# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 92efef1e-2300-5b63-8a79-4eb886d040cf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-03-30
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 30.03.2017 16.2016.82
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_004_16-2016-82_2017-03-30.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2016.82

  	
  Lugano

  30 marzo 2017/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani,
  presidente,

  Fiscalini
  e Stefani

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Jurissevich

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo del 23 dicembre 2016 presentato da

 

	
   

  	
   RE
  1  

   

  
	
   

  	
  contro
  la decisione emessa il 21 novembre 2016 dal Pretore della giurisdizione di
  Mendrisio Sud nella causa SE.2016.57 (locazione) promossa con petizione del 19 novembre 2016 nei
  confronti di

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 ;

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Il 9 maggio 2016 __________
D__________ ha sottoscritto con la società CO 1 un contratto di locazione
avente per oggetto un appartamento in uno stabile in via __________ a __________.
Il contratto di locazione, di durata indeterminata, con inizio al 15 maggio
2016, prevedeva il pagamento di una pigione mensile di fr. 1300.– oltre a un
acconto mensile per spese ac­cessorie di fr. 100.–. La conduttrice è stata inoltre
assunta come custode dell'immobile. Il 30 giugno 2016 la CO 1 ha autorizzato
“il marito RE 1 (07.08.1960) e il figlio G____________________ (09.10.2005) a
risiedere con la Signora __________ D__________ (07.04.1968) dal 01.06.2016”
nell'apparta­mento appigionato.

 

                                  B.   Il 9 settembre 2016 RE
1 ha segnalato alla loca­trice il malfunzionamento di tre piastre del piano
cottura e del forno, l'infiltrazione di acqua dal soffitto, la perdita d'acqua
da un calorifero e la precarietà di uno scaldabagno chiedendole di eli­minare
tali difetti entro sette giorni. Egli ha avvertito inoltre la lo­catrice che fino
a quando non fossero iniziati gli interventi avrebbe trattenuto provvisoriamente
la pigione e le ha chiesto di diminuire il canone di locazione, quello di fr.
1300.– essendo ec­cessivo.

 

                                  C.   Con istanza del 29
settembre 2016 __________ D__________, come “con­duttore”, e RE 1, come “conduttore
solidale”, si sono rivolti all'Ufficio di conciliazione in materia di locazione
di __________ chiedendo di convocare la  a un tenta­tivo di conciliazione volto
a fare “opposizione alla richiesta di sfratto ingiustificata” e “opposizione
alla disdetta ingiustificata del contratto di lavoro (congiunto al contratto di
locazione)”. All'udienza del 21 ottobre 2016 è comparsa unicamente __________
D__________, alla quale il 17 novembre 2016 è stata rilasciata l'au­torizzazione
ad agire.

 

                                  D.   Con petizione del 19
novembre 2016 RE 1 ha con­venuto la CO 1 davanti al Pretore della giurisdi­zione
di Mendrisio Sud postulando la riduzione del canone di lo­cazione del 40% dal
15 maggio 2016 fino alla completa sop­pressione dei noti difetti e un
risarcimento di fr. 5000.– per i di­sagi causati dai difetti stessi alla sua
famiglia. Statuendo il 21 novembre 2016 il Pretore ha dichiarato irricevibile la
petizione “per carenza di preventiva conciliazione”.

 

                                  E.   Contro la decisione
appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo (“ricorso in
appello”) del 23 di­cembre 2016 in cui chiede che sia accertata la ricevibilità
della sua petizione. Il memoriale non è stato oggetto di notificazione.

 

                                  F.   Nel frattempo, nell'ambito
di una procedura di espulsione intro­dotta il 30 settembre 2016 dalla CO 1 nei
confronti di __________ D__________, il 7 novembre 2016 il Pretore ha
ratificato l'ac­cordo raggiunto dalle parti relativo alla riconsegna
dell'apparta­mento entro il 10 gennaio 2017. Il reclamo interposto il 5 gen­naio
2017 da RE 1 e __________ D__________ contro tale giudizio è stato dichiarato
irricevibile da questa Ca­mera con decisione del 12 gennaio 2017 (inc.
16.2017.1).

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Le decisioni emanate
nella procedura semplificata in controver­sie patrimoniali con un valore
litigioso inferiore a fr. 10 000.– sono impugnabili con reclamo entro trenta
giorni dalla notifica­zione (art. 321 cpv. 1 CPC). Nella fattispecie, il
Pretore ha fis­sato il valore litigioso in “inferiore ai fr. 10 000.–”, donde
la com­petenza di questa Camera. Quanto alla tempestività del rimedio, la
decisione impugnata è pervenuta all'attore il 24 novembre 2016, sicché il
reclamo, introdotto il 23 dicembre 2016 (cfr. timbro sulla busta di
intimazione), è tempe­stivo.

 

                                   2.   Secondo l'art. 320
CPC con il reclamo può essere censurata l'er­rata applicazione del diritto
(lett. a) e/o l'accertamento mani­festamente errato dei fatti (lett. b). L'autorità di reclamo esamina con pieno potere di cognizione le censure
concernenti l'errata applicazione del diritto – federale,
cantonale o estero – da parte del giudice di prime cure. Per quanto concerne
invece i fatti, l'autorità di reclamo ha un potere di cognizione limitato,
potendo rivedere i fatti soltanto se essi sono stati accertati in modo ma­nifestamente
errato. Quanto all'apprezzamento delle prove, esso è arbitrario solo
quando l'autorità inferiore ha manifesta­mente disatteso il senso e la
rilevanza di un mezzo probatorio o ha omesso, senza fondati motivi, di tenere
conto di una prova importante, idonea a influire sulla decisione presa, oppure
quando, sulla base degli elementi raccolti, essa ha fatto delle deduzioni
insostenibili (DTF 140 III 266 consid. 2.3 con rinvii).

 

                                   3.   Nella decisione
impugnata il Pretore ha dapprima stabilito che la causa introdotta da RE 1
doveva essere prece­duta da un tentativo di conciliazione (art. 197 CPC) da
esperirsi di fronte all'Ufficio di conciliazione in materia di locazione di
Chiasso (art. 200 cpv. 1 CPC). Ha poi rilevato che un tentativo di concilia­zione
risultava essere stato esperito da __________ D__________, la quale parrebbe
essere la conduttrice del contratto di locazione alla base della vertenza e alla
quale è stata rilasciata l'autoriz­zazione ad agire allegata alla petizione. Ha
quindi soggiunto che non risultava che l'attore avesse inoltrato una procedura
di con­ciliazione, rispettivamente che la competente autorità di conci­liazione
gli avesse rilasciato un'autorizzazione ad agire. Ciò po­sto, il primo giudice ha
dichiarato irricevibile la petizione, perché non preceduta dall'obbligatorio tentativo di
conciliazione, pre­supposto processuale la cui carenza dev'essere rilevata d'ufficio dal giudice (art. 59 CPC). Egli ha infine reso
attento l'attore del fatto che una domanda di riduzione del canone di locazione
dev'es­sere presentata da tutti i
conduttori in quanto costitui­scono un litisconsorzio necessario.

 

                                   4.   Il reclamante, che sostiene
di essere “conduttore solidale nel con­tratto di locazione”, contesta l'accertamento
del Pretore se­condo cui la petizione non è stata preceduta dall'obbligatorio
tentativo di conciliazione, rilevando che l'istanza di conciliazione del
29 settembre 2016 è stata presentata non solo da __________ D__________ ma
anche da lui e che nell'ordinanza del 3 ottobre 2016 l'Ufficio di conciliazione
in materia di locazione di Chiasso ha citato entrambi a comparire all'udienza
di conciliazione del 21 ottobre 2016. Il che sarà anche vero. Tuttavia, il
reclamante non si confronta, venendo meno al proprio obbligo di
motivazione (art. 321 cpv. 1 CPC), con le argomentazioni del primo giudice secondo
cui, in particolare, l'autorità di conciliazione non gli ha rilasciato alcuna
autorizzazione ad agire, né tantomeno contesta il fatto che “in
presenza di più conduttori, la pretesa di riduzione della pigione, in quanto
diritto formatore, va fatta valere insieme da questi nella forma del
litisconsorzio necessario (art. 70 cpv. 1 CPC)”. Privo di sufficiente
motivazione, il reclamo si rivela finan­che irricevibile. Ad ogni modo, il reclamo vedrebbe la sua sorte
segnata quand'anche lo si esaminasse nel merito.

                                         

                                   5.   Nella fattispecie, il reclamante sostiene di essere conduttore soli­dale dell'appartamento insieme a __________ D__________. Se
non che, ci si può invero chiedere se egli fosse realmente parte del rapporto
di locazione, giacché il contratto del 9 maggio 2016 non è stato da lui
sottoscritto mentre con lettera del 30 giugno 2016 la
locatrice l'ha semplicemente autorizzato ad abitare con la conduttrice
dell'appartamento. Sia come sia la questione può rimanere indecisa non essendo di
rilievo ai fini del pre­sente giudizio, poiché determinante è unicamente la
questione di sapere se l'autorizzazione ad agire del 17 novembre 2016 per­mettesse
a RE 1 di presentare la petizione da lui introdotta davanti al Pretore.

 

                                   6.   Ora, la validità di
un'autorizzazione ad agire rilasciata dall'auto­rità di conciliazione è un
presupposto processuale che il giudice esamina d'ufficio (DTF 139 III 273),
anche perché l'autorizza­zione come tale non è impugnabile (DTF 140 III 227).
Incombe al giudice competente dinanzi al quale dev'essere introdotta l'a­zione
entro il termine dell'art. 209 cpv. 2 CPC, verificare la vali­dità della medesima
(DTF 140 III 227). Per essere valida l'auto­rizzazione deve corrispondere nel
suo oggetto alla richiesta di giudizio della petizione. L'oggetto litigioso è
quello iniziale, con le eventuali estensioni introdotte durante l'udienza di
concilia­zione, riservata un'eventuale mutazione dell'azione giusta l'art. 227
CPC (sentenza, I CCA inc. 11.2013.44 del 24 giugno 2015, consid. 5a con
riferimenti). 

 

                                         In concreto, è vero che l'istanza
di conciliazione del 29 settem­bre 2016 è stata presentata non
solo da __________ D__________ ma pure da RE 1 e che la citazione a
comparire all'u­dienza indica entrambi gli istanti. All'udienza di
conciliazione del 21 ottobre 2016, nondimeno, si è presentata unicamente __________ D__________. RE 1, benché fosse stato avvertito sulle
conseguenze della mancata comparizione, non si è presentato. L'Ufficio di
conciliazione ha così rilasciato l'autorizzazione ad agire alla sola __________
D__________. Quale conseguenza abbia tratto l'autorità di conciliazione dall'assenza
di RE 1 non è però dato di capire, la causa non essendo stata stralciata dai
ruoli in quanto priva d'oggetto (art. 206 cpv. 1 CPC).

 

                                         Sia come sia, si volesse
per avventura ritenere che l'autorizza­zione ad agire dovesse indicare anche RE
1 quale parte istante, l'istanza di conciliazione non corrisponde manife­stamente
alle richieste della petizione del 19 novembre 2016. In effetti, da quanto è
dato di capire, la prima mirava a ottenere l'an­nul­la­mento delle
disdette del contratto di locazione e del con­tratto di
lavoro di __________ D__________ e non risulta che all'u­dienza di
conciliazione le richieste di giudizio siano state estese o modificate. La petizione introdotta da RE 1 ten­deva invece alla
riduzione del canone di locazione del 40% dal 15 maggio 2016 fino alla completa
soppressione dei difetti ri­scontrati nell'appartamento e all'ottenimento di un
risarcimento di fr. 5000.– per i disagi causati dai difetti alla famiglia
dell'at­tore. Ne segue che, nella migliore delle ipotesi, l'autorizzazione ad
agire rilasciata il 17 novembre 2016 non consentiva in ogni caso a RE 1 di
presentare l'azione come da lui proposta. In circostanze del genere la
decisione del Pretore re­siste alla critica.

 

                                   7.   Le spese
processuali seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone problema
di indennità alla controparte, il re­clamo non essendo stato oggetto di
notificazione.

 

 

Per questi motivi, 

 

 

decide:                     1.   Il reclamo è irricevibile.

 

                                   2.   Le spese processuali di fr.
250.– sono poste a carico del recla­mante.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –  
  ;

  – 
  .

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
della giurisdizione di Mendrisio sud.

                                      

                                      

Per
la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore
litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 

15 000 franchi nelle controversie in materia di diritto del lavoro e di
locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla notificazione della
decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95
 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il
ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzio­nale al Tribunale federale per i motivi
previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è
discipli­nata in tal caso dall'art. 115 LTF.