# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 26e4c6a5-0678-5a1c-8a3c-ba0b910bfa6d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.06.2010 D-5350/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5350-2006_2010-06-03.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5350/2006/gam
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3  g i u g n o  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 
Christa Luterbacher e Robert Galliker, 
cancelliere Carlo Monti;

A._______, alias 
B._______, Eritrea, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 5 ottobre 2006 / N (...)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5350/2006

Fatti:

A.
L'interessato, cittadino eritreo con ultimo domicilio a C._______, pres-
so D._______, ha deposto domanda d'asilo in Svizzera il (...).

Sentito sui motivi d'asilo, egli ha dichiarato, in sostanza e per quanto è 
qui di rilievo, di essere espatriato poiché, in quanto testimone di Geova 
e dunque facente parte di una minoranza religiosa, egli sarebbe stato 
più volte discriminato e perseguitato. In particolare, lo Stato lo avrebbe 
privato dei propri diritti, non concedendogli di possedere dei documen-
ti  d'identità  eritrei,  poiché egli  non avrebbe votato il  referendum del 
1993  per  l'indipendenza  dell'Eritrea.  Inoltre,  egli  sarebbe  stato 
licenziato  dalla  fabbrica  di  scarpe  in  cui  avrebbe  lavorato  per 
trent'anni, dopo che il governo ne sarebbe diventato il proprietario ed 
egli,  non  avendo  votato,  avrebbe  dimostrato  di  non  riconoscere  lo 
Stato. Egli ha dichiarato che il  figlio maggiore, arruolato nel (...),  sa -
rebbe stato ucciso l'(...), poiché rifiutatosi di svolgere il servizio militare  
durante  la  guerra.  Il  richiedente  stesso  sarebbe  stato  arrestato  dai 
soldati  ed  imprigionato  per  otto  giorni  nel  (...)  e  nel  (...), 
rispettivamente per essersi rifiutato di arruolarsi e per aver, a loro dire, 
impedito ai propri figli di arruolarsi a loro volta. Durante gli arresti egli 
sarebbe  stato  percosso  con  il  calcio  del  fucile  e  accusato  di  fare 
propaganda  contro  il  governo  ed  ammonito  a  non  continuare  nelle 
proprie  attività.  Dopo  la  scarcerazione  egli  si  sarebbe  ammalato  di 
gotta ma non avrebbe avuto la possibilità di curarsi non disponendo di 
una  carta  d'identità  eritrea.  Nel  (...)  l'interessato  e  la  sua  famiglia 
sarebbero  poi  stati  cacciati  dai  militari  dalla  casa  da  loro  affittata 
poiché testimoni di Geova. Non essendo più in grado di sopportare la 
situazione in Eritrea, il richiedente sarebbe espatriato il (...), recandosi 
in  Sudan  e  ripartendo  con  un  volo  per  l'Italia,  giungendo  infine  in 
Svizzera il (...)

B.
Con decisione del  5 ottobre 2006, l'Ufficio  Federale della  Migrazione 
(in seguito: UFM, autorità inferiore) ha respinto la succitata domanda 
d'asilo; ha pronunciato l'allontanamento del richiedente dalla Svizzera 
nonché  l'esecuzione  dell'allontanamento  medesimo,  siccome  lecita, 
esigibile e possibile.

Pagina 2

D-5350/2006

C.
Il 6 novembre 2006 l'interessato ha inoltrato ricorso presso la già Com-
missione svizzera di ricorso in materia d'asilo (CRA), chiedendo in via 
principale,  l'annullamento  della  decisione impugnata,  la  concessione 
dell'asilo e, in via sussidiaria, l'ammissione provvisoria. Ha altresì pre-
sentato una domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a co-
pertura delle presunte spese processuali.

D.
Con decisione incidentale del 27 novembre 2006, la CRA ha comuni-
cato al ricorrente la possibilità di soggiorno in Svizzera fino al termine 
della procedura ed ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi parti -
colari, a chiedere all'insorgente il versamento di un anticipo.

E.
Al momento dello scioglimento della CRA, il 31 dicembre 2006, l'incar-
to è stato trasmesso al Tribunale amministrativo federale (TAF).

F.
Con ordinanza del 15 febbraio 2010, il TAF ha invitato l'UFM ad inoltra-
re una sua eventuale risposta al ricorso.

G.
In data 25 febbraio 2010 l'UFM ha riesaminato la propria decisione del 
5 ottobre 2006 ed ha concesso l'ammissione provvisoria al ricorrente 
dopo considerazione di  tutte le circostanze del caso, poiché l'esecu-
zione dell'allontanamento non è ragionevolmente esigibile.

H.
Con ordinanza del 5 marzo 2010, il TAF ha concesso al ricorrente un 
termine fino al 22 marzo 2010 per esprimersi sul mantenimento della 
propria domanda d'asilo.

I.
Con scritto  del  22 marzo 2010 il  ricorrente ha comunicato  la propria 
volontà di mantenere il ricorso in materia d'asilo.

J.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Pagina 3

D-5350/2006

Diritto:

1.
Le procedure in  materia d'asilo sono rette dalla  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in virtù  
dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5  
PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.

Il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 
degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 
(art.  48  lett. a  PA) ed è  pertanto  legittimato  ad  aggravarsi  contro  di 
essa.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 50 PA e 108 LAsi), alla forma 
e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti e pure gli  
altri presupposti processuali sono parimenti adempiuti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
Dal  1° gennaio 2007, il  Tribunale  amministrativo  federale  giudica,  in 
quanto sia competente, i ricorsi pendenti presso le commissioni fede-
rali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi dei dipartimenti 
al momento dell'entrata in vigore della LTAF. Il giudizio si svolge secon-
do il nuovo diritto processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

3.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incom-
pleto  di  fatti  giuridicamente  rilevanti  e  l'inadeguatezza (art.  49  PA; 
art. 106 LAsi). Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né 
dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche 

Pagina 4

D-5350/2006

della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. de-
cisione  del  Tribunale  amministrativo  federale  D-4917/2006  del 
12 luglio 2007,  consid. 3;  PIERRE MOOR,  Droit  administratif,  vol. II, 
2a ed., Berna 2002, n. 2.2.6.5).

4.
Preliminarmente il TAF osserva che, essendo stato il ricorrente posto 
al beneficio dell'ammissione provvisoria con il riesame parziale da par-
te dell'UFM della decisione impugnata del 5 ottobre 2006, oggetto del 
litigio in questa sede risultano pertanto essere esclusivamente la deci -
sione riguardante il  mancato riconoscimento della qualità di  rifugiato 
dell'insorgente, il conseguente rifiuto della sua domanda d'asilo, non-
ché  la  pronuncia  dell'allontanamento. Per  contro,  la  conclusione  sul 
punto di questione dell'esecuzione dell'allontanamento è divenuta sen-
za oggetto.

5.
La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi -
zioni della LAsi (art. 2 LAsi). Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi sono rifugiate le 
persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, sono esposte a 
seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, apparte -
nenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politi -
che, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi.  
Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita,  
dell'integralità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano 
una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi).

A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità  
di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una proba-
bilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare 
le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o con-
traddittorie, non corrispondono ai  fatti  o si  basano in modo determi-
nante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi-
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giuri-
sprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 

Pagina 5

D-5350/2006

attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi-
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza de -
v'essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di 
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di 
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà  
giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudicante 
(cfr. GICRA 1995 n. 23).

6.
6.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha ritenuto le allegazioni del ri -
corrente non sufficientemente verosimili e plausibili. L'autorità inferiore 
rileva in particolare le divergenze riguardanti le incarcerazioni subite, 
la morte del figlio e l'espulsione dalla propria casa. 

Il ricorrente avrebbe infatti dichiarato, nelle prime due audizioni, pres-
so il centro di registrazione e procedura e presso le autorità cantonali, 
di essere stato arrestato due volte, nel (...) e nel (...), tuttavia, durante 
la terza audizione, presso le autorità federali, egli avrebbe dichiarato di 
essere stato arrestato numerose volte dal (...) al proprio espatrio. Egli 
avrebbe dichiarato in un primo tempo di essere stato cacciato da casa 
propria  ma successivamente  avrebbe invece asserito  che la  propria 
famiglia  si  sarebbe  trasferita  in  un  altro  quartiere  nel  (...)  poiché  il 
costo dell'affitto risultava meno gravoso. Egli avrebbe poi allegato che 
il  figlio  sarebbe  stato  ucciso  in  seguito  al  suo  rifiuto  di  prestare  il  
servizio militare, contraddicendosi però con l'affermazione che il figlio 
sarebbe morto in guerra.

L'autorità inferiore osserva inoltre l'assenza del nesso di causalità tra 
la persecuzione e la fuga, in virtù dell'espatrio dell'insorgente avvenuto 
un  anno  dopo la  detenzione,  concludendo che  i  motivi  invocati  dal-
l'interessato non sarebbero determinanti. L'autorità inferiore ha poi  ri-
tenuto che, nel caso di un rientro in patria, il richiedente non rischie-
rebbe di essere esposto concretamente ad una pena o ad un tratta-
mento contrario all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei di-
ritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali.  Quanto  al  problema  di 
salute del ricorrente l'UFM ha ritenuto che i medicinali per la cura degli 
allegati  disturbi  sarebbero  reperibili  anche  in  Eritrea.  Pertanto, 

Pagina 6

D-5350/2006

l'esecuzione  dell'allontanamento  sarebbe  ammissibile,  esigibile  e 
possibile.

6.2 Nel gravame, l'insorgente ha ribadito i fatti descritti nelle audizioni 
e le persecuzioni dovute alla propria appartenenza religiosa. Egli  ha 
dichiarato che, poiché l'UFM non contesta l'appartenenza al ricorrente 
ai  testimoni  di  Geova ed essendo nota l'avversione di  costoro per il 
servizio militare e le conseguenti pene, sarebbe da considerarsi alta-
mente verosimile che egli abbia subito molteplici arresti arbitrari dovuti 
alla propria appartenenza religiosa. Egli contesta anche la contraddi-
zione sul  cambiamento  di  domicilio  della  propria  famiglia,  allegando 
che egli non avrebbe specificato quando sarebbe stato obbligato a la-
sciare la propria dimora, collocando tale momento tra il (...) ed il (...) Il 
cambiamento  di  domicilio  per  motivi  economici  sarebbe  dunque 
avvenuto in seguito, esattamente nel (...) e riguarderebbe unicamente i 
famigliari. Per ciò che concerne la morte del figlio egli ritiene che non 
vi sarebbero contraddizioni, infatti il figlio non avrebbe voluto prestare 
il servizio militare, ma essendo questo obbligatorio, egli sarebbe stato 
obbligato a seguire i militari, morendo in guerra. Egli allega al ricorso 
le  fotografie  del  figlio  in  divisa militare  ed una dichiarazione che ne 
confermerebbe il decesso. Egli conclude affermando che il rimpatrio lo 
esporrebbe ad un trattamento inumano e degradante, ed allegando un 
estratto del rapporto del 2005 dell'Organizzazione svizzera di aiuto ai 
rifugiati  (OSAR)  descrivente  la  situazione  dei  testimoni  di  Geova  in 
Eritrea. Di conseguenza l'esecuzione dell'allontanamento non sarebbe 
possibile, né ammissibile né tanto meno ragionevolmente esigibile. 

7.
7.1 Questo  Tribunale  osserva  in  maniera  generale  che,  come retta-
mente rilevato dall'autorità inferiore nella decisione impugnata, le di-
chiarazioni determinanti in materia d'asilo rese dal ricorrente s'esauri -
scono in mere, generiche ed imprecise affermazioni di parte, non cor-
roborate dal benché minimo elemento di seria consistenza, in sostan-
za per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso. 

L'autorità inferiore fa innanzitutto osservare che l'insorgente si è ripe-
tutamente contraddetto a riguardo del periodo di prigionia, delle moda-
lità e dei motivi degli arresti e soprattutto delle date in cui egli sarebbe 
stato detenuto. Egli ha affermato che nel (...) sarebbe stato arrestato 
con sette persone ed incarcerato per otto giorni poiché sospettato di 
propaganda contro il  governo, e di  essere stato rilasciato dopo aver 

Pagina 7

D-5350/2006

firmato  un  foglio  dichiarante  il  proprio  impegno a  non  prendere  più 
parte  alle  riunioni  religiose  né  a  svolgere  propaganda  (cfr.  verbale 
d'audizione  del  28 maggio 2004,  pagg. 4 e 5).  Durante  la  seconda 
audizione, il ricorrente ha asserito di essere stato incarcerato nel (...) 
per non aver prestato servizio militare e nel (...) con l'accusa di aver 
impedito ai giovani di rispondere alla leva (cfr. verbale d'audizione del 
23 giugno 2004,  pag. 7),  contraddicendosi  peraltro  sui  capi  d'accusa 
allegati in precedenza. Egli ha inoltre allegato che il secondo arresto 
sarebbe avvenuto  il  (...)  mentre  egli  presenziava ad una riunione in 
una  casa  privata,  e  di  essere  stato  arrestato  con  sette persone, 
trasportate anch'esse nelle carceri  della stazione di polizia chiamata 
E._______ (cfr. ibidem), con l'accusa di "non mandare i figli in servizio 
militare. Ci  hanno anche accusato di  aver parlato contro il  governo" 
(cfr. ibidem, pag. 8). Durante la  terza audizione egli  ha dichiarato di 
essere stato imprigionato la prima volta nel (...) e la seconda nel (...), 
senza fare alcun accenno all'arresto del (...) (cfr. verbale d'audizione 
del  21 giugno 2006,  pag. 6).  Nel  mese  di  (...)  egli  sarebbe  stato 
arrestato congiuntamente a cinque persone e dunque trasportato nella 
prigione di F._______, ove sarebbe stato detenuto per ben dieci giorni 
con altre 148 persone della sua stessa fede religiosa, mentre nel (…) 
egli  sarebbe  stato  prelevato  dal  proprio  domicilio  e  condotto  alla 
prigione di G._______, ove sarebbe stato trattenuto per sedici giorni 
(cfr. ibidem, pagg. 6-8). Quando confrontato con il conflitto tra le date 
da  lui  indicate,  il  ricorrente  si  è  limitato  a  rispondere  di  essere 
effettivamente  stato  arrestato  nel  (...),  ma  di  essere  stato  arrestato 
così tante volte da non poterle elencare tutte ed ha aggiunto di  non 
avere infatti neppure raccontato del proprio arresto avvenuto nel (...) in 
seguito al referendum (cfr. ibidem, pag. 13). 

A mente di  questo Tribunale risulta inverosimile e contro ogni logica 
che  il  ricorrente,  durante  le  audizioni  del  28 maggio  e  del  23 giu-
gno 2004, si  limiti  a descrivere unicamente i due arresti  avvenuti nel  
(...) e nel (...), contraddicendosi peraltro a riguardo della durata ed alla 
modalità delle detenzioni, senza alludere minimamente ad altri fermi o 
ad ulteriori periodi di prigionia. Tuttavia, durante la terza audizione, egli  
ha dichiarato di  essere  stato arrestato nel  (...)  e  nel  (...),  senza poi 
accennare all'arresto del (…) descritto nelle due audizioni precedenti. 
La spiegazione dell'insorgente, ovvero che egli sarebbe stato arrestato 
così  tante  volte  da  non  poterle  elencare  tutte  risulta  vaga  e 
stereotipata e non soccorre l'insorgente. Sarebbe verosimilmente stato 
logico  attendersi  che  egli  avesse  fatto  valere  tutte  le  persecuzioni 

Pagina 8

D-5350/2006

rilevanti subite o che ve ne avesse accennato. Inoltre, il ricorrente si è 
contraddetto anche riguardo ai motivi e alla durata degli arresti e per  
ciò che concerne luoghi di detenzione. 

Pure il  racconto  in  merito  al  suo licenziamento  risulta  incongruente. 
Egli ha infatti asserito di avere lavorato in una fabbrica di scarpe ap-
partenente  prima ad un certo  signor  H._______ e  successivamente 
confiscata  dallo  Stato  nel  (...),  e  di  essere  stato  licenziato  nel  (...)  
poiché  testimone  di  Geova  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
23 giugno 2004, pag. 5). Tuttavia, l'insorgente ha in seguito dichiarato 
che il signor H._______ avrebbe lasciato la propria ditta al governo nel 
(…) e  che il  ricorrente  sarebbe poi  stato  licenziato nel  (...)  per  non 
aver  votato  il  referendum  d'indipendenza  dello  stesso  anno  (cfr. 
verbale d'audizione del 21 giugno 2006, pagg. 2, 3 e 12).

Il  ricorrente ha inoltre in un primo tempo dichiarato che i militari  l'a -
vrebbero cacciato dall'abitazione in cui egli  avrebbe vissuto in affitto 
(cfr. verbale d'audizione del 23 giugno 2004, pag. 11), mentre durante 
la terza audizione egli  ha asserito che la propria famiglia si sarebbe 
trasferita  nel  (...)  poiché  l'affitto  sarebbe  stato  troppo  costoso  (cfr. 
verbale  d'audizione  del  21 giugno 2006,  pag.12),  senza  però 
menzionare quanto allegato durante la precedente audizione. Questo 
Tribunale ritiene che la spiegazione del ricorrente a tal proposito, ossia 
che si tratterebbe di due momenti distinti e che detto cambiamento di 
domicilio per motivi economici "si riferisce (…) ai famigliari, e non com-
prende se stesso" (cfr. ricorso, pag. 3), risulta lacunosa ed in contrasto 
con quanto dichiarato durante l'audizione federale del 21 giugno 2006, 
ove egli ha allegato che la famiglia avrebbe traslocato quando egli si 
trovava ancora in Eritrea, ed alla domanda "donc, pour raison de loyer 
trop cher vous avez déménagé dans un autre quartier?" egli ha rispo-
sto  affermativamente  (cfr.  verbale  d'audizione  del  21 giugno 2006, 
pag.12), includendosi in tale trasloco e non accennando affatto ad un 
cambiamento forzato di residenza.

L'insorgente ha inoltre dichiarato di  aver avuto un figlio ucciso l'(...),  
allegando che "l'hanno portato via per addestrarlo al servizio militare. 
Lui  si  è  rifiutato.  E  l'hanno  ucciso"  (cfr. verbale  d'audizione  del 
28 maggio 2004, pag. 3). In un'altra versione avrebbe invece dichiarato 
che suo figlio sarebbe morto durante la guerra,  nel (...)  (cfr. verbale 
d'audizione  del  21 giugno 2006,  pag. 4),  ed  ha,  in  sede  di  ricorso, 
allegato alcune fotografie del figlio nonché una dichiarazione della sua 

Pagina 9

D-5350/2006

morte,  redatta  dal  ministero  della  difesa  dello  Stato  dell'Eri trea, 
secondo  la  quale  questi  sarebbe  stato  ucciso  durante  il  suo  quarto 
anno di servizio militare. Non soccorre l'insorgente la dichiarazione in 
sede ricorsuale secondo la quale l'UFM avrebbe dovuto accertare con 
maggior correttezza i fatti,  poiché il  figlio non avrebbe effettivamente 
desiderato  prestare il  servizio militare,  ma che,  essendovi  obbligato, 
egli  l'avrebbe svolto  comunque,  morendo poi  in  guerra. È inoltre  da 
osservare,  a  titolo  abbondanziale,  che  la  morte  del  figlio,  avvenuta 
mentre  egli  svolgeva  il  proprio  ruolo  di  soldato  durante  la  guerra, 
dunque in una situazione di  violenza generalizzata vigente in quello 
specifico momento temporale, non può essere ritenuta rilevante per lo 
statuto di rifugiato dell'insorgente ai sensi dell'art. 3 LAsi.

7.2 Da quanto esposto, questo Tribunale ritiene che l'autorità inferiore 
ha  rettamente  considerato,  nel  suo  insieme,  le  dichiarazioni  del 
ricorrente  come  non  realizzanti  le  condizioni  di  verosimiglianza 
previste  dall'art.  7 LAsi.  Ne  consegue  che  sul  punto  di  questione 
dell'asilo  il  ricorso,  destituito  di  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  
decisione impugnata va confermata.

8.
Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avreb -
be  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla  Svizzera 
(art. 14 cpv. 1 e cpv. 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Or -
dinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 
[OAsi 1, RS 142.311]). Pertanto, anche sul punto di questione dell'al -
lontanamento il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata va 
confermata.

9.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il di -
ritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di 
prime  cure  non  ha  accertato  in  modo  inesatto  o  incompleto  i  fatti 
giuridicamente  rilevanti  ed  inoltre  la  decisione  non  è  inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso, nella misura in cui non è divenuto 
privo di oggetto, va respinto.

10.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, ma che sono ridotte in conseguenza dell'esito favorevo-
le in materia d'esecuzione dell'allontanamento (riesame della decisio-
ne da parte dell'UFM), sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

Pagina 10

D-5350/2006

e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

11.
Considerato inoltre che l'insorgente è rappresentato in questa sede, si 
giustifica l'attribuzione di spese ripetibili  (art. 64 PA ed art. 7 e segg. 
TS-TAF.)  le  quali,  in  assenza  di  una  nota  dettagliata,  sono  fissate 
d'ufficio  in  CHF 400.-,  conto tenuto dello  stato delle  cose prima del 
verificarsi del motivo che termina la lite e sulla base degli atti di causa  
per il lavoro effettivo ed utile, svolto dal rappresentante del ricorrente 
(art.  15  in  combinato  disposto  con  art.  5  seconda  frase TS-TAF ed 
art. 14 cpv. 2 TS-TAF).

12.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF).

La pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 11

D-5350/2006

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui non è divenuto privo d'oggetto, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di CHF 300.- sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale ammini -
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza.

3.
L'UFM rifonderà al  ricorrente CHF 400.- a titolo di  spese ripetibili  di 
questa sede.

4.
Comunicazione a:

- rappresentante del ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di 
versamento)

- UFM, Divisione Soggiorno, con allegato l'incarto N (...) (per corriere 
interno; in copia) 

- I._______ (in copia) 

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione: 

Pagina 12