# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 620e69a4-b805-518c-8576-f449943a0a6f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 30.11.2005 30.2005.242
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2005-242_2005-11-30.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2005.242/AMM

   

  	
  Bellinzona

  30
  novembre 2005

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Giudice della Pretura penale

  
	
  Marco Ambrosini

  
	
   

  
						

sedente con Carmela
Fiorini in qualità di segretaria per statuire sul ricorso del 21 luglio 2005
presentato dalla

 

	
   

  	
  RI 1  

  (DI 1)

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione
  del 5 luglio 2005 emessa dall’Ufficio dell’ispettorato del lavoro, Bellinzona,

  

 

viste                                  le osservazioni del 7 settembre
2005 presentate dall’Ufficio dell’ispettorato del lavoro;

 

                                         letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto                              in fatto:

 

                                         che con decisione del 5 luglio
2005, l’Ufficio dell’ispettorato del lavoro ha riconosciuto la RI 1 colpevole
di avere trasmesso alla competente autorità di controllo “unicamente le
fatture emesse dalla __________ Milano alla società __________, I-Olgiate Comasco
e non le buste paga dei lavoratori distaccati”; 

 

                                         che in applicazione della
pena, l’autorità ha inflitto alla società una multa di fr. 5900.–;

 

                                         che la RI 1 è insorta contro
tale decisione con un ricorso del 21 luglio 2005, nel quale postula
l’annullamento del querelato giudizio o quanto meno – in subordine – una
riduzione della multa;

 

                                         che nelle osservazioni del 7
settembre 2005, l’Ufficio dell’ispettorato del lavoro propone di respingere il
ricorso e di confermare la decisione impugnata;

 

e considerato                     in diritto:

 

                                         che la competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività dell'impugnativa
sono date dall'art. 4 LPContr, ragion per cui il ricorso è ricevibile in ordine
e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr;

 

                                         che l’art. 2 cpv. 1 lett. a LDist
reprime con una multa sino a fr. 40 000.– chiunque, in violazione
dell’obbligo di dare informazioni, rifiuta di darle o fornisce scientemente
informazioni false; in casi di lieve entità, l’autorità può prescindere dal
perseguimento penale (cpv. 2);

 

                                         che l’Ufficio dell’ispettorato
del lavoro rimprovera alla multata – come si è detto – di avere trasmesso alla
competente autorità di controllo “unicamente le fatture emesse dalla __________
Milano alla società ____________________, I-Olgiate Comasco e non le buste paga
dei lavoratori distaccati”;

                                    

                                         che la ricorrente si duole fra
l’altro di come l’autorità di primo grado – qualora avesse ritenuto insufficienti
le fatture prodotte – avrebbe dovuto assegnare un termine supplementare per
completare la documentazione, “ad esempio mediante produzione di una
dichiarazione di __________, rispettivamente fornire in modo diverso la prova
del trattamento salariale riservato nella fattispecie ai lavoratori distaccati,
evitando conclusioni a dir poco affrettate sull’operato e le intenzioni della
ditta” (ricorso, pag. 3 verso il basso);

 

                                         che in concreto, le fatture
oggetto della decisione impugnata sono state prodotte dalla multata con lettera
del 13 dicembre 2004, in cui la società si è così espressa all’indirizzo
dell’autorità di controllo (v. doc. a nell’incarto richiamato):

                                         “co[me]
da ns. colloquio telefonico Vi trasmettiamo le copie delle buste paga dei
dipendenti presenti nei sopracitati cantieri. Le fatture della ditta __________,
riportano i dati relativi alle busta paga da Voi richieste.

                                         Siamo
a Vs. disposizione per ogni chiarimento in merito, ...”;

 

                                         che essendo i conteggi salariali
del personale della __________ giocoforza in possesso di tale società, ben
poteva l’insorgente ragionevolmente considerare adempiuto – per quanto
possibile – il proprio dovere d’informare l’autorità di controllo;

 

                                         che se quest’ultima avesse
ritenuto per converso insufficiente la documentazione fornita, essa avrebbe
dovuto perciò assegnare all’interessata – come sottolineato a ragione nel
ricorso – un termine per rimediare al difetto, se del caso richiedendo gli atti
a chi di dovere;

 

                                         che nulla induce quindi a
ravvisare una violazione dell’obbligo d’informazione da parte della multata,
per il solo fatto di avere prodotto “unicamente le fatture emesse dalla __________
e non le buste paga dei lavoratori distaccati”;

                                         che sotto questo profilo, le
argomentazioni ricorsuali si rivelano quindi provviste di buon diritto;

 

                                         che per il resto, di possibili
false informazioni riguardo all’impiego di lavoratori altrui non v’è traccia
nella decisione impugnata, ragion per cui la questione non merita disamina in
questa sede;

 

                                         che gli oneri dell'attuale
giudizio seguirebbero la soccombenza dell’autorità amministrativa (art. 15 cpv.
2 LPContr);

 

                                         che non si giustifica tuttavia
di addebitare tasse o spese all’Ufficio dell’ispetto­rato del lavoro, il quale
ha agito nell'ambito delle proprie attribuzioni ufficiali;

 

                                         che sulle ripetibili, la
LPContr non contiene alcuna norma che imponga o semplicemente consenta
all'autorità giudicante di attribuire indennità alla parte vincente, né un
simile principio scaturisce dal diritto federale (cfr. DTF 105 Ia 128 consid.
2b);

 

per questi motivi,                

visti                                   gli art. 12 cpv. 1 lett. a
LDist; 1 segg. LPContr;

 

 

pronuncia:                1.     Il ricorso è accolto e la
decisione impugnata è annullata.

                                 2.     Non si prelevano tasse o spese,
né si assegnano ripetibili. 

                                         L’importo di fr. 400.–
anticipato dalla ricorrente le sarà ritornato, previa indicazione di un conto
sul quale effettuare il versamento.

 

                                 3.     Intimazione a:

	
   

  	
  per sé e per la multata,

  .

  

 

 

 

 

Il giudice:                                                                                 La
segretaria: