# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 00376fe0-1e7c-5e20-a06f-d71190098364
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-10-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.10.2014 B-526/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-526-2014_2014-10-15.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte II 

B-_______ 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  1 5  o t t o b r e  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudici Francesco Brentani (presidente del collegio),  

Pascal Richard, Frank Seethaler,  

cancelliere Dario Quirici. 

 

 
 

Parti 

 
A.______,  

…,   

patrocinato da Masera & Della Casa SA,  

Palazzi Gargantini, Riva Albertolli 1,  

P.O. Box 6618, 6901 Lugano, 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato per la formazione,  

la ricerca e l'innovazione SEFRI,  

Effingerstrasse 27, 3003 Berna,    

autorità inferiore,  

 

e 

 

Commissione d'esame della Società Svizzera  

per gli esami superiori in contabilità e controlling, 

Fondazione Centro di perfezionamento commerciale, 

Via Cantonale 19, 6900 Lugano, 

prima istanza.  

 

Oggetto 

 
Esame professionale di specialista in finanza e controlling 

2013. 

 

B-_______ 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.______ (in seguito, il ricorrente), nato il …, ha partecipato, per la prima 

volta, alla sessione d'esami di marzo 2013 per l'ottenimento del diploma 

federale svizzero di esperto in finanza e controlling, organizzata in Ticino 

dalla Lugano Business School – Fondazione Centro di perfezionamento 

commerciale (FCPC; www.luganobusinessschool.ch, consultato il 

19.9.2014), sotto la responsabilità della Società svizzera per gli esami 

superiori in contabilità e controlling, i cui membri sono la Società degli 

impiegati del commercio (sic svizzera: www.examen.ch, consultato il 

19.9.2014) e l'Associazione svizzera dei Contabili - Controller diplomati 

federali (www.veb.ch, consultato il 19.1.2014).         

B.  

B.a Il ricorrente ha ottenuto la nota 3 nelle materie "Studio casi 

interdisciplinare" (14.75 punti; coefficiente 3 di ponderazione della nota) e 

"Tenuta dei conti secondo le norme svizzere ed internazionali" (35 punti; 

coefficiente di ponderazione 3), 3.5 in "Controlling" (39.75 punti; 

coefficiente di ponderazione 3), 5 in "Corporate finance" (numero dei 

punti non indicato all'incarto; coefficiente di ponderazione 1), 4.5 in 

fiscalità (numero dei punti non indicato; coefficiente di ponderazione 1) e 

5.5 nell'esame orale (numero dei punti non indicato; coefficiente di 

ponderazione 1), per una somma delle note, in funzione dei diversi 

coefficienti di ponderazione, pari a 43.5, equivalente ad una media del 3.6 

([3 x 3 + 3 x 3 + 3.5 x 3 + 5 x 1 + 4.5 x 1 + 5.5 x 1] : 12; per una 

descrizione completa delle modalità d'esame, cfr. consid. 4).  

B.b Stando così le cose, la commissione d'esame, mediante decisione 

del 6 maggio 2013, munita dell'attestato delle note (cfr. Allegato 19a e b), 

e ricevuta dal ricorrente l'8 maggio seguente, ha constatato che l'esame 

non era stato superato ("[…] il risultato complessivo non ha permesso il 

superamento dell'esame. Il certificato allegato la informa sulle note 

ottenute nelle singole materie […]), con la precisazione che il ricorrente 

aveva il diritto di ripeterlo.   

 

  

B-_______ 

Pagina 3 

C.  

C.a Contro questa decisione il ricorrente è insorto alla Segreteria di Stato 

per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI) del Dipartimento 

federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), il 

5 giugno 2013 (cfr. Allegato 4), chiedendo che gli fossero attribuite le note 

3.5 al posto di 3 in "Studio casi interdisciplinare" (18.25 punti invece di 

14.75: 0.5 punti aggiuntivi per le domande 4, 143 e 195 ciascuna, nonché 

1 punto aggiuntivo per le domande 118 e 150 ciascuna), 4 al posto di 3.5 

in "Controlling 2 e 3" (41.25 punti invece di 39.75: 0.5 punti aggiuntivi per 

gli esercizi 1.6 e 2.3 ciascuno parte 2, nonché 0.5 punti aggiuntivi per 

l'esercizio 2.2 parte 3) e 3.5 al posto di 3 in "Tenuta dei conti secondo le 

norme svizzere ed internazionali 2 e 3" (36.25 punti invece di 35), e che 

fosse quindi constatato, sulla base di una somma delle note pari a 48 e 

della conseguente media equivalente a 4 ([3.5 x 3 + 4 x 3 + 3.5 x 3 + 5 x 

1 + 4.5 x 1 + 5.5 x 1] : 12), che egli aveva superato l'esame di esperto in 

finanza e controlling. In via subordinata, nell'ipotesi in cui l'aumento delle 

note non fosse stato riconosciuto dalla SEFRI, il ricorrente ha chiesto che 

il suo esame fosse considerato come superato in applicazione della 

"Grenzfallregelung". In particolare, egli ha rimproverato alla commissione 

d'esame, per quanto riguarda la valutazione della prova "Studio casi 

interdisciplinare", di essersi riferita solamente ai cosiddetti schemi o 

moduli di risoluzione, precisando che "non esistono soluzioni 

aprioristicamente corrette, motivo per il quale non ci si può basare 

unicamente sui predetti schemi o moduli di risoluzione e occorre anche 

valutare se esistono affermazioni o ragionamenti che, seppure non 

contemplati da tali schemi, meritano un punteggio almeno parziale" (cfr. 

ricorso, pag. 3). Rispetto agli altri argomenti avanzati dal ricorrente, si 

veda in seguito alla lettera E.     

C.b Mediante scritto del 20 giugno 2013, la SEFRI ha concesso un 

termine suppletorio al ricorrente per completare formalmente il suo 

reclamo con ulteriore documentazione, invitandolo nel contempo a 

saldare l'anticipo spese di Fr. 860.-. Tempestivamente, il 9 luglio 2013, il 

ricorrente ha versato detto anticipo e, il 12 luglio seguente, ha trasmesso i 

documenti richiesti.   

D.  

D.a La SEFRI ha trasmesso copia del reclamo con gli allegati alla FCPC 

per presa di posizione entro il 12 settembre 2013. Con scritto del 

10 settembre 2013 (cfr. Allegato 5A), la FCPC ha inoltrato le osservazioni 

B-_______ 

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degli esperti in merito al reclamo. Per quanto riguarda la prova di 

"Controlling 2", essi hanno riconosciuto, l'8 agosto 2013 (cfr. Allegato 5B), 

la fondatezza degli argomenti del ricorrente relativi agli esercizi 1.6 e 2.3, 

aumentando la valutazione attribuita ad entrambi gli esercizi di 0.5 punti. 

Gli esperti hanno pure aumentato, di 0.5 punti, la valutazione 

dell'esercizio 2.2 della prova di "Controlling 3" (41.25 punti in totale per 

una nota media di 4). In relazione alla prova di "Studio casi 

interdisciplinare", gli esperti hanno assegnato al ricorrente 0.5 punti 

aggiuntivi per la domanda 195 (15.25 punti in totale, mantenendo la nota 

media di 3). Rispetto alla prova "Tenuta dei conti secondo le norme 

svizzere ed internazionali 2 e 3", gli esperti non hanno ravvisato la 

necessità di modificare l'apprezzamento della prestazione del ricorrente. 

In definitiva, la FCPC ha constatato che, in seguito all'aumento di 

1.5 punti della valutazione della prova di "Controlling 2 e 3", la somma 

delle note era pari a 45 e che la loro media ammontava a 3.8 ([3 x 3 + 3 x 

3 + 4 x 3 + 5 x 1 + 4.5 x 1 + 5.5 x 1] : 12), confermando pertanto la 

mancata promozione del ricorrente (cfr. Allegato 5A).            

D.b La SEFRI ha comunicato le prese di posizione degli esperti al 

ricorrente il 12 settembre 2013, invitandolo a dichiarare se intendesse 

mantenere il reclamo e, nell'affermativa, a presentare una replica entro il 

9 ottobre 2013. Con scritto del 7 ottobre 2013 (cfr. Allegato 6), il ricorrente 

ha confermato il mantenimento del reclamo e ha precisato, rispetto alla 

prova di "Studio casi interdisciplinare", di pretendere 0.5 punti aggiuntivi, 

nonché, per quanto concerne la prova di "Tenuta dei conti secondo le 

norme svizzere ed internazionali", di esigere il riconoscimento di un 

ulteriore punto. Egli ha peraltro richiesto, dopo avere rilevato che i 

medesimi esperti avevano sia corretto gli esami di "Studio casi 

interdisciplinare" e "Tenuta dei conti secondo le norme svizzere e 

internazionali", sia preso posizione sulle osservazioni ricorsuali, che altri 

esperti si pronunciassero su quest'ultime.     

D.c La FCPC ha presentato le proprie osservazioni alla replica del 

ricorrente il 19 novembre 2013 (cfr. Allegato 8A), riconoscendo 0.5 punti 

aggiuntivi per la prova "Studio casi interdisciplinare" (15.75 punti; la nota 

rimane 3 secondo la Scala note 2013 [SN 13; cfr. Allegato 3]), ma 

confermando i 35 punti relativi alla prova "Tenuta dei conti secondo le 

norme svizzere e internazionali", conformemente alle prese di posizione 

degli esaminatori. A proposito della pretesa del ricorrente di far eseguire 

la valutazione della replica da nuovi esperti, la FCPC ha specificato che 

"al fine di garantire omogeneità di correzione e di valutazione per tutti i 

candidati, l'evasione del ricorso viene effettuata dallo stesso team che ha 

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svolto la correzione [dell'esame], sotto la responsabilità del capogruppo". 

In definitiva, la FCPC ha confermato la nota media di 3.8 e la 

conseguente non promozione del ricorrente.  

D.d Mediante decisione del 17 dicembre 2013 (cfr. Allegato 9), la SEFRI 

ha respinto il reclamo del 5 giugno 2013, accollando al ricorrente le spese 

processuali di Fr. 860.-. In particolare, la SEFRI ha rilevato che il 

ricorrente si lamenta sostanzialmente della sottovalutazione della sua 

prestazione d'esame nelle materie "Studio casi interdisciplinare", 

"Controlling" e "Tenuta dei conti secondo le norme svizzere e 

internazionali". A questo proposito, la SEFRI ha preso in considerazione 

che la commissione d'esame ha accolto parzialmente le motivazioni del 

ricorrente, riconoscendogli 1 punto aggiuntivo in "Studio casi disciplinare" 

e 1.5 punti in "Controlling", per un totale di 45 punti e una media di 3.8 

(cfr. decisione, punti 3 a 6). Riguardo alla questione dei casi limiti, la 

SEFRI ha osservato che, tenuto conto del fatto che il ricorrente ha 

totalizzato, dopo rivalutazione, 45 punti, la "Grenzfallregelung 2013" 

(GFR 13) non gli è applicabile (cfr. decisione, punto 6.1). Rispetto alla 

"ricusa", avanzata dal ricorrente nel suo scritto del 7 ottobre 2013, degli 

esperti che hanno valutato, e rivalutato, le prove "Studio casi 

interdisciplinare" e "Tenuta dei conti secondo le norme svizzere e 

internazionali", la SEFRI, dopo avere ricordato le norme pertinenti 

applicabili e la giurisprudenza, ha constatato che le condizioni per 

un'eventuale ricusa non erano adempiute (cfr. decisione, punto 6.4). In 

riferimento al suo obbligo di accertare i fatti d'ufficio e di servirsi dei mezzi 

di prova necessari, la SEFRI ha peraltro negato la necessità di eseguire 

una perizia giudiziale (cfr. decisione, punto 6.5) evidenziando, in 

conclusione, che la commissione d'esame ha motivato in maniera chiara 

e percorribile i voti delle prove contestate dal ricorrente (cfr. decisione, 

punto 6.6).  

E.  

Contro questa decisione il ricorrente è insorto, per il tramite del suo 

avvocato, davanti al Tribunale amministrativo federale il 30 gennaio 2014 

(cfr. Allegato 10), affermando innanzitutto che "lo scopo del presente 

ricorso non è quello di contestare come i correttori hanno deciso di 

valutare le prove […], essendo questa una questione di apprezzamento, 

bensì è quello di opporsi ad una correzione del tutto meccanica e priva 

delle necessarie valutazioni" (cfr. ricorso, punto 5). Più precisamente, il 

ricorrente contesta, come già davanti alla SEFRI, la legittimità dell'uso di 

schemi risolutivi con una o più parole chiavi per valutare le risposte degli 

esaminandi, rilevando che i detti schemi sono di natura indicativa e 

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generale e che le parole chiavi "non sempre corrispondono a definizioni 

ben precise […] nella maggior parte dei casi possono tranquillamente 

essere sostituite con altri termini altrettanto appropriati" (cfr. ricorso, 

punto 11).  

Alla luce di queste considerazioni, il ricorrente pretende, relativamente 

alla domanda a) del compito 1 della prova "Tenuta dei conti secondo le 

norme svizzere e internazionali 3", che la sua risposta, indicante 

l'art. 725 CO senza la specificazione del cpv. 1, sia corretta e meriti 

l'attribuzione di 1 punto, visto che egli ha trascritto fedelmente il contenuto 

dell'art. 725 cpv. 1 CO, mettendo nero su bianco che "in base 

all'art. 725 CO, il consiglio d'amministrazione convoca l'assemblea 

generale per le relative misure di risanamento" (cfr. ricorso, punto 12, e 

risposta alla domanda d'esame [cfr. Allegato q]).  

Riguardo alla prova "Studio casi interdisciplinare", il ricorrente osserva 

che, nella sua risposta 2g alla domanda 118, egli ha indicato che "dal 

punto di vista strategico, l'eventuale realizzazione del progetto IMMO AG 

porterebbe sicuramente un buon ritorno d'immagine alla nostra azienda 

[L&A AG], in quanto IMMO AG è una tra le principali società immobiliari 

svizzere", mentre che la posizione di correzione 118 riporta la 

formulazione "si tratta di un'opportunità unica di acquisire un nuovo 

cliente", concludendone che l'importanza strategica di attuare una simile 

operazione è stata così da lui riconosciuta, per cui la sua risposta 

meriterebbe l'attribuzione di 0.5 e non di 0 punti.  

Per quanto concerne la domanda 150 della stessa prova, relativa al 

"Management delle scadenze", che fa stato di 0 punti, il ricorrente la 

contesta e rivendica almeno 0.5 punti, sostenendo di avere ravvisato il 

problema centrale della domanda, ossia la necessità di un coordinamento 

continuo e costante per garantire il rispetto delle tempistiche di 

produzione dei diversi settori aziendali.  

Per finire, in relazione alla domanda 191 (195), sempre della stessa 

prova, il ricorrente ritiene di meritare 1 punto su 2 punti per il fatto di 

avere riassunto in modo ragionevole parte dei soggetti tematizzati nella 

diapositiva 9.  

In definitiva, il ricorrente rivendica di avere totalizzato 48 punti, pari ad 

una media delle note equivalente a 4, ciò che implica il superamento 

dell'esame d'esperto in finanza e controlling e l'ottenimento del 

corrispondente diploma. 

B-_______ 

Pagina 7 

F.  

F.a Mediante decisione incidentale del 31 gennaio 2014, questo Tribunale 

ha invitato il ricorrente a versare un anticipo relativo alle presunte spese 

processuali di Fr. 1'200.- entro il 21 febbraio 2014, ciò che è avvenuto il 

5 febbraio 2014.    

F.b L'11 febbraio 2014 questo Tribunale ha trasmesso una copia del 

ricorso alla SEFRI nonché alla commissione d'esame, sollecitandole ad 

inoltrare una risposta, con l'incarto completo, numerato e corredato di un 

indice degli atti, entro il 7 marzo 2014.      

G.  

G.a Il 25 febbraio 2014 la commissione d'esame ha risposto al ricorso, 

confermando la decisione di non promozione, in base ad un totale di 

45 punti e ad una media di 3.8, e ciò in conformità con le osservazioni 

degli esperti. Rispetto alla prova "Studio casi interdisciplinare", 

quest'ultimi hanno rilevato a titolo di premessa, il 17 febbraio 2014, che 

"la correzione tiene sì conto dello schema di soluzione ufficiale, ma 

contempla anche una valutazione specifica degli argomenti portati dal 

candidato. Nel caso di specie, la mancata assegnazione di punti al 

candidato in corrispondenza degli item oggetto di contestazione non sono 

da ascrivere ad una inadempienza formale e terminologica della risposta, 

bensì a delle lacune sostanziali rispetto a quanto ci si sarebbe potuti e 

dovuti attendere da un buon candidato". Essi si sono peraltro espressi 

puntualmente sugli argomenti del ricorrente in relazione alle 

domande 118 (riflessione generica, senza evidenze empiriche rispetto 

alla convenienza effettiva di accettare un ordine supplementare), 150 

(pianificazione temporale rilevante non per la tempistica di produzione, 

ma per la preparazione della riunione del consiglio d'amministrazione) e 

191 (le diapositive per la presentazione al consiglio d'amministrazione 

sono prive di titoli).      

G.b Il 5 marzo 2014 la SEFRI ha risposto al ricorso chiedendone il rigetto, 

con rinvio integrale alle motivazioni esposte nella decisione impugnata e 

alle diverse prese di posizione dettagliate della commissione d'esame.   

H.  

L'11 marzo 2014 questo Tribunale ha trasmesso per conoscenza tutte le 

prese di posizione a tutti i partecipanti alla procedura, concludendo 

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Pagina 8 

peraltro lo scambio degli scritti, salvo eventuali nuove misure istruttorie o 

memorie delle parti. 

Diritto: 

1.  

1.1 In virtù dell’art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 

del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i ricorsi 

contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale del 20 dicembre 

1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle 

autorità menzionate all'art. 33 LTAF, riservate le eccezioni elencate 

all’art. 32 LTAF.   

In concreto, la SEFRI fa parte delle di autorità (art. 33 lett. d LTAF) e la 

sua decisione del 17 dicembre 2013, che non rientra nell'elenco delle 

eccezioni dell'art. 32 LTAF, costituisce una decisione ai sensi dell’art. 

5 cpv. 2 PA, dimodoché questo Tribunale è competente a giudicare il 

presente ricorso.   

1.2 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità 

inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata ed ha un 

interesse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Egli ha presentato tempestivamente il ricorso 

(art. 50 cpv. 1 PA), il quale adempie i presupposti di legge (art. 52 

cpv. 1 PA), e versato l'anticipo di Fr. 1'200.-, relativo alle spese 

processuali, nel termine impartito, per cui non sussistono ostacoli 

all'esame sostanziale del litigio. Occorre quindi entrare nel merito del 

ricorso.   

2.  

2.1 Censurabili sono la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso 

o l'abuso del potere di apprezzamento, l'accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza, salvo, in 

quest'ultimo caso, se un'autorità cantonale ha giudicato come autorità di 

ricorso (art. 49 PA).  

2.2 Questioni di diritto procedurale e di diritto sostanziale sono oggetto di 

una piena cognizione da parte di questo Tribunale, a pena di commettere 

un diniego di giustizia formale (DTAF 2007/6 consid. 3).  

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Pagina 9 

2.2.1 Ciò detto, per costante giurisprudenza del Tribunale federale 

(DTF 131 I 467 consid. 3.1 e 121 I 225 consid. 4b), a cui si attiene anche 

questo Tribunale, l'autorità di ricorso, pur giudicando con piena 

cognizione, s'impone un certo riserbo quando si tratta di verificare nel 

merito la valutazione di prestazioni d'esame operata dall'autorità inferiore 

(DTAF 2008/14 consid. 3.1 e 2007/6 consid. 3). La valutazione di 

prestazioni d'esame esige infatti non soltanto nozioni specifiche che 

l'autorità chiamata a statuire su un ricorso spesso non possiede, ma 

anche una conoscenza dell'insegnamento impartito, della personalità 

dell'esaminando e delle prestazioni fornite dagli altri candidati. In sede 

ricorsuale non è possibile ricostruire in modo completo e affidabile i fatti 

determinanti sui quali la prima decisione poggia, ne può essere compito 

dell'autorità di ricorso quello di ripetere l'esame controverso, ossia di 

esaminare se il candidato possiede le qualità e capacità richieste per il 

superamento dell'esame. Già per queste ragioni non è consentito 

all'autorità di ricorso di sostituire senza necessità il proprio 

apprezzamento a quello dell'autorità inferiore. Essa deve quindi limitarsi a 

verificare se gli esaminatori si sono lasciati guidare da considerazioni del 

tutto estranee all'oggetto, di sorta che la decisione non risulti più 

sostenibile. Un controllo giudiziale più esteso rischierebbe, inoltre, di 

originare ingiustizie e di dare adito a discriminazioni nei riguardi degli altri 

candidati, segnatamente ove il giudizio ricorsuale ordinasse la ripetizione 

dell'esame, ciò che per forza di cose non potrebbe avvenire in condizioni 

identiche alle precedenti (DTF 106 Ia 1 consid. 3c e 105 Ia 190 

consid. 2a). Si è quindi consolidata la prassi di esaminare – in caso di 

ricorso contro la valutazione di un esame – l'operato dell'autorità inferiore 

con un certo riserbo, non scostandosi senza necessità 

dall'apprezzamento di quest'ultima. Il Tribunale federale s'impone il 

medesimo riserbo anche nei casi in cui esso dispone delle conoscenze 

necessarie a una verifica più estesa (DTF 131 I 467 consid. 3.1). Tuttavia, 

nel momento in cui il risultato della prima decisione risulti materialmente 

insostenibile in ragione di un'applicazione di criteri di valutazione troppo 

elevati da parte degli esaminatori o in presenza di un'evidente 

sottovalutazione della prestazione del candidato, l'autorità di ricorso 

rivede – a certe condizioni – la decisione impugnata (sentenza del TAF 

B-5635/2009 del 26 luglio 2010, consid. 4). 

2.2.2 Per quanto riguarda invece eventuali irregolarità nello svolgimento 

di un esame, esse costituiscono un motivo di ricorso ai sensi 

dell'art. 49 PA, giustificante l'ammissione dello stesso e l'annullamento o 

la riforma della decisione impugnata, solamente se sussistono indizi che 

le dette irregolarità abbiano potuto influire in modo negativo sul risultato 

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Pagina 10 

dell'esame (JAAC 66.62 consid. 4; DTAF 2010/11 consid. 4.2 e 2008/14 

consid. 3.3).   

2.3 Nella procedura di ricorso, gli esaminatori presentano le loro 

osservazioni nell'ambito della risposta dell'autorità inferiore (art. 57 

cpv. 1 PA). Di regola, in quest'occasione, gli esperti esaminano la loro 

valutazione ancora una volta e indicano, se del caso, se sia giustificata 

una correzione del punteggio. Fintanto che non vi siano indizi di parzialità 

o che la valutazione degli esperti risulti insostenibile, non v'è per prassi 

motivo di scostarsene. Condizione imprescindibile è che, alle censure 

sollevate dal ricorrente, venga data una risposta e che la versione degli 

esperti, per quanto diverga da quella del ricorrente, sia comprensibile e 

condivisibile (cfr. anche decisione non pubblicata dell'allora Commissione 

di ricorso del Dipartimento federale dell'economia [Commissione di 

ricorso DFEP] del 13 gennaio 1998 nella causa S. F. [97/HB-001] 

consid. 8). Tutto ciò presuppone che le censure sollevate siano 

sufficientemente sostanziate e che contengano quindi argomenti oggettivi 

corredati dai necessari elementi di prova (cfr. DTAF 2010/60 consid. 4.4 

con i relativi rinvii).  

3.  

L'oggetto del presente litigio è il non superamento dell'esame di esperto 

in finanza e controlling e il conseguente non ottenimento del relativo 

diploma. Da un lato, il ricorrente chiede che sia riconosciuto che egli ha 

raggiunto, dopo rivalutazione delle risposte alle domande 118, 150 e 191 

della prova "Studio di casi interdisciplinare", e della soluzione del 

compito 1 della prova "Tenuta dei conti secondo le norme svizzere e 

internazionali 3", la nota media di 4 (48 punti) necessaria al 

conseguimento del diploma federale svizzero di esperto in finanza e 

controlling. Dall'altro lato, la SEFRI ribadisce che il ricorrente non ha 

passato l'esame, malgrado l'aumento della sua nota media da 3.6 

(43.5 punti) a 3.8 (45 punti) in conformità con la rivalutazione operata 

dagli esperti, e che non può quindi pretendere che gli sia rilasciato il 

diploma federale svizzero di esperto in finanza e controlling.    

4.  

4.1 Il diploma federale svizzero di esperto in finanza e controlling, 

rilasciato, su mandato della commissione d'esame, dalla SEFRI, è retto 

dal Regolamento dell'esame professionale superiore di Esperta / Esperto 

in finanza e controlling (in seguito, il Regolamento, reperibile sul sito 

www.examen.ch/rc/it/Regolamenti, consultato il 19.9.2014), nonché dalle 

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corrispondenti Direttive (scaricabili dallo stesso sito). In concreto è 

applicabile la versione del Regolamento in vigore dal 1° luglio 2010 al 

30 giugno 2013, ossia l'Edizione 2011 (art. 9.3 Regolamento).    

4.2 L'esame consiste nelle prove scritte "Studio casi interdisciplinare" 

(scala di valutazione da 100 punti; coefficiente 3 di ponderazione della 

nota), "Tenuta dei conti secondo le norme svizzere ed internazionali" 

(scala da 100 punti, coefficiente di ponderazione 3), "Controlling" (scala 

da 100 punti, coefficiente di ponderazione 3), "Corporate finance" (scala 

da 50 punti, coefficiente di ponderazione 1) e "Fiscalità" (scala da 

100 punti, coefficiente di ponderazione 1), nonché in un esame orale 

(coefficiente di ponderazione 1; art. 5.11 Regolamento in relazione con la 

SN 13, esposta nell'Allegato 3).     

4.3 Le note vanno da 1 a 6; l'esame è superato con la media di 4 e, se 

non superato al primo tentativo, può essere ripetuto due volte, le note pari 

o superiori a 5 essendo comunque acquisite. La nota 4 è attribuita se i 

punti conseguiti sono pari almeno a 19.5 in "Studio casi interdisciplinare", 

44 in "Tenuta dei conti secondo le norme svizzere ed internazionali", 40 in 

"Controlling", 11 in "Corporate finance" e 37 in "Fiscalità" (art. 6.3 e 6.41 

Regolamento in relazione con la SN 13). La nota complessiva è data 

dalla media ponderata delle note delle singole parti d'esame, ed è 

arrotondata a un decimale (art. 6.23 Regolamento in relazione con la 

SN 13). Benché ciò non sia espressamente precisato nel Regolamento, 

la nota media di 4 è attribuita quando il totale dei punti è pari a 48, visto 

che l'esame si compone di sei materie, tre delle quali con un 

coefficiente 3 di ponderazione e le altre tre con un coefficiente 1 di 

ponderazione, da cui risulta una ponderazione complessiva pari a 12 

(cfr. consid. 4.2).       

4.4 Vige peraltro una regola speciale per i casi limiti o "Grenzfallregelung" 

(nota media di 3.9 [46.8 punti di note] o, eccezionalmente, di 3.8 

[45.6 punti di note]), secondo cui la valutazione dell'esame in una materia 

può essere aumentata di una mezza nota. I candidati a cui manca un 

mezzo punto di nota per potere beneficiare della nota media di 

4 arrotondata per eccesso, ossia che hanno totalizzato una somma delle 

note pari a 47 punti, hanno diritto in ogni caso ad un aumento. A questo 

proposito, benché ciò non sia espressamente specificato nel documento 

GFR 13, un semplice calcolo permette di evidenziare che 47 punti 

corrispondono ad una nota media di 3.917 (47 : 12), mentre 47.5 punti si 

traducono in una nota media di 3.958 (47.5 : 12). Sempre secondo la 

regola speciale per i casi limite, il totale dei punti raggiunti in una materia 

B-_______ 

Pagina 12 

scritta può essere aumentato al massimo di due punti se la scala di 

valutazione è di 100 punti, e di un punto se la scala è inferiore a 

100 punti. La prova orale può essere aumentata di un mezzo punto di 

nota, a condizione che la nota nella materia scritta di "Controlling", prima 

di un'eventuale rivalutazione, sia superiore di almeno 1 punto alla nota 

dell'esame orale (cfr. GFR 13, esposta nell'Allegato 6 della decisione 

impugnata).   

4.5 Occorre ancora rilevare che, secondo prassi costante, se una regola 

per i casi limite non è prevista né nel regolamento d'esame, né nelle 

direttive corrispondenti, come in concreto, la commissione d'esame 

stessa può di principio elaborare i criteri per il loro trattamento, nel 

presente caso la GFR 13, e ciò in virtù della sua facoltà di fissare in modo 

definitivo le note dei candidati all'esame (cfr. sentenza del Tribunale 

amministrativo federale B-6335/2009 del 19 maggio 2010 consid. 6.3 con 

i relativi rinvii giurisprudenziali).  

5.  

5.1 In concreto, il ricorrente, che ha totalizzato una somma delle note pari 

a 45 punti (cfr. punto D dei fatti), chiede innanzitutto, con la sua 

impugnativa (cfr. Allegato 10), che gli sia accordato 1 punto, ossia il 

punteggio massimo attribuibile (cfr. Allegato q), alla risposta data alla 

domanda a) della parte 1 del compito 1 della prova "Tenuta dei conti 

secondo le norme svizzere e internazionali 3" (tenore della domanda: 

"Determini, mostrando i calcoli eseguiti e indicando il corrispondente 

articolo di legge, se, al 31 dicembre 2012 e in base al bilancio presentato, 

il consiglio d'amministrazione di Fail AG deve intervenire", cfr. Allegato r), 

per il motivo che, benché non abbia indicato espressamente il cpv. 1 

dell'art. 725 CO (correzione degli esperti: "manca il capoverso"), ha 

cionondimeno formulato in parole il contenuto dello stesso capoverso, 

ossia che "il consiglio d'amministrazione convoca l'assemblea generale 

per le relative misure di risanamento" (tenore dell'art. 725 cpv. 1 CO: "Se 

risulta dall'ultimo bilancio annuale che la metà del capitale azionario e 

delle riserve legali non è più coperta, il consiglio d'amministrazione 

convoca immediatamente l'assemblea generale e le propone misure di 

risanamento"; tenore dell'art. 725 cpv. 2 CO: "Se esiste fondato timore 

che la società abbia un'eccedenza di debiti, deve essere allestito un 

bilancio intermedio soggetto alla verifica di un revisore abilitato. Ove 

risulti da tale bilancio che i debiti sociali non sono coperti né stimando i 

beni secondo il valore d'esercizio, né stimandoli secondo il valore di 

alienazione, il consiglio d'amministrazione ne avvisa il giudice, salvo che 

B-_______ 

Pagina 13 

creditori della società accettino, per questa insufficienza d'attivo, di 

essere relegati a un grado inferiore a quello di tutti gli altri creditori della 

società").   

5.1.1 La proposta di soluzione ufficiale (cfr. Allegato s) indica che 

"secondo l'art. 725 cpv. 1 CO, il consiglio d'amministrazione deve 

convocare immediatamente l'assemblea generale e proporre misure di 

risanamento". Nella loro correzione dell'esame, gli esperti hanno stimato 

che la soluzione avanzata dal ricorrente, essendo priva dell'indicazione 

del cpv. 1, non meritava l'attribuzione di nessun punto. In seguito al 

reclamo del ricorrente, del 5 giugno 2013 (cfr. Allegato 4), gli esperti 

hanno rilevato, il 30 agosto 2013 (cfr. Allegato 5F), che le situazioni 

descritte dai due capoversi dell'art. 725 CO "implicano chiaramente 

l'intervento del consiglio d'amministrazione, ma le conseguenze e le 

misure da intraprendere sono differenti. Nella fattispecie era quindi 

importante che il candidato specificasse, oltre all'art. 725 CO, anche la 

rispettiva situazione ovvero il capoverso", per cui essi non hanno 

modificato la loro valutazione. In seguito alla replica del ricorrente, del 

7 ottobre 2013 (cfr. Allegato 6), in cui è riproposta l'argomentazione 

contenuta nel reclamo, gli esperti hanno ribadito, l'8 novembre 2013, che 

"essendoci una mancanza di capoverso e quindi una chiara mancanza 

nello specificare le misure da intraprendere, non possono prendere in 

considerazione le motivazioni del [ricorrente], e quindi [la sua] non può 

essere considerata come risposta esatta e neanche come risposta 

parzialmente esatta". 

5.1.2 La domanda a) parla di "articolo di legge" e la proposta di soluzione 

ufficiale riporta l'art. 725 cpv. 1 CO. Ciò dimostra che gli organizzatori 

dell'esame si attendevano, da parte degli esaminandi, che indicassero 

anche il capoverso della norma. Non si può però non rilevare che il 

termine "articolo di legge" si riferisce, di per sé, al numero della norma, la 

quale viene precisata, se del caso, tramite l'uso di termini come 

"capoverso", "comma", "lettera" o ancora "paragrafo". Fatta questa 

puntualizzazione, i capoversi 1 e 2 dell'art. 725 CO descrivono 

effettivamente due situazioni ben distinte l'una dall'altra, per cui è più che 

comprensibile che la proposta di soluzione ufficiale specifichi il cpv. 1 

dell'art. 725 CO. Considerate le diverse fattispecie contemplate dall'art. 

725 cpv. 1 e 2 CO, nonché il fatto che lo schema di risoluzione indica non 

solo l'art. 725 CO, ma anche il suo cpv. 1, appare a prima vista 

giustificato non attribuire punti ad un risposta che si limita a citare 

l'art. 725 CO, senza specificarne il capoverso. 

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Pagina 14 

5.1.3 In concreto, però, il ricorrente non può essere penalizzato per il fatto 

che non abbia espressamente indicato il capoverso, e ciò considerato 

che ne ha comunque chiaramente riprodotto il senso, dimostrando in 

questo modo di essere cosciente che i capoversi 1 e 2 dell'art. 725 CO 

rispecchiano due situazioni ben distinte, ossia la perdita del capitale e 

delle riserve superiore al 50%, rispettivamente la perdita integrale del 

capitale e delle riserve con la conseguente mancanza di copertura del 

capitale dei terzi. La risposta del ricorrente, anche senza l'indicazione del 

capoverso, non dà adito a confusione poiché in essa è specificato che "il 

consiglio d'amministrazione convoca l'assemblea per le relative misure di 

risanamento", proposizione che corrisponde quasi specularmente al 

tenore del cpv. 1, per cui non sussistono dubbi riguardo al fatto che il 

ricorrente non abbia inteso riferirsi al cpv. 2. Può rimanere peraltro 

irrisolta la questione se gli esaminatori avrebbero potuto attribuire, in virtù 

del loro potere d'apprezzamento, 0.5 punti alla risposta del ricorrente 

nonostante che la proposta di soluzione ufficiale menzioni espressamente 

il cpv. 1 dell'art. 725 CO. In questo senso, l'apprezzamento della 

commissione d'esame non appare sostenibile e questo Tribunale non può 

aderirvi (cfr. consid. 2.3). È quindi a torto che al ricorrente non è stato 

attribuito un punto supplementare per la sua risposta alla domanda a) del 

compito 1 della prova "Tenuta dei conti secondo le norme svizzere e 

internazionali 3". Con l'aggiunta di questo punto supplementare, il totale 

dei punti realizzati dal ricorrente nella materia "Tenuta dei conti secondo 

le norme svizzere e internazionali" ammonta quindi a 36 (35 + 1) e la nota 

a 3.5 (cfr. SN 13, Allegato 3), dimodoché il ricorrente realizza una somma 

delle note pari a 46.5 ed una nota media di 3.875 ([3 x 3 + 3.5 x 3 + 4 x 3 

+ 5 x 1 + 4.5 x 1 + 5.5 x 1] : 12 ).     

5.2 Riguardo alla prova "Studio casi interdisciplinare" (tema: "la società 

L&A AG deve presentare un'offerta di sistemi di chiusura alla società 

IMMO AG"), il compito generale era formulato nel modo seguente: "Deve 

essere preparata una pianificazione temporale [della Divisione "Sistemi di 

chiusura"] affinché i punti all'ordine del giorno siano pronti entro i termini 

fissati dal consiglio d'amministrazione. La presentazione grafica pone in 

evidenza le interdipendenze temporali che possono condurre a colli di 

bottiglia".  

5.2.1 Nella risposta 2g alla domanda 118, relativa alla prova "Studio casi 

interdisciplinare" (cfr. Allegato 5D), il ricorrente ha scritto che "dal punto di 

vista strategico, l'eventuale realizzazione del progetto IMMO AG, 

porterebbe sicuramente un buon ritorno d'immagine alla nostra azienda 

[L&A AG], in quanto IMMO AG è una tra le principali società immobiliari 

B-_______ 

Pagina 15 

svizzere". La posizione di correzione 118 mette invece l'accento sul fatto 

che "si tratta di un'opportunità unica di acquisire un nuovo cliente", e, in 

quanto tale, esprime il tipo di risposta che la commissione d'esame si 

attendeva da parte dei candidati. Ora, come indicato al consid. 2.2.1, non 

spetta a questo Tribunale sostituire il proprio apprezzamento della 

risposta del ricorrente a quello della commissione d'esame. Ciò precisato, 

la questione del ritorno d'immagine, benché teoricamente pertinente, non 

è una questione centrale rispetto al possibile ordine dei sistemi di 

chiusura da parte di IMMO AG, bensì una conseguenza auspicabile di 

una tale evenienza, per cui non si può non constatare, seguendo 

l'apprezzamento degli esperti, che il ricorrente non ha identificato 

l'importanza strategica di concludere l'affare come invece ci si aspettava 

dagli esaminandi. In questo senso è dunque condivisibile che la 

commissione d'esame non ha attribuito punti alla risposta del ricorrente 

(al massimo attribuibile 1 punto), facendo uso del suo potere 

d'apprezzamento che si ispira, da un lato, allo schema di soluzione 

ufficiale, e, dall'altro lato, alla pertinenza degli argomenti specifici avanzati 

dal ricorrente (cfr. presa di posizione degli esperti, del 17 febbraio 2014, 

citata al punto I della parte relativa ai fatti della presente sentenza). In 

aggiunta a ciò, indipendentemente dalla correttezza o meno della risposta 

del ricorrente, non si può certamente affermare che la risposta ufficiale 

fosse troppo esigente o che non fosse alla portata degli esaminandi. 

Inoltre, poco importa che gli esaminatori avrebbero anche potuto 

attribuire, in virtù del loro potere d'apprezzamento, un mezzo punto alla 

risposta del ricorrente. In conclusione, su questo punto, l'apprezzamento 

della commissione d'esame non appare né parziale, né di primo acchito 

errato o insostenibile, cosicché questo Tribunale non ha alcun valido 

motivo per scostarsene (cfr. consid. 2.2.1 e 2.3).  

5.2.2 Rispetto al tema inerente al "Management delle scadenze", sempre 

relativo alla prova "Studio casi interdisciplinare", la risposta del ricorrente 

alla domanda 150 non ha ottenuto alcun punto sui 3 punti possibili, e ciò 

in considerazione del fatto che, secondo la commissione d'esame, la 

pianificazione temporale era rilevante non per la tempistica di produzione, 

ma per la preparazione della riunione del consiglio d'amministrazione 

(cfr. prese di posizione degli esperti, del 26 agosto 2013 [Allegato 5B] e 

del 17 febbraio 2014). Come già sottolineato sopra, non spetta a questo 

Tribunale sostituire il proprio apprezzamento della risposta del ricorrente 

a quello della commissione d'esame, il quale non appare, in concreto, né 

parziale, né tantomeno di primo acchito errato o insostenibile, dimodoché 

questo Tribunale non ha alcun valido motivo per non adottarlo 

(cfr. consid. 2.2.1 e 2.3). A questo proposito conviene ancora ribadire che 

B-_______ 

Pagina 16 

spetta agli esaminatori, in virtù del loro potere d'apprezzamento, stabilire 

se una risposta può essere considerata parzialmente corretta e, 

nell'affermativa, fissare i punti che ritengono giusto attribuirle (cfr. 

sentenza del Tribunale amministrativo federale B-2613/2012 del 

15 marzo 2013 consid. 2.3).                      

5.2.3 Per quanto attiene alla domanda 191, sempre relativa alla prova 

"Studio casi interdisciplinare", il ricorrente disquisisce, in modo piuttosto 

confuso, sui termini di "titolo" e di "caratteristica", e propone che gli siano 

attribuiti 0.5 punti aggiuntivi, senza rendere intelligibile per quale motivo. 

A questo Tribunale non resta che ribadire che non è suo compito 

sostituire il proprio apprezzamento della risposta del ricorrente a quello 

della commissione d'esame, considerato che i motivi avanzati in proposito 

nella risposta non sono condivisibili e che la valutazione della 

commissione non si rivela né parziale, né di primo acchito errata o 

insostenibile (cfr. consid. 2.2.1 e 2.3).    

5.3 Per quanto attiene alla questione della ricusa degli esperti, essa non 

è più stata sollevata dal ricorrente nell'impugnativa, dimodoché non è più 

necessario approfondire questa tematica.   

6.  

Da quanto precede si evince che le correzioni degli esperti, a prescindere 

dalla questione relativa alla non menzione da parte del ricorrente del 

cpv. 1 dell'art. 725 CO, non danno adito a critiche, nonostante il fatto che 

esse corrispondano agli schemi di risoluzione. Visti i punti 15.75, 

corrispondenti alla nota 3, ottenuti in "Studio casi interdisciplinare", i punti 

41.25, equivalenti alla nota 4, in "Controlling", e, dopo correzione operata 

con la presente sentenza (cfr. consid. 5.1.3), i punti 36, corrispondenti alla 

nota 3.5, in "Tenuta dei conti secondo le norme svizzere ed 

internazionali", la somma totale delle note è pari a 46.5 e la nota media 

equivale a 3.875 ([3 x 3 + 3.5 x 3 + 4 x 3 + 5 x 1 + 4.5 x 1 + 5.5 x 1] : 12 ), 

inferiore alla nota media di 4 necessaria, di principio, per ottenere il 

diploma federale di esperto in finanza e controlling.  

Ciò assodato, è necessario ora verificare se il ricorrente potrebbe 

beneficiare di un'applicazione della GFR 13 che gli permetterebbe di 

ottenere, per arrotondamento, la nota media di 4.     

7.  

Benché il ricorrente non abbia più avanzato, nella sua impugnativa, la 

questione dell'applicazione della regola dei casi limiti alla sua situazione, 

B-_______ 

Pagina 17 

bisogna chinarsi su questa problematica dopo che gli è stato riconosciuto, 

in questa sede, un punto supplementare nella materia "Tenuta dei conti 

secondo le norme svizzere e internazionali", per una somma delle note 

pari a 46.5 ed una nota media di 3.875 (cfr. consid. 5.1.3).  

7.1 Come già esposto al consid. 4.4, la GFR 13 stipula che i candidati 

con una nota media di 3.9 o, a titolo eccezionale, di 3.8, possono 

beneficiare di una rivalutazione di una mezza nota in una materia, 

premesso che una somma delle note di 47 implica automaticamente la 

rivalutazione e che il totale dei punti raggiunti in una materia scritta può 

essere aumentato al massimo di due punti se la scala di valutazione è di 

100 punti, e di un punto se la scala è inferiore a 100 punti. 

7.2 La nota media di 3.9, indicata nella GFR 13, corrisponde ad una 

somma delle note pari a 46.8, e non a 47, come ciò risulta da un semplice 

calcolo (3.9 x 12, dove 12 è la somma dei coefficienti di ponderazione). 

La nota media di 3.8 corrisponde ad una somma delle note pari a 45.6 

(3.8 x 12). Ora, visto che la somma delle note di 46.8 sembra essere 

stata arrotondata a 47, è legittimo chiedersi se non bisognerebbe fare lo 

stesso con la somma delle note di 46.5, ottenuta dal ricorrente dopo 

rivalutazione in questa sede. Altrimenti detto, la nota media di 3.875 

corrisponderebbe, arrotondata, a 3.9, dimodoché il totale dei punti 

ottenuti dal ricorrente dovrebbe essere "in ogni caso" ("in jedem Fall", 

secondo l'espressione della GFR 13) rivalutato. Se così fosse, 

aumentando di due punti la materia "Studio casi interdisciplinare" 

(15.75 punti), il ricorrente totalizzerebbe 17.75 punti e raggiungerebbe la 

nota di 3.5, secondo la SN 13, ottenendo così una somma delle note pari 

a 48 e la nota media di 4 ([3.5 x 3 + 3.5 x 3 + 4 x 3 + 5 x 1 + 4.5 x 1 + 5.5 

x 1] : 12). Sennonché non è dato di capire, leggendo la GFR 13, quale 

materia ("Fach") potrebbe e/o dovrebbe beneficiare di una rivalutazione, 

questione che ha la sua importanza, visto che tre materie hanno un 

coefficiente 3 di ponderazione, mentre le altre un coefficiente 1 di 

ponderazione. A tutto ciò si aggiunge che anche la SN 13 non è di una 

limpidezza cristallina: per esempio, non appare chiaro perché alla materia 

"Studio casi interdisciplinare", con una scala di valutazione di 100 punti, è 

attribuita la nota 6 con un totale di 31.5 punti, mentre alla materia 

"Controlling", pure con una scala di valutazione di 100 punti, è 

riconosciuta la nota 6 con un totale di 60 punti.                       

7.3 In conclusione appare indubbio che la GFR 13 non è sufficientemente 

precisa ed esaustiva per poter essere, se del caso, applicata da questo 

Tribunale alla fattispecie con cognizione di causa nel quadro di una 

B-_______ 

Pagina 18 

riforma della decisione impugnata. A questo proposito, tenuto conto della 

relativa tecnicità della GFR 13, questo Tribunale non considera opportuno 

procedere ad un complemento istruttorio in questa sede (cfr. consid. 9.1). 

8.  

Visto quanto precede, e tenuto conto che l'applicabilità della GFR 13 non 

può essere esclusa, alla luce della nuova somma delle note e della nuova 

nota media riconosciute in questa sede al ricorrente, il ricorso deve 

essere parzialmente accolto, nel senso che la decisione avversata deve 

essere annullata e la causa rinviata alla prima istanza, in virtù dell'art. 61 

cpv. 1 PA, e ciò affinché quest'ultima verifichi se la GFR 13 si applica alla 

nuova fattispecie, e con quali conseguenze, motivando dettagliatamente 

la sua nuova decisione impugnabile.   

9.  

9.1 Secondo l'art. 61 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso decide la causa o 

eccezionalmente la rinvia, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore. La 

riforma di una decisione presuppone che l'incarto sia sufficientemente 

istruito, considerato che non spetta all'autorità di ricorso procedere a 

delucidazioni complementari complicate (KNAPP, Précis de droit 

administratif, 4a Ed., Basilea/Francoforte 1991, n. 2058). Inoltre, la riforma 

di una decisione è inammissibile se questioni pertinenti devono essere 

risolte per la prima volta e che l'autorità inferiore dispone di un certo 

potere d'apprezzamento (cfr. decisione del Tribunale amministrativo 

federale B-1181/2010 dell'8 settembre 2010 consid. 4).  

Ora, il rinvio alla prima istanza è giustificato se si considera che è 

necessario verificare se il ricorrente, dopo la rivalutazione della sua 

prestazione d'esame operata in questa sede, potrebbe beneficiare di 

un'applicazione della GFR 13, e, nell'affermativa, con quale esito.   

9.2 Così, nella nuova decisione impugnabile, la prima istanza dovrà 

esporre se la GFR 13 si applica o non si applica alla nuova situazione 

(somma delle note pari a 46.5 e nota media di 3.875) accertata dalla 

presente sentenza, e con quale risultato finale (somma delle note e nota 

media), spiegando e giustificando dettagliatamente le proprie conclusioni 

nel caso in cui giunga ad un risultato negativo per il ricorrente. 

  

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Pagina 19 

10.  

10.1 Le spese processuali, consistenti in una tassa di decisione, nelle 

tasse di cancelleria nonché negli esborsi, sono di regola a carico della 

parte soccombente. Se questa soccombe solo parzialmente, le spese 

processuali sono ridotte; eccezionalmente, esse sono condonate (art. 63 

cpv. 1 PA). L'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in tutto o in parte, 

può, d'ufficio o a domanda, assegnare al ricorrente una indennità per le 

spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato (art. 64 

cpv. 1 PA).   

10.2 In concreto, tenuto conto dell'esito aperto del ricorso è giustificato 

non prelevare spese processuali e riconoscere al ricorrente, visto che non 

gli può essere attribuito il diploma federale di esperto in finanza e 

controlling a questo stadio della causa, un'indennità leggermente ridotta 

per le spese ripetibili relative alla procedura davanti a questo Tribunale. 

Così, da un lato, l'anticipo di Fr. 1'200.-, saldato dal ricorrente il 5 febbraio 

2014, gli è restituito, e, dall'altro lato, gli viene concessa un'indennità per 

spese ripetibili di Fr. 1'500.-, in funzione del dispendio di tempo, della 

complessità del litigio e del petito formulato, a carico della SEFRI. Per 

contro, considerato che il ricorrente non ha agito davanti alla SEFRI per il 

tramite di un rappresentante professionale e che, perciò, non ha avuto 

spese indispensabili e relativamente elevate nel senso della legge, non 

gli viene concessa, come da prassi costante, alcuna indennità per spese 

ripetibili in quella sede.        

11.  

La presente sentenza non può essere impugnata davanti al Tribunale 

federale (art. 83 lett. t della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale 

federale [LTF]; RS 173.110), ed è quindi definitiva.   

 

 

 

 

 

 

 

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Pagina 20 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è parzialmente accolto nel senso che la decisione impugnata è 

annullata e l'incarto rinviato alla Commissione d'esame della Società 

svizzera per gli esami superiori in contabilità e controlling, affinché 

proceda secondo i consid. 8 e 9.   

2.  

Per il resto, il ricorso è respinto. 

3.  

Non si prelevano spese processuali e l'anticipo di Fr. 1'200.-, versato il 

5 febbraio 2014, è restituito al ricorrente.  

4.  

Al ricorrente è riconosciuta un'indennità per spese ripetibili di Fr. 1'500.-, 

a carico dell'autorità inferiore.    

5.  

Comunicazione: 

– al ricorrente (atto giudiziario; allegato: formulario indirizzo per il 

pagamento);  

– alla Commissione d'esame della Società svizzera per gli esami 

superiori in contabilità e controlling (atto giudiziario); 

– all'autorità inferiore (rif. …; atto giudiziario). 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Francesco Brentani Dario Quirici 

 

Data di spedizione: 20 ottobre 2014