# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fa8f2af2-45d8-5f5c-bb03-4672da42e6ae
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-11-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.11.2009 C-312/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-312-2008_2009-11-09.pdf

## Full Text

Corte II I
C-312/2008/

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  9  n o v e m b r e  2 0 0 9

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Johannes Frölicher, Franziska Schneider, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Luigi Potenza, 
via della Repubblica 23, IT-73054 Presicce,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità, decisione del 
27 novembre 2007.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-312/2008

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano  nato  il  (...),  coniugato,  ha  lavorato  in 
Svizzera  come  elettricista  dal  1962  al  1969,  in  modo  discontinuo, 
versando  i  contributi  obbligatori  all'assicurazione  per  la  vecchiaia,  i 
superstiti  e  l'invalidità  (AVS/AI).  Il  10  febbraio  2005,  per  il  tramite 
dell'Istituto  nazionale  italiano  della  previdenza  sociale,  l'assicurato, 
affetto  in  particolare  da  un  diabete  mellito  di  2°  tipo,  ha  formulato 
all'Ufficio  dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero (UAIE) una domanda di rendita d'invalidità svizzera (doc. 1 a 
5).  

B. Nell'ambito  dell'istruzione  della  domanda  di  rendita,  l'UAIE  ha 
acquisito, tra gli altri, i documenti seguenti: 

- la dichiarazione dei redditi per il 2004 (doc. 8);

-  il  questionario  per  indipendenti,  del  15 febbraio 2006,  dal  quale  si 
evince  che  l'assicurato  ha  svolto  l'attività  di  commerciante  dal  1° 
marzo 1986 al 31 dicembre 2005, cinquanta quattro ore alla settimana, 
realizzando un reddito mensile di EUR 1'000.-, e che, dopo l'insorgere 
dei suoi problemi di salute, ha dovuto diminuire l'orario di lavoro a tre o 
quattro  giornaliere,  conseguendo  un  reddito  mensile  di  EUR  330.- 
(doc. 9),

- il questionario per l'assicurato, del 15 febbraio 2006, da cui risultano, 
in  sostanza,  le  stesse  indicazioni  contenute  nel  questionario  per  gli 
indipendenti (doc. 10),

- un referto medico del 4 giugno 2004, nel quale sono diagnosticati un 
diabete mellito di tipo 2 e una retinopatia diabetica (doc. 11),

- due referti medici del 29 dicembre 2004, facenti stato della diagnosi 
di dolori alla spalla destra dovuti ad una tendinopatia della cuffia dei 
rotatori in paziente diabetico in terapia insulinica (doc. 12 e 13),

-  un  referto  medico  del  18  ottobre  2004,  relativo  ad  un  esame 
d'elettromiografia (EMG) degli arti superiori e inferiori, in cui è rilevata 
una globale alterazione dei parametri  neurografici,  compatibile con il 
sospetto  clinico  di  una  polineuropatia  diabetica,  e  la  possibile 

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presenza di una sindrome del tunnel carpale bilaterale (doc. 17),

- una perizia medica particolareggiata E 213 del dott. C._______, del 
13 aprile 2005, nella quale è posta la diagnosi di diabete mellito di 2° 
tipo  in  trattamento  misto,  con  retinopatia  e  polineuropatia  diabetica 
iniziale,  di  poliartrosi  a  scarsa incidenza funzionale  e  d'ipertensione 
arteriosa  lieve  non  complicata,  e  nella  quale  è  specificato  che 
l'assicurato  può svolgere  la  sua ultima attività  o  altri  lavori  adeguati 
(cameriere) al massimo per cinque o sei ore giornaliere, ed è stabilito 
un grado d'invalidità del 50% per qualsiasi attività lavorativa (doc. 19).

C.
L'UAIE  ha  quindi  sottoposto  l'incarto  all'apprezzamento  del  proprio 
servizio medico, nella persona del dott. B._______. Nel suo rapporto 
finale  del  21  aprile  2006,  quest'ultimo  ha  diagnosticato  un  diabete 
mellito  di  tipo  2,  con  polineuropatia  e  retinopatia  anamnestica,  e 
un'ipertensione  arteriosa,  ed  ha  stabilito  che  l'incapacità  lavorativa 
nell'attività abituale, come pure in altre attività adeguate, è nulla (doc. 
21).

Sulla  base  di  questa  valutazione  medica,  l'UAIE  ha  emanato  una 
decisione  l'8  maggio  2006,  con la  quale  ha respinto  la  domanda di 
rendita d'invalidità presentata dall'assicurato (doc. 22). 

D.
Rappresentato  dall'avvocato  Potenza,  l'assicurato  ha  formulato 
opposizione  contro  questa  decisione  mediante  scritto  del  9  giugno 
2006, chiedendone l'annullamento (doc. 23).

L'UAIE ha quindi fatto esibire un nuovo questionario per l'assicurato, 
datato 20 agosto 2007, da cui risultano le stesse indicazioni contenute 
nei  precedenti  questionari  ed  egli  ha  inoltre  prodotto  nuova 
documentazione medica,  tra cui  due referti  d'angiografia  retinica del 
23 marzo e 13 giugno 2007, da cui si evince la diagnosi di retinopatia 
diabetica  non  proliferante  all'occhio  destro  e  proliferante  all'occhio 
sinistro  e  d'edema  maculare,  con  l'esecuzione  di  una 
panfotocoagulazione retinica mediante laser (doc. 29 a 29.3).

Chiamata  a  pronunciarsi  dall'UAIE  sulla  nuova  documentazione 
medica esibita dall'assicurato, la dott.ssa V._______ ha rilevato, nella 
sua  presa  di  posizione  del  1°  ottobre  2007,  che,  rispetto  alla 

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valutazione del dott. B._______ del 21 aprile 2006, si è sviluppata una 
retinopatia diabetica in  entrambi  gli  occhi,  la quale ha generato una 
diminuzione  dell'acuità  visiva  e,  quindi,  della  capacità  lavorativa  in 
qualsiasi  attività.  La  dott.ssa  V._______  ha  inoltre  precisato  che 
l'assicurato non può praticare attività implicanti sforzi fisici, a causa del 
rischio d'emorragia  retinica,  e che la  sua incapacità  lavorativa è del 
50% in qualsiasi  attività,  dal  10 giugno 2006 (data di  un'angiografia 
eseguita  lo  stesso  giorno;  doc. 29.2),  come pure  che  la  malattia  di 
lunga durata è cominciata il 21 maggio 2004, con una diminuzione del 
20% della capacità lavorativa dal 5 luglio 2004, ossia dall'inizio della 
terapia con insulina (doc. 32).

Mediante decisione del  27 novembre 2007,  l'UAIE ha quindi  accolto 
parzialmente l'opposizione dell'assicurato, riconoscendogli il  diritto ad 
un quarto di rendita d'invalidità dal 1° febbraio 2007 e ad una mezza 
rendita  dal  1°  maggio  2007,  ed  ha  conseguentemente  annullato  la 
decisione dell'8 maggio 2006 (doc. 36 a 39). 

E.
Contro  questa  decisione su opposizione,  per  il  tramite  dell'avvocato 
Potenza,  l'assicurato  ha  inoltrato  ricorso  al  Tribunale  amministrativo 
federale il 12 gennaio 2008, chiedendo, in ordine, di dichiarare nulla la 
decisione impugnata perché carente di  motivazione, e, nel merito, di 
riconoscergli il diritto ad una rendita intera d'invalidità a far data dalla 
presentazione della domanda amministrativa, come pure di rifondergli 
le spese di procedura. 

L'UAIE  ha  risposto  il  18  marzo  2008,  proponendo  di  respingere  il 
ricorso e di confermare la decisione impugnata. 

Il  ricorrente  ha  replicato  il  30  aprile  2008,  ribadendo  le  proprie 
conclusioni. 

L'UAIE ha ancora duplicato il 15 maggio 2008, confermando il proprio 
punto di vista.

F.
Con decisione incidentale  del  21  maggio  2008,  questo  Tribunale  ha 
notificato  al  ricorrente  una  copia  della  duplica  dell'UAIE,  invitandolo 
nel  contempo a versare un anticipo equivalente alle  presunte spese 
processuali  di Fr. 300.-. Il  relativo versamento è stato effettuato il  25 

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giugno 2008.    

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20).

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi, 
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti 
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art. 
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso  è  ammissibile  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente,  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge (art. 59 e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA), e visto che il 

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ricorrente ha provveduto a versare nel temine impartito l'anticipo di Fr. 
300.-, relativo alle spese giudiziarie. 

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 del Regolamento 
CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

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2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante  (DTF  130  V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti).  Le 
disposizioni  della  5a  revisione  della  LAI  e  della  LPGA,  in  vigore  dal 
1° gennaio 2008, non sono pertanto applicabili nel caso concreto e di 
seguito  è  fatto  riferimento  alle  disposizioni  in  vigore  fino  al  31 
dicembre 2007.

4.
Il ricorrente ha contestato la validità formale della decisione dell'UAIE, 
rilevando che essa sarebbe nulla poiché priva di motivazione. 

4.1 Il diritto di essere sentito, la cui garanzia è prevista all'art. 29 cpv. 
2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  svizzera  del  18 
aprile  1999  (Cost,  RS  101),  comprende  il  diritto  per  l'assicurato  di 
prendere conoscenza dell'incarto (DTF 132 II  485 consid. 3, 126 I  7 
consid. 2b), di esprimersi prima che una decisione sia emessa nei suoi 
confronti,  di  produrre  delle  prove  pertinenti,  di  partecipare 
all'amministrazione delle prove essenziali, di prenderne conoscenza e 
di  potersi  esprimere  in  merito,  allorquando  questo  è  proprio  ad 
influenzare la decisione da emanare (cfr. DTF 124 II 132 consid. 2b e 
giurisprudenza ivi citata). Nel quadro della procedura amministrativa il 
diritto  di  essere  sentito  è  consacrato  dagli  art.  26  a  28  (diritto  di 
esaminare gli  atti),  dagli  art. 29 a 33 (diritto di essere sentito  stricto 
sensu) e dall'art. 35 PA (diritto di ottenere una decisione motivata).

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4.2 La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito, definito 
dalle  norme  speciali  di  procedura  (quali  l'art.  35  PA)  l'obbligo  per 
l'autorità di motivare la sua decisione, così da permettere ai destinatari 
ed a tutte le persone interessate di comprenderla, di impugnarla ed in 
modo  da  rendere  possibile  all'autorità  di  ricorso  adita  di  esercitare 
convenientemente il suo controllo (DTF 129 I 232 consid. 3.2; DTF 126 
I 97 consid. 2b; DTF 122 IV 8 consid. 2c, DTF 112 Ia 107 consid. 2b; 
cfr.  inoltre  la  sentenza  del  Tribunale  federale  2A.496/2006/ 
2A.497/2006 del  15 ottobre  2007  consid. 5.1.1). Si  è  in  presenza  di 
una violazione del diritto di essere sentito se l'autorità non soddisfa al 
suo obbligo di esaminare e di trattare i problemi pertinenti (DTF 126 I 
97  consid. 2b;  DTF  122  IV  8  consid. 2c).  Per  adempiere  a  tali 
esigenze,  è  sufficiente  che il  giudice  (o  l'autorità)  menzioni,  almeno 
brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in modo da 
permettere all'interessato di apprezzare la portata di quest'ultima e di 
impugnarla  in  piena  conoscenza  di  causa  (DTF  menzionate).  In 
generale, la portata dell'obbligo di motivare dipende dalla complessità 
della  fattispecie  da  giudicare,  dalla  potenziale  gravità  delle 
conseguenze della decisione e dalle circostanze del singolo caso. Più 
la  libertà  d'apprezzamento  dell'autorità  è  ampia  e  più  la  misura 
adottata arreca pregiudizio ai diritti dei singoli, più le esigenze legate 
alla  motivazione della  decisione devono essere elevate (DTF 112 Ia 
107  consid. 2b;  cfr. inoltre  la  sentenza  del  Tribunale  federale 
2A.496/2006 / 2A.497/2006 precitata). Sebbene la motivazione debba 
fare emergere le riflessioni dell'autorità in merito agli elementi (di fatto 
o di diritto) essenziali che hanno influenzato la decisione, l'autorità non 
è  comunque  tenuta  a  pronunciarsi  su  tutti  i  fatti,  argomentazioni  e 
mezzi di prova invocati dalle parti, ma può limitarsi a quelli che, senza 
arbitrio, le sembrano decisivi per la risoluzione della causa (DTF 126 I 
97  consid. 2b;  DTF  112  Ia  107  consid. 2b).  È  sufficiente  che 
l'amministrazione  indichi  brevemente  i  motivi  della  decisione e  quali 
sono gli elementi alla base di quest'ultima (DTF 124 V 180, consid. 1a, 
confermato nella sentenza del Tribunale federale, del 9 maggio 2000, 
in re I., ed in Pra 2001, n. 71, consid. 1 a/bb).

4.3 Il  diritto  di  ottenere  una  decisione  motivata  costituisce  una 
garanzia  costituzionale  di  natura  formale,  la  cui  violazione causa in 
principio l'annullamento della decisione impugnata indipendentemente 
dalle possibilità di esito favorevole del ricorso nel merito (cfr. DTF 126 I 
19  consid. 2d/bb;  DTF  126  V  130  consid. 2b;  DTF  122  II  464 
consid. 4a  e  giurisprudenza  citata).  Eccezionalmente  un'eventuale 

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violazione del diritto di essere sentito può essere sanata allorquando 
l'autorità  che ha emanato  la  decisione ha preso posizione in  merito 
alle  argomentazioni  decisive nel  quadro dello  scambio degli  scritti  e 
che l'amministrato ha avuto la possibilità di esprimersi liberamente di 
fronte  ad  un'autorità  di  ricorso  che  disponga  di  piena  cognizione 
(DTF 133 I 201 consid. 2.2; DTF 130 II 530 consid. 7.3; DTF 126 V 130 
consid. 2b; DTF 124 V 389 consid. 5a e 180 consid. 4a).

4.4 In  concreto,  la  motivazione  della  decisione  impugnata  appare 
certo  succinta,  ma  ciò  non  ha  però  impedito  il  ricorrente  di 
comprenderne la portata e di deferirla all'istanza superiore. Nell'ambito 
del ricorso, infatti,  egli  ha potuto difendersi in maniera corretta, nella 
misura in cui è stato in grado di dedurre i  fatti su cui la decisione si 
fonda e le  ragioni  per cui  è  stata pronunciata. Tuttavia,  anche se la 
decisione  fosse  considerata  non  sufficientemente  motivata,  si  rileva 
che  tale  carenza  sarebbe  sanata  dal  ricorso  davanti  al  Tribunale 
amministrativo federale, il  quale dispone di un pieno potere d'esame 
(fatti e diritto). 

Visto  quanto  precede,  la  censura  del  ricorrente  in  ordine 
all'insufficienza della motivazione e, quindi, alla violazione del  diritto 
di essere sentito, deve essere respinta.

5.
Il  ricorrente  ha  contestato  la  validità  materiale  della  decisione 
dell'UAIE, chiedendo che gli  sia riconosciuto il  diritto  ad una rendita 
intera d'invalidità a far data dalla presentazione della domanda. 

6.  
Secondo l'art. 24 cpv. 1 LPGA, il diritto a prestazioni si estingue cinque 
anni dopo la fine del mese per cui era dovuta la prestazione. In deroga 
a questa disposizione, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato si 
annuncia più di dodici  mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni 
dell'assicurazione invalidità  possono essere assegnate soltanto per i 
dodici mesi precedenti la richiesta. Esse sono assegnate per un tempo 
anteriore, se l'assicurato non poteva conoscere i fatti motivanti il diritto 
e  presenta  la  richiesta  entro  dodici  mesi  da  quando  ne  ha  avuto 
conoscenza. 

In  concreto,  il  ricorrente  ha  presentato  la  domanda  di  rendita  il  10 
febbraio 2005. Il Tribunale amministrativo federale potrebbe quindi, di 

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principio,  limitarsi  ad  esaminare  se  il  ricorrente  abbia  diritto  ad una 
rendita  il  10  febbraio  2004  (ossia  dodici  mesi  precedenti  la 
presentazione della domanda), oppure se il  diritto ad una rendita sia 
sorto  tra tale data ed il  27 novembre 2007,  data della  decisione su 
opposizione impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali  analizza, 
infatti,  la  legalità della  decisione impugnata,  in  generale,  secondo lo 
stato di fatto esistente al momento in cui la stessa è stata resa (DTF 
130 V 445, citato sopra al consid. 3.2).

7.
Secondo  le  norme  applicabili,  per  avere  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  un  cittadino  italiano  deve 
adempiere, cumulativamente, le seguenti condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

-  aver  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  durante  un  anno  intero 
almeno (art. 36 cpv. 1 LAI).

In concreto, è pacifico che il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI 
svizzera  durante  più  di  un  anno  intero  e,  pertanto,  adempie  la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita.

8.

8.1 In  conformità  con  l'art.  8  LPGA,  è  considerata  invalidità 
l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente 
o  di  lunga  durata.  L'art.  4  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

8.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista  dall'art.  28  cpv. 1ter LAI,  secondo  il  quale  le  rendite  per  un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 

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non è più  applicabile  quando l'assicurato  è  cittadino della  Comunità 
europea e vi risiede.

8.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace al  lavoro per almeno il  40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

8.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

8.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). La documentazione medica costituisce un importante elemento di 

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giudizio  per  determinare  quali  lavori  siano  ancora  ragionevolmente 
esigibili  dall'assicurato, ma non spetta al  medico graduare l'invalidità 
dell'assicurato (DTF 114 V 314, 105 V 158).

8.6 Secondo la giurisprudenza, nel caso di  lavoratori  indipendenti,  il 
guadagno  senza  invalidità  dev'essere  determinato  considerando 
l'evoluzione che l'azienda della persona assicurata avrebbe avuto se 
non  fosse  subentrata  l'invalidità,  tenuto  conto  delle  sue  attitudini 
professionali e personali come pure del genere di attività, nonché della 
situazione  economica  e  dell'andamento  dell'azienda  prima 
dell'insorgere dell'invalidità. Il reddito medio o il risultato d'esercizio di 
aziende simili possono fungere da base per valutare il reddito ipotetico 
(cfr., tra altre, sentenze del 18 ottobre 2006 in re T. I 790/04 e del 24 
maggio  2006  in  re  C.,  I  782/03,  consid.  3.1.3).  Se  non  è  possibile 
determinare  o  stimare  in  maniera  attendibile  ("zuverlässig")  i  due 
redditi  di  cui  si  tratta,  si  deve  procedere,  ispirandosi  al  metodo 
specifico applicabile alle persone non esercitanti attività lucrativa (art. 
27  OAI),  al  confronto  delle  attività  e  valutare  il  grado  di  invalidità 
ritenendo  l'incidenza  della  diminuita  capacità  di  rendimento  sulla 
situazione economica concreta (metodo straordinario di graduazione; 
DTF 104 V 136 seg. consid. 2; VSI 1998 pag. 122 consid. 1a e pag. 
257 consid. 2b). Questo metodo particolare si applica eccezionalmente 
(RCC 1969 pag. 699) e soprattutto nel caso di lavoratori indipendenti, 
ove un calcolo sufficientemente attendibile dei redditi da paragonare è 
escluso.  La  differenza  fondamentale  tra  il  metodo  straordinario  di 
graduazione e  il  metodo specifico  (giusta  i  combinati  disposti  di  cui 
agli  art. 28  cpv. 3  LAI,  26bis  e  27  cpv. 1 OAI)  risiede nel  fatto  che 
l'invalidità non è graduata direttamente sulla base di  un confronto di 
attività:  si  valuta  infatti  dapprima  l'impedimento  cagionato  dalle 
condizioni  di  salute  e  solo  successivamente  si  accertano  le 
ripercussioni  di  tale  impedimento  sulla  capacità  di  guadagno.  Una 
certa diminuzione della capacità funzionale di  rendimento può certo, 
nel caso di una persona attiva, determinare uno scapito economico di 
stessa misura, ma non ha necessariamente una simile conseguenza. 
Se ci  si  volesse, nel  caso di  persone attive, fondare esclusivamente 
sul  risultato  ottenuto  dal  confronto  delle  attività,  si  violerebbe  il 
principio  legale  secondo  cui  per  questa  categoria  di  assicurati 
l'invalidità  deve  essere  stabilita  in  base  all'incapacità  di  guadagno 
(sentenza  del  17  giugno  2008  del  Tribunale  federale  9C_580/2007 
consid. 4; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2; VSI 1998 pag. 
122 consid. 1a e pag. 257 consid. 2b). Occorre ancora precisare che, 

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nel  caso  in  cui  l'assicurato  cessa  l'attività  indipendente,  si  può 
rinunciare  all'applicazione  del  metodo  straordinario  in  quanto  il 
raffronto  delle  mansioni  svolte  prima  e  dopo  la  sopravvenienza  del 
danno alla salute non è più attuabile (RAMI 1995 p. 107).

9.

9.1 Una rendita graduata nel tempo corrisponde materialmente ad una 
revisione,  e  se  ne deve pertanto  seguire  i  principi  (DTF 125  V 417 
consid.  2d).  Se  il  grado  d'invalidità  del  beneficiario  della  rendita 
subisce  una  modifica,  che  incide  in  modo  rilevante  sul  diritto  alla 
rendita,  questa  sarà,  per  il  futuro,  aumentata  o  ridotta 
proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 
LPGA, corrispondente materialmente al precedente ed abolito art. 41 
LAI). 

9.2 Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di 
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, 
tutto  o  parte  del  diritto  a  prestazioni  dal  momento  in  cui  si  può 
supporre  che  il  miglioramento  costatato  perduri.  Lo  si  deve  in  ogni 
caso  tenere  in  considerazione  allorché  è  durato  tre  mesi,  senza 
interruzione  notevole,  e  che  presumibilmente  continuerà  a  durare. 
Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al  guadagno, 
occorre  tenere  conto  del  cambiamento  determinante  il  diritto  a 
prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione 
notevole (art. 88a cpv. 1 e 2 OAI). 

10.
Giova ancora ricordare che, secondo un principio generale del diritto 
delle  assicurazioni  sociali,  ogni  assicurato  ha  l'obbligo  di  ridurre  il 
danno conseguente alla sua invalidità (sentenza del Tribunale federale 
I 147/01 del 9 maggio 2001; DTF 123 V 230 consid. 3c e DTF 117 V 
275 consid. 2b). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere 
tutto  quanto  sia  ragionevolmente  esigibile  per  ovviare  nel  modo 
migliore possibile alle conseguenza della sua invalidità, segnatamente 
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario in 
una nuova professione (sentenza del Tribunale federale I  543/03 del 
27 agosto 2004; DTF 113 V 22 consid. 4a). 

11.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 

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provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti 
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, consideri i 
disturbi lamentati dall'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei 
suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti concernenti il medico 
curante,  secondo  la  generale  esperienza  della  vita,  il  giudice  deve 
tenere conto del fatto che, alla luce del  rapporto di  fiducia esistente 
con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore 
del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

12.

12.1 In concreto, è pacifico che il ricorrente soffre di un diabete mellito 
di tipo 2, di una polineuropatia, di una retinopatia diabetica in entrambi 
gli occhi e d'ipertensione arteriosa (doc. 19, 21 e 32). 

Per quanto  riguarda i  dolori  alla  spalla  destra,  di  cui  si  riferisce nei 
referti  medici del 10 ottobre e 20 dicembre 2004 (doc. 12, 13 e 17), 
essi sono stati qualificati dal dott. C._______, nella sua perizia E 213 
(doc. 19), come poliartrosi a scarsa incidenza funzionale. Per questo 
motivo, il collegio giudicante considera che essi sono ininfluenti sulla 
capacità lavorativa del ricorrente. 

12.2 È opportuno rammentare che le affezioni in oggetto debbono, dal 
profilo  giuridico, essere esaminate alla  luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b 
LAI. Trattasi, infatti, di malattie che, per costante giurisprudenza, sono 
da  configurare  non  già  di  carattere  permanente  (cioè  di  natura 
consolidata o irreversibile), bensì patologico-labile, ossia suscettibili di 
migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di una stato di salute sufficientemente 

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stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera dell'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno. 

12.3 Per quanto  concerne  le  conseguenze invalidanti  delle  affezioni 
diagnosticate, il dott. C._______ ha precisato, nella sua perizia E 213 
del 13 aprile 2005, che il ricorrente può svolgere la sua ultima attività 
ed  altri  lavori  confacenti  durante  cinque  o  sei  ore  al  giorno,  ed  ha 
formulato un grado d'invalidità generale del 50%. 

Dal  canto  suo, la  dott.ssa V._______,  medico dell'UAIE,  ha stabilito, 
nella  sua  presa  di  posizione  del  1°  ottobre  2007  (doc.  32),  che  il 
ricorrente ha subito  un'incapacità  lavorativa del 20% già dal  5 luglio 
2004, ossia da quanto ha iniziato a seguire il trattamento insulinico, e 
che essa è peggiorata, risultando pari al 50% per qualsiasi attività, dal 
10 giugno 2006, in base alle risultanze di  un'angiografia eseguita lo 
stesso giorno (doc. 29.2), la quale ha messo in evidenza lo sviluppo di 
una  retinopatia  diabetica  dei  due  occhi,  necessitante  di  una 
panfotocoagulazione.  Il  medico  dell'UAIE  ha  concluso  ad  una 
diminuzione  dell'acuità  visiva  e  quindi  della  capacità  lavorativa  del 
ricorrente anche tenuto conto del fatto che egli deve evitare attività che 
necessitino  sforzi fisici in ragione del rischio di emorragie. 

12.4 Nell'evenienza  concreta,  visto  le  difficoltà  evidenti  che 
sorgerebbero  al  fine  di  accertare  con  esattezza  il  reddito  che  il 
ricorrente  avrebbe  potuto  conseguire  prima  e  dopo  l'insorgenza  del 
danno alla salute quale gestore di bar/pizzeria, il metodo generale di 
raffronto dei redditi non può essere applicato. Vero è che i medici non 
si sono espressi dettagliatamente sugli impedimenti causati dal danno 
alla  salute  nell'esercizio  dell'attività  di  gestore  di  bar  e  quindi  è 
difficilmente  valutabile  la  ripercussione  di  tali  impedimenti  sulla 
capacità di guadagno. Tuttavia, essi sono unanimi nel considerare che, 
sia nell'attività di gestore di bar come pure in quella di cameriere, la 
capacità  di  lavoro  del  ricorrente  non  supera  il  50%.  Tenuto  conto 
dell'età  dell'assicurato,  che al  momento  dell'insorgere  del  diritto  alla 
rendita nel febbraio 2007 aveva quasi 63 anni, appare poco verosimile 
che egli avrebbe potuto sfruttare in maniera più proficua la sua residua 

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capacità  di  lavoro  in  attività  leggere  che  non  richiedano  un'acuità 
visiva intatta. Ai sensi della giurisprudenza è anche opportuno rilevare 
che, allorquando si tratta di valutare l'invalidità di un assicurato che si 
trova al limite dell'età pensionabile per la vecchiaia, occorre procedere 
ad  un'analisi  globale  della  situazione  e  domandarsi  se,  in  modo 
realistico, l'assicurato sarebbe nelle condizioni di ritrovare un impiego 
in un mercato equilibrato del lavoro (sentenza del Tribunale federale 
del 14 luglio 2008, nella causa M. 9C_612/20077, e referenze citate).

12.5 Tenuto conto che il ricorrente ha continuato, seppure in maniera 
ridotta, la propria attività d'indipendente (gestore di bar), e che sia il 
dott.  C._______  sia  la  dott.ssa  V._______  hanno  considerato 
ragionevolmente esigibile, nella misura del 50%, lo svolgimento di tale 
attività,  il  collegio  giudicante  può  quindi  aderire  a  tali  conclusioni  e 
riconoscere  che  l'incapacità  lavorativa  del  ricorrente  in  qualsiasi 
attività è pari  al  20% dal  5 luglio 2004 e pari  al  50% dal  10 giugno 
2006  e  che  a  tale  incapacità  lavorativa  corrisponde  un  tasso 
d'invalidità del 50%. 

13.
Per determinare a partire da quando il ricorrente è stato, per un anno 
e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40% in 
media,  come  prescritto  dall'art.  29  cpv.  1  let.  b  LAI,  l'UAIE  ha 
proceduto ad un calcolo retrospettivo. Considerando che l'incapacità 
lavorativa del ricorrente ha avuto inizio il 5 luglio 2004, con un grado 
del 20%, e che essa è aumentata al 50% dal 10 giugno 2006, l'UAIE 
ha stabilito che un'incapacità  media del  40% si è verificata a partire 
dal  1° febbraio 2007 (quattro mesi  al  20% e otto mesi  al  50%). Per 
questo  motivo,  l'UAIE  ha  riconosciuto  al  ricorrente  il  diritto  ad  un 
quarto di rendita d'invalidità dal 1° febbraio 2007. 

Tenendo conto di un'incapacità lavorativa del 50% dal 10 giugno 2006, 
l'UAIE ha poi  riconosciuto, conformemente all'art. 88a  cpv. 2 OAI, al 
ricorrente  il  diritto  ad  una  mezza  rendita  d'invalidità  dal  1°  maggio 
2007. 

14.
Di  conseguenza,  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  la  decisione 
impugnata confermata. 

15.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 

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a carico della parte soccombente.

In  concreto,  visto  l'esito  della  procedura  che  vede  il  ricorrente 
soccombere, le spese processuali di Fr. 300.- sono poste a carico di 
quest'ultimo  e  compensate  con  l'anticipo  dello  stesso  ammontare, 
versato il 25 giugno 2008.

In conformità con l'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 
(spese ripetibili).

Visto l'esito della procedura, non si assegnano al ricorrente indennità 
per spese ripetibili. 

Per quanto concerne l'UAIE, le autorità federali  non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del Regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di Fr. 300.- sono poste a carico del ricorrente e 
compensate  con  l'anticipo  dello  stesso  ammontare,  versato  il  25 
giugno 2008.

3.
Non si assegnano indennità per ripetibili.

4.
Comunicazione: 

- al rappresentante del ricorrente (Raccomandata/AR);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali. 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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