# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2afb0e1e-56f0-5991-b0f6-2dc0ad028894
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2004.389
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2004-389_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2004.389

   

  	
  Lugano

  16 dicembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Katia Baggi Fiala, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 1. dicembre 2004 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 16 novembre 2004, n. 5082, del
  Consiglio di Stato, che ha rettificato la risoluzione governativa 26 ottobre
  2004, n. 4794, con cui aveva respinto i gravami presentati dall’insorgente avverso
  le ordinanze 19 luglio 2004 in materia di prelievo della tassa d’uso delle canalizzazioni;

   

  

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

richiamato l’art. 48 PAmm;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che nel
comune di __________ le canalizzazioni sono gestite dal Consorzio Depurazione
acque Valle di __________ e rette da uno specifico regolamento (Rcan), approvato
dal Dipartimento delle istituzioni il 12 febbraio 1998;

 

                                         che con
risoluzione 19 luglio 2004 il municipio di __________ ha emanato due ordinanze
municipali mediante le quali ha fissato le tasse d’uso delle canalizzazioni per
gli anni 2002 e 2003;

 

che, con separati ricorsi dell’11 agosto
2004, RI 1 ha impugnato entrambe le ordinanze dinanzi al Consiglio di Stato,
eccependone la nullità siccome discriminatorie e munite di effetto retroattivo;

 

che, con giudizio del 26 ottobre 2004, l’Esecutivo
cantonale ha respinto entrambi i gravami, indicando che la propria decisione era
definitiva;

 

che il 4 novembre 2004 il ricorrente ha segnalato
al Consiglio di Stato che la risoluzione 26 ottobre 2004 era incompleta, postulando
la trasmissione della versione integrale;

 

che con risoluzione 16 novembre 2004 il Governo
ha confermato la precedente decisione 26 ottobre 2004, rettificandone la motivazione,
nella quale ha fra l’altro rilevato che:

 

“l’art. 38 RCan
con il quale il municipio ha stabilito i minimi e i massimi entro i quali il
municipio doveva fissare il prelievo del balzello era in vigore al momento
dell’emanazione delle ordinanze impugnate”

 

che avverso la predetta decisione, che
conferma in sostanza la precedente del 26 ottobre 2004, RI 1 insorge ora
dinanzi a questo Tribunale, postulandone l’annullamento;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che,
giusta l’art. 48 PAmm, l’autorità di ricorso può, immediatamente o dopo il richiamo
degli atti, decidere con breve motivazione di respingere il ricorso se esso si
riveli inammissibile o manifestamente infondato;

 

che, in virtù dell’art. 3 PAmm, prima di
entrare nel merito di un’istanza o di un ricorso l’autorità esamina d’ufficio
la propria competenza;

 

che a norma dell’art. 13 cpv. 1 lett. d
LMSP, la competenza di approvare le tariffe delle aziende municipalizzate
spetta al municipio; 

 

che, in quanto atti normativi di carattere
generale e astratto, le tariffe costituiscono delle ordinanze ai sensi
dell’art. 192 LOC (RDAT II-1994 n. 11);

 

che, per costante giurisprudenza, a codesto tribunale
non compete il controllo astratto delle norme di diritto comunale bensì unicamente
quello concreto (RDAT II-1994 n. 11; RDAT I-1993 n. 10);

 

che, in particolare, appellabili dinanzi al
Tribunale cantonale amministrativo sono unicamente le decisioni degli organi
comunali (art. 208 cpv. 1 LOC), ossia gli atti amministrativi di carattere
concreto ed individuale, mediante i quali l’autorità statuendo iure imperii costituisce,
annulla o modifica diritti od obblighi fondati sul diritto pubblico o ne
accerta l’esistenza, l’inesistenza o l’estensione (art. 5 PA; Scolari, Diritto
amministrativo, II. ed. n. 744 seg.);

 

che in esito alle considerazioni che
precedono, il ricorso deve pertanto essere dichiarato irricevibile;

 

che il fatto che il Consiglio di Stato,
ignorando palesemente il significato del termine, definisca la tassa d’uso un balzello,
ossia un tributo esoso ed arbitrario (cfr. S. Battaglia, Grande
dizionario della lingua italiana, UTET), non permette di giungere a diversa conclusione;

 

che la tassa di giustizia e le spese seguono
la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 13 cpv. 1 lett. d LMSP; 192, 208, 209
LOC; 3, 28, 43, 48, 60, 61 PAmm;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è irricevibile.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese di fr. 300.- sono poste a carico del ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  CO 1 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria