# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 22311113-7734-5e20-8df0-effc16ba63f0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-12-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.12.2001 39.2001.28
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_39-2001-28_2001-12-10.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  39.2001.00028

   

  rs/sc

  	
  Lugano

  10 dicembre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  presidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella
  Sartoris

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 5 marzo 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 9 febbraio 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assegni di famiglia

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione 3 luglio 1998 la Cassa cantonale per gli assegni familiari (di
seguito la Cassa) ha attribuito a __________ un assegno integrativo di fr.
925.-- mensili a favore delle figlie __________ (1986) e __________ (1988), con
effetto dal 1° marzo 1998 (cfr. doc. _).

 

                                         Dal 1°
gennaio 1999 l'importo dell'assegno è stato quantificato in fr. 939.-- (cfr.
doc. _).

 

 

                               1.2.   A seguito
dell'usuale procedura di revisione degli assegni di famiglia, la Cassa con
decisione 9 febbraio 2001 ha ordinato a __________ di restituire l'importo di
fr. 13'146.-- percepiti indebitamente nel periodo dal 1° aprile 1999 al 31
maggio 2000. A motivazione della richiesta la Cassa ha precisato che:

 

" 
(…)

Sulla richiesta per assegni di famiglia del 24 aprile 1998 ci
aveva notificato di essere di­vorziata dal signor __________ e di non svolgere
alcuna attività lucrativa.

 

In data 25 aprile 2000 le abbiamo trasmesso il formulario per la
revisione degli assegni che ci viene ritornato in data 22 maggio 2000. Dallo
stesso abbiamo rilevato quanto se­gue:

·  dal 1. marzo 1998 al 31 maggio 2000 ha
svolto un'attività indipendente;

·  dal 1. aprile 1999 il signor _________ si
è ricongiunto al nucleo familiare. Lo stesso svol­ge un'attività lucrativa
presso l'Ospedale __________ (salario lordo percepito nel 1999 fr. 64'409.80).

 

L'articolo 41 della Legge sugli assegni di famiglia (LAF) dispone
che il titolare del diritto o il beneficiario sono tenuti ad informare
tempestivamente la Cassa competente su ogni cambiamento rilevante per il
diritto all'assegno.

 

Ne consegue che per il periodo dal 1. aprile 1999 al 31 maggio
2000 ha percepito a torto l'importo di fr. 13'146.‑- come da
seguente conteggio:

 

Assegno integrativo percepito:

 

dal 01.04.1999 al 31.05.2000/14 mesi a       fr.  939.‑-         fr.  13'146.‑-

 

 

Assegno integrativo di diritto (cfr. tabelle allegate):

 

dal 01.04.1999 al 31.05.2000/14 mesi a       fr.      0.--         fr.
         0.‑-

 

Totale assegno integrativo a nostro favore                         fr.
13'146.‑-

 

 

Alleghiamo inoltre le decisioni negative di assegno integrativo
dal 1. giugno 2000 e dal 1. gennaio 2001 tenendo in considerazione una famiglia
biparentale con due figli e perciò anche il reddito dell'attività lucrativa di
suo marito. (…)" (Doc. _)

 

                               1.3.   In data 5
marzo 2001 l'assicurata ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale si
è così espressa:

 

" 
(…)

chiedo di essere esonerata dalla restituzione degli assegni, per i
motivi che mi permetto di spiegare con tutta sincerità.

 

Dopo essere uscita da una spiacevole situazione di divorzio, mi
sono ritrovata ad affrontare circostanze alquanto difficili, ma le più
complicate ed umilianti sono state le ricerche di lavoro.

 

Dopo vari tentativi, ho pensato di organizzare dei corsi di
formazione da proporre agli uffici di disoccupazione, nei quali avrei svolto il
ruolo di insegnante; professione già da me svolta in una scuola di formazione
professionale per adulti a Basilea (allego certificato di servizio).

Di questa mia iniziativa, avevo già informato telefonicamente il
signor __________ mentre era in corso la richiesta degli assegni integrativi di
prima infanzia.

Purtroppo i risultati non sono stati come avevo previsto, poiché
il numero dei candidati non era sempre sufficiente da poter garantire lo
svolgimento del corso. (Allegata comunicazione del CMA di __________).

 

Gli investimenti da me effettuati per questa attività, non sono
stati ricoperti dai guadagni ricevuti nell'aver svolto il ruolo di insegnante
per un totale di circa quattro mesi in un periodo di due anni, nei quali sono
stata iscritta come indipendente.

In allegato invio alcune delle ricevute per le spese effettuate,
molte delle quali non ho erroneamente conservato.

Ho dovuto contrarre due prestiti uno di fr. 5'000.‑‑ e
in seguito un altro di 22'777.‑‑ che a tutt'oggi non ho ancora
estinto (allegati contratti e conteggio debito residuo al 31.12.2000).

Infatti durante questo periodo mi sono impegnata ad effettuare
altre ricerche di lavoro (allego alcune risposte delle mie ricerche).

 

A causa della mia precaria situazione finanziaria, ho avuto dei
seri momenti di sconforto che mi hanno causato un difficile stato depressivo.

Anche mio marito in questo periodo stava attraversando dei
difficili momenti sia per motivi finanziari che di salute (di questo avevo
parlato telefonicamente con la signora __________).

 

In seguito a tutto questo, anche per far contente le bambine, ho
acconsentito che il loro papà tornasse a casa, ma le mie condizioni
finanziarie, per questa modifica, non erano affatto cambiate, ecco perché non
ho avvisato la Cassa, non pensavo sinceramente che un ricongiungimento
familiare dovesse essere annunciato se questo non comporta una modifica di
salario; sono comunque, soltanto ora, consapevole del perché io abbia
secondo la legge (LAF) percepito a torto la somma da restituire.

 

Tengo a far notare, gentili signori, che non è nella mia indole
adagiarmi in simili situazioni di aiuti (ricevere assegni di famiglia), al
contrario, la mia professione mi ha sempre dato motivo di orgoglio per non
rinunciare nella ricerca di una possibile occupazione.

Da settembre 2000 infatti ho finalmente un'occupazione al 39% in
qualità di insegnante presso una scuola speciale di __________." (Doc. _)

 

                               1.4.   Con risposta
13 aprile 2001 la Cassa ha proposto di respingere il gravame e ha osservato:

 

" 
(…)

Con decisione del 3 luglio 1998 la Cassa aveva stabilito il
diritto ad un assegno integrativo di fr. 925.‑ mensili a contare dal 1.
marzo 1998 per le due figlie della signora __________. Tale diritto riguardava
una famiglia monoparentale con due figlie essendo la ricorrente divorziata dal
19 novembre 1997: il calcolo, fra le entrate, teneva giustamente conto degli
alimenti versati dall'ex‑coniuge e stabiliti dalla convenzione sulle
conseguenze accessorie del divorzio risalente al novembre 1996.

 

Nel mese di aprile 2000 la Cassa avviò la revisione periodica del
diritto agli assegni e ricevette il 22 maggio 2000 il relativo formulario
allestito dalla ricorrente. In quell'occasione la Cassa poté stabilire che la
signora ___________ aveva ricostituito l'economia domestica con l'ex‑marito
dal 1. aprile 1999 e svolto attività indipendente sin dal 1. marzo 1998. Tenuto
conto della nuova situazione, familiare ed economica, la Cassa ha potuto
stabilire che dal 1. aprile 1999 al 31 maggio 2000 erano stati indebitamente
percepiti assegni integrativi per un importo complessivo di fr. 13'146.‑.
In particolare, dato il ricongiungimento familiare, gli ex‑coniugi
____________ dovevano essere considerati conviventi con due figlie comuni. Da
ciò l'esigenza di tener conto, per la determinazione del fabbisogno e del 
reddito, di una famiglia di quattro persone (genitori e figli). l nuovi calcoli
hanno consentito di rilevare che la famiglia _________ dal 1. aprile 1999
dispone di un reddito complessivo di fr. 69'710.­- e di fr. 70'405.‑ dal
1. gennaio 2000.

 

Il fabbisogno si fissava a fr. 55'643.- nel 1999 ed a fr. 55'480.‑
nel 2000: ne derivava l'impossibilità di riconoscere gli assegni integrativi
dal 1. aprile 1999 e quindi l'indebito percepimento degli stessi dal 1. aprile
1999 al 31 maggio 2000.

 

l calcoli sono stati controllati e risultano corretti e d'altronde
non sono stati contestati dalla ricorrente." (Doc. _)

 

                               1.5.   L'interessata,
il 25 aprile 2001, ha puntualizzato:

 

" 
(…)

mi permetto di evidenziare i punti che a mio avviso non
corrispondono ai giustificativi da me forniti.

 

Innanzi tutto mi sembra che non si è proprio tenuto conto di tutti
i fatti da me esposti nella lettera del 5/3/01, nella quale ho cercato di
spiegare i motivi e il susseguirsi di tutte le modifiche familiari che si sono
venute a creare.

I calcoli che l'istituto dice di aver rilevato e controllato, sono
a mio avviso errati, poiché come dai giustificativi allegati, è matematicamente
impossibile che risulti un reddito simile.

Mi sembra a questo punto che l'istituto abbia preso in
considerazione solo le entrate o il guadagno lordo.

Mi chiedo ancora come posso aver guadagnato tanto, se ancora sto
pagando un debito contratto per la mia attività, e che come allegato, risultano
al 31.12.'99 ancora fr. 13'707.20 e al 31.12.'00 fr. 12'047.05, oltre poi tutte
le spese effettuate come dai giustificativi inviati precedentemente.

 

 

Come dall'ultima notifica di tassazione, il reddito del signor
________ è di fr. 29'006.‑ ­per cui anche in questo caso mi sembra che
siamo stati trattati come una famiglia di quattro persone che ha soltanto delle
entrate.

 

La restituzione degli assegni, riguarda l'anno 1999, già da giugno
2000 i versamenti per gli assegni sono stati interrotti, come mai la cassa fa
riferimento anche a tutto l'anno 2000?

È da tener conto anche che la mia attività lavorativa è terminata
il 08/10/1999 e da quel giorno fino al 1/9/2000 non ho avuto guadagni, per cui
mi chiedo addirittura se non è il caso di rivedere la situazione familiare
tenendo conto solo del reddito del signor ____________.

 

Altro punto a me non chiaro nella risposta ricevuta, in cui vorrei
chiedere delle spiegazioni è:

i calcoli sono stati controllati e risultano corretti e d'altronde
non sono stati contestati dalla ricorrente. (…)" (Doc. _)

 

                               1.6.   Il 9 agosto
2001 l'amministrazione ha precisato:

 

"  ci
trasmettere copia della lettera arrivatavi il 25 aprile 2001 dalla citata
assicurata di presentare osservazioni.

 

Dopo aver esaminato il contenuto della lettera e rilevato che non
esistono elementi nuovi che possano condurre ad una modifica dell'ordine di
restituzione oggetto del ricorso, vi rimandiamo alle conclusioni della nostra
risposta di causa che confermiamo integralmente.

 

Cogliamo tuttavia l'occasione per segnalarvi, cosa desumibile dai
documenti n. _, che anche quando rimanesse irrisolto il problema del reddito
dell'attività lucrativa indipendente della ricorrente, il computo del reddito
d'attività lucrativa dipendente del convivente (ex‑marito)
giustificherebbe, da solo, la conferma dell'OR." (Doc. _)

 

                               1.7.   L'assicurata,
il 29 agosto 2001, ha rilevato che:

 

"  in
riferimento alla causa succitata, mi permetto di fornire alcune argomentazioni
per me molto delicate e riservate, ma che spero possano essere
necessarie alla vostra decisione.

 

Al signor __________ è stata diagnosticata una sclerosi multipla,
per cui da due anni ha iniziato una cura (Rebif 22), che ha aumentato i costi
di partecipazione alla cassa malati e un cambio degli occhiali superiore al
numero previsto dalla cassa, per cui gli ultimi di Fr. 997.‑‑ sono
stati pagati interamente da noi. (Allegati giustificativi).

 

Nel '98 e nel '99, mi sono dovuta sottoporre a delle costose cure
dentarie e gengivali, per un ammontare di Fr. 21'931.35 di cui allego le
rispettive ricevute.

 

Dal 08/05/2001 il nostro stato civile è cambiato (allego
certificato di matrimonio)." (Doc. _)

 

 

                               1.8.   La Cassa,
con scritto 11 settembre 2001, ha indicato:

 

" 
(…)

vi confermiamo il senso delle nostre precedenti comunicazioni.

 

Le spese dentarie, di occhiali e di partecipazione alla cassa
malati non rientrano fra quelle computabili ai fini delle nostre
determinazioni." (Doc. _)

 

                               1.9.   L'interessata,
con osservazioni del 29 settembre 2001, ha comunicato:

 

" 
(…)

mi permetto di allegare la copia del foglio 15a della
dichiarazione d'imposta, riguardante il calcolo del reddito per l'attività
indipendente del '99 / '00.

 

Tenendo conto che in questo questionario non sono state inserite
diverse spese private, risulta per il '00 una perdita di 1'673 fr. per cui
facendo una media fra i due anni, il guadagno mensile risulterebbe di fr.
157,80 al mese.

 

Mi chiedo perplessa, in quale modo possibile io debba dimostrare
ancora alla cassa che non ho avuto quel considerevole guadagno che mi viene
attribuito." (Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I
623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99).

 

                               2.2.   Oggetto del
presente ricorso è la questione a sapere se la decisione con la quale la Cassa
ha chiesto la restituzione di prestazioni indebitamente percepite è conforme o
meno alla legge, non tuttavia quella di sapere se debba essere condonata la
restituzione di detto importo a motivo del fatto che essa configura un onere
troppo gravoso e la richiedente era in buona fede. E` infatti la decisione che
determina l’oggetto dell’impugnazione (Rumo-Jungo, Serie: “Rechtsprechung des
Bundesgericht zum Sozialversicherungsrecht”, Bundesgesetz über
Ergänzungsleistungen zur Alters-, Hinterlassenen- und Invalidenversicherung,
Ed. Schulthess, Zurigo 1994, pag. 141; RAMI 2001 pag. 36; DTF 125 V 413=SVR
2001 IV Nr. 27; DTF 118 V 313; DTF 105 V 276 consid. 1), la quale, nel caso di
specie, si limita ad ordinare la restituzione.

                                         Va
comunque rilevato che secondo gli art. 44 cpv. 3 LAF e 76 Reg.LAF
all'assicurata resta la facoltà di chiedere alla Cassa il condono dell'obbligo
di restituire.

                                         Infatti è
giustificato pronunciare una decisione di condono solo al momento della
crescita in giudicato formale della decisione di restituzione, visto che solo
in tal caso l’obbligo è stabilito definitivamente.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è la restituzione alla Cassa, da parte di ___________, di fr.
13'146.-- percepiti a torto a titolo di assegni integrativi dal 1° aprile 1999
al 31 maggio 2000.

                                         In
proposito la Cassa sostiene che l'assicurata è tenuta a risarcire l'assegno
integrativo erogatole, in quanto non l'ha informata dell'inizio della sua
attività indipendente a partire dal 1° marzo 1998 e del ricongiungimento al
nucleo famigliare dell'ex marito (cfr. consid. 1.2.).

                                         L'assicurata
ha asserito che a causa della sua attività ha contratto dei debiti che non ha
ancora estinto. Inoltre ha affermato che il fatto che il padre delle sue figlie
fosse ritornato a vivere con lei e le bambine non ha mutato la sua situazione
finanziaria, peraltro precaria, e per questo non ha avvisato l'amministrazione
(cfr. consid. 1.3.).

 

                                         L'art. 24
LAF stabilisce come segue le condizioni per poter beneficiare dell'assegno
integrativo:

 

" 
Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto
all'assegno (integrativo), per il figlio, se cumulativamente:

 

  a) ha la custodia
del figlio;

  b) ha il domicilio
nel Cantone da almeno tre anni;

  c) il reddito
disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta  

      dell'eventuale
assegno di base nonché degli eventuali obblighi 

      alimentari, è
inferiore ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle 

      prestazioni
complementari all'AVS/AI.

 

  Se entrambi i
genitori hanno la custodia del figlio, la madre ha   

  diritto all'assegno.

  Non ha diritto
all'assegno il beneficiario di una prestazione complementare all'AVS/AI, se il
figlio è considerato per il calcolo della prestazione."

 

 

                                         Per
l’art. 27 LAF

 

" 
1 L'importo
dell'assegno, incluso l'eventuale assegno di base nonché gli eventuali obblighi
alimentari, è pari alla differenza fra il reddito disponibile ai sensi della
legislazione sulle prestazioni complementari all'AVS/AI ed i limiti minimi.

2 In ogni caso
l'importo dell'assegno non può superare il limite del o dei figli per i quali
l'assegno è riconosciuto.

 

3 L'assegno
integrativo non è versato se il suo importo annuo è inferiore all'importo
mensile dell'assegno di base per un figlio."

 

                                         Secondo
l’art. 28 cpv. 1 a 3 LAF 

 

" 
Per l’accertamento ed il calcolo sono
applicabili per analogia le disposizioni della legislazione sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI.

  Il reddito del
lavoro è computato per intero; la sostanza computabile è considerata quale
reddito nella misura di 1/15. 

  Il premio per
l’assicurazione sociale ed obbligatoria contro le malattie a carico della
famiglia è preso in considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia
non sono prese in considerazioni nel calcolo.”

                                         

                                         Per la
determinazione dell’importo dell’assegno vengono considerati anche i figli:

                                         a) se non
sono in formazione, fino ai 18 anni;

                                         b)  se
sono in formazione, fino al termine della stessa ma al più   tardi fino ai 25
anni (art. 34 Reg.LAF).

 

                               2.4.   Per l’art.
29 LAF

 

" 
1 L'assegno
integrativo deve essere aumentato, ridotto o soppresso in caso di cambiamento
del reddito disponibile dei genitori o della composizione della famiglia.

 

  2 Il regolamento disciplina i particolari.

 

  3 L'aumento avviene con il primo giorno del mese in cui la domanda di
revisione è stata inoltrata.

 

  4 La riduzione o la soppressione interviene:

a)   se il cambiamento è stato annunciato tempestivamente, il primo
giorno del mese successivo la notifica della decisione;

b)   se l'interessato ha ottenuto le prestazioni indebitamente,
retroattivamente dalla data in cui avvenne la modifica determinante."

 

                                         In
proposito l’art. 35 RegLAF precisa che

 

" 
1 Per
cambiamento della composizione della famiglia si intende ogni variazione nella
comunione di persone che è alla base del calcolo della prestazione.

  2 L'assegno integrativo è aumentato o ridotto in caso di cambiamento
importante del reddito disponibile dei genitori.

 

  3 Il cambiamento del reddito disponibile è importante quando esso
provoca una modifica di almeno fr. 500.- all'anno dell'assegno erogato."

 

                                         Secondo
l’art. 36 RegLAF inoltre 

 

" 
L'assegno integrativo è soppresso in qualsiasi
momento se non sono più adempiute le condizioni legali."

 

                               2.5.   Secondo
l’art. 41 LAF

 

" 
Il titolare del diritto o il beneficiario sono
tenuti ad informare tempestivamente il datore di lavoro, rispettivamente la
Cassa competente, su ogni cambiamento rilevante per il diritto
all'assegno."

 

                                         In
proposito l'art. 70 del RegLAF precisa che

 

" 
Il titolare del diritto o il beneficiario
informano immediatamente la Cassa cantonale per gli assegni familiari di ogni
cambiamento rilevante per il diritto all'assegno, in particolare:

a)   ogni mutamento delle condizioni personali o familiari del titolare
del diritto o del beneficiario;

b)   ogni variazione della situazione economica del titolare del diritto
o del beneficiario, rispettivamente dei loro familiari."

 

                                         Anche
secondo l'art. 42 LAF

 

" 
Il titolare del diritto o il beneficiario e i
loro familiari, i datori di lavoro, le Autorità amministrative cantonali e
comunali, le Autorità giudiziarie, le Assicurazioni sociali e private sono
tenuti a fornire tutte le informazioni utili all'accertamento del diritto agli
assegni ed al pagamento dei contributi."

 

                               2.6.   Per quanto
riguarda l'obbligo di restituzione e del condono l’art. 44 LAF prevede che

 

" 
1
L'assegno indebitamente percepito deve essere restituito.

 

  2 Il diritto di esigere la restituzione è perento dopo un anno dal
momento in cui la Cassa ha avuto conoscenza dell'indebito ma, in ogni caso,
dopo cinque anni dal pagamento dell'assegno.

 

  3 La restituzione è condonata da parte della Cassa competente, in
tutto od in parte, se il richiedente ha percepito la prestazione indebita in
buona fede e se, tenuto conto delle sue condizioni economiche al momento della
restituzione, il provvedimento costituirebbe per lui un onere troppo
grave."

 

                                         Dal
tenore del Messaggio alla LAF emerge che la norma è stata formulata
analogamente all’art. 27 OPC, applicabile in materia di prestazioni
complementari (Messaggio p. 54).

 

                                         Per
l’art. 76 RegLAF:

 

" 
1 In caso di
violazione dell'obbligo di informare, la Cassa cantonale per gli assegni
familiari emette un ordine di restituzione nei confronti del titolare del
diritto o del beneficiario dell'assegno.

 

2 La richiesta
di condono è presentata dalla persona tenuta alla restituzione alla Cassa
cantonale per gli assegni familiari.

 

3 La richiesta
è presentata, debitamente motivata, nel termine di 30 giorni dalla notifica
della decisione di ordine di restituzione della Cassa."

 

                                         Secondo
l’art. 47 LAF, infine,

 

" 
Per quanto non previsto dalla legge, sono
applicabili le disposizioni della legge federale sull'assicurazione per la
vecchiaia ed i superstiti e la legislazione sulle prestazioni complementari
all'AVS/AI."

 

                               2.7.   Secondo la
giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile
anche alla LPC e quindi in materia LAF, in base al rinvio di cui all’art. 47
LAF, la richiesta di restituzione è subordinata ai presupposti della revisione
processuale o del riesame. In effetti l’amministrazione può riesaminare una
decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata oggetto di un
controllo giudiziario, nel caso in cui è senza dubbio errata e la correzione ha
un’importanza rilevante oppure deve procedervi se si manifestano nuovi elementi
o nuovi mezzi di prova atti a indurre ad una conclusione giuridica differente.
Solo in tali casi può richiedere una restituzione (cfr. STFA del 20 ottobre
2000 nella causa C., C 25/00; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63;
Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).

                                         Per quel
che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare
limite generalmente valido. E’ infatti determinante l’insieme delle circostanze
del singolo caso (RCC 1989 p. 547).

 

                                         E' tenuto
alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla
quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è
quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante
sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto
l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame
nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung
unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea
1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA del 20
ottobre 2000 nella causa C., C 25/00).

                                         Il
principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle
regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr.
art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS
e delle leggi ad essa correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se
il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la
persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura
distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la
restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS
e art. 79 OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et
survivants, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).

                                         Questo
concetto è stato pure ripreso dall'art. 44 cpv. 3 LAF (cfr. consid. 2.6.;
2.2.).

 

                               2.8.   A
motivazione dell'ordine di restituzione la Cassa, come visto (cfr. consid.
2.3.), sostiene che l'assicurata non ha notificato tempestivamente l'inizio
della sua attività indipendente a partire dal 1° marzo 1998, rispettivamente il
ricongiungimento al nucleo familiare dell'ex marito dal mese di aprile 1999 (cfr.
consid. 1.2.; 2.3.).

                                         L'assicurata
per contro dichiara di non aver avvisato la Cassa, in quanto sia l'inizio
dell'attività indipendente, che la ricostituita comunione domestica con il
padre delle figlie non hanno mutato le sue difficili condizioni economiche
(cfr. consid. 1.3.; 2.3.).

 

                                         In
proposito va ricordato che, in virtù dell'art. 41 LAF e dell'art. 70 Reg. LAF,
il titolare del diritto all'assegno è tenuto a informare la Cassa cantonale sui
"cambiamenti rilevanti per il diritto" (cfr. consid. 2.5.).

 

                                         Nell'evenienza
concreta risulta dagli atti che effettivamente l'assicurata il 21 ottobre 1998
si è affiliata alla Cassa di compensazione AVS come indipendente a partire dal
1° marzo 1998 fino alla data dello stralcio risalente al 31 maggio 2000. Il reddito
lordo è stato valutato in fr. 10'000.-- (cfr. doc. _).

                                         Inoltre
dal 1° aprile 1999 l'ex marito della ricorrente convive con la medesima e le
loro due figlie (cfr. doc. _). L'8 maggio 2001 poi essi si sono uniti
nuovamente in matrimonio (cfr. consid. 1.7.; doc. _). Egli lavora in qualità di
operaio non qualificato presso l'Ospedale regionale di _________. Nel 1999
__________ ha percepito al netto un salario di fr. 55'319.-- (cfr. doc. _),
mentre nel 2000 fr. 56'013.-- (cfr. doc. _).

                                         Complessivamente
dunque le entrate dell'assicurata, a decorrere dal mese di aprile 1999, tenuto
conto dei guadagni dei genitori, oltre che degli assegni di base, ammontano a
fr. 69'710.--. 

                                         I redditi
dell'anno 2000 corrispondono invece a fr. 70'405.--.

                                         E'
pacifico pertanto che le entrate annue della famiglia __________, soprattutto a
partire dal mese di aprile 1999, erano superiori al reddito considerato dalla
Cassa ai fini del calcolo dell'assegno integrativo (cfr. doc. _).
L'amministrazione si era infatti basata su quanto la ricorrente percepiva
dall'ex marito a titolo di contributi alimentari per le bambine, comprensivi
degli assegni di base, come previsto nella convenzione relativa alle
conseguenze accessorie del divorzio del novembre 1996, omologata dal Pretore il
19 novembre 1997 (cfr. doc. _), ovvero fr. 21'600.-- (cfr. doc. _).

 

                                         Va
comunque segnalato che dal 1° aprile 1999 anche il fabbisogno della famiglia
dell'assicurata era aumentato, visto che, con il ricongiungimento al nucleo
familiare di ___________, il calcolo andava effettuato considerando la famiglia
biparentale e non più monoparentale.

                                         Ai sensi
della LAF, a differenza delle assicurazioni sociali federali che non parificano
la convivenza al matrimonio, è sufficiente la convivenza per beneficiare degli
assegni integrativi e di prima infanzia come famiglia biparentale. Inoltre il
termine genitore deve essere inteso nel senso più ampio possibile (cfr. STCA
del 26 gennaio 2001 nella causa P., 39.2000.41; STCA del 24 luglio 2000 nella
causa I., 39.1999.69; STCA del 15 aprile 1996 nella causa M.).

 

                                         Tuttavia
esso ha avuto un incremento inferiore a quello delle entrate. Infatti da fr.
45'486.-- è aumentato a fr. 55'643.-- nel 1999 e a fr. 55'480.-- nel 2000 (cfr.
doc. _).

 

                                         Di
conseguenza risulta chiaramente che, essendosi realizzato un cambiamento
importante del reddito disponibile dell'assicurata (cfr. art. 35 RegLAF), il
calcolo dell'assegno integrativo andava rivisto in base al nuovo reddito più
elevato.

 

                                         In simili
condizioni, dunque, la ricorrente ha effettivamente percepito indebitamente gli
assegni integrativi che le sono stati erogati a favore delle figlie _________ e
________.

                                         La Cassa
poteva di conseguenza emettere la decisione di restituzione essendo date le
premesse del riesame (cfr. consid. 2.7.).

                                         Del
resto, l'assicurata nell'atto ricorsuale non ha contestato la restituzione nel
suo principio, essa si avvale piuttosto della sua buona fede (cfr. consid.
1.3.).

 

                               2.9.   Occorre ora
stabilire se l'importo richiesto in restituzione è corretto.

                                         L'assicurata,
con lo scritto del 25 aprile 2001, ha contestato il calcolo, asserendo che
l'amministrazione avrebbe tenuto conto unicamente delle entrate o del guadagno
lordo e che il reddito imponibile dell'ex marito corrisponde unicamente a fr.
29'006.--. Sostiene poi che la sua attività indipendente sia terminata già l'8
ottobre 1999 e che non comprende per quali motivi la Cassa nel conteggio faccia
riferimento all'intero anno 2000 (cfr. consid. 1.5.).

 

                                         L'art. 25
lett. c OPC, al quale la LAF rinvia in modo generale (cfr. art. 28 e 47 LAF),
prevede che:

 

" 
ad ogni diminuzione o aumento delle spese
riconosciute dalla LPC, dei redditi determinanti e della sostanza, se durerà
prevedibilmente per un periodo di tempo abbastanza lungo: determinanti sono
i nuovi redditi e le spese duraturi, calcolati su un anno, e la sostanza
presente alla sopravvenienza del cambiamento, se il cambiamento è inferiore
a 120 franchi l'anno, si può rinunciare all'adattamento."

 

                                         Pertanto
nel caso di specie correttamente i nuovi conteggi allestiti dalla Cassa tengono
conto del reddito da attività dipendente percepito effettivamente da
_____________ nel 1999, rispettivamente delle entrate del 2000, calcolate su
base annua.

 

                                         Dai
certificati di salario agli atti emerge che l'ex marito della ricorrente ha
guadagnato, lavorando presso l'Ospedale regionale di __________, nel 1999 fr.
55'319.-- al netto dei contributi sociali (cfr. doc. _).

                                         Dal mese
di gennaio 2000 il suo stipendio mensile è leggermente aumentato. Effettuando
il calcolo su base annua si ottiene un guadagno annuo di fr. 56'013.-- netti
(cfr. doc. _).

                                         La Cassa, nei nuovi calcoli
degli assegni integrativi adeguati alla reale situazione economica
dell'assicurata (cfr. doc. _), ha dunque a giusta ragione computato, a titolo
di reddito da attività lucrativa dipendente, tali importi.

 

                                         Per
inciso va rilevato che il reddito netto imponibile a livello fiscale
corrisponde, ai sensi dell'art. 24 della Legge Tributaria, ai proventi lordi
imponibili meno le spese di acquisizione, le deduzioni generali e sociali di
cui agli art. 25-34 LT. 

                                         Pertanto
esso non è semplicemente equiparabile al guadagno da attività lavorativa al
netto dei contributi sociali e delle eventuali spese per il conseguimento del
reddito computato nel calcolo degli assegni di famiglia. Al reddito netto
imponibile a livello fiscale vengono applicate maggiori deduzioni (per esempio
i versamenti, premi e contributi per assicurazioni sulla vita, le deduzioni per
figli minorenni, gli interessi maturati su debiti privati), pertanto
normalmente si tratta di un ammontare inferiore rispetto all'importo
considerato ai fini della determinazione degli assegni di famiglia. 

                                         Nel caso
di specie quindi il reddito imponibile fiscale di ___________ non può essere
ritenuto ai fini del calcolo degli assegni integrativi, a differenza di quanto
sostenuto dall'assicurata (cfr. consid. 1.5.).

 

                             2.10.   Per quanto
concerne il reddito da attività indipendente conseguito dall'assicurata, va
osservato che, come esposto sopra (cfr. consid. 2.8.), dal certificato di
affiliazione alla Cassa di compensazione risulta che essa ha iniziato la sua
professione il 1° marzo 1998 e che lo stralcio come contribuente indipendente
ha avuto luogo il 31 maggio 2000 (cfr. doc. _).

 

                                         L'assicurata
sostiene per contro di aver terminato l'attività lavorativa l'8 ottobre 1999
(cfr. consid. 1.5.).

                                         Questa
affermazione è comunque contraddetta dal "Questionario per indipendenti
senza contabilità" relativo alla dichiarazione fiscale 2001/2002 trasmesso
dalla ricorrente al TCA. Infatti nel medesimo essa ha dichiarato che nel 2000
la sua cifra d'affari è stata di fr. 2'775.--, mentre le spese sarebbero
ammontate a fr. 4'448.--, per cui avrebbe subito una perdita di fr. 1'673.--
(cfr. consid. 1.9.; doc. _).

 

                                         Ci si
potrebbe dunque chiedere se non si debba allora accertare fino a quando
esattamente la ricorrente è stata attiva come indipendente e qual'è stato il
suo reddito effettivo.

                                         La
questione può, nel caso di specie, rimanere indecisa, in quanto anche non
computando l'entrata dell'assicurata relativa alla sua occupazione
indipendente, i redditi della famiglia __________ sono comunque più elevati del
suo fabbisogno, sia per il 1999 (redditi di fr. 59'710.-- e fabbisogno di fr.
55'643.--), che per il 2000 (redditi di fr. 60'405.-- e fabbisogno di fr.
55'480.--), come peraltro evidenziato dalla Cassa (cfr. consid. 1.6.).                                              

                                         Per
questi due periodi dunque non sarebbero dovuti in ogni caso alla ricorrente
degli assegni integrativi.

                                         Di
conseguenza l'ordine di restituzione emanato dalla Cassa non presta il fianco a
critiche nemmeno per quanto attiene alla sua quantificazione.

 

                             2.11.   La ricorrente
sostiene inoltre di dover sopportare i costi per le cure mediche causate dallo
stato di salute del marito e di aver fatto fronte a delle elevate spese
dentistiche provocate da sue particolari affezioni (cfr. consid. 1.7.).

 

                                         Al
riguardo va osservato che l'art. 28 cpv. 3 LAF sancisce:

 

" 
Il premio per l'assicurazione sociale ed
obbligatoria contro le malattie a carico della famiglia è preso in
considerazione nel calcolo. Le spese di cura e di malattia non sono prese in
considerazioni nel calcolo."

 

                                         La LAF
dunque esclude il computo delle spese mediche e dentistiche dal conteggio degli
assegni di famiglia, così come della franchigia prevista dall'assicurazione
malattia, essendo quella porzione di spese di cura e malattia a carico
dell'assicurato (cfr. Rapporto di maggioranza del 23 maggio 1996 della
Commissione della gestione e delle finanze sul messaggio 19 gennaio 1994
relativo all'introduzione di una nuova legge sugli assegni di famiglia pag.
36).

                                         Anche il
sistema delle prestazioni complementari all'AVS/AI non tiene conto di tali
spese nel calcolo delle PC, tuttavia prevede il rimborso delle spese di
malattia e invalidità per l'anno civile in cui ha avuto luogo la cura nei
limiti di determinati importi (cfr. art. 3 lett. b LPC art. 3d LPC; art. 2
OMPC).

 

                                         Va
segnalato che a tutto quanto non è possibile far fronte tramite i costi
speciali previsti dalla legge, si deve sopperire mediante l'importo destinato a
coprire il fabbisogno minimo (in particolare: vestiti, vitto, mobilio, telefono
e tasse telefoniche, acqua, luce, ecc.; cfr. E. Carigiet, Ergänzungsleistungen
zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Basilea
1998).

                                         Per cui
nella fattispecie, pur comprendendo la difficile situazione della famiglia
della ricorrente confrontata con la grave malattia del marito, questa Corte
deve concludere che il calcolo della Cassa è conforme alle norme legali
esistenti.

 

                             2.12.   Alla luce di
tutto quanto procede, avendo l'assicurata percepito indebitamente gli assegni
integrativi erogatile e vista la correttezza dell'importo chiesto in
restituzione, il TCA deve confermare l'ordine di restituzione emesso il 9
febbraio 2001.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Intimazione
alle parti.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Gianluca
Menghetti