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**Case Identifier:** 30c75117-7714-5766-bcaf-6c2e2622aea8
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-30
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 30.04.2010 BV.2010.10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BV-2010-10_2010-04-30.pdf

## Full Text

Sentenza del 30 aprile 2010 
I Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Tito Ponti, Presidente, 
Emanuel Hochstrasser e Joséphine Contu,  
Cancelliera Susy Pedrinis Quadri  

   
Parti   

A., rappresentata dall’avv. Romina Biaggi, 
 

Reclamante 
 

   
  contro 
   

AMMINISTRAZIONE FEDERALE DELLE 
CONTRIBUZIONI, 
 

Controparte 
 

   
Oggetto  Sequestro (art. 46 DPA) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: BV.2010.10 

 

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La I Corte dei reclami penali considera in fatto ed in diritto:  

che, il 17 febbraio 2010, il capo del Dipartimento federale delle finanze ha 
ordinato alla Divisione affari penali e inchieste (in seguito: DAPI) 
dell’Amministrazione federale della contribuzioni (in seguito: AFC) di aprire 
un’inchiesta fiscale speciale nei confronti di B. ai sensi degli art. 190 e segg. 
LIFD (v. act. 1.3); 
 
 
che i sospetti a carico di B. vertono sostanzialmente sulla vendita del capita-
le azionario della C. SA, sulla mancata registrazione di una commissione da 
intermediazione immobiliare e su presunti reati di partecipazione alle sottra-
zioni d’imposta commesse da società da lui dominate; 
 
 
che il 1° marzo 2010 il Direttore dell’AFC ha ordinato ai collaboratori della 
DAPI di perquisire i locali (inclusi locali accessori, cassette di sicurezza, vei-
coli e altri luoghi che si riterrà opportuno) di B. ed A. a Z. (v. act. 1.4) e di 
sequestrare i documenti o gli oggetti che potevano avere valenza come 
mezzi di prova nell’ambito dell’inchiesta condotta dall’AFC contro B. e C. 
SA; 
 
 
che il 5 marzo 2010 i collaboratori della DAPI hanno eseguito una perquisi-
zione presso l’abitazione dei coniugi A. e B. a Z. (v. act. 1.5); 
 
 
che il medesimo giorno, ritenuto il fondato sospetto della commissione di 
reati di sottrazione continuata di importanti somme d’imposta e/o frode fisca-
le, il collaboratore dell’AFC ha deciso di sequestrare anche tutti i valori pa-
trimoniali che si trovano presso A. (v. act. 1.1), compresi diversi gioielli sti-
mati circa fr. 250'000.-- (v. act. 1.6); 
 
 
che l’8 marzo 2010 la reclamante è insorta contro tale decisione dinanzi a 
questa Corte, per il tramite del Direttore dell’AFC, chiedendo che fosse ordi-
nato il dissequestro dei beni di sua esclusiva proprietà (v. act. 1); 
 
 
che, l’11 marzo 2010, l’AFC ha trasmesso il reclamo a questa Corte, unita-
mente alle sue osservazioni con cui chiedeva il rigetto del reclamo 
(v. act. 2); 
 

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che la reclamante ha versato il richiesto anticipo delle spese di fr. 1'500.-- 
(v. act. 3, 6 e 7); 
 
 
che il 15 aprile 2010 la reclamante ha informato questa Corte di ritirare il re-
clamo, essendosi l’AFC impegnata a dissequestrare i gioielli, chiedendo di 
non prelevare spese e di compensare le ripetibili (v. act. 9); 
 
che tramite il ritiro del reclamo l’insorgente ha di fatto proclamato la propria 
desistenza dal processo;  
 
che la desistenza di una parte giusta l’art. 30 LTPF in combinazione con gli 
artt. 245 PP, 62 e 71 LTF e 73 cpv. 1 PC mette termine alla controversia 
(cfr. sentenze del Tribunale penale federale BB.2008.52 e BB.2008.56 del 
21 luglio 2008, BB.2006.13 del 10 aprile 2006 e i riferimenti ivi citati); 
 
che, premesso quanto sopra, la causa è stralciata dai ruoli; 

che la parte che ha dichiarato la propria desistenza vale quale parte soc-
combente ai sensi dell’art. 245 cpv. 1 PP in combinazione con l’art. 66 
cpv. 1 LTF ed è – di regola – tenuta a sopportare le spese giudiziarie; 

che conformemente all’art. 66 cpv. 2 LTF, applicabile in virtù 
dell’art. 245 cpv. 1 PP, in caso di desistenza o transazione il Tribunale può 
rinunciare in tutto o in parte a riscuotere le spese giudiziarie; 
 
che, in concreto, il ritiro del reclamo è il frutto di una transazione con l’AFC, 
che ha proceduto al dissequestro dei gioielli di proprietà della reclamante il 
20 aprile 2010 (v. duplica, act. 10); 
 
che pertanto, vista la particolarità del caso, questa Corte rinuncia eccezio-
nalmente a riscuotere le spese giudiziarie; 
 
che non vengono assegnate spese ripetibili, avendo la reclamante espres-
samente rinunciato al loro rimborso (v. act. 9); 
 
che alla reclamante è restituito l’anticipo delle spese di fr. 1'500.-- versato in 
pendenza di causa; 

 

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Per questi motivi, la I Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. La causa è stralciata dai ruoli. 
 
2. Non si prelevano spese giudiziarie e non si assegnano spese ripetibili. 
 
3. Alla reclamante viene restituito l’anticipo delle spese di fr. 1'500.--  

versato in pendenza di causa. 
 
 
 
Bellinzona, il 4 maggio 2010 
 
In nome della I Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: La Cancelliera: 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Romina Biaggi  
- Amministrazione federale delle contribuzioni  

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Le decisioni della I Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 30 
giorni dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (artt. 79 e 100 cpv. 1 della legge federale 
del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale; LTF). La procedura è retta dagli art. 90 ss LTF. 

Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice 
dell’istruzione lo ordini (art. 103 LTF).