# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a2cbf9cc-335b-5c96-87b1-2f3d8754e4b5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.04.2010 D-2338/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2338-2010_2010-04-14.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2338/2010/dei
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 4  a p r i l e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del Giudice Bendicht Tellenbach, 
Cancelliere Federico Pestoni;

A._______, nato il (...),
Cossovo, rispettivamente Serbia
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 31 marzo 2010 / N (...)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2338/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera;

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità o di  viaggio, con la comminatoria che,  in caso di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 27 gennaio 2010 e del 22 febbraio 2010;

la  decisione  dell'UFM del  31 marzo 2010,  notificata  all'interessato  il 
3 aprile 2010;

il  ricorso  del  8 aprile 2010  (cfr. timbro  del  plico  raccomandato,  data 
d'entrata 9 aprile 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (TAF) in 
data 12 aprile 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del -
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore,  è particolarmente toccato dalla  decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi  
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della decisione impugnata; che, se le parti utilizzano un'altra lingua, il  
procedimento può svolgersi in tale lingua;

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano, 
mentre il ricorso è stato inoltrato in lingua tedesca e senza domanda di  
svolgere la procedura dinanzi a codesto Tribunale in tale lingua; che, 
pertanto, la presente sentenza va redatta in italiano;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino cossovaro di etnia albanese, 
nato  a  B._______ (Rep. del  Cossovo),  e  di  aver  avuto  l'ultima resi-
denza a C._______, quartiere D._______, B._______, fino al (...), data 
in cui è espatriato (cfr. verbale d'audizione del 27 gennaio 2010, pagg. 
1 e 2); che esso avrebbe lasciato il Cossovo, appunto, nel mese di (...), 
per il timore di essere malmenato o finanche ucciso da suo padre, il  
quale crederebbe che il ricorrente avrebbe costretto la sua compagna 
ad avere rapporti sessuali; che qualche settimana prima dell'espatrio, 
infatti, il ricorrente sarebbe scappato da suo padre poiché quest'ultimo, 
appresa  la  notizia,  avrebbe  estratto  un'arma  con  l'intenzione  di 
uccidere  l'interessato;  che  dopo  tali  fatti,  avrebbe  alloggiato  per  un 
paio di settimane presso dei vicini, per poi lasciare il paese e giungere 
in Svizzera, ove avrebbe vissuto dieci anni; che in seguito si sarebbe 
recato  in  Francia  dove  è  rimasto  per  un  anno  e  mezzo  prima  di 
giungere in Belgio e postulare domanda di asilo; che dal Belgio è stato  
rimandato in Svizzera a seguito della procedura Dublino (cfr. verbale 
d'audizione del 27 gennaio 2010, pagg. 5 e 6);

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che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà;

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente  non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  al l'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al -
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso il Cossovo siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità, riconfermato quanto già affermato nei 
verbali di audizione, e meglio di aver lasciato la sua carta d'identità ori -
ginale in Cossovo, a casa di suo padre, con il quale, tuttavia, per quan-
to successo, non ha più alcun contatto; che il ricorrente ha affermato di  
possedere un passaporto  jugoslavo,  con il  quale  aveva inoltrato do-
manda di asilo in Belgio, che però non gli è più stato restituito e che 
potrebbe essere ancora nelle mani dell'autorità belga;

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto,  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità  inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda 
d'asilo; che ha, altresì,  presentato una domanda di  assistenza giudi -
ziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese di giustizia 
e del relativo anticipo;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -

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l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono necess-
ari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza 
di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari  formalità  amministrative; che,  per  contro,  non sono documenti 
validi  giusta l'art. 32  cpv. 2 lett. a LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi,  
come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di na -
scita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi 
(cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre due mesi dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che, per di più, egli si è semplicemente limitato a dichiarare di aver la-
sciato a casa, in Cossovo, la sua carta di identità, e che, visti i cattivi  
rapporti con il padre, gli è impossibile recuperarla; che inoltre, il passa-
porto jugoslavo, che avrebbe consegnato al momento della domanda 
di asilo in Belgio, non gli sarebbe più stato restituito, e che quindi si 
troverebbe ancora in possesso dell'autorità belga, senza mai aver in-
trapreso alcuna iniziativa per recuperarlo (cfr.  verbale d'audizione del 
27 gennaio 2010,  pag. 3,  verbale  d'audizione  del  22 febbraio 2010, 
pagg. 2 e 3);

che, oltre a ciò, interrogato sul suo viaggio, ha riferito di essere partito, 
con l'ausilio di un passatore, il (...), da C._______ passando dalla Ser-
bia, dalla Croazia, dalla Slovenia e dall'Italia; che egli avrebbe viaggia-
to in auto fino al confine italo-sloveno, superandolo a piedi, e che una 
volta in Italia avrebbe viaggiato in treno fino a Como Passando per Mi -
lano; che di qui avrebbe proseguito in treno fino a Zurigo e quindi fino 
Ginevra;  che,  per  la  sua  sicurezza  personale,  avrebbe  affrontato  il  
viaggio con un passaporto macedone falso, del quale si sarebbe sba-
razzato una volta giunto in Italia; che ciò, come rettamente rilevato dal -
l'UFM, risulta illogico, posto che in un eventuale controllo se fosse sta-
to trovato in possesso di più documenti differenti avrebbe rischiato di 
compromettere la sua fuga; che tuttavia, durante tutto il tragitto citato  
egli non avrebbe mai subito alcun controllo (cfr. verbale d'audizione del 
27 gennaio 2010,  pag. 6,  verbale  d'audizione  del  22 febbraio 2010, 

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pag. 3); che egli avrebbe vissuto clandestinamente in Svizzera fino al  
2007 lavorando in nero, dopodiché si sarebbe recato in Francia dove 
ha vissuto per un ulteriore anno e mezzo senza annunciarsi alle auto-
rità, per poi trasferirsi in Belgio e depositare una domanda di asilo; che 
le autorità belghe hanno rinviato il ricorrente in Svizzera in seguito a 
una procedura Dublino (cfr. verbale d'audizione del 27 gennaio 2010, 
pag. 3, verbale d'audizione del 22 febbraio 2010, pagg. 2 e 3); che, a 
prescindere dalle allegazioni più o meno verosimili  di cui sopra, vale 
sottolineare che non è molto probabile che egli sia giunto in Svizzera,  
effettuando il percorso descritto e vivendoci clandestinamente per ben 
10 anni, senza aver mai subito alcun tipo di controllo;

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che, vista l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette dichiarazioni  
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra -
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità  
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5);

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 

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non adempie manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò può risul-
tare  sia dalla  manifesta  inconsistenza sia  dalla  manifesta  irrilevanza 
dei motivi d'asilo addotti (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente di essere espatriato dal  
Cossovo per il timore di essere picchiato o finanche ucciso da suo pa-
dre;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, in particolare, l'insorgente ha dichiarato di essere espatriato per 
fuggire  da suo padre,  che avrebbe tentato  di  ucciderlo  a  seguito  di 
alcune infondate rivelazioni della sua compagna, la quale gli avrebbe 
rivelato di  essere stata vittima di  una violenza sessuale perpetratale 
proprio  dal  ricorrente;  che  in  quell'occasione  suo  padre,  a  seconda 
delle  versioni,  avrebbe  estratto  la  pistola  per  ucciderlo  (cfr.  verbale 
d'audizione  del  27 gennaio 2010,  pag. 5)  rispettivamente  sarebbe 
andato  in  camera  a  prendere  il  fucile  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
22 febbraio 2010, pagg. 5 e 6); che quest'ultima variante resta soltanto 
una  supposizione  visto  che  il  ricorrente  ha  dichiarato  di  essere 
scappato  non appena  ha  visto  il  padre  dirigersi  verso la  camera,  e 
quindi non può aver visto se quest'ultimo ha effettivamente imbracciato 
l'arma (cfr. verbale d'audizione del 22 febbraio 2010, pagg. 5 e 6); che, 
infine, il ricorrente ha dichiarato di non sapere né il cognome né l'età  
della  compagna  di  suo  padre,  e  ciò  benché  ella  frequentasse  suo 
padre  da  almeno  tre  anni  e  vivesse  in  casa  con  loro  (cfr.  verbale 
d'audizione del 22 febbraio 2010, pag. 5);

che,  come  rettamente  ritenuto  dall'autorità  inferiore,  le  dichiarazioni 
del ricorrente sono irrilevanti ai fini dell'asilo;

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati rettamente rite-
nuti come inverosimili dall'autorità inferiore, giusta l'art.  32 cpv. 3 lett. b 
LAsi;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte-
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

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che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista 
dell'ammissibilità  (cfr.  sentenza  del  TAF  E-423/2009 
dell'8 dicembre 2009, consid. 8, destinata alla pubblicazione);

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Cossovo possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio-
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei  
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al -
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti 
del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione  dell'allonta-
namento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3  LStr);

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che,  la  situazione  vigente  in  Cossovo  non  appare  caratterizzata  da 
guerra,  guerra civile  o violenza generalizzata  o emergenza sanitaria 
che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio 
nazionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, ha 
ricevuto  una  buona  istruzione  essendosi  diplomato  come  tecnico 
tessile,  ed  ha  esperienza  lavorativa  in  Svizzera,  quale  bracciante 
agricolo  e  nel  settore  della  ristorazione  (cfr. verbale  d'audizione  del 
27 gennaio 2010, pag. 2); che inoltre, stando a quanto riferito, oltre al 
padre, il ricorrente ha ancora due fratelli in patria; che oltre a ciò, egli  
ha vissuto per ben 21 anni a C._______, ove ha pure compiuto la sua 
formazione  ed  ove si  può  partire  quindi  dal  presupposto  che  abbia 
ancora una rete sociale; che l'insorgente non ha preteso nel gravame 
di soffrire di  gravi problemi di  salute che possano giustificare la sua 
ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica Giurisprudenza ed in-
formazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo 
[GICRA] 2003 n. 24),  senza  che  da  un  esame  d'ufficio  degli  atti 
emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

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che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese pro-
cessuali è divenuta senza oggetto;

che essendo le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità d'esito fa-
vorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispen-
sa dal pagamento delle spese processuali,  è respinta (art. 65 cpv. 1 
PA);

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia di  diritto  pubblico dinanzi  al  Tribunale federale (art. 83 litt. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva;

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal pa-
gamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza. 

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente, (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento);
- UFM, Divisione soggiorno, (allegati: incarto N (...) e copia del ricor-

so dell'8 aprile 2010, per corriere interno; in copia);
- E._______ (in copia).

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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