# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1c6d9582-9317-5878-bd2c-b0667fc2a6ca
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-01-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 27.01.1999 52.1998.313
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1998-313_1999-01-27.html

## Full Text

Incarto n.

  52.98.00313

   

  	
  Lugano

  27 gennaio 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso 10 novembre 1998 di

 

 

	
   

  	
  ____________________patrocinati dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 20 ottobre 1998 del Consiglio di Stato (no. 4826) che respinge
  l'impugnativa presentata dagli insorgenti avverso la risoluzione 6 agosto
  1998 con cui il municipio di __________ ha ordinato loro di inoltrare una
  domanda di costruzione in sanatoria per la trasformazione di un ristorante in
  locale notturno attuata nello stabile di loro proprietà (part. no. __________
  RFD);

  

 

 

viste le risposte:

-    17 novembre 1998 del Municipio di
__________;

-    20 novembre 1998 dell'Ufficio dei
permessi e dei passaporti, Bellinzona;

-    25 novembre 1998 del Consiglio di
Stato, Bellinzona;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   I ricorrenti __________ e
__________ sono comproprietari di uno stabile situato nella zona del centro
storico di __________ (part. no. __________ RFD) in via __________. Al piano
terreno vi è un esercizio pubblico, che sino al 1990 era attivo come ristorante
senz'alloggio.

Il 2 febbraio 1990 __________ gerente del ritrovo, ha chiesto
all'allora Dipartimento di Polizia di autorizzarla in via di massima a
trasformarlo in un locale notturno (piano-bar).

Il 20 aprile 1990 l'autorità cantonale ha accolto l'istanza,
garantendo il rilascio della patente richiesta alla condizione che i piani per
la sistemazione dell'esercizio venissero approvati secondo la LE. Copia della
decisione è stata notificata al municipio di __________.

 

 

                                  B.   Il 23 gennaio 1991 i
ricorrenti hanno notificato al municipio di Locarno l'intenzione di procedere
ad alcuni lavori interni di ristrutturazione dell'esercizio pubblico al fine di
trasformarlo in locale notturno (piano-bar), come all'assicurazione di massima
rilasciata loro dall'autorità cantonale.

Il 15 febbraio 1991 il municipio ha autorizzato i ricorrenti
ad eseguire i lavori notificati, dichiarando di aver preso atto dell'intenzione
di trasformare il ritrovo in un locale notturno e sollecitando alcune
precisazioni relative all'eventuale posa di un orinatoio, rispettivamente al
potenziamento dell’impianto di aerazione esistente.

Ottenuti i ragguagli richiesti, il 28 febbraio 1991 il
municipio ha concesso il nullaosta alla trasformazione, dandone comunicazione
ai confinanti con l'indicazione dei mezzi e dei termini di ricorso.

 

 

                                  C.   Negli scorsi anni l’attività
del locale notturno ha dato luogo a reclami da parte del vicinato. Ritenendo
che le licenze 15 e 28 febbraio 1991 fossero state rilasciate in modo irrito e
fossero quindi viziate da nullità assoluta, il 6 agosto 1998 il municipio ha
invitato i ricorrenti a presentare una domanda di costruzione in sanatoria per
la trasformazione del ristorante in locale notturno attuata sette anni prima.

__________ e __________ hanno impugnato il provvedimento
davanti al Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento.

 

 

                                  D.   Con giudizio 20 ottobre 1998
il Consiglio di Stato ha respinto l'impugnativa, ritenendo che le
autorizzazioni rilasciate nel 1991 avessero per oggetto unicamente i lavori
interni. Il cambiamento di destinazione non sarebbe mai stato autorizzato. Il
principio della buona fede, richiamato dai ricorrenti, non gioverebbe alla loro
causa, poiché l'autorità cantonale non è mai stata interpellata.

 

 

                                  E.   Contro il predetto giudizio
governativo i soccombenti si aggravano davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento.

Rievocati i fatti salienti, i ricorrenti sottolineano la
validità delle autorizzazioni ricevute, rimproverando al municipio di agire in
violazione del principio della buona fede.

 

 

                                  F.   Il ricorso è avversato dal
Consiglio di Stato e dal municipio di Locarno, che rinunciano a formulare
particolari osservazioni.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo discende dall'art. 21 LE. 

La legittimazione attiva dei ricorrenti, direttamente e
concretamente toccati dal provvedimento impugnato, è certa.

Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.

Data la natura delle questioni poste a giudizio può essere
evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).

 

 

                                   2.   L'ordine di presentare una
domanda di costruzione in sanatoria configura un provvedimento amministrativo
mediante il quale l'autorità ingiunge al proprietario di un fondo di
collaborare ai fini dell'accertamento della legittimità materiale di opere eseguite
senza licenza o in contrasto con il progetto approvato, promuovendo l'avvio di
una procedura di rilascio del permesso a posteriori. Siffatto ordine sottende
il preventivo accertamento dell'inesistenza di un titolo autorizzativo che
legittimi l’esistenza di una determinata opera edilizia dal profilo della sua
conformità con il diritto edilizio materialmente applicabile.

 

 

                                   3.   Nell'evenienza concreta, il
23 gennaio 1991 il ricorrente __________ ha chiesto al municipio di __________
il permesso di trasformare il ristorante __________ in un locale notturno del
tipo piano-bar. L'intervento configurava, a non averne dubbio, un cambiamento
di destinazione soggetto a permesso di costruzione. Esso comportava in effetti
una significativa modifica delle condizioni di utilizzazione dello stabilimento
preesistente. 

Anziché essere trattata secondo la procedura ordinaria di
rilascio del permesso di costruzione, come richiesto dall'allora vigente LE
1973, la domanda è stata trattata secondo la procedura di semplice notifica.
Essa non è quindi stata pubblicata e non è nemmeno stata trasmessa all'autorità
cantonale per l'esame di quegli aspetti relativi all’applicazione della
legislazione sulla protezione dell’ambiente, che a quel tempo erano di
competenza del Dipartimento dell'ambiente. Prescindendo dalle formalità
prescritte dalla LE a quel momento in vigore, il municipio ha accolto la
domanda, autorizzando con decisioni del 15 e del 28 febbraio 1991 la trasformazione
richiesta. Della licenza accordata, l'autorità comunale ha comunque informato i
vicini, indicando loro mezzi e termini di ricorso.

Contrariamente a quanto assumono le precedenti istanze, l'autorizzazione
accordata vincola il municipio di __________ ed i vicini rimasti a suo tempo
silenti. Lo esige il principio della buona fede, che a determinate condizioni,
qui soddisfatte, tutela la fiducia riposta dal cittadino nelle assicurazioni
rilasciategli dell'autorità (DTF 121 II 473 consid. 2c e rimandi). I difetti
che affliggono la procedura di rilascio del permesso adottata dal municipio non
sono in effetti talmente gravi ed evidenti da trarre inevitabilmente seco la
nullità del provvedimento adottato. Essi non hanno invero impedito all'autorità
comunale di esaminare compiutamente la domanda del profilo del diritto ad essa
rimesso per l'applicazione. Né hanno precluso agli interessati la possibilità
di esercitare i loro diritti di difesa. L'erronea procedura adottata ha
soltanto sottratto l'intervento alle verifiche che avrebbero dovuto essere
esperite da parte dell'autorità cantonale in punto alla sua conformità con il
diritto federale e cantonale ad essa rimesso per l'applicazione.

In tali circostanze, appare del tutto ragionevole prescindere
da una ripetizione dell'intera procedura e porre rimedio ai difetti riscontrati,
recuperando gli atti procedurali mancanti a livello cantonale. Lo esigono da un
lato il principio della buona fede, che vieta di rimettere in discussione a
distanza di anni la licenza accordata dal municipio, e dall'altro il principio
di proporzionalità, che impone di adottare unicamente i provvedimenti necessari
per porre rimedio all'errore in cui è incorsa l'autorità comunale.

Ne discende che la decisione con cui il municipio ha imposto
ai ricorrenti di ripetere l'intera procedura di rilascio del permesso di
costruzione non può essere tutelata. Ammettere il contrario equivarrebbe a
considerare priva di qualsiasi valore la licenza rilasciata in modo irrito
dall'autorità comunale, rimettendo nel contempo in discussione aspetti, quali
la conformità di zona dell’insediamento, che nessuno ha eccepito quando è stato
autorizzato.

Entro questi limiti, il ricorso va quindi accolto, annullando
il provvedimento, impugnato.

 

 

                                   4.   L'iniziativa assunta dal
municipio per porre rimedio alla mancanza dell'autorizzazione cantonale non è
comunque priva di fondamento. Il difetto è invero significativo, perché si
traduce nell'assenza di qualsiasi verifica della conformità dell'intervento con
importanti normative del diritto edilizio ed ambientale rimesse al giudizio
dell'autorità cantonale.

Nella misura in cui è volta a sanare il vizio riscontrato
l'iniziativa assunta dall'autorità comunale va quindi condivisa. Per conseguire
lo scopo divisato non occorre tuttavia ingiungere ai ricorrenti di inoltrare
una nuova domanda di costruzione. A tal fine basta che la notifica inoltrata a
suo tempo venga trasmessa al Dipartimento del territorio affinché - assunti
eventualmente i necessari complementi d'informazione - verifichi se siano date
le premesse per il rilascio dell'autorizzazione mancante e stabilisca, in
particolare, se e quali misure devono essere adottate per rendere lo stabilimento
conforme agli art. 11 LPAmb ed alle disposizioni dell’OIF. 

In quest'ordine di idee, l'annullamento delle decisioni
impugnate va quindi integrato da un provvedimento di rinvio degli atti al Dipartimento
del territorio, affinché proceda nei suoi incombenti.

 

                                   4.   In esito alle
considerazioni che precedono, il ricorso va quindi parzialmente accolto,
annullando le decisioni impugnate e riformandole nel senso suindicato.

                                         Dato l'esito si prescinde
dal prelievo di una tassa di giustizia.

Le ripetibili seguono invece la soccombenza. 

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art.  21 LE 1993; 45 LE 1973; 3, 18, 28, 31, 60, 61, 65 PAmm.

 

 

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è parzialmente
accolto;

§.  di conseguenza:

1.1.   la decisione 20 ottobre 1998 del Consiglio di Stato  (no.
4826) e la decisione 6 agosto 1998 del municipio di __________ sono annullate e
riformate nel senso che:

1.2.   gli atti sono trasmessi al Dipartimento del territorio affinché
proceda nel senso dei considerandi.

 

                                   2.   Non si prelevano nè spese nè
tassa di giustizia.

 

 

                                   3.   Il comune di __________
rifonderà ai ricorrenti fr. 1’000.-- a titolo di ripetibili di entrambe le
istanze.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario