# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7cc0400e-f04e-5aa4-a8e2-b5073237c773
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-10-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.10.2009 D-6515/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6515-2009_2009-10-28.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6515/2009/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 8  o t t o b r e  2 0 0 9

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice 
Nina Spälti Giannakitsas;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, dichiaratasi nata il (...),
Congo (Kinshasa),

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Ripartizione fra i Cantoni dei richiedenti l'asilo; 
decisione dell'UFM del 5 ottobre 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6515/2009

Fatti:

A.
Il  14  luglio  2009,  l'interessata  -  originaria  di  B._______  (Congo)  e 
dichiaratasi  nata  il  (...)  -  ha  presentato  una  domanda  d'asilo  in 
Svizzera al  Centro  di  registrazione e  di  procedura di  C._______ (di 
seguito:  CRP).  Ha  dichiarato,  nella  sostanza  e  per  quanto  è  qui  di 
rilievo  (cfr.  verbali  d'audizione  del  3  agosto  2009,  del 
10 settembre 2009 e del 30 settembre 2009, nell'ambito del diritto di 
essere  sentito  in  merito  all'attribuzione  al  cantone)  che  suo  padre 
biologico  –  D._______  (Nr.  Zemis  [...])  ad  oggi  al  beneficio  di  un 
permesso di  tipo  B -  vivrebbe in  Svizzera,  ciò  che le  sarebbe stato 
riferito dal suo passatore, il quale sarebbe a sua volta stato informato 
di tale fatto dalla zia dell'interessata. Quest'ultima non avrebbe avuto 
nessun contatto con il  padre dell'interessata e non ne conoscerebbe 
l'indirizzo. L'interessata  medesima  non  conoscerebbe  suo  padre,  né 
saprebbe  dove  vive,  né  con  che  statuto  vivrebbe  in  Svizzera,  né 
sarebbe  certa  del  fatto  che  egli  sarebbe  suo  padre  naturale. 
Nondimeno, l'interessata ha espresso il desiderio di essere attribuita al 
Cantone di residenza del padre, ovvero il Canton E._______ (secondo 
quanto  emerso  dalle  ricerche  nel  sistema  Zemis).  Quest'ultimo,  dal 
canto  suo,  avrebbe  telefonato  in  data  24  agosto  2009  al  CRP  per 
chiedere  informazioni  sulla  figlia,  in  seguito,  ha  inviato  in  data 
30 agosto 2009 una lettera all'UFM (recte: CRP), chiedendo di potersi 
prendere cura della figlia. 

B.
Il  30  settembre  2009,  l'UFM  ha  assegnato  l'interessata  al  Canton 
F._______,  conformemente  all'art.  27  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998  (LAsi,  RS  142.31)  e  nel  rispetto  dell'accordo  sulle 
proporzioni  di  ripartizione  dei  richiedenti  l'asilo  tra  i  cantoni, 
menzionato  agli  art.  21  e  22  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a 
questioni procedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311).

C.
Con decisione incidentale del 5 ottobre 2009 ai sensi dell'art. 27 cpv. 3 
LAsi,  l'UFM  ha  attribuito  l'interessata  al  Canton  F._______, 
conformemente alle norme sopraccitate e all'art. 1a cpv. (recte: lett.) e 
OAsi,  respingendo  la  richiesta  della  stessa  di  essere  attribuita  al 
cantone di  residenza del  presunto padre. Detto Ufficio  ha pure tolto 

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l'effetto  sospensivo  ad  un  eventuale  ricorso  contro  la  suddetta 
decisione. 

D.
Il  15  ottobre  2009,  l'interessata,  in  suo  nome proprio,  e  il  presunto 
padre  congiuntamente,  hanno  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  citata  decisione  dell'UFM. 
Hanno  chiesto  l'annullamento  della  decisione  impugnata  e  la 
trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per  una  nuova 
decisione,  nonché  la  restituzione dell'effetto  sospensivo  al  ricorso  e 
l'ordine di eseguire una periza al fine di determinare la paternità del 
signor D._______ nei confronti dell'interessata. 

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
e 107 cpv. 1 in relazione all'art. 27 cpv. 3 LAsi, nonché art. 83 lett. d 
della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giugno 2005  [LTF,  RS 
173.110]).

2.
Il TAF esamina d'ufficio e liberamente le condizioni di recevabilità delle 
procedure  che  gli  sono  sottoposte  (v.  Decisione  del  Tribunale 
amministrativo federale [DTAF 2007/6 consid. 1]). 

2.1 Ai  sensi  dell'art.  48  cpv. 1  della  legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) ha la qualità 
per ricorrere chi: a) ha parecipato al procedimento dinanzi all'autorità 
inferiore o è stato privato della possibilità di farlo; b) è particolarmente 
toccato  dalla  decisione  impugnata;  e  c)  ha  un  interesse  degno  di 
protezione all'annullamento o alla modifica della stessa. 

2.2 La  ricorrente  ha  la  qualità  per  agire,  come  pure  la  capacità  di 
essere  parte,  indipendentemente  dalla  questione  a  sapere  se  è 
minorenne  o  maggiorenne.  Infatti,  da  un  alto,  se  considerata 
minorenne al momento del deposito della sua domanda d'asilo, vista 
l'età dichiarata di 16 anni e qualche mese e il modo in cui si espressa, 

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essa dispone della capacità di  discernimento, di  modo che ella ha il 
diritto d'agire da sola nella difesa di un diritto strettamente personale 
(v.  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di 
ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1996 n° 3)  o di farsi rappresentare 
da un rappresentante legale (art. 11 cpv. 1 e 2 PA), dall'altro lato, se 
considerata  maggiorenne,  non  v'è  motivo  di  non  ammettere  la  sua 
capacità di discernimento o la validità della sua rappresentanza. Nella 
fattispecie,  la  ricorrente  ha agito  in  suo  nome,  rappresentata  da  un 
mandatario, in favore del quale essa ha conferito debita procura scritta 
(cfr. agli atti). 

2.3 Visto  l'adempimento  della  qualità  d'agire  della  ricorrente,  la 
legittimità  ad  agire  dell'asserito  padre,  in  suo  nome  proprio, 
congiuntamente  alla  pretesa  figlia  e  in  qualità  di  terzo  interessato  - 
come preteso in sede di ricorso (cfr. gravame pagg. 1-4) - può essere 
lasciata indecisa. D'altronde, l'atto di ricorso presentato è uno solo.

2.4 Inoltre,  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  52  PA nonché 
all'art. 108 cpv. 1 LAsi sono altresì adempiute. 

2.5 Di conseguenza, in considerazione di quanto sopra, v'è motivo di 
entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  tutte  le  condizioni  di 
recevibilità.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinate  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua. 

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano, 
di modo che la presente sentenza è redatta in italiano. 

4.
Nella decisione impugnata, l'autorità inferiore ha considerato che nel 
caso di specie non esisterebbe un diritto all'unità della famiglia della 
ricorrente  e  di  suo  padre,  poiché  i  rapporti  tra  loro  non  sarebbero 
definiti e quindi non rientrerebbero nella definizione di famiglia ai sensi 
dell'art. 1a cpv. (recte: lett.) e OAsi. Inoltre, la richiedente avrebbe reso 
dichiarazioni confuse sul suo padre biologico e non sarebbe stata in 
grado di indicare correttamente il suo nome o di fornire il suo indirizzo. 

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Infine,  le  affermazioni  della  richiedente,  secondo  le  quali  avrebbe 
saputo  della  presenza  del  padre  in  Svizzera,  non  sarebbero 
sufficientemente  motivate  e  dettagliate  e,  pertanto,  non  credibili.  Di 
conseguenza, l'UFM ha respinto la richiesta della richiedente di essere 
attribuita al cantone di residenza del presunto padre biologico e l'ha 
invece attribuita al Canton F._______.

5.
Nel gravame, l'insorgente ha fatto valere il diritto al ricongiungimento 
familiare ai sensi dell'art. 8 della  Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre  1950 
(CEDU,  RS  0.101) e  dell'art.  13  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione  svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  in 
considerazione del principio dell'unità della famiglia garantito all'art. 27 
cpv. 3 LAsi e dell'invocata paternità in favore del signor D._______, il 
quale  sarebbe  domiciliato  a  E._______  ed  al  beneficio  di  un 
permesso B.  A  sostegno  della  sua  tesi,  l'insorgente  ha  prodotto  la 
copia del  suddetto permesso (cfr. allegato al  ricorso n. 3)  nonché la 
lettera  del  padre  del  30  agosto  2009,  in  cui  quest'ultimo  si  è 
presentato  in  qualità  di  padre  della  ricorrente  ed  ha  garantito  di 
sovvenire  ai  suoi  bisogni  (cfr.  ibidem  n. 4).  Di  conseguenza,  la 
ricorrente ha asserito di poter esigere che la procedura d'asilo possa 
continuare nel Canton E._______. Tuttavia, a proposito della paternità 
del  padre,  essa  ha  chiesto  che  -  ritenuta  l'assenza  di  qualsiasi 
documento dello stato civile che possa comprovarla - venga ordinata 
una  perizia,  la  quale  permetterebbe  di  dimostrare  la  paternità  del 
signor D._______.

6.

6.1 Giusta l'art. 27 cpv. 3 LAsi, il richiedente può impugnare soltanto 
per  violazione  del  principio  dell'unità  della  famiglia  la  decisione 
d'attribuzione  dell'UFM,  che  attribuisce  il  richiedente  al  Cantone, 
tenuto degli interessi degni di protezione dei Cantoni e del richiedente.

6.2 Al  diritto  al  rispetto  della  vita  privata  e  familiare,  consacrato 
all'art. 8  CEDU  e  -  nella  stessa  misura  all'art.  13  Cost  -  possono 
appellarsi  principlamente  i  membri  del  nucleo  familiare  in  senso 
stretto, ovvero i coniugi nonché i genitori e i figli minorenni, i quali si 
presuppone  abbiano  un  legame  familiare  vissuto  ed  intatto 
(v. Sentenza  del  Tribunale  federale  2C_758/2007  consid. 5.1  del 
10 marzo  2008,  2C_80/2007  consid.  2.2  del  25 luglio 2007, 

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2A.421/2006  consid.  1.2  del  13  febbraio  2007,  2A.621/2006 
consid. 4.1 del 3 gennaio 2007; Decisioni del Tribunale federale [DTF] 
130 II 281 consid. 3.1 pag. 261, DTF 126 II 335 consid. 2a pag. 339 e 
pag. 382 e segg., DTF 125 II 633 consid. 2e pag. 639, DTF 124 II 361 
consid.  1b  pag.  364  e  relativi  riferimenti;  Decisione  del  Tribunale 
amministrativo federale [DTAF] 2007/45 consid. 5.1-5-3). Secondo la 
giurisprudenza di  codesto  Tribunale,  in  conformità  a  quanto  ritenuto 
dagli  organi  di  Strasburgo,  al  di  fuori  di  questo  nucleo  familiare 
tradizionale,  possono beneficiare  della  protezione  dell'art. 8  CEDU i 
rapporti  familiari  o di parentela tra tutti quelli che potrebbero rivestire 
un  ruolo  importante  in  seno  alla  famiglia,  ad  esempio  tra  nonni  e 
abiatici,  zii  e  nipoti,  tra  fratelli  nonché  tra  un  genitore  residente  in 
Svizzera e il figlio già maggiorenne. In questi rapporti familiari estesi, 
l'appello al principio dell'unità della famiglia presuppone - oltre ad un 
rapporto  prossimo,  vero  e  vissuto  -  un  rapporto  di  dipendenza 
particolare  nei  confronti  della  persona  stabilita  in  Svizzera,  per 
esempio in ragione di un handicap (fisico o mentale) o di una malattia 
grave  per  la  quale  sarebbe  necessario  un'assistenza  permanente 
(cfr. DTAF  2007/45  consid.  5.3;  Sentenza  del  TAF D-1020/2007  del 
10 novembre 2008  consid.  4.1.1;  Sentenza  del  Tribunale  federale 
2A.316/2006  del  19  dicembre  2006  consid.  1.1.2,  DTF 129 II 11 
consid. 2 pag. 14, DTF 120 Ib 257 consid. 1.1.2).

6.3 Nella  fattispecie,  è  d'uopo  rilevare  che,  quand'anche  il  signor 
D._______  fosse  il  padre  biologico  della  ricorrente,  il  loro  legame 
familiare  non  sarebbe  un  legame  prossimo,  vero  e  vissuto, 
conformemente  alla  giurisprudenza  sopraevocata  relativa  all'art. 
8 CEDU, indipendentemente dalla questione di sapere se l'insorgente 
al momento della sua domanda d'asilo era minorenne o maggiorenne. 
A  tal  proposito  basti  sottolineare  -  come  tra  l'altro  rettamente 
evidenziato dall'UFM - che la ricorrente non ha saputo dell'esistenza di 
suo padre biologico sino al momento dell'espatrio, allorquando ciò le 
sarebbe stato riferito  dal  passatore -  informato a sua volta  dalla zia 
della  ricorrente  (cfr. verbale  d'audizione  del  3  agosto  2009  pagg. 5 
e 9). Inoltre, arrivata in Svizzera, l'insorgente non ha saputo indicare 
né con esattezza il  nome dell'asserito padre (G._______ al  posto di 
D._______),  né  il  suo  indirizzo  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
3 agosto 2009  pag.  5),  di  cui  tra  l'altro  non  era  a  conoscenza 
nemmeno la zia che - a dire della ricorrente - le avrebbe consigliato di 
espatriare  in  Svizzera  perché  c'era  suo  padre,  con  il  quale  -  in 
aggiunta  -  l'insorgente  ha  dichiarato  che  la  zia  non  aveva  nessun 

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contatto (cfr. ibidem pag. 9). Infine la ricorrente stessa ha affermato di 
non  essere  certa  della  paternità  del  signor  D._______  (cfr.  verbale 
d'audizione del 30 settembre 2009 pag. 1). In siffatte circostanze, non 
si  può che partire  dal  presupposto che vi  sia un rapporto  prossimo, 
vero e vissuto tra la ricorrente e l'asserito padre. 

6.4 Inoltre,  quand'anche  si  considerasse  che  la  ricorrente  sia 
maggiorenne,  il  TAF  rileva  che  -  oltre  all'assenza  di  un  rapporto 
prossimo, vissuto e intatto tra la ricorrente e il padre - non vi è tra loro 
alcun  un  rapporto  di  dipendenza  particolare,  come  richiesto  dalla 
giurisprudenza evocata. Non risulta infatti che l'insogente sia affetta da 
un handicap o da una malattia grave. D'altronde non vi sono indizi che 
la  ricorrente  abbia  bisogno  di  assistenza  o  sostegno  da  parte 
dell'asserito  padre  -  con  cui  ella  non  ha  mai  avuto  una  relazione 
prossima,  vissuta  e  intatta  -  né  negli  atti  della  vita  quotidiana,  né 
tantomeno nella sua procedura d'asilo,  visto che è rappresentata da 
un mandatario.

6.5 In considerazione di  quanto sopraesposto, può lasciata aperta e 
indecisa  la  questione  a  sapere  se  il  signor  D._______  sia 
effettivamente il padre della ricorrente. Infatti, in ognuna delle ipotesi, 
tra la ricorrente e l'addotto padre non vi è ad ogni modo un rapporto 
prossimo, vero e vissuto. Di conseguenza, l'accertamento dell'asserita 
paternità  tramite  un'apposita  perizia  è  irrilevante  nella  presente 
procedura,  ragion  per  cui  la  richiesta  avanzata  in  tal  senso 
dall'insorgente deve essere respinta. D'altronde, si rileva che - in virtù 
dell'art. 8 cpv. 1 lett. d LAsi - spetta alla parte di fornire o procurarsi 
eventuali mezzi di prova. 

7.
In conclusione a tutto quanto precede, ne discende che l'attribuzione 
della  ricorrente  al  Canton  F._______  non  lede  in  alcun  modo  il 
principio dell'unità della famiglia ai sensi dell'art. 27 cpv. 3 LAsi. 

8.
Di  conseguenza,  il  ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo 
fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione  impugnata  va 
confermata. 

9.
Nel  contempo,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la 

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domanda volta alla pronuncia di misure provvisionali presentata dalla 
ricorrente con il suddetto gravame è divenuta senza oggetto.

10.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata  (art. 111a cpv. 2 LAsi)  dal  giudice  unico,  con 
l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

11.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico della ricorrente (art. 63 
cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente) 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  data  di 
spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- Rappresentante  della  ricorrente  (plico  raccomandato;  allegato: 
bollettino di versamento)

- UFM, Divisione Soggiorno (in copia, n. di rif. N [...]; allegato: incarto 
UFM)

- H._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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