# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7537daf0-f2d8-56a7-a306-f7728617afe3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-10-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 26.10.1999 15.1999.80
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1999-80_1999-10-26.html

## Full Text

Incarto n.

  15.1999.00080

  	
  Lugano

  26 ottobre 1999

  FA/fc/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul
ricorso 4 maggio 1999 di

 

	
   

   

  	
  __________

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato
dell’UEF di Locarno e meglio contro l’avviso di pignoramento 28 aprile 1999

nell’esecuzione
n.  __________ promossa nei confronti del ricorrente da

 

	
   

   

  	
  __________

  

 

viste le
osservazioni

– 12 maggio 1999
della __________

– 20 maggio 1999
dell’UEF di Locarno              

 

esaminati atti e
documenti;

 

 

ritenuto in
fatto e considerando in diritto:

 

                                          che
la __________ di __________ procede in via di pignoramento contro __________
per l’incasso di un credito di fr.68’319.75;

 

                                          che
il 29 aprile 1999 veniva notificato al debitore l’avviso di pignoramento 
nell’esecuzione n.__________ previsto per il giorno 17 maggio 1999;

 

                                          che
con ricorso 4 maggio 1999 __________ si aggrava contro l’avviso di pignoramento
postulando la realizzazione della part. __________ RF di __________ sulla quale
il creditore vanterebbe un diritto di pegno;

 

                                          che
egli contesta inoltre la somma del credito;

 

                                          che
con osservazioni 12 maggio 1999 la __________ chiede la reiezione del gravame; 

 

                                          che
delle osservazioni dell’UEF di Locarno si dirà, se del caso, in seguito;

 

                                          che
se un’esecuzione in via di pignoramento o di fallimento è introdotta per un
credito garantito da pegno, il debitore può chiedere, mediante ricorso, che il
creditore eserciti dapprima il suo diritto sull’oggetto del pegno (art. 41 cpv.
1bis LEF);

 

                                          che
l’esecuzione in via di realizzazione del pegno ex art. 151 ss. LEF conferisce
al debitore il beneficio d’escussione reale e cioè il diritto di obbligare il
creditore a procedere dapprima alla realizzazione del pegno e solo in seguito,
qualora una parte della pretesa creditoria risultasse scoperta, in via
ordinaria (Amonn/ Gasser, Grundriss
des Schuldbetreibungs–und Konkursrecht, Berna 1997, § 32 n.9, p.262);

 

                                          che
per consolidata giurisprudenza del Tribunale federale, siffatto beneficio non è
di natura imperativa e quindi il debitore vi può liberamente rinunciare ( DTF
110 III 7, 104 III 9, 97 III 50, 93 III 15, 84 III 69, 73 III 16, 68 III 133,
58 III 59; SJZ 69, p. 75; Amonn/Gasser,
op. cit., § 32 n.10, p. 262) nelle ipotesi seguenti:

 

                                          –      omettendo
di presentare ricorso all’Autorità di vigilanza contro la specie di esecuzione,
qualora si proceda contro di lui in via esecutiva ordinaria (DTF 58 III 59 );

 

                                          –      concedendo
al creditore la facoltà di procedere per le vie ordinarie prima di realizzare
il pegno (DTF 68 III 133);

 

                                          –      pattuendo
con il creditore che la pretesa garantita dal pegno venga dapprima escussa
nelle vie ordinarie (DTF 93 III 15, 73 III 16; SJZ 69, p.75; Amonn/Gasser, op.
cit., § 32 n. 10, p. 262);

 

                                          che
nel caso di specie il debitore ha omesso d’interporre ricorso contro il
precetto esecutivo in via di pignoramento, notificatogli il 27 maggio 1998,
contestando il tipo d’esecuzione;

 

                                          che
il tal modo egli ha implicitamente rinunciato a far valere il beneficio
d’escussione reale;

 

                                          che
di conseguenza il ricorso 4 maggio 1999 contro l’avviso di pignoramento si rivela
manifestamente tardivo;

 

                                          che
le ulteriori censure sollevate dal ricorrente concernono questioni di merito sottratte
al potere di cognizione di questa Camera; 

 

                                          che
non si prelevano spese (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a OTLEF)
e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato
per normativa di diritto federale.

 

 

Richiamati gli
art. 17 e 41 LEF

 

 

pronuncia:           1.      Il
ricorso 4 maggio 1999 __________, è irricevibile.

 

                                2.      Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                3.      Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                4.      Intimazione
a:

                                          –
__________

                                          Comunicazione
all’UEF di Locarno.

 

 

Per la Camera
di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità
di vigilanza

Il presidente                                                                         
La segretaria