# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f12f395f-0272-557b-8354-d7c714a59ef6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-08-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 14.08.2018 52.2017.495
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2017-495_2018-08-14.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2017.495

   

  	
  Lugano

  14 agosto 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia
  Verzasconi, presidente,

  Matteo
  Cassina, Sarah Socchi

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Giorgia
  Ponti

  

 

 

statuendo
sul ricorso del 28 settembre 2017 della

 

 

	
   

  	
  RI
  1   

  patrocinata
  da:   PA 1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione del 14 settembre 2017 con cui il Municipio di CO 1 ha annullato il
  concorso per l'aggiudicazione di un impianto di digestione anaerobica a __________;

  

 

 

ritenuto,                          in
fatto

 

                                  A.   Il __________ il Municipio
di CO 3 ha indetto un pubblico concorso, retto dal concordato
intercantonale sugli appalti pubblici del 25 novembre
1994/15 marzo 2001 (CIAP; RL 730.500) ed impostato secondo la procedura libera,
per aggiudicare le opere per la realizzazione di un impianto di digestione
anaerobica completo di tutte le sue parti (opere civili ed elettromeccaniche, impianto di trattamento dell'aria, sistemazioni 

esterne, ecc.) finalizzato alla produzione di energia elettrica e termica da immettere
in rete (FU n. ______ pag. __________
e segg.). Il bando e gli atti di gara precisavano i criteri e sottocriteri di
aggiudicazione e di idoneità, con le rispettive percentuali di ponderazione.  

 

 

                                  B.   Entro il
termine prestabilito sono pervenute al committente tre offerte, tra cui quella
della RI 1 __________ e quella del Consorzio CO 1 e CO 2 (Consorzio __________).
Esperite le necessarie valutazioni da parte del consulente del Municipio, il 13
gennaio 2017 quest'ultimo ha risolto di
escludere dalla procedura la RI 1 e di attribuire la commessa al Consorzio __________,
classificatosi primo in graduatoria con 5.65 punti.

 

 

                                  C.   a. Contro la predetta
risoluzione municipale, la RI 1 è insorta il 1. febbraio 2017 davanti al
Tribunale cantonale amministrativo, postulando l'annullamento della decisione
di esclusione e di aggiudicazione operata dall'autorità locale, con conseguente
attribuzione in suo favore della commessa; in via subordinata ha chiesto il
rinvio degli atti al committente per nuova valutazione delle offerte e, ancor
più subordinatamente, l'annullamento della gara di appalto (inc. 52.2017.66).

b. Il 24 febbraio 2017 la RI 1 ha formulato al Municipio di CO 1 una domanda di
ricusa del sindaco avv. __________ per un interesse personale nella causa e per
prevenzione a seguito di stretti rapporti di amicizia giusta l'art. 50 lett. a
ed e della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; (LPAmm; RL
165.100), siccome contitolare dello studio di avvocatura M Law con le
patrocinatrici del Consorzio __________, avv. PA 2 e avv. __________ e ha
chiesto di annullare e ripetere la decisione di aggiudicazione giusta l'art. 54
cpv. 1 LPAmm.

 

                                         c. Il consorzio __________
si è opposto a tutte le domande della RI 1 per motivi che qui non mette conto
di rilevare.

                                  D.   a. Il 30 marzo 2017 il Municipio
di CO 3 ha deciso di annullare il concorso in questione. Ha quindi chiesto al
Tribunale cantonale amministrativo di stralciare la procedura dai ruoli per sopravvenuta
cessazione del contendere. Il motivo di tale decisione, basato sulla clausola
1.20 del capitolato, sarebbe da ricondurre al numero di offerte ricevute per la
commessa in questione "di fatto non congruo".

b. Richiamata la precedente domanda 24 febbraio 2017 di ricusa del sindaco, il
7 aprile 2017 la RI 1 ha nuovamente postulato al Municipio l'annullamento e la
ripetizione anche della decisione di annullamento della gara, oltre che di
quella di esclusione e aggiudicazione della delibera in oggetto, con assegnazione
in suo favore della commessa. 

 

 

                                  E.   a. Il 10 aprile 2017 la RI 1
ha dedotto in giudizio dinanzi a questo Tribunale la decisione di annullamento
del concorso (inc. 52.2017.211). Contestate le ragioni esposte dal committente
(numero esiguo di offerenti nell'ambito del concorso) e rilevato che il
committente in un primo tempo aveva esaminato, valutato e classificato le tre
offerte ricevute, procedendo all'attribuzione della commessa senza sollevare
obiezioni di sorta a questo proposito, la ricorrente ha anche in questa sede
ribadito i motivi per la ricusazione del sindaco di CO 3.

 

                                         b. Il consorzio __________
e il committente si sono opposti al ricorso, per motivi che verranno ripresi,
se del caso, in seguito.

c. Con sentenza del 25 luglio 2017 questo Tribunale ha accolto il gravame
inoltrato contro la decisione del 30 marzo 2017 del Municipio di CO 1 di
annullare la procedura concorsuale. Il Tribunale ha rilevato come la domanda di
ricusa sia stata evasa in modo irrito dall'autorità comunale, demandandola
senza motivo all'autorità di ricorso e senza procedere alla sua istruzione. Ha
quindi annullato la decisione impugnata e rinviato gli atti alla precedente
istanza per nuova decisione sulla domanda di ricusa e sul prosieguo della
procedura di appalto.

 

 

                                  F.   a. Il 14 settembre 2017 l'esecutivo
comunale ha evaso la domanda di ricusa nel senso che il membro ricusato avv. __________
si sarebbe astenuto da qualsiasi decisione riguardante la vertenza. In medesima
data, il Municipio di CO 1, assente per l'appunto il sindaco ricusato e
astenuto, ha nuovamente deciso di annullare il concorso in oggetto, poiché il
numero delle offerte pervenute non era di fatto congruo.  

 

                                         b. Anche quest'ultima
decisione è stata oggetto di ricorso al Tribunale cantonale amministrativo da
parte della RI 1, che ha in sostanza ripreso le argomentazioni già avanzate in
occasione del gravame inoltrato contro la prima decisione municipale di annullare
il concorso. In breve, essa ritiene che il concorso non avrebbe potuto essere
interrotto poiché non vi sarebbero motivi di interesse pubblico o importanti
che la legislazione sulle commesse pubbliche esige a questo proposito. Il
committente ha comunque fondato la sua decisione sulla clausola del capitolato
che riservava la facoltà di annullare il concorso nel caso in cui il numero
delle offerte fosse ritenuto non congruo. In concreto, il numero delle offerte
era sì limitato (tre), ma non per questo motivo insufficiente o inadeguato, come
a posteriori addotto dal committente, vista la natura specialistica e complessa
dell'appalto, per cui ci si potevano aspettare sin dall'inizio poche offerte. Deporrebbe
in favore della tesi ricorsuale anche il fatto che l'ente banditore in prima
battuta ha proceduto a valutare le tre offerte rientrate e ad aggiudicare le
opere al Consorzio __________. A mente della ricorrente, l'annullamento del
concorso per i motivi addotti a posteriori sarebbe quindi contrario al
principio della buona fede e non potrebbe dunque essere tutelato.    

c. Al ricorso si è opposto il committente, che ha chiesto di dichiararlo
inammissibile o, in via subordinata, di respingerlo. Il Consorzio __________,
così come l'Ufficio di vigilanza sulle commesse pubbliche, sono rimasti silenti.

 

                                         d. In replica la
ricorrente si è riconfermata nel proprio ricorso, senza tuttavia argomentare
ulteriormente le sue tesi. Non sono stati presentati allegati di duplica. 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.1. La competenza del
Tribunale cantonale amministrativo è data dagli art. 15 cpv. 1 CIAP e 4 cpv. 1
del decreto legislativo concernente l'adesione del Cantone Ticino al concordato
intercantonale sugli appalti pubblici del 6 febbraio 1996/30 novembre 2004
(DLACIAP; RL 730.510). La commessa rientra infatti nel settore dei trattati
internazionali (art. 5bis cpv. 1 CIAP), e supera il valore soglia
stabilito per i contratti di costruzione (allegato 1 lett. b CIAP). 

1.2. Il committente contesta la legittimazione ricorsuale della ricorrente. In
effetti, nella procedura di ricorso contro la decisione che sanciva la sua
esclusione e la delibera al Consorzio __________, essa ha chiesto
subordinatamente all'attribuzione in suo favore della commessa, anche l'annullamento
della gara. Avendo la stazione appaltante dato seguito a quest'ultima
richiesta, formulata secondo il resistente non già in via subordinata ma
alternativamente alla domanda principale, la ricorrente sarebbe malvenuta ora
nel contestare l'annullamento del concorso. Il suo atteggiamento sarebbe
contraddittorio e contrario al principio della buona fede e per questo motivo
non potrebbe essere tutelato. 

                                         1.2.1.
In assenza di regolamentazione da parte del CIAP la procedura di
ricorso è retta dalla LPAmm. L'art. 74 cpv. 1 LPAmm dispone che con il
deposito del ricorso, la trattazione della causa oggetto della decisione
impugnata passa all'autorità di ricorso (effetto devolutivo del ricorso). Un'attenuazione
di tale effetto è data dall'art. 74 cpv. 2 LPAmm che prevede che l'istanza
inferiore può modificare (parzialmente o totalmente) la propria decisione nel senso
delle domande del ricorrente, di regola fino all'insinuazione della risposta.
Se ciò avviene, l'oggetto del contendere viene meno per acquiescenza e la causa
può essere stralciata dai ruoli. In effetti, l'autorità di ricorso è tenuta ad
esaminare il ricorso solo nella misura in cui questo non sia divenuto privo d'oggetto
(vedi art. 74 cpv. 4 LPAmm). Per prassi, ammessa è la modifica della decisione
anche fino all'inoltro della duplica (Marco
Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Agno
1997, n. 2 ad art. 50 LPamm).

1.2.2. La ricorrente nella procedura 52.2017.66 ha
formulato le seguenti domande di merito (cfr. ricorso pag. 23):

 

B.    Nel merito

 

1)    È annullata la risoluzione 13
gennaio 2017 con cui il Comune di CO 1 ha escluso la ricorrente dalla gara di
appalto in oggetto.

2)    È annullata l'aggiudicazione
dell'appalto in oggetto ai membri del consorzio CO 3 e CO 4.

3)    Conseguentemente: l'appalto
in oggetto è aggiudicato alla ricorrente.

4)    In via subordinata ad 3: gli
atti sono rinviati alla Stazione appaltante per nuova decisione previa nuova
valutazione delle offerte.

5)    In via subordinata ad 4: è
annullata la gara d'appalto.

6)    Protestate tasse, spese e
congrue ripetibili.

                                         

                                         Ora, oltre all'annullamento
della decisione di esclusione della ricorrente e di delibera al Consorzio __________
(petitum 1 e 2), la ricorrente ha concluso, da intendersi con ogni evidenza
come richiesta principale, per l'aggiudicazione in suo favore della commessa (si
veda la dicitura "conseguentemente" nel petitum 3,). In via
subordinata, comunemente intesa non già come alternativa alla domanda
principale ma quale ulteriore richiesta nell'ipotesi in cui la domanda
principale non possa essere accettata, essa ha chiesto il rinvio degli atti al Comune
per nuova decisione (petitum 4). In via ancor più subordinata alla precedente domanda,
ha infine postulato l'annullamento del concorso (petitum 5). Nelle more di
quella procedura ricorsuale, prima dell'inoltro della risposta, il committente
ha risposto positivamente a quest'ultima domanda annullando l'intera gara e
dunque, implicitamente, anche la decisione di esclusione e aggiudicazione. La
domanda principale di attribuzione della commessa in favore della ricorrente è
quindi stata disattesa, dato che il committente ha aderito solo parzialmente a
quanto richiesto dalla ricorrente. Quest'ultima mantiene quindi tuttora un
interesse legittimo a contestare l'annullamento della gara, ritenuto che se
dovesse uscire vincente dalla presente procedura, essa potrebbe tornare a far
valere le sue ragioni nel procedimento giudiziario da essa avviato allo scopo
di aggiudicarsi la commessa. La sua legittimazione ricorsuale deve di
conseguenza essere confermata.

1.3. Il gravame, tempestivo (art. 15 cpv. 2 CIAP), è pertanto ricevibile
in ordine. 

1.4. Il ricorso può essere evaso sulla base degli atti, integrati da quelli
delle parallele procedure ricorsuali (inc. 52.2017.66/211), senza procedere ad
ulteriori accertamenti istruttori, nemmeno richiesti dalle parti (art. 25 cpv.
1 LPAmm).

 

 

                                   2.   2.1. Giusta l'art. 13 lett.
i CIAP le disposizioni cantonali d'esecuzione garantiscono la limitazione dell'interruzione
e della ripetizione della procedura di aggiudicazione per gravi motivi. Di principio,
tali sono tutti i motivi per i quali, in funzione della loro oggettiva gravità,
non si possa ragionevolmente esigere che il committente proceda
all'aggiudicazione. In quest'ordine di idee, l'art. 55 del regolamento di
applicazione della legge sulle commesse pubbliche e del concordato intercantonale
sugli appalti pubblici del 12 settembre 2006 (RLCPubb/CIAP; RL 730.110)
permette al committente di indire una nuova procedura di aggiudicazione o di rinunciare
totalmente o parzialmente alla commessa, escluso ogni obbligo di risarcimento
in particolare quando, alternativamente: (a) nessuna delle offerte presentate risponde
ai criteri e alle esigenze tecniche fissate nei documenti di gara, (b) si può contare
su offerte più convenienti a seguito del mutamento delle condizioni
tecniche-quadro o viene a mancare il principio della concorrenza, (c) il
progetto viene modificato in modo sostanziale, (d) le offerte valide presentate
superano manifestamente il limite dei crediti allocati. Suscettibili di
giustificare una rinuncia all'aggiudicazione, in via eccezionale, sono in definitiva
tutte quelle circostanze che permettono di considerare un'interruzione della
procedura compatibile con gli obblighi, segnatamente quelli derivanti dal
principio della buona fede, che l'apertura del concorso ingenera in capo al committente
nell'ambito dei rapporti precontrattuali, così come dai principi generali
applicabili alle commesse pubbliche, in particolare dal divieto di discriminazione
dei concorrenti (STA 52.2012.489 del 1. marzo 2013 consid. 3, 52.2009.13 del 16
marzo 2009 consid. 2; RDAT II-2001 n. 41 pag. 169 segg.). La giurisprudenza
federale, dal canto suo, ri-tiene che il committente possa interrompere la
procedura di aggiudicazione se il provvedimento è giustificato da motivi
oggettivi e non mira a discriminare deliberatamente taluni concorrenti; la loro
prevedibilità non è di alcun rilievo (DTF 141 II 353 consid. 6.1 e 6.4, 134 II
193 consid. 2.3; cfr. anche STA 52.2012.489 del 1. marzo 2013 consid. 3.1; Peter Galli/André Moser/Elisabeth Lang/ Evelyne
Clerc, Praxis des öffentlichen Beschaffungsrecht, 3. ed., Zurigo 2013,
n. 820; Martin Beyeler, Ueberlegungen
zum Abbruch von Vergabeverfahren, in: AJP/PJA 7/2005 pag. 784 e segg.). Tra i
motivi che possono entrare in linea di conto ai fini di una legittima rinuncia
all'aggiudicazione ci sono i vizi essenziali di procedura, rispettivamente di
impostazione della gara (decisione del Tribunale amministrativo del Cantone di
Friborgo n. 602 2008-123/125 del 14 gennaio 2009 pubblicata in BR 2009, S36,
pag. 89; Stefan Suter, Der Abbruch
des Vergabeverfahrens, Basel 2010, n. 182 segg.). In questo contesto, è
considerato essenziale l'errore concernente un aspetto della gara che se fosse
stato rilevato e valutato correttamente prima della sua instaurazione avrebbe
indotto la stazione appaltante a predisporre il concorso in modo del tutto
diverso (cfr. Martin Beyeler, op. cit.,
pag. 788).

2.2. Dall'elenco esemplificativo dei motivi di interruzione citati all'art. 55
RLCPUbb/CIAP discende dunque che solo a titolo eccezionale il committente può
interrompere la procedura, misura che appare dunque come ultima ratio. Questo
approccio restrittivo trova il suo fondamento nel fatto che quando mette in
atto una procedura concorsuale, la stazione appaltante deve assicurare a ogni
concorrente una possibilità concreta di conseguire la commessa in funzione
delle esigenze poste. Ciò che evidentemente viene a mancare se il committente
interrompe o annulla la gara. Certo, nel caso in cui il committente intenda
ripresentare il concorso, i concorrenti potranno nuovamente inoltrare la loro offerta,
ma questo modo di procedere potrebbe apparire problematico nella misura in cui,
a prescindere dai costi supplementari generati a tutte le parti coinvolte, le
possibilità di attribuzione della commessa potrebbero, in determinate
circostanze, diminuire se il numero dei concorrenti fosse più elevato o in
presenza di accresciute esigenze di gara. Aggiungasi
inoltre che la ripetizione della procedura potrebbe avverarsi contraria anche all'obiettivo
della libera concorrenza, segnatamente perché i già concorrenti avranno potuto
(perlomeno parzialmente) avere accesso alle prime offerte inoltrate dagli altri
partecipanti al concorso. L'interruzione abusiva della procedura deve quindi
essere evitata (DTF 141 II 353 consid. 6.1). Va inoltre osservato che la
semplice aspettativa di offerte più vantaggiose non è di per sé atta a giustificare
l'annullamento e la ripetizione della gara. Un simile modo di procedere sarebbe
contrario al principio della buona fede, poiché dopo l'apertura delle offerte
qualsiasi ripetizione della procedura di aggiudicazione è quantomeno
potenzialmente in grado di procurare al committente offerte più vantaggiose. Tale
aspettativa potrebbe quindi giustificare la ripetizione della gara soltanto
quando dipende da cambiamenti significativi delle circostanze (art. 55 lett. b
prima parte RLCPubb/CIAP) o dall'eliminazione di distorsioni della libera
concorrenza dovute ad illecite concertazioni dei concorrenti (art. 55 lett. b
seconda parte RLCPubb/ CIAP; Clerc
Evelyne, L'ouverture des marchés publics:
Effectivité et protection juridique, Friborgo 1997, pag. 491 seg.; RDAT II-2001
n. 41). 

 

2.3. Come l'art. 34 della legge sulle commesse pubbliche del
20 gennaio 2001 (LCPubb; RL 730.100), l'art. 55 RLCPubb/CIAP limita il potere
d'apprezzamento riservato all'ente banditore in ordine alla libertà di
prescindere da un'aggiudicazione sulla base delle offerte inoltrate,
permettendogli di rinunciarvi soltanto nel caso in cui sussistano motivi
sufficientemente importanti da svincolarlo dagli obblighi derivanti dal
principio della buona fede, che l'apertura di un pubblico concorso pone a suo
carico nell'ambito dei rapporti precontrattuali, così come dai principi
generali applicabili alle commesse pubbliche, in particolare il divieto di
discriminazione dei concorrenti (DTF 141 II 353 consid. 6.4 e rinvii; STA
52.2012.489 del 1. marzo 2013 consid. 3.1; Peter
Galli/André Moser/Elisabeth Lang/Evelyne Clerc, Praxis des öffentlichen
Beschaffungsrecht, 3. ed., Zurigo 2013, n. 820).

      

                                   3.   3.1. Come
accennato in narrativa, la decisione qui impugnata di annullamento del concorso
si fonda sulla posizione 1.20 del ca-pitolato d'oneri che conferisce al
committente tale facoltà nel ca-so in cui le offerte pervenute non
fossero in numero ritenuto "congruo" oppure nel caso non
soddisfacessero le sue esigenze. Questa prescrizione conferisce alla stazione
appaltante un certo potere discrezionale per prescindere da un'aggiudicazione
non solo nel caso in cui nessuna delle offerte presentate risponda alle prescrizioni
di gara (art. 55 lett. a RLCPubb/CIAP), ma anche nel caso in cui il loro numero
non fosse ritenuto congruo. Orbene, nella misura in cui si fonda su questa
clausola, la decisione del committente di annullare il concorso non regge alla
critica. 

 

                                         3.2. L'ente banditore ha
sostenuto che nel concorso instaurato sarebbe venuta a mancare di fatto la
concorrenza, dato che delle tre offerte inoltrate, per finire due sono state
escluse (tra cui quella della ricorrente) rimanendone una sola (Consorzio __________).
La fattispecie rientrerebbe pertanto nel caso previsto dalla disposizione di
gara citata e l'annullamento sarebbe perfettamente legittimo. Ci si potrebbe
invero chiedere se il Comune non fosse effettivamente autorizzato, da subito,
una volta rientrate le offerte, ad annullare la gara perché le offerte
ricevute, di cui solo una ritenuta valida, non erano in numero "congruo",
ovvero adeguato. Ciò non è tuttavia avvenuto, avendo proceduto il committente a
valutare tutt'e tre le offerte, conscio sin dall'inizio che due le avrebbe
comunque escluse, per ritenere valida solo quella del Consorzio __________ e
assegnargli la commessa. Ora, determinante è il fatto che il committente, dopo
valutazione delle offerte, ha comunque assegnato i lavori in questione al Consorzio
__________. Solo dopo l'inoltro del ricorso contro la decisione di aggiudicazione
è rivenuto sulla sua decisione, invocando, quale unica giustificazione, il
numero insufficiente di concorrenti per interrompere la gara. Come rettamente
rilevato dalla ricorrente, con la valutazione delle offerte esso ha ingenerato
nei concorrenti l'affidamento che le offerte inoltrate fossero comunque
sufficienti per attribuire l'appalto, cosicché, ritornando sui suoi passi per
questi soli motivi, la stazione appaltante è incorsa in una violazione del principio
della buona fede. D'altra parte, il fatto che al concorso hanno partecipato
solo pochi concorrenti non porta necessariamente ad affermare che sia venuta a
mancare la concorrenza tra i partecipanti. Prima di tirare questa conclusione
occorrerebbe procedere con approfondite verifiche, in particolare a proposito
dell'adeguatezza del prezzo in rapporto agli importi di spesa preventivati (Martin Beyeler, Vergaberechtliche
Entscheide 2016/2017, Zurigo 2018, n. 336 pag. 178; Jacques Dubey, in BR 4/2009 n. 3 ad S83, S. 186 con rinvii).
Non può inoltre essere dimenticato che per prestazioni particolari, come è senz'altro
quella oggetto della commessa qui oggetto di giudizio, ci si può normalmente attendere
anche un numero limitato di offerte. Nemmeno l'allusione avanzata con la
risposta al ricorso, secondo cui la ripetizione del concorso (ciò che il
committente è intenzionato a fare) potrebbe procurare a quest'ultimo offerte
più vantaggiose potrebbe giustificarne, in assenza di altre ragioni (ad esempio
la modifica rilevante di condizioni fattuali o concorsuali) l'annullamento,
pena la violazione del principio della buona fede. I motivi che il committente
ha allegato per motivare il provvedimento contestato dal profilo dell'art. 55 RLCPubb/CIAP
non sono dunque atti a legittimarlo nella misura in cui sono applicati nel
quadro della riserva contenuta nella posizione del capitolato d'oneri. Sorretto
da queste sole ragioni, l'apprezzamento esercitato dalla stazione appaltante
nell'ambito dell'applicazione delle prescrizioni concorsuali risulta lesivo del
diritto sotto il profilo dell'abuso di potere e non può essere tutelato poiché
contrario ai principi esplicitati al considerando 2 del presente giudizio. 

3.3. Visto tutto quanto precede, la decisione impugnata deve quindi essere
annullata. Una volta cresciuta in giudicato la presente decisione, questo
Tribunale riprenderà il parallelo procedimento e procederà a terminare l'istruttoria
in vista dell'evasione del ricorso contro l'esclusione della ricorrente dalla
procedura concorsuale e l'aggiudicazione della commessa al Consorzio __________
(inc. 52.2017.66).

 

 

                                   4.   Le spese processuali sono
poste a carico del committente, in ragione della sua soccombenza (art. 47 cpv.
1 LPAmm). Esso rifonderà alla ricorrente un'indennità per ripetibili (art. 49
cpv. 1 LPAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

1.   Il ricorso è
accolto.

Di conseguenza la decisione del 14 settembre 2017 con cui il Municipio di CO 1
ha annullato il concorso per l'aggiudicazione di un impianto di digestione
anaerobica a __________ è annullata.

 

 

2.   La tassa di
giustizia di fr. 2'000.- è posta a carico del Comune di CO 1. L'importo di fr.
5'000.- versato dalla ricorrente a titolo di anticipo delle spese processuali
le viene restituito. Il Comune di CO 1 verserà alla ricorrente fr. 2'000.- a
titolo di ripetibili.

 

 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110) nei limiti e alle condizioni di cui agli art. 83 lett. f LTF.

 

 

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                            La vicecancelliera