# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b297f670-cdf2-54aa-8a89-0e532de5c6a4
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-07-06
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 06.07.2021 S 2020 54
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2020-54_2021-07-06.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 20 54

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

Presidenza Racioppi

Giudici von Salis e Meisser

Attuario Paganini

SENTENZA

del 6 luglio 2021

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali

A._____,

patrocinato dall'avv. Rosangela Locatelli, 

ricorrente

contro

Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, 

convenuta

concernente pretesa di risarcimento LAVS

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I. Ritenuto in fatto:

1. La B._____ è stata iscritta nel Registro di commercio del Cantone dei 

Grigioni il 22 maggio 2013. Dalla sua costituzione fino al trasferimento 

della sede a C._____ il 15 febbraio 2016, la B._____ è stata affiliata alla 

Cassa di compensazione AVS del Cantone dei Grigioni (qui di seguito: 

Cassa di compensazione).

2. Stando al Foglio ufficiale svizzero di commercio (FUSC), dall'11 novembre 

2015 all'8 gennaio 2016 A._____ è stato unico membro del consiglio di 

amministrazione (CdA) della B._____ con diritto di firma individuale. 

3. Il 27 ottobre 2016 l'Ufficio di esecuzione di C._____ ha rilasciato gli 

attestati di carenza di beni per la Cassa di compensazione, visto che non 

ha potuto accertare la presenza di beni pignorabili presso la B._____ e 

procedere a un pignoramento di salario.

4. Con decreto del 26 gennaio 2017 la Pretura del Distretto di C._____ ha 

dichiarato lo scioglimento della B._____ e ne ha ordinato la liquidazione in 

via di fallimento. 

5. Con decisione del 10 ottobre 2018 la Cassa di compensazione ha 

obbligato A._____ (nonché D._____ e E._____) al risarcimento del danno 

di CHF 83'645.63 a titolo di contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e CAF non 

saldati per gli anni 2014 e 2015 oltre a spese amministrative. 

6. L'8 novembre 2018 A._____ ha presentato opposizione contro tale 

decisione. 

7. Con decisione su opposizione del 2 aprile 2020 la Cassa di 

compensazione ha respinto l'opposizione. 

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8. Avverso questa decisione A._____ (qui di seguito: ricorrente) ha inoltrato 

ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni il 14 maggio 

2020, chiedendo l'annullamento della decisione impugnata e che sia 

accertato che egli nulla deve all'Istituto delle assicurazioni sociali del 

Cantone dei Grigioni. 

9. Nella presa di posizione del 27 maggio 2020 la Cassa di compensazione 

(qui di seguito: convenuta) ha chiesto il rigetto del ricorso. 

10. Nella replica del 10 giugno 2020 il ricorrente si è riconfermato nel suo 

ricorso. 

II. Considerando in diritto:

1. I requisiti processuali non danno adito a osservazioni, per cui il Tribunale 

entra nel merito del ricorso.

2. Controverso è se il ricorrente è responsabile per il danno a titolo di con-

tributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e CAF (qui di seguito anche: contributi 

sociali) subito dalla convenuta.

3. In virtù dell'art. 52 cpv. 1 della Legge federale sull'assicurazione per la 

vecchiaia e per i superstiti (LAVS; RS 831.10) il datore di lavoro deve 

risarcire il danno che egli ha provocato violando, intenzionalmente o per 

negligenza grave, le prescrizioni dell'assicurazione. I presupposti 

dell'obbligo di risarcimento sono quindi l'esistenza di un danno, la 

violazione di prescrizioni da parte del datore di lavoro e dell'organo, 

l'intenzionalità o la negligenza grave e un nesso di causalità (naturale e 

adeguato) tra la violazione (colpevole) delle prescrizioni e il danno insorto 

(cfr. STF 9C_80/2017 consid. 5.1, 9C_238/2017 consid. 5.3.2; Rivista per 

le casse di compensazione AVS [RCC], edita dall'Ufficio federale delle 

assicurazioni sociali fino al 1992, 1985, pag. 619 seg.). Giusta l'art. 52 cpv. 

2 LAVS se il datore di lavoro è una persona giuridica, rispondono 

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sussidiariamente i membri dell'amministrazione e tutte le persone che si 

occupano della gestione o della liquidazione. Se più persone sono 

responsabili dello stesso danno, esse rispondono solidalmente per l'intero 

danno. Giusta l'art. 52 cpv. 3 LAVS nella versione in vigore fino al 31 

maggio 2019 il diritto al risarcimento del danno si prescrive in due anni dal 

momento in cui la cassa di compensazione competente ha avuto 

conoscenza del danno, ma in ogni caso in cinque anni dall’insorgere del 

danno. Questi termini possono essere interrotti. Il datore di lavoro può 

rinunciare a eccepire la prescrizione. Se il diritto penale prevede un 

termine di prescrizione più lungo, si applica tale termine.

4.1. Indiscusso è che la B._____, quale datrice di lavoro, ha disatteso le 

prescrizioni di cui agli artt. 14 LAVS e 34 dell'Ordinanza sull’assicurazione 

per la vecchiaia e per i superstiti (OAVS; RS 831.101) relative all'obbligo 

di pagare i contributi sociali e che in seguito a questo comportamento 

illegale alla convenuta è insorto un danno per i contributi non saldati.

4.2. Inoltre è pacifico che la convenuta è venuta a conoscenza del danno al 

momento del ricevimento degli attestati di carenza beni del 27 ottobre 

2016 e che la decisione di risarcimento del 10 ottobre 2018 è dunque 

avvenuta entro il termine di prescrizione di due anni giusta l'art. 52 cpv. 3 

LAVS nella versione in vigore fino al 31 maggio 2019 (cfr. DTF 113 V 256 

consid. 3c).

5. Qui di seguito va esaminato se la convenuta può pretendere 

(sussidiariamente) il risarcimento del danno dal ricorrente quale 

amministratore e organo formale della società nel rispettivo periodo.  

5.1. Ai sensi della giurisprudenza si deve ammettere una negligenza grave del 

datore di lavoro risp. dell'organo se questi ha trascurato di fare quanto 

doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevolmente posta 

nella stessa situazione. La misura della diligenza richiesta viene 

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apprezzata secondo il dovere di diligenza che si può e si deve 

generalmente esigere in materia di gestione da un datore di lavoro risp. 

dell'organo della stessa categoria di quella a cui appartiene l'interessato 

(cfr. DTF 112 V 156 consid. 4; RCC 1988, pag. 599). I fatti di cui si è resa 

colpevole una società non sono necessariamente imputabili a tutti gli 

organi della stessa. Si deve infatti esaminare se e in quale misura questi 

fatti possano essere addebitati a un determinato organo, tenuto conto 

della situazione di diritto e di fatto di quest'ultimo nella rispettiva società. 

Se un organo ha agito in modo colposo dipende dalle responsabilità e dalle 

competenze che gli sono state attribuite dalla società (cfr. DTF 108 V 199 

consid. 3a; RCC 1985, pag. 620). Di regola, se la cassa di compensazione 

subisce un danno riconducibile a un'illecita violazione delle prescrizioni 

assicurative (segnatamente dell'obbligo di pagamento dei contributi), 

questa può partire dal presupposto che il datore di lavoro risp. l'organo 

abbia violato tali prescrizioni colpevolmente. Salvo il sussistere di motivi di 

giustificazione o di discolpa, essa di conseguenza emana la decisione di 

risarcimento nei confronti del datore di lavoro risp. dell'organo (cfr. DTF 

108 V 183 consid. 1b seg.).

5.2. Se il datore di lavoro è una società anonima, in linea di principio devono 

essere poste esigenze elevate all'obbligo di diligenza degli organi. Dal 

presidente di un consiglio d'amministrazione che funge da unico organo 

esecutivo, va pretesa maggiore diligenza che non da un membro del CdA 

di una grande impresa le cui possibilità di controllo sono limitate (cfr. DTF 

108 V 199 consid. 3b). In presenza di semplici rapporti, dai membri del 

CdA di una società anonima si deve di regola pretendere che abbiano una 

visione complessiva delle questioni più importanti dell'impresa. Inoltre, 

nemmeno la delega della competenza di gestione e di rappresentanza a 

terzi esonera i membri del CdA dal loro obbligo di alta direzione e alta 

vigilanza ai sensi dell'art. 716a cpv. 1 cifre 1 e 5 della Legge federale di 

complemento del Codice civile svizzero, Libro quinto: Diritto delle 

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obbligazioni (CO; RS 220). Le persone incaricate della gestione devono 

essere sottoposte a vigilanza, in particolare per quanto concerne 

l'osservanza della legge, dello statuto, dei regolamenti e delle istruzioni, e 

perciò anche il versamento dei contributi (cfr. STFA H 348/96 consid. 5b). 

Il membro del CdA non preposto alla gestione non è tenuto a sorvegliare 

ogni singolo affare delle persone incaricate della gestione e della 

rappresentanza, ma può limitarsi a controllare l'attività della direzione e 

l'andamento degli affari. Ciò significa che deve informarsi continuamente 

sull'andamento degli affari, chiedere rapporti, studiarli con cura, se 

necessario chiedere informazioni complementari e cercare di chiarire 

errori. Se da queste informazioni emerge il sospetto di un esercizio 

inopportuno o negligente delle competenze delegate, il membro del CdA 

è tenuto a effettuare subito gli accertamenti necessari e a esercitare un 

controllo esatto e severo del rispetto delle prescrizioni legali (cfr. DTF 114 

V 219 consid. 4a; cfr. anche PTA 1999 n. 9, pag. 48 seg.). 

5.3. L'obbligo del datore di lavoro (e quello sussidiario degli organi) di risarcire 

il danno decade, se questi comprova dei motivi di giustificazione o di 

discolpa escludenti una violazione intenzionale o per negligenza grave 

delle prescrizioni risp. legittimanti il non versamento dei contributi (cfr. DTF 

108 V 189 consid. 2b, 108 V 183 consid. 1b; STF 9C_394/2016 consid. 

4.1, 9C_238/2017 consid. 5.3.2; nel seguito si rinuncerà alla distinzione 

tra motivo di giustificazione e di discolpa, siccome secondo prassi 

vengono entrambi esaminati sotto il capitolo della colpa). Quale motivo 

giustificativo è ipotizzabile, in particolare, la situazione in cui il datore di 

lavoro riesca a consentire all'impresa di sopravvivere procrastinando il 

pagamento dei contributi, ad esempio nell'ipotesi di difficoltà passeggere 

di liquidità. Affinché un simile comportamento non comporti un 

risarcimento del danno giusta l'art. 52 LAVS, occorre però che il datore di 

lavoro, nell'istante in cui decide, abbia seri e oggettivi motivi di ritenere che 

gli sarà possibile pagare i debiti contributivi in tempo utile (cfr. DTF 108 V 

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183 consid. 2; Pratique VSI 1996 pag. 307; RCC 1992 pag. 248, 1985 pag. 

622). Più precisamente, un simile comportamento sfugge a una 

responsabilità ai sensi dell'art. 52 LAVS unicamente se in questo modo il 

datore di lavoro onora altri crediti (segnatamente quelli dei lavoratori e dei 

fornitori) essenziali per la sopravvivenza dell'azienda e al tempo stesso 

può oggettivamente ritenere che i contributi dovuti verranno soluti entro un 

termine ragionevole (cfr. STF 9C_41/2017 consid. 7.2). La questione 

decisiva in tale contesto non è tanto se il datore di lavoro all'epoca credeva 

realmente che l'azienda potesse essere salvata e che i contributi 

sarebbero stati pagati in un futuro prossimo, bensì piuttosto se un tale 

atteggiamento poteva apparire oggettivamente sostenibile agli occhi di un 

terzo responsabile (cfr. STF 9C_812/2007 consid. 3.2 con riferimenti). In 

questo contesto, il Tribunale federale ha precisato che una società che 

attraversa una fase difficile e fonda la sua esistenza su equilibri delicati 

deve prendere delle misure drastiche e immediate (cfr. STFA H 170/01 del 

23 luglio 2002 consid. 4.6. con riferimenti). I presupposti cumulativi per 

l'ammissione di un motivo di discolpa per carenza di liquidità possono 

essere riassunti come segue: Il temporaneo non pagamento dei contributi 

si fonda su di una consapevole e responsabile decisione societaria. Il 

motivo di discolpa deve sussistere per il periodo in cui andavano pagati i 

contributi. I contributi possono essere ritenuti soltanto se con i soldi ritenuti 

vengono onorate delle pretese di terzi per salvare la società. Riguardo alle 

pretese salariali dei lavoratori va osservato che, se la carenza di liquidità 

non permette il pagamento completo dei salari, questi devono essere 

fondamentalmente ridotti nella misura in cui è possibile versare i contributi 

sociali che ne risultano. La carenza di liquidità deve essere temporanea 

nel senso che non può durare che pochi mesi, cosicché sulla scorta di 

criteri oggettivi e di una critica valutazione della situazione finanziaria ci si 

possa aspettare un prossimo pagamento dei contributi in seguito a un 

assestamento oppure di una vendita della società. Devono esserci 

concreti indizi che si possa procurare del denaro entro un tempo 

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ragionevole. Dal temporaneo non pagamento dei contributi occorre infine 

oggettivamente attendersi un effetto decisivo per il salvataggio della 

società. Irrilevante è se dal punto di vista soggettivo l'organo (risp. 

l'amministratore) presumeva che la società sarebbe stata salvata e i 

contributi saldati (cfr. REICHMUTH, Die Haftung des Arbeitgebers und seiner 

Organe nach Art. 52 AHVG, 2008, n. 668 segg.; cfr. pure DTF 132 III 523 

consid. 4.6). Il Tribunale federale ha sottolineato che l'organo della società 

deve prestare particolare attenzione qualora sia a conoscenza del fatto 

che la società sta attraversando una crisi finanziaria (cfr. STFA H 446/00 

del 31 agosto 2001 consid. 4a). Senza che siano realizzati questi chiari 

criteri di discolpa, l'illiquidità di una società di per sé non giustifica il 

procrastinamento del pagamento dei contributi (cfr. RCC 1985, pag. 621 

seg.). In special modo, va infine rimarcato che un membro del CdA non 

può discolparsi obiettando di non aver avuto influsso sulla gestione 

aziendale (cfr. STF 9C_289/2011 consid. 4; DTF 114 V 223 consid. 4a).

5.4. Di regola, l'amministratore di una società anonima è responsabile del 

danno provocato alla cassa di compensazione ai sensi dell'art. 52 LAVS a 

partire dal momento della sua entrata effettiva nel CdA 

(indipendentemente dalla data d'iscrizione nel Registro di commercio) e 

risponde in via solidale non soltanto dei contributi sociali correnti, ma pure 

del debito scaduto nel corso del periodo precedente alla sua entrata in 

funzione, in quanto vi è rapporto di causa-effetto tra l'inazione dell'organo 

e il mancato pagamento dei contributi (cfr. DTF 119 V 401 consid. 4c; RCC 

1992, pag. 246 segg.). Per contro, non è data nessuna responsabilità del 

nuovo amministratore secondo l'art. 52 LAVS per il danno causato alla 

cassa di compensazione prima dell'assunzione del suo mandato nel caso 

in cui questi non poteva modificare nulla, poiché la società era già 

insolvente risp. fortemente indebitata (eccedenza di debiti), al punto che i 

contributi risultavano irrecuperabili per motivi giuridici o di fatto (STF 

9C_841/2010 consid. 4.3 con riferimenti; STFA H 156/05 del 16 gennaio 

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2007 consid. 7.2). In tale ipotesi, l'amministratore risponde unicamente per 

l’aggravamento del danno, ossia per ulteriori debiti contributivi (cfr. DTF 

119 V 401 consid. 4; REICHMUTH, op. cit., n. 277 con riferimenti).

5.5. La giurisprudenza e la dottrina ammettono in maniera generale 

(tacitamente) un nesso di causalità naturale e adeguata tra il 

comportamento colpevole e il danno subito successivamente al mancato 

pagamento dei contributi (cfr. STF 9C_238/2017 consid. 5.3.2 con 

riferimenti). L'agire colpevole di un organo va ritenuto inadeguato soltanto 

qualora la colpa di un altro organo prevalga a tal punto da porre in secondo 

piano la sua colpa, per es. se è stato tratto in inganno circa i contributi 

insoluti e non ha potuto ottemperare ai suoi obblighi di pagamento (cfr. 

STF 9C_27/2017 consid. 4.6).  

5.6. Il ricorrente sostiene che la durata della sua carica è stata di appena 58 

giorni se si tiene conto dell'iscrizione a Registro di commercio, e di soli 50 

giorni se si tiene conto della sua presenza effettiva in sede fino al 31 

dicembre 2015 in base alla disdetta del contratto di lavoro. In questo lasso 

di tempo non gli sarebbe stato oggettivamente possibile prendere 

conoscenza della situazione finanziaria della società. Egli avrebbe 

accettato la carica con la prospettiva di divenire dipendente della società 

a partire dal 1. dicembre 2015. Egli inoltre sarebbe stato licenziato nel 

periodo di prova e non avrebbe percepito il salario del mese di dicembre 

2015 risp. per il periodo in cui è stato alle dipendenze della società. Il 

danno della convenuta sarebbe antecedente all'assunzione della sua 

carica quale amministratore unico. Il brevissimo periodo della sua carica, 

considerate le festività natalizie, non gli avrebbe permesso di prendere 

conoscenza della situazione della società e ancor meno di intraprendere 

azioni mirate a evitare e/o mitigare il danno. Egli non avrebbe nemmeno 

avuto il tempo materiale di fare richiesta di documenti e ancor meno di 

esaminare la situazione economica della società, poiché nulla sarebbe 

stato presentato e ancor più nulla avrebbe potuto ottenere. Sarebbe iniquo 

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e arbitrario che il ricorrente venga chiamato a rispondere per una 

situazione già gravemente compromessa. Egli non avrebbe potuto 

visionare la situazione finanziaria della società, non avrebbe sottoscritto 

documenti contabili né altra corrispondenza a nome della società. 

5.7. Riprendendo essenzialmente la corretta motivazione della convenuta, 

fondata su di una giurisprudenza consolidata, va notato che il ricorrente, 

quale organo formale di una piccola società con semplici rapporti 

controllabili, sottostava a un obbligo di diligenza elevato. Egli era 

responsabile della contabilità e della solvibilità della società. Nel 

determinato periodo, in veste di unico amministratore della società 

avrebbe dovuto intraprendere delle fattive contromisure invece di lasciar 

continuare l'attività della società senza strategie di risanamento. Come 

giustamente affermato dalla convenuta, gli argomenti addotti a sua 

discolpa sono inconsistenti. Innanzitutto, egli non può liberarsi dalla 

responsabilità ex art. 52 LAVS adducendo di non aver partecipato alla 

gestione della società, pretendendo di aver avuto soltanto un ruolo 

subalterno, poiché ciò costituisce già di per sé una negligenza grave. In 

base agli atti non è possibile constatare se al momento dell'assunzione del 

ricorrente la società fosse già fortemente indebitata da impedire un 

pagamento dei contributi arretrati. Tuttavia, va notato che il fallimento della 

società è stato dichiarato solo a gennaio 2017 e che in ogni caso spettava 

al ricorrente, se del caso, dimostrare un forte indebitamento alla sua 

entrata nella società risp. provare che, anche se avesse potuto mostrare 

la diligenza dovuta informandosi e intraprendendo contromisure effettive 

e quindi adottando un comportamento alternativo, il danno sarebbe 

subentrato comunque a causa del (sovra)indebitamento risp. 

dell'insolvenza preesistente all'inizio del suo mandato di amministratore 

unico della società. Il ricorrente non dimostra inoltre che la colpa di 

D._____ sia talmente grave da porre in secondo piano la sua. La 

giustificazione da lui addotta di non aver ricevuto i documenti necessari 

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per esaminare la situazione economica della società non può essere 

accolta. Infatti, di fronte all'impossibilità di espletare i suoi compiti di 

gestore il ricorrente avrebbe dovuto rassegnare immediatamente la sua 

carica e recedere dalla società (cfr. REICHMUTH, op. cit., n. 563 con diversi 

riferimenti p. es. a STFA H 107/01 consid. 4.3, STF H 224/06 consid. 6), 

cosa che egli non ha fatto, posto che è comunque trascorso più di un mese 

fino al suo licenziamento. Le festività natalizie non cambiano nulla alla 

conclusione che il suo licenziamento non è stato immediato. Oltretutto, va 

rilevato che prima di accettare il relativo mandato il ricorrente avrebbe 

potuto accertarsi dello stato finanziario della società. In conclusione, 

benché il ricorrente abbia rivestito il mandato di amministratore unico della 

società per poco più di un mese, in applicazione della rispettiva 

giurisprudenza consolidata una sua responsabilità ex art. 52 LAVS per 

negligenza grave va confermata.

5.8.1. Il ricorrente fa infine valere che la convenuta non avrebbe indicato quanto 

eventualmente abbia potuto recuperare nella procedura di fallimento e 

quali azioni avrebbe intrapreso nei confronti del reale "deus ex machina" 

D._____. Inoltre, il ricorrente osserva che la convenuta non avrebbe 

dimostrato di aver inoltrato un estratto conto e/o un richiamo di arretrati 

scoperti nel periodo critico della società.

5.8.2. Riguardo a queste affermazioni, si osserva che per l'insorgenza e la 

rivendicazione del danno fa stato il fatto che il 27 ottobre 2016 l'Ufficio di 

esecuzione di C._____ ha rilasciato alla convenuta gli attestati di carenza 

di beni. Irrilevante è se è stato dichiarato il fallimento della società e l'esito 

della procedura di fallimento. Trattandosi poi di una responsabilità solidale 

è irrilevante quali azioni siano state intraprese contro D._____, siccome la 

convenuta ha il diritto di esigere il risarcimento di tutto il debito da uno solo 

dei debitori (cfr. DTF 109 V 86). Va tuttavia segnalato che, per quanto 

constatabile agli atti, la convenuta non ha potuto riscuotere il credito da 

D._____. Inoltre, agli atti si trovano tutti i rispettivi richiami inviati alla 

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società per i contributi scoperti, per cui la relativa obiezione del ricorrente 

volta a ridurre il suo obbligo di risarcimento del danno a causa di 

un'asserita corresponsabilità della convenuta è inconferente.

6. In conclusione, la responsabilità del ricorrente ex art. 52 LAVS deve 

essere confermata. Ne consegue che il ricorso va respinto e la decisione 

su opposizione impugnata confermata.

7. La procedura è gratuita (cfr. art. 1 cpv. 1 LAVS in unione con l'art. 61 lett. 

fbis LPGA). La convenuta non ha diritto a ripetibili (art. 61 lett. g e contra-

rio LPGA).

8. Il Tribunale federale ha stabilito che il ricorso in materia di diritto pubblico 

interposto contro un giudizio sulla responsabilità del datore di lavoro nei 

confronti di una cassa di compensazione fondata sull'art. 52 cpv. 1 LAVS 

è ammissibile solo qualora il valore litigioso raggiunga il limite di 

CHF 30'000.00 o in presenza di una questione di diritto di importanza 

fondamentale (v. DTF 137 V 51 in applicazione di un'interpretazione in 

senso largo della nozione di "responsabilità dello Stato" ai sensi dell'art. 

85 cpv. 1 lett. a della Legge sul Tribunale federale [LTF; RS 173.110]).  

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è respinto.  

2. Non si prelevano spese.

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]

L'interposto ricorso al Tribunale federale è stato respinto in data 11 febbraio 2022 

nella misura in cui è stato dichiarato ammissibile (9C_454/2021).