# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4c4dcade-f80e-5e7c-b08d-28b63a2e6fc2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-04-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.04.2008 30.2007.37
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2007-37_2008-04-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  30.2007.37

   

  cs

  	
  Lugano

  17 aprile
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 21 maggio 2007 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 18 aprile
  2007 emanata da

  
	
   

   

   

   

   

   

  parti chiamate in causa:

   

   

   

   

   

   

   

  	
  CO 1   

   

  in materia di contributi AVS

   

   

   

  __________,
  

   

  __________,
  

   

  __________,
  

   

  Cassa __________, 

   

  

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Durante il
controllo del conteggio dei salari ex art. 162 OAVS della RI 1, per il periodo
1.3.2002-31.12.2005, un’ispettrice della Cassa di compensazione CO 1 ha
effettuato delle riprese per salari non notificati per un importo complessivo
di fr. 258'697 ed un ammontare di contributi dovuti di fr. 33'322.50 per gli
anni dal 2003 al 2005. 

 

                                        In
particolare sono state riprese le indennità conseguite da tre consiglieri
d’amministrazione. 

 

                                         Ritenendo
queste retribuzioni provento da attività lucrativa dipendente,
l’amministrazione ha fissato le riprese salariali tramite decisione del 10
novembre 2006 (doc. 2). Con decisione su opposizione del 18 aprile 2007 CO 1 ha
respinto le censure sollevate dalla società in merito alla ripresa degli
onorari dei consiglieri di amministrazione (doc. 4).

 

                               1.2.   Contro la
predetta decisione la RI 1, rappresentata dall’avv. RA 1, è tempestivamente
insorta davanti al TCA. 

                                         La
ricorrente sostiene innanzitutto che i contributi dei tre consiglieri
d’amministrazione sono già stati pagati nell’ambito della fissazione dei
contributi delle rispettive attività indipendenti. Per cui un nuovo prelievo
costituirebbe una doppia imposizione inammissibile.

                                         Inoltre,
trattandosi di tre professionisti indipendenti, essi non si trovano in un
rapporto di subordinazione con la RI 1, per cui le indennità versate non
possono essere ritenute come uno stipendio.

                                         L’insorgente
evidenzia inoltre che la Cassa di compensazione afferma che la società può
rinunciare a dedurre i contributi paritari sugli onorari degli amministratori
quando tre condizioni cumulative sono adempiute, e meglio, se la retribuzione è
versata direttamente al datore di lavoro dell’amministratore, se il datore di
lavoro dell’amministratore è una persona giuridica e se  la retribuzione è
versata al datore di lavoro in Svizzera.

                                         Contrariamente
a quanto sostiene la Cassa, l’insorgente afferma che le persone che assumono la
posizione di membro del CdA di una società quale attività accessoria, pagano
autonomamente i contributi sociali sulla base del reddito percepito da tale
posizione (doc. I).

 

                               1.3.   Con risposta
del 13 giugno 2007 la Cassa ha proposto la reiezione del ricorso con
argomentazioni che saranno riprese, laddove necessario, in corso di motivazione
(doc. IV).

 

                               1.4.   Pendente
causa il TCA ha effettuato numerosi accertamenti di cui si dirà in seguito e
sui quali le parti si sono espresse in merito (doc. VII e seguenti).

 

                               1.5.   Il 27
febbraio 2008, in applicazione della sentenza H 162/06 del 20 dicembre 2007 del
Tribunale federale, questo TCA ha chiamato in causa __________, __________, __________
e la Cassa __________, mettendo loro a disposizione, presso il TCA, gli atti
formanti l’incarto in oggetto ed assegnando loro un termine per l’esame della
documentazione e per determinarsi in merito (doc. XXXI).

 

 

                                          in
diritto

 

In ordine

 

                               2.1.   Con l'entrata
in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, sono state
apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAVS.

 

                                         Da un
punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STF del 24
gennaio 2007 consid. 6.1, H 178/05; DTF 130 V 160
consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V
166 consid. 4b).

 

                                         Per
contro, per quanto attiene alle disposizioni formali della LPGA, il TFA (dal 1°
gennaio 2007: TF) ha già avuto modo di accertare l’assenza di una normativa
specifica che regola la questione intertemporale stabilendo di conseguenza la
necessità di ricorrere al principio generale secondo il quale, di regola,
siffatte disposizioni entrano immediatamente in vigore (STF del 24 gennaio 2007
consid. 6.1, H 178/05; DTF 130 V 4 consid. 3.2).

 

                                         In
concreto la revisione della Cassa porta sugli anni 2002-2005, ma contestate
sono solo alcune riprese effettuate per gli anni 2003-2005.

 

                                         Per cui
trovano subito applicazione le norme della LPGA e le modifiche apportate alla
LAVS.

 

                               2.2.   Il 27
febbraio 2008 il TCA ha chiamato in causa __________, __________, __________ e
la Cassa __________, in ossequio alla nuova giurisprudenza del TF (sentenza H
162/06 del 20 dicembre 2007) ed è stato loro assegnato un termine per prendere
posizione in merito alla fattispecie e per visionare gli atti ivi menzionati
(ossia gli allegati processuali delle parti principali).

 

                                         Questo Tribunale
ha così ossequiato scrupolosamente la sentenza H 162/06 del 20 dicembre 2007 e ha
garantito il diritto di essere sentito, dando a tutte le parti a lui conosciute
e coinvolte nella causa, la possibilità di esprimersi.

 

                                          Nulla
osta all’esame del merito della vertenza.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è la questione di sapere se la ripresa della Cassa di compensazione degli
importi versati quali onorari a tre consiglieri di amministrazione per il
periodo 2003-2005 è corretta oppure no.

 

                               2.4.   In
applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi degli assicurati che
esercitano un'attività lucrativa sono calco­lati in percento del reddito
proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e indipendente.

                                         Dal
reddito di un'attività dipendente, chiamato qui di seguito "salario
determinante", è prelevato un contributo del 4,2% (art. 5 cpv. 1 LAVS).

 

                                         Giusta
l'art. 5 cpv. 2 LAVS 

 

" 
il salario determinante comprende qualsiasi
retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per tempo determinato o
indeterminato. Esso comprende inoltre le indennità di rincaro e altre indennità
aggiunte al salario, le provvi­gioni, le gratificazioni, le prestazioni in
natura, le indennità per vacanze o per giorni festivi ed altre pre­stazioni
analoghe, nonché le mance, se queste costituiscono un elemento importante della
retribuzione del lavoro."

 

                                         Questo
reddito ingloba dunque tutte le prestazioni percepite dal salariato che hanno
una relazione economica con il rapporto di lavoro (DTF 124 V 100, consid. 2
pag. 102 con riferimenti).

 

                                         Per
l’art. 7 lett. h OAVS il salario determinante per il calcolo dei contributi
comprende in particolare, per quanto non costituiscano rimborsi spese, i
tantièmes, le indennità fisse e i gettoni di presenza ai membri
dell’amministrazione e degli organi direttivi delle persone giuridiche.

                                      

Il n. 2028 delle Direttive sul salario
determinante (DSD), edite dall'UFAS, prevede che le retribuzioni versate ad un
assicurato come organo di una persona giuridica fanno parte del salario
determinante. 

Fanno parte delle retribuzioni versate agli
organi in particolare onorari, tantièmes, salari e altre indennità fisse dei
membri dell'amministrazione, come pure i gettoni di presenza (n. 2029 DSD).

Gli organi delle persone giuridiche sono in
particolare i membri dell'amministrazione (come i membri del Consiglio di
amministrazione delle società anonime) e i terzi a cui è stata trasferita
totalmente o parzialmente la gestione o la rappresentanza della società (come i
direttori), i membri del comitato di associazioni, i membri del consiglio di
fondazione e i membri degli organi di controllo (n. 2030 DSD).

La società che versa gli onorari di consigliere
d'amministrazione deve regolare i conti con la propria cassa di compensazione
indipendentemente dal fatto che il membro del Consiglio d'amministrazione tenga
l'onorario ricevuto per sé o no (n. 2031 DSD).

 

Di regola, quando gli onorari sono versati da una
società anonima ad un membro del Consiglio d'amministrazione, vi è la
presunzione che gli sono versati nella sua qualità di organo della persona
morale e che devono, di conseguenza, essere considerati come salario
determinante (RCC 1983 pag. 22, Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des
articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants,
pag. 163 n. 40, ad art. 5 LAVS).

 

                                         Dal 1°
gennaio 2007 il n. 2033 (n. 2039 dal 1.1.2008 nella versione francese) DSD
prevede che, per ragioni di semplificazione amministrativa, la società che
effettua dei versamenti può rinunciare a computare i contributi paritetici
dovuti sugli onorari degli amministratori quando le condizioni seguenti sono
adempiute cumulativamente:

 

-         
la retribuzione deve essere versata direttamente
al datore di lavoro dell’amministratore, che la rappresenta nel Consiglio di
amministrazione della società che effettua i versamenti;

-         
il datore di lavoro dell’amministratore deve
essere una persona giuridica di diritto privato o pubblico;

-         
la retribuzione deve essere versata al datore di
lavoro in Svizzera.

 

                                         Va ancora
evidenziato come il Tribunale federale, con sentenza del 28 agosto 2007,
pubblicata in DTF 133 V 498, ha stabilito che l’onorario dell’amministratore configura
reddito determinante solo laddove sia versato al mandatario stesso. Se
l’amministratore adempie il proprio compito in qualità di dipendente presso una
terza persona e se l’indennità per l’attività di membro del consiglio di
amministrazione è pagata a quest’ultima, essa non costituisce salario determinante
dell’amministratore, bensì, se del caso, reddito da attività indipendente di
tale terza persona, in caso si tratti di una persona fisica (cambiamento della
giurisprudenza sviluppata dalla STFA 1953 pag. 275; consid. 5).

 

                               2.5.   Nel caso di
specie la Cassa di compensazione ha ripreso gli importi versati a tre
consiglieri d’amministrazione a titolo di onorario quale membro del CdA.

 

In particolare
nel 2003 sono stati ripresi fr. 10'000 all’__________ e fr. 83'202 (da cui è
poi stata dedotta la franchigia di fr. 16'800 per le persone in età AVS) all’__________,
nel 2004 fr. 24'000 all’__________, fr. 10'000 all’avv. __________ e fr. 21'064
(da cui è poi stata dedotta la franchigia di fr. 16'800 per le persone in età
AVS) all’__________ e nel 2005 fr. 24'000 all’__________, fr. 10'000 all’__________
e fr. 21'064 (da cui è poi stata dedotta la franchigia di fr. 16'800 per le
persone in età AVS) all’__________.

 

                                         Come
visto in precedenza, in virtù dell’art. 7 lett. h OAVS gli onorari dei membri
dei consigli di amministrazione fanno parte del salario determinante e dunque
dell'attività dipendente. I relativi guadagni non possono pertanto essere
aggiunti al reddito aziendale dell'assicurato indipendente. Questa soluzione si
impone a prescindere dalla circostanza che la società ha poi effettivamente
pagato i contributi sociali sugli onorari versati.

                                         Infatti,
la qualifica di un determinato reddito non dipende dal versamento degli oneri
sociali, bensì dalle circostanze concrete (cfr. STCA del 29 aprile 2002, inc.
30.2001.196, cfr. anche STCA del 9 febbraio 2004, inc. 30.2003.51). 

 

                                         Giustamente
la Cassa non ha applicato il nuovo marginale n. 2033 DSD al caso di specie,
poiché nel caso di specie i tre consiglieri d’amministrazione non rappresentano
una società, ma svolgono un’attività indipendente (2 avvocati ed un ingegnere).
Tant’è che gli stessi affermano di aver già pagato i contributi sociali sugli
importi ripresi nell’ambito della fissazione dei contributi come indipendenti.                                          

 

                                         Per
cui la ripresa, di principio, è corretta.

                                         

                               2.6.   Tuttavia,
mentre le riprese inerenti l’__________ concernono esclusivamente gli onorari
quale membro del CdA (cfr. le note professionali allegate al doc. C), le
riprese inerenti l’__________ e l’__________ sembrerebbero riguardare anche
altre prestazioni.

 

                                         Quest’ultimo,
ad esempio, ha indicato nelle proprie fatture trasmesse alla società
ricorrente: “nota per incarti vari e consulenza varia per l’anno 2003”
(doc. XVII/ 1 e 2). 

 

                                         Al fine
di stabilire l’esatto ammontare del reddito derivante da indennità quale consigliere
d’amministrazione, il TCA ha pertanto innanzitutto interpellato la Cassa di
compensazione chiedendo la trasmissione della documentazione atta a dimostrare
che gli importi ripresi di fr. 24'000 annui concernono esclusivamente onorari
del CdA e non anche prestazioni dell’attività di avvocato (doc. XXIV).

 

                                         La Cassa ha risposto allegando uno scritto della “__________”, che
ha effettuato l’ispezione e secondo la quale “Was die Anrechnung des
Verwaltungsratshonorars von Herrn __________ anbelangt, hat sich die zuständige
Revisorin auf die Rechnung vom 02.02.06 abgestützt (vgl. beiliegende Kopie),
welche explizit das „Honorar“ für das Jahr 2005 mit 24'000 Franken in Rechnung
stellt. Die Spesen wurden separat ausgeschieden. Der Schluss liegt nahe, dass
auch für die Vorjahre allfällige Spesen separat in Rechnung gestellt worden
wären und es sich beim Betrag von 24'000 Franken ausschliesslich um das
Verwaltungsratshonorar handelt. Darüber hinaus hat sich die Revisorin jedoch
auch bei der Auskunftsperson anlässlich der Kontrolle ausdrücklich versichert,
dass jedes Jahr in derselben Art Rechnung gestellt wurde und Spesen stets
separat ausgeschieden worden sind. Dass es sich beim Verwaltungsratshonorar um
massgebenden Lohn handelt, dürfte nicht strittig sein, besteht die rechtliche
Grundlage in Art. 7 lit. h AHVV und eine entsprechend langjährige
höchstrichterliche Rechtsprechung doch seit Beginn der AHV.“ (doc. XXVII)

 

                                         Il
TCA, non ritenendo convincente la risposta della Cassa, ha interpellato la
ricorrente, chiedendo di produrre la necessaria documentazione atta a stabilire
l’esatto ammontare dell’onorario del CdA conseguito dall’__________ nel 2004 e
nel 2005 (doc. XXVIII).

 

                                         Con risposta del 15
febbraio 2008 la società ha affermato, tra l’altro, di non poter “fare altro
che ribadire quanto scritto in precedenza negli scritti 21.01.2008, 28.11.2007
e nel ricorso 21.05.2007 nella speranza che questo inutile (sic!) scambio di scritti
e di allegati si concludi (sic!) definitivamente e che venga emessa una
decisione.” (doc. XXIX)

 

                                         Il 27 febbraio 2008 il
TCA, in applicazione della sentenza H 162/06 del 20 dicembre
2007 del Tribunale federale, ha chiamato in causa l’__________,
l’__________, l’__________ e la Cassa __________ ed ha assegnato un termine
all’__________, scaduto infruttuoso il 14 marzo 2008, per comunicare a questo
Tribunale l’ammontare esatto dell’onorario del CdA percepito nel 2004 e nel
2005, precisando nel contempo a cosa è dovuta l’eventuale differenza tra
l’importo figurante sulle note del 23 agosto 2004 e del 21 febbraio 2005 già
trasmesse a questo tribunale e l’ammontare dell’onorario del CdA.

 

                                         Il TCA ha
pertanto interpellato sia l’__________, sia la ricorrente per stabilire se
l’importo di fr. 24'000 figurante nella nota d’onorario trasmessa alla società
ricorrente riguardasse unicamente l’importo percepito quale membro del CdA
oppure contenesse somme relative all’attività di avvocato indipendente.

 

                                         Malgrado
le numerose richieste in tal senso le parti si sono rifiutate di rispondere in
maniera precisa.

 

                               2.7.   Giova qui
rammentare che la procedura dinanzi al Tribunale delle assicurazioni sociali è
retta dal principio inquisitorio. Il Tribunale accerta d’ufficio, con la
collaborazione delle parti, i fatti rilevanti per il giudizio, assume le prove
necessarie e le apprezza liberamente ed il giudice delegato ha facoltà di
ricorrere a mezzi probatori non indicati dalle parti o di rinunciare all’assunzione
di mezzi probatori che le parti hanno notificato. 

                                         E’ dunque
compito del giudice chiarire d’ufficio in modo corretto e completo i fatti
giuridicamente rilevanti. Questo principio non è tuttavia incondizionato, ma
trova il suo correlato nell’obbligo delle parti di collaborare (DTF 125 V 195
consid. 2 con riferimenti; RAMI 1994 pag. 211; AHI
Praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; MEYER, “Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung” in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12;
SPIRA, “Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure
cantonale” in Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16;
KURMANN, “Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz”
in Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pagg. 5
segg.). Questo obbligo comprende in particolare quello
di motivare le pretese di cui le parti si avvalgono e quello di apportare,
nella misura in cui può essere ragionevolmente richiesto da loro, le prove
dettate dalla natura della vertenza o dai fatti invocati: in difetto di ciò
esse rischiano di dover sopportare le conseguenze dell’assenza di prove (SVR
1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pagg. 158-159 consid. 3a; DTF
117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113; BEATI in:
"Relazioni tra diritto civile e assicurazioni sociali", Lugano 1993,
pag. 1 seg.). Su questi aspetti, si veda in
particolare: DUC, Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, pagg.
827-828 e LOCHER, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 1997, pagg.
339-341, laddove quest'ultimo rileva che “besondere Bedeutung hat die
Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne Mitwirkung der betroffenen
Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”. L'obbligo di
accertamento d'ufficio dei fatti, correlato dal dovere di collaborazione delle
parti, non rende comunque privo d'efficacia il principio secondo cui l'onere
della prova incombe alla parte che da un fatto deriva un suo diritto e del
conseguente fardello in caso di mancata prova. L'art. 8 CC prevede
infatti che, ove la legge non disponga altrimenti, chi vuol dedurre il suo
diritto da una circostanza di fatto da lui asserita deve fornirne la prova. 

 

                                         Secondo
il TFA (sentenza 18 settembre 2001 K 202/00, cons. 3b):

 

" 
(…) 

Celui-ci comprend en particulier l'obligation de ces
dernières d'apporter, dans la mesure où cela peut être raisonnablement exigé
d'elles, les preuves commandées par la nature du litige et des faits invoqués,
faute de quoi elles risquent de devoir supporter les conséquences de l'absence
de preuves (ATF 125 V 195 consid. 2; VSI 1994, p. 220 consid. 4; comp. ATF 125
III 238 consid. 4a à propos de l'art. 274d al. 3 CO). Car si le principe
inquisitoire dispense les parties de l'obligation de prouver, il ne les libère
pas du fardeau de la preuve: en cas d'absence de preuve, c'est à la partie qui
voulait en déduire un droit d'en supporter les conséquences (ATF 117 V 264
consid. 3), sauf si l'impossibilité de prouver un fait peut être imputée à
l'adverse partie (ATF 124 V 375 consid. 3; RAMA 1999 n° U 344, p. 418 consid.
3). Au demeurant, il n'existe pas, en droit des assurances sociales, un
principe selon lequel l'administration ou le juge devrait statuer, dans le
doute, en faveur de l'assuré (RAMA 1999 n° U 349, p. 478 consid. 2b; DTA 1998 n° 48, p. 284). (…)"

 

                               2.8.   In concreto
né la ricorrente, né l’__________, hanno saputo quantificare l’ammontare del
reddito non derivante dall’indennità di consigliere di amministrazione. 

 

Questo
Tribunale deve pertanto concludere che gli importi di fr. 24'000 figuranti nelle
note d’onorario trasmesse alla ricorrente dall’__________ riguardano
esclusivamente indennità di consigliere d’amministrazione e vanno pertanto
ripresi.

 

Del resto che
si tratti effettivamente di indennità versate a quel titolo, è dimostrato anche
dal fatto che si tratta di un importo costante versato nei due anni in
questione (cfr. Doc. A1, "Nota C.D.A. + varie anno 2005"; e Doc. A2
per il 2004).

 

                                        Anche
su questo punto la ripresa va confermata.

 

                               2.9.   Per quanto concerne gli
importi conseguiti dall’__________, questo Tribunale lo ha interpellato
chiedendogli in particolare di voler precisare a quanto “ammonta l’onorario
del CdA del 2003, in cosa consistono le “diverse prestazioni” e se anch’esse
sono già state oggetto di calcolo definitivo di fissazione dei contributi nel
reddito da attività indipendente”. L’interessato, per il
tramite del proprio fiduciario, ha affermato:

 

" 
Nel 2003 l’__________ ha ricevuto un rimborso
spese di CHF 40'000 per trasferte settimanali a __________ quale rappresentante
del committente nella commissione costruzione per il 2001 e il 2002. Sempre
nello stesso anno ha fatturato CHF 30'000 di onorario (e pertanto registrato
con reddito aziendale) e CHF 9'000 come indennità netta di amministratore,
dichiarato come tale all’autorità fiscale e quindi non soggetto all’AVS. Nel
2004 l’indennità netta dichiarata al fisco è di CHF 20'000. Stesso importo per
il 2005, regolarmente dichiarato al fisco. Trattandosi di indennità nette non
sono più assoggettate all’AVS dell’__________." (doc. XVI)

 

                                         L’interessato
ammette pertanto di aver incassato fr. 20'000 (netti nel 2004 e 2005 e fr.
9'000 (netti) come “indennità netta di amministratore”. Questi importi,
conformemente all’art. 7 lett. h OAVS, vanno ripresi (cfr. consid. 2.6). Su
questo punto la decisione della Cassa si rivela corretta.

 

                                         Tuttavia
nel 2004 egli, oltre a spese di trasferta per fr. 40'000, ha fatturato fr.
30'000 di onorario, registrato nel reddito aziendale.

 

                                         Il TCA ha
interpellato la Cassa anche su questo punto, chiedendole di precisare per quale
motivo nel 2003 sia i fr. 40'000 di spese che i fr. 30'000 di onorario fanno
parte del reddito da attività dipendente per l’attività svolta a favore della RI
1 (doc. XXIV).

 

                                         La Cassa, sempre per il tramite della „__________“, ha affermato che
“was __________ betrifft, wurde – unter Berücksichtigung des
AHV-Rentnerfreibetrages – (auch) 2003 das reine Beraterhonorar ohne Spesen
nacherfasst. Herr __________ ist gemäss Angaben der __________ nicht als
Selbständigerwerbender erfasst.“ (doc. XXVII/100)

 

                                         In
realtà non corrisponde al vero che l’__________ non è iscritto quale
indipendente presso la Cassa __________. Infatti nel 2003 l’interessato ha
dovuto pagare i contributi sociali su un reddito aziendale netto di fr. 52'000
(doc. XIV/1). Inoltre non è verosimile che la ripresa concerne solo il “reine
Beraterhonorar ohne Spesen”, poiché nel 2003 la ripresa supera i fr. 80'000
mentre negli anni seguenti l’indennità di consigliere di amministrazione
ammonta a fr. 20'000 e gli altri 2 consiglieri hanno conseguito importi tra i
fr. 10'000 (avv. __________) e i fr. 24'000 (avv. __________). 

 

                                         Considerato che su questo
punto non vi è chiarezza e che il TCA non può concludere con la necessaria
tranquillità né che l’importo di fr. 70'000 (fr. 40'000  + fr. 30'000) fa parte
dell’onorario di consiglio di amministrazione, né che sia già stato
assoggettato quale reddito da attività indipendente (cfr. doc. X), né che esso
sia comunque un reddito derivante, in altro modo, da attività dipendente a
favore della ricorrente, la decisione va annullata e l’incarto rinviato alla
Cassa affinché esperisca i necessari accertamenti. In particolare, con
l’ausilio dell’autorità fiscale, dovrà accertare la natura di questi importi
(da attività dipendente o da attività indipendente, spese da assoggettare a
ripresa oppure no) e stabilire se i medesimi sono già stati assoggettati al
prelievo dei contributi da attività indipendente.

 

                                         Solo dopo aver esperito
questi ulteriori accertamenti l’amministrazione potrà stabilire definitivamente
i contributi dovuti nel 2003 dalla società ricorrente per i versamenti
effettuati a favore dell’__________.

 

                             2.10.   La società
ricorrente ritiene infine che vi potrebbe essere una doppia imposizione,
giacché i tre consiglieri hanno già pagato i contributi sugli onorari
versatigli nella loro veste di indipendenti.

 

                                         Il TFA
(dal 1° gennaio 2007: TF) ha stabilito che la qualificazione dell'assicurato
come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della
sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato
in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se
formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica
definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di
assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne
lo stato professionale definitivamente.

Solo la natura di tale attività, considerata
nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della
qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato
qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti
un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF
119 V 165).

                                         Per
questi motivi un assicurato può essere qualificato simultaneamente come
salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per
ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un’attività dipendente o meno
(Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

 

                                         Inoltre,
l’Alta Corte ha stabilito che il cambiamento dello statuto contributivo nei
casi in cui i contributi assicurativi in lite siano stati oggetto di decisione
formalmente cresciuta in giudicato è possibile solo quando siano dati i
presupposti del riesame o della revisione processuale. 

                                         Se non si
tratta di un cambiamento dello statuto con effetto retroattivo, ma con effetto
per il futuro, la questione dello statuto viene di principio esaminata liberamente
come per la prima volta, con il dovuto riserbo nei casi limite. 

                                         Se la
questione del cambiamento dello statuto concerne sia rimunerazioni dalle quali
sono già stati prelevati contributi assicurativi, sia rimunerazioni non ancora
oggetto di decisione, deve essere esaminato, per la parte già considerata del
provvedimento formalmente cresciuto in giudicato, se sono dati i presupposti
del riesame o della revisione processuale, mentre lo statuto contributivo per
le rimanenti rimunerazioni, non ancora contemplate da decisione, è apprezzato
liberamente (DTF 121 V 1; cfr. anche Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des
articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants
(LAVS), n. 121 seg. ad art. 5, pag. 183 seg., in particolare n. 127 pag. 185).

 

                             2.11.   In concreto
per l’__________ le decisioni definitive di fissazione dei contributi quale
indipendente per il 2003 ed il 2004 sono state emesse il 20 ottobre 2006,
mentre per il 2005 non è ancora stata emanata alcuna decisione definitiva (doc.
XIV e X/3).

                                         Per l’__________
le decisioni definitive sono del 21 marzo 2006 per l’anno 2004 e del 22 ottobre
2007 per il 2005.

                                         Circa l’__________,
va rilevato che il 24 aprile 2007 sono state emesse le decisioni relative al
2003 e al 2004.

 

                                         In
concreto la decisione formale è del 10 novembre 2006, mentre la decisione su
opposizione è del 18 aprile 2007, ossia anteriore all’emanazione di alcune
decisioni finali. Per cui lo statuto può essere rivisto, in taluni casi,
liberamente. 

 

                                         Sia come
sia, anche se per certi anni lo statuto dell’importo versato ai tre consiglieri
d’amministrazione può essere esaminato liberamente, per i motivi che seguono la
situazione non sarebbe diversa neppure se la Cassa avesse potuto effettuare la
ripresa unicamente in presenza degli estremi per una revisione o una
riconsiderazione di tutte le decisioni. 

 

                                         Per
l'art. 53 cpv. 1 LPGA le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente
passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o
l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di
prova che non potevano essere prodotti in precedenza. Per il cpv. 2
l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione
formalmente passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e
se la loro rettifica ha una notevole importanza. L'assicuratore può
riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è
stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di
ricorso.

 

                                         Kieser,
in ATSG-Kommentar, Zurigo, Basilea, Ginevra 2003, a pag. 541 ad art. 53, nota
30, a proposito dell'art. 53 cpv. 3 LPGA, precisa:

 

" 
b) Die in art. 53 Abs.
3 ATSG kodizierte Regelung galt bereits nach der bisherigen Rechtsprechung (einlässliche
Darstellung derselben SCHLAURI, Neuverfügung lite pendente, 176 ff.), welche
ihre Gültigkeit auch unter Berücksichtigung von Art 53 Abs. 3 ATSG beibehält.
Insbesondere steht es dem Versicherungsträger frei, während des laufenden
Beschwerdeverfahrens ohne Beachtung der besonderen
Wiedererwägungsvoraussetzungen (insbesondere ohne Annahme einer zweifellosen
Unrichtigkeit) auf den Entscheid zurückzukommen (vgl. BGE 107 V 192). Hat der
Versicherungsträger die Beschwerdeantwort eingereicht, ist ihm eine
Wiedererwägung untersagt (dazu HISCHIER, Wiedererwägung, 457, der eine
Wiedererwägung lite pendente auch noch zulassen will, wenn der
Versicherungsträger nach Erstattung der Beschwerdeantwort zu einer weiteren
Stellungnahme aufgefordert wird). Einer nach diesem Zeitpunkt erlassenen
Verfügung kommt immerhin der Charakter eines Antrages an das Gericht zu (vgl.
BGE 109 V 236 f.). Entspricht die Wiedererwägung nicht dem im
Beschwerdeverfahren gestellten Antrag, kommt sie ebenfalls bloss einem Antrag
an das Gericht gleich (vgl. ZAK 1992 117). Im übrigen wird bei einer
entsprechenden Wiedererwägung das Beschwerdeverfahren gegenstandlos (vgl.
ATSG-Kommentar, Art. 61 Rz. 76). Allerdings ist es nach der Rechtsprechung dem Versicherungsträger
nicht benommen, eine im Gerichtsverfahren vorgenommene Wiedererwägung zu
widerrufen (vgl. SVR 2001 IV Nr. 20)."

 

                                         Va qui rammentato che una decisione è manifestamente errata,

 

" 
wenn kein vernünftiger Zweifel daran möglich
ist, dass die Verfügung unrichtig war. Es ist nur ein einziger Schluss -
derjenige auf die Unrichtigkeit - möglich (vgl. BGE 125 V 393 oben; Locher,
Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2. Auflage, Bern 1997, S. 362; Kieser,
Kommentar ATSG, Ziffer 20 zu Art. 53). Dabei ist nach dem eingangs Gesagten
(Erw. 1.2.hievor) vom Rechtszustand auszugehen, wie er sich bei
Verfügungserlass präsentierte." 

(STFA del 10 settembre 2003 nella causa U, H
97/03)

 

                                         Nel caso
di specie considerata l'ingente somma sulla quale sono stati prelevati i
contributi (fr. 10'000 all’anno per l’__________ dal 2003 al 2005, fr. 24'000
all’anno per l’__________ per 2 anni e fr. 49'000 per l’__________ per tre
anni) e considerato che le decisioni erano senza dubbio errate nella misura in
cui inglobavano anche gli onorari percepiti quali consiglieri d’amministrazione
(cfr. art. 7 lett. h OAVS), la Cassa competente poteva riconsiderare le
decisioni con effetto retroattivo e procedere alla ripresa salariale.

                                         L'unica
qualifica possibile in concreto era infatti quella di reddito da attività dipendente.
Ogni altra soluzione è manifestamente insostenibile (cfr. anche STCA del 27
ottobre 2003 nella causa F., inc. 30.2003.26, confermata dalla STFA dell’11
marzo 2005, H 322/03).

 

                                         Certo, sia
l’__________ che l’__________ affermano di aver già pagato l’IVA su questi
importi e di essere tassati come indipendenti (doc. XVII; cfr. anche doc. C per
l’__________) e recentemente con sentenza H 1/07 del 6 marzo 2008 il TF ha
precisato che:

 

" 
(…) per essere assoggettato all’IVA il
contribuente deve svolgere un’attività indipendente e conseguire una cifra
d’affari annua di almeno fr. 75'000.—(cfr. art. 21 LIVA; RS 641.20). Nel caso
di specie la ripresa della Cassa per l’anno 1999 è stata di fr. 53'135.--, per
il 2000 di fr. 57'639.—e per il 2001 di fr. 72'297.--. Si deve di conseguenza
presumere che X abbia avuto, negli anni entranti in linea di conto, altre parti
contrattuali oltre la ricorrente, ritenuto che l’amministrazione federale
preposta al controllo e all’incasso dell’IVA è particolarmente accorta e diligente
nel valutare i presupposti legali connessi all’assoggettamento e alla sua
prosecuzione.

 

Inoltre, in ragione delle complicazioni che
potrebbero sorgere in caso di modifica retroattiva dei conteggi e per il fatto
che, in casi limite, non si dovrebbe, senza necessità, scostarsi dalla
valutazione dell’autorità fiscale, il fatto di aver pagato l’IVA, pur non
essendo da solo un criterio decisivo, non permette di non qualificare a titolo
di indipendente un’attività che manifesta importanti caratteristiche in tal
senso (sentenza del Tribunale federale della assicurazioni H 155/04 del 14
febbraio 2005, consid. 4.5 con riferimento)."

 

Ora, pur non mettendo in dubbio l’efficacia del
controllo delle autorità federali, va rilevato che il TF non ha comunque proceduto
né ad una modifica della sua prassi secondo la quale il cambiamento dello
statuto contributivo nei casi in cui i contributi assicurativi in lite siano stati
oggetto di decisione formalmente cresciuta in giudicato è possibile quando
siano dati i presupposti del riesame o della revisione processuale né ad una
modifica della giurisprudenza secondo la quale la comunicazione fiscale
è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali
solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni
relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a
questa disposizione (Greber/Duc/Scartazzini,
Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse
et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS). 

 

Va del resto qui rammentato che un cambiamento di giurisprudenza è
possibile solo a determinate condizioni (cfr., fra le tante, DTF 133 V 37: “5.3.3 
Sprechen keine entscheidenden Gründe zu Gunsten einer Praxisänderung, ist die
bisherige Praxis beizubehalten. Gegenüber dem Postulat
der Rechtssicherheit lässt sich eine Praxisänderung grundsätzlich nur
begründen, wenn die neue Lösung besserer Erkenntnis der ratio legis,
veränderten äusseren Verhältnissen oder gewandelten Rechtsanschauungen entspricht.
Nach der Rechtsprechung ist eine bisherige Praxis zu ändern, wenn sie als
unrichtig erkannt oder wenn deren Verschärfung wegen veränderter Verhältnisse
oder zufolge zunehmender Missbräuche für zweckmässig gehalten wird (BGE 131 V 110 E. 3.1; 130 V 372 E. 5.1, 495 E. 4.1; 129 V 373 E. 3.3; 126 V 40 E. 5a; 125 I 471 E. 4a, je mit Hinweisen).“).

 

                                         L’assoggettamento all’IVA può pertanto semmai essere un indizio
laddove sono presenti sia elementi a favore dell’attività dipendente che
elementi a favore dell’attività indipendente.

                                         Ora, nel
caso di specie, non vi è alcun dubbio che il reddito di consigliere di
amministrazione va assoggettato ai contributi sociali come reddito da attività
dipendente conformemente all’art. 7 lett. h OAVS.

 

                             2.12.   Alla luce di
tutto quanto sopra esposto, il ricorso va parzialmente accolto, limitatamente
alla questione a sapere se i fr. 70'000 ripresi nel 2003 all’__________ siano
effettivamente da riprendere dell’ambito dell’attività svolta a favore della
ricorrente oppure se non siano piuttosto da assoggettare al reddito da attività
indipendente.

                                         Questo
è quanto dovrà accertare la Cassa di compensazione alla quale l’incarto va
rinviato (cfr. consid. 2.9). 

 

 

                             2.13.   L’insorgente ha
chiesto che vengano sentiti quali testi l’__________, l’__________ e l’__________.

 

                                         Questo
Tribunale ha interpellato i tre assicurati per iscritto ponendo loro le domande
necessarie per poter decidere nel merito del ricorso. Le parti hanno avuto ampiamente
la possibilità di esprimersi in merito. Inoltre tutti e tre sono stati chiamati
in causa da questo Tribunale. 

 

                                         Il TCA
ritiene che una loro audizione, in queste circostanze, si rivelerebbe inutile, per
cui vi rinuncia.

 

                                         Conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223
consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale
modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                                         In
concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita
dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori
prove.

 

 

Per questi
motivi

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

                                         La
decisione impugnata è annullata limitatamente alla ripresa di fr. 70'000 netti conseguiti
dall’__________ nel 2003 e l’incarto rinviato alla Cassa per ulteriori
accertamenti. Per il resto il ricorso è respinto e la decisione impugnata è
confermata.

 

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
La Cassa di compensazione CO 1 verserà alla RI 1 fr. 500 (IVA inclusa) a titolo
di ripetibili.

 

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti