# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 47ea701d-ac4f-5ab1-88ec-57f822607c69
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-06-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.06.2008 C-3070/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-3070-2006_2008-06-06.pdf

## Full Text

Corte II I
C-3070/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  6  g i u g n o  2 0 0 8

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Stefan Mesmer, Franziska Schneider; 
Cancelliere: Dario Croci Torti.

A.____________, IT-22020 Bizzarone,
rappresentato dal Patronato INAS, via G. Lanz 25, 
6850 Mendrisio,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 3 ottobre 2006)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-3070/2006

Fatti:

A.
A.____________, cittadino italiano, nato il  21 luglio 1963, coniugato, 
ha  lavorato  in  Svizzera  nel  2003  e  nel  2004,  solvendo  i  contributi 
all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità 
(AVS/AI). Dal marzo 2004 era alle dipendenze del locale B._______ di 
Bellinzona  in  qualità  di  cameriere  ed  in  ragione  44  ore  circa  la 
settimana. Ha regolarmente svolto le sue mansioni fino al 16 agosto 
2004 e, da allora, non si è più presentato al lavoro per malattia.

B.
In data 4 luglio 2005, A.____________ ha formulato una richiesta volta 
al  conseguimento  di  una prestazione dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità. L'Ufficio dell'assicurazione invalidità del Cantone Ticino ha 
preliminarmente  fatto  esibire  l'incarto  della  Basilese  Assicurazioni, 
competente per la perdita di guadagno in caso di malattia. Da questo 
incarto emergono i seguenti documenti di rilievo:

-  diversi  certificati  del  medico  curante  Dott.ssa  Bonetta,  a 
giustificazione dell'inabilità lavorativa;

- una prima relazione del Dott. Carlevaro, psichiatra, Bellinzona, del 20 
dicembre 2004, attestante un episodio depressivo di entità grave che, 
pur migliorato rispetto all'agosto 2004, provoca ancora un'incapacità al 
lavoro totale;

- una seconda perizia del Dott. Carlevaro del 9 aprile 2005 che attesta 
uno  stato  ansioso  di  tipo  fobico  ossessivo  che  provoca  ancora 
un'inabilità al lavoro totale;

-  l'annuncio  da  parte  dell'assicurazione  Basilese  della  fine  della 
copertura  assicurativa perdita  di  guadagno protrattasi  dal  16  agosto 
2004 al 15 agosto 2006.

Dal  canto  suo,  l'Ufficio  AI  cantonale  ha  acquisito  la  seguente 
documentazione di rilievo:

- un certificato del  medico curante Dott.ssa Bonetta attestante, il  22 
giugno 2005, uno stato ansioso associato a sindrome depressiva;

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- un rapporto del Centro psicosociale di Appiano Gentile del 30 giugno 
2005  (Dott.  Galletti)  attestante  una  sindrome  da  disadattamento  e 
reazione  depressiva  prolungata  scarsamente  reattiva  alla  cura 
farmacologica; un  ulteriore  rapporto  di  questo  Centro  del  17  agosto 
2005 ed un altro del 18 ottobre 2005;

- una perizia medica particolareggiata eseguita presso i servizi medici 
dell'Istituto nazionale della  previdenza sociale di  Como (INPS) del 2 
novembre 2005,  ove si  attesta una sindrome da disadattamento con 
reazione  depressiva  prolungata  in  disturbo  della  personalità 
emotivamente instabile, ciò che provoca un'invalidità del 70%;

-  altri  documenti  delle  cure  di  carattere  psichiatrico  ed  internistico 
prestate nell'agosto/settembre 2004.

L'Ufficio  AI  cantonale  ha  sottoposto  l'incarto  al  proprio  consulente 
medico,  il  quale,  nella  sua  relazione  del  16  dicembre  2005,  ha 
proposto  di  far  eseguire  una  visita  psichiatrica.  Nel  frattempo  è 
pervenuto un nuovo rapporto  28 dicembre 2005 del  medico  curante 
Dott.ssa Bonetta.

L'assicurato  si  è  presentato  alla  visita  psichiatrica  il  10  ed  il  13 
febbraio 2006. Il perito, Dott.ssa Santollino, nella sua relazione del 17 
marzo 2006, ha rilevato la diagnosi di sindrome da disadattamento con 
reazione  mista  ansioso  depressiva  in  struttura  fobico-ossessiva. 
L'esperto incaricato stima la  capacità  al  lavoro del  paziente all'80%, 
corrispondente ad un cento per cento con basso rendimento e ciò a 
partire  da  febbraio  del  2006.  L'esperto  aggiunge  che  “la  sua 
formazione professionale gli consente di trovare occupazioni che non 
comportino uno stretto contatto con il pubblico: l'attività di disegnatore 
può  essere  svolta  anche  in  un  contesto  isolato.  Alla  perizia  viene 
aggiunto il  risultato del test di Rorschach ove si ipotizza una nevrosi 
ossessiva.

L'incarto  è  stato  risottoposto  in  esame  al  consulente  medico 
dell'Ufficio  AI,  il  quale,  nel  suo  rapporto  del  27  marzo  2006,  ha 
condiviso  la  diagnosi  e  le  valutazioni  espresse  dalla  Dott.ssa 
Santollino. L'amministrazione  ha  effettuato  un'indagine economica. Il 
consulente in integrazione professionale (CIP), nella sua relazione del 
24 luglio 2006, ha concluso che in attività a lui accessibili,  invece di 
quella recente di cameriere, l'interessato non subirebbe un'incapacità 
al lavoro di livello pensionabile.

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C.
Con  progetto  di  decisione  del  27  luglio/18  settembre  2006,  l'Ufficio 
dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
(UAIE)  ha  comunicato  all'assicurato  (rappresentato  dal  Patronato 
INAS), il riconoscimento del diritto alla rendita intera AI per il periodo 
limitato dal  1° agosto 2005 (un anno dopo la cessazione dell'attività 
lucrativa),  fino  al  1°  maggio  2006  (tre  mesi  dopo  il  presunto 
miglioramento della capacità al lavoro). 

A.____________, nelle sue osservazioni del 15 settembre 2006, rileva 
che  le  conclusioni  a  cui  è  giunta  la  Dott.ssa  Santollino  già  sono  in 
contraddizione con la diagnosi espressa dallo stesso esperto. Inoltre, 
quanto  affermato  dal  perito  dell'UAI  cantonale  diverge  da  quanto 
accertato  dai  medici  e  specialisti  curanti  (Dott.ri  Bonetta  e  Galletti). 
Infine,  rileva  l'interessato,  lo  stesso  specialista  incaricato  dalla 
Basilese assicurazioni, Dott. Carlevaro, stimava un'incapacità al lavoro 
totale  per  un  lungo  periodo.  L'assicurato  produce  un  rapporto 
aggiornato del Dott. Galletti  (Centro psicosociale di Appiano Gentile) 
aggiornato  al  24  agosto  2006,  ove  si  segnala  un  modesto 
miglioramento  della  patologia  psichica  e  si  evidenzia  uno  stato  di 
malessere  generale  “seppur  alleviato”  che  determina  un  sostanziale 
deterioramento del funzionamento sociorelazionale. Produce inoltre un 
dettagliato rapporto del medico curante Dott.ssa Bonetta del 7 giugno 
2006,  ove vengono accuratamente  descritte  le  limitazioni  presentate 
dal paziente. 

Ricevute  le  osservazioni,  l'amministrazione  ha  sottoposto  il  caso  al 
proprio  consulente  medico,  il  quale,  nella  sua  relazione  del  27 
settembre 2006 precisa che il perito Dott.ssa Santollino aveva scritto 
di  essersi  posta  in  contatto  con  i  medici  curanti  (Dott.ri  Bonetta  e 
Galletti)  e,  dunque,  la  sua  presa  di  posizione  avrebbe tenuto  conto 
anche  del  loro  parere. Per  il  resto,  osserva  il  consulente  medico,  il 
rapporto della Dott.ssa Santollino appare esaustivo sotto ogni aspetto.

Mediante decisione del 3 ottobre 2006, l'UAIE ha erogato in favore di 
A.____________  una  rendita  intera  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità dal 1° agosto 2005 al 30 aprile 2006.

D.
Con  scritto  del  17  novembre  2006  alla  Commissione  federale  di 
ricorso in materia di AVS/AI per le persone residenti all'estero (CFR), 
A.____________, regolarmente rappresentato dal  Patronato INAS di 

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Mendrisio,  ha  impugnato  il  suddetto  provvedimento  amministrativo 
chiedendo, in sostanza, il riconoscimento del diritto alla rendita intera 
anche dopo il 1° maggio 2006. Egli insiste sull'incoerenza fra diagnosi 
e  valutazione  espressa  dalla  Dott.ssa  Santollino  e  ribadisce  che  lo 
stato  di  salute,  ben  riferito  dal  medico  curante  e  dallo  specialista 
personale è lo stesso da quello esposto dal Dott. Carlevaro, medico 
specialista incaricato dalla Basilese assicurazioni. Non si potrebbe far 
trasparire un presunto miglioramento, scrive la parte ricorrente, in un 
non  ben  definito  “slancio  vitale  del  paziente”,  come  osservato  dalla 
Dott.ssa  Santollino,  per  il  semplice  fatto  che  quest'ultimo  avrebbe 
formulato  discorsi  sulla  necessità  di  lavorare.  Queste  affermazioni, 
osserva  l'insorgente,  sono  giustificate  dalla  preoccupazione  della 
mancanza  di  denaro,  l'ammalato  non  essendo  in  grado  di  valutare 
obiettivamente la sua capacità reale di lavorare.

E.
In esito ad una riforma del sistema giudiziario elvetico, la causa è stata 
demandata  al  nuovo  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF), 
competente dal 1° gennaio 2007.

F.
Nel suo preavviso del 2 gennaio 2007, l'Ufficio AI del Cantone Ticino 
ha  proposto  la  reiezione  dell'impugnativa  con  argomenti  di  cui,  per 
quanto  occorra  si  riferirà  nei  considerandi  in  diritto  del  presente 
giudizio. Nelle  sue osservazioni  dell'8  gennaio 2007,  l'UAIE ha pure 
proposto la reiezione del gravame.

Con  ordinanza  del  23  gennaio  2007,  il  TAF  ha  inviato  la  parte 
ricorrente  a volersi  esprimere in  merito  alle  risposte  di  causa di  cui 
sopra,  entro  il  5  marzo 2007. L'interpellata  non ha  esercitato  il  suo 
diritto di replica.

G.
Con ordinanza  del  27  marzo  2007,  il  TAF ha  invitato  l'insorgente  a 
voler  versare  un  anticipo  di  Fr.  300.-  corrispondente  alle  presunte 
spese ricorsuali. Detto anticipo è stato versato il 10 aprile 2007.

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Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS  173.32),  il 
Tribunale  amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF, i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  agli  art.  33  e  34  LTAF.  In 
particolare,  le  decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti 
l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi al  TAF 
conformemente  all'art.  69  cpv. 1  lett.  b  della  legge  federale  del  19 
giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

1.2 I  ricorsi  pendenti  presso  le  Commissioni  federali  di  ricorso  o 
d'arbitrato  o presso i  servizi  di  ricorso dei  dipartimenti  il  1°  gennaio 
2007 sono trattati dal Tribunale amministrativo federale nella misura in 
cui è competente. È applicabile il nuovo diritto di procedura (cfr. art. 53 
cpv. 2 LTAF).

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

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2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

3.

3.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

3.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

3.3 Il ricorso è tempestivo ed ossequioso dei requisiti minimi prescritti 
dalla  legge (art. 60  LPGA e 52 PA). Il  gravame è dunque ricevibile, 
nulla ostando all'esame del merito dello stesso.

4.
Ai fini del presente giudizio occorre altresì preliminarmente precisare, 
con  particolare  riferimento  al  diritto  materiale,  che,  dal  profilo 
temporale,  non  trovano  applicazione  le  modifiche  della  LAI  del  17 
giugno 2007 entrate in vigore dal 1° gennaio 2008 (5a revisione della 

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LAI). Di seguito vengono quindi citate le disposizioni della LAI e della 
LPGA nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007.

5.
Il  ricorrente  ha  presentato  la  richiesta  di  rendita  il  4  luglio  2005. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato 
si annuncia più di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni 
possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la 
richiesta.  In  concreto,  lo  scrivente  Tribunale  amministrativo  federale 
può quindi limitarsi ad esaminare se il ricorrente avesse diritto ad una 
rendita  il  4  luglio  2004  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione 
della domanda), oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data 
ed il  3 ottobre 2006, data della decisione impugnata. Il  giudice delle 
assicurazioni  sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione 
impugnata, in generale, secondo lo stato di fatto esistente al momento 
in cui  la decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 
1.2.1).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
un  cittadino  italiano  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni:  essere  invalido  ai  sensi  della  legge  svizzera  ed  aver 
versato contributi  all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno 
(art. 36 cpv. 1 LAI).

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di 
una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 

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di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista dall'art. 28 cpv. 1ter  LAI,  secondo il  quale le rendite per un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  quando  l'assicurato  è  cittadino  dell'UE  e  vi 
risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

8.

8.1 A.____________,  di  formazione  disegnatore  tessile,  ha  svolto 
diversi  lavori,  quali  l'artigiano  nel  campo  tessile, 
l'imbianchino/decoratore, e tra il 1995 il 2003 il gerente di un caffè in 
Italia. Nel  2004 ha poi  cominciato  a  lavorare  come cameriere  in  un 
ritrovo pubblico di Bellinzona (frontaliere). Non ha più ripreso il lavoro, 
causa malattia dal 16 agosto 2004.

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 

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275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). 

In carenza di documentazione economica, la documentazione medica 
costituisce un importante  elemento  di  giudizio  per determinare quali 
lavori  siano  ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato,  ma non 
spetta al medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 
V 314, 105 V 158). Infatti, per costante giurisprudenza le certificazioni 
mediche possono costituire importanti  elementi  d'apprezzamento del 
danno  invalidante,  allorché  permettono  di  valutare  l'incapacità 
lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in  un'attività  da  lui 
ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 
3c).

9.

9.1 Dalla  documentazione  medica  ad  atti  emerge  che 
A.____________  soffre  di  problemi  psichici  in  evoluzione.  Egli  ha 
accusato, in un primo momento, un episodio depressivo di grave entità 
(agosto 2004 e mesi successivi). Il Dott. Carlevaro, psichiatra di fiducia 
dell'assicurazione Basilese, ribadiva ancora questa diagnosi nella sua 
prima  perizia  del  20  dicembre  2005.  Nell'indagine  successiva,  il  9 
aprile 2005, lo stesso esperto precisava che la patologia del paziente 
era  evoluta  in  un  stato  ansioso  di  tipo  fobico. Inoltre,  l'assicurato  è 
seguito  presso  il  Dipartimento  di  salute  mentale  di  Como  e, 
precisamente,  il  Centro  psicosociale  di  Appiano  Gentile.  Questo 
servizio sanitario specialistico, che cura il  paziente sin dal 2004, nel 
rapporto del 18 ottobre 2005 ha rilevato un disturbo della personalità 
emotivamente instabile e nella relazione del 24 agosto 2006 la stessa 
diagnosi.  Dal  canto  suo,  la  Dott.ssa  Santollino,  psichiatra  incaricata 

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dall'Ufficio  AI  cantonale,  nella  sua  relazione  del  17  marzo  2006, 
attesta una sindrome da disadattamento con reazione mista ansioso-
depressiva  in  struttura  fobico-ossessiva. Il  medico  dell'INPS (perizia 
del  2  novembre  2005)  riprende  la  diagnosi  di  sindrome  da 
disadattamento con reazione depressiva prolungata in  disturbo della 
personalità emotivamente instabile. 

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico,  essere  esaminate  alla  luce  dell'art.  29  cpv. 1  lett.  b  LAI. 
Trattasi, infatti,  di malattie che, per costante giurisprudenza, sono da 
configurare  non  già  di  carattere  permanente  (cioè  di  natura 
consolidata o irreversibile), bensì patologico-labile, ossia suscettibili di 
migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.
Per quanto  concerne  le  conseguenze  sul  piano  delle  prestazioni  AI 
delle  menzionate  affezioni,  va  rilevato  che  non  è  contestato  il 
riconoscimento di  una rendita intera dell'assicurazione per l'invalidità 
dal  1°  agosto  2005,  ossia  un  anno  dopo  la  cessazione  dell'attività 
lucrativa (art. 29 cpv. 1 lettera b LAI). Tutti i pareri medici sono concordi 
nell'ammettere  una  grave  patologia  invalidante  a  partire  dall'agosto 
2004.

Resta litigioso il  problema della  soppressione della  rendita  a  partire 
dal 1° maggio 2006.

11.
Una  rendita  limitata  nel  tempo  corrisponde,  materialmente,  ad  una 
revisione ai  sensi  dell'art. 17 LPGA e se ne deve pertanto seguire i 
principi. In base a tale norma, se il  grado d'invalidità del beneficiario 
della rendita subisce una modificazione che incide in modo rilevante 
sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o diminuita 
in  misura  corrispondente,  oppure  soppressa.  Per  l'art.  88  a  cpv.  1 

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dell'Ordinanza sull'assicurazione per  l'invalidità  del  17 gennaio 1961 
(OAI, RS 831.201), se la capacità di guadagno migliora, v'è motivo di 
ammettere  che il  cambiamento  determinante  sopprime tutto  o  parte 
del  diritto  a  prestazioni  dal  momento  in  cui  si  può  supporre  che  il 
cambiamento  constatato  perduri;  lo  si  deve  in  ogni  caso  tenere  in 
considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, 
e che presumibilmente continuerà a durare.

12.

12.1 Ora, i  pareri  sanitari  in  merito  sono divergenti. Da una parte  il 
Dott.  Carlevaro  ha  escluso  che  l'interessato  possa  riprendere 
un'attività lucrativa, sia nella perizia del 20 dicembre 2004 (ove stima 
l'invalidità totale ancora per un lungo tempo), sia in quella del 9 aprile 
2005. Un tasso d'invalidità superiore ai due terzi viene posto anche dal 
medico  dell'INPS  nella  perizia  del  2  novembre  2005.  Parimenti,  i 
medici  specialisti  del  Centro  di  salute  mentale  di  Appiano  Gentile 
(Dott.  Galletti),  nel  rapporto  del  20  giugno  2005,  indicano 
implicitamente uno stato di salute del tutto incompatibile con la ripresa 
di un'attività lucrativa e nello stesso senso si esprimono nella relazione 
del  24 agosto 2006. Quest'ultimo certificato è posteriore alla  perizia 
della Dott.ssa Santollino, la cui perizia è del 17 marzo 2006.

12.2 Vero  è  che  una  perizia  richiesta  da  un  Ufficio  AI  (in  casu  il 
rapporto  della  Dott.ssa  Santollino)  non  può  esssere  scartata 
adducendo  che  si  tratta  di  un  referto  di  parte  o  con  censure  non 
precise  e  oggettive. Infatti,  la  legge  attribuisce  all'amministrazione  il 
compito  di  istruire  le  domande  di  rendita,  procurandosi  gli  atti 
necessari, in particolare circa lo stato di salute, l'attività, la capacità di 
lavoro e l'idoneità all'integrazione dei richiedenti. A tale scopo possono 
essere  domandati  rapporti  e  informazioni,  ordinate  perizie,  eseguiti 
sopralluoghi  e  consultati  specialisti  (art.  69  cpv.  2  OAI).  In  questo 
contesto  l'Ufficio  AI  agisce  quale  organo  amministrativo  preposto 
all'attuazione della legge, sicché le perizie ordinate in adempimento di 
questo  compito  non  possono  essere  considerate  di  parte  o  non 
conclusive alla luce di altri referti (DTF 123 V 175 e 122 V 157).

Determinante  è  invece  la  circostanza  che  la  perizia  ordinata  da  un 
ufficio  AI  rispetti  tutti  i  principi  concernenti  la  valutazione  medica 
dell'invalidità.  Infatti,  per  quanto  concerne  il  valore  probatorio  d'un 
rapporto medico va in particolare accertato se il rapporto è completo 
per  quanto  riguarda  i  temi  sollevati,  se  si  riferisce  ad  esami 

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approfonditi,  se  tiene  conto  delle  censure  del  paziente,  se  è  stato 
redatto  con  conoscenza  della  pregressa  vicenda  valetudinaria 
(anamnesi),  se  è  chiaro  nella  presentazione del  contesto  medico  e, 
infine, se le conclusioni a cui  giunge sono fondate (DTF 125 V 352, 
consid. 3a; 122 V 160 consid. 1c).

12.3 Ora,  sebbene  alcuni  pareri  siano  anteriori  alla  perizia  ordinata 
dall'Ufficio  AI  cantonale  (in  particolare  quelli  del  Dott. Carlevaro),  la 
divergenza  di  opinioni  è  netta.  Da  quel  che  risulta  dai  rapporti  del 
Centro medico ove il paziente è curato (Dott. Galletti), si evince che il 
paziente è tuttora sotto terapia farmacologica intensa e che questa, 
stando alle  ultime informazioni,  risulta  essere  scarsamente  efficace, 
dopo che, oltretutto, è stata già cambiata (cfr. rapporto del 24 agosto 
2006). Solo negli ultimi mesi, secondo il referto del Dott. Galletti del 24 
agosto  2006,  si  è  assistito  ad  un  modesto  miglioramento.  Persiste, 
seppur  alleviato,  un  sostanziale  deterioramento  del  funzionamento 
sociorelazionale,  osserva  il  responsabile  del  menzionato  Centro  di 
salute  mentale. Dal  canto  suo, la  Dott.ssa Bonetta,  medico  curante, 
nel suo ultimo rapporto del 7 giugno 2006, quindi pure posteriore alla 
perizia  della  Dott.ssa Santollino,  descrive un paziente assistito  dalla 
moglie, asociale in modo manifesto, con idee ossessive e fobiche. La 
Dott.ssa  Santollino  ha  invece  espresso  un  giudizio  ottimista,  pur 
ponendo  una  diagnosi  piuttosto  severa,  motivato  dal  fatto  che  il 
paziente ha cominciato a preoccuparsi  per  il  suo futuro  e che pone 
l'accento  sulla  sua  situazione  finanziaria,  tant'è  che  l'esperto  ha 
intravisto  in  ciò  uno  “slancio  vitale”  che  potrebbe  far  pensare  ad 
un'evoluzione benigna della malattia. Ora, questo collegio giudicante è 
del parere che questa tendenza positiva sottolineata dal perito, visti gli 
altri  pareri, non è ancora sufficiente per stabilire, senza possibilità di 
errore,  un  miglioramento  della  condizioni  di  salute  del  paziente  ai 
sensi  dell'art.  17  LPGA.  Alla  luce  del  carattere  fluttuante  della 
patologia in esame, non è verosimile che vi sia stato un miglioramento. 
L'insieme  della  documentazione  medica,  con  particolare  lettura  dei 
rapporti dei Dott.ri Carlevaro, Galletti, Bonetta e del medico dell'INPS, 
induce  a  far  ritenere  che  almeno  fino  alla  data  dell'impugnata 
decisione, non si possa ancora parlare di miglioramento della capacità 
al  lavoro  dell'assicurato,  che,  secondo  il  parere  della  Dott.ssa 
Santollino, per evitare i suoi problemi di asocialità, potrebbe riprendere 
il  suo  precedente  lavoro  di  disegnatore  tessile.  In  altre  parole, 
l'amministrazione non è riuscita a dimostrare un miglioramento della 
capacità al lavoro e di guadagno a partire da febbraio 2006, quando il 

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paziente si  è presentato dal  perito psichiatrico. Peraltro, fintanto che 
una diagnosi così severa, anche come è stata espressa dalla Dott.ssa 
Santollino, continua ad essere ribadita, le possibilità di reinserimento 
dell'assicurato  in  un  consono  settore  produttivo  in  ambiente  a  lui 
consono, restano, in realtà, meramente illusorie.

13.
Ora,  fatte  queste  considerazioni,  il  collegio  giudicante  si  trova 
nell'impossibilità di determinare con certezza la misura dell'eventuale 
incapacità  di  lavoro e di  guadagno subita  dall'interessato  dopo il  30 
aprile 2006, data di soppressione della prestazione.

È quindi necessario, in queste circostanze, accogliere parzialmente il 
ricorso, annullare la decisione impugnata e rinviare l'incarto all'UAIE 
intimato, affinché emani una nuova decisione. Certo, l'art. 61 cpv. 1 PA 
permette solo eccezionalmente di ricorrere ad una tale procedura. Nel 
caso  concreto,  l'applicazione  dell'eccezione  prevista  è  tuttavia 
giustificata  se  si  considerano  le  numerose  lacune  dell'incarto  e 
l'ampiezza delle informazioni da raccogliere.

L'UAIE dovrà quindi completare l'istruttoria delucidando la situazione 
medica  per  il  periodo  dall'aprile  2006  fino  alla  data  dell'impugnata 
decisione  (3  ottobre  2006).   A  tale  fine  il  ricorrente  dovrà  essere 
sottoposto ad una perizia particolareggiata in psichiatria da efffettuarsi 
da  parte  di  un  specialista  operante  nel  Cantone  Ticino.  All'esperto 
incaricato dovrà essere sottoposto un referto aggiornato del Centro di 
salute  mentale  di  Appiano  Gentile,  ove il  paziente  è  costantemente 
seguito,  nel  quale  vengano  indicati  gli  elementi  essenziali,  quali: 
anamnesi,   stato  generale  con  descrizione  della  sintomatologia, 
diagnosi, prognosi, in particolare lavorativa. L'amministrazione, se del 
caso,  valuterà  poi  il  grado  d'incapacità  al  lavoro  dell'interessato 
nell'ambito di attività a lui proponibili.

14.

14.1 Non  vengono  prelevate  spese  processuali.  L'anticipo  delle 
presunte  spese  ricorsuali  di  Fr.  300.-  versato  il  10  aprile  2007,  è 
restituito al ricorrente.

14.2 In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in 
tutto o in parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le spese 
indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. Nel caso in 

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esame, vista la memoria di ricorso, si giustifica riconoscere alla parte 
ricorrente  un'indennità  per  spese  ripetibili  di  Fr.  700.-,  da  porre  a 
carico dell'UAIE.

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il  ricorso  è  parzialmente  accolto  nel  senso  che  gli  atti  sono  rinviati 
all'Ufficio  dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero, perché proceda ai sensi del considerando 13 a statuisca di 
nuovo.

2.
Non si  prelevano spese processuali.  L'anticipo  della  presunte  spese 
ricorsuali  di  Fr. 300.-,  versato  dal  ricorrente  il  10  aprile  2007,  gli  è 
restituito.

3.
Alla parte ricorrente viene riconosciuta un'indennità per spese ripetibili 
di Fr. 700.-, la quale viene posta a carico dell'Ufficio AI intimato.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (____________)
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici sono indicati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30  giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono rispettate le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 
e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS  173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i 
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte ricorrente  –  i  documenti 
indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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