# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 809f4ce1-f00d-5a33-9c5c-083f63d265ff
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-02-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.02.2025 D-6378/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6378-2024_2025-02-18.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6378/2024 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 8  f e b b r a i o  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 

con l’approvazione della giudice Deborah D'Aveni;  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______,  

nato il (…), 

Camerun,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 12 settembre 2024 / N (…). 

 

 

 

D-6378/2024 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera l’(…) no-

vembre 2022.  

A.b Con il richiedente si sono svolte le audizioni sul rilevamento dei suoi 

dati personali il (…) novembre 2022 rispettivamente in merito ai suoi motivi 

d’asilo il (…) giugno 2024. In tali ambiti egli ha, in particolare e per quanto 

qui rilevante, asserito di essere nato ed aver vissuto quasi tutta la sua vita 

a B._______, nel dipartimento di C._______, sito nella regione (…) del  

Camerun, ma con ultimo domicilio a D._______(sito nel medesimo diparti-

mento di C._______). Egli si sarebbe recato spesso da B._______ nel vil-

laggio di D._______ per aiutare uno zio della madre, E._______, (…). Il 

predetto sarebbe stato anche un (…) a D._______. Nell’aiutarlo, l’interes-

sato avrebbe spesso effettuato del (…) con delle persone appartenenti ai 

gruppi secessionisti anglofoni, ciò che sarebbe però stato contrario alla 

legge camerunense, data la politica d’embargo contro la regione (…) del 

Camerun. Altresì, su proposta di un suo conoscente, (…) del partito (…) 

([…]) a D._______, egli sarebbe diventato un simpatizzante del precitato 

partito, durante le elezioni presidenziali del (…). Egli avrebbe partecipato 

in tale contesto ad una manifestazione di protesta avvenuta il (…) a 

F._______ ed indetta dal partito (…) per contestare l’esito della rielezione 

del presidente uscente. Le forze dell’ordine sarebbero intervenute, disper-

dendo i manifestanti. Successivamente, avrebbe appreso che dei parteci-

panti alla manifestazione come pure il (…) di D._______ sarebbero stati 

arrestati. Pertanto, egli avrebbe deciso di nascondersi a D._______ ma un 

giorno, lui sarebbe stato arrestato in casa da gendarmi, e condotto alla 

gendermeria di B._______. Lì lo avrebbero interrogato, con altre persone 

arrestate, in merito alla sua partecipazione alla manifestazione. Le persone 

provenienti da D._______ sarebbero state separate dagli altri detenuti pre-

senti in una cella, e prima messi in un ufficio della gendarmeria dove avreb-

bero trascorso circa (…), per poi essere riportati in cella. In seguito avrebbe 

appreso che come gli altri detenuti provenienti da D._______ e che erano 

stati trattenuti alla gendarmeria a differenza degli altri detenuti che sareb-

bero stati trasferiti altrove, egli sarebbe stato accusato di complicità al ter-

rorismo per collaborazionismo con i secessionisti, nonché per disturbo 

all’ordine pubblico in relazione al partito (…). Sarebbe quindi stato torturato 

e costretto a fornire le informazioni che avrebbe avuto sui secessionisti, ciò 

che egli avrebbe ottemperato. In un’occasione sarebbe pure stato abusato 

sessualmente da un gendarme (rispettivamente da […] gendarmi). Dopo 

circa (…) di detenzione, egli sarebbe riuscito a fuggire, grazie alla 

D-6378/2024 

Pagina 3 

complicità di un gendarme (…), amico di E._______ Si sarebbe quindi re-

cato presso il (…) di D._______ dove avrebbe appreso che i secessionisti 

lo avrebbero voluto catturare a causa delle informazioni che egli avrebbe 

rilasciato in gendarmeria sul loro conto. Pertanto, egli sarebbe stato aiutato 

a fuggire verso la G._______. Qui avrebbe saputo da E._______ che i se-

cessionisti avrebbero attaccato il villaggio, distruggendo tutto e (…), e che 

anche quest’ultimo con la moglie sarebbero fuggiti. In seguito, non potendo 

proseguire il viaggio dalla G._______, si sarebbe accordato con lo zio della 

madre e l’amico gendarme (…), per poter rientrare in Camerun e lasciare 

il Paese con dei documenti falsi nell’(…) del (…), partendo dall’aeroporto 

di H._______. A seguito del suo espatrio, avrebbe appreso del decesso di 

E._______. 

A supporto dei suoi asserti l’interessato ha presentato, in copia, diverse 

stampe di fotografie; il verbale di constatazione del (…); il certificato di de-

cesso di E._______, nonché varia documentazione medica. 

A.c Su richiesta della SEM del 5 giugno 2024 l’interessato ha presentato, 

tramite gli scritti del 19 giugno 2024 rispettivamente del 24 giugno 2024, i 

rapporti medici dettagliati riguardanti il suo stato di salute. 

B.  

Con decisione del 12 settembre 2024, notificata il giorno seguente (cfr. 

[atto della SEM] n. [{…}]-38/1), la SEM non ha riconosciuto la qualità di 

rifugiato all’interessato, ha respinto la sua domanda d’asilo, pronunciando 

pure il suo allontanamento dalla Svizzera e l’esecuzione della precitata mi-

sura. 

C.  

Tramite il ricorso dell’8 ottobre 2024 (ma inviato il 9 ottobre 2024, cfr. risul-

tanze processuali), l’interessato ha impugnato la suddetta decisione 

dell’autorità inferiore dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di se-

guito: il Tribunale), concludendo, a titolo procedurale, alla concessione 

dell’assistenza giudiziaria parziale, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali e del relativo anticipo, nonché, sussidiaria-

mente, ha chiesto di poter versare le spese processuali effettuando un pa-

gamento rateale. Nel merito, in via principale, ha postulato l’annullamento 

del provvedimento impugnato, il riconoscimento della qualità di rifugiato e 

la concessione dell’asilo in Svizzera. In via sussidiaria, ha invece chiesto 

la concessione dell’ammissione provvisoria per inammissibilità e/o inesigi-

bilità dell’esecuzione dell’allontanamento verso il Camerun.  

D-6378/2024 

Pagina 4 

D.  

Nella sua decisione incidentale del 16 ottobre 2024, il giudice istruttore in-

caricato della causa, ha osservato come il ricorrente è autorizzato a sog-

giornare in Svizzera fino a conclusione della procedura, ed ha respinto 

l’istanza di concessione dell’assistenza giudiziaria parziale, invitando pari-

menti il ricorrente a versare, entro il 31 ottobre 2024, un anticipo di 

CHF 750.– a copertura delle presumibili spese processuali. Ha quindi pure 

respinto la domanda di pagamento rateale dell’anticipo formulata dall’in-

sorgente nel ricorso. Quest’ultimo ha corrisposto tempestivamente l’anti-

cipo spese richiesto il 28 ottobre 2024 (cfr. risultanze processuali). 

E.  

Con scritto datato 14 novembre 2024, in lingua francese e non sottoscritto, 

l’insorgente ha formulato delle osservazioni alla decisione incidentale resa 

dal Tribunale il 16 ottobre 2024, chiedendo la riconsiderazione della stessa 

e ribadendo di concedergli l’assistenza giudiziaria, nonché di permettergli 

di esprimersi, anche se a titolo derogatorio. Alla stessa missiva, il ricorrente 

ha annesso copia di documenti, già presenti agli atti della SEM. 

F.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti, verranno ripresi nei conside-

randi, qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi (RS 142.31), non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

Il ricorso, presentato contro una decisione in materia di asilo della SEM 

(art. 6 e 105 LAsi; art. 31–33 LTAF), è tempestivo (art. 108 cpv. 2 LAsi) ed 

è ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c PA e art. 52 cpv. 1 

PA. Occorre quindi entrare nel merito del ricorso.  

2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 

D-6378/2024 

Pagina 5 

PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

3.  

In limine si denota come il ricorrente ha introdotto il suo ricorso in lingua 

italiana. Invece, lo scritto del 14 novembre 2024, è stato presentato in fran-

cese. Tuttavia, quest’ultimo è stato presentato dopo la scadenza del ter-

mine ricorsuale, e quindi verrà trattato dal Tribunale quale scritto sponta-

neo del ricorrente e non come complemento ricorsuale. Inoltre, per i me-

desimi motivi, ed in applicazione dell’art. 33a cpv. 2 prima frase PA, appli-

cabile per rimando dell’art. 6 LAsi e dell’art. 37 LTAF, il procedimento segue 

la lingua della decisione impugnata.  

4.  

Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-

ciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di una se-

conda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-

mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Altresì, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 

LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti. 

5.  

5.1 Dapprima, in relazione alle censure sollevate dal ricorrente nel suo 

scritto del 14 novembre 2024, che in sunto ritiene che la traduttrice pre-

sente al momento della sua audizione federale avrebbe tradotto non cor-

rettamente dei suoi asserti, nonché avrebbe invertito in modo confusionario 

l’ordine cronologico dei quesiti postigli – ciò che condurrebbe pure ad un’in-

coerenza generale visibile nel verbale d’audizione – ed altresì di non es-

sere stato consigliato e difeso a dovere da parte della protezione giuridica 

che lo rappresentava al momento della presentazione del ricorso, si os-

serva quanto segue. In primo luogo, ed a differenza di quanto pretende 

l’insorgente sollevandolo soltanto nel suo scritto del 14 novembre 2024, 

egli ha dichiarato all’inizio dell’audizione federale tenutasi il (…) giu-

gno 2024, di comprendere bene l’interprete di lingua francese presente du-

rante il verbale d’audizione predetta, come pure ha apposto la sua firma su 

tutte le pagine del verbale, confermando con la stessa che il verbale gli era 

stato pure riletto alla fine frase per frase e tradottogli in francese, e che il 

verbale corrispondeva effettivamente alle sue affermazioni (cfr. n. 21/20, in 

particolare D1, pag. 1 e pag. 20). Altresì, si sottolinea come non si ravvisi 

alla lettura del verbale d’audizione alcuna supposta incoerenza nell’ordine 

cronologico dei quesiti e delle risposte, come neppure che il ricorrente – o 

la rappresentante legale presente durante l’audizione – abbiano sollevato 

una qualsivoglia incomprensione o traduzione scorretta con 

D-6378/2024 

Pagina 6 

rispettivamente da parte dell’interprete presente. Si può rimarcare soltanto 

nel verbale come, in più punti, il funzionario interrogante della SEM abbia 

riposto il quesito pertinente al ricorrente, poiché quest’ultimo non avrebbe 

risposto – o soltanto parzialmente – allo stesso, o ancora lo avrebbe inter-

rotto, riportandolo sul vero oggetto della domanda (cfr. ad esempio, 

n. 21/20, D67 seg., pag. 10; D131, pag. 15; D89, pag. 11; D112, pag. 13), 

ciò che è del tutto lecito. Altresì, nel verbale, si denota come il funzionario 

competente della SEM, per assicurarsi di aver ben compreso le dichiara-

zioni rese dal ricorrente, abbia più volte dato modo allo stesso di confer-

mare o smentire quanto ritenuto (cfr. n. 21/20, D77, pag. 10; D103, pag. 13; 

D107, pag. 13; D120, pag. 14; D124 seg., pag. 15; D140, pag. 17). In se-

condo luogo, le presunte informazioni scorrette, che sarebbero contenute 

nel verbale rispettivamente nella decisione della SEM secondo l’insor-

gente, non sussistono. Invero, dal verbale d’audizione del (…) giu-

gno 2024, non è in alcun modo evincibile che egli proverrebbe dal “(…)” 

come preteso dall’insorgente nel suo scritto del 14 novembre 2024 (cfr. 

pag. 2), bensì viene riportato unicamente che egli proviene dall’(…) del Ca-

merun (cfr. n. 21/20, D8, pag. 2). Ciò che è recensito anche nella decisione 

della SEM “provincia dell’(…)” (cfr. p.to I/3, pag. 3 della decisione impu-

gnata). In terzo luogo, dal verbale d’audizione del (…) giugno 2024, si 

evince chiaramente come il ricorrente abbia descritto di essere stato posto 

in una cella della gendarmeria di B._______, salvo inizialmente che sa-

rebbe stato separato con altri detenuti provenienti da D._______ dalle altre 

persone arrestate, e posto per (…) in un ufficio della gendarmeria (cfr. 

n. 21/20, D52 segg., pag. 6 segg.). Fra l’altro, al ricorrente è stata offerta 

più volte la possibilità di esprimersi riguardo al posto dove egli sarebbe 

stato trattenuto, riferendo trattarsi per la maggior parte del tempo di una 

cella, posta nella gendarmeria di B._______ (cfr. ibidem, D80 segg., 

pag. 11 segg.). Ciò è quanto si evince pure dai fatti descritti nella decisione 

impugnata (cfr. p.to I/3, pag. 3).  

5.2 Alla luce di quanto precede, non si possono pertanto seguire le consi-

derazioni e le allegazioni contrarie rese dal ricorrente nel suo scritto del 

14 novembre 2024, a cui non può essere dato alcun credito, per la loro 

inconsistenza e discrepanza rispetto a quanto da lui stesso asserito in 

corso d’audizione. Le lamentele sollevate in tal senso nei confronti del la-

voro dell’interprete presente all’audizione federale come pure alla deci-

sione della SEM, del tutto insussistenti, sono da respingere fermamente.  

5.3 Da ultimo, per quanto attiene ai contatti con la protezione giuridica, che 

si rimarca non ha firmato direttamente il ricorso presentato dall’insorgente, 

bensì è stato presentato da quest’ultimo a suo nome, le lamentele 

D-6378/2024 

Pagina 7 

espresse nello scritto del 14 novembre 2024, risultano essere del tutto tar-

dive ed inconsistenti. Ciò in quanto, se realmente egli non avesse com-

preso i motivi avanzati nel ricorso preparatogli dalla protezione giuridica, 

ma si sottolinea dal solo ricorrente sottoscritto, egli avrebbe dovuto e potuto 

chiarirlo in tale sede. Egli non allega poi su quali elementi non avrebbe 

potuto esprimersi o quali errori procedurali non avrebbe potuto segnalare 

alla protezione giuridica, a parte i punti sollevati nel suo scritto del 14 no-

vembre 2024, che come visto risultano essere del tutto insussistenti.  

5.4 Ne consegue pertanto che, vista la totale inconsistenza delle censure 

sollevate dal ricorrente nella sua missiva del 14 novembre 2024 sia alla 

procedura condotta dalla SEM sia alla decisione resa da quest’ultima, non 

si ravvedono motivi per accordare al ricorrente ulteriori possibilità di espri-

mersi o di essere sentito, come da lui concluso nel predetto scritto, avendo 

fra l’altro già potuto farlo pienamente nell’ambito del suo ricorso e nella 

precitata missiva. 

6.  

6.1 Venendo ora al merito della vertenza, la Svizzera, su domanda, ac-

corda asilo ai rifugiati secondo le disposizioni della LAsi. L’asilo comprende 

la protezione e lo statuto accordati a persone in Svizzera in ragione della 

loro qualità di rifugiato. Esso include il diritto di risiedere in Svizzera (art. 2 

LAsi). 

6.2 Sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi). Ai sensi dell’art. 3 cpv. 2 LAsi, sono pregiudizi seri se-

gnatamente l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della 

libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insop-

portabile. 

6.3 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). Per il resto, essendo la giurispru-

denza in materia invalsa, si può senz’altro rinviare alla stessa (cfr. 

DTAF 2015/3 consid. 6.5.1; 2013/11 consid. 5.1 e rif. cit.). 

D-6378/2024 

Pagina 8 

6.4  

6.4.1 Il Tribunale condivide la conclusione alla quale è giunta la SEM nella 

decisione avversata circa l’inverosimiglianza degli asserti del ricorrente, in 

relazione ai fatti che sarebbero avvenuti a seguito della sua partecipazione 

alla manifestazione, indetta dal partito (…), a causa delle elezioni del (…) 

e che lo avrebbero condotto all’espatrio. Ciò in quanto gli stessi sono co-

stellati da importanti discrepanze e vaghezze. 

6.4.2 A titolo esemplificativo, anche il Tribunale ravvisa nella descrizione 

resa dal ricorrente della cella in cui sarebbe stato detenuto per (…) circa, 

una descrizione del tutto stereotipata e priva di elementi concreti che pro-

verebbero che egli avrebbe effettivamente vissuto i giorni di prigionia ad-

dotti. Invero, egli incalzato più volte a descrivere la stessa, ha riferito uni-

camente che la cella dove sarebbe stato rinchiuso, si sarebbe situata nel 

sotterraneo della (…) di B._______, e che egli con gli altri detenuti si sa-

rebbe trovato al buio, senza luce, non essendoci nella cella alcuna finestra 

e l’unica luce che sarebbe filtrata è allorché avrebbero aperto la porta della 

cella (cfr. n. 21/20, D80 segg., pag. 11 seg.). Soltanto in un secondo mo-

mento ha riferito ancora dei dettagli del tutto generici, ovvero la presenza 

di un secchio per i bisogni e la porta in ferro battuto o ancora una finestrella 

della porta dalla quale avrebbero fatto entrare il cibo (cfr. n. 21/20, D90 

segg., pag. 12), senza tuttavia anche in tale frangente rendere dei dettagli, 

come delle sensazioni o degli odori, che avrebbe percepito, che rendereb-

bero il suo racconto verosimile. La medesima vaghezza e genericità, la si 

ritrova poi anche nelle sue allegazioni di come avrebbe trascorso il tempo 

in tale cella, asserendo esclusivamente che avrebbe dormito come altri de-

tenuti per terra, e sarebbe uscito dalla cella soltanto per essere interrogato 

o nell’ufficio dove sarebbe stato condotto, o ancora per incontrare qualcuno 

(cfr. ibidem, D92 segg., pag. 12), senza anche qui fornire dei dettagli con-

creti e sostanziati che potessero rendere il suo vissuto reale, ad esempio 

non riuscendo a riportare né quante persone ci sarebbero state nella cella, 

neppure approssimativamente (cfr. ibidem, D93 seg., pag. 12), né quali 

persone esattamente che lui conosceva si sarebbero trovate in cella (cfr. 

ibidem, D95, pag. 12), o ancora nessun accenno di sensazioni o del clima 

che regnava nella cella è stato dato dall’insorgente. Fra l’altro, il ricorrente 

non ha in alcun modo nominato nella prima parte della sua audizione, che 

i detenuti si sarebbero pure occupati di lavori al di fuori dell’edificio della 

gendarmeria, ma tali allegazioni sono giunte soltanto, ed in modo del tutto 

nuovo e senza alcuna spiegazione maggiore, allorché egli è stato questio-

nato circa come sarebbe riuscito a fuggire dall’edificio (cfr. n. 21/20, D113 

seg., pag. 13 seg.). Per di più anche i momenti che avrebbero preceduto 

la sua fuga e la sua fuga stessa, sono stati descritti dall’insorgente con una 

D-6378/2024 

Pagina 9 

brevità e con in più anche delle incoerenze (parla di gendarmi che sareb-

bero stati corrotti, quando subitamente poco dopo invece si riferisce ad un 

solo gendarme che lo avrebbe dovuto sorvegliare, cfr. ibidem, D114, 

pag. 13 seg.), che lasciano planare maggiormente il dubbio che tali eventi 

non siano stati da lui effettivamente vissuti, ma anzi che la narrazione sia 

stata via via adattata ed inventata dal ricorrente, in funzione dei quesiti che 

gli venivano posti. 

6.4.3 Altresì, egli ha reso ulteriori dichiarazioni contraddittorie, che rendono 

ancora maggiormente inverosimili gli eventi che gli sarebbero successi e 

che lo avrebbero condotto all’espatrio. In particolare, egli ha in prima bat-

tuta descritto che nella sala nella quale sarebbe stato interrogato per (…) 

volte, si sarebbe trovato anche un (…) (cfr. n. 21/20, D104, pag. 13), salvo 

invece poco dopo, asserire che il (…) attaccato al (…) sarebbe provenuto 

dall’esterno, da un (…) nella sala della pausa o dove prenderebbero il caffè 

i gendarmi (cfr. ibidem, D106, pag. 13). Anche in merito a quest’ultimo as-

serto, però, il ricorrente è risultato incoerente, in quanto dapprima ha alle-

gato di non sapere da dove provenisse il (…), per poi invece proseguire 

riferendo addirittura di una sala per la pausa, con la cucina, dove vi sarebbe 

il (…) al quale sarebbe stato attaccato tale (…) (cfr. ibidem, D106, pag. 13). 

Tali discrepanze nel suo narrato, su uno degli unici oggetti che si sarebbero 

trovati nella sala, con cui fra l’altro in un’occasione il ricorrente sarebbe 

stato torturato secondo i suoi asserti, non risultano in alcun modo insignifi-

canti come preteso nel ricorso dall’insorgente, e non possono certo trovare 

spiegazione con il mero asserto di essersi “confuso” (cfr. ricorso, pag. 3). 

Proseguendo, ulteriore incoerenza è rilevabile allorché egli ha dapprima 

fatto riferimento ad un foglio che avrebbero lasciato gli anglofoni quando 

hanno attaccato il villaggio (cfr. n. 21/20, D126, pag. 15), senza tuttavia 

spiegare cosa contenesse lo stesso, ma subito dopo invece asserendo che 

avrebbero inviato soltanto telefonicamente dei messaggi di minaccia a 

E._______ (cfr. ibidem, D126, pag. 15). Inoltre ha riferito che E._______ 

non sarebbe più tornato nel suo villaggio dopo essere fuggito (cfr. ibidem, 

D122, pag. 15), ciò che risulta essere in contrasto totalmente con il MdP 

n. 2, dove risulta invece che durante la stesura del verbale di constatazione 

dei danni che sarebbero occorsi nel villaggio di D._______ ai danni di 

E._______, quest’ultimo sarebbe stato presente. Altresì, quanto asserito 

per la prima volta dal ricorrente nel suo scritto del 14 novembre 2024, ov-

vero che sarebbe stato rinchiuso in un locale di gendarmeria costituito da 

quattro muri, e non in una cellula di prigione con più comparti (cfr. pag. 2), 

ciò che risulta, come anche già sopra evinto (cfr. consid. 5.1), in totale con-

trasto con quanto da lui invece descritto nell’audizione sui motivi d’asilo 

D-6378/2024 

Pagina 10 

(cfr. n. 21/20, D51 segg., pag. 5 segg.), offre un ulteriore indizio importante 

della poca credibilità degli eventi che lo avrebbero condotto all’espatrio. 

6.5 Concernente poi la documentazione presentata dal ricorrente in corso 

di procedura, e rinviata parzialmente dallo stesso anche in allegato al suo 

scritto del 14 novembre 2024, si osserva come la stessa non è in grado di 

rendere maggiormente credibili le sue allegazioni circa i fatti da lui posti a 

fondamento del suo espatrio, ed in particolare, il suo arresto e la sua de-

tenzione a seguito della manifestazione alla quale avrebbe preso parte il 

(…), o ancora la sua fuga dal luogo in cui era detenuto e le ricerche della 

sua persona da parte dei secessionisti anglofoni, a causa di quanto egli 

avrebbe rivelato, anche sotto tortura, ai gendarmi nel corso dei suoi inter-

rogatori subiti in detenzione. Invero, come già ritenuto a ragione dalla SEM 

nella decisione impugnata (cfr. p.to II, pag. 6), le fotografie da lui presentate 

quali mezzi di prova e il rapporto di constatazione dei danni, o ancora il 

certificato di decesso di E._______, non contenendo alcun riferimento 

all’insorgente, non sono in grado di attestare alcun legame diretto con i 

motivi che avrebbero scatenato gli stessi, come sostenuto invece dall’inte-

ressato. 

6.6 Alla luce di quanto precede, il ricorrente non è quindi riuscito nell’intento 

di provare, o per lo meno di rendere verosimili in maniera preponderante, 

ai sensi dell’art. 7 LAsi, i fatti posti alla base del suo espatrio e della sua 

domanda d’asilo. Di conseguenza anche quanto egli avrebbe appreso che 

sarebbe avvenuto dopo il suo espatrio, in riferimento alle minacce che 

avrebbe ricevuto la madre e che quest’ultima sarebbe stata arrestata dalla 

gendarmeria per (…) o (…) giorni dopo che egli era fuggito (cfr. n. 21/20, 

D133 segg., pag. 16; D148, pag. 17), non sono in alcun modo credibili. In 

relazione al riconoscimento della qualità di rifugiato ed alla concessione 

dell’asilo, v’è quindi da confermare il giudizio negativo esposto nella deci-

sione impugnata. 

7.  

Il Tribunale, è tenuto a confermare anche la pronuncia dell’allontanamento 

dell’insorgente, in quanto egli non adempie alle condizioni in virtù delle 

quali la SEM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare il suo allontana-

mento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 LAsi, nonché art. 32 

dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 ago-

sto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 

consid. 10.1). 

 

D-6378/2024 

Pagina 11 

8.  

8.1 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), giusta il quale l’ese-

cuzione dell’allontanamento deve essere ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI), 

esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI) e possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI). In caso di 

non adempimento di una di queste condizioni, la SEM dispone l’ammis-

sione provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

8.2  

8.2.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento 

non è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di 

diritto internazionale pubblico della Svizzera. 

8.2.2 Nel provvedimento impugnato, a ragione l’autorità sindacata, ha os-

servato che nella fattispecie il principio del divieto di respingimento (art. 5 

cpv. 1 LAsi) non si applica, in quanto esso protegge soltanto persone alle 

quali è stata riconosciuta la qualità di rifugiato. Per di più, per i motivi già 

sopra enucleati (cfr. consid. 6), al contrario di quanto sostenuto dall’insor-

gente nel gravame senza apportare alcun ulteriore elemento concreto e 

circostanziato, non sono ravvisabili agli atti, degli elementi concreti che 

possano far ritenere, con una probabilità preponderante, che egli possa 

essere esposto ad una pena o ad un trattamento vietati dall’art. 3 CEDU o 

dall’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 

crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (RS 0.105) nel caso di 

un suo rimpatrio (cfr. sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo [di 

seguito: CorteEDU], Grande Camera, Saadi contro Italia del 28 feb-

braio 2008, 37201/66, §§125 e 129 con rel. rif.). Altresì, le problematiche 

di natura medica risultano pertinenti in termini di ammissibilità solo in casi 

di estrema gravità (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.1.2-9.1.6; sentenza della 

CorteEDU [Grande Camera] Paposhvili contro Belgio del 13 dicem-

bre 2016, 41738/10, §181 segg.), a cui non è apparentabile la presente 

fattispecie, visti gli atti di causa (cfr. anche infra consid. 8.3.4). 

8.2.3 Ne consegue pertanto che l’allontanamento del ricorrente verso il  

Camerun risulta essere ammissibile nei confronti delle norme nazionali 

(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi) ed internazionali applicabili. 

8.3  

8.3.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non è 

ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di provenienza, 

lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a 

D-6378/2024 

Pagina 12 

situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. 

8.3.2 Malgrado permangano in Camerun delle tensioni politiche ed etniche 

dalle elezioni avvenute nel 2018, nel predetto Paese non sussiste, come 

ritenuto da costante giurisprudenza di questo Tribunale, ora come prima, 

un contesto di guerra, guerra civile e violenza generalizzata, riguardante 

l’integralità del territorio, che renda l’esecuzione dell’allontanamento, com-

prese le regioni del Nord-Ovest e del Sud-Ovest del Camerun, di regola 

come inesigibile (cfr. ex multis le sentenze del Tribunale D-3229/2021 del 

16 agosto 2024 consid. 8.4.1 con ulteriori rif. cit., E-1474/2021 del 20 lu-

glio 2022 consid. 6.2).  

8.3.3 Nel caso concreto, il ricorrente ha vissuto con ultimo domicilio a 

D._______, ma restando per la maggior parte del tempo a B._______, 

dove viveva in una casa di famiglia, entrambe località site nel distretto di 

I._______, appartenente alla regione (…) del Camerun (cfr. n. 21/20, D7 

segg., pag. 2 seg.; D35 segg., pag. 4), regione che non è direttamente toc-

cata dal conflitto vigente nelle regioni anglofone site nel (…) e nel (…) del 

Paese. Inoltre, il ricorrente, ancora giovane, ha una discreta formazione 

scolastica, avendo frequentato anche una formazione quale (…) (anche se 

queste ultime non le avrebbe terminate), nonché sarebbe stato (…) nel suo 

Paese, oltreché avrebbe esperienza nella (…) (cfr. n. 21/20, D26 segg., 

pag. 4; D52, pag. 5). Dalle sue allegazioni si evince poi come suo figlio, la 

madre, una zia nonché il fratello vivano a J._______ (cfr. n. 21/20, D22 

segg., pag. 3; D42 segg. e D51, pag. 5). Con la madre sarebbero inoltre in 

contatto regolare (cfr. n. 21/20, D70, pag. 10). Il ricorrente dispone per-

tanto, in Camerun, di una solida rete sociale che potrà venirgli in aiuto, 

almeno per i primi tempi ed in caso di necessità, per coprire i suoi bisogni 

primari. Inoltre, vista in particolare la sua esperienza lavorativa, non v’è da 

dubitare che egli potrà reperire un’attività lucrativa in patria e reintegrarsi 

quindi in breve tempo nel tessuto sociale ed economico. 

8.3.4 Anche lo stato di salute del ricorrente, non risulta essere ostativo 

all’esecuzione del suo allontanamento. Invero, dalla documentazione me-

dica all’inserto, si evince come a lui siano stati diagnosticati un’ipercoleste-

rolemia ed un’ipoacusia, per le quali sono state impostate le terapie farma-

cologiche del caso, nonché una lieve ipermetropia, per la quale gli sono 

stati prescritti degli occhiali (cfr. n. 16/2 e 20/7). Più recentemente sono 

state poste le diagnosi di condropatia femoro-rotulea bilaterale, cefalea ri-

corrente, lombalgia, obesità di 1° grado ed insonnia, e gli sono stati pre-

scritti dei farmaci antinfiammatori al bisogno e Dafalgan per la cefalea e al 

D-6378/2024 

Pagina 13 

bisogno, nonché in futuro una visita specialistica presso un ortopedico per 

la problematica alle ginocchia (cfr. n. 24/6 e MdP n. 5). Inoltre è stata rile-

vata un’epatite B positiva (cfr. MdP n. 6), per la quale non risulta che il ri-

corrente segua una terapia a tutt’oggi. Dal profilo psichiatrico, sono invece 

state poste le diagnosi di disturbo post-traumatico da stress e di disturbi 

dell’adattamento, con il trattamento impostato di colloqui di psicoterapia e 

di sostegno psicologico (cfr. n. 27/4), ma senza cure farmacologiche pre-

scritte. Sulla scorta di quanto precede, pur non volendo sminuire le proble-

matiche di salute dell’insorgente, tuttavia le stesse non risultano essere di 

tale gravità da risultare ostative all’esecuzione del suo allontanamento (cfr. 

sentenza della CorteEDU [Grande Camera] N. contro Regno Unito del 

27 maggio 2008, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 dicem-

bre 2016, 41738/10, §181 segg.; Savran contro Danimarca del 7 dicem-

bre 2021, 57467/15, §§121 segg.; DTAF 2011/9 consid. 7.1). Anche te-

nendo conto che il ricorrente necessiterà nel proseguo di un seguito me-

dico e di medicamenti per le patologie succitate, egli potrà senz’altro repe-

rire gli stessi a J._______, località non molto distante dai suoi luoghi di 

domicilio pregresso, e dove vivono anche la maggior parte dei suoi fami-

gliari, presso le strutture sanitarie già segnalate nella decisione impugnata, 

alla quale si rinvia per ulteriori dettagli, onde evitare ripetizioni (cfr. p.to III/2, 

pag. 6 seg.). Per quanto poi attiene ai costi di salute, al contrario di quanto 

sollevato nel ricorso dall’insorgente, non si vede come egli, reintegrandosi 

nel suo Paese d’origine, se necessario con l’aiuto della sua rete sociale 

disponibile sul posto, non possa affrontare in futuro i costi derivanti dalle 

cure delle sue patologie. Inoltre, v’è in tale contesto da rammentare, che il 

ricorrente, in caso di bisogno, potrà richiedere un aiuto medico al ritorno 

(art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi). 

8.3.5 Riassumendo, non v’è da ritenere che il ricorrente, nel caso di un suo 

ritorno nel Paese d’origine, si ritroverà in una situazione di minaccia esi-

stenziale. Pertanto, l’esecuzione dell’allontanamento è pure ragionevol-

mente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

8.4 In ultima analisi, nemmeno risultano esserci degli impedimenti sotto il 

profilo della possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento, in quanto il ri-

corrente, potrà procurarsi ogni ulteriore documento indispensabile al rim-

patrio, usando della necessaria diligenza (art. 8 cpv. 4 LAsi; cfr. 

DTAF 2008/34 consid. 12). 

8.5 Pertanto, anche in materia d’esecuzione dell’allontanamento, la deci-

sione della SEM va confermata, e la concessione di un’ammissione prov-

visoria, non entra quindi in considerazione (art. 83 cpv. 1 LStrI a contrario). 

D-6378/2024 

Pagina 14 

9.  

Alla luce di tutto quanto sopra considerato, con la decisione impugnata, la 

SEM non ha violato il diritto federale, né abusato del suo potere d’apprez-

zamento, ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Altresì, per quanto censura-

bile, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va conseguente-

mente respinto e la decisione impugnata confermata. 

10.  

10.1 Riguardo poi alla richiesta di riconsiderazione della decisione inciden-

tale del Tribunale del 16 ottobre 2024, in punto all’assistenza giudiziaria 

parziale, contenuta nello scritto del ricorrente del 14 novembre 2024, visto 

quanto già considerato in merito (cfr. supra consid. 5), si respinge la stessa, 

in quanto non contenente dei fatti nuovi e determinanti che potessero mo-

tivare un apprezzamento differente delle possibilità di successo della pre-

sente causa.  

10.2 Pertanto, e visto l’esito della procedura, le spese processuali di 

CHF 750.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricor-

rente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse 

e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), e sono prelevate 

sull’anticipo spese versato il 28 ottobre 2024. 

11.  

La presente decisione non può essere impugnata con ricorso di diritto pub-

blico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF) ed è quindi 

definitiva. 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-6378/2024 

Pagina 15 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La richiesta del ricorrente del 14 novembre 2024, tendente alla riconside-

razione della decisione incidentale del Tribunale del 16 ottobre 2024, sul 

punto del respingimento dell’assistenza giudiziaria parziale, è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente e 

sono prelevate sull’anticipo spese di medesimo importo versato il 28 otto-

bre 2024. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

Data di spedizione: