# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 71efb469-263f-5983-8d84-0836c447d35e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-05-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 22.05.2007 52.2007.70
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2007-70_2007-05-22.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2007.70

   

  	
  Lugano

  22 maggio
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 26 febbraio 2007 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinato da: PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 6 febbraio 2007 (no. 675) del Consiglio
  di Stato, che ha parzialmente accolto l'impugnativa presentata
  dall'insorgente avverso la risoluzione 30 novembre 2006 con cui la Sezione
  della circolazione del Dipartimento delle istituzioni gli ha revocato la licenza di condurre per la durata di sette
  mesi, ordinandogli nel contempo di partecipare ad un corso di educazione
  stradale per conducenti recidivi;

  

 

 

vista la risposta 13 marzo
2007 del Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI 1, nato
il __________, ha conseguito la licenza di condurre nel novembre del 1979, dopo
aver subito due revoche della licenza di allievo conducente. In seguito è stato
oggetto dei seguenti provvedimenti amministrativi:

 

9 marzo 1995:                     revoca di
1 mese per superamento del limite di velocità (175/166 km/h sul limite di 120 km/h);

 

13 novembre 1998:              ammonimento
a seguito di un incidente stradale e abbandono dei luoghi senza attendere
l'arrivo della polizia;

 

18 novembre 1999:              revoca di 5
mesi per aver circolato in stato di ebrietà (1.31-1.61 g/kg).

 

 

                                  B.   Il 7 marzo
2006, verso le ore 00.30, il ricorrente ha circolato all'interno del posteggio
privato dell'albergo "La Perla" di Agno, andando ad urtare la
barriera posta all'uscita dell'area di sosta. Invitato dalla polizia a
sottoporsi agli usuali controlli dell'alcolemia, RI 1 si è rifiutato di
sottostare alla prova etanografica ed al prelievo del sangue. La susseguente
visita medica eseguita presso l'OCL di Lugano ha tuttavia evidenziato una
pronunciata inabilità alla guida per consumo di bevande alcoliche.

 

 

                                  C.   A seguito di
questo concorso di infrazioni, il ministero pubblico ha proposto che RI 1 venisse
condannato alla pena di 75 giorni di detenzione sospesi condizionalmente ed al
pagamento di una multa di fr. 1'000.-. Il prevenuto si è opposto al decreto di
accusa. La fattispecie è stata quindi sottoposta al Pretore penale di
Bellinzona, che in esito ad un pubblico dibattimento svoltosi il 19 ottobre
2006 ha riconosciuto RI 1 autore colpevole di guida in stato di inattitudine, elusione
di provvedimenti per accertare l'incapacità alla guida e infrazione alle norme
della circolazione, reati previsti dalla LCStr per i quali gli ha inflitto una
multa di fr. 1'000.-. L’interessato non ha impugnato tale sanzione che è quindi
passata in giudicato incontestata.

 

 

                                  D.   Preso atto
delle predette conclusioni penali, il 30 novembre 2006 la Sezione della
circolazione ha revocato la licenza di condurre di RI 1 per la durata di sette
mesi (dall'8 gennaio al 9 giugno 2007), autorizzandolo comunque a guidare
durante questo periodo i veicoli delle categorie speciali F, G, M. La
risoluzione è stata presa sulla base degli art. 16c cpv. 1 lett. b e d,
16c cpv. 2 lett. a e 25 cpv. 3 lett. e LCStr, con l'ordine di
partecipare ad un corso di educazione stradale per conducenti recidivi la cui
mancata effettuazione avrebbe comportato una proroga della revoca di un mese.

 

 

                                  E.   In parziale
accoglimento del ricorso inoltratogli da RI 1, il 6 febbraio 2007 il Consiglio
di Stato ha riformato la predette decisione, riducendo il periodo di revoca da
sette a cinque mesi e mezzo. 

                                         Ricordato
che l’autorità amministrativa è di principio vincolata all’accertamento dei
fatti esperito in sede penale, il Governo ha ritenuto di non potersi scostare
dai contenuti della sentenza di condanna emessa il 19 ottobre 2006 dalla
Pretura penale di Bellinzona. Tenuto conto dei reati commessi, costitutivi di
infrazioni gravi ai sensi dell’art. 16c LCStr, della colpa del
ricorrente e della sua reputazione quale conducente che non necessita della patente
a titolo professionale, il Consiglio di Stato ha disposto una revoca di cinque
mesi e mezzo richiamandosi in sostanza al principio della proporzionalità. Ha
confermato inoltre l'obbligo di frequentare un corso di educazione stradale per
conducenti recidivi.

 

 

                                  F.   Contro il
predetto giudizio governativo RI 1 insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, postulando l’annullamento della risoluzione impugnata e della misura
di revoca emanata nei suoi confronti.

                                         Il
ricorrente sostiene innanzi tutto che l'autorità amministrativa è vincolata
unicamente all'accertamento dei fatti effettuato dal giudice penale, ma non
alle conclusioni tratte in quella sede. Ripropone dunque le tesi sollevate
davanti all'istanza inferiore, ribadendo in particolare di non aver commesso
infrazioni su una strada pubblica e di non soggiacere pertanto alla disciplina
della LCStr in relazione agli eventi occorsi la notte del 7 marzo 2006. La
misura decisa dal Governo - soggiunge - risulta in ogni modo inadeguata e
sproporzionata.

 

 

                                  G.   Il Consiglio
di Stato propone di respingere il ricorso, riconfermandosi nel giudizio
impugnato senza formulare particolari osservazioni.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data
dall’art. 10 cpv. 2 LALCStr.

La legittimazione attiva del ricorrente,
destinatario del provvedimento impugnato, è pacifica (art. 43 PAmm). 

Il gravame, tempestivo (art. 10 LALCStr e
art. 46 cpv. 1 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla
base degli atti, senza procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   In virtù
delle disposizioni transitorie della modifica del 14 dicembre 2001 della LCStr
(RU 2002 p. 2767 ss.) le nuove disposizioni si applicano al conducente che dopo
l’entrata in vigore delle stesse, avvenuta il 1° gennaio 2005, commette
un’infrazione lieve, medio grave o grave delle prescrizioni della circolazione
stradale (cpv. 1).

                                         Dato che
l’infrazione alla base della misura dedotta in giudizio è stata commessa il 3
aprile 2006, la fattispecie va esaminata alla luce del nuovo diritto, tenendo
presente che in materia di provvedimenti adottati a scopo di ammonimento il
Tribunale cantonale amministrativo statuisce con pieno potere di cognizione,
identico a quello di cui dispone nella giurisdizione disciplinare (art. 70
PAmm), e quindi può rivedere anche la commisurazione della sanzione. In questa
materia, i limiti posti dall’art. 61 PAmm in relazione al controllo
dell’apprezzamento non trovano infatti applicazione siccome contrari alle
prevalenti disposizioni dell’art. 6 CEDU (RDAT II-2002 N. 80 e rinvii).

 

 

                                   3.   Il
ricorrente contesta la tesi secondo cui l'autorità amministrativa è vincolata
agli esiti del procedimento penale avviato nei suoi confronti. Ritiene che solo
gli accertamenti di fatto del giudice penale possano impegnare la Sezione della
circolazione ai fini dell'adozione di una misura amministrativa.

 

                                         3.1.
Secondo costante giurisprudenza del Tribunale federale, l’autorità amministrativa
competente ad ordinare la revoca della licenza di condurre non può di principio
scostarsi dagli accertamenti contenuti in una decisione penale cresciuta in
giudicato (123 II 97 consid. 3c/aa, 121 II 214 consid. 3a). In particolare, tale
autorità deve attenersi alle risultanze del giudizio penale anche nel caso in
cui quest’ultimo sia stato emanato nell’ambito di una procedura sommaria,
segnatamente ove la decisione penale si basi essenzialmente sul rapporto di
contravvenzione allestito dall'agente di polizia. Ciò è il caso, in particolare,
se l’interessato sapeva o, vista la gravità dell’infrazione rimproveratagli,
doveva prevedere che nei suoi confronti si sarebbe fatto luogo anche ad un
procedimento di revoca della licenza di condurre e ciononostante ha omesso di
far valere nell’ambito del procedimento penale diritti garantiti alla difesa o
vi ha rinunciato.

Di principio, l'autorità amministrativa non
può valutare diversamente la fattispecie neppure dal punto di vista giuridico.
In effetti, la giurisprudenza ha avuto modo di specificare più volte che in
vista dell'adozione di una misura amministrativa la competente autorità è
legata non solo all'accertamento dei fatti, ma anche alla qualifica giuridica operata
in sede penale, quando questa dipende in maniera determinante
dall’apprezzamento di circostanze che il giudice penale conosce meglio
dell’autorità amministrativa (cfr. DTF 124 II 103 consid. 1c/bb; 119 Ib 158
consid. 3 c/bb; STF 6A.19/2006 del 16 maggio 2006 consid. 1). Evenienza,
questa, chiaramente ravvisabile nel caso di specie, caratterizzato da un
procedimento penale nell'ambito del quale il Pretore penale ha indetto un
pubblico dibattimento, ascoltato l'accusato e una teste, giungendo alla
conclusione che le censure di inapplicabilità della LCStr sottopostegli erano infondate. La valutazione giuridica effettuata
in sede penale è quindi dipesa da conoscenze specifiche acquisite durante il processo,
il che la rende vincolante per le autorità amministrative preposte alla revoca
della licenza.

 

3.2. In concreto, a seguito degli eventi
occorsi il 7 marzo 2006 il Pretore penale ha inflitto al ricorrente una multa
di fr. 1'000.- riconoscendolo colpevole di guida in stato di inattitudine, elusione
di provvedimenti per accertare l'incapacità alla guida e infrazione alle norme
della circolazione.

                                         Alla luce
della giurisprudenza citata al considerando precedente, in questa sede il
ricorrente non può più contestare tali fatti, né l’apprezzamento degli stessi
da parte delle autorità penali, che hanno ormai statuito sulla fattispecie con
decisione passata in giudicato. Per evidenti ragioni d’unità di giudizio,
questo Tribunale - al pari delle istanze amministrative inferiori - è infatti
vincolato alla condanna pronunciata il 19 ottobre 2006. Se l'insorgente
riteneva che la sanzione penale fosse stata emanata sulla base di un apprezzamento
giuridico errato dei fatti rilevanti, avrebbe dovuto far capo ai rimedi di
diritto indicati in sentenza (ricorso alla CCRP) e contestare nuovamente le inosservanze
alla LCStr che gli venivano addebitateRI 1, è invece rimasto passivo. Ha
supinamente accettato la condanna per il triplice concorso di infrazioni alla
LCStr di cui è stato ritenuto colpevole. In simili evenienze, il principio
della sicurezza giuridica gli impedisce di rimettere in discussione l'applicabilità
stessa della LCStr al fine di eludere la misura amministrativa che si impone.

 

 

                                   4.   4.1 Le
infrazioni delle prescrizioni sulla circolazione stradale per le quali non è
applicabile la procedura prevista dalla LMD comportano la revoca della licenza
di condurre, oppure l'ammonimento del conducente (art. 16 cpv. 2 LCStr). Per
stabilire la durata della revoca devono essere considerate le circostanze del
singolo caso, segnatamente il pericolo per la circolazione, la colpa, la
reputazione dell'interessato in quanto conducente di veicoli a motore e la sua
necessità professionale a fare uso del veicolo. La durata minima della revoca
non può tuttavia essere ridotta (vedi art. 16 cpv. 3 LCStr).

La nuova LCStr prevede una durata minima
della revoca a dipendenza dell'importanza dell'infrazione commessa (lieve, art.
16a; medio grave, art. 16b; grave, art. 16c) e dei
precedenti dell'interessato. In particolare, commette un'infrazione grave colui
che guida un veicolo in stato di ebrietà qualificata e si oppone alla prova del
sangue o all'esame dell'alito (art. 16c cpv. 1 lett. b e d LCStr). In
tal caso, se non vi sono precedenti la licenza di condurre deve essere revocata
per almeno tre mesi (art. 16c cpv. 2 lett. a LCStr). 

 

                                         4.2. Nel
caso in esame, dagli atti risulta che il 7 marzo 2006 RI 1 ha
guidato in stato di inattitudine (ebrietà), ha eluso i provvedimenti ordinati
dalla polizia per accertare la sua incapacità alla guida e violato alcune norme
minori della LCStr, perdendo la padronanza di guida della vettura targata TI __________
e andando a cozzare contro la barriera installata all'uscita del posteggio
dell'albergo "La Perla" di Agno.

                                         Se ne
deve concludere che tenuto conto delle gravi infrazioni cumulativamente commesse
dal ricorrente e della consistente colpa che gli è imputabile, il provvedimento
di revoca di cinque mesi e mezzo disposto dal Consiglio di Stato non può che
essere ulteriormente confermato da questo Tribunale. Una misura di tale ampiezza
si avvera addirittura mite per rapporto ai numerosi precedenti di ogni genere
che contraddistinguono la carriera di conducente dell'insorgente.

 

 

                                   5.   Stante
quanto precede, il ricorso deve pertanto essere respinto.

                                         La tassa
di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 16, 16c, 25a, 90 LCStr; 33,
40, 41 OAC; 10 LALCStr; 3, 18, 28, 43 e 46 PAmm;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

2.La tassa di giustizia di fr. 1'200.- è posta a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 ss. LTF). Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto
pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale (art. 113 ss. LTF).

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  patr. da 

   

   

  Ufficio federale delle strade, segreteria provvedimenti
  amministrativi, 3003 Berna.

   

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  2. CO 2 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario