# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9309464f-3f8f-5e92-9cc6-659d2097916f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-06-05
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 05.06.2015 12.2015.9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2015-9_2015-06-05.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2015.9

  	
  Lugano

  5 giugno 2015/rn

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La presidente della seconda Camera civile del
  Tribunale d'appello

  
	
  quale
  giudice unica (art. 48b lett. b n. 3 LOG)

  
	
   

  
						

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. OA.2010.761
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 - promossa con petizione 21
ottobre 2010 da

 

	
   

  	
  IS
  1 

  rappr. dall’avv. RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO
  1 

  rappr. dall’avv. RA 2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

con cui l’attore ha chiesto
il disconoscimento dei debiti di fr. 120'783.- e di fr. 564'349.-, entrambi
oltre interessi, di cui al PE n. __________ dell’UE di Lugano, domanda
avversata dal convenuto che ha postulato la reiezione della petizione e in via
riconvenzionale ha chiesto la condanna della controparte al pagamento di €
500'000.- oltre interessi, e sulle quali il Pretore si è pronunciato, con sentenza
17 novembre 2014, con cui ha respinto la petizione ed accolto la domanda
riconvenzionale;

 

appellante l'attore con
atto di appello 24 dicembre 2014, con cui chiede la riforma del querelato
giudizio nel senso di accogliere la petizione e di respingere la domanda
riconvenzionale, e in via subordinata di sospendere la procedura d’appello fino
all’emanazione della sentenza penale definitiva da parte della Corte di appello
di __________, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

 

ed ora sull’istanza di
gratuito patrocinio presentata dall’appellante il 21 gennaio 2015 ed alla quale
l’appellato si è opposto; 

 

letti ed
esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

 

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

                             1.  Con sentenza 17
novembre 2014 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1, ha respinto la petizione 21 ottobre 2010 dell’attore IS 1, volta ad ottenere il disconoscimento
dei debiti di fr. 120'783.- e di fr. 564'349.-, entrambi oltre interessi, di
cui al PE n. __________ dell’UE di Lugano, ed ha accolto la domanda
riconvenzionale 23 novembre 2010 del convenuto CO 1, finalizzata ad ottenere la
condanna della controparte al pagamento di € 500'000.- oltre interessi.

                                  Egli ha in sostanza ritenuto che
il contratto (doc. N) con cui CO 1 aveva venduto a __________ __________ il 70%
delle azioni della società C__________ __________ per € 1'450'000.-, e per il
quale IS 1 si era portato personalmente garante in ragione di € 973'000.-
consegnando vari assegni (un primo di € 100'000.- poi sostituito da uno di €
20'000.- e da uno di € 80'000.-, un secondo di € 123'000.- e altri tre di €
250'000.- ciascuno, cfr. doc. G), non poteva, al pari dell’obbligo di garanzia,
essere annullato per dolo o errore, per cui il convenuto e attore
riconvenzionale poteva pretendere il pagamento del saldo delle somme garantite (€
453'000.- per l’azione principale e € 500'000.- per la domanda riconvenzionale).
 

                                  

 

                             2.  Contro tale sentenza l’attore
è insorto con appello 24 dicembre 2014 (inc. n. 12.2014.226), con cui ha chiesto
la riforma del giudizio pretorile nel senso di accogliere la petizione e di
respingere la domanda riconvenzionale, e in via subordinata di sospendere la
procedura fino all’emanazione della sentenza penale definitiva da parte della
Corte di appello di __________. 

                                  Il 21 gennaio 2015 egli ha altresì
chiesto di essere ammesso al beneficio del gratuito patrocinio per la procedura
di secondo grado (inc. n 12.2015.9), istanza che ha poi provveduto a
completare, dando seguito a due esplicite richieste della scrivente giudice
datate 23 gennaio e 27 febbraio 2015, con scritti 16 febbraio e 13 marzo 2015. Il
convenuto, richiesto di esprimersi sulla domanda di gratuito patrocinio, vi si
è opposto con osservazioni 2 aprile 2015, a cui hanno fatto seguito una replica spontanea 13 aprile 2015 dell’attore e una duplica spontanea 21 aprile 2015
del convenuto.  

 

 

                             3.  Ai sensi dell’art. 117 CPC
ha diritto al gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi necessari
(lett. a) e la cui domanda non appaia priva di probabilità di successo (lett.
b). 

                                  Le due condizioni sono cumulative
e devono essere valutate sulla base della situazione esistente all’inizio della
procedura. L’istanza di gratuito patrocinio può essere riproposta in sede di
ricorso (art. 119 cpv. 5 CPC). Il giudice statuisce sul tema in procedura
sommaria (art. 119 cpv. 3 CPC). 

 

 

                             4.  È indigente colui che non è
in misura di sopportare le spese della procedura senza intaccare il minimo vitale
proprio e della propria famiglia. Un’eventuale eccedenza conduce a negare l’indigenza
se essa permette alla parte istante di pagare le spese processuali entro un
anno nel caso di processi relativamente poco esigenti, in procedimenti più
complessi entro due anni. All’istante incombe l’onere di indicare e dimostrare
in modo completo - per quanto possibile - la propria situazione economica, in
particolare l’entità delle proprie entrate, della propria sostanza e delle
proprie spese (art. 119 cpv. 2 CPC; DTF 135 I 221 consid. 5.1 con rinvii; TF 18
ottobre 2011 5A_617/2011 consid. 2.2 con rinvii, 7 febbraio 2012 5A_810/2011
consid. 2.2 e 2.3, 5 ottobre 2011 4A_459/2011 consid. 1.2 - 1.5). 

                                

 

                             5.  In seconda istanza il gratuito
patrocinio chiesto dall’appellante deve coprire l'onorario del suo
patrocinatore per la sola procedura di appello e le spese processuali di quel
giudizio. Tenuto conto del valore litigioso di fr. 685'132.- dell’azione
principale e di € 500'000.- della domanda riconvenzionale, le spese processuali
del giudizio d’appello possono essere stimate, alla luce dei criteri posti
dagli art. 7 e 13 LTG, in fr. 25'000.-. 

                                  Più arduo risulta invece definire
il probabile ammontare delle spese di patrocinio, in assenza di indicazioni al
riguardo nell'istanza di gratuito patrocinio e di una nota delle spese giusta
l'art. 105 cpv. 2 seconda frase CPC. In tali circostanze l’autorità giudicante
deve pertanto procedere per apprezzamento (TF 9 gennaio 2012 2C_421/2011
consid. 9.3). Per un valore litigioso di circa fr. 1'200’000.-, il presumibile
ammontare dell'onorario di appello sulla base del Regolamento sulle ripetibili
(art. 11 segg.) può così essere stimato in circa fr. 20’000.- (IVA compresa). 

                                  Si tratta quindi di stabilire se l’appellante
disponga di mezzi sufficienti (reddito e sostanza) per far fronte alle proprie
spese giudiziarie e di patrocinio di complessivi fr. 45’000.- circa. È così.

                                  Per quel che concerne il reddito,
dal certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria, poi integrato
dall’altra documentazione prodotta, si evince che l’attore ha avuto nell’ultimo
anno un salario di fr. 18'000.- (doc. B e D/GP, pari al minimo fisso concordato),
mentre sua moglie ha percepito salari per circa fr. 50'000.- (doc. A, B e I/GP).
Atteso che il datore di lavoro dell’attore (__________, succursale di __________)
aveva sublocato a quest’ultimo per una pigione di fr. 18'000.- (doc. A e H/GP) un
appartamento di lusso per il quale essa pagava complessivi fr. 41'160.- (cfr.
allegato 1 allo scritto 13 marzo 2015), si deve tuttavia ritenere che la sua
remunerazione annuale andava di fatto aumentata di altri fr. 23'180.-, così che
le entrate della famiglia vanno quantificate in fr. 91'180.-. Quanto agli
oneri, la famiglia dell’attore - con pure un figlio di meno di 10 anni - ha spese
fisse per fr. 22'646.80 (canone di locazione fr. 18’000.-, premi di
cassa-malati fr. 4'396.80 [doc. A e G/GP], imposte circa fr. 250.- [doc. B/GP])
e il suo minimo di esistenza LEF aumentato del 25% in base alla giurisprudenza (DTF
124 I 1 consid. 2a) ammonta a fr. 31'500.- (fr. 2’100.- x 12 x 125 x 100), per
complessivi fr. 54'146.80. L’eccedenza così risultante, di fr. 37'033.20,
consentirebbe dunque di far fronte alle spese giudiziarie e di patrocinio
presumibili in poco più di 14 mesi, ciò che, tenuto conto della complessità
della causa, appare ancora ragionevolmente pretendibile. Oltretutto nel caso di
specie l’attore, che risulta essere amministratore unico di almeno altre due
società svizzere (__________e __________, cfr. doc. 5 e 8/GP), non ha indicato
quale remunerazione riceveva dalle stesse, rispettivamente, nel caso in cui non
ne avesse ricevuta, le ragioni di tale particolarità segnatamente l’esistenza
di un suo interesse personale in quelle persone giuridiche, tanto più che il
teste __________ (doc. 6/GP) ha riferito che la prima era stata costituta fiduciariamente
proprio per suo conto; nell’email 13 marzo 2015 al suo legale (allegato 4 allo
scritto 13 marzo 2015) egli ha poi indicato di aver attinto alle “sue finanze
personali” - ammettendo con ciò un suo coinvolgimento personale - per salvare o
vendere o ancora liquidare in bonis tutta una serie di aziende perlopiù
italiane di cui era stato presidente o membro del consiglio d’amministrazione (__________e
__________ quelle asseritamente salvate o vendute, __________ quella asseritamente
liquidata, __________ e __________ quelle asseritamente fallite [in realtà
liquidate, cfr. doc. 4/GP]), senza però aver spiegato e soprattutto documentato
di quali risorse si trattasse e come si fossero evolute nel tempo,
rispettivamente quale fosse stato il risultato dei salvataggi, delle vendite e
delle liquidazioni; egli nemmeno ha spiegato e documentato il suo ruolo in
altre società (__________, __________) a lui riconducibili (appello p. 4); ed ha
infine omesso di segnalare di essere comproprietario di alcuni immobili a __________
e __________ (doc. 3/GP). L’opacità della situazione reddituale e patrimoniale
così risultante e la mancanza di collaborazione da parte dell’attore (che si è
limitato a produrre spiegazioni e documentazione “a spizzico”, ma senza la
completezza richiesta con ordinanza 27 febbraio 2015) nel volerla chiarire
induce a ritenere che egli, a prescindere da quanto si è già potuto accertare sopra,
non ha in ogni caso reso verosimile di essere sprovvisto dei mezzi necessari ai
sensi dell’art. 117 lett. a CPC. 

 

 

 

                             6.  In ogni caso, per potersi
accogliere la domanda di gratuito patrocinio, doveva essere adempiuta anche una
seconda condizione, ossia la causa non doveva apparire priva di probabilità di
successo. La giurisprudenza definisce come prive di probabilità di successo le
conclusioni le cui prospettive di successo sono notevolmente inferiori ai
rischi di sconfitta e possono per questo motivo essere considerate serie. Per
contro, una conclusione non è priva di possibilità di successo quando le
possibilità di vittoria e di sconfitta sono più o meno equivalenti, oppure se
le prime sono solo lievemente inferiori alle seconde. Determinante è in
definitiva sapere se una parte che dispone di mezzi finanziari sufficienti si
determinerebbe ad intraprendere il processo in base alle spese che si
esporrebbe a supportare (DTF 138 III 217 consid. 2.2.4, 133 III 614 consid. 5; TF
14 febbraio 2012 5A_565/2011 consid. 3.2). 

                                  Sapere se sussistono sufficienti
probabilità di successo deve essere valutato in base ad un esame sommario
fondato sulle circostanze esistenti al momento dell’introduzione dell’istanza
di gratuito patrocinio (TF 14 febbraio 2012 5A_565/2011 consid. 3.2,
31 luglio 2009 5A_417/2009 consid. 2.2). In sede di ricorso l’esame
consiste in un pronostico quanto all’esito del gravame (II CCA 9 aprile 2014 inc.
n. 12.2014.23).

                                  

 

                             7.  Nella
fattispecie il Pretore ha accertato che al momento della sottoscrizione del
contratto di compravendita del 70% delle azioni di C__________ __________, di
cui il convenuto si era portato garante, questi era al corrente non solo
dell’attività svolta dalla società, ma anche del fatto che quella società
necessitava d’importanti finanziamenti del socio per poter proseguire. Egli ha
quindi rilevato che dopo l’acquisto il convenuto, oltre a non aver immesso i
necessari finanziamenti, neppure aveva gestito in modo corretto la società
personalmente e/o tramite i suoi ausiliari, causandone il fallimento. Ed ha
infine ritenuto che l’attore non aveva provato l’esistenza di un eventuale
vizio di volontà - oltretutto verosimilmente perento - (non potendosi fare affidamento
alle testimonianze di E__________ __________ e A__________ __________), tanto
più che un procedimento penale promosso in __________ contro il convenuto non
aveva sinora portato alla sua condanna.  

                                  In questa sede l’attore
nega innanzitutto di aver ammesso nel doc. M di essere stato consapevole della
situazione economica e patrimoniale della società venduta e soprattutto rimprovera
al Pretore di non essersi espresso sul contratto di garanzia, di aver ritenuto
perento il suo diritto - di cui aveva concretamente fatto uso - di impugnarlo
per vizio di volontà e di aver ritenuto infondata quella sua impugnativa, che
aveva invece trovato conferma proprio nei testi E__________ __________ e A__________
__________. 

                                  Da un esame
sommario dell’incarto le possibilità di un accoglimento dell’appello dall’attore
sembrano in realtà essere scarse, essendo in larga parte dubbio che la motivazione
ricorsuale sia conforme ai dettami dell’art. 311 cpv. 1 CPC, norma che impone
all’appellante di spiegare non solo perché le sue argomentazioni e la sua versione
dei fatti siano fondate ma soprattutto perché sarebbero erronee o censurabili
le motivazioni e egli accertamenti del Pretore (TF 26 aprile 2012 5A_651/2011
del consid. 4.3.1, 11 dicembre 2013 4D_56/2013 consid. 3) ed in particolare di
confrontarsi criticamente con la decisione impugnata spiegando per quali
ragioni di fatto e di diritto la stessa sarebbe errata e con ciò da riformare
(TF 7 dicembre 2011 4A_659/2011 consid. 4; II CCA 23 febbraio 2012 inc. n.
12.2012.13, 24 febbraio 2012 inc. n. 12.2011.177, 17 ottobre 2012 inc. n.
12.2012.123, 18 aprile 2013 inc. 12.2011.119; Reetz/Theiler,
in: Sutter-Somm / Hasenböhler / Leuenberger, ZPO Kommentar, 2ª ed., n. 36 ad
art. 311; ZPO-Rechtsmittel-Kunz,
n. 92 ad art. 311): in effetti l’assunto pretorile secondo cui il
convenuto era al corrente dell’attività svolta dalla società e del fatto che
quella società necessitava d’importanti finanziamenti del socio non era fondato
solo sulla sua ammissione, qui contestata, di essere stato consapevole della
situazione economica e patrimoniale della società venduta; il fatto di aver
fatto astrazione dalle testimonianze di E__________ __________ e A__________ __________
sul tema dell’esistenza del vizio di volontà non era poi fondato solo sui
motivi ora rimessi in discussione dall’attore; e neppure è stato contestato che
sino ad oggi il convenuto non era ancora stato condannato penalmente in __________
per questi fatti. Ed anche laddove le esigenze di motivazione paiono
adempiute, le censure sembrano comunque essere infondate: a prescindere dalla
tematica sulla perenzione del diritto - verosimilmente esercitato
dall’attore - di impugnare per vizio di volontà il suo obbligo contrattuale di
garanzia (che parrebbe fondata), non è in effetti vero che il Pretore, violando
il suo diritto di essere sentito, non si sia espresso sul contratto di garanzia
ed abbia con ciò reso una sentenza priva di motivazione.

 

 

                             8.  In conclusione, anche la
prognosi sull’esito presumibile dell’appello conduce a un risultato nettamente
sfavorevole all’appellante. Non è pertanto adempiuta nemmeno la seconda
condizione cumulativa per l’ottenimento del gratuito patrocinio, posta
dall’art. 117 lett. b CPC. 

 

 

                             9.  L’istanza - che nella
migliore, per l’attore, delle ipotesi avrebbe potuto estendersi alle sole spese
processuali d’appello e non anche all'onorario del suo patrocinatore, dato che
al momento dell’inoltro dell’istanza l’appello era già stato inoltrato da quasi
un mese (l’art. 119 cpv. 4 CPC escludendo in effetti, salvo in casi eccezionali
che qui non sono stati evocati né tanto meno ricorrono, che il gratuito
patrocinio possa essere concesso con effetto retroattivo) - deve dunque essere
respinta e all’appellante sarà assegnato, con decisione separata, un nuovo
termine per versare alla cassa del Tribunale d’appello l’anticipo delle spese
di fr. 25'000.-, a passaggio in giudicato della presente decisione incidentale.
La fattispecie non presenta particolarità né pone problemi di principio, sicché
la Camera può decidere la domanda nella composizione di un giudice unico (art.
48b lett. b n. 3 LOG).

 

 

                           10.  Nella procedura di gratuito
patrocinio non vengono di regola prelevate spese processuali (art. 119 cpv. 6
CPC) né attribuite ripetibili anche se la controparte, invitata ad esprimersi, ha
presentato osservazioni (DTF 139 III 334 consid. 4.2). 

                                  Quanto ai rimedi
giuridici esperibili contro questa decisione sul piano federale (art. 112 cpv.
1 lett. d LTF), l'impugnabilità di un giudizio incidentale, come quello emesso
in tema di gratuito patrocinio, segue la via dell'azione principale (TF
14 febbraio 2012 5A_565/2011 consid. 1.1). Il valore litigioso ai
fini di un eventuale ricorso è ampiamente superiore a fr. 30'000.-.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

 

 

 

decide:                    

 

                             1.  L'istanza di ammissione al
gratuito patrocinio 21 gennaio 2015 di IS 1 è respinta.   

 

                             2.  Non si prelevano spese
giudiziarie. Non si attribuiscono ripetibili.

 

                             3.  Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                               

                   

giudice
Epiney-Colombo

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1
e 100 cpv. 1 LTF).