# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 066a8da9-a931-53ae-aebb-eded303a2eaa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-08-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 10.08.2000 80.2000.87
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2000-87_2000-08-10.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2000.00087

  	
  Lugano

  10 agosto 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di diritto tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Andrea Pedroli, vicecancelliere

  

 

statuendo sul ricorso del 19 maggio 2000

 

in materia di:                 imposta di successione

 

	
  presentato da:

  	
  __________ __________, __________. __________ __________,  

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto 

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   In
data __________ __________ 1994 decedeva __________ __________.

                                         Ricevuto
dagli eredi l'inventario della sostanza, l'Ufficio imposte di successione e
donazione (UISD) notificava ai coeredi, con decisione del 14 giugno 1996, un progetto
di tassazione.

                                         Nei
giorni seguenti, essi facevano pervenire all'UISD le proprie osservazioni al progetto
in questione.        

                                         Con
decisione del 19 settembre 1996, l'UISD notificava agli eredi la tassazione dell'imposta
di successione, commisurando l'attivo netto in fr. 4'017'268. 

 

 

                                   2.   Gli
eredi impugnavano la decisione in questione, con reclamo dell'11 ottobre 1996,
contestando la valutazione della sostanza immobiliare e lamentando, in
particolare, una disparità di trattamento determinata dall'utilizzazione dei
valori di stima entrati in vigore in anni recenti.

                                         Dopo
colloqui, incontri e scambi epistolari fra autorità fiscale e contribuenti, con
decisione del 20 aprile 2000, l'UISD respingeva il gravame. Premesso di avere
atteso per la decisione l'esito di un'istanza di revisione dei valori di stima,
interposta dagli eredi all'Ufficio cantonale di stima, l'autorità di tassazione
confermava la legittimità dell'applicazione dei valori di stima ufficiali in
vigore al momento dell'apertura della successione. Negava inoltre l'applicazione
dell'art. 124 cpv. 2 LT 1976, disposizione riservata ai casi in cui la modifica
di valore è determinata da mutamenti della natura fisica o giuridica del fondo.

 

 

                                   3.   Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, l'erede
__________ __________ postula l'annullamento della decisione dell'UISD e
l'emissione di una nuova tassazione, effettuata applicando i valori di stima in
vigore prima del 1991. Ritiene di essere vittima di una disparità di
trattamento, per il fatto che l'autorità fiscale si è rifiutata di applicare
alla tassazione della successione la riduzione del 20% dei valori di stima
prevista dall'art. 47 della legge sulla stima. Adduce inoltre di essere stato
tratto in inganno dal tenore della motivazione della decisione con la quale l'Ufficio
di stima ha respinto l'istanza di revisione, per il fatto che gli sarebbe stato
promessa una riduzione del 20% delle stime immobiliari "ai fini di tutte
le loro utilizzazioni".

 

                                         Nelle sue
osservazioni del 27 giugno 2000, la Divisione delle contribuzioni propone di
respingere il gravame. 

 

 

                                   4.   Il
ricorrente contesta l'applicazione, ai fini della valutazione della sostanza
immobiliare soggetta all'imposta di successione, delle stime ufficiali entrate
in vigore il 1° gennaio 1991.

 

                                         4.1.

                                         Secondo
l'art. 326 cpv. 2 LT, la nuova legge tributaria del 1994 si applica la prima volta all’imposta dovuta per
l’anno della sua entrata in vigore (cioè il 1995), nonché ai trasferimenti di
proprietà iscritti a registro fondiario, rispettivamente alle contrattazioni
concluse, come pure alle successioni apertesi e alle liberalità eseguite a partire
dalla sua entrata in vigore. 

                                         Ne
consegue che alla successione oggetto del presente ricorso, che si è aperta il
14 dicembre 1994, sono applicabili le norme della legge tributaria del 1976.

 

                                         4.2.

                                         L'art.
123 LT 1976 stabilisce che per la determinazione della sostanza imponibile fa
stato il valore al momento dell’apertura della successione o dell’esecuzione
della liberalità. 

                                         Il
successivo art. 124 cpv. 1 LT 1976 precisa quindi che gli immobili e i loro
accessori sono imposti al valore di stima ufficiale. 

                                                                                 Il cpv. 2 dell'art. 124 prevede un'eccezione per
il caso di modifica essenziale e permanente del valore del fondo: l’autorità,
gli eredi o il donatario possono chiedere una diversa valutazione che tenga
conto della nuova situazione al momento dell’apertura della successione o del
trasferimento di proprietà per donazione. 

 

                                         4.3.

                                         È
immediatamente evidente che, secondo la legge in vigore al momento dell'apertura
della successione, per valutare gli immobili che rientravano nella massa ereditaria,
dovesse trovare applicazione la stima ufficiale in vigore a tale momento. 

                                         Risulta
chiaro e non è contestato neppure dal ricorrente che la stima vigente al momento
dell'apertura della successione era quella del 1.1.1991.

 

                                         

                                   5.   Come
accennato in narrativa, il ricorrente ritiene peraltro che alla successione in
questione dovrebbe essere applicato l'art. 47 della legge sulla stima del 1996,
che prevede delle riduzioni per le stime entrate in vigore negli anni 90.

 

                                         5.1.

                                         Negli
ultimi anni la normativa in materia di stima ufficiale della sostanza
immobiliare ha subìto diverse modifiche, in seguito ad interventi legislativi e
giurisprudenziali:

                                         •  il
1° gennaio 1997 è entrata in vigore la legge sulla stima ufficiale della
sostanza immobiliare del 13 novembre 1996 (Lst), che ha abrogato la legge sulla
stima ufficiale della sostanza immobiliare del Cantone del 25 novembre 1936;

                                         •  il
20 marzo 1998, il Tribunale federale ha dichiarato incostituzionale l’art. 45
Lst, che non entrerà pertanto mai in vigore (DTF 124 I 159);

                                         •  con
effetto retroattivo al 1° gennaio 1999, la legge del 7 febbraio 1999 ha modificato
gli articoli 47 e 48 Lst.

                                         Nel caso
qui in discussione, che si riferisce alla tassazione di una successione apertasi
nel 1994, ci si deve anzitutto chiedere quale sia il diritto applicabile.

 

 

                                         5.2.

                                         Come
accennato, la legge sulla stima del 1996 è entrata in vigore solo il 1° gennaio
1997 (cfr. ordinanza del Consiglio di Stato del 20 dicembre 1996). Essa si
applicherà pertanto ai soli periodi fiscali successivi alla sua entrata in
vigore. In particolare, per quanto concerne l'imposta di successione e
donazione, sarà applicabile solo alle successioni apertesi o alle liberalità
eseguite a partire dal 1° gennaio 1997.

                                         Quanto
alle modifiche approvate dal popolo con votazione del 7 febbraio 1999, la loro
entrata in vigore è stata stabilita a partire dal 1° gennaio 1999 (cfr.
ordinanza del Consiglio di Stato del 3 marzo 1999), sicché ne è esclusa
un’applicazione retroattiva ai periodi fiscali precedenti il 1999. 

                                         Come
rilevato ancora recentemente in una sentenza di questa Camera (RDAT
II-1999 n. 8t, p. 311), per evidenti ragioni di parità di trattamento fra i
contribuenti è necessario che a tutti siano applicate le disposizioni sulla
stima immobiliare che vigono al momento determinante. I ricorrenti non possono
infatti invocare una disciplina della stima immobiliare a loro più favorevole,
che sia entrata in vigore in un momento successivo a tale data ma prima che la
loro tassazione fosse passata in giudicato. 

                                         Per
rispondere al quesito quale sia il diritto applicabile in caso di una modifica
della base legale, vige infatti il principio che sono determinanti quelle disposizioni
che valgono per l’adempimento della fattispecie da disciplinare giuridicamente
o che comportano conseguenze giuridiche. Modifiche sopravvenute in seguito devono
essere lasciate inosservate (StE 1995 B 110 n. 5; DTF 119 Ib 110
consid. 5 e giurisprudenza citata).

 

                                         5.3.

                                         Dalle
premesse descritte discende la conseguenza che alla tassazione relativa ad una
successione apertasi nel corso del 1994 si applica la legge sulla stima del
1936. La modifica del 7 febbraio 1999 non è infatti applicabile alle tassazioni
di successioni apertesi in precedenza, le cui decisioni non siano ancora
definitive, proprio perché il “fatto” di rilevanza giuridica su cui si fonda il
prelievo dell’imposta sulla sostanza è l'apertura della successione e cioè il
decesso del de cuius.

 

 

                                   6.   Ci si deve quindi confrontare con la censura di disparità di trattamento,
sollevata dal ricorrente. A suo avviso, infatti, limitare l'applicazione degli
effetti della nuova legge sulla stima agli anni successivi alla sua entrata in
vigore, negando per contro la sua applicazione alle tassazioni di anni
precedenti, pur fondate sui medesimi valori ufficiali, costituirebbe
un'ingiustizia incompatibile con i principi costituzionali.

                                         In altri
termini, secondo il ricorrente, se la stima del 1991 è considerata eccessiva
per le tassazioni successive al 31.12.1996, non si vede perché non si debba
ritenere eccessiva anche per le tassazioni che si riferiscono a momenti
precedenti.

 

                                         6.1.

                                         Il
principio di uguaglianza, garantito dall’art. 8 Cost. fed., non limita solo
l’attività del legislatore ma anche quella degli organi incaricati
dell’applicazione della legge. Ad esso si affiancano poi altri diritti
riconosciuti dalla Costituzione: in particolare, quello di essere trattato
senza arbitrio e secondo il principio della buona fede da parte degli organi
dello Stato (art. 9 Cost. fed.)

                                         Il
principio di uguaglianza è violato, nell’applicazione del diritto, quando due
casi uguali sono trattati in modo diverso senza che vi siano ragioni oggettive
per farlo.

                                         Una norma
è in contrasto con il principio della parità di tratta-mento se stabilisce differenze
giuridiche, per le quali non è rav-visabile un motivo ragionevole nei rapporti
da regolare, oppure tralascia differenze che si imporrebbero in base ai
rapporti da disciplinare (cfr. DTF 106 Ib 188). Occorre che la
differenza in-fondata o la parità di trattamento infondata si riferisca ad un
fatto essenziale (DTF 103 Ia 519). 

 

                                         6.2.

                                         L’art.
127 cpv. 2 Cost. fed. stabilisce che, per quanto compatibile con il tipo di imposta,
in tale ambito vanno osservati in particolare i principi della generalità
e dell’uniformità dell’imposizione, come pure il principio dell’imposizione
secondo la capacità economica.

                                         Va
ricordato, a tale proposito, che, prima dell’entrata in vigore della nuova
Costituzione federale (1.1.2000), non vi era nel diritto costituzionale
federale una disposizione come quella in esame. Tuttavia, il Tribunale
federale, interpretando l’art. 4 della vecchia Cost. fed., che garantiva il
principio di uguaglianza, aveva stabilito che, in materia fiscale, tale
disposizione si concretizzava nei princìpi 

                                         •  della
generalità dell'imposizione: ogni persona ed ogni gruppo di
persone devono essere imposti secondo la stessa disciplina legale;

                                         •  dell'uniformità
dell'imposizione: tutti coloro che si trovano nella stessa situazione
devono essere imposti nello stesso modo;

                                         •  della
commisurazione della pressione fiscale alla capacità economica: ogni cittadino
deve contribuire alla copertura delle necessità finanziarie dello Stato in una
misura proporzionata ai mezzi di cui dispone.

                                         Oggi,
dunque, la Costituzione riconosce l’autonomia di questi principi, che garantiscono
l’equità dell’imposizione.

                                         Il
legislatore gode di un'ampia discrezionalità; fino ad un certo grado, può
creare norme schematiche, che prescindono cioè dalle differenze, ma che sono
facili da applicare (DTF 104 Ia 296; 110 Ia 14).

 

                                         6.3.

                                         Come ha
già concluso la Camera di diritto tributario in precedenti  sentenze, si deve
tener presente che, di fronte alle stime in vigore al momento dell'entrata in
vigore della nuova legge, era ben difficile progettare una disciplina
transitoria che fosse in grado di cancellare tutte le disparità di trattamento
esistenti e che si sono tollerate per lunghi anni. La ragione per cui si sono
inserite le norme transitorie deve infatti ricercarsi nella volontà di riequilibrare
i valori di stima più vecchi con quelli più recenti per una maggiore parità di
trattamento fra i proprietari di sostanza immobiliare ubicata in comuni la cui
revisione delle stime è avvenuta in tempi diversi. Ciò significa che le
disparità di trattamento, che le norme transitorie vogliono almeno attenuare a
partire dal 1° gennaio 1997, c'erano già in precedenza. Per effetto dei turni
di revisione generale previsti dalla legge abrogata, infatti, vi erano e vi
sono tuttora palesi squilibri fra i valori vigenti in un comune e quelli in
vigore in un altro; squilibri che sono stati fin qui tollerati, nonostante le
ripercussioni che hanno sulle imposte e sui sussidi calcolati in base a tali
valori. Introducendo la riduzione del 20% (30% per il periodo 1999/2000) per le
stime più recenti, il legislatore non è certo in grado di stabilire la perfetta
parità di trattamento tra i contribuenti del Canton Ticino, ma può tutt'al più
mitigare le disparità esistenti. 

                                         Già in
quelle sentenze la Camera concludeva con l'affermazione che sarà solo l'entrata
in vigore delle nuove stime, calcolate in base alla legge ora in vigore, che consentirà
di disporre di valori omogenei in tutti i comuni. Fino a quel momento, i proprietari
di immobili dovranno rassegnarsi a convivere con le difformità esistenti (cfr. RDAT
II-1998 n. 17t p. 337; RDAT I-2000 n. 2t p. 605).

 

                                         6.4.                                 

                                         Ora,
dalle considerazioni che precedono è abbastanza facile concludere che la disparità
di trattamento più grave sarebbe quella che nascerebbe dall'accoglimento della
pretesa del ricorrente: se infatti si applicasse alla successione di cui egli è
beneficiario, che si è aperta nel 1994, una norma transitoria entrata in vigore
solo nel 1997, si privilegerebbe il suo caso rispetto a tutte le altre
successioni e donazioni tassate con gli stessi valori negli stessi anni. 

                                         Ciò che
chiede il ricorrente non è infatti altro che un'applicazione retroattiva delle
norme contenute nella legge sulla stima entrata in vigore il 1° gennaio 1997.
Ma l'applicazione retroattiva di una norma fiscale come quella di cui si tratta
comporterebbe un lavoro amministrativo di dimensioni proibitive: si tratterebbe
infatti di riaprire un gran numero di tassazioni già passate in giudicato.
Inoltre, si dovrebbero coerentemente riaprire le altre tassazioni ordinarie
(sulla sostanza) per i periodi dal 1991 in avanti. Non solo: si dovrebbero
riesaminare anche decisioni con cui sono stati negati sussidi, in base a
calcoli effettuati sulla base dei valori di stima entrati in vigore negli anni
'90.

 

                                         6.5.

                                         Non
possono pertanto essere accolte le censure del ricorrente, in merito ad una pretesa
disparità di trattamento. 

 

 

                                   7.   Va pure esclusa l'applicazione dell'eccezione prevista dall'art.
124 cpv. 2 LT 1976. 

 

                                         7.1.

                                         Come
detto, tale eccezione è prevista per il solo caso della modifica essenziale e permanente del valore
del fondo. Se uno dei due presupposti si verifica, allora l’autorità, gli eredi
o il donatario possono chiedere una diversa valutazione che tenga conto della
nuova situazione al momento dell’apertura della successione o del trasferimento
di proprietà per donazione. 

                                         La
modifica in questione deve essere determinata da un mutamento oggettivo (non
soggettivo!) della natura fisica (p. es. a seguito di scoscendimento, incendio,
crollo, nuova edificazione, riattazione ecc.) o della natura giuridica del
fondo stesso (p. es. inserimento del fondo in una zona più o meno pregiata, in
occasione dell'attuazione di una pianificazione ecc.). L'attribuzione, prima
dell'apertura della successione, di fondi precedentemente edificabili, alla
zona verde, o viceversa, può quindi comportare una nuova valutazione degli
stessi (Primi, Le imposte di successione e di donazione ticinesi nel
diritto cantonale, intercantonale e internazionale, Bellinzona/Agno 1995, pp.
86-87).

 

                                         7.2.

                                         Nella
fattispecie, neppure il ricorrente pretende che sia intervenuta una modifica
"essenziale e permanente" del valore del fondo, nel senso della
disposizione citata.

                                         Non può
pertanto trovare applicazione l'art. 124 cpv. 2 LT 1976.

 

 

                                   8.   Ci
si deve confrontare infine con la censura relativa al principio della buona
fede, che sarebbe stato violato dall'Ufficio di stima, il quale ha inserito
nella propria decisione, con cui ha negato la revisione della stima ufficiale
entrata in vigore il 1.1.1991, la seguente frase: "con le norme
transitorie della nuova legge sulla stima dei Comuni con turni di revisione dal
1991 al 1997 le stime, ai fini di tutte le loro utilizzazioni, vengono già
ridotte del 20%".

                                         Tale
affermazione avrebbe tratto in inganno il ricorrente, inducendolo a desistere
dall'interporre ricorso al Consiglio di Stato contro tale decisione.

 

                                         8.1.

                                         Il
principio della buona fede (“Treu und Glauben”) tutela anche le relazioni tra autorità fiscali e contribuenti; esso
vieta alle autorità un comportamento contraddittorio, garantisce ai cittadini
la protezione della giustificata fiducia, è tutelato direttamente dall'art. 9
Cost. fed. (art. 4 Cost. fed. 1874). 

                                         Deriva
tra l'altro da questo principio che le informazioni ed assicurazioni inesatte o
contrarie al diritto date da un organo dell'amministrazione, vincolano, sotto
determinate condizioni, l'autorità. La realizzazione di questo effetto dipende
specialmente dalla questione di sapere se il cittadino, osservando la diligenza
richiesta dalle circostanze, avrebbe potuto riconoscere l'inesattezza
dell'informazione nonché l'incompetenza dell'autorità (ASA 60 p. 56, 55
p. 391; DTF 117 Ia 297).

                                         Secondo
la dottrina e la giurisprudenza, di regola un'informazione erronea rilasciata
dall'autorità amministrativa è vincolante, se:

                                         a)  l'informazione
è stata data senza riserve per un determinato caso unico, in base ad una completa
ed esatta esposizione della fattispecie;

                                         b)  l'autorità
in questione era competente a rilasciarla o si poteva comunque ritenere in
buona fede che lo fosse;

                                         c)   il
cittadino che vi ha fatto affidamento non poteva riconoscerne immediatamente
l'inesattezza;

                                         d)  il
cittadino ha preso, confidando nell'esattezza dell'informazione, delle disposizioni
che non possono più essere revocate senza pregiudizio;

                                         e)  l'ordinamento
legale non è mutato nel frattempo

                                         (DTF
113 V 87, 108 Ib 385, 106 V 72, 105 V 157, 160, 164, 99 Ib 101; Baur, Auskünfte
und Zusagen der Steuerbehörden an Private im schweizerischen Steuerrecht, tesi,
Zurigo 1979, p. 216 ss.; Imboden/Rhinow, Verwaltungsrechtssprechung, I,
num. 75 B III 3; Soldini, Il principio della buona fede nel diritto delle
assicurazioni sociali, in: Evoluzione del diritto delle assicurazioni sociali -
Miscellanea per il 75° anniversario del Tribunale federale delle assicurazioni,
Berna 1992, p. 103, nota 4; Blumenstein/Locher, System des Steuerrechts,
5a ediz., Zurigo 1995, p. 25).

 

                                         8.2.

                                         Non si
comprende anzitutto per quale ragione, se la buona fede del ricorrente è stata
violata, a suo dire, nella procedura di revisione della stima, con la
conseguenza di farlo desistere da un ricorso al Consiglio di Stato, egli venga
a sollevare tale censura nella procedura di tassazione della successione.
Sarebbe stato semmai più coerente, in tal caso, impugnare la decisione in questione
con ricorso tardivo al Consiglio di Stato, al momento in cui il ricorrente si
era avveduto dell'asserito errore, invocando quest'ultimo quale motivo di
restituzione dei termini.

                                         Comunque,
non si vede in quale modo si possa trarre dalla frase in questione la
conclusione cui perviene il ricorrente: l'Ufficio di stima si è infatti
limitato a riportare il testo dell'art. 47 Lst. Se il ricorrente avesse avuto
dei dubbi in merito all'interpretazione della disposizione in questione,
avrebbe dovuto informarsi circa il significato e la portata della stessa.

                                         Non si
può quindi seriamente pretendere che l'autorità abbia violato il principio
della buona fede semplicemente citando una norma giuridica.

 

 

                                   9.   Il ricorso è pertanto integralmente respinto. Tassa di giustizia
e spese processuali sono a carico del ricorrente, soccombente.

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

visto per le spese l'art. 231 LT

 

 

 

 

 

 

 

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.  1'000.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un
totale di                                                       fr.  1'080.–

                                         sono a
carico del ricorrente.

 

                                   3.   Intimazione
alle parti.

 

                                   4.   Il
presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT).

 

 

 

 

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: