# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 20dbe27c-5f19-5ff6-802b-727aa0920611
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-12-20
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 20.12.2005 16.2005.138
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2005-138_2005-12-20.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2005.138

  	
  Lugano

  20 dicembre
  2005/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso 3 novembre 2005
presentato da

 

	
   

  	
   RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

la sentenza 12 ottobre 2005 del Giudice di pace supplente
del circolo di Giubiasco nella causa civile inappellabile (inc. n. 25/2005/O)
promossa con istanza 20 aprile 2005 nei confronti di

 

 

 

	
   

  	
   CO 1  

   

  

 

 

 

con la
quale l'istante ha chiesto il pagamento di fr. 232.- oltre accessori, domanda respinta
dal giudice;

 

 

 

letti
ed esaminati gli atti,

 

 

 

considerato

 

in
fatto e in diritto:    

 

                                         che con
istanza 20 aprile 2005 RI 1 ha convenuto in giudizio CO 1 per ottenere il
pagamento di fr. 232.-, corrispondenti alla metà del valore di una lavatrice acquistata
dalla figlia della convenuta unitamente alla di lui figlia allorquando esse, studentesse
universitarie, erano coinquiline di un appartamento a __________;

 

                                         che con  sentenza
12 ottobre 2005 il Giudice di pace supplente del circolo di Giubiasco ha
respinto l'istanza non avendo l'istante comprovato l'esistenza di un eventuale
accordo circa l'assunzione del costo della lavatrice da parte della convenuta;

 

                                         che con
scritto 3 novembre 2005 RI 1 è insorto contro il predetto giudizio chiedendo il
riesame dell'intera pratica;

 

                                         che
giusta l'art. 329 cpv. 2 CPC il ricorso per cassazione, per essere considerato
valido, deve contenere le domande di ricorso nonché i motivi di fatto e di
diritto sui quali lo stesso si fonda precisando (o almeno descrivendo) il
motivo di cassazione invocato: caso contrario l’atto è nullo (cpv. 3);

 

                                         che nel
caso concreto il contenuto dello scritto 3 novembre 2005 non supera la soglia
imposta dalla procedura per essere trattato come ricorso per cassazione;

 

                                         che
infatti, invece di indicare a questa Camera le sue critiche alla decisione del
giudice di pace sugli accertamenti istruttori (risultanti dalle prove) o sull'applicazione
di norme di diritto, il ricorrente si limita a manifestare il proprio
disappunto in merito alle conclusioni del primo giudice chiedendo il riesame
dell'incarto;

 

                                         che in
assenza di una qualsiasi censura nei confronti del giudizio impugnato, questa
Camera è nell’impossibilità di individuare e di giudicare i presupposti per un
eventuale annullamento della sentenza dedotta in cassazione, la domanda di
riesame come  tale non essendo in ogni caso proponibile;

 

                                         che in
considerazione dell'esito del gravame può rimanere indecisa la questione relativa
alla legittimazione attiva e a quella passiva, presupposti che parrebbero difettare
giacché titolari del credito litigioso sembrano piuttosto essere le figlie
maggiorenni, così come la legittimazione alla rappresentanza processuale da
parte del ricorrente, inabilitato a rappresentare in questa sede la figlia maggiorenne
(Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art.
64, m. 17);

 

                                          che
giusta l’art. 313 bis CPC, applicabile anche alla procedura di ricorso per cassazione
in virtù del rinvio di cui all'art. 313 cpv. 1 CPC, questa Camera può decidere
con breve motivazione la reiezione dello stesso senza notifica alla controparte
per le osservazioni, qualora questo si riveli inammissibile o manifestamente
infondato;

 

                                         che vista
la particolarità della fattispecie e a titolo eccezionale si prescinde dal prelevare
tasse e spese per il presente giudizio, mentre non si giustifica di assegnare
ripetibili alla convenuta alla quale il ricorso non è nemmeno stato notificato.

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC e per le spese
l'art. 148 CPC e la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:                 

 

                                   1.   Il
ricorso 3 novembre 2005 di RI 1 è nullo.

 

                                   2.   Non
si prelevano tasse né spese e non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  -    ; 

  -    . 

   

  

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del circolo di Giubiasco.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

La presidente                                                        La
segretaria