# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 03c0bc53-1480-5759-abf7-1503a4dce6ff
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-11-24
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 24.11.2008 C-4850/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-4850-2007_2008-11-24.pdf

## Full Text

Corte II I
C-4850/2007

{T 0/2}

Sentenza del 24 novembre 2008

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Blaise Vuille, Andreas Trommer,
cancelliere Graziano Mordasini.

A._______,
patrocinato dall'Avv. Yasar Ravi,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Divieto d'entrata.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-4850/2007

Fatti:

A.
Entrato  illegalmente  in  Svizzera  il  9 gennaio  2002,  A._______, 
cittadino  nigeriano  nato  il...,  vi  ha  presentato  il  giorno  stesso,  sotto 
falsa identità, (B._______, cittadino della Sierra Leone nato il...)  una 
domanda d'asilo.

B.
Con decreto di  carcerazione del  16 dicembre 2002, il  Magistrato dei 
minorenni  della  Repubblica  e  Canton  del  Ticino  ha  dichiarato 
A._______ (alias B._______) colpevole di ripetuta infrazione alla legge 
federale  del  3 ottobre  1951  sugli  stupefacenti  e  sulle  sostanze 
psicotrope (LStup, RS 812.21), condannandolo alla pena di venti giorni 
di carcerazione, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 
un anno.

C.
Con decisione del 9 maggio 2003, l'Ufficio federale dei rifugiati (UFR, 
attualmente  Ufficio  federale  della  migrazione:  UFM)  ha  respinto  la 
domanda d'asilo presentata dall'interessato.

In data 23 giugno 2003, la Commissione svizzera di ricorso in materia 
d'asilo  (CRA)  ha  respinto  il  ricorso  interposto  l'11 giugno  2003  dal 
richiedente  per  il  tramite  del  suo  patrocinatore  avverso  la  suddetta 
decisione. Il  27 giugno  seguente,  l'UFR gli  ha  fissato  un  termine  al 
19 agosto 2003 per lasciare la Svizzera.

D.
Con sentenza del  12 luglio  2005,  cresciuta  in  giudicato  il  17 agosto 
successivo,  la  Corte  delle  assise  correzionali  di  Bellinzona  ha 
dichiarato A._______ (alias B._______) autore colpevole di infrazione 
alla  LStup,  condannandolo  alla  pena  di  dieci  mesi  di  detenzione, 
sospesa  condizionalmente  per  un  periodo  di  prova  di  quattro  anni, 
nonché all'espulsione dalla Svizzera per un periodo cinque anni. Essa 
ha inoltre revocato la sospensione condizionale della suddetta pena di 
carcerazione pronunciata dal Magistrato dei minorenni.

E.
In  data  9 settembre  2005,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  di  una 

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seconda  domanda  d'asilo  presentata  dall'interessato  il  28 luglio 
precedente. Egli è stato rimpatriato il 16 settembre successivo. 

F.
In data 15 dicembre 2005, A._______ ha contratto matrimonio davanti 
all'ufficiale di stato civile di Lagos (Nigeria) con C._______, cittadina 
svizzera nata il..., unione che è poi stata riconosciuta dalle competenti 
autorità elvetiche.

G.
Il  19 maggio  2006,  l'interessato  ha  presentato  all'Ambasciata  di 
Svizzera  ad  Abuja  una  domanda  di  visto  per  la  Svizzera  al  fine  di 
ricongiungersi e vivere con la moglie residente in Ticino.

H.
Con  decisione  del  22 dicembre  2006,  notificata  in  data  15 giugno 
2007,  l'UFM  ha  pronunciato  nei  confronti  di  A._______  un  divieto 
d'entrata in Svizzera valido fino al 21 dicembre 2010 e motivato come 
segue:

"Straniero  il  cui  ritorno  in  Svizzera  è  indesiderato  a  motivo  del  suo 

comportamento (infrazione alla LF sugli stupefacenti) e per motivi di ordine e 

di sicurezza pubblici."

L'effetto sospensivo è stato ritirato ad un eventuale ricorso.

I.
Constatando  che  l'interessato  è  stato  condannato  nel  2005  ad 
un'espulsione  giudiziaria  dalla  Svizzera  della  durata  di  cinque  anni, 
nonché  che  a  suo  carico  vi  è  un  divieto  d'entrata  in  Svizzera,  con 
decisione  del  15 marzo  2007,  la  Sezione  dei  permessi  e 
dell'immigrazione di Bellinzona (di seguito: SPI) gli ha negato il rilascio 
della postulata autorizzazione.

J.
In  data  7 maggio  2007,  A._______  ha  presentato  presso  la 
rappresentanza elvetica di Abuja una seconda domanda di visto per la 
Svizzera  al  fine  di  ricongiungersi  e  vivere  con  la  moglie  nel  canton 
Vaud,  dove  essa  si  è  trasferita  a  seguito  degli  studi  universitari 
intrapresi a D._______.

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K.
In  data  16 luglio  2007,  agendo  per  il  tramite  del  suo  nuovo 
patrocinatore,  l'interessato  è  insorto  avverso  la  decisione  di  divieto 
d'entrata  pronunciata  nei  suoi  confronti  il  22 dicembre  2006, 
postulando la restituzione allo  stesso dell'effetto  sospensivo, nonché 
l'audizione della  moglie. A sostegno del  proprio  gravame A._______ 
ha in primo luogo rilevato l'eccezionalità del suo agire delittuoso che 
non si è protratto per lungo periodo e lo ha visto coinvolto per piccole 
quantità di stupefacente (190 grammi di cocaina), evidenziando di non 
costituire pertanto uno straniero indesiderabile ai sensi dell'art. 13 cpv. 
1 della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la dimora e il 
domicilio degli  stranieri  (LDDS del  1931,  CS 1 117). Il  ricorrente ha 
inoltre  affermato  che  il  mancato  annullamento  del  divieto  d'entrata 
pronunciato  nei  suoi  confronti  lo  priverebbe  della  possibilità  di 
mantenere  i  suoi  legami  con  la  moglie  C._______,  prevalendosi 
pertanto  del  diritto  al  rispetto  della  vita  privata  e  familiare  garantito 
dall'art. 8 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia 
dei diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101), e 
sottolineato  di  avere  intrapreso  in  patria  dei  corsi  di  francese  e  di 
inglese al  fine  di  facilitare  il  suo accesso al  mercato del  lavoro una 
volta in Svizzera, dove egli dispone peraltro già di un'offerta di lavoro. 
Egli  ha infine affermato che la moglie sta seguendo una formazione 
universitaria  a  D._______,  di  modo  che  risulterebbe  sproporzionato 
esigere da lei di trasferirsi in Nigeria.

L.
Con  decisione  incidentale  del  17 agosto  2007,  il  Tribunale 
amministrativo federale (di  seguito: TAF o il  Tribunale) ha respinto la 
richiesta  di  restituzione  dell'effetto  sospensivo  al  ricorso  interposto 
dall'interessato il 16 luglio precedente. 

M.
Chiamato ad esprimersi  in  merito  al  suddetto ricorso,  con preavviso 
del  3 ottobre  2007,  l'UFM  ha  postulato  la  reiezione  del  gravame. 
L'autorità di prime cure ha in particolare rilevato che A._______ si è 
reso colpevole di  infrazioni  alla LStup dal  suo arrivo in Svizzera nel 
gennaio 2002  al  mese  di  maggio  dello  stesso  anno,  nonché  tra 
agosto 2003  e  gennaio 2005,  quindi  per  buona  parte  del  suo 
soggiorno  sul  territorio  della  Confederazione,  e che in  ragione della 
natura  stessa  delle  infrazioni  commesse,  egli  ha  ampiamente 
dimostrato  che  la  sua  presenza  in  Svizzera  costituirebbe  una  reale 

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minaccia  per  l'ordine  e  la  sicurezza  pubblici  ai  sensi  deIla 
giurisprudenza e della prassi in materia. Il  suddetto ufficio ha inoltre 
sottolineato  che  C._______,  convolata  a  nozze  con  l'interessato  in 
Nigeria il 15 dicembre 2005, quindi tre mesi dopo il suo rimpatrio, era 
a  conoscenza  della  situazione  del  suo  futuro  marito  prima  del 
matrimonio. L'UFM ha infine affermato che il fatto che l'interessato sia 
coniugato con una cittadina svizzera (matrimonio avvenuto dodici mesi 
prima  della  decisione  impugnata),  e  che  egli  abbia  la  possibilità  di 
concludere  un  contratto  di  lavoro  sul  territorio  elvetico,  non 
costituiscono motivi determinanti atti a modificarne la posizione.

N.
Invitato  a  prendere  posizione  in  merito  al  preavviso  dell'autorità 
intimata, con replica del 19 novembre 2007, il ricorrente ha ripreso le 
argomentazioni  sviluppate  nel  suo  gravame  del  16 luglio  2007, 
precisando che la moglie è disposta a sostenerlo in tutte le maniere 
affinchè  si  integri  in  Svizzera,  di  modo  che  la  preoccupazione 
dell'autorità di  prime cure circa il  rischio che delinqua nuovamente è 
unicamente teorica e non tiene conto delle nuove circostanze.

O.
Con  scritto  del  30 novembre  2007,  il  Service  de  la  population  du 
Canton  de  Vaud  (di  seguito:  SPOP)  ha  formulato  un  preavviso 
favorevole  al  rilascio  in  favore  di  A._______  di  un'autorizzazione 
d'entrata, rispettivamente di un permesso di dimora sul suo territorio, 
trasmettendo nel contempo l'incarto all'UFM proponendogli la revoca 
del divieto d'entrata pronunciato nei confronti dell'interessato.

P.
Chiamato ad esprimersi in merito alla suddetta replica, con duplica del 
3 dicembre  2007,  l'UFM  ha  affermato  che  la  protezione  della 
collettività pubblica di  fronte allo sviluppo della criminalità,  come del 
mercato della droga, costituisce un interesse pubblico preponderante 
che giustifica di tener lontano uno straniero il quale si è reso colpevole 
di tali fatti gravi, precisando poi che la perniciosità di questo genere di 
reati  per l'ordine e la salute pubblici  è stata sottolineata anche dalla 
Corte europea dei Diritti dell'Uomo.

Q.
Invitato a pronunciarsi quo alla richiesta di revoca del provvedimento 
amministrativo  emanato  nei  confronti  di  A._______  formulata  dal 
SPOP, con osservazioni complementari del 29 gennaio 2008, l'autorità 

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di  prime  cure  ha  dichiarato  di  non  essere  vincolata  dal  parere 
dell'autorità  cantonale,  ribadendo  che  l'interesse  pubblico 
all'allontanamento del ricorrente dal territorio elvetico prevale su quello 
privato  di  quest'ultimo  a  poter  recarsi  in  Svizzera,  in  quanto  il  suo 
comportamento  costituisce  una  minaccia  per  l'ordine  e  la  sicurezza 
pubblici.

Diritto:

1.
Riservate  le  eccezioni  previste  all'art.  32  della  legge  del  17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32),  giusta 
l'art. 31 LTAF il  Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni  ai sensi 
dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 
amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate agli 
art. 33 e 34 LTAF.

In particolare,  le  decisioni  in  materia  di  divieto  d'entrata in  Svizzera 
rese  dall'UFM  -  il  quale  costituisce  un'unità  dell'amministrazione 
federale  come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF  -  possono  essere 
impugnate, conformemente all'art. 20 cpv. 1 LDDS, dinanzi  al  TAF, il 
quale statuisce in via definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con 
l'art.  83  let.  c  cifra  1  della  legge  del  17 giugno  2005  sul  Tribunale 
federale [LTF, RS 173.110]).

2.
L'entrata  in  vigore,  il  1° gennaio  2008,  della  legge  federale  sugli 
stranieri  del  16 dicembre  2005  (LStr,  RS  142.20)  ha  comportato 
l'abrogazione della LDDS conformemente all'art. 125 LStr (in relazione 
con la cifra I del suo allegato), e di alcune ordinanze d'esecuzione in 
virtù  dell'art.  39  dell'ordinanza  del  24 ottobre  2007  concernente  la 
procedura d'entrata e di rilascio del visto (OPEV, RS 142.204) nonché 
dell'art.  91  dell'ordinanza  del  24 ottobre  2007  sull'ammissione,  il 
soggiorno e l'attività lucrativa (OASA, RS 142.201).

Conformemente all'art. 126 cpv. 1 LStr, alle procedure introdotte prima 
del  1° gennaio  2008  rimangono  tuttavia  applicabili  le  vecchie 
disposizioni di  legge (cfr. ATAF 2008/1 consid. 2). Ciò è il  caso nella 
presente fattispecie; il vecchio diritto (materiale) è quindi applicabile.

Conformemente  alla  regolamentazione  transitoria  di  cui  all'art.  126 
cpv.  2  LStr,  la  procedura  inerente  le  domande  presentate  prima 

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dell'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della LStr è retta dal nuovo 
diritto.

Salvo  i  casi  in  cui  la  LTAF  non  disponga  altrimenti,  la  procedura 
davanti  al  Tribunale amministrativo federale  è retta  dalla  PA (art. 37 
LTAF).

3.
A._______  ha  diritto  di  ricorrere  (art.  48  PA)  e  il  suo  ricorso, 
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 
(cfr. art. 50 e 52 PA).

4.
Preliminarmente  si  rileva  che  nel  suo  ricorso  del  16 luglio  2007 
l'interessato  ha  chiesto  l'audizione  personale  davanti  allo  scrivente 
Tribunale della moglie C._______.

A  questo  titolo  si  rammenta  che  la  procedura  innanzi  al  Tribunale 
avviene  di  regola  per  iscritto  (cfr.  Giurisprudenza  delle  autorità 
amministrative  della  Confederazione  [GAAC]  56.5;  FRITZ GYGI, 
Bundesverwaltungsrechtspflege, Berna, 1983, pag. 65 e 70). Infatti, la 
procedura  amministrativa  prevede  un'audizione  di  testimoni  solo  a 
titolo sussidiario (art. 14 cpv. 1 PA [cfr. DTF 130 II 169, consid. 2.3.3]), 
ed è quindi  solo in  presenza di  circostanze del tutto  eccezionali,  ed 
allorquando una tale misura risulta indispensabile per la constatazione 
dei fatti rilevanti nella fattispecie, che si procede ad un'audizione orale 
e personale dei testi.

In casu, il Tribunale ritiene che gli elementi pertinenti della causa sono 
stati  accertati in modo appropriato e non necessitano quindi di alcun 
complemento di  istruttoria. L'autorità  è infatti  abilitata a mettere fine 
all'istruttoria  allorquando  le  prove  prodotte  le  hanno  permesso  di 
formare  la  propria  convinzione  e  che,  procedendo  in  maniera  non 
arbitraria  ad  un  apprezzamento  anticipato  delle  prove  che  le  sono 
proposte  ulteriormente,  essa  ha  la  certezza  che  queste  ultime  non 
potrebbero  condurlo  a  modificare  la  sua  opinione  (DTF  131  I  153 
consid. 3; 130 III 734 consid. 2.2.3; 130 II 425 consid. 2.1; GAAC 69.78 
consid. 5a).

Non  è  quindi  dato  seguito  alla  richiesta  di  audizione  formulata  dal 
ricorrente.

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5.
L'autorità  federale  può  vietare  l'entrata  in  Svizzera  di  stranieri 
indesiderabili. Essa può parimenti, ma per una durata non superiore a 
tre  anni,  vietare  l'entrata  in  Svizzera  di  stranieri  che  abbiano 
contravvenuto  gravemente  o  più  volte  alle  prescrizioni  sulla  polizia 
degli  stranieri,  ad  altre  disposizioni  di  legge  o  a  decisioni  prese 
dall'autorità in base a queste disposizioni (art. 13 cpv. 1 1a e 2a frase 
LDDS). Fintanto che vale questo divieto, lo straniero non potrà varcare 
il  confine,  senza il  permesso esplicito  dell'autorità  che l'ha emanato 
(art. 13 cpv. 1 3a frase LDDS).

Il divieto d'entrata previsto all'art. 13 cpv. 1 LDDS non costituisce una 
pena né riveste carattere infamante, bensì configura un provvedimento 
amministrativo  di  controllo,  destinato  ad  impedire  che  uno  straniero 
ritorni in Svizzera all'insaputa dell'autorità (cfr. GAAC 63.38 consid. 13; 
63.1 consid. 12a e riferimenti ivi citati). Il divieto d'entrata è infatti una 
misura  di  sicurezza  il  cui  scopo  è  quello  di  prevenire  un  probabile 
perturbamento dell'ordine pubblico e della pubblica sicurezza e non di 
punire un determinato comportamento.

6.
Con sentenza del 12 luglio 2005, la Corte delle assise correzionali di 
Bellinzona ha dichiarato A._______ autore colpevole di infrazione alla 
LStup, condannandolo alla pena di dieci mesi di detenzione, sospesa 
condizionalmente  per  un  periodo  di  prova  di  quattro  anni,  nonché 
all'espulsione  dalla  Svizzera  per  un  periodo  cinque  anni.  Essa  ha 
inoltre revocato la sospensione condizionale della pena di venti giorni 
di carcerazione inflitta all'interessato dal Magistrato dei minorenni della 
Repubblica e Canton del  Ticino con sentenza del  16 dicembre 2002 
per ripetuta infrazione alla LStup.

6.1
Per quanto attiene la pena accessoria dell'espulsione dalla Svizzera, 
adottata  in  applicazione  dell'art.  55  del  Codice  penale  svizzero  del 
21 dicembre 1937 (CP, RS 311.0), testo in vigore fino al 31 dicembre 
2006, la stessa è decaduta il 1° gennaio 2007, in seguito all'entrata in 
vigore della legge federale del 13 dicembre 2002 che modifica la parte 
generale  del  Codice  penale  (RU 2006 3459; cfr. art.  388  cpv. 2 CP 
nonché le disposizioni finali della modifica del 13 dicembre 2002, n. 1 
cpv.  2).  In  ogni  caso,  a  norma  di  una  consolidata  giurisprudenza, 
l'autorità  amministrativa  non  è  vincolata  dalle  considerazioni  del 

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giudice  penale,  in  quanto  essa  non  persegue  il  medesimo  scopo 
dell'autorità  penale  e  gli  interessi  che  è  chiamata  a  salvaguardare 
possono differire. Nella misura in cui l'autorità competente in materia 
di polizia degli stranieri non persegue il medesimo scopo dell'autorità 
penale e gli interessi che è chiamata a salvaguardare possono essere 
differenti, essa valuta sulla base di criteri autonomi se l'allontanamento 
dalla  Svizzera  di  uno  straniero  resosi  colpevole  di  un  reato  sia 
necessaria  e opportuna. In  effetti,  se da un lato  il  giudice  penale è 
tenuto  a  decidere  in  funzione  della  migliore  prognosi  di 
risocializzazione,  dall'altro  l'autorità  amministrativa  si  prefigge  di 
proteggere  la  sicurezza  e  l'ordine  pubblico  (cfr.  DTF  129  II  citato 
consid. 3.2. e giurisprudenza ivi citata).

6.2 Come  emerge  dalla  decisione  contestata  e  dagli  atti  penali, 
A._______ è stato ritenuto colpevole di ripetuta infrazione alla LStup 
per avere,  senza essere autorizzato, nel  corso del  mese di  gennaio 
2002  e  fino  al  28 maggio  2002,  in  diverse  occasioni  e  in  località 
imprecisate del Canton Ticino, ripetutamente venduto un quantitativo 
di  cocaina  pari  ad  un  ricavo  di  Fr.  841.20  e  per  avere,  in  data 
19 giugno 2002 a Lugano, detenuto una bola di  cocaina del peso di 
circa  0,2  grammi  destinata  alla  vendita. L'interessato  è  inoltre  stato 
ritenuto  colpevole  di  infrazione  alla  suddetta  normativa  per  avere, 
senza  essere  autorizzato,  tra  agosto 2003  e  gennaio 2005,  a 
Bellinzona, venduto circa 180 grammi di cocaina.

Da quanto precede discende che il  ricorrente si  è  reso colpevole di 
reati  in  un  campo  -  quello  del  traffico  di  sostanze  stupefacenti  - 
particolarmente  delicato  dell'ordinamento  giuridico  svizzero  e  ove la 
prassi è molto rigorosa (cfr. DTF 125 II 521 consid. 4a/aa; 122 II 433 
consid. 2c). Il comportamento di A._______ sopra descritto costituisce 
una  minaccia  per  l'ordine  pubblico,  la  sicurezza  della  società  e  la 
salute pubblica. È infatti  incontestabile che i  reati  legati  al  traffico di 
droghe giustificano l'intervento fermo e deciso da parte delle autorità 
amministrative e le persone coinvolte in questo tipo di traffici devono 
attendersi  all'adozione  di  misure  di  allontanamento  o  di  divieto 
d'entrata dettate dalla legittima necessità  di  proteggere la  collettività 
dai gravi pericoli  legali alla circolazione di sostanze stupefacenti. Tali 
misure sono inoltre  tanto più giustificate quando si  è in presenza di 
traffici  di  droghe  pesanti  quali  l'eroina  o  la  cocaina.  In  effetti  il 
commercio illegale di queste sostanze costituisce un reale rischio per 
la  salute  e  la  vita  di  numerose  persone  (cfr.  sentenza  della  Corte 

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europea  dei  diritti  dell'uomo  del  19  febbraio  1998,  causa  Dalia, 
PcourEDH  1998  I  pag.76,  in  partic.  N.  54;  sentenze  del  Tribunale 
federale  2A.626/2004  del  6  maggio  2005  e  2A.549/2002  del  12 
febbraio  2003,  GAAC  61.93;  ALAIN WURZBURGER,  La  jurisprudence 
récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, Revue 
de  Droit  Administratif  et  de  droit  Fiscal  [RDAF]  1997,  p.  308  e 
sentenza  citata  alla  nota  143).  In  altre  parole,  la  protezione  della 
collettività  di  fronte allo  sviluppo del  mercato della  droga costituisce 
indubbiamente un interesse pubblico preponderante che giustifica di 
principio l'allontanamento dalla Svizzera degli stranieri coinvolti in tali 
traffici  (cfr.  sentenze  del  Tribunale  federale  2A.175/2004  del 
7 dicembre  2004  consid.  6.4  e  2C_375/2007  dell'8 novembre  2007 
consid. 4.1).

7.
Nel  corso  della  procedura,  A._______  ha  affermato  che  il  divieto 
d'entrata pronunciato nei suoi confronti lo priverebbe della possibilità 
di  mantenere  i  suoi  legami  con  la  moglie  C._______,  prevalendosi 
quindi  del  diritto  al  rispetto  della  vita  privata  e  familiare  garantito 
dall'art. 8 CEDU.

7.1 Uno straniero può, secondo le circostanze, prevalersi del diritto al 
rispetto  della  sua  vita  privata  e  familiare  garantito  dalla  suddetta 
disposizione convenzionale per impedire la divisione della sua famiglia 
ed opporsi ad un'ingerenza delle autorità nel diritto garantitogli  (DTF 
130 II  281 consid. 3.1  e  giurisprudenza  ivi  citata). Tuttavia,  affinchè 
possa  prevalersi  di  tale  norma,  egli  deve intrattenere  una  relazione 
stretta,  effettiva  ed  intatta  con  una  persona  della  sua  famiglia  a 
beneficio  di  un  diritto  di  presenza  duraturo  in  Svizzera  (cfr.  in 
particolare DTF 129 II 193 consid. 5.3.1; 127 II 60 consid. 1d/aa; 126 II 
335 consid. 2a; cfr, inoltre ALAIN WURZBURGER, op. cit., p. 285). Inoltre si 
deve  aggiungere  che  l'art.  13  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione  Svizzera  del  18 aprile  1999  (Cst,  RS  101),  il  quale 
garantisce anch'esso il diritto al rispetto della vita privata e familiare, 
corrisponde, quanto al suo contenuto, all'art. 8 cpv. 1 CEDU e che nel 
quadro  della  polizia  degli  stranieri  non  conferisce  alcun  diritto  o 
protezione particolare (DTF 129 II 215 consid. 4.2).

7.2 Secondo  la  giurisprudenza,  le  relazioni  familiari  che  possono 
fondare, in virtù dell'art. 8 cpv. 1 CEDU, un diritto ad un'autorizzazione 
di  polizia  degli  stranieri  sono  innanzitutto  i  rapporti  tra  i  coniugi, 

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nonché quelli  tra  genitori  e  figli  minorenni  che  vivono in  comunione 
(DTF  120  Ib  257  consid.  1d).  Le  persone  che  non  fanno  parte  dei 
rapporti  familiari  precitati  possono  prevalersi  dell'art.  8  CEDU 
solamente  allorquando  essi,  in  ragione  della  loro  invalidità  fisica  o 
psichica  o  di  una  malattia  grave,  le  quali  necessitano  una  presa  a 
carico permanente, dipendono dal titolare di un diritto di soggiorno in 
Svizzera (DTF 120 Ib 257, consid. 1d). Nella fattispecie, A._______ si 
prevale dell'art. 8 CEDU a garanzia della sue relazioni con la moglie 
C._______ cittadina svizzera. Egli è pertanto legittimato ad invocare la 
suddetta normativa. 

7.3 Ad ogni modo, anche qualora uno straniero possa prevalersi  del 
diritto al rispetto della sua privata e familiare, la protezione conferita 
dalla  norma  convenzionale  in  oggetto  non  è  assoluta.  Infatti, 
conformemente  all'art.  8  cpv. 2  CEDU,  può  esservi  ingerenza  della 
pubblica  autorità  nell'esercizio  di  tale  diritto  quando  l'ingerenza  è 
prevista  dalla  legge  e  in  quanto  costituisca  una  misura  che,  in  una 
società democratica, è necessaria per la sicurezza nazionale, l'ordine 
pubblico, il benessere economico del paese, la prevenzione dei reati, 
la protezione della salute o della morale, o la protezione dei diritti  e 
delle libertà altrui (cfr. sentenze del Tribunale federale 2A.536/2002 del 
20 dicembre  2002,  2A.276/2001  del  17 settembre  2001).  A  questo 
titolo, incombe alle autorità procedere alla ponderazione dei differenti 
interessi in presenza, vale a dire, da una parte l'interesse dello Stato 
all'allontanamento  dello  straniero  e,  dall'altra,  l'interesse  di 
quest'ultimo  a  mantenere  le  sue  relazioni  familiari  (DTF  125  II  633 
consid. 2e; 122 II 1 consid. 2; 120 Ib precitato consid. 4a; decisione del 
Tribunale federale 2A.614/2005 precitata consid. 4.2.1).

Come si desume da quanto esposto nei considerandi precedenti, con 
il suo comportamento delittuoso A._______ ha violato l'ordine pubblico 
elvetico e fatto correre, in quanto persona dedita al traffico di droga, 
dei seri pericoli alla collettività, di cui le autorità amministrative sono 
appunto  chiamate  a  garantire  la  protezione.  Pertanto  l'interesse 
pubblico  ad  un  suo  allontanamento  dal  territorio  svizzero  prevale 
manifestamente, in ragione della natura e della gravità delle infrazioni 
di  cui  quest'ultimo si  è reso colpevole in Svizzera, sul  suo interesse 
privato a fare ritorno sul territorio della Confederazione. Infine, come 
rilevato  a  giusto  titolo  dall'autorità  intimata  nel  suo  preavviso  del 
3 ottobre 2007, C._______ ha contratto matrimonio con l'interessato in 
data  15 dicembre  2005,  quindi  posteriormente  alla  condanna  e 

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rimpatrio di quest'ultimo, ed era pertanto perfettamente a conoscenza 
della situazione del marito e del rischio che egli potesse fare l'oggetto 
di un provvedimento amministrativo da parte delle autorità elvetiche, di 
modo  che  non  risulta  sproporzionato  esigere  dalla  stessa  che  si 
trasferisca in Nigeria per vivere accanto al marito.

Alla luce di quanto esposto, risulta chiaramente che l'interessato non 
può prevalersi dell'art. 8 CEDU per opporsi alla separazione con sua 
moglie risultante dalla misura di allontanamento pronunciata nei suoi 
confronti in data 22 dicembre 2006.

8.
Il  divieto d'entrata in Svizzera è quindi confermato nel  suo principio. 
Resta  ora  da  stabilire  se  la  sua  durata,  prevista  per  un  periodo  di 
quattro anni, è adeguata alle circostanze del caso concreto. 

8.1 Qualora l'autorità amministrativa pronuncia un divieto d'entrata in 
Svizzera,  essa è tenuta a rispettare i  principi  dell'uguaglianza,  della 
proporzionalità e deve astenersi da qualsiasi arbitrio (cfr. ANDRÉ GRISEL, 
Traité de droit administratif, vol. I, Neuchâtel, 1984, pag. 348, 358 seg. 
e 364 seg;  BLAISE KNAPP,  Précis  de droit  administratif,  Basilea,  1991, 
pag. 103 seg., 113 seg., 124 seg.). Rilevanti sono le particolarità del 
comportamento  illecito,  la  situazione  personale  del  ricorrente  e  una 
corretta valutazione dell'interesse pubblico e privato. In  particolare è 
necessario  che  il  provvedimento  appaia  essenziale  ed  idoneo  a 
raggiungere  lo  scopo  perseguito  dalla  misura  amministrativa  e  che 
sussista  un  rapporto  ragionevole  fra  lo  scopo  perseguito  e  la 
restrizione  alla  libertà  personale  che  ne  consegue  (DTF  130  I  65 
consid. 3.5.1; 128 II 292 consid. 5.1; 126 I 219 consid. 2c; GAAC 64.36 
consid. 4b, 63.1 consid. 12c).

8.2 A._______  si  è  reso  protagonista  di  infrazioni  particolarmente 
pericolose  per  l'ordine  pubblico  e  che  riguardano  beni  giuridici 
estremamente sensibili. Egli  ha commesso i  reati  imputatigli  dal  suo 
arrivo  in  svizzera  nel  gennaio 2002  al  mese  di  maggio  dello  stesso 
anno, nonché tra agosto 2003 e gennaio 2005, quindi durante buona 
parte del suo soggiorno sul territorio della Confederazione. Il reiterato 
comportamento  delittuoso  tenuto  dal  ricorrente,  comportante  la 
vendita di una quantità non trascurabile di cocaina tale da mettere in 
pericolo concretamente la collettività, non può quindi essere ritenuto di 

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lieve  gravità,  eccezionale  e  la  sua  condotta  non  può  certo  essere 
minimizzata.

8.3
Quo alla situazione personale, si constata che il centro degli interessi 
di  A._______  si  trova  in  Nigeria,  paese  in  cui  ha  sempre  vissuto, 
eccezion  fatta  per  circa  tre  anni  e  mezzo  trascorsi  in  Svizzera  nel 
quadro della procedura d'asilo da esso introdotta. Giova rammentare a 
questo titolo come buona parte del periodo trascorso dall'interessato 
sul territorio della Confederazione sia da attribuire alle difficoltà legate 
al  suo  rimpatrio  da  ricondurre  alle  false  generalità  e  nazionalità  da 
esso  indicate  alle  competenti  autorità.  Pur  riconoscendo  gli  sforzi 
compiuti  dal  ricorrente,  il  fatto  che  egli  abbia  seguito  dei  corsi  di 
francese ed inglese al fine di facilitare la sua integrazione personale e 
professionale in Svizzera e che egli  vi dispone di un'offerta di lavoro 
(peraltro  non  vincolante  e  limitata  ad  un  periodo  di  prova)  non 
presenta un carattere eccezionale.

8.4
Tenuto  conto  dell'insieme  deli  elementi  oggettivi  e  soggettivi  della 
causa,  la  ponderazione degli  interessi  in presenza conduce quindi  il 
Tribunale a considerare che l'interesse pubblico all'allontanamento del 
ricorrente  dalla  Svizzera  prevale  su  quello  privato  di  quest'ultimo  a 
poter recarvisi senza particolari controlli. Vista la pratica adottata dalle 
autorità amministrative in casi analoghi e del reiterato comportamento 
riprovevole  di  cui  si  è  reso  protagonista  l'interessato  durante  il  suo 
soggiorno sul territorio della Confederazione, il TAF ritiene e che il suo 
allontanamento da questo paese per una durata di quattro anni appare 
proporzionato  allo  scopo  di  protezione  dell'ordine  e  della  sicurezza 
pubblici ricercati con questa misura.

9.
Ne discende che l'UFM con decisione del 22 dicembre 2006 non ha 
violato il diritto federale, nè abusato del suo potere di apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 49 PA). Per questi motivi il ricorso va respinto.

10.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali  vengono  poste  a 
carico della parte ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 
1-3  del  regolamento  del  21 febbraio  2008  sulle  tasse  e  sulle  spese 

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ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-
TAF, RS 173.320.2]).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di Fr. 700.-, sono poste a carico del ricorrente e 
sono  computate  con  l'anticipo  dello  stesso  importo  versato  in  data 
21 agosto 2007.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto 2 056 329 di ritorno) 
- Sezione  dei  permessi  e  dell'immigrazione,  Bellinzona,  per 

informazione (incarto cantonale di ritorno)
- Service  de  la  population  du  canton  de  Vaud,  Losanna,  per 

informazione (incarto cantonale di ritorno)

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Graziano Mordasini

Data di spedizione:

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