# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2a0c8328-463a-56a6-a7ed-790b784af586
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-05-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 14.05.2004 INC.2004.23403
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2004-23403_2004-05-14.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2004.23403

  	
  Lugano

  14 maggio 2004

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

  sedente per statuire sull'istanza di libertà provvisoria
  presentata il 11/12 maggio 2004 da

  
						

 

	
   

  	
  __________, c/o PCT, Lugano

  patr. d'ufficio dalla lic. iur. __________

  
	
   

  	
   

  

 

	
   

  	
  ex art. 108 CPP e nell'ambito del procedimento di cui
  all'inc. MP 3327/2004 (ora DA 1629/2004) e della Pretura penale;

  

 

 

viste le osservazioni del
Procuratore pubblico __________ (13 maggio 2004) e le contro osservazioni della
difesa (13 maggio 2004);

 

visto per quanto necessario,
l'inc. DA 1629/2004;

 

ritenuto 

 

 

in fatto

 

 

A.

 

 

__________ è stato arrestato il
27 aprile 2004 con l'accusa di ripetuto furto, sub. furto di lieve entità;
l'arresto è stato confermato da questo giudice il giorno successivo, ritenuti
gravi indizi di reato, pericolo di fuga, bisogni istruttori e pericolo di
recidiva (inc. GIAR 234.2004.1, doc. 5).

 

Il 4 maggio 2004 l'accusa è stata
estesa ai reati di ricettazione, ripetuta contravvenzione alla LFStup e
contravvenzione alla LF sul trasporto pubblico (cfr. verbale PP 4 maggio 2004).

 

 

B.

 

 

Con DA 1565/2004 del 3 maggio
2004 il Procuratore pubblico ha proposto la condanna di __________ alla pena di
60 giorni da espiare per i reati di ricettazione, ripetuto furto di poca
entità, contravvenzione alla LFStup e contravvenzione alla LF sul trasporto
pubblico, nonché alla revoca della sospensione condizionale concessa alla pena
accessoria dell'espulsione dal territorio svizzero per un periodo di tre anni
decretata il 27 febbraio 2003.

 

Avverso tale decisione l'11
maggio __________ ha interposto opposizione.

 

 

C.

 

 

Con l'istanza qui in discussione
(indirizzata direttamente a questo giudice ex art. 108 cpv. 3 CPP), __________
chiede di essere posto in libertà provvisoria. La difesa non contesta
l'esistenza di gravi indizi di colpevolezza, ma ritiene che il pericolo di
fuga, quello di recidiva ed un eventuale rischio di collusione ancora esistente
potrebbero essere ovviati con l'imposizione di opportune regole di
comportamento all'interno del centro della Croce Rossa.

Un ulteriore protrarsi del
periodo di detenzione sarebbe contrario al principio di proporzionalità. 

 

 

D.

 

 

Il magistrato in sede di
osservazioni si oppone alla messa in libertà provvisoria dell'istante,
evidenziando l'esistenza dei pericoli di fuga e di recidiva. 

Delle relative argomentazioni si
dirà più dettagliatamente e per quanto necessario nei considerandi in diritto. 

 

La Pretura penale non ha invece
presentato osservazioni.

 

In sede di contro osservazioni la
difesa si è limitata a riconfermarsi nell'istanza 11/12 maggio 2004,
evidenziando nel contempo che "affermazioni generiche sulla pratica di
etnie e/o richiedenti l'asilo non trovano spazio in ambito penale, dove conta
unicamente la responsabilità individuale". 

 

 

Considerato

 

 

in diritto

 

 

1.

 

 

L'istanza, presentata
dall'accusato detenuto, direttamente a questo giudice stante la già avvenuta
emanazione del decreto d'accusa e l'attesa dell'apertura del dibattimento, è
ricevibile.

 

 

2.

 

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui riproposti:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.
32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine
pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc.
520.2001.5)". 

 

 

3.

 

 

L'esistenza di gravi indizi di
colpevolezza - peraltro neppure contestata dalla difesa - è senz'altro data.

In particolare, dagli atti
risulta che __________ è accusato di ricettazione in relazione a vari oggetti
rinvenuti nella sua camera nel corso della perquisizione del 27 aprile 2004, a
seguito del suo fermo, di due furti di lieve entità, avvenuti il 5 ed il 27
aprile 2004, nonché di contravvenzione alla LFStup e alla LF sul trasporto
pubblico. L'accusato ammette soltanto il furto del 27 aprile 2004 e le
contravvenzioni alla LFStup e alla LF sul trasporto pubblico; per contro nega
recisamente di aver commesso il furto del 5 aprile 2004 e che quanto ritrovato
nella sua stanza sia provento di furto (cfr. verbale PP 4 maggio 2004), senza
peraltro fornire una versione credibile dei fatt.. 

Lo stesso decreto d'accusa può
del resto essere utilizzato quale accertamento degli indizi di reato, in
assenza di elementi contrari (DTF 19 giugno 1997 in re V., 1P.306/1997).

 

 

4.

 

 

Non sono qui (più) in discussione
necessità istruttorie nel senso di pericolo di collusione o inquinamento delle
prove.

Occorre, invece, stabilire se
siano ancora concreti il pericolo di fuga e quello di recidiva e,
successivamente, se il mantenimento del carcere preventivo sia rispettoso del
principio di proporzionalità.

 

Per giustificare carcerazione
preventiva, il pericolo di fuga deve essere concreto e rivestire di una certa
probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in
libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento penale
ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità della pena presumibile
non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre valutare l’insieme
delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami
famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica e tutti
quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19
gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69).

__________ è cittadino bielorusso
richiedente l'asilo (in attesa di una decisione in merito). 

Se la proposta di pena di cui al
DA 1629/2004 dovesse essere confermata dalla Pretura penale, sussiste il
rischio concreto che, nella prospettiva di una pena di ben due mesi da espiare
- altre volte l'accusato, come si vedrà nel seguito è infatti stato condannato
a pene detentive, ma di durata inferiore a quella ora proposta -, l'istante si
dia alla latitanza, in altre parole si renda irreperibile, tanto più che egli
sa che la sua domanda di asilo, visti i precedenti penali, verrà verosimilmente
respinta (cfr. verbale PP 4 maggio 2004). In conclusione è lecito presumere che
le conseguenze di una fuga possano apparirgli quale male minore per rapporto a
quello derivante dal rischio di ulteriore carcerazione (M. Luvini, op. cit., p.
292) e il pericolo di fuga deve essere considerato presente in modo concreto
(DTF 102 Ia 382; DTF 106 Ia 407; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 585). Lo stesso non
appare ovviabile con misure sostitutive, così come quello di recidiva, che in
casu è pure dato. 

A tale proposito giova
preliminarmente ricordare che il pericolo di recidiva deve essere concreto (DTF
105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell'insieme delle circostanze, tra
cui i precedenti dell'accusato, il suo comportamento durante l'istruttoria, la
sua personalità, la sua costituzione fisica e soprattutto psichica e le
modalità di commissione dei reati (LUVINI, I presupposti materiali del carcere
preventivo nel processo penale ticinese, REP. 1989, pag. 294; G. PIQUEREZ,
Manuel de procédure pénale suisse, Zurich 2001, n. 1479/1483).

In concreto, oltre
all'atteggiamento reticente e negatorio avuto dall'istante durante l'inchiesta,
a sostegno della sussistenza di tale rischio depone pure l'esistenza di
precedenti specifici. In particolare, dal casellario giudiziario risulta che a
far tempo dal 2002 ha subito cinque condanne con DA per furto e/o ricettazione
e/o furto di lieve entità, per le quali ha già scontato pene detentive.
Ciononostante egli ha continuato a delinquere. Basti qui rilevare che l'ultimo
arresto, quello del 27 aprile 2004 poi sfociato nel DA 1629/2004 al quale è
stata interposta opposizione, è avvenuto circa 3 mesi dopo l'espiazione di una
pena detentiva, quella oggetto del DA emanato il 22 ottobre 2003. In siffatte
circostanze la messa in libertà dell'istante, così come evidenziato dal
Procuratore pubblico in sede di osservazioni, rende concreto il rischio di
reiterazione dei reati. 

 

 

5.

 

 

In conclusione, l'istanza di
libertà provvisoria presentata da __________ è respinta in quanto sussistono
concreto pericolo di fuga e di recidiva e non sono date (o applicabili) misure
sostitutive idonee a ridurre tali pericoli.

Il mantenimento del carcere
preventivo in vista dell'apertura del dibattimento, che dovrà avvenire nei
termini di legge, è ancora rispettoso del principio di proporzionalità.

 

 

P.Q.M.

 

 

 

visti gli artt. 160 cifra 1 cpv.
1, 139 cifra 1 e 172 ter combin. CP, 19° cifra 1 LFStup, 51 cpv. 1 LTP in
relazione con l'art. 1 cpv. 1 OTP, 95 ss, 96, 102, 108, 284 CPP, 

 

 

 

decide

 

 

1.     
L'istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.     
Non si prelevano tasse e spese.

 

 

3.     
Contro la presente è dato reclamo alla CRP, Lugano, entro 10 giorni dall'intimazione.

 

 

4.     
Intimazione:

-       
lic. iur. __________, per sé e per l'accusato;

-       
Procuratore pubblico __________, 6500 Bellinzona (con inc. DA
1629/2004 di ritorno e copia delle contro osservazioni 13 maggio 2004 della
lic. iur. __________);

-       
Pretura penale, Via dei Gaggini 1, 6500 Bellinzona (con copia
delle osservazioni 13 maggio 2004 del PP __________ e contro osservazioni 13
maggio 2004 della lic. iur. __________).

 

 

 

 

                                                                                 giudice
__________