# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 691b2e68-a22e-52a1-88a4-1745a8fb440b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-08-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 07.08.1996 16.1995.159
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-1995-159_1996-08-07.html

## Full Text

Incarto n.

  16.95.00159

  	
  Lugano

  7 agosto 1996

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa,
  presidente, 

  Cocchi e Giani

   

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per giudicare il ricorso per cassazione 18 ottobre 1995 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la
sentenza 4 ottobre 1995 del Giudice di pace del circolo di Lugano nella causa a
procedura inappellabile promossa con istanza 21 dicembre 1994
da

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

 

con
la quale l’istante ha chiesto il pagamento di fr. 727.40 oltre accessori a
titolo di risarcimento danni nonchè il rigetto dell’opposizione interposta
dalla convenuta al PE no. __________ dell’UE di Lugano,  domande accolte dal
primo giudice,

 

 

letti
ed esaminati gli atti, 

 

 

 

 

considerato

 

 

in
fatto e in diritto:

 

 

                                         che con istanza 21
dicembre 1994 la __________ ha convenuto in giudizio __________ al fine di
ottenere il pagamento di fr. 727.40, importo corrispondente alle spese
sostenute per la riparazione di due veicoli danneggiati dalla convenuta in
occasione di una visita presso la sua sede, durante la quale la convenuta,
intenzionata a provare lo sterzo di un veicolo esposto, ottenutene le chiavi, ne
ha provocato la messa in moto con il conseguente avanzamento improvviso e
l’urto con un veicolo antistante;

 

                                         che la convenuta si è
opposta alla pretesa avversaria contestando qualsiasi responsabilità per il
danneggiamento dei due veicoli: essa ha rilevato che il danno è da addebitare
alla negligenza dell’istante medesima per aver esposto al pubblico un veicolo
senza assumere le necessarie cautele onde evitarne la mobilità;

 

                                         che con il querelato
giudizio il primo giudice, previa valutazione delle risultanze istruttorie
dalle quali ha dedotto il convincimento che a cagionare il danno lamentato
dall’istante sarebbe stata la manovra di messa in moto del veicolo posta in
atto dalla convenuta, ha accolto l’istanza;

 

                                         che con il presente
tempestivo ricorso __________ è insorta contro il predetto giudizio
postulandone l’annullamento sulla base dei titoli di cassazione di cui alle
lettere e) e g) dell’art. 327 CPC; la ricorrente sollevando numerose censure di
cui si dirà in seguito, ribadisce la sua estraneità all’accaduto; 

 

                                         che con scritto 1°
dicembre 1995 la controparte propone la conferma della decisione impugnata;

 

                                         che preliminarmente, la
censura secondo la quale il primo giudice avrebbe erroneamente esaminato la
domanda dell’istante alla luce dei disposti che regolano la procedura ordinaria
anziché quella sommaria di rigetto dell’opposizione -ciò che avrebbe dovuto
condurre alla reiezione dell’istanza per difetto di un valido riconoscimento di
debito - è manifestamente infondata;

 

                                         che infatti, il giudice di
pace ha correttamente trattato l’istanza 21 dicembre 1994 secondo i dettami
della procedura ordinaria inappellabile di cui agli art. 291 segg. CPC avendo
l’istante chiaramente esposto la sua intenzione di ottenere, oltre al rigetto
dell’opposizione, il pagamento di fr. 727.40;

 

                                         che anche l’eccezione di
carenza di legittimazione del rappresentante dell’istante, signor __________, 
in quanto sprovvisto di procura scritta, è palesemente infondata risultando
dagli atti uno scritto 1° febbraio 1995 con il quale l’istante ha conferito
allo stesso la facoltà di rappresentarla in giudizio;

 

                                         che comunque, nella cause
di competenza del giudice di pace, la rappresentanza processuale è riconosciuta
alle persone ritenute dal giudice capaci di proporre e discutere la causa con
la necessaria chiarezza (art. 64bis cpv. 3 CPC);

 

                                         che dall’argomento secondo
cui alla convenuta non sarebbe mai stata inviata la fattura delle riparazioni
oggetto della presente procedura essa non può dedurre alcun pregiudizio,
risultando dal suo scritto 29 aprile 1994 (doc. A) che ella sapeva esattamente
a che cosa si riferisse la pretesa di controparte;

 

                                         che altrettanto
inconsistente è la censura secondo la quale sarebbe stato violato il diritto di
essere sentita della convenuta a dipendenza delle modalità di verbalizzazione
delle allegazioni delle parti, favorendo, a dire della ricorrente, l’istante a
suo svantaggio, violazione che essa pretende di provare, producendo la
registrazione dell’udienza 1°febbraio 1995;

 

                                         che a questo proposito va
rilevato che la registrazione dell’udienza, se effettuata senza il consenso
degli altri partecipanti (giudice di pace e parte istante) costituirebbe un 
reato ai sensi dell’art. 179 ter CP, punibile a querela di parte;

 

                                         che comunque questa Camera
non può tener conto della registrazione prodotta sotto forma di cassetta, sia
perché questo tipo di prova non è contemplata dal CPC, sia perché in questa
sede non è possibile fondarsi su prove nuove (art. 321 CPC);

                                      

                                         che per quanto attiene
alle modalità di verbalizzazione delle allegazioni delle parti, l’art. 298 CPC
indica espressamente che queste devono essere sommariamente riassunte dal
giudice;

 

                                         che da un raffronto tra i
vari scritti della convenuta e i verbali delle due udienze indette dal giudice,
si deve concludere che le principali allegazioni e contestazioni della
convenuta sono state portate a conoscenza del giudice, così che la ricorrente
non può invero lamentare una lesione del proprio diritto d’essere sentita;

 

                                         che la dichiarazione 23
febbraio 1995 di __________ - prodotta dall’istante - non costituisce prova,
dal momento che il suo autore non è stato chiamato a testimoniare personalmente
sui fatti;

 

                                         che comunque essa non ha
assunto nel processo nessuna rilevanza come risulta dalla motivazione della
sentenza;

 

                                         che anche nel merito il
ricorso, dal quale non è possibile evidenziare il titolo di cassazione di cui all’art.
327 lett. g CPC , è infondato;

 

                                         che infatti, a prescindere
dal fatto di sapere se il veicolo esposto all’interno dell’autosalone
dell’istante avesse inserita o meno una marcia e il freno a mano, il fatto
stesso che il veicolo si sia spostato a seguito della messa in moto della
convenuta non è controverso;

 

                                         che semmai è evidente come
la ricorrente non abbia sollevato eccezioni atte a scagionarla dalla
responsabilità dell’accaduto, dovuto verosimilmente alla sua imperizia o alla
sua imprudenza nel manovrare un veicolo collocato in esposizione da altri;

 

                                         che, contrariamente alle
allegazioni della convenuta, non tornano applicabili le disposizioni della LCS
e relativa ordinanza che regolano la circolazione sulle strade pubbliche (art.
1 LCS);

 

                                         che abbondanzialmente va
rilevato che lo scritto 12 novembre 1995, riferito ad una richiesta di
pagamento delle spese postali per la notifica del ricorso pervenuta alla
ricorrente, non può essere esaminato in quanto esula dal tema ricorsuale;

 

 

 

 

Per
i quali motivi,

richiamati
gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la LTG

 

 

pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso per cassazione
18 ottobre 1995 di __________ è respinto.

 

                                   2.   Le spese del presente
giudizio, consistenti in:

                                         a) tassa di giustizia                             fr.
100.-

                                         b) spese                                               fr.  
50.- 

                                                                                                       fr.
150.-

 

                                         già anticipate dalla
ricorrente, rimangono a suo carico con l’obbligo di rifondere alla controparte
fr. 50.- quale indennità di  questa sede.

 

                                   3.   Intimazione a:

                                         - __________

                                         Comunicazione alla Giudicatura
di pace del Circolo di Carona

 

 

 

Per
la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           La
segretaria