# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cd23bcf8-015a-5895-9fde-23c4fe8fa320
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.07.2010 D-4974/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4974-2010_2010-07-16.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4974/2010/dei
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  l u g l i o  2 0 1 0  

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione della Giudice Gabriela Freihofer,
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nato il (...), alias
B._______, nato il  (...),
Iraq,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 5 luglio 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4974/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha inoltrato il (...) in Svizzera;

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno e 
mediante il  quale l'ha reso attento circa la necessità di  consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio  con la  comminatoria  che,  in  caso di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo;

il verbale d'audizione dell'interessato del 18 maggio 2010;

l'analisi LINGUA effettuata il 21 maggio 2010 e il relativo rapporto del 
18 giugno 2010;

il verbale d'audizione del 28 giugno 2010 in occasione del quale all'in-
teressato è stato conferito il diritto di essere sentito in merito alle risul -
tanze del rapporto LINGUA;

la decisione dell'UFM del 5 luglio 2010, notificata all'interessato il me-
desimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del  7  luglio  2010  (cfr. timbro del  plico  raccomandato,  data 
d'entrata 9 luglio 2010);

copia degli atti dell'UFM trasmessi tramite fax al Tribunale amministra -
tivo federale (TAF) in data 9 luglio 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

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che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del -
l'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, i  ricorsi manifestamente infondati,  ai sensi dei considerandi che 
seguono,  sono  decisi  in  procedura  semplificata  (art.  111a  LAsi)  dal 
giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e 
LAsi)  e  la  decisione  è  motivata  soltanto  sommariamente  (art.  111a 
cpv. 2 LAsi);

che, ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scrit -
ti;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino iracheno, di etnia curda, nato 
a C._______, ove avrebbe vissuto sino al giorno dell'espatrio e meglio 
il (...) (cfr. verbale d'audizione del 18 maggio 2010, pag. 1);

che il richiedente, barbiere di professione, avrebbe lasciato il suo Pae-
se d'origine per il timore di essere ucciso da terroristi che l'avrebbero 
minacciato e reso vittima di un attentato alla sua persona, poiché egli  
avrebbe avuto tra i suoi clienti poliziotti e soldati dell'esercito iracheno 
(cfr. verbale d'audizione del 18 maggio 2010, pagg. 4 e 5); che, in par-
ticolare, l'insorgente avrebbe ricevuto una prima lettera di minacce di 
morte il mese di marzo o aprile 2010; che, qualche giorno dopo, qual -
cuno gli avrebbe sparato 4 o 5 colpi da un'automobile, ma fortunata-
mente l'insorgente sarebbe riuscito a fuggire e ad uscirne illeso (cfr.  

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verbale d'audizione del 18 maggio 2010, pag. 5); che, a seguito di una 
seconda  lettera  di  minaccia  nella  quale  gli  si  comunicava  che  non 
avrebbe  avuto  scampo  poiché  non  aveva  ubbidito  agli  ordini,  egli 
avrebbe denunciato i fatti  alla polizia, la quale avrebbe risposto, che 
non  avendo  alcun  riferimento  sugli  autori,  non  avrebbe  potuto  dar 
seguito alla sua denuncia (cfr. verbale d'audizione del 18 maggio 2010, 
pag. 5),  che, non avendo altra scelta, egli  si  sarebbe nascosto dallo 
suocero  per  una  settimana  e  sarebbe  poi  fuggito  partendo  da 
C._______, recandosi in taxi fino a D._______, da dove avrebbe poi 
continuato  il  suo  viaggio  passando  dalla  Siria  e  dalla  Turchia  (cfr. 
verbale d'audizione del  18 maggio 2010, pag. 5 e 7); da E._______ 
sarebbe  salito  su  di  un  TIR  e  sarebbe  giunto  in  Italia,  senza  poter 
precisare  il  luogo esatto,  per  poi  giungere a  F._______ (cfr. verbale 
d'audizione del 18 maggio 2010, pag. 7); che in quest'ultima città, gli  
sarebbe  stato  consigliato  di  recarsi  in  Svizzera,  ragion  per  cui 
l'insorgente,  il  (...),  si  sarebbe  recato  in  Svizzera  (cfr. verbale 
d'audizione del 18 maggio 2010, pagg. 4 e 5);

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà;

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente  non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi ed ha pronunciato l'allon -
tanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontana-
mento verso l'Iraq siccome lecita, esigibile e possibile; 

che nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna  dei  documenti  d'identità,  confermato  quanto  già  dichiarato  in 
sede d'audizione federale, allegando di  aver contattato un amico nel 
suo Paese per farsi inviare i suoi documenti, destinati altresì a provare 
la  sua provenienza da  C._______; che,  secondo il  ricorrente,  l'UFM 
avrebbe dovuto concedergli un termine supplementare per poter con-
segnare detti documenti; che egli sostiene pertanto di aver fornito ra-

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gioni scusabili che spiegano la mancata produzione dei documenti ri -
chiesti; 

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata, la trasmissione degli atti di  
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua  domanda; che  ha,  altresì,  presentato  domanda  d'esenzione  dal 
versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese proces-
suali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri -
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esisten-
za di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative (cfr. DTAF 2007/7, consid. 5);

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a  
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre due mesi dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che, per di più, egli si è semplicemente limitato a dichiarare di posse-
dere in patria, presso il di lui domicilio o quello di suo suocero, la carta 
d'identità ed un certificato di nazionalità, ma di non aver mai possedu-

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to  o  richiesto  il  passaporto  (cfr.  verbale  d'audizione  del  18  maggio 
2010, pagg. 3 e 4); che egli ha confermato che, malgrado fosse a co -
noscenza dell'obbligo di dover consegnare i documenti d'identità o di 
viaggio entro le 48 dal deposito della sua domanda d'asilo, non ha fat -
to  nulla  per  procurarseli  poiché  non  sapeva  come  fare  (cfr. verbale 
d'audizione  del  18  maggio  2010,  pag.  4);  che,  successivamente, 
avrebbe semplicemente aggiunto di  aver contattato un amico in Iraq 
per  farsi  spedire  i  documenti  (cfr. verbale  d'audizione del  28 giugno 
2010, pag. 2); 

che, oltre a ciò, interrogato sul suo itinerario, l'autore del gravame si è 
limitato a raccontare di aver pagato un passatore che gli ha organizza -
to il viaggio e che gli avrebbe fornito un passaporto falso, di essersi re-
cato in Siria, rimanendoci due notti, per poi ripartire e proseguire verso 
la Turchia, dove sarebbe entrato a piedi illegalmente; che, in seguito, 
egli si sarebbe recato a E._______ e di qui sarebbe ripartito, nascosto 
in un TIR, giungendo poi in Italia, passando da una piccola stazione e 
arrivando a F._______; che, in questa città, il passatore gli avrebbe fat -
to un biglietto di treno per recarsi in Svizzera (cfr. verbale d'audizione 
del 18 maggio 2010, pagg. 1,2 e 7); che, in sede di seconda audizione 
e contrariamente a quanto dichiarato inizialmente, egli avrebbe asseri -
to di essere partito in automobile da E._______ e di essere salito su di 
un TIR soltanto dopo quattro ore di viaggio in auto (cfr. verbale d'audi-
zione del 28 giugno 2010, pag. 6); che, peraltro, interrogato su dei bi -
glietti  di  treno trovati  tra i  suoi dati  personali  (l'uno con partenza da 
G._______ e arrivo a F._______ e l'altro con partenza da F._______ e 
arrivo a H._______ [cfr. A 6/13]), il ricorrente si è limitato a rispondere 
che questi non gli appartenevano (cfr. verbale d'audizione del 18 mag-
gio 2010, pag. 7); 

che l'insorgente ha altresì affermato di non aver subito alcun controllo 
dalle  autorità  italiane  (cfr.  verbale  d'audizione  del  18  maggio  2010, 
pag. 7); 

che, in aggiunta, il ricorrente non ha fornito alcuna spiegazione circa 
l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità del suo 
viaggio (cfr. ricorso, pag. 2);

che, a prescindere dalle allegazioni palesemente inverosimili di cui so-
pra, vale pure sottolineare che varcare il confine Schengen senza su -
bire alcun controllo, come il ricorrente ha dichiarato di aver fatto, risul-
ta, al momento, alquanto difficoltoso;

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che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte; 

che, vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del  ricorrente  circa  il  mancato  possesso  dei  documenti  d'identità,  il  
TAF ha ragione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi 
documenti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità  
di rifugiato del richiedente;

che  a  questo  riguardo,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16 dicem-
bre 2005, il legislatore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché 
cpv. 3 LAsi una procedura sommaria, nell'ambito della quale è statuito 
sull'adempimento o meno della qualità di rifugiato, nonostante che la 
stessa  termini  con  una  decisione  di  non  entrata  nel  merito 
(DTAF 2007/8, consid. 5);

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempie manifestamente la qualità di rifugiato: che ciò può risulta-
re sia dalla manifesta inconsistenza sia dalla manifesta irrilevanza dei 
motivi d'asilo addotti;  che la manifesta irrilevanza può altresì risultare 
dalla palese assenza di una sufficiente intensità dei pregiudizi, dall'i -
nattualità degli stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa 
di  rifugio  interna  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata 
protezione statale contro l'agire illegittimo di terzi  (DTAF 2007/8, con-
sid. 5.6.4 e 5.6.5);

che l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente di essere espatriato dal  
Iraq per il timore di esser ucciso dai terroristi per aver annoverato poli -
ziotti e soldati tra i suo clienti del negozio di barbiere;

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che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, basti rilevare, che il ricorrente si è espresso in modo vago e con-
traddittorio  sugli  eventi  che lo avrebbero indotto a lasciare il  proprio 
Paese; che, in effetti e a titolo d'esempio, il ricorrente ha dichiarato ini -
zialmente che le lettere di minaccia erano firmate da terroristi  senza 
però  poter  indicare  chi  essi  fossero  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
18 maggio 2010, pag. 5), mentre in un secondo tempo ha riferito che si 
trattava dei terroristi Al Quaida (cfr. verbale d'audizione del 28 giugno 
2010, pagg. 4 e 7); che, inoltre, egli ha raccontato in sede di prima au -
dizione di aver denunciato le minacce in seguito alla seconda lettera ri -
cevuta, ovvero dopo aver anche subito l'attentato alla sua persona (cfr. 
verbale d'audizione del 18 maggio 2010, pag. 5); che, per contro, in 
sede della seconda audizione, l'autore del gravame ha indicato di es-
sersi  recato in polizia dopo la ricezione della prima lettera minatoria 
(cfr. verbale d'audizione del 28 giugno 2010, pag. 2); che, in relazione 
a tali lettere e minacce, il ricorrente avrebbe inizialmente sostenuto di 
non aver dato molta importanza alla prima missiva (cfr. verbale d'audi-
zione del 18 maggio 2010, pag. 5), contrariamente a quanto avrebbe 
riferito in sede di audizione federale, ossia sul fatto che tale minaccia 
l'avesse  alquanto  intimorito  (cfr.  verbale  d'audizione  del  28 giugno 
2010, pag. 2); che si rileva pure che anche a riguardo di chi avrebbe 
trovato le lettere di minaccia, come pure sul contenuto di tali lettere, il 
ricorrente ha reso dichiarazioni contraddittorie (cfr. verbale d'audizione 
del 18 maggio 2010, pag. 5 e verbale d'audizione del 28 giugno 2010, 
pagg. 3 e 6);

che, per sovrabbondanza e come verrà precisato in seguito, giova inol -
tre rilevare che dall'esame LINGUA a cui è stato sottoposto il ricorren-
te, è risultato che lo stesso non provenga da C._______, ma dalla re-
gione di I._______ (cfr. rapporto LINGUA del 18 giugno 2010, pag. 5); 

che il  ricorrente, confrontato alla conclusione di detto esame non ha 
fornito spiegazioni che possano dare credibilità al proprio racconto e si  
è infine limitato a dichiarare che era inutile che stesse a replicare alla  
conclusione dell'esperto (cfr. verbale d'audizione del 28 giugno 2010, 
pag. 9); 

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che, di conseguenza, alla luce delle dichiarazioni lacunose e contrad-
dittorie del ricorrente quanto ai fatti v'è ragion di concludere alla mani -
festa inverosimiglianza dei motivi d'asilo addotti; 

che, in  tale contesto non v'è motivo di  ritenere che il  ricorrente non 
possa ottenere  dalle  autorità  in  Iraq,  se  opportunamente  sollecitata, 
un'appropriata protezione statale contro l'eventuale futuro agire illegit -
timo di terzi nei suoi confronti, o non possa disporre in patria di un'al -
ternativa di rifugio in un'altra regione;

che,  pertanto,  i  motivi  d'asilo  evocati  sono  stati  rettamente  ritenuti 
come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta  l'art.  32 cpv. 3 lett. b 
LAsi;

che, tanto meno, a mente di questo Tribunale, le allegazioni prodotte 
circa i timori di essere ucciso sarebbero state, in casu, di natura tale 
da poter essere considerate nella concreta fattispecie decisive ai sensi 
dell'asilo;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista del -
l'ammissibilità (DTAF 2009/50 consid. 8);

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Iraq possa viola-
re  l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

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che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il  quale l'esecuzione  dell'allontanamento  deve  essere  possibile 
(art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmen-
te esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che la questione del carattere possibi -
le, ammissibile e esigibile dev'essere esaminata d'ufficio; che tuttavia 
questo principio è limitato dall'obbligo dell'interessato di collaborare al -
l'accertamento dei fatti giusta l'art. 8 cpv. 1 LAsi (cfr. sentenza del TAF 
D-3975/2007 del 15 giugno 2007, consid. 3.4; Walter Kälin, Grundriss 
des  Asylverfahrens,  Basel  und  Frankfurt  am Main,  1990,  pag. 262); 
che si tratta di  un caso tipico d'applicazione dell'art. 13 cpv. 1 lett. c  
PA;

che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);

che nel caso di specie, come ritenuto dall'autorità inferiore, e dalle cui 
considerazioni questo Tribunale non ha motivo per cui scostarsene, le 
affermazioni del ricorrente in merito alla propria cittadinanza sono ma-
nifestamente confutate dall'esame LINGUA, al punto tale che può es-
sere esclusa con certezza la sua provenienza da C._______ (cfr. rap-
porto  LINGUA del  18  giugno 2010,  pagg. 1  e  5)  e  contestualmente 
qualsivoglia impedimento al rientro del ricorrente nel Paese d'origine, 
come egli pretenderebbe far valere in sede di ricorso con generiche e 
semplici affermazioni (cfr. ricorso, pag. 2); 

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che va pure osservato che alla luce del rapporto LINGUA, il ricorrente 
si  esprime  utilizzando  pronunce  e  modi  lessicali  propri  al  dialetto 
d'I._______ e che, non conosce assolutamente il  turkoman (cfr. rap-
porto LINGUA del 18 giugno 2010, pagg. 3 e 4), che, inoltre, l'esperto 
LINGUA  ha  osservato  che  le  conoscenze  dell'insorgente  dell'arabo 
sono estremamente minime e in antitesi alle dichiarazioni dello stesso 
riguardo a una scolarizzazione di 12-13 anni in un luogo ove la mag-
gior parte dei corsi si svolge in arabo, come pure al fatto ch'egli avreb -
be vissuto a C._______ dalla nascita - città dove l'arabo avrebbe pre-
dominato sino al 2003 - e alla sua attività di  barbiere di  oltre 5 anni  
che l'avrebbe confrontato giornalmente con gli abitanti di lingua araba 
(cfr. rapporto LINGUA del 18 giugno 2010, pagg. 4 e 5); che il rapporto 
LINGUA conclude pertanto che il ricorrente proviene, molto verosimil-
mente, da I._______ (cfr. rapporto LINGUA del 18 giugno 2010, pag. 
5);

che, peraltro, in relazione all'art. 83 cpv. 4 LStr, dissimulando la sua 
provenienza, il ricorrente ha reso impossibile la ricerca di pericoli con -
creti e suscettibili di minacciarlo nella sua effettiva regione d'origine;

che,  premesso ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione dell'allontana-
mento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr,  sulla  base dell'esame LIN-
GUA, potendosi determinare con grande probabilità che egli sia origina-
rio di I._______ nel nord dell'Iraq (cfr. rapporto sull'esame LINGUA del 18 
giugno 2010, pagg. 1 e 5), in merito allo stato della sicurezza in Iraq, que-
sto Tribunale ha già avuto modo di precisare che nelle tre province curde 
nel nord dell'Iraq (Dohuk, Erbil e Suleimaniya) non vige, al momento, una 
situazione  di  violenza  generalizzata  e  la  situazione  politica  non  è 
talmente tesa da considerare un rimpatrio come generalmente inesigibile; 
che segnatamente, lo stato della sicurezza è più stabile ed equilibrato ri-
spetto al resto del Paese e, inoltre, la situazione dei diritti dell'uomo è mi-
gliore rispetto alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq; che in particolare, 
l'esecuzione dell'allontanamento verso le tre province curde è esigibile, di 
principio, per gli uomini curdi, non sposati, in buona salute e giovani, a 
condizione che la persona interessata sia originaria della regione o vi ab-
bia vissuto un lungo periodo e disponga di una rete sociale, segnatamen-
te famiglia, parenti o conoscenti, oppure di relazioni con i partiti al potere 
(DTAF 2008/5 consid. 7.5, in particolare 7.5.1 e 7.5.8);

che,  quanto  alla  situazione personale  del  ricorrente,  egli  è  giovane, 
possiede una buona esperienza lavorativa quale barbiere, attività che 

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ha svolto dal 2005 sino al momento dell'espatrio (cfr. verbale d'audizio-
ne del 18 maggio 2010, pag. 2); che inoltre, stando a quanto riferito, il 
ricorrente dispone ancora di una fitta rete famigliare in patria, dove ha la-
sciato la moglie e tre figli, la madre e la sorella ed i suoceri (cfr. verbale di 
audizione del 18 maggio 2010, pag. 3); che l'insorgente non ha preteso 
nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustifi -
care la sua ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica Giurispru-
denza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in mate-
ria d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli 
atti emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi me-
dici; che al riguardo, neanche dalla segnalazione di casi medici del 1o 

luglio 2010, dal quale risulta una visita all'Ospedale Beata Vergine di 
Mendrisio per dolori addominali presentati dal ricorrente (cfr. 18/1), si 
evincono problemi di  salute sufficientemente gravi  quali  la  giurispru-
denza esigerebbe; 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori -
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 
106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

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che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione  dal  versamento  dell'anticipo  equivalente  alle  presunte  spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art.  83 
lett. d LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- J._______ (via fax, con preghiera di notificare la sentenza al ricor-

rente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale am-
ministrativo federale

- K._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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