# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 91e3279f-45fd-589c-8d5d-48606deae0f1
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-11-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.11.2009 C-4180/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-4180-2008_2009-11-12.pdf

## Full Text

Corte II I
C-4180/2008

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 2  n o v e m b r e  2 0 0 9

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Stefan Mesmer, Michael Peterli;
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
patrocinato dal lic. iur. Salvatore D'Ostuni, 
divisione Estero, via XXIV Maggio /, 
angolo via IV Novembre n. 2, IT-73040 Neviano,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 23 maggio 2008).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-4180/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano, nato il , ha lavorato in Svizzera dal 1967 
al  1976,  solvendo regolari  contributi  all'assicurazione svizzera per la 
vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI), durante tale periodo (doc. 
6). Dopo il rimpatrio, ha continuato a svolgere un'attività lucrativa come 
meccanico tornitore fino a dicembre 2007, quando si è definitivamente 
ritirato dal lavoro per ragioni di salute (doc. 9). Da maggio 2007 venne 
addetto, dal datore di lavoro, a compiti più leggeri e con orario ridotto, 
per 5 ore giornaliere e con una diminuzione di salario del 45% (doc. 
20).

In data 2 febbraio 2007, A._______ ha formulato una domanda volta al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità (doc. 4).

B.
Il richiedente è stato visitato il 13 aprile 2007 presso i servizi medici 
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale di Lecce (INPS), ove il 
sanitario  incaricato  ha  evidenziato  la  diagnosi  di  paresi  dello  s.p.e. 
(sciatico popliteo esterno) a destra di media entità in ernia discale L4-
L5 e spondiloartrosi in pregresso intervento chirurgico (1986) per ernia 
discale L4-L5 ed ha posto un tasso d'invalidità del 50% (doc. 17). Sono 
stati esibiti documenti oggettivi, quali: 

-  un estratto di  ricovero ospedaliero dal  4 al  12 settembre 2006 per 
lombosciatalgia destra esiti remoti (1986) di laminectomia L4-L5 (doc. 
10);

-  un  rapporto  d'esame  neurochirurgico  (Dott.  Montinaro)  del  26 
settembre 2006 (doc. 11);

-  i  risultati  di  un  esame  neurofisiologico  del  2  marzo  2007  (con 
elettromiografia) attestante una marcata sindrome radicolare L4 e L5 a 
destra (doc. 13);

-  un  rapporto  d'esame  neurologico  (Dott.  Pascali)  del  6  luglio  2007 
(doc. 14).

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C.
Nel  suo  rapporto  del  10  marzo  2008,  il  Dott.  Battaglia,  del  servizio 
medico  regionale  (SMR)  "Rhône"  dell'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE),  in  base  alla 
diagnosi  sopra  riferita  e  dopo  aver  preso  atto  che  il  richiedente  ha 
lavorato da maggio a dicembre 2007 in misura di  25 ore settimanali 
(doc.  20),  ha  affermato  che  il  richiedente  non  avrebbe  mai  subito 
un'incapacità di lavoro di livello pensionabile, in quanto l'attività svolta 
(verosimilmente intende quella di ripiego assegnata nel maggio 2007) 
sarebbe esercitabile in misura completa (doc. 22).

Con progetto di decisione del 19 marzo 2008, l'UAIE ha comunicato a 
A._______ che la  richiesta di  prestazioni  sarebbe stata respinta per 
carenza d'invalidità di livello pensionabile (doc. 23).

Con  scritto  del  4  maggio  2008,  il  nominato,  regolarmente 
rappresentato  dal  lic.  iur.  D'Ostuni  chiede,  sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza,  il  riconoscimento  del  suo  diritto  a  prestazioni 
assicurative (doc. 24). Nulla produce a suffragio delle sue conclusioni.

Mediante decisione del 23 maggio 2008 (doc. 25), l'UAIE ha respinto 
la richiesta di prestazioni conformemente al progetto.

D.
Con  il  ricorso  depositato  il  18  giugno  2008,  A._______,  sempre 
rappresentato  da  D'Ostuni,  chiede,  sostanzialmente,  l'annullamento 
del summenzionato provvedimento amministrativo e, di conseguenza, 
il riconoscimento del suo diritto a prestazioni assicurative. A suffragio 
delle sue conclusioni produce un certificato medico del Dott. Russo del 
14  giugno  2008,  attestante  una  spondilodiscoartrosi  cervicolombare 
con  sindrome  vertebrale  (o  radicolare)  L4-L5,  paresi  arto  inferiore 
destro  e  sindrome  ansioso-depressiva.  L'insorgente  chiede  inoltre 
l'esonero  dal  pagamento  delle  spese  processuali.  In  un  secondo 
tempo, ha esibito una perizia del Dott. Scarcella dell'8 ottobre 2008, il 
quale  rileva  le  ernie  discali  recidivanti,  protrusioni  discali  multiple, 
spondilodiscoartrosi  diffusa  del  rachide,  lombosciatalgia  destra  con 
paresi,  deficit  motori  all'arto  inferiore  destro,  radicolopatia,  ridotta 
ampiezza  del  canale  vertebrale,  coxartrosi  bilaterale,  marcata 
sindrome canalicolare del carpo bilaterale, sindrome ansio-depressiva, 
tutte patologie che, prese nel loro insieme, causerebbero un'incapacità 
di lavoro totale.

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E.
Ricevuto il ricorso, l'amministrazione ha sottoposto gli atti alla Dott.ssa 
Sereni-Keller, del proprio servizio medico, la quale, nella sua relazione 
del 21 ottobre 2008 (doc. 28), ha ammesso un'incapacità al lavoro del 
50% come tornitore da maggio 2007 e del 70% da gennaio 2008. In 
attività  sostitutive,  leggere  e/o  semisedentarie,  la  sua  capacità  di 
lavoro  è  dell'80%  da  maggio  2007  e  del  50%  da  gennaio  2008 
(portinaio,  sorvegliante,  magazziniere,  riparatore  di  piccoli  oggetti, 
archivista, fattorino nel settore privato). 

L'amministrazione ha aderito al parere della Dott.ssa Sereni-Keller ed 
ha effettuato un calcolo comparativo dei redditi. Da questo calcolo ne 
risulta un'incapacità di guadagno del 48,06% (arrotondato al 48%) da 
maggio  2007  e  del  67,54% (arrotondato  al  68%)  da  gennaio  2008. 
Svolgendo il calcolo retrospettivo con tali tassi d'invalidità, il ricorrente 
avrebbe  diritto  a  una  mezza  rendita  d'invalidità  con  una  perdita  di 
guadagno  del  54,61%. Dal  1°  maggio  2008  (periodo  d'attesa  di  un 
anno); dal 1° agosto 2008 esisterebbe il diritto ai tre quarti di rendita 
(tre mesi dopo il 1° maggio 2008). Va rilevato che nel calcolo in esame, 
il salario dopo l'invalidità è stato ridotto del 25% (riduzione massima) 
per  tenere  conto  della  situazione personale  dell'assicurato  (doc. 31, 
32).  Nelle  sue  osservazioni  ricorsuali  del  10  dicembre  2008,  l'UAIE 
propone  il  riconoscimento  del  diritto  alla  mezza  rendita  AI  dal  1° 
maggio 2008 ed a tre quarti di rendita dal 1° agosto 2008.

F.
Dopo  aver  preso  atto  delle  osservazioni  e  la  proposta 
dell'amministrazione  e  di  altra  documentazione  di  rilievo,  la  parte 
ricorrente, con scritto del 15 gennaio 2009, ha ribadito l'intenzione del 
proprio  assistito  di  mantenere  il  gravame.  Produce  una  nuova 
relazione del Dott. Scarcella del dell'8 ottobre 2008.

Ricevuta  la  replica,  l'amministrazione  ha  risottoposto  gli  atti  alla 
Dott.ssa  Sereni-Keller,  la  quale,  nella  sua  relazione  del  27  gennaio 
2009,  si  è  riconfermata  nelle  sue  precedenti  considerazioni. 
Duplicando in data 10 dicembre 2008 (recte: 4 febbraio 2009), l'UAIE 
si riconferma nelle sue precedenti considerazioni.

Invitata a prendere posizione in merito alla duplica, la parte ricorrente 
non ha risposto.

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Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ammissibile, nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 

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relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71. 

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.
Il ricorrente ha presentato la richiesta di rendita il 2 febbraio 2007. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore vigente fino 

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al 31 dicembre 2007) precisa che, se l'assicurato si  annuncia più di 
dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo 
scrivente  Tribunale  amministrativo  federale  può  quindi  limitarsi  ad 
esaminare se il  ricorrente avesse diritto  ad una rendita  il  2 febbraio 
2006  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il 23 maggio 
2008,  data  dell'impugnata  decisione.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in 
generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera. 

-  aver  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  o  ad  un'assicurazione 
sociale assimilata (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento 1408/71) 
di  uno  Stato  membro  dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione 
europea  di  libero  scambio  (AELS),  durante  almeno  un  anno, 
rispettivamente, a partire dal 1° gennaio 2008, durante almeno tre anni 
di cui almeno uno in Svizzera (art. 36 LAI).

Nella specie, il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un  periodo  superiore  ai  tre  anni.  Pertanto,  l'interessato  adempie  la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia 
invalido ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

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7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore  dell'Accordo bilaterale,  la  limitazione prevista  dall'art.  28  cpv. 
1ter LAI (art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale 
le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo 
ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
dell'UE, dell'AELS o svizzero.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicuato ha diritto ad una rendita 
alle  seguenti  condizioni:   a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 

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considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

7.5 Una  rendita  limitata  e/o  crescente  nel  tempo  corrisponde, 
materialmente,  ad  una revisione ai  sensi  dell'art.  17  LPGA e se ne 
deve  pertanto  seguire  i  principi.  In  base  a  tale  norma,  se  il  grado 
d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modificazione che 
incide  in  modo  rilevante  sul  diritto  alla  rendita,  questa  sarà,  per  il 
futuro,  aumentata  o  diminuita  in  misura  corrispondente,  oppure 
soppressa. Per  l'art.  88a cpv. 1  dell'ordinanza  sull'assicurazione per 
l'invalidità del 17 gennaio 1961 (OAI, RS 831.201), se la capacità di 
guadagno  migliora,  v'è  motivo  di  ammettere  che  il  cambiamento 
determinante  sopprime  tutto  o  parte  del  diritto  a  prestazioni  dal 
momento  in  cui  si  può  supporre  che  il  cambiamento  constatato 
perduri;  lo  si  deve in  ogni  caso tenere  in  considerazione allorché è 
durato tre mesi,  senza interruzione notevole,  e  che presumibilmente 
continuerà a durare. Il cpv. 2 di tale norma stabilisce che se la capacità 
di  guadagno  peggiora,  occorre  tener  conto  del  cambiamento 
determinate  il  diritto  a  prestazioni  non  appena  esso  perdura  da  tre 
mesi senza interruzione notevole.

7.6 Assegnando retroattivamente una rendita d'invalidità decrescente/
crescente e/o limitata nel tempo, l'autorità amministrativa disciplina un 
rapporto  giuridico  suscettibile  di  essere  in  caso  di  contestazione 
oggetto  della  lite  e  dell'impugnativa.  Qualora  sia  contestata  solo  la 
riduzione o  la  soppressione delle  prestazioni,  il  potere  cognitivo del 
giudice non è limitato nel senso che egli debba astenersi dallo statuire 
circa  i  periodi  per  i  quali  il  riconoscimento  di  prestazioni  non  è 
censurato (DTF 125 V 413 consid. 2.2 et 2.3 confermato in 131 V 164).

Va ricordato che nel caso in cui la prestazione venga accordata con 
effetto  retroattivo  ma  limitata  nel  tempo,  aumentata  oppure  ridotta, 
esiste un'unica relazione giuridica; ciò  vale anche se l'assegnazione 
della  rendita  d'invalidità  graduata  e/o  limitata  nel  tempo  è  stata 
comunicata mediante più decisioni recanti la stessa data (DTF 131 V 
164 consid. 2.2 e 2.3).

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8.

8.1 A._______,  dopo  il  rimpatrio,  ha  lavorato  nel  settore  della 
metallurgia come meccanico tornitore senza particolari restrizioni fino 
a tutto  aprile  2007. Il  datore  di  lavoro attesta inoltre  che da maggio 
2007 l'interessato ha lavorato in ragione di 25 ore settimanali (invece 
di 40) con diminuzione di salario del 45% (doc. 20, cifre 7 e 8).

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 
LAI (art. 28a cpv. 1 a partire dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado 
d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando 
l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e 
l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da 
invalido),  tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del 
lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se 
non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini 
l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  soltanto  la  perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto 
a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa (metodo generale del  raffronto dei  redditi;  DTF 128 V 30, 
VSI 2000 p. 84). 

8.3 In  carenza  di  documentazione  economica,  la  documentazione 
medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare 
quali  lavori siano ancora ragionevolmente esigibili  dall'assicurato, ma 
non spetta al medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 
114  V  314).  Infatti,  per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni 
mediche possono costituire importanti  elementi  d'apprezzamento del 
danno  invalidante,  allorché  permettono  di  valutare  l'incapacità 
lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in  un'attività  da  lui 
ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 
3c).

8.4 Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti  ed esamini in maniera completa i  punti 
litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 
dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 

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conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160).

9.

9.1 Dall'incarto  medico si  evince che l'assicurato è portatore di  una 
paresi dello sciatico popliteo esterno (SPE) a destra di media entità, 
deficit della flessione dorsale del piede a destra, in ernia discale L5-S1 
(operata nel 1986) e spondilodiscoartrosi; sindrome radicolare  di L4-
L5,  protrusioni  discali  multiple  a livello cervicale, modesta coxartrosi 
destra,  sindrome  canalicolare  del  carpo  bilateralmente,  sindrome 
ansioso-depressiva (cfr. perizia medica particolareggiata del 13 aprile 
2007 e perizie del Dott. Scarcella).

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nel 
tenore vigente fino al  31 dicembre 2007). Trattasi,  infatti,  di  malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni,  in un primo tempo, sulla  scorta del parere del 
Dott. Battaglia, l'amministrazione ha negato prestazioni assicurative. Il 
medico  dell'UAIE,  sulla  base  dei  documenti  fino  allora  a  sua 
disposizione,  ha ritenuto  che l'interessato  avrebbe potuto  riprendere 
un'attività più leggera al 100% (doc. 22).

In seguito al ricorso, l'incarto è stato sottoposto alla Dott.ssa Sereni-
Keller (doc. 28, 34) che ha evidenziato come l'ospedalizzazione del 4 
settembre 2006, dovuta a lombosciatalgia, ha permesso di escludere 

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la  necessità  di  un  nuovo  intervento  chirurgico  d'ernia  discale,  in 
quanto la parestesia del nervo sciatico popliteo esterno (destro) è di 
entità  moderata  ed  il  quadro  discale  lombare  non  giustifica  alcun 
intervento. Del resto, osserva la Dott.ssa Sereni-Keller, lo stesso Dott. 
Montinaro, nel rapporto neurochirurgico del 26 settembre 2006 (doc. 
11),  ha  escluso  tale  eventualità,  peraltro  rifiutata  dal  paziente.  È 
comunque  vero  che  il  successivo  rapporto  EMG  del  2  marzo  2007 
conferma la presenza di  una radicolopatia L4-L5 di tipo cronico. Alla 
luce del rapporto del Dott. Russo (14 giugno 2008), emerge soprattutto 
una limitazione funzionale del rachide di ¼ e la manovra di Lasègue 
positiva a 70° a destra. Un quadro di discrete limitazioni funzionali del 
rachide  viene  descritto  anche  dal  Dott.  Scarcella  nel  suo  rapporto 
dell'8 ottobre 2008. Viene anche fatto cenno a una sindrome del tunnel 
carpale, bilateralmente, comunque non oggettivata e non menzionata 
nell'E  213.  Inoltre,  questi  ultimi  due  sanitari,  di  parte,  accennano 
anche  a  disturbi  della  personalità,  alcoolismo  e  depressione.  Ora, 
queste affezioni compaiono per la prima volta con tali referti. Nessun 
documento ad atti,  menziona tali  patologie, perlomeno fino alla data 
dell'impugnata  decisione.  Anche  se,  come  lo  pretende  il  ricorrente, 
queste  turbe  (psichiche)  sarebbero  presenti  da  anni,  rilevando  la 
circostanza che l'interessato assume regolarmente antidepressivi  ed 
ansiolitici, la Dott.ssa Sereni-Keller osserva giustamente che le stesse 
non hanno mai impedito all'interessato di svolgere una regolare attività 
lucrativa fino, perlomeno, al 30 aprile 2007, ed in misura superiore al 
60% fino al 31 dicembre successivo.

Altre  patologie  vengono  accennate  dai  periti  di  parte,  come 
un'ipercolesterolemia,  un  cheratocono  all'occhio  destro,  una  non 
meglio misurata ipertensione arteriosa, una gastroduodenite cronica. 
Si  tratta  di  turbe  del  tutto  banali  che  non  giustificano  certo  il 
riconoscimento  di  invalidità  di  rilievo.  A  titolo  abbondanziale  si  può 
precisare  che  gran  parte  delle  turbe  accennate  dai  due  sanitari  di 
parte non sono riscontrate prima della data dell'impugnata decisione e 
non vengono documentate ma semplicemente elencate e che ad ogni 
modo  esulano  dal  periodo  di  cognizione  giudiziaria  di  cui  al 
considerando 5.

Dunque,  per  l'essenziale  le  patologie  invalidanti  che  interessano 
l'insorgente  sono  di  carattere  ortopedico/neurologico.  Secondo  la 
consulente  dell'UAIE,  pur  prendendo  atto  delle  descrizioni  rilasciate 
dai Dott.ri Scarcella e Russo, le limitazioni funzionali sono da imputare 

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alla  problematica  sciatalgica/erniaria  e  giustificano  la  cessazione 
dell'attività  lucrativa  di  operaio  tornitore  del  settore  metallurgico  a 
partire da maggio 2007, ma non avrebbero impedito all'assicurato di 
riprendere  un'attività  più  leggera,  semisedentaria  in  misura  dell'80% 
dopo questa data, ma solo del 50% dal 1° gennaio 2008.

10.2 Lo  scrivente  Tribunale  ritiene  che  l'interessato  ha  lavorato  a 
tempo pieno fino al  30 aprile 2007. Dopo questa data ha ripreso un 
lavoro  leggero  fino  al  dicembre  successivo  con  una  perdita  di 
guadagno  del  45%. Nessuna  invalidità  può  quindi  essere  ammessa 
prima  del  30  aprile  2007.  Va rilevato  che  la  stessa  perizia  medica 
particolareggiata del 13 aprile 2007 (doc. 17),  coerentemente con la 
situazione  lavorativa  di  fatto  del  richiedente,  pur  ponendo  un  tasso 
d'invalidità  medico  teorico  del  50%,  indica  chiaramente  che 
l'assicurato può svolgere a tempo pieno il  suo ultimo lavoro ed ogni 
altro adeguato alle sue condizioni (doc. 17 cifra 11.4 e seg.).
Un  peggioramento  dello  stato  di  salute  dell'interessato  potrebbe 
essere avvenuto al più presto dopo il mese di maggio 2007 quando la 
radicolopatia e le relative limitazioni funzionali  lo avrebbero costretto 
ad  abbandonare  il  suo  lavoro  di  tornitore  per  assumere  compiti  più 
leggeri. Questa valutazione può essere condivisa. Nell'incarto medico 
non  vi  sono  però  documenti  che  giustificherebbero  che  neppure 
un'attività leggera sarebbe stata ancora possibile. Il certificato del Dott. 
Pascali  del  6 luglio 2007 indica che l'interessato presenta dei  deficit 
motori e che si sottopone a un trattamento continuo. I dottori Russo e 
Scarcella, nei loro rispettivi certificati del 14 giugno e 8 ottobre 2008, 
confermano il carattere ingravescente della patologia ortopedica senza 
tuttavia specificare la sua evoluzione nel tempo. 

La  Dott.ssa  Sereni-Keller  ha  preso  conoscenza  di  questa 
documentazione e ha ammesso che da maggio 2007 l'interessato era 
impedito  nell'esercizio  di  un'attività  leggera  al  20%  e  da  dicembre 
2007 al  50%. Questo apprezzamento non trova tuttavia riscontro nei 
documenti medici ad atti. Ancora il 13 aprile 2007, i medici dell'INPS 
ritenevano esigibile  il  lavoro di  meccanico tornitore quindi,  a  fortiori, 
un'attività più leggera. Né il Dott. Pascali  né nessun altro documento 
attestano  un  repentino  aggravamento  dello  stato  di  salute.  Il  Dott. 
Scarcella  nella  sua  perizia  dell'8  ottobre  2008  rileverebbe  certo  un 
quadro  patologico  più  grave  ma  questa  perizia  esula  dal  potere  di 
cognizione giudiziaria di questo Tribunale (cfr. consid. 5). L'interessato 
ha lavorato  a  tempo parziale  fino  al  dicembre 2007 ma non è  dato 

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sapere quale è la misura della riduzione della sua capacità lavorativa 
in attività leggere. Non si vede neppure per quale motivo l'incapacità di 
lavoro sarebbe aumentata dal 20 al 50% nel dicembre 2007. Questa 
circostanza non trova conferma in alcun esame medico. Per stabilire la 
data dell'aggravamento non ci si può riferire esclusivamente alla data 
della  cessazione  dell'attività  lucrativa,  che  può  essere  imputabile 
anche  ad  altri  motivi.  Mancano  inoltre  i  referti  oggettivi,  come  ad 
esempio  radiografie,  per  potere  fare  una  diagnosi  precisa  delle 
patologie di cui è affetto l'interessato.

10.3 Visto  quanto  precede,  si  deve  ritenere  che  la  decisione 
impugnata non poggia su di un'adeguata istruttoria.  Ora, fatte queste 
considerazioni,  il  collegio  giudicante  si  trova  nell'impossibilità  di 
determinare  la  misura  dell'eventuale  incapacità  di  lavoro  e  di 
guadagno  subita  dall'interessato  e  da  quando  questa  invalidità 
esisterebbe.

11.

11.1 In  queste  circostanze  è  necessario  accogliere  parzialmente  il 
ricorso, annullare la decisione impugnata e rinviare l'incarto all'UAIE, 
affinché emani una nuova decisione. Certo, l'art. 61 cpv. 1 PA permette 
solo  eccezionalmente  di  ricorrere  ad  una  tale  procedura.  Nel  caso 
concreto,  l'applicazione  dell'eccezione  prevista  è  tuttavia  giustificata 
se si considerano le numerose lacune dell'incarto e l'ampiezza delle 
informazioni da raccogliere.

11.2 L'UAIE  dovrà  quindi  completare  l'istruttoria  delucidando  la 
situazione  medica  da  maggio  2007  fino  alla  data  dell'impugnata 
decisione  (23  maggio  2008).  L'UAIE  emanerà  poi  un  nuovo 
provvedimento  impugnabile.  A  tale  fine  il  ricorrente  dovrà  essere 
sottoposto  ad  un  esame  approfondito  in  ortopedia/neurologia, 
psichiatria ed internistica nonché a tutti quegli esami specialistici che il 
caso richiede.

L'incarto  sarà  poi  inviato  in  esame  al  servizio  medico  dell'UAIE,  il 
quale  si  pronuncerà  in  merito  all'evoluzione  dell'incapacità  al  lavoro 
dopo il maggio 2007, nonché in merito all'attività professionale che il 
ricorrente avrebbe potuto espletare nel periodo suddetto. Se del caso, 
l'Autorità  amministrativa  effettuerà  poi  un'adeguata  e  circostanziata 
indagine comparativa dei redditi.

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12.
Visto l'esito del ricorso, non si prelevano spese processuali.

In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in tutto 
o  in  parte,  può  assegnare  al  ricorrente  un'indennità  per  le  spese 
indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. Nel caso in 
esame,  viste  la  memoria  di  ricorso  e  di  replica,  nonché  la 
documentazione esibita,  si giustifica riconoscere alla parte ricorrente 
un'indennità  per  spese  ripetibili  di  Fr.  1'400.-,  da  porre  a  carico 
dell'UAIE.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto nel senso che, annullata l'impugnata 
decisione  del  23  maggio  2008,  gli  atti  sono  rinviati  all'UAIE  perché 
proceda ai sensi del considerando 11 e statuisca di nuovo.

2.
Non si prelevano spese processuali. 

3.
Alla parte ricorrente è riconosciuta un'indennità per spese ripetibili di 
Fr. 1'400.-, la quale è posta a carico dell'Ufficio AI intimato.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30  giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 
90 e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS  173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i 
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte ricorrente  –  i  documenti 
indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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