# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0640d406-3c64-5ba2-bf68-705b3f836911
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-07-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 05.07.2001 52.2001.110
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-110_2001-07-05.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00110

   

  	
  Lugano

  5 luglio 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Paolo Bianchi, vicecancelliere 

  

 

 

statuendo sul ricorso  9 aprile 2001 di

 

 

	
   

  	
  __________ patr. da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 21 marzo 2001, no. 1292, del Consiglio
  di Stato che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la
  risoluzione 18 gennaio 2001 con cui la Sezione della circolazione del Dipartimento
  delle istituzioni gli ha revocato la licenza di condurre per la durata di tre
  mesi;

  

 

 

vista la risposta 24 aprile
2001 del Consiglio di Stato; 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                      in fatto

 

                                  A.   Il 7
settembre 1987 __________, 1969, ha ottenuto la licenza di condurre per i veicoli
di categoria B. 

                                         Successivamente
il suo comportamento alla guida è stato sanzionato in due occasioni con
provvedimenti amministrativi. In particolare, dopo essere stato ammonito nel
1996 a seguito di una pericolosa manovra di rientro da un sorpasso, il 6 aprile
2000 gli è stata revocata la licenza di condurre a titolo di ammonimento per la
durata di un mese, per aver circolato a 176/161 km/h in autostrada. 

 

 

B.  Il 22
settembre 2000 __________, alla guida della vettura Porsche targata TI
__________, sulla strada __________, ha effettuato una manovra di sorpasso su
un tratto sinuoso e con curve a ridotta visuale ed ha circolato a velocità
eccessiva e pericolosa, nonostante il limite vigente di 50 km/h.  

 

 

C.  a) A
seguito della suddetta infrazione, previa notifica del rapporto di contravvenzione,
rimasto incontestato, con decisione 17 novembre 2000, cresciuta in giudicato,
la Sezione della circolazione ha inflitto a __________ una multa di fr. 300.--,
oltre ad una tassa di giustizia di fr. 60.-- e alle spese di fr. 20.--.

 

      b)
Inoltre, il 18 gennaio 2001, la Sezione della circolazione, in considerazione
dei precedenti dell'interessato e della gravità dell'infrazione commessa, ha
disposto la revoca della licenza di condurre a scopo di ammonimento per la
durata di tre mesi, dal 19 febbraio al 18 maggio 2001, autorizzando comunque in
tale periodo la guida di ciclomotori. 

      Tale
risoluzione è stata resa sulla base degli art. 16 cpv. 2 e 17 cpv. 1 lett. a
LCStr. 

 

 

D.  a) Contro
la predetta decisione__________ è insorto davanti al Consiglio di Stato,
chiedendo, in via principale, l'annullamento della stessa ed in via subordinata
la riduzione della durata del periodo di revoca. 

      Egli ha
sostenuto di non aver tempestivamente contestato le risultanze del procedimento
penale, in quanto si sarebbe reso conto solo in un secondo tempo dell'inattendibilità
delle stesse. Fornendo una differente versione dei fatti, ha quindi concluso di
non aver commesso alcuna infrazione. Ha inoltre lamentato la violazione del principio
di proporzionalità e addotto la necessità di utilizzare l'autovettura per
ragioni professionali. 

 

      b) Con
giudizio 21 marzo 2001, il Consiglio di Stato ha respinto il gravame e confermato
il provvedimento di revoca. Rilevato che l'autorità amministrativa è di principio
vincolata all'accertamento dei fatti compiuto in sede penale, il Governo ha negato
la sussistenza di una reale necessità di condurre per motivi professionali e ha
ritenuto corretti, adeguati e proporzionati alle circostanze il provvedimento
di revoca e la sua durata. 

 

 

E.  Contro il
predetto giudizio governativo, __________ insorge ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, ribadendo, in sostanza, le richieste e le
argomentazioni già sollevate dinnazi all'istanza inferiore. Egli ravvisa
inoltre una violazione del diritto di essere sentito per il fatto che l'incarto
contravvenzionale da lui consultato non contemplasse gli elementi probatori
relativi all'eccesso di velocità che avrebbe commesso circolando a 85 km/h, in
luogo dei 50 km/h prescritti quale velocità massima. Produce altresì due
dichiarazioni del padre, il quale avrebbe pagato la multa a sua insaputa,
durante una sua assenza dal domicilio, precludendogli pertanto la possibilità
di contestare l'infrazione. 

 

 

F.   All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, riconfermandosi nella risoluzione
impugnata. 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 10 cpv. 2
LALCStr. La legittimazione attiva del ricorrente, siccome direttamente toccato
dal provvedimento impugnato, è pacifica ai sensi dell'art. 43 PAmm. Pertanto il
ricorso, tempestivo, è ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli
atti (art. 18 PAmm).

 

 

                                   2.   Prima di
entrare nel merito del ricorso occorre precisare che il provvedimento di revoca
della licenza di condurre a scopo di ammonimento riveste il carattere di una
decisione sulla fondatezza di un'accusa penale ai sensi dell'art. 6 cpv. 1 CEDU
(DTF 121 II 26 consid. 2b). In virtù di tale norma, sia in ambito penale, che
nell'ambito di procedimenti amministrativi aventi carattere  penale, l'autorità
giudicante deve potere statuire con pieno potere cognitivo. Anche la
commisurazione della pena e della sanzione soggiace al libero esame (R. Herzog,
Art. 6 EMRK und kantonale Verwaltungsrechtspflege, pag. 371; A. Kley-Struller,
Die Anwendung der Garantien des Art. 6 EMRK auf Verfahren betreffend den
Führerausweisentzug, pag. 111 in: R. Schaffauser, Aktuelle Fragen des Straf-
und Administrativmassnahmerechts im Strassenverkehr).

Il Tribunale cantonale amministrativo
statuisce perciò sul gravame in rassegna con pieno potere di cognizione,
identico a quello di cui dispone nella giurisdizione disciplinare (art. 70
PAmm). I limiti posti dall'art. 61 PAmm in relazione al controllo dell'apprezzamento
non trovano applicazione siccome contrari alle prevalenti disposizioni
dell'art. 6 CEDU (STA 26.9.1996 in re C.; 21.10. 1996 in re T.).

 

 

                                   3.   La licenza
di condurre può essere revocata al conducente che, violando le norme della
circolazione, ha compromesso la sicurezza del traffico o disturbato terzi. Nei
casi di lieve entità, può essere pronunciato un ammonimento (art. 16 cpv. 2
LCStr). La licenza va invece obbligatoriamente revocata se il conducente ha
gravemente compromesso la sicurezza della circolazione (art. 16 cpv. 3 LCStr).
La revoca della licenza a titolo d'ammonimento ha per scopo di sanzionare il conducente
resosi colpevole di un'infrazione alle regole della circolazione e di impedire
casi di recidiva (art. 30 cpv. 2 OAC).

                                         L'autorità
tenuta ad ordinare la revoca della licenza di condurre deve fissare la durata
di tale provvedimento, tenendo conto delle circostanze del caso. In particolare
essa deve tenere conto della colpa, della reputazione dell'interessato in
quanto conducente di veicoli a motore e della sua necessità professionale a
fare uso del veicolo (art. 17 cpv. 1 LCStr; 33 cpv. 2 OAC). La durata del
provvedimento dev'essere di almeno sei mesi se la licenza va revocata a causa
di un'infrazione commessa entro due anni dalla scadenza dell'ultima revoca
(art. 17 cpv. 1 lett. c).

 

 

                                   4.   4.1.
Secondo costante giurisprudenza del Tribunale federale, laddove è in corso un
procedimento penale a carico dell'interessato, l'autorità amministrativa è
tenuta, in linea di principio, a soprassedere alla propria decisione sino a che
sia intervenuta una decisione penale passata in giudicato, nella misura in cui l'accertamento
dei fatti del comportamento litigioso sia rilevante nel quadro del procedimento
amministrativo (DTF 119 Ib 158 cons. 2). L'alta Corte federale ha altresì
sottolineato, in DTF 121 II 217 cons. 3a, che l'autorità amministrativa
competente ad ordinare la revoca della licenza di condurre non può di principio
scostarsi dagli accertamenti contenuti in una decisione penale cresciuta in
giudicato. In particolare, tale autorità deve attenersi alle risultanze del
giudizio penale anche nel caso in cui quest'ultimo sia stato emanato
nell'ambito di una procedura sommaria, segnatamente ove la decisione penale si
basi essenzialmente sul rapporto di contravvenzione allestito da un agente di
polizia. Ciò è il caso, in particolare, laddove l'interessato sapeva o, vista
la gravità dell'infrazione rimproveratagli, doveva prevedere che nei suoi confronti
si sarebbe fatto luogo anche ad un procedimento concernente la revoca della
licenza di condurre e ciononostante ha omesso di far valere nell'ambito del
procedimento penale i diritti garantiti alla difesa o vi ha rinunciato. In
simili circostanze quest'ultimo non può più attendere il procedimento
amministrativo per presentare eventuali mezzi di prova, dato che era tenuto, secondo
il principio della buona fede, a proporli già in sede penale, nonché ad
esaurire, se del caso, i rimedi di diritto disponibili contro il giudizio
emanato in tale procedura.

 

4.2. Nel caso di specie, il ricorrente non
ha impugnato la decisione di multa inflittagli in sede penale. 

Per giustificare la sua inazione egli ha
addotto differenti, ed almeno parzialmente contraddittorie motivazioni con lo
scritto 25 dicembre 2000, nella memoria di ricorso al Consiglio di Stato
nonché, da ultimo, in questa sede. Già queste discrepanze incrinano seriamente
l'attendibilità delle giustificazioni addotte dall'insorgente ed in particolare
delle dichiarazioni sottoscritte da suo padre, emerse solamente a questo stadio
procedurale. Ad ogni modo, egli non eccepisce l'irregolarità della notifica del
rapporto di contravvenzione e della relativa decisione di multa, che, in effetti,
hanno esplicato tutti gli effetti di legge, segnatamente quelli prodotti dalla
decorrenza dei termini d'impugnazione. Il fatto poi che il padre abbia pagato
la multa in assenza e ad insaputa del ricorrente non è circostanza suscettibile
di rimettere in discussione gli accertamenti operati nell'ambito del
procedimento contravvenzionale.  

Pertanto, alla luce della citata
giurisprudenza, in questa sede all'insorgente è preclusa la possibilità di
contestare sia i fatti in oggetto, sia l'apprezzamento degli stessi da parte
dell'autorità dipartimentale. Considerati i precedenti a suo carico, non poteva
ignorare che l'infrazione commessa avrebbe comportato l'adozione di una misura
amministrativa nei suoi confronti. Tuttavia, non ha impugnato presso le istanze
superiori la decisione di multa. Per evidenti ragioni di unità di giudizio
questo tribunale è dunque vincolato al giudizio di condanna pronunciato dalla Sezione
della circolazione. 

 

 

5.   Nelle
concrete evenienze, le istanze inferiori addebitano all'insorgente di aver commesso
un'azzardata manovra di sorpasso, a velocità eccessiva. Per contro, sulla
scorta dei fatti ritenuti in sede penale, le autorità preposte non hanno tenuto
conto dell'ulteriore imputazione, indicata nel rapporto di contravvenzione,
secondo cui il ricorrente avrebbe circolato a 85 km/h, anziché a 50 km/h. In
tale evenienza, l'infrazione avrebbe assunto il carattere di caso grave, giusta
l'art. 16 cpv. 3 lett. a LCStr (DTF 124 II 475, cons. 2a; 124 II 97, cons. 2b;
123 II 106 cons. 2c), e avrebbe inevitabilmente comportato la revoca della
licenza per almeno sei mesi, trattandosi di un caso di recidiva ai sensi
dell'art. 17 cpv. 1 lett. c LCStr (cfr. Bussy / Rusconi, Code suisse de la circulation
routière, 3a ed., N. 2.3 ad art. 17 LCStr).   

Ne consegue, in primo luogo, che il
ricorrente è malvenuto a dolersi della violazione del diritto di essere
sentito, poiché eventuali elementi assunti per comprovare l'entità dell'eccesso
di velocità commesso sono stati ininfluenti ai fini del giudizio penale e, di
riflesso, risultano irrilevanti anche nell'ambito della presente procedura,
che, come esposto in precedenza, si fonda sul medesimo complesso di fatti. 

Ad ogni modo, a prescindere dall'effettiva
velocità tenuta dal ricorrente, gli addebiti mossigli appalesano senza dubbio
una certa gravità. In effetti, l'esecuzione di una manovra di sorpasso senza
godere di buona visuale è suscettibile di creare un accresciuto pericolo per la
sicurezza del traffico o di terzi (cfr. art. 35 cpv. 2 LCStr; Bussy / Rusconi,
op. cit., N. 2.1 ss. ad art. 35 LCStr). Inoltre, la colpa dell'insorgente non
può venir qualificata come lieve, tanto più che l'infrazione in esame è stata
commessa meno di tre mesi dopo la fine di un precedente periodo di revoca della
licenza. È altresì opportuno rilevare che un'eventuale necessità di disporre
della licenza di condurre per motivi professionali deve essere tenuta in
considerazione unicamente nell'apprezzamento della durata di un'eventuale
revoca della licenza, mentre che è irrilevante ai fini della determinazione
della misura amministrativa da adottare, revoca o ammonimento. 

                                         In
siffatte circostanze, vista l'infrazione commessa, la colpa imputabile
all'insorgente e i precedenti a suo carico, si impone l'adozione di una misura
amministrativa che, forzatamente, deve consistere nella revoca della licenza,
non potendosi considerare il caso in esame come di lieve entità ai sensi
dell'art. 16 cpv. 2 in fine LCStr. 

 

 

                                   6.   Il
ricorrente, titolare della ditta __________, attiva in campo informatico,
sostiene di avere imperiosa necessità professionale di condurre un veicolo a
motore, dal momento che la sua attività comporta l'assistenza alla clientela
direttamente al domicilio o in azienda. 

 

                                         6.1. La
giurisprudenza riconosce la necessità professionale con estrema riserva e
soltanto quando il mezzo meccanico costituisce, per così dire, il posto di
lavoro per l'amministrato (DTF 122 II 24 ss e 123 II 574) o quando il fatto di
non poter guidare gli comporterebbe perdite di guadagno consistenti e costi
rilevanti (R. Schauffauser, Grundriss des schweizerischen Strassenverkersrecht,
vol. III, p. 283 e ss., ad 2441 e ss.). Allorché si tratta di valutare se
sussista un bisogno professionale di condurre veicoli a motore, deve essere
rispettato il principio di proporzionalità. Occorre quindi tenere in
considerazione in che misura il conducente è, rispetto ad altri utenti, maggiormente
toccato dalla revoca della licenza a seguito delle sue necessità professionali.
La questione se il bisogno professionale giustifichi una riduzione della durata
minima deve essere esaminata nell'ambito di una valutazione globale di tutti
gli elementi importanti per determinare la durata della misura. Spetta all'autorità
cantonale stabilire se ed in quale misura al ricorrente è concretamente
necessaria la licenza di condurre per l'espletamento della propria attività professionale
(DTF 123 II 572 e ss., cons. 2c).

 

6.2. Per l'insorgente la necessità della
licenza di condurre per motivi professionali è ben lungi dall'essere assoluta
ai sensi della giurisprudenza invalsa in materia. In particolare, la sua
situazione non è certamente paragonabile a quella di chi perderebbe altrimenti
la possibilità di conseguire l'intero reddito, o una parte essenziale dello
stesso, come potrebbe essere ad esempio il caso di un autista professionale.

Anche ammettendo che nella sua professione
il ricorrente sia effettivamente obbligato a spostarsi in luoghi diversi per
l'assistenza e la consulenza alla clientela, va tuttavia evidenziato che egli
avrebbe comunque la possibilità di far capo all'utilizzo di mezzi pubblici o di
un ciclomotore, di ricorrere all'aiuto di conoscenti oppure, verosimilmente, di
concordare sul posto di lavoro differenti modalità di impiego, per una durata
temporale limitata. 

In quanto esposto dall'insorgente, si
possono quindi ravvisare unicamente gli inconvenienti, talvolta gravi, che
suole comportare la revoca della licenza di condurre e che fanno parte della funzione
anche afflittiva di questa misura, voluta dal legislatore come mezzo per
dissuadere da ulteriori infrazioni alle norme della circolazione stradale. Tali
inconvenienti, anche se ciò dovesse essere oneroso per l'interessato, possono
comunque essere mitigati mediante gli accorgimenti a cui si è accennato in precedenza.

 

 

7.   Tenuto
conto della gravità dell'infrazione commessa dal ricorrente e della colpa che
gli è imputabile, sulle quali ci si è già soffermati, nonché del grave e
recente episodio di cui si è reso protagonista, circolando in autostrada a ben
176/161 km/h, e del fatto che non può invocare una necessità professionale in
senso stretto di guidare veicoli a motore (art. 33 cpv. 2 OAC), la durata di
tre mesi del provvedimento di revoca appare del tutto conforme al diritto e
rispettosa del principio di proporzionalità. 

 

      Stante
quanto precede, il ricorso deve pertanto essere respinto. La tassa di giustizia
e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 6 CEDU, 29 cpv. 2 Cost.; 16 cpv. 2 e 17
cpv. 1 LCStr, 10 LALCStr; 30 cpv. 2 e 33 cpv. 2 OAC; 1 ss. PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese per complessivi fr. 1'000.-- sono poste a carico del
ricorrente. 

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
di Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario