# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a80ce142-df5c-590d-b201-bb67ca038008
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 07.07.2003 11.2002.51
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2002-51_2003-07-07.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2002.51

  	
  Lugano

  7 luglio
  2003/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  I. Bernasconi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa __.____.___
(protezione della personalità) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione
2, promossa con petizione del 18 febbraio 1999 da

 

	
   

  	
  __________
  __________, ora in __________ 

  __________ __________ __________
  __________, ora
  in __________ e

  __________ __________ (ora __________
  __________ __________ in liquidazione), __________ 

  (patrocinati dall'avv. __________
  __________, __________) 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ __________
  __________, __________

  (patrocinata dall'avv. __________ __________,
  __________); 

   

  

esaminati
gli atti,

 

posti
i seguenti,

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 29 aprile 2002 presentato da __________ __________ __________
contro la sentenza emanata il 2 aprile 2002 dal Pretore del Distretto di
Lugano, sezione 2;

 

                                         2.   Se
dev'essere accolto l'appello adesivo dell'11 giugno 2000 (recte: 2002) presentato
da __________ __________, __________ __________ __________ __________ e
__________ __________ __________ in liquidazione contro la medesima sentenza;

 

                                         3.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Il __________ 1998 è apparso sul quotidiano __________
__________, edito dalla omonima società di __________, un articolo
intitolato “__________ __________ __________ __________ __________ __________
__________ __________ __________ __________ __________ __________ ”. In esso si
affermava che __________ __________, cittadino svizzero di origine __________,
intendeva fondare una televisione di lingua __________, la __________
__________ (__________) appartenente alla __________ __________ di __________,
di cui lo stesso __________ è presidente del consiglio di amministrazione.
L'articolo accennava, inoltre, a legami tra la __________ __________ __________
__________ di __________, della quale __________ __________ è amministratore
unico, e la società pubblica __________ di __________, legata al regime di
__________ __________. L'articolo, firmato da __________ __________, è stato
tradotto in __________ sul quotidiano __________ __________ di
__________. Anche altri quotidiani, come __________ (di lingua
__________), __________ __________, __________, il __________
__________ __________ e la __________ __________ 

 

                                  B.   Il 18 febbraio 1999 __________ __________, __________ __________
__________ __________ e __________ __________ hanno convenuto la società
anonima __________ __________ davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione
2, perché fosse accertata l'illiceità delle affermazioni “dietro __________
__________ (__________), tra i cui promotori vi è __________ __________, vi è
il potere __________ ” e “__________ opera con __________, società di
__________ ”, contenute nel citato articolo, e perché fosse ordinato alla convenu­ta
– già in via cautelare – di astenersi dal pubblicare articoli dai quali potesse
trasparire un loro qualsiasi rapporto con la __________, con le autorità
__________ o __________, così come l'implicazione di queste ultime autorità nel
progetto di creazione di una televisione di lingua __________ luogo solo su
richiesta degli attori. Una domanda in tale senso non è stata presentata.

 

                                  D.   Nel
merito, con risposta del 12 luglio 1999 la società anonima Le Temps ha postulato
il rigetto della petizione. Nei successivi allegati le parti hanno ribadito le
loro richieste. Chiusa l'istruttoria, esse hanno rinunciato al dibattimento
finale, producendo memoriali conclusivi nei quali hanno riconfermato le loro
domande. Statuendo il 2 aprile 2002, il Pretore ha parzialmente accolto la
petizione e ha accertato che le affermazioni “__________ __________ __________
(__________), tra i cui promotori vi è __________ __________, vi è il potere
__________ ” e “__________ opera con __________, società di __________ ”,
contenute nel noto articolo sono lesive della personalità degli attori e ha
ordinato alla convenuta – sotto comminatoria penale – di pubblicare a sue spese
il dispositivo della sentenza, secondo i modi indicati nei considerandi, sui
quotidiani __________ __________, __________ __________, __________,
__________ e __________ __________. Le indennità rivendicate per torto
morale e per danno materiali sono state respinte. Le spese, con una tassa di
giustizia di fr. 6000.–, sono state poste per un terzo a carico degli attori in
solido e per il resto a carico della convenuta, tenuta a rifondere alle controparti
fr. 6000.– per ripetibili.

 

                                  E.   Contro la sentenza predetta la società __________ __________ è
insorta con un appello del 29 aprile 2002 per ottenere che, in riforma del
giudizio impugnato, le richieste di pubblicazione del dispositivo siano
respinte e che gli oneri processuali siano ripartiti diversamente. Nelle loro
osservazioni dell11 giugno 2000 (recte: 2002) __________ __________, __________
__________ __________ __________ e __________ __________ (ora __________
__________ __________ in liquidazione) propongono di respingere l'appel­lo e
con ricorso adesivo instano perché la convenuta sia tenuta a versare fr.
15 000.– a __________ __________ e fr. 5000.– ciascuno a __________
__________ __________ e __________ __________ __________ a tacitazione del
torto morale. Nelle sue osservazioni dell'8 agosto 2002 la convenuta postula la
reiezione dell'appello adesivo. 

                                      

Considerando

 

in diritto:                  1.   Il Pretore ha accertato che le note affermazioni contenute nell'articolo
apparso il __________ 1998 da __________ __________ non solo ledevano la
personalità degli attori, ma erano state riprese anche da altri quotidiani. Ciò
posto, egli ha ordinato alla convenuta di far pubblicare a sue spese e sotto
comminatoria dell'art. 292 CP il dispositivo della sentenza su __________
__________, __________ __________, __________, __________ e
__________ __________. Inoltre egli ha imposto la pubblicazione di
un'introduzione, in modo che il dispositivo risultasse inserito nel contesto
della vicenda e, per i quotidiani albanesi, la traduzione del dispositivo in
quella lingua. Il Pretore ha respinto invece le domande di risarcimento per
torto morale, rilevando che gli attori ottengono una certa soddisfazione dalla
pubblicazione del dispositivo della sentenza e che essi non hanno dimostrato di
avere patito una particolare sofferenza morale. La pretesa di risarcimento del
danno presentata da __________ __________ è stata respinta, infine,
poiché non provata.

 

                                    I.   Sull'appello
principale

 

                                   2.   L'appellante
non contesta la violazione della personalità degli attori, ma sostiene che,
ordinando la pubblicazione del dispositivo su __________ __________, la
relativa traduzione sui due quotidiani __________ e stabilendo che il
dispositivo dovrà essere preceduto da un cappello introduttivo, il Pretore ha
giudicato oltre a quanto chiesto dagli attori. A suo parere poi la misura è
sproporzionata, poiché dopo oltre tre anni dall'apparizione dell'articolo la
pubblicazione del dispositivo non è suscettibile di far cessare la lesione
della personalità ma, se mai, di riproporla. Per l'appellante la pubblicazione
dovrebbe riguardare tutt'al più il suo solo quotidiano, non potendo esserle
imputate le lesioni della personalità commesse da altri, né può esserle imposta
una spesa esorbitante solo perché altri giornali hanno deciso di scrivere
articoli sugli attori. Per quanto riguarda gli altri quotidiani, singolarmente,
essa fa valere che __________ __________ non ha ripreso le affermazioni
lesive contenute nel suo articolo, ma si è limitato a riferirvisi circa i
colloqui intercorsi tra __________ __________ e __________ __________,
descrivendo poi la situazione di __________ in maniera autono­ma. Quan­to
alla __________, essa ha citato solo alcuni stralci dell'articolo, permettendo
a __________ __________ di esporre la sua posizione. __________ ha sviluppato
argomentazioni proprie, con un accenno puramente di scorcio al quotidiano romando
(per altro neppure citato). Infine su __________ __________ è apparsa
unicamente una traduzione di parte dell'articolo, sicché __________
__________ non può esserne ritenuto responsabile.

 

                                   3.   Giusta
l'art. 28a cpv. 2 CC chi è illecitamente leso nella sua personalità può
chiedere che una rettifica o la sentenza sia comunicata a terzi o pubblicata.
La pubblicazione può essere ordinata solo se l'attore l'ha postulata, se la
lesione della personalità è stata portata a conoscenza di terzi e se la misura
è idonea a raggiungere lo scopo prefisso, cioè l'eliminazione del pregiudizio (Tercier, Le nouveau droit de la personnalité,
Zurigo 1984, pag. 136, n. 1005 segg.).

 

                                         a)  In concreto è pacifico che gli attori non hanno espressa­mente
chiesto di pubblicare il dispositivo su __________ __________, né di
tradurlo in albanese, né di far precedere la pubblicazione da un testo
introduttivo, ed è vero altresì che in linea di principio il giudice deve
attenersi ai limiti delle domande (art. 86 CPC). In materia di protezione della
personalità, tuttavia, il principio non è assoluto (Tercier, op. cit., pag. 130, n. 951). Ove l'attore postuli la
pubblicazione del dispositivo, spetta poi al giudice, che gode di un ampio
margine di apprezzamento (DTF 126 III 217 consid. 5a), precisare quando, dove e
come ciò debba avvenire (Tercier,
op. cit., pag. 138, n. 1016; Riklin,
Die Urteils­publikation aus straf- und zivilrechtlicher
Sicht, in: Medialex 1997, pag. 29). Nella fattispecie
il quotidiano francese __________ __________ ha pubblicato l'8 aprile
1999 un articolo sui contatti tra __________ __________, la __________ e
__________ (doc. 9). La pubblicazione del dispositivo dovendo raggiungere per
quanto possibile la medesima cerchia di destinatari che hanno avuto conoscenza
della lesione della personalità (DTF 126 III 216 consid. 5a), l'ingiunzione del
Pretore poteva senz'altro riferirsi an­che a quel quotidiano (v. anche Meili in: Basler Kommentar, ZGB I, 2a
edizione, n. 10 ad art. 28a CC; Tercier,
op. cit., pag. 138, n. 1017). Sulla proporzionalità e l'adeguatezza dell'ordine
si tornerà in appresso. Per quel che concerne la traduzione in lingua
__________, vale la stessa regola. Del resto, solo così si permette di
raggiungere lo scopo della comunicazione per i lettori di quelle testate.

 

                                         b)  Quanto
all'ordine di far precedere la pubblicazione da un cap­pello introduttivo, l'art.
28a cpv. 2 CC offre una scelta tra vari modi comunicazione, che possono
finanche essere combinati o cumulati (DTF 126 III 216 consid. 5a; Meili, op. cit., n. 12 ad art. 28a
CC). Il giudice può quindi ordinare la pubblicazione integrale o parziale del
dispositivo o dei considerandi o, ancora, di un'altra sua dichiarazione (Tercier, op. cit., pag. 137, 

                                              n.
1011). Egli può pertanto adattare la pubblicazione al caso specifico, tenendo
conto dell'eco raggiunta dalla lesione della personalità (DTF 126 III 217 consid.
5a). In concreto, per eliminare l'impressione negativa suscitata nei lettori,
occorreva in effetti collocare il dispositivo nel suo contesto, sicché solo con
un preambolo si sarebbe conseguito lo scopo. Su questo punto l'appello è
destinato all'insuccesso.

 

                                   4.   L'appellante censura l'ordine di far apparire il dispositivo
della sen­tenza su altri quotidiani. Ora, scopo della pubblicazione è di
eliminare gli effetti correlati alla lesione della personalità (DTF 126 III 216
consid. 5a con riferimenti; Pedrazzini/Oberholzer,
Grundriss des Personenrechts, 4a
edizione, Berna 1993, pag. 157; Bucher,
Personnes physiques et protection de la personnalité, 3a edizione, Basilea 1995, pag. 154, n.
582). E siccome la pubblicazione deve correggere la sfavorevole immagine suscitata
dall'articolo apparso sulla stampa, la comunicazione deve pervenire, se
possibile, a tutti coloro che hanno saputo della lesione (DTF 126 III 216 consid.
5a). Spetta al giudice stabilire la forma della comunicazione, che secondo la
cerchia dei destinatari può avvenire anche su vari giornali (Tercier, op. cit., pag. 138, n. 1017; Riklin, op. cit., pag. 29).

 

                                         a)  In
concreto, accertata la lesione della personalità, la pubblicazione del dispositivo
sul quotidiano che l'aveva commessa appare senza dubbio una misura idonea a
eliminarne le conseguenze. Poco importa che dall'apparizione dell'articolo siano
passati più di tre anni: il tempo trascorso dalla lesione del­la personalità
non ostacola la pubblicazione del dispositivo (DTF 126 III 217 consid. 5b).
Caso mai spetta all'attore valutare se la pubblicazione sia idonea a produrre
l'effetto contrario di quel­lo voluto (Tercier,
op. cit., pag. 137, n. 1007). Del resto le moderne tecniche di archiviazione
elettronica permet­tono la consultazione di articoli anche a distanza di tempo,
sicché gli effetti di affermazioni lesive della personalità possono perdurare a
distanza d'anni (DTF 127 III 485 consid. 1c aa). Ne segue che la decisione del
Pretore di ordinare la pub­blicazione su __________ __________ merita
tutela.

 

                                         b)  Quanto
a __________ __________, nel suo articolo dell'8 aprile 1999 (doc. 9)
sono stati invero sottolineati i legami della __________ con la __________, che
però non riguardano la creazione di una televisione di lingua __________. L'accenno
a __________ __________ si riferisce unicamente ad azioni giudiziarie
minacciate da __________ __________ contro il giornale per avere rivelato i suoi
incontri con __________ __________. Ora, a prescindere dal fatto che tali
colloqui sono ammessi, la convenuta vi ha fatto menzione solo in un articolo successivo,
apparso il 24 marzo 1999 (doc. M). Le affermazioni lesive della personalità
contenute nell'articolo del 16 dicembre 1998 non sono state riprese né ribadite
dal quotidiano __________. Poco giova che, come pretendono gli appellanti,
l'articolo sia stato ispirato da __________ __________. Decisivo è che il pezzo
non contenga le affermazioni incriminate. Non occorre quindi correggere l'impressione
negativa suscitata. La pubblicazione del dispositivo di una sentenza che
accerta la lesione della personalità degli attori (uno dei quali nemmeno
menzionato nell'articolo) non appare pertanto una misura adeguata. Su questo
punto l'appello è fondato.

 

                                         c)  L'articolo
apparso il __________ 1998 su __________ (doc. Z) riporta le affermazioni
lesive della personalità degli attori con­tenute nell'articolo pubblicato il
giorno prima da __________ __________. La pubblicazione del dispositivo
della sentenza risulta quindi un mezzo adeguato per eliminare la falsa
impressione che la pubblicazione lesiva della personalità ha suscitato nei
lettori di quel quotidiano. Certo, il pezzo riporta anche la presa di posizione
di __________ __________, ma ciò non è determinante. La comunicazione è
ammissibile anche nel caso in cui il giornale pubblichi una risposta a norma dell'art.
28g segg. CC (DTF 104 II 5) e l'interesse degli attori alla
pubblicazione sarebbe potuto venire meno in caso di ritrattazione dal parte
dell'editore, ciò che per altro non si è verificato in concreto. Su questo
punto l'appello si rivela quindi privo di buon diritto. 

 

                                         d)  Il
giornale di lingua albanese __________ __________ ha praticamente
tradotto l'articolo comparso su __________ __________, menzionando, in
calce al brano, la fonte e il nome del giornalista che l'aveva scritto (doc. F
e M). La pubblicazione del dispositivo della sentenza, tradotto in __________,
appare senz'altro una misura adeguata. È possibile che la pubblicazione non sia
garantita, anche perché a giornali che non sono parti in causa tale obbligo non
può essere imposto (Tercier, op.
cit., pag. 139, n. 1027; Meili,
op. cit., n. 9 ad art. 28a CC; Bucher,
op. cit., pag. 155, n. 585; Riklin, Schweizerisches Presserecht, Berna
1996, pag. 223), ma ciò non significa che la convenuta debba vedersi esonerare
dall'ingiunzione. Quanto alle spese di pubblicazione, esse non possono presumersi
eccessive. Per tacere del fatto che si cercherebbe invano un accenno qualsiasi
all'ammontare dei costi, l'onere imposto all'interessata non appare in manifesta
sproporzione con la lesione della personalità subita dagli attori.

 

                                         e)
 Per quel che concerne l'altro giornale di lingua __________, __________ ha invero
evocato la prospettata creazione di una televisione di lingua __________, ma
l'argomento è stato sviluppato diversamente (doc. G e N). È vero che il pezzo accenna
a una notizia apparsa su una “prestigiosa rivista svizzera” circa il fatto che
__________ è un progetto serbo e che il suo finanziatore (____________________)
è collaboratore di esso. Tale genericità non permette però di ricondurre la lesione
della personalità alla convenuta, sicché la pubblicazione del dispositivo della
decisione non appare una misura necessaria né idonea a eli­minarne le
conseguenze. Su questo punto l'appello merita accoglimento.

 

                                   5.   L'appellante censura infine la suddivisione degli oneri processua­li
di prima sede, che chiede di porre per tre quarti – o, in caso di accoglimento
dell'appello, per quattro quinti – a carico degli attori e non, come ha deciso
il Pretore, in ragione di due terzi a suo carico. Ora, nella
determinazione e nel riparto delle spese e delle ripetibili il Pretore fruisce
di ampia latitudine. Entro i minimi e i massimi delle tariffe applicabili la
sua valutazione è censurabile solo per eccesso o per abuso del potere di apprezzamento
(Rep. 1996 pag. 171).

 

                                         a)  L'azione
a protezione della personalità e quella intesa al risar­cimento del danno (e
alla riparazione del torto morale) sono distinte. La prima, contrariamente alla
seconda, non ha carattere pecuniario, come quella intesa alla pubblicazione del
dispo­sitivo (Tercier, op. cit.,
pag. 108, n. 773 seg. e pag. 237, n. 1788).
Dottrina e giurisprudenza ritengono inoltre che, ove una contestazione verta
sia su un diritto di carattere pecuniario sia su un diritto di carattere non
pecuniario, il ricorso per riforma al Tribunale federale sia ammissibile senza
riguar­do a questioni di valore se le due azioni sono strettamente connesse e
se la pretesa pecuniaria è accessoria a quella non pecuniaria (DTF 80 II 30 consid.
1, 78 II 290 consid. 1; Poudret/Sandoz-Monod,
Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, Berna 1990, n. 1.4 ad
art. 44). Nella fattispecie la petizione aveva duplice natura. Quanto alle richieste
pecuniarie in riparazione del torto morale e in risarcimento del danno, esse
erano non solo strettamente legate, ma anche chiaramente accessorie all'azione
di accertamento, ove appena si pensi che dipendevano dal formale accoglimento
di quest'ultima (e non solo da un accertamento meramente pregiudiziale circa la
natura illecita della lesione). Non a caso, del resto, le pretese di
risarcimento e di torto morale erano fatte valere in second'ordine, dopo la
domanda di accertamento. Ciò posto, la causa promossa in concreto dagli attori
andava equiparata ai processi senza valore litigioso (nel senso dell'art. 14
CPC).

 

                                         b)  In
concreto gli attori sono risultati vittoriosi sull'accertamento della lesione
della personalità e, parzialmente, sulla richiesta di pubblicazione del
dispositivo della sentenza, ma sono usci­ti sconfitti sulle richieste di
vietare la pubblicazione di nuovi articoli, sulle richieste di indennità per
torto morale e risarcimento dei danni, come pure sulle richieste formanti
oggetto della procedura caute­lare. Nel ritenere la convenuta soccombente per
due terzi, il Pretore non ha solo emanato un giudizio discutibile, ma è caduto
in un eccesso di apprezzamento. Se è vero infatti che la lesione della
personalità degli attori è stata accer­tata, è altrettanto vero che le domande
apparivano palesemente esagerate. Tutto sommato, in concreto non si vede
ragionevolmente come si sarebbe potuto giustificare una decisione che si
scostasse dal riparto a metà delle spese e dalla compensazione delle
ripetibili, pur tenendo conto della latitudine di giudizio che competeva al
primo giudice. Ne segue che l'appello va accolto entro tali limiti.

 

                                   II.   Sull'appello
adesivo

 

                                   6.   Gli attori insorgono contro la mancata assegnazione di un'indennità
per torto morale, che rivendicano per la sofferenza inferta loro dall'infamante
accusa di collaborazione con il regime di __________ __________ e dal pericolo
di essere esposti a rappresaglie. Pur rinunciando a gran parte della somma
chiesta con la petizione (complessivamente fr. 90 000.–), essi reputano che un
indennizzo di fr. 15 000.– per __________ __________ e di fr. 5000.– per
ciascuna delle società attrici sia pur sempre ragionevole e commisurato alla gravità
dell'offesa. Il Pretore ha respinto la domanda appunto perché gli attori non
avevano dimostrato di avere provato una particolare sof­ferenza e perché con la
pubblicazione del dispositivo sui giornali che avevano dato risalto alla
notizia essi ottenevano sufficiente soddisfazione. Donde, in sintesi, i mancati
estremi dell'art. 49 CO.

 

                                   7.   Gli
appellanti deplorano – come detto – la gravità dell'accusa consistente nel
fatto di collaborare con un regime dittatoriale e criminoso come quello di
__________ __________, la quale ha leso l'immagine pubblica delle società
attrici e ancor più quella di __________ __________, la cui posizione è
ulteriormente aggravata dal fatto di essere originario del __________. Essi non
spendono una parola tuttavia per indicare quali elementi istruttori
avvalorerebbero non solo il loro sentimento di rabbia e sdegno, ma anche la
particolare sofferenza patita. Per volontà del legislatore “il pagamen­to di
una somma a titolo di riparazione morale può essere chiesto solo quando le sofferenze
subite superano per intensità quel­le che, secondo le concezioni attuali, una
persona deve essere in grado di sopportare senza rivolgersi al giudice” (FF
1982 II 671 n. 272). Il versamento di un'indennità, in altri termini, non è la
regola: secondo il testo stesso dell'art. 49 cpv. 1 CO essa si giustifica solo
ove all'offesa non possa rimediarsi altrimenti (Schnyder in: Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, OR
II, 2ª edizione, n. 3 ad art. 49). Incombe al richie­dente perciò “al­legare e
provare le circostanze dalle quali si può dedurre, dalla grave lesione oggettiva,
la sua sofferenza morale” (DTF 120 II 98 consid. 2b). 

 

                                         Qualche
autore (citato da Meili op. cit.,
n. 17 ad art. 28a CC) reputa invero tale orientamento fin troppo
rigoroso. Comunque si opini al riguardo, resta il fatto che in concreto gli
attori hanno dimostrato la gravità dell'offesa, ma nulla hanno allegato circa
una qualunque sofferenza personale. Bastasse ciò per assegnare un indennizzo,
qualsiasi grave offesa giustificherebbe automaticamente la correspon­­sione di
una somma in denaro, in antitesi alla volontà del legislatore e all'indirizzo
della giurisprudenza. Si aggiunga che nella sentenza citata dagli appellanti
questa Camera aveva riconosciuto un'indennità per torto morale poiché dopo la
pubblicazione di articoli di stampa denigratori la persona lesa aveva
dimostrato l'insorgenza di disturbi psicofisici (I CCA, sentenza del 14 giugno
1999 in re. F., consid. 6b in fine), ciò che non è lontanamente il caso in
esame. Ne segue che l'appello adesivo, destituito di fondamento, dev'essere
respinto. 

 

                                  III.   Sulle
spese e le ripetibili 

 

                                   8.   Gli oneri del giudizio odierno, commisurati all'importanza del
litigio, seguono la vicendevole soccombenza (art. 148 cpv. 2 CPC). La convenuta
ottiene di non pubblicare il dispositivo della sentenza su tutti i giornali
indicati dal Pretore e vince parzialmente sulla ripartizione degli oneri
processuali di prima sede. Si giustifica pertanto di porre la tassa di
giustizia e le spese a carico delle parti in ragione di metà ciascuno e di
compensare le ripetibili. Gli oneri dell'appello adesivo seguono la totale
soccombenza degli attori (art. 148 cpv. 1 CPC), che rifonderanno alla convenuta
un'equa indennità per ripetibili.

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:               I.   L'appello principale è parzialmente accolto, nel senso che la
sen­tenza impugnata è così riformata:

                                         1.2   È fatto ordine a __________ __________
__________, __________, di pubblicare a proprie spese il dispositivo integrale
della presente sentenza sui quotidiani __________ __________, __________
e __________ __________, nei modi indicati dai considerandi, entro dieci
giorni dal passaggio in giudicato della sentenza medesima.

                                         2.     La
tassa di giustizia di complessivi fr. 6000.– e le spese, da anticipare dagli
attori, sono poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate
le ripetibili.

 

                                         Per il
resto l'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                                   II.   Gli oneri
dell'appello principale, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 1150.–

                                         b)
spese                         fr.      50.–

                                                                                fr.
1 200.–

                                         sono
posti a carico delle parti in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.

 

                                   III.   L'appello
adesivo è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                                 IV.   Gli oneri
dell'appello adesivo, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 550.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
600.–

                                         sono
posti a carico degli appellanti adesivi in solido, che rifonderà alla
convenuta, sempre con vincolo di solidarietà,  fr. 1500.– complessivi per
ripetibili.

 

                                  V.   Intimazione
a:

	
   

  	
  – avv. __________ __________, __________;

  – avv. __________ __________, __________.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

La presidente                                                        Il
segretario