# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 256f34d0-743b-5dd6-8471-cc92b2ab2fc9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-11-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 26.11.1997 52.1996.275
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1996-275_1997-11-26.html

## Full Text

Incarto n.

  52.96.00275

   

  	
  Lugano

  26 novembre 1997

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Matteo
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso  16 dicembre 1996 di

 

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 27 novembre 1996 (no. 6182) del Consiglio di Stato che respinge
  l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la decisione 4 luglio 1996,
  con cui il municipio di __________ ha concesso al Comune una licenza edilizia
  in sanatoria per la posa di una fontana nella piazza del nucleo di __________
  (mappale no. __________ RFD);

  

 

 

viste le risposte:

-    23 dicembre 1996 del Consiglio di
Stato,

-    14 gennaio 1997 del municipio di
__________;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

che nei primi mesi del 1995 sono stati portati a termine dei
lavori per la pavimentazione e l'arredo stradale del nucleo di __________;

 

 

che nell'ambito di tali interventi si è proceduto pure alla
posa di una fontana nella piazza del nucleo di __________, su di un sedime di
proprietà del comune di __________ (part. no. __________ RFD di __________)
aperto al pubblico transito;

 

 

che con lettera 2 febbraio 1996, il ricorrente __________, proprietario
di due fondi confinanti con la predetta piazza (part. n. __________ e
__________ RFD di __________), ha protestato presso il municipio per la posa
della menzionata fontana, la quale, a suo dire, sarebbe avvenuta senza che
fosse stato concesso un permesso di costruzione;

 

 

che preso atto di ciò il comune di __________ ha quindi
inoltrato al municipio una notifica di costruzione, chiedendo che gli fosse
rilasciata la licenza edilizia in sanatoria per la posa del manufatto in
oggetto; la domanda è stata pubblicata all'albo comunale nel periodo tra il 17
aprile 1996 e il 2 maggio. 1996;

 

 

che in questo lasso di tempo, e più precisamente il 30 aprile
1996, __________ si è opposto al rilascio della licenza, deducendo in sostanza
che:

-     la
procedura seguita per il rilascio del permesso edilizio è illegale, in quanto
il municipio avrebbe dovuto pretendere la presentazione di una domanda di costruzione
ordinaria;

-     il
manufatto in oggetto non è conforme alle norme di PR vigenti per il mappale sul
quale esso è stato collocato;

-     esso gli
preclude pure l'accesso veicolare alla sua casa di abitazione sita sul mappale
no. __________ RFD;

-     la
presenza della fontana è fonte di ingenti danni alle facciate della sua
proprietà, sulle quali si sono formate delle muffe;

 

 

che il 4 luglio 1996 il municipio ha risolto di concedere al
comune il richiesto permesso di costruzione in sanatoria, senza tuttavia fare
il benché minimo accenno nella sua decisione ai motivi che hanno portato
all'implicita reiezione dell'opposizione presentata da __________;

 

 

che con giudizio 27 novembre 1996 il Consiglio di Stato ha confermato
il provvedimento, respingendo l'impugnativa inoltrata dall'opponente
__________; il Governo ha in sostanza reputato corretta la procedura di
notifica seguita dalle autorità comunali, trattandosi nel caso di specie di
statuire in merito ad un'opera di arredo urbano di modesta entità. L'Esecutivo
cantonale ha pure considerato che malgrado la presenza della fontana, l'accesso
alla proprietà __________ resta comunque garantito per cui non tornerebbero
applicabili le disposizioni della LALCS; la medesima autorità ha inoltre
ritenuto l'opera in questione conforme alle norme di PR vigenti. Riguardo alla
formazione di muffe sulle pareti dello stabile di proprietà dell'insorgente, il
Consiglio di Stato ha ritenuto che si tratta di una questione di diritto
privato, il cui esame esula dalle sue competenze;

 

 

che contro il predetto giudizio governativo, __________
insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone
l'annullamento; riprende le argomentazioni già sollevate in precedenza riguardo
all'illegalità della procedura seguita dalle autorità comunali, alla
preclusione dell'accesso veicolare alla propria abitazione e alla non
conformità dell'opera in oggetto con le norme di PR locali. Contesta che la
questione relativa alla formazione di muffa sulle pareti della sua proprietà
tocchi unicamente degli aspetti di diritto privato, essendo applicabili in proposito
le disposizioni del RISA. Sostiene che è stato violato il suo diritto di essere
sentito, dato che nella decisione del 4 luglio 1996 il municipio di __________
ha omesso di indicare i motivi che lo hanno condotto alla reiezione
dell'opposizione inoltrata il 30 aprile 1996;

 

 

che all'accoglimento del gravame si oppone il municipio di
__________, adducendo delle motivazioni che saranno riprese, se necessario, con
il merito;

 

 

che anche il Consiglio di Stato chiede la reiezione del
gravame, senza tuttavia formulare particolari osservazioni in proposito;

 

 

che il 21 maggio 1997 si è tenuto un sopralluogo, in
occasione del quale è stata presa visione della situazione dei luoghi e dell'oggetto
della contestazione; in quella sede il giudice delegato ha pure proposto alle
parti una transazione, alla quale il ricorrente ha comunicato con lettera 30
giugno 1997 di non volere aderire;

 

 

che con il medesimo scritto il ricorrente ha comunicato di
aver ceduto la proprietà dei fabbricati esistenti sulle part. n.ri __________ e
__________ RFD ai figli __________ ed __________, i quali hanno mantenuto il
gravame introdotto dal padre.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è
data dall'art. 21 cpv. 1 LE;

 

 

che la legittimazione attiva del ricorrente è pacifica (art.
21 cpv. 2 LE); il fatto che egli abbia alienato la proprietà dei fondi n.ri
__________ e __________ RFD pendente ricorso davanti a questo Tribunale ha per
effetto che il processo continua tra le parti in causa, ritenuto comunque che
la presente decisione crescerà poi in giudicato anche nei confronti degli
acquirenti dei due precitati sedimi (art. 24 PAmm; 103 e 110 CPC);

 

 

che il ricorso, tempestivo (art. 46 PAmm), è dunque
ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti (art. 18 PAmm);

 

 

che, come accennato in narrativa, il ricorrente sostiene che,
vista la natura dell'opera eseguita sul mappale no. __________ RFD, il
municipio avrebbe dovuto pretendere l'avvio di una procedura edilizia
ordinaria, anziché accontentarsi di una semplice notifica di costruzione: da
ciò deduce che il permesso edilizio rilasciato al comune per la posa della
fontana debba essere annullato;

 

 

che edifici o impianti possono essere costruiti o trasformati
solo con la licenza edilizia (art. 1 cpv. 1 LE), fatta riserva per i casi in
cui i progetti di costruzione sono approvati secondo una procedura istituita da
altre leggi speciali nell'ambito della quale è comunque data la garanzia di far
valere in modo appropriato i propri diritti a chi, toccato dalla decisione,
abbia un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica
(art. 1 cpv. 3 LE);

 

 

che per gli interventi edilizi che concernono la costruzione
nonché la miglioria di strade pubbliche o aperte al pubblico, l'approvazione
dei progetti è disciplinata dalla Legge sulle strade del 23 marzo 1983 (art. 1
cpv. 1, art. 2 Lstr);

 

 

che per contro soggiacciono alla procedura della LE i
progetti relativi ad interventi che concernono strade private e accessi a fondi
(art. 4 lett. c) RLE);

 

 

che, come si è detto in narrativa, la fattispecie in oggetto
concerne la posa di una fontana al centro di una piccola piazza aperta al
pubblico transito, sita nel nucleo storico di __________;

 

 

che detta fontana, pur essendo stata concepita quale opera di
arredo urbano, costituisce, a non averne dubbio, pure un intervento edilizio di
moderazione del traffico, in quanto di fatto la stessa limita fortemente il
transito veicolare attraverso la piazza in questione, incidendo in maniera
sostanziale sull'uso che è stato fatto in passato di un fondo che per la sua
destinazione è chiaramente qualificabile come una strada ai sensi dell'art. 2
Lstr;

 

 

che, per prassi, interventi edilizi di moderazione del
traffico su strade comunali soggiacciono alla procedura prevista dagli art. 32
e segg. Lstr. (cfr. RDAT II-1993, no. 39);

 

 

che, secondo le disposizioni della suddetta legge entrate in
vigore il 15 marzo 1995 (e qui applicabili in virtù di quanto stabilito e
contrario dall'art. 56b Lstr, essendo stato pubblicato il progetto della
fontana dopo tale data), approvati i crediti necessari ed i relativi piani di
finanziamento, il municipio è tenuto a trasmettere i progetti definitivi al
Tribunale d'espropriazione affinché questo si pronunci sugli stessi, su eventuali
espropriazioni che si rendono necessarie alla costruzione dell'opera e affinché
lo stesso evada eventuali opposizioni inoltrate (art. 33, 39a Lstr);

 

 

che nel caso in esame, sulla scorta di quanto precede, già il
Consiglio di Stato avrebbe dovuto annullare la licenza edilizia rilasciata il 4
luglio 1996 al comune di __________ per la posa della fontana in rassegna,
disponendo che il municipio, effettuata la pubblicazione del progetto e
raccolta l'opposizione di __________, trasmettesse l'intero incarto al
Tribunale d'espropriazione così come previsto dalla Lstr;

 

 

che pertanto, anche se per motivi completamente diversi da
quelli invocati dal ricorrente, il gravame in oggetto deve essere accolto,
visto che per l'approvazione dell'opera in questione il municipio avrebbe
dovuto attenersi non alla procedura prevista dalla LE, bensì a quella,
sostanzialmente diversa (anche per le autorità chiamate a decidere) contemplata
dalla Lstr;

 

 

che parimenti decade pure la licenza edilizia 4 luglio 1996
rilasciata dal municipio al comune di __________;

 

 

che gli atti vanno dunque trasmessi d'ufficio al Tribunale
d'espropriazione della giurisdizione sottocenerina per competenza, il quale
provvederà ad evadere il merito della vertenza;

 

 

che di principio la tassa di giustizia e le spese seguono la
soccombenza (art. 31 PAmm);

 

 

che tuttavia nel caso di specie si prescinde dal prelievo
della tassa di giustizia e delle spese, essendo il municipio di __________
intervenuto in lite per motivi derivanti dalla sua funzione e non per tutelare interessi
economici propri;

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 1 cpv. 1 e 3, 21 LE; 4 RLE; 1, 2, 3, 32, 33, 56a, 56b Lstr; 3, 18, 28,
43, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è accolto.

§   Di conseguenza:

1.1.   la decisione 4 luglio 1996 (no.
6182) del Consiglio di Stato è annullata;

1.2.   è pure annullata la licenza
edilizia 4 luglio 1996 rilasciata al comune di __________ per la posa di una
fontana sul mappale no. __________ RFD di quel comune;

1.2.   gli atti sono trasmessi al
Tribunale d'espropriazione della giurisdizione sottocenerina per competenza;

 

 

                                   2.   .Non si prelevano né la
tassa di giustizia, né le spese.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario