# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4c854462-3ae1-52ed-b488-f00f4fda6b3a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2004.291
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2004-291_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2004.291

   

  	
  Lugano

  15 ottobre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 6 settembre 2004 di

 

 

	
   

  	
  RI1 

  patrocinato da: PA1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 17 agosto 2004 del Consiglio di Stato
  (n. 3561), che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la
  licenza edilizia 21 aprile 2004 rilasciata dal municipio di Manno ad __________
  per la costruzione di una casa d'abitazione (part. n. 275 RF);

  

 

viste le risposte:

-    14 settembre 2004 del
Consiglio di Stato;

-    17 settembre 2004 del
municipio di Manno;

-    17 settembre 2004 del
Dipartimento del territorio (UDC); 

-      7 ottobre 2004 di __________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a. Il 31
gennaio 2004, __________ hanno chiesto al municipio di Manno il permesso di
costruire una casa d'abitazione unifamiliare in località Carne (zona R2), su un
terreno in pendio (part. n. 275 RF), che degrada da W verso E. L'edificio, a
pianta rettangolare (m 17.08 x 7.56), è strutturato su tre livelli ed è coperto
da un tetto piano, che sporge per 80 cm oltre il filo della facciata. L'altezza
fuori terra è compresa tra m 5.57 (facciata W) e m 8.41 (facciata E). La
distanza dal confine N è di 3.00 m. 

 

b. Alla domanda si è opposto il vicino RI1,
proprietario del fondo (part. 274 RF) situato a N di quello dedotto in
edificazione, che ha contestato l'intervento dal profilo della sufficienza dei
piani, della sistemazione del terreno e delle altezze, della distanza dal
confine tra i fondi, dell'inserimento paesaggistico dell'edificio e della perdita
d'insolazione che provocherebbe sul suo fondo. 

 

c. Ottenuto il benestare del Dipartimento
del territorio (UDC), il 21 aprile 2004 il municipio ha rilasciato la licenza
richiesta, subordinandola ad alcune condizioni, volte a conformare il progetto
alle NAPR e respingendo nel contempo l'opposizione del vicino. 

 

 

                                  B.   Con
giudizio 17 agosto 2004 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento,
respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata dall'opponente. 

Disattese le censure riferite alla
sufficienza dei piani, il Governo ha anzitutto escluso che la sporgenza del
tetto piano fosse tenuta a rispettare la distanza di 3.00 m dal confine.
L'Esecutivo cantonale ha poi negato che le immissioni d'ombra prodotte dalla
costruzione sul fondo del ricorrente fossero tali da giustificare un diniego
della licenza. Ritenuto conforme alle NAPR il supplemento di un metro, concesso
all'altezza massima della facciata E, il Consiglio di Stato ha infine respinto
anche le censure riferite all'inserimento della costruzione nel quadro del paesaggio.

 

 

                                  C.   Contro il
predetto giudizio governativo, il soccombente si aggrava davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendo che sia annullato assieme alla controversa
licenza. 

RI1 ripropone e sviluppa in  questa sede le
censure sollevate senza successo in prima istanza. I piani, ribadisce,
sarebbero carenti. La sporgenza del tetto, prosegue, sarebbe soggetta alle
distanze da confine. L'ombra prodotta sul suo fondo sarebbe inoltre eccessiva.
Il supplemento d'altezza, conclude,  sarebbe ingiustificato. 

 

 

                                  D.   All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni. 

Ad identica conclusione pervengono il
municipio ed i beneficiari della controversa licenza, contestando le tesi
dell'insorgente con argomenti che per quanto necessario saranno discussi nei seguenti
considerandi. 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. La legittimazione
attiva dell'insorgente, proprietario di un fondo contermine e già opponente, è
certa. Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine. 

Il giudizio può essere emanato sulla base
degli atti (art. 18 PAmm). La situazione dei luoghi, oltre che nota a questo
tribunale, risulta chiaramente dai piani e dalle fotografie prodotte dal ricorrente.
Il sopralluogo richiesto non appare dunque atto a procurare a questo tribunale
la conoscenza di ulteriori elementi di fatto indispensabili per il giudizio. 

 

 

                                   2.   Sufficienza
dei piani

 

2.1. Giusta l'art. 11 RLE, i progetti devono
fornire tutte le indicazioni atte a rendere chiaramente comprensibili la natura
e l'estensione delle opere oggetto della domanda. La documentazione annessa
alla domanda di costruzione deve permettere all'autorità di verificare la
conformità dell'intervento edilizio con il diritto materiale concretamente
applicabile. Nel contempo deve permettere ai vicini e ad altri eventuali
interessati di esercitare compiutamente i loro diritti di difesa. 

 

2.2. Nell'evenienza concreta, il progetto
indica chiaramente la natura e l'estensione dell'edificio che i resistenti
intendono costruire. Le planimetrie orizzontali, le sezioni verticali ed i
rilievi del geometra sull'andamento del pendio permettono a chiunque di
verificare se la costruzione è conforme alle norme che stabiliscono le distanze
dal confine e le altezze. L'ombra proiettata sul fondo del ricorrente può
essere determinata senza difficoltà. 

Le generiche censure, riproposte in questa
sede dal ricorrente, in merito alla completezza dei piani sono quindi
infondate. 

 

 

                                   3.   Distanze
dal confine

 

3.1. Giusta l'art. 41 RLE, la distanza dal
confine è misurata nel punto in cui l'edificio più si avvicina al confine,
dall'estremità dei corpi sporgenti, escluse le gronde ed i balconi che
hanno una sporgenza fino a m 1.10 e non occupano più di un terzo della
facciata. 

 

3.2. La facciata N della controversa
costruzione verrebbe a sorgere a 3.00 dal confine verso il fondo del
ricorrente. Rispetta quindi pienamente la distanza di 3.00 m dal confine
prescritta dall'art. 8 NAPR per la zona di situazione. Conforme al diritto,
anzi superiore al minimo di 6.00 m prescritto dall'art. 8 NAPR, è pure la
distanza tra edifici, ritenuto che la casa d'abitazione del ricorrente dista a
sua volta circa 5.00 m dal confine tra i fondi. 

Stando al progetto, il tetto piano, il cui
spessore non supera la ventina di centimetri, sporgerebbe per circa 80 cm oltre
il filo delle facciate. La sporgenza, definita dal ricorrente corpo sporgente,
è destinata a proteggere le facciate sottostanti dalle intemperie. Assolve
quindi la stessa funzione di un cornicione di gronda. In quanto tale, la
sporgenza non è soggetta alla distanza dal confine. Il fatto che appartenga ad
un tetto piano invece che allo spiovente di un tetto a falde e che abbia anche
una funzione estetica non giustifica una diversa conclusione. Tanto meno quando
si consideri che il suo ingombro non è di certo maggiore di quello di un
cornicione di gronda di un tetto a falde. 

La censura, palesemente infondata, va quindi
disattesa. 

 

 

                                   4.   Altezza

 

4.1. L'altezza di un edificio è misurata dal
terreno sistemato sino al punto più alto del filo superiore del cornicione di
gronda (art. 40 cpv. 1 LE). La sistemazione del terreno, soggiunge l'art. 41
LE, può essere ottenuta con la formazione di un terrapieno di altezza non
superiore a m 1.50 dal terreno naturale. L'altezza del terrapieno non è
computata su quella dell'edificio sovrastante nella misura in cui non supera il
limite di m 1.50 ad una distanza di 3.00 m dal piede della facciata (Adelio
Scolari, Commentario, II. ed., ad art. 40/41 LE, n. 1244 seg.). 

 

4.2. Nell'evenienza concreta, il progetto
prevede di sistemare il terreno a valle della facciata E dell'edificio mediante
la formazione di un terrapieno, che in corrispondenza dell'angolo SE della
costruzione raggiunge un'altezza di 50 cm dal terreno naturale, mentre ad una
distanza di 3.00 m dal piede della facciata non supera l'altezza di m 1.00. 

Non superando i limiti fissati dall'art. 41
LE, dal profilo del diritto cantonale, l'altezza del terrapieno non va dunque
computata su quella dell'edificio sovrastante. 

 

4.3. Per gli edifici dotati di tetto piano,
l'art. 32 NAPR di Manno fissa un'altezza massima di m 7.50. 

Per terreni con pendenza superiore al 15%,
la stessa norma concede inoltre un supplemento di m 1.00 per la facciata a
valle alla condizione che il terreno naturale sia modificato in misura irrilevante
(+ / - 0.5 m). 

Determinante, secondo il municipio, è la
sistemazione del terreno prevista in corrispondenza del piede della facciata a
valle. L’interpretazione della norma è del tutto sostenibile. Una diversa
interpretazione, che considerasse anche la sistemazione del terreno ad una
distanza di 3.00 m dal piede della facciata, risulterebbe lesiva dell'autonomia
comunale. 

 

4.4. Il municipio ha ritenuto che la facciata
a valle (E) dell'edificio, alta secondo i piani m 8.41 dal terreno sistemato,
potesse beneficiare del supplemento di altezza previsto dalla norma succitata.
La deduzione merita di essere confermata. 

In
corrispondenza della facciata a monte (W), il terreno naturale è posto ad una
quota di m 346.80. Il piede della facciata a valle (E) si situa invece ad una
quota di m 343.40. Il dislivello è quindi di m 3.40. Le due facciate distano
tra loro m 17.08. La pendenza del terreno compreso tra le due facciate è dunque
pari a circa il 20%. 

La sistemazione del terreno in
corrispondenza della facciata a valle è d'altro canto contenuta nel limite di
50 cm. 

Sono pertanto soddisfatte le condizioni
cumulativamente poste dall'art. 32 NAPR per la concessione del supplemento. 

Immune da violazioni del diritto è pure
l’altezza delle facciate adiacenti (N e S). Grazie ad un terrapieno alto al
massimo m 1.50, l’altezza della facciata S è infatti di m 7.46. Quella della
facciata N si riduce invece rapidamente a m 7.50 a circa 2 m dall’intersezione
con la facciata E. La trincea, larga un metro e lunga 5, prevista per
permettere l’accesso alla cantina non è in effetti atta a modificare le
modalità di computo (Scolari, op. cit., ad art. 40/41 LE, n. 1229). È del resto
evidente che, nei limiti risultanti dalla configurazione del pendio, le
facciate adiacenti a quella che beneficia del supplemento devono a loro volta
poter superare l’altezza massima prescritta dalle norme di zona al fine di
raccordarvisi adeguatamente. 

 

 

                                   5.   Immissioni
d'ombra

 

                                   5.   5.1.
Restrizioni della proprietà dettate dalla necessità di assicurare ai fondi
vicini una tutela da immissioni d'ombra più incisiva di quella assicurata dalle
norme sulle distanze e sulle altezze possono essere ammesse per motivi di polizia
soltanto in casi particolari, quando la salubrità degli insediamenti non può
essere altrimenti garantita (Scolari, op. cit., ad art. 28 LALPT, n. 261).
Perdite totali d'insolazione di due ore all'equinozio sono ancora ammissibili
(DTF 100 Ia 334; 99 I 140; DTF 2.12.1986 in re D. = RDAT 1986 n. 39; LGVE 1988
III n. 19). 

 

                                         5.2.
Nell’evenienza concreta, le simulazioni prodotte dal ricorrente raffigurano
l’ombra prodotta dal controverso edificio sulla facciata S della sua casa
d’abitazione alle 1030, rispettivamente alle 1200 del 22 ottobre, del 22
novembre e del 22 dicembre. 

Dalle simulazioni riferite alle 1200 emerge
che questa facciata è interamente in ombra soltanto il 22 dicembre (solstizio
invernale). Il 22 novembre l’ombreggiamento è pari a circa il 90% della
superficie della facciata, mentre il 22 ottobre è di poco superiore al 50%. Se
ne può dunque dedurre, per estrapolazione, che all’equinozio (21 settembre / 21
marzo), la superficie adombrata della facciata si situi al di sotto del 20%. La
perdita d'insolazione alle 1030 è addirittura minore. 

Una sommaria verifica, esperita da questo
tribunale in base al programma reperibile sul sito http://www.jgiesen.de/sunshadow,
conferma queste deduzioni. 

Ne discende che non sussistono motivi
d’interesse pubblico, riconducibili alle esigenze di protezione della salubrità
delle abitazioni, che impongano di ridurre l’altezza della costruzione ammessa
dall’art. 32 NAPR o di aumentare la distanza dal confine prescritta dall’art. 8
NAPR. È del resto abbastanza evidente che non si possa considerare
insufficiente una distanza tra edifici di 8.00 m tra case d'abitazione
unifamiliari alte 7 od 8 m. 

Anche da questo profilo, il ricorso va
quindi respinto. 

 

 

6.Sulla scorta delle considerazioni che precedono, la licenza va
dunque confermata. 

La tassa di giustizia e le ripetibili,
commisurate al lavoro occasionato dall’impugnativa ed ai valori in discussione,
sono poste a carico del ricorrente. 

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21, 39, 40, 41 LE; 8, 32 NAPR di Manno;
3, 18, 28, 31, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 1'500.- è a carico del ricorrente, che rifonderà fr. 2’000.-
ai resistenti a titolo di ripetibili. 

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  .

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO1 

  1 patrocinata da: PA2 

  2. CO2 

  3. CO3 

  4. CO4 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario