# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e97ab56b-6c4f-5186-b78c-5900f9a35649
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2005-11-11
**Language:** it
**Title:** Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Rekurskommission Eidg. Departement für Verteidigung, Bevölkerungsschutz und Sport 11.11.2005 JAAC 70.38
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_VB/CH_VB_009_JAAC-70-38--_2005-11-11.pdf

## Full Text

JAAC 70.38

Estratto della sentenza 470.05.05 della Commissione
di ricorso del Dipartimento federale della difesa, della
protezione della popolazione e dello sport del 11
novembre 2005; non è stato inoltrato ricorso di diritto

amministrativo al Tribunale federale. La sentenza è
cresciuta in giudicato.

Défense nationale. Responsabilité de la Confédération pour des
dommages causés avec un véhicule de service de l’armée.

Art. 58 LCR. Art. 38 O pers mil. Art. 5 PA. Art. 168 al. 1 let. a ch. 1 OAA.
Art. 9 et 10 OVI. Art. 2 al. 2 let. a OVCC.

- Un instructeur de l’armée qui, dans le cadre de l’utilisation à titre
privé (loisirs) de son véhicule de fonction personnel, cause avec
cette voiture des dommages matériels et corporels répond de ceux-ci
selon la LCR (consid. 2 et 6c). L’instructeur de l’armée est détenteur
de son véhicule de fonction personnel au sens de la LCR, même si le
propriétaire en est la Confédération (consid. 6b).

- De tels litiges doivent être portés devant le juge civil (consid. 8 et
12) même si la Confédération assume le risque responsabilité civile
de l’instructeur pour ses trajets privés. Le Centre de dommages du
Département fédéral de la défense, de la protection de la population
et des sports n’est par conséquent pas en droit d’émettre dans ces
circonstances une décision au sens de l’art. 5 PA (consid. 9). Nullité
d’une décision adoptée malgré cette règle (consid. 11).

- L’art. 168 al. 1 let. a ch. 1 OAA et l’art. 21 OVCC n’habilitent pas
non plus à adopter une décision (consid. 10a, b et c). La loi sur la
responsabilité n’est applicable que lorsque l’instructeur de l’armée
utilise le véhicule dans le cadre du service (consid. 4 et 6c). Si
l’instructeur de l’armée se trouve en service de troupe soldé, la LAAM
est applicable (consid. 6c).

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- En l’espèce, en raison d’une indication inexacte des voies de recours, la
Confédération se voit imposer l’obligation de verser des dépens (consid.
14 et 15).

Landesverteidigung. Haftung des Bundes für Schaden verursacht mit
einem Armeedienstfahrzeug.

Art. 58 SVG. Art. 38 V Mil Pers. Art. 5 VwVG. Art. 168 Abs. 1 Bst. a Ziff. 1
VVA. Art. 9 und 10 VIW. Art. 2 Abs. 2 Bst. a VFBF.

- Für einen von einem Instruktor der Armee im Rahmen der privaten
Verwendung (Freizeit) mit seinem persönlichen Dienstfahrzeug
verursachten Personen- oder Sachschaden haftet er nach dem SVG
(E. 2 und 6c). Der Instruktor der Armee ist Halter seines persönlichen
Dienstfahrzeuges im Sinne des SVG, auch wenn dieses im Eigentum des
Bundes steht (E. 6b).

- Solche Streitigkeiten sind vor dem Zivilrichter auszutragen (E. 8 und
12), auch wenn der Bund das Haftpflichtrisiko des Instruktors für
Privatfahrten übernimmt. Das Schadenzentrum des Eidgenössischen
Departements für Verteidigung, Bevölkerungsschutz und Sport ist daher
nicht befugt, in solchen Fällen eine Verfügung im Sinne von Art. 5 VwVG
zu erlassen (E. 9). Eine trotzdem erlassene Verfügung ist nichtig (E. 11).

- Eine Kompetenz zum Erlass einer Verfügung ergibt sich auch nicht
aus den Art. 168 Abs. 1 Bst. a Ziff. 1 VVA und Art. 21 VFBF (E. 10a, b
und c). Das Verantwortlichkeitsgesetz ist nur anwendbar, wenn der
Instruktor der Armee das Dienstfahrzeug beruflich verwendet (E. 4 und
6c). Befindet sich der Instruktor der Armee im besoldeten Truppendienst
ist das MG anwendbar (E. 6c).

- Die unzutreffende Rechtsmittelbelehrung führt in casu zu einer
Entschädigungspflicht der Eidgenossenschaft (E. 14 und 15).

Difesa nazionale. Responsabilità della Confederazione per un danno
causato con un veicolo di servizio dell’esercito.

Art. 58 LCStr. Art. 38 OPers mil. Art. 5 PA. Art. 168 cpv. 1 lett. a n. 1
OAE. Art. 9 e 10 OAIs. Art. 2 cpv. 2 lett. a OVCC.

- Per il danno causato da un istruttore dell’esercito con il veicolo
di servizio personale nel quadro dell’uso privato (tempo libero),
l’istruttore è responsabile secondo la LCStr (consid. 2 e 6c). L’istruttore
dell’esercito è detentore del suo veicolo di servizio personale ai sensi
della LCStr, anche se il veicolo è di proprietà della Confederazione
(consid. 6b).

- Per dirimere questi litigi è competente il giudice civile (consid. 8 e 12),
anche se la Confederazione assume il rischio della responsabilità civile
dell’istruttore in caso di tragitti privati. In casi del genere, il Centro

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danni del Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione
e dello sport non ha quindi il diritto di emanare una decisione ai sensi
dell’art. 5 PA (consid. 9). Un’eventuale decisione è nulla (consid. 11).

- Nemmeno dall’art. 168 cpv. 1 lett. a n. 1 OAE e dall’art. 21 OVCC emerge
una competenza di emanare una decisione (consid. 10a, b und c). La
legge sulla responsabilità è applicabile solo se l’istruttore dell’esercito
utilizza il veicolo di servizio a fini professionali (consid. 4 e 6c). Se
l’istruttore dell’esercito svolge il servizio di truppa indennizzato, è
applicabile la LM (consid. 6c).

- In casu, l’indicazione sbagliata dei rimedi di diritto comporta un
obbligo di risarcimento da parte della Confederazione (consid. 14 e 15).

Riassunto dei fatti:

Z., istruttore dell’esercito svizzero, durante il tempo libero con la sua auto di
servizio è entrato in collisione con l’automobile di X. Ne sono risultati ingenti
danni materiali e alle persone. Non è stato possibile chiarire la questione della
colpa e non vi sono state sanzioni penali né per X. né per Z. In seguito X. ha
chiesto un risarcimento dei danni alla Confederazione. Il Centro danni del
Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello
sport (DDPS) ha respinto la richiesta di X. con decisione formale e ha indicato
quale rimedio di diritto il ricorso alla Commissione di ricorso DDPS entro 30
giorni.

Estratto dei considerandi:

1. (...)

2. Sotto il profilo giuridico, il ricorrente rileva innanzitutto per analogia che il
Centro danni non era competente per l’emanazione della decisione impugnata
e che di conseguenza il ricorso dev’essere accolto e la decisione impugnata
annullata. A conferma di ciò il ricorrente adduce che l’ordinanza del 23
febbraio 2005 concernente i veicoli della Confederazione e i loro conducenti
(OVCC, RS 514.31), conformemente all’art. 2 cpv. 2 lett. a della medesima
ordinanza, non è applicabile al personale militare cui è assegnato un veicolo di
servizio personale. Il ricorrente rileva inoltre che al momento dell’incidente il
signor Z. non era in servizio.

3. Mediante le obiezioni summenzionate il ricorrente contesta in primo
luogo la competenza dell’autorità inferiore per l’emanazione di decisioni
nel presente caso. In tal modo si pone nel contempo anche la questione della
competenza della Commissione di ricorso DDPS quale autorità di ricorso in
materia. Le questioni di competenza devono essere chiarite d’ufficio, ragion
per cui la procedura dev’essere limitata in un primo momento alla questione
della competenza dell’autorità inferiore e dell’autorità di ricorso adita.

4. Con riferimento all’art. 3 cpv. 1 della legge sulla responsabilità del 14 marzo
1958 (LResp, RS 170.32), l’autorità inferiore parte innanzitutto dal presupposto
che il signor Z. va considerato quale funzionario della Confederazione e che
di conseguenza la Confederazione, per principio, è tenuta a rispondere, senza
riguardo alla colpa del funzionario. Dopodiché, in virtù dell’art. 3 cpv. 2 della

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legge sulla responsabilità e dell’art. 37 cpv. 1 (con ogni probabilità, recte art. 38
cpv. 1) dell’ordinanza del DDPS del 9 dicembre 2003 concernente il personale
militare (OPers mil, RS 172.220.111.310.2), stabilisce che nel presente caso la
Confederazione risponde conformemente alle disposizioni della legge federale
sulla circolazione stradale.

5. Queste considerazioni dell’autorità inferiore possono essere condivise nella
misura in cui per richieste di risarcimento come quella del caso presente si
applicano le disposizioni della legge federale sulla circolazione stradale e non
quelle della legge sulla responsabilità o della legge militare. Ma con ciò non si
risponde alla questione relativa alla competenza e alla procedura applicabile,
ragion per cui tale questione deve essere trattata in maniera più approfondita
nel seguito.

6. Per una maggiore comprensibilità delle considerazioni che seguono va
dapprima rilevato che:

a. conformemente all’art. 8 cpv. 3 dell’ordinanza del 22 novembre 1995
concernente le automobili per istruttori (OAIs, RU 1996 243), le corse private
possono essere effettuate unicamente con le targhe di controllo cantonali.
Applicando, per una corsa incontestabilmente di carattere privato, la
targa FR ..., il signor Z. ha adempiuto tale disposizione legale. Il numero di
immatricolazione militare del veicolo di servizio (M+6...), sempre anteposto
dall’autorità inferiore alla targa summenzionata, non ha alcuna rilevanza
nella presente procedura.

b. Benché le automobili per istruttori siano di proprietà della Confederazione
(art. 2 cpv. 1 OAIs), è considerato detentore ai sensi della legge federale sulla
circolazione stradale l’istruttore avente diritto, nel caso presente il signor Z.
(come esplicitamente stabilito all’art. 9 OAIs).

c. La responsabilità in caso di danni causati con automobili per istruttori è
stabilita per principio come segue (cfr. art. 10 OAIs):

- in caso di utilizzazione a titolo professionale, l’avente diritto è responsabile
conformemente alle disposizioni della legge sulla responsabilità;

- in servizio militare con diritto al soldo, la responsabilità dell’avente diritto si
fonda sulle disposizioni della legge militare;

- in caso di utilizzazione a scopo privato dell’automobile per istruttori, la
responsabilità si fonda sulle disposizioni della legge federale sulla circolazione
stradale.

7. È pertanto chiaro che il signor Z. è il detentore dell’autovettura targata FR ...
e che egli è, di conseguenza, responsabile ai sensi dell’art. 58 cpv. 1 della Legge
federale del 19 dicembre 1958 sulla circolazione stradale (LCStr, RS 741.01)
per il danno fatto valere dal ricorrente. Ciò, evidentemente, fatto salvo che sia
dimostrata la colpa del signor Z. ai sensi dell’art. 61 cpv. 2 LCStr.

8. Se, in seguito a un infortunio, due detentori di veicoli avanzano l’uno contro
l’altro pretese di risarcimento di danni, le relative vertenze devono essere
trattate davanti a tribunali civili. Al riguardo, la LCStr rimanda al giudice
agli art. 58 e 62 - sia esplicitamente, sia indirettamente con riferimento ai
principi del Codice delle obbligazioni concernenti gli atti illeciti. La legge
parte pertanto dal presupposto che simili casi oppongono l’una all’altra due

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parti litigiose con pari diritti davanti a un giudice civile nell’ambito di una
procedura di diritto civile. In concreto, nel caso presente ciò significa che il
ricorrente dovrebbe fare causa alla persona che considera responsabile del
danno prodottosi, vale a dire al signor Z., davanti al giudice civile competente
del luogo.

9. A questo punto è necessario chiedersi se valgano considerazioni differenti
se - in virtù dell’art. 11 OAIs («La Confederazione assume il rischio di
responsabilità civile») e dell’art. 38 cpv. 2 OPers mil («La Confederazione
si assume il rischio in materia di responsabilità civile e casco per le corse di
servizio e private») - la Confederazione deve rispondere al posto del signor
Z. del danno causato da quest’ultimo in occasione della corsa privata in
questione.

La risposta a tale domanda deve essere negativa perché il cittadino non deve
essere svantaggiato soltanto perché lo Stato si assume il rischio in materia di
casco anche per le corse private dei suoi lavoratori. In casi simili, anche la
Confederazione deve agire come soggetto di diritto privato. In altri termini,
non vi è nel caso presente alcun margine per agire mediante una decisione
amministrativa in senso formale. È opportuno rammentare a questo punto
la definizione del concetto di «decisione amministrativa»: «Eine Verfügung
ist ein individueller, an den Einzelnen gerichteter Hoheitsakt, durch den
eine konkrete verwaltungsrechtliche Rechtsbeziehung rechtsgestaltend oder
feststellend in verbindlicher und erzwingbarer Weise geregelt wird» («Una
decisione amministrativa è un atto d’autorità individuale, diretto a una
singola persona, mediante il quale un concreto rapporto giuridico di diritto
amministrativo è costituito o accertato in maniera vincolante e coercitiva»;
Häfelin/Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed., Zurigo 2002, n. marg.
854, pag. 178).

Tale definizione conferma che il cittadino sarebbe chiaramente svantaggiato
se lo Stato potesse, con un mero atto d’autorità di diritto amministrativo,
indicargli qual è il suo diritto in maniera vincolante e coercitiva.

10.a. A riprova della sua competenza per l’emanazione di una decisione
concernente il caso presente, l’autorità inferiore si richiama tuttavia
all’art. 168 cpv. 1 lett. a n. 1 dell’ordinanza del 12 agosto 1986 concernente
l’amministrazione dell’esercito (OAE, RS 510.301) come pure all’art. 21 OVCC.

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L’art. 168 cpv. 1 lett. a n. 1 OAE stabilisce che il Centro danni è competente per
decidere in prima istanza sulle pretese di carattere pecuniario da parte di terzi
giusta gli art . 134 a 136 della legge federale del 3 febbraio 1995 sull’esercito e
sull’amministrazione militare (Legge militare, LM, RS 510.10), sempre che non
sia competente un altro ufficio.

b. Il fatto che l’autorità inferiore stessa parta dal presupposto che nel caso
presente sia applicabile la LCStr dimostra da sé che un rimando alla LM non
può motivare alcuna competenza in merito.

c. Nemmeno il rimando all’art. 21 OVCC risulta utile all’autorità inferiore
poiché - come giustamente menzionato dal ricorrente - l’art. 2 cpv. 2 lett. a di
tale ordinanza stabilisce esplicitamente che essa non si applica al personale
militare cui è assegnato un veicolo di servizio personale. Ciò che corrisponde
pienamente al caso presente.

1 1.In via riassuntiva, risulta pertanto che nel caso presente l’autorità inferiore
non avrebbe dovuto emanare alcuna decisione ai sensi dell’art. 5 della
legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS
172.021). Poiché, nonostante la carente competenza, una tale decisione è stata
tuttavia emanata, bisogna partire dal presupposto di essere in presenza di
una decisione viziata. Le possibili conseguenze di una decisione viziata sono:
impugnabilità, nullità o revocabilità (cfr. al riguardo Häfelin/ Müller, loc. cit.,
pagg. 196 segg.).

Come dimostrato più sopra, l’autorità inferiore è priva a priori della
compe-tenza oggettiva necessaria per regolare la presente controversia, ragion
per cui occorre partire dal presupposto che la decisione emanata è nulla. Ciò
significa che la decisione non era giuridicamente vincolante sin dall’inizio,
dunque anche senza previo annullamento, e che essa non poteva esplicare
alcun effetto giuridico per il ricorrente. La nullità di un atto amministrativo
deve essere considerata d’ufficio (Häfelin/Müller, loc. cit., pag 198).

1 2.Se, in base a quanto sinora esposto, si deve partire dal presupposto della
non esistenza della decisione impugnata, non è possibile entrare nel merito
del ricorso data la mancanza di un oggetto impugnabile (e di una pertinente
competenza).

1 3.Se si volesse optare per la soluzione con le minori conseguenze, e partire
dalla mera impugnabilità della decisione emanata, sarebbe necessario
annullare la decisione dell’autorità inferiore. Ciò potrebbe essere motivato
unicamente dal fatto che il Centro danni è per principio incaricato di
trattare le richieste di risarcimento avanzate dalla o nei confronti della
Confederazione.

1 4.Considerate le conseguenze in materia di spese e risarcimenti, si pone
inevitabilmente la domanda se il ricorrente, patrocinato da un avvocato,
avrebbe dovuto riconoscere i vizi della decisione emanata dall’autorità
inferiore e pertanto desistere dal presentare un ricorso presso la Commissione
di ricorso DDPS. La risposta a tale domanda deve essere negativa in
considerazione dell’esplicita indicazione dei rimedi giuridici rilasciata
dall’autorità inferiore. A ciò si aggiunge che la mancata competenza del Centro
danni DDPS per l’emanazione di una decisione di diritto amministrativo non

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era facilmente riconoscibile. È pertanto parso necessario, ai fini della tutela
dei diritti del ricorrente, adire le vie legali amministrative esplicitamente
indicate dall’autorità inferiore e impugnare la decisione.

1 5.Ne consegue che non può essere attribuita al ricorrente alcuna colpa in
relazione con il ricorso presentato. Anzi, egli poteva ritenere in buona fede
che, di fronte a una decisione ai sensi dell’art. 5 PA correttamente notificatagli,
fossero possibili i rimedi giuridici ordinari di diritto amministrativo.
All’autorità inferiore deve essere contestato di aver indotto in errore il
ricorrente; ne consegue che essa deve risarcire adeguatamente a quest’ultimo
le spese inutilmente sopportate in relazione con la presente procedura di
ricorso. Il risarcimento deve essere fissato a Fr. 1500.-. All’autorità inferiore
non può essere messa a carico alcuna spesa (art. 63 cpv. 2 PA).

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Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften

Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées

Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

JAAC 70.38 - Estratto della sentenza 470.05.05 della Commissione di ricorso del

Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport del 11

novembre 2005; non è stato inoltrato ricorso di diritto amministrativo al Trib...

In Verwaltungspraxis der Bundesbehörden
Dans Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération
In Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione

Jahr 2006
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Band 70
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	Estratto della sentenza 470.05.05 della Commissione di ricorso del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport del 11 novembre 2005; non è stato inoltrato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale. La sentenza è cresciuta in giudicato.