# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** abc45630-8d1e-50ac-b847-b0cd48229328
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-10-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.10.2014 30.2014.35
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2014-35_2014-10-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto
  n.

  30.2014.35

   

  TB

  	
  Lugano

  15 ottobre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
					

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 luglio 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione dell'11 luglio 2014 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1  

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                               1.1.   A seguito di un controllo da
parte dell'Ufficio dell'ispettorato del lavoro effettuato il 19 settembre 2012
(doc. 24), tra marzo ed aprile 2014 (docc. 15-20) la Cassa CO 1 ha provveduto
ad accertare lo statuto contributivo di RI 1, 1982, per l'attività di meccanico
svolta a titolo accessorio.

 

                               1.2.   Il 3 giugno 2014 (doc. 6) la
Cassa ha stabilito i contributi dovuti dall'assicurato per l'anno 2014 con una
decisione provvisoria, ritenendo un reddito da attività indipendente di Fr.
3'600.- e quindi fissando nel contributo minimo, oltre le spese, l'importo
dovuto.

Con quattro distinte decisioni definitive di fissazione dei
contributi AVS/AI/IPG, il 24 giugno 2014 la Cassa ha determinato i contributi che
l'assicurato deve versare come indipendente per gli anni 2009 (doc. 7), 2010
(doc. 8), 2011 (doc. 9) e 2012 (doc. 10).

Quale reddito da attività indipendente la Cassa di compensazione
ha ritenuto gli ammontari di Fr. 4'060.- (nel 2009 e 2010) e di Fr. 4'075.-
(nel 2011 e 2012), ossia il reddito aziendale netto di Fr. 3'600.- a cui è stato
aggiunto il contributo minimo.

 

Sempre il 24 giugno 2014, l'amministrazione ha emesso un'altra decisione di fissazione dei contributi, tuttavia provvisoria, siccome riferita
all'anno di contribuzione 2013 (doc. 11), anno non ancora oggetto di tassazione
fiscale cresciuta in giudicato.

 

                               1.3.   Con decisione su opposizione
dell'11 luglio 2014 (doc. A1) la Cassa di compensazione ha respinto l'opposizione
dell'assicurato formulata il 25 giugno 2014 (doc. 6) e ha quindi confermato
l'affiliazione dell'interessato come indipendente dal 2009 al 2014.

Dopo avere esposto le norme applicabili ed avere evidenziato che
anche i redditi di poco conto, eccezion fatta per una richiesta di esonero,
sono soggetti alla percezione di contributi, la Cassa ha ricordato di avere
calcolato i contributi per gli anni 2009-2014 in base agli atti di cui disponeva (art. 23 e 24 OAVS) e che per gli anni 2013 e 2014 il
contributo era provvisorio e quindi soggetto ad eventuale rettifica sulla
scorta della tassazione fiscale.

L'amministrazione ha poi ripreso gli scritti inviati nel marzo e
nell'aprile 2014 all'assicurato, con cui l'avvisava che nell'ambito dell'ottenimento
degli assegni familiari integrativi è emerso un reddito da attività accessoria
indipendente di Fr. 3'600.- e che questo importo non è mai stato contestato.

La Cassa ha inoltre informato l'interessato che dal 1° gennaio
2012 vige un nuovo metodo di calcolo del reddito soggetto a contribuzione giusta
l'art. 9 cpv. 4 LAVS e che non è obbligata a sentire l'assicurato prima di
emettere la decisione, perciò non ha ritenuto di dovere convocare il
patrocinatore dell'assicurato.

 

                               1.4.   Il 30 luglio 2014 (doc. I) RI
1, patrocinato dall'avv. RA 1, si è rivolto al TCA chiedendo l'annullamento
della decisione su opposizione e quindi di non affiliarlo come persona
esercitante un'attività indipendente.

Il ricorrente ha innanzitutto rilevato di lavorare al 100% come
meccanico presso il Garage __________ a __________ e quindi di non avere il
tempo materiale per essere attivo quale meccanico indipendente.

Per contro, appassionato di auto d'epoca, con il fratello ed il
papà ha affittato dal 2008 un garage in cui depositare le loro automobili e
dove, nel tempo libero, potere effettuare la manutenzione necessaria a queste
vetture. È però capitato che qualche amico gli abbia chiesto di sistemare la
propria automobile, tuttavia "Questo è avvenuto prevalentemente a
titolo di cortesia e/o in cambio di qualche cena o altro favore da parte degli
amici." (doc. I pag. 2 punto 1). I pochi spiccioli intascati in
contanti, ha riferito l'assicurato, non erano nemmeno sufficienti a coprire la
sua quota parte di affitto del garage (Fr. 300.-/mese), tanto che non riusciva
più a pagarla, visto che alcuni mesi disponeva di entrate ed altri mesi non percepiva
nulla. È quindi contestato che svolgesse una vera e propria attività lucrativa
accessoria.

L'insorgente ha inoltre osservato che è solo durante il colloquio
avuto il 12 febbraio 2013 con i funzionari competenti per l'erogazione degli
assegni di famiglia che ha potuto accorgersi che quanto riportato nel verbale
allestito dalla Cassa di compensazione (recte: dall'Ufficio dell'ispettorato
del lavoro) il 19 settembre 2012 non corrispondeva a quanto dichiarato, tanto
che la Cassa di compensazione ha subito ripreso a versargli gli assegni di famiglia
non appena ha accertato la sua situazione.

Ad ogni buon conto, dei Fr. 300.- incassati mediamente al mese, pari
ai Fr. 3'600.- ritenuti dalla Cassa di compensazione per il calcolo degli
assegni familiari, vanno dedotti i costi di Fr. 300.- al mese per l'affitto del
locale, perciò l'utile ricavato dall'esercizio della sua passione per le automobili
è nullo e non certo di Fr. 3'600.- come ritenuto dalla Cassa per la fissazione
dei contributi AVS/AI/IPG.

Infine, il ricorrente ha rilevato che dal maggio/giugno 2013 ha lasciato il locale, perciò da allora non svolge più alcuna attività.

 

                               1.5.   Nella risposta del 20 agosto
2014 (doc. III) la Cassa di compensazione, dopo avere riassunto la fattispecie,
ha proposto di respingere il ricorso, precisando che il reddito annuo è stato determinato
in Fr. 3'600.- per il periodo 2009-2014 considerando un'entrata mensile di
circa Fr. 600.- e delle spese di Fr. 300.-. L'amministrazione si è basata sul
principio della priorità della dichiarazione della prima ora per ritenere
l'importo di Fr. 600.-, che l'interessato avrebbe potuto comunque contestare
quando ha firmato il verbale allestito dall'Ufficio dell'ispettorato del
lavoro.

Preso atto della cessazione dell'attività indipendente accessoria,
la Cassa ha comunicato che avrebbe stralciato l'assicurato dalla categoria
degli indipendenti a decorrere dal 30 giugno 2013.

 

Il ricorrente non ha prodotto ulteriori mezzi di prova (doc. IV).

 

 

considerato                    in diritto

 

                               2.1.   Oggetto del contendere è la
questione di sapere se l'assicurato debba essere affiliato nella categoria
delle persone esercitanti un'attività lucrativa di tipo indipendente dal 2009
al 2014 per l'attività accessoria di meccanico e, se sì, quale reddito sia
soggetto a contribuzione.

 

                               2.2.   Sono assicurate
obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la
vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche domiciliate in Svizzera (art.
1a cpv. 1 lett. a LAVS), le persone fisiche che
esercitano un'attività lucrativa nella Svizzera (art. 1a
cpv. 1 lett. b LAVS) o i cittadini
svizzeri che lavorano all'estero in determinati casi (art. 1a cpv. 1 lett. c
LAVS).

 

Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono
tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano un'attività lucrativa.

 

In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i
contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati
in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente
e indipendente.

 

A norma dell'art. 6 cpv. 1 OAVS, con riserva delle
eccezioni indicate espressamente agli artt. 6ter e 6quater OAVS, il reddito proveniente
da un'attività lucrativa comprende qualsiasi reddito in denaro o in natura
conseguito nella Svizzera o all'estero con l'esercizio di un'attività, inclusi
i guadagni accessori.

 

Secondo l'art. 8 cpv. 1 LAVS nel tenore in vigore dal 1° gennaio
2012, dal reddito di un'attività lucrativa indipendente è prelevato un
contributo del 7,8%. Per il calcolo del contributo il reddito è arrotondato al
multiplo di Fr. 100.- immediatamente inferiore. Se il reddito è inferiore a Fr.
56'200.- (nel 2013 e 2014), ma è almeno di Fr. 9'400.- l'anno, il tasso del
contributo è ridotto fino al 4,2% secondo una tavola scalare stabilita dal
Consiglio federale.

Se il reddito annuo di un'attività lucrativa
indipendente è uguale o inferiore a Fr. 9'300.-, l'assicurato deve pagare il
contributo minimo di 392 franchi l'anno, salvo che tale importo sia già stato
pagato sul suo salario determinante. In questo caso l'assicurato può chiedere
che il contributo sul reddito dell'attività lucrativa indipendente sia riscosso
al tasso più basso della tavola scalare (art. 8 cpv. 2 LAVS).

 

Fino al 31 dicembre 2011, l'art. 8 cpv. 1 LAVS prevedeva che dal reddito di un'attività lucrativa indipendente è prelevato un
contributo del 7,8 per cento. Per il calcolo del contributo il reddito è arrotondato
al multiplo di 100 franchi immediatamente inferiore. Se il reddito è inferiore
a 48 300 franchi (55'700.- nel 2011), ma di almeno 7800 franchi l'anno,
il tasso del contributo è ridotto fino al 4,2 per cento, secondo una tavola
scalare stabilita dal Consiglio federale.

Per l'art. 8 cpv. 2 LAVS, se il reddito annuo di un'attività
lucrativa indipendente è uguale o inferiore a 7700 (9'300) franchi, deve essere
pagato un contributo minimo di 324 (387) franchi l'anno. Il Consiglio federale
può disporre che i contributi dovuti su redditi di poco conto provenienti da un'attività
lucrativa indipendente esercitata a titolo accessorio siano prelevati soltanto
a richiesta dell'assicurato.

 

I contributi AVS degli assicurati esercitanti
un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi
reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1
LAVS).

Il reddito proveniente da un'attività lucrativa
indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo le spese generali
necessarie per conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).

 

Per l'art. 17 OAVS, sono considerati reddito proveniente da un'attività
lucrativa indipendente ai sensi dell'art. 9 cpv. 1 LAVS tutti i redditi
conseguiti in proprio da un'azienda commerciale, industriale, artigianale, agricola
o silvicola, dall'esercizio di una professione liberale o da qualsiasi altra
attività compresi gli utili in capitale e gli utili realizzati con il
trasferimento di elementi patrimoniali giusta l'art. 18 cpv. 2 LIFD2
e gli utili conseguiti con l'alienazione di fondi agricoli e silvicoli giusta
l'art. 18 cpv. 4 LIFD, eccetto i redditi da partecipazioni dichiarati quali
sostanza commerciale giusta l'art. 18 cpv. 2 LIFD.

Per distinguere e determinare le deduzioni ammesse
in conformità dell'art. 9 cpv. 2 lett. a-e LAVS, sono applicabili le disposizioni
in materia di imposta federale diretta (art. 18 cpv. 1 OAVS).

 

A norma dell'art. 19 OAVS nel tenore in essere dal
1° gennaio 2011, se il reddito proveniente da attività indipendenti
esercitate a titolo accessorio non supera 2300 franchi per anno civile, il
contributo è percepito soltanto a richiesta dell'assicurato.

 

                               2.3.   I contributi sono fissati per
ciascun anno di contribuzione. Per anno di contribuzione si intende l'anno
civile (art. 22 cpv. 1 OAVS).

Per il calcolo dei contributi sono determinanti il
reddito secondo il risultato dell'esercizio commerciale chiuso nell'anno di
contribuzione e il capitale proprio investito nell'azienda alla fine dell'esercizio
commerciale (art. 22 cpv. 2 OAVS).

Se l'esercizio commerciale non corrisponde all'anno
di contribuzione, il reddito non è ripartito sugli anni di contribuzione. È
fatto salvo il capoverso 4 (art. 22 cpv. 3 OAVS)

Se in un anno di contribuzione non si è proceduto alla chiusura
dei conti, il reddito dell'esercizio commerciale va ripartito sugli anni di
contribuzione conformemente alla sua durata (art. 22 cpv. 4 OAVS).

Il reddito non è convertito in reddito annuo (art. 22 cpv. 5
OAVS).

 

                               2.4.   Le autorità fiscali cantonali
stabiliscono il reddito determinante per il calcolo dei contributi in base alla
tassazione dell'imposta federale diretta, passata in giudicato, e il capitale
proprio investito nell'azienda in base alla corrispondente tassazione dell'imposta
cantonale, passata in giudicato e adeguata ai valori di ripartizione
intercantonali (art. 23 cpv. 1 OAVS).

In difetto di una tassazione dell'imposta federale diretta passata
in giudicato, gli elementi fiscali determinanti sono desunti dalla tassazione
dell'imposta cantonale sul reddito e, in mancanza di essa, dalla dichiarazione
controllata d'imposta federale diretta (art. 23 cpv. 2 OAVS).

Nei casi di procedura per sottrazione d'imposta, i
capoversi 1 e 2 sono applicabili per analogia (art. 23 cpv. 3 OAVS).

Le indicazioni fornite dalle autorità fiscali sono vincolanti per
le casse di compensazione (art. 23 cpv. 4 OAVS).

Se le autorità fiscali cantonali non possono comunicare il
reddito, le casse di compensazione devono valutare il reddito determinante per
stabilire il contributo e il capitale proprio investito nell'azienda fondandosi
sui dati a loro disposizione. Gli assicurati devono dare le indicazioni
necessarie alle casse di compensazione e, se richiesto, presentare i
giustificativi (art. 23 cpv. 5 OAVS).

 

                               2.5.   In concreto, per la
fissazione dei contributi personali dovuti dal ricorrente per gli anni dal 2009
al 2014, la Cassa si è basata su un reddito da attività indipendente netto
di Fr. 3'600.- ricavato dagli atti di cui disponeva, visto che dalle notifiche
di tassazione fiscale non risultava un reddito da attività lucrativa
accessoria.

 

L'insorgente ha contestato il principio stesso dell'affiliazione
nella categoria degli indipendenti, in sostanza sia perché la sua passione per
i motori non può essere considerata come un'attività lavorativa, essendo più
che altro un hobby, sia perché ad ogni modo dalla stessa egli non ne ricava un
utile assoggettabile al prelievo dei contributi personali, visto che le spese
uguagliano le entrate derivanti da questa sua attività collaterale.

 

                               2.6.   Dagli atti emerge che su
segnalazione di terzi, il 19 settembre 2012 l'Ufficio dell'ispettorato del lavoro ha effettuato un controllo in un garage a __________ intestato a nome
dell'assicurato, il quale in quel mentre era intento a svolgere dei lavori di
meccanica su un veicolo appartenente ad una terza persona, presente in loco.
Dal verbale letto, approvato e firmato dal ricorrente, redatto a mano dall'ispettore
seduta stante e poi copiato al computer per una maggiore comprensione (doc.
24), emerge che per la riparazione del veicolo dell'amico il ricorrente non ha
percepito denaro e che il suo datore di lavoro è al corrente che dal 2008, dal
lunedì al venerdì alla sera e poi al sabato e alla domenica, egli esegue lavori
simili per altri amici. Da questa sua attività, che l'assicurato ha cifrato in
6-7 clienti al mese per piccoli lavori di manutenzione, egli incassa Fr. 600.-
al mese, in contanti e senza ricevute. Con quel che guadagna riesce giusto a
pagare l'affitto del locale, il cui costo è di Fr. 1'000.- al mese e che egli
utilizza anche per i suoi hobby privati, essendo socio dell'__________. Al
momento del controllo, l'interessato ha dichiarato che il fratello era presente
unicamente per fargli compagnia, e riparava  la sua automobile. Inoltre, il
garage è frequentato anche dal padre.

 

Reputando che RI 1, meccanico di professione ed attivo come tale
in un garage come dipendente, stesse esercitando a titolo accessorio questa
stessa attività senza tuttavia informarne le competenti autorità, l'Ufficio
dell'ispettorato del lavoro l'ha segnalato alla Cassa di compensazione la
quale, esperiti i necessari accertamenti, l'ha affiliato come indipendente.

Dalla documentazione prodotta dalla Cassa risulta inoltre che il 6
marzo 2013 (doc. 22) l'assicurato ha trasmesso alla Cassa cantonale per gli
assegni familiari il contratto d'affitto per il garage e le ricevute di
pagamento del relativo affitto degli ultimi sei mesi, precisando di versare Fr.
300.- al mese, mentre il fratello ed il padre si assumono la parte restante,
anche se è soprattutto il fratello, non sposato e senza figli, che si fa carico
della maggior parte del costo del garage.

 

Lo stesso 6 marzo 2013 (doc. 21) la Cassa cantonale per gli assegni
familiari ha emesso una decisione con cui ha assegnato alla famiglia del
ricorrente (moglie e tre figli), per il periodo dal 1° febbraio al 30 aprile
2013, un Assegno Familiare Integrativo di Fr. 1'347.- al mese.

Come espressamente evidenziato in calce alla Tabella di calcolo
AFI, questa decisione è stata emanata a seguito del computo dell'attività
indipendente accessoria di RI 1. In effetti, alla voce reddito del lavoro
risulta sia il reddito da attività dipendente del contribuente (Fr. 61'423.-),
sia il reddito da attività indipendente guadagno accessorio di ogni genere (Fr.
3'600.-).

Nelle spese computabili LAPS vi sono elencati i contributi
AVS/AI/IPG/AD/AINP (Fr. 4'571.-), i contributi alla previdenza professionale
(Fr. 1'604.-), le spese professionali di trasporto (Fr. 1'848.-) e le spese
professionali di doppia economia domestica (Fr. 1'072.-).

 

Dal canto suo, il ricorrente ha più volte affermato nei suoi
scritti indirizzati alla Cassa di compensazione per il tramite del suo
patrocinatore, che i pochi soldi intascati da questa sua attività accessoria
coprivano a malapena il costo dell'affitto del locale. Pertanto, egli ha ribadito
che dei Fr. 300.- in media incassati mensilmente, lo stesso importo veniva
riversato per l'affitto del garage, cosicché egli non ha conseguito alcun utile
e, di conseguenza, non è possibile parlare di un'attività lucrativa svolta a
titolo accessorio e prelevarvi dei contributi.

Quanto alle iniziali affermazioni del conseguimento di Fr. 600.-
al mese grazie ai lavoretti effettuati sulle autovetture degli amici, l'assicurato
ha affermato di avere potuto prendere atto del contenuto del verbale del 19
settembre 2012 steso dall'ispettore dell'Ufficio dell'ispettorato del lavoro
soltanto durante il colloquio avuto il 12 febbraio 2013 con la Cassa cantonale
di compensazione per gli assegni familiari e di averlo fermamente contestato,
ritenendo che vi sia stato un errore di verbalizzazione, non avendo mai
dichiarato di guadagnare Fr. 600.- al mese, ma (solo) Fr. 300.- lordi, da cui
detrarre ancora le spese (doc. 17).

 

                               2.7.   Alla luce degli atti, la
decisione di affiliazione del ricorrente nella categoria delle persone
esercitanti un'attività lucrativa indipendente per ciò che è dell'attività
esercitata nel garage affittato a __________ alla sera dal lunedì al venerdì e
nei fine settimana, va confermata.

 

Va innanzitutto evidenziato che vi sono diverse contraddizioni
nelle affermazioni dell'assicurato.

 

È indubbio che dal verbale del 19 settembre 2012, seppure sia
scritto con una calligrafia difficilmente intellegibile, le cifre risultino per
contro facilmente leggibili: Fr. 600.- al mese, in contanti e senza ricevuta, era
ciò che incassava l'assicurato per i 6-7 clienti che gli procura(va)no piccoli
lavori di manutenzione e Fr. 1'000.- al mese era il costo per l'affitto del locale.
Chiara è altresì la firma apposta in calce dall'assicurato sotto la dicitura:
"Letto, approvo e firmo", così pure quella figurante su ogni
pagina del verbale scritto a mano e sul primo foglio, in cui espressamente, con
scrittura elaborata con il computer, "Si attira la massima attenzione
sul fatto che le informazioni rilasciate in sede d'audizione devono essere
fornite nella forma veritiera.".

 

Appare quindi singolare che solo cinque mesi dopo, in occasione di
un colloquio con i funzionari della Cassa cantonale per gli assegni familiari,
l'assicurato si sia accorto che l'ispettore ha verbalizzato un importo
differente (Fr. 600.-) da quello che egli avrebbe dichiarato (Fr. 300.-). A sua
discolpa, l'interessato ha affermato di non avere avuto la possibilità di
leggere il verbale steso il 19 settembre 2012 ma, d'avviso del TCA, ciò
contrasta con l'apposizione stessa della sua firma su ogni pagina del rapporto,
atto che implica, normalmente, una lettura di quanto verbalizzato, pena
l'assunzione delle conseguenze del contenuto senza esserne al corrente
rispettivamente d'accordo, proprio come ora.

 

In secondo luogo, nella lettera del 24 marzo 2014 (doc. 19) dell'interessato
alla Cassa, egli ha dapprima affermato che "lavora al 100% quale
meccanico esclusivamente presso il garage __________ a __________ e pertanto
non è, e non può essere, attivo quale meccanico indipendente.". Tuttavia,
nel verbale dell'Ufficio dell'ispettorato del lavoro risulta che "il
titolare è al corrente dell'attività svolta c/o il box privato." (doc.
24).

Inoltre, il ricorrente ha affermato che si tratta di lavori
saltuari, anche se in precedenza ha dichiarato di recarsi nel "suo"
garage tutti i giorni dopo il lavoro ed addirittura il sabato e la domenica.

Per quanto concerne l'impossibilità, sollevata dall'insorgente, di
essere qualificato come indipendente avendo già un'attività quale salariato, come
ha correttamente affermato l'amministrazione, non può essere escluso a priori
che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente,
eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa
D. SA; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165). Per questi
motivi, un assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per
un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi, per ogni reddito
bisogna esaminare se proviene da un'attività dipendente o no (Pratique VSI 1995
pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

 

Per quanto concerne i compensi ricevuti per i lavoretti fatti agli
amici, si è passati dagli iniziali Fr. 600.- al mese agli inviti a cena e poi
ai Fr. 300.- mensili.

In effetti, se dapprima la sistemazione delle vetture degli amici è
stata indicata come avvenuta "prevalentemente a titolo di cortesia e/o
in cambio di qualche cena o altro favore da parte degli amici."
(lettera del 24 marzo 2014), nello stesso scritto si parla di "pochi
spiccioli incassati" che "non erano nemmeno sufficienti a coprire
la sua quota parte di affitto del locale (CHF 300.--)".

Nel successivo scritto dell'8 aprile 2014 (doc. 17), è emersa
l'affermazione secondo cui "egli ha sempre dichiarato, e recentemente
ancora confermato, di percepire in media circa CHF 300.- mensili lordi, dai
quali vanno ancora detratte le spese."; ed ancora, nella medesima
lettera, "la sua attività può essere quantificata in CHF 300.- mensili."
e poco dopo "guadagna 300.- CHF ma ne spende altrettanti per pagare
l'affitto".

Le medesime affermazioni sono state riprese nell'opposizione del
25 giugno 2014 (doc. 6) e parzialmente nel ricorso. In quest'ultimo atto, però,
l'assicurato ha ulteriormente indicato che "può darsi che un mese possa
arrivare a guadagnare anche CHF 400.- ma il mese successivo solo CHF 200.- o
anche meno." (doc. I pagina 5 punto 5).

 

Come visto, quindi, le dichiarazioni dell'insorgente divergono l'una
dall'altra a dipendenza del periodo in cui sono state rese.

A mente di questo Tribunale, occorre dunque fare capo al principio
della priorità della dichiarazione della prima ora, secondo il quale, in
presenza di versioni contraddittorie di un assicurato, deve essere accordata la
preferenza alle affermazioni fatte subito dopo l'evento, quando ancora
l'interessato ne ignorava le conseguenze giuridiche (DTF 121 V 45 consid.
2a; STF 8C_108/ 2009 del 13 luglio 2009 consid. 4.1).

 

Di conseguenza, ai fini della vertenza che vede
l'assicurato opposto alla Cassa di compensazione per la qualifica del suo statuto
contributivo per l'attività accessoria svolta alla sera e nei fine settimana
come meccanico, basandosi sul rapporto dell'ispettore (doc. 23a) e sulla
documentazione agli atti, questo TCA deve concludere che, per ciò
che qui concerne, dal 2009 al giugno 2013 il ricorrente ha a tutti gli effetti
esercitato un'attività accessoria indipendente, con la quale ha conseguito un
reddito mensile lordo medio di circa Fr. 600.-.

 

Per la determinazione del reddito da attività
indipendente netto da assoggettare a contribuzione, va qui evidenziato che inizialmente
l'assicurato ha dichiarato di pagare un affitto di Fr. 1'000.- al mese e che il
fratello ed il padre frequentano (soltanto) il locale affittato. Per contro, in
un secondo momento è emerso che i suoi familiari contribuiscono equamente al
pagamento del canone mensile, suddiviso quindi su tre persone, cosicché, a suo
carico, rimangono (solo) Fr. 300.- al mese. Al riguardo, delle ricevute in tal
senso sono state prodotte alla Cassa cantonale di compensazione per gli assegni
familiari il 6 marzo 2013 (doc. 22), data in cui è stata emessa la relativa decisione
sugli AFI.

 

Per quanto concerne appunto gli assegni familiari, non va dimenticato
di osservare che dopo avere sentito l'interessato il 12 febbraio 2013 la
competente Cassa di compensazione ha ritenuto un reddito accessorio da attività
indipendente di Fr. 3'600.-. A livello fiscale (art. 27 LIFD e art. 26 cpv. 1
LT), gli indipendenti espongono nelle dichiarazioni d'imposta il reddito
aziendale netto, ossia l'utile conseguito, pari ai proventi lordi imponibili (cifra
d'affari) dedotte le spese aziendali e professionali giustificate. Anche dal
profilo delle assicurazioni sociali, come visto, assoggettabile ai contributi
AVS/AI/IPG è il reddito netto proveniente da un'attività
lucrativa indipendente, stabilito deducendo dal reddito lordo le spese generali
necessarie per conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS ed art.
18 OAVS).

 

Ne discende, dunque, che l'importo di Fr. 3'600.-
ritenuto dalla Cassa cantonale di compensazione per gli assegni familiari
costituisce, a non averne dubbio, un reddito netto da attività accessoria
indipendente. Infatti, la Cassa ha tenuto conto delle ricevute di pagamento di
Fr. 300.- prodotte il 6 marzo 2013 dall'assicurato (doc. 22) a comprova delle
sue spese professionali mensili per l'affitto del garage. Partendo quindi da un
reddito lordo di Fr. 600.- al mese, l'amministrazione ha ritenuto un reddito
netto accessorio di Fr. 300.-, ossia di Fr. 3'600.- all'anno.

Alla stessa stregua, in queste circostanze ed alla
luce delle considerazioni esposte, ne deriva che anche il TCA stabilisce che dal
reddito lordo di Fr. 7'200.- annui vanno dedotti Fr. 3'600.- a titolo di
spese professionali, per ottenere un reddito netto d'attività indipendente
di Fr. 3'600.--.

È dunque a giusta ragione che l'assicurato è stato
affiliato dal 2009 al 2014 come persona esercitante un'attività lucrativa indipendente.

 

Tuttavia, per quanto concerne gli ultimi due anni di
contribuzione, ci si deve chiedere se si debba tenere conto delle dichiarazioni
dell'insorgente, secondo cui questa attività accessoria sarebbe terminata nel
giugno 2013.

Spetta alla Cassa di compensazione, a cui gli atti
vanno ritornati, accertare in tal senso la veridicità delle affermazioni
dell'assicurato. Qualora, a tutti gli effetti, detta attività sia cessata, sia
la decisione relativa ai contributi dovuti per l'anno 2013 sia quella per
l'anno 2014 dovranno essere annullate. Per i mesi di attività esercitati nel 2013
dovrà però essere emessa una nuova decisione di fissazione dei contributi che assoggetti
i redditi effettivamente conseguiti per il periodo di attività (art. 22 cpv. 1
LAVS).

 

                               2.8.   Per quanto
attiene al calcolo, come tale, dei contributi personali AVS/AI/IPG dovuti dal
ricorrente, occorre evidenziare che la Cassa di compensazione ha applicato il
metodo in essere fino al 31 dicembre 2011 in virtù dell'art. 9 cpv. 2 lett. f LAVS e dell'art. 27 cpv. 1 OAVS. In altre parole, al reddito aziendale netto ha
aggiunto i contributi versati dall'indipendente - anche se in concreto non sono
stati versati effettivamente dei contributi come indipendente - e sul reddito
determinante ricavato ha calcolato i contributi personali dovuti (DTF
111 V 289; STFA H 185/04 del 24 agosto 2005).

 

Con l'aggiunta del capoverso 4 dell'art. 9 LAVS entrato
in vigore il 1° gennaio 2012 per il miglioramento dell'esecuzione dell'AVS, per
la fissazione dei contributi AVS/AI/IPG in caso di attività indipendente il
reddito da attività indipendente comunicato dall'autorità fiscale alla cassa di
compensazione deve essere considerato, dal profilo dell'obbligo contributivo
all'AVS, come reddito netto e per la determinazione dei contributi AVS/AI/IPG
elevato dalla cassa al 100 % (consid. 5.5). V'è però motivo di scostarsi da
questa regola, ha precisato il Tribunale federale (DTF 139 V 537), se con la
comunicazione fiscale alla cassa viene confermato in modo chiaro, esplicito e
senza riserve che non è stata effettuata alcuna deduzione (consid. 6).

 

Nell'evenienza concreta, posto che la Cassa di compensazione ha
aggiunto, fino all'anno di contribuzione 2011 compreso, il contributo minimo al
reddito da attività indipendente conseguito quell'anno (art. 22 OAVS) come se
l'assicurato avesse effettivamente versato detto importo, questa circostanza
non va comunque esaminata ulteriormente, visto che il risultato non muterebbe
lo stesso, dato che sia che il reddito soggetto a contribuzione ammonti a Fr.
3'600.- sia a Fr. 4'060.- o a Fr. 4'075.-, sarebbe ad ogni modo dovuto il contributo
minimo.

 

Le decisioni che fissano i contributi da versare per gli anni dal
2009 al 2011 sono dunque corrette.

 

Dal 2012, invece, la Cassa avrebbe dovuto applicare il nuovo disposto
dell'art. 9 cpv. 4 LAVS per determinare il reddito soggetto a contribuzione. Ma
anche in tale evenienza il risultato non si differenzierebbe, siccome per ogni
anno sarebbe dovuto il contributo minimo, essendo comunque in presenza di un
reddito inferiore al limite di Fr. 9'200.- (per l'anno 2012) rispettivamente di
Fr. 9'300.- (2013) stabilito dall'art. 8 cpv. 2 LAVS.

 

A proposito di quest'ultima norma, va rilevato che una modifica
per il miglioramento dell'esecuzione dell'AVS, anch'essa in vigore dal 1°
gennaio 2012, prevede che se il reddito annuo 

di un'attività lucrativa indipendente è uguale o
inferiore a Fr. 9'300.-, l'assicurato deve pagare il contributo minimo di Fr. 392.-
l'anno, salvo che tale importo sia già stato pagato sul suo salario determinante.
In questo caso l'assicurato può chiedere che il contributo sul reddito
dell'attività lucrativa indipendente sia riscosso al tasso più basso della
tavola scalare.

 

In specie, l'assicurato ha già pagato il contributo
minimo con l'esercizio dell'attività dipendente di meccanico presso il Garage __________
di __________. In tal caso potrebbe quindi tornare applicabile la seconda frase
dell'art. 8 cpv. 2 LAVS, e meglio sul reddito da attività indipendente accessoria,
siccome inferiore a Fr. 9'300.-, l'insorgente potrebbe beneficiare
dell'applicazione del tasso più basso della tavola scalare, più favorevole
rispetto all'importo del contributo minimo (Fr. 480.- oltre accessori, per un
totale di Fr. 534,60).

 

Sennonché, come recita l'art. 8 cpv. 2 LAVS
medesimo, questo procedimento è attuabile soltanto a richiesta dell'assicurato.

 

Nell'evenienza concreta, però, il TCA ritiene che
poiché il ricorrente ha contestato di dovere pagare il contributo minimo avendo
già un'attività salariata e non ritenendo di esercitarne una come indipendente
- fatto, quest'ultimo, per contro ammesso dal Tribunale nei considerandi che
precedono -, si può implicitamente considerare la sua lamentela come una
richiesta di applicazione del tasso più basso della tavola scalare al suo reddito
da attività indipendente in applicazione dell'art. 8 cpv. 2 LAVS.

 

In queste circostanze, le decisioni relative agli
anni 2012, 2013 e 2014 devono essere annullate e gli atti rinviati alla Cassa
di compensazione, affinché essa emani delle nuove decisioni di fissazione dei
contributi in cui sia applicato il tasso più basso della tavola scalare su un
reddito da attività indipendente di Fr. 3'600.-, anziché il contributo minimo.

 

A proposito di questo ammontare, va qui evidenziato
che sulla scorta della recente giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 139 V
537), ripresa pure da questo Tribunale (STCA 30.2014.13 del 24 marzo 2014; STCA
30.2014.8 del 22 maggio 2014; 30.2014.10 del 6 giugno 2014; 30.2014.25 del 21
agosto 2014), si deve però ritenere che il reddito da attività indipendente di
Fr. 3'600.- sia già al lordo degli oneri sociali e non al netto (è al
netto delle spese professionali, ma non degli oneri AVS/AI/IPG).

Infatti, visto che nemmeno è mai stato notificato
all'autorità fiscale e tanto meno alla Cassa di compensazione, su questo
ammontare l'assicurato non ha a tutti gli effetti versato dei contributi
personali. In tal caso non occorre più, come ha stabilito l'Alta Corte (cfr.
consid. 6), riportare questo importo al lordo dei contributi in virtù dell'art.
9 cpv. 4 LAVS, essendolo già, ma va ritenuto come tale per il calcolo dei contributi.

 

Ne discende che i contributi dovuti dovranno essere
calcolati ritenendo un reddito (lordo) soggetto a contribuzione di Fr. 3'600.- e
applicando a questa cifra il tasso più basso della tavola scalare in virtù della
modifica dell'art. 8 cpv. 2 2a frase LAVS.

 

Questa soluzione va applicata agli anni di
contribuzione 2012, 2013 e 2014, riservata la verifica che la Cassa effettuerà
sulla continuazione dell'attività indipendente accessoria durante gli anni 2013
e 2014 e l'applicazione dell'art. 19 OAVS per i redditi di poco conto in
connessione con l'art. 14 cpv. 6 LAVS.

 

Per gli anni 2009, 2010 e 2011 le decisioni di
fissazione dei contributi personali vanno invece confermate interamente.

 

                               2.9.   Alla luce delle
considerazioni esposte, il ricorso deve essere parzialmente accolto e la
decisione impugnata annullata, con rinvio degli atti alla Cassa di
compensazione affinché proceda come indicato.

 

Parzialmente vincente in causa, siccome
rappresentato da un legale l'assicurato ha diritto a delle ripetibili parziali
(art. 61 lett. g LPGA).

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è parzialmente accolto.

                                         § La
decisione impugnata è annullata e gli atti vanno rinviati alla Cassa di compensazione
affinché proceda con i suoi incombenti, così come esposto in particolare ai
considerandi 8 e 9.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

La Cassa di compensazione verserà all'assicurato delle ripetibili
di Fr. 800.- (IVA inclusa).

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti