# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3045e561-7438-51a0-a63f-93e6a250bf37
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-09-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.09.2020 32.2020.50
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2020-50_2020-09-14.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2020.50

   

  mm

  	
  Lugano

  14 settembre 2020

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 10 aprile 2020 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione incidentale del 13 marzo 2020 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                      in fatto

 

                          1.1.  Il 21 maggio 2013, RI 1, di
professione aiuto cucina, si è procurata un’ustione di III. grado nella regione
volare del III. distale dell’avambraccio sinistro con dell’olio bollente.

 

                                  Nel corso del mese di ottobre
2013, l’assicurata ha quindi inoltrato una domanda di prestazioni AI per
adulti. 

 

                          1.2.  Il 26 ottobre 2016, l’UAI ha
emanato un progetto di decisione mediante il quale ha assegnato all’assicurata
una mezza rendita dal 1° maggio 2014 e una rendita intera dal 1° febbraio 2016,
diritto quest’ultimo limitato al 31 ottobre 2016, provvedimento avverso il
quale si è opposto l’avv. RI 1.

 

                          1.3.  Dalle tavole processuali si evince
che, nel prosieguo, l’UAI ha deciso di partecipare, presentando dei propri
quesiti peritali, agli accertamenti disposti nel frattempo dall’assicuratore
contro gli infortuni, specificatamente alla perizia della cui esecuzione è
stato incaricato il Prof. dott. __________, Direttore della Clinica di
dermatologia dell’Ospedale __________ di __________. Il relativo rapporto,
elaborato dal Prof. dott. __________ e dalla dott.ssa __________, è stato
consegnato alla __________ in data 25 settembre 2017 (doc. 156 – fasc. LAINF). 

 

                          1.4.  Facendo proprio l’indicazione
formulata dai sanitari della Clinica di dermatologia, con decisione incidentale
del 2 febbraio 2018, l’UAI ha comunicato a RI 1 che avrebbe dovuto sottoporsi
anche a una perizia in materia di chirurgia plastica/delle ustioni, a cura del
Prof. dott. __________ (doc. 179).

 

                                  Con sentenza 32.2018.34 del 20
aprile 2018, il TCA ha respinto l’impugnativa interposta dall’avv. RA 1 (cfr.
doc. 189). 

 

                          1.5.  Il rapporto peritale allestito dal
Prof. __________ è pervenuto all’assicuratore LAINF nel corso del mese di
maggio 2019 (doc. 180 – fasc. LAINF). 

 

                          1.6.  Il 17 maggio 2019, la __________ ha
invitato i professori __________ e __________ a procedere a una discussione di
consenso dei loro rispettivi referti (doc. 181 - fasc. LAINF). 

 

                                  La loro valutazione di consenso è
contenuta nel rapporto del 21 novembre 2019 (doc. 185 - fasc. LAINF). 

 

                          1.7.  In data 13 marzo 2020, l’UAI ha
emanato una decisione incidentale mediante la quale ha ordinato l’esecuzione di
una perizia pluridisciplinare (neurologica, psichiatrica e ortopedica) a cura -
a scelta dell’assicurata - del dott. __________ o del dott__________ (per la
neurologia), del dott. __________ oppure della dott.ssa __________ (per la
psichiatria) e del dott. __________ (per l’ortopedia, dott. __________ al quale
è stato affidato anche il compito di fare la sintesi delle diverse perizie
parziali) (doc. 228).

 

                          1.8.  Con tempestivo ricorso del 10
aprile 2020, RI 1, sempre rappresentata dall’avv. RA 1, ha chiesto l’annullamento
della decisione incidentale impugnata e, in subordine, che il
provvedimento contestato venga riformato nel senso che “… per gli ulteriori
accertamenti medici pluridisciplinari in ambito reumatologico, ortopedico e
psichiatrico sono incaricati medici specialisti all’Universitätsspital __________
che nella loro discussione finale pure coinvolgeranno i periti già intervenuti
nel frattempo per le questioni dermatologica e di chirurgia plastica
ricostruttiva.”. Ella ha inoltre domandato il riconoscimento dell’assistenza
giudiziaria per la procedura dinanzi a questo Tribunale.

                                  A sostegno delle proprie
richieste, il rappresentante della ricorrente fa segnatamente valere che “… i
periti amministrativi incaricati dalle assicurazioni già hanno sufficientemente
esposto un loro giudizio concludente, che tratta esaustivamente ed
approfonditamente tutti i punti critici che riguardano lo stato di salute
dell’assicurata, con piena conoscenza dell’incarto. Le conclusioni risultano
ben motivate e ciò a maggior ragione considerato che le stesse fanno
addirittura seguito ad un’esplicita domanda da parte degli assicuratori. A
contrario di quanto si pretende nella contestata decisione, all’accertamento
medico eseguito occorre conseguentemente fare pieno affidamento (cfr. in
proposito anche DTF 125 V 352 consid. 3; cfr. DTF 122 V 160 consid. 1c). A
contrario di quanto sostenuto nella decisione contestata, le conclusioni non
presentano contraddizioni rilevanti. Tutto quanto precede deve valere a maggior
ragione se si considera che la perizia bi-disciplinare in discussione non
risulta contestata da medici specialisti; segnatamente, se anche vi fossero
effettivamente delle incongruenze queste vanno dissipate sottoponendo ai periti
delle domande di delucidazione o di complemento. Nel caso concreto,
l’assicurazione non ha posto domande supplementari, non ha chiesto
delucidazioni e a ben vedere, seppur la perizia bidisciplinare tratta delle
questioni dermatologiche e di chirurgia plastica ricostruttiva, per ovviare al
“problema” propone un ulteriore accertamento ma in ambito ortopedico,
neurologico e psichiatrico. Nella stessa decisione non è spiegato in alcun modo
per quale motivo quest’ultime tre specializzazioni dovrebbero essere in grado
di risolvere i “problemi” riscontrati in ambito dermatologico e di chirurgia
plastica ricostruttiva. (…). Già solamente in considerazione di quanto precede,
in concreto appare legittimo sostenere che con quest’atteggiamento
defatigatorio l’assicurazione tenda piuttosto a ottenere un’illecita seconda
opinione per il tramite di medici specializzati e che sono stati scelti dalla
stessa assicurazione.” (doc. I, p. 7).

                                  Per il caso in cui si dovesse
ammettere il diritto dell’amministrazione di procedere all’atto istruttorio in
discussione, l’avv. RA 1 rileva che “… nel caso concreto non può essere
disatteso come l'assicurata è già stata peritata per ben due volte presso
medici dell’Ospedale universitario del __________, scelto a suo tempo dalla
stessa __________ con il consenso dell’Ufficio AI. A queste condizioni,
l’ulteriore accertamento medico domandata è legittimamente da intendere quale
“perizia di decorso”. Se a queste condizioni si potrebbe conseguentemente
prescindere dall’assegnazione aleatoria del mandato peritale, l’ulteriore
approfondimento va comunque assegnato allo stesso centro peritale che già in
passato si è occupato di valutare lo stato di salute dell’assicurata. (…). Se,
nonostante tutto quanto precede, in concreto si giustificasse comunque
l’espletamento di ulteriori accertamenti medici, la decisione dell’Ufficio AI
va comunque riformata conformemente a quanto rilevato sopra e meglio gli
ulteriori accertamenti medici (in ambito neurologico, ortopedico e
psichiatrico) vanno semmai affidati allo stesso Ospedale universitario del __________
che in conclusione per la discussione finale nuovamente coinvolgerà i periti
già intervenuti per l’ambito dermatologico e di chirurgia plastica. (…).” (doc.
I, p. 9). 

 

                          1.9.  In data 12 maggio 2020, il
patrocinatore della ricorrente ha prodotto documentazione volta a supportare la
domanda di assistenza giudiziaria (doc. VI + allegati). 

 

                        1.10.  L’UAI, in risposta, ha postulato che
l’impugnativa venga respinta nel merito con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. IX).

 

                        1.11.  Il 6 luglio 2020, il rappresentante
dell’insorgente si è in sostanza riconfermato nelle proprie allegazioni e
conclusioni (doc. XIII). 

 

                                  in diritto

 

                          2.1.  La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del
31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12
marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e
H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00
del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29
gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag.
190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre
1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8
settembre 2015).

 

                          2.2.  Nel caso concreto, l’oggetto impugnato
è costituito dalla decisione del 13 marzo 2020, mediante la quale l’UAI ha
disposto l’esecuzione di una perizia pluridisciplinare, neurologica,
psichiatrica e ortopedica, affidando il relativo mandato - la scelta è stata
lasciata all’assicurata - al dott. __________ o al dott. __________ (per la
neurologia), al dott. __________ o alla dott.ssa __________ (per la
psichiatria) e al dott. __________ (per l’ortopedia) (doc. 233). 

 

                                  Si tratta qui di una decisione
incidentale ai sensi dell’art. 55 cpv. 1 LPGA in relazione con gli articoli
5 cpv. 2 e 46 PA, la quale può essere impugnata direttamente con ricorso al
tribunale cantonale delle assicurazioni, se causa un pregiudizio
irreparabile (art. 46 cpv. 1 lett. a PA; DTF 132 V 93 consid. 6.1). 

 

                          2.3.  Giusta l'art. 43 cpv. 1 LPGA,
l'assicuratore esamina le domande, intraprende d'ufficio i necessari
accertamenti e raccoglie le informazioni di cui ha bisogno. Le informazioni
date oralmente devono essere messe per scritto. 

                                  L’art. 43 cpv. 2 LPGA recita che,
se sono necessari e ragionevolmente esigibili esami medici o specialistici per
la valutazione del caso, l'assicurato deve sottoporvisi. Se l'assicurato o
altre persone che pretendono prestazioni, nonostante un'ingiunzione, rifiutano
in modo ingiustificato di compiere il loro dovere d'informare o di collaborare,
l'assicuratore può, dopo diffida scritta e avvertimento delle conseguenze
giuridiche e dopo aver impartito un adeguato termine di riflessione, decidere
in base agli atti o chiudere l'inchiesta e decidere di non entrare in materia
(art. 43 cpv. 3 LPGA). 

 

                          2.4.  Nella DTF 137 V 210 consid.
3.4.2.7, il Tribunale federale ha stabilito che una perizia ingiustificata può
di regola causare un pregiudizio giuridico, e non soltanto di fatto. Di
conseguenza, in caso d’impugnazione di una disposizione di perizia contestata,
si deve ammettere l’adempimento del presupposto d’entrata in materia del
pregiudizio irreparabile.

 

                                  Un pregiudizio irreparabile può
essere dato se una prospettata perizia non è necessaria a fronte di una
fattispecie già completamente accertata, perizia che corrisponde dunque
soltanto a una “seconda opinione” (DTF 141 V 330 consid. 5.2). 

 

                                  La persona assicurata non è
tenuta a sottoporsi a un’ulteriore perizia, se la fattispecie è già stata sufficientemente
chiarita. Secondo la giurisprudenza, i principi procedurali della LPGA non
conferiscono all’assicuratore il diritto di ordinare una “seconda opinione” in
presenza di una fattispecie già chiarita mediante perizia, nel caso in cui esso
non sia soddisfatto delle relative risultanze. Pertanto, una persona assicurata
deve potersi rifiutare di sottoporsi a un’ulteriore perizia, se la fattispecie
è già stata chiarita a sufficienza e la sua disposizione condurrebbe a
un’inammissibile “seconda opinione” (DTF 136 V 156 consid. 3.3). 

 

                          2.5.  Nella concreta evenienza, con la
decisione incidentale impugnata, l’amministrazione ha rilevato segnatamente che
il referto dei Professori __________ e __________, fondato sugli esiti della
discussione di consenso, “… non è stato considerato sufficientemente probante e
risolutivo. Per più dettagli, l’UAI rinvia all’esauriente scritto della __________
dell’8 gennaio 2020, in cui è stata altresì comunicata la necessità di
effettuazione di due ulteriori perizie di ordine neurologico e psichiatrico.
Accertamenti che, come in passato e come già comunicato nella decisione di
conferimento dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio in sede
amministrativa del 31 gennaio 2020, sono condivisi nel merito dall’UAI e verranno
effettuati congiuntamente con la __________ (che svolgerà ancora il ruolo di
coordinatore della procedura). Con l’occasione, l’UAI tiene a rilevare che la
scelta inerente lo svolgimento di ulteriori accertamenti medici è apparsa sin
da subito corretta, poiché: - la perizia dermatologica del Prof. Dr. __________
– invece di essere stata completata a livello della chirurgia estetica (così
come invece indicato dal Tribunale cantonale delle assicurazioni nella sentenza
del 20 aprile 2018) – è stata (senza sufficienti spiegazioni) successivamente
totalmente smentita; - il Prof. Dr. med. __________ è l’unico medico ad aver
fornito la diagnosi di Sindrome dolorosa regionale complessa e ad aver
stabilito che quest’ultima è la patologia principale con influsso sulla
capacità lavorativa medico-teorica dell’assicurata (e ciò in ragione dei dolori
cronici che arreca alla stessa); - il Prof. Dr. med. __________, pur facendo
valutazioni definitive, ha suggerito ulteriori accertamenti sia curativi sia
diagnostici ed ha effettuato considerazioni che spettavano ad uno psichiatra,
rispettivamente a un neurologo; - non si trovava congruente la pressoché
completa abilità nelle mansioni casalinghe dell’assicurata e la totale
inabilità al lavoro dell’assicurata in attività adeguate (in specie quelle
mono-manuali).” (doc. 233, p. 3). 

 

                                  Da parte sua, con l’impugnativa, RI
1 contesta in sostanza la necessità di essere sottoposta a ulteriori
accertamenti peritali, i quali costituirebbero una “seconda opinione”,
considerato che alla perizia dermatologica e di chirurgia plastica/delle
ustioni già agli atti andrebbe attribuito un pieno valore probatorio. D’altro
canto, qualora si volesse riconoscere l’indicazione a disporre ulteriori
approfondimenti peritali in ambito neurologico, psichiatrico e ortopedico,
l’assicurata sostiene che il relativo incarico andrebbe assegnato ai rispettivi
specialisti dell’Ospedale universitario di __________, con coinvolgimento,
nella discussione di consenso, dei Professori __________ e __________ (cfr.
doc. I). 

 

                                  Sulla scorta di quanto precede,
il TCA è dunque chiamato a stabilire se la perizia pluridisciplinare che
l’Ufficio AI (in collaborazione con l’assicuratore LAINF) intende ordinare
rappresenta una – inammissibile – “seconda opinione”, oppure no. 

 

                          2.6.  Dalle carte processuali emerge che,
ottenuto l’avallo da parte di questo Tribunale (cfr. STCA 32.2018.34 del 20
aprile 2018), l’UAI ha ordinato un complemento peritale in materia di chirurgia
plastica/delle ustioni, a cura del Prof. dott. __________, Primario della
Clinica di chirurgia plastica e della mano dell’Ospedale universitario di __________.

                                  Dal relativo rapporto del 2
maggio 2019 (doc. 180 – fasc. LAINF) risulta in particolare la diagnosi di
cicatrice instabile con ulcerazione in presenza di una CRPS di tipo II su
lesione neurogena in stato dopo ustione di grado IIb-III e lesione del nervo
ulnare a livello dell’avambraccio sinistro. Secondo lo specialista, l’esistenza
di una lesione del nervo ulnare è giustificata dal decorso protratto nel tempo
e dai disturbi denunciati. Una conferma potrebbe tuttavia giungere
dall’esecuzione di un’ENMG, con la precisazione che la valutabilità sarebbe
comunque fortemente limitata dalla sindrome da dolore neuropatico. 

                                  D’altro canto, il dott. __________
ha dichiarato che il quadro clinico va ritenuto conseguenza naturale
dell’infortunio occorso nel maggio 2013 (“Der klinische Befund heute ist auch
rein ursächlich durch den Unfall zu erklären.”), senza possibilità di
ritrovare un giorno lo status quo ante. In questo contesto, egli ha
precisato che il sospetto che il decorso cronico sia imputabile ad autolesionismo,
rimane ipotetico (“Es kann heute nicht festgestellt werden, ob die Patientin
selbst manipultiv zur Verzögerung beigetragen hat. Dieser Verdacht bleibt heute
hypothetisch und geht nur aus den Verlaufsunterlagen und den von anderen ärzten und der Versicherung zur
Verfügung gestellten medizinischen Unterlagen hervor”). 

                                  Dal profilo terapeutico,
l’esperto amministrativo ha ritenuto indicato procedere dapprima a un
accertamento neurologico a cura del dott. __________, spec. FMH in neurologia
presso l’__________, volto all’oggettivazione della lesione neurogena, seguito
da una neurografia intraoperatoria. Egli ha inoltre suggerito un intervento
chirurgico di neurolisi, ricostruzione delle parti molli e dei nervi, e ciò
allo scopo di stabilizzare le ferite e migliorare in tal modo la situazione.
Sempre a suo avviso, per mantenere l’attuale stato di salute, la ricorrente
necessiterebbe invece di una cura delle ferite, di una cronica terapia
antalgica e della continuazione di un accompagnamento psicologico/psichiatrico
in presenza di un quadro doloroso cronico. 

                                  Il Prof. __________ ha dichiarato
l’assicurata totalmente inabile dalla data dell’infortunio in poi, nella
professione di cuoca, così come in ogni altra attività lavorativa, e ciò tenuto
conto del solo quadro doloroso neuropatico. La caricabilità psichica dovrebbe
essere valutata in separata sede, anche se l’insorgente è stata giudicata in
grado di concentrarsi e attenta. 

                                  Infine, secondo il perito
amministrativo, in applicazione delle tabelle edite dall’INSAI, la ricorrente è
portatrice di una menomazione dell’integrità del 50%, percentuale data dalla
somma di un danno cutaneo cronico (10%), di una paresi ulnare con limitazione
della mano (10%) e di un danno psichico post-traumatico di media gravità almeno
(30%). 

 

                                  Così invitati dall’assicuratore infortuni,
in data 21 novembre 2019, i Professori __________ e __________ hanno elaborato
un rapporto fondato su una discussione di consenso (doc. 185 - fasc. LAINF). 

                                  Da questo documento si evince
che, dal punto di vista della chirurgia plastica/delle ustioni, è data la
diagnosi di CRPS di tipo II quale causa della sintomatologia, sulla base di una
cicatrice instabile da bruciatura con ulcerazione in stato dopo ustione di
grado IIb-III con lesione neurogena. In proposito, gli esperti hanno rilevato
che nella perizia dermatologica è stato refertato un deficit sensitivo, la cui
causa, secondo la perizia in materia di chirurgia plastica/delle ustioni, è da
ricercare nella diagnosi di paresi ulnare con CRPS di tipo II quale sindrome
dolorosa neuropatica cronica. I dottori __________ e __________ hanno quindi
proposto l’esecuzione di un test epicutaneo per escludere la presenza di
un’allergia di tipo IV (allergia da contatto) e di una verifica neurologica
della CRPS di tipo II e della paresi ulnare. 

                                  Essi hanno dichiarato di
condividere l’opinione secondo cui l’infortunio assicurato è la causa esclusiva
del danno alla salute e secondo cui quest’ultimo può essere migliorato mediante
un approccio chirurgico, così come era già stato indicato nella perizia di
chirurgia plastica/delle ustioni. Per mantenere l’attuale stato di salute, sono
invece necessarie una regolare sostituzione delle bende, la cura delle ferite,
una terapia antalgica cronica e la prosecuzione dell’accompagnamento
psicologico/psichiatrico.

                                  I Professori __________ e __________
sono pure concordi nel ritenere che l’insorgente non sia più in grado di
svolgere l’attività di cuoca, così come ogni altra professione, e ciò tenuto
conto della sola diagnosi di sindrome dolorosa neuropatica. La caricabilità
psichica dovrebbe essere oggetto di una specifica valutazione. 

 

                          2.7.  Chiamato ora a pronunciarsi, il TCA
constata che l’indicazione a completare dal profilo neurologico e psichiatrico
gli accertamenti già effettuati, risulta chiaramente dalla perizia
dermatologica e di chirurgia plastica/delle bruciature elaborata dai Professori
__________ e __________. In particolare, per quanto riguarda gli aspetti
neurologici, un approfondimento peritale viene ritenuto necessario per
confermare la diagnosi di CRPS di tipo II e di paresi ulnare, ritenute
responsabili della sintomatologia denunciata dall’assicurata. 

 

                                  Il TCA non può che condividere
questa indicazione e, in tale misura, gli accertamenti in discussione non
configurano una, inammissibile, “seconda opinione”. Esso non ritiene invece necessaria
l’esecuzione di un complemento peritale in ambito ortopedico, tenuto conto
della natura del danno alla salute di cui è portatrice RI 1 (secondo il Prof. __________,
si tratta infatti di verificare la presenza di una CRPS di tipo II,
ossia di una patologia - chiamata anche causalgia - legata a una lesione
neurologica periferica), complemento peritale che non è del resto stato
auspicato nemmeno dai dottori __________ e __________. 

 

                                  Questa Corte non può tuttavia
seguire l’amministrazione laddove intende conferire il mandato peritale ai
dottori __________ o __________ per la neurologia, rispettivamente ai dottori __________
o __________ per la psichiatria. Al proposito, va rilevato che si tratta qui
semplicemente di completare, dal profilo neurologico e psichiatrico, la
valutazione già espressa in ambito dermatologico e di chirurgia plastica/delle
ustioni. In questo senso, appare decisamente più corretto che il mandato
peritale venga affidato a degli specialisti attivi all’interno dello stesso
Ospedale universitario di __________, già per il fatto che la discussione di
consenso dovrà necessariamente coinvolgere anche i dottori __________ e __________.
Ideale sarebbe che la designazione dei periti neurologo e psichiatra avvenisse
in collaborazione con questi ultimi. D’altro canto, qualora l’assicuratore
dovesse persistere nel ritenere poco chiare, finanche contraddittorie, le
risposte fornite dai periti, avrà sempre la possibilità di chiederne la
delucidazione, ad esempio formulando dei quesiti complementari. 

 

                                  A prescindere da quanto precede,
il TCA osserva che, in caso di perizia pluridisciplinare, la discussione
globale deve coinvolgere tutti gli specialisti intervenuti. Non
ha pertanto alcun senso la soluzione prospettata dall’UAI di affidare la sintesi
delle conclusioni contenute nelle perizie parziali al solo dott. __________, il
quale è oltre tutto specializzato in chirurgia. 

 

                                  In conclusione, la decisione
incidentale impugnata deve dunque essere annullata e gli atti rinviati all’UAI
affinché disponga un complemento peritale in ambito neurologico e psichiatrico,
a cura di specialisti esercitanti presso l’Ospedale universitario di __________.

 

                                  Visto quanto precede, questo
Tribunale può esimersi dall’approfondire oltre la questione di sapere se il
fatto che l’UAI abbia emanato una distinta decisione incidentale dello stesso
tenore di quella dell’assicuratore LAINF, obbligando l’assicurata “… a
presentare due ricorsi con il rischio oltretutto di vedersi limitato l’accesso
alla giustizia mancandole il supporto finanziario, …” (doc. I, p. 6), lede,
oppure no, i principi di semplicità e celerità della procedura. 

 

                          2.8.  Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in
caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI
dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità
delle spese è determinata fra 200 e 1'000 franchi in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                  Nel caso di specie, visto l’esito
della lite, le spese per complessivi fr. 500 vanno poste a carico dell’UAI.

 

                          2.9.  L’assicurata ha chiesto di essere
posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio
dell’avv. RA 1 (cfr. doc. I).

                                  Visto l'esito favorevole del
ricorso, l'assicurata, patrocinata da un avvocato, ha diritto al versamento da
parte dell’UAI di fr. 2’000 a titolo di ripetibili.

                                  La domanda di assistenza
giudiziaria per la procedura ricorsuale diventa pertanto priva di oggetto (DTF
124 V 309, consid. 6 e, tra le tante, STF 9C_274/2014 del 30 settembre 2014
consid. 5; STF 9C_335/2011 del 14 marzo 2012 consid. 5, STF 9C_206/2011 del 16
agosto 2011 consid. 5, STF 9C_352/2010 del 30 agosto 2010 consid. 3).

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

1.    Il ricorso è accolto.

§   La decisione
incidentale è annullata. 

                                  §§ Gli
atti sono rinviati all’Ufficio AI affinché ordini un complemento peritale in
ambito neurologico e psichiatrico, a cura di specialisti attivi presso
l’Ospedale universitario di __________. 

 

                             2.  Le spese per complessivi fr. 500 sono poste a carico dell’Ufficio
AI, il quale verserà all’assicurata fr. 2’000 a titolo di ripetibili (IVA
inclusa), ciò che rende priva di oggetto la domanda di assistenza giudiziaria e
gratuito patrocinio.

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta
invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma
del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti