# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9fdc0c52-cc04-5d2a-aef1-3ec41b28f97b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-08-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.08.2023 D-5604/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5604-2021_2023-08-21.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5604/2021 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 1  a g o s t o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Esther Marti, Jeannine Scherrer-Bänziger,  

cancelliera Francesca Bertini. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Sri Lanka,   

patrocinato dalla MLaw Tindara Santoro,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento (termine del ricorso accorciato);  

decisione della SEM del 2 dicembre 2021. 

 

 

 

D-5604/2021 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A.a A._______, cittadino srilankese e di etnia tamil, ha presentato una do-

manda d'asilo in Svizzera il (…) settembre 2021, congiuntamente al fratello 

B._______ (cfr. atti SEM 3/2; 1108046-3/2). 

A.b Il 9 settembre 2021 l'interessato ha conferito procura alla rappresen-

tanza legale assegnatagli (cfr. atto SEM 13/1).  

A.c Il giorno seguente il richiedente ha sostenuto un'audizione sulle gene-

ralità (cfr. atto SEM 14/9), mentre il 16 settembre 2021 (cfr. atto SEM 17/2) 

è stato sentito nell'ambito di un colloquio personale conformemente 

all'art. 5 del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del 

Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di de-

terminazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda 

di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cit-

tadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'U-

nione europea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; Regolamento Dublino 

III).  

A.d In seguito, il 29 ottobre 2021 (cfr. atto SEM 26/15) si è svolta la prima 

audizione secondo l'art. 26 cpv. 3 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 

(LAsi, RS 142.31), mentre il 25 novembre 2021 (cfr. atto SEM 32/14) si è 

svolta una seconda audizione secondo l'art. 29 LAsi.  

A.e A sostegno della sua domanda d'asilo il richiedente ha presentato (cfr. 

atto SEM 20/-, ID-Nr. 001-007): 

- carta d'identità (in copia); 

- certificato di nascita (in copia);  

- due fotografie;  

- convocazione del 9 aprile 2015 per un colloquio di lavoro (in copia); 

- fotocopia articolo di giornale e relativa traduzione. 

 

A.f In corso di procedura il richiedente è stato oggetto di diverse visite 

mediche (cfr. atto SEM 9/2; 19/2; 22/2; 29/3). 

D-5604/2021 

Pagina 3 

B.  

B.a Il 30 novembre 2021, la SEM ha emanato il suo progetto di decisione 

(cfr. atto SEM 34/14), allorché il 1° dicembre 2021, l'interessato ha potuto 

presentare il suo parere allo stesso (cfr. atto SEM 35/4). 

B.b Con decisione del 2 dicembre 2021, notificata in medesima data (cfr. 

atto SEM 38/1) la SEM non ha riconosciuto la qualità di rifugiato al richie-

dente ed ha respinto la sua domanda d'asilo, pronunciando parimenti il suo 

allontanamento dalla Svizzera e l'esecuzione del precitato provvedimento, 

siccome ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile (cfr. atto SEM 

36/18). 

B.c In medesima data la SEM ha emesso una decisione inerente al fratello 

(cfr. atto SEM 1108046-32/17), oggetto di una procedura separata 

(cfr. D-5597/2021).  

C.  

Il 23 dicembre 2021 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata 

24 dicembre 2021) l'interessato è insorto contro detta decisione con ricorso 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), chie-

dendo, a titolo principale, l'accoglimento del ricorso, il riconoscimento della 

qualità di rifugiato e concessione dell'asilo. In primo subordine, che gli atti 

di causa siano restituiti all'autorità inferiore, per una nuova valutazione sul 

punto del riconoscimento della qualità di rifugiato ed in secondo subordine 

che gli atti di causa siano restituiti alla SEM per il complemento dell'istru-

zione. Altresì, ha presentato una domanda di esenzione dal pagamento 

delle spese di giudizio e del relativo anticipo, con protestate tasse e spese.  

Al ricorso egli ha allegato la denuncia presentata dalla madre alla Commis-

sione dei diritti umani dello Sri Lanka con una lettera accompagnatoria e la 

relativa traduzione (cfr. allegato ricorsuale n. 3).  

D.  

Con scritto del 5 gennaio 2022, l'insorgente ha trasmesso al Tribunale delle 

fotografie che lo ritraggono durante la premiazione di un torneo sportivo a 

C._______ al quale egli ha preso parte in data 24 ottobre 2021, assieme 

al fratello T. e un nuovo documento (…) con la relativa traduzione.  

 

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Pagina 4 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla proce-

dura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla legge 

sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

2.  

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi in combinato 

disposto con l'art. 10 dell'ordinanza sui provvedimenti nel settore dell'asilo 

in relazione al coronavirus [Ordinanza COVID-19 asilo; RS 142.318]) con-

tro una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒

33 LTAF), è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 

lett. a-c e art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del gra-

vame.  

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati, in materia d'asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5), 

e in materia di diritto degli stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 

49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai 

motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della 

decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 

consid. 2). 

4.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 cpv. 1 

LTAF). In applicazione dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in questi casi il Tri-

bunale può rinunciare allo scambio degli scritti. 

5.  

5.1 Per quel che riguarda anzitutto la richiesta di congiunzione della pre-

sente causa con quella del fratello del ricorrente (D-5597/2021), si rileva 

che le impugnative che fanno riferimento alla medesima fattispecie, quan-

danche presentate separatamente, possono essere congiunte in una sola 

procedura a qualsiasi stadio della causa (cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEU-

SCH/LORENZ KNEUBÜHLER/MARTIN KAYSER, Prozessieren vor dem Bunde-

sverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n° 3.17). 

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Pagina 5 

5.2 Nel caso in disamina, il Tribunale respinge la richiesta di congiunzione 

presentata dal ricorrente (cfr. allegato ricorsuale par. 11). Tuttavia, il pre-

sente procedimento è coordinato con quello del fratello (cfr. D-5597/2021). 

Entrambi i ricorsi sono infatti valutati e decisi nello stesso momento dal 

medesimo collegio giudicante. Altresì, entrambi gli incarti sono presi in con-

siderazione per l'evasione delle cause.  

6.  

6.1 Per quanto riguarda i motivi d'asilo, l'interessato ha dichiarato di essere 

cittadino srilankese, di etnia tamil e di aver sempre vissuto a D._______ 

(distretto di Jaffna, Provincia del Nord). Dal 2017 al 2021 egli avrebbe al-

ternato il suo domicilio, soggiornando anche a E._______, per il suo lavoro 

(…) e facendo avanti e indietro dal suo villaggio. In concomitanza con il 

lavoro di controllore, egli avrebbe anche giocato in un club di cricket. Es-

sendo particolarmente bravo, nel febbraio del 2018 sarebbe stato convo-

cato per giocare nel (…) (in seguito: […]). Egli sarebbe stato l'unico tamil 

di quella squadra e ciò non sarebbe piaciuto ad alcune persone di etnia 

singalese. Invero, egli avrebbe ricevuto due telefonate minatorie per dis-

suaderlo a giocare ed allenarsi. A marzo 2018, egli avrebbe partecipato a 

una partita a Colombo e alla fine della stessa, due individui con un casco 

addosso, avrebbero proferito delle minacce di morte nei suoi confronti e 

nei confronti della sua famiglia. Tuttavia, egli non avrebbe dato troppa im-

portanza all'accaduto. Alcuni giorni più tardi, il (…) marzo 2018, durante un 

turno di lavoro due persone singalesi avrebbero fermato il bus sul quale si 

sarebbe trovato e avrebbero picchiato sia lui e che l'autista. Dopo le per-

cosse, gli aggressori gli avrebbero intimato di non partecipare più alle par-

tite/allenamenti e sarebbero fuggiti dirigendosi verso un campo militare. Il 

richiedente e l'autista avrebbero presentato una denuncia alla polizia, la 

quale avrebbe però riferito alla stampa che si sarebbe trattata di una lite 

tra bus privati e quelli del Governo. L'autista a seguito di pressioni avrebbe 

ritirato la denuncia e così anche l'interessato. Da lì in poi, il richiedente non 

si sarebbe più allenato, né avrebbe più partecipato alle partite. Nel 2020 si 

sarebbe fermato tutto a causa della pandemia di Covid-19 e nel 2021 egli 

avrebbe ricevuto una telefonata per partecipare nuovamente ad una par-

tita. Dopo tre settimane di allenamento, il richiedente l'asilo avrebbe iniziato 

a ricevere delle minacce telefoniche e alla prima partita disputata a Co-

lombo, egli sarebbe stato nuovamente dissuaso dal giocare da due per-

sone che indossavano un casco. In seguito, il (…) luglio 2021, mentre si 

sarebbe diretto verso il tempio di F._______ a D._______, assieme ad un 

amico, una jeep militare si sarebbe accostata a lui e le persone all'interno 

l'avrebbero esortato a salire. Una volta nel veicolo, gli avrebbero bendato 

gli occhi e legato le mani e lo avrebbero rinchiuso in una stanza. Dipoi, uno 

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dei sequestratori, parlando con difficoltà tamil, gli avrebbe chiesto: «Perché 

un membro delle LTTE vuole giocare nella nazionale di cricket dello Sri 

Lanka?», a quel punto egli avrebbe compreso il motivo per cui l'avrebbero 

portato via. Per tre giorni, egli sarebbe stato picchiato e contemporanea-

mente gli avrebbero chiesto di smettere di giocare, fino a quando egli dal 

dolore avrebbe risposto che non avrebbe più giocato. Infine, il terzo giorno 

di detenzione, i sequestratori gli avrebbero comunicato che anche il fratello 

T. sarebbe stato arrestato per lo stesso motivo e che entrambi sarebbero 

rilasciati, ma si sarebbero dovuti presentare, il (…) luglio 2021, al quarto 

piano dell’ufficio del CID («Criminal Investigation Departement», il diparti-

mento investigativo della polizia srilankese) a Colombo per un interrogato-

rio. Entrambi, sarebbero poi stati bendati e portati vicino ad un campo di 

granoturco a G._______ dove li avrebbero liberati. L'interessato e il fratello 

T. si sarebbero recati da un amico, dove avrebbero chiamato la madre (cfr. 

atti SEM 26/15 e 32/14).  

6.2 Nella decisione impugnata, l'autorità inferiore ha considerato innanzi-

tutto inverosimili le allegazioni del richiedente. In particolare, la SEM ha 

rilevato come le dichiarazioni dell'interessato risulterebbero, su punti es-

senziali, poco concrete e circostanziate. Inoltre, l'autorità di prima istanza 

ha riscontrato delle discrepanze nelle dichiarazioni dell'interessato nelle 

due audizioni sui motivi d'asilo del 29 ottobre 2021 e del 25 novembre 

2021. Oltre a ciò, l'autorità inferiore ha osservato come anche tra l'audi-

zione del 29 ottobre 2021 e quella del fratello T. dello stesso giorno si sa-

rebbero verificate delle grossolane contraddizioni, alle quali – confrontato 

nel corso della successiva audizione – non avrebbe dato una convincente 

spiegazione. Dipoi, la SEM ha analizzato attentamente i mezzi di prova ed 

ha concluso come questi non sarebbero in grado di apportare credibilità 

alle sue allegazioni in merito a delle persecuzioni da parte dei militari. A tal 

proposito, l'autorità di prima istanza si è pronunciata anche in merito all'an-

nunciato documento, ossia la denuncia presentata dalla madre alla com-

missione dei diritti umani, osservando che non si tratterebbe di un atto pro-

batorio, poiché potrebbe essere stata effettuata ai fini della causa. Per-

tanto, il richiedente non avrebbe in nessun modo reso verosimile una per-

secuzione nei suoi confronti.  

Altresì, l'autorità inferiore ha ritenuto che nella fattispecie non sussistereb-

bero dei fondati motivi per ritenere che egli sarebbe esposto, in un pros-

simo futuro e con un'alta probabilità, a seri pregiudizi rilevanti ai fini del 

riconoscimento della qualità di rifugiato in caso di ritorno in Sri Lanka. In 

particolare, la SEM ha analizzato i cosiddetti fattori di rischio esistenti al 

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momento della partenza dell'interessato non ritenendoli atti a suscitare una 

persecuzione da parte delle autorità del suo Paese d'origine.  

Infine, l'autorità di prima istanza ha preso posizione in merito al parere sulla 

bozza di decisione negativa presentato dalla rappresentante legale, con-

cludendo come tale non conterrebbe fatti o mezzi di prova che giustifiche-

rebbero una modifica del suo punto di vista.  

6.3 In sede ricorsuale, l'insorgente avversa la valutazione dell'autorità di 

prima istanza. In primo luogo, osserva come il suo diritto di essere sentito 

sarebbe stato violato, non avendo la SEM chiarito d'ufficio il suo profilo di 

rischio. Invero, egli avrebbe dimostrato l'esistenza di una persecuzione nei 

confronti di alcuni membri della sua famiglia e di essere finito anche lui nel 

mirino delle autorità dello Sri Lanka. Pertanto, a suo dire, l'autorità inferiore 

non avrebbe applicato accuratamente il diritto federale e non avrebbe os-

sequiato al suo obbligo di stabilire in maniera completa i fatti giuridicamente 

rilevanti, trattando oltretutto un caso complesso nell'ambito di una proce-

dura celere anziché nell'ambito della procedura ampliata. Venendo inoltre 

a meno al suo obbligo di motivare adeguatamente la propria decisione. 

Anche per quel che concerne la sua situazione medica e i maltrattamenti 

subiti da parte dei militari, il ricorrente ritiene che l'autorità di prima istanza 

sarebbe incorsa in gravi lacune istruttorie. Altresì, l'insorgente contesta la 

valutazione della SEM in merito alla verosimiglianza delle sue allegazioni 

come pure l'analisi dell'assenza di un rischio di persecuzioni ai sensi 

dell'art. 3 LAsi. Specialmente, egli sottolinea come la circostanza che sa-

rebbe divenuto noto nell'ambito sportivo del cricket e di conseguenza sa-

rebbe stato preso di mira dalle autorità – essendo l'unico giocatore tamil in 

una squadra nazionale composta da singalesi – lo renderebbe un profilo a 

rischio di persecuzione. Invero, egli sarebbe stato tacciato di appartenere 

alle LTTE e per questo motivo sarebbe stato intimato a lasciare la squadra 

incorrendo in un episodio di aggressione ed in una detenzione. Infine, egli 

rimprovera all'autorità di prima istanza di non aver atteso la produzione del 

mezzo di prova annunciato, violando così ulteriormente il suo diritto di es-

sere sentito.  

7.  

7.1 Preliminarmente occorre chinarsi sulle censure formali sollevate dal ri-

corrente, in quanto potrebbero condurre alla cassazione della decisione 

impugnata (cfr. DTF 138 I 232 consid. 5 per il diritto di essere sentito e 

l'obbligo di motivazione; e per l'accertamento dei fatti giuridicamente rile-

vanti cfr. sentenze del Tribunale D-3567/2019 del 29 novembre 2019 con-

sid. 5.2 e D-1443/2016 del 22 febbraio 2017 consid. 4.2; MOSER/ BEUSCH/

http://links.weblaw.ch/BVGer-D-3567/2019

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KNEUBÜHLER/KAYSER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 

3a ed. 2022, n. 2.191). 

7.2 Nelle procedure d'asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l'autorità 

competente procede d'ufficio all'accertamento dei fatti (art. 6 LAsi; 

art. 12 PA). In concreto, essa deve procurarsi la documentazione necessa-

ria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed ammini-

strare a tal fine le opportune prove a riguardo. Il principio inquisitorio non 

dispensa comunque le parti dal dovere di collaborare all'accertamento dei 

fatti ed in modo particolare dall'onere di provare quanto sia in loro facoltà 

e quanto l'amministrazione o il giudice non siano in grado di delucidare con 

mezzi propri (art. 13 PA; art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). 

7.3 Dal canto suo, il diritto di essere sentito, disciplinato dall'art. 29 cpv. 2 

della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 

1999 (Cost., RS 101) comprende segnatamente il diritto per l'interessato di 

consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne 

l'assunzione, di partecipare alla stessa e di potersi esprimere sulle relative 

risultanze nella misura in cui possano influire sulla decisione (cfr. DTF 135 

II 286 consid. 5.1, 135 I 279 consid. 2.3). La portata della facoltà di espri-

mersi non può essere determinata in maniera generale ma dev'essere de-

finita sulla base degli interessi concretamente in gioco. Il concetto a monte 

è che alla parte in causa debba essere concessa la facoltà di mettere in 

evidenza il suo punto di vista in maniera efficace (cfr. DTAF 2013/23 con-

sid. 6.1.1 e relativi riferimenti; ed a titolo esemplificativo la sentenza del 

Tribunale D-4781/2021 dell'8 novembre 2021 consid. 6.2). 

7.4 L'obbligo di motivazione è inoltre corollario fondamentale del diritto di 

essere sentito. Detta prerogativa è finalizzata a permettere ai destinatari e 

a tutte le persone interessate, di comprenderla, eventualmente di impu-

gnarla, in modo da rendere possibile all'autorità di ricorso, se adita, di eser-

citare convenientemente il suo controllo (cfr. DTF 139 V 496 consid. 5.1, 

136 I 184 consid. 2.2). Ciò non significa che l'autorità sia tenuta a pronun-

ciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; 

essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio 

(cfr. DTF 133 III 439 consid. 3.3). Per adempiere a queste esigenze è ne-

cessario che essa menzioni, almeno brevemente, i motivi sui quali ha fon-

dato la sua decisione, in modo da consentire agli interessati di apprezzarne 

la portata (cfr. DTF 136 I 229 consid. 5.2, 136 V 351, 129 I 232 consid. 3.2; 

DTAF 2013/34 consid. 4.1, 2012/23 consid. 6.1.2; sentenza del Tribunale 

federale 2C_1020/2019 del 31 marzo 2020 consid. 3.4.2). 

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Pagina 9 

7.5  

7.5.1 Nella presente disamina, al contrario di quanto sostenuto dall'interes-

sato in sede di ricorso, il Tribunale non intravvede alcun elemento giuridi-

camente rilevante che non sarebbe stato ritenuto dalla SEM nella sua va-

lutazione. In particolare, si osserva come l'obiezione di una mancata analisi 

di una persecuzione riflessa risulta nella fattispecie ai limiti del pretestuoso. 

Invero, il Tribunale constata come l'interessato abbia sempre riferito di aver 

ricevuto minacce e di essere stato aggredito esclusivamente in relazione 

alla sua attività sportiva (cfr. atti SEM 26/25 D131 e D133; 32/14 D82). Nel 

periodo tra marzo 2018 e luglio 2021, egli non avrebbe avuto alcun pro-

blema e avrebbe potuto fare una vita normale (cfr. atti SEM 26/15 D130-

131; 32/14 D82). Questo a suo dire proprio perché in quel periodo non 

avrebbe più giocato (cfr. atto SEM 26/15 D131). Inoltre, l'autorità inferiore 

ha motivato in modo sufficientemente completo e comprensibile, perché 

ritenesse che le allegazioni dell'insorgente inverosimili, anche esprimen-

dosi in merito a tutti i mezzi di prova presentati e annunciati dal ricorrente 

(cfr. p.to. II, pag. 5 e segg. della decisione avversata). All'insorgente è pe-

raltro stata offerta la possibilità di esprimersi riguardo a quest'ultimi sia nel 

contesto dell'audizione sui motivi d'asilo (cfr. atto SEM 26/15 D101-109), 

sia nell'ambito del suo parere al progetto di bozza negativa della decisione 

(cfr. atto SEM 34/14, pag. 7 e 8). Il fatto che l'autorità non abbia atteso la 

trasmissione della denuncia presentata dalla madre del ricorrente presso 

la Commissione per i diritti umani dello Sri Lanka e si è espressa anticipa-

tamente su tale mezzo di prova, non viola il diritto di essere sentito del 

ricorrente (cfr. DTF 144 II 427 consid. 3.1.3, 136 I 229 consid. 5.3). 

7.5.2 Anche sotto l'aspetto del suo stato di salute, il Tribunale ritiene che 

gli atti di causa risultavano essere completi al momento dell'emanazione 

della decisione. La SEM disponeva di tutti gli elementi per potersi pronun-

ciare in merito senza aspettare e/o effettuare ulteriori accertamenti. In par-

ticolare, si osserva che dalla visita medica del 3 novembre 2021 non risulta 

che l'interessato ha necessitato di ulteriori trattamenti (cfr. atto SEM 29/3). 

Quest'ultima ha del resto esposto, nel provvedimento avversato, in modo 

sufficientemente dettagliato i motivi per i quali ha ritenuto l'esecuzione 

dell'allontanamento della ricorrente verso lo Sri Lanka ammissibile e ragio-

nevolmente esigibile, anche ed in particolare in relazione al suo stato di 

salute (cfr. p.to. II, pag. 15 e 16 della decisione avversata). 

7.5.3 Pertanto, l'autorità inferiore risulta aver tenuto conto nel suo giudizio 

di tutti gli elementi presenti all'incarto. In tal senso, nel provvedimento av-

versato, non si ravvisa né una violazione dell'obbligo di motivazione della 

decisione da parte della SEM, nel rispetto dei principi sopra esposti (cfr. 

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Pagina 10 

supra cosid. 6.4), né che abbia violato in alcun modo il suo diritto di essere 

sentito. Riguardo a quest'ultimo punto, risulta del resto che egli abbia po-

tuto impugnare con piena cognizione di causa la decisione impugnata. Per 

il resto, il solo fatto che il ricorrente si trovi in disaccordo con l'apprezza-

mento adempiuto dalla SEM nel suo caso specifico, è piuttosto riferibile al 

merito della questione e non discende invece da un accertamento inaccu-

rato o incompleto della fattispecie da parte della succitata autorità, rispetti-

vamente da una violazione dell'obbligo di motivazione da parte della me-

desima. Tali argomentazioni verranno pertanto trattate nei considerandi se-

guenti. 

7.6 Alla luce degli elementi succitati, l'autorità inferiore non ha quindi vio-

lato il principio inquisitorio ed i fatti pertinenti sono stati stabiliti in modo 

sufficiente. Per il resto, essa non è venuta meno al suo obbligo di motivare 

sufficientemente la decisione avversata, né violato in alcun modo il diritto 

di essere sentito dell'insorgente. 

7.7 Su tali presupposti, non si intravvede quindi nemmeno quali ulteriori 

elementi l'autorità sindacata avrebbe dovuto analizzare, passando ad una 

procedura ampliata (cfr. art. 26d LAsi), così come proposto dall'insorgente 

nella sua impugnativa, poiché nella procedura celere (cfr. art. 26c LAsi) – 

applicata alla presente disamina – l'autorità inferiore ha già raccolto gli ele-

menti giuridicamente rilevanti per il caso di specie per potersi poi pronun-

ciare, con cognizione di causa, nella decisione qui impugnata rispetto ai 

quesiti giuridici che si ponevano nella fattispecie (per ulteriori dettagli circa 

lo smistamento tra la procedura celere e quella ampliata, si veda la 

DTAF 2020 VI/5 consid. 7-8). 

7.8 Ne discende quindi che le censure formali sollevate dal ricorrente nei 

confronti del provvedimento impugnato, risultano infondate e vanno conse-

guentemente respinte.  

8.  

8.1 Ora venendo al merito, si osserva dapprima che la Svizzera, su do-

manda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposizioni della LAsi (art. 2 

LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a persone in 

Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso include il diritto di 

risiedere in Svizzera. 

8.2 Sono rifugiati le persone che, nel paese d'origine o d'ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

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Pagina 11 

politiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi). Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pe-

ricolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che 

comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). La 

definizione dello statuto di rifugiato, così come stabilita all'art. 3 cpv. 1 LAsi, 

è esaustiva, nel senso che esclude tutti gli altri motivi, suscettibili di con-

durre una persona a lasciare il proprio paese di origine o di residenza. 

8.3 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).  

8.4 È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l'asilo siano suf-

ficientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; in questo senso di-

chiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

o all'esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi-

mili ai sensi dell'art. 7 LAsi. È altresì necessario che il richiedente stesso 

appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere creduta. Que-

sta qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue allegazioni 

su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti 

o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di procedura ri-

tratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, ne introduce 

tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella procedura oppure 

nega la necessaria collaborazione. Infine, non è indispensabile che le alle-

gazioni del richiedente l'asilo siano sostenute da prove rigorose; al contra-

rio, è sufficiente che l'autorità giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi 

circa alcune affermazioni, sia persuasa che, complessivamente, tale ver-

sione dei fatti sia in preponderanza veritiera. Il giudizio sulla verosimi-

glianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica della plausibilità del 

contenuto di ogni singola allegazione, bensì dev'essere il frutto di una pon-

derazione tra gli elementi essenziali a favore e contrari ad essa; decisivo 

sarà dunque determinare, da un punto di vista oggettivo, quali fra questi 

risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e re-

lativi riferimenti).  

D-5604/2021 

Pagina 12 

9.  

9.1 Innanzitutto, le dichiarazioni dell'interessato in merito alle minacce che 

egli avrebbe ricevuto, sia nel 2018 che nel 2021, in seguito alla sua parte-

cipazione agli allenamenti e alle partite di cricket a Colombo sono estrema-

mente vaghe e stereotipate (cfr. atto SEM 32/14 D69-77). Entrambi le volte, 

egli avrebbe ricevuto delle telefonate da ignoti e susseguentemente agli 

incontri sportivi, egli sarebbe stato avvicinato da due persone non identifi-

cabili con un casco addosso (cfr. atti SEM 26/15 D111; 32/14 D61-63 e 

69-71). Allo stesso modo, anche le allegazioni relative alle minacce rice-

vute a marzo 2018, durante l'episodio avvenuto durante il suo turno di la-

voro quale controllore di bus, risultano molto vaghe. A suo dire, le persone 

che avrebbero fermato il bus e aggredito sia lui che l'autista gli avrebbero 

intimato di non più giocare a cricket e poi sarebbero scappate nella dire-

zione di un campo militare (cfr. atti SEM 26/15 D111; 32/14 D64-65). Oltre 

a riferire che tali persone parlassero male la lingua tamil e che probabil-

mente si sarebbe trattato di persone di etnia singalese (cfr. atti SEM 26/15 

D111; 32/14 D65-66), egli non è riuscito a fornire alcuna ulteriore informa-

zione. Per di più, tale versione si contraddice con il mezzo di prova presen-

tato, il quale riporta che uno degli aggressori sarebbe stato arrestato (cfr. 

atto SEM 20/-, ID-Nr. 006-007). 

9.2 Altresì, quanto affermato in relazione al suo arresto e ai giorni di deten-

zione è estremamente impersonale e privo di dettagli. Il richiedente, ha in 

riferito unicamente di salito su una jeep militare e di non essere in grado di 

specificare dove l'avrebbero portato, in quanto gli avrebbero bendato gli 

occhi (cfr. atti SEM 26/15 D113; 32/14 D4). Inoltre, sorprende che egli non 

ha saputo riferire nessun particolare in merito al luogo della sua deten-

zione, asserendo che si sarebbe tratto di una stanza buia e che per sua 

supposizione questa si sarebbe trovata all'interno di un campo militare a 

Jaffna (cfr. atto SEM 32/14 D20-25). Altresì, risulta alquanto incredibile che 

egli non sia in grado di circostanziare maggiormente i tre giorni di deten-

zione, asserendo soltanto che l'avrebbero interrogato e picchiato chieden-

dogli se avrebbe ancora continuato a giocare a cricket (cfr. atto SEM 32/14 

D4). In aggiunta, il ricorrente non è nemmeno riuscito a dare una spiega-

zione convincente al legame tra le persone che l'avrebbero minacciato in 

precedenza e i militari (cfr. atto SEM 32/14 D32). Invero, egli ha asserito 

che avrebbe fatto tale conclusione in quanto gli avrebbero rivolto le stesse 

domande (cfr. atto SEM 32/14 D33-34).  

9.3 Anche quanto dichiarato in merito alla liberazione risulta poco credibile, 

oltre ad essere incompatibile con la logica dell'agire. In particolare, quanto 

riferito in merito alla convocazione da ritirare il (…) luglio 2021 a 

D-5604/2021 

Pagina 13 

H._______, per potersi presentare il (…) luglio 2021 all'ufficio del CID al 

quarto piano a Colombo, è priva di alcuna logica (cfr. atto SEM 32/14 D40). 

Inoltre, stupisce il fatto che il ricorrente non sia stato nemmeno in grado di 

indicare cosa vi sarebbe al quarto piano a Colombo (cfr. atto SEM 32/14 

D37-39) e per quale motivo si sarebbe dovuto recare presso tale ufficio, 

visto che egli avrebbe per sfinimento dichiara di rinunciare a giocare a cric-

ket (cfr. atti SEM 26/15 D117). Ugualmente, si constata che anche le rispo-

ste relative alle visite da parte dei militari alla sua casa successive all'espa-

trio risultano non circostanziate (cfr. atto SEM 26/15 D51; D54). 

9.4 Infine, si osserva come appare altresì incongruente il fatto che egli an-

cor prima di venir effettivamente selezionato per il team nazionale susciti 

così tanto interesse da venir perseguitato dalle autorità militari (cfr. atto 

SEM 32/14 D26-29). Oltretutto, anche senza voler dubitare delle sue ca-

pacità atletiche, egli non avrebbe mai giocato come professionista in pas-

sato (cfr. atto SEM 26/15 D102-103) e nel 2021 si sarebbe allenato sola-

mente per tre settimane dopo una pausa di ben tre anni (cfr. atti SEM 26/15 

D113). Pertanto, risulta poco credibile l'asserito timore espresso dall'insor-

gente che i singalesi avrebbero ritenuto con certezza che egli sarebbe pas-

sato dalla squadra (…) al team nazionale (cfr. atto SEM 32/14 D27-29). 

9.5 Dipoi, come riscontrato anche dall'autorità inferiore, dalle allegazioni 

del ricorrente emergono alcune importanti contraddizioni, alle quali l'insor-

gente, messo a confronto, non ha saputo dare una convincente spiega-

zione. Queste riguardano in particolare le asserite minacce telefoniche, le 

quali vengono collocate temporalmente in modo differente nelle due audi-

zioni sui motivi d'asilo (cfr. atti SEM 26/15 D111; 32/14 D71-72) e il racconto 

dell'interessato con quello del fratello T. relativo al passatore e alla proce-

dura che avrebbero dovuto seguire in aeroporto (32/14 D88-94).  

9.6 Per quanto concerne i mezzi di prova versati agli atti nel procedimento 

di prima istanza, il Tribunale non può esimersi dal condividere quanto già 

evidenziato dalla SEM nella decisione avversata (cfr. pt.o II, pag. 7-8 della 

decisione avversata). Inoltre, nemmeno quanto prodotto in sede ricorsuale 

e successivamente con scritto del 5 gennaio 2022 è suscettibile di mutare 

l'apprezzamento del Tribunale. In particolare, la denuncia presentata dalla 

madre alla Commissione dei diritti umani dello Sri Lanka, oltre a poter es-

sere stata confezionata ai fini di causa, riporta unicamente che la madre 

sarebbe stata informata da terzi che i figli sarebbero stati arrestati dai mili-

tari e da due giorni ella non avrebbe più notizie di loro (cfr. allegato ricor-

suale n. 3).  

D-5604/2021 

Pagina 14 

9.7 Ne discende dunque che l'insorgente non ha reso verosimile le sue 

allegazioni inerenti ai motivi per i quali egli avrebbe lasciato lo Sri Lanka.  

10.  

A titolo meramente abbondanziale, e per buona pace del ricorrente, le al-

legazioni del ricorrente non risultano adempiere le condizioni di rilevanza. 

In particolare, nonostante quanto censurato nel gravame, non si può partire 

dall'assunto che in specie esistano legami presunti o effettivi con le LTTE, 

che dal punto di vista delle autorità srilankesi, possano essere interpretati 

quale volontà di voler riaccendere il conflitto etnico nel paese (cfr. sentenza 

di riferimento del Tribunale E-1866/2015 del 15 luglio 2016 consid. 8.4.1 e 

8.5.3; sentenza del Tribunale E-350/2017 del 3 ottobre 2018 consid. 4.3.1). 

A tal riguardo si sottolinea che né il ricorrente né il padre hanno mai fatto 

parte delle LTTE (cfr. atto SEM 26/15 D126-127) e che quest'ultimo si trova 

ancora in Sri Lanka. Inoltre, i motivi d'asilo dei fratelli espatriati preceden-

temente non hanno una connessione con quelli dell'insorgente, come con-

fermato dallo stesso (cfr. atto SEM 26/15 D128 e D133). Infine, si constata 

come il richiedente non ha mai avuto altri problemi con i militari (cfr. atto 

SEM 26/15 D 130) oltre all'asserita detenzione – peraltro già ritenuta inve-

rosimile - ed è potuto espatriare con il suo passaporto originale (cfr. atto 

26/15 D73). 

11.  

11.1 Proseguendo nell'analisi, l'insorgente non può neppure vedersi rico-

noscere la qualità di rifugiato, all'esclusione della concessione dell'asilo, 

per dei motivi insorti dopo la fuga. Per il resto, la sola appartenenza all'etnia 

Tamil e il deposito di una domanda d'asilo all'estero non sono elementi di 

rischio sufficienti per comprovare un timore fondato di esposizione a seri 

pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi (cfr. sentenza di riferimento E-1866/2015 

consid. 8.4.6). Nel caso de quo, nemmeno sono recensibili un impegno 

politico particolare contro il regime durante l'esilio, con lo scopo di voler 

rianimare il movimento separatista tamil (cfr. sentenza di riferimento E-

1866/2015 consid. 8.4.2 e 8.5.4; sentenza E-350/2017 consid. 4.3.1) né si 

deduce dagli atti che l'interessato sia stato iscritto in una lista di controllo 

ad uso delle autorità (cfr. sentenza di riferimento E-1866/2015 consid. 8.4.3 

e 8.5.2; sentenza E-350/2017 consid. 4.3.1). In buona sostanza, non ap-

pare che l'insorgente possa essere percepito come una minaccia per l'unità 

e la coesione nazionale (cfr. in merito anche: sentenza E-350/2017 con-

sid. 4.4). Certo, il fatto che egli sia di etnia tamil come pure la durata del 

suo soggiorno in Svizzera ed il suo eventuale rimpatrio senza il possesso 

di un passaporto non permettono di escludere ch'egli possa attirare su di 

D-5604/2021 

Pagina 15 

sé l'attenzione delle autorità al suo ritorno ed essere interrogato (cfr. sen-

tenza di riferimento E-1866/2015 consid. 8.4.4, 9.2.4 e 9.2.5; sentenze del 

Tribunale E-4703/2017 e E-4705/2017 del 25 ottobre 2017 consid. 4.4 e 

4.5 [in parte pubblicata in DTAF 2017 VI/6]).  

11.2 Peraltro, nemmeno i mezzi di prova versati agli atti, con scritto del 

5 gennaio 2022, permettono una diversa valutazione. Né la sua partecipa-

zione ad un torneo di cricket in Svizzera (C._______) né le fotografie che 

lo ritraggono durante la premiazione, con in sfondo le bandiere delle LTTE, 

permettono di concludere che il ricorrente possa essere considerato in pa-

tria come un'esponente di spicco delle LTTE. Altresì, nemmeno l'articolo di 

giornale srilankese, che riporta del precitato torneo avvenuto in Svizzera e 

menziona l'interessato quale miglior giocatore, permette di concludere che 

egli sia inviso alle autorità del suo Paese d'origine.  

11.3 Pertanto la valutazione circa i fattori di rischio di cui al provvedimento 

sindacato non presta il fianco a critiche. In altri termini, il ricorrente non può 

prevalersi di un timore fondato di essere perseguitato in un prossimo avve-

nire e secondo un'alta probabilità, per dei motivi posteriori alla sua fuga 

(art. 54 LAsi).  

12.  

In virtù di quanto sopra, il ricorso in materia di riconoscimento della qualità 

di rifugiato e di concessione dell'asilo non merita tutela e la decisione im-

pugnata va confermata.  

13.  

13.1 Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pro-

nuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; 

tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi). 

13.2 L'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2, art. 44 nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa 

a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. 

DTAF 2013/37 consid. 4.4).  

Il Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell'allontana-

mento. 

D-5604/2021 

Pagina 16 

14.  

14.1 L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell'art. 44 LAsi, dall'art. 83 LStrI, giusta il quale l'esecuzione dell'allonta-

namento dev'essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 

cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). 

14.2 Il ricorrente, nel suo gravame, avversa anche le conclusioni a cui l'au-

torità inferiore è giunta nella decisione impugnata circa l'ammissibilità e l'e-

sigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento. Egli ribadisce di essere meri-

tevole del riconoscimento dello statuto di rifugiato e che il suo allontana-

mento violerebbe il principio di “non refoulement”. In particolare, ritiene l'e-

secuzione del suo allontanamento in contrasto con l'art. 3 della Conven-

zione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali 

del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) e l'art. 3 della Convenzione contro 

la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 di-

cembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). Invero, egli in caso di rientro in Sri 

Lanka rischierebbe seriamente di essere ingiustamente arrestato e tortu-

rato, per non essersi presentato all'ufficio del CID al quarto piano a Co-

lombo. Altresì, il ricorrente sottolinea come egli sarebbe ancora traumatiz-

zato dai maltrattamenti subiti durante la detenzione nel Paese d'origine e 

come la sua rete socio famigliare risulterebbe compromessa.  

15.  

15.1 Giusta l'art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione non è ammissibile se la pro-

secuzione del viaggio dello straniero verso lo Stato d'origine o di prove-

nienza o verso uno Stato terzo è contraria agli impegni di diritto internazio-

nale pubblico della Svizzera. 

15.2 A tal proposito, in primo luogo il Tribunale osserva come, al contrario 

di quanto addotto dal ricorrente nel suo gravame, quest'ultimo non è riu-

scito a dimostrare l'esistenza di seri pregiudizi o il fondato timore di essere 

esposto a tali pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi, stante le sue dichiarazioni 

inverosimili ed irrilevanti. Pertanto, l'ammissibilità del rinvio del ricorrente 

verso lo Sri Lanka, risulta anche sotto l'aspetto dell'art. 5 cpv. 1 LAsi, paci-

fica. Per di più, per i motivi già sopra enucleati, non sono ravvisabili agli atti 

elementi che possano far ritenere, con una probabilità preponderante, che 

l'insorgente possa essere sottoposto ad una pena o ad un trattamento vie-

tati dall'art. 3 CEDU o dall'art. 3 Conv. tortura. In particolare, egli non ha 

stabilito di avere un profilo di una persona che possa concretamente inte-

ressare le autorità srilankesi, né a fortiori l'esistenza di un rischio personale, 

concreto e serio di essere esposto in patria, ad un trattamento contrario ai 

disposti succitati (cfr. sentenza della CorteEDU [Grande Camera] Saadi 

D-5604/2021 

Pagina 17 

contro Italia del 28 febbraio 2008, 37201/06, §§125 e 129 con relativi rife-

rimenti). Inoltre, la situazione generale dei diritti umani nello Sri Lanka non 

è d'altro canto a tal punto compromessa da rendere generalmente inam-

missibile l'esecuzione dell'allontanamento e ciò anche volendo considerare 

la recente evoluzione congiunturale e politica (cfr. la sentenza di riferimento 

del Tribunale E-737/2020 del 27 febbraio 2023 consid. 10.1.2.3 e relativi 

riferimenti; anche le sentenze del Tribunale D-3616/2020 del 17 marzo 

2023 consid. 10.2.3 e D-2217/2020 del 30 maggio 2023 consid. 9.1.2).  

15.3 In aggiunta, è d’uopo determinare nella fattispecie se l’esecuzione 

dell’allontanamento sia compatibile con l’art. 8 CEDU, in quanto dagli atti 

di causa è emersa una richiesta di complusazione dell’incarto da parte 

dell’Ufficio dello Stato civile alla SEM in relazione con l’avvio di una proce-

dura di preparazione del matrimonio dell’interessato (cfr. risultanze proces-

suali). Secondo la giurisprudenza, tale norma tutela in primo luogo, in rela-

zione con il permesso di soggiorno, la famiglia detta nucleare o "Kernfami-

lie", ovvero la comunità dei coniugi con i loro figli minorenni (cfr. DTF 137 I 

113 consid. 6.1; DTAF 2008/47 consid. 4.1). Inoltre, possono beneficiare 

della protezione dell’art. 8 CEDU anche quelle relazioni famigliari non rico-

nosciute legalmente, purché vi sia una relazione sufficientemente stretta 

ed effettiva. Il fattore decisivo è da ricercare nella qualità della vita fami-

gliare e non nel suo fondamento giuridico (cfr. DTF 135 I 143 consid. 3.1). 

Il Tribunale federale già avuto modo di precisare che anche una relazione 

di concubinato può dare diritto all’ottenimento di un permesso di soggiorno, 

se la relazione è vissuta da anni in modo equivalente ad un matrimonio o 

vi sono concreti indizi ad un matrimonio imminente (cfr. sentenza del TF 

2C 222/2017 del 29 novembre 2017). La relazione deve essere quindi pa-

ragonabile a matrimonio per natura e stabilità. A tal proposito è essenziale 

che i partner vivano in una economia domestica comune e che venga te-

nuta in considerazione la natura e la lunghezza della loro relazione, così 

come il loro interesse e impegno reciproco, per esempio attraverso dei figli 

o altre circostanze (cfr. sentenza del TF 2C 880/2017 del 3 maggio 2018 

consid. 3.1). 

15.4 Nella presente disamina, come precedentemente osservato il Tribu-

nale è venuto a conoscenza della procedura di preparazione al matrimonio 

unicamente dagli atti di causa. Il ricorrente non ha mai informato il Tribunale 

in merito all’esistenza di una relazione, né in sede di ricorso né successi-

vamente. Al momento non risulta che egli sia in possesso di un permesso 

di soggiorno o che egli possa farne richiesta in ragione della sua relazione, 

la quale si può presumere non adempi i requisiti di relazione sufficiente-

mente stretta ed effettiva ai sensi del art. 8 CEDU. Altresì, non vi è modo 

http://links.weblaw.ch/BVGE-2008/47

D-5604/2021 

Pagina 18 

di ritenere che il matrimonio sia imminente. Di conseguenza, il fatto che sia 

stata avviata una procedura di preparazione al matrimonio non costituisce 

un ostacolo dell’esecuzione dell’allontanamento (cfr. fra le altre le sentenze 

del Tribunale D-5387/2020 del 6 luglio 2022 consid. 15.5; D-3684/2020 del 

18 ottobre 2021 consid. 10.2). 

15.5 Ne consegue pertanto che, l’esecuzione dell'allontanamento del ricor-

rente verso lo Sri Lanka, sia da considerarsi ammissibile ai sensi dell'art. 83 

cpv. 3 LStrI in relazione con l'art. 44 LAsi. 

16.  

16.1 Secondo l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione può non essere ragione-

volmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di provenienza, lo stra-

niero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni 

quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica. 

Stante il fatto che le ostilità tra i separatisti tamil ed il governo sono cessate, 

in Sri Lanka non vige attualmente un contesto di guerra, guerra civile o 

violenza generalizzata riguardante l'integralità del territorio (cfr. sentenza 

di riferimento del Tribunale E-1866/2015 consid. 13.1). Tale conclusione 

resta valida, anche tenuto conto dei recenti sviluppi avvenuti nel Paese 

(crisi politica, economica e finanziaria, come pure in parte delle proteste 

violente contro l’aumento dei prezzi dei beni di consumo e contro difficoltà 

in particolare riguardanti il rifornimento di carburante), segnatamente poi-

ché la crisi concerne tutta la popolazione srilankese (cfr. sentenza del Tri-

bunale D-3616/2020 del 17 marzo 2023 consid. 10.3.3 con ulteriori riferi-

menti citati). 

Inoltre, nella sentenza di riferimento E-1866/2015 consid. 13.2 seg. il Tri-

bunale ha altresì proceduto all'attualizzazione della giurisprudenza pubbli-

cata in DTAF 2011/24 ed ha confermato che l'esecuzione dell'allontana-

mento è ragionevolmente esigibile in tutta la provincia Settentrionale – ad 

eccezione della regione di Vanni (per la regione di Vanni cfr. la sentenza di 

riferimento D-3619/2016 del 16 ottobre 2017) – e nella provincia Orientale 

qualora i criteri individuali dell'esigibilità siano dati (in particolare l'esistenza 

di una solida rete famigliare o sociale, così come la possibilità di accedere 

ad un alloggio e di prospettive favorevoli quanto alla copertura dei bisogni 

elementari [E-1866/2015 consid. 13.3.3]), 

16.2 Nel caso di specie, il ricorrente proviene da D._______ (distretto di 

Jaffna, Provincia del Nord). Dal 2017 fino all'espatrio egli avrebbe soggior-

nato a E._______ per lavoro facendo rientro a I._______ per due giorni a 

D-5604/2021 

Pagina 19 

settimana (cfr. atto SEM 26/15 D18). Ciononostante, egli ha vissuto la mag-

gior parte della sua vita proprio in quest’ultimo villaggio a (…) di Jaffna. Si 

aggiunge il fatto che la maggioranza della sua rete socio-famigliare, come 

dichiarato in sede di audizione, vive tutt'ora a D._______ (cfr. atto SEM 

26/15 D47-49). Inoltre, egli risulta essere tutt'ora in contatto con i suoi ge-

nitori (cfr. atto SEM 26/15 D 50), i quali vivono in una casa di proprietà (cfr. 

atto SEM 26/15 D25-26). Altresì, l'insorgente è un giovane uomo, vanta di 

una solida formazione scolastica (cfr. atto SEM 26/15 D29-31) e di un'e-

sperienza professionale come (…) (cfr. atto SEM 26/15 D33-34). Quest'ul-

tima attività gli permetteva di provvedere al proprio sostentamento (cfr. atto 

SEM 26/15 D36). Di conseguenza non vi è motivo di dubitare che l'Interes-

sato sarà in grado, anche con l'aiuto dei famigliari, di far fronte ai propri 

bisogni.  

16.3 Per quanto concerne il suo stato di salute del ricorrente si osserva 

l'ultima visita medica risale al 3 novembre 2021(cfr. atto SEM 29/3), di con-

seguenza si può presumere che i problemi si siano risolti o che non sono 

così acuti da necessitare degli ulteriori trattamenti.  

Il Tribunale amministrativo federale, nella sua recente sentenza di riferi-

mento E-737/2020 del 27 febbraio 2023, si è pronunciato in dettaglio ri-

guardo alla difficile situazione economica vigente in Sri Lanka, in partico-

lare con riferimento agli effetti di quest’ultima sulla situazione di approvvi-

gionamento dal profilo medico-sanitario (consid. 10.2.5). Anche tenuto 

conto delle difficoltà segnalate in tale settore sanitario nella predetta sen-

tenza di riferimento, le problematiche di salute del ricorrente non condu-

cono a ritenere che un suo ritorno in Sri Lanka lo esporrebbe ad un dete-

rioramento della sua salute rapido e che ne metta in pericolo la sua vita 

(cfr. consid. 10.2.6 della sentenza di riferimento citata). 

16.4 Su tali presupposti, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente, 

è pure da ritenersi ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in rela-

zione con l'art. 44 LAsi).  

17.  

Neppure risultano esservi impedimenti sotto il profilo della possibilità dell'e-

secuzione del provvedimento, in quanto il ricorrente, usando della neces-

saria diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 

(cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12). 

D-5604/2021 

Pagina 20 

18.  

Ne consegue che, anche in materia di esecuzione dell'allontanamento, la 

decisione dell'autorità inferiore va confermata. 

19.  

Visto tutto quanto sopra, con la decisione impugnata, la SEM non ha violato 

il diritto federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non 

ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi). Altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va conseguentemente respinto e la deci-

sione impugnata confermata. 

20.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta senza oggetto. 

21.  

Visto l'esito della procedura, le spese processuali, andrebbero poste a ca-

rico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, 

non essendo state le conclusioni ricorsuali d'acchito sprovviste di possibi-

lità di esito favorevole e potendo partire dal presupposto che l'insorgente 

sia indigente, v'è luogo di accogliere la domanda di assistenza giudiziaria 

nel senso della dispensa dal pagamento delle spese di giustizia (art. 65 

cpv. 1 PA). 

22.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

  

D-5604/2021 

Pagina 21 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Francesca Bertini 

 

 

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