# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3296d2cc-12f6-5d0a-8a61-327a4430cf20
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-01-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.01.2002 32.2001.82
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-82_2002-01-28.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00082

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  28 gennaio 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 settembre 2001
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 29 agosto 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1954, infermiera ausiliaria, il 25 novembre 1991 si è fratturata il
coccige. 

In data 29 marzo 1993 essa ha inoltrato una domanda tendente ad ottenere
prestazioni AI per adulti (doc. AI _).

Dopo aver esperito degli accertamenti economici e medici, in particolare una
perizia affidata al Servizio di accertamento medico dell’Assicurazione
Invalidità (SAM), con decisione 3 maggio 1994 la Cassa cantonale di
compensazione (allora competente per statuire in merito alle prestazioni
assicurative) ha respinto la domanda poiché:

 

" 
Nel caso di specie, sulla base dei dati
economici e medici specialistici, l’assicurata non risulta presentare alcuna
incapacità lavorativa.” (Doc. AI _).

 

                               1.2.   Il 23
febbraio 2001 l'assicurata, divenuta telefonista indipendente presso il proprio
domicilio, ha inoltrato una nuova domanda di prestazioni AI, indicando, quale
danno alla salute, oltre i postumi della fratture del coccige, anche un’artrosi
cervicale e vertebrale ed una discopatia (doc. AI _).

                                         Con
proposta di decisione 4 luglio 2001 l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha
nuovamente respinto la richiesta di rendita perché “dalla documentazione
medica specialistica acquisita all’incarto risulta che il danno alla salute, di
cui lei è portatrice, non comporta un’incapacità lavorativa tale da
giustificare il diritto a prestazioni AI” (cfr. doc. AI _).

Con osservazioni 6 luglio 2001 l’assicurata ha contestato quanto sostenuto
dall’amministrazione e chiede l’espletamento una perizia specialistica al fine
di valutare il suo stato di salute. 

Mediante provvedimento formale 29 agosto 2001, l'UAI ha confermato la proposta
di decisione, rilevando in particolare come “ il medico SMR dopo riesame
della sua pratica, conferma un’incapacità di lavoro valutabile nella misura
massima del 30% e questo riferito sia alla professione abitualmente svolta che
in attività leggere “ (doc. AI _:).

                               1.3.   Contro la
decisione amministrativa __________ ha introdotto al TCA un tempestivo atto di
ricorso, chiedendone l’annullamento ed il conseguente riconoscimento di una
rendita d'invalidità.

Dopo aver ribadito la richiesta di essere sottoposta a perizia, essa ha
rilevato quanto segue:

 

" 
(…)

Secondo l'opinione di alcuni medici specialisti, io non potrei più
svolgere lavori pesanti e sedentari che influiscono negativamente sulla mia
salute già precaria. Il dottor __________ mi ha prescritto una cura di regolare
allenamento in palestra per un anno (vedi lettera 11.04.2001).

Diversi medici mi hanno detto che la mia malattia, di cui ne sono
portatrice, è congenita e che la mia schiena è allo stato di una donna di
novant'anni e sono molto sorpresi di come una donna della mia età possa avere
questi problemi alle ossa e allo scheletro.

Queste cose mi sono state dette per la prima volta nel 1991,
quando a causa dì un incidente ho riportato la frattura del coccige, ma
purtroppo nessun medico fino ad oggi si è assunto la responsabilità di
scriverlo sui rapporti medici.

Vi informo che da giugno 1993 fino a gennaio 2001 ho svolto
un'attività lavorativa sedentaria per la __________ (telefono ______), la quale
mi ha costretta a stare seduta troppe ore al giorno, contribuendo al
peggioramento del mio stato di salute.

A causa di problemi venuti a crearsi durante il rapporto di lavoro
sono ora costretta a dipendere dallo Stato.

Spero che la trasparenza e la verità del mio stato di salute sia
riconosciuta e legittimata dai medici." (Doc. _)

 

                               1.4.   Con risposta
17 ottobre 2001 l'UAI propone di respingere il gravame. 

Ricordando che nella prima procedura il SAM aveva ritenuto l’assicurata abile
al 75% nella precedente attività di aiuto domiciliare, l’amministrazione ha
comunque osservato:

 

" 
(…)

Il medico curante, dottor __________, giudica per contro che
l'interessata possa svolgere la propria professione in misura pressoché totale
("ritengo che la paziente quale telefonista possa benissimo lavorare tra
le 6 e le 8 ore al giorno", rapp. 9.2.2001, doc. n. _ inc. AI).

Non va infatti dimenticato, come lo stesso medico del resto
rileva, che l'attività in proprio offre all'assicurata la possibilità di
variare posizione a propria guisa, requisito questo fondamentale, considerato
il tipo di patologia in causa.

In tali condizioni l'amministrazione ha quindi a buon diritto
rifiutato le prestazioni richieste.

 

Infine, non avendo la ricorrente presentato alcun elemento atto a
mettere in dubbio le dichiarazioni fornite dal medico curante, ulteriori
accertamenti medici non sono giustificati." (Doc. _)

                                         

                               1.5.   L’8 novembre
2001 la ricorrente ha trasmesso ulteriore documentazione (doc. _). Dopo visione
di tale atti, con lettera 26 novembre 2001 l’amministrazione ha comunicato di
non aver nulla da aggiungere (doc. _).

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre
1999 nella causa C., I 623/98).

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è sapere se a __________ può essere riconosciuta una rendita
d'invalidità.

 

L'art. 4 cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi:

 

                                         -     un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a    infermità congenita,
malattia o infortunio, e

 

                                         -     la
conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de
la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.3.   Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il
reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l'assurance-invalidité, Les prestations, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza
citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.

Secondo il TFA i due redditi, dalla cui
differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in
maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di
una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid.
2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).    

 

                               2.4.   Nel caso in
esame, a seguito della prima domanda AI, __________ è stata sottoposta ad una
perizia da parte del SAM. 

Dal relativo rapporto 11 marzo 1994 si evince che i pertiti per la valutazione
dell’inabilità lavorativa si sono basati sul consulto del dr. _________,
specialista in ortopedia, il quale ha rilevato che:

 

" 
(…)

"I dolori lamentati dalla p. sono quasi esclusivamente
muscolari, di tipo tendomiosi. Si tratta di una manifestazione psicosomatica.
Valuto l'incapacità lavorativa, per la professione dì aiuto‑domiciliare,
provocata da questi disturbi, a ca. il 25%. La p. potrebbe sicuramente trarre
beneficio da una cura di bagni termali. In seguito dovrebbe fare regolarmente
ed intensamente ginnastica, con esercizi di stretching". (…)" (Doc.
AI _, pag. 14)

                                         Il SAM ha
poi concluso:

 

" 
(…)

Al termine della sua permanenza presso il SAM di Bellinzona,
riteniamo la Signora __________, abile, nelle attività precedentemente svolte,
nella misura del 75%, a partire dal marzo 1992, fino ad ora e continua.

 

Le affezioni extra‑traumatiche preesistenti all'infortunio
sono rappresentate dal blocco vertebrale C5‑6, dall'uncartrosi C3‑4,
e dalla modica discopatía L4‑5." (Doc. AI _, pag. 14)

 

                               2.5.   Dopo la
ricezione della seconda domanda AI, l’amministrazione si è rivolta al medico
curante dell’assicurata, Dr. __________.

Nel suo rapporto 9 febbraio 2001 egli ha posto la seguente diagnosi con
ripercussioni sulla capacità lavorativa:

 

" A.
  Diagnosi con ripercussioni sulla capacità lavorativa:

1.   Sindrome panvertebrale cronica su:

      - Importanti
alterazioni degenerative del rachide, soprattutto a livello cervicale.

      -                                                                       Marcate
turbe statiche.

      -                                                                       Tendenza
alla generalizzazione dei dolori nel senso di una sindrome fibromialgica.

2.   Sospetta causalgia all'emiviso sx (algia facciale atipica).

 

 

La paziente lamenta dolori diffusi al sistema locomotore già da
vari anni, i quali vengono fatti risalire ad un incidente avuto nel 1991 quando
si era fratturata il coccige. (…)" (Doc. _, pag. 1)

 

Circa l’esigibilità di un’attività lucrativa il curante ha rilevato che lo
stato di salute della paziente non ha “ direttamente alcun influsso
sull’attività di telefonista da lei svolta,soprattutto visto che praticava
un’attività in proprio, potendo così muoversi senza alcuna restrizione.
L’assicurata si è però lamentata del fatto che questo lavoro la costringe a
restare a casa tutto il giorno in attesta di una telefonata (lavorava per un
numero _)”. 

Ritenendo che l’assicurata “possa benissimo lavorare tre le 6 e 8 ore al
giorno, alla condizione che possa alzarsi e cambiare spesso di posizione” 
e che “non l’è invece possibile restare per oltre 1 ora seduta nella stessa
posizione” il medico curante ha concluso:

 

" 
(…)

Ritengo che l'assicurata possa ancora svolgere un'attività
lavorativa, senza particolari limitazioni, qualora si potesse trovare un lavoro
leggero, nel quale non dovrebbe sovraccaricare la sua colonna vertebrale, senza
dover sollevare pesi, lavoro che le permetta di cambiare frequentemente di
posizione.

Per un tale lavoro ritengo che la paziente possa essere
considerata almeno al 70% abile (circa 6 ore al giorno). (…)" (Doc. _,
pto. 2.2.1.)

__________ sostiene che, a causa dei dolori alla schiena, non può svolgere
lavori pesanti e sedentari.

Orbene, seppur agli atti non vi è alcuna refertazione medica che contraddica
quanto accertato dal dr. __________, deve esser comunque ricordato che è lo
stesso medico curante a suggerire che:                         

 

" 
una volta eseguiti gli accertamenti ancora in
atto, ed esclusa una patologia a me finora sfuggita, la paziente dovrebbe
essere convocata per una valutazione professionale, ad esempio presso la
__________. Se ciò non fosse possibile bisognerà evidentemente fare eseguire
una perizia reumatologico-ortopedica, onde poter valutare l’intera complessa
situazione .” (sottolineatura del redattore, doc. _).

 

                                         L'amministrazione
non può quindi fondarsi su tale rapporto per esprimere un giudizio definitivo
sull’incapacità lavorativa.

Inoltre, a giustificare la necessità di un approfondito esame dello stato di
salute dell’assicurata, vi è la circostanza che, come si evince dal rapporto 16
gennaio 2001 dello specialista in neurochirurgia dr. __________, __________ è
affetta da una causalgia all’emiviso sinistro conseguente ad un “dolore
facciale atipico di eziologia sconosciuta…”. Non solo, lo specialista ha
anche rilevato che le discopatie a livello C5/C6 e C6/C7, sebbene non in
stretta relazione con i dolori al viso, “non dovrebbero essere
sottovalutate” (cfr. doc. _), raccomandando comunque  di rivolgersi ad uno
specialista in chirurgia maxillo-facciale, dr. __________, dal quale
l’assicurata è tuttora in cura (cfr. “La paziente sta pure attualmente
facendo una valutazione odontoiatrica presso lo studio del dottor __________.”
cfr. rapporto 9.02.2001 dr. __________ doc. _). 

Oltre a ciò, rispetto alla perizia del SAM, la problematica alla schiena
risulta essere peggiorata. Nel referto si parla di “dolori esclusivamente
muscolari, di tipo tendomiosi”, mentre la diagnosi posta dal dr. __________
è di “osteofitosi importante C3, C4 e discopatia molto accentuata
a livello C5/C6 e C6/C7” (sottolineatura del redattore, doc. _). 

Infine, meritevole di un esame è anche l’aspetto psichiatrico dell’assicurata.
Difatti già nella perizia del SAM i dolori muscolari sono stati definiti “una
manifestazione psicosomatica”.

e nel rapporto 21 aprile 2000 il Servizio di psichiatria e di psicologia medica
di __________ si legge che “ la paziente non presenta disturbi
psicopatologici maggiori mentre evidenzia le problematiche succitate legate
all’adattamento e alla sua professione particolare in cui è costretta rimanere
in casa tutto il giorno in attesa delle telefonate condizionando pesantemente
le sue relazione affettive e sociali.” (doc. _ prodotto con il ricorso). 

In queste circostanze, a mente del TCA, appare necessario determinare, mediante
l’esperimento di una perizia multidisciplinare, in che misura l’affezione
fisica e psichica di cui __________ è portatrice, incida sulla sua capacità
lavorativa.

                                         

                                         Ne
consegue che l’incarto deve essere retrocesso all’amministrazione affinché
proceda conformemente a quanto sopra indicato e renda una nuova decisione.                                        

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto.

§    La decisione 29 agosto 2001 è annullata.

                                         §§ Gli
atti sono rinviati all’UAI affinché proceda agli accertamenti conformemente ai
considerandi e renda in seguito una nuova decisione.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti