# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7cdb3b45-0c27-53ac-ab55-052fe51efbbd
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-02-02
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 02.02.2018 R 2017 33
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2017-33_2018-02-02.pdf

## Full Text

Comunicata in data

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 17 33
ses

5a Camera

presidenza Racioppi
giudici Meisser, Audétat 
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 6 febbraio 2018

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____ e cointeressati,

tutti rappresentati dall’Avvocato lic. iur. Reto Nigg,

ricorrenti

contro 

Comune di X._____,

rappresentato dall'Avvocato lic. iur. Piercarlo Plozza,

convenuto 1

B._____ SA,

convenuta 2

concernente prolungamento utilizzo impianto (EFZ)

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1. Già nel decreto del 20 aprile 2003, il Governo cantonale non approvava la 

zona industriale/artigianale a C._____, sul territorio del comune di 

X._____, e approvava solo fino al 2015 la zona di estrazione e 

lavorazione della ghiaia in detta sede, ritenendo indispensabile nell'ottica 

della protezione della natura, del paesaggio e delle acque rinunciare 

all'attività di estrazione e lavorazione della ghiaia allo scadere della 

concessione nel 2015, a favore di un ripristino allo stato naturale delle 

sponde del D._____ e del Lago di X._____. Attualmente l'area di C._____ 

è sottoposta a zona di pianificazione. Il 15 ottobre 2013, la B._____ SA 

faceva domanda di costruzione per la sostituzione dell'esistente impianto 

di betonaggio in zona C._____, nonché per la conseguente demolizione 

delle esistenti strutture per la preparazione degli inerti e l'estrazione di 

ghiaia e sabbia dal lago. Le particelle in oggetto erano ubicate 

principalmente in zona industriale/artigianale 2 (ZAI2) e per una minima 

parte in zona libera (ZL) e zona libera sovrapposta a una zona di pericolo 

rosso. La particella di proprietà del Comune di X._____, era posta 

essenzialmente in zona lavorazione e deposito (ZLD) ed in parte in ZL. 

Adito mediante ricorso contro il rilascio della licenza di costruzione, con 

decisione 17 maggio 2016 (procedimento R 15 81) il Tribunale 

amministrativo annullava il permesso provvisorio rilasciato dal comune 

fino al 2018, ritenendolo pregiudizievole per il quadro paesaggistico, non 

conforme alla funzione di zona, dopo la decadenza della concessione per 

l'estrazione d'inerti dal D._____ nel 2015, e contrario al futuro 

ordinamento previsto per la zona di utilizzazione (zona di pianificazione e 

intenzione di destinare la zona a scopo agricolo). Giusta le allegazioni 

allora fornite dall'autorità comunale occorreva partire dal presupposto che 

il nuovo ordinamento delle zone sarebbe entrato in vigore al massimo 

entro il 2018. 

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2. In seguito invece, la nuova pianificazione non entrava in vigore nei termini 

indicati dall'autorità comunale nell'ambito del precedente procedimento, 

ma veniva prolungata nuovamente la zona di pianificazione e il Governo 

cantonale approvava il 25 ottobre 2016 la concessione per il progetto 

E._____. Tale opera prevedeva l'istallazione tra il 2013 e il 2020 nella 

zona di C._____ di grandi impianti e strutture per la lavorazione degli 

inerti provenienti dalla galleria del F._____. Al termine della realizzazione 

del progetto E._____ era prevista una completa rivitalizzazione di 

C._____ e la produzione d'inerti e calcestruzzo a G._____ anziché a 

C._____. Il disegno di revisione della pianificazione locale intendeva 

tenere in considerazione questa nuova evoluzione, motivo per cui il 

comune elaborava un nuovo progetto e lo sottoponeva per preavviso agli 

organi cantonali. In seguito al calo del prezzo dell'energia elettrica 

l'intervento sull’E._____ veniva procrastinato, ma il comune intendeva 

portare avanti l'idea di un centro d'inerti a G._____, la cui realizzazione 

avrebbe però richiesto circa cinque anni a partire dal 2018. 

3. Dopo l'intimazione della sentenza del Tribunale amministrativo R 15 81 il 

17 maggio 2016, la B._____ SA chiedeva il 19 maggio 2016 all'autorità 

comunale il prolungamento per 5 anni del permesso per l'attività di 

produzione e vendita di calcestruzzo in zona C._____. La proposta veniva 

discussa in seno al Consiglio comunale e il 6 luglio 2016 la richiedente il 

permesso veniva informata che il Consiglio comunale, nella sua riunione 

del 27 giugno 2016, si era espresso in modo positivo in merito al 

prolungamento di 5 anni dell'attività di produzione e vendita di 

calcestruzzo in zona C._____ e che l'esecutivo era d'accordo d'intavolare 

trattative allo scopo di raggruppare queste attività con l'obiettivo di ridurre 

l'attuale superficie utilizzata e di ripristinare le rive del lago di X._____ in 

zona C._____ e H._____.

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4. In seguito i rappresentati della B._____ SA e quelli dell'esecutivo 

comunale si incontravano a più riprese per discutere la situazione ed in 

particolare l'eventuale permuta di terreni. In questo senso il Podestà 

informava in data 29 agosto 2016 la Giunta comunale.

5. Il 10 ottobre 2016 la B._____ SA faceva domanda di costruzione per la 

demolizione della struttura esistente e la posa di un depuratore e filtro-

pressa in aggiunta all'impianto esistente. Contro tale progetto insorgevano 

diversi proprietari e affittuari della zona interessata. Ancora nell'autunno 

2016 la committente realizzava i lavori senza avere alcuna licenza di 

costruzione. Il comune veniva allora reso attento dalla competente 

autorità cantonale che parte degli impianti sarebbero stati realizzati al di 

fuori dalla zona edificabile e in zona di pericolo rosso, per cui accanto alla 

procedura di licenza edilizia a livello comunale si sarebbe resa necessaria 

anche una procedura per edifici e impianti fuori dalla zona edificabile 

(EFZ). Le trattative intavolate nell'estate 2016 tra la ditta e il comune 

venivano di conseguenza interrotte. 

6. L'ufficio cantonale per lo sviluppo del territorio e il comune chiedevano in 

seguito una perizia sul nuovo concetto di estrazione d'inerti in Val 

X._____. Oltre ad una concentrazione degli impianti a G._____ e lo 

smantellamento degli impianti di C._____ e F._____, la perizia si 

soffermava anche sul regime transitorio fino alla cresciuta in giudicato dei 

permessi e della relativa pianificazione. L'11 novembre 2016 l'ufficio 

cantonale per lo sviluppo del territorio rendeva attento il comune 

all'illegalità degli impianti esistenti, ma anche alla possibilità di continuare 

a tempo determinato con una loro utilizzazione a determinate condizioni, 

in ossequio al principio della protezione della situazione di fatto acquisita. 

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7. Il 14 dicembre 2016, veniva presentato un gravame di vigilanza al 

Governo da parte di 19 interessati che chiedevano l'emanazione di un 

ordinamento sostitutivo per la zona di C._____ e di una zona di 

pianificazione o che venisse imposto al comune di ordinare misure 

pianificatorie a protezione di detta zona. Sulla scorta della presa di 

posizione richiesta dal Governo al comune di X._____, i fautori del 

gravame venivano a conoscenza dello scritto del 6 luglio 2016.

8. Entro 30 giorni dalla presa di conoscenza di tale scritto la A._____, e 

cointeressati adivano il Tribunale amministrativo postulando 

l'annullamento della decisione 27 giugno/6 luglio 2016 e che alla B._____ 

SA non venisse più permessa l'attività oltre il 2018. Per gli istanti, in 

completa contrapposizione alla sentenza del Tribunale amministrativo R 

15 81, l'autorità edilizia avrebbe accordato alla B._____ SA 

l'autorizzazione per continuare la propria produzione di calcestruzzo per 

ulteriori cinque anni. Inoltre tale autorizzazione contravverrebbe alla 

normativa in materia di pianificazione e ostacolerebbe il futuro previsto 

sviluppo della zona. Sarebbe in tale situazione indispensabile che il 

Tribunale amministrativo confermi l'impossibilità di continuare con la 

produzione d'inerti oltre il 2018.

9. Nella presa di posizione del 20 giugno 2017, il comune di X._____ 

concludeva alla non entrata nel merito del ricorso. Lo scritto del 6 luglio 

2016 e la precedente risoluzione del Consiglio comunale esprimerebbero 

una semplice dichiarazione d'intenti e non avrebbero carattere vincolante. 

Tali risoluzioni non arrecherebbero pertanto alcun pregiudizio agli 

insorgenti. 

10. La B._____ SA postulava dal canto suo la reiezione del ricorso, 

reputandosi legittimata a continuare con la propria attività rispettosa della 

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normativa sulle immissioni e di vitale importanza per l'impiego della 

manodopera locale.

11. Nella replica del 4 settembre 2017, i ricorrenti reputavano che lo scritto 

del 6 luglio 2016 andasse inteso come autorizzazione e che in tale modo 

lo avesse anche recepito e messo in pratica la B._____ SA. Sarebbe 

pertanto indispensabile che il Tribunale amministrativo annulli tale 

provvedimento e che in ogni caso constati l'illegalità di una continuazione 

dell'attività della ditta, come già esposto nella precedente sentenza R 15 

81. 

12. Duplicando, in data 27 settembre 2017, il comune di X._____ ribadiva la 

propria posizione quanto alla mancanza di una formale decisione di 

autorizzazione e quindi di un oggetto d'impugnazione, come 

dimostrerebbe inconfutabilmente il protocollo della decisione del Consiglio 

comunale del 27 giugno 2016. 

Considerando in diritto:

1. Formalmente, la controversia verte già sulla questione di sapere se il 

provvedimento impugnato costituisca una decisione impugnabile o se 

invece esprima solo una dichiarazione d'intenti, senza conseguenze per 

le parti e quindi non suscettibile di recare pregiudizio agli insorgenti. 

Qualora tale censura dovesse rivelarsi corretta, non sarà necessario 

dilungarsi oltre sulla parimenti controversa legittimazione al ricorso degli 

istanti. 

2. a) Giusta l'art. 49 cpv. 1 lett. a della legge sulla giustizia amministrativa 

(LGA; CSC 370.100) il Tribunale amministrativo giudica i ricorsi contro 

decisioni dei comuni, di altri enti e degli istituti indipendenti di diritto 

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cantonale, che non siano suscettibili di impugnazione presso un'altra 

istanza o non siano definitive secondo il diritto cantonale o federale. 

Conformemente alla giurisprudenza infatti, non ogni atto in cui si 

manifesta l'imperio statale in un caso concreto è una decisione secondo 

la norma appena citata: per tale vale soltanto quell'atto d'imperio che 

tocca la situazione giuridica del singolo cittadino, costringendolo a fare, 

omettere o tollerare alcunché, o che regola altrimenti in modo autoritativo 

- con carattere vincolante e possibilità di esecuzione coercitiva - i suoi 

rapporti con lo Stato (sentenze del Tribunale amministrativo V 13 6, U 13 

84, U 12 56 e vedi anche DTF 128 I 167 cons. 4 e riferimenti). 

b) La LGA non definisce cosa vada intesa come decisione, ma si limita a 

indicare quale debba essere la sua forma, ovvero quella scritta (art. 23 

LGA), e il suo contenuto - nel senso che le decisioni devono essere 

motivate, devono contenere un dispositivo con sentenza e 

regolamentazione delle spese nonché l'indicazione della possibilità e del 

termine dell'impugnazione ordinaria (art. 22 LGA). Nella propria prassi, il 

Tribunale federale ha del resto già applicato questi criteri formali per 

riconoscere o misconoscere ad uno scritto la qualità di decisione. Nella 

DTF 134 V 145 cons. 3.2, un provvedimento privo dell'indicazione che si 

trattasse di una decisione e senza l'istruzione sui rimedi giuridici non era 

reputato qualificabile quale decisione. Nella sentenza 9C_16/2015 del 18 

febbraio 2015 il carattere di decisione veniva negato venendo lo scritto 

definito quale presa di posizione e non come decisione (cons. 3.2.2). Ma 

anche l'aspetto materiale può essere importante, nel senso che la 

decisione amministrativa non va intesa nel senso letterale, ma in quello 

corrispondente al suo vero significato giuridico (cfr. DTF 132 V 74 cons. 2 

e 120 V 497 cons. 1, sentenze del Tribunale federale C 266/03 del 12 

marzo 2001 e C 223/99 del 14 febbraio 2000). 

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3. a) Nell'evenienza, da un punto di vista meramente formale è indiscusso che 

lo scritto del 6 luglio 2016 non possa essere considerato come decisione 

di autorizzazione a continuare l'attività svolta non recando alcuna qualifica 

quanto tale, essendo privo dell'indicazione dei rimedi legali, non essendo 

stato intimato agli eventuali terzi toccati dal provvedimento, come invece 

era chiaramente la volontà dell'autorità comunale (vedi protocollo della 

seduta del Consiglio comunale del 27 giugno 2016 nel quale si legge: 

"Appena tutti i dettagli saranno stati chiariti la popolazione del posto dovrà 

essere informata in modo adeguato"), e non contenendo neppure una 

vera motivazione. Il provvedimento reca in epigrafe la dicitura "Domanda 

di prolungamento per la lavorazione di inerti e produzione di calcestruzzo" 

e non quella che invece - nell'accezione pretesa dagli istanti - dovrebbe 

essere l'autorizzazione o il prolungamento all'esercizio dell'attività.

b) Per quanto riguarda il contenuto materiale, la situazione è meno evidente. 

I ricorrenti ritengono che con la comunicazione 6 luglio 2016 alla ditta 

convenuta in ricorso fosse stato concesso il prolungamento per la 

lavorazione di inerti e la produzione di calcestruzzo per cinque anni. Tale 

scritto era, infatti, da intendersi come risposta alla richiesta della ditta del 

19 maggio 2016, domanda con la quale la privata convenuta in ricorso 

chiedeva all'autorità comunale il permesso di continuare la produzione e 

la vendita d'inerti per cinque anni, di sistemare la riva del lago come da 

piano presentato, di richiedere la permuta a pari superfici delle loro 

particelle con quelle comunali, di spostare l'infrastruttura per la 

frantumazione secondaria e mantenere quella primaria a F._____. Per il 

Tribunale amministrativo la tesi di ricorso non si rivela del tutto corretta. 

Nell'evenienza, lo scritto del 6 luglio all'indirizzo della ditta convenuta in 

ricorso ha la seguente formulazione: "Facciamo riferimento alla sua 

lettera del 19 maggio 2016 e con la presente siamo a comunicarle che il 

Consiglio comunale nella sua riunione del 27 giugno 2016, si è espresso 

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in modo positivo in merito al prolungamento di 5 anni dell'attività di 

produzione e vendita di calcestruzzo in zona C._____. Inoltre è d'accordo 

d'intavolare le trattative allo scopo di raggruppare queste attività con 

l'obiettivo di ridurre l'attuale superficie utilizzata e di ripristinare le rive del 

lago di X._____ in zona C._____ e H._____. Nelle prossime settimane, 

sarà quindi nostra premura contattarla per definire un incontro al fine di 

stabilire tutti i dettagli e procedere con la sistemazione delle particelle 

coinvolte." 

c) Letteralmente il fatto di "essersi espresso in modo positivo in merito ad un 

prolungamento di 5 anni dell'attività" non può essere inteso come una 

formale autorizzazione a continuare la produzione come vorrebbero i 

ricorrenti, in quanto la richiesta del 19 maggio 2016 era ben più 

complessa e includeva molti più aspetti che la semplice autorizzazione a 

continuare con l'attività. Certo la formulazione non è chiara e 

inequivocabile come preteso da controparte, anche considerato che la 

frase successiva inizia con un infelice "Inoltre è d'accordo di intavolare", 

dando a primo acchito l'impressione che sul punto precedente vi fosse 

stato un accordo. L'imprecisione del linguaggio impiegato non permette 

però di concludere al rilascio di una formale decisione di prolungamento 

dell'attività per 5 anni in quanto una simile "autorizzazione" non è mai 

stata formalmente concessa. Tale conclusione è del resto supportata 

dalla decisione municipale  27 giugno 2016 che è a fondamento dello 

scritto qui impugnato e alla quale la comunicazione faceva espresso 

riferimento. 

d) Il provvedimento del 6 luglio 2016 si riferiva espressamente alla seduta 

del Consiglio comunale del 27 giugno 2016. La decisione presa da detto 

gremio aveva il tenore seguente: "Il Consiglio comunale conferma 

l'intenzione di intavolare la discussione con la B._____ SA in merito alla 

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produzione di calcestruzzo per i prossimi 4-5 anni in zona C._____ a 

Y._____. Inoltre si segnala che in occasione delle trattative si valuti se la 

superficie prevista possa venir circoscritta e il frantoio a est (vicino al 

H._____) possa venir spostato più verso il centro del sito di lavorazione. 

Qualora la frantumazione primaria non fosse possibile a F._____, questa 

dovrebbe essere effettuata a G._____ e non a C._____. Appena tutti i 

dettagli saranno stati chiariti la popolazione del posto dovrà essere 

informata in modo adeguato. Responsabilità: Podestà e coordinatore per 

lo sviluppo progetto inerti, signor I._____." Indipendentemente quindi dalla 

proposta sottoposta al Consiglio comunale e da quanto era stato discusso 

in dettaglio durante detta riunione, la risoluzione presa era inequivocabile 

nel senso che una continuazione della produzione entrava 

transitoriamente in considerazione per l'esecutivo comunale, ma solo a 

determinate condizioni e che a partire dal momento in cui tali condizioni 

sarebbero risultate soddisfatte sarebbe stata debitamente informata la 

popolazione locale. Effettivamente, gli istanti vorrebbero opporsi alla 

disponibilità di fondo degli organi comunali a cercare una transitoria 

soluzione sulla continuazione della produzione, senza che sia ancora 

stato concretamente preso un provvedimento a questo proposito. Dal 

semplice fatto che l'autorità vedesse positivamente una eventuale 

temporanea continuazione dell'attività a ben determinate condizioni - visto 

che in valle la situazione della lavorazione (e anche dell'estrazione) 

d'inerti non era ancora stata risolta dal profilo pianificatorio - non è ancora 

deducibile il carattere decisionale della disponibilità dimostrata. 

e) Determinante al proposito è poi il fatto che anche l'autorità comunale non 

ritenga di avere mai rilasciato alla ditta convenuta un'autorizzazione alla 

continuazione dell'attività per i prossimi cinque anni e neghi qualsiasi 

carattere decisionale allo scritto impugnato. In principio, tale affermazione 

dovrebbe bastare per qualificare lo scritto in oggetto come una semplice 

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comunicazione in vista di discutere la questione della temporanea 

lavorazione di inerti a ben determinate condizioni e vincoli, fino almeno 

all'entrata in vigore della nuova pianificazione in zona C._____. Per i 

ricorrenti invece, il comune avrebbe agito in seguito come se 

l'autorizzazione fosse stata rilasciata, ciò che supporterebbe la qualità di 

decisione dello scritto 6 luglio 2016. Anche questa tesi non si palesa 

corretta. Come già esposto in precedenza, il comune vedeva in modo 

positivo una transitoria continuazione dell'attività, ma solo a determinate 

condizioni e tale modo di vedere le cose non rappresenta ancora 

un'autorizzazione formale. Conseguentemente a quanto deciso dal 

Consiglio comunale il 27 giugno 2016, l'esecutivo contattava la ditta e 

informava il parlamento comunale degli esiti di tali abboccamenti. Nel 

verbale della seduta della Giunta comunale del 29 agosto 2016 si legge 

che "il Consiglio comunale sostiene la possibilità di proseguire 

provvisoriamente l'attività di produzione d'inerti e calcestruzzo a C._____ 

ed ha intavolato delle trattative con la B._____ Sa per migliorare la 

proposta inoltrata". Da tale formulazione risulta che anche il Consiglio 

comunale non aveva mai preteso di aver rilasciata un'autorizzazione 

all'ulteriore esercizio dell'attività.

f) Per ovviare a quella che per gli istanti è una insoddisfacente situazione di 

fatto è data la possibilità di far capo a rimedi giuridici particolari. Giusta 

l'art. 68 LGA atti o omissioni da parte di autorità amministrative possono 

essere oggetto del ricorso di vigilanza. Questo rimedio legale 

straordinario non necessita quindi di una decisione impugnabile e vuole 

garantire un corretto funzionamento dell'attività anche dei comuni. 

Nell'evenienza concreta, tramite questo rimedio giuridico gli istanti 

chiedevano l'emanazione di un ordinamento sostitutivo per la zona di 

C._____ e di una zona di pianificazione o che venisse imposto al comune 

di ordinare misure pianificatorie a protezione di detta zona. 

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4. a) Anche se al provvedimento impugnato dovesse essere negato il carattere 

di decisione, per gli istanti si imporrebbe comunque il suo annullamento in 

quanto la ditta lo avrebbe comunque inteso come un'autorizzazione e 

potrebbe eventualmente rifarsi ad esso per giustificare il proseguo 

dell'attività. In principio, non è quanto soggettivamente inteso dai 

destinatari che è suscettibile di dare o meno carattere di decisione ad un 

provvedimento, bensì il suo contenuto oggettivo, altrimenti sarebbe il 

privato a determinare il carattere di decisione o meno di un 

provvedimento, cosa di per se inammissibile. Nell'evenienza è poi 

evidente che la ditta convenuta in ricorso non abbia ottenuta alcuna 

formale autorizzazione alla continuazione dell'attività fino al 2021. Che la 

stessa pretenda il contrario non stupisce. Malgrado la mancanza di una 

licenza di costruzione, la ditta ha comunque eretto le infrastrutture che 

riteneva necessarie. Che quindi la stessa agisca in ottemperanza o in 

barba all'ottenimento dei permessi richiesti non muta le sorti del giudizio. 

Già la presente controversia non permette del resto alla ditta di 

considerare valido un permesso che l'autorità comunale pretende di non 

averle mai rilasciato. Nell'ottica dell'atteggiamento che vorrà assumere la 

ditta convenuta in ricorso, gli istanti non sono legittimati a dedurre un loro 

diritto all'annullamento della pretesa decisione del 6 luglio 2016. 

b) Basti poi ricordare, che la privata convenuta in ricorso ha discusso 

ripetutamente le condizioni necessarie al rilascio dell'autorizzazione a 

proseguire l'attività con i membri dell'autorità comunale e che le trattative 

sono cessate con l'erezione di impianti senza alcuna licenza di 

costruzione né da parte dell'autorità comunale né da parte di quella 

cantonale. Che in tali condizioni la ditta possa in futuro appellarsi ad una 

pretesa autorizzazione a continuare l'attività è alquanto improbabile già 

nell'ottica della buona fede. Ma anche se la ditta volesse trarre diritti da 

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una comunicazione come quella del 6 luglio 2016 e appellarsi a sua volta 

alla protezione della fiducia, gli elementi per farlo farebbero già difetto, 

non solo in quanto l'autorizzazione non le sarebbe mai stata formalmente 

rilasciata, ma anche perché quanto dalla ditta intrapreso nell'autunno 

2016 senza la necessaria licenza di costruzione è stato fatto a esclusivo 

rischio e pericolo della committenza. È infatti chiaro che se la ditta avesse 

svolta la regolare procedura di licenza edilizia sia a livello comunale che 

cantonale la questione della continuazione o meno dell'attività sarebbe 

stata presupposto e in ogni caso oggetto delle autorizzazioni edilizie. 

Dopo l'immediato fermo dei lavori già nel dicembre 2016, la ditta non 

potrebbe pertanto più appellarsi a considerazioni inerenti al principio della 

fiducia. Ne risulta che anche in quest'ottica agli istanti non è dato dedurre 

un interesse all'annullamento di un provvedimento che non riveste 

carattere di decisione. 

5. a) Gli istanti chiedono infine che il Tribunale amministrativo debba accertare 

che la ditta convenuta in ricorso non possa continuare la propria attività 

oltre il 2018, in conformità a quanto espresso nel giudizio R 15 81. Per 

quanto esposto in precedenza, lo scritto 6 luglio 2016 non è una 

decisione deferibile al Tribunale amministrativo per cui di riflesso anche 

altre conclusioni di natura sostanziale non possono essere sottoposte a 

verifica giudiziaria se non fanno parte dell'oggetto impugnato (DTF 132 V 

76 cons. 1.1; 131 V 164 cons. 2.1; 125 V 414 cons. 1a).

b) Vada comunque precisato che il precedente giudizio R 15 81 riguardava il 

rilascio di una licenza edilizia per la sostituzione di un vecchio impianto di 

betonaggio con uno nuovo e che il rilascio dell'autorizzazione era 

vincolato alla condizione che entro il 2018 l'impianto venisse smantellato 

completamente e che le particelle venissero restituite alla zona agricola a 

spese della richiedente. Giusta la prassi (DTF 142 III 210 cons. 2, 141 III 

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257 cons. 3.2.1 e 139 III 126 cons. 3.1) solo il dispositivo beneficia della 

cosa giudicata (DTF 121 III 474 cons. 4a e 116 II 738 cons. 2a). In questo 

senso le considerazioni fatte dal Tribunale amministrativo in merito 

all'esercizio dell'attività fino al massimo al 2018 per dei nuovi impianti 

erano strettamente legate al provvedimento impugnato, giacché allora la 

licenza era stata rilasciata alla precisa condizione che la produzione non 

fosse possibile oltre il 2018, sulla base del presupposto che il nuovo 

ordinamento delle zone sarebbe entro in vigore al massimo entro tale 

data. Con il semplice annullamento della licenza di costruzione, come 

allora anche richiesto dai ricorrenti, senza alcun riferimento alle 

considerazioni di merito del giudizio, il Tribunale amministrativo ha quindi 

ristabilito la situazione come si presentava prima del rilascio della licenza 

di costruzione. Altri effetti non possono essere dedotti dal giudizio 

precedente.

6. In conclusione, per quanto esposto in precedenza non è dato entrare nel 

merito del ricorso in assenza di una decisione impugnabile. La poco 

chiara formulazione scelta nello scritto del 6 luglio 2016 in 

contrapposizione alla risoluzione del Consiglio comunale avrebbe magari 

potuto indurre gli istanti in errore. Dopo però che l'esecutivo comunale 

negava di aver rilasciato alla ditta convenuta qualsivoglia autorizzazione, 

gli istanti avrebbero potuto desistere dal ricorso anziché insistere sulla 

qualifica di decisione della comunicazione in oggetto. Non si giustifica 

allora alcuna eccezione a quanto previsto all'art. 73 cpv. 1 LGA, giusta il 

quale le spese occasionate dal presente procedimento seguono la 

soccombenza. Il comune convenuto, che ha agito nell'ambito delle sue 

funzioni ufficiali, e la ditta convenuta, che non è ricorsa alla collaborazione 

di un patrocinatore legale, non hanno diritto alle ripetibili in conformità 

all'art. 78 LGA.  

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Il Tribunale decide:

1. Non si entra nel merito del ricorso.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1'500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 352.--

totale fr. 1'852.--

il cui importo sarà versato da A._____, e cointeressati, responsabili in 

solido, entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione 

all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. Non vengono assegnate ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]