# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 27b89edf-87aa-5ee8-abb6-69ce1df62be5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-05-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.05.2021 38.2021.18
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2021-18_2021-05-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  38.2021.18

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  3 maggio 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 marzo 2021 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione dell’11 febbraio 2021 emanata
  da

  
	
   

  	
  Sezione del lavoro - Ufficio delle misure attive, 6501
  Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione
su opposizione dell’11 febbraio 2021 la Sezione del lavoro - Ufficio delle
misure attive (in seguito: UMA) ha confermato la decisione del 19 gennaio 2021
(cfr. doc. 3) ed ha respinto la richiesta di RI 1 di ottenere il sussidio per
le spese di pendolare o soggiornante settimanale dal 13 dicembre 2020, in
relazione all’attività lavorativa di Chef de Rang durante la stagione
invernale, svolta presso l’Hotel __________ di __________ (cfr. doc. 1 e 2).

 

                                         L’amministrazione ha
respinto la domanda in quanto l’assicurato, entro il termine quadro, ha già usufruito
di tale prestazione durante sei mesi (cfr. doc. 3 e A1).

                               1.2.   Contro la succitata decisione
su opposizione l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale
si è così espresso:

 

" (…) La
decisione dell'ufficio delle misure attive e stata presa sulla basa di un
periodo quadro prolungato da Berna in occasione della pandemia per agevolare i
disoccupati di lungo periodo, senza voler penalizzare i lavoratori stagionali
che si recano in altri cantoni come nel mio caso, infatti il mio periodo quadro
avrebbe avuto termine il 23 ottobre 2020 (Termine quadro: 24.10.18 - 24.10.20),
quindi in novembre a seguito della nuova domanda di disoccupazione avrebbe
avuto inizio un nuovo termine quadro dandomi il diritto al sussidio, invece il
prolungamento mi ha penalizzato.

Non credo fosse nelle intenzioni di Berna penalizzare gente come
me che anche in questa situazione così anomala si reca oltre cantone per
lavorare, sostenendo spese supplementari, tra le quali parcheggio e benzina per
rientrare nel domicilio.

Inoltre la decisione di respingere la mia domanda da parte
dell'ufficio misure attive mi è stata comunicata con notevole ritardo rispetto
alla presentazione della stessa, ciò ha falsato la mia valutazione, infatti
senza tale sussidio mi sono ritrovato nella condizione di percepire una paga
inferiore rispetto al sussidio di disoccupazione che mi sarebbe comunque
spettato standomene comodamente a casa, in più lavorando ho anche sostenuto
spese di trasporto e doppia economia domestica.” (Doc. I)

 

                               1.3.   Nella sua risposta del 24
marzo 2021 la Cassa propone di respingere il ricorso e osserva:

 

" (…) Come
da prassi LADI PML L12, il provvedimento può essere accordato più volte per termine
quadro a condizione che la durata totale non superi sei mesi. In caso di
apertura di un nuovo termine quadro per la riscossione della prestazione, è
possibile concedere un sussidio a cavallo dei due termini quadro a condizione
che siano pronunciate due decisioni e che la durata totale della prestazione
non superi sei mesi.

Considerato che nel termine quadro 24.10.2018 - 23.04.2021, il
signor RI 1 ha già beneficiato del sussidio totale di 6 mesi: nel periodo
16.12.2018-16.03.2019 (3 mesi) e nel periodo 15.12.2019-14.03.2020 (3 mesi), si
ritiene che non ci siano le premesse per riconoscere quanto richiesto dal
ricorrente (…).” (Doc. III)

 

                               1.4.   Il 1° aprile 2021
l’assicurato ha inviato al TCA uno scritto del seguente tenore:

 

" (…) In
riferimento alla vostra richiesta di presentare eventuali altri mezzi di prova,
non posso far altro che appellarmi al buon senso del giudice nel valutare
questa controversia, considerando che senza la pandemia che stiamo vivendo
avrei avuto diritto al sussidio.

Mentre Berna cercava di agevolare i disoccupati col provvedimento
di allungamento dei termini, l'ufficio misure attive mi penalizzava andando
contro quello che era lo spirito del provvedimento stesso non premiando chi
anche in queste condizioni difficili si prodigava per lavorare e sostenere
l'economia andando anche oltre cantone quando sarebbe stato molto più semplice
restare a casa (come hanno fatto molti colleghi) è economicamente più
vantaggioso.

Chiedo quindi che la decisione dell'ufficio misure attive sia ribaltata,
onorando quello che è il loro compito di incentivare e non di disincentivare il
lavoro.” (Doc. V)

 

                                         Il 15 aprile 2021 l’UMA si
è riconfermato nella risposta di causa precisando di non avere ulteriori
osservazioni da aggiungere (cfr. doc. VII).

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Il TCA è
chiamato a stabilire se RI 1 ha diritto oppure no al sussidio per le spese di
pendolare o soggiornante settimanale. 

 

                                         Il 1° luglio
2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI del 22 marzo 2002,
accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag.
2502 segg.; RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

 

                                         Questa
revisione della LADI non ha sostanzialmente modificato i provvedimenti inerenti
al mercato del lavoro, che peraltro erano già stati estesi con la seconda
revisione della legge del 1995.

                                         Questi
provvedimenti si sono rivelati un valido strumento di prevenzione e di lotta
contro la disoccupazione e pertanto sono stati mantenuti (cfr. Consiglio
federale, Messaggio concernente la revisione della legge sull'assicurazione
contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, p.to 1.1.2., in FF 2001 N. 23
del 12 giugno 2001, pag. 1972):

 

" (…)
In linea di massima, la presente revisione non concerne gli URC
recentemente istituiti né il rafforzamento dei PML conseguito sino ad oggi con
la revisione del 1995.

Entrambi gli strumenti si sono dimostrati validi e
vanno pertanto mantenuti nella forma attuale, anche se leggermente migliorata.
(…)"

 

                                         Per quel che
riguarda i provvedimenti atti a favorire la mobilità geografica (cfr. D. Cattaneo, "Les mesures
préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage". Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno 1992
pag. 119-120 e pag. 486-511; A Leu,
"Die Abeitsmarktlichen Massnahmen". Ed. Schulthess Juristische Medien
AG. Zurigo. Basilea. Ginevra, 2006 pag. 143 seg.; B. Rubin, "Commentaire sur l'assurance-chômage".
Ed Schultess Juristische Medien AG, Zurigo. Basilea.
Ginevra, 2014 pag. 497-504 seg.), inseriti nella Sezione 4 ("Provvedimenti
speciali") del Capitolo 6 (Provvedimenti inerenti al mercato del
lavoro") della LADI la terza revisione della legge ha modificato l'art. 68
LADI.

                                         Questa disposizione legale
ha attualmente il seguente tenore:

 

" Sussidi per gli assicurati pendolari e soggiornanti settimanali;
presupposti del diritto.

1L'assicurazione
accorda agli assicurati sussidi speciali se:

    a.  non
è stato possibile procurare loro un'occupazione adeguata nella loro regione di
domicilio; e

    b.  hanno
adempiuto il periodo di contribuzione ai sensi dell'articolo 13.

2Gli assicurati
interessati ricevono i sussidi, entro il termine quadro, per complessivamente
sei mesi al massimo 

3Essi ricevono
sussidi solo nella misura in cui, a causa del lavoro esterno, subiscano perdite
finanziarie rispetto alla loro ultima attività."

 

                               2.2.   Le Direttive relative
ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro (Prassi LADI PML) elaborate nel
2014 dalla Segreteria di Stato dell'economica (SECO) che, nella sua qualità di
autorità di vigilanza “provvede all’applicazione uniforme del diritto e
fornisce agli organi esecutivi le istruzioni necessarie per l’esecuzione della
legge (art. 110 LADI)”, a proposito della durata delle prestazioni:

 

" Principio

L9    Conformemente
all'art. 68 cpv. 2 LADI, i sussidi possono essere accordati, entro lo stesso termine
quadro, per un massimo di sei mesi complessivi.

L10  II
termine di sei mesi decorre dalla data in cui rassicurato inizia a esercitare
l'attività lavorativa fuori della propria regione di domicilio. Se presenta la
sua domanda soltanto dopo tale data, rassicurato non potrà più aver diritto
alle prestazioni durante i sei mesi (diminuzione proporzionale al ritardo ai
sensi dell'art. 95 cpv. 1 OADI in combinato disposto con l'art. 81 e cpv. 1
OADI).

L11  Non vi
può essere alcun prolungamento della durata massima del versamento,
indipendentemente dalle circostanze.

 

Termine quadro

L12  II procedimento
può essere accordato più volte per termine quadro a condizione che la durata
totale non superi sei mesi. In caso di apertura di un nuovo termine quadro per
la riscossione della prestazione, è possibile concedere un sussidio a cavallo
dei due termini quadro a condizione che siano pronunciate due decisioni e che
la durata totale della prestazione non superi sei mesi.”

                                         

                                         Le direttive
amministrative non costituiscono norme giuridiche e non sono vincolanti per il
giudice delle assicurazioni sociali (cfr. STF 8C_405/2018 del 22 gennaio 2019
consid. 6.1.1; STF 8C_688/2011 del 13 febbraio 2012 consid. 3.2.1; DTF 138 V 50 consid. 4.1 pag. 54; DTF 137 V 434 consid. 4.2
pag. 438; DTF 133 V 169 consid. 10.1 pag. 181).

 

                                         Quest’ultimo deve tenerne
conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime
permettono un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili
giustificata nel caso di specie (cfr. STF 8C_214/2020 del 18 febbraio 2021
consid. 3.2; DTF 146 V 224; DTF 146 V 104; STF 8C_405/2018 del 22 gennaio 2019
consid. 6.1.1; DTF 142 V 442 consid. 5.2 pag. 445 seg.; DTF 140 V 314
consid. 3.3 pag. 317; DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 133
V 587 consid. 6.1 pag. 591; DTF 133 V 257 consid. 3.2 pag. 258 seg.; DTF 132 V 125 consid. 4.4; DTF 132 V 203 consid. 5.1.2; DTF 131 V
286 consid. 5.1.; DTF 131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229
consid. 2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a; STFA I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF
125 V 377, consid. 1c, pag. 379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d,
pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268
= DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).

 

                                         Il giudice deve, invece,
scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr.
DTF 130 V 229 consid. 2.1.; STF H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68
consid. 4b; DTF 125 V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr.
86, consid. 2c, pag. 262, SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA
1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300;
DTF 120 V 163 consid. 4b, DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC
1992 pag. 514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b, pag.
91; DTF 117 V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c,
DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233 consid. 2a, DTF
110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4 consid. 3a; vedi inoltre
Bois, "Procédures applicables
aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag. 77 ss; Duc-Greber: "La portée de l'art. 4 de la
 Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in RDS 1992 II
pag. 527; Cattaneo, "Les
mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag.
296-297).

 

                                         Secondo la giurisprudenza,
infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una
pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze
(DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b).

 

                                         In una
sentenza 2C_105/2009 del 18 settembre 2009,
 l'Alta Corte, a proposito delle direttive, ha ricordato che:

 

" Simili
atti servono a favorire un'applicazione uniforme del diritto e a garantire la
parità di trattamento. Essi non hanno forza di legge e non fondano quindi
diritti ed obblighi dei cittadini né vincolano gli amministrati, i tribunali o
la stessa amministrazione. Ciò non significa tuttavia che siano irrilevanti per
le istanze di ricorso. Queste ultime verificano in effetti se le direttive
riflettono il senso reale del testo di legge e ne tengono conto nella misura in
cui propongono un'interpretazione corretta ed adeguata al caso specifico. Più
specificatamente, tali autorità non si scostano senza motivi importanti da
un'ordinanza amministrativa, se la stessa concretizza in modo convincente i
presupposti di legge e di regolamento a cui è subordinato l'ottenimento di una
determinata prestazione (DTF 133 II 305 consid. 8.1; 133 V 394 consid. 3.3; 130 V 163 consid. 4.3.1; 128 I 167 consid. 4.3)."

 

                               2.3.   Nella presente fattispecie,
il termine quadro per la riscossione delle prestazioni è stato aperto il 24
ottobre 2018 e, senza le misure particolari adottate in relazione alla pandemia,
sarebbe scaduto, due anni dopo, il 23 ottobre 2020.

                                         In realtà il termine
quadro è stato prolungato di 6 mesi, fino al 23 aprile 2021.

 

                                         La modifica dell’Ordinanza
Covid-19 assicurazione contro la disoccupazione del 25 marzo 2020, ha infatti
introdotto un nuovo art. 8a del seguente tenore:

 

" 1Tutte
le persone aventi diritto all’indennità conformemente alla LADI beneficiano di
120 indennità giornaliere supplementari al massimo. Queste indennità non sono
computate nell’attuale numero di indennità giornaliere.

2Se necessario, il termine quadro per la riscossione
della prestazione è prolungato di due anni.” 

 

                                         La “Direttiva 2020/10:
Aggiornamento «Disposizioni speciali a causa della pandemia»” della Segreteria
di Stato dell’economia (SECO) del 22 luglio 2020, a questo proposito precisa
quanto segue:

 

" La
difficile situazione economica causata dal coronavirus riduce le possibilità di
trovare velocemente un lavoro. Attraverso le indennità giornaliere
supplementari e i termini quadro prolungati per la riscossione delle
prestazioni, si mira a evitare che le persone assicurate esauriscano le
indennità giornaliere cui hanno diritto in questo periodo, anche se trovare un
lavoro è molto difficile.

Ogni persona assicurata che al 1° marzo 2020 non aveva ancora
esaurito le sue indennità giornaliere beneficerà al massimo di 120 indennità
giornaliere supplementari per il periodo dal 1° marzo 2020 al 31 agosto 2020
(durata dell'Ordinanza COVID-19 assicurazione contro la disoccupazione). Le
normali indennità giornaliere saranno percepite soltanto quando le 120
indennità giornaliere supplementari risulteranno esaurite. Anche durante la riscossione
delle indennità giornaliere supplementari si applicano tutte tè disposizioni
della LADI (es. per quanta riguarda i periodi di attesa o di sospensione).

Il termine quadro per la riscossione delle prestazioni viene
prolungato di 6 mesi per tutte le persone che al 1° marzo 2020 godevano già di
tale termine e che dal 1° marzo 2020 ne hanno ancora diritto. Per le persone il
cui termine quadro per la riscossione delle prestazioni

si apre dopo il 1 ° marzo 2020, tale periodo viene prolungato per
la durata che va dall'inizio del termine quadro per la riscossione delle
prestazioni fino al 31 agosto 2020.

 

Tre casi di studio illustrano l'applicazione di questa procedura:

 

    -    La
persona A ha un termine quadro per la riscossione delle prestazioni dal 1°
novembre 2019 e al 1° marzo 2020 ha ancora diritto a 300 indennità giornaliere.
Dal 1° marzo al 14 agosto 2020 riceve le 120 indennità giornaliere
supplementari senza alcuna interruzione. Dal 14 agosto 2020 può riscuotere
nuovamente indennità giornaliere normali e ha ancora diritto a 300 indennità
giornaliere. Il suo termine quadro per la riscossione delle prestazioni viene
prolungato di 6 mesi (184 giorni).

    -    La
persona B riceve un nuovo termine quadro per la riscossione delle prestazioni
in data 01.04.2020. Durante il periodo dal 1° aprile al 31 agosto 2020 la
persona B riceve esclusivamente le indennità giornaliere supplementari. La
riscossione dell'indennità giornaliera normale inizia solo a partire dal 1°
settembre 2020. Il suo termine quadro per la riscossione delle prestazioni viene
prolungato di 5 mesi.

    -    La
persona C ha esaurito il diritto alle indennità al 25 febbraio 2020, ma il suo
termine quadro per la riscossione delle prestazioni dura ancora fino al 31
marzo 2020. Non può percepire indennità giornaliere supplementari perché al
l" marzo 2020 non ne aveva più diritto.

 

Disposizione transitoria per le persone che, dopo il 1° marzo
2020, hanno esaurito il diritto alle indennità (prima dell'entrata in vigore
delle disposizioni delta direttiva 2020/04): Per loro, il termine quadro per la
riscossione delle prestazioni viene prolungato con effetto retroattivo, in modo
da consentire la riscossione delle indennità giornaliere supplementari
retroattiva: mente dall'esaurimento del diritto. A tale scopo la persona deve
essere attivamente iscritta 

all'URC. Un'eventuale re-iscrizione avviene a partire dalla data
di scadenza dell'iscrizione precedente, cosicché la persona interessata possa
beneficiare delle indennità giornaliere supplementari dal 1° marzo 2020. l dati
della persona assicurata devono, però, essere presentati alla cassa di
disoccupazione competente per l'intero periodo di riscossione, compreso l'intero
mese di marzo.”

 

                                         Nel caso concreto, nel
marzo 2020 l’assicurato aveva aperto un termine quadro e non aveva ancora
esaurito il diritto alle prestazioni, per cui tale termine è stato prolungato
di 6 mesi, conformemente alla Direttiva della SECO, fino al 23 aprile 2021.

 

                                         RI 1 si è reiscritto in
disoccupazione il 2 novembre 2020, al termine della stagione estiva, prima di
riprendere un’attività lucrativa fuori Cantone dal 13 dicembre 2020 (cfr. doc.
1).

 

                                         È incontestato che, nel
termine quadro, l’assicurato ha già beneficiato delle prestazioni dovute di sei
mesi conformemente all’art. 68 cpv. 2 LADI.

                                         

                                         L’assicurato sostiene che
se il nuovo termine quadro per la riscossione fosse stato aperto regolarmente
al momento del riannuncio all’inizio del mese di novembre 2020, visto che il
precedente era scaduto il 23 ottobre 2020, avrebbe invece avuto diritto al
sussidio. 

 

                                         Egli ritiene in sostanza
che una misura a favore degli assicurati (quali l’attribuzione di indennità
straordinarie di disoccupazione a causa della pandemia e il conseguente
prolungamento del termine quadro per la riscossione) non può avere degli
effetti negativi per chi si impegna ad accettare nuovi lavori anche fuori dalla
regione di domicilio.

 

                                         Su questa argomentazione
del ricorrente l’UMA non si è pronunciato in alcun modo, limitandosi a citare
le Direttive della SECO (Prassi LADI PML) emanate precedentemente allo scoppio della
pandemia.

 

                                         Chiamato ora a
pronunciarsi, questo Tribunale ritiene invece che tale questione debba essere approfondita
da parte dell’amministrazione, se del caso interpellando la SECO.

 

                                         A proposito
dello scopo della procedura di opposizione, secondo l’art. 52 LPGA, la nostra
Alta Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…) Le but de la procédure d'opposition est d'obliger l'assureur à
revoir sa décision de plus près, parfois même en confiant l'examen du dossier à
une autre personne que l'auteur de la décision contestée. Elle doit lui
permettre, en particulier, de compléter au mieux le dossier, par des mesures
d'instruction appropriées - souvent nécessitées par les nouveaux allégués de l'assuré
- afin de décharger les tribunaux, ce qui est le but final recherché (ATF 125 V 188 consid.1b p. 191). (…)” (STF C 273/06 del 25 settembre 2007
consid. 3.2.)

 

                                         Cfr. pure STF C 279/03 del 30 settembre 2005 consid. 4.

 

                                         In una sentenza
9C_675/2009 del 28 maggio 2010 consid. 8.3., il Tribunale federale ha, inoltre,
ricordato che l'accertamento dei fatti incombe in primo luogo
all'amministrazione in forza dell'obbligo derivante dall'art. 43 LPGA, ed ha
rilevato: 

 

 

"
(…)

8.3 Ad ogni modo si ricorda alla ricorrente che
l'accertamento dei fatti incombeva in primo luogo a lei stessa in forza
dell'obbligo derivante dall'art. 43 LPGA, secondo il quale l'assicuratore
esamina le domande, intraprende d'ufficio i necessari accertamenti e raccoglie
le informazioni di cui ha bisogno (cfr. per analogia la sentenza 8C_122/2008
del 10 marzo 2008 consid. 3). Anche per questa ragione essa non può ora
rimproverare alla Corte cantonale un accertamento asseritamente lacunoso per non
avere approfondito un aspetto - per altro insufficientemente sostanziato in
sede cantonale come pure in sede federale, non potendosi dal solo doppio ruolo
assunto da F.________ inferire un serio indizio di manifesto abuso di diritto -
che avrebbe potuto e dovuto essere da lei acclarato. Come già avuto modo di
affermare in altro ambito, l'amministrazione non può infatti rimandare gli
approfondimenti necessari all'accertamento dei fatti determinanti alla
procedura di opposizione e tanto meno a quella giudiziaria di ricorso senza in
questo modo contravvenire allo scopo perseguito dalle relative disposizioni che
è quello di sgravare in definitiva i tribunali (cfr. DTF 132 V 368 consid. 5 pag. 374; sul tema cfr. pure RAMI 1999 n. U
342 pag. 410 [U 51/98])."

 

                                         Cfr. pure STCA 42.2016.28
del 30 novembre 2016 consid. 2.8.

 

                                         Il TCA constata che l’art.
68 cpv. 2 LADI “allorché fissa a sei mesi la durata massima del sussidio nel
termine quadro”, fa evidentemente riferimento al termine quadro biennale
dell’art. 9 LADI.

 

                                         La decisione su
opposizione impugnata deve dunque essere annullata e gli atti rinviati all’Ufficio
delle misure attive affinché, dopo avere appurato se realmente l’assicurato, il
2 novembre 2020, avrebbe adempiuto il periodo di contribuzione minimo per
aprire un nuovo periodo di riscossione, dopo avere verificato se l’assicurato
ha concretamente beneficiato dell’aumento del numero massimo di indennità
giornaliere oppure no e dopo avere interpellato la SECO sugli effetti del
prolungamento del termine quadro legato alla pandemia in questo preciso
contesto (ad esempio sulla possibilità di riaprire un nuovo termine quadro il 2
novembre 2020 o il prolungamento proporzionale del sussidio rispetto ai sei mesi
al massimo visto il prolungamento di sei mesi del termine quadro per la
riscossione), si pronunci nuovamente sulla domanda del ricorrente.

 

                               2.4.   L’art.
61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura
deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti;
la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte
alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

In
data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61
lett. a LPGA prevede ora unicamente che la procedura deve essere semplice,
rapida e, di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61
lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a
prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo
prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese
processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato. 

 

La
procedura è pertanto di principio onerosa se concerne la fissazione dei
contributi (cfr. Messaggio concernente la modifica della legge federale sulla
parte generale del diritto delle assicurazioni sociali, FF 2018, pag. 1303 e
seguenti, pag. 1334: “La
mozione Gruppo UDC 09.3406 chiede che venga abolito il principio della gratuità
delle procedure di ricorso davanti ai tribunali cantonali nell’ambito delle
assicurazioni sociali. L’indicazione secondo cui la procedura è gratuita va
pertanto soppressa (art. 61 lett. a D-LPGA). Saranno così applicabili le
disposizioni del diritto cantonale relative alle spese di procedura. Per quanto
riguarda invece le controversie relative a prestazioni, la lettera fbis
contempla l’addebito di spese soltanto nel caso in cui la singola legge lo
preveda. Nell’assicurazione invalidità una tale regolamentazione è già in
vigore dal 1° luglio 2006 (art. 69 cpv. 1bis LAI)”).

 

Secondo
l’art. 83 LPGA (disposizione transitoria), ai ricorsi pendenti dinanzi al
tribunale di primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del
21 giugno 2019 si applica il diritto anteriore.

 

In
concreto, il ricorso è del 4 marzo 2021 per cui si applica la nuova
disposizione legale. Trattandosi di prestazioni LADI, il legislatore non ha
previsto di prelevare le spese (cfr. STCA 38.2021.8 dell’8 marzo 2021 consid.
2.8.).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

1.    Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

§   la decisione su
opposizione dell’11 febbraio 2021 è annullata.

                                           §§
gli atti sono rinviati all’Ufficio delle misure attive per ulteriori 

                                               
accertamenti e nuova decisione.

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti