# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1ad9e5ac-2b4d-5256-8206-6ee0db26cec3
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-12-15
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 15.12.2017 U 2017 82
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_U-2017-82_2017-12-15.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

U 17 82

4a Camera

presidenza Racioppi
giudici Meisser, Audétat 
attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 15 dicembre 2017

nella vertenza di diritto amministrativo 

A._____,

ricorrente

contro 

Comune di X._____,

convenuto

concernente ammonimento in materia di gestione dei rifiuti

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Ritenuto in fatto che:

- in data 24 aprile 2017 l'autorità preposta del Comune di X._____ costatava che 

un pacco indirizzato a A._____, domiciliato nella frazione di Y._____, era stato 

riempito con della carta e depositato per il ritiro allorquando la raccolta di tale 

tipo di rifiuti era ufficialmente prevista in data 6 aprile 2017 e/o 4 maggio 2017 

(vedi calendario ufficiale allestito della Corporazione dei Comuni del Z._____ 

per la raccolta dei rifiuti [CRER] pubblicato sul sito internet. 

- il 2 maggio 2017 il presunto fautore dell'infrazione veniva invitato a determinarsi 

sul fatto di aver "depositato della carta in modo non conforme, presso il centro 

raccolta rifiuti nella frazione di Y._____" ed informato sulla probabile pronuncia 

di una sanzione in violazione dell'art. 34 del regolamento comunale;

- il 5 maggio 2017 il ricorrente pretendeva di non capire la portata della propria 

infrazione per cui chiedeva un colloquio con il responsabile;

- mediante e-mail del 10 maggio 2017 il comune convenuto precisava all'istante 

che le infrazioni riguardavano il giorno della raccolta e la modalità del deposito, 

in quanto la scatola di cartone si sarebbe trovata nascosta sotto rifiuti di altro 

genere; all'istante veniva pure comunicato il numero di cellulare dell'incaricato 

comunale, dopo che quest'ultimo avrebbe inutilmente cercato di raggiungerlo 

telefonicamente, fatto non contestato dal diretto interessato che si limita ad 

addurre di non rispondere a tutte le chiamate da numeri a lui non noti; 

- con decisione 28 agosto 2017 il ricorrente veniva formalmente ammonito per 

aver violato le disposizioni in materia di rifiuti e informato che "la carta va 

depositata impacchettata nelle scatole di cartone o nei sacchi di carta, 

l'importante è che vengano chiusi con corde o nastro adesivo, al massimo il 

giorno prima della raccolta";

- nel tempestivo ricorso 5 settembre 2017 (data del timbro postale) il ricorrente 

chiedeva l'annullamento della decisione 25 luglio 2017 (recte: 28 agosto 2017) 

contestando la fondatezza dell'ammonimento espresso nei suoi confronti - ad 

oltre 30 giorni dalla sollecitazione in vista del rispetto del diritto di audizione e 

sottoscritto dalla sorella del municipale che avrebbe rilevato l'irregolarità - non 

essendo chiaro di quale infrazione si sarebbe reso responsabile, quale 

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normativa avrebbe violato e reputandosi essersi sempre comportato 

correttamente nella preparazione della carta straccia; all'autorità comunale 

verrebbe dall'istante inoltre imputata una violazione del dovere di informazione 

e consulenza; 

- nella propria presa di posizione il comune convenuto ribadiva il ben fondato 

della sanzione emessa e chiedeva la non entrata nel merito del ricorso o 

comunque la sua integrale reiezione; 

- in sede di replica, l'istante riconduceva il comportamento assunto dall'autorità 

comunale a rappresaglie per fatti estranei alla presente procedura e allegava 

alcune fotografie che reputava dovessero dimostrare che in tutti i punti di 

raccolta della carta straccia presenti sul territorio comunale la carta verrebbe 

depositata di continuo e non solo rispettando il giorno di consegna ufficiale; 

- il comune convenuto rinunciava a duplicare;

e considerato in diritto che:

- il provvedimento impugnato riguarda un semplice ammonimento e si pone in 

primo luogo la questione di sapere se per il ricorrente è data la legittimazione al 

ricorso; la tematica va risolta affermativamente, infatti, una decisione di 

ammonimento come quella in oggetto è suscettibile di incidere sulla situazione 

giuridica della persona a cui è diretta, nella misura in cui eventuali successive 

decisioni prese in applicazione della legislazione sui rifiuti che contemplino 

l'esercizio di un potere discrezionale da parte dell'autorità competente (ad 

esempio fissazione dell'entità di una successiva multa giusta l'art. 34 cpv. 1 del 

regolamento comunale concernente la gestione dei rifiuti [RGR]) ne potranno 

tenere conto (vedi analogamente la decisione del Tribunale federale 

2C_750/2014 del 27 ottobre 2015 cons. 1.3); 

- in base all'art. 16 dello statuto comunale, non vi è alcuna incompatibilità di 

cariche tra la segretaria comunale e un membro dell'esecutivo comunale non 

facendo, la prima, parte dell'autorità esecutiva in senso stretto; il provvedimento 

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è poi stato sottoscritto dal sindaco congiuntamente alla segretaria e non dai due 

consanguinei, motivo per cui neppure in quest'ottica l'agire darebbe adito a 

critiche; 

- non esiste nell'evenienza un termine di prescrizione o perenzione di 30 giorni 

dalla concessione del diritto di audizione entro il quale andrebbe emanata una 

decisione, come sembra pretendere l'istante; una lunga inattività dell'autorità 

potrebbe venire sanzionata unicamente nell'ottica della violazione delle regole 

della buona fede, ovvero dal momento in cui nessuna persona in una situazione 

analoga avrebbe dovuto ancora attendersi un intervento dell'autorità; 

nell'ambito dell'apertura di un procedimento come quello in esame, un termine 

di tre mesi per prendere una decisione, anche se lungo, non può ancora essere 

considerato censurabile (vedi per quanto riguarda la necessità di non protrarre 

oltre il dovuto la trattazione di una pratica la decisione del Tribunale 

amministrativo S 06 58, con dei termini di confronto decisamente superiori a 

quello in oggetto);

- dalla comunicazione del 2 maggio 2017 e foto allegate nonché da quella del 10 

maggio 2017 all'istante doveva risultare chiaro che la violazione in oggetto 

riguardava il RGR ovvero il deposito non conforme della carta (comunicazione 

del 2 maggio 2017) e più precisamente in relazione al giorno della raccolta, 

secondo il calendario CRER, e le modalità del deposito, trovandosi la scatola 

dell'istante sotto rifiuti di altro genere (comunicazione del 10 maggio 2017); 

- l'autorità comunale aveva pure tentato senza successo di prendere 

telefonicamente contatto con l'interessato, dopo che questi aveva in data 5 

maggio 2017 espressamente richiesto un incontro "con il responsabile rifiuti" e 

gli comunicava in seguito il numero di cellulare dell'incaricato qualora 

l'interessato avesse desiderato discutere la faccenda; tali sollecitazioni 

venivano da parte dell'istante semplicemente ignorate; in tali condizioni non è 

dato ritenere che l'istante non fosse stato sufficientemente informato 

dell'eventuale motivo dell'avvio di una procedura nei suoi confronti o che non gli 

fossero state garantite le debite possibilità di prendere atto delle imputazioni 

messegli a carico, anche se l'autorità comunale ha omesso di indicare 

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espressamente l'eventuale normativa che riteneva violata, ma non la base 

legale per la pronuncia di una sanzione; 

- la pretesa violazione addossata dall'istante all'autorità comunale dell'art. 3 RGR 

è improponibile nell'ottica del diritto di audizione, avendo la disposizione quale 

scopo l'informazione e la consulenza generale nell'ottica della gestione dei rifiuti 

e non in riferimento all'apertura di un procedimento per infrazione al RGR; 

- nell'ottica del diritto di audizione, all'istante era quindi stata data la possibilità di 

partecipare attivamente al procedimento che lo vedeva coinvolto, di fornire le 

proprie argomentazioni al riguardo e/o di ottenere tutte le necessarie 

informazione in merito alla violazione che gli veniva accollata motivo per cui 

l'eventuale difetto della comunicazione del 2 maggio 2017 va considerato 

sanato già nel corso del procedimento davanti all'autorità comunale e in ogni 

caso, essendo il vizio di poco conto, davanti a questo Giudice che gode di piena 

cognizione (vedi sentenza del Tribunale amministrativo S 15 127A);

- giusta gli artt. 16 e 17 cpv. 3 RGF, il Municipio si conforma al piano di raccolta 

dei rifiuti per il trasporto dei rifiuti urbani e delle piccole quantità di rifiuti speciali 

allestito dalla CRER e i rifiuti raccolti separatamente (quali la carta) devono 

essere depositati per le raccolte speciali eseguite nei giorni stabiliti, portati nei 

cassonetti rispettivamente contrassegnati nei posti di raccolta pubblici, 

consegnati ai posti di raccolta designati dal Comune o restituiti al commercio e 

agli enti autorizzati o obbligati al ritiro; 

- in conformità alle disposizioni di applicazione indicate sul calendario CRER, la 

carta va depositata impacchettata in prossimità dei contenitori dei rifiuti, oppure 

nei luoghi destinati dai Comuni, il giorno della raccolta; 

- il calendario CRER indicava quali "giorni stabiliti" per la raccolta della carta ai 

sensi dell'art. 17 cpv. 3 RGR - nel periodo qui in oggetto - il 6 aprile 2017 e/o il 4 

maggio 2017 e non il giorno 24 aprile 2017, epoca alla quale era stato rinvenuto 

il pacco di cartone con l'indirizzo dell'istante presso il posto di raccolta;

- l'indirizzo che reca il pacco contenente la carta permette di considerare che 

l'infrazione sia stata commessa dal destinatario dell'invio, il quale del resto 

neppure contesta una sua qualsivoglia implicazione, ma si limita ad obbiettare - 

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questo per la prima volta in sede di replica - di non essere stato colto in 

flagranti; 

- il fatto che presso altri centri di raccolta fotografati dell'istante, i più comunque 

muniti di appositi contenitori per la carta, il deposito dei rifiuti urbani recuperabili 

sia possibile anche prima dei giorni stabiliti nulla toglie all'illiceità del deposito 

eseguito dall'istante nel luogo stabilito, dove giusta le foto agli atti il pacco di 

cartone oggetto dell'infrazione non era posto in un apposito contenitore 

destinato alla carta; 

- per il resto, allegando le foto di altri posti di raccolta della carta il ricorrente non 

riesce a dimostrare di subire un trattamento diverso dagli altri cittadini; 

evidentemente l'autorità comunale è tenuta a perseguire tutti gli eventuali altri 

contravventori che non si sarebbero attenuti alle disposizioni del RGR in modo 

analogo all'istante con lo stesso ammonimento; nella fattispecie non vi sono 

indizi per ammettere che questo non sia debitamente avvenuto; di certo non si 

giustificherebbe in detti casi la pronuncia di una multa, come sostenuto 

dall'istante, non essendo egli stesso stato multato, ma solo ammonito;

- contrariamente a quanto sembra pretendere l'istante, la violazione delle 

disposizioni del RGR non deve necessariamente causare un danno 

materialmente quantificabile all'ente pubblico per essere punibile; il rispetto dei 

giorni di raccolta per certi tipi di rifiuti e la loro consegna possono essere 

riconducibili a motivi organizzativi, di ordine e di igiene pubblica; se ognuno 

ritenesse di poter depositare fino a due settimane prima del giorno della 

raccolta ufficiale rifiuti riciclabili anche laddove la raccolta non è previamente 

permessa, l'apertura e/o l'accessibilità ai normali cassonetti per i rifiuti urbani 

(come nel caso in esame) potrebbe venire ostacolata; inoltre il previo deposito 

in luoghi non previsti a tale scopo può in caso di condizioni atmosferiche 

speciali (in casu ad esempio di forte vento) o a seguito del concorso di animali 

comportare degli inutili e indesiderati disordini; nella misura in cui il rispetto dei 

giorni di raccolta ufficiali costituisce una valida misura al fine di garantire ordine 

e pulizia oltre ad un buon funzionamento del servizio di raccolta, l'ossequio 

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preteso dall'esecutivo comunale ha pure una legittimità oggettiva per cui nulla 

osta all'applicazione di una sanzione in caso di inadempienza;

- l'art. 34 cpv. 1 RGR stabilisce che le infrazioni commesse contro il presente 

regolamento nonché contro le disposizioni esecutive e le decisioni emanate 

sulla base di quest'ultimo vengono punite dal Municipio con una multa fino a 

fr. 5'000.00 se concernono prescrizioni o disposizioni sulla raccolta, la 

conservazione, il riciclaggio o lo smaltimento di rifiuti e non sottostanno alla 

legislazione della Confederazione o del Cantone; nell'evenienza quanto viene 

imputato all'istante è la violazione di una disposizione sulla raccolta dei rifiuti 

per cui alla fattispecie è applicabile l'art. 34 CRER;

- anche se il RGR non prevede espressamente la pronuncia di un ammonimento, 

la possibilità di infliggere tale sanzione va ammessa trattandosi di un 

provvedimento comunque meno incisivo della multa prevista all'art. 34 cpv. 1 

RGR, secondo un ragionamento a maiore ad minus (il poco rientra nel molto);

- giustamente, il tipo di sanzione pronunciata comprova che la colpa dell'istante 

sia stata considerata di carattere ben poco grave e quindi sanzionata con la 

misura di per sé meno incisiva proponibile; tale valutazione è corretta anche 

considerato che il deposito della carta sia comunque avvenuto in un luogo 

protetto e asciutto nonché tenendo in considerazione che la consegna sia stata 

fatta in una scatola di cartone sicuramente chiudibile anche solo intrecciando i 

quattro lati superiori che fungono da coperchio;

- per il ricorrente l'ammonimento sarebbe in realtà stato pronunciato come misura 

ritorsiva avverso la sua persona per motivi del tutto estranei alla violazione del 

RGR; avendo però l'istante violato il RGR e le relative disposizioni esecutive, 

per il Tribunale amministrativo non vi sono motivi per concordare con la tesi di 

ricorso;

- la sanzione decisa nei confronti dell'istante sfugge pertanto alle censure di 

ricorso e merita conferma; 

- i costi occasionati dal presente procedimento seguono la soccombenza giusta 

quanto sancito all'art. 73 cpv. 1 LGA;

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il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 800.--

- e le spese di cancelleria di fr. 176.--

totale fr. 976.--

il cui importo sarà versato da A._____ entro trenta giorni dalla notifica della 

presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei 

Grigioni, Coira. 

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]