# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 37917989-106a-59ca-894c-d77aa52ccc38
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-05-02
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 02.05.2008 D-4009/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4009-2007_2008-05-02.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4009/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2  m a g g i o  2 0 0 8

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Fulvio Haefeli e Daniel Schmid, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______, Iraq, rappresentato dal lic. iur. Mario Amato, 
Soccorso operaio svizzero, via Zurigo 17, 6900 Lugano,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 
3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 5 giugno 2007 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4009/2007

Fatti:

A.
Il  30 aprile 2007, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo in 
Svizzera. Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. 
verbali  d'audizione del 9 e del 24 maggio 2007), d'essere espatriato 
nel  [...] del  2007  per  il  timore  d'essere  ucciso,  come  altri  suoi 
commilitoni,  da  membri  dell'organizzazione  terroristica  islamica 
B._______ in  quanto  membro della  minoranza degli  iazidi  e  soldato 
nell'esercito  iracheno  (con  mansioni  amministrative  C._______).  Nel 
[...] del  2006,  durante  un  congedo,  sarebbe  stato  sequestrato  per 
breve tempo da membri  di  detta organizzazione, ma poi liberato dai 
soldati statunitensi. Nel corso del sequestro avrebbe dovuto assistere 
allo sgozzamento di un compagno. Gli sarebbe persino stato ingiunto 
di  mangiare  "la  carne"  della  persona  ammazzata.  Fortunatamente, 
sarebbe  stato  rapidamente  liberato  dai  soldati  americani,  il  cui 
intervento avrebbe impedito il peggio. Avrebbe temuto che i membri di 
B._______ potessero non di meno, prima o poi, mettere in pratica la 
loro  minaccia  di  morte  se  fosse  rimasto  a  Mossul.  Anche  il  padre, 
membro del  D._______,  sarebbe stato  minacciato e avrebbe dovuto 
lasciare la regione. Ha osservato che il fatto d'avere dovuto contattare 
E._______  in  patria  giustifica  la  mancata  presentazione  di  un 
documento di identità nel termine di 48 ore.

B.
Il 5 giugno 2007, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della  legge sull'asilo del  26 giugno 
1998  (LAsi,  RS  142.31).  L'autorità  inferiore  ha  pure  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso l'Iraq siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
L'11 giugno 2007, il ricorrente ha esibito dinanzi all'UFM gli originali di 
documenti presentati  come la sua carta d'identità e due sue tessere 
militari.

D.
Il 12 giugno 2007, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 
impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 

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una  decisione  nel  merito  della  sua  domanda  d'asilo  e,  in  via 
sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì 
presentato  una domanda d'esenzione dal  versamento  dell'anticipo  a 
copertura delle presumibili spese processuali.

E.
Il 15 giugno 2007, il TAF ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi 
particolari (art. 63 cpv. 4 legge federale sulla procedura amministrativa 
del  20  dicembre 1968 [PA, RS 172.021]),  a  chiedere  al  ricorrente  il 
versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali. Nel contempo, ha invitato l'autorità inferiore a presentare 
una risposta al ricorso.

F.
Il 19 giugno 2007, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame.

G.
Il  14  marzo  2008,  l'insorgente  ha  sollecitato  l'evasione  del  suo 
gravame.

Diritto:

1.
Il TAF pronuncia definitivamente sui ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in  materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA, nonché all'art. 
108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

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3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che l'insorgente non 
ha  addotto  motivi  che  possano  giustificare  la  mancata  tempestiva 
esibizione di  documenti  di  viaggio o d'identità. L'autorità  inferiore ha 
pure qualificato di privo di pertinenza, consistenza e logica il racconto 
del  ricorrente.  In  particolare,  quest'ultimo,  in  qualità  di  soldato 
dell'esercito iracheno, avrebbe potuto difendersi contro le persecuzioni 
del movimento islamico che l'avrebbe minacciato e sequestrato. In più, 
i  membri  dell'organizzazione  islamica  B._______  sarebbero  stati 
arrestati dai soldati statunitensi. Pertanto, le condizioni dell'attualità e 
della  finalità  individuale  della  persecuzione  non  risulterebbero  più 
adempite.  Successivamente,  le  minacce  della  menzionata 
organizzazione si sarebbero limitate all'invio di SMS. Non risulterebbe, 
peraltro,  che  B._______  abbia  agito  a  causa  dell'appartenenza 
dell'insorgente  agli  iazidi  (tanti  familiari  vivrebbero  ancora  in  zona). 
Inoltre, il ricorrente non avrebbe saputo indicare esattamente come e 
quando il padre sarebbe stato minacciato. Infine, non avrebbe saputo 
dire chi dei terroristi sarebbe stato arrestato dagli americani. L'UFM ha 
altresì ritenuto che non sono necessari degli ulteriori chiarimenti ai fini 
dell'accertamento  della  qualità  di  rifugiato  o  dell'esistenza  di  un 
impedimento all'esecuzione dell'allontanamento.

5.
Nel  ricorso,  l'insorgente  fa  valere  di  non  avere  potuto  esibire 
documenti  di  viaggio  o  d'identità  in  procedura  di  prima  istanza 
anteriormente alla pronuncia della decisione impugnata a causa delle 
difficoltà  di  reperimento  e  d'invio  di  detti  documenti  connesse 
all'attuale  nota  situazione  in  Iraq.  Contesta  che  nel  caso  concreto 
siano dati i presupposti dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi per escludere la 
necessità d'ulteriori  chiarimenti per la determinazione della qualità di 
rifugiato  o  dell'esistenza  di  un  ostacolo  all'esecuzione 
dell'allontanamento, tanto più che egli  appartiene ad una minoranza 
che  è  confrontata  con  particolari  difficoltà  per  quanto  concerne  il 
rispetto dei diritti fondamentali e la sicurezza (v. anche Giurisprudenza 
ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia 
d'asilo  [GICRA]  2006  n.  17).  Peraltro,  anche  la  situazione  nel  nord 
dell'Iraq  sarebbe  tutt'altro  che  tranquilla  (richiamato  in  proposito,  il 

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rapporto  pubblicato  dall'OSAR  il  22  maggio  2007).  Non  sarebbe 
pertanto consentito, come invece ha fatto l'autorità inferiore nel caso di 
specie,  di  semplicemente  affermare  che  non  sussistono  indizi  per 
ritenere  che  in  caso  di  rimpatrio  egli  possa  essere  esposto  a 
trattamenti vietati dall'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101). 

6.
Nella risposta al ricorso, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame 
ed ha rilevato, in particolare, che il ricorrente ha prodotto tardivamente 
i documenti presentati  come l'originale della carta d'identità e di due 
tessere  militari.  Peraltro,  sui  documenti  esibiti  in  sede  di  ricorso 
figurerebbe  un  cognome  indicato  solo  come  alias  nella  decisione 
impugnata perché diverso da quello presentato nella prima audizione. 
Inoltre,  l'autorità  inferiore  ha  osservato  che  il  ricorso  dell'insorgente 
non fornisce alcun nuovo elemento atto a confutare le argomentazioni 
sviluppate nella decisione impugnata.

7.

7.1 Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. 
c).

7.2 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 

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certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

7.3 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

8.

8.1 Questo  Tribunale  considera  –  a  prescindere  dalla  questione  di 
sapere  se  nel  caso  concreto  sussistano  un  motivo  scusabile  per  la 
mancata  esibizione  di  un  documento  d'identità  o  di  viaggio  entro  il 
termine di 48 ore previsto dalla legge ed una divergenza di identità nei 
documenti  esibiti  (l'UFM non ha altresì  considerato siccome falsa la 
carta d'identità esibita dall'insorgente) – che conto tenuto dell'insieme 
delle circostanze del caso di  specie in relazione alla nota situazione 
vigente  in  Iraq,  l'istruttoria,  la  valutazione  delle  allegazioni  decisive 
presentate dal ricorrente e la motivazione della decisione impugnata 
sono  manifestamente  carenti.  Giova  in  particolare  rilevare  che  le 
dichiarazioni decisive rese dal ricorrente in materia d'asilo (v. riassunto 
dei  fatti  lettera  A)  non  possono  qualificarsi  di  manifestamente 
inconsistenti  od  irrilevanti  al  punto  da  non  giustificare  neppure 
un'entrata nel merito della sua domanda d'asilo. Da un lato, l'autorità 
inferiore non ha contestato l'attendibilità delle allegazioni del ricorrente 
riguardanti  la sua appartenenza alla minoranza degli  iazidi  nonché il 
suo  status  di  membro  dell'esercito  iracheno  e  le  minacce  ricevute 
dall'organizzazione  terroristica  B._______  (elementi  già  di  per  sé 
sufficienti  a  giustificare  un  approfondimento  del  caso;  v. su  questo 
punto  anche  GICRA  2006  n.  17,  dove  era  certo  stata  esclusa  una 
persecuzione  collettiva  degli  iazidi  in  Iraq,  ma  non  l'eventualità  di 
un'accresciuta  esposizione degli  stessi  a  persecuzioni  individuali  da 
parte  di  gruppi  di  fondamentalisti  islamici).  Dall'altro  lato,  e 
contrariamente  a  quanto  ritenuto  sommariamente  nella  decisione 
impugnata, non si vede come l'arresto di taluni membri di B._______ 
da  parte  degli  americani  possa  diminuire  i  timori  del  ricorrente 

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d'essere  ucciso  da  altri  membri  di  detto  gruppo  terroristico,  a 
prescindere dal fatto se si siano limitati in un primo momento all'invio 
di  un SMS di  minaccia. Peraltro, il  solo fatto che l'insorgente sia un 
membro  dell'esercito  iracheno  ancora  non  esclude la  possibilità  per 
dei  terroristi  di  finalizzare  delle  serie  minacce,  come  mostra 
ampiamente  la  nota  realtà  vigente  in  Iraq,  anche  a  Mossul  (v.,  fra 
l'altro,  Rapporto  dell'Alto  Commissariato  delle  Nazioni  Unite  per  i 
rifugiati  [ACNUR)  del  26  settembre  2007,  rappresentanza  per  la 
Germania, l'Austria e la Repubblica ceca, pag. 1 e segg.). Inoltre, un 
richiedente l'asilo  può essere obbligato a chiedere  la  protezione del 
suo Paese d'origine solo se essa è appropriata, ossia se è suscettibile 
d'essere  ottenuta  da  strutture  di  protezione  interne  funzionanti  ed 
efficienti;  l'autorità  giudicante  è  tenuta  a  chiarire  la  concreta 
sussistenza di  una siffatta  protezione ed a motivare la  decisione su 
questo punto (v. GICRA 2006 n. 18 consid. 10.3). Ora, nella procedura 
di  prima  istanza  tale  questione  non  è  stata  sufficientemente 
approfondita, fermo restando che l'Iraq non è un Paese sicuro in cui 
bastino  al  riguardo  generiche  asserzioni  da  parte  dell'autorità 
giudicante, come avvenuto nel caso concreto. In particolare, non può 
essere superficialmente supposto, a prescindere dall'effettiva volontà 
delle  autorità  irachene di  proteggere  i  propri  cittadini,  che le  stesse 
abbiano  anche  palesemente  la  capacità  d'offrire  a  Mossul 
un'appropriata  protezione  a  persone,  come  il  ricorrente,  seriamente 
minacciate  da  un  noto  movimento  terroristico  islamico  in  ragione 
dell'appartenenza ad una minoranza religiosa e, in aggiunta, della sua 
qualità di militare (v. Rapporto ACNUR, op. cit., pag. 3 e 4). In siffatte 
circostanze, non soccorrono l'autorità inferiore alcune imprecisioni nel 
racconto  del  ricorrente  concernente  la  fuga  di  suo  padre  o  la 
comprensibile incapacità d'indicare le generalità dei terroristi arrestati 
dagli americani. Peraltro, l'UFM neppure ha esaminato nella decisione 
impugnata  la  questione  dell'esistenza  per  l'insorgente  in  Iraq, 
segnatamente nelle tre province curde del nord dell'Iraq (Dohuk, Erbil 
e  Sulaimaniya),  di  un'evidente  alternativa  di  rifugio  interna  dalle 
persecuzioni  del  movimento  islamico  di  cui  trattasi  altrove  che  a 
Mossul,  questione  pure  estremamente  delicata  e  che  necessita 
d'ulteriori  serie indagini  (v. sulla problematica DTAF E-6982/2006 del 
22 gennaio 2008, destinata alla pubblicazione, in cui è stato statuito 
che  l'esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna  va  ammessa  solo 
con  cautela).  Infine,  ed  in  materia  d'esecuzione dell'allontanamento, 
l'UFM  si  è  altresì  limitato  a  generiche  considerazioni,  prive  di 
qualsivoglia  dimostrazione,  in  merito  alla  legittimità  dell'esecuzione 

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dell'allontanamento  dell'insorgente  –  quest'ultimo  considerato  altresì 
senza  ulteriore  motivazione,  e  contrariamente  alle  sue  allegazioni, 
d'etnia curda piuttosto che iazida – verso l'Iraq, segnatamente verso 
Dohuk  dove  vivrebbe  una  F._______  (v. peraltro  sulla  problematica 
DTAF E-4243/2007 del 14 marzo 2008, destinata alla pubblicazione, in 
cui l'alternativa di soggiorno interna per persone non appartenenti alla 
minoranza curda è stata ammessa solo con cautela nelle tre province 
curde  del  nord  dell'Iraq).  In  altri  termini,  l'autorità  inferiore  non  può 
ridurre  la  motivazione  del  proprio  provvedimento  ad  imprecise 
asserzioni sull'ammissibilità (ai sensi dell'art. 3 CEDU) e sull'esigibilità 
(giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr) dell'esecuzione dell'allontanamento di un 
cittadino  iracheno  appartenente  ad  una  minoranza  religiosa,  senza 
indicare  le  ragioni  e  le  fonti  alla  base  delle  affermazioni  stesse.  In 
effetti, l'insorgente non è posto nelle condizioni di potere ricorrere con 
criteri  adeguati,  non  conoscendo  appunto,  in  materia  d'esecuzione 
dell'allontanamento, le ragioni precise (art. 35 cpv. 1 PA), e le fonti, su 
cui l'UFM fonda il proprio apprezzamento. Per i medesimi motivi, il TAF 
non  è  in  grado  d'esperire  il  sindacato  di  legittimità  della  decisione 
impugnata su tale punto. In conclusione, questo Tribunale osserva che, 
stante  le  premesse,  non  può  essere  condivisa  la  valutazione 
contenuta nel provvedimento litigioso secondo cui non sono necessari 
degli  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
dell'insorgente (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

8.2 Da quanto esposto, discende che la decisione impugnata incorre 
nell'annullamento.

9.
Quando il  TAF annulla una decisione, esso può sostituirsi all'autorità 
inferiore e giudicare direttamente nel merito o rinviare la causa, con 
istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per nuovo giudizio (art. 61 cpv. 
1  PA;  ULRICH HÄFELIN /  GEORG MÜLLER /  FELIX UHLMANN,  Allgemeines 
Verwaltungsrecht,  5a ed.,  n. 1977 pag. 418), in particolare se gli  atti 
sono completi  e  comunque sufficienti  a  statuire sull'applicazione del 
diritto  federale (v. sentenza del  Tribunale amministrativo federale  del 
25 luglio 2007 D-6735/2006 consid. 11 e relativo riferimento). Tale non 
è  il  caso  nella  presente  fattispecie.  Gli  atti  di  causa  sono  pertanto 
rinviati  all'autorità  inferiore  affinché  la  stessa  proceda,  in  termini 
ragionevoli (art. 29 cpv. 1 Cost.), a completare l'accertamento dei fatti 

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determinanti  e  a  pronunciare  una  nuova  decisione  rispettosa  dei 
considerandi della presente sentenza di cassazione.

10.
Visto  l'esito  della  procedura,  non  sono  riscosse  delle  spese 
processuali (art. 63 PA). Ritenuto che il ricorrente è assistito in questa 
sede da un mandatario professionale, si giustifica altresì l'attribuzione 
di un'indennità a titolo di spese ripetibili (art. 64 PA e art. 7 e segg. del 
regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 
173.320.2]).  La  stessa,  in  assenza  di  un  nota  dettagliata,  è  fissata 
d'ufficio in fr. 600.--, tenuto conto del lavoro effettivo ed utile svolto dal 
rappresentante del ricorrente (art. 14 cpv. 2 TS-TAF).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto e la decisione impugnata è annullata.

2.
Gli atti  di causa sono rinviati  all'autorità inferiore affinché proceda al 
completamento  dell'istruttoria  ed  alla  pronuncia  di  una  nuova 
decisione ai sensi dei considerandi.

3.
Non si prelevano spese processuali.

4.
L'UFM rifonderà all'insorgente fr. 600.-- a titolo di spese ripetibili.

5.
Comunicazione a:

- rappresentante del ricorrente (plico raccomandato)
- autorità  inferiore  (in  copia;  n.  di  rif.  N  ;  allegato:  incarto  UFM, 

compresi originali carta d'identità e due tessere militari)
- G._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Data di spedizione:

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