# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3ab96d2f-31b0-576a-970b-af76ccb106d8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-10-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 15.10.2003 11.2003.120
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2003-120_2003-10-15.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2003.120

  	
  Lugano

  15 ottobre
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  I. Bernasconi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa __.____.___
(protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 6, promossa con istanza del 3 aprile 2003 da

 

	
   

  	
  _________ 

  (patrocinato dall' _____ __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  _______

  (patrocinata dall' ________ __________);

   

  

giudicando
ora sul decreto cautelare del 9 settembre 2003 con
cui il Pretore ha esteso il diritto di visita della convenuta alla figlia
__________;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 16 settembre 2003 presentato da __________ __________ contro il
decreto cautelare emesso il 9 settembre 2003 dal Pretore del Distretto di
Lugano, sezione 6;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che
__________ __________ (1964) ed __________ __________ __________ __________
(1969), cittadina brasiliana, si sono sposati a __________ __________ il
__________ __________ 1995;

 

                                         che dal
matrimonio è nata il ____________________ 1999 la figlia __________;

 

                                         che il 3
aprile 2003 __________ __________ si è rivolto al Pretore del Distretto di
Lugano, sezione 6, con un'istanza a protezione dell'unione coniugale,
postulando – tra l'altro – l'affidamento della figlia, riservato il diritto di
visita della madre da definire dopo l'istruttoria; 

 

                                         che con
decreto cautelare emesso il 4 apri­le 2003 senza contraddittorio il Pretore ha
affidato __________ al padre, ha vietato alla madre di avvicinarsi alla figlia
e ha fissato il suo diritto di visita in una volta ogni 15 giorni, per un paio
d'ore, alla __________ __________ __________ di __________;

 

                                         che
all'udienza del 24 aprile 2003, indetta per la discussione dell'assetto
provvisionale, __________ __________ __________ __________ __________ ha rivendicato
essa medesima l'affidamento della figlia, riservato il diritto di visita del
padre; 

 

                                         che il 29
aprile 2003 il Pretore ha incaricato lo psicologo __________ __________ di
compiere un'indagine sulle capacità genitoriali dei coniugi;

 

                                         che,
esaminato il rapporto 23 luglio 2003 di __________ __________ e il rapporto 7
settembre 2003 della __________ __________ __________, con decreto cautelare
del 9 settembre 2003 il Pretore ha esteso il diritto di visita della convenuta
a un fine settimana ogni 15 giorni, dal saba­to mattina alla domenica
pomeriggio, da esercitare liberamente;

 

                                         che
contro il decreto appena citato __________ __________ è insorto il 

                                         16
settembre 2003 con un appello per ottenere l'annullamento della decisione impugnata
e il mantenimento del diritto di visita della madre così come fissato il 4
aprile 2003; 

 

                                         che
l'appello non è stato intimato alla convenuta;

 

e considerando

 

in diritto:                        che
le misure a protezione dell'unione coniugale (art. 172 segg. CC) sono trattate
con la procedura contenziosa di camera di consiglio (art. 361 segg. CPC, cui
rinviano l'art. 4 n. 5 e l'art. 5 LAC);

 

                                         che
nell'ambito di tale procedura il giudice può decretare provvedimenti cautelari
in qualsiasi momento, “anche prima della discussione” (art. 371 CPC);

 

                                         che i
provvedimenti cautelari, emanati secondo gli art. 376 segg. CPC, possono essere
appellati solo “dopo il contraddittorio” (art. 382 cpv. 1 CPC);

 

                                         che per
contraddittorio non va intesa ogni discussione preliminare o interlocutoria fra
le parti, bensì la discussione finale, tenuta dopo l'istruttoria o dopo che il
giudice ha rifiutato le prove offerte (Rep. 1983 pag. 280 consid. 1 con
rinvii);

 

                                         che tale
nozione di “contraddittorio” è sempre rimasta costante nella giurisprudenza
(riferimenti in: Cocchi/Trezzini,
CPC massimato e commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 382; da ultimo: ICCA,
sentenza del 15 aprile 2003 in re V.);

 

                                         che in
concreto l'istruttoria non è ancora terminata, l'indagine socio-ambientale e
l'interrogatorio formale dell'istante – ammessi dal Pretore con ordinanza del 9
settembre 2003 – non essendo ancora stati assunti;

 

                                         che,
pertanto, non è ancora stato tenuto alcun “contraddittorio” sull'assetto
provvisionale, il decreto impugnato essendo stato emesso “nelle more
istruttorie” (cfr. Cocchi/Trezzini,
op. cit., pag. 846 nota 907);

 

                                         che nelle
condizioni descritte l'appello in esame si rivela, già di primo acchito, improponibile;

 

                                         che gli
oneri processuali, volutamente ridotti per tenere conto del caso particolare,
seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non si giustifica di
assegnare ripetibili alla convenuta, cui il ricorso non è stato notificato e
non ha provocato costi presumibili;

 

 

in applicazione dell'art. 313bis CPC

 

e vista sulle spese la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
è irricevibile.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 150.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr. 200.–

                                         sono
posti a carico dell'appellante. Non si attribuiscono ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
  –__________;

   

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario