# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 96c98853-ec93-5173-af9b-698e49ffd49e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-01-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 10.01.2001 INC.1999.5103
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-5103_2001-01-10.html

## Full Text

N. 51.99.3 L                                                                Lugano,
10 gennaio 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

 

sedente per statuire sul reclamo
presentato il 28 dicembre 2000 da

 

 

__________, ora in
carcere estradizionale

(patrocinato dall’avv.
__________)

 

 

contro la decisione 21 dicembre
2000 del Procuratore pubblico avv. __________, che ha respinto le
richieste di complemento di prove nel procedimento penale pendente contro il
reclamante per infrazioni alla legge federale sulla dimora e in domicilio degli
stranieri e per minaccia;

 

 

 

preso atto della comunicazione 3
gennaio 2001 del magistrato inquirente, che si conferma nella decisione
impugnata;

 

 

 

atteso che per l’esito del
gravame si può prescindere dal chiedere osservazioni al querelante __________,
Lugano (patrocinato dall’avv. __________);

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto e considerato 

 

 

 

 

 

 

in fatto ed in
diritto:

 

 

che:

 

 

-        
dal 24 gennaio 1999, rispettivamente dall’8 aprile 1999, sono
pendenti, presso il Ministero pubblico ticinese, nei confronti di __________
due procedimenti, uno per titolo di infrazione alla legge federale sul
domicilio e la dimora degli stranieri (inc. MP __________) e uno per titolo di
minaccia (inc. MP __________);

 

 

-        
dal 29 ottobre 1998 è pure pendente un procedimento, sempre per
infrazione alla LDDS, avviato nella Svizzera tedesca, per il quale è stato
fatto il deposito atti congiuntamente agli altri due incarti (inc. MP
__________);

 

 

-        
in data 18 dicembre 2000 il reclamante ha inoltrato una richiesta
di complementi d’inchiesta, in merito all’infrazione alla LDDS nella Svizzera
tedesca, il confronto con alcune delle persone trasportate e, in merito alla
querela per minaccia, il confronto con il querelante;

 

 

-        
il magistrato inquirente ha motivato il suo rifiuto in sostanza
considerando che “sui fatti essenziali e rilevanti per il presente
procedimento non vi sono lati oscuri”, aggiungendo che, per quanto riguarda
le differenti versioni tra querelante e querelato, le stesse sarebbero del tutto
scontate in procedimenti del genere, mentre, per quel che riguarda il confronto
richiesto con le persone trasportate clandestinamente, queste ultime non
sarebbero più reperibili siccome nel frattempo allontanate dalla Svizzera;

 

 

-        
con tempestivo reclamo, prodotto dall’accusato per cui è pacifica
la sua legittimazione (e quindi la ricevibilità, come agli art. 280 ss. CPP),
__________ lamenta il rifiuto dei complementi di prova richiesti, asseritamente
necessari per chiarire le incertezze istruttorie: con le sue osservazioni al
gravame, il Procuratore pubblico si è limitato a confermare la propria
decisione, ritenendola adeguatamente motivata,

 

 

-        
per meritare di venire assunte, le prove proposte dalle parti
contestualmente al deposito atti (art. 196 CPP), o anche in altro momento
dell’istruttoria (art. 

60 cpv. 1 e 79 cpv. 1 CPP), devono rispettare tre concorrenti ordini di
considerazioni e presupposti: esse devono essere motivate per quanto attiene al
loro oggetto ed al loro scopo in diretta connessione con la fattispecie
inquisita; tali mezzi di prova devono quindi avere i requisiti della novità,
della rilevanza e della pertinenza alle successive conclusioni di competenza
del Procuratore Pubblico, dapprima per decidere se promuovere l’accusa oppure
non far luogo al procedimento e poi eventualmente - dopo definitiva conclusione
dell’istruzione formale - se decretare messa in stato d’accusa o abbandono,
sino a, se del caso, quelle del giudice di merito; le stesse prove devono
essere di difficile produzione al dibattimento, avute presenti le finalità
dell’art. 189 CPP, inteso appunto tra l’altro ad assicurarne la non interrotta
assunzione (v. REP 1998 nr.122; già in sentenza 24 gennaio 1990, inc. CRP
337/89; v. decisioni 17 febbraio 1993 in re L.P., inc. GIAR 135.93.1; 3
novembre 1993 in re G.G., inc. GIAR 862.93.1, e 14 giugno 1995 in re F.M., inc.
GIAR 1093.93.5);

 

 

-        
questo giudice non trova elementi tali da giustificare in alcun
modo una decisione diversa da quella del Procuratore pubblico: in effetti la sussistenza
di divergenze sulle modalità di entrata nel nostro Paese dei vari clandestini
__________ non potrebbe in alcun modo inficiare gli atti di inchiesta contro
__________, ritenuto che appare acclarato come egli abbia in pratica
organizzato il loro trasporto sul territorio elvetico, dietro un compenso più
che elevato, mentre per quanto concerne il richiesto confronto per il reato di
minaccia tra querelante e querelato, esso non appare visibilmente idoneo, come
rettamente rilevato dal magistrato inquirente, a mutare la sostanza degli
accertamenti probatori atti a determinare il giudizio nelle sue competenze;

 

 

-        
il reclamo si rivela quindi del tutto infondato e viene pertanto
integralmente respinto con la presente decisione definitiva: tassa e spese di
giudizio (art. 39 lett. f TG) sono a carico del reclamante, ritenuta la sua
completa soccombenza;

 

 

 

visti i citati articoli di legge,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

 

1.     
Il reclamo è respinto.

 

 

2.     
La tassa di giustizia di fr. 250.- e le spese di 50.- sono a carico del
reclamante.

 

 

3.      La presente decisione é definitiva.

 

 

4.      Intimazione:

-        
al Procuratore Pubblico avv. __________ (con gli incarti di
ritorno);

-        
all'avv. __________, per sé e per __________ (con copia delle
osservazioni del magistrato inquirente);

-        
all’avv. __________, per sé e per __________.

 

 

 

 

 

 

                                                                                        giudice
__________