# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3c394454-1c7f-5518-90a8-fc521e044958
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-11-30
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 30.11.2001 15.2001.00284
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2001-00284_2001-11-30.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2001.00284

  	
  Lugano

  30 novembre
  2001

  /FP/fc/kc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  Composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Rusca

  

 

	
  Segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul
ricorso 27 settembre 2001 di

 

	
   

  	
  __________

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato
dell’ Ufficio di esecuzione di Lugano e meglio contro il verbale di sequestro
24 agosto/24 settembre 2001 emesso a carico di 

 

	
   

  	
  __________

  

 

nella procedura
esecutiva conseguente a sequestro promossa dalla ricorrente

 

viste le
osservazioni 30 ottobre 2001 dell’UE di Lugano

 

esaminati atti e
documenti

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:                 A.      In data 23 agosto 2001 il Pretore di
Lugano, sezione 5, decretava, su istanza della __________, il sequestro presso
il datore di lavoro __________, del salario di __________ per l’importo di fr.
5’597.-- oltre interessi al 12% dal 8 febbraio 2001.

 

 

                                B.      Il
24 settembre 2001 il sequestro veniva eseguito dall’UE di Lugano con il
seguente risultato:

 

                                          Salario
percepito                                          fr.     3'166.--

 

                                          Minimo
di esistenza

                                          importo
base                                                 fr.     1'395.--

                                          figli
minorenni                                                fr.        630.--

                                          locazione
                                                       fr.        880.--

                                          riscaldamento                                                fr.        100.--

                                          Cassa
malati                                                 fr.          30.--

                                          trasferte                                                          fr.        450.--

                                          pasti
f. dom.                                                   fr.        242.--

                                          Totale                                                             fr.     3’727.--

 

                                          Nessuna
eccedenza pignorabile

 

 

                                C.      Con
ricorso 27 settembre 2001 la __________ si aggrava contro il verbale di sequestro,
sostenendo che i dati rilevati dall’UE di Lugano sarebbero diversi da quelli
accertati in un precedente pignoramento a carico dell’escusso eseguito dall’UEF
di Mendrisio in data 7 marzo 2000.

 

 

                                D.      Delle
osservazioni dell’UE di Lugano si dirà, se del caso, in seguito. 

 

 

Considerando 

 

 

in diritto:               1.      Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le autorità
di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al
momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del
debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21; 108
III 12; 106 III 13), ritenuto che delle successive modifiche della situazione
potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108
III 13). Nel caso di specie la ricorrente assevera che l’UE di Lugano deve
eseguire il sequestro sulla base dei dati contenuti in un precedente verbale di
pignoramento del 7 marzo 2000. Tale tesi non può essere condivisa, essendo
determinante la situazione reddituale e famigliare del debitore al momento del
sequestro o del pignoramento. Di conseguenza l’Ufficio ha agito correttamente
avendo eseguito il sequestro in oggetto sulla base dei dati attuali forniti
dall’escusso (cfr. verbale interno per le operazioni di pignoramento del 24
agosto 2001).

 

 

                                2.      La Tabella dei minimi di esistenza agli effetti del diritto
esecutivo prevede un importo base mensile per coniugi, comprensivo delle spese
di sostentamento, abbigliamento, biancheria, igiene, cultura, salute e oneri
domestici di fr. 1'550.--. Tuttavia in una recente sentenza dell’Autorità di
vigilanza di Basilea – Città è stato stabilito che per un debitore frontaliero
si giustifica una riduzione del 10% dell’importo base mensile (BlSchK 2000,
p.63). Nel caso di specie __________ pur esercitando la propria attività
lavorativa in Svizzera vive in Italia, segnatamente a __________.

                                          Pertanto
quale importo base mensile l’UE di Lugano ha correttamente computato l’importo
di fr. 1'395.-- (= fr. 1'550.--./. fr. 155.--), giustificandosi anche per
l’Italia una riduzione del 10% __________. Tale riduzione deve inoltre essere
effettuata anche per l’importo riconosciuto quale supplemento per figli
minorenni (cfr. Tabella dei minimi di esistenza agli effetti del diritto esecutivo,
punto I n.4 ). Di conseguenza avendo il debitore dichiarato di avere due figli
nati rispettivamente nel 1991 e nel 2000, l’importo complessivo di fr. 600 deve
essere decurtato del 10%, riducendosi pertanto a fr. 540.-- mensili, in luogo
di fr. 630.--riconosciuti dall’UE di Lugano (cfr. verbale interno per le
operazioni di pignoramento del 24 agosto 2001).

 

 

                                3.      Nel determinare il minimo vitale va considerato il canone
locatizio conforme all’uso locale per un alloggio del quale si possa pretendere
che l’escusso si accontenti nelle circostanze concrete, ritenuto l’imperativo
categorico di ridurre al minimo le spese per un’abitazione adeguata alle sue
necessità e possibilità (DTF 104 III 38-41, 87 III 102 e 57 III 207; CEF
8 aprile 1991 su reclamo C.R: cons. 1, 30 agosto 1988 su reclamo B. cons. 4c, 4
agosto 1988 su reclamo S e 12 giugno 1970 in Rep. 1971 p. 117). L’importo del
canone va messo in relazione con il reddito dell’escusso (CEF 16 febbraio 1989
su reclamo S. cons. 5b).

                                          Il
debitore non può essere costretto dalle autorità di esecuzione ad occupare un alloggio
corrispondente ai suoi mezzi finanziari: tuttavia il canone deve essere ridotto
ad una misura normale se l’escusso utilizza un’abitazione costosa solo per sua
eccessiva comodità (DTF 114 III 12-18 cons. 2 e 4; CEF 16 febbraio 1989
su reclamo S. cons. 5b). La decurtazione del quantum può però, di regola,
essere operante solo nel rispetto dei termini contrattuali (DTF 119 III
73; Amonn/Gasser, op.
cit., § 23 n. 64 p. 178). Se il debitore vive in casa propria in luogo del
canone di locazione si terrà conto degli interessi ipotecari (cfr. Tabella dei
minimi di esistenza, punto 2.1.2).

                                          Nel
caso in esame il ricorrente ha preteso e ottenuto che nel calcolo del minimo di
esistenza venissero considerati a titolo di locazione fr. 880.--. Tale importo,
come si evince dagli atti, si riferisce alla rata mensile di lit.1'084’770 del
mutuo ipotecario contratto dall’escusso per un alloggio che egli occupa a
__________  unitamente alla propria famiglia. Di conseguenza viste le peculiarità
del caso tale importo appare adeguato alle circostanze, ritenuto che gli
alloggi nella fascia di confine sono notoriamente più cari che nel resto
d’Italia per la domanda di frontalieri.

 

 

                                4.      E’
principio giurisprudenziale e dottrinale indiscusso che le spese fisse e
correnti connesse all’uso di un’automobile rientrano nel minimo di esistenza
del debitore solo se il veicolo viene dichiarato impignorabile ex art. 92 n. 3
LEF, ossia se il veicolo è necessario al debitore per l’esercizio della sua
professione (cfr. DTF 117 III 22, 104 III 73, 97 III 52; Amonn/Gasser, op. cit., § 23 n.27,
p.170; Fritzsche/Walder,
Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, vol. I, Zurigo 1984, §
24 n. 60). In casu il debitore abita in Italia e percorre circa 60 km al giorno
per recarsi sul luogo di lavoro a __________. L’UE di Lugano ha riconosciuto a
titolo di spese di trasferta l’importo mensile di fr. 450.--. Orbene, considerando
che il debitore percorre circa 1’200 km al mese per recarsi sul luogo di
lavoro, l’importo riconosciuto dall’UE è da ritenere adeguato alle circostanze,
corrispondendo a fr. 0.38 al km.

 

 

                                5.      Il
debitore che è costretto, per motivi di lavoro, a prendere i pasti fuori
dell’economia domestica ha diritto a un supplemento di fr. 11.-- per ogni pasto
principale (cfr. Tabella, punto II 4.b).

                                          Nel
caso di specie al debitore è stato riconosciuto per il vitto l’importo
complessivo di fr. 240.--. Orbene dagli atti risulta che l'escusso, di
professione pizzaiolo, consuma i pasti principali sul luogo di lavoro, il cui
costo viene dedotto dallo stipendio. Di conseguenza tale importo, pari a fr.
200.-- mensili, deve essere considerato nel minimo vitale dell’escussa in luogo
dell’importo di fr. 240.-- riconosciuto dall’Ufficio.

 

 

                                6.      Sulla base di quanto esposto precedentemente il calcolo del minimo
di esistenza si presenta come segue:

 

                                          Salario
percepito                                          fr.     3'166.--

 

                                          Minimo
di esistenza

                                          importo
base                                                 fr.     1'395.--

                                          figli
minorenni                                                fr.        540.--

                                          locazione
                                                       fr.        880.--

                                          riscaldamento                                                fr.        100.--

                                          Cassa
malati                                                 fr.          30.--

                                          trasferte                                                          fr.        450.--

                                          pasti
f. dom.                                                   fr.        200.--

                                          Totale                                                             fr.     3’595.--

 

                                          Di
conseguenza, malgrado le rettifiche operate nella determinazione del minimo vitale
dell’escusso, non vi è nessuna eccedenza pignorabile.

 

 

                                7.      Sulle spese e sulle ripetibili occorre ricordare a futura
memoria che - benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di
diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (Jean-François Poudret/Suzette Sandoz -
Monod, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna
1990, n.2.10 all'art. 81, p.804) - siffatto principio è stato codificato per
espressa volontà del legislatore (art. 20a cpv.1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2
lett. a OTLEF; DTF 125 III 383 cons.2a) Per lo stesso motivo non si
assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OLEF).

 

 

Richiamati gli art.
17 e 93 LEF

 

 

pronuncia:           1.      Il ricorso 27 settembre 2001 __________ è evaso nel senso dei considerandi.

 

 

                                2.      Il
minimo di esistenza di __________ è determinato in fr. 3595.-- in luogo di fr.
3727.--. 

 

 

                                3.      Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

 

 

 

                                4.      Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità
dell’art. 19 LEF.

 

 

                                5.      Intimazione a:

                                          –    __________

                                          Comunicazione
all’UE di Lugano.

 

 

 

Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di
vigilanza

Il presidente                                                            
             La segretaria