# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d91ec351-db7a-5f97-b0f9-76421dc60765
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-01-30
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 30.01.2007 12.2005.217
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2005-217_2007-01-30.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2005.217

  	
  Lugano

  30 gennaio 2007/rgc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente,

  Walser
  e Lardelli

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini,
  vicecancelliere

  

 

 

sedente
per statuire nella causa inc. n. __________ della Pretura della giurisdizione
di Mendrisio sud promossa con petizione 3 novembre 1999 da

 

	
   

  	
  AO
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP
  1 

  rappr. dall' RA 1 

   

  

 

chiedente
la condanna del convenuto al pagamento dell’importo di fr. 49'592.- oltre
interessi e spese di sequestro;

 

domande
avversate dal convenuto e che il Pretore ha accolto con sentenza 8 novembre
2005;

 

appellante
il convenuto che con atto d’appello 6 dicembre 2005 chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di respingere integralmente la petizione e
annullare il sequestro; 

 

mentre
l'attore con osservazioni 21 febbraio 2006 postula la reiezione dell’appello;

 

letti ed esaminati gli atti e i
documenti prodotti

 

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:                    1.   Il
17 agosto 1992 __________ P__________, cittadino olandese affiliato all' AP 1
(in seguito semplicemente A__________) - equivalente olandese del __________ -,
fu coinvolto in un incidente della circolazione tra due motociclette sulla
strada del passo del __________, in territorio del Canton Uri, nel quale perse
la vita __________ M__________, passeggera della motocicletta guidata dal
cittadino italiano __________ C__________. A seguito del sinistro __________ P__________
è stato implicato in alcune procedure giudiziarie: un procedimento penale per
omicidio colposo aperto nei suoi confronti dalla procura pubblica urana,
sfociato nella decisione 8 febbraio 1995 con la quale il procuratore pubblico
del Canton Uri ha abbandonato il procedimento per omicidio colposo, e in una
decisione di pari data con la quale veniva inflitta a __________ P__________
una multa di fr. 500.- per violazione delle norme sulla circolazione stradale. 

                                         Una
causa civile intentata dai parenti di __________ M__________, che chiedevano il
risarcimento dei danni (cifrati in Lit 840'903'854 oltre interessi e spese), è stata
decisa con sentenza 10 marzo 1999 dal Tribunale di __________ che ha respinto
la domanda risarcitoria nella misura in cui era diretta contro __________ P__________.

                                         Da
ultimo v'è una causa civile intentata dallo stesso P__________ il 23 maggio
1995 nel Canton Uri contro __________ C__________, chiedente il risarcimento
dei danni nella misura di fr. 24'520.-, il cui esito non risulta dagli atti.

 

                                         Nel
corso del mese di maggio 1994 l'avv. AO 1 fu contattato da A__________ affinché
assistesse __________ P__________, cosa che egli fece, in particolare tenendo i
contatti con i legali italiani che si occupavano della causa in essere presso
il Tribunale di __________ e con il legale che si occupava della procedura
civile pendente presso il Tribunale di __________ e, non da ultimo prestando
assistenza a __________ P__________ nel procedimento penale. 

 

                                   2.   In
data 12 luglio 1999 l’ AP 1 ha emesso una nota di fr. 63'800.- per le proprie prestazioni.
Dedotto un acconto di fr. 25'000.- e tenuto conto di esborsi di fr. 800.- al
legale italiano e fr. 6'400.- per la procedura civile urana, ha chiesto, invano,
il pagamento del saldo di fr. 49'592.-. 

                                         Con
istanza 23 settembre 1999 egli ha chiesto il sequestro dei beni di A__________
presso U__________ SA di C__________ per un importo di fr. 50'000.-, domanda
accolta dal Pretore con decreto 24 settembre 1999.

                                         

                                   3.   Con
petizione 3 novembre 1999 l' avv. Provini  ha chiesto la condanna di AA 1B al
pagamento dell’importo di fr. 49'592.- oltre interessi e spese, corrispondente
al saldo della fattura emessa per le sue prestazioni. L'attore, premesso di
aver assolto coscientemente il mandato affidatogli, rileva che la fattura è
stata allestita secondo le modalità in vigore da oltre un decennio tra le
parti, sicché la richiesta di A__________ di una fattura dettagliata sarebbe in
contrasto con il principio della buona fede, a maggior ragione tenuto conto che
la responsabile del convenuto gli aveva assicurato che la nota sarebbe stata
pagata. 

 

                                   4.   Con
risposta 11 febbraio 2000 A__________ si è opposto alla petizione, chiedendo
l'annullamento del sequestro dei propri beni. Esso solleva avantutto l’eccezione
di carenza di legittimazione attiva, sostenendo di aver conferito il mandato
all'avv. __________ K__________, non all'attore, allora praticante presso
quello studio legale. In seguito contesta la tariffa oraria applicata, così
come il numero di 319 ore corrispondenti all'onorario esposto - che considera
eccessive e comunque non necessarie - gli esborsi e rileva in particolare che
la mancanza del dettaglio dell'attività svolta impedisce di verificare la
consistenza dell'attività svolta. Nega poi l'esistenza di un accordo tra le
parti per il quale l'attore sarebbe stato esentato dal presentare un rendiconto
del proprio operato. 

 

                                         Con
gli allegati di replica e duplica le parti hanno confermato le proprie domande,
e così con i rispettivi memoriali conclusivi. 

 

                                   5.   Con
sentenza 8 novembre 2005 il Pretore ha accolto la petizione, condannando il
convenuto versare all'attore l’importo di fr. 49'592.- oltre interessi al 5% dal
13 ottobre 1999 e spese esecutive, levando per pari importo l'opposizione
interposta al PE no 528857 dell'UEF di __________. La tassa di giustizia di fr.
2'000.- e le spese sono state poste a carico del convenutoAA 1 di ripetibili. 

 

                                   6.   Con
atto d’appello 6 dicembre 2005 il convenuto postula la riforma della sentenza
impugnata nel senso di respingere la petizione e annullare il sequestro dei
suoi beni.

 

                                         Con
osservazioni 21 febbraio 2006 l'attore chiede la reiezione del gravame.

 

 

 

 

Considerato

 

 

in diritto:                 7.   Incontestato
che la controversia va risolta in applicazione del diritto svizzero e pacifico
che l’onorario per l’attività svolta dall’attore debba essere stabilito in base
alle norme relative al mandato (art. 394 cpv. 3 CO), e altresì ammesso in
questa sede che le prestazioni debbano essere remunerate sulla base del
dispendio di tempo e in applicazione della tariffa di fr. 200.- per ora, rimane
ancora controverso il dispendio orario.

 

                                         In
linea di principio, il mandatario che procede in causa per ottenere la
remunerazione per le sue prestazioni è gravato, in virtù dell’art. 8 CC,
dell’onere di dimostrare l’esistenza dell’asserito contratto nonché la
congruità della sua pretesa (IICCA 10 aprile 1997 in re J/K., 22 luglio 1998 in
re B./F. SA). Egli in particolare è tenuto a provare che l’onorario da lui
preteso corrisponde alle modalità di computo concordate: così, se è concordato
un onorario a tempo egli dovrà dimostrare il tempo da lui impiegato, se è
previsto un onorario a percentuale dovrà fornire la prova della percentuale
utilizzata e del valore determinante (Gmür,
Die Vergütung des Beauftragten, Friborgo 1994, p. 117; Fellmann, Commentario bernese, N. 439 e segg. ad art. 394
CO).

 

                                   8.   Il
Pretore, accertato che il mandato era stato conferito all'attore e non all' avv.
__________, ha dapprima respinto l'eccezione di carenza di legittimazione
attiva. In seguito ha ritenuto provata la pretesa dell'attore, ammettendo la
validità della tariffa oraria di fr. 200.- perché applicata da tempo nei
rapporti fra le parti e non sproporzionata. In merito al numero delle ore
fatturate, egli ha poi considerata tardiva l'eccezione di inesecuzione del
mandato per mancato rendiconto perché sollevata dal convenuto solo con la
duplica. Da ultimo il primo giudice ha rilevato che il pagamento della fattura
era stato assicurato all'attore da parte di un'impiegata del convenuto, che
l'aveva quindi accettata e non poteva invocare l'errore, l'ammontare della
fattura essendole noto e la richiesta di una nota dettagliata essendo
successiva all'accettazione. 

 

                                   9.   L'appellante
censura la decisione impugnata, rimproverando, tra l'altro, al Pretore di aver
ritenuto a torto provata la pretesa per il solo fatto che la giurista della
convenuta aveva promesso telefonicamente il pagamento della fattura. Tale
dichiarazione -fatta da persona che non aveva il potere di impegnare la
convenuta - era frutto di un errore, tempestivamente segnalato e quindi non
vincolante.  

 

                                         Va
qui avantutto osservato che l'attore non ha fornito elemento alcuno dal quale
si possa - anche solo sommariamente - desumere il tempo da lui impiegato per
l'esecuzione del mandato. La fattura 12 luglio 1999 (doc. B nell'incarto
EF.99.413) fornisce solo indicazioni assai generiche circa l'attività svolta,
limitandosi ad indicare che l'onorario, ammontante a fr. 63'800.-, comprende "Prüfung
des Falles; Studium internationale Problematik; Studium und Vorbereitung
prozessualen Strategien; Kolloquien mit Frau Goudriaan, mit RA Bonora, mit RA
Felber, mit RA Fracchia, mit Frau Pastore; Konferenzen in Mailand, in Altdorf;
Vorbereitung und Ueberprüfung der Prozessschritten; Studium der Prozessakten;
Prüfung des Urteil Tribunale di __________ ". Non v'è invece alcuna
indicazione circa il tempo impiegato. L'attore quindi neppure ha allegato - e
ancor meno provato - quegli elementi dai quali, se provati, si sarebbe potuto
evincere il benfondato della pretesa.

 

                                10.   Per
quanto concerne la promessa di pagamento della fattura da parte di __________ __________
G__________, si rileva che lei, dopo aver escluso l'esistenza di un accordo per
il quale l' AO 1 avrebbe potuto esporre un onorario globale dispensandolo da
un'indicazione esatta del suo dispendio di lavoro (verbale rogatoria 9 maggio
2001, ad 2.2.5), ha ricordato di aver effettivamente detto all'attore che la
sua nota sarebbe stata pagata. Ha però anche precisato di non aver promesso il
pagamento dell'importo richiesto, il cui ammontare a quel momento lei neppure aveva
presente (verbale cit. ad 2.2.16) e, una volta preso atto delle cifre, di aver ritenuto
che l'attore fosse incorso in un errore di battitura (verbale cit. ad. 2.2.15),
cosa che gli ha poi segnalato richiedendogli una nota dettagliata per quanto
fatto (doc. Q). In qual modo da questi fatti si possa desumere una rinuncia
dell'appellante a verificare la congruità dell'onorario dell'appellato e un suo
obbligo a saldare integralmente la nota controversa non è invero dato di
comprendere.

 

                                11.   Il
fatto che in passato l'appellante non abbia chiesto fatture dettagliate non
permette di considerare abusivo il fatto di chiedere il dettaglio per la
fattura di cui trattasi. Intanto va ricordato che già con lo scritto 10 ottobre
1995 (doc. 9) A__________, dopo aver rilevato che la questione dei costi si
stava complicando, aveva esplicitamente invitato l'attore ad inviare una nota
particolareggiata per la propria attività, sicché la richiesta rinnovatagli
alla fine del mandato non costituisce una novità né una sorpresa. Inoltre, una
eventuale rinuncia a chiedere un resoconto dettagliato dell'attività del
mandatario non può evidentemente essere interpretato -come vorrebbe
l'appellato- quale assegno in bianco nel senso che il mandante riconosce con
ciò a priori le fatture presentategli, senza possibilità di contestarle, esponendosi
in tal modo al libero arbitrio del mandatario. 

 

                                12.   Neppure
la mancata immediata contestazione della nota d'onorario implica un riconoscimento
delle pretese di controparte, rilevato che -per principio- la mancata
contestazione../../../../../temp/15690682_1.html - juris7#juris7
di una fattura, rispettivamente di un richiamo di pagamento da parte della
persona destinataria, con riferimento all'art. 6 CO, non comporta l'ammissione
del preteso rapporto creditorio, eccezion fatta per i limiti imposti dal
principio dell'affidamento (DTF 112 II 500, 88 II 89; SJ 1981, pag. 41; Rep. 1988, 273). Rilevato come
l'informazione data dalla signora G__________ all'appellato nel senso che la
fattura sarebbe stata pagata era stata fatta senza sufficiente cognizione di
causa, e che, accortasi dell'errore essa non ha tergiversato ma, già due giorni
dopo, ha chiesto spiegazioni ritenendo che vi fosse stato un errore di
battitura nell'allestimento della fattura (doc. Q), non si può concludere che
la fattura stessa sia stata esplicitamente accettata e che sia intervenuto un
accordo in merito al suo pagamento. Neppure risulta, né è stato sostenuto, che il
lasso di tempo trascorso tra l'invio della fattura e la richiesta di
chiarimenti abbia in qualche modo influenzato la possibilità di fornire le
spiegazioni richieste. 

 

                                13.   Stante
quanto precede e in assenza di qualsiasi elemento sicuro di giudizio - non
avendo oltretutto il giudice l’obbligo di ovviare alla negligenza delle parti
nell’allegazione delle prove - anche una pronuncia in termini di equità risulta
di fatto impossibile, di modo che l’unica soluzione praticabile, pur nella
consapevolezza che un non quantificabile credito dell’attore potrebbe
sussistere, è quella di respingere in toto la pretesa siccome non
sufficientemente provata nella sua entità (IICCA 21 dicembre 1993 in re R./B.,
9 dicembre 1994 in re P./I. SA, 18 aprile 1997 in re G. e lc./M.), non senza
rilevare che l'attore ha, comunque, già ricevuto un anticipo di fr. 25'000.-
per le proprie prestazioni.

                                         Di
conseguenza l'appello dev'essere accolto a la sentenza impugnata riformata nel
senso di respingere la petizione, senza che sia necessario esaminare le
ulteriori censure sollevate dall'appellante. Spese e ripetibili di entrambe le
istanze seguono la soccombenza.

Per i quali motivi, 

 

 

pronuncia:                    

 

                                    I.   L’appello
6 dicembre 2005 di AP 1 è accolto. Di conseguenza la sentenza 8 novembre 2005
del Pretura di Mendrisio-Sud è riformata come segue:

 

                           1.      La
petizione 3 novembre 1999 di AO 1 è respinta.

                          1.1.     Il decreto di sequestro 24 settembre 1999 è revocato.

                         
2.       La tassa di giustizia di fr. 2'000.-
e le spese sono poste a carico dell'attore,con l’obbligo di rifondere alla
controparte fr. 5'500.- a titolo di ripetibili.

 

                                   II.   Gli
oneri processuali d’appello, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia     fr. 1’000.-

                                         b)
spese                      fr.   
  50.-

                                         totale                           fr.
1’050.-

 

                                         da
anticiparsi dall’appellante, sono poste a carico dell'appellato con l’obbligo di
versare all'appellante fr. 3’000.- a titolo di ripetibili.

 

                                  III.   Intimazione:

	
   

  	
  -;

  -.

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio-sud.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        Il segretario

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Premesso che il valore litigioso della vertenza (fr.
49'592.-) raggiunge il limite di legge di fr. 30'000.-, contro la presente
decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione.