# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b4df58dc-b9c0-5f15-84ef-632d28a9e0c1
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-03-04
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 04.03.2014 S 2013 131
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2013-131_2014-03-04.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 13 131

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presieduta da

Priuli, vicepresidente, e composta dalla giudice Moser e dal 

presidente Meisser, attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 4 marzo 2014

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____,
rappresentato dall'Avvocato lic. iur. Martino Luminati,

ricorrente
contro

Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni 
(SUVA), 
rappresentato dall'Avvocato Mattia Alessandro Ferrari, 

convenuto

concernente prestazioni assicurative LAINF

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1. A._____, 1952, era impiegato dal 1971 presso la ditta B._____ SA di 

X._____ come muratore ed era in tale qualità obbligatoriamente 

assicurato presso l'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli 

infortuni (qui di seguito semplicemente assicuratore infortuni) per le 

conseguenze di infortuni e malattie professionali. Il 18 ottobre 2003, 

mentre stava raccogliendo delle castagne, A._____ subiva una 

distorsione al ginocchio destro con rottura del corno posteriore del 

menisco mediale. Seguivano accertamenti, terapie, un intervento di 

meniscectomia (2003) e dèbridement del menisco con toilette 

dell'articolazione (2004), accompagnati da due soggiorni riabilitativi dal 14 

aprile al 19 maggio 2004 a Y._____ e dal 1. al 23 dicembre 2004 presso 

la Clinique C._____. Per le conseguenze invalidanti di tale infortunio e 

con effetto dal 1. maggio 2005, l'8 giugno 2005 l'assicuratore infortuni 

riconosceva all'assicurato il diritto ad una rendita d'invalidità del 27 % e ad 

una indennità per menomazione dell'integrità (IMI) del 10 %. Le limitazioni 

riportate riguardavano l'impossibilità di sollevare pesi superiori a 10 kg, di 

eseguire lavori in posizione accovacciata e di salire o scendere 

ripetutamente le scale. Indicata era un'occupazione che avrebbe richiesto 

per un quarto del tempo di lavoro il movimento, un quarto in piedi e per la 

metà del tempo la posizione seduta. 

2. Già nel 2006 doveva essere eseguito un nuovo débridement al menisco. 

Accanto alle conseguenze infortunistiche, l'assicurato soffriva pure di una 

sindrome lombovertebrale e di un'ernia del disco. Per tali danni alla 

salute, il 15 gennaio 2008 a A._____ veniva da parte dell'assicurazione 

per l'invalidità riconosciuto il diritto ad una rendita di tre quarti sulla base 

di un grado d'impedimento del 65 %. 

3. Con il passare del tempo, la situazione del ginocchio destro andava 

peggiorando e il 18 novembre 2011 all'assicurato veniva impiantata una 

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protesi totale. Permanevano però dolori ed una importante limitazione 

funzionale dell'articolazione. Con decisione 2 luglio 2013, l'assicuratore 

infortuni confermava il grado d'invalidità già accertato in precedenza, ma 

riconosceva all'assicurato un'ulteriore IMI del 5 % per l'intervenuto 

aggravamento. La tempestiva opposizione, nell'ambito della quale 

l'assicurato chiedeva l'espletamento di nuovi accertamenti medici veniva 

respinta il 3 ottobre 2013, in quanto il peggioramento delle condizioni del 

ginocchio non era reputato incidere in modo rilevante sulle attività ritenute 

già nel 2005 ancora esigibili e nell'esercizio delle quali sarebbe possibile 

operare a piacimento in posizione seduta o in piedi. 

4. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo il 28 ottobre 

2013, A._____ chiedeva l'annullamento del provvedimento impugnato e il 

rinvio degli atti all'assicuratore infortuni per l'esecuzione di un nuovo 

calcolo del grado d'invalidità. La situazione del ginocchio si sarebbe 

aggravata e il sostanziale peggioramento subentrato non sarebbe stato 

debitamente preso in considerazione da parte del medico di circondario, 

che avrebbe ignorato o solo molto sommariamente preso in 

considerazione i pareri specialistici di altri colleghi. Concretamente, il 

medico dell'assicuratore infortuni non avrebbe considerato dovutamente 

l'indiscusso abbassamento della patella e le limitazioni ad esso connesse 

come l'impossibilità di fare le scale. Di riflesso anche il giudizio 

sull'esigibilità non sarebbe completo. Ma anche le ben più importanti 

limitazioni funzionali riscontrate in occasione della visita di chiusura del 7 

maggio 2013 rispetto alle leggere compromissioni rilevate in precedenza 

confermerebbero l'inattendibilità della pretesa invariata esigibilità delle 

attività ritenute ancora esercitabili nel 2005. 

5. Nella propria presa di posizione, l'assicurazione infortuni chiedeva la 

reiezione del ricorso. Pur essendo pacifico e incontestato che la 

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situazione del ginocchio dell'istante fosse peggiorata, questo 

aggravamento non avrebbe però alcuna ripercussione sulla sua residua 

abilità, in quanto nelle professioni ritenute idonee alla situazione post-

infortunistica sarebbe possibile lavorare in piedi o seduti e le attività 

sarebbero a carattere leggero. Ne consegue che quanto fosse stato per il 

ricorrente esigibile e conseguibile in termini economici nel 2005 lo 

sarebbe tuttora. Essendo l'invalidità un concetto economico e non 

medico, non vi sarebbe in dette condizioni alcun diritto ad una rendita 

d'invalidità superiore a quella stabilita nel 2005. 

6. Replicando e duplicando le parti si riconfermavano essenzialmente nelle 

loro precedenti allegazioni e proposte. 

Considerando in diritto:

1. Giusta l’art. 17 cpv. 1 legge federale sulla parte generale del diritto delle 

assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), se il grado d’invalidità del 

beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro 

la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio 

o su richiesta (un’analoga disposizione era precedentemente oggetto 

dell’art. 22 cpv. 1 prima frase della legge federale sull'assicurazione 

contro gli infortuni [LAINF; RS 832.20]). La rendita deve essere modificata 

non solo in presenza di un cambiamento delle condizioni fisiche o 

psichiche dell'assicurato suscettibili d’influire sulla sua capacità lucrativa, 

ma anche quando le conseguenze di uno stato di salute di per sé 

immutato provocano una modifica sostanziale sulla capacità di guadagno 

(DTF 130 V 349 cons. 3.5, 117 V 199 cons. 3b, 113 V 275 cons. 1a e 

riferimenti). Per ammettere l'esistenza di una modifica di rilievo occorre 

confrontare la situazione di fatto al momento della decisione iniziale di 

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assegnazione della rendita, rispettivamente, se del caso, dell'ultima 

decisione cresciuta in giudicato che è stata oggetto di un esame materiale 

del diritto alla rendita, con quella vigente all'epoca del provvedimento 

litigioso (DTF 133 V 108, 130 V 351 cons. 3.5.2, 125 V 369 cons. 2 con 

riferimento). Per giurisprudenza costante, la valutazione giudiziaria della 

(in)capacità lavorativa sulla base di conclusioni mediche è un 

accertamento di fatto (DTF 132 V 398 cons. 3.2 e 3.3). Fa parte di questo 

accertamento pure la questione di sapere in quale misura una persona 

assicurata, sulla base delle proprie potenzialità e delle proprie risorse, 

presenti una capacità lavorativa residua e in quale misura l'esercizio di 

attività confacenti possa essere ritenuto ragionevolmente esigibile. 

Analogo discorso può essere fatto con riferimento al quesito di sapere se 

una (in)capacità lucrativa si è modificata in modo rilevante ai fini di 

un'eventuale revisione durante un determinato periodo di tempo.

2. a) E' bene premettere che contestando la chiusura del caso richiamandosi 

all'art. 19 LAINF, l'istante era stato inizialmente reputato opporsi alla 

chiusura della cura medica. Nella propria opposizione egli adduceva 

propriamente la precocità della chiusura della ricaduta, anche se in sede 

di ricorso tale motivazione viene abbandonata. In ogni caso, chiedendo 

l'annullamento del provvedimento impugnato e l'esecuzione di ulteriori 

accertamenti il petito non è stato esteso, per cui anche un eventuale 

cambiamento di motivazione non sarebbe come tale censurabile. Come 

espressamente ribadito dall'istante stesso nel proprio ricorso, non è in 

questa sede contestata la correttezza della chiusura della ricaduta senza 

l'intervento di artrolisi (rimozione chirurgica di aderenze intra-articolari) a 

livello del ginocchio, della cranializzazione della tuberosità tibiale o della 

artroplastica della patella. Considerata la complessa anamnesi medica 

del ginocchio destro, le limitate possibilità di successo degli interventi 

proposti nonché il pericolo di un'eventuale necrosi, lo scetticismo del 

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paziente a lasciarsi rioperare era considerato da più parti del tutto 

comprensibile (vedi rapporto della Clinica D._____, dott. med. E._____ 

del 26 marzo 2013, parere dei dott. med. F._____ e G._____ del 22 

agosto 2013 e parere del medico di circondario del 7 maggio 2013 che 

accettava senza alcun commento l'attuale posizione di rifiuto espressa dal 

paziente avverso un ulteriore intervento). Nel ricorso, l'istante mantiene le 

proprie reticenze a proposito della possibilità di farsi nuovamente operare, 

per cui la questione di un intervento al momento non si pone. 

b) In ogni caso, qualora col passare del tempo uno degli interventi dovesse 

soddisfare le condizioni legali ed essere reputato dai medici esigibile, 

l'assicuratore infortuni è tenuto a procedere in applicazione a quanto 

stabilito all'art. 21 cpv. 4 LPGA. A mente di detto disposto le prestazioni 

possono essere temporaneamente o definitivamente ridotte o rifiutate se 

l’assicurato, nonostante una sollecitazione scritta che indichi le 

conseguenze giuridiche e un adeguato termine di riflessione, si sottrae, si 

oppone oppure, entro i limiti di quanto gli può essere chiesto, non si 

sottopone spontaneamente a una cura o a un provvedimento 

d’integrazione professionale ragionevolmente esigibile e che promette un 

notevole miglioramento della capacità di lavoro o una nuova possibilità di 

guadagno. L'indicazione medica per un determinato trattamento va 

pertanto stabilita in modo inequivocabile dall'assicuratore infortuni e solo 

in seguito un ingiustificato rifiuto di sottoporsi al trattamento da parte 

dell'assicurato e dopo la dovuta ingiunzione è dato prendere dei 

provvedimenti che sanzionino l'atteggiamento assunto. Nell'evenienza, 

per quanto esposto nel considerando che precede, la cura medica è stata 

giustamente ritenuta conclusa e le perplessità dell'assicurato in merito ad 

un nuovo intervento operatorio vengono condivise anche dal medico di 

circondario, per cui come giustamente stabilito nell'opposizione, la 

questione è per ora risolta. All'assicurato resta aperta la possibilità, come 

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evocato nel provvedimento impugnato, di annunciarsi all'assicuratore 

infortuni qualora lo stato di salute dovesse richiedere una nuova cura 

medica. 

3. a) Precisando le proprie censure, l'istante adduce che invocando l'art. 19 

LAINF egli intendesse pretendere che la chiusura dalla ricaduta fosse 

avvenuta in base ad una documentazione medica sommaria, carente 

della debita valutazione di tutti i reperti medici e quindi non conclusiva in 

termini di quanto possa essere ancora ritenuto esigibile dall'infortunato. 

L'assicurato soffre degli esiti di una gonartrosi al ginocchio destro dopo 

l'impianto di una protesi totale, con importanti limitazioni funzionali e dolori 

all'articolazione (vedi rapporto dei dott. med. F._____ e G._____ del 22 

agosto 2013 e del dott. med. H._____ del 7 maggio 2013) e di una patella 

bassa (vedi certificato del dott. med. I._____ del 23 marzo 2013 e 

diagnosi ripresa dal dott. med. E._____ il 26 marzo 2013). Per il 

ricorrente, il medico di circondario non avrebbe tenuto nella debita 

considerazione né l'abbassamento della patella né gli accertamenti 

condotti dai dott. med. F._____ e G._____. La critica non si rivela del tutto 

corretta. E' vero che nelle diagnosi poste in occasione della visita di 

chiusura il dott. med. H._____ omette di citare l'abbassamento della 

patella benché detta patologia sembri risultare evidente anche dalle 

radiografie (vedi relazione del dott. med. E._____ del 9 marzo 2013). 

L'abbassamento della patella, ripreso nella relazione del 9 marzo 2013 

della Clinica D._____, veniva però debitamente evocato nell'anamnesi del 

ginocchio anche dal medico di circondario, il quale imputava del resto la 

grave limitazione funzionale del ginocchio propriamente al probabile 

abbassamento della patella (relazione del 7 maggio 2013 pag. 6/7), 

probabilità che nell'ambito delle assicurazioni sociali basta per ammettere 

l'esistenza di una simile compromissione. Anche la valutazione fatta dai 

dott. med. F._____ e G._____ quanto all'impossibilità per l'istante di salire 

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o scendere le scale è solo parzialmente in contraddizione con quanto 

rilevato nella visita di chiusura, giacché il dott. med. H._____ escludeva la 

possibilità per l'istante di utilizzare una scala a pioli o di salire e scendere 

ripetutamente le scale. Con questo giudizio vengono in sostanza 

considerate non idonee le attività che richiedono tale tipo di spostamento. 

Non è in queste condizioni ammesso ritenere che le conclusioni mediche 

alle quali giunge il medico di circondario il 7 maggio 2013 siano in 

contraddizione, con quanto accertato dagli altri specialisti. Vi sono però 

alcuni elementi che non sono stati tenuti in considerazione nella 

valutazione medica operata. 

b) Come evidenziato nell'ambito dell'indagine medica di chiusura dal dott. 

med. H._____, il sensibile peggioramento della situazione del ginocchio 

viene confermato dalla persistente atrofia muscolare e dalla ridotta 

funzionalità alla flessione e estensione attualmente di soli 80-0-0° rispetto 

alla situazione riscontrata precedentemente all'epoca della fissazione 

della rendita e che permetteva una estensione e flessione di 130-0-0°. 

Attualmente anche la sintomatologia dolorosa è reputata più accentuata. 

In base alle recenti attestazioni agli atti, l'assicurato soffre di incipienti 

dolori anche al ginocchio sinistro, come riportato dal dott. med. H._____ 

nell'esame del 7 maggio 2013 pag. 4 e come confermato nelle relazioni 

della Clinica D._____ del 30 agosto 2011 e del 26 marzo 2013. In 

quest'ultimo rapporto, il dott. med. E._____ non esita a considerare 

l'esistenza di una correlazione tra le patologie alle due articolazioni. Sulla 

problematica delle conseguenze dell'aggravamento anche riguardo ai 

disturbi al ginocchio sinistro l'assicuratore infortuni non si è espresso. In 

questo senso la richiesta di nuovi accertamenti merita protezione nel 

senso che una compromissione anche del ginocchio sinistro a seguito del 

sovraccarico che detta articolazione è tenuta a sopportare dopo 

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l'aggravamento della patologia a quello destro va meglio indagata e se del 

caso tenuta nella debita considerazione. 

c) Sostanzialmente, l'assicuratore infortuni si oppone a nuovi accertamenti 

ritenendo che in termini di esigibilità sia dall'assicurato esigibile la stessa 

gamma di attività sedentarie come in precedenza. Questa conclusione 

non è interamente condivisibile. E' vero che nel 2005 erano stati 

considerati esigibili dall'assicurato tutti i lavori che non richiedevano di 

sollevare pesi superiori a 10 kg, di eseguire mansioni in posizione 

accovacciata e di salire o scendere ripetutamente le scale. 

Particolarmente indicata era considerata un'occupazione da svolgere per 

un quarto del tempo di lavoro deambulando, un quarto mantenendo la 

stazione eretta e per la metà del tempo stando seduti. Attualmente, per il 

dott. med. H._____ la limitazione resta la stessa per quanto riguarda la 

possibilità di lavorare sull'arco dell'intera giornata, il porto di pesi fino ad 

un massimo di 10 kg, l'impossibilità di svolgere lavori in posizione 

accovacciata o di salire e scendere ripetutamente le scale. Reputata 

ideale era e resta un'attività a carattere alternato con prevalenza della 

posizione seduta. Evidentemente questa valutazione non tiene conto 

della compromissione dell'altro ginocchio. Se però la compromissione del 

ginocchio sinistro fosse riconducibile allo stato del ginocchio destro, le 

limitazioni funzionali conseguenti alla compromissione delle due 

articolazioni potrebbe essere più grave di quanto finora ritenuto come 

postumi invalidanti per il solo ginocchio infortunato. In termini di esigibilità 

non è indifferente sapere se l'attività debba essere a carattere solo 

prevalentemente sedentario, anziché di natura forzatamente sedentaria. 

Per una completa definizione dell'esigibilità si impongono pertanto nuovi 

accertamenti medici. 

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4. Nel 2005 la fissazione del reddito conseguibile da invalido era stata fatta 

in base ai dati risultanti dalla documentazione sui posti di lavoro (DPL). 

Recentemente, malgrado le critiche, il Tribunale federale ha confermato la 

validità della determinazione del reddito da invalido sulla base dei dati 

salariali risultanti dalla documentazione relativa ai posti di lavoro redatta 

dall'istituto convenuto (DTF 139 V 596 cons. 7). Nell'evenienza vengono 

attualmente considerate ancora sempre ugualmente esigibili le cinque 

attività già considerate nel 2005 per giustificare l'immutata situazione 

economica. Dalla documentazione prodotta non è però dato analizzare la 

veridicità di simili riferimenti per il 2013, non essendo neppure dato 

sapere se i posti di lavoro allora rilevati siano ancora reperibili o meno. E' 

vero che tutte e cinque le ditte sembrano permanere attive nei rispettivi 

campi di attività, ma le loro specifiche evoluzioni salariali nel 2013 non 

sono note. Ci si potrebbe allora chiedere se sia ammissibile operare un 

paragone dei redditi solo indicizzando i salari ripresi nel 2005 in base agli 

ordinari dati statistici, soluzione che non appare conformarsi del tutto alla 

specificità del sistema che regge le DPL. Anche per gli assicurati il cui 

reddito da invalido verrebbe stabilito in base alle DPL dovrebbe però 

parimenti trovare applicazione il metodo del paragone dei redditi sulla 

base dell'evoluzione salariale specifica delle attività prese in 

considerazione. Per questo Giudice, se il reddito è stato nel 2005 stabilito 

in base a dei rilievi salariali concreti, anche il reddito conseguibile nel 

2013 dovrebbe essere fatto sulle stesse basi. Una delle cinque attività in 

questione era poi un lavoro di controllo in laboratorio e presupponeva un 

(pre)tirocinio (in tedesco Anlehre) di cui sicuramente l'assicurato, di 

professione muratore, era sprovvisto. Anche la pretesa che tutte e cinque 

le attività possano essere esercitate stando seduti o in piedi a piacimento 

non risulta del tutto dalle relative descrizioni. Se l'assicurato per le 

patologie ad ambo le ginocchia fosse costretto ad un lavoro sedentario, 

non è del tutto evidente che tutti e cinque gli impieghi segnalati si 

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conformino a tale limitazione, in quanto almeno una delle attività richiede 

sia di restare in piedi che di sedersi e solo "di principio" la posizione può 

essere scelta a piacimento. Non appare pertanto del tutto assodato che i 

cinque posti di lavoro segnalati siano incondizionatamente comunque 

sempre ancora esigibili dall'istante anche adesso come pretende 

l'assicuratore infortuni. All'epoca della fissazione della rendita nel 2005 

l'assicurato non si era opposto all'applicazione delle DPL e tantomeno 

aveva preteso un calcolo in base ai dati statistici giusta la TA1 come 

risultano dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS), edita 

dall'Ufficio federale di statistica (DTF 126 V76 cons. 3). Una rimessa in 

discussione di tali parametri in occasione della revisione deve però 

essere almeno in parte possibile, giacché per tutti gli altri assicurati il cui 

reddito è stabilito in base ai valori statistici il grado dell'aggravamento 

viene stabilito in esito ad un nuovo calcolo dei redditi anche in funzione 

quindi di variazioni economiche e non solo mediche. In tali condizioni 

sarebbe perlomeno da vagliare la questione di sapere se non fosse più 

appropriato applicare anche alla presente fattispecie i dati forniti dall'ISS. 

Anche per questi motivi si giustifica pertanto un ritorno degli atti 

all'assicuratore infortuni. 

5. In conclusione il ricorso è accolto nel senso dei considerandi e la 

decisione impugnata è annullata. Gli atti sono ritornati all'assicuratore 

infortuni affinché definisca il diritto a prestazioni, dopo l'esplicazione dei 

necessari accertamenti medici. In conformità all'art. 61 lett. f LPGA 

l'assicuratore infortuni è tenuto a versare al ricorrente una indennità 

forfettaria complessiva di fr. 2000.-- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili. 

Il Tribunale decide:

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1. Il ricorso è accolto e la decisione impugnata annullata. Gli atti vengono 

rinviati all'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni 

per la presa di una nuova decisione dopo aver eseguito gli accertamenti 

d'obbligo. 

2. La procedura è gratuita.

3. L'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni versa a 

A._____ fr. 2000.-- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]