# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 11c7557d-dad8-50b8-9632-e6602dfc2f32
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-02-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.02.2023 D-724/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-724-2023_2023-02-10.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-724/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 0  f e b b r a i o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Yanick Felley;  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Algeria,   

patrocinato dall'avv. Paolo Guidone, (…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 30 gennaio 2023 / (…). 

 

 

 

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Visto: 

la domanda d’asilo che il ricorrente ha presentato in Svizzera il (…) dicem-

bre 2022, 

l’estratto dalla banca dati dattiloscopica «EURODAC» del (…) dicem-

bre 2022, da cui si evince che l’interessato ha depositato una domanda 

d’asilo in Austria il (…) settembre 2022,  

il verbale del colloquio Dublino del (…) gennaio 2023 (cfr. atto Segreteria 

di Stato della migrazione [di seguito: SEM] n. [{…}]-17/2), 

la richiesta di ripresa in carico del (…) gennaio 2023 fondata sull’art. 18 

par. 1 lett. b del Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e 

del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di 

determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una do-

manda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri 

da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione) (Gazzetta uffi-

ciale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.6.2013; di seguito: RD III) 

presentata dalla SEM alle competenti autorità austriache (cfr. atto SEM  

n. 14/5), 

la mancata risposta alla richiesta di ripresa in carico e la relativa comuni-

cazione del (…) gennaio 2023 da parte della SEM alle omologhe autorità 

di considerare l’Austria competente per la trattazione nazionale della do-

manda d’asilo dell’interessato (cfr. atto SEM n. 21/1), 

il riconoscimento del (…) gennaio 2023 da parte delle autorità austriache 

della propria competenza sulla scorta dell’art. 25 par. 2 RD III (cfr. atto SEM 

23/2), 

la decisione della SEM del (…) gennaio 2023, notificata il giorno seguente 

(cfr. atto SEM n. 27/1), di non entrata nel merito giusta l’art. 31a cpv. 1 

lett. b della legge sull’asilo del 26 giugno 1998 [LAsi, RS 142.31], con con-

seguente trasferimento dell’interessato verso l’Austria, 

il ricorso inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito:  

il Tribunale) del (…) febbraio 2023 (data d’entrata: 8 febbraio 2023), 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

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e considerato: 

che il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 3 LAsi) ed è ammissibile (artt. 5, 

48 cpv. 1 lett. a–c e 52 della legge federale sulla procedura amministrativa 

del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che il ricorso è manifestamente infondato, come si dirà in appresso, e la 

decisione è pertanto motivata sommariamente (artt. 111 lett. e e 111a cpv. 

2 LAsi); che giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi il Tribunale rinuncia allo scambio 

di scritti, 

che nel colloquio Dublino l’interessato ha dichiarato di non volere essere 

rinviato in Austria, poiché egli sarebbe stato maltrattato dalle forze di polizia 

ed inoltre soffrirebbe di problematiche psicologiche, 

che l’autorità inferiore ha escluso che in Austria sussistano delle carenze 

sistemiche ai sensi dell’art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 

diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU,  

RS 0.101); che inoltre non vi è il rischio di violazione del divieto di respin-

gimento; rispettivamente che non vi è motivo per l’applicazione degli artt. 

16 par. 1 e 17 RD III, 

che nel ricorso l’insorgente rimprovera alla SEM di non aver sufficiente-

mente accertato il proprio stato di salute oltre che la possibile violazione 

dell’art. 3 CEDU in caso di trasferimento in Austria e di non aver tenuto in 

debita considerazione il suo stato valetudinario; egli solleva inoltre che l’au-

torità inferiore non avrebbe sufficientemente accertato i maltrattamenti su-

biti dalle autorità austriache, che lo avrebbero obbligato a fornire le im-

pronte digitali contro la sua volontà, 

che occorre anzitutto chinarsi sulle censure formali; che le allegazioni sol-

levate dal ricorrente circa una valutazione parziale dei fatti giuridicamente 

rilevanti si mischiano in realtà con il merito della vertenza; che esse, in altre 

parole, riguardano piuttosto l’apprezzamento della SEM; che, in quanto tali, 

verranno trattate nei considerandi seguenti, 

che, per quanto concerne l’accertamento dello stato valetudinario del ricor-

rente, agli atti vi è un foglio F2 (cfr. atto SEM n. 13/3) dal quale emerge che 

il ricorrente gode di buona salute generale, ma soffrirebbe di insonnia e 

brutti pensieri con la prescrizione di Trittico 50mg la sera; che la seconda 

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visita è stata fissata dopo oltre un mese (cfr. atto SEM n. 20/1); che il Tri-

bunale dispone pertanto degli elementi sufficienti per potersi esprimere nel 

merito della vertenza (cfr. infra), 

che la SEM, nel contesto della procedura Dublino, non entra nel merito ai 

sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi quando, dopo aver passato in rassegna 

gli artt. 7–15 RD III, conclude che un altro Stato è competente per l’esecu-

zione della procedura d’asilo e allontanamento, 

che avantutto, quo all’obbligo di fornire le impronte digitali, va osservato 

che tutti gli Stati membri Dublino sono obbligati a rilevare le impronte digitali 

di cittadini di Paesi terzi o apolidi fermati alla frontiera esterna (cfr. art. 14 

par. 1 Regolamento Eurodac [Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 

L 180/1 del 29 giugno 2013]); si rammenta inoltre che il Regolamento Du-

blino non conferisce ai richiedenti il diritto di scegliere lo stato nel quale 

desiderano che la loro domanda venga esaminata, ma ha lo scopo di de-

terminare lo Stato competente per trattare la domanda d’asilo secondo il 

principio one chance only, 

che l’Austria ha tacitamente accettato la propria competenza ai sensi 

dell’art. 25 par. 2 RD III e successivamente ne ha fornito esplicita conferma,  

che, di conseguenza, la competenza dell’Austria è di principio data, 

che l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si giustifica nel caso 

di specie, visto che non vi sono fondati motivi per ritenere che in Austria 

sussistano carenze sistemiche ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fon-

damentali dell’Unione europea (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 

[GU] C 364/1 del 18.12.2000) (cfr. tra le altre la sentenza del D-5895/2022 

del 16 gennaio 2023 consid. 9.2 e 9.2.1); che la presunzione secondo cui 

l’Austria agisca in linea con gli standard previsti dal diritto europeo e inter-

nazionale non è stata rovesciata dal ricorrente; che, in particolare, non vi è 

ragione di ritenere che l’Austria non rispetti il divieto di respingimento e che 

quindi le autorità austriache allontanino l’insorgente in un Paese ove egli 

potrebbe subire dei trattamenti contrari agli obblighi convenzionali, 

che per quanto concerne, nello specifico, gli asseriti maltrattamenti subiti 

dal ricorrente da parte delle autorità austriache, l’interessato solleva tale 

aspetto in modo generico, non circostanziato e non producendo alcun 

mezzo di prova a sostegno delle proprie dichiarazioni; che di conseguenza 

neppure con le allegazioni contenute nel ricorso l’insorgente è stato in 

grado di rovesciare la presunzione sopracitata,  

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che siccome l’Austria è uno Stato di diritto, che dispone di organi di polizia 

e un sistema giudiziario funzionanti, l’interessato, in caso di abusi, potrà 

rivolgersi a dette autorità (cfr. tra le altre sentenza del Tribunale  

D-5895/2022 del 16 gennaio 2023 consid. 9.3), 

che neppure l’art. 17 par. 1 RD III (clausola di sovranità), concretizzato in 

diritto svizzero dall’art. 29a cpv. 3 dell’Ordinanza 1 sull’asilo relativa a que-

stioni procedurali dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311) è applicabile, 

che, infatti, il trasferimento in Austria del ricorrente non contravviene ad 

alcuna norma imperativa di diritto internazionale; in particolare risulta che 

la SEM ha sufficientemente accertato lo stato valetudinario dell’insorgente 

e che da questo punto di vista non vi sono problemi di una gravità tale da 

impedirne il rinvio (cfr. atto SEM n. 13/3); che l’Austria, inoltre, dispone di 

autorità di polizia che garantiscono la protezione nell’eventualità di mi-

nacce (cfr. supra), 

che l’Austria è pertanto tenuta a riprendere in carico il ricorrente in ossequio 

alle condizioni poste agli artt. 23, 24 e 29 RD III, 

che quindi, è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do-

manda d’asilo del ricorrente, 

che, visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione 

della SEM confermata, 

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di con-

cessione dell’effetto sospensivo risulta priva di oggetto, 

che, visto l’esito della procedura, le spese processuali sono poste a carico 

del ricorrente, 

che la decisione è definitiva e non può essere impugnata con ricorso in 

materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d della 

legge sul Tribunale Federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, pari a CHF 750.-, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari