# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bf5a5e2d-1f0a-53fd-a443-4a6ef100572b
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-05-06
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 06.05.2015 U 2015 18
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2015-18_2015-05-06.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

U 15 18

3a Camera

presidenza Racioppi
giudici Stecher, Audétat
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 6 maggio 2015

nella vertenza di diritto amministrativo 

A._____,

rappresentato dall'Avvocato Dr. iur. Alberto Agustoni, 

ricorrente

contro 

Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, 

convenuto

concernente gratuito patrocinio

- 2 -

1. In data 17 aprile 2014, A._____ chiedeva di essere posto al beneficio del 

gratuito patrocinio nell'ambito della procedura che lo vede opposto 

all'Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, Ufficio AI 

(qui di seguito semplicemente ufficio AI), in vista dell'ottenimento di 

prestazioni di rendita d'invalidità. Dal 1. febbraio 2013 l'assicurato 

beneficia di una rendita d'invalidità del 19 %, pari a fr. 681.75 mensili da 

parte dell'assicurazione infortuni. 

2. Con decisione 4 febbraio 2015, la richiesta veniva respinta in quanto 

"l'indigenza sotto il profilo economico non è data". 

3. Nel tempestivo ricorso 18 febbraio 2015, A._____ chiedeva 

l'annullamento del provvedimento impugnato e la messa a beneficio del 

patrocinio gratuito dal 17 aprile 2014. In primo luogo la decisione 

impugnata non sarebbe munita di una sufficiente motivazione. 

Materialmente, i presupposti per il riconoscimento del perorato diritto, 

quali l'indigenza del richiedente, la necessità di fare appello ad un 

avvocato e la probabilità di esito favorevole della causa sarebbero tutti 

realizzati per cui il rifiuto deciso sarebbe ingiustificato. In nessun caso 

sarebbe esigibile che l'istante consumi quel poco di sostanza che ancora 

gli resterebbe per le spese di rappresentanza, non disponendo neppure di 

un reddito che gli assicuri il minimo vitale. 

4. Nella presa di posizione sul ricorso del 12 marzo 2015, l'ufficio AI 

postulava la reiezione del ricorso non essendo l'istante indigente. Giusta 

la documentazione prodotta, nel 2015 l'istante con la moglie aveva a 

disposizione una sostanza di circa fr. 35'000.--, ciò che escluderebbe la 

possibilità di ottenere il gratuito patrocinio. Per il resto gli altri presupposti 

del diritto sarebbero incontestabilmente soddisfatti - come il 

rappresentante avrebbe potuto facilmente appurare chiedendo gli atti in 

- 3 -

visione - e la motivazione addotta nel provvedimento impugnato sarebbe 

sufficiente. 

5. Replicando il ricorrente riconfermava le argomentazioni di ricorso, mentre 

l'ufficio AI rinunciava a duplicare. 

Considerando in diritto:

1. E' controversa la questione di sapere se l'ufficio AI abbia giustamente 

rifiutato all'istante il patrocinio gratuito per la procedura amministrativa in 

vista dell'emanazione della decisione riguardante la rendita d'invalidità. 

Formalmente, l'istante invoca una violazione del diritto di audizione a 

causa dell'insufficiente motivazione contenuta nel provvedimento 

impugnato.

2. a) Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito di cui all’art. 29 

cpv. 2 Costituzione federale (Cost.; RS 101) deve essere dedotto anche 

l'obbligo per l'autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo 

scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di 

comprendere le ragioni poste a fondamento del provvedimento (DTF 123 
I 34 cons. 2c, 122 IV 8 cons. 2c), di rendersi conto della sua portata e di 

poterlo impugnare con cognizione di causa (DTF 136 I 236 cons. 5.2, 134 

I 88 cons. 4.1, 124 II 146 cons. 2a, 121 I 57 cons. 2c e 119 Ia cons. 4d) e, 

dall'altro, di permettere all'autorità di ricorso di esaminarne la fondatezza. 

Ciò non significa tuttavia che l'autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo 

esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte (DTF 138 I 232 

cons. 5.1, 136 I 229 cons. 5.2 e 133 III 439 cons. 3.3); essa si può 

occupare anche delle sole circostanze rilevanti per il giudizio e meglio atte 

ad influire sulla decisione (DTF 139 V 496 cons. 5.1, 133 I 277 cons. 3.1, 

129 I 232 cons. 3.2,126 I 15 cons. 2a/aa e 97 cons. 2b, 125 II 369 cons. 

2c e 122 IV 8 cons. 2c).

- 4 -

- 5 -

b) Nell'evenienza concreta, dopo aver richiamati i presupposti che danno 

diritto al patrocinio gratuito, la decisione impugnata rinviava alla mancata 

comprova di una indigenza del richiedente dal profilo economico. Nel 

proprio ricorso, il legale perorava la causa del suo patrocinato 

dilungandosi sulla necessità di farsi rappresentare da un avvocato, sulla 

complessità della materia, sulle buone possibilità di successo dalla causa 

e sulla precaria situazione economica del suo assistito. Nella presa di 

posizione sul ricorso, la convenuta riconosceva espressamente la 

necessità di ricorrere all'aiuto di un avvocato e che la causa non potesse 

essere considerata a priori priva di possibilità di successo, come del resto 

confermerebbe il parere giuridico agli atti. Per l'ufficio AI, il solo motivo per 

rifiutare la richiesta di patrocinio gratuito sarebbe rappresentato dalla 

situazione economica del ricorrente, fatto di cui l'avvocato avrebbe potuto 

sincerarsi se solo avesse richiesto di consultare gli atti. In merito a 

quest'ultima pretesa va per inciso osservato che la stessa non è 

difendibile nei termini proposti dall'ufficio convenuto, non facendo la 

decisione impugnata alcun riferimento a detto documento.

c) Per quanto riguarda il solo e determinante argomento per rifiutare al 

petente quanto richiesto - in base all'affermazione "l'indigenza sotto il 

profilo economico non è data" – la motivazione anche se stringatissima è 

comunque ancora sufficiente. Come del resto dimostrano le 

argomentazioni di ricorso addotte dall'istante, la questione si riduce a 

sapere se sia esigibile o meno che l'assicurato attinga alla propria 

sostanza per far fronte alle spese di patrocinio. A questo proposito anche 

dai successivi scambi di scritti processuali non emerge nulla di nuovo. Per 

l'ufficio AI l'istante ha sostanza sufficiente per far fronte alle spese di 

patrocinio, mentre l'istante reputa che la sua situazione di reddito escluda 

questa possibilità. In base quindi alla motivazione fornita, l'istante ha 

potuto adeguatamente perorare la propria causa davanti a questo Giudice 

- 6 -

e su questo punto la censura di violazione del diritto di audizione non può 

essere accolta. 

d) Nel ricorso vengono sostenute anche la necessità di assumere un 

avvocato nonché la fondatezza e complessità della causa, condizioni che 

dalla risposta di causa dell'ufficio AI risultano esplicitamente ammesse. 

Dal punto di vista del diritto di audizione non può pertanto esserci stata 

alcuna insufficiente motivazione in merito a tali condizioni, non essendo le 

stesse contestate. Per il legale invece, sarebbe propriamente stata la 

mancata chiarezza del provvedimento impugnato ad aver originato l'inutile 

disputa su questioni poi espressamente ammesse. Nell'ambito del 

presente procedimento, questa questione riveste in effetti un certo 

interesse giacché se le argomentazioni proposte fossero da ritenersi 

oggettivamente indispensabili in base all'imprecisione della motivazione 

contenuta nella decisione impugnata, il Tribunale potrebbe tenere in 

giusta considerazione questo vizio imputabile all'ufficio AI nella 

ripartizione delle spese. 

e) Quanto alla fondatezza o meno della causa, il provvedimento impugnato 

è silente. Non vi erano allora motivi per considerare che l'ufficio AI avesse 

ritenuto non soddisfatto detto presupposto. Le allegazioni fatte a questo 

riguardo dall'istante non possono pertanto essere imputate ad una 

carenza di motivazione del provvedimento impugnato anche se sarebbe 

apparso più chiaro ammettere che tale condizione fosse ritenuta 

soddisfatta. Un poco diversa è invece la situazione quanto alla necessità 

di ricorrere ad un avvocato. Dalla decisione impugnata era almeno a 

prima vista legittimo reputare che la scelta di farsi rappresentare da un 

avvocato fosse stata messa almeno in dubbio. Invece (vedi le 

considerazioni che verranno esposte nel considerando 3a che segue), 

nella procedura amministrativa (contrariamente a quella di ricorso) la 

necessità di ricorrere ad un avvocato anziché ad un assistente sociale o 

ad un esperto del ramo viene valutata in modo più rigoroso (UELI KIESER, 

- 7 -

ATSG Kommentar, 2009, art. 37, marginale 23, pag. 504). In questo 

senso quindi, la riserva in merito alla necessità di ricorrere ad un avvocato 

faceva parte delle condizioni di fondo per il diritto al patrocinio gratuito 

giusta l'art. 37 cpv. 1 della federale sulla parte generale del diritto delle 

assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1) e non si riferiva al caso concreto, 

come invece interpretato dal legale di parte attrice. Anche se la decisione 

poteva quindi sembrare mettere in dubbio la necessità di ricorrere ad un 

avvocato, a quest'ultimo il suo vero significato non avrebbe dovuto 

sfuggire tanto più che già per due volte lo stesso legale era stato reso 

attento alle condizioni del diritto al patrocinio giusta l'art. 37 LPGA con 

l'utilizzazione standard della stessa identica formula impiegata nel 

provvedimento impugnato (vedi scritto in versione tedesca del 25 

novembre 2014 e quello in lingua italiana del 3 dicembre 2014). In queste 

condizioni va quindi ammesso che il rifiuto qui in discussione è stato 

deciso solo e unicamente in base all'assenza di un'indigenza dal profilo 

economico e che quindi la motivazione e la contestazione potevano 

riguardare solo questo aspetto della vertenza. 

f) Infine, anche il deprecabile fatto che la presa di posizione dell'ufficio AI sia 

redatta, per un assicurato di lingua italiana, in lingua tedesca non 

configura una violazione del diritto di audizione, essendo il legale per sua 

stessa ammissione in possesso delle necessarie conoscenze linguistiche 

per capire la portata della presa di posizione e quindi per spiegarla al suo 

patrocinato.

3. a) Giusta l'art. 37 cpv. 1 LPGA la parte può farsi rappresentare - se non 

deve agire personalmente (come è il caso ad esempio per sottoporsi ad 

una perizia medica; vedi DTF 132 V 443) - o farsi patrocinare nella misura 

in cui l'urgenza di un'inchiesta non lo escluda. Ai sensi dell'art. 37 cpv. 4 

LPGA, se le circostanze lo esigono, il richiedente può beneficiare del 

patrocinio gratuito (cfr. DTF 132 V 200). Il fatto che, rispetto all'art. 61 lett. 

- 8 -

f LPGA che riguarda la procedura di ricorso, l'art. 37 cpv. 4 LPGA utilizzi 

la formulazione "se le circostanze lo esigono", anziché quella "se le 

circostanze lo giustificano", corrisponde ad una chiara volontà del 

legislatore che ha inteso riprendere la giurisprudenza secondo la quale, 

quando il gratuito patrocinio viene richiesto nella procedura 

amministrativa, le relative condizioni devono essere esaminate in maniera 

rigorosa (KIESER, op. cit., art. 37, marginale 22, pag. 504). La rigorosità 

dell'esame si estende soprattutto al presupposto relativo alla necessità di 

farsi rappresentate da un avvocato anziché da una persona di fiducia, da 

un assistente sociale, dal proprio medico e da una persona competente, 

mentre per quanto riguarda le condizioni economiche e le buone 

possibilità di successo della causa i presupposti per il riconoscimento del 

patrocinio gratuito sono gli stessi di quelli che valgono per la procedura di 

ricorso ex art. 61 LPGA (vedi KIESER, op. cit., art. 37, marginale 23, pag. 

504 s.).

b) Per il Tribunale federale è indigente colui che non è in misura di 

sopportare le spese della procedura senza intaccare il minimo vitale 

proprio e della propria famiglia. All’importo base giusta il diritto esecutivo 

va applicato un supplemento variante fra il 15 % e il 25 % (cfr. sentenza 

del Tribunale federale U 102/04 del 20 settembre 2004 cons. 4.1.2). 

Giusta la prassi del Tribunale cantonale, nel nostro cantone il fabbisogno 

minimo è composto dal minimo vitale del diritto esecutivo maggiorato del 

20 % (sentenza ZB 03 31 del 3 novembre 2003; NORBERT BRUNNER, Die 

unentgeltliche Rechtspflege nach bündnerischer Zivilprozessordnung, in: 

ZGRG 4/03, pag. 170). 

c) Nella commisurazione della capacità patrimoniale del richiedente va 

considerata anche l’eventuale sostanza e non unicamente i redditi 

conseguiti (DTF 124 I 1 cons. 2a e 120 Ia 179 cons. 3a). Secondo il 

Tribunale federale, a questo proposito si tiene conto dell’intera situazione 

- 9 -

economica della famiglia. La sostanza deve tuttavia essere disponibile al 

momento della litispendenza del processo o per lo meno allorquando è 

presentata l’istanza e non solo alla fine della procedura (cfr. DTF 119 Ia 

12 cons. 5 e 118 Ia 369 ss.). Quale sostanza può essere preso in 

considerazione anche l'introito che una persona può conseguire 

dell'alienazione di sostanza mobile o immobile, come ad esempio di 

un'autovettura (vedi sentenza del Tribunale federale 9C_253/2009 dell'11 

gennaio 2010). Nella valutazione della sostanza disponibile, la prassi 

ammette che vi sia una riserva di sostanza non intaccabile (Notgroschen) 

il cui ammontare dipende delle circostanze del caso di specie. Per quanto 

però la sostanza superi tale riserva, è dal richiedente esigibile l'impiego 

del suo patrimonio per fronteggiare alle spese derivanti della sua causa 

(vedi sentenza del Tribunale federale 4P.313/2006 del 14 febbraio 2007, 

nella quale era reputata esigibile la vendita della proprietà immobiliare 

anche a condizioni non propriamente vantaggiose). 

d) Riguardo all'ammontare di questa riserva di sostanza non intaccabile, una 

sua definizione precisa in base alla prassi di altri cantoni è contraria ai 

dettami del diritto federale (sentenza del Tribunale federale 9C_253/2009 

dell'11 gennaio 2010 cons. 4.4), in quanto essa è determinabile solo in 

relazione alla concreta situazione di ogni singola persona, avendo 

riguardo alla sua età e al suo stato di salute. Per questo la casistica 

offerta dal Tribunale federale a questo riguardo può essere presa solo a 

titolo indicativo, benché solitamente gli importi in discussione fossero 

decisamente più ridotti dell'importo qui controverso (vedi sentenza del 

Tribunale federale 4P.97/1990 del 29 maggio 1990, concernente l'importo 

di fr. 19'600.-- per un'anziana signora di ottantadue anni, divorziata, che 

non disponeva del minimo esistenziale; B 52/02 del 20 dicembre 2002 

relativo ad un importo di fr. 13'903.-- per un assicurato quarantaduenne di 

salute cagionevole e che disponeva di entrate assai limitate e di una 

modesta previdenza o 9C_253/2009 dell'11 gennaio 2010 dove per una 

- 10 -

richiedente quarantaseienne, divorziata, di salute cagionevole, con delle 

entrate appena sufficienti e una modesta previdenza di vecchiaia era 

stata considerata adeguata una sostanza non intaccabile di fr. 10'000.--). 

e) A livello cantonale, il Tribunale amministrativo si è già ripetutamente 

chinato sulla questione dell'entità che la sostanza non intaccabile può 

raggiungere (vedi sentenza di principio S 12 47A). Prendendo spunto 

anche dalla relativa dottrina, quale sostanza non intaccabile ossequiosa 

del diritto costituzionale viene attualmente indicato un importo di fr. 

15'000.-- per persona sola, mentre un importo di fr. 20'000.-- dovrebbe 

entrare in considerazione solo in casi eccezionali (STEFAN MEICHSSNER, 

das Grundrecht auf unentgeltliche Rechtspflege [Art. 29 Abs. 3 BV], 

Basilea 2008, pag. 86 e riferimenti; sentenze del Tribunale amministrativo 

S 13 124, S 10 87 e U 11 12), ad esempio in caso di ridotta o inesistente 

previdenza professionale. 

4. a) Nell'evenienza in oggetto, al determinante momento della richiesta 

(sentenza del Tribunale federale 9C_253/2009 dell'11 gennaio 2010 cons. 

3), il ricorrente disponeva di una sostanza liquida di fr. 30'508.-- e la 

moglie di € 8'066.--. Ambedue i coniugi avevano poi a disposizione una 

propria vettura - una BMW del 2006 l'istante e una Fiat panda del 1995 la 

moglie - per un valore indicativo di € 7'500.-- e € 500.--. Dal fatto che il 

ricorrente non faccia valere costi di locazione nonché dai redditi dichiarati 

per il periodo d'imposta 2013 all'Agenzia delle entrate italiana nel 2014, 

dove sono dichiarati redditi da fabbricati sia per il ricorrente come anche 

per sua moglie, si può inoltre dedurre che essi abbiano anche proprietà 

immobiliari, oltre alla sostanza liquida e alle autovetture sopra indicate. 

Tenendo conto che già la sostanza liquida del ricorrente supera la 

sostanza da ritenersi non intaccabile, la questione sull'esistenza e il 

valore commerciale di eventuali proprietà immobiliare non deve essere 

approfondita. Contrariamente a quanto pretende l'istante nel proprio 

- 11 -

ricorso, già in presenza di una simile riserva di sostanza liquida o 

traducibile in denaro non occorre procedere al calcolo del minimo vitale in 

base al reddito di cui dispone la famiglia. Il ricorrente ha attualmente solo 

55 anni e presenta in ogni caso una capacità lucrativa residua. Solo uno 

dei due figli è ancora in formazione, mentre la figlia vive con la famiglia, 

ha entrate proprie e può quindi contribuire per quanto la riguarda alle 

spese dell'economica domestica. Per il procedimento amministrativo in 

questione, non occorre versare acconti, la procedura che precede il 

rilascio della decisione è gratuita e le spese di patrocinio prevedibili non 

implicano certo l'esaurimento di dette riserve. Che le poche entrate 

dell'istante, alle quali vanno però opposte anche poche spese fisse 

(l'istante non ha costi di locazione), potrebbero implicare l'esaurimento 

della sostanza entro pochi anni, non è determinante ai fini del giudizio. In 

primo luogo, la situazione di lavoro dell'istante non è paragonabile a 

quella di un pensionato che non ha più possibilità di incrementare le 

proprie entrate. Inoltre, nell'esame della capacità economica non possono 

essere presi in considerazioni evoluzioni, ad anni di distanza, e che vanno 

ben oltre l'immediato futuro. 

b) Per l'istante non sarebbe poi neppure esigibile che egli attinga al capitale 

versatogli dall'assicurazione infortuni a titolo di indennità per 

menomazione dell'integrità (IMI). Relativamente a questa specifica 

questione, il Tribunale federale confermava l'irrilevanza dei motivi che 

hanno permesso l'accumulo di sostanza nei giudizi I 228/97 del 17 giugno 

1997 e I 302/96 del 23 dicembre 1997. In quest'ultima sentenza, 

pubblicata in DAS AI no. 13, il Tribunale federale considerava che la 

revoca del patrocinio gratuito fosse avvenuta giustamente, dopo il 

versamento all'assicurato di indennità giornaliere e una IMI per 

l'ammontare complessivo di fr. 23'000.-- (vedi cons. 7c). Nella sentenza 

8C_679/2009 del 22 febbraio 2010, pur prendendo atto delle critiche 

espresse dalla dottrina a questo riguardo e lasciando aperta la questione 

- 12 -

dell'origine della sostanza, l'Alta Corte federale ribadiva però la posizione 

già assunta in precedenza (vedi cons. 4.3). Nel successivo giudizio 

8C_309/2011 del 31 maggio 2011, il Tribunale federale si limitava 

nuovamente a richiamare la problematica, senza apportare modifiche 

materiali alla prassi fino ad allora instauratasi. In queste condizioni, resta 

pertanto valida la constatazione stando alla quale l'origine della sostanza 

non abbia rilevanza nell'esame dell'indigenza economica. 

c) Nell'evenienza in oggetto, come è già stato accennato anche in 

precedenza, i due coniugi non dichiarano entrate da attività lucrativa, per 

cui è dato ritenere che attuamene non esercitino un lavoro che potrebbe 

richiedere l'impiego dell'automobile. Per i soli fabbisogni di mobilità della 

famiglia potrebbe pertanto entrare anche in considerazione l'alienazione 

della seconda vettura. In questa evenienza, l'istante non sarebbe magari 

neppure tenuto ad attingere alla sostanza derivante dal versamento 

dell'IMI o qualora lo dovesse fare potrebbe comunque farlo in misura 

ridotta. In ogni caso, l'attuale situazione di sostanza dell'istante, 

indipendentemente dai motivi che hanno contribuito alla formazione di 

detto capitale, non giustifica l'assunzione delle spese di patrocinio da 

parte dello Stato. 

5. a) In conclusione, la reiezione della domanda di patrocinio gratuito decisa 

dell'ufficio AI merita conferma e il ricorso è respinto. Giusta l’art. 73 cpv. 1 

della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CS 370.100), nella 

procedura di ricorso la parte soccombente deve di regola assumersi le 

spese e viene obbligata in base all’art. 78 LGA a rimborsare alla parte 

vincente tutte le spese necessarie causate dalla procedura, benché le 

organizzazioni cui sono affidati compiti di diritto pubblico anche se 

vincono la causa non hanno diritto a ripetibili se agiscono nell'esercizio 

delle loro attribuzioni ufficiali. Nell'evenienza, avuto riguardo all'insieme 

delle circostanze del caso in esame e alla comunque poco confortevole 

- 13 -

situazione dal profilo dell'impiego del ricorrente, viene eccezionalmente 

rinunciato al prelievo di costi di procedura.

b) L'istante postula il riconoscimento del patrocinio gratuito anche in questa 

sede. Come è stato evocato in precedenza, le condizioni economiche per 

il riconoscimento del patrocinio gratuito nella procedura amministrativa e 

in quella di ricorso sono gli stessi. A differenza però del procedimento 

amministrativo che precede il rilascio di una decisione di rendita, il ricorso 

al Tribunale amministrativo non è esente da spese, anche se 

nell'evenienza si è rinunciato al prelievo di spese di giustizia, restando le 

norme di procedura sul gratuito patrocinio rette dal dritto cantonale giusta 

quanto previsto dall'art. 61 cpv. 1 prima frase LPGA (sentenza del 

Tribunale federale 8C_991/2008 del 1. aprile 2009 al cons. 3.1.1). Per 

quanto è già stato esposto in precedenza, la situazione di sostanza 

dell'istante non giustifica però un diverso giudizio per la presente 

procedura di ricorso, per cui la richiesta viene respinta già per questo 

motivo, senza che sia necessario verificare la realizzazione delle altre 

condizioni cumulative per il riconoscimento del diritto al patrocinio 

gratuito.  

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Non vengono prelevate spese. 

3. La richiesta di patrocinio gratuito è respinta. 

4. [Vie di diritto]

- 14 -

5. [Comunicazioni]