# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** eb813542-d03e-5561-b7ec-c62c1518081f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-12-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.12.2022 38.2022.67
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2022-67_2022-12-14.html

## Full Text

__________Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  38.2022.67

   

  rs

  	
  Lugano

  14 dicembre 2022     

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 23 agosto 2022 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 27 giugno 2022 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  Con decisione su opposizione del 27
giugno 2022 la CO 1 (in seguito: Cassa) ha confermato il proprio provvedimento
del 31 marzo 2022 (cfr. doc. 300) con il quale è stata respinta la richiesta di
RI 1 (nato il __________ 1963) tendente al riconoscimento di indennità di
disoccupazione dal 1° aprile 2022, poiché l’assicurato non ha potuto comprovare
un periodo di contribuzione minimo di 12 mesi, né un motivo di esonero.

 

                                  Al riguardo nella decisione su
opposizione è stato asserito:

 

" (…)

2. 

Nel presente caso occorre valutare se il
qui opponente possa o meno comprovare il periodo minimo di contribuzione di 12
mesi oppure far valere un motivo di esonero.

 

3. 

Preso atto delle osservazioni formulate in
sede d’opposizione e dall’intera documentazione agli atti, la Cassa conferma
come il periodo da prendere in considerazione per la riapertura del termine
quadro (in seguito anche al periodo covid-19) sia dal 1. luglio 2019 al 31
marzo 2022.

Nel termine quadro per il periodo di
contribuzione (1. luglio 2019 - 31 marzo 2022) il Sig. RI 1 ha lavorato
complessivamente 11 mesi, periodo insufficiente per essere posto al beneficio
di indennità di disoccupazione (periodo minimo di contribuzione pari a 12
mesi). Si fa presente che l’attività svolta per la signora __________ negli
anni 2019, 2020 e 2021 risulta essere effettuata quale indipendente e, per tale
motivo, non può essere presa in considerazione per la riapertura del termine
quadro. (…)” (Allegato A1 a doc. I) 

 

                          1.2.  L’assicurato
ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale ha, in particolare,
chiesto, in via principale, l’apertura di un nuovo intero termine quadro di 2
anni a partire dal 1° aprile 2022 e, in via subordinata, l’apertura di un nuovo
parziale termine quadro di 15 mesi a partire dal 1° aprile 2022 (cfr. doc. I).

                                  A
sostegno della propria pretesa ricorsuale l’insorgente ha addotto innanzitutto
che dal 1° aprile 2022 ha proseguito con le ricerche di lavoro mensili, con i
colloqui di consulenza e soprattutto con l’inoltro dei moduli mensili per
ottenere il versamento delle indennità di disoccupazione.

                                  Egli ha poi rilevato che il suo
termine quadro base ha avuto inizio il 1° luglio 2019 e sarebbe dovuto finire
il 30 giugno 2021, tuttavia a seguito della pandemia Covid-19 è stato
prolungato fino al 31 marzo 2022. Il medesimo ha poi evidenziato le enormi
difficoltà nel trovare un lavoro in età avanzata.

                                  Il ricorrente ha, altresì,
affermato:

 

" (…) tutte
le persone di responsabilità contattate presso gli uffici URC e presso gli
uffici sindacali ad oggi non mi hanno saputo dire se durante il termine quadro
base prolungamento a causa la latente malattia Covid-19, di legge valgono i
12 mesi lavorativi nei 2 anni prima la fine del termine prolungato. Insomma
sembra che nessuno sappia o abbia capito che durante la pandemia era assai più
difficile trovare un lavoro, visto che tutte le imprese di costruzione
operavano con tempi ridotti e soprattutto non sapevano quando e come sarebbero
finiti i reali problemi.

 

4. 

E proprio a causa delle non risposte su quanto indicato al punto
precedente ho ritenuto buona cosa perdere del tempo nella ricerca di corrette
premesse e informazioni di merito, e che di fatto sono le basi del presente
ricorso sia per determinare i giusti mesi lavorativi presso l'impresa __________
e sia per avere diritto ad un nuovo termine quadro tramite il previsto
prolungamento di 2 anni nel caso in cui durante la disoccupazione
l'assicurato ha avviato o perlomeno aumentato e tramutato in principale una
attività da indipendente regolarmente iscritta (Vedi articoli LADI e delle
leggi in merito AD). Infatti come prova la Vs. decisione datata
20.12.2016 relativa all'Incarto n. 38.2016.28 (All. 6) e come prova
quanto già dichiarato in tempi non sospetti nella procedura relativa al
personale Incarto n. 38.2022.13.28 (recte: 38.2022.13) (All. 7)
le corrette ore lavorative che sono valide di legge durante non poche settimane
presso l'impresa __________ (N.B.: con lavoro su chiamate e a volte
svolto anche di sabato) devono essere moltiplicate con il fattore pari
a 1.4, e ciò senza nemmeno considerare quante ore dovrebbero generare le
settimane nella quali ero ancora membro del CdA nel periodo 01.06. - 17.07.2020
(All. 8). Situazioni lavorative particolari che di fatto anche nel caso le
settimane fossero state solo 10 rispetto alle sicuramente maggiori con lavoro
su chiamata il sabato durante il totale di 44 degli 11 mesi lavorativi, questo
provoca sicuramente ad almeno 1 mese supplementare da conteggiare per il numero
dei mesi lavorativi.

Infatti come prova il Vs. Incarto n. 38.2022.13.28 (recte:
38.2022.13) il sottoscritto aveva un contratto con il grado di occupazione
del 22,5% che da ore (40 x 22,5%) = 9 settimanali che
moltiplicate per 1,4 danno 12.6 ore, e che con deduzione delle 9 ore
base fanno 3,6 ore da conteggiare per almeno un minimo di 10 settimane.

Mentre la mia situazione quale indipendente con attività
principale trasformata e avviata tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022 senza
avere ricevuto alcuno aiuto, è provata dagli scritti di merito allegati (All.ti
9). Parallela situazione a quanto sopra che dovrebbe darmi il diritto al
prolungamento dell’iniziale termine quadro base di 2 anni e che durante i quali
anche se fossero dedotti i 9 mesi del prolungamento a causa del Covid-19, fanno
risultare una rimanenza di 15 mesi con le stesse indennità giornaliere precedenti
in disoccupazione a partire dal 01.04.2022”. (…)” (Doc. I)

 

                                  Il 6 settembre 2022 l’assicurato
ha domandato di essere ammesso all’assistenza giudiziaria, trasmettendo il
relativo certificato (cfr. doc. III + III1).

 

                          1.3.  La Cassa, in risposta, ha postulato
la reiezione dell’impugnativa, rilevando quanto segue:

 

" (…) Nel
termine quadro per il periodo di contribuzione (1. luglio 2019 - 31 marzo
2022), il qui ricorrente ha lavorato presso il Sig. __________ dal 1. luglio
2019 al 31 maggio 2020 per complessivi 11 mesi di contribuzione, pertanto
inferiori al periodo di contribuzione minimo previsto dalla vigente legge pari
a 12 mesi.

 

4. 

Nell'atto ricorsuale al punto 4, il Sig. RI 1 richiede il
prolungamento del termine quadro per il periodo di riscossione a dipendenza
dell'attività lavorativa svolta quale indipendente. Orbene, il termine quadro
per la riscossione della prestazione da parte di un assicurato che ha
intrapreso un'attività lucrativa indipendente senza aver ricevuto le prestazioni
previste agli art. 71a-71d LADI è prolungato di 2 anni se:

 

- l'assicurato ha intrapreso l'attività lucrativa indipendente
durante un termine quadro per la riscossione della prestazione;

 

- durante l'esercizio della propria attività indipendente
l'assicurato non ha ricevuto indennità compensative e

 

- l'assicurato ha definitivamente cessato la propria attività
indipendente.

 

Il prolungamento del termine quadro per la riscossione della
prestazione non comporta un aumento del numero massimo di indennità
giornaliere.

 

Il qui ricorrente, come indicato anche sul formulario
"Domanda d'indennità di disoccupazione" al pt. 12, ha svolto
un'attività lavorativa quale persona indipendente dal 1988 al 31 dicembre 2021
(data di chiusura iscrizione). Il Sig. RI 1 non ha iniziato l'attività
indipendente durante il termine quadro, ma bensì (come indicato da parte del
qui ricorrente) nel lontano 1988. Non soddisfa quindi i presupposti previsti
dall'art. 9a LADI. (…)” (Doc. IV)

 

                          1.4.  Il 14 e il 16 settembre 2022
l’insorgente ha prodotto della documentazione relativa alla propria situazione
(cfr. doc. VI + B1-3; VIII + Allegati 2-6) che è stata inviata
all’amministrazione (cfr. doc. VII; XXX).

 

                          1.5.  La Cassa, il 26 settembre 2022, ha
riconfermato integralmente quanto esposto nella risposta di causa (cfr. doc.
IX).

 

                          1.6.  Il 30 settembre 2022 l’assicurato
si è nuovamente espresso in merito alla fattispecie, sottolineando, da una
parte, che a metà 2020, consapevole dei tanti problemi professionali causati
dal suo licenziamento e dalla situazione pandemica, ha iniziato a decidere di
migliorare e ampliare l’unica vera attività da sempre svolta, ossia quella da
indipendente. Dall’altra, che negli ultimi 10 mesi del termine quadro ha
impostato il suo tempo nell’ampliare e rendere migliore e principale la sua
unica e parziale attività da indipendente, come comprovato dall’annullamento dell’iniziale
decisione di chiusura e/o cessazione della sua attuale attività da indipendente
al 31 dicembre 2021 (cfr. doc. XI + C1-5).

 

                                  Il ricorrente, il 7 ottobre 2022,
ha trasmesso lo stralcio quale indipendente al 31 dicembre 2021 emesso il 16
febbraio 2022 della Cassa __________, rispettivamente la nuova domanda di
affiliazione agli indipendenti al 1° gennaio 2022 inoltrata dal medesimo il 6
ottobre 2022 e la richiesta del 4 ottobre 2022 alla Cassa __________ di
inviargli il calcolo provvisorio degli acconti dei contributi con la
precisazione che “la mia attività indipendente è divenuta definitivamente la
principale da inizio 2022 dopo essere stata solo accessoria negli ultimi
difficili e assai problematici anni tra Covid + guerra + aumenti costi +
trasloco+ stress” (cfr. doc. XIII + A-C)

 

                          1.7.  La parte resistente, l’11 e il 17
ottobre 2022, ha comunicato di non avere ulteriori osservazioni da formulare
riguardo ai doc. doc. XI + C1-5 e XIII + A-C e si è riconfermata nella propria
risposta del 13 settembre 2022 (cfr. doc. XV; XIX).

 

                          1.8.  Nel frattempo l’assicurato, il 15
ottobre 2022, ha inviato il seguente scritto:

 

" (…)

Presentazione di una ulteriore
importante osservazione di merito

Che presenta il Signor __________
assicurato n. __________ in base al grado di occupazione riportato nel
contratto di lavoro con la impresa generale __________ del 25% poi ridotto dal
TCA al 22,5% per il calcolo del guadagno assicurato che determina l'importo
della indennità giornaliera a partire dal 1 luglio 2019.

 

Mi permetto fare presente e osservare quanto segue:

A.    Sulla base
degli articoli di legge federali in merito alla parità di trattamento e di
diritto che dovrebbero essere considerati anche nei casi come quello in
oggetto, la matematica mi porta ritenere che gli 11 mesi contributivi indicati
giustamente solo nell’ultimo scritto della controparte, oltre a subire un
corretto aumento in base agli importanti fatti da me riportati nei precedenti
scritti ritengo che andrebbero anche aggiornati con il calcolo proporzionale
contestuale e parallelo seguente visto che da 1.7.2019 il sottoscritto era
solo dipendente della impresa generale __________:

B.     

11 mesi + 11 x (42% - 22,5%) = 13,15 mesi oppure

11 mesi + 11 x (42% - 25,0%) = 12,85 mesi” (Doc. XVII)

 

                          1.9.  A tale proposito la Cassa, il 25
ottobre 2022, ha dichiarato di non avere alcunché da osservare e ha chiesto di
respingere il ricorso (cfr. doc. XX).

 

                        1.10.  Il 7 novembre 2022 l’insorgente ha
inviato al TCA per conoscenza una lettera indirizzata alla Cassa __________
nella quale ha chiesto che gli venga concesso di proseguire la sua attività
quale indipendente iniziata oltre tre decenni prima e mai di fatto chiusa. Alla
stessa egli ha annesso fatture emesse e meglio “acconti d’onorario percepiti
dai miei clienti da inizio 2022 per le regolari prestazioni tecnico +
amministrative + giuridiche a loro fornite tra fine 2021 e soprattutto inizio
2022” (cfr. doc. XXII; D1-10).

 

                                  L’assicurato, il 17 novembre
2022, ha prodotto, in particolare, la comunicazione del 15 novembre 2022 con
cui la Cassa __________ l’ha affiliato come persona che esercita un’attività
indipendente a partire dal 1° gennaio 2022 (cfr. allegato E1 a doc. XXIV).

 

                                  Egli ha inoltre auspicato di
ricevere a breve o comunque prima di fine anno una decisione da parte di questa
Corte (cfr. doc. XXIV + E1-7).

 

                        1.11.  I doc. XXII + D1-10 e XXIV + E1-7
sono stati inviati per conoscenza alla Cassa (cfr. doc. XXIII e XXV).

 

                        1.12.  Il 21 novembre 2022 il ricorrente ha
trasmesso la decisione provvisoria per l’anno 2022 in relazione ai contributi
d’acconto emanata il 16 novembre 2022 dalla Cassa __________, da cui risulta un
reddito da attività lucrativa indipendente di fr. 7'500.-- (cfr. doc. XXVI +
1/2).

 

                        1.13.  II doc. XXVI +1/2 è stato spedito
per conoscenza alla parte resistente (cfr. doc. XXVII).

 

                        1.14.  L’assicurato, il 28 novembre 2022 e
il 14 dicembre 2022, ha prodotto alcuni documenti e ha nuovamente affermato di
essere in attesa di una decisione del TCA a breve o comunque prima di fine anno
(cfr. doc. XXVIII + F1-2, XXIX + 1/5).

 

                        1.15.  I docc. XXVIII + F1-2 e XXIX + 1/5
sono stati trasmessi per conoscenza alla Cassa (cfr. doc. XXX).

 

considerato                 in diritto

 

                          2.1.  Il TCA è chiamato a stabilire se la
Cassa abbia, a ragione o meno, negato al ricorrente l’apertura di un nuovo
termine quadro per la riscossione di prestazioni a decorrere dal 1° aprile
2022. 

 

                          2.2.  Un
assicurato ha diritto all'indennità di disoccupazione, tra l’altro, se ha
compiuto o è liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione
(cfr. art. 8 cpv. 1 lett. e LADI).

 

                                  Secondo
l'art. 13 cpv. 1 LADI ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che, entro
il termine quadro (art. 9 cpv. 3 LADI), ha svolto durante almeno 12 mesi
un'occupazione soggetta a contribuzione.

 

                                  L'art.
2 cpv. 1 lett. a LADI stabilisce che è tenuto a pagare i contributi
all'assicurazione contro la disoccupazione (assicurazione) il salariato (art.
10 LPGA) che è assicurato obbligatoriamente ed è tenuto a pagare contributi per
il reddito di un'attività dipendente giusta la legge federale del 20 dicembre
1946 sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS).

                                  L'obbligo
di adempiere al periodo di contribuzione è dunque ossequiato quando
l'assicurato, quale dipendente, prova di aver svolto, nel pertinente termine
quadro, un'occupazione soggetta a contribuzione durante almeno dodici mesi
(cfr. DTF 122 V 249, consid. 2b, pag. 250-251 e la giurisprudenza ivi citata).

 

                                  Ai
fini dell’applicazione di tale articolo non è necessario che il datore di
lavoro, quale organo nella procedura di percezione, abbia effettivamente
trasferito alla cassa di compensazione i contributi del salariato (cfr. DTF 113
V 352; DLA 1988 N. 88, consid. 3a, pag. 88-89; vedi inoltre
Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, cifra marginale 67, pag.
27-28 e 161, pag. 64-65 e Gerhards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz, (AVIG), Berna 1987, Vol. 1, Ad. art. 13, N.
29, pag. 174).

 

                                  In una sentenza pubblicata
in DTF 131 V 444 l’Alta Corte ha stabilito, precisando la propria
giurisprudenza, che, dal profilo del periodo di contribuzione, la sola
condizione per il diritto all'indennità di disoccupazione è, di principio,
l'esercizio di un'attività soggetta a tale obbligo durante il periodo minimo di
contribuzione. La giurisprudenza esposta in DLA 2001 no. 27 pag. 225 (e le
sentenze che ne sono seguite) non deve essere intesa nel senso che, in aggiunta
a ciò, deve pure essere stato versato un salario; per contro, la prova che un
salario è stato effettivamente pagato costituisce un indizio importante per la
prova dell'esercizio effettivo di una attività dipendente.

                                  In
secondo luogo, allorché un assicurato non comprova di aver effettivamente
percepito un salario, segnatamente in assenza di bonifici periodici di una
remunerazione su un conto bancario o postale a suo nome, il diritto
all’indennità di disoccupazione non potrà essergli negato in applicazione degli
art. 8 cpv. 1 lett. e e 13 LADI, a meno che venga stabilito che il medesimo ha
rinunciato al salario relativo al lavoro effettuato.

 

                                  Al
riguardo cfr. anche STF 8C_297/2019
del 29 agosto 2019 consid. 5; STF 8C_749/2018 del 28 febbraio 2019 consid. 3.2.; DTF 133 V 515 e STF 8C_226/2007 del 16 maggio 2008 e D. Cattaneo,
“Nouvautés en matière d’assurance-chômage” in Quoi de neuf en droit social? Ed.
Stämpfli SA, Berna 2009 pag. 76-79.

 

                          2.3.  L’art. 9
cpv. 1 LADI enuncia che per la riscossione della prestazione e per il
periodo di contribuzione vigono termini quadro biennali, sempre che la presente
legge non disponga altrimenti. Giusta il cpv. 2 il termine quadro per la
riscossione decorre dal primo giorno nel quale sono adempiuti tutti i
presupposti per il diritto alla prestazione. Il cpv. 3 prevede che
il termine quadro per il periodo di contribuzione decorre due anni prima di
tale giorno.

 

                                  Secondo
il cpv. 4 se il termine quadro per la riscossione è scaduto e l’assicurato
pretende di nuovo l’indennità di disoccupazione, termini quadro biennali sono
nuovamente applicabili alla riscossione e al periodo di contribuzione sempre
che la legge non disponga altrimenti.

 

                                  Riguardo all’art. 9 cpv. 4 LADI
va osservato che, se alla scadenza del termine quadro per la riscossione della
prestazione l’assicurato chiede ulteriori prestazioni o continua a richiederle,
la Cassa deve esaminare se tutti i presupposti del diritto all’indennità (cfr.
art. 8 LADI) sono soddisfatti prima di aprire un nuovo termine quadro. Se il
nuovo termine quadro per la riscossione segue immediatamente il precedente, il
nuovo termine quadro per il periodo di contribuzione corrisponde al precedente
termine quadro per la riscossione di prestazioni.

                                  Il
legislatore ha dunque introdotto termini quadro biennali il cui scopo risiede
nel fatto di poter effettuare, all’apertura di un nuovo e distinto termine
quadro, un nuovo e completo esame delle condizioni da adempiere per avere
diritto all’indennità di disoccupazione contemplate all’art. 8 LADI (cfr. DTF
146 V 112 consid. 5.4.; STF 8C_166/2018 del 18 febbraio 2019 consid. 6.1.,
pubblicata in DLA 2019 N. 7 pag. 188; STF 8C_656/2014 del 10 novembre 2015
consid. 3.2.; Prassi LADI ID
emessa dalla SECO, p.to. B49). 

 

                          2.4.  L'art. 14 LADI, che regola l'esenzione
dall'adempimento del periodo di contribuzione, prevede al cpv. 1 che sono
esonerate dall’adempimento del periodo di contribuzione le persone che, entro
il termine quadro (art. 9 cpv. 3 LADI), durante oltre 12 mesi complessivamente,
non sono state vincolate da un rapporto di lavoro
per uno dei seguenti motivi e non hanno quindi potuto soddisfare i
relativi obblighi:

 

                                  a.  formazione
scolastica, riqualificazione professionale, formazione e formazione continua, a
condizione che durante almeno dieci anni siano state domiciliate in Svizzera;

                                  b.
 malattia (art. 3 LPGA), infortunio (art. 4 LPGA) o maternità (art. 5 LPGA), a
condizione che durante questo periodo siano state domiciliate in Svizzera;

                                  c.
 soggiorno in un istituto svizzero per l'esecuzione delle pene d'arresto o
d'educazione al lavoro o in un istituto svizzero analogo.

 

                                  Il cpv. 2 enuncia che sono
parimenti esonerate dall'adempimento del periodo di contribuzione le persone
che, in seguito a separazione o divorzio, invalidità (art. 8 LPGA) o morte del
coniuge oppure per motivi analoghi o a causa della soppressione di una rendita
d'invalidità, sono costrette ad assumere o a estendere un'attività dipendente.
Questa norma è applicabile soltanto se l'evento corrispondente non risale a più
di un anno e la persona interessata dall'insorgere di questo evento era
domiciliata in Svizzera.

 

                                  In merito al rapporto tra l'art.
13 e l'art. 14 LADI, in una sentenza pubblicata in DLA 2004 N. 26 pag. 269
segg., il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal 1° gennaio 2007
Tribunale federale) ha ribadito la sussidiarietà delle regole circa l'esenzione
dall'adempimento del periodo di contribuzione secondo l'art. 14 LADI rispetto
al periodo minimo di contribuzione secondo l'art. 13 LADI.

 

                                  Contestualmente la nostra Massima
Istanza ha pure confermato che non è possibile cumulare periodi di
contribuzione con periodi di esonero.

 

                                  Cfr. pure STF 8C_234/2018 dell’8
agosto 2018 consid. 3; STF 8C_645/2014 del 3 luglio 2015 consid. 1.2.; STF
8C_318/2011 del 5 marzo 2012 consid. 5.2.; STF C 25/07 del 22 novembre 2007.

 

                          2.5.  Nella presente evenienza
l’assicurato, ingegnere civile __________ (cfr. STCA 38.2013.58 del 14 novembre
2013 consid. 2.7.), è al beneficio di una rendita di invalidità AI del 50% con
grado di invalidità del 58% dal 2015 (cfr. STCA 38.2020.27 del 24 settembre
2022 consid. 2.8.; STCA 38.2019.14 dell’11 giugno 2019 consid. 2.5.; decreto
32.2015.87 emesso dal TCA il 4 agosto 2015; STCA 38.2013.58 del 14 novembre
2013 consid. 2.7.; STCA 38.2013.12 del 7 agosto 2013 consid. 2.6.).

 

                                  Nel corso degli anni egli ha
aperto cinque termini quadro per la riscossione di prestazioni, e meglio dal 9
febbraio 2010 all’8 febbraio 2012, dal 9 febbraio 2012 all’8 febbraio 2014, dal
1° agosto 2014 al 31 luglio 2016, dal 1° agosto 2016 al 31 luglio 2018. Un
ulteriore termine quadro è stato aperto il 1° luglio 2019 (cfr. STCA 38.2020.27
del 24 settembre 2022 consid. 2.8.; STCA 38.2019.14 dell’11 giugno 2019 consid.
2.5.).

 

                                  L’ultimo termine quadro, iniziato
il 1° luglio 2019 e che avrebbe dovuto concludersi il 30 giugno 2021, è stato
prolungato, in applicazione delle disposizioni introdotte a seguito della
pandemia di Covid-19 (cfr. art. 8a Ordinanza COVID-19 assicurazione contro la
disoccupazione; RS 837.033) dapprima, il 9 febbraio 2021, fino al 31 dicembre
2021 e poi, il 3 gennaio 2022, fino al 31 marzo 2022 (cfr. allegato 4 a doc. I;
STCA 38.2020.27 del 24 settembre 2022 consid. 2.8.).

 

                                  Nel termine quadro dal 1° luglio
2019 il grado di disponibilità lavorativa dell’assicurato era del 50% (cfr.
STCA 38.2020.27 del 24 settembre 2022 consid. 2.8.).

 

                                  Perlomeno
dal novembre 2018 l’assicurato è stato alle dipendenze della “ditta individuale
e/o Impresa __________” (il primo contratto di lavoro è comunque stato concluso
l’11 giugno 2018 a decorrere dal 3 settembre 2018). L’impiego era a tempo
parziale al 25% e dal 18 gennaio 2019, con la conclusione di un nuovo contratto
a tempo indeterminato, al 22,5% (cfr. STCA 38.2019.14 dell’11 giugno 2019; STCA
38.2020.27 del 24 settembre 2020 consid. 2.12.).

 

                                  __________ ha disdetto il rapporto
di impiego l’11 marzo 2020 con effetto da fine maggio 2020 (cfr. doc. 28; 289).

 

                                  Il 28 marzo 2022 il ricorrente ha
interposto una nuova domanda di indennità di disoccupazione a decorrere dal 1°
aprile 2022, indicando di essere disposto e capace a lavorare a tempo parziale,
al massimo 20 ore alla settimana, rispettivamente al 50% di un’occupazione a
tempo pieno (cfr. doc. 288).

 

                                  Con decisione del 31 marzo 2022,
confermata dalla decisione su opposizione del 27 giugno 2022, la Cassa ha
negato all’insorgente il diritto a indennità di disoccupazione dal 1° aprile
2022, non avendo potuto comprovare un periodo di contribuzione minimo di 12 mesi,
né un motivo di esonero (cfr. doc. Allegato A1 a doc. I; doc. 300; consid.
1.1.).

 

                          2.6.  Chiamata a pronunciarsi in merito
alla fattispecie questa Corte ricorda, da un lato, che, quando un termine
quadro per la riscossione a favore di un assicurato è scaduto, prima di aprirne
uno nuovo ai sensi dell’art. 9 cpv. 4 LADI, la Cassa deve comunque esaminare se
tutti i presupposti del diritto all’indennità di cui all’art. 8 LADI sono
soddisfatti (cfr. consid. 2.3.).

                                  Dall’altro,
che ex art. 13 cpv. 1 LADI ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che,
entro il termine quadro, ha svolto durante almeno 12 mesi un'occupazione
soggetta a contribuzione, ossia un’attività salariata ai sensi della LAVS
(cfr. art. 2 cpv. 1 lett. a LADI; consid. 2.2.).

 

                                  In
relazione a quanto lamentato nel ricorso circa il fatto che non fosse chiaro se
anche durante i termini quadro prolungati a causa del Covid-19 valessero 12
mesi di contribuzione (cfr. doc, I; consid. 1.2.), giova sottolineare che nel
contesto della pandemia di Covid-19 non ci sono state deroghe agli art. 8 cpv.
1 lett. e 13 LADI per quanto attiene alla durata minima di 12 mesi del periodo
di contribuzione (cfr. Ordinanza COVID-19 assicurazione contro la
disoccupazione; RS 837.033).

 

                                  Secondo
la giurisprudenza nell’assicurazione contro la disoccupazione la delimitazione
tra lavoratori salariati e indipendenti è di principio definita in funzione
dello statuto contributivo secondo il diritto dell’AVS. Con riserva dell'errore
manifesto, lo statuto stabilito dalle autorità di applicazione dell’AVS ha un
effetto vincolante nell’assicurazione contro la disoccupazione (cfr. STF
8C_312/2022 del 26 ottobre 2022 consid. 4.1.).

 

                                  È altresì utile evidenziare che finalità
dell’assicurazione contro la disoccupazione è quella di garantire
un’adeguata compensazione della perdita di guadagno, segnatamente, in caso di
disoccupazione ai salariati (cfr. art. 1a LADI; 10 LPGA), ma non di farsi
carico del rischio imprenditoriale (vedi al riguardo l’art. 114 cpv. 2 lett. c
Cost. fed., secondo cui chi esercita un’attività indipendente può assicurarsi
facoltativamente, il quale non è ancora stato concretizzato dal legislatore,
cfr. STF 8C_311/2011 del 12 dicembre 2011 consid. 4.4., pubblicata in DTF 138 V
50; STF 8C_921/2013 del 15 aprile 2014; STCA 38.2011.3. del 5 settembre 2011
consid. 2.5. ; D. Cattaneo, “Nouvautés en matière
d’assurance-chômage” in Quoi de neuf en droit social ? Ed. Stämpli SA,
Berna 2009 pag. 67 seg.,110). 

 

                          2.7.  In concreto il ricorrente, nel precedente
termine quadro per la riscossione delle prestazioni, iniziato il 1° luglio 2019
e scaduto il 31 marzo 2022, in cui era iscritto in disoccupazione al 50% (cfr.
consid. 2.5.), è stato alle dipendenze della ditta __________ dal luglio 2019
al maggio 2020, ossia per 11 mesi (cfr. consid. 2.5.), come stabilito dalla
Cassa.

 

                                  Contrariamente a quanto asserito
dall’assicurato (cfr. doc. XI), l’amministrazione non soltanto nella risposta
di causa ha indicato che il medesimo, nel nuovo termine quadro per il periodo
di contribuzione da luglio 2019 a marzo 2022 - corrispondente al precedente
termine quadro per la riscossione di prestazioni (cfr. consid. 2.3. -, ha
lavorato 11 mesi (e non solo 2 come risulta dal provvedimento del 31 marzo 2022
dove la Cassa si era fondata su di un termine quadro di contribuzione più
breve, ovvero dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2022; cfr. doc. 300), bensì già
nella decisione su opposizione impugnata (cfr. Allegato A1 a doc. I).

 

                                  Nel caso di specie si rivela,
poi, ininfluente la STCA 38.2016.28 del 20 dicembre 2016 citata nel ricorso e
annessa al medesimo (cfr. doc. I; allegato 6 a doc. I; consid. 1.2.), secondo
cui, quando un assicurato, nel quadro di un rapporto di impiego che si estende
su parecchi mesi, fornisce irregolarmente una prestazione lavorativa (ad
esempio nel contesto di un contratto di lavoro su chiamata), ogni mese civile
in cui ha lavorato vale quale mese di contribuzione, mentre ogni mese civile in
cui, nel contesto del rapporto di lavoro, non ha lavorato alcun giorno non
viene tenuto conto.

                                  È considerato mese di
contribuzione ogni mese civile intero durante il quale l'assicurato è soggetto
a contribuzione (art. 11 cpv. 1 OADI), i periodi di contribuzione inferiori ad
un mese civile sono addizionati, 30 giorni civili essendo reputati un mese di
contribuzione (art. 11 cpv. 2 OADI); i periodi parificati ai periodi di
contribuzione (art. 13 cpv. 2 LADI) e quelli durante i quali l'assicurato
riscuote un'indennità di vacanze sono calcolati allo stesso modo (art. 11 cpv.
3 OADI ); secondo giurisprudenza, per determinare i periodi di contribuzione, i
giorni di lavoro vengono di principio convertiti in giorni civili secondo il
fattore 1,4 (cfr. DLA 1992 N. 1 pag. 70 consid. 3; 122 V 256).

                                  

                                  In casu, infatti, sono ad ogni
modo già stati presi in considerazione tutti i mesi in cui l’assicurato era
alle dipendenze di __________ durante il termine quadro per il periodo di
contribuzione (1° luglio 2019 - 31 marzo 2022), e meglio da luglio 2019 a
maggio 2020.

 

                                  Le attività lavorative svolte dal
ricorrente quale indipendente - in relazione alle quali ha pure ricevuto un
credito Covid-19 (cfr. doc. XI; Allegato 3 a doc. XI) - non possono, per
contro, essere considerate quale periodo di contribuzione, ritenuto che ai fini
dell’adempimento dello stesso vale unicamente l’attività salariata ai sensi
della LAVS (cfr. consid. 2.6.).

                                  Fra le attività indipendenti
rientra quella effettuata a favore della signora __________ negli anni
2019-2021 (cfr. doc. 211; 215; 217), come del resto indicato nella decisione su
opposizione (cfr. Allegato A1 a doc. I; consid. 1.2.).

                                  In effetti, dagli atti non
risulta essere stato concluso un contratto di lavoro tra le parti. In proposito va osservato che il fatto che un
contratto di lavoro non richieda di regola una forma speciale (cfr. art.
320 CO) non comporta automaticamente la
dimostrazione riguardo alla conclusione del contratto stesso (cfr. STF
2D_17/2016 del 28 luglio 2016 consid. 6.1.).

                                  Inoltre è l’insorgente medesimo
che nell’opposizione ha asserito che “(…) questa cliente è l’ultima che
continua richiedere prestazioni dopo che attività indipendente è formalmente
chiusa (…)” (cfr. doc. 211).

                                  Nel ricorso, del resto, egli non
ha più richiesto di tenere conto della collaborazione con tale cliente ai fini
del periodo di contribuzione (cfr. doc. I).

 

                                  In simili condizioni nel termine
quadro per il periodo di contribuzione che si estende dal 1° luglio 2019 al 31
marzo 2022 (cfr. art. 8a cpv. 3 Ordinanza COVID-19 assicurazione contro la
disoccupazione: “L’assicurato il cui termine quadro
per la riscossione della prestazione è stato prolungato conformemente al
capoverso 2 ha diritto, all’occorrenza, a un prolungamento del termine quadro
per il periodo di contribuzione se è aperto un nuovo termine quadro per la
riscossione della prestazione. La durata del prolungamento del termine quadro
per il periodo di contribuzione corrisponde a quella del prolungamento del
termine quadro per la riscossione della prestazione di cui al capoverso 2”) l’assicurato,
con 11 mesi di contribuzione, non raggiunge il periodo minimo di contribuzione
di 12 mesi previsto dall’art. 13 cpv. 1 LADI.

 

                          2.8.  Nemmeno è di soccorso
all’insorgente l’art. 9a cpv. 1 LADI, a cui egli ha fatto implicitamente riferimento
nell’impugnativa e nello scritto del 17 novembre 2022 (cfr. doc. I; XXIV; doc.
E2 allegato a doc. XXI; consid. 1.2.; 1.10.), che consente a un assicurato che
ha intrapreso un’attività lucrativa indipendente senza aver ricevuto le
prestazioni previste agli articoli 71a-71d LADI di beneficiare del
prolungamento del termine quadro per la riscossione della prestazione (scaduto
durante l’attività lucrativa indipendente; cfr. Messaggio concernente la
revisione della legge federale sull'assicurazione contro la disoccupazione del
28 febbraio 2001, in FF 2001 pag. 2000) di due anni se il
medesimo intraprende l’attività lucrativa indipendente durante un termine
quadro (lett. a) e se, al momento in cui cessa l’attività lucrativa
indipendente e a causa di questa attività, l’assicurato non adempie i
presupposti di un periodo di contribuzione sufficiente (lett. b).

                                  

                                  In concreto, da una
parte, il ricorrente non ossequia il presupposto di cui all’art. 9a cpv. 1
lett. a LADI, siccome egli, conformemente a quanto indicato dalla parte
resistente nella risposta di causa (cfr. doc. IV; consid, 1.3.), non ha
iniziato l’attività indipendente nel termine quadro, avendo dichiarato di
esercitarla da un trentennio (cfr. doc. XXII; consid. 1.10.). 

 

                                  Dall’altra, l’assicurato non ha
cessato definitivamente la sua attività indipendente (cfr. art. 9a cpv. 1 lett.
b LADI).

                                  Al riguardo il TCA osserva che
l’insorgente ha asserito che a metà 2020 ha iniziato a migliorare e ampliare la
sua unica vera attività da sempre svolta, ossia quella da indipendente, e negli
ultimi 10 mesi del termine quadro ha impostato il suo tempo nell’ampliare e
rendere principale tale attività (cfr. doc. XI; consid. 1.6.). 

                                  Inoltre il medesimo, a seguito
dello stralcio quale indipendente al 31 dicembre 2021 da parte della Cassa __________,
il 6 ottobre 2022 ha interposto una nuova domanda di affiliazione agli
indipendenti dal 1° gennaio 2022, precisando che “la mia attività
indipendente è divenuta definitivamente la principale da inizio 2022 dopo
essere stata solo accessoria negli ultimi difficili e assai problematici anni
tra Covid + guerra + aumenti costi + trasloco+ stress” (cfr. doc. XIII +
A-C; consid. 1.6.).

                                  Tale richiesta è stata accolta
dalla Cassa __________ il 15 novembre 2022 con effetto dal 1° gennaio 2022
(cfr. Allegato E1 a doc. XXIV; consid. 1.10.).

                                  Al riguardo cfr. pure
docc. XXIX+1/5.

 

                                  Non avendo cessato
definitivamente la propria attività indipendente, neppure il termine quadro per
il periodo di contribuzione può essere prorogato di al massimo due anni (cfr.
art. 9a cpv. 2 LADI; STF 8C_537/2019 del 22 ottobre 2020 consid. 3.3.1-3.3.2;
STF 8C_367/2015 del 27 agosto 2015 consid. 3.2.; 3.5; Prassi LADI ID B64).

 

                                  È, del resto, utile rilevare che
ai sensi dell’art. 3a cpv. 2 OADI l’assicurato che ha ricevuto prestazioni
dell’assicurazione contro la disoccupazione durante l’esercizio della propria
attività lucrativa indipendente non può beneficiare del prolungamento del
termine quadro per la riscossione della prestazione. Secondo la dottrina questo
disposto di esclusione concerne gli assicurati che hanno esercitato un’attività
indipendente i cui redditi sono stati computati quale guadagno intermedio ex
art. 24 LADI (cfr. STF 8C_537/2019 del 22 ottobre 2020 consid. 3.1.; BORIS RUBIN, Commentaire de la loi sur l'assurance-chômage,
2014, n° 6 ad art. 9a LACI; THOMAS NUSSBAUMER, Arbeitslosenversicherung, in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], vol. XIV, Soziale
Sicherheit, 3 e éd. 2016, n. 110 pag. 230).

 

                                  Infine giusta l’art. 9a cpv. 3
LADI le indennità giornaliere non possono comunque superare complessivamente il
numero massimo fissato nell’articolo 27 LADI.

 

                          2.9.  Stante quanto precede, non essendo
soddisfatto il periodo di contribuzione minimo di 12 mesi (cfr. art. 13 cpv. 1
LADI; consid. 2.2.) e non essendo stato fatto valere nessuno dei motivi di
esonero previsti dalla legge (cfr. art. 14 LADI; consid. 2.4.), rettamente la
Cassa non ha ritenuto realizzato il presupposto dell'art. 8 cpv. 1 lett. e LADI
e ha negato al ricorrente l’apertura di un nuovo termine quadro per la
riscossione di prestazioni a far tempo dal 1° aprile 2022.

 

                        2.10.  L’insorgente, nel ricorso, ha
chiesto che nel caso di rifiuto delle prestazioni LADI si provveda alle
verifiche e ai calcoli relativi alla prestazione transitoria per i disoccupati
anziani ai sensi della LPTD (cfr. doc. I; XI).

 

                                  La Cassa ha indicato di non
essere competente in materia e di non poter, quindi, entrare nel merito (cfr.
doc. IV pag. 5).

 

                                  Questa
Corte può pronunciarsi su un determinato oggetto, in linea di principio, solo
in presenza di una decisione su opposizione emanata dall'organo amministrativo
competente (cfr. STF 8C_126/2022 del 7 aprile 2022 consid. 4.3; STF 8C_787/2020 del 26 maggio 2021 consid.
2.3.; STCA 38.2021.75 del 29
novembre 2021 consid. 2.1.; STCA 38.2020.68 del 14 dicembre 2020 consid. 2.5.;
STCA 38.2019.21 del 27 marzo 2019; STCA 35.2018.112 del 12 novembre 2018; STCA
42.2011.14 del 13 ottobre 2011; STCA 38.2007.14 del 14 marzo 2007 consid.
2.5.).

 

                                  La costante giurisprudenza
federale ha, infatti, stabilito che è la decisione impugnata che
costituisce il presupposto e il contenuto della contestazione sottoposta
all'esame giudiziale (cfr. STF 8C_126/2022 del 7 aprile 2022 consid. 4.3.; STF 8C_787/2020 del 26 maggio 2021 consid. 2.3.; STF
9C_775/2019 del 26 maggio 2020 consid. 1.1.; STF 8C_722/2018 del 14 gennaio
2019 consid. 2.1.; STF 8C_784/2016 del 9 marzo 2017 consid. 3.1.; STF
8C_448/2016 del 6 dicembre 2016 consid. 2; STF 8C_360/2010 del 30 novembre 2010
consid. 1 e 2; DTF 131 V164; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V
51 consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81 pag. 294).

 

                                  Nella presente evenienza difetta
una decisione in merito a un’eventuale prestazione transitoria per i
disoccupati anziani, per cui il TCA – il quale è competente in tale ambito secondo
gli art. 56 e 57 LPGA, applicabili in
virtù del rinvio previsto all’art. 1 della Legge federale sulle prestazioni
transitoria per i disoccupati anziani (LPTD) in vigore dal 1° luglio 2021 (cfr.
Messaggio concernente la legge federale sulle prestazioni transitorie per i
disoccupati anziani del 30 ottobre 2019 p.to 5, in FF 2019 6861 (6897)) – non
può chinarsi sulla problematica.

 

                                  Giusta l’art. 19 cpv. 1 LPTD per
il ricevimento e l’esame delle domande nonché la determinazione e il versamento
delle prestazioni transitorie sono competenti gli organi di cui all’articolo 21
capoverso 2 LPC del Cantone in cui i beneficiari hanno il domicilio.

                                  Nel Cantone Ticino l’autorità
competente è la Cassa __________ (cfr. art. 26 LaLPC), alla quale gli atti sono
tramessi per decidere in merito alla richiesta del ricorrente.

 

Va, ad ogni modo, rilevato che le prestazioni transitorie sono
destinate ai lavoratori che esauriscono il diritto all'indennità di
disoccupazione dopo il compimento del 60° anno d'età, al fine di colmare le
lacune esistenti tra la fine del diritto alle indennità dell'assicurazione
contro la disoccupazione e il raggiungimento dell'età di pensionamento
ordinaria dell'AVS (cfr. art. 3, 5 LPTD; FF 2019 6890; STCA 33.2022.16 del 26
settembre 2022 consid. 2.1.).

 

 

                        2.11.  L’art.
61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura
deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti;
la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte
alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Il 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica
della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve
essere semplice, rapida e, di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in
vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie
relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge
interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può
imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o
sconsiderato. 

 

In casu, trattandosi di prestazioni LADI, in
relazione alle quali il legislatore non ha previsto di prelevare le spese, non
si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA 38.2022.49 del 26 settembre 2022 consid.
2.13.; STCA 38.2022.16 del 23 maggio 2022 consid. 2.12.; STCA 38.2022.20 del 25
aprile 2022 consid. 2.9.; STCA 38.2021.89 del 7 febbraio 2022 consid. 2.11.).

 

                                  Sul
tema cfr. anche STF 9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2
giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF
9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo
cfr. Ares Bernasconi, Actualités
du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux cantonaux
des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022
pag. 107).

 

                        2.12.  La
richiesta dell’insorgente volta alla
concessione dell’assistenza giudiziaria (cfr. doc. III+1) deve essere intesa, dunque, solo come domanda
di gratuito patrocinio, visto che la procedura davanti al TCA in materia di assicurazione
contro la disoccupazione è per principio gratuita (cfr. consid. 2.11.).

 

                                  Il
ricorrente, tuttavia, non può beneficiare del gratuito
patrocinio non essendo rappresentato da un avvocato. 

 

                                  In
effetti il gratuito patrocinio, sia in ambito di procedura ricorsuale che
amministrativa, può essere riconosciuto soltanto ad avvocato patentato (cfr.
STF 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 consid. 9.2.; STFA I 447/04 del 2 marzo 2005
consid. 4.2, citata in DTF 132 V 201 consid. 4.2 e DTF 132 V 206 consid. 5.1.4;
STCA 42.2021.75 del 13 dicembre 2021 consid. 2.7.; STCA 42.2019.38 del 20
gennaio 2020 consid. 2.12.; STCA 38.2018.34 del 22 novembre 2018 consid. 2.9.; STCA
38.2016.17 del 25 maggio 2016 consid. 2.8.; STCA 38.2012.55 del 13 marzo 2013
consid. 2.12.; per quanto riguarda un avvocato non impiegato presso
un’organizzazione riconosciuta di utilità pubblica e non iscritto in un albo
cfr. DTF 132 V 206 consid. 5.1.4 = SVR 2006 IV Nr. 50 pag. 181). 

 

                                  L’insorgente,
del resto, che ha dimostrato di saper difendere adeguatamente i propri
interessi, non necessitava di un difensore d’ufficio ai sensi dell’art. 28
Lptca (cfr. STF 8C_392/2017 consid. 9.1.-9.2., parzialmente
pubblicata in DTF 143 V 393; STFA C 116/03 dell’8 novembre 2004; STCA
42.2021.75 del 13 dicembre 2021 consid. 2.7.; STCA 38.2018.23 del
16 luglio 2018 consid. 2.2.; decreto 36.2018.28-33 emesso dal TCA il 12 giugno
2018 il cui ricorso al TF è stato ritenuto inammissibile con giudizio
8C_484/2018 del 30 luglio 2018; STCA 38.2019.15-16 del 10 luglio 2019 consid.
2.2.; STCA 42.2017.49 del 15 dicembre 2017; STCA 32.2015.147 del 18 aprile 2016
consid. 2.6., il cui ricorso al TF è stato ritenuto inammissibile con giudizio
9C_356/2016 del 5 luglio 2016; STCA 42.2014.13 del 21 maggio 2015 consid.
2.1.).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                             1.  Il ricorso, in quanto ricevibile,
è respinto.

 

                             2.  Gli atti sono trasmessi alla Cassa
__________ affinché esamini la domanda di prestazioni transitorie ai sensi
della LPTD formulata dal ricorrente.

 

                             3.  L’istanza tendente alla
concessione dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio è respinta.

 

                             4.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                             5.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti