# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 003409a1-8357-5861-826a-4700a84d34fa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 09.03.2010 (publiziert) 90.2002.93
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-2002-93_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2002.93

   

  	
  Lugano

  27 gennaio
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente,

  Lorenzo Anastasi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Sonja Federspiel, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 12 giugno 2002 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  RI 2 

  RI 3 

  RI 4 

  RI 5 

  RI 6 

  RI 7 

  patr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 7 maggio 2002 (n. 2120) con cui il
  Consiglio di Stato ha approvato il piano regolatore del comune di __________;

  	
   

  

 

 

viste le risposte:

-    25 luglio 2002 del __________;

-    27 settembre 2002 della
divisione della pianificazione territoriale;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Nella
seduta del 23 febbraio 2000 il consiglio comunale di __________ ha adottato la revisione
generale del piano regolatore. In questa sede il mapp. 900, di proprietà dei
qui ricorrenti, è stato gravato - per quasi tutta la sua superficie - da un
vincolo per l'ampliamento delle scuole elementari (AP/EP 1.02). Il fondo è
quasi totalmente inedificato, fatta eccezione per un edificio, ubicato al
margine nord est dello stesso, a ridosso di via __________, escluso dal
precitato vincolo. Il mappale presenta una superficie complessiva di 7'021 mq
ed è ubicato in località __________.

 

 

                                  B.   Con ricorso
21 giugno 2000, gli insorgenti citati in ingresso si sono aggravati contro
quella deliberazione dinanzi al Consiglio di Stato, chiedendo lo stralcio del
vincolo per la realizzazione delle costruzioni di interesse pubblico imposto
sul loro fondo. A dire degli stessi predetto vincolo non sarebbe stato
suffragato da un interesse pubblico preponderante; da un canto non vi sarebbe
stata infatti la necessità di ingrandire ulteriormente l'attuale sede
scolastica, in quanto la medesima disponeva ancora di aule libere, dall'altro
sul suolo comunale vi sarebbero stati già sufficienti attrezzature pubbliche.
Il prospettato aumento degli allievi non sarebbe inoltre stato dimostrato. Nel
contempo il vincolo sarebbe risultato sproporzionato sia in ragione dell'estensione
dei fondi interessati dalla misura sia in considerazione delle limitazioni che
lo stesso comportava sui diritti dei proprietari.

 

 

                                  C.   Con
risoluzione 7 maggio 2002 (n. 2120) il Consiglio di Stato ha approvato il piano
regolatore di __________ ed ha nel contempo respinto il ricorso. Pur
riconoscendo un sovradimensionamento generale del piano, il Governo ha ritenuto
che __________ fosse un comune dinamico, in costante crescita; la necessità di
un futuro ampliamento della scuole si basava pertanto su premesse concrete.
Escludendo la creazione di una nuova sede, l'ampliamento non poteva aver luogo
che sui fondi liberi adiacenti l'attuale complesso scolastico. Il Governo ha
osservato inoltre come le superfici vincolate a questo fine, pur corrispondendo
ai dati massimi calcolati in base alle norme ORL, non potevano essere ritenute
sproporzionate in riferimento alla contenibilità teorica del piano approvato. A
sostegno della propria decisione esso ha ricordato inoltre che la delimitazione
delle zone per attrezzature ed edifici pubblici doveva essere apprezzata ben
oltre il periodo di validità del piano. Nella ponderazione dei contrapposti
interessi occorreva altresì considerare la struttura dell'agglomerato di __________,
che suggeriva il mantenimento delle scuole elementari presso l'attuale sede,
collocata al centro della zona residenziale del paese.

 

 

                                  D.   Con gravame
12 giugno 2002 i ricorrenti indicati in ingresso si sono aggravati contro
questa risoluzione innanzi a codesto Tribunale al quale hanno chiesto, riproponendo
in sostanza quanto allegato nel ricorso di prima istanza, l'annullamento del
vincolo AP/EP sul mapp. 900 e l'attribuzione dello stesso alla zona edificabile.

 

 

                                  E.   Il
municipio e la divisione della pianificazione territoriale hanno postulato la
reiezione del ricorso.

 

 

                                  F.   Il 30
settembre 2003 si sono tenuti l'udienza ed il sopralluogo in contraddittorio durante
il quale sono state scattate alcune fotografie dei luoghi, acquisite in seguito
agli atti. La procedura è stata sospesa, riservata la facoltà di riattivazione su
richiesta di parte o d'ufficio. Con lettera 14 maggio 2004 il municipio ne ha
chiesto la riattivazione ed ha trasmesso un rapporto illustrante la situazione
delle scuole, sul quale i ricorrenti hanno avuto la possibilità di esprimersi
(cfr. osservazioni del 3 giugno 2004).

 

 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del tribunale è data, il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1 LALPT)
e la legittimazione dei ricorrenti certa (art. 38 cpv. 4 lett. b LALPT). Il
ricorso è dunque ricevibile.

 

 

                                   2.   In campo
pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è, però,
assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza
di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 37
cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno potere
cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma anche dell'opportunità
delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti
pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità loro subordinate il
margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3
LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio
apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il diritto di questo di
scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole
od opportuna. Esso non può però limitarsi ad intervenire nei soli casi in cui
la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia
manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l'approvazione di
quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori
fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione,
rispettivamente che non tengono adeguatamente conto della pianificazione di
livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano direttore (cfr. anche l'art.
26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà segnatamente che sia stata effettuata
in modo corretto la ponderazione globale degli interessi richiesta dall'art. 3
OPT (RDAT II-2001 n. 78 consid. 6b; II-1999 n. 27 consid. 3).

 

                                         Il potere
cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece
circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT II-2001 n.
78 consid. 6c; II-1999 n. 27 consid. 3; II-1997 n. 23); fanno eccezione - per
poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una
modifica del piano regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.

                                   3.   3.1. I
ricorrenti chiedono di annullare il vincolo di edifici ed attrezzature di
interesse pubblico (AP/EP) sancito a carico del mapp. 900, ritenendolo
sprovvisto di interesse pubblico preponderante ed inoltre lesivo del principio
della proporzionalità. In concreto essi sostengono che l'incremento della
popolazione previsto dal piano regolatore da 3'666 (1999) a 7'750 abitanti – cifra
quest'ultima corrispondente alla contenibilità teorica del controverso piano
regolatore (cfr. rapporto di pianificazione, pag. 35 seg.; v. anche risoluzione
governativa 7 maggio 2002, cifra 3.4.1 lett. a, pag. 22 seg., e cifra 4.4.6,
concernente l'evasione del gravame dei qui ricorrenti, pag. 85) – non è
realistico se paragonato all'evoluzione demografica del comune. Nella denegata
ipotesi che un ampliamento delle scuole si rivelasse necessario, i terreni già
vincolati a questo fine sarebbero più che sufficienti a coprire i fabbisogni
futuri senza che si debba far capo anche al mapp. 900.

 

                                         3.2. L'imposizione
del vincolo in esame comporta indubitabilmente una restrizione di diritto
pubblico della proprietà dei ricorrenti. Questa restrizione è compatibile con
la garanzia della proprietà sancita all'art. 26 Cost. solo se è fondata su una
base legale sufficiente, è giustificata da un interesse pubblico preponderante
e se rispetta il principio della proporzionalità (art. 36 cpv. 1-3 Cost.). In
linea generale, è pubblico l'interesse che coinvolge la generalità dei cittadini
o una sua frazione significativa e che compete al potere pubblico promuovere
nell'esercizio delle sue funzioni. L'interesse pubblico a un provvedimento di
pianificazione del territorio è, pertanto, segnatamente dato quando la sua
adozione corrisponde a un bisogno importante, chiaramente avvertito dalla
collettività. Tale interesse deve prevalere sui contrapposti interessi pubblici
e privati in giuoco (RDAT I-2000 n. 24 consid. 4.1 con rinvii;
Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, Aménagement du territoire, construction,
expropriation, Berna 2001, n. 98-102; Scolari, Diritto amministrativo, parte
generale, 2.a edizione, Cadenazzo 2002, n. 558-594). Il principio della
proporzionalità esige invece che le restrizioni della proprietà siano idonee a
raggiungere lo scopo di interesse pubblico desiderato (regola dell'idoneità),
che tra i diversi provvedimenti a disposizione per conseguire tale scopo venga
scelto quello che lede in misura minore gli interessi del proprietario (regola della
necessità), infine che sussista un rapporto ragionevole tra lo scopo di
interesse pubblico perseguito e i mezzi utilizzati (regola della proporzionalità
in senso stretto; RDAT II-2000 n. 75 consid. 5b con rinvii;
Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, op. cit., n. 103-106; Scolari, op. cit., n. 595-610).

 

                                         3.3. I
piani di utilizzazione - nel nostro Cantone chiamati, a livello comunale, piani
regolatori (art. 24 segg. LALPT) - disciplinano l'uso ammissibile del suolo
(art. 14 cpv. 1 LPT). Essi devono delimitare, in primo luogo, le zone
edificabili, agricole e protette (art. 14 cpv. 2 LPT). Il diritto cantonale può
inoltre prevedere delle altre zone di utilizzazione (art. 18 cpv. 1 LPT). I
piani regolatori devono difatti tener conto degli sviluppi prevedibili non solo
per le zone edificabili (art. 15 lett. b LPT), ma anche per gli altri generi di
utilizzazione del territorio. Essi possono quindi, segnatamente, disporre delle
zone per gli edifici e le attrezzature di interesse pubblico che serviranno a
soddisfare i bisogni futuri della collettività, purché questi bisogni siano
indicati con precisione e l'aspettativa circa la loro realizzazione abbia una
buona verosimiglianza di concretizzarsi. Una volta soddisfatte queste premesse,
l'autorità pianificatoria può prendere in considerazione, ai fini della
determinazione di queste zone, anche delle necessità che eccedono il periodo di
15 anni, determinante per il dimensionamento delle zone edificabili giusta l'art.
15 lett. b LPT. Ciò che importa è che il bisogno sia provato in modo
sufficiente e che la realizzazione dell'opera pubblica sia prevista con una relativa
certezza (RDAT II-2000 n. 75 consid. 4, con rinvii; inoltre RDAT II-2000 n. 27,
II-1997 n. 22 e I-1994 n. 40, che concernono particolarmente l'istituzione di
vincoli per la realizzazione di posteggi pubblici). In quest'ordine di idee l'art.
28 cpv. 2 lett. d LALPT stabilisce che le rappresentazioni grafiche che compongono
il piano regolatore devono fissare, tra l'altro, i fondi destinati a zone per i
servizi e le attrezzature di interesse pubblico.

 

 

                                   4.   In
occasione della revisione generale del piano regolatore, che ci occupa, il
comune ha definito in località __________ una vasta area a destinazione
pubblica (AP/EP 1.02), di forma irregolare inglobata nel comparto residenziale
che si sviluppa tra via __________, via __________ e via __________, comprendente
la totalità del mapp. 916, parzialmente i mapp. 900 e 1500, e l'area
corrispondente all'attuale mapp. 2132 (indicata negli atti pianificatori -
precedenti l'acquisizione di predetta superficie da parte del comune - come la
parte posta a nord-est dei mapp. 910 e 911; cfr. rapporto di pianificazione, pag.
30), per una superficie complessiva di circa 22'600 mq. La stessa è stata
vincolata in vista di un futuro ampliamento delle scuole elementari, che attualmente
trovano posto sul mapp. 916. Il comparto in parola e di riflesso anche la zona
AP/EP 1.02 sono attraversati da via __________, definita nel piano del traffico
come strada prevalentemente pedonale (confinanti autorizzati). Il mapp. 900 è
posto sul lato nord di questa strada, mentre l'attuale sede scolastica e gli ulteriori
fondi vincolati allo stesso fine sono collocati sul lato opposto. Sempre nel
comparto residenziale descritto più sopra, a confine col mapp. 900, è inoltre
prevista un'ulteriore area di interesse pubblico destinata allo svago, avente
una superficie di circa 3'450 mq (AP/EP 1.10).

 

 

                                   5.   Come
accennato in narrativa, in sede di approvazione del piano, il Consiglio di Stato
ha accertato un sovradimensionamento generale dello stesso (cfr. risoluzione governativa
7 maggio 2002, cifra 3.4.1 lett. a, pag. 21 segg.). Ciò nondimeno esso ha
ritenuto che, fatte salve alcune eccezioni puntuali, tra le quali spiccavano le
aree sportive (AP/EP 1.06, 1.07), ritenute eccessivamente estese e pertanto non
approvate, le superfici destinate alle attrezzature e costruzioni di interesse
pubblico direttamente fruibili dalla popolazione, assommanti a 211'250 mq,
fossero conformi alle direttive ORL, pur avvicinandosi ai parametri massimi
stabiliti dalle stesse, ed a volte superandoli (cfr. risoluzione governativa 7
maggio 2002, cifra 4.4.6, concernente l'evasione del gravame dei qui
ricorrenti, pag. 85 segg.). In effetti anche prendendo quale dato di
riferimento quello della popolazione al 31 dicembre 1999, ovvero 3'666 abitanti
(arrotondati a 3'700; cfr. il pertinente Annuario statistico ticinese dei
comuni), si otteneva una disponibilità di aree AP/EP pari a 57,09 mq/abitante,
congruente pertanto con quanto indicato dalle norme ORL, che prevedono un minimo
di 50 mq ed un massimo di 60 mq per abitante. Parimenti, entrando nel merito
dell'estensione delle zone destinate alla formazione ed allo svago, il Governo
ha accertato come anch'esse, con una superficie di 139'600 mq, equivalente a
37,72 mq/abitante, rientravano pur sempre nei parametri, per altro indicativi,
fissati dalle norme ORL, tenuto conto oltretutto che questo dato includeva
ancora delle ampie zone destinate ad attrezzature sportive (AP/EP 1.06, 1.07),
come detto non approvate.

 

                                         Per
valutare più nel dettaglio il dimensionamento della struttura scolastica, il
Consiglio di Stato ha calcolato il rapporto percentuale tra la popolazione
scolastica ed il numero di abitanti al 31 dicembre 2000 ed ha applicato questo
dato al numero di abitanti secondo la contenibilità teorica del piano stimata
dal comune, ovvero 7'750 abitanti. In questo modo è stato possibile, applicando
i parametri ORL, definire il fabbisogno minimo e massimo di superficie che avrebbe
dovuto essere vincolata per la scuola elementare: una superficie da 10'165 mq a
20'330 mq, se calcolata in base al numero di allievi (stimati in 488 unità),
rispettivamente da 12'865 mq a 25'730 mq, se calcolata secondo il numero di
abitanti (stimati, come detto, in 7'750 unità).

 

 

                                   6.   6.1. I
ricorrenti non contestano tanto l'applicazione delle norme ORL quanto i dati della
popolazione utilizzati per i calcoli; a loro dire il prospettato aumento della
popolazione scolastica sarebbe, in effetti, puramente illusorio.

 

                                         6.2. Per
quanto attiene lo sviluppo demografico di __________, va osservato che la
popolazione residente è aumentata da 2'613 abitanti nel 1980, a 3'666 abitanti nel
1999, fino a raggiungere i 3'870 abitanti accertati nel 2002 (cfr. i pertinenti
Annuari statistici ticinesi dei comuni), per un aumento complessivo, in 22 anni,
di 1'257 abitanti. Ora va, d'altro canto, considerato che la valutazione
esposta nel rapporto di pianificazione (cfr. rapporto citato, pag. 35 seg.)
prevedente una contenibilità del piano di ca. 7'750 abitanti, presa quale base
di calcolo per analizzare l'estensione delle zone AP/EP, è stata aumentata, a
seguito di alcuni correttivi operati da parte del Consiglio di Stato, a 9'102
abitanti (cfr. risoluzione impugnata, cifra 3.4.1. lett. a, pag. 22 seg.); il
potenziale di insediamento – rispetto alla situazione al 31 dicembre 1999 – è
quindi di 5'436 nuovi residenti. Come giustamente rilevato dal Governo nella
decisione impugnata, l'entità di questa riserva teorica dimostra che le zone residenziali
sono manifestamente sovradimensionate rispetto ad un'ipotesi di sviluppo demografico
realistica per i prossimi 10-15 anni. Nel contempo il Consiglio di Stato ha
però precisato che il sovradimensionamento non avrebbe potuto essere sanato a
tutti gli effetti attraverso significative correzioni, ritenuto che gran parte
del territorio comunale si presenta già largamente edificato ed urbanizzato.

 

                                         Questo
tribunale conviene con i ricorrenti che l'avverarsi del prospettato incremento
della popolazione locale è altamente improbabile negli orizzonti temporali del
piano in esame e che, quindi, saranno necessari parecchi decenni per conseguire
tale crescita, e di conseguenza, il numero di 488 allievi (consid. 5); ciò nondimeno
questa valutazione è proporzionata alla contenibilità del piano approvato e
pertanto non può essere considerata arbitraria, ritenuto oltretutto che - come esposto
più sopra - quale base di calcolo del numero di allievi sono stati ritenuti i
dati stimati del comune, rivelatisi inferiori alla contenibilità effettiva del piano
stesso. Va inoltre osservato che, se è pur vero che i ricorrenti hanno espresso
il loro scetticismo quo al raggiungimento di un così elevato numero di scolari,
essi hanno omesso di contestare l'estensione della zona edificabile sul suolo
comunale; censura, questa, che avrebbe permesso, se accolta, di ridurre la
contenibilità del piano e, di riflesso, le necessità di spazi per le strutture
scolastiche.

 

 

                                   7.   Le scuole
elementari comunali, concentrate in località __________, sono costituite da 9
blocchi indipendenti, di cui 8 adibiti ad aule scolastiche ed uno che ospita i
locali amministrativi (la direzione, gli uffici, l'aula d'educazione musicale,
la biblioteca, l'aula docenti, l'appartamento del custode e, nello scantinato,
l'aula d'informatica). Fatta eccezione per quest'ultimo edificio, in ogni
blocco trovano posto due aule di classe e uno spazio comune – ricavato nel
corridoio e nel quale la luce filtra attraverso i lucernari posti sul soffitto
- dove è possibile svolgere lavori di gruppo o comuni alle due sezioni.
Contrariamente a quanto sostengono i ricorrenti, questo tribunale ha potuto
accertare in sede di sopralluogo come questi “spazi comuni”, a causa della loro
struttura, non si prestano ad un utilizzo quale aula di classe. Il complesso dispone
inoltre di un'aula di attività creative. Sul terreno attiguo, mapp. 2132, è poi
collocato un ulteriore stabile prefabbricato che ospita due sezioni di scuole
elementari. Sul sedime scolastico trovano inoltre posto una piccola palestra,
una piscina e un'area di svago all'aperto dalle dimensioni contenute. Secondo
le informazioni fornite dal dicastero scuole del comune di __________, attualmente
il complesso scolastico ospita 272 allievi delle elementari (di cui 16
residenti a __________) e 44 bambini che frequentano la scuola dell'infanzia.
Delle 16 aule disponibili nei blocchi precitati, 10 sono destinate agli allievi
di __________, una alla sezione di __________, una è adibita ad aula per i
lavori manuali e 4 aule (due per ogni sezione) alla scuola dell'infanzia. Come
accennato più sopra, nel prefabbricato trovano inoltre posto due ulteriori sezioni
di scuola elementare di __________. Come peraltro già desumibile dai dati
riportati qui sopra, questo tribunale ha potuto constare in loco come già al
momento attuale le attività scolastiche vengono svolte in un situazione
disagevole a causa della limitata disponibilità di spazio che ha, tra l'altro,
costretto la direzione a far capo ad un prefabbricato per ospitare tutti gli
allievi. Se pur è vero che il numero di allievi per classe, con una media di
21/22 scolari, non raggiunge il limite massimo previsto dalle norme cantonali
(cfr. art. 24 cpv. 1 Legge cantonale sulla scuola dell'infanzia e sulla scuola
elementare del 7 febbraio 1996), esso non permette comunque un'ulteriore
ripartizione degli stessi all'interno delle varie sezioni. 

 

                                         Tenuto
conto della situazione descritta nei considerandi che precedono, è lecito ritenere
che una crescita demografica come quella che ha caratterizzato gli ultimi anni
porterà inevitabilmente - in breve tempo - ad una saturazione della struttura.
Neppure la realizzazione della prevista nuova sede di scuola dell'infanzia, oltretutto
subordinata all'approvazione della relativa variante da parte del Governo, che
dovrebbe (teoricamente) portare alla liberazione di alcune aule, permetterebbe
infatti di migliorare in modo significativo la situazione attuale. In un'ottica
di sviluppo a lungo termine dell'agglomerato urbano in questione, che al momento
attuale dispone ancora – al suo interno - di ampie superfici costruibili che
verranno, con ogni probabilità, edificate nel corso dei prossimi anni, il
raggiungimento di una popolazione scolastica di 488 allievi non può essere
ritenuta totalmente inverosimile. Un ampliamento dell'attuale struttura
scolastica deve pertanto essere preso in considerazione già oggi, ritenuto
altresì che i bisogni per zone ed attrezzature d'interesse pubblico vanno apprezzati,
com'è già stato spiegato, anche oltre i limiti temporali abituali di validità
del piano regolatore. Alla luce di queste circostanze, occorre senz'altro
riconoscere un interesse pubblico al vincolo pianificatorio che grava il fondo
dei ricorrenti, in vista dell'ampliamento delle scuole elementari ubicate in
località __________. 

 

 

                                   8.   Gli
insorgenti tuttavia, oltre a contestare l'interesse pubblico, lamentano una
violazione del principio della proporzionalità del vincolo all'esame. In
particolare essi contestano l'estensione dell'area riservata al futuro
ampliamento della scuola e negano la necessità di gravare anche il loro fondo.
Occorre pertanto verificare se per rapporto alle circostanze concrete, la
misura adottata dal comune è ragionevole, attuabile e sopportabile; segnatamente
se non sacrifica sproporzionatamente l'interesse privato contrapposto, ovvero
quello dei proprietari di vedere il loro fondo attribuito interamente alla zona
edificabile e poterne disporre liberamente.

 

                                         Nella
fattispecie il vincolo destinato a permettere l'ampliamento delle scuole elementari
è senz'altro idoneo allo scopo e atto a conseguirlo. Per quanto attiene l'estensione
dell'area gravata dalla misura qui contestata, va osservato che già il piano regolatore
previgente, approvato dal Consiglio di Stato il 5 ottobre 1976, prevedeva una
zona per edifici pubblici in località __________ destinata a “scuola comunale”
ed a “costruzione scolastica”. Il piano in esame, con l'istituzione di una zona
AP/EP di circa 22'600 mq per le scuole elementari (cfr. rapporto di pianificazione
pag. 30), riprende in sostanza questo vincolo, anche se ne riduce sensibilmente
l'estensione. Confrontando questo valore coi dati che risultano dalla
risoluzione governativa impugnata (cfr. risoluzione citata, cifra 4.4.6,
concernente l'evasione del gravame dei qui ricorrenti, pag. 85) e ripresi nei
considerandi che precedono (consid. 5), si rileva come lo stesso, pur corrispondendo
ai dati massimi che scaturiscono dal calcolo secondo i parametri ORL e
consentendo, di fatto, apprezzabili spazi di manovra, non può essere ritenuto
sproporzionato in riferimento alla contenibilità teorica del piano. Già per
questo motivo le censure dei ricorrenti a questo proposito si rivelano prive di
fondamento e la relativa domanda di escludere il mapp. 900 da predetto vincolo
andrebbe respinta.

 

                                         Nell'ambito
della ponderazione dei contrapposti interessi in gioco, nel caso concreto, va
altresì considerata la particolare posizione del fondo in parola. L'esame degli
atti ed il sopralluogo hanno permesso di constatare come, in ragione della sua
ubicazione, l'area vincolata ben si presti allo scopo prefissato. In effetti il
comune deve poter disporre, in vista di un potenziamento delle scuole
elementari sul suo territorio, di aree correlate con quella occupata dall'attuale
sede. Nel caso di __________, l'istituto esistente è posto in posizione
strategica, ossia al centro del comparto residenziale, in località __________;
da qui la volontà di creare le premesse – con l'imposizione del vincolo qui
contestato – per una centralizzazione delle scuole elementari comunali presso l'attuale
sede, procedendo in futuro ad un ampliamento della medesima. La ricerca di una
soluzione alternativa, che porterebbe alla creazione di nuove sedi
decentralizzate in altri comparti del comune, appare già a prima vista poco
appropriata, sia per motivi organizzativi che economici. A questo proposito è doveroso
ricordare che, contrariamente a quanto sembrano credere i ricorrenti, in sede
pianificatoria non sono richiesti progetti di massima delle opere.

 

                                         Date
queste premesse, non sussiste dubbio alcuno che il terreno dei ricorrenti, posto
proprio nelle adiacenze della scuola, da cui rimane separato solo tramite una
stradina poco trafficata destinata prevalentemente ad uso pedonale, e collocato
a confine, sul lato nord ovest, con un'area di svago (AP/EP 1.10) si presta
pienamente ad un ampliamento delle struttura scolastica. Così come concepita, l'idea
del comune di creare un comparto destinato ad attrezzature ed edifici di
interesse pubblico, che racchiude nello stesso tempo le strutture scolastiche e
delle aree verdi adibite allo svago, di cui potrà beneficare tutta la
popolazione, merita tutela. 

 

                                         Se è pur
vero che i proprietari ricorrenti sono chiamati a sopportare un importante
sacrificio, che si concretizzerà, in futuro, nell'esproprio formale del loro
fondo (previsto tra il 2013 ed il 2018, cfr. programma di realizzazione del
febbraio 2002, pag. 4), questo tribunale ritiene che gli interessi degli stessi
debbano cedere il passo al prevalente interesse pubblico a riservare il terreno
per consentire un ampliamento della scuola elementare. Pertanto, in
considerazione di quanto sopra, la misura pianificatoria all'esame deve essere
considerata conforme al principio di proporzionalità.

 

 

                                   9.   In
considerazione di quanto precede, il ricorso deve dunque essere respinto. La tassa
di giustizia e le spese devono essere poste a carico dei ricorrenti (art. 28 PAmm),
che sono inoltre tenuti a rifondere al comune, patrocinato da un legale, delle
adeguate ripetibili (art. 31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie, 

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, di fr. 2'000.- (duemila), sono poste a carico dei ricorrenti,
in solido, i quali sono inoltre tenuti a rifondere al comune di __________
identico importo a titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  PI 1 

  patr. da: PR 1 

   

  CO 1 

  rappr. da: RA 2 

   

   

  

Per il Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                             La
segretaria