# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f5955a30-8c1f-5717-8c97-3392c2d2305f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-07-24
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 24.07.2017 16.2017.22
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_004_16-2017-22_2017-07-24.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2017.22

  	
  Lugano

  24 luglio 2017/rn

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani,
  presidente,

  Bozzini
  e Stefani

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Jurissevich

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo del 6 luglio 2017 presentato da

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
  contro
  la decisione emessa il 7 giugno 2017 dal Pretore aggiunto  della
  giurisdizione di Locarno Campagna nella causa SE.2016.21 (responsabilità del
  proprietario) promossa con petizione del 5 aprile 2016 nei
  confronti di

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 

  (patrocinato
  dall' PA 1);

   

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

esaminati gli atti

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Ottenuta
l'11 marzo 2016 l'autorizzazione ad agire, con petizione del 5 aprile 2016
RE 1, proprietaria della particella n. 1909 RFP di __________, si è rivolta al
Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna chiedendo che fosse ordinato a RE
1 di “allontanare immediatamente lo spazzaneve indebitamente parcheggiato nella
sua autorimessa”, di condannarlo al pagamento di fr. 5000.– “corrispondenti ai
mancati proventi della locazione del posteggio” e di “predisporre un eventuale
cancello con chiave e lucchetto sulla proprietà degli eredi __________, locata
al convenuto, dietro il suo posteggio”. Nelle sue osservazioni del 25 maggio
2016 il convenuto ha proposto di dichiarare irricevibile l'azione o comunque
sia di respingerla. Al dibattimento del 13 luglio 2016 le parti hanno
confermato le loro posizioni e hanno offerto entrambe delle prove. All'udienza
del 16 marzo 2017, indetta anche per l'audizione di W__________, constatato che
il teste non è “in grado di capire e di rispondere alle domande”, l'attrice,
con l'accordo del Pretore aggiunto, ha comunicato la volontà di presentare le
domande per essere poi tradotte nell'idioma walser. Preso atto delle domande,
il 29 marzo successivo il Pretore aggiunto ha ritenuto inutile tale prova e ha
dichiarato chiusa l'istruttoria. Le parti hanno rinunciato alle arringhe finali
e si sono limitate a conclusioni scritte nelle quali hanno riaffermato le loro
posizioni, l'attrice rinunciando alla rimozione dello spazzaneve, nel frattempo
allontanato.

 

                                  B.   Statuendo il 7 giugno 2017 il Pretore aggiunto ha respinto la
petizione, ponendo le spese processuali di complessivi fr. 1835.– a carico
dell'attrice, tenuta a rifondere alla controparte fr. 2500.– per ripetibili.

 

                                  C.   Contro
la decisione appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 6
luglio 2017, in cui chiede, “di accogliere il suo reclamo”. Il rimedio non è
stato oggetto di notificazione a CO 1.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le decisioni
emanate nella procedura semplificata sono impugnabili, trattandosi di
controversie patrimoniali con un valore litigioso inferiore a fr. 10 000.–, con
reclamo entro trenta giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC). Nella
fattispecie, la decisione impugnata è pervenuta al precedente patrocinatore dell'attrice
l'8 giugno 2017. Introdotto il 6 luglio 2017 alla Pretura e da questa trasmesso
a questa Camera, il reclamo è pertanto tempestivo.

 

                                   2.   Secondo l'art. 320
CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto
(lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b). Al riguardo
il Pretore aggiunto ha dapprima preso atto della desistenza dell'attrice circa
l'allontanamento dello spazzaneve rilevando che comunque sia la richiesta
sarebbe risultata già priva d'oggetto, e quindi irricevibile, giacché “a quel
momento dell'introduzione della petizione il veicolo era già stato spostato”.
Egli ha poi rilevato che la pretesa volta alla posa di un cancello, oltre a
essere di dubbia ricevibilità poiché non era stata oggetto dell'istanza di
conciliazione, difettava di una sufficiente “adduzione fattuale” non essendo
dato di sapere “su quale base giuridica l'attrice fonderebbe la sua pretesa, né
tantomeno il complesso di fatti che la motiverebbe, ritenuto altresì che il
posteggio visibile nelle foto doc. 6 e 7 è stato completamente liberato”. Il
primo giudice ha infine respinto la pretesa volta al risarcimento di fr. 5000.–
rimproverando all'attrice di non aver provato, come le incombeva, il canone
locativo conseguibile sul mercato per un parcheggio come quello in questione a __________.

                                        

                                   3.   RE 1 chiede, innanzitutto,
di procedere all'audizione di W__________ “ponendo le domande inoltrate in Pretura
tradotte in tedesco walser” facendo valere, in sintesi, i motivi di carattere
personale del teste che avevano indotto al rinvio della sua audizione. Sta di
fatto che il Pretore aggiunto ha rinunciato ad assumere la prova poiché inutile
ai fini del giudizio (cfr. disposizione ordinatoria del 29 marzo 2017) senza
che la reclamante spieghi quale utilità avrebbe l'audizione del teste, il quale,
per altro, andrebbe sentito su fatti che nemmeno parrebbero attinenti alla fattispecie,
essendo egli stato chiamato a riferire sul perché l'attrice era stata indotta a
chiedere, nel 2013, lo stralcio di un'altra procedura contro CO 1. A riguardo
non occorre dilungarsi.

 

                                   4.   La reclamante fa
valere che “nel frattempo, il convenuto ha fatto picchettare il confine tra le
due proprietà” ciò che “indica, a posteriori, che la famiglia __________ ha
tratto insegnamento dalla mia intimazione rivolta a __________ ... di spostare
lo spazzaneve dal mio garage”, soggiungendo che l'accordo con la moglie del
convenuto le sembrava “logico e chiaro” di modo che “non senza qualche ombra di
dubbio ho ritirato la denuncia inoltrata a suo tempo, ma solamente perché non mi
potevo permettere finanziariamente un legale”. Se non che, per tacere del fatto
che nuovi fatti sono inammissibili in sede di reclamo (art. 326 CPC), così
argomentando non è dato di capire la valenza di tali considerazioni ai fini del
giudizio. E ciò tanto più se si considera che la questione dell'allontanamento
dello spazzaneve non è più oggetto di discussione tant'è che davanti al primo
giudice l'attrice ha finanche ritirato la relativa domanda di causa.

 

                                   5.   Per quanto sia dato
di capire, la reclamante ribadisce l'adeguatezza del canone di fr. 250.–
mensili quale valore locativo del posteggio. A suo parere, “chi in paese
asserisce di affittare per molto meno di fr. 250.– al mese un garage coperto,
sempre che sia idoneo per uno spazzaneve, lo invito ... a svolgere il lavoro di
sgombero neve quando la coltre supera il metro e mezzo con la cala non è a tetto”.
Così argomentando, essa non si confronta con la motivazione del primo giudice,
per il quale “il fatto che una sola persona – oltretutto per non meglio precisati
motivi – fosse disposta a corrispondere per quel parcheggio un canone di 

fr. 250.– mensili come richiestole dall'attrice, non significa ancora che
quella somma rappresenti in modo incontrovertibile il valore locativo del
parcheggio in questione”. Limitandosi a contrapporre la sua opinione a quella
del Pretore aggiunto, essa non dimostra che il giudizio impugnato sia errato.

 

                                   6.   In maniera confusa
la reclamante sembrerebbe dolersi del fatto che essa è stata costretta a
promuovere azione nei confronti del convenuto perché questi ha, sì, sgomberato
il posteggio ma senza annunciarlo alla Pretura dopo l'udienza di conciliazione
di modo che “per arrivare lì [allo sgombero] ho dovuto versare 

fr. 1500.–”. Premesso che l'autorizzazione ad agire riporta la frase “nel caso
fosse effettivamente promossa l'azione” essa fa valere che “dopo avermi esibito
la chiave del lucchetto posto sul cancello del locale locato da __________
rispettivamente l'entrata del mio garage ed il rimborso di fr. 300.– versati
... per la conciliazione ... ho deciso di far avviare la causa”. Sta di fatto
che non è dato di capire quale sia la valenza di tale critica ai fini del giudizio
e in che maniera la reclamante vorrebbe modificare la decisione impugnata. Ne
segue che, in definitiva, il reclamo deve essere dichiarato irricevibile.  

 

                                   7.   Le
spese processuali seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma le
circostanze del caso specifico inducono a ri­nunciare – eccezionalmente – a
ogni prelievo, la reclamante es­sendo sprovvista di cognizioni giuridiche e
avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC).
Non si pone problema di ripetibili al convenuto, al quale il reclamo non è
stato notificato per osservazioni.

 

Per questi motivi, 

 

 

decide:                     1.   Il reclamo è irricevibile.

 

                                   2.   Non si riscuotono spese
processuali.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  ;

  .

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
della giurisdizione di Locarno Campagna.

 

 

Per
la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore
litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie
in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta
giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti
dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione
a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il
ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi
previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è
disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.