# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9a9f2dd5-f042-5124-9ff5-4a94c16f4f13
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-03-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.03.2007 D-1745/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1745-2007_2007-03-26.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1745/2007
{T 0/2}

Sentenza del 26 marzo 2007

Composizione: Giudici Valenti, Schmid e Haefeli
Cancelliere Poretti

A._______, _______, Azerbaigian, _______,
Ricorrente

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,
Autorità inferiore

concernente

la decisione del 6 marzo 2007 in materia di non entrata nel merito, allontanamento 
ed esecuzione dell'allontanamento / N _______

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

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Ritenuto in fatto: 

A. Il richiedente ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 28 dicembre 2006. 
Ha affermato, per quanto è qui di rilievo (cfr. verbali d'audizione del 17 gennaio e 
del  27  febbraio  2007),  d'essere  cittadino  dell'Azerbaigian  e  d'aver  lasciato 
B._______, località  russa (C._______)  nella quale si  sarebbe stabilito  nel 1989, 
per evitare un'incarcerazione da 7 a 12 anni per "attentato grave alla salute". Nel 
corso  di  un  litigio  avrebbe  ferito  un  ufficiale  di  polizia.  Quest'ultimo  avrebbe 
denunciato  l'accaduto  ed  egli  sarebbe  stato  incarcerato.  Sarebbe  stato  liberato 
dopo  due  mesi,  ma  per  due  o  tre  volte  avrebbe  dovuto  presentarsi  "al  sesto 
reparto"  dove  avrebbero  voluto  che  firmasse  dei  documenti  in  bianco  o  delle 
confessioni,  ma  egli  si  sarebbe  rifiutato.  Avrebbe  quindi  deciso  di  lasciare  la 
Russia, ma non sarebbe rientrato in Azerbaigian perché non vi avrebbe nessuno e 
perché sarebbe cristiano. Sarebbe giunto in Svizzera con il fratello (N _______). 

B. Il 6 marzo 2007, l'UFM non è entrato nel merito della succitata domanda ai sensi 
dell’art.  32  cpv.  2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del  26  giugno  1998  (LAsi,  RS 
142.31).  L'UFM  ha  pure  pronunciato  l’allontanamento  dell'interessato  dalla 
Svizzera  nonché  l’esecuzione  dell’allontanamento  medesimo  siccome  lecita, 
esigibile e possibile. 

C. Il  7  marzo  2007,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale (TAF) contro la succitata decisione dell'UFM. Ha chiesto 
l’annullamento della decisione impugnata e la conseguente entrata nel merito della 
domanda d’asilo. Ha altresì presentato una domanda d’assistenza giudiziaria, nel 
senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali  e  del  relativo 
anticipo.

Considerato in diritto:

1. Il  TAF decide definitivamente  in  merito  ai  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31 e art.  33 lett.  d  della  legge sul  Tribunale  amministrativo 
federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32)], art. 105 cpv. 1 LAsi e art. 83 lett. 
d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). 

2. Giusta il capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica del 16 dicembre 
2005 della LAsi, ai procedimenti pendenti al momento dell’entrata in vigore della 
citata modifica, il 1° gennaio 2007, è applicabile il nuovo diritto.

3. V'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le  condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48 e all'art.  52 della  legge federale  sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108a LAsi.

4. Nella decisione impugnata, l'UFM ha osservato che il ricorrente non ha presentato 
alcun documento di viaggio o d'identità e non ha addotto alcun motivo suscettibile 
di  giustificare  la  mancata  consegna  di  un  simile  documento.  L'UFM  ha  inoltre 
ritenuto  che  in  base  alle  audizioni  non  è  accertata  la  qualità  di  rifugiato 
dell'interessato. Lo stesso avrebbe, in effetti, reso delle dichiarazioni inconsistenti 

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su punti  decisivi,  segnatamente  sul  fatto  se i  suoi  problemi  siano sorti  circa un 
mese e mezzo prima di chiedere asilo, nel corso dell'estate 2006 o tra maggio e 
aprile  2006  e  se  l'ufficiale  ferito  abbia,  o  meno,  ritirato  la  denuncia.  Secondo 
l'autorità  inferiore  non  sarebbero  inoltre  necessari  degli  ulteriori  chiarimenti  per 
appurare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione 
dell'allontanamento. 

5. Nel  ricorso,  l'insorgente  sostiene  di  non  possedere  documenti  d'identità  perché 
non ne avrebbe mai avuto bisogno. Non sarebbe dunque ragionevole pretendere 
che ne chieda ora, ritenuto che è in fuga dal proprio Paese e che ha chiesto asilo. 
Allega  che  le  sue  dichiarazioni  sono  dettagliate  e  prive  di  contraddizioni, 
dimodoché  è  necessario  effettuare  ulteriori  accertamenti.  Infine,  la  situazione 
vigente  in  Russia,  unitamente  a  quanto  accadutogli,  renderebbe  illecita  ed 
inesigibile l'esecuzione dell'allontanamento.

6. Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una domanda d’asilo 
se il richiedente non consegna alle autorità alcun documento di viaggio o d’identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda. Giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 
2 lett.  a non si applica se il  richiedente può rendere verosimile di non essere in 
grado, per motivi scusabili,  di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 
48 ore dalla  presentazione della  domanda (lett.  a),  se la  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base agli art. 3 e 7 LAsi (lett. 
b), o se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la 
qualità  di  rifugiato  o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontana-
mento (lett. c). 

6.1 Il TAF osserva che il ricorrente non ha tempestivamente presentato documenti di 
viaggio o d'identità ai sensi di legge, benché l'UFM l'abbia invitato ad esibirli  sin 
dal  28 dicembre 2006.  Bisogna altresì  convenire con l’autorità  inferiore che egli 
non ha fornito valide giustificazioni per la mancata esibizione di siffatti documenti. 
Non v’è, infatti, ragione di ritenere che se il ricorrente avesse effettuato dei seri e 
concreti tentativi per procurarsi tempestivamente simili documenti, questi tentativi 
non  avrebbero  potuto  avere  esito  favorevole.  Non  lo  soccorre,  pertanto, 
l'allegazione giusta la quale non avrebbe mai richiesto, dunque posseduto, alcun 
tipo  di  documento,  salvo  il  titolo  di  soggiorno  che  avrebbe  poi  distrutto,  fermo 
restando  che  detta  allegazione  s'esaurisce  in  mera  affermazione  di  parte  non 
corroborata  da alcun elemento  della  benché  minima consistenza.  Inoltre,  se  un 
richiedente  non  aveva  motivi  validi  per  giustificare  la  mancata  esibizione  di 
documenti  di  viaggio o d'identità  in procedura  di  prima istanza,  non vi  è motivo 
d’annullare  la  decisione  di  non  entrata  nel  merito  quand’anche  avesse  a 
presentare  un  siffatto  documento  in  sede  di  ricorso  (v.  Giurisprudenza  ed 
informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1999 
n. 16).

6.2 Il  TAF  rileva,  altresì,  che  il  ricorrente  non  ha  presentato  argomenti  o  prove 
suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui 
all’impugnata decisione, delle allegazioni decisive presentate. Preliminarmente, si 
constata  che  le  invocate  persecuzioni  subite  in  Russia,  peraltro  fondate  su 
dichiarazioni  inconsistenti  per  i  motivi  indicati  nella  decisione  impugnata,  sono 
irrilevanti,  conto tenuto del fatto  che il  ricorrente s'è dichiarato cittadino azero e 

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che la  protezione  internazionale  è  sussidiaria  a quella  nazionale.  Non soccorre 
pertanto il ricorrente la generica argomentazione secondo la quale avrebbe fornito 
un racconto dettagliato  e privo di  contraddizioni,  considerato  altresì  che non ha 
indicato  le  ragioni  per  cui  l'apprezzamento  dei  fatti  da  parte  dell'UFM  sarebbe 
errato.  Per  quanto  attiene  all'Azerbaigian,  giova osservare  che l'insorgente  si  è 
limitato a dichiarare dinanzi all'UFM di non volervi fare ritorno perché non vi ha più 
nessuno  e  perché  cristiano  (in  un  Paese  a  maggioranza  musulmana).  Questo 
Tribunale  osserva  che  l'assenza  di  una  di  rete  sociale  nel  Paese  d'origine  non 
costituisce manifestamente un motivo suscettibile di giustificare l'entrata nel merito 
di  una domanda d'asilo.  Il  ricorrente  non ha peraltro  evocato  in  modo chiaro  le 
ragioni  per cui  un cristiano non dovrebbe potere rientrare  in  Azerbaigian,  fermo 
restando che è noto che in detto Paese le varie comunità religiose convivono di 
principio  pacificamente  (v.  U.S.  Department  of  State,  International  religious 
freedom Report  2006).  Di  conseguenza,  e  allo  stato  attuale  degli  atti  di  causa, 
l'UFM  ha  rettamente  considerato  come  del  tutto  inconsistenti  le  allegazioni 
dell'insorgente con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi.

6.3

6.3.1 Ritenuta  l'inconsistenza  manifesta  delle  allegazioni  decisive  presentate  dal 
ricorrente (v. considerando 6.2 del presente giudizio), non v'è necessità d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente 
medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi). 

6.3.2 Per i medesimi motivi, non emergono altresì neppure elementi da cui dedurre che 
l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente possa violare gli art. 25 cpv. 2 della 
Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 
101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv.,  RS 0.142.30),  l'art.  5 LAsi  (divieto di  respingimento)  nonché 14a cpv.  3 
della  legge  federale  concernente  la  dimora  e  il  domicilio  degli  stranieri  del  26 
marzo 1931 (LDDS, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed 
immediato di  trattamenti  contrari  all'art.  3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 
0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 
crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

6.3.3 Per  il  resto,  può  essere  lasciata  indecisa  la  questione  di  sapere  se  per 
impedimenti  all'esecuzione  dell'allontanamento  ai  sensi  dell'art  32  cpv.  3  lett.  c 
LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto nazionale (riguardanti l'esigibilità e 
la  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto 
internazionale  pubblico  (esaminati  al  precedente  considerando  6.3.2).  In  effetti, 
anche  in  materia  d'esigibilità  e  di  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile  d'imporre  degli 
ulteriori  chiarimenti,  ritenuto altresì che il  ricorrente non ha indicato nel gravame 
che tipo d'accertamenti sarebbero ancora necessari e in quale ambito. 

6.3.4 Premesso  ciò,  con  riferimento  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili  all'art.  14a  cpv.  4  LDDS,  s'osserva  che  –  contrariamente  a  quanto 
genericamente  sostenuto  dall'insorgente  –  in  Azerbaigian  non  vige  attualmente 
una  situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolge 
l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale. Inoltre, il ricorrente 

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è giovane, celibe, ha dell’esperienza professionale e delle sufficienti conoscenze 
linguistiche (russo bene, nonché azero ed armeno). Peraltro, non emerge dagli atti 
di  causa  che  egli  soffra  di  problemi  di  natura  medica  suscettibili  d'ostare  alla 
pronuncia dell’esecuzione dell’allontanamento (v. sulla problematica GICRA 2003 
n.  24).  In  siffatte  circostanze,  l’autorità  inferiore  ha rettamente  ritenuto  siccome 
adempiti  i presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferimento alle 
effettive  possibilità  per  l’insorgente  di  un  adeguato  reinserimento  sociale  in 
Azerbaigian.

6.3.5 Non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento  (art.  14a  cpv.  2  LDDS).  Peraltro,  usando  della  necessaria 
diligenza,  il  ricorrente  potrà  procurarsi  ogni  documento  necessario  al  rimpatrio. 
L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

6.3.6 Infine, il ricorrente non ha indicato in cosa dovrebbero consistere gli accertamenti 
richiesti  a pagina due del gravame e perché non avrebbe potuto fornire di moto 
proprio gli ulteriori elementi utili ai fini del giudizio. Basti ancora rilevare che alcun 
accertamento  complementare  è  necessario  in  relazione  all'evocato  "fratello"  del 
ricorrente  (pure  richiedente  l'asilo),  già  per  il  fatto  che  il  vantato  legame  di 
parentela non è stato dimostrato.

7. Da quanto esposto,  discende che in materia  di non entrata nel merito il  ricorso, 
destituito  d’ogni  e  benché  minimo fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione 
impugnata va confermata, benché sia stata effettuata un'analisi lingua, basata su 
una conversazione del 30 gennaio 2007 con il ricorrente. In effetti, e di per sé, il 
rapporto  relativo  a  tale  analisi  non  legittima  una  conclusione  sulla  cittadinanza 
dell'insorgente in contrasto con le indicazioni che quest'ultimo ha fornito.

8. Il  ricorrente  non adempie  le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM avrebbe dovuto 
astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2, art. 
44  cpv.  1  LAsi  nonché  art.  32  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

9. L'esecuzione  dell'allontanamento  è  lecita,  esigibile  e  possibile  per  le  ragioni 
indicate al consid. 6.3.

10. Di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell’allontanamento il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.

11. Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata (art. 111 
cpv. 1 e 3 LAsi). 

12. Il  TAF  avendo  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d’esenzione  dal 
versamento dell’anticipo a copertura delle presumibili spese processuali è divenuta 
senza oggetto. 

13. Peraltro,  e ritenuto che il  ricorso sembrava pure sprovvisto di  probabilità  d’esito 
favorevole,  la  domanda  d’assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta.

14. Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccombenza, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del 
regolamento  sulle  tasse  e sulle  spese  ripetibili  nelle  cause dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Il ricorso è respinto.

2. La  domanda  di  dispensa  dal  versamento  dell'anticipo  sulle  presumibili  spese 
processuali è divenuta senza oggetto.

3. La domanda d'assistenza giudiziaria è respinta.

4. Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente.

5. Comunicazione: 

- al ricorrente (plico raccomandato)

- all'autorità inferiore (in copia, n. di rif. N _______ )

- al D._______ (in copia)

Il Giudice: Il Cancelliere:

Vito Valenti Marco Poretti

Data di spedizione: