# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 99e282e6-f5a8-528f-922c-94268c69c8e6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.06.2010 C-5496/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5496-2009_2010-06-07.pdf

## Full Text

Corte II I
C-5496/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  7  g i u g n o  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Michael Peterli, Vito Valenti; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, patrocinato dall'avvocato Luigi Potenza, 
via della Repubblica 23, IT-73054 Presicce,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
7 luglio 2009).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-5496/2009

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano,  nato  nel  1956,  ha lavorato in Svizzera 
dal  1974  al  1975  e  dal  1979  al  1984,  solvendo  regolari  contributi 
all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  
(AVS/AI), durante tali periodi (doc. 6). Dopo il rimpatrio, ha continuato 
ad  esercitare  un'attività  lucrativa.  Dal  2005  era  attivo  come 
carrozziere/lattoniere  alle  dipendenze  di  terzi  in  ragione  di  40  ore 
settimanali;  ha  interrotto  il  lavoro  per  malattia  dal  3  marzo  al  15 
maggio 2007 e l'ha  poi  ripreso in  ragione di  25 ore  settimanali  con 
compiti più leggeri e con conseguente riduzione di salario (doc. 12, 13, 
54, 55).

B.
In data 12 aprile 2007, il nominato ha formulato una domanda volta al  
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità  (doc.  4).  Il  richiedente  è  stato  visitato  il  15  maggio  2007 
presso i servizi medici dell'Istituto nazionale della previdenza sociale 
(INPS)  di  Casarano,  ove  il  sanitario  incaricato  ha  evidenziato  la 
diagnosi di  "esiti  di recente PTCA + stent in coronaropatia ostruttiva 
monovasale  in  recente  infarto  miocardico  acuto  inferiore  non 
complicato  con  prova  da  sforzo  negativa"  ed  ha  posto  un  tasso 
d'invalidità  del  50% (doc. 17). Sono stati  esibiti  documenti  oggettivi, 
segnatamente: 

- la cartella clinica integrale riguardante il ricovero dal 4 al 10 marzo 
2007 per infarto miocardico acuto di altra parte della parete inferiore 
(doc. 14);

-  la  cartella clinica inerente il  ricovero dal  29 al  30 marzo 2007 per 
intervento  di  arteriografia  coronarica  e  monitoraggio  completo 
elettrocardiografico (doc. 15);

-  una terza cartella clinica per la degenza dal 30 marzo al  1° aprile 
2007  (continuazione  della  precedente)  per  istallazione  di  PTCA  ed 
impianto di stent (doc. 16);

- un referto radiologico della colonna in toto del 5 luglio 2007 (doc. 18);

- un rapporto d'esame audiometrico del 17 novembre 2007 (doc. 19);

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- un breve rapporto di esame ortopedico scarsamente leggibile (doc. 
20);

-  un  rapporto  di  esame  cardiologico  del  Dott.  B._______  del  25 
gennaio 2008 (doc. 21).

C.
Nel  suo  rapporto  del  24  agosto  2008,  il  Dott.  C._______,  medico 
dell'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti  
all'estero  (UAIE),  ha  proposto  di  fare  eseguire  nuovi  accertamenti 
specialistici,  ma  nel  contempo  ha  affermato  che  l'assicurato  è  da 
considerarsi inabile al 30% nel suo precedente lavoro a decorrere dal 
15  maggio  2007  (ripresa)  ma  che  dalla  stessa  data  non  presenta 
alcuna incapacità in attività ancor più leggere (doc. 24).

In data 20 maggio 2008, l'UAIE ha emanato un progetto di decisione 
comportante il diniego di prestazioni assicurative (doc. 25).

Rappresentato  dal  Patronato  INAPA  di  Acquarica  del  Capo, 
A._______,  con  scritto  del  10  giugno  2008,  ha  ribadito  la  sua 
domanda di rendita (doc. 32). Ha segnatamente esibito:

-  un  certificato  medico  del  Dott.  D._______  del  9  giugno  2008 
attestante quanto noto (doc. 30);

- i risultati di una spirometria del 6 febbraio 2008 (doc. 29);

- i risultati di un esame ecocardiografico del 22 gennaio 2008 e di un 
elettrocardiogramma del 27 gennaio successivo (doc. 28);

- un referto radiologico della colonna in toto del 22 gennaio 2008 (doc. 
26).

L'incarto  è  stato  risottoposto  in  esame al  Dott. C._______,  il  quale, 
nella  relazione  dell'8  luglio  2008,  ha  confermato  la  necessità  di 
procedere a un'indagine medica più approfondita (doc. 34).

D.
L'amministrazione,  in  esito  al  parere  medico di  cui  sopra,  ha quindi 
deciso di  far visitare l'assicurato al  Servizio di  accertamento medico 
dell'AI (SAM) di Bellinzona. L'assicurato è stato visitato dal 20 al  24 
ottobre  2008  ove  è  stato  sottoposto  a  consulti  specialistici  in 

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cardiologia  (Dott.  E._______),  reumatologia  (Dott.  F._______), 
psichiatria (Dott. H._______). Nella relazione del 26 novembre 2009, i 
medici del SAM hanno rilevato la diagnosi sostanziale di sindrome da 
disadattamento, malattia coronarica bivasale in esito ad infarto ed esiti  
di PTCA, cardiopatia ipertensiva, sindrome vertebrale con alterazioni 
degenerative  plurisegmentali  di  modica  entità  a  livello  lombare, 
sindrome  di  Tièze,  modica  ipoacusia  neurosensoriale,  modico 
sovrappeso  (dettagli  nella  parte  in  diritto).  I  periti  incaricati  hanno 
ritenuto  che  l'assicurato  è  in  grado  di  svolgere  il  suo  precedente 
lavoro, astenendosi comunque da compiti gravosi, in misura dell'80% 
(doc.  47-49).  Altra  documentazione  medica  è  stata  esibita 
dall'assicurato,  ossia  una  relazione  medica  del  Dott.  I._______ 
(otorinolaringoiatra)  del  22  settembre  2008  in  merito  al  problema 
dell'ipoacusia  (doc.  45),  con  audiometria  (doc.  44);  un  referto 
tomografico  assiale  computerizzato  (TAC)  del  torace  dell'8  agosto 
2008 (doc. 38).

L'incarto  è  stato  risottoposto  in  esame al  Dott. C._______,  il  quale, 
nella relazione del 12 gennaio 2009 (doc. 51), ha affermato, alla luce 
delle  risultanze  del  SAM,  che  l'assicurato  è  da  ritenersi  inabile  al 
precedente  lavoro  al  cento  per  cento  dal  4  marzo 2007 (infarto),  al 
50% dalla  ripresa  del  lavoro  il  16  maggio  2007  e  al  20% da  luglio 
2007; nell'ambito di  attività  sostitutive più leggere la sua capacità di  
lavoro sarebbe dell'80% da luglio 2007.

L'amministrazione ha quindi accertato che A._______ lavora ancora in 
misura di 25 ore alla settimana (doc. 54, 55, formulari sottoscritti il 25  
febbraio 2009), con salario ridotto (6,31 Euro all'ora invece di 9.- Euro, 
rispettivamente 631 Euro invece di 1'440 Euro).

L'incarto è stato risottoposto in esame al Dott. C._______ il quale non 
ha avuto altro da aggiungere (doc. 59).

Con nuovo progetto di decisione del 15 aprile 2009, l'UAIE ha disposto 
la reiezione della domanda di rendita per carenza d'invalidità di livello  
pensionabile (doc. 60).

Con scritto del 12 maggio 2009, il Patronato INAPA si è riconfermato 
integralmente nella richiesta di prestazioni AI. Ha prodotto un rapporto 
d'esame cardiologico del Dott. G._______ dell'8 maggio 2009 (doc. 62) 
ed  un  certificato  del  Dott.  D._______  del  4  maggio  2009  (doc.  61). 
Questi referti non pongono in evidenza ulteriori patologie.

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Richiamato a pronunciarsi, il Dott. C._______, nella nota del 30 giugno 
2009, ha riconfermato le sue precedenti valutazioni (doc. 65).

Mediante decisione del 7 luglio 2009, l'UAIE ha respinto la domanda di 
rendita (doc. 66).

E.
Con il ricorso depositato il 28 agosto 2009, A._______, regolarmente 
rappresentato dall'avv. Potenza di  Presicce, chiede, sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza,  il  riconoscimento  del  suo  diritto  ad  una  rendita 
d'invalidità.  Lamenta  inoltre  la  scarsa  motivazione  della  decisione 
impugnata. Produce, a suffragio delle sue conclusioni,  una relazione 
medica  del  cardiologo  Dott.  G._______  del  28 luglio  2009,  il  quale, 
sulla base della diagnosi già rilevata dal SAM, propone di ammettere 
una limitazione della capacità lavorativa dell'interessato.

F.
Ricevuto  il  ricorso,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  al  Dott. 
L.______,  del  proprio  servizio  medico,  il  quale,  nel  rapporto  del  5 
febbraio 2010, ha confermato il parere dei sanitari del SAM e del Dott. 
C._______ (doc. 68).

Nelle sue osservazioni ricorsuali del 17 febbraio 2010, l'UAIE propone 
dunque la reiezione del gravame.

Queste osservazioni unitamente alla copia integrale dell'incarto sono 
state inviate alla parte ricorrente con ordinanza del 23 febbraio 2010. 
L'interpellata non ha esercitato il suo diritto di replica.

G.
Nel  frattempo,  con  decisione  incidentale  dell'8  settembre  2009,  il  
Tribunale amministrativo federale (TAF) ha invitato la parte ricorrente a 
volere  versare  un anticipo di  Fr. 300.-,  corrispondente  alle  presunte 
spese  processuali.  Con  atto  del  15  settembre  successivo,  l'avv. 
Potenza,  in  nome  e  per  conto  del  proprio  patrocinato,  ha  chiesto 
l'esenzione da tali spese. Dopo aver compilato l'apposito formulario di  
gratuito  patrocinio  ed  inviato  altra  documentazione,  il  TAF,  con 
decisione del 13 aprile 2010, ha respinto tale domanda ed ha invitato  
di  nuovo  l'interessato  a  volere  versare  quanto  dovuto.  L'anticipo 
richiesto è stato soluto il 14 maggio 2010.

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Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi  
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti  l'assicurazione  per 
l'invalidità  possono  essere  portate  innanzi  al  TAF  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  del  19  giugno  1959 
sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla  
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). L'interessato ha versato un anticipo di 
Fr. 300.- per le presunte spese processuali, entro il termine impartito. Il  
gravame  è  dunque  ammissibile,  nulla  ostando  all'esame  del  merito 
dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 

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regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
La parte ricorrente ha affermato che la decisione impugnata sarebbe 
stata sommariamente motivata. Inoltre, l'amministrazione non avrebbe 
messo a disposizione del ricorrente le perizie mediche determinanti.

4.1 Il diritto di essere sentito, la cui garanzia è prevista all'art. 29 cpv. 
2 della  Costituzione federale, comprende il  diritto per il  prevenuto di  
prendere conoscenza dell'incarto (DTF 132 II  485 consid. 3, 126 I  7 
consid. 2b), di esprimersi in merito agli elementi pertinenti prima che 
una decisione sia emessa nei suoi confronti,  di  produrre delle prove 
pertinenti,  di  ottenere  che sia  dato  seguito  alle  sue offerte  di  prove 

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pertinenti,  di  partecipare all'amministrazione delle  prove essenziali  o 
almeno  di  poter  esprimersi  sul  suo  risultato,  allorquando  questo  è 
proprio ad influenzare la decisione da emanare (cfr. DTF 124 II  132 
consid.  2b  e  giurisprudenza  ivi  citata).  Nel  quadro  della  procedura 
amministrativa il diritto di essere sentito è consacrato dagli art. 26-28 
(diritto di esaminare gli atti), dagli art. 29-33 (diritto di essere sentito 
strictu  sensu)  e  dall'art.  35  PA  (diritto  di  ottenere  una  decisione 
motivata).

La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito, definito dalle 
norme speciali di procedura (quali l'art. 35 PA) l'obbligo per l'autorità di 
motivare la sua decisione, così da permettere ai destinatari e a tutte le  
persone interessate di comprenderla, eventualmente di impugnarla ed 
in modo da rendere possibile all'autorità di ricorso eventualmente adita 
di  esercitare  convenientemente  il  suo  controllo  (cf.  DTF  129  I  232 
consid. 3.2; DTF 126 I 97 consid. 2B; DTF 122 IV 8 consid. 2c, DTF 
112 Ia 107 consid. 2b; cfr. inoltre la  sentenza del  Tribunale  federale 
2A.496/2006 / 2A.497/2006 del 15 ottobre 2007 consid. 5.1.1). Si è in 
presenza di una violazione del diritto di essere sentito se l'autorità non 
soddisfa al suo obbligo di esaminare e di trattare i problemi pertinenti  
(cf. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 122 IV 8 consid. 2c). Per adempiere 
a  tali  esigenze,  è  sufficiente  che  il  giudice  (o  l'autorità)  menzioni,  
almeno brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in 
modo  da  permettere  all'interessato  di  apprezzare  la  portata  di 
quest'ultima e di  impugnarla in  piena conoscenza di  causa (cfr. DTF 
menzionate). In  generale,  la  portata dell'obbligo di  motivare dipende 
dalla  complessità  della  fattispecie  da  giudicare,  dalla  potenziale 
gravità  delle  conseguenze  della  decisione  e  dalle  circostanze  del 
singolo caso. Più la libertà d'apprezzamento dell'autorità è ampia e più 
la  misura  adottata  arreca  pregiudizio  ai  diritti  dei  singoli,  più  la 
decisione deve essere circostanziata (cfr. DTF 112 Ia 107 consid.  2b; 
cfr. inoltre  la  sentenza  del  Tribunale  federale 
2A.496/2006 / 2A.497/2006  precitata).  Sebbene  la  motivazione  deve 
fare emergere le riflessioni dell'autorità in merito agli elementi (di fatto  
o di diritto) essenziali che hanno influenzato la decisione, l'autorità non 
è  comunque  tenuta  a  pronunciarsi  su  tutti  i  fatti,  argomentazioni  e 
mezzi  di  prova invocati  dalle  parti,  ma può permettersi  di  limitarsi  a 
quelli che, senza arbitrio, le sembrano decisivi per la risoluzione della 
causa (cfr. DTF 126 I 97 consid. 2b; DTF 112 Ia 107 consid. 2b).

Il  diritto  di  ottenere una decisione motivata costituisce una garanzia 

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costituzionale  di  natura  formale,  la  cui  violazione  causa  in  principio 
l'annullamento  della  decisione  impugnata  indipendentemente  dalle 
possibilità  di  esito  positivo del  ricorso nel  merito  (cfr. DTF 126 I  19 
consid. 2d/bb; DTF 126 V 130 consid. 2b; DTF 122 II 464 consid. 4a e 
giurisprudenza  citata).  Eccezionalmente  un'eventuale  violazione  del 
diritto di  essere sentito può essere sanata allorquando l'autorità che 
ha  emanato  la  decisione  ha  preso  posizione  in  merito  alle 
argomentazioni  decisive nel quadro dello  scambio degli  scritti  e che 
l'amministrato  ha  avuto  la  possibilità  di  esprimersi  liberamente  di 
fronte ad un'autorità di  ricorso, la cui cognizione è altrettanto ampia 
che quella  dell'autorità  inferiore (cfr. DTF 133 I  201 consid. 2.2; DTF 
130 II  530  consid. 7.3;  DTF  126  V  130  consid.  2b;  DTF 124  V  389 
consid. 5a e 180 consid. 4a). Tuttavia, qualora il vizio costituisce una 
grave violazione di procedura, tenuto conto del principio dell'economia 
di  procedura,  è  escluso  che  l'autorità  di  ricorso  lo  sani  (cfr.  LORENZ 
KNEUBÜHLER, Gehörverletzung und Heilung, in Zbl 3/1998, p. 112ss).

4.2  Nella  fattispecie,  la  decisione impugnata  del  7  luglio  2009  non 
contiene  tutti  quegli  elementi  essenziali  sopra  ricordati.  È  vero  che 
vengono espresse le norme legali principali applicabili, ma mancano le 
valutazioni  del  servizio  medico  dell'autorità  inferiore,  come  pure  un 
breve riassunto dei fatti. Viene soltanto riferito che  “la documentazione 
medica allegata alla vostra risposta in procedura d'audizione (...) conferma i  

pregiudizi  alla  salute  conosciuti  e  non  porta  nessun  elemento  nuovo.  In 

procedura d'audizione, abbiamo sottoposto la nuova documentazione allegata 

alla  vostra  risposta  del  15.04.2009  al  nostro  servizio  medico,  che  ha 

confermato le sue precedenti conclusioni. Nessun elemento ci fa dubitare del  

valore probante della perizia dal 20.10.2008 al 24.10.2008 presso il Servizio  

Accertamento  Medico  di  Bellinzona  (...)”.  Con  il  progetto  di  decisione 
inviato al richiedente era stato illustrato quale sarebbe stato il risultato  
della sua domanda e nel contempo gli era stata offerta la possibilità di 
pronunciarsi, ma non gli erano state fornite più informazioni di quelle 
contenute  nella  decisione  del  7  luglio  2009.  Dalla  motivazione  di 
questo provvedimento il ricorrente non ha potuto dedurre i fatti su cui 
esso  si  fondava  e  le  ragioni  per  cui  è  stato  pronunciato.  Si  deve 
pertanto  ammettere  che  la  decisione  impugnata  non  è 
sufficientemente motivata ciò che costituisce una violazione del diritto 
di  essere sentito  del  ricorrente. Si  rileva tuttavia che tale carenza è 
stata sanata in sede ricorsuale. Questo Tribunale, che dispone di piena 
cognizione,  ha  infatti  provveduto  ad  inviare  l'incarto  completo  della 
causa all'insorgente. In occasione del suo preavviso inoltre, l'autorità 

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inferiore ha avuto modo di  esprimersi  sul  contenuto del  ricorso e di  
completare  le  motivazioni  alla  base  del  rifiuto  della  rendita. 
L'interessato è stato quindi invitato a presentare una replica alla quale 
ha tuttavia rinunciato.

Visto quanto sopra, la censura del ricorrente, in ordine all'insufficienza 
della  motivazione,  e  quindi  alla  violazione  del  suo  diritto  di  essere 
sentito, si rivela fondata ma sanata in sede ricorsuale (cfr. DTF 116 V  
39/40 consid. 4b).

5.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

6.
Il ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 12 aprile 2007. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore 
fino al 31 dicembre 2007) precisa che, se l'assicurato si annuncia più  
di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo 
scrivente  Tribunale  amministrativo  federale  può  quindi  limitarsi  ad 
esaminare  se  il  ricorrente  avesse  diritto  ad  una  rendita  il  12  aprile 
2006  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto  alla rendita sia sorto tra tale data ed il  7 luglio 
2009,  data  dell'impugnata  decisione.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in 
generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

7.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni:

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

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- aver versato contributi all'AVS/AI svizzera per almeno tre anni (art. 36 
LAI).  A  tal  fine  è  possibile  prendere  in  considerazione  anche  i 
contributi  versati  ad un'assicurazione sociale assimilata di  uno Stato 
membro  dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione  europea  di 
libero scambio (AELS), a condizione che almeno un anno di contributi  
sia  registrato  all'AVS/AI  svizzera  (FF  2005  p.  4065;  art.  45  del 
regolamento 1408/71).

Nella specie, il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un  periodo  superiore  ai  tre  anni.  Pertanto,  l'interessato  adempie  la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia 
invalido ai sensi di legge.

8.

8.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

8.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter 

(art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008) LAI, secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
dell'UE e vi risiede.

8.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace al  lavoro per almeno il  40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 

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suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita  
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

8.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

9.

9.1 Dal marzo 2005, l'assicurato lavorava come lattoniere/carrozziere 
per una ditta della sua regione, per 40 ore settimanali e per un salario 
adeguato alla sua qualifica. Ha interrotto il  lavoro il  3 marzo 2007 a 
seguito dell'infarto; ha poi  ripreso il  16 maggio 2007,  ma con orario 
ridotto (25 ore settimanali). Il salario è pure stato ridotto in quanto al 
dipendente  sono  state  assegnate  mansioni  più  leggere  (6,31  Euro 
invece di  9.-  Euro  prima dell'insorgere  dell'invalidità,  rispettivamente 
631 Euro invece di 1'440 Euro mensili,  7'500 Euro all'anno invece di 
19'440 Euro). Per i dettagli si rinvia all'attestazione del datore di lavoro 
(doc. 54).

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9.2

9.2.1 La  nozione  d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8  LPGA  è  di 
carattere  giuridico  economico,  non  medico  (DTF 116  V  249  consid. 
1b). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 
LAI (art. 28a cpv. 1 a partire dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado 
d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando 
l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e 
l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da 
invalido),  tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del 
lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se 
non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini 
l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  soltanto  la  perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto 
a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30).

9.2.2 Nella fattispecie, il ricorrente, pur avendo ripreso la sua attività a 
tempo parziale  (4.5  ore  giornaliere  invece 8,  rispettivamente  25 ore 
settimanali invece di 40), subisce una perdita di guadagno superiore al 
40%.  Il  raffronto  del  guadagno  mensile  e  annuale  prima  e  dopo 
l'invalidità indicano infatti una perdita di guadagno di 56% e 61%.

9.3 La documentazione medica costituisce un importante elemento di 
giudizio  per  determinare  quali  lavori  siano  ancora  esigibili 
dall'assicurato, ma non spetta al medico graduare il tasso d'invalidità 
dell'assicurato (DTF 114 V 314). Infatti, per costante giurisprudenza le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi 
d'apprezzamento  del  danno  invalidante,  allorché  permettono  di 
valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2).

9.4  Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti 
litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 
dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). 

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10.

10.1 Per  quanto  attiene  alla  diagnosi,  questa  è  stata  ampiamente 
esposta nella perizia pluridisciplinare del SAM effettuata dal 20 al 24 
ottobre 2008 (rapporto del 26 novembre 2008). Nel dettaglio, i sanitari  
incaricati hanno rilevato:

“Diagnosi con influsso sulla capacità di  lavoro: sindrome da disadattamento 

con prevalente disturbo di altri aspetti emozionali; malattia coronarica bivasale 

compensata  con  esiti  di  infarto  miocardico  acuto  infero-dorsolaterale  il  3 

marzo 2007 ed esiti di PTCA stenting (...) il 30 marzo 2007.

Diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa: cardiopatia ipertensiva con 

ectasia  dell'aorta  ascendente,  ipertrofia  relativa  del  ventricolo  sinistro  con 

disturbo diastolico del rilascio; fattori di rischio cardiovascolare: ipertensione 

arteriosa,  familiarità,  dislipidemia,  pregresso  abuso  nicotinico;  sindrome 

lombovertebrale su leggere alterazioni di tipo statico della colonna nella zona 

toracolombare, alterazioni degenerative plurisegmentali di modica entità nella 

zona lombare  con osteocondrosi  L1-L2 e condrosi  L2-L3  ed osteocondrosi  

con spondilosi  anteriore  L3-L4; sindrome di  Tièze a sinistra  più accentuata 

che  a  destra,  modica  ipoacusia  bilaterale  (...),  modico  sovrappeso  (...), 

incipiente ernia inguinale asintomatica (...)”. 

La  documentazione  esibita  in  sede  di  audizione  e  ricorso  (in 
particolare  quella  dei  Dott.ri  G._______  e  D._______)  non  pone  in 
evidenza ulteriori patologie, ma si limita a valutare in modo differenze 
turbe già ampiamente accertate.

10.2 Giova ricordare che le  affezioni  in  oggetto debbono, dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella 
versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI (nella 
versione in vigore fino al  31 dicembre 2007),  per cui può entrare in 
considerazione  solo  la  seconda  lettera  della  citata  norma legale,  la 
quale prevede un termine d'attesa di  un anno. Pertanto, il  ricorrente 
potrebbe  pretendere  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità  solo  a  partire  dal  momento  in  cui  ha  subito,  senza 

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interruzione notevole, un'incapacità lavorativa media del 40% almeno 
durante un anno.

11.

11.1 Non concordi sono i pareri circa le ripercussioni invalidanti delle 
menzionate  affezioni.  In  effetti,  il  medico  dell'INPS  pone  un  tasso 
d'invalidità del 50%, i Dott.ri G._______ e D._______ ammettono una 
limitazione  della  capacità  lavorativa  senza  quantificarla,  mentre  i 
sanitari dell'UAIE (Dott.ri C._______ e L.______) e quelli del SAM di 
Bellinzona  ritengono  che  il  richiedente  potrebbe  svolgere  in  misura 
dell'80% il lavoro di lattoniere/carrozziere.

11.2  Dapprima  vanno  esaminate  le  patologie  che  hanno  una 
ripercussione  sulla  capacità  al  lavoro.  Dal  lato  cardiologico  (Dott. 
E._______),  il  paziente  presenta  una  patologia  coronarica  bivasale 
compensata  ed  un'ipertensione  ben  controllata  con  la  terapia 
farmacologica  in  atto. Nel   test  ergometrico l'interessato dimostra  di 
essere ancora in grado di sopportare carichi di lavoro di buona entità.  
Il  test  è  stato  interrotto  a  ben  175  Watt,  solo  per  esaurimento 
muscolare, e senza segni di ischemia o di ridotta riserva coronarica;  
nemmeno l'ecocardiogramma ha lasciato trasparire turbe o disfunzioni 
in atto: è stato rilevato un modesto disturbo diastolico nella fase del 
rilascio  ed una lieve ipocinesia  dei  territori  inferiori,  riscontri  privi  di 
significato patologico e ancor meno invalidante; tutto il resto è normale 
e la frazione di eiezione raggiunge un buon 60%. Egli deve comunque 
prestare  attenzione  ai  fattori  di  rischio,  quali  la  dislipidemia, 
l'ipertensione  (peraltro  tenuta  sotto  controllo)  ed un'eventuale  abuso 
nicotinico. Il  paziente dunque si  è  ben ripreso dall'evento del  marzo 
2007 e la funzionalità cardiaca è è ritornata a livelli pressoché normali. 
Egli dunque può essere considerato abile in attività di intensità fisica 
media, con sforzi intensi di breve durata.

Dal lato psichiatrico (Dott. H._______), l'assicurato è stato fragilizzato 
dall'evento  cardiaco  del  marzo  2007.  Egli  è  più  vulnerabile, 
psicologicamente  più  insicuro  e  si  trova  in  uno  stato  di  malessere 
psicologico;  si  preoccupa  facilmente  ed  è  emotivo.  Lo  specialista 
ritiene che quanto attualmente obbiettivato evidenzi la persistenza di 
una  condizione  disadattativa  dominata  prevalentemente  da  aspetti 
emozionali, ma che appare non particolarmente invalidante, tanto da 
non  impedirgli  di  continuare  a  fornire  prestazioni  professionali, 
seppure in percentuale dimezzata. Il Dott. H._______ reputa pertanto 

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un'incapacità  lavorativa  per  esclusive  cause  psichiche,  in  qualsiasi 
attività, non superiore alla misura del 20%.

Sotto il profilo reumatologico/ortopedico (Dott. F._______), dopo aver 
posto  la  diagnosi  sopra  ricordata,  osserva  che  il  paziente  presenta 
dolori alla colonna lombare, ma che sono persistenti da oltre 15 anni,  
pur  essendo  peggiorati  attorno  al  2007.  Questa  sindrome 
lombovertebrale a carattere cronico può manifestare episodi acuti, ma 
non per questo causa un'invalidità di rilievo e permanente. Altri disturbi  
sono  presenti  in  zona  parasternale  che  fanno  pensare  ad  una 
sindrome  di  Tièze  od  una  sindrome  costovertebrale,  ma  le 
conseguenze valetudinarie sono minime. Limitazioni funzionali vere e 
proprie non sono presenti ed il paziente potrebbe riprendere al cento 
per cento il lavoro di carrozziere. Peraltro l'affezione ortopedica non è 
catalogata fra quelle invalidanti.

Per  il  resto,  A._______  si  presenta  in  buone  condizioni  generali  di  
salute, tutti gli altri organi ed apparati essendo indenni da patologie, a 
parte un'insignificante ipoacusia non certamente invalidante.

Globalmente, i  periti  del SAM pongono un tasso d'invalidità dell'80% 
nell'attività precedente di carrozziere/lattoniere. Questa valutazione è 
ripresa e condivisa sia dal Dott. C._______ e che dal Dott. L.______, 
dell'UAIE. 

11.3 Per  quanto  riguarda  le  certificazioni  dei  Dott.ri  G._______  e 
D._______,  si  deve  rilevare  che  non  apportano  novità  di  rilievo  dal 
punto  di  vista  diagnostico.  Questi  medici  si  limitano  a  riportare 
diagnosi già ampiamente conosciute e ad esprimere il  suo parere in 
merito alla capacità lavorativa residua. Oltretutto, il  diritto svizzero in 
materia di assicurazione per l'invalidità non indennizza un complesso 
patologico  in  quanto  tale,  ma  piuttosto  l'influenza  di  questo  sulla 
residua capacità di lavoro dell'assicurato e la conseguente perdita di 
guadagno.  Pertanto,  il  tasso  d'invalidità  espresso  da  medici  non 
operanti  nel  sistema  assicurativo  svizzero  non  può  essere  ritenuto 
automaticamente applicabile al caso di specie. 

11.4  Questo  collegio  giudicante  non  ha  pertanto  alcun  motivo  di 
scostarsi  dal  convincente  parere  dei  medici  del  SAM  e  dei  Dott.ri  
L.______ e C._______. A._______ sarebbe in grado di  riprendere il 
suo  precedente  lavoro  di  operaio  lattoniere/carrozziere  in  misura 
dell'80%.  Questo  capacità  leggermente  limitata  potrebbe  essere 

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realizzata in diverse forme, segnatamente con la presenza sul lavoro 
tutto il  giorno, ma con rendimento ridotto (evitando che gli  sforzi più 
intensi  si  protraggano),  o  con  orario  giornaliero  ridotto,  o  con 
l'interruzione dell'attività con più pause, ecc. L'attuale lavoro, di 25 ore 
settimanali (invece di 40),  già dimostra che l'assicurato è in grado di 
svolgere un lavoro retribuito a lui consono. Dal punto di vista medico, 
con un maggior sforzo, egli  potrebbe aumentare il  rendimento come 
sopra indicato.

In proposito va ricordato che secondo un principio generale del diritto 
delle  assicurazioni  sociali,  ogni  assicurato  ha  l'obbligo  di  ridurre  il  
danno  conseguente  la  sua  invalidità.  In  virtù  di  tale  obbligo, 
l'assicurato  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  ragionevolmente 
esigibile  per  ovviare  nel  modo  migliore  possibile  alle  conseguenze 
della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua 
capacità lavorativa se necessario in una nuova professione (DTF 130 
V 97 consid. 3.2 e sentenze ivi citate).

In  queste  circostanze,  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  l'impugnata 
decisione confermata. 

12.

12.1 Le  spese  processuali,  ammontanti  a  Fr.  300.-,  sono  poste  a 
carico del ricorrente e vengono compensate con l'anticipo versato.

12.2 Visto  l'esito  del  ricorso  non  si  assegnano  indennità  per  spese 
ripetibili.

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al  
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di Fr. 300.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Esse sono compensate con l'anticipo spese di Fr. 300.-. 

3.
Non sono assegnate indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif. AI IT/xxx.xxxx.xxxx.xx/JU)
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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