# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 79c679e4-9336-5e3c-85cb-a3bde1a995d8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-05-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.05.2005 42.2004.3
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2004-3_2005-05-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  42.2004.3

   

  rs/DC/td

  	
  Lugano

  17 maggio
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattore:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 21 novembre 2004
di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 25 ottobre
  2004 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501 Bellinzona

   

  in materia di armonizzazione e
  coordinamento delle prestazioni sociali

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 1° giugno 2004 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento
(USSI) ha respinto la richiesta di prestazioni assistenziali formulata da RI 1
il 15 marzo 2004, in quanto il reddito disponibile residuale della sua unità di
riferimento supera il limite annuo fissato dalla Conferenza svizzera
dell’azione sociale – COSAS - (cfr. doc. 13).

                               1.2.   Contro tale
provvedimento, il 24 giugno 2004, l’assicurata, rappresentata dal figlio RA 1,
ha interposto reclamo (cfr. doc. 12).

                                         Il 16
agosto 2004 l’Ufficio del sostegno sociale ha trasmesso al rappresentante di RI
1 uno scritto in cui è stato indicato che, anche sostituendo il valore
commerciale della proprietà fondiaria risultante dalla decisione delle
prestazioni complementari con il valore di stima, la decisione di prestazioni
assistenziali era comunque negativa. (cfr. doc. 7).

 

                               1.3.   Il
rappresentante dell’assicurata, al riguardo, ha postulato all’Ufficio del
sostegno sociale l’emanazione di una decisione formale (cfr. doc. 6). 

                                         Visto che
tale richiesta e il relativo sollecito non hanno avuto alcun esito, l’assicurata,
il 13 ottobre 2004, ha interposto ricorso al TCA contro la decisione del 16
agosto 2004.

 

                                         L’impugnativa
è stata ritenuta irricevibile da questa Corte con sentenza del 20 ottobre 2004,
poiché il TCA può pronunciarsi solo sulle decisioni su reclamo emanate
dall’organo amministrativo che ha emesso la decisione formale contro la quale è
stata presentata opposizione. L’USSI è stato, in proposito, invitato da questo
Tribunale a evadere, in futuro, i reclami degli assicurati mediante decisione
formale e non, come è stato fatto nel presente caso, chiedendo agli stessi di
comunicare “il più presto possibile” se desiderano ricevere una decisione
formale impugnabile davanti al TCA.

                                         Dalla
sentenza menzionata risulta, comunque, che il __________ dell’Ufficio del
sostegno sociale, con scritto del 19 ottobre 2004, aveva affermato che la
decisione su reclamo sarebbe stata prolata la settimana seguente.

                                          (cfr.
doc. 4; inc. 42.2004.2).

 

                               1.4.   Con
decisione su reclamo del 25 ottobre 2004 l’Ufficio del sostegno sociale ha
ribadito il rifiuto di erogare delle prestazioni assistenziali, argomentando:

 

" 
(…)

I IN FATTO

 

Con decisione del 1° giugno 2004 l'Ufficio del
sostegno sociale e dell'inserimento ha respinto la richiesta di prestazioni
assistenziali inoltrata dalla sig.ra RI 1 il 15 marzo 2004 presso lo sportello
regionale Laps di __________, mediante la quale chiedeva l'assegnazione di una
prestazione assistenziale atta a coprire le spese di collocamento presso la
Clinica __________ per l'importo eccedente le disponibilità finanziarie
costituite dall'AVS e dalla prestazione complementare (PC).

La domanda di assistenza del 15 marzo 2004 è
stata respinta poiché il reddito disponibile residuale dell'unità di
riferimento supera il limite annuo fissato dalla Conferenza svizzera
dell'azione sociale (art. 19 Laps); di conseguenza la prestazione richiesta non
può essere concessa.

Nella tabella di calcolo, allegata alla
decisione, il funzionario ha inserito alla lettera B sostanza imponibile, n°
401 proprietà fondiaria nel comune di domicilio, l'importo di Fr. 65'987.-
corrispondente a quanto considerato nell'ambito della PC cifra 49 sostanza
mobile o immobile alienata (valore commerciale). Nell'istanza di reclamo del 24
giugno 2004 da lei presentata, contestava l'avvenuto inserimento dell'importo
di Fr. 65'987.- chiedendo altresì, oltre a rivedere il calcolo escludendo tale
importo non più di proprietà della madre, di trasmettere copia dell'articolo di
"legge indicante con precisione quanto anni addietro vengono considerati per
la determinazione della sostanza che dovrebbe servire per il calcolo del
reddito determinante".

L'Ufficio scrivente le rispondeva il 7 luglio
2004 precisando che, qualora non fosse sufficientemente esaustiva la risposta
data, avrebbe potuto chiedere l'emanazione di una decisione formale, contro la
quale è poi dato ricorso al Tribunale cantonale delle assicurazioni ai sensi
dell'art. 33 Laps.

II 13 luglio 2004 rispondeva alla nostra
corrispondenza chiedendo ulteriori informazioni. Data la particolarità del caso
si definiva un incontro informativo/chiarificatore presso il nostro Ufficio per
il giorno 13 agosto 2004. In quella sede si procedeva, visto l'iniziale errato
inserimento del fattore di sostanza, alla modifica dei dati ridimensionando lo
stesso ai valori di stima (dato fiscale rilevato dalla notifica di tassazione
2001/2002 non contestata) e non a quello commerciale considerato ai fini della
PC e meglio riducendolo a Fr. 25'243.-.               

Il 16 agosto 2004, per lettera, si confermava che
pur con la modifica di cui sopra (riduzione della sostanza al valore fiscale)
il calcolo assistenziale dava pur sempre un'eccedenza mensile di Fr. 639.-.
Alla nuova decisione si allegava copia della tabella di calcolo che confermava
la situazione finanziaria della madre. II 13 settembre 2004, in risposta alla
nostra citata corrispondenza, lei chiedeva l'emanazione di una decisione
formale affinché potesse inoltrare ricorso al Tribunale cantonale delle
assicurazioni.

Da informazioni avute il 21 ottobre 2004 dalla
Casa __________ di __________ risulta che, attualmente, non vi è alcun scoperto
riguardante la degenza di sua madre.

Ci è stato riferito che, correttamente, i figli
effettuano il pagamento dell'intera fatturazione della retta mensile.

Tenendo conto del calcolo da lei indicato in data
24 giugno 2004 e riferente al mese di maggio 2004, le spese di collocamento a
carico della madre assommano alla differenza tra la retta giornaliera di Fr.
75.- chiesta dall'Istituto, la quota assicurativa di Fr. 49.- il mese non
riconosciuta nel calcolo PC e le risorse mensili (Fr. 1'694.- di AVS + Fr.
508.- di PC) e meglio:

 

Fr. 75.- x 31 giorni +
spese accessorie              Fr.                 2'346.10

differenza quota
assicurativa                   Fr.       49.--

 

./. AVS + PC                                                  Fr. 2'202.--         NB.

                                                                                                                  la
PC non è pari all'importo 

                                                                                                    massimo
consentito, che 

                                                                                                    avrebbe
permesso 

                                                                                                    l'assunzione
integrale delle 

                                                                                                    spese
di degenza, in quanto 

                                                                                                    è
stato considerato l'importo 

                                                                                                    commerciale
della sostanza 

                                                                                                    alienata
e l'ipotetico 

                                                                                                    rendimento
della stessa

 

differenza/scoperto
mensile                                Fr.                 193.10

 

 

Il   IN DIRITTO

 

Dalla documentazione annessa alla domanda di
assistenza risulta che, con rogito del 19 aprile 2001 dell'avv. __________,
notaio in __________, la sostanza di proprietà della signora RI 1
ved. fu __________ da e in __________ è stata donata, senza nessun
compenso, ai figli RA 1 e __________ che hanno dichiarato di accettare
i beni immobili descritti nell'atto di cui sopra.

 

L'art. 40 della Legge sull'assistenza sociale
dell'8 marzo 1971 al capitolo III Finanziamento, rimborso e regresso alla voce
Regresso verso l'erede, il legatario o il donatario recita testualmente quanto
segue:

"L'erede, il legatario o il donatario che
profittano dell'eredità, rispettivamente del legato o della donazione, sono
tenuti a rimborsare allo Stato le prestazioni assistenziali concesse al de
cuius, rispettivamente al donatore". 

Qualora il nostro Ufficio dovesse intervenire nei
confronti di sua madre poiché nessun terzo provvede - come finora - al
pagamento della differenza tra le spese di collocamento e le risorse
finanziarie, il competente servizio ricuperi dovrà avviare, nei confronti dei
donatari, l'azione di regresso in considerazione del disposto di cui sopra."
(Doc. A1)

 

                               1.5.   Contro
questa decisione, RI 1, sempre rappresentata dal figlio RA 1, ha inoltrato
tempestivo ricorso al TCA, in cui ha evidenziato:

 

" 
Si contesta quanto segue:

1.   Viene
citato   "da informazioni avute il 21.10.2004 dalla Casa __________ 

                                      __________
di __________, risulta che attualmente non vi è alcun 

                                      scoperto
riguardante la degenza di sua madre.

                                Ci
è stato riferito che, correttamente i figli effettuano 

                                il
pagamento dell'intera fatturazione della retta 

                                mensile."

 

Con il versamento dell'ulteriore acconto di Fr.
2206.-- il 8.11.2004 per il mese di novembre, lo scoperto a saldo ammonta a Fr.
1002.80 al 30.11.2004.

Quindi i figli non hanno contribuito a saldare le
rette mensili.

 

2.   IN DIRITTO   viene citato quanto segue:
"dalla documentazione 

                            annessa alla domanda
di assistenza risulta che, con 

                            rogito del 19.4.2001
dell'avv. __________ la 

                            sostanza di proprietà
della sig.ra RI 1 è stata 

                            donata senza nessun
compenso ai figli."

                            L'importo di detta
donazione ammonta a 

                            Fr. 16'868.80 e non
Fr. 25’243.-- come indicato nella 

                            tabella di calcolo.

 

Inoltre si rivela
che la legge sull'assistenza sociale Art. 22 lettera a c.2 cita quanto segue:
eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di
rigore segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente
liquidabile.

 

Si ritiene che i fondi donati sono DIFFICILMENTE
LIQUIDABILI (allego per conoscenza le relative schede vidimate dalle rispettive
cancellerie).

Per questo motivo nella tabella di calcolo alla
lettera B = sostanza imponibile, dovrebbe figurare O.

Vi invito a voler rivedere tale calcolo, affinché
mia mamma possa beneficiare dell'assistenza per i pochi anni che potrà ancora
vivere, Classe 1910 = 94 anni." (Doc. I)

 

                               1.6.   L’autorità
amministrativa, nella sua risposta del 14 dicembre 2004, ha postulato l’integrale
reiezione dell’impugnativa e ha osservato:

 

" 
(…)

1. Con
decisione 1. giugno 2004, il presente Ufficio ha respinto la domanda di
prestazioni assistenziali presentata dalla signora RI 1, in quanto il reddito
disponibile residuale dell'unità di riferimento superava il limite annuo
fissato dalla Conferenza svizzera dell'azione sociale (art. 19 della legge
sull'assistenza sociale - in seguito Las -).

 

Prove: vedi incarto.

 

2. Con reclamo 24 giugno
2004, il figlio della signora RI 1 contestava 

l'inserimento
dell'importo di fr. 65'987.--, corrispondente alla sostanza immobiliare, nel
calcolo del reddito disponibile residuale ai fini della prestazione
assistenziale, poiché detta sostanza non era ormai più di proprietà della
madre, bensì sua e di suo fratello.

 

Il 25
ottobre 2004 lo scrivente Ufficio, malgrado una riduzione dell'importo della sostanza
da inserire nel calcolo della prestazione, ha confermato la precedente
decisione, rifiutando la richiesta di prestazione della signora RI 1, in quanto
essa, oltre a non essere in un concreto stato di bisogno, disponeva comunque di
un'eccedenza mensile di fr. 639.--.

 

Prove: vedi incarto.

 

3. In
data 21 novembre 2004, il figlio della signora RI 1 interpone, davanti a questo
lodevole Tribunale, ricorso contro la summenzionata decisione su reclamo. Egli
sostiene in particolare che, contrariamente a quanto accertato da questo
Ufficio, i figli non contribuiscono al pagamento delle rette mensili per il
collocamento della madre presso la Casa per anziani __________ di __________. A
tal proposito, egli adduce altresì che quest'ultima ha uno scoperto di fr.
1'002.80 nei confronti della madre. Il ricorrente afferma infine che la
sostanza immobiliare donata loro dalla signora RI 1 è difficilmente liquidabile
ai sensi dell'art. 22 lett. a n. 2 Las "in fine".

 

Prove: documenti del ricorrente.

 

4. Il
signor RA 1 afferma che la Casa per anziani __________ dispone di uno scoperto
di fr. 1'002.80 nei confronti di sua madre, senza tuttavia addurre elementi in
grado di comprovare questo fatto.

 

 

Dai
documenti in nostro possesso risulta invece che, al 21 ottobre 2004, la Casa __________
non aveva alcun scoperto riguardante la degenza della signora RI 1. Nel mail di
conferma da noi richiesto, il summenzionato istituto specificava inoltre che i
figli effettuano il pagamento dell'intera retta mensile.

Ne
consegue che, non avendo alcuno scoperto nei confronti della Casa per anziani
nella quale alloggia, la signora RI 1 non si trova nello stato di bisogno
previsto dall'art. 1 Las. Orbene, questa situazione di bisogno, che deve essere
concreta e attuale, costituisce il presupposto fondamentale per beneficiare di
una prestazione assistenziale (F. Wolffers, Fondements du droit de l'aide
sociale, Berna 1995, n. 7.4; Messaggio n. 1651 del 5.6.1970 relativo alla legge
sull'assistenza sociale, ad art. 1 e 4). Tale condizione nella fattispecie non
è invece adempita, in quanto la differenza tra la retta della Casa anziani e le
prestazioni AVS/PC della signora RI 1 è sempre stata, sino alla fine del mese
di ottobre 2004, volontariamente versata dai figli della richiedente. Non
essendovi un concreto bisogno da parte della persona che chiede la prestazione,
ed in applicazione del principio di sussidiarietà sulla quale si fonda
l'assistenza sociale, la concessione di prestazioni assistenziali è nella
fattispecie esclusa a priori (F. Wolffers, Fondements du droit de l'aide
sociale, Berna 1995, n. 7.2). L'assistenza sociale è infatti concessa
unicamente qualora essa costituisce il solo ed ultimo mezzo per far fronte ad
una situazione d'indigenza (F. Wolffers, Fondements du droit de l'aide sociale,
Berna 1995, n. 12.2.2).

Già
per questa motivazione, la contestata decisione del 25 ottobre 2004 dovrebbe
pertanto essere confermata ed il ricorso respinto.

 

Prove: vedi incarto.

 

5. Nel
denegato caso in cui questo lodevole Tribunale dovesse considerare che malgrado
quanto sopra riferito la signora RI 1 sia in un'effettiva e concreta situazione
di bisogno, la decisione di rifiuto della prestazione assistenziale dovrebbe
comunque essere confermata.

Nel
calcolo del reddito disponibile residuale della richiedente dovrebbero infatti
venir computati i versamenti, effettuati dai figli, della parte di retta non
coperta dalla rendita AVS/PC della madre. Questi pagamenti corrispondono
infatti a delle prestazioni in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di
famiglia, corrisposte da persone non facenti parte dell'unità di riferimento,
ai sensi dell'art. 22 lett. a n. 1 Las.

Ne
consegue che, sommando questi versamenti dei figli alle entrate della signora __________,
come previsto dal summenzionato articolo, il reddito disponibile residuale
della richiedente copre integralmente l'importo della retta per la Casa
anziani, così che non resta alcun scoperto che debba venir preso a carico
dall'assistenza sociale.

Anche
in virtù di questa considerazione, la decisione contestata deve quindi essere
confermata.

 

Prove: vedi incarto.

 

6. La
decisione del 25 ottobre 2004 può comunque essere confermata anche in
applicazione dell'art. 22 lett. a n. 2 Las combinato con l'art. 6 cpv. 2 della
legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps).

Quest'ultima
disposizione prevede infatti la possibilità di includere nel reddito
computabile anche le entrate (tra le quali vi è anche la sostanza) alle quali
il richiedente ha rinunciato a favore di persone che non fanno parte dell'unità
di riferimento, realizzando nel contempo un manifesto abuso di diritto.

Nella
fattispecie, si evince dagli atti che, in data 19 aprile 2001, la signora RI 1
ha donato ai figli __________ ed __________ la sua sostanza immobiliare.
Orbene, questa donazione deve essere considerata una rinuncia ai sensi
dell'art. 6 cpv. 2 Laps, e la sostanza donata deve pertanto rientrare nel
calcolo del reddito computabile ai sensi degli art. 6 Laps e 22 lett. n. 2 Las.
Quest'interpretazione dell'art. 6 cpv. 2 Laps è infatti conforme alla volontà
del legislatore che, con l'applicazione di questa disposizione, voleva evitare
che il richiedente di una prestazione possa rinunciare a delle entrate, a
beneficio di parenti, alfine di ottenere delle prestazioni sociali.

Una
norma in tal senso è d'altronde prevista anche nella legge federale sulle
prestazioni complementari (art. 3c cpv. 1 lett. g), applicata nella
fattispecie, come pure nelle direttive concernenti l'applicazione e il computo
delle rette differenziate (p. 2.2). Onde evitare delle incongruenze in ambito
di prestazioni sociali appare quindi opportuno interpretare l'art. 6 cpv. 2
Laps conformemente a queste disposizioni, inglobando pertanto nel campo di
applicazione di questa disposizione tutte le rinunce ad entrate, a partire
almeno dal momento dell'adozione della Laps, ossia il 5 giugno 2000. In caso
contrario, l'assistenza sociale sarebbe infatti tenuta a non considerare
importi che sono in precedenza stati espressamente inclusi nel calcolo della
prestazione complementare, o della retta della Casa per anziani, poiché costituenti
delle rinunce abusive.

Ne
consegue che la sostanza donata dalla richiedente il 19 aprile 2001 debba
essere computata, al valore di stima, nel suo reddito computabile, come
correttamente effettuato dal presente Ufficio nella contestata decisione,
ottenendo così un'eccedenza mensile di fr. 639.--.

Per
quanto concerne l'argomento fatto valer dal signor RA 1 in merito alla presunta
difficile "liquidabilità" della sostanza donata, ai sensi dell'art.
22 lett. a n. 2 Las "in fine", lo scrivente Ufficio si limita ad
affermare che né il signor RA 1 né suo fratello hanno mai manifestato la loro
intenzione di procedere ad una vendita di queste proprietà. Non è quindi
possibile applicare detta norma che tiene conto unicamente di eccezioni
transitorie, qualora vi fosse l'effettiva e concreta volontà di vendere da
parte del richiedente (o dei parenti) ma non si riuscisse a trovare
l'acquirente in grado di far fronte in tempi brevi al pagamento del prezzo
dell'immobile." (Doc. III)

 

                               1.7.   Con scritto
del 23 dicembre 2004, al quale ha allegato copiosa documentazione, RA 1 ha
precisato:

 

" 
(…)

ad
2  Si contesta quanto affermato dall'Ufficio in quanto il calcolo relativo
all'eccedenza mensile stabilita in Fr. 639.-- non corrisponde alla reale
situazione in cui versa la ricorrente, come verrà qui di seguito esposto.

 

         Infatti gli
introiti mensili della ricorrente sono di Fr. 2'202.-- 

(Fr. 1'694.--
AVS + Fr. 508.-- AVS Compl.). Per contro le spese solo
per casa anziani ammontano a Fr. 75.-- al giorno, oltre a spese accessorie per
una media mensile di circa Fr. 2'300.--.

Al
riguardo vedasi i documenti B) e C) allegati, in cui la Casa per persone
anziane conferma l'esattezza dei dati riportati, unitamente alle copie delle
fatture emesse. Fino al 21 ottobre 2004 risulta uno scoperto a carico della
degente in casa per persone anziane di Fr. 1'327.10, mentre al 30 novembre 2004
lo scoperto è di Fr. 1'002.80 e non risulta per niente pagato dai figli.

 

Prove: Doc. B e C.

 

ad
4  Quanto affermato in sede di ricorso è comprovato dai documenti B) e C) qui
prodotti, i quali si commentano da soli a favore di quanto da sempre sostenuto
dalla ricorrente.

Sussistendo
uno scoperto nei confronti della Casa per persone anziane, risulta pertanto
comprovato il bisogno previsto dalla norma di cui all'art. 1 Las.

In
particolare i requisiti citati dallo stesso Ufficio sono realizzati, in quanto
il bisogno è concreto (debito comprovato) ed attuale (esiste al momento della
domanda). Le affermazioni sostenute dall'Ufficio sono per contro ampiamente
contraddette dalle risultanze contabili. Non vi è stato alcun volontario
versamento da parte dei figli, per cui il solo ed ultimo mezzo per far fronte
ad una situazione di indigenza è l'intervento dell'assistenza sociale.

         Pertanto già solo
per questo motivo il ricorso andrebbe accolto.

 

ad
5  Si ribadisce che non sussiste alcun reddito disponibile residuale, in quanto
la signora RI 1 versa mensilmente la totalità di quanto riceve (Fr. 2'202.--)
ma questo importo però non copre integralmente la retta per la Casa anziani.

I
figli non hanno mai operato alcun versamento per coprire lo scoperto.

Anche
qui l'Ufficio procede ad errate considerazioni che non corrispondono al caso
concreto. La decisione che ne è scaturita è quindi malfondata e va annullata da
questa autorità di ricorso.

 

ad
6  L'Ufficio insiste sostenendo che la ricorrente ha rinunciato a sostanza
immobiliare a favore dei figli, per cui il reddito computabile deve essere
aumentato delle entrate provenienti dalla sostanza rinunciata.

D'altra
opinione è la ricorrente, la quale ribadisce quanto già espresso durante tutto
il procedimento, e meglio che la donazione del 2001 non deve essere computata
in quanto la stessa dovrebbe rientrare nei casi di rigore di cui all'art. 22
lett. a n. 2 in fine Las.

Infatti
il caso concreto deve venir catalogato nei casi di rigore in quanto la sostanza
è oggettivamente difficilmente liquidabile.

 

Il
documento D) elenca tutti i fondi donati in territorio di __________ e di __________.

Gli
stessi, come a conferma dell'autorità comunale, sono tutti fuori zona
edificabile e appartengono nella stragrande maggioranza a zona boschiva e una
piccola parte in zona agricola (vedi dati di Piano Regolatore).

         Il loro valore di
stima ufficiale è di complessivi Fr. 16'869.30.

Il
valore di questi fondi è più di affezione che commerciale, prova ne è che alle
diverse offerte di vendita nessun interessato si è presentato. E' risaputo che
il bosco, nella nostra economia familiare non comporta più alcun vantaggio
economico, essendo il legname caduto in disuso per il riscaldamento e i costi
di approvvigionamento risultano elevati e non concorrenziali con altre fonti
energetiche, senza contare le fatiche per mantenere una selva. Il prezzo di
mercato è generato dalla domanda/offerta, per cui in assenza di interessati si
può benissimo concludere che il valore di beni è pari a zero e certamente
quello di stima ufficiale non rappresentativo e per niente monetizzabile.

Questa
circostanza è stata codificata dal legislatore il quale ha previsto questa
eccezione proprio pensando a questi particolari e ricorrenti casi che
ritroviamo su tutto il territorio cantonale. L'attestazione della Cancelleria
comunale di __________ evidenzia la volontà dal 2001 di mettere in vendita
questi beni immobili come risulta dal documento E).

Queste
notorie evidenze sembrano però sfuggire all'Ufficio, il quale non accetta
questa eccezione prevista dalla legge.

Pertanto
anche su questo punto la posizione dell'Ufficio risulta fragile e per niente
convincente.

In
via sussidiaria si osserva che in ogni caso il computo nella tabella di calcolo
della sostanza imponibile (rinuncia/donazione) non è di Fr. 25'243.-- ma di
soli Fr. 16'869.30 come comprovato dal documento D), per cui applicando la
relativa deduzione di Fr. 10'000.-- per persona sola si avrebbe una sostanza
computabile di al massimo di Fr. 6'869.30." (Doc. V)

 

                               1.8.   Il 17
febbraio 2005 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento ha
puntualizzato:

 

"  (…)

2. In
merito alle osservazioni della ricorrente all'atto di risposta presentato dal
nostro Ufficio in data 14 dicembre 2004, ci limitiamo a formulare un paio di
precisazioni concernenti la nuova documentazione prodotta. Per il resto, lo
scrivente Ufficio conferma quanto sostenuto nel precedente allegato di
risposta.

 

Per
quanto concerne la distinta delle fatture mensili riguardanti la signora RI 1
(doc. B), firmata dai rappresentanti del Consorzio Casa per anziani __________
di __________ in data 20 dicembre 2004, il presente Ufficio si limita a
prenderne atto. Per quanto ci concerne, si ribadisce tuttavia quanto affermato
in precedenza, ossia che il summenzionato istituto, il 21 ottobre 2004 in
risposta ad una nostra precisa domanda, aveva segnalato al nostro Ufficio di
non disporre di alcun scoperto riguardante la degenza della signora RI 1. A
comprova di quanto testé esposto richiamiamo il mail di conferma da noi
richiesto in data 21 ottobre 2004.

In
relazione invece alla dichiarazione del Comune di __________ del 21 dicembre
2004 (doc. E), mediante la quale il segretario comunale attesta che i mappali
di proprietà dei signori __________ erano stati, nel 2001, posti in vendita senza
esito alcuno, lo scrivente Ufficio evidenzia l'assoluta ignoranza di questo
fatto. E' infatti la prima 

volta,
in questa sede, che il nostro Ufficio viene a conoscenza di un tentativo di
vendita dei fondi da parte dei figli della ricorrente.

 

Prove: vedi incarto.

 

3. In
conclusione, cogliamo l'occasione per ricordare che nel denegato caso in cui
questo lodevole Tribunale dovesse accettare il ricorso della signora RI 1, con
il conseguente obbligo per il nostro Ufficio di fornire le prestazioni
assistenziali alla ricorrente sulla base dell'art. 4 Las, sarà nostro dovere
chiedere ai figli della signora RI 1 il regresso delle prestazioni versate,
giusta l'art. 38 Las o meglio ancora in base all'art. 40 Las.

Dal
punto di vista eminentemente pratico, l'accoglimento del ricorso non
apporterebbe pertanto alcun vantaggio ai figli della ricorrente." (Doc.
VII)

 

                               1.9.   Il
rappresentante dell’assicurata, il 24 febbraio 2005, ha infine rilevato:

 

" 
(…)

ad
2  Le precisazioni dell'Ufficio non fanno emergere ulteriori elementi a
sostegno della bontà della decisione impugnata.

La
ricorrente ribadisce quanto precedentemente esposto, il quale corrisponde alla
reale situazione di fatto e risulta sostanziato da documentazione attestante
proprio quanto sin dall'inizio della procedura manifestato. Dagli atti
ufficiali si evince uno scoperto al momento della domanda, per cui un e-mail
non può sostituirsi agli stessi.

Anche
la donazione, difficile da monetizzare, è un elemento importante e qui
comprovato dall'attestazione del Comune di __________.

 

Pertanto
dal profilo procedurale la ricorrente ha fornito la prova degli elementi da
fatto che le danno il buon diritto alla concessione di una prestazione
assistenziale.

 

         Per il resto ci
si riconferma nel proprio allegato 23 dicembre 

         2004.

 

ad
3  L'Ufficio anticipa già i tempi menzionando la facoltà dello stesso di
procedere mediante regresso nei confronti dei figli. Questa facoltà legale è
però condizionata alla precisa sussistenza di requisiti posti dal diritto
civile come elementi essenziali.

Infatti
il codice civile all'art. 328 cpv. 1 CCS prevede: "Chi vive in condizioni
agiate è tenuto a soccorrere i parenti in linea ascendente e
discendente quando di ciò essi cadessero nel bisogno". Si tratta quindi di
stabilire se i figli della ricorrente possono essere astretti a questo obbligo
a dipendenza della loro specifica situazione personale di reddito.

Questo
aspetto esula però dalla presente procedura, per cui se del caso si prenderà
posizione in occasione di una eventuale azione di regresso da parte dello
Stato." (Doc. IX)

 

                             1.10.   Il doc. IX è
stato trasmesso per conoscenza all’autorità amministrativa il 3 marzo 2005.

                                         Inoltre
l’Ufficio del sostegno sociale, in primo luogo, è stato invitato a indicare per
quali motivi nel calcolo modificato a seguito del reclamo interposto
dall’assicurata contro la decisione del 1° giugno 2004 non è stato tenuto
conto, ai fini della determinazione della lacuna netta USSI, del fatto che il
premio lordo dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie degli
assicurati beneficiari di prestazioni complementari AVS/AI è interamente
corrisposto dal Cantone agli assicuratori (art. 14 LCAMal).

                                         In
secondo luogo, all’USSI è stato richiesto di dettagliare il calcolo che ha
permesso di determinare gli importi mensili di fr. 405.-- a titolo di
supplemento spesa per l’alloggio e di fr. 19.-- quale supplemento spesa cassa
malati.

                                         Infine è
stato domandato all’Ufficio se, nell’ipotesi in cui l’assicurata avesse diritto
a una prestazione assistenziale, le riconoscerebbe l’importo risultante dal
calcolo effettuato, computando anche determinati supplementi spesa, o soltanto
l’eventuale ammontare scoperto presso la Casa anziani __________ di __________.
(cfr. doc. X).

 

                                         L’8 marzo
2005 l’USSI ha risposto:

 

" 
(…)

➣  Il
programma informatico attuale, (GIPS gestione informatica prestazioni sociali)
è stato approntato per la calcolazione delle prestazioni a favore di persone
residenti in appartamenti individuali. Il calcolo della prestazione
assistenziale a favore delle persone soggiornanti in strutture collettive, deve
inevitabilmente essere modificato considerando talune indicazioni che qui di
seguito specifichiamo:

 

➣  

      1.    La tabella di
calcolo evidenzia alla posizione C) Spese 

computabili
- premio cassa malati - due importi: nel primo, sotto la finca: dichiarato, è
indicata la quota cantonale media ponderata, nella seconda finca: computato, è
inserita la quota media della cassa malati dell'assicuratore malattia presso il
quale l'utente è affiliato.

La
differenza fra i due importi (Fr. 3'837.-- ./. Fr. 3'600.--) è poi considerata,
per l'importo mensile, alla voce supplemento spesa cassa malati (cfr. Fr. 19.--
il mese).

 

      2.    Per
quanto concerne la spesa di supplemento per alloggio essa scaturisce dal
calcolo seguente:

 

             costo
collocamento Fr. 75.- x 365 giorni  = Fr. 27'375.--

             regalia
(importo da destinare per i

             bisogni
personali Fr. 300.-- x 12 mesi      = Fr.   3'600.--

             ./.
spesa per il sostentamento (vedi

             tabella
di calcolo pag. 2 - fabbisogno

             secondo
i limiti COSAS) Fr. 1'076.-- x 12             = Fr.          12'912.--

 

             spesa
alloggiativa                                     Fr. 18'063.--       

 

             La
differenza fra la spesa di alloggio effettiva e il massimo consentito ai fini
di legge (Fr. 13'200.-- per una persona sola) corrisponde poi al supplemento
spesa per alloggio (Fr. 405.-- il mese).

 

      3.    Nel
calcolo assistenziale (vedi lettera A reddito computabile USSI) si è
considerata la prestazione complementare lorda e meglio Fr. 575.-- il mese x 12
mesi come evidenziato nella decisione 23 febbraio 2004 dell'Istituto delle
assicurazioni sociali Cassa cantonale di compensazione AVS e non l'effettivo
reale importo corrispondente a Fr. 508.-- il mese.

 

      4.    Nell'ipotesi
in cui la richiedente la prestazione avesse diritto, l'USSI riconoscerà sì
l'eventuale scoperto presso la Casa anziani __________ di __________ ma al
massimo l'importo corrispondente all'effettiva prestazione assistenziale.

 

      5.    Si
fa presente che il calcolo in questione è relativo e valido solo per l'anno
2004 in quanto a decorrere dal 1° gennaio 2005 dovranno essere considerati
altri fattori sia di reddito sia di spesa (adeguamento rendita AVS/PC e
ridimensionamento delle spese personali a Fr. 190.-- il mese)." (Doc. XI)

 

 

                                         Il TCA,
il 14 marzo 2005, ha nuovamente posto dei quesiti a __________, __________
dell’USSI, e meglio:

 

" 
1.-  Dalla nuova tabella di calcolo allestita a
seguito del reclamo 

interposto
dall’assicurata e dalle spiegazioni forniteci con lo scritto dell’8 marzo 2005
emerge che, a titolo di premio cassa malati, è stata ritenuta nelle “spese
computabili” la quota cantonale media ponderata per il 2004 di fr. 3'600.-- e
quale “supplemento spesa cassa malati” è stata aggiunta la differenza tra la
quota media della __________ e la quota cantonale media ponderata di fr. 19.--
mensili.

Tra i redditi è
comunque stato conteggiato l’intero importo riconosciuto quale prestazione
complementare AVS/AI di fr. 575.-- mensili, per cui è stata computata anche la
quota di fr. 67.-- che la Cassa di compensazione versa direttamente all’Ufficio
assicurazione malattia.

Alla luce di questa
premessa, voglia indicare per quali motivi, nel calcolo della prestazione
assistenziale non è stato tenuto conto che per i beneficiari di PC, oltre alla
parte del premio della cassa malati presa a carico dalla PC stessa, in casu fr.
67.--, anche la differenza tra il premio lordo dell’assicurazione obbligatoria
delle cure medico-sanitarie e l’importo menzionato assunto dalla PC è
corrisposta dal Cantone (art. 14 LCAMal);

 

2.-
 Come avete calcolato l’ammontare della regalia di fr. 300.--, corrispondente
all’importo da destinare per i bisogni personali, di cui allo scritto dell’8
marzo 2005?

 

3.-
 Voglia, infine, comunicare, spiegando dettagliatamente e tenendo conto
dell’eventuale scoperto che risulterebbe dalla documentazione prodotta
dall’assicurata, a che importo ammonterebbe la prestazione assistenziale a cui
avrebbe diritto l’assicurata nel caso in cui non fosse considerata la sostanza
alla quale essa ha rinunciato." (Doc. XII)

 

                                         Il 18
marzo 2005 il __________ ha indicato:

 

" 
(…)

 

1/3.   Le domande
di assistenza, presentate da ospiti di Casa per anziani non al beneficio del
sussidio cantonale, in cui potrebbero giustificarsi un intervento di
complemento alle risorse finanziarie AVS/PC sono decise con l'assegnazione di
una prestazione pari alla differenza fra la retta considerata ai fini della PC
(Fr. 75.- il giorno) e quanto realmente chiesto dall'istituto per la camera
comune.

Il caso della sig.ra RI 1 è tuttavia
particolare in quanto la PC è ridotta, quindi non sufficiente a coprire le
spese di retta in un Istituto sussidiato, per l'avvenuta considerazione della
sostanza alienata.

Se ben comprendiamo la prassi da noi
adottata nella fattispecie è errata, in quanto l'USSI dovrebbe considerare alle
entrate la PC netta (dopo deduzione della quota parte premio assicurazione
malattia a carico della PC e del sussidio cantonale assicurazione malattia).
Per la sig.ra RI 1 l'USSI avrebbe dovuto considerare la PC di Fr. 508.- e
nessun premio assicurativo in deduzione.

L'osservazione è corretta; dopo
attenta rivalutazione riteniamo che la decisione debba essere modificata.

In considerazione a quanto precede per
il 2004 avremmo questa situazione nel caso in cui non si considerasse la
sostanza:

 

         Costo annuale in Istituto:
Fr. 75.- x 365      = Fr.          27'375.--

 

           Spese personali Fr.
300.-- x 12                    = Fr.            3'600.--

 

                                                                sub totale     = Fr.          30'975.--

 

           ./. AVS/PC Fr.
20'328.-- + Fr. 6'096.--              Fr.          26'424.--

 

           differenza da coprire
con prestazione

           assistenziale                                                     
Fr.            4'551.-- =fr. 379 il mese           

 

Per il calcolo della prestazione
assistenziale dal 1 ° gennaio 2005 la ricorrente dovrà mettere a nostra
disposizione la documentazione attestante l'AVS/PC adeguata.

 

2.      Lo
scrivente Ufficio, per evitare differenziazioni con altre persone beneficiarie
della PC ospiti di Istituti, ha sempre calcolato, per le spese personali
l'importo di Fr. 300.- il mese, importo considerato ai fini del calcolo della
PC. Dal 1 ° gennaio 2005 questo importo è stato ridotto a Fr. 190.- il mese.

 

Nel caso in cui questo Lodevole
Tribunale dovesse ritenere giustificato stralciare dal calcolo assistenziale
l'importo corrispondente alla sostanza (Fr. 15'243.- dopo deduzione di Fr.
10'000.- prevista all'art. 22 punto 2 della Legge sull'assistenza sociale), e
quindi considerare errata la valutazione della prestazione assistenziale, la
stessa dovrà essere riconosciuta con effetto retroattivo al momento
dell'avvenuta presentazione dell'istanza e meglio dal 1 ° marzo 2004.

Evidentemente sarà poi nostra
competenza azionare la procedura di rimborso nei confronti dei donatari ai
sensi dell'art. 40 della LAS per quanto versato alla sig.ra RI 1." (Doc.
XIII)

 

 

                             1.11.   Il
rappresentante dell’assicurata, il 21 marzo 2005, ha comunicato che
dall’estratto conto della Casa per anziani __________ di __________ del 9 marzo
2005 emerge che lo scoperto complessivo per la degenza della madre nel 2004
ammonta a fr. 1'126.30 (cfr. doc. XV + bis).

 

                                         Inoltre
il medesimo, con scritto del 24 marzo 2005, ha puntualizzato:

 

" 
(…)

 

Preliminarmente la ricorrente apprezza la
richiesta di delucidazioni formulata da questo Tribunale nei confronti
dell'Ufficio. Dalle spiegazioni emergono delle divergenze tra quanto
precedentemente deciso e una più attenta valutazione del caso concreto. Infatti
le ragioni di programmazione informatica non reggono e appaiono fragili nel
contesto del principio della legalità.

Si prende atto dei conteggi aggiornati con
lettera 18 marzo u.s. (doc XIII) e l'ammissione di errata interpretazione
dell'Ufficio.

Per quanto riguarda il calcolo senza sostanza si
avrebbe una differenza da coprire con prestazione assistenziale. Si torna a
ribadire che la sostanza donata è un onere a carico dei donatari e non
certamente un vantaggio economico in quanto i boschi sono estremamente e
difficilmente monetizzabili. Questa notoria evidenza sembra però trovare sempre
ostacolo da parte dell'Ufficio, quando proprio la legge stessa ammette queste
eccezioni dettate da circostanze particolari come quella del caso concreto. Su
questa considerazione oggettiva il conteggio proposto senza sostanza risulta
ampiamente giustificato sia dal profilo giuridico sia da quello dell'equità."
(Doc. XVI) 

 

                             1.12.   I doc. XV,
XVbis, XVI sono stati trasmessi all’USSI per conoscenza (cfr. doc. XVII).

 

 

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto della
lite è la questione di sapere se correttamente o meno l’Ufficio del sostegno
sociale e dell’inserimento ha negato all’assicurata il diritto a delle
prestazioni assistenziali.

 

                               2.2.   Il diritto
fondamentale a condizioni minime di esistenza è garantito dall’art. 12 Cost.
fed., il quale prevede che:

 

" 
Chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere
a sé stesso ha diritto d’essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi
indispensabili per un’esistenza dignitosa."

 

                                         Al
riguardo in una sentenza del 5 agosto 2004 nella causa B., 1P.294/2004,
pubblicata parzialmente in DTF 130 I 366 e in Cahiers genevois et romands de
securité sociale N° 33-2004, il Tribunale federale ha rilevato quanto segue:

 

"  (…)

4.-  L’art.
12 Cst. concerne le droit d’obtenir de l’aide dans des situations de détresse.
Cette disposition n’a pas pour objet de garantir un revenu minimum à chacun,
elle porte seulment sur les moyens indispensables à la survie dans une
situation de dénuement, tels que la nourriture, les vêtements, le gîte et les soins
medicaux (ATF 130 I 71 consid. 4.1 p. 75). Aux termes de l'art. 1 LRMCAS, le
revenu minimum cantonal d'aide sociale a pour but d'éviter aux bénéficiaires le
recours à l'assistance publique. Celle-ci est prévue, à Genève, par la loi sur
l'assistance publique du 19 septembre 1980. Destinée aux personnes dépourvues
des moyens nécessaires à la satisfaction de leurs besoins vitaux et personnels
indispensables, elle est subsidiaire aux autres prestations sociales fédérales,
cantonales et communales (art. 1 al. 2 et 3 de cette loi). De toute évidence,
elle constitue précisément l'aide qui est garantie par l'art. 12 Cst. L'arrêt
attaqué dénie au recourant le droit de percevoir le revenu minimum cantonal
d'aide sociale mais il ne porte aucune atteinte à ses perspectives d'obtenir,
au besoin, l'assistance publique. Le moyen tiré de l'art. 12 Cst. est donc, lui
aussi, mal fondé."

 

                                         In
un'altra sentenza del 18 marzo 2005 nella causa X., 2P.318/2004, il TF ha deciso che pure i richiedenti l’asilo colpiti da una decisione di
non entrata in materia hanno diritto ad aiuti urgenti – cibo, vestiti, assistenza
medica – ai sensi dell’art. 12 Cost., anche se non collaborano al proprio
rimpatrio, segnatamente non rivelando la propria identità. 

                                         In questa
sentenza l’Alta Corte ha precisato che:

 

"  (...)

3.1. Nach Art. 12 BV hat,
wer in Not gerät und nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen, Anspruch auf
Hilfe und Betreuung und auf die Mittel, die für ein menschenwürdiges Dasein
unerlässlich sind. Dieses Grundrecht garantiert nicht ein Mindesteinkommen;
verfassungsrechtlich geboten ist nur, was für ein menschenwürdiges Dasein
unabdingbar ist und vor einer unwürdigen Bettelexistenz zu bewahren vermag (BGE
130 I 71 E. 4.1 S. 74 f.; 121 I 367 E. 2c S. 373; Urteil 2P.148/2002 vom 4.
März 2003, E. 2.3). Der Anspruch umfasst einzig die in einer Notlage im Sinne
einer Überbrückungshilfe unerlässlichen Mittel (in Form von Nahrung, Kleidung,
Obdach und medizinischer Grundversorgung), um überleben zu können (BGE 130 I 71
E. 4.1 S. 75 mit Hinweisen). Diese Beschränkung des verfassungsrechtlichen
Anspruches auf ein Minimum im Sinne einer "Überlebenshilfe" (AB 1998
S 39) bedeutet, dass Schutzbereich und Kerngehalt zusammenfallen (BGE 130 I 71
E. 4.1 S. 75 mit Hinweis auf Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3.
Aufl., Bern 1999, S. 178). Die Formulierung "wer in Not gerät und nicht in
der Lage ist, für sich zu sorgen" soll klarstellen, dass für das Recht auf
Hilfe in Notlagen der Grundsatz der Subsidiarität gilt (BGE 130 I 71 E. 4.1 S. 75
mit Hinweisen).

 Art. 12 BV stellt ein leistungsrechtliches
Auffanggrundrecht dar (Markus Schefer, Die Kerngehalte von Grundrechten, Bern
2001, S. 338 f.). Dieses steht in engem Zusammenhang mit dem Schutz der
Menschenwürde nach Art. 7 BV und gilt wegen seines menschenrechtlichen Gehalts
nicht nur für schweizerische Staatsangehörige, sondern auch für Ausländer, und
zwar unabhängig von deren aufenthaltsrechtlichem Status. Auch illegal Anwesende
wie der Beschwerdeführer können sich auf Art. 12 BV berufen (BGE 121 I 367 E.
2d S. 374; vgl. auch BGE 130 I 1 und 82; 122 II 193; Kathrin Amstutz,
Anspruchsvoraussetzungen und -inhalt, in: Carlo Tschudi [Hrsg.], Das Grundrecht
auf Hilfe in Notlagen, Bern/Stuttgart/Wien 2005, S. 17; Dies., 2003, a.a.O., S.
29; Dies., Das Grundrecht auf Existenzsicherung, Bern 2002, S. 157;
Malinverni/Hottelier, a.a.O., S. 1351; Müller, a.a.O., S. 169; Uebersax,
a.a.O., S. 39 f.; Alain Wurzburger, La jurisprudence récente du Tribunal
fédéral en matière de police des étrangers, in: RDAF 53/1997 I, S. 343).“ (STF
del 18 marzo 2005 nella causa X., 2P.318/2004, consid. 3.1.)

 

                                         Il TFA,
dal canto suo, in una sentenza del 21 ottobre 2003, ha sottolineato che:

 

"  (…)

                                        4.2.3 Le
recourant ne peut pas non plus se prévaloir de l'art. 12 Cst. aux termes duquel
quiconque est dans une situation de détresse et n'est pas en mesure de subvenir
à son entretien a le droit d'être aidé et assisté et de recevoir les moyens
indispensables pour mener une existence conforme à la dignité humaine. Certes,
cette disposition pose le principe du droit à des conditions minimales
d'existence pour toute personne qui n'est pas en mesure de subvenir à ses
besoins et fonde une prétention justiciable à des prestations positives de la
part de l'Etat (ATF 122 II 193 consid. 2/dd p. 198; Auer/Malinverni/Hottelier,
Droit constitutionnel suisse, vol. II : Les droits fondamentaux, p. 685 et
689). Le contenu du droit à des conditions minimales d'existence est défini par
le législateur, auquel il incombe d'adopter des règles en matière de sécurité
sociale. Toutefois, si le droit à des conditions minimales d'existence est un
droit de l'homme qui appartient à toute personne physique dans le besoin,
quelle que soit sa nationalité et indépendamment de son statut au regard de la
police des étrangers (Auer/Malinverni/Hottelier, op. cit. p. 688), il suppose
un lien de rattachement avec la Suisse, telle la résidence dans ce pays,
condition qui n'est pas réalisée en l'occurrence." (SVR 2004 IV N.
23 pag. 71)

                                         In merito
alla differenza tra aiuto sociale in senso lato e aiuto urgente in applicazione
dell’art. 12 Cost. vedi pure la sentenza del Tribunale federale del 9 febbraio
2005 nella causa X., 2A.692/2004.

 

                                         Anche
l’art. 13 della Costituzione cantonale ticinese riconosce quale diritto sociale
- a cui, quindi, ci si può appellare direttamente in giudizio - il diritto ai
mezzi necessari per condurre un’esistenza conforme alle esigenze della dignità
umana e alle cure mediche essenziali.

 

                                         La
garanzia costituzionale del diritto al minimo vitale costituisce la base del
sostegno sociale regolamentato nelle leggi cantonali in materia di assistenza
sociale (in proposito cfr. art. 3 legge federale sulla competenza ad assistere
le persone nel bisogno).

                                         Va
comunque precisato che oltre ad assicurare la sopravvivenza, il sostegno
sociale promuove anche la partecipazione attiva alla vita economica e sociale
della comunità. Il sostegno sociale persegue, dunque, obiettivi che vanno oltre
il semplice raggiungimento del minimo vitale assoluto (cfr. Direttive “Concetto
e indicazioni per il calcolo dell’aiuto sociale” emanate dalla COSAS ediz.
2000, p.to A1 ed ediz. 2005 p.to A1). Esso rappresenta, infatti, un minimo
sociale e non solo un minimo di quanto assolutamente necessario per la
sopravvivenza (cfr. Consiglio di Stato Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002
relativo alla modifica della legge sull'assistenza sociale, pag. 5). 

 

                                         Infine, in
una sentenza pubblicata in RAMI 2005 pag. 25 segg. il TFA ha rilevato che:

 

" 
(…) Im Bereich der Fürsorgeleistungen gilt der
Grundsatz der Subsidiarität. Danach besteht ein Anspruch auf Fürsorgeleistungen
erst dann, wenn eine betroffene Person die notwendigen Mittel nicht durch
Selbsthilfe, Leistungsverpflichtungen Dritter oder freiwillige Mittel Drittter
erhält (Wolffers, a.a. O., S. 71). Zu den Leistungsverpflichtungen Dritter
gehören auch die Leistungen der Sozialversicherung (Wolffers, a.a.O., S. 72).

Die fürsorgerische Unterstützung von Flüchtligen
richtet sich grundsätzlich nach den Normen der allgemeinen Sozialhilfe, sofern
die Asylgesetzgebung keine Sondernormen kennt (Wolffers, a.a. O., S. 184 f. und
191)." (RAMI 2005 pag. 30)

 

                               2.3.   L’intervento della pubblica
assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge
sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (LAS). 

                                         Preliminarmente
va segnalato che tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state
adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre
2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

                                         Tali
modifiche sono state rese necessarie dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

 

                                         Nel
diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in
vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente
rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr.
3;SVR 2003 IV Nr. 25; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01; STFA
20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35 consid. 1; DTF
118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).

                                         Nel caso
in esame l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento ha respinto la
richiesta di prestazioni assistenziali presentata dall’assicurata nel mese di
marzo 2004. In quel periodo sia la modifica della LAS, che la nuova Laps erano
già in vigore. Si applicano quindi le nuove disposizioni legali.

 

                               2.4.   L’art. 1 LAS
stabilisce quanto segue:

 

" 
Lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei
diritti della persona, all’attribuzione delle prestazioni sociali stabilite
dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all’assistenza di
quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno. (cpv. 1)

Esse hanno lo scopo di favorire l’ inserimento
sociale e professionale dei beneficiari." (cpv. 2)

 

                                         Principio
basilare della LAS è il diritto per il cittadino di beneficiare dell’assistenza
dello Stato qualora egli stia per cadere o sia caduto nel disagio. L’esistenza
del diritto è affermata a prescindere dagli obblighi assistenziali di natura
civile a favore dell’assistito (cfr. Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970
riguardante la legge sull’assistenza sociale, pag. 4).

 

                                         Come già risulta
dal consid. 2.2. in fine, nell’ambito dell’assistenza sociale vige il principio
della sussidiarietà.

                                         Al
riguardo l’art. 2 LAS prevede:

 

" 
Le prestazioni assistenziali secondo questa
legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle
assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre
leggi cantonali. (cpv. 1)

In particolare le prestazioni assistenziali
propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite
le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)."  (cpv. 2)

 

                                         L’art. 13
Laps, attinente all’ordine delle prestazioni, enuncia:

 

" 
Le prestazioni sociali di complemento armonizzate
vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che: 

a) prima dell’erogazione delle prestazioni
sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni
al premio dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità
di riferimento hanno diritto; 

b) ogni prestazione va erogata sino al massimo
dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che
segue nell’ordine; 

c) nel calcolo di ogni prestazione vengono
computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto
o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

 

                                         Le prestazioni
assicurative e previdenziali sono, dunque, prioritarie rispetto alle prestazioni
assistenziali che hanno carattere complementare e suppletivo. Inoltre, in base
al principio di coordinamento delle prestazioni previsto dalla Laps, le
prestazioni assistenziali si situano all’ultimo posto nell’ordine di priorità e
vengono concesse unicamente quando il diritto a quelle precedenti è esaurito
(cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002 relativo alla
modifica della legge sull’assistenza sociale, pag. 2-3).

                                         Secondo l’art. 3 LAS:

 

"  Le
prestazioni assistenziali devono essere adeguate ai bisogni e alle attitudini
della persona, in modo da prevenirne lo scadimento morale e materiale o da
consentirne un conveniente inserimento nella società."

 

Come evidenziato al
consid. 2.2., l’assistenza non deve soltanto procurare alla persona quei beni
materiali che le sono essenziali per la sussistenza, ma deve anche permetterle
di provvedere a una sua vita più degna nel contesto sociale, assicurandole
prestazioni adeguate alle sue attitudini e bisogni soggettivi, per far sì che
la persona stessa sia in grado di reinserirsi nella società (cfr. Consiglio di
Stato, Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970, pag. 5).

 

                               2.5.   Per quanto concerne il titolare
del diritto l’art. 5 LAS prevede:

 

" 
Hanno diritto ai provvedimenti e alle
prestazioni della presente legge le persone con domicilio o dimora
assistenziale nel Cantone. (cpv. 1)

Le persone con sola dimora assistenziale hanno
per principio diritto unicamente a prestazioni o aiuti immediati. (cpv. 2)

Sono riservate le disposizioni del diritto federale
e dei trattati internazionali." (cpv. 3)

 

                                         Delle
eccezioni sono contemplate all’art. 6 LAS:

 

" 
Il Consiglio di Stato disciplina la
determinazione, la concessione, la limitazione e la procedura delle prestazioni
assistenziali concesse a 

a) richiedenti l’ asilo e 

b) persone bisognose di protezione non titolari
di un permesso di dimora. (cpv. 1)

Nello stabilire tali criteri il Consiglio di
Stato fa riferimento alle disposizioni federali sul rimborso ai Cantoni delle
spese cagionate da queste persone. (cpv. 2)

II Consiglio di Stato può affidare, mediante la
stipulazione di contratti di prestazione, la gestione di queste prestazioni ad
enti assistenziali pubblici o privati. (cpv. 3)."

 

                               2.6.   Secondo l’art. 11 LAS i
provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12
LAS) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).

                                         Sono
queste ultime a essere coinvolte nel coordinamento e, parzialmente,
nell’armonizzazione delle prestazioni sociali previste dalla Laps (cfr.
Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

 

                                         Al
riguardo va rilevato che la Laps ha previsto per la LAS la possibilità di
derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art.
2 cpv. 2 Laps, che autorizza la LAS a derogare alle disposizioni degli art. 4,
6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

 

                                         La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali
propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa
legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 LAS).

                                         Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 LAS). 

                                         Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8
maggio 2002, pag. 3).

                                         Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3 LAS).

 

                                         Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 LAS enuncia:

 

" 
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono
la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola
carattere ricorrente. (cpv. 2)."

                                         Ex art.
19 LAS, concernente la soglia di intervento, poi:

 

" 
La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."

 

                                         L’art. 19
LAS definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga
a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti
minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.

                                         La LAS rinvia,
in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni
dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni,
come altri Cantoni.

                                         L’ammontare
della soglia LAS viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione
della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata (al
riguardo cfr. pure il consid. 2.2).

 

                                         Il
Dipartimento della sanità e della socialità – DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.LAS esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
LAS e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento), il 27 gennaio 2003, ha deciso, sentito il parere dell’USSI e
della Divisione dell’azione sociale, che a decorrere dal 1° febbraio 2003 il
fabbisogno secondo gli art. 3 e 19 LAS è stabilito come segue:

 

" 
A. Forfait I e II (capitoli B. 2.2 e B. 2.4
delle Direttive COSAS)

 

	
  Persone
  dell'unità 

  di
  riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

  	
  Forfait
  I 

  per
  il mantenimento 

  (fr./mese)

  	
  Forfait
  II 

  per
  il mantenimento (fr./mese)

  	
  Totale

   

  (fr./mese)

  
	
  1
  persona

  	
  1030.--

  	
    
  46.--

  	
  1076.--

  
	
  2
  persone

  	
  1576.--

  	
    
  71.--

  	
  1647.--

  
	
  3
  persone

  	
  1916.--

  	
    
  86.--

  	
  2002.--

  
	
  4
  persone

  	
  2205.--

  	
   100.--

  	
  2305.--

  
	
  5
  persone

  	
  2493.--

  	
   100.--

  	
  2593.--

  
	
  6
  persone

  	
  2781.--

  	
   100.--

  	
  2881.--

  
	
  7
  persone

  	
  3070.--

  	
   100.--

  	
  3170.--

  
	
  Per
  ogni persona supplementare

  	
  +285.--

  	
  -

  	
   

  

 

 

B. Supplemento al forfait I (capitolo B. 2.3
delle Direttive COSAS):

 

Per unità di riferimento con più di due persone
di 16 anni compiuti o più, gli importi di cui sopra, sono integrati da un
supplemento mensile assegnato per la terza persona di 16 o più anni di età e
per le successive: l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per
ognuna di queste persone." (BU /2003 del 7 febbraio 2003 pag. 63)

 

                                         A titolo
abbondanziale va osservato che il DSS il 12 gennaio 2005, sentito il
parere dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento e della Divisione dell’azione
sociale, ha deciso, considerato, da un lato, che la COSAS
ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione delle «direttive per il
calcolo del sostegno sociale» che la Conferenza dei direttori cantonali delle
opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che il coordinamento con le
altre prestazioni sociali, l’organizzazione del sostegno sociale in Ticino,
come pure ragioni attinenti alla politica di bilancio del Cantone rendono
problematico un adeguamento integrale alle nuove direttive della COSAS - peraltro
non richiesto dall’art. 19 della LAS -, che a far tempo dal 1° febbraio 2005 la
soglia di intervento corrisponde:

 

" 
A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

 

	
  Persona
  dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

  	
  Forfait
  globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Supplemento
  d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Totale

   

   

   

  (fr./mese)

  
	
  1
  persona

  	
   
  960.--

  	
  100.--

  	
  1060.--

  
	
  2
  persone

  	
  1469.--

  	
  100.--

  	
  1569.--

  
	
  3
  persone

  	
  1786.--

  	
  100.--

  	
  1886.--

  
	
  4
  persone

  	
  2054.--

  	
  100.--

  	
  2154.--

  
	
  5
  persone

  	
  2323.--

  	
  100.--

  	
  2423.--

  
	
  6
  persone

  	
  2592.--

  	
  100.--

  	
  2692.--

  
	
  7
  persone

  	
  2861.--

  	
  100.--

  	
  2961.--

  
	
  Per
  ogni persona supplementare

  	
  +
  269.--

  	
  -

  	
  +
  269.--

  

 

B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o
più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della
COSAS):

 

per unità di riferimento con più di due persone
di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un
supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più
anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di
queste persone." (FU 4/2005 del 14 gennaio 2005 pag. 246)

 

 

 

 

 

                                         L'art. 20
LAS definisce invece le prestazioni speciali:

 

" 
Le prestazioni speciali sono destinate a coprire
dei bisogni particolari, quali ad esempio: 

a) spese di formazione; 

b) franchigie, partecipazioni, spese dentarie e
spese straordinarie dovute a malattia o handicap; 

c) determinate assicurazioni; 

d) misure che favoriscono l’ integrazione sociale
e l’ inserimento professionale; 

e) spese di collocamento diurno di figli
minorenni; 

f) spese di collocamento in istituto; 

g) spese di sepoltura. (cpv. 1)

Possono inoltre essere concesse prestazioni
speciali per fare fronte per un periodo limitato a spese vincolate o per l’alloggio
superiori ai limiti previsti dall’ art. 22. (cpv. 2)

Le prestazioni speciali possono essere cumulate
alle prestazioni ordinarie, o essere indipendenti quando le risorse del
beneficiario raggiungono o superano la soglia d’intervento ma non coprono il
bisogno specifico cui esse sono destinate. (cpv. 3)."

 

                                         Le
prestazioni speciali si distinguono da quelle ordinarie, poiché rispondono a
bisogni particolari, non considerati per la definizione del fabbisogno in
termini di lacuna di reddito rispetto alla soglia di intervento. Proprio per il
loro carattere puntuale e per il fatto che sono destinate alla copertura di
bisogni specifici, le prestazioni speciali possono essere concesse, come già
attualmente, anche quando il reddito disponibile supera di poco la soglia
d’intervento (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 4).

 

                               2.7.   Per quanto
attiene alle norme comuni della LAS, l’art. 4 LAS, che si riferisce all’unità
di riferimento, prevede:

 

" 
In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del
diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito
disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di
intervento delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono
esclusi i genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi
dell’art. 277 CCS. (cpv. 1)

In caso di rigore, l’autorità competente può pure
escludere dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro
obblighi di mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del
diritto, ai sensi degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS. (cpv. 2)."

 

                                         Secondo
l'art. 4 Laps:

 

" 
L’unità di riferimento è costituita: 

a) dal titolare del diritto; 

b) dal coniuge; 

c) dal partner convivente, se vi sono figli in
comune; 

d) dai figli minorenni di cui essi hanno
l’autorità parentale; 

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente
indipendenti. (cpv. 1)

Se il titolare del diritto non è economicamente
indipendente, dell’unità di riferimento fanno pure parte i suoi genitori e
fratelli minorenni o non economicamente indipendenti. (cpv. 2)

Se entrambi i genitori sono privati dell’autorità
parentale, il minorenne fa parte dell’unità di riferimento della madre. (cpv.
3)

I figli e i titolari del diritto maggiorenni
economicamente dipendenti fanno parte dell’unità di riferimento del genitore
con cui condividono il domicilio; se hanno domicilio per conto proprio fanno
parte dell’unità di riferimento del genitore da loro indicato. (cpv. 4)

Se non vi sono figli in comune, dell’unità di
riferimento fa parte il partner convivente allorquando questi ricava
dall’unione vantaggi simili a quelli che scaturiscono da un matrimonio e
l’Amministrazione dispone di elementi sufficienti per presumere che non si
sposa per poter accedere alle prestazioni della presente legge. (cpv. 5)

Non fanno parte dell’unità di riferimento le
persone domiciliate all’estero. (cpv. 6)."

 

                                         L'unità
economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde
alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr.
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).

 

                                         L’art. 22
LAS, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

 

" 
Il reddito disponibile residuale è quello
definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti: 

 

a) Reddito computabile: 

    1.
vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato
sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente; 

    2.
la sostanza netta viene computata
interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,
per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una
coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio
minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie
a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la
sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile; 

    3.
vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità
di riferimento. 

b) Spesa vincolata: 

    1.
non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

    2.
non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps; 

    3.
non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps; 

    4.
le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo
fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art.
19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps). 

 

                                         Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art.
22 LAS appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9
Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi
computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità
di riferimento (art. 5 Laps).

                                                      

                                         L'art. 6
Laps regolamenta così il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza imponibile dell’unità di riferimento
superiore a fr. 50’000.--, rispettivamente a fr. 100’000.-- per l’abitazione
primaria. (cpv. 1)

Le entrate di cui al capoverso precedente alle
quali un membro 

dell’unità di riferimento ha rinunciato a favore
di persone che non fanno parte dell’unità di riferimento possono essere
computate se la rinuncia costituisce un manifesto abuso di diritto. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         La spesa
computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla
spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT; 

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata; 

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate; 

i)  ... 

l)  le imposte ordinarie federali, cantonali e comunali sul reddito
e sulla sostanza. (cpv. 1) 

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di: 

a) per le persone unità               importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, fino al 31 dicembre
2000, di fr. 12'000.-- per le persone sole e di fr. 13'800.-- per coniugi e le
persone con figli.

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

                                         Dal 1°
gennaio 2001 tali importi sono stati aumentati a fr. 13'200.--, rispettivamente
fr. 15'000.-- (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni
complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente
la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 6
dicembre 2000).

 

                                         Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 LAS e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps (cfr. consid. 2.6.), hanno carattere
restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora
meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.

                                         Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai
redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi
della LAS (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

                                         I limiti
di esenzione della sostanza (ad esclusione dell’abitazione primaria) indicati
all’art. 22 lett. a cfr. 2 LAS sono, inoltre, inferiori a quelli della Laps.

                                         Dal
calcolo delle spese ai sensi della LAS sono, invece, escluse alcune voci, quali
le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti e le imposte: le risorse delle
prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri.
La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha
eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo
degli alimenti). 

                                         Infine il
limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio
n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

 

                               2.8.   Nella
presente fattispecie l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento ha
rifiutato ad RI 1 la concessione di prestazioni assistenziali, in quanto sia
computando nel relativo calcolo la sostanza immobiliare a cui l’assicurata ha
rinunciato a favore dei figli nel 2001 al valore commerciale di fr. 65'987.--,
come per il calcolo delle PC, sia conteggiandola al valore di stima di fr. 25'243.--
desumibile dalla notifica di imposte 2001/2002, si ottiene un’eccedenza
mensile.

                                         Inoltre
secondo l’USSI l’insorgente non si troverebbe in uno stato di bisogno. Infatti
non risulterebbe uno scoperto delle fatture riguardanti la degenza della ricorrente
presso la Casa anziani __________ di __________, poiché i figli effettuerebbero
il pagamento della parte della retta mensile superiore alla rendita AVS e alla
prestazione complementare percepite dall’assicurata.       

                                         L’USSI ha,
poi, indicato che in ogni caso, anche se all’assicurata dovessero essere
erogate delle prestazioni assistenziali, il competente ufficio ricuperi dovrà
avviare nei confronti dei donatari l’azione di regresso ai sensi dell’art. 40
LAS (cfr. doc. A1, III; consid. 1.4.; 1.6.).

                                         Dal canto
suo l’assicurata sostiene di avere diritto a una prestazione assistenziale, siccome
lo scoperto delle fatture della Casa anziani per il 2004 ammontava, al 30
novembre 2004, a fr. 1'002.80, non contribuendo i figli a saldare la relativa
fatturazione delle rette. 

                                         Per
quanto riguarda la donazione delle particelle site nei Comuni di __________ e __________,
essa ha asserito che il valore di stima complessivo è pari a fr. 16'868.80 e
non a fr. 25'243.-- e che comunque, quale sostanza imponibile, non andrebbe
computato alcunché, trattandosi di un caso di rigore giusta l’art. 22 lett. a
cfr. 2 LAS, visto che i terreni sarebbero difficilmente liquidabili (cfr. doc.
I, V; consid. 1.5., 1.7.).

 

                               2.9.   Va dapprima esaminato
se l’insorgente rientra nel campo di applicazione della LAS, ossia se essa sta per
cadere o è caduta nel bisogno (cfr. art. 1 LAS; consid. 2.4.) e se può avere
diritto a una prestazione assistenziale in relazione al legame con il Cantone
Ticino (cfr. art. 5, 6 LAS; consid. 2.5.).

 

                                         Per
quanto attiene alla condizione secondo cui la ricorrente deve trovarsi o stare
per trovarsi in uno stato di bisogno, il TCA constata che agli atti risulta un
messaggio di posta elettronica del 21 ottobre 2004 della Casa __________ di __________
indirizzato all’USSI, da cui emerge che nel mese di ottobre 2004 non vi erano
scoperti riguardanti l’assicurata, poiché i figli effettuavano il pagamento
dell’intera fattura (cfr. doc. 3).

 

                                         L’assicurata,
tuttavia, nel mese di dicembre 2004, ha trasmesso a questa Corte due distinte
relative alle fatture mensili della Casa anziani __________ e agli importi
bonificati alla stessa. 

                                         Dalla
prima, riguardante il periodo dal mese di gennaio al mese di settembre 2004, si
evince uno scoperto di fr. 1'327.10. La seconda, concernente il lasso di tempo
da gennaio a novembre 2004, indica un importo da versare a saldo di fr. 1'002.80.
Tali elenchi sono stati sottoscritti dal Consorzio Casa anziani __________ il
20 dicembre 2004, con la precisazione “Confermiamo i dati riportati sopra”
(doc. B e C allegati a doc. V).

                                         A
comprova di queste distinte, l’insorgente ha allegato le relative fatture e le
ricevute dei versamenti effettuati a favore della Casa anziani (cfr. doc. B;
C). 

                                         Da queste
risulta, da una parte, che i pagamenti mensili eseguiti ammontano sempre, al
massimo, all’importo delle entrate mensili dell’assicurata di complessivi fr.
2'202.-- (rendita AVS di fr. 1'694.-- + la prestazione complementare di fr. 508.--
al mese; dalla PC mensile globale di fr. 575.-- va dedotto l’ammontare di fr.
67.--versati direttamente all’Ufficio dell’assicurazione malattia, cfr. doc.
14). 

                                         Dall’altra,
che le fatture sono più elevate di fr. 2'202.-- (fr. 75.-- al giorno X 30 giorni
= 2'250 o X 31 giorni = 2’325 + spese supplementari varie: assicurazione RC
ospiti, acqua minerale, sartoria e/o lavanderia, telefono), ad eccezione di
quella del mese di febbraio 2004 (fr. 75.-- X 29 giorni = 2'175.-- + fr. 2.-- acqua
minerale + fr. 3.50 Ass. RC ospiti = fr. 2'180.50).

 

                                         Inoltre
la ricorrente, il 21 marzo 2005, ha prodotto un nuovo estratto conto della Casa
anziani __________, da cui risulta che per il 2004 il totale delle fatture non
pagate ammonta a fr. 1’126.30.-- (cfr. doc. XVbis).

 

                                         In simili
condizioni, in applicazione del principio della verosimiglianza preponderante usualmente applicato dal giudice delle assicurazioni sociali
(cfr. cfr. RDAT II-2001
N. 91 pag. 378; SVR 2001 KV N. 50 pag. 145; STFA 29 gennaio 2003 nella causa
P., U 162/02; STFA del 18 settembre 2001 nella causa W., C 264/99; STFA del 28
novembre 2000 nella causa P.S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa
K.B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A.F., C 341/98, consid. 3,
pag., 6; DTF 125 V 195; STFA 6 aprile 1994 in re E.P.; SZS 1993 pag. 106
consid. 3a; RCC 1986 pag. 202 consid. 2c, RCC 1984 pag. 468
consid. 3b, RCC 1983 pag. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V
323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b;
Meyer, "Die Rechtspflege in der Sozialversicherung", in Basler
Juristische Metteilungen (BJM) 1989 pag. 31-32), il TCA deve concludere che,
nonostante la dichiarazione rilasciata dalla Casa __________ tramite posta
elettronica (cfr. doc. 3), secondo cui nel mese di ottobre 2004 le fatture
relative alla degenza dell’assicurata erano state tutte saldate - peraltro non
sostanziata da alcuna documentazione e rivelatasi imprecisa -, la ricorrente
nel 2004 presentava effettivamente uno scoperto presso la Casa anziani.

                                         

                                         Di
conseguenza l’insorgente potrebbe trovarsi in uno stato di bisogno.

 

                                         Inoltre è
incontestato che la ricorrente è domiciliata in Ticino (cfr. art. 5 LAS,
consid. 2.5.). Essa vive, infatti, ad __________ presso la Casa anziani __________.

 

                                         Una
prestazione assistenziale non le può, pertanto, essere negata a priori.

                             2.10.   Il TCA è ora chiamato
a stabilire se concretamente l’assicurata ha o no diritto a una prestazione
assistenziale, verificando se essa presenta o meno un lacuna di reddito (cfr.
consid. 2.6.).

 

                                         Come visto
sopra (cfr. consid. 2.6.), le prestazioni assistenziali propriamente dette si
distinguono in prestazioni ordinarie e speciali. 

                                         Le
prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile
residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’ art. 19 LAS, da cui vengono
dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla
base della Laps (cfr. art. 18 LAS). 

                                         Quelle
speciali rispondono a bisogni particolari, non considerati per la definizione
del fabbisogno in termini di lacuna di reddito rispetto alla soglia di
intervento e possono essere concesse anche quando il reddito disponibile supera
di poco la soglia d’intervento (cfr. art. 20 LAS).

 

                                         La soglia
di intervento, determinata nel regime della LAS facendo riferimento alle
disposizioni della COSAS, nel presente caso ammonta a fr. 1'076.-- mensili (cfr.
consid. 2.6.).

 

                                         Giusta
l’art. 22 LAS, come visto, il reddito disponibile residuale è quello definito
dagli art. 5 a 9 Laps, tenuto conto di determinate deroghe previste dall’art.
22 LAS stesso (cfr. consid. 2.7.).

                                         Pertanto
il reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.7.).

 

                             2.11.   Per quanto
attiene alle spese computabili vincolate (cfr. consid. 2.7.), l’USSI nel
calcolo ha conteggiato, a titolo di premio dell’assicurazione obbligatoria
contro le malattie, l’importo di fr. 3'600.-- (cfr. doc. 8,9).

 

                                         L’art. 8
lett. g Laps contempla nelle spese computabili i premi ordinari per
l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al momento della
richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota
cantonale media ponderata (cfr. consid. 2.7.).

 

                                         La LAS,
dal canto suo, non prevede deroghe in merito (cfr. art. 22 LAS; consid. 2.7.).

 

                                         In casu
il premio conteggiato nelle spese computabili di fr. 3'600.-- corrisponde
effettivamente alla quota cantonale media ponderata per il 2004 per una persona
adulta (cfr. art. 1 Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per
l’applicazione dei sussidi nell’assicurazione sociale malattie per l’anno
2004).

 

                                         L’USSI
nel proprio calcolo, dopo avere determinato la lacuna netta, ha tenuto conto anche
di un supplemento spesa cassa malati di fr. 19.-- al mese (cfr. doc. 8, 9).

                                         Tale
importo, come indicato dallo stesso USSI (cfr. doc. XI; consid. 1.10.),
corrisponde alla differenza mensile tra la quota media della cassa malati alla
quale è affiliata l’assicurata per il 2004 e la quota cantonale media ponderata
per il 2004 (fr. 3'837.-- - 3'600.-- : 12 mesi).

 

                                         La
questione di sapere se nel calcolo delle prestazioni assistenziali vada o meno
computato un supplemento corrispondente alla differenza tra la quota media
della cassa malati alla quale è affiliato un assicurato e la quota cantonale
media ponderata può nel caso di specie restare aperta per i motivi che seguono.

 

                                         La
ricorrente, come visto (cfr. consid. 2.8.), percepisce una prestazione complementare
mensile.

 

                                         Secondo
l’art. 3 della legge di applicazione della legge federale del 19 marzo 1965
concernente le prestazioni complementari all’assicurazione federale per la
vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LAPC) il premio lordo dell’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie degli assicurati beneficiari di
prestazione complementare AVS/AI è corrisposto direttamente dal Cantone agli
assicuratori.

 

                                         L’art. 41
cpv. 1 della legge di applicazione della Legge federale sull’ assicurazione
malattie (LCAMal) prevede, poi, che il premio lordo dell’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie degli assicurati beneficiari di
prestazioni complementari AVS/AI è corrisposto direttamente dal Cantone agli
assicuratori. 

                                                                                 Giusta il cpv. 2 l’importo complessivo del premio lordo degli
assicurati beneficiari di prestazioni complementari AVS/AI è finanziato in
parte dai sussidi nell’assicurazione sociale contro le malattie e in parte
attraverso l’Ordinanza relativa all’aumento dei limiti di reddito a seguito
dell’ introduzione di una riduzione di premi nella LAMal, del 13 settembre
1995.

 

                                         Nel caso
concreto dalla decisione del 23 febbraio 2004 relativa alla PC assegnata
all’insorgente (cfr. doc. 14) risulta, in effetti, che dell’importo totale
mensile di fr. 575.-- la somma di fr. 67.-- veniva dedotta e versata
direttamente dalla Cassa di compensazione AVS/AI/IPG all’Ufficio
dell’assicurazione malattia e che il premio dell’assicurazione malattia
obbligatoria era pagato dall’IAS.

                                         Nel
calcolo delle prestazioni assistenziali relativo al caso della ricorrente
effettuato dall’USSI, come visto, è stata, tuttavia, conteggiata ugualmente la
quota cantonale media ponderata, quale premio dell’assicurazione obbligatoria
contro le malattie.

 

                                         Procedendo
in tal senso l’USSI ha a torto omesso di considerare che, come risulta
dall’art. 3 LAPC e dall’art. 41 LCAMal, per i beneficiari di PC l’intero premio
lordo della cassa malati - che per l’assicurata nel 2004 ammonta a fr. 345.40
al mese, pari a fr. 4'145.-- annui (cfr. doc. 14) - è versato dal Cantone
all’assicuratore malattia. La parte non finanziata dalla PC, è assunta dai
sussidi cantonali dell’assicurazione sociale contro le malattie.

 

                                         Di
conseguenza, ai fini della determinazione dell’eventuale diritto
dell’assicurata a una prestazione assistenziale, a titolo di premio della cassa
malati non deve essere computato alcunché, e cioè né la quota cantonale media
ponderata di fr. 3'600.-- per il 2004, né il supplemento spesa cassa malati
mensile di fr. 19.--.

                                         Ciò è
d’altronde stato riconosciuto dall’USSI stesso (cfr. doc. XIII; consid. 1.10.).

 

                                         Al
riguardo va, del resto, rammentato che le prestazioni assistenziali hanno
carattere complementare e suppletivo rispetto alle prestazioni assicurative e
previdenziali. Inoltre esse si situano all’ultimo posto nell’ordine di priorità
delle prestazioni sociali previste dalla Laps, tra le quali risulta la
partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie, che deve
intervenire prima dell’erogazione delle altre prestazioni sociali di
complemento (cfr. art. 2 LAS; 13 Laps; consid. 2.2. in fine, 2.4.).

 

                             2.12.   L’USSI quale reddito
computabile ai sensi degli art. 22 LAS, 6 cpv. 1 lett. a Laps, con
riferimento all’art. 21 LT, e 6 cpv. 1 lett. d Laps ha conteggiato le rendite
dell’assicurazione vecchiaia e le prestazioni complementari di complessivi fr.
2'269.-- (fr. 1'694.-- + fr. 575.--) mensili, pari a fr. 27'228.-- annui. (cfr.
doc. 8, 9).

 

                                         Dalla
documentazione agli atti risulta che nel 2004 l’insorgente ha effettivamente
percepito una rendita AVS mensile di fr. 1'694.-- e una PC mensile di fr.
575.-- (cfr. doc. 14).

                                         La
decisione relativa alla prestazione complementare del 23 febbraio 2004 indica, tuttavia,
come già esposto (cfr. consid. 2.10.), che un importo della PC mensile complessiva
di fr. 575.--, e meglio fr. 67.--, veniva versato all’Ufficio assicurazione
malattia (cfr. doc. 14).

                                         Visto che,
in casu, nel calcolo delle prestazioni assistenziali per il 2004 non deve
essere conteggiato alcunché a titolo di premio della cassa malati, in quanto il
pagamento del premio integrale veniva effettuato dal Cantone tramite il versamento
di una parte della PC - fr. 67.-- mensili - e di sussidi (cfr. consid. 2.10.),
nei redditi va computato unicamente l’ammontare della PC decurtato della parte
versata all’Ufficio assicurazione malattia.

 

                                         Pertanto
l’importo di PC da considerare nel conteggio relativo all’assicurata deve
essere di fr. 508.-- (fr. 575.-- - fr. 67.--), corrispondenti a fr. 6'096.--
annui.

                                         Sommata
alla rendita AVS di fr. 1'694.-- mensili, pari a fr. 20'328.-- annui,
l’ammontare globale da conteggiare a titolo di pensioni e rendite risulta di
fr. 26'424.--  (fr. 6'096.-- +  fr. 20'328.--), come indicato dall’USSI nello
scritto del 18 marzo 2005 (cfr. doc. XIII; consid. 1.10.).

 

                             2.13.   Nel calcolo
per valutare se l’assicurata ha o meno il diritto a una prestazione
assistenziale l’USSI ha computato anche la proprietà fondiaria sita nei comuni
di __________ e __________ che la stessa ha donato ai figli nel 2001 (cfr. doc.
15). 

 

                                         Nella
decisione del 1° giugno 2004 (cfr. consid. 1.1.) è stato tenuto conto del
valore venale dei fondi, pari a fr. 65'987.--, come conteggiato nel calcolo
della PC (cfr. doc. 14), da cui è stato dedotto l’ammontare di fr. 10'000.-- ex
art. 22 lett. a cfr. 2 LAS (cfr. doc. 13; consid. 2.7.).

                                         Nel
calcolo effettuato nella procedura di reclamo l’amministrazione ha, invece,
considerato il valore di stima delle particelle, desunto dalla notifica di
imposte 2001/2002 di fr. 25'243.--, da cui è stato sottratto l’ammontare di fr.
10'000.-- ex art. 22 lett. a cfr. 2 LAS (cfr. doc. 8, 9).

 

                                         Nei
redditi computabili va conteggiata la sostanza di proprietà del richiedente le
prestazioni assistenziali.

                                         L’art. 22
lett. a cfr. 2 LAS enuncia, in effetti, che fra i redditi computabili la
sostanza netta va computata interamente nella misura in cui supera 100’000 fr.
per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una
persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune)
e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente
indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in
casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente
liquidabile (cfr. consid. 2.7.).

 

                                         Anche la
Laps prevede che si tenga conto della sostanza (cfr. art. 6 cpv. 1 lett. f;
consid. 2.7.) per il calcolo del reddito computabile. Essa fa riferimento in
generale alla LT e, per quanto riguarda il computo della sostanza, indica
esplicitamente che si deve considerare la sostanza imponibile. Quest’ultima
corrisponde al valore di stima della proprietà fondiaria (cfr. art. 42, 43 LT).

 

                                         Visto che
LAS deroga alla Laps soltanto per quanto riguarda la quota computabile della
sostanza e gli importi delle franchigie (cfr. consid. 2.7.), pure per la LAS si
deve fare capo al valore di stima degli immobili. Da questo profilo, dunque, la
correzione apportata in sede di reclamo risulta corretta.

 

                                         In
concreto, tuttavia, l’assicurata non è più proprietaria dei menzionati fondi,
visto che nel 2001 essi sono stati oggetto di una donazione ai figli (cfr. doc.
15).

 

                                         Si
tratta, quindi, di stabilire se tale sostanza va computata oppure no.

 

                                         La Laps,
che si ispira alla legge federale sulle prestazioni complementari all’AVS/AI
(cfr. art. 3c cpv. 1 lett. g LPC e STFA del 22 febbraio 2005 nella causa O. p.
48/04), all’art. 6 cpv. 2 prevede che le entrate di cui al cpv. 1, che
costituiscono il reddito computabile, alle quali un membro dell’unità di
riferimento ha rinunciato a favore di persone che non fanno parte dell’unità di
riferimento possono essere computate se la rinuncia costituisce un manifesto
abuso di diritto (consid. 2.7.).

 

                                         La LAS,
espressamente, non prevede nulla in merito alla rinuncia di beni.

                                         E’ vero,
però, che tale normativa all’art. 22 rinvia in modo generale agli art. 5-9
Laps, per cui anche all’art. 6 cpv. 2 Laps appena menzionato, relativo al
computo dei beni a cui si è rinunciato.

                                         Non va,
tuttavia, dimenticato che lo scopo della pubblica assistenza enunciato dalla
LAS è quello di intervenire ogni qualvolta una persona si trovi in una
situazione di bisogno concreto (cfr. art. 1 LAS; consid. 2.4.).

                                         Del resto
il diritto fondamentale a condizioni minime di esistenza garantito dall’art. 12
Costituzione federale e dall’art. 13 Costituzione cantonale contempla il
diritto di essere aiutati quando si è nel bisogno (cfr. consid. 2.2.).

                                      

                                         Nella
sentenza del 18 marzo 2005 nella causa X., 2P.318/2004, citata al consid. 2.2.,
il Tribunale federale ha sottolineato che:

 

" 
(…)

4.3 Nach dem Wortlaut von Art. 12 BV bedeutet
Subsidiarität, dass ein Bedürftiger "nicht in der Lage ist, für sich zu
sorgen". Der grundrechtliche Anspruch ist demnach nur ausgeschlossen, wenn
der Bedürftige selbst die Notlage rechtzeitig verhindern kann. In diesem Sinne
braucht es einen sachlichen Zusammenhang zur tatsächlichen Beendigung der
Notlage, d.h. die betroffene Person muss aufgrund der bestehenden Möglichkeit
konkret und aktuell in der Lage sein, die Notlage selbst abzuwenden oder zu
beenden. Im Sozialhilferecht gilt  dabei allgemein der Grundsatz, dass es auf
die Ursachen der Bedürftigkeit an sich nicht ankommt (vgl. etwa Felix Wolffers,

Grundriss des Sozialhilferechts, eine Einführung
in die Fürsorgegesetzgebung von Bund und Kantonen, 2. Aufl.,
Bern/Stuttgart/Wien 1999, S. 34 f. und 165), was nicht ausschliesst, dass
Fehlverhalten zum Beispiel durch eine Kürzung der Sozialhilfe geahndet werden
kann, wenn das zum Überleben Notwendige noch

gewährleistet ist (vgl. Carlo Tschudi, Die
Auswirkungen des Grundrechts auf Hilfe in Notlagen auf sozialhilferechtliche
Sanktionen, in: Carlo Tschudi [Hrsg.], Das Grundrecht auf Hilfe in Notlagen,
Bern/Stuttgart/Wien 2005, S. 117 f.). In analoger Weise hielt das Bundesgericht
in BGE 121 I 367 E. 3b S. 375 fest, beim Recht auf Existenzsicherung seien die
Ursachen der Bedürftigkeit grundsätzlich nicht massgeblich." (STF del 18 marzo 2005 nella causa X., 2P.318/2004, consid.
4.3.)

 

                                         In
proposito è utile rilevare che secondo l’art. 23 cpv. 1 LAS le prestazioni
assistenziali strettamente indispensabili non possono essere rifiutate, anche
se l’interessato è personalmente colpevole del suo stato.

                                         Il cpv. 2
prevede che l’importo delle prestazioni ordinarie e di quelle speciali,
stabilito secondo gli art. 18 e 20, può però essere ridotto tenuto conto delle
direttive in merito della COSAS.

 

                                         L’art. 23
cpv. 1 LAS sancisce l’imprescindibilità dell’attribuzione del minimo vitale
assoluto coerentemente ai principi costituzionali e all’obiettivo prioritario
della LAS di assistenza alle persone nel bisogno appena