# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0e2867ef-f848-5052-a9f4-75fb40bccc6e
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-09-03
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht I. Strafkammer 03.09.2008 SB 2008 17
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_004_SB-2008-17_2008-09-03.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

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Rif.: Coira, 03 settembre 2008 Comunicata per iscritto il: 
SB 08 17 (non comunicata oralmente)

Sentenza
Commissione del Tribunale cantonale

Presidenza Vicepresidente Schlenker
Giudici Möhr e Michael Dürst 
Attuario Crameri

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Visto l'appello penale

di X., appellante, rappresentato dall'avv. lic. iur. Roberto A. Keller, Piazza de la 
Grida, 6535 Roveredo,

contro

la sentenza della Commissione del Tribunale distrettuale Moesa del 15 maggio 
2008, comunicata il 5 giugno 2008, in re contro l'appellante, 

concernente violazione di norme sulla circolazione stradale,

è risultato:

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A. Il pomeriggio del 19 settembre 2006 X. percorreva, alla guida 
dell'autovettura Audi A6, TI D., la semiautostrada del San Bernardino in direzione 
nord. Verso le ore 17.25 egli è stato fermato dagli agenti della Polizia cantonale 
grigionese A. e B.. Secondo gli agenti X. aveva sorpassato, presso lo svincolo C., 
un autoveicolo, oltrepassando la linea di sicurezza con le quattro ruote. L'imputato 
ha riconosciuto la fattispecie, firmando il verbale dell'interrogatorio, redatto 
dall'agente A..

B. Con mandato penale del 12 aprile 2007 il Presidente del Circolo di 
Mesocco ha riconosciuto X. colpevole di violazione semplice dell'art. 34 cpv. 2 LCS 
in unione all'art. 90 cifra 1 LCS e l'ha condannato ad una multa di fr. 250.--. Per il 
tramite della CAP, Compagnia d'Assicurazione di Protezione Giuridica SA, X. ha 
presentato opposizione al Tribunale del Distretto Moesa, la cui vicepresidente, dopo 
esperita istruttoria - assunti i testi a carico (gli agenti di polizia) ed a discarico (la 
moglie dell'indagato) ed udito l'imputato - con decreto del 17 dicembre 2007 ha 
messo X. in stato d'accusa per violazione delle suddette norme sulla circolazione 
stradale. Con sentenza del 15 maggio 2008, comunicata il 5 giugno successivo, la 
Commissione del Tribunale distrettuale ha poi dichiarato l'accusato colpevole 
conformemente all'accusa e l'ha condannato ad una multa di fr. 250.--.

C. Contro questo giudizio il condannato, in data 27 giugno 2008, è insorto 
con appello al Tribunale cantonale dei Grigioni e ne ha chiesto l'annullamento con 
protesta di spese e ripetibili di prima e seconda istanza.

Il Procuratore pubblico dei Grigioni e il Presidente del Tribunale distrettuale 
Moesa hanno rinunciato a prendere posizione.

La Commissione del Tribunale cantonale considera :

1. Ai sensi dell'art. 141 cpv. 1 LGP contro le sentenze delle commissioni 
dei tribunali distrettuali il condannato può appellarsi al Tribunale cantonale dei 
Grigioni. L'appello dev'essere inoltrato entro 20 giorni dalla comunicazione scritta 
dell'impugnato giudizio; esso va motivato e devono essere indicati i vizi della 
sentenza di prima istanza e se il giudizio é impugnato totalmente o soltanto 
parzialmente (art. 142 cpv. 1 LGP). L'appello di X. del 27 giugno 2008 é tempestivo 
e motivato. Esso adempie quindi gli anzidetti presupposti, sicché é ricevibile in 
ordine.

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2. Nell'ambito della procedura d'appello la cognizione della Commissione 
del Tribunale cantonale é libera ed illimitata; anche con riguardo all'esercizio del 
potere discrezionale essa non é legata alla sentenza dell'istanza precedente (art. 
146 cpv. 1 LGP). Tuttavia di massima l'esame dell'impugnato giudizio é limitato ai 
petiti d'appello (Padrutt, Kommentar zur Strafprozessordnung des Kantons 
Graubünden, 2. Aufl. Chur 1996, art. 146 cifra 1 seg. con riferimenti).

3.1 La sentenza impugnata contiene due motivazioni. Nella prima la 
Commissione del Tribunale distrettuale ha considerato che la ritrattazione da parte 
di X. della sua confessione fatta agli agenti di polizia A. e B. é infondata. Da una 
parte i giudici distrettuali hanno escluso che dinanzi alla polizia l'imputato avesse 
avuto una gran confusione in testa, che egli fosse stato messo sotto pressione e 
che il verbale dell'interrogatorio fosse stato d'altro tenore di quello tradotto dagli 
agenti prima d'esser stato sottoscritto dall'indagato. L'accusato stesso non aveva 
mai detto d'aver firmato il verbale senza averlo letto. Dall'altra non erano stati addotti 
validi motivi a sostegno della ritrattazione. A dire dei giudici precedenti né il preteso 
problema linguistico, né l'invocata circostanza d'aver ammesso l'infrazione per 
guadagnar tempo infirmano quanto messo a verbale il giorno dell'infrazione. 
L'accusato conosce bene il tedesco e l'immediata contestazione dell'imputazione 
non avrebbe richiesto la verbalizzazione presso il Posto di polizia di San Bernardino. 
I primi giudici hanno perciò inferito che quanto spontaneamente ammesso 
dall'imputato innanzi agli agenti di polizia é elemento probatorio alla stregua di una 
piena confessione.

3.2 Ma quand'anche non fosse possibile condannare l'accusato sulla sola 
base del verbale - hanno proseguito i giudici di primo grado nella seconda 
motivazione - i fatti rimproverati all'accusato erano stati riscontrati dai due agenti di 
polizia. Di massima constatazioni di polizia non fruiscono di una presunzione di 
veridicità. Sennonché, in concreto, quanto riportato nel rapporto di polizia e 
parzialmente confermato dall'agente A. in sede d'interrogatorio ha valore probatorio. 
Nell'ambito della valutazione delle prove il rapporto di polizia non può essere 
considerato unicamente se il suo contenuto si scosta dalla deposizione 
dell'accusato e non é sorretto da altri mezzi probatori. Comprensibile hanno ritenuto 
i giudici precedenti la circostanza che gli agenti di polizia a distanza di 12 mesi non 
siano stati in grado di ricostruire l'episodio del sorpasso. A tal proposito hanno 
precisato che ogni infrazione accertata non può essere ricordata, a maggior ragione 
se essa al momento del fermo del conducente era stata riconosciuta dallo stesso.

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4. Il condannato insorge contro ambedue le motivazioni dell'impugnata 
sentenza. Intanto le argomentazioni che egli propone quanto al verbale 
d'interrogatorio (atto 1.2) - da lui reputato anche formale rapporto di polizia, non solo 
verbale d'interrogatorio - non devono essere esaminate, poiché é il rapporto di 
polizia, non il verbale d'interrogatorio, che, in caso di contestazione dell'infrazione, 
per acquistare valore probatorio deve essere sorretto da ulteriori mezzi di prova 
(PTC 2004 no. 14; sentenza del Tribunale cantonale dei Grigioni SF 02 1 del 4 
marzo 2001, pag. 16). Il verbale d'interrogatorio ha valore probatorio, non necessita 
quindi di ulteriori mezzi di prova, per cui non può esser reputato rapporto di polizia. 

5. L'appellante rimprovera poi, nel merito, all'istanza precedente un 
accertamento dei fatti e una valutazione delle prove manifestamente insostenibili.

5.1 Per censurare un accertamento dei fatti e una valutazione delle prove 
non basta criticare la sentenza impugnata, né contrapporle una valutazione propria 
più vantaggiosa per l'accusato. L'appellante deve piuttosto dimostrare per quale 
motivo la valutazione delle prove da lui criticata sarebbe manifestamente 
insostenibile, si trovi in chiaro contrasto con la situazione di fatto o si fondi su una 
svista manifesta.

L'appellante sostiene che l'infrazione non é per niente documentata. 
Sennonché le sue censure non reggono. Il rapporto di polizia del 19 settembre 2006 
(atto 1.1) è confermato dalla testimonianza dell'agente A. (atto 5). Che poi ad una 
distanza di oltre un chilometro dallo svincolo C. era impossibile vedere la linea di 
sicurezza, non può essere escluso. Tuttavia era possibile scorgere un'autovettura 
che ne sorpassava un'altra. Dato che ambedue le corsie hanno una larghezza di 4 
metri (atto 15), giocoforza é stata oltrepassata la linea di sicurezza. Infine l'invocato 
principio "in dubio pro reo", deducibile dall'art. 32 Cost., riferito alla valutazione delle 
prove comporta che il giudice penale non possa dichiararsi convinto dell'esistenza 
di una fattispecie più sfavorevole all'imputato quando, secondo una valutazione 
oggettiva del materiale probatorio, sussistano dei dubbi che la fattispecie si sia 
verificata in quel modo. Il principio é violato quando il giudice condanni l'imputato, 
laddove avrebbe dovuto nutrire insopprimibili dubbi sulla sua colpevolezza. Riferito 
all'onere della prova, il summenzionato principio significa che spetta alla pubblica 
accusa provare la colpevolezza dell'imputato e non a quest'ultimo dimostrare la sua 
innocenza.

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5.2 Ora, i giudici distrettuali potevano in concreto, considerare attendibile 
la testimonianza dell'agente A. e concludere che la reità dell'accusato era 
documentata.

Questo agente ha testimoniato d'aver stilato il verbale d'interrogatorio in te-
desco. Non aveva preteso che l'imputato l'avesse firmato. Aveva parlato con lui 
italiano, ma aveva scritto in tedesco perché non sapeva scrivere in italiano. Non 
inventava niente, scriveva quello che vedeva e anche in questo caso aveva scritto 
quello che aveva visto. Non poteva però più ricordarsi del caso specifico, essendo 
trascorso quasi un anno. Vedendo ora l'indagato si ricordava di averlo già visto, ma 
non ricordava altro. Non si ricordava d'aver avuto con lui una discussione. 
L'imputato aveva ammesso e non contestato i fatti, altrimenti avrebbe dovuto 
motivarli sul verbale da lui firmato. Non gli constava d'aver riferito all'imputato che 
se non avesse firmato il verbale o addirittura ammesso l'infrazione, avrebbe dovuto 
recarsi al Posto di polizia a San Bernardino (atto 5). 

Dichiarando questa testimonianza attendibile e fondandosi sulla stessa, 
l'istanza precedente non ha commesso arbitrio né violato regole sulla ripartizione 
dell'onere probatorio. Come essa ha rilevato non vi é ragione per ritenere che il 
contenuto del rapporto di polizia e la chiara testimonianza fossero frutto della 
fantasia dell'agente, considerato che non aveva alcun interesse per dichiarare cose 
non corrispondenti alla realtà, con il rischio, tra l'altro, di subire sanzioni penali e 
amministrative. Certo, la moglie dell'accusato, passeggera dell'autoveicolo, ha 
negato l'avvenuto sorpasso e l'inosservanza della linea di sicurezza (atto 20). 
Tuttavia, trattandosi di valutazione di prove e cioè di un compito e di un'operazione 
ove il potere d'apprezzamento dei giudici inferiori é molto ampio, quest'ultimi 
potevano, senza violare l'art. 32 Cost., considerare più convincenti le collimanti 
deposizioni dell'agente rispetto alla testimonianza della passeggera, che sta in 
contraddizione con le contraddittorie deposizioni dell'accusato. Infatti dapprima egli 
ha ammesso d'aver sorpassato un'autovettura e oltrepassato la linea di sicurezza 
(atto 1.2), ha poi negato d'aver sorpassato autoveicoli, non escludendo tuttavia 
d'essersi in parte spostato oltre la linea di sicurezza (atto 1.6), più tardi ha ritrattato 
le imputazioni  verbalizzate (atto 4) ed infine ha riconosciuto d'aver superato la linea 
di sicurezza (atto 33).

6. Alla luce di quanto esposto, la pretesa dell'appellante si rivela 
manifestamente infondata e l'impugnata sentenza merita di essere confermata sulla 
base della sua seconda motivazione (cfr. il cons. 3.2).

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Ciò rende superfluo l'esame della critica rivolta contro la prima motivazione. 
Infatti se una delle motivazioni poste a fondamento del querelato giudizio resiste 
alla critica, esso non viene annullato (DTF 132 I 13 cons. 6, 121 IV 94).

L'appello va pertanto respinto.

Le spese di procedura seguono la soccombenza (art. 160 cpv. 1 LGP).

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La Commissione del Tribunale cantonale giudica:

1. L'appello è respinto.

2. I costi della procedura d'appello di fr. 1'500.-- vanno a carico dell'appellante.

3. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia penale ai 
sensi dell'art. 78 LTF al Tribunale federale. Questo è da inoltrare al Tribunale 
federale per iscritto, entro 30 giorni dalla notificazione della decisione col te-
sto integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per l'ammissibilità, il 
diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 
segg., 78 segg. e 90 segg. LTF.

4. Comunicazione a:

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Per la Commissione del Tribunale cantonale dei Grigioni 
Il Vicepresidente L'Attuario