# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0384dda2-3614-52ef-90b7-729c33e67943
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-01-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 18.01.1999 14.1998.104
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-1998-104_1999-01-18.html

## Full Text

Incarto n.

  14.98.00104

  	
  Lugano

  18 gennaio 1999/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
nella causa a procedura sommaria di cui agli inc.n.SP.98.094 e inc.n.OS.98.019
della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 4, a dipendenza dell’istanza di
sequestro del 23 giugno 1998 di

 

 

                                     __________

                                     patr.
dallo studio legale __________

 

                                     contro

 

                                      __________)

                                     patr.
dall’ avv. __________

 

 

e dell’opposizione formulata
il 6 luglio 1998 da

 

 

                                     __________                     patr.
dall’avv. __________

 

 

al
decreto di sequestro del 25 giugno 1998 emanato dalla Segretaria assessore
della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 4, ed eseguito dall’Ufficio di
esecuzione del Distretto di Lugano (sequestro n. __________);

 

procedura
stralciata dai ruoli dalla Segretaria assessore che con decisione dell’8
settembre 1998 ha cosi statuito:

 

                                 “1.   omissis.

 

                                   2.   omissis

 

                                   3.   La
tassa di giustizia e le spese, in totale Fr.100.--, sono poste a carico della
convenuta __________, __________, con l’obbligo di rifondere alla controparte
Fr. 150.-- a titolo di ripetibili.

 

                                   4.   omissis.”

 

decisione
dedotta in appello - limitatamente al dispositivo n.3 - da __________
con atto di appello 18 settembre 1998 chiedente sia giudicato:

 

                                 “1.   L’appello
è accolto, conseguentemente le ripetibili assegnate in questa procedura
ammontano a Fr. 1’000.--.

 

                                   2.   Protestate
spese, tasse e ripetibili di secondo grado.”

 

 

Viste le
osservazioni 16 ottobre 1998 di __________ che si è opposta al gravame con
protesta di tasse, spese e ripetibili;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:                     A.   Per
forniture di materiale di vario genere per la costruzione e l’arredamento di un
albergo a __________, __________ (in seguito __________ __________ ha emesso a
favore della ditta __________ diversi assegni, tutti tratti sulla __________
(in seguito __________), __________, in particolare  gli assegni:

 

                                         -
n. __________, di Lit. 121’600’000, datato 30 aprile 1998 

                                         -
n. __________ di Lit. 40’000’000, datato 30 aprile 1998

                                         -
n. __________, di Lit. 28’729’000, datato15 maggio 1998

                                         -
n. __________ di Lit. 40’000’000, datato 30 maggio 1998

                                         -
n. __________, di Lit. 121’600’000, datato 30 maggio 1998

                                         -
n. __________, di Lit. 28’728’000, datato 15 giugno 1998

                                         -
n. __________, di Lit. 46’900’000, datato 20 giugno 1998

                                         -
n. __________, di Lit. 40’000’000, datato 30 giugno 1998                     

 

                                  B.   Con
decisione 27 maggio 1998 il Pretore di Lugano, Sezione 4 ha accolto l’istanza
26 maggio 1998 di __________ contro __________ ordinando sulla base dell’art.
271 cpv.1 n.4 LEF e per un credito di Fr. 519’840.--, il sequestro presso la
__________ di __________ degli otto assegni citati (inc.n. SP.98.81). Quale
titolo di credito è indicato “protocollo 18.5.1998”. Il sequestro è stato
eseguito lo stesso giorno dall’UE di Lugano (sequestro n. __________).

                                         Contro
il decreto di sequestro 27 maggio 1998  __________ ha formulato il 19 giugno
1998 opposizione ex art.278 LEF presso la Pretura (inc.n. OS.98.15).

 

                                  C.   Nel
frattempo __________ ha promosso contro __________ le esecuzioni in via
cambiaria n. __________ e n. __________ per l’incasso di due degli assegni
oggetto dell’istanza di sequestro 26 maggio 1998, e meglio degli assegni n.
__________ (di Lit. 121’600’000) e n. __________di Lit.40’000’000), presentando
i titoli all’Ufficio di esecuzioni di Lugano. Ai due precetti spiccati il 27
maggio 1998, __________ ha interposto tempestiva opposizione.

 

                                  D.   Su
nuova istanza 29 maggio 1998/ 2 giugno 1998 (inc.n. SP.98.84) di __________ la
Pretura di Lugano, Sezione 4, con decreto 2 giugno 1998, ha quindi ordinato il
sequestro (n.__________) - sulla base dell’art. 271 cpv.1 n.4 LEF e per il medesimo
titolo di credito (“protocollo 18.5.1998”), ma limitatamente all’importo di Fr.
141’400.-- oltre interessi al 7% dal 30 aprile 1998 - direttamente presso l’UE
di Lugano dei due assegni n. __________ (di Lit. 121’600’000) e n. __________
(di Lit.40’000’000) presentati da __________ con la domanda di esecuzione.
Anche contro il decreto di sequestro 2 giugno 1998 __________ ha formulato
opposizione ex art. 278 LEF (inc.n.OS.98.14).

 

                                  E.   Il
4 giugno 1998 __________ ha presentato una terza istanza di sequestro sulla
base dell’art. 271 cpv.1 n.4 LEF e per il medesimo titolo di credito
(“protocollo 18.5.1998”), ma limitatamente all’importo di Fr. 138’168.-- oltre
interessi al 7% dal 30 maggio 1998 - (inc.n. SP.98.85), istanza che la Pretura
di Lugano, Sezione 4, con decreto 5 giugno 1998 ha accolto ordinando il
sequestro (sequestro n. __________) presso la __________ di Lugano degli
assegni n. __________ e n. __________. Contro il decreto di sequestro
__________ ha formulato presso la stessa Pretura (inc.n. OS.98.16) opposizione
ex art. 278 LEF.

                                         

                                  F.   Il
23 giugno 1998 __________ ha formulato una quarta istanza di sequestro
(inc.n.SP.98.94) - sempre sulla base dell’art. 271 cpv.1 n.4 LEF e per il
medesimo titolo di credito (“protocollo 18.5.1998”), ma limitatamente
all’importo di Fr. 24’677.-- oltre interessi al 7% dal 15 giugno 1998 - 
istanza che la stessa Pretura con decreto 25 giugno 1998 ha accolto ordinando
il sequestro (sequestro n. __________) presso la __________ di __________
dell’assegno n. __________. Anche contro siffatto sequestro __________ ha
formulato presso la Pretura (inc.n. OS.98.19) opposizione ex art.278 LEF.

 

                                  G.   Infine
il 25 giugno 1998 __________ ha presentato una quinta istanza (inc.n. SP.98.96)
- sempre sulla base dell’art. 271 cpv.1 n.4 LEF e per il medesimo titolo di
credito (“protocollo 18.5.1998”), ma limitatamente all’importo di Fr. 40’334.--
oltre interessi al 7% dal 20 giugno 1998 - e la Pretura con decreto 26 giugno
1998 ha ordinato il sequestro (sequestro n. __________)  presso la __________
dell’assegno n__________. Il 6 luglio 1998 __________ ha formulato opposizione
(inc.n.OS.98.20)

 

                                  H.   Con
decisione 28 agosto 1998 sui ricorsi ex art. 17 LEF presentati da __________
contro l’esecuzione ad opera dell’UE di Lugano dei cinque sequestri, questa
Camera statuendo in qualità di autorità di vigilanza ne ha dichiarata la
nullità (cfr. inc.n.15.98.100, inc.n.15.98.101, inc.n.15.98.102,
inc.n.15.98.109 e inc.n.15.98.110).

 

                                    I.   Facendo
riferimento alla decisione 28 agosto 1998 dell’autorità di vigilanza e
prendendo atto della dichiarazione 8 settembre 1998 di __________ di non
intendere ricorrere al Tribunale federale contro detta sentenza e di ritirare
tutti i sequestri, la Segretaria assessore della Pretura del Distretto di
Lugano, Sezione 4, con 5 distinti decreti 8 settembre 1998 ha annullato la
prevista udienza di discussione e stralciato dai ruoli le procedure di
opposizione di cui agli inc. n. OS.98.15, OS.98.14, OS.98.16, OS.98.19 e
OS.98.20, “in quanto divenute prive di oggetto”, caricando la tassa di
giustizia (Fr.100.-- per ogni decreto di stralcio) e le ripetibili a favore
della controparte (Fr. 150.-- per ogni opposizione) a carico di __________ 

                                  L.
  Con cinque atti di appello 18 settembre 1998 - ognuno diretto contro uno dei
cinque distinti decreti di stralcio - __________ postula la riforma della
decisione di prima sede in punto all’ammontare delle ripetibili. In particolare
con l’appello contro il decreto di stralcio 8 settembre 1998 nella procedura di
opposizione inc.n. OS.98.19, riferita al sequestro 25 giugno 1998 (inc.n.
SP.98.94), __________ postula un aumento delle ripetibili da Fr. 150.-- a Fr.
1’000.---, rilevando in sostanza:

                                         -     che
con l’istanza di sequestro 23 giugno 1998 __________ ha vantato  un credito di
Fr. 24’677.-- , richiedendo ed ottenendo il sequestro di un assegno per Lit.
28’728’000;

                                         -     che
l’art.19 della Tariffa dell’Ordine degli Avvocati prevede per le istanze di
sequestro un onorario che va dal 20 al 70 % dell’onorario normale, calcolato
giusta l’art. 9 della stessa tariffa sulla media tra il valore dei beni
sequestrati e l’importo del credito da garantire;

                                         -
    che nel caso concreto si può ritenere che “la media tra il credito da
garantire e il valore dei beni sequestrati corrisponda esattamente al credito
fatto valere”, i beni sequestrati corrispondendo infatti “ad assegni per un
importo che copre approssimativamente il credito affacciato da controparte”;

                                         -
    che per la procedura di opposizione, non espressamente prevista dalla TOA,
anteriore all’introduzione di tale istituto, le regole valide per la procedura
di sequestro possono senz’altro essere applicate per analogia;

                                         -     che
pertanto, in applicazione dell’art. 9, su un valore di Fr. 24’600.-- l’onorario
normale va da Fr. 1’968.-- a Fr. 3’690.--, per cui in applicazione dell’art. 19
TOA l’onorario per la pratica di opposizione va da un minimo di Fr. 393.--.-- a
un massimo di Fr. 2’500.--;

                                         -     che
se è vero che l’udienza non ha avuto luogo e che quindi l’applicazione piena
della tariffa non si giustifica, è anche vero che l’atto di opposizione ha
comportato un approfondito studio dei problemi di natura cambiaria e delle
implicazioni relative al sequestro che in giurisprudenza non erano ancora state
trattate;

                                         -     che
l’atto di opposizione ha comportato un dispendio di tempo di almeno 15 ore di
lavoro, per cui “liquidare le ripetibili per questa procedura con Fr. 150.--,
al di sotto del minimo della tariffa è davvero inaccettabile”. 

 

                                  M.   Nelle
sue osservazioni __________ si oppone al gravame, asserendo in particolare:

                                         -
    di essersi premurata il 7 settembre 1998 di comunicare alla Pretura, che
non l’aveva ricevuta, la sentenza 21 agosto 1998 di questa Camera, quando
ancora non erano scaduti i termini per impugnarla, e poi di dichiarare l’8
settembre sia la propria rinuncia a ricorrere al Tribunale federale che la
volontà di ritirare tutti i sequestri, e ciò per motivi di economia
processuale, “per evitare ulteriori fasi procedurali con relativi aumenti delle
tasse processuali e, non da ultimo, delle ripetibili”;

                                         -
    che così per il sequestro cui la presente procedura di opposizione si
riferisce, come per tutti gli altri sequestri  ottenuti, __________ ha dovuto
presentare delle garanzie bancarie per importi tutt’altro  che indifferenti;

                                         -     che
“tutti i reclami (recte: atti di opposizione) inoltrati dalla qui
appellante contro i vari sequestri sono tutti uguali per quanto concerne
l’esposizione dei fatti e il ragionamento giuridico: la parte appellante non ha
fatto particolari disquisizioni giuridiche né ha invocato dottrina o
giurisprudenza la cui ricerca avrebbe richiesto un dispendio di tempo
particolare”;

                                         -     che
“tutte le opposizioni (recte: ricorsi) presentate alla CEF contro
(l’esecuzione de)i sequestri sono identici: cambiano gli importi relativi agli
assegni ed i numeri degli incarti”;

                                         -
    che le indennità in oggetto sono state assegnate sulla base della vigente
OTLEF, applicabile in concreto unitamente alle norme del CPC;

                                         -
    che secondo l’art. 62 cpv. 1 OTLEF nelle procedure sommarie in materia di
esecuzione (art. 25 n.2 LEF) il giudice può su domanda della parte
vincente  condannare la parte soccombente a pagare un’equa indennità come
risarcimento delle spese, gode di un ampio margine di apprezzamento, e non è
nemmeno vincolato dalla Tariffa dell’Ordine degli Avvocati, che è soltanto
indicativa;

                                         -     che
in particolare in caso di ritiro di un’azione il giudice può , qualora lo
ritenga equo, commisurare le indennità anche  fuori dai limiti della tariffa;

                                         -     che
nel caso concreto, ritenuto che la parte appellata ha ritirato tutti i
sequestri litigiosi, il giudice ha effettuato una tassazione più che equitativa
delle indennità, senza oltrepassare il potere di apprezzamento che la legge gli
conferisce.

 

Considerando 

 

in diritto:

                                   1.   Per
i combinati art. 25 n.2 lett. a LEF, art. 20 cpv.1 LALEF e 62 cpv.1 OTLEF,
nelle procedure sommarie in materia di sequestro (art. 278 LEF) il giudice può,
su domanda della parte vincente, condannare la parte soccombente al pagamento
di un’equa indennità come risarcimento delle spese. In DTF 113 III 110 cons.3b
e 3c, il Tribunale federale ha rilevato che l’equa indennità può essere
assegnata per la perdita di tempo e per le spese sopportate e il suo ammontare
deve essere fissato nella decisione. Sulle modalità della sua determinazione il
Tribunale federale  si è poi espresso in DTF 119 III 69, statuendo che
l’indennità - nelle procedure sommarie in materia di esecuzione - può
comprendere anche le spese derivanti dal patrocinio di un avvocato. La
valutazione dell’equa indennità ha luogo in applicazione del diritto federale (art.
62 cpv.1 OTLEF), ritenuto che si può far capo alla Tariffa dell’Ordine degli
Avvocati solo in termini di semplice riferimento e avuto riguardo alle
peculiarità del caso di specie (DTF 119 III 69 cons.3b e rif. ivi).

 

                                         L’art.
18 cpv.1 TOA stabilisce che per le procedure sommarie previste dalla LEF
l’onorario va dal 10% al 50% dell’onorario normale calcolato giusta l’art.9
della tariffa, ritenuto un massimo di Fr. 20’000.--. L’art.19 TOA stabilisce
per contro che per le istanze di sequestro l’onorario va dal 20% al 70 %
dell’onorario normale calcolato giusta l’art. 9 della stessa tariffa sulla
media fra il valore dei beni sequestrati e l’importo del credito garantito,
ritenuto un massimo di Fr. 50’000.--. 

                                         L’appellante
ritiene che per il calcolo dell’onorario in una procedura di opposizione al
sequestro, “non espressamente prevista dalla TOA, anteriore all’introduzione di
tale istituto” faccia stato per analogia l’art. 19 TOA e chiede quindi il
riconoscimento relativamente alla procedura di opposizione al sequestro del 27
maggio 1998 di un onorario di almeno Fr. 1’000.--, “dato il valore di causa
sopraindicato”. 

 

                                         Considerato
che come detto le indennità da assegnare nelle procedure sommarie in materia di
esecuzione sono rette dalla normativa federale - in particolare dall’art. 62
cpv.1 OTLEF - e che per il calcolo delle stesse la tariffa cantonale può
servire in ogni caso soltanto da semplice riferimento, questa Camera ritiene -
in via pregiudiziale - che per la determinazione di un’ “equa indennità” nel
senso della citata norma si possa e debba far capo all’art.18 della TOA, non
giustificandosi un diverso trattamento per le procedure in tema di sequestro
rispetto alle altre procedure sommarie, pure rette dai nuovi art. 19 e segg. 
LALEF. In concreto tuttavia va pure considerato che il (quarto) atto di
opposizione redatto dal patrocinatore di __________ contro il sequestro
ottenuto da __________ a tutela di un credito vantato di meno di Fr. 25’000.--
è identico (salvo che per l’ammontare del credito garantito rispettivamente
l’ammontare complessivo degli assegni sequestrati) ad altri atti di opposizione
contro sequestri di poco precedenti tra le medesime parti e vertenti su (parte
dei) medesimi beni. In siffatte circostanze un’indennità di Fr. 500.--
(corrispondente a circa due ore di lavoro a tariffa oraria di Fr. 250.--
all’ora) può essere ritenuta equa, avuto riguardo anche in questo caso
all’annullamento dell’udienza di discussione, rispettivamente alla desistenza
della controparte.

 

                                   2.   Tassa
di giustizia e indennità di appello seguono il grado di soccombenza (art. 48,
61 cpv. 1 e 62 cpv.1 OTLEF).

 

Richiamato l’art. 25 LEF e la vigente
OTLEF,

 

pronuncia:

 

                                    I.   L’appello
del 18 settembre 1998 __________, è parzialmente accolto.

 

                                    §   Di
conseguenza la sentenza dell’8 settembre 1998 della Segretaria assessore della
Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 4, è così riformata:

 

                                         “1.    omissis.

 

                                          2.    omissis

 

                                          3.    La
tassa di giustizia e le spese, in totale di Fr. 100.--, sono poste a carico
della convenuta __________ con l’obbligo di rifondere alla controparte Fr.
500.-- a titolo di indennità.

 

                                          4.    omissis.”

 

                                   II.   La
tassa di giustizia della presente decisione di Fr. 100.--, già anticipata
dall’appellante, per metà è posta a carico della parte appellata, mentre per
metà resta a carico di __________, compensate le indennità di appello.

 

                                  III.   Intimazione
a:

                                         -
__________

 

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 4.

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                                             La
segretaria