# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 554ceb05-7659-5409-89a3-641b61f2532c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 09.03.2010 (pubblicato) 16.2000.00026
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2000-00026_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2000.00026

  	
  Lugano

  3 maggio 2000/rf

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 13
marzo 2000 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. Dall'avv. __________ 

   

  
	
   

  	
   

  Contro

  	 

 

 

la sentenza 2 marzo 2000 del Segretario assessore
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5 nella causa a procedura
sommaria in tema di esecuzioni e fallimenti promossa con istanza 13 gennaio
2000 nei confronti di

 

 

	
   

  	
  __________

  patr. Dall'avv. __________ 

   

  

 

 

con la quale l'istante ha chiesto il rigetto in
via provvisoria dell'opposizione interposta

dall'escusso al PE no__________dell'UE di Lugano,
domanda respinta dal primo giudice,

 

letti ed esaminati gli atti

 

 

considerato

 

in fatto e in diritto:

 

                                   1.   Con
istanza 13 gennaio 2000 __________ ha chiesto il rigetto in via provvisoria
dell'opposizione interposta dall'ex marito __________ al PE summenzionato
notificatogli per l'incasso di fr. 5'300.- oltre interessi. A valere quale
titolo di rigetto per l'importo di fr. 4'300.- l'istante ha prodotto un
"accordo transattivo per cessione di beni" sottoscritto dalle parti
il 12 giugno 1998 con il quale -fra l'altro- il marito si impegnava a versare
alla moglie l'importo di fr. 10'000.-, "che verrà soluto in ragione di 20
rate mensili da fr. 500.- cadauna, la prima volta entro il 31 luglio 1998"
(doc. B). Lo stesso giorno le parti avevano sottoscritto una convenzione sulle
conseguenze accessorie del divorzio che il segretario assessore della Pretura
del distretto di Lugano, sezione 6, ha omologato con sentenza 23 ottobre 1998
(doc. 1 ). L'escusso si è opposto alla pretesa avversaria contestando
l'esistenza di un valido riconoscimento di debito, non potendo a tal fine
valere l'accordo 12 giugno 1998 prodotto dall'istante, in quanto non omologato
dal giudice che avrebbe invece approvato un'altra convenzione pattuita dalle
parti.

 

                                   2.   Con
il querelato giudizio il segretario assessore ha respinto l'istanza, non
riconoscendo all'accordo 12 giugno 1998 la qualità di valido riconoscimento di
debito.

 

                                   3.   Con
il presente tempestivo gravame __________ insorge contro il predetto giudizio,
postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art.
327 lett. g CPC. La ricorrente rimprovera al primo giudice di aver erroneamente
applicato il diritto sostanziale, non riconoscendo all'accordo transattivo 12
giugno 1998 la qualifica di valido riconoscimento di debito per il solo fatto
che questo non sarebbe stato ratificato dal giudice. Chiede inoltre di essere
posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.

 

                                         Con
osservazioni 27 marzo 2000 controparte postula la reiezione del ricorso, mentre
non si oppone alla concessione dell'assistenza giudiziaria alla ricorrente.

 

                                   4.   Giusta
l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può
essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto
materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti
di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una
decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio
giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il
sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non
vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere
manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può
essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe
immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta
solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione
palese con la situazione reale, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di
un diritto certo (DTF 125 I 168 consid. 2a).

 

                                   5.   Secondo l’art. 82 LEF il creditore può chiedere il rigetto provvisorio
dell’opposizione se il credito si fonda su di un riconoscimento di debito constatato
mediante atto pubblico o scrittura privata, dal quale risulti la volontà del
debitore di pagare una determinata somma di denaro (Staehelin, Kommentar
zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 1998, n. 21 ad art. 82
LEF). Nella procedura di rigetto dell’opposizione il giudice accerta d’ufficio
e in ogni stadio di causa se la documentazione prodotta costituisce valido
riconoscimento di debito (Rep 1972 344, 1975 101, 1989 331; CCC
31.8.1988 in re C./T., 13.4.1989 in re M./D.SA; DTF 105 III 44; Panchaud/Caprez,
La mainlevée de l’opposition, 1980, § 20; Staehelin, op.cit., n. 50 ad
art. 84). 

                                         

                                         Contrariamente
a quanto concluso dal primo giudice, l'accordo transattivo in esame (doc. B),
sul quale l'istante basa la propria esecuzione, costituisce valido
riconoscimento di debito. Dallo stesso risulta infatti l'impegno incondizionato
dell'escusso di versare all'ex moglie l'importo di complessivi fr. 10'000.-.
Come risulta in modo chiaro dal testo dell'accordo (cfr. punto 7),
quest'impegno di pagamento è stato assunto dall'escusso "in aggiunta a
quanto pattuito nell'ambito della convenzione sulle conseguenze accessorie del
divorzio", convenzione che -come detto- è stata dalle parti sottoscritta
contemporaneamente, ossia quello stesso giorno, e che il giudice ha poi
omologato, apportando piccole modifiche irrilevanti nella fattispecie. Né la
convenzione omologata -come sostenuto invece dall'escusso in sede di risposta-
pretende di annullare quella privata, avente comunque un diverso oggetto: da
questo fatto e dall'esplicito riferimento della convenzione sulla cessione dei
beni emerge -almeno per quanto può risultare in questa sede- il sostanziale
carattere integrativo delle due pattuizioni. Dal punto di vista esecutivo, il
fatto che l'accordo in esame non sia stato omologato dal giudice permette
unicamente di escludere il suo carattere esecutivo e quindi l'eventuale
pronuncia -su quella base- di un rigetto definitivo dell'opposizione (Staehelin,
op.cit., n. 24 ad art. 80 LEF); per contro, la sua qualità di riconoscimento di
debito è indipendente dalla carente omologazione del giudice (Staehelin,
op.cit., n. 142 ad art. 82 LEF; Panchaud/Caprez, op.cit., § 91, n. 1).
In altre parole, se è vero che in virtù dell'art. 158 n. 5 CC le convenzioni
sulle conseguenze accessorie del divorzio richiedono per la loro validità
l'approvazione del giudice, è altrettanto vero che una convenzione non
omologata è vincolante per le parti che non possono revocarla unilateralmente (Spühler,
in Comm. di Berna, art. 158 CC, N. 150). Ne discende che l'accordo 12 giugno
1998 dev'essere considerato valido riconoscimento di debito (JdT 1946 II
18): in tal senso il ricorso dev'essere accolto.

 

                                   6.   Accogliendo
il ricorso e ricorrendo i presupposti d’applicazione dell’art. 332 cpv. 2 CPC,
la Camera deve decidere il merito della controversia. Abbandonata dall'istante
la pretesa di fr. 1'000.-, pure oggetto dell'esecuzione, l'escusso non ha
contestato neppure subordinatamente, l'importo di fr. 4'300.- quale
"importo scoperto al momento del PE" (istanza, sub 2). A prescindere
quindi dal computo delle rate pagate figuranti agli atti, non v'è motivo per
rivedere il conteggio dell'istante e per non accogliere l'istanza nei termini
proposti.

                                      

                                   7.   La domanda di concessione dell’assistenza giudiziaria formulata da
__________ può essere accolta in considerazione dell'esito favorevole del
gravame (art. 157 CPC), della necessità oggettiva di patrocinio, nonché della
documentazione prodotta in questa sede.

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l'art.
148 CPC e la OTLEF

 

pronuncia:

 

                                    I.   Il ricorso per cassazione 13 marzo 2000 di __________ è
accolto.

                                         Di
conseguenza la sentenza 2 marzo 2000 del Segretario assessore della Pretura di
Lugano, sezione 5 è annullata e sostituita dal seguente giudicato:

 

                                         1.
L'istanza è accolta.

                                             Di
conseguenza è rigettata in via provvisoria, limitatamente    

                                            
all'importo di fr. 4'300.- oltre interessi del 5% dal 1° marzo    

                                      
1999, l'opposizione interposta al PE no. __________ dell'UE di Lugano.

                                         2. La tassa di giustizia in fr. 120.-, da anticipare dalla parte 

                                            
istante, è posta a carico del convenuto il quale verserà 

                                            
all'istante fr. 240.- a titolo di indennità.

 

                                   II.   Tasse e spese del presente giudizio, per complessivi fr. 150.-,
sono poste a carico di __________ il quale verserà alla ricorrente fr. 250.- a
titolo di ripetibili di questa sede.

 

                                  III.   __________ è posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria nella
sede ricorsuale, con il gratuito patrocinio dell'avv__________

                                         

                                 IV.   Intimazione a:

                                         __________.

 

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                           La
segretaria