# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 534f37d5-6e0a-5b62-8875-893632dd4970
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-06-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.06.2006 35.2006.14
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2006-14_2006-06-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2006.14

   

  mm/td

  	
  Lugano

  12 giugno
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 febbraio 2006
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 28
  novembre 2006 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

  rappr. da: RA 2 

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 21
agosto 1991, RI 1 – all’epoca dipendente della ditta __________ di __________
in qualità di assistente medica e, perciò, assicurata d’obbligo contro gli
infortuni presso l’CO 1 – è rimasta coinvolta in un incidente della
circolazione stradale, in occasione del quale essa ha riportato, in
particolare, un trauma distorsivo al rachide cervicale.

                                         Il caso è
stato assunto dall’Istituto assicuratore.

 

                                         Il 16
dicembre 1993, RI 1, che nel frattempo era entrata alle dipendenze della __________,
società di gestione di una farmacia di __________, è rimasta vittima di un
secondo sinistro della circolazione stradale, lamentando un trauma
d’accelerazione alla colonna cervicale.

                                         Questo
nuovo infortunio è stato preso a carico dalla __________. 

 

                               1.2.   Alla
chiusura del caso, con decisione formale del 27 giugno 2000, l’CO 1 ha
riconosciuto all’assicurata una rendita di invalidità del 50% a decorrere dal
1° novembre 1997, calcolata su un guadagno annuo assicurato pari a fr.
58'500.-- (doc. 209). 

 

                                         Al
proposito, occorre precisare che l’CO 1 e la __________ si sono accordate nel
senso di ripartire nella misura del 50% le prestazioni assicurative corrisposte
a RI 1, segnatamente la rendita di invalidità (cfr. doc. 206 e 207).

 

                                         La
decisione formale del 27 giugno 2000 è nel frattempo cresciuta in giudicato.

 

                               1.3.   In data 27
giugno 2003, RI 1, patrocinata dall’avv. RA 1, ha chiesto all’CO 1 di
riconsiderare la decisione formale del 27 giugno 2000, facendo valere che,
citiamo: “è manifestamente errato ritenere il guadagno assicurato di fr.
58'500.-- annui per le prestazioni assicurative derivanti dall’infortunio del
16.12.1993, di competenza della __________.” (doc. 232).

 

                                         Con
decisione formale del 4 settembre 2003, l’Istituto assicuratore ha comunicato
all’avv. RA 1 di non voler entrare nel merito della sua domanda di
riconsiderazione (doc. 236).

 

                                         La citata
decisione formale non è stata oggetto di opposizione (cfr. doc. 241). 

 

                               1.4.   Il 10
settembre 2003, l’assicurata ha chiesto l’avvio di una procedura di revisione
ex art. 17 cpv. 1 LPGA, postulando il riconoscimento di una rendita di
invalidità del 100% (doc. 237).

 

                                         Esperiti
i necessari accertamenti medico-amministrativi, l’assicuratore LAINF, con
decisione formale dell’11 aprile 2005, ha parzialmente accolto la richiesta di
revisione e ha accordato a RI 1 una rendita di invalidità del 67% a decorrere
dal 1° settembre 2003, calcolata come rendita complementare giusta l’art. 20
cpv. 2 LAINF (doc. 263). 

 

                                         A seguito
dell’opposizione interposta dall’assicurata (cfr. doc. 266 e 281), l’CO 1, in
data 28 novembre 2005, ha riconosciuto a quest’ultima una rendita di invalidità
del 100%.

                                         D’altro
canto, l’assicuratore infortuni ha confermato che la rendita sarebbe stata
calcolata su un guadagno anno assicurato di fr. 58'500.-- (doc. 282). 

 

                               1.5.   Con
tempestivo ricorso del 27 febbraio 2006, RI 1, sempre patrocinata dall’avv. RA
1, ha chiesto che la rendita di invalidità assegnatale venga calcolata su un
guadagno annuo assicurato di fr. 66'607.-- e che l’incarto venga retrocesso
all’amministrazione affinché emani una nuova decisione di rendita,
argomentando:

 

" 
L'oggetto della lite verte nel conoscere se la CO
1, riconoscendo dapprima con
decisione del 11.04.2005 un aumento del tasso d'invalidità dal 50% al 67% e
successivamente con decisione su opposizione del 28.11.2005 un tasso del 100%,
avrebbe dovuto statuire d'ufficio pure sul tema del guadagno annuo assicurato.

 

Non può essere condiviso l'argomento addotto
dalla CO 1 di non considerare
nel querelato provvedimento amministrativo un guadagno annuo assicurato di Fr.
66'607.-, essendo stato su detto aspetto già statuito dall'assicuratore LAINF
con decisione del 4.09.2003, cresciuta in giudicato.

 

Innanzi tutto si muove alla CO 1 la censura che la decisione resa il
11.04.2005 era carente nella motivazione, poiché in detto provvedimento non era
stata presa la benché minima posizione circa il guadagno annuo assicurato né
tanto meno era stato

indicato il rifiuto della CO 1 di entrare nel merito di detto aspetto. Non
essendosi la CO 1 nella
decisione dell' 11.04.2005 chinata sul tema del guadagno annuo assicurato, è
pertanto ravvisabile una violazione del diritto di essere sentito di RI 1.

 

Si rimprovera alla CO 1 avvalersi, a torto, del principio "ne bis in idem", poiché
nello specifico non è stata presentata la richiesta di riconsiderare il
guadagno annuo assicurato con una domanda per sé stante bensì detta richiesta è
stata formulata nell'ambito di una domanda di revisione materiale della rendita
d'invalidità, giusta l'art. 22
LAINF in relazione con l'art. 17
LPGA.

 

Si pone il quesito di conoscere se la CO 1 era tenuta ad esaminare a compartimenti
stagni l'istituto della revisione materiale e quello della riconsiderazione
oppure se nell'ambito della decisione dell'11.04.2005 di revisione della
rendita d'invalidità avrebbe dovuto esaminare d'ufficio pure l'aspetto del
guadagno annuo assicurato.

 

Non c'è chi non veda come il considerare nella
querelata decisione soltanto i motivi relativi alla revisione materiale
costituisca un eccesso di formalismo, poiché un tale modo di procedere non è
giustificato da alcun interesse degno di essere tutelato. Il rifiuto di
riesaminare il guadagno annuo assicurato nella decisione su opposizione del
28.11.2005 diventa per tanto fine a sé stante e comunque impedisce o complica
in modo insostenibile la realizzazione del diritto materiale (DTF 128 Il 142
consid. 2a).

 

Nello specifico merita di essere constatato che
l'oggetto impugnato coincide con l'oggetto litigioso, essendo stata la
querelata decisione contestata nel suo insieme. Non si comprende pertanto per
quali motivi la CO 1 si sia
rifiutata nel provvedimento, emesso l'11.04.2005, d'entrare nel merito degli aspetti relativi al guadagno annuo
assicurato, quando con detto provvedimento l'assicuratore aveva parzialmente
accolto la domanda di revisione, riconoscendo un aumento del tasso d'invalidità
al 67%.

 

L'atteggiamento fermo tenuto dalla CO 1 al momento della resa della decisione su
opposizione del 28.11.2005, risulta ancor più urtante, avendo l'assicuratore
infortuni riconosciuto un tasso d'invalidità del 100%. A nulla giova l'aumento
del tasso d'invalidità, statuito con la predetta decisione su opposizione,
poiché l'importo della rendita LAINF stabilito nella decisione del 6.12.2005 è
rimasto invariato rispetto all'importo della rendita LAINF fissato nella
precedente decisione del 11.04.2005.

 

Non c'è chi non veda come detta situazione sia
addebitabile all'atteggiamento per nulla collaborante della Suva, la quale si è rifiutata d'esaminare la
problematica del guadagno annuo assicurato, pur essendo provato dal certificato
di salario compilato dalla datrice di lavoro, Farmacia __________, la presenza
di un errore manifesto ed importante compiuto dall'amministrazione al momento
di fissare l'importo della rendita d'invalidità LAINF.

 

Infine non può sfuggire come detto errore abbia
influito negativamente sull'importo della rendita d'invalidità, accordata dalla
CO 1 ad __________, ragion per cui si domanda l'accoglimento
del gravame e in particolare il riconoscimento di un guadagno annuo assicurato
di Fr. 66'607.-- per fissare l'importo della rendita d'invalidità." 

                                         (I)

 

                               1.6.   L’CO 1, in
risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (III).

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;
STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002
nella causa B.,

H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R.,

H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   A norma
dell’art. 15 cpv. 1 LAINF, le indennità giornaliere e le rendite sono calcolate
in base al guadagno assicurato. 

                                         Il cpv. 2
recita, da parte sua, che per il calcolo delle indennità giornaliere é
considerato guadagno assicurato l’ultimo salario riscosso prima
dell’infortunio; per il calcolo delle rendite, quello riscosso durante l’anno
precedente l’infortunio. 

                                         Il
medesimo art. 15 al cpv. 3 consente, peraltro, al Consiglio federale di emanare
disposizioni inerenti al guadagno assicurato in circostanze particolari. 

 

                                         Per
guadagno assicurato si deve intendere, in genere, tutte le somme versate
all’assicurato dal suo datore di lavoro, e ciò allo scopo di rimunerare un
lavoro dipendente, prestato per un tempo determinato o indeterminato. Tali
somme fanno parte del guadagno assicurato soltanto se si trovano in una
relazione economica con il rapporto di lavoro. Si considera, pertanto, reddito
derivante da un’attività salariata, non solo la retribuzione versata per il
lavoro effettuato ma, di principio, anche le indennità o prestazioni che si
trovano in una qualsiasi relazione con il rapporto di lavoro, nella misura in
cui queste prestazioni non siano esenti da premio in virtù di disposizioni
legali espresse (Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 83 e giurisprudenza ivi
menzionata).

 

                                         Di
regola, é considerato guadagno assicurato il salario determinante ai sensi
degli artt. 5 cpv. 2 LAVS e 6ss. OAVS (cfr. art. 22 cpv. 2 OAINF).

 

                                         L'art. 22
cpv. 4 OAINF prevede che le rendite sono calcolate in base al salario pagato
all'assicurato da uno o più datori di lavoro nel corso dell'anno precedente
l'infortunio, inclusi gli elementi del salario non ancora versati che gli
sono dovuti. Se il rapporto di lavoro non è durato un anno intero, il salario
ottenuto durante questo periodo è convertito in pieno salario annuo. Nel caso
di un’attività temporanea la conversione è limitata alla durata prevista.

                                         Derogando
al principio posto dagli artt. 15 cpv. 2 in fine LAINF e 22 OAINF,
l'art. 24 OAINF definisce il salario determinante in alcuni casi speciali.

 

                               2.3.   Questa Corte
deve in primo luogo esaminare se è o meno corretto che l’Istituto assicuratore
convenuto, nella decisione formale dell’11 aprile 2005, con cui il grado
dell’invalidità è stato aumentato dal 50 al 67% (doc. 263), rispettivamente, in
quella su opposizione del 28 novembre 2005, con la quale all’assicurata è stata
riconosciuta una rendita di invalidità del 100% (doc. 282), abbia ancora ritenuto
un guadagno annuo assicurato di fr. 58'500.--, ovvero lo stesso preso in
considerazione nell’ambito della decisione di rendita del 27 giugno 2000 (cfr. doc.
209).

 

                                         Non é
contestato il fatto che l’aumento del grado di invalidità abbia avuto luogo a
seguito di un peggioramento dei postumi degli infortuni assicurati. La rendita
di invalidità costituita nel mese di giugno 2000 è stata quindi oggetto di una
revisione, allo scopo di adattarla alle nuove circostanze.

 

                                         La
questione sub judice é già stata affrontata e risolta dal TFA nella DTF
118 V 293, riguardante un caso analogo al presente.

                                         In quella
fattispecie, l’assicuratore LAINF aveva deciso di aumentare, a far tempo dal 1°
settembre 1988 e a seguito di una ricaduta, una rendita di invalidità assegnata
a dipendenza di un infortunio occorso all’assicurato nel lontano dicembre del
1945, calcolata sempre sul guadagno realizzato nell’anno precedente
l’infortunio, ossia su fr. 4’488.--.

                                         Nella
citata pronunzia, l’Alta Corte federale ha stabilito che in caso di ricaduta o
conseguenza tardiva, con conseguente (ulteriore) deterioramento della capacità
lucrativa, non é il guadagno annuale ottenuto immediatamente prima che
determina il calcolo della rendita, ma quello conseguito dall’assicurato
prima dell’infortunio. 

                                         Il TFA ha
certo riconosciuto che un simile risultato non é soddisfacente. La nostra
Massima Istanza ha tuttavia ricordato che é compito del legislatore e non del
giudice eliminare o attenuare gli effetti negativi legati al fatto che il
guadagno annuo, in caso di ricaduta o di conseguenza tardiva, é quello
realizzato nell’anno precedente l’infortunio, qualora quest’ultimo risalga a
un’epoca molto lontana.

 

                                         Sulla
scorta di quanto precede, la decisione dell’CO 1 di calcolare la rendita di
invalidità oggetto di revisione su di un guadagno annuo assicurato di fr. 58'500.--,
non presta quindi il fianco a censure.

 

                               2.4.   Secondo la
ricorrente, la decisione formale 27 giugno 2000 dell’CO 1, limitatamente all’ammontare
del guadagno annuo assicurato, sarebbe manifestamente errata, ciò che ha influito
negativamente sull’importo della rendita di invalidità riconosciutale (cfr. I,
p. 4).

 

                                         In
proposito, questa Corte osserva che la menzionata decisione formale è cresciuta
in giudicato incontestata. 

 

                                         Ora,
conformemente a un principio generale valido per il diritto delle assicurazioni
sociali, l'amministrazione può riconsiderare una decisione cresciuta in
giudicato formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel
caso in cui è senza dubbio errata e la correzione ha un'importanza rilevante
(cfr. STFA del 23 marzo 2004 nella causa D., C 227/03; STFA del 12 febbraio
2004 nella causa B., C 349/00; STFA del 17 dicembre 2003 nella causa B., C
19/03; STFA del 28 novembre 2003 nella causa S., C 307/01; STFA del 21 luglio
2003 nella causa T., C 81/03; STFA del 28 aprile 2003 nella causa F., C 24/01 e
C 137/01; STFA del 7 marzo 2003 nella causa D., C 354/01; STFA del 28 febbraio
2003 nella causa M., C 353/01; STFA del 5 novembre 2002 nella causa C., C
165/02; le STFA del 6 luglio 2001 nelle cause B., C 274/99; I, C 278/99 e O., C
279/99; STFA del 6 giugno 2000 nella causa B., C 407/99, consid. 2; DTF 129 V
110 = SVR 2003 ALV Nr. 5, p. 15; DTF 127 V 466, consid, 2c, p. 469; DTF 126 V
399 = DLA 2001 N. 37, p. 247; DLA 2000 N. 40, p. 208; DLA 1998 N. 15, consid.
3b, p. 79 e 80; SVR 1997 ALV Nr. 101, p. 309 consid. 2a e riferimenti).

 

                                         Il
legislatore federale ha ancorato questo principio nell’art. 53 cpv. 2 LPGA, in
vigore a far tempo dal 1° gennaio 2003, il quale recita che l’assicuratore può
tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in
giudicato se è provato che erano manifestamente errate e se la loro rettifica
ha una notevole importanza (cfr. STFA del 12 marzo 2004 nella causa D., K
147/03, consid. 5.3 in fine; STFA del 22 marzo 2004 nella causa M., U 149/03,
consid. 1.2.; STFA dell’8 febbraio 2005 nella causa G., I 133/04, consid.
1.2.).

 

                                         Va
inoltre sottolineato che la giurisprudenza ha precisato che l'amministrazione
non può essere obbligata a procedere a una riconsiderazione di una decisione
cresciuta in giudicato formale né dall'amministrato né dal giudice. Non
sussiste dunque una pretesa alla riconsiderazione che possa essere fatta valere
in giustizia. Conseguentemente le decisioni di non entrata nel merito di una
domanda di riconsiderazione, di massima, non sono impugnabili (cfr. DTF 117 V
12 consid. 2a e i riferimenti ivi citati; cfr., pure, DTF 119 V 479
consid. 1b/cc; STFA del 29 novembre 2002 nella causa B., I 339/01, consid. 2.1., pubblicata in RDAT I-2003 N. 69; STFA del 14 luglio 2003
nella causa N., C 7/03, consid. 2.1.; STFA dell’8 febbraio 2005 nella causa G,
I 133/04, consid. 1.2.).

 

                                         A quest'ultimo proposito
Ueli Kieser puntualizza:

 

" 
Der Entscheid über die Vornahme der Wiedererwägung ist in das Ermessen des
Versicherungsträgers gestellt (so BB1 1991 II 262). Damit wird die bisherige
Rechtsprechung weitergeführt, welche betont hat, dass ein - gerichtlich
durchsetzbarer - Anspruch auf eine Wiedererwägung nicht besteht (vgl. BGE 106 V
79; Kritik bei KIESER, Verwaltungsverfahren, Rz. 611 f.). Immerhin hat aber der
Versicherungsträger den Entschied über die Vornahme der Wiedererwägung
willkürfrei und unter Beachtung des Gebotes der Rechtsgleichheit zu fällen
(dazu JACOBI, Anspruch auf Wiedererwägung, 479 f., der festhält, dass der
Versicherungsträger bei seinem Entscheid die verfassungsmässigen Prinzipien zu
beachten hat)." 

                                         (U. Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo-Basilea-Ginevra 2003, ad art. 53,
n. 22)

 

                                         Per
contro, qualora l'amministrazione entri nel
merito, esamini i presupposti della riconsiderazione e, finalmente, renda una
nuova decisione di rifiuto, quest'ultima può fare oggetto d'impugnativa. In
questo caso, il giudice si limiterà però ad esaminare se i presupposti per una
riconsiderazione della confermata decisione sono o meno soddisfatti.
Concretamente, si tratterà d'esaminare se l'amministrazione ha ritenuto, a
torto o a ragione, che la sua decisione cresciuta in giudicato non fosse
manifestamente errata e che una sua rettifica non rivestisse un'importanza
notevole (cfr. DTF 117 V 12 consid. 2a; DTF 119 V 479
consid. 1b/cc).

 

                                         Nella
concreta evenienza, dalla decisione formale del 4 settembre 2003 risulta
chiaramente come l’CO 1 non abbia esaminato nel merito i presupposti di una
riconsiderazione della sua decisione del 27 giugno 2000, essendosi infatti
limitato ad affermare di, citiamo: “... non entrare nel merito della sua
domanda di riconsiderazione del 27 giugno 2003” (doc. 236). 

                                         Lo stesso
discorso vale per la decisione su opposizione del 28 novembre 2005, in cui
l’assicuratore LAINF convenuto ha ribadito la propria volontà di non valutare
nel merito l’istanza tendente alla riconsiderazione del guadagno annuo
assicurato (doc. 282, p. 3). 

 

                                         Se ne
deduce che, alla luce dei dettami giurisprudenziali precedentemente esposti, lo
scrivente Tribunale non può chinarsi su quest’aspetto della vertenza.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti