# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 29c5cea5-dedf-537b-803e-4142f6a728a2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-01-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.01.2015 35.2014.33
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2014-33_2015-01-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2014.33

   

  mm

  	
  Lugano

  28 gennaio 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 aprile 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 4 marzo 2014 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 18 dicembre 1998, RI
1, dipendente dell’Impresa di costruzioni __________ di __________ in qualità
di manovale e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1,
é caduto da una scala, riportando la frattura dell’epifisi distale del radio
sinistro. 

 

                                         L’Istituto assicuratore ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge. 

 

                               1.2.   Alla chiusura del caso, con
decisione formale dell’8 giugno 2001, l’assicurato é stato posto al beneficio,
segnatamente, di una rendita d’invalidità del 30% a decorrere dal 1° marzo 2001
(doc. 118).

 

                               1.3.   In occasione della sua
audizione del 22 agosto 2013, RI 1 ha informato l’assicuratore LAINF di lavorare
alle dipendenze della ditta __________ di __________ a contare dal mese di
marzo 2012 (cfr. doc. 143). 

 

                               1.4.   Esperiti gli accertamenti
amministrativi del caso, con decisione formale del 10 settembre 2013, l’amministrazione
ha ridotto al 13% la rendita in vigore a far tempo dal 1° ottobre 2013 (doc.
148). 

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato (cfr. doc. 151), in data 4
marzo 2014, l’CO 1 ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc.
154). 

 

                               1.5.   Con tempestivo ricorso del 7
aprile 2014, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto che,
annullata la decisione su opposizione impugnata, l’CO 1 venga condannato a
riconoscergli una rendita d’invalidità del 25% a contare dal 1° ottobre 2013, argomentando
in particolare quanto segue:

 

" (…).

Nel calcolo del raffronto dei redditi, la CO 1 ha stabilito che il
ricorrente nel 2013 guadagnerebbe uno stipendio di CHF 59'831.20,
corrispondente al salario da invalido. La determinazione di questo importo é il
risultato di un’indagine economica effettuata dalla CO 1 stessa, presso
l’attuale datore di lavoro del ricorrente.

 

… Come si evince dalla ricapitolazione del salario 2013 (doc. D),
il ricorrente non ha conseguito quell’importo, bensì CHF 55'004.30 lordi, che
corrispondono ad un salario netto di CHF 47'966.35.

 

Il guadagno da valido, in base alle indicazioni fornite dalla
ditta __________, ex datore di lavoro e sulle quali la CO 1 si é basata per
determinare tale guadagno, aveva indicato inizialmente uno stipendio orario di
CHF 30.--, che però é stato rettificato e completato (doc. 146 atti CO 1) in
CHF 39.20. A rigore pertanto l’importo orario indicato dalla CO 1 in CHF 30.--
andrebbe rettificato verso l’alto, in almeno CHF 32.--, così come indicato dal
ricorrente in occasione del verbale di audizione del 22 agosto 2013.”

                                        (doc. I, p. 2s.)

 

                               1.6.   L’assicuratore convenuto, in
risposta, ha chiesto che il ricorso venga respinto con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

 

                               1.7.   In corso di causa, il
ricorrente ha prodotto ulteriore documentazione (doc. VII + allegato). 

 

                                         L’assicuratore resistente
si é pronunciato al riguardo in data 30 giugno 2014 (doc. IX).

 

                               1.8.   Il 18 settembre 2014, il TCA
ha chiesto all’CO 1 di prendere posizione in merito al contenuto della distinta
dei salari versati all’assicurato dalla ditta __________ nel corso del 2013
(doc. XI). 

 

                                         La risposta
dell’amministrazione é pervenuta in data 20 novembre 2014 (doc. XVII +
allegati). 

 

                                         L’insorgente ha formulato
le proprie osservazioni al riguardo il 10 dicembre 2014 (doc. XXI). 

 

                               1.9.   Nel mese di gennaio 2015,
questo Tribunale ha interpellato l’Impresa di costruzioni __________ per avere
alcune precisazioni in merito all’indennità d’inconvenienza (doc. XXV). 

 

                                         La risposta dell’ex datore
di lavoro é datata 14 gennaio 2015 (doc. XXVI)

 

                                         L’CO 1 si é pronunciato in
merito il 21 gennaio 2015 (doc. XXVIII), mentre l’assicurato é rimasto silente.

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Il TCA è chiamato a stabilire
se l’CO 1 era legittimato a ridurre al 13% la rendita d’invalidità in vigore
per la via della revisione, oppure no. 

 

                               2.3.   Secondo l'art. 17 cpv. 1
LPGA, se il grado di invalidità del beneficiario della rendita subisce una
notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta
proporzionalmente, oppure soppressa, d'ufficio o su richiesta.

                                         Questa norma è stata
ripresa dall'art. 22 cpv. 1 prima frase vLAINF, il quale prevedeva che se il
grado d'invalidità muta notevolmente, la rendita sarà corrispondentemente
aumentata, ridotta oppure soppressa. 

 

                                         L'art. 22 LAINF -
analogamente all'art. 22 cpv. 1 seconda frase vLAINF - recita che, in deroga
all'articolo 17 cpv. 1 LPGA, la rendita non può più essere riveduta dal mese in
cui gli uomini compiono 65 anni e le donne 62. 

                                         L'istituto della revisione
ha per scopo l'adeguamento della rendita d'invalidità alle mutate circostanze e
non la correzione di errori di commisurazione dell'invalidità di cui sia stata
viziata la decisione iniziale o una revisione successiva (Ghèlew, Ramelet,
Ritter, Commentaire de la loi sur l’assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p.
114).

 

                                         La revisione presuppone,
dunque, che l'invalidità abbia subito sostanziali mutamenti dopo la
costituzione della rendita o una sua successiva revisione (DTF 113 V 275
consid. 1a e riferimenti ivi menzionati).

 

                                         Per costante
giurisprudenza, il TFA considera che i principi dedotti dall'art. 41 LAI si
applicano per analogia pure nell'ambito della revisione delle rendite di
invalidità assegnate dall'CO 1, indipendentemente dal fatto che essa sia
disciplinata dall'art. 80 LAMI oppure dall'art. 22 LAINF (RAMI 1987 U 32 p.
446s.).

 

                               2.4.   L'invalidità può modificarsi
essenzialmente per due ordini di motivi: sia perchè cambia lo stato di salute,
sia perchè il danno alla salute, pur rimanendo immutato, si ripercuote
diversamente sulla capacità lucrativa dell'assicurato, ossia sulla sua capacità
di procurarsi un guadagno col proprio lavoro (cfr. DTF
130 V 343 consid. 3.5, 126 V 75 consid. 1b, 113 V 275 consid. 1a, 109 V
116 consid. 3b). 

 

                                         L'assicurato può, infatti,
migliorare, in prosieguo di tempo, le proprie attitudini professionali,
acquisire conoscenze che gli consentano l'inserimento in attività meglio
rimunerate, reperire un posto confacente in modo ideale al suo stato di salute
ed alle sue attitudini, ben pagato e sicuro, mettendo in atto una situazione
non prevedibile al momento di stabilire il reddito ipotetico da invalido.

                                         Oppure le sue capacità di
guadagno possono, per motivi diversi, peggiorare.

 

                                         Secondo la giurisprudenza
federale, anche il reddito da valido può essere liberamente riesaminato
nell’ambito di una revisione della rendita, senza alcun vincolo all’originaria
decisione di rendita (cfr. STFA U 183/02 del 26 maggio 2003 consid. 6.2). 

 

                               2.5.   Il mutamento deve, inoltre,
essere notevole.

                                         Secondo la giurisprudenza
resa prima dell'entrata in vigore della LAINF, la modifica doveva essere
apprezzata relativamente al grado di invalidità precedentemente accertato: così,
un mutamento del 5% è stato considerato notevole per rapporto ad un'invalidità
del 15% ma poco importante per rapporto ad un'invalidità iniziale del 75% (cfr.
Ghèlew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 115 e dottrina ivi citata).

 

                               2.6.   Per rivedere una rendita di
invalidità non basta un semplice cambiamento passeggero: le circostanze di base
devono mutare presumibilmente a lungo termine.

                                         In particolare, non è
motivo di revisione un temporaneo aumento di guadagno dell'assicurato (cfr.
Ghèlew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 114).

 

                               2.7.   La questione di sapere se si
è prodotto un simile cambiamento deve essere vagliata comparando le circostanze
esistenti al momento dell’ultima decisione cresciuta in giudicato, fondata su
un esame materiale del diritto alla rendita con un accertamento dei fatti
pertinenti, un apprezzamento delle prove e un raffronto dei redditi conforme al
diritto, e le condizioni esistenti all’epoca in cui è stata rilasciata la
decisione litigiosa (cfr. cfr. consid. 2.3
non pubblicato della DTF 139 V 585; DTF 133 V 108 consid. 5; STF 9C_985/2008
del 20 luglio 2009 consid. 4, 9C_148/2007 del 21 gennaio 2008 consid. 3.2).

 

                                         Tanto
nel fissare inizialmente la rendita di invalidità quanto nel rivederla
successivamente si deve ipotizzare un mercato del lavoro in condizioni di
normalità, cioè essenzialmente equilibrato.

                                         I mutamenti congiunturali,
il passaggio, ad esempio, da una fase di recessione a una di crescita
economica, non sono motivo di revisione.

 

                                         Non si tiene parimenti
conto, nè prima nè dopo, di fattori estranei al danno della salute. 

                                         Ad esempio, le scarse
conoscenze scolastiche, le difficoltà linguistiche, le insufficienti attitudini
professionali, ecc., non sono rilevanti ai fini della commisurazione
dell'invalidità.

                                         Ciò che importa è la
diminuzione della capacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante
durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente ad
infortunio. Sola conta, infatti, per la determinazione dell'invalidità,
l'incapacità lucrativa in nesso causale con il danno alla salute (che, a sua
volta, nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, deve essere in
relazione causale con l'infortunio).

 

                               2.8.   Nella DTF 140 V 70 consid.
4.2, il Tribunale federale ha stabilito che, trattandosi della determinazione
degli effetti temporali della riduzione o della soppressione di una rendita
d’invalidità per la via della revisione ex art. 17 cpv. 1 LPGA, è giustificato
collocarsi al momento della decisione formale, quando è certo che già a quella
data sono adempiuti i presupposti materiali della revisione. La riduzione o la
soppressione della rendita ha dunque effetto a partire dal primo giorno del
mese che segue quello in cui la decisione formale è stata emanata,
rispettivamente intimata all’assicurato.

 

                               2.9.   Nella concreta evenienza, a
seguito dell’infortunio del mese di dicembre 1998, l’assicurato è stato posto
al beneficio, segnatamente, di una rendita di invalidità del 30% a contare dal
dal 1° marzo 2001 (doc. 118).

 

                                         Dalle carte processuali
emerge che il grado d’invalidità del ricorrente è stato stabilito in
applicazione del metodo ordinario del raffronto dei redditi. In effetti, il
reddito che egli avrebbe conseguito senza l’infortunio, continuando a lavorare
alle dipendenze dell’Impresa di costruzioni __________ di __________ (reddito
da valido: fr. 24.35/ora) é stato raffrontato al reddito concretamente
realizzato presso la ditta __________ di __________ (reddito da invalido: fr.
17/ora), donde un discapito economico appunto del 30% (cfr. doc. 118, p. 2). 

 

                                         La rendita d’invalidità in
vigore è stata sottoposta a revisione d’ufficio nel corso del 2003 e del 2005. In entrambi i casi, essa è stata confermata (cfr. doc. 127 e doc. 135).

 

                             2.10.   Nel corso del mese di agosto
2013, RI 1 é stato sentito da un funzionario dell’CO 1. In quell’occasione, é
emerso che, a contare dal mese di marzo 2012, egli lavorava stabilmente alle
dipendenze della ditta __________ di __________ in qualità di operaio edile,
percependo un salario orario pari a fr. 26.15 (doc. 143). 

 

                                         Con la decisione di
revisione del 10 settembre 2013, l’Istituto assicuratore ha ridotto al 13% la
rendita d’invalidità in vigore a decorrere dal 1° ottobre 2013. Il reddito (da
invalido) effettivamente percepito dall’assicurato presso la ditta __________
(fr. 59'831.20/anno) è stato raffrontato con quello (da valido) che egli
avrebbe realizzato presso la ditta __________, qualora non fosse insorto il
danno alla salute (fr. 68’640/anno), donde un discapito economico (arrotondato)
appunto del 13%. 

 

                             2.11.   Con la propria impugnativa,
l’insorgente censura l’entità dei redditi ritenuti dall’amministrazione per
stabilire il nuovo grado d’invalidità. 

                                         Per quanto riguarda il reddito
da valido, egli sostiene che esso andrebbe “… rettificato verso l’alto, in
almeno CHF 32, …”, considerate le indicazioni che il suo ex datore di lavoro ha
fornito nel suo mail del 23 agosto 2013. 

                                         Trattandosi invece del reddito
da invalido, facendo riferimento alla distinta dei salari 2013 allestita dalla
ditta __________ (cfr. doc. E), l’assicurato fa valere che il salario lordo da
lui conseguito in quell’anno é stato pari a fr. 55'004.30 (cfr. doc. I, p.
2s.). 

 

                             2.12.   Chiamato a pronunciarsi nella
concreta evenienza, per quanto concerne il reddito senza invalidità, il
TCA osserva che, in data 22 agosto 2013, l’impresa di costruzioni __________ ha
comunicato all’amministrazione che “… ad oggi il signor RI 1, con un’attività
al 100% delle sue capacità fisiche-lavorative, percepirebbe un salario orario
base quantificabile in Fr./h. 30.--. A questo salario andrebbero poi
chiaramente aggiunte tutte le indennità previste dal Contratto Collettivo di
lavoro del ramo dell’edilizia.” (doc. 145). 

                                         Il giorno successivo, l’ex
datore di lavoro ha precisato che “… al salario base comunicato vanno aggiunte
le seguenti indennità che devono essere calcolate per un esatto importo del
salario orario del signor RI 1: indennità per giorni festivi 3%, vacanze 13%,
tredicesima 8.33%, indennità d’inconvenienza 1.40 fr./h. Con la presente
possiamo dunque comunicarle che ad oggi il signor RI 1, con un’attività al 100%
delle sue capacità fisiche-lavorative, percepirebbe un salario orario base
lordo quantificabile in Fr./h 39.20.” (doc. 146). 

 

                                         Dal doc. 147 si evince che
l’CO 1 ha stabilito in fr. 68'640.-- il reddito da valido, moltiplicando il
salario orario di fr. 30.-- per 176 ore e per 13 mesi.

 

                                         Giusta l’art. 24 cpv. 1
del Contratto nazionale mantello per l’edilizia principale in Svizzera (CNM
2012-2015), per orario di lavoro annuale si intende il totale
lordo delle ore di un anno civile, durante le quali il lavoratore deve svolgere
il suo lavoro, prima della deduzione delle ore non
lavorative generali, come i giorni festivi infrasettimanali retribuiti, e delle
ore individuali non lavorate, come vacanze, malattia, infortunio, giorni di
servizio civile, ecc.. 

                                         Il cpv. 2
prevede invece che il totale determinante delle ore
annuali ammonta a 2112 ore in tutte le zone contrattuali (365 giorni : 7
= 52,14 settimane x 40,5 ore).

 

                                         In una
sentenza 8C_749/2013 del 6 marzo 2014 consid. 3.3.2, il Tribunale federale ha stabilito
che nel caso in cui il salario sia già comprensivo dell’indennità per festività
infrasettimanale e di quella di vacanza, i corrispondendi periodi devono essere
dedotti dall’orario di lavoro annuale convenuto mediante
contratto collettivo, affinché si possa stabilire il reddito determinante. 

 

                                         Nel caso di
specie, il salario orario di fr. 30.-- comunicato dall’ex datore di lavoro non
é comprensivo dell’indennità per festività infrasettimanale, né di
quella di vacanza, né ancora della tredicesima mensilità, ragione per la quale
l’assicuratore convenuto l’ha correttamente moltiplicato per
176 ore/mese (coefficiente per il salario costante - 2112 : 12) e, in seguito,
per 13 mesi. 

                                         Almeno da questo punto di
vista, la decisione su opposizione impugnata non presta dunque il fianco a
critiche. 

 

                                         In data 23 agosto 2013, la
ditta __________ ha dichiarato inoltre che, qualora fosse rimasto alle sue
dipendenze, l’assicurato avrebbe beneficiato di un’indennità d’inconvenienza
(secondo il CNM 2012-2015, indennità per il pranzo) pari a fr. 1.40/ora
(doc. 146). 

 

                                         Al proposito, questo
Tribunale rileva che, in una sentenza 8C_964/2012 del 16 settembre 2013 consid.
4.3.2, l’Alta Corte ha stabilito che l’indennità per il pranzo non andava presa
in considerazione per determinare il reddito da valido poiché, in quella
fattispecie, l’indennità in questione era stata pagata in più del salario
mensile lordo e che, pertanto, su di essa non erano stati prelevati i
contributi sociali (per un caso in cui il TF ha deciso nel senso opposto, in
quanto l’indennità forfetaria per il pranzo era stata indicata dal datore di
lavoro a titolo di salario mensile lordo su cui erano stati prelevati i
contributi paritetici, si veda la STF 8C_430/2010 del 28 settembre 2010). 

 

                                         In concreto, interpellato
da questa Corte, in data 14 gennaio 2015, l’ex datore di lavoro ha precisato
che, qualora l’assicurato fosse rimasto alle sue dipendenze, l’indennità per il
pranzo gli verrebbe pagata in più del salario lordo e non sarebbe soggetta ai
contributi sociali (cfr. doc. XXVI). 

                                         Pertanto, conformemente
alla giurisprudenza federale appena citata, é a giusta ragione che l’CO 1 non
ha preso in considerazione l’indennità per il pranzo per stabilire il reddito
da valido. 

 

                                         In esito a quanto precede,
il reddito da valido ammonta dunque a fr. 68'640. 

 

                             2.13.   Trattandosi del reddito da
invalido, nel caso concreto, l’amministrazione l’ha stabilito secondo le
stesse modalità con le quali ha determinato quello da valido, quindi moltiplicando
il salario orario di fr. 26.15, indicato dallo stesso assicurato
in occasione della sua audizione del 22 agosto 2013, per 176 ore/mese e
per 13 mensilità (cfr. doc. 147). 

 

                                         Unitamente alla propria
impugnativa, l’assicurato ha prodotto la distinta dei salari pagatigli nel 2013
dalla ditta __________ e ha preteso che, a titolo di reddito da invalido, vada
considerato il salario lordo di fr. 55'004.30, ivi indicato (cfr. doc. I, p. 3
e doc. E). 

 

                                         In corso di causa, il TCA
ha invitato l’Istituto convenuto a prendere posizione “… in merito al contenuto
del documento qui accluso [la distinta dei salari 2013, n.d.r.], e ciò dal
profilo della determinazione del reddito da invalido.” (doc. XI). 

 

                                         In data 11 novembre 2014,
un funzionario amministrativo ha sentito i titolari della ditta __________. Dal
relativo verbale risulta, per quanto qui d’interesse, che il salario orario
dell’assicurato “… nel 2013 é stato adeguato, conformemente alle direttive
della Commissione Paritetica Cantonale, risp. ai disposti del CCL cantonale, ed
ammontava a franchi 26.15 orari, ai quali vanno aggiunte le percentuali per
vacanze, festivi e tredicesima. Le ore lavorative in azienda svolte dall’operaio
nel 2013 ammontano a 1450.50 (lavorate) e a 2144 comprensive di assenze,
vacanze e intemperie. Si rimanda al riassunto fornito oggi dalla ditta relativo,
appunto, all’anno 2013 (Calcolo salario costante). La ditta versa al dipendente
lo stipendio mensilmente come salario costante e a dicembre vengono effettuati
tutti i conguagli. Nella ricapitolazione salario 2013 sono riassunti gli
estremi che sono descritti in dettaglio nei relativi fogli paga oggi raccolti.”
(doc. 156). 

 

                                         Dai dati acquisiti presso
il datore di lavoro l’ ha quindi tratto le seguenti conclusioni:

 

" (…).

-                                     Il
calcolo di confronto tra il salario da valido ed invalido, considerato che non
risulta una perdita di ore a seguito dei postumi infortunistici, é da fare
sulla base dell’orario di lavoro costante, ossia 176h x 12, risp. 13
considerando la tredicesima.

 

-                                     Le
limitazioni di rendimento fatte valere dalla ditta sono già considerate, in
accordo con la CPC, con il fatto che viene versato un salario inferiore al
minimo previsto dal CCL per la qualifica (B) dell’interessato.

 

-                                     Confrontando
il salario effettivo di CHF 26.15 per il 2013, risp. CHF 26.26 per il 2014, con
quello da valido di CHF 30.00 per il 2013, risp. 30.12 per il 2014 (rivalutato
tramite CCL), risulta una perdita al guadagno effettiva del 12.83% per il 2013,
risp. del 12.82% per il 2014.

 

Visto quanto precede, riteniamo corretta la nostra decisione del
10.09.2013, con la quale abbiamo ridotto la rendita d’invalidità dal 30% al
13%.” 

                                         (doc. 155, p. 2)

 

                                         Chiamato ad esprimersi su
quanto precede, RI 1 ha in particolare ribadito di aver percepito “… un salario
lordo per il 2013 di CHF 55'004.30. Su questo importo la CO 1 non ha preso
posizione o quantomeno non ha contestato questo dato e non risulta
dall’indagine ulteriormente eseguita presso il datore di lavoro che siano
emersi conteggi diversi. Queste sono le cifre oggettive ed effettive che vanno
prese in considerazione nel raffronto dei due redditi.” (doc. XXI). 

 

                                         Da parte sua, il TCA osserva
che, in occasione della sua audizione del novembre 2014, il datore di lavoro ha
dichiarato che nel 2013 l’assicurato ha percepito un salario orario di fr. 26.15, al netto dell’indennità per festività infrasettimanali,
di quella di vacanza e della tredicesima mensilità e che, sempre nel 2013, le
ore lavorative sono state 2144 (comprensive di assenze, vacanze e intemperie). 

                                         Alla luce di quanto
precede, esso non vede alcuna valida ragione per distanziarsi dal calcolo eseguito
dall’assicuratore convenuto: il salario base orario (fr. 26.15) va
effettivamente moltiplicato per il coefficiente 176 (2112 : 12) e, in
seguito, per 13 mensilità, donde un reddito da invalido pari a fr. 59'831.20.

 

                                         Al riguardo, occorre sottolineare
che quest’ultimo importo corrisponde in sostanza alla somma dei salari lordi
risultanti dalle schede di stipendio acquisite agli atti sub doc.
160-171 (fr. 60'696.87 vs. fr. 59'831.20). Da notare peraltro che
l’importo in questione non comprende la gratifica versata nel mese di luglio
2013 (cfr. doc. 166). 

                                         Non trova dunque riscontro
l’affermazione dell’insorgente secondo la quale, nel 2013, egli avrebbe
conseguito un reddito lordo pari a fr. 55'004.30. 

 

                             2.14.   Il grado d’invalidità
dell’insorgente a decorrere dal 1° ottobre 2013 - determinato raffrontando il
reddito effettivamente percepito presso la ditta __________ (fr. 59'831.20/anno)
con quello che egli avrebbe realizzato senza il danno alla salute (fr. 68'640/anno)
-, é dunque del 12.83%, arrotondato al 13%, ragione per la quale l’CO 1
era legittimato a procedere alla revisione della rendita d’invalidità in vigore
(e, quindi, a ridurre il grado dell’invalidità). 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti