# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9367b101-0c51-58ca-8284-f3a0618b79d2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-01-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 11.01.2007 32.2006.28
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2006-28_2007-01-11.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2006.28

   

  FS/td

  	
  Lugano

  11 gennaio
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 31 gennaio 2006
di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 20
  dicembre 2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe __________, di professione operaio magazziniere, nel luglio 1996 ha
presentato una domanda volta ad ottenere prestazioni AI in quanto affetto da
“ernia discale e instabilità lombare” (doc. AI 1/1-6). Esperiti gli
accertamenti del caso, l’Ufficio AI ha respinto detta domanda con decisione dell’8
ottobre 1997, cresciuta in giudicato, ritenendo un grado d’invalidità non pensionabile
(doc. AI 17/1-2).

 

                               1.2.   Nel
mese di febbraio 2005 l’assicurato ha presentato una nuova domanda di
prestazioni (doc. AI 19/1-7). Dopo gli accertamenti del caso, con decisione 28
settembre 2005, l’Ufficio AI ha negato all’assicurato il diritto a prestazioni
adducendo che:

 

"  (…)

Dalla documentazione medica acquisita all’incarto, con
particolare riferimento alla perizia del dr. __________, risulta che lei,
nonostante il danno alla salute presentato, dispone ancora di una capacità
lavorativa del 100% nell’esercizio di attività adeguate.

 

Nel caso specifico dal raffronto tra il reddito annuo
nella professione svolta prima dell’insorgenza del danno alla salute (Fr.
48'100.--) e quello ottenibile in un’attività adeguata allo stato di salute
(Fr. 41'277.--), risulta una perdita di guadagno del 14%.

 

Essendo il grado d’invalidità inferiore al 40%, il
diritto alla rendita non esiste.

(…)." (doc. AI 37/1-2)

 

                               1.3.   A
seguito dell’opposizione interposta dall’assicurato che, producendo uno scritto
datato 12 ottobre 2005 del dr. __________ (doc. AI 39/1-2), ha contestato la valutazione
reumatologica del dr. __________ e esposto le difficoltà a trovare un lavoro,
l’Ufficio AI con decisione su opposizione 20 dicembre 2005 (doc. AI 47/1-5) ha
confermato il rifiuto a prestazioni motivando:

 

"  (…)

4. Quale principio generale, è importante ricordare che
l'amministrazione esprime la propria persuasione prendendo le decisioni
opportune al termine di ogni iter istruttorio. Nell'ambito della procedura di
opposizione spetta poi all'assicurato, rispettivamente al suo rappresentante
legale, fornire le prove atte a giustificare una diversa valutazione del caso.

 

Nell'evenienza concreta, con l'atto di opposizione sono
stati prodotti diversi referti medici specialistici da parte del medico curante
Dr. __________, del Dr. __________, della __________ di __________ e del Dr. __________.

 

Per competenza, questa documentazione è stata
sottoposta alla valutazione del Dr. __________ del Servizio medico regionale
dell'AI (SMR), il quale ha posto le sue osservazioni con annotazioni interne
del 09 e 13 dicembre 2005. Egli ha rilevato innanzitutto che i rapporti
presentati dal curante Dr. __________, rispettivamente dal Dr. __________, non hanno apportato nuovi elementi clinici. In secondo luogo, ha
osservato come le conclusioni diagnostiche della __________ di __________ abbiano definito la presenza di una polineuropatia e
questo nonostante gli esami neurofisiologici siano risultati normali. Questa
situazione depone per una diagnosi non convincente e non attendibile, perplessità
d'altro canto sollevata anche dallo specialista Dr. __________ nel suo rapporto
05 dicembre 2005, con il quale in effetti è stata testimoniata l'incertezza
della citata diagnosi di polineuropatia descritta come detto dai medici della __________.

 

Di conseguenza, a mente del Dr. __________, i documenti
medici presentati in fase di opposizione non aggiungono nuovi elementi clinici,
motivo per cui la valutazione peritale del Dr. __________ conferma forza probatoria piena.

A titolo abbondanziale, va sottolineato che le perizie
mediche eseguite da medici riconosciuti specializzati hanno forza probatoria
piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducano a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176). Per quanto attiene invece al medico di
famiglia, secondo generale esperienza della vita, il giudice deve tenere conto
dei fatto che, nel dubbio, egli attesta a favore del proprio paziente (Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts im Sozialversicherungsrecht, p. 230).

 

5. Per quanto attiene invece alle considerazioni legate
alle difficoltà di reperire un adeguato posto di lavoro, occorre precisare in
primis che il concetto di invalidità è riferito ad un mercato del lavoro equilibrato,
nozione quest'ultima teorica ed astratta implicante, da una parte, un certo
equilibrio tra offerta e domanda di manodopera e, dall'altra, un mercato del
lavoro strutturato in modo tale da offrire una gamma di posti di lavoro
diversificati. Secondo questi criteri si deve di caso in caso stabilire se
l'invalido possa mettere a profitto le sue residue capacità di guadagno e
conseguire un reddito tale da escludere il diritto ad una rendita. In
particolare, l'esistenza di una simile opportunità dovrà essere negata qualora
le attività esigibili dall'interessato lo siano in una forma talmente ristretta
da non rientrare più nell'offerta lavorativa generale o siano reperibili solo
in misura molto ridotta cosicché le possibilità occupazionali appaiano sin
dall'inizio escluse o perlomeno non realistiche (DTF 110 V 276 consid. 4b; RCC
1991 pag. 332 consid. 3b e 1989 pag. 331 consid. 4a).

 

Ora, se è vero che il mercato del lavoro accessibile ai
lavoratori non qualificati, come nel caso di specie, è in generale limitato a
dei lavori di manodopera o ad altre attività fisiche (RCC 1989 pag. 331 consid.
4a), è altrettanto vero che nell'industria e nell'artigianato le attività
fisicamente pesanti vengono eseguite sempre più spesso tramite dei macchinari,
motivo per cui aumentano le attività di controllo e sorveglianza (RCC 1991 pag.
332 consid. 3b).

 

Tenuto dunque conto dei concetti succitati,
costantemente avvalorati dal Tribunale federale delle assicurazioni, occorre di
conseguenza dar atto alla relazione finale 23 settembre 2005 della consulente
Al in integrazione professionale, mediante la quale l'assicurato è stato
reputato in condizioni di poter riprendere un'attività lucrativa nel settore
dell'industria e dell'artigianato locali, in attività semplici e ripetitive,
nell'esercizio delle quali il pregiudizio economico si situerebbe in misura
lievissima, comunque da escludere il diritto a qualsiasi prestazione.

 

Per concludere pertanto, sulla base di quanto messo in
luce e del fatto che non sono stati forniti mezzi probatori atti a modificare
la valutazione operata dal SMR e dall'amministrazione, non sussistono ragioni
oggettive per scostarsi dalla decisione impugnata e dall'iter istruttorio che
ha permesso di quantificare il grado di invalidità nel tasso del 14%.

(…)." (doc. AI 47/4-5)

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso l’assicurato, tramite l’avv. RA 1, ha contestato la valutazione
medica, il grado di capacità lavorativa, la possibilità di essere impiegato nel
settore dell’industria e artigianato locale in attività semplici e ripetitive e
postulato il riconoscimento di un grado di invalidità di almeno il 50%.

                                         Contestualmente
l’assicurato ha pure chiesto di essere posto al beneficio del gratuito
patrocinio.

 

                               1.5.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI, rilevato che l’assicurato solleva le stesse obiezioni
già trattate in sede di opposizione, si è confermato nelle proprie allegazioni
e ha chiesto di respingere il ricorso.

 

                               1.6.   Con
scritto 11 maggio 2006 il rappresentante dell’assicurato ha trasmesso nuova
documentazione medica e il certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria.

 

                               1.7.   Con
osservazioni 30 maggio 2006, avvalendosi del parere espresso dal dr. __________,
medico SMR, a cui è stata sottoposta la documentazione medica prodotta
dall’insorgente, l’Ufficio AI ha insistito nel chiedere la reiezione del ricorso
adducendo che:

 

"  (…)

 

Come emerge dall’annotazione medica annessa, da
ritenere parte integrante del presente allegato, il SMR ha osservato come
l’attuale documentazione medica conferma una situazione clinica invariata
rispetto al momento della perizia del Dr. __________ (perizia del 13.07.2005
cfr. atti AI n. 31) con conferma del danno neurologico residuo dopo PLIF
(fissazione, stabilizzazione delle vertebre, cfr. rapporto del 17.08.2004 dell’__________,
Dr. __________, atti AI n. 23) dell’agosto 2004.

 

Quale referto collaterale il SMR indica che
l’assicurato presenta una lieve polineuropatia (cfr. esame neurografico del
15.03.2006) che rimane senza ripercussioni funzionali e quindi non invalidante,
mentre l’episodio sincopale di verosimile eziologia ortostatica è da
considerare quale episodio unico e isolato con assenza di patologia
sottogiacente, quindi anche per questo problema non risulta esservi un
impedimento funzionale.

 

In conclusione, il SMR conferma uno stato di salute
invariato dell’assicurato rispetto alla valutazione peritale posta dal Dr. __________,
con convalida della valutazione della capacità lavorativa residua.

 

(…)." (doc. XII)

 

                                         Questo
documento, unitamente alle annotazioni 24 maggio 2006 del dr. __________, é
stato trasmesso al rappresentante del-l’assicurato con facoltà di presentare
osservazioni scritte.

 

                               1.8.   Con
scritto 4 gennaio 2007 il rappresentante dell’assicurato ha trasmesso al TCA
copia delle decisioni 9 maggio e 21 novembre 2006 con le quali l’Ufficio del
sostegno sociale ha riconosciuto all’assicurato il diritto a prestazioni
assistenziali (fr. 1'917.-- mensili quale prestazione ordinaria) dal 1° giugno
2006 al 31 marzo 2007 (doc. XIV/1-2).

 

 

 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere é la valutazione medica operata dal-l’Ufficio AI come pure le conclusioni
circa la possibilità per l’assicurato di essere impiegato nelle attività
indicate nel querelato giudizio. L’assicurato sostiene infatti che gli accertamenti
medici sarebbero insufficienti, che le sue limitazioni funzionali sarebbero
tali da pregiudicare in modo sensibile la sua capacità lavorativa anche in occupazioni
leggere e che la reperibilità delle attività adeguate indicate sarebbe più che
dubbia.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere
calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR
1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

                                         Al proposito va precisato che, secondo una
sentenza pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il raffronto
dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto
alla rendita (e non quello della decisione su opposizione). L’Alta Corte ha
anche precisato che l’amministrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi
sul diritto ad una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo
all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di
rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà
pertanto procedere ad un ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.

                                         Tale
principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF
129 V 222; cfr. anche STFA inedite 26
giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa
R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella
causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella
causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                               2.4.   Qualora
una prima richiesta di rendita sia stata negata perché il grado di invalidità
era insufficiente o perché l'invalido poteva provvedere a se stesso, una nuova
domanda è riesaminata soltanto se l'assicurato rende verosimile che il grado di
invalidità si è modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni
(art. 87 cpv. 2 e 3 OAI). Se non è il caso, l'amministrazione non entra nel
merito della richiesta (DTF 109 V 114 consid. 2a).

                                         Se
l'amministrazione entra nel merito della nuova domanda deve esaminare la
fattispecie da un punto di vista materiale e in particolare verificare se la
modifica del grado di invalidità resa verosimile dall'assicurato si è
effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso applicherà, per
analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso (art. 17 cpv. 1
LPGA, 41 vLAI, art. 87ss. OAI; VSI 1999 pag. 8; Rüedi,
Die Verfügungsanpassung als Grundfigur von Invalidenrenten-revisionen, in
Schaffauer/Schlauri, Die Revision von Dauer-leistungen, Veröffentlichungen des
Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999,
pag. 15; DTF 117 V 198).

                                         La costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono
soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di
salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di
salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno
hanno subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994 in re P. P. pag. 4; RCC 1989 pag. 323,
consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a, 109 V 116 consid. 3 b, 105 V 30).

                                         Affinché
sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che le
condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una modifica,
tale da influire sulla perdita di guadagno.

                                         D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista astratto,
ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI.

                                         In
ogni caso la revisione della rendita è possibile unicamente se, posteriormente
alla pronuncia della decisione iniziale, la situazione invalidante è
effettivamente mutata. Non basta invece che una situazione, rimasta
sostanzialmente invariata, sia giudicata in modo diverso (RCC 1987 pag. 38
consid. 1a, 1985 pag. 336; STFA del 29 aprile 1991 nella causa G.C., consid.
4);

 

                               2.5.   Nell’evenienza
concreta, con rapporto 14 aprile 2005, il dr. __________, presa in
considerazione la documentazione medica acquisita durante l’istruttoria amministrativa,
ha espresso la seguente raccomandazione:

 

"  (…)

Trattasi di un A 53enne che presenta una problematica
lombo-discale da lunga data. Un primo intervento viene effettuato nel 96. Una
prima richiesta con rifiuto di prestazioni è stata fatta nel 97.

Ora per la persistenza dei disturbi l’A è stato operato
nel 2004. L’evoluzione di tale intervento non porta un miglioramento che
permetta il ripristino di una CL.

La situazione attuale rimane molto compromessa, le
diverse valutazioni mediche sono concordanti. Altri provvedimenti sanitari sono
proposti ma questi non potranno influenzare positivamente la CL.

 

La situazione giustifica un’entrata in materia.

Ritengo indicata una perizia reumatologica (dott. __________)
per determinare un eventuale attività adatta." (doc. AI 27/2)

 

                                         L’Ufficio
AI ha quindi ordinato una perizia reumatologica a cura del dr. __________ (doc.
AI 28/1-2).

                                         Dal
referto 13 luglio 2005 (doc. AI 31/1-9) risulta che il perito, FMH in reumatologia
e medicina interna, dopo aver esposto dettagliatamente l’anamnesi e le constatazioni
oggettive, ha posto la seguente diagnosi:

 

"  (…)

Sindrome cervicospondilogena cronica sinistra in

 

- disturbi statici del rachide (appiattimento della
dorsale, minima scoliosi destroconvessa dorsale con rialzo della spalla destra
di circa 1 cm, sinistroconvessa lombare),

- decondizionamento muscolare

 

Esito da discectomia microchirurgica L5/S1
il 9.2.1996

 

Esito da fissazione transpeduncolare posteriore per via
transmuscolare, decompressione e discectomia L5/S1, PLIF con gabbie di titanio
il 8.7.2004

- grave lesione primariamente radicolare L5
sensitiva e motoria predominante sull’estensore dell’alluce destro

 

Nota rizartrosi bilaterale, sintomatica a sinistra

 

Condropatia patellare attualmente asintomatica

(…)." (doc. AI 31/7)

 

                                         In
merito alle conseguenze sulla capacità di lavoro e d’in-tegrazione, il dr. __________
ha esposto quanto segue:

 

"  (…)

Considero come lavoro adatto allo stato di salute dell’assicurato,
un’attività che tiene pienamente conto della capacità funzionale residua
descritta nell’allegato.

 

In un lavoro adatto allo stato di salute, giudico
l’assicurato abile al lavoro nella misura del 100% con un rendimento massimo
del 100%.

 

Durante i periodi dal 9.2.1996 al 31.8.1996 e dal
luglio 2004 al febbraio 2005 (periodo postoperatorio di 6 mesi), l’assicurato è
da valutare inabile al lavoro nella misura del 100% per qualsiasi tipo di attività.

(…)." (doc. AI 31/7-8)

 

                                         Nella
scheda di funzionalità (doc. AI 31/9) lo stesso perito ha indicato:

 

	
  A 
  Sollevamento e/o Trasporto di carichi (kg)

  

 

molto
leggeri (fino a 5)  ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente
ridotta xnormale

         
leggeri (6 --> 10) ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta x lievemente
ridotta ¨normale

          
medi (11 --> 25)             ¨ nulla ¨  esigua  x  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente ridotta ¨normale

      
pesanti (26 --> 45) x nulla ¨  esigua ¨  molto ridotta ¨  ridotta  ¨ lievemente
ridotta ¨normale

    
molto pesanti (> 45) x nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente
ridotta ¨normale

sopra
piano spalle (> 5) ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente
ridotta xnormale

sopra
piano spalle (> 5) ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta x lievemente
ridotta ¨normale

 

	
  B
  Manipolazione di oggetti, attrezzi, pulsantiere

  

 

 
leggeri / di precisione  ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta x lievemente
ridotta ¨normale

                           
medi ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente
ridotta xnormale

 
pesanti/manovalanza  ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta x lievemente
ridotta ¨normale

             
molto pesanti ¨ nulla ¨  esigua  x  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente
ridotta ¨normale

 
rotazione della mano   ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente
ridotta xnormale

 

	
  C
  Posizioni di lavoro o Dinamiche particolari

  

 

        
a braccia elevate             ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta x lievemente ridotta ¨normale

             
con rotazione ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta x  ridotta ¨ lievemente
ridotta ¨normale

    
seduta e piegata in

                          avanti ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente ridotta xnormale

       eretta e piegata in 

                         
avanti ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta x  ridotta ¨ lievemente
ridotta ¨normale

             
Inginocchiata ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta x  ridotta ¨ lievemente
ridotta ¨normale

         con ginocchia in 

                     flessione  ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente ridotta xnormale

 

 

	
  D
  Mantenere Posizioni statiche

  

 

                       
seduta   ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta x lievemente
ridotta ¨normale

                        
eretta   ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta x lievemente
ridotta ¨normale

 

	
  E
  Spostarsi / Caminare

  

 

                 
fino a 50 m  ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente
ridotta xnormale

                  
oltre 50 m   ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente
ridotta xnormale

        
per lunghi tragitti ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta x  ridotta ¨ lievemente
ridotta ¨normale

su
terreno accidentato  ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta x  ridotta ¨ lievemente
ridotta ¨normale

salire /
scendere scale  ¨ nulla ¨  esigua  ¨  molto ridotta x  ridotta ¨ lievemente
ridotta ¨normale

Idem ponteggi, scale a  ¨ nulla x  esigua  ¨  molto ridotta ¨  ridotta ¨ lievemente ridotta ¨normale

pioli

 

	
  F Diversi

  

 

impiego
delle due mani        ¨ impossibile      ¨ possibile solo in
parte    x possibile normalmente

In
equilibrio / bilanciandosi   ¨ impossibile      x possibile solo in parte   ¨ possibile
normalmente

 

	
  G
  Esposizioni particolari

  

 

indicazioni
/controindicazioni   

	
                                               
  

  

 

                                         Il
ricorrente contesta la succitata valutazione adducendo la diversa valutazione
degli sforzi da lui sostenibili operata dal suo medico curante, dr. __________,
FMH in medicina interna (doc. AI 39/1-2), e il fatto che nel rapporto 28
ottobre 2005 della Clinica __________ figura pure la diagnosi di polineuropatia,
patologia riguardo alla quale i medici hanno indicato la necessità di ulteriori
indagini (doc. AI 42/1-2).

                                         In
questo senso l’assicurato ha chiesto l’esperimento di ulteriori accertamenti
medici.

 

                               2.6.   Affinché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso
valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli
esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta
l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi)
e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento
della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere
motivate (STFA del 26 agosto 2004 nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA
del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352
consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 2001
pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo
2002 nella causa M [I 162/01], consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa
il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998
nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24
dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e
332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In
un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio
non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo
per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli
interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio
1995 in re A. C; cfr. anche DTF
123 V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), l’Alta Corte ha ribadito che
ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine,
non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità
(DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in
un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in
dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle
particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati
i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti,
i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a
risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non
sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI
2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STFA del 26 agosto 2004 nella causa G.C., I
355/03, consid. 5).

                                         Per
quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/ 01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; MEYER-BLASER,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.
230).

                                         Inoltre, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori
il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed
indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

 

                               2.7.   Dopo attento esame degli atti all’inserto, ritenute le conclusioni a
cui è giunto il dr. __________ nella perizia 13 luglio 2005 – alla quale va
riconosciuta forza probatoria piena conformemente alla giurisprudenza citata
(consid. 2.6) – e visto che il medico curante contesta solo genericamente la
valutazione degli sforzi sostenibili dall’assicurato senza addurre nessun
elemento clinico e tanto meno certificati di altri medici specialisti
attestanti un peggioramento della sintomatologia e/o una diversa valutazione
dal punto di vista reumatologico, questo Tribunale deve ritenere valide le
conclusioni formulate dal perito.

 

                                         In
particolare, per quanto riguarda la diagnosi di polineuropatia
espressa dai medici della Clinica __________, dagli esiti delle ulteriori
indagini effettuate è risultato quanto segue.

 

                                         Il
dr. __________, Primario di Neurologia, nel suo rapporto 10 marzo 2006, ha
espresso la seguente valutazione provvisoria:

 

"  (…)

Discreta polineuropatia molto probabilmente diabetica:
vedi dissociazione tra riflessi patellari scatenabili al rafforzamento e
achillei assenti e moderata ipopallestesia. Deficit di sensibilità di tipo disestetico
alla gamba ds nel territorio del N. peroneo, con paresi dell'estensione delle
dita e rotazione esterna, ben compatibile con una paresi del peroneo, ma in più
una certa differenza di sensibilità anche alla pianta del piede e nozione di
fibrillazione nel tibiale posteriore all'esame ENG del 29.9.04, per cui una
componente radicolare è praticamente certa.

Il paz. è stato convocato in data odierna allo scopo di
essere sottoposto da parte della Dr.ssa __________ ad un complemento di esame
ENG/EMG. Il paz. non sarebbe stato informato del tipo d'esame e oggi non se la
sente di sottoporvisi. Verrà di nuovo la prossima settimana. L'esame dovrà
cercare nei limiti del possibile di discriminare ancora meglio tra una
problematica del N. peroneo e radicolare L5 + ev. S1 ds o ev. una
compartecipazione doppia e verificare ulteriormente la diagnosi posta dai
colleghi della __________ di una paresi bilaterale peroneale senso-motorica
predominante a ds nell'ambito di una polineuropatia, in particolare il sospetto
di una neuropatia ereditaria con tendenza a paresi da compressione o una
neuropatia tipo Charcot-Marie-Tooth.

Posso anticipare quelle che saranno probabilmente le
conclusioni. Il paz. ha una sindrome neurogena distale all'arto inf. ds. di
tipo sensitivo-motorio con deficit moderati, ma con una iperpatia nel
territorio del N. peroneo ds. residuale dopo PLIF dell'agosto 2004. La
situazione è da ritenersi definitiva ma un certo miglioramento della sensazione
di instabilità alla marcia potrebbe essere ottenuto con l'uso di una cavigliera
rigida oppure con l'applicazione di una stecca di Heidelberg al piede ds. La
sindrome dolorosa potrebbe beneficiare dell'associazione dell'uso di una stimolazione
transcutanea tipo TENS con farmaci come Neurontin o Lyrica a dosi adeguate
(generalmente dosi non inferiori a 1800 mg di Neurontin o 300 mg di Lyrica).
Non sono sicuro che la sindrome dolorosa alla gamba ds sia in primo piano
rispetto ai dolori lombari, alla sensazione di instabilità alla gamba ds e alla
frustrazione importante con cui il paz. vive il suo stato. Se i dolori di tipo
iperpatico alla gamba ds fossero in primo piano e non migliorassero con quanto
sopra indicato, potrebbe essere presa in considerazione dai neurochirurghi una stimolazione
cordonale posteriore. Non mi esprimo su ev. misure per migliorare i dolori
lombari. Aggiungo che la mielografia e la mielo-TAC eseguita nel novembre 2004,
a distanza di alcuni mesi dall'intervento, quando i dolori alla gamba ds erano
già ben presenti, non ha evidenziato compromessi radicolari né a livello interspinale
né a livello foraminale. Questo esclude ragionevolmente la possibilità che un
nuovo intervento possa migliorare in qualche modo la situazione alla gamba ds.

(…)." (doc. D)

 

                                         In
un ulteriore scritto 21 marzo 2006 al curante, il dr __________ ha ancora attestato
che:

 

"  (…)

Come previsto il 15.03.2006 il paziente è stato
sottoposto ad un esame elettroneurografico di cui le allego copia.

L'esame esclude una polineuropatia di tipo Charcot-Marie-Tooth
o una neuropatia con tendenza alle paresi da compressione.

Dei potenziali sensitivi tendenzialmente bassi dei
nervi surali, un riflesso H leggermente patologico dalle due parti per comparsa
tardiva e di ampiezza sempre inferiore alla onda M e in via subalterna assenza
di potenziali sensibili antidromici del nervo peroneo superficiale dx e sx.
sono elementi elettrofisiologici che correlano con il reperto clinico di
un'iporeflessia achillea bilaterale e una moderata ipopallestesia bilaterale
nel senso di una lieve diabetica sensibile distale e simmetrica.

Correla con il deficit nel territorio peronale ds. una
perdita assonale lungo le fibre del nervo peroneo comune dx. L'esame
elettroneurografico non permette una localizzazione della disfunzione se a livello
radicolare o a livello troncolare. Su formale richiesta del paziente non
abbiamo potuto eseguire un esame con ago nel M. tibiale ant. per appurare se vi
sia o meno un blocco di conduzione al collo del peroneo dx. né un esame
elettromiografico.

Tuttavia la presenza di attività spontaneoa nel M.
tibiale posteriore dx in occasione dell'esame del 29.03.2004 fa nettamente propendere
per un problema radicolare piuttosto che troncolare.

 

La mielografia e la mieloTAC del novembre 2004 non
hanno evidenziato una patologia compressiva e neppure una patologia
cicatriziale rilevante concernente la radice L5 dx per cui è praticamente escluso
che un nuovo intervento possa modificare i disturbi all'arto inferiore dx.

La situazione deve essere affrontata a livello sintomatico.
Nel mio riassunto d'esame ho fatto delle considerazioni in merito.

Le segnalo caso mai le fosse utile, che presso l'__________
il Dr. __________ coordina una consultazione per pazienti con dolori cronici.

(…)." (doc. E)

 

                                         In
una lettera 10 maggio 2006, indirizzata al rappresentante dell’assicurato, il
dr. __________, dopo aver osservato che “(…) gli esami neurologici effettuati
non hanno messo in evidenza la sospettata polineuropatia sistemica ma solo una
lieve polineuropatia di probabile origine diabetica non alla causa dei dolori e
della debolezza agli arti inferiori lamentata dal paziente (…)” ha concluso che
“(…) il paziente soffre effettivamente di importanti dolori all’arto inferiore
destro con una paresi del peroneo destro e quindi una difficoltà ad elevare la
punta del piede con possibilità di cadute. A questo proposito allego copia
dell’ultimo rapporto dell’Ospedale __________ ove si menziona una sincope che
ha un più preciso rilevamento anamnestetico direttamente con il paziente viene
riferito più ad una caduta dalle scale dopo aver inciampato sempre a causa del
piede destro. In sostanza non vi sono nuovi elementi clinici, si ribadiscono
però dolori all’arto inferiore destro e alla paresi al peroneo al piede destro.
Anche i dolori a livello lombare si sommano limitando così la capacità lavorativa
del paziente che a mio avviso può essere situata tra il 75% - 100%. Chiaramente
data l’età, le condizioni del mercato del lavoro attuale e la forte limitazione
della capacità lavorativa mi sembra aleatorio pretendere che il paziente possa
essere reinserito o trovi un’occupazione (…)” (doc. F).

 

                                         Vista
l’esclusione della sospettata polineuropatia sistemica e considerata l’assenza
di nuovi elementi clinici, questo Tribunale deve concludere che non vi sono dei
disturbi che non siano già stati presi in considerazione dal dr. __________
nella sua perizia 13 luglio 2005.

 

                                         Anche
il dr. __________, nelle sue annotazioni 24 maggio 2006, ha concluso che, visto
lo stato di salute invariato rispetto al momento della perizia, va confermata
la valutazione del perito circa la capacità lavorativa residua aggiungendo che
“(…) l’attuale documentazione in pratica conferma una situazione clinica invariata
rispetto al momento della perizia __________ con conferma del danno neurologico
residuo dopo PLIF agosto 2004. Come referto collaterale l’assicurato presenta
una lieve polineuropatia periferica (vedi referto dell’esame
neurografico del 15.3.2006) che rimane senza ripercussioni funzionali e quindi
non invalidante. L’episodio sincopale di verosimile eziologia ortostatica era
episodio unico e isolato con assenza di patologia sottogiacente, quindi non
risulta esservi anche per questo problema un impedimento funzionale (…)” (doc.
XII/Bis).

 

                                         In conclusione, visto quanto sopra, sulla base delle affidabili e
concludenti risultanze della perizia 13 luglio 2005 del dr. __________, considerate
le valutazioni del dr. __________ espresse dopo le ulteriori indagini svolte e concernenti
la polineuropatia, richiamato inoltre l’obbligo che incombe all’assicurato di
intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278
consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip
im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61) – se
necessario intraprendendo una nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e
sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht
zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221) – è da ritenere dimostrato, con il grado della
verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF
126 V 360, 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati), che l'assicurato è abile al lavoro al 100% con un rendimento massimo in
un lavoro adeguato.

 

                                         Con
il proprio ricorso l’assicurato ha chiesto di ordinare ulteriori accertamenti
medici.

                                         Ora,
appurata la piena forza probatoria della perizia 13 luglio 2005 del dr. __________
e vista l’esecuzione delle ulteriori indagine concernenti la polineuropatia
nonché le valutazioni del dr. __________ al riguardo, la domanda volta ad
ottenere ulteriori accertamenti medici va respinta.

 

                                         A tal proposito va rilevato che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o
il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla
convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata
predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare
il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata
delle prove; cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag.
274, si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119
V 344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il
diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid.
4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                               2.8.   In
merito alle ripercussioni economiche del danno alla salute, con rapporto 23
settembre 2005, il consulente in integrazione professionale ha evidenziato:

 

" 
(…)

 

	
  Formazione scolastica e professionale - grado
  raggiunto (elementari, medie, ecc.), durata, mansioni, specializzazioni,
  retribuzioni

  
	
   

  Dopo l'assolvimento delle scuole dell'obbligo
  (elementari e medie) nel suo paese di origine (__________), entra in CH
  presumibilmente negli anni '70 lavorando come operaio generico presso varie
  ditte della CH interna ed in Ticino.

  Nel '92, lavorando quale magazziniere presso la ditta
  __________, si presenta per la prima volta l'inabilità lavorativa legata al
  danno alla salute. Inoltrerà quindi domanda di prestazioni UAI rifiutando
  però di sottoporsi ad una riqualifica professionale, motivo per cui si chiude
  il caso sulla base di un calcolo dei redditi che attesta un grado di
  invalidità del 33%.

  Dopo di che riprende a lavorare in diverse mansioni
  di magazziniere ed operaio non qualificato in diverse aziende, con redditi
  molto umili.

   

  Il suo ultimo reddito da abile come magazziniere c/o __________
  comunque, risale al '92 ed ammonta a 2'795.- frs mensili.

  

 

 

	
  Attività esigibili - senza (ri)formazione specifica

  
	
   

  Secondo la perizia del dr. __________ risulta che
  l'A. sarebbe totalmente abile in attività che:

   

  - non comportino il ripetuto porto di pesi sopra i 10
  chili

  - permetta di alternare di tanto in tanto le
  posizioni seduta/eretta

  - non richieda l'utilizzo regolari di attrezzi di
  precisione

  - non richieda l'utilizzo di attrezzi pesanti

  - non richieda di lavorare frequentemente con le
  bracci elevate 

  - eviti movimenti di rotazione della schiena e di
  flessione avanti nella posizione 

    eretta

  - non richieda di camminare per lunghi tragitti o di
  salire su scale e ponteggi

  - eviti l'assunzione di posizioni in equilibrio

   

  La scarsa scolarizzazione dell'assicurato e la
  conseguente assenza di un diploma di base nonché la sua età relativamente
  avanzata precludono l'applicazione di provvedimenti di riqualifica
  professionale con frequenza scolastica.

  

 

 

	
  L'A. avrebbe unicamente diritto, qualora ne
  inoltrasse la richiesta, ad un periodo limitato di aiuto all'avviamento di
  una nuova professione.

  

 

 

	
  Calcolo CGR
  - senza (ri)formazione specifica

  
	
   

  In conformità a recente giurisprudenza (la sentenza
  di principio è stata emanata dal TF nel maggio del 2000) alfine di
  determinare il salario da invalido di un assicurato che non esercita in
  concreto professione alcuna o comunque non sfrutta appieno le residue
  capacità di guadagno, è possibile far riferimento ai rilevamenti statistici
  ufficiali, editi periodicamente dall'Ufficio Federale di Statistica, che si
  riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di
  lavoro.

  Ai fini del calcolo fa stato il valore centrale, o
  mediano (DTV 126 V 77).

  I dati sono periodicamente pubblicati dal UFS e sono
  noti generalmente come "tabelle RSS".

   

  Nel caso di assicurati che a causa di una particolare
  situazione personale o professionale non possono mettere completamente a
  frutto la loro residua capacità di guadagno nemmeno in attività non
  qualificate, non riuscendo pertanto a raggiungere il livello medio dei salari
  sul mercato, può essere operata una riduzione percentuale sul salario teorico
  statistico che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino ad un max del
  25% (VSI 2002, p. 64).

   

  Se la determinazione del reddito da invalido avviene
  su tale base, la giurisprudenza non esige l'allestimento di un elenco di
  professioni in concreto esigibili, anche se si può supporre che nel caso
  concreto il danno alla salute influenzi in maniera rilevante la scelta della
  professione.

   

  Nel presente caso dovremo fare riferimento ai dati
  statistici rilevanti nel settore dell'industria e artigianato locali, in
  attività semplici e ripetitive (categoria professionale 4, quartile 2)
  apportando le seguenti riduzioni salariali:

   

  - del 7% per porto di pesi limitato

  - del 15% per le numerose limitazioni ergonomiche a
  livello della schiena e delle ginocchia (vedi attività esigibili)

   

  Il calcolo dei redditi risulta così come segue: 

   

  RH:
  quale magazziniere senza diploma ma con almeno 10 anni di attività, l'A. oggi
  potrebbe guadagnare 48'100.- frs annui

  

 

	
  RI: in
  attività semplice e ripetitiva, secondo Tabelle RSS con le riduzioni salariali
  esposte sopra, risulta che l'A. nel 2004 avrebbe potuto guadagnare 41'277.-
  frs annui

   

  CGR : 85,8%

  

 

	
  Proposte formative (eventuali) o di chiusura del caso

  
	
   

  L'A. non raggiunge il tasso minimo di invalidità ai
  sensi LAI per poter beneficiare di una riqualifica professionale. Come detto
  sopra però, qualora trovasse un nuovo impiego potrebbe sempre rivolgersi
  all'Assicurazione Invalidità per ottenere delle i.g. per avviamento a nuova
  attività (per un periodo limitato).

  

                                                       (…)."
(doc. AI 34/2-4)

 

                                         Nella decisione impugnata l’amministrazione, sulla base dei dati
relativi al reddito da valido di fr. 48’100 e al reddito da invalido di fr. 41’277
stabiliti dal consulente IP, ha determinato un grado di invalidità del 14%
(doc. AI 52/10).

                                         Il ricorrente non ha contestato i suddetti redditi stabiliti dal-l’amministrazione,
ma ha criticato le possibilità di occupazioni residue fornite dall’Ufficio AI, osservando
che “simili attività, la cui effettiva reperibilità sul mercato del lavoro
appare più che dubbia, risultano in ogni caso difficilmente compatibili sia con
lo stato di salute dell’assicurato, che con l’assenza di specifica formazione
(…)” (doc. I).

 

                                         Al riguardo, va innanzitutto rilevato che la contestazione relativa
alla capacità lavorativa dell’assicurato dal punto di vista medico non ha
nessuna ragione d’essere, ritenuto che, come ampiamente visto in precedenza
(cfr. consid. 2.7), le sue condizioni di salute sono state accuratamente e
dettagliatamente valutate in sede medica.

                                         Quanto
alla reperibilità sul mercato del lavoro di attività ancora esigibili, il consulente
ha fatto riferimento al settore dell’in-dustria e artigianato locali, in
attività semplici e ripetitive.

                                         Va
qui innanzitutto ricordato che, conformemente alla giurisprudenza del TFA, di
fronte ad un ampio ventaglio di attività semplici e ripetitive presenti sul
mercato, è sufficiente che venga fatto riferimento alle tabelle statistiche
salariali di quel settore (STFA inedita 5 giugno 2001 in re A, I 324/00, consid. 2b).

                                         Inoltre,
come visto in precedenza, conformemente ad un principio generale applicabile
anche nel diritto delle assicurazioni sociali, all’assicurato incombe l’obbligo
di diminuire il danno, mettendo a frutto la sua residua capacità lavorativa, se
necessario, in una nuova professione.

                                         Dalla
persona assicurata possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti
esigibili che tengano conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso
concreto, quali la sua capacità lavorativa residua, le ulteriori circostanze personali,
l’età, la situazione professionale, i legami presso il luogo di domicilio, il
mercato del lavoro equilibrato e la presumibile durata dell’attività lavorativa
(DTF 113 V 28 consid. 4; cfr. pure VSI 2001 pag. 279 consid. 5a/aa e 5a/bb).

                                         Ai fini dell'accertamento
dell'invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro equilibrato e
quindi fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta
di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in relazione con le capacità
professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto
teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht zum
IVG, Zurigo 1997, pag. 212). Un assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità
congiunturale di trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK
1984 pag. 347).

                                         Ciò non
è il caso se l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente limitata,
che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se il suo
esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica di un
datore di lavoro medio (cfr. ZAK 1989 pag. 322 consid. 4a; Locher, Grundriss
des Sozialversicherungsrecht, 3a edizione, Berna 2003, pag. 124).

                                         Infine,
il TFA, in una sentenza del 25 febbraio 2003 nelle cause P. (U 329-330/01), ha
ribadito che se da una parte è compito dell’amministrazione rispettivamente del
giudice indicare possibilità di lavoro concrete, dall’altra non vanno poste
esigenze troppo elevate:

 

" 
(…)

4.7 La tesi cantonale, in quanto conforme alla
giurisprudenza federale, va senz'altro confermata. In effetti, contrariamente a
quanto ritiene l'assicurata, questa Corte ha già ripetutamente statuito in casi
con limitazioni funzionali analoghe che esiste un mercato del lavoro
sufficiente in cui realizzare la propria capacità lavorativa residua (consid.
2b non pubblicato della sentenza DTF 119 V 347; VSI 1998 pag. 296 consid. 3b;
si veda anche sentenza del 4 aprile 2002 in re W., I 401/01, consid. 4c.). Si tratta segnatamente
del mercato occupazionale aperto a personale femminile non qualificato o semi
qualificato (RCC 1989 pag. 331 consid. 4a), in cui vi è una sufficiente offerta
di occupazioni, in particolare appunto nell'industria, in cui possono venir
eseguite mansioni di sorveglianza e controllo, che non comportano aggravi
fisici e con possibilità di cambiare frequentemente posizione (RCC 1980 pag.
482 consid. 2). In tale ambito bisogna pure considerare la ancor giovane età
dell'interessata con conseguente presumibile buon potenziale di adattamento ad
una nuova professione (cfr. SVR 1995 UV no. 35 pag. 106 consid. 5b; e contrario
sentenza già citata del 4 aprile 2002
 in re W. consid. 4a-d).

 

Inoltre se è vero che vanno indicate possibilità di
lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al giudice non vanno poste
esigenze esagerate.

È infatti sufficiente che gli accertamenti esperiti
permettano di fissare in maniera attendibile il grado di invalidità. In
proposito va rilevato che questa Corte ha in particolare già ritenuto corretto
il rinvio ad attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori
leggeri di montaggio, compiti di controllo e sorveglianza (VSI 1998 pag. 296
consid. 3b; si veda nuovamente sentenza del 4 aprile 2002 in re W. consid. 4c).

 

Certo, non si misconoscono gli sforzi e gli
inconvenienti che la messa a profitto della residua capacità lavorativa
dell'interessata comporterà.

Tuttavia, essi non appaiono sproporzionati né
inesigibili, ricordato altresì che per un principio generale del diritto delle
assicurazioni sociali l'assicurato ha l'obbligo di intraprendere tutto quanto
può da lui essere ragionevolmente preteso per ovviare nel miglior modo
possibile alle conseguenze delle sue affezioni invalidanti (DTF 127 V 297
consid. 4b/cc; DTF 113 V 28 consid. 4a e riferimenti; cfr. anche DTF 115 V 52
consid. 3d e 114 V 285 consid. 3).

 

In quanto infondato su questo punto il ricorso di
P.________ va quindi respinto. (…)."

 

                                         In
concreto, tenuto conto degli aspetti reumatologici e vista la
giurisprudenza appena esposta, questo TCA ritiene che sul mercato del lavoro
equilibrato che entra in considerazione vi sono delle attività esigibili da
parte dell’assicurato. Specialmente nell’ambito industriale, ma anche nel
settore delle prestazioni di servizio, vi sono, in effetti, delle attività di
mera sorveglianza – fisicamente assai leggere – che non presuppongono
particolari attitudini intellettuali e che possono essere
svolti sia in posizione seduta che eretta (per es. attività d’incasso,
d’assemblaggio, di confezione prodotti, di controllo ecc.) con la possibilità
anche di variare frequentemente la postura.

 

                                         L’amministrazione considerando un reddito da
valido di fr. 48'100.-- e un reddito da invalido, calcolato sulla base delle
statistiche RSS e dopo aver praticato una riduzione del 22% (7% per porto di
pesi limitato e 15% per le numerose limitazioni ergonomiche a livello della
schiena e delle ginocchia), di fr. 41’277.--, ha stabilito una capacità di
guadagno residua del 85,8% e quindi un grado d'invalidità del 14.2%,
arrotondato al 14%. Entrambi i redditi, da valido e da
invalido, non sono stati contestati dall’assicurato.

 

                                         Ora,
con riferimento al reddito da invalido da prendere in considerazione al
momento del raffronto dei redditi, va fatto presente che,
conformemente ad una recente giurisprudenza, il TFA ha stabilito che sono
esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i
dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1
dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di
statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori
in relazione alle grandi regioni (STFA 12 ottobre 2006 nella causa S., U 75/03,
e del 5 settembre 2006 nella causa P., I 222/04).

                                         Tale
circostanza non ha tuttavia alcuna ripercussione sul caso in esame, essendo i
valori nazionali superiori a quelli regionali considerati dall’Ufficio AI.

                                         Il
TCA rileva inoltre che anche volendo applicare la riduzione massima del 25% del
reddito da invalido l’assicurato non raggiungerebbe un grado d’invalidità
pensionabile.

 

                               2.9.   Con il gravame il ricorrente ha chiesto di essere posto al beneficio
dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.

 

                                         Ai
sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere
garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano,
il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale norma di legge
rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS, rimasto
in vigore sino al 31 dicembre 2002, il quale prevedeva che l’autorità di
ricorso doveva garantire il diritto di farsi patrocinare, se del caso,
l’assistenza giudiziaria. L’art. 61 lett. f LPGA mantiene il principio che i
presupposti del diritto alla concessione dell’assistenza giudiziaria si
esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa
indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V 362; Kieser, ATSG-Kommentar,
2003, Art. 61 N. 86 p. 626).

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria -
rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (Kieser, op. cit., Art. 61 N.
88s) - sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno (cfr. anche
art. 3 Lag), se l’intervento dell’avvocato è necessario o perlomeno indicato
(cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (cfr. anche art. 14 cpv. 1 Lag; DTF 125 V 202 e 372 con
riferimenti).

 

                                         Nella
specie, la domanda d’assistenza giudiziaria va accolta.

                                         Infatti,
il ricorrente si trova nel bisogno – quale unica entrata egli dispone di una
prestazione assistenziale di fr. 1'917.00 mensili (cfr. consid. 1.8) – inoltre l’assicurato
non dispone delle necessarie conoscenze giuridiche, per cui l’intervento di un
rappresentante, in casu l’avv. RA 1, appare senz’altro giustificato e le argomentazioni
ricorsuali non apparivano palesemente destituite di fondamento (in particolare
la natura della polineuropatia ha potuto essere chiarita solo grazie ad accertamenti
medici posteriori alla decisione impugnata).

 

                                         Pertanto il TCA ritiene che nella fattispecie siano soddisfatti i
requisiti cumulativi per la concessione dell'assistenza giudiziaria a favore
dell'assicurato.

                                         Il
gratuito patrocinio va quindi concesso, riservato l'eventuale obbligo di
rimborso, qualora la situazione economica dell'assicurato dovesse più tardi
migliorare (cfr. art. 61 lett. f LPGA; Kieser, Kommentar ATSG, 2003, ad art.
61, n. 93; cfr. art. 9 Lag; relativamente al gratuito patrocinio nella
procedura davanti al TFA cfr. art. 152 cpv. 3 OG; STFA del 15 luglio 2003 nella
causa S., I 569/02, consid. 5; STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U
234/00, consid. 5a, parzialmente pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301,
consid. 6).

                                         In
simili circostanze, visto tutto quanto precede, la decisione impugnata va confermata
e il ricorso respinto.

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                   3.   L'istanza
tendente alla concessione del gratuito patrocinio è accolta.

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata
e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti