# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 737d430f-ebd7-5f3f-a073-62ce76c361c3
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.04.2010 C-6876/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6876-2008_2010-04-16.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6876/2008/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  a p r i l e  2 0 1 0  

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Beat Weber, Madeleine Hirsig, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
patrocinata dall'avvocato Enrico Bortone,  
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità, decisione dell'8 settembre 2008.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6876/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadina italiana nata il (...), coniugata e madre di un figlio, 
ha lavorato in  Svizzera come operaia calzaturiera dal 1977 al  1995, 
versando  i  contributi  obbligatori  all'assicurazione  per  la  vecchiaia,  i  
superstiti  e l'invalidità (AVS/AI; doc. 9 e 83). Il  29 marzo 2007, per il 
tramite dell'Istituto nazionale italiano della previdenza sociale (INPS), 
l'assicurata ha formulato all'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per 
gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  una  domanda  tendente  ad 
ottenere  una  rendita  d'invalidità  svizzera  (doc.  1  a  4).  L'assicurata 
percepisce una pensione d'invalidità italiana dal 1° giugno 2007 (doc. 
7). 

B.
Nell'ambito  dell'istruzione  della  domanda  di  rendita,  l'UAIE  ha 
acquisito, tra gli altri, i documenti seguenti: 

- il questionario per il datore di lavoro, del 5 dicembre 2007, dal quale 
traspare che l'assicurata ha lavorato da ultimo in Italia come operaia 
calzaturiera, dal 10 gennaio al 4 novembre 2005, quando la ditta che 
l'aveva  assunta  ha  cessato  la  propria  attività,  eseguendo  otto  ore 
quotidiane  durante  cinque  giorni  alla  settimana,  e  percependo  un 
salario di EUR 6.49 all'ora, 1'123.- al mese e 14'599.- all'anno (doc. 8),

- il questionario per assicurati occupati nell'economia domestica, del 5 
dicembre  2007,  dal  quale  si  evince,  in  particolare,  che  l'economia 
domestica  dell'assicurata  si  compone  di  tre  persone,  viventi  in  uno 
spazio  di  quattro  locali,  e  che  quest'ultima  svolge  le  mansioni 
casalinghe con l'aiuto di membri della sua famiglia e di terzi per i lavori  
più impegnativi per un totale di quindici ore alla settimana (doc. 9),

-  il  questionario  per  l'assicurata,  dell'11  dicembre  2007,  dal  quale 
risulta  che  l'interessata  è  stata  attiva  come  operaia  calzaturiera 
(dipendente) dal 1° settembre 1997 al 5 novembre 2005, quando ha 
smesso di lavorare a causa delle sue precarie condizioni di salute e in 
seguito alla chiusura dell'azienda che l'impiegava, otto ore quotidiane 
per cinque giorni alla settimana (doc. 10),

- una cartella clinica di dimissione, relativa ad un ricovero in Italia dal 7 

  
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al 14 dicembre 2001, facente stato di cervicobrachialgie da discopatia 
e di una sindrome fibromialgica (doc. 13),

- un referto radiologico dell'anca destra e della colonna lombosacrale, 
del 31 ottobre 2003, che riferisce l'assenza di alterazioni ossee e una 
riduzione della lordosi lombare fisiologica (doc. 15), 

- due referti radiologici, uno del piede sinistro e uno del piede destro,  
del  12  novembre  2003  e  5  gennaio  2004,  facenti  stato  di  note 
artrosiche (doc. 17 e 18),

- diversi referti relativi a degli esami dell'udito (doc. 20, 21 e 23),

- due schede di dimissione ospedaliera, relative a due ricoveri in Italia  
dal 19 al  27 aprile, rispettivamente dal 1° al  12 maggio 2006, in cui 
sono  diagnosticati  dei  tumori  maligni  dello  stomaco;  nella  seconda 
scheda è inoltre menzionata l'esecuzione di una gastrectomia parziale 
con anastomosi digiunale (doc. 26 e 27),   

- varia documentazione medica, dalla quale si evincono, in particolare, 
dei  segni  di  lombartrosi  e  di  gonartrosi  destra,  come  pure 
un'ipertensione  arteriosa,  un'ipoacusia  bilaterale,  un  abbondante 
meteorismo  intestinale  con  obesità  ed  un  aumento  di  volume  del 
fegato d'impronta steatosica (doc. 28 a 38),

- una perizia medica particolareggiata E 213 del dott. B._______, del  
14 maggio 2007,  nella  quale è posta la  diagnosi  di  esiti  da recente 
resezione gastrica subtotale con linfoadenectomia D2 e ricostruzione 
meccanica  gastrodigiunale  per  adenocarcinoma  di  tipo  intestinale 
ulcerato  dello  stomaco  a  diffusione  superficiale  infiltrante  la 
sottomucosa  sino  a  ridosso  della  muscolare  (Early  Gastric 
Cancer/EGC depresso). Nella stessa è specificato che l'assicurata può 
continuare  a  svolgere  regolarmente  lavori  leggeri,  senza 
controindicazioni, ma che non è più in grado né di esercitare l'attività 
d'operaia calzaturiera, né un lavoro adeguato alle sue condizioni, ed è 
formulato un tasso d'invalidità del 70% (doc. 39).

C.
L'UAIE ha trasmesso per apprezzamento la documentazione raccolta 
al  proprio  servizio  medico,  nella  persona del  dott. C._______. Nella 
sua presa di posizione del 20 febbraio 2008, quest'ultimo ha richiesto 

  
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della  documentazione  medica  supplementare  riguardo  all'affezione 
dello stomaco e ai disturbi dell'apparato locomotore (doc. 42).

Per il tramite dell'INPS, sono stati prodotti i seguenti documenti:

- una perizia medica particolareggiata E 213 del dott. D._______, del 
15 aprile 2008, facente stato di  esiti  da resezione gastrica per EGC 
depresso,  d'ipotiroidismo,  d'insufficienza  venosa  cronica  e  varici 
tronculari  dell'arto  inferiore  destro,  di  calcolosi  della  colecisti,  
d'ipoacusia  bilaterale,  d'ipertensione  arteriosa,  di  spondiloartrosi  e 
d'obesità, e nella quale è precisato che l'assicurata non è più in grado 
di  svolgere  regolarmente  nessuna  attività  ed  è  formulato  un  tasso 
d'invalidità generale del 70% (doc. 58);

- un referto di visita ortopedica, del 23 aprile 2008, che riferisce, nel 
quadro  di  buone  condizioni  di  salute  generali,  la  presenza  di 
poliartralgie senza rilevanti deficit funzionali (doc. 59);

- diversi referti  di esami clinici, quali una mammografia bilaterale del  
29 ottobre 2007, un'ecografia della tiroide-paratiroidi del 6 novembre 
2007, una radiografia del torace ed un'ecografia dell'addome superiore 
epatica del 26 novembre 2007 (doc. 46, 48, 50 e 51);

- diversi referti inerenti all'apparato uditivo, quali un audiogramma del 
17 marzo 2008 ed una tomografia  computerizzata del 9 aprile  2008 
(doc. 54 e 57);

- un rapporto del dott. E._______, stilato il 21 marzo 2008, nel quale è 
riferito che la paziente, in seguito all'intervento chirurgico di resezione 
gastrica  subtotale,  è  sottoposta  periodicamente  a  controllo  clinico 
strumentale ed è allo stato attuale libera da malattia (doc. 55).

D.
Prendendo posizione sul  caso il  26 giugno 2008, con riferimento, in 
special modo, alla nuova documentazione medica acquisita all'incarto, 
il  dott.  C._______  ha  stabilito  la  diagnosi,  influente  sulla  capacità 
lavorativa, di  poliartralgie e di  esiti  da EGC depresso, come pure la 
diagnosi, ininfluente sulla capacità lavorativa, di varicosi della gamba 
destra,  d'ipotiroidismo,  di  calcolosi  della  colecisti,  d'adiposità  e 
d'ipoacusia.  Egli  ha  inoltre  formulato,  per  l'ultima  attività  svolta, 
un'incapacità  lavorativa  del  100% dall'aprile  2006  e  del  10% dal  1° 

  
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luglio 2006, per le mansioni domestiche, un'incapacità completa dal 19 
aprile, del 50% dal 1° giugno e nulla dal 1° luglio 2006, e, in attività 
confacenti,  un'incapacità  del  10%  dal  1°  luglio  2006,  escludendo 
l'esercizio di lavori pesanti (doc. 63). 

Il 1° luglio 2008 l'UAIE ha quindi approntato un progetto di decisione, 
con  il  quale  ha  preannunciato  all'assicurata  il  rigetto  della  sua 
domanda di rendita d'invalidità, invitandola nel contempo a formulare 
eventuali osservazioni entro un termine di trenta giorni (doc. 64).

Mediante  scritto  del  24  luglio  2008,  rappresentata  dall'avvocato 
Bortone, l'assicurata ha manifestato il  proprio disaccordo con questa 
decisione, chiedendo che le sia riconosciuto il  diritto ad una rendita 
d'invalidità, ed ha allegato della documentazione medica, in parte già 
all'incarto,  che  attesta  sostanzialmente  gli  elementi  diagnostici 
menzionati in precedenza (doc. 65 a 73).  

Il  dott.  C._______  ha  preso  nuovamente  posizione  sul  caso  il  27 
agosto 2008, ribadendo le proprie conclusioni (doc. 75).

L'8  settembre  2008  l'UAIE  ha  così  emanato  una  decisione,  con  la 
quale  ha  confermato  il  rigetto  della  domanda  di  rendita  d'invalidità 
(doc. 76).

E.
Contro  questa  decisione,  rappresentata  dall'avvocato  Bortone, 
l'assicurata ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo federale il  
24  ottobre  2008,  postulando  che  le  sia  concessa  una  rendita 
d'invalidità,  ed  ha  esibito  documenti  medici,  parzialmente  già 
all'incarto,  dai  quali  emergono,  in  sostanza,  le  nuove  componenti 
diagnostiche d'ipermobilità uretrale, d'otite cronica e di discreto danno 
neurogeno da sofferenza radicolare C/5-6-7. 

Il  dott. F._______,  medico dell'UAIE,  si  è  pronunciato  sul  caso,  con 
particolare  riferimento  alla  detta  documentazione  medica,  mediante 
rapporto  del  9  febbraio  2009,  considerando  che  i  sintomi  di  queste 
affezioni solo ora oggettivate, erano già stati descritti in precedenza e  
che  essi,  comunque,  non  esplicano  un'influenza  sulla  capacità  ad 
eseguire i  compiti  domestici,  ed ha quindi  confermato le  conclusioni 
del dott. C._______ (doc. 80).

  
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L'UAIE ha risposto al ricorso il 17 febbraio 2009, chiedendone il rigetto 
con la conseguente conferma della decisione impugnata.
La  ricorrente  ha  replicato  il  28  marzo  2009,  producendo  un  referto 
d'esame  radiologico  del  rachide  cervicale,  del  29  gennaio  2009, 
facente  stato,  sostanzialmente,  di  una  spondiloartrosi  e  di  una 
discoartrosi, ed un certificato medico del 2 febbraio 2009, relativo ad 
una frattura di base del 5° metatarso sinistro. 

F.
Il  19  maggio  2009  il  dott.  F._______  si  è  pronunciato  sui  due 
documenti  medici  esibiti  con  la  replica,  affermando  che  essi  non 
palesano nuove risultanze diagnostiche, ed ha quindi riconfermato le 
proprie conclusioni (doc. 82). 

L'UAIE  ha  duplicato  il  25  maggio  2009,  riproponendo  di  rigettare  il 
ricorso e confermare la decisione impugnata. 

G. Con decisione incidentale del 31 marzo 2009, questo Tribunale ha 
invitato  la  ricorrente  a  versare  un anticipo equivalente  alle  presunte 
spese  processuali  di  Fr.  300.-. Un  versamento  di  Fr.  297.-  è  stato 
effettuato  il  23  aprile  2009.  Il  4  giugno  2009,  questo  Tribunale  ha 
sollecitato  la  ricorrente  a  saldare  la  differenza  di  Fr.  3.-,  relativa 
all'anticipo delle spese processuali. La ricorrente ha proceduto ad un 
pagamento di Fr. 4.- il 16 giugno 2009.   

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla  
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20). 

  
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1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per  l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempreché la  LAI  non deroghi 
alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi,  
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti  
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art.  
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso  è  ammissibile  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge  (art.  59  e  60  LPGA,  nonché  l'art.  52  cpv. 1  PA),  e  visto  che 
l'anticipo  relativo  alle  spese processuali  è  stato  versato  nel  termine 
impartito.  

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 

  
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parità di trattamento tra i cittadini di uno Stato membro della Comunità 
europea, ivi  risiedenti,  ed i  cittadini  svizzeri  (art. 3  del  Regolamento 
CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire dal 1° gennaio 2008, secondo le nuove disposizioni.

  
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4.
La ricorrente  ha  contestato  la  validità  materiale  della  decisione 
dell'UAIE,  chiedendo che le  sia  riconosciuto  il  diritto  ad una rendita 
d'invalidità. 

5.
Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  presente  legge  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo  
prevedano.

In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI, nel suo tenore in vigore 
fino al 31 dicembre 2007, precisa che, se l'assicurato si annuncia più 
di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i dodici mesi precedenti la richiesta. 

In  concreto,  la  ricorrente  ha presentato  la  domanda di  rendita  il  29 
marzo 2007. Questo Tribunale può quindi limitarsi ad esaminare se la 
ricorrente avesse diritto ad una rendita il 29 marzo 2006 (ossia dodici  
mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un diritto 
alla rendita fosse sorto tra tale data e l'8 settembre 2008, data della 
decisione  dell'UAIE.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza, 
infatti,  la  legalità della  decisione impugnata,  in  generale,  secondo lo 
stato di  fatto esistente al  momento in cui  la decisione in lite è stata  
resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Secondo  le  norme  applicabili,  per  avere  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  un  cittadino  italiano  deve 
adempiere, cumulativamente, le seguenti condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

-  aver versato contributi  all'AVS/AI svizzera per un anno (art. 36 LAI 
nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007). A partire dal 1° gennaio 
2008, è tuttavia necessario avere versato contributi durante almeno 3 
anni (art. 36 LAI nel tenore modificato il 6 ottobre 2006 ). A tale fine è 
possibile  prendere  in  considerazione  anche  i  contributi  versati  ad 
un'assicurazione sociale assimilata di  uno Stato membro dell'Unione 
europea (UE) o dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), a 
condizione che almeno un anno di  contributi sia registrato all'AVS/AI 

  
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svizzera (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento 1408/71).

In concreto, è pacifico che la ricorrente adempie la condizione della 
durata  minima  di  contribuzione,  alla  quale  la  legge  subordina 
l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalida ai 
sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  Va 
ricordato che fino al  31 dicembre 2003, la LAI prevedeva il  diritto al 
quarto di rendita con un tasso d'invalidità del 40% almeno, alla mezza 
rendita con un tasso d'invalidità del 50% almeno ed alla rendita intera 
con un tasso d'invalidità dei due terzi (66.67%). In seguito all'entrata in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter 

LAI (art. 29 cpv. 4 LAI a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale 
le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo 
ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'Unione europea e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita  

  
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alle  seguenti  condizioni:  (a)  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  (b)  ha avuto un'incapacità  di  lavoro  (art. 6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e (c) al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.  Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

7.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a 
cpv. 1  LAI  dal  1°  gennaio  2008),  per  valutare il  grado d'invalidità,  il 
reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione,  tenuto  conto  di  una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (metodo generale). In altri termini, l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa.

7.6 Occorre precisare che l'invalidità dell'assicurato che non esercita 
un'attività lucrativa, ma svolge le mansioni consuete, e dal quale non 
si può ragionevolmente esigere che intraprenda un'attività lucrativa, è 

  
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determinata, in deroga all'art. 16 LPGA, in funzione dell'incapacità di 
svolgere le mansioni consuete (art. 5 e 28 cpv. 2bis LAI e art. 8 cpv. 3  
LPGA;  metodo  specifico).  L'art.  27  OAI  precisa  che,  per  mansioni 
consuete  di  una  persona  senza  attività  lucrativa  occupata 
nell'economia  domestica,  s'intendono  gli  usuali  lavori  domestici, 
l'educazione dei figli nonché le attività artistiche e di pubblica utilità. 

Per quanto riguarda la scelta del metodo di valutazione dell'invalidità 
di una persona assicurata che non esercita più un'attività lucrativa, si 
deve verificare  quale  sarebbe stata  l'attività  esercitata  se  non fosse 
subentrata  l'invalidità. In  altre  parole,  lo  statuto  dell'assicurato  viene 
determinato  valutando  se  lo  stesso,  da  sano,  quindi  se  non  fosse 
subentrato  il  danno  alla  salute,  avrebbe  consacrato  l'essenziale  del 
suo lavoro all'economia domestica o ad un'occupazione remunerata, e 
questo  tenendo  conto  dell'evoluzione  della  situazione  fino 
all'emanazione  della  decisione  impugnata.  L'ipotetica  ripresa  di 
un'attività lucrativa va ammessa dove tale eventualità si presenti alla 
luce della situazione personale, familiare, sociale ed economica, con 
un grado di verosimiglianza preponderante (DTF 125 V 150 consid. 2c, 
117 V 194 consid. 3b).

8.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti  
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti  
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 

  
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vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di  
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

9.
Dall'incarto risulta che la ricorrente ha lavorato da ultimo tra il gennaio 
ed il 4 novembre 2005 quale operaia calzaturiera alle dipendenze della 
ditta (...). Dal questionario compilato dal datore di lavoro si rileva che 
la dipendente ha potuto esercitare le proprie mansioni regolarmente, 
per 8 ore al giorno e 40 alla settimana, senza dover assumere lavori  
più leggeri né dover interrompere l'attività per motivi di salute, per un 
salario  mensile  di  EUR  1'123.-,  e  che  l'interruzione  dell'attività  era 
dovuta alla chiusura della ditta. La ricorrente fa invece valere che la 
cessazione dell'attività era anche dovuta a ragioni di salute. Da quanto 
precede si  può tuttavia  concludere che,  almeno sino al  4  novembre 
2005, non vi è alcuna invalidità a livello pensionabile.

A partire da tale data, la ricorrente è stata posta in cassa integrazione 
sino  al  30  aprile  2007  e  da  allora  non  ha  più  ripreso  il  lavoro.  In  
concreto, come si vedrà nei considerandi che seguono, la questione se 
l'eventuale incapacità di lavoro della ricorrente debba essere valutata 
quale  casalinga  (metodo  specifico)  o  quale  persona  esercitante 
un'attività lucrativa (metodo generale), può restare indecisa.

10.

10.1 In concreto, dall'insieme della documentazione medica agli atti e, 
in  particolare,  dalla  perizia  E  213  del  dott.  D._______,  medico 
dell'INPS,  del  15 aprile  2008 (doc. 58),  dal  rapporto  finale  del  dott. 
C._______,  medico dell'UAIE, del  26 giugno 2008 (doc. 63),  e  dalle 
prese di posizione del dott. F._______, medico dell'UAIE, formulate il 9 
febbraio  e  il  19  maggio  2009  nell'ambito  della  presente  procedura 
(doc. 80 e 82), risulta la diagnosi di poliartralgie (compreso il discreto 
danno neurogeno da sofferenza radicolare C/5-6-7) e di esiti da EGC 
depresso, di  varicosi della gamba destra, d'ipotiroidismo, di calcolosi 
della colecisti,  d'ipertensione arteriosa,  d'adiposità, d'ipoacusia (otite 
cronica) e d'ipermobilità uretrale. 

Visto il carattere univoco di questa diagnosi, del resto non contestata  
dalla ricorrente, il  collegio giudicante non vede nessun valido motivo 
per scostarsene.

  
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10.2 Per  costante  giurisprudenza,  le  affezioni  appena  menzionate 
sono di carattere labile, ossia suscettibili di migliorare o di peggiorare. 
Così, nell'assenza di uno stato di salute sufficientemente stabilizzato, 
è inapplicabile l'art. 29 cpv. 1 let. a LAI (nella versione in vigore fino al 
31  dicembre  2007),  per  cui  può  entrare  in  considerazione  solo  la 
lettera  b  della  citata  norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  di  
attesa  di  un  anno.  Pertanto,  la  ricorrente  potrebbe  pretendere  una 
rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  solo  a  partire  dal 
momento  in  cui  avesse  subito,  senza  interruzione  notevole, 
un'incapacità lavorativa di almeno il 40% durante almeno un anno.

11.
Rispetto alle conseguenze invalidanti delle affezioni diagnosticate sulla 
capacità lavorativa, sia il  dott. B._______, nella perizia E 213 del 14 
maggio 2007, che il dott. D._______, nella sua perizia E 213, hanno 
formulato  un  grado  d'invalidità,  secondo  il  diritto  italiano,  del  70%, 
ritenendo che la ricorrente non è più in grado di svolgere regolarmente 
nessuna attività lavorativa. 

Il  dott.  C._______  ha  invece  considerato,  nel  suo  rapporto  finale, 
un'incapacità  lavorativa completa  per  l'attività  di  operaia  calzaturiera 
dall'aprile  2006  e  del  10% dal  1°  luglio  2006,  ossia  tre  mesi  dopo 
l'intervento  di  gastrectomia  parziale,  un'incapacità  completa  per  le 
mansioni domestiche dal 19 aprile, del 50% dal 1° giugno e nulla dal  
1°  luglio  2006,  e  un'incapacità  del  10%  per  attività  lavorative 
confacenti, “leichte bis mittelschwere Tätigkeiten mit leicht vermehrten  
Pausen”, pure dal 1° luglio 2006. A fondamento di questa valutazione, 
il  medico  dell'UAIE  ha  osservato,  in  particolare,  che  il  trattamento 
dell'EGC non ha necessitato una chemioterapia e, almeno fino al 21 
marzo  2008,  data  del  rapporto  del  Dott.  E._______,  non  si  sono 
manifestate  delle  recidive  della  malattia  tumorale.  Egli  ha  inoltre 
sottolineato  che  non  sussistono  deficit  nutrizionali,  la  ricorrente 
avendo aumentato di peso di 10 kg tra l'ottobre 2006 e l'aprile 2008. 
Per  quanto  attiene  ai  disturbi  dell'apparato  locomotorio,  riferendosi 
specificatamente al referto di visita ortopedica del 23 aprile 2008 (doc. 
59), il dott. C._______ ha rilevato che si tratta di poliartralgie diffuse 
senza deficit funzionali, le quali, come le altre affezioni diagnosticate,  
sono  ininfluenti  sulla  capacità  lavorativa  sia  quale  casalinga  sia 
nell'ambito dell'ultima attività esercitata. Egli ha ancora evidenziato il 
fatto  che gli  impedimenti  nell'esecuzione delle  mansioni  domestiche, 
così  come descritti  dalla  ricorrente  nell'apposito  formulario  (doc.  9), 

  
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non  sono  conciliabili  con  la  documentazione  medica  all'incarto, 
concludendo che l'ausilio di  parenti  può essere tutt'al  più giustificato 
per  certe  attività  pesanti,  quali  acquisti  e  pulizie  importanti 
(“Grosseinkäufe, Grossputz”).    

La valutazione del dott. C._______ è stata confermata a due riprese 
dal dott. F._______, il quale ha specialmente notato che i sintomi delle 
affezioni  avanzate  per  la  prima  volta  con  il  ricorso  (un'ipermobilità 
uretrale, un'otite cronica e un discreto danno neurogeno da sofferenza 
radicolare C/5-6-7), erano già stati descritti in precedenza all'incarto e 
che non giustificano pertanto un'incapacità lavorativa rilevante su un 
lungo periodo. 

12.
Questo  Tribunale  ritiene  che  non  vi  è  motivo  di  scostarsi  dalla 
valutazione del caso effettuata dall'UAIE e basata sui rapporti del suo 
servizio medico, il  quale ha tenuto conto di  tutta la documentazione 
oggettiva agli atti, ivi compresa quella esibita in procedura di ricorso. 
Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il Tribunale considera 
pertanto  che  la  ricorrente,  sia  nell'attività  di  casalinga,  sia  nella 
precedente attività di  operaia calzaturiera o in attività di sostituzione 
confacenti  al  suo stato  di  salute,  non presenta  un grado d'invalidità 
sufficiente  a  fondare  il  diritto  ad  una  rendita  dell'assicurazione  per 
l'invalidità svizzera.

13.
È  necessario  a  questo  punto  ricordare  che,  secondo  un  principio 
generale  del  diritto  delle  assicurazioni  sociali,  ogni  assicurato  ha 
l'obbligo di ridurre il  danno conseguente alla sua invalidità (sentenza 
del  Tribunale  federale I  147/01 del  9  maggio  2001; DTF 123 V 230 
consid.  3c  e  DTF  117  V  275  consid.  2b).  In  virtù  di  tale  obbligo, 
l'assicurato  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  ragionevolmente 
esigibile  per  ovviare  nel  modo  migliore  possibile  alle  conseguenza 
della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua 
capacità lavorativa, se necessario in una nuova professione (sentenza 
del  Tribunale  federale  I  543/03  del  27  agosto  2004;  DTF  113  V  22 
consid. 4a).

14.
Di conseguenza, la decisione impugnata dell'8 settembre 2008 deve 
essere confermata e il ricorso respinto.

  
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15.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 
a  carico  della  parte  soccombente.  In  concreto,  visto  l'esito  della 
procedura che  vede la  ricorrente  soccombere,  le  spese  processuali  
sono  poste  a  carico  di  quest'ultima  e  compensate  con  l'anticipo 
versato il 23 aprile e il 16 giugno 2009.

In conformità con l'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 
(spese ripetibili). Considerato l'esito della procedura, non si assegnano 
alla  ricorrente  indennità  per  spese  ripetibili.  Per  quanto  concerne 
l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad un'indennità a titolo di  
ripetibili  (art.  7  cpv. 3  del  Regolamento  del  21  febbraio  2008  sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

  

  
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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le  spese  processuali  sono  poste  a  carico  della  ricorrente  e 
compensate con l'anticipo versato il 23 aprile e il 16 giugno 2009. 

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione: 

- al rappresentante della ricorrente (Raccomandata AR);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...; Raccomandata);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata).  

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

  
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