# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 205835c5-f9a7-5876-b859-81f33c5d1879
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2019-01-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.01.2019 C-5089/2017
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5089-2017_2019-01-08.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 

Il TF non è entrato nel merito del 

ricorso con decisione del 15.03.2019 

(9C_142/2019) 

 
 
    
 

 
 

  

 

 Corte III 

C-5089/2017 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l l ’ 8  g e n n a i o  2 0 1 9  

Composizione 

 
Giudici Michela Bürki Moreni (presidente del collegio),  

Madeleine Hirsig-Vouilloz, Caroline Bissegger,  

cancelliere Luca Rossi. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero UAIE,  

Avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 

1211 Ginevra 2,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per l'invalidità, revisione della rendita  

(decisione del 28 luglio 2017). 

 

 

 

C-5089/2017 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A._______, cittadina italiana, nata il (…) 1966, coniugata e madre di tre 

figli, ha lavorato in svizzera dal 1984 presso differenti datori di lavoro, da 

ultimo, a partire da maggio 1995, come operaia presso la B._______, sol-

vendo regolari contributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia, i su-

perstiti e l'invalidità (doc. 2 e 62 dell’incarto dell’Ufficio dell’assicurazione 

per l’invalidità per gli assicurati residenti all’estero [in seguito: UAIE] ed 

estratto conto individuale AVS allegato al doc. TAF 13).  

B.  

B.a Il 29 maggio 2001 l’assicurata ha presentato all'Ufficio AI del Canton 

C._______ (in seguito: UAI-C._______) una domanda volta al consegui-

mento di prestazioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 2), per-

sistendo inalterata dal 3 luglio 2000 l’inabilità lavorativa totale subentrata a 

seguito della scoperta di un carcinoma al seno destro (doc. 26, 28, 31), 

B.b Esperiti gli accertamenti di cui si dirà più avanti (cfr. consid. 10.1), con 

decisione del 24 luglio 2003 l'UAI-C._______ ha quindi riconosciuto ad 

A._______ una rendita intera dell'assicurazione svizzera per l'invalidità a 

decorrere dal 1° luglio 2001 (doc. 5). 

C.  

In occasione della revisione avviata d’ufficio nel mese di gennaio 2004 

l’amministrazione ha confermato, il diritto alla rendita intera d'invalidità con 

decisione del 14 gennaio 2005 (doc. 15). 

D.  

A seguito della definitiva partenza all'estero dell’interessata (doc. 13), l'in-

carto è stato trasmesso il 21 settembre 2009 all'UAIE (doc. 4 e 70). 

E.  

E.a Il 13 ottobre 2009 l'UAIE ha avviato un’ulteriore procedura di revisione 

(doc. 73). In tale contesto è stato trasmesso il questionario per la revisione 

della rendita AI del 2 novembre 2009 (doc. 76) e sono stati assunti agli atti 

la perizia medica particolareggiata E213 del 28 maggio 2010 (doc. 83) e la 

valutazione psichiatrica del 20 maggio 2010 (doc. 84), dai quali è emerso 

uno stato di salute stazionario, con un “grado d'invalidità” del 100% nell'ul-

tima attività svolta, ma con una residua capacità lavorativa, non meglio 

specificata, nello svolgere regolarmente lavori leggeri (doc. 83, pp. 8-12). 

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E.b Su suggerimento del dr. D._______, specialista in medicina interna del 

servizio medico dell’UAIE (cfr. rapporto del 22 giugno 2010 – doc. 86), il 

Servizio accertamento medico (SAM) è stato incaricato di allestire una va-

lutazione specialistica in ambito reumatologico, psichiatrico, oncologico e 

internistico. Nella perizia pluridisciplinare del 17 dicembre 2010, di cui si 

dirà nel dettaglio più avanti (cfr. consid. 10.2), sono state esposte le dia-

gnosi con e senza influsso sulla capacità lavorativa e, alla luce dell’evolu-

zione favorevole delle prime, i periti hanno ritenuto l'interessata in grado di 

riprendere a lavorare nella misura del 60% (riduzione del rendimento 

sull'arco di un'intera giornata lavorativa per motivi psichici) sia nella prece-

dente attività di operaia sia in un'attività sostitutiva adeguata (doc. 95).  

E.c Le conclusioni peritali sono state riprese dal dr. D._______ e dal dr. 

E._______, specialista in psichiatria del servizio medico dell’UAIE (cfr. doc. 

100 e 102), e confermate (doc. 122 e 124) anche a seguito delle osserva-

zioni del 30 giugno 2011 (doc. 112), con cui l’assicurata ha contestato il 

progetto di decisione del 5 aprile 2011 (doc. 105), non ritenendo emergere 

dalla documentazione ulteriormente prodotta dall’assicurata elementi nuovi 

non precedentemente considerati (doc. 122 e 124). 

E.d In virtù del miglioramento dello stato di salute riscontrato a partire dal 

17 dicembre 2010 – data dell’emanazione della perizia pluridisciplinare – e 

della conseguente riduzione del grado di invalidità, attestatosi, tramite un 

calcolo percentuale (“Prozentvergleich”) al 40%, l’autorità inferiore, con de-

cisione dell'11 gennaio 2012, ha confermato il progetto di decisione e di-

sposto, a partire dal 1° marzo 2012, la sostituzione della rendita intera di 

invalidità fino ad allora percepita dall’assicurata, con un quarto di rendita. 

L’interessata è stata inoltre invitata a sottoporsi ad una terapia psichiatrica, 

con comminatoria delle conseguenze in caso di mancato adempimento a 

tale ingiunzione con particolare riferimento all'art. 21 cpv. 4 LPGA (doc. 

127). 

E.e Avverso tale decisione, il 31 gennaio 2012 l’interessata è insorta di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale (in seguito: TAF), che con sen-

tenza del 19 marzo 2014, in parziale accoglimento del gravame, ha rinviato 

l’incarto all’UAIE per completare l’istruttoria, non essendo stato sufficiente-

mente accertato il persistere o meno, e se del caso con che incidenza sulla 

capacità lavorativa, del grave disturbo della personalità di cui l’assicurata 

già soffriva nel 2003 (doc. 149, inc. C-668/2012).  

F.  

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Pagina 4 

F.a Dando seguito all’ingiunzione del Tribunale, l’autorità inferiore ha as-

sunto agli atti la nuova documentazione medica prodotta dall’assicurata 

(doc. 163-172 e 185), fra cui la perizia E213 del 6 febbraio 2015 (doc. 174), 

di cui si dirà, se del caso, più avanti e, su indicazione del proprio servizio 

medico (doc. 187 e189), ha predisposto l’esecuzione di una perizia psi-

chiatrica (doc. 191-192). 

F.b Nel rapporto peritale del 26 ottobre 2015, di cui si dirà nel dettaglio nei 

considerandi in diritto, il dr. F._______, specialista in psichiatria e psicote-

rapia, dopo aver esaminato ed escluso la presenza di un disturbo della 

personalità, ha segnalato una situazione sostanzialmente invariata rispetto 

a quella riscontrata nel 2010 dal SAM (doc. 201 p. 1-16).  

Facendo proprie le conclusioni del perito, il dr. G._______, specialista in 

psichiatria e psicoterapia del servizio medico dell’UAIE, ha pertanto atte-

stato un’inabilità lavorativa del 40% dal 17 dicembre 2010 e del 50% a par-

tire dal 26 ottobre 2015 in qualsiasi professione e al 30% nello svolgimento 

delle attività domestiche (doc. 203). 

F.c L’autorità inferiore ha quindi emanato il progetto di decisione del 13 

gennaio 2016 stabilendo, come nella precedente decisione (doc. 127), la 

sostituzione a partire dal 1° marzo 2012 della rendita intera con un quarto 

di rendita e riconoscendo, a far tempo dal 1° dicembre 2015, il diritto a una 

mezza rendita AI (doc. 206).  

F.d Le osservazioni dell’assicurata del 18 marzo 2016 (doc. 214), unita-

mente alle documentazione medica ivi annessa (doc. 215-217), sono state 

esaminate dal dr. G._______ che nell’annotazione del 3 giugno 2016 ha 

confermato la precedente presa di posizione del 7 dicembre 2015 (doc. 

222). Dal canto suo la dr.ssa H._______, specialista in medicina fisica e 

medicina generale del servizio medico dell’UAIE, nell’annotazione del 5 ot-

tobre 2016 (doc. 226) ha proposto di eseguire una perizia reumatologica e 

chiesto un aggiornamento della perizia psichiatrica (essendo ormai tra-

scorso un anno dalla sua erezione). 

F.e Nel rapporto peritale del 30 gennaio 2017, sul quale si tornerà nei con-

siderandi in diritto, il dr. I._______, specialista in reumatologia e riabilita-

zione, in ragione del peggioramento dello stato di salute dovuto alla fibro-

mialgia di tipo primario di recente comparsa, ha riconosciuto un’incapacità 

lavorativa del 20% nell’attività abituale di operaia e di casalinga, pur consi-

derando l’assicurata ancora in grado di riprendere a svolgere un’attività la-

vorativa adeguata nella misura del 100% (doc. 238). 

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Pagina 5 

Dal canto suo il dr. F._______, nel complemento del 2 marzo 2017 (doc. 

239), si è interamente riconfermato nelle valutazioni espresse nel rapporto 

del 26 ottobre 2015. 

F.f I referti peritali e l’ulteriore documentazione nel frattempo trasmessa 

dall’assicurata (in parte inedita, in parte già agli atti, cfr. doc. 234-238, 240-

246) sono stati trasmessi al servizio medico dell’UAIE che, per il tramite 

della dr.ssa H._______ il 1° maggio 2017 (doc. 248) e della dr.ssa 

J._______, specialista in psichiatria e psicoterapia del servizio medico 

dell’UAIE, il 7 giugno 2017 (doc. 250) e il 2 luglio 2017 (doc. 252), ha rite-

nuto non sussistere elementi oggettivi nuovi, suscettibili di rimettere in di-

scussione le conclusioni a cui sono giunti il dr. I._______ e il dr. F._______, 

alle quali ha interamente aderito.   

F.g Preso atto delle considerazioni mediche che precedono, l’autorità infe-

riore ha quindi ritenuto accertato che dal 17 dicembre 2010 esisteva un 

danno alla salute cagionante un’incapacità di lavoro e di guadagno del 

40%, poi peggiorato dal 25 settembre 2015 incrementando tale tasso al 

50%. Con decisione del 28 luglio 2017 ha quindi confermato il progetto del 

13 gennaio 2016 e riconosciuto a partire dal 1° marzo 2012 un quarto di 

rendita e dal 1° dicembre 2015 mezza rendita AI (doc. 253).   

G.  

Contro la suddetta decisione A._______ è insorta il 5 settembre 2017, chie-

dendone l’annullamento e, per i motivi di cui si dirà in seguito, il riconosci-

mento di una rendita più elevata di quella concessa (doc. TAF 1).  

H.  

Con decisione incidentale del 13 settembre 2017 (doc. TAF 2), la ricorrente 

è stata invitata a versare un anticipo di fr. 800.-, corrispondente alle pre-

sunte spese processuali, regolarmente saldato in data 2 ottobre 2017 (doc. 

TAF 4-5). 

I.  

Con osservazioni del 29 ottobre 2017 la ricorrente ha prodotto tre ulteriori 

referti medici, di cui si dirà se del caso più avanti (doc. TAF 7).  

J.  

Nella risposta di causa del 29 gennaio 2018 – giunta dopo la concessione 

di due proroghe (doc. TAF 10, 12) – l’UAIE ha proposto la reiezione del 

ricorso, facendo riferimento ai pareri del 29 novembre 2017 e del 9 gennaio 

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2018 con cui il proprio servizio medico aveva ritenuto che la nuova docu-

mentazione prodotta, sia sul piano psichiatrico che su quello reumatolo-

gico, non aveva apportato nuovi elementi e non era pertanto suscettibile di 

modificare le conclusioni peritali alle quali era quindi possibile attenersi 

(doc. TAF 13).  

K.  

La ricorrente ha rinunciato a replicare. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 In virtù dell'art. 31 LTAF, questo Tribunale giudica i ricorsi contro le de-

cisioni ai sensi dell'art. 5 PA, emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 

LTAF, riservate le eccezioni di cui all'art. 32 LTAF. In particolare, le decisioni 

rese dall'UAIE concernenti l'assicurazione per l'invalidità possono essere 

impugnate davanti al Tribunale amministrativo federale (TAF) conforme-

mente all'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20). 

1.2 Secondo l'art. 3 lett. dbis PA, a cui rinvia l'art. 37 LTAF, la procedura in 

materia di assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in 

cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). In conformità con l'art. 2 LPGA, le 

disposizioni della presente legge sono applicabili alle assicurazioni sociali 

disciplinate dalla legislazione federale, se e per quanto le singole leggi sulle 

assicurazioni sociali lo prevedano. Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni 

della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 

28-70), sempreché la LAI non deroghi alla LPGA. 

1.3 In concreto, il ricorso è ammissibile nella misura in cui è stato presen-

tato tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge (art. 59 

e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA) e l’acconto spese è stato regolar-

mente saldato (doc. TAF 4-5). 

2.  

2.1  

2.1.1 La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità euro-

pea, per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681), entrato in 

vigore il 1° giugno 2002. 

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2.1.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 

(Decisione 1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). 

Nella sua nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti 

applicano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza 

sociale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese 

eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed 

assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione 

europea (art. 1 ch. 2). 

2.1.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in parti-

colare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Con-

siglio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento 

dei sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento 

(CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 

2009 (RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del 

regolamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 

del Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 

4831) relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori 

subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’in-

terno della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 

574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 

621 4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) 

n. 1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e 

gli Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel 

regolamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure 

quando si tratta di casi verificatisi in passato. 

2.1.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto 

diversamente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono 

delle medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla 

legislazione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini 

di tale Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo 

allegato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della 

procedura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una 

rendita d'invalidità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 

130 V 253 consid. 2.4). 

2.1.5 Il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato inoltre ulteriormente modifi-

cato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento europeo e del Con-

siglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decorrere dal 1° gennaio 

2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile 2016 consid. 4.2 con 

rinvii). 

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Pagina 8 

2.2  

2.2.1 Dal profilo temporale si applicano le disposizioni in vigore al momento 

della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridica-

mente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 4.3 e 

130 V 445 consid. 1.2 con rinvii, nonché 129 V 1 consid. 1.2). Se le dispo-

sizioni legali si sono modificate nel corso del periodo sottoposto ad esame 

giudiziario, il diritto alle prestazioni si determina secondo le vecchie dispo-

sizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a partire della loro en-

trata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 V 445). 

2.2.2 Nell’evenienza concreta, la decisione impugnata, con cui è stato 

modificato il diritto alla rendita a partire dal 1° marzo 2012 (doc. 255), è 

stata emanata il 28 luglio 2017. Ne consegue che sono applicabili le 

modifiche legislative di cui alla 6a revisione in vigore dal 1° gennaio 2012 

(RU 2011 5659; FF 2010 1603), pur non comportanti cambiamenti rispetto 

al diritto precedente in merito alla valutazione dell’invalidità, così come 

eventuali modifiche entrate in vigore successivamente (art. 29 cpv. 1 e 3 

LAI). 

3.  

Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato 

dalla data della decisione impugnata, in concreto il 28 luglio 2017. Il giudice 

delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata sulla base 

della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa (DTF 

136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi posterior-

mente quando essi possono imporsi quali elementi d'accertamento retro-

spettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 con-

sid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono stretta-

mente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'ap-

prezzamento del giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata 

resa (cfr. sentenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5, non-

ché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 

3a in fine). 

4.  

Oggetto del contendere, in concreto, è la questione se a ragione l’ammini-

strazione ha ritenuto essere subentrato a partire dal 17 dicembre 2010 un 

miglioramento dello stato di salute tale da giustificare una ripresa dell’atti-

vità lavorativa e la conseguente riduzione della rendita intera a un quarto 

di rendita d’invalidità con effetto dal 1° marzo 2012 e se il successivo in-

cremento a mezza rendita decorrente dal 1° dicembre 2015, in ragione del 

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Pagina 9 

leggero peggioramento della situazione riscontrato dal 25 settembre 2015, 

sia fondato o meno. 

5.  

Il TAF applica il diritto d'ufficio, senza essere vincolato in nessun caso dai 

motivi del ricorso (art. 62 cpv. 4 PA). In virtù dell'art. 12 PA e dell'art. 19 PA 

in relazione con l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 di-

cembre 1947 (PCF, RS 273), il Tribunale accerta i fatti determinanti per la 

soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta libe-

ramente. Le parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13 

PA) ed a motivare il proprio ricorso (art. 52 PA). Ne consegue che l'autorità 

di ricorso adita si limita di principio ad esaminare le censure sollevate, men-

tre le questioni di diritto non invocate dalle parti solo nella misura in cui 

queste emergono dagli argomenti delle parti o dall'incarto (DTF 122 V 157 

consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c e sentenza del TAF C-6034/2009 del 20 

gennaio 2010 consid. 2).  

6.  

6.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al 

guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata. 

L'art. 4 cpv. 1 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infer-

mità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce 

che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva 

il diritto alla singola prestazione. 

6.2 L'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 

alle seguenti condizioni: a. la sua capacità di guadagno o la sua capacità 

di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o 

migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigi-

bili; b. ha avuto un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in 

media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di que-

sto anno è invalido almeno al 40%.  

6.3 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il 

70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza 

rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è 

invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI). In seguito all'entrata in vigore 

dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, se-

condo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono 

versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in 

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Pagina 10 

Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando l'assicurato è citta-

dino dell'UE (DTF 130 V 253 consid. 2.3). Dopo l'entrata in vigore dei nuovi 

regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009, i cittadini svizzeri e dell'U-

nione europea che presentano un grado d'invalidità del 40% almeno, 

hanno diritto ad un quarto di rendita in applicazione dell'art. 28 cpv. 1 LAI 

indipendentemente dal loro domicilio e residenza (art. 4 del regolamento 

[CE] n. 883/04). 

6.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, 

derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un 

lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività 

abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere 

prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione 

o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita all'art. 

7 cpv. 1 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di 

guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, 

provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura 

dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione 

ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di un'incapacità al gua-

dagno sono considerate esclusivamente le conseguenze del danno alla 

salute; inoltre, sussiste un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è 

obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA). 

6.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di 

carattere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b e 

110 V 273; v. pure sentenze del TF 8C_636/2010 del 17 gennaio 2011 con-

sid. 3 e 9C_529/2008 del 18 maggio 2009). In base all'art. 16 LPGA, appli-

cabile per il rinvio dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per valutare il grado d'invalidità, 

il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragio-

nevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione 

di provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 

situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito 

che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito 

da valido; metodo generale del raffronto dei redditi). In altri termini, l'assi-

curazione svizzera per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica 

che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o 

infortunio, non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa. 

7.  

C-5089/2017 

Pagina 11 

7.1 Giusta l'art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario della 

rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è au-

mentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. 

7.2 Giusta l'art. 87 cpv. 1 OAI (RS 831.201) la revisione avviene d'ufficio 

quando, in previsione di una possibile modifica importante del grado d'in-

validità o della grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto 

dovuto all'invalidità è stato stabilito un termine al momento della fissazione 

della rendita, dell'assegno per grandi invalidi o del contributo per l'assi-

stenza (lett. a) o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti che 

possono provocare una notevole modifica del grado d'invalidità, della 

grande invalidità oppure del bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'in-

validità (lett. b). 

7.3 La giurisprudenza ha stabilito che le rendite d'invalidità sono soggette 

a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che 

ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è 

rimasto invariato, se le conseguenze sulla capacità di guadagno hanno su-

bito un cambiamento importante (DTF 113 V 275 consid. 1a). La semplice 

valutazione diversa di circostanze di fatto rimaste sostanzialmente inva-

riate non giustifica una revisione ai sensi dell'art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 

consid. 2b e 390 consid. 1b, RCC 1987 p. 36, SVR 2004 IV n. 5 consid. 

3.3.3). L'istituto della revisione non può infatti giustificare un riesame incon-

dizionato del diritto alla rendita (cfr. anche: RUDOLF RUEDI, Die Verfügung-

sanpassung als verfahrensrechtliche Grundfigur namentlich von Invaliden-

rentenrevisionen, in: SCHAFFAUSER/SCHLAURI, Die Revision von Dauerlei-

stungen in der Sozialversicherung, San Gallo, 1999, p. 15). 

Per le rendite dell'assicurazione invalidità, infine, anche una modifica di 

poco conto dello stato di fatto determinante può dare luogo a una revisione 

se tale modifica determina un superamento (per eccesso o per difetto) di 

una soglia minima (DTF 133 V 545 consid. 6 con riferimenti a dottrina e 

giurisprudenza). 

7.4 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-

curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la 

grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si 

riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-

pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che 

il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-

siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che 

presumibilmente continuerà a durare. 

C-5089/2017 

Pagina 12 

7.5 Giusta l'art. 88bis cpv. 2 OAI, la riduzione o la soppressione della ren-

dita è messa in atto al più presto il primo giorno del secondo mese che 

segue la notifica della decisione (let. a), retroattivamente dalla data in cui 

avvenne la modificazione determinante se l’erogazione indebita è dovuta 

all’ottenimento illecito di una prestazione da parte dell’assicurato o se 

quest’ultimo ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente 

dall’art. 77 OAI (let. b). 

8.  

8.1 Al fine di accertare se il grado di invalidità si è modificato in maniera 

tale da influire sul diritto alle prestazioni, si deve confrontare, da un lato, la 

situazione di fatto relativa all'ultima decisione cresciuta in giudicato che è 

stata sottoposta ad esame materiale tramite contestuale accertamento per-

tinente dei fatti, apprezzamento delle prove e confronto dei redditi, e, 

dall'altro lato, la situazione di fatto vigente all'epoca del provvedimento liti-

gioso (DTF 133 V 108; sentenza del TF I 759/06 del 5 settembre 2007). 

8.2 Alla luce della sentenza del 19 marzo 2014 (inc. C-668/2012) con cui 

questo Tribunale aveva annullato la precedente decisione dell’11 gennaio 

2012 e rinviato gli atti di causa all’UAIE per completare l’istruttoria (cfr. doc. 

149), nell’evenienza concreta il periodo di riferimento è quello intercorrente 

fra il 24 luglio 2003, data della decisione con cui è stata accordata la rendita 

intera d’invalidità (doc. 5) e il 28 luglio 2017, data della decisione 

impugnata, con cui tale diritto è stato modificato (doc. 255). 

9.  

9.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-

tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi 

decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad 

un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. 

Quanto alla valenza probatoria di un rapporto medico, determinante, se-

condo la giurisprudenza, è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto 

di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che 

consideri parimenti le censure espresse, che sia stato approntato in piena 

conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto me-

dico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determi-

nante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è 

tanto né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio, 

quale perizia o rapporto (sentenza del TF 8C_153/2007 del 7 maggio 2008; 

DTF 125 V 351 consid. 3a pag. 352; 122 V 157 consid. 1c pag. 160; HANS-

C-5089/2017 

Pagina 13 

JAKOB MOSIMANN, Zum Stellenwert ärztlicher Beurteilungen, in: Aktuelles 

im Sozialversicherungsrecht, 2001, pag. 266). 

9.2 Per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurisprudenza ha statuito 

che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli 

esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le 

proprie conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista medico, 

una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non fondarsi 

su un tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddit-

torie nella perizia oppure l'esistenza di altri rapporti in grado di inficiarne la 

concludenza. In tale evenienza, la Corte giudicante può disporre una su-

perperizia oppure scostarsi, senza necessità di ulteriori complementi, dalle 

conclusioni del referto peritale giudiziario (DTF 125 V 351consid. 3b/aa 

pag. 353 con rinvii). 

9.3 Una valutazione medica completa, comprensibile e concludente che, 

considerata a sé stante in occasione di un'unica (prima) valutazione del 

diritto alla rendita, andrebbe ritenuta probante, non assurge a prova atten-

dibile in caso di revisione, se non attesta in modo sufficiente in che modo 

rispettivamente in che misura ha avuto luogo un effettivo cambiamento 

nello stato di salute. Sono tuttavia riservati i casi evidenti (SVR 2012 IV n. 

18 pag. 81 consid. 4.2). Dalla perizia deve quindi emergere chiaramente 

che i fatti con cui viene motivata la modifica sono nuovi o che i fatti preesi-

stenti si sono modificati sostanzialmente per quanto riguarda la loro natura 

rispettivamente la loro entità. L'accertamento di una modifica dei fatti è in 

particolare sufficientemente comprovata se i periti descrivono quali aspetti 

concreti nell'evoluzione della malattia e nell'andamento dell'incapacità la-

vorativa hanno condotto alla nuova valutazione diagnostica e alla stima 

dell'entità dei disturbi. Le summenzionate esigenze devono trovare riscon-

tro nel tenore delle domande poste al perito (sentenza del TF 9C_158/2012 

del 5 aprile 2013; SVR 2012 IV pag. 81 consid. 4.3). 

9.4  

9.4.1 Con sentenza 9C_492/2014 del 3 giugno 2015, pubblicata in DTF 

141 V 281, il Tribunale federale ha modificato la propria giurisprudenza, 

abbandonando la presunzione secondo cui i disturbi da dolore somato-

forme possono essere superati con uno sforzo di volontà ragionevolmente 

esigibile da parte della persona che ne è affetta (questa presunzione impli-

cava peraltro il presupposto che l'incapacità di compiere simili sforzi com-

portava sempre e solo una completa incapacità al lavoro; DTF 141 V 281 

C-5089/2017 

Pagina 14 

consid. 3.4.2.2) e stabilendo che la capacità lavorativa esigibile di una per-

sona che soffre di disturbi da dolore somatoforme oppure di un'affezione 

psicosomatica assimilata a questi ultimi (DTF 141 V 281 consid. 4.2) deve 

essere valutata sulla base di una visione d'insieme, nell'ambito di una pro-

cedura d'accertamento dei fatti normativa strutturata atta a stabilire, da un 

lato, i fattori invalidanti e, dall'altro, le risorse della persona (DTF 141 V 281 

consid. 3.4, 3.5 e 3.6). 

9.4.2 Il Tribunale federale ha comunque sottolineato che la nuova giuri-

sprudenza non implica alcuna modifica del presupposto, di cui all'art. 7 cpv. 

2 LPGA, secondo cui sussiste un'incapacità al guadagno suscettibile di ca-

gionare un'invalidità soltanto se la stessa non è obiettivamente superabile. 

La nuova giurisprudenza non pregiudica altresì la necessità di riscontri og-

gettivi. Le valutazioni e le limitazioni soggettive che non sono spiegabili dal 

profilo medico non potranno essere considerate quali danni alla salute in-

validanti, fermo restando che in tali casi di frequente non è seguito alcun 

trattamento adeguato (DTF 141 V 281 consid. 3.7.1). Pertanto, il Tribunale 

federale ha confermato che occorre partire dal principio che la persona che 

soffre di un'affezione psicosomatica è da considerarsi siccome valida (DTF 

141 V 281 consid. 3.7.2).  

9.4.3 Nella sentenza 9C_899/2014 del 29 giugno 2015, il Tribunale fede-

rale ha poi precisato che, dal profilo medico, deve essere spiegato per 

quale motivo le limitazioni funzionali riscontrate giustificano una limitazione 

della capacità lavorativa, conto tenuto dello sforzo di volontà ragionevol-

mente esigibile, secondo gli indicatori stabiliti (sentenza del TF 

9C_899/2014 del 29 giugno 2015 consid. 3.2). Un disturbo da dolore so-

matoforme od una patologia psicosomatica assimilata a quest'ultimo com-

portano un'invalidità, nella misura in cui le limitazioni funzionali di uno stato 

di salute accertato dal profilo medico sono dimostrate, secondo gli indica-

tori stabiliti, in modo convincente e senza contraddizioni, perlomeno nel 

senso della verosimiglianza preponderante. In caso contrario, la persona 

assicurata sopporta le conseguenze dell'assenza di prova (DTF 141 V 281 

consid. 6 e sentenza del TF 9C_899/2014 del 29 giugno 2015 consid. 3.2).  

9.4.4 Secondo le recenti sentenze pubblicate in DTF 143 V 409 e 418 è 

corretto e conforme al sistema sottoporre ad una procedura probatoria 

strutturata secondo la DTF 141 V 281 in linea di principio, tutte le malattie 

psichiche. È infatti erroneo qualificare come leggera un'affezione, per il mo-

tivo che la diagnosi non richiede un grado di gravità e già solo per questa 

ragione negare ogni limitazione rilevante della capacità lavorativa. Ciò vale 

C-5089/2017 

Pagina 15 

a maggior ragione per il fatto che distinguere tra disturbi somatoformi op-

pure disturbi funzionali riconducibili a depressione crea spesso problemi in 

ambito peritale (DTF 143 V 409 consid 4.5.). 

9.4.5 Un tale procedimento è superfluo se l'incapacità lavorativa è negata 

sulla base di rapporti con forza probante allestiti da medici specialisti (si 

veda DTF 125 V 351) e se eventuali valutazioni contrarie non hanno va-

lenza probatoria, perché i referti provengono da medici senza qualifica spe-

cialistica o perché vi sono altre ragioni (DTF 143 V 409 consid. 4.5).  

9.5 Giova altresì rilevare come debba essere considerato con la necessa-

ria prudenza l'avviso dei medici curanti, i quali possono tendere a pronun-

ciarsi in favore del proprio paziente a dipendenza dei particolari legami che 

essi hanno con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti). 

9.6 Non va infine dimenticato che se vi sono rapporti medici contraddittori 

il giudice non può inoltre evadere la vertenza senza valutare l'intero mate-

riale e indicare i motivi per cui si fonda su un rapporto piuttosto che su un 

altro (sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 673/00 dell'8 ot-

tobre 2002). Al riguardo va tuttavia precisato che non si può pretendere dal 

giudice che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga corretta-

mente da un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si 

evidenziano delle carenze e qual è l'opinione più adeguata (SVR 2000 UV 

no. 10 pag. 35 consid. 4b). 

10.  

10.1 Questo Tribunale rileva che il 24 luglio 2003, momento in cui è stata 

accordata una rendita intera d'invalidità a decorrere dal 1° luglio 2001, è 

stato riscontrato, in particolare sulla base della perizia psichiatrica del 24 

gennaio 2003 del dr. K._______, specialista in psichiatria e psicoterapia 

(doc. 31, pp.13-16) e della perizia reumatologica del 14 marzo 2003 del dr. 

L._______, specialista in reumatologia (doc. 31, pp. 1-12), che la ricorrente 

era affetta da attacchi di panico, agorafobia, depressione maggiore cro-

nica, disturbo somatoforme, disturbo misto di personalità a forte compo-

nente ansiosa, carcinoma del seno destro con stato dopo intervento di qua-

drantectomia, revisione ascellare, mastectomia e ricostruzione mammaria 

e stato dopo chemioterapia, dorsolombalgia meccanica su disturbo statico, 

ipercifosi dorsale, stato dopo distrofia epifisaria di crescita, discopatia lom-

bare bassa iniziale L3-L4, L4-L5 e L5-S1, artrosi articolare posteriore e 

spondilosi iniziale e che la stessa presentava un'incapacità al lavoro del 

C-5089/2017 

Pagina 16 

100% per qualsiasi attività da luglio del 2000 a causa dei problemi psichia-

trici.  

10.2 In occasione della procedura di revisione avviata d’ufficio nel 2009 

(doc. 73) e sfociata nella decisione dell’11 gennaio 2012 (doc. 127), l’am-

ministrazione si è fondata sulla perizia pluridisciplinare del SAM del 17 di-

cembre 2010 (doc. 95). 

10.2.1 Nel suddetto rapporto, nel quale sono confluite le valutazioni onco-

logica, psichiatrica, reumatologica e internistica, erano state poste le se-

guenti diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa (doc. 95 p. 9): 

 Sindrome depressiva ricorrente, episodio attuale lieve-medio (ICD-

10: F 33.1);  

 Sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD-10: F 45.4); 

 Sindrome d'ansia generalizzata (ICD-10: F 41.1) con attacchi di pa-

nico e agorafobia.  

Erano per contro state considerate senza ripercussione sulla capacità la-

vorativa le seguenti problematiche (doc. 95 p. 10): Carcinoma del seno de-

stro con terapia oncologica eseguita; Cervicalgia; Sindrome lomboverte-

brale con scoliosi e alterazioni di tipo spondilosico L1-L2, L2-L3 e L3-L4; 

Dolori ascellari a destra; Gonalgia a destra; Situs inversus totale; Tabagi-

smo cronico e obesità. 

10.2.2 Nel rapporto psichiatrico del 19 ottobre 2010 il dr. M._______, spe-

cialista in psichiatria e psicoterapia, pur riscontrando che l’assicurata non 

si era mai sottoposta a un regolare trattamento antidepressivo, aveva con-

statato un miglioramento del quadro psicopatologico complessivo rispetto 

alla precedente valutazione del dr. K._______ (doc. 98 p. 6 e 8). Essendo 

dati i criteri di Forster, era stata segnalata la presenza di una sindrome 

somatoforme da dolore persistente, che a mente del perito metteva evi-

denziava l’esistenza di una morbosità psichiatrica concomitante di gravità 

e intensità considerevole, sicuramente influenzata dall’insufficiente cura 

della sindrome depressiva (doc. 98 p. 7). Il dr. M._______ aveva quindi 

ritenuto giustificata un’incapacità lavorativa nella misura del 100% solo fino 

alla fine del 2008, indicando una riduzione della stessa al 50% dal 2009 e 

al 40% dal 2010, sia nella precedente attività di operaia sia in un'attività 

sostitutiva adeguata (doc. 98 p. 5-7). Per le attività domestiche, aveva se-

gnalato un’inabilità del 30% (doc. 98 p. 7). 

C-5089/2017 

Pagina 17 

Nel rapporto oncologico del 22 ottobre 2010, per contro, il dr. N._______, 

specialista in medicina interna e oncologia, aveva riferito che dal punto di 

vista strettamente oncologico non sussistevano elementi attestanti un’in-

capacità lavorativa della ricorrente (doc. 96 p. 4). Egli aveva infatti riscon-

trato un decorso post trattamento, a 10 anni di distanza, assolutamente 

soddisfacente, senza indicazioni di recidiva, o sequele fisiche a medio 

lungo termine imputabili direttamente alla malattia o alla terapia oncologica 

(doc. 96 p. 4). 

Allo stesso modo, nel referto reumatologico del 25 ottobre 2010 il dr. 

I._______ aveva indicato che, dal punto di vista strettamente reumatolo-

gico, sin dal 2003 non vi era alcun impedimento alla ripresa al 100% della 

precedente attività di operaia, come pure allo svolgimento dell’attività di 

casalinga (doc. 97 p. 7).  

10.2.3 Nella valutazione globale i periti avevano quindi concluso che l'inte-

ressata presentava un’incapacità lavorativa del 40% (riduzione del rendi-

mento sull'arco di un'intera giornata lavorativa) sia nella precedente attività 

di operaia sia in un'attività sostitutiva adeguata (doc. 95 p. 14). Tale inabi-

lità, a mente dei periti, si giustificava per il fatto che lo stato d’angoscia e 

d’ansia continua, oltre al dolore cronico, rendevano l’assicurata lenta, inco-

stante, con una diminuzione della resistenza e della caricabilità per ogni 

attività lavorativa (doc. 95 p. 14). Nell’attività di casalinga vi era, per contro, 

un’incapacità del 30% (doc. 95 p. 15). 

10.3 Chiamato a esprimersi sulla fattispecie, questo Tribunale aveva 

espresso delle perplessità riguardo alla completezza degli accertamenti 

svolti dall’autorità inferiore. In particolare aveva rilevato che né dal rapporto 

psichiatrico del 19 ottobre 2010 del dr. M._______ – alla base delle valuta-

zioni della perizia pluridisciplinare del dicembre 2010 (doc. 95) – né dalla 

restante documentazione medica agli atti, era possibile determinare se 

l’assicurata soffrisse ancora del disturbo della personalità che le era stato 

diagnosticato nel 2003 (cfr. perizia del 14 marzo 2003 [doc. 31 p. 8] e peri-

zia del 24 gennaio 2003 [doc. 31 p. 14]). Ritenendo che tale circostanza 

potesse influire sulla valutazione complessiva dello stato di salute psichico 

della ricorrente e pertanto sulla portata dell’eventuale miglioramento e sul 

grado di incapacità lavorativa, il TAF aveva quindi rinviato l’incarto all’auto-

rità inferiore affinché accertasse maggiormente tale aspetto giuridicamente 

rilevante (cfr. sentenza del TAF C-668/2012 del 19 marzo 2014 consid. 7.3; 

doc. 149). 

 

C-5089/2017 

Pagina 18 

11.  

11.1 Nell’ambito della nuova istruttoria avviata dall’autorità inferiore a se-

guito del suddetta sentenza, è stata versata agli atti dall’assicurata ulteriore 

documentazione medica, di cui si cita qui di seguito i referti più rilevanti:  

- Il rapporto psichiatrico della dr.ssa O._______ dell’8 settembre 2014 

(doc. 169 [= 176, 180]) nel quale viene riferito che l’assicurata è in cura 

per depressione maggiore ricorrente, attacchi di panico in una cornice 

più ampia di un grave disturbo della personalità. La specialista riferisce 

di uno “status clinico nel complesso lievemente migliorato relativa-

mente all’instabilità emotiva, mentre permane la scarsa autonomia 

della paziente sul versante sociale e le chiare note di dipendenza e 

facile frustrabilità con tendenza a vissuti di natura depressiva”.  

- La perizia medica particolareggiata E213 del 6 febbraio 2015 (doc. 

174) nella quale non viene fatto alcun riferimento riguardo alla possi-

bilità di esercitare attività sostitutive e alle possibili mansioni eseguibili 

da parte dell’interessata – alla quale è stata comunque riconosciuta la 

facoltà di espletare lavori leggeri – ma viene unicamente segnalata 

“un’invalidità” al 100% nella precedente professione. Per quanto con-

cerne l’esposizione dell’anamnesi patologica, l’E213 rinvia al rapporto 

psichiatrico dell’8 settembre 2014 della dr.ssa O._______, al quale 

aderisce il consulente psichiatrico dell’INPS, la dr.ssa P._______, che 

a seguito dell’esame clinico del 30 ottobre 2014 ha posto le seguenti 

diagnosi: “disturbo depressivo maggiore ricorrente; disturbo da attac-

chi di panico con agorafobia in discreto compenso; disturbo di perso-

nalità dipendente” (cfr. doc. 179).  

- Il rapporto psichiatrico dr.ssa O._______ del 13 aprile 2015 (doc. 185 

[= 201 p. 23]) nel quale stato sostanzialmente ribadito quanto già indi-

cato nel precedente referto, con la precisazione che la scarsa autono-

mia dell’assicurata sul versante sociale va ricondotta agli attacchi di 

panico e alla paura anticipatoria che questi si verifichino.  

11.2  

11.2.1 L’amministrazione ha dal canto suo assunto agli atti la perizia psi-

chiatrica del 26 ottobre 2015 del dr. F._______, che ha posto le seguenti 

diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa (doc. 201 p. 10-11):  

C-5089/2017 

Pagina 19 

 Sindrome depressiva ricorrente attualmente in remissione parziale 

con trattamento medicamentoso; 

 Personalità con tratti borderline, sottotipo di disregolazione emotiva 

e paranoide; 

 Pregressi episodi depressivi varianti da lieve-medio a grave; 

 Sindrome d’ansia generalizzata (ICD-10: F41.1) con attacchi pani-

formi e agorafobia;  

 Disturbo da sintomo somatico con algia in remissione (DSM-5); 

 Poliartralgia della sindrome fibromialgica reattiva. 

Nonché le seguenti diagnosi senza influsso sull’abilità lavorativa (doc. 201 

p. 11): obesità; diabete mellito di tipo II; mastectomia destra e cavo ascel-

lare per tumore mammario e ricostruzione mammaria; vasculopatia all’ar-

teria carotidea; situs inversus senza compromissione broncopolmonare.  

Pure la diagnosi di disturbo dovuto a sintomi somatici, a mente del perito, 

risulta essere priva di particolare incidenza sulla capacità lavorativa (doc. 

201 p. 11). 

11.2.2 A seguito dei test effettuati nel corso della visita medica, il dr. 

F._______ ha potuto escludere la presenza di disturbi della personalità (se-

condo i criteri ICD-10 o DSM-5 – cfr. doc. 201 p. 10 e 12). Inoltre, citando 

le valutazioni della dr.ssa O._______, il perito ha affermato che “lo status 

clinico è, nel complesso, lievemente migliorato nel corso degli anni, ma 

permane problematico sul versante sociale (…)”. Pur constatando che 

dall’ultima osservazione del 2010, non sono subentrati cambiamenti nella 

patologia in sé, il dr. F._______ ha comunque riscontrato un’ulteriore re-

gressione dell’abilità sociale correlata alle malattie psichiatriche, determi-

nante una certa difficoltà di integrazione in un posto di lavoro. Per tale ra-

gione, egli ha da un lato confermato il miglioramento dello stato di salute 

attestato dal dr. M._______ nella perizia del 19 ottobre 2010 (doc. 98; cfr. 

consid. 10.2.2 e 10.2.3), dall’altro, a partire dalla data della visita, ha con-

siderato l’assicurata inabile al 50% in qualsiasi professione e al 30% nello 

svolgimento delle attività domestiche. (doc. 201 p. 12-13).  

11.2.3 Nell’annotazione del 7 dicembre 2015, facendo proprie tanto le va-

lutazioni del dr. F._______, quanto quelle del dr. M._______, alle quali il 

primo rimanda per il periodo precedente la propria osservazione, il dr. 

G._______ ha considerato l’assicurata inabile in qualsiasi attività nella mi-

sura del 40% dal 17 dicembre 2010 e del 50% dal 26 ottobre 2015 (doc. 

203). 

C-5089/2017 

Pagina 20 

11.3 La ricorrente ha trasmesso ulteriori atti medici il 18 marzo 2016 (doc. 

214) e il 28 gennaio 2017 (doc. 233), in particolare:  

- Il rapporto del dr. Q._______, medico chirurgo specialista in reumato-

logia, del 22 febbraio 2016, che riferendo di artromialgie diffuse e per-

sistenti di cui l’assicurata soffre dall’età di 25 anni in un quadro di sin-

drome fibromialgica, ha descritto le terapie in atto e proposto una riva-

lutazione ad alcuni mesi di distanza (doc. 215 [=243]). 

- Il certificato del dr. Q._______ del 23 gennaio 2017 che sulla scorta 

degli esame RX alla colonna dorsale (l’ultimo eseguito il 20 gennaio 

2017 [235 {= 241}]) ritiene probabile un quadro di iniziale spondilopatia 

iperostosante di Forestier detta anche DISH (doc. 234 [= 240]). 

11.4  

11.4.1 Incaricato di esaminare nuovamente il caso, con rapporto peritale 

del 30 gennaio 2017, il dr. I._______ ha posto le seguenti diagnosi con 

influsso sulla capacità lavorativa (doc. 238 p. 5): 

 Fibromialgia di tipo primario con peggioramento dell’intensità dei 

dolori e tendenza a ulteriore generalizzazione; 

 Sindrome cervico-toraco-lombovertebrale su alterazioni statiche 

con scoliosi a forma d S nonché presenza di alterazione degenera-

tive osteocondrosiche e spondilosiche plurisegmentali nella zona 

lombare; 

 Periartropatia della spalla destra in stato dopo svuotamento ascel-

lare per carcinoma del seno destro nell’anno 2001; 

Senza influsso sulla capacità lavorativa sono invece le diagnosi di: sperone 

calcaneare al calcagno sinistro – problematica di nuova insorgenza trattata 

con sedute d’onde d’urto e plantari – e la gonalgia a destra. 

11.4.2 Rispetto al precedente esame del 2010, in cui era stata comunque 

riscontrata una certa tendenza a un reumatismo delle parti molli, il dr. 

I._______ ha constatato la presenza di tutti i tender points necessari per la 

diagnosi di fibromialgia. Al riguardo egli ha riferito che: “Il decorso è stato 

tipico di questa malattia. In effetti col passare degli anni questi dolori si 

sono ulteriormente accentuati e generalizzati. Si assiste ora alla manife-

stazione completa di un quadro fibromialgico di tipo primario in relazione 

con le patologie psichiatriche di cui l’assicurata soffre, in particolar modo 

con una sindrome ansioso-depressiva” (doc. 238 p. 6). 

C-5089/2017 

Pagina 21 

Come il dr. Q._______ anche il dr. I._______ ha riscontrato dalle indagini 

radiologiche la presenza di alterazioni statiche e degenerative alla colonna 

vertebrale. Ha constatato una scoliosi a forma di S e una sindrome panver-

tebrale su alterazioni di tipo spondilosico soprattutto alla colonna toracale 

nella parte concava al passaggio lombare e lombo-sacrale con osteocon-

drosi. Pur essendovi stata una “leggera progressione dei reperti”, egli ha 

comunque espresso una prognosi moderatamente favorevole per quanto 

concerne i disturbi alla colonna vertebrale a carattere degenerativo, visto il 

decorso naturale e non particolarmente grave avvenuto nei sette anni 

dall’ultima osservazione (doc. 238 p. 7-8). 

11.4.3  Il dr. I._______ ha quindi indicato che l’assicurata è limitata nello 

svolgimento di attività lavorative particolarmente pesanti, non ergonomiche 

per la colonna vertebrale, per le quali è richiesto di lavorare con le braccia 

prevalentemente sollevate sopra l’orizzonte o di fare sforzi con le braccia. 

È stata ritenuta invece in grado di svolgere delle professioni in cui possa 

alternare la posizione eretta a quella seduta, non sia tenuta ad utilizzare 

ripetutamente le scale e non debba sollevare ripetutamente pesi superiori 

a 7.5kg o saltuariamente superiori a 15kg. In un’attività confacente a tali 

limiti, l’interessata è stata considerata dal perito abile al 100% sull’arco di 

un’intera giornata. Per l’attività precedentemente svolta e come casalinga 

è stata, per contro, attestata un’inabilità del 20% a decorrere dalla data 

della visita peritale (doc. 238 p. 7). Il dr. I._______ ha infine precisato: “vista 

la presenza di una problematica di tipo psichiatrico l’incapacità lavorativa 

da me determinata in ambito reumatologico può essere in parte sommata 

con quella psichiatrica” (doc. 238 p. 8).  

11.5 Nel complemento peritale del 2 marzo 2017 il dr. F._______ ha 

segalato una situazione invariata rispetto all’ultimo esame confermando le 

precedenti valutazioni, precisando in particolare che l’incapacità lavorativa 

rimane invariata al 50% (doc. 239).  

12.  

In sede di ricorso l’assicurata ha ulteriormente prodotto (in allegato al doc. 

TAF 7): 

- Il rapporto dell’11 settembre 2017 nel quale, oltre a descrivere la tera-

pia in atto e a prescrivere ulteriori trattamenti, il dr. Q._______ ha riba-

dito che la sindrome fibromialgica è presente dall’età di 25 anni.  

C-5089/2017 

Pagina 22 

- Il rapporto della dr.ssa O._______ del 25 settembre 2017, con cui 

viene comunicato il cambio di terapia medicamentosa in ragione della 

patologia fibromialgica. 

- La relazione medico-legale del 28 ottobre 2017 del dr. R._______, 

specialista in medicina legale e delle assicurazioni, con cui è stato in-

dicato un netto peggioramento del quadro clinico nonostante il corretto 

approccio terapeutico in atto. Il dr. R._______ ha precisato che il qua-

dro fibromialgico di tipo primario, confermato dall’esame clinico (pre-

senza di tutti i tender points) e precedentemente solo sospettato alla 

luce dei dolori diffusi lamentati dall’assicurata sin dall’età di 25 anni, 

“ben si lega con le patologie psichiatriche di cui la perizianda soffre, 

pur assurgendo la fibromialgia ad entità a se stante e da valutarsi in 

aggiunta a tutte le altre sopra descritte”. Alla luce del danno alla salute 

riscontrato, il medico ha ritenuto congruo riconoscere all’assicurata il 

diritto a una rendita intera AI sulla base di un grado d’invalidità del 70% 

almeno. 

13.  

13.1  

13.1.1 Nella fattispecie l’autorità inferiore ha ridotto la rendita intera attri-

buita alla ricorrente il 24 luglio 2003 (doc. 5), avendo riscontrato un miglio-

ramento dello stato di salute e il conseguente incremento della capacità 

lavorativa a partire dal 17 dicembre 2010, ossia dalla data dell’esecuzione 

della perizia pluridisciplinare del SAM.  

13.1.2 In tale contesto occorre rammentare che dal punto di vista oncolo-

gico e reumatologico, in occasione delle visite del 2010, non era stato ri-

scontrato alcun impedimento a una ripresa dell’attività lavorativa. Sotto il 

profilo psichiatrico – ossia quello che aveva condizionato l’erogazione della 

rendita di invalidità – era stato considerato dal dr. M._______ (doc. 98 p. 

6) che lo stato depressivo e il livello elevato d’ansia fossero i sintomi che 

maggiormente incidevano sulla capacità lavorativa dell’assicurata, ma che 

il quadro clinico si presentava migliore rispetto a quello riscontrato in occa-

sione della precedente valutazione psichiatrica (doc. 31). Giova rilevare 

che nella valutazione del 23 gennaio 2003 il dr. K._______ aveva precisato 

che seppur, all’epoca, la capacità lavorativa fosse nulla – in ragione del 

disturbo psichiatrico legato all’evoluzione del carcinoma – questa avrebbe 

potuto migliorare con un adeguato trattamento medico-psichiatrico combi-

nato (doc. 31 p. 14). Nel corso degli anni, seppure in maniera discontinua 

C-5089/2017 

Pagina 23 

(cfr. 98 p. 4) un trattamento risulta essere stato messo in atto (cfr. anche 

doc. 17 p. 2) ed è assodato che l’interessata è stata seguita da uno spe-

cialista, la dr.ssa O._______, che, a sua volta, ha confermato il progressivo 

miglioramento dello stato di salute psichico (cfr. rapporto dell’8 settembre 

2014 [doc. 169] e del 13 aprile 2015 [doc. 185]).  

13.2 L’ulteriore indagine peritale eseguita dal dr. F._______ nel 2015, ha 

escluso sulla base di un test SWAP-200, la persistenza di un disturbo della 

personalità vero e proprio ai sensi dell’ICD-10 o del DSM-5 (doc. 201 p. 

12). Pur essendo emersi dei tratti di personalità Borderline con il sottotipo 

di disregolazione emotiva e paranoide, tale disagio è stato considerato dal 

perito nel contesto dell’attitudine sociale dell’interessata (di cui si dirà più 

avanti – consid. 14.2.1), in aggiunta alla componente di irritabilità e di ansia 

generalizzata (doc. 201 p. 12). Grazie a tale accertamento e all’esclusione 

del disturbo della personalità, è stato quindi possibile completare l’istrutto-

ria – vista l’omissione riscontrata dal TAF nel referto peritale del dr. 

M._______ – e al contempo avvalorare la tesi del miglioramento dello stato 

di salute descritto sopra – essendo venuta a cadere una delle problemati-

che che il dr. K._______ aveva ritenuto come incidenti sulla capacità lavo-

rativa della ricorrente. In maniera esplicita il dr. F._______ ha inoltre indi-

cato che rispetto al 2005 “vi è stato un miglioramento della capacità di la-

voro, attraverso l’attenuazione della sintomatologia, legata ai suoi (dell’as-

sicurata, ndr.) disturbi psichici, con una diminuzione dell’intensità della pa-

tologia”, ragione per cui egli ha confermato il miglioramento constatato a 

partire dal 2010 dal dr. M._______ (doc. 98) e dal dr. E._______ (doc. 102, 

122) e la conseguente esigibilità lavorativa nella misura del 40% (doc. 201 

p. 13). 

13.3 Al riguardo questo Tribunale rileva che non figurano agli atti pareri 

medici suscettibili di dubitare delle conclusioni peritali riguardanti il miglio-

ramento dello stato di salute intervenuto a partire dal 17 dicembre 2010. 

Sebbene la dr.ssa O._______ – le cui valutazioni sono state riportate alla 

lettera nella perizia E213 (doc. 174) – persista nel ricondurre i disturbi di 

depressione e attacchi di panico nel contesto più ampio di grave disturbo 

della personalità (cfr. doc. 169, 185, e rapporto del 25 settembre 2017 al-

legato al doc. TAF 7), occorre ritenere che tale circostanza è stata esausti-

vamente trattata dal dr. F._______, che ne ha escluso la presenza nelle 

forme più acute e l’influsso sulla capacità lavorativa. Ne consegue che la 

valutazione della dr.ssa O._______, su questo specifico punto, non può 

essere seguita, trattandosi da un lato dell’opinione del medico curante e 

d’altro di una possibile interpretazione differente della medesima fattispe-

cie. Va oltretutto precisato che né la dr.ssa O._______, né la dr.ssa 

C-5089/2017 

Pagina 24 

P._______ nella breve valutazione fatta per conto dell’INPS (doc. 179), si 

esprimono in maniera compiuta riguardo all’entità dell’inabilità lavorativa, 

né espongono un’anamnesi completa e dettagliata dalla quale emerga an-

che l’evoluzione dello stato di salute nel corso del tempo. 

Occorre infine rilevare che, sebbene il dr. F._______ non abbia esposto 

un’analisi in base agli indicatori elaborati dal TF (cfr. consid. 9.4), è pur vero 

che quest’ultimo si è espresso prima dell’entrata in vigore di questa nuova 

giurisprudenza e inoltre come visto il parere specialistico da lui espresso 

non è suscettibile di essere rimesso in dubbio dalle valutazioni di altri me-

dici (cfr. consid. 9.4.5). La forza probante della perizia, non risulta pertanto 

compromessa da tale omissione. 

13.4 Risulta pertanto assodato, oltre che incontestato dalla ricorrente, che 

dal 17 dicembre 2010 quest’ultima potesse riprendere nella misura del 60% 

a svolgere qualsiasi attività lavorativa e nella misura del 70% adempiere 

alle attività domestiche. 

14.  

Resta quindi da esaminare se l’amministrazione abbia correttamente ac-

certato l’aggravamento dello stato di salute sopraggiunto a partire dal 25 

settembre 2015 e se in ragione di quest’ultimo essa abbia a giusto titolo, o 

meno riconosciuto un tasso di incapacità lavorativa del 50%. 

14.1  

14.1.1 L’assicurata contesta da un lato le valutazioni esposte dal dr. 

I._______, ritenendo che il perito non abbia stabilito un’inabilità lavorativa 

adeguata alle sue limitazioni e al suo effettivo stato di salute. Ora, tale cri-

tica non può essere seguita, alla luce delle esaustive e attendibili conclu-

sioni a cui è giunto il dr. I._______, che si rammenta aveva visitato la ricor-

rente già nell’ambito della perizia pluridisciplinare del 2010. In tale contesto 

egli non aveva riscontrato particolari affezioni o limitazioni che, dal punto 

di vista reumatologico, impedissero all’interessata di riprendere a svolgere 

una qualsiasi attività lavorativa. Pur riscontrando una tendenza a un reu-

matismo delle parti molli, non aveva osservato la presenza di tutti i criteri 

per la diagnosi di una fibromialgia (doc. 97 p. 7). Al contrario, in occasione 

della recente perizia del 30 gennaio 2017 egli ha constatato la manifesta-

zione completa di un quadro fibromialgico di tipo primario, essendo ormai 

presenti tutti i tender points necessari per tale diagnosi (doc. 238 p. 6). In 

linea generale egli ha constatato, rispetto all’esame del 2010, un “certo 

peggioramento dei disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico” riconducibile 

C-5089/2017 

Pagina 25 

alla diagnosi di fibromialgia e dalle alterazioni degenerative alla colonna 

vertebrale – fra cui l’iniziale spondilopatia iperostante di Forestier (DISH) 

segnalata dal dr. Q._______ (doc. 234) – che gli esami hanno mostrato in 

leggera progressione, pur restando i reperti clinici e radiologici ancora di 

modesta entità (doc. 238 p. 7-8). Per tenere in debito conto il suddetto ag-

gravamento ed esprimendosi dal punto di vista strettamente reumatolo-

gico, il perito ha attestato un’incapacità lavorativa del 20% nell’attività abi-

tuale di operaia presso la B._______ e in quella di casalinga, non riscon-

trando per contro alcun impedimento alla ripresa in misura completa di 

un’attività sostitutiva rispettosa dei limiti funzionali indicati nel rapporto 

(doc. 238 p. 7).  

A ben vedere, tali conclusioni – interamente riprese dalla dr.ssa H._______ 

nell’annotazione del 1° maggio 2017 – sono in parte confermate anche dal 

dr. Q._______, che nei rapporti del 22 febbraio 2016 (doc. 215) e del 23 

gennaio 2017 (doc. 234) riferisce di artromialgie diffuse e persistenti 

dall’età di 25 anni in un quadro di sindrome fibromialgica. Ora, sebbene lo 

specialista consultato dall’assicurata faccia risalire la fibromialgia a un pe-

riodo di gran lunga precedente a quello attestato dal dr. I._______, è pur 

vero che dai suoi rapporti non emerge né un’anamnesi completa, né una 

descrizione dell’evoluzione dello stato di salute. Invero neppure è indicato 

da quando l’interessata è in cura presso di lui. A differenza del dr. 

I._______, il dr. Q._______ non spiega infatti da quando effettivamente la 

sindrome in parola si è manifestata completamente, ossia da quando sono 

stati riscontrati tutti i tender points necessari per porre tale diagnosi. Oltre-

tutto nei summenzionati rapporti – assimilabili a quelli di un medico curante 

– manca una descrizione dettagliata delle limitazioni funzionali e della re-

sidua capacità lavorativa dell’interessata, ragion per cui le indicazioni con-

tenute negli stessi debbono essere ritenute con una certa cautela. Lo 

stesso può dirsi degli altri documenti prodotti nell’ambito della procedura di 

revisione (cfr. consid. 11.1, 11.3).  

Non vi è pertanto motivo valido per discostarsi dalla valutazione del dr. 

I._______, che appare senz’altro frutto di un attento esame dell’assicurata 

e dell’intero materiale medico, oltre che da un raffronto della differente si-

tuazione clinica a sette anni di distanza dalla prima visita.   

14.1.2 Pur non essendo un oggetto di contestazione da parte della ricor-

rente, vale la pena soffermarsi brevemente anche sull’evoluzione dal punto 

di vista psichiatrico. A tal proposito, rispetto allo status clinico del 2010, il 

dr. F._______ ha riscontrato nell’interessata un incremento delle difficoltà 

C-5089/2017 

Pagina 26 

dal punto di vista sociale dal momento che quest’ultima, a causa della po-

vertà di risorse psichiche, non risulta in grado di superare le proprie ansie 

anticipatorie né di comprendere le proprie psicodinamiche. Tale condi-

zione, oltre a causare una certa difficoltà di integrazione in un nuovo posto 

lavorativo, a mente del perito, rende l’assicurata particolarmente vulnera-

bile allo stress e al rischio di ricadute. Per far fronte a tali difficoltà, il dr. 

F._______ ha ritenuto più opportuno riconoscere l’interessata inabile al la-

voro nella misura del 50%, aumentando di conseguenza a partire dalla data 

della visita peritale, il tasso di incapacità lavorativa (doc. 201 p. 12-13).  

A una conclusione analoga, giova precisare, pur non esprimendosi in me-

rito al grado di incapacità lavorativa, è pure giunta la dr.ssa O._______ che 

nel rapporto dell’8 settembre 2014 (doc. 169) e in quello del 13 aprile 2015 

(doc. 185) ha descritto la permanenza di una scarsa autonomia nell’assi-

curata sul versante sociale.  

Quanto alla sindrome fibromialgica, dal rapporto peritale si evince che il dr. 

F._______, avendo constato l’insorgere di tale patologia, l’ha inserita fra le 

diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa (doc. 201 p. 11) e così fa-

cendo ne ha tenuto conto nell’ambito della fissazione del tasso di abilità 

lavorativa dal punto di vista psichiatrico. 

Tale aspetto è stato esaminato nel dettaglio anche dal dr. G._______ del 

servizio medico dell’AI, che nell’annotazione del 3 giugno 2016 ha aderito 

alle valutazioni peritali del dr. F._______ ritenute conclusive e affidabili 

(doc. 222). Dette valutazioni che sono state nuovamente confermate e fatte 

proprie anche dalla dr.ssa J._______ nell’annotazione del 7 giugno 2017 

(doc. 250).  

Così stando le cose, e alla luce delle considerazioni già esposte sopra (cfr. 

consid. 13), non vi sono pertanto dubbi riguardo alla correttezza dell’inca-

pacità lavorativa attestata dal punto di vista psichiatrico dai medici incaricati 

dall’UAIE.  

14.2  

14.2.1 La ricorrente critica inoltre la valutazione globale dell’incapacità la-

vorativa, ritendo in buona sostanza che quella relativa alle problematiche 

fisiche (20%) andrebbe sommata a quella riguardante le problematiche psi-

chiatriche (50%).  

C-5089/2017 

Pagina 27 

A supporto della propria tesi, oltre alla documentazione medica già esami-

nata, essa ha prodotto il referto del 28 ottobre 2017 dr. R._______, che 

dopo l’esposizione delle patologie psichiatriche e fisiche note, conclude ri-

tenendo la fibromialgia una problematica a se stante, da valutare in ag-

giunta a tutte le altre. Così facendo egli reputa congruo riconoscere all’as-

sicurata un grado di invalidità di almeno 70% (p. 7).  

14.2.2 Secondo il Tribunale federale il grado di incapacità lavorativa com-

plessivo va stabilito in base ad una valutazione globale, un semplice cu-

mulo dei gradi essendo inammissibile (sentenza del TF 9C_295/2013 del 

20 giugno 2013 consid. 4.4). Inoltre, sempre secondo l'Alta Corte, la que-

stione di sapere se i singoli gradi di inabilità lavorativa vadano sommati, e, 

se del caso, in quale misura, è una problematica squisitamente medica, 

che, di principio, il giudice non rimette in discussione (sentenza del TF 

9C_362/2014 del 19 agosto 2014 consid.7, 9C_400/2011 del 20 marzo 

2012 che rinvia alla sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 

338/01 del 4 settembre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 n. 72 pag. 485 

consid. 2b; anche sentenza 9C_721/2012 del 24 ottobre 2012 consid. 4.2; 

anche sentenza I 606/03 del 19 agosto 2005 consid. 5.4.1 e 5.4.2). 

14.2.3 Per quanto riguarda la somma dei gradi di inabilità lavorativa, se è 

vero che agli atti non figura una valutazione globale esposta congiunta-

mente dai due periti, è pur vero che nel proprio referto il dr. I._______ indica 

espressamente che “vista la presenza di una problematica di tipo psichia-

trico l’incapacità lavorativa da me determinata in ambito reumatologico può 

essere in parte sommata con quella psichiatrica” (doc. 238 p. 8). Dal canto 

suo, il dr. F._______ già nel primo rapporto peritale, aveva riconosciuto l’in-

cidenza dal punto di vista psichiatrico della componente fibromialgica e 

stabilito un’incapacità lavorativa (50% per ogni professione) alla quale si è 

attenuto anche a seguito dell’emanazione del rapporto peritale del dr. 

I._______ al quale ha avuto accesso nell’ambito dell’esame dell’incarto 

(doc. 239 p. 1 e 8). Sebbene non si tratti di una valutazione congiunta, il 

secondo parere esposto dal dr. F._______ dopo l’esame della perizia reu-

matologica, può senz’altro essere ritenuto alla stregua di una valutazione 

globale dell’incapacità lavorativa. Ad ogni buon conto, è utile rammentare 

che l’insorgere dell’inabilità lavorativa (20%) per gli aspetti reumatologici, è 

riferito unicamente alla professione abituale e decorre dalla visita peritale 

eseguita dal dottor I._______ il 26 gennaio 2017 (doc. 238 pag. 7); per 

un’attività sostitutiva adatta alle limitazioni funzionali, invece, l’assicurata 

continua ad essere abile al 100% (doc. 238 p. 7). Così stando le cose, la 

necessità di una valutazione congiunta dei gradi d’inabilità lavorativa da 

C-5089/2017 

Pagina 28 

parte dei due periti può essere relativizzata, potendosi senz’altro attenere 

al grado indicato dal perito psichiatrico per le attività di sostituzione.  

14.2.4 Pur tenendo conto che il dr. R._______ è un professionista attivo in 

Italia, dove la prassi nell’ambito delle assicurazioni sociali può divergere da 

quella svizzera e volendo quindi leggere la valutazione dell’invalidità quale 

piuttosto valutazione dell’inabilità lavorativa al 70% in attività non meglio 

specificate, l’opinione espressa da quest’ultimo non può comunque essere 

condivisa: fondandosi su accertamenti già ampiamente valutati dai periti e 

dal servizio medico dell’UAIE essa deve essere ritenuta alla stregua di una 

valutazione divergente del medesimo substrato fattuale. 

14.2.5 Neppure giova maggiormente alla tesi del ricorrente la perizia E213 

del 6 febbraio 2015 che oltre a non apportare alcun elemento nuovo – con-

siderato che riprende per intero le considerazioni della dr.ssa O._______ – 

non fornisce alcuna motivazione riguardo all’incapacità totale nella profes-

sione abituale, né tantomeno si esprime riguardo alla capacità lavorativa 

residua in professioni sostitutive.  

Per il resto, gli ulteriori certificati medici prodotti, al di là di quelli già esami-

nati, risultano essere tutt’al più delle brevi attestazioni di inabilità lavorativa, 

il cui valore probatorio è relativo e non può assurgere a quello pieno di una 

perizia, non essendo particolarmente sostanziati o fondati su specifici ac-

certamenti ed essendo stati redatti dal medico curante (cfr. rapporto onco-

logico del 16 ottobre 2014 [doc. 168 {= 175, 181, 201 p. 30}]; ecodoppler-

grafia dei tronchi sovraaortici del 19 dicembre 2014 [doc. 163 {= 201 p. 

26}]; rapporto del 28 gennaio 2015 del Servizio di diabetologia [doc. 164 {= 

201 p. 24}]; certificato del 21 settembre 2015 della dr.ssa S._______ [doc. 

194 {= 201 p. 18}]; ecografia di cute e tessuto sottocutaneo del piede sini-

stro del 9 settembre 2015 [doc. 197 {= 201 p.21}]; esame clinico del 21 

settembre 2015 [doc. 198]; esame RM al piede sinistro del 30 settembre 

2015 [doc. 199 {= 218}]; esame RX alla colonna toracica dorsale del 14 

marzo 2016 [doc. 216 {= 236, 244}]; esame RX alla colonna lombosacrale 

del 6 agosto 2015 [doc. 217 {= 246}]; rapporto dr.ssa O._______ del 23 

gennaio 2017 [doc. 234 {= 240}]). Tali referti medici, oltretutto, come riferito 

a più riprese dai medici del servizio medico dell’UAIE non apportano alcun 

elemento nuovo suscettibile di mettere in dubbio i rapporti peritali (cfr. doc. 

187, 203, 222, 248, 250, 252 e annotazioni allegate al doc. TAF 13).  

C-5089/2017 

Pagina 29 

15.  

Questa Corte non ha in definitiva fondato motivo di scostarsi dalle valuta-

zioni peritali raccolte, la situazione reumatologica, oncologica e psichiatrica 

apparendo sufficientemente approfondita, motivata e concludente. 

16.  

In conclusione risulta quindi provato, con il grado della verosimiglianza pre-

ponderante valido nelle assicurazioni sociali, che dal 17 dicembre 2010 lo 

stato di salute della ricorrente, così come le conseguenze sulla capacità 

lavorativa, sono sostanzialmente migliorati, per poi subire un leggero peg-

gioramento a partire dal 25 settembre 2015 (doc. 95-98, 201, 238). A de-

correre da tale momento, da un punto di vista reumatologico, oncologico e 

psichiatrico una ripresa lavorativa in attività sostitutive semplici, senza re-

sponsabilità e senza stress, alternanti posizione eretta e seduta, non ri-

chiedenti grandi spostamenti su terreni impervi o su scale, né lavori con le 

braccia sopra la testa, che prevedono sforzi fisici di tipo leggero (massimo 

7.5kg), senza particolari stimolazioni della schiena, né ripetute sollecita-

zioni o rotazioni del tronco, né in condizioni di freddo, caldo, umido, sa-

rebbe esigibile nella misura del 50% (doc. 248 pp. 2-3, 250 p. 3). In tal 

senso sono stati indicati dei lavori non qualificati, ad esempio in qualità di 

venditrice per corrispondenza, bigliettaia, addetta alla reception, telefoni-

sta, sondaggista (cfr. doc. 248 p. 5, 250 p. 6). Da rilevare che per il periodo 

precedente il peggioramento dello stato di salute, ossia dal 17 ottobre 2010 

al 25 settembre 2015, erano state suggerite attività più impegnative come 

magazziniere (nel rispetto dei limiti funzionali), impiegata presso un distri-

butore di benzina, ecc. (doc. 100 p. 3), esigibili nella misura del 60%. 

17.  

17.1 Avendo appurato che, a far tempo dal mese di dicembre 2010, la ri-

corrente è abile al 60% e da fine settembre 2015 al 50% in un’attività so-

stitutiva confacente al suo stato di salute come nella precedente profes-

sione (perlomeno fino al gennaio 2017), occorre ancora esaminare la con-

formità del tasso d’invalidità calcolato dall’autorità inferiore, pur non es-

sendo oggetto di contestazione da parte dell’insorgente.  

17.2  

17.2.1 In applicazione del cosiddetto confronto percentuale (“Prozentver-

gleich”) l'UAIE ha dedotto il tasso di incapacità al guadagno direttamente 

C-5089/2017 

Pagina 30 

dal grado di inabilità lavorativa del 40%, rispettivamente 50%, nella prece-

dente (e in ogni altra professione) rinunciando ad effettuare un raffronto dei 

redditi di riferimento. 

17.2.2 È utile rilevare che se la persona interessata non sfrutta in maniera 

completa e ragionevolmente esigibile la capacità lavorativa residua, il red-

dito da invalido va di principio determinato alla luce dei dati forniti dalle 

statistiche salariali come risultano segnatamente dall'inchiesta svizzera 

sulla struttura dei salari edita dall'Ufficio federale di statistica (ISS; DTF 126 

V 75 consid. 3b pag. 76 con riferimenti). Tuttavia, è possibile derogare a 

questo principio e fissare la perdita di guadagno direttamente in base all'in-

capacità di lavoro operando un confronto percentuale (“Prozentvegleich”). 

Questo metodo costituisce una variante ammissibile del raffronto dei redditi 

basato su dati statistici: il reddito da valido è preso in considerazione nella 

misura del 100%, mentre il reddito da invalido è preso in considerazione 

tenendo conto dell'incapacità lavorativa, la differenza percentuale corri-

sponde in tal modo al grado d'invalidità (sentenze del TF 9C_225/2016 del 

14 luglio 2016 consid. 6.2.2, 8C_628/2015 del 6 aprile 2016 consid. 5.3.5 

e 8C_211/2013 del 3 ottobre 2013 consid. 4.1 con i riferimenti pubblicata 

in SVR 2014 UV n. 1 pag. 1; MEYER/REICHMUTH, Bundesgesetz über die 

Invalidenversicherung [IVG], 3 aed. 2014, n. 35 e seg. ad art. 28 a LAI). 

L'applicazione di questo metodo si giustifica quando il salario da valido e 

quello da invalido sono fissati in base agli stessi dati statistici, oppure 

quando il lavoro precedentemente svolto è ancora possibile (perché il con-

tratto di lavoro per esempio non è stato sciolto), oppure quando questo 

lavoro offre le migliori possibilità di reintegrazione professionale (perché 

per esempio il salario prima dell'invalidità è superiore a quello da invalido) 

(sentenze del TF 9C_225/2016 del 14 luglio 2016 consid. 6.2.2, 

9C_310/2009 del 14 aprile 2010 consid. 3.2 e 8C_294/2008 del 2 dicembre 

2008 consid. 6.4.1). 

17.2.3 Nel caso concreto, contrariamente a quanto proposto dall'UAIE, le 

condizioni per fare capo eccezionalmente al confronto percentuale 

("Prozentvergleich") non sono date. L’assicurata infatti ha smesso di lavo-

rare il 3 luglio 2000 e, sebbene non figuri agli atti una formale disdetta, il 

contratto presso il suo ex-datore di lavoro è stato, de facto, sciolto, non 

avendo l’interessata più ripreso le proprie mansioni, né avendo fatto richie-

sta del proprio posto di lavoro, ma anzi essendosi trasferita all’estero. Viste 

le dichiarazioni del datore di lavoro – secondo il quale in seno all’azienda 

non vi erano possibilità di cambiamento di attività, né vi era l’interesse a 

creare un posto su misura per l’assicurata, o a procedere a un suo reinse-

rimento con l’ausilio dell’AI (doc. 62 p. 2) – non le sarebbe comunque stato 

C-5089/2017 

Pagina 31 

possibile riprendere la propria attività nel precedente posto di lavoro. Ciò 

posto, non risulta inoltre dimostrato che il lavoro di operaia in un’impresa 

attiva nella produzione di lamine di quarzo le possa offrire, alla luce delle 

patologie di cui soffre, le migliori possibilità di reintegrazione. Tanto più che 

nessun consulente in integrazione professionale, che era la persona più 

indicata per verificare quali attività fossero possibili alla luce degli accerta-

menti medici (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 

134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158; cfr. 

anche sentenza 9C_635/2007 del 21 agosto 2008 consid. 3.3; Ulrich 

Meyer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.), è 

stato a tal proposito consultato dall’autorità inferiore. Oltretutto il dottor 

I._______, perlomeno a partire da gennaio 2017, ha segnalato che dal pro-

filo reumatologico l’attività precedente è ormai esigibile solo all’80%, quindi 

in misura minore rispetto a un’attività sostitutiva, circostanza che impone– 

in virtù dell’obbligo di ridurre il danno – di valutare se in attività adeguate 

l’assicurata potrebbe percepire un reddito superiore. 

L'UAIE fa inoltre astrazione del fatto che non vi è alcun automatismo 

nell'applicazione del metodo percentuale, nel senso che il grado d'incapa-

cità di guadagno non corrisponde necessariamente a quello di lavoro: l'ap-

plicazione di questo metodo non esime l'autorità dal verificare se la capa-

cità di lavoro medicalmente attestata non debba essere ulteriormente ri-

dotta per tenere conto di altri fattori, come la situazione professionale e 

salariale concreta dell'interessata (sentenza 8C_530/2015 del 6 gennaio 

2016 consid. 6.2; MEYER/REICHMUTH, op. cit., n. 37 ad art. 28 a LAI). A tale 

proposito l’amministrazione non ha eseguito alcun accertamento e, a ben 

vedere, un'ulteriore riduzione non può a priori essere esclusa, visti gli inci-

pienti limiti funzionali riscontrati e la necessità di lavorare a tempo parziale, 

ciò che potrebbe condurre al riconoscimento di un grado d'invalidità supe-

riore a quello contestato (a tal proposito si confronti anche la sentenza del 

TAF 668/2012 del 19 marzo 2014, consid. 8.3.2 [doc. 149], nella quale, pur 

lasciando indecisa la legittimità del metodo di confronto scelto dall’autorità 

inferiore, aveva già ventilato la possibilità di una deduzione sociale del 10% 

con conseguente incremento del grado di invalidità al 51,07% [a fronte del 

40% ritenuto dall’amministrazione]). 

17.3 In definitiva l’utilizzo del metodo percentuale, non risultando per altro 

giustificato da particolari difficoltà nel determinare l’entità del reddito da va-

lida e da invalida dell’interessata, risulta contrario al diritto federale e non 

può pertanto essere seguito. Ad ogni buon conto, l'errore in cui è incorsa 

C-5089/2017 

Pagina 32 

l’autorità inferiore non conduce necessariamente all'annullamento del giu-

dizio impugnato e a un rinvio degli atti, potendo il raffronto dei redditi essere 

agevolmente stabilito in questa sede, sulla sola base degli atti. 

18.  

18.1 Secondo il metodo generale di comparazione dei redditi (art. 16 

LPGA), per valutare il grado di invalidità occorre procedere a un confronto 

del reddito che l’assicurato conseguiva da valido con quello che lo stesso 

percepisce, o potrebbe ipoteticamente percepire da invalido.  

Nell’ambito di una procedura di revisione, il momento determinante per il 

raffronto dei redditi, è quello in cui il diritto alla rendita potrebbe subire una 

modifica (cfr. CR LPGA-MARGIT MOSER-SZELESS, art. 16 LPGA, N 41). Per-

tanto i redditi con e senza invalidità devono essere determinati sulla base 

delle indicazioni statistiche, valide per lo stesso anno (sentenza del TF I 

471/05 del l’11 maggio 2006 consid. 3.2) tenendo conto delle modifiche 

riguardanti tali redditi e suscettibili di influire sul diritto alla rendita fino 

all’emissione della decisione dell’autorità competente (DTF 129 V 222 con-

sid. 4.1 e i riferimenti ivi citati; MICHEL VALTERIO, Droit de l’assurance-vieil-

lesse et survivants (AVS) e de l’assurance-invalidité (AI), Commentaire thé-

matique, ed. Schulthess, Ginevra/Zurigo/Basilea 2011, p.548, N. 2063-

2064). 

Nell’evenienza concreta, essendo stato accertato dapprima un migliora-

mento dello stato di salute, e in seguito un peggioramento, occorrerà pro-

cedere a dei raffronti dei redditi distinti. Gli anni di riferimento saranno per-

tanto il 2012, momento in cui è intervenuta la prima modifica della rendita 

e il 2015, in occasione della seconda modifica. Un ulteriore raffronto andrà 

inoltre eseguito nel 2017, in ragione dell’ulteriore riduzione dell’abilità lavo-

rativa nella professione abituale (cfr. consid. 14.2.3, 17.1, 17.2.3). 

18.2  

18.2.1 Per determinare il reddito ipotetico conseguibile dalla persona assi-

curata senza il danno alla salute (reddito da valido), andrebbe, di regola, 

ritenuto l’ultimo reddito conseguito dalla persona assicurata prima del 

danno alla salute, se del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. Sol-

tanto in presenza di circostanze particolari è possibile scostarsi da questo 

valore ricorrendo ai dati statistici risultanti dall'ISS (v. DTF 134 V 322 con-

sid. 4.1 pag. 325; 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224 con riferimenti MICHEL 

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Pagina 33 

VALTERIO, Droit de l’assurance-vieillesse et survivants (AVS) e de l’assu-

rance-invalidité (AI), Commentaire thématique, ed. Schulthess, Gine-

vra/Zurigo/Basilea 2011, p.554, N. 2085). Ciò che è giustificato nella fatti-

specie.  

Infatti, sebbene agli atti figuri un’indicazione del datore di lavoro riguardo 

al reddito conseguibile dall’assicurata nel 2001 quale operaia addetta alla 

produzione di piccole e sottili lamine in quarzo (in particolare il trattamento 

delle lamine con acidi, doc. 238 pag. 7), l’attualizzazione di tale dato al 

2012 e rispettivamente al 2015, alla luce del lungo periodo trascorso e della 

funzione poco qualificata dell’interessata in seno all’azienda, non garanti-

rebbe l’aderenza alla reale evoluzione del salario nel contesto del rapporto 

di lavoro allora in essere. In siffatte circostanze è pertanto giustificato ricor-

rere ai dati statistici anche per la fissazione del reddito da valido e meglio 

alla tabella ISS 2012 per quanto concerne la prima modifica della rendita e 

alla tabella ISS 2014 – ritenuto che l’amministrazione poteva già disporre 

di tali dati al momento dell’emanazione della decisione essendo stati pub-

blicati nell’aprile 2016 (sentenze 9C_225/2016 del 14 luglio 2016 consid. 

6.3.2 e 9C_767/2015 del 19 aprile 2016 consid. 3.4 con i riferimenti) – per 

quanto concerne le successive modifiche.  

18.2.2 Posto che l’interessata, priva di una formazione professionale, ha 

lavorato come operaia presso differenti datori di lavoro, da ultimo come 

operaia in un’impresa attiva nella produzione di lamine di quarzo nella mi-

sura di 40 ore settimanali (doc. 62 e 95 p. 4), è possibile riferirsi ai dati 

relativi al salario mensile lordo per le attività semplici e non qualificate (li-

vello 1, donne) nel settore della produzione (categoria 5-43), corrispon-

dente nel 2012 a fr. 4'289.-/mese, nel 2015 a fr. 4'459.40/mese (ossia fr. 

4'424.- + 0.8% secondo l’indice dei salari nominali valido per le donne fra 

il 2011-2015 [T1.2.10, settore secondario]) e nel 2017 a fr. 4'499.60/mese 

(ossia fr. 4'424.- + 0.8% + 0.6% [T1.2.10, settore secondario] + 0.3% [stima 

del secondo trimestre del 2017 edita dall’UFS]).  

Riportando tali dati agli orari usuali di lavoro nel settore di 41.4 ore/setti-

mana per il 2012, di 41.6 ore/settimana per il 2015 e di 41.5 per il 2017 

(categoria B-E Attività manifatturiere, cfr. www.bfs.admin.ch), si ottiene un 

reddito da valido di fr. 4'439.10/mese nel 2012, di fr. 4'637.75/mese nel 

2015 e di fr. 4'668.35/mese nel 2017. 

18.3  

C-5089/2017 

Pagina 34 

18.3.1 Per stabilire il reddito da invalida, ritenuto che l’interessata è in 

grado di svolgere, con lo stesso tasso di impiego, sia la professione abi-

tuale, che una delle attività sostitutive proposte dal servizio medico 

dell’UAIE (cfr. consid. 11.2.3 e 16), occorrerà riferirsi a quello che essa 

avrebbe potuto percepire in una attività semplice e non qualificata (livello 

1, donne) nel settore della produzione (categoria 5-43), da preferirsi – al-

meno per gli anni 2012 e 2015 – a quello più basso conseguibile nella ca-

tegoria totale (generalmente utilizzato per le attività semplici e ripetitive), in 

virtù dell’obbligo di ridurre il danno. 

Nel 2012, la suddetta attività svolta al 60% per 41.4 ore settimanali, com-

portava un introito mensile di fr. 2'663.45 (dati ISS 2012).  

Nel 2015, applicando i dati della tabella ISS 2014, aggiornati secondo l’in-

dice dei salari nominali valido per le donne fra il 2011-2015 (+ 0.8% 

[T1.2.10, settore secondario]), tale attività svolta al 50% per 41.6 ore setti-

manali, comportava un introito mensile di fr. 2'337.25.  

Alla luce dell’ulteriore inabilità riscontrata sotto il profilo reumatologico dal 

1° gennaio 2017 nell’attività abituale e tenuto conto dell’obbligo di ridurre il 

danno, per determinare il reddito conseguibile da invalida nel 2017 occor-

rerà invece riferirsi a quello della tabella ISS 2014 relativo alle attività sem-

plici e ripetitive non qualificate (categoria totale [5-96], livello 1, donne), che 

riportato a un orario usuale di 41.8 ore settimanali (categoria A-T Totale, 

cfr. www.bfs.admin.ch), ridotto del 50% per tenere conto dell’incapacità la-

vorativa e indicizzato (mediante la T1.2.10, settore totale [5-96] e la stima 

del secondo trimestre del 2017 edita dall’UFS), corrisponde a fr. 2'282.90 

([4'300 + 0.5% + 0.8% + 0.3%] x 41.8 / 40 x 50%]). 

18.3.2  

18.3.2.1 Questi introiti teorici possono essere ridotti per tenere conto dei 

fattori personali dell'assicurata (DTF 126 V 75). In ossequio alla giurispru-

denza federale, occorre esaminare le circostanze specifiche del caso con-

creto, segnatamente le limitazioni addebitabili al danno alla salute, età, 

anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado d'occupa-

zione, cfr. DTF 126 V 75 consid. 5b/bb in fine e sentenza del TF 

9C_751/2011 del 30 aprile 2012 consid. 4.2.1) e, se del caso, procedere 

ad una riduzione percentuale del salario statistico medio, tenendo presente 

che occorre applicare dei multipli di 5 fino ad un massimo del 25% (sen-

tenza del TF 9C_179/2013 del 26 agosto 2013; l'applicazione di tassi più 

frazionati si rivelerebbe problematica; cfr. ULRICH MEYER, Bundesgesetz 

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Pagina 35 

über die Invalidenversicherung [IVG] in: MURER/STAUFFER [ed.], Rech-

tsprechung des Bundesgerichts zum Sozial-versicherungsrecht, 2a ed., 

2010, pag. 314). La deduzione non è automatica, ma deve essere valutata 

di caso in caso e complessivamente, non separatamente, in maniera sche-

matica, sommando i singoli fattori di deduzione, tenendo conto di tutte le 

circostanze del singolo caso (sentenza del TF 9C_751/2011 del 30 aprile 

2012 consid. 4.2.1 e DTF 126 V 75 consid. 5b/aa in fine). 

Nell'ambito dell'applicazione di tale riduzione per fattori personali, l'ammi-

nistrazione gode di un'ampia autonomia di giudizio che il giudice può rive-

dere solo in casi particolari. Il giudice delle assicurazioni sociali non può, 

senza motivo pertinente, sostituire il proprio apprezzamento a quello 

dell'amministrazione. Se lo fa, deve motivare in modo appropriato che una 

diversa valutazione s'impone. Inoltre, la deduzione non va effettuata auto-

maticamente, ma solo se nel singolo caso sussistono elementi che lascino 

presagire che la persona assicurata, a causa di una o più di queste circo-

stanze, ben difficilmente riuscirà a sfruttare la sua capacità di lavoro (DTF 

137 V 71 consid. 5.2). 

18.3.2.2 Nel caso in esame l’UAIE ha rinunciato ad esprimersi riguardo alle 

deduzioni sociali, omissione che permette a questo Tribunale, nell’ambito 

del controllo dell’adeguatezza della decisione amministrativa, di chinarsi 

sulla questione senza sconfinare nell’eccesso o nell’abuso del potere di 

apprezzamento.  

Al riguardo si rileva che la deduzione del salario statistico da invalida deve 

permettere di avvicinarsi il più possibile al salario che l'interessata potrebbe 

effettivamente percepire dopo l'insorgenza dell'invalidità: quindi è neces-

sario procedere a una nuova valutazione della riduzione del salario da in-

valido ogni qualvolta che si procede ad un raffronto dei redditi (cfr. DTF 126 

V 75). Andrà quindi determinata l’entità delle deduzioni sociali valida sia 

per il 2012 che per il 2015.  

18.3.2.3 In concreto, nel 2012 risulta essere giustificata unicamente una 

deduzione del 5% riconducibile al grado di occupazione ridotto (cfr. doc. 

201 p. 12, doc. 203, doc. 250 p. 3 - non potendo più svolgere un’attività a 

tempo pieno [sentenza del TF 8C_709/2008 del 3.4.2009 consid. 9.2]). Non 

entrano infatti in linea di conto altri fattori come età o anni di servizio (es-

sendo l’assicurata nata nel 1966 ed avendo lavorato soltanto cinque anni 

per l’ultimo datore di lavoro [doc. 62]), o ancora la necessità di svolgere 

attività leggere o altri limiti funzionali (dal momento che sotto il profilo reu-

matologico e oncologico essa non presentava alcuna limitazione e che le 

C-5089/2017 

Pagina 36 

problematiche di natura psichiatrica non ostacolano particolarmente la ri-

presa dell’attività lavorativa [cfr. doc. 95 p. 14]).  

Nel 2015, come pure nel 2017, per contro, alla luce delle nuove limitazioni 

attestate sia dal dr. I._______ che dal dr. F._______, pare giustificato il 

riconoscimento di una deduzione sociale del 15% riconducibile al grado di 

occupazione limitato e ai numerosi limiti funzionali che hanno ridotto ancor 

più il mansionario dell’attività abituale e il ventaglio di possibili attività so-

stitutive (cfr. consid. 16).  

18.4  Ne consegue che, riducendo del 5% il salario statistico da invalido 

percepibile nel 2012 si ottiene un importo di fr. 2'530.30. Riducendo del 

15% il dato del 2015 si ottiene invece un importo di fr. 1'986.65. Riducendo 

infine il reddito conseguibile nel 2017 ne risulta un importo di fr. 1'940.45. 

18.5  

18.5.1 Il confronto fra il reddito privo d'invalidità di fr. 4'439.10.- (cfr. consid. 

18.2.2) ed un introito teorico dopo l'insorgenza dell'invalidità di fr. 2'530.30, 

causa una perdita di guadagno per il 2012 del 43% (= [{4'439.10 – 

2'530.30} : 4'439.10] x 100), che permette di confermare il quarto di rendita 

riconosciuto nella decisione impugnata. 

18.5.2 Dal confronto fra il reddito conseguibile da valida di fr. 4'637.65 (cfr. 

consid. 18.2.2) e quello da invalida di fr. 1'986.65, risulta per contro un 

grado d'invalidità per il 2015 del 57.16% (= [{4'637.65  – 1'986.65} : 

4'637.65] x 100), arrotondato al 57% (DTF 130 V 121, consid. 3.2 e seg., 

ribadita in un caso analogo anche nella DTF 133 V 545 consid. 6.1), che 

giustifica il riconoscimento di una mezza rendita. 

18.5.3 Allo stesso modo pure per il 2017 può essere confermato il diritto 

alla mezza rendita AI, emergendo dal raffronto fra i redditi un grado 

d'invalidità per del 58.45% (= [{4'668.35 – 1'940.45} : 4'668.35] x 100), 

arrotondato al 58% secondo la citata giurisprudenza e pertanto non 

sufficiente per distanziarsi da quanto ritenuto dall’autorità inferiore. 

19.  

19.1 In simili condizioni, pur con i correttivi indicati sopra in relazione al 

metodo di calcolo dell’invalidità, – è dunque a giusto titolo che il diritto alla 

rendita è stato modificato, riconoscendo un quarto di rendita a partire dal 

1° marzo 2012 (ossia dal primo giorno del secondo mese che segue la 

notifica della decisione dell’11 gennaio 2012 [doc. 127], giusta l’art. 88bis 

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Pagina 37 

cpv. 2 let. a OAI) e una mezza rendita a partire dal 1° dicembre 2015 (ossia 

tre mesi dopo l’aggravamento dello stato di salute, giusta l’art. 88a cpv. 2 

OAI). 

19.2 Da quanto esposto, consegue che il ricorso, destituito di fondamento, 

non merita tutela e la decisione impugnata va confermata. 

20.  

20.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di fr. 800.-, sono 

poste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. 

b del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]). Esse vengono compensate con l'anticipo spese, di identico 

ammontare, versato dall'insorgente il 2 ottobre 2017 (doc. TAF 4, 5). 

20.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per 

spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7 

cpv. 1 e 2 TS-TAF a contrario).  

Peraltro, le autorità federali, quand'anche vincenti, non hanno di principio 

diritto a un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo ecce-

zioni non ravvisabili nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205). 

 

 

Il dispositivo è alla pagina seguente 

 

 

 

 

 

 

 

C-5089/2017 

Pagina 38 

 

 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di fr. 800.-, già anticipate dalla ricorrente, sono poste 

a suo carico e vengono compensate con l’acconto già versato. 

3.  

Non si riconoscono indennità per spese ripetibili.  

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (raccomandata con avviso di ricevimento)  

– autorità inferiore (n. di rif. […]; raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (raccomandata) 

 

La presidente del collegio: Il cancelliere: 

Michela Bürki Moreni Luca Rossi 

 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 LTF). Gli atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e 

l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 

e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi 

di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: