# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cc65d0f0-4253-5cd3-a14b-ea1de0504a6d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-11-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.11.2002 35.2002.50
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2002-50_2002-11-26.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2002.00050

   

  mm/sn

  	
  Lugano

  26 novembre 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  presidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi,
  vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 luglio 2002 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 5 aprile 2002 emanata da

  
	
   

  	
  __________, 
  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 2
agosto 2001, il __________ ha informato la Cassa malati __________ che il
proprio dipendente, __________, il 27 luglio 2001, nel prendere una pesante
pentola che si trovava in alto ad un armadio, ha riportato un trauma distorsivo
alla spalla destra (cfr. doc. _).

                                         Accertamenti
successivamente eseguiti hanno permesso di mettere in luce la rottura della
cuffia dei rotatori a destra (cfr. doc. _). 

 

 

 

                                         Nel corso
del mese di dicembre 2001, __________ è quindi stato sottoposto ad un
intervento di plastica della cuffia dei rotatori tramite reinserzione transossea
del tendine sovraspinato e infraspinato ed acromioplastica, presso la Clinica
di ortopedia e chirurgia ortopedica dell'Ospedale regionale di __________ (cfr.
doc. _). 

 

                               1.2.   Esperiti i
necessari accertamenti medico-amministrativi, la __________, con decisione
formale del 7 settembre 2001, ha negato il proprio obbligo contributivo
relativamente al danno alla salute localizzato alla spalla destra, siccome
esso, da un lato, non sarebbe da porre in relazione ad un infortunio ai sensi
di legge e, dall’altro, non costituirebbe una lesione parificata ai postumi di
un infortunio (cfr. doc. _).

 

                                         A seguito
dell'opposizione personalmente interposta dall'assicurato (cfr. doc. _), la
__________, in data 5 aprile 2002, ha sostanzialmente ribadito il contenuto
della sua prima decisione (cfr. doc. _).

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 3 luglio 2002, __________, patrocinato dal Sindacato
__________, ha chiesto che la __________ venga condannata a riconoscere il
proprio obbligo contributivo relativamente al danno alla spalla destra,
osservando:

 

"  Con la presente si inoltra ricorso nei termini previsti al
vostro Lodevole Tribunale Cantonale delle Assicurazioni per i motivi seguenti:

    -    la
_________ Infortuni con decisione del 05.04.2002 ha rifiutato il caso di infortunio del 27.07.2001, del nostro assistito signor __________, adducendo
che non si tratta di caso di infortunio.

    -    Come da
documentazione medica allegata redatta dall'Ospedale __________ Dr __________,
risulta chiaramente che si tratta di infortunio professionali ai sensi
dell'articolo 6 comma 1 LAINF e dell'articolo 9 comma 1 dell'ordinanza
sull'assicurazione contro gli infortuni OAINF. Infatti il servizio medico
competente ha sempre dichiarato la fattispecie come caso di infortunio.

    -    A
differenza di quanto asserito da parte della __________ servizio giuridico,
l'infortunio è stato causato da un fattore esterno straordinario. L'assicurato
si è infortunato afferrando una grossa pentola di circa Kg 15 che stava cadendogli addosso.
Certamente non si tratta di un movimento abituale, ma dovuto alla necessità di
evitare dei danni maggiori alla sua persona. (atto di difesa istintivo dovuto
ad un fattore esterno imprevedibile). La lesione grave causata dall'evento
citato per cui il nostro assistito ha dovuto anche essere operato, dimostra
senza dubbio alcuno, che si tratta di un infortunio.

 

    -    L'esistenza
di alterazioni degenerative precedenti non è sostenibile, in quanto anche il
consulente medico dell'__________ afferma di non essere in grado di dimostrare
eventuali alterazioni precedenti, nemmeno dopo le verifiche radiologiche
effettuate.

    -    Ne
consegue quindi che quanto affermato dalla __________ non corrisponde ad una
oggettiva presa di posizione e valutazione del caso, motivo per cui si chiede
al vostro Lodevole Tribunale di voler annullare l'opposizione emessa dall'__________
e di riconoscere il caso come infortunio e quindi il conseguente diritto alle
prestazioni assicurative per infortunio come da certificato di infortunio
allegato." (I)

 

                               1.4.   La Cassa
malati __________, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del
gravame, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di
diritto (cfr. V).

 

                               1.5.   In replica,
l'assicurato si è limitato a riconfermarsi nelle proprie allegazioni e
conclusioni (cfr. VII). 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella
causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa
H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto della
vertenza è la questione a sapere se la Cassa malati __________ ha o meno
correttamente negato la propria responsabilità relativamente al danno alla
salute lamentato da __________ alla spalla destra.

 

                               2.3.   Giusta
l'art. 9 cpv. 1 OAINF, per infortunio si intende l'azione repentina,
involontaria e lesiva che colpisce il corpo umano, do­vuta a un fattore esterno
straordinario.

 

                                         Cinque
sono, dunque, gli elementi costitutivi essenziali dell'infortunio:

 

" 
- l'involontarietà

  - la repentinità

  - il danno alla salute (fisica o
psichica)

  - un fattore causale esterno

  - la straordinarietà di tale
fattore"

                                         (cfr. Ghélew,
Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna
1992, p. 44-51).

 

                                         Si evince
dalla nozione stessa d'infortunio che il carattere straordinario non concerne
gli effetti del fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale
(cfr. RAMI 2000 U 374, p. 176). 

                                         Pertanto,
é irrilevante il fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni
gravi o inabituali.

                                         Il
fattore esterno é considerato come straordinario quando eccede, nel caso
concreto, il quadro degli avvenimenti e delle situazioni che si possono,
obiettivamente, definire quotidiane o abituali (DTF 118 V 61 consid. 2b; 118 V
283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss, consid. 2a).

 

                                         Vi è
infortunio unicamente se un fattore esterno ha agito sul corpo. L'evento deve accadere nel mondo esterno. 

                                         Quando il
processo lesivo si svolge all'interno del corpo umano, senza l'intervento di
agenti esterni, l'ipotesi di un evento infortunistico è data essenzialmente in
caso di sforzo eccessivo o di movimenti scoordinati. 

                                         La
giurisprudenza esige, perché si possa ammettere il fattore causale di sforzi
eccessivi, che essi superino in modo evidente le sollecitazioni cui la vittima
è normalmente esposta e alle quali, per costituzione, consuetudine o
addestramento, essa è abitualmente in grado di resistere. 

                                         Da un
altro lato, per poter ritenere che lesioni corporali siano state causate da
movimenti scombinati o incongrui, gli stessi devono essersi prodotti in
circostanze esterne manifestamente insolite, impreviste e fuori programma. Ad
esempio, la vittima deve essere inciampata, scivolata, avere urtato contro un
oggetto oppure avere reagito a sproposito, presa alla sprovvista, ad un
pericolo improvviso. Carente è altrimenti la straordinarietà del fattore
esterno causale, con la conseguenza che non tutte le caratteristiche di un
infortunio sono realizzate (DTF 122 V 232 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V
61 consid. 2b, 283 consid. 2, 116 V 138 consid. 3a e b, 147 consid. 2a; RAMI
1993 U 165, p. 59 consid. 3b).

 

                               2.4.   Gli
assicuratori contro gli infortuni devono corrispondere le proprie prestazioni
anche per le lesioni corporali esaustivamente enumerate all'art. 9 cpv. 2 lett.
a-h OAINF (nella versione introdotta con la modifica del 15 dicembre 1997,
applicabile, in casu, in forza dell’art. 147a OAINF [cfr. DTF 123 V 71
consid. 2 e riferimenti ivi menzionati]), a condizione che esse non siano
attribuibili indubbiamente a una malattia o a fenomeni degenerativi.

 

                                         Le
lesioni corporali di cui all'art. 9 cpv. 2 OAINF sono paragonate ad infortunio
solo se presentano tutti gli elementi caratteristici dell'infortunio, eccezion
fatta per il fattore esterno straordinario (cfr. DTF 116 V 148 consid. 2b; RAMI
1988 U 57, p. 372). Il fattore scatenante può quindi essere quotidiano e
discreto. Basta un gesto brusco: non è necessario che esso sia stato scomposto
o anomalo (cfr. E. Beretta, Il requisito della
repentinità in materia di lesioni parificabili ad infortunio e temi connessi, in
RDAT II-1991, p. 477ss.). 

                                         Necessario
è che si sia trattato di un evento improvviso (ad esempio, un movimento
violento oppure il rialzarsi dalla posizione inginocchiata, che provoca una
delle lesioni enumerate all'art. 9 cpv. 2 OAINF, cfr. RAMI 2000 U 385, p. 268).
Il presupposto della repentinità non va però inteso nel senso che l'azione sul
corpo umano debba avere luogo fulmineamente, ossia nell'arco di secondi o,
addirittura, di una frazione di secondo. A questo requisito va piuttosto
attribuito un significato relativo, nel senso che deve trattarsi di un singolo
avvenimento. Pertanto, deve essere escluso dall'assicurazione contro gli
infortuni quel danno alla salute che dipende da azioni ripetute o continue.
Decisiva non è dunque la durata di un'azione lesiva, ma piuttosto la sua
unicità (cfr. A. Bühler, Die unfallähnliche Körperschädigung, in SZS
1996, p. 88 e dello stesso autore, Meniskusläsionen und soziale
Unfallversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri, 2001; 84: n. 44,
p. 2341). 

 

                                         Uno stato
degenerativo o patologico preesistente non esclude l'applicabilità dell'art. 9
cpv. 2 OAINF, a condizione che un evento a carattere infortunistico abbia
aggravato oppure reso manifesto il preesistente danno alla salute: "es
genügt somit, wenn eine schädigende, äussere Einwirkung wenigstens im Sinne
eines Auslösungsfaktors zu den vor- oder überwiegend krankhaften oder
degenerativen Ursachen hinzutritt" (DTF 123 V 43 e riferimenti ivi menzionati).

                                         In una
sentenza del 5 giugno 2001 nella causa I., U 398/00 - pubblicata in RAMI 2001 U 435, p. 332ss. e in SVR 2002 UV 3, p.
5s. - la nostra Corte federale ha stabilito che i
principi di cui alla DTF 123 V 43 continuano ad essere validi anche dopo la modifica
dell'art. 9 cpv. 2 OAINF, entrata in vigore il 1° gennaio 1998, osservando, fra
l'altro, quanto segue: 

 

"  Das
mit Art. 6 Abs. 2 UVG verfolgte und in Art. 9 Abs. 2 UVV ausgeführte
Regelungsziel bringt notwendigerweise eine Verlagerung der Leistungspflicht von
der Kranken- in die Unfallversicherung mit sich. Diese Folge haben Gesetz- und
Verordnungsgeber bewusst in Kauf genommen, um die mit dem früheren Ausschluss
unfallähnlicher Körperschädigungen von der obligatorischen Unfallversicherung
verbundene Problematik der Ausscheidung der Unfall- von den Krankheitsfolgen in
den, medizinisch gesehen, häufigsten Gemenglagen unfall-/krankheitsmässiger
Einwirkungen zu vermeiden. Die von der SUVA eingenommene Haltung führt
demgegenüber wieder dazu, dass in praktisch jedem Fall, da sich einer der in
Art. 9 Abs. 2 lit. a-h UVV aufgezählten Tatbestände sachverhaltlich ereignet -
also eine der dort erwähnten Gesundheitsschädigungen eintritt - wieder die
Abklärung an die Hand genommen werden müsste, ob eine "eindeutige" krankheits-
oder degenerativ bedingte Verursachung vorliegt. Diese Betrachtungsweise trägt
den tatsächlichen medizinischen Gegebenheiten nicht Rechnung: Ohne dass sich
ein Unfallereignis im Sinne von Art. 9 Abs. 1 UVV ereignet, sind bei Eintritt
eines der in Art. 9 Abs. 2 lit. a-h UVV aufgezählten Gesundheitsschäden
praktisch immer Krankheits- und/oder degenerative (Teil-)Ursachen im
Spiel."

                                         (RAMI
succitata, consid. 2c)

 

                                         Questa
giurisprudenza è successivamente stata confermata in più di un'occasione (cfr.,
ad esempio, STFA del 27 giugno 2001 nella causa S., U 127/00 e del 27 giugno
2001 nella causa S., U 158/00).

 

                                         La
suevocata pronunzia del 5 giugno 2001 ha dato adito a discussioni in dottrina. 

 

                                         A. Bühler
- in accordo con la giurisprudenza federale - sostiene che la definizione di
cui all'art. 9 cpv. 2 OAINF è incompleta, siccome, anche per le lesioni
parificate ad infortunio, non si può rinunciare al concetto di "fattore
esterno". In effetti, un processo patologico che si sviluppa esclusivamente
all'interno del corpo e che non dipende da nessuna azione esterna, è
costitutivo di malattia (cfr. A. Bühler, Meniskusläsionen und …, p. 2340). 

                                         Da parte
loro, Ch. Kieser e U. Kieser (Ch. Kieser/U. Kieser, Die unfallähnliche
Körperschädigung - Bemerkungen zu einem neuen EVG-Entscheid, in SZS
45/2001, p. 580ss.) fanno valere - riferendosi a A. Maurer (cfr. A. Maurer,
Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 202) - che il fatto
per il TFA di avere attribuito un particolare significato al presupposto del
"fattore esterno", si troverebbe in contrasto con il tenore letterale
dell'art. 9 cpv. 2 OAINF ed auspicano che, in un prossimo futuro, la Corte
federale abbia a chiarire questo specifico aspetto. D'altro canto, essi
osservano che, quando è presente un fattore esterno, non è più possibile
attribuire il danno alla salute indubbiamente a una malattia o a fenomeni
degenerativi, motivo per cui, in un caso del genere, l'obbligo contributivo
dell'assicuratore contro gli infortuni è senz'altro (in particolare, senza
valutazione medica) dato. Sempre secondo Kieser/Kieser, il TFA ha così posto un
importante principio inerente all'apprezzamento delle prove: ogni qualvolta che
un assicurato dimostra, con il grado della verosimiglianza preponderante,
l'esistenza di un fattore esterno, ne risulta un obbligo prestativo a carico
dell'assicuratore contro gli infortuni. Una controprova, secondo la quale il
danno alla salute è indubbiamente attribuibile a malattia o a fenomeni
degenerativi, non entra più in linea di conto (contra, A. Bühler, Meniskusläsionen
und …, p. 2341). 

                                         Infine, a
mente di O. Niederberger e K. Stutz, la giurisprudenza del TFA, applicabile a
tutte le lesioni parificate ad infortunio enumerate all'art. 9 cpv. 2 OAINF, ha
reso insignificante il fatto che una lesione meniscale (oppure un'altra
lesione) corrisponda, da un profilo morfologico, ad una tipica conseguenza
traumatica. Pertanto, il medico deve soltanto porre la diagnosi. È, per contro,
compito dell'amministrazione valutare l'esistenza di un evento esterno a
carattere infortunistico (O. Niederberger/K. Stutz, Wann liegt nach neuester
Rechtsprechung des EVG eine unfallähnliche Körperschädigung (UKS) vor - auch an
der Rotatorenmanschette?, in Bollettino dei medici svizzeri, 2002; 83:
n. 20, p. 999s.). 

 

                               2.5.   In concreto,
è pacifico che, in data 27 luglio 2001, l'assicurato non è rimasto vittima di
un infortunio ai sensi dell'art. 9 cpv. 1 OAINF. 

                                         In
effetti, dalla descrizione dell'evento, così come è stata formulata dall'insorgente stesso (cfr. doc. _), non
emerge la presenza di un fattore esterno straordinario. Del resto, __________
non ha affatto preteso di avere compiuto un movimento scoordinato del corpo,
prodottosi in circostanze esterne manifestamente insolite, impreviste, fuori
programma (cfr., per un caso analogo, STFA 30.8.2001 nella causa SWICA
Organizzazione Sanitaria c/ INSAI, U 277/99, in cui la nostra Corte federale ha
negato l'esistenza di un infortunio, trattandosi di
un assicurato che aveva compiuto un movimento molto veloce e brusco con il
braccio destro, allo scopo di trattenere una paletta che stava per scivolare da
un sollevatore).

 

                               2.6.   Non rimane
che esaminare se, in occasione dell'evento del 27 luglio 2001, il ricorrente ha
riportato una lesione parificata ai postumi di un infortunio.

 

                                         In data
27 luglio 2001, __________, nell'effettuare un movimento con il braccio destro
per trattenere una pesante pentola che stava per cadere a terra, ha
improvvisamente risentito un intenso dolore alla spalla destra (cfr. doc. _). 

                                         Il giorno
seguente, egli è stato sottoposto ad un esame ecotomografico che ha dimostrato
un quadro suggestivo per rottura a tutto spessore della cuffia dei rotatori
della spalla destra (cfr. doc. _). 

                                         Il 31
luglio 2001, l'assicurato ha consultato il dott. __________, spec. in ortopedia
a __________, il quale ha confermato la diagnosi di rottura della cuffia dei
rotatori a destra (cfr. doc. _). 

                                         Nel corso
del mese di agosto 2001, la __________ ha interpellato il dott. __________,
spec. FMH in chirurgia ortopedica, a mente del quale l'evento del luglio 2001
ha soltanto reso manifesto uno stato patologico preesistente (doc. _). 

                                         In data 5
ottobre 2001, __________ è stato visitato presso la Clinica di ortopedia e
chirurgia ortopedica dell'Ospedale regionale di __________ (), dove i sanitari
hanno predisposto l'esecuzione di una artro risonanza magnetica, con lo scopo
di stabilire l'ulteriore procedere terapeutico (cfr. doc. _).

                                         Il
suddetto esame strumentale, effettuato il 16 ottobre 2001 presso il Dipartimento
di radiologia dell'__________, ha mostrato una rottura del tendine del sovraspinato
ed una modica artrosi acromio-clavicolare (cfr. doc. _). 

                                         Durante
il mese di dicembre 2001, l'assicurato è stato sottoposto ad una plastica della
cuffia dei rotatori della spalla destra (cfr. doc. _). 

                                         Prima di
procedere all'emanazione dell'impugnata decisione su opposizione, la __________
ha provveduto a risottoporre la pratica al dott. __________, il quale ha
essenzialmente ribadito la preesistenza di uno stato morboso (cfr. doc. _). 

 

                               2.7.   Le parti
appaiono concordi nel ritenere che la lesione corporale presentata da
__________ - una rottura della cuffia dei rotatori a destra (cfr. doc. _:
referto relativo alla RM del 16.10.2001) - è compresa fra quelle esaustivamente
enumerate all'art. 9 cpv. 2 OAINF (cfr. art. 9 cpv. 2 lett. f OAINF:
"lacerazioni dei tendini").

                                         Da parte
sua, il TCA può prestare adesione a questa opinione (cfr., al proposito, RAMI 1997 U 277, p. 203ss.).

 

                                         La Cassa
malati __________ ha comunque negato la propria responsabilità in base all'art.
9 cpv. 2 OAINF, sostenendo che il danno alla salute accusato dal ricorrente
sarebbe attribuibile indubbiamente ad uno stato patologico-degenerativo
preesistente (cfr. doc. _, p. 6 in fine: "Alla luce di quanto precde,
la Cassa giunge alla conclusione che era giustificato rifiutare la presa a
carico dell'evento del 27 luglio 2001 in virtù dell'articolo 9 comma 2 OAINF,
poiché l'assicurato soffriva di uno stato anteriore manifestamente
degenerativo. L'evento ha verosimilmente rivelato i dolori, senza che l'origine
di questi dolori possa essere rinvenuta nell'evento indicato"). 

                                         Tale tesi
appare supportata dalle certificazioni del dottor __________, medico fiduciario
della convenuta.

 

                                         Sulla
scorta dei fatti esposti al considerando 2.6., lo scrivente TCA considera provato, perlomeno secondo il criterio della
verosimiglianza preponderante, caratteristico del settore della sicurezza
sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2, 121 V 6 consid.
3b, 47 consid. 2a, 208 consid. 6b; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op.
cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 1995, p. 338), che l'evento
del luglio 2001 abbia provocato la diagnosticata lesione tendinea, perlomeno
quale fattore scatenante. Tale circostanza è stata, del resto,
esplicitamente ammessa anche dal medico di fiducia della __________, il quale,
nel suo rapporto del 30 agosto 2001, ha affermato che l'evento in questione ha
resi manifesti i disturbi all'arto superiore destro (cfr. doc. _). 

                                         È
così dato l'evento esterno.

                                         A questo
riguardo, è utile ricordare che, come indicato al considerando 2.3., il fattore
scatenante può essere quotidiano e discreto. Basta un gesto brusco: non è
necessario che esso sia stato scomposto o anomalo. 

                                         In questo
ordine di idee, il TCA ha ammesso l'esistenza del fattore esterno, trattandosi
di un'assicurata che per trattenere un classificatore che stava per cadere a
terra, aveva compiuto un brusco movimento con il braccio sinistro, riportando
finalmente una rerottura trasmurale della porzione distale del tendine del
muscolo sovraspinato (cfr. STFA del 6 novembre 2001 nella causa L.-P., inc.
35.2000.67, confermata dal TFA con sentenza del 12 luglio 2002, U 1/02). 

                                         Il TCA è
pervenuto ad una identica conclusione nella sentenza del 17 giugno 2002 nella
causa S., inc. 35.2001.78, concernente un'assicurata che aveva riportato una
lesione parziale del sovraspinato preinserzionalmente al tubercolo maggiore,
all'atto di sollevare una paziente in carrozzella, nella sentenza del 7 gennaio
2002 nella causa B., inc. 35.2001.49, cresciuta in giudicato, riguardante un
assicurato che aveva accusato una lesione del menisco laterale, compiendo il
gesto di salire con un piede sopra un sasso dell'altezza di 40-50 cm., oppure
ancora nella sentenza del 16 maggio 2002 nella causa C., inc. 35.2000.19,
cresciuta in giudicato, concernente un assicurato che aveva lamentato una
lesione al tendine estensore del pollice, sopravvenuta in coincidenza con lo
sforzo da lui profuso per spingere uno stampo del peso di circa 400 kg sul
piano della pressa. 

                                         Per
contro, il TFA non ne ha ammesso l'esistenza in una sentenza del 30 agosto 2001
nella causa K., U 198/00, concernente un'assicurata, cameriera in un
ristorante, che aveva accusato un progressivo peggioramento dei disturbi al
ginocchio, a seguito di un aumento del carico di lavoro. La nostra Corte
federale ha giustamente constatato l'assenza, in casu, di un avvenimento
immediato, unico e repentino.

                                         Ora, in concreto, __________ ha costantemente dichiarato di avere avvertito un intenso dolore
alla spalla destra, in coincidenza con il gesto da lui compiuto per trattenere
una pentola che stava per cadere a terra dall'alto di un armadio (cfr. doc. _).

 

                                         Ritenuto
che anche gli altri elementi costitutivi di una lesione corporale parificata ai
postumi d'infortunio (ossia la repentinità nonché l'azione involontaria e
lesiva che colpisce il corpo umano) sono, in concreto, soddisfatte, va ammesso
l'obbligo contributivo di principio della Cassa malati __________.

                                         Il fatto
che __________ presentasse un preesistente stato patologico a livello della
cuffia dei rotatori a destra, è qui del tutto irrilevante. In effetti, secondo
la giurisprudenza federale, le affezioni menzionate all'art. 9 cpv. 2 OAINF
devono essere assimilate ad infortunio, anche se la loro causa prima è da
ricercarsi, in tutto od in parte, ad una malattia o a fenomeni degenerativi
(cfr. DTF 123 V 45 consid. 2b e riferimenti ivi citati, nonché RAMI 2001 U 435, p. 332ss.; cfr., pure, STFA del 12 luglio 2002 nella
causa L. P., U 1/02, consid. 4 in fine).

 

                                         L'incarto
va quindi retrocesso all'assicuratore LAINF convenuto, affinché proceda a
definire il diritto alle prestazioni dal profilo materiale e temporale (cfr.
dispositivo di cui alla STFA del 27 giugno 2001 nella causa S., U 158/00).

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto.

                                         §                                      È
annullata l'impugnata decisione su opposizione della Cassa malati __________.

                                         §§                                   È
accertato che l'assicurato ha lamentato una lesione parificata ad infortunio
giusta l'art. 9 cpv. 2 lett. f OAINF e, pertanto, che esiste un obbligo
contributivo di principio a carico della __________. 

                                         §§§    L'incarto
è retrocesso alla __________ affinché definisca il diritto alle prestazioni dal
profilo materiale e temporale.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                         La
__________ verserà all'assicurato l'importo di fr. 500.-- a titolo di
ripetibili. 

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti