# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f7f5dacb-efe3-54a2-8837-57a25b708e9b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-07-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.07.2009 30.2009.15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2009-15_2009-07-09.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2009.15

   

  cs

  	
  Lugano

  9 luglio 2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato del Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 maggio 2009 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da: RA 1 RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 27 aprile
  2009 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Con
decisione formale del 9 marzo 2009, confermata dalla decisione su opposizione
del 27 aprile 2009, la Cassa CO 1 ha fissato definitivamente i contributi
sociali dovuti nel 2006 dal dr. med. RI 1 sulla base di un reddito aziendale di
fr. 89'035 (comprensivo dei contributi AVS/AI/IPG fatturati quale acconto) e
dedotta la percentuale del 2,5% calcolata sul capitale investito nell’azienda e
ammontante a fr. 25'000, per un reddito soggetto a contribuzione di fr. 88'410.

 

                                  B.   L’assicurato,
rappresentato dalla RA 1, è tempestivamente insorto al TCA contro la predetta
decisione.

                                         Il
ricorrente fa in sostanza valere che durante il periodo dal 2004 all’aprile
2008 è stato titolare di due studi medici; uno a __________, dove svolgeva
l’attività in maniera accessoria, e l’altro a __________, dove esercitava
l’attività principale. 

                                         Egli
ritiene che l’amministrazione, nel calcolo dei contributi, deve tenere conto
unicamente del reddito imponibile di fr. 37'500 conseguito in Svizzera e non
può aggiungervi l’ammontare di fr. 50'000 percepito in __________, trattandosi
oltretutto di un importo sul quale ha già versato, nella misura del 12.5%, i
contributi sociali all’estero. Vi sarebbe altrimenti una doppia imposizione
inammissibile del medesimo reddito.

                                         L’insorgente
rileva inoltre che l’ammontare complessivo conseguito nel 2006 è di fr. 87'800
e non di fr. 89'035 come calcolato dall’amministrazione (doc. I).

 

                                  C.   Tramite
risposta del 27 aprile 2009 la Cassa CO 1 propone la reiezione del ricorso con argomentazioni
che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. V).

 

                                         in
diritto

 

                                         In ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
dell'articolo 49 cpv. 2 della
Legge sull'organizzazione
giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).

 

                                         Nel
merito

 

                                   2.   La
Cassa CO 1 ha fissato i contributi sociali dovuti dall’assicurato per la sua
attività indipendente, sulla base del reddito conseguito in Svizzera ed in __________.

 

                                         Va
preliminarmente stabilito qual è il diritto applicabile alla fattispecie.

 

                                         Per
l’art. 153a cpv. 1 LAVS per le persone designate nell’articolo 2 del
regolamento n. 1408/71 e in relazione con le prestazioni previste nell’articolo
4 di questo regolamento, purché siano comprese nel campo d’applicazione della
presente legge, sono applicabili anche:

 

a.     
l’Accordo del 21 giugno 1999 tra la
Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati
membri, dall’altra, sulla libera circolazione delle persone, nella versione del
Protocollo del 26 ottobre 2004 relativo all’estensione dell’Accordo ai nuovi
Stati membri della Comunità europea, il suo allegato II e i regolamenti n.
1408/71 e n. 574/72 nella loro versione aggiornata;

 

b.     
la Convenzione del 4 gennaio 1960 istitutiva
dell’Associazione europea di libero scambio nella versione dell’Accordo del 21
giugno 2001 che emenda la Convenzione, il suo allegato K, l’appendice 2
dell’allegato K e i regolamenti n. 1408/71 e n. 574/72 nella loro versione
aggiornata.

 

                                         L’art.
153a cpv. 2 LAVS prevede che laddove le disposizioni della presente legge fanno
uso dell’espressione “Stati membri della Comunità europea”, questa espressione
è riferita agli Stati cui è applicabile l’Accordo di cui al capoverso 1 lettera
a.

 

                                         Va
a questo proposito rammentato che il 1° giugno 2002 è entrato
in vigore l'"Accordo tra la Comunità europea ed i suoi Stati membri, da
una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione
delle persone" (RS 0.142.112.681, di seguito: ALC), che rinvia, per
quanto concerne la sicurezza sociale al "Regolamento (CEE) N. 1408/71
del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei regimi di
sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro
familiari che si spostano all'interno della Comunità", modificato ed
aggiornato dal regolamento (CE) N. 118/97, regolamento (CE) N. 1290/97,
regolamento (CE) N. 1223/98, regolamento (CE) N. 1606/98 e regolamento (CE) N.
307/1999 e modificato dall'Accordo sulla libera circolazione delle persone tra
la Comunità europea e i suoi Stati membri da una parte e la Svizzera dall'altra
parte.

 

                                         Ratione
temporis sono applicabili sia l’ALC che il regolamento (CE) n. 1408/71 poiché
le decisioni sono state emanate nel 2009 e concernono i contributi sociali
dovuti nel 2006 (cfr. sentenza del 25 gennaio 2007, C 124/06, consid. 4.2;
sentenza del 24 luglio 2006 nella causa M., I 667/05, consid. 6.2; DTF 130 V 53
consid. 4.3; Pratique VSI 2004 pag. 209 consid. 3.2 [sentenza del 27 febbraio
nella causa M., H 281/03]; SVR 2004 AHV no. 12 pag. 38 consid. 5 [sentenza del
5 febbraio 2004 nella causa S., H 37/03]; cfr. pure la sentenza della CGCE del
7 febbraio 2002 nella causa C-28/00, Kauer, Racc. 2002, pag. I-1343, punto 45).

 

                                         L’ALC
ed il regolamento (CE) n. 1408/71 si applicano pure ratione personae.
L’interessato è di nazionalità svizzera e pertanto cittadino di uno Stato
contraente (art. 1 cpv. 2 Allegato II ALC). Quanto al necessario nesso
transfrontaliero, esso è senz’altro dato, poiché l’interessato lavora sia in
Svizzera che in __________.

 

                                         La
presente vertenza ricade anche ratione materiae nel campo di applicazione del
regolamento (CE) n. 1408/71.

                                         Quest’ultimo
si applica infatti a tutte le legislazioni relative ai settori di sicurezza
sociale riguardanti: a) le prestazioni di malattia e di maternità; b) le
prestazioni d’invalidità, comprese quelle dirette a conservare o migliorare la
capacità di guadagno; c) le prestazioni di vecchiaia; d) le prestazioni ai
superstiti; e) le prestazioni per infortunio sul lavoro e malattie
professionali; f) gli assegni in caso di morte; g) le prestazioni di
disoccupazione; h) le prestazioni familiari (art. 4 n. 1).

 

                                         In
concreto dunque trovano applicazione sia le norme dell’ALC che del regolamento
(CE) n. 1408/71.

 

                                   3.   L’art.
1a lett. a del regolamento (CE) n. 1408/71 definisce i termini “lavoratore
subordinato” e “lavoratore autonomo”.

                                         Alla
luce di tale definizione, sono segnatamente considerati quali beneficiari del
regolamento i lavoratori coperti da assicurazione obbligatoria o facoltativa
continuata presso un regime di sicurezza sociale destinato ai lavoratori
subordinati o autonomi (sentenza del 24 luglio 2006, I 667/05, consid. 6.4.3;
Pierre Rodière, Droit social de l’Union européenne, 2a ed., Parigi 2002, pag.
614, cifra marg. 646).

 

                                         La
Corte di Giustizia delle Comunità europee (CGCE) ha stabilito che la nozione di
lavoratore dev’essere definita secondo criteri oggettivi che caratterizzano il
rapporto di lavoro in considerazione dei diritti e degli obblighi delle persone
interessate, la caratteristica essenziale di tale rapporto consistendo nel
fatto che una persona svolge, durante un certo tempo, in favore di un’altra
persona e sotto la direzione di quest’ultima, delle prestazioni in cambio delle
quale percepisce una rimunerazione (sentenza del 24 luglio 2006, I 667/05,
consid. 6.4.4). 

                                         Per
“attività subordinata” e “attività autonoma” si devono intendere le attività
lavorative che sono considerate tali ai sensi della normativa previdenziale
dello Stato membro nel cui territorio le dette attività vengono svolte
(sentenza del 24 luglio 2006, I 667/05, consid. 6.4.4; cfr. anche sentenza del
12 aprile 2006, inc. 35.2005.57, cfr. anche marg. 2013 delle direttive
sull’assoggettamento nella nuova versione dal 1.1.2009).

 

                                         Sono
più in generale da considerare come lavoratori tutti coloro che, in quanto tali
(cfr. DTF 131 V 395 consid. 3.2) indipendentemente dalla loro denominazione e
dall’esercizio (attuale) di un’attività professionale, possiedono la qualità di
assicurati ai sensi della legislazione di sicurezza sociale di uno o più Stati
membri (sentenza del 24 luglio 2006, I 667/05, consid. 6.4.4).

 

                                         Il
regolamento (CE) n. 1408/71 prevede, di regola, l'assoggettamento delle persone
assicurate al sistema sociale dello Stato in cui viene esercitata l’attività
professionale (cfr. art. 13 del regolamento (CE) n. 1408/71, cfr. anche
l'articolo dell'Istituto delle assicurazioni sociali, "Accordo sulla
libera circolazione delle persone e sicurezza sociale con particolare
riferimento ai rapporti fra Svizzera ed Italia", in RDAT I-2002, pag.
41 segg.; cfr. P. Cadotsch et Marie-Pierre Cardinaux, “Les effets de
l’accord sur l’assujettissement et l’obligation de cotiser à l’AVS” in “L’accord
sur la libre circulation des personnes avec l’UE et ses effets à l’égard de la
sécurité sociale en Suisse”, Berna 2001, pag. 131 segg.).

 

                                   4.   Le
Direttive sull’assoggettamento al marg. 2011 (marg. 2016 nella versione valida
dal 1.1.2009) rilevano che l’ALC prevede l’assoggettamento alla legislazione di
un solo Stato (art. 13 del Regolamento (CE) n. 1408/71).

I cittadini di uno
Stato membro dell’UE o svizzeri che lavorano solo in Svizzera sono assicurati
all’AVS/AI/IPG e AD (art. 13 del regolamento (CE) n. 1408/71), a meno di essere
lavoratori distaccati o di far parte di una categoria speciale.

I cittadini svizzeri o
di uno Stato membro dell’UE che lavorano solo in uno degli Stati dell’UE non
sono assicurati all’AVS/AI/IPG e AD (art. 13 del regolamento (CE) n. 1408/71),
a meno che siano distaccati.

                                         In
generale i cittadini svizzeri o di uno Stato membro dell’UE che esercitano
un’attività salariata in due o più Stati membri dell’UE sono assoggettati alla
legislazione del loro Stato di residenza se una parte dell’attività vi è
esercitata (art. 14 par. 2 punto b let. i del regolamento (CE) n. 1408/71).

 

                                         Se
il salariato non lavora nel suo Stato di residenza, è di regola assicurato
nello Stato della sede del suo datore di lavoro (art. 14 par. 2 punto b let. ii
del regolamento (CE) n. 1408/71). Se lavora per più datori di lavoro che hanno
sede in Stati differenti, va assicurato nel suo Stato di residenza (art. 14
par. 2 punto b lett. i del regolamento (CE) n. 1408/71).

 

                                         Per
quanto concerne gli indipendenti, i cittadini svizzeri o di uno Stato membro
dell’UE che lavorano come indipendenti solo in uno Stato dell’UE non sono
assicurati all’AVS/AI/IPG (art. 13 par. 2 lett. b regolamento (CE) n. 1408/71)
a meno che non abbiano lo statuto di lavoratori distaccati.

                                         L’indipendente
svizzero o di uno Stato membro dell’UE che lavora solo in Svizzera è assicurato
all’AVS/AI/IPG (art. 13 par. 2 let. b del regolamento (CE) n. 1408/71), a meno
di essere distaccato.

 

                                         Di
regola i cittadini svizzeri o di uno Stato membro dell’UE che esercitano
l’attività indipendente in due o più Stati dell’UE o in Svizzera e nell’UE,
sono assicurati nel luogo di residenza se una parte dell’attività vi è
esercitata. Se non esercita alcuna attività nel suo Paese di residenza, è
assicurato nel paese dove esercita l’attività principale (art. 14bis par. 2
regolamento (CE) n. 1408/71).

 

                                         I
cittadini svizzeri o di un Paese membro dell’UE che esercitano simultaneamente
un’attività indipendente in Svizzera e un’attività salariata in uno Stato
dell’UE, sono di regola assicurati in entrambi gli Stati (eccezione al
principio dell’affiliazione in un solo Stato, marg. 2035; marg. 2051 dal
1.1.2009).                         

Per il marg. 2034
(marg. 2052 dal 1.1.2009) i cittadini svizzeri o di uno Stato membro dell’UE
che esercitano simultaneamente un’attività salariata in Svizzera e un’attività
indipendente in uno Stato dell’UE sono di regola assoggettati in Svizzera per
l’insieme dei redditi acquisiti in differenti Stati (vi sono tuttavia numerose
eccezioni elencate al marg. 2034; marg. 2052 dal 1.1.2009).

                                         Colui
che esercita simultaneamente un’attività sul territorio di due o più Stati deve
informare l’organo competente dello Stato di residenza (marg. 2035; marg. 2054
dal 1.1.2009).

 

                                   5.   Per
quanto concerne il diritto svizzero, va rammentato che sono assicurate
obbligatoriamente in conformità alla Legge federale sull'assicurazione per la
vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che hanno il loro domicilio
civile in Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).

 

A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli
assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano
un'attività lucrativa.

In applicazione dell'art. 4 cpv. 1
LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono
calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa
dipendente e indipendente.

I contributi AVS degli assicurati
esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto
di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art.
9 cpv. 1 LAVS).

Il reddito proveniente da un’attività
lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo le spese
generali necessarie per conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a
LAVS).

 

                                   6.   I
contributi sono fissati per ciascun anno di contribuzione. Per anno di
contribuzione si intende l'anno civile (art. 22 cpv. 1 OAVS).

I contributi sono
calcolati sul reddito conseguito effettivamente durante l'anno di contribuzione
e sul capitale proprio investito nell'azienda al 31 dicembre (art. 22 cpv. 2
OAVS, nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2008).

Il reddito dell'anno
di contribuzione è stabilito secondo il risultato dell'esercizio commerciale
chiuso o degli esercizi commerciali chiusi in quell'anno (art. 22 cpv. 3 OAVS, nel
tenore in vigore fino al 31 dicembre 2008).

Se in un anno di
contribuzione non si è proceduto alla chiusura dei conti, il reddito
dell'esercizio commerciale va ripartito sugli anni di contribuzione
conformemente alla sua durata (art. 22 cpv. 4 OAVS).

Se l'esercizio
commerciale non corrisponde all'anno di contribuzione, è determinante il
capitale proprio investito nell'azienda alla fine dell'esercizio commerciale
(art. 22 cpv. 5 OAVS, nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2008).

 

                                   7.   Le
autorità fiscali cantonali stabiliscono il reddito determinante per il calcolo
dei contributi in base alla tassazione dell'imposta federale diretta, passata
in giudicato, e il capitale proprio investito nell'azienda in base alla
corrispondente tassazione dell'imposta cantonale, passata in giudicato e
adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv. 1 OAVS).

In difetto di una
tassazione dell'imposta federale diretta passata in giudicato, gli elementi
fiscali determinanti sono desunti dalla tassazione dell'imposta cantonale sul
reddito e, in mancanza di essa, dalla dichiarazione controllata d'imposta
federale diretta (art. 23 cpv. 2 OAVS).

Nei casi di tassazione
intermedia o di procedura per sottrazione d'imposta, i capoversi 1 e 2 sono
applicabili per analogia (art. 23 cpv. 3 OAVS, nel tenore in vigore fino al 31 dicembre
2006).

Le indicazioni fornite
dalle autorità fiscali sono vincolanti per le casse di compensazione (art. 23
cpv. 4 OAVS).

Se le autorità fiscali
cantonali non possono comunicare il reddito, le casse di compensazione devono
valutare il reddito determinante per stabilire il contributo e il capitale
proprio investito nell'azienda fondandosi sui dati a loro disposizione. Gli
assicurati devono dare le indicazioni necessarie alle casse di compensazione e,
se richiesto, presentare i giustificativi (art. 23 cpv. 5 OAVS).

 

                                   8.   Nel
caso di specie l’insorgente, nato nel 1952, medico dentista, cittadino
svizzero, domiciliato nel nostro Paese perlomeno dal 1988 (doc. 13), affiliato
all’Ordine dei medici dentisti di __________ __________ dal 1979, ha aperto uno
studio dentistico a __________ dal 14 maggio 2004 (doc. 13). 

 

                                         Le
parti sono concordi nel ritenere che l’interessato, nel 2006, esercitava
un’attività indipendente (medico dentista), sia in Svizzera, a __________
(attività accessoria), che in __________, a __________ (attività principale).

 

                                         Sulla
base dell’art. 14bis cifra 2 prima frase del regolamento (CE) n. 1408/71,
l’interessato deve pertanto essere assoggettato in Svizzera per l’insieme dei
redditi conseguiti nell’esercizio della sua attività lucrativa indipendente
(cfr. anche marg. 2026 delle direttive sull’assoggettamento all’AVS/AI/IPG =
marg. 2042 e 2043 nel tenore in vigore dal 1.1.2009).

 

                                         Questo
articolo prevede infatti che la persona che di norma esercita
un’attività autonoma nel territorio di due o più Stati membri è soggetta alla
legislazione dello Stato membro nel cui territorio risiede, qualora essa
eserciti parte della sua attività nel territorio di tale Stato membro. Qualora
essa non eserciti un’attività nel territorio dello Stato membro in cui risiede,
essa è soggetta alla legislazione dello Stato membro nel cui territorio
esercita la sua attività principale. I criteri atti a determinare l’attività
principale sono definiti dal regolamento di cui all’articolo 98.

 

                                         Rilevato
che per l’art. 13 del regolamento (CE) n. 1408/71 le persone cui è applicabile
il regolamento sono soggette, di principio, alla legislazione di un solo Stato
membro, spetterà al ricorrente, che ha già pagato contributi in __________ all’__________
(__________ __________ __________), chiedere al competente istituto __________,
in virtù del diritto europeo applicabile al caso di specie, se dati i
presupposti, l’eventuale restituzione di quanto già pagato all’estero. In
questo senso un’esenzione dall’obbligo assicurativo in Svizzera per un doppio
onere troppo elevato non è possibile (cfr. anche le direttive sull’obbligo
assicurativo, DOA, marginale 5001, marginale 5002 dal 1° gennaio 2009).

 

                                   9.   Va
ora esaminato sulla base di quale reddito va calcolato il contributo sociale.

 

                                         Va
qui rammentato che per giurisprudenza costante del TFA (dal 1° gennaio 2007:
TF) ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà: le casse di
compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità di tassazione e
il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la decisione
fiscale unicamente dal profilo della legalità. L'autorità giudicante non può
scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa
contenga errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili,
oppure quando si debbano apprez­zare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma
decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una
tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta
alle autorità fiscali e il giudice delle assicurazioni sociali non deve
intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione.

                                         L'assicurato
esercitante un'attività indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti
nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle
assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321
consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 

                                         =
RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121
consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag.
275 consid. 3a). Il Tribunale federale delle
assicurazioni ha comunque precisato che la comunicazione fiscale è vincolante
per l'amministrazione e per il giudice delle assicurazioni sociali solo per
quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla
qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione
(Pratique VSI 1993, p. 242ss).

 

                                10.   In
concreto dall’attestazione dell’autorità fiscale relativa alla tassazione 2006
cresciuta incontestata in giudicato emerge che l’insorgente ha conseguito un
reddito aziendale netto ai fini AVS di fr. 38'299 in Svizzera e di fr. 50'000
all’estero, per un importo complessivo di fr. 88'299 (doc. 3).

                                         E’
questo il reddito aziendale conseguito dal ricorrente nel 2006. L’importo di
fr. 37'500 cui accenna l’interessato in sede di ricorso è invece “solamente”
il reddito imponibile ai fini dell’IFD e non il reddito aziendale netto
determinante su cui vanno calcolati i contributi sociali.

 

                                11.   Alla
somma di fr. 88’299, la Cassa, in applicazione dell’art. 9 lett. d LAVS, ha
aggiunto fr. 736, pari ai contributi sociali fatturati quale acconto.

 

                                         In
virtù dell'art. 9 cpv. 2 lett. d LAVS, e contrariamente a quanto è previsto
nell'ambito dell'imposta federale diretta, i contributi personali degli
indipendenti non possono infatti essere dedotti (cfr. P. Y. Greber, J. L. Duc,
G. Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur
l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 113 ad art. 9 LAVS, pag. 301).
Per questo motivo il reddito determinante é stabilito aggiungendo al reddito
aziendale netto esposto fiscalmente il contributo sociale dovuto.

 

                                         Le
comunicazioni dell’autorità fiscale relative al reddito, prima dell’entrata in
vigore del nuovo art. 27 cpv. 1 OAVS il 1° gennaio 2001, non tenevano conto
delle particolarità della legge sull’assicurazione vecchiaia e superstiti (DTF
111 V 295). Per questi motivi anche le Casse partivano dal presupposto che, dal
reddito comunicato, erano stati dedotti i contributi, che di conseguenza
andavano riaggiunti. 

                                         Scopo
dell’art. 9 cpv. 2 lett. d LAVS era ed è infatti quello di annullare
un’operazione ammissibile dal punto di vista fiscale. Di conseguenza poteva
essere aggiunto solo quanto poteva essere dedotto fiscalmente (DTF 111 V 298
consid. 4e e p. 301 consid. 4g). 

                                         

                                         Prima
dell’entrata in vigore delle modifiche delle norme di calcolo dei contributi il
1° gennaio 2001, per poter procedere all’aggiunta prevista dall’AVS non era
necessario chiedere all’autorità fiscale l’ammontare della deduzione apportata.
L’amministrazione poteva infatti dedurre dai suoi atti se i contributi erano
stati fissati provvisoriamente o per lo meno messi in conto e se erano già
stati pagati o meno (DTF 111 V 299 consid. 4e, sentenza 24 agosto 2005 nella
causa S., H 185/05).

                                         Partendo
quindi dal presupposto che l’assicurato aveva dichiarato la deduzione nella
dichiarazione fiscale, la Cassa di compensazione poteva aggiungere i contributi
già stabiliti in una decisione oppure quelli conteggiati, nella loro globalità
oppure solo la parte già pagata. 

                                         Se
l’autorità fiscale tuttavia annunciava nella sua comunicazione che non erano
stati dedotti contributi o l’assicurato lo dimostrava, non si poteva procedere
all’aggiunta (DTF 111 V 302 consid. 4g). 

 

Con sentenza del 24
agosto 2005 nella causa S., H 185/05, già citata nella sentenza del 5 febbraio
2007 di questo Tribunale (inc. 30.2006.36), il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha
rammentato che con il 1° gennaio 2001 sono entrate in vigore nuove norme di
determinazione dei contributi ed in particolare l’art. 27 cpv. 1 OAVS, per il
quale per le persone esercitanti un’attività lucrativa indipendente ad esse
affiliate, le casse di compensazione domandano alle competenti autorità fiscali
cantonali le indicazioni necessarie al calcolo dei contributi. Le autorità
fiscali devono aggiungere i contributi versati all’assicurazione per la
vecchiaia, i superstiti e all’assicurazione per l’invalidità e al regime di
indennità per perdita di guadagno oggetto di una deduzione fiscale. L’Ufficio
federale emana direttive in merito alle indicazioni necessarie e alla procedura
di notifica (art. 27 cpv. 1 OAVS).

 

                                         L’Alta
Corte ha in particolare rilevato che, prima della citata modifica, era compito
delle casse, sulla base della documentazione a loro disposizione, procedere al
calcolo dell’importo da aggiungere al reddito aziendale. In particolare la
Cassa disponeva di diversi modi di procedere: poteva da un lato aggiungere i
contributi stabiliti nel periodo di computo, quelli fatturati in questo lasso
di tempo o i contributi pagati (citata sentenza del 24 agosto 2005, consid.
2.2). 

                                         Tutti
i metodi erano stati dichiarati conformi alla legge (Käser, Unterstellung und
Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2.a edizione, Berna 1996, p. 202
segg., n. 8.11; DTF 111 V 289; ZAK 1986 p. 159). 

                                         Ciò
comportava tuttavia che solo in pochi casi l’ammontare aggiunto al reddito
aziendale corrispondeva all’importo dei contributi effettivamente dedotti in
ambito fiscale.

                                         Per
modificare questo stato di cose è stato adottato il citato art. 27 cpv. 1 OAVS,
giusta il quale spetta alle autorità fiscali aggiungere i contributi versati
alle assicurazioni sociali.

Nel caso giudicato dall’allora
TFA l’autorità fiscale non era in grado di stabilire l’ammontare dei contributi
dedotti. L’Alta Corte ha allora stabilito che in tal caso va applicato per
analogia l’art. 23 cpv. 5 OAVS che prevede che quando le autorità fiscali non
sono in grado di comunicare il reddito, le casse devono valutarlo per stabilire
il contributo. Gli assicurati devono dare le indicazioni necessarie alle casse
di compensazione. La Cassa, nel caso giudicato dall’Alta Corte, ha pertanto dovuto
stabilire, con l’aiuto dell’assicurato, l’ammontare esatto dei contributi
dedotti nel periodo fiscale determinante, poiché solo questi importi devono
essere riaggiunti per ristabilire l’equità contributiva. Solo se
l’interessato non fornisce le informazioni richieste, l’amministrazione può stabilire
l’ammontare dell’importo da aggiungere senza far capo a prove concrete.

 

                                12.   Nel
caso di specie l’amministrazione con scritto del 7 aprile 2009 ha chiesto
all’autorità fiscale, tra le altre cose, se dal reddito aziendale sono già
stati dedotti gli oneri sociali (allegato al doc. 3). In risposta l’UT si è
limitato ad affermare che il “reddito aziendale netto ai fini AVS”
ammonta a fr. 38'299 (doc. 3). Dal citato scritto non è tuttavia chiaro se
l’importo comprende i contributi AVS/AI/IPG di quell’anno.

 

                                         La
Cassa non ha tuttavia proceduto ad alcun ulteriore accertamento ed ha aggiunto
i contributi fatturati quell’anno, ossia fr. 736, violando in questo modo gli art.
23 cpv. 5 OAVS e 27 cpv. 1 OAVS. L’amministrazione, che di principio può
aggiungere unicamente i contributi dedotti in sede fiscale, avrebbe infatti
dapprima dovuto interpellare nuovamente l’autorità fiscale chiedendo
espressamente l’ammontare dei contributi dedotti nel 2006 dall’interessato e, nel
caso in cui il fisco non fosse stato in grado di fornire alcun dato, avrebbe
dovuto stabilire, con l’aiuto dell’assicurato, l’ammontare esatto dei
contributi dedotti nel periodo fiscale determinante (cfr. sentenza H 185/04 del
24 agosto 2005 consid. 3.2: ”Es trifft zwar zu, dass es für
die Steuerbehörden nicht immer einfach ist, der Ausgleichskasse die
persönlichen Beiträge zu melden, insbesondere wenn diese in der Buchhaltung des
Steuerpflichtigen nicht separat ausgewiesen werden. Diese Vollzugsschwierigkeiten ändern jedoch nichts an der
grundsätzlichen, in Art. 27 Abs. 1 Satz 2 AHVV ausdrücklich statuierten
Verpflichtung der Steuerbehörden, die massgeblichen Angaben zu liefern. Dabei
müssen die Bemessungsperioden des Abzugs und der Aufrechnung übereinstimmen.
Denn der Zweck der Aufrechnung besteht darin, eine steuerrechtlich zulässige
Operation rückgängig zu machen (BGE 111 V 296 Erw.
4a). Dementsprechend hat der
Beitragspflichtige Anspruch darauf, dass ihm genau jener Betrag aufgerechnet
wird, welcher bei den Steuern abgezogen wurde.”,
sottolineatura del redattore). Se neppure l’assicurato fosse stato in
grado di fornire alcuna informazione la Cassa, in assenza di prove concrete,
avrebbe potuto valutare autonomamente l’ammontare da aggiungere al reddito
aziendale.

 

                                         Su
questo punto la decisione è di conseguenza errata. L’incarto va rinviato alla
Cassa per ulteriori accertamenti, dapprima presso l’autorità fiscale e in
seguito, se il fisco non sarà in grado di indicare l’importo esatto dei
contributi dedotti, presso il ricorrente. Solo nel caso in cui neppure
l’insorgente potrà stabilire l’importo esatto, l’amministrazione effettuerà una
valutazione sulla base degli atti a sua disposizione.

 

                                         La
decisione impugnata non si rivela corretta neppure nel calcolo della deduzione
della percentuale del 2,5% calcolata sul capitale investito nell’azienda giusta
l’art. 9 cpv. 2 lett. d LAVS per il quale il reddito proveniente da un’attività
lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo l’interesse del
capitale proprio impegnato nell’azienda. Il Consiglio federale fissa il tasso
d’interesse d’intesa con la Commissione federale dell’assicurazione per la
vecchiaia, i superstiti e l’invalidità.

 

                                         Infatti
l’amministrazione ha preso in considerazione unicamente l’ammontare di fr.
25'000, ossia la sostanza aziendale netta dell’attività esercitata in Svizzera
(cfr. doc. 3). In realtà, nello scritto del 14 aprile 2009 l’autorità fiscale
ha anche affermato che “il contribuente ha pure un’attività indipendente
all’estero che è stata considerata per il calcolo dell’aliquota determinante in
fr. 50'000 netti quale reddito e fr. 20'000 quale sostanza aziendale” (doc.
3). Ciò trova conferma nel calcolo dell’imponibile dell’imposta cantonale 2006,
dove il fisco, nella posta relativa alla “sostanza netta investita in
società di persone” (numero 29.1, allegato al doc. 6), ai fr. 24'563
dichiarati dall’interessato ha aggiunto fr. 20'000.--  cfr. anche il calcolo
del riparto della sostanza).

                                         Ora,
se da una parte al reddito conseguito in Svizzera va aggiunto l’importo
percepito all’estero, allo stesso modo alla sostanza aziendale dell’attività
svizzera va sommata la sostanza aziendale dell’attività estera. Di conseguenza
l’amministrazione dovrà ricalcolare anche la deduzione del 2,5% sul capitale
investito nell’azienda sulla base di un importo complessivo di fr. 45'000.

 

                                         In
queste condizioni il ricorso va parzialmente accolto e l’incarto rinviato alla
Cassa per ulteriori accertamenti ed un nuovo calcolo del contributo dovuto.

 

                                         Al
ricorrente vanno assegnate ripetibili parziali (art. 61 lett. g LPGA). 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.

                                         La
decisione impugnata è annullata e l’incarto è rinviato alla Cassa per ulteriori
accertamenti ed un nuovo calcolo del contributo.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato. La Cassa verserà al dr. med. RI 1 fr. 300 a titolo di ripetibili (IVA
inclusa).                                        

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti