# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** aa26a233-50dd-5266-9862-58734bb54eb5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-05-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.05.2025 D-607/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-607-2025_2025-05-12.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-607/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 2  m a g g i o  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Giulia Marelli, giudice unica,  

con l'approvazione del giudice Markus König;  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Moldova,   

patrocinato dal MLaw Gianluca Schlaginhaufen,  

(…) 

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Esecuzione dell'allontanamento;  

decisione della SEM del 27 dicembre 2024 / N (…). 

 

 

D-607/2025 

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Visto: 

la domanda d'asilo che l'interessato, cittadino moldavo, ha presentato in 

Svizzera il 7 luglio 2023, 

l'audizione ai sensi dell'art. 29 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 

(LAsi, RS 142.31) dell'8 settembre 2023, 

la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) del 13 set-

tembre 2023 di assegnazione alla procedura ampliata, 

la rinuncia al mandato di rappresentanza della Protezione giuridica della 

Regione (…) e l'autorizzazione alla trasmissione delle informazioni relative 

allo stato della procedura al consultorio cantonale competente sottoscritte 

dal richiedente in medesima data, 

la decisione della SEM di ripartizione al cantone B._______ del 14 settem-

bre 2023, 

la procura del 28 dicembre 2023 con la quale l'interessato ha conferito 

mandato alla (…), 

le diverse visite mediche a cui l'interessato è stato sottoposto in corso di 

procedura, 

la richiesta di trasmissione di atti medici presentata dalla SEM al rappre-

sentante legale del richiedente il 25 aprile 2024, 

la lettera del 28 maggio 2024 del patrocinatore dell'interessato con allegati 

diversi referti medici, 

la richiesta della SEM del 12 settembre 2024 di trasmissione di un rapporto 

medico completo (F4), 

lo scritto del richiedente, per il tramite della sua nuova rappresentante le-

gale (in qualità di sostituta), del 2 ottobre 2024, con diversi nuovi referti e 

documenti medici e le rettifiche delle prescrizioni mediche,  

la nuova richiesta di deposito di un rapporto medico completo (F4) della 

SEM in data 16 ottobre 2024, 

il rapporto medico completo (F4) del 30 ottobre 2024, trasmesso con scritto 

del medesimo giorno,  

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la richiesta della SEM del 4 dicembre 2024 di trasmissione di ulteriori infor-

mazioni mediche (rapporto medico complementare), 

la trasmissione di un rapporto psichiatrico del 10 dicembre 2024 con scritto 

del 12 dicembre 2024, 

i rapporti medici del 10 e del 17 dicembre 2024 trasmessi alla SEM con 

scritto del 18 dicembre 2024,  

la decisione della SEM del 27 dicembre 2024, notificata il 30 dicem-

bre 2024, che non riconosceva la qualità di rifugiato all'interessato, respin-

geva la sua domanda d'asilo, pronunciava il suo allontanamento dalla Sviz-

zera, lo invitava a lasciare il territorio elvetico così come lo spazio Schen-

gen entro il giorno successivo alla crescita in giudicato della decisione e 

incaricava il cantone B._______ dell'esecuzione dell'allontanamento, 

il ricorso del 29 gennaio 2025 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d'entrata: 30 gennaio 2025), inoltrato per il tramite dell'attuale rappresen-

tante legale, con il quale l'insorgente ha concluso, in via principale, all'an-

nullamento dei punti 3 a 5 del dispositivo della decisione impugnata e alla 

concessione dell'ammissione provvisoria; in via subordinata, al rinvio della 

causa alla SEM per il completamento dell'istruttoria; con contestuali richie-

ste processuali di concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso dell'e-

senzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, e 

di gratuito patrocinio; il tutto con conseguenze in materia di spese e ripetibili 

a carico dell'autorità inferiore,   

lo scritto del ricorrente, per il tramite del suo rappresentante legale, 

dell'11 febbraio 2025 con allegata l'attestazione d'indigenza del 3 febbraio 

precedente, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una deci-

sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il 

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ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, art. 48 cpv. 1 

lett. a–c e art. 52 PA e occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi in procedura semplificata dalla giudice unica, con l'approva-

zione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata 

soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la 

violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5),  

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2),  

che oggetto della procedura nel caso in disamina risulta essere esclusiva-

mente la questione dell'esecuzione dell'allontanamento; che infatti, con ri-

corso l'insorgente non ha contestato il punto di questione del riconosci-

mento della qualità di rifugiato, dell'asilo e della pronuncia dell'allontana-

mento, 

che il richiedente, cittadino moldavo di etnia ucraina proveniente da 

C._______, nel corso della procedura di prima istanza ha dichiarato, se-

gnatamente e per quanto qui di rilievo, di avere diversi problemi di salute, 

tra cui un'infezione da HIV, l'epatite C e un'infezione a (…) che richiede-

rebbe medicazioni giornaliere, 

che nella decisione impugnata la SEM ha ritenuto l'esecuzione dell'allon-

tanamento del richiedente ammissibile, ragionevolmente esigibile e possi-

bile; che in particolare, egli disporrebbe di esperienze lavorative che gli do-

vrebbero permettere l'inserimento nel mercato del lavoro e di una rete di 

sostegno nel suo Paese d'origine, ritenuto che vi risiederebbero la nonna 

e il figlio maggiorenne; che in seguito, l'autorità inferiore ha ritenuto che le 

cure necessarie per il trattamento delle sue problematiche valetudinarie 

sarebbero disponibili e accessibili nel suo Paese; che il trattamento dell'HIV 

sarebbe disponibile a Bălți e Chișinău; che anche l'epatite C potrebbe 

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essere curata nel centro di Chișinău; che inoltre, i farmaci per il trattamento 

di queste due patologie sarebbero disponibili, sebbene in forma diversa,  

che anche la terapia sostituiva con (…) ([…]) sarebbe accessibile insieme 

a un supporto psicologico; che inoltre, per quanto riguarda il disturbo da 

stress post traumatico (PTSD), in Moldova sarebbero stati fatti grandi passi 

riguardanti le terapie per la salute mentale e a Bălți e a Chișinău si trove-

rebbero i due ospedali psichiatrici più importanti del Paese; che i farmaci 

sarebbero disponibili in parte identici, in parte sotto forma di alternative,  

che per quanto riguarda la diagnosi di coronaropatia senza stenosi, i due 

farmaci assunti sarebbero disponibili in diverse farmacie e le cure per 

eventi cardiovascolari sarebbero disponibili, ad esempio presso l'Istituto di 

Cardiologia di Chișinău; che infine, l'autorità inferiore ha rilevato che tutti i 

cittadini moldavi verrebbero curati gratuitamente, inclusi i ricoveri ospeda-

lieri, grazie all'assistenza sanitaria universale; che esisterebbe altresì un 

programma HIV in base al quale tutti i pazienti sarebbero trattati gratuita-

mente; che ciò varrebbe anche per il trattamento dell'epatite C,  

che in aggiunta, vi sarebbe da una parte la possibilità di stipulare un'assi-

curazione sanitaria privata nel suo Paese e dall'altra di richiedere alla Sviz-

zera un sostegno finanziario ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi,  

che in sede ricorsuale, l'insorgente contesta le motivazioni dell'autorità in-

feriore in merito all'esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento; che lo 

stesso non sarebbe ragionevolmente esigibile a causa delle numerose 

gravi malattie fisiche e psichiche di cui egli soffrirebbe; che il complesso 

stato di salute del ricorrente richiederebbe una varietà di trattamenti medici 

e psichiatrici,  

che l'autorità inferiore avrebbe erroneamente affermato che i cittadini mol-

davi verrebbero curati gratuitamente grazie al sistema sanitario generale; 

che l'assicurazione sanitaria obbligatoria coprirebbe soltanto una selezione 

molto limitata di farmaci e non garantirebbe l'accesso all'assistenza sani-

taria per le famiglie colpite dalla povertà,  

che inoltre sarebbero molto diffuse le pratiche di pagamenti informali e di-

retti per l'ottenimento di prestazioni mediche; che non avendo l'insorgente 

alcuna formazione, potrebbe trovare solo lavori temporanei in Moldova e 

non potrebbe permettersi i contributi per l'assicurazione sanitaria obbliga-

toria o, quantomeno, non riuscirebbe a coprire le necessarie spese 

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informali e i pagamenti diretti per le cure e i farmaci, o potrebbe farlo solo 

con grandi difficoltà, 

che egli avrebbe già dovuto indebitarsi una volta per potersi permettere 

l'operazione (…); che egli non sarebbe dunque evidentemente in grado di 

pagare un'assicurazione privata; che per giunta negli ultimi anni, il ricor-

rente non sarebbe più stato in grado di svolgere lavori pesanti a causa del 

suo stato di salute, il che avrebbe ulteriormente limitato le sue possibilità di 

trovare un impiego; che ciò sarebbe ancora il caso anche oggi,  

che dai referti medici, risulterebbe che l'insorgente dovrebbe avere ac-

cesso a un medico infettivologo, a un traumatologo e a uno psichiatra; che 

quand'anche si ritenesse che il ricorrente potrebbe effettivamente ricevere 

dei trattamenti d'emergenza gratuiti in Moldavia, ciò non coprirebbe gli ac-

certamenti e le consultazioni regolari necessarie; che egli non potrebbe 

neppure contare sul sostegno dei famigliari,  

che a causa della situazione finanziaria del ricorrente e della copertura in-

sufficiente da parte dell'assicurazione sanitaria moldava risulterebbe evi-

dente che, in considerazione delle numerose gravi malattie fisiche e psico-

logiche del ricorrente, egli non sarà in grado di finanziare il trattamento ne-

cessario per tutte le sue malattie con la conseguenza che il suo stato di 

salute potrebbe peggiorare drasticamente e in maniera letale, 

che infine, quale censura a titolo subordinato, l'insorgente ritiene che la 

SEM avrebbe violato il principio inquisitorio; che l'autorità inferiore non 

avrebbe chiarito in modo sufficiente l'accessibilità ai trattamenti medici ne-

cessari per il ricorrente in Moldova, in particolare per quanto riguarda la 

copertura o l'assunzione dei costi; che questa verifica l'avrebbe effettuata 

unicamente per i trattamenti dell'HIV e dell'epatite C, ma non per tutti gli 

altri trattamenti necessari per le altre patologie; che per la valutazione 

dell'esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento sarebbe necessario 

chiarire se il ricorrente dispone di un assicurazione sanitaria in Moldova, 

se sarebbe in grado di sostenere i contributi assicurativi e quale sarebbe 

la concreta situazione finanziaria del figlio e della nonna,  

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell'art. 44 LAsi, dall'art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), giusta il quale l'ese-

cuzione dell'allontanamento dev'essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), am-

missibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 

LStrI), 

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che secondo prassi costante del Tribunale, circa l'apprezzamento degli 

ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento, vale lo stesso apprezzamento 

della prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il 

ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un 

ostacolo all'esecuzione dell'allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 con-

sid. 10.2), 

che a norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera, 

che la portata di detta norma non si esaurisce nella massima del divieto di 

respingimento; che anche altri impegni di diritto internazionale della Sviz-

zera possono essere ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle 

libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o l'art. 3 della 

Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani 

o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), 

che anzitutto il ricorrente non può prevalersi del principio del divieto di re-

spingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi) né di un rischio personale, concreto e serio 

di essere esposto a un trattamento proibito, in relazione all'art. 3 CEDU o 

all'art. 3 Conv. tortura, 

che in seguito, va rammentato che il respingimento forzato di persone che 

soffrono di problematiche mediche costituisce una violazione dell'art. 3 

CEDU unicamente in circostanze eccezionali, 

che ciò risulta essere il caso segnatamente laddove la malattia dell'interes-

sato si trovi in uno stadio a tal punto avanzato o terminale da lasciar pre-

supporre che, a seguito del trasferimento, la sua morte appaia come una 

prospettiva prossima o qualora vi siano seri motivi di ritenere che la per-

sona, in assenza di trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione, 

sarà confrontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile peg-

gioramento delle condizioni di salute comportante delle intense sofferenze 

o una significativa riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza della Corte 

EDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, Grande Camera, 

41738/10, § 181 segg., confermata in Savran contro Danimarca del 7 di-

cembre 2021, Grande Camera, 57467/15, § 121 segg.; DTAF 2017 VI/7 

consid. 6.2),  

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che alla luce della restrittiva giurisprudenza applicabile, lo stato di salute 

del ricorrente non sembra tuttavia rientrare nella casistica descritta e costi-

tuire un ostacolo all'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontanamento, 

come peraltro neppure censurato in sede ricorsuale,  

che l'esecuzione dell'allontanamento risulta pertanto ammissibile (art. 44 

LAsi in relazione all'art. 83 cpv. 3 LStrI), 

che giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione non può essere ragionevol-

mente esigibile qualora, nello Stato di origine o di provenienza, lo straniero 

venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni quali 

guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica, 

che anzitutto, in Moldova (Transnistria inclusa) non vige una situazione di 

guerra, guerra civile o violenza generalizzata o emergenza medica riguar-

dante l'integralità del territorio nazionale,  

che in seguito, per quanto concerne le persone in trattamento medico in 

Svizzera, l'esecuzione dell'allontanamento diviene inesigibile nella misura 

in cui, nel caso di rientro nel loro Paese d'origine o di provenienza, potreb-

bero non ricevere le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni 

minime d'esistenza,  

che l'art. 83 cpv. 4 LStrI, non può invece essere interpretato quale norma 

che comprenderebbe un diritto di soggiorno lui stesso indotto da un diritto 

generale di accesso in Svizzera a delle misure mediche tendenti al recu-

pero della salute o il suo mantenimento, per il semplice motivo che l'infra-

struttura ospedaliera o le regole dell'arte medica nel Paese d'origine o di 

destinazione, non raggiungono lo standard elevato elvetico (cfr. 

DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferimenti citati),  

che in tal senso, se le cure necessarie possono essere assicurate nel 

paese d'origine del richiedente, all'occorrenza con altri trattamenti rispetto 

a quelli prescritti in Svizzera, l'esecuzione dell'allontanamento in tale Paese 

sarà ragionevolmente esigibile (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 con riferi-

menti citati), 

che nel caso in disamina, il ricorrente è in trattamento per infezione da HIV 

senza sintomatologia accompagnatoria (dal […]; stadio […]), per infezione 

HCV (epatite C) cronica (dal […]) senza fibrosi significativa, per osteomie-

lite cronica (…) (da […] anni), senza possibilità di miglioramento, per un 

disturbo post-traumatico da stress (PTSD), per coronaropatia senza 

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stenosi ("Koronarsklerose") ed è inoltre in terapia di sostituzione con (…) 

per la dipendenza dagli (…), 

che innanzitutto per quanto riguarda l'accesso all'assistenza sanitaria, il 

Tribunale ritiene che la censura ricorsuale relativa all'accertamento incom-

pleto dei fatti rilevanti non è fondata; che invero, in primo luogo, la SEM ha 

segnatamente stabilito che i cittadini moldavi vengono curati gratuitamente 

nell'ambito della copertura sanitaria universale ("universal health care"); 

che dal canto suo, il ricorrente ha riportato soltanto delle informazioni di 

carattere generale, senza riferimento concreto alla sua situazione perso-

nale,  

che in secondo luogo, come ha rilevato a giusto titolo l'autorità inferiore 

nella decisione impugnata, a cui per evitare ripetizioni si rinvia e che si 

conferma integralmente su tale punto (cfr. decisione SEM pto. III, pag. 7), i 

trattamenti per l'HIV e per l'epatite C sono disponibili nei grandi centri, 

come ad esempio a Bălți, e i farmaci sono disponibili; che inoltre, tali trat-

tamenti sono inclusi nei programmi sanitari pubblici,  

che lo stesso vale pure per la terapia sostitutiva in caso di dipendenza dagli 

(…) (cfr. decisione SEM pto. III, pag. 7), 

che alcune delle patologie di cui soffre il ricorrente (infezione da HIV, epa-

tite C, osteomielite e dipendenza dagli […]) sono già state diagnosticate e 

sottoposte a trattamento in patria; che egli ad esempio è già stato ricove-

rato gratuitamente in ospedale, ha potuto consultare un infettivologo e il 

medico gli ha inoltre proposto l'assunzione di (…) come terapia sostitutiva 

per la dipendenza (cfr. atto SEM 22/19, D23, D29, D35 segg., D107-D108); 

che pertanto egli ha avuto la possibilità di accedere ai trattamenti in Mol-

dova in passato, contrariamente a quanto rilevato in sede ricorsuale; che 

si può dunque partire dal presupposto che egli avrà accesso ai trattamenti 

e ai farmaci per le patologie menzionate anche in futuro,  

che il Tribunale ha dipoi stabilito a più riprese che anche i trattamenti psi-

chiatrici sono disponibili in Moldova (cfr. sentenza del Tribunale  

E-1194/2023 del 24 gennaio 2025 consid. 6.3.4 e riferimenti citati), 

che infine, per quanto riguarda la coronaropatia senza stenosi, diagnosti-

cata in Svizzera e per la quale è necessaria una prevenzione secondaria 

con i farmaci (…) (…) mg e (…) (…) mg senza ulteriori esami cardiologici 

(cfr. atto SEM 56/9), si constata che tali medicinali sono disponibili in Mol-

dova (cfr. decisione SEM pto. III, pag. 8); che del resto, anche le cure per 

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eventi cardiovascolari sono disponibili in Moldova, ad esempio presso l'I-

stituto di Cardiologia di Chișinău (id.), 

che peraltro, secondo i rapporti medici del 10 dicembre 2024 (atto SEM 

55/5) e del 17 dicembre 2024 (cfr. atto SEM 56/9), il ricorrente è in condi-

zioni generali buone; che sempre secondo il rapporto, la patologia più cri-

tica sarebbe il disturbo psichico causato dalla dipendenza agli (…); che 

successivamente a tale rapporto medico, sono stati versati agli atti unica-

mente rapporti medici in merito a cure dentali (cfr. rapporti medici del 2 di-

cembre 2024, del 19 dicembre 2024 e del 13 gennaio 2025 allegati in sede 

ricorsuale), motivo per cui si può partire dal presupposto che le condizioni 

dell'insorgente non siano peggiorate (cfr. art. 8 LAsi), 

che alla luce di quanto sopra esposto, per le problematiche di salute del 

ricorrente esistono in Moldova le cure mediche essenziali per il trattamento 

e un programma d'aiuto sociale per il loro finanziamento; che dalla docu-

mentazione medica prodotta non si evince la necessità per lo stesso di 

rimanere in Svizzera, 

che infine, come indicato rettamente nella decisione impugnata dalla SEM 

l'insorgente potrà richiedere, se necessario, un sostegno finanziario per 

assicurare l'assistenza medica e l'eventuale proseguimento dei trattamenti 

necessari – ad esempio ottenendo una riserva di medicinali prima del suo 

allontanamento dalla Svizzera – per un periodo limitato nel Paese d'origine 

(cfr. art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi e art. 73 segg. dell'Ordinanza 2 sull'asilo re-

lativa alle questioni finanziarie dell'11 agosto 1999 [OAsi 2, RS 142.312]),  

che visto tutto quanto sopra, pur considerando con la dovuta attenzione la 

complessa e seria situazione dello stato di salute del ricorrente, non vi sono 

elementi agli atti che inducano a ritenere che egli non sarà in grado di rein-

tegrarsi e di sopperire ai propri bisogni primari nel caso di un suo ritorno in 

Moldova, nonché di poter beneficiare delle cure essenziali e necessarie, 

che pertanto, lo stato di salute del ricorrente non è ostativo all'esigibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento, 

che infine, egli dispone in patria di una buona rete famigliare, composta dal 

figlio maggiorenne e dalla nonna, con la quale egli abitava nel suo appar-

tamento di proprietà (cfr. atto SEM 22/19, D60 e D75 segg.); che altresì, 

l'insorgente ha lavorato diversi anni nei cantieri come operaio edile mentre 

negli ultimi anni si è dedicato a lavori di ristrutturazione d'interni in proprio 

(cfr. atto SEM 22/19, D68); che infine, egli ha vissuto in Moldova dalla 

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nascita fino all'espatrio nel 2023, con due soggiorni all'estero per motivi di 

lavoro nel 2004 e nel 2010 (cfr. atto SEM 22/19, D63 segg.), quindi per 

circa quarant'anni, 

che alla luce di quanto precede, anche se le condizioni di vita in Moldova 

non sono facili a causa della situazione economica prevalente, non ci sono 

indicazioni nella fattispecie che il ricorrente si ritroverebbe in una situazione 

di minaccia esistenziale nel caso di un suo rinvio nel suo Paese d'origine; 

che le criticità del sistema sociale ed economico, non risultano difatti osta-

tive, di per sé sole, a realizzare una messa in pericolo concreta ai sensi 

della legge e della giurisprudenza (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1–8.3; 

2010/41 consid. 8.3.5; 2008/34 consid. 11.2.2; 2007/10 consid. 5.1), 

che pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente è da ritenersi 

pure come esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi), 

che infine, non risultano impedimenti sotto l'aspetto della possibilità dell'e-

secuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI in relazione all'art. 44 

LAsi),  

che ciò posto, la decisione avversata va quindi confermata in materia di 

esecuzione dell'allontanamento,  

che in esito, la SEM non è incorsa in una violazione del diritto federale o in 

un accertamento inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 

106 cpv. 1 LAsi); altresì, per quanto censurabile, la decisione non è inade-

guata (art. 49 PA); che il ricorso va quindi respinto e la decisione avversata 

confermata,  

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese pro-

cessuali è divenuta senza oggetto, 

che ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favo-

revole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

pagamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA), 

che di conseguenza va pure respinta la richiesta di gratuito patrocinio 

(art. 102m cpv. 1 lett. a LAsi), 

che visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– vanno 

poste a carico del ricorrente soccombente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché 

art. 1–3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause 

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dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]), 

che infine, la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impu-

gnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale 

(art. 83 lett. d cifra 1 LTF),  

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 13 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. Il 

succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un ter-

mine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione. 

4.  

La richiesta di gratuito patrocinio è respinta. 

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

La giudice unica: La cancelliera: 

  

Giulia Marelli Sebastiana Bosshardt 

 

 

Data di spedizione: