# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ae0197ce-43dc-5c81-b7cb-31c85182bed5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-03-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 18.03.2025 15.2025.9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2025-9_2025-03-18.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2025.9

  	
  Lugano

  18 marzo 2025

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  cancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a
giudice unico (art. 48b LOG) sul ricorso 27 gennaio 2025 di

 

	
   

  	
   RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione, sede di
Lugano, o meglio contro il verbale di pignoramento emesso il 14 gennaio
2025 nelle esecuzioni (n. __________ e __________) del gruppo n. 1 promosse nei
confronti della ricorrente rispettivamente da

 

	
   

  	
  PI 1, __________

  (rappresentata dalla RA 1, __________)

  Confederazione Svizzera, Berna

  (rappresentata dalla Serafe AG, Pfäffikon SZ)

   

  

ritenuto
in fatto e considerando in diritto:

 

                                         che nelle esecuzioni promosse dalla PI 1 e dalla Confederazione
Svizzera contro RI 1, il 14 gennaio 2025 la sede di Lugano dell’Ufficio d’esecuzione (UE) ha determinato la
quota pignorabile dei redditi dell’escussa sulla base del seguente computo:

                                         Redditi

	
  Debitrice

  	
  fr.

  	
        3'007.05

  	
   Indennità di disoccupazione

  

                                         Minimo
d’esistenza

	
  Minimo base

  	
  fr.

  	
        1'200.00

  	
   

  
	
  Affitto

  	
  fr.

  	
        1'425.00

  	
   

  
	
  Ricerca d’impiego­

  	
  fr.

  	
           100.00

  	
   

  
	
  Totale

  	
  fr.

  	
        2'725.00

  	
   

  

 

                                         L’UE
ha quindi pignorato presso la Cassa disoccupazione __________ l’importo eccedente fr. 2'725.–
(indicativamente fr. 282.05) con effetto immediato;

 

                                         con
il ricorso in esame RI 1 allega che le proprie spese mensili "non comprimibili" comprendono anche, oltre a quel­le
tre riconosciute nel verbale impugnato, spese supplementari di fr. 100.–
mensili per i trasporti pubblici e “spese sanitarie di base” di fr. 82.05
mensili;

 

                                         che
la ricorrente ritiene pertanto sproporzionata l’eccedenza pignorabile stabilita
dall’UE in fr. 282.05 mensili, chiedendo di ridur­la a fr. 100.–,
poiché comporta a suo dire l’impossibilità per lei di assumere le spese di trasporto per la ricerca di un impiego, così come il
rischio di perdere l’alloggio per mora e una limitazione con­creta delle
possibilità di reinserimento professionale;

 

                                         che
nelle osservazioni del 5 febbraio 2025, l’UE rileva che la ricorrente non ha
dimostrato di pagare le spese supplementari di cui chiede l’inserimento nel suo
minimo vitale, in particolare le "spese
sanitarie di base" di fr. 82.05;

 

                                         che
secondo un principio giurisprudenziale consolidato possono essere
considerate nel calcolo del minimo di esistenza solo le spe­se indispensabili
il cui pagamento effettivo e regolare è dimostrato (DTF 121 III 20, consid.
3/a; Vonder Mühll, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. I, 3a ed., 2021, n. 25 ad art. 93 LEF);

 

                                         che
nel caso in esame, effettivamente RI 1 non ha provato di pagare regolarmente il costo di fr. 82.05 mensili di cui chiede l’inserimento nel proprio minimo vitale, sicché il ricorso è al riguardo infondato;

 

                                         che
l’UE ha giustamente ricordato al riguardo la facoltà concessa al debitore dall’art.
93 cpv. 4 LEF – espressamente richiamata nel verbale di pignoramento (a pag. 5)
– di chiedergli d’ingiungere al datore di lavoro di versargli (per la durata
del pignoramento) la somma necessaria a saldare i premi correnti e le
partecipazioni ai costi dell’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie, ove siano da computare nel suo minimo vitale secondo il
diritto in materia di esecuzione;

 

                                         che
ciò presuppone però che RI 1 trasmetta al­l’UE
le fatture ricevute dalla sua Cassa per i premi e partecipazioni
correnti, cioè maturati durante il pignoramento (in concreto dal gennaio 2025),
dell’assicurazione malattia obbligatoria (di base), o perlomeno fornisca all’UE
le coordinate della sua assicurazione;

 

                                         che
laddove invoca un rischio di perdere il suo alloggio per mora, la ricorrente misconosce
che il costo di tale alloggio è stato debitamente computato nel suo minimo
vitale per fr. 1'450.– mensili, sicché dispone dei mezzi finanziari per
far fronte a tale spesa;

 

                                         che
sempre nelle sue osservazioni al ricorso l’UE considera già computato nella
voce "ricerca impiego" nel verbale impugnato il costo di fr. 100.–
fatto valere dalla ricorrente per l’uso dei trasporti pubblici ai fini di
ricerca di un impiego;

 

                                         che
la ricorrente, anche per tale posta, non ha dimostrato di sopportare
effettivamente spese di ricerca di lavoro, compresi gli spostamenti, superiori
ai fr. 100.– mensili già computati dall’UE;

 

                                         che
di conseguenza il provvedimento impugnato resiste alla critica anche su questo
punto, di modo che il ricorso va integralmente respinto;

 

                                         che
stante tale esito non è necessario notificare alle controparti né il ricorso né
il giudizio odierno (art. 9 cpv. 2 della legge cantonale sulla procedura di
ricorso in materia di esecuzione e fallimen­to [LPR, RL 280.200]);

 

                                         che
per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a    .

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
cancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.