# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2276cad2-973f-58e2-9b63-57ed45eb5652
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-03-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.03.2024 D-4663/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4663-2023_2024-03-21.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4663/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 1  m a r z o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Manuel Borla, Nina Spälti Giannakitsas,  

cancelliere Agostino Bullo. 
 

 
 

Parti 
 A.________, nato il (…), 

Turchia,   

patrocinato dall'MLaw Elisabetta Luda, 

SOS Ticino Consultorio Giuridico, 

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Ritardata giustizia/Denegata giustizia 

N (…). 

 

 

 

D-4663/2023 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera il 13 dicem-

bre 2021 (cfr. atto della Segreteria di Stato della migrazione [di seguito: 

SEM] n. [{…}] – 3/2),  

il verbale di rilevamento dei dati personali del 17 dicembre 2021 (cfr. atto 

della SEM n. 14/10), 

il colloquio Dublino svoltosi in data 22 dicembre 2021 (cfr. atto della SEM 

n. 17/3),  

la decisione relativa alla fine della procedura Dublino del 20 gennaio 2022 

(cfr. atto della SEM n. 38/1),  

la lettera del 21 febbraio 2021 tramite la quale il richiedente ha notificato 

alla SEM dei mezzi di prova, unitamente alla richiesta di ricevere una tra-

duzione degli stessi (cfr. atto della SEM n. 41/4; mezzi di prova della SEM 

[di seguito: mdp SEM] n. 002/10 – 010/2), 

il verbale dell’audizione svoltasi il 24 febbraio 2022 ex artt. 26 cpv. 3 e 29 

della legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) (cfr. atto della SEM n. 42/14),  

lo scritto del 1°marzo 2022, con il quale l’interessato ha inoltrato tre ulteriori 

documenti (cfr. mdp SEM n. 011/4-013/2; cfr. atto della SEM n. 44/1), 

la decisione di assegnazione alla procedura ampliata pronunciata dalla 

SEM il 14 aprile 2022 (cfr. atto della SEM n. 48/1), 

il verbale dell’audizione integrativa nella procedura ampliata svoltasi il 

31 agosto 2022 a seguito del quale è stato prodotto un nuovo mezzo di 

prova (cfr.  mdp SEM n. 016/2; atto della SEM n. 58/9),  

lo scritto del 30 settembre 2022, con il quale l’interessato ha depositato agli 

atti tre nuovi documenti (cfr. mdp SEM n. 014/4, 015/4 e 017/2; atto della 

SEM n. 58/9),   

la raccomandata del 29 novembre 2023, mediante la quale la patrocina-

trice del ricorrente ha chiesto all’autorità inferiore informazioni sullo stato 

della procedura (cfr. atto SEM n. 60/3),  

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la raccomandata del 20 febbraio 2023, con il quale l’interessato ha tra-

smesso un nuovo documento all’autorità inferiore (cfr.  atto della SEM 

n. 61/4),   

la raccomandata del 14 giugno 2023, con la quale la patrocinatrice ha ri-

chiesto all’autorità di prime cure informazioni sullo stato della procedura e 

ha lamentato un’ingiustificata estensione della procedura impartendo 

quindi all’autorità inferiore un termine di 30 giorni per pronunciare una de-

cisione di merito (cfr. atto SEM n. 25/4), 

il ricorso per ritardata/denegata giustizia datato 30 agosto 2023 (data d’en-

trata: 31 agosto 2023), per mezzo del quale l’interessato postula al Tribu-

nale dapprima che l’istanza sia dichiarata ricevibile, secondariamente 

chiede di constatare il ritardo ingiustificato e/o la denegata giustizia da 

parte della SEM e di invitare l’autorità di prime cure a pronunciarsi in tempi 

ragionevoli sul riconoscimento della qualità di rifugiato e la concessione 

dell’asilo; con contestuale richiesta di esenzione dall’anticipo spese e la 

concessione dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio nella per-

sona della MLaw Elisabetta Luda, con protesta di tasse, spese e ripetibili,  

gli allegati acclusi al gravame,  

la decisione incidentale del 3 ottobre 2023, con la quale il giudice dell’istru-

zione ha esentato il ricorrente dal versamento di un anticipo a copertura 

delle presunte spese processuali, riservandosi di decidere in prosieguo di 

procedura sulle domande di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio, 

e ha trasmesso all’autorità inferiore una copia del gravame invitandola ad 

inoltrare una risposta al ricorso entro il 18 ottobre 2023,  

la richiesta del 25 ottobre 2023 con la quale l’autorità inferiore ha chiesto 

una proroga del termine per l’inoltro della risposta sino al 25 novem-

bre 2023,  

la mancata presa di posizione della SEM entro il termine previamente fis-

sate e susseguentemente prorogato,  

l’informazione successiva pervenuta al Tribunale in data 18 dicem-

bre 2023, secondo cui l’autorità inferiore prospettava di emettere verosimil-

mente una decisione nell’arco di una settimana dalla comunicazione, 

l’ordinanza trasmessa in data 17 gennaio 2024, tramite la quale l’autorità 

inferiore veniva invitata, entro il 29 gennaio 2024, ad informare il Tribunale 

sulla tempistica che prevedeva per emettere un’eventuale decisione, 

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rispettivamente, entro lo stesso termine, la invitava ad esprimersi sul ri-

corso del 31 agosto 2023,  

le brevi osservazioni dell’autorità di prime cure datate 1°febbraio 2024, 

nelle quali la stessa affermava che la decisione sia attualmente in fase di 

istruzione per quanto attiene l’analisi approfondita della corposa documen-

tazione inoltrata dal ricorrente come mezzo di prova e nella quale la SEM 

si impegnava a trasmettere al ricorrente una decisione in merito alla sua 

domanda d’asilo entro la fine del mese di febbraio 2024,  

i fatti del procedimento in parola che, se necessari, verranno ripresi nei 

paragrafi che seguono, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che, in virtù dell’art. 31 LTAF, il Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni 

prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF, fatta eccezione per le de-

cisioni previste all’art. 32 LTAF,  

che la SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi),  

che nel caso di specie, il ricorrente non sta contestando una decisione, 

bensì il ritardo della SEM – a suo avviso ingiustificato – nello statuire sulla 

sua domanda di asilo depositata il 13 dicembre 2021, 

che il ricorso per denegata o ritardata giustizia previsto dall'art. 46a PA è di 

competenza dell'autorità che sarebbe chiamata a pronunciarsi sul ricorso 

contro la prospettata decisione (cfr. DTAF 2008/15 consid. 3.1.1),  

che il Tribunale è pertanto competente a statuire sul presente ricorso,  

che, ai sensi dell'art. 46a PA, un ricorso è ammissibile se, senza averne il 

diritto, l'autorità adita si astiene dall'emettere una decisione soggetta a ri-

corso o ritarda nel farlo (cfr. DTAF 2009/1, consid. 3),  

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che, secondo la giurisprudenza, la presentazione di un ricorso per dene-

gata o ritardata giustizia presuppone che la persona interessata non solo 

abbia chiesto all'autorità competente di emettere una decisione (DTAF 

2010/53 consid. 1.2.3), ma abbia anche il diritto alla notifica di tale deci-

sione,  

che tale diritto sussiste quando un'autorità è obbligata dal diritto vigente ad 

agire emettendo una decisione e la persona che se ne avvale ha la qualità 

di parte, ai sensi dell'art. 6 PA in combinato disposto con l'art. 48 par. 1 PA 

(cfr. DTAF 2010/29 consid. 1.2.2; 2008/15 consid. 3.2),  

che nella fattispecie tali condizioni sono soddisfatte,  

che, in virtù dell’art. 50 cpv. 2 PA, il ricorso per denegata o ritardata giustizia 

può essere interposto in ogni tempo; che tale rimedio non è quindi vincolato 

al rispetto di alcun termine (cfr. sentenze del Tribunale C-283/2022 del 1° 

giugno 2022 consid. 1.5; D-3087/2022 del 21 novembre 2022 pag. 5),  

che infine, il ricorso del 30 agosto 2023 rispetta i requisiti previsti dalla 

legge (art. 52 cpv. 1 PA) ed è pertanto ammissibile,  

che l’interessato fa valere una violazione dell'art. 29 cpv. 1 della Costitu-

zione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 

101), secondo il quale nei procedimenti dinanzi ad autorità giudiziarie o 

amministrative, ognuno ha diritto alla parità di trattamento nonché ad es-

sere giudicato entro un termine ragionevole,  

che questa disposizione sancisce il principio di celerità o, in altre parole, 

vieta ritardi ingiustificati nel giudizio,  

che l'autorità viola questa garanzia costituzionale quando rifiuta di pronun-

ciarsi nonostante sia obbligata a farlo o si pronuncia solo parzialmente, 

nonché laddove non prende una decisione che è tenuta a prendere entro 

il termine previsto dalla legge o che la natura del litigio e le circostanze 

dimostrano essere ragionevole (cfr. DTF 144 I 318 consid. 7.1; 135 I 265 

consid. 4.4; 130 I 312 consid. 5.1 con riferimenti citati),  

che il carattere ragionevole della durata della procedura è valutato in base 

alle circostanze concrete del caso, sulla base di fattori oggettivi quali il 

grado di complessità del caso, il tempo necessario per l'istruzione della 

procedura, l'importanza della controversia per la persona interessata o il 

comportamento di quest'ultima e delle autorità competenti (cfr. DTF 139 I 

206 consid. 2; 131 III 334 consid. 2.3; 130 I 312 consid. 5.2; cfr. CHRISTOPH 

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AUER/ANJA MARTINA BINDER, in: Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommentar 

zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren VwVG, 2a ed. 2019, n. 

2 e 16 ad art. 46a PA; cfr. JÉRÔME CANDRIAN, Introduction à la procédure 

administrative fédérale, 2013, pag. 74),  

che determinante è sapere se i motivi che hanno condotto a ritardare la 

procedura o a negare il giudizio di merito sono obiettivamente fondati,  

che se all’autorità non si può rimproverare qualche tempo morto, quest’ul-

tima non può di principio invocare a giustificazione della lentezza della pro-

cedura un’organizzazione carente o un sovraccarico strutturale (cfr. DTAF 

2012/10 consid. 5.1.1; DTF 144 II 486 consid. 3.1; 138 II 513 consid. 6.5; 

130 I 312 consid. 5.1 e 5.2 con riferimenti citati; cfr. STEINMANN/SCHINDLER/ 

WYSS, in: Ehrenzeller/Egli/Hettich/Hongler/Schindler/Schmid/Schweizer, 

Die schweizerische Bundesverfassung – St. Galler Kommentar [Art. 1-72], 

4a ed. 2023, n. 36 ad art. 29 Cost.; cfr. AUER/MALINVERNI/HOTTELIER, Droit 

constitutionnel suisse, vol. III, 3. ed., Berna 2013, pag. 590 e seguenti), 

che appartiene inoltre al ricorrente d’intraprendere certi passi per invitare 

l’autorità a procedere con diligenza, segnatamente incitandola a accelerare 

la procedura oppure presentando ricorso per ritardata giustizia,  

che, in difetto di un periodo di inattività palesemente eccessivo, è neces-

sario effettuare una valutazione complessiva delle circostanze, in quanto i 

periodi di sovraccarico possono far sì che il dossier venga momentanea-

mente accantonato in favore di altre pendenze; che secondo la giurispru-

denza afferente alla procedura penale, è ritenuto un periodo di carenza 

eccessivo un’inattività di 13 o 14 mesi allo stadio dell’istruzione (cfr. DTF 

130 IV 54 consid. 3.3.3; 130 I 312 consid. 5.2),  

che, ben inteso, il soggiorno e il rinvio degli stranieri non attiene propria-

mente alla procedura penale (cfr. DTF 137 I 128 consid. 4.4.2),  

che, tuttavia, come già menzionato, il principio generale e costituzionale di 

celerità viene dedotto dall’art. 29 cpv. 1 Cost (cfr. sentenza del Tribunale 

federale 5A_670/2016 del 13 febbraio 2017 consid. 3.1 con riferimenti), 

sicché la giurisprudenza succitata, relativa alla procedura penale, può es-

sere applicata per analogia (cfr. sentenza del Tribunale D-7057/2023, D-

7055/2023 del 15 gennaio 2024 pag. 5),  

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che, ai sensi dell'art. 37 cpv. 4 LAsi, in una procedura ampliata (art. 26d 

LAsi), la decisione deve essere presa entro due mesi dalla conclusione 

della fase preparatoria, precisando che si tratta di un termine ordinatorio,  

che questo termine ordinatorio può essere superato se le misure d’istru-

zione necessarie per l'accertamento dei fatti richiedono più tempo (cfr. 

Messaggio del Consiglio federale del 3 settembre 2014 concernente la mo-

difica della legge sull'asilo [Riassetto del settore dell’asilo], FF 2014 6917, 

pag. 6999 e segg.),  

che ai sensi dell'art. 37b LAsi, la SEM stabilisce una strategia per la tratta-

zione delle domande d’asilo in cui determina un ordine di priorità, tenendo 

conto, in particolare, dei termini legali, della situazione negli Stati di prove-

nienza, della fondatezza o dell’infondatezza manifesta delle domande, 

nonché del comportamento del richiedente,  

che nel caso concreto, il ricorrente ha depositato la domanda d’asilo in data 

13 dicembre 2021 (cfr. atto della SEM n. 3/2),  

che egli è stato subito sentito sia tramite verbale di rilevamento dei dati 

personali del 17 dicembre 2021, sia nell’ambito di un colloquio Dublino il 

22 dicembre 2021 (cfr. atti della SEM n. 14/10 e 17/3), 

che il 20 gennaio 2022 la SEM ha decretato la fine della procedura Dublino 

ed è entrata in materia della domanda d’asilo dell’interessato (cfr. atto della 

SEM n. 38/1), 

che il 24 febbraio 2022 la SEM ha tenuto con l’interessato un’audizione sui 

motivi d’asilo (cfr. atto della SEM n. 42/14),  

che la maggior parte dei mezzi di prova sono stati versati agli atti prima o 

contestualmente all’audizione succitata,  

che in data 14 aprile 2022 l’autorità inferiore ha deciso di trattare la do-

manda d’asilo in procedura ampliata (cfr. atto della SEM n. 48/1),  

che l’interessato è stato sentito nel corso dei un’audizione integrativa nella 

procedura ampliata il 31 agosto 2022 (cfr. atto della SEM n. 58/9),  

che il 30 settembre 2022 il ricorrente ha trasmesso ulteriori tre mezzi di 

prova (cfr. mdp SEM n. 014/4, 015/4 e 017/2; atto della SEM n. 58/9),   

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che il 20 febbraio 2023 il ricorrente ha trasmesso l’ultimo mezzo di prova 

(cfr. atto della SEM n. 61/4),   

che nei 12 mesi successivi all’audizione integrativa l’autorità inferiore non 

ha intrapreso alcun passo istruttorio,  

che l’interessato non ha però mancato di sollecitare la SEM (cfr. atti SEM 

n. 60/3 e 62/3), 

che l’autorità di prime cure non ha dato seguito a tali solleciti, nonostante 

la richiesta di statuire nel termine di 30 giorni del 14 giugno 2023 (cfr. atto 

della SEM n. 62/3),  

che nel corso del 2023, la SEM non ha fornito valide spiegazioni a giustifi-

cazione del suo ritardo nel prendere una decisione o nell'intraprendere 

qualsiasi misura investigativa aggiuntiva, 

che, del resto, nelle osservazioni al ricorso la SEM, non afferma di prospet-

tare ulteriori audizioni integrative o atti istruttori, ma indica generalmente la 

necessità di procedere all’analisi approfondita della corposa documenta-

zione depositata agli atti,  

che l’ultimo mezzo di prova, una pagina non tradotta relativa ad un asserito 

verbale d’udienza, è stato però versato agli atti il 20 febbraio 2023 (cfr. atto 

della SEM n. 61/4),  

che i precedenti mezzi di prova sono stati forniti dal ricorrente nel corso del 

2022, in particolare gli ultimi documenti sono stati trasmessi in data 30 set-

tembre 2022 (cfr. atto della SEM n. 59/9),  

che, pertanto, la SEM ha già disposto di oltre 17 mesi per procedere alla 

trattazione dei mezzi di prova, 

che occorre quindi constatare che da circa 17 mesi non vi è stato più alcun 

rilevante passo procedurale, 

che pur comprendendo le difficoltà dovute prima alla pandemia del virus 

COVID-19 e, successivamente, alla crisi dei profughi provenienti 

dall’Ucraina, si tratta di un periodo di inattività significativo, soprattutto se 

si considera che la durata complessiva della procedura ha superato ormai 

i 26 mesi,  

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che, in definitiva, non vi sono valide prove nel fascicolo a sostegno dell'e-

sistenza di motivi obiettivamente fondati, legati al caso specifico, che giu-

stifichino l'inattività dell’autorità di prima istanza a seguito dell’audizione del 

31 agosto 2022 e il deposito dell’ultimo documento in data 20 feb-

braio 2023,   

che, in queste circostanze, tenendo conto di tutti gli elementi del caso, si 

deve ammettere che il procedimento non si è svolto in tempi ragionevoli ai 

sensi dell'art. 29 cpv. 1 Cost.,  

che, di riflesso, il ricorso per denegata/ritardata giustizia è accolto e il caso 

è rinviato alla SEM, con l'ingiunzione di decidere sulla domanda d’ asilo 

dell'interessato nel più breve tempo possibile, 

che, in considerazione dell'esito della causa, non si prelevano spese pro-

cessuali e l’istanza di assistenza giudiziaria diviene priva d’oggetto (cfr. art. 

63 cpv. 1 e 2 PA), 

che giusta l’art. 64 cpv. 1 PA, l’autorità di ricorso, se ammette il ricorso in 

tutto o in parte, può, d’ufficio o su domanda, assegnare al ricorrente un’in-

dennità per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha soppor-

tato, 

che la parte vincente ha diritto alle ripetibili per le spese necessarie deri-

vanti dalla causa (art. 7 cpv. 1 del regolamento sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che le ripetibili comprendono le spese di rappresentanza o di patrocinio ed 

eventuali disborsi di parte (art. 8 cpv. 1 TS-TAF), 

che le parti che richiedono la rifusione di ripetibili e gli avvocati d’ufficio 

devono presentare al Tribunale, prima della pronuncia della decisione, una 

nota particolareggiata delle spese in base alla quale il Tribunale fissa l’in-

dennità dovuta; che in difetto di tale nota, il Tribunale fissa l’indennità sulla 

base degli atti di causa (cfr. art. 14 TS-TAF),  

che nel caso concreto, il ricorrente, rappresentato in questa sede, ha quindi 

diritto alle ripetibili per le spese necessarie derivanti dalla causa (art. 7 cpv. 

1 TS-TAF),  

che, giusta l’art. 10 cpv. 2 TS-TAF, la tariffa oraria per gli avvocati oscilla tra 

un minimo di 200 e un massimo di 400 franchi, mentre per i rappresentanti 

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professionali che non sono avvocati tra un minimo di 100 e un massimo di 

300 franchi, 

che il Tribunale ritiene adeguato, in assenza di una nota dettagliata e tenuto 

conto del lavoro utile e necessario svolto dalla rappresentante del ricor-

rente (art. 14 cpv. 2 TS-TAF), il versamento di un’indennità per patrocinio 

d’ufficio di CHF 1200.– (disborsi e indennità supplementare in rapporto 

all’IVA compresi),  

che, visto quanto precede, la domanda di gratuito patrocinio diviene priva 

d’oggetto,  

che la presente sentenza è definitiva e non può, di principio, essere impu-

gnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale 

(art. 83 lett. d cifra 1 LTF), 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è accolto.  

2.  

Alla SEM è fatto ordine di decidere sulla domanda d’asilo dell'interessato 

nel più breve tempo possibile. 

3.  

Non si prelevano spese processuali.  

4.  

La SEM rifonderà alla patrocinatrice del ricorrente, MLaw Elisabetta Luda, 

complessivi CHF 1200.– a titolo di indennità ripetibili.  

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Agostino Bullo 

 

 

Data di spedizione:  

  

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Comunicazione a: 

– rappresentante del ricorrente (raccomandata) 

– SEM, per l'incarto N 740 322 (in copia) 

– Autorità cantonale competente (in copia)