# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d6cd03a7-3ef3-5043-901d-acd70eb5a739
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-09-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 08.09.2003 INC.2003.37503
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-37503_2003-09-08.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.37503

  	
  Lugano

  8 settembre 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

   

   

   

   

   

   

  sedente per statuire sull'istanza di libertà provvisoria
  presentata il 29 agosto 2003 / 1. settembre 2003 da

  
						

 

	
   

  	
  __________, attualmente c/o PCT

  patrocinato dall'avv. __________

  

 

e qui trasmessa il 4 settembre 2003 con preavviso negativo
dal

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico __________

  

 

Viste le osservazioni settembre
2003 dell'istante, che conferma contenuti e conclusioni dell'istanza;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto e considerato

 

 

in fatto

 

 

A.

 

__________ è stato arrestato il
12 giugno 2003 a __________ con contestuale promozione dell'accusa per i reati
di truffa e falsità in documenti, segnatamente "per avere, a
_________ed altre località del Ticino e della Svizzera, tra il 7 febbraio 2001
ed il gennaio 2003, a scopo di indebito profitto, agendo in correità con
diverse persone, tra cui __________ ed altre non meglio identificate,
falsificato ripetutamente a scopo di inganno documenti di legittimazione
(patente e passaporto) intestati alla di lui moglie __________, rispettivamente
messo a disposizione di terzi a scopo di inganno detti documenti falsificati;
ritenuto che tali documenti di legittimazione falsificati nonché altri
documenti di legittimazione __________ e un terzo non identificato hanno aperto
rispettivamente hanno tentato di aprire relazioni bancarie utilizzando gli
alias (…) procedendo all'apertura presso svariate banche __________ di
relazioni bancarie sotto false generalità dei suoi citati alias, relazioni
bancarie sulle quali, in base ad un disegno truffaldino già utilizzato in
precedenza da __________ e dai suoi correi, sono confluite rispettivamente
avrebbero dovuto confluire somme di denaro in base ad ordini di
pagamento/bonifico sottratti e falsificati nell'importo, nel destinatario e nel
relativo numero di conto bancario, ritenuto che una volta il denaro giunto
sulla relazione bancaria, esso veniva integralmente prelevato". L'arresto
dell'istante è stato confermato da questo giudice il giorno successivo, per
necessità istruttorie, pericolo di fuga e pericolo di recidiva (cfr. doc. _,
inc. GIAR __________).

 

 

B.

 

Con istanza del 29 agosto 2003
__________ chiede di essere immediatamente posto in libertà provvisoria.
Rilevato il suo un atteggiamento "di totale disponibilità e piena
collaborazione" sin dall'inizio dell'inchiesta, sostiene la propria
estraneità ai fatti imputatigli, a suo dire, comprovata dalle "diverse
contraddizioni delle dichiarazioni dei due accusatori, nonché dal fatto che
__________ non ha lucrato da questa vicenda". Non sarebbero quindi
date le condizioni per il mantenimento della carcerazione preventiva. In
particolare, sostiene che, se messo in libertà provvisoria, vista la sua
estraneità ai fatti egli non potrebbe certo collidere o inquinare le prove, che
non vi sarebbe il rischio di recidiva in assenza di prove inconfutabili della
sua colpevolezza e non dovendo le autorità inquirenti essere tratte in inganno
dai suoi precedenti, ed infine che, essendo il Ticino il centro dei suoi
interessi personali e professionali, sarebbe escluso il pericolo di fuga.
Richiamato il principio della parità di trattamento, con particolare
riferimento all'avvenuta scarcerazione della sorella __________, la quale
avrebbe peraltro avuto un ruolo determinante nei fatti incriminati, asserisce
che il benefico della libertà provvisoria non potrebbe essergli negato "a
meno di non violare il principio della proporzionalità e mortificando di
conseguenza il diritto costituzionale alla libertà personale". 

 

 

D.

 

Con preavviso negativo (4
settembre 2003) il Procuratore pubblico precisa che il carcere preventivo di
__________ si rende necessario per pericolo di collusione delle prove, pericolo
di fuga, e di recidiva. La mancata identificazione di tutte le persone
coinvolte, tenuto conto dell'atteggiamento reticente dell'istante, renderebbe
concreto il pericolo di collusione delle prove. Sarebbe dato il pericolo di
fuga, trattandosi di un cittadino straniero, spesso in viaggio ed assente
all'estero, senza un'occupazione fissa, con varie esecuzioni in corso, una
situazione debitoria anche nei confronti della moglie, tale pericolo non
potrebbe essere ovviato con l'adozione di misure sostitutive. A maggior ragione
se si considera che in caso di condanna egli rischia la revoca della
sospensione condizionale della precedente condanna. 

 

 

E.

 

Con osservazioni settembre 2003,
la difesa ribadisce sostanzialmente il contenuto dell'istanza.

 

Delle ulteriori allegazioni si
dirà, per quanto necessario, nei considerandi in diritto.

 

 

in diritto

 

 

1.

 

 

La legittimazione di __________,
accusato e detenuto, all'inoltro della presente istanza, trasmessa a questo
ufficio nei termini di legge, è pacifica.

 

 

2.

 

 

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui riproposti:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo
sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui
concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di
collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere
sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del
Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge,
sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse
pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20
marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra
altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998
n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale
ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale:
DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già
dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di
quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc.
520.2001.5)

 

 

3.

 

Sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare
il perdurare della cautelare privazione della sua libertà, perlomeno fino a
miglior definizione dell'assetto probatorio.

 

 

3.1

Con sufficiente verosimiglianza a
questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può concludere per
l'esistenza di seri e concreti indizi di colpevolezza, contrariamente a quanto
sostenuto dalla difesa, a carico di __________ e relativi ad un suo
coinvolgimento nei fatti inquisiti.

 

 

3.2

Quanto alle necessità istruttorie
atte a giustificare la misura cautelare di privazione della libertà, non è
inutile ricordare i seguenti principi: 

 

"

-      In relazione ai bisogni istruttori, atti a giustificare
la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare che questi non
s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli
accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o
d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta
raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse,
ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.;
RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in
corso non è, di per sé, decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass
noch nicht alle Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht
werden konnten oder dass der Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt
nicht" (N. Schmid, op. cit., no. 701a). Occorre che l'indagato, se
posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto
svolgimento e, conseguentemente, l'esito.

 

-      E', inoltre, necessario che questa possibilità di
pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su elementi concreti:
"Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des Bundesgerichtes die
theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in Freheit kolludieren
könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder        die Nichtgewährung von
Urlauben unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen vielmehr konktrete
Indizien für eine solche Gefahr sprechen." (DTF 117 Ia 257, cons. 4
c.).

 

-      Gli elementi di concretezza del pericolo vanno
individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e
nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad
esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non
può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della
misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del
teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza d'interessi
(tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF
117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p.19). Il semplice atteggiamento di diniego
dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66;
Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13)."

(GIAR 23 settembre 2002 in re Y.)

 

 

Va da sé che i criteri sopra
esposti richiedono applicazione più restrittiva allorquando l'inchiesta (e la
detenzione) é in corso da un certo tempo. 

 

Interrogato dalla polizia al
momento del fermo, così come in sede di conferma dell'arresto l'accusato, ha
sostanzialmente tenuto un atteggiamento negatorio. Atteggiamento che è stato
mantenuto anche nel corso del proseguio dell'inchiesta. In particolare,
__________ anche a fronte di precisi riscontri concreti si è limitato ad
affermare che si è trattato di un complotto. Non vanno inoltre trascurate le
numerose contraddizioni ed i cambiamenti di versioni in cui è incorso (cfr.
verbali POL 12.6.2003 AI _, 18.6.2003, 26.6.2003 e 10.7.2003 AI __________; PP
24.7.2003 AI __________ e 31.7.2003 AI __________). Gravi e concreti indizi di
colpevolezza emergono dal fatto che l'accusato è stato trovato in possesso di
documenti falsificati (gli originali erano quelli di sua moglie) utilizzati per
l'apertura di conti con false generalità, dalle precise e convergenti chiamate
in correità di __________ e __________ (verbali confronto 24 e 31.7.2003 AI
__________ e __________), peraltro corroborate da altri indizi oggettivi
(__________era con __________ al momento del suo arresto a __________,
circolava con una Golf blu ammaccata, di proprietà della moglie, che
corrisponde a quella indicata dalla __________ già nel 2002 come in possesso
del suo alias __________ (19.4.2002 AI __________), il numero di telefono
indicato da __________ per l'apertura di un conto postale corrisponde a quello
in uso a __________ e da lui utilizzato anche per chiamare la moglie sul posto
di lavoro (verbale POL __________ 25.6.2003 AI __________). In sostanza dagli
atti istruttori esperiti risulta la palese reticenza di __________
nell'ammettere le proprie responsabilità, la contraddittorietà di alcune sue
dichiarazioni e l'evidente divergenza con quanto dichiarato dagli altri correi,
in particolare __________ e __________, i quali, come detto, hanno formulato
delle precise e dettagliate chiamate di correità, credibilità non inficiata dal
fatto che questi ultimi abbiano dichiarato che __________ era presente alle
operazioni del 29 gennaio 2003 e del 22 febbraio 2003, giorni in cui, sulla
base della documentazione prodotta dalla difesa, il reclamante si trovava
altrove. Non va infatti dimenticato che le operazioni illecite effettuate sono
state numerose e si sono protratte per quasi due anni (febbraio 2001-gennaio
2003), ciò che rende possibile alcune imprecisioni. 

Se è ben vero che in sede di
preavviso il Procuratore pubblico ha evidenziato che l'istruttoria è pressoché
terminata, e che quindi vi sono sufficienti elementi concreti per procedere
contro __________, è altrettanto vero che non tutte le persone coinvolte nella
vicenda sono state identificate: in particolare, non è ancora stato
identificato il sedicente __________ alias __________ (nomi falsi che sono
serviti per l'apertura, dietro presentazione del passaporto falsificato della
moglie di __________, di relazioni bancarie sotto false generalità), che
dovrebbe essere un cittadino belga di nome __________, neppure è stato sino ad
ora possibile accertare chi abbia materialmente falsificato i documenti di
identità e gli ordini di pagamento. A tale proposito potrebbero giungere dal
__________, a seguito della trasmissione spontanea di informazioni da parte del
magistrato inquirente, comunicazioni atte a colmare tali "vuoti"
(cfr. scritto 15.7.2003 AI __________). 

In siffatte circostanze, tenuto
conto del comportamento non collaborativo e della posizione sostanzialmente
negatoria dell'accusato appare palese il rischio di collusione con le altre
persone coinvolte, che si trovano tuttora a piede libero. 

 

 

3.3

I criteri determinanti per
stabilire se esista pericolo di fuga sono il carattere del prevenuto, il suo
domicilio, la sua professione, la sua situazione familiare ed i suoi legami con
lo Stato in cui egli è inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in
re S. C. del Tribunale federale, sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A. , CRP
314/94) e l'apprezzamento di tutte le circostanze, per invocare appunto un
rischio di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiono
rispetto all'accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui
dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati
comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importante (in questo
senso M. Luvini, in Rep. 1989, p. 292 e ss. e riferimenti ivi indicati;
sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP 341/94).

 

E' ben vero che __________ è
coniugato con una cittadina svizzera residente a __________, tuttavia non è
possibile sostenere che egli abbia con il nostro Paese legami, professionali e
personali, tali da escludere il pericolo di fuga. Infatti, l'istante, nei cui
confronti sono pendenti varie esecuzioni (estratto esecuzioni 4.9.2003 AI
__________), non ha un'occupazione fissa - ha spesso lavorato per agenzie di
lavoro temporanee (verbale POL __________ 10.7.2003, AI __________), spesso è
in viaggio o si trova all'estero, segnatamente in Belgio, dove ha mantenuto
contatti stretti con altri congolesi (cfr. verbale POL 18.6.2003 AI __________)
. Recentemente è stato pure per un periodo di tre mesi in Congo, dove risiedono
i suoi parenti, per vendere materiale informatico (cfr. verbali __________ POL
10.7.2003 AI __________ e PP 24.7.2003 AI __________ e POL 16.6.2003 di
__________ AI __________). Per quanto riguarda i rapporti con la moglie, a dire
del reclamante ottimi, dagli atti, segnatamente dalle dichiarazioni di
__________, cittadina congolese dimorante a __________ e frequentata
assiduamente dall'istante, emerge che la relazione con la moglie, nei cui
confronti egli si trova in una situazione debitoria, non appare affatto salda
ed importante, ritenuto che egli avrebbe detto all'amica di essere in fase di
separazione. Da ultimo non può essere trascurato il fatto che in caso di nuova
condanna, __________ rischierebbe la revoca della sospensione condizionale
della pena di 15 mesi inflittagli nel Canton Berna nel dicembre 2001 per titolo
di truffa e falsità in documenti (AI __________ e __________). Anche ammettendo
che, così come sostenuto dalla difesa, __________ sia felicemente sposato,
contrariamente a quanto dichiarato dalla teste, le altre circostanze descritte,
nonché il suo atteggiamento sostanzialmente negatorio e reticente, rendono
concreto il pericolo che __________, una volta messo in libertà provvisoria,
tenti di sottrarsi al procedimento, dandosi alla fuga. Pericolo che, come
evidenziato dal Procuratore pubblico nel preavviso negativo, non potrebbe
essere ovviato dall'applicazione di una misura sostitutiva, quale il versamento
di una cauzione, viste le precarie condizioni finanziarie dell'istante, o dal
deposito dei documenti di legittimazione, posto che è stato trovato in possesso
di più documenti di legittimazione falsi, tanto più che tali misure sono
notoriamente inadatte a scongiurare il pericolo di inquinamento e collusione
delle prove, anch'esso dato nel caso in esame. 

 

 

3.4

Il pericolo di recidiva deve
essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell'insieme
delle circostanze, tra cui i precedenti dell'accusato, il suo comportamento
durante l'istruttoria, la sua personalità, la sua costituzione fisica e
soprattutto psichica e le modalità di commissione dei reati (LUVINI, I
presupposti materiali del carcere preventivo nel processo penale ticinese, REP.
1989, pag. 294; G. PIQUEREZ, Manuel de procédure pénale suisse, Zurich 2001, n.
1479/1483).

 

A carico di __________ vi è una
precedente condanna per truffa per mestiere e falsità in documenti di 15 mesi
sospesi condizionalmente per un periodo di prova di due anni emessa dal Canton
Berna il 14 dicembre 2001 (cfr. AI __________ e __________). I nuovi fatti
addebitati si situano quindi nel periodo di prova. Egli è quindi recidivo
specifico.

Per quanto concerne il
procedimento qui in esame, valgono le considerazioni espresse in merito al
pericolo di collusione: la mancata identificazione di tutte le persone
coinvolte e le numerose aperture di conti bancari sotto false generalità,
tenuto anche conto dei precedenti specifici di __________ e del suo
atteggiamento processuale negatorio, non permettono affatto di escludere, in caso
di scarcerazione, una reiterazione dei reati.

 

 

4.

 

Il carcere preventivo sofferto ed
ipotizzabile, è rispettoso del principio di proporzionalità, con riferimento
alla presumibile pena. Non giova all'istante invocare una disparità di
trattamento con conseguente violazione del principio di proporzionalità con la
sorella di __________: differente è stato l'atteggiamento processuale di
quest'ultima, collaborativo, e differente la sua situazione personale, giovane
madre.

Resta sottinteso l'obbligo per il
magistrato inquirente, il quale l'ha assicurato nel preavviso negativo -
precisando che il deposito atti è ormai prossimo - di trattare con priorità i
casi in cui l'accusato è in detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP).

 

Il presente giudizio, in tema di
libertà personale, è esente da spese e tassa di giustizia.

 

 

P.Q.M.

 

 

richiamati gli articoli 19 cifra
1 e 2, 19a LFStup, 95 ss. 102, 103, 279 ss., 284 CPP,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

1.    L’istanza è
respinta.

 

 

2.    Non si
percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.    Contro la
presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro dieci
giorni dall’intimazione.

 

 

4.    Intimazione:

-       
Procuratore pubblico __________ (con l'inc. MP __________/2003 di
ritorno e copia delle osservazioni 7 settembre 2003 del patrocinatore
dell’accusato);

-       
avv. __________, per sé e per l’accusato.

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
__________