# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e855f757-595b-5c1b-b360-025391533502
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-05-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 12.05.2000 52.2000.75
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2000-75_2000-05-12.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2000.00075

   

  	
  Lugano

  12 maggio
  2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 9 marzo 2000 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patr. da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 23 febbraio 2000 (n. 803) con cui il
  Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile il ricorso inoltrato il 17
  settembre 1999 dall'insorgente contro una variante del piano regolatore di
  __________ relativa al mapp. __________ adottata dal consiglio comunale il 21
  dicembre 1998;

  

 

 

viste le risposte:

-    15 marzo 2000 della
Sezione della pianificazione urbanistica;

-    22 marzo 2000 del
Consiglio di Stato;

-    29 marzo 2000 del
municipio di __________;

-    31 marzo 2000 del
Consorzio per il piano regolatore del __________;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   La
__________ (in seguito: __________) è proprietaria del mapp. __________ di
__________. In data 21 dicembre 1998 il consiglio comunale di quel comune ha
adottato una variante di PR che ha istituito a carico del menzionato fondo un
vincolo di pubblica utilità "Parco e area verde". La deliberazione è
stata pubblicata da parte del municipio agli albi comunali, sui tre quotidiani
del Cantone e sul foglio ufficiale n. __________ del __________ (pag.
__________ seg.). Con risoluzione 19 maggio 1999 il Governo ha approvato tale
variante. La risoluzione è stata pubblicata sul foglio ufficiale n. __________
del __________ (pag. __________ seg.).

 

 

                                  B.   Con lettera
3 settembre 1999 il municipio di __________ ha informato la __________ della
menzionata variante e di aver altresì bandito un concorso d'idee sulle
possibili utilizzazioni dell'area in rassegna.

 

 

                                  C.   Con ricorso
17 settembre 1999 la __________ è insorta al Consiglio di Stato, al quale ha
chiesto:

                                         - in via
principale, di dichiarare nulla rispettivamente annullare la procedura di pubblicazione
della variante di PR e di ordinare una nuova pubblicazione mediante intimazione
degli atti direttamente ad essa medesima;

                                         - in via
subordinata, di dichiarare nulla rispettivamente annullare la procedura di
pubblicazione della variante di PR e di attribuire il mapp. __________ alla
zona edificabile.

La ricorrente si è doluta del fatto che le
autorità competenti non l'avessero informata personalmente e tempestivamente in
merito alle decisioni adottate circa la pianificazione del mapp. __________. E
questo a dispetto di precise assicurazioni rilasciatele verbalmente e per
iscritto. La ricorrente ha pertanto lamentato una violazione del principio
della buona fede.

 

 

                                  D.   Con
decisione 23 febbraio 2000 il Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile il
gravame nella misura in cui era rivolto contro la variante di PR, siccome
inoltrato dopo la scadenza del termine di ricorso sancito all'art. 35 cpv. 1
LALPT. La censura addotta dalla ricorrente, secondo cui essa avrebbe dovuto
essere informata personalmente dell'adozione della variante di PR, esaminata a
titolo abbondanziale, è stata respinta. Il Consiglio di Stato ha inoltre
ritenuto che la lettera 3 settembre 1999 del municipio di __________ non
configurasse una decisione, ma fornisse semplicemente delle informazioni, per
cui anch'essa non appariva impugnabile. Il dispositivo n. 3 del giudizio
governativo indicava la possibilità di impugnazione innanzi a questo Tribunale.

 

 

                                  E.   Con ricorso
9 marzo 2000 la __________ è insorta davanti a questo Tribunale contro il
giudicato del Consiglio di Stato. Essa chiede, in via principale, di annullarlo
e di retrocedere gli atti al Consiglio di Stato affinché abbia ad emettere una
nuova decisione previo stralcio dagli atti delle risposte inoltrate in quella
sede dal municipio di __________ e della delegazione del consorzio per il PR
dei comuni del __________, come dalla stessa postulato con scritto 4 novembre
1999 e ribadito all'udienza del 29 novembre successivo. In via subordinata la
ricorrente ripropone la domanda formulata in via principale davanti al Governo,
ribadendo ed affinando i motivi addotti dinanzi all'istanza inferiore.

 

Il Consiglio di Stato, il dipartimento del
territorio, il municipio di Vira Gambarogno e la delegazione del consorzio per
il PR dei comuni del Gambarogno domandano la reiezione del gravame.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. Prima
di entrare nel merito di una istanza o di un ricorso l'autorità esamina d'ufficio
la propria competenza (art. 3 PAmm). Il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo
è dato, nei casi previsti dalla legge, contro decisioni di un dipartimento, di
commissioni speciali e del Consiglio di Stato (art. 60 cpv. 1 PAmm): la
deducibilità per ricorso di una decisione al Tribunale cantonale amministrativo
è quindi regolata secondo il cosiddetto sistema enumerativo e non per clausola
generale (Rep. 1968, pag. 204, consid. 3).

 

1.2. Giusta l'art. 208 cpv. 1 LOC, contro le
decisioni degli organi comunali è dato ricorso al Consiglio di Stato, le cui
decisioni sono appellabili al Tribunale cantonale amministrativo, a meno che la
legge non dispone altrimenti. L'impugnabilità di tutte le decisioni degli
organi comunali dapprima innanzi al Governo e, in seconda istanza, davanti al
Tribunale amministrativo, ha dunque valore di principio generale. Svariate
leggi istituiscono tuttavia delle deroghe a questa regola per le materie dalle
stesse trattate.

 

                                         1.3.
Giusta l'art. 74 cpv. 1 LOC, il presidente, entro cinque giorni, pubblica
all'albo comunale le risoluzioni del consiglio comunale con l'indicazione dei
mezzi e dei termini di ricorso nonché dei termini per l'esercizio del diritto
di referendum. Per quanto concerne specificatamente il PR, l'art. 34 cpv. 2
LALPT dispone inoltre che il municipio procede sollecitamente alla sua pubblicazione
presso la cancelleria comunale per il periodo di trenta giorni, previo annuncio
effettuato almeno dieci giorni prima agli albi comunali, nel foglio ufficiale e
nei quotidiani del Cantone (art. 34 cpv. 3 LALPT). La prima pubblicazione,
effettuata immediatamente dopo la deliberazione dal presidente del legislativo,
è volta a permettere, nei comuni ove è stato istituito il consiglio comunale,
l'esercizio del diritto di referendum e, in tutti i comuni, l'esercizio del
diritto di ricorso al Consiglio di Stato dapprima ed al Tribunale
amministrativo successivamente (art. 208 cpv. 1 LOC) per violazione della LOC,
ma in particolare della procedura prescritta da quest'ultima per addivenire
alla deliberazione dell'organo legislativo. La seconda pubblicazione, da
eseguirsi in seguito da parte del municipio, preferibilmente dopo la scadenza
inutilizzata dei termini di ricorso e di referendum stabiliti nella prima, è
invece volta a permettere l'impugnazione innanzi al Consiglio di Stato dapprima
ed al Tribunale della pianificazione del territorio successivamente del
contenuto del PR (art. 35 cpv. 1, 38 cpv. 1 LALPT): è in questa procedura che
può essere eccepita - e deve essere esaminata dalle autorità decidenti - la
violazione delle disposizioni della LALPT concernenti il PR (cfr. RDAT II-1999
n. 23 consid. 3; STA inedita 12 giugno 1998 in re comune di __________ e,
quando il PR era regolamentato a livello di LE, STA inedite 11 febbraio 1980 in
re comune di __________ e lc; 20 settembre 1984 in re A. e M.; 28 marzo 1985 in
re municipio di __________, parzialmente pubbl. in RDAT 1985 n. 6; inoltre
Scolari, Commentario, 2.a ed., n. 348 ad art. 35 LALPT con rinvii alla
giurisprudenza precedente e la precisazione che la seconda STA citata é
parzialmente pubblicata in RDAT 1979 n. 5).

 

 

                                   2.   Nel
concreto caso, l'insorgente ha contestato innanzi al Consiglio di Stato la seconda
pubblicazione della deliberazione con cui il consiglio comunale di __________
ha adottato la variante di PR 21 dicembre 1998, di cui ha chiesto
l'annullamento. Confermano tale conclusione, senza lasciare adito a dubbio
alcuno, non solo l'esplicito, preciso riferimento a tale pubblicazione, ma
altresì le domande ricorsuali e la motivazione del gravame: il ricorrente si
duole di non essere stato informato personalmente e tempestivamente del
contenuto della variante di PR con cui è stato istituito un vincolo a carico
del mapp. __________, di sua proprietà, per poterlo contestare e provocare
l'assegnazione del fondo alla zona edificabile. Per questo motivo il giudizio
governativo avrebbe dovuto indicare la possibilità di ricorso innanzi al Tribunale
della pianificazione del territorio in applicazione dell'art. 38 cpv. 1 LALPT: istanza
che del resto, secondo quanto consta a questo giudice, ammette la competenza ad
occuparsi di simili contestazioni (cfr. STPT 18 novembre 1997, in re M. G.,
confermata dal TF con sentenza 10 febbraio 1999; inoltre RDAT II-1999 n. 9
consid. 6). Il ricorso innanzi a questo tribunale si appalesa pertanto
irricevibile per difetto di competenza (art. 2 PAmm).

 

 

                                   3.   Giusta
l'art. 4 cpv. 1 PAmm l'autorità incompetente trasmette d'ufficio gli atti a
quella competente e ne dà comunicazione all'istante o al ricorrente. In
applicazione di tale disposizione questo giudice trasmette pertanto il ricorso,
per evasione, al Tribunale della pianificazione del territorio.

 

 

                                   4.   Il
Tribunale non preleva una tassa di giudizio (art. 28 PAmm) né assegna ripetibili
(art. 31 PAmm).

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 74, 208, 209 LOC; 38 LALPT; 2, 3, 4,
18, 28, 31, 43, 46 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è irricevibile.

§.  Esso viene trasmesso per competenza al
Tribunale della pianificazione del territorio.

 

 

                                   2.   Non si
preleva una tassa di giudizio. Non si assegnano ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario