# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 59fbc0a0-dda3-5d60-86dc-710619873b28
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.03.2010 D-1391/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1391-2010_2010-03-11.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1391/2010/cac
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 1 1  m a r z o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con approvazione del Giudice Martin Zoller,
Cancelliere Federico Pestoni;

A._______, nato il (...),
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 5 marzo 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1391/2010

Visti:

la  domanda d'asilo  che l'interessato  ha presentato  in  data  7 febbra-
io 2010 in Svizzera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso 
al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento 
circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro 
della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la commi-
natoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu-
sabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 18 febbraio e del 5 marzo 2010;

la decisione dell'UFM del 5 marzo 2010, notificata all'interessato il me-
desimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del  5 marzo 2010 (cfr. timbro del  plico raccomandato, data 
d'entrata 8 marzo 2010);

gli  atti  dell'UFM trasmessi  al  Tribunale amministrativo federale (TAF) 
per fax in data 8 marzo 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni  previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un inte-
resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa (art. 48 lett. a PA) e che è pertanto legittimato ad aggravarsi 
contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 50 PA), alla forma e al 
contenuto dell'atto di ricorso (art. 51 e 52 PA) sono soddisfatti e che gli 
altri  presupposti  processuali  sono parimenti  adempiuti  (art. 46 segg. 
PA);

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che il  gravame può ritenersi inequivocabilmente completo sia in fatto 
che in diritto per il che la presente sentenza può essere resa decor-
rendo il termine ricorsuale;

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti  su ricorso è determinante la lin-
gua della decisione impugnata e che, se le parti utilizzano un'altra lin-
gua, il procedimento può svolgersi in tale lingua;

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua;

che, pertanto, la presente sentenza va redatta in italiano;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano di etnia Igbo, nato 
ad  B._______,  e  di  aver  avuto  ultima  residenza  ad  C._______,  nel 
D._______, fino al  (...)  (cfr. verbale d'audizione del 18 gennaio 2010, 
pagg. 1 e 2);

che il richiedente, di professione venditore di ortaggi, avrebbe lasciato 
la Nigeria il (...) poiché ricercato dalle autorità locali e dai combattenti 
mussulmani per aver ucciso delle persone, tra cui dei militari, durante 
gli scontri intercorsi nella sua regione, tra mussulmani e cristiani, du-
rante il mese di (...); che egli avrebbe preso parte a detti scontri tra le 
fila dei cristiani; che a seguito dei citati combattimenti, in data (...),  il 
padre e la sorella del richiedente sarebbero stati uccisi e la sua casa 
bruciata;

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che il richiedente, sarebbe partito a piedi da C._______ la mattina del 
(...)  e,  dopo  aver  camminato  tutto  il  giorno,  avrebbe  incontrato  una 
donna cristiana che gli ha offerto un alloggio per la notte ed il mattino 
seguente lo avrebbe trasportato per un tratto nel bagagliaio della sua 
macchina per poi proseguire a bordo di un'altra vettura, con altre per-
sone, senza attraversare altri Stati, fino in Togo, dove sarebbe entrato 
la mattina del (...) a bordo di un mezzo pubblico (cfr. verbale d'audizio-
ne del 18 febbraio 2010, pag. 6 e 7), che dopo alcuni giorni passati in 
Togo, il 2 febbraio 2010 ha proseguito il viaggio per tre giorni, in auto, 
con l'ausilio di un passatore, per poi percorrere un ulteriore e non me-
glio precisato tratto a piedi fino ad una stazione ferroviaria in Francia, 
che di qui ha proseguito il viaggio in treno fino in Svizzera dove è giun-
to, a Chiasso, in data (...) (cfr. ibidem);

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente  non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente ha allegato, in sostanza e per quanto qui 
di rilievo, di non possedere alcun documento d'identità poiché la sua 
carta di identità, che peraltro sarebbe scaduta nel 2008 dopo un solo 
anno di emissione, sarebbe andata distrutta (unitamente ad altri docu-
menti  come ad es. l'attestato  della  scuola  e  la  tesserina  scolastica) 
nell'incendio che ha devastato la propria abitazione e di non poter ri-
chiedere il rilascio di documenti alle autorità nigeriane in quanto que-
ste lo starebbero cercando; che, inoltre, l'insorgente ha riferito di non 
possedere più alcun contatto in patria per riuscire a procurarsela ora, 
ritenendo dunque di avere motivi scusabili e verosimili; che i suoi moti-
vi d'asilo oltre che veri sono anche verosimili; che, infine, ha contestato 
l'esigibilità dell'allontanamento verso la Nigeria;

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 

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causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua  domanda d'asilo,  la  concessione  dell'asilo  e,  in  via  sussidiaria, 
l'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda di 
dispensa dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese 
processuali;

che nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere impu-
gnato non può essere esteso alla questione della concessione dell'asi-
lo, che presuppone una decisione nel merito della domanda stessa;

che  nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie le citate condizioni d'ammissibilità;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al-
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'e-
sistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi-
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti-
colari formalità amministrative;

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di un mese dalla pre-
sentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento che 
adempia i citati criteri;

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che, per di più, egli si è semplicemente limitato a dichiarare di non mai 
aver avuto un passaporto, e che la carta d'identità nazionale ottenuta 
nel 2008 (e scaduta lo stesso anno) è andata distrutta nel rogo della 
sua casa (cfr. verbale d'audizione del 18 febbraio 2010, pagg. 3 e 4); 
che in merito alla distruzione della carta d'identità, il ricorrente ha in 
un primo tempo affermato che essa sarebbe bruciata nel  rogo della 
casa in data 20 gennaio 2010 (cfr. verbale d'audizione del 18 febbra-
io 2010, pag. 4), salvo poi contraddirsi al momento della seconda audi-
zione dicendo che la casa è bruciata il 26 gennaio 2010 (cfr. verbale 
d'audizione del  5 marzo 2010,  pag. 6); che in sede di  ricorso l'insor-
gente ha giustificato la confusione sulla cronologia degli eventi con la 
cattiva comprensione dell'interprete (cfr. ricorso, pag. 2); che alla luce 
di quanto emerge dai verbali di audizione del 18 febbraio 2010 rispetti-
vamente 5 marzo 2010, liberamente espressi  e sottoscritti  dall'insor-
gente  medesimo,  secondo  cui,  in  entrambe  le  circostanze,  egli  ha 
sempre capito bene quanto tradottogli, la motivazione postulata dal ri-
corrente al riguardo è priva di qualsiasi fondamento;

che, inoltre, egli dichiara di non avere più nessuno in patria al quale ri-
volgersi  per  ottenere  i  documenti  necessari  (cfr. verbale  d'audizione 
del  5 marzo 2010,  pag. 2),  contraddicendosi  però  quando afferma di 
avere ancora dei parenti nel paese d'origine, e meglio la madre ed una 
zia materna (cfr. verbale d'audizione del 18 febbraio 2010, pag. 3) e, 
quando  confrontato  con  tale  contraddizione,  egli  avrebbe  dichiarato 
che una volta lasciata la Nigeria non ha avuto più notizie di sua madre 
e non sa se è ancora viva o è stata uccisa (cfr. verbale d'audizione del 
5 marzo 2010, pag. 3);  che tale affermazione non può essere ritenuta 
sufficiente posto che il ricorrente basa le proprie affermazioni su mere 
supposizioni e che, sia come sia, egli non ha mai nemmeno tentato di 
contattare la madre e/o la zia materna, le quali per propria ammissio-
ne, si trovano, ancora oggi, in Nigeria;

che,  oltre  a ciò,  interrogato  sul  proprio  viaggio,  egli  ha dichiarato di 
aver raggiunto il Togo direttamente dalla Nigeria senza passare da altri 
Paesi (cfr. verbale d'audizione del 18 febbraio 2010, pag. 6); che parti-
to la mattina del (...) da C._______, dopo due giorni di viaggio, è giun-
to in Togo la mattina presto del (...) (cfr. ibidem); che nello stesso ver-
bale egli ha dichiarato dapprima di essere entrato in Togo con un tra-
sporto  pubblico,  salvo poi  affermare poco oltre  di  esservi  entrato  in 
auto (cfr. ibidem); che l'insorgente afferma di essere partito dal Togo e 
di aver raggiunto la Francia in tre giorni di viaggio con l'auto, peraltro 

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senza essere in grado di riferire circa la località esatta e senza specifi-
care null'altro o fornire dettagli che possano donare credibilità al pro-
prio  racconto  (cfr. verbale  d'audizione  del  18 febbraio 2010,  pag. 7); 
che, più in generale, il ricorrente afferma di aver raggiunto la Svizzera, 
via Francia e partendo dalla Nigeria, per mezzo di auto e treno, per-
correndo  alcuni  tratti  a  piedi  (cfr. verbale  d'audizione  del  18 febbra-
io 2010,  pagg.  6  e  7);  argomentazioni,  queste,  tutte  assolutamente 
inattendibili alle quali si aggiunge la dichiarazione, invero assai impro-
babile, del ricorrente secondo cui egli si sarebbe fatto pagare una par-
te del viaggio da una signora che ha incontrato lungo il percorso e che, 
oltretutto, gli  avrebbe dato un passaggio ed offerto un rifugio  per la 
notte (cfr. verbale d'audizione del 18 febbraio 2010, pag. 6); che, infine, 
appare  totalmente inverosimile che egli sia giunto in Svizzera senza 
aver mai subito alcun tipo di controllo; che, a titolo abbondanziale ed a 
prescindere dalle allegazioni palesemente fantasiose di cui sopra, var-
care il  confine Schengen senza subire alcun controllo,  costituisce al 
momento attuale, un'impresa pressoché impossibile;

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

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che, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha 
pure introdotto una procedura d'esame materiale,  accelerata e som-
maria,  delle  domande che si  fondano su allegazioni  manifestamente 
inconsistenti o manifestamente irrilevanti;

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli 
stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Nigeria poiché sarebbe ricercato dalle autorità e dai combattenti 
mussulmani;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri-
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, a mente di questo Tribunale, come rettamente evidenziato dall'au-
torità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno della 
sua domanda d'asilo non presenta alcun elemento di verosimiglianza;

che basti rilevare innanzitutto che il ricorrente si è espresso in modo 
molto vago e succinto sugli eventi che lo avrebbero indotto a lasciare il 
proprio Paese; che, a titolo d'esempio, egli non è stato in grado di de-
scrivere il luogo nel quale avrebbe preso parte all'addestramento, oltre 
a non saper quantificare, nemmeno indicativamente, il numero di per-
sone presenti al campo di addestramento rispettivamente il numero di 
persone da lui uccise negli scontri (cfr. verbale d'audizione del 5 mar-
zo 2010, pag. 6);

che quanto precede risulta alquanto inverosimile e contrario alla comu-
ne esperienza, non essendosi egli, per esempio, neppure premurato di 
scoprire se la madre fosse ancora in vita prima di  lasciare il  proprio 
Paese, e ciò malgrado egli fosse tornato a casa e avesse trovato i ca-
daveri di suo padre e sua sorella;

che, in particolare, l'insorgente ha dichiarato di sapere di essere ricer-
cato dalle autorità locali e dai combattenti mussulmani, avendolo sapu-
to da tale E._______, informatore del gruppo di  combattenti  cristiani 

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del quale faceva parte, che tuttavia si è contraddetto sulla data in cui 
lo avrebbe saputo dicendo in un primo tempo che gli è stato comunica-
to  in  data  27  gennaio  2010  (cfr.  verbale  d'audizione  del  18 febbra-
io 2010, pag. 6) mentre in sede di seconda audizione ha dichiarato di 
averlo  saputo  in  data  28  gennaio  2010  (cfr. verbale  d'audizione  del 
5 marzo 2010, pag. 10); che tali discordanti affermazioni non risultano 
verosimili a codesto Tribunale;

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati esaminati e ret-
tamente  ritenuti  come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità d'ulterio-
ri accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato del-
l'insorgente medesimo;

che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari  ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi-
mento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente (art. 32 cpv. 3 
lett. c LAsi);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en-
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio fe-
derale pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordi-
na l'esecuzione (art. 44 cpv. 1 LAsi);

che se l'esecuzione dell'allontanamento è impossibile, inammissibile o 
non ragionevolmente esigibile, l'Ufficio federale disciplina le condizioni 
di  soggiorno conformemente alle  disposizioni  relative all'ammissione 

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provvisoria (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 Legge federale del 16 dicem-
bre 2005 sugli stranieri [LStr, RS 142.20]);

che, quo alla liceità, dalle carte processuali non emergono elementi da 
cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Ni-
geria  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o possa esporre l'insorgente in patria al rischio rea-
le ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per 
la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra-
danti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che, inoltre, notoriamente, la situazione vigente in Nigeria non appare 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga l'insieme della  popolazione nell'integralità  del  territorio  na-
zionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane ed 
ha un'esperienza professionale quale venditore di ortaggi e possiede 
una base scolastica, in quanto ha studiato fino al 2008 nel est della Ni-
geria; che, inoltre, si può partire dal presupposto che, essendosi tra-
sferito a C._______ nel 2008 dove dovrebbe vivere ancora la madre, 
egli possa disporre di una rete sociale in loco; che l'insorgente non ha 
nemmeno preteso nel  gravame di  soffrire di  gravi  problemi di  salute 
che possano giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. sulla pro-
blematica Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera 
di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esa-
me d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza 
in Svizzera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

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che il  ricorrente,  usando della  necessaria  diligenza,  potrà procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio;  che l'esecuzione dell'al-
lontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese pro-
cessuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
La domanda d'esenzione  dal  pagamento  dell'anticipo  delle  presunte 
spese processuali è divenuta senza oggetto.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza. 

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
F._______ (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento);

- all'UFM, Centro  di  registrazione e di  procedura di  F._______ (via 
fax,  per l'incarto N [...], con preghiera di notificare la sentenza al ri-
corrente e di  ritornare l'avviso di  ricevimento allegato al  Tribunale 
amministrativo federale; con allegata copia del ricorso del 5 marzo 
2010);

- G._______ (in copia).

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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