# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d70e4db3-5f09-5ab5-9f66-0ad5cdfe01e9
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-11-15
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 15.11.2011 U 2011 61
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2011-61_2011-11-15.pdf

## Full Text

U 11 61

1a Camera  

SENTENZA
del 15 novembre 2011

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente strada comunale e cinta

1. … sono proprietari della particella boschiva no. 928 in zona Monte … sul 

territorio dell’allora Comune di … e, dopo la fusione dei comuni divenuta 

effettiva dal 1. gennaio 2010, ora Comune di …. Il fondo in parola è 

sopraedificato con un edificio agricolo ed è raggiungibile con una strada 

carrozzabile fino a … e da qui a piedi tramite un sentiero alpino per circa 40 

minuti. L’8 giugno 2011, in occasione di un sopralluogo sul Monte …, l’autorità 

comunale constatava che i proprietari della particella no. 928 raggiungevano 

il loro fondo con un quadriciclo fuoristrada (quad) e che il fondo era stato 

cintato con una recinzione elettrica. Già il 2 novembre 2009 i proprietari 

chiedevano all’allora Comune di … il rilascio di un’autorizzazione per poter 

raggiungere il loro podere con un veicolo a motore. La domanda veniva poi 

dal Comune di … fatta proseguire al nuovo Comune di … 

2. Il 4 luglio 2011, il Comune di … dopo aver sentito il parere dell’ufficio forestale 

cantonale, negava a … il permesso di circolare con un veicolo a motore da … 

al Monte …, trattandosi di una tratta esclusivamente su suolo boschivo e non 

essendo nella fattispecie possibile operare un’eccezione, poiché la corsa non 

sarebbe a fini forestali. I lavori eseguiti dai proprietari sul loro fondo, come 

falciare o pulire la particella ed estirpare radici nonché lasciar pascolare 

animali, non potrebbero essere considerati come interventi a scopi forestali. 

Per questo ai richiedenti veniva negata l’autorizzazione richiesta e proibita la 

percorrenza della tratta. Inoltre, ai proprietari veniva imposto l’allontanamento 

della recinzione elettrica entro la fine dell’estate, rappresentando tale impianto 

un grave pericolo per la selvaggina durante la stagione invernale. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 12 luglio 

2011, … chiedevano l’annullamento della decisione impugnata. 

L’autorizzazione a circolare sarebbe stata richiesta per eseguire tutta una 

serie di lavori forestali e non solo per quanto ritenuto dall’autorità comunale. I 

ricorrenti sarebbero poi le uniche persone del cantone a non poter 

raggiungere il loro fondo con mezzi adeguati per coltivarlo. Ancora adesso 

altre persone percorrerebbero la tratta in oggetto senza disporre di 

un’autorizzazione e il divieto di circolazione non sarebbe opponibile ai 

detentori di veicoli a motore in assenza di una relativa segnaletica. 

L’allontanamento della recinzione non sarebbe poi imponibile ai ricorrenti, ma 

a coloro che avrebbero proceduto alla posa dell’impianto, ovvero i proprietari 

degli animali da pascolo.  

4. L’interposta richiesta di accordare effetto sospensivo al ricorso introdotta dagli 

istanti al fine di permettere loro il temporaneo transito di veicoli a motore sulla 

tratta in oggetto veniva respinta dal giudice dell’istruzione con provvedimento 

22 luglio 2011. 

5. Nella propria presa di posizione il Comune di … chiedeva la reiezione del 

ricorso. I due petenti non deterrebbero alcun diritto a transitare con mezzi 

motorizzati lungo il sentiero escursionistico che da … porterebbe al Monte ... 

La possibilità di raggiungere il fondo a piedi dovrebbe bastare a soddisfare i 

loro bisogni. La pretesa coltivazione del monte, il cui beneficio a livello di 

interesse agricolo o forestale andrebbe comunque considerato nullo secondo 

il parere dell’ufficio cantonale preposto a tali questioni, causerebbe in effetti 

all’autorità comunale tutta una serie di altri problemi, in quanto i proprietari si 

sarebbero costruiti senza alcuna autorizzazione un acquedotto, un serbatoio 

nonché un gabinetto e avrebbero depositato legname sul suolo comunale. A 

questo riguardo, i due perturbatori si sarebbero impegnati contrattualmente il 

27 luglio 2011 per il pronto smantellamento di tali illecite costruzioni. Il 

richiesto allontanamento della recinzione a fine estate non sarebbe che una 

concretizzazione delle direttive già pubblicate nel corso del mese di novembre 

2010 e trasmesse a tutti i contadini. Le recinzioni elettriche se lasciate 

incustodite costituirebbero un pericolo per la selvaggina durante l’inverno. 

Inoltre, poiché l’impianto avrebbe lo strano scopo di ostacolare il pascolo e 

non quello di mantenere gli animali entro un determinato perimetro, non 

sarebbe certo sostenuto da interessi agricoli. A prescindere da chi avrebbe 

apposto la recinzione, sarebbero comunque stati i ricorrenti a pretenderne 

l’esecuzione ed a questi spetterebbe di conseguenza l’obbligo di 

smantellamento.  

6. Replicando, i ricorrenti contestavano il carattere di suolo boschivo della tratta 

…-…, essendo stati effettuali degli interventi tali da rendere il percorso 

carrozzabile (allargamento della carreggiata e posa di canali di scolo). Del 

resto nel 2006 delle corse con veicoli a motore avrebbero approfittato anche 

l’ente locale per il turismo (trasporto delle demarcazioni per i sentieri) e l’allora 

sindaco (trasporto di materiali per recinzioni). In ogni caso, gli istanti non 

sarebbero i soli a percorrere tali tratte sul preteso suolo boschivo non essendo 

stato apposto alcun divieto di circolazione. Anche le costruzioni illecite erette 

sul posto, oltre a non essere certo le sole, non avrebbero alcun nesso con la 

richiesta dell’autorizzazione a transitare, giacché tali impianti (del resto già 

smantellati) sarebbero stati portati a suo tempo sul monte con l’elicottero. 

Sarebbe poi illogico dover portare il carburante per le macchine da segare e 

falciare depositate sul monte, oltre alle necessarie provviste, a spalla per poi 

riportare a valle la legna segata sul posto quando sarebbe già presente una 

via percorribile con automezzi. In questo senso i ricorrenti chiedono di poter 

coltivare la loro proprietà usufruendo di una motorizzazione al passo coi 

tempi. In merito alla recinzione, venivano riprese le argomentazioni di ricorso 

e precisato che la questione non sarebbe stata neppure discussa in occasione 

del sopralluogo sul posto, negando in tal modo agli istanti la possibilità di 

accordarsi bonalmente con l’autorità comunale. Per questo i costi del 

procedimento andrebbero comunque a carico del comune.  

7. Nella duplica il comune convenuto ribadiva di essere intenzionato ad applicare 

correttamente e conseguentemente la regolamentazione comunale, 

indipendentemente dal regime vigente in precedenza. Per i sentieri come 

quello che porterebbe al Monte … non sarebbero previste eccezioni al divieto 

di circolazione. 

Considerando in diritto:

1. La controversia verte sulla liceità del rifiuto di accordare un’autorizzazione per 

transitare sul suolo boschivo e del divieto di circolazione decretato nei 

confronti dei ricorrenti nonché del richiesto allontanamento della recinzione 

elettrica. Le questioni relative allo smantellamento degli impianti eretti 

illecitamente sono state evase mediante il contratto stipulato tra i ricorrenti e 

il comune in data 27 luglio 2011 e non possono pertanto più essere oggetto 

del presente ricorso. 

2. a) Giusta l’art. 15 della legge forestale federale (LFo), i veicoli a motore possono 

circolare in foresta e su strade forestali soltanto a fini forestali. Il Consiglio 

federale regola le eccezioni per l’esercito e per altri compiti di interesse 

pubblico (cpv. 1). I Cantoni possono ammettere sulle strade forestali altre 

categorie d’utenti, purché la conservazione della foresta o altri pubblici 

interessi non vi si oppongano (cpv. 2). I Cantoni provvedono ad una 

segnaletica adeguata e ai controlli necessari. Laddove la segnaletica e i 

controlli non fossero sufficienti, possono istallare barriere (cpv. 3). A 

concretizzazione della facoltà lasciata ai cantoni giusta il capoverso 2 dell’art. 

15 LFo, la legge forestale cantonale (LCFo) regola la circolazione di veicoli a 

motore nel bosco all’art. 20 LCFo. Ai sensi di tale disposto, i veicoli a motore 

possono circolare su strade forestali e suolo boschivo soltanto a fini forestali 

nei casi eccezionali stabiliti dalla legislazione federale (cpv. 1). In aggiunta 

alle eccezioni stabilite dalla Confederazione l’utenza di strade forestali senza 

autorizzazione è permessa per agricoltura e alpicoltura (cpv. 2 lett. a) nonché 

per l’adempimento di compiti pubblici (cpv. 2 lett. b). I comuni possono 

ammettere ulteriori eccezioni e farle dipendere dal rilascio di 

un’autorizzazione (cpv. 3). La chiusura delle strade forestali al traffico è poi 

nel dettaglio oggetto dei disposti di cui agli art. 22 ss. delle disposizioni di 

attuazione della legge cantonale forestale (DALCFo). L’art. 22 DALCFo 

stabilisce il divieto generale di transito su strade forestali. Quanto al concetto 

di strada forestale, sono considerate tali tutte le strade, per la cui costruzione 

o ampliamento negli ultimi 30 anni sono state versate sovvenzioni forestali 

(cpv. 1). Per contro i percorsi sterrati non consolidati (sentieri da esbosco, vie 

per i macchinari) sono considerati, indipendentemente dal fatto di essere stati 

o meno costruiti con sovvenzioni, suolo forestale e non strade forestali (cpv. 

2).  

b) Quanto alla qualifica della tratta qui in discussione non possono sussistere 

dubbi sul fatto che in base alla legislazione cantonale e più precisamente 

all’art. 23 cpv. 2 DALCFo essa vada considerata come suolo forestale e non 

come strada forestale. Essa era, infatti, un sentiero nel bosco che è poi stato 

privatamente ampliato senza alcuna autorizzazione onde permettere il 

transito di macchinari agricoli. Per questo si tratta nella migliore delle ipotesi 

di un percorso sterrato non consolidato anche se munito a tratti di canaletti di 

scolo. La tesi contraria sostenuta dagli istanti, che vorrebbero riconoscere alla 

tratta il carattere di strada forestale, misconosce la chiara definizione di strada 

forestale data dalla normativa cantonale (costruzione per la quale sono stati 

versati sussidi) e non merita pertanto protezione. Giuridicamente 

l’autorizzazione richiesta riguarda il transito su suolo forestale. 

c) Per giustificare il loro diritto al rilascio di un’autorizzazione gli istanti rinviano 

alle disposizioni comunali. Anche la normativa comunale non permette però 

di trarre alcuna conclusione nel senso perorato nel ricorso. Giusta le 

regolamentazioni transitorie di cui al capitolo IV cifra 2 contenute nella 

Convenzione per l’aggregazione dei 5 Comuni della Val …, il nuovo comune 

unifica la propria legislazione nei tempi più brevi possibili. Fino all’entrata in 

vigore di ogni singola legge, il consiglio comunale applica, per il territorio del 

vecchio Comune, le rispettive vecchie leggi. Il vecchio regolamento comunale 

sulle strade (RCSt) definisce come strade boschive le tratte elencate all’art. 2 

cifra 3. Tra queste è compresa la tratta …. Per contro, il collegamento tra … 

e Monte … non rientra nelle strade forestali. Poiché il rilascio di un permesso 

annuo di circolazione come quello perorato dai ricorrenti si riferisce 

unicamente alla percorrenza di un tronco stradale (vedi anche art. 8 cifra 3 

RCSt), ovvero di una strada forestale, gli istanti non hanno alcun diritto al 

rilascio di un’autorizzazione per circolare tutto l’anno su suolo boschivo 

neppure in applicazione della normativa comunale. 

d) I ricorrenti si ritengono poi in diritto di circolare sulla tratta da … a Monte …, 

non essendo stato apposto alcun divieto di transito all’imbocco della tratta qui 

contestata. La censura non merita protezione. Per quanto esposto in 

precedenza, gli istanti vorrebbero percorrere con mezzi motorizzati quello che 

era e rimane un sentiero forestale e non una strada forestale. La mancata 

possibilità per chiunque di circolare su suolo forestale non deve già per 

definizione necessitare di una segnaletica stradale, altrimenti tutta la zona 

boschiva praticabile con fuoristrada andrebbe tempestata di divieti. 

e) Anche la qualità di proprietari del monte non accorda ai ricorrenti un titolo 

giuridico valido per ottenere l’autorizzazione richiesta. In effetti, giusta l’art. 16 

cpv. 2 dell’ordinanza d’esecuzione della LCFo (OCFo), possono essere 

ammesse eccezioni ai sensi dell’art. 20 LCFo per l’utilizzazione di strade 

forestali da parte dei proprietari fondiari, dei fittavoli e dei fornitori. Tale 

eccezione si applica però alle strade forestali e non al suolo boschivo. Anche 

l’art. 8 lett. B cifra 2 lett. c RCSt sancisce la possibilità di autorizzare con 

permessi d’eccezione la circolazione sulle tratte boschive per i viaggi al 

proprio domicilio primario. Non trattandosi di una strada forestale e non 

detenendo i richiedenti un domicilio primario sul Monte …, anche da questa 

disposizione non è dato dedurre alcun diritto al rilascio dell’autorizzazione 

richiesta. 

3. a) Per gli istanti il rilascio di un’autorizzazione si imporrebbe per motivi agricoli e 

forestali. Durante la permanenza sul monte, i proprietari falcerebbero il fieno, 

pulirebbero la radura, estirperebbero radici e provvederebbero a far legna per 

i loro fabbisogni a valle oltre ad abbattere degli alberi. Dal punto di vista 

pianificatorio, la radura della particella in oggetto è situata in zona agricola, il 

resto del terreno è assegnato alla zona bosco e tutta la proprietà è in zona di 

protezione del paesaggio. Come è stato esposto in precedenza, eccezioni al 

divieto di circolazione sul suolo boschivo sono possibili solo a fini forestali nei 

casi eccezionali stabiliti dalla legislazione federale. Per queste corse non è 

neppure previsto il rilascio di un’autorizzazione speciale (vedi art. 20 cpv. 2 

LCFo e contrario). Tali eccezioni al divieto di circolare sul suolo boschivo non 

possono però manifestamente essere riconosciute in base ad 

un’autorizzazione annuale a percorrere una determinata tratta, ma solo se dei 

fini forestali giustificano puntualmente e concretamente l’uso di un automezzo. 

In questo senso non può per il futuro essere esclusa a priori qualsiasi 

possibilità di accedere al fondo con mezzi adeguati per scopi forestali. Ne 

consegue che il divieto di percorrenza della tratta in relazione al mancato 

accordo dell’autorizzazione è giustificato. Un divieto assoluto di circolazione 

invece non può essere protetto, essendo possibile in virtù di quanto previsto 

dal diritto federale e cantonale transitare sul suolo boschivo a fini forestali. 

Come però giustamente addotto dal comune la nozione di fini forestali va 

intesa in senso oggettivo e non soggettivo. Se gli interventi effettuati dagli 

istanti non hanno alcuna rilevanza dal profilo forestale (falciare il fieno, pulire 

la particella o estirpare radici) e non possono essere qualificati come tali, va 

esclusa la possibilità di transitare su suolo forestale. Su questo punto il ricorso 

va pertanto respinto nel senso dei considerandi.  

b) Concretamente, gli istanti vorrebbero poter percorrere la tratta onde poter 

continuare ad espletare l’attività agricola e forestale fin qui esercitata. La 

pretesa non può però essere accolta. Come è stato esposto, un permesso 

d’eccezione a dei fini forestali non può essere rilasciato sotto forma di 

un’autorizzazione annuale a circolare. Nel caso in parola poi, in base alla 

valutazione degli interventi effettuati sul Monte …, l’ufficio per lo sviluppo del 

territorio considerava l’interessenza agricola e forestale pressoché nulle e la 

superficie coltivata minima. Gli interventi sul bosco verrebbero eseguiti senza 

esplicito consenso degli organi forestali e l’attività svolta sarebbe di carattere 

ricreativo e non conforme alla zona di utilizzazione (vedi scritto del 7 giugno 

2011). Come veniva pure giustamente precisato nella decisione impugnata, 

lavori di pulizia, falciare o estirpare radici non possono essere considerate 

attività a fini forestali, per cui per tali interventi dei trasferimenti motorizzati sul 

Monte … non trovano alcuna giustificazione. 

c) In generale, i ricorrenti chiedono di poter coltivare il loro appezzamento 

facendo capo ai moderni mezzi di trasporto e potendo contare sull’aiuto che 

gli innovamenti tecnici avrebbero apportato al moderno stile di vita. Tale 

pretesa misconosce però gli interessi a mantener la motorizzazione sulle 

strade previste a questo scopo e a salvaguardare la quiete degli animali e 

delle persone che cercano rifugio nel bosco. Se a tutti i proprietari di immobili 

siti oltre la rete di strade forestali riconosciuta dovessero essere concesse 

autorizzazioni a transitare sul suolo boschivo servendosi di mezzi motorizzati 

fuoristrada, le conseguenze in termini ambientali soprattutto durante i fine 

settimana sarebbero facilmente prevedibili. Per questo giustamente, la 

possibilità di circolare sul suolo boschivo deve restare l’eccezione. 

4. a) Avverso il rifiuto dell’autorizzazione viene ancora fatta valere una disparità di 

trattamento, giacché ad altri utenti non sarebbe stata negata la possibilità di 

accedere ai loro fondi con mezzi motorizzati e in precedenza la percorrenza 

della tratta era indirettamente accettata o perlomeno tollerata anche 

dall’autorità comunale. In principio, non esiste un diritto alla parità di 

trattamento nell’illegalità (DTF 126 V 392 cons. 6a; 124 IV 47 cons. 2c, 122 II 

451; 116 Ia 140), in quanto il principio della supremazia della legge è reputato 

prevalere su quello dell’uguaglianza di trattamento (SJZ 100 {2004} no. 18. 

pag. 442; DTF 117 Ib 266 cons. 3f, 414 cons. 8c, 112 Ib 387 cons. 6). Questo 

vale però solo se la pratica illegale è riferita ad un caso o ad alcuni casi isolati. 

Per contro, se l’autorità rifiuta di scostarsi in altre situazioni dalla propria 

pratica illegale, il privato ha il diritto di pretendere di essere posto al beneficio 

della prassi illegale alla stessa stregua degli altri (DTF 127 I 2 cons. 3a, 123 

II 253 cons. 3c e 115 Ia 83 cons. 2). In tali casi il principio della parità di 

trattamento è reputato prevalere su quello della legalità (DTF 122 II 451 cons. 

4a e 112 Ib 387 cons. 6). 

b) Relativamente a questa censura, gli istanti non pretendono neppure che altri 

utenti nelle loro stesse condizioni siano in possesso di un’autorizzazione a 

circolare sul suolo boschivo e neppure che le corse di altri detentori di veicoli 

a motore siano state autorizzate. Come giustamente esposto dall’autorità 

comunale, il nuovo esecutivo comunale, entrato in carica il 1. gennaio 2010, 

è deciso a far rispettare il divieto di circolazione sul suolo boschivo, 

indipendentemente dal regime vigente in precedenza, motivo per cui gli istanti 

non possono appellarsi ad una parità di trattamento nell’illegalità. A comprova 

di quanto afferma, il comune allega anche i termini della licenza edilizia 

rilasciata ad un proprietario di un fondo non raggiungibile tramite la strada 

forestale e nei confronti del quale la possibilità di trasportare materiali edilizi 

con mezzi motorizzati sul suolo boschivo era stata espressamente negata. 

Non sussistono pertanto motivi per ritenere che i ricorrenti siano vittime di una 

disparità di trattamento. Il fatto che vi siano state delle corse con mezzi 

motorizzati che non sarebbero finora state sanzionate non muta le sorti del 

giudizio, essendo possibile che tali corse fossero giustificate da fini forestali o 

che l’autorità non ne fosse venuta tempestivamente a conoscenza. Del resto, 

anche avverso i ricorrenti la nuova autorità comunale si era occupata 

concretamente del transito motorizzato su suolo boschivo (malgrado la 

pendente domanda di autorizzazione) solo dopo essere stata confrontata con 

l’impiego del quad in occasione di un sopralluogo sul Monte … . Ne consegue 

che anche su questo punto il ricorso deve essere respinto.   

5. Nella decisione impugnata, agli istanti veniva fatto ordine di allontanare la 

recinzione elettrica sul Monte … prima dell’inverno. Non è contestato che la 

recinzione sia stata apposta da colui che pascolava il proprio bestiame sul 

monte durante l’estate e che questo fatto sia noto pure all’autorità comunale. 

Il comune non pretende che l’impianto sia ubicato sul fondo degli istanti. 

Questi sarebbero però tenuti a smantellare l’infrastruttura poiché la stessa 

sarebbe stata apposta per esaudire il desiderio dei ricorrenti di proteggere la 

loro proprietà dalle eventuali ingerenze degli animali durante il pascolo. Tale 

argomentazione non è però sufficiente per imporre agli istanti la rimozione 

della recinzione. L’impianto è stato eretto da parte di terzi e non è dato 

concludere che si trovi interamente sulla proprietà degli istanti, per cui è in 

primo luogo a colui che ha proceduto alla posa della recinzione (perturbatore 

per azione) o eventualmente poi a colui che è proprietario del fondo 

(perturbatore per situazione) che può essere imposto l’obbligo di 

smantellamento. Il fatto che gli istanti abbiano preteso il rispetto della loro 

proprietà da parte del responsabile degli animali da pascolo non giustifica 

l’obbligo decretato. Concretamente, infatti, gli istanti non hanno richiesta la 

posa di una recinzione, ma che gli animali non danneggiassero la loro 

proprietà. Nell’evenienza, non è neppure dato sapere se per il fondo in 

questione sia in vigore sul suolo comunale il vago pascolo durante la stagione 

estiva. Dal canto suo il comune si limita a criticare l’atteggiamento negativo 

degli istanti avverso gli animali da pascolo, senza però appellarsi ad un 

diverso regolamento comunale, in base al quale la posa di recinzioni potrebbe 

essere vietata. In queste condizioni, forza è di constatare che l’ordine imposto 

ai ricorrenti è privo di qualsiasi fondamento legale e non può pertanto essere 

protetto in questa sede. Su questo punto il ricorso è pertanto accolto nel senso 

che gli istanti non possono essere tenuti allo smantellamento di 

un’infrastruttura che non è stata eretta da loro stessi e che non dovrebbe 

nemmeno essere ubicata sul loro fondo. 

6. In conclusione il ricorso è accolto per quanto riguarda l’obbligo di smantellare 

la recinzione elettrica, mentre è respinto nel senso dei considerandi per 

quanto ha tratto al rifiuto di un’autorizzazione annuale a circolare con mezzi 

motorizzati lungo la tratta …-… L’esito della controversia giustifica un 

proporzionale accollamento dei costi occasionati dal presente procedimento 

giusta l’art. 73 cpv. 1 della legge sulla giustizia amministrativa (LGA), in 

ragione di una chiave di riparto che tenga presente che i due ricorrenti 

soccombono in merito alla loro richiesta principale e quindi in misura 

maggiore. 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è parzialmente accolto e la decisione impugnata modificata nel 

senso che l’obbligo di allontanamento della recinzione viene annullato e per 

la tratta in oggetto non vige un divieto assoluto di circolazione. Per il resto il 

ricorso è respinto.  

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1'500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 284.--

totale fr. 1'783.--

il cui importo sarà versato per 2/3 da …, responsabili in solido, e per 1/3 dal 

Comune di … entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione 

all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira.