# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 30e5c1b2-7997-5e30-83dc-b853b19d7409
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-06-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.06.2008 42.2008.3
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2008-3_2008-06-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  42.2008.3

   

  rs

  	
  Lugano

  18 giugno
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris
  Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 8 gennaio 2008 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 7 dicembre
  2007 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e
  dell'inserimento, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assistenza sociale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su reclamo del 7 dicembre 2007 l’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento (USSI) ha confermato la propria decisione del 15 ottobre 2007
con la quale a RI 1 ha concesso il rinnovo del diritto a una prestazione
assistenziale per il lasso di tempo a decorrere dal 1° ottobre 2007.

 

                                         Il
relativo importo è stato fissato in fr. 729.-- mensili, invece di fr. 2'207.--
erogati per il periodo precedente (cfr. doc. 8, 12, 2-4). 

 

                                         L’amministrazione
ha motivato tale provvedimento, indicando che, dal mese di ottobre 2007, nei
redditi è stato computato lo stipendio percepito dal figlio __________ (1992),
quale apprendista muratore dal mese di settembre 2007 (cfr. doc. A2, 10, 7).

 

 

                               1.2.   RI 1, con
tempestivo ricorso dell’8 gennaio 2008 inoltrato al TCA, ha contestato la
decisione su reclamo del 7 dicembre 2007, sottolineando di essere in assistenza
vista l’impossibilità, nonostante le sue ricerche, di trovare un lavoro. Essa
ha pure evidenziato che non è possibile che il figlio le debba dare tutto il
suo salario e ha chiesto come può così motivarlo ad andare a lavorare. L’insorgente
ha precisato che esiste il rischio che __________ interrompa l’apprendistato.
Essa ha, poi, rilevato che a quel momento il figlio contribuiva con 

                                         fr.
500.--, che tale somma le sembra più adeguata e che non può chiedergli di più,
anche perché sono stati per molto tempo divisi. Ora __________ vive solo con
lei e farlo ubbidire alla sua età non è facile (cfr. doc. I).

                                         All’impugnativa
la ricorrente ha allegato uno scritto del 7 gennaio 2008 del curatore educativo
di __________, il quale ha fornito, in primo luogo, alcuni ragguagli in merito
alla loro situazione personale e familiare. In secondo luogo, ha sottolineato
che in base all’art. 323 CCS un eventuale contributo da parte dei minori per il
loro mantenimento in famiglia potrebbe corrispondere a 1/3 del loro salario
netto. Inoltre ha osservato che l’applicazione dell’art. 22 Las non è corretta
sia in considerazione delle disposizioni del CCS, che delle direttive COSAS.
Infine egli ritiene che “in talune situazioni sia necessario oltrepassare
una visione di un intervento amministrativo e di calcolo finanziario, anche se
dettato correttamente da disposizioni legali, in quanto è indispensabile
considerare dal punto di vista umano quali risorse e limiti sono in gioco e il
rischio di compromettere seriamente la situazione conseguita a livello
relazionale e sociale” (cfr. doc. I/bis).

 

 

                               1.3.   L’USSI, in
risposta, ha postulato l’integrale reiezione del ricorso con argomenti di cui
si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Il TCA è
chiamato a stabilire se l’importo della prestazione assistenziale riconosciuta
a RI 1 per il periodo dal 1° ottobre 2007 sia o meno corretto.

 

                               2.2.   L’intervento della pubblica
assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge
sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las). 

                                         Tale
normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran
Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289
segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

                                         Questi
cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

                                         Il 1°
ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della
Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU
40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317). 

 

                                         L'art. 1
Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti
della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla
legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti
stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

                                         Le
prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e
professionale dei beneficiari (cpv. 2).

 

                                         L'art. 2
della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al
cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono
complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni
sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi
cantonali". 

                                         Il cpv. 2
precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente
dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre
prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

 

                                         L’art. 13
Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che 

 

" 
Le prestazioni sociali di complemento
armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1,
ritenuto che:

a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento
vanno erogate le partecipazioni al premio
dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di
riferimento hanno diritto;

b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto
dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la
precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona
dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

 

                                         Inoltre giusta l’art. 2
cpv. 1 Laps:

 

" 
Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:

a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie
previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo
1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;

b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del
1° febbraio 1990;

c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;

d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la
riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;

e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul
rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

f)  l’assegno integrativo
previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di
famiglia dell’11 giugno 1996;

h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza
sociale dell’8 marzo 1971."

 

                                         Anche dal
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,
si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i
residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la
riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante
il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli
e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono
l’ultimo intervento sociale. 

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti
preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette
(art. 17).

                                         Al
riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare
alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2
Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,
10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

                                         La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali
propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa
legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

                                         Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las). 

                                         Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del
Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8
maggio 2002, pag. 3).

                                         Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3 Las).

 

                                         Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

 

" 
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono
la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola
carattere ricorrente. (cpv. 2)."

 

                                         Ex art.
19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

 

" 
La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."

 

                                         L’art. 19
Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.

 

                                         La Las
rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da
molti anni, come altri Cantoni.

                                         L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione
della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

 

                                         Il
Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento) -, il 5 gennaio 2007, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un
lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione
delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.
"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in
Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza
dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro,
che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione
del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di
bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove
direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -,
che a far tempo dal 1° gennaio 2007 la soglia di intervento corrisponde:

 

" 
A.   Forfait globale e Supplemento
d'integrazione

 

 

	
  Persona dell'unità di riferimento (economia domestica
  ai sensi del sostegno sociale)

  	
  Forfait globale per il mantenimento (raccomandato
  dalla COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Supplemento d'integrazione (adattamento delle
  raccomandazioni minime della COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Totale

   

   

   

  (fr./mese)

  
	
  1
  persona

  	
   
  960.--

  	
  100.--

  	
  1060.--

  
	
  2
  persone

  	
  1469.--

  	
  100.--

  	
  1569.--

  
	
  3
  persone

  	
  1786.--

  	
  100.--

  	
  1886.--

  
	
  4
  persone

  	
  2054.--

  	
  100.--

  	
  2154.--

  
	
  5
  persone

  	
  2323.--

  	
  100.--

  	
  2423.--

  
	
  6
  persone

  	
  2592.--

  	
  100.--

  	
  2692.--

  
	
  7
  persone

  	
  2861.--

  	
  100.--

  	
  2961.--

  
	
  Per
  ogni persona supplementare

  	
  +
  269.--

  	
  -

  	
  +
  269.--

  

 

 

B.
  Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più
(ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).

Per unità di
riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di
cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle
successive persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di
206.-- fr./mese per ognuna di queste persone." 

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle
prestazioni assistenziali per il 2007 in BU 3/2007 del 23 gennaio 2007 pag.
27-28)

 

                                         Abbondanzialmente
è utile segnalare che gli importi appena menzionati sono stati mantenuti anche
per l’anno 2008 (cfr. Direttive riguardanti gli importo delle prestazioni
assistenziali per il 2008; BU 3/2008 del 25 gennaio 2008, pag. 30, 31).

 

                               2.4.   L’art. 22
Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

 

" 
Il reddito disponibile residuale è quello
definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti: 

 

a) Reddito computabile: 

    1.  vengono
computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul
diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente; 

 

    2.
 la sostanza netta viene computata interamente
nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le
altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia
(coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio
minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie
a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la
sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile; 

    3.  vengono
interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di
riferimento. 

    4.
 Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e
immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

b) Spesa vincolata: 

    1.  non
vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps); 

    2.  non
vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps; 

    3.  non
vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps; 

    4.  le
spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino
all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

c)
Spesa per l’alloggio

    Per
il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle
spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps" 

 

                                         Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

 

                                         L'art. 6
Laps regolamenta così il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la
deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle
famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e
le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         La spesa
computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate
e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le
spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale
misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle
persone con attività lucrativa salariata;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento
dell’importo della quota cantonale media ponderata; 

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente
assicurate; 

i)  ... 

j)  … . (cpv. 1) 

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo
di: 

 

a) per le persone unità               importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

 

 

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

 

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°
gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--
per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle
prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI
del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

                                         

                                         Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a
determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione
di bisogno del richiedente.

                                         Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai
redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi
della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

                                         La
sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto
al conteggio nell’ambito Laps.

                                         Dal
calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali
le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni
assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona
priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a
disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

                                         Infine il
limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio
n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

 

                               2.5.   RI 1, con il ricorso, ha
contestato il calcolo con cui l’USSI ha stabilito, quale prestazione
assistenziale accordatale per il periodo a partire dal mese di ottobre 2007, la
somma di fr. 729.-- al mese. Più precisamente, l’insorgente ritiene che
l’amministrazione abbia, a torto, computato nei redditi l’intero importo dello
stipendio percepito da suo figlio __________ quale apprendista muratore al
primo anno e che vada, invece, conteggiato unicamente l’importo di fr. 500.--
(cfr. doc. I).

 

                                         L’USSI,
dal canto suo, ha indicato, da un lato, che il reddito del figlio minorenne è
stato considerato conformemente a quanto previsto dall’art. 22 lett. a cfr. 3
Las.

                                         Dall’altro,
che le raccomandazioni COSAS non devono essere imperativamente applicate da
tutti i Cantoni e, più in particolare, che in Ticino sia motivi legati
all’organizzazione dell’aiuto sociale, sia ragioni attinenti alla politica di
bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle
direttive COSAS, peraltro non richiesto dall’art. 19 Las (cfr. doc. A2; III).

 

                               2.6.   Chiamata a
esaminare l’operato dell’USSI questa Corte rileva, dapprima, che l’art. 22
lett. a cfr. 3 Las prevede effettivamente che “vengono interamente computati
i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento” (cfr.
consid. 2.4.).

 

                                         Per inciso
giova osservare che un minorenne fa parte dell’unità di riferimento del
genitore che ha l’autorità parentale e con cui abita (cfr. art. 4 lett. d Laps;
1a Reg.Laps). 

                                         In
concreto __________ è parte dell’unità di riferimento della ricorrente, siccome
abita con quest’ultima, la quale ha pure l’autorità parentale sul figlio (cfr.
doc. Ibis).

 

                                         L’art. 22
lett. a cfr. 3 Las si differenzia dal regime contemplato dalla Laps. 

 

                                         L’art. 6
cpv. 4 Laps enuncia che il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno
computati i redditi dei minorenni.

 

                                         L’art. 3
cpv. 1 Reg.Laps, prevede che,  per quanto concerne i minorenni, dal reddito computabile è escluso
il reddito da lavoro dipendente, mentre ne fanno parte tutti gli altri redditi.

 

                                         Dal Messaggio
dell’8 maggio 2002 concernente la modifica della legge sull’assistenza sociale
e dal relativo Rapporto del 5 novembre 2002 risulta che l’art. 22 Las ha
introdotto, rispetto alla Laps, la deroga menzionata al fine di stabilire un
reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno
della persona che inoltra una richiesta di assistenza (cfr. Messaggio p.to 2,
Capitolo II; Rapporto p.to 3.5; consid. 2.4.).

 

                                         In tale
contesto va ricordato, da una parte, che lo scopo della pubblica assistenza
enunciato dalla Las è quello di intervenire ogni qualvolta una persona si trovi
in una situazione di bisogno concreto (cfr. art. 1 LAS; consid. 2.2).

                                         Il
diritto fondamentale a condizioni minime di esistenza garantito dall’art. 12
Costituzione federale e dall’art. 13 Costituzione cantonale contempla il
diritto di essere aiutati quando si è nel bisogno.

                                         D’altra
parte che l’aiuto in situazioni di bisogno è subordinato al rispetto del
principio di sussidiarietà, nel senso che non può prevalersene colui che,
oggettivamente, è in misura di procurarsi con le proprie forze i mezzi
indispensabili alla sua sopravvivenza. L’aiuto sociale costituisce l’ultima
ancora di salvataggio dell’individuo (cfr. consid. 2.2.; STF 8C_92/2007 del 14
dicembre 2007, pubblicata in SVR 2008 EL Nr. 2 pag. 5;   STF 8C_5/2008 del 5
maggio 2008).

 

                               2.7.   La direttiva
COSAS, relativamente al reddito dei minorenni, al p.to E.1.3., prevede quanto
segue:

 

" 
I redditi (da lavoro o altro) dei minorenni che
vivono con genitori beneficiari del sostegno sociale devono essere computati
solo nella misura necessaria a coprire le loro proprie spese considerate nel
budget dell’economia domestica.

 

Le prestazioni periodiche
destinate al mantenimento di minori (alimenti, assegni familiari, rendite
derivanti da assicurazioni sociali, ecc.) devono essere utilizzate a loro favore.
Analogamente, i versamenti a tacitazione, i risarcimenti e analoghe prestazioni
che, direttamente o indirettamente, sono destinate alla copertura di spese di
mantenimento devono essere utilizzate per i bisogni dei figli, in rate
corrispondenti alle necessità, secondo quanto prescritto all’art. 320 cpv. 1
del CCS. Ciò è ammissibile anche senza l’esplicita autorizzazione dell’autorità
tutoria.

 

Se gli apporti finanziarti
periodici del minore superano il calcolo del suo fabbisogno, questi dovranno
essere considerati come patrimonio personale del minore ai sensi dell’art. 319
del CCS.

 

Il minorenne amministra
liberamente il reddito del suo lavoro anche se vive con i genitori (art. 323
cpv. 1 del CCS). Nella misura in cui lo si possa esigere dal minore, essi non
sono più tenuti al suo mantenimento (art. 276 cpv. 3 del CCS). Il budget dei
genitori per il mantenimento viene ridotto in proporzione, visto che questi
possono esigere dai loro figli una partecipazione appropriata alle loro proprie
spese di mantenimento, conformemente all’art. 323 cpv. 2 del CCS.

 

Nel caso di minori che
svolgono un’attività lavorativa, si raccomanda di redigere un budget personale
separato”.

 

                                         Le
Disposizioni COSAS non sono, tuttavia, vincolanti per il Cantone Ticino,
contrariamente a quanto addotto dal curatore di __________ nello scritto del
gennaio 2008 allegato al ricorso, il quale ha fatto riferimento a una risoluzione
del Consiglio di Stato N. 3023 del 11 luglio 2000, pubblicata in RDAT I-2001 N.
16 (cfr. doc. Ibis).

                                         Tale risoluzione,
a prescindere dal fatto che sia stata emessa precedentemente all’entrata in
vigore - il 1° febbraio 2003 (cfr. consid. 2.2.) - della nuova Las, non è stata
citata in modo completo.

                                         La
decisione governativa menzionata enuncia, infatti, che:

 

" 
3. Le direttive emanate dalla Conferenza
svizzera dell'azione sociale (COSAS) assumono il ruolo di raccomandazioni
destinate alle autorità preposte all'intervento sociale dei Cantoni, dei Comuni,
della Confederazione e delle istituzioni sociali private. Esse, nella misura
in cui sono compatibili con la LAS e il Regolamento, vengono assunte
dall'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento come guida alla sua
prassi. La costante giurisprudenza di questo Consiglio conferisce loro
carattere vincolante (ris. gov. N. 4657 del 10 novembre 1999 , in re L.)” (La
sottolineatura è del redattore)

 

Dalla
decisione del Consiglio di Stato del luglio 2000 si evince, perciò, che le
direttive COSAS, già antecedentemente alla nuova Las, venivano applicate
esclusivamente se conformi alla legge sull’assistenza sociale e al relativo
regolamento. 

 

                                         Il TCA,
al riguardo, constata altresì che l’art. 22 Las, in vigore dal febbraio 2003,
per determinare il reddito disponibile residuale, fa riferimento ai disposti
della Laps, prevedendo nel contempo delle deroghe specifiche, senza però
menzionare le direttive COSAS.

                                         L’art. 19
Las, afferente alla soglia di intervento, dal canto suo, rinvia sì alle
direttive COSAS, indicando però che la soglia di intervento viene definita
“tenuto conto” delle stesse (cfr. consid. 2.3.). 

                                         Nemmeno,
dunque, in questo caso si è confrontati con un adeguamento integrale alle
medesime. 

                                         Giova
d’altronde segnalare che le disposizioni COSAS stesse enunciano che “…sono
delle raccomandazioni destinate alle autorità preposte all’intervento sociale
dei cantoni, dei comuni, della Confederazione e delle istituzioni sociali
private” e che “… acquistano un carattere vincolante solo con la
legislazione cantonale, i regolamenti comunali e la giurisprudenza”. Infine
esse precisano che “… sono delle raccomandazioni, ma servono da termine di
riferimento come è stato dimostrato dalle decisioni dei tribunali” (cfr.
Direttive COSAS 2005 – Significato delle direttive).

 

                                         La scelta
operata dal Cantone Ticino è, quindi, diversa da quella effettuata da altri
Cantoni.

                                         In proposito si veda la sentenza del 17 ottobre 2005 nella causa X. 2P
196/2005 nella quale il Tribunale federale ha constatato che: "Le
règlement cantonal d'exécution renvoie expressément aux recommandations de la
Conférence suisse des institutions d'action sociale (ci-après: CSIAS), en
prescrivant que ces normes servent à l'établissement des budgets d'aide sociale
(art. 5 al. 3 RIAS/VS). Le Tribunal fédéral a jugé que le Conseil d'Etat
n'avait sur ce point pas outrepassé la délégation de compétence que lui
conférait l'art. 36 al. 2 LIAS et que ces directives revêtaient un caractère
contraignant pour les communes à qui incombait (art. 4 al. 2 LIAS/VS) la
responsabilité de l'organisation et de l'application de l'aide sociale (arrêt
2P.115/2001 du 11 septembre 2001, consid. 2b)" e la sentenza del 1° settembre 2006 nella causa X., 2P.158/2006
nella quale il TF ha sottolineato che: "3.2 Führt eine unterstützte
Person den Haushalt für eine oder mehrere Personen, die nicht unterstützt
werden, wird ein Betrag als Haushaltentschädigung - ungeachtet einer effektiven
Auszahlung - als eigene Mittel angerechnet; die Höhe dieser Entschädigung ist
nach Massgabe der aufgewendeten Zeit im Rahmen von Fr. 550.-- bis
Fr. 900.-- festzusetzen (§ 13 Abs. 1 und 2 SPV/AG i.V.m. § 11
Abs. 2 SPG/AG; vgl. Ziff. F.5.2. der hier grundsätzlich verbindlichen, von
der Schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe erlassenen Richtlinien für die
Ausgestaltung und Bemessung der Sozialhilfe, SKOS-Richtlinien [§ 10
Abs. 1 SPG/AG i.V.m. § 10 Abs. 1 SPV/AG])“. 

                                         In
tale contesto è pure utile segnalare la sentenza del 5 luglio 2006,
2P.108/2005, nella quale il TF ha dichiarato irricevibile un ricorso di diritto
pubblico inoltrato contro le nuove direttive applicate nel Cantone Basilea
Città: 

 

" 
A. Das Wirtschafts- und Sozialdepartement des
Kantons Basel-Stadt erliess am 24. Januar 2005 mit Bezug auf die kantonale
Sozialhilfe neue Unterstützungsrichtlinien, gültig ab 1. April 2005, welche die
bisherigen Richtlinien (gültig ab 1. Oktober 2004) ersetzen. Es wurden
insbesondere die Ansätze für den Grundbedarf gesenkt, dagegen werden Bemühungen
um berufliche und soziale Integration unterstützt. (…).

 1.3

1.3.1 Grundlage der Unterstützungsrichtlinien des
kantonalen Wirtschafts- und Sozialdepartements bildet unter anderem das Basler
Sozialhilfegesetz vom 29. Juni 2000 (Ziff. 1 der Richtlinien). Wer bedürftig
ist, hat Anspruch auf unentgeltliche Beratung sowie auf wirtschaftliche Hilfe
(§ 4 Abs. 1 Sozialhilfegesetz). Die unterstützte Person ist indes vorab
verpflichtet, vollständige und wahrheitsgetreue Auskunft zu erteilen über ihre
finanziellen und persönlichen Verhältnisse (vgl. § 14 Abs. 1 lit. a und c
Sozialhilfegesetz). Das Departement regelt nach Rücksprache mit den Gemeinden
das Mass der wirtschaftlichen Hilfe; es orientiert sich dabei an den
Richtlinien der Schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe, SKOS (§ 7 Abs. 3 Sozialhilfegesetz).

1.3.2 Prinzipiell gelten in der Sozialhilfe des
Kantons Basel-Stadt diese Richtlinien der SKOS; vorbehalten bleiben die
Abweichungen in den kantonalen Richtlinien (vgl. deren Ziff. 2). Gesonderte
Unterstützungstarife bestehen im Übrigen für Asylsuchende und vorläufig
Aufgenommene, die der Kanton im Auftrag und auf Kosten des Bundes beherbergt,
vorbehaltlich der Bundesregelungen; im Rahmen der Nothilfe werden unter anderem
auch Personen ohne Aufenthaltsregelung in der Schweiz unterstützt (Ziff. 3 der
kantonalen Richtlinien). Die Unterstützungsrichtlinien regeln namentlich die
finanziellen Kriterien der Bedürftigkeit (Ziff. 4), die zu unterstützenden
Personen und Personengruppen (Ziff. 5 und 6), die Nothilfe (Ziff. 7), die
materielle Grundsicherung (Ziff. 8), situationsbedingte Leistungen (Ziff.
9) sowie Massnahmen zur sozialen und beruflichen Integration (Ziff. 10). 

1.3.3 Bei den angefochtenen
Unterstützungsrichtlinien handelt es sich damit um eine Verwaltungsverordnung,
die zwar Aussenwirkung entfaltet, gestützt auf welche aber Verfügungen der
Sozialhilfestelle, der Bürgergemeinde der Stadt Basel (§ 25 Sozialhilfegesetz),
ergehen, deren Anfechtung möglich und den Betroffenen zumutbar ist (vgl. § 27
Sozialhilfegesetz; siehe auch § 41 Abs. 2 des Basler Organisationsgesetzes vom
22. April 1976; BGE 131 I 166 E. 7.2
S. 179 f.). Dabei sind die richterlichen Behörden nicht an die Richtlinien
gebunden, falls diese dem Sinn der ihnen zugrundeliegenden gesetzlichen
Regelung nicht entsprechen sollten. So sollen inzwischen denn auch zahlreiche
Sozialhilfeverfügungen ergangen sein, von denen einige weitergezogen wurden
(vgl. Urteil 2P.45/2006 vom 11. Mai 2006). Ein hinreichender Rechtsschutz im
Einzelfall ist somit vorliegend gegeben (BGE 128 I 167 E. 4.5 S. 173
ff. mit Hinweisen). Gegen Rechtsakte wie die hier fraglichen Richtlinien ist
die staatsrechtliche Beschwerde nach ständiger Rechtsprechung nicht zulässig.
Bei diesem Ausgang kann im Übrigen offen bleiben, ob überhaupt sämtliche
Beschwerdeführer zur staatsrechtlichen Beschwerde legitimiert wären."

 

                                         Ne
discende che nel caso concreto il p.to E. 1.3. della Direttiva COSAS non torna
applicabile. A ragione dunque l'USSI, applicando l'art. 22 lett. a cfr. 3 LAS,
ha computato integralmente lo stipendio percepito da __________ quale
apprendista muratore.

 

                               2.8.   Questo
Tribunale rileva comunque che la Direttiva COSAS enuncia che i redditi del
minore devono in ogni caso essere utilizzati per far fronte alle sue spese.

                                         La
direttiva COSAS stessa, quindi, nella misura in cui il salario di un minorenne
serve a coprire le sue spese, non prevede alcun limite all’importo da computare
nel calcolo dell’assistenza sociale.

 

                                         Nel caso
in esame __________, quale apprendista muratore al primo anno, guadagna fr.
1'534.70 netti al mese, ossia fr. 19'951.--annui comprensivi della
tredicesima (cfr. doc. 10, 6).

                                         Le sue
spese personali ammontano a circa fr. 2'000.--, corrispondenti a fr. 24'000.--
(fr. 1'060.--, pari a fr. 12'720.--, fabbisogno di base Las, consid. 2.3., +
fr. 7’500.-- 1/2 pigione, cfr. doc. 8, + fr. 996.-- quota media cantonale
ponderata per il 2007 che per __________ risulta meno elevata del premio medio
ponderato relativo alla __________, 8 cpv. 1 lett. g Laps, + fr. 2'400.-- spese
professionali, cfr. doc. 8).

 

                                         Il
reddito da attività lavorativa di __________ risulta, di conseguenza, inferiore
alle spese afferenti al suo sostentamento.

 

                                         E’ vero
che la ricorrente, fino al mese di dicembre 2007 (mese in cui __________ ha
compiuto 15 anni), era al beneficio anche di un assegno integrativo di fr. 688.--
mensili (cfr. doc. 8), il quale per definizione è destinato a coprire, in modo
selettivo, i costi aggiuntivi del figlio fino all'età di 15 anni (cfr. art. 24,
25 LAF; Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sugli assegni di
famiglia del 19 gennaio 1994, pag. 11) e fino al massimo i limiti minimi del
fabbisogno vitale giusta la LPC (cfr. art. 27 LAF).

 

                                         E’
altrettanto vero, tuttavia, che il reddito di __________, unitamente
all’assegno integrativo, vanno a coprire, in primo luogo, le sue spese. 

                                         Una volta
fatto fronte, con il salario e l’assegno integrativo di complessivi fr. 2’222 (fr.
1'534 + fr. 688), ai costi del figlio risulta, in effetti, soltanto un’eccedenza
di circa fr. 222.-- al mese (fr- 2222 – fr. 2000).

                                         Per
quanto attiene all’aspetto del diritto civile, l’art. 276 cpv. 3 CCS enuncia
che i genitori sono liberati dall’obbligo di mantenimento nella misura in cui
si possa ragionevolmente pretendere che il figlio vi provveda da sé con il
provento del suo lavoro o con altri mezzi.

                                         L’art. 323
cpv. 3 CCS prevede, poi, che i genitori possono esigere dal figlio che vive con
essi in economia domestica unicamente un adeguato contributo per il suo
mantenimento, che in generale equivale a 1/3 del proprio guadagno (cfr. RtiD
II-2004 N. 31c pag. 601 segg.; ICCA sentenza 11.2006.40 del 5 ottobre 2007). 

 

                                         Tale
regime si riferisce, però, ai casi in cui i genitori hanno comunque la
possibilità di sussidiare il proprio figlio in denaro, non quindi a quei casi
in cui i genitori non hanno alcuna possibilità di far fronte al proprio obbligo
di mantenimento e devono, per contro, ricorrere, già per le loro prime
necessità all’assistenza pubblica.

                                         

                               2.9.   In simili
condizioni e considerati lo scopo della pubblica assistenza, nonché il
principio di sussidiarietà che regge la stessa (cfr. consid. 2.6.), occorre
concludere che la scelta del legislatore cantonale di computare per intero il
reddito da attività lucrativa dei minorenni nel calcolo delle prestazioni
assistenziali dei genitori, non è contrario alla legislazione in vigore
e neppure alla Costituzione federale, né alla Costituzione cantonale.

 

                                         In
particolare il TCA non ravvisa alcuna violazione del principio di parità
di trattamento tra i figli minorenni di genitori che devono ricorrere alla
pubblica assistenza e i figli di genitori che fanno fronte autonomamente alle
proprie spese.

 

                                         Secondo
costante giurisprudenza, il principio dell'uguaglianza di trattamento ancorato
nell'art. 8 Cost.fed. vincola il legislatore cantonale e comunale. 

                                         Sotto
questo profilo violano l'art. 8 Cost.fed. - oltre agli atti legislativi che non
hanno un motivo serio o oggettivo, o che appaiono privi di senso o scopo -
quelli che fanno delle distinzioni inammissibili, che non trovano cioè alcuna
corrispon-denza nelle diversità della fattispecie che la disciplina norma­tiva
vuole regolare, e quelli che - all'opposto - omettono di fare delle
distinzioni, laddove la diversità delle circostanze da sottoporre alla norma
impone, invece, di distinguere e che danno luogo quindi a una parificazione
inammissibile (STF 8C_226/2007 del 16 maggio 2008; DTF 124 V 163; DTF 111 Ia
326 consid. 6; 109 Ia 327 consid. 4; 108 II 114 consid. 2b; 107 Ib 182 consid.
5a, 301; 100 Ia 75/76 consid. 4b; RtiD II-2004 N.14). 

 

                                         Per
ammettere una violazione dell'art. 8 Cost., occorre tuttavia che la distinzione
fatta dal legi­slatore appaia insostenibile, rispettivamente, nel caso inverso,
che appaia insostenibile il rifiuto di distinguere: tra questi due estremi
l'art. 8 Cost. lascia infatti al legislatore cantonale e comunale una notevole
libertà, che gli consente ora di porre l'accento su tratti e su elementi comuni
di due fattispecie, per trat­tarle alla stessa maniera, ora di dare peso invece
agli elementi che le distinguono per sottoporle a un regime differenziato (cfr.
RtiD II-2004 N.14; STCA del 4 giugno 1998 nella causa S., 39.1998.18; RDAT
II-1998 pag. 28 seg.; RDAT II-1999 pag. 155 seg.; STF 19.11.1986 in causa
C.L.P., non pubbli­cata; STCA 3.1.1994 nella causa L.G.; J.L. Duc - P.Y.
Greber, "La portée de l'article 4 de la Constitution fédérale en droit de
la sécurité sociale" in RDS 1992 II 473 seg. (573-576)).

 

                                         L’intervento
dell’assistenza sociale costituisce l’elemento di differenza fondamentale che
permette di operare distinzioni in merito all’entità della somma che un figlio
minorenne esercitante un’attività lucrativa è tenuto a mettere a disposizione
della propria famiglia. 

 

                                         Con riferimento a quanto
invocato dal curatore del figlio dell’insorgente nello scritto allegato al
ricorso relativamente alla necessità in talune situazioni di distanziarsi dalla
semplice applicazione delle disposizioni legali (cfr. doc. Ibis), è utile sottolineare
che l’amministrazione deve operare conformemente al principio
della legalità, ossia a quel principio fondamentale del diritto secondo cui ogni
attività amministrativa deve essere riconducibile a una norma legale che ne
delinei ampiezza e limiti delle funzioni (principio della legalità: cfr. Häfelin/Müller,
Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed., cifra marg. 368 segg.;
STFA del 20 agosto 2003 nella causa X., H 231/02, consid. 5).

 

                                         Ne
discende che nel caso in cui l’entità di una prestazione assistenziale
ordinaria risulti da un conteggio effettuato secondo i parametri indicati dalla
legge, ovvero tenendo conto di tutti quei redditi e quelle spese riguardanti il
titolare della prestazione e i componenti della sua unità di riferimento che
sono previsti dalla Laps e dalla Las, l’USSI non può aumentarne l’importo a
seconda delle richieste specifiche di un beneficiario dell’aiuto sociale.

 

                             2.10.   Alla luce di tutto quanto
esposto, questa Corte ritiene corretta la decisione su reclamo del 7 dicembre
2007, la quale deve, conseguentemente, essere confermata.

 

                                         Contestualmente, però,
vista la particolare situazione personale e familiare di RI 1 e del figlio, il
TCA evidenzia la necessità di mettere in atto al più presto nei confronti della
ricorrente una delle misure di inserimento professionale previste dalla Las per i beneficiari di
prestazioni assistenziali (cfr. art. 31 a segg.
Las; Direttive COSAS p.ti D3, H7).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti