# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6324976c-80d7-5491-a257-cb5d736a1dd6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-10-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.10.2008 D-4332/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4332-2008_2008-10-16.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4332/2008

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  o t t o b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice 
Jenny de Coulon Scuntaro;
cancelliere Carlo Monti.

A._______, alias 
B._______, Georgia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 26 giugno 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4332/2008

Fatti:

A.
Il 1° maggio 2008, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo in 
Svizzera.  Ha dichiarato, d'essere espatriato  in  novembre 2006 per  il 
timore  d'essere  ucciso  oppure  d'essere  rapito  da  parte  di  un  certo 
“C._______” e  la  sua gente,  per  il  suo  rifiuto  d'intestare  la  fabbrica 
ereditata  da  suo  padre  a  loro.  Si  sarebbe  recato  in  Ucraina,  dove 
avrebbe  vissuto  e  lavorato  fino  ad  aprile  2008.  In  seguito,  sarebbe 
giunto in Svizzera con un minibus il 1° maggio 2008.

B.
Il 26 giugno 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art. 32  cpv.  2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi,  RS 142.31). Detto Ufficio  ha pure pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  il  suo  Paese  d'origine,  siccome  lecita, 
esigibile e possibile.

C.
Il 27 giugno 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 
impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
una  nuova  decisione  nel  merito,  l'accordo  dell'asilo  e,  in  via 
sussidiaria,  dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una 
domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali e del relativo anticipo.

D.
Il  14  luglio  2008,  il  TAF ha considerato  il  gravame siccome privo di 
probabilità  d'esito  favorevole  ed  ha  respinto  la  summenzionata 
domanda  d'assistenza  giudiziaria.  Ha  quindi  invitato  il  ricorrente  a 
versare  un  anticipo  di  fr. 600.--  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali, con comminatoria d'inammissibilità del ricorso in caso di 
mancato versamento di detto anticipo (v. decisione incidentale del TAF 
del 14 luglio 2008).

E.
Il  23  luglio  2008,  il  ricorrente  ha  tempestivamente  versato  l'anticipo 
richiesto.

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D-4332/2008

Diritto:

1.

1.1 Il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in  materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 
art. 105 LAsi  e  art.  83  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.

2.1 Nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito nei 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa.

2.2 Nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie le condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 
della  legge  federale  sulla  procedura  amministrativa  del 
20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, 
il procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Nel provvedimento litigioso, l'UFM ha considerato, da un lato,  che il 
ricorrente non ha addotto motivi che possano giustificare la mancata 
tempestiva  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o  d'identità.  Dall'altro 
lato, ha ritenuto siccome inconsistenti  e contraddittorie le allegazioni 
decisive  in  materia  d'asilo  presentate  dall'insorgente. Il  ricorrente  si 
sarebbe contraddetto sul mese della morte di suo padre allegando, a 
seconda delle versioni, giugno o luglio 2005. Inoltre, l'insorgente, pur 

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essendo una persona laureata, non sarebbe stato capace d'indicare la 
ragione sociale della fabbrica. Peraltro, il ricorrente avrebbe indicato, in 
un  primo  tempo  che,  le  carte  relative  alla  fabbrica  sarebbero  state 
rubate  a  fine  agosto  2006  e,  in  un  secondo  tempo,  nel  mese  di 
novembre 2006. Per di più, l'insorgente avrebbe allegato nell'audizione 
sulle generalità d'essere stato picchiato nel mese di settembre 2006, 
per poi asserire nell'audizione federale diretta d'essere stato picchiato 
nel corso dell'autunno 2005. Infine, l'UFM, ha ritenuto il racconto del 
ricorrente come inverosimile. L'autorità inferiore ha altresì considerato 
non  necessari  ulteriori  chiarimenti  ai  fini  dell'accertamento  della 
qualità  di  rifugiato o dell'esistenza di  un impedimento all'esecuzione 
dell'allontanamento dell'insorgente.

5.
Nel ricorso, l'insorgente ha dichiarato, in sostanza, di avere chiesto a 
sua madre di farsi spedire la sua carta d'identità il mese antecedente 
al  suo ricorso  e  di  non  capire  come sarebbe possibile  che  non  sia 
ancora arrivata. Inoltre, il ricorrente ha allegato di volere presentare il 
succitato  documento  non  appena  arrivi.  Peraltro,  l'insorgente  ha 
dichiarato  di  avere  lasciato  la  Georgia,  in  quanto  alcune  persone 
vorrebbero costringerlo a cedere loro la sua fabbrica ed avrebbe paura 
per  la  sua  vita.  Per  di  più,  le  denuncie  da  lui  sporte  avrebbero 
peggiorato le cose. Inoltre, tenterebbe di contattare il suo cugino per 
farsi spedire dei mezzi di prova che, in seguito, presenterebbe in sede 
di ricorso. Peraltro, l'insorgente temerebbe di avere l'epatite C. Infine, il 
ricorrente ha asserito che sarebbero necessari ulteriori chiarimenti per 
poter decidere il suo caso.

6.
Giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c).

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6.1 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

6.2 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

7.
Questo Tribunale osserva, che il ricorrente, senza valide ragioni, non 
ha  tempestivamente  presentato  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai 
sensi  di  legge,  benché  l'UFM  l'abbia  invitato  ad  esibirli  sin  dal 
momento  dell'inoltro  della  sua  domanda  d'asilo.  In  particolare, 
l'insorgente  non  ha  ancora  presentato  in  sede  di  ricorso  la  carta 
d'identità che sarebbe dovuta arrivare, secondo lo stesso, a breve (cfr. 
ricorso  pag.  2).  Non  v'è,  pertanto,  ragione  di  ritenere  che,  se 
l'insorgente avesse effettuato dei seri e concreti sforzi per procurarsi 
tempestivamente un documento di viaggio o d'identità, detti sforzi non 
avrebbero potuto avere esito favorevole. Infine, se un richiedente non 
aveva  ragioni  valide  per  giustificare  la  mancata  esibizione  di 
documenti  ai  sensi  di  legge  in  procedura  di  prima  istanza,  non  v'è 
motivo d'annullare la decisione di non entrata nel merito quand'anche 
avesse a presentare un siffatto documento in sede di ricorso (v., fra le 
tante, la sentenza del Tribunale amministrativo federale D-8199/2007 
del 18 dicembre 2007 consid. 8 e relativo riferimento).

8.
Il  TAF rileva, inoltre, che il  ricorrente non ha presentato, all'infuori  di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 

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diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le 
allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo  s'esauriscono,  infatti,  in  mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF 
in  relazione  all'art. 6  LAsi,  all'art.  37  LTAF  ed  all'art. 4  PA).  Basti 
rilevare  che  l'insorgente  in  sede  di  ricorso  non  s'è  espresso  in 
relazione  alle  contraddizioni  rilevate  nella  succitata  decisione 
dell'UFM, per quanto riguarda il racconto da lui esposto nel corso della 
procedura di prima istanza, limitandosi a ribadire i suoi timori in caso 
d'allontanamento  verso  il  suo  Paese  d'origine.  Ciò non  può che 
comprovare  la  conclusione  dell'UFM  circa  l'inverosimiglianza  delle 
allegazioni  del  ricorrente.  Per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente 
considerato  come  inconsistenti  e  contraddittorie,  con  riferimento 
all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, le dichiarazioni rese dall'insorgente.

9.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 
presentate dal ricorrente (v. considerando 8 del presente giudizio), non 
risultano elementi da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti 
ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  dell'insorgente 
medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

10.

10.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Georgia  possa  violare 
l'art. 25 cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) od esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101)  od all'art. 3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

10.2 Per il resto, può essere lasciata indecisa la questione di sapere 
se  per  impedimenti  all'esecuzione  dell'allontanamento  ai  sensi 

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dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto 
nazionale  (riguardanti  l'esigibilità  e  la  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto  internazionale  pubblico 
(esaminati  al  precedente  considerando  10.1).  In  effetti,  anche  in 
materia d'esigibilità e di possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile 
d'imporre degli ulteriori chiarimenti.

10.3 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno che, dopo l'armistizio del 12 agosto 2008 negoziato tramite 
l'Unione  Europea,  da  Russia  e  Georgia,  in  quest'ultimo  Paese  non 
vige  attualmente  una  situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza 
generalizzata che coinvolga l'insieme della  popolazione nella  totalità 
del territorio nazionale.

10.4 Inoltre, il ricorrente è giovane, celibe ed ha una certa esperienza 
professionale. Egli  non  ha  altresì  preteso  nel  gravame di  soffrire  di 
gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  un'ammissione 
provvisoria (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 24), senza che ad un 
esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una 
permanenza dell'insorgente in Svizzera per motivi  medici. Infatti,  per 
quanto  concerne  le  possibilità  di  trattamenti,  se  del  caso, 
dell'epatite C, questo Tribunale osserva che in Georgia sono disponibili 
medicamenti  appropriati  e  centri  di  assistenza  medico-sanitaria 
adeguati,  segnatamente  a  Tbilisi.  Per  di  più,  in  relazione  ai  mezzi 
finanziari necessari per accedere alle cure mediche, il TAF rileva che il 
ricorrente  ha la  facoltà  di  richiedere  un adeguato  aiuto  al  ritorno  ai 
sensi  dell'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi.  In  siffatte  circostanze,  l'autorità 
inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome  adempiti  i  presupposti  per 
formulare  una  prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive 
possibilità  per  l'insorgente  di  un  adeguato  reinserimento  sociale  nel 
suo Paese d'origine.

10.5 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione 
dell'allontanamento è dunque pure possibile.

11.
Pertanto, in materia di non entrata nel merito il ricorso, destituito d'ogni 

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e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione 
impugnata va confermata.

12.
L'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14  cpv. 1  e  cpv. 2 LAsi  e  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché 
art. 32  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

13.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando 10 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

14.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

15.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art.  63  cpv.  1  e 
cpv. 5  PA nonché  art.  3  lett.  a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono computate 
con  l'anticipo  spese,  di  fr.  600.--,  versato  dall'insorgente  il 
23 luglio 2008.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo spese di fr. 600.--, versato il 23 luglio 2008, è computato con 
le spese processuali.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato)
- UFM, Divisione Dimora e aiuto al ritorno (in copia, n. di rif. N )
- D._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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