# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e4ac1a71-b359-519f-b994-a2c53780c7ba
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-10-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.10.2008 D-5371/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5371-2008_2008-10-16.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5371/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  o t t o b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Hans Schürch;
cancelliere Carlo Monti.

A._______, Mongolia, alias B._______, Cina,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 14 agosto 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5371/2008

Fatti:

A.
Il  2  luglio  2008,  l'interessato  ha  presentato  domanda  d'asilo  in 
Svizzera.  Ha  dichiarato  d'avere  lasciato  la  Mongolia,  dopo  essere 
evaso dal carcere denominato C._______ a D._______ nella provincia 
di  E._______,  per  il  timore  d'essere  ucciso,  dato  che  si  sarebbe 
rifiutato  d'ammazzare  un  uomo  d'affari,  incarcerato  nello  stesso 
carcere.

B.
Il  14  agosto  2008,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  domanda 
d'asilo  ai  sensi  dell'art. 34 cpv. 1  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi,  RS 142.31). Detto Ufficio  ha pure pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  il  suo  Paese  d'origine,  ossia  la  Mongolia, 
siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
Il 20 agosto 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 
impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
una nuova decisione nel  merito e, in  via  sussidiaria,  la concessione 
dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una  domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  equivalente  alle  spese 
processuali.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art. 31  e  art. 33 lett. d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  [LTAF, RS 173.32], 
art. 105 LAsi  e  art. 83 lett. d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 

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sulla  procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968 
(PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art. 33a cpv. 2 PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  rilevato,  da  un  lato,  che  il 
Consiglio  federale  ha  inserito  la  Mongolia  nel  novero  delle  safe 
countries  con  decreto  del  28  giugno  2000.  Dall'altro  lato,  non  ha 
ritenuto  che  emergessero  dalle  carte  processuali  degli  indizi 
d'esposizione  dell'interessato  a  persecuzioni  in  caso  di  rientro  in 
patria.  L'UFM,  ha  inoltre  considerato  in  più punti  come  vaghe, 
stereotipate, inattendibili e contraddittorie le allegazioni del ricorrente. 
In particolare, ha evidenziato che durante l'audizione sulle generalità 
l'insorgente  avrebbe  dichiarato  d'essere  stato  in  carcere  fino  al 
16 luglio  2002,  mentre  in  occasione  dell'audizione  federale  diretta 
avrebbe affermato d'essere evaso di prigione nel settembre 2003. Per 
di  più,  nella  stessa  audizione  avrebbe  allegato  d'essersi  recato  a 
Mosca  nel  marzo  2003.  Infine,  l'UFM  ha  ritenuto  le  allegazioni  del 
ricorrente come palesemente discrepanti e non verosimili.

5.
Nel ricorso, l'insorgente ha allegato, in sostanza e per quanto è qui di 
rilievo,  che  non  si  sarebbe contraddetto  su  punti  importanti  del  suo 
racconto. Inoltre, il ricorrente ha asserito che le contraddizioni emerse 
dal  suo  racconto  non  sarebbero  così grossolane  da  giungere  alla 
conclusione  dell'UFM,  secondo  cui  tutto  il  suo  racconto  sarebbe 
inverosimile. Peraltro, l'insorgente ha rimandato alle dichiarazioni da lui 
rese nei verbali del 15 luglio e del 5 agosto 2008. Infine, il ricorrente 
ha  allegato  che,  dopo  dieci  anni  trascorsi  in  carcere,  sarebbe 
altamente  probabile  la  confusione  di  qualche  data,  giacché 
l'esperienza  vissuta  sarebbe  stata  particolarmente  dura  ed 
intaccherebbe la memoria.

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6.

6.1 Giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una domanda 
d’asilo se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio federale 
ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi a meno 
che non risultino indizi di persecuzione.

6.2 Da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale ha 
inserito un Paese nel novero delle safe countries, sussiste di massima 
una presunzione d’assenza di persecuzioni in detto Paese. Incombe al 
richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per quanto attiene 
alla sua situazione personale.

6.3 Dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi 
dell’art. 34 cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto 
i  seri  pregiudizi  previsti  dall’art.  3  LAsi,  ma  pure  gli  ostacoli 
all’esecuzione  dell’allontanamento,  di  cui  all’art.  44  cpv.  2  LAsi, 
imputabili all'agire umano (GICRA 2003 n. 18).

7.

7.1 Questo  Tribunale  osserva  che  siccome  il  Consiglio  federale  ha 
effettivamente inserito, in data 28 giugno 2000, la Mongolia nel novero 
dei  Paesi  esenti  da  persecuzioni,  sussiste  di  massima  una 
presunzione d'assenza di persecuzioni in detto Paese.

7.2 Nella fattispecie, il ricorrente non è riuscito, per quanto attiene alla 
sua situazione  personale,  ad  invalidare  la  presunzione d'assenza di 
persecuzione,  ritenuto  segnatamente  che  dagli  atti  di  causa  non 
emergono  indizi  di  persecuzione. In  particolare,  l'insorgente  non  ha 
presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove 
suscettibili  di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di 
cui  all'impugnata  decisione.  Quest'ultime  s'esauriscono  in  mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF 
in  relazione  all'art. 6 LAsi,  all'art. 37 LTAF  ed  all'art. 4 PA).  Basti 
rilevare  che  il  ricorrente  in  sede  di  ricorso  non  si  è  espresso  in 
relazione alle contraddizioni rilevate nella succitata decisione dell'UFM 
per  quanto  riguarda  il  racconto  da  lui  esposto  nel  corso  della 
procedura di prima istanza. Infatti, ha semplicemente allegato in modo 
generico  che  un  periodo  di  dieci  anni  trascorso  in  carcere 

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intaccherebbe la memoria. Nonostante l'UFM abbia errato le date degli 
avvenimenti, questo Tribunale costata che l'insorgente si è comunque 
contraddetto  sia  sulla  data  dell'evasione  dal  carcere,  nel  2001,  nel 
2002 oppure nel 2003, sia sulla data del suo espatrio, nel 2002 oppure 
nel 2003, nonché sulla data del suo ultimo imprigionamento, nel 1994 
oppure  nel  1996,  a  seconda  delle  versioni.  Ciò non  può che 
comprovare  la  conclusione  dell'UFM  circa  l'inverosimiglianza  delle 
allegazioni del ricorrente.

8.

8.1 In considerazione di quanto suesposto, non emergono dalle carte 
processuali  neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Mongolia  possa  violare 
l'art. 25 cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18 aprile 1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o  esporre il  ricorrente in patria al  rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101)  od all'art. 3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

8.2 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno che  in  Mongolia  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nella totalità del territorio nazionale.

8.3 Dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  ostacoli 
all'esecuzione  dell'allontanamento  non  imputabili  all'agire  umano.  Il 
ricorrente è giovane e può contare su una rete sociale in patria. Egli 
non  ha,  altresì,  preteso  nel  gravame di  soffrire  di  gravi  problemi  di 
salute  che  possano  giustificare  un'ammissione  provvisoria  (v.  sulla 
problematica  GICRA 2003 n. 24),  senza  che  da  un  esame  d'ufficio 
degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una  permanenza 
dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi  medici.  In  siffatte  circostanze, 
l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome  adempiti  i 
presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferimento alle 

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effettive  possibilità  per  l'insorgente  di  un  adeguato  reinserimento 
sociale nel suo Paese d'origine.

8.4 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83 cpv. 2 LStr).  Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

8.5 Il  ricorrente  non adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

9.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

10.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per  le  ragioni  indicate  al  considerando  8  del  presente  giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

11.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice  unico,  con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

12.
Il TAF avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzione 
dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali è divenuta senza oggetto.

13.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1  e 
cpv. 5 PA  nonché  art. 3 lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 

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spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda d'esenzione dal  versamento  di  un anticipo  a  copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto.

3.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente sentenza.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione Dimora e aiuto al ritorno (in copia; n. di rif. N )
- F._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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