# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a7b56b87-0875-5865-8d88-47202ac5e052
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-03-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.03.1999 35.1999.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-1999-1_1999-03-15.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.99.00001

   

  mm/nh

  	
  Lugano

  15
  marzo 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Giovanna Roggero-Will

  
	
   

  
						

statuendo sul ricorso del 5 gennaio 1999 di

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 21 ottobre 1998 emanata da

  
	
   

  	
  __________ 

  rappr. da: avv. __________ 

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                               1.1.   In data 18 febbraio 1990,
__________, all’epoca alle dipendenze della ditta __________ di __________ in
qualità di autista d’autocarri, é rimasto coinvolto in un incidente della
circolazione stradale, riportando la frattura della IIIa vertebra lombare.

 

                                         Il caso é stato assunto
dall’__________ che ha pure regolarmente corrisposto le prestazioni
assicurative.

 

                               1.2.   Nel corso del 1991,
l’assicurato si é annunciato all’AI, chiedendo d’essere posto al beneficio di
provvedimenti professionali d’integrazione. In particolare, __________
__________ aveva espresso il desiderio d’essere riformato quale pilota
d’elicotteri.

 

                                         Con decisione 22 febbraio
1994 - poi integralmente tutelata da questo TCA con pronuncia 14 giugno 1995 -
la Cassa cantonale di compensazione ha rifiutato la riformazione professionale
richiesta dall’assicurato, in quanto non suscettibile di migliorare in modo
notevole e duraturo la capacità di guadagno dell’assicurato. 

                                         Ciononostante, __________
__________ é riuscito ad ottenere, a proprie spese, un brevetto quale pilota
privato di elicotteri negli Stati Uniti. 

 

                               1.3.   Con decisione formale 17
dicembre 1996, __________ ha assegnato all’assicurato un’indennità per
menomazione dell’integrità del 22.5%, negandogli, per contro, il diritto a
percepire una rendita d’invalidità. L’Istituto assicuratore aveva, in effetti,
ritenuto che i postumi infortunistici residuali non erano tali da pregiudicare
in misura apprezzabile la sua capacità lucrativa (doc____________________). 

 

                               1.4.   Esperiti ulteriori
accertamenti di carattere medico-amministrativo, l’assicuratore LAINF -
ritornando sui suoi passi - ha assegnato a __________ __________ una rendita
d’invalidità del 20%, a contare dal 1° maggio 1996 (doc. __________).

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’assicurato, __________, in data 21 ottobre 1998, ha,
sostanzialmente, ribadito il contenuto della sua prima decisione (doc.
__________).

 

                               1.5.   Con tempestivo ricorso,
__________ __________ ha chiesto di essere posto al beneficio di una rendita
d’invalidità d’almeno il 60/70%, affermando quanto segue:

 

                                         “-
Non riesco a svolgere completamente i lavori che
mi avete indicato            a causa dei postumi dell’infortunio avvenuto nel
1990 (frattura  colonna vertebrale con spondilodesi) vedi allegato.

 

                                         -
 La media dei salari in Ticino sono ben al di sotto di quelle da voi      indicate
nella vostra decisione SUVA del 25.8.98, vedi allegati               ricerca
lavoro” (I). 

 

                               1.6.   __________, in risposta, ha
postulato un’integrale reiezione del gravame, con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (III).

 

                               1.7.   In replica, __________
__________ ha, in sostanza, ribadito quanto già aveva avuto modo di sostenere
con il suo primo allegato, chiedendo però l’allestimento di una perizia medica
giudiziaria (VI). 

 

 

 

 

 

                                         in diritto

 

                                In
ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell’art. 2
cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle
assicurazioni sociali.

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   L’oggetto della lite é
circoscritto al grado della rendita d’invalidità spettante a __________.

 

                            2.2.1.   Definizione dell'invalidità

                                         L'art 4 LAI definisce
l'invalidità come la diminuzione della capacità di guadagno, presunta
permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.

                                         Lo stesso con­cet­to vale
negli altri set­tori delle assicura­zio­ni sociali e nello stesso sen­so va
letto l'­art. 18 cpv. 1 LAINF secondo cui  "è considerato invalido chi è
presu­mi­bilmente alte­ra­to nel­la sua capacità di guada­gno in modo per­manente
o per un pe­riodo rilevante." 

 

                                         Due sono dunque di norma
gli elementi costitutivi dell'in­va­lidità:

 

                                         1.   il danno alla salute
fisica o psichica (fattore medico)

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico)

 

                                         Tra il danno alla salute e
l'incapacità di guadagno deve i­noltre intercorrere un nesso causale adeguato
(fattore cau­sa­le). Nell'assi­cura­zione obbligatoria contro gli infortuni
dev'esserci per giun­ta un nesso causale adeguato tra il dan­no alla salute e
l'infortunio.

 

                            2.2.2.   Commisurazione
dell'invalidità

                                         Giacché il danno alla
salute e la perdita della capacità di guadagno devono essere in relazione
causale, il primo avrà giuridica rilevanza solo nella misura in cui riduca la
se­conda.

 

                                         L'invalidità, concetto
essenzialmente economico, si mi­sura in base alla riduzione della capacità di
guada­gno e non se­condo il grado di menomazione dello stato di salute.

                                         Tuttavia, poiché
l'incapacità di guadagno importa uni­camente nella misura in cui dipende da un
danno alla salute, la de­terminazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente a­deguati accertamenti medici che rilevino il danno in que­­­­­­­­stione.

                                         Spetta al medico fornire
una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un
esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare determi­nate
funzioni.

                                         Il medico indicherà per
prima cosa se l'assicurato può an­co­ra svolgere la sua professione, precisando
quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe. 

                                         Egli valuterà finalmente
il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti, risp. le precauzioni
rese necessarie dal danno alla salute provocano sia nella professione at­­­­­­­­tua­le
che nelle altre relativamente confacenti.

                                         La valutazione della
ripercussione di simili inconvenienti sul piano reddituale spetta invece
all'amministrazione e all'oc­­­­­cor­renza al giudice.

                                         L'invalidità, evento di
natura essenzialmente eco­nomica, si mi­sura raffrontando il reddito che l'as­sicu­rato
avrebbe po­tuto con­seguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'e­gli
può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità
lavorativa in at­tività da lui ragione­vol­mente esi­gi­bili in condizioni
normali del mer­cato del lavo­ro, pre­via adozione di even­tuali provvedimenti
integrativi (art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF; RAMI 1994 p.90 consid
2b; DTF 115 V 133; STFA 30.6.1994 in re P.).

 

                                         I due redditi da porre a
raffronto sono necessariamente ipote­ti­ci (RAMI 1993 pag. 100; Ghélèw, Ramelet
et Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents, Losanna 1992, pag.
99; A. Rumo-Jungo, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, 2a ed., pag
98ss.). L'ipotesi deve però poggiare su solide basi, avere un fonda­mento
oggettivo. In particolare, la determinazione dei redditi non deve fondarsi su
ipotesi d'impiego irrealistiche (RAMI 1993 pag. 103; RCC 1991 pag. 332 consid
3b; RCC 1989 pag. 331 consid 4a).

 

                                         La giurisprudenza federale
ha, più volte, confermato il principio che, nella determinazione
dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una valutazione
medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che occorre,
sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

                                         Il TFA ha ancora
recentemente avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in
un rapporto di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato
può esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la
sua residua capacità lavorativa (STFA 30.6.1994 in re P.).

                                         La perdita di guadagno
effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno computabile soltanto se -
le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del lavoro in
generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente stabili, si
avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività
ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che utilizza al
massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una
prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991 p. 270ss. consid
4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le ragioni, inerenti
l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale della rimanente capacità
di produzione, devono essere considerate soltanto se, sul mercato del lavoro
generale, non esiste una possibilità d'impiego, esigibile dall'assicurato, che
gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria residua capacità di lavoro
(RAMI 1991 cit., consid 4d).

 

                                         I. Termine: reddito da
invalido

 

                                         La misura dell'attività
che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in funzione del
danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come l'e­tà, le
attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

 

                                         Secondo la giurisprudenza,
per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno considerate circostanze che
non riguardano l'invalidità vera e propria. Particolarità quali formazione
professionale o conoscenza linguistiche carenti hanno, in quest'ambito,
rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla media. In tal caso, esse
vanno o considerate nella determinazione dei due redditi da porre a confronto o
non considerati affatto (RAMI 1993 p. 97ss, consid 5a, b). 

 

                                         Nel valutare la
possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla in capacità
di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato del lavoro
ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato, nella situazione,
cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino (RAMI 1994
p.90 consid 2b; DTF 115 V 133; STFA 30.6.1994 in re P.).

                                         Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infor­tuni è la norma di cui
all'art. 28 cpv. 4 OAINF:

 

" 
Se a causa della sua età l'assicurato non riprende più
un'attività lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della capacità di
guadagno è essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, sono determinan­ti per
valutare il grado d'in­validità i redditi che potrebbe eseguire un assicurato
di mezza età vittima di una danno alla salute della stessa gravità."

 

                                    (cfr., per la conferma della
costituzionalità e della legalità di tale disposto, RAMI 1997 146ss).

 

                                         Va, qui, sottolineato che,
secondo costante giurisprudenza, l'assicurato deve compiere ogni sforzo per
valorizzare al massimo le sue capacità di guadagno (DTF 123 V 96 consid 4c;
RAMI 1996, U240, pag 96; SVR 1995 UV35, pag 106 consid 5b e riferimenti).

 

                                         II. Termine: reddito
conseguibile senza invalidità

 

                                         Nel determinare il reddito
conseguibile senza invali­di­tà ci si baserà per quanto possibile sulla
situazione an­tecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà l'evoluzione futura
partendo dall'assunto che senza di esso la situazio­ne si sarebbe man­te­nuta
sostan­zialmente stabile (STFA 15.12.1992 in re G.I.M., non pubbl.). Ci si
discosterà da que­sta proiezione solo se le premes­se per modifiche di qualche
rilievo sono già da­te al momento del­l'infortunio o se partico­lari circostanze
ne rendono il ve­ri­ficar­si alta­mente proba­bile (RAMI 1993 p. 97ss., consid.
5b; 4a, b).

 

                                         Il grado
d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.

 

                               2.3.   In concreto, l’assicurato
contesta, in primo luogo, il fatto di poter esercitare, a tempo pieno e con
pieno rendimento, le attività lavorative designate dall’Istituto assicuratore.
__________ __________ fa valere, in secondo luogo, di non poter conseguire il
reddito da invalido ritenuto dall’__________, giudicato manifestamente troppo
elevato.

 

                                         È pacifico il fatto che
l’insorgente non sia più in grado d’esercitare l’attività svolta prima di
rimanere vittima dell’infortunio del febbraio 1990, ossia quella d’autista di
autocarri. 

                                         __________ sostiene,
tuttavia, che l’assicurato potrebbe mettere a frutto la sua residua capacità
lavorativa in attività professionali adeguate, più leggere dal profilo
dell’impegno fisico rispetto a quella d’autista.

 

                                         In realtà, simili
indicazioni riguardanti l’esigibilità lavorativa si ritrovano già nel rapporto
19 luglio 1993, allestito dal medico di circondario dell’____________________,
il dottor __________, spec. FMH in chirurgia:

 

"  L’assicurato é menomato in
primo luogo a causa dell’ipomotilità del tratto lombare con disturbi statici
con impossibilità di mantenere la posizione in piedi e seduta ferma per oltre
circa 20 minuti a mezz’ora. Non può lavorare con busto fermo in posizioni
scomode. Dovrebbe alternare la posizione circa ogni mezz’ora (seduto/in piedi).
Non può alzare pesi che superano i 10/15 kg.

Sarebbe idoneo un
lavoro piuttosto leggero con possibilità d’alternare la posizione circa ogni
mezz’ora: lavori in fabbrica con apparecchiature automatiche, lavori di
controllo e sorveglianza, lavori leggeri d’aiuto in magazzino, lavori di
benzinaio, in portineria, ecc.

Una tale attività
sarebbe esigibile sull’arco dell’intera giornata” (doc. 62).

 

                                         Il 20 luglio 1994,
rispettivamente il 2 novembre 1995, il ricorrente é stato, nuovamente,
sottoposto a delle visite mediche di controllo, da parte del dottor __________,
spec. FMH in chirurgia ortopedica.

                                         In ambedue le evenienze,
il succitato medico fiduciario dell__________- a fronte di una situazione
rimasta, tanto oggettivamente quanto soggettivamente, immutata, rispetto a
quanto constatato in occasione della visita circondariale 19 luglio 1993 -
altro non ha potuto fare se non condividere appieno la valutazione
dell’esigibilità lavorativa manifestata dal dottor __________ (cfr. doc. 69, p.
3 e 83 , p. 3). 

 

                                         Lo stesso medico curante
dell’assicurato, il dottor __________, interpellato dall’allora patrocinatore
di __________, ha apprezzato la questione dell'esigibilità lavorativa in maniera
analoga a quella dei summenzionati medici di circondario dell’ __________:

 

"  Il signor __________ é stato
vittima di diversi infortuni con fratture alla caviglia sinistra, omero destro,
ginocchia e colonna vertebrale.

La frattura
dell’omero destro del 1983 ha avuto come conseguenza la cessazione
dell’attività di pittore. La frattura vertebrale L3 impedisce lo svolgimento
della professione di camionista. È evidente che l’attività professionale del
signor __________ ha subito un cambiamento importante. Le attività
professionali precedentemente svolte dal sig. __________ gli sono chiaramente
precluse. Egli può svolgere unicamente attività leggere nelle quali si può
cambiare frequentemente la posizione (seduto, in piedi) ed in cui non si
debbano sollevare pesi. Per i disturbi che verranno qui di seguito evidenziati
il signor __________ dovrà in ogni caso esercitare attività lavorative che gli
permettono frequenti pause od orari parziali” (rapporto 24.3.1997 accluso al
doc. 112). 

 

                                         Prima di procedere all’emissione
della decisione formale 25 agosto 1998, l’Istituto assicuratore convenuto ha
ritenuto opportuno interpellare il proprio Servizio medico di __________ e,
specificatamente, il dottor __________, spec. FMH in chirurgia, il quale, in
data 28 aprile 1998, ha pure avuto modo di personalmente visitare __________
__________. 

                                         Orbene, sulla questione
delle attività ancora esigibili nonostante i postumi infortunistici, il dottor
__________ non si é affatto scostato da quanto indicato, in precedenza, dai suoi
colleghi:

 

"  Die
medizinische Beurteilung der erwerblichen Zumutbarkeit ist jedoch
motivationsunabhängig und aufgrund der heutigen objektiven klinischen und
radiologischen Befunde, welche sich mit denjenigen von Dr. __________
anlässlich seiner kreisärztlichen Abschlussuntersuchung vom 19.7.93 decken, ist
dem Versicherten eine Tätigkeit, wie sie Dr. __________ dannzumal beurteilte,
zumutbar, nämlich eine Tätigkeit mit der Möglichkeit, die Körperpositionen
sitzend und stehend/gehend ca. alle halben Stunden zu ändern und keine
Körperpositionen wie Vornüberneigen oder Verdrehungen einnehmen zu müssen.
Gewichte über 10-15 kg sollten weder gehoben noch getragen werden müssen. Das
Gehen sowie Besteigen von Leitern oder von Treppen ist aufgrund der kräftigen
Beinmuskulatur nicht eingeschränkt. Es wäre also eher leichtere Arbeiten in der
Industrie mit Bearbeiten von leichteren Werkstücken oder Überwachungsaufgaben
oder Kontrollaufgaben sowie auch leichtere Magazinerarbeiten ganztägig und mit
vollem Rendement zumutbar, auch wenn der Versicherte eine Fabrikarbeit ablehnt,
da eine solche Tätigkeit seinen Neigungen nicht entspreche; auch hier gilt das
Prinzip, das die Motivation in der medizinischen erwerblichen
Zumutbarkeitsbeurteilung keinen Einfluss hat." (doc. __________)

 

                                         Sulla base di queste
puntuali indicazioni, l’Istituto assicuratore convenuto ha ritenuto che
l’insorgente possa ancora esercitare, malgrado gli impedimenti funzionali
dipendenti dall’evento traumatico del febbraio 1990, attività fisicamente
leggere, quali l’operaio di fabbrica, l’addetto all’incasso, il trafilatore, il
preparatore di veicoli d’occasione o, ancora, il serviceman (doc. __________). 

 

                                         In sede di ricorso,
l’assicurato ha contestato la valutazione dell’esigibilità lavorativa ritenuta dall’__________.
Egli ha, in effetti, fatto valere - in termini alquanto generici - di non
essere in grado d’esercitare le attività designate dall’assicuratore LAINF
convenuto, senza tuttavia riuscire a sostanziare tale suo convincimento da un
profilo medico-scientifico. 

                                         Allo scopo di supportare
la propria tesi, l’insorgente si é limitato a produrre tre dichiarazioni,
rilasciate da altrettanti suoi ex datori di lavoro (__________), da cui si
evince che, malgrado la buona volontà dimostrata, __________ __________ - a
causa dei disturbi alla salute che lo affliggono - non sarebbe riuscito a
lavorare con sufficiente regolarità (cfr. doc. __________). 

 

                                         È oltremodo pacifico come
i suddetti documenti non possano certo inficiare le conclusioni - univoche - a cui
sono giunti tutti i medici che hanno man mano avuto occasione di visitare
__________. A questo preciso riguardo, non va dimenticato che é compito del medico
valutare lo stato di salute dell’assicurato e indicare in quale misura egli é
capace d’esercitare le attività che possono ragionevolmente essere esatte da
parte sua (Ghélèw, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 100). 

                                         Del resto, l’assicurato é
stato ritenuto totalmente abile al lavoro in attività che presentano delle ben
precise caratteristiche (quella di variare regolarmente la posizione di lavoro
(seduta/eretta) nonché quella d’evitare di sollevare, rispettivamente, di
trasportare pesi superiori ai 10/15 kg). 

                                         Ora, nulla dimostra che le
attività di magazziniere/addetto al trasporto di merci, di canneggiatore/operatore
fotografico oppure di aiuto-contadino presentassero, effettivamente, tali
peculiarità e, pertanto, fossero confacenti allo stato di salute
dell’insorgente. 

 

                                         Relativamente all’attività
ancora esigibile nonostante i postumi infortunistici occorre dunque far capo
alle valutazioni - circostanziate ed approfondite –dell’_____, senza che si
riveli necessario dare seguito al provvedimento probatorio richiesto (VI)
dall’assicurato (cfr., per la valu­tazione anticipata delle prove: RCC 1986
pag. 202 consid. 2 d; sentenza TFA del 27 ottobre 1992 in re A.B.P., sentenza
TFA del 13 febbraio 1992 in re M.O., sentenza TFA del 13 maggio 1991 in re
A.A., sentenza TCA del 25 novembre 1991 in re G.M.; Gygi, Bundesverwal-
tungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274; per l’attendibilità dei rapporti medici
interni all’amministrazione e facoltà per il giudice di basare il suo giudizio
su tali rapporti: cfr. DTF 104 V 209; sentenze inedite 5 gennaio 1993 in re S.,
5 aprile 1984 in re M. e 2 novembre 1983 in re M.; Meyer, Die Rechtspflege in
der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 30 ss.; DTF 122 V 157ss.; RAMI 1996 U252,
pag. 191ss.).

 

                               2.4.   A mente dell’Istituto
assicuratore convenuto, con l’esercizio delle attività enumerate al precedente
considerando, l’insorgente potrebbe conseguire un reddito annuo ammontante a
fr. 39’000.-- circa (cfr. doc. __________).

                                         __________ __________, da
parte sua, disapprova tale valutazione, ritenuta eccessiva, senza tuttavia
quantificare il reddito da invalido. 

 

                                         Per determinare il reddito
da invalido, __________ ha compiuto degli accertamenti presso alcune ditte del
Cantone (__________) appurando che i dipendenti di tali aziende conseguono un
reddito medio appunto attorno ai fr. 39’000.--.

 

                                         Il TCA, nella causa
sfociata nella sentenza 13 luglio 1995 in re B. (pubblicata in SVR 1996 UV Nr
55 p. 183ss), ha esaminato in modo approfondito la tematica relativa al
guadagno ancora conseguibile da una persona costretta a riciclarsi, per motivi
di salute, in attività leggere e non qualificate, stabilendo che  in attività
leggere quali quelle accessibili all'assicurato, svolte a tempo pieno e con
rendimento completo, un uomo, in un mercato del lavoro equilibrato, può
conseguire i seguenti redditi:

 

                                         per il 1992 fr. 34'000.--

                                         per il 1993 fr. 34'500.--

                                         per il 1994 fr. 35'000.--

                                         per il 1995 fr. 35'000.--

 

                                         Lo scrivente TCA ha, poi,
escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto, anche per il 1996,
l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re J.M.). Simile aumento è,
poi, stato escluso anche per il 1997 (STCA 18.3.1998 in re Y.O. c. H.) e per il
1998 (STCA 19.6.1998 in re E. M.).

 

                                         Rispondendo a critiche
rivolte a tale determinazione da ambienti assicurativi, il TCA, nella sentenza 
28.4.1998 in re M.L. c. I., ha ricordato quanto segue:

 

"  ...l’esame operato dal TCA
nel 1995 si era reso necessario a causa delle costanti e concordanti critiche
rivolte alla quantificazione del reddito operata dall’_____ (secondo una prassi
sostanzialmente analoga a quella ora adottata) e confermata dal TCA dai
patrocinatori dei diversi ricorrenti e, in particolare, dagli ambienti
sindacali.

Ritenuto che tali
critiche non apparivano prive di fondamento e, vista anche la nuova
giurisprudenza federale relativa alla coordinazione, nella valutazione dell'invalidità,
dell'assicurazione invalidità e dell'assicurazione contro gli infortuni (cfr.
RAMI 1995 p. 107;  DTF 119 V 468 consid. 3; STFA del 1° luglio 1994 nella causa
F.B.do.C., U 188/93, non pubblicata; vedi pure STFA del 28 luglio 1993 nella
causa R.B. non pubblicata, U 37/93 e STFA del 5 ottobre 1994 nella causa F.G.,
non pubblicata, U 73/93), il TCA ha riesaminato l'intera problematica relativa
alla determinazione del reddito da invalido. 

Il TCA ha allora
chiesto un rapporto al responsabile dell'Ufficio regionale di integrazione
professionale AI. Da questo rapporto è emerso che, tenuto conto del fatto che
le attività leggere e non qualificate vengono svolte prevalentemente da
personale femminile, i redditi ipotetici in attività leggere abitualmente considerati
nell'ambito dell'assicurazione invalidità coincidevano con i salari medi delle
operaie. Si trattava, allora, di fr. 24.100.-- per il 1991, fr. 25.200.-- per
il 1992 e fr. 26.700.-- per il 1993. 

L’AI considerava,
dunque, per la valutazione del grado di invalidità, salari nettamente inferiori
a quelli ritenuti dall’_____ e dal TCA in ambito LAINF, senza che nessuna
circostanza particolare giustificasse tale differenza.

Esaminando, poi, i
dati statistici raccolti dall'UFIAML per il 1992 e 1993 alla luce della
giurisprudenza federale secondo cui, per determinare il reddito da invalido in
attività leggere, é sufficiente riprendere dai dati dell'UFIAML i salari medi
versati al personale ausiliario nel cantone in cui opera l'assicurato e ridurlo
di un quarto per tener conto del fatto che il personale non qualificato e con
problemi di salute difficilmente riesce a conseguire il salario medio figurante
nelle statistiche (STFA 28.7.1993 in re V.R. non pubbl. I 249/92; STFA 6.6.1994
in re A.B. non pubbl. U 189/93; STFA  4.5.1993 in re X , non pubbl. I 243/92;
STFA 7.12.1994 in re P. non pubbl. U 50/94; STFA 6.2.1995 non pubbl. U 95/94),
il TCA ha concluso che   salari sin lì ritenuti corrispondevano, in sostanza,
soltanto a quelli che un dipendente non qualificato poteva ottenere in alcune
aziende in circostanze estremamente favorevoli. Essi non erano, invece,
corrispondenti ai salari mediamente versati a operai o impiegati non
qualificati con problemi di salute. 

Inoltre, in tale
occasione, il TCA era rivenuto sul meccanismo di adeguamento al rincaro dei
salari rilevando che, negli ultimi anni, i salari (soprattutto quelli del
personale ausiliario) non erano aumentati oppure, nella migliore delle ipotesi,
avevano subito un adeguamento al rincaro soltanto parziale. 

Pertanto, il TCA ha
ottenuto gli importi suindicati sulla scorta dei dati contenuti  nelle
pubblicazioni UFIAML  ridotti secondo le indicazioni del TFA  e in
considerazione del fatto che il reddito ritenuto dagli organi dell'AI era (e,
nonostante tutto, rimane) regolarmente notevolmente più basso di quello
considerato in ambito LAINF senza che ciò fosse giustificato da circostanze 
particolari.

L’__________
propone, ora, di modificare i parametri così ottenuti sulla scorta
dell’inchiesta di cui s’é detto.

Tale richiesta non
può essere accolta. Se é vero che i dati raccolti dall’Istituto convenuto e
riassunti nel doc 113 danno come media un salario maggiore rispetto a quello
ritenuto dal TCA, é anche vero che tale media é stata rilevata in sole 5 ditte.
Niente indica che quanto rilevato in queste 5 aziende sia generalizzabile
all’intero mercato del lavoro ticinese.

Se si deve dare
atto all’____ del notevole sforzo indagatorio profuso per rilevare le diverse
caratteristiche dell’attività analizzata così da verificare se essa é o meno
effettivamente esigibile dal profilo delle indicazioni mediche,  si deve pur
sempre rilevare che i dati relativi al salario sono insufficienti a dimostrare
che, in genere, il mercato del lavoro ticinese offre a persone costrette da
motivi di salute a riciclarsi in attività leggere e non qualificate salari
dell'entità rilevata.

In queste
condizioni, lo scrivente TCA ritiene di doversi attenere ai redditi suindicati,
ancora, e per i motivi elencati, ritenuti essere più conformi alla realtà. 
Dati che, occorre ricordarlo, sono stati a più riprese confermati dal TFA (STFA
7.1.1997 in re I.c.D.; STFA 24.6.1997 in re W.c.M.) ...".

 

                                     A questo proposito, va,
altresì, ricordato che i parametri utilizzati dal TCA sono stati approvati dal
TFA ancora nella sentenza pubblicata in RAMI 1998 U292, pag. 223ss. (= SVR 1998
UV6, pag. 15 consid. 2c.). 

                                         Parimenti, nella sentenza
2.7.1998 in re UAI c. M. D.S.B., il TFA ha confermato la prassi seguita dallo
scrivente TCA affermando quanto segue:

 

"  ... in sostanza, nella
specie é contestata l'ormai affermata prassi istituita dal TCA del Canton
Ticino per la valutazione dell'invalidità, nell'assicurazione contro gli
infortuni così come in quella per l'invalidità, posto come di principio la
nozione d'invalidità sia identica in tutti i settori delle assicurazioni
sociali (cfr. DTF 119 V 470 consid. 2b; 116 V 248 consid. 1b). Secondo tale
giurisprudenza, fanno stato i salari che la medesima autorità giudiziaria ha
accertato in base alle tabelle dell'Ufficio federale dell'industria, delle arti
e mestieri e del lavoro, tenendo conto del particolare mercato del lavoro
ticinese (cfr. SVR 1996 UV no 55, pag. 183-186).

Ora, la pertinenza
di tale prassi é già stata più volte ammessa da questa Corte, da ultimo in una
pronuncia resa lo scorso 27 novembre 1997 in re R (U100/96) e parzialmente
pubblicata in RAMI 1998 no U 292 pag. 223 (cfr. anche sentenze inedite 24
luglio 1997 in re M., U 156/95; 7 gennaio 1997 in re D., U 152/95; 12 novembre
1996 in re F., U 69/96; 15 ottobre 1996 in re C., U 60/96). Dalla medesima, e
quindi dai redditi ipotetici determinati in quel contesto, non v'é ragione di
scostarsi ..." (STFA 2.7.1998 in re UAI c.
M. D. S. B. consid. 3c).

 

 

                                         Alla luce di quanto precede,
questa Corte non vede ragione alcuna per scostarsi dalla sua ormai consolidata
giurisprudenza.

 

                                         Pertanto, il grado
d’invalidità di __________ __________ - determinato confrontando i fr.
35’000.-- al reddito che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse
intervenuto l’infortunio, e cioè fr. 48’000.-- (cfr. doc. __________), dato
rimasto assolutamente contestato - risulta essere del 27.08%, arrotondato al
27%, conformemente al considerando non pubblicato della DTF 122 V 335. 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso é parzialmente
accolto.

                                         Di conseguenza,
l’assicurato ha diritto ad una rendita d’invalidità del 27%. 

 

                                 2.-   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

La vicepresidente                                                 Il
segretario

 

Giovanna Roggero-Will                                        Fabio
Zocchetti