# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 00860936-a73c-514d-b3fa-bd4303959efb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-04-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 29.04.2003 INC.2002.36413
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2002-36413_2003-04-29.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2002.36413

  	
  Lugano

  29 aprile 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

  sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
  presentata il 23/24 aprile 2003 da

  
						

 

	
   

  	
  __________

  attualmente detenuto c/o PCT La Stampa, 6900 Lugano

  (rappr. dall’avv. __________)

   

  

 

e qui trasmessa per competenza ex
art. 108 cpv. 3 CPP, ma comunque con preavviso negativo il 25/28 aprile 2003
dal Procuratore pubblico __________;

 

viste le osservazioni 28 aprile
2003 dell’accusato, che conferma contenuti e conclusioni dell’istanza;

 

viste le osservazioni 28 aprile
2003 della Presidente della Corte delle Assise criminali, che si rimette alle
osservazioni del Procuratore pubblico;

 

visto l’incarto ACC __________
del Ministero pubblico;

 

 

ritenuto e considerato

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

1.

 

__________ è stato arrestato il
26 giugno 2002 siccome sospettato di avere commesso atti sessuali con la
nipote, nata nel 1988. Contro di lui il Procuratore pubblico __________ ha
promosso l’accusa per ripetuti atti sessuali con fanciulli, ripetuta coazione
sessuale, ripetuti atti sessuali con persone incapaci di discernimento o inette
a resistere, ripetuta somministrazione a fanciulli di sostanze pericolose per la
salute e infrazione alla legge federale sugli stupefacenti; l’accusa è stata in
seguito estesa pure ai reati di ripetuta violenza carnale e ripetuta
contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti.

L’arresto è stato confermato da
questo ufficio il 27 giugno 2002, ritenuti presenti gravi e concreti indizi di
colpevolezza, bisogni dell’istruzione e grave pericolo di collusione (inc. GIAR
__________, doc. _).

2.

 

Il carcere preventivo cui è
astretto __________ è stato prorogato una prima volta, per un periodo di tre
(3) mesi, con decisione 13 dicembre 2002 (GIAR __________). Quest’ultima
decisione è stata confermata in data 15 gennaio 2003 dalla Camera dei ricorsi
penali del Tribunale d’appello e in data 7 marzo 2003 dal Tribunale Federale.

Con decisione 24 marzo 2003,
questo giudice ha concesso una seconda proroga del carcere preventivo fino al
18 aprile 2003.

Una terza istanza di proroga del
carcere preventivo presentata dal Procuratore pubblico in data 8 aprile 2003 è
stata stralciata dai ruoli il 14 aprile 2003, in quanto in quella stessa data
il magistrato inquirente ha notificato la chiusura dell’istruzione formale.

Il 24 aprile 2003 il magistrato
inquirente ha nel frattempo emanato l’atto d’accusa, con il quale __________
viene deferito dinanzi alla Corte delle Assise criminali di __________.

 

 

3.

 

Con l’istanza di libertà
provvisoria qui in discussione, l’accusato chiede di essere immediatamente
scarcerato in quanto, a suo dire, benché con la chiusura dell’istruttoria
formale il carcere preventivo venga prorogato ope legis giusta l’art.
102 CPP:

 

“tuttavia
il cpv. 3 dello stesso articolo non può trovare applicazione nella fattispecie.
Secondo la dottrina il cpv. 3 che prevede una breve proroga per l’emissione
dell’atto d’accusa e l’aggiornamento del dibattimento entra in considerazione
solo entro i sei mesi previsti per la chiusura dell’istruttoria formale.
Qualora l’istruttoria non si chiudesse entro tali termini è necessaria
un’ulteriore proroga secondo l’art. 103 CPP (cf. Rusca/Salmina/Verda, Commentario
del codice di procedura penale ticinese, n. 13 ad art. 102, pag. 381).
Imprescindibili, sono poi i requisiti posti dall’art. 95 CPP. Nel caso concreto
il GIAR non solo non ha accolta la proroga di tre mesi (ciò che significava
consentire al Procuratore la conclusione dell’istruttoria formale, la relativa
emanazione dell’atto d’accusa e l’aggiornamento del dibattimento) ma ha voluto
porre un termine ben preciso al carcere preventivo stabilendo il giorno 18
aprile 2003 come termine ultimo per la protrazione del carcere preventivo”

 

Il Procuratore pubblico esprime
preavviso negativo, in quanto a suo dire, i riferimenti dottrinali riportati
dall’accusato non hanno alcuna rilevanza e si riferiscono “solo ed
esclusivamente al cpv. 2 dell’art. 102 CPP e che in specie il superamento del
carcere preventivo oltre i sei mesi era già stato accordato, a due riprese,
sino al 18.04.2003 ricordato inoltre come la chiusura dell’istruzione formale
ai sensi dell’art. 197 CPP dati, come visto, prima di quest’ultima scadenza”.

Il magistrato inquirente
evidenzia pure che i gravi indizi di colpevolezza a carico dell’accusato e la
proporzionalità del carcere preventivo fino ad ora sofferto ed ancora da
soffrire prima del pubblico dibattimento “avversano la preventiva scarcerazione
di __________ ”.

 

Con le osservazioni al preavviso
negativo l’accusato conferma la propria istanza.

 

Delle altre argomentazioni delle
parti si dirà se necessario, nei considerandi che seguono.

 

 

4.

 

Come al dettato di legge ed a
giurisprudenza (REP 1998, pag. 333 ss.), l’art. 95 CPP – corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 – dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse
pubblico, quali i bisogni dell’istruzione, il pericolo di collusione e di
inquinamento delle prove e il pericolo di recidiva.

L’eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti devono
però sussistere anche quando, a seguito della chiusura dell’istruttoria o
dell’emanazione dell’atto d’accusa, il carcere preventivo continua ope legis
entro i termini massimi stabiliti dalla legge ai sensi dell’art. 102 cpv. 3
CPP, con riferimento ai disposti degli art. 198 CPP e 230 CPP.

Per quanto concerne il pericolo
di collusione va ricordato che - secondo la recente giurisprudenza del
Tribunale federale - può continuare ad esistere fino al pubblico dibattimento
(sentenza della I. Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23
marzo 2000 in re S.B., consid. 4).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

5.

 

Trattandosi di istanza
indirizzata per competenza a questo giudice ex art. 108 cpv. 3 CPP, i
presupposti per la detenzione preventiva vanno comunque esaminati d'ufficio. 

 

5.1

 

La legittimità dell’arresto già è
stata esaminata in occasione delle precedenti decisioni di questo giudice in
materia di libertà provvisoria (decisione 21 ottobre 2002, inc. GIAR
__________) e di proroga del carcere preventivo (decisione 13 dicembre 2002,
inc. GIAR __________ e decisione 24 marzo 2003, inc. GIAR __________); si deve
allora ribadire che sufficienti presupposti di legge sono presenti nella
situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare
il perdurare della cautelare privazione della sua libertà.

 

5.2

 

In merito all’esistenza di
sufficienti indizi di colpevolezza, può bastare generico rinvio, in primo
luogo, a quanto già detto in occasione della precedente decisione su istanza di
libertà provvisoria dell’accusato del 21 ottobre 2002 (inc. GIAR __________),
confermata dalla CRP con sentenza 22 novembre 2002 e, in secondo luogo, a
quanto ribadito nella decisione di proroga del carcere preventivo del 13
dicembre 2002 (inc. GIAR __________), confermata dalla CRP con sentenza 15
gennaio 2003 e dalla I. Corte di diritto pubblico del Tribunale federale con
sentenza 7 marzo 2003 e nella decisione di proroga del carcere preventivo del
24 marzo 2003 (inc. GIAR __________).

L’assenza di nuovi elementi di
giudizio rende decisamente improponibile rimettere in discussione l’esistenza
dei presupposti di legge molto recentemente accertati a più livelli e, in
ultima analisi, addirittura dalla massima Corte federale.

 

 

 

5.3

 

In merito al pericolo di
collusione va detto che non stupisce il fatto che il Procuratore pubblico – e
del resto neppure l’accusato – ne faccia richiamo in questa sede, in quanto è,
in questo caso, evidente e del resto già riconosciuto dalla I. Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale nella sentenza 7 marzo 2003 (consid. 2.3.2)
sulla decisione di proroga del carcere preventivo del 13 dicembre 2002,
segnatamente là dove dice che:

 

“Tali
circostanze non permettono d’altra parte di escludere un’eventuale
completazione dell’istruzione formale. In considerazione di quanto esposto, e
tenuto conto del genere di reati in esame, dello stretto rapporto tra
l’accusato e la vittima, della giovane età di quest’ultima – più facilmente
influenzabile rispetto a un adulto – e delle tensioni familiari già
manifestatesi, il rischio di collusione non può in concreto essere considerato
soltanto astratto e teorico, sicché anche sotto questi profili il giudizio
impugnato non viola la costituzione. (cfr. DTF 128 I 149 consid. 3.4)”.

 

Il pericolo di collusione è - in
questo caso di natura eccezionale - senz’altro destinato a continuare fino al
dibattimento, ciò anche in ragione del perdurante atteggiamento negatorio di
__________. La Camera dei ricorsi penali, già nella propria decisione del 22
novembre 2002 sulla precedente istanza di libertà provvisoria, evidenziava del
resto che: 

 

“simile
comportamento processuale avvalora il rischio che egli, una volta scarcerato,
si adoperi per influenzare a proprio beneficio le persone a lui vicine,
segnatamente parenti, conoscenti o, addirittura, la vittima stessa, che nel frattempo
può facilmente essere localizzata. Del resto, già attualmente si può parlare di
pressioni esercitate dai famigliari su I. (denuncia della zia e della cugina),
pressioni che verosimilmente verrebbero accentuate in caso di scarcerazione del
ricorrente”

 

5.4

 

Diversamente da quanto sostiene
l’accusato, per costante giurisprudenza di questo giudice, nel decorso del
carcere preventivo prorogato ai sensi dell’art. 103 cpv. 1 lett. a CPP, non è
compreso il termine di legge per formulare l’atto d’accusa (cfr. decisione 22
luglio 1993 in re K.M., inc. GIAR 25.93.2 e decisione 27 agosto 1997 in re
S.C., inc. GIAR 684.96.5) e per aggiornare il dibattimento. Di conseguenza,
anche nelle fattispecie – come quella ora in esame - nelle quali il termine
legale di sei mesi di detenzione preventiva è stato prorogato per decisione di
questo giudice, la chiusura dell’istruttoria proroga per legge il
termine della carcerazione preventiva per altri trenta giorni (art. 102 cpv. 3
CPP, in relazione con l’art. 198 CPP) e l’emanazione dell’atto d’accusa che
deferisce l’accusato alle Assise criminali proroga pure per legge il termine
della carcerazione preventiva per ulteriori sessanta giorni (art. 102 cpv. 3
CPP, in relazione con l’art. 230 cpv. 2 CPP). Anche questi termini di legge
possono del resto essere ulteriormente prorogati, per decisione di questo
giudice quando ciò sia necessario per l'emanazione dell'atto di accusa (art.
103 cpv. 1 lett. a CPP; cfr. decisione 27 agosto 1997 in re S.C., inc. GIAR
684.96.5) e per decisione della Camera dei ricorsi penali quando ciò sia
necessario per l’aggiornamento del dibattimento (art. 103. cpv. 1 lett. b CPP).

 

Il fatto che dieci giorni dopo la
chiusura dell’istruttoria il magistrato inquirente abbia già provveduto ad
emanare l’atto d’accusa é d’altronde garanzia del rispetto del dovere di
celerità di cui agli art. 102 cpv. 1 CPP e 176 cpv. 3 CPP.

 

Pure il principio di
proporzionalità è salvo, tenuto conto del carcere preventivo già sofferto ed
ancora da soffrire prima del pubblico dibattimento, considerando la data
dell'arresto dell'accusato (26 giugno 2002) e dei termini di 60 giorni di cui
all'art. 230 cpv. 2 CPP per l'aggiornamento del dibattimento e ciò avuto
riguardo della gravità dei reati che vengono imputati all'accusato con l'atto
di accusa 24 aprile 2003.

 

 

6.

 

In conclusione, l’istanza in
discussione si appalesa infondata e come tale deve essere respinta, con la
presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e
contrario), suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art.
284 cpv. 1 lett. a CPP).

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

1.     
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.     
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.     
Contro la presente decisione è dato ricorso alla camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.     
Intimazione a:

-       
__________, Presidente della corte delle Assise criminali,
__________ (con copia delle osservazioni 28 aprile 2003 del patrocinatore
dell’accusato);

-       
Procuratore pubblico __________ (con copia delle osservazioni 28
aprile 2003 della Presidente della Corte e del patrocinatore dell’accusato e
con l’incarto di ritorno);

-       
avv. __________, per sé e per l’accusato (con copia delle
osservazioni 28 aprile 2003 della Presidente della Corte);

-       
Direzione del Penitenziario cantonale, 6904 Lugano - Cadro.

 

 

 

 

 

                                                                             giudice
__________