# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e72c199d-b3e1-5afd-9b43-dea23784d5a3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-06-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 18.06.2019 72.2018.126
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2018-126_2019-06-18.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2018.126

  	
  Lugano,

  18 giugno 2019/ns 

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone Ticino

  
	
  La Corte
  delle assise correzionali

  
	
   

  
						

 

	
  composta da:

  	
  giudice Manuela Frequin
  Taminelli, Presidente

  
	
   

  	
  Stefano Stillitano, cancelliere

  

 

sedente nell’aula
penale minore di questo palazzo di giustizia, per giudicare

 

nella causa penale       Ministero
Pubblico

 

	
   

  	
  e in qualità di accusatore
  privato:

  

 

	
   

  	
  ACPR 1  

   

  
	
   

  	
   

  
	
  contro

  	
  IM 1,

  rappresentato dall’avv. DUF 1 

  

 

	
   

  	
  in carcerazione preventiva dal
  10.01.2018 al 16.03.2018 (66 giorni)

  

 

 

	
  imputata, a norma dell'atto
  d'accusa 102/2018 del 30 maggio 2018 emanato dal Procuratore pubblico  PP 1, di

  

 

truffa per mestiere, tentata e consumata 

per avere,

a __________, __________, __________, __________, __________ e in
altre località,

il 18 luglio 2017 e il 10 gennaio 2018,

agendo in correità con tali __________ e __________, non meglio
identificati,

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, agendo per
mestiere, ingannato, rispettivamente tentato di ingannare con astuzia almeno
cinque persone, affermando cose false, dissimulando cose vere oppure
confermandone subdolamente l’errore,

inducendole o tentando di indurle in tal modo ad atti
pregiudizievoli al proprio patrimonio, ottenendo con tale agire la consegna di CHF
71'000.00, nonché tentando di ottenere almeno altri CHF 35'000.00,

 

e meglio, per avere,

 

raggiunto il Cantone Ticino, dalla Polonia e dall’Italia, il 18
luglio 2017 e il 10 gennaio 2018, come concordato con __________ e __________,

 

atteso le loro istruzioni sul luogo in cui recarsi per incontrare
le vittime e ritirare il denaro, mentre __________ dall’estero le contattava
telefonicamente esprimendosi in tedesco e chiedendo loro “indovina chi sono”,
e quindi, carpendo abilmente tutte le informazioni necessarie per fingersi
un’amica e informandole insistentemente dell’assoluta necessità di poter
ottenere un prestito per l’acquisto di un immobile, promettendo loro, grazie
anche all’intervento durante la conversazione di __________, che si fingeva il
notaio, benché non realmente intenzionati a farlo, la restituzione del prestito
in breve tempo,

 

e, una volta agganciate le vittime, ricevute le indicazioni dai
correi, IM 1 si presentava all’appuntamento fissato con la vittima per ritirare
il denaro, presentandosi come la segretaria del notaio,

 

in tal modo indotto, rispettivamente tentato di indurre le
vittime, così ingannate e stordite dall’insistenza e dalla fretta loro imposta,
per ingenuità e generosità d’animo, a prelevare e infine a consegnare il
denaro,

 

e segnatamente,

 

                               1.1.   il 18 luglio 2017, verso le
ore 20:30 circa, a __________, ingannato con astuzia ACPR 1, inducendola a
consegnare loro CHF 71'000.00;

 

                               1.2.   il 10 gennaio 2018, verso le
ore 10:22 circa, a __________, tentato di ingannare con astuzia __________;

 

                               1.3.   il 10 gennaio 2018, verso le
ore 11:24 circa, a __________, tentato di ingannare con astuzia __________;

 

                               1.4.   il 10 gennaio 2018, verso le
ore 13:22 circa, a __________, tentato di ingannare con astuzia __________;

 

                               1.5.   il 10 gennaio 2018, tra le
ore 14:00 e 16:00 circa, a __________, tentato di ingannare con astuzia __________,
chiedendole la consegna di CHF 35’000.00, ma senza riuscire nel loro intendo a
seguito dell’intervento della Polizia;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reato previsto: dall’art. 146 cpv. 1 e 2 CP, richiamato
l’art. 22 CP.

 

 

Presenti:                     -   il Procuratore pubblico PP 1, in
rappresentanza del Ministero pubblico;

                                     -   l’avv. DUF 1, difensore
d’ufficio dell’imputata IM 1, assente;

                                     -   in qualità di interprete
per la lingua polacca, __________, i cui dati sono noti alla Corte, la quale
viene resa edotta sugli obblighi nell’ambito della traduzione come pure sulle
comminatorie di pena previste dall’art. 307 cpv. 1 CP in caso di falsa
traduzione.

 

 

Espletato il
pubblico dibattimento dalle ore 09:30 alle ore 09:50.

 

 

Evase le seguenti

questioni:                     Verbale del dibattimento 30.04.2019

 

La Presidente constata l’assenza
di IM 1 e accerta che:

 

                                     -   l’imputata
è stata regolarmente citata con lettera raccomandata del 14.02.2019 (doc. TPC
4) indirizzata allo Studio dell’avv. DUF 1, in virtu’ dell’elezione del domicilio
legale presso il medesimo difensore formulata dall’imputata nel verbale
d’interrogatorio del 16.03.2018 (AI 39);

 

                                     -   l’avv.
DUF 1, con scritto del 20.03.2019, informava la Corte che la medesima
citazione, trasmessa per mezzo di lettera raccomandata AR all’imputata, è
tornata al mittente in quanto non reclamata (doc. TPC 9);

 

                                     -   al
pubblico dibattimento, l’avv. DUF 1 dichiara di avere più volte, invano,
cercato di contattare l’imputata, la quale non si è mai resa reperibile con il
proprio difensore, e di avere avuto unicamente un contatto telefonico con una
persona che, tuttavia, pur manifestatasi come l’imputata, a mente della difesa
era palesemente una persona diversa. Dichiara altresì di avere ricevuto solo
una e-mail in data 26.04.2019, dall’indirizzo di posta elettronica di IM 1, con
la quale si comunicava che l’imputata non avrebbe partecipato all’odierno
dibattimento in quanto sprovvista dei mezzi economici per raggiungere la
Svizzera, senza tuttavia aver inviato documentazione a supporto di quanto
indicato, ed in quanto non aveva altre persone a cui lasciare i propri figli (doc.
dib. 1). 

 

L’imputata IM 1 non ha
presentato giustificazioni per la sua odierna assenza. Di conseguenza, nei suoi
confronti si procede nelle forme contumaciali ex art. 366 CPP. 

 

 

Verbale del dibattimento
18.06.2019

 

La Presidente constata l’assenza
dell’imputato.

 

La Presidente constata che
l’imputata è stata regolarmente citata con lettera raccomandata del 30.04.2019
(doc. TPC 12), indirizzata allo Studio del difensore avv. DUF 1, presso la
quale l’imputata ha eletto il proprio domicilio legale. 

L’imputata non ha presentato
giustificazioni per la sua assenza.

L’avv. DUF 1 ribadisce di avere
cercato, invano, di contattare più volte l’imputata in vista dell’odierna
udienza, sia per mezzo del telefono che tramite l’invio di e-mail, la quale,
tuttavia, non si è mai resa reperibile.

 

La Presidente richiama il
verbale del dibattimento del 30.04.2019 (prima udienza) e constata che
l’imputata ha avuto sufficienti opportunità di esprimersi sui reati a lei
contestati e che la situazione probatoria consente la pronuncia di una sentenza
anche in sua assenza.

Le parti danno atto che oggi vi
sono le condizioni per procedere in contumacia.

 

Si procede quindi alla
continuazione del dibattimento nelle forme della contumacia.

 

 

Sentiti:                        -   il Procuratore pubblico,
per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:

l’accusa chiede la conferma dell’atto d’accusa e, considerato i
precedenti anche specifici dell’imputata, chiede una pena detentiva pari a 20
mesi da espiare.;

 

                                     -   l’avv. DUF 1,
difensore dell’imputata IM 1, la quale formula e motiva le seguenti
conclusioni:

la difesa si rimette al prudente giudizio della Corte in merito
alla commisurazione della pena e dichiara di acconsentire alla devoluzione
della cauzione in sequestro a parziale risarcimento dell’accusatrice privata.

 

 

Preso atto che le
parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della
sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;

 

 

visti gli art.:                     12, 22, 40, 47,
51, 70, 146 CP;

82, 135, 366, 367, 368, 371, 422 e segg.CPP e 22 TG sulle spese;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

IM 1

 

                                   1.   è autore colpevole di:

 

                               1.1.   truffa per mestiere,
tentata e consumata

per avere,

a __________, __________, __________, __________, __________ e in
altre località, il 18 luglio 2017 e il 10 gennaio 2018, in correità con terze
persone, ingannato, rispettivamente tentato di ingannare con astuzia almeno
cinque persone, affermando cose false, dissimulando cose vere oppure
confermandone subdolamente l’errore, inducendole o tentando di indurle in tal
modo ad atti pregiudizievoli al proprio patrimonio, ottenendo con tale agire la
consegna di CHF 71'000.-, nonché tentando di ottenere almeno altri CHF
35'000.-;

 

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei
considerandi.

 

 

                                   2.   Di conseguenza, IM 1 è
condannata:

 

                               2.1.   alla pena detentiva di 11
(undici) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto;

 

                               2.2.   al pagamento della tassa di
giustizia di fr. 500.- senza motivazione scritta, o di fr. 1'500.- con
motivazione scritta e delle spese procedurali;

 

                               2.3.   al pagamento, dedotto il
parziale risarcimento di cui al considerando 4, a favore dell’accusatrice
privata ACPR 1, dell’importo di fr. 71'000.- a titolo di risarcimento danni;

 

 

                                   3.   Deduzion fatta della tassa
di giustizia e delle spese procedurali, a crescita in giudicato integrale della
sentenza, è ordinato il dissequestro della cauzione, nonché dei valori
patrimoniali in sequestro pari a fr. 212.05, a favore dell’accusatrice privata ACPR
1. 

 

 

                                   4.   È ordinata la confisca
degli oggetti in sequestro ed indicati alla lettera b), pag. 3 dell’atto
d’accusa.

 

 

                                   5.   Le spese per la difesa
d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

 

                               5.1.   La nota professionale
dell’avv. DUF 1 è approvata per:

 

onorario                        fr.      7'787.50

spese                            fr.      1'058.90

IVA (7,7%)                    fr.         681.17

Spese di viaggio         fr.         510.00

totale                             fr.    10'037.57

 

                               5.2.   La condannata è tenuta a
rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 10’037.57 (art. 135
cpv. 4 CPP).

 

 

                                   6.   La condannata è resa attenta
al fatto che, entro dieci giorni dalla notifica della presente sentenza, può
presentare per scritto od oralmente istanza di nuovo giudizio al Presidente
della Corte delle assise correzionali (art. 368 cpv. 1 CPP).

 

 

                                   7.   Parallelamente all’istanza
di nuovo giudizio o in sua vece, la condannata può anche interporre appello
contro la sentenza contumaciale alla Corte di appello e di revisione penale. In
tale evenienza, l’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise
correzionali, per iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla
comunicazione della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla
Corte d’appello e di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della
sentenza motivata.

 

 

 

 

 

Intimazione a:          -    

 

 

 

Comunicazione a:  -   Comando della Polizia cantonale, SG/SC
(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

                                     -   Ministero Pubblico, SERCO,
6501 Bellinzona

                                     -   Ufficio dei Giudice dei
provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

                                     -   Sezione della Popolazione,
ufficio della migrazione, servizio contenzioso, 6501 Bellinzona

 

 

 

Per la Corte delle assise
correzionali

La Presidente                                                       Il
cancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta spese:

Tassa di giustizia                             fr.           500.--

Inchiesta preliminare                       fr.        7'755.--

Altri disborsi (postali, tel.,
ecc.)      fr.           121.30

                                                             fr.        8'376.30

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