# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fd1e8369-84ca-565f-bcc9-b69d5df5d3fc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 03.03.2010 72.2009.153
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2009-153_2010-03-03.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2009.153

  	
  Lugano,

  3 marzo 2010/md

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte delle assise criminali

  
	
   

   

   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Marco Villa
  (Presidente)

  GI 1

  GI 2

   

  

 

	
  e dagli assessori giurati:

  	
  AS 1

  AS 2

  AS 4

  AS 5

  AS 7

   

  

 

	
  con la segretaria:

  	
  Orsetta
  Bernasconi, vicecancelliera

  

 

 

Conviene nell’aula penale di questo palazzo
di giustizia

 

 

	
  per giudicare

  	
  1. AC 1

   

   

  detenuto
  dal 26 giugno 2009;

   

   

  2. AC 2

   

   

  detenuto
  dal 26 giugno 2009;

   

  

 

 

prevenuti colpevoli di:

 

                                   1.   infrazione
alla LF sugli stupefacenti, aggravata;

siccome riferita ad un quantitativo di eroina che
sapevano o dovevano presumere essere in grado di mettere in pericolo la salute
di parecchie persone,

 

in particolare,

per avere,

senza essere autorizzati,

il 26 giugno 2009, in correità tra loro, 

dietro compenso di un importo non meglio
indicato, 

agendo per conto e su istruzioni di V.__________
(_______), cittadino __________, preso in consegna in Turchia, detenuto,
trasportato ed importato in Svizzera attraverso il valico doganale ferroviario
di Chiasso, sul treno Cisalpino proveniente da Milano e diretto a Zurigo, un
quantitativo di 9'480 grammi netti di eroina (avente un grado di purezza media
del 60.6%), sostanza occultata nel doppiofondo di due valigie e sequestrata dalla
Polizia in occasione del fermo;

 

fatti avvenuti:
nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti:
art. 19 cifra 2 LS;

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 149/2009 del 4 dicembre 2009, emanato dal Procuratore
pubblico.

 

	
  Presenti

  	
  §   Il Procuratore generale
  aggiunto.

  §       L'accusato AC 1 assistito dal difensore
  d'ufficio (GP) avv. DUF 1.

  §       L'accusato AC 2 assistito dal difensore d'ufficio (GP) avv. DUF 2.

  §       L'interprete IE 1.

  §       L'interprete IE 2.

   

  

Espleti i pubblici dibattimenti

                                     -   martedì 2 marzo 2010 dalle ore 09:35 alle ore 16:40

                                     -   mercoledì 3 marzo 2010 dalle ore 09:45 alle ore 18:55

 

 

Sentiti                        §   Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il
quale, dopo aver brevemente evocato le circostanze dell'arresto e passato in
rassegna i fatti e le dichiarazioni degli accusati, che hanno mentito su più
fronti e contraddicendosi a vicenda, conclude chiedendo la conferma integrale
dell'atto di accusa in fatto e in diritto e la condanna per AC 1 alla pena
detentiva di 7 anni e mezzo e per AC 2, in ragione del suo ruolo più importante, alla pena detentiva di 8 anni, entrambi avendo agito per dolo diretto
ovvero con la consapevolezza di trasportare droga.

Chiede inoltre la confisca di quanto in sequestro
in base ai distinguo concordati in aula.

 

 

                                    §   L’avv. DUF 1, difensore di AC 1, il
quale passati in rassegna i fatti e posti in risalto la situazione personale e
il profilo del suo assistito (ingenuo, credulone, con personalità da gregario,
un "mulo teleguidato", che malgrado nutrisse, ma solo da Istanbul, il
sospetto che poteva trattarsi di droga ha portato sì avanti la
"missione", ma per paura, perché ormai non poteva più tornare
indietro), in applicazione dell'attenuante specifica dell'aver agito sotto
l'impressione di una grave minaccia e ritenuto l'agire per dolo eventuale,
conclude chiedendo un'equa riduzione della pena proposta dal PP.

 

 

                                    §   L’avv. DUF 2, difensore di AC 2, il
quale dopo aver evidenziato il profilo del suo assistito e il suo ruolo minore,
pure di "mulo teleguidato", nell'ambito dell'organizzazione criminale
che l'ha assoldato e ritenuto come il reato aggravato alla LStup sia realizzato
per dolo eventuale e limitatamente alla fattispecie del trasporto, sostiene
l'applicazione in casu delle attenuanti specifiche dell'aver agito sotto
l'impressione di una grave minaccia e ad incitamento di una persona a cui si
doveva obbedienza o da cui dipendeva e conclude chiedendo una riduzione della
pena.

 

 

Posti dal Presidente, con l’accordo delle Parti, i
seguenti

 

quesiti:

 

                                  A.   AC 1

 

                                   1.   è autore
colpevole di:

 

                               1.1.   infrazione
alla LF sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, in correità
con AC 2, agendo per conto e su istruzioni di V.__________, a Chiasso, il
26.6.2009, detenuto, trasportato ed importato in Svizzera 9'480 grammi netti di eroina;

 

                            1.1.1.   trattasi di
reato aggravato a motivo del quantitativo;

 

e meglio come descritto nell’atto d’accusa?

 

                                   2.   Ha egli
agito sotto l'impressione di una grave minaccia?

 

                                   3.   Può
beneficiare della sospensione condizionale?

 

 

                                  B.   AC 2

 

                                   1.   è autore
colpevole di:

 

                               1.1.   infrazione
alla LF sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, in correità
con AC 1 agendo per conto e su istruzioni di V.__________, a Chiasso, il
26.6.2009, detenuto, trasportato ed importato in Svizzera 9'480 grammi netti di eroina;

 

                            1.1.1.   trattasi di
reato aggravato a motivo del quantitativo;

 

e meglio come descritto nell’atto d’accusa?

 

                                   2.   Può
beneficiare dell'attenuante:

 

                               2.1.   dell'aver
agito sotto l'impressione di una grave minaccia;

 

                               2.2.   dell'aver
agito ad incitamento di una persona a cui doveva obbedienza o da cui dipendeva?

 

                                   3.   Può
beneficiare della sospensione condizionale?

 

 

                                  C.   CONFISCHE

 

                                   1.   Deve
essere ordinata la confisca di:

 

                               1.1.   9480 grammi netti di eroina;

 

                               1.2.   a AC 1 di:

                            1.2.1.   fr. 416,90;

                            1.2.2.   __________
34.-;

                            1.2.3.   1 valigia
Sidiva;

                            1.2.4.   1 cuscino
marrone con decorazioni;

                            1.2.5.   1 tovaglia a
quadri variopinta;

                            1.2.6.   4 magliette
D&G di colore bianco;

                            1.2.7.   1 maglietta
Versace di colore verde;

                            1.2.8.   1 maglietta
Party Show di colore rosso;

                            1.2.9.   6 asciugamani
di diverso colore;

                          1.2.10.   1 paio di slip
Chaorisi di colore grigio;

                          1.2.11.   2 paia di
jeans D&G di colore blu scuro;

                          1.2.12.   1 maglietta
Armani di colore nero;

                          1.2.13.   3 presine da
cucina di diverso colore;

                          1.2.14.   1 telefono
cellulare Nokia 1208 con carta SIM Vivatel;

                          1.2.15.   1 carta SIM
Globul;

                          1.2.16.   1 biglietto
Trenitalia Milano centrale - Zurigo;

                          1.2.17.   1 biglietto
Trenitalia Ancona - Milano centrale;

                          1.2.18.   1 biglietto
traghetto Igoumenitsa - Ancona;

                          1.2.19.   1 biglietto da
visita Hotel Boston di Milano;

                          1.2.20.   1 scheda
telefonica greca del valore di 4 euro;

                          1.2.21.   1 scontrino di
cassa da euro 500 datato 01.07.08;

                          1.2.22.   1 carta di
circolazione;

 

                               1.3.   a AC 2 di:

                            1.3.1.   fr. 848,50;

                            1.3.2.   _______ 5.-;

                            1.3.3.   1 valigia
marca Sidiva con lucchetto;

                            1.3.4.   1 camicia
Tommy Hilfiger di colore salmone;

                            1.3.5.   1 camicia
Polo di colore grigio e righe bianche;

                            1.3.6.   1 paio di
jeans Armani;

                            1.3.7.   2 magliette
Lacoste di diverso colore;

                            1.3.8.   2 magliette
Polo di diverso colore;

                            1.3.9.   1 maglietta
Versace di colore bianco;

                          1.3.10.   1 maglietta
Armani di colore azzurro;

                          1.3.11.   1 maglietta G
Star Raw di colore nero;

                          1.3.12.   2 biglietti da
visita Lider Otel di Istanbul;

                          1.3.13.   1 biglietto da
visita eli Oteli;

                          1.3.14.   1 biglietto da
visita Anatolia Hotels;

                          1.3.15.   1 confezione
salviettina profumata con scritta Metro;

                          1.3.16.   1 rivista
Minoan Lines;

                          1.3.17.   1 tessera
telefonica greca del valore di 4 euro;

                          1.3.18.   1 chiave 3M;

                          1.3.19.   1 biglietto
con indicazioni orario treno ICN 752;

                          1.3.20.   1 telefono
cellulare Nokia 1208 con carta SIM Vivatel;

                          1.3.21.   1 busta contenente
diversi biglietti da viaggio;

                          1.3.22.   1 macchina
fotografica Nikon con custodia?

 

Considerato                   in fatto ed in
diritto

 

 

                                    I)   Vita e
precedenti penali di AC 1

 

                                   1.   Quo alla vita anteriore e ai precedenti penali di AC 1, cittadino __________,
nato il ___________, si richiamano i seguenti passaggi del suo verbale
d’interrogatorio di Polizia del 16.7.2009 oltre che l’AI 3 allegato 11:

 

“ 
Vivo in __________ dalla nascita (ndr: più
specificatamente a __________, cittadina di circa 26'000 abitanti, sita al sud
del paese a circa 30 chilometri dal confine __________),
nazione dove ho frequentato la scuola obbligatoria durata 8 anni.

Terminata questa scuola ho iniziato a lavorare
presso l’officina meccanica di mio padre ma non ho mai conseguito alcun
diploma.

Attualmente lavoro ancora per mio padre e
guadagno uno stipendio mensile che varia a dipendenza dell’attività che svolgo.

Posso quantificare il guadagno mensile in circa
600 / 700 __________ …mensili che corrispondono a circa 350 Euro.

Rapportato al costo della vita della zona in cui
vivo il mio stipendio lo si può definire buono.

I miei genitori sono separati e io vivo un po’
con mio padre e un po’ con mia mamma (ndr: attualmente in pensione, precedentemente
operaia in una fabbrica di tessuti)...

Non ho nessun affitto da pagare e neppure passo
qualcosa ai miei genitori.

Non ho alcun debito e le mie spese fisse mensili
sono per mantenere la mia auto, una Opel Astra e per il telefono cellulare…

Prima di affrontare il viaggio che mi ha portato
all’arresto, in passato ho lasciato la __________ per fare alcuni viaggi di
vacanza in Grecia…e una volta in Italia per cercare senza esito un lavoro (ndr: nel 2007 in compagnia di un cugino, con destinazione Casalpusterlengo nella provincia di Lodi, della
durata di soli 20 giorni)”

 

Ha un fratello, celibe, che vive a __________, di
professione idraulico. Malgrado la diversa indicazione nel doc. TPC 9, in sede dibattimentale ha confermato di essere in buona salute e di non avere in __________ alcun
legame sentimentale né figli a carico. Risultato negativo all’esame
tossicologico delle urine  é incensurato in Svizzera, in __________ (AI 35
allegato 28), in __________ (AI 35 allegato 27) e in __________ (AI 3 allegato
5). A pena espiata è sua intenzione ritornare subito a __________ per
riprendere il suo lavoro di meccanico e la sua vita di sempre.

 

In merito ai suoi rapporti con l’altro accusato
si è così espresso in sede d’inchiesta:

 

“ 
conosco AC 2 da sempre perché siamo parenti alla
lontana; mio padre è cugino della mamma di AC 2...

Abitiamo nello stesso paese ma non siamo vicini
di casa…

Non posso affermare che noi due eravamo grandi
amici e a volte ci incontravamo casualmente”

dichiarazioni ribadite in aula con la
precisazione di una loro frequentazione stimabile in circa 3/4 volte al mese.

 

 

                                   II)   Vita e
precedenti penali di AC 2

 

                                   2.   In merito alla vita anteriore e ai precedenti penali di AC 2,
cittadino _______, nato il ________, si rinvia alle seguenti sue dichiarazioni
nel verbale d’interrogatorio di Polizia del 22.7.2009 oltre che all’AI 3 PS
26.6.2009:

 

“ 
Vivo in __________ (ndr:
a __________, considerando 1 della presente decisione)
dalla nascita, nazione dove ho frequentato le scuole obbligatorie durante otto
anni ed in seguito una scuola agricola della durata di quattro anni che ho
terminato quando avevo 18 anni.

Vivo con i miei genitori (ndr: il padre, ora in pensione, era
operaio in fabbrica mentre la madre tuttora lavora in una fabbrica di tabacco) e ho una sorella sposata di 31 anni (ndr: che per 6 mesi all’anno lavora a Cipro nella
ristorazione, con una figlia in giovane età)”

 

Malgrado il conseguito diploma di meccanico di
trattori non ha trovato lavoro e si è adattato a fare il muratore free lance:

 

“ 
quando i proprietari delle ditte mi chiamano.

Quando lavoro vengo pagato a ore (ndr: per un importo
giornaliero di circa € 6.- / 7) e guadagno uno stipendio mensile che può raggiungere la somma di 500
__________ …che corrispondono a circa 250 Euro.

Rispetto alla regione in cui vivo, ritengo che
quello che guadagno corrisponde ad uno stipendio medio.

Ho un debito con mia madre la quale mi ha
prestato 5'000 __________ per comperarmi l’automobile e alla quale devo ancora
circa 1'000 __________ (ndr: che la stessa comunque, come specificato in aula, non
gli ha mai sollecitato per il rimborso).

Non ho un affitto da pagare e non ho spese fisse
mensili da sostenere…

Prima del viaggio che ha portato al mio arresto,
per un periodo superiore ad un giorno ho lasciato la __________ una volta sola.

Mi sono recato sette giorni in Turchia, in un
luogo turistico…per festeggiare la fine della scuola agraria insieme ai miei
compagni.

In altre occasioni sono uscito dalla __________
ma solo per un giorno”

 

Celibe e senza figli, prima di intraprendere il
viaggio che ha portato al suo arresto aveva, al suo paese, una relazione
amorosa di cui però nulla è dato a sapere. In buona salute, risultato negativo
all’esame tossicologico delle urine  é incensurato in Svizzera, in __________
(AI 35 allegato 28), in __________ (Ai 35 allegato 27) e in __________ (AI 3
allegato 5). Una volta regolate le sue pendenze con la giustizia elvetica vuole
ritornare a __________ per riprendere la sua vecchia vita e possibilmente, se
ancora in essere, la sua storia sentimentale.

 

Quo ai suoi rapporti con AC 1 ha confermato in aula le seguenti sue dichiarazioni in sede di istruttoria:

 

“ 
Conosco AC 1 fin da quando eravamo bambini.

Lui è mio cugino di secondo o terzo grado poiché
mia mamma è cugina di suo padre.

I nostri rapporti sono sempre stati buoni e ogni
tanto ci frequentavamo per passare qualche ora insieme”

 

così come la successiva precisazione
dibattimentale di AC 1 quo alla frequenza mensile di questi loro incontri
(considerando 1 della presente decisione). I due accusati hanno altresì
ribadito come precedentemente l’arresto, in una sola occasione, si erano
professionalmente scambiati i lavori nel senso che contro l’esecuzione
dell’isolazione della propria casa AC 1 aveva riparato gratuitamente
l’autovettura di AC 2 

 

 

                                  III)   Circostanze
dell’arresto

 

                                   3.   Il giorno 26.6.2009 i due accusati sono partiti dalla stazione
Centrale di Milano con il treno Cisalpino delle ore 7.10 con destinazione
Zurigo, sistemandosi, conformemente al biglietto in loro possesso, nella
carrozza numero 5, posti a sedere 11 e 12, lato finestrino (AI 3 allegato 3).
Due guardie di confine, salite alla stazione di Chiasso alle ore 7.50 per
l’espletamento dei normali controlli doganali, giunsero in questa carrozza
verso le ore 8.00 e qui:

 

“ 
ponevano le domande d’uso ad entrambe le persone
che si esprimevano in __________, il AC 1 capiva qualche parola d’inglese.
Dalle sue affermazioni si poteva constatare che i due bagagli (trolley) in
piedi accanto al suo sedile fossero di entrambi.

I due bagagli venivano controllati sui sedili
accanto, si accertava unicamente dell’abbigliamento nuovo di marca (D&G,
Armani, ecc., ndr:
AI 35 documentazione fotografica 24.7.2009 della Polizia Scientifica - di
seguito solo AI 35 documentazione fotografica - foto no. 4, 5 e da 14 a 19). Insospettiti
chiedevamo di svuotare le tasche, mostravano entrambi il loro passaporto con
timbri E/U della Turchia (soggiorno breve del 24.06) e un biglietto nave con
sbarco ad Ancona…

Alle ore 0810 giungevamo a Lugano presso il
nostro ufficio, venivano controllati i bagagli e si notavano delle anomalie
alla struttura (ndr: AI 35 documentazione
fotografica foto no. 2, 3, da 6 a 9, 12, 13 e da 20 a 22), inoltre il
contenuto non corrispondeva al peso di ognuna. Sul fondo di una valigia veniva
effettuato il controllo con Drugwipe il quale risultava positivo agli oppiacei.

Il sgt…richiedeva alla CI l’intervento del
furgone cella per il trasporto delle persone a Chiasso e informava l’operatore
che probabilmente si trattava di una scoperta consistente di sostanze
stupefacenti.

Il tastamento e le perquisizioni davano esito
negativo, le persone venivano separate e preparate per il trasporto.

Giunti a Chiasso il caso veniva condotto dai
colleghi della polizia scientifica di Bellinzona e dal collaboratore …

Le valigie venivano smontate e si accertava:

- 5,085 kg lordi di eroina (trolley dimensioni maggiori)

- 5,013 kg lordi di eroina (trolley dimensioni minori)

Le persone e lo stupefacente venivano consegnati
al SAD Polizia Cantonale”

(AI 3 allegato 3)

 

Di fatto ogni trolley conteneva un doppio fondo
creato ad hoc dove erano stati occultati in un singolo pannello ricoperto da un
foglio adesivo di colore nero (AI 35 documentazione fotografica foto no. 9, 10,
22 e 23) i sopra indicati quantitativi di eroina, pari a 4 chili 980 grammi netti in quella grande rispettivamente 4 chili 500 grammi netti in quella piccola (AI 35 allegato 25), per un peso totale complessivo netto di 9 chili 480 grammi (AI 35 documentazione fotografica foto no. 24) così come indicato nell’atto d’accusa (di
seguito solo AA), con un grado di purezza variante tra il 60,6% ed il 60,7% (AI
35 documentazione fotografica) comunque non noto ai due accusati, da cui un
quantitativo di circa 5 chili  754,40 grammi di eroina pura al 100% (AI 35 documentazione fotografica).

Sempre il 26.6.2009 il Procuratore Pubblico (di
seguito solo PP), informato di questo ritrovamento, emise nei confronti di AC 1
(AI 2) e di AC 2 (AI 1) due separati ordini di arresto per il reato di
infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti (art. 19 cfr. 2 LStup, di
seguito solo LStup). Gli accusati furono deferiti il giorno successivo al
Giudice dell’istruzione e dell’arresto (di seguito solo GIAR, AI 4 e 5) che
confermò la misura privativa della libertà per bisogni dell’istruzione,
pericolo di collusione e pericolo di fuga (AI 6 e 8).

Così come già fatto in sede di verbale d’arresto
del 26.6.2009, nella loro audizione davanti al GIAR del 27.6.2009 (AI 6 e 8) i
due accusati hanno reso una versione che, nella sostanza e seppur con la
riserva di qualche successivo distinguo, continueranno a ripetere sia in
istruttoria che in sede dibattimentale.

 

Così AC 1:

 

“ 
Circa un paio di settimane fa mi sono incontrato
in un bar del mio paese insieme a AC 2 e a certo V.__________, persona che
conoscevo di vista e di cui non conosco altri dettagli…

Durante l’incontro V.__________ mi ha chiesto se
conoscevo qualcuno che parlava altre lingue oltre il __________.

Gli ho risposto che non conoscevo nessuno con
tali qualità e allora V.__________ ha chiesto a me se volevo portare un oggetto
prezioso dalla Turchia all’Italia.

Avrei dovuto accompagnare AC 2 e il compenso
sarebbe stato di 1000 / 1500 Euro ciascuno.

Inoltre ci avrebbero anche pagato le spese di
viaggio.

All’inizio non ero convinto della proposta ma poi
ho deciso di accettare e questo soprattutto per il fatto che il compenso era
ottimo”

 

“ 
L’incarico di trasportare le valigie me l’ha
dato V.__________. Io non conoscevo il suo cognome. V.__________ doveva
aiutarmi perché le valigie erano pesanti…

V.__________ mi avrebbe pagato Euro 1000/1500.

V.__________ ci ha pure dato 2 cellulari per
darci istruzioni sul viaggio. Più che altro era in contatto con AC 2.

Non ho fatto altri viaggi per conto di V.__________”

 

rispettivamente così AC 2:

 

“ 
R. Sono stato contattato da un mio vicino di
casa in __________ che si chiama V.__________, questo mi ha chiamato
telefonicamente e mi ha invitato per bere un caffé vicino a casa mia.

Questo mi ha proposto di accompagnare e
controllare a distanza un ragazzo che doveva portare delle valigie in Italia

ADR. che non si è parlato di un vero compenso,
subito mi ha dato 150 Euro per le piccole spese e in seguito mi avrebbe dato
Euro 100.-, rimborsandomi le spese di viaggio.

Voglio precisare che io ho accettato, in quanto
dovevo solamente sorvegliare il trasporto ed ero allettato dal guadagno, in
quanto è quello che io guadagno in un mese…

D. La persona che doveva sorvegliare è AC 1?

R. Sì, esatto è proprio lui che doveva effettuare
il trasporto delle valigie e che dovevo scortare per conto di V.__________”

 

“ 
Sono stato incaricato da V:__________ …di
accompagnare e controllare a distanza un ragazzo che doveva trasportare 2
valigie in Italia. Io conoscevo già AC 1…

V.__________ mi ha anche dato un cellulare con il
quale mi dava istruzioni.

L’ho fatto perché V.__________ mi avrebbe pagato. Ho problemi finanziari.

E’ stato AC 1 a ritirare le valigie…

E’ la prima volta che faccio un viaggio per conto
di V:__________. Io mi sono fidato di lui”

 

fermo restando comunque che, in relazione
all’aspetto soggettivo del reato, se da una parte AC 2 nel suo verbale
d’arresto del 26.6.2009 ha negato di sapere quale fosse il contenuto dei due
trolley:

 

“ 
Personalmente non lo sapevo che cosa vi era
all’interno, anche perché V.__________ aveva parlato delle valigie solo con AC
1. Neppure AC 1 mi ha parlato di cosa vi era nelle valigie. Ricordo che in
camera di albergo AC 1 aveva aperto le valigie ed io ho visto che all’interno
vi erano dei vestiti e addirittura dei cuscini. Ripeto che io non sapevo che
cosa di altro poteva contenere”

 

AC 1, già nel primo verbale di Polizia del
26.6.2009, ha pacificamente ammesso che nei giorni antecedenti la partenza del
22.6.2009 da __________ (considerando 6 e capitolo VI della presente decisione)
aveva maturato il sospetto di dover trasportare della droga:

 

“ 
Devo precisare che nei giorni seguenti
l’incontro mi ero pentito di avere accettato e questo perché temevo che non si
trattasse di portare un oggetto prezioso ma bensì di droga…”

 

tanto da chiedere sia a V.__________

 

“ 
se per caso quello che dovevo trasportare non
era droga”

 

sia a AC 2 in un bar di __________, appena andato via V.__________, se

 

“ 
quello che dovevamo trasportare non era droga”

 

a comprova di suoi esistenti, concreti e seri
dubbi che però non gli impedirono di comunque mettersi in viaggio (considerando
6 e capitolo VI della presente decisione) benché

 

“ 
fin dall’inizio ho avuto il sospetto che potesse
essere droga quello che bisognava trasportare ed è questo il motivo per il
quale non sapevo se partire o meno”

 

rispettivamente poi, sempre prima di partire,
chiedere a

 

“ 
V.__________ se quello che dovevamo portare non
era forse droga.

Lui mi ha risposto di no e che comunque, nel caso
di un controllo di polizia, avrebbero dovuto tagliare l’esterno della valigia
per trovare quello che trasportavamo.

Questo particolare mi ha insospettito
maggiormente nel senso che il dubbio che potessi trasportare droga è aumentato”

 

                                   4.   Oltre all’eroina e ai due trolley con il loro contenuto di indumenti
vari (AI 3 allegati 6 e 7, AI 35 allegati 14, 15, 16, 18 e 20 nonché considerando
3 della presente decisione), ai due accusati, al momento del fermo del
26.6.2009 (considerando 3 della presente decisione), sono stati sequestrati
altri oggetti che si trovano elencati nei corpi di reato dell’AA, tra i quali,
rinviando per il resto al considerando 35 della presente decisione, si
ricordano due telefoni cellulari Nokia 1208 con relative carte Sim Vivatel (AI
3 allegato 6 e 7 nonché AI 35 allegati 14, 17, 19 e 21) che V.__________, poco
prima della partenza da __________, consegnò loro per mandare ordini e tenerli
sotto controllo durante il viaggio (capitoli V e VI della presente decisione),
una busta con diversi biglietti di trasporto così come altri sciolti dello
stesso genere affinché AC 2, una volta rientrato in patria, potesse documentare
a V.__________ le da lui anticipate spese di viaggio e chiederne il rimborso
(AI 3 allegato 6 e 7, AI 35 allegati 14, 17, 19 e 21 nonché documentazione
fotografica foto no. 19), un biglietto con l’indicazione oraria del treno in
partenza da Milano la mattina del 26.6.2009 (AI 3 allegato 6, AI 35 allegati 17
e 21 nonché considerando 11 della presente decisione) ed alcuni biglietti da
visita degli hotel di Istanbul e di Milano dove AC 1 e AC 2 soggiornarono per
una notte (AI 3 allegato 6 e 7, AI 35 allegati 14, 17, 19 e 21 nonché
considerandi 9, 10 e 11 della presente decisione).

Sempre in base al suo dire, il 22.6.2009, giorno
della partenza da __________ (considerando 8 della presente decisione) AC 2
aveva con sé i suoi risparmi, pari a € 1'700.- a cui si aggiunsero € 150.-
consegnatigli da V.__________ quale parziale anticipo per il rimborso spese. Di
questo importo i due accusati, al momento del loro arresto (considerando 3
della presente decisione), erano ancora in possesso di € 285.- per AC 1 (pari
al residuo di € 300.- ottenuti ad Istanbul da AC 2 quando i due si separarono
temporaneamente ed il primo, da solo, in bus e con i due trolley contenenti
l’eroina affrontò la tratta Istanbul / Salonicco, considerando 11 della
presente decisione) nonché € 580.- per AC 2 (AI 3 allegato 6 ed AI 35 allegato
17).

 

 

                                 IV)   Conoscenza
di V.__________ ed incontri previaggio

 

                                   5.   Come già ricordato nel considerando 3 della presente decisione
mandante di questo trasporto di eroina fu V.__________, che i due accusati
hanno formalmente riconosciuto in fotografia in sede di verbale
d’interrogatorio di Polizia del 3.8.2009  e sui cui reciproci rapporti AC 1 si
è così espresso:

 

“ 
prima degli incontri che mi hanno portato a
compiere il viaggio per cui sono stato arrestato, mi pare di aver incontrato V.__________
ad una festa di onomastico di AC 2, tenutasi all’inizio del mese di gennaio del
corrente anno.

In quell’occasione non ho parlato con lui e non
l’ho più visto fino agli incontri durante i quali mi ha ingaggiato per il
viaggio”

 

mentre che per quel che gli concerne AC 2 ha dichiarato di conoscerlo:

 

“ 
da almeno otto anni poiché sua sorella viveva in
affitto in un appartamento di proprietà di mia nonna.

Con lui avevo un buon rapporto e ci aiutavamo a
vicenda…

Non so che tipo di attività svolge V.__________.
So unicamente che aiuta i genitori ad accudire gli animali di loro proprietà.

Lui abita a __________ insieme allo zio, in una
palazzina ubicata in una via di cui non conosco il nome e che si trova a 400 / 500 metri dalla mia abitazione”

“ 
avevo una sorte di dovere verso V.__________
perché è morto mio cugino e la famiglia aveva bisogno di aiuto e V.__________
l’ha aiutata. Mi ha aiutato per la tomba, per la pietra tombale”

 

fermo restando che in aula AC 2 non ha prodotto
alcuna prova in ordine a questo asserito acquisto di V.__________ di una pietra
tombale per il defunto cugino.

Semplice conoscenza per AC 1, poco di più per AC 2, in sede di dibattimento i due accusati hanno congiuntamente dichiarato di non sapere quale sia il
suo attuale lavoro e la sua situazione economica. Trattasi di affermazioni,
così come quelle da loro rese in istruttoria, che la Corte ha dovuto accettare
pedissequamente visto come la Pubblica Accusa non abbia intrapreso alcun passo per procedere al suo interrogatorio in __________ richiedendone l’arresto
da parte di quella magistratura previa assunzione del procedimento svizzero
(art. 21 della Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale
del 20.4.1959). Conseguentemente di questo ignoto e sulla carta poco
raccomandabile individuo non si sa molto di più a parte che, contrariamente
agli accusati (considerandi 1 e 2 della presente decisione), è personaggio noto
alla polizia del suo paese in quanto mandante, assieme ad altri due suoi connazionali,
di un importante traffico di metanfetamine tra la Turchia e la Grecia visto
l’arresto, il 13.7.2009, quindi pochi giorni dopo il transito attraverso quella
stessa frontiera dei due accusati (considerando 11 della presente decisione),
di un altro corriere (AI 35 allegato 28).

 

                                   6.   L’inchiesta non ha potuto chiarificare sufficientemente quale sia
stato il contenuto delle discussioni previaggio tra V.__________ ed i due
accusati vista la mancata verbalizzazione del primo (considerando 5 della presente
decisione) nonché le diverse e discordanti versioni così date in merito sia da AC
1:

 

“ 
Circa un paio di settimane fa mi sono incontrato
in un bar del mio paese insieme a AC 2 e a certo V.__________, persona che
conoscevo di vista e di cui non conosco altri dettagli...

Durante l’incontro V.__________ mi ha chiesto se
conoscevo qualcuno che parlava altre lingue oltre il ________.

Gli ho risposto che non conoscevo nessuno con
tali qualità e allora V.__________ ha chiesto a me se volevo portare un oggetto
prezioso dalla Turchia all’Italia. Avrei dovuto accompagnare AC 2 e il compenso
sarebbe stato di 1000 / 1500 Euro ciascuno.

Inoltre ci avrebbero anche pagato le spese di
viaggio.

All’inizio non ero convinto della proposta ma poi
ho deciso di accettare e questo soprattutto per il fatto che il compenso era
ottimo”

“ 
la prima volta non sono stato contattato
direttamente da V.__________ ma da AC 2.

Mi ha telefonato mentre mi trovavo a casa di un
altro cugino e mi ha chiesto se poteva parlare con me.

Non gli ho chiesto il motivo dell’incontro e lui
non me l’ha detto.

Gli ho allora chiesto di raggiungermi, cosa che
lui ha fatto accompagnato da V.__________.

Il giorno di questo primo incontro penso che
risalga ad una settimana e mezza prima del viaggio.

Durante l’incontro V.__________ mi ha chiesto se
conoscevo qualcuno che parlava inglese o un'altra lingua oltre il _______.

Non mi ha spiegato il motivo della sua richiesta
ma mi ha detto che gli serviva una brava persona.

Io ho detto a V.__________ che non conoscevo nessuno
e l’incontro è terminato.

Qualche giorno più tardi AC 2 mi ha nuovamente contattato telefonicamente invitandomi a recarmi in un bar di __________.

Ho raggiunto il locale e ho visto che oltre a AC
2 c’era anche V.__________.

Sentivo loro due che discutevano sulla
disponibilità di qualcuno per il trasporto di oggetti di valore dalla __________
alla _________.

Ad un certo punto V.__________ mi ha chiesto se
ero disposto ad intraprendere questo viaggio; non mi ha parlato di alcun
compenso.

Quando V.__________ è andato via e sono rimasto
solo con AC 2, quest’ultimo mi ha detto che per il viaggio saremmo stati
compensati con 1000 / 1500 __________ o Euro. Non ricordo la valuta con cui
saremmo stati pagati e neppure se tale cifra era per ciascuno o da dividere tra
noi due.

Avevo capito che il viaggio l’avrei fatto insieme
a AC 2 e gli ho chiesto se per caso non si trattasse di portare droga. 

Lui mi ha risposto che non lo credeva possibile.

Per quanto concerne il viaggio avevo capito che
avrei dovuto raggiungere la Turchia passando dalla Grecia per poi rientrare in __________
con gli oggetti preziosi.

Pensavo potesse trattarsi di reperti archeologici”

 

sia da AC 2:

 

“ 
Sono stato contattato da un mio vicino di casa
in __________ che si chiama V.__________, questo mi ha chiamato telefonicamente
e mi ha invitato per bere un caffé vicino a casa mia.

Questo mi ha proposto di accompagnare e
controllare a distanza un ragazzo che doveva portare delle valigie in Italia.

ADR. che non si è parlato di un vero compenso,
subito mi ha dato 150 Euro per le piccole spese e in seguito mi avrebbe dato
Euro 100.-, rimborsandomi le spese di viaggio.

Voglio precisare che io ho accettato in quanto
dovevo solamente sorvegliare il trasporto ed ero allettato dal guadagno, in
quanto è quello che io guadagno in un mese…

il giorno stesso dell’incontro, alle 1500, V.__________
mi chiama e mi dice che dovevo partire alle 16.00”

 

“ 
La prima volta che V.__________ mi ha parlato
del viaggio è stato qualche giorno prima della partenza.

Lui mi ha chiamato e mi ha invitato a bere un
caffé in un bar del paese.

In quell’occasione mi ha detto che AC 1 si
sarebbe dovuto recare in Turchia per prendere in consegna un oggetto che lui
chiamava icona e che lo avrebbe dovuto portare in Italia per la precisazione Milano.

V.__________ mi ha detto che non si fidava di AC
1 e mi ha chiesto di partire con lui per guardare quello che lui faceva.

Come già dichiarato avrei ricevuto un compenso di
Euro 150.-”

 

Le contraddittorietà di queste loro esternazioni
anche su punti oggettivamente importanti come il tipo di merce trasportata, la
destinazione finale e l’ammontare della ricompensa promessa da V.__________ non
hanno potuto essere appianate neppure al dibattimento dove entrambi si sono
confermati nelle loro pregresse dichiarazioni seppur con la precisazione che, a
dire di AC 1, prima della partenza del 22.6.2009 da __________ (considerando 8
della presente decisione), tra loro tre ci sarebbero stati ben 5 incontri oltre
che una telefonata tra lui e AC 2 a seguito della quale anche suo fratello
(considerando 1 della presente decisione) gli manifestò chiare perplessità
sulle reali finalità di questo viaggio, rinforzando così il suo dubbio
(considerandi 3, 8 e 10 della presente decisione) che si potesse trattare di un
trasporto di droga:

 

“ 
AC 1 dichiara che prima della partenza ci sono
stati cinque incontri con AC 2 e V.__________, il primo in macchina, il secondo
e il quarto in un bar a __________ ed in periferia della città, il terzo a casa
sua e il quinto il giorno della partenza. Riconfermando quanto già dichiarato
nei verbali di polizia e davanti al PP ribadisce che nel primo gli è stato
chiesto se conosceva qualcuno, che nel secondo AC 2 gli ha chiesto
espressamente se faceva il viaggio insieme a lui, che nel terzo si è solo
parlato di un oggetto prezioso da portare in Turchia, mentre che nel quarto non
si è discusso di nulla perché c'erano altre persone. AC 1 dichiara che prima
del quinto incontro ha ricevuto una telefonata a casa sua da AC 2 che lo
sollecitava per sapere se si partiva o meno e AC 1 ha chiesto consiglio a suo fratello, che gli ha detto di andare se non si trattava di droga. Lo
stesso giorno della partenza AC 2 e V.__________ l'hanno poi raggiunto in un
bar dicendogli si parte o no? e lui ha detto di sì, ma che prima doveva finire
di lavorare. Dichiara che dell'importo promesso come compenso ne ha solo
sentito parlare da AC 2 e V.__________ durante il secondo incontro e ora non
può essere più preciso, seppur ribadendo quanto già detto nei verbali di
polizia sull'esatto importo sentito, sulla valuta e se era per ciascuno o da
dividere. Dichiara di confermare come già in __________ avesse avuto il
sospetto che l'oggetto prezioso da trasportare fosse della droga. Ribadisce che
prima della partenza altre informazione non le ha chieste né ottenute.

Interrogato in merito AC 2 contesta le
dichiarazioni di AC 1 e mantiene la sua versione così come espressa nei verbali
di polizia e in aula”

(verbale dibattimentale pag. 4)

 

La Corte ha avuto delle perplessità sulla veridicità
di queste due versioni, da cui l’impossibilità di preferirne una rispetto
all’altra e questo già solo perché, ad esempio, non è umanamente sostenibile né
tanto meno pensabile che i due accusati, durante 5 giorni di viaggio (capitolo
VI della presente decisione), non si siano mai parlati in merito al reale scopo
di questa loro trasferta attraverso 5 diverse nazioni, interrogandosi
vicendevolmente quo a cosa stessero effettivamente trasportando e/o al guadagno
che avrebbero così conseguito.

 

Ciò premesso la Corte ha non di meno ritenuto
come accertato che partendo da __________ (considerando 8 della presente
decisione) AC 1 non avesse escluso di dover trasportare della droga
(considerando 3 della presente decisione) e che per questo suo lavoro, che
avrebbe fatto assieme a AC 2, avrebbe conseguito una somma di danaro che in
aula ha definitivamente fissato in € 1'000.- seppur non ricordandosi più se

 

“ 
era per ciascuno o da dividere”

(verbale dibattimentale pag. 8)

 

Quo alla posizione di AC 2 la Corte, dovendo comunque
attenersi, in assenza di altri riscontri, alla comunque poco attendibile sua
versione, non ha potuto che concludere come, lasciando la __________
(considerando 8 della presente decisione), ancora non sapesse né tanto meno
sospettasse di trasportare della droga e che il suo compito era quello di
controllare a distanza AC 1 durante questo loro viaggio perlomeno sino a
Milano, i cui i costi sarebbero stati da lui anticipati. Inoltre e proprio
perché V.__________ non si fidava di AC 1 sarebbe stato lui:

 

“ 
a prendere e custodire i soldi che AC 1 avrebbe
ricevuto al momento della consegna dell’oggetto trasportato nelle valigie”

 

con la precisazione che:

 

“ 
V:__________ mi ha detto di vedere quanti soldi
offrivano le persone a cui venivano consegnate le valigie e di attendere la
chiamata per vedere se andava bene”

 

rispettivamente che:

 

“ 
non so quanti soldi avrei dovuto ricevere
dal/dalle persone alle quali AC 1 avrebbe dovuto consegnare le valigie.

V.__________ mi aveva detto che mi avrebbero dati
i soldi ma non tanti. Non mi ha detto la cifra”

 

e fermo restando come in forza al suo asserito
dire e contrariamente a quanto proferito in merito da AC 1  il suo guadagno
sarebbe stato di soli € 100.- / 150.-.

 

 

                                  V)   Riscontri
telefonici

 

                                   7.   Il 22.6.2009, giorno della partenza da __________ (considerando 8
della presente decisione), V.__________ fornì ai due accusati due telefoni
cellulari Nokia 1208 con inserita una carta Sim Vivatel (considerando 4 della
presente decisione e corpi di reato AA). Quo al logico perché di questa
consegna AC 1 e AC 2 hanno sempre dato simili risposte.

 

Così AC 1:

 

“ 
Prima di partire sia io che AC 2 abbiamo
ricevuto da V.__________ un telefono cellulare ciascuno, con all’interno una
carta Sim.

Non posso dire se si trattava di una carta prepagata
o meno.

Si tratta degli apparecchi marca Nokia di colore
rosso che sono stati trovati in nostro possesso.

Non conosco il numero di chiamata del mio
telefono, con il quale non ho mai effettuato telefonate ma ho unicamente
ricevuto chiamate e SMS da V.__________, al quale ho però inviato alcuni SMS
con i quali rispondevo alle sue richieste.

Io posseggo un telefono cellulare marca Nokia con
numero di chiamata __________…

Questo apparecchio mi è stato tenuto da V.__________
prima della partenza, con la giustificazione che non mi sarebbe servito poiché
avrei dovuto utilizzare quello che mi aveva dato lui.

Sono però riuscito a tenere la carta SIM…che è quella trovata nel mio portafoglio e che mi viene sequestrata”

 

rispettivamente così AC 2:

 

“ 
mi ha dato (ndr: V.__________) il cellulare con la carta SIM, che avevo al momento del fermo. Anche AC 1 ha ricevuto un telefono con carta SIM. Il mio obbiettivo era inviare sms con il telefono informando il mio vicino di
casa (ndr: V.__________) sull’andamento del viaggio”

 

La Pubblica Accusa ha
chiesto (AI 16 e 17) ed ottenuto (AI 18) dal GIAR i tabulati retroattivi in
modalità roaming e canalizzazione delle due utenze in uso a V.__________
attraverso le quali, durante il viaggio dei due accusati ed anche dopo,
mantenne i contatti con AC 1 (la cui carta Sim Vivatel aveva per numero lo __________
e sulla cui memoria del cellulare l’utenza __________ era indicata con il nome
di A.__________) rispettivamente con AC 2 (la cui carta Sim Vivatel aveva per
numero lo __________ e sulla cui memoria del cellulare l’utenza __________ era
indicata con il nome di J.__________ che in lingua __________ significa donna
rispettivamente moglie). L’esame di predetti dati telefonici (AI 35 allegati
10, 11, 12 e 13) ha permesso di stabilire che:

 

                                   --   AC 1, nei
giorni di viaggio (22/26.6.2009 e capitolo VI della presente decisione) e sino
al momento del suo arresto (considerando 3 della presente decisione) ha
ricevuto 6 sms da V.__________, mentre dopo l’arresto e sino al 4.7.2009 ha
ricevuto ben 101 sms di cui meglio si dirà al considerando 15 della presente
decisione. Inoltre, sempre durante i giorni di viaggio (capitolo VI della presente
decisione) ha inviato due sms, uno ad una sua amica ed uno a V.__________, il
24.6.2009 alle ore 11.06 con l’indicazione che nel prosieguo di questa
decisione l’orario sarà sempre riportato con l’ora __________ che è un’ora in
avanti rispetto a quella svizzera e italiana (AI 35 allegato 12);

 

                                   --   AC 2, nei
giorni di viaggio (22/26.6.2009 e capitolo VI della presente decisione) e sino
al momento del suo arresto (considerando 3 della presente decisione) ha
ricevuto due telefonate da V.__________ (il 24.6.2009 alle ore 23.39 ed il
26.6.2009 alle ore 8.28) e gliene ha fatta una (il 25.06.2009 alle ore 22.56).
Quo agli sms ne ha ricevuti 51 da V.__________ sino al momento del suo arresto
(considerando 3 della presente decisione) mentre dopo e sino al 11.7.2009 ne
riceverà altri 37 di cui meglio si dirà al considerando 15 della presente
decisione. Inoltre e solo nei giorni 25/26.6.2009 ha inviato 14 sms a V.__________,
di cui l’ultimo alle ore 7.46 del 26.6.2009 (AI 35 allegato 13).

 

 

                                 VI)   Il
viaggio

 

                                   8.   I due accusati sono partiti da __________ lunedì 22.6.2009 dopo che
V.__________, a metà pomeriggio, accompagnato da suo fratello che era alla
guida di un’autovettura Renault, passò a prendere prima AC 2 e poi AC 1. Così
il primo nel suo verbale d’interrogatorio dinanzi al PP del 18.8.2009:

 

“ 
Dopo qualche giorno dall’incontro al bar V.__________
mi chiama al telefono e mi dice che dovevo partire alle ore 16.00.

Io ho preparato la mia borsa sportiva di colore
blu con i miei effetti personali.

A casa è venuto a prendermi V.__________ in
compagnia di suo fratello e qui mi consegnava il telefono con la carta SIM. Alla guida dell’auto, una Renault Laguna di colore beige, c’era suo fratello, non
so se la macchina è sua o meno…

Siamo partiti e con l’auto siamo andati a
prendere AC 1 che aspettava per strada un po’ prima di casa sua. Aveva con sé
una borsa sportiva nera con la scritta DIESEL”

 

rispettivamente AC 1 nel suo verbale
d’interrogatorio del 13.8.2009:

 

“ 
Verso le ore 16.00 V.__________ e suo fratello,
sono passati a prendermi al mio domicilio con una Renault Laguna di colore
verde, con targhe che non ricordo. Alla guida c’era il fratello di V.__________,
così come mi era stato presentato in quell’occasione e che io non avevo mai
visto prima”

 

Poco prima della frontiera, che non è molto
distante da __________ (doc. dib. 1), V.__________ abbandonò la compagnia dopo
aver consegnato ai due accusati i due telefonini Nokia 1208 (considerando 7
della presente decisione) e al solo AC 2 € 150.- per far fronte alle prime
spese (considerandi 4 e 6 della presente decisione).

 

L’insolito agire di V.__________, che avrebbe
insospettito qualsiasi persona di buon senso in merito alla poca se non nulla
onorabilità di questo personaggio e quindi sulla reale liceità del viaggio e
sull’oggetto da trasportare, non colpì più di tanto i due accusati che,
stranamente, non si posero la benché minima domanda. Così AC 1:

 

“ 
che non so il motivo per cui V.__________ è
sceso dall’auto guidata dal fratello, prima del passaggio del confine con la Grecia. Lui ha detto di avere problemi con la dogana senza specificare il motivo.

Si è chiesto che tipo di problemi potevano
essere? Non le è sembrato sospetto questo comportamento? Visto che lei dice
anche che lo conosceva poco?

Risposta: in mente me lo sono chiesto ma avevo
piena fiducia in V.__________ ed ero come una pecora e l’ho seguito e basta”

 

rispettivamente AC 2:

 

“ 
Non so il motivo per il quale V.__________ non
ha passato con noi il confine con la Grecia ed è sceso prima. Non mi sono posto
nessuna domanda del perché è sceso prima di passare il confine con la Grecia”

 

non dimenticando comunque che, perlomeno in aula,
AC 1 ha comunque ammesso che:

 

“ 
dal fatto che V.__________ era sceso dalla
macchina poco prima della dogana greca si è rafforzato in lui il fatto che
stesse facendo qualcosa di sbagliato, rispettivamente che quello che doveva
trasportare poteva essere droga”

(verbale dibattimentale pag. 5)

 

I due accusati, sull’autovettura Renault alla cui
guida vi era sempre il fratello di V.__________, hanno poi raggiunto la
stazione di __________ (doc. dib 1) dove alle 23.16 hanno preso il treno per
Istanbul, prezzo del biglietto € 54.- a testa, il cui costo così come per tutti
i successivi mezzi di trasporto che saranno utilizzati sino all’arresto
(considerando 3 della presente decisione) verrà sempre pagato da AC 2, che di
fatto ha quindi anticipato tutti i costi di viaggio, che poi V.__________ gli
avrebbe rimborsato (verbale dibattimentale pag. 5 e considerando 4 della
presente decisione):

 

“ 
sono io che ho finanziato il viaggio. Quando
sono partito dalla __________ avevo € 1'700.- che erano soldi miei. Erano soldi
che avevo a casa e non li ho presi in banca.

V.__________ mi ha dato € 150 Euro e basta. Mi
avrebbe dato il resto al mio rientro oltre alle spese di viaggio.

Mi sono state sottoposte le fotocopie dei
biglietti del treno e degli alberghi…

Confermo che si tratta di biglietti che
avevo nella mia borsa che dovevo riportare a V.__________, come mi aveva
ordinato di fare”

 

                                   9.   Viaggiando di notte i due accusati entrarono in Turchia nelle prime
ore di martedì 23.6.2009 (AI 3 allegati 12 e 13 per i timbri di entrata sui due
passaporti nonché AI 35 allegato 13 sms in entrata - di seguito sole smsE -
sull’utenza di AC 2 del 23.6.2009 ore 3.46 e considerando 7 della presente
decisione) per raggiungere la stazione ferroviaria di Istanbul in prima mattina
e quindi, con un taxi, il terminal dei bus per la Grecia dove presero alloggio
presso il vicino hotel Lider (AI 35 allegato 13 smsE 23.6.2009 ore 9.17 e
considerando 7 della presente decisione).

 

Premesso che a AC 1 già a __________, quindi
prima di partire (considerando 6 della presente decisione) era

 

“ 
stato detto che in Turchia sarebbe andato da
solo a ritirare l'oggetto”

(verbale dibattimentale pag. 5)

 

circostanza che era parimenti nota anche a AC 2
che prima della partenza sapeva che:

 

“ 
AC 1 avrebbe dovuto ritirare qualcosa in
Turchia”

 

le contraddittorie dichiarazioni dei due accusati
così come rese in sede di istruttoria quo alle modalità con cui AC 1 entrò in
contatto con gli ignoti fornitori di eroina  non hanno potuto essere sanate
nemmeno in aula visto come entrambi, nel merito, hanno mantenuto le loro
pregresse affermazioni:

 

“ 
AC 1 dichiara che arrivati alla stazione
ferroviaria di Istanbul hanno preso un taxi e raggiunto l'albergo, prendendo
una stanza. Dopo un po' AC 2 è uscito dalla stanza. Successivamente, perché
così indicatogli al telefono da V.__________, anche lui è sceso nella hall (ndr: AI 35 allegato 12 smsE 24.6.2009 ore 10.48) e ha visto AC 2 parlare con un bulgaro con il quale è poi andato
via in taxi.

AC 2 contesta e sostiene che alla stazione dei treni
hanno trovato un bulgaro che gli ha indicato l'albergo. Presa la stanza V.__________ gli ha telefonato per sapere com'erano vestiti. Successivamente e sempre
su richiesta di V.__________ è andato alla stazione dei bus per informarsi sui
bus per Salonicco e intanto che era lì ha visto passare di sfuggita AC 1 che
saliva su un taxi.

Dichiara che in un primo momento si è solo
informato sull’orario di partenza dei bus e che solo successivamente V.__________
gli ha detto di comprare i biglietti, ciò che ha fatto comprandone due, per due
orari diversi.

AC 2 dichiara di avere comprato i biglietti prima
del ritorno di AC 1 con le due valigie”

(verbale dibattimentale pag. 5)

 

Comunque sia AC 1, lasciato l’hotel Lider assieme
a questo ignoto personaggio che a suo dire parlava un pessimo bulgaro, con un
taxi raggiunse un traghetto su cui entrambi salirono:

 

“ 
e dopo aver viaggiato per una ventina di minuti,
siamo scesi.

Vicino all’attracco del traghetto siamo entrati
in un bar nel quale siamo stati raggiunti da un altro uomo che non parlava
assolutamente bulgaro.

Mentre il primo uomo è rimasto nel bar, io ho
seguito il secondo uomo che era arrivato e insieme dopo una trentina di muniti
di taxi, abbiamo raggiunto un secondo bar nel quale abbiamo bevuto qualcosa.

Ad un certo punto il secondo uomo arrivato, mi ha
dato 100 lire turche con i quali mi ha fatto capire a gesti che avrei dovuto
pagare il viaggio di ritorno in taxi verso l’albergo. Usciti dal bar, abbiamo
camminato un po’ fino a quando siamo stati avvicinati da un’automobile. Il
secondo uomo sconosciuto a gesti mi ha fatto capire di salire a bordo, cosa che
ho fatto mentre lui è rimasto a terra.

L’auto è partita e si è fermata dopo un centinaio
di metri. Nell’auto c’era solo il conducente e mi ha fatto capire di scendere.

Scesi dall’auto ci siamo portati verso il baule
che lui ha aperto e ho visto che all’interno c’erano due valigie, le stesse di
cui eravamo in possesso al momento del fermo.

Il conducente dell’auto mi ha fatto capire di
prenderle tutte e due, cosa che io ho fatto.

Con le due valigie mi sono incamminato e ho
fermato un taxi con il quale sono tornato in albergo dopo aver mostrato
all’autista un biglietto da visita dell’hotel”

 

                                10.   Già solo perché si aspettava di ricevere una sola valigia e non due,
appena ritornato in albergo AC 1, alla costante e continua presenza di AC 2
(verbale dibattimentale pag. 5), controllò il contenuto dei due trolley non
trovando alcuna icona od altro oggetto prezioso ma solo, oltre a vari indumenti
(considerandi 3 e 4 della presente decisione) di cui una camicia fu da lui
indossata, due sottofondi su cui tirò un pugno ed il cui spazio sottostante non
gli parve duro, come avrebbe dovuto essere se ci fosse stata un’icona, ma molle
come un materasso:

 

“ 
Preciso che nella camera le ho aperte e ho visto
che in entrambe c’erano dei vestiti nuovi e ancora imballati.

In una delle due c’erano anche dei cuscini e mi
pare un asciugamano.

Siccome una camicia mi piaceva, l’ho presa e l’ho
indossata ed è quella che portavo al momento del fermo”

 

“ 
quando le ho aperte e ho frugato all’interno mi
sono accorto che le stesse avevano un doppiofondo che sicuramente conteneva
quello che trasportavamo di nascosto.

Mi sono accorto che il peso era superiore a
quello che le valigie contenevano ma ritenevo che il peso in eccesso era
causato da quello che era nascosto all’interno”

 

nonché sempre AC 1:

 

“ 
Ho avuto questa sensazione che era droga e non
un oggetto prezioso per tale motivo in Turchia volevo aprire le valigie. AC 2 mi ha detto di non farlo. Se mi ha detto così, e cioè di non aprirle, è perché lui sapeva
perfettamente che era droga…

Confermo ancora una volta che dopo aver spostato
le camice ed i vestiti ho dato un pugno sul doppiofondo. Ho sentito che non era
duro ma era come un pugno sul materasso”

 

In questo ordine di idee, anche se detto in modo
molto più conciso e riduttivo, pure AC 2 nei suoi verbali d’interrogatorio in
Polizia e dinanzi al PP:

 

“ 
Ricordo che in camera di albergo AC 1, aveva
aperto le valigie ed io ho visto che all’interno vi erano dei vestiti e
addirittura dei cuscini”

 

“ 
insieme a AC 1 abbiamo aperto le valigie e poi
io ho telefonato a V.__________ chiedendogli come mai le valigie erano due e V.__________
mi ha risposto nessun problema”

 

intercorsa telefonata ricordata anche da AC 1 che
però fornisce un diverso giustificativo da parte di V.__________:

 

“ 
Ho chiesto a V.__________ come mai le valigie
erano due e lui mi ha risposto che in questo modo avremmo dato meno
nell’occhio”

Comunque sia delle così avvenute loro verifiche i
due accusati hanno dato ennesima conferma anche in sede dibattimentale:

 

“ 
AC 1 dichiara che sono state controllate
entrambe le valigie. Ribadisce di aver proposto a AC 2 di aprire il sottofondo
per controllare meglio e che AC 2 gli ha risposto di no. Da ciò ha tratto la
conclusione che AC 2 sapesse già del contenuto delle valigie e quindi, secondo
la sua riflessione, che contenessero della droga. Crede, ma non è sicuro, che
in quelle circostanze anche AC 2 abbia alzato le valigie.

AC 2 dichiara che è vero che hanno controllato le
valigie e mentre lo stavano facendo V.__________ ha chiamato sul suo natel e
lui gli ha chiesto come mai erano due e come mai non c'era l’icona V.__________
gli ha risposto di non preoccuparsi e che non c'era niente di illegale.
Contesta la dichiarazione di AC 1 sul fatto che gli aveva proposto di guardare
nel doppio fondo ricevendo il suo rifiuto”

(verbale dibattimentale pag. 5 e 6)

 

Notasi come di questa telefonata tra AC 2 e V.__________
negli estratti dei tabulati agli atti non vi sia alcuna traccia (AI 35 allegati
10, 11, 12 e 13). Seppur riprendendo tale fatto nel considerando 22 della
presente decisione si rammenta già sin d’ora come in aula la logica e
pedissequa conclusione del Presidente della Corte secondo cui

 

“ 
dall'assenza nei tabulati di una telefonata tra V.__________
e AC 2 quando si trovavano nella stanza dell'albergo di Istanbul si potrebbe
concludere che la telefonata non c'è stata proprio perché loro già sapevano, e questo già dalla __________, di trasportare dello stupefacente”

(verbale dibattimentale pag. 8)

 

é stata recisamente contestata da entrambi gli
accusati che si sono riconfermati nelle

 

“ 
loro versioni così come esposte agli atti e in
sede dibattimentale precisando, per AC 1, che forse non tutti gli sms e le
telefonate risultano dai tabulati”

(verbale dibattimentale pag. 8) 

 

Indipendentemente da ciò, limitandoci anche solo
all’aspetto soggettivo del prospettato reato (art. 19 n. 2 lett. a LStup),
l’effetto pratico di questo loro controllo è stato, ai fini processuali, quanto
mai importante. Da una parte, per AC 1, si ha l’ulteriore, ennesima conferma
del già nato, consistente e concreto dubbio (considerandi 3, 6 e 8 della
presente decisione) che stesse trasportando della droga e questo per grandi
quantitativi:

 

“ 
AC 1 dichiara che a seguito delle verifiche
fatte nella stanza di Istanbul in presenza continua di AC 2, visto il doppio
fondo e visto che al tatto la superficie era molle, gli è stato chiaro che non
poteva essere un'icona o dei gioielli e che quindi quello che c’era nel doppio
fondo non poteva che essere della droga…

AC 1 dichiara che vista la grandezza delle
valigie rispettivamente del sottofondo la droga in esse poteva essere tanta”

(verbale dibattimentale pag. 5 e 6)

 

mentre per AC 2 la prima insorgenza di un
possibile serio dubbio, qui da intendersi come sua prima, concreta presa in
considerazione, che nel sottofondo dei due trolley, che da Salonicco in avanti
anche lui iniziò a trasportare, vi fosse dello stupefacente e questo non per
pochi grammi:

 

“ 
il mio dubbio mi è venuto quando abbiamo aperto
le due valigie e ho visto che non c’era dentro nessuna icona. In questo momento
mi è venuto il dubbio che fosse droga…

che mi sono accorto che si trattava di una cosa
completamente diversa e non di una icona. Qualche dubbio per la droga mi è
venuto finalmente…

Ho telefonato a V.__________ e gli ho chiesto ma
cosa succede, non c’è nessuna icona nelle valigie e lui mi ha risposto: non c’è
nessun problema. Abbiamo discusso con AC 1 nella camera ad Istanbul che non
c’era l’icona e di cosa c’era nelle valigie. Mi è venuto in mente che potesse
essere qualsiasi cosa di illegale, compresa la droga…

Mi sono venuti sì, i dubbi che nella valigia
c’era qualcosa di illegale”

 

“ 
AC 2, a seguito dei fatti nell'albergo di
Istanbul e constatato che non vi era un'icona, ha pensato per la prima volta
che nelle due valigie vi fosse della droga, tanta visto il tipo di valigia e il
loro numero”

(verbale dibattimentale pag. 6)

 

fermo restando comunque come entrambi gli
accusati, in aula, hanno ribadito il fatto di non aver mai saputo di quale tipo
di droga si trattasse (verbale dibattimentale pag. 6), rispettivamente quanta
ne stessero trasportando e quale potesse essere il suo valore commerciale. In
questo senso così AC 1:

 

“ 
Non ho mai avuto niente a che fare con la droga
e quindi non posso quantificarne il valore”

 

e AC 2:

 

“ 
Non sono in grado di quantificare che valore
possa avere l’eroina che trasportavamo”

 

                                11.   Così come asseritamene ordinato per telefono da V.__________ e
questo solo quando i due accusati già si trovavano ad Istanbul (considerando 10
della presente decisione):

 

“ 
Giunto in camera, dove AC 2 era già presente, V.__________
ci ha comunicato che non saremmo dovuti partire insieme.

Io sarei dovuto andare via prima mentre il
compagno lui quattro ore più tardi.

 

 

sarà solo AC 1 ad assumersi il rischio di
passare, sempre martedì 23.6.2009, la dogana greco turca nel suo viaggio in
bus, da Istanbul a Salonicco (doc. dib. 1), utilizzando 1 biglietto, dal costo
di € 80.- che AC 2 gli aveva comperato prima ancora del suo ritorno nella
stanza dell’hotel Lider con i due trolley pieni di eroina. Partito alle ore
18.00 (AI 35 allegato 13 smsE 23.6.2009 ore 16.54, 17.30, 17.33 e 18.04) e
passata la dogana dopo le 23.00 (AI 3 allegato 13 per il timbro di uscita sul
suo passaporto nonché AI35 allegato 13 smsE 23.6.2009 ore 23.30), ha raggiunto
Salonicco nelle prime ore di mercoledì 24.6.2009, trovando alloggio in un non
meglio identificato hotel indicatogli da V.__________:

 

“ 
AC 1 dichiara che arrivato a Salonicco, V.__________
gli ha telefonato dicendogli in quale albergo andare”

(verbale dibattimentale pag. 6)

 

Benché, nell’attesa dell’arrivo di AC 2, AC 1 abbia avuto tutto il tempo per controllare con calma il contenuto dei due trolley, di fatto
vi ha rinunciato, prima perché preferì riposare e poi perché fu raggiunto da AC
2:

 

“ 
che sono arrivato da solo alla mattina alle 4 in Grecia a Thessaloniki e avrei controllato il contenuto delle valigie, quando sarei arrivato in
albergo, più tardi dopo aver dormito perché ero stanco. Avrei controllato le
valigie al risveglio e invece non ho fatto in tempo perché è arrivato AC 2. Non
ho quindi più detto niente a AC 2 e non ho controllato le valigie”

 

AC 2 ha invece preso il bus delle ore 22.00, ha
attraversato la frontiera greco turca nelle prime ore di mercoledì 24.6.2009
(AI 3 allegato 12 per il timbro di uscita sul suo passaporto nonché AI 35
allegato 13 smsE 23.6.2009 ore 0.11 e 3.07) raggiungendo AC 1, su indicazione
di V.__________ nella stanza dell’albergo di Salonicco nel corso della prima
mattinata (AI 35 allegato 13 smsE 23.6.2009 ore 7.57) ritenuto che alle ore
11.06 lo si trova sotto la doccia (AI 35 allegato 12 sms in uscita sull’utenza
di AC 1 - di seguito solo smsU - del 24.6.2009 ore11.06).

 

Premesso che fu solo a Salonicco che AC 2 dirà a AC
2 che la loro destinazione finale era l’Italia (verbale dibattimentale pag. 6),
i due accusati prenderanno un'altra corriera che partendo alle ore 13.00 (AI 35
allegato 13 smsE 24.6.2009 ore 11.41, 12.50 e 12.52) li porterà, al costo di € 36,80 a biglietto  sino a Igoumenitsa (doc. dib 1), dove, raggiunto il porto (AI 35 allegato 13 smsE
24.6.2009 ore 17.26), alle ore 23.30 si imbarcheranno su una nave traghetto per
Ancona (prezzo del singolo biglietto € 109) che raggiungeranno nel primo
pomeriggio di giovedì 25.6.2009 (AI 35 allegato 13 smsE 25.6.2009 ore 15.23).
Dopo aver raggiunto la stazione ferroviaria saliranno sul treno interregionale
delle ore 16.20 con destinazione Milano (costo del singolo biglietto € 34.-, AI 35 allegato 13 smsE
25.6.2009 ore 15.58, 16.17, 16.19, 16.29, 16.33, 17.26, 18.30 e 21.28, smsU
25.6.2009 ore 17.26, 17.17, 18.32 e 21.29 nonché doc. dib. 1) dove arriveranno
poco dopo le 21.00 (AI 35 allegato 13 smsU 25.6.2009 ore 22.17).

 

Dopo aver trovato alloggio per la notte in un
albergo (Hotel Boston) vicino alla stazione (AI 35 allegato 13 smsU 25.6.2009
ore 23.34 e 23.37 nonché corpi di reato AA) alle ore 22.17 V.__________
confermò a AC 2 l’ulteriore destinazione di:

 

“ 
ZURICH sweicarland”

(AI 35 allegato 13 smsE 25.6.2009 ore 23.17)

 

ricordato però come già precedentemente V.__________
gli aveva telefonato per comunicargli che il loro viaggio non si sarebbe
concluso a Milano ma che:

 

“ 
dovevano andare a Zurigo e che in un prossimo
sms gli avrebbe detto cosa sarebbe successo una volta giunti in quella città”

(verbale dibattimentale pag. 6)

 

Legittima, a quel punto, la sorpresa di AC 1 e la
sua minima nonché, nei fatti, quanto mai sterile puntata di piedi nel non voler
proseguire il viaggio:

 

“ 
Quando siamo arrivati in Italia e AC 2 mi ha detto che dovevamo proseguire fino a Zurigo, io gli ho detto che non ero più disposto a
proseguire nel viaggio e a fare il facchino. Alla fine AC 2 mi ha convinto a proseguire dicendomi che quella sarebbe stata l’ultima tratta del viaggio”

 

opposizione che però AC 2 ha contestato per avvenuta sia nel suo verbale d’interrogatorio dinanzi al PP del 18.8.2009:

 

“ 
non è vero che AC 1 a Milano mi ha detto che non voleva continuare nel viaggio. Non ha mai detto di volersi fermare”

 

sia nel successivo suo verbale di confronto del
12.11.2009 con AC 1.

 

Comunque sia, visto che il lavoro doveva essere
portato a termine, i due accusati tornarono in stazione dove, messaggiando con
V.__________, individuarono nel Cisalpino delle ore 7.10 il treno che faceva al
caso loro (AI 35 allegato 13 smsE 25.6.2009 ore 23.32 e smsU 25.6.2009 ore
23.34 e 23.37). Il dì dopo, venerdì 26.6.2009, giorno del loro arresto
(considerando 3 della presente decisione) li si troverà in coda a prendere i biglietti
per la tratta Milano / Zurigo, dal costo di circa € 60.- l’uno, poco dopo le
6.30 (AI 35 PS allegato 12 smsE 25.6.2009 ore 23.57, allegato 13 smsE 26.6.2009
ore 7.30 e 7.44 nonché smsU 26.6.2009 ore 7.32 e 7.46), per quindi partire alle
7.10 e, come visto, essere controllati ed in seguito fermati dalle guardie di
confine, appena passate le 8.00 tra Chiasso e Lugano (considerando 3 della
presente decisione). E così si concluse la loro avventura, iniziata 5 giorni
prima, utilizzando, per migliaia e migliaia di chilometri, 4 diversi mezzi di
trasporto attraverso 5 differenti nazioni e 4 frontiere anche se, sempre in
base al loro asserito, non sapevano che:

 

“ 
tra l’Italia e la Svizzera c’era una frontiera
operativa”

(verbale dibattimentale pag. 6)

 

rispettivamente che, almeno per AC 2:

 

“ 
Non sapevo dove si trovava la località di Zurigo
e pensavo che fosse ancora in Italia.

Non ci siamo neppure accorti di aver passato la
dogana e di essere entrati in Svizzera”

 

                                12.   Tutti i sopra richiamati messaggi (considerando 11 della presente
decisione), sia in entrata che in uscita, tra i due accusati e V.__________ non
lasciano dubbio alcuno sul fatto che quest’ultimo abbia organizzato e
controllato l’intero loro viaggio dall’inizio alla fine, dando non solo precise
indicazioni su come dovevano agire ma anche incontestabili ordini da dover
rispettare a pacifica comprova del suo ruolo di mandante e superiore in grado
nonché responsabile verso terzi ignoti per questo ingente trasporto di eroina.
In questo senso AC 2:

 

“ 
Preciso che è sempre V.__________ che mi diceva
cosa fare e lo faceva chiamandomi al telefono, questo accadeva ogni ora circa”

 

 

“ 
V.__________ mi comunicava sempre quello che
dovevo fare”

 

Sempre dall’esame dei tabulati (considerando 11
della presente decisione) appare pacifico come i due accusati non abbiano mai
messo in discussione questo suo ruolo direttivo (tanto da rimettersi a lui
anche per la scelta dell’hotel di Milano, AI 35 allegato 13 smsU 25.6.2009 ore
22.49 e 22.58 nonché considerando 11 della presente decisione) e che sino al
loro arresto tra i tre non è mai insorto il benché minimo problema né tanto
meno V.__________ ha mai dovuto ricorrere a chissà quale grave ed esplicita
minaccia per convincerli a partire o per farli proseguire nel viaggio. In quest’ottica
vedasi AC 2:

 

“ 
Non sono mai stato minacciato od obbligato in
alcun modo a farlo”

 

L’unico breve screzio tra AC 2 e V.__________ lo
si può al massimo riscontare nel loro scambio di sms nella notte del
25/26.06.2009 tra le ore 23.42 e le ore 0.18 (AI 35 allegato 13 smsE 25.6.2009
ore 23.42, 26.6.2009 ore 0.02, 0.08 e 0.12 nonché smsU 26.6.2009 ore 0.00, 0.06
e 0.18) dove il primo si è beccato del pazzo e 

 

“ 
un SMS del genere non mandarlo più perché se lo
vedono qua ti tolgono dallo stipendio. Io l’ho cancellato. Tu sei pazzo
fratello”

(AI 35 allegato 13 smsE 26.6.2009 ore 0.12)

 

solo perché aveva ritardato alcuni minuti
nell’evadere la domanda di V.__________ a sapere quanti soldi rispettivamente
credito telefonico avessero ancora (AI 35 allegato 13 smsE 25.6.2009 ore 23.42
e 26.5.2009 ore 0.02), preferendo, prima di rispondergli, mangiare un panino
(AI 35 allegato 13 smsU 26.6.2009 ore 0.06). Da questi pochi messaggi, dagli
sms minatori successivi all’arresto (considerando 15 della presente decisione)
oltre che dalle seguenti dichiarazioni di AC 1 dinanzi al PP nel suo verbale
d’interrogatorio del 12.11.2009:

 

“ 
ho avuto paura sin dall’inizio però dopo che
avevo detto che avrei fatto il viaggio, ho anche avuto paura a dire di no e
cioè a rinunciare. Ho avuto paura che mi potessero fare del male, non solo a me
ma anche ai miei famigliari”

 

le difese hanno tratto la convinzione della
realizzazione a vantaggio dei loro protetti dell’attenuante specifica di cui
all’art. 48 lett. a) cfr. 3 CP (considerando 24 della presente
decisione), ciò che la Corte non ha comunque ritenuto per i motivi che saranno
evidenziati nel considerando 25 della presente decisione.

Sempre dall’analisi dei tabulati per la Corte
appare altresì accertata la maggior responsabilizzazione di AC 2 e, questo non
solo per il suo maggior numero di sms e telefonate da e per V.__________ a
confronto di quelli di AC 1 (considerando 7 della presente decisione), ma
soprattutto per quello che è stato il contenuto di questi messaggi (AI 35
allegati 12 e 13 nonché considerandi 8, 9, 10 e 11 della presente decisione).
E’ innegabile infatti che per V.__________ era AC 2 il primo referente del
viaggio ciò che, seppur nella pacifica e manifesta correità dei due accusati
che neppure le difese hanno mai contestato, testimonia una sua maggior colpa
soggettiva e questo non solo perché, alla base, controllore di AC 1
(considerando 6 della presente decisione) ma anche perché finanziatore dei
relativi costi, acquirente dei vari biglietti di trasporto e, ad eccezione di
quello di Salonicco (doc. dib. 1), assuntore di tutti i costi di albergo
(considerandi 6, 8, 9, 10 e 11 della presente decisione) oltre che destinatario
finale dei soldi da parte degli ignoti acquirenti dello stupefacente
(considerandi 6 e 14 della presente decisione).

 

 

                                VII)   Altri
riscontri oggettivi

 

                                13.   L’inchiesta ha permesso di accertare come i due accusati non abbiano
avuto alcun diretto contatto con l’eroina occultata nei due pannelli del
sottofondo dei due trolley visto come alcuna loro impronta digitale
rispettivamente palmare sia stata ritrovata sul foglio adesivo di colore nero
ricoprente gli involucri e su tutte le confezioni interne contenenti lo
stupefacente (AI 35 documentazione fotografica foto no. 9 e 23 nonché
considerando 3 della presente decisione). Inversamente su alcune delle
confezioni componenti il bagaglio sono state riscontrate 11 impronte digitali e
3 palmari, di cui una di un dito pollice di AC 1 ed una di un palmo di AC 2 (AI
35 documentazione fotografica 24.7.2009 e considerando 3 della presente
decisione), la cui presenza è facilmente spiegabile dall’avvenuta loro
vuotatura, anche solo parziale, del contenuto dei due trolley nella stanza
dell’hotel Lider di Istanbul (considerando 10 della presente decisione).

 

Inoltre dal rapporto 18.8.2009 dell’Università di
Losanna, Istituto di Polizia Scientifica (AI 29) é risultato come sotto le
unghie e sui palmi di entrambe le mani di AC 1 siano state riscontrate delle
tracce di eroina. Lo stesso discorso vale per AC 2 con l’aggiunta di tracce di
cocaina, francamente poco spiegabili vista la fattispecie, anche sotto le
unghie della sua mano sinistra (AI 29). Per giustificare tali riscontri AC 2, in istruttoria, ha comunque fornito una giustificazione più che plausibile non escludendo che:

 

“ 
quando ho toccato i vestiti all’interno delle
valigie, mi sono sporcato le mani. Quando AC 1, a Istanbul, è arrivato con le due valigie, le abbiamo aperte per vedere cosa c’era dentro. In
questo caso ho toccato la fodera della valigia dove c’era il doppio fondo,
tirando fuori i vestiti ed è quindi possibile che mi sia sporcato le unghie di
eroina in questo modo.

Per le tracce di cocaina non so dare una
spiegazione”

 

conclusione che, per gli stessi motivi, senza
rischio di cadere in qualsivoglia possibile arbitrio, può essere estesa anche a
AC 1 malgrado la sua insostenibile, negatoria risposta nel verbale
d’interrogatorio del 12.11.2009 dinanzi al Magistrato inquirente:

 

“ 
La PP mi fa prendere atto e mi contesta che
dall’analisi dei prelievi effettuati sotto le mie unghie, sono risultati
positivi all’eroina.

La PP mi invita a prendere posizione in merito e
giustificare questo riscontro.

Risposta: è assolutamente impossibile. Non ho mai
toccato l’eroina. Mi chiedo come sia possibile una cosa del genere”

 

                                14.   Come ricordato nel considerando 3 della presente decisione i due
accusati sono stati fermati il 26.6.2009 su un treno Cisalpino con destinazione
Zurigo. Tacito come la Polizia cantonale abbia immediatamente passato questa
informazione ai colleghi d’oltralpe per verificare se all’arrivo del treno vi
fosse qualcuno ad attenderli (AI 3 allegato 4). Le risposte ottenute sono state
sempre negative:

 

“ 
Wir konnten eine Fahndungseinheit zum
Hauptbahnhof Zürich schicken, welche die Einfahrt des Cisalpino (Ankunft um
10:51 h) feststellen konnte. Leider sind den Fahndern keine Personen
aufgefallen, welche als Abholer der beiden __________ in Frage gekommen wären.

Bei den Sachbearbeitern der
Betäubungsmittelabteilungen der Kapo Zürich sind weder die beiden __________ noch
die __________ Telefonnummern in irgend eine Weise bekannt”

(AI 3 allegato 4)

 

“ 
Funktionäre des FAD Zürich konnten um 10:51 Uhr
die Einfahrt des Cisalpino in Zürich überwachen. Den Fahndern sind beim Perron
des Zuges aus Mailand keine Personen aufgefallen, welche als Abholer der beiden
__________ in Frage gekommen wären.

Anfragen bei den BM-Sachbearbeitern von Stapo und
Kapo Zürich haben ergeben, dass weder die beiden __________ noch die __________
Telefonnummern in einem aktuell geführten Verfahren oder sonst wie aufgetaucht
sind.

Am Archiv von Kapo/Stapo Zürich waren AC 1 und AC
2 bislang nicht verzeichnet”

(AI 35 allegato 26)

 

ritenuto come l’assenza di un comitato
d’accoglienza abbia il suo riscontro e la sua giustificazione anche nelle
seguenti dichiarazioni di AC 2 in sede dibattimentale:

 

“ 
che prima del sms del 25 giugno ore 23.17 V.__________
gli ha telefonato dicendogli che il viaggio non era terminato e che dovevano
andare a Zurigo e che in un prossimo sms gli avrebbe detto cosa sarebbe
successo una volta giunti in quella città”

(verbale dibattimentale pag. 6)

 

da cui l’impossibilità, per l’autorità
inquirente, di ulteriormente sviluppare questa inchiesta, rispettivamente, per
la Corte, di poter conoscere il destinatario finale della sequestrata eroina.

 

                                15.   Successivamente al loro arresto (considerando 3 della presente
decisione) le due utenze in uso agli accusati (considerando 7 della presente
decisione) hanno ricevuto delle telefonate, logicamente andate perse (13 per AC
1 nel periodo 29.6/4.7.2009 di cui una dal numero di V.__________, AI 35
allegato 12, almeno due per AC 2 il 7.7.2009, AI 35 allegato 13) e svariati sms
(101 per AC 1 nel periodo 26.6.2009 ore 9.24 / 4.7.2009 ore 12.12 tutti da V.__________,
AI 35 allegato 12, 37 per AC 2 nel periodo 26.6.2009 ore 9.22 / 11.7.2009 ore
13.03 di cui 36 da V.__________, AI 35 allegato 13), di cui alcuni dal
contenuto minatorio e con espresse minacce di morte sia per i due accusati che
per i loro famigliari (per AC 1 smsE 28.6.2009 ore 22.56, 29.6.2009 ore 17.29,
30.6.2009 ore 11.42, 12.11 e 12.15, 1.7.2009 ore 16.48 nonché 4.7.2009 ore
11.21, 11.23, 11.24, 11.41, 11.42, 11.46, 11.50 e 11.51, AI 35 allegato 12, per
AC 2 smsE 28.6.2009 ore 22.53 e 23.50, 29.6.2009 ore 17.24 e 20.54, 30.6.2009
ore 9.50, 9.52, 10.24, 11.47, 12.05, 12.13, 15.56 e 19.41, 1.7.2009 ore 14.13 e
21.16, 2.7.2009 ore 14.08, 18.16 e 18.18, 4.7.2009 ore 11.18 e 11.12 nonché
11.7.2009 ore 10.59, 11.23, 11.26, 11.30, 12.03 e 13.03, AI 35 allegato 13
nonché verbale dibattimentale pag. 7).

 

Ciò non deve sorprendere più di quel tanto se si
tiene conto da una parte del quantitativo di eroina trasportato (9 chili 480 grammi netti pari a 5 chili 754,40 grammi puri al 100%, considerando 3 della presente decisione)
e del loro presumibile valore nell’ipotesi di un suo spaccio al dettaglio (al
prezzo medio di mercato di fr. 250.- / fr. 300.- la busta di 5 grammi almeno fr. 520'000.- [pari a 9 chili 480 grammi x fr. 55.- il grammo] o in caso di vendita a
fr. 100.- il grammo almeno fr. 940'000.- [pari a 9 chili 480 grammi x fr. 100.- il grammo], da cui una media ponderata di almeno fr. 700'000.-) senza altresì
dimenticare, sempre rispetto alla media riscontrata in sequestri di eroina di
altri pregressi procedimenti noti alla Corte, l’elevato grado di purezza di
questa partita (tra il 60,6% ed il 60,7%, considerando 3 della presente
decisione) ciò che appare come più che sufficiente per non escludere a priori
un suo possibile taglio per altre 2 o 3 volte.

 

Ciò posto la Corte ha comunque preso atto con
sollievo che tali minacce non si sono mai concretizzate:

 

“ 
AC 1 dichiara che…la situazione ad oggi è
tranquilla e i suoi genitori stanno bene.

AC 2 dichiara che i suoi genitori, la sorella e
la nipotina stanno bene”

(verbale dibattimentale pag. 7)

 

anche perché, a ben vedere, non vi era alcun
motivo che si attualizzassero. Le stesse, infatti, avrebbero avuto senso, e
solo così possono essere intese, se i due accusati avessero effettivamente
gabbato V.__________ e/o chi stava dietro di lui cercando di vendere
privatamente e quindi a loro unico vantaggio la partita di eroina che stavano
trasportando. Ma ciò non è stato il caso ed una volta che V.__________, sia per
il tramite dei genitori dei due accusati (verbale dibattimentale pag. 7) o per
qualsivoglia altro canale, ha avuto conferma che il loro silenzio non era
frutto di un loro tentato tiro mancino ma solo conseguenza del loro arresto,
circostanza che del resto V.__________ già aveva subodorato (AI 35 allegato 12
smsE 30.6.2009 ore 12.15 nonché 4.7.2009 ore 11.41, 11.42, 11.45 e 11.50) anche
le minacce di morte si sono, di fatto, volatilizzate (verbale dibattimentale
pag. 7).

 

                                16.   L’istruttoria fa per finire stato di riuscite collusioni tra i due
accusati durante la loro carcerazione preventiva e questo sia per iscritto (AI
25 con perlomeno 5 messaggi, qualificati in aula con l’azzeccato nomignolo di
pizzini bulgari di cui uno mai ritrovato) che a voce (in almeno 2 o 3
occasioni, verbale dibattimentale pag. 8). 

 

                                         Se é pur
sempre possibile per due correi in detenzione preventiva di cercare di parlarsi
alfine di concordare una versione a loro più favorevole, è altresì obbligo e
dovere istituzionale dello Stato evitare che questo avvenga, ciò che in verità,
con il carcere La Farera, non è spesso stato il caso così come altre inchieste
e processi con più indagati hanno potuto dimostrare. Inutile dire che la
passiva accettazione di un tale stato di cose rischia di vanificare
irrimediabilmente uno dei principali, anche se non unico, compito istituzionale
dell’autorità inquirente prima e giudicante poi, cioè quello di ricercare, in
modo più esaudente e dettagliato possibile, la verità dei fatti. Da ciò la
personale, anche se forse illusoria, speranza dello scrivente Presidente di
concreti interventi strutturali ed organizzativi all’interno di questo carcere,
che in aula limitatamente al problema della collusione tra coindagati, è stato
apparentato ad un famoso formaggio pieno di buchi, affinché situazioni come
quella qui descritta non abbiano più a ripetersi.

 

Fatta questa debita premessa, la Corte, non
potendo fare altrimenti, ha unicamente preso atto di questo increscioso dato di
fatto che oltre ad aver comportato per i due accusati la corretta decisione da
parte della Pubblica Accusa di non ordinare il loro trasferimento al
penitenziario cantonale in regime ordinario anche dopo l’emanazione dell’AA (AI
52 e doc. TPC 2), la dice non di meno lunga sull’effettiva portata della loro
asserita collaborazione con l’autorità inquirente rispettivamente di quale può
essere stato il loro concreto emendamento e presa di coscienza per il reato
commesso (considerandi 32 e 33 della presente decisione).

 

 

                               VIII)   Diritto

 

                                17.    La Pubblica Accusa ha sostenuto, dandolo per certo e
comprovato nei fatti, come i due accusati fossero, per dolo diretto,
soggettivamente consapevoli di trasportare dello stupefacente e questo già
partendo dalla __________. Tale conclusione è sempre stata contestata da AC 1 e
da AC 2 che, come già fatto in istruttoria, anche in aula hanno ammesso di aver
unicamente preso in considerazione ed accettato l’eventualità di trasportare
della droga, per AC 1 prima della partenza da __________ (considerandi 3, 6, 8
e 10 della presente decisione), per AC 2 solo dopo l’esame dei due trolley
nella stanza dell’hotel Lider di Istanbul (considerando 10 della presente
decisione).

 

Da ciò la necessità di ricordare quale sia il
significato di dolo eventuale nel diritto penale svizzero rispettivamente
richiamare i dettami giurisprudenziali che reggono, da una parte, un processo indiziario
- qui limitatamente e solo a quella che è stata e da quando la possibile
consapevolezza dei due accusati di eventualmente trasportare dello stupefacente
- oltre che rammentare la portata del principio del in dubio pro reo quale suo
diretto corollario.

 

                                18.   In contrapposizione al dolo diretto che caratterizza un crimine
(art. 10 cpv. 2 CP) o un delitto (art. 10 cpv. 3 CP) compiuto consapevolmente e
volontariamente (art. 12 cpv. 2 prima frase CP), sussiste dolo eventuale
quando I'agente ritiene possibile che I'evento o iI reato si produca e ciò
nondimeno agisce poiché prende in considerazione I'evento nel caso in cui si
realizzi e pur non desiderandolo lo accetta (DTF 133 IV 9 e 131 IV 1).
Chi prende in considerazione I'evento qualora si produca, ossia lo accetta, lo
vuole e a tal fine basta che l’autore ritenga possibile il realizzarsi
dell’atto e se ne accolli il rischio (art. 12 cpv. 2 seconda frase CP, JENNY, Basler
Kommentar, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 12 no. 43 segg., TRECHSEL/JEAN-RICHARD,
Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, Dike Verlag AG, Zurigo / San
Gallo 2008, art. 12 no. 13, STRATENWERTH/WOHLERS, Schweizerisches
Strafgesetzbuch, Handkommentar, Stämpfli Verlag AG, Berna 2007, art. 12 no. 7, CORBOZ,
Commentaire Romand, Code pénal I, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2009, art. 12
no. 62 segg., DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET, Code pénal, Partie
générale, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2008, art. 12 no. 15 segg e FAVRE/PELLET/STOUDMANN,
Code Pénal Annoté, Editino Bis & Ter, Losanna 2007, art. 12 no. 2.4 segg.)
mentre non è necessario che lo desideri e lo approvi (DTF 121 IV 249).
II discrimine tra dolo eventuale e negligenza cosciente può rivelarsi delicato,
sia in un caso come nell'altro, infatti I'autore nel dolo eventuale ritiene
possibile che I'evento o iI reato si produca mentre v'è negligenza e non dolo
qualora I'autore, per un'imprevidenza colpevole, agisce presumendo che
I'evento, che ritiene possibile, non si realizzi (DTF 130 IV 58).
Quindi, la differenza tra dolo eventuale e negligenza cosciente risiede nella
volontà dell'autore e non nella sua coscienza (DTF 133 IV 9). Quanto l’autore di un reato sa, vuole o accetta è un dato di fatto (DTF
128 I 177, 125 IV 242, 119 IV 1, 110 IV 20 e 110 IV 74). Il dolo eventuale, quale fatto
interiore, può essere accertato solo in base a elementi esteriori ragion per
cui, in quest'ambito, Ie questioni di fatto e di diritto sono strettamente
connesse tra di loro e coincidono parzialmente (DTF 133 IV 1). In
mancanza di confessione il giudice può, di regola, dedurre la volontà
dell'interessato fondandosi su indizi esteriori e sulle regole dell'esperienza.
Può inferire la volontà dell'autore da ciò che questi sapeva, laddove
I'eventualità che I'evento si produca era tale da imporsi all'autore, in modo
che si possa ragionevolmente ammettere che lo abbia accettato (DTF 133
IV 222 e 130 IV 58). Quest’interpretazione deve
ragionevolmente prendere in considerazione il grado di probabilità che l’evento
si realizzi, alla luce delle circostanze concrete e dell’esperienza della vita
(DTF 133 IV 1). La probabilità deve essere di un grado elevato poiché il
dolo eventuale non può essere ammesso con leggerezza (DTF 133 IV 9 e
sentenza non pubblicata del Tribunale Federale - di seguito solo TF - 6B.519/2007
del 29.1.2008). Tra gli elementi esteriori da cui è possibile dedurre che
l’agente ha accettato l’evento illecito nel caso che si produca figurano, in
particolare, la gravità della violazione del dovere di diligenza e la
probabilità, nota all’autore, della realizzazione del rischio, il movente e la
modalità con cui l’atto è stato commesso (DTF 125 IV 242 e sentenza non
pubblicata del TF 6B.519/2007 del 29.1.2008). Quanto più grave è tale
violazione e quanto più grande tale rischio, tanto più fondata risulterà la
conclusione che l’agente, malgrado i suoi dinieghi, aveva accettato l’ipotesi
che l’evento considerato si realizzasse. La conclusione
per cui l’autore ha accettato il risultato non può però essere dedotta dal
semplice fatto che ha agito sebbene fosse consapevole del rischio della
sopravvenienza del risultato, in quanto trattasi di un elemento comune al dolo
eventuale e alla negligenza cosciente (DTF 130 IV 58).

 

Per quel che riguarda l'incidenza del dolo
eventuale nella commisurazione della pena la giurisprudenza, dopo averlo in un
primo tempo negato (sentenza non pubblicata del TF 6S.216/2003 del 1.10.2003),
ha sostenuto, avallato in tal senso anche dalla dottrina maggioritaria (WIPRÄCHTIGER, Basler
Kommentar, Helbing Lichtenhahn, Basilea 2007, art. 47 no. 89 e STRATENWERTH/WOHLERS,
op. cit., art. 47 no. 7), che l'avere agito con mero dolo eventuale piuttosto
che con dolo diretto possa comportare una valutazione meno severa. In
particolare nella sentenza 6.5.2003 in re R. la CCRP ha proceduto ad una
riduzione di pena di 1 anno nei confronti di un’autrice colpevole di lesioni
intenzionali gravi (le rimanenti gravi malversazioni ed i reati connessi erano
invece stati commessi con dolo diretto) proprio perché la Corte di prime cure
non aveva considerato, quale circostanza attenuante generica, il fatto che
avesse agito con dolo eventuale. In quella sentenza la CCRP non ha indicato con
precisione l'incidenza di tale attenuante, la pena essendo stata ridotta anche
in considerazione del fatto che la Corte di prime cure non avesse tenuto conto
di altre circostanze attenuanti. Adito dalla pubblica accusa, il TF ha
confermato il giudizio della seconda istanza cantonale nella sua sentenza non
pubblicata 6S.233/2003 del 4.11.2003.

 

                                19.   Per il processo indiziario, l’indizio è una circostanza certa dalla
quale si può trarre per induzione logica una conclusione circa la sussistenza o
non del fatto da provarsi, se la circostanza indiziante non è certa devono
innanzitutto accertarla altri elementi di prova. Si può fondare il giudizio di
condanna mancando prove dirette, su indizi, che permettono un processo di
induzione condotto con un metodo rigorosamente logico e preciso. La condanna
deve essere la logica conseguenza della corretta valutazione di quegli indizi,
ritenuto che ove vi siano più indizi in relazione al fatto da provarsi il
giudice deve avere cura di valutarli nel loro insieme e non isolatamente. Un
giudizio può quindi fondarsi su indizi, purché correlati logicamente nel loro
insieme, ritenuto che l’esistenza o no di un fatto è provata quando il giudice
ne è personalmente convinto e meglio moralmente certo.

 

Il principio in dubio pro reo è un corollario
della presunzione d’innocenza garantita dagli art. 32 cpv. 1 Costituzione
Federale, 6 no. 2 CEDU e 14 cpv. 2 Patti Onu II. Esso trova applicazione sia
nell’ambito della valutazione delle prove sia in quello della ripartizione
dell’onere probatorio. Riferito alla valutazione delle prove, esso significa
che il giudice penale non può dichiararsi convinto dell’esistenza di una
fattispecie più sfavorevole all’imputato quando, secondo una valutazione
oggettiva del materiale probatorio, sussistano dubbi che i fatti si siano
svolti in quel modo. La massima non impone però che l’amministrazione delle
prove conduca ad una certezza assoluta di colpevolezza. Semplici dubbi astratti
e teorici, tuttavia, non sono sufficienti, poiché sono sempre possibili, né una
certezza assoluta può essere pretesa. Il principio è disatteso quando il
giudice penale, che dispone di un ampio potere di apprezzamento, avrebbe dovuto
nutrire, dopo un’analisi globale e oggettiva delle prove, rilevanti e
insopprimibili dubbi sulla colpevolezza dell’imputato (DTF 127 I 38
nonché sentenze non pubblicate del TF 6B.203/2008 del 13.5.2008 e 1P.20/2002
del 19.4.2002). Il TF s’impone in quest’ambito un certo riserbo e interviene
unicamente qualora il giudice condanni l’accusato, nonostante che una
valutazione oggettiva delle risultanze probatorie implicasse la sussistenza di
manifesti, rilevanti e insopprimibili dubbi sulla sua colpevolezza (DTF
127 I 38 e 124 IV 86). Sotto questo profilo il principio in dubio pro reo ha la
stessa portata del divieto d’arbitrio (DTF 133 I 149 e 120 IA 31). Il
giudice non incorre nell’arbitrio quando le sue conclusioni, pur essendo
opinabili, sono comunque sostenibili nel risultato (DTF 133 I 149, 132
III 209, 131 I 57, 129 I 217, 173 e 8). Una valutazione unilaterale dei mezzi
di prova viola per contro il divieto dell’arbitrio. Un giudizio di colpevolezza
può comunque poggiare, mancando prove materiali inoppugnabili o riscontri
peritali decisivi, su indizi atti a fondare il convincimento del giudice
(sentenza non pubblicata del TF 1P.20/2002 del 19.4.2002).

 

                                20.   Giusta l’art. 19 n. 1 cpv. 3 e 5 LStup chi, tra le varie ipotesi
elencate, senza essere autorizzato, detiene, trasporta ed importa in Svizzera stupefacenti
è punito, se ha agito intenzionalmente, con una pena detentiva sino a tre anni
o con una pena pecuniaria ritenuto come nei casi gravi la pena è una pena detentiva
non inferiore ad un anno, cui può essere cumulata una pena pecuniaria.

 

Con il termine di detenzione, che presuppone
perlomeno così come indicato nell’AA una precedente presa in consegna e quindi
un possesso, la LStup indica la semplice disponibilità di fatto, anche per
conto di terzi, sullo stupefacente e questo indipendentemente da come e per
quale titolo l’autore ne sia entrato in possesso (ALBRECHT, Kommentar
zum schweizerischen Strafrecht, Sonderband Betäubungsmittelstrafrecht,
Stämpfli+Cie AG, Berna, 1995, art. 19 no. 67 e CORBOZ, Les infractions
en droit suisse, Staempfli Editions SA, Berna, 2002, art. 19 LStup no. 42
segg.). Il termine di trasportare sottintende lo spostamento dello stupefacente
da un luogo all’altro e ciò indipendentemente dal mezzo utilizzato, dalla
distanza percorsa e dai motivi alla base di un tale agire (ALBRECHT, op.
cit., art. 19 no. 47 segg., CORBOZ, op. cit., art 19 LStup no. 25 segg.
nonché DTF 114 IV 162, 113 IV 91 e 90) mentre che l’importazione
caratterizza l’introduzione in Svizzera di stupefacente provenente da un paese
estero (ALBRECHT, op. cit., art. 19 no. 49 e CORBOZ, op. cit.,
art 19 LStup no. 27).

 

E’ dato un caso grave ai sensi dell’art. 19 n. 2
lett. a) LStup se l’autore sa o deve presumere che la sua infrazione si
riferisce ad una quantità di stupefacente che può mettere in pericolo la salute
di parecchie persone (DTF 120 IV 334 e 108 IV 63), il che è
oggettivamente adempiuto per l’eroina per dei quantitativi complessivi (DTF
114 IV 164 e 112 IV 109) di almeno 12 grammi puri (ALBRECHT, op. cit., art. 19 no. 150 segg., CORBOZ, op. cit., art. 19 LStup no. 78 segg. e DTF
109 IV 143) mentre che per quanto riguarda l’aspetto soggettivo del reato si
ricorda come le nefaste conseguenze dell’uso di una droga pesante siano ormai
una realtà di comune conoscenza (ALBRECHT, op. cit., art. 19 no. 175
segg., CORBOZ, op. cit., art. 19 LStup no. 94 nonché DTF 106 IV
232 e 104 IV 211).

 

                                21.   Innegabile come i presupposti oggettivi di legge di cui all’art. 19 n.
1 cpv. 3 e 5 LStup rispettivamente art. 19 n. 2 lett. a) LStup per l’aggravante
del quantitativo siano assolutamente dati. I due accusati, conseguentemente ai
fatti descritti nei considerandi 8, 9 e 11 della presente decisione, hanno
detenuto, trasportato ed importato in Svizzera, lo scorso 26.6.2009, occultati
nel sottofondo di due trolley, 9 chili 480 grammi netti di eroina con un grado di purezza variante tra il 60,6% ed il 60,7% pari a quindi
circa 5 chili 754,40 grammi di eroina pura al 100% (considerando 3 della presente
decisione), superando così di ben 479 volte la soglia di 12 grammi fissata dal TF.

 

                                22.   Quo all’aspetto soggettivo del reato la Corte, in stretta
applicazione del principio in dubio pro reo (considerando 19 della presente
decisione), ha ritenuto i due accusati colpevoli del reato loro prospettato per
dolo eventuale (art 12 cpv. 2 seconda frase CP e considerando 18 della presente
decisione) e non per dolo diretto (art. 12 cpv. 2 prima frase CP). E’ vero che
a sostegno della tesi avanzata dalla Pubblica Accusa (considerando 17 della
presente decisione) vi erano alcuni indizi a supporto ma gli stessi, sia presi
singolarmente che nel loro insieme, non hanno permesso alla Corte di giungere
al sicuro ed intimo convincimento che AC 1 e AC 2, già da __________, così come
nel prosieguo del viaggio (capitolo VI della presente decisione), sapessero di
trasportare 10 chili 98 grammi lordi di eroina (considerando 3 della presente
decisione).

 

In questa direzione, tra gli indizi più
significativi, abbiamo sicuramente il fatto che nessuno affiderebbe un così
ingente quantitativo di eroina dal rilevante valore economico (considerando 15
della presente decisione) a delle persone ignare di quello che stanno
trasportando già solo per il rischio che perdano un così importante carico per
loro dabbenaggine o disattenzione. Trattasi di un argomento suggestivo e forse
anche convincente ma che però trova il suo chiaro contrappeso, come altra
possibile eventualità, nel fatto che non sia per nulla inusuale che nelle
organizzazioni dedite al traffico internazionale di stupefacenti si faccia
volontariamente uso a dei semplici muli che poco o niente sanno proprio perché,
se arrestati, poco o nulla potranno dire all’autorità inquirente. Del resto la
contestazione sul valore economico di quanto trasportato era già stata opposta
ai due accusati in sede d’istruttoria (“Gli inquirenti mi fanno presente…di essere perplessi
sul fatto che le modalità dell’arruolamento per il trasporto di una sostanza di
tale valore sia stato affidato ad una persona estranea, nella fattispecie al
sottoscritto. Necessariamente un’organizzazione criminale a monte
sceglie accuratamente i propri collaboratori e non si affida all’estraneo di
turno, visto l’ingente valore commerciale in gioco”,
AI 35 PS AC 1 16.7.2009 e AC 2 22.7.2009) e le loro
risposte escludevano completamente, perlomeno da un punto di vista soggettivo,
un qualsiasi possibile loro agire per dolo diretto. In questo senso AC 1:

 

“ 
che non so spiegarmi il perché sono stato scelto
per questo genere di operazione.

Io non ho niente a che fare con organizzazioni
criminali di alcun genere e mi chiedo come mai mi abbiano scelto”

 

rispettivamente AC 2:

 

“ 
Ho preso atto di quanto dettomi dagli agenti
interroganti ma come già dichiarato mi sono fidato di V.__________”

 

A puntello della tesi accusatoria è invece più
significativa l’assenza nei tabulati agli atti (considerando 7 della presente
decisione) dell’asserita telefonata dalla camera d’albergo dell’hotel Lider tra
i 2 accusati e V.__________ con la logica conclusione già evocata nel
considerando 10 della presente decisione. Fatto vuole, però, che la Corte non
ha né può avere alcuna certezza che tutte le telefonate e/o gli sms tra questi
tre protagonisti siano stati effettivamente riportati nei dischetti Sunrise
trasmessi al Ministero Pubblico (AI 35), da cui l’impossibilità di poter
categoricamente escludere la versione degli accusati e quindi l’impossibilità
di dimostrare con la necessaria certezza la loro piena e diretta
consapevolezza, già partendo da __________ od in corso viaggio, di trasportare
svariati chili di eroina.

 

A contrario appare invece per pacificamente dato
il loro pieno dolo eventuale (art. 12 cpv. 2 seconda frase CP e considerando 18
della presente decisione) proprio perché così risultante dai fatti e dalle
stesse dichiarazioni dei due accusati, tanto da poter esser quasi apparentato,
anche se non parificato, ad un dolo diretto (art. 12 cpv. 2 prima frase CP).
Pacifico che questo loro dolo eventuale (art. 12 cpv. 2 seconda frase CP e
considerando 18 della presente decisione) si sia privatamente concretizzato per
AC 1 già a partire da __________ (considerandi 3, 6 e 8 della presente
decisione) per poi successivamente rafforzarsi ad Instanbul (considerando 10
della presente decisione) mentre che per AC 2 si è, almeno, sicuramente
materializzato solo da quest’ultima città (considerando 10 della presente
decisione). Tacito altresì come quando questo sia avvenuto é, a ben vedere, una
distinzione puramente accademica visto come ai fini del giudizio è solo
importante l’avere accertato che questa loro accettazione dell’eventualità di
trasportare della droga si sia concretizzata, così come lo è stato, prima di
oltrepassare la frontiera svizzera di Chiasso, da cui il riconoscimento per la
Corte di come entrambi, per dolo eventuale (art. 12 cpv. 2 seconda frase CP e
considerando 18 della presente decisione), il 26.6.2009, abbiano detenuto,
trasportato ed importato in Svizzera un ingente quantitativo di stupefacente,
in specie dell’eroina (considerando 3 della presente decisione).

 

 

                                 IX)   Colpa,
prognosi e pena

 

                                23.   Nella commisurazione della pena, il cui principio è sancito
dall’art. 47 CP, il giudice di merito fruisce di ampia autonomia quando valuta
l’importanza di ogni singolo fattore di determinazione (DTF 122 IV 15) e
le autorità superiori intervengono solo ove la sanzione si ponga al di fuori
del quadro edittale, si fondi su criteri estranei all’art. 47 CP, disattenda
elementi di valutazione prescritti da quest’ultima norma oppure appaia
esageratamente severa o esageratamente mite al punto di denotare eccesso o
abuso di potere di apprezzamento (DTF 129 IV 6, 128 IV 73 e 127 IV 10). Quanto
ai criteri determinanti per commisurare la pena, la gravità della colpa
(sentenza della CCRP del 3.8.2007 in re D.), è elemento fondamentale, così come
del resto lo era anche sotto l'egida dell’art. 63 previgente CP. L'art. 47 cpv.
1 CP, in vigore dal 1.1.2007, stabilisce esplicitamente che il giudice
commisura la pena alla colpa dell’autore tenendo conto della vita anteriore e
delle condizioni personali di lui, nonché dell’effetto che la pena avrà sulla
sua vita. Il legislatore ha in sostanza aggiunto la necessità di prendere in
considerazione l’effetto che la pena avrà sulla vita a venire del condannato,
codificando la giurisprudenza secondo la quale il giudice può ridurre una pena
apparentemente adeguata alla colpa del reo se le conseguenze sulla sua
esistenza futura appaiono eccessivamente severe (DTF 128 IV 73, 127 IV
97 e sentenza non pubblicata del Tribunale Federale - di seguito solo TF -
6B.14/2007 del 17.4.2007). Questi aspetti di prevenzione speciale permettono
tuttavia solo delle riduzioni marginali, la pena dovendo sempre essere adeguata
alla colpa, il giudice non potendo ad esempio esentare da pena il reo in caso
di delitti gravi (STRATENWERTH, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner
Teil II, Strafen und Massnahmen, Stämpfli Verlag AG, Berna, 2006, § 6 no. 72 e STRATENWERTH/WOHLERS,
op. cit., art. 47 no. 17 e 18). Secondo l’art. 47 cpv. 2 CP la colpa è
determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene
giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli
obiettivi perseguiti, nonché tenuto conto delle circostanze interne ed esterne,
secondo la pos