# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f184b9e7-7bff-58d5-ba8f-bc8e6e46a610
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-05-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 18.05.2007 11.2007.71
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2007-71_2007-05-18.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2007.71

  	
  Lugano

  18 maggio
  2007/rgc

   

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretario:

  	
  Annovazzi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa n. 314.2003/R.77.2006
(rimunerazione del curatore) della Divisione degli interni, Sezione degli enti
locali, Autorità di vigilanza sulle tutele, che oppone 

 

	
   

  	
  AP 1 

   

  
	
   

  	
  alla

  	 

 

	
   

  	
  Commissione tutoria regionale 14, Bellinzona 

   

  riguardo alla mercede del curatore educativo

   

  , 

  

 

                                         designato
in favore delle figlie 

                                         

                                         D__________
(1992) e I__________ (1994);

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 27 aprile 2007 presentato da AP 1 contro la decisione emessa l'11
aprile 2007 dalla Sezione degli enti locali, Autorità di vigilanza sulle
tutele;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

 

in fatto:                          che
dal matrimonio tra __________ (1968) e AP 1 (1967) sono nate le figlie D__________
(19 novembre 1992) e I__________ (13 luglio 1994); 

 

                                         che nell'ambito
di misure a protezione dell'unione coniugale chieste dal marito il 3 settembre
2001, il Pretore del Distretto di Bellinzona ha istituito il 12 novembre 2003 una
curatela educativa in favore delle figlie (art. 308 cpv. 2 CC), incaricando la
Commissione tutoria regionale 14 di designare la persona del curatore;

 

                                         che l'11
dicembre 2003 la Commissione tutoria regionale ha nominato in tale veste l'avv.
__________ con il compito specifico di ripristinare i rapporti delle figlie con
il padre finché si fosse riusciti a raggiungere l'esercizio di un diritto di
visita;

 

                                         che con
risoluzione del 29 agosto 2006 la Commissione tutoria regionale ha dichiarato “chiusa” la curatela, riconoscendo al curatore una mercede di fr. 1750.– per
il 2004, di fr. 1671.– per il 2005, di fr. 1600.– per il 2006, mercede posta a
carico dei genitori in ragione di metà ciascuno;

 

                                         che un
ricorso introdotto l'11 settembre 2006 da AP 1 contro tale decisione è stato
respinto l'11 aprile 2007 dall'Autorità di vigilanza sulle tutele;

 

                                         che il 27
aprile 2007 AP 1 è insorta a questa Camera contro la decisione dell'autorità di
vigilanza, lamentando – in sintesi – di non poter sostenere la spesa per la remunerazione
del curatore; 

 

                                         che l'appello
non è stato oggetto d'intimazione; 

 

e considerando

 

in diritto:                        che le decisioni emanate dall'autorità di vigilanza sulle tutele
sono appellabili nel termine di venti giorni a questa Camera (art. 48 della
legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele, RL
4.1.2.2, cui rinvia l'art. 39 LAC);

 

                                         che la
procedura è quella ordinaria degli art. 307 segg. CPC, con le particolarità –
per analogia – dell'art. 424a CPC (RDAT II-2003 pag. 51 consid. 1);

 

                                         che un appello deve contenere dunque le richieste di giudizio (art.
309 cpv. 2 lett. e CPC), oltre ai “motivi di fatto e di diritto sui quali si
fonda” (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC);

 

                                         che in
materia di tutele, nondimeno, tali esigenze di forma vanno per certi versi attenuate:
trattandosi di una persona senza formazione giuridica che impugni personalmente
una decisione a lei sfavorevo­le, è sufficiente che le richieste di giudizio e
i motivi d'impugnazione si desumano dall'insieme dell'esposto (cfr. Geiser in: Basler Kommentar, ZGB I, 3ª
edizione, n. 31 e 41 ad art. 420);

 

                                         che, ciò
premesso, l'appellante può ragionevolmente intendersi postulare la riforma
della decisione impugnata nel senso di non vedersi addebitare la quota della mercede
riconosciuta dall'autorità tutoria al curatore delle figlie; 

 

                                         che, conformemente
all'art. 276 cpv. 1 CC, i costi delle misure a tutela del figlio rientrano nell'obbligo
di mantenimento dei genitori (Wullschleger
in: FamKommentar Scheidung, Berna 2005, n. 4 delle osservazioni generali agli art. 276–293 CC; Meier/Stettler, Les effets de la filiation [art. 270 à 327 CC], 3ª edizione,
pag. 286 nota 989);

 

                                         che nel
caso in cui la curatela comporti misure a protezione del figlio, come in concreto,
i costi relativi alla disciplina del diritto di visita (art. 309 cpv. 1 e 2 combinato
con il 308 cpv. 2 CC) rientrano nell'obbligo di mantenimento (Breitschmid in: Basler Kommentar, op.
cit., n. 22 ad art. 276 CC); 

 

                                         che del
resto, anche in virtù del diritto cantonale, i costi di gestio­ne di una misura
tutoria (mercede, spese e tasse) vanno a carico della persona interessata o di
chi è tenuto al suo sostentamento (art. 19 cpv. 1 della citata legge sull'organizzazione
e la procedura in materia di tutele e curatele);

 

                                         che,
quanto al curatore in specie, egli ha diritto a una mercede fissata dalla Commissione
tutoria regionale secondo il lavoro svolto e le condizioni economiche del
pupillo o di chi è legalmen­te tenuto al suo sostentamento (art. 417 cpv. 2 CC
e 49 della legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele,
il quale rinvia agli art. 16 cpv. 1, 17 cpv. 1 e 18 del regolamento
d'applicazione: RL 4.1.2.2.1);

 

                                         che in
concreto l'appellante non contesta l'entità della mercede riconosciuta dall'autorità
al curatore né il riparto dell'importo a metà fra i genitori, ma – come detto –
l'addebito della quota a suo carico; 

 

                                         che,
tuttavia, l'addebito della mercede ai genitori risponde a un chiaro principio
di legge;

 

                                         che per
quanto attiene alla riscossione in sé, l'appellante non può pretendere che
l'autorità tutoria abdichi ai suoi doveri d'incasso;

 

                                         che,
nondimeno, una Commissione tutoria regionale anticipa la mercede di un curatore
ove la persona interessata o chi ne sia tenuto al sostentamento non dovesse
farvi fronte, riservato il diritto di ricuperare l'importo entro 10 anni dall'obbligato
(art. 19 cpv. 2 e cpv. 3 della legge sull'organizzazione e la procedura in
materia di tutele e curatele);

 

                                         che,
pertanto, al momento in cui la Commissione tutoria procederà nella fattispecie al
recupero del credito, l'interessata potrà dimostrare di non essere in grado di sostenere
la spesa, sicché i costi anticipati dall'autorità tutoria saranno posti a
carico del Comune di domicilio (art. 3 cpv. 3 del regolamento menzionato; 

                                         I CCA,
sentenza inc. 11.2005.70 del 14 giugno 2005), fatto salvo – come si è spiegato
– il ricupero dell'anticipo nel lasso dei 10 anni;

 

                                         che, ciò
posto, già a un primo esame l'appello risulta destinato all'insuccesso;

 

                                         che nelle
condizioni descritte gli oneri del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza
dell'interessata (art. 148 cpv. 1 CPC);

 

                                         che tuttavia,
l'appellante risultando sprovvista di cognizioni giuridiche e avendo ricorso
senza l'ausilio di un patrocinatore, si giustifica di rinunciare a ogni
prelievo, mentre non è il caso di attribuire ripetibili alla Commissione
tutoria regionale, cui l'appello non è nemmeno stato intimato;

 

in applicazione dell'art. 313bis CPC,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
è respinto e la decisione impugnata è confermata.

 

                                   2.   Non si
riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
  –;

  –,.

  

                                         Comunicazione:

                                         –  ,;

                                         –  Divisione
degli interni, Sezione degli enti locali, Autorità di vigilanza sulle tutele.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la prima Camera civile del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza
carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, è ammissibile entro trenta giorni dalla notificazione delle
decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95
a 98 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 e 100 cpv. 1 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ri­correre
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.