# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e569d49b-ca1b-5f54-8445-60cb85ffeeb6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-04-15
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 15.04.2016 15.2016.24
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2016-24_2016-04-15.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2016.24

  	
  Lugano

  15 aprile 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo sul ricorso 31 marzo 2016 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Locarno,
o meglio contro il verbale di pignoramento e attestato di carenza di beni
emesso il 17 marzo 2016 nell’esecuzione n. __________ promossa dal ricorrente
nei confronti di

 

	
   

  	
  PI 1, 

   

  

ritenuto
in fatto e considerato in diritto:

 

                                  che sulla scorta del precetto esecutivo n. __________ emesso il 12
gennaio 2016 dall’Ufficio di esecuzione (UE) di Locarno, RI 1 procede contro PI
1 per l’incasso di fr. 683.35 oltre agli accessori;

 

                                  che
il 17 marzo 2016 l’UE ha accertato che il pignoramento era stato infruttuoso e
ha emesso un attestato di carenza di beni;

 

                                  che
con ricorso del 31 marzo 2016, a nome di RI 1 PI 2 contesta l’attestato di
carenza di beni, facendo valere che l’autovettura dell’escusso non sarebbe
impignorabile come invece statuito dall’UE, che vanno pignorati i televisori “pagati (forse) diverse migliaia di franchi,
così come tutti gli atri apparecchi di valore (Notebook e computer Desktop,
Tablet, Impianti alta Fedeltà …” e che le spese di
trasferta devono essere suddivise a carico dei diversi creditori procedenti, le
spese postali ridotte a fr. 1.– (posta A) e l’indennità per le
informazioni aumentata di fr. 40.– per ogni mezz’ora supplementare;

 

                                  che
il ricorso è firmato dal solo PI 2;

 

                                  che
già in una procedura precedente, in cui egli aveva ricorso contro il mancato
pignoramento del veicolo dell’escusso in un’e­secuzione promossa da RI 1, la
Camera aveva lasciato aperta la questione della legittimazione al patrocinio di
PI 2 (sentenza 15.2012.58 del 22 maggio 2012 consid. 3);

 

                                  che
nell’ordinanza emessa il 23 maggio 2014 in una successiva procedura in cui PI 2
ancora pretendeva di rappresentare un creditore (inc. 15.2014.57), gli si è
ricordato che giusta l’art. 15 della legge
cantonale sulla procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento
(LPR, RL 3.5.1.2), la rappresentanza legale nell’ambito di una procedura di
ricorso ai sensi dell’art. 17 LEF davanti all’autorità di vigilanza ticinese è
riconosciuta a chi detiene una rappresentanza legale, agli avvocati ammessi al
libero esercizio della professione nel Cantone e ai loro praticanti, nonché ai
fiduciari (persone fisiche) con l’autorizza­­zione cantonale (sentenza della
CEF 15.2008.87 del 12 novembre 2008, consid. 1), ciò che non contrasta con il
diritto federale (art. 20a cpv. 3 e 27 LEF; DTF 138 III 398 consid. 3.2
e 3.3);

 

                                  che
non essendo PI 2 iscritto nell’albo cantonale degli avvocati né in quello dei fiduciari,
il presidente della Camera gli aveva impartito un termine per far
firmare il ricorso dal ricorrente personalmente o da un suo rappresentato
autorizzato (art. 7 cpv. 5 LPR), avvertendolo che in futuro i
ricorsi da lui presentati quale mandatario professionale sarebbero d’acchito
stati dichiarati irricevibili senza ulteriore formalità;

 

                                  che
il ricorso in esame va quindi considerato inammissibile senza necessità di avviare
una procedura di sanatoria;

 

                                  che
l’impugnazione appare del resto irricevibile anche per altri motivi formali, poiché
il ricorrente non ha prodotto il provvedimento impugnato (come invece imposto
dall’art. 7 cpv. 4 lett. a LPR), non ha formulato domande (art. 7 cpv. 3 lett.
a LPR), né ha indicato e prodotto i mezzi di prova disponibili (art. 7 cpv. 3
lett c e cpv. 4 lett. c LPR) – in particolare per quanto attiene all’affermazione
secondo cui il veicolo dell’escusso sarebbe stato collaudato recentemente e il
suo valore sarebbe “certamente” sufficiente a coprire il suo credito – e neppure ha motivato a sufficienza
alcune delle sue censure (non specifica concretamente quali beni mobili dell’escusso
siano a suo parere pignorabili e perché, né quantifica le spese esecutive da
lui ritenute corrette);

 

                                  che
per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano
indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF
[RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:            1.  Il ricorso è irricevibile.

 

                             2.  Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                             3.  Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –;

  –.

   

  

                                  Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Locarno.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                 Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro
cinque giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è
stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.