fattuali del caso, e dunque già
all’inizio del versamento delle indennità di disoccupazione, avrebbe dovuto
informare l’assicurato del fatto che, occupando all’interno di una Sagl una
posizione analoga a quella di un datore di lavoro (e meglio fino al 12 gennaio
2003 era socio gerente con diritto di firma individuale e dal 13 gennaio 2003
socio senza diritto di firma), il suo diritto alle prestazioni (il termine
quadro per la riscossione delle prestazioni era iniziato il 1° gennaio 2003)
era minacciato. Il TFA ha inoltre indicato che tale omissione andava equiparata
a un’informazione erronea e che, in casu, i presupposti della protezione della
buona fede dell’assicurato erano adempiuti. 

                                         Il
ricorso contro la decisione del Tribunale cantonale che aveva confermato il
diniego del diritto alle indennità di disoccupazione è stato, conseguentemente,
accolto e gli atti rinviati all’ufficio del lavoro al fine di accertare se l’assicurato,
nel caso in cui fosse stato correttamente informato, avrebbe o meno
immediatamente richiesto la cancellazione della sua iscrizione, quale socio
gerente senza diritto di firma, a registro di commercio. 

                                         L’Alta
Corte ha in particolare rilevato:

 

" 
(…)

4.1 Gemäss Art. 27 des - im vorliegenden Fall
anwendbaren – Bundesgesetzes über den Allgemeinen Teil des
Sozialversicherungsrechts (ATSG) vom 6. Oktober 2000 sind die
Versicherungsträger und Durchführungsorgane der einzelnen Sozialversicherungen
verpflichtet, im Rahmen ihres Zuständigkeitsbereiches die interessierten
Personen über ihre Rechte und Pflichten aufzuklären (Abs. 1). Jede Person hat
Anspruch auf grundsätzlich unentgeltliche Beratung über ihre Rechte und
Pflichten. Dafür zuständig sind die Versicherungsträger, denen gegenüber die
Rechte geltend zu machen oder die Pflichten zu erfüllen sind. Für Beratungen,
die aufwendige Nachforschungen erfordern, kann der Bundesrat die Erhebung von
Gebühren vorsehen und den Gebührentarif festlegen (Abs. 2). Stellt ein
Versicherungsträger fest, dass eine versicherte Person oder ihre Angehörigen
Leistungen anderer Sozialversicherungen beanspruchen können, so gibt er ihnen
unverzüglich davon Kenntnis (Abs. 3).

 

(…)

 

Wo die Grenzen der in Art. 27 Abs. 2 ATSG
statuierten Beratungspflicht in generell-abstrakter Weise zu ziehen sind,
braucht vorliegend nicht entschieden zu werden. Aufgrund des Wortlautes
("Jede Person hat Anspruch auf [...] Beratung über ihre Rechte und
Pflichten."; "Chacun a le droit d'être conseillé [...] sur ses droits
et obligations."; "Ognuno ha diritto [...] alla consulenza in merito ai
propri diritti e obblighi.") sowie des Sinnes und Zwecks der Norm
(Ermöglichung eines Verhaltens, welches zum Eintritt einer den
gesetzgeberischen Zielen des betreffenden Erlasses entsprechenden Rechtsfolge
führt) steht mit Blick auf den vorliegend zu beurteilenden Sachverhalt fest,
dass es auf jeden Fall zum Kern der Beratungspflicht gehört, die versicherte
Person darauf aufmerksam zu machen, dass ihre Situation (vorliegend: andauernde
arbeitgeberähnliche Stellung) den Leistungsanspruch gefährden kann.

 

5.

Unterbleibt eine Auskunft entgegen gesetzlicher
Vorschrift oder obwohl sie nach den im Einzelfall gegebenen Umständen geboten
war, hat die Rechtsprechung dies der Erteilung einer unrichtigen Auskunft
gleichgestellt (BGE 124 V 221, 113 V 71 Erw. 2, 112 V 120 Erw. 3b; ARV 2003 S.
127 Erw. 3b, 2002 S. 115 Erw. 2c, 2000 S. 98 Erw. 2b; vgl. auch Meyer-Blaser,
Die Bedeutung von Art. 4 Bundesverfassung für das Sozialversicherungsrecht, in:
ZSR NF 111 [1992] II S. 299 ff., S. 412 f.). Abgeleitet aus dem Grundsatz von
Treu und Glauben, welcher den Bürger in seinem berechtigten Vertrauen auf
behördliches Verhalten schützt, können falsche Auskünfte von
Verwaltungsbehörden unter bestimmten Voraussetzungen eine vom materiellen Recht
abweichende Behandlung des Rechtsuchenden gebieten. Gemäss Rechtsprechung und
Doktrin ist dies der Fall, 1. wenn die Behörde in einer konkreten Situation mit
Bezug auf bestimmte Personen gehandelt hat; 2. wenn sie für die Erteilung der
betreffenden Auskunft zuständig war oder wenn die rechtsuchende Person die
Behörde aus zureichenden Gründen als zuständig betrachten durfte; 3. wenn die
Person die Unrichtigkeit der Auskunft nicht ohne weiteres erkennen konnte; 4.
wenn sie im Vertrauen auf die Richtigkeit der Auskunft Dispositionen getroffen
hat, die nicht ohne Nachteil rückgängig gemacht werden können und 5. wenn die
gesetzliche Ordnung seit der Auskunftserteilung keine Änderung erfahren hat (BGE
127 I 36 Erw. 3a, 126 II 387 Erw. 3a; RKUV 2000 Nr. KV 126 S. 223; zu Art. 4
Abs. 1 aBV ergangene, weiterhin geltende Rechtsprechung: BGE 121 V 66 Erw. 2a
mit Hinweisen). In analoger Anwendung dieser Grundsätze (wobei die dritte
Voraussetzung diesfalls lautet: wenn die Person den Inhalt der unterbliebenen
Auskunft nicht kannte oder deren Inhalt so selbstverständlich war, dass sie mit
einer anderen Auskunft nicht hätte rechnen müssen) wurde in Fällen unterbliebener
Auskunftserteilung unter anderem entschieden, dass es einer versicherten Person
nicht zum Nachteil gereichen darf, wenn die Verwaltung sie nicht auf die
Pflicht, sich möglichst frühzeitig, spätestens jedoch am ersten Tag, für den
sie Arbeitslosenentschädigung beansprucht, zur Arbeitsvermittlung zu melden und
die Kontrollvorschriften zu erfüllen, hinweist (Urteil A. vom 13. August 2003,
C 113/02) oder wenn ihr das Arbeitsamt entgegen gesetzlicher Vorschrift
anlässlich der Anmeldung keine Stempelkarte abgibt, weil dies einer
unterbliebenen mündlichen Belehrung gleichkommt (nicht veröffentlichtes Urteil
Z. vom 21. August 1995, C 94/95).

Es sind keine Gründe ersichtlich, diese
Gleichstellung von pflichtwidrig unterbliebener Beratung und unrichtiger
Auskunftserteilung nach der Kodifizierung einer umfassenden Beratungspflicht im
ATSG aufzugeben, dies um so weniger als diese Folgen einer Verletzung der
Beratungspflicht in den Sitzungen der Kommission für soziale Sicherheit und
Gesundheit vom 8. Mai (Protokoll S. 9) und 11./12. September 1995 (Protokoll S.
12) diskutiert worden sind. Im Übrigen wird auch in der Lehre die Auffassung
vertreten, dass eine ungenügende oder fehlende Wahrnehmung der Beratungspflicht
gemäss Art. 27 Abs. 2 ATSG einer falsch erteilten Auskunft des
Versicherungsträgers gleichkommt und dieser in Nachachtung des
Vertrauensprinzips hiefür einzustehen hat (Kieser, Kommentar, Rz 17 zu Art. 27
[S. 320]; Edgar Imhof/Christian Zünd, a.a.O., S. 317; Freivogel, a.a.O., S. 96;
zu aArt. 16 KVG: Eugster, a.a.O., Rz 406 und Fn 1031). Dies hat das
Eidgenössische Versicherungsgericht soeben im Urteil F. vom 14. September
2005 (C 192/04) festgehalten."

(STFA del 28 ottobre 2005 nella causa W., C 157/05)

 

                                         Per contro in una sentenza
del 21 dicembre 2005 nella causa AWA c/A., C 9/05 il TFA si è chinato sul caso
di un assicurato che dopo essersi licenziato dal suo ultimo posto di lavoro ha
iniziato nel mese di settembre 2002 un’attività indipendente, percependo a tale
fine il capitale di libero passaggio del secondo pilastro. Il 19 maggio 2003
egli si è iscritto in disoccupazione. La Cassa ha trasmesso all’Ufficio del
lavoro la fattispecie per decisione. Tramite un formulario compilato
dall’assicurato nel mese di settembre 2003 l’Ufficio del lavoro è stato informato,
da un lato, che se lo stesso avesse reperito un impiego, avrebbe interrotto
immediatamente la sua attività indipendente. Dall’altro, che l’assicurato,
mediante la sua attività, voleva comunque raggiungere economicamente e imprenditorialmente
l’indipendenza, ciò che implicava un elemento di durata. 

                                         L’Alta Corte ha deciso che
l’Ufficio del lavoro, in simili condizioni, ha a ragione negato il diritto alle
indennità di disoccupazione da maggio 2003.

                                         L’amministrazione, solo
dopo aver ottenuto, nel mese di settembre 2003, queste indicazioni, era in
grado di farsi un quadro della situazione professionale dell’assicurato.

                                                                                Pertanto in quel caso non si trattava di un
comportamento futuro dell’assicurato, bensì dell’attività indipendente
esercitata fino a quel momento. Non era, quindi, possibile per
l’amministrazione invitare l’assicurato ai sensi dell’art. 27 LPGA a riflettere
su un’azione progettata che minacciava il diritto alle prestazioni. 

 

                                         Quest’ultima sentenza si
distingue dalla DTF 131 V 472 e dalla STFA del 28 ottobre 2005 nella causa W.,
C 157/05. 

                                         Nelle due
sentenze appena menzionate l’art. 27 LPGA ha trovato applicazione, perché un
avviso, al momento dell’iscrizione in disoccupazione, da parte dell’autorità,
ossia dell’URC nella DTF 131 V 472 e dell’URC e della Cassa nella sentenza del
28 ottobre 2005, C 157/05, circa il fatto che un determinato comportamento
futuro o comunque modificabile comprometteva il diritto a prestazioni della
disoccupazione poteva essere dato e avrebbe potuto fare riflettere l’assicurato
se attuare il proprio progetto o invece mantenere una determinata situazione. 

                                         Nel caso
deciso con sentenza del 21 dicembre 2005, C 9/05, per contro, al momento
dell’iscrizione la Cassa non era al corrente di alcuni elementi, per cui non
avrebbe potuto in ogni caso rendere attento l’assicurato sui rischi in cui
incorreva. Infatti l’Ufficio del lavoro interpellato dalla Cassa ha dovuto
procedere a degli accertamenti per poter decidere in merito al suo diritto alle
indennità di disoccupazione. L’Ufficio competente per emettere il relativo
provvedimento si è basato su un periodo ormai trascorso, il che non permetteva
di dare seguito all’obbligo di fornire consulenza di cui all’art. 27 LPGA. Per
l’assicurato un eventuale avviso era a quel momento irrilevante, non potendo
più modificare la situazione a cui era confrontato nei mesi precedenti la
decisione.

 

                                         Su questi
aspetti, cfr. la STCA del 20 marzo 2006 nella causa A., inc. 38.2005.90, in
ambito LADI e STCA del 22 maggio 2006 nella causa L., inc. 30.2006.11, in
materia di LAVS.

 

                               2.6.   Nel caso di
specie l’interessata beneficia di un permesso di dimora __________ dal 15 agosto
2003.

 

                                         Essa
afferma di essersi recata presso gli uffici del Comune di __________ per
annunciare il suo arrivo e di non aver ricevuto alcuna comunicazione in merito
all’obbligo assicurativo. Neppure il foglio informativo trasmesso dalla __________
(allegato al doc. A3) contiene indicazioni in merito.

                                         Da parte
sua il Comune di __________ afferma di non essere in grado di risalire alla
data in cui l’insorgente è stata informata circa l’obbligo contributivo,
aggiungendo tuttavia che l’informazione sarebbe avvenuta “probabilmente per
iscritto solo con lettera del 17 febbraio 2005, poiché prima di questa data non
eravamo in chiaro sull’affiliazione o meno per le persone con permesso __________
(se provenienti o non provenienti da paesi CE/AELS, con limitazione di
90/120/180 giorni non consecutivi sull’arco di un anno, se esercitano o meno
attività lucrativa).”  Il Comune, senza tuttavia apportare alcuna prova,
afferma che “come da prassi corrente presso il nostro ufficio controllo
abitanti, la signora è stata sicuramente avvisata verbalmente quando ha
ricevuto il permesso __________. Considerato il tempo trascorso è evidentemente
impossibile stabilire con esattezza la data e il modo in cui questo colloquio è
avvenuto. Successivamente, visto che la signora è tornata al permesso __________,
in considerazione dell’incertezza già citata, non l’abbiamo più contattata, ad
eccezione della lettera menzionata.” (doc. VI).

 

                                         Va qui
rilevato, da una parte, che l’interessata ha beneficiato del permesso __________
solo per il periodo da marzo ad aprile 2004 (cfr. doc. VIII e cronologia doc.
VI [nel marzo 2004 emissione del permesso __________, nell’aprile 2004
emissione di un nuovo permesso __________]) e, dall’altra, che non vi sono agli
atti indizi che permettano di ritenere che la ricorrente sia stata informata,
anche solo verbalmente, prima del 17 febbraio 2005.

 

                                         Ora, con
sentenza del 26 gennaio 2005 nella causa D., inc. 36.2004.23, il TCA ha
stabilito che dall'art. 4 Reg. LCAMal si evince che la Cancelleria comunale deve
accertare l'iscrizione presso una Cassa malati convenzionata delle persone
residenti sul suo territorio. In caso di mancata affiliazione, l'autorità
comunale segnala immediatamente all'IAS il nominativo della persona non
iscritta.

                                         Il Comune
ha pertanto un ruolo importante nell'ambito dell'affiliazione delle persone
domiciliate nel nostro Cantone. Esso deve vigilare affinché i propri residenti
siano coperti contro le malattie tramite gli assicuratori esercitanti sul
territorio.

                                         L'autorità
comunale funge da intermediario tra l'IAS e il cittadino per la verifica
dell'obbligo assicurativo. Esso segnala al Cantone la presenza di persone non
assicurate e dispensa informazioni ai domiciliati circa l'assoggettamento
obbligatorio all'assicurazione contro le malattie.

 

                                         Vista la
particolare funzione dell'autorità comunale nell'ambito del controllo
dell'obbligo assicurativo, il cittadino deve poter fare affidamento sulle
informazioni dei funzionari preposti alla vigilanza dell'assoggettamento
all'obbligo assicurativo.

 

                                         Vi è
infatti una delega di competenze al Comune, affinché verifichi e segnali
eventuali anomalie nell'ambito assicurativo.

 

                                         Per cui
le informazioni date dal funzionario comunale preposto alla verifica
dell'obbligo assicurativo sono da assimilare alle informazioni fornite
dall'autorità cantonale. Con l’entrata in vigore dell’art. 27 LPGA ciò vale
anche per la mancanza di informazioni.

 

                                         Nella
fattispecie è incontestato che l’insorgente si è recata presso il Comune di __________
per annunciare il suo arrivo. Del resto l’autorità comunale è al corrente dei
diversi permessi ottenuti dalla ricorrente e non sostiene che quest’ultima non
si è mai annunciata. Per sua stessa ammissione l’autorità comunale non era in
chiaro circa l’obbligo di affiliazione di persone a beneficio di un permesso __________.

                                         Per cui,
verosimilmente, l’interessata non è mai stata informata circa il suo obbligo
d’affiliazione. Non vi sono infatti agli atti indizi di nessun genere che
possano indurre questo Tribunale a ritenere che l’assicurata sia stata
contattata in qualche modo dal Comune di residenza. Del resto la stessa
autorità comunale, laddove afferma di aver sicuramente informato verbalmente
l’assicurata quando ha ottenuto il permesso __________, poiché ciò avviene per
prassi, ha comunque aggiunto che “Considerato il tempo trascorso è
evidentemente impossibile stabilire con esattezza la data e il modo in cui
questo colloquio è avvenuto.” 

                                         A questo
proposito vanno rilevati due aspetti essenziali. Il primo, che l’insorgente ha
beneficiato del permesso __________ solo per un mese, per cui non può essere
escluso che l’autorità comunale non abbia neppure avuto il tempo o la
possibilità di contattare l’assicurata, considerato anche che  “visto che la
signora è tornata al permesso __________, in considerazione dell’incertezza già
citata, non l’abbiamo più contattata, ad eccezione della lettera menzionata.” (doc.
VI)

                                         Il
secondo aspetto da sottolineare è che, ricevuto lo scritto del 17 febbraio
2005, l’interessata si è subito attivata nella ricerca di un assicuratore. Tant’è
che dal 1. aprile 2005 è affiliata presso __________. Per cui è verosimile che
se fosse stata informata in precedenza, si sarebbe affiliata in tempi
relativamente brevi.

                                         Infine,
non va dimenticato che, se l’autorità avesse informato l’insorgente del suo obbligo
assicurativo, il Comune avrebbe poi comunque dovuto accertare l’avvenuta
affiliazione. Non avendolo fatto è invece verosimile che prima del 17 febbraio
2005 la ricorrente non sia mai stata informata sui suoi obblighi malgrado
l’autorità comunale sapesse della sua presenza.

 

                                         In questo
senso il TCA deve concludere che nel caso concreto non è stata fornita alcuna
informazione circa gli obblighi dell’insorgente.

                                         L’art. 27
LPGA è quindi stato violato.

 

                                         Ritenuto
che nel caso concreto tutte le condizioni poste dalla giurisprudenza
nell’ambito del principio della buona fede sono adempiute (cfr. consid. 2.4 ab
initio) ed in particolare che, in virtù di tale omissione, l’insorgente non
si è affiliata presso alcun assicuratore, rischiando da una parte di non venir
rimborsata in caso di fruizione di prestazioni sanitarie in Svizzera e
dall’altra di vedersi applicare un supplemento di premio come previsto
dall’art. 8 OAMal, l’autorità cantonale non poteva far risalire l’obbligo
assicurativo al 15 agosto 2003.

                                         

                                         Considerato
che l’interessata, dopo aver ricevuto, in data 17 febbraio 2005, la corretta
informazione circa il suo obbligo assicurativo ha proceduto all’affiliazione
con effetto dal 1. aprile 2005, l’obbligo teorico di affiliazione può esser
fatto risalire al più presto al 18 febbraio 2005, ossia il giorno successivo
alla data della lettera del Comune.

 

                                         In tal
senso, in accoglimento del ricorso, la decisione impugnata va modificata.

 

                                         L'IAS
sostiene infine che la questione di sapere da quando va assicurata
l’interessata esula dall'oggetto del contendere poiché l’amministrazione ha
statuito solo sull'obbligo teorico di assicurarsi, mentre la questione della
buona fede, sarebbe da esaminare piuttosto nell'ambito dell'eventuale decisione
della Cassa in materia di supplemento di premio in caso di affiliazione tardiva.

 

                                         A torto.

 

                                         Come già
giudicato nella sopra citata sentenza del 26 gennaio 2005 nella causa D., inc.
36.2004.23, va rilevato come la stessa amministrazione nella propria decisione formale
aveva indicato che  "l'Autorità cantonale non è competente a emettere
decisioni in fatto di supplemento di premio per affiliazione tardiva, la stessa
raccomanda tuttavia all'assicuratore di applicare il supplemento di premio per
ritardo non giustificabile (artt. 5 cpv. 2 e 8 OAMal)" e che "E'
data la possibilità all'assicuratore malattie, se così avesse a ritenere, di
richiedere a questa Autorità un parere dettagliato relativo alla fattispecie"
(doc. 4), ritenendo pertanto perlomeno parzialmente vincolante la propria
decisione.

                                         D'altra
parte, comunque, la buona fede vale anche in questo contesto, laddove
l'amministrazione cantonale fissa un inizio teorico dell'obbligo assicurativo.
Altrimenti, seguendo il ragionamento dell'IAS, il TCA in questo ambito non
potrebbe nemmeno esaminare se, ad esempio, le condizioni di esonero ex art. 2
OAMal sono adempiute, trattandosi unicamente di stabilire un inizio teorico ed
essendo in realtà determinante, per il pagamento del supplemento del premio,
unicamente la decisione della Cassa.

 

                                         Alla luce
di tutto quanto sopra esposto il ricorso va accolto e la decisione impugnata
modificata nel senso che l’obbligo teorico assicurativo nasce al più presto il
18 febbraio 2005.

 

                                         Alla
Cassa malati __________, quale cointeressata, va trasmessa copia della
sentenza.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
é accolto ai sensi dei considerandi.

                                         La
decisione impugnata è modificata ai sensi dei considerandi.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti