# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2c1ee62e-e949-56f5-b1c1-ec8865020844
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-10-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.10.2023 D-5732/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5732-2023_2023-10-27.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5732/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 7  o t t o b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Chiara Piras, giudice unica,  

con l'approvazione della giudice Aileen Truttmann;  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Georgia,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 9 ottobre 2023 / N (…). 

 

 

 

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Visto: 

la domanda di asilo che A._______ ha presentato in Svizzera il 10 agosto 

2023, 

l'estratto della banca dati dattiloscopica "EURODAC" del 14 agosto 2023 

dal quale risulta che l'interessato aveva già depositato una domanda d'asilo 

in Francia in data (…) marzo 2023, 

la procura del 17 agosto 2023 conferita dall'interessato alla rappresen-

tanza legale della Regione B._______,  

il colloquio personale del 25 agosto 2023 conformemente all'art. 5 del Re-

golamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 

26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione euro-

pea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: Regolamento Dublino 

III), 

la richiesta del 28 agosto 2023 di ripresa in carico del richiedente presen-

tata dalla SEM alle competenti autorità francesi fondata sull'art. 18 par. 1 

lett. b Regolamento Dublino, 

l'accettazione del 10 settembre 2023 della suddetta richiesta da parte delle 

autorità francesi in applicazione dell'art. 18 par. 1 lett. d Regolamento Du-

blino III,  

i referti medici agli atti, 

la decisione del 9 ottobre 2023, notificata il 12 ottobre 2023, mediante la 

quale la SEM non è entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi 

dell'art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) ed ha pronunciato il trasferimento dell'interessato verso la 

Francia, 

la dichiarazione del 12 ottobre 2023 di rinuncia al mandato di rappresen-

tanza da parte della Protezione giuridica della Regione B._______,  

il ricorso del 19 ottobre 2023 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'en-

trata: 20 ottobre 2023) inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale (di seguito: il Tribunale) contro la menzionata decisione della SEM con 

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il quale il ricorrente ha chiesto l'applicazione della clausola di sovranità e 

l'entrata nel merito della sua domanda d'asilo, con contestuale richiesta di 

concessione dell'assistenza giudiziaria e dell'effetto sospensivo,  

 

e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),  

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una deci-

sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il 

ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a‒

c e art. 52 PA ed occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dalla giudice unica, 

con l'approvazione di una seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la deci-

sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che in sede di colloquio Dublino l'interessato ha dichiarato di non voler tor-

nare in Francia poiché in tale Paese sarebbe rimasto da solo, abbando-

nato, non avrebbe ricevuto nessuna informazione né aiuti ed avrebbe do-

vuto vivere per strada (cfr. atto SEM 15/2), 

che nella querelata decisione l'autorità inferiore ha constatato la compe-

tenza della Francia per l'esame della domanda d'asilo ed ha escluso la 

sussistenza di carenze sistemiche ai sensi dell'art. 3 par. 2 Regolamento 

Dublino III o un rischio di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione 

del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà 

fondamentali (CEDU, RS 0.101) o di violazione del principio del divieto di 

respingimento; che non vi sarebbero neppure dei motivi umanitari che giu-

stificherebbero l'applicazione della clausola discrezionale di cui all'art. 17 

par. 1 Regolamento Dublino III; che invero, i problemi medici non sarebbero 

ostativi al trasferimento,   

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che in sede ricorsuale, l'insorgente contesta la competenza della Francia 

e ritiene che si dovrebbe entrare nel merito della sua domanda d'asilo in 

applicazione della clausola di sovranità di cui all'art. 17 par. 1 Regolamento 

Dublino III; che invero, la sua incolumità fisica e psicologica in Francia sa-

rebbe in serio pericolo in quanto non potrebbe beneficiare di alcun aiuto; 

che nel corso del suo soggiorno sarebbe rimasto da solo, abbandonato 

sulla strada, nessuno gli avrebbe fornito alcun tipo di aiuto o informazioni 

e nemmeno di cure mediche; che pertanto, la Francia non applicherebbe 

in maniera corretta la direttiva accoglienza, 

che giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l'esecuzione della 

procedura di asilo e allontanamento, 

che prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal Regolamento Dublino III, 

che se in base a questo esame è individuato un altro Stato quale respon-

sabile per l'esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia la non entrata 

nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di ripresa a carico del 

richiedente l'asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 

consid. 6.2), 

che ai sensi dell'art. 3 par. 1 Regolamento Dublino III, la domanda di pro-

tezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello 

individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15), 

che la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base 

della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato 

domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 Regolamento Dublino 

III), 

che nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), di 

principio non viene effettuato un nuovo esame di determinazione dello 

stato membro competente secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 con-

sid. 6.2 e 8.2.1), 

che giusta l'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III, qualora sia impossibile 

trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato 

come competente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che 

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sussistono delle carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condi-

zioni di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un tratta-

mento inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della Carta dei diritti fon-

damentali dell'Unione europea (di seguito: CartaUE), lo Stato membro che 

ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro competente 

prosegue l'esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un altro Stato 

membro possa essere designato come competente, 

che lo Stato membro competente in forza del presente regolamento è te-

nuto a riprendere in carico – in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 

24, 25 e 29 – un cittadino di un paese terzo o un apolide del quale è stata 

respinta la domanda e che ha presentato domanda in un altro Stato mem-

bro oppure si trova in altro Stato membro senza un titolo di soggiorno 

(art. 18 par. 1 lett. d Regolamento Dublino III), 

che nel caso di specie, dall'estratto "EURODAC" risulta che l'interessato 

aveva già depositato una domanda d'asilo in Francia il 28 marzo 2023 

(cfr. atto SEM 9/1), 

che la richiesta di ripresa in carico presentata dalla SEM in data 28 ago-

sto 2023 e fondata sull'art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III è stata 

espressamente accettata dalle autorità francesi il 10 settembre 2023 in ap-

plicazione dell'art. 18 par. 1 lett. d Regolamento Dublino III (cfr. atti SEM 

16/5 e 20/2),  

che di conseguenza, la competenza della Francia è di principio data, 

che l'applicazione dell'art. 3 par. 2 2a frase RD III non si giustifica nel caso 

di specie, visto che non vi sono fondati motivi per ritenere che in Francia, 

sussistano carenze sistemiche ai sensi dell'art. 4 CartaUE, 

che il paese in questione è legato alla CartaUE e firmatario, della CEDU, 

della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), della 

Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 

0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo del 31 gennaio 1967 

(RS 0.142.301) e ne applica le disposizioni, 

che la presunzione secondo cui la Francia rispetti la sicurezza dei richie-

denti l'asilo, in particolare il diritto alla trattazione della propria domanda 

secondo una procedura giusta ed equa ed una protezione conforme al di-

ritto internazionale ed europeo (cfr. direttiva 2013/32/UE del Parlamento 

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europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure comuni ai 

fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazio-

nale; direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 

26 giugno 2013 recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti pro-

tezione internazionale [di seguito: direttiva accoglienza]) non è stata rove-

sciata dall'insorgente, 

che resta ancora da stabilire se, come richiesto dalla ricorrente, nel suo 

caso trovi applicazione la clausola di sovranità, 

che giusta l'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III ("clausola di sovranità"), 

in deroga ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro 

può decidere di esaminare una domanda di protezione internazionale pre-

sentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale 

esame non gli compete, 

che tale disposizione è concretizzata in diritto interno svizzero dall'art. 29a 

cpv. 3 dell’Ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 

agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), secondo il quale se "motivi umanitari" 

lo giustificano la SEM può entrare nel merito della domanda anche qualora 

giusta il Regolamento Dublino III un altro Stato sarebbe competente per il 

trattamento della stessa, 

che in presenza di motivi umanitari, la SEM dispone di potere di apprezza-

mento nell'applicazione della clausola di sovranità (cfr. DTAF 2015/9 con-

sid. 7 seg.); che al contrario, se il trasferimento del richiedente nel paese 

di destinazione contravviene ad una norma imperativa del diritto interna-

zionale, tra cui quelle della CEDU, l'autorità inferiore è obbligata ad appli-

care la clausola di sovranità e ad entrare nel merito della domanda d'asilo 

ed il Tribunale dispone di potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 

consid. 8.2.1), 

che in casu, nulla permette di concludere che la sua domanda d'asilo in 

Francia sia stata trattata in modo lacunoso e che con la pronuncia del rinvio 

lo Stato di destinazione non ha rispettato il principio del divieto di respingi-

mento,  

che essendo la Francia uno stato di diritto con un sistema giudiziario fun-

zionante, nulla permette di ritenere che l'insorgente non possa far valere i 

suoi diritti di fronte alle istanze superiori in tale Paese – e perfino adire alla 

Corte europea dei diritti dell'uomo – se ritiene che la sua domanda d'asilo 

non sia stata valutata in modo corretto, 

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che egli ha dichiarato di aver rinunciato a presentare ricorso contro la de-

cisione negativa (cfr. atto SEM 15/2),  

che tramite l'esame della domanda da parte di un unico Stato membro 

("one chance only") il Regolamento Dublino III intende far fronte al feno-

meno delle domande di asilo multiple ("asylum shopping"), 

che agli atti non figurano elementi tali da indurre a concludere che un tra-

sferimento nello Stato in questione esporrebbe il ricorrente al rischio di es-

sere privato del sostentamento minimo e di subire delle condizioni di vita 

indegne in violazione della direttiva accoglienza, 

che se il ricorrente ritenesse che i suoi diritti in tal senso vengano violati 

dalle autorità francesi, apparterrà a lui adire le preposte vie legali presenti 

nel Paese, per far valere i suoi diritti (cfr. art. 26 della direttiva accoglienza), 

che infine, dall'incarto non risultano problemi medici ostativi al trasferi-

mento,  

che invero, il respingimento forzato di persone che soffrono di 

problematiche mediche, costituisce una violazione dell'art. 3 CEDU 

unicamente in circostanze eccezionali; che ciò risulta essere il caso 

segnatamente qualora vi siano dei seri motivi di ritenere che la persona, in 

assenza di trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione, sarà 

confrontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile 

peggioramento delle condizioni di salute comportante delle intense 

sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza 

della Corte europea dei diritti dell’uomo [Corte EDU] Paposhvili contro 

Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, § 181 segg.), 

che nel caso in disamina, al ricorrente è stato diagnosticato un disturbo 

post-traumatico da stress ed una sindrome da disadattamento, in tratta-

mento medicamentoso con (…); che egli riporta inoltre diverse cicatrici sul 

viso, mani, avambracci e polpaccio dovute ad un'ustione avvenuta da bam-

bino (nel 199[…]) e da questo incidente egli presenta inoltre una respira-

zione difficoltosa (cfr. atti SEM 19/3, 21/3, 22/3, 23/3 e 25/2),  

che pertanto, i problemi di salute di cui soffre l'insorgente non risultano es-

sere di particolare gravità ed il trattamento che sta seguendo non presenta 

eccezionali specificità; che altresì, nonostante gli esiti della visita speciali-

stica da un otorinolaringoiatra non siano ancora conosciuti, non vi sono 

indizi per ritenere che i problemi di cui soffre dalla sua infanzia siano gravi, 

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rispettivamente che questi non possano essere eventualmente trattati in 

Francia, 

che invero, è notorio che la Francia dispone di infrastrutture mediche suffi-

cienti ed in quanto Stato firmatario della direttiva accoglienza, deve prov-

vedere affinché i richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanitaria 

comprendente quanto meno le prestazioni di pronto soccorso ed il tratta-

mento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la neces-

saria assistenza medica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di acco-

glienza particolari, comprese, se necessarie, appropriate misure di assi-

stenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 della citata direttiva), 

che egli potrà dipoi ovviare a possibili complicazioni nell'ottenimento dei 

farmaci prescritti venendo trasferito con una riserva sufficiente, 

che in altre parole, egli non ha fornito indizi seri suscettibili di comprovare 

che le sue condizioni di vita o la sua situazione personale sarebbero tali da 

contravvenire all'art. 4 della CartaUE, all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. tor-

tura in caso di esecuzione del trasferimento in Francia, 

che infine, non risultano neppure esserci indizi che permettano di ritenere 

che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il potere di apprezza-

mento di cui dispone nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, 

che pertanto, non vi è motivo di applicare la clausola discrezionale di cui 

all'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III ("clausola di sovranità"), 

che di conseguenza, in mancanza dell'applicazione di tale norma da parte 

della Svizzera, la Francia è competente dell'esame della domanda di asilo 

del ricorrente ai sensi Regolamento Dublino III ed è tenuta a riprenderlo in 

carico in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25, 29 Regolamento 

Dublino III, 

che quindi, è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do-

manda di asilo del ricorrente, in applicazione dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi 

ed ha pronunciato il suo trasferimento verso la Francia conformemente 

all'art. 44 LAsi (cfr. art. 32 lett. a OAsi 1), 

che in siffatte circostanze, non vi è più luogo di esaminare in maniera di-

stinta le questioni relative all'esistenza di un impedimento all'esecuzione 

del trasferimento per i motivi giusta i cpv. 3 e 4 dell'art. 83 della legge sugli 

stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), dal 

momento che detti motivi sono indissociabili dal giudizio di non entrata nel 

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merito nel quadro di una procedura Dublino (cfr. DTAF 2015/18 con-

sid. 5.2), 

che visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione 

della SEM, che rifiuta l'entrata nel merito della domanda di asilo e pronun-

cia il trasferimento dalla Svizzera verso la Francia, confermata, 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande di con-

cessione dell'effetto sospensivo e di esenzione dal versamento di un anti-

cipo sono divenute senza oggetto, 

che infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta, 

che visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che 

seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale.  

 

La giudice unica: La cancelliera: 

  

Chiara Piras Sebastiana Bosshardt 

 

 

Data di spedizione: