# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ca87cd79-2d63-5790-ae3d-1e6e88e41cc3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-10-23
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 23.10.2017 60.2017.186
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2017-186_2017-10-23.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2017.186

   

  	
  Lugano

  23 ottobre 2017/mr

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro
  Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Giovan Maria Tattarletti

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Giorgia
  Peverelli, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo 28/31.07.2017 presentato da

 

 

	
   

  	
  RE
  1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  il decreto 20.07.2017 emanato dal presidente della
  Pretura penale Marco Kraushaar mediante il quale ha dichiarato irricevibile,
  siccome ritenuta tardiva, la sua opposizione al decreto d'accusa DA __________
  (inc. __________);

  	
   

  

 

 

richiamati gli scritti 04.08.2017 del procuratore
pubblico Zaccaria Akbas e 07/08.08.2017 del presidente della Pretura penale
Marco Kraushaar, con i quali entrambi comunicano di non avere particolari osservazioni
da formulare, rimettendosi al giudizio di questa Corte;

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in
fatto

 

 

a.Con
decisione 14.04.2017 il procuratore pubblico Zaccaria Akbas ha posto RE 1 in
stato di accusa dinanzi alla Pretura penale del Cantone Ticino, siccome
ritenuto colpevole di impedimento di atti dell’autorità per avere, il 07.04.2016
a __________, “impedito ad agenti di Polizia di compiere atti che
rientravano nelle loro attribuzioni, rifiutandosi di fornire le proprie
generalità, tentando di allontanarsi, divincolandosi dalla presa per il braccio
e tentando di dare un calcio all’agente __________, rendendo necessario l’ammanettamento
ed il trasporto presso gli uffici di polizia per procedere all’identificazione”,
ed ha proposto la sua condanna alla pena pecuniaria - sospesa condizionalmente
per un periodo di prova di due anni - di 30 aliquote giornaliere da CHF 30.00
cadauna, corrispondenti a complessivi CHF 900.00, oltre al pagamento della multa
di CHF 200.00, della tassa di giustizia di CHF 100.00 e delle spese giudiziarie
di CHF 100.00 (DA __________).

 

                                         Il
decreto d'accusa, intimato per raccomandata il medesimo giorno e segnalato
dalla Posta a RE 1 mediante avviso di ritiro datato 18.04.2017 con scadenza 25.04.2017,
non è stato ritirato. Il procuratore pubblico ha provveduto ad un secondo invio
per posta semplice l’11.05.2017.

 

 

                                  b.   Con
raccomandata 18/19.05.2017, RE 1 ha interposto opposizione al DA __________
(inc. MP __________, scritto agli atti).

 

                                         

c.Con
decreto 23.05.2017 il magistrato inquirente ha confermato il surriferito
decreto d'accusa e ha trasmesso gli atti del relativo incarto alla Pretura
penale, rilevando come, a suo dire, l'opposizione è da considerarsi tardiva (inc.
__________, AI 1).

 

 

                                  d.   Con
scritto 10.07.2017 il presidente della Pretura penale ha impartito a RE 1 un
termine di 10 giorni per prendere posizione in merito alla presunta tardività
della sua opposizione e per eventualmente produrre la necessaria documentazione
(inc. __________, AI 2). 

 

 

                                   e.   Con
lettera 12/14.07.2017 RE 1 ha sostenuto che la sua opposizione non è tardiva “in
quanto avevo 10 giorni di tempo dal 11.05.2017 e ho spedito la raccomandata il
18.05.2017”, aggiungendo di non averla potuta ritirare prima, siccome era assente
(inc. __________, AI 3). Al citato scritto RE 1 ha allegato copia del decreto
di accusa 14.04.2017, sul quale figura il timbro del secondo invio per posta
semplice effettuato il 11.05.2017 a seguito del mancato ritiro della raccomandata.

 

 

                                    f.   In
data 20.07.2017 il presidente della Pretura penale ha decretato lo stralcio
dell'opposizione 18/19.05.2017, considerandola irricevibile in quanto tardiva (inc.
__________, AI 4). 

 

 

                                  g.   Con
reclamo 28/31.07.2017 RE 1 postula l'annullamento del decreto 20/21.07.2017 qui
impugnato.

 

                                         Egli
sostiene che, trovandosi all’estero per lavoro, “ho preso coscienza del DA
che contesto soltanto l’11 maggio. Ho fatto quindi subito opposizione”,
aggiungendo che “Non mi aspettavo minimamente la notificazione di un decreto
da parte del Ministero Pubblico. Infatti ero stato interrogato molto tempo
prima e in quell’occasione il magistrato non mi ha preannunciato tale possibilità.
Pensavo che ormai la questione era stata archiviata” (inc. CRP __________,
doc. 1).

 

 

in diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Giusta l'art. 393 cpv. 1
lit. b CPP il reclamo può essere interposto contro i decreti e le ordinanze,
nonché gli atti procedurali dei tribunali di primo grado, ad eccezione delle
decisioni ordinatorie e dei casi in cui è espressamente escluso dal CPP o
quando è prevista un’altra impugnativa.

 

                                         Con il gravame si possono censurare le violazioni del
diritto, compreso l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento e la denegata
o ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lit. a CPP), l'accertamento inesatto o incompleto
dei fatti (art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e l'inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit.
c CPP).

 

                                         Il reclamo deve essere presentato entro dieci giorni,
per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare
all’art. 390 CPP per la forma scritta e all’art. 385 CPP per la motivazione.

 

                                         In particolare il reclamo deve indicare i punti della
decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione
ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

                                         La
prevalenza dei principi della verità materiale e della legalità impone alla
giurisdizione di reclamo, investita di un gravame, di decidere
indipendentemente dalle conclusioni o dalle motivazioni addotte dalle parti, esprimendosi
sugli argomenti rilevanti per il giudizio conformemente all'obbligo di motivazione giusta l'art. 81 cpv. 3 CPP, ed applicando il diritto penale ‒ che deve
imporsi d'ufficio ‒ senza con ciò ledere il diritto delle parti di essere
sentite, ancorato all'art. 29 cpv. 2
Cost. (Commentario CPP – M. MINI, art.
391 CPP n. 2; sentenze TF 6B_494/2015 del 25.5.2016 consid. 4.1.; 6B_69/2014
del 9.10.2014 consid. 2.4.; 6B_776/2013 del 22.7.2014 consid. 1.5.).

 

                                         1.2.

                                         Il gravame, inoltrato il 28/31.07.2017 alla
Corte dei reclami penali, competente ex art. 62 cpv. 2 LOG, contro il decreto
20.07.2017 emanato dal presidente della Pretura penale (inc. __________, AI 4)
è tempestivo e proponibile.

 

                                         Le esigenze di forma e di motivazione sono rispettate.

 

                                         RE
1, imputato e destinatario della
decisione impugnata, è pacificamente
legittimato a reclamare ex art. 382 cpv. 1 CPP avendo un interesse
giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifica del giudizio.

 

                                         Il reclamo è – di conseguenza – ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Nell'ambito della
procedura del decreto d'accusa (art. 352 ss. CPP) l'imputato può
impugnare il decreto d'accusa entro dieci giorni al pubblico ministero con
opposizione scritta (art. 354 cpv. 1 lit. a CPP), non necessariamente motivata
(cpv. 2). In assenza di valida opposizione, il decreto d'accusa diviene
sentenza passata in giudicato (cpv. 3).

                                         Se
è fatta opposizione il caso passa nuovamente nelle mani del pubblico ministero [Messaggio
concernente l'unificazione del diritto processuale penale del
21.12.2005, in: FF 2006 p. 989
ss. (di seguito: messaggio), p. 1194; BSK StPO II – F. RIKLIN, op. cit., art.
355 CPP n. 1], che assume le ulteriori
prove necessarie al giudizio sull'opposizione medesima (art. 355 cpv. 1 CPP) e decide se
confermare il decreto d'accusa, abbandonare il procedimento, emettere un nuovo
decreto d'accusa oppure promuovere l'accusa presso il tribunale di primo grado (art. 355
cpv. 3 lit. a-d CPP).

                                         Se decide di confermare il decreto d'accusa, il pubblico ministero trasmette senza indugio
gli atti al tribunale di primo grado affinché svolga la procedura dibattimentale;
in tal caso, il decreto di accusa è considerato atto di accusa (art. 356 cpv. 1
CPP). Il tribunale di primo grado statuisce sulla validità del decreto di accusa
e dell'opposizione (cpv. 2).

 

                                         2.2.

                                         Il
decreto d'accusa è notificato per scritto e senza indugio alle persone e
autorità legittimate a fare opposizione (art. 353 cpv. 3 CPP).

                                         Per
il rimanente sono applicabili le norme generali relative alla comunicazione e
notificazione di una decisione, e meglio gli art. 84-88 CPP (messaggio, p.
1193; BSK StPO II – F. RIKLIN,
op. cit., art. 353 CPP n. 7).

 

                                         2.2.1.

                                         In
particolare il decreto d'accusa è
notificato (al domicilio, alla dimora
abituale o alla sede del destinatario, art. 87 cpv. 1 CPP; cfr., in proposito,
sentenza TF 6B_446/2016 del 27.6.2016 consid. 2.5.) mediante invio postale raccomandato o in altro modo
contro ricevuta, segnatamente per il tramite della polizia (art. 85 cpv. 2
CPP).

 

                                         2.2.2.

                                         La
notificazione è (pure) considerata avvenuta in caso di invio postale raccomandato
non ritirato, il settimo giorno dal tentativo di consegna infruttuoso, sempre
che il destinatario dovesse aspettarsi una notificazione (art. 85 cpv. 4 lit. a
CPP), ad esempio nel caso di un imputato che dovrebbe ragionevolmente attendersi
la comunicazione del compimento di atti istruttori, non necessariamente
unicamente da parte del Ministero pubblico (DTF 140 IV 82 consid. 2.4.; sentenza
TF 6B_463/2014 del 18.9.2014 consid. 1.1.; sentenza TF 6B_11175/2013 del
18.9.2014 consid. 1.2.; sentenza TF 6B_940/2013 del 31.3.2014 consid. 2.2.1.;
sentenza TF 6B_314/2012 del 18.2.2013 consid. 1.3.2.; BSK StPO I – S. ARQUINT,
2. ed., art. 85 CPP n. 9).

 

                                         Una persona deve attendersi una notificazione quando
c’è una procedura in corso che la concerne, circostanza che impone alle parti
di comportarsi conformemente alle regole della buona fede, che prescrive,
segnatamente, che le parti devono fare in modo che le decisioni inerenti alla
procedura possano essere loro notificate (decisione TF 6B_276/2013 del
30.7.2013 consid. 1.1.). Il dovere procedurale di doversi attendere con una
certa probabilità la ricezione di una notificazione di un atto ufficiale sorge
con l’apertura del procedimento penale e vale durante tutto il corso dello
stesso (decisione TF 6B_314/2012 del 18.2.2013 consid. 1.3.1.; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, op. cit.,
art. 85 CPP n. 9; ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER, art. 85 CPP n. 6).

 

                                         Nel
caso di un invio postale raccomandato vale la presunzione, confutabile, secondo
cui l'impiegato/a postale ha correttamente depositato nella bucalettere o nella
casella postale del destinatario l'avviso di ritiro ed ha correttamente registrato
la data del primo tentativo di notificazione. In un simile caso si verifica
l'inversione dell'onere della prova a carico del destinatario che contesta di
aver ricevuto l'avviso di ritiro. Detta presunzione può essere confutata con
l'apporto della prova contraria, e resta valida fino a quando il destinatario
non fornisce elementi attestanti la probabilità preponderante di uno o più
errori in occasione della notificazione. Poiché la non ricezione dell'avviso di
ritiro rappresenta una questione di fatto negativa, la sua dimostrazione completa
è per sua natura difficilmente realizzabile. La possibilità, latente, che
l'ufficio postale compia errori non è sufficiente a confutare la presunzione di
consegna dell'avviso di ritiro. È necessario l'apporto di elementi concreti di
un avvenuto errore (sentenze TF 6B_175/2016 del 2.5.2016 consid. 2.3.;
6B_276/2013 del 30.7.2013 consid. 1.3.; 6B_314/2012 del 18.2.2013 consid.
1.4.1.; 1B_695/2011 del 25.9.2012 consid. 3.3.; 2C_128/2012 del 29.5.2012
consid. 2.2.). La conclusione, derivante dalla presunzione di consegna
dell’avviso di ritiro, che non sia stata apportata la dimostrazione del contrario,
rappresenta un apprezzamento delle prove (sentenze 6B_940/2013 del 31.3.2014 consid.
2.1.4; 2C_128/2012 del 29.5.2012 consid. 2.4.).

 

                                         Secondo
costante giurisprudenza, colui che è parte ad una procedura giudiziaria e che
deve attendersi di ricevere una notifica di atti da parte di un giudice, è tenuto
ad andare a prelevare la propria corrispondenza, oppure, nel caso in cui si
assenti dal proprio domicilio, di prendere tutte le disposizioni del caso affinché
la posta gli giunga comunque. A difetto di ciò, sussiste la finzione secondo
cui, alla scadenza del termine di giacenza, egli abbia avuto conoscenza del
contenuto di ciò che è stato inviato per raccomandata. Tale obbligo comporta
che il destinatario deve, se del caso, designare un rappresentante, far
arrivare a questi la propria corrispondenza, informare le autorità della
propria assenza oppure indicare loro un indirizzo di notifica degli atti. Il
termine di giacenza di sette giorni non può essere prolungato (in quanto
termine legale, in applicazione dell'art. 89 cpv. 1 CPP) quando la Posta
permette di ritirare la corrispondenza entro un termine più lungo, in seguito
ad una domanda di fermo posta. Accordi particolari con la Posta non permettono
di posticipare la scadenza della notifica, che viene reputata come adempiuta,
alla scadenza del termine di sette giorni. Nel caso in cui il destinatario dia
l'ordine alla Posta di conservare la sua corrispondenza, l'invio raccomandato è
reputato come notificato non al momento del suo ritiro effettivo, ma l'ultimo
giorno del termine di giacenza di sette giorni che segue la ricezione del plico
postale al luogo di domicilio del destinatario (sentenza TF 6B_463/2014 del
18.9.2014 consid. 1.1.).

 

                                         2.2.3.

                                         Secondo
la recente giurisprudenza del Tribunale federale, esiste un lasso di tempo, a
partire dall'ultimo contatto con l'Autorità, trascorso il quale il destinatario
non deve più “aspettarsi una notificazione” giusta l'art. 85 cpv. 4 lit.
a CPP, bensì sussiste unicamente un dovere di ricezione, nel senso che il
destinatario partecipante al procedimento deve essere raggiungibile dall'Autorità
e le deve comunicare eventuali cambiamenti d'indirizzo o assenze prolungate dal
domicilio.

                                         Nella
sentenza 6B_110/2016 del 27.7.2016, al consid. 1.2. ha infatti ripreso la
sentenza 2P.120/2005 del 23.3.2006 relativa ad una procedura fiscale, ed
inoltre vari riferimenti dottrinali secondo i quali tale lasso di tempo sarebbe
compreso tra vari mesi ed un anno ‒ lasciando poi aperta la questione a sapere se un anno
potesse rappresentare una durata sostenibile, poiché nel caso concreto non risultava
determinante ai fini del giudizio.

 

                                         Ancora
nella sentenza 6B_110/2016 del 27.7.2016, al consid. 1.6.2. il Tribunale
federale ha statuito, concretizzando il principio di buona fede di cui all'art.
9 Cost., che per poter ammettere in un caso concreto la finzione di
notificazione è anche necessario che il destinatario riconosca quale mittente,
in maniera univoca, l'Autorità dalla quale deve aspettarsi una notificazione, e
ciò proprio perché la responsabilità processuale di un partecipante al
procedimento si limita agli atti ufficiali dell'Autorità con cui quel partecipante
è legato da un rapporto giuridico processuale (cfr., pure, ZK StPO ‒ D.
BRÜSCHWEILER, 2. ed., art. 85 CPP n. 6).

 

                                         Nella
sentenza 6B_87/2016 dell'11.4.2016 l'Alta Corte ha rilevato al consid. 3.2. che
dal profilo sistematico l'art. 85 CPP è contenuto nella sezione 6 del CPP “Comunicazione
delle decisioni e notificazione”, di modo che “la nozione di ‘notificazione’
si riferisce alle decisioni, mentre le altre comunicazioni possono essere notificate
con posta personale” (cfr., pure, DTF 140 IV 82 consid. 2.4.).

 

                                         2.3.

                                         Una
volta notificato il decreto d'accusa (secondo l'art. 85 cpv. 2-4 CPP), il termine di opposizione di
dieci giorni (art. 354 cpv. 1 CPP) decorre dal giorno successivo alla notifica
stessa (art. 90 cpv. 1 CPP).

                                         Per
l'art. 91 cpv. 1 CPP il termine è osservato se l'atto procedurale è compiuto
presso l'autorità competente al più tardi l'ultimo giorno. Il cpv. 2 prevede
che le istanze o memorie devono essere consegnate al più tardi l’ultimo giorno
del termine presso l'autorità penale oppure, all'indirizzo di questa, presso la
posta svizzera, una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera oppure,
qualora provengano da persone in stato di carcerazione, alla direzione dello
stabilimento.

 

                                         Per
quanto concerne in particolare la consegna alla posta svizzera, il termine è
rispettato quando lo scritto giunge/viene consegnato entro il termine presso La
Posta Svizzera SA. Non ha ad esempio alcuna portata la consegna ad una società
di posta estera, oppure ad un'impresa privata di consegna di corrispondenza. Invece,
il termine è reputato osservato anche quando la memoria o l'istanza perviene al
più tardi l'ultimo giorno del termine a un'autorità svizzera non competente.
Questa la inoltra senza indugio all'autorità penale competente (art. 91 cpv. 4
CPP). 

                                         Il
timbro postale fonda la presunzione, confutabile, secondo cui l'invio è avvenuto
quel giorno (BSK StPO I – C. RIEDO, op. cit., art. 91 CPP n. 24 s.).

 

                                         2.4.

                                         Giusta
l’art. 93 CPP vi è inosservanza di un termine quando una parte non compie
tempestivamente un atto procedurale oppure non compare a un'udienza.

 

                                         2.5.

                                         2.5.1.

                                         In
concreto RE 1, fermato a Lugano il 07.04.2016, alle ore 01:09, da due agenti
della Polizia della Citta di __________, siccome sospettato (unitamente ad
altre due persone in sua compagnia) di essere l’autore di diversi danneggiamenti
e di trovarsi in strada per compierne di altri. In occasione del fermo, RE 1 avrebbe
avuto un atteggiamento decisamente poco collaborativo, anzi aggressivo nei
confronti degli agenti, rifiutandosi di ossequiare gli ordini impartitigli,
tanto da rendere necessario il suo ammanettamento ed il successivo accompagnamento
presso gli uffici della Polizia per procedere all’identificazione (cfr.
denuncia 13/14.06.2016 del Comune di __________; inc. MP __________, AI 1). 

                                         In
data 29.09.2016 RE 1 è stato sentito in qualità di imputato dalla Segretaria
giudiziaria del magistrato inquirente in merito ai surriferiti fatti. Anche in
occasione del suo verbale di interrogatorio egli ha mostrato una totale mancanza
di collaborazione, rifiutandosi di rispondere alle domande che gli sono state
poste (inc. MP __________, AI 3).

 

                                         Sulla
base di questi fatti, RE 1 non poteva di certo non attendersi, in relazione al
procedimento penale che lo concerne, di ricevere una decisione dall’Autorità
penale, che nel caso di specie si è concretizzato nel decreto d'accusa DA __________.
 

 

                                         2.5.2.

                                         Come
già sopra ricordato, il decreto di accusa datato 14.04.2017 è stato intimato
per raccomandata il medesimo giorno. Questo invio per posta raccomandata è
stato segnalato dalla Posta a RE 1 (correttamente all'indirizzo del suo
domicilio, circostanza verificata e del resto non contestata dal qui
reclamante) mediante avviso di ritiro datato 18.04.2017 (cfr. estratto Track
& Trace), di modo che in concreto ‒ pur non avendo egli ritirato la raccomandata ‒ la
notificazione del DA __________ è avvenuta il settimo giorno dal tentativo di
consegna infruttuoso, ovvero il 25.04.2017. 

 

                                         2.5.3.

                                         Di
conseguenza, il termine di opposizione di dieci giorni ex art. 354 cpv. 1 lit. a
CPP è iniziato a decorrere il 26.04.2017 ed è scaduto venerdì 05.05.2017. Termine,
questo, non osservato da RE 1, il quale ha interposto opposizione solo in data
18/19.05.2017.

 

                                         2.5.4.

                                         A
ragione il presidente della Pretura penale, dopo aver invitato l’imputato a pronunciarsi
sulla tardività del suo atto, ha dunque reputato l’opposizione tardiva e
pertanto irricevibile.

 

                                         2.5.5.

                                         Nel
suo reclamo RE 1, quale giustificazione della sua asserita assenza che gli
avrebbe impedito di ritirare la raccomandata entro il 05.05.2017, si limita a sostenere
che la stessa era dovuta da un impegno di lavoro all’estero (aspetto peraltro
non approfondito e nemmeno documentato). 

 

                                         Ora,
il fatto che il reclamante, oltretutto solo a suo dire, sarebbe stato all’estero
per lavoro è manifestamente irrilevante. Determinante è infatti soltanto la
circostanza che egli doveva attendersi una notificazione da parte dell’Autorità
penale.

 

                                         Essendo
inoltre trascorso meno di un anno dall’ultimo contatto con l'Autorità (avvenuto
il 29.09.2016; cfr. verbale di interrogatorio, inc. MP __________, AI 3), il
reclamante nemmeno può sostenere che non poteva non aspettarsi la notifica di
una decisione in merito ai fatti a lui contestati. 

 

 

                                   3.   3.1.

                                         A questo punto è necessario verificare se RE 1 possa
eventualmente ottenere la restituzione del termine di opposizione al DA __________. 

 

                                         3.2.

                                         L'art.
94 CPP, che disciplina i presupposti per la restituzione di un termine, prevede
al cpv. 1 che la parte che – non avendo osservato un termine – abbia subito un
pregiudizio giuridico importante e irrimediabile, può chiederne la
restituzione; a tal fine deve rendere verosimile di non avere colpa dell'inosservanza.
L'istanza va motivata e presentata per scritto entro 30 giorni dalla cessazione
del motivo dell'inosservanza all'autorità presso cui avrebbe dovuto essere
compiuto l'atto procedurale omesso; entro lo stesso termine occorre compiere
l’atto omesso (cpv. 2).

 

                                         La
possibilità della restituzione del termine è esclusa quando sia data una qualsiasi
colpa, quindi anche nel caso di una negligenza solo lieve (BSK StPO I – C. RIEDO,
op. cit., art. 94 CPP n. 32 ss.; ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER, op. cit., art. 94
CPP n. 2; decisioni TF 6B_318/2012 del 21.1.2013 consid. 1.2.; 1B_741/2012 del
14.1.2013 consid. 3.). La restituzione del termine è concessa quando sussistono
motivi oggettivamente riscontrabili, cioè ragioni che hanno reso impossibile il
rispetto del termine medesimo (StPO PK – N. SCHMID, 2. ed., art. 94
CPP n. 6; Commentario CPP – M. GALLIANI / L. MARCELLINI, art. 94 CPP n. 2).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del Tribunale federale, uno stato di malattia costituisce un impedimento
atto a concedere la restituzione di un termine se – e fintanto che
– rende
impossibile qualsiasi azione volta al rispetto di un termine (sentenza TF
6B_318/2012 del 21.1.2013 consid. 1.2.;
DTF 119 II 86 consid. 2.; 112 V 255 consid. 2a). La malattia dev'essere
tale da impedire all'interessato di agire entro il termine in
questione di persona e, pure, di delegare tale azione ad una terza persona. Di
conseguenza, l'impedimento dura solamente finché l'interessato,
a causa del suo stato di salute fisica o psichica, non è in grado di compiere l'atto
giuridico né di persona, né di delegarlo ad un terzo (sentenza TF 6B_318/2012 del 21.1.2013 consid. 1.2.).

                                         L'irrimediabile
pregiudizio giuridico di cui all'art. 94 cpv. 1 CPP può consistere nella
perdita di una possibilità di ricorso (BSK StPO I – C. RIEDO, op. cit., art. 94
CPP n. 26 ss., in particolare n. 29; ZK StPO – D. BRÜSCHWEILER, op. cit., art.
94 CPP n. 2; Commentario CPP – M. GALLIANI / L. MARCELLINI, art. 94 CPP n. 1),
come anche della possibilità di interporre opposizione ad un decreto d'accusa
(sentenze TF 6B_289/2013 del 6.5.2014 consid. 10.2.; 6B_360/2013 del 3.10.2013
consid. 3.3.; 6B_503/2013 del 27.8.2013 consid. 3.1.).

 

                                         3.3.

                                         Nelle circostanze del caso concreto, alla
luce dei principi dottrinali e giurisprudenziali sopra ricordati, non risultano
adempiute le condizioni per giustificare la restituzione del termine ex art. 94
CPP. Per questi motivi il decreto 20.07.2017 emanato dal presidente della
Pretura penale è confermato.

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Il gravame è respinto. 

 

                                         4.2.

                                         Tassa
di giustizia e spese sono poste a carico dell’insorgente, soccombente.

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 85, 87, 90 s., 93 s., 353 ss., 379
ss. e 393 ss. CPP, 1 ss. e 25 LTG ed ogni altra disposizione applicabile,

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
reclamo è respinto.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 300.--
e le spese di CHF 50.--, per RE 1, __________.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali
e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

	
   

  	
  -;

  -, 

    (con l’inc. __________ di ritorno);

  - sede

    (rif. inc. DA __________). 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

Per
 la Corte dei reclami penali

 

Il
presidente                                                          La cancelliera