# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4adea75a-f9cb-5e94-9b8d-3a24e3aa263f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-02
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 02.09.2010 D-6046/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6046-2010_2010-09-02.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6046/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione della Giudice Christa Luterbacher;
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nato il (...), alias
B._______, nato l'(...),
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 25 agosto 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6046/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha inoltrato in data (...) in Svizze-
ra;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso 
al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento 
circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro 
della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la commi-
natoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu-
sabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 9 e del 25 agosto 2010;

il verbale di decisione dell'UFM del 25 agosto 2010, notificata all'inte-
ressato lo stesso giorno (cfr. risultanze processuali);

il ricorso del 25 agosto 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 26 agosto 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (TAF) in 
data 26 agosto 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate agli art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice uni -
co, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la  
decisione è motivata solo sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);

che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio di scritti;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano di etnia Igbo con ul-
timo  domicilio  a  C._______,  nello  Stato  di  D._______  (cfr.  verbale 
d'audizione del 9 agosto 2010, pag. 1); 

che l'insorgente avrebbe lasciato la Nigeria il (...) per il timore di esse-
re ucciso da membri dell'oracolo E._______ poiché, essendo cristiano 
e rifiutandosi di subentrare al ruolo di custode dell'oracolo precedente-
mente  attribuito  a  suo  padre,  avrebbe  incendiato  detto  oracolo  (cfr. 
verbale d'audizione del 9 agosto 2010, pagg. 7 e 8); 

che il  (...)  si  sarebbe recato  a  F._______,  ove sarebbe rimasto  due 
giorni, e successivamente sarebbe giunto in nave in un posto a lui sco-
nosciuto rimanendovi per un certo periodo; che, in seguito, egli avreb-
be preso un treno da G._______ che l'avrebbe portato direttamente a 
H._______ (cfr. verbale d'audizione del  9 agosto 2010, pagg. 2 e 8); 
che, inoltre, l'interessato ha dichiarato di non avere mai subito controlli  
durante  il  suo  viaggio  (cfr.  verbale  d'audizione  del  9 agosto 2010, 
pag. 8);

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 

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d'asilo alcun documento d'identità o di viaggio valevole; che, dall'altro 
lato, detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste al -
l'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di documenti d'identità, ribadito quanto già affermato nei verbali  
d'audizione, o meglio di non aver mai né posseduto né avuto bisogno 
del passaporto e di avere, per contro, lasciato la carta d'identità in pa-
tria poiché sarebbe dovuto fuggire di fretta e non avrebbe avuto tempo 
di prenderla con sé; che, inoltre, egli ha reiterato che non gli sarebbe 
stato possibile farsela inviare poiché non avrebbe più nessuno nel suo 
Paese; che, pertanto, egli sostiene di aver presentato motivi scusabili  
che  giustificano  la  mancata  presentazione  dei  documenti  d'identità; 
che, infine, sarebbe stato costretto a fuggire poiché non poteva conta-
re su un'effettiva protezione statale  o  sulla  possibilità  di  rifugiarsi  in 
qualche altra parte nel suo Paese; 

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità  inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda 
d'asilo  e,  in  subordine,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria; 
che ha, altresì, presentato una domanda di assistenza giudiziaria, nel 
senso della dispensa pagamento anticipato delle spese processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'e-
sistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett.  c);

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che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative (cfr. DTAF 2007/7, consid. 5);

che,  per  contro,  non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2 
lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la 
carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'atte-
stato di fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di un mese dalla pre-
sentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento che 
adempia i citati criteri;

che,  per  di  più,  egli  si  è  semplicemente limitato  a  dichiarare di  non 
aver mai richiesto o posseduto un passaporto, ma di aver lasciato in 
patria la sua carta d'identità nigeriana poiché avrebbe dovuto lasciare 
con urgenza il suo domicilio; ch'egli non avrebbe più nessuno da con-
tattare nel suo Paese al fine di farsi trasmettere il documento d'identi -
tà; che, tuttavia, egli ha dichiarato allo stesso tempo che avrebbe la-
sciato il suo villaggio il giorno seguente alla venuta dei membri dell'o-
racolo  presso  il  di  lui  domicilio  (cfr. verbale  d'audizione  del  28 ago-
sto 2010, pag. 5); che, inoltre, confrontato alla domanda dell'eventuali-
tà di contattare il suo ex datore di lavoro per farsi mandare detto docu-
mento,  egli  si  è  limitato a rispondere che non potrebbe farlo  poiché 
chiunque si recasse a casa sua rischierebbe di essere arrestato dalla 
gente del  villaggio (cfr. verbale d'audizione del  25 agosto 2010, pag. 
3);

che, oltre a ciò,  interrogato sul proprio viaggio, egli  è stato alquanto 
superficiale ed evasivo senza fornire alcun dettaglio del tragitto intra-
preso; che, infatti, ha dichiarato di aver lasciato in nave la Nigeria par -
tendo da F._______, dove era arrivato due giorni prima fuggendo dal 
suo villaggio; che sarebbe in seguito sbarcato in un posto sconosciuto  
ove sarebbe rimasto per diverso tempo; che la Svizzera l'avrebbe rag-
giunta in treno; che, inoltre, egli è stato alquanto vago e si è contrad -
detto  sostenendo,  in  un  primo  tempo,  di  essere  arrivato  in  treno  a 
H._______ dal luogo di sbarco e asserendo, in un secondo tempo, di 
aver preso il treno solamente da G._______, dove sarebbe giunto in 
autobus (cfr. verbale del 9 agosto 2010, pag. 3); che egli non ha sapu-
to fornire alcun altro dettaglio in merito al suo viaggio di espatrio, né ri -

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guardo alla durata esatta, né in merito alla nave sulla quale avrebbe 
viaggiato per diversi mesi (cfr. verbale d'audizione del 9 agosto 2010, 
pagg. 2 segg.); che, pure in sede della seconda audizione, egli non ha 
fornito  un  benché  altro  minimo  dettaglio  (verbale  d'audizione  del 
25 agosto 2010, pagg. 5 segg.); che, infine, appare totalmente invero-
simile che egli sia giunto in Svizzera senza ricordare nulla di un viag-
gio così lungo, come per esempio i nomi delle località dei paesi da cui  
sarebbe transitato, sbarcato e senza aver mai subito alcun tipo di con-
trollo, argomentazioni, queste, tutte assolutamente inattendibili; che, a 
titolo abbondanziale ed a prescindere dalle allegazioni lacunose di cui 
sopra, varcare il confine Schengen senza subire alcun controllo, costi -
tuisce al momento attuale, un'impresa pressoché impossibile;

che, in aggiunta, nel ricorso, l'insorgente non ha fornito alcuna spiega-
zione circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modali -
tà del suo viaggio;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

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che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  
stessi nonché, in casi specifici, dall'evidente esistenza di un'alternativa 
di  rifugio  interna  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata 
protezione statale contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, con-
sid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla  Nigeria  temendo  per  la  sua  vita  poiché  sarebbe  ricercato  dai 
membri dell'oracolo del suo villaggio;

che l'autore  del  gravame non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche 
censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valu-
tazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata 
nel merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che,  a  mente  di  questo  Tribunale,  come  rettamente  evidenziato 
dall'autorità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno 
della  sua  domanda  d'asilo  non  presenta  alcun  elemento  di 
verosimiglianza;

che basti rilevare innanzitutto che il ricorrente si è espresso in modo 
molto vago e succinto sugli eventi che lo avrebbero indotto a lasciare il  
proprio  Paese;  che,  a  titolo  d'esempio,  egli  si  è  ripetutamente 
contraddetto  persino  sulle  già  scarne  dichiarazioni  a  proposito  dei 
propri motivi d'asilo, e meglio a proposito delle date riguardo alle visite 
degli  emissari,  come  pure  su  quanti  essi  fossero  (cfr.  verbale 
d'audizione  del  9 agosto 2010,  pag.  7  e  verbale  d'audizione  del 
25 agosto 2010,  pagg. 4  e  segg.);  che,  inoltre,  egli  sostiene di  aver 
lasciato  il  suo  villaggio  il  mese  di  marzo  –  o  aprile  secondo  le 
dichiarazioni – (...) e di essere rimasto solo due giorni a Lagos prima 
dell'espatrio,  avvenuto  nel  mese  di  agosto  (...);  che,  confrontato  a 
detta contraddizione di date e periodi, egli si è limitato a dichiarare di 
essere analfabeta, di non essere andato a scuola e di far confusione 
con le date, quando invece, in sede di prima audizione, ha asserito di 
aver frequentato 5 anni di scuole primarie (cfr. verbale d'audizione del  
25 agosto 2010,  pag.  6  e  verbale  d'audizione  del  9 agosto 2010, 
pag. 4); 

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati esaminati e ret -
tamente  ritenuti  come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; che, tanto meno, a mente di questo Tribuna-

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le, le allegazioni prodotte sarebbero state di un'intensità tale da essere 
considerate decisive in materia d'asilo né che si evincono elementi da 
cui  dedurre  che  al  ricorrente  sarebbe  stata  preclusa  un'appropriata 
protezione contro le persecuzioni statali (cfr. GICRA 2006 n o 18); che, 
il ricorrente stesso ha affermato di non aver denunciato i fatti all'autori-
tà del suo Paese (cfr. verbale d'audizione del 9 agosto 2010, pag. 8); 

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non risultano  elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi -
mento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  (cfr. 
DTAF 2009/50, consid. 8, pagg. 730 e segg.);

che, dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della leg-
ge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri  (LStr, RS 142.20) o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

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che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 LStr giusto il 
quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  come detto,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 
 LStr);

che, inoltre, notoriamente, la situazione vigente in Nigeria non appare 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga l'insieme della  popolazione nell'integralità  del  territorio  na-
zionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane ed 
ha perlomeno una formazione scolastica di 5 anni; che, oltre a ciò, egli  
ha lavorato dal (...) al (...), imparando il mestiere di meccanico e che,  
anche  dal  (...)  al  (...),  avrebbe  lavorato  per  un  datore  di  lavoro 
nell'ottica  di  aprire  in  futuro  una  sua  propria  officina  (cfr.  verbale 
d'audizione del 9 agosto 2010, pag. 4); che, inoltre, egli ha vissuto in 
Nigeria fino al  momento del suo espatrio, il  che lascia supporre che 
possieda una rete sociale nel suo Paese; che, per di più e a suo dire, 
egli conoscerebbe comunque qualcuno nel suo Paese, segnatamente 
il  pastore  del  suo  villaggio  o  parrocchiano,  certo  I._______,  che 
l'avrebbe aiutato a fuggire (cfr. verbale d'audizione del 9 agosto 2010, 
pagg. 7  e  8  e verbale  d'audizione del  25 agosto 2010,  pag. 5); che, 
infine,  l'insorgente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi 
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (cfr. sulla  problematica GICRA 2003 n. 24),  senza che da 
un esame d'ufficio degli atti emerga la necessità di una permanenza in 
Svizzera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art.  44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio; che l'esecuzione dell'al-
lontanamento è dunque pure possibile;

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che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
H._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di H._______ (via fax; 
per incarto N [...], con preghiera di notificare la sentenza al ricorren-
te e di  ritornare l'avviso di  ricevimento al  Tribunale amministrativo 
federale)

- J._______ (copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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