# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c0c7e0f5-e3ef-52b4-aa81-99e9fb8d4215
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-05-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.05.2010 30.2009.36
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2009-36_2010-05-19.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2009.36

   

  cs

  	
  Lugano

  19 maggio
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 ottobre 2009
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 15
  settembre 2009 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1  
  

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI
1, nata nel __________, è affiliata come persona senza attività lucrativa
presso la Cassa CO 1 dal 1° gennaio 2005 (doc. 8).

 

                                         Con
decisione provvisoria del 26 maggio 2008, confermata dalla decisione su
opposizione del 15 settembre 2009, l’amministrazione ha fissato
provvisoriamente i contributi dovuti dall’assicurata nel 2005, sulla base di
una sostanza determinante di fr. 4'189'206 (fr. 8'378'412 : 2 conformemente
all’art. 28 cpv. 4 OAVS).

                                  B.   Contro
la predetta decisione su opposizione RI 1, rappresentata dall’avv. RA 1, ha
interposto ricorso al TCA rilevando in sostanza che l’amministrazione non deve
prendere in considerazione gli elementi fiscali di __________, dal quale ha
divorziato il __________. Infatti, già a partire dal 1998, l’ex marito ha
lasciato unilateralmente il tetto coniugale per cui non si giustifica il cumulo
della sostanza dei due ex coniugi. Ciò vale a maggior ragione se si considera
che il 4 maggio 2004 è stata presentata un’istanza di protezione dell’unione
coniugale ex art. 171 seguenti CC, che, con effetto dal medesimo giorno, il
Giudice del divorzio ha ordinato la separazione dei beni, che nel gennaio 2005
le parti hanno sottoposto al Giudice una convenzione parziale avente per oggetto
il consenso sul divorzio e che il 30 aprile 2007 le parti hanno sottoposto al
Giudice, per omologazione, una convenzione completa da cui emerge che rispetto
al regime patrimoniale tra coniugi agli stessi non rimaneva che stabilire
l’esatto importo della liquidazione.

                                         A
questo proposito la ricorrente richiama l’incarto no. __________ e gli altri incarti
connessi del “__________”.

                                         L’insorgente
rammenta inoltre di non aver più contatti con l’ex-marito dal 1998 e di essere
stata tassata in via definitiva per il 2005.

                                         Alla
luce di quanto sopra descritto la ricorrente rileva l’iniquità e l’infondatezza
della decisione impugnata e contesta che vi sia una base legale per procedere
come ha fatto la cassa. In particolare l’art. 23 OAVS fa riferimento alla
tassazione dell’imposta federale diretta passata in giudicato e non a quella
cantonale. Inoltre l’art. 28 cpv. 4 OAVS cita la sostanza dei coniugi che
tuttavia, con la separazione dei beni, nel preciso caso di specie, non esiste
più.

                                         Neppure
le direttive citate dalla Cassa possono costituire una valida base legale per
fissare i contributi della ricorrente anche sulla base della sostanza
dell’ex-marito.

                                         Infine
l’assicurata ritiene che non sia equo dover pagare oltre fr. 10'000, solo
perché l’ex marito ha pagato poco meno del contributo minimo AVS non permettendole
di essere esonerata dal pagamento in applicazione dell’art. 3 cpv. 3 LAVS (doc.
I).

 

                                  C.   Con
risposta del 23 ottobre 2009 la Cassa propone la reiezione del ricorso con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. V).

 

                                  D.   Il
26 ottobre 2009 l’insorgente ha chiesto la trasmissione degli allegati alla
risposta del 23 ottobre 2009 della Cassa, nonché la concessione di una proroga
per produrre ulteriori prove (doc. VII). Il 28 ottobre 2009 il TCA ha assegnato
alla ricorrente un nuovo termine per presentare eventuali prove e l’ha
informata circa il contenuto della documentazione allegata dalla Cassa (doc.
VIII). Con scritto del 10 novembre 2009 l’insorgente ha affermato di non aver
osservazioni sui documenti descritti (doc. IX).

 

                                  E.   Il
10 febbraio 2010 il TCA ha richiamato la tassazione 2005 di __________ dalle
autorità fiscali del Canton __________ (doc. X). La tassazione è pervenuta al
TCA il 29 marzo 2010 (doc. XIV).

 

                                  F.   Con
scritto del 2 aprile 2010 il TCA ha posto alcune domande alla Cassa (doc. XV),
la quale ha risposto il 13 aprile 2010 (doc. XVI).

 

                                  G.   Il
16 aprile 2010 questo Tribunale ha trasmesso all’insorgente le domande poste
all’amministrazione il 2 aprile 2010, le risposte del 13 aprile 2010 e le ha
segnalato la sentenza del 17 luglio 2009 pubblicata in DTF 135 V 361,
assegnandole un termine per presentare osservazioni scritte in merito (doc.
XVII).

 

                                  H.   Dopo
aver chiesto una proroga di 10 giorni (doc. XVIII), concessa (doc. XIX), rinnovata
un’ultima volta il 7 maggio 2010 (doc. XXI), il 12 maggio 2010 l’insorgente ha prodotto
alcune osservazioni (doc. XXIV). L’interessata ha inoltre rilevato di aver
contattato l’ex coniuge con il quale sembrerebbe essere stato raggiunto un
accordo verbale circa un possibile pagamento del contestato contributo. Dopo
aver rammentato di trovarsi in una situazione economica e finanziaria non
agiata ed aver evidenziato il desiderio di vedersi concretizzare le promesse
fatte dall’ex coniuge, la ricorrente ha chiesto di sospendere la procedura o di
prorogare il termine fino al 30 giugno 2010 poiché solo dopo aver verificato il
comportamento dell’ex marito la medesima sarà in grado di decidere se
abbandonare o meno l’iniziativa giudiziaria pendente presso il TCA (doc. XXIV).

 

                                    I.   Con
scritto del 12 maggio 2010, anticipato per fax, il Tribunale ha comunicato
all’insorgente la reiezione della sua richiesta, informandola che, in assenza
di informazioni entro il 17 maggio 2010 circa un eventuale ritiro del ricorso,
il TCA avrebbe emesso la sua sentenza (doc. XXV).

 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione
giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).

 

                                         Nel
merito

 

                                   2.   Giusta
l'art. 10 cpv. 1 LAVS, le persone che non esercitano un'attività lucrativa pagano, secondo le loro condizioni sociali, un
contributo da Fr. 324.- (nel 2005 e 2006: Fr. 353.-) a Fr. 8'400.-. Gli assicurati che esercitano un'attività lucrativa e che, durante un anno
civile, pagano, incluso il contributo di un eventuale datore di lavoro,
contributi inferiori a Fr. 324.- (Fr. 353.-), sono considerati non esercitanti
un'attività lucrativa.

                                         Per
l'art. 10 cpv. 2 LAVS, gli
assicurati che non esercitano un'attività lucrativa, se mantenuti o assistiti da enti pubblici o da
terzi, pagano il contributo minimo.

Il contributo AVS è
dunque pagato "secondo le condizioni sociali" dell'assicurato.
Questi assicurati sono quindi tenuti a pagare i contributi sia sulla sostanza,
sia sul reddito annuo conseguito sotto forma di rendite moltiplicato per 20,
ciò che corrisponde ad un tasso di interesse del 5% (art. 28 cpv. 1 e 2 OAVS;
RCC 1990 pag. 455 consid. 2a; RCC 1986 pag. 350).

 

Nella sua
giurisprudenza, il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha costantemente interpretato
la nozione di "reddito conseguito in forma di rendite" in
senso lato. In effetti se ciò non dovesse essere il caso, prestazioni di
importi considerevoli e versate in modo irregolare verrebbero sottratte alla
riscossione dei contributi con il pretesto che non si tratterebbe né di una
rendita in senso stretto, né di un reddito determinante.

 

L'Alta Corte ha
stabilito che se le prestazioni in questione, indipendentemente dal fatto che
presentino o no le caratteri-stiche delle rendite, contribuiscono al
mantenimento dell'assicu-rato, occorre qualificare queste ultime come delle
rendite. Infatti, si tratta di elementi del reddito che esercitano un'influenza
sulle condizioni sociali di una persona senza attività lucrativa (Pratique VSI
1994, pag. 207 e 176; RCC 1991 pag. 433 consid. 3a, con riferimenti di dottrina
e di giurisprudenza).

 

                                   3.   La
giurisprudenza dell’allora TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) considera come reddito
conseguito sotto forma di rendite: le rendite d’invalidità
dell’assicurazione militare (RCC 1949 pag. 473), le indennità giornaliere
dell’assicurazione malattia (RCC 1980 pag. 211), le rendite del secondo
pilastro e l’anticipo AVS che l’istituto di previdenza accorda ad un assicurato
prima dell’età che dà diritto alla rendita AVS (RCC 1988 pag. 184), le rendite
d’invalidità e le indennità giornaliere dell’assicurazione infortuni
obbligatoria (RCC 1982 pag. 82), le rendite per perdita di guadagno versate
dalle assicurazioni-vita private e le rendite versate da istituti stranieri
d’assicurazione a delle vittime di guerra (RCC 1985 pag. 158), le rendite di
invalidità versate da assicurazioni sociali estere (RCC 1991 pag. 433), le
rendite da contratti vitalizi (Pratique VSI 1994 pag. 207), i redditi del
coniuge conseguiti all'estero (Pratique VSI 1999 pag. 204).

Al contrario, non
rientrano nel concetto di rendite ai sensi di questo disposto, le rendite
dell’AVS e dell’AI (comprese le PC), come pure le indennità giornaliere AI (RCC
1991 pag. 431 consid. 3a, RCC 1990 pag. 456 consid. 2b, RCC 1982 pag. 82).

Va poi ricordato che non sono
considerati reddito determinante conseguito sotto forma di rendite nemmeno le
rendite e le pensioni per i figli, a condizione che i figli vi abbiano un
diritto proprio (ad esempio le rendite per orfani ai sensi della LAINF) e il provento
della sostanza se l'importo di quest'ultima è noto o può essere stabilito dalla
cassa di compensazione (RCC 1990 pag. 454; Pratique VSI 1994 pag. 207).

 

                                         Per
sostanza ai fini dell’art. 28 OAVS si deve intendere l’insieme dei beni mobili
o immobili di proprietà dell’assicurato, situati sia in Svizzera che all’estero
(RCC 1952, pag. 94; Käser, Assurance-Vieillesse et Survivants II, FJS no. 468,
pag. 15). Fanno pure parte della sostanza determinante del marito i beni della
moglie qualunque sia il regime matrimoniale dei coniugi (Pratique VSI 1994 pag.
174; RCC 1991 pag. 437 consid. 4 b, DTF 105 V 241), i beni di cui l’assicurato
ha l’usufrutto ed i beni dei figli minorenni (DTF 101 V 178 = RCC 1976 pag.
153).

                                         Ciò
nondimeno, computabile è unicamente la sostanza al netto, vale a dire che dal
valore lordo devono essere detratti, fra l’altro, i relativi debiti (Käser,
Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, Berna 1996, pag. 228,
N. 10.28; Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi
fédérale sur l’assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 347 n. 24 ad
art. 10 LAVS).

 

                                   4.   I
contributi sono fissati per ciascun anno di contribuzione. Per anno di contribuzione
si intende l’anno civile (art. 29 cpv. 1 OAVS).

                                                      I
contributi sono calcolati sul reddito conseguito effettivamente in forma di
rendita durante l’anno di contribuzione e sulla sostanza al 31 dicembre (art.
29 cpv. 2 OAVS nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2008 ed
applicabile in concreto). 

                                                      Le
autorità fiscali cantonali stabiliscono la sostanza determinante per il calcolo
dei contributi in base alla corrispondente tassazione cantonale passata in
giudicato. Tengono conto dei valori di riparto intercantonali (art. 29 cpv. 3
OAVS).

                                                      La
determinazione del reddito conseguito in forma di rendita incombe alle casse di
compensazione, che si avvalgono della collaborazione delle autorità fiscali
cantonali (art. 29 cpv. 4 OAVS).

                                                      L’importo
delle spese stimato per il calcolo dell’imposta secondo il dispendio giusta
l’articolo 14 LIFD deve essere equiparato al reddito conseguito in forma di
rendita. La corrispondente tassazione relativa a quest’imposta è vincolante per
le casse di compensazione (art. 29 cpv. 5 OAVS).

                                         Per
l’art. 29 cpv. 6 OAVS nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2008, per il
resto, gli articoli 22–27 sono applicabili per analogia alla fissazione e alla determinazione dei contributi (dal 1° gennaio 2009 = art. 29 cpv. 7
OAVS). 

 

                                         Il
tenore dell’art. 29 cpv. 6 OAVS in vigore dal 1° gennaio 2009, prevede che se
l’obbligo di contribuzione non dura tutto l’anno, i contributi sono riscossi
proporzionalmente alla sua durata. Per il calcolo dei contributi sono
determinanti il reddito conseguito in forma di rendita convertito in reddito
annuo e la sostanza stabilita dalle autorità fiscali per l’anno civile in
questione. Su richiesta dell’assicurato è tuttavia considerata la sostanza alla
fine dell’obbligo contributivo, qualora questa si scosti considerevolmente da
quella stabilita dalle autorità fiscali.

 

                                         Per
l’art. 28 cpv. 4 OAVS se una persona coniugata deve pagare contributi
come persona senza attività lucrativa, i suoi contributi sono determinati in
base alla metà della sostanza e del reddito conseguito in forma di rendita dei
coniugi. Questa disposizione si applica anche a tutto l’anno civile in cui è
stato concluso il matrimonio. Per tutto l’anno civile durante il quale è stato
pronunciato il divorzio, i contributi sono determinati secondo il capoverso 1.
Quest’ultimo si applica pure al periodo successivo al decesso del coniuge.

 

                                         A
norma dell’art. 28 cpv. 4bis OAVS alle condizioni dell’articolo 3 capoverso 3
LAVS, i contributi delle persone senza attività lucrativa sono considerati
pagati per tutto l’anno in cui il matrimonio è stato concluso oppure sciolto.

 

                                         Quindi,
i contributi della singola persona sposata senza attività lucrativa sono
determinati sull’insieme dei redditi da pensione e sostanza dei coniugi, il
tutto diviso per metà, qualunque sia il loro regime e anche qualora i coniugi
siano stati tassati in modo separato (P. Y. Greber, J. L. Duc, G. Scartazzini,
Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l’assurance-vieillesse
et survivants (LAVS), ad art. 10 LAVS, pag. 347 N. 25).

 

                                         Il
Tribunale federale, a questo proposito, ha stabilito che l'art. 28 cpv. 4 OAVS
è conforme alla legge e alla Costituzione (DTF 125 V 221 = Pratique VSI 1999
pag. 118, Pratique VSI 1999 pag. 204).

 

                                   5.   Va
poi rilevato che per giurisprudenza costante del TFA (dal 1° gennaio 2007: TF)
ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà: le casse di
compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità di tassazione e
il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la decisione
fiscale unicamente dal profilo della legalità. L'autorità giudicante non può
scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa
contenga errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili,
oppure quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma
decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una
tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta alle
autorità fiscali e il giudice delle assicurazioni sociali non deve intervenire
adottando particolari provvedimenti di tassazione.

                                         L'assicurato
esercitante un'attività indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti
nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle
assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321
consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371
consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V
30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a). L’allora
Tribunale federale delle assicurazioni ha comunque precisato che la
comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il giudice delle
assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli
importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, p. 242ss).

 

                                   6.   Nel
caso di specie l’insorgente ritiene ingiusto dover pagare i contributi come
persona senza attività lucrativa per un importo di oltre fr. 10'000 solo perché
l’ex-marito, nel 2005, non ha pagato il doppio del contributo minimo.

 

                                         Dagli
atti emerge che __________, nel 2005 per la sua attività indipendente, ha
pagato il contributo minimo, ossia fr. 436.20 (fr. 424.80 oltre a spese
amministrative, cfr. doc. 2).

 

                                         Per
l’art. 3 cpv. 3 lett. a LAVS, si ritiene che paghino contributi propri, qualora
il coniuge versi contributi pari almeno al doppio del contributo minimo, i
coniugi senza attività lucrativa di assicurati con un’attività lucrativa. Ciò è
dovuto alla circostanza che i redditi dei coniugi, al momento del calcolo della
rendita di vecchiaia, o in precedenza, in caso di divorzio, vengono attribuiti
per metà a ciascuno (cfr. art. 29 cpv. 3 LAVS). Se nel corso di un anno il
contributo minimo non viene pagato, vi è una lacuna contributiva che può avere
un’incidenza sull’ammontare della rendita di vecchiaia. Per evitare lacune
contributive, se il coniuge attivo professionalmente non paga almeno il doppio
del contributo, il proprio congiunto deve pagare i contributi come persona
senza attività lucrativa.

 

                                         Ne
segue che giustamente l’amministrazione ha affiliato l’insorgente come persona
senza attività lucrativa nel 2005.

 

                                   7.   I
contributi dovuti nel 2005 vanno calcolati in base al reddito conseguito sotto
forma di rendita ed alla sostanza in Svizzera ed all’estero dei coniugi nel
corso dell’anno di contribuzione. I dati sono evinti dalla tassazione fiscale
2005 (art. 28 cpv. 4 OAVS e 29 cpv. 1 e 2 OAVS).

 

                                         L’insorgente
sostiene che possa essere presa in considerazione unicamente la tassazione
dell’imposta federale diretta personale e che non debbano essere utilizzati gli
elementi fiscali dell’ex-marito, con il quale, nel 2005, si trovava già in
regime di separazione dei beni e con il quale, dal 1998, ha avuto solo contatti
sporadici.

 

                                         La
tesi dell’assicurata va respinta sulla base di una recente sentenza del
Tribunale federale pubblicata in DTF 135 V 361, dove l’Alta Corte ha trattato
un caso in parte simile (anche se non uguale) al presente.

                                         Con
pronunzia 9C_572/2008 del 17 luglio 2009 il Tribunale federale ha stabilito che
la fissazione dei contributi secondo l'art. 28 cpv. 4 OAVS è conforme
alla legge e alla Costituzione anche dopo una sentenza di separazione (art. 117
seg. CC) cresciuta in giudicato (consid. 4 e 5), affermando:

 

„2.
Streitig und zu prüfen ist die Festsetzung der
AHV/IV/EO-Beiträge der als Nichterwerbstätige unstrittig beitragspflichtigen,
seit 1993 von ihrem Ehegatten gestützt auf Art. 117 f. ZGB (aArt. 143-147 ZGB)
gerichtlich getrennten (und 2005 geschiedenen) Beschwerdeführerin für das Jahr
2003. Umstritten ist namentlich die Rechtsfrage, ob die Beitragsbemessung nach
erfolgter Ehetrennung wie bei ungetrennten Ehegatten nach Art. 28 Abs. 4 AHVV (SR 831.101; in Verbindung mit Art.
10 Abs. 3 AHVG; E. 4.1 hernach) vorzunehmen ist, oder ob diesfalls die bei
unverheirateten/geschiedenen Nichterwerbstätigen geltenden Grundsätze der Beitragsfestsetzung
(Art. 10 Abs. 1 Satz 1 AHVG; E. 4.1 hernach) zur Anwendung gelangen müssen. Die
Vorinstanz vertritt den erst-, die Beschwerdeführerin den zweitgenannten
Standpunkt.

 

(…)

 

5. 

 

5.1
Gemäss konstanter Rechtsprechung (BGE 125 V 221, 230; BGE 126 V 421; BGE 127 V 65; vgl. ferner SVR
2008 AHV Nr. 15 S. 45, H 114/05 E. 4.1 mit Hinweisen; Urteile des Eidg.
Versicherungsgerichts H 147/05 vom 10. November 2006 E. 5.1; H 163/03 vom 23.
Juli 2003 E. 3.2; H 130/01 vom 24. Februar 2003 E. 3.3; H 233/01 vom 4. Februar
2002 E. 2c) ist die in Art. 28 Abs. 4 Satz 1 AHVV für verheiratete
Nichterwerbstätige vorgesehene Beitragsbemessung gesetzes- und
verfassungskonform, dies ungeachtet des Güterstandes der Eheleute, mithin auch
bei Gütertrennung (BGE 103 V 49 [Original frz.; dt. Übersetzung in: Pra
67/1978 Nr. 42 S. 83]; BGE 98 V 92). Das Bundesgericht (ehemals: Eidg.
Versicherungsgericht) hat die Verfassungs- und Gesetzeskonformität der
Verordnungsbestimmung namentlich unter dem Blickwinkel der beitragsrechtlichen
Ungleichbehandlung von Ehe- und Konkubinatspaaren bejaht (BGE 125 V 221). Zur
hier umstrittenen Frage, ob die Anwendung des Art. 28
Abs. 4 AHVV (auch) im Falle einer gerichtlichen Ehetrennung vor Gesetz
und Verfassung standhält, hat sich das Gericht zwar bisher nicht
ausdrücklich geäussert. Es hat aber wiederholt festgestellt, dass sich die
Beiträge auf Grund der Hälfte des ehelichen Vermögens und Renteneinkommens
bemessen (Art. 28 Abs. 4 AHVV), solange
die Ehegatten verheiratet sind (BGE 126 V 421) respektive bis zum Ablauf
des Monats, in welchem das Scheidungsurteil in Rechtskraft erwächst (BGE 127 V
65). Des Weitern entschied das Eidg. Versicherungsgericht im Urteil H
147/05 vom 10. November 2006, dass die Festsetzung der Beiträge für eine
Zeitspanne während der Dauer der Ehe erst nach der Scheidung nichts an der
persönlichen Beitrags(zahlungs)pflicht des früheren nichterwerbstätigen
Ehegatten und an der Bemessung der Beiträge nach Art. 28
Abs. 4 AHVV ändert; dass für die Bemessung der Beiträge u.a. auch auf
das Vermögen des Ehegatten während der Dauer der Ehe abgestellt wird, begründet
gemäss erwähntem Urteil keine Diskriminierung der Geschiedenen wegen ihrer
sozialen Stellung resp. der Lebensform nach Art. 8 Abs. 2 BV. Im Gegenteil wird
damit eine mit dem Gleichbehandlungsgebot nach Art. 8 Abs. 1 BV nicht
vereinbare Benachteiligung "der bei der Festsetzung der
Nichterwerbstätigenbeiträge (noch) Verheirateten" verhindert (Urteil H
147/05 vom 10. November 2006 E. 5.2). In keinem der zitierten Fälle ist die
Gesetzes- und Verfassungskonformität der Beitragsbemessung nach Art. 28 Abs. 4 AHVV während der gesamten Dauer der Ehe
unter den Vorbehalt gestellt worden, dass die Beitragspflichtigen in
ungetrennter Ehe leben.

 

5.2
Die in der bisherigen bundesgerichtlichen
Rechtsprechung implizit und vorinstanzlich ausdrücklich vertretene Auffassung,
wonach Art. 28 Abs. 4 Satz 1 AHVV auf sämtliche - auch getrennte - Ehegatten
während der gesamten Ehedauer anwendbar ist, entspricht dem Wortlaut der
Bestimmung: Diese nennt bloss die "verheiratete Person" (frz.:
"personne mariée"; ital.: "persona coniugata"); sie knüpft
somit an den zivilrechtlichen Personenstand des Verheiratetseins an, ohne
zwischen ungetrennten und getrennten Ehegatten zu unterscheiden. Auch in den
Sätzen 2-4 des Art. 28 Abs. 4 AHVV, welche die
Beitragsbemessung im "Kalenderjahr der Heirat", im "Kalenderjahr
der Scheidung" und "für die Zeit nach der Verwitwung" regeln,
wird die Ehetrennung (wie auch das Getrenntleben nach Art. 175 f. ZGB) nicht
eigens erwähnt. Der alleinige Verweis in Art. 28 Abs.
4 AHVV auf die "verheiratete Person" mit Verzicht auf eine
ausdrücklich abweichende Behandlung gerichtlich getrennter Ehegatten fällt
dabei - was die Beschwerdeführerin zu Recht nicht bestreitet - nicht offensichtlich
aus dem Rahmen der einen weiten Ermessensspielraum
einräumenden Delegationsnorm des Art. 10 Abs. 3 AHVG (vgl. BGE 133 V 569 E. 5.1
S. 570 f. mit Hinweisen); namentlich findet sich weder in Art. 10 AHVG noch in
der übrigen gesetzlichen Beitragsordnung eine explizite Verpflichtungs-
oder Ermächtigungsnorm für eine beitragsrechtlich differenzierte Behandlung
getrennter und ungetrennter Ehegatten; im Gegenteil erwähnt das Gesetz
bezüglich der AHV/IV/EO-Beitragspflicht und -bemessung (Art. 3 ff. AHVG) den Zivilstand
"(Ehe-) Trennung" nicht, sondern es spricht generell von
"Ehegatten" ungeachtet dessen, ob sie einen gemeinsamen Haushalt
führen oder nicht.

 

5.3
Zu prüfen ist weiter, ob die sich im Rahmen der
Delegationsnorm des Art. 10 Abs. 3 AHVG haltende beitragsrechtliche
Gleichbehandlung aller Ehegatten aus andern Gründen den Anordnungen und
Wertungen des Gesetzgebers widerspricht, wie die Beschwerdeführerin einwendet;
dabei darf das Gericht sein eigenes Ermessen nicht an die Stelle desjenigen des
Bundesrates setzen und hat es auch nicht die Zweckmässigkeit der Regelung zu
untersuchen (BGE 133 V 569 E. 5.1 S. 570 f.; BGE 131 V 263 E. 5.1 S. 266; je
mit Hinweisen).

 

(…)

 

5.3.2
Die gegenseitige Anrechnung der Renteneinkommen und
Vermögen der Ehegatten ist begründet durch die eherechtliche Beistands- und
Unterhaltspflicht (Art. 159 Abs. 3, Art. 163 Abs. 1 ZGB), welche die sozialen
Verhältnisse der Verheirateten beeinflusst (BGE 125 V 221 E. 3d/aa S. 226).
Dabei ist aus beitragsrechtlicher Sicht grundsätzlich unerheblich, ob und in
welchem Umfang die Ehegatten tatsächlich Geldzahlungen leisten (oder
anderweitig für den gebührenden Unterhalt sorgen; vgl. Art. 163 Abs. 2 ZGB);
massgebend ist, dass sie gesetzlich dazu verpflichtet sind, nötigenfalls auch
unter Inanspruchnahme ihres Vermögens, zum Unterhalt der Familie beizutragen
(vgl. ZAK 1991 S. 419, H 198/90 E. 4b).

 

5.3.3
Bei der Auslegung sozialversicherungsrechtlicher
Regelungen mit Anknüpfung an familienrechtliche Sachverhalte (wie Ehe,
Verwandtschaft oder Vormundschaft) ist rechtsprechungsgemäss davon auszugehen, dass der Gesetzgeber vorbehältlich - hier
fehlender - gegenteiliger Anordnungen die zivilrechtliche Bedeutung des
jeweiligen Instituts im Blickfeld hatte, zumal das Familienrecht für das
Sozialversicherungsrecht Voraussetzung ist und diesem grundsätzlich vorgeht
(vgl. BGE 124 V 64 E. 4a S. 67; BGE 121 V 125 E. 2c/aa S. 127 mit Hinweisen;
SVR 2006 BVG Nr. 12 S. 44, B 14/04 E. 3). Nach der zivilrechtlichen Ordnung
löst die gerichtliche Ehetrennung die Ehe nach den zutreffenden
vorinstanzlichen Erwägungen (E. 4.2 hievor) nicht auf; die Getrennten bleiben
rechtsgültig verheiratet. Abgesehen vom Wegfall des (mit der Ehe in der Regel
einhergehenden, für diese aber nicht zwingend vorausgesetzten [vgl. YVO SCHWANDER,
in: Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch, Bd. I, 3. Aufl. 2006, N. 4-6 zu Art. 162
ZGB, mit weiteren Hinweisen; TUOR/SCHNYDER/SCHMID/RUMO-JUNGO, Das
Schweizerische Zivilgesetzbuch, 13. Aufl. 2009, N. 2 S. 315]) ehelichen
Zusammenlebens sowie der Befugnis zur Vertretung der ehelichen Gemeinschaft
(Art. 166 ZGB) und der von Gesetzes wegen eintretenden Gütertrennung (Art. 118
Abs. 1 ZGB) bleiben die allgemeinen zivilrechtlichen Wirkungen der Ehe -
insbesondere der Personenstand der Eheleute, deren gegenseitiges Erbrecht, die
allgemeine Beistandspflicht nach Art. 159 Abs. 3 ZGB und die eheliche
Unterhaltspflicht (Art. 163 ZGB) - grundsätzlich bestehen (vgl. Bundesrätliche
Botschaft vom 15. November 1995 über die Änderung des Schweizerischen
Zivilgesetzbuches [Personenstand, Eheschliessung, Scheidung, [...], BBl 1996 I
1 ff. Ziff. 232 S. 94 [nachfolgend: Botschaft 1995];
TUOR/SCHNYDER/SCHMID/RUMO-JUNGO, a.a.O., N. 7 S. 305; DANIEL STECK, in: Basler
Kommentar, a.a.O., N. 16 zu Art. 117/118 ZGB; SUTTER/FREIBURGHAUS, Kommentar
zum neuen Scheidungsrecht, 1999, N. 26 zu Art. 117/118 ZGB; MARCEL LEUENBERGER,
in: Scheidung, FamKomm, 2005, N. 8 zu Art. 117/118 ZGB; PETER BREITSCHMID, in:
Handkommentar zum schweizerischen Privatrecht, 2008, N. 6 zu Art. 118 ZGB;
HEGNAUER/BREITSCHMID, Grundriss des Eherechts, 4. Aufl. 2000, S. 77 Rz. 10.06).
Obwohl die Ehetrennung nur unter den gleichen Voraussetzungen wie die Scheidung
verlangt werden kann und dieser auch in verfahrensrechtlicher Hinsicht im
Wesentlichen gleichgestellt ist (Art. 117 Abs. 1 und 2 ZGB), finden gemäss
Art. 118 Abs. 2 ZGB hinsichtlich der Trennungsfolgen (abgesehen von der
Gütertrennung von Gesetzes wegen nach Art. 118 Abs. 1 ZGB) die Bestimmungen
über Massnahmen zum Schutz der ehelichen Gemeinschaft Anwendung (Art. 171 ff.
ZGB) und stellen die Unterhaltsansprüche des getrennten
Ehegatten ehelichen, nicht nachehelichen Unterhalt dar (BGE 95 II 68 E. 2a;
Urteil 5C.43/2002 vom 28. Mai 2002 E. 2.1, in: FamPra.ch 2002 S. 817);
daran ändert nichts, dass bei der Beurteilung des Unterhalts, insbesondere bei
der Frage der Wiederaufnahme oder Ausdehnung der Erwerbstätigkeit eines
Ehegatten unter Umständen auch die für den nachehelichen Unterhalt geltenden
Kriterien miteinzubeziehen sind (vgl. BGE 128 III 65). Sodann erleichtert (oder
erschwert) das Trennungsurteil eine spätere Scheidung nicht (vgl. Art. 117 Abs.
3 ZGB). Schliesslich wird ungeachtet der Gütertrennung ex lege bei der
gerichtlichen Ehetrennung im Unterschied zur Ehescheidung kein
Vorsorgeausgleich im Sinne der Art. 122-124 ZGB vorgenommen, da die eheliche
Unterstützungspflicht während der gesamten Ehedauer fortbesteht (vgl.
BAUMANN/LAUTERBURG, in: Scheidung, FamKomm, 2005, N. 46 f. zu Art. 122 ZGB; s.
auch dieselben, in: Scheidungsrecht, Praxiskommentar, 2000, N. 5 zu Art.
122 ZGB). Wie vom kantonalen Gericht zutreffend festgehalten, gleicht die
Ehetrennung daher in ihren rechtlichen Wirkungen weit mehr der Berechtigung zum
Getrenntleben nach Art. 175 ZGB als der Scheidung (vgl. auch STECK, a.a.O., N.
15 zu Art. 117/118 ZGB; TUOR/SCHNYDER/SCHMID/RUMO-JUNGO, a.a.O., N. 7 S. 305;
BREITSCHMID, a.a.O., N. 6 zu Art. 118 ZGB). Von der gesetzlichen Möglichkeit
der Ehetrennung wird denn auch dann Gebrauch gemacht, wenn die rechtlichen
Folgen einer Scheidung - die Eheauflösung mit Verlust der daran geknüpften
Rechte und Pflichten - gerade nicht (allenfalls: noch nicht) eintreten
sollen. Als Motiv werden dabei in den Gesetzesmaterialien zu Art. 117/118
ZGB wie auch in der zivilrechtlichen Rechtsprechung und Lehre nebst konfessionellen
und erbrechtlichen Interessen ausdrücklich auch sozialversicherungsrechtliche
Gründe genannt, da entsprechende Ansprüche im Falle der Ehetrennung erhalten
blieben (vgl. Botschaft 1995, a.a.O., BBl 1996 I 1 ff. Ziff. 232 S. 94; BGE
129 III 1 E. 2.3 S. 5; SUTTER/FREIBURGHAUS, a.a.O., N. 10 zu Art. 117/118 ZGB;
LEUENBERGER, a.a.O., N. 8 zu Art. 117/118 ZGB; BREITSCHMID, a.a.O., N. 6 zu
Art. 118 ZGB; HEGNAUER/BREITSCHMID, a.a.O., S. 77 Rz. 10.03).

 

5.3.4
Besteht die eheliche Beistands- und Unterhaltspflicht
auch nach der gerichtlichen Trennung bis zur Auflösung der Ehe fort,
widerspricht es weder dem Sinn und Zweck des Art. 28
Abs. 4 AHVV (E. 5.3.2 hievor) noch übergeordnetem Gesetzesrecht, die
Beitragsbemessung - dem Wortlaut von Art. 28 Abs. 4 AHVV
entsprechend (E. 5.2 hievor) - auch bei gerichtlich getrennten Ehegatten aufgrund einer je hälftigen Anrechnung von Renteneinkommen und
Vermögen vorzunehmen. Im Gegenteil ist davon auszugehen, dass diese Lösung
einem bewussten gesetzgeberischen Entscheid (qualifiziertes Schweigen)
entspricht, der keinen Raum lässt für eine ergänzende Regelung durch die
rechtsanwendenden Behörden mittels Analogie und Lückenfüllung (BGE 134 V 182 E.
4.1 S. 185, BGE 134 V 15 E. 2.3 S. 16; je mit weiteren Hinweisen). Hätte nämlich
der Sozialversicherungsgesetzgeber im hier interessierenden Bereich vom
zivilrechtlichen Verständnis, wonach die Ehetrennung für die Ehegatten nicht
nur erb-, sondern auch sozialversicherungsrechtlich grundsätzlich ohne Folgen
bleibt (E. 5.3.3 hievor), abweichen wollen, hätte er dies auf Gesetzes- oder
Verordnungsstufe ausdrücklich geregelt, wie dies auch in andern Bereichen der
AHV/IV-Gesetzgebung der Fall ist, wenn an die Tatsache der gerichtlichen
Ehetrennung respektive die richterlichen Auflösung des gemeinsamen Haushaltes
bestimmte, gegenüber ungetrennten Ehen abweichende Rechtsfolgen geknüpft werden
sollen (so bezüglich der Rentenberechnung [Art. 35 Abs. 2 AHVG], der
Rentenauszahlung [Art. 22bis Abs. 2 lit. b und Art. 22ter
Abs. 2 Satz 3 AHVG; Art. 71ter AHVV], aber auch des Anspruchs auf
Ergänzungsleistungen zur AHV/IV [Art. 4 Abs. 2 ELG [SR 831.30] in der seit 1.
Januar 2008 in Kraft stehenden Fassung; sowie Art. 1, Art. 4 Abs. 1 lit. b,
Art. 7 Abs. 1 lit. b ELV [SR 831.301] und die Schlussbestimmung der Änderung
vom 28. September 2007, AS 2007 6037; je in der seit 1. Januar 2008 in Kraft
stehenden Fassung]); Entsprechendes gilt in andern Sozialversicherungszweigen
(siehe etwa Art. 14 Abs. 2 AVIG [SR 837.0]).

 

(…)

 

5.4.3 Nach dem Gesagten ist es sachlich
gerechtfertigt, die Beitragsbemessung Nichterwerbstätiger auch im Falle
gerichtlicher Ehetrennung nach Art. 28 Abs. 4 AHVV
vorzunehmen. Art. 8 Abs. 1 BV ist somit nicht verletzt. Entgegen der Rüge der
Beschwerdeführerin führt die Anwendung des Art. 28
Abs. 4 AHVV auf getrennte Ehegatten auch nicht zu einem willkürlichen
Ergebnis (Art. 9 BV). Die in Art. 11 AHVG vorgesehene Möglichkeit, bei
Unzumutbarkeit um eine angemessene Herabsetzung oder einen Erlass der Beiträge
zu ersuchen, schliesst - aufgrund der hier verlangten konkreten Prüfung der
ökonomischen Verhältnisse im Einzelfall (vgl. SVR 2000 AHV Nr. 9 S. 31, H
46/99; vgl. auch, bei Gütertrennung, ZAK 1981 S. 545, H
171/79) - stossende, zur tatsächlichen Situation in klarem Widerspruch stehende
(BGE 134 II 124 E. 4.1 S. 133; BGE 132 I 175 E. 1.2 S. 177; BGE 131 I 467 E.
3.1 S. 473 f.; je mit Hinweisen) Beitragsbelastungen grundsätzlich aus.“ (sottolineature del redattore)

 

                                   8.   In
concreto, pur non essendo stata pronunciata una sentenza di separazione ai
sensi dell’art. 117 CC, sono state chieste delle misure a protezione dell’unione
coniugale in applicazione degli art. 171 e seguenti CC ed è stata pronunciata,
con effetto dal 4 maggio 2004, la separazione dei beni ai sensi dell’art. 185
cpv. 2 cifra 1 CC (cfr. doc. A5). Per cui la citata sentenza del TF può essere
applicata al caso di specie, perlomeno per analogia (cfr. il consid. 5.3.3 laddove l’Alta Corte afferma che “Obwohl die Ehetrennung
nur unter den gleichen Voraussetzungen wie die Scheidung verlangt werden kann
und dieser auch in verfahrensrechtlicher Hinsicht im Wesentlichen
gleichgestellt ist (Art. 117 Abs. 1 und 2 ZGB), finden gemäss Art. 118 Abs. 2
ZGB hinsichtlich der Trennungsfolgen (abgesehen von der Gütertrennung von
Gesetzes wegen nach Art. 118 Abs. 1 ZGB) die Bestimmungen über Massnahmen zum
Schutz der ehelichen Gemeinschaft Anwendung (Art. 171 ff. ZGB) und stellen die
Unterhaltsansprüche des getrennten Ehegatten ehelichen, nicht nachehelichen
Unterhalt dar (…)“). Ne segue che la decisione della Cassa di
prendere in considerazione, per il calcolo dei contributi del 2005, anche la
sostanza dell’ex-marito risulta corretta.

                                         Del
resto il divorzio è stato pronunciato con sentenza del 2 luglio 2007 (cfr. doc.
A5).

                                      

                                         Per
cui la sostanza dei due ex coniugi va sommata e poi divisa per due
conformemente all’art. 28 cpv. 4 OAVS per ottenere la sostanza determinante. Va
qui evidenziato che la ricorrente non può essere seguita neppure laddove
ritiene che va fatto riferimento solo alla sua tassazione federale in
applicazione dell’art. 23 OAVS. Infatti da una parte la tassazione federale va
presa in considerazione, di massima, solo per quanto concerne l’ammontare del
reddito, mentre la sostanza, tassata di principio a livello cantonale, viene desunta
dalla relativa tassazione cantonale (emessa dall’autorità fiscale competente ad
emanare anche la tassazione federale) cresciuta in giudicato tenendo conto dei
valori di riparto intercantonali (cfr. art. 28 cpv. 3 OAVS). D’altra parte,
considerato che i due coniugi sono stati tassati separatamente nel 2005, è a
giusta ragione che per conoscere l’ammontare totale della loro sostanza occorre
far capo alla loro tassazione personale federale (per il reddito) e cantonale (per
la sostanza) emanata dalla rispettiva autorità fiscale competente. Per quanto
concerne la critica alle direttive citate dall’amministrazione (che sono
accessibili nel sito internet dell’UFAS), va evidenziato che l’obbligo per i
coniugi di pagare il contributo calcolato sulla metà della sostanza netta detenuta
in Svizzera ed all’estero deriva dalla legge (art. 10 LAVS), dall’ordinanza (in
particolare l’art. 28 cpv. 4 OAVS) e dalla giurisprudenza (cfr. DTF 135 V 361).

 

                                         In
concreto la Cassa ha fissato provvisoriamente i contributi sulla base
dell’ammontare di fr. 8'378'412 derivante dalla tassazione IC/IFD 2004 dei
coniugi, in attesa dei dati definitivi. Questi dati erano stati confermati, per
il 2004, da questo Tribunale con sentenza del 19 febbraio 2009 nella composizione di tre giudici (inc. 30.2008.39, consid.
2.10 in fine). Sulla base del citato importo, diviso per due ai sensi dell’art.
28 cpv. 4 OAVS, l’interessata è chiamata a pagare il contributo massimo dovuto
dalle persone senza attività lucrativa (fr. 10'100 oltre a fr. 202 di spese
amministrative).

                                         

                                         Pendente
causa questo Tribunale ha richiamato la tassazione 2005 dell’ex marito dalle competenti
autorità del Canton __________.

                                         Dalla
medesima, come indicato alla Cassa con scritto del 2 aprile 2010, emerge che
l’autorità fiscale __________ ha calcolato una sostanza lorda, prima delle
deduzioni, di fr. 15'725'885. La medesima si compone anche di fr. 11'531'000 di
“Geschäfltiche Liegenschaften der/des Steuerpflichtigen” che si trovano
nel Canton __________, oltre a fr. 53'372 di “Geschäftaktiven abz. Buchwert
Liegenschaften”. Come precisato alla Cassa, l’importo di fr. 12'573'626 indicato
dall’UT del Canton __________ nell’allegato del 10 aprile 2009 è il capitale
proprio investito nell’azienda dell’ex marito della ricorrente utilizzato dalla
Cassa __________ per il calcolo dei contributi quale indipendente di __________.

 

                                         Ora,
con sentenza del 7 novembre 2007 (9C_179/2007), il
Tribunale federale ha affermato :

 

" 
(…)

4.2 Contrairement à ce
que soutient le recourant, on ne saurait reprocher un comportement passif à la
caisse de compensation, quand bien même elle n'était pas sans ignorer que le
Service des contributions de la République et canton du Jura devait encore
procéder à la taxation définitive des revenus réalisés par le défunt durant les
années 2003 et 2004. Dans le cadre de la fixation des cotisations des assurés
exerçant une activité lucrative indépendante, le législateur a expressément
confié aux autorités fiscales cantonales le soin de déterminer le revenu
provenant d'une activité indépendante et le capital propre engagé dans
l'entreprise (art. 9 al. 3 LAVS et 23 RAVS; voir également RCC 1992 p. 34
consid. 4b). Il s'ensuit que les caisses de compensation sont liées, en
principe, par les données communiquées par les autorités fiscales cantonales
pour fixer les cotisations dues pour l'année de cotisation (art. 23 al. 4
et 27 al. 2 RAVS). » (sottolineature del redattore)

 

Ancora recentemente
(sentenza 9C_514/2008 del 19 maggio 2009), il Tribunale federale ha confermato
tale principio (cfr. consid. 4.2):

 

"  (…)

Mentre le autorità fiscali possono
qualificare come distribuzione dissimulata di utile una prestazione -
dichiarata come salario - che non sarebbe stata dispensata a un dipendente non
azionista, per converso le autorità AVS possono qualificare quale salario
determinante una prestazione dichiarata come distribuzione di utile. Per
decidere se una prestazione abbia carattere di salario determinante o di
reddito da capitale, le casse di compensazione non sono vincolate alla qualifica
dell'autorità fiscale. Tuttavia, dall'ordinamento risultante dall'art. 23
OAVS si evince che le casse di compensazione si attengono in linea di massima
alla valutazione dell'amministrazione fiscale. In considerazione del principio
di unità e coerenza dell'ordinamento giuridico vanno possibilmente evitate
divergenti valutazioni dell'autorità fiscale e dell'amministrazione AVS.
Quest'ultima eviterà pertanto di distanziarsi, nella misura del possibile,
dalle decisioni adottate dall'autorità fiscale se esse appaiono sostenibili. Al
parallelismo tra qualifica fiscale e assicurativa sociale non va possibilmente
rinunciato. È quanto stabilisce del resto la prassi giudiziaria che subordina
all'esistenza di motivi decisivi la possibilità di qualificare come salario determinante
prestazioni che sono state assoggettate all'imposizione dell'utile netto con
decisione cresciuta in giudicato. Il mancato rispetto del principio unitario
dell'ordinamento giuridico rischia altrimenti di mettere a repentaglio
l'accettazione dello stesso ordinamento da parte dei contribuenti. Chi, come la
società qui ricorrente, deve accettare dal profilo fiscale che determinate
remunerazioni versate a suoi collaboratori-azionisti (o comunque a
collaboratori ad essi vicini) non siano riconosciute come pagamenti
commercialmente giustificati, solo difficilmente comprenderà le ragioni di
dover versare i contributi sociali su questi elementi di reddito netto. (…)."
(sottolineature del redattore)

 

                                         Analogamente,
in concreto, rilevato che a norma dell’art. 29 cpv. 6 OAVS gli art. 22-27 OAVS
sono applicabili per analogia alla fissazione e alla determinazione dei
contributi e che per l’ex-marito emerge una sostanza complessiva netta di fr.
15'725'885 dalla tassazione __________ prima della deduzione sociale per
coniugi di fr. 150'000, la decisione provvisoria della Cassa di condannare la
ricorrente al pagamento del contributo massimo dovuto dalle persone senza
attività lucrativa è corretta (cfr. anche la sentenza del 19 febbraio 2009,
inc. 30.2008.39, inerente il calcolo del contributo del 2004 della ricorrente,
consid. 2.10 in fine).

 

                                         In
questo senso il ricorso va respinto.

 

                                         Questa
conclusione vale nella misura in cui la Cassa, con la decisione formale
iniziale, ha stabilito il contributo tramite una decisione provvisoria in
attesa dei dati fiscali definitivi (cfr. anche il ricorso, doc. I pag. 1: “in
re decisione provvisoria di fissazione dei contributi AVS/AI/IPG, doc. 1 nonché
decisione su opposizione doc. 2 (…)”).

                                         Infatti,
con sentenza del 19 febbraio 2009 (inc. 30.2008.39), questo Tribunale ha
affermato:

 

“Dall'esame delle differenti notifiche di
tassazione agli atti, questo Tribunale osserva che solo l'autorità fiscale del Canton __________ ha
emesso le decisioni sull'imposta
federale diretta, oltre che su quella cantonale (IC/IFD 2002, IC/IFD 2003 e
IC/IFD 2004).

In effetti, la
notifica di tassazione del Cantone __________ concerne le imposte cantonali e
comunali (Kantons- und Gemeindesteuer 2004) dovute da __________, mentre
le notifiche di tassazione emesse dal Canton __________ nei confronti della
ricorrente concernono unicamente le imposte cantonali (IC 2003 e IC 2004),
eccetto la decisione per il 2005, che riguarda anche l'imposta federale diretta (IC/IFD 2005).

 

Quanto osservato è la
conseguenza dell'applicazione
dell'art. 105 LIFD, che tratta
della competenza territoriale delle autorità cantonali a dipendenza dell'appartenenza personale del contribuente.

L'art. 105 cpv. 1 LIFD recita che le autorità
cantonali riscuotono l'imposta
federale diretta dalle persone fisiche che, all'inizio del periodo fiscale o dell'assoggettamento, hanno il domicilio fiscale oppure, se non hanno un
tale domicilio in Svizzera, la dimora fiscale nel Cantone.

In questo senso, l'emanazione delle notifiche di tassazione
IFD da parte del Canton __________ significa dunque che la ricorrente, in quel
periodo, era domiciliata a __________.

Quindi, per ciò che
qui interessa, anche per l'anno
fiscale 2004.

 

D'altronde, la stessa
IC/IFD 2004 dell'autorità
fiscale __________ (doc. A7) menziona espressamente che __________ ed RI 1 sono
stati tassati in via ordinaria con l'aliquota per coniugati, siccome domiciliati - fiscalmente - a __________
(__________) sino a fine 2004.

 

Prova ne è, inoltre,
che la sentenza di divorzio del 2 luglio 2007 (doc. B2) specifica che dal 4
maggio 2004 i coniugi hanno adottato il regime straordinario della separazione
dei beni, ma che è solo con la sottoscrizione della convenzione matrimoniale il
19 rispettivamente il 25 gennaio 2005 che le parti sono giunte ad un comune
desiderio di separazione. È quindi corretto che, fino al 31 dicembre 2004, la
ricorrente sia stata tassata congiuntamente al marito nel suo cantone di
domicilio, quindi nel Canton __________.

 

Infine, l'accertamento effettuato dalla Cassa di
compensazione nei confronti dell'amministrazione delle imposte del Cantone dei __________ (doc. 13)
conferma che __________ è stato domiciliato ed è stato tassato per le imposte
del 2004 nel Canton __________.

Dopodiché, per il
periodo fiscale 2005 era domiciliato a __________ e per l'anno 2006 a __________ (sempre Cantone __________).

 

Con l'emanazione della notifica di tassazione __________
IFD 2005 (doc. XIV/3), invece, risulta che nel 2005 l'assicurata non era più domiciliata fiscalmente a __________, bensì a
__________.

Sulla scorta di quanto
precede, stabilito, quindi, che nell'anno 2004 la ricorrente, a quel tempo ancora sposata e nemmeno separata
di fatto, aveva il domicilio fiscale (coniugale) nel Canton __________, per la
fissazione dei suoi contributi AVS/AI/IPG per quell'anno occorre dunque far capo alla sostanza netta dei coniugi.

Pertanto, è corretto
determinare i contributi dovuti dall'assicurata basandosi su una sostanza netta di Fr. 8'378'412.-.” (sottolineature del redattore)

 

                                         In
concreto pertanto ritenuto che il TCA nella precedente decisione ha accertato
che l’ex-marito dal 2005 è domiciliato nel Canton __________ e che il medesimo
possiede degli immobili in quel Cantone per lo svolgimento della sua attività
lucrativa indipendente (cfr. scritto del 2 aprile 2010 del TCA alla Cassa CO 1
e sentenza del 19 febbraio 2009, inc. 30.2008.39), per stabilire l’ammontare
esatto e definitivo della sostanza dell’ex-marito quale base per il calcolo del
contributo dovuto dalla ricorrente, occorrerà far capo alla tassazione
dell’autorità fiscale competente ad emettere, oltre alla tassazione cantonale,
anche la tassazione federale. Di principio, visto l’art. 105 LIFD e la
precedente sentenza di questo Tribunale, la tassazione __________. La questione
non va tuttavia approfondita in questa sede.

 

                                         Infatti,
rilevato che in concreto la decisione formale su cui si fonda la decisione
impugnata è una decisione “provvisoria” (cfr. doc. 6) il cui calcolo è
stato effettuato fondandosi sui dati dell’anno precedente (2004) con riserva di
rettifica in base alla tassazione fiscale 2005 e che dai dati evinti dalla
tassazione __________ l’importo della sostanza netta è anche superiore a quello
preso in considerazione dalla Cassa (senza tuttavia alcun influsso sull’importo
del contributo dovuto), la decisione va confermata. 

                                         Il
fatto che nella decisione su opposizione l’amministrazione ha indicato che “la
Cassa ha già chiesto i dati fiscali del marito dell’opponente all’Autorità
fiscale competente e si evince che al 31 dicembre 2005 la sostanza netta
(immobili) ammonta a fr. 12'573'626.--. In queste circostanze il contributo
richiesto per l’anno 2005 non subirà variazioni, onde per cui verrà confermato
al massimo previsto dalle legge AVS di fr. 10’100”, non è decisivo. Infatti
con la decisione su opposizione l’amministrazione può unicamente confermare
l’oggetto della precedente decisione formale, ossia il calcolo “provvisorio”
del contributo dovuto dalla ricorrente che, come visto, sulla base dei dati a
disposizione, è corretto.

 

                                         La
Cassa di compensazione, alla quale l’incarto va trasmesso, dovrà tuttavia
emanare la decisione definitiva sulla base dei dati evinti dalla tassazione
fiscale dell’autorità competente ad emettere anche la tassazione IFD, la sola che
farà fede per il calcolo definitivo del contributo dovuto dalla ricorrente
(cfr. anche sentenza del 19 febbraio 2009, inc. 30.2008.39).

                                         In
questo senso l’incarto va trasmesso all’amministrazione affinché esamini se per
l’ex-marito l’autorità fiscale competente ad emanare la tassazione IFD nel 2005
è quella __________ oppure quella __________ e calcoli definitivamente il
contributo dovuto dalla ricorrente sulla base della tassazione cantonale
cresciuta in giudicato emessa dall’autorità fiscale competente anche in ambito
IFD. 

 

                                   9.   Alla
luce di quanto sopra esposto ed in particolare della sentenza pubblicata in DTF
135 V 361, il richiamo degli atti della causa di divorzio, così come
l’assunzione di ulteriori prove, risultano superflui.

 

                                         Conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid.
3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). 

 

                                         Tale
modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                                         In
concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita
dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori
prove.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   L’incarto
è trasmesso alla Cassa per i suoi incombenti.

 

                                   3.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

4.Comunicazione agli interessati i quali
possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

 

 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti