# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a25449dd-61a2-5f34-95ce-4418b40cb6c3
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-23
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 23.03.2007 S 2007 15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_S-2007-15_2007-03-23.pdf

## Full Text

S 07 15

1a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

SENTENZA
del 23 marzo 2007

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente prestazioni assicurative LADI (diniego di giustizia)

1. … era fino al 31 marzo 2006 alle dipendenze di … e si iscriveva al 

collocamento il 29 maggio 2006. Sul formulario di autocertificazione del mese 

di giugno 2006, l’assicurato dichiarava di conseguire un guadagno intermedio 

in qualità di indipendente. Il 6 luglio l’interessato veniva pertanto invitato 

dall’Organizzazione Cristiano-Sociale Ticinese (OCST) a presentare 

l’attestato sul guadagno intermedio. La richiesta veniva soddisfatta il 12 luglio 

e due giorni dopo, l’OCST allestiva il conteggio per il mese di giugno 2006 e 

operava il versamento. Nel frattempo, il 10 luglio 2006, l’assicurato 

interponeva opposizione all’Ufficio per l’industria, arti  e mestieri e lavoro dei  

Grigioni (UCIAML), chiedendo che gli venissero versate la prestazioni per gli 

ultimi giorni del mese di maggio e per il mese di giugno. Il 27 luglio 2006, 

l’UCIAML rendeva attento l’interessato che nel frattempo il conteggio gli era 

stato trasmesso e che pertanto la questione andava considerata evasa. Per 

eventuali censure contro il conteggio il petente era invitato a voler rivolgersi 

all’OCST. Il modulo di autocertificazione e l’attestato sul guadagno intermedio 

per il mese di luglio venivano introdotti alla cassa di disoccupazione il 26 e 27 

luglio 2006. 

2. Il 3 agosto 2006 l’UCIAML trasmetteva alla cassa di disoccupazione i due 

scritti indirizzatigli dall’assicurato nel luglio 2006 e un preteso terzo scritto che 

però era indirizzato all’OCST e che portava la data 17 maggio 2006. Il primo 

di questi scritti corrispondeva all’opposizione del 10 luglio 2006, mentre dagli 

scritti del 25 luglio 2006 e del 17 maggio 2006, emergeva che l’assicurato 

aveva erroneamente indicato un guadagno intermedio che non era 

concretamente stato realizzato e chiedeva la corresponsione dei costi 

sostenuti per il reclamo. Per questo in data 16 agosto 2006, l’OCST operava 

i pagamenti delle indennità giornaliere per il mese di luglio e correggeva il 

conteggio del giugno 2006. Poiché il permesso di dimora dell’assicurato 

scadeva il 14 luglio 2006, la cassa chiedeva al petente la trasmissione del 

nuovo permesso. Quest’ultimo datato 19 ottobre 2006, veniva inviato alla 

cassa che il 25 ottobre 2006 procedeva al pagamento delle indennità 

giornaliere per il mese di agosto e settembre 2006. Le indennità per i mesi di 

ottobre venivano versate il 9 novembre, dopo che la documentazione era 

pervenuta alla cassa il 6 novembre e quelle per il mese di novembre venivano 

effettuate ancora lo stesso giorno dell’introduzione dei relativi giustificativi, 

ossia il 12 dicembre. 

3. Nel ricorso proposto al Tribunale amministrativo il 16 gennaio 2007, … 

chiedeva l’allestimento immediato del conteggio del dicembre 2006 e la 

corresponsione dell’importo di fr. 232.40, accanto all’evasione delle proprie 

opposizioni del 10 e 27 luglio 2006. In sostanza l’istante si considera vittima 

di un trattamento inadeguato delle proprie pretese, dopo che per ogni 

versamento dell’indennità giornaliera la cassa di disoccupazione avrebbe 

atteso ben oltre il regolare termine legale del 5 del mese successivo per 

allestire i propri conteggi. Da questo atteggiamento l’istante avrebbe subito 

scapiti e sarebbe stato distratto nei propri sforzi in vista di iniziare un’attività 

indipendente. 

4. Nella propria presa di posizione l’OCST concludeva alla reiezione del ricorso. 

Il pagamento per il mese di dicembre 2006 veniva effettuato in data 18 

gennaio 2007, poiché doveva previamente essere verificata la necessità di 

una eventuale sospensione del diritto all’indennità giornaliera, dopo che 

l’assicurato aveva sottaciuto di percepire dal 25 dicembre 2006 delle indennità 

speciali per attività indipendente. 

5. Replicando, l’istante chiedeva comunque l’evasione dei due reclami 

presentati nel luglio 2006, mentre l’OCST rinunciava a duplicare. 

6. A dimostrazione della pretesa inaffidabilità della propria cassa di 

disoccupazione il 14 marzo 2007 l’assicurato comunicava la Tribunale 

amministrativo che la convenuta non avrebbe neppure annunciato l’infortunio 

di cui era stato vittima il 19 febbraio 2007. 

Considerando in diritto:

1. Giusta l’art. 56 cpv. 1 della legge federale sulla parte generale del diritto delle 

assicurazioni sociali (LPGA) le decisioni su opposizione e quelle contro cui 

un’opposizione è esclusa possono essere impugnate mediante ricorso. 

Secondo l'art. 56 cpv. 2 LPGA il ricorso può essere interposto anche se 

l'assicuratore, nonostante la domanda dell'assicurato, non emana una 

decisione o una decisione su opposizione. Tale disposizione include sia i 

ricorsi per ritardata giustizia che per denegata giustizia. Con l’entrata in vigore 

dell’art. 56 cpv. 2 LPGA spetta al competente Tribunale cantonale delle 

assicurazioni statuire in merito ad un ricorso per denegata/ritardata giustizia 

(Kieser, ATSG-Kommentar, op. c it., art. 56 nota 10 s. pag. 560 s. e STFA I 

387/03 del 23 ottobre 2003). Secondo il TF, vi è diniego di giustizia qualora 

un'autorità giudiziaria o amministrativa non si occupi di una domanda, per la 

cui risoluzione essa è competente (DTF 114 V 147 cons. 3a e riferimenti ivi 

menzionati; Kieser, ATSG-Kommentar, op. cit, art. 56 nota 10 pag. 560) o nel 

caso in cui l'autorità competente si dimostri certo pronta ad emanare una 

decisione, ma ciò non avviene entro un termine che appare adeguato, tenuto 

conto della natura dell'affare nonché dell'insieme delle altre circostanze (DTF 

107 Ib 164 cons. 3b e riferimenti). Irrilevanti sono le ragioni che hanno 

determinato il diniego di giustizia. Decisivo per l'interessato è unicamente il 

fatto che l'autorità non abbia agito del tutto o che non abbia agito in maniera 

tempestiva (DTF 108 V 20 cons. 4c e 103 V 195 cons. 3c). Nel giudicare 

l'esistenza di una ritardata giustizia, si deve procedere ad una valutazione 

delle circostanze oggettive. Vi è quindi ritardata giustizia quando le 

circostanze che hanno condotto ad un prolungamento della procedura non 

appaiono oggettivamente giustificate (DTF 103 V 195 cons. 3c in fine). Criteri 

rilevanti sono segnatamente la natura della procedura, la difficoltà della 

materia ed il comportamento dell'interessato (DTF 125 V 188). Il principio 

secondo cui la procedura innanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni 

deve essere semplice e spedita (art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA) è espressione di 

un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali e vale, perciò, anche 

nell'ambito della procedura amministrativa (DTF 110 V 61 cons. 4; cfr. pure 

Ueli  Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 

1999, pag. 243 nota 509).

2. Dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata giustizia può 

essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità protrae più del 

dovuto la trattazione di un affare. Ciò non è il caso se essa prende dei 

provvedimenti positivi, ad esempio dei provvedimenti probatori supplementari. 

In DTF 129 V 411, il TF ha ammesso l'esistenza di un ritardo ingiustificato a 

carico dell'ufficio AI e della commissione federale di ricorso in materia di 

AVS/AI, trattandosi di una procedura durata globalmente più di 10 anni (dal 

momento in cui è stata presentata la domanda di prestazioni a quello in cui è 

stata resa la sentenza impugnata). Nella DTF 125 V 188, il TF ha invece 

negato l'esistenza di un ritardo ingiustificato, trattandosi di un assicuratore 

malattie che, trascorsi meno di 4 mesi dal momento in cui l'assicurato ha 

interposto opposizione, non aveva ancora proceduto ad emanare la decisione 

di sua competenza. In RAMI 1997 U 286, pag. 339, la Corte federale ha 

riconosciuto una ritardata giustizia a carico di un tribunale cantonale che era 

rimasto completamente inattivo nei riguardi di una causa pendente da 42 mesi 

e suscettibile di essere giudicata da 27 mesi (ossia a partire dall'evasione di 

un atto di ricusa). In dottrina viene menzionata la sentenza del 20 settembre 

1995 nella causa A.L. del Tribunale delle assicurazioni del Canton Argovia, 

nella quale è stata riconosciuta una ritardata giustizia, trattandosi di un'autorità 

che aveva atteso più di 9 mesi prima di procedere ad ordinare un'ulteriore 

perizia (Ueli Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der AHV und IV in: 

Schaffhauser/Schlauri, Verfahrensfragen in der Sozialversicherung, San 

Gallo 1996, pag. 92 s.) oppure quella datata 22 giugno 1998 del Tribunale 

amministrativo del Canton Nidwaldo, in cui l'amministrazione è stata (soltanto) 

biasimata per aver lasciato trascorrere più di un anno senza prendere alcuna 

decisione dopo ricezione di una perizia (Plädoyer 6/1998, p. 67). 

3. a) Oggetto di un ricorso per denegata o ritardata giustizia è soltanto la verifica 

del preteso diniego o del preteso ritardo: il Tribunale non può, quindi, decidere 

in merito alle prestazioni (DAS 2001 AMal 38, pag. 109). Le prestazioni 

assicurative materiali, in effetti, non costituiscono l'oggetto litigioso di questa 

procedura. Questa giurisprudenza è da considerare valida anche sotto l’egida 

dell’art. 56 cpv. 2 LPGA (Kieser, ATSG-Kommentar, op. cit., art. 56 nota 12 

pag. 56). Da ultimo va rilevato che, in caso di accoglimento di un ricorso per 

ritardata o denegata giustizia, il Tribunale ordina all’assicuratore sociale di 

concludere entro un termine ragionevole la procedura, rispettivamente di dar 

seguito alla richiesta misura (Kieser, Verwaltungsverfahren, op. cit., nota 507 

pag. 240). 

b) Nell’evenienza il conteggio per il mese di dicembre 2006, che l’assicurato ha 

richiesto in sede di ricorso è stato nel frattempo intimato al ricorrente. Ne 

discende che per quanto riguarda i conteggi ed i relativi versamenti delle 

indennità giornaliere non sussiste più alcuno oggetto litigioso, avendo la cassa 

di disoccupazione dato seguito ai propri obblighi legali. L’istante vorrebbe però 

che in questa sede venisse condannato l’atteggiamento della cassa di 

disoccupazione per aver fatto attendere troppo a lungo l’avente diritto. La 

censura non può però essere sentita. Come è stato esposto nella fattispecie, 

se i versamenti non hanno sempre puntualmente potuto aver luogo era a 

causa di chiarimenti o di documenti non ancora in possesso della convenuta. 

Inizialmente, era stato del resto l’assicurato stesso, dichiarando di conseguire 

un guadagno intermedio che poi non aveva realizzato, a provocare il ritardo 

nel versamento delle complete indennità giornaliere per il mese di giugno. Lo 

scritto del 17 maggio 2006 (che non è pervenuto alla convenuta), nel quale si 

cerca di chiarire la situazione per il mese di giugno reca manifestamente una 

data errata, giacché si riferisce ad una conversazione telefonica del 17 ed al 

conteggio del 23 giugno 2006. Ne consegue che tale reclamo poteva al più 

presto essere presentato nel corso del mese di luglio, dopo l’allestimento del 

conteggio per il mese di giugno. Per questo la convenuta è considerata aver 

dato seguito alle rimostranze dell’assicurato entro dei termini adeguati. Anche 

la scadenza del permesso di soggiorno non può essere imputata alla 

convenuta. Parimenti va detto per quanto riguarda il ritardo nel pagamento del 

mese di dicembre, che lo stesso va imputato ad una carenza d’informazione 

dell’avente diritto. Pur comprendendo che dei ritardi anche solo di alcuni giorni 

possano avere spiacevoli conseguenze per l’assicurato rimasto senza un 

guadagno, i ritardi che si sono accumulati nell’evenienza, oltre ad essere in 

buona parte giustificati da motivi oggettivi o imputabili al diretto interessato, 

non sono comunque tali da poter essere in questa sede biasimati. 

c) Il ricorrente chiede ancora l’evasione dei due scritti del 10 e 27 luglio 2006. 

Anche questa richiesta è divenuta priva di fondamento, dopo che per i mesi 

di maggio e giugno sono stati allestiti i relativi conteggi, che del resto l’istante 

non contesta assolutamente. L’unica pretesa che l’istante ha avanzato in detti 

scritti e che non è stata formalmente evasa riguarda la richiesta di risarcimento 

delle spese sostenute. Giusta gli art. 52 e anche 61 LPGA, la procedura 

d’opposizione e quella di ricorso sono gratuite. In sede di opposizione non 

vengono di regola neppure accordate ripetibili. Ne consegue che la pretesa 

d’indennizzo avanzata dal ricorrente è priva di qualsiasi fondamento e deve 

pertanto essere respinta. 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. La procedura è gratuita.