# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c11da840-1602-5837-b373-4659b2378f1c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-02-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 27.02.2004 INC.2003.23714
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-23714_2004-02-27.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.23714

  	
  Lugano

  27 febbraio 2004

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Edy
  Meli

  
	
   

  sedente per statuire sul
  reclamo presentato il 6/9 febbraio 2004 da

  
						

 

 

	
   

  	
  __________

  (rappr. dall'avv.
  __________)

   

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  lo scritto 3 febbraio 2004
  del Procuratore pubblico __________ che gli nega la possibilità di
  intrattenere "libera corrispondenza postale con chichessia",
  nell'ambito del procedimento penale di cui all'incarto MP 1474/2003;

  

 

 

viste
le osservazioni del Procuratore pubblico (18 febbraio 2004) e della parte
civile (19 febbraio 2004);

 

 

visto
l'incarto MP 1474/2003;

 

 

ritenuto
e considerato 

 

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

 

che:

 

 

-       
__________ è detenuto, in
carcerazione preventiva, dal 16 aprile 2003 (doc. 6, inc. GIAR 237.2003.1);

 

-       
egli è sottoposto alle norme
relative a tale suo attuale "statuto" (cfr. art. 104 CPP);

 

-       
con scritto, inviato via telefax,
del 30 gennaio 2004, egli ha chiesto di essere posto nella condizione di
intrattenere "libera corrispondenza con chichessia" e non solo
con il difensore (AI 732);

 

-       
mediante lettera raccomandata del
3 febbraio 2004, il magistrato inquirente ha respinto la richiesta, ritenuto
"il concreto pericolo di fuga ed il concreto pericolo di inquinamento
delle prove" (AI 735);

 

-       
__________ ha impugnato lo scritto
in questione, ritenendolo decisione formale, contestando il fatto che la
generica affermazione circa l'esistenza (contestata) di un pericolo di fuga e
di un pericolo di collusione possano controindicare la libera corrispondenza
con terzi, in assenza di specifici interessi istruttori; chiede che la
decisione venga annullata e di essere autorizzato a corrispondere liberamente
(e senza sorveglianza) con terzi, subordinatamente con l'eccezione della moglie
e della parte civile (Reclamo 6 febbraio 2004, pag. 2 e 3);

 

-       
con le proprie osservazioni, il
magistrato inquirente richiama le norme applicabili alla materia, ricorda come
a carico di __________ sussista pericolo di inquinamento delle prove e sottolinea
come la richiesta presentata fosse generica e "illimitata", nonché
priva di qualsivoglia riferimento circa l'identità dei corrispondenti
(Osservazioni PP, 18 febbraio 2004);

 

-       
la parte civile, osserva come
l'accusato abbia già sfruttato la visita di un congiunto per "far
passare un biglietto con istruzioni alla moglie" e fa sapere di non
voler (lui) ricevere corrispondenza da __________ (Osservazioni, 19 febbraio
2004);

 

-       
nella fase attuale dell'inchiesta,
competente per i provvedimenti di censura e di controllo relativi ai colloqui
con l'esterno ed alla corrispondenza è il Procuratore pubblico, le sue
decisioni in merito sono impugnabili davanti a questo giudice (art. 280 CPP; Rusca,
Salmina, Verda, Commento del CPP, 1997, n. 27 ad art.104 CPP); il reclamo, che
emana dalla persona detenuta, è ricevibile in merito e tempestivo;

 

-       
giusta l'art. 104 cpv. 4 CPP, la
corrispondenza di persona in detenzione preventiva "è soggetta a
censura, salvo contraria decisione del magistrato";

 

-       
la "censura", in
concreto, può intervenire in due distinti momenti: in un primo momento mediante
la visione/controllo del contenuto della corrispondenza da parte del magistrato
(DTF 107 Ia 148), in un secondo momento mediante il rifiuto di trasmissione di
scritti (visionati) da o per la persona incarcerata (G. Piquerez, Procédure pénale
suisse, 2000, n. 2419; N. Schmid, Strafprozessrecht, 1997, n. 721);

 

-       
le limitazioni della libertà di
corrispondenza non sono, di principio, contrarie alla Costituzione federale ed
alla CEDU, ma devono essere giustificate da motivi inerenti la corretta
conduzione dell'inchiesta o l'ordine pubblico, a dipendenza del contenuto, del
destinatario, del mittente o anche del volume del traffico (DTF 99 Ia 262; DTF
118 Ia 64, cons. 3. p.; Rusca, Salmina, Verda, op. cit. n. 21 ad art. 104; G. Piquerez,
op. cit., n. 2419 e relative note);

 

-       
nel caso in esame, a giusta
ragione, il magistrato inquirente lamenta il fatto che la richiesta è troppo
generica e generale; infatti è vero che permane, anche con istruttoria chiusa,
un pericolo di inquinamento delle prove (cfr. per tutte sentenza GIAR 9
febbraio 2004, inc. 237.2004.13, attualmente al vaglio della CRP ma non ancora
smentita) e che l'accusato (come rilevato dalla parte civile) ha già cercato di
utilizzare scritti per intervenire in qualche modo sui testi; inoltre appare
più che legittimo proteggere anche la vittima dalla ricezione di corrispondenza
indesiderata (artt. 84 cpv. 1 e 92 cpv. 1 CPP per analogia);

 

-       
alla luce di tutto quanto sopra si
deve constatare che il fatto che la decisione del magistrato inquirente si
esprima in termini (come peraltro anche questo giudice) generali sulla base di
constatazioni che emergono da precedenti decisioni non è che la conseguenza
della genericità del contenuto dell'istanza di libera corrispondenza con "chichessia";
tale genericità non permette applicazione più concreta e precisa (per rapporto
alla singola fattispecie) dei principi enunciati nelle sentenze citate più
sopra;

 

-       
così come formulata, la richiesta
non permette decisione con sufficiente cognizione di causa;

 

-       
le condizioni per una
corrispondenza totalmente libera (come è già, di principio e salvo motivi di
sicurezza - art. 65 cpv. 1 CPP -, quella con il difensore) con "chichessia"
non sono date, comunque non sono sufficientemente indicate e motivate né
nell'istanza originaria né nel reclamo;

 

-       
all'accusato resta comunque la
facoltà di corrispondere con chiunque mediante corrispondenza soggetta a
censura da parte del magistrato (che dovrebbe decidere e motivare la non trasmissione),
rispettivamente di indicare con quali persone vuole corrispondere senza che il
magistrato abbia a visionarne il contenuto, e perché, con diritto ad ottenere
una decisione motivata sulle singole richieste;

 

-       
alla luce di tutto quanto sopra,
il reclamo è respinto, con seguito di tasse e spese; trattandosi di decisione
che concerne uno degli aspetti della libertà personale si ritiene dato il
reclamo alla CRP ex art. 284 cpv. 1 lettera a) CPP.

 

 

 

P.Q.M

 

 

 

viste
le norme citate e tutte quelle applicabili, in particolare gli artt. 104, 57 ss.,
84 ss.280 ss, 284 cpv. 1 lett. a) CPP,

 

 

 

decide

 

 

 

1.     Il reclamo è respinto.

 

2.     La tassa di giustizia, fissata in FRS 100.-, e le
spese, FRS 50.-, sono a carico del reclamante.

 

3.     Contro la presente è dato reclamo alla CRP, Lugano,
entro 10 giorni dall'intimazione.

4.     Intimazione:

         -    PP __________, Via
Pretorio 16, 6900 Lugano

         (con copia delle osservazioni
19.2.2004 della parte civile;

         -    avv. __________ per sè e
per il reclamante     (con copia delle osservazioni 18.2.2004 del magistrato
inquirente e 19.2.2004 della parte civile);

         -    avv. __________ per sé e
per la PC __________ (con copia delle osservazioni 18.2.2004 del magistrato
inquirente). 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
__________