# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0ca40bb3-085f-5e5c-a72a-367fb9342f4a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-08-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.08.2010 39.2010.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_39-2010-1_2010-08-19.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  39.2010.1

  39.2010.2

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  19 agosto
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 marzo 2010 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 16 febbraio
  2010 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale per gli assegni
  familiari, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assegni di famiglia

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su opposizione del 16 febbraio 2010 la Cassa cantonale per gli assegni familiari ha confermato le precedenti decisioni del 30 settembre
2009 con le quali aveva negato a RI 1 il diritto all'assegno familiare
integrativo (cfr. Doc. A3) e all'assegno di prima infanzia (cfr. Doc. A2), richiesti
il 29 maggio 2009, ritenendo che esiste un'eccedenza di reddito Laps annuo di
fr. 2'271.--.

 

                                         Nella
decisione su reclamo l'amministrazione ha sostenuto che non è possibile
prendere in considerazione gli obblighi di mantenimento del convivente
dell'assicurata decisi dal Tribunale di __________ l'11 marzo 2009 in quanto essi non sono commisurati alla situazione attuale.

                                         Per
questo motivo, secondo l'amministrazione, a seguito della nascita del figlio __________
il 1° aprile 2009 e vista la nuova situazione economica, il convivente
dell'assicurata è tenuto a richiedere una modifica della citata sentenza (cfr.
Doc. A5).

 

                               1.2.   Contro
questa decisione l'assicurata, rappresentata dal padre (cfr. Doc. A1), ha
inoltrato un tempestivo ricorso al TCA.

                                     Dopo avere
fatto valere una violazione del diritto di essere sentito ha sottolineato che, fra
le spese vincolate, figurano pure gli alimenti, ed ha rilevato quanto segue:

 

" 
(…)

Ai sensi dell'art. 8 LAPS, la spesa vincolante è
costituita anche dal punto d) il quale fa riferimento agli alimenti di
cui all'art. 32 cpv. 1 lett. c) della legge tributaria cantonale.

Orbene, fra le spese dichiarate e sostenute vi è
il versamento dei contributi alimentari pagati all'ex coniuge, contributo
stabilito da un tribunale civile e che ammonta a 1'000 euro mensili ed è pure
evidente che l'importo è stato effettivamente pagato dall'interessata, anche se
questo argomento non è più stato sollevato dall'autorità che ha evaso il
reclamo.

 

Naturalmente lo sgravio dei contributi alimentari
è riferito unicamente all'importo versato per l'ex moglie e non a quello
relativo alla figlia (ormai soppresso), anche perché la legge tributaria non
ammette la deduzione degli alimenti versati ai figli dopo la maggiore età
poiché questi esborsi sono considerati nell'ambito del diritto di famiglia, non
deducibili per chi li versa e non tassabili a chi li riceve. (…)" (Doc. I)

 

                                         Il
rappresentante dell'assicurata ha quindi chiesto la riparazione in sede
ricorsuale della violazione del diritto di essere sentito e l'accoglimento del
ricorso con assegnazione dell'API e dell'AFI.

 

 

                               1.3.   Dopo avere
chiesto una proroga il 29 marzo al fine di effettuare ulteriori accertamenti
(Doc. III) la cassa nella risposta di causa del 3 maggio 2010 (cfr. Doc. V)
propone di respingere il ricorso.

 

                                         L'amministrazione
ha innanzitutto precisato di avere sentito il rappresentante dell'assicurata e
di avere esaminato l'intero contenuto della sentenza di divorzio dalla quale
risultano rinunce a proprietà immobiliari e a redditi immobiliari da parte del
convivente dell'assicurata.

                                         La Cassa ha poi ribadito l'opinione secondo cui l'assicurata deve chiedere la modifica
dell'assetto alimentare al Tribunale di __________ al fine di tenere conto del
fatto che il signor __________ ha ricostruito una nuova famiglia con relativi
obblighi di mantenimento.

 

                                         Secondo
l'amministrazione, anche qualora non si potesse pretendere tale modifica,
l'importo di 1'000 euro non sarebbe comunque computabile tenuto conto delle
rinunce a proprietà immobiliari e di redditi sottoscritte dal suo convivente
con la ex moglie e omologato dal giudice (cfr. Doc. V).

 

                               1.4.   Il 12 maggio
2010 il rappresentante dell'assicurata ha sottolineato che la sentenza di
separazione consensuale, datata 17 febbraio 2009 emessa dal Tribunale di __________
ha avallato sia il contributo alimentare sia le questioni patrimoniali e che
siccome __________ e __________ sono intenzionati a divorziare di comune
accordo nei tempi più brevi previsti dalla legge italiana hanno già stabilito e
risolto le questioni patrimoniali.

 

                                         Il
rappresentante dell'assicurata ha poi sostenuto che il convivente della figlia
non è intenzionato a mettere in discussione l'accordo in quanto è a lui
favorevole.

                                         Al
riguardo egli ha in particolare rilevato:

 

" 
(…)

Infatti, a fronte della rinuncia della quota
di un mezzo di due modeste unità immobiliari (punto nove della sentenza), l'ex
moglie ha accettato di mettere in vendita la sua casa primaria, di sua
esclusiva proprietà e il 50% del ricavato sarà ceduto all'ex marito (punto 4
della sentenza).

 

Questo accordo è straordinariamente favorevole al
__________ poiché rinunciando alla metà di due piccole unità immobiliari e al
relativo affitto (quest'introito serve per coprire le spese della casa primaria
di proprietà della moglie, fintanto non si trova un acquirente, vedi punto 8
della sentenza) ha concordato, in forma ufficiale avallata dal Tribunale di __________,
il diritto di ricevere la quota parte di un mezzo dell'incasso della vendita
della casa della moglie.

 

Quindi, per non compromettere il buon esito
dell'azione di divorzio comune, che potrà avvenire solo dopo il 17 febbraio
2012 e dell'accordo a lui così favorevole, il __________ non può
chiedere alcuna modifica pattuita il 17.2.2009. (…)" (Doc. VII)

 

                                         Infine,
il rappresentante dell'assicurata ha precisato che l'autorità fiscale ha
accettato l'importo di euro 12'000 annui versati a titolo di alimenti sulla
base di una dichiarazione della ex moglie (cfr. Doc. B2).

 

                               1.5.   In uno
scritto 21 maggio 2010 la Cassa afferma di non avere nulla da aggiungere e si
riconferma nella risposta di causa (cfr. Doc. IX).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   L’assegno
integrativo è regolato dagli art. 47 seg. della Legge sugli assegni di famiglia
.

                                         Le
condizioni per poter beneficiare dell'assegno integrativo sono così fissate
all’art. 47:

 

" 
1Richiamata la Laps, il genitore ha diritto all'assegno, per il figlio, se cumulativamente:

a) è domiciliato nel Cantone al momento della
richiesta;

b) coabita, anche soltanto in forma parziale, con
il figlio;

c) ha il domicilio nel Cantone da almeno tre
anni.

2Se entrambi i
genitori coabitano con il figlio, il diritto all'assegno spetta alla madre o al
padre."

 

                                         L'art. 49
della legge  prevede  che:

 

" 
1L'importo
massimo dell'assegno corrisponde alle soglie di intervento per i figli definite
dalla Laps.

2Dall'importo
erogabile vanno dedotti gli eventuali assegni per figli e di formazione."

 

 

                               2.2.   Gli art. 51  e
52 fissano le condizioni per poter beneficiare dell’assegno di prima infanzia.

 

                                         L’art. 52,
che si riferisce alla famiglia biparentale, stabilisce quanto segue:

 

" 
1I genitori
hanno diritto all'assegno, per il figlio, se cumulativamente:

a) sono domiciliati nel cantone al momento della
richiesta;

b) coabitano costantemente con il figlio;

c) il padre o la madre ha il domicilio nel
Cantone da almeno tre anni;

d) soddisfano i requisiti della Laps.

2Se l'unità di
riferimento è costituita, oltre che dal titolare del diritto anche da membri di
cui alla Laps e nessuno di questi svolge un'attività lucrativa a tempo pieno o
ne svolge una solo a tempo parziale, senza giustificati motivi, a questi è
computabile un reddito ipotetico pari al guadagno di un'attività a tempo pieno
da lui esigibile.

3Il reddito
ipotetico minimo è pari al doppio della soglia di intervento per il titolare
del diritto ai sensi della Laps."

 

                                         L’art. 54
enuncia inoltre che:

 

" 
1L'importo
massimo dell'assegno corrisponde alle soglie di intervento definite dalla Laps
per il genitore o i genitori, i figli di età superiore ai tre anni e i figli
per i quali sussiste il diritto all'assegno di età inferiore ai tre anni.

2Dall'importo
erogabile vanno dedotti gli eventuali assegni per figli e di formazione." 

 

                                         Dal
tenore di queste norme legali, risulta che la LAF, la cui prima revisione, per quanto attiene agli assegni integrativi e di prima infanzia, è entrata in
vigore il 1° febbraio 2003, per il calcolo degli assegni integrativi rinvia
alla Laps, anch’essa in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/ 2002 del 24
dicembre 2002 pag. 489 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.; BU
3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.).

 

                               2.3.   Secondo
l'art. 4 Laps:

 

" 
L’unità di riferimento è costituita: 

a) dal titolare del diritto; 

b) dal coniuge o dal partner registrato; 

c) dal partner convivente, se la convivenza è
considerata stabile; 

d) dai figli minorenni di cui essi hanno
l’autorità parentale; 

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono
economicamente indipendenti."

 

                                         Giusta
l'art. 2a del Regolamento Laps:

 

" 
La convivenza è considerata stabile se,
alternativamente: 

a) vi sono figli in comune; 

b) la convivenza procura gli stessi vantaggi di
un matrimonio; 

c) la convivenza è durata almeno 6 mesi."

 

                                         Il
titolare ha diritto alle prestazioni sociali di complemento armonizzate fino a
quando la somma fra il reddito disponibile residuale della sua unità di
riferimento, la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie
di cui beneficiano o potrebbero beneficiare le persone facenti parte della sua
unità di riferimento e le prestazioni sociali di complemento di cui essa
beneficia non raggiunge la soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps). 

                                         Se,
nell’ambito della medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di
cui potrebbero beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne
hanno fatto richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una
quota proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).

 

                                         Il
reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi
computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità
di riferimento (art. 5 Laps).

                                                      Esso viene determinato tenendo conto della situazione finanziaria
dell’unità di riferimento esistente al momento del deposito della richiesta. Il
regolamento definisce e disciplina i casi particolari (art. 10a Laps).

 

 

                                         L'art. 6
Laps così regolamenta il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare imponibile, la
deduzione sociale per i coniugi giusta la legge tributaria si applica anche
alle famiglie monoparentali e alle coppie conviventi.(cpv. 1)

 

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e
le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato.(cpv. 2 ) 

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

 

                                         La spesa
computabile è costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per
l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le
spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale
misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle
persone con attività lucrativa salariata;]

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata; 

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente
assicurate;

i)  ... 

j)  …

    

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di: 

a) per le persone unità               importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

 

                                         Infine
l'art. 10 Laps precisa a cosa equivale la soglia di intervento:

 

" 
La soglia d’intervento corrisponde alla somma
di: 

a) per il titolare               importo
corrispondente al limite minimo

    del
diritto:                   previsto dalla legislazione sulle 

                                                     prestazioni
complementari all'AVS/AI per la

                                                     persona
sola

 

      b) per la prima perso-            importo
corrispondente alla metà del limite

                                        na
supplementare            minimo previsto dalla legislazione sulle

                                        dell'unità
di riferi-              prestazioni complementari all'AVS/AI per la

                                        mento   persona
sola

 

 c)  per la seconda e       importo corrispondente
al limite minimo

                                        la terza
persona               previsto dalla legislazione sulle 

                                        supplementare                 prestazioni
complementari all'AVS/AI 

                                        dell'unità
di riferi-              per il primo figlio

                                        mento:  

 

 d)  per la quarta e la       importo
corrispondente al limite minimo

                                        quinta
persona                 previsto dalla legislazione sulle

                                        supplementare
                prestazioni complementari all'AVS/AI

                                        dell'unità
di riferi-              per il terzo figlio

                                        mento:  

 

 

 e)  per la sesta e ogni    importo corrispondente
al limite minimo

                                        ulteriore
persona              previsto dalla legislazione sulle

                                        supplementare
                prestazioni complementari all'AVS/AI

                                        dell'unità
di riferi-              per il quinto figlio"

                                        mento:  

 

                                         Il 1°
gennaio 2008 è entrato in vigore l’art. 10 cpv. 2 Laps (cfr. BU 6/2008 del 15
febbraio 2008), secondo cui:

 

" 
Per limiti minimi secondo la legislazione sulle
prestazioni complementari all’AVS/AI si intende:

a) fr. 16’540.-- con riferimento all’art. 10 cpv.
1 lett. a);

b) fr.   8’270.-- con riferimento all’art. 10
cpv. 1 lett. b);

c) fr.   8’680.-- con riferimento all’art. 10
cpv. 1 lett. c);

d) fr.   5’787.-- con riferimento all’art. 10
cpv. 1 lett. d);

e) fr.   2’893.-- con riferimento all’art. 10
cpv. 1 lett. e).

 

                                         L’art. 10
cpv. 3 Laps, in vigore dal 1° gennaio 2008 (cfr. BU 6/2008 del 15 febbraio
2008), enuncia poi che:

 

"  I limiti dell’art. 10 cpv. 2 vengono adeguati contemporaneamente ai
limiti della legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI e nella
misura dell’incremento deciso dall’autorità federale per le prestazioni
complementari all’AVS/AI.”

 

                               2.4.   L’art. 32
lett. c della Legge tributaria (LT) stabilisce che  sono dedotti dai proventi “
gli alimenti versati al coniuge divorziato o separato legalmente o di fatto
nonché gli alimenti versati a un genitore per i figli sotto la sua autorità
parentale,escluse tuttavia le prestazioni versate in virtù di un obbligo di
mantenimento o di assistenza fondato sul diritto di famiglia”.

                                         Questa
norma è da mettere in relazione con l’art. 22 lett. f della LT secondo cui sono
parimenti imponibili “gli alimenti percepiti dal contribuente in caso di
divorzio o separazione legale o di fatto, nonché gli alimenti percepiti da un
genitore per i figli sotto la sua autorità parentale” e con l’art. 23 lett. e
della stessa LT secondo cui sono esenti da imposta “le prestazioni versate in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia, eccettuati gli
alimenti di cui all’art. 22 lettera f)”.

 

                               2.5.   Nella
presente fattispecie non è più contestato  ed è peraltro comprovato (cfr. le
condizioni della separazione consensuale , omologate dal Tribunale di __________
l’11 marzo 2009, doc. 56 c, punto 5 e 56 g e la dichiarazione della diretta interessata del 12 aprile 2010, doc. B ) che il convivente dell’assicurata,  il
quale fa parte della sua unità di riferimento (cfr. art. 4 Laps; art. 2°
Regolamento Laps; Doc. A2 e Doc. A3) deve versare mensilmente l’importo di 1'000
euro alla moglie da cui vive separato.

                                         Secondo
questo Tribunale , alla luce dell’art. 8 lett. c .Laps in relazione con l’art.
32cpv.1 lett. c LT (cfr. consid. 2.4 e 2.4),  questo importo deve essere preso
in considerazione a titolo di spesa vincolata al momento di effettuare il
calcolo dell’assegno integrativo e dell’assegno di prima infanzia.

 

                                         In tale
contesto va ricordato che anche la Legge federale sulle prestazioni
complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità,
che pure è fondata sul principio della selettività, riconosce all’art. 3 lett.
e “ le pensioni versate in virtù del diritto di famiglia”.

                                         La
giurisprudenza federale ha stabilito che le pensioni alimentari possono essere
riconosciute come spese solo nel caso in cui sono state effettivamente versate
(cfr. Pratique 2004 pag. 149 seg.)

                                         Inoltre,
in una sentenza pubblicata in DTF 120 V 442 seg., l'Alta Corte ha ricordato
che:

 

" 
b) Nach der Rechtsprechung zu Art. 23 Abs. 2 AHVG
sind, wenn der Zivilrichter die Unterhaltspflicht rechtskräftig beurteilt hat,
die Organe der Sozialversicherung an seinen Entscheid gebunden und nicht mehr
befugt, über die rechtskräftig entschiedene Frage selbständig zu befinden (BGE 109 V 244 Erw. 2b;
ZAK 1991 S. 138 Erw. 3b). Dies gilt auch im Rahmen von Art. 3 Abs. 1 lit. f ELG (ZAK 1991 S.
138 Erw. 3a)."

 

                                         La
decisione su reclamo impugnata che non ha considerato tale importo, deve dunque
essere annullata e gli atti rinviati all'amministrazione affinché operi un
nuovo calcolo degli assegni integrativi e di prima infanzia che lo contempli.

 

                               2.6.   L'amministrazione
non ha preso in considerazione gli alimenti versati da __________ alla moglie
da cui vive separato, ritenendo che, dopo la nascita del figlio __________,
avuto da RI 1 (cfr. Doc. 71-75), tale obbligo di mantenimento non corrisponde
più alla nuova situazione economica.

 

                                         In una
sentenza, relativa alle prestazioni complementari, pubblicata in RCC 1991 pag.
143 seg. il Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007:
Tribunale federale) ha stabilito che se l'assicurato versa pensioni alimentari
del diritto di famiglia manifestamente troppo elevate in rapporto alle sue
possibilità finanziarie, e le prospettive di successo in una procedura di
modifica di diritto civile sono constatate, le condizioni di rinuncia ai sensi
di questa disposizione sono adempiute se il pretendente, dopo la scadenza del
termine fissatogli con indicazioni delle conseguenze nel caso d'omissione,
desiste dal promuovere un'azione legale che gli era possibile. Per la durata di
questo termine e fino alla chiusura della procedura di modifica, si deve
concedergli prestazioni senza tener conto di un importo a cui ha rinunciato.

 

                                         In
quell'occasione l'Alta Corte ha in particolare sviluppato le seguenti
considerazioni:

 

" 
Lorsque le juge civil a prononcé un jugement
définitif, les organes des assurances sociales sont liés par le jugement et ne
peuvent plus se prononcer indépendamment sur la question tranchée
définitivement (ATF 109 V 244 con­sid. 2b; lmboden/Rhinow, Schweizerische
Verwaltungsrechtsprechung, 6e
édi­tion, voll. II, p. 1056 s.
avec références). Il est par conséquent en principe interdit à l'administration
de s'écarter lors du calcul des prestations complémentaires de la contribution
d'entretien déterminée par le juge, indépendamment du fait que le jugement correspondant, entré en
force de chose jugée, était
correct du point de vue
matériel et qu'il aurait résisté à un examen de l'instance de recours si les moyens de droit avaient été
interjetés (ATF 109 V 244 consid. 2b). D'autre part, le paiement des
contributions d'entretien relevant du droit de la famille qui ont été considérablement réduites lors d'un
réexamen par le juge équivaudrait à une mise à contribution injustifiée des PC par le débiteur des
contributions d'entretien, ce qui est intolérable. La personne qui demande les
prestations ne peut pas dans un tel cas être libérée de l'obligation de saisir les possibilités juri­diques
dont elle dispose pour faire réduire ou supprimer les contributions
d'entretien. Même si l'on ne peut pas lui imputer, selon ce qui
vient d'être dit plus haut en tant qu'acte de dessaisissement pertinent la conduite du procès
omise pendant la période
précédant le dépôt de la
demande, l'obligation men­tionnée
continue cependant d'exister. Lorsque l'administration parvient
après un examen approprié à la conclusion que l'assuré doit payer des
contributions d'entretien visiblement trop élevées par rapport à ses
possibilités financières, que des chances de succès claires sont démontrées et qu'il est raisonnable­ment
admissible de conduire un procès, elle doit signaler les revenus dessaisis au
demandeur de prestation et lui fixer un délai approprié pour introduire la
procédure en modification. Elle doit y joindre l'avertissement que dans le cas
con­traire les prestations seront réduites ou supprimées après indication de la
perle de gain présumée. Pour la durée  de ce délai et (au cas où celui-ci
serait pro­longé) jusqu'au règlement définitif de la procédure il faut lui
accorder les PC sans prendre en considération la situation de dessaisissement.
Lorsque, en revanche, l'issue du procès semble incertaine parce que les chances
de succès et les dangers de perte s'équilibrent ou que ces derniers ne sont
pour le moins pas insignifiants, le requérant a le pouvoir de décider s'il
souhaite ou non enga­ger une procédure. Car l'obligation de réduire le dommage
(voir à ce propos ATF 113 V 28 avec références, RCC 1987 p. 458 consid. 4) ne
va pas jusqu'à obliger l'assuré à engager, dans de tels cas, un procès en
matière de prestations complémentaires.

 

4a. Dans le cas présent, la demande de
modification au sens de l'ancien art. 172 CCS, resp. de l'art. 179 CCS aurait
sans doute eu de bonnes chances de succès après que l'intimé, sans fortune,
avait renoncé en 1981 à son activité lucrative exercée au moment de I'accord
conclu devant le juge (20 novembre 1979) et qu'il ne lui restait p. ex. en 1987
de ses prestations de vieillesse totales de 3572,85 francs (2250.- francs rente
de vieillesse pour couple et 1322,85 francs rente de vieillesse de la caisse de
retraite) plus qu'un tiers (1172,85 francs) après déduction des pensions
alimentaires en faveur de son épouse, il aurait également été raisonnable
d'exiger une telle procédure de l'intimé.

b. Il ressort cependant du dossier que l'intimé
n'a été invité ni par la caisse de compensation ni par le tribunal cantonal à
engager une procédure de révision. 

La première instance l'a bien rendu attentif lors
d'une audition personnelle (du 4 mars 1988) - de même que la caisse de compensation du canton de T (lettre du 17
octobre 1988) et le TFA (arrét du 18 novembre 1985) aux différentes possi­bilités
pour adapter l'obligation d'entretien à la situation économique modifiée depuis la publication de la convention de
séparation du 20 novembre 1979 et a suspendu, par la suite, la procédure
concernant le procès civil envisagé par I'assuré et qu'il n'a pas introduit
pour des motifs personnels. Le seul fait que l'on indique à l'assuré les moyens
de droit ne permet cependant pas de conclure 

déjà à un acte de dessaisissement ayant un
caractère juridique. Il est bien plutôt nécessaire que l'administration resp. le juge des assurances
sociales informe la personne qui demande la prestation sur les revenus
manquants du fait que le juge
n'a pas modifié le jugement concernant les contributions d'entretien l'invite à
commencer une procédure en modification dans un délai approprié.

Elle doit y joindre l'avertissement qu'en cas
d'omission, la PC sera calculée à l'échéance du délai en tenant compte de la
perte de revenu présumée ce qui entraînera une réduction, voire une suppression du droit. Ce n'est que
lorsque ces conditions sont remplies que l'on peut considérer son comportement
comme un dessaisissement au sens de l'art. 3 al. 1 let. f LPC. Au vu de ce qui est exposé ci-devant, il faut rejeter le
recours de droit adminis­tratif sur ce point."

 

                                         In tale contesto va ricordato che l'art. 11 cpv. 1 lett. h LPC del 6
ottobre 2006 prevede che sono computati come reddito "i proventi e i beni
a cui l'assicurato ha rinunciato".

                                         Anche
l'art. 6 cpv. 2 Laps stabilisce che "fanno parte dei redditi computabili
le entrate e le parti di sostanza, mobiliare o immobiliare alle quali il
richiedente ha rinunciato".

 

                                         A
proposito della citata disposizione della legge sulle prestazioni
complementari, E. Carigiet – U. Koch, "Ergänzungsleistungen zur
AHV/IV", Ed. Schultess, Zurigo-Basilea-Ginevra 2009, pag. 146, rilevano
quanto segue:

 

" 
Anders sieht die Rechtslange aus, wenn sich die
Verhältnisse nach Festsetzung der Unterhaltsbeiträge ändern. Hier sind die
unterhaltsverpflichteten EL-Berechtigten anzuhalten, eine Abänderung der
Unterhaltsbeiträge vor dem Gericht durchzusetizen, sofern die Prozessführung
zumutbar ist und klare Gewinnchancen bestehen. Die EL-Stelle hat der
EL-berechtigten Person eine angemessene Frist zur Einleitung des
Abänderungsverfahrens zu gewähren. Dies hat mit der Androhung zu erfolgen, dass
die EL im Unterlassungsfall nach Massgabe des mutmasslichen Einkommensverlustes
entfallen oder gekürzt werden."

 

                                         Dal canto
suo R. Jöhl "Ergänzungsleistungen zur AHV/IV" in SBVR. Soziale
Sicherheit, Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea-Ginevra-Monaco 2007, su
questo tema si è così espresso:

 

" 
Die andere Sachverhaltskonstellation
unterscheidet sich dadurch von der eben dargestellten, dass erst eine nachträgliche Veränderung des Sachverhalts, i.d.R. eine Verschlechte­rung der wirtschaftlichen Verhältnisse der unterhaltspflichtigen
versicherten Person, die früher festgesetzten Unterhaltsbeitrage als überhöht erscheinen lässt. Hier kann die Verzichtshandlung natürlich nicht darin
erblickt werden, dass die versicherte Person in der Vergangenheit
zu hohe Unterhaltsbeiträge
akzeptiert hätte, denn damals
waren die Unter­haltsbeitrage ja noch angemessen. Von einem Einkommensverzicht
kann erst dann gespro­chen werden, wenn die unterhaltspflichtige versicherte
Person nach der Verschlechterung ihrer wirtschaftlichen
Situation die vom Zivilrecht zur Verfügung gestellten Möglichkeit, die 

Unterhaltspflicht zu reduzieren, nicht wahrnimmt. Die EL-Durchführungsstelle
hat diese spezifische Schadenminderungspflicht der versicherten Person in
analoger Anwen­dung des Art. 21 Abs. 4 Satz 2 ATSG mittels des sogenannten
Mahn- und Bedenkzeitver­fahrens durchzusetzen. Dabei wird die versicherte
Person angewiesen, das im konkreten Fall Notwendige vorzukehren, um eine
angemessene Reduktion ihrer Unterhaltspflicht zu erreichen. Diese Abmahnung der
Schadenminderungspflicht wird mit der Androhung ver­bunden, dass bei einem
unbenützten Ablauf der
gesetzten Bedenkfrist oder bei einem un­genügenden Einsatz in der Durchsetzung des zivilrechtlichen Abänderungsbegehrens nur noch die -
hypothetischen - Unterhaltsbeitrage angerechnet würden, die mit einer pflicht­gemassen und erfolgreichen Durchsetzung
des Abänderungsbegehrens hätten erreicht werden können. Kommt die versicherte Person der
abgemahnten konkreten Schadenminderungspflicht nach und geht sie dabei mit
pflichtgemässer Sorgfalt ans
Werk, so bleibt es bis zum Abschluss des zivilrechtlichen Abänderungsverfahrens bei der Anrechnung der -
vermutlich - überhöhten Unterhaltsbeitrage. Ist die
versicherte Person mit ihrem Abänderungsbegehren erfolgreich, stellt die Wirksamkeit des
entsprechenden zivilrechtlichen Entscheides einen Revisionsgrund dar. Die
laufende Ergänzungsleistung
kann auf diesen Zeitpunkt den tieferen familienrechtlichen Beiträgen angepasst, d.h. herabgesetzt werden Führt das zivilrechtliche Abänderungsverfahren - trotz der zumutbaren
Ausschöpfung aller rechtlichen Möglichkeiten - nicht zu einer Reduktion der
Unterhaltsbeiträge, so bleibt es bei der Anrechnung der bisherigen familienrechtlichen
Unterhaltsbeiträge."

 

                                         Nel
caso concreto spetterà dunque all'amministrazione stabilire, dopo avere
attentamente esaminato le osservazioni del rappresentante dell'assicurata (cfr.
Doc. VII), se sia ragionevolmente esigibile da __________ l'inoltro di una
richiesta di modifica della convenzione omologata dal giudice civile. In caso
di risposta positiva la Cassa applicherà, per analogia, l'art. 21 cpv. 4 LPGA.

 

                               2.7.   Nella risposta di causa
l'amministrazione ha pure sottolineato che "non ritiene computabile
l'importo di euro 1'000 mensili tenuto conto delle rinunce a proprietà
immobiliari e di redditi sottoscritte dal signor __________ nell'accordo
privato con l'ex-moglie e omologato dal giudice".

                                         Secondo questo Tribunale
se l'amministrazione ritiene che ci troviamo in presenza di un caso
d'applicazione dell'art. 6 cpv. 2 Laps, dovrà tenerne conto al momento di
effettuare il nuovo calcolo (cfr. consid. 2.5).

 

                               2.8.   Infine, per quel che riguarda
le spese, va ricordato che la procedura è gratuita per le parti (cfr. art. 28
Lptca). 

                                         Non vengono inoltre
assegnate ripetibili al rappresentante (cfr. art. 27 Lptca) dell'assicurata. Il
papà di RI 1 è infatti una persona "non giurista e apparentemente non in
possesso di una specifica formazione nella specifica materia" (cfr. STFA K
123/06 del 6 dicembre 2007).

 

                                         In una precedente sentenza
K 63/06 del 5 settembre 2007 l'Alta corte aveva invece rilevato:

 

" 
5.4 Quanto al giudizio sulla persona avente
diritto a ripetibili in sede cantonale, giova rammentare che questa Corte a più
riprese ha avuto modo di confrontarsi con la questione e di rilevare a tal
proposito l'opportunità di considerare anche la propria prassi in materia (art.
159 OG) per risolvere il tema (DTF 126 V 11 consid.
1).

5.4.1 Essa ha in particolare già avuto modo di
riconoscere il diritto all'indennità di assicurati rappresentati segnatamente
dall'Associazione svizzera degli invalidi (ora: Procap), dal servizio giuridico
della Federazione svizzera per l'integrazione delle persone portatrici di
handicap, dalla Pro infirmis, da un Sindacato, da un Patronato, dalla Caritas,
ecc. (v. DTF 126 V 11 seg.
consid. 2).

5.4.2 Un diritto a ripetibili (ridotte), in
applicazione dell'art. 159 cpv. 1 OG, è pure stato riconosciuto a un'assicurata
patrocinata da un medico (consid. 7 non pubblicato in DTF 122 V 230): in
quella occasione il Tribunale federale (delle assicurazioni) ha evidenziato
come il mandatario - che tutte le circostanze facevano ritenere agisse dietro
rimunerazione - fosse particolarmente qualificato per rappresentare
l'interessata nello specifico processo (concernente la presa a carico, da parte
dell'assicurazione contro gli infortuni, delle conseguenze di una puntura di
zecca che aveva provocato l'insorgere di una borreliosi).

 

5.4.3 Il diritto a ripetibili è per contro stato
rifiutato - in applicazione del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS, abrogato
in seguito all'entrata in vigore, il 1° gennaio 2003, della LPGA - a un
assicurato, che, pur vincendo in causa, era stato patrocinato da un ente
incaricato dell'assistenza pubblica. Questa Corte ha ritenuto non giustificarsi
in simile evenienza l'assegnazione di un'indennità di parte poiché il
mandatario assisteva l'interessato a titolo gratuito e quest'ultimo non aveva
pertanto da assumersi le spese per la tutela dei suoi interessi (DTF 126 V 11 consid. 5
pag. 13; giurisprudenza che è stata confermata anche sotto l'imperio della LPGA
dalla sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 245/04 del 14
aprile 2005).

5.4.4 Con particolare riferimento alla
rappresentanza da parte di un curatore o tutore, questo Tribunale ha proceduto
a distinguere due situazioni: quella in cui l'assicurato è patrocinato da un
"semplice" curatore/tutore e quella in cui il rappresentante è allo
stesso tempo avvocato o comunque giurista.

 

Richiamandosi alla giurisprudenza sviluppata in
relazione agli (abrogati) art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS e 87 lett. g LAMal,
questa Corte si è così, da un lato, pronunciata in favore del diritto
all'indennità per ripetibili di una persona assistita da un avvocato (o
comunque da un giurista), precedentemente designato curatore o tutore, che
aveva ottenuto successo in causa per conto del suo pupillo (DTF 124 V 338 consid.
4 pag. 345; in questo senso pure le sentenze inedite del Tribunale federale
delle assicurazioni I 178/88 del 29 luglio 1988, e H 199/80 del 26 febbraio
1982). Dall'altro lato, essa ha per contro negato, in applicazione dell'art.
159 OG, lo stesso diritto in relazione all'operato di un "semplice"
curatore intervenuto a prendere posizione su un ricorso di diritto
amministrativo dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (sentenza I
459/05 del 24 luglio 2006, consid. 4). In quest'ultima vertenza, il Tribunale
federale (delle assicurazioni) ha giudicato che la parte resistente
(l'assicurato) non era rappresentata da una persona (il curatore)
particolarmente qualificata, motivo per il quale non poteva vantare il diritto
a ripetibili, e ciò nemmeno a dipendenza di un dispendio lavorativo superiore
al normale di quest'ultimo (sentenza citata, ibidem; v. inoltre pure sentenza I
384/06 del 4 luglio 2007, consid. 9).

5.5 Dagli atti di causa non risulta che la
curatrice dell'assicurato sia giurista o comunque in possesso di una specifica
formazione nella materia in causa. Conformemente alla suesposta giurisprudenza
il suo intervento non poteva di conseguenza giustificare l'assegnazione di
un'indennità per ripetibili, come per contro ha giudicato il primo giudice. Né la Corte cantonale ha per il resto ravvisato un comportamento temerario della qui ricorrente;
comportamento che, datene le condizioni, avrebbe eventualmente pure potuto
legittimare l'assegnazione di simili indennità (cfr. per analogia DTF 127 V 205, 110 V
132 consid. 4d pag. 134). Ne discende che il ricorso dell'assicuratore
ricorrente merita di essere accolto."

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto ai sensi dei considerandi e la decisione su reclamo 16
febbraio 2010 è annullata.

                                         § L'incarto
è rinviato all'amministrazione per un nuovo calcolo dell'assegno integrativo e
dell'assegno di prima infanzia.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti