# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 21b83a13-2a15-5054-81f5-952a96b9db2e
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-09-26
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Schuldbetreibungs- und Konkurskammer 26.09.2016 KSK 2016 2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_003_KSK-2016-2_2016-09-26.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

Rif.: Coira, 26 settembre 2016 Comunicata per scritto il:
KSK 16 2 28 settembre 2016

Decisione
Camera delle esecuzioni e dei fallimenti

Presidenza Michael Dürst
Giudici Brunner e Pritzi
Attuario Rogantini

Nel reclamo in materia d'esecuzione e fallimento

dell'X . _ _ _ _ _ S A , reclamante, patrocinata dall'avv. Roberto A. Keller, Piazza 
della Grida, 6535 Roveredo, 

contro

la decisione del giudice unico del Tribunale distrettuale Moesa del 28 dicembre 
2015, comunicata lo stesso giorno, in re della C o m u n i o n e  d e i  
c o m p r o p r i e t a r i  d e l  C o n d o m i n i o  R e s i d e n z a  Y . _ _ _ _ _ , 
resistente, patrocinata dall'avv. Giuseppe Gianella, Via Dogana 2, 6500 
Bellinzona, contro la reclamante,

concernente rigetto definitivo dell'opposizione,

è risultato:

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I. Fattispecie

A. Nell'ambito di una procedura di provvedimenti cautelari e superprovvisionali 
promossa dall'X._____SA nei confronti della Comunione dei comproprietari della 
Residenza Y._____ dinanzi al giudice unico del Tribunale distrettuale Moesa (inc. 
no. 135.15.100), il 14 luglio 2015 le parti giunsero al seguente accordo (vedi l'act. 
TDM.2.3 nell'inc. no. 335.15.177 qui in giudizio): 

"1. Parte convenuta dà atto di essere stata tacitata da controparte per 
quanto concerne le spese accessorie (piscina compresa) e 
riscaldamento sino all'anno 2011 compreso. 

2. Per gli anni 2012, 2013 e 2014 parte attrice dà atto di dovere a 
controparte l'importo complessivo di CHF 100'208.05 per il consumo 
della nafta. Parte convenuta riconosce a controparte il versamento di 
anticipi per l'utilizzo della nafta per gli anni 2013 e 2014 di complessivi 
CHF 88'651.-. Parte attrice verificherà immediatamente l'ammontare 
complessivo degli acconti versati per gli anni 2013 e 2014. Nel caso 
risultassero acconti per un importo superiore, parte attrice ne darà 
immediatamente notizia a controparte, documentando. In caso di 
mancata contestazione entro il 27 luglio 2015, parte attrice accetterà 
l'importo di CHF 88'651.- quali acconti complessivamente versati per 
gli anni 2013 e 2014.

3. Parte attrice verserà alla convenuta entro fine luglio 2015 l'importo 
costituente la differenza fra CHF 100'208.05 e l'ammontare 
complessivo degli acconti versati per gli anni 2013 e 2014, 
riconosciuto dalla convenuta nella misura di CHF 88'651.-.

4. A valere quale acconto per il consumo della nafta, parte attrice verserà 
alla convenuta mensilmente ed anticipatamente, la prima volta entro 
fine luglio 2015 (per agosto 2015), l'importo di CHF 8'000.-. Dal 
gennaio 2016 gli acconti mensili saranno ridotti a CHF 3'300.-; il primo 
acconto ridotto a CHF 3'300.- (per gennaio 2016) dovrà essere versato 
entro fine dicembre 2015.

5. A valere quale garanzia per il pagamento degli acconti di cui al punto 
4, parte attrice verserà a controparte entro fine luglio 2015 l'importo di 
CHF 12'000.- (l'importo sarà depositato dalla convenuta su un conto 
intestato a parte attrice) oppure fornirà per lo stesso importo garanzia 
analoga assicurativa o bancaria a prima richiesta.

6. Tasse di giustizia a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, 
ripetibili compensate."

In base a tale accordo, il giudice unico del Tribunale distrettuale Moesa stralciò la 
causa (inc. no. 135.15.100) dal ruolo.

B. Con scritto del 27 luglio 2015 (act. TDM.2.4) l'X._____SA informò la 
Comunione dei comproprietari di avere versato anticipi per CHF 9'600.00 nel 2011 

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che non sarebbero stati riportati nei conti successivi. Il saldo a favore della 
Comunione dei comproprietari sarebbe pertanto di CHF 1'957.00.

C. La Comunione dei comproprietari della Residenza Y._____ rispose 
l'indomani (act. TDM.2.5) che il 2011 sarebbe stato oggetto di un precedente 
accordo e che per ciò che attiene ai CHF 9'600.00, essi sarebbero già compresi 
negli acconti da lei riconosciuti e che non potrebbero essere riportati una seconda 
volta. Di conseguenza chiese il pagamento di CHF 11'557.00 [inteso: CHF 
100'208.05 – CHF 88'651.00, lasciando a parte i CHF 0.05] entro il 3 agosto 2015.

D. Il 6 agosto 2015 la Comunione dei comproprietari della Residenza Y._____ 
fece spiccare un precetto esecutivo dall'Ufficio esecuzioni e fallimenti Moesa 
(esecuzione n. 20151467) nei confronti dell'X._____SA per l'importo di CHF 
9'600.00 oltre a 5% di interessi dal 1° agosto 2015, riferendosi quale titolo di 
credito alla "sentenza 14.07.2015 del Tribunale distrettuale Moesa". La debitrice 
interpose opposizione l'8 agosto 2015, contestando l'intero importo (act. TDM.2.1).

E. Con istanza del 19 agosto 2015 (act. TDM.1.1) la Comunione dei 
comproprietari della Residenza Y._____ chiese quanto segue [evidenziamenti 
rimossi]:

"I. In via principale :

1. L'istanza è accolta.

2. L'opposizione interposta l'8 agosto 2015 dall'escussa al precetto 
esecutivo n. 201514667 del 6 agosto 2015 è rigettata in via definitiva 
fino a concorrenza di CHF 9'600.- oltre interessi al 5% dall'1. agosto 
2015 e spese esecutive.

3. Protestate spese processuali e spese ripetibili.

II. In via subordinata :

1. L'istanza è accolta.

2. L'opposizione interposta l'8 agosto 2015 dall'escussa al precetto 
esecutivo n. 201514667 del 6 agosto 2015 è rigettata in via provvisoria 
fino a concorrenza di CHF 9'600.- oltre interessi al 5% dall'1. agosto 
2015 e spese esecutive.

3. Protestate spese processuali e spese ripetibili."

Nella motivazione dell'istanza la creditrice fece valere in sintesi che l'accordo del 
14 luglio 2015 sarebbe un accordo giudiziale, cosicché costituirebbe un 
riconoscimento di debito giudiziale che varrebbe quale titolo di rigetto definitivo ai 
sensi dell'art. 80 cpv. 2 LEF. In via subordinata, nella denegata ipotesi che esso 
non valga quale titolo di rigetto definitivo, esso dovrebbe essere qualificato come 

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riconoscimento di debito ai sensi dell'art. 82 cpv. 1 LEF. Difatti sarebbe firmato 
dall'escussa e se ne evincerebbe la volontà di pagare o perlomeno di riconoscere 
all'escutente, senza riserve né condizioni, una somma di denaro determinata o 
facilmente determinabile. Si chiederebbe quindi il rigetto provvisorio 
dell'opposizione.

F. Il 30 settembre 2015 si tenne il dibattimento dinanzi al giudice unico del 
Tribunale distrettuale Moesa (cfr. act. TDM.1.5), in occasione del quale la debitrice 
convenuta contestò le allegazioni di controparte e chiese la reiezione dell'istanza, 
protestando spese e ripetibili.

G. Con decisione del 28 dicembre 2015 (act. TDM.1.6), comunicata con 
motivazione scritta lo stesso giorno, il giudice unico del Tribunale distrettuale 
Moesa decise quanto segue [evidenziamenti rimossi]:

"1. L'istanza è parzialmente accolta, di conseguenza:

È rigettata in via definitiva l'opposizione interposta dall'X._____SA, 
O.1_____, al precetto esecutivo n. 20151467 dell'UE del Circolo di 
Mesocco limitatamente all'importo di CHF 9'600.- oltre interessi al 5% 
a far tempo dal 1° agosto 2015.

2. Le spese processuali di CHF 300.-, già anticipate dall'istante, sono 
poste a carico della convenuta. Quest'ultima rifonderà CHF 600.- 
all'istante a titolo di indennità.

3. Contro la presente decisione può essere interposto reclamo, scritto e 
motivato, al Tribunale cantonale dei Grigioni, Coira, entro 10 giorni.

4. (Notificazioni)"

H. L'X._____SA ha interposto reclamo in data 8 gennaio 2016, presentando le 
seguenti richieste (act. A.1):

"1. Il reclamo è accolto e l'impugnata sentenza è annullata.

2. Con protesta di spese, tasse e ripetibili tutte di prima e seconda 
istanza."

I. Invitata a presentare una risposta al reclamo con decreto dell'11 gennaio 
2016 (act. D.2), la Comunione dei comproprietari della Residenza Y._____ ha 
proposto la reiezione del reclamo, protestando spese processuali e spese ripetibili 
di prima e seconda istanza (act. A.2) e inoltrando congiuntamente un nuovo 
documento (act. C.1). La risposta al reclamo è stata trasmessa con l'allegato alla 
reclamante il 22 gennaio 2016 (act. D.4).

J. Con scritto del 25 gennaio 2016 (act. A.3) la reclamante ha censurato che 
la controparte avrebbe allegato alla sua risposta al reclamo un nuovo documento, 

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il che non sarebbe ammissibile. Questo scritto è stato comunicato alla resistente il 
26 gennaio 2016 (act. D.5).

K. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini 
del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

II. Considerandi

1. Nelle procedure sommarie di rigetto dell'opposizione ai sensi dell'art. 251 
lett. a CPC in unione con gli artt. 80 segg. LEF contro le decisioni dei competenti 
giudici unici dei tribunali distrettuali (cfr. l'art. 15 della vecchia Ordinanza 
d'esecuzione della legge federale sull'esecuzione e sul fallimento dell'8 ottobre 
1996 [OE della LEF; già CSC 220.100] in vigore fino al 31 dicembre 2015 oppure, 
per il diritto attualmente in vigore, l'art. 10 della Legge d'applicazione della legge 
federale sulla esecuzione e sul fallimento del 23 aprile 2014 [LAdLEF; CSC 
220.000] in unione con l'art. 4 cpv. 1 lett. a della Legge d'applicazione del Codice 
di diritto processuale civile svizzero del 16 giugno 2010 [LACPC; CSC 320.100]) 
giusta l'art. 319 lett. a CPC in unione con l'art. 309 lett. b n. 3 CPC è proponibile il 
reclamo. Nel Cantone dei Grigioni il reclamo, scritto e motivato, deve essere 
proposto al Tribunale cantonale entro 10 giorni dalla notificazione della decisione 
impugnata motivata (art. 321 cpv. 1 e 2 CPC in unione con l'art. 7 cpv. 1 LACPC). 
Competente all'interno del Tribunale cantonale è la Camera delle esecuzioni e dei 
fallimenti (art. 8 cpv. 2 dell'Ordinanza sull'organizzazione del Tribunale cantonale 
del 14 dicembre 2010 [Ordinanza sul Tribunale cantonale, OOTC; CSC 173.100]).

Il reclamo dell'X._____SA dell'8 gennaio 2016 contro la decisione del giudice 
unico del Tribunale distrettuale Moesa del 28 dicembre 2015, comunicata con 
motivazione scritta lo stesso giorno, è qui ritenuto tempestivo e debitamente 
motivato. Di conseguenza è ricevibile in ordine.

2. In procedura di reclamo ai sensi degli artt. 319 segg. CPC, fatte salve 
speciali disposizioni di legge qui non rilevanti, non sono ammesse né nuove 
conclusioni, né l'allegazione di nuovi fatti o la produzione di nuovi mezzi di prova 
(art. 326 cpv. 1 CPC). Come fatto valere giustamente dalla reclamante (act. A.3), il 
documento inoltrato da controparte assieme alla sua risposta al reclamo (act. C.1) 
non è ammissibile e va ignorato.

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3. Giusta l'art. 80 cpv. 1 LEF se il credito è fondato su una decisione 
giudiziaria esecutiva, il creditore può chiedere in giudizio il rigetto definitivo 
dell'opposizione. L'art. 80 cpv. 2 LEF chiarisce che sono parificati alle decisioni 
giudiziarie innanzitutto le transazioni e i riconoscimenti di debito giudiziali (n. 1). Ai 
sensi dell'art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda sopra un riconoscimento di debito 
costatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il 
rigetto provvisorio dell'opposizione. Nel caso in giudizio si pone già di principio la 
domanda a sapere se vi sia un titolo di rigetto definitivo dell'opposizione ai sensi di 
detta norma, in particolare se agli atti vi sia una transazione giudiziaria oppure un 
riconoscimento di debito giudiziale. Le opinioni delle parti divergono in questo 
punto. Intanto però il primo giudice ha escluso che nel caso dello stralcio della 
procedura di provvedimenti cautelari e superprovvisionali (inc. no. 135.15.100) si 
sia trattato di una transazione giudiziaria, concludendo piuttosto a un 
riconoscimento di debito giudiziale.

3.1. Il concetto di riconoscimento di debito, non definito dalla legge, è contenuto 
sia nell'art. 82 LEF sia nell'art. 80 cpv. 2 n. 1 LEF. La differenza fra le due 
disposizioni – e così pure fra il rigetto provvisorio e quello definitivo, basati 
entrambi su un riconoscimento di debito – sta nel fatto che mentre quella prevista 
dall'art. 82 LEF è la nozione di base, quella dell'art. 80 cpv. 2 n. 1 LEF presuppone 
come condizione supplementare che si tratti di un riconoscimento di debito 
giudiziale, cioè concluso davanti al giudice o consegnato al giudice per essere 
registrato a verbale. Per sapere dapprima se vi sia un riconoscimento di debito ci 
si può dunque rifare alla nozione di base di cui all'art. 82 LEF. Nella dottrina e 
giurisprudenza il riconoscimento di debito ai sensi di detta norma è stato descritto 
come una dichiarazione di volontà con la quale il debitore (escusso) si obbliga a 
pagare a una determinata persona (il creditore, escutente) una somma di denaro 
determinata o facilmente determinabile in CHF (sentenza del Tribunale federale 
5A_29/2008 del 30 giugno 2008 innanzitutto consid. 3.3 con rinvii nonché la 
sentenza lì impugnata del Tribunale d'appello del Cantone Ticino 14.2007.54 del 
12 dicembre 2007 consid. 5 con rinvii; per la dottrina vedi fra l'altro DANIEL 
STAEHELIN, in Basler Kommentar zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und 
Konkurs I, 2a ed., Basilea 2010, n. 21 segg. ad art. 82 LEF; DOMINIK VOCK, in 
HUNKELER [ed.], Kurzkommentar zum SchKG, 2a ed., Basilea 2014, n. 3 segg. ad 
art. 82 LEF; e PETER STÜCHELI, Die Rechtsöffnung, Zurigo 2000, pag. 328 segg.). 
Detta volontà deve manifestarsi in un documento scritto e deve essere firmata dal 
debitore o da un suo rappresentante. Può inoltre essere manifestata anche in un 
atto giuridico bilaterale oppure risultare da un complesso di documenti. In ogni 

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caso deve però essere chiara, esplicita, non equivoca, non discutibile o soggetta a 
interpretazione (vedi la sentenza del Tribunale d'appello del Cantone Ticino del 10 
aprile 1987, in Repertorio di giurisprudenza patria 122/1989 pag. 185 seg.; cfr. per 
la giurisprudenza attuale DTF 139 III 297 consid. 2.3.1 con rinvii).

3.2. Nella motivazione della decisione qui impugnata il primo giudice ha ritenuto 
che vi sarebbe un riconoscimento di debito giudiziale per l'intera somma di CHF 
100'208.05 e, anzi, che ve ne sarebbe un altro per almeno CHF 8'000.00 (n. 4 
dell'accordo del 14 luglio 2015, act. TDM.2.3, vedi A. supra). La debitrice non 
avrebbe posto alcuna condizione all'effettiva esigibilità dei CHF 100'208.05. Giusta 
l'art. 75 CO l'esigibilità era perciò immediata. Il giudice di prime cure ha tuttavia 
dichiarato esplicitamente di non comprendere perché il precetto esecutivo si 
riferisca a soli CHF 9'600.00, tale importo non risultando da nessun titolo di 
credito, né da semplici calcoli eseguibili in base al medesimo e nemmeno l'istanza 
offrendo alcune spiegazioni al proposito, non essendo quella né chiara né lineare. 
Egli ha accolto cionondimeno l'istanza, ammettendo il rigetto definitivo 
dell'opposizione in virtù del principio in maiore minus. L'accoglimento è solo 
parziale perché è stato negato il rigetto dell'opposizione per ciò che attiene le 
spese esecutive.

3.3. La debitrice escussa, qui reclamante, concede intanto di aver dato atto 
(=riconosciuto) di dovere a controparte l'importo complessivo di CHF 100'208.05 
per il consumo della nafta negli anni 2012, 2013 e 2014. Parimenti tuttavia 
controparte avrebbe riconosciuto il pagamento di anticipi per l'utilizzo della nafta 
negli anni 2013 e 2014 di complessivi CHF 88'651.00. Riprendendo testualmente 
l'accordo concluso fra le parti e verbalizzato dal giudice unico del Tribunale 
distrettuale Moesa il 14 luglio 2015, la reclamante fa valere inoltre che le parti 
avrebbero previsto la possibilità per la debitrice di documentare altri acconti, ciò 
che lei avrebbe a punto fatto tempestivamente con scritto del 27 luglio 2015, 
adducendo e documentando un versamento di CHF 9'600.00. Questo pagamento, 
avvenuto nel 2011, sarebbe un acconto supplementare che non sarebbe 
compreso nei conteggi 2013 e 2014, cosicché lo scoperto dovuto si ridurrebbe da 
CHF 11'557.05 (cioè i CHF 100'208.05 dovuti inizialmente e riconosciuti 
incontestatamente dalla debitrice meno i CHF 88'651.00 di acconti riconosciuti 
incontestatamente dalla creditrice) a CHF 1'957.05. Il credito posto in esecuzione 
di CHF 9'600.00 non sarebbe liquido, ergo l'opposizione non potrebbe essere 
levata, né in via definitiva e nemmeno in via provvisoria.

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3.4. La creditrice ribatte che l'accordo di cui sopra costituirebbe un titolo di 
rigetto definitivo dell'opposizione. Con il verbale la controparte si sarebbe 
riconosciuta debitrice di CHF 100'208.05 non sottoponendo ad alcuna condizione 
questo riconoscimento di debito. L'ammontare degli acconti pagati da controparte 
di CHF 88'651.00 sarebbe stato anch'esso accettato dalla stessa controparte. 
Difatti gli acconti supplementari menzionati nello scritto del 27 luglio 2015 
concernerebbero esclusivamente il 2011, anno per il quale le parti si sarebbero già 
dichiarate tacitate, e non centrerebbero nulla con la somma posta in esecuzione. 
La somma di CHF 1'957.05 (cioè CHF 11'557.05 – CHF 9'600.00) sarebbe stata 
bonificata in data 31 luglio 2015. Andrebbe perciò confermata la decisione 
impugnata nella misura in cui concede il rigetto definitivo dell'opposizione per i 
CHF 9'600.00 restanti.

3.5. Come conclude a ragione la reclamante, mentre non è chiaro se l'accordo 
del 14 luglio 2015 non possa costituire una transazione giudiziaria, contrariamente 
a quanto ritenuto dal primo giudice, quella questione può rimanere aperta. Si 
costata innanzitutto che secondo il testo stesso dell'accordo la lite portava ormai 
solo sugli anni 2012, 2013 e 2014, le parti dichiarandosi tacitate per l'anno 2011. 
La debitrice, poi, "dà atto" di dovere alla creditrice CHF 100'208.05 e la creditrice 
riconosce espressamente di aver già ricevuto CHF 88'651.00. Se ne desume che 
l'intento ultimo delle parti era di trovare un accordo e stabilire in quale misura 
erano già state saldate le spese di riscaldamento e per quale importo invece 
restava ancora un credito residuo a favore della Comunione dei comproprietari. 
Questo importo pare così esser stato fissato a CHF 11'557.05.

3.6. Va precisato però a questo punto che è stata fatta una concessione alla 
debitrice nel senso che gli è stato dato un termine fino al 27 luglio 2015 per 
"verificare l'ammontare complessivo degli acconti versati per gli anni 2013 e 
2014". Nel caso fossero risultati "degli acconti per un importo superiore", la 
debitrice qui reclamante si impegnava a darne "immediatamente notizia a 
controparte, documentando". Soltanto "in caso di mancata contestazione entro il 
27 luglio 2015", ovvero se la debitrice non avrebbe più fatto alcuna 
comunicazione, ciò sarebbe stato qualificato quale accettazione (definitiva) 
dell'importo di CHF 88'651.00 già riconosciuto dalla creditrice. In altre parole in 
tale ipotesi la debitrice avrebbe riconosciuto di dovere alla creditrice la differenza 
di CHF 11'557.05. L'accordo fra le parti portava dunque sì sui CHF 11'557.05 qui 
pretesi meno i CHF 1'957.05 già ricevuti (=CHF 9'600.00), tuttavia esplicitamente 
sotto la condizione che la debitrice non facesse valere di aver pagato altri acconti. 

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Se invece la debitrice asserisce (e documenta) di aver fatto dei tali ulteriori 
pagamenti, si dovrebbe invece ritenere che non vi sarebbe più alcun accordo 
(salvo che la creditrice non accetti a suo turno detti nuovi pagamenti, in qual caso 
però la somma dovuta secondo nuovo accordo sarebbe evidentemente inferiore a 
CHF 9'600.00).

3.7.  Nell'occorrenza la debitrice ha incontestatamente fatto una comunicazione 
tempestiva ai sensi del n. 2 dell'accordo. Le parti divergono unicamente sulla 
fondatezza della cosiddetta "contestazione", ossia l'imputabilità del pagamento di 
CHF 9'600.00 addotto dalla debitrice sulla restanza di cui all'accordo. A questo 
punto però non è più chiaro l'importo effettivamente dovuto, potendo esso andare 
da CHF 0.00 come affermato dalla debitrice reclamante a CHF 9'600.00 come 
sostiene invece la creditrice. Non è il compito del giudice del rigetto 
dell'opposizione di stabilire la fondatezza materiale del credito o di stabilire quale 
sia l'importo effettivamente dovuto, questo compito spettando al giudice di merito. 
Si può rinviare in particolare alla DTF 135 III 315 (con altri rinvii) concernente un 
caso in cui il dispositivo di una decisione su misure a protezione dell'unione 
coniugale conteneva una riserva generale – non quantificata – concernente i 
contributi di mantenimento già pagati. In detta sentenza la massima Corte ha 
considerato che non sarebbe possibile concedere il rigetto definitivo 
dell'opposizione, poiché l'importo ancora dovuto non trasparirebbe dal dispositivo 
della decisione. Anche nel caso in giudizio non è possibile determinare l'importo 
ancora scoperto in base all'accordo concluso fra le parti. Non vi è, anzi, (più) 
nessun accordo in merito fra le parti, cosicché non si può (più) parlare di una 
volontà di pagare al creditore procedente, senza riserve o condizioni, un importo 
determinato o facilmente determinabile. Ne segue necessariamente che l'istanza 
di rigetto dell'opposizione – sia in via definitiva sia in via provvisoria – va 
integralmente respinta.

4. La decisione impugnata è riformata, cosicché devono essere ripartite a 
nuovo pure le spese giudiziarie di primo grado. Con la presente, l'attrice creditrice 
(qui resistente) diviene parte soccombente. Di conseguenza le spese processuali 
fissate dal primo giudice a CHF 300.00 vanno a suo carico e sono prelevate 
dall'anticipo da lei versato di CHF 300.00 (art. 111 cpv. 1 CPC). L'attrice è inoltre 
condannata a rifondere alla convenuta un'indennità di CHF 500.00 a titolo di 
ripetibili.

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5. Le spese processuali della procedura di reclamo di CHF 450.00, calcolate 
secondo gli artt. 48 e 61 cpv. 1 dell'Ordinanza sulle tasse riscosse in applicazione 
della Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento del 23 settembre 1996 
(OTLEF; RS 281.35), sono poste a carico della resistente, risultata qui parte 
integralmente soccombente. Esse sono prelevate dall'anticipo versato 
tempestivamente dalla reclamante di CHF 450.00, richiesto con decreto dell'11 
gennaio 2016 (act. D.1). La resistente deve rimborsare detto importo alla 
reclamante ed è inoltre condannata a pagarle CHF 500.00 a titolo di ripetibili (art. 
111 cpv. 1 e 2 CPC).

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III. La Camera delle esecuzioni e dei fallimenti decide:

1. Il reclamo è accolto. 

2. La domanda di rigetto dell'opposizione è integralmente respinta.

3. Le spese della procedura di prima istanza di CHF 300.00 vanno a carico 
dell'attrice e sono prelevate dall'anticipo di CHF 300.00 da lei prestato.

L'attrice è inoltre condannata a rifondere alla convenuta un'indennità di CHF 
500.00 a titolo di ripetibili.

4. Le spese della procedura di reclamo di CHF 450.00 vanno a carico della 
resistente e sono prelevate dall'anticipo di CHF 450.00 prestato dalla 
reclamante.

La resistente è inoltre condannata a rifondere alla reclamante un'indennità 
di CHF 500 a titolo di ripetibili.

5. Contro questa decisione con un valore litigioso inferiore a CHF 30'000.00 
può essere interposto ricorso in materia civile ai sensi degli artt. 72 e 74 
cpv. 2 lett. a LTF, se la controversia concerne una questione di diritto di 
importanza fondamentale. Altrimenti è dato il ricorso sussidiario in materia 
costituzionale ai sensi degli artt. 113 segg. LTF. In entrambi i casi, il rimedio 
legale è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per scritto 
entro 30 giorni dalla notificazione della decisione con il testo integrale nel 
modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per l'ammissibilità, il diritto, gli 
ulteriori presupposti e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 segg., 
72 segg., 90 segg. e 113 segg. LTF.

6. Comunicazione a: