# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8d717b1f-926e-59ae-8aa7-784dcc5d3b34
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-12-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 18.12.2006 52.2006.352
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2006-352_2006-12-18.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2006.352

   

  	
  Lugano

  18 dicembre
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 2 novembre 2006 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinato da: PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 10 ottobre 2006 (no. 4906) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la risoluzione 31 agosto 2006 con cui la Sezione della circolazione,
  Ufficio giuridico, gli ha imposto la presentazione di un certificato medico attestante
  l'insussistenza di tossicomania e la sua idoneità alla guida in esito a
  controlli medici settimanali per un periodo di tre mesi;

  

 

 

vista la risposta 14 novembre
2006 del Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI 1 è nato
il 5 gennaio 1970 ed ha ottenuto la licenza di condurre veicoli a motore nel
1988. Il 9 giugno 2006 è stato interrogato dal servizio antidroga della polizia
cantonale nell'ambito di un'inchiesta svolta a __________ per reati legati alla
LF sugli stupefacenti. In tale occasione, il nominato ha ammesso di consumare saltuariamente
della cocaina, specificando di averne acquistato ca. 100 gr. negli ultimi tre
anni per uso esclusivamente personale.

 

 

                                  B.   Informata
di questi fatti, il 19 luglio 2006 la Sezione della circolazione ha prospettato
a RI 1 l'adozione di una misura amministrativa di revoca della licenza di
condurre. Raccolte le osservazioni dell'interessato, con decisione 31 agosto
2006 l'autorità cantonale gli ha imposto controlli medici settimanali per un
periodo di tre mesi e la susseguente presentazione di un certificato medico attestante
l'assenza di una tossicomania, da un lato, e la sua idoneità alla guida, dall'altro.

 

 

                                  C.   Con giudizio
10 ottobre 2006, il Consiglio di Stato ha confermato tale provvedimento,
respingendo l'impugnativa contro di esso presentata da RI 1.

                                         In
sostanza, l'autorità di ricorso di prime cure ha ritenuto che i controlli
imposti al ricorrente al fine di escludere una sua dipendenza dal consumo di
stupefacenti nell'interesse della sicurezza della circolazione fossero legittimi
ed adeguati.

 

 

                                  D.   Contro il
predetto giudizio governativo RI 1 insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendo che venga annullato unitamente alle misure di controllo
imposte dalla Sezione della circolazione.

                                         Secondo il
ricorrente, che ribadisce di aver consumato cocaina solo occasionalmente e mai
prima di mettersi al volante, nella fattispecie non sussistono le premesse
oggettive per ordinare costosi esami settimanali delle urine. Dalle circostanze
- soggiunge l'insorgente - non emergono elementi tali da revocare in dubbio la
sua idoneità alla guida, né risultano sufficienti indizi per giustificare
misure investigative sulla sua persona.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, senza formulare particolari
osservazioni.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva del
ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono date dagli art. 10 cpv. 2
LALCStr, nonché 43 e 46 PAmm grazie al rinvio di cui all'art. 10 cpv. 3
LALCStr.

                                         II
ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli
atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. A
norma dei combinati art. 14 cpv. 2 lett. c, 16 cpv. 1 e 16d cpv. 1 lett.
b LCStr, la licenza di condurre deve essere revocata se il conducente soffre di
una forma di dipendenza che esclude l'idoneità alla guida. Le revoche a scopo
di sicurezza servono a proteggere la circolazione contro i conducenti non
idonei. Sono ordinate se il conducente non è idoneo a condurre veicoli a motore
per ragioni mediche o psichiche, per il vizio del bere o tossicomania, o altre
incapacità, segnatamente di natura caratteriale. In tal caso, la licenza viene
ritirata a tempo indeterminato (art. 16d cpv. 1 LCStr).

 

                                         2.2. La
revoca di sicurezza della licenza di condurre a cagione di tossicomania presuppone
l'esistenza di una dipendenza. II Tribunale federale (DTF 127 II 122 consid 3c)
reputa affetto da tossicodipendenza l'individuo che presenta più di qualsiasi
altra persona il rischio di mettersi al volante di un veicolo in uno stato - durevole
o temporaneo - pericoloso per la circolazione. Nell'interesse della sicurezza
del traffico stradale deve essere assimilato alla tossicodipendenza anche il
consumo regolare di stupefacenti, qualora, per quantità e frequenza, esso sia
suscettibile di diminuire l'attitudine alla guida dell'interessato.
L'inidoneità può essere ammessa in particolare allorquando una persona dedita
al consumo di droga non è più in grado di scindere l'uso della droga dalla
guida di un veicolo a motore, o se vi è un rischio importante che si ponga al
volante sotto l'effetto pieno di una sostanza stupefacente (DTF 124 II 559
consid. 3d).

                                         

                                         2.3. La
revoca di sicurezza comporta una limitazione tangibile della personalità del
conducente colpito dal provvedimento. L'autorità competente è quindi tenuta ad
analizzare d'ufficio e con particolare circospezione la situazione della
persona interessata, decidendo volta per volta la natura e l'estensione degli
esami necessari. Secondo la più recente giurisprudenza, l'inidoneità alla guida
per impiego di droga deve essere accertata assumendo informazioni sulle abitudini di consumo del conducente, segnatamente
sulla frequenza, la quantità e le circostanze dell'assunzione di stupefacenti e/o
bevande alcoliche, così come sulla personalità del soggetto, in particolare
riguardo al consumo di droga nell'ambito della circolazione stradale. In alcuni
casi, l'inidoneità alla guida per consumo di stupefacenti deve essere accertata
tramite una perizia medica specialistica, alla quale si può senz'altro
rinunciare allorquando la tossicomania è manifesta e particolarmente grave (DTF
129 II 82 consid. 2.2, 128 II 335 consid. 4b e rinvii, 127 II 122 consid. 3b e
4b; sul tema vedi inoltre Michiels/Gache, Dépendance et statut de conducteur,
RDAF 2004 p. 315 ss., in particolare p. 348-351). 

 

 

                                   3.   Nell'evenienza
concreta, la Sezione della circolazione ha ritenuto necessario imporre al
ricorrente dei controlli medici settimanali per la durata di tre mesi, con
l'obbligo di presentare al termine di tale periodo un certificato medico
attestante l'assenza di una tossicodipendenza e la sua idoneità alla guida. II
Consiglio di Stato ha tutelato tale provvedimento, in considerazione della necessità
di valutare d'ufficio la situazione personale dell'interessato prima di
pronunciare un eventuale ritiro del permesso a scopo di sicurezza. Da parte
sua, il ricorrente contesta tale conclusione, adducendo che il consumo
sporadico di cocaina non giustifica affatto le misure investigative adottate
dalla competente autorità cantonale.

Le risultanze dell'inchiesta di polizia
nella quale è incappato RI 1 impongono invece che la sua situazione venga esplorata
con cura. Il fatto che abbia ammesso di consumare cocaina - anche solo
saltuariamente - obbliga la Sezione della circolazione ad approfondire
l'intensità dell'indubbio rapporto che egli intrattiene con gli stupefacenti e,
all'occorrenza, le conseguenze di tale legame dal profilo della sua idoneità
alla guida. Questo, evidentemente, nel preminente interesse della sicurezza
della circolazione stradale e a prescindere dall'assenza di reati riconducibili
alla guida di veicoli a motore sotto l'influsso di droga.

                                         Alla luce
della giurisprudenza federale dinanzi evocata, occorre quindi che si assumano informazioni sulle abitudini dell'interessato
e si accerti il grado di assiduità del suo consumo di cocaina tramite regolari
controlli delle urine. La dipendenza dalla droga può essere infatti assodata in
base a conclusioni fondate sulla presenza di tracce di stupefacenti nell'urina
e, di regola cumulativamente, sui dati scientifici basati sull'esperienza
corroborati da constatazioni mediche effettuate sul soggetto stesso. A tale scopo,
l'autorità competente può imporre controlli medici come quelli in discussione
sulla scorta degli art. 14 LCStr e 11b lett. a OAC. Nel caso in cui i controlli
dovessero dare esiti sostanzialmente negativi, non occorreranno ulteriori investigazioni.
Viceversa, qualora dovesse risultare un consumo che trascende l'occasionalità
riconosciuta dal ricorrente, bisognerà valutare la dipendenza dalla droga,
rispettivamente la sua idoneità alla guida, con un'appropriata perizia
specialistica.

                                         Posto che
ogni caso deve essere valutato singolarmente e che quello all'esame merita una
sorta di indagine preliminare, questo Tribunale ritiene in conclusione che le
misure adottate dalla Sezione della circolazione non prestino il fianco a
critiche. Esse si avverano mezzo appropriato e non particolarmente incisivo per
raccogliere dati utili nel contesto di un processo inteso a determinare se
sussistono ancora le condizioni legali per il rilascio della licenza di
condurre dell'insorgente.

 

 

                                   4.   Sulla
scorta di quanto precede, il ricorso va pertanto respinto.

                                         La tassa
di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi
motivi,

visti gli art. 14 cpv. 2 lett. c, 16 cpv. 1, 16d
cpv. 1 lett. b LCStr; 11b OAC; 10 LALCStr; 18, 28, 43, 46 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 1’000.- è a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto pubblico federale,
è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale di Losanna nel
termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  rappr. dall' 

   

  ;

  Ufficio federale delle strade, segreteria provvedimenti
  amministrativi, 3003 Berna. 

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  2. CO 2 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario