# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 15fffd43-67a0-5b92-a867-0a9c8aa7a428
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-05-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 31.05.2010 52.2008.422
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2008-422_2010-05-31.html

## Full Text

Incarti n.

  52.2008.422

  52.2008.427

   

  	
  Lugano

  31 maggio
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Flavia Verzasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Fulvio Campello, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sui ricorsi 

 

 

	
  a.

   

   

   

   

   

  b.

  	
  20 novembre
  2008 di 

  RI 1 , 

   

  e

   

  23 novembre 2008 di

  D__________ e M__________,

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  la risoluzione 13 ottobre 2008 (n. 492), con la
  quale il municipio di CO 1 ha approvato i piani e il progetto-concetto di
  posa di contenitori interrati per i rifiuti nel comprensorio residenziale;

  

 

 

viste le risposte 24 dicembre
2008 del municipio di CO 1; 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

A.     Nel corso del 2006 il comune di CO 1 ha dato avvio alla procedura di
approvazione di un progetto di moderazione del traffico lungo via La Munda, via San Mamete e Ponte Gesora, nell'ambito del quale, per quanto qui interessa,
all'incrocio tra via San Mamete e via la Roggia, in corrispondenza con i mapp. 604 e 605, era previsto l'allargamento del marciapiede per una fermata dell'autobus
e per la posa di quattro contenitori interrati per la raccolta separata dei
rifiuti (rifiuti solidi urbani, vetro e carta). In accoglimento
dell'opposizione interposta da alcuni proprietari, tra i quali anche i
resistenti citati in ingresso, il Tribunale di espropriazione, con decisione
dell'8 giugno 2007, non ha approvato il progetto. 

 

 

B.     Realizzate nel frattempo le opere di moderazione del traffico
previste in quel luogo, lo slargo del marciapiede come pure la fermata
dell'autobus, il municipio di CO 1 ha quindi pubblicato, dal 23 maggio al 21
giugno 2008 (FU n. 42 del 23 maggio 2008, pag. 3951), un nuovo progetto per la
posa di contenitori interrati per rifiuti nel comprensorio residenziale. Con
questo progetto, che interessa tutta la zona residenziale di CO 1, si intendono
realizzare complessivamente sei aree di raccolta (quattro centri e due punti).
Come secondo il precedente progetto, un punto di raccolta sarebbe ubicato,
sulla via San Mamete, nei pressi dell'incrocio con via la Roggia (punto di raccolta E2 "Palazzina"), per il quale sarebbe prevista unicamente
la posa di due contenitori interrati per soli rifiuti solidi urbani.

 

 

C.    A__________ RI 1 e F__________ RI 2 e D__________ e M__________ P__________,
rispettivamente proprietari dei mapp. 605 e 604 che confinano con la strada
comunale di via San Mamete, in corrispondenza del punto di raccolta E2, hanno
contestato anche il nuovo progetto di raccolta rifiuti, limitatamente alle
opere previste in quel punto. Ottenuto l'avviso cantonale della Divisione delle
costruzioni, con risoluzione 13 ottobre 2006 il municipio ha approvato i nuovi
piani e il nuovo progetto, disattendendo nel contempo le opposizioni inoltrate.

D.    Con rispettivi ricorsi 20 e 23 novembre 2008, i già opponenti RI 2 e
P__________ insorgono ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
chiedendo l'annullamento della menzionata risoluzione municipale. Essi
domandano inoltre di far ordine al municipio di eliminare la fermata del bus
esistente su via San Mamete all'angolo con via la Roggia, ritenuta contraria alla sentenza definitiva del Tribunale d'espropriazione dell'8
giugno 2007. In breve, essi ritengono che il progetto approvato non sia rispettoso
della sentenza del Tribunale di espropriazione che aveva negato l'approvazione
del precedente progetto, sostanzialmente identico a quello ripresentato
dall'autorità comunale. Ritengono inoltre i ricorrenti che le opere previste
porterebbero gli utilizzatori e gli addetti alla vuotatura dei contenitori a
violare le norme sulla circolazione stradale, mancando adeguati spazi di sosta
delle vetture, mettendo così ulteriormente in pericolo la sicurezza del traffico
in un punto già attualmente assai sensibile per l'esistenza della fermata del
bus e per i restringimenti della carreggiata, nonché per la presenza nelle sue
vicinanze di diversi servizi comunali e della casa anziani, in fase di
ampliamento.

 

 

E.     Nelle risposte del 24 dicembre 2008, l'esecutivo comunale si limita a rinviare alla decisione di approvazione contestata, osservando
però che il concetto di eliminazione dei rifiuti tramite la posa di contenitori
interrati non è qui contestato, mentre le opere di moderazione del traffico -
che non sono più oggetto della presente procedura - non sono state contestate e
sono state approvate. Postula quindi la reiezione del ricorso e chiede di
"procedere con la posa degli altri contenitori interrati secondo il
piano-concetto approvato".  

 

 

F.L'11 settembre 2009 si sono svolti l'udienza e il sopralluogo, in
occasione dei quali le parti si sono riconfermate nelle rispettive allegazioni
e domande. 

 

 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.1.1. Secondo l'art. 35 cpv. 1 della legge sulle strade in vigore al
momento della pubblicazione del progetto e dell'introduzione dei presenti
ricorsi (cfr. BU n. 47 del 20 ottobre 2006, pag. 436 e segg.; vLstr), la
decisione di approvazione del progetto stradale comunale e le altre decisioni
del municipio possono essere impugnate nel termine di 30 giorni in prima
istanza direttamente al Tribunale cantonale amministrativo, che decide con
piena cognizione. La competenza di questo Tribunale è quindi data sulla base
dell'ordinamento giuridico in vigore a quel momento, i ricorsi sono tempestivi
e la legittimazione dei ricorrenti certa (art. 43 legge di procedura per le
cause amministrative, del 19 aprile 1966; LPamm; RL 3.3.1.1). I ricorsi possono
dunque essere esaminati nel merito. Fa eccezione la domanda formulata dai ricorrenti
di far ordine al municipio di eliminare la fermata dell'autobus esistente. In
effetti, la decisione impugnata non contempla più né il progetto di moderazione
del traffico, né la creazione della fermata dell'autobus, opere che i
ricorrenti non hanno più contestato nelle opportune sedi e che nel frattempo
sono già state realizzate. La richiesta ricorsuale deve quindi essere
dichiarata inammissibile. 

1.2. Nella risposta ai ricorsi il municipio ha chiesto - invero in modo non
propriamente chiaro - di "procedere con la posa degli altri contenitori
interrati dei rifiuti previsti nel piano-concetto". Nella misura in
cui in tale domanda sia ravvisabile una richiesta di provvedimenti
provvisionali ai sensi dell'art. 21 LPamm, la stessa è divenuta priva di
oggetto a seguito dell'emanazione del presente giudizio.

1.3. I ricorsi, il cui fondamento di fatto è il medesimo, sono stati istruiti
congiuntamente e vengono decisi con un unico giudizio, in applicazione
dell'art. 51 LPamm. 

1.4. Rispetto alle norme precedentemente in vigore, la legge sulle strade nella
sua versione attuale si limita a conferire al Consiglio di Stato la competenza
di dirimere i ricorsi di prima istanza, deferibili in seguito al Tribunale
amministrativo (cfr. nuovo art. 35 della legge sulle strade, del 23 marzo 1983
nel suo tenore in vigore dal 27 gennaio 2009; RL 7.2.1.2). Da un punto di vista
materiale, invece, è rimasta invariata rispetto alla legge in vigore al momento
dell'introduzione dei presenti gravami. 

 

 

2.La legge federale sulla protezione
dell'ambiente, del 7 ottobre 1983 (LPAmb; RS 814), conferisce la competenza
della gestione e dello smaltimento dei rifiuti ai Cantoni (cfr. art. 31 e segg.
LPAmb). Dal canto suo, l'art. 17 cpv. 1 della legge cantonale di applicazione
della legge federale sulla protezione dell'ambiente, del 24 marzo 2004
(LALPAmb; RL 9.2.1.1) affida ai comuni, in particolare, il compito di
a) organizzare sull'intero loro territorio la raccolta dei rifiuti urbani;
b) organizzare la raccolta separata dei rifiuti urbani riciclabili e degli
altri tipi di rifiuti per i quali il Consiglio di Stato prescrive questo tipo
di raccolta ai fini di un più idoneo smaltimento e disporre del loro
smaltimento; c) svolgere gli ulteriori compiti affidati loro dal Consiglio di
Stato. I comuni, soggiunge il secondo capoverso di tale norma, possono organizzare
il servizio di raccolta in collaborazione con altri comuni o affidarne l'esecuzione
a terzi, anche privati. Essi disciplinano inoltre i compiti di loro competenza
mediante apposito regolamento (cpv. 3). 

              Il comune di CO 1 ha dato seguito a questo mandato con il progetto
di smaltimento dei rifiuti nel suo comprensorio residenziale, prevedendo sei
aree di raccolta dei rifiuti solidi urbani, del vetro e della carta, dislocate
in modo tale da poter servire omogeneamente il territorio comunale. Un punto è
situato, come già accennato in narrativa, sulla via San Mamete, nei pressi
dell'incrocio con via la Roggia, dinanzi al mapp. 605 dei ricorrenti RI 1, alla
fine dello slargo del marciapiede che ospita anche una fermata dell'autobus
(punto di raccolta E2 "Palazzina"). Secondo il progetto, lì
verrebbero interrati due contenitori per rifiuti solidi urbani, con una
capienza complessiva di 9000 litri, sporgenti al di fuori del terreno
all'incirca un metro. 

 

 

3.Giusta l'art. 3 cpv. 1 lett. a del regolamento di applicazione della
legge edilizia, del 9 dicembre 1992 (RLE; RL 7.1.2.1.1), non soggiacciono a
licenza secondo la legge edilizia cantonale, del 13 marzo 1991 (LE; RL
7.1.2.1), gli edifici o gli impianti la cui approvazione è disciplinata dalla
legge sulle strade. Il permesso per la costruzione di strade comunali pubbliche
o aperte al pubblico (art. 1 cpv. 1 Lstr), ossia di opere destinate alla
circolazione dei veicoli e dei pedoni (art. 2 cpv. 1 Lstr), è rilasciato dal municipio,
che decide simultaneamente sulle opposizioni al diritto d'espropriazione e
sulle domande di modificazione dei piani (art. 34 Lstr). Tale competenza non è
circoscritta alla costruzione di strade, ma si estende a tutte le opere
edilizie, di natura stabile e permanente, che insistono sul campo stradale. Soggiacciono
quindi a tale procedura tanto le costruzioni che servono direttamente alla
circolazione stradale, agevolandola oppure ostacolandola, quanto le opere
edilizie che sono destinate ad altri scopi, ma che interferiscono con la
circolazione dei veicoli a motore e dei pedoni, in quanto previste sull'area
della strada definita dal piano regolatore (RDAT I-2003 n. 42, consid. 2), come
in concreto. Rettamente il municipio ha quindi approvato il progetto in
questione sulla base della legislazione sulle strade. 

 

 

4.I ricorrenti sostengono innanzitutto che il progetto qui in esame
non avrebbe potuto essere ammesso per il fatto che il Tribunale di
espropriazione, come accennato in narrativa, aveva in precedenza negato
l'approvazione di un progetto sostanzialmente uguale a quello ora oggetto di
disamina. Tale tesi dev'essere disattesa. In effetti, il precedente progetto,
pur essendo previsto nello stesso luogo, contemplava la posa di ben quattro
contenitori interrati, di cui due destinati ai rifiuti solidi urbani, uno al vetro
e un altro alla carta. In quel medesimo progetto, inoltre, erano contemplate
anche opere di moderazione del traffico e la creazione di una nuova fermata per
gli autobus. La contestazione che qui ci occupa, invece, risulta circoscritta
alla posa di due contenitori interrati per soli rifiuti urbani. La situazione
fattuale è poi nel frattempo mutata con l'introduzione della zona di
limitazione della velocità a 30km/h, il restringimento del campo stradale con
la posa di alberature, l'allargamento del marciapiede e realizzazione della
fermata dell'autobus, opere che, come già ribadito, non possono più essere
messe in discussione in questa procedura. Il nuovo, diverso e limitato progetto
può dunque nuovamente essere sottoposto ad approvazione. 

 

5.Giusta l'art. 35 vLstr qui applicabile (cfr. sopra consid. 1.1.), il
Tribunale cantonale amministrativo decide con piena cognizione i ricorsi contro
la decisione di approvazione del progetto stradale comunale e contro le altre
decisioni del municipio. In quest'ambito il potere d'esame del Tribunale è,
quindi, completo e contempla anche il sindacato di opportunità. Questo pieno
potere di cognizione, che esorbita dal campo solitamente riservato all'azione
giudiziaria, va tuttavia esercitato con il dovuto riserbo e senso della misura,
specie allorquando si tratta di dirimere questioni con forte valenza tecnica o
con connotazioni locali, dove le conoscenze degli specialisti, rispettivamente
delle autorità del posto costituiscono spesso un insostituibile elemento per la
presa di decisione. Il Tribunale cantonale amministrativo dovrà pertanto
esaminare con attento spirito critico gli aspetti controversi della decisione
impugnata, ma è solo se vi scoprirà vizi di una certa rilevanza, inconciliabili
col precetto dell'adeguatezza, che l'annullerà e lo rinvierà all'autorità di
adozione o che procederà a una sua modificazione. Non basta dunque che risulti
possibile una soluzione migliore, magari solo sotto certi aspetti, di quella contestata,
per sostituirla a quest'ultima; la soluzione alternativa deve manifestare dei
pregi realmente superiori, nel suo complesso, da convincere il Tribunale a
preferirla a quella approvata dall'autorità amministrativa. 

 

 

6.I ricorrenti criticano l'ubicazione prevista per i due contenitori,
che ritengono essere in contrasto con le norme della circolazione stradale come
pure con le opere di moderazione del traffico realizzate in loco di recente.
Essi sottolineano come il contesto dove verrebbero collocati i contenitori sia
parecchio trafficato e via la Roggia costituisca l'accesso a diversi servizi
comunali. Inoltre, a seguito della realizzazione in quel medesimo luogo della
fermata dell'autobus, quando questo automezzo è presente, la carreggiata
risulterebbe completamente ostruita. La posa dei nuovi contenitori
costituirebbe quindi un ulteriore elemento di disturbo, che genererebbe ulteriore
traffico e comprometterebbe la sicurezza degli altri utenti della strada. In
assenza di un'adeguata area di sosta nei dintorni, gli utenti automobilisti per
scaricare i rifiuti si vedrebbero costretti a fermarsi sulla strada, in
violazione dell'art. 37 della legge federale sulla circolazione stradale, del
19 dicembre 1958 (LCStr; RS 741.01), dell'art. 18 cpv. 3 e dell'art. 19 cpv. 2
dell'ordinanza sulle norme della circolazione stradale, del 13 novembre 1962
(ONC; RS 741.11). Anche l'automezzo addetto alla vuotatura dei contenitori non
disporrebbe del necessario spazio di manovra e sarebbe così obbligato a sostare
pure esso sul campo stradale, in violazione dell'art. 18 cpv. 3 ONC.

 

 

7.7.1. Giusta l'art. 37 cpv. 2 LCStr è vietato fermarsi o sostare, dove
il veicolo potrebbe essere di ostacolo o di pericolo alla circolazione; se è
possibile, devono essere usati gli appositi parcheggi. L'art. 18 cpv. 3 ONC
vieta in particolare la sosta a meno di dieci metri dalle fermate delle aziende
pubbliche di trasporto, salvo per lasciare salire o scendere passeggeri; i
mezzi di trasporto pubblici, soggiunge la norma, non devono essere ostacolati.
In ogni caso, conclude il citato disposto, alle fermate delle aziende pubbliche
di trasporto è vietato fermarsi sul marciapiede contiguo. L'art. 19 cpv. 2
lett. g ONC vieta, infine, il parcheggio davanti agli accessi di edifici o terreni
altrui.

7.2. Secondo il progetto approvato dal municipio, i contenitori per i rifiuti
qui contestati verrebbero posati sul marciapiede di via San Mamete,
all'incrocio con via la Roggia e sarebbero posizionati immediatamente dopo la
pensilina del bus, all'altezza del mapp. 605 di proprietà dei ricorrenti RI 2.
Via San Mamete ha un calibro complessivo di otto metri, due dei quali sono
riservati al marciapiede che, in corrispondenza con la fermata del bus, si
allarga fino a quattro metri. Sul campo stradale sono inoltre già state messe a
dimora delle piante, a distanza regolare, a mo' di moderazione del traffico. Il
campo stradale a disposizione dei veicoli su via San Mamete varia dunque da un
massimo di circa sei metri a un minimo di circa quattro metri.

I ricorrenti partono dalla presunzione - non propriamente corretta - secondo
cui tutti gli utenti dei contenitori nel punto di raccolta E2 si recheranno con
le autovetture al punto di raccolta per scaricare i rifiuti nei contenitori. A
questo proposito si rileva che il progetto prevede la disseminazione sul
territorio residenziale comunale di diverse postazioni di raccolta, concepite
in modo da poter essere raggiungibili comodamente anche a piedi, per cui, in
tale evenienza, i timori espressi dai ricorrenti non si verificano. Certo, il
fatto di poter raggiungere a piedi i previsti punti di raccolta non esclude
ancora, ovviamente, l'utilizzo dell'automobile da parte degli utenti per raggiungere
queste strutture. In tal caso, occorre subito chiarire che la problematica del
traffico e della sicurezza sollevata nei ricorsi non è tanto da ricondurre
all'art. 19 ONC (parcheggio dei veicoli), quanto all'art. 18 ONC, che disciplina
la fermata dei veicoli a motore. Il parcheggio, infatti, è per definizione la
sosta del veicolo che non è destinata soltanto a far salire o scendere
passeggeri oppure a caricare o scaricare merce, evenienza quest'ultima che si
verificherebbe appunto allorquando l'utente ferma il proprio veicolo sulla
carreggiata per le operazioni di scarico dei sacchi nei contenitori. L'esame
degli atti e il sopralluogo hanno comunque permesso di appurare che è possibile
fermarsi nei pressi dei citati contenitori interrati rispettando le norme della
circolazione stradale. Se da un lato è fuor di dubbio che l'arresto immediatamente
dinanzi ai contenitori non è realizzabile a causa del ristretto campo stradale
e della fermata del bus, da un altro lato i veicoli possono sostare là dove il
campo stradale è di nuovo sufficientemente largo per permettere di accostare
senza violare le norme della circolazione stradale e senza ostacolare gli altri
utenti della strada. In quel punto, va ancora osservato, la strada è diritta e
presenta una buona visuale in tutte le direzioni. L'eventuale sosta dei veicoli
nei pressi dei contenitori dovrà in ogni caso essere rispettosa pure dell'art.
18 cpv. 3 ONC, che vieta l'arresto a meno di dieci metri dai cartelli indicanti
le fermate delle aziende pubbliche di trasporto durante gli orari di servizio
(cfr. André Bussy/Baptiste Rusconi,
Code suisse de la circulation routière, Commentaire, IIIa ed., Losanna
1996, n. 4.11 ad art. 18 ONC). Ad ogni modo, l'autorità comunale avrà cura di
far rispettare, se necessario con misure di polizia e controlli, il corretto
fruire degli utenti, nel rispetto delle norme della circolazione stradale. Da
questo punto di vista, dunque, la scelta comunale resiste alle critiche
ricorsuali. L'ubicazione del punto di raccolta E2 sostenuta dal municipio
risulta coerente con l'intero concetto comunale di contenitori per rifiuti,
distribuiti sul territorio residenziale in modo da essere interessanti in
primis per l'utenza pedonale, ma pure accessibili con l'auto senza grosse
difficoltà. 

7.3. Contrariamente a quanto sostenuto dai ricorrenti, la soluzione approvata
dall'autorità comunale non inibisce il traffico su via San Mamete nemmeno
durante le operazioni di vuotatura dei contenitori. Anche durante tale
operazione l'incrocio dei veicoli è in effetti garantito, visto che i
contenitori sono ubicati alla fine dello slargo del marciapiede, là dove la
strada si fa nuovamente più ampia (sei metri circa), per cui la vuotatura potrà
avvenire, anche per una comodità degli addetti al servizio, in quel punto. Si
consideri inoltre che l'operazione di vuotatura è prevista una sola volta alla
settimana, di lunedì mattina, come sostenuto nella decisione impugnata e
confermato dall'autorità comunale in occasione dell'udienza svolta dinanzi a
questo Tribunale. La stessa richiederà tre o quattro minuti per contenitore per
cui, se mai vi potranno essere degli inconvenienti, questi  saranno limitati e
senz'altro sopportabili, per intensità e durata, da parte dei ricorrenti e da
parte degli altri utenti della strada. Anche queste critiche ricorsuali vanno
dunque disattese.

7.4. I ricorrenti ritengono poi che l'incrocio in questione sia molto
trafficato e che questo ulteriore intervento finirebbe per aggravarne la
situazione e compromettere la sicurezza del traffico. Tali preoccupazioni sono
eccessive e le critiche ricorsuali vanno disattese. Innanzitutto, non si può
ammettere che questa nuova struttura genererà ulteriore traffico, quanto meno
in maniera rilevante. I contenitori sono infatti ubicati in modo tale da
sfruttare un percorso abituale già esistente (cfr. decisione impugnata, lett. g
pag. 3), come peraltro confermano - indirettamente - i ricorrenti stessi nei
loro gravami. In secondo luogo e come sopra già rilevato, la disseminazione di
diversi punti di raccolta sul territorio favorisce senz'altro il raggiungimento
di tali strutture a piedi, per cui non sarà indispensabile utilizzare
l'automobile. Si consideri infine che la postazione E2 contestata dai
ricorrenti è stata limitata con il nuovo progetto a soli due contenitori per
rifiuti solidi urbani, mentre in altri punti si raccolgono pure vetro e carta, cosicché
quel punto di raccolta di fronte alle proprietà dei ricorrenti non necessariamente
risulterà così attrattivo per gli utenti che non risiedono nelle sue immediate
vicinanze. Infine, nemmeno l'ampliamento della casa anziani o ulteriori edificazioni
in loco lasciano presupporre che il traffico locale risulterà congestionato al
punto da rendere inadeguata la scelta comunale. 

7.5. In conclusione, visto quanto precede è da escludere che l'intervento
criticato possa intralciare la circolazione così da renderlo incompatibile con
gli scopi della moderazione del traffico o con la sicurezza stradale. In
definitiva, il contestato intervento appare rispettoso della legalità e resiste
anche da un punto di vista dell'opportunità all'esame del Tribunale. 

 

 

8.Da ultimo, i ricorrenti RI 2  propongono alcune possibili ubicazioni
in alternativa al punto di raccolta E2. A questo proposito va ricordato che
all'autorità comunale viene riconosciuto un ampio margine di apprezzamento e,
malgrado la piena cognizione con cui questo Tribunale decide i ricorsi in
questa materia (cfr. sopra, consid. 5), la proposta dell'autorità inferiore può
essere annullata solo quando la stessa si rivelerà inadeguata e inopportuna, mentre
l'esistenza di altre soluzioni, finanche migliori non porterà all'annullamento
della decisione comunale. Già si è visto in precedenza che la proposta del
comune di ubicare il punto di raccolta su via San Mamete (E2) regge da un punto
di vista della sicurezza stradale ed è adeguata e opportuna al suo scopo. Anche
se si volessero
considerare altrettanto adeguate sotto questo punto di vista le alternative indicate
dai ricorrenti, non si vede per quale motivo esse
sarebbero talmente preferibili in quanto a ubicazione, raggiungibilità, accessi,
sicurezza ecc., da giustificare un annullamento della scelta operata
dall'autorità locale. In ogni caso, l'alternativa in via la Roggia - che per qualità  più si avvicinerebbe a quella qui contestata - se da un lato
potrebbe essere interessante perché più discosta dall'incrocio stradale, in un
punto dove la carreggiata è più ampia e permette la sosta dei veicoli, da un
altro lato comporta uno sbocco sulla cantonale ritenuto molto pericoloso. Per
quanto riguarda le altre proposte formulate dai ricorrenti, queste risultano
troppo decentralizzate rispetto alla zona che si intende servire e non reggono
il confronto con quella prevista dal comune al punto E2. La scelta comunale va
dunque confermata, con reiezione del ricorso degli insorgenti RI 1 anche su
questo punto. 

 

 

9.Per tutti i motivi che precedono i ricorsi, nella misura della loro
ammissibilità, devono essere respinti. La tassa di giustizia e le spese seguono
la soccombenza (art. 28 LPamm), mentre non si giustifica l'assegnazione di
ripetibili, non essendo il comune patrocinato da un legale (art. 31 LPamm). 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli 31 e segg. LPAmb,  17 LALPAmb, 37 LCStr, 18,
19 ONC, 3 RLE, 35 vLstr, 1, 2, 34 Lstr, 21, 28, 43, 51 LPamm,

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

1.Nella misura in cui sono ricevibili, i ricorsi sono respinti. 

 

 

2.La tassa di giustizia di fr. 2'500.- è posta a carico dei
ricorrenti, in ragione di fr. 1'300.- a carico di RI 1, in solido, e in ragione
di fr. 1'200.- a carico di D__________ e M__________, sempre con vincolo di
solidarietà.  

 

 

3.Contro la presente decisione è dato ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla
sua notificazione (art. 82 segg. legge sul Tribunale federale, del 17 giugno
2005; LTF; RS 173.110).

 

 

	
   4.   Intimazione a:

  	
  .

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario