# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e0ee304c-cfa6-547b-b989-431a5fe93926
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-09-23
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 23.09.2014 BV.2014.48
**Docket/Reference:** BV.2014.48
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BV-2014-48_2014-09-23

## Full Text

Operazioni d'inchiesta (art. 27 cpv. 1 e 3 DPA).;;Operazioni d'inchiesta (art. 27 cpv. 1 e 3 DPA).;;Operazioni d'inchiesta (art. 27 cpv. 1 e 3 DPA).;;Operazioni d'inchiesta (art. 27 cpv. 1 e 3 DPA).

Decisione del 23 settembre 2014 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Andreas J. Keller, giudice presi-

dente, Tito Ponti e Roy Garré,  

Cancelliera Susy Pedrinis Quadri  

   

Parti   

A., rappresentato dall'avv. Fiorenzo Cotti, 

 

Reclamante 

 

   

  contro 

   

AMMINISTRAZIONE FEDERALE DELLE 

CONTRIBUZIONI,  

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Operazioni d'inchiesta (art. 27 cpv. 1 e 3 DPA) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BV.2014.48 

- 2 - 
 
 

 Fatti: 

A. Dal 20 febbraio 2012 l’Amministrazione federale delle contribuzioni (di seguito: 

AFC), conduce un’inchiesta fiscale speciale giusta gli art. 190 e segg. della 

legge federale del 14 dicembre 1990 sull'imposta federale diretta (LIFD; 

RS 642.11) nei confronti di A. e B. – poi estesa nei confronti di C.– sospettati 

di aver personalmente commesso gravi sottrazioni d'imposta (art. 175 e segg. 

LIFD), di aver partecipato ai reati fiscali commessi dalle società D. SA, E. SA, 

F. SA, G.. SA, H. SA, I. SA, J. SA e K. SA (art. 177 LIFD) e di avere realizzato 

il reato di frode fiscale (art. 186 LIFD) facendo uso, a scopo d'inganno, di do-

cumenti falsi (v. act. 1.3). 

 

 

B. Nell’ambito di detta inchiesta, il 27 giugno 2013 L. è stato sentito in qualità di 

persona informata sui fatti. Il 6 dicembre 2013, A., per il tramite del suo legale, 

ha chiesto che fossero acquisite agli atti tutte le dichiarazioni e notifiche di im-

posta di L. a far tempo dal 1999, nonché tutta la documentazione bancaria re-

lativa alla designazione del beneficiario economico delle società oggetto d'in-

chiesta (act. 6.1). 

 

 

C. Con decisione del 13 gennaio 2014, il funzionario inquirente ha respinto la ri-

chiesta volta ad ottenete i documenti fiscali per questioni di segreto fiscale e di 

rilevanza per l'inchiesta. Anche l'acquisizione della documentazione bancaria 

relativa alle società implicate è stata negata, essendo la medesima parzial-

mente già in possesso dell'AFC (ed a disposizione di A.) e non contenendo la 

medesima, in quanto riferita a società operative, l'accertamento dell'identità 

dell'avente diritto economico (act. 1.1). 

 

 

D. Il 20 gennaio 2014, A. ha impugnato la summenzionata decisione dinanzi al 

Direttore dell'AFC (act. 1.2). 

 

 

E. Con decisione del 31 luglio 2014, l'AFC ha respinto l'impugnativa di A.. Essa 

ha innanzitutto ritenuto che il reclamante non avrebbe dimostrato per quale 

ragione le prove richieste sarebbero determinanti per la procedura. Oltre a ciò, 

il reclamo sarebbe comunque privo d'oggetto in merito alla documentazione 

bancaria delle società implicate, essendo la medesima in parte già versata a-

gli atti di causa ed in parte inesistente (formulari A). Neppure i documenti fi-

scali inerenti a L. – sottostanti al segreto fiscale e già consultati dall'AFC –  sa-

rebbero pertinenti per l'inchiesta, né idonei a delineare eventuali responsabilità 

a carico o elementi a discarico di A. (act. 1.3). 

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F. Con reclamo del 6 agosto 2014, A. è insorto contro la predetta decisione di-

nanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, postulando 

l'acquisizione agli atti di tutte le dichiarazioni e notifiche di imposta di L. a far 

tempo dal 1999, nonché tutta la documentazione bancaria relativa alla desi-

gnazione del beneficiario economico delle società oggetto di indagini (act. 1). 

 

 

G. Con scritto del 1° settembre 2014, l’AFC ha chiesto la reiezione del reclamo in 

misura della sua ammissibilità, rinunciando a determinarsi ulteriormente in 

merito all'impugnativa (act. 6). Invitato a presentare delle osservazioni entro il 

15 settembre 2014, il reclamante non vi ha dato seguito. 

 

  

H. Le ulteriori argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, 

nei considerandi seguenti.  

 

  

 Diritto: 

1.  

1.1 Contro le operazioni e le omissioni del funzionario inquirente non impugnabili 

giusta l'art. 26 DPA, può essere interposto reclamo presso il direttore o il capo 

dell'amministrazione in causa (art. 27 cpv. 1 DPA). La decisione su reclamo 

può essere impugnata presso la Corte dei reclami penali del Tribunale penale 

federale soltanto per violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'a-

buso del potere di apprezzamento (art. 27 cpv. 3 DPA). Il diritto di reclamo 

spetta a chiunque è toccato dall'operazione impugnata, dall'omissione censu-

rata o dalla decisione su reclamo ed ha un interesse degno di protezione 

all'annullamento o alla modificazione (art. 28 cpv. 1 DPA). 

 

1.2 In concreto il reclamante, destinatario della decisione impugnata, ha un inte-

resse degno di protezione alla modificazione della stessa, ritenuto che con la 

medesima viene confermata la reiezione della sua richiesta di amministrazio-

ne di prove. Il suo precedente gravame è stato trattato dall'amministrazione in 

causa ai sensi dell'art. 27 cpv. 1 DPA ("altre operazioni di inchiesta"), per cui 

la via del reclamo ai sensi dell'art. 27 cpv. 3 DPA è di principio aperta. La de-

cisione impugnata, datata 31 luglio 2014, è stata ritirata del patrocinatore di A. 

il 4 agosto 2014 (act. 1.4 e 1.5); il termine di reclamo di cui all'art. 28 cpv. 3 

DPA è pertanto stato ossequiato. Il reclamo è ricevibile in ordine. 

 

 

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2. A. lamenta un diniego di giustizia formale in quanto l'AFC si è rifiutata di as-

sumere i mezzi di prova da lui offerti – ossia la documentazione fiscale ineren-

te L. e la documentazione bancaria riconducibile alle società implicate – volti 

ad appurare a quale titolo L. è intervenuto nella gestione delle società coinvol-

te e se quest'ultimo ha beneficiato dei relativi guadagni. La documentazione 

richiesta potrebbe pure contenere elementi a discarico del reclamante. 

 

2.1 II diritto di essere sentito, sancito esplicitamente dall'art. 29 cpv. 2 della Costi-

tuzione federale (Cost; RS 101), comprende il diritto per I'interessato di offrire 

mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne I'assunzione, di partecipare 

all'assunzione stessa o perlomeno di potersi esprimere sui suoi risultati, nella 

misura in cui essi possano influire sulla decisione (DTF 131 I 153 consid. 3; 

126 I 15 consid. 2a/aa; 124 I 49 consid. 3a, 241 consid. 2). Tale diritto non im-

pedisce all'autorità di procedere a un apprezzamento anticipato delle prove ri-

chieste, se è convinta che non potrebbero condurla a modificare la sua opi-

nione (DTF 124 I 208 consid. 4a; 122 II 464 consid. 4a; 120 Ib 224 con-

sid. 2b). Nell'ambito di tale valutazione anticipata delle prove, all'autorità com-

pete un vasto margine di apprezzamento; il diritto di essere sentito non è vio-

lato a meno che la valutazione anticipata delle prove sia arbitraria (DTF 136 I 

229 consid. 5.3; 131 I 153 consid. 3 e rinvii). In particolare, l'autorità ha la pos-

sibilità di rifiutare delle offerte di prove se queste vertono su fatti irrilevanti, no-

tori, già noti o sufficientemente dimostrati all'autorità (EIKER/FRANK/ 

ACHERMANN, Verwaltungsstrafrecht und Verwaltungsstrafverfahrensrecht, 

Berna 2012, pag. 242). 

 

La pretesa violazione del diritto di essere sentito, riferita in concreto alla man-

cata assunzione di alcune prove, coincide quindi con la censura di arbitrio. Per 

motivare l'arbitrio, la cui incompatibilità con I'ordine giuridico è sancita 

dall'art. 9 Cost., non basta però criticare semplicemente la decisione impugna-

ta né contrapporle una versione propria, per quanto sostenibile o addirittura 

preferibile. Occorre piuttosto dimostrare per quale motivo la mancata assun-

zione della prova proposta sarebbe manifestamente insostenibile, quindi arbi-

traria. Un accertamento dei fatti o un apprezzamento, anche anticipato, delle 

prove è arbitrario solo quando il giudice ha manifestamente disatteso il senso 

e la rilevanza di un mezzo probatorio, ha omesso, senza fondati motivi, di te-

ner conto di una prova importante, idonea a influire sulla decisione presa, op-

pure quando, sulla base degli elementi raccolti, egli ha fatto delle deduzioni 

insostenibili (DTF 129 I 8 consid. 2.1 e rinvii; sentenza del Tribunale federale 

6B_26/2007 del 31 maggio 2007, consid. 2.1). 

 

2.2  Nel pregresso reclamo dinanzi all'AFC, l'insorgente ha richiesto l'acquisizione 

di documentazione fiscale e bancaria che avrebbe dovuto, a suo dire, chiarire 

a quale titolo L. è intervenuto nella gestione delle società e accertare se 

quest'ultimo ha beneficiato dei guadagni da esse prodotti. L'AFC, nella deci-

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- 5 - 
 
 

sione impugnata, ha rifiutato queste richieste di prova. Essa ha spiegato che, 

in considerazione degli atti raccolti, l'apporto dei dossier fiscali di L., peraltro 

già consultatati dall'autorità inquirente, non influenzerebbe minimamente lo 

stato della causa, tanto più che i costi sostenuti dalle società in favore di L. si 

ritrovano nelle loro contabilità. In merito alla documentazione bancaria, questa 

sarebbe parzialmente già agli atti e non comprenderebbe i formulari A, non 

essendo essi stati allestiti dagli istituti bancari, conformemente a quanto previ-

sto per le società operative dalla Convenzione relativa all'obbligo di diligenza 

delle Banche (CDB 08; pubblicata sul sito www.swissbanking.org). Oltre a ciò, 

il reclamante non avrebbe dimostrato a sufficienza la ragione per cui le prove 

richieste sarebbero pertinenti. In conclusione, il collaboratore inquirente non 

avrebbe dunque oltrepassato il suo potere di apprezzamento negando l'acqui-

sizione delle prove offerte (act. 1.3). 

 

2.3 Da quanto sopra emerge che, anche facendo astrazione dei dossier fiscali di 

L., l'informazione auspicata da A., ossia gli eventuali importi versati dalle so-

cietà in oggetto a L., è comunque evincibile anche dalla contabilità di dette 

persone giuridiche, documenti questi versati agli atti di causa. Per quanto at-

tiene alla documentazione bancaria inerente le società coinvolte (documenti di 

apertura ed estratti conto), questa risulta essere già acquisita nell'incartamen-

to procedurale, fatta eccezione per i formulari A, non avendo le banche inte-

ressate ritenuto di dover accertare l'identità dell'avente diritto economico, trat-

tandosi di conti riferiti a società operative, e ciò conformemente alla CDB 08. 

  

Ciò posto, è chiaro che l'AFC, avendo valutato le offerte di prova di A., poteva 

ritenere prive d'oggetto le richieste riferite a documenti inesistenti (formulari 

A), e rinunciare ad assumere, nel margine del suo potere di apprezzamento, 

le ulteriori prove postulate dal reclamante – peraltro in parte già versate agli 

atti di causa – sulla base di un apprezzamento anticipato delle medesime. In 

proposito non risulta, né è sufficientemente motivato, che l'AFC sarebbe ciò 

facendo incorsa nell'arbitrio, segnatamente che abbia manifestamente disatte-

so il senso e la rilevanza di un mezzo probatorio, che abbia omesso, senza 

fondati motivi, di tenere conto di una prova importante, idonea a influire sulla 

decisione presa, e neppure che abbia, sulla base degli elementi raccolti, fatto 

delle deduzioni insostenibili. Al reclamante rimane peraltro la possibilità di ri-

presentare la propria richiesta di prove nell'ambito di un eventuale procedi-

mento dinanzi ad un tribunale. 

 

Di conseguenza, la censura ricorsuale si rivela infondata e l'impugnativa deve 

essere integralmente respinta.  

 

 

3. Conformemente all’art. 25 cpv. 4 DPA, l’onere delle spese per la procedura di 

reclamo davanti alla Corte dei reclami penali si determina secondo l’art. 73 

- 6 - 
 
 

LOAP. L’art. 73 LOAP rinvia al regolamento del 31 agosto 2010 del Tribunale 

penale federale sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della 

procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), regolamento che tutta-

via non contiene indicazioni in merito all’attribuzione delle spese giudiziarie. 

Trovano pertanto applicazione, in analogia, le disposizioni della LTF (v. TPF 

2011 25 consid. 3). Giusta l'art. 66 cpv. 1 LTF, al reclamante – integralmente 

soccombente – vengono addossate spese per un importo di fr. 2'000.--.  

- 7 - 
 
 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il reclamo è respinto. 

2. La tassa di giustizia di fr. 2'000.-- è posta a carico del reclamante. 

 
 
Bellinzona, il 30 settembre 2014 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Giudice Presidente: La Cancelliera: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Fiorenzo Cotti 

- Amministrazione federale delle contribuzioni 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Contro questa decisione non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.