# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6994977b-a41a-5e50-9ec1-f0613721564b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 09.03.2010 (publiziert) 60.2003.187
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2003-187_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2003.187

   

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza di
promozione dell’accusa 10.6.2003 presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1, ,

  patr. da: PA 1,
  ,

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  il decreto di
  non luogo a procedere 30.5.2003 emanato dal procuratore pubblico Arturo
  Garzoni nell’ambito del procedimento penale dipendente da denuncia 13/14.11.2002
  nei confronti di __________ PI 1, __________, per titolo di truffa,
  sub. appropriazione indebita;

  

 

 

richiamate le
osservazioni 18/20.6.2003 del magistrato inquirente e 23/24.6.2003 di __________
PI 1, entrambe concludenti per la reiezione del gravame;

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

                                   a.   Con
esposto 13/14.11.2002 __________ IS 1 ha inoltrato denuncia penale nei
confronti di __________ PI 1 per titolo di truffa, sub. appropriazione
indebita, affermando al proposito che il 13.2.2002 gli avrebbe consegnato – per
la vendita a terzi – il quadro __________ attribuito ad __________ __________,
che il medesimo giorno il denunciato – che gli avrebbe taciuto la disastrosa
situazione finanziaria – avrebbe sottoscritto una dichiarazione secondo cui “entro
martedì 19.02.2002 il dipinto verrà restituito se non ci fosse un accordo di
vendita”, che il 6.3.2002 questi avrebbe firmato un ulteriore scritto
secondo cui il quadro in questione “(…) verrà acquistato al prezzo netto di
Frs. 55'000.-- (…) , così pagati: 10'000.-- entro 15.03.2002; 45'000.-- entro
fine marzo 2002 (…)” e che di seguito sarebbe venuto a conoscenza che il denunciato
– che non gli avrebbe mai corrisposto il prezzo pattuito – avrebbe rimesso il dipinto,
in data 12.3.2002, a tale __________ __________ quale garanzia per un prestito
di denaro (AI 1).

 

 

                                   b.   Con
decisione 30.5.2003 il procuratore pubblico ha decretato il non luogo a
procedere in ordine alla denuncia penale, ritenuto che – con riferimento al
reato di cui all’art. 146 CP – “(…) non è stato possibile concludere
dell’esistenza di un inganno “astuto” da parte di __________ PI 1”, che “infatti,
dagli accertamenti esperiti risulta che __________ IS 1 non si è informato sulla
situazione finanziaria del denunciato e non ha nemmeno richiesto alcuna
garanzia per il pagamento dell’importo di CHF 55'000.-- che oggettivamente si
può considerare come elevato” (decreto di non luogo a procedere 30.5.2003,
p. 2), che “il denunciante, trascurando le più elementari regole della
prudenza, non ha intrapreso alcuna verifica riguardo la situazione economica
del suo “partner” in affari”, che “la mancata diligenza della vittima
preclude ulteriormente l’esistenza dell’inganno “astuto”, (…)” e che – con
riferimento al reato di cui all’art. 138 CP – “(…) l’accordo iniziale fra le
parti prevedeva un “affidamento” per la vendita, modificato però in seguito quale
contratto di compravendita vero e proprio (…)”, che “a seguito di
contratto di compravendita, la proprietà del dipinto è quindi stata trasferita
ad __________ PI 1, il quale aveva unicamente l’obbligo di pagarne il prezzo
concordato” e che “il mancato pagamento è una questione di carattere puramente
civile” (decreto di non luogo a procedere 30.5.2003, p. 3).

 

 

                                   c.   Con
tempestiva istanza __________ IS 1 chiede di promuovere l’accusa a carico di __________
PI 1 per titolo di truffa, sub. appropriazione indebita, asserendo – criticata
l’inchiesta di polizia e le conclusioni del magistrato inquirente – che il
denunciato avrebbe sottaciuto diverse circostanze (la sua situazione debitoria,
l’intenzione di consegnare il dipinto ad __________ __________ per azzerare i debiti
nei suoi confronti) per ingannarlo, che il “contratto di vendita” di
data 6.3.2002 sarebbe in realtà una dichiarazione unilaterale attestante
l’inganno astuto e che l’affidamento del dipinto sarebbe continuato “(…) dal
13.2.2002 fino alla “vendita” al terzo non in buona fede __________ di data
12.3.2002” (istanza di promozione dell’accusa 10.6.2003, p. 4) – avvenuta
prima dei termini di pagamento indicati nello scritto 6.3.2002 –, per cui –
posto come l’affidamento non sarebbe mai stato interrotto – sarebbe adempiuto
anche il reato di appropriazione indebita. Un’ulteriore audizione di __________
PI 1 e di __________ __________, così come il suo interrogatorio, permetterebbe
inoltre di approfondire la fattispecie.

 

 

                                   d.   Delle
osservazioni del procuratore pubblico e di __________ PI 1 si dirà, se
necessario, in diritto.

 

 

in diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         In
presenza di un non luogo a procedere, l'art. 186 cpv. 1 CPP concede alla parte
lesa, che si costituisce parte civile, la facoltà di presentare alla Camera dei
ricorsi penali, entro dieci giorni, un'istanza motivata di promozione
dell'accusa nei confronti del denunciato o querelato. 

 

                                         Il
primo presupposto per l'accoglimento di un'istanza di promozione dell'accusa,
risultante da consolidata giurisprudenza (REP. 1994 n. 115, 1989 p. 598 e 1987
p. 262), è l'esistenza di seri indizi di colpevolezza emergenti dagli atti. Per
principio, infatti, l'azione penale è essenzialmente pubblica e, come tale,
esercitata dal procuratore pubblico (art. 2 CPP) per cui la sua promozione,
attraverso il preventivo esame dell'accusa contro una determinata persona (art.
189 CPP), non può essere lasciata all'arbitrio o al sentimento soggettivo della
parte lesa, ma deve fondarsi su oggettivi e concreti elementi indizianti. 

                                         In
questo senso non è sufficiente una diversa interpretazione delle risultanze da
parte dell'istante, ma occorre la dimostrazione della verosimiglianza di alto
grado circa altra conclusione che merita approfondimento istruttorio.

 

                                         Seconda
condizione di ammissibilità (una volta data la prima) è la disponibilità di
nuove prove da assumere, rispettivamente la possibilità di approfondimento di
prove già acquisite, tale da consentire l'eventuale passo dall'indizio alla
certezza, come alle competenze del giudice di merito.

 

                                         1.2.

                                         Giusta
l'art. 186 cpv. 4 CPP quando per il chiarimento della decisione sulla
promozione dell'accusa occorrono altre prove, questa Camera ordina al
procuratore pubblico la completazione delle informazioni preliminari.

 

                                         La
completazione delle informazioni preliminari si rende necessaria quando il
decreto di non luogo a procedere è stato erroneamente pronunciato per carenza
dei presupposti processuali o di punibilità (ad esempio: intervenuta
prescrizione, incompetenza territoriale, tardività della querela, azione
ritenuta non punibile), oppure quando il procuratore pubblico ha ritenuto
erroneamente che un fatto, quand'anche venisse accertato, non costituirebbe
reato o quando ha apprezzato erroneamente una circostanza di fatto che, se
accertata correttamente, fonderebbe l'esistenza di seri indizi di colpevolezza,
oppure quando le informazioni preliminari sono carenti nell'accertamento dei
fatti, così da non permettere di stabilire la fondatezza dell'istanza di
promozione dell'accusa o del decreto di non luogo a procedere (REP. 1998 n.
110).

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Come
esposto, l'istante postula la promozione dell'accusa a' sensi dell'art. 146 CP,
secondo cui è punito per truffa chiunque, per procacciare a sé o ad altri un
indebito profitto, inganna con astuzia una persona affermando cose false o
dissimulando cose vere, oppure ne conferma subdolamente l'errore inducendola in
tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui (decisione TF
6S.298/2004 del 20.9.2004; BSK StGB II - G. ARZT, Basilea 2003, n. 10 ss. ad
art. 146 CP).

 

                                         2.2.

                                         Il
procuratore pubblico ha reputato al proposito che “(…) __________ IS 1 non
si è informato sulla situazione finanziaria del denunciato e non ha nemmeno
richiesto alcuna garanzia per il pagamento dell’importo di CHF 55'000.-- che
oggettivamente si può considerare come elevato” (decreto di non luogo a
procedere 30.5.2003, p. 2), circostanze atte a negare l’esistenza di un inganno
astuto. 

 

                                         A
ragione. L’astuzia (ammessa se l'autore ordisce un tessuto di menzogne o mette
in atto particolari manovre fraudolente o artifici o rilascia false indicazioni
la cui verifica è impossibile, difficile o non ragionevolmente esigibile dalla
controparte o impedisce alla controparte di verificare o prevede che questa
rinuncerà a verificare in virtù di un rapporto di fiducia particolare) è
infatti esclusa quando la vittima non ha osservato le misure fondamentali di
prudenza (decisione TF 6S.209/2004 del 28.7.2004; BSK StGB II - G. ARZT, op.
cit., n. 50 ss. ad art. 146 CP; J. REHBERG / N. SCHMID / A. DONATSCH,
Strafrecht III, 8. ed., Zurigo 2003, p. 183 ss.; G. STRATENWERTH / G. JENNY,
Schweizerisches Strafrecht, BT I, 6. ed., Berna 2003, § 15 n. 16 ss.; B.
CORBOZ, Les infractions en droit suisse, volume I, Berna 2002, n. 16 ss. ad
art. 146 CP). Ora, questo è il caso nella fattispecie: l’importanza economica
dell’operazione avrebbe dovuto indurre l’istante ad approfondire la situazione
patrimoniale del denunciato, per esempio domandando informazioni presso
l’Ufficio esecuzione e fallimenti, ciò che gli avrebbe permesso di valutare la
serietà di controparte in merito al contratto. Un accertamento in questo senso
– che avrebbe svelato l’asserito inganno – non appariva infatti impossibile,
difficile o non ragionevolmente esigibile. __________ IS 1 non sostiene
peraltro che il denunciato abbia messo in atto particolari manovre fraudolente
per impedire un tale controllo, che abbia ordito un tessuto di menzogne o agito
con manovre fraudolente o artifici. Tra le parti non c’era inoltre un rapporto
di fiducia tale da poter prevedere, per il denunciato, che avrebbe tralasciato
qualsiasi indagine, come si evince dalle affermazioni dell’istante [“Io
conoscevo il signor __________ PI 1, ma soltanto superficialmente. Sapevo che
era attivo nel campo della compravendita di quadri, ma non sapevo nulla della
sua situazione personale. Non avevo mai avuto nessun’altra relazione d’affari
con l’interessato” (verbale di interrogatorio 16.12.2002, p. 1, allegato al
rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria 22.1.2003, AI 8)]. Per il che,
prima di consegnare al denunciato il quadro in questione avrebbe dovuto e
potuto chiedere informazioni sulla sua persona: l’inganno inerente volontà e
capacità di adempiere un determinato contratto non è infatti in ogni caso
astuto, segnatamente quando tale volontà può essere dedotta dalle circostanze o
controllata indirettamente, assumendo informazioni in particolare sulla
solvibilità dell'autore (decisioni TF 6S.277/2004 dell’1.9.2004 e 6P.28/2004
del 26.4.2004; J. REHBERG / N. SCHMID / A. DONATSCH, op. cit., p. 185), come
nella fattispecie. Il denunciato – al quale l’istante non ha peraltro posto
domande in relazione alla sua situazione finanziaria [“Ho evitato di esporre
i miei problemi finanziari al signor __________ IS 1, anche se lui non mi ha
fatto domande, sennò sicuramente non mi avrebbe venduto il quadro” (verbale
di interrogatorio 20.12.2002, p. 3, allegato al rapporto di inchiesta di
polizia giudiziaria 22.1.2003, AI 8)] – non aveva inoltre l’obbligo di indicare
la sua situazione patrimoniale (J. REHBERG / N. SCHMID / A. DONATSCH, op. cit.,
p. 188 ss.), ritenuto che comunque – anche ammettendo un tale dovere – il
comportamento superficiale di __________ IS 1 avrebbe escluso l’esistenza di
seri indizi di colpevolezza a’ sensi dell’art. 146 CP (J. REHBERG / N. SCHMID /
A. DONATSCH, op. cit., p. 191), tanto più che – per stessa ammissione
dell’istante – la disastrata situazione finanziaria di controparte sarebbe
stata notoria (denuncia penale 13/14.11.2002, p. 2, AI 1).

 

                                         Non
si impone pertanto di approfondire il suddetto reato, segnatamente confrontandosi
con i suoi ulteriori presupposti.

 

                                         2.3.

                                         Non
essendo data la prima condizione di ammissibilità dell'istanza, è inoltre
superfluo esaminare la disponibilità di nuove prove da assumere,
rispettivamente la possibilità di approfondimento di prove già acquisite, tale
da consentire l'eventuale passo dall'indizio alla certezza, come alle
competenze del giudice di merito. Il procuratore pubblico non è del resto
obbligato ad assumere tutte le prove, essendo ammesso un apprezzamento anticipato
(decisione TF 6P.139/2004 del 28.10.2004; R. HAUSER / E. SCHWERI, Schweizerisches
Strafprozessrecht, 5. ed., Basilea 2002, § 54 n. 1 e § 55 n. 8 ss.),
segnatamente quando la prova è manifestamente irrilevante, inutile o inidonea a
dimostrare fatti pertinenti o a modificare la convinzione del giudice (M. RUSCA
/ E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese,
Lugano 1997, n. 25 ad art. 58 CPP e n. 4 ad art. 79 CPP), come nella fattispecie.

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Giusta
l'art. 138 cifra 1 CP è punito per appropriazione indebita chiunque, per
procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, si appropria di una cosa
mobile altrui che gli è stata affidata o indebitamente impiega a profitto
proprio o di un terzo valori patrimoniali affidatigli (decisioni TF 6S.325/2004
del 5.11.2004 e 6P.46/2004 dell'11.8.2004; BSK StGB II - M. A. NIGGLI / C.
RIEDO, op. cit., n. 9 ss. ad art. 138 CP; J. REHBERG / N. SCHMID / A. DONATSCH,
op. cit., p. 97 ss.; G. STRATENWERTH / G. JENNY, op. cit., § 13 n. 46 ss.; B.
CORBOZ, op. cit., n. 2 ss. ad art. 138 CP).

 

                                         3.2.

                                         __________
PI 1 – interrogato il 20.12.2002 – ha affermato che “(...) corrisponde al
vero che in un primo tempo il quadro mi era stato consegnato per venderlo a
terzi e che mi ero impegnato, in caso di mancata vendita, di restituirlo al proprietario
alla data fissata. Prendo atto trattarsi del 19.02.2002” (verbale di
interrogatorio 20.12.2002, p. 4, allegato al rapporto di inchiesta di polizia
giudiziaria 22.1.2003, AI 8), circostanza attestata dalla dichiarazione – stesa
e sottoscritta dal denunciato – secondo cui, tra l’altro, “entro martedì
19.02.2002 il dipinto verrà restituito se non ci fosse un accordo di vendita”
(doc. 1, allegato alla denuncia penale 13/14.11.2002, AI 1). Ora, in tale
fattispecie si riconosce la conclusione di un contratto estimatorio (“Trödelvertrag”),
secondo cui una persona consegna ad un’altra merce che venderà a suo nome e per
suo conto (o acquisterà personalmente) con l’obbligo di versare il prezzo pattuito
oppure di restituire la mercanzia (C. HUGUENIN, Obligationenrecht, BT, Zurigo/Basilea/Ginevra
2002, p. 238): __________ PI 1 poteva infatti restituire il dipinto oppure corrispondere
all’istante il prezzo concordato, facoltà – quest’ultima – a cui ha dato la
preferenza [“Ero convinto di riuscire a venderlo bene subito, ma mi sono
accorto che senza la perizia del professor __________ __________ non sarebbe
stato possibile. Per questo motivo, ho deciso di prenderlo io di prima persona”
(verbale di interrogatorio 20.12.2002 di __________ PI 1, p. 4, allegato al
rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria 22.1.2003, AI 8); cfr. anche
scritto 6.3.2002, secondo cui il quadro in questione “(…) verrà acquistato
al prezzo netto di Frs. 55'000.-- (…) , così pagati: 10'000.-- entro
15.03.2002; 45'000.-- entro fine marzo 2002 (…)” (doc. 2, allegato alla
denuncia penale 13/14.11.2002, AI 1)].

 

                                         Il
Tribunale federale – in merito ad un contratto estimatorio – ha ritenuto che la
merce data in consegna e – fino a concorrenza del prezzo di stima – il ricavo
della sua vendita sono “affidati” al consegnatario a’ sensi dell’art.
140 cifra 1 vCP (art. 138 cifra 1 CP; DTF 75 IV 11; BSK StGB II - M. A. NIGGLI
/ C. RIEDO, op. cit., n. 20 ad art. 138 CP; G. STRATENWERTH / G. JENNY, op.
cit., § 13 n. 51). Il denunciato – scegliendo di acquistare personalmente il
dipinto – ha quindi rinunciato alla sua restituzione, obbligandosi – parimenti
– a versare all’istante il prezzo concordato. __________ PI 1 – al quale il
quadro, fino al pagamento del citato importo, era da ritenersi “affidato”
(siccome, a prescindere dai rapporti di proprietà, economicamente estraneo) –
non ha nondimeno proceduto in tal senso; anzi, il 12.3.2002 ha rimesso il quadro
a terzi [“Quando ho capito che non mi era possibile piazzare il quadro
guadagnando qualcosa, l’ho venduto al mio amico __________ per frs. 15'000.--,
allo scopo di sopravvivere” (verbale di interrogatorio 20.12.2002, p. 5,
allegato al rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria 22.1.2003, AI 8)], disponendone
quindi quale proprietario [comportamento che attesta – dal profilo oggettivo –
un’appropriazione giusta l’art. 138 CP (BSK StGB II - M. A. NIGGLI / C. RIEDO,
op. cit., n. 96 ss. ad art. 138 CP)].

 

                                         3.3.

                                         Si
impone pertanto di ordinare la completazione delle informazioni preliminari –
con ogni atto che il procuratore pubblico riterrà opportuno – per determinare
l’esistenza di seri indizi di colpevolezza in relazione all’aspetto soggettivo
del suddetto reato. Esso presuppone infatti, tra l’altro, che l’autore agisca
intenzionalmente (BSK StGB II - M. A. NIGGLI / C. RIEDO, op. cit., n. 105 ss.
ad art. 138 CP).

 

                                         Ora,
il denunciato afferma di aver venduto il quadro in quanto proprietario; si
tratta quindi di approfondire se tale tesi sia sostenibile, considerato che __________
PI 1 è giurista di formazione. L’eventuale errore in merito alla proprietà del
dipinto [errore di fatto a’ sensi dell’art. 19 CP (BSK StGB II - M. A. NIGGLI /
C. RIEDO, op. cit., n. 105 ad art. 138 CP)] appare infatti di rilevanza al fine
del giudizio, posto come il reato possa essere commesso solo intenzionalmente.

 

 

                                   4.   Il
gravame è parzialmente accolto. Tassa di giustizia e spese - ridotte in
considerazione del suo parziale accoglimento - sono a carico di __________ IS 1;
non si assegnano ripetibili.

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli
art. 184 ss. CPP, 138 e 146 CP, 1 ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra norma
applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L’istanza
è parzialmente accolta.

 

                                    §   Il
decreto di non luogo a procedere 30.5.2003 (NLP __________) è parzialmente annullato
ai sensi dei considerandi.

                                  §§   Il
procuratore pubblico completerà le informazioni preliminari e si pronuncerà sul
seguito dell’azione penale.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di fr. 300.-- e le spese di fr. 50.--, per complessivi fr.
350.-- (trecentocinquanta), sono poste a carico di __________ IS 1, __________.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Il
presente giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione al
Tribunale federale. Il ricorso deve essere depositato presso il Tribunale
federale entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 272
PPF). La legittimazione e le modalità di ricorso sono rette dagli art. 268 ss.
PPF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

                                      

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  PI 1 

   

  

Per la Camera
dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             La
segretaria