# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3b1676a8-2698-5371-ae4d-28699279d05f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 14.12.2004 INC.2003.66610
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-66610_2004-12-14.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.66610

  	
  Lugano

  14 dicembre 2004

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Ursula Züblin

  
	
   

   

   

   

   

   

   

  sedente per statuire sull'istanza di proroga del carcere
  preventivo presentata il 29 novembre 2004 dal

  
						

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico Giuseppe Muschietti,
  Bellinzona

   

  
	
   

  	
  nei confronti di 

  

 

	
   

  	
  __________, attualmente detenuto c/o PCT

  patr. di fiducia dall'avv. __________ 

  

 

viste le osservazioni 9 dicembre
2004 della difesa;

 

visto l'inc.MP __________;

 

ritenuto 

 

in fatto

 

 

A.

 

Per i fatti essenziali e, per
quanto qui necessario, si può rinviare a precedente decisione di proroga della
carcerazione preventiva cui è astretto __________:

 

"A.

 

(….)

 

"__________ - asseritamente direttore di
un'impresa di costruzioni, di una cava e di una società immobiliare in Marocco
- è stato arrestato il 15 ottobre 2003 con le accuse di falsità in documenti,
favoreggiamento e truffa "per avere confezionato e fatto uso nel
procedimento penale a carico di __________ di una procuration, datata
15.06.2001, sapendo trattarsi di un falso finalizzato a favorire la posizione
procedurale di __________ e lo sblocco del denaro sequestrato a
quest'ultimo".

 

L'arresto è stato confermato da questo giudice il
giorno successivo, ritenuta l'esistenza di gravi e concreti indizi di
colpevolezza e di preminenti motivi di interesse pubblico (pericolo di fuga e
bisogni dell'istruzione).

 

Il 28 ottobre 2003 il Procuratore pubblico ha esteso
l'accusa anche per titolo di infrazione aggravata, sub. semplice alla LFStup.

Con sentenza 14 novembre 2003 la Camera dei ricorsi
penali ha respinto il reclamo presentato da __________ contro la decisione di
conferma dell'arresto (CRP 60.2003.349)".

(sentenza 12 febbraio 2004, GIAR 237.2003.4).

 

B.

 

Con decisione 12 febbraio 2004 (GIAR 237.2003.4),
questo giudice ha respinto l'istanza di libertà provvisoria presentata il 3/4
febbraio 2004 da __________, decisione confermata dalla CRP con sentenza 8
marzo 2004 (CRP 60.2004.62). 

 

In data 17 marzo 2004 il Procuratore pubblico ha
esteso l'accusa nei confronti di __________ ai titoli di correità, sub.
complicità, sub. istigazione, in riciclaggio di denaro aggravato, sub. semplice
(cfr. AI 4.19). 

 

Successivamente con decisione 8 aprile 2004 questo
giudice ha, accogliendo parzialmente l'istanza del Procuratore pubblico,
prorogato la detenzione preventiva di __________ di quattro mesi, cioè fino al
15 agosto 2004. 

 

Per quanto concerne lo stadio dell'istruttoria risulta
che gli atti sono stati depositati il 4 giugno 2004. L'istanza di complementi
istruttori 2 luglio 2004 è stata integralmente respinta dal magistrato
inquirente. Avverso tale decisione la difesa di __________ ha presentato
reclamo a questo giudice (inc. GIAR 666.2003.7)".

(sentenza 12 agosto 2004, GIAR 666.2003.8)

 

 

B.

 

Con decisione 10 agosto 2004
questo giudice ha parzialmente accolto il reclamo inoltrato da __________
contro la decisione 12 luglio 2004, con la quale il Procuratore pubblico ha
respinto tutti i complementi di prova richiesti. In particolare, sono state
accolte le richieste di avere accesso all’incarto MP di __________ e quelle
relative all'evasione delle rogatorie a suo tempo inoltrate in Olanda e Marocco
(decisione 10 agosto 2004, inc. GIAR 2003.666.07). 

 

Con decisioni 12 agosto 2003 e 13
ottobre 2004 questo giudice ha ogni volta prorogato di ulteriori due mesi (da
ultimo fino al 15 dicembre 2004) la detenzione preventiva cui è astretto
__________ (inc. GIAR 2003.666.08 e 666.2003.09) 

 

Per quanto concerne lo stadio
dell'istruttoria, risulta che in data 10 novembre 2004 il Procuratore pubblico
ha proceduto ad un secondo deposito atti limitatamente alle prove raccolte a
seguito dell'istanza di complemento istruttorio 2 luglio 2004. A seguito
dell'istanza di complementi istruttori 25 novembre 2004, il magistrato
inquirente ha emanato la decisione 26 novembre 2004, con la quale li ha
respinti integralmente. 

 

 

C.

 

Con l'istanza qui in discussione
il magistrato inquirente chiede che la detenzione preventiva sia prorogata di
un mese e mezzo, cioè sino al 31 gennaio 2005 compreso. Il Procuratore
pubblico, dopo aver rinviato per i gravi e concreti indizi di colpevolezza, a
precedenti decisioni di questo ufficio, della CRP e del Tribunale federale,
ribadita l'esistenza di un pericolo di fuga e di recidiva, riassunto quanto
avvenuto a livello istruttorio dopo la decisione di questo giudice del 13
ottobre 2004, con particolare riferimento alla sua decisione 26 novembre 2004
di rifiuto dei mezzi prova proposti dalla difesa, evidenzia che, in caso di mancato
reclamo, la proroga richiesta appare sufficiente per chiudere l'istruttoria,
così come nell'ipotesi di un accoglimento totale o parziale del reclamo. Il
carcere preventivo sofferto, alla cui durata, secondo il magistrato inquirente,
non è certo estraneo l'accusato visto il suo atteggiamento processuale, e
quello ancora da soffrire sarebbe comunque rispettoso del principio di
proporzionalità, tenuto conto, da un lato, che l'accusa è stata ulteriormente
estesa al titolo di correità, sub complicità, sub istigazione, di riciclaggio
di denaro aggravato, sub. semplice per cui __________ è stato condannato a due
anni di detenzione.

 

 

D.

 

La difesa con osservazioni 9
dicembre 2004 si oppone alla proroga richiesta e chiede l'immediata
scarcerazione dell'accusato. Contestata l'esistenza di seri e concreti indizi
di colpevolezza e l'esistenza di preminenti motivi di interesse pubblico,
peraltro motivati in modo del tutto generico dal magistrato inquirente, con
mente al principio di proporzionalità rileva che "il PP si limita a
rimproverare al signor __________ un atteggiamento processuale dilatorio senza
però motivare in alcun modo tale infondata critica. Nessun rimprovero di
comportamento dilatorio è oggettivamente lecito nel caso del signor __________
". In sostanza, a dire di Mohamed Najid, l'accusa "sostiene di
aver sempre cercato di contenere al minimo il dispendio temporale, ciò è
avvenuto unicamente in violazione dei diritti dell'accusato ad acquisire e
sfogare le prove a discarico".

Delle ulteriori allegazioni si
dirà, se necessario, nel seguito.

 

 

E.

 

In data 10 dicembre 2004
__________ ha presentato reclamo - cui peraltro già faceva riferimento nelle
osservazioni all'istanza qui in esame (cfr. p. 3) - a questo giudice contro la
decisione 26 novembre 2004, con la quale il Procuratore pubblico ha respinto
integralmente i complementi istruttori di cui all'istanza 25 novembre 2004.

 

 

Considerato

 

 

in diritto

 

 

1.

 

L'istanza, presentata prima del
termine di scadenza della detenzione preventiva ex art. 102 cpv. 2 CPP (15
dicembre 2004, compreso) e con tempi che hanno permesso il rispetto del diritto
di essere sentito dell'accusato, è ricevibile.

 

 

2.

 

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui riproposti:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.
32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine
pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

(per tutte:
sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)

 

 

3.

 

Per quanto concerne l'esistenza
di seri e concreti indizi di colpevolezza a carico di __________, valgono le
considerazioni già espresse in precedente decisione di proroga della
carcerazione preventiva (decisione 8 aprile 2004, inc. GIAR 666.2003.6:

 

“Per quanto
concerne l'esistenza di seri e concreti indizi di colpevolezza a carico di
__________ , tenuto conto dei limiti che deve porsi questo giudice, si può
senz'altro far capo (DTF 123 I 30 consid. 2c) a quanto stabilito dalla CRP
nella decisione 8 marzo 2004 per i reati di infrazione aggravata, sub. semplice
alla LFStup, falsità in documenti, favoreggiamento e truffa. Infatti non
emergono dall'incarto (tantomeno dall'istanza e dalle osservazioni) elementi
atti a modificare sostanzialmente quelle conclusioni che vengono, di
conseguenza, qui riprodotte: 

 

"2.2.

Il primo
presupposto per il mantenimento del carcere preventivo - ossia l'esistenza di
gravi e concreti indizi di colpevolezza per titolo di infrazione aggravata,
sub. semplice alla legge federale sugli stupefacenti, falsità in documenti,
favoreggiamento e truffa - è nella fattispecie pacifico, il coinvolgimento del
ricorrente nei fatti di cui all'inchiesta penale trovando riscontro agli atti,
come già esposto con giudizio 14.11.2003: 

 

"__________
è infatti stato arrestato l'8.7.2003 con le accuse di riciclaggio di denaro,
eventualmente infrazione aggravata, sub. semplice alla legge federale sugli
stupefacenti, considerato che erano stati trovati - in venti involucri di
plastica nascosti nella carrozzeria del veicolo che conduceva - € 345'000.--
circa e che erano state rinvenute tracce di cocaina sulle intercapedini della
vettura, sulle banconote stesse e sotto le sue unghie (cfr. rapporto di arresto
8.7.2003, AI 1.1 e rapporto d'expertise 18.7.2003, AI 1.2). Ritenuto che - con
riferimento all'origine della somma sequestrata e contraddicendo precedenti
versioni - __________ aveva affermato che l'importo in questione sarebbe stato
di pertinenza del qui ricorrente (cfr. verbale di interrogatorio PP 30.9.2003,
p. 3 ss., AI 4.3), questi ha fatto pervenire al procuratore pubblico - tramite
il legale di Habib Salahi - una procura di data 15.6.2001, con la quale, per
conto di tale società __________, autorizzava __________ ad agire per la stessa
(cfr. allegato 1, verbale di interrogatorio PP 15.10.2003 di __________, AI
4.5). Al proposito, in sede di interrogatorio __________ ha quindi sostenuto
che "(…) ho redatto io la "procuration" in questione (…). ADR
che ho redatto tale procura nei miei uffici a Casablanca il 15.06.2001"
(verbale di interrogatorio PP 15.10.2003, p. 2, AI 4.5), aggiungendo che "(…)
ho iniziato a lavorare con __________ nell'ottobre 2001", che "sostanzialmente
il compito di __________ è quello di raccogliere il mio denaro e di portarlo in
Olanda, solamente presso la __________ ", che "(…) il denaro
serve a pagare i macchinari acquistati attraverso le aste organizzate dalla
ditta __________ " (verbale di interrogatorio PP 15.10.2003, p. 2, AI
4.5) e che "(…) l'ufficio di cambio (in Marocco) si è occupato
del trasferimento in Europa del mio denaro e ha contattato __________, dandogli
dei numeri di telefono da contattare per ritirare il denaro così giunto in
Europa" (verbale di interrogatorio PP 15.10.2003, p. 3, AI 4.5).
Sennonché, le indagini - esperite, tra l'altro, tramite commissione rogatoria in
Italia - hanno permesso di individuare un'organizzazione criminale dedita al
traffico internazionale di stupefacenti tra il Marocco e l'Italia, via Olanda e
Svizzera (cfr. risposta 15.10.2003 della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Lecco, AI 6.3); in particolare, è emerso che l'8.9.2003 il qui
ricorrente ha discusso telefonicamente con tale __________, che risulta far
parte di detta organizzazione, in relazione all'allestimento da parte sua di un
documento inerente una procura a favore di __________ (cfr. risposta 15.10.2003
della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecco, AI 6.3).
Interrogato al proposito, il ricorrente ha detto che "(…) __________ aveva
il documento in Olanda, penso presso di lui e che ho dovuto farne un altro per
l'avv. __________ " (verbale di interrogatorio PP 15.10.2003, p. 4, AI
4.5), e ciò in palese contraddizione con le affermazioni precedenti la
contestazione della citata registrazione telefonica, secondo le quali "(…)
ho redatto io la "procuration" in questione (…). ADR che ho redatto
tale procura nei miei uffici a Casablanca il 15.06.2001" (verbale di
interrogatorio PP 15.10.2003, p. 2, AI 4.5). Il fatto poi che anche il veicolo
con cui il ricorrente è giunto in Ticino sia fornito di intercapedini e che su
di esso siano state riscontrate tracce di cocaina (cfr. verbale di
interrogatorio PP 28.10.2003, p. 3, AI 4.9; cfr. anche rapporto di trasmissione
22.10.2003, AI 1.7) sostanzia ulteriormente un suo coinvolgimento nelle accuse
a' sensi della legge federale sugli stupefacenti. Certo, egli sostiene che la
vettura gli sarebbe stata prestata da tale __________ e che l'avrebbe ritirata
presso un'autofficina (cfr. verbale di interrogatorio PP 28.10.2003, p. 2, AI
4.9): ciò deve tuttavia ancora essere verificato, rilevato inoltre che
l'autovettura sarebbe di proprietà di __________, fratello del citato
__________ (cfr. verbale di interrogatorio PP 28.10.2003, p. 2, AI 4.9)"
(considerando 3, inc. 60.2003.349). 

 

Al
proposito, i successivi accertamenti hanno permesso di stabilire che il
predetto veicolo - intestato ad __________ - è stato utilizzato anche da
__________ (cfr. risposta 28.11.2003 della Procura della Repubblica presso il
Tribunale di Lecco, p. 44, AI 6.17), la cui utenza telefonica emerge
ripetutamente in relazione ad __________ (cfr. verbali di interrogatorio PP
17.9.2003, p. 2, AI 4.2, e 20.10.2003, p. 3 e 4, AI 4.7) - condannato dalla
Corte delle assise correzionali alla pena di due anni di detenzione, alla multa
di fr. 5'000.-- ed all'espulsione dalla Svizzera per sette anni, siccome
riconosciuto colpevole di riciclaggio aggravato di denaro (cfr. sentenza
25.2.2004, cresciuta in giudicato, inc. __________) - ed al ricorrente (cfr.
verbale di interrogatorio PP 16.12.2003, AI 4.14). In particolare, le indagini
esperite tramite commissione rogatoria hanno evidenziato che "(…) tre
suoi (di __________ u) numeri di telefono sono memorizzati nel cellulare
di __________, mentre l'utenza cellulare italiana __________ risulta
memorizzata nella scheda telefonica italiana __________ trovata nel mio
portamonete, numero che viene memorizzato quale "__________", utenza
cellulare corrispondente a quella memorizzata nel cellulare in uso a __________
con la dicitura "__________" " (verbale di interrogatorio PP
16.12.2003 di __________, p. 1, AI 4.14); dalla documentazione acquisita agli
atti (cfr. risposta rogatoriale 28.11.2003 della Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Lecco, p. 30, AI 6.17) risulta inoltre una corrispondenza
fra l'utenza __________ (inerente una delle schede telefoniche rinvenute al
momento dell'arresto) ed il cellulare __________, in suo possesso, a partire
dal 6.10.2003 ore 22.41, quando è giunto in Italia [cfr. anche verbale di
interrogatorio PO 15.10.2003 di __________, moglie del ricorrente, p. 7, AI
5.1: "(…) quello (telefonino) spento è di mio marito; ha una
tessera svizzera; non so il numero che però posso dire che termina con il …25"].
Non appare pertanto credibile che il ricorrente abbia trovato le schede
telefoniche __________ - che ha in memoria, tra l'altro, un numero
riconducibile ad un collaboratore di __________, tale __________ (cfr. verbale
di interrogatorio PP 16.12.2003 di __________, p. 4, AI 4.14) - e __________ il
13.10.2003 nel veicolo intestato ad __________ (cfr. verbali di interrogatorio
PP 4.11.2003, p. 1, AI 4.10, e 16.12.2003, p. 4 e 5, AI 4.14). Ciò posto, il
fatto che __________ abbia affermato che il ricorrente non sia "(...)
per nulla coinvolto nelle questioni riguardanti il traffico di stupefacenti"
(ricorso 19/20.2.2004, p. 9; cfr. verbale di interrogatorio 24.1.2004 di
__________, allegato alla risposta 26.1.2004 della Procura della Repubblica
presso il Tribunale di Lecco, AI 6.25) non è quindi sufficiente - allo stato
attuale del procedimento - per ritenere che __________ sia estraneo alle
attività illecite che interessano il citato __________, tanto più che questi ha
asserito che l'avrebbe incaricato di ottenere la liberazione di __________ e la
restituzione del denaro sequestratogli al momento dell'arresto, affermazioni
che il ricorrente decisamente contesta (cfr. verbale di interrogatorio PP
6.2.2004, AI 4.18; cfr. anche verbale di interrogatorio PO 5.2.2004, AI 5.9).
Al proposito, mal si comprende - come ha rilevato il giudice dell'istruzione e
dell'arresto - perché "(…) fra tutte le dichiarazioni fatte da
__________ l'unica credibile, a dire della difesa, sia proprio quella a
vantaggio del suo cliente, mentre le altre, in particolare quelle secondo cui i
due si conoscerebbero bene, sono contestate (…)" (decisione
12.2.2004, p. 6). La circostanza che il ricorrente ometta di confrontarsi con
le pertinenti motivazioni del giudizio impugnato inerenti, per esempio, il ritrovamento
di schede telefoniche con i numeri di __________, persona che conoscerebbe
appena (cfr. verbale di interrogatorio PP 6.2.2004, AI 4.18), o di suoi
collaboratori - limitandosi a sostenere che la conclusione del giudice
dell'istruzione e dell'arresto in merito alla credibilità di __________ sia
"(…) sbrigativa e per nulla motivata (…)" (ricorso
19/20.2.2004, p. 9) - non depone peraltro a sostegno della sua tesi, secondo
cui gli elementi evidenziati nella predetta decisione "(…) trovano
facile spiegazione in quel contesto di relazioni personali dirette o indirette
che (…) non ha mai negato con per es. __________ e __________ "
(ricorso 19/20.2.2004, p. 10)."

 

 

Anche per quanto concerne il
titolo di correità, sub. complicità, sub. istigazione, in riciclaggio di denaro
aggravato, sub. semplice, oggetto delle promozione d'accusa 17 marzo 2004,
dagli atti emergono seri e concreti indizi di colpevolezza a carico di
__________. Basti qui ricordare che quest'ultimo ha dichiarato di aver dato
mandato a __________ di ritirare la somma di Euro 382'990.-- (cfr. AI 4.5, 4.9,
4.11 e 4.17) e che con sentenza 25 febbraio 2004 la Corte delle Assise
correzionali di Mendrisio ha accertato giudizialmente che tale somma era
provento di crimine, e meglio della vendita di sostanza stupefacente, e ha di
conseguenza condannato __________ per titolo di riciclaggio aggravato di
denaro, segnatamente per avere, agendo quale membro di un'organizzazione
criminale, compiuto atti suscettibili di vanificare l'accertamento
dell'origine, il ritrovamento e la confisca di Euro 382'990.--, sapendo o
dovendo presumere che si trattava di provento di crimine”. 

 

__________, interrogato dalle
Autorità marocchine, ha asserito di non avere mai effettuato operazioni di
trasferimento di denaro verso l'Italia tramite l'ufficio cambi di cui è gerente
per conto di __________ che preso atto delle suddette dichiarazioni, ha
ribadito la propria versione dei fatti (cfr. risposta rogatoria Marocco e
verbale PP 8 ottobre 2004).

 

Giova rilevare che l’esistenza di
gravi indizi di colpevolezza a carico di __________ è stata riconosciuta anche
dal Tribunale federale (sentenza 7 maggio 2004, inc. 1P.223.2004) e che nel
corso del verbale di interrogatorio 14 maggio 2004, tenutosi a __________ alla
presenza del Procuratore pubblico e del difensore di __________, __________ ha
sostanzialmente confermato quanto dichiarato nel precedente verbale del 24
gennaio 2004.

 

 

4.

 

La detenzione di __________ è
giustificata anche in considerazione dell'esistenza, contestata dalla difesa,
di un concreto pericolo di fuga. Valgono in proposito le considerazioni già
espresse da questo giudice nella decisione 12 febbraio 2004 e riprese in quelle
del 12 agosto 2004 e 13 ottobre 2004:

 

"3.3

I criteri determinanti per stabilire se esista
pericolo di fuga sono il carattere del prevenuto, il suo domicilio, la sua
professione, la sua situazione familiare ed i suoi legami con lo Stato in cui
egli è inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S. C. del
Tribunale federale, sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94) e
l'apprezzamento di tutte tali circostanze, per invocare appunto un rischio di
fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiono
all'accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui
dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati
comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importante (in questo
senso M. Luvini, in Rep. 1989, p. 292 e ss. e riferimenti ivi indicati;
sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP 341/94)

 

L'imputato è cittadino straniero, titolare di un
passaporto marocchino, nonché con permessi di residenza in Paesi dell'Africa
Occidentale (cfr. AI 1.3, passaporto), senza alcun legame con la Svizzera.
L'istante non ha alcun interesse a rimanere a disposizione delle autorità
svizzere (come del resto suffragato dal suo atteggiamento negatorio e reticente
in sede di istruttoria), nella prospettiva, in caso di condanna, di una pesante
sanzione penale, ritenuta la gravità degli addebiti mossigli. La tentazione di
riparare all'estero, in Marocco o in uno dei Paesi in cui possiede un
"residence status", per sottrarsi al procedimento è quindi sorretta
da sufficiente verosimiglianza ed il rischio di fuga appare probabile in modo
concreto.

Tale pericolo, a questo stadio della procedura, non
potrebbe essere ovviato dall'applicazione di una misura sostitutiva, quale il
versamento di una cauzione di soli Euro 10'000.--, come proposto dalla difesa,
apparendo tale importo insufficiente, tenuto conto della gravità dei reati di
cui è accusato __________, a garantire la sua presenza al dibattimento."

 

 

5.

 

Alla base della richiesta di
proroga vi è la richiesta di complementi istruttori 25 novembre 2004, peraltro
intervenuta l'ultimo giorno disponibile, cui ha fatto seguito la decisione di
rifiuto 26 novembre 2004 del Procuratore pubblico ed il reclamo 10/13 dicembre
2004.

 

In particolare, per
quanto concerne l'istruttoria, successivamente alla decisione 13 ottobre 2004,
con la quale questo giudice ha ulteriormente prorogato la detenzione cui è
astretto __________, è pervenuta la risposta delle Autorità olandesi (novembre
2004). Il magistrato inquirente, ordinata la traduzione, ha tempestivamente, il
10 novembre 2004, proceduto all'interrogatorio di __________ per le necessarie
contestazioni ed al termine di tale verbale, allo scopo di accelerare i tempi
della procedura, ha ordinato un nuovo deposito atti sui complementi istruttori
acquisti. Il 26 novembre 2004 ricevuta l'istanza di complementi istruttori
formulata dall'accusato il 25 novembre 2004 (cioè alla scadenza del deposito
atti), lo stesso giorno ha emanato decisione negativa (con intimazione
anticipata via fax). Avverso tale decisione __________ è insorto con reclamo 10
dicembre 2004, riconfermando integralmente le richieste di cui all'istanza 25
novembre 2004. Il 13 dicembre 2004 questo ufficio ha ricevuto il reclamo contro
la decisione del Procuratore pubblico 26 novembre 2004 ed ha avviato la
procedura decisionale (notifica alle parti per osservazioni). 

 

Ciò premesso - potendo
nelle circostanze concrete rimanere indeciso il pericolo di recidiva - occorre
ora stabilire se la proroga del carcere preventivo sia (ancora) rispettosa di
proporzionalità e celerità (art. 102 CPP).

 

Nella decisione 13
ottobre 2004 questo giudice aveva affermato che "un ulteriore proroga
nei limiti di due mesi della carcerazione preventiva, tenuto conto della
gravità dei reati addebitati a __________, della pena prospettabile in caso di
condanna e della complessità del caso, è ancora rispettosa del principio di
proporzionalità, anche se ci stiamo avvicinando al limite".
Successivamente a tale decisione va rilevato che il magistrato inquirente ha
cercato di accelerare i tempi del procedimento (vedi quanto detto più sopra) e
che l'istanza 25 novembre 2004, indipendentemente dalle conseguenze di una sua
valutazione (merito che sarà oggetto di separata decisione a seguito del
reclamo pervenuto il 13 dicembre 2004) legittimava (o meglio imponeva) una
decisione del magistrato inquirente in relazione al seguito dell'istruttoria.

 

In siffatte circostanze
l'inchiesta è stata condotta del Procuratore pubblico nel rispetto dell'art.
102 CPP. Rallentamenti nella procedura sono semmai riconducibili alla difesa:
il patrocinatore può certamente scegliere (quasi sistematicamente) di far capo
a decelerazioni procedurali (presentazione istanze e/o reclami, visione atti
l'ultimo giorno utile), non può invece pretendere che il trascorrere del tempo
venga addebitato all'inquirente e/o visto come strumentale proprio ai fini
dell'ottenimento di una scarcerazione per pretesa incompatibilità del tempo
trascorso con il principio di proporzionalità. Non va inoltre dimenticato
l'atteggiamento processuale, sostanzialmente negatorio, di __________ (in
proposito si rinvia a quanto già evidenziato nelle precedenti decisioni di
proroga). Nel caso in esame sono presenti gravi indizi di reato (cfr.
considerando 3.), permane concreto pericolo di fuga (cfr. considerando 4.) ed
il perdurare della carcerazione, nei termini indicati, è ancora rispettoso del
principio di proporzionalità. A tale ultimo proposito giova ribadire quanto già
evidenziato nella precedente decisione di proroga della carcerazione
preventiva:

 

"Per quanto concerne la pena prospettabile in
caso di condanna, il fatto che __________ sia stato condannato ad una pena di
due anni di detenzione non è affatto determinante. Quest'ultimo è stato infatti
condannato unicamente per il reato di riciclaggio aggravato; mentre nei
confronti di __________ è stata promossa l'accusa, non soltanto per correità
sub. complicità, sub. istigazione in riciclaggio di denaro aggravato sub.
semplice, ma anche per altri reati di indubbia gravità, segnatamente infrazione
aggravata, sub. semplice alla LFStup, falsità in documenti e truffa, per i
quali, come detto sopra (consid. 3), sono dati gravi e concreti indizi di colpevolezza.
Qualora tutte le suddette accuse dovessero essere confermate, potrebbe quindi
entrare in considerazione per __________ una pena superiore a quella inflitta a
__________."

(cfr. decisione 13 ottobre 2004, inc. GIAR 666.2003.09).

 

 

In conclusione, la richiesta del
magistrato inquirente merita accoglimento: gli elementi di legge per il
mantenimento e/o proroga della detenzione preventiva sono presenti nel caso in
esame, un'ulteriore proroga nei limiti di un mese e mezzo appare adeguata ed è
ancora rispettosa, tenuto conto della gravità dei reati, della pena
prospettabile in caso di condanna e della complessità del caso, del principio
di proporzionalità, anche se ormai molto vicino al limite, fermo restando
l'obbligo del magistrato inquirente di procedere indilatamente, a dipendenza
della decisione di questo giudice sul reclamo 10/13 dicembre 2004, nei suoi
incombenti ex art. 102 CPP. 

 

 

6.

 

Conformemente a quanto sopra
espresso, l’istanza viene accolta, il carcere preventivo cui è astretto
l’accusato è prorogato fino al 31 gennaio 2005 (compreso), con la presente
decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e
contrario), suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art.
284 cpv. 1 lett. a CPP).

 

 

P.Q.M.

 

 

viste le norme applicabili, in
particolare gli artt. 146, 251, 305, 305 bis CP, 19 cifra 1 e 2 LFStup., 102,
103, 279 e 284 CPP,

 

 

decide:

 

 

1.     
L'istanza è accolta.

       §.    Di conseguenza, il carcere preventivo cui è astretto
__________ è prorogato di un mese e mezzo e verrà a scadere il 31 gennaio
2005 (compreso).

 

 

2.     
Non si prelevano tasse e spese.

 

 

3.     
Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera dei ricorsi
penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

 

 

4.     
Intimazione: (anticipata via fax e per raccomandata)

 

 

 

                                                                                 giudice
Ursula Züblin