# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 015b33d8-90ae-5478-bb51-cad2893f3e33
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-02-15
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 15.02.1996 12.1995.292
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1995-292_1996-02-15.html

## Full Text

Incarto n.

  12.95.00292

  	
  Lugano

  15 febbraio 1996

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente

  Chiesa e Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

sedente
per giudicare nella causa ordinaria appellabile inc. n. 0A.94.291 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 1,
promossa con petizione 28 aprile 1993 da

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  dall'avv. __________

   

  

 

con cui
l’attrice ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 16’892.25
oltre interessi; 

 

Domanda
avversata dalla convenuta, che ha postulato la reiezione della petizione e che
il Pretore con sentenza 19 ottobre 1995 ha respinto;

 

Appellante
l’attrice, che con atto di appello del 27 ottobre 1995 chiede la riforma del
giudizio impugnato nel senso di accogliere la petizione;

 

Mentre
la convenuta con osservazioni del 29 novembre 1995 chiede la reiezione del
gravame con protesta di spese e ripetibili.

 

Letti ed esaminati
gli atti e i documenti prodotti,

posti a giudizio i
seguenti punti di questione

 

1.   - se
deve essere accolto l’appello

2.    -
tassa di giustizia e ripetibili

Ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                  A.   L’attrice
agisce in qualità di cessionaria delle pretese di __________ già dipendente
della convenuta (doc. L).

 

                                  B.   Il
__________ sarebbe stato inabile al lavoro dal 29 agosto 1990 al 1° settembre
1992. A seguito di questa inabilità, la cassa malati __________ avrebbe versato
alla convenuta la somma dedotta in causa in conseguenza di un contratto di
assicurazione avente per oggetto la parte del salario del dipendente (20%) non
coperta dalle assicurazioni obbligatorie.

                                         Non
essendo l’importo stato riversato al dipendente, l’attrice procede con la
petizione che ci occupa.

 

                                  C.   In
sede di risposta la convenuta si è opposta alla petizione.

                                         Essa
ha preliminarmente eccepito l’incedibilità della pretesa salariale secondo l’art.
31.4 del CCL dell’edilizia.

                                         Nel
merito la pretesa sarebbe infondata, trattandosi in sostanza di prestazione
assicurativa spettante alla datrice di lavoro e non al lavoratore.

                                         Avendo
il lavoratore regolarmente percepito l’80% del salario, nulla gli sarebbe
dovuto.

 

                                  D.   Nel
giudizio qui impugnato il Pretore, posta la validità della cessione del __________
all’attrice della pretesa litigiosa, ha osservato per il caso di inabilità
lavorativa il dipendente avrebbe avuto unicamente diritto all’80% del proprio
salario, che gli sarebbe in concreto stato corrisposto.

                                         Non
essendo egli titolare o beneficiario dell’assicurazione supplementare stipulata
dalla convenuta con la __________, convenuta che ne ha del resto pagato il
relativo premio, la sua pretesa sarebbe da respingere.

                                      

                                  E.   Con
gravame datato 27 ottobre 1995 l’attrice ripropone in sostanza la fondatezza
delle tesi addotte in sede pretorile, e postula di conseguenza la riforma del
giudizio impugnato nel senso dell’accoglimento della propria petizione.

 

                                  F.   Nelle
osservazioni del 29 novembre 1995 la convenuta si limita ad eccepire la nullità
ex art. 309 CPC del gravame, chiedendo che lo stesso venga dichiarato
inammissibile.

Considerato

 

 

in diritto:

 

 

                                   1.   La
pretesa dedotta in causa scaturisce dal contratto collettivo n.
__________/__________stipulato il 23 settembre 1983 dalla convenuta con la __________
(doc. 2).

                                         Nel
contratto si dichiara esplicitamente che esso soggiace all’approvazione
dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (art. 14). Questo perché la
__________ è una cassa malati ai sensi della LAMI, che all’art. 5 bis cpv. 1
prevede esplicitamente la possibilità di stipulare contratti per
l’assicurazione collettiva di persone.

                                         L’intero
rapporto contrattuale è perciò da giudicare ai sensi della LAMI, e questo anche
se la cassa malati -per quanto interessa la fattispecie- ha in parte assicurato
anche il rischio di infortunio (art. 3 cpv. 5 LAMI; TFA 31 agosto 1987
in re J.C., pubblicata in: RAMI 1987, pag. 422; TFA 28 giugno
1983 in re M.G., pubblicata in : RAMI 1984, pag. 40).

 

 

                                   2.   Parti
del contratto sono la __________ quale cassa malati assicuratrice e la
convenuta (art. 2 cpv. 1 lit. a dell’Ordinanza II sull’assicurazione contro le
malattie concernente l’assicurazione collettiva esercitata dalle casse malati
riconosciute dalla Confederazione).

                                         Gli
assicurati, e perciò i beneficiari, sono tuttavia i dipendenti della convenuta
(art. 5 bis LAMI; art. 1 del contratto), e non -contrariamente a quanto
ritenuto dal Pretore- la convenuta direttamente.

                                         Ne
consegue che se in base ad un tale contratto vengono versate al datore di lavoro,
che è stipulante e debitore dei contributi, delle indennità giornaliere da
parte dell’assicuratore, questo avviene unicamente perché si tratta di una
modalità di pagamento usualmente stabilita tra quelle parti, ma nondimeno il
datore di lavoro non è il beneficiario della prestazione, che egli è perciò
tenuto a mettere a disposizione dell’assicurato, cioè del lavoratore (SVR-Rechtsprechung,
1994, n. 1-2, pag. 13).

 

 

                                   3.   A
questa soluzione non osta il fatto che la convenuta adduca di aver pagato da
sola i premi dell’assicurazione in questione.

                                         Nell’ambito
del suo rapporto interno con il lavoratore ciò è infatti necessariamente da
considerare come una prestazione sociale in favore del dipendente, connotata
dalla liberalità consistente nella liberazione del lavoratore dal pagamento del
premio per una prestazione di cui egli può fruire in caso di malattia o
infortunio, dovendosi considerare nell’ottica del lavoratore il rapporto
assicurativo alla stregua di un contratto in favore di terzi di cui egli è beneficiario
(art. 112 CO).

                                         Oltre
che per i motivi giuridici sopra descritti, è invece da respingere alla luce
del principio dell’affidamento la diversa tesi della convenuta, secondo cui
l’assicurazione in questione costituirebbe una sorta di speculazione sulla
salute del dipendente, la cui malattia od infortunio diverrebbero fonte di
lucro per il datore di lavoro.

 

 

                                   4.   Ne
deve conseguire, in applicazione delle norme sull’indebito arricchimento (art.
62 e segg. CO), l’obbligo della convenuta di trasmettere all’attrice l’intera
somma a lei pagata dalla __________, essendo da una lato la stessa stata
interamente computata dall’INSAI sul credito del lavoratore (doc. A, pag. 1),
ed essendo comunque d’altro lato un’eventuale sovrassicurazione del dipendente
questione che non riguarda la datrice di lavoro, e dalla quale non può perciò
avvantaggiarsi trattenendo parte delle prestazioni assicurative a lui
destinate. 

 

 

                                   5.   Non
potendosi accettare le riserve formali della convenuta circa la ricevibilità
del gravame dell’attrice, che pur non redatto da uomo dell’arte indica
chiaramente che l’errore della sentenza impugnata risiede nell’aver accordato
al datore di lavoro delle pretese assicurative spettanti al lavoratore (cfr. Cocchi/Trezzini,
CPC, ad art. 309, n. 9), il gravame deve essere accolto ai sensi dei considerandi.

                                         In
assenza di altri elementi, gli interessi al 5% sulla somma di fr. 16’892.25
possono decorrere dal 15 febbraio 1993, data del sollecito doc. F.

 

                                         Tassa
di giustizia, spese e ripetibili, da commisurare tenendo conto che l’attrice
non si è fatta rappresentare, seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

 

 

Per i quali motivi, richiamati gli art.
148 CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello
29 maggio 1995 __________ è parzialmente accolto.

 

                                         Di
conseguenza la sentenza 19 ottobre 1995 della Pretura del distretto di Lugano,
sezione 1, è riformata nel modo seguente:

 

                                         1.     La petizione è parzialmente accolta.

                                                 __________,
è condannata a pagare a __________, fr. 16’892.25 oltre  interessi al 5% dal 15
febbraio 1993.

 

                                         2.     La
tassa di giustizia di fr. 900.-- è posta a carico della      convenuta, con
l’obbligo di rifondere alla controparte fr. 800.-- per                   ripetibili.

 

                                   II.   Le
spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) 
tassa di giustizia                                          fr.    480.--

                                         b) 
spese                                                             fr.     
20.--

                                         T
o t a l e                                                             fr.   
500.--

 

                                         già
anticipati dall’appellante, sono a carico della convenuta, che rifonderà
all’attrice fr. 400.-- per ripetibili d’appello.

 

                                  III.   Intimazione:                   -                                        __________

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                    Il segretario