# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 30150154-e035-5450-8634-0a3ae5279299
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-01-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.01.2003 33.2002.54
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2002-54_2003-01-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  33.2002.54

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  13 gennaio
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato del Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 23 agosto 2002 di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 25 luglio 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa cant. di compensazione, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di prestazioni complementari

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 25 luglio
2002 la Cassa Cantonale di Compensazione AVS (Cassa qui di seguito) ha emanato
una decisione con cui ha respinto la richiesta di __________, __________,
domiciliata a __________, di potere beneficiare di una prestazione
complementare.

 

                                         In
sostanza la Cassa Cantonale di Compensazione AVS ha ritenuto l’esistenza di un
fabbisogno di fr. 34'347.-, composto dalla retta per degenti in istituto pari a
fr. 27'375.-, spese personali per fr. 3'600.- e il contributo fisso
dell'assicurazione malattia pari a fr. 3'372.-. Per quel che attiene ai
redditi, dopo avere considerato l’esistenza di una sostanza computabile di fr.
841'000.-, l’amministrazione ha considerato la rendita AVS per complessivi fr.
12'504.-, una rendita estera di fr. 3'862.-, il computo della sostanza per fr.
84'100.- e l'ipotetico rendimento della sostanza alienata di fr. 12'990.- (cfr.
doc. _).

 

                               1.2.   L'assicurata,
rappresentata da suo figlio, ha impugnato la decisione contestata con scritto
del 24 agosto 2002, osservando quanto segue:

 

" 
(…)

contesto la tabella di calcolo PC (allegato _) che si basa sulla
sostanza alienata di fr. 866'000.-, come pure le due
posizioni "sostanza computabile 1/10" di fr. 84'100.­-
ed "ipotetico rendimento della sostanza alienata" di fr.
12'990.- sotto la voce reddito non privilegiato.

 

In breve, mia madre viveva da sola e, da molti anni soffriva di
problemi psicofisici (allegato _) come ho scritto in data 6.5.2002 all'Istituto
delle assicurazioni sociali. II capitale che possedeva è stato completamente
consumato (allegato _) ed ora, con le sole entrate mensili dell'AVS di fr. 1'042.- ed i ca. fr. 321.- di pensione
tedesca, non le permette di poter sopperire alle attuali esigenze. Inoltre ora
anche l'istituto bancario __________ sollecita lo scoperto e non le fa di certo
credito (allegato _), ed il fabbisogno mensile attuale che le serve sono tra i
fr. 2'700.- e 3000.-.

Inoltre vi inoltro pure l'ultima notifica della tassazione IC e
IFD 2001-2002 dalla quale si vede chiaramente il consumo della sostanza che ad
oggi si è azzerata.

 

 

Si chiede:

 

1. Che venga
riesaminata ed accolta la richiesta di prestazione complementare. Sostituendo
la tabella di calcolo PC, con la situazione finanziaria reale e quindi, senza
calcolare la sostanza e, togliendo pure gli ipotetici redditi derivanti dalla
sostanza.

 

Qualora vi necessitassero ulteriori
informazioni o documenti in merito, resto volentieri a disposizione questo,
anche per essere sentito." (Doc. _)

 

 

                               1.3.   La Cassa si
è vista intimare il ricorso con atto del 27 agosto 2002 a seguito del quale,
prima ancora di presentare la risposta di causa, ha chiesto al rappresentante
della ricorrente di giustificare la diminuzione di capitale che sarebbe passato
da fr. 1'100'897.-, come esposto nella tassazione 1991/1992, a fr. 1'702.-,
come da dichiarazione bancaria del 1° gennaio 2002 (cfr. doc. _).

 

In data 25 settembre 2002 la Cassa ha inviato
alla __________ il seguente scritto:

 

"  presso
il TCA in Lugano è pendente ricorso in materia di prestazione complementare
AVS, ricorso inoltrato dalle persone in oggetto. Le medesime ci comunicano ora
di aver dato mandato per la pratica al vostro Studio fiduciario.

 

II signor __________ desidera un colloquio presso i nostri uffici,
vogliate cortesemente contattare il numero in epigrafe al fine di concordare
data e ora opportune per l'incontro." (Doc. _)

 

                                         A tale
missiva ha fatto seguito, in data 28 ottobre 2002, un incontro tra il figlio
della ricorrente, signor __________, la signora __________ della Fiduciaria
__________ e i rappresentanti della Cassa (cfr. doc. _).

 

                               1.4.   Nella
risposta di causa del 4 novembre 2002 l'amministrazione ha proposto di
respingere il gravame e ha osservato:

 

"  (…)
dall'esame della documentazione agli atti la resistente ha potuto accertare che
la ricorrente era titolare di un capitale dichiarato, al 1° gennaio 1991, di fr. 1'100'897.- (vedi notificata di tassazione per il biennio
1991/1992).

 

Alla luce di quanto precede il problema che si pone
all'amministrazione è pertanto quello di sapere come fu consumata l'intera
sostanza di fr. 1'100'897.- in quanto sul formulario della
richiesta di prestazione complementare veniva indicato un saldo al 31 dicembre
2001 di fr. 1'702.90. Inoltre con lettera del 6 maggio
2002 il figlio della ricorrente informava l'amministrazione sulle condizioni di
salute della madre e di come, secondo la sua opinione, consumò il capitale che
figurava a suo tempo nella dichiarazione 1991/1992.

 

In sede ricorsuale la resistente, consapevole di trovarsi di
fronte ad una situazione straordinaria, ha cercato nuovamente di approfondire
la fattispecie legata alla diminuzione di capitale organizzando un incontro
chiarificatore presso i nostri uffici con il figlio della ricorrente e la
signora __________ della __________.

 

Dalla discussione che ne è scaturita e dalla documentazione
prodotta la resistente ha potuto accertare e trarre di conseguenza il
convincimento per un consumo di capitale pari a fr. 685'433.-.
Inoltre, per quanto riguarda l'ammontare di fr. 148'000.- ­indicato
quali "doni usuali, regali ecc. ..." si è potuto concordate, vista la
particolarità del caso, che gli stessi fossero avvenuti a scadenze regolari a
decorrere dal 1990 (vedi verbale del 28 ottobre 2002 agli atti).

 

Alla luce di quanto precede giova quindi ricordare che come
statuito dal TFA, la perdita di denaro avvenuta al casinò, deve essere
considerata quale rinuncia. In particolare ha osservato che chi non può
dimostrare che le spese sono state effettuate
contro adeguata prestazione, non può invocare lo stato attuale della sua
sostanza, ma deve accettare che ci si informi a proposito dei motivi che hanno
provocato questa diminuzione e se, del caso, si computi una sostanza ipotetica (Pratique VSI 1994 p. 227.).

 

Lo scopo dell'art. 3c cpv. 1
lett. g. LPC consiste avantutto nell'evitare che un assicurato si spogli di
tutto o in parte dei suoi beni, senza obbligo giuridico ed in modo da diminuire
il reddito che determina il diritto alla prestazione.

 

Secondo il TFA è quindi
giustificato ammettere i presupposti della rinuncia a sostanza quando
l'assicurato dilapida i suoi soldi liberamente, senza obbligo giuridico e senza
aver ricevuto una controprestazione adeguata.

 

Nel caso in esame la resistente
ha fatto tutto il possibile per accertare la diminuzione di capitale ritenendo
quindi giustificato, per le argomentazioni sopraesposte, la rettifica del
capitale a fr. 285'464.- (fr. 1'100'897.- ./. fr. 685'433.- di consumo dichiarato ./. fr. 130'000.-
per effetto dell'art 17a). In considerazione di ciò il calcolo modificato si
presenta come segue:

 

FABBISOGNO

 

Retta per degenti in istituto                                       27'375.­-

Spese personali importo fisso                                    3'600.-­

Contributo fisso assicurazione
malattia                     3'372.-­

Totale fabbisogno                                                  34'347.­-

 

                                      

SOSTANZA

 

Sostanza mobile o immobile
alienata                    285'464.-­

Parte della sostanza non
computabile                     25'000.­-

Sostanza computabile                                         260'464.­-

 

 

REDDITO NON PRIVILEGIATO

 

Sostanza computabile                                              26'046.­-

Rendite e pensioni estere                                           3'862.­-

Rendita AVS                                                             12'504.­-

Ipotetico rendimento della
sostanza alienata             4'281.­-

Totale redditi                                                          46'693.-

 

 

CALCOLO DELLA PRESTAZIONE
COMPLEMENTARE

 

Totale fabbisogno:                                                    34'347.­-

Totale redditi:                                                            46'693.­-

PC di diritto                                                               ----
. ----

 

Con il nuovo calcolo rettificato
il nuovo superamento del limite di reddito ammonta a fr. 12'346.-
contro i precedenti fr. 79'109.-.

 

Orbene, tutto ben considerato,
si chiede a codesto lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni di voler
respingere il ricorso così come proposto dalla resistente." (Doc. _)

 

                               1.5.   Pendente
causa il TCA ha chiesto alla ricorrente di documentare il consumo della
sostanza alienata (cfr. doc. _).

 

Con scritto datato 12 dicembre 2002 il
rappresentante della ricorrente ha osservato:

 

" 
(…) purtroppo vi devo informare che non posso
fornirvi altro materiale oltre a quello già dimostrato alla Cassa cantonale di
compensazione di Bellinzona. Ho fatto tutte le ricerche, in mio potere, ma
l'unica cosa certa è che non esiste più sostanza." (Doc. _)

 

                               1.6.   Il doc. _ è
stato trasmesso alla Cassa, con la facoltà di presentare osservazioni scritte
(cfr. doc. _).

 

Con scritto del 20 dicembre 2002 la Cassa ha
comunicato di riconfermare tutto quanto già esposto nella risposta di causa,
con riferimento in particolare al verbale del 28 ottobre 2002 sottoscritto dal
figlio della ricorrente (cfr. doc. _).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H
335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio
2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è l'assegnazione di una prestazione complementare mensile in favore
di __________, beneficiaria di una rendita AVS. La Cassa ha infatti respinto la
richiesta dell'assicurata, poiché, sulla base del calcolo effettuato, i suoi
redditi supererebbero il fabbisogno. In particolare, l'amministrazione ha
ritenuto un importo di fr. 260’464.- quale sostanza computabile (cfr. doc. _).
Il figlio della ricorrente, dal canto suo, sostiene che tale somma sia stata
sostanzialmente consumata, elencando una serie di spese (cfr. doc. _).

 

                               2.3.   Scopo della
prestazione complementare è quello di garantire un "reddito minimo"
per far fronte ai "fabbisogni vitali" ai sensi dell'art. 34 quater
Costituzione Federale (RCC 1992 p. 346). Questa nozione è più ampia rispetto al
"minimo vitale" agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF). La
legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI contiene dunque la
garanzia di un reddito minimo per le persone anziane e invalide (su queste
questioni cfr. DTF 113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606,
RCC 1986 pag. 143; Cattaneo, "Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo
della sicurezza sociale" in RDAT 1991 II pag. 447ss, spec. pag. 448 nota
12 e pag. 460 nota 83). I limiti di redditi rivestono pertanto una doppia
funzione e meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito
(DTF 121 V 204; Pratique VSI 1995 p. 52 e 176; 1994 p. 225; RCC 1992 p. 225).

 

 

                               2.4.   Nel merito
l’art. 2a LPC prevede che hanno diritto alle prestazioni le persone che
beneficiano di una rendita di vecchiaia dell’AVS, e secondo l’art. 3a LPC

 

"  L'importo
della prestazione complementare annua deve corrispondere alla differenza tra
l'eccedenza delle spese riconosciute e i redditi (cpv. 1)."

 

 

                                         Circa le
spese riconosciute l’art. 3b cpv. 2 e 3 LPC prevede che

 

" 
Per le persone che vivono durevolmente o per un
lungo periodo in un istituto o in un ospedale (persone che vivono in un
istituto), le spese riconosciute sono le seguenti:

 

a.      tassa giornaliera;

b.      importo per le spese personali (cpv. 2).”

 

" 
Per le persone che vivono a casa e per le
persone che vivono in un istituto sono inoltre riconosciute le spese seguenti:

 

a.  spese
per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del reddito lordo
dell'attività lucrativa;

b.  spese
di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a concorrenza del
ricavo lordo dell'immobile;

c.  premi
versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata
l'assicurazione malattie;

d.  importo
forfettario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
L'importo forfettario deve corrispondere al premio medio cantonale per
l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (compresa la copertura
infortuni);

e.  pensioni
alimentari versate in virtù del diritto di famiglia (cpv. 3)."

 

                               2.5.   Ancora,
giusta l’art. 3c LPC i redditi determinanti comprendono:

 

"a.  le entrate in denaro o in natura provenienti
dall'esercizio di un'attività lucrativa. Un importo di 1000 franchi per le
persone sole e di 1500 franchi per i coniugi e le persone con figli che hanno o
danno diritto a una rendita è dedotto dal reddito annuo proveniente
dall'esercizio di un'attività lucrativa, il saldo è computato in ragione di due
terzi. Per gli invalidi ai sensi dell'articolo 2c lettera d, il reddito
dell'attività lucrativa è interamente computato;

b.  il reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;

c.  un quindicesimo della sostanza netta oppure un decimo per i
beneficiari di rendite di vecchiaia, nella misura in cui superi per persone
sole 25000 franchi, per coniugi 40000 franchi e per orfani e figli che danno
diritto a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15000 franchi. Se l'immobile
appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona
compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione
ad almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente
75000 franchi é preso in considerazione quale sostanza;

d.  le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche,
comprese le rendite dell'AVS e dell'AI;

e.  le prestazioni derivanti da un contratto di vitalizio o da
un'altra convenzione analoga;

f.   gli assegni familiari

 g.  le entrate e
le parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;

h.  le pensioni alimentari del diritto di famiglia. (cpv. 1)"

 

" 
Non sono computati come redditi determinanti:

a. le
prestazioni dei parenti giusta gli articoli 328 e seguenti del Codice civile;

b. le
prestazioni d'aiuto sociale;

c. le
prestazioni pubbliche o private di natura manifestamente assistenziale;

d. gli
assegni per grandi invalidi dell'AVS o dell'AI;

e. le
borse di studio e altri aiuti finanziari all'istruzione. (cpv. 2)"

 

                               2.6.   In concreto,
a far tempo dal 19 aprile 2002 la ricorrente è degente in modo definitivo
presso la __________ (cfr. dichiarazione 30 aprile 2002; allegato _ agli atti
dell'Amministrazione).

 

A norma dell’art. 5 cpv. 3 lett. a LPC, i Cantoni
possono limitare le spese prese in considerazione a causa del soggiorno in un
istituto o in un ospedale.

In ossequio a questa delega legislativa, il
Cantone Ticino ha stabilito che la retta giornaliera massima computabile per il
calcolo della prestazione complementare degli assicurati che sono ospiti
permanenti o per periodi di lunga durata in case per anziani o case di cura è
di 75 franchi (art. 2 del Decreto esecutivo concernente la Legge federale sulle
prestazioni complementari all’AVS e all’AI (LPC) del 6 dicembre 2000, in vigore
dal 1° gennaio 2001).

Pertanto, per il calcolo delle spese riconosciute
ai sensi delle prestazioni complementari, la Cassa ha computato alla ricorrente
a giusta ragione l’importo totale di Fr. 27'375.- (Fr. 75.- x 365 giorni). A
tale ammontare sono stati aggiunti Fr. 3'600.- (Fr. 300.- mensili x 12 mesi) a
titolo di spese personali per gli assicurati (conformemente a quanto stabilito
all'art. 4 del Decreto esecutivo concernente la Legge federale sulle
prestazioni complementari all’AVS e all’AI (LPC) del 6 dicembre 2000, in vigore
dal 1° gennaio 2001), come pure il contributo fisso per l'assicurazione
malattia.

 

                               2.7.   Con il suo
gravame __________ censura la decisione della Cassa nella misura in cui
l’autorità amministrativa ha ritenuto l’esistenza di una sostanza ormai
consumata.

                                         Al
riguardo occorre osservare che nella dichiarazione fiscale del biennio
1991/1992 la ricorrente aveva dichiarato di possedere un capitale di fr.
1'100'897.-, circostanza quest'ultima incontestata, mentre invece nella
"Richiesta di una prestazione complementare alla rendita AVS o AI"
del 19 febbraio 2002, essa ha indicato di possedere, a titolo di sostanza, fr.
1'702.90.-, come attestato dagli estratti bancari del 31 dicembre 2001.

 

                                         In data 8
maggio 2002 la Cassa ha provveduto a richiedere all'Ufficio Tassazioni di
__________ quali spiegazioni sono state addotte dalla ricorrente per
giustificare il consumo della sostanza di fr. 1'100'000.- (cfr. doc. _).

                                         Con risposta
datata 19 giugno 2002 l'Ufficio Tassazioni di __________ ha risposto che la
contribuente ha regolarmente indicato nelle dichiarazioni d'imposta che il
capitale veniva consumato di anno in anno per la copertura delle necessità
d'esistenza e per il pagamento dell'affitto (cfr. doc. _).

 

                                         Nello
scritto del 6 maggio 2002 __________ ha fornito alla Cassa la propria opinione
riguardo al consumo dell'ingente sostanza dichiarata da sua madre nella
tassazione 1991-1992 e praticamente azzerata nel 2002, indicando:

 

"  (…)
quale figlio della signora __________, mi permetto informarvi sulle condizioni
di salute di mia madre e di come secondo mia opinione consumò il capitale che
figurava a suo tempo nella dichiarazione 91/92.

 

Premetto che da diversi anni era in cura psicoterapeutica con
relativa degenza in un centro psichiatrico di __________, dipendente da farmaci
e medicamenti vari che assumeva regolarmente come pure da diversi gravi
patologie di salute (vedi allegato _).

Ora non è più in grado di vivere sola e per questo abbiamo dovuto
ospedalizzarla (vedi allegato _).

 

Da quello che ho potuto ricostruire personalmente, negli ultimi 12
anni lei ha consumato il suo capitale come segue:

 

	
  Spese:

  	
  Per 12 anni

  
	
   

  	
   

  
	
  Affitto
  + spese accessorie

  	
  Fr.
  480'000.00

  
	
  Arredamento
  appartamento

  	
  Fr. 
  90'000.00

  
	
  Abbigliamento
  ed effetti personali, parrucchiere, estetista ecc.

  	
   

  Fr.
  160'000.00

  
	
  Vitto/Viaggi/Taxi/Cure
  __________ e medicamenti alternativi a suo carico/ Visite ai suoi fratelli (4
  in __________, 1 sorella in __________ ed una in __________)

  	
   

   

  Fr.
  240'000.00

  
	
  Doni
  usuali e di beneficenza/Regali, mance varie / Aiuto domestico e compagnia

  	
   

  Fr.
  148'000.00

  
	
  Assicurazioni
  Cassa malati/Mobilio/RC

  	
  Fr.  
  72'000.00

  
	
  Imposte
  cantonali/Comunali e IFD

  	
  Fr.
  110'000.00

  

 

Inoltre autorizzava altri ad usare la sua carta di credito e aveva
trovato anche persone che approfittavano delle sue condizioni di salute per
spillarle soldi.

 

Spero d'aver chiarito la problematica, in caso contrario, resto a
vostra disposizione per ulteriori ragguagli o maggiori informazioni, potrei
anche passare presso i vostri uffici con quanto ho potuto trovare. Questo solo
con un preavviso sufficiente per organizzarmi il viaggio di 2'000 km. dalla
Germania al Ticino e possibilmente a fine o inizio settimana. Se fosse possibile,
gradirei poter parlare il tedesco in quanto non conosco l'italiano." (Doc.
_)

 

                                         Esperiti
i necessari accertamenti, la Cassa, dopo avere valutato la documentazione
apportata dal figlio della ricorrente all'incontro del 28 ottobre 2002 - voluto
proprio da __________ al fine di dimostrare l'effettivo consumo da parte della
madre della sostanza citata (cfr. doc. _) - ha ritenuto di potere ammettere un
consumo di sostanza pari a fr. 685'433.-, oltre a fr. 130'000.- a titolo di
"doni usuali e regali" avvenuti a scadenze regolari a partire dal
1990 (cfr. doc. _).

                                         Quanto
agli ulteriori fr. 285'464.- ritenuti dalla Cassa a titolo di sostanza alienata
(cfr. doc. _), il figlio della ricorrente non è stato in grado di comprovare il
consumo di altra sostanza: __________, infatti, rispondendo ad un'esplicita
domanda del TCA (cfr. doc. _), ha rilevato di avere effettuato tutte le
ricerche del caso e, fermo restando il completo consumo della sostanza in
questione, di non essere in grado di fornire altra documentazione, oltre a
quella già consegnata alla Cassa in data 28 ottobre 2002, attestante il consumo
di sostanza da parte di sua madre (cfr. doc. _).

 

                                         Ora, come
detto, lo scopo della LPC è di garantire agli assicurati un reddito minimo
(Pratique VSI 1994 p.225). Di principio, per stabilire il diritto alla PC di un
assicurato, vengono presi in considerazione solo quegli attivi che egli ha
effettivamente ricevuto e di cui può disporre senza restrizioni (AHI Praxis
1995 p. 166 consid. 2a; RDAT I 1992 p. 154; RCC 1984 p. 189; Werlen, Der
Anspruch auf Ergänzungsleistungen, Baden 1995, p.156/ 166; ZAK 1989 p. 238). È
infatti rilevante la circostanza che l’interessato non dispone dei mezzi
necessari per far fronte ai suoi bisogni esistenziali, non il motivo che ha
condotto a questa situazione (DTF 115 V 355).

                                         Nell’ipotesi
in cui, tuttavia, l’assicurato ha rinunciato a dei beni senza esserne
giuridicamente obbligato e senza controprestazione adeguata, dispone di un
diritto a determinate entrate o a una determinata sostanza, non ne fa tuttavia
uso o non fa valere le sue pretese (RCC 1989 p. 350 consid. 3b; 1988 p. 275
consid. 2b) oppure, per motivi di cui è responsabile, non esercita, per lo meno
a tempo parziale, un’attività lucrativa ammissibile, il succitato principio non
è applicabile (AHI Praxis 1995 p. 166 consid. 2a; Pratique VSI 1994 p. 225
consid. 3a; RCC 1992 p. 348; DTF 115 V 353 consid. 5c; cfr. Anche DTF 122 V 397
consid. 2).

                                         In tal
caso la giurisprudenza considera infatti che vi è rinuncia di sostanza
ai sensi dell’art. 3c cpv. 1 lett. g (cfr. vecchio art. 3 cpv. 1 lett. f LPC;
RDAT I 1994 p. 189 consid. 3a; RCC 1989 p. 350 consid. 3b), lo scopo della
norma consistendo anzitutto nell’evitare che un assicurato si spogli di tutto o
di una parte dei suoi beni a favore di terzi, senza obbligo giuridico ed in
modo da diminuire il reddito che determina il diritto alle prestazioni.

                                         Quando
l’assicurato spende la sua fortuna per acquistare dei beni di consumo o per
migliorare il livello di vita, dispone della sua libertà personale, di
conseguenza l’art. 3c cpv. 1 lett. g LPC non torna applicabile (DTF 115 V 354).

                                         La
giurisprudenza si è dunque limitata a riconoscere l’applicabilità del citato
articolo, se la rinuncia è avvenuta senza obbligo legale e senza controprestazione
adeguata. Infatti è stato ribadito più volte che il sistema delle prestazioni
complementari non offre la possibilità di procedere ad un controllo dello stile
di vita dell’assicurato e di chiedersi se in passato il richiedente ha vissuto
al di sotto oppure al di sopra della normalità (AHI Praxis 1995 p. 167 consid.
2b; E. Carigiet, Ergänzungsleistungen, Zurigo 1995, p. 120).

Va considerata una rinuncia nel senso appena
espresso quando una parte considerevole del patrimonio scompare senza che
l’assicurato o circostanze attendibili lo giustifichino mentre se l’assicurato
spende la sua fortuna per acquistare dei beni di consumo o per migliorare il
suo livello di vita, come indicato, e se tale circostanza è resa credibile
all’amministrazione, egli dispone della sua autonomia personale. Di conseguenza
l’art. 3c cpv. 1 lett. g LPC non torna applicabile (cfr. E. Carigiet/Koch,
Ergänzungsleistungen zur AHV/AI, Supplement, ZH 2000, pag. 104 e seg.).

 

                               2.8.   In concreto
va rilevato come nel giro di pochi anni la ricorrente sostenga di non avere più
sostanzialmente nulla del cospicuo patrimonio ammontante a fr. 1'100'897.-
dichiarato nel 1991.

                                         L’iniziale
somma di fr. 866'000.- ritenuta dalla Cassa a titolo di sostanza alienata nella
"Tabella di calcolo PC" annessa alla decisione del 25 luglio 2002,
qui contestata, è stata ricalcolata dalla Cassa dopo che il figlio della
ricorrente ha prodotto all'amministrazione una serie di giustificativi,
relativi a spese effettuate dalla madre nel corso degli anni: di conseguenza,
dall'iniziale somma di fr. 1'100'897.- dichiarata nel 1991, la Cassa ha
ritenuto di potere ammettere una serie di spese, quantificate globalmente,
tenuto conto anche di "doni usuali e regali", in fr. 815'433.- (cfr.
doc. _).

                                         Per
quanto concerne invece il consumo dell'ulteriore importo di fr. 285'464.-
(somma computata dalla Cassa a titolo di sostanza alienata, cfr. doc. _),
allegato da __________ in sede ricorsuale (cfr. doc. _) e nello scritto del 12
dicembre 2002 (cfr. doc. _) e la cui verifica si impone all’amministrazione
secondo le DPC 2064.3, occorre rilevare che questo non è stato reso verosimile
in nessun modo e ciò nonostante gli inviti in tal senso da parte della Cassa e
da parte del TCA (cfr. doc. _). __________, a nome della madre, ha semplicemente
indicato che l'intera somma è stata consumata, come visto in precedenza, in
cure psicoterapeutiche e medicamenti, viaggi, abbigliamento, affitto, pagamento
imposte e assicurazioni, regali e beneficienza (cfr. doc. _), senza tuttavia
apportare la prova dell’avvenuto consumo degli stessi (cfr. doc. _).

 

                                         Ora, in
virtù del principio inquisitorio vigente in materia di assicurazioni sociali
(Untersuchungs-grundsatz, SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI praxis
1994 pag. 212; DTF 117 V 263; DTF 117 V 282) è compito del giudice chiarire
d’ufficio in modo corretto e completo i fatti giuridicamente rilevanti.

                                         Questo
principio non é tuttavia incondizionato, ma trova il suo correlato nell’obbligo
delle parti di collaborare (RAMI 1994 pag. 211; AHI praxis pag. 212; DLA 1992
pag. 113; DTF 117 V 261; DTF 116 V 26 consid. 3c; DTF 115 V 142 consid. 8a; DTF
114 V 234 consid. 5a; DTF 110 V 52 consid. 4a; Meyer, “Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung” in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12;
Spira, “Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure
cantonale” in Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16;
Kurmann, “Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz”
in Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pag. 5
ss.)

 

                                         Questo
obbligo comprende in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti
si avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui può essere
ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza
o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le
conseguenze dell’assenza di prove (SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a;
RAMI 1993 pag. 158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92;
DTF 115 V 113; cfr. pure sentenza 13 marzo 2001 non pubblicata del TFA in re
M.P e riferimenti; G. Beati, “Relazioni tra diritto civile ... “ in relazioni
tra diritto civile e assicurazioni sociali, Lugano 1993, pag. 1 seg. (3)).

                                         Su questi
aspetti, cfr. in particolare: J. L. DUC, “Les assurances sociales en Suisse”,
Losanna 1995, pag. 827-828 e TH. Locher, “Grundriss des
Sozialversicherungsrecht” Berna 1997, pag. 339-341 il quale rileva che
“besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne
Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.

 

                                         In merito
al principio inquisitorio e all'obbligo delle parti di collaborare vedi pure le
STFA del 5 giugno 2000 nella causa V.P. contro UAI e TCA, I 76/00 Ws, consid.
3a, pag. 5 e dell'8 novembre 1999 nella causa G.H. contro CCC e TCA, H 74/99
Ws, consid. 5d, pag. 8; DTF 122 V 157, consid. 1a, pag. 158 e i rinvii ivi
contenuti; DTF 121 V 204, consid. 6c, pag. 210; DLA 1999 N. 35, pag. 207,
consid. 3 e DLA 1996/1997, Nr. 17, pag. 83, consid. 2a.

 

                                         Nel
concreto caso, pur se invitata, in particolare dal TCA, a volere comprovare il
consumo dei capitali, l'insorgente non ha portato nessun altro elemento utile,
oltre a quelli indicati  all'amministrazione in occasione dell'incontro del 28
ottobre 2002.

 

                                         Anche
senza esaminare la fondatezza degli importi indicati come spese dal figlio
della ricorrente, ed anche limitandosi a ritenere gli importi della sostanza
considerati dalla Cassa nella risposta di causa, non vi è spazio per concedere
prestazioni complementari.

 

                                         Nel caso
concreto si è in presenza di una sparizione di circa 285'464.- in 10 anni,
oltre al consumo indicato di fr. 685'433.- e a fr. 130'000 in virtù dell'art.
17a OPC, che porterebbe ad un consumo totale di ben fr. 1'100'897.-, un importo
decisamente elevato e non comprovato.

                                         La
cessione di beni di consumo – come riferito nello scritto del 6 maggio 2002
(cfr. doc. _) – a terze persone, autorizzate ad utilizzare la carta di credito
della ricorrente e che avrebbero approfittato delle sue condizioni di salute
non buone (l'assicurata è affetta da sindrome parkinsoniana; cfr. allegato _ e
allegato _ agli atti dell'Amministrazione), non può avere quale conseguenza la
presa a carico del donante da parte dell’assicurazione sociale.

 

                                         Occorre
quindi tenere conto almeno della somma di fr. 285’464.- come posseduta
dall’assicurata per stabilirne il reddito determinante.

 

                               2.9.   Per quanto
attiene ora alla modalità di calcolo della sostanza effettuata dall’amministrazione,
si rileva che a norma dell’art. 3c cpv. 7 lett. b LPC il Consiglio federale
disciplina la valutazione dei redditi determinanti, delle spese riconosciute,
nonché della sostanza.

                                         

                                         Per
l'art. 17 cpv. 1 OPC -AVS/AI, nella versione in vigore dal 1 gennaio 1999:

 

" 
La valutazione della sostanza computabile deve
essere effettuata secondo le regole stabilite dalla legislazione sull'imposta
cantonale diretta del Cantone di domicilio.”

 

                                         Inoltre,
secondo l’art. 17a cpv. 1 OPC entrato in vigore soltanto il 1° gennaio 1990,
l’importo computabile delle parti di sostanza alle quali si è rinunciato, è
ridotto annualmente di CHF 10'000.--. Il valore della sostanza al momento della
rinuncia deve essere riportato invariato al 1° gennaio dell’anno seguente la rinuncia
e, in seguito, ridotto ogni anno (cfr. art. 17a cpv. 2 OPC).

Le parti di sostanza alle quali è stato rinunciato prima dell’entrata in vigore
dell’art. 17a OPC sono sottoposte a riduzione solo a partire dal 1° gennaio
1990 (cfr. disposizioni transitorie alla modifica del 12 giugno 1989).

                                         Questa
regolamentazione è stata dichiarata conforme alla legge ed alla Costituzione da
parte del TFA (Pratique VSI 1994 pag. 162, RCC 1992 pag. 436).

La giurisprudenza, inoltre, ha precisato che la sostanza dev’essere ripresa
integralmente il 1° gennaio 1990 e ridotta in seguito annualmente, la prima
volta il 1° gennaio 1991 (DTF 119 V 487; STFA non pubbl. del 21 dicembre 1990
in re V.A.).

Dal 1° gennaio 1995 è inoltre modificato il tenore dell’art. 17a cpv. 3 OPC secondo
cui per il calcolo della PC annua è determinante l’importo ridotto della
sostanza al 1° gennaio dell’anno per cui è assegnata la prestazione.

 

                             2.10.   Alla luce
delle disposizioni citate, questa Corte deve concludere che la Cassa ha
correttamente computato l’importo fr. 285'464.- quale sostanza (da cui dedurre
ancora la parte di sostanza non computabile di fr. 25'000.-), ottenuto
deducendo dal capitale dichiarato dalla ricorrente nella notifica di tassazione
1991-1992 (fr. 1'100'897.-) la cifra di fr. 685'433.- quale consumo ritenuto
dall'amministrazione e l’importo di fr. 10'000.- annui a partire dal 1° gennaio
1990 sino al 2002, per un totale di fr. 130'000. 

 

Nel caso di specie, quindi, il calcolo della
sostanza computabile operato dalla Cassa si rivela corretto.

L’importo computato ai fini del calcolo della
prestazione complementare mensile della signora __________ a titolo di sostanza
ammonta a fr. 260'464.-. Il reddito non privilegiato assomma così a fr.
46'693.-, ancora superiore al fabbisogno calcolato in fr. 34'347.-.

 

                             2.11.   L'assicurato
nell'atto di ricorso (cfr. consid. 1.2.), ha richiesto, se necessario, la sua
audizione personale.

 

                                         Il TCA
rileva innanzitutto che in ogni caso l’audizione richiesta può essere rifiutata
senza per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dagli art. 29 cpv.
2 Cost. e 6 n. 1 CEDU, della ricorrente.

                                         Infatti,
secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento
pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e
inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad
esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di
testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile
obbligo (cfr. STFA dell'8 novembre 1999 nella causa G.H. contro CCC e TCA, H
74/99 Ws, consid. 5b, pag. 6; DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90, consid. 6,
pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).

 

                                         Inoltre,
conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare
d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47, no. 63; Gygi,
Bundesverwaltungs-rechtspflege, IIa ed., pag. 274; Kummer, Grundriss des
Zivilprozessrechts, 4a ed., pag. 135; Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 63; cfr.
pure STFA del 28 giugno 2001 nella causa R.G., I 11/01; STFA del 13 novembre 2000
nella causa F.S., H 238/98; DTF 124 V 94; DTF 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344
consid. 3c e rinvii). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del
diritto di essere sentito ai sensi dell’art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 122 V 162
consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e rinvii).

 

                                         In
concreto dunque la fattispecie deve essere considerata sufficientemente
chiarita dall’esame degli atti dell’incarto, per cui questo Tribunale, rinuncia
all’audizione personale dell'assicurato.

 

 

                                         In simili
condizioni il gravame va respinto e l’assicurata non può essere posta al
beneficio di una prestazione complementare mensile.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti