# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8740aa52-bc98-5400-a8d5-439fa60c9616
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-04-14
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht I. Zivilkammer 14.04.2014 ZK1 2013 55
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_006_ZK1-2013-55_2014-04-14.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

Rif.: Coira, 14 aprile 2014 Comunicata per scritto il:
ZK1 13 55 16 aprile 2014

(Con sentenza 5A_441/2014 del 2 giugno 2014 il Tribunale federale ha dichiarato 
inammissibile il ricorso contro questa decisione.)

Decisione
Prima Camera civile

Presidenza Pritzi
Attuario Rogantini

Nell'appello civile

di A.A._____, appellante, patrocinata dall'avv. Roberto A. Keller, Piazza della 
Grida, 6535 Roveredo, 

contro

la decisione cautelare del giudice unico del Tribunale distrettuale Moesa del 26 
aprile 2013, comunicata il 26 aprile 2013, in re di B.A._____, appellato, patrocinato 
dall'avv. Paola Bernasconi, Via Ginevra 5, 6900 Lugano, contro l'appellante,

concernente misure a protezione dell'unione coniugale,

è risultato:

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I. Fattispecie

A. A.A._____, nata il _____1966, e B.A._____, nato il _____1969, si 
sposarono il 20 settembre 1990 (act. TD.3.1). Dalla loro unione nacquero il figlio 
A._____, in data _____1993, e la figlia C._____, in data _____1999 (act. TD.3.2 e 
TD.1.1). Fino alla separazione in novembre 2012 la famiglia conviveva 
nell'abitazione coniugale sita a O.1_____, in comproprietà delle parti in ragione di 
½ ciascuna. B.A._____ è impiegato E._____ e A.A._____ è attualmente inabile al 
lavoro.

B. Il 18 settembre 2012 A.A._____ fece presentare al Tribunale distrettuale 
Moesa un'istanza di misure a protezione dell'unione coniugale con richiesta di 
misure provvisionali e domanda di ammissione al beneficio di gratuito patrocinio 
(act. TD.1.1). Con essa dichiarò che il rapporto con il marito sarebbe molto turbato 
e chiese essenzialmente – sia in via cautelare sia in via principale – di poter vivere 
separata dal marito, di affidare la figlia C._____ (ancora minorenne) in custodia a 
lei, conferendo il diritto di visita da stabilire consensualmente tra le parti, di 
assegnare l'abitazione coniugale a lei e di obbligare il marito a versarle dei 
contributi alimentari di CHF 1'000.– per la figlia e di CHF 3'581.– per lei.

C. Dopo discussione in sede di un primo dibattimento del 18 ottobre 2012, il 
giudice unico del Tribunale distrettuale Moesa omologò l'accordo seguente, così 
proposto dalle parti (vedi act. TD.4.4):

"1. Le parti sono autorizzate a sospendere la comunione domestica.

2. L'abitazione coniugale sita in O.1_____ è assegnata in uso all'istante. 
Il marito costituirà dimora separata entro il 15 novembre 2012.

3. La figlia C._____ è affidata alla madre per la cura e l'educazione.

4. Il padre potrà intrattenere con la figlia le relazioni personali da 
concordare di volta in volta con la madre e con la figlia, ritenuto che in 
ogni caso il padre potrà vedere la figlia almeno due volte la settimana. 
L'esercizio del diritto di visita non potrà però avvenire presso 
l'abitazione dell'attuale compagna del padre. In caso di disaccordo, la 
figlia trascorrerà il giorno di Natale con la mamma e il giorno di S. 
Stefano con il padre.

5. Il padre versa, mensilmente e anticipatamente alla madre, entro il 5 di 
ogni mese, a titolo di contributo alimentare per la figlia, l'importo di 
CHF 1'290.–, la prima volta per il mese di novembre 2012 (quota parte 
a far tempo dalla data in cui il marito lascerà la casa coniugale), 
assegni famigliari compresi (oggi percepiti dal padre).

6. Il convenuto versa, mensilmente e anticipatamente all'istante, a titolo 
di contributo alimentare per sé, l'importo di CHF 1'750.–, la prima volta 

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per il mese di novembre 2012 (quota parte a far tempo dalla data in cui 
il marito lascerà la casa coniugale).

7. Le parti chiedono di essere ricitate nel corso di aprile 2013 per 
continuare la discussione, segnatamente per verificare gli sforzi che la 
moglie avrà nel frattempo intrapreso per la ricerca di un'attività 
rimunerata e per verificare la situazione abitativa del marito.

8. Le parti precisano che l'accordo di cui sopra ha validità puramente 
cautelare ed entrambe si riservano di esporre i propri fatti e argomenti 
ai fini di una decisione giudiziaria."

D. In seguito vi furono vari diverbi fra le parti, a comprova del fatto che si tratta 
effettivamente di un rapporto assai teso. Il 24 aprile 2013 poi si tenne il secondo 
dibattimento, in occasione del quale l'istante riconfermò le richieste di cui 
all'istanza del 18 settembre 2012, mentre il convenuto postulò i seguenti petiti, 
inoltrati per scritto lo stesso giorno, in via cautelare e nel merito (act. TD.1.2):

"1. L'istanza 18.09.2012 di misure a protezione dell'unione coniugale 
promossa dalla moglie è parzialmente accolta. Di conseguenza:

1.1 I coniugi sono autorizzati a vivere separati a far tempo dal 15.11.2013 
[recte: 15.11.2012]. L'abitazione coniugale verrà attribuita in uso alla 
moglie la quale potrà continuare a viverci con i figli e la quale si 
assumerà i ogni onere relativo. Resta riservata la liquidazione del 
regime matrimoniale.

1.2 Il marito viene autorizzato a prelevare da casa tutti i suoi effetti 
personali oltre che i mobili necessari per arredare il suo nuovo 
appartamento

1.3 La figlia C._____ viene affidata alla madre per la cura e l'educazione.

1.4 Al padre è riservato il più ampio diritto di visita, da concordare 
direttamente con la figlia ormai adolescente. In caso di disaccordo il 
padre avrà la figlia con sé dal venerdì sera alla domenica sera alle ore 
20.00. Il padre avrà inoltre la figlia con sé quattro settimane di vacanza 
durante l'anno oltre che il giorno di Pasqua e di Natale 
alternativamente.

1.5 A titolo di contributo di mantenimento per la figlia il signor [B.A._____] 
verserà entro il 5 di ogni mese alla madre l'importo di fr. 1'290.– 
mensili, assegni famigliari compresi.

1.6 A titolo di contributo di mantenimento per la moglie il signor 
[B.A._____] verserà l'importo complessivo di fr. 269.45 di cui fr. 15.35 
a contanti e fr. 254.10 mensili direttamente all'assicurazione SEV a 
copertura del III pilastro che è stato posto in garanzia della casa.

2. La domanda di gratuito patrocinio è accolta.

3. Protestate tasse, spese e ripetibili."

E. Dopo detto secondo dibattimento, il 26 aprile 2013 il giudice unico del 
Tribunale distrettuale Moesa dispose – in via cautelare – quanto segue:

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"1. L'istanza 18 settembre 2012 è parzialmente accolta.

1.1 Le parti sono autorizzate a vivere separate.

1.2 La figlia C._____ è affidata in custodia alla madre, mentre l'autorità 
parentale verrà esercitata congiuntamente dai genitori.

1.3 Al padre, che prenderà in consegna e riporterà la figlia C._____ al 
domicilio della madre, viene conferito il più ampio diritto di visita da 
stabilire consensualmente e, in caso di disaccordo, vale il seguente 
regime: 
- ogni due settimane, dal venerdì alle ore 18:00 alla domenica alle 

ore 20:30
- una settimana a Natale e, alternativamente, a Pasqua
- due settimane consecutive durante le ferie estive.

1.4 Per la figlia C._____ il padre versa nelle mani della moglie, 
mensilmente e praenumerando, entro il 5 di ogni mese, la prima volta 
per il 5 maggio 2013, l'importo di CHF 1'290.– (assegno figli 
compreso).

1.5 A valere quale contributo alimentare, il marito versa alla moglie, 
mensilmente e praenumerando, entro il 5 di ogni mese, la prima volta 
per il 5 maggio 2013, l'importo di CHF 713.30.

1.6 L'abitazione coniugale di O.1_____ resta assegnata in uso alla moglie 
che è tenuta ad assumere ogni onere relativo, fatta eccezione per gli 
interessi ipotecari e il premio previdenziale SEV che sono a carico del 
marito.

2. La decisione sulle spese giudiziarie è rinviata al giudizio sul merito.

3. (Indicazione dei mezzi di impugnazione)

4. (Notificazioni)"

Il primo giudice considerò che per la fissazione del contributo alimentare dovuto 
da un coniuge all'altro nell'ambito di misure a protezione dell'unione coniugale, il 
fabbisogno minimo di ogni coniuge andrebbe determinato secondo i principi sanciti 
dall'art. 163 CC, cioè dai principi del diritto civile, e che il debitore del contributo 
alimentare avrebbe diritto di conservare l'equivalente del suo fabbisogno minimo. 
Per il calcolo di quest'ultimo si aggiungerebbero al minimo esistenziale LEF le 
spese correnti della famiglia, in particolare i costi per l'alloggio (canone di 
locazione, oneri ipotecari e costi di manutenzione ordinaria dell'abitazione in 
proprietà), le spese accessorie, i premi della cassa malati e delle assicurazioni 
domestiche usuali. Oltre a ciò verrebbero computati pure i debiti verso terzi – 
purché contratti prima della rottura dell'unione coniugale per soddisfare i bisogni di 
entrambi i coniugi. Nell'occorrenza il fabbisogno del marito sarebbe dunque 
quantificato in CHF 4'757.90. Questo si comporrebbe fra l'altro di CHF 897.– di 
debiti ipotecari dell'abitazione già coniugale e di CHF 254.10 di versamento 
previdenziale obbligatorio, ma anche di CHF 138.85 per un debito per l'acquisto di 

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un'automobile e di CHF 618.– per debiti privati. Per il momento il reddito medio 
netto (anni 2011, 2012 e 2013 fino a febbraio) del marito sarebbe di CHF 6'761.20. 
Di conseguenza il contributo alimentare dovuto mensilmente alla moglie sarebbe 
fissato in via cautelare a CHF 713.30. Inoltre il marito verserebbe i debiti ipotecari 
(CHF 897.–) e i premi di cassa assicurativa SEV (CHF 254.10) gli sarebbero 
direttamente dedotti dallo stipendio.

F. Contro tale decisione l'istante A.A._____ ha fatto interporre appello in data 
8 maggio 2013 (act. A.1), chiedendo in via preliminare il gratuito patrocinio, con 
designazione del suo avvocato quale patrocinatore d'ufficio. In merito ha fatto 
formulare le seguenti pretese [evidenziamenti rimossi]:

"A. In via principale

1. L'appello è accolto e l'impugnata decisione è annullata. Gli atti sono 
ritornati alla Presidenza del Tribunale distrettuale Moesa per nuovo 
giudizio.

2. Con protesta di spese, tasse e ripetibili di prima e seconda istanza.

B. In via eventuale

1. L'appello è accolto e il dispositivo no. 1.5 dell'impugnata decisione è 
annullato e riformato nel senso che il marito è condannato a versare 
alla moglie, mensilmente e preannumerando, entro il 5 di ogni mese, la 
prima volta per il 5 maggio 2013, un contributo alimentare di CHF 
1'804.96.

2. Con protesta di spese, tasse e ripetibili."

G. Con scritto del 16 maggio 2013 (act. D.1) il presidente della prima Camera 
civile ha concesso all'appellante un termine per presentare una richiesta di gratuito 
patrocinio debitamente motivata contenente un consueto calcolo del reddito e del 
fabbisogno, con tanto di documentazione attuale e completa. L'appellante ha fatto 
inoltrare una tale richiesta il 27 maggio 2013 che il presidente ha poi accolto con 
decreto del 22 gennaio 2014 (ERZ 13 170), comunicato il 14 marzo 2014, 
concedendogli il gratuito patrocinio.

H. L'appellato ha fatto presentare le sue osservazioni il 29 maggio 2013 (act. 
A.2), con le quali chiede essenzialmente la reiezione integrale dell'appello, in via 
principale e in via subordinata, con protesta di spese e ripetibili. Dette osservazioni 
sono state trasmesse all'appellante per conoscenza il 3 giugno 2013 (act. D.4), 
senza prevedere un ulteriore scambio di scritti.

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I. Il 4 giugno 2013 anche l'appellato ha presentato una domanda di gratuito 
patrocinio che il presidente ha in seguito accolto con decreto del 22 gennaio 2014 
(ERZ 13 180), comunicato il 14 marzo 2014, concedendogli il gratuito patrocinio.

J. Dopo aver prestato gli atti di prima istanza al Tribunale distrettuale Moesa 
per l'evasione delle decisioni relative al gratuito patrocinio di primo grado in luglio 
2013 (act. D.5) e dopo che l'appellato con scritto del 10 gennaio 2014 ha 
sollecitato il Tribunale cantonale a emanare la sua decisione (act. D.7), gli atti 
sono stati riconsegnati una seconda volta al primo giudice per lo svolgimento di un 
dibattimento, in occasione del quale si è cercato di trovare un accordo fra le parti. 
Essendo questo tentativo rimasto infruttuoso, l'incarto è stato ritrasmesso al 
Tribunale cantonale per l'evasione della presente procedura d'appello il 10 marzo 
2014 (act. D.8, D.9 e D.10), sottolineando nuovamente la massima urgenza della 
causa.

K. Il 17 marzo 2014 il patrocinatore dell'appellante ha prodotto la sua nota 
d'onorario, con la quale fattura 10 ¾ ore da CHF 200.– l'una oltre a CHF 129.– di 
spese e CHF 182.30 di IVA all'8% per un totale di CHF 2'461.30 (act. D.11).

L. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini 
del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

II. Considerandi

1. In materia di misure a protezione dell'unione coniugale si applica la 
procedura sommaria (art. 271 lett. a CPC). Le decisioni competono ai giudici unici 
dei tribunali distrettuali (art. 4 cpv. 1 lett. c della legge d'applicazione del Codice di 
diritto processuale civile svizzero del 16 giugno 2010 [LACPC; CSC 320.100]). 
Contro di esse può essere presentato appello (art. 308 cpv. 1 CPC), purché il 
valore litigioso sia di almeno CHF 10'000.– (art. 308 cpv. 2 CPC). L'appello, scritto 
e motivato, deve essere proposto al Tribunale cantonale quale autorità giudiziaria 
superiore ai sensi dell'art. 7 cpv. 1 LACPC entro 10 giorni dalla notificazione della 
decisione motivata (art. 311 CPC in unione con l'art. 314 cpv. 1 CPC). 
Competente è la prima Camera civile del Tribunale cantonale (art. 6 lett. a 
dell'ordinanza sull'organizzazione del Tribunale cantonale del 14 dicembre 2010 
[OOTC; CSC 173.100]). Proposto l'8 maggio 2013, ossia nel termine di 10 giorni 
dalla notifica avvenuta il 29 aprile 2013 (cfr. act. B.1), l'appello di A.A._____ con 

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un valore litigioso di CHF 21'833.20 (CHF 1'091.66 x 20; art. 92 cpv. 2 CPC) è 
tempestivo e ricevibile in ordine.

2. L'appellante non si esprime su – e dunque non contesta – i seguenti punti 
della decisione impugnata: il parziale accoglimento dell'istanza del 18 settembre 
2012 (cifra 1), l'autorizzazione delle parti a vivere separate (cifra 1.1), l'affidamento 
della figlia C._____ in custodia alla madre, mentre l'autorità parentale verrà 
esercitata congiuntamente dai genitori (cifra 1.2), il conferimento al padre del più 
ampio diritto di visita (cifra 1.3), la fissazione del contributo per la figlia C._____ a 
CHF 1'290.–, assegno figli compreso (cifra 1.4), l'assegnazione dell'abitazione 
coniugale in uso alla moglie che è tenuta ad assumere ogni onere relativo, fatta 
eccezione per gli interessi ipotecari e il premio previdenziale SEV che sono a 
carico del marito (cifra 1.6) e il rinvio al giudizio sul merito della decisione sulle 
spese giudiziarie (cifra 2). Le cifre 3 e 4 non sono impugnabili. Di conseguenza 
nella presente procedura d'appello la prima Camera civile del Tribunale cantonale 
si limita a esaminare la cifra 1.5 del dispositivo impugnato, nella misura in cui 
l'appellante lo censura. Le altre cifre possono essere considerate cresciute in 
giudicato ed eseguibili.

3. Si costata dunque che oggetto della presente procedura è unicamente il 
contributo alimentare dovuto alla moglie. Nella procedura sommaria è escluso 
l'appello incidentale (art. 314 cpv. 2 CPC). In materia di misure a protezione 
dell'unione coniugale il giudice accerta d'ufficio i fatti (art. 272 CPC). 
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare alla prima lettura di tale disposizione 
con la sua marginale, vige tuttavia soltanto il principio inquisitorio attenuato, anche 
chiamato principio inquisitorio limitato o sociale, che implica la massima 
dispositiva e impone al giudice unicamente un obbligo accresciuto di interpello 
(vedi l'esposizione di GIORGIO A. BERNASCONI, in Commentario al Codice di diritto 
processuale civile svizzero, Lugano 2011, pagg. 1230 segg. ad art. 272 CPC). In 
altre parole anche in questi casi il giudice non può quindi andare oltre quanto sia 
chiesto dalle parti (cosiddetto principio di vincolatività delle conclusioni delle parti). 
Solo laddove sono invece toccati gli interessi dei figli, giusta l'art. 296 CPC, vige il 
principio inquisitorio illimitato che implica la massima dell'ufficialità, cioè la non 
vincolatività delle conclusioni delle parti. In tali punti il giudice esamina d'ufficio i 
fatti e statuisce senza essere vincolato dalle conclusioni delle parti (vedi per il tutto 
anche THOMAS SUTTER-SOMM/JOHANNES VONTOBEL, in Kommentar zur 
Schweizerischen Zivilprozessordnung [ZPO], 2a ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2013, 
n. 12 segg. ad art. 272 CPC). La fissazione del contributo alimentare dovuto 

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personalmente fra le parti, da coniuge a coniuge, è insomma soggetta alla 
massima dispositiva. Ciò significa che le parti sono libere di disporre dell'oggetto 
litigioso e il giudice non può aggiudicare a una parte né più di quanto essa abbia 
domandato, né altra cosa, né meno di quanto sia stato riconosciuto dalla 
controparte. Egli è dunque vincolato dalle conclusioni delle parti (art. 58 cpv. 1 
CPC; cfr. pure THOMAS SUTTER-SOMM/GREGOR VON ARX, in Kommentar zur 
Schweizerischen Zivilprozessordnung [ZPO], 2a ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2013, 
n. 6 segg. ad art. 58 CPC).

L'appellato di canto suo ha rinunciato a interporre appello. Con la sua risposta del 
29 maggio 2013 (act. A.2) esso chiede la reiezione integrale dell'appello. Nella 
motivazione della sua risposta però calcola un proprio reddito e di conseguenza 
nel senso anche un contributo dovuto alla moglie leggermente più basso di quello 
statuito in prima istanza. Come esposto sopra, è evidente che la prima Camera 
civile non può decurtare il contributo mensile, al pagamento del quale è stato 
obbligato dal giudice unico del Tribunale distrettuale Moesa (divieto della 
reformatio in peius). Le sue argomentazioni – pur essendo ammissibili quale 
difesa contro l'aumento del contributo alimentare postulato dalla moglie appellante 
– vanno dunque esaminate soltanto in questi limiti (cfr. anche la decisione del 
Tribunale federale 5A_272/2011 del 7 settembre 2011 consid. 4.1; JANN SIX, 
Eheschutz, 2a ed., Berna 2014, n. 2.62).

4. Nelle misure a protezione dell'unione coniugale in senso stretto degli artt. 
172 a 179 CC, condotte in procedura sommaria, per considerazioni di celerità, di 
provvisorietà e di conseguente limitazione dei mezzi di prova ammissibili, la 
gradazione probatoria è limitata alla verosimiglianza. Il richiedente deve almeno 
rendere verosimili i fatti a sostegno della richiesta (GIORGIO A. BERNASCONI, op. 
cit., pag. 1236 ad art. 273 CPC). Il giudice non può quindi far bastare mere 
affermazioni, ma non può nemmeno esigere una prova piena nel senso classico 
(cfr. DTF 120 II 393 consid. 4.c). La verosimiglianza è una nozione giuridica 
indeterminata che lascia al giudice ampio margine d'apprezzamento. La nozione 
stessa implica, per definizione, un pronostico, per cui è data anche allorquando si 
debba contare con la possibilità di un'erronea supposizione. Più precisamente, 
secondo la classica formula giurisprudenziale, è reso verosimile un fatto laddove 
determinati elementi militano per l'esistenza di una determinata fattispecie anche 
se il giudice potrebbe pure ritenere che i fatti siano andati altrimenti. Lo stesso 
approccio di verosimiglianza vale invero anche per il diritto, tanto che la 
giurisprudenza permette al giudice della cautelare di limitarsi ad un esame 

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giuridico provvisorio (FRANCESCO TREZZINI, in Commentario al Codice di diritto 
processuale civile svizzero, Lugano 2011, pag. 1157 seg. ad art. 261 CPC). 

5. Con la sua risposta del 29 maggio 2013 l'appellato ha presentato un plico di 
documenti e contratti della D._____SA (act. C.2) e una copia della "carta grigia" 
dell'automobile come la chiama (act. C.3). Va esaminato dapprima se i nuovi 
mezzi di prova possono essere ammessi.

5.1 Giusta l'art. 317 cpv. 1 CPC nella procedura d'appello i nuovi fatti e nuovi 
mezzi di prova sono considerati soltanto se vengono immediatamente addotti (lett. 
a) e dinanzi alla giurisdizione inferiore non era possibile addurli nemmeno con la 
diligenza ragionevolmente esigibile tenuto conto delle circostanze (lett. b). Nelle 
procedure sommarie di misure a protezione dell'unione coniugale come la 
presente si applica, come detto, il principio inquisitorio – nella fattispecie quello 
limitato (art. 272 CPC). Si pone quindi il quesito dell'applicabilità per analogia 
dell'art. 229 cpv. 3 CPC in tali procedure d'appello. Nella decisione ZK1 12 18 del 
31 maggio 2013 al considerando 2, al quale è rinviato per i dettagli, il Tribunale 
cantonale si è essenzialmente espresso contrario all'applicazione per analogia e 
ha ritenuto che, perlomeno in procedure di misure a di protezione dell'unione 
coniugale nelle quali si tratta di statuire unicamente sui contributi alimentari fra i 
coniugi, l'art. 317 cpv. 1 CPC disciplina esaustivamente l'ammissibilità di nova in 
via d'appello.

5.2 È intanto pacifico che l'appellato ha rispettato la prima condizione 
d'ammissibilità di cui all'art. 317 cpv. 1 lett a CPC, avendo inoltrato i nuovi mezzi di 
prova subito con la prima risposta all'appello. La seconda condizione tuttavia apre 
un quesito. Va verificato se con la diligenza ragionevolmente esigibile all'appellato 
non era possibile addurre detti documenti già dinanzi alla giurisdizione inferiore. Si 
deve tenere conto intanto però che il giudice di prime cure ha seguito 
l'argomentazione del convenuto qui appellato anche senza detti documenti 
(sebbene era disponibile il doc. H, ossia act. TD.3.8, che è il documento chiave 
nell'act. C.2). In tal senso anch'esso pare aver considerato che all'appellato non è 
stato possibile – o necessario – addurli prima. L'appellato afferma difatti che era la 
moglie a detenere detti documenti, cosicché egli non ne aveva accesso, avendo 
egli lasciato l'abitazione già coniugale in novembre 2012. Inoltre la moglie pare 
non aver contestato il sussistere di tali debiti in sede di udienza dinanzi al primo 
giudice. In considerazione di queste circostanze e della natura cautelare della 

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presente decisione i due documenti in questione (act. C.2 e C.3) possono essere 
ammessi.

6. Come già in prima istanza, in questa sede non è di per sé contestato il 
fabbisogno della moglie di CHF 2'985.–, inclusi i CHF 897.– di debiti ipotecari 
dell'abitazione coniugale. È ormai pacifico anche che non va imputato alcun 
reddito ipotetico alla moglie, come ancora preteso dall'appellato in prima istanza. 
Controversi sono invece unicamente il fabbisogno del marito e il reddito di 
quest'ultimo. L'appellante sostiene che nel reddito 2011 andrebbe aggiunto il 
premio fedeltà per 25 anni di servizio, alzando così la media del salario netto 
mensile degli ultimi tre anni, e non potrebbero essere riconosciuti i debiti privati 
pari a complessivi CHF 756.85. L'appellato d'altro lato ribatte che il bonus 
percepito nel 2011 dopo 25 anni di lavoro per le E._____ sarebbe un'entrata 
straordinaria – cioè non periodica – che non andrebbe considerata nel calcolo 
della media dei redditi e che i debiti non sarebbero di carattere privato del marito, 
bensì contratti in costanza di matrimonio per i bisogni di famiglia. Vanno decisi 
dunque soltanto questi punti. 

Tuttavia, al contrario di ciò che chiede il giudice unico del Tribunale distrettuale 
Moesa con scritto del 6 marzo 2014 (act. D.10) per accelerare la procedura, non è 
possibile decidere solo di principio su tali posizioni controverse, senza fissarne gli 
importi. Essendo impugnata la decisione con appello, va statuito se si impone una 
modifica della stessa e se del caso come essa vada riformata. Difatti giusta l'art. 
318 cpv. 1 CPC la prima Camera civile del Tribunale cantonale quale autorità 
giudiziaria superiore non può rinviare la causa alla giurisdizione inferiore salvo che 
essa sia venuta meno a giudicare una parte essenziale dell'azione (lett. a) oppure 
che i fatti debbano essere completati in punti essenziali (lett. b). Ciononostante va 
però anche tenuto conto del fatto che nel caso della decisione impugnata si tratta 
di una pronuncia in via cautelare e che il giudice dovrà ancora statuire nel merito, 
una volta completata l'istruttoria.

7. In materia di protezione dell'unione coniugale per stabilire il reddito dei 
coniugi di principio è determinante la situazione salariale attuale. Solo 
eccezionalmente, in particolare in caso di entrate irregolari o fortemente variabili, 
va calcolata una media di un lasso di tempo adeguatamente lungo, di regola di 
diversi anni (sentenze del Tribunale federale 5A_860/2011 del 2 luglio 2012 
consid. 3.2 seg. e 5A_790/2008 del 16 gennaio 2009 consid. 2.1.2 e contrario; 
decisione del Tribunale cantonale ZK1 11 20 del 13 luglio 2011 consid. 5.c; per la 

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dottrina vedi ANNETTE SPYCHER, Unterhaltsleistungen bei Scheidung: Grundlagen 
und Bemessungsmethoden, Diss. Berna 1996, pag. 80 segg.; VERENA BRÄM, in 
Zürcher Kommentar zum schweizerischen Zivilgesetzbuch, vol. II/1.c, Zurigo 1998, 
n. 65 segg. [in particolare n. 77] ad art. 163 CC in unione con n. 22 ad art. 176 CC; 
THOMAS SUTTER/DIETER FREIBURGHAUS, Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, 
Zurigo 1999, n. 40 segg. ad art. 125 CC; HEINZ HAUSHEER/ANNETTE SPYCHER, 
Handbuch des Unterhaltsrechts, Berna 2010, n. 01.30 segg. [in particolare n. 
01.34]; URS GLOOR/ANNETTE SPYCHER, in Basler Kommentar zum Zivilgesetzbuch 
I, 4a ed., Basilea 2010, n. 7 ad art. 125 CC; PASCAL PICHONNAZ, in Commentaire 
romand du Code civil I, Basilea 2010, n. 30 segg. ad art. 125 CC; François Chaix, 
in op. medesima, n. 7 ad art. 176 CC; INGEBORG SCHWENZER, in FamKomm Schei-
dung, vol. I: ZGB, Berna 2011, n. 14 segg. ad art. 125 CC; ROLF VETTERLI, in op. 
medesima, n. 30 ad art. 176 CC; JANN SIX, op.cit., n. 2.136). Ciò è il caso 
innanzitutto per le persone indipendenti. Se sono pretesi dei contributi alimentari 
retroattivamente fino a un anno precedente l'inoltro dell'istanza di misure a 
protezione dell'unione coniugale, ci si deve basare per tale periodo sul salario 
dello stesso arco di tempo, ma solo se questo era inferiore (JANN SIX, op.cit., n. 
2.128 segg. e la sentenza del Tribunale federale 5A_684/2011 del 25 giugno 
2012).

7.1 Nel computo del reddito del marito qui appellato il primo giudice ha ritenuto 
la media dei redditi netti degli anni 2011, 2012 e 2013 fino a febbraio, 
quantificandola a CHF 6'761.20 mensili. Egli pare dunque aver preso come 
riferimento una media degli ultimi tre anni. Trattandosi di una decisione in via 
cautelare in procedura sommaria, egli ha rinunciato a motivare dettagliatamente 
tale importo. Si può però presumere che egli abbia reputato il salario quale 
relativamente fluttuante. 

Dai certificati di salario e dalle buste paga risulta intanto quanto segue: Nel 2011 
l'appellato ha percepito un salario netto di CHF 89'794.–, composto tuttavia in 
parte da un premio di fedeltà di CHF 6'859.25 lordi e di CHF 2'000.– lordi di 
abbonamento generale FVP (act. TD.2.3). Nel 2012 il salario netto corrispondeva 
incontestatamente a CHF 81'473.– (act. TD.3.2), anche se l'appellato parla di CHF 
81'476.–, dovendosi trattare di un mero errore di battitura. Come si evince dalla 
rispettiva scheda di salario (act. TD.3.3), nel mese di febbraio 2013 l'appellato ha 
ottenuto un salario netto di CHF 4'686.25, dal quale sono poi stati dedotti una 
quota sindacale SEV (CHF 40.90) e dei premi di cassa assicurativa SEV (CHF 
254.10), cioè complessivi CHF 295.–, e aggiunti invece CHF 824.30 del mese 

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precedente. In febbraio 2013 gli sono stati versati quindi CHF 5'215.55, ai quali si 
aggiungono ancora CHF 166.65 di "AG FVP imponibile" e CHF 62.50 di "AG FVP 
imp. assic. soc.", verosimilmente delle partecipazioni al prezzo dell'abbonamento 
generale obbligatorio. Nelle loro memorie in sede d'appello le parti riconoscono 
invece entrambe e unanimamente un salario netto di CHF 6'133.40. Anche se non 
è perfettamente chiaro come giungono a tale importo, esso può essere preso 
come base, considerando il ragionamento che segue.

7.2 Nella fattispecie il marito qui appellato è impiegato E._____. Egli consegue 
dunque principalmente un salario fisso. Quest'ultimo è statico per natura, non 
dipendendo dal giro d'affari o da altri fattori esterni o interni. In tali casi in linea 
generale per la determinazione del reddito in procedura di protezione dell'unione 
coniugale va preso l'ultimo salario percepito. Ora, è vero che – come diverse altre 
imprese – anche le E._____ concedono ai loro impiegati dei premi di fedeltà. Il 
contratto collettivo di lavoro di diritto pubblico 2011, valevole per tutti i collaboratori 
delle E._____, occupati sia a tempo pieno sia a tempo parziale, prevede al suo 
art. 104 cpv. 1 che al collaboratore viene assegnato un premio di fedeltà nella 
misura seguente: dopo che siano trascorsi sette o 15 anni dall'assunzione, un 
premio in ragione di 1/48 del salario annuo (lett. a); dopo 20 anni, un premio nella 
misura di 1/24 del salario annuo (lett. b); poi, sempre dopo altri cinque anni, 1/12 del 
salario annuo (lett. c). L'appellato ha appena ottenuto il premio di fedeltà per 25 
anni di servizio nel 2011. Il prossimo premio di fedeltà nella misura di 1/12 del 
salario annuo gli sarà dunque concesso nel 2016. Fino a quel momento però 
passerà ancora diverso tempo e possibilmente le parti si ritroveranno in procedura 
di divorzio, nel quale il reddito della famiglia sarà da ristabilire comunque a nuovo. 
Nel frattempo il salario dell'appellato resterà approssimativamente quello percepito 
ora. Esso non è dunque fluttuante. 

7.3 Il giudice unico del Tribunale distrettuale Moesa ha stabilito 
autoritativamente tale salario a CHF 6'761.20, cioè largamente più alto di quello 
che risulta dalla scheda di salario più attuale disponibile del febbraio 2013 (act. 
TD.3.3) e solo trascurabilmente più basso del salario medio del 2012 (CHF 
6'789.40). In essenza quindi – nonostante vi sia stato un leggero calo dello 
stipendio da un anno all'altro (specie causa il premio di fedeltà versato una 
tantum), ma che il reddito sia rimasto stabile all'interno dell'anno in causa 2013 – 
l'autorità precedente ha deciso di rifarsi al reddito medio di questi anni. Ciò è 
chiaramente a favore della moglie qui appellante, poiché, come detto, la media 
così computata è più alta dello stipendio più recente che sarebbe in sé 

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determinante. Laddove l'appellante censura quindi la non presa in considerazione 
dei CHF 6'859.– di premio di fedeltà, ottenuti dall'appellato nel 2011 – ossia un 
anno prima dell'esigibilità del primo contributo alimentare dovuto in novembre 
2012 –, la sua argomentazione mira nel vuoto. 

7.4 Dovendosi basare sul salario più attuale – nell'occorrenza quello del mese 
di febbraio 2013 – e considerando che il reddito del marito non è particolarmente 
fluttuante, ma anzi relativamente stabile, in conclusione la prima Camera civile 
non deve chinarsi sulla questione del reddito imputabile del 2011. Del resto in 
detto anno non erano ancora dovuti contributi alimentari, la coppia vivendo ancora 
insieme. Non si impone per conseguenza di statuire se tale prestazione aperiodica 
va aggiunta o meno (per l'imputabilità di prestazioni periodiche e aperiodiche vedi 
però fra l'altro le seguenti decisioni, innanzitutto quelle del Tribunale d'appello 
ticinese: 11.2006.40 del 5 ottobre 2007 consid. 6, 11.2008.129 del 12 aprile 2009 
consid. 7.a, 11.2008.8 del 2 settembre 2012 consid. 4, 11.2003.98 del 12 
novembre 2003 consid. 5.b; e quelle del Obergericht Zurigo: LE110020 del 1° 
ottobre 2011 consid. 4.3, LE120027 del 30 gennaio 2013 consid. 3.2.4). Decade 
quindi anche l'esame delle argomentazioni delle parti. Per gli scopi della presente 
procedura di protezione dell'unione coniugale ci si può rifare al salario attuale, cioè 
quello di febbraio 2013. In tal senso – il reddito stabilito dal primo giudice essendo 
più basso dello stipendio attuale dell'appellato, quest'ultimo non avendo fatto 
appello e la reformatio in peius essendo esclusa – l'appello va respinto in questo 
punto perché infondato.

8. Quale seconda censura l'appellante sostiene che il primo giudice avrebbe 
inserito a torto dei debiti privati nella misura di complessivi CHF 756.85 mensili nel 
fabbisogno dell'appellato. 

8.1 L'appellante afferma che in base alla DTF 127 III 289 e alla dottrina 
dominante citata, i debiti contratti prima della sospensione dell'economia 
domestica potrebbero venir considerati solo e unicamente se assunti per il 
mantenimento di entrambi i coniugi. Non sarebbe invece possibile conteggiarli se 
sarebbero stati contratti nel solo interesse di una parte, a meno che sussista 
vincolo di solidarietà. Nel caso in rassegna il doc. H (act. TD.3.8), prodotto dal 
marito, dimostrerebbe che i debiti sarebbero stati contratti esclusivamente a nome 
del marito e nel suo esclusivo interesse. Inoltre il debito riconosciuto per 
l'automobile non sarebbe stato minimamente documentato e, come tale, non 
potrebbe fare stato. Tanto è vero che la vettura dell'appellato sarebbe stata 

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acquistata nel 2010, per cui non potrebbe figurare come debito del 2011. Sulla 
base di queste risultanze, il fabbisogno del marito sarebbe pertanto di CHF 
4'001.05 e non di CHF 4'757.90 come stabilito dal primo giudice.

8.2 L'appellato non contesta le condizioni esposte dall'appellante di cui alla 
giurisprudenza e dottrina citata. Egli dichiara però che già nella sua descrizione 
del fabbisogno di cui alle osservazioni del 24 aprile 2013 (act. TD.1.2) sarebbe 
stato spiegato che i CHF 618.– (doc. H, ossia act. TD.3.8) sarebbero stati inseriti 
in quanto relativi ai debiti privati accumulati dai coniugi durante il matrimonio per 
far fronte a spese comuni (matrimonio, cresima figli, mobili, suppellettili, vacanze 
ecc.). L'importo di CHF 300.– per l'acquisto dell'autovettura attualmente in uso al 
marito poi sarebbe stato inserito quale debito contratto dai coniugi, anch'esso in 
costanza di matrimonio. Purtroppo in sede di udienza il marito non avrebbe potuto 
produrre la documentazione a comprova delle sue affermazioni, poiché la moglie 
deterrebbe tutti i documenti. Il fatto che solo in sede d'appello quest'ultima 
cercherebbe di sostenere che il marito non abbia provato che questi debiti 
sarebbero stati comuni mostrerebbe però la malafede di controparte. Inoltre 
questa avrebbe ammesso verbalmente, senza che fosse scritto a verbale, che i 
CHF 618.– sarebbero stati contratti per far fronte a spese comuni. La moglie 
avrebbe postulato espressamente in sede di udienza che l'importo della carta 
Manor non avrebbe potuto essere conteggiato siccome si sarebbe trattato di 
spese relative a bisogni personali. Essa non avrebbe invece formulato la 
medesima contestazione nei confronti dei debiti in questione, bensì si sarebbe 
limitata a sostenere che gli importi pieni non avrebbero potuto essere inseriti nel 
fabbisogno perché sarebbero troppo elevati, considerata la situazione di 
ristrettezza economica. In conclusione l'appellato ritiene di aver sufficientemente 
reso verosimile l'esistenza e la correttezza di questi debiti. Il primo giudice avrebbe 
dunque riconosciuto a ragione tali importi, pur riducendo quello per l'automobile. In 
sede d'appello il marito presenta ormai due documenti nuovi (act. C.2 e C.3) che 
sostiene comproverebbero quanto da lui dichiarato. Si tratta d'un lato di vari 
contratti di prestito e relativi conteggi da lui sottoscritti con la D._____SA dal 2007 
in poi (plico act. C.2). La famiglia avrebbe contratto dei debiti simili già dal 2003; il 
primo credito daterebbe addirittura del 1990. I coniugi avrebbero sempre stipulato 
dei prestiti per finanziare i bisogni e i lussi della famiglia. I debiti sarebbero così 
aumentati nel corso degli anni. Oggi essi andrebbero onorati, per non peggiorare 
ulteriormente la situazione finanziaria già precaria della famiglia (rischio di 
procedure di esecuzione ecc.).

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8.3 Innanzitutto, come hanno esposto correttamente entrambe le parti, dei 
debiti contratti prima della sospensione dell'economia domestica, cioè in costanza 
di matrimonio, possono venir considerati nel fabbisogno di chi ne paga le rate 
mensili solo e unicamente se assunti per il mantenimento di entrambi i coniugi 
(DTF 127 III 289 consid. 2.a/bb; vedi anche JANN SIX, op. cit., n. 2.73). 
Nell'occorrenza pare essere incontestato che i contratti di prestito in questione 
siano stati stipulati prima della separazione delle parti in novembre 2012. Difatti i 
documenti relativi datano del 2010 e 2011. L'automobile è stata fatta immatricolare 
dal marito il 25 ottobre 2010 (act. C.3) e il contratto di prestito della D._____SA è 
stato firmato da lui il 3 settembre 2011 (act. C.2 pagina 24). La prima condizione è 
dunque manifestamente adempiuta. Disaccordo vi è invece sulla seconda 
condizione, ovvero se tali crediti sono stati presi a favore e per bisogni della 
famiglia oppure se sono andati nel solo interesse di uno dei coniugi. 

8.4 Dai documenti già disponibili al primo giudice, e ancor più in presenza del 
plico agli atti d'appello (act. C.2), risulta che il prestito chiesto alla D._____SA non 
era il primo, ma vi era una vera e propria serie di contratti, addirittura con degli 
importi molto simili e questo almeno dal 2007 in poi. L'appellato spiega del resto 
plausibilmente come sono stati usati i soldi derivanti da questi innumerevoli 
prestiti, dichiarando che sarebbero andati a coprire fra l'altro i costi del matrimonio, 
del battesimo e della cresima dei figli, dell'acquisto dei mobili e suppellettili e delle 
vacanze comuni. In altre parole pare verosimile a questa corte che essi siano stati 
adoperati al fine di permettere loro un tenore di vita che – senza volerlo 
commentare – era chiaramente superiore alle loro capacità economiche. Lo 
comprova pure il fatto che apparentemente le parti non riuscivano a finanziare le 
rate mensili dei primi prestiti, dovendo così prenderne degli altri per pagare quelli 
precedenti. Inoltre il non riconoscimento dei debiti derivanti dalla carta Manor nel 
fabbisogno del marito è un ulteriore indizio che egli abbia utilizzato detta carta per 
le spese personali e invece i soldi dei crediti della D._____SA per quelle della 
famiglia. Di conseguenza si costata che in particolare anche il denaro di cui al 
contratto del 3 settembre 2011 in questione (act. C.2 pagina 24) è andato a 
beneficio dell'intera famiglia e non del solo marito appellato, cosicché la rata 
mensile di CHF 618.– va riconosciuta nel fabbisogno dell'appellato. Non si impone 
quindi statuire sul sussistere del vincolo di solidarietà.

8.5 Per ciò che attiene invece all'importo chiesto per il debito per l'automobile, 
si rileva innanzitutto che in prima sede il marito aveva fatto valere CHF 300.– 
mensili di rimborso di tale prestito. Il giudice unico del Tribunale distrettuale Moesa 

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ha invece fissato detto importo a CHF 138.85, corrispondente alla rata mensile 
degli interessi dell'11.9% della somma prestata di CHF 14'000.–. Il marito aveva 
osservato che anche questi soldi deriverebbero da un contratto di prestito con la 
D._____SA e che la scelta di acquistare un'automobile sarebbe stata presa di 
comune accordo tra i coniugi. Egli necessiterebbe tale vettura per recarsi sul posto 
di lavoro a O.2_____, non essendogli possibile di usare i mezzi di trasporto 
pubblici a tale scopo causa gli orari di lavoro (act. TD.1.2). L'appellante di canto 
suo si limita invece a ritenere che il debito non sarebbe stato minimamente 
documentato e non potrebbe fare stato, poiché la vettura sarebbe stata acquistata 
nel 2010, per cui non potrebbe figurare come debito del 2011.

Anche in questo caso è comunque pacifico che la posizione in domanda data del 
periodo in cui le parti vivevano ancora insieme. L'unica differenza a tale riguardo 
porta sull'anno concreto, ma in questo punto l'appellato spiega plausibilmente che 
il contratto porta l'anno 2011 perché è stato aggiornato quell'anno. Se l'appellante 
sostiene poi che il debito non sarebbe documentato, gli va risposto che è vero che 
non vi sono ancora delle prove piene, cioè una vista d'insieme di tutti i debiti 
ancora da pagare con i relativi estratti bancari dei versamenti fatti finora. Tuttavia 
in questa procedura – addirittura in fase ancora cautelare – di protezione 
dell'unione coniugale deve bastare la verosimiglianza. Dalla documentazione 
risulta a sufficienza quanto affermato dal marito e considerato lecitamente dal 
primo giudice. È difatti attendibile che i CHF 14'000.– da rimborsare siano stati 
contratti in costanza di matrimonio e usati per acquistare di comune accordo 
l'automobile poi usata dall'appellato per raggiungere il posto di lavoro nei suoi orari 
di lavoro spesso irregolari e marginali. L'importo di CHF 138.85 può dunque 
essere mantenuto nel fabbisogno del marito appellato.

9. Considerato quanto precede, l'appello si rivela infondato e va integralmente 
respinto.

10. Le spese giudiziarie sono composte dalle spese processuali e dalle spese 
ripetibili (art. 95 cpv. 1 CPC). Le spese processuali della procedura d'appello 
vanno fissate e ripartite d'ufficio (art. 105 cpv. 1 CPC). Parimenti, il giudice 
assegna d'ufficio le ripetibili secondo le tariffe cantonali (art. 105 cpv. 2 e art. 96 
CPC). Le parti possono, ma non devono, presentare una nota delle loro spese. 
Qualora tralascino di farlo, spetta al giudice fissare d'ufficio l'importo concreto 
dell'indennità, adeguato alle circostanze del caso.

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10.1 Nell'occorrenza in considerazione di tutti gli elementi si giustifica fissare le 
spese processuali a CHF 1'000.–. Esse vanno integralmente a carico 
dell'appellante, essendo questa rimasta interamente soccombente.

10.2 Entrambe le parti sono a beneficio del gratuito patrocinio (vedi i decreti del 
presidente della prima Camera civile ERZ 13 170 e ERZ 13 180 del 22 gennaio 
2014). Le spese processuali a carico dell'appellante di CHF 1'000.– e le sue spese 
ripetibili sono prese a carico del Cantone dei Grigioni con riserva della rifusione ai 
sensi dell'art. 123 cpv. 1 CPC e sono assunte dalla cassa del Tribunale cantonale 
in conformità al primo dei detti decreti.

L'avv. Roberto A. Keller ha presentato la sua nota per prestazioni professionali e 
spese in data 17 marzo 2014 (act. D.11), chiedendo un saldo di CHF 2'461.30, 
composto fra l'altro da 10 ¾ ore di onorario da CHF 200.– l'una. Tale numero pare 
eccessivo, considerato il dispendio che ha ragionevolmente potuto causargli la 
procedura d'appello, specie la motivazione sommaria (sebbene strutturata in modo 
esemplare) della memoria d'appello. In apprezzamento delle circostanze sono 
accordate 5 ore alla tariffa oraria normale di CHF 200.– come richiesto dal 
patrocinatore stesso, oltre alle spese, arrotondando la somma a complessivi CHF 
1'200.– (IVA inclusa).

10.3 La parte prevalente ha diritto a un'indennità a titolo di ripetibili. Questa va 
versata dalla parte soccombente. Ciò anche se entrambe le parti sono a beneficio 
del gratuito patrocinio, data la natura meramente sussidiaria del gratuito patrocinio 
ai sensi degli artt. 117 segg. CPC (art. 118 cpv. 3 CPC in unione con l'art. 122 cpv. 
1 e 2 CPC). L'appellato non avendo presentato una nota d'onorario, le spese 
ripetibili a suo favore sono fissate d'ufficio a CHF 1'000.– (IVA inclusa), 
considerando questo un importo adeguato alla luce del dispendio causatogli in 
sede d'appello e comparato a quello accordato a controparte. Nonostante egli 
abbia scritto quantitativamente di più dell'appellante, l'essenza della sua 
argomentazione non eccede quella sommaria di controparte e può del resto 
essere ricondotta a quella già esposta in prima sede.

11. Questa decisione compete alla presidenza della prima Camera civile in 
qualità di giudice unico (art. 18 cpv. 3 della legge sull'organizzazione giudiziaria 
del 16 giugno 2010 [LOG; CSC 173.000]).

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III. La prima Camera civile decide:

1. L'appello è integralmente respinto, nella misura in cui è ricevibile.

2. Le spese processuali d'appello di CHF 1'000.– vanno a carico 
dell'appellante, con l'obbligo di versare all'appellato un'indennità di CHF 
1'000.– (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.

3. Le spese processuali sono prese a carico del Cantone dei Grigioni con 
riserva della rifusione ai sensi dell'art. 123 cpv. 1 CPC e sono assunte dalla 
cassa del Tribunale cantonale in base al decreto del presidente della prima 
Camera civile del 22 gennaio 2014 (ERZ 13 170).

Le spese ripetibili da versare all'appellato vanno invece pagate 
dall'appellante stessa.

4. Contro questa decisione con un valore litigioso inferiore a CHF 30'000.– 
può essere interposto ricorso in materia civile ai sensi degli artt. 72 e 74 
cpv. 2 lett. a LTF, se la controversia concerne una questione di diritto di 
importanza fondamentale. Altrimenti è dato il ricorso sussidiario in materia 
costituzionale ai sensi degli artt. 113 segg. LTF. In entrambi i casi, il rimedio 
legale è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per scritto 
entro 30 giorni dalla notificazione della decisione con il testo integrale nel 
modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per l'ammissibilità, il diritto, gli 
ulteriori presupposti e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 segg., 
72 segg., 90 segg. e 113 segg. LTF.

5. Comunicazione a: