# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 307b62c8-b677-59ea-b9a3-0d95f2b95e19
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-05-10
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 10.05.1999 12.1999.44
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1999-44_1999-05-10.html

## Full Text

Incarto n.

  12.99.00044

  	
  Lugano

  10 maggio 1999/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente
per giudicare, quale autorità competente in materia arbitrale ai sensi dell'art.
3 del Concordato intercantonale sull'arbitrato (CIA) e dell'art. 2 del DL
concernente l'adesione del Canton Ticino allo stesso concordato, sul ricorso
per nullità 18 febbraio 1999 presentato da 

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
   

  

contro
il lodo arbitrale 4 gennaio 1999 dell'arbitro unico, avv. __________
pronunciato nella vertenza che oppone il ricorrente alla convenuta

 

	
   

  	
  __________

  c/o
  Agenzia __________ 

   

  

lette le osservazioni al
ricorso di data 1. aprile 1999 con cui la convenuta ne chiede la reiezione e la
conferma del lodo;

 

esaminati gli atti dell'arbitrato;

 

 

considera

 

in fatto e in diritto:

 

                                      

                                   1.   Il ricorrente è
pacificamente assicurato per la protezione giuridica presso la società
convenuta. A seguito di un incidente occorso al suo autoveicolo, egli ritiene
di poter chiedere il risarcimento del danno patito, pari a fr. 3'000.-, a
__________, come proprietaria dell'immobile occupato dall'ufficio postale di
__________. Infatti, intenzionato a parcheggiare nei pressi di quell'immobile,
ha urtato con il veicolo contro una pensilina sporgente oltre il perimetro
della casa, collocata sopra l'ingresso a un'altezza di m 2,20. Interpellata la
__________, questa dopo aver esaminato la fattispecie e aver conosciuto la
posizione della controparte che non intende riconoscere nessuna sua
responsabilità nell'accaduto, ha rifiutato le sue prestazioni assicurative.
Essa si è cioè risolta a non formulare nessuna pretesa risarcitoria nei confronti
della controparte (doc. L e P), contrariamente a quanto richiesto
dall'assicurato (doc. M). Di conseguenza è stato lo stesso assicurato a
sollecitare l'intervento di un arbitro, in conformità con le condizioni
generali di assicurazione della __________S. L'art. 9/1 di quelle CGA prevede
al proposito che se, nel corso della trattazione di un caso coperto,
sopravviene fra la __________ e l'assicurato una divergenza di opinioni
relativamente alle misure da attuare, oppure se la __________ rifiuta le proprie
prestazioni per una misura che la compagnia assicurativa ritiene inefficace
...la __________ informa l'assicurato circa la procedura arbitrale prevista
dalle presenti condizioni generali. L'art. 9/3 indica genericamente la
procedura d'arbitrato.

 

                                   2.   Al considerando 4
del lodo, l'avv. __________ ha descritto lo scopo del suo intervento, ossia di accertare
se l'assicurato possa far valere fondate pretese contro terzi a seguito
dell'incidente summenzionato e di conseguenza esigere a tale scopo le prestazioni
dell'assicurazione protezione giuridica. Esaminato il merito della vertenza
fra __________ e __________, ha escluso ogni responsabilità di quest'ultima;
pertanto ha respinto l'istanza, decidendo che la __________ non è
tenuta ad attuare misure e/o coprire le spese relative ad eventuali procedure
del signor __________ contro __________ a seguito dell'incidente, ecc." (dispositivo
1).

 

                                         Delle censure ricorsuali e
delle osservazioni al ricorso si dirà, se necessario, nel seguito.

 

                                   3.   La proponibilità in
ordine del ricorso presentato dipende dalla qualificazione giuridica del
referto oggetto dell’impugnazione.

                                         In sostanza si tratta di
esaminare se il querelato giudizio possa essere considerato un lodo arbitrale,
o se invece nello stesso non si debba ravvisare un semplice referto di arbitratore.

                                         La differenziazione non è
puramente dottrinale o didascalica, ma ha una specifica rilevanza pratica:
infatti per costante dottrina e giurisprudenza il Concordato intercantonale
sull’arbitrato (CIA) -e quindi anche l’art. 36 CIA relativo al ricorso per
nullità- è applicabile solo ai lodi veri e propri (DTF 117 Ia 367 consid.
5 e riferimenti; II CCA 20 settembre 1994 in re B./arch. S.); i referti
di arbitratore possono per contro essere invalidati solo in presenza di
particolari condizioni e mediante una causa ordinaria (DTF 117 Ia 369 consid.
7).

 

                                         Il Tribunale federale ha
già avuto modo di occuparsi in maniera circostanziata della distinzione tra
queste due categorie di valutazioni arbitrali. In linea di principio, mentre l’arbitratore
si limita ad accertare fatti giuridicamente rilevanti, l’arbitro è invece
chiamato a risolvere una lite. Tuttavia anche l’arbitratore può essere tenuto a
pronunciarsi su questioni giuridiche, decisivo è quindi il carattere intrinseco
della decisione vincolante che viene emessa: il lodo implica infatti un
verdetto giudiziale (“Richterspruch”, cfr. DTF 107 Ia 318 e segg.).

 

 

                                   4.   La giurisprudenza ha
poi esteso e tentato di meglio definire i criteri distintivi fra lodo arbitrale
e referto di un arbitratore laddove, oltre a diversi elementi indiziari
-di natura sostanziale ma anche soltanto formale- appare determinante la
volontà delle parti e il modo con cui il mandatario (arbitro o arbitratore) ha
inteso ed eseguito il compito affidatogli (DTF 117 Ia 367 segg.; Rep 1994,
406-407). Il compito dell'arbitratore, in particolare, si distingue per il
carattere vincolante dei suoi accertamenti senza che comportino la definizione
di una vertenza; spesso essi costituiscono la decisione di questioni giuridiche
preliminari in un contenzioso non ancora definito (Rüede / Hadenfeldt, Schweizerisches
Schiedsgerichtsrecht, Zurigo 1980, p. 15 e 30). In tal senso appare
determinante il patto d'arbitrato come espressione della volontà delle parti.

 

 

                                   5.   Nel caso in esame,
manca un vero e proprio patto d'arbitrato. Infatti, le CGA della __________ non
dicono esplicitamente quale sia il compito dell'arbitro all'infuori di quello
-generico- di intervenire fra la compagnia d'assicurazione e l'assicurato
quando sussistano divergenze sul modo di procedere in un caso coperto, oppure
nel caso di rifiuto delle prestazioni assicurative "per una misura che la
compagnia reputa inefficace" (art. 9/1). A questo punto già ci si potrebbe
chiedere se queste indicazioni coprano una fattispecie come la presente in cui
l'assicuratrice rifiuta ogni sua prestazione in favore dell'assicurato: la
questione può però essere lasciata aperta dal momento che su questo punto le
parti stesse non hanno dibattuto. Più importante per la definizione del mandato
in esame è semmai la circostanza secondo cui, se l'assicurato -malgrado il
rifiuto delle prestazioni- intraprende a sue spese un processo / procedura /
ecc. e ottiene un risultato più favorevole rispetto alla soluzione proposta
dalla __________ oppure rispetto a quello deciso in sede di procedura
arbitrale, la __________ prende a suo carico....le spese conseguenti
all'iniziativa dell'assicurato (CGA art. 9/4). Questa norma non permette
così di conferire all'arbitro la competenza di pronunciarsi in modo definitivo
sulle prestazioni dell'assicuratrice, tant'è che la decisione oggetto del
presente ricorso esclude la copertura assicurativa, esplicitamente
"riservata l'applicazione dell'art. 9 cpv. 4 delle Condizioni generali
d'assicurazione". Il giudizio espresso dall'avv. __________ e che si
concretizza in una valutazione giuridica della vertenza sorta fra l'assicurato
e __________, appare null'altro che come un secondo parere, rispetto a quello
già espresso dalla __________. Sulla base del medesimo, l'assicuratrice può
ritenersi esonerata dal procedere a un'azione giudiziaria o dal garantirne
preventivamente la copertura, ma non può escludere di dover fornire le proprie
prestazioni di assicuratrice, per la stessa fattispecie, a dipendenza dell'esito
di un'eventuale procedura avviata autonomamente dall'assicurato.

 

                                         Malgrado il testo
letterale delle CGA che parlano di arbitrato e malgrado l'avv. __________ abbia
considerato il proprio parere come un lodo arbitrale, esso non è tale in
particolare poiché non dirime una lite e ciò non per un errore del mandatario,
ma perché il mandato affidatogli non avrebbe potuto essere diverso. In altre
parole, ancorché in assenza di un chiaro patto arbitrale, l'interpretazione
delle CGA impone di considerare il carattere provvisorio della pronuncia;
proprio come osservato al considerando precedente, essa rappresenta
esclusivamente la definizione di una questione giuridica preliminare, ma non un
verdetto giudiziale, ossia un atto giurisdizionale cui è riconosciuta forza
giuridica ed esecutività (Rüede / Hadenfeldt, op. cit., p. 38), nel
senso che passa formalmente e materialmente in giudicato (DTF 117 Ia
369). 

 

                                         Il ricorso in esame è
pertanto improponibile. Il giudizio sulle spese e le ripetibili segue la
soccombenza in questa sede.

 

 

 

 

Per i quali motivi,

 

richiamati per le spese gli art. 148 segg. CPC, la LTG e la TOA

 

 

pronuncia:                 

 

                                   1.   Il ricorso per
nullità 18 febbraio 1999 __________, è irricevibile.

 

                                   2.   Le spese e la tassa
di giustizia per complessivi fr. 150.-, già anticipati dal ricorrente, restano
a suo carico. Egli verserà inoltre a __________ l'importo di fr. 200.- a titolo
di indennità.

 

                                   3.   Intimazione:       -    __________

                                         Comuniazione
all'avv. __________.

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario