# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e03b28e3-f264-5e8e-bd24-0ecc28004526
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-10-05
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 05.10.2000 14.2000.00067
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2000-00067_2000-10-05.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2000.00067

  	
  Lugano

  5 ottobre
  2000

  /CJ/fc/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
nella causa a procedura sommaria di cui agli inc. __________ della Pretura
della Giurisdizione di Locarno-Città a dipendenza dell’istanza 16 maggio 2000
di:

 

	
   

  	
  __________

   

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  __________

   

  

 

tendente
ad ottenere l’annullamento dell’obbligo di prestazione di garanzia di fr. 
50'000.-- di cui alla decisione 2 giugno 2000 di questa Camera,

 

istanza
parzialmente ammessa dal Pretore di Locarno-Città che con decisione 30 maggio
2000 ha così statuito:

 

                                          “1.    L’istanza
15 maggio 2000 __________ è parzialmente accolta.

 

                                          1.1   Di
conseguenza è fatto ordine a __________, di presentare una garanzia di primario
istituto bancario con sede in Svizzera o altro titolo equivalente per l’importo
di fr. 8'000.-- (ottomila) in favore di __________, per eventuali danni
da questi subìti a dipendenza del sequestro di cui al decreto 13 luglio 1998
della Pretura della Giurisdizione di Locarno-città.

 

                                          1.2   La
garanzia dovrà essere prestata alla Pretura di Locarno-città entro 15 giorni
dalla crescita in giudicato della presente sentenza, con la comminatoria della
decadenza del sequestro in caso di mancata tempestiva dazione della garanzia.

 

                                          1.3   La
garanzia dovrà valere per tutta la durata del sequestro e fino alla crescita in
giudicato della decisione finale di un’eventuale causa ex art. 273 cpv. 2 LEF
promossa dal beneficiario.

 

                                          2.     La
domanda 29 maggio 2000 __________, volta all’aumento della somma di garanzia, è
respinta.

 

                                          3.     Le
spese e la tassa di giudizio per complessivi fr. 600.-- sono poste a carico
dell’istante per 1/2 e del convenuto per l’altra metà.

                                                  Compensate
le ripetibili.

 

                                          4.     omissis”.

                                          

 

decisione
dedotta in appello, con atto 13 giugno 2000, da: 

 

                                          __________

 

chiedente
sia giudicato:

 

                                          “I.   In
via provvisionale

                                                Al
reclamo in epigrafe viene concesso l’effetto sospensivo, per cui l’obbligo di
prestazione della garanzia di fr. 8'000.-- in relazione al decreto di sequestro
13 luglio 1998 della Pretura di Locarno-Città è sospeso.

 

                                          II.   In
via principale

                                               La
sentenza datata 30 maggio 2000 della Pretura di Locarno-Città viene annullata e
di conseguenza:

 

                                               a)    viene annullato l’obbligo di prestazione di garanzia a carico di
__________ per eventuali danni subiti dal debitore __________ a dipendenza del
sequestro decretato il 13 luglio 1998 dalla Pretura di Locarno-Città presso il
__________ di __________;

                                               b)   tasse e spese giudiziarie per complessivi fr. 600.-- di prima
istanza vengono posti integralmente a carico del debitore __________;

 

                                               c)    __________ viene condannato al pagamento di fr. … a favore di
__________ a titolo di indennità ripetibili di patrocinio in relazione alla procedura
sfociata nella sentenza 30 maggio 2000 della Pretura di Locarno-Città.

 

                                          III.  In
via subordinata

                                               La
garanzia da prestarsi da parte di __________ viene ridotta da fr. 8'000.-- a
fr. 1'000.—

 

                                          IV. In
ogni caso

                                               Tasse
e spese giudiziarie nonché indennità ripetibili di patrocinio della sede di
appello vengono poste integralmente a carico di __________.

 

 

viste
le osservazioni 4 agosto 2000 __________;

 

 

 

Ritenuto

 

 

in
fatto:                           

 

 

                                          A.  Con
istanza 10 luglio 1998 contro (__________) (in seguito __________), ha chiesto
il sequestro alla Pretura della Giurisdizione di Locarno-Città presso il
__________ a Locarno di "beni di ogni genere, siano essi titoli, depositi,
conti, carte valori, somme in contanti, opzioni o altri diritti, crediti in qualsiasi
valuta, metalli o altri averi in deposito aperto o chiuso, crediti risultanti
da affari fiduciari, appartenenti al debitore, siano essi intestati a suo nome
o che la banca sa, pur essendo intestati a terzi, essere di pertinenza del
debitore, inoltre beni direttamente o indirettamente in nome proprio del debitore
o su conti cifrati, sotto rubrica convenzionale, in cassette di sicurezza o in
qualunque altro modo" fino a concorrenza di un credito di fr.
50'000'000.-- oltre accessori derivante da responsabilità contrattuale e da
atto illecito in relazione alla vendita della __________

 

                                          B.  Mediante
decreto 13 luglio 1998, il Segretario assessore ha ordinato il sequestro come
richiesto. Con atto 30 luglio 1998 __________ ha formulato opposizione al
sequestro.

 

 

                                          C.  Mediante
decisione unica 18 dicembre 1998, il Pretore ha ammesso l’opposizione 30 luglio
1998 di __________ e annullato il sequestro 13 luglio 1998, respingendo tuttavia
l’istanza di prestazione di garanzia di _________.

 

 

                                          D.
 Mediante sentenza 5 luglio 1999, la scrivente Camera ha accolto parzialmente
l’appello di __________ (inc. __________), in quanto ha confermato il decreto
di sequestro, limitandone tuttavia l’oggetto ai beni appartenenti al debitore o
a lui intestati (dispositivo n. III/1.1: “Oggetti da sequestrare: presso la
filiale di __________ del __________, beni di ogni genere, siano essi titoli,
depositi, conti, cartevalori, somme in contanti, opzioni o altri diritti,
crediti in qualsiasi valuta, metalli o altri averi in deposito aperto o chiuso,
appartenenti al debitore, intestati a suo nome, inoltre beni del debitore
direttamente in nome proprio o su conti cifrati, sotto rubrica convenzionale,
in cassette di sicurezza o in qualunque altro modo”), e imponendo a __________
la prestazione di una garanzia di fr. 5'000'000.-- a favore di __________, ciò
che rendeva così privo di oggetto l’appello (inc. 14.1999.00006) di
quest’ultimo.

 

 

                                          E.  Il
ricorso di diritto pubblico presentato l'11 luglio 1999 da __________ contro la
suddetta decisione 5 luglio 1999 è stato parzialmente accolto dal Tribunale federale,
il quale ha annullato la decisione cantonale in merito alla questione della garanzia
e rinviato la causa alla scrivente Camera, la quale, con decisione 28 marzo
2000 (inc. 14.2000.00020), ha ridotto l’importo della garanzia richiesta a fr.
50'000.--.

 

 

                                          F.  Sennonché
__________ con istanza 15 maggio 2000, ha chiesto al Pretore di Locarno-Città
l’annullamento dell’obbligo di prestare questa garanzia, invocando un fatto
nuovo, ossia la comunicazione del __________ di __________ all’UEF di Locarno
sull’infruttuosità del sequestro decretato sui beni appartenenti a __________
(cfr. doc. A). 

 

 

                                          G.  Quest’ultimo,
con osservazioni/istanza 29 maggio 2000, si è opposto alla soppressione della
garanzia (ritenendo in particolare che l’infruttuosità del sequestro non
significa ancora che “mai siano stati bloccati dei beni, la dichiarazione [del
__________] riferendosi infatti alla situazione attuale ed ai beni appartenenti
al signor __________ ”), e postulato a sua volta l’aumento della stessa a fr.
150'000.--.

 

 

                                          H.  Mediante
sentenza 30 maggio 2000, il Pretore di Locarno-Città ha accolto parzialmente
l’istanza di __________ e respinto quella di __________, riducendo la garanzia
all’importo di fr. 8'000.-- da prestarsi entro 15 giorni dalla crescita in
giudicato della medesima decisione. Il primo giudice ha considerato che l’esito
del sequestro, non conosciuto da questa Camera al momento della fissazione
della garanzia in fr. 50'000.--, costituiva un fatto nuovo giustificante la
revisione dell’importo della garanzia. Il Pretore ha poi ritenuto che i costi
del procedimento di convalida pendente davanti al __________ di __________. non
erano in relazione causale con il sequestro, essendo tale processo stato
avviato già nel 1990, quindi prima dell’inoltro dell’istanza di sequestro. Egli
ha d’altronde ritenuto che i costi della procedura di opposizione al sequestro
dovevano essere imputati al sequestrato, dato che quest’ultimo aveva omesso di
indicare l’esito nullo del sequestro. Il giudice di prime cure ha inoltre
osservato __________ era nuovamente rimasto vago e silente su eventuali altri
beni di terzi che sarebbero stati bloccati, di modo che così facendo non
permetteva la valutazione di un eventuale danno. Il Pretore ha tuttavia
ritenuto che una garanzia di fr. 8'000.-- andava comunque messa a carico di
__________ per “eventuali futuri costi che dovessero sorgere a carico di __________
nell’ambito del procedimento in corso […], avendo la sequestrante insistito
malgrado l’inutilità del sequestro”. La tassa di giustizia è stata messa a
carico di ciascuna delle parti per metà, compensate le ripetibili, in considerazione
del fatto che __________ e __________ avrebbero potuto indicare più
tempestivamente l’infruttuosità del sequestro e che __________ avrebbe potuto
ritirare il sequestro tosto venuta a conoscenza dell’esito negativo dello
stesso.

 

 

                                          I.    Nel
suo appello 13 giugno 2000, __________ chiede l’annullamento della decisione
pretorile e, in via principale, l’annullamento dell’obbligo di prestare garanzia,
mentre in via subordinata conclude alla riduzione a fr. 1'000.-- dell’importo
fissato dal primo giudice. __________ dichiara di non aver più adottato nessuna
iniziativa di carattere procedurale una volta avuta notizia dell’infruttuosità
del sequestro e di non meritarsi quindi il rimprovero di aver “insistito
malgrado l’inutilità del sequestro”. Essa osserva inoltre che non può essere
“punita” per avere esercitato un proprio diritto invece di scegliere la strada
di omettere la prestazione della garanzia, che l’avrebbe esposta al rischio di
un’azione di risarcimento da parte di “un debitore particolarmente litigioso e
bellicoso” nei suoi confronti”. __________ pretende d’altronde di avere un
interesse giuridico a mantenere il sequestro per il fatto che andrebbe fatta
luce piena sull’asserita infruttuosità del sequestro e sulla sibillina
affermazione di __________ in proposito. Infine, __________ critica la
ripartizione della tassa di giustizia fatta dal Pretore che non tiene conto del
fatto che la garanzia è stata ridotta da  50'000.-- a fr. 8'000.-- e che
l’omissione di informazione sull’esito del sequestro è temporalmente molto più
breve per __________ che per __________.

 

 

                                          J.   Nelle
sue osservazioni, __________ chiede la reiezione dell’appello. Egli rileva che
la comunicazione del __________ circa l’infruttuosità del sequestro era
tempestiva ai sensi della giurisprudenza del Tribunale federale, il quale
considera che le banche sono tenute ad informare l’UE solo una volta cresciuta
in giudicato la sentenza definitiva sull’opposizione al sequestro. Essendo
l’obbligo di informare della banca identico a quello del debitore sequestrato,
nessun rimprovero potrebbe essere mosso a __________. Secondo l’appellato,
l’informazione data dal __________ è inoltre corretta, in quanto il sequestro
sarebbe diventato (totalmente) infruttuoso solo dopo che il decreto di
sequestro è stato modificato da questa Camera (sentenza confermata su questo
punto dal Tribunale federale), la quale ne ha ristretto l’oggetto ai soli beni
appartenenti o intestati a __________. L’affermazione di quest’ultimo, secondo
la quale l’infruttuosità del sequestro non significa ancora che “mai siano
stati bloccati dei beni, la dichiarazione [del __________] riferendosi infatti
alla situazione attuale ed ai beni appartenenti al signor __________ non poteva
quindi, a mente dell’appellato, essere fraintesa né dall’appellante né dalle autorità
giudiziarie. __________ ritiene d’altronde che le spese che egli ha sostenuto e
che dovrà ancora sostenere nella presente procedura, nonché in quella avviata
da __________ (ricorso del 7 luglio 2000, n. __________; inc. __________) per
obbligare l’UEF di Locarno ad indagare presso il __________ di __________ allo
scopo di scoprire se e quali beni sono stati bloccati a seguito del sequestro
qui in oggetto e quali conti sono stati addebitati per il pagamento di DM
259'362,50 a favore del __________ di __________ e per la liberazione del
capitale sociale di __________ giustificano il mantenimento della garanzia di
fr. 8'000.-- decisa dal Pretore. __________ ritiene infine che le spese che
egli ha avuto nella procedura di opposizione al sequestro andavano garantite,
vista la “strumentalizzazione” di cui si dice vittima da parte di __________

 

 

 

Considerando

 

 

in
diritto:                         

 

 

                                          1.   Questioni
procedurali

 

                                      1.1.   Nel nuovo diritto, la procedura relativa alla fissazione o alla
modifica della garanzia inoltrata dopo l’emanazione del decreto di sequestro è
regolata alla stregua della procedura di opposizione al sequestro ex art. 278
LEF (Walter Stoffel, Basler
Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, Vol. III, n. 30 ad art.
273). In Ticino, questa Camera ha già avuto modo di giudicare che si applicano
gli art. 20 e 21 LALEF (anche se la prima di queste disposizioni, come pure l’art.
387 vCPC, non menziona espressamente l’art. 273 LEF, CEF 15 aprile 1999 in
re P. c/ G.; cfr. pure II CC 1. giugno 1999 in re __________ c/
__________). Contro la decisione del giudice del sequestro è possibile un ricorso
all’autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3 LEF), nel Cantone Ticino la
Camera di esecuzione e fallimenti con il rimedio dell’appello (art. 22 LALEF e art.
14 e 22 lett. c LOG), rispettivamente, in caso di valore inferiore agli
8’000.-- franchi, ciò che non è il caso nella fattispecie, la Camera di
cassazione civile con ricorso per cassazione (art. 22 LALEF e art. 5, 13 e 22
lett. b LOG).

 

                                      1.2.   L’autorità
superiore deve verificare ‑ sulla base delle allegazioni e dei documenti
prodotti dalle parti ed eventualmente anche dei fatti nuovi di cui le stesse si
possono avvalere (art. 278 cpv. 3 secondo periodo LEF) ‑ se nel caso
concreto in relazione al realizzarsi delle condizioni del sequestro addotte dal
creditore ‑ e contestate dalle controparti ‑ è raggiunto il grado
di verosimiglianza necessario per il mantenimento del provvedimento
conservativo, atteso che in caso negativo annullerà la decisione del giudice di
prime cure che ha confermato il sequestro rispettivamente confermerà la
decisione che lo ha annullato, riservate soluzioni intermedie (cfr. Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs-
und Konkursrechts, 6a ed., Berna 1997, n. 74. ad § 51; Bertrand Reeb, Les mesures provisoires
dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, p. 482). Queste considerazioni
valgono mutatis mutandis per la questione della garanzia ex art. 273 LEF.

 

 

                                          2.   Nel
merito

 

                                               Ex
art. 273 LEF, il creditore è responsabile sia nei confronti del debitore, sia
di terzi, dei danni cagionati con un sequestro infondato.

 

                                      2.1.   Non
essendosi __________ appellato contro la decisione del Pretore qui impugnata,
non spetta a questa Camera statuire sui punti non rimessi in questione da __________
(art. 307 cpv. 2 CPC, per rinvio dell’art. 25 LALEF), segnatamente la non
considerazione delle spese del processo di merito in Germania (decisione
peraltro non contestata da __________ nelle sue osservazioni) né di quelle
avute nell’ambito della procedura di opposizione.

 

                                      2.2.   Tuttavia,
__________, nelle proprie osservazioni, pretende che, data la “strumentalizzazione”
di cui si dice vittima da parte di __________, si giustificherebbe la condanna
di quest’ultima a prestare una garanzia a copertura di tutte le spese da lui
sostenute nella procedura di opposizione al sequestro, che cifra in fr.
178'450.--. 

 

                                          a)  All’omissione
di __________ di appellarsi contro la sentenza pretorile qui in esame non può
quindi essere inoltre dato il senso di una rinuncia ad ogni garanzia per le
spese avute nell’ambito della procedura di opposizione al sequestro, avendo lo
stesso potuto condividere la decisione del primo giudice per altri motivi che
quelli da quest’ultimo addotti. 

                                               Occorre
pertanto per questa Camera esaminare la questione, nei limiti delle conclusioni
di __________, ossia senza potere riconoscere una garanzia superiore a fr.
8'000.-- (divieto della reformatio in peius, art. 307 cpv. 2 CPC per rinvio dell’art.
25 LALEF).

                                               

                                          b)  Ci
si deve anzitutto chiedere se i costi della procedura di opposizione al sequestro
andavano imputati a __________, per il motivo che egli aveva omesso di indicare
l’esito nullo del sequestro. Non può, a questo riguardo, essere condivisa la
tesi dell’appellato, secondo la quale nessun rimprovero potrebbe essergli
mosso, dato che il suo obbligo di informare sarebbe identico a quello della banca
(nel senso che nascerebbe solo una volta cresciuta in giudicato la decisione
definitiva sull’opposizione al sequestro). Risulta in effetti dalla sentenza
citata dallo stesso appellato (DTF 125 III 397, cons. 2e) che la facoltà
concessa dal Tribunale federale alle banche di informare l’UE solo alla fine
della procedura di opposizione è motivata principalmente con l’obbligo legale
che incombe ad esse di preservare il segreto bancario, onere che evidentemente
non grava sul debitore sequestrato. D’altronde, il Tribunale federale non ha
apparentemente pensato al caso in cui il debitore si opporrebbe ad un sequestro
infruttuoso (cfr. DTF 125 III 394, cons. 2c aa). Infine, nella sua
decisione 18 novembre 1999 nota alle parti poiché ne sono i protagonisti, la
seconda Corte civile del Tribunale federale ha ribadito che l’importo della
garanzia va calcolato valutando il danno eventuale che il sequestro determina o
può determinare per il preteso debitore e che una delle basi essenziali per il
computo è il risultato del sequestro, ossia l’entità dei beni concretamente
bloccati, dato di fatto che va indicato dal sequestrato che chiede la
fissazione (o l’aumento) di una garanzia ex art. 273 LEF, così come gli altri
dati atti a rendere almeno verosimile il danno invocato (5P.255/1999, consid.
5c, p. 13 ss., ora pubblicato in DTF 126 III 100-101).

 

                                          c)  Nessuno
sembra essersi espresso sulla questione di sapere se un sequestro infruttuoso
possa causare al sequestrato danni per i quali lo stesso sia in diritto di
chiedere una garanzia ex art. 273 LEF, tranne Peter Albrecht (Die Haftpflicht des Arrestgläubigers nach
schweizerischem Recht, tesi Zurigo 1968, p. 28), il quale dà una risposta
affermativa, con riferimento in particolare a possibili lesioni del credito del
sequestrato.

                                               Sicuramente
un sequestro infruttuoso non causa alcun danno materiale diretto, non essendo
il sequestrato limitato nella sua capacità di disporre dei propri diritti
patrimoniali. 

                                               È
controversa la questione di sapere se va risarcito il danno materiale
indiretto, in particolare la lesione del credito del sequestrato nel mondo
economico o una perdita di clientela (per una risposta affermativa, cfr. Jérôme Piégai, La protection du débiteur
et des tiers dans le nouveau droit du séquestre, tesi Losanna 1997, p. 250 ss.
e 254-255, ed i rif. agli autori di stessa opinione alla nota 1104; il
Tribunale federale ed una parte numericamente minoritaria della dottrina danno
invece una risposta negativa, cfr. nota 1103). La questione può rimanere in casu
aperta, dato che __________ non ha reso verosimile – e nemmeno ha fatto valere
– di aver subito un danno indiretto.

                                               Salvo
abuso di diritto, ossia salvo i casi in cui lo strumento giuridico del sequestro
viene usato per fini estranei al suo scopo esecutivo (ad es. comunicazione ad
un terzo dell’esistenza del sequestro per danneggiare l’immagine del sequestrato),
il sequestro non causa alcun danno morale o d’immagine al sequestrato. Del
resto, le pretese di torto morale non sono contemplate dall’art. 273 LEF e non
vanno quindi garantite (cfr. Piégai,
op. cit., p. 253 ss., con rif.). 

                                               Non
vi è poi, dal punto di vista del diritto esecutivo, alcun interesse giuridico
per il sequestrato ad opporsi ad un sequestro infruttuoso, poiché esso non
esplica nessun effetto di diritto esecutivo. Il sequestrato non può quindi, in
tale ipotesi, ottenere che le spese di opposizione siano garantite in base all’art.
273 LEF.

 

                                          d)  Per
completezza, va precisato che __________ non era legittimato – e non lo è
tuttora – a far valere a nome proprio pretese di un terzo, tanto meno in quanto
questo non è stato nominato né le sue asserite pretese rese verosimili.
Spettava difatti al terzo opporsi al sequestro qualora il __________, in base
al decreto pretorile (prima della sua modifica imposta da questa Camera),
avesse bloccato beni di sua proprietà.

 

                                    2.3.     Il
Pretore ha giustificato l’imposizione a __________ di una garanzia di fr. 8'000.--
sulla necessità di garantire eventuali futuri costi che dovessero sorgere a
carico di __________ nell’ambito del presente procedimento. Orbene, ritenuto
che un sequestro infruttuoso non causa di regola danni al sequestrato, non vi è
spazio per una garanzia ex art. 273 LEF delle spese insorte nell’ambito della
procedura qui in esame, né tantomeno per le spese della procedura del ricorso
(inc. ______) inoltrato da __________ il 7 luglio 2000, visto che la normativa
federale impone il principio della gratuità in materia di ricorso LEF (art. 20a
cpv. 1 LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF). Del resto, __________ __________ si è
inutilmente opposto all’istanza di __________ quand’anche irrituale (cfr. infra
cons. 3).

 

                                      2.4.   La
sequestrante __________ ha presentato il suo ricorso il 13 giugno 2000 – volto
in via principale ad azzerare l’importo di garanzia di fr. 8'000.-- e in via subordinata
a ridurlo a fr.1'000.-- richiestole –, pur essendo venuta “a conoscenza
ufficialmente per la prima volta, per iscritto, dell’infruttuosità del
sequestro mediante lettera 16 maggio 2000 del __________ che venne inviata al
patrocinatore di __________ da parte dell’UEF in data 20 maggio 2000” (cfr.
appello, p. 8, primo periodo). Anzi, il momento della conoscenza degli elementi
utili agli effetti della validità del sequestro si situa per __________ già a
ricezione della lettera 16 marzo 2000 del __________, ancorché “di contenuto talmente
sbalorditivo e strabiliante”, tale da indurre __________ ad una “verifica” che
avvenne con lo scritto inviato al __________ il 10 aprile 2000, cui venne
risposto il 18 aprile 2000 (appello, p. 8, secondo periodo).

                                               __________
ha quindi impugnato la decisione pretorile pur sapendo che il sequestro era
infruttuoso e pertanto decaduto, e che di conseguenza non occorreva più
prestare alcuna garanzia. Ne consegue la reiezione del gravame, senza che occorra
intervenire sul pronunciato del primo giudice che resta senza conseguenza di
rilievo, la garanzia essendo divenuta senza effetto sul sequestro divenuto caduco.

                                               Infatti,
il sequestro infruttuoso non ha bloccato alcun bene del sequestrato presso
__________: non vi può quindi essere alcun danno a carico di __________ risarcibile
con la garanzia ex art. 273 LEF. Verrebbe peraltro a mancare il deterrente immanente
all’accessorio della garanzia: la decadenza del sequestro per mancata
prestazione della garanzia. Non occorre la prestazione di alcuna garanzia ex art.
273 LEF, mancando la conditio sine qua non del danno riconducibile al sequestro
di beni del sequestrato, nulla di proprietà o appartenenza di __________
essendo stato oggetto di provvedimento conservativo urgente. Non prestando la
garanzia, il sequestro decade ope legis: da siffatta decadenza non deriva
nessun danno per la sequestrante __________, perché il sequestro è comunque
infruttuoso. Richiamati i limiti del processo sommario, restano ovviamente
riservate eventuali pretese risarcitorie da far valere in procedura di merito.

 

 

                                          3.   L’appello 13 giugno 2000 di __________ va quindi respinto.

                                               Tassa
di giustizia e indennità seguono il grado di soccombenza (art. 48, 61 cpv. 1 e
62 cpv. 1 OTLEF).

                                               Per
quanto concerne la tassa di giustizia di prima istanza, si osserva che il Pretore
avrebbe dovuto dichiarare irricevibile l’istanza di __________ per carenza di gravamen,
avendo il fatto nuovo dell’infruttuosità del sequestro, non conosciuto da
questa Camera quando ha emanato l’ordine a __________ di prestare una garanzia
di fr. 50'000.--, fatto cadere ex lege quest’ultima decisione. In altre parole,
__________ avrebbe dovuto semplicemente non prestare la garanzia, posto che
comunque la revoca di un sequestro infruttuoso non poteva avere effetti negativi
per la sequestrante, né dal punto di vista esecutivo e neanche per la questione
di merito.

                                               Il
divieto della reformatio in peius non consente interventi sul pronunciato
pretorile 30 maggio 2000 a sfavore di __________

 

 

 

Richiamati
gli art. 271 ss. LEF e, per le spese, la vigente OTLEF,

 

 

pronuncia:                     

 

 

                                          1.   L’appello
13 giugno 2000 __________, è respinto.

 

 

                                          2.   La tassa di giustizia in fr. 500.--, anticipata __________, resta
a suo carico. __________ rifonderà a __________ fr. 500.-- a titolo di
indennità di appello.

 

 

                                          3.   Intimazione a:       ____________

 

 

 

Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                             
Il segretario