# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 299e7442-3868-5dee-843a-12afc92f7bf7
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.06.2010 D-4590/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4590-2006_2010-06-16.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4590/2006/cac
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  g i u g n o  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 
con approvazione del giudice Kurt Gysi,
cancelliere Carlo Monti;

A._______, Togo, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 
3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 5 gennaio 2005 / N [....].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4590/2006

Fatti:

A.
L'interessato, originario del Togo, il quale ha risieduto, a suo dire, da 
ultimo a B._______ dal febbraio 2003 al 7 novembre 2004 (cfr. verbale 
d'audizione  del  15 dicembre  2004,  pag. 1), ha  presentato  domanda 
d'asilo in Svizzera il 28 novembre 2005.

Sentito sui suoi motivi d'asilo, ha dichiarato, in sostanza e per quanto è 
qui di rilievo, di essere espatriato per il timore di subire ulteriori rappre -
saglie  da parte  delle  autorità  statali  e  dal  Generale  C._______,  Mi -
nistro della Difesa e dei Veterani. Avrebbe fatto da intermediario ad un 
suo amico nigeriano, il quale comprava merce a D._______, negli Emi-
rati Arabi Uniti, presentandolo al Ministro. In data 10 luglio 2004, si sa-
rebbero incontrati per inoltrare un'ordinazione di merce. Dopo aver ri -
cevuto la somma di denaro, l'amico dell'interessato si sarebbe recato a 
D._______ per acquistare la merce richiesta, ma non sarebbe più rien-
trato. Il 17 agosto 2004, mentre l'interessato non si trovava nella sua 
dimora, la polizia sarebbe andata a casa sua per arrestarlo. Appena 
giuntovi, egli  sarebbe stato preso e condotto alla stazione di polizia. 
Dopo esser stato interrogato infruttuosamente in merito al suo amico, 
la polizia avrebbe iniziato a maltrattarlo fisicamente. In seguito sareb-
be stato trasferito alla prigione di  B._______, nella quale sarebbe ri-
masto per circa tre mesi. Tuttavia, grazie all'aiuto di suo fratello l'avreb -
bero rilasciato. Inoltre, ha dichiarato che il fatto di essere membro del 
partito Union des Forces du Changement (UFC) avrebbe peggiorato la 
sua situazione,  in  quanto avrebbe fatto il  doppio gioco con il  partito 
Rassemblement du peuple togolais (RPT), circostanza per cui le auto-
rità statali  ed il  signor E._______ avrebbero cercato di perseguirlo a 
maggior ragione. Sarebbe quindi espatriato in data 7 novembre 2004 
ed avrebbe raggiunto la Svizzera il 28 novembre 2004.

A sostegno della  sua domanda d'asilo,  il  richiedente ha consegnato 
quali mezzi di prova una convocazione della gendarmeria e una tesse-
ra di membro del partito UFC.

B.
Con decisione del 5 gennaio 2005, l'Ufficio federale della migrazione 
(in seguito: UFM, autorità inferiore) ha respinto la succitata domanda 
d'asilo. Esso ha pure pronunciato l'allontanamento del richiedente dal-

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la Svizzera nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo, sicco-
me lecita, esigibile e possibile.

C.
In data 4 febbraio 2005, l'interessato ha inoltrato ricorso dinnanzi alla  
già  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (in  seguito: 
CRA) contro la decisione dell'UFM. Ha chiesto l'annullamento della de-
cisione impugnata con conseguente concessione dell'asilo in Svizzera 
e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione provvisoria con-
giuntamente ad una domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa dalle spese processuali e del relativo anticipo.

D.
La CRA, con ordinanza del 7 marzo 2005, ha autorizzato il ricorrente a 
soggiornare in Svizzera fino al termine della procedura ed ha respinto 
la suddetta domanda d'assistenza giudiziaria. Inoltre, ha invitato l'in-
sorgente a versare un anticipo di CHF 600.- a copertura delle presumi -
bili spese processuali, con comminatoria d'inammissibilità del ricorso, 
in caso di mancato versamento di detto anticipo.

E.
Il 29 marzo 2005, il ricorrente ha tempestivamente versato l'anticipo ri -
chiesto.

F.
A  partire  dal  1°  gennaio  2007,  il  Tribunale  amministrativo  federale 
(TAF) è subentrato alla CRA.

G.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Le procedure in materia d'asilo  sono rette dalla  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

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Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in virtù  
dell'art.  31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferio -
re, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un in -
teresse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA); è pertanto legittimato ad aggravar-
si contro di essa.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 105 vLAsi del 1979, RU 1980 
1718), alla forma e al contenuto dell'atto di  ricorso (art. 50 e 52 PA) 
sono soddisfatti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
2.1 Il TAF osserva, altresì, che dal 1° gennaio 2007 giudica, in quanto 
sia competente, i ricorsi pendenti al 31 dicembre 2006 presso le com-
missioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi dei 
dipartimenti. Il  giudizio si svolge secondo il  nuovo diritto processuale 
(art. 53 cpv. 2 LTAF).

2.2 Giusta il  capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica 
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

3.
Con ricorso al TAF, possono essere invocati la violazione del diritto fe-
derale, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi). Il  TAF non è vincolato né dai 
motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche del -
la decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti  (cfr. sen-
tenza del TAF D-4917/2006 del 12 luglio 2007, consid. 3; PIERRE MOOR, 
Droit administratif, vol. II, 2ª ed., Berna 2002, n. 2.2.6.5).

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4.
Ricorsi  manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei  motivi  che  seguono, 
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice uni -
co, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la  
decisione  è  motivata  solo  sommariamente.  Ai  sensi  dell'art.  111a 
cpv. 2 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti.

5.
Giusta l'art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai ri -
fugiati. L'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a perso-
ne in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiati. Esso comprende 
il diritto di risiedere in Svizzera.

Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiate le persone che, nel paese d'o-
rigine o di  ultima residenza,  sono esposte a seri  pregiudizi  a causa 
della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determina-
to gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato 
timore di essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segna-
tamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della 
libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica in -
sopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre altresì tenere conto dei motivi 
di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità  
di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una proba-
bilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare 
le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o con-
traddittorie, non corrispondono ai  fatti  o si  basano in modo determi-
nante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere  la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi -
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr. Giuri-
sprudenza  ed informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi -
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza deve 

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essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di  
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di  
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà 
giuridica, semplici impressioni dell'autorità giudicante (cfr. GICRA 1995 
n. 23).

6.
6.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato inverosimile non-
ché  in  più punti  povero  di  dettagli,  impreciso,  stereotipato, 
contraddittorio  e  privo  di  qualsiasi  elemento  capace  di  avvalorare  il 
racconto  del  richiedente  concernente  i  suoi  motivi  d'asilo.  In 
particolare, non avrebbe saputo fornire una descrizione esaustiva del 
suo periodo di  detenzione, limitandosi a dichiarare che lo avrebbero 
messo  in  prigione  assieme agli  altri  e  che  vi  sarebbero  state  delle 
visite  in  occasione  delle  quali  avrebbe  potuto  uscire.  Inoltre, 
mancherebbero nella sua narrazione i dettagli tipici ed individuali che 
una persona sarebbe in grado di allegare se realmente rinchiusa in un 
luogo  di  detenzione  nel  lasso  di  tempo  descritto  dall'interessato. 
Peraltro,  nella  prima audizione,  avrebbe dichiarato  di  aver  notato  la 
perquisizione  della  sua  dimora  allorquando sarebbe  tornato  a  casa, 
mentre nella seconda audizione avrebbe asserito che il signor T. glielo 
avrebbe fatto capire quando l'avrebbero portato nel suo ufficio. Si sa-
rebbe altresì contraddetto sulla data del suo rilascio affermando nella 
prima audizione che sarebbe avvenuto il 7 novembre 2004 per poi in-
dicare il 5 novembre 2004. Per di più, avrebbe dapprima affermato di 
essere  entrato  in  campagna  elettorale  nel  suo  Paese  non  sapendo 
come risarcire il signor T. ed avrebbe in seguito allegato di aver riflettu-
to su come ripagare il medesimo e di non essere uscito di casa data la 
vergogna. Per quanto riguarda i documenti depositati dal richiedente, 
l'autorità inferiore li ha ritenuti quali insufficienti a dimostrare i suoi mo -
tivi  d'asilo. Difatti,  la  convocazione  della  gendarmeria  dimostrerebbe 
solamente  la  convocazione  dell'interessato  per  necessità  d'inchiesta 
giudiziaria,  ma  non  ne  emergerebbe  esplicitamente  il  motivo  per  il 
quale sarebbe stato chiamato a presentarsi presso la brigata. Di con-
seguenza, l'interessato potrebbe non essere stato convocato in merito 
ai  motivi  esposti  dallo  stesso  circa  la  sua  domanda  d'asilo. Inol tre, 
anche la tessera di membro del partito UFC mostrerebbe soltanto la 
sua appartenenza a tale partito, ma non l'allegata persecuzione che 
ne  deriverebbe.  Infine,  l'UFM  ha  ritenuto  l'esecuzione 
dell'allontanamento ammissibile, esigibile e possibile.

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6.2 Nel gravame, l'insorgente ha affermato, in sostanza e per quanto è 
qui di rilievo, che l'UFM non avrebbe tenuto conto degli elementi a suo 
favore e che quelli a suo sfavore non lo sarebbero affatto. Nondimeno, 
ha sostenuto che il suo racconto sarebbe verosimile. In particolare, il  
ricorrente avrebbe riportato a sufficienza i dettagli circostanziali  della 
sua detenzione abusiva. Le domande generiche che presterebbero a 
confusione come: “Ci racconta come ha trascorso il periodo in prigio-
ne?”, non avrebbero aiutato l'insorgente del difficile esercizio di ricor-
dare momenti duri della vita. Per contro, avrebbe asserito che, all'inter -
no della prigione, vi era un “mini-market” per chi aveva il denaro per 
comprarsi  da mangiare. Ciò significherebbe che lo stato non provve-
derebbe al sostentamento dei detenuti i quali dovrebbero andare a la-
vorare fuori quando sarebbe necessario. Inoltre, avrebbe indicato che 
non vi erano dei bagni, bensì dei semplici contenitori, per i bisogni cor-
porali.  Peraltro,  si  evincerebbe  dal  racconto  del  ricorrente  che  tale 
esperienza sarebbe stata molto dura da sopportare psicologicamente. 
Ha concluso sostenendo che soddisferebbe tutte le  condizioni  poste 
dall'art. 3 LAsi. Avrebbe quindi la qualità di rifugiato e, di conseguenza, 
gli  dovrebbe  essere  concesso  l'asilo  in  Svizzera. Infine,  ha  allegato 
che le autorità togolesi considererebbero i richiedenti l'asilo come dei 
nemici della peggior sorte e quindi dovrebbe temere delle rappresaglie 
anche in questo senso. A causa di ciò, non sarebbe esigibile il suo al-
lontanamento verso il Togo.

7.
7.1 Questo Tribunale osserva che, come rettamente rilevato dall'auto-
rità inferiore nella decisione impugnata, le dichiarazioni determinanti in 
materia d'asilo rese dall'insorgente s'esauriscono in mere, generiche 
ed imprecise affermazioni di parte, non corroborate dal benché minimo 
elemento di seria consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel  
provvedimento litigioso.

Inoltre,  il  ricorrente si  è  limitato a speculazioni  sull'eventualità  di  un 
suo futuro arresto da parte delle autorità togolesi. Infatti, è oggettiva -
mente infondato il  timore di  essere nuovamente arrestato per  motivi 
già noti alle autorità al momento dell'evocato rilascio. Peraltro, a pre-
scindere dall'autenticità, o meno, della convocazione di polizia versata 
agli  atti,  il  generico  contenuto  della  stessa  -  “pour  des  nécessités 
d'une enquête judiciaire” - non permette di dimostrare né il motivo per 
il quale il ricorrente sarebbe stato convocato, né, tanto meno, l'esposi-
zione dello stesso a persecuzioni rilevanti dal profilo del diritto d'asilo.

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Per quel  che riguarda le  dichiarazioni  relative agli  evocati  pregiudizi 
derivanti dall'adesione del ricorrente al partito UFC, codesto Tribunale 
le ritiene generiche, stereotipate e totalmente inconsistenti. In partico-
lare, ha dichiarato di essere un semplice membro e dagli atti non risul-
ta che si sia mosso in una posizione esposta. In tale ambito la sua al -
legazione secondo cui avrebbe fatto il doppio gioco con il partito RTP 
rimane una mera congettura non sostanziata da ulteriori elementi pro-
batori  a  sostegno dell'asserita  qualità  di  membro di  tale  partito  (cfr. 
verbali  d'audizione  del  15  dicembre  2004,  pag.  5  e  del  29 dicem-
bre 2004, pag. 9). Peraltro, la tessera d'appartenenza all'UFC non di-
mostra, di  per sé, alcunché con riferimento all'esposizione dell'insor-
gente stesso a seri pregiudizi.

A ciò aggiungasi che il ricorrente non è nemmeno stato preciso sulle 
generalità della persona che avrebbe dato il denaro al suo amico per  
acquistare  la  merce a  D._______. Di  fatti  dapprima l'ha  denominata 
“un signore di nome E._______”, per poi asserire che si trattava di “un 
funzionario  del  Governo”  e,  solamente,  allorquando  interrogato  sul 
ruolo che rivestiva, ha allegato che si trattava del Ministro della Difesa, 
senza tuttavia indicare né il suo nome, né il suo titolo completo, né il  
suo rango militare (cfr. audizioni del 15 dicembre 2004, pagg. 4-5 e del 
29 dicembre 2004,  pagg.  4-5).  Ciò,  risulta  incredibile  considerata  la 
sua allegazione secondo cui lo  conoscerebbe sin dal 1993, allorché 
era ancora studente, ovvero da ben 11 anni (cfr. verbale d'audizione 
del 29 dicembre 2004, pag. 8).

Oltre a ciò, si evince dagli atti di causa che, in data 15 luglio 2004, l'in -
sorgente  ha  ottenuto  regolarmente  un  visto  per  la  Svizzera  ad 
F._______ (Ghana),  ossia  un Paese terzo,  valido  fino  al  15  novem-
bre 2004 (cfr. atto A 13, pag. 3), ovvero il lasso di tempo in cui sarebbe 
stato in prigione. Risulta infatti che egli aveva inoltrato la richiesta per il  
rilascio di  tale documento già in  data 14 aprile 2004 e, in  occasione 
della prima audizione, ha smentito di aver mai richiesto un visto per la 
Svizzera (cfr. verbale d'audizione del 15 dicembre 2004, pag. 3 e atto 
A 13, pag. 4). Per di più, detto documento riporta quale motivo di sog-
giorno uno stage presso un cittadino svizzero (cfr. atto A 13, pag. 3). 
Tali fatti ledono ulteriormente la sua credibilità in merito al suo raccon-
to.

In  considerazione  di  quanto  precede,  codesto  Tribunale  ritiene  che 
l'UFM  ha  rettamente  considerato i  motivi  presentati  dal  ricorrente 

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come inverosimili e non realizzanti le condizioni della qualità di rifugia-
to previste dall'art. 3 LAsi.

Ne consegue che sul punto di questione dell'asilo il ricorso, desti tuito 
d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione 
impugnata va confermata.

8.
Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avreb -
be dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento (art. 14 cpv. 1 e 
2 e 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a 
questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

9.
9.1 Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento, 
l'art. 83 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, 
RS 142.20) prevede che la  stessa sia ammissibile  (cpv. 3),  esigibile 
(cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di que-
ste  condizioni,  l'Ufficio  federale  dispone  l'ammissione  provvisoria 
(art. 83  cpv. 1  LStr).  La  questione  dell'ammissibilità,  dell'esigibilità  e 
della  possibilità  dell'allontanamento  deve  essere  esaminata  d'ufficio 
(cfr. decisione del TAF D-3975/2007 del 15 giugno 2007, consid. 3.4; 
WALTER KÄLIN, Grundriss des Asylverfahrens, Basilea e Francoforte sul 
Meno, 1990, pag. 262).

9.2 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr  non si  esaurisce, altresì,  nella 
massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto in -
ternazionale della Svizzera possono essere ostativi all'esecuzione del 
rimpatrio, in particolare l'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali  del  4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). L'applicazione di  tali  disposizioni 
presuppone, peraltro, l'esistenza di serie e concrete ragioni per ritene-
re che lo straniero possa essere esposto, nel Paese verso il quale sarà 
allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli. Spetta all'interes-
sato di rendere plausibile l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni 
(GICRA 1995 n. 23).

Nel caso concreto, non è dato rilevare alcun serio indizio secondo cui 
esso potrebbe  essere esposto in caso di rimpatrio al rischio reale ed 
immediato ("real risk") di un trattamento contrario a siffatte disposizioni 

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(cfr. GICRA 2001 n. 16, consid. 6a con relativi riferimenti). In altri termi-
ni, esso non ha saputo fornire un insieme d'indizi, oppure presunzioni, 
sufficientemente gravi,  precisi  e concordanti  quo ad un pericolo d'e-
sposizione personale ad atti o fatti che si ritengono contrari alle norme 
legali precitate. Peraltro, la situazione generale che regna in un Paese 
non comporta, ad essa sola, l'illiceità del rimpatrio secondo le disposi -
zioni della Convenzione (cfr. ibidem, consid. 6a e GICRA 1995 n. 12, 
consid. 10a, pagg. 110 e segg. nonché relativi riferimenti): in altre pa-
role, la difficile situazione generale dei diritti  umani in Togo, come la 
denuncia il ricorrente nel gravame, in ogni caso non lascia apparire l'e-
secuzione dell'allontanamento in tale Paese come di per sé inammissi-
bile (cfr. sentenze del TAF D-2747/2007 del 27 maggio 2010, consid. 
6.3; D-4957/2008 del  14 aprile  2010,  consid. 7.3 e  D-3970/2009 del 
26 febbraio 2010, consid. 7.3).

Pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme del diritto pub-
blico internazionale nonché della LAsi.

9.3 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, l'e -
secuzione  non  può  essere  ragionevolmente  esigibile  qualora,  nello 
Stato d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concre-
tamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, 
violenza generalizzata o emergenza medica. 

La disposizione citata si applica principalmente ai "réfugiés de la vio-
lence",  ovvero  agli  stranieri  che  non  adempiono  le  condizioni  del la 
qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che 
fuggono da situazioni  di  guerra,  di  guerra civile  o di  violenza gene-
ralizzata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'al -
lontanamento comporterebbe un pericolo concreto, in particolare per-
ché esse non potrebbero più ricevere le cure del quale esse hanno bi-
sogno o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vive-
re durevolmente e irrimediabilmente in stato di totale indigenza e per-
tanto esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato di 
salute,  all'invalidità  o  persino  la  morte.  Per  contro,  le  difficoltà  so-
cio-economiche che costituiscono l'ordinaria quotidianità di una regio-
ne, in particolare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di 
formazione, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale espo-
sizione  al  pericolo.  L'autorità  alla  quale  incombe  la  decisione  deve 
dunque, in ogni  singolo caso, confrontare gli  aspetti  umanitari  legati 

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alla situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel 
suo Paese dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pub-
blico militante a favore del suo allontanamento dalla Svizzera (GICRA 
2005 n. 24, consid. 10.1, pag. 215).

Quo al caso in narrativa, il TAF osserva che in Togo non vige attual -
mente una situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata 
che coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio na-
zionale  (cfr. Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale  svizzero 
[DTAF 2009/2], consid. 9.2.2, pag. 21, con rinvii).

Quanto alla situazione personale dell'insorgente, il medesimo è giova-
ne ed ha un'esperienza professionale quale agronomo. Inoltre, dispone 
di una rete sociale in patria, segnatamente sua moglie e suo fratel lo a 
B._______, sua sorella a G._______ nonché vari fratellastri e sorella-
stre (cfr. verbali  d'audizione del 15 e del 29 dicembre 2004, pag.  2). 
Egli non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di 
salute  che  possano  giustificare  un'ammissione  provvisoria  (GICRA 
2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emer-
ga la necessità di una permanenza dell'autore del gravame in Svizzera 
per motivi medici.

In siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto sicco-
me adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole con 
riferimento alle effettive possibilità per lo stesso di un adeguato reinse-
rimento sociale nel suo Paese d'origine.

In considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento 
è ragionevolmente esigibile nella fattispecie.

9.4 Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-
secuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti,  il  ricorrente, 
usando della dovuta diligenza potrà procurarsi  ogni documento neces-
sario al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi).

L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

9.5 Visto quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibi-
le, ragionevolmente esigibile e possibile. Per conseguenza, anche in ma-
teria d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la 
querelata decisione confermata.

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D-4590/2006

10.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il dirit-
to federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di pri-
me cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridica-
mente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), 
per il che il ricorso va respinto.

11.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art.  63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono computate 
con  l'anticipo  spese,  di  CHF 600.-,  versato  dal  ricorrente  il  29 mar-
zo 2005.

12.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF).

La pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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D-4590/2006

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo, di CHF 600.-, versato il 29 marzo 2005, è computato con le 
spese processuali.

3.
Comunicazione a:

- rappresentante del ricorrente (Raccomandata)
- UFM,  Divisione  soggiorno,  (allegati:  incarto  N [...]  e  copia  del 

ricorso del 4 febbraio 2005, per corriere interno; in copia)
- H._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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