# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 76d2790e-fd87-51f4-89ab-7fbee9bac411
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-06-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 05.06.2019 72.2018.202
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2018-202_2019-06-05.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2018.202

  	
  Lugano,

  5 giugno 2019/ns 

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone Ticino

  
	
  La Corte
  delle assise correzionali

  
	
   

  
						

composta da:                 giudice Manuela Frequin Taminelli,
Presidente

Stefano Stillitano, cancelliere

 

sedente nell’aula
penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare

 

nella causa penale       Ministero Pubblico

 

 

contro                             IM 1,

rappresentato dall’avv. DF 1

 

 

	
  imputato, a norma dell'atto
  d'accusa 164/2018 del 1° ottobre 2018 emanato dall’allora Procuratore
  pubblico __________, di

  

 

grave infrazione alle norme della circolazione 

per avere, il 10 maggio 2018 a __________, violato
intenzionalmente norme elementari della circolazione stradale, correndo in tal
modo il forte rischio di causare un incidente della circolazione con feriti
gravi o morti, segnatamente attraverso la grave inosservanza di un vigente
limite di velocità,

e meglio per aver circolato alla guida del veicolo Audi targato
(I)__________, alla velocità di 144 Km/h (dedotto il margine di tolleranza)
accertata dalla Polizia mediante apparecchio radar “Traffic Observer LMS-14”,
malgrado il prescritto limite di 80 Km/h, superando quindi di almeno 64 Km/h la
velocità massima consentita;

 

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di
luogo;

reato previsto: dall’art. 90 cpv. 3 e 4 lett. c LCStr. in
rel. con gli art. 27 cpv. 1, 32 cpv. 2 LCStr., art. 4a cpv. 1 lett. b ONC e
art. 22 cpv. 1 OSStr.;

 

 

Presenti:                     -   il Procuratore pubblico PP 1, in
rappresentanza del Ministero Pubblico; 

                                     -   l’avv. DF 1, difensore di
fiducia dell’imputato IM 1, assente.

 

 

Espletato il
pubblico dibattimento dalle ore 09:32 alle ore 10:15.

 

 

Sentiti:                        -   il Procuratore pubblico,
per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:

l’accusa chiede la conferma in fatto e in diritto di quanto
contenuto nell’atto d’accusa. IM 1 si trovava alla guida di un veicolo Audi ed
era intenzionato a raggiungere il suo posto di lavoro a __________. Lungo il
tragitto, in località di __________, egli superava di 64 km/h il limite di
velocità, lungo un quel tratto di strada sul quale era installato un cantiere.
I fatti non sono contestati e l’imputato ha ammesso di essere stato alla guida
dell’auto. Ha affermato che non si era accorto della velocità raggiunta e
nemmeno del limite di velocità in quel tratto vigente. Secondo pacifica
giurisprudenza, la velocità deve essere sempre adattata alle circostanze del
caso e se il limite viene superato questo è solamente imputabile al conducente.
Sull’auto guidata vi è anche un display con l’indicazione del limite di
velocità del tratto di strada percorso oltre che l’indicazione della velocità a
cui si sta procedendo. In quel tratto di strada l’imputato avrebbe dovuto
prestare maggiore attenzione considerata la presenza di un cantiere e le
ridotte dimensioni delle careggiate. In merito alla commisurazione della pena,
l’imputato ha un solo precedente risalente al 2015. Alla luce di queste
circostanze, l’accusa chiede una pena sospesa condizionalmente, ritenuta anche
la collaborazione prestata. L’accusa conclude chiedendo una pena detentiva di
14 mesi sospesa per 2 anni;

 

                                     -   l’avv. DF 1,
difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni:

notoria è la difficoltà del giudice di scostarsi dal limite
previsto dal legislatore. La normativa oggi a giudizio è ampiamente criticata
ed è stata mitigata dal TF per arginare l’automatismo previsto. Vi sono al
riguardo due sentenze (142 IV 137 e 143 IV 508) che consentono al giudice di
poter verificare le singole circostanze del caso concreto e scardinare così
l’automatismo della norma. La parola d’ordine è circostanza eccezionale. Solo
in tal caso si può confutare l’elemento oggettivo del forte rischio di causare
incidenti con feriti gravi o morti. La DTF 143 IV 508, sull’elemento oggettivo,
ma anche la DFT 142 IV 137 sull’elemento soggettivo. L’automatismo può essere
scardinato se il caso concreto presenta particolarità eccezionali tali da
considerarlo un caso di rigore. La difesa chiede la derubricazione
dell’imputazione secondo il cpv. 2 dell’art. 90 LCStr. La velocità massima in
quel tratto di strada era stata fissata in 80 km/h, a motivo dello svolgimento
dell’opera di ammodernamento di quel tratto di strada. Tale misura limitativa
ha la sua ragione nella sicurezza degli operai che ivi vi lavorano. Non si può
non rilevare che l’infrazione è avvenuta in un giorno festivo e il cantiere era
chiuso e non vi erano operai al lavoro. Su questo non vi possono essere dubbi.
Anche l’imputato non appena interrogato ha affermato che la strada era sgombra
e non vi erano operai al lavoro. Il manto stradale, inoltre, era asciutto e la visibilità
ottima e non vi era traffico data la festività, così come non vi erano ostacoli
sulla strada. Date queste circostanze, il limite di 80 km/h mantenuto anche
quel giorno è da considerarsi inadeguato, in quanto non vi era la necessità di
tutelare gli operai al lavoro. In altre parole, il limite massimo poteva essere
di 100 km/h facendo astrazione del cantiere, ciò che ha indotto in errore il
sig. IM 1. Nelle citate sentenze, vi è un passaggio rilevante per il caso in
esame, che la difesa legge. Si fa proprio riferimento alla dimenticanza di
togliere un limite di velocità li lasciato per la presenza di un cantiere. La
difesa chiede dunque di valutare se quel limite sia da ritenersi non adeguato.
Qualora fosse ritenuto inadeguato, è dunque possibile uscire dalla logica della
pirateria stradale e quindi tornare al cpv. 2 dell’art. 90 LCStr. Per tale
motivo non è data la circostanza della messa in pericolo accresciuta e
qualificata di cui al cpv. 3. Dal profilo soggettivo, la difesa rileva che il
perito ha evidenziato l’assenza di qualsiasi pericolo e di qualsiasi
impulsività in capo all’imputato, il quale non ha assolutamente avuto la
percezione che in quel tratto di strada ci fosse tale limitazione, dato anche
che sul tratto di strada precedente vi era il limite di 120 km/h e anche di 100
km/h. L’imputato ha apprezzato erroneamente la situazione in prossimità del
cantiere ma non ha mai creato alcun pericolo concreto. La difesa chiede di
voler accogliere tali argomentazione e di derubricare l’infrazione secondo il
cpv. 2 dell’art. 90 LCStr., e, di conseguenza, condannare l’imputato ad una
pena pecuniaria da porre a beneficio della sospensione condizionale della pena
per un periodo di 2 anni, considerato anche che, eccezionalmente, oggi IM 1 è
nuovamente titolare della licenza di condurre.

 

 

Considerato,                  in fatto ed in diritto

 

 

Premessa

 

In fase predibattimentale, il dibattimento era stato fissato per
il 29.03.2019. Su istanza di rinvio della difesa, motivato a ragione di
impellenti impegni professionali all’estero dell’imputato, esso è stato
posticipato al 05.06.2019 (doc TPC 13). 

Nondimeno, in data 04.06.2019, la difesa ha postulato di procedere
al dibattimento in assenza dell’imputato, producendo agli atti un certificato
medico da cui risulta che IM 1, in data 03.06.2019, ha subito un infortunio con
ferita lacero contusa della pianta del piede sinistro ed un trauma contusivo
con sospetta frattura di due dita del piede, risultando pertanto
impossibilitato a deambulare (doc. TPC 14). 

 

Al dibattimento di data 05.06.2019 la difesa ha precisato che
l’imputato si trovava presso il proprio domicilio in malattia, essendo
impossibilitato a muoversi, ragion per la quale ribadiva la richiesta di
procedere in sua assenza.

 

La Corte, preso atto del parere favorevole reso al riguardo del
Procuratore pubblico, costatato che la presenza dell’imputato non era
necessaria in aula, avendo egli avuto la possibilità di compiutamente
esprimersi in corso d’inchiesta sui fatti a lui addebitati, peraltro nemmeno
contestati in fatto, richiamato l’art. 336 cpv. 3 CPP, ha dispensato l’imputato
dal comparire personalmente e ha disposto che il dibattimento si svolgesse in
sua assenza.

 

 

                                   1.   Curriculum
vitae

 

Nel corso del verbale d’interrogatorio reso dinanzi
al Procuratore pubblico in data 27.09.2018, l’imputato ha
fornito una breve descrizione della propria situazione personale:

 

" …OMISSIS…”.

(VI PP, 27.09.2018, pag. 2, AI 7) 

 

Dalla dichiarazione di stato civile del 24.05.2018,
allegata al verbale d’interrogatorio reso in Polizia in pari data, l’imputato
ha dichiarato un salario netto mensile di fr. __________, una sostanza di fr. __________
ed un immobile di proprietà in Italia di fr. __________

 

 

                                   2.   Precedenti
penali e amministrativi

 

                               2.1.   Dall’estratto del casellario giudiziale in atti (AI 3), si evince un
precedente specifico a carico dell’imputato risalente al 20.02.2015, quando IM
1 è stato condannato con decreto d’accusa del Staatsanwaltschaft Graubünden, __________,
per il reato di infrazione grave alle norme della circolazione per eccesso di
velocità, alla pena pecuniaria di 50 aliquote giornaliere a fr. 270.- l’una,
sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 2 anni, oltre alla multa i
fr. 2'700.-.

 

Dall’estratto del casellario giudiziale italiano
(doc. TPC 6), non risultano, invece, precedenti condanne a carico
dell’imputato.

 

Con riferimento al proprio precedente penale, IM 1
ha dichiarato:

 

" Il PP mi fa
prendere atto che dall’estratto del casellario giudiziale svizzero risulta una
condanna del 2015 per reati di circolazione stradale commessi nel Canton
Grigioni. 

Confermo di aver subito questa condanna, anche se
non me la ricordavo. A domanda del PP se ho subito altre condanne in Italia o
altrove, rispondo negativamente”.

(VI PP, 27.09.2018, pag. 2, AI 7)

 

                               2.2.   Dal profilo amministrativo,
invece, agli atti è stata acquisita, su richiesta della Corte
giudicante, una decisione della Sezione della circolazione del Canton Grigioni
di data 12.03.2015, con la quale, a seguito dei fatti sfociati nella
precedente condanna sopra riportata, è stata disposta l’interdizione alla guida
per la durata di 4 mesi, dal 31.12.2014 sino al 30.04.2015 (doc. TPC 5).  

 

A seguito invece dei fatti oggetto dell’odierno procedimento, in
data 15.06.2018, è stato fatto divieto all’imputato di condurre veicoli a
motore a titolo preventivo e cautelativo a tempo indeterminato. Ricevuto poi il
rapporto peritale del 19.07.2018 dello psicologo del traffico __________, dal
quale si evince che, dal profilo caratteriale, non vi sono motivi per ritenere
l’imputato inidoneo alla guida, con decisione della Sezione della circolazione
del 13.08.2018, è stato comunque disposto il divieto di condurre veicoli a
motore per la durata di 2 anni, ovvero dal 16.06.2018 al 15.06.2020. 

Contro tale decisione è stato proposto ricorso dinnanzi al
Consiglio di Stato, il quale ha concesso l’effetto sospensivo alla decisione.  

 

 

                                   3.   Avvio
delle indagini e dichiarazioni dell’imputato

 

                               3.1.   In data 10.05.2018, in
territorio di __________, durante un normale controllo della velocità
effettuato senza posto di blocco a mezzo dell’apparecchio radar Traffic
Observer LMS-14, alle ore 10:21 veniva rilevata la velocità di guida
dell’imputato, il quale, a bordo del veicolo marca Audi S8 targato (I)__________,
raggiungeva la velocità di 148 km/h, nonostante il limite vigente di 80 km/h,
posto in virtu’ del fatto che in quel punto vi era un cantiere. 

Trattandosi di un caso di grave infrazione alle norme della
circolazione stradale, gli operanti della Polizia Cantonale di Camorino – V°
Reparto stradale, avvisavano immediatamente dell’infrazione la Centrale di
Camorino e le pattuglie in zona, al fine di cercare di individuare e fermare il
conducente, senza tuttavia riuscire nell’intento.

 

In data 15.05.2018, esperiti gli accertamenti di rito, gli
operanti prendevano contatto con la filiale di __________ della __________,
ditta proprietaria dell’autovettura guidata dall’imputato al momento
dell’infrazione, senza riuscire tuttavia, anche in questo caso, a parlare con
lui.

 

In data 16.05.2018, prendeva contatto con la Polizia Cantonale
l’avv. DF 1, difensore di fiducia di IM 1, il quale veniva reso edotto delle
ragioni per le quali gli agenti cercavano di rintracciare l’imputato e, di
conseguenza, veniva concordata la data dell’interrogatorio nel successivo
24.05.2018.         

 

                               3.2.   L’imputato, tradotto a
verbale, sin da subito, ha riconosciuto di avere superato il limite di velocità
fissato in 80 km/h, affermando, tuttavia, di non aver avuto cognizione del
limite vigente su quel tratto di strada, credendo, semmai, considerate la 4
corsie esistenti, che il limite di velocità fosse di 120 km/h. 

Ad ogni buon conto, si rileva che, diversamente da quanto indicato
dall’imputato, le corsie presenti non erano quattro ma erano tre, delimitate
dalla segnaletica provvisoria, come ben si evince dalle fotografie in atti. 

 

Sui fatti, l’imputato ha precisato che, quel mattino, si stava
recando presso gli uffici __________ della __________ e che “l’auto con la
quale stavo guidando è nuova, totalmente stabile e dà una sensazione di essere
sempre fermi a 120 km/h e sicuri nella guida” (VI PG, 24.05.2018, p. 4).

 

L’imputato ha poi aggiunto che il “10.05.2018 era un giorno
festivo in Svizzera (Ascensione) con totale assenza di traffico e il mio
comportamento non ha provocato pericolo agli altri utenti della strada, essendo
l’autostrada libera”. 

A domanda del proprio difensore, IM 1 ha infine precisato di non
avere notato operai al lavoro all’interno del cantiere ivi presente e che non
vi erano ostacoli sulla strada. 

 

Anche dinanzi al Procuratore pubblico, l’imputato ha ammesso le
proprie responsabilità:

 

"
In sostanza ammetto di essermi reso autore, mentre ero alla guida
del veicolo Audi targato (I)__________ dell’eccesso di velocità registrato dal
radar Traffic Observer LMS-14 in 144 km/h (dedotto il margine di tolleranza)
sui prescritti 80 km/h esistenti in loco. 

Il motivo del mio comportamento stradale è legato al fatto che,
benché fosse un giorno di festa, mi stavo recando in ufficio a __________.
Annoto che la giornata era soleggiata, non c’era alcun tipo di traffico e vi
erano su quel tratto tre corsie libere. Non ho assolutamente avuto la percezione
che vi fosse la limitazione della velocità a 80 km/h anche perché nel tratto
immediatamente precedente il limite era di 120 km/h e poi anche di 100 km/h.
Devio dire che non ho notato alcuna presenza di personale di cantiere o di
macchinari che fossero all’opera.

Dopo che il PP mi mostra le fotografie relative alla situazione
del cantiere esistente in quel frangente, devo dire che effettivamente la
situazione su quel tratto di strada si presentava effettivamente come rilevato
nelle fotografie. 

Da ultimo aggiungo che per me la situazione era del tutto
tranquilla e senza alcun pericolo”

(VI PP, 27.09.2018, p. 2, AI
7).

 

In merito alla frequenza con cui l’imputato si pone
alla guida del veicolo marca Audi S8 su quel tratto di strada, nel medesimo
verbale reso dinanzi al Procuratore, IM 1 ha affermato:

 

" Rispondo che
lo uso quotidianamente da giugno 2017 per spostarmi sui vari luoghi di lavoro
tra Italia e Svizzera ed altri Paesi europei. Posso quindi dire che l’auto la
conosco molto bene usandola quotidianamente. Pur essendo intestata alla ditta,
praticamente la uso solo io e talvolta il mio autista. Sottolineo che percorro con
quest’auto più di 70/80'000 km all’anno. Quest’auto è super silenziosa e molto
stabile nella guida e quindi non ti dà l’impressione della velocità”.

(VI PP, 27.09.2018, p. 2, AI
7).

 

                               3.3.   Al
termine del verbale d’interrogatorio del 27.09.2018, il Procuratore pubblico,
avendo comunicato l’imputato, assistito dal proprio difensore di fiducia, di
non avere alcuna istanza probatoria da presentare, disponeva la chiusura
formale dell’istruzione. 

 

Di conseguenza, in data 01.10.2018, il Procuratore pubblico rinviava
a giudizio l’imputato, contestando con l’atto d’accusa in rassegna il reato di
infrazione grave qualificata alle norme della circolazione stradale. 

 

 

                                   4.   Diritto e
sussunzione

 

                                   a.   L’art.
90 cpv. 3 LCStr prevede che: “è punito con una pena detentiva da uno a quattro
anni chiunque, violando intenzionalmente norme elementari della circolazione,
corre il forte rischio di causare un incidente della circolazione con feriti
gravi o morti, segnatamente attraverso la grave inosservanza di un limite di
velocità, l'effettuazione di sorpassi temerari o la partecipazione a gare non
autorizzate con veicoli a motore”. 

 

Tale norma viene quindi a descrivere una forma
qualificata dell’infrazione grave delle regole della circolazione di cui
all’art. 90 cpv. 2 LCStr (DTF 1B 98/2013; DTF 1B 275/2013; vedasi anche Alain
Macaluso, Des contraventions à la violation grave des règles de la
circolation routière, Franz Werro / Thomas Probst, Journées du droit de
la circulation routière, 2012; Cédric Mizel, Le délit de chauffard et sa
répression pénale et administrative, PJA 2013, pag. 189 e segg. ;
Julien Délèze/Hervé Dutoit, Le délit de chauffard au sens de l’art. 90 al. 3
LCR : éléments constitutifs et proposition d’interprétation, PJA 2013,
pag. 1202).

 

Gli elementi costitutivi del reato di cui all’art. 90 cpv. 3 LCStr
sono, come nel caso dell’art. 90 cpv. 2 LCStr, l’infrazione intenzionale e
oggettivamente grave di una norma fondamentale della circolazione e,
cumulativamente, la creazione di un forte rischio d’incidente con feriti gravi
o morti (Cédric Mizel, op. cit, PJA 2013, p. 189).

 

Nella sua decennale giurisprudenza il Tribunale Federale ha più
volte ribadito che, tenuto conto delle circostanze concrete del caso, tutte le
norme della circolazione possono risultare “fondamentali”. Analogamente,
l’infrazione di ognuna di tali norme può, potenzialmente, risultare “grave”
(DTF 119 IV 243). Per quanto attiene al forte rischio di causare un
incidente con feriti gravi o morti, risulta sufficiente una messa in pericolo
astratta accresciuta (RDAF 1974 303; Cédric Mizel, op.cit.).

 

Dal profilo soggettivo, l’art. 90 cpv. 3 LCStr richiede
l’infrazione intenzionale delle norme della circolazione, il dolo eventuale
risultando tuttavia sufficiente (DTF 6B 284/2011). 

 

In ambito di inosservanza di un limite di velocità, l’art. 90 cpv.
4 LCStr stabilisce che il capoverso 3 “è in ogni caso applicabile se la
velocità massima consentita è superata:

a. di almeno 40 km/h dove la velocità massima consentita è di
30 km/h;

b. di
almeno 50 km/h dove la velocità massima consentita è di 50 km/h;

c. di almeno 60 km/h dove la velocità massima consentita è di
80 km/h;

d. di almeno 80 km/h dove la velocità massima consentita è più
di 80 km/h”.

 

L'utilizzazione da parte del legislatore dei termini "in tutti
i casi" ("in jedem Fall", "toujours")
indica la volontà di creare un automatismo di applicazione del capoverso 3
dell'art. 90 LCStr allorquando i limiti di velocità di cui al capoverso 4 della
medesima disposizione sono raggiunti e superati.

 

Secondo la dottrina maggioritaria, attraverso tale formulazione,
il legislatore ha previsto una presunzione legale irrefutabile ai sensi della quale
l’art. 90 cpv. 3 LCStr è sempre applicabile quando le sopracitate soglie sono
raggiunte e superate (Cédric Mizel, op. cit.). Peraltro, seppur tentando di
proporre una differente interpretazione alle norme entrate in vigore il 1°
gennaio 2013, anche Délèze e Dutoit riconoscono che “riprendendo, di fatto,
lo schematismo imposto dal Tribunale Federale nel quadro dell’art. 90 cpv. 2
LCStr, vi è da ritenere che il legislatore ha voluto creare una presunzione
legale irrefutabile, basata sul solo elemento oggettivo della velocità. Risulta
dunque sufficiente che l’automobilista superi i limite posti dall’art. 90 cpv.
4 LCStr per renderlo perseguibile sulla base dell’art. 90 cpv. 3 LCStr”.
(Julien Délèze / Hervé Dutoit, op. cit., PJA 2013, p. 1202).

 

Analogamente, Weissenberger indica che l’applicazione dell’art. 90
cpv. 3 LCStr interviene non appena le soglie limite di cui al capoverso 4 sono
raggiunte e superate e ciò indipendentemente dalle particolarità del caso. Queste andranno poi considerate nell’ambito della commisurazione
della pena: “Sobald die in der Raser-Strafnorm festgelegte
Geschwindigkeitsüberschreitungen erreicht oder überschritten sind, ist die
Qualifikation zwingend erfüllt. Das gilt somit unabhängig davon, ob besonders
günstige Strassenverkehrsverhältnisse oder entlastende individuelle Umstände
beim Lenker vorliegen. Die Umstände des Einzelfalls sind aber bei der
Strafzumessung zu berücksichtigen” (Philippe Weissenberger, Reformpaket
„Via Sicura“: Wichtigste Neuerungen und Adwendungsprobleme, Jahrbuch zum
Strassen-verkehrsrecht 2012).

 

Così come ha avuto modo di decidere il Tribunale
Cantonale di San Gallo “Die Qualifikation ist unabhängig davon, ob besonders
günstige Strassen- oder Verkehrsverhältnisse vorlagen, erfüllt. Das Lenken
eines Motorfahrzeugs mit solchen Geschwindig-keiten birgt ex lege das Risiko
eines Unfalls mit Schwerverletzten oder Todesopfern (Maurer in: Kommentar StGB,
Donatsch/ Flachsmann/ Hug/ Maurer/Riesen-Kupper/Weder, 2013, Art. 90 SVG N 29
und N 33)” (AK 2013.89, 29.05.2013).

 

Il Messaggio del Consiglio Federale, elaborato
nell’ambito dell’analisi dell’iniziativa “Protection contre les chauffards”,
i cui princìpi sono confluiti nel testo legale entrato in vigore, è del resto
esplicito su questo punto: “les excès de vitesse particulièrement importants
doivent être systématiquement considérés comme une infraction pénale qualifiée
afin que la définition d’un chauffard et la peine à prononcer en conséquence ne
soient pas laissées à la seule appréciation des juges” (FF 2012 5066)".

 

Del resto, nell’ambito del superamento dei limiti di velocità, con
giurisprudenza costante, il Tribunale Federale ha stabilito - in particolare
con l’obiettivo di assicurare la parità di trattamento - che, indipendentemente
dalle buone condizioni di circolazione o dell’eccellente reputazione di
conducente dell’automobilista trasgressore, vi è un caso grave di violazione
delle norme della circolazione stradale ai sensi dell’art. 90 cpv. 2 LCStr
quando il superamento del limite di velocità raggiunge all’interno dell’abitato
i 20 km/h e, fuori da località abitate e sulle autostrade, rispettivamente i 30
km/h e i 35 km/h (CCRP 17.2009.4; CARP 17.2011.81 e relativi riferimenti).

 

                                   b.   Giusta l’art. 27 cpv. 1
LCStr, l’utente della strada deve osservare i segnali e le demarcazioni
stradali, mentre in ossequio dell’art. 32 cpv. 1 LCStr, la velocità deve sempre
essere adattata alle circostanze, in particolare alle peculiarità del veicolo e
del carico, come anche alle condizioni della strada, della circolazione e della
visibilità. Giusta i cpv. 2 e 3 dell’art. 32 LCStr, il Consiglio Federale
limita la velocità dei veicoli a motore su tutte le strade, ritenuto che la
velocità massima stabilita può essere ridotta o aumentata, per determinanti
tratti di strada, dall’autorità competente, di principio, salvo eccezioni,
soltanto in virtù di una perizia. 

 

                                   c.   Conformemente all’art. 4a
ONC, sulle autostrade la velocità massima dei veicoli può raggiungere, se le
condizioni della strada, della circolazione e della visibilità sono favorevoli,
i 120 km/h. Se dei segnali indicano altre velocità massime, esse sono
applicabili al posto delle limitazioni generali di velocità. Giusta l’art. 108
OSStr, per evitare o attenuare pericoli particolari della circolazione
stradale, per ridurre un carico ambientale eccessivo o per migliorare la
fluidità del traffico, l’autorità o l’Ufficio federale può ordinare deroghe
alle limitazioni generali della velocità su determinati tratti di strada. La
riduzione della velocità sulle autostrade può arrivare fino a 60 km/h (art. 108
cpv. 5 lett. a OSStr).

 

                               4.1.   Dal profilo
oggettivo la difesa ha eccepito che il limite di velocità posto in quel tratto
di strada era unicamente preordinato alla tutela della sicurezza degli operai
che lavorano all’interno del cantiere ivi presente, ragion per cui, considerato
che l’imputato ha commesso l’infrazione durante un giorno festivo, quando
dunque il cantiere era chiuso e non vi erano operai all’opera, il limite di 80
km/h non aveva ragion d’essere ed era, pertanto, da considerarsi “inadeguato”.

La difesa ha rilevato, dunque, che quel giorno,
facendo astrazione del cantiere e considerato quello specifico tratto di
strada, sarebbe stato conforme alla sicurezza anche un limite di 100 km/h che
sarebbe proprio il limite di velocità che l’imputato riteneva sussistente lungo
quel tratto. 

 

Di conseguenza, considerando come adeguato un limite
di velocità di 100 km/h, la velocità raggiunta dall’imputato non sarebbe da
qualificare come un caso di “pirateria stradale”, integrando invece il reato di
cui al cpv. 2 dell’art. 90 LCStr, conclusione a cui, la Corte, non ha dato
seguito.

 

                            4.1.1.   In merito ai
fatti oggetto di giudizio, questa Corte, innanzitutto, ha ritenuto che i
rilievi tecnici - non contestati dalla difesa in sede dibattimentale - esperiti
per determinare la velocità di andatura dell’auto guidata dall’imputato, hanno
inequivocabilmente accertato che IM 1 ha condotto il proprio veicolo ad una
velocità di 144 km/h (dedotto il margine di tolleranza), superando dunque di 64
km/h il limite consentito di 80 km/h.

Di conseguenza, la presunzione oggettiva della
creazione di un rischio qualificato, è ampiamente adempiuta.

 

Non servono molte parole per dire come la tesi
prospettata dalla difesa non può trovare accoglimento, già solo perché sul
tratto di strada in cui l’imputato ha raggiunto la velocità di ben 148 km/h, vi
era, seppur “fermo”, un ingombrante cantiere, peraltro presente dal 1 marzo
2018 che aveva determinato il restringimento delle normali careggiate per mezzo
di appositi delineatori di corsia, all’interno del quale vi erano i classici
veicoli da lavoro posteggiati a bordo delle careggiate,
come ben si evince dalle fotografie in atti (foto n. 4, 5 e 6 della
documentazione fotografica). 

 

D’altro canto il TF ha già rilevato che la presenza
di un cantiere sulla strada deve incitare gli automobilisti a un’attenzione e
ad una prudenza accresciuta, non potendosi mai escludere la presenza, anche
solo potenziale, di operai nei dintorni (6B_44/2018, 6B _444/2016).

Per la Corte, dunque, anche quando un cantiere
sembra apparentemente fermo e chiuso nel corso di in un giorno festivo, non si
può ancora escludere con certezza che non vi sia del personale all’opera. È
notorio, difatti, che sui cantieri stradali si lavora a tutte le ore della
notte e del giorno, compresi i giorni festivi. 

 

Il limite posto, pertanto, appare del tutto congruo
alla situazione che si presentava in quel momento lungo la strada percorsa
dall’imputato, non solo a salvaguardia, come detto, di eventuali operai, ma
anche di tutti gli utenti della strada, considerata la conformazione ristretta
delle carreggiate. Non si ravvede pertanto nessuna ragione per considerare tale
limite “sproporzionato”, come invece postulato dalla difesa. 

 

Si aggiunga che, come si evince dalla fotografia che
ritrae l’auto guidata dall’imputato al momento dell’infrazione, essa oltretutto
viaggiava a cavallo tra le due careggiate, nonostante la linea continua di
demarcazione (allegato 6 del Rapporto d’inchiesta).

 

Nemmeno le buone condizioni di circolazione,
l’ottima visibilità nonché l’eccellente reputazione di un conducente
trasgressore, piuttosto che la prestanza della vettura, costituiscono degli
elementi di fatto che permettono di escludere l’applicazione dell’art. 90 cpv.
3 LCSstr.  (ATF 143 IV 508 consid. 1.6 p. 514.).

 

A titolo abbondanziale, si rileva che oggi,
terminati i lavori e pur essendo la strada sgombra da qualunque cantiere e
perfettamente ultimata l’opera, con il ripristino dunque delle normali
careggiate autostradali, il limite di velocità vigente è di 100 km/h. 

 

Dal punto di vista oggettivo, pertanto, respinta la
tesi prospettata dalla difesa, il reato è perfettamente adempiuto.

 

                               4.2.   La successiva
questione attiene pertanto alla sussistenza dell’elemento soggettivo del reato.

 

A mente della difesa, nel caso di specie, l’intenzione
dell’accusato nel commettere l’infrazione è da escludersi, ritenuto che, come
già rilevato, egli ha semplicemente “erroneamente apprezzato la situazione
in prossimità del cantiere”, ritenendo dunque sussistente un limite
maggiore rispetto a quello realmente vigente, anche per il fatto che, lungo il
tratto di strada precedente, vi era un limite di 120 km/h e poi anche di 100
km/h. 

 

Questo, sempre secondo la tesi difensiva, sarebbe
comprovato anche da quanto indicato all’interno della perizia psicologica del
19.07.2018, ove il perito evidenzia l’assenza nell’imputato di qualunque
propensione al rischio, rispettivamente l’assenza di una tendenza
all’imposizione aggressiva nel traffico.  

 

                            4.2.1.   Dal punto di
vista soggettivo, occorre partire dall’idea che commettendo un eccesso di
velocità d’importanza tale, si ha l’intento di violare una regola fondamentale
della circolazione stradale, nonché quello di creare una situazione di pericolo
accresciuta che può comportare un incidente con feriti gravi o morti. Vi sono
tuttavia dei casi eccezionali, di rigore, dove il giudice può escludere la
realizzazione delle condizioni soggettive.

 

Ebbene, nel caso in esame, dal punto di vista
soggettivo, la difesa non ha dimostrato alcuna di queste circostanze
eccezionali. 

Come giustificazione del suo comportamento, il
prevenuto ha fatto valere di non essersi reso conto che lungo quel tratto di
strada vigeva un limite di 80 km/h, così come non si sarebbe nemmeno reso conto
della velocità raggiunta. 

 

In corso d’inchiesta, tuttavia, per stessa
ammissione dell’imputato, è emerso come egli percorreva quel tratto
settimanalmente, perfino quotidianamente, per andare al lavoro; dal che, per la
Corte, IM 1 non poteva non sapere che in prossimità del cantiere vigeva il
limite di 80 Km/h, considerato che il relativo cartello stradale era ben
visibile, e che quel cantiere era presente dal 1 marzo 2018. 

D’altro canto, l’accusato, come ha ammesso in
inchiesta, era perfettamente consapevole anche del limite di 100 km/h che
vigeva nel tratto immediatamente precedente, non potendosi pertanto non
avvedersi di un’ulteriore limitazione della velocità in presenza di lavori con
cantiere a margine della careggiata.

 

Anche il fatto che l’imputato, a suo dire, non si
sia reso conto della velocità raggiunta, costituisce una disattenzione alla
guida a lui soltanto imputabile, ritenuto che, per questa Corte, gli correva
l’obbligo di monitorare il contachilometri al fine di poter controllare la
velocità a cui andava ed adeguarla alle circostanze del caso concreto.

Sul punto si è già pronunciato il Tribunale
Federale, per il quale vi è l’obbligo per ogni conducente di costantemente
padroneggiare il veicolo e, quindi, di essere costantemente cosciente della
velocità a cui procede, in modo da poterla adattare alle diverse circostanze
(DTF 118 Ib 524).

 

Ragion per cui, nemmeno le eccezioni relative alla
prestanza del veicolo guidato, peraltro perfettamente nota all’imputato,
possono trovare accoglimento.

 

                            4.2.2.   Nel caso
concreto, pertanto, non sussistono quelle circostanze eccezionali tali da
permettere di ritenere che l’infrazione non sia stata intenzionale.

 

 

                                   5.   Commisurazione
della pena

 

                                   a.   Per
l’art. 47 cpv. 1 CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene
conto della vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché
dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2 dello stesso disposto
precisa che la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a
pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i
moventi e gli obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze
interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare
l’esposizione a pericolo o la lesione.

Come già l’art. 63 vCP, dunque, anche l’art. 47 cpv. 1 CP
stabilisce che la pena deve essere commisurata essenzialmente in funzione della
colpa dell'autore (DTF 136 IV 55 consid. 5.4).

In applicazione dell’art. 47 cpv. 2 CP - che codifica
la giurisprudenza anteriore fornendo un elenco esemplificativo di criteri da
considerare - la colpa va determinata partendo dalle circostanze legate
all’atto stesso (Tatkomponenten). In questo ambito, va considerato, dal
profilo oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene
giuridico offeso e la reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten),
elementi che la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto
designava con le espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di
esecuzione” (DTF 129 IV 6 consid. 6.1).

Vanno poi considerati dal profilo soggettivo (subjektive
Tatkomponenten) i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai
motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che
l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la
libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità
nonché l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid.
2a; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.1). In relazione
alla libertà dell’autore, occorre tener conto delle “circostanze esterne”, e
meglio della situazione concreta dell’autore in relazione all’atto, per esempio
situazioni d’emergenza o di tentazione che non siano così pronunciate da
giustificare un'attenuazione della pena ai sensi dell’art. 48 CP (Messaggio del
21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del
codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile,
FF 1999, pag. 1745; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008 consid. 2.2).

Determinata, così, la colpa globale dell’imputato, il giudice deve
indicarne in modo chiaro la gravità su una scala e, quindi, determinare, nei
limiti del quadro edittale, la pena ipotetica adeguata. Così come indicato
dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e precisato dal TF (in particolare, DTF 136 IV
55 consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere ad una ponderazione della pena
ipotetica in considerazione dei fattori legati all’autore, ovvero della sua
vita anteriore (antecedenti giudiziari o meno), della reputazione, della
situazione personale (stato di salute, età, obblighi familiari, situazione
professionale, rischio di recidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto
e nel corso del procedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà
sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; STF
6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2; cfr. anche STF
6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).

Con riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato
che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere
sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà
presumibilmente trattenere l'autore dal compiere altri reati (Messaggio del 21
settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice
penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999,
pag. 1744; DTF 128 IV 73 consid. 4; STF 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008 del
14 ottobre 2008, consid. 3.2; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2).
La legge ha, così, codificato la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di
pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV
73 consid. 4c; 127 IV 97 consid. 3). Questo criterio di prevenzione speciale
permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in
ogni caso essere proporzionata alla colpa (STF 6B_78/2008, 6B_81/2008,
6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2.; STF 6B_370/2007 del 12 marzo
2008, consid. 2.2; STF 6B_14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2
e riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II,
Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6, n. 72, pag. 205).

 

                               5.1.   Venendo alla
commisurazione della pena, l’imputato, percorrendo a 144 km/h un tratto di
strada il cui limite di velocità è di 80 km/h, si è reso responsabile della
fattispecie aggravata e qualificata dell’infrazione alle norme della
circolazione stradale, configurandosi in concreto un caso di pirateria
stradale.

L’accusato non aveva nessun valido motivo per
eccedere in tal modo il limite vigente. 

Si ricorda poi che una velocità così
largamente eccessiva implica quella presunzione per cui generalmente vi è
l’impossibilità di evitare un incidente grave in caso di un ostacolo.

 

La Corte, in suo favore, ha tenuto conto del fatto
che, da allora, non sono più giunte segnalazioni di violazioni commesse
nell’ambito della circolazione stradale. Ma, in suo sfavore, pesa il precedente
specifico a suo carico. 

 

                               5.2.   Nella
commisurazione della pena, la Corte è vincolata, de lege lata, al minimo
di pena edittale previsto dall’art. 90 cpv. 3 LCStr, e non può certo statuire de
lege ferenda.

 

Tutto ciò ben ponderato, IM 1 è stato condannato ad
una pena detentiva di 12 mesi, sospesa condizionalmente per un periodo di prova
di 3 anni, in virtu’ del precedente specifico a suo carico.

 

 

                                   6.   Le
spese di giustizia

 

La tassa di giustizia di fr. 1’500.- con motivazione
scritta e le spese procedurali sono poste a carico del condannato.              

 

 

 

 

visti gli art.:                     12,
40, 42, 44, 47 CP;

27, 32, 90 cpv 3 e 4 LCStr.; 4a ONC; 22 OSStr.

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

IM 1

 

                                   1.   è autore colpevole di:

 

                               1.1.   grave infrazione alle
norme della circolazione

per avere,

il 10 maggio 2018 a __________, 

circolato alla guida del veicolo Audi targato (I)__________, alla
velocità di 144 Km/h (dedotto il margine di tolleranza) accertata dalla Polizia
mediante apparecchio radar “Traffic Observer LMS-14”, malgrado il prescritto
limite di 80 Km/h, superando quindi di 64 Km/h la velocità massima consentita;

 

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei
considerandi.

 

 

                                   2.   Di conseguenza, IM 1 è
condannato alla pena detentiva di 12 mesi.

 

 

                                   3.   L’esecuzione della
pena detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di
anni 3 (tre).

 

 

                                   4.   La tassa di giustizia di
fr. 500.- senza motivazione scritta o di fr. 1'500.- con motivazione scritta e
le spese procedurali sono poste a carico del condannato.

 

 

                                   5.   Questo giudizio può essere
impugnato mediante appello alla Corte di appello e di revisione penale.
L’appello va annunciato al Presidente della Corte delle assise correzionali,
per iscritto oppure oralmente a verbale, entro dieci giorni dalla comunicazione
della sentenza. La dichiarazione d’appello va inoltrata alla Corte d’appello e
di revisione penale entro venti giorni dalla notifica della sentenza motivata.

 

 

 

 

 

Intimazione a:          -   

 

 

 

Comunicazione a:  -   Comando della Polizia cantonale, SG/SC
(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

                                     -   Ministero Pubblico, SERCO,
6501 Bellinzona

                                     -   Ufficio dei Giudice dei
provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

                                     -   Sezione della
circolazione, ufficio giuridico, 6528 Camorino

                                     -   Sezione della Popolazione,
ufficio della migrazione, servizio contenzioso, 6501 Bellinzona

 

 

 

Per la Corte delle assise
correzionali

La Presidente                                                       Il
cancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta spese:

Tassa di giustizia                             fr.        1'500.--

Inchiesta preliminare                       fr.           200.--

Altri disborsi (postali, tel.,
ecc.)      fr.             80.05

                                                             fr.        1'780.05

                                                             ============