# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b0b48802-bf81-51b3-b81f-b2c24f1bfb71
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-03-29
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 29.03.2012 60.2012.11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2012-11_2012-03-29.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2012.11

   

  	
  Lugano

  29 marzo 2012/ps

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Claudia Malaguerra Bernasconi, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 16/17.1.2012
presentato da

 

 

	
   

  	
  RE 1 

  patr. da: PR 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  lo scritto 4.1.2012 con il quale il procuratore
  pubblico Chiara Borelli gli comunicava di volerlo sottoporre ad una perizia
  psichiatrica e di voler nominare, in qualità di perito, la dr. med. __________,
  comunicando pure all’imputato i quesiti peritali prospettati (inc. MP __________);

  

 

 

richiamate le osservazioni 19/20.1.2012
dell’accusatore privato PI 2 (che si rimette al giudizio di questa Corte) e
27.1.2012 del procuratore pubblico (con le quali postula che il reclamo sia
dichiarato irricevibile);

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

 

 

 

 

in fatto ed in diritto

 

                                         che
in data 29.12.2011 RE 1 è stato arrestato nell’ambito del procedimento penale
aperto, fra gli altri, a suo carico per titolo di reato di tentato omicidio
intenzionale, lesioni semplici, omissione di soccorso, vie di fatto e
aggressione (cfr. rapporto di arresto provvisorio 29.12.2011, AI 13);

 

 

                                         che
la sera del 28.12.2012 RE 1, in correità con PI 1, avrebbero, a __________,
picchiato con calci e pugni e anche con una bottiglia di birra PI 2,
arrecandogli lesioni di una certa gravità;

 

 

che il 30.12.2011 il
procuratore pubblico Chiara Borelli ha chiesto al giudice dei provvedimenti
coercitivi la carcerazione preventiva dell’imputato in considerazione di un
pericolo di collusione (AI 19);

 

 

che con decisione 31.12.2011
il giudice dei provvedimenti coercitivi ha accolto l’istanza sopraindicata
considerata l’esistenza a carico dell’imputato di gravi e concreti indizi di
colpevolezza, nonché la presenza di preminenti motivi di interesse pubblico e
meglio di un pericolo di collusione (AI 24);

 

 

che con scritto 4.1.2012 il
procuratore pubblico ha informato le parti in merito alla sua intenzione di
sottoporre a perizia psichiatrica l’imputato, comunicando loro di voler nominare
in qualità di perito la dr. med. __________ e presentando loro i quesiti peritali
ai quali “(…) il perito dovrà rispondere” (AI 34);

 

 

                                         che
il magistrato inquirente ha inoltre dato alle parti la facoltà di esprimersi “(…)
entro 3 giorni (…)” (AI 34) (termine poi prorogato fino al 13.1.2012);

 

 

                                         che
con reclamo inoltrato a questa Corte in data 16/17.1.2012, RE 1 ha impugnato detto scritto opponendosi all’allestimento di una perizia psichiatrica nei suoi confronti
in quanto, a suo dire, non sussisterebbero “(…) elementi che lascino
presagire la necessità di operare una perizia psichiatrica. Infatti il
medesimo: (…) non è attualmente né è stato in passato oggetto di trattamenti
psichiatrici di alcun genere; (…) consuma stupefacenti in modo sporadico (…) e
in ogni caso non ne aveva consumato prima dei fatti (…); (…) non consuma
alcolici in maniera anormale o smodata e comunque la sera dei fatti stava bevendo
la sua prima birra della serata (…); (…) non ha precedenti penali di alcun
genere, tantomeno in ambito di reati violenti contro l’integrità fisica delle
persone; (…) la dinamica dei fatti, per quanto finora è stata accertata, non
lascia presagire alla sussistenza di particolari turbe psichiche (…)” (reclamo
16/17.1.2012, p. 5 s.);

 

 

                                         che
l’imputato ha dunque postulato l’annullamento del “(…) decreto di nomina di
perito 4 gennaio 2012 (…)” (reclamo 16/17.1.2012, p. 7);

 

 

                                         che
in data 16.1.2012 il procuratore pubblico ha nominato la dr. med. __________ in
qualità di perito, alfine di allestire una perizia psichiatrica sulla persona
di RE 1 (AI 65);

 

 

che in data 2/3.2.2012 RE 1 ha presentato domanda di scarcerazione (AI 181);

 

 

che con decisione 13.2.2012
il giudice dei provvedimenti coercitivi ha accolto la domanda di scarcerazione
sopraindicata, ordinando la scarcerazione immediata dell’imputato (AI 216, AI
218);

 

 

                                         che
giusta l’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP il reclamo può essere interposto contro le
decisioni e gli atti procedurali della polizia, del pubblico ministero e delle
autorità penali delle contravvenzioni, eccettuati i casi in cui è espressamente
escluso dal Codice o quando è prevista un’altra impugnativa;

 

 

                                         che
con il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20
cpv. 1 lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62
cpv. 2 LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso
e l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art.
393 cpv. 2 lit. b CPP) e l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP);

 

 

                                         che
il reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1
CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed
all’art. 385 CPP per la motivazione;

 

 

                                         che
esso deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,
i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati
(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP);

 

 

                                         che
il reclamo è – in maniera generale – ammissibile anzitutto, come indicato, contro
gli atti procedurali (“Verfahrenshandlungen”) che si manifestano
all’esterno e che toccano direttamente gli interessi giuridicamente protetti
delle parti [“(…) die Verfahrensbeteiligten (…) müssen unmittelbar beschwert
sein”] (BSK StPO – J. STEPHENSON / G. THIRIET, art. 393 CPP n. 6);

 

 

                                         che
il reclamo giusta l’art. 393 CPP deve essere diretto contro un atto (oppure
un’omissione) specifico: non è un mezzo per mettere in evidenza un disagio
generico avverso il lavoro delle autorità di perseguimento penale (BSK StPO –
J. STEPHENSON / G. THIRIET, art. 393 CPP n. 10);

 

 

                                         che
l’art. 184 cpv. 3 CPP garantisce alle parti il diritto di essere consultate
sulla scelta del perito e di proporre al magistrato inquirente le loro
riflessioni in merito; questa disposizione è la diretta conseguenza del diritto
delle parti di essere sentite e del corollario del diritto alla ricusazione del
perito (DTF 118 Ia 146);  

 

 

                                         che
questo diritto delle parti di essere consultate, prima della nomina del perito,
riguarda pure i quesiti peritali; 

 

 

                                         che
idealmente la consultazione delle parti deve consentire di raggiungere una convergenza
sulla scelta del perito e sulla formulazione dei quesiti, restando tuttavia la
decisione di competenza della direzione del procedimento (Commentario CPP, M.
GALLIANI / L. MARCELLINI, art 184 CPP n. 8);

                                         che
con scritto 4.1.2012 il procuratore pubblico ha dunque consultato le parti,
giusta l’art. 184 cpv. 3 CPP, dando loro un termine per esprimersi in merito
alla persona proposta quale perito e in merito ai quesiti peritali esposti;

 

 

                                         che
pertanto un reclamo a questa Corte contro tale semplice comunicazione appare
prematuro;

 

 

                                         che
RE 1 ha peraltro, in data 17/18.1.2012, interposto reclamo (tuttora pendente) contro
il decreto di nomina e mandato del perito emanato dal procuratore pubblico il 16.1.2012 (art. 184 cpv. 1 CPP; inc. CRP __________); 

 

 

                                         che
questo reclamo è dunque irricevibile;

 

 

                                         che
tassa di giustizia e spese
sono poste a carico del reclamante, soccombente.

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 182 ss., 379 ss. e 393
ss. CPP, 1 ss. e 25 LTG ed ogni altra disposizione applicabile,

                                                                                

 

 

pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il
reclamo è irricevibile.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 200.-- e le
spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 250.-- (duecentocinquanta), sono poste
a carico di RE 1, __________.

 

 

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

	
   

  	
  -         
   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                           La
cancelliera