# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e5b5593e-3ba5-58f6-9c13-35b66c3c432b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-04-10
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 10.04.2017 16.2015.11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_004_16-2015-11_2017-04-10.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2015.11

  	
  Lugano

  10 aprile 2017/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani,
  presidente,

  Fiscalini
  e Stefani

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Jurissevich

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo del 30 gennaio 2015 presentato da

 

	
   

  	
  RE 1 

  (patrocinata
  dall' PA 1)

   

  
	
   

  	
  contro
  la decisione emessa il 29 dicembre 2014 dal Pretore del Distretto di Lugano,
  sezione 1, nella causa SE.2013.288 (ripetizione dell'indebito e
  risarcimento del danno) promossa con petizione dell'11 luglio 2013
  dalla

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 

  (patrocinata
  dall' PA 2);

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

                                         esaminati
gli atti

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Nel corso degli
anni 2011 e 2012 la società RE 1, attiva nel commercio di vini, ha fornito alla
società CO 1, gerente del B__________ a __________, diversa merce per la quale
ha emesso più di un centinaio di fatture. Ritenendo che la cliente non avesse
pagato diciannove fatture emesse tra il 31 maggio 2011 e l'8 marzo 2012, l'8
giugno 2012 la RE 1 le ha fatto notificare il precetto esecutivo n. __________
dell'Ufficio esecuzione di Lugano per l’incasso di fr. 6341.30 più interessi al
6% calcolati su ogni singolo importo fatturato. Il dettaglio delle “fatture
scoperte” è il seguente:

                                         1)       n.    10434  del 31.05.2011 fr. 607.05 più interessi al 6% dal
30.06.2011

                                         2)      
n.    10473  del 03.06.2011 fr. 185.95 più interessi al 6% dal 03.07.2011

                                         3)      
n.    10518  del 07.06.2011 fr. 335.00 più interessi al 6% dal 07.07.2011

                                         4)      
n.    10622  del 14.06.2011 fr. 185.95 più interessi al 6% dal 14.07.2011

                                         5)      
n.    10701  del 17.06.2011 fr. 274.75 più interessi al 6% dal 17.07.2011

                                         6)      
n.    10736  del 21.06.2011 fr. 286.40 più interessi al 6% dal 21.07.2011

                                         7)
      n.    11257  del 04.08.2011 fr. 781.50 più interessi al 6% dal 03.09.2011

                                         8)      
n.    11485  del 25.08.2011 fr. 264.40 più interessi al 6% dal 24.09.2011

                                         9)      
n.    11570  del 01.09.2011 fr. 482.10 più interessi al 6% dal 01.10.2011

                                         10)
    n.    11654  del 09.09.2011 fr.   70.65 più interessi al 6% dal 09.10.2011

                                         11)    
n.    11770  del 20.09.2011 fr. 228.75 più interessi al 6% dal 20.10.2011

                                         12)    
n.    11805  del 22.09.2011 fr. 446.45 più interessi al 6% dal 22.10.2011

                                         13)   
 n.    12351  del 28.11.2011 fr. 244.95 più interessi al 6% dal 28.12.2011

                                         14)    
n.    12352  del 28.11.2011 fr. 167.40 più interessi al 6% dal 28.12.2011

                                         15)    
n.    12429  del 29.11.2011 fr. 115.35 più interessi al 6% dal 29.12.2011

                                         16)    
n.    12635  del 30.11.2011 fr. 596.15 più interessi al 6% dal 30.12.2011

                                         17)    
n.    13185  del 30.12.2011 fr. 397.20 più interessi al 6% dal 29.01.2012

                                         18) 
   n.   117130 del 16.05.2011 fr. 543.00 più interessi al 6% dal 15.06.2011

                                         19)
    n. 1200777 del 08.03.2012 fr. 128.30 più interessi al 6% dal 07.04.2012

 

                                  B.   La società escussa
non ha interposto opposizione al citato PE e la procedura esecutiva è
continuata fino allo stadio della comminatoria di fallimento notificatale il 14
agosto 2012. Il 21 dicembre 2012 la RE 1 ha presentato istanza di fallimento,
che è stato decretato il 1° marzo 2013 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione
5, con effetto dal 4 marzo 2013. Adita il 14 mar­zo 2013 dalla CO 1, con sentenza
del 26 marzo 2013 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello ha
annullato la dichiarazione di fallimento, la società avendo dimo­strato il pagamento
a saldo dell'esecuzione promossa dalla controparte, di fr. 7163.70 (fr. 6341.30
oltre spese e interessi; inc. 14.2013.41).

 

                                  C.   Il 16 aprile 2013 la CO
1, accortasi di avere pagato tutte le fatture emesse dalla
fornitrice prima dell'inizio della
procedura esecutiva, ha chiesto alla RE 1 la restituzione di fr. 7163.70
indebitamente versati e di risarcirle fr. 500.– per l'anticipo delle spese
giudiziarie e fr. 1905.10 per quelle legali. Il 29 aprile 2013 la RE 1 ha
contestato le pretese della cliente.

 

                                  D.   Ottenuta
l'autorizzazione ad agire, l'11 luglio 2013 la CO 1 ha convenuto la RE 1
davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1, per ottenere sulla base
degli art. 63 e 97 CO il pagamento di complessivi fr. 9298.80 oltre interessi
al 5% dal 10 maggio 2013, corrispondenti all'importo versato all'UE di Lugano
di fr. 7163.70, alle spese giudiziarie pagate per la procedura di revoca
del fallimento di fr. 230.– e a quelle legali di fr. 1905.10. Nelle
sue osservazioni del 16 settembre 2013 la convenuta ha proposto di respingere l'azione.
All'udienza del 23 ottobre 2013, indetta per le prime arringhe, le parti hanno
confermato le rispettive posizioni. Terminata l'istruttoria, esse hanno
rinunciato alle arringhe finali, limitandosi a conclusioni scritte. Nei
rispettivi allegati del 7 e 10 luglio 2014 esse hanno ribadito i loro punti di
vista.

 

                                  E.   Statuendo il 29
dicembre 2014 il primo giudice ha parzialmente accolto la petizione, obbligando
la convenuta a pagare all'attrice fr. 5217.45 oltre interessi al 5% dal 10
maggio 2013. Le spese processuali di fr. 350.– sono state poste per il 44% a
carico dell'attrice e per il 56% a carico della convenuta, tenuta a rifondere
alla controparte fr. 150.– per ripetibili.

 

                                  F.   Contro
la decisione appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del
30 gennaio 2015, in cui chiede, previa concessione dell'effetto sospensivo,
la riforma del giudizio impugnato nel senso di respingere la petizione. Con decreto
del 2 febbraio 2015 il presidente di questa Camera ha respinto la richiesta di effetto
sospensivo. Nelle sue osservazioni del 18 marzo 2015 la CO 1 conclude per la
reiezione del reclamo.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le decisioni
emanate nella procedura semplificata sono impugnabili, trattandosi di
controversie patrimoniali con un valore litigioso inferiore a fr. 10 000.–, con
reclamo entro trenta giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC). Nella
fattispecie, la decisione impugnata è pervenuta alla patrocinatrice della
convenuta il 31 dicembre 2014, sicché il reclamo, introdotto il 30 gennaio 2015
(cfr. timbro sulla busta di intimazione), è tempestivo. 

 

                                   2.   Secondo l'art. 320
CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto
(lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b). L'autorità di reclamo esamina con pieno potere di cognizione le censure
concernenti l'errata applicazione del diritto – federale,
cantonale o estero – da parte del giudice di prime cure. Per quanto concerne
invece i fatti, l'autorità di reclamo ha un potere di cognizione limitato,
potendo rivedere i fatti soltanto se essi sono stati accertati in modo manifestamente
errato. Quanto all'apprezzamento delle prove, esso è arbitrario solo
quando l'autorità inferiore ha manifestamente disatteso il senso e la rilevanza
di un mezzo probatorio o ha omesso, senza fondati motivi, di tenere conto di
una prova importante, idonea a influire sulla decisione presa, oppure quando,
sulla base degli elementi raccolti, essa ha fatto delle deduzioni insostenibili
(DTF 140 III 266 consid. 2.3 con rinvii; sentenza del Tribunale federale
4A_456/2016 del 3 febbraio 2017 consid. 5; CCR, sentenza inc. 16.2012.56 del 31
luglio 2013 consid. 5b con riferimenti).

 

                                   3.   Per la
resistente il reclamo dev'essere dichiarato irricevibile già solo per il fatto
che con questo rimedio può essere censurato l'accertamento
manifestamente errato dei fatti e non il semplice accertamento errato dei fatti
o la mera valutazione delle prove come indicato dalla controparte. Ora, che
nella procedura di reclamo l'autorità superiore non disponga di pieno potere
cognitivo nell'esame dei fatti, nei quali rientra l'apprezzamento delle prove,
sicché questi vanno censurati solo se manifestamente errati è indubbio (art.
320 lett. b CPC). Resta il fatto che dichiarare irricevibile un rimedio
giuridico solo perché un reclamante omette di indicare l'avverbio
“manifestamente” per censurare “la valutazione delle prove e conseguente
accertamento dei fatti” non appare giustificato giacché costituirebbe un'inammissibile
formalismo eccessivo. In ogni caso è palese che le argomentazioni dell'insorgente
devono permettere di ritenere che l'accertamento dei fatti operato dal primo
giudice sia manifestamente insostenibile, in aperto contrasto con la situazione
reale, gravemente lesivo di una norma o di un principio giuridico chiaro e
indiscusso oppure in contraddizione urtante con il sentimento di giustizia e d'equità.
In caso contrario l'accertamento dei fatti operato dal primo giudice non è
arbitrario. Sulla questione non occorre perciò dilungarsi.

 

                                   4.   Il Pretore,
riassunte le varie testimonianze assunte durante l'istruttoria, ha rilevato
come i testi potessero essere suddivisi in due categorie. Da un lato vi era chi
confermava il pagamento delle varie forniture in contanti al momento della loro
consegna (__________T__________: ex dipendente dell'attrice, A__________ __________:
ex dipendente della convenuta, __________ V__________: dipendente dell'attrice
e U__________ __________: amministratore unico dell'attrice dal 4 aprile 2013).
Dall'altro vi era chi sosteneva che nel 2011 l'attrice aveva accumulato un
debito di fr. 6000/7000.–, importo del cui recupero A__________ __________ si
era voluto occupare in prima persona salvo poi addurre varie scusanti per giustificare
il mancato incasso (__________C__________: ex dipendente della convenuta, E__________
__________ e __________ N__________: dipendenti della convenuta). Egli ha
ritenuto che le dichiarazioni rese dai testi del primo gruppo, salvo per le
fatture n. 12351, 12352, 12429 e 12635 di complessivi fr. 1123.85 per cui
nessun teste aveva riconosciuto la firma su di esse apposta, erano inequivocabili.
A mente del Pretore invece, le dichiarazioni rese dai testimoni del secondo
gruppo che, a suo parere, non avevano avuto contatti diretti con l'attrice in
merito al pagamento delle fatture, non dimostrano il mancato pagamento degli
importi fatturati, ma semmai il loro mancato accredito nella cassa della
convenuta, circostanza priva di rilevanza per l'esito della causa. Ciò posto,
il primo giudice ha accolto la petizione limitatamente a fr. 5217.45 (fr.
6341.30 ./. fr. 1123.85) in applicazione dell'art. 63 cpv. 3 CO, respingendo le
altre pretese risarcitorie poiché “il mancato pagamento dell'importo
complessivo di fr. 1123.85 giustificava la relativa esecuzione, l'istanza di fallimento
e l'intervento del legale dell'attrice per ottenerne la revoca”.

 

                                   5.   La reclamante si
duole che per ricostruire i fatti il Pretore ha dato particolare credito alla
testimonianza di A__________ __________, a cui invece non avrebbe dovuto
attribuire alcuna valenza probatoria sia perché il suo ex dipendente ha ammesso
di avere un motivo di inimicizia nei suoi confronti, ciò che a suo avviso ne ha
compromesso la credibilità, sia perché egli ha mantenuto i contatti con i
dipendenti della CO 1, oltre a essere in buoni rapporti con __________ S__________
(amministratore unico della controparte dal 28 dicembre 2010 al 25 gennaio
2013). 

 

                                         Ora, è vero
che A__________ __________ ha dichiarato di avere un motivo di inimicizia verso
la convenuta “in quanto mi deve circa fr. 30 000.– di salari arretrati” (deposizione
del 9 aprile 2014, verbali pag. 6). È altresì possibile che egli abbia
mantenuto i contatti con i dipendenti della CO 1, oltre a essere in buoni
rapporti con __________ S__________. Resta il fatto che ciò non comporta d'acchito
l'esclusione della deposizione in esame né la priva di valore probatorio. La
sua concludenza va valutata, certamente con prudenza e circospezione, nell'ambito
dell'apprezzamento sulle risultanze probatorie che spetta al giudice, al quale
è riconosciuto ­un ampio margine di apprezzamento (sentenza
del Tribunale federale 4A_181/2012 del 10 settembre 2012 consid.
3 con riferimenti; v. anche CCC, inc. 16.2004.40 del 31 maggio 2005,
consid. 10). 

 

                                         Sia come sia, si volesse
anche ignorare la deposizione di A__________ __________, così
come la dichiarazione scritta del 13 marzo 2013 (doc. E) confermata in sede di
audizione testimoniale, il pagamento in contanti della merce al momento della
consegna è stato confermato da __________ T__________ (deposizione del 9
aprile 2014, verbali pag. 2), __________ V__________ (deposizione del 9 aprile
2014, verbali pag. 4) e U__________ __________ (deposizione del 29 aprile 2014,
verbali pag. 4). Per di più, salvo la fattura n. 11257, su cui si tornerà, __________
T__________ ha confermato che la dicitura “pagato” indicata sulle seguenti fatture
per complessivi fr. 3624.05:

 

                                         n.    10434 del 31.05.2011 di fr. 607.05 

                                         n.    10473 del 03.06.2011 di fr. 185.95 

                                         n.    10518 del 07.06.2011 di fr. 335.–– 

                                         n.    10622 del 14.06.2011 di fr. 185.95

                                         n.    10701
del 17.06.2011 di fr. 274.75                               

                                         n.    11485
del 25.08.2011 di fr. 264.40 

                                         n.    11570 del 01.09.2011 di fr. 482.10 

                                         n.    11654 del 09.09.2011 di fr.   70.65 

                                         n.    11770 del 20.09.2011 di fr. 228.75 

                                         n.    11805 del 22.09.2011 di fr. 446.45 

                                         n.  117130
del 16.05.2011 di fr. 543.––

                                      

                                         era stata apposta da A__________
__________ (loc. cit.). Sotto questo profilo non si ravvisa alcuna insostenibile
deduzione delle risultanze probatorie da parte del Pretore. Relativamente alla
fattura n. 11257, per contro, __________ T__________ non è stato in grado di riconoscere
la firma di A__________ __________, ma __________ V__________ ha confermato di
avere personalmente versato fr. 780.– ad A__________ __________, la cui firma
figura sulla relativa fattura (doc. D). 

 

                                   6.   La reclamante rimprovera
al primo giudice di non avere attribuito valenza probatoria alle dichiarazioni rese
da __________ C__________, E__________ e __________ N__________. In realtà il
Pretore le ha valutate giungendo alla conclusione che trattandosi di testimonianze indirette “non dimostrano il mancato
pagamento, bensì il mancato accredito del relativo importo nelle casse della
convenuta”, giacché i tre testi non hanno avuto alcun contatto diretto con
l'attrice per quanto riguarda degli asseriti scoperti e “nessuno di loro ha partecipato
a riunioni con i rappresentanti dell'attrice votate a questo tema degli
asseriti scoperti oppure ha interloquito direttamente con costoro a questo proposito”. Con tale motivazione la reclamante non si confronta di modo che,
insufficientemente motivato (art. 321 cpv. 1 CPC), il reclamo è su questo punto
finanche irricevibile.

 

                                   7.   La reclamante si duole che il Pretore non ha dato alcun peso all'argomentazione
da lei esposta secondo cui il fatto che le date di emissione delle fatture
(doc. D) non coincidano mai con quelle apposte accanto alla dicitura “pagato” smentisce
le dichiarazioni dei dipendenti della controparte e di A__________ __________,
i quali hanno sostenuto che le fatture sono state pagate alla consegna e rende le
loro testimonianze del tutto inattendibili. Ora, è vero che le date di
fatturazione della merce non coincidono con quelle scritte accanto alla
dicitura “pagato”. Se non che, questo fatto non è, da se solo, sufficiente a
scon­fes­sare le dichiarazioni dei testi secondo cui la merce era pagata alla
consegna, né tantomeno rende le loro testimonianze inattendibili. In effetti
sul fatto, dato come presupposto acquisito nella censura della reclamante, che la
merce fosse consegnata lo stesso giorno in cui era fatturata non vi è alcun
riscontro probatorio. Peraltro, anche qualora la merce non fosse sempre stata pagata
alla consegna come dichiarato dai testi, ciò ancora non costituirebbe una controprova
del fatto che le fatture che riportano la scritta “pagato” e la firma di A__________
__________ in segno di quietanza (art. 88 CO) siano state saldate. Anche su
questo punto il reclamo si rivela infondato.

 

                                   8.   La
reclamante solleva dubbi sull'autenticità
delle dodici ricevute rilasciate da A__________ __________, rilevando che la
scrittura e la firma attribuiti a quest'ultimo cambiano in maniera evidente da una
fattura all'altra. Ciò sarà anche vero, ma, come si è detto, __________
T__________ ha riconosciuto la firma di A__________ __________ vicino alla dicitura
“pagato” su varie fatture (sopra consid. 4). Le differenze messe in evidenza
dalla reclamante non bastano a suscitare seri dubbi circa l'autenticità
della firma. Anche al riguardo il reclamo è destinato
all'insuccesso.

 

                                   9.   La reclamante si
duole infine che il Pretore abbia riconosciuto il pagamento delle fatture n. 11257,
13185 e 10736 per complessivi fr. 1465.10. Ora, le ultime due fatture riportano
la firma di __________ V__________, il quale ha dichiarato che “le stesse sono
state pagate” (deposizione del 9 aprile 2014, verbali pag. 4). Se non che, sulle
menzionate fatture non figura alcuna valida quietanza da parte della convenuta,
giacché la fattura n. 13185 riporta unicamente la firma del dipendente
dell'attrice, mentre la fattura n. 10736 in aggiunta alla firma di __________ V__________
riporta un “pagato” depennato con accanto la scritta “nullo” e “passa A__________”.
In siffatte circostanze, non è possibile ammettere che l'attrice abbia provato
l'avvenuto pagamento delle due menzionate fatture. Quanto alla fattura n. 11257
già si è detto in precedenza (sopra consid. 5). Ne segue che su questo punto il
reclamo è dunque parzialmente fondato. 

 

                                10.   Nelle circostanze
descritte il reclamo, che ha evidenziato un'errata valutazione delle prove da
parte dell'autorità di prime cure, dev'essere parzialmente accolto. Soccorrendo
le premesse dell'art. 327 cpv. 2 lett. b CPC questa Camera può statuire essa
medesima sulla lite. Visto quanto precede, oltre alle fatture n. 12351, 12352, 12429 e 12635 per complessivi
fr. 1123.85 per le quali il Pretore ha già accertato la mancata prova del loro
pagamento, l'attrice non ha dimostrato di avere pagato le fatture n. 13185 e
10736 per complessivi fr. 683.60. La decisione impugnata dev'essere riformata
nel senso che la petizione è accolta limitatamente a fr. 4404.05 corrispondenti
alle dodici fatture di cui è dimostrato il pagamento (sopra consid. 4). Quanto
agli interessi, essi decorrono dal 10 maggio 2013, data di per sé non
contestata dalla reclamante. 

 

                                11.   Le spese del giudizio
odierno seguono il vicendevole grado di soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC). Visto
l'estio del reclamo, si giustifica di porre le spese processuali per 5/6 a
carico della reclamante e per 1/6 a carico dell'opponente, alla quale la prima rifonderà
un'adeguata indennità per ripetibili ridotte. Quanto al pronunciato di prima
sede, tenuto conto dell'esito della lite, si giustifica di suddividere
equitativamente le spese processuali a metà e di compensare le ripetibili.

 

 

Per questi motivi, 

 

 

decide:                      I.   Il reclamo è
parzialmente accolto e di conseguenza la decisione
impugnata è così riformata:

                                   1.   La
petizione è parzialmente accolta e di conseguenza la RE 1 è condannata a pagare
alla CO 1 fr. 4404.05 oltre interessi al 5% dal 10 maggio 2013.

 

                                   2.   La
tassa di giustizia e le spese, di fr. 350.–, sono poste a carico delle parti in
ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.

                                      

                                   II.   Le spese processuali di
fr. 1000.– sono poste per 5/6 a carico della reclamante e per 1/6 a carico
della resistente, alla quale la reclamante rifonderà fr. 400.– per ripetibili
ridotte.

 

                                  III.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

Per
la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore
litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie
in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta
giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti
dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.