# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e694e28f-c236-57b0-a1f7-b368b265fb96
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-11-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 16.11.2011 52.2011.273
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2011-273_2011-11-16.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2011.273

   

  	
  Lugano

  16 novembre
  2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente,

  Stefano Bernasconi, Flavia Verzasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 21 giugno 2011 della

 

 

	
   

  	
  RI 1  

  patrocinata da: PA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 7 giugno 2011 (n. 3303) del Consiglio
  di Stato, che ha dichiarato irricevibile l'impugnativa 28 aprile 2011
  inoltrata dalla ricorrente contro l'inizio dei lavori di sistemazione di via __________,
  e nel contempo, in qualità di Autorità di vigilanza, ha ordinato al comune di
  __________ di interrompere immediatamente i lavori di costruzione relativi al
  progetto stradale in questione;

  

 

 

viste le risposte:

-    4 luglio 2011 del comune
di;

-   5 luglio 2011 del
Dipartimento del territorio per il tramite della Divisione delle costruzioni,
Area del supporto e del coordinamento;

-    5 luglio 2011 del
Consiglio di Stato;

preso atto della replica 29
agosto 2011 della ricorrente e delle dupliche:

-     5 settembre 2011 del
Dipartimento del territorio;

-   13 settembre 2011 del
comune di;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

che nella primavera del 2007 il municipio di
ha disposto la pubblicazione del progetto stradale concernente la sistemazione
di via; per tale tratto, esso prevedeva la realizzazione del campo stradale e
del marciapiede a valle con alberatura, mentre la costruzione di quello a monte
veniva rinviata a una fase successiva; 

 

che il 9 aprile 2009, l'autorità comunale ha approvato il progetto stradale;

 

                                         che adito
dalla comunione dei comproprietari del mapp. di, il 9 marzo 2010 il Consiglio
di Stato ha annullato la risoluzione municipale di approvazione del progetto e
disposto il rinvio degli atti al comune affinché, pubblicato un nuovo avviso di
esproprio all'intenzione dei ricorrenti con l'indicazione dell'indennità di occupazione
temporanea e di esproprio e raccolta la loro eventuale opposizione, rendesse
una nuova decisione;

che il gravame presentato dalla stessa comunione dei comproprietari avverso la
predetta risoluzione governativa è stato respinto dal Tribunale cantonale
amministrativo con sentenza 20 ottobre 2010 (inc. STA 52.2010.161), cresciuta
incontestata in giudicato;

che nel corso del mese di aprile 2011 il municipio ha diramato alla
cittadinanza un volantino con cui ha reso noto che i lavori di sistemazione di
via, sarebbero iniziati il 2 maggio e si sarebbero protratti fino al 30
settembre 2011; contestualmente veniva pure spiegato come si sarebbe svolto il
traffico motorizzato nell'area di cantiere in questione con invito alla
popolazione a voler rispettare la segnaletica che sarebbe stata all'uopo predisposta; 

che il 28 aprile 2011 i comproprietari del mapp. hanno adito il Governo,
lamentandosi del fatto che il comune aveva iniziato i lavori abusivamente,
senza emanare ulteriori decisioni impugnabili;

che con risoluzione 7 giugno 2011 il Consiglio di Stato ha dichiarato il
gravame irricevibile poiché rivolto contro una decisione di approvazione
(ancora) inesistente (dispositivo n. 1) e nel contempo ha ordinato al comune di
- in qualità di Autorità di vigilanza - di interrompere immediatamente i lavori
di costruzione non autorizzati relativi al
progetto stradale di sistemazione di via (dispositivo n. 2);

che contro il dispositivo n. 1 della predetta pronunzia governativa la
comunione soccombente si è aggravata dinnanzi al Tribunale cantonale
amministrativo, sollecitandone l'annullamento, rispettivamente la riforma;

che in sostanza, a mente della ricorrente, l'impugnativa sarebbe stata
dichiarata a torto irricevibile poiché il volantino distribuito alla
cittadinanza - pur non corrispondendo ad un'approvazione formale di un progetto
stradale - avrebbe incorporato la decisione del municipio di iniziare i lavori
(imponendo alla popolazione l'obbligo di tollerare le opere di sistemazione) e
come tale costituirebbe un atto impugnabile, in casu illegittimo siccome
emesso in chiaro spregio delle prescrizioni della legge sulle strade del 23 marzo 1983 (Lstr; RL 7.2.1.2);

che all'accoglimento del gravame si sono opposti sia il Consiglio di
Stato sia il comune di, con argomenti di cui si dirà, se necessario, in
seguito; dal canto suo, il Dipartimento del territorio non ha formulato particolari
osservazioni;

 

                                         che in
sede di replica e di duplica le parti hanno ribadito sostanzialmente le proprie
posizioni; delle stesse si riferirà, all'occorrenza, in seguito;

che con sentenza n. 52.2011.260 del 25 luglio 2011, questo Tribunale ha accolto
il gravame presentato dal comune di avverso il dispositivo n. 2 della
risoluzione governativa in esame e annullato l'ordine di sospensione dei lavori,
ritenendo che il municipio beneficiasse di un valido "permesso in sanatoria"
dato che il 27 maggio 2011 che aveva approvato il progetto stradale a suo tempo
pubblicato avente segnatamente per oggetto i contestati lavori di sistemazione
di via; 

 

                                         che tale
giudizio è passato in giudicato (cfr. decreto di stralcio 12 ottobre 2011 del
Tribunale federale, inc. 1C_382/2011);

 

considerato,                   in
diritto

 

che la competenza
del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 208 cpv. 1 della legge organica comunale del 10 marzo 1987 (LOC; RL 2.1.1.2);

 

che la legittimazione dell'insorgente - direttamente
lesa nei suoi legittimi interessi e manifestamente pregiudicata dalla decisione
avversata (art. 209 lett. b LOC e 43 legge di procedura per le cause
amministrative del 19 aprile 1966; LPamm; RL 3.3.1.1) - è certa; 

 

                                         che il gravame, tempestivo (art. 46 cpv. 1 LPamm), risulta dunque ricevibile
in ordine;

che l'inc. 52.2011.260 di questo Tribunale
citato in narrativa e la relativa sentenza del 25 luglio 2011 con cui è
stato annullato l'ordine di sospensione dei lavori di cui al dispositivo n. 2
della controversa risoluzione governativa 7 giugno 2011 è stato acquisito agli atti, come auspicato da ambo le
parti; 

che il giudizio può essere quindi emanato sulla base delle tavole processuali, senza
ulteriore istruttoria (art. 18 cpv. 1 LPamm), ritenuto che le altre prove
sollecitate (perizia, testi e documenti non meglio specificati; richiamo di
svariati incarti; sopralluogo) non appaiono invero suscettibili, nell'ambito di
una valutazione anticipata della loro necessità e pertinenza, di procurare a
questo Tribunale la conoscenza di ulteriori elementi fattuali rilevanti per il
giudizio; la situazione risulta sufficientemente chiara dal complesso dei documenti
a disposizione, compresi quelli prodotti dal Consiglio di Stato e dalle parti
nelle rispettive comparse scritte (cfr. STF 8C_770/2009 del 25 maggio 2010
consid. 5.2; DTF 134 I 140 consid. 5.3; DTF 131 I 153 consid. 3; RtiD I-2008,
n. 6 pag. 559 e rinvii);

che, per principio, possono formare oggetto di ricorso soltanto le
decisioni, ovvero i provvedimenti adottati dall'autorità iure imperii,
in casi concreti ed individuali, per costituire, modificare o sopprimere
diritti od obblighi degli amministrati fondati sul diritto pubblico o per
accertarne l'esistenza, l'inesistenza o l'estensione (art. 55 cpv. 1 LPamm;
RDAT II-1994 n. 8 e 16; Marco Borghi/ Guido
Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Agno 1997, n. 4
ad art. 1 LPamm; Adelio Scolari,
Diritto amministrativo - parte generale, 2a ed., Cadenazzo 2002, n. 200);

che il concetto di decisione nel diritto pubblico ticinese coincide pertanto
con quello ancorato, a livello federale, all'art. 5 della legge federale sulla
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e, più in
generale, con la definizione tradizionalmente ritenuta da dottrina e
giurisprudenza, ove la decisione è comunemente definita quale atto d'imperio
individuale rivolto al privato, mediante il quale un rapporto concreto di
diritto amministrativo viene creato o accertato in modo vincolante, tale da
poter essere posto in esecuzione (RDAT II-2001 n. 2);

che, nel caso di specie, il volantino diramato alla cittadinanza dal municipio di
nel corso del mese di aprile 2011 è indubbiamente configurabile alla stregua di
una mera nota informativa alla popolazione, nella quale non sono ravvisabili le
connotazioni di una decisione impugnabile ai sensi dell'art. 5 PA; 

che esso non costituisce infatti un atto d'imperio individuale con cui viene
creato o accertato in modo vincolante un rapporto concreto di diritto
amministrativo, già per il fatto che non contempla alcun dispositivo
suscettibile di essere posto in esecuzione;

che tale comunicazione non solo non è assimilabile all'approvazione di un
progetto stradale (avvenuta in concreto soltanto il 27 maggio 2011, con una
formale risoluzione municipale cresciuta incontestata in giudicato), ma non
incorpora neppure, contrariamente a quanto ritenuto dall'insorgente, una vera e
propria decisione dell'esecutivo comunale intesa ad iniziare i lavori imponendo
alla cittadinanza l'obbligo di tollerare le opere di sistemazione stradale; 

 

                                         che a
giusta ragione il Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile, per carenza di
una decisione impugnabile, il gravame che la ricorrente gli ha inoltrato il 28
aprile 2011;

che, stante quanto precede, il ricorso all'esame va dunque respinto;

che la tassa di giustizia, commisurata al lavoro occasionato dall'impugnativa,
è posta interamente a carico della ricorrente secondo soccombenza (art. 28
LPamm); quest'ultima è pure tenuta a corrispondere al resistente, patrocinato
da un legale iscritto nell'apposito registro, un'adeguata indennità a titolo di
ripetibili (art. 31 LPamm).

Per questi motivi,

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

                                   2.   La tassa
di giustizia e le spese di complessivi fr. 800.- sono poste a carico della
comunione dei comproprietari del mapp. di in solido, con l'ulteriore obbligo di
versare al comune di fr. 1'000.- a titolo di ripetibili.

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

 

	
                                     4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario