# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d3d2692c-315c-56f3-a556-1cca6be2a0a0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-09-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 01.09.2008 30.2007.233
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2007-233_2008-09-01.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2007.233

  (401) 07 180 / 701

  	
  Bellinzona

  1
  settembre 2008

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente con Sara
Friedli in qualità di segretaria per statuire sul ricorso 16 agosto 2007
presentato da

 

	
   

  	
  RI 1 

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione
  3 agosto 2007 n. __________ emessa dalla Sezione dei permessi e
  dell’immigrazione, Bellinzona,

  

 

viste                                  le osservazioni 11 settembre
2007 presentate dalla Sezione dei permessi e dell’immigrazione, Bellinzona;

 

                                         letti ed esaminati gli atti,

 

 

ritenuto                             in fatto 

 

                                 A.     La Sezione dei permessi
e dell’immigrazione con decisione 3 agosto 2007 ha inflitto a RI 1, quale gerente del Bar __________, , una multa di 

fr. 1’130.-, oltre alla tassa di giustizia di fr. 350.- e alle spese di fr.
60.-, per aver consentito che venissero servite bevande alcoliche
a 5 avventori minorenni e aver permesso l’accesso a 9 avventori minorenni.
Inoltre è stato accertato che non ha tenuto a disposizione degli organi di
controllo un piano di lavoro settimanale o quindicinale relativo alla sua
presenza (con riferimento all’intimazione di rapporto di contravvenzione
__________ 2007).

 

                                         La risoluzione è stata resa in
applicazione degli art. 49, 50 lett. b, 53 cpv. 2 e 66 Les
pubb; art. 80, 81, 86 RLes pubb.

 

                                 B.     Contro
la predetta pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo
giudice chiedendone l’annullamento.

 

                                 C.     La Sezione dei permessi
e dell’immigrazione propone di accogliere parzialmente il gravame e di ridurre
la multa a fr. 930.-, adeguando gli oneri di primo grado, in considerazione del
fatto che solo uno dei minorenni era di età inferiore ai 16 anni.

 

 

considerato                      in diritto

 

                                 1.     La competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell’insorgente e la tempestività
dell’impugnativa sono date dall’art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto
ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma
dell’art. 12 LPContr.

 

                                 2.     Giusta l’art. 80 RLes
pubb il gerente è la persona fisica responsabile verso l’Ufficio permessi e il
gestore del rispetto della legge e del regolamento. Il gerente è responsabile
dell'igiene, dell’ordine, della quiete e della tutela del buon costume
nell’esercizio pubblico e nelle immediate vicinanze; il regolamento fissa le
modalità relative alla sua presenza (art. 53 cpv. 1 e 2 Les pubb). In tal
senso, l’art. 82 cpv. 1 RLes pubb stabilisce che il gerente svolge la propria
attività a tempo pieno, in un unico esercizio, in proprio o per conto del
gestore. Solo così vi è la garanzia che possa assicurare, con la sua presenza,
il buon funzionamento dell'esercizio sotto tutti i punti di vista, curando in
particolare l'istruzione del personale, i rapporti con la clientela, l'ordine,
la quiete, l'igiene e la pulizia, come sancito dall’art. 81 RLes pubb. Ne
consegue l’obbligo per il gerente di tenere a disposizione degli organi di
controllo un piano di lavoro settimanale o quindicinale relativo alla sua
presenza (art. 86 RLes pubb). 

 

                                         Giusta l’art.
49 Les pubb, in tutti gli esercizi pubblici, ad eccezione dei locali notturni
(art. 47 Les pubb) o le discoteche (art. 48 Les pubb) per cui vi è un divieto
d’accesso generale per i minori di 18 anni, dopo le 21.00 l’accesso è vietato a
tutte le persone di età inferiore ai 16 anni non accompagnate da un maggiorenne
responsabile del loro comportamento. Il gerente non deve fornire bevande
alcoliche alle persone di età inferiore ai 18 anni (art. 50 lett. b Les pubb). 

 

                                         Le infrazioni alla Legge sugli
esercizi pubblici e al regolamento di applicazione, sono punite con una multa
da un minimo di fr. 50.- ad un massimo di fr. 10'000.-, giusta le disposizioni
della legge di procedura per le contravvenzioni. Il minimo per le
contravvenzioni relative alla vendita di bevande alcoliche ai sensi dell’art.
50 è fissato a fr. 200.- (art. 66 cpv. 1 Les pubb). 

 

                                         A norma dell’art. 66 cpv. 2
Les pubb sono punibili il gestore, il gerente, il titolare della patente o i
loro rappresentanti.

 

                                 3.     In concreto, la Sezione
dei permessi e dell’immigrazione ha multato la ricorrente – in applicazione
delle predette norme – quale gerente del Bar __________, , per aver consentito che venissero servite bevande alcoliche a 5
avventori minorenni e aver permesso l’accesso a 9 avventori minorenni. L’autorità
le rimprovera inoltre di non aver tenuto a disposizione degli organi di
controllo un piano di lavoro settimanale o quindicinale relativo alla sua
presenza (cfr. intimazione di rapporto di contravvenzione 2007).

 

                                         I fatti
rimproverati all’insorgente sono stati accertati in seguito a un controllo
effettuato dalla Polizia comunale di __________ in data __________ 2007 alle
ore 00.01 nell’esercizio pubblico in questione (cfr. rapporto di intervento di
pari data). 

 

                                 4.     La
ricorrente, dal canto suo, non contesta di per sé gli addebiti a lei mossi, ad
eccezione dell’omissione di avere un piano di lavoro, ma nega in ogni caso l’esistenza
di una sua qualsiasi responsabilità, giustificando l’accaduto come segue:

 

                                         “Le bevande alcoliche non
sono state servite direttamente dal cameriere ai minorenni. Ma il cameriere [ha]
servito le bevande alcoliche a un maggiorenne che poi [le] [ha] dat[e], a
nostra insaputa, agli amici suoi minorenni. Quella sera c’era solo un cameriere
al bar, avendo a disposizione due sale nel locale, non [ha] potuto controllare
attentamente le due sale. Per quanto concerne i 9 avventori minorenni si sono
presentati al bar chiedendo di voler mangiare un panino e lì per lì il
cameriere non [ha] pensato di chiedere i documenti visto che volevano solo mangiarsi
un panino. Per quel che concerne il piano di lavoro, posso solo dirvi che il
piano esiste e esisteva anche quel giorno che si sono presentati gli agenti. Al
cameriere è stato chiesto se nel locale era presente il gerente e la risposta
fu che il gerente si trovava in vacanza. Dopodiché l’agente non [ha] chiesto il
piano di lavoro settimanale al nostro cameriere” (cfr. ricorso 16 agosto
2007).

 

                                         In prima battuta, la gerente aveva
invece sostenuto di non dover rispondere dei fatti avvenuti in sua assenza,
scaricando, tra l’altro, la responsabilità sul titolare e gestore
dell’esercizio pubblico, __________, di servizio al momento del controllo
eseguito dalla polizia. In particolare, ha sottolineato che era una semplice
dipendente del Bar __________, impiegata come una normalissima cameriera, per
cui non aveva nessun controllo e non poteva sapere cosa succedeva durante la
sua assenza (cfr. osservazioni 23 maggio 2007 al rapporto di contravvenzione).
Specifica inoltre di aver concluso un contratto di lavoro in qualità di gerente
unicamente per mettere a disposizione del gestore il certificato di capacità
tipo 1 in suo possesso e permettergli così di continuare a esercitare
l’attività legata al bar. Di fatto, il signor __________ esercitava le funzioni
di gerente, decidendo dei controlli e dell’organizzazione (cfr. verbale di
interrogatorio RI 1 __________ 2007).

 

                                 5.     A titolo preliminare, si
ricorda che la responsabilità del gerente - sia esso attivo in
proprio o per conto del gestore, in un rapporto di subordinazione - sancita
dall’art. 53 Les pubb, è estesa anche alla sua assenza. In questi casi egli
deve sapere chi è il suo sostituto (cfr. Marco
Garbani, Commentario alla LEP, Bellinzona 2005, n. 53.17 ad art. 53 Les
pubb). In caso di impedimento temporaneo non superiore al mese (vacanza, breve
malattia, servizio militare, ecc.) il gerente è tenuto a farsi sostituire,
rispettivamente il gestore è tenuto a sostituire il gerente, con una persona di
sua fiducia, ritenuto che in ogni caso la sostituzione non svincola il gerente
dalle sue responsabilità (art. 87 cpv. 1 e 2 RLes pubb). 

 

                                         Tale discorso
vale a maggior ragione per il finto gerente, ossia colui che mette a
disposizione (di regola dietro ricompensa) il proprio certificato a terze
persone per permettere l’apertura di un esercizio senza che in realtà egli
effettui tale mansione. Si tratta di un prestito rischioso in quanto se succede
qualcosa di grave il finto gerente avrà senz’altro dei problemi (cfr. Marco Garbani, op. cit., pag. 292). In
definitiva, il gerente non si sottrae alle proprie responsabilità argomentando
che egli era assente o che fungeva solo da prestanome (cfr. Marco Garbani, op. cit., n. 53.17 ad
art. 53 Les pubb).

 

                                         In concreto,
la ricorrente era assente in occasione del controllo, in quanto si trovava in
vacanza (cfr. verbale di interrogatorio di RI 1 __________ 2007). Durante
questa assenza, era comunque responsabile dell’esercizio pubblico, anche se il
gestore la sostituiva. Dagli atti risulta che era stata assunta dal 1° dicembre
2006 come gerente del locale, ancorché dalle sue stesse affermazioni si evince
che in realtà era impiegata in qualità di cameriera e che la gerenza era svolta
di fatto dal gestore, il quale organizzava e controllava il locale. Si è quindi
in presenza di una gerenza fittizia che però, come detto, non giustifica, né
scagiona la ricorrente dalle sue responsabilità in relazione a eventuali
infrazioni alla legislazione sugli esercizi pubblici.

 

                                 6.     Riguardo
alla violazione dell’obbligo di tenere a disposizione dell’autorità un piano di
lavoro settimanale o quindicinale (art. 86 RLes pubb), la ricorrente ritiene
tale rimprovero ingiustificato, in quanto, a suo dire, al momento del controllo
il piano esisteva, ma la polizia non l’ha richiesto (cfr. ricorso 16 agosto 2007).
A sostegno del suo assunto ha prodotto i piani di lavoro relativi alle ultime
due settimane di impiego, dai quali risulta che ha interrotto la sua attività
il 20 marzo 2006, ritenuto che dopo tale data e fino alla cessazione del
rapporto contrattuale ha effettuato le vacanze residue, senza allestire nessun
piano. 

 

                                         Benché ci si
possa interrogare sulla correttezza di quest’ultima omissione, la versione
della ricorrente risulta plausibile e non è stata rimessa in discussione
dall’autorità di prime cure, la quale nelle osservazioni 11 settembre 2007 si è
invero espressa sulle infrazioni più gravi a giustificazione dell’ammontare
della multa.

                                 7.     In
particolare, alla ricorrente si rimprovera di aver permesso l’acquisto di
bevande alcoliche da parte di cinque minorenni all’interno del Bar __________
in applicazione dell’art. 50 lett. b Les pubb. Si noti che questa
disposizione riguarda unicamente il gerente, ad esclusione dei suoi
collaboratori. Il gerente può liberarsi dalla sua responsabilità dimostrando che
ha impartito le necessarie direttive ai propri collaboratori e che non ha
oggettivamente potuto impedire la consegna della bevanda alcolica al minorenne.
Il gerente è tenuto a verificare chi ordina e a chi fornisce le bevande
alcoliche, ma non chi poi le consuma (cfr. Marco
Garbani, op. cit., n. 50.4 ad art. 50 Les pubb). In caso di dubbi circa
l’età del cliente il gerente deve esigere la presentazione di un documento
ufficiale di legittimazione (art. 53a Les pubb).

 

                                         Nel gravame la
ricorrente, cambiando sostanzialmente la sua tesi difensiva, sostiene per la
prima volta che: “Le bevande alcoliche non sono state servite direttamente
dal cameriere ai minorenni. Ma il cameriere [ha] servito le bevande alcoliche a
un maggiorenne che poi [le] [ha] dat[e],
a nostra insaputa, agli amici suoi minorenni”. 

 

                                         Tale circostanza non
trova tuttavia alcuna conferma agli atti e risulta poco credibile se comparata con
le dichiarazioni dei cinque minorenni (uno dei quali risulta essere entrato
nell’esercizio pubblico accompagnato da un adulto responsabile, circostanza che
tuttavia non esclude, né attenua la responsabilità del gerente nell’ottica
dell’art. 50 Les pubb), i quali sostengono all’unanimità di
aver acquistato delle bevande alcoliche all’interno dell’esercizio pubblico. Si
noti inoltre che il gestore sostiene di non aver servito bevande alcoliche ai
minorenni, senza escluderne tuttavia la possibilità. Egli si giustifica
affermando che “può essere che abbia servito bevande alcoliche a dei
minorenni i quali mi mostravano dei documenti di altre persone maggiorenni” (cfr.
verbale di interrogatorio di __________ __________ 2007), versione che
differisce con quanto avanzato dall’insorgente. 

                                         A prescindere
da tale incongruenza, il solo fatto per quest’ultima di aver assunto una finta
gerenza (ripetutamente proclamata in sede di interrogatorio e anche nelle
osservazioni 23 maggio 2007 a sostegno della sua estraneità alla vicenda),
senza impartire le dovute direttive ai collaboratori e senza sincerarsi di
quanto accadeva in sua assenza, non la esime dalle sue responsabilità per le
violazioni alla legislazione sugli esercizi pubblici.

 

                                         Le giustificazioni apportate
dalla ricorrente non sono dunque liberatorie.

 

                                 8.     Infine, alla ricorrente
si rimprovera di aver permesso l’entrata di 9 avventori minorenni nell’esercizio
pubblico. Secondo l’art. 49 Les pubb dopo le 21.00 l’accesso è
vietato a tutte le persone di età inferiore ai 16 anni non accompagnate da un
maggiorenne responsabile del loro comportamento. Anche in tale situazione, in
caso di dubbi, il gerente è tenuto ad accertarsi dell’età degli avventori del
suo locale (art. 53a Les pubb). 

 

                                         Dai verbali d’interrogatorio
del gestore e dei 9 minorenni, risulta che nessuno di essi è stato
effettivamente controllato all’entrata del locale al fine di verificarne l’età
e quindi la legalità dell’accesso dopo le ore 21.00, circostanza peraltro
confermata dal signor __________. La gerente, seppur per la prima volta nel
gravame, giustifica la presenza dei minorenni, sostenendo che nessun controllo
dei documenti è stato effettuato dal cameriere, poiché essi si sono presentati
al bar dicendo di voler unicamente mangiare un panino (cfr. ricorso 16 agosto
2007). A prescindere dall’attendibilità dell’asserzione (che non trova
riscontro agli atti), tale argomento non libera l’insorgente dalle sue
responsabilità, in quanto i minori di 16 anni non hanno il diritto di entrare
in locali pubblici dopo le 21.00 se non accompagnati da un maggiorenne
responsabile del loro comportamento, neanche per consumare un panino.

 

                                         Ciò posto, si noti, come rettamente
rilevato dalla Sezione dei permessi e dell’immigrazioni nelle osservazioni 11
settembre 2007, che solo uno dei 9 avventori minorenni, al momento dei fatti
appena quindicenne, non adempiva i requisiti posti dall’art. 49 Les pubb. Il
minorenne in questione aveva meno di 16 anni e non era accompagnato da un
maggiorenne responsabile del suo comportamento. L’accesso all’esercizio
pubblico era quindi consentito agli 8 minorenni restanti in quanto avevano
un’età compresa tra i 16 e i 17 anni.

 

                                 9.     Quanto alla
commisurazione della multa, tenuto conto del fatto che la prima imputazione
(relativa alle bevande alcoliche) va confermata per 5 avventori, mentre la
seconda (relativa all’accesso all’esercizio pubblico, ancorché di minor
importanza rispetto alla prima, va confermata per un solo minorenne e la terza
(concernente il piano di lavoro) viene a cadere, questo giudice ritiene che un
importo di fr. 850.- risulti confacentemente proporzionato alla gravità dell'infrazione
commessa (caratterizzata da una finta gerenza, fatto di per sé molto grave), rettamente
commisurato al grado di colpa e contenuto nei limiti concessi dalla legge.

 

                                         Il ricorso deve pertanto
essere accolto nella misura che precede, con conseguente adeguamento degli
oneri di primo grado. 

 

                                         Tasse e spese per l’odierno
giudizio seguono la soccombenza preponderante della ricorrente (art. 15
LPContr).

 

per questi motivi                 visti gli art. 49, 50 lett. b, 53 cpv. 2 e 66 Les pubb; art. 80, 81, 86 RLes pubb.1 segg.
LPContr;

 

 

dichiara e 

pronuncia:                1.     Il ricorso è parzialmente
accolto e la decisione impugnata è riformata nel senso che a RI 1 è
inflitta una multa di fr. 850.-, oltre alla tassa di giustizia di fr. 200.- e
alle spese di fr. 30.-.

 

                                 2.     La tassa di giustizia di
fr. 150.- e le spese di fr. 50.- sono a carico della ricorrente.

 

                                 3.     Intimazione a:

	
   

  	
   

   

  

 

 

Il presidente:                                                                            La
segretaria:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvertenza:   contro
il presente giudizio può essere interposto ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale di Losanna (art. 113 e segg. LTF) entro 30
giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF).