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**Case Identifier:** d9202c4a-94c1-5636-ab82-9985fd727529
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2013-03-18
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 18.03.2013 BB.2012.197
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BB-2012-197_2013-03-18.pdf

## Full Text

Decisione del 18 marzo 2013 

Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, Presidente, 

Tito Ponti e Nathalie Zufferey Franciolli,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A., rappresentato dall'avv. Daniele Timbal, 

 

 

Reclamante 

 

   

  contro 

   

1. MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERA- 

 ZIONE, 

 

2. B. SPA, rappresentata dall'avv. Ivan Paparelli, 

 

3. C. FIN. SPA, rappresentata dall'avv. Ivan Paparelli,  

 

4. D. FIN. CORP. BV, rappresentata dall'avv. Ivan Papa-

relli, 

 

5. E.,rappresentato dall'avv. Mario Postizzi, 

 

Controparti 

 

6. TRIBUNALE PENALE FEDERALE, CORTE 

 PENALE, 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

 

Numero dell’incarto: BB.2012.197 

Procedura secondaria: BP.2012.84 

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Autorità che ha reso la decisione impugnata 

 

   

Oggetto  Decreto del tribunale di primo grado 

Opposizione al decreto d'accusa 

(art. 20 cpv. 1 lett. a in relazione con l'art. 393 cpv. 1 lett. 

b CPP e 354 cpv. 1 lett. b CPP) 

Effetto sospensivo (art. 387 CPP) 

 

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Fatti: 

 

A. Il 14 febbraio 2012 il Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: 

MPC) ha emanato un decreto d'accusa nei confronti di E. per titolo di falsità in 

documenti (art. 251 n. 1 CP) e riciclaggio di denaro grave (art. 305bis n. 2 

CP). Accusato di aver riciclato ingenti somme di denaro distratte illecitamente 

da A.e da altre persone in Italia a danno di società del gruppo agroalimentare 

Parmalat, egli è stato condannato ad una pena pecuniaria di 160 aliquote 

giornaliere da fr. 30.-- cadauna, sospesa per un periodo di prova di due anni, 

e ad una multa di fr. 7'000.--, quest'ultima da pagare, a valere quale pena 

complementare ad un precedente decreto d'accusa del 20 gennaio 2012 me-

diante il quale il medesimo era stato condannato ad una pena pecuniaria di 20 

aliquote giornaliere di fr. 20.-- cadauna, anch'essa sospesa per un periodo di 

prova di due anni (v. cl. 3 p. 100.4 e segg., in particolare 100.32 incarto TPF). 

Parallelamente alla pena irrogata, è stata inoltre ordinata la confisca della to-

talità degli averi (capitale ed interessi maturati) sul conto n.1 intestato a E. 

presso la banca F. a Vaduz/FL, Liechtenstein, ammontanti a USD 

21'246'618.52 (stato al 6 agosto 2008) (v. cifra 4 del dispositivo; cl. 3 p. 

100.33 incarto TPF). Il decreto d'accusa è stato notificato a E. e agli accusato-

ri privati, ossia B. SpA, C. Fin. SpA e D. Fin. Corp. BV (cl. 3 p. 100.33 incarto 

TPF). 

 

 

B. Venuto a conoscenza del decreto del 14 febbraio 2012 tramite il difensore di 

E. (v. act. 6 pag. 2), A., con scritto del 20 febbraio 2012, ha formulato, quale 

terza persona aggravata, opposizione alla confisca di cui alla cifra 4 del decre-

to, ritenuto che il conto in questione sarebbe stato intestato a E. unicamente a 

titolo fiduciario, per conto di A., avente diritto economico dei fondi ivi depositati 

(v. cl. 3 p. 100.34 incarto TPF). 

 

 

C. In data 8 agosto 2012 il MPC ha trasmesso al Tribunale penale federale, qua-

le tribunale di primo grado, il decreto del 14 febbraio 2012. Precisato che le ci-

fre 1, 2 e 3 del dispositivo dello stesso, non essendovi state opposizioni, sa-

rebbero già passate in giudicato il 27 febbraio 2012, esso ha dichiarato con-

fermarne la cifra 4, giusta l'art. 355 cpv. 3 lett. a CPP (v. cl. 3 p. 100.2 incarto 

TPF). 

 

 

D. Con decreto dell'11 dicembre 2012 la Corte penale del Tribunale penale fede-

rale ha dichiarato non valida l'opposizione presentata da A. al decreto d'accu-

sa del 14 febbraio 2012 (v. act. 1.1).  

 

 

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E. Avverso questa decisione, il 20 dicembre seguente, A. ha interposto reclamo 

dinanzi alla Corte dei reclami del Tribunale penale postulando, in via provviso-

ria, la concessione dell'effetto sospensivo. Nel merito egli chiede, in via princi-

pale, l'annullamento del decreto impugnato in quanto lesivo dell'art. 29 CPP e, 

in via subordinata, il rinvio degli atti alla Corte penale affinché convochi l'op-

ponente e le parti al dibattimento, onde statuire sulla validità formale e sostan-

ziale del decreto impugnato e dell'opposizione giusta l'art. 356 (v. act. 1). 

 

 

F. Con scritto del 7 gennaio 2013 la Corte penale del Tribunale penale federale 

ha rinunciato a presentare osservazioni al reclamo, riconfermandosi nel decre-

to impugnato e rimettendosi al giudizio dell'autorità adita. 

 

 Nelle sue osservazioni dell'8 gennaio 2013 E. ha dichiarato di non aver formu-

lato opposizione al decreto del 14 febbraio 2012 unicamente per motivi di op-

portunità e non perché riconoscesse i fatti ivi contenuti. Egli avrebbe trasmes-

so tale decreto a A.affinché quest'ultimo potesse difendere i propri diritti patri-

moniali in merito al provvedimento di confisca dei fondi menzionati alla cifra 4 

del dispositivo, di cui lo stesso sarebbe stato proprietario fiduciante. 

 

 Con presa di posizione dell'11 gennaio 2013 il MPC ha postulato la reiezione 

sia della domanda d'effetto sospensivo che del reclamo, siccome irricevibile, 

inammissibile e comunque infondato. 

 

 In data 24 gennaio 2013 le accusatrici private hanno presentato le loro osser-

vazioni al reclamo, postulando la conferma del decreto impugnato. 

 

 

G. Con replica del 7 febbraio 2013, inviata a tutte le parti per conoscenza, il re-

clamante si è riconfermato nelle conclusioni espresse in sede di reclamo. 

 

 

 

Diritto: 

 

1.  

1.1 In virtù dell'art. 37 cpv. 1 della legge federale del 19 marzo 2010 sull' organiz-

zazione delle autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71) e 19 

cpv. 1 del regolamento del 31 agosto 2010 sull'organizzazione del Tribunale 

penale federale (ROTPF; RS 173.713.161), la Corte dei reclami penali giudica 

i casi in cui il CPP dichiara competente la giurisdizione di reclamo o il TPF. 

 

1.2 Il TPF, analogamente al Tribunale federale, esamina d'ufficio e con piena co-

gnizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli sono sottoposti, senza essere vinco-

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lato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (v. DTF 

132 I 140 consid. 1.1; 131 I 153 consid. 1; 131 II 571 consid. 1, 361 consid. 1). 

 

1.3 Secondo l'art. 393 cpv. 1 lett. b CPP, il reclamo può essere interposto contro i 

decreti, le ordinanze nonché gli atti procedurali dei tribunali di prima istanza; 

sono eccettuate le decisioni ordinatorie. Sono legittimate a ricorrere le parti 

che hanno un interesse giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifi-

ca della decisione (art. 382 cpv. 1 CPP). I reclami contro decisioni comunicate 

per scritto od oralmente vanno presentati e motivati per scritto entro dieci 

giorni presso la giurisdizione di reclamo (art. 396 cpv. 1 CPP). Interposto con-

tro una decisione mediante la quale è stata negata al reclamante la qualità di 

opponente al decreto d'accusa del 14 febbraio 2012, il gravame, interposto 

tempestivamente, è ricevibile in ordine (v. NIKLAUS SCHMID, Schweizerische 

Strafprozessordnung, Praxiskommentar, Zurigo/San Gallo 2009, n. 3 ad art. 

356 CPP; del medesimo autore, Handbuch des schweizerischen Strafprozes-

srechts, Zurigo/San Gallo 2009, pag. 627 nota 64; MICHAEL DAPHINOFF, Das 

Strafbefehlsverfahren in der Schweizerischen Strafprozessordnung, Zuri-

go/Basilea/Ginevra 2012, pag. 637). 

 

1.4 La Corte dei reclami penali dispone di pieno potere cognitivo e il reclamo vie-

ne esaminato sia sotto il profilo dei fatti sia sotto quello del diritto (FF 2006 

1214 in fine; JEREMY STEPHENSON/GILBERT THIRIET, Basler Kommentar, n. 15 

ad art. 393 CPP; ANDREAS J. KELLER, Kommentar zur Schweizerischen Stra-

fprozessordnung, n. 39 ad art. 393 CPP; SCHMID, Handbuch, n. 1512). 

 

 

2. Il reclamante afferma innanzitutto che il decreto d'accusa impugnato sarebbe 

stato emesso in assenza di una pregressa decisione di disgiunzione dal pro-

cedimento originario. Essendo co-imputato in quest'ultimo, detta decisione a-

vrebbe dovuto inoltre essergli notificata. Tale omissione da parte dell'autorità 

inquirente avrebbe avuto in realtà quale finalità quella di impedire una sua e-

ventuale opposizione al decreto d'accusa. 

 

2.1 L'art. 396 cpv. 2 CPP prevede che i reclami per denegata o ritardata giustizia 

non sono subordinati al rispetto di alcun termine. Ciononostante, il rispetto del 

principio della buona fede processuale ed il divieto dell'abuso di diritto (v. art. 

3 cpv. 2 lett. a e b CPP) impongono al reclamante di interporre il proprio gra-

vame non appena a conoscenza della fattispecie ritenuta contraria al diritto (v. 

SCHMID, Praxiskommentar, n. 6 ad art. 396 CPP; MAURO MINI, Codice svizzero 

di procedura penale (CPP), Commentario, Zurigo/San Gallo 2010, n. 3 ad art. 

396 cpv. 2 CPP). 

 

2.2 Nella fattispecie occorre rilevare che il reclamante, benché non notificatogli di-

rettamente, ha avuto conoscenza del decreto d'accusa del 14 febbraio 2012 

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per il tramite del difensore di E. (v. act. 6 pag. 2), almeno il 20 febbraio se-

guente (v. cl. 3 p. 100.34 incarto TPF), data alla quale egli ha spontaneamen-

te inoltrato la propria opposizione a detto decreto. Orbene, a partire da tale 

momento egli poteva già contestare l'assenza o la mancata notifica di un'e-

ventuale decisione di disgiunzione, ciò che non ha fatto. Tale censura, presen-

tata con l'attuale gravame quasi dieci mesi dopo l'avvenuta conoscenza 

dell'avversata omissione da parte dell'autorità inquirente risulta quindi inam-

missibile poiché manifestamente tardiva. 

 

 

3. L'insorgente sostiene poi che la Corte penale, a torto, gli avrebbe negato, non 

considerandolo un altro interessato ai sensi dell'art. 354 cpv. 1 lett. b CPP, la 

legittimazione per opporsi al decreto d'accusa del 14 febbraio 2012. A suo di-

re, in realtà, egli non andrebbe considerato come "un'altra parte" giusta l'art. 

105 CPP, ma come imputato, giacché questa sarebbe la sua veste procedura-

le nel procedimento a suo carico. Egli ritiene che la sua opposizione debba 

essere trattata alla stregua dell'opposizione che avrebbe potuto interporre lo 

stesso E., stante il suo indiscutibile interesse giuridico alla non confisca del 

conto, i cui averi risulterebbero di sua pertinenza, quale fiduciante e avente di-

ritto economico. 

 

3.1 Secondo l'art. 354 cpv. 1 CPP il decreto d'accusa può essere impugnato entro 

dieci giorni con opposizione scritta al pubblico ministero dall'imputato (lett. a), 

altri diretti interessati (lett. b) e dal pubblico ministero superiore o generale del-

la Confederazione e del Cantone nel rispettivo procedimento federale o can-

tonale (lett. c). Nella categoria "altri diretti interessati" sono da annoverare le 

persone toccate direttamente nei loro interessi e diritti (v. art. 105 cpv. 2 CPP) 

dal decreto d'accusa, le quali devono dunque disporre di un interesse giuridi-

camente protetto per interporre opposizione (v. DAPHINOFF, op. cit., pag. 581 e 

seg.). Sono comprese, ad esempio, le persone toccate da misure di confisca 

giusta gli art. 69-73 CP (v. SCHMID, op. cit., n. 4 ad art. 354 cpv. 1 lett. b CPP; 

F. RIKLIN, Schweizerische Strafprozessordnung, Zurigo 2010, n. 9 ad art. 354 

CPP; M. DAPHINOFF, op. cit., pag. 582). In materia di confisca di averi deposi-

tati su conti bancari, un interesse giuridicamente protetto è riconosciuto a chi 

su tali valori vanta un diritto di proprietà o un diritto reale limitato, come ad e-

sempio un diritto di pegno. Il titolare di averi bancari confiscati può parimenti 

avvalersi di un tale interesse, ritenuto come egli fruisca di un diritto personale 

di disposizione sul conto, equivalente economicamente ad un diritto reale sul 

denaro contante (v. DTF 133 IV 278 consid. 1.3 pag. 282 e seg.; 128 IV 145 

consid. 1a pag. 148; 108 IV 154 consid. 1a pag. 155 e seg.). La legittimazione 

ricorsuale è per contro preclusa al detentore economico (azionista di una so-

cietà o fiduciante) di un conto, in quanto toccato solo indirettamente. La quali-

tà di avente diritto economico non fonda quindi un interesse giuridicamente 

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protetto (sentenza del Tribunale federale 1B_94/2012 del 2 aprile 2012, con-

sid. 2.1 e giurisprudenza citata). 

 

3.2 In concreto, il reclamante non è né imputato nella procedura sfociata nel de-

creto d'accusa del 14 febbraio 2012, né titolare del conto oggetto della cifra 4 

del dispositivo di tale medesimo decreto, unico punto da egli contestato, ma 

solo l'avente diritto economico (v. cl. 3 p. 100.34 e seg. incarto TPF; act. 6 

pag. 2). Conformemente alla giurisprudenza sopra citata, egli non dispone 

dunque di alcun interesse giuridicamente protetto per opporsi al decreto in 

questione.  

 

3.3 Non disponendo della legittimazione ad opporsi al suddetto decreto d'accusa, 

le restanti censure presentate dal reclamante, concernenti il merito della cau-

sa, non meritano ulteriore disamina. 

 

 

4. In conclusione, il reclamo deve essere respinto nella misura della sua ammis-

sibilità. 

 

 

5. Visto quanto precede, la richiesta tendente alla concessione dell'effetto so-

spensivo è divenuta priva d'oggetto. 

 

 

6. Giusta l'art. 428 cpv. 1, prima frase, CPP le parti sostengono le spese della 

procedura di ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono nella causa. 

La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP nonché 5 e 8 

cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ri-

petibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 

173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a fr. 1'500.--. 

 

 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Nella misura della sua ammissibilità, il reclamo è respinto. 

2. La richiesta tendente alla concessione dell'effetto sospensivo è divenuta 
priva d'oggetto. 

3. La tassa di giustizia di fr. 1'500.-- è posta a carico del reclamante.  

 
 
Bellinzona, 18 marzo 2013  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Daniele Timbal 

- Tribunale penale federale 

- Ministero pubblico della Confederazione 

- Avv. Ivan Paparelli 

- Avv. Mario Postizzi 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Contro questa decisione non è dato nessun rimedio giuridico ordinario.