# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c629cd05-4780-5c52-b076-6bc7c4a501dd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-11-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 21.11.2018 52.2018.159
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2018-159_2018-11-21.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2018.159

   

  	
  Lugano

  21 novembre 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia
  Verzasconi, presidente,

  Matteo
  Cassina, Sarah Socchi

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Barbara
  Maspoli

  

 

 

statuendo
sul ricorso del 29 marzo 2018 di

 

 

	
   

  	
   RI
  1   

  patrocinato
  da:   PA 1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione del 7 marzo 2018 (n. 1046) del Consiglio di Stato, che respinge
  l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione del 28
  dicembre 2016 con cui il Dipartimento delle istituzioni, Polizia cantonale,
  Sezione Polizia amministrativa, ha confermato il sequestro di alcune armi e
  negato il rilascio di un permesso per acquistarne una nuova;

  

 

 

ritenuto,                          in
fatto

 

                                  A.   a. Il 26 settembre 2014 RI 1
ha chiesto all'allora competente servizio della Polizia cantonale il rilascio
di un permesso per acquistare una non meglio precisata pistola. 

                                         b. Preso atto di una sua
precedente condanna del 2011 per contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti
e sulle sostanze psicotrope del 3 ottobre 1951 (LStup; RS 821.121), la Polizia cantonale
(Sezione polizia amministrativa) gli ha impartito un termine per presentare una
valutazione medica psichiatrica dalla quale risultasse chiaramente la sua attitudine
a possedere armi come pure una valutazione medica che attestasse l'assenza di una
sua dipendenza da sostanze stupefacenti o alcol.

c. Non avendo ricevuto tutta la documentazione richiesta e non potendo quindi
verificare l'adempimento dei requisiti legali per l'acquisto e il possesso di
armi, con decisione del 19 febbraio 2015 l'autorità dipartimentale ha respinto
l'istanza e contestualmente disposto il sequestro di due rivoltelle registrate
a suo nome e di eventuali altre armi e munizioni in suo possesso, precisando
che una domanda di dissequestro avrebbe potuto essere presa in considerazione
soltanto previa presentazione della documentazione medica richiesta. Tale
provvedimento è passato in giudicato incontestato. 

d. Presso il domicilio di RI 1 gli agenti incaricati dell'esecuzione del
sequestro hanno rinvenuto e sequestrato 4 armi da fuoco non registrate e
diverse munizioni, ma non le citate rivoltelle, che non sono state trovate
nemmeno nella sua casa di vacanza di __________, dove l'interessato aveva in un
primo tempo sostenuto di conservarle. Avendo per finire ammesso di averle
consegnate, dopo l'intimazione della decisione di sequestro, a una terza
persona (di cui non ha peraltro voluto rivelare l'identità), con decreto
d'accusa del 25 settembre 2015 - divenuto definitivo a seguito del ritiro
dell'opposizione inizialmente interposta - è stato ritenuto autore colpevole di
sottrazione di cose requisite o sequestrate ai sensi dell'art. 289 del codice
penale svizzero del 21 dicembre 1937 (CP; RS 311.0) e condannato ad una pena
pecuniaria di 30.- aliquote giornaliere da fr. 130.- cadauna (corrispondenti a
fr. 3'900.-), sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 2 anni, oltre
che ad una multa di fr. 200.-. 

 

 

                                  B.   Il 14 ottobre 2016 RI 1 ha
chiesto il dissequestro delle armi come pure il rilascio di un permesso per l'acquisto
di una pistola SIG 9 mm. Alle istanze ha allegato due certificati medici -
della dott.ssa __________, specialista in psichiatria e psicoterapia, e del
proprio medico di famiglia, dott. __________ - attestanti la sua idoneità al
possesso di armi da fuoco nonché un estratto del suo casellario giudiziale
recante l'iscrizione della condanna del 2015.

 

 

                                  C.   Con decisione del 28
dicembre 2016 l'autorità dipartimentale ha respinto entrambe le istanze e confermato
il sequestro già disposto, ritenendo dati due motivi d'impedimento in base
all'art. 8 cpv. 2 della legge federale sulle armi, gli accessori di armi e le
munizioni del 20 giugno 1997 (LArm; RS 514.54). Ha in particolare considerato che
la condanna per l'occultamento di armi da fuoco sottoposte a sequestro - che
sarebbe stata riportata a casellario giudiziale fino al 24 settembre 2017 - denotasse
un evidente carattere pericoloso nonché un grande disinteresse per il rispetto dell'ordinamento
giuridico e delle istituzioni (lett. d). Visto il tenore degli e-mail inviati
dall'interessato alla Polizia cantonale, ha inoltre ritenuto che, malgrado le
valutazioni mediche prodotte, egli non offrisse sufficienti garanzie di non
esporre a pericolo se stesso o terzi (lett. c).

                                  D.   Con giudizio del 7 marzo
2018 il Consiglio di Stato ha confermato la predetta risoluzione dipartimentale,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da RI 1. 

L'Esecutivo cantonale ha fondato la sua decisione unicamente sulla condanna del
2015, la quale sarebbe indice di una personalità pericolosa che osterebbe sia
all'acquisto di nuove armi (art. 8 cpv. 2 lett. d LArm), sia al dissequestro di
quelle già in suo possesso (art. 31 cpv. 1 lett. b LArm). 

 

 

                                  E.   Contro tale pronuncia
governativa il soccombente si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando l'accoglimento delle istanze
presentate il 14 ottobre 2016.

Il ricorrente lamenta essenzialmente un abuso del potere d'apprezzamento da
parte dell'autorità dipartimentale, che lo avrebbe ritenuto pericoloso
nonostante i certificati di senso opposto redatti dalla dott.ssa __________ e il
suo passato irreprensibile di detentore di armi. Al fine di fugare eventuali
dubbi sulla sua idoneità al possesso di armi, chiede semmai di essere
sottoposto ad una perizia psichiatrica. 

 

 

                                  F.   All'accoglimento del gravame si oppone il Consiglio di Stato, senza
formulare particolari osservazioni. 

Ad identica conclusione perviene la Polizia cantonale, rinviando alle sue
precedenti prese di posizione. 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. La competenza del
Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 11 cpv. 2 della legge cantonale
di applicazione della legge federale sulle armi, gli accessori di armi e le
munizioni del 20 aprile 2009 (LCLArm; RL 571.100). Certa è la legittimazione attiva del ricorrente, personalmente
e direttamente toccato dal provvedimento impugnato, di cui è destinatario (art.
65 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013;
LPAmm; RL 165.100). Il gravame,
tempestivo (art. 68 cpv. 1 LPAmm), è dunque ricevibile in ordine. 

1.2. Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm). Ad eventuali carenze istruttorie potrà
semmai essere posto rimedio rinviando gli atti all'autorità inferiore,
affinché, esperiti gli accertamenti mancanti, si pronunci nuovamente (art. 86
cpv. 2 LPAmm). 

 

 

                                   2.   2.1. Il sequestro e la
confisca definitiva di armi sono disciplinati all'art. 31 LArm. In particolare,
secondo l'art. 31 cpv. 1 LArm, l'autorità competente procede al sequestro
segnatamente di armi portate da persone non legittimate (lett. a), armi, parti
di armi, essenziali o costruite appositamente, accessori di armi, munizioni ed
elementi di munizioni in possesso di persone per le quali sussiste un motivo
d'impedimento ai sensi dell'art. 8 cpv. 2 o di persone non legittima
all'acquisto o al possesso (lett. b), come pure oggetti pericolosi portati
abusivamente (lett. c). Un motivo d'impedimento ai sensi dell'art. 8 cpv. 2
LArm, che osta al rilascio di un permesso d'acquisto di armi, è dato quando il
richiedente non ha compiuto 18 anni (lett. a), è sotto curatela generale o è rappresentato
da un mandatario designato con mandato precauzionale (lett. b), dà motivi di
ritenere che esporrà a pericolo se stesso o terzi (lett. c) o è iscritto nel
casellario giudiziale, fintanto che l'iscrizione non sia cancellata, in ragione
di una condanna per reati che denotano carattere violento o pericoloso o per crimini
o delitti commessi ripetutamente (lett. d). 

2.2. Secondo dottrina e giurisprudenza, il motivo d'impedimento previsto
all'art. 8 cpv. 2 lett. c LArm è realizzato quando sussiste una probabilità
preponderante che il richiedente utilizzi l'arma in maniera pericolosa per se
stesso o per terzi (cfr. STF 2C_444/2017 del 19 febbraio 2018 consid. 3.2.1,
2C_93/2007 del 3 settembre 2007 consid. 5.2). Nella valutazione del pericolo
legato all'impiego di un'arma l'autorità competente gode di un ampio potere
d'apprezzamento (cfr. STF 2C_1163/2014 del 18 maggio 2015 consid. 3.4,
2C_93/2007 citata consid. 5.2; STA 52.2013.9 del 15 febbraio 2013 consid. 3.1).
In questo contesto non può essere perso di vista che il legislatore, allo scopo
di combattere preventivamente gli abusi di armi, mirava ad una rigida applicazione
dei requisiti legali. Non è dunque richiesta una prova rigorosa dell'esistenza
di un pericolo derivante dal possesso di armi, ritenuto però che un semplice
sospetto non è sufficiente (cfr. STF 2A.546/2004 del 4 febbraio 2005 consid.
3.2.2; sentenza Verwaltungsgericht Zürich VB.2017.7 del 17 maggio 2018 consid.
3.1).

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, una probabilità preponderante
è data segnatamente nel caso di persone che sono colpite da disturbi psichici o
mentali, che soffrono di alcolismo o di altre dipendenze oppure che presentano
tendenze suicide (cfr. STF 2C_945/2017 del 17 maggio 2018 consid. 4.1.1, 2C_444/2017
citata consid. 3.2.1; STA 52.2013.9 citata consid. 3.1; Philippe Weissenberger, Die
Strafbestimmungen des Waffengesetzes, in: AJP 2000 pag. 153 segg., pag. 163). Lo
stesso vale quando una persona ha ripetutamente minacciato terzi con un'arma o
sparato in aria in modo incontrollato. Determinante è la condotta globale della
persona in questione rispettivamente l'instabilità del suo stato psichico (cfr.
STF 2C_469/2010 dell'11 ottobre 2010 consid. 3.6, 2C_93/2007 citata consid.
5.2; sentenza VB.2017.7 citata consid. 3.2 e rinvii), che va valutata sulla base
di elementi concreti, all'occorrenza mediante una perizia (cfr. sentenze
Tribunal cantonal del Canton Vaud GE.2014.118 del 23 aprile 2015 consid. 4 e
GE.2015.30 del 2 aprile 2015 consid. 5; cfr. pure STF 2C_945/2017 citata
consid. 1.2; STA 52.2004.134 del 14 settembre 2004 consid. 3.4; sentenza
VB.2014.550 del 15 gennaio 2015 consid. 3.4). 

2.3. Quanto al motivo d'impedimento di cui all'art. 8 cpv. 2 lett. d LArm, esso
comprende due ipotesi distinte: da un lato, l'iscrizione nel casellario
giudiziale in ragione di una condanna per reati che denotano carattere violento
o pericoloso, dall'altro, l'iscrizione nel casellario giudiziale per crimini o
delitti commessi ripetutamente. Nella prima, l'autorità deve valutare concretamente
se il comportamento rimproverato al richiedente denota un carattere violento o
pericoloso; nella seconda, basta già di per sé la ripetuta commissione di
crimini o delitti (cfr. STF 2C_158/2011 del 29 settembre 2011 consid. 3.3, 2C_125/2009
del 4 agosto 2009 consid. 3.3, 2C_93/2007 citata consid. 5.1; cfr. sentenza VB.2014.550
citata consid. 3.3). In entrambe le ipotesi - giusta il chiaro testo di legge -
il motivo d'impedimento sussiste ad ogni modo soltanto finché la condanna
figura a casellario giudiziale (cfr., in tal senso, STF 2C_158/2011 citata consid.
3.8, 2C_125/2009 citata consid. 4; sentenza VB.2014.550 citata consid. 3.3.2), più
precisamente nell'estratto per i privati (cfr., in proposito, sentenza
Verwaltungsgericht Graubünden U 10 105 del 19 ottobre 2010 consid. 1d; sentenza
Verwaltungsgericht Luzern del 18 agosto 2008, in: LGVE 2008 II n. 14 consid.
3b/cc). 

 

 

                                   3.   3.1. Come accennato in
narrativa, l'autorità dipartimentale ha negato a RI 1 sia il dissequestro delle
armi precedentemente requisite, sia il permesso d'acquisto per una nuova
pistola reputando che egli adempisse i motivi di impedimento previsti dall'art.
8 cpv. 2 lett. c e d LArm. Il Governo ha confermato il provvedimento
giustificandolo unicamente con la condanna subita dall'interessato nel 2015,
ritenendo che l'aver sottratto e reso irreperibili le armi oggetto di sequestro
denotasse una personalità pericolosa ai sensi dell'art. 8 cpv. 2 lett. d LArm. 

3.2. A torto l'Esecutivo cantonale ha fondato
la sua decisione esclusivamente su quest'ultima norma. In effetti, come visto, una
condanna per un reato che denota un carattere violento o pericoloso dell'autore
osta al rilascio di un permesso d'acquisto di armi, rispettivamente
all'accoglimento di un'istanza di dissequestro (cfr. anche art. 31 cpv. 2
LArm), solo fintanto che la sua iscrizione nel casellario giudiziale non sia
cancellata (cfr. art. 8 cpv. 2 lett. d LArm). Ipotesi, quest'ultima, che in
concreto già si era verificata davanti al Governo: quando la precedente istanza
ha reso il suo giudizio, la condanna per sottrazione di cose requisite o
sequestrate non poteva infatti più figurare nell'estratto per privati ai sensi
dell'art. 371 CP, essendo ampiamente trascorso il periodo di prova della
sospensione condizionale della pena (cfr. art. 371 cpv. 3bis CP), come già rilevato dall'autorità
dipartimentale (cfr. risoluzione impugnata, pag. 2, in cui specifica che
sarebbe stata iscritta fino al 24 settembre 2017). Ne discende che il Consiglio
di Stato, pronunciatosi il 7 marzo 2018, non avrebbe più potuto ritenere
realizzato il motivo d'impedimento previsto dall'art. 8 cpv. 2 lett. d LArm. 

3.3. Quanto al motivo d'impedimento di cui all'art. 8 cpv. 1 lett. c LArm -
passato sotto silenzio dal Governo - si osserva quanto segue. 

3.3.1. Anzitutto giova ricordare che, a seguito della (prima) istanza del 26 settembre
2014 tendente al rilascio di un permesso per acquistare una pistola, il
ricorrente non era inizialmente stato in grado di presentare entro il termine
impartitogli la valutazione medica psichiatrica che l'autorità di prime cure aveva
richiesto con decisione del 14 ottobre 2014. In particolare, dagli atti risulta
che lo specialista cui si era rivolto non aveva potuto valutare la sua idoneità
al possesso di armi, ritenuto anche che dopo un'unica consultazione
l'interessato non sarebbe stato più disposto a incontrarlo. 

Fatto sta che, non avendo ricevuto tutta la documentazione necessaria, con
decisione del 19 febbraio 2015 l'autorità dipartimentale aveva respinto l'istanza
del ricorrente e contestualmente disposto il sequestro delle armi in suo
possesso, precisando che una domanda di dissequestro avrebbe potuto essere
presa in considerazione soltanto qualora egli avesse presentato la valutazione
medica psichiatrica precedentemente richiesta.

L'insorgente si è quindi rivolto ad un'altra psichiatra (dott.ssa __________),
la quale ha attestato - in due successivi certificati sostanzialmente identici prodotti
agli atti - che l'interessato può acquistare armi da fuoco con
relative munizioni. Egli può conservarle a domicilio in luogo sicuro secondo le
regole. Non ritenendo che il Signor __________ esponga a pericolo se stesso o
terzi, lo considero idoneo all'utilizzo di armi da fuoco negli ambienti ad esse
destinati (certificati del 17 agosto 2015 e 22 settembre 2016), opinione
peraltro condivisa anche dal suo medico curante (cfr. certificati del 21 agosto
2015 e 12 settembre 2016 del dott. __________).

Malgrado i suddetti rapporti medici, la Polizia cantonale ha reputato che il
ricorrente desse quantomeno adito a dubbi circa la sua idoneità al possesso di
armi, avuto riguardo in particolare al tenore della sua corrispondenza e-mail. 

3.3.2. Ora, contrariamente a quanto sostenuto nel gravame, a ragione l'autorità dipartimentale ha ritenuto di non essere senz'altro vincolata alle
considerazioni espresse dalla dott.ssa __________ nei due certificati da lei
redatti. Determinante affinché rapporti medici godano di valore probatorio è infatti
che siano completi riguardo agli aspetti in discussione, che si fondino
su indagini approfondite e che le conclusioni in essi contenute siano motivate
(cfr. DTF 125 V 351 consid. 3a; STF 2C_125/2009 citata consid. 4). Aspetto,
quest'ultimo, che in concreto è totalmente assente, dal momento che la psichiatra si è limitata ad attestare l'idoneità del ricorrente al
possesso di armi senza minimamente giustificare il suo parere. Neppure è dato
di sapere su quali elementi quest'ultima abbia fondato la
sua valutazione. I certificati in questione, estremamente stringati e tutt'altro
che dettagliati, non lasciano in particolare intendere se l'esperta fosse a
conoscenza e abbia tenuto conto di tutti gli elementi fattuali che emergono
dall'incarto e che lasciano planare più di un dubbio sull'opportunità di concedere
al ricorrente un permesso d'acquisto di armi.

Da un lato, vi sono senz'altro i toni irrispettosi, polemici e a tratti aggressivi
della corrispondenza intrattenuta via e-mail con la Polizia cantonale,
asseritamente dovuti allo shock subito a seguito dell'intervento a suo parere
spropositato effettuato il 3 marzo 2015 in vista dell'esecuzione dell'ordine di
sequestro delle armi (cfr. replica al Consiglio di Stato, pag. 2), che avrebbe
scosso e turbato il ricorrente al punto da portarlo a far ricorso a cure mediche
e da fargli perdere 18 kg (cfr. e-mail del 31 luglio 2015). Oggetto delle
invettive che emergono dai suddetti scritti sono, ad esempio, il dott. __________
(che il ricorrente ha rifiutato di incontrare una seconda volta) e gli
psichiatri in generale (cfr. e-mail del 14 marzo, 25 marzo, 26 marzo, 31 luglio
e 28 agosto 2015, nonché del 7 e 13 settembre 2016), il segretario comunale
(tacciato di corruzione, cfr. e-mail del 31 luglio 2015) e i cittadini italiani
(definiti "incursori", cfr. e-mail del 25 marzo 2015). Degna
di nota - benché la relativa condanna non sia più iscritta nel casellario
giudiziale (cfr., al riguardo, sentenza Verwaltungsgericht Zürich VB.2012.506
dell'8 novembre 2012 consid. 6.1) - è inoltre la sottrazione delle due
rivoltelle oggetto della decisione di sequestro, che ha di fatto impedito
all'autorità di incamerare le armi ed evitare così possibili abusi, tanto più
se si considera che non appare escluso che le stesse siano ancora in possesso
dell'insorgente (cfr. anche risposta della Polizia cantonale al Governo, pag.
5). A ciò aggiungasi, peraltro, il suo passato di consumatore di stupefacenti (considerato
pure il ritrovamento al suo domicilio di tre piantine e una modesta quantità di
semi di canapa, che tuttavia non hanno portato ad alcuna ulteriore condanna,
cfr. proscioglimento pronunciato il 28 gennaio 2016 dal pretore penale), il possesso
di diverse armi non registrate e di svariate munizioni, così come la sua familiarità
e dimestichezza - che gli valgono il soprannome di "cobra" - con
veleni a suo dire letali, conservati in casa (cfr. e-mail del 25 marzo 2015). 

Elementi, tutti questi, che fanno
quantomeno sospettare l'esistenza di un pericolo per il ricorrente stesso o per
terzi derivante dal possesso di un'arma da fuoco, ma che - venuto meno il motivo
d'impedimento di cui all'art. 8 cpv. 2 lett. d LArm - impongono a questo punto
maggiori approfondimenti. 

In tali circostanze - avuto anche riguardo al fatto che l'avviso
del medico curante deve essere considerato con la necessaria prudenza dal
momento che, secondo esperienza comune, questi tende generalmente, in caso di
dubbio, a pronunciarsi in favore del proprio paziente in ragione del rapporto
di fiducia che lo unisce a quest'ultimo (cfr. DTF 143 V 130 consid. 11.3.3, 125
V 351 consid. 3b/cc; STF 2C_125/2009 citata consid. 4) - gli atti
vanno dunque retrocessi all'autorità di prime cure affinché completi l'istruttoria,
in particolare disponendo una perizia medico-psichiatrica indipendente (con costi
da anticipare a carico dell'insorgente), che, tenuto conto di tutti gli aspetti
appena evocati e ogni altro rilevante, si esprima sulla possibilità che il
ricorrente, se autorizzato ad acquistare e possedere delle armi, esponga se
stesso o terzi a pericolo. Concesso all'interessato il diritto di essere
sentito, l'autorità dipartimentale dovrà poi decidere nuovamente sul dissequestro
e sul rilascio del postulato permesso d'acquisto di armi, ritenuto che, in caso
di diniego, dovrà revocare ogni eventuale altra autorizzazione d'acquisto di
cui l'insorgente disponesse (cfr. art. 30 cpv. 1 lett. a LArm; cfr. pure STF 2C_1163/2014 citata
consid. 4.3).

 

 

                                   4.   4.1. Sulla base delle
considerazioni che precedono, il ricorso deve pertanto essere parzialmente
accolto, con conseguente annullamento del giudizio impugnato e della
risoluzione dipartimentale da esso tutelata. Gli atti sono rinviati
all'autorità di prime cure affinché si pronunci nuovamente, dopo avere
proceduto ai necessari accertamenti, così come indicato al precedente considerando.

 

                                         4.2. Visto l'esito, tassa
di giustizia e spese del presente procedimento sono poste a carico
dell'insorgente in base al suo parziale grado di soccombenza, ritenuto che lo
Stato ne va esente (art. 47 LPAmm). Quest'ultimo dovrà tuttavia rifondere al
ricorrente, assistito da un legale, un'indennità per ripetibili per entrambe le
sedi, seppur ridotta (art. 49 cpv. 1 LPAmm). 

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

1.   Il ricorso è
parzialmente accolto.

§.   Di
conseguenza:

1.1.   la decisione del 7 marzo 2018 (n.
1046) del Consiglio di Stato e quella del 28 dicembre 2016 del Dipartimento
sono annullate; 

1.2.   gli atti sono retrocessi
all'autorità dipartimentale affinché proceda come indicato al consid. 3.3.2. 

 

                                   2.   La tassa di giustizia di
fr. 600.- è posta a carico del ricorrente. A quest'ultimo va dunque retrocesso
l'importo di fr. 400.- versato in eccesso quale anticipo per le spese
processuali. 

 

 

                                   3.   Lo Stato del Cantone Ticino
rifonderà al ricorrente l'importo di fr. 600.- a titolo di ripetibili per
entrambe le sedi. 

 

 

4.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110).

 

 

	
  5.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                            La vicecancelliera