# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f0b86c58-286f-56f2-9466-7ac9eb73d5aa
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-17
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 17.06.2010 C-4282/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-4282-2008_2010-06-17.pdf

## Full Text

Corte II I
C-4282/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 7  g i u g n o  2 0 1 0

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio),
Beat Weber e Madeleine Hirsig, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Giacomo Lisi,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
2 maggio 2008).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-4282/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano, nato il  (...), coniugato, con un figlio, ha 
lavorato in Svizzera dal marzo del  1969 al  1987, solvendo contributi 
all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  
durante  tale  periodo  (doc.  7).  Rientrato  in  Italia,  ha  svolto  attività 
lucrativa  come  bracciante  agricolo,  in  ragione  di  24/36  ore  alla 
settimana (doc. 13 e 18). Il 31 dicembre 2006, ha interrotto l'attività per  
motivi  di  salute  (doc.  13).  Il  30  novembre  2006,  ha  formulato  una 
richiesta volta all'ottenimento di una rendita dell'assicurazione svizzera 
per l'invalidità (doc. 3).

B.
Nel corso dell'istruttoria, l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per 
gli assicurati residenti all'estero (UAIE) ha in particolare assunto agli  
atti la seguente documentazione:

• documenti  medici  di  data  intercorrente  da  gennaio  1997  a 
maggio 2006 (doc. 19 a 32 e 34 a 49);

• la  perizia  medica  particolareggiata  E  213  della  previdenza 
sociale  italiana  del  15  gennaio  2007  attestante  spondilo-
discoartrosi  lombare  con  listesi  L4-L5  e  discreto  impegno 
funzionale, lieve ipertensione arteriosa, lievi varici arti inferiori,  
ipertrofia  prostatica  già  sottoposta  a  TURP  (resezione  trans-
uretrale);  le  condizioni  di  salute  dell'interessato  sono  state 
definite come stazionarie e lo stesso è stato ritenuto in grado di  
svolgere  regolarmente  lavori  leggeri,  ma  non  il  suo  ultimo 
lavoro a tempo pieno (massimo 3 ore al  giorno) né un lavoro 
adeguato alle sue condizioni a tempo pieno (massimo 4-5 ore 
al  giorno).  È  stato  segnalato  che  l'interessato  è  considerato 
invalido al  55%, conformemente alle  disposizioni  di  legge del 
Paese  di  residenza,  sia  nella  precedente  attività  sia  in 
un'attività adeguata alle sue condizioni (lavoro sedentario) (doc. 
50);

• il  questionario  per  l'assicurato  del  4  ottobre  2007,  nel  quale 
l'assicurato  ha affermato  di  avere lavorato alle  dipendenze di 
diversi datori di lavoro durante 102 giornate all'anno (doc. 13);

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• il  questionario  per  il  datore  di  lavoro  dell'11  dicembre  2007 
(compilato e sottoscritto dall'interessato), nel quale l'assicurato 
ha  dichiarato  di  essere  stato  assunto  con  mansioni  di 
potatore/rimondatore  e  di  avere  svolto  dal  1997  lavori  più 
leggeri (coordinazione di altri braccianti agricoli), unitamente ai 
certificati di salario di giugno e luglio del 2007 (doc. 18).

C.
Nel  suo  rapporto  del  5  febbraio  2008,  il  dott.  B._______,  medico 
dell'UAIE,  ha  esposto  la  diagnosi,  con  ripercussione  sulla  capacità 
lavorativa, di  lombosciatalgia recidivante e spondiloartrosi. Ha altresì 
considerato  lo  stato  dopo  iperplasia  benigna  della  prostata  e 
l'insufficienza  venosa  cronica  siccome  senza  ripercussioni  sulla 
capacità lavorativa. Il medico ha ritenuto che l'interessato presenta, a 
decorrere  dal  1997,  una  capacità  lavorativa  dell'80%  nella  sua 
precedente attività e del 100% in un'attività confacente al suo stato di  
salute  (segnatamente  lavoro  a  tempo  pieno,  che  consenta  un 
cambiamento della posizione e con sollevamento di pesi non superiore 
ad 8 kg occasionalmente; doc. 52).

D.
L'11 febbraio 2008, l'autorità inferiore, mediante progetto di decisione, 
ha comunicato  all'assicurato che la  domanda di  prestazioni  sarebbe 
stata  respinta,  ritenuto  in  particolare  che  l'esercizio  di  un'attività 
lucrativa è da considerare esigibile in misura sufficiente per escludere 
il  diritto ad una rendita. L'UAIE ha altresì concesso all'interessato la 
facoltà  di  formulare,  nel  termine  di  30  giorni  dalla  ricezione  del 
progetto di decisione, delle obiezioni per iscritto (doc. 53).

E.
Il 20 marzo 2008, l'interessato ha presentato le sue osservazioni (doc.  
55) al progetto di decisione dell'11 febbraio 2008 mediante le quali ha 
postulato  il  riconoscimento  del  suo  diritto  ad  una  rendita  intera 
d'invalidità subordinatamente ad una rendita d'invalidità sulla base del 
grado  d'invalidità  che  sarà  ritenuto  a  far  tempo  da  novembre  2006 
(data della richiesta volta all'ottenimento di una rendita). Ha segnalato 
che  le  patologie  di  cui  è  affetto  –  sindrome  lombalgica  con  grave 
spondiloartrosi  L4-L5  spondilodiscoartrosi  lombare,  epatopatia 
cronica, gastroduodenite, esiti di intervento per ipertrofia prostatica ed 
ipertensione arteriosa – non gli consentono di svolgere una qualsiasi 
attività lucrativa, quindi neppure di percepire un reddito teorico su un 

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mercato  del  lavoro  equilibrato.  Ha  esibito  un  certificato  medico  del 
21 dicembre 2005 (doc. 56, già agli atti) ed un certificato medico del 
4 aprile 2006 (doc. 57).

F.
Nel suo rapporto del 20 aprile 2008, il dott. B._______ ha rilevato che 
il nuovo certificato medico prodotto non comporta nuovi elementi clinici 
di  rilievo. In  particolare,  un  moderato  aumento  dei  valori  del  fegato 
come pure una gastroduodenite (peraltro curabile) non hanno alcuna 
ripercussione  sulla  capacità  lavorativa.  Pertanto,  ha  confermato  la 
precedente presa di posizione (doc. 59).

G.
Il  2  maggio  2008,  l'autorità  inferiore  ha  respinto  la  domanda  di 
prestazioni  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  Ha  osservato 
che  l'interessato  non  ha  subito  un'incapacità  al  lavoro  media 
sufficiente per un anno, ai  sensi delle  disposizioni  dell'assicurazione 
svizzera per l'invalidità. In particolare, ha precisato che dagli atti risulta 
che malgrado il danno alla salute l'esercizio di un'attività lucrativa è da 
considerare  esigibile  in  misura  sufficiente  per  escludere  il  diritto  ad 
una  rendita.  L'autorità  inferiore  ha  altresì  rilevato  che  la 
documentazione  medica  prodotta  successivamente  al  progetto  di 
decisione non comporta nuovi elementi clinici di rilievo (doc. 60).

H.
Il  20  giugno  2008,  l'interessato  ha  interposto  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  contro  la  decisione  dell'UAIE  del 
2 maggio  2008  mediante  il  quale  ha  chiesto,  sostanzialmente,  il 
riconoscimento  del  suo  diritto  ad  una  rendita  intera  d'invalidità 
subordinatamente a tre quarti  di  rendita d'invalidità o ad una mezza 
rendita  o, infine,  ad un quarto  di  rendita  d'invalidità  a  far  tempo da 
novembre  2006.  Si  è  doluto  di  un'insufficiente  motivazione  della 
decisione impugnata. Ha fatto valere che il provvedimento impugnato 
non indica le valutazioni del servizio medico dell'autorità inferiore. Non 
gli è quindi stato consentito di pronunciarsi in merito alle ragioni che 
hanno indotto l'autorità inferiore a pronunciare la decisione impugnata. 
L'insorgente  ha poi  ribadito  che  le  patologie  di  cui  è  affetto  non gli  
consentono di svolgere una qualsiasi attività lucrativa (doc. TAF 1).

I.
Nella  risposta  al  ricorso  del  22  agosto  2008,  l'autorità  inferiore  ha 
proposto  la  reiezione  del  ricorso.  In  virtù  dei  rapporti  medici  del  

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5 febbraio e 20 aprile 2008 del proprio servizio medico, il ricorrente è 
stato  ritenuto  abile  al  lavoro  all'80%  nella  precedente  attività  di 
bracciante agricolo. Per conseguenza, non ha mai subito un'incapacità 
lavorativa di livello pensionabile. Infine, ha rilevato che il ricorrente non 
ha  allegato  alcun  fatto  nuovo  e  neppure  ha  esibito  nuova 
documentazione  medica  suscettibile  di  giustificare  un  diverso 
apprezzamento della fattispecie (doc. TAF 3).

J.
Con  decisione  incidentale  del  16  settembre  2008  (notificata  il 
20 settembre  2008  [cfr. avviso  di  ricevimento  agli  atti;  doc. TAF 5]), 
questo Tribunale ha concesso all'insorgente  la  facoltà di  presentare, 
nel termine di 30 giorni dalla notificazione della decisione incidentale 
medesima, un atto di  replica e l'ha invitato a versare, nel medesimo 
termine  di  30  giorni,  un  anticipo  di  fr.  300.--  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali (doc. TAF 4).

K.
L'anticipo spese è stato versato l'8 ottobre 2008 (doc. TAF 6).

L.
Nella  replica  dell'11  ottobre  2008,  l'interessato  ha  segnalato  che  – 
conto tenuto delle affezioni  di  cui  soffre – non si  può esigere da lui 
l'esercizio  dell'attività  di  bracciante  agricolo.  Ha  esibito  documenti 
medici del gennaio 1997 e del gennaio e dicembre 2005 già agli  atti 
nonché  un  referto  di  esame  radiografico  (rachide  lombare, 
coxofemorale destra e sinistra) del 22 novembre 1996 (doc. TAF 7).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b  della 
legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità 

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(LAI, RS 831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA,  RS  172.021),  rese  dall'Ufficio  AI  per  le  persone  residenti 
all'estero.

1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.4 Presentato  da  una  parte  direttamente  toccata  dalla  decisione  e 
avente un interesse degno di  protezione al  suo annullamento o alla 
sua modifica (art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e 
rispettoso dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 
PA) – è pertanto ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del  
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 

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sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

3.

3.1 Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo  
prevedano.

3.2 Dal profilo  temporale sono applicabili  le disposizioni  in vigore al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  che  deve  essere 
valutato giuridicamente  o che produce conseguenze giuridiche (DTF 
130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF 129 V 1 consid. 
1.2). Ne discende che si applicano, da un lato, le norme materiali  in 
vigore fino al 31 dicembre 2007, per quanto attiene allo stato di fatto 
realizzatosi  fino  a  tale  data,  mentre  dall'altro  lato,  e  per  il  periodo 
successivo, le nuove norme della 5a revisione della LAI (cf. DTF 130 V 
1 consid. 3.2 per quanto concerne le disposizioni formali della LPGA, 
immediatamente applicabili  con la  loro  entrata  in  vigore). Peraltro,  e 
per  l'esame  del  diritto  eventuale  a  una  rendita,  l'applicazione  delle 
nuove norme della 5a revisione della LAI per il periodo dal 1° gennaio 
al  2  maggio  2008  (data  della  decisione  impugnata)  non  avrebbe 
alcuna incidenza sull'esito delle questioni sottoposte nel caso concreto 
all'esame  di  questo  Tribunale  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale 
9C_942/2009 del  15 marzo 2010 consid. 3.1; cfr. pure  sentenza del 
Tribunale  amministrativo  federale  C-1284/2008  del  30  marzo  2010 
consid. 3.2). Pertanto, e salvo indicazione contraria, di seguito è fatto 
riferimento alle norme in vigore fino al 31 dicembre 2007.

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3.3 Il  ricorrente,  come già menzionato,  ha presentato  la  richiesta di 
rendita il 30 novembre 2006. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 
LAI precisa che,  se l'assicurato si  annuncia più di  dodici  mesi  dopo 
l'inizio del diritto, le prestazioni sono assegnate soltanto per i 12 mesi 
precedenti  la richiesta. In concreto, questo Tribunale può limitarsi  ad 
esaminare se il ricorrente avesse diritto ad una rendita il 30 novembre 
2005  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data e il  2 maggio 
2008,  data  della  decisione  impugnata.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali esamina la decisione impugnata sulla base della situazione di 
fatto esistente al  momento in cui essa è stata resa. Tiene conto dei  
fatti  verificatisi  dopo  tale  data  quando  essi  possano  imporsi  quali 
elementi  d'accertamento  retrospettivo  della  situazione  anteriore  alla 
decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid.  
1b).

4.
Nel gravame il ricorrente rimprovera all'autorità inferiore di non avere 
sufficientemente  motivato  la  decisione  impugnata.  La  censura  non 
appare  del  tutto  priva  di  fondamento  ove  solo  si  rilevi  che  né  nel 
progetto  di  decisione  dell'11  febbraio  2008  né  nella  decisione 
impugnata del 2 maggio 2008 l'UAIE ha spiegato perché, malgrado il 
danno  alla  salute,  l'esercizio  di  un'attività  lavorativa  è  sempre 
esigibile in maniera sufficiente per escludere il diritto ad una rendita. 
Sennonché giova osservare, da un lato, che nella risposta al ricorso 
del  22 agosto  2008  –  trasmessa  all'insorgente  mediante  decisione 
incidentale di questo Tribunale del 16 settembre 2008 (cfr. doc. TAF 
4)  –  l'autorità  inferiore  ha  comunque  provveduto  a  pronunciarsi 
esplicitamente sulla questione dell'esigibilità della precedente attività 
di bracciante agricolo esercitata dal ricorrente ed ha pure indicato i 
mezzi di prova (doc. 52 e 59) su cui ha fondato la propria valutazione. 
Dall'altro lato, al  ricorrente è stata data facoltà in sede di  ricorso – 
dinanzi ad un'autorità, il Tribunale amministrativo federale, che gode 
di piena cognizione – di pronunciarsi in merito alle ragioni presentate 
dall'autorità  inferiore  nella  risposta  al  ricorso.  Nella  replica  del 
9 ottobre  2008,  l'insorgente  non  ha  più  invocato  il  permanere  del 
vizio  di  carente  motivazione  ed  ha  discusso  le  ragioni  addotte 
dall'autorità  inferiore  nella  risposta  al  ricorso,  senza  peraltro 
chiedere,  benché  rappresentato  da  mandatario  professionale, 
l'edizione degli  atti  di  causa,  ciò  che avrebbe dovuto  e  potuto  fare 
usando della necessaria diligenza qualora lo avesse ancora ritenuto 

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necessario  per  una  corretta  difesa  dei  propri  interessi.  Per 
conseguenza, e benché nel  caso di  specie l'autorità  inferiore abbia 
violato l'obbligo di motivare sufficientemente la decisione impugnata, 
il vizio deve considerarsi siccome sanato in sede di ricorso. In siffatte 
circostanze, un annullamento della decisione impugnata e un rinvio 
degli  atti  di causa all'amministrazione per carente motivazione della 
decisione litigiosa costituirebbe in ogni caso una vana formalità.

5.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una 
rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere 
cumulativamente le seguenti condizioni:

• essere invalido ai  sensi  della LPGA e della LAI (art. 8  LPGA 
nonché art. 4, 28 e 29 cpv. 1 LAI);

• aver pagato i contributi durante un anno intero (art. 36 cpv. 1 
LAI).

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai  
sensi di legge.

6.

6.1 L'invalidità  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  è  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o 
infortunio  (art.  8  LPGA  e  4  cpv.  1  LAI).  Secondo  l'art.  7  LPGA,  è 
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in  
considerazione,  provocata da un danno alla  salute  fisica,  mentale  o 
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed 
alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso 
d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata,  possono  essere  prese  in 
considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o 
campo d'attività (art. 6 LPGA).

6.2 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI,  in  vigore  dal  1°  gennaio  2004, 
l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il  
40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà,  a tre 

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quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno il  60% e  ad  una  rendita 
intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in vigore 
dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista dall'art. 28 
cpv. 1ter LAI, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 
50%,  ma  pari  almeno  al  40%,  sono  versate  solo  ad  assicurati  che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  segnatamente  quando  l'assicurato  è  cittadino 
dell'UE o svizzero e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e 
sentenza del Tribunale federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 1 
e relativi riferimenti).

6.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  il  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  al  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno senza notevoli interruzioni, incapace 
al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La lettera a della citata 
norma  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è  
stabilizzato  ed  è  essenzialmente  irreversibile  e  suscettibile  di 
pregiudicare  la  capacità  di  guadagno  probabilmente  in  modo 
permanente,  in  una  misura  giustificante  il  riconoscimento  di  una 
rendita (sentenza del Tribunale federale I 146/02 del 5 agosto 2002). 
La lettera  b se lo  stato  di  salute è labile,  vale a dire  suscettibile  di 
evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 111 V 21 
consid. 2). Un danno alla salute tipicamente labile può essere reputato 
relativamente stabilizzato soltanto se la sua natura si è modificata a tal 
punto che si possa ammettere non essere verosimilmente suscettibile 
di  subire  modifiche  di  rilievo  in  un  futuro  presagibile  (sentenza  del  
Tribunale federale I 282/01 del 4 ottobre 2001; DTF 119 V 98 consid. 
4a).

6.4 Un'incapacità  al  lavoro  del  20%  deve  essere  presa  in 
considerazione  per  il  calcolo  dell'incapacità  al  lavoro  media  giusta 
l'art. 29  cpv.  1  lett.  b  LAI  (cfr.  nota  marginale  2020  della  Circolare 
sull'invalidità  e la  grande invalidità  nel  suo tenore applicabile  fino al  
31 dicembre  2007;  Jurisprudence  et  pratique  administrative  des 
autorités  d'exécution  de  l'AVS/AI  [Pratique  VSI]  1998  p. 126 
consid. 3c).

7.

7.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 

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110 V 273 e DTF 105 V 205). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per 
il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito  
che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido;  metodo  generale  del 
raffronto dei redditi).

7.2 L'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  pertanto,  e  di 
principio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla 
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la conseguente incapacità lavorativa.

7.3 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico-giuridica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 
apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 
ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2 e DTF 114 V 310 consid. 3c).

8.

8.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di  
assicurazioni  sociali  (art.  43  LPGA),  l'amministrazione  deve 
intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le 
informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia 
allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 
V 282 consid. 4a).

8.2 Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione 
o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle 
prove,  di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una 
verosimiglianza preponderante,  e che ulteriori  misure probatorie non 
potrebbero modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere 
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-
Kommentar, 2a ed., Zurigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del 
Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 
4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di 
essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht 
[SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).

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8.3 In  virtù  degli  art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con 
l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 
(PCF, RS 273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i 
fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove 
necessarie e le valuta liberamente.

9.

9.1 Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova 
rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve 
fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria 
(anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure 
sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fondate, 
logiche  e  motivate  deduzioni.  Peraltro,  per  stabilire  se  un  rapporto 
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la  
sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo 
contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3a).

9.2 In  particolare,  per  quanto  concerne  le  perizie  giudiziarie  la 
giurisprudenza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi 
imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a  
disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, 
da  un  punto  di  vista  medico,  una  certa  fattispecie  (sentenza  del 
Tribunale  federale  U  505/06  del  17  dicembre  2007).  Ragioni  che 
possono indurre il giudice a non fondarsi su un tale referto sono ad 
esempio  affermazioni  contraddittorie,  il  contenuto  di  una 
superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi per farlo e, 
meglio, se l'opinione di altri  esperti  appare sufficientemente fondata 
da  mettere  in  discussione  le  conclusioni  peritali  (sentenza  del 
Tribunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

9.3 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha 
precisato  che  esse  contengono  considerazioni  specialistiche  che 
possono contribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico.  
Malgrado  esse  abbiano  lo  stesso  valore  probatorio  di  una  perizia 
giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a 
mettere  in  discussione la  perizia  giudiziaria  oppure  quella  ordinata 
dall'amministrazione  (DTF  125  V  351).  Giova  altresì  rilevare  come 

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debba  essere  considerato  con  la  necessaria  prudenza  l'avviso  dei 
medici  curanti,  i  quali  possono tendere a pronunciarsi  in favore del 
proprio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno 
con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).

9.4 Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici  
contraddittori  il  giudice non può evadere la vertenza senza valutare 
l'intero  materiale  e  indicare  i  motivi  per  cui  egli  si  fonda  su  un 
rapporto  piuttosto che su un altro. Al  riguardo va tuttavia  precisato 
che  non si  può  pretendere  dal  giudice  che raffronti  i  diversi  pareri 
medici  e  parimenti  esponga  correttamente  da  un  punto  di  vista 
medico,  come farebbe un  perito,  i  punti  in  cui  si  evidenziano delle 
carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del Tribunale 
federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

10.
Nel caso di specie, occorre rilevare che dalla documentazione medica 
agli atti  (cfr. in particolare perizia medica particolareggiata E 213 del 
15  gennaio  2007;  doc.  50) emerge  che  il  ricorrente  soffre 
segnatamente  di  spondilodisco-artrosi  lombare  con  listesi  L4-L5  a 
discreto  impegno  funzionale,  lieve ipertensione  arteriosa,  lievi  varici 
arti  inferiori,  ipertrofia  prostatica  già  sottoposta  a  resezione  trans-
uretrale  (TURP).  Si  tratta  di  affezioni  di  carattere  labile,  ossia 
suscettibili di migliorare o peggiorare. Ne discende che, in mancanza 
di  uno stato di  salute sufficientemente stabilizzato, è inapplicabile la 
prima  lettera  dell'art.  29  cpv.  1  LAI,  per  cui  può  entrare  in 
considerazione  solo  la  seconda  lettera  della  citata  norma legale,  la 
quale prevede un termine di attesa di un anno. Pertanto, il  ricorrente 
potrebbe  pretendere  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità  solo  a  partire  dal  momento  in  cui  ha  subito,  senza 
interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa  di  almeno  il  40% 
durante un anno.

11.

11.1 Occorre quindi determinare se il ricorrente ha subito nel periodo 
determinante  (cfr.  consid.  3.3  del  presente  giudizio),  e  senza 
interruzione notevole, un'incapacità lavorativa media di almeno il 40% 
durante un anno giusta l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI.

11.2 Dalle  carte  processuali  emerge  che,  dopo  il  rimpatrio,  il 
ricorrente  ha  ancora  esercitato  un'attività  lucrativa  (dal  1988).  In 

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particolare,  è stato  alle  dipendenze di  diversi  datori  di  lavoro,  come 
bracciante agricolo con mansioni di potatore/rimondatore, in ragione di 
24/36 ore alla settimana, durante 102 giornate all'anno. Dal 1997, ha 
svolto  un'attività  più  leggera,  segnatamente  di  coordinatore  di  altri  
braccianti agricoli. Ha interrotto il lavoro il 31 dicembre 2006 per motivi  
di salute (doc. 13 e 18).

11.3

11.3.1 Nei  suoi  rapporti  del  5  febbraio  e  20  aprile  2008,  il  dott.  
B._______,  medico  dell'UAIE,  ha  esposto  le  diagnosi  che  a  suo 
giudizio,  conto  tenuto  della  documentazione  medica  agli  atti  (in 
particolare della perizia particolareggiata E 213 del 15 gennaio 2007), 
hanno una ripercussione sulla capacità lavorativa del ricorrente, ossia 
la  lombalgia  recidivante  e  la  spondiloartrosi,  rispettivamente  non 
hanno una ripercussione sulla capacità al lavoro (iperplasia prostatica 
benigna, insufficienza venosa cronica, epatopatia e gastroduodenite). 
Ha in particolare ritenuto che l'affezione ortopedico-reumatologica di 
cui soffre l'insorgente – disturbi alla colonna vertebrale con alterazioni 
degenerative  e  lieve  limitazione  della  mobilità,  senza  disturbi 
neurologici – impedisce l'esercizio d'attività pesanti, ma non di quelle 
leggere adeguate, fra cui quella precedente di bracciante agricolo con 
mansioni  di  coordinatore/organizzatore  dell'attività  d'altri  braccianti 
agricoli. Il dott. B._______ ha quindi concluso che, date le premesse, il 
ricorrente  presenta  un'incapacità  al  lavoro  del  20% a  decorrere  dal 
1997 nella sua precedente attività (doc. 52 e 59).

11.3.2 Certo,  nella  perizia  medica  particolareggiata  E  213  del  15 
gennaio  2007  (doc.  50),  l'insorgente  è  stato  ritenuto  capace  di 
svolgere il suo precedente lavoro nella misura di sole 3 ore al giorno. 
Sennonché,  detta  valutazione  medica  non  è  condivisibile  risultando 
difficilmente  compatibile  con  la  diagnosi  e  le  limitazioni  funzionali  
accertate  (spondilodiscoartrosi  lombare  a  discreto  impegno 
funzionale,  lieve  ipertensione  arteriosa  [circolo  venoso  superficiale 
con incontinenza valvolare lieve della grande safena sinistra a livello di  
gamba, doc. 45], lievi varici arti inferiori, iperplasia prostatica benigna 
già sottoposta ad intervento e lieve ansia reattiva) e le buone/discrete 
condizioni generali  del ricorrente (doc. 50 pag. 3 e seg. n. 4, 5 e 6).  
Un'incapacità lavorativa del 55% nella precedente attività di bracciante 
agricolo con mansioni  di  coordinatore degli  altri  operai non è altresì 
corroborata  da  riscontri  seri  ed  affidabili  neppure  in  altri  documenti 

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medici agli atti di causa, facendo difetto indicazioni precise, affidabili e  
oggettivabili  sull'esistenza  di  problemi  di  salute  maggiori  di  quelli  
ritenuti dal medico dell'UAIE e suscettibili d'incidere significativamente 
sulla  capacità  lavorativa  del  ricorrente.  Basti  ancora  rilevare,  da  un 
lato, che di principio una semplice enumerazione delle affezioni di cui 
soffre  una  persona  ancora  non  implica  un'incapacità  lavorativa 
specifica e, dall'altro lato, che al di là della citata perizia E 213 in alcun 
documento  medico  agli  atti  di  causa  è  fatto  riferimento  ad  uno 
specifico grado d'incapacità lavorativa (nozione da non confondere con 
il  grado  d'invalidità)  del  ricorrente  nel  suo  precedente  lavoro,  tanto 
meno se riferita all'attività di coordinatore degli altri braccianti agricoli.

11.3.3 L'insorgente ha certo affermato, in sede di ricorso e di replica, 
che  le  affezioni  di  cui  soffre  non  gli  consentono  di  esercitare  una 
qualsiasi attività lucrativa e giustificano un'invalidità del 100%. Tuttavia, 
non  ha  prodotto  nuova  documentazione  medica  suscettibile  di 
dimostrare un'incapacità lavorativa nella  sua precedente  attività  – di 
bracciante  con  mansioni  di  coordinatore  degli  altri  braccianti  – 
superiore  a  quella,  del  20%,  ritenuta  dall'UAIE  sulla  base 
dell'apprezzamento del proprio servizio medico. I documenti medici del 
gennaio 1997 e del gennaio e dicembre 2005 (già agli atti) sono altresì 
già  stati  sottoposti  al  medico  dell'UAIE  ed  il  referto  di  esame 
radiografico del novembre 1996 è anteriore di oltre 11 anni alla data 
della decisione impugnata e la diagnosi ivi riportata non ha comunque 
impedito al ricorrente di esercitare ulteriormente la precedente attività, 
seppure in forma diversa.

11.3.4 In siffatte circostanze, ben poteva l'autorità inferiore decidere il 
caso sulla base degli atti di causa senza dovere procedere d'ufficio ad 
ulteriori accertamenti, non risultando dalla documentazione sufficienti 
indizi che potessero giustificare dubbi od incertezze riguardo all'esito 
della causa per quanto attiene alla valutazione medica sulla residua 
capacità lavorativa dell'insorgente. In virtù delle risultanze processuali  
e delle considerazioni che precedono, questo Tribunale ritiene che non 
vi  è  alcun  serio  motivo  di  scostarsi  dall'apprezzamento  dell'autorità 
inferiore  secondo  cui  il  ricorrente  presenta  una  residua  capacità 
lavorativa dell'80%, a decorrere dal 1997, nella sua precedente attività 
di  bracciante  agricolo  con  mansioni  di  coordinatore  degli  altri  
braccianti. Peraltro, né nell'ambito della procedura di prima istanza né 
in  sede  di  ricorso  l'insorgente  ha  mai  indicato  con  la  necessaria 
precisione  –  ciò  che  avrebbe  potuto  e  dovuto  fare  di  moto  proprio 

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usando  della  dovuta  diligenza  –  quali  specifiche  attività  della  sua 
precedente  professione,  naturalmente  quella  di  bracciante  agricolo 
con  mansioni  di  coordinatore  di  altri  operai,  sarebbero  comunque 
rimaste  medio-pesanti  o  pesanti.  Non  v'è  altresì  alcuna  ragione  di 
presumere  che  superassero  il  20% del  tempo  di  lavoro  effettivo  ed 
abituale, tanto meno che fossero addirittura pari o superiori al 40%. Va 
inoltre  ricordato  che,  per  costante  giurisprudenza,  ogni  assicurato 
deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  ragionevolmente  esigibile  per 
ovviare  nel  modo  migliore  possibile  alle  conseguenze  della  sua 
invalidità,  segnatamente  mettendo a profitto  la  sua residua capacità 
lavorativa  se  necessario  in  una  nuova  professione  (sentenza  del 
Tribunale federale I 543/03 del 27 agosto 2004; DTF 130 V 97 consid. 
3.2 e DTF 113 V 22 consid. 4a).

11.3.5 Giova infine rilevare che allorquando, come nel caso di specie, 
il ricorrente presenta ancora una residua capacità lavorativa dell'80% 
nella  sua  precedente  attività  di  bracciante  agricolo  con  mansioni  di 
coordinatore  degli  altri  braccianti  agricoli,  il  grado  d'invalidità 
corrisponde all'incapacità lavorativa (“Prozent-Vergleich”). In tale caso, 
la determinazione del grado d'invalidità non presuppone né la presa in 
considerazione  dell'età  del  ricorrente  né  del  mercato  equilibrato  del 
lavoro né un raffronto dei redditi  ipotetici (cfr. sentenza del Tribunale 
federale 9C_947/2008 del 29 maggio 2009).

11.4 Per conseguenza, il ricorso, destituito di fondamento, non merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

12.

12.1 Visto l'esito della  procedura,  le  spese processuali,  di  fr. 300.--, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché 
art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili  nelle  
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  21  febbraio 
2008  [TS-TAF, RS  173.320.2]).  Esse  sono  computate  con  l'anticipo 
spese, di identico ammontare, versato dal ricorrente stesso l'8 ottobre 
2008.

12.2 Al  ricorrente,  soccombente,  non spetta  altresì  alcuna indennità 
per spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con 
l'art.  7  cpv. 1  e  2  TS-TAF a  contrario).  Peraltro,  le  autorità  federali, 
quand'anche vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a 

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titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili  
nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 300.--, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo spese di fr. 300.--, versato l'8 ottobre 2008, è computato con 
le spese processuali.

3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- rappresentante  del  ricorrente  (Raccomandata con  avviso  di 
ricevimento)

- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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