# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ae27fddb-c215-5963-b128-a12825e2f539
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-08-27
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 27.08.1996 12.1996.72
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1996-72_1996-08-27.html

## Full Text

Incarto n.

  12.96.00072

  	
  Lugano

  27 agosto 1996/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa inc. no. 12'591
della Pretura del distretto di Bellinzona promossa con petizione 20 settembre
1994 da

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  dall’ avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  dall’ avv. __________ 

   

  

 

con cui l'attrice ha
chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 22'600.- oltre
interessi al 16,5 % dal 1 giugno 1994 a titolo di mercede del depositario e il
rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta al PE no. __________
dell'UEF di Bellinzona, con protesta di spese e ripetibili;

 

Domanda avversata dalla convenuta che ha postulato la
reiezione della petizione, che è stata integralmente respinta dal Pretore con
sentenza 22 febbraio 1996;

 

Appellante l'attrice, che con appello 28 marzo 1996
chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di accogliere la petizione;

 

 Mentre la convenuta con osservazioni 9 maggio 1996
postula la reiezione del gravame con protesta di spese e ripetibili.

 

 

 

Letti ed esaminati gli atti e i
documenti prodotti,

posti a giudizio i seguenti punti di
questione

 

1.- se deve essere accolto l'appello

2.- tassa di giustizia e ripetibili

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                 A.      Nel
luglio 1992 la __________, per il tramite di una ditta intermediaria, ha
convenuto con la società __________ - avendo quale contatto operazionale la
società __________ - il deposito di 3'000 tonnellate di olio lubrificante
__________ nei suoi serbatoi al porto commerciale di __________. L’olio
lubrificante è stato definitivamente ritirato dagli impianti dell’attrice verso
la fine di novembre 1992. Le fatture per i vari periodi di stoccaggio sono
state tutte onorate salvo quella che si riferisce all’ultima decade del
deposito, dal 21 al 30 novembre 1992, per complessive Lit 19’622’000.-, oggetto
del presente contenzioso.

 

                                B.      Con
la petizione di causa l’attrice chiede il pagamento di questa fattura alla
__________ asserendo che quest’ultima società sta a capo di un gruppo
societario che comprende anche la __________, che essa si è comportata come
parte nell’accordo principale provvedendo ai pagamenti delle fatture per il
deposito e che di conseguenza è responsabile anche per il pagamento dell’ultima
nota in sofferenza.

 

                                          In
risposta la convenuta ha avversato integralmente le domande di parte attrice eccependo
in sostanza la sua carenza di legittimazione passiva in base al principio della
relatività dei contratti e contestando inoltre di avere mai assunto il debito
della __________.

 

                                C.      Nel
giudizio qui impugnato il Pretore ha accolto le tesi della convenuta. In
particolare il giudice di prime cure ha ritenuto che l'attrice, cui incombe
l'onere della prova, non ha provato l’esistenza di una identità economica fra
la __________ e la __________. A mente del Pretore l'attrice inoltre non
avrebbe nemmeno allegato e ancor meno provato gli elementi atti a qualificare
quale abuso di diritto il richiamo all'indipendenza giuridica della __________.
Anche la tesi dell'attrice, secondo la quale la convenuta avrebbe assunto il
debito della __________, viene respinta dal Pretore, mancando qualsiasi
oggettivo riscontro agli atti di causa.

 

                                D.      Con
appello 28 marzo 1996 l'attrice chiede la riforma della sentenza pretorile,
postulando l'accoglimento integrale della petizione. A mente dell'appellante il
Pretore avrebbe disatteso le risultanze istruttorie, omettendo l'esame del
copioso materiale probatorio agli atti. Inoltre il Pretore avrebbe frainteso le
condizioni d'applicabilità del principio dell'abuso di diritto.

 

                                          Con
osservazioni 9 maggio 1996 la convenuta ha riconfermato le sue tesi e allegazioni
di prima istanza, chiedendo la reiezione del gravame.

 

                                          Ulteriori
fatti e allegazioni delle parti verranno ripresi, per quanto necessario, nei
successivi considerandi.

 

 

Considerato

 

in diritto:               1.      L'applicabilità
del diritto svizzero alla fattispecie concreta è pacifica, essendosi le parti
in sede di appello riferite unicamente ad esso, senza nulla eccepire a tal proposito
(art. 116 cpv. 3 LDIP).

 

                                2.      Punto
centrale della vertenza in esame è la questione a sapere se siano dati gli estremi
per l'applicazione del cosiddetto principio del "Durchgriff" che, in
casi del tutto eccezionali, impone di ignorare l'indipendenza e l'autonomia
giuridica sussistente tra una società e le persone che la controllano e ne
possiedono il capitale. Ciò avviene quando il richiamo all'autonomia giuridica
della società da parte del suo azionista principale costituisce un abuso di
diritto giusta l'art. 2 cpv. 2 CCS.

 

                                          Va
tuttavia sottolineato che il richiamo all'autonomia di una persona giuridica è
di per sé legittimo e conforme alla sua natura, anche qualora quest'ultima
dovesse essere controllata da un azionista unico.

 

                                          Infatti,
nonostante l'identità economica, la persona giuridica mantiene di regola la sua
completa indipendenza nei confronti dell'azionista unico, rimane titolare di
diritti e di obblighi e possiede un patrimonio con attività e passività proprie
(DTF 92 II 160; II CCA 9 maggio 1996 in re F./B.; Guhl,
Das schweizerische Obligationenrecht, ed. 8, p. 621; Forstmoser/Meier-Hayoz,
Einführung in das schweizerische Aktienrecht, p. 308, n. 19). Pertanto le
condizioni d'applicazione del principio del "Durchgriff", che
permette eccezionalmente di ignorare tale autonomia, sono estremamente
restrittive.

 

                              2.1      Innanzitutto
deve esservi un rapporto di dipendenza e subordinazione tra la società anonima
e l'azionista sul quale si vuole esercitare il "Durchgriff". Esso si
esplica di regola attraverso la detenzione delle azioni societarie: l'azionista
controlla la società quale azionista unico o perlomeno principale o, in altre
parole, tra società anonima e azionista vi è identità economica (Forstmoser/Meier-Hayoz/Nobel,
Schweizerisches Aktienrecht, Bern, 1996, pag. 966, no. 54 e seg.).

 

                              2.2      Il
richiamo all'autonomia giuridica di una società non viene più riconosciuto, nel
senso che viene invece preso in considerazione unicamente il socio dominante
(l'avente diritto economico) quale unico soggetto giuridico al quale vengono
imputati gli atti compiuti dalla società, quando vi è, oltre all'identità
economica, abuso di diritto, oppure è stato violato il principio
dell'affidamento o l'interesse legittimo di un terzo (DTF 113 II 36; 108
II 214; 102 III 165; II CCA 9 maggio 1996 in re F./B.; SJZ 1964,
p. 123; Guhl, op. cit. , ibidem; Forstmoser/Meier-Hayoz, op.
cit., p. 310, n. 27, Merz, Commentario di Berna, ad art. 2 CCS, n. 291).

 

                                          Il
principio del "Durchgriff" ha tuttavia carattere eccezionale e può
quindi essere applicato soltanto in presenza della prova che vi è un ricorso
alla persona giuridica, contrario al suo scopo e alla sua funzione, tale da non
poter essere riconosciuto dalla legge (Forstmoser/Meier-Hayoz/Nobel, op.
cit., pag. 965, no. 52).

 

                                3.      Nel
caso di specie l'attrice sostiene che tra la __________, la __________ e la
convenuta vi fosse identità economica, senza peraltro fornirne prova diretta.

 

                                          A
nulla giovano a tal proposito le affermazioni dei testi __________ e
__________, del tutto insufficienti a provare che la convenuta dominasse la
__________ quale azionista unica o principale. Tutt'al più comprovano che le
due società non erano completamente estranee, come del resto risulta anche dal
doc. P, nel quale la convenuta definisce la __________ come sua consociata e
fornitrice. Dedurne l'identità economica, che non può essere esclusa a priori,
ma che non è nemmeno provata, costituirebbe un apprezzamento arbitrario delle
prove. Il dubbio e l'assenza di prove concrete in merito, secondo la regola generale
dell'art. 8 CCS, ripreso dall'art. 183 CPC, vanno quindi a carico della parte
cui incombe l'onere della prova, in casu l'attrice.

 

                                          In
seguito va esaminato se l'identità economica sia desumibile indirettamente
dalle circostanze ed in particolar modo dall'intervento della __________ nel
rapporto contrattuale tra attrice e __________. A tal proposito l'attrice sostiene
che la convenuta avrebbe agito quale parte del contratto principale, tesi da quest'ultima
recisamente contestata.

 

                              3.1      Innanzitutto
si rileva che il contratto di deposito è stato stipulato tra l'attrice e la
__________. La convenuta non figura nei documenti che costituiscono la base
delle pattuizioni contrattuali (doc. B-I).

 

                                          L'attrice
ha continuato ad indirizzare la corrispondenza alla __________ anche dopo che
la convenuta si era personalmente espressa a proposito di una fideiussione per
diritti doganali, limitandosi ad inviare alla __________ copia per conoscenza
(doc. P). Nel testo stesso della fideiussione, prestata dal __________ su
incarico della __________, viene indicata la __________ quale parte del
contratto di stoccaggio stipulato con l'attrice (doc. HH).

 

                                          Anche
allorquando si sono presentate delle difficoltà di incasso della fattura contestata
(doc. MM), l'attrice ha continuato a rivolgersi alla __________. (doc.
SS).

 

                                          Soltanto
per il tramite del suo legale, pochi mesi prima dell'inoltro della petizione di
causa, l'attrice si è indirizzata direttamente alla convenuta (doc. TT,
VV).

 

                                          Da
ciò discende che l'attrice stessa ha sempre considerato unicamente la
__________ quale partner contrattuale. Essa per prima, quindi, ha costantemente
ignorato l'eventuale identità economica ora sostenuta in causa.

 

                              3.2      La
convenuta ha onorato le fatture, emesse dall'attrice a carico della __________,
per ordine di quest'ultima (BB, EE, QQ, HH). La circostanza che una persona
paghi delle fatture per conto di un terzo non è giocoforza indicativo di
identità economica tra due entità giuridicamente distinte. Come dimostra
ampiamente la realtà economica e commerciale dei nostri giorni, il pagamento di
un debito per conto di un terzo avviene spesso in adempimento di un contratto
tra le parti, senza che tra di esse vi sia alcuna unità economica.

 

                              3.3      Dagli
atti di causa risulta che il signor. __________ firmava sia a nome della
__________, che a nome __________. Il fatto che una stessa persona sia amministratrice
di diverse società può essere indicativo di un certo rapporto di congruenza
economica tra le stesse, ma avviene altresì in casi ove le società sono completamente
estranee.

 

                                          La
tesi dell'attrice secondo la quale i dipendenti delle tre società sarebbero i
medesimi, oltre a non essere del tutto sostanziata, fatta eccezione per il sig.
__________, non giustificherebbe comunque il "Durchgriff", poiché
all'attrice era noto fin dall'inizio che si trattava di società diverse, tanto
è vero che essa indirizzava la corrispondenza alla __________, con copia per
conoscenza alla __________ (SJZ 1987, no. 5, pag. 85).

 

                                          Va
inoltre rilevato che agli atti non figurano nemmeno degli estratti del registro
di commercio che potrebbero comprovare che gli amministratori delle diverse
società in questione erano effettivamente gli stessi la qual cosa, come visto,
non è di per se indicativa per giudicare dell’esistenza del “Durchgriff” (Forstmoser,
Schweizerisches Aktienrecht, Bd. 1 § 1 N. 89 e seg. in particolare N. 116).

 

                                4.      Come
giustamente rilevato dal Pretore l'attrice, cui incombe l'onere probatorio, non
ha sostanziato l'identità economica fra convenuta e __________.

 

                                          Invero,
dal materiale probatorio risulta un non meglio definito rapporto di interazione
tra le due società (testi __________ e __________), comunque insufficiente per
applicare il principio del "Durchgriff", che richiede che la società
dominante sia azionista unica o perlomeno principale della società subordinata
(Forstmoser/Meier-Hayoz/Nobel, op. cit., pag. 966, no. 55).

 

                                          Ne
discende che l'autonomia giuridica esistente tra __________ e __________,
entità distinte, per quanto emerge dagli atti, anche dal profilo economico,
deve essere rispettata.

 

                                5.      Come
rilevato in via abbondanziale dal Pretore, anche a prescindere dal presupposto
dell'identità economica, l'attrice non ha neppure definito esplicitamente le
circostanze che qualificherebbero l'eccezione sollevata dalla convenuta quale
abuso di diritto, o meglio, quale sarebbe il fine illecito perseguito da
quest'ultima.

 

                                          Agli
atti non figurano né un tentativo di incasso nei confronti della __________, né
tantomeno dei documenti dai quali risulta l'effettiva impossibilità di far
valere la pretesa, tesi peraltro mai sostenuta dall'attrice.

 

                                          Ad
ogni buon conto si osserva che il singolo partner commerciale che entra in
trattative con una società affiliata ad una società madre è tenuto di principio
a tutelare da sé i suoi interessi e ad informarsi sulla solvibilità e sulla
credibilità della prima, richiedendo eventualmente delle garanzie. In caso di
inadempienza della società affiliata il suo partner contrattuale non può quindi
pretendere che la società madre sopporti il "Geschäftsrisiko" e lo
risarcisca della perdita subita, ovviando così alla sua imprudenza e negligenza
commerciale (DTF 120 II 336).

 

                                6.      L'attrice
infine sostiene che la convenuta avrebbe assunto per atti concludenti il debito
della __________ nei suoi confronti.

 

                                          Orbene,
dalle emergenze istruttorie non si evince una chiara volontà della convenuta di
assumere il debito della __________, ma piuttosto di agire in rappresentanza di
quest'ultima. 

 

                                          Anche
i doc. R e OO, citati dall'attrice a sostegno della sua tesi, vanno considerati
in un contesto globale ed in particolare alla luce degli ulteriori documenti
agli atti dai quali emerge chiaramente che la convenuta agiva per conto di
terzi e non quale parte del contratto di deposito (cfr. in particolare doc. BB,
EE: ordini di pagamento di fatture di stoccaggio emananti dalla convenuta ma
con la specifica indicazione “d’ordine della __________”; DTF 54 II
280).

 

                                          Inoltre,
come giustamente rilevato dal Pretore, l'attrice stessa, anche dopo gli scritti
doc. R e OO, ha continuato ad indirizzarsi alla __________, dimostrando di considerarla
ulteriormente quale sua partner contrattuale e smentendo di conseguenza la tesi
dell'assunzione di debito da parte della convenuta.

 

                                7.      L'appello
è respinto.

 

                                          La
tassa di giustizia, le spese e le ripetibili seguono la totale soccombenza
dell'attrice ed appellante (art. 148 CPC).

 

 

 

 

 

 

 

Per i quali motivi

richiamati gli art. 148 CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                1.      L'appello
28 marzo 1996 della __________ è respinto.

 

 

                                2.      Le
spese della procedura d'appello consistenti in:

                                          a)
tassa di giustizia      Fr. 750.-                          

                                          b)
spese                         Fr.   50.-

                                          Totale                             Fr.
800.-                          

                                          già
anticipati dall'appellante, restano a suo carico, con l’obbligo di rifondere
alla controparte fr. 1'200.-- per ripetibili di appello.

 

 

                                3.      Intimazione:

                                          -
__________

                                          Comunicazione
alla Pretura del distretto di Bellinzona.

 

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
segretario