# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1e013a2b-4baa-5154-863b-59ee600bee9a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-06-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 17.06.2019 14.2019.103
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2019-103_2019-06-17.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2019.103

  	
  Lugano

  17 giugno 2019

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Villa

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa __________ (fallimento) della Pretura della Giurisdizione di
Locarno-Città promossa con istanza presentata l’8 marzo 2019 dalla

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   RE 1 

  (rappresentato da  RA 1, )

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 23 maggio 2019 presentato da RE 1 contro la
decisione emessa il 6 maggio 2019 dal Pretore aggiunto;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Nell’ambito dell’esecuzione
n. __________ dell’Ufficio di esecuzione di Locarno, l’8 marzo 2019 l’CO 1
ha chiesto alla Pretura della
Giurisdizione di Locarno-Città di decretare il fallimento di RE 1 per il
mancato pagamento di fr. 16'639.10 più interessi e
spese.

 

                                  B.   All’udienza
di discussione del 13 marzo 2019 nessuno è comparso.

 

                                  C.   Statuendo
con decisione del 6 maggio 2019 il Pretore aggiunto ha dichiarato il fallimento
di RE 1 dal 7 maggio 2019 alle ore 10:00, ponendo a carico della massa fallimentare
la tassa di giustizia di fr. 100.–.

 

                                  D.   Contro la sentenza appena citata RE 1 è insorto a
questa Camera con un reclamo del 23 maggio 2019, asserendo di avere “la
ferma volontà di saldare il dovuto”. Stante l’esito
del giudizio odierno, il reclamo non è stato intimato alla controparte per
osservazioni.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a
CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del
Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG).

                                         Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv.
2 CPC). Presentato il 23 maggio 2019 contro la sentenza notificata a RE 1 il 13
maggio, in concreto il reclamo, inoltrato l’ultimo giorno utile, è tempestivo.

 

                                   2.   In
virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo
dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione
del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di
fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.

 

                                         Nel
caso in esame, il reclamante non fa valere alcuno dei presupposti appena
citati, limitandosi ad affermare, peraltro senza riscontri oggettivi e
concreti, di avere “la ferma volontà di
saldare il dovuto” e di aver già “preso accordi con la debitrice” (recte: la creditrice). Ciò è insufficiente ed
è comunque tardivo, dal momento che i
presupposti dell’art. 174 LEF devono essere adem­piuti al
più tardi l’ultimo giorno del termine di ricorso (DTF 136 III 295 consid. 3.2).
Nella fattispecie, non solo il reclamante non ha estinto o depositato la somma
reclamata dall’istante, o comunque ottenuto dalla stessa il ritiro dell’esecuzione,
ma egli non appare neppure solvibile, siccome è oggetto di altre quattro
esecuzioni. Del resto, il fallimento è stato sospeso per mancanza di attivo il
29 maggio 2019. Il reclamo va pertanto respinto e il fallimento di RE 1
confermato.

 

                                   3.   Non
essendo stato concesso effetto sospensivo al gravame, il fallimento non dev’essere
nuovamente pronunciato.

 

                                   4.   La
tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [RS 281.35]), come
pure le spese dell’ufficio dei fallimenti, sono poste in ambo le sedi a carico
della parte soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC). Alla controparte non si
assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni al
reclamo.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è respinto.

 

                                   2.   La
tassa di giustizia del presente giudizio, di fr. 150.–, è posta a carico
di RE 1.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   ;

  –  ;

  –  Ufficio
  di esecuzione, Locarno;

  –  Ufficio
  dei fallimenti, Locarno.

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della Giurisdizione di Locarno-Città.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).