# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 94f661f7-b23a-5fd4-bf62-738abbcaec6b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-02-17
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 17.02.2025 F-545/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-545-2025_2025-02-17.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-545/2025 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 7  f e b b r a i o  2 0 2 5  

Composizione 

 
Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 

Claudia Cotting-Schalch,  

Gregor Chatton, 

cancelliera Caroline Rausch. 
 

 
 

Parti 

 
1. A._______,  

2. B._______,  

entrambi patrocinati da  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione SEM,  

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Assegnazione di richiedenti l'asilo a un cantone;  

decisione della SEM del 21 gennaio 2025. 

 

 

 

F-545/2025 

 

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Fatti: 

A.  

Il 1° settembre 2024, A._______ (nato nel 1992, Camerun) e sua figlia 

B._______ (nata nel 2021, Camerun) hanno depositato una domanda 

d’asilo in Svizzera.  

B.  

Il 3 ottobre 2024, la SEM ha respinto la domanda d’asilo dei ricorrenti e ha 

pronunciato l’allontanamento dalla Svizzera. Il 14 ottobre 2024, i ricorrenti 

hanno presentato ricorso contro tale decisione (numero di ruolo D-

6459/2025). 

C.  

Il 21 gennaio 2025, la SEM ha emesso una decisione di ripartizione al can-

tone, il cui dispositivo ordina l’attribuzione dei ricorrenti al Canton Lucerna 

e toglie l’effetto sospensivo a un eventuale ricorso.  

D.   

Il 28 gennaio 2025, i ricorrenti hanno adito il Tribunale amministrativo fede-

rale (TAF), chiedendo, sul piano formale, la sospensione della decisione in 

via supercautelare e la concessione dell’effetto sospensivo al ricorso, non-

ché l’ammissione della domanda di esenzione dal pagamento delle spese 

di giudizio e del relativo anticipo. Sul piano sostanziale, essi chiedono l’an-

nullamento della decisione d’attribuzione impugnata e l’assegnazione al 

Canton Berna, e, in subordine, la restituzione degli atti alla SEM per un 

nuovo esame riguardo all’attribuzione al cantone. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 37 LTAF in combinato 

disposto con l’art. 6 e 105 LAsi).  

1.2 Le decisioni prese dalla SEM in materia d’assegnazione di richiedenti 

l'asilo a un cantone possono essere impugnate davanti al Tribunale, che 

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decide in via definitiva (art. 31 LTAF e l’art. 105 LAsi in combinato disposto 

con gli artt. 27 cpv. 3 e 107 cpv. 1 LAsi; l'art. 83 lett. d cifra 1 LTF).  

1.3 La decisione d’attribuzione può essere impugnata soltanto per viola-

zione del principio dell’unità della famiglia (art. 27 cpv. 3 LAsi; 

cfr. DTAF  2012/2 consid. 2.2 nonché la sentenza del TAF F-4223/2024 del 

23 settembre 2024 consid. 1.3). Nel caso specifico, i ricorrenti chiedono di 

essere assegnati al Canton Berna, dove abiterebbero la madre e il padre 

adottivo del ricorrente. A tale scopo, fanno valere un rapporto di dipen-

denza. 

1.4 Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi) è di princi-

pio ammissibile sotto il profilo degli art. 48 cpv. 1 e art. 52 cpv. 1 PA. 

1.5 Nello specifico, il Tribunale rinuncia allo scambio degli scritti in virtù 

dell'art. 111a cpv. 1 LAsi. 

2.  

2.1 Prima di trattare il merito del ricorso è necessario esaminare la censura 

formale relativa alla pretesa violazione, da parte della SEM, del diritto di 

essere sentito dei ricorrenti. Infatti, i ricorrenti fanno valere che la SEM non 

avrebbe considerato la loro situazione particolare e non avrebbe motivato 

sufficientemente la propria decisione.  

2.2 Nelle procedure d’asilo si applica il principio inquisitorio. Ciò significa 

che l’autorità competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto 

e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In con-

creto, essa deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione 

del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le op-

portune prove a riguardo (cfr. sentenza del TAF F-321/2025 del 27 gennaio 

2025 consid. 4.2). 

2.3 La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentiti, consacrato 

dall’art 29 cpv. 2 Cost., l'obbligo per l'autorità di motivare la sua decisione, 

così da permettere ai destinatari, e a tutte le persone interessate, di com-

prenderla, eventualmente di impugnarla, in modo da rendere possibile 

all'autorità di ricorso, se adita, di esercitare convenientemente il suo con-

trollo (cfr. DTF 139 V 496 consid. 5.1, 139 IV 179 consid. 2.2). Si è in pre-

senza di una violazione del diritto di essere sentiti se l'autorità non soddisfa 

al suo obbligo di esaminare e di trattare i problemi pertinenti. Per 

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adempiere a queste esigenze è sufficiente che l'autorità menzioni, almeno 

brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in modo da per-

mettere all'interessato di apprezzare la portata di quest'ultima e di impu-

gnarla in piena conoscenza di causa (cfr. DTF 141 II 28 consid. 3.2.4). Se 

si può porre rimedio, eccezionalmente, ad una violazione del diritto di es-

sere sentiti, una violazione grave, anche tenendo conto delle esigenze di 

economia di procedura, non può essere sanata (cfr.  DTF 138 III 225 con-

sid. 3.3 e 137 I 195 consid. 2.2 e 2.3.2; DTAF 2013/46 consid. 6.3.7, 

2012/24 consid. 3.4 con i riferimenti).  

2.4 In concreto, non si può affermare che l'accertamento dei fatti sia incom-

pleto. Il riscontro DiAu effettuato dalla SEM il 4 settembre 2024 e il rapporto 

sulla verifica dell’identità, dello stesso giorno, hanno rilevato che la pre-

sunta madre del ricorrente è in realtà la sorella gemella di sua madre, de-

ceduta ormai da tempo. Inoltre, la SEM ha accertato come dagli atti non 

emerga alcuna prova di un'adozione legalmente valida in Svizzera da parte 

del presunto padre. Si può presumere che l'autorità inferiore non abbia ri-

tenuto rilevanti tali circostanze per la decisione impugnata del 21 gennaio 

2025. Pertanto, al momento della decisione, non vi erano prove di un rap-

porto di dipendenza giuridicamente rilevante tra i ricorrenti e i familiari a 

Berna e l'autorità inferiore non ha violato il suo obbligo di accertare com-

pletamente i fatti giuridicamente rilevanti. 

2.5 Per quanto riguarda l’obbligo dell’autorità inferiore di motivare la pro-

pria decisione, in concreto non si può negare che la decisione contestata 

ha un’apparenza in parte standardizzata e che la SEM si limita a osservare 

che non sono emersi interessi legittimi da parte dei richiedenti che potreb-

bero pregiudicare l’attribuzione a un determinato Cantone.  

Tuttavia, i ricorrenti hanno avuto modo, in questa sede, di esprimersi com-

piutamente sull’attribuzione cantonale nella loro impugnativa, criticandola 

puntualmente sotto molteplici aspetti. Di conseguenza, si deve constatare 

che, anche se si volesse ammettere un’eventuale violazione del diritto di 

essere sentito dei ricorrenti a causa della stringatezza e del carattere rela-

tivamente standardizzato della decisione impugnata, tale violazione sa-

rebbe stata senz’altro sanata nel corso della presente procedura. In 

quest’ottica si aggiunga, che il rinvio della causa alla SEM costituirebbe 

una vana formalità, allungando inutilmente la procedura (cfr. consid. 4), e 

ciò a discapito dell’interesse dei ricorrenti a ottenere una decisione entro 

un termine ragionevole. Ne consegue che la censura relativa alla presunta 

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violazione del diritto di essere sentito è infondata (cfr. sentenza del TAF F-

263/2024 del 6 gennaio 2025 consid. 3.6). 

3.  

3.1 La SEM ripartisce i richiedenti l’asilo fra i cantoni, tenendo conto dei 

loro reciproci interessi degni di protezione (artt. 27 cpv. 3 LAsi). I richiedenti 

sono attribuiti ai cantoni secondo l’art. 21 cpv. 2 a 6 dell’ordinanza 1 

sull’asilo (OAsi 1, RS 142.311). La SEM attribuisce i richiedenti proporzio-

nalmente alla popolazione dei cantoni, tenendo conto dei membri della loro 

famiglia che vivono già in Svizzera, della loro cittadinanza e dei casi parti-

colarmente bisognosi di assistenza (art. 22 cpv. 1 OAsi 1). La decisione 

d’attribuzione può essere impugnata soltanto per violazione del principio 

dell’unità della famiglia (art. 27 cpv. 3 LAsi). 

3.2 Sono relazioni famigliari protette dall’art. 8 par. 1 CEDU, anzitutto i 

rapporti tra coniugi e tra genitori e figli minori che coabitano. In una tale 

evenienza una relazione stretta ed effettiva è presunta (cfr. DTF 140 I 77 

consid. 5.2; 137 I 113 consid. 6.1). Le relazioni tra familiari maggiorenni 

possono essere eccezionalmente ammesse in presenza di un particolare 

rapporto di dipendenza, segnatamente l’esistenza della necessità di 

prodigare cure speciali per un handicap o una malattia grave (cfr. DTF 145 

I 227 consid. 3.1; sentenza del TAF F-263/2024 del 6 gennaio 2025 consid. 

4.3). In altri termini, la situazione di dipendenza deve presuppore 

l’esistenza di problemi di salute di una gravità che richiede un’assistenza 

significativa nella vita quotidiana, nel senso di una presenza, di una 

sorveglianza o anche di un’assistenza e di un’attenzione permanente che 

solo un parente stretto è in grado di fornire. Pertanto, la mera necessità di 

un sostegno emotivo o addirittura psicologico non è tale da stabilire un 

rapporto di dipendenza (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 8.3.5; sentenza del 

TAF D-7146/2024 del 16 dicembre 2024 consid. 8.3.5.2).  

4.  

4.1 Di seguito, indipendentemente dal rapporto di parentela esatto tra i  

ricorrenti e i loro parenti che vivono a Berna (cfr. consid. 2.4), viene esami-

nato se esiste un rapporto di dipendenza tra i familiari. 

4.2 Nel gravame, i ricorrenti fanno riferimento alla difficile situazione psico-

logica in cui si trovano e alla necessità della vicinanza della famiglia, in 

particolare per la cura della ricorrente. Al fine di dimostrare un rapporto di 

dipendenza, hanno presentato diversi rapporti medici.  

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4.3 Dall'esame del rapporto sul trattamento psicologico del ricorrente del 

15 ottobre 2024, emerge che lo stesso soffre di disturbo da stress post-

traumatico (PTSD) a causa della violenza nel suo Paese d'origine, legata 

alla sua omosessualità, e presenta disturbi d'ansia generalizzati e depres-

sioni ricorrenti. I sintomi includono paranoia, paure persecutorie, insonnia 

e pianto facile al ricordo del passato. Il trattamento prevede una terapia 

cognitivo-comportamentale (TCC) integrata con sessioni familiari. Inoltre, 

il 20 novembre 2024 gli è stato diagnosticato Asperger e un basso QI. Dal 

referto medico del 10 dicembre 2024 relativo alla ricorrente si evince che, 

presenta una sindrome caratterizzata da irrequietezza, un atteggiamento 

ansioso, tristezza e una rapida irritabilità alla minima frustrazione.  

4.4 Nel caso in disamina, il Tribunale non mette in dubbio che i ricorrenti 

soffrono di problemi psichiatrici importanti e che la vicinanza con i famigliari 

a Berna potrebbe essere di giovamento. Tuttavia non è evincibile che i loro 

stato di salute li ponga in un legame di dipendenza particolare, ai sensi 

della giurisprudenza succitata, nel senso che essi necessitino di essere 

assistiti in modo importante o siano oggetto di cure permanenti nella loro 

vita quotidiano che solo un parente stretto sarebbe in grado di offrire loro. 

Infatti, le diagnosi non suggeriscono che i ricorrenti sarebbero a grave ri-

schio di scompenso psicologico se non potessero essere sostenuti dai loro 

parenti a Berna. Di conseguenza, non può essere riconosciuto un legame 

di dipendenza particolare ai sensi della giurisprudenza applicabile. 

4.5 Inoltre, va rilevato che l’art. 3 par. 1 della Convenzione sui diritti del 

fanciullo (CDF, RS 0.107) non conferisce il diritto alla concessione di un 

permesso di soggiorno (DTF 144 I 91 consid. 5.2), tanto meno può 

giustificare il diritto di essere assegnato a un determinato Cantone, 

soprattutto alla luce della formulazione dell'art. 27 cpv. 3 LAsi (cfr. sentenza 

del TAF F-4867/2024 del 29 novembre 2024 consid. 4.3). Inoltre, la 

ricorrente è assegnata allo stesso Cantone del padre e non ne sarà 

separata, per cui l'interesse superiore del fanciullo è rispettato. 

5.  

Visto ciò, la decisione impugnata del 21 gennaio 2025 non viola il principio 

dell'unità della famiglia e il ricorso deve essere respinto. 

6.  

L’emanazione della presente sentenza rende priva d'oggetto la domanda 

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di sospensione dell’esecuzione in via supercautelare e la restituzione 

dell’effetto sospensivo al ricorso.  

7.  

7.1 Le spese processuali sono di regola messe a carico della parte soc-

combente e, in caso di soccombenza parziale, sono ridotte (art. 63 cpv. 1 

PA); a titolo eccezionale, le spese processuali possono essere condonate 

(art. 63 cpv. 1 ultima frase PA), in particolare se un ricorso è liquidato in 

seguito a rinuncia o a transazione senza avere causato un lavoro conside-

revole all'autorità di ricorso, oppure se, per altri motivi inerenti al litigio o 

alla parte in causa, non risulti equo addossare le spese processuali alla 

parte (art. 4a dell'ordinanza sulle tasse e spese nella procedura ammini-

strativa [OTSPA, RS 172.041.0]). Date le circostanze del caso, non si pre-

levano spese processuali, per cui la domanda di concessione dell’assi-

stenza giudiziaria diviene priva d’oggetto.   

7.2 Non si assegnano indennità per spese ripetibili (cfr. art. 64 cpv. 1 PA 

nonché l’art. 7 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle 

spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo pagina seguente) 

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Non si assegnano indennità per spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti e all'autorità inferiore. 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Caroline Rausch