# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c27adb3d-d570-52fc-b414-d77621651826
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-07-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 25.07.2019 80.2018.259
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2018-259_2019-07-25.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2018.259

  80.2018.260

  	
  Lugano

  25 luglio 2019

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele
  Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi-Gianola, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
    RI 1  

    RI 2  

  entrambi
  rappr. da  RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 15 luglio 2015 contro la decisione del 15 maggio 2017 in materia di IC e
  IFD 2006, 2007 e 2008.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   a.

                                         Nella dichiarazione fiscale 2006, i coniugi RI 2 e RI
1 indicavano di avere conseguito in particolare i seguenti redditi:

 

	
  redditi

  	
  2006

  
	
  Attività indipendente marito (studio legale)

  	
  72’445

  
	
  Attività indipendente moglie (studio legale)

  	
  72’445

  
	
  Agricoltura e selvicoltura (Masseria __________)

  	
  - 43’378

  
	
  Redditi della sostanza immobiliare

  	
  456’080

  
	
  Da titoli e capitali

  	
  38’047

  

 

                                         Fra
gli elementi patrimoniali, dichiaravano in particolare la sostanza seguente:

 

	
  sostanza

  	
  Valore 31.12.2006

  
	
  Titoli e capitali

  	
  2'859’302

  
	
  Numerario, biglietti di banca, oro…

  	
  2'542’682

  
	
  Sostanza immobiliare 

  	
  5'100’501

  
	
  Debiti privati

  	
  - 11'066’778

  
	
  Sostanza imponibile

  	
  - 624’293

  

 

                                         b.

                                         Notificando
ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2006, con decisione del 28 novembre 2012,
l’RS 1 definiva i redditi principali come segue:

 

	
  redditi

  	
  2006

  
	
  Attività indipendente marito (studio legale)

  	
  120’000

  
	
  Attività indipendente moglie (studio legale)

  	
  120’000

  
	
  Agricoltura e selvicoltura (Masseria __________)

  	
  –.–

  
	
  Redditi della sostanza immobiliare

  	
  502’282

  
	
  Da titoli e capitali

  	
  38’047

  

                                      

                                         Il
reddito imponibile era così stabilito in fr. 541’400.– per l’IC ed in fr. 549’200.–
per l’IFD. 

                                         Quanto
alla sostanza imponibile, era definita in fr. 2’678’000.–. I principali
elementi erano i seguenti:

 

	
  sostanza

  	
  Valore 31.12.2006

  
	
  Titoli e capitali

  	
  1'704’892

  
	
  Numerario, biglietti di banca, oro…

  	
  2'615’089

  
	
  Sostanza immobiliare 

  	
  45’000

  
	
  Debiti privati

  	
  2'859’302

  
	
  Sostanza imponibile

  	
  4'611’933

  

 

                                         Come
nei periodi fiscali 1997/98 e seguenti, l’autorità fiscale aveva deciso di
imporre “per trasparenza” la Fondazione di famiglia __________, la quale, pur
avendo sede a __________, era “di fatto diretta ed effettivamente amministrata
in Ticino”. Di conseguenza, aveva aggiunto agli elementi imponibili dei contribuenti
i redditi da titoli e da capitali e l’utile derivante dal recupero di crediti
ceduti, spettanti alla fondazione in questione.

                                         Quanto
al reddito professionale, era stata intrapresa una ripresa per spese non
ammesse di fr. 20'000.–. Era inoltre stata negata la deduzione della perdita
legata alla gestione della “azienda agricolo-forestale __________”, in quanto
non poteva essere considerata come attività lucrativa indipendente.

                                         L’autorità
di tassazione precisava infine di aver rinunciato ad acquisire le prove
richieste dai contribuenti, in base ad un apprezzamento anticipato delle prove.

 

 

                                 B.   a.

                                         Nella dichiarazione fiscale 2007, i contribuenti
indicavano di avere conseguito in particolare i seguenti redditi:

 

	
  redditi

  	
  2007

  
	
  Attività indipendente marito (studio legale)

  	
  43’158

  
	
  Attività indipendente moglie (studio legale)

  	
  43’158

  
	
  Agricoltura e selvicoltura (Masseria __________)

  	
  - 41’138

  
	
  Redditi della sostanza immobiliare

  	
  468’480

  
	
  Da titoli e capitali

  	
  49’605

  

 

                                         Fra
gli elementi patrimoniali, dichiaravano in particolare la sostanza seguente:

 

	
  sostanza

  	
  Valore 31.12.2007

  
	
  Titoli e capitali

  	
  7'946’788

  
	
  Numerario, biglietti di banca, oro…

  	
  100’000

  
	
  Opere d’arte, antiche, storiche, archivi…

  	
  695’359

  
	
  Sostanza immobiliare 

  	
  5'100’501

  
	
  Debiti privati

  	
  12'206’074

  
	
  Sostanza imponibile

  	
  1'576’574

  

 

                                         b.

                                         Notificando
ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2007, con decisione del 28 novembre 2012,
l’Ufficio di tassazione definiva i redditi principali come segue:

 

	
  redditi

  	
  2007

  
	
  Attività indipendente marito (studio legale)

  	
  53’000

  
	
  Attività indipendente moglie (studio legale)

  	
  53’000

  
	
  Agricoltura e selvicoltura (Masseria __________)

  	
  –.–

  
	
  Redditi della sostanza immobiliare

  	
  509’008

  
	
  Da titoli e capitali

  	
  49’605

  

                                      

                                         Il
reddito imponibile era così stabilito in fr. 407’700.– per l’IC ed in fr. 416’700.–
per l’IFD. 

                                         Quanto
alla sostanza imponibile, era definita in fr. 3’730’000.–. I principali
elementi erano i seguenti:

 

	
  sostanza

  	
  Valore 31.12.2007

  
	
  Titoli e capitali

  	
  11'186’878

  
	
  Numerario, biglietti di banca, oro…

  	
  1'288’473

  
	
  Sostanza immobiliare 

  	
  5'531’434

  
	
  Debiti privati

  	
  13'680’449

  
	
  Sostanza imponibile

  	
  3'738’000

  

 

                                         Quanto
al reddito professionale, era stata intrapresa una ripresa per spese non
ammesse di fr. 20'000. Era poi stata negata la deduzione della perdita
derivante dall’azienda agricola. L’Ufficio di tassazione ribadiva inoltre di
avere deciso di imporre “per trasparenza” la Fondazione di famiglia __________,
la quale, pur avendo sede a __________, è “di fatto diretta ed effettivamente
amministrata in Ticino”.

 

 

                                  C.   a.

                                         Nella dichiarazione fiscale 2008, i contribuenti
indicavano di avere conseguito in particolare i seguenti redditi:

 

	
  redditi

  	
  2008

  
	
  Attività indipendente marito (studio legale)

  	
  43’782

  
	
  Attività indipendente moglie (studio legale)

  	
  43’782

  
	
  Agricoltura e selvicoltura (Masseria __________)

  	
  - 45’774

  
	
  Redditi della sostanza immobiliare

  	
  494’610

  
	
  Da titoli e capitali

  	
  147’647

  

 

                                         Fra
gli elementi patrimoniali, dichiaravano in particolare la sostanza seguente:

 

	
  sostanza

  	
  Valore 31.12.2008

  
	
  Titoli e capitali

  	
  6'272’404

  
	
  Numerario, biglietti di banca, oro…

  	
  100’000

  
	
  Opere d’arte, antiche, storiche, archivi…

  	
  695’359

  
	
  Sostanza immobiliare 

  	
  5'100’501

  
	
  Debiti privati

  	
  12'168’264

  
	
  Sostanza imponibile

  	
  3'351’311

  

 

                                         b.

                                         Notificando
ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2008, con decisione del 28 novembre 2012,
l’Ufficio di tassazione definiva i redditi principali come segue:

	
  redditi

  	
  2007

  
	
  Attività indipendente marito (studio legale)

  	
  58’000

  
	
  Attività indipendente moglie (studio legale)

  	
  58’000

  
	
  Agricoltura e selvicoltura (Masseria __________)

  	
  –.–

  
	
  Redditi della sostanza immobiliare

  	
  541’803

  
	
  Da titoli e capitali

  	
  147’647

  

                                      

                                         Il
reddito imponibile era così stabilito in fr. 452’600.– per l’IC ed in fr. 454’500.–
per l’IFD. 

                                         Quanto
alla sostanza imponibile, era definita in fr. 4’901’000.–. I principali
elementi erano i seguenti:

 

	
  sostanza

  	
  Valore 31.12.2007

  
	
  Titoli e capitali

  	
  8'488’542

  
	
  Numerario, biglietti di banca, oro…

  	
  1'788’473

  
	
  Sostanza immobiliare 

  	
  5'531’434

  
	
  Debiti privati

  	
  10'471’277

  
	
  Sostanza imponibile

  	
  4'913’000

  

 

                                         Quanto
al reddito professionale, era stata intrapresa una ripresa per spese non
ammesse di fr. 20'000. L’Ufficio di tassazione ribadiva inoltre di avere deciso
di imporre “per trasparenza” la Fondazione di famiglia __________, la quale,
pur avendo sede a __________, è “di fatto diretta ed effettivamente amministrata
in Ticino”.

 

 

                                  D.   L’autorità di
tassazione accoglieva parzialmente i reclami dei contribuenti contro le
decisioni di tassazione. In particolare, stralciava alcuni ricavi della __________,
imposti per trasparenza quali redditi dell’attività lucrativa indipendente dei
reclamanti, e riduceva il valore degli attivi mobiliari. 

                                         Questi il reddito e la
sostanza imponibili secondo le tre decisioni: 

 

	
   

  	
  2006

  	
  2007

  	
  2008

  
	
  Reddito imponibile IC

  	
  529’400

  	
  402’800

  	
  439’100

  
	
  Reddito imponibile IFD

  	
  537’900

  	
  411’800

  	
  441’000

  
	
  Sostanza imponibile IC

  	
  1’780’000

  	
  2’832’000

  	
  4’003’000

  

 

 

                                  E.   Con sentenza del 15
maggio 2017, la Camera di diritto tributario ha dichiarato irricevibile un
ricorso, interposto dalla RI 3 contro le decisioni su reclamo relative ai
periodi fiscali dal 2006 al 2008, mentre ha respinto il ricorso presentato dai
coniugi RI 1 e RI 2 contro le stesse decisioni. 

 

 

                                  F.   Il Tribunale
federale, con sentenza del 20 novembre 2018, ha parzialmente accolto, in quanto
ammissibile, il ricorso in materia di diritto pubblico, interposto dai
contribuenti contro la decisione del 15 maggio 2017. Pur ammettendo che “gran
parte delle critiche formulate nei gravami concernenti le tassazioni 2006 a
2008 ridiscutevano in realtà le precedenti decisioni emesse dalla Camera di
diritto tributario (e quelle successive del Tribunale federale), ragione per
cui si poteva rinviare a quanto già (ripetutamente) deciso sulla questione
della nullità della Fondazione per gli anni fiscali 1997 a 2005”, l’Alta Corte
ha poi rilevato che “nulla invece vi viene addotto riguardo alla circostanza
che, come fatto valere dai contribuenti dapprima nella loro istanza di
ammissione alla replica del 15 ottobre 2015 (paragrafo 3 pagina 2) e poi (più
diffusamente sviluppato) nel loro allegato di replica del 5 novembre 2015 e
confermato dai documenti da loro allegati, essi avevano nel corso della
riunione del consiglio di fondazione tenutasi il 18 dicembre 2007 modificato e
completato gli scopi statutari, modifiche poi precisate e confermate con atto
notarile dell'11 aprile 2011 (vedasi replica del 5 novembre 2015, punto 6 pag.
5 seg., punto 34e-f pag. 20 e punto 35b pag. 21)”.

                                         La Suprema Corte ha
rimproverato alla Camera di diritto tributario una violazione del diritto di
essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.) per il fatto di non essersi espressa “sulla
questione - sollevata e documentata dai contribuenti - di una possibile
conversione della Fondazione in una fondazione di famiglia conforme agli scopi
previsti dall'art. 335 CCS rispettivamente in una ‘normale’ fondazione”, e di
non avere “neanche effettuato un apprezzamento anticipato delle prove”, cioè di
non avere “esplicitamente scartato i documenti prodotti perché giudicati
ininfluenti ai fini del giudizio, rispettivamente perché era convinta che non
avrebbero potuto condurla a modificare la propria opinione”.

                                         Il Tribunale federale ha
pertanto annullato la decisione impugnata e rinviato gli atti alla Camera di diritto
tributario per una nuova decisione. 

 

 

                                  G.   Con scritto del 10
dicembre 2018, la Divisione delle contribuzioni ha proposto la conferma delle
conclusioni contenute nella prima decisione della Camera di diritto tributario
del 15 maggio 2017, ritenendo che non siano “decisive… le modifiche statutarie,
decise dal consiglio di fondazione con verbale del 18 dicembre 2007 e solo
successivamente confermate e precisate con atto notarile dell’11 aprile 2011”.
Secondo l’autorità resistente, “nella sostanza, la RI 3 continua a svolgere
un’attività contraria agli scopi previsti dall’art. 335 CC”, pensando “alla
conservazione della vasta proprietà forestale e all’attività di incasso di
crediti ceduti dallo studio __________ a fine 1994”. La Divisione osserva che
“dopo la cessione ai fondatori di parte degli attivi e passivi della
Fondazione, quest’ultima risulta ancora utilizzare una quota importante del
proprio patrimonio (circa due milioni di franchi) per finanziare i fondatori
senza nessuna rimunerazione” e che la stessa Fondazione ha anche concesso a una
delle beneficiarie un finanziamento, “sul quale l’interesse attivo viene
capitalizzato e non pagato”.

 

 

                                  H.   I ricorrenti hanno
replicato, in data 17 gennaio 2019, sottolineando di aver “proceduto come per
una vera e valida Fondazione, diversa dai fondatori, così come fu trattata in
passato” e di aver cercato “di togliere dalla Fondazione tutte quelle raccolte
e quei beni che nella polemica le furono rimproverati siccome se non
incompatibili, poco adatti ad essere in una Fondazione”. La retrocessione di
“diverse raccolte”, precedentemente cedute alla Fondazione dai fondatori “senza
controprestazione”, è avvenuta “a un valore di 2 Mio. dettato da prudenza e
equità”. Per quanto concerne la conservazione della vasta proprietà forestale,
i ricorrenti rilevano che una fondazione può avere, comperare, vendere terreni
e che alla RI 3 non sarebbe mai stato rimproverato il fatto di detenere boschi,
bensì “la raccomandazione, nello Statuto, di tenerl[i] possibilmente in famiglia”.
Per evitare malintesi, pensando al divieto del fedecommesso di famiglia, lo
statuto è stato modificato togliendo la citata raccomandazione, “per cui gli
statuti non prevedono nulla che porti all’inalienabilità”. 

                                         Gli insorgenti si sono poi
espressi in merito alla questione dell’attività di incasso dei crediti ceduti
dallo Studio legale alla Fondazione, argomentando che le controverse pretese
sarebbero state ricedute dalla Fondazione allo studio legale dei contribuenti,
“eliminando così dagli attivi a bilancio il credito verso debitori morosi e dai
passivi la riserva spese d’incasso di esse, di CHF 360'000 dal 31.12.2011”. La
“nuova posizione creditoria sofferente di Fr. 100’000” sarebbe “per canoni di
locazione della casa al mappale __________ di __________, che a periodi
rimangono impagati”, e non avrebbe “più a che vedere con le pretese oggetto
della cessione”.

                                         In merito al finanziamento
concesso dalla Fondazione alla figlia minore dei fondatori, viene riportata
l’opinione dell’avv RI 2, presidente della Fondazione, secondo cui il diritto
delle fondazioni avrebbe consentito di concedere anche un aiuto a titolo
gratuito, ma nella fattispecie “la figlia ha preferito per orgoglio e per non
creare disparità rispetto alle sorelle, averlo come prestito, con addebiti a
lei dell’interesse”. Di conseguenza, “se la fondazione poteva e può dare a
fondo perduto, a maggior ragione lo può dare contro interesse non pagato ma
addebitato”.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   Come anticipato, il
Tribunale federale ha rinviato gli atti a questa Corte, perché si confrontasse
con le modifiche dello Statuto della RI 3, deliberate nel corso della riunione
del consiglio di fondazione del 18 dicembre 2007 e poi precisate e confermate
con atto notarile dell'11 aprile 2011.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Nel corso della seduta
dell’11 aprile 2011, il Consiglio di fondazione della RI 3 ha abrogato lo
statuto complementare del 6 settembre 1983 e ha approvato alcune modifiche
degli statuti della fondazione.

 

                                         All'art. 1.3., seconda
riga, dopo "La Fondazione è soggetta alle disposizioni degli attuali art.
da 80" e prima di "del Codice Civile Svizzero " è stato aggiunto
"a 89 e 335".

                                         L’art. 1.3 è pertanto così
formulato:

                                         1.3. La Fondazione è soggetta
alle disposizioni degli attuali art. da 80 a 89 e 335 del Codice Civile
Svizzero.

 

                                         L’art. 2 “Scopo” è stato
così riformulato:

                                         Art. 2

                                         Scopo della fondazione è di
coprire spese di educazione, dotazione o assistenza dei membri della famiglia.

                                         La fondazione può perseguire
anche scopi analoghi. Essa può inoltre favorire il sorgere di fondazioni d’interesse
generale e esercitare in esse funzioni ausiliarie.

 

                                         L’art. 3.1 è stato così
modificato:

                                         3.1. Il capitale di fondazione
è di fr. 500'000.

 

                                         L’art. 9.3. è stato così
riformulato:

                                         9.3. Se il Consiglio di
Fondazione si compone di oltre due membri, le sue deliberazioni richiedono la
maggioranza dei due terzi dei presenti. Membri assenti possono farsi
rappresentare da altri membri o accettare le deliberazioni mediante firma o
altra approvazione del verbale, per cui il loro voto è pienamente considerato.

 

                                         L’art. 9.4. è stato così
riformulato:

                                         9.4. Le deliberazioni del
Consiglio di Fondazione vengono messe a verbale, firmato da due membri, di
regola da Presidente o Vicepresidente e Segretario o estensore del verbale.

 

                                         L’art. 14. è stato così
riformulato:

                                         Pubblicazioni:

                                         Le pubblicazioni previste
dalla legge avvengono negli organi ufficiali di pubblicazione del Cantone sede.

 

                                         L’art. 17, riga seconda, è
stato così deliberato:

                                         La sede legale è __________.

 

                                         Le ultime due righe infine
sono state deliberate con il testo seguente:

 __________ __________, dicembre 2007/ … 11 aprile 2011.

 

                                         Nella stessa seduta, è
stata anche adottata la seguente deliberazione:

                                         È approvata con voto unanime
la ratifica in globo delle cessioni ai fondatori, adottate il 18.12.07, con
tutti i successivi adattamenti, di tutti gli attivi mobili, stati oggetto di
critiche ingiustificate e passivi loro collegati, essendone esclusi i beni
immobili e passivi loro collegati, nonché escluse le pretese cedute dallo
studio __________ a fine 1994 che rimangono a __________ e sono ancor oggi di
difficile incasso, con le voci corrispettive.

 

                                         2.2.

                                         Se si esamina la
contabilità della RI 3, in seguito alla modifica statutaria e alla cessione
degli attivi, si constata come gli aspetti che avevano comportato il mancato
riconoscimento della fondazione di famiglia siano tuttora presenti e
determinanti.

                                         Fra tutti gli attivi
iscritti a bilancio, sono stati ceduti solo le partecipazioni sociali e gli oggetti
d’arte, archeologici e storici. Sono per contro rimasti nel bilancio della
fondazione tutti i beni immobiliari e le “posizioni creditorie controverse”,
cioè quei crediti che le erano stati ceduti dallo Studio legale dei fondatori. 

                                         Fra gli attivi, dopo la
modifica degli statuti e la cessione, si segnala anche un credito della RI 3
nei confronti dei fondatori (“Debitoren Stifter”). Questo credito, che
ammontava a fr. 1'981'406.– alla fine del 2007 e che sarebbe poi cresciuto a
fr. 2'188'132.– al 31.12.2008, deriva in buona parte proprio dalla cessione
degli attivi deliberata in occasione della modifica degli statuti. Dal verbale
del consiglio di fondazione dell’8 luglio 2008 risulta infatti che il valore
netto degli attivi trasferiti dalla RI 3 ai fondatori ammontava a fr.
1'090'724.74. Questo importo corrisponde alla differenza fra il valore
contabile degli attivi ceduti (fr. 4'951'912.23) e quello dei debiti relativi
(fr. 3'861'187.49). I fondatori dovevano in altre parole pagare un prezzo di
fr. 1'090'724.74 per acquistare gli attivi in discussione. Poiché però il
prezzo non è stato pagato, questo importo è stato aggiunto ai debiti che i
fondatori già avevano nei confronti della fondazione. 

 

                                         2.3.

                                         In queste circostanze, non
si vede quali ripercussioni possano avere, sul riconoscimento fiscale della
fondazione, le modifiche degli statuti adottate alla fine del 2007 e i
conseguenti adeguamenti del bilancio. 

                                         Gli aspetti problematici,
che avevano implicato che gli scopi della RI 3 fossero considerati incompatibili
con l’art. 335 CCS, sono solo in minima parte stati risolti.

                                         Come appena rilevato, la
fondazione continua ad essere impiegata al fine di gestire l’incasso di crediti
problematici dello Studio legale dei fondatori, attività che non può essere
ritenuta compatibile con gli scopi di una fondazione di famiglia e che peraltro
era proprio all’origine degli approfondimenti che a suo tempo avevano portato
l’autorità fiscale a procedere alla sua tassazione per trasparenza. 

                                         A quest’ ultimo riguardo, è
incomprensibile quanto affermato dai ricorrenti nella replica del 17 gennaio
2019. Essi sostengono infatti che “si decise la retrocessione delle pretese
cedute dallo Studio per eliminare da __________ una delle attività più
criticate come incompatibili per una fondazione”, per poi precisare che
“conseguentemente __________, come a verbale notarile 11 aprile 2011, ricedette
le controverse pretese allo studio __________, da cui a suo tempo le aveva
acquistate; eliminando così dagli attivi a bilancio il credito verso debitori
morosi e dai passivi la riserva d’incasso di esse, di CHF 360'000 dal
31.12.2011” (replica del 17.1.2019, n. 5, p. 3 s.).

                                         Le citate affermazioni
sono in evidente contrasto con quanto risulta invece dal tenore della delibera
del consiglio di fondazione (“…nonché escluse le pretese cedute dallo studio __________
a fine 1994 che rimangono a __________ e sono ancor oggi di difficile incasso),
come pure dai bilanci della fondazione negli anni successivi, che continuano a
registrare, fra gli attivi, la voce “Forderungen geg. säumige Debitoren
(Streitfälle)” per 3 milioni di franchi e, fra i passivi, un accantonamento
della stessa misura (“Rückstellung für säumige Debitoren und allgemeine
Risiken”).

                                         In ogni caso, gli
insorgenti si dichiarano consapevoli del fatto che la cessione dei crediti
dello studio legale costituiva “una delle attività più criticate come
incompatibili per una fondazione”. 

 

                                         2.4.

                                         Un aspetto sottolineato
dalla Divisione delle contribuzioni, nelle sue osservazioni del 10 dicembre
2018, è rappresentato dagli importanti debiti che i fondatori hanno nei
confronti della RI 3. Secondo l’autorità fiscale, quest’ultima “risulta ancora
utilizzare una quota importante del proprio patrimonio (circa due milioni di
franchi) per finanziare i fondatori senza nessuna remunerazione”. 

                                         I rapporti di debito e
credito fra la fondazione e i fondatori sono sempre stati piuttosto complessi.
Fino alla fine del 2007, quando si è verificata la cessione di alcuni attivi e
passivi, erano nettamente predominanti i crediti che i fondatori vantavano nei
confronti della fondazione. Si possono riprendere, in questo contesto, le
considerazioni proposte da questa Corte nella sentenza del 24 ottobre 2007, che
concerneva le tassazioni dei periodi fiscali fino al 2004:

                                         Tutti gli apporti fatti alla
fondazione sono stati registrati quali debiti della fondazione nei confronti
dei membri della famiglia __________. A queste posizioni passive nei conti
della fondazione corrispondono crediti dichiarati nella sostanza dei singoli
fondatori e beneficiari. Ciò implica che per il valore attribuito dai fondatori
ai loro apporti essi stessi vantano crediti corrispondenti nei confronti della
fondazione. Economicamente, non si può dunque sostenere che essi abbiano
effettuato degli apporti alla fondazione e meno che mai che tali apporti siano
irrevocabili. Al contrario, proprio perché vantano crediti corrispondenti al
valore dei conferimenti, si ritrovano in una situazione simile a quella di
portatori di obbligazioni o addirittura di azioni di una società di capitali.
Alla luce di questa particolarità, del tutto incoerente con la pretesa natura
di fondazione di famiglia della persona giuridica di cui si tratta, si può
rileggere anche l’art. 11 dello statuto complementare, che, per il caso dello
scioglimento della fondazione, prevede che “il patrimonio, dedotto quanto
spettante ai beneficiari in forza di rapporti di mutuo, di cassa di risparmio o
di cassa di previdenza, sarà, per decisione dell’assemblea dei discendenti,
devoluto per scopi analoghi e/o destinato a scopi culturali pure analoghi a
quelli perseguiti dalla fondazione”. In virtù di tale clausola, i “beneficiari”
potranno dunque entrare in possesso di tutto quanto gli spetta “in forza di
rapporti di mutuo, di cassa di risparmio o di cassa di previdenza”; avendo essi
dei crediti milionari nei confronti della fondazione, potranno in ogni momento
“riscattare” i loro apporti, rientrando in possesso dei beni trasferiti alla
persona giuridica.

                                         (sentenza
CDT n. 80.2007.17 del 24.10.2007 consid. 3.2.7).

                                         Oltre a questi crediti dei
fondatori, che nel momento della cessione in discussione ammontavano a fr.
2'442'683.–, la stessa fondazione vantava da parte sua dei crediti nei loro
confronti, precisamente verso lo Studio legale dei fondatori. Nel momento della
cessione degli attivi successiva alle modifiche statutarie, l’ammontare di
questi debiti corrispondeva all’incirca ai crediti precedentemente citati. Con
il trasferimento degli attivi mobiliari intervenuto alla fine del 2007, vi è
stata una compensazione di debiti e crediti. Nella stessa circostanza,
tuttavia, è stato registrato il già ricordato nuovo debito dei fondatori, nato
in parte per effetto del mancato pagamento del prezzo di cessione degli attivi
e dei passivi in questione (“Debitore Stifter”). Di conseguenza, dal
bilancio successivo alla cessione parziale di attivi e passivi della
fondazione, quest’ultima è passata da una complessiva situazione di debitrice
nei confronti dei fondatori (nella misura di fr. 121'093.–) alla condizione di
creditrice di ben fr. 2'447'741.–. 

                                         Se i crediti che i
fondatori vantavano nei confronti della fondazione destavano perplessità, in
considerazione degli scopi che può legittimamente perseguire una fondazione di
famiglia, anche la successiva situazione, caratterizzata da importanti debiti
dei fondatori nei confronti della fondazione, sollevano dubbi. Non rientra
certo fra gli scopi di una fondazione di famiglia ex art. 335 cpv. 1 CCS
quello di concedere finanziamenti milionari ai suoi fondatori.

                                         Il fatto stesso che questi
ultimi si siano fatti retrocedere dalla fondazione parte dei beni che le
avevano precedentemente attribuito dimostra peraltro che fra il patrimonio
della fondazione e quello personale dei fondatori vi è una certa osmosi, che
appare indubbiamente problematica nella prospettiva del riconoscimento della
personalità giuridica della fondazione. Un principio fondamentale del diritto
della fondazione è infatti quello della separazione, per cui il fondatore si
separa definitivamente dal suo patrimonio, destinato al conseguimento di un
fine particolare (cfr. p. es. la sentenza BGE 144 III 264 consid. 2.1 con riferimenti).

 

                                         2.5.

                                         Tenuto conto
dell’ammontare dei debiti che la fondazione ha nei confronti dei fondatori,
appare tutto sommato trascurabile il finanziamento di fr. 247'090.–, concesso
dalla RI 3 a RA 1. È tuttavia piuttosto insolito il fatto che dal 2003, quando
il finanziamento è stato riconosciuto, la beneficiaria non ha mai proceduto ad
alcun ammortamento né ha pagato alcun interesse, sebbene la loro
capitalizzazione abbia portato il saldo del debito, alla fine del 2012, a fr.
372'031.–.

 

 

                                   3.   Alla luce delle
considerazioni che precedono, non si ravvisano motivi che possano giustificare
una conclusione diversa da quella cui la Camera di diritto tributario è
pervenuta nella sentenza del 15 maggio 2017, annullata dal Tribunale federale. 

                                         Visto l’esito del ricorso,
la tassa di giustizia e le spese sono a carico dei ricorrenti, soccombenti.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr.  6’000.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr. 6’100.–

                                         sono a carico dei
ricorrenti.

 

                                   3.   Contro il prese              Copia
per conoscenza:

                                         -
municipio di .

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: