# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 54e9b871-2ee8-55f5-9554-77a62754118c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-02-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 16.02.2000 INC.1999.18909
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-18909_2000-02-16.html

## Full Text

N. 189.99.9 R                                                             Lugano,
16 febbraio 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

__________

 

 

sedente per statuire sull'istanza
8 febbraio 2000 formulata dal

 

 

Procuratore Pubblico avv.
__________

 

tendente ad ottenere la proroga
della detenzione preventiva cui è astretto

 

__________,            detenuto
c/o Celle pretoriali di __________

(patr.
dall'avv. dott. __________);

 

sino e compreso il 10
maggio 2000;

 

 

lette le osservazioni della
difesa che non si oppone all'istanza pur relativizzando gli elementi
giustificanti la permanenza dell'accusato in detenzione preventiva ed
ammettendo unicamente esigenze istruttorie;

 

avuto a disposizione gli atti
formanti l'inc. 7308/1997, 7724/1997 e 7080/1998;

 

 

considerato

 

 

in fatto ed in
diritto

 

 

1.

 

I fatti posti alla base di questa
decisione possono essere dedotti semplicemente dai precedenti interventi di
questo giudice in materia, si richiama qui - per brevità - la decisione dello
scorso 18 novembre 1999 con la quale la detenzione preventiva cui è astretto
__________ è stata prorogata sino e compreso il 28 febbraio 2000. Da tale
decisione possono essere ripresi i seguenti passaggi:

 

 

 

 

 

__________, operatore
finanziario e fiduciario, è stato tratto in arresto in data 28 maggio 1999
siccome sospetto autore di reati finanziari ai danni di clienti propri
rispettivamente della fiduciaria __________, a lui facente capo (v. rapporto
d’arresto 28 maggio 1999, inc. GIAR 189.99.1 doc. _). Il giorno successivo,
questo giudice ha confermato l’arresto, con contestuale intimazione della
promozione dell’accusa per titoli di reato di appropriazione indebita,
amministrazione infedele, truffa e violazione della Legge cantonale
sull’esercizio delle professioni fiduciarie (inc. GIAR cit., doc. _). In data
28 giugno 1999 l’accusa è stata estesa alla falsità in documenti (inc. MP doc.
_).

L’assunzione di
informazioni preliminari ha preso avvio già nel novembre 1997, con l’audizione
dell’allora indiziato a seguito della denuncia di __________ (inc. MP doc. _).
Se ne sono poi aggiunte altre, tanto che al momento dell’arresto si parlava di
6/7 parti lese relativamente all’appropriazione indebita di fr. 560’000.--
circa, nonché di una quindicina di parti lese per la truffa, con un provento di
reato stimato fra 1 e 2 milioni di franchi (v. rapporto d’arresto, inc. GIAR
189.99.1 doc. _, p. 1-2). Gli sviluppi dell’inchiesta hanno permesso di
individuare, fino a fine giugno 1999, 31 parti lese per un ammontare di fondi
raccolti superiore ai sei milioni di franchi (v. preavviso negativo 28 giugno
1999, inc. GIAR 189.99.4 doc. _ p. 1).

L'inchiesta è proseguita
dalla decisione del giudice dott. __________ del 2 luglio 1999 che, nella
sostanza, non ha perso nulla della sua validità. L'accusato e numerosi testi
sono stati interrogati dalla polizia cantonale tanto che proprio a partire dal
2 luglio scorso i verbali di polizia hanno riempito ben due classificatori
federali. All'accusato sono ampiamente noti gli sviluppi dell'istruttoria
delegata alla PS, con lode al funzionario di polizia solerte e preciso nei suoi
accertamenti e nelle sue contestazioni. L'accusato è stato confrontato con
deposizioni di vittime (a titolo esemplativo si veda il verbale 1 settembre
1999 con riferimento al dire di __________, il verbale del giorno successivo
con riferimento al dire di __________ o quelli del 14 settembre 1999 per
__________ e __________, del 15 settembre per __________, __________ e
__________, 27 settembre per il cliente __________, 28 ottobre per il cliente
titolare relazione __________) ed ha contestato spesso il dire delle stesse
rispettivamente dei testi (ad esempio il dire di __________). __________ ha
modificato in più circostanze - come già evidenziato nella decisione 2 luglio
1999 - la sua versione dei fatti (a titolo esemplativo si veda il verbale 2
settembre 1999 pag. 10).

Le indagini non appaiono
terminate, pur essendo sostanzialmente avanzate con la dovuta solerzia a fronte
dell'atteggiamento assunto dall'accusato che spesso è stato reticente ed ha
modificato la sua versione dei fatti. Nell'ambito istruttorio il magistrato
d'accusa ha incaricato quale perito tecnico il signor __________, con posa
formale dei quesiti il 7 settembre 1999, mentre per la voluta perizia
psichiatrica il PP ha designato perito il dott. __________. Con recente scritto
3 novembre 1999 il perito tecnico ha comunicato 

al magistrato inquirente il numero di parti lese emerse per le diverse
tipologie di reati ipotizzati. Il signor __________ ha indicato in una
cinquantina i clienti con importanti perdite finanziarie.

 

 

Da quelle annotazioni
l'istruttoria è progredita in particolare mediante consegna, da parte del
perito contabile, del suo lavoro in data 20 gennaio 2000, anche lo psichiatra
incaricato dell'esame medico ha rassegnato il suo rapporto il 1 febbraio 2000 e
da ultimo al magistrato d'accusa è stato recapitato il Rapporto preliminare di
polizia giudiziaria. Il PP ha concordato con la difesa la raccolta agli atti di
alcuni verbali di interrogatorio con confronto tra l'accusato ed i deponenti ed
è prevista l'audizione dall'avv. __________.

 

 

2.

 

Con istanza dell'8 febbraio 2000
il PP avv. __________ postula la proroga della detenzione preventiva cui è
astretto __________ sino e compreso il prossimo 10 maggio 2000. Il magistrato
d'accusa evidenzia l'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza
riferiti ad estesa attività truffaldina protratta nel tempo ed osserva come
l'istruttoria sia stata rallentata dalla scarsa collaborazione dell'accusato.
Per il magistrato d'accusa vi sono poi esigenze istruttorie attuali, in
particolare sono previsti dei verbali a confronto concordati con la difesa ed
appare necessario sentire l'avv. __________. Il PP ritiene l'esistenza di un
concreto rischio di collusione per l'esistenza di numerosi clienti di
__________ che hanno versato allo stesso danari non dichiarati fiscalmente, e
considera inoltre il sussistere si un concreto rischio di fuga per l'esistenza
di fondi consegnati a non meglio identificato __________, danari che l'accusato
non si è sforzato di far rientrare. Il magistrato propone la data del 10 maggio
2000 osservando rispetto del principio di proporzionalità della detenzione
preventiva alla luce della gravità oggettiva dei fatti e della possibile pena
da espiare che sarà inflitta all'accusato se giudicato colpevole.

 

La difesa dell'accusato,
recentemente assunta di fiducia dall'avv. dott. __________, non si oppone
all'istanza ritenendo comunque limitate esigenze istruttorie ancora in essere e
contestando l'esistenza di un concreto rischio di fuga.

 

 

3.

 

Come noto alle parti, in diritto
la materia in discussione è retta dall'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 (per cui
mantiene validità la pregressa giurisprudenza: v. decisione 10 gennaio 1996 in
re T. H., GIAR 2.96.2) - che, dopo evidenza al 

cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà,
consente al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere
preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione (senza dimenticare
che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai
bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato al
processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid
c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H.,
1P.477/1993, consid. 3).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss) -ritenuto implicito il
rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413;
DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi
penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128).

 

 

4.

 

Per quanto attiene all'esistenza
dei gravi e concreti indizi di colpevolezza (peraltro neppure contestati dalla
difesa) si deve qui fare ampio riferimento a quanto evidenziato dal Giar nella
decisione 2 luglio 1999 e ripreso nella decisione 18 novembre 1999:

 

  a)         Con la verosimiglianza sufficiente a questo
stadio del procedimento ed in questa sede, si può con tranquillità concludere
per la presenza di seri e concreti indizi di colpevolezza a carico di
__________, almeno parzialmente ammessi dal medesimo (v., ad esempio, verbale
di polizia 15 giugno 1999, ore 14.00, p. 6, sull’indebito utilizzo di parte dei
fondi del denunciante __________; v. anche osservazioni, cit., pto. 1 p. 2-3).

  b)         …… l’esame
degli indizi di colpevolezza che compete al giudice del merito ed a questo
giudice è di natura ben diversa: se il primo deve valutarli a fondo al fine di
porli alla base della propria sentenza (condannatoria o assolutoria), questo
giudice, visto anche lo stadio nel quale è chiamato a pronunciarsi ed
accompagnato dalla costante preoccupazione di non interferire appunto con il
giudizio di merito, non può che esprimere un giudizio di verosimiglianza,
commisurato alla propria limitata competenza (che consiste nel valutare la
legittimità di misure d’inchiesta) (decisione 12 gennaio 1999 in re B.E., inc.
GIAR 582.98.4, consid. 2a p. 3-4).

 

 

 

 

 

 

 

Non possono essere
comunque sottaciute le copiose rimesse di danaro da parte dei numerosi clienti
del __________ e le promesse da questi formulate in merito alla sicurezza degli
investimenti posti in atto contrariamente alla realtà. In merito appaiono
illuminanti i verbali citati più sopra ed ancora considerazioni del Giar nella
decisione 2 luglio 1999 relative alle asserzioni di __________ (ampiamente
considerato reticente): "le acrobazie argomentative relative alla bontà ed
efficacia delle garanzie da lui offerte agli investitori e le contraddittorie
prime dichiarazioni sull’investimento __________ … con l’ammissione esplicita
dell’utilizzo di fondi __________ per risarcire __________ … con altri
risarcimenti a carico di altri investitori, con un contestato trasferimento in
Italia di un miliardo di lire in contanti, pochi mesi orsono … con altri
risarcimenti a carico di altri investitori" e così via laddove il Giar si
riferiva ai doc. MP 53, 70-72, 80 noti all'accusato.

 

Ancora oggi vanno ammessi
sufficienti e concreti indizi di reato a carico di __________ tali da
giustificare il permanere dello stesso in carcere.

 

La condizione legale appare
manifestamente data.

 

 

5.

 

Anche per quanto attiene
all'esistenza di necessità istruttorie e rischio collusivo l'istanza va
ammessa. In effetti l'istruttoria non è conclusa, e la sua durata sin qui va
addebitata all'assenza di collaborazione dell'accusato che ha taciuto ed è
stato a rimorchio dell'inquirente. Appaiono necessari i verbali organizzati tra
accusa e difesa nonché l'interrogatorio dell'avv. __________. Stante
l'atteggiamento negatorio dell'accusato e l'esistenza di danari consegnati a
persone che __________ non ha identificato il rischio di collusione appare
decisamente concreto e non potrà certo venir meno con l'adozione degli atti
istruttori ora previsti, rispettivamente con l'esaurimento della fase
istruttoria, a meno di novità (il patrocinatore attuale dell'accusato - non
differentemente dal precedente - si sta sforzando per contattare __________ e
per far rientrare i danari). Già per l'esistenza di un personaggio ancora
ignoto e da identificare, con il rilievo che per tale identificazione
l'accusato ben poco ha fatto, che ha beneficiato di danaro provento di reato va
ritenuto un concreto e forte rischio collusivo tale da impedire la liberazione
dell'accusato.

 

Già si detto che __________ non
ha spontaneamente ammesso nulla ed è stato necessario agli inquirenti
identificare tutte le parti lese, interrogarle approfonditamente e quindi
procedere ad una miriade di verbali dell'accusato il quale, il più delle volte,
ha ricusato il dire delle vittime. Con tale atteggiamento, certamente
legittimo, ma decisamente poco spontaneo e che ha condotto lo 

stesso __________ a modificare più volte il suo dire, appare necessario al PP
procedere a tutta una serie di verbali a confronto ed accertamenti puntuali
rispettivamente appare necessario poter sentire le vittime in sede processuale
senza che l'accusato possa interferire nei loro confronti o determinarle a
modificare il loro atteggiamento, le divergenze vertendo sulle informazioni
date dall'accusato ai clienti e sulle promesse circa gli investimenti.

Come già ritenuto nella decisione
del 18 novembre 1999 il fatto che __________ non abbia sin qui voluto
comunicare all'inquirente il nominativo completo di __________ permette di
ritenere che terzi abbiano in qualche modo collaborato negli illeciti (come il
verbale 19 ottobre 1999 di __________ lascia ben intendere) per concretizzare
le truffe ai clienti del __________. Nuovamente va ribadito che Il mancato
reperimento del provento delle truffe è elemento tale da far temere concreto
inquinamento probatorio e rischio collusivo.

 

Nei precedenti interventi di
questo giudice si evidenziava ancora come:

 

"… __________ ha
lavorato a stretto contatto, se non addirittura in stretto accordo, con
personaggi tutt’altro che cristallini, segnatamente il già più volte menzionato
“Greco” (__________), tale __________, forse cittadino messicano residente a
Zaragoza (v., fra gli altri, verbale di polizia 7 giugno 1999 ore 14.30, p. 4,
inc. MP doc. _), e tale __________ di cognome ignoto (v. già, fra gli altri,
verbale di polizia 28 maggio 1999 ore 13.15, p. 4, allegato al rapporto
d’arresto, inc. MP doc. _), tutte persone apparentemente non ancora
identificate e senz’altro in grado di fornire interessanti dettagli sull’attività
di __________ - a patto che egli non possa anticipatamente concordare con loro
la versione da dare agli inquirenti …

"… pericolo di
inquinamento delle prove deve essere ammesso pure con riferimento alle numerose
pezze giustificative non più rinvenute nonostante minuziose perquisizioni, e di
cui __________ non si sovviene (ma si ricorda, invece, di una società non
gestita da lui, relativamente alla quale egli avrebbe preso per sbaglio della
documentazione, quando lasciò gli uffici __________, v. verbale di polizia 24
giugno 1999, ore 14.20, inc. MP doc. _ p. 7). L’atteggiamento di lui, valutato
nel suo complesso, fa senz’altro temere che, qualora tali documenti esistessero
ancora, egli se ne approprierebbe al fine di sottrarli alla giustizia, oppure
di utilizzarli selettivamente a proprio vantaggio."

 

Qui va osservato come non solo
__________ ma anche __________ ed il "Greco" (identificato ma non
ancora sentito) non debbono poter avere contatto con l'accusato e potere
concordare con lui una versione dei fatti che li coinvolgono. __________ non
deve quindi essere liberato poiché il rischio di inquinamento probatorio appare
decisamente elevato.

 

 

 

 

 

 

 

L'istanza va quindi accolta sia
per il sussistere di esigenze istruttorie, così come ammesso anche dalla difesa,
ma anche per l'esistenza di un concreto rischio di collusione ed inquinamento
probatorio decisamente elevati.

 

 

6.

 

Il PP invoca, oltre a motivi ai
istruttori più sopra analizzati e ritenuti, anche un concreto rischio di fuga.
La situazione va valutata come già avvenuto con la decisione 2 luglio 1999
ripreso in quella successiva del 18 novembre 1999.

 

"Ritenuto un serio e
concreto pericolo di inquinamento delle prove e di collusione quale motivo
primo per il mantenimento della carcerazione preventiva di __________, l’esame
del pericolo di fuga lamentato dal Procuratore Pubblico avviene a titolo
abbondanziale. In ogni caso, i timori del magistrato inquirente non appaiono
infondati: se da un lato l’accusato istante, infatti, ha degli stretti legami
con il Ticino, dove è nato e cresciuto e dove vive la sua famiglia, d’altro
canto questo legame si è affievolito (almeno sul piano economico) con la
vendita forzata dell’abitazione primaria. Inoltre, grava su di lui il sospetto
che abbia occultato in Italia una cospicua parte del provento delle sue
malversazioni (v. preavviso negativo, cit., p. 2; inc. MP doc. _ p. 4), sì da
far apparire una sua partenza all’estero come un’eventualità per nulla remota;
egli respinge invero con sdegno questo sospetto (v. osservazioni, cit., pto. 1b
p. 3; verbale di polizia 22 giugno 1999, ore 15.40, inc. MP doc. _, p. 1-2), ma
la testimonianza che lo chiama in causa appare tutt’altro che prima facie
inverosimile."

"Infine, considerati
- pur con tutta la prudenza che la particolare competenza di questo giudice gli
impone - tutti gli elementi oggettivi e soggettivi dei reati ascrittigli, si
può ben ipotizzare che __________ vada incontro ad una pena detentiva
indubbiamente importante: in siffatte circostanze, non irrilevante appare allora
la probabilità che egli preferisca sottrarsi al giudizio ed alla pena che
l’aspettano qui, riparando all’estero. Né egli è in misura di offrire misure
sostitutive sotto forma di cauzione, vista la sua ormai (almeno ufficialmente)
disastrata situazione economica (misure che, comunque, non potrebbero ovviare
al preponderante pericolo di inquinamento delle prove, v. supra …"

"Sussiste allora un
pericolo di fuga che, sebbene di per se stesso forse non basterebbe per
giustificare il mantenimento dell’arresto, visto unitamente ai parimenti
esistenti pericolo di collusione e di inquinamento delle prove, fa ritenere
opportuno il mantenimento della carcerazione preventiva cui è astretto
__________."

 

Non v'è motivo per scostarsi da
tale motivazione se non per rilevare che ancora oggi dei danari ottenuti dai
clienti non v'è traccia come pure non v'è traccia del fantomatico __________,
per non citarne che uno, e si ha 

approssimarsi del processo (e concretizzazione della possibile inflizione di
una lunga pena detentiva) ciò che accresce il rischio di fuga.

 

 

7.

 

Resta da esaminare il rispetto
del principio di proporzionalità del carcere preventivo sofferto ed ancora
prospettabile sia di per sé stesso (ossia riferito alla carcerazione già subita
ed alla presumibile durata dell'evasione delle necessità istruttorie ancora
incombenti) sia in rapporto alla presumibile pena che la Corte del merito
potrebbe infliggere in caso di giudizio di condanna.

 

Come noto alle parti giusta
l’art. 102 cpv. 2 CPP la durata del carcere preventivo durante l’istruzione
formale può essere di sei mesi; tale termine può essere convenientemente
prorogato (art. 103 CPP). La prassi del Tribunale federale ha comunque
stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni carcerazione preventiva
la cui durata complessiva superi quella della pena privativa della libertà che
presumibilmente potrebbe essere inflitta dal giudice di merito (DTF 116 Ia 147
consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2 e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; Rep.
1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del carcere preventivo deve comunque
obbedire al principio della proporzionalità, stando al quale la durata dipende
anche dalle circostanze concrete, in particolare, dalla vastità e complessità
dell’inchiesta e dal comportamento dell’arrestato (DTF 107 Ia 259 consid. 3b,
105 Ia 33 consid. 4b).

 

Come già evidenziato nella
decisione del 18 novembre 1999 nel caso concreto l'inchiesta si è rilevata
particolarmente lunga e laboriosa in particolare per l'atteggiamento
dell'accusato, non collaborativo, per la necessità di procedere
all'identificazione delle numerose parti lese e per la necessità di ricostruire
quanto accaduto in assenza di una contabilità. I fatti appaiono decisamente
gravi, ripetuti nel tempo e riferiti ad importi di tutto rilievo.

 

Visto quanto precede va quindi
ammesso rispetto del principio di celerità, da un lato, ed ossequio del
principio di proporzionalità dall'altro. Il periodo di poco superiore ai 2 mesi
chiesto dal magistrato d'accusa appare adeguato alle esigenze istruttorie
ancora in essere, fatta salva la possibilità per la difesa di postulare
l'acquisizione di prove che, se accolte, potrebbe imporre nuova proroga della
detenzione preventiva dell'accusato a dipendenza della loro natura e
complessità d'acquisizione. Si ricorda al magistrato d'accusa la necessità di
procedere ora il più celermente possibile per giungere in tempi il più
possibile brevi alla celebrazione del processo. D'altro canto __________ si
trova privato della sua libertà da 9 mesi e, con l'ulteriore periodo che viene
richiesto oggi dal magistrato d'accusa, la detenzione complessiva sarà di poco
inferiore ad un anno. A fronte della oggettiva gravità dei fatti imputati e
della prevedibile 

pena in caso di giudizio di condanna si può certamente ritenere come la
detenzione preventiva sia rispettosa del principio di proporzionalità.

 

 

8.

 

Visto quanto precede l’istanza di
proroga del carcere preventivo va integralmente accolta con la presente
decisione esente da tassa e spese di giudizio (art. 39 litt. f TG e contrario)
e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale di
Appello nel termine di 10 (dieci)

 

 

p.q.m., visti gli artt. 102 e segg. CPP

 

 

decide:

 

 

1.     
L’istanza 18 febbraio 2000 formulata dal Procuratore Pubblico avv. __________
é accolta.

 

2.     
Di conseguenza il carcere preventivo cui é astretto __________ é
prorogato sino e compreso il 10 maggio 2000.

 

3.     
Non si percepiscono tasse e spese.

 

4.     
Avverso la presente decisione in materia di libertà personale é data
facoltà di ricorso alla Camera dei Ricorsi Penali del Tribunale di Appello nel
termine di dieci giorni dall’intimazione.

 

5.     
Intimazione:

-     al ricorrente per il tramite dell’avv. dott. __________;

-     al Procuratore Pubblico avv. __________, con copia delle
osservazioni della difesa.

 

 

 

 

                                                                            giudice
__________