# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b4336bfb-3edd-506c-b071-cf79a6e9d8f2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.07.2010 C-7461/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7461-2008_2010-07-27.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7461/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 7  l u g l i o  2 0 1 0

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Francesco Parrino e Alberto Meuli, 
cancelliera Marcella Lurà.

A.________,
rappresentato dal Patronato Acli,

ricorrente,

contro

Cassa svizzera di compensazione (CSC),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti 
(decisione del 6 novembre 2008).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7461/2008

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano  residente  nei  B._______,  nato  il  (...), 
celibe,  ha  formulato  in  data  1°  febbraio  2008  una  richiesta  volta 
all'ottenimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  la 
vecchiaia  (doc.  5  a  11).  Ha  dichiarato  d'avere  lavorato  in  Svizzera 
presso  la  "giustizia  svizzera"  a  Berna  alla  Genfergasse  20  (recte 
Genfergasse 22) e presso l'Istituto di detenzione Thorberg nel Canton 
Berna (a Krauchtal), complessivamente dal (...) 1982 al (...) 1984, e di 
avere  versato  i  corrispondenti  contributi  per  le  sue  prestazioni 
lavorative (doc. 18).

B.
Con decisione  del  6  novembre  2008,  l'autorità  inferiore  ha  respinto 
l'opposizione del 17 giugno 2008 e confermato la propria decisione del  
28  maggio  2008  mediante  la  quale  ha  respinto  la  domanda  di  
prestazioni  dell'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia  presentata 
dall'interessato.  L'autorità  inferiore  ha  in  particolare  rilevato  che 
dall'attestazione della Cassa di compensazione del Canton Berna non 
risulta  siano  stati  versati  dei  contributi  all'assicurazione  per  la 
vecchiaia e per i superstiti (AVS) dal penitenziario di Thorberg a favore 
di  Gerardo Martello  durante  gli  anni  1982 a  1984 quale  dipendente 
rispettivamente  detenuto  (doc.  29).  L'autorità  inferiore  ha  pertanto 
considerato siccome non adempito il presupposto di cui all'art. 29 cpv. 
1 della legge federale del 20 dicembre 1946 sull'assicurazione per la 
vecchiaia  e  per  i  superstiti  (LAVS,  RS  831.10)  secondo  il  quale 
possono pretendere una rendita ordinaria di vecchiaia o per superstiti  
tutti  gli  aventi  diritto  ai  quali  possono  essere  computati  almeno  un 
anno intero di reddito, di accrediti per compiti educativi o assistenziali,  
oppure i loro superstiti (doc. 27 e 28).

C.
Il  17  novembre  2008,  l'interessato  ha  inoltrato  un  ricorso  contro  la 
decisione su opposizione della CSC del 6 novembre 2008 mediante il  
quale  ha  chiesto,  sostanzialmente,  il  versamento  di  una  rendita  di 
vecchiaia,  che  dovrebbe  aggirarsi  su  un  importo  mensile  di  Euro 
30/40, a decorrere dal 2 dicembre 2007. Ha segnalato d'avere lavorato 
presso due penitenziari in Svizzera dal (...) 1982 al (...) 1984 e d'aver 
percepito  un  salario  di  oltre  fr.  500.--  mensili.  Avrebbe  pertanto 
acquisito il diritto alla rendita di vecchiaia. Ha ribadito di non avere più  

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le  buste  paga  dell'epoca,  che  a  Thorberg  ha  svolto  lavori  di 
falegnameria e carpenteria e a Berna svariati lavori (i datori di lavori 
esterni non li avrebbe conosciuti, ma la giustizia svizzera sicuramente 
sì  dal  momento  che  avrebbe  trattato  con  detti  datori  di  lavoro). 
L'insorgente  ha  pure  formulato  una  domanda  di  gratuito  patrocinio 
(doc. TAF 1).

D.
Nella  risposta  al  ricorso  del  10  marzo  2009,  l'autorità  inferiore  ha 
proposto  la  reiezione del  ricorso. Ha nuovamente  rilevato che – per 
quanto  risulta  dall'attestazione  della  Cassa  di  compensazione  del 
Canton Berna, presso la quale il  penitenziario di Thorberg è sempre 
stato affiliato – l'interessato non figura sulle distinte di salario di detto  
penitenziario  per  il  periodo  tra  (...)  del  1982  e  (…)  del  1984  né  in 
qualità  di  dipendente  né  in  qualità  di  detenuto.  La  CSC  ha  pure 
osservato  che  il  ricorrente  non  avrebbe  prodotto  alcun  atto 
comprovante un errore di registrazione (doc. TAF 7).

E.
Con scritti  del  10 dicembre 2009, del  2 e 28 giugno 2010 e del  15 
luglio  2010,  il  ricorrente  ha  sollecitato  l'evasione  del  gravame 
rispettivamente della sua domanda di gratuito patrocinio (doc. TAF 9).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 85bis cpv. 1 LAVS, i ricorsi 
contro  le  decisioni,  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  
20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa (PA, RS 172.021), 
rese dalla Cassa svizzera di compensazione.

1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 

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applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAVS, le disposizioni della LPGA sono applicabili  all'assicura-
zione  per  la  vecchiaia  e  per  i  superstiti,  sempre  che  la  LAVS non 
deroghi alla LPGA.

1.4 Presentato  da  una  parte  direttamente  toccata  dalla  decisione  e 
avente un interesse degno di  protezione al  suo annullamento o alla 
sua modifica (art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e 
rispettoso dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 
PA) – è pertanto ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del  
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni di ottenimento di una rendita di vecchiaia o per i superstiti 
svizzera sono regolate dal diritto interno svizzero.

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2.3 L'art.  153a LAVS  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

3.

3.1 L'oggetto  del  litigio  in  questa  sede  è  la  sussistenza  dei 
presupposti  per  il  riconoscimento  di  una  rendita  dell'assicurazione 
svizzera per la vecchiaia.

3.2 Il ricorrente ha in particolare indicato d'avere lavorato in Svizzera 
dal  (...) 1982 al  (...) 1984 (dunque per una durata superiore all'anno 
richiesto per legge), durante la sua detenzione presso due penitenziari  
(quelli di Thorberg e di Berna [in Genfergasse]), e d'aver percepito un 
salario  di  oltre  fr.  500.--  mensili.  Ha  precisato  d'avere  svolto  lavori, 
segnatamente  di  falegnameria  e  carpenteria,  anche  per  datori  di 
lavoro  esterni  agli  istituti  di  detenzione  citati  presso i  quali  sarebbe 
stato detenuto.  Ha pure sostenuto che nel 1982-1984 era comunque 
compito  della  giustizia  svizzera  di  pagare,  o  far  pagare  alle  ditte  
interessate, i contributi per le sue prestazioni lavorative, non essendovi 
spazio per "un lavoro di schiavitù nel 20° secolo". Qualora non fossero 
stati  pagati dei contributi, nonostante che "il medioevo è passato già 
da  un  pezzo",  l'insorgente  chiede  di  condannare  la  Cassa  di 
Compensazione  CSC  al  versamento  del  dovuto,  ritenuto  che 
incombeva alla stessa di riscuotere i dovuti contributi, fermo restando 
che  egli  neppure sapeva per  quali  datori  di  lavoro  avrebbe lavorato 
durante i citati 25 mesi.

4.

4.1 Secondo l'art.  29  cpv. 1  LAVS,  possono  pretendere  una  rendita 
ordinaria  di  vecchiaia  tutti  gli  aventi  diritto  ai  quali  possono  essere 
computati  almeno un anno intero  di  reddito,  di  accrediti  per  compiti 
educativi o assistenziali.

4.2 Per ogni  assicurato  obbligato  a  pagare  i  contributi,  è  tenuto  un 
conto individuale, sul quale sono annotate le indicazioni necessarie al  
calcolo delle rendite ordinarie (art. 30 ter cpv. 1 LAVS). L'art. 140 cpv. 1 
lett. d ed e dell'ordinanza del 31 ottobre 1947 sull'assicurazione per la 
vecchiaia  e  per  i  superstiti  (OAVS;  RS  831.101)  stabilisce  che  la 

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registrazione nel conto individuale dell'assicurato comprende l'anno di 
contribuzione e la durata contributiva in mesi nonché il reddito annuo 
in franchi.

4.3

4.3.1 Peraltro, ai sensi dell'art. 141 cpv. 3 OAVS, se non è domandato 
nessun estratto del conto o nessuna rettificazione, o se la richiesta di 
rettificazione è stata respinta, la rettificazione delle registrazioni fatte 
nel conto individuale può essere richiesta, al momento in cui si verifica 
l'evento  assicurato,  soltanto  quando  gli  errori  di  registrazioni  siano 
evidenti o debitamente provati (DTF 130 V 335 consid. 4.1).

4.3.2 Secondo  giurisprudenza,  per  motivi  legati  alla  sicurezza  del 
diritto,  occorre  mostrarsi  severi  in  materia  di  apprezzamento  delle 
prove se un assicurato sostiene, a distanza di molti anni, in occasione 
di una lite vertente sulle modalità di calcolo delle prestazioni (DFT 117 
V  261  consid.  3  e  relativi  riferimenti),  di  avere  esercitato  un'attività 
lavorativa soggetta all'obbligo di  contribuzione durante un periodo di 
tempo  non  considerato  nel  conteggio  della  rendita  (DTF  107  V  12 
consid. 2a).  Tuttavia,  la  regola  in  tema di  prova  indicata  all'art.  141 
cpv. 3 OAVS non esclude l'applicazione del principio inquisitorio, che 
per l'amministrazione – e in caso di ricorso per l'autorità giudiziaria – 
comporta  l'obbligo  di  accertare  d'ufficio,  di  propria  iniziativa  e 
indipendentemente  dalle  allegazioni  delle  parti,  i  fatti  rilevanti  (DTF 
117 V 261 consid. 3b), fermo restando tuttavia l'obbligo di collaborare 
della parte stessa, che in questo ambito risulta accresciuto (DTF 117  
V  261  consid. 3d;  sentenza  del  Tribunale  federale  H  193/04  dell'11 
gennaio  2006  consid.  2).  Indagini  presso  il  datore  di  lavoro  si 
impongono in particolare in presenza di indicazioni concrete e credibili 
(DTF 117 V 261 consid. 4b). Peraltro, nell'ambito delle  assicurazioni 
sociali,  non esiste il  principio secondo il  quale l'amministrazione o il  
giudice devono statuire, nel dubbio, in favore dell'assicurato (DTF 126 
V  319  consid.  5a;  sentenza  del  Tribunale  federale  U  97/05  del  17 
novembre  2006  consid.  5.3).  La  rettificazione  del  conto  individuale 
comprende tutta la durata di contribuzione, pertanto pure gli anni per i  
quali il pagamento di contributi è prescritto ai sensi dell'art. 16 cpv. 1 
LAVS.

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5.

5.1 Questo Tribunale osserva che – malgrado incomba al ricorrente un 
obbligo di collaborazione accresciuto nella misura in cui egli pretende, 
a  distanza  di  anni  in  occasione  di  una  lite  vertente  sul  diritto  a 
prestazioni  dell'assicurazione  per  la  vecchiaia,  di  avere  esercitato 
un'attività  lavorativa  soggetta  all'obbligo  di  contribuzione  durante  un 
determinato periodo di tempo (cfr., sulla questione, il considerando 4.3 
del  presente  giudizio  e  i  citati  riferimenti  giurisprudenziali)  –  nella  
fattispecie  in  esame,  conto  tenuto  delle  particolari  circostanze, 
l'autorità inferiore doveva necessariamente procedere ad un'istruzione 
più approfondita e dettagliata della domanda del ricorrente. In effetti, e  
nella misura in cui l'insorgente ha fatto valere il suo statuto di detenuto 
e l'esercizio di  un'attività lucrativa durante un periodo superiore ai  2 
anni  in  due  differenti  carceri  nel  Canton  Berna  –  peraltro  indicati  
entrambi  in  modo  sufficientemente  chiaro  per  potere,  usando  della 
necessaria diligenza, essere identificati – la CSC non poteva limitare 
la sua istruttoria alla richiesta all'Agenzia del personale della Cassa di 
compensazione del Canton Berna con riferimento ad uno solo dei due 
stabilimenti penitenziari evocati dal ricorrente (quello di Thorberg). In 
effetti, l'esistenza di un carcere a Berna alla Genfergasse (anche se al 
n° 22 e non al n° 20) è di pubblica notorietà, di modo che non si può 
rimproverare  al  ricorrente  di  non  avere  indicato  con  sufficiente 
precisione il secondo carcere in cui sarebbe stato detenuto all'epoca 
per consentire alla CSC di svolgere la dovuta indagine d'ufficio circa il 
pagamento  di  contributi  sul  reddito  dell'attività  lavorativa  ivi  svolta 
(come ha invece fatto l'autorità inferiore; cfr. nota interna dell'8 ottobre 
2008 [doc. 26]). È altresì poco probabile  che un detenuto ricevesse, 
negli  anni  1982-1984,  particolari  attestazioni  per  il  lavoro  svolto 
durante  la  carcerazione  e  potesse  provvedere  alla  loro  idonea 
archiviazione  e  conservazione  (nell'ottica,  fra  l'altro,  di  una  futura 
dimostrazione nell'ambito di una procedura in materia di rendita per la 
vecchiaia).  In  siffatte  circostanze,  non  può  essere  rimproverato  al 
ricorrente  di  non  avere  esibito  dei  documenti  –  quali  in  particolare 
attestazioni dei datori di lavoro, certificati di lavoro, distinte di salario,  
buste  paga  –  che  potessero  dimostrare  l'esercizio  di  un'attività 
lavorativa  sottoposta  all'obbligo  di  contribuzione.  Inoltre,  i  due 
penitenziari del Canton Berna indicati dal ricorrente esistono tuttora e 
non  vi  è  ragione  di  dubitare  che,  su  richiesta,  possano  fornire 
all'autorità  inferiore  i  necessari  ragguagli  sull'attività  lucrativa  svolta 
dall'insorgente.

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5.2 Certo,  ci  si  può  chiedere  se  sussistesse,  e  in  che  misura,  un 
obbligo di versamento di contributi assicurativi AVS per qualsiasi tipo 
di  reddito  conseguito  in  Svizzera  anche  solo  durante  un  periodo 
detentivo da un lavoratore straniero non domiciliato nel nostro Paese. 
Da questo profilo, l'art. 1a lett. b LAVS (art. 1 lett. b LAVS all'epoca in 
cui  si  sarebbero  realizzati  i  fatti  di  causa)  prevede  che  sono 
obbligatoriamente  assicurate  le  persone  fisiche  che  esercitano 
un'attività  lucrativa  in  Svizzera  (quindi  indipendentemente  dal  loro 
domicilio  in  Svizzera),  senza  che  l'art.  6  OAVS  contempli 
esplicitamente che le rimunerazioni conseguite dai detenuti durante la 
carcerazione non siano da annoverare quale reddito  proveniente  da 
un'attività  lucrativa.  Ora,  se  è  vero,  come  è  vero,  che  il  Tribunale 
federale  –  peraltro  in  un  contesto  diverso,  ossia  quello  della 
sospensione  del  pagamento  delle  rendite  AI  durante  la  detenzione 
(art. 21 cpv. 5 LPGA) – ha indicato che il  peculio  non costituisce di  
principio un reddito di un'attività lucrativa (cfr. per esempio sentenza 
del  Tribunale  federale  9C_702/2007  del  17  giugno  2008  consid.  4), 
esso  ha  pure  precisato  che  la  rimunerazione  conseguita  da  un 
detenuto  per  esempio  in  regime  di  semiprigionia  o  di  semilibertà 
costituisce un reddito da attività lucrativa (ibidem). Peraltro, il Consiglio  
di  Stato  del  Canton  Berna  nel  giugno  del  2005,  in  risposta  ad 
un'interpellanza del 21 aprile 2005, ha confermato che il Concordato 
della Svizzera nordoccidentale e centrale sull'esecuzione delle pene e 
delle  misure  prevede  il  pagamento  (almeno dal  1986)  dei  contributi 
all'assicurazione  vecchiaia  da  parte  degli  stabilimenti  carcerari  del 
Cantone  per  il  detenuto  che  esercita  un'attività  lucrativa.  Ha  pure 
precisato,  in  risposta  alla  domanda  n°  3  dell'interpellanza,  che  il 
pagamento  dei  contributi  riguarda  anche  la  rimunerazione  definita 
come peculio  (riferimento  interpellanza I  098/2005,  rintracciabile  sul 
sito  internet  del  Gran  Consiglio  del  Cantone  Berna 
[www.gr.be.ch/gr/de/index/geschaefte/geschaefte/archiv.html   {interpel-
lanza I 098/2005}]).

5.3 Questo  Tribunale  ritiene  dunque  che,  conto  tenuto  dell'insieme 
delle  circostanze  particolari  ed  eccezionali  del  caso  di  specie, 
sussisteva  un  obbligo  dell'amministrazione  di  accertare  più 
approfonditamente  –  e  d'ufficio,  ossia  di  propria  iniziativa  –  i  fatti 
rilevanti  (v.  fra  l'altro,  sulla  questione  della  necessità  e  la  portata 
dell'istruzione d'ufficio in materia, le sentenze del Tribunale federale H 
195/01  del  17  luglio  2002  consid.  4,  H  336/01  del  26  aprile  2002 
consid.  5,  H  161/01  del  21  agosto  2001  consid.  3  e  4).  L'autorità 

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http://www.gr.be.ch/gr/de/index/geschaefte/geschaefte/archiv.html

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inferiore  avrebbe  pertanto  potuto  e  dovuto  contattare  le  competenti  
autorità  penali  cantonali,  le  direzioni  degli  istituti  di  detenzione citati 
dall'insorgente  rispettivamente  la(e)  compentente(i)  cassa(e)  di 
compensazione,  alfine  di  assumere  le  informazioni  necessarie 
concernenti  segnatamente  il  periodo  esatto  di  detenzione  del 
ricorrente  e  il  regime  della  detenzione  nel  tempo,  gli  stabilimenti 
carcerari in cui è stato detenuto, l'attività lucrativa svolta dal medesimo 
(all'interno o all'esterno del penitenziario), la rimunerazione del lavoro 
effettuato  ed  il  versamento  d'eventuali  contributi  AVS alla  cassa  di 
compensazione.  Allo  stato  attuale  dell'istruttoria  non  può  in  effetti  
essere  seriamente  e  aprioristicamente  escluso,  per  esempio,  che  il  
ricorrente abbia lavorato, in  regime di  semilibertà (per il  condannato 
che ha scontato almeno la metà delle pena secondo l'art. 37 cifra 3 
cpv.  2  CP  in  vigore  all'epoca  [art.  77a  cpv.  1  CP  nella  versione 
attuale]),  per  un  datore  di  lavoro  esterno  (di  cui  il  competente 
penitenziario dovrebbe conoscere le coordinate) che abbia provveduto 
esso stesso a versare dei contributi AVS. Parimenti non può neppure 
essere  escluso  che  siano  stati  versati  dei  contributi  AVS  a  favore 
dell'insorgente dalla Prigione regionale di Berna (in Genfergasse 22), 
o da datori di lavoro esterni, per il reddito d'attività lucrativa conseguito 
dal ricorrente medesimo durante il periodo di espiazione della pena in 
detto stabilimento. Inoltre, non è dato sapere se già anteriormente al 
1986,  e  a  partire  da  quando,  gli  stabilimenti  carcerari  del  Cantone 
Berna in questione provvedevano a versare contributi assicurativi sul 
peculio e segnatamente per quali detenuti e a quali condizioni.

5.4 Da  quanto  esposto,  discende  che  la  decisione  impugnata,  che 
viola il  diritto  federale (accertamento inesatto ed incompleto dei  fatti 
giuridicamente rilevanti), incorre nell'annullamento.

6.
Quando  il  Tribunale  amministrativo  federale  annulla  una  decisione, 
esso può sostituirsi  all'autorità  inferiore  e giudicare direttamente nel 
merito o rinviare la causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore 
per  un  nuovo  giudizio  (ULRICH  HÄFELIN  /GEORG  MÜLLER  /FELIX  UHLMANN, 
Allgemeines Verwaltungsrecht, 5a ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2006, n. 
1977  pag.  418).  In  particolare,  e  di  principio,  esso  si  sostituirà 
all'autorità inferiore se gli atti sono completi e comunque sufficienti a 
statuire sull'applicazione del diritto federale (v. sentenza del Tribunale 
federale  9C_162/2007  del  3  aprile  2008  consid.  2.3  e  relativi 
riferimenti; DTF 126 II 43 e DTF 125 II 326). Tale non è il caso nella 

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presente  fattispecie  dal  momento  che  l'autorità  inferiore  dovrà 
completare l'istruttoria di causa, nel senso indicato al considerando 5 
del  presente  giudizio,  alfine  di  potere  poi  statuire  con cognizione di 
causa  sulla  richiesta  rendita  del  ricorrente.  Va  altresì  rilevato  che 
qualora questo Tribunale dovesse completare esso stesso l'istruttoria 
deficitaria, per quanto ancora necessario, e statuire poi direttamente 
nel merito, esso priverebbe il ricorrente di un grado di giudizio dinanzi 
ad  un'autorità  di  ricorso  che  gode  di  piena  cognizione,  ciò  che  nel 
caso  di  specie,  conto  tenuto  segnatamente  della  violazione  del 
principio inquisitorio da parte dell'autorità inferiore (cfr. sulla portata di  
tale  principio  il  considerando  4.3.2  del  presente  giudizio)  e  della 
conseguente sommaria constatazione dei fatti, non vi è ragione di fare.  
Peraltro,  secondo  il  Tribunale  federale  un  rinvio  della  causa 
all'amministrazione  per  completamento  dell'istruttoria  è  di  principio 
giustificata allorquando l'autorità inferiore ha constatato i fatti in modo 
sommario  nell'idea  che  il  Tribunale  li  avrebbe  poi  chiariti  come  si 
conviene (v. sentenza del Tribunale federale 9C_162/2007 del 3 aprile 
2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti). Gli atti di causa sono pertanto 
rinviati all'autorità inferiore affinché completi l'istruttoria ed emani una 
nuova decisione ai sensi dei considerandi.

7.

7.1 Non si prelevano spese processuali (art. 85bis cpv. 2 LAVS).

7.2 Si  giustifica  altresì  l'attribuzione  al  ricorrente,  rappresentato  in 
questa sede da mandatario professionale, di un'indennità per spese 
ripetibili  della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7 
cpv. 1 e 2 del  regolamento sulle  tasse e sulle  spese ripetibili  nelle 
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  21  febbraio 
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2] a contrario). La stessa, in assenza di  
una  nota  dettagliata,  è  fissata  d'ufficio  (art.  14  cpv.  2  TS-TAF)  in 
fr. 300.--,  tenuto  conto  lavoro  effettivo,  relativamente  contenuto, 
svolto  dal  rappresentante  del  ricorrente.  L'indennità  per  ripetibili  è 
posta a carico dell'UAIE.

7.3 Visto  l'esito  della  causa,  e  tenuto  conto  di  quanto  precede,  la 
domanda di gratuito patrocinio è divenuta senza oggetto.

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C-7461/2008

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto nel senso che la decisione impugnata 
del  6  novembre  2008  è  annullata  e  gli  atti  di  causa  sono  rinviati  
all'UAIE affinché proceda al completamento dell'istruttoria ai sensi dei 
considerandi ed alla pronuncia di una nuova decisione.

2.
Non si prelevano spese processuali.

3.
L'UAIE rifonderà al ricorrente fr. 300.-- a titolo di spese ripetibili.

4.
La domanda di gratuito patrocinio è divenuta senza oggetto.

5.
Comunicazione a:

- rappresentante  del  ricorrente  (Raccomandata  con  avviso  di 
ricevimento; allegata: copia per conoscenza della risposta al ricorso 
dell'autorità inferiore del 10 marzo 2009)

- ricorrente  (per  conoscenza;  Raccomandata  con  avviso  di 
ricevimento)

- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

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C-7461/2008

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30 giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 
90 e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS 173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i  
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata e – se in possesso della parte – i documenti indicati come 
mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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