# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a6e0013c-18a0-535c-a08d-29e50e54c22a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-05-13
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 13.05.2016 9.2016.70
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_007_9-2016-70_2016-05-13.html

## Full Text

Incarti n.

  9.2016.70

  9.2016.71

  	
  Lugano

  13 maggio 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Camera di protezione del Tribunale
  d'appello

  
	
  Franco
  Lardelli

  
	
  giudice
  unico ai sensi degli artt. 48 lett. f n. 7 e 48b lett. a) n. 2 LOG

  
						

 

	
  assistito
  dalla

  vicecancelliera

  	
   

  Gianella

  

 

 

sedente
per statuire nella causa che oppone

 

	
   

  	
  RE
  1 

   

  e

   

  RE
  2 

  

 

	
   

  	
  all’

  

 

	
   

  	
  Autorità
  regionale di protezione __________,
  

  

 

	
   

  	
  per
  quanto riguarda il collocamento di RE 2 (1999) e PI 1 (2016)

  

 

 

 

giudicando
sui reclami del 3 maggio 2016 presentati da RE 1 (inc. CDP n. 9.2016.70) e RE 2
(inc. CDP n. 9.2016.71) contro la decisione emessa il 7 aprile 2016 dall’Autorità
regionale di protezione __________;

 

letti ed esaminati gli atti,

 

ritenuto

 

 

in fatto 

                                  A.   RE 2 (1999) è figlia di
RE 1 e __________;

 

                                         Con decisione 14 luglio
2015 l’Autorità regionale di protezione __________ (in seguito Autorità di protezione)
– richiamate le misure di protezione della minore già ordinate per i disagi manifestati
da quest’ultima, segnatamente il suo collocamento in ospedale, poi revocato, per
l’ingestione di sostanze caustiche, nonché l’incarico conferito all’Ufficio dell’aiuto
e della protezione (UAP), __________, quale ufficio di controllo e informazione
– ha nominato la signora TUTS 1 quale curatrice ex artt. 308 e 325 CC, con il compito
di rappresentare la minore negli ambiti educativi e amministrativi.

 

                                  B.   Mediante decisione 30
luglio 2015 l’Autorità di protezione ha: privato i genitori del diritto di determinare
il luogo di dimora della figlia RE 2 (disp. n. 2); disposto il collocamento della
minore presso la Comunità __________ (disp. n. 3); approvato il progetto educativo
(disp. n. 1).

 

                                  C.   In data 3 aprile 2016
RE 2 ha dato alla luce il piccolo PI 1. 

                                         Con decisione 7 aprile
2016 (ris. n. 123) l’Autorità di protezione ha: istituito una tutela ai sensi dell’art.
327a CC in favore del piccolo PI 1 (disp. n. 1); nominato quale tutrice la signora
TUTS 1 (disp. n. 2), con il compito di rappresentare legalmente il minore (disp.
n. 2.1), allestire un inventario d’apertura della sostanza del tutelato con il consenso
del Segretario dell’ARP (disp. n. 2.2), provvedere alla gestione di eventuali redditi
e spettanze del tutelato (disp. n. 2.3), stabilito fino alla decisione della tutrice
o dell’ARP sul luogo di dimora del minore, l’impossibilità per il minore di lasciare
l’Ospedale __________ (disp. n. 4).

 

                                  D.   Da informazioni assunte
dalla Camera di protezione presso l’Autorità di protezione, è emerso che dal 14
aprile 2016 il minore PI 1 e sua madre RE 2 (pure minorenne) risiedono presso la
struttura __________. Risulta dagli atti che almeno per la madre del piccolo PI
1, vi è assunzione delle spese di affidamento da parte dell’Ufficio del sostegno
a enti e attività per le famiglie e i giovani, __________ (UFaG) (cfr. decisione
UFaG del 17 febbraio 2016).

 

                                  E.   Con reclami del 3 maggio
2016 RE 1 (inc. CDP n. 9.2016.70) e RE 2 (inc. CDP n. 9.2016.71) hanno contestato
il collocamento dei due minorenni (PI 1 e sua madre RE 2) presso la struttura __________,
allegando al gravame la decisione 7 aprile 2016 (ris. n. 123) dell’Autorità di protezione.
I reclami non sono stati intimati per osservazioni.

 

Considerato

 

in diritto

                                   1.   Le decisioni delle Autorità
regionali di protezione concernenti maggiorenni e minorenni sono impugnabili mediante
reclamo alla Camera di protezione del Tribunale di appello, che decide nella composizione
di un giudice unico [art. 450 CC in relazione agli 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC; art.
2 cpv. 2 Legge sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore
e dell’adulto (LPMA); art. 48 lett. f n. 7 LOG]; riguardo alla procedura applicabile,
per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC occorre riferirsi, in via sussidiaria,
alla Legge sulla procedura amministrativa, in particolare alle norme concernenti
le azioni connesse con il diritto civile di competenza dell’autorità amministrativa
(art. 99 LPAmm; cfr. Messaggio del Consiglio di Stato n. 6611 del 7 marzo 2012 concernente
la modifica della LTut, pag. 8) e, in via ancor più sussidiaria, alle disposizioni
del diritto processuale civile (CPC; v. art. 450f CC).

 

                                         Secondo l’art. 72 LPAmm
l’Autorità di reclamo può, immediatamente o dopo richiamo degli atti, decidere con
breve motivazione di dichiarare l’istanza o il reclamo irricevibili o di respingerli
se si rivelano manifestamente infondati.

 

                                         Ai sensi dell’art. 48b
lett. a) n. 2 LOG, oltre ai casi previsti dall’art. 48 LOG, la Camera di protezione
decide nella composizione di un giudice unico la non entrata nel merito nelle impugnazioni
manifestamente inammissibili e manifestamente non motivate in modo sufficiente.

 

                                   2.   Pur allegando ai reclami
la decisione 7 aprile 2016 (ris. n. 123) dell’Autorità di protezione, le reclamanti
non spendono neppure una parola sull’istituzione della tutela ai sensi dell’art.
327a CC a favore di PI 1 e sulla nomina della signora TUTS 1 quale tutrice con il
compito segnatamente di rappresentare il minore.

 

                                         Nella misura in cui
le reclamanti – accludendo la predetta decisione al loro reclamo – intendono contestare
tale decisione, i gravami si avverano palesemente irricevibili per assenza di una
qualsivoglia motivazione ricorsuale.

 

                                   3.   Nella misura in cui,
invece, i reclami vertono sulla contestazione del collocamento dei due minorenni
presso la struttura __________ – fatta valere da entrambe le reclamanti nei loro
gravami introdotti direttamente a questa Camera – appaiono prematuri e quindi irricevibili
per le considerazioni che seguono.

 

                               3.1.   Collocamento della minorenne
RE 2

 

                            3.1.1.   Giusta l’art. 307 cpv. 1
CC, se il bene del figlio è minacciato e i genitori non vi rimediano o non sono
in grado di rimediarvi, l’Autorità di protezione dei minori ordina le misure opportune
per la protezione del figlio.

 

                                         L’art.
310 cpv. 1 CC (privazione del diritto di determinare il luogo di dimora)
prevede che quando il figlio non possa essere altrimenti sottratto dal pericolo,
l’autorità di protezione deve toglierlo dalla custodia dei genitori e ricoverarlo
convenientemente. Il collocamento del minorenne, deve corrispondere alla personalità
e ai bisogni di quest’ultimo (Hegnauer, Grundriss
des Kindesrechts, 5ª ed., pag. 214 n. 27.36).

                                         Questi
deve essere ricoverato in un luogo “conveniente” che gli garantisca uno sviluppo-crescita
che il mantenimento in famiglia metterebbe in pericolo (CR CC I, Meier, art. 310 n. 19). 

                                         Il “ricovero conveniente” è stabilito dall'autorità stessa
sulla scorta di tutte le circostanze del caso: età e domicilio del minorenne, sede
della scuola, continuità (o soluzione di continuità) rispetto alla vita precedente,
condizioni culturali, speciali necessità pedagogiche, altre esigenze e parere dei
genitori. Il “ricovero conveniente” può consistere nell'affidamento
a una famiglia, nell'inserimento in una comunità assistita, nella sistemazione in
un foyer o – se il figlio è sufficientemente autonomo – in un'abitazione
indipendente (CR CC I, op. cit., art. 310 n. 22; RMA 2014 consid. 2aiii, p. 40;
BSK ZGB I, Breitschmid, 4ª ed., art. 310 CC no. 8). Tutto varia anche in funzione dell'età del minorenne.
Le circostanze del caso vanno apprezzate sin dal momento in cui l'autorità decide
di intervenire, soprattutto ove essa intenda affidare il figlio a una famiglia,
ciò che instaura legami affettivi difficili poi da sciogliere (art. 310 cpv. 3 CC).
I parenti non hanno alcun diritto prioritario all'affidamento, ma l'autorità di
protezione non deve trascurare le relazioni che possono essersi consolidate con
loro, sempre che l'affidamento a parenti o le relazioni personali con parenti rispondano
al bene del figlio e non creino difficoltà al momento di reintegrare i genitori
nella custodia parentale (BSK ZGB I, Breitschmid, op. cit., art. 310 CC no. 9; CR CC I, op. cit., art. 310 n. 22).

                                         La
scelta del “ricovero conveniente” non deve precludere inutilmente
il ripristino della custodia parentale; non deve straniare quindi il figlio dai
genitori, i quali devono poter conservare relazioni correnti mediante visite, lettere
e telefonate, per quanto ciò sia compatibile con il bene del minore e con l'ordinamento
del luogo in cui questi è collocato (CR CC
I, op. cit., art. 310 n. 25; BSK ZGB I, Breitschmid,
op. cit., art. 310 CC no. 10). I genitori devono essere informati altresì sugli
avvenimenti particolari che sopraggiungono nella vita del figlio e devono essere
sentiti prima di decisioni importanti per lo sviluppo di lui (art. 275a cpv.
1 CC).

                            3.1.2.   Nel caso in esame, risulta
tuttora esistente la privazione del diritto di determinare il luogo di dimora della
figlia RE 2 da parte dei genitori RE 1 e __________, decisa dall’Autorità di protezione
in data 30 luglio 2015, e peraltro non impugnata nei termini di reclamo a suo
tempo assegnati. Nella menzionata decisione l’Autorità aveva anche individuato quale
luogo conveniente per il collocamento della minore la Comunità __________.

                                         Non è noto se e per
quanto tempo RE 2 sia poi stata effettivamente collocata presso il suddetto istituto.

                                         È comunque accertato che l’attuale
collocamento di RE 2 presso la struttura __________, non sia stato oggetto di una
nuova decisione di collocamento da parte dell’Autorità di protezione, benché
autorizzato dall’UFaG tramite decisione di assunzione delle spese del 17
febbraio 2016. L’assenza di una decisione formale – che appare necessaria a motivo
anche del fatto che l’Autorità di protezione parrebbe avere tollerato che la minore
RE 2 risiedesse con la madre, per un certo periodo, “da novembre a febbraio” (cfr.
reclamo di RE 1), prima del parto – rende impossibile a questa Camera procedere
all’esame dei presupposti del collocamento stesso. L’Autorità di protezione viene
di conseguenza invitata a procedere senza indugio alla formalizzazione di una nuova
decisione di collocamento impugnabile dopo averne valutato l’idoneità secondo i
principi testé indicati e alla luce delle nuove circostanze, in particolare
della nascita di PI 1. Del resto, essendo RE 2 ancora minorenne, non entra in considerazione
un suo collocamento a titolo volontario, né tantomeno il medesimo può essere deciso
e predisposto mediante semplice iniziativa della curatrice educativa.

 

                               3.2.   Collocamento del minorenne
PI 1

 

                            3.2.1.   Giusta l’art. 327c cpv.
1 CC, al tutore competono gli stessi diritti dei genitori, segnatamente il diritto
di determinare il luogo di dimora del minore (cf. art. 301a cpv. 1 CC). Tuttavia
tale diritto del tutore non è assoluto. Innanzitutto, il dovere di vigilanza operato
dall’Autorità di protezione (cf. art. 327c cpv. 2 in relazione con art. 400 cpv.
3 e art. 415 CC) si applica anche in merito alla determinazione del luogo di
dimora del minore. Sicché, il minorenne capace di discernimento, i suoi congiunti
o le persone a lui vicine possono contestare in ogni momento presso l’Autorità di
protezione il luogo di dimora scelto dal tutore e domandare che ne venga
proposto un altro (cf. art. 327c CC in relazione con art. 419 CC). Il collocamento
ha come scopo il bene del minorenne. Le modalità e la durata del collocamento
devono dunque rispettare il principio di proporzionalità, essere necessari e
adatti ai bisogni del minorenne. Inoltre il contratto di durata del collocamento
dovrà essere approvato dall’Autorità di protezione giusta l’art. 416 cpv. 1 cifra
2 CC, chiamata a prendere posizione sull’idoneità di ogni collocamento che non
sia a breve termine (come in caso di ferie; art. 327c cpv.2 in relazione con art.
419 CC) (BK-ZGB I, 5ª ed., Lienhard/Affolter,
n. 45 ad. art. 327c CC; CommFam protection de l’adulte, Biderbost, n. 13 ad
art. 416 CC; Messaggio concernente la modifica del Codice civile svizzero (Protezione
degli adulti, diritto delle persone e diritto della filiazione) del 28 giugno
2006, FF 2006 pag. 6445; STF 5A_742/2013 del 24 dicembre 2013, consid. 2.2).

 

                            3.2.2.   In concreto, non è contestata
né l’istituzione di una tutela a favore del picciolo PI 1 – resasi necessaria a
motivo della minorità della madre RE 2 (cfr. art. 327a CC; Meier/Stettler, Droit de filiation, 5ª ed.,
Losanna 2014, n. 596 pag. 402) – né la nomina della tutrice signora TUTS 1. Contestato
sembra essere invece il luogo di collocamento del minore, predisposto dalla tutrice.
Non è noto come sia stata formalizzata da parte della tutrice la decisione di collocare
il tutelato presso la struttura __________. Non compete comunque alla Camera di
protezione pronunciarsi in prima istanza su contestazioni relative a tale collocamento.
Le doglianze delle reclamanti devono in effetti essere esaminate dall’Autorità di
protezione (Steinauer/Fountoulakis,
Droit des personnes physiques et de la protection de l’adulte, Berna 2014, n.
1345 pag. 590), alla quale i reclami vengono di conseguenza trasmessi per competenza
e evasione.

 

                                   4.   Per le considerazioni
che precedono i reclami presentati da RE 1 (inc. CDP n. 9.2016.70) e RE 2 (inc.
CDP n. 9.2016.71) vanno di conseguenza dichiarati irricevibili. Gli stessi vengono
tuttavia trasmessi all’Autorità di protezione perché abbia a procedere senza indugio
ai sensi dei considerandi alle decisioni che le competono.

 

                                   5.   Viste le circostanze
si prescinde dal prelevare tasse e spese di giustizia.

 

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   I
reclami presentati da RE 1 (inc. CDP 9.2016.70) e RE 2 (inc. CDP n. 9.2016.71) sono
irricevibili; vengono tuttavia trasmessi all’Autorità regionale di protezione __________
perché proceda senza indugio ai sensi dei considerandi alle decisione che le
competono.

 

                                   2.   Non
si prelevano né tasse né spese di giustizia.

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -
  

  -
  

  -
  

  

 

                                         Comunicazione:

                                         -

 

 

Il
presidente                                                         La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni
previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro
il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause
di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando
il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne
una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione
a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso
in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art.
113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115
LTF.