# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9d7ae9e8-2149-5b8d-a5d0-6263cf092212
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-10-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 12.10.1999 INC.1998.99110
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1998-99110_1999-10-12.html

## Full Text

N. 991.98.10 R                                                           Lugano,
12 ottobre 1999

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

Ivano Ranzanici

 

 

sedente per statuire sull'istanza
di libertà provvisoria 5 ottobre 1999 formulata da

 

______________, c/o
__________

(patr. dall'avv. __________)

 

visto il preavviso negativo 8
ottobre 1999 formulato dal Procuratore Pubblico avv. Marco Bertoli, Lugano;

 

offerto all'accusato ed al suo
patrocinatore di formulare delle contro osservazioni e letto lo scritto 12
ottobre 1999 dell'avv. __________;

 

avuti gli atti del procedimento
penale a disposizione

 

considerato e ritenuto

 

 

 

in fatto ed in
diritto:

 

 

1.

 

Questo giudice si è occupato
della libertà dell'accusato in numerose occasioni, al momento dell'arresto (il
2 dicembre 1998), a seguito delle istanze delle parti (istanze di libertà
provvisoria formulate dall'accusato decise il 24 dicembre 1998, il 1 marzo 1999
ed il 15 aprile 1999 ed istanza di proroga della detenzione preventiva decisa
il 25 maggio 1999), nonché - in maniera indiretta - a seguito di reclami
attinenti luogo e condizioni di detenzione (decisioni 6 maggio 1999 e 16
settembre 1999). In materia si è anche espressa la Camera dei Ricorsi Penali
del Tribunale di Appello con sentenza del 19 maggio 1999. I fatti posti alla
base del presente giudizio vanno quindi solo rammentati alle parti, che ben li
conoscono, e ciò mediante richiamo ai precedenti interventi:

 

 

 

 

 

“______________, medico
psichiatra, é stato arrestato il 1 dicembre 1998 siccome accusato di truffa e
falsità in documenti. Come noto l’arresto é avvenuto contestualmente con
l’esecuzione di numerose perquisizioni e sequestri presso lo studio medico
dell’accusato, e presso le cliniche __________, con l’acquisizione di
un'impressionante mole di documentazione sia di tipo contabile che medico (in
specie cartelle riferite a numerosi pazienti), documentazione attualmente al
vaglio degli inquirenti come noto alla difesa. Nel corso dell’istruttoria sia i
magistrati che la polizia hanno proceduto a numerose verbalizzazioni di testi
ed indiziati e sin dall’inizio il compito istruttorio é apparso notevole a
fronte del numero delle persone coinvolte od interessate ai fatti di cui si
tratta ed alla luce della mole di documentazione acquisita e da acquisire
attraverso le casse malati vittime degli ipotizzati reati.

 

Sin dal suo arresto ______________,
già colpito da infarto (come attestano i periti incaricati dal PP nel loro
scritto 21 marzo 1999) nel corso del 1991, é stato trattenuto presso la cella
dell’Ospedale __________ sotto cura medica da parte del primario prof. __________
ed in cura presso il dott. __________. In pratica ______________ non é stato
considerato carcerabile (nel senso che non é stato possibile trattenerlo presso
una cella del PCT) per ragioni mediche.

 

A ______________ il PP
rimprovera numerose malversazioni, commesse con varie modalità, in danno di
Casse malati, di pazienti, di assicurazioni sociali e di case farmaceutiche.
Più specificatamente ______________ avrebbe fatturato, per prestazioni mai
eseguite, ricoveri di pazienti che in realtà non si trovavano degenti nelle
cliniche da lui dirette o che si trovavano congedati dalle stesse (con
l’apposizione di indicazioni fasulle sulle cartelle mediche come se i pazienti
fossero ricoverati, il tutto al fine di conseguire ... un indebito profitto
personale rispettivamente in favore di terzi).

 

L’inchiesta condotta dal
magistrato d’accusa ha permesso di evidenziare numerose e diverse modalità
operative ritenute truffaldine in danno principalmente delle casse malati, e
ciò sia nell’ambito della gestione delle cliniche che facevano capo
all’accusato sia nella conduzione dello studio ove venivano fatturate
giornalmente prestazioni mediche per un complessivo di ore fatturate a volte
superiore al numero di ore di cui un giorno é composto.

 

... sono emerse poi nuove
ipotesi fattuali riferite principalmente all’inserimento di pazienti in
sperimentazioni remunerate da case farmaceutiche, pazienti non adatti a tali
sperimentazioni, con lo scopo di ottenere rispettivamente non perdere i
compensi versati dalle citate case farmaceutiche, il tutto mediante
falsificazione dei dati del paziente. Come detto nella decisione 1 marzo 1999
di questo giudice i fatti sono di inusuale estensione ed oggettiva gravità
siccome ripetuti nel tempo in numero elevato.

 

 

 

 

 

In corso d’istruttoria il
magistrato d’accusa, che ha profuso notevole impegno, ha proceduto a sentire
personalmente rispettivamente a fare interrogare numerose persone, sono stati
acquisiti un centinaio di verbali (ad oggi aumentati a quasi duecento per il
procedere sollecito dell’istruttoria da parte del magistrato d’accusa e dei
funzionari di polizia a lui preposti) e numerose sono pure le audizioni
dell’accusato che non sempre é apparso collaborativo ammettendo i fatti
indicando comunque sua consapevolezza della illiceità dell’agire quasi
sistematico adottato nelle cliniche unicamente dopo il suo arresto. Ancora al
vaglio degli inquirenti é l’esame dell’enorme mole di documentazione
sequestrata, in particolare il medico legale dott. __________ sta esaminando
(come a recente nomina a perito) tutte le cartelle mediche sequestrate. Gli
accertamenti sin qui svolti, il cui risultato appare riassunto nel Rapporto
intermedio di data 13 febbraio scorso, evidenziano la commissione di differenti
e numerose “irregolarità” nella fatturazione di prestazioni.

 

Come già ricordato nella
decisione 1 marzo 1999 all’accusato sono state contestate sostanzialmente tutte
le diverse tipologie di malversazione ritenute dalla pubblica accusa. In
particolare si ricordano le ipotesi di reato riferite ai pazienti fittizi,
ossia non presenti in clinica, rispettivamente per pazienti diurni o notturni,
vi sarebbero poi malversazioni con riferimento a pazienti amministrativi, ossia
a pazienti per i quali si procedeva ad ammissioni anticipate (la fatturazione
iniziava prima della reale ammissione del paziente in clinica), rispettivamente
a dimissioni posticipate (la fatturazione proseguiva oltre il reale periodo di
degenza), ed ancora malversazioni riferite alla fatturazione di congedi
effettivi ma con falsa iscrizione sulle cartelle mediche o congedi prolungati.
Tra le ipotesi accusatorie vi sono poi le irregolarità, riferite alla
“sovrappopolazione” di letti ossia letti fatturati a più pazienti, le sovrafatturazioni
per farmaci, terapie e per analisi (per avere ______________ operato iscrizioni
nelle cartelle mediche relative a fasulle prescrizioni di farmaci - pagati
dalle CM - in sostituzione di prestazioni fisioterapeutiche invece non pagate
dalle CM come ammesso dall’accusato stesso che tende comunque a ridimensionare
i casi a pochi e per contenuto indebito arricchimento). Ulteriori capitoli
attualmente al vaglio del magistrato d’accusa si
riferiscono, e ci si atterrà qui alla nomenclatura convenuta tra le parti nel
verbale 30 dicembre 1998 dell’accusato, alle consultazioni degli psicologi,
all’AI, alle problematiche connesse con l’esenzione militare, ad incassi non
dichiarati ed ai ricoveri forzati. Va qui rilevato come numerosi
collaboratori ed ex collaboratori dell’accusato abbiano ammesso le loro responsabilità riconducendo
comunque il loro agire al dott. ______________ giustificandolo con la volontà
del “capo” ed il rischio di perdere il posto di lavoro oltre che a pressioni
specifiche in questo senso subite dal dott. ______________.”

 

 

 

 

 

 

 

 

Sin dall'inizio delle indagini ______________
ha avuto un comportamento processuale perlomeno reticente, come detto. Egli ha
mostrato problemi d'ordine fisico e psichico che hanno imposto la sua
carcerazione prima all'__________ ed oggi all'ospedale neuropsichiatrico
cantonale (oggi CPC) e ciò per affezioni cardiache ed una accertata
psicopatologia. A proposito di questa va evidenziato quanto rilevato dal prof. __________
a pag. 6 e 7 del suo Rapporto annesso all'AI 55: "… il prof. ______________
presenta una complessa sindrome psicopatologica, espressione di uno scompenso,
con esacerbazione dei sintomi, di un disturbo di personalità.… (che) …
appartiene all'area dei Disturbi d'Ansia … in soggetto che presenta netti segni
clinici di Disturbo Narcisistico ed Istrionico di Personalità … " con il
rilievo, per l'esperto italiano, di "… gravissima ferita narcisistica … e
determina il manifestarsi di reazioni rabbiose ed impulsive per il rifiuto … di
sentirsi <impotente>, di fronte ad un  potere superiore al suo" ed
ancora "L'aspetto psicologico principale che tormenta il prof. ______________
è il senso di non poter far niente per cambiare la propria condizione …
esperienza mai accettata, … evitata con meccanismi controfobici e che, invece,
si trova … costretto ad accettare incondizionatamente."

 

L'inchiesta ha fatto importanti
progressi proprio recentemente quando le Casse Malati, coinvolte quali parti
civili nel procedimento in discussione, sono finalmente riuscite a raccogliere
(quasi) interamente il materiale documentale da mesi atteso dal Procuratore
pubblico. Si tratta di voluminosa documentazione comprovante l'incasso, da
parte dell'accusato, di quasi CHF 60 milioni in ben pochi anni, danari
incassati sia personalmente da ______________ per la sua attività presso lo
studio medico, sia per le attività svolte dalle cliniche a lui facenti capo.

D'altra parte gli interrogatori
sono stati condotti con la necessaria celerità (nonostante le critiche della
diligente difesa) a fronte della mole dell'incarto e delle prioritarie
necessità di procedere agli esami peritali che il caso impone, ed il perito
dott. __________ sta procedendo nei suoi lavori sollecitamente.

Come rammenta il Procuratore
pubblico avv. Marco Bertoli (nei cui confronti l'accusato ha formulato istanza
di ricusa respinta sia dalla Camera dei Ricorsi Penali e, successivamente, dal
Tribunale Federale, con il rilievo qui di istanza rinnovata dopo la sentenza
federale e nuovamente respinta dalla Camera dei Ricorsi Penali) il danno non
ancora definitivo cagionato dall'agire ritenuto illecito ammonta a circa CHF 10
milioni, importo indubbiamente spaventoso.

 

Come si evidenziava già nella
decisione 25 maggio 1999 (991.98.7) in merito alla perizia affidata al dott. __________:

 

"Il perito incaricato
dell’esame delle numerose cartelle mediche ha, dal canto suo, esaminato parte
del materiale sequestrato evidenziando le risultanze del suo esame in un
rapporto intermedio intitolato “Sintesi” cui sono allegati 8 classificatori
contenenti gli elementi documentali a sostegno del lavoro peritale. In
particolare il perito ha inserito in 5 classificatori conteggi assenza/congedi
riferiti ad una trentina di pazienti. L’esame di questi limitati casi ha
evidenziato ipotesi di reato 

 

 

 

 

(“soprassedendo ad una
valutazione in merito alla fisioterapia”) per un danno totale di oltre 2,2 mio
CHF. Il perito ha annesso al suo lavoro intermedio un classificatore contenente
le schede relative alle ipotizzate sovrafatturazioni eseguite dall’accusato in
seno al suo studio medico. L’importo ipotizzato malversato ammonta a CHF 2,9
mio."

 

Già si è detto comunque, che
l'attività peritale è proseguita e le ben più importanti cifre oggi avanzate
dal magistrato d'accusa debbono trovare conforto nell'esame completo che
compete al dott. __________, esame incrociato con l'analisi documentale basata
su quanto prodotto dalle Casse Malati (FTCM) e per esse dal signor __________
(si veda in merito l'ultima verbalizzazione del teste).

 

Come si osservava già nella
decisione 25 maggio 1999:

 

"Il PP sta
procedendo, con la collaborazione della polizia da un lato e le indicazioni del
perito, all’audizione dei pazienti che sono stati in cura dell’accusato e che,
consapevolmente o meno, sono stati coinvolti nei fatti. Si tratta, a non averne
dubbio (poiché lo ricorda anche la CRP nella sua decisione 19 maggio 1999 su
ricorso dell’accusato in materia di libertà personale, di poi citata CRP1, al pto.
4 pag. 6 a metà ed in fine al pto. 4.1.), di importanti elementi ai fini
dell’istruttoria per accertare l’esatto ruolo di ______________ e per definire
il ruolo dei pazienti stessi nonché per accertare con precisione (ciò che solo
le deposizioni dei pazienti permetteranno di ottenere) l’ammontare del danno
cagionato con l’agire ritenuto illecito dal magistrato inquirente."

 

Grazie alla documentazione
prodotta dalle Casse Malati sarà ora possibile operare quella verifica
incrociata necessaria e sarà possibile identificare con precisione tutta la
lunga serie di persone - malati in primis - coinvolte nei fatti, per poter
essere interrogate in dettaglio laddove necessario. Si tratta di verbalizzazioni
certamente importanti ritenuto il comportamento processuale mantenuto
dall'accusato e già evidenziato anche nei precedenti interventi di questo Giar.

 

 

2.

 

L'istruttoria a carico di ______________
ha potuto accertare come egli disponga, all'estero, di ingenti somme di danaro
che non sono oggetto di procedimenti restrittivi da parte del Procuratore
Pubblico confermati (si veda il Rapporto dell'équipe finanziaria del 21 luglio
1999 atti __________ Banca).

Più dettagliatamente ______________
risulta disporre di almeno CHF 1,25 mio depositati presso banca di Nassau a
nome di società a lui facente capo.

______________ è inoltre docente
presso l'università di __________ ed il figlio __________ è proprietario di un
appartamento a __________ donatogli da padre e madre nel 1993 (cfr. AI 147).

 

 

 

 

 

 

3.

 

Con istanza 5 ottobre 1999
l'accusato domanda di essere posto al beneficio della libertà provvisoria
sostenendo l'insussistenza di un rischio collusivo. La difesa evidenzia come,
già nel febbraio 1997, la magistratura disponesse del verbale __________
(circostanza appresa solo recentemente), rileva come l'accusato non sia stato
sentito per 2 mesi, e tale tempo in uno con gli "accertamenti nel contempo
raccolti" permetterebbero di escludere un rischio di collusione. I verbali
di interrogatorio dei pazienti non sarebbero stati contestati e sarebbero
avvenuti proprio sulle indicazioni di ______________. L'istante lamenta, nella
sostanza, il ritardo con cui le CM hanno raccolto la documentazione e rileva
che la detenzione preventiva non deve trovare giustificazione nel ritardo del
Tribunale Penale Cantonale. Per la difesa ______________ sarebbe inutilmente
piantonato da un agente armato e dovrebbe essere liberato.

 

Dal canto suo il Procuratore
pubblico ritiene al contrario, con il preavviso dell'8 ottobre 1999, come già
più volte sostenuto da Giar e CRP, che sussista ancora concreto rischio di
collusione, e che sussistano necessità istruttorie stanti i documenti prodotti
dalla FTCM, che comportano esame e contestazione. Il Procuratore Pubblico
invoca inoltre un concreto rischio di fuga evidenziando la personalità di ______________
(con Disturbo narcisistico ed Istrionico di Personalità) che non potrebbe
sopportare un processo (tant'è che egli si trova ricoverato alla CPC) con mezzi
all'estero e con agganci professionali e logistici perlomeno in Italia.

 

In sede di contro osservazioni la
difesa ha nuovamente contestato l'esistenza di un pericolo di collusione, ha
asserito chiaramente che "Il MP ha permesso all'accusato di continuare a
delinquere" dopo avere conosciuto il contenuto del verbale __________
(ragionamento questo del tutto aberrante se si pon mente che l'accusato delinquiva
- o meglio è presunto averlo fatto - prima e dopo tale verbalizzazione e
nonostante l'intervento __________, mentre spettava a lui - comunque persona
con istruzione, reddito e cultura superiore alla media - rendersi pienamente conto
di quello che faceva). Per la difesa il mantenimento della detenzione
preventiva costituirebbe "l'apoteosi dell'ipocrisia" l'inchiesta
sarebbe stata condotta, da ultimo, lentamente, e lo scopo del PP sarebbe quello
di umiliare l'accusato. Esplicitamente la difesa non contesta il sussistere di
gravi indizi di colpevolezza mentre asserisce che un rischio collusivo non
appare concreto essendo l'attività (anche illecita presunta) desumibile dai
bilanci delle cliniche. Per la difesa i bisogni istruttori possono essere
salvaguardati anche con l'accusato in libertà. ______________ contesta poi il
rischio di fuga, ritenendo che lo stesso non sia mai stato addotto in
precedenza, rileva i legami con il Ticino e la totale assenza di una volontà di
fuga. La difesa sostiene che ______________ non sia proprietario immobiliare a __________
siccome l'immobile sarebbe stato venduto nel 1995. L'accusato non potrebbe poi
disporre dei suoi beni all'estero non disponendo del diritto di firma per il
loro utilizzo.

 

 

 

 

4.

 

Come già nelle precedenti
decisioni di questo Giar si rammenta alle parti il diritto applicabile

 

"l'art. 95 CPP -
corrispondente all'art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992
/ 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui
l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare
e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP,
quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità
per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali i bisogni dell'istruzione, il pericolo di fuga e
quello di recidiva (senza dimenticare che l'arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell'istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell'accusato al processo e a garantire l'eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16
novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P 477/1993, consid. 3).
L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato
codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283
cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla
giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del
Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto
della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102
Ia 381).

I menzionati presupposti
vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della  libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss). Ed anche questo giudice,
come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione
all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."

 

 

5.

 

Per quanto
attiene all'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza per i reati
ipotizzati dal Procuratore Pubblico (che ha esteso l'accusa al reato di truffa
per mestiere), si può fare ampio riferimento alle precedenti decisioni di
questo giudice in materia. Val qui la pena, per completezza, di riprendere
quanto evidenziato al pto 6 della decisione 991.98.7 ancora attuale:

 

"Come riferito la
situazione processuale di ______________ è stata recentemente analizzata dalla
Camera dei ricorsi penali con decisione del 19 maggio 1999. Questa autorità ha
ritenuto pacifici i gravi indizi di colpevolezza a carico dell'accusato.

Detto presupposto legale
va qui oggi pienamente confermato. L'accusato è indiziato di truffa ripetuta e
falsità in documenti ripetuta, in correità con terzi. A suo carico vi sono
tutta una serie di indizi consistenti in particolar modo negli accertamenti
peritali svolti dal dott. __________ deducibili sia dal rapporto intermedio del
febbraio 

 

 

 

scorso, sia dal rapporto
denominato "Sintesi" di cui è parola sub. 1. Sussistono poi tutta una
serie di deposizioni, in specie di chiamate in correità quali quelle rese dal
dott. __________ (comunque posto a confronto con ______________), le
deposizioni di __________ per non citarne che alcune.

 

Dette deposizioni, o
perlomeno parti di esse, sono state prospettate all'accusato il quale, come
detto, ne ha almeno in parte ricusato il contenuto.

Vanno poi evocate le,
seppur parziali, ammissioni di ______________ accompagnate comunque dalla
precisazione di consapevolezza dell'illecito agire acquisita solo dopo
l'intervento della magistratura.

Le deposizioni agli atti
appaiono significative - ancorché il loro contenuto debba essere semmai approfondito
e quindi contestato a ______________ - ed indicano la sistematica pratica di
ammissioni anticipate e dimissioni posticipate di pazienti, evocano la
fatturazione fasulla di prestazioni non coperte dalle casse malati in luogo di
prestazioni diverse coperte, ricordano le fatturazioni dello studio secondo
direttive di ______________ per orari non corrispondenti - tanto che vi sono
fatturazioni per ore di lavoro superiori a quanto un giorno ne contenga - ed
attestano (dott. __________) malversazioni in ordine alle sperimentazioni con
le case farmaceutiche.

Si tratta di elementi seri
e convergenti che imputano all'accusato un agire illecito sistematico, costante
nel tempo e riferito ad un danno di tutto rilievo. 

Come detto la somma
preliminare accertata sin qui, ma l'analisi che incombe al dott. __________ è
lungi dall'essere completa, è di 5,1 mio CHF."

 

Questi gravi indizi sono oggi
rafforzati ulteriormente dall'attività d'indagine dell'inquirente e dagli
ulteriori sviluppi degli accertamenti peritali condotti dal dott. __________
che indicherebbero un danno di ca. 10 mio CHF. Le cifre saranno formalizzate
non appena possibile da parte del perito.

 

Da notare, in questa sede, come
il difensore di ______________ non contesti minimamente il sussistere di
concreti e gravi indizi di colpevolezza e non ne contesti l'ampiezza
(nonostante abbia da molti mesi totale e completo accesso agli atti), anzi. La
difesa ammette il sussistere di indizi di colpevolezza che riconduce alle
ammissioni stesse di ______________ (cfr, contro osservazioni pag. 4)

 

 

6.

 

Anche per quel che concerne
l'esistenza di sufficienti ed imperiose necessità istruttorie, nonché di
evidente rischio collusivo, l'opinione del magistrato inquirente va pienamente
condivisa e ciò nonostante le contestazioni della difesa che ravvede nel
tardivo intervento della magistratura, nell'acquisizione documentale e negli
accertamenti sin qui svolti elementi tali ad ovviare al rischio collusivo. Si
deve qui avantutto ribadire quanto evidenziato nella 

 

 

 

decisione relativa alla proroga
della detenzione preventiva ancora estremamente attuale, e meglio:

 

"Dal profilo delle
necessità istruttorie basterebbe fare semplice rinvio a quanto ritenuto dalla
Camera dei ricorsi penali nella sentenza citata al suo punto 4.1.

 

Detta autorità giudiziaria
ricorda come l'accusato

 

"... non abbia
fornito all'autorità inquirente una collaborazione piena ed incondizionata,
limitandosi a fare ammissioni solo dinnanzi a precise e documentate circostanze
di fatto..",

 

ciò che, per la CRP

 

"... rende perlomeno
verosimile un suo tentativo, qualora posto in libertà provvisoria, di inquinare
le prove".

(CRP 19 maggio 1999, pag.
5 in fine, 5 in inizio).

 

La CRP appare poi
particolarmente chiara nell'evidenziare "l'atteggiamento negativo di ______________"
riferendosi alle giustificazioni mediche paventate, da un lato, ed al desiderio
dei suoi collaboratori di compiacerlo dall'altro. Questo giudice non può qui
far altro che ribadire quanto già espresso nelle decisioni 24 dicembre 1998, 1.
marzo 1999 e 15 aprile 1999.

A carico di ______________
sono state in particolare raccolte un numero importante di deposizioni, sia a
livello di Polizia sia da parte del PP, e deponenti risultano essere suoi
stretti collaboratori in formazione (medici), sia personale infermieristico ed
amministrativo dello studio e delle cliniche. Con tali persone l'accusato ha
instaurato, prima del suo arresto, stretti rapporti in conseguenza allo
svolgimento - fianco a fianco - dell'attività lavorativa in un campo delicato quale
quello della medicina psichiatrica. Il rapporto di datore di lavoro (______________
è ancora proprietario delle cliniche oggetto d'indagine) e collaboratore, che
notoriamente si basa sulla fiducia, la collaborazione giornaliera, con
conseguenza di delega nello svolgimento delle mansioni, ed il rapporto di
subordinazione che ne deriva, oltre che il rapporto di dipendenza conseguente
ai ruoli svolti (medici in formazione ed infermieri con professore
universitario) sono elementi che lasciano presumere - viste le contrastanti
versioni rese dai protagonisti - facile e possibile intervento dell'accusato
per ottenere versioni "ammorbidite" o ritrattazioni delle deposizioni
raccolte.

 

A puro titolo
esemplificativo bisogna qui ricordare il verbale __________ (v. PP 2.12.1998):

 

"... era per me
tuttavia chiaro che se non rispettavo queste indicazioni ... perdevo il posto
di lavoro",

 

 

 

 

 

 

ed ancora il verbale del
dott. __________ in merito al collega dott. __________ il quale, con
riferimento a "procedure poco corrette" riferite a pazienti non
presenti in clinica gestiva in generale detti pazienti e ricorda come questi

 

"... subiva
l'influenza del dott. ______________ nella peggiore delle accezioni. In pratica
lui faceva tutto quello che gli chiedeva ______________".

(v. Pol. __________, pag.
2).

 

Anche __________ rammenta
le "pressioni che egli esercitava sul nostro capo clinica" evocando -
nell'ambito delle ricerche riferite a case farmaceutiche - che 

 

"... abbiamo fatto
sparire dalla clinica tutta la documentazione medica di questi pazienti i cui
dati anamnestici erano stati manipolati"

(in questo senso GIAR 1.
marzo 1999, pag. 9 in fine e 10 in inizio).

 

Sussiste quindi, nei
confronti delle persone già sentite e collaboratrici/collaboratori
rispettivamente colleghi (comunque subalterni di ______________) un forte
rischio di collusione."

 

…

 

"Lipari ha temuto
molto per il suo futuro professionale ed ha tentato di contattare l'accusato,
ed ancora si vedano le telefonate specificatamente ricordate dai PP nella loro
istanza." 

 

(__________ ha nel frattempo
perso il posto di lavoro per la cessazione dell'attività dello studio medico
dell'accusato).

 

"Vi è quindi, e lo si
ribadisce, un forte rischio di collusione, rischio che appare ancora più
elevato nei confronti dei pazienti. L'esame del perito sta evidenziando, come
il Rapporto "Sintesi" riferisce, tutta una importante serie di
ipotizzate malversazioni sulla pelle delle Casse Malati con l'intervento,
consapevole od inconsapevole, di numerosi pazienti.

 

La CRP (sentenza 19 maggio
1999, pag. 6) evoca un concreto rischio di collusione nei confronti dei
pazienti

 

"... i quali, sia per
le loro patologie che per il particolare rapporto di fiducia esistente con
l'accusato sarebbero da quest'ultimo facilmente influenzabili".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Va qui rilevato come ______________
ben conosca i suoi pazienti - tanto da ricordare (a 10 anni di distanza) che la
madre del PP __________ sarebbe stata sua paziente - e li ricorda. D'altro
canto invece il PP ed il PPG non hanno ancora proceduto (per tramite del dott. __________)
a completare l'esame delle cartelle mediche acquisite e di quelle preannunciate
dall'AI.

Il dott. ______________ sa
quindi perfettamente chi potrebbe contattare mentre la magistratura non ha
ancora identificato i pazienti nell'ambito delle cui cure sarebbero state
commesse malversazioni.

 

A ragione la CRP ricorda
poi il legame di fiducia, soprattutto in ambito delicato come quello della
medicina psichiatrica, che si instaura tra medico e paziente, rapporto
particolarmente forte per l'esistenza del segreto medico che copre tutti gli
aspetti delicati che i pazienti possono riferire al medico.

 

Non solo. La malattia, in
particolare quelle nell'ambito del dott. ______________, pone spesso il
paziente in condizione di subordinazione nei confronti del medico come
l'esperienza insegna.

 

In questo senso va
ritenuto un concreto rischio di collusione nei confronti dei pazienti in parte
già identificati e sentiti ed in parte ancora da identificare."

 

Si ha oggi, ancora più che al 25 maggio
1999, un forte rischio di collusione rafforzato dal fatto che, con la
presentazione della documentazione FTCM, al Magistrato inquirente è possibile -
in parallelo con l'avanzare del lavoro del dott. __________ - avere sotto gli
occhi l'ampiezza dell'agire ritenuto illecito con l'identificazione delle
persone che ancora debbono essere sentite (e nei cui confronti - stanti le
argomentazioni sviluppate dalla CRP e qui sopra riportate relative al
particolare rapporto di fiducia ed al rapporto di subordinazione
paziente/medico - permarrà un concreto rischio collusivo e di pressione anche
dopo loro audizione, visto anche l'atteggiamento processuale assunto da ______________).
Anzi. Gli accertamenti peritali hanno evidenziato progressione nel calcolo
delle presunte malversazioni, nel senso che dalle prime ipotesi formulate sulla
scorta delle deposizioni rese le indagini tecniche hanno ampliato il numero di
pazienti in modo considerevole (cfr. Rapporto Sintesi citato). Considerato come
lo spoglio delle cartelle, in numero enorme, non è terminato non è fuor di
luogo ritenere che le ulteriori indagini del medico incaricato dal Procuratore
Pubblico evidenzino ancora numerosi episodi di possibili malversazioni
allargando ulteriormente il cerchio delle persone nei cui confronti appare
concreta una collusione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La diligente difesa, nella sua
istanza 5 ottobre 1999, si limita a genericamente sostenere che non sussiste
rischio collusivo, senza procedere a disamina dettagliata con valutazione
specifica della situazione. In nessun punto dell'istanza in discussione si fa
riferimento preciso e specifico a deposizioni rese. Questo giudice deve ancora
oggi ammettere un rischio collusivo importante nonostante siano state raccolte
le deposizioni dei malati indicati dall'accusato medesimo. Questa circostanza,
come d'altra parte l'esistenza di un verbale __________ del 1997, nulla mutano
nella valutazione del rischio collusivo. L'accesso al verbale __________, come
evoca il PP nel suo preavviso, era possibile da tempo al difensore. La difesa
non specifica in cosa l'esistenza di detto verbale - datato - muti nella
fattispecie.

 

Il rischio di inquinamento
probatorio non è ovviato dall'acquisizione delle verbalizzazioni, comunque
parziali, dei pazienti e dei collaboratori del dott. ______________.
L'acquisizione della documentazione medica (cartelle) e l'acquisizione delle
fatture (prodotte recentemente dalla FTCM) costituisce base di lavoro e spunto
di rischio collusivo. In effetti l'esame della fatturazione in uno con quello delle
cartelle mediche permette di ipotizzare malversazioni che vanno verificate alla
luce delle annotazioni eseguite dal personale medico, da un lato, e - semmai -
dalle deposizioni dei pazienti stessi per l'opportuno approfondimento. La
difesa non dimentica certo l'ampiezza dell'agire ritenuto illecito da parte del
PP che, come già detto, deve comportare esame completo anche per
l'atteggiamento processuale assunto dall'accusato. Ovviamente la detenzione
preventiva non serve per ottenere ammissioni da parte di ______________ ma
serve ad evitare che questi, soprattutto per i casi più importanti dal punto di
vista economico (vi sono degenze che hanno imposto alle CM l'esborso di importi
rilevanti) possa tentare ammorbidimento della sua posizione. Certamente non
sfugge alle parti che l'importanza del danno cagionato, rispettivamente
l'ampiezza dell'agire ritenuto illecito dal PP, possono avere rilievo nella
commisurazione della pena in caso di giudizio di condanna.

 

Non vi è comunque soltanto un
rischio di collusione e di inquinamento probatorio ma vi sono concrete esigenze
istruttorie come ritenuto nelle precedenti decisioni, in particolare quella del
25 maggio 1999 in cui si rammentava che:

 

"______________ deve
essere approfonditamente interrogato, gli devono essere prospettati i verbali
raccolti (semmai, dopo necessario approfondimento) e deve essere possibile
procedere ai necessari confronti."

 

Se la raccolta delle deposizioni
dell'accusato ha subito un certo rallentamento (fisiologico all'inchiesta per i
motivi evidenziati in precedenza) va posto in risalto il fatto che recentemente
la documentazione delle Casse Malati (ancorché non completa) è stata trasmessa
al magistrato inquirente. Al diligente difensore non è certo sfuggita la mole
importante di lavoro di ricostruzione che la FTCM ha dovuto affrontare per
reperire ed elencare tutte le fatturazioni del Dott. ______________, basti
evocare la natura dell'attività sanitaria svolta e rapportarla alla 

 

 

 

cifra indicativa evidenziata di
quasi 60 mio CHF. Alle CM non può quindi essere mosso rimprovero per i tempi
relativamente lunghi necessari al reperimento della documentazione. Detta
documentazione impone verifica e comporterà l'esecuzione di numerosi verbali di
interrogatorio dell'accusato e semmai verbali di confronto. Esigenze
istruttorie vanno poi ancora ammesse con riferimento ad altri capitoli oggetto
dell'istruttoria, quali in particolare quelli riferiti alle sperimentazioni
condotte su richiesta di case farmaceutiche. Come già ritenuto nelle precedenti
decisioni di questo Giar e della CRP l'atteggiamento assunto in corso
d'istruttoria da ______________ (con contestazione, minimizzazione,
attribuzione di responsabilità a terzi) - di per sé legittimo - impone
necessità di accurato approfondimento e di precisa verifica dell'agire presunto
illecito dal magistrato d'accusa. Contrariamente a quello che ritiene la difesa
le esigenze istruttorie ancora in essere impongono perdurare della detenzione
preventiva e non possono essere condotte con l'accusato a piede libero. In
questa fase, ossia vedendo avvicinarsi la fine del lavoro del perito dott. __________,
le necessità d'inchiesta si fanno più imperiose.

 

Vi sono elementi più che
sufficienti a mantenere in carcere ______________.

 

 

7.

 

Anche se, visto quanto precede,
non sarebbe assolutamente necessario approfondimento degli ulteriori argomenti
sollevati dal PP, ragioni di opportunità impongono di analizzare il paventato
rischio di fuga ritenuto dal magistrato d'accusa a carico dell'accusato.

 

Per quanto attiene il pericolo di
fuga si ricorda che i criteri determinanti per stabilire se questo presupposto
sia dato o meno sono il carattere del prevenuto, il suo domicilio, la sua
professione, la sua situazione famigliare e i suoi legami con lo Stato in cui
egli é inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S.C. del
Tribunale federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94).
L'apprezzamento di tutte le circostanze, per invocare appunto un rischio
di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiano per
l’accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui
dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati
comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importanti (in questo
senso Mario Luvini; in REP 1989,
pag. 292, con i riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre 1994 in re S.V.,
CRP 341/94). Il Tribunale Federale ha pure considerato (DTF 9 luglio 1996 I
Corte di diritto Pubblico in re GM), quale elemento di valutazione del rischio
di fuga la morale, la situazione finanziaria e le risorse economiche
dell’arrestato. La gravità della pena che sarà presumibilmente inflitta non
basta, ad essa sola, a giustificare e concretizzare un rischio di fuga (v. DTF
117 Ia 69 e segg.; cfr. anche DTF 19 gennaio 1999 I. Corte di diritto pubblico
in re GS pag. 7). In recenti decisioni di questo Ufficio (Giar 89.99.8 del 7
ottobre 1999 in re V. e 89.99.7 sempre in re V. del 28 luglio 1999) è stato
ritenuto concreto rischio di fuga per giovane ticinese con famiglia 

 

 

 

in Ticino, disponente di mezzi
finanziari all'estero e per il quale non esisteva in patria una reale
prospettiva lavorativa mentre all'estero esistevano contatti allacciati
nell'esercizio della professione (dove si sono sviluppati i fatti che hanno
condotto al procedimento penale).

 

Nel caso in esame quanto
sostenuto dal magistrato d'accusa nel suo preavviso va condiviso in questa
sede. Vanno infatti osservati, in un esame d'insieme, sia il carattere di ______________
come evidenziato dall'inchiesta, sia la disponibilità finanziaria che quella di
lavoro all'estero. L'accusato non ha spontaneamente ammesso, nella sostanza,
nulla, se non indicando nominativi di alcuni pazienti (peraltro noti per la
maggior parte agli inquirenti) sulle cui degenze sono state eseguite le
malversazioni ipotizzate. ______________ si è chinato (per riprendere
un'espressione del magistrato d'accusa) all'evidenza solo in talune circostanze
indicando il più delle volte altri all'origine delle malversazioni (che giovavano
comunque a lui ed alle sue società): prima i collaboratori, poi i pazienti e
quindi altri ancora, oggi sostenendo addirittura che il Ministero Pubblico,
avendo notizia di reato dal verbale __________, gli avrebbe permesso di
continuare a delinquere (cfr. contr osservazioni pag. 2). ______________ si
trova poi confrontato con un procedimento di proporzioni notevoli, procedimento
che ha un'eco ed un interesse pubblico fuori del comune poiché coinvolge un
numero impressionante di collaboratori e pazienti ed ha creato, secondo
l'ipotesi della pubblica accusa, un danno ingentissimo al patrimonio delle
casse malati. L'accusato ha potuto beneficiare di una notevole notorietà per la
professione svolta e per la cattedra nell'Università di __________. Egli è senz'altro
da considerare uno dei più conosciuti psichiatri di questo cantone ed ha
beneficiato, come la classe medica tutta, di quel particolare rapporto tipico
della relazione medico / paziente che comporta fiducia e confidenzialità.
Questi elementi vanno rapportati alla personalità dell'accusato, oggetto di
ripetuti esami di suoi colleghi psichiatri, che ne hanno evidenziato i tratti
rilevanti. Dalle elaborazioni del prof. __________ (Rapporto del 21 marzo 1999)
emerge un disturbo narcisistico ed istrionico della personalità.
L'incarcerazione ed il procedimento penale condotto sono apparsi all'accusato
come un'importante ferita narcisistica, tanto da lasciare ritenere ai medici
curanti possibilità di suicidio (da leggere come fuga dagli eventi che
incombono sul capo di ______________, come oggi ancora paventa la difesa), nei
confronti della quale - vista la detenzione preventiva in corso - ______________
ha avuto un profondo senso di impotenza dovendo egli subire una situazione che
non può personalmente gestire ("…. esperienza mai accettata, sempre
accuratamente evitata con meccanismi controfobici e che invece si trova, nei
fatti, costretto ad accettare incondizionatamente", cfr. sub. 1). Come
rammentano ancora i medici intervenuti per valutare le condizioni di salute
dell'accusato (in attesa della perizia psichiatrica) il procedimento e la
detenzione preventiva che ne consegue appaiono come un insulto ed offesa
personale dell'accusato che vive un senso di impotenza (__________ parla di un
confronto dell'accusato con un potere - rifiutato - "superiore" al
suo: annesso all'AI 55 pag. 7 fine del penultimo paragrafo). Già queste
considerazioni, basate sulle valutazioni dei medici della personalità
dell'accusato, permettono di ritenere - visto come il processo di 

 

 

 

maturazione cui fa cenno la dott.
__________ nel suo verbale al PP non è ancora intervenuto, o non è comunque
ancora completo -, ad esse sole, un rischio di fuga.

 

______________, a fronte della
personalità descritta dai medici, avrebbe certamente tutto l'interesse a
sottrarsi a quel potere - più forte del suo (ossia quello dello Stato che
impone persecuzione e giudizio di fattispecie a connotazione penale, con
imposizione - laddove necessario - di misure coercitive) - che gli impone di
giustificarsi, di spiegare il suo agire, di rimanere privato della sua libertà
(sia preventivamente che, eventualmente, per l'espiazione della pena), e di
subire quel processo che accrescerebbe certamente la sua "rabbia"
(per usare un'espressione del prof. __________ annesso all'AI 55 pag. 7) ed il
suo desiderio di "cambiare la propria posizione" (__________ ibidem).

 

Sottraendosi al processo, e prima
ancora all'inchiesta cogente per lui, ______________ eviterebbe quindi quel
potere cui oggi deve attenersi.

 

Ma il rischio di fuga è
suffragato non solo da motivi caratteriali. L'accusato dispone infatti - come
rammenta il PP nel suo preavviso - di un'importante sostanza all'estero che gli
permetterebbe di fronteggiare in tutta tranquillità una latitanza e che gli
permetterebbe di ricominciare una nuova vita professionale. L'esistenza di
società a lui facente capo (la __________) detentrice di relazione bancaria
all'estero (Nassau, con il che si ha tutta l'evidenza della difficoltà per
l'inquirente di ottenere il blocco) su cui sarebbero depositati "almeno
1,25 mio" con trasferimento avvenuto nel corso del 1997 (ma la società
risulta esistere dal 1989), indica più che ampia disponibilità di denaro. Ciò
vale anche se, a mente della difesa, l'accusato non avrebbe diretta disponibilità
a quel denaro il potere di firma essendo di terzi. Questa circostanza muta ben
poco. La situazione economica generale dell'accusato essendo comunque buona
(nonostante i sequestri intervenuti) così come tutto il fascicolo relativo alle
decisioni di tassazioni lascia ben intendere (e dal quale si desume introito
personale anche della moglie). Va poi aggiunto che il Ticino, e la Svizzera in
genere, sono professionalmente, per l'accusato, "terra bruciata".
Appare ben difficile che ______________, vista la portata del procedimento in
corso e visto il decreto di sospensione dall'esercizio dell'attività
professionale decretato dal DOS nel passato dicembre 1998, possa ritornare ad
esercitare la sua professione in patria. Al contrario, all'estero, dove l'eco
del procedimento penale in discussione non è pari a quella recepita in Ticino, ______________
risulta avere importanti e seri agganci professionali. Come rammenta il
magistrato d'accusa e come desumibile dall'AI 147 l'accusato è stato professore
a contratto nell'Università di __________ per un periodo di tre anni accademici
(con convenzione parallela tra l'Università __________ e la Clinica __________)
come a deposizione del prof. __________ (ed agli annessi all'AI 147) con ciò
che detta importante nomina professionale comporta in fatto di notorietà e di
lustro già solo per il territorio italiano. D'altro canto l'accusato non
risulta essere materialmente impedito nell'esercizio della sua attività 

 

 

 

professionale in altri paesi
rispetto al suo. Evidenzia poi ancora l'inquirente, fondandosi sugli atti
dell'incarto, che ______________ risulta iscritto "presso l'anagrafe
tributaria" (e con ciò non si intende che egli sia residente) in Italia.
Contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa ______________ e la moglie __________
avrebbero donato al figlio __________ un appartamento di __________ (donazione
del 5 aprile 1993). In merito a detto immobile (all. 4 AI 147) la
documentazione acquisita per commissione rogatoria attesta unicamente
l'esistenza di un appartamento a __________, donato dai coniugi ______________
al figlio. L'assunto difensivo di successiva vendita dell'immobile non è stato
comprovato (ciò che comunque nulla muterebbe nel merito la decisione di questo
giudice). Dall'appartamento di cui è questione, e comunque dalle disponibilità
finanziarie dell'accusato e della di lui moglie, si deve dedurre facile,
possibile e pratica soluzione logistica che permetterebbe la fuga.

 

______________ ha quindi
professionalmente ben maggiori possibilità di reinserimento all'estero - in
particolare in Italia - piuttosto che in patria - ed all'estero ha anche
contatti ed apparentemente concrete possibilità logistiche. Egli dispone di
mezzi finanziari sufficienti ed ha una personalità tale da indurlo alla fuga.
Anche per quanto riguarda i legami famigliari va ritenuto come ______________
sia da anni sposato ed abbia figli in età (__________ ha oggi __________ anni
mentre __________ ha __________ anni) non tale da vincolarlo al territorio
ticinese (per la frequentazione delle scuole). I figli sono, come detto, adulti
(dagli atti fiscali si desumono studi universitari del primogenito a __________)
ed autosufficienti e non costituiscono certo un legame tale da impedire una
fuga.

 

Visto quanto precede, nel solco
della prassi del TF, va ritenuto concreto rischio di fuga al quale non
potrebbero ovviare misure sostitutive quali un deposito cauzionale - anche
ingente - od il deposito dei documenti di legittimazione (comunque neppure
avanzate dalla difesa). Tali misure appaiono inadeguate a fronte dell'aspetto
sia patrimoniale sia caratteriale che - in particolare - caratterizzano
concretezza del rischio di fuga.

 

 

8.

 

La vasta eco conseguente al
procedimento penale e le numerose parti interessate coinvolte nelle indagini
fanno si che vi sia un importante interesse pubblico a che il processo sia
celebrato in tempi il più possibile brevi, interesse questo anche
dell'accusato. La questione a sapere se tale interesse pubblico costituisca
sufficiente motivo d'ordine pubblico per mantenere la detenzione preventiva cui
è astretto l'accusato, stante il sovraccarico del Tribunale penale cantonale
(come alla sentenza CRP citata dalla pubblica accusa), può qui rimanere
indecisa viste le considerazioni che precedono.

 

 

 

 

 

 

9.

 

Resta da esaminare la proporzionalità
della detenzione preventiva sin qui subita e quella ancora prevedibile per
terminare l'istruttoria e giungere al processo. Si può allora fare ampio
riferimento alla decisione 25 maggio 1999:

 

"Giusta l’art. 102
cpv. 2 CPP la durata del carcere preventivo durante l’istruzione formale può
essere di sei mesi; tale termine può essere convenientemente prorogato (art.
103 CPP).

La prassi del Tribunale
federale ha comunque stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni
carcerazione preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena
privativa della libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal
giudice di merito (DTF 116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2
e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; Rep. 1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del
carcere preventivo deve comunque obbedire al principio della proporzionalità,
stando al quale la durata dipende anche dalle circostanze concrete, in
particolare, dalla vastità e complessità dell’inchiesta e dal comportamento
dell’arrestato (DTF 107 Ia 259 consid. 3b, 105 Ia 33 consid. 4b)."

 

Nel caso concreto il procedimento
risulta essere estremamente vasto e complesso e solo recentemente la FTCM ha
prodotto il frutto di mesi di lavoro di ricostruzione. D'altro canto, come
osservato ai punti che precedono, il lavoro peritale che incombe al dott. __________
appare notevole e lo stesso è progredito con la necessaria solerzia. Anche le verbalizzazioni
dei pazienti, delegate alla polizia, hanno avuto il loro regolare corso. Se
l'accusato non è stato sentito per un certo periodo di tempo ciò non significa
che il procedimento che lo coinvolge non abbia avuto il seguito solerte imposto
dalle circostanze. Non vanno poi dimenticati i più che legittimi atti
giudiziari voluti dalla difesa (istanza di libertà provvisoria, reclami ed
istanze di ricusa) che hanno imposto, per essere esaminati ed evasi, un certo
lasso di tempo. L'istruttoria appare quindi essere stata condotta nel rispetto
del principio di celerità imposto dalla legge.

 

Nella decisione di maggio 1999
relativa alla proroga della detenzione preventiva si rammentava già che:

 

"ll periodo di 6 mesi
che viene ulteriormente concesso al magistrato d'accusa risulta rispettoso del
principio della proporzionalità anche in considerazione della possibile pena
che - in caso di giudizio di colpevolezza - la Corte del merito potrebbe
infliggere all'accusato ritenuto l'ampiezza dell'agire illecito rimproverato a ______________,
l'entità presumibile del danno ed il ruolo di ______________ nell'ambito delle
cliniche e dello Studio."

 

 

 

 

 

 

 

 

In altri termini la detenzione
sin qui subita e quella ancora necessaria per giungere alla fine
dell'istruttoria ed alla celebrazione del processo appare del tutto adeguata
alla gravità delle accuse mosse, degli indizi raccolti, del coinvolgimento
ritenuto a carico di ______________ e della possibile pena in caso di giudizio
di condanna.

 

Si ribadiva al PP, nella
decisione 991.98.7, l'invito a voler procedere con solerzia per giungere ad un
giudizio di merito in tempi del tutto contenuti per evitare quei ritardi
nell'amministrazione della giustizia che hanno condotto a severe decisioni del
TF (si vedano in proposito le DTF Cassazione Penale 30 novembre 1998 in re E.F.,
A.P. e E.P. dove l'alta corte federale ricorda il diritto per ogni
accusato a che l'inchiesta e il procedimento penale aperti nei suoi confronti
siano portati a compimento senza inutili ritardi, ovvero entro un termine
ragionevole). Certamente il PP vorrà salvaguardare al meglio anche questo
diritto della difesa.

 

 

10.

 

Visto quanto precede l’istanza di
libertà provvisoria va respinta con la presente decisione esente da tassa e
spese di giudizio (art. 39 litt. f TG e contrario) e suscettibile di
impugnazione alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di Appello nel
termine di 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

p.q.m., visti gli artt. 280 e segg. CPP

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

 

 

1.   L'istanza
di libertà provvisoria 5 ottobre 1999 è respinta.

 

 

2.   Non
si percepiscono tasse e spese.

 

 

3.     
Avverso la presente decisione in materia di libertà personale é data
facoltà di ricorso alla Camera dei Ricorsi Penali del Tribunale di Appello nel
termine di dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.     
Intimazione:

-        
a ______________, per il tramite del patrocinatore avv. __________ e
personalmente all’avv. __________;

-        
al Procuratore Pubblico avv. Marco Bertoli, Lugano, con l'incarto di
ritorno e con copia delle osservazioni formulate dalla difesa.

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                         giudice
Ivano Ranzanici