# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c0890d90-14ff-54f5-adbb-c0e5f87f2da9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-10-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 16.10.2015 80.2015.157
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2015-157_2015-10-16.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2015.157

  80.2015.158

  	
  Lugano

  16 ottobre 2015

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Ivano Ranzanici, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Rocco
  Filippini, vicecancelliere

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 7 agosto 2015 contro la decisione del 22 luglio 2015 in materia di IC e
  IFD 2014.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1, domiciliato a __________,
nel periodo fiscale 2014 svolgeva la professione di boscaiolo per la ditta __________
Sagl di __________ (__________).

                                         Nella dichiarazione
fiscale 2014, per quanto qui di interesse, il contribuente chiedeva la
deduzione dell’importo di fr. 15'050.– per le trasferte giornaliere con il veicolo
privato e dell’importo di fr. 1'600.– per doppia economia domestica (pasti
consumati fuori casa).

 

 

                                  B.   Notificandogli la
tassazione IC/IFD 2014, con decisione del 24 giugno 2015, l’Ufficio
circondariale di tassazione di Locarno commisurava il reddito imponibile del
contribuente in fr. 38'900.– per l’IC e in fr. 41'400.– per l’IFD. 

                                         L’autorità ammetteva in
deduzione le spese per il pasto principale consumato fuori casa. Negava invece le
spese per l’utilizzo del veicolo privato, sostenendo che detta deduzione non
potesse venir ammessa in difetto dei requisiti di legge: il certificato di salario
allegato alla dichiarazione d’imposta era infatti spuntato alla casella
“trasporto gratuito dal domicilio al luogo di lavoro”.

 

 

                                  C.   Il contribuente
impugnava la suddetta decisione, con reclamo del 4 luglio 2015, nel quale contestava
le correzioni operate dall’autorità di tassazione. Egli sottolineava in
particolar modo di essere costretto ad utilizzare la propria vettura per
raggiungere il posto di lavoro, percorrendo giornalmente un tragitto di 50 chilometri
di andata e di ritorno.

                                         L’autorità di tassazione, con
nuova decisione del 22 luglio 2015, modificava la tassazione a svantaggio del
reclamante, commisurando il reddito imponibile in fr. 40'500.– per l’IC e in
fr. 43'000.– per l’IFD. Rispetto alla decisione precedente, l’autorità dimezzava
le spese per doppia economia domestica, spiegando nella motivazione allegata
che il contribuente aveva percepito un’indennità per perdita di guadagno, causa
infortunio, durante diversi mesi. Negava nuovamente le spese di trasporto con
il veicolo privato, rinviando a quanto indicato nel certificato di salario (“trasporto
gratuito dal domicilio al luogo di lavoro”).

 

 

                                  D.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta unicamente la mancata
deduzione delle spese di trasporto dichiarate di fr. 15'050.–. Egli allega al
gravame un nuovo certificato di salario, accompagnato da uno scritto del proprio
datore di lavoro, che dichiara di aver erroneamente barrato la casella “trasporto
gratuito dal domicilio al luogo di lavoro”.

 

 

                                  E.   Nelle proprie
osservazioni del 24 agosto 2015, l’autorità di tassazione, preso atto della
documentazione prodotta dal ricorrente e previa presentazione di una copia del
contratto di lavoro, propone la deduzione delle seguenti spese professionali di
trasferta:

                                         94
km al giorno x 110 giorni di lavoro x fr. 0.70 al km = fr. 7'238.–

 

 

                                  F.   Con scritto dell’11
settembre 2011, inviato per lettera raccomandata, questa Camera ha richiesto al
ricorrente di produrre, entro il termine di dieci giorni, una copia del
contratto di lavoro e delle buste paga ricevute nel corso dell’anno, invitandolo
inoltre ad informarla sull’effettiva esistenza di un’automobile privata, che dalla
dichiarazione d’imposta non traspariva.

                                         Non ritirata nel termine
di giacenza, la raccomandata è ritornata al mittente il 23 settembre 2015. Lo
stesso giorno è stata rispedita per posta semplice al ricorrente, che ha
risposto con successivo scritto del 26 settembre 2015, allegando la documentazione
richiesta.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Prima di entrare nel
merito del gravame, occorre chiedersi se lo scritto di risposta del 26
settembre 2015 è tempestivo. Solo in questo caso, infatti, la documentazione
allegata può essere presa in considerazione da questa Camera.

 

                                         1.2.

                                         Secondo la costante
giurisprudenza del Tribunale federale, un invio raccomandato è considerato come
validamente notificato al destinatario nel momento della consegna effettiva
oppure, se l’invio non è recapitato a domicilio né ritirato alla posta,
l’ultimo dei sette giorni durante i quali rimane depositato presso l’ufficio
postale (DTF 127 I 31 consid. 2a). Questa giurisprudenza si applica
nei casi in cui il destinatario doveva attendersi, con una certa probabilità,
di ricevere una comunicazione da parte di un’autorità (cosiddetta “Zustellfiktion”;
cfr. DTF 130 III 396 consid. 1.2.3).

                                         Nella fattispecie, il
termine di dieci giorni per produrre la documentazione richiesta da questa
Camera ha cominciato a decorrere il 21 settembre 2015. La risposta del
ricorrente, spedita per raccomandata il 26 settembre 2015 è quindi tempestiva.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         L’unica censura sollevata
dal ricorrente concerne il mancato riconoscimento delle spese professionali di
trasporto con il veicolo privato, dichiarate nella misura di fr. 15'050.–.

 

                                         2.2.

                                         L’autorità di tassazione, basandosi
direttamente sul certificato di salario allegato alla dichiarazione d’imposta, le
ha inizialmente negate. Nella decisione qui impugnata, l’autorità ha nuovamente
posto l’accento sul fatto che fosse crociata la casella “trasporto gratuito dal
domicilio al luogo di lavoro”.

                                         Con il presente gravame, RI
1 ha tuttavia prodotto un nuovo certificato di salario, accompagnato da uno
scritto della sua datrice di lavoro, nel quale affermava di aver erroneamente
barrato la casella “trasporto gratuito dal domicilio al luogo di lavoro” e di
non avere partecipato in alcun modo alle spese di trasporto del dipendente.
Nelle proprie osservazioni del 24 agosto 2015, preso atto di questi nuovi
documenti, l’autorità fiscale ha quindi proposto di riconoscere in deduzione, previa
presentazione di una copia del contratto di lavoro, spese professionali di trasporto
con il veicolo privato nella misura di fr. 7'238.–. Rispetto a quanto dichiarato
dal ricorrente, l’autorità suggerisce di ridurre a 47 chilometri la distanza
della singola tratta e di dimezzare i giorni di lavoro, così da tenere in
considerazione la sua inattività per infortunio.

 

                                         2.3.

                                         Il ricorrente, come visto,
ha tempestivamente prodotto l’ulteriore documentazione richiestagli da questa
Camera.

                                         Allo scritto del 26
settembre 2015 ha in particolar modo allegato una copia del contratto di lavoro
concluso con la __________ Sagl di __________, dal quale si evince che percepiva
uno stipendio lordo orario di fr. 27.–, pari ad uno stipendio mensile di circa
fr. 4'860.–. Non risulta, per contro, che le parti avessero concordato delle
indennità supplementari per spese, né tanto meno la messa a disposizione di
un’automobile di servizio. Il ricorrente, del resto, ha pure presentato una
copia del contratto di leasing concluso il 25 ottobre 2013 con la società __________
AG ed avente per oggetto un pick-up __________ del gruppo __________. Ha infine
prodotto una tabella riassuntiva degli stipendi percepiti nel 2014 (accompagnata
dagli estratti conto della __________), dalla quale emerge segnatamente quanto
segue:

 

	
  Mese

  	
  Stipendio lordo

  	
  Stipendio netto

  	
  SUVA

  	
  Auto

  	
  Bonifico

  
	
  gennaio

  	
  4'185.–

  	
  3'822.95

  	
  0.–

  	
  0.–

  	
  3'822.95

  
	
  febbraio

  	
  4'374.–

  	
  3'995.65

  	
  0.–

  	
  0.–

  	
  3'995.65

  
	
  marzo

  	
  4'320.–

  	
  3'946.30

  	
  0.–

  	
  0.–

  	
  3'946.30

  
	
  aprile

  	
  4'590.–

  	
  4'192.95

  	
  0.–

  	
  0.–

  	
  4'192.95

  
	
  maggio

  	
  3'969.–

  	
  3'625.70

  	
  0.–

  	
  0.–

  	
  3'625.70

  
	
  giugno

  	
  0.–

  	
  0.–

  	
  4'616.20

  	
  0.–

  	
  4'616.20

  
	
  luglio

  	
  0.–

  	
  0.–

  	
  4'336.45

  	
  0.–

  	
  4'336.45

  
	
  agosto

  	
  0.–

  	
  0.–

  	
  4'336.45

  	
  0.–

  	
  4'336.45

  
	
  settembre

  	
  0.–

  	
  0.–

  	
  4'196.55

  	
  0.–

  	
  4'196.55

  
	
  ottobre

  	
  2'430.–

  	
  2'219.80

  	
  2'493.–

  	
  0.–

  	
  4'712.80

  
	
  novembre

  	
  2'430.–

  	
  2'219.80

  	
  2'123.20

  	
  0.–

  	
  4'343.–

  
	
  dicembre

  	
  4'185.–

  	
  3'822.95

  	
  0.–

  	
  0.–

  	
  3'822.95

  
	
  Totale

  	
  30'483.–

  	
  27'846.–

  	
  22'101.85

  	
  0.–

  	
  49'947.95

  

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Sia secondo l’art. 25 cpv.
1 LT sia secondo l’art. 26 cpv. 1 LIFD le spese professionali deducibili sono:

                                         a)  le
spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro;

                                         b)  le
spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a
turni;

                                         c)   le
altre spese necessarie per l’esercizio della professione;

                                         d)  le
spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connessi con l’esercizio
dell’attività professionale.

                                         Per
le spese professionali secondo il cpv. 1 lettere a-c dell’art. 25 LT sono
stabilite deduzioni complessive entro i limiti fissati dal Consiglio di Stato.

 

                                         3.2.

                                         Secondo l’art. 3 cpv. 1
del decreto esecutivo del 23 dicembre 2013 concernente l’imposizione delle
persone fisiche, valido per il periodo fiscale 2014, sono considerate spese di
trasporto quelle causate al contribuente per trasferirsi dal luogo di domicilio
a quello in cui lavora. Le relative deduzioni sono stabilite come segue:

                                         a) per l’uso di mezzi di
trasporto pubblici: la spesa effettiva; 

                                         b) per l’uso della
bicicletta, di un ciclomotore o di una motocicletta con targa di controllo su
fondo giallo: fino a fr. 700.– l’anno, ma al massimo il costo del mezzo di
trasporto pubblico; 

                                         c) per l’uso di una
motocicletta con targa di controllo su fondo bianco o di un’automobile privata:
le spese del mezzo pubblico disponibile. 

                                         Eccezionalmente, se nessun
mezzo pubblico è a disposizione o se il contribuente non può servirsene (es.
infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orario sfavorevole,
ecc.) è ammessa una deduzione fino a 40 cts. il km per le motociclette con
targa di controllo su fondo bianco e 70 cts. per le automobili (limitatamente a
percorrenze fino a 15’000 km) rispettivamente 65 cts. (per la parte di
percorrenza che eccede i 15’000 km). 

                                         La deduzione per il
tragitto di andata e ritorno a mezzogiorno non può in ogni caso superare quella
massima ammessa per i pasti consumati fuori casa (fr. 15.– al giorno o fr. 3'200.–
l’anno). 

 

                                         3.3.

                                         Anche per l’imposta
federale diretta è deducibile la spesa effettiva del mezzo pubblico per il
trasporto dal luogo di domicilio a quello di lavoro (art. 5 cpv. 1
dell’ordinanza federale sulla deduzione delle spese professionali delle persone
esercitanti un’attività lucrativa dipendente, del 10 febbraio 1993). Lo stesso
vale in caso d’uso di un veicolo privato (art. 5 cpv. 2 della medesima ordinanza
federale), a meno che non sia disponibile un mezzo di trasporto pubblico o non
sia ragionevole pretendere che il contribuente ne faccia uso. In tal caso
possono essere dedotte le spese effettive secondo l’appendice dell’ordinanza,
che viene periodicamente aggiornata.

                                         La deduzione chilometrica
per il viaggio di andata e ritorno a mezzogiorno è limitata alla deduzione
massima accordata per i pasti fuori casa (art. 5 cpv. 3 seconda frase
dell’ordinanza federale).

 

                                         3.4.

                                         Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale, le spese di trasporto con un veicolo privato sono
considerate necessarie per l’acquisizione del reddito solo se non si può
ragionevolmente pretendere dal contribuente che si serva di un mezzo pubblico. Ciò si verifica in particolare se l’interessato è infermo o cagionevole,
se la fermata del mezzo pubblico è molto distante dal domicilio o dal luogo di
lavoro oppure se l’attività lucrativa inizia o termina ad orari incompatibili
con l’orario dei mezzi di trasporto pubblici o ancora se il contribuente
dipende da un veicolo per l’esercizio della professione (cfr. p. es. la
sentenza del 9 luglio 2012 n. 2C_807/2011, consid. 2.3.1 e giurisprudenza
citata). A queste condizioni, l’uso del mezzo privato appare
necessario e i relativi costi sono pertanto deducibili. Se per contro non sono
adempiuti tali criteri, i costi che eccedono quelli per l’uso del mezzo
pubblico costituiscono spese per il mantenimento personale, non deducibili
(Koller, Die
Verfassungsmässigkeit einer Beschränkung des Fahrkostenabzuges bei der direkten
Bundessteuer, in ASA 80 p. 761 ss., in particolare p. 782 s., con riferimento
alla sentenza del Tribunale federale del 12 maggio 2003 n. 2P.254/2002, consid.
4.2).

 

                                         3.5.

                                         La questione di sapere se
accordare la deduzione per l’uso dell’automobile o quella per l’uso dei mezzi
pubblici va quindi risolta secondo il criterio dell’idoneità: l’uso del
veicolo non deve apparire come una decisione di comodo ma risultare la
soluzione più adatta e ragionevole, quella basata sul buon senso. Così se si
può pretendere che il contribuente si serva dei mezzi pubblici anche se non c’è
diretta comunicazione fra i medesimi (ASA 41 p. 586) non si può tuttavia
obbligarlo a eccessivi cambiamenti di mezzo di trasporto (ASA 33 p. 276; cfr. Känzig, Direkte Bundessteuer, 2a
ediz., vol. I, p. 682/83).

                                         Come questa Camera ha già
avuto modo di osservare, fra i diversi criteri adottati dai cantoni, il più ricorrente
è quello che considera potersi concedere la deduzione delle spese per il mezzo
privato quando ciò consente di risparmiare quotidianamente almeno un’ora per lo
spostamento da casa al posto di lavoro e ritorno. Un altro criterio consiste
nell’ammettere la deduzione per l’automobile privata se lo spostamento con il
mezzo pubblico richiede più di un’ora e con l’automobile basta meno della metà
del tempo 

                                         Aldilà delle differenze
rilevabili nella prassi e nella giurisprudenza dei diversi Cantoni, il riconoscimento
della deduzione delle spese per il mezzo privato rappresenta dunque l’eccezione.
Sebbene l’autorità fiscale cantonale non abbia emanato direttive in materia,
varrà comunque il principio che si ammette la deduzione delle spese per il
mezzo pubblico, a meno che non vi siano particolari impedimenti o difficoltà
tali da indurre a concludere che non si possa pretendere dal contribuente l'uso
dei mezzi pubblici (cfr. p. es. CDT n. 80.2008.11 del 5 marzo 2008, consid. 2.2
con rimandi).

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Nella fattispecie, la
necessità di utilizzare il veicolo privato per le trasferte quotidiane da __________
(località __________) a __________ (Cantone __________) e ritorno non è oggetto
di discussione. Del resto, la trasferta con i mezzi pubblici richiederebbe
mediamente due ore di viaggio e comporterebbe inoltre almeno tre cambi di mezzo
(funivia fino a __________, treno fino a __________, treno fino a __________ e
autopostale fino a __________). Il tempo di percorrenza della medesima tratta
con il mezzo privato è invece, al netto del traffico veicolare, inferiore
all’ora. Ciò che permette al ricorrente di risparmiare grossomodo un’ora a tratta
e soprattutto di evitare tre cambi di mezzo, senza dimenticare infine che nella
sua funzione di boscaiolo dovrà, a volte, raggiungere località più discoste e ancor
meno servite dai mezzi pubblici.

                                         Oggetto di discussione è
piuttosto la misura della deduzione. Il ricorrente chiede che gli sia
riconosciuto l’importo di fr. 15'050.–, fondandosi su una distanza di 50 chilometri
a tratta e su 220 giorni di lavoro. L’autorità di tassazione, come visto,
propone invece di riconoscere in deduzione l’importo di fr. 7'238.–, basandosi
su una distanza di 47 chilometri e 110 giorni lavorativi.

 

                                         4.2.

                                         La distanza
tra __________ (località __________) e __________ va effettivamente rettificata
in 47 chilometri (cfr., per esempio, gli appositi siti internet www.viamichelin.ch oppure www.tcs.ch, prodotto dallo stesso
ricorrente). Questa Camera ha più volte considerato legittimo
l’uso di simili strumenti di semplificazione per calcolare le distanze
chilometriche ai fini della commisurazione della deduzione per spese di
trasporto con il mezzo privato dal domicilio al luogo di lavoro (cfr. p. es. CDT
n. 80.2002.130 del 5 settembre 2002). Non si può certamente escludere che
questa, come ogni altra semplificazione, comporti, in singoli casi, un leggero
svantaggio per un contribuente ed un lieve vantaggio per un altro. Nel loro
insieme, tuttavia, simili strumenti servono a garantire un’applicazione
coerente ed uniforme della legge 

                                         Nel caso in esame,
quindi, il totale dei chilometri giornalieri percorsi da __________ a __________
e viceversa, quantificato dal ricorrente in 100 chilometri, va ammesso nella
limitata misura di 94 chilometri.

 

                                         4.3.

                                         L’autorità di tassazione propone
inoltre di dimezzare i giorni di lavoro (da 220 a 110 giorni), così da tenere
in considerazione l’incidente occorso al ricorrente e coperto dall’assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni.

                                         Certo, la durata del
lavoro, quantificata dall’autorità fiscale su 110 giornate, rappresenta
nuovamente una semplificazione. Alla luce della tabella riassuntiva degli
stipendi del 2014, dalla quale emerge in particolar modo che lo stesso ha
beneficiato delle indennità della SUVA dal mese di giugno al mese di novembre,
essa costituisce nondimeno una ragionevole media, che tiene inoltre in considerazione
le vacanze, i giorni festivi e ogni altra assenza per qualsivoglia motivo.

                                         Come ogni altra
semplificazione, anche tale schematizzazione non è irrefragabile. Secondo un
consolidato principio, spetta però al contribuente provare quegli elementi che
concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e
121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8). Nel caso in esame, per
contro, il ricorrente si è limitato a produrre la citata tabella riassuntiva
degli stipendi del 2014, senza presentare le buste paga richiestegli da questa
Camera e senza nemmeno tentare di giustificare i giorni di attività e quelli di
inattività.

 

                                         4.4.

                                         In simili circostanze, non
resta che seguire la proposta dell’autorità di tassazione e quantificare in 110
giorni la durata del lavoro. La deduzione per spese professionali di trasporto
con il veicolo privato va quindi commisurata in fr. 7'238.–, così come proposto
dall’autorità di tassazione:

                                         94
km al giorno x 110 giorni di lavoro x fr. 0.70 al km = fr. 7'238.–

 

 

                                   5.   5.1.

                                         Visto tutto quanto sopra,
il ricorso è parzialmente accolto e la decisione impugnata riformata nel senso
che vanno riconosciute spese professionali di trasporto con il veicolo privato
nella misura di fr. 7'238.–.

 

                                         5.2.

                                         Nel determinare le spese e
la tassa di giustizia, questa Camera non può fare astrazione dall’art. 231 cpv.
3 LT, per il quale esse sono poste totalmente o parzialmente a carico del
ricorrente vincente se questi, conformandosi agli obblighi che gli incombevano,
avrebbe potuto ottenere soddisfazione già nella procedura di tassazione o di
reclamo oppure ha ostacolato con raggiri l’inchiesta della Camera di diritto
tributario.

                                         Nella fattispecie è
indubbio che il ricorrente, se avesse inviato prima il nuovo certificato di
salario (la prima decisione di tassazione del 24 giugno 2015 già faceva
riferimento al trasporto gratuito indicato nel vecchio certificato) avrebbe
potuto evitare di sollevare questa censura dinanzi alla Camera di diritto
tributario. Si giustifica quindi di porre a suo carico la tassa di giustizia e le
spese processuali, nonostante l’esito del gravame gli sia parzialmente
favorevole.

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è parzialmente
accolto.

                                         §    Di
conseguenza, la decisione su reclamo del 22 luglio 2015 è riformata nel senso
che viene concesso in deduzione, a titolo di spese professionali di trasporto
con il veicolo privato, l’importo di fr. 7'238.–.

 

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    500.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.      80.–

                                         per un totale di                                                      fr.    580.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
  -;

  -;

  -;

  -.

   

  

                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio delle __________.

 

 

 

Per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         Il
segretario: