# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 82df5717-999e-5b1f-aee4-bf3bd3abbb16
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-08-27
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Strafkammer 27.08.2010 SK2 2010 47
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_005_SK2-2010-47_2010-08-27.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

___________________________________________________________________________________________________

Rif.: Coira, 27 agosto 2010 Comunicata per iscritto il:
SK2 10 47

Decisione
Giudice unico della II. Camera penale

Presidenza Bochsler

Visto il ricorso penale

di X., querelante/denunciante e ricorrente, 

contro

il decreto di rifiuto della Procura pubblica dei Grigioni del 12 agosto 2010, 
comunicato il 16 agosto 2010, in re del querelante/denunciante e ricorrente contro 
Y., querelato e resistente, e la A . , denunciata e resistente,

concernente appropriazione indebita ecc.

è risultato:

pagina  2 — 4

I. Fattispecie

A. Con scritto del 12 luglio 2010 X. ha sporto querela e denuncia penale nei 
confronti di suo fratello Y. e della A., facendo valere che suo fratello s’era 
appropriato di fr. 140'000.--, che un’assicurazione incidenti, per il tramite dell’avv. 
B., il 24 dicembre 1985 aveva versato sul suo libretto di risparmio presso la suddetta 
banca e che la banca aveva pagato il summenzionato importo, senza che era stata 
presentata una procura per il prelevamento dello stesso. Nel mese di novembre del 
2002 suo fratello gli aveva consegnato fr. 32'029.15. Il querelante ha altresì 
sostenuto che suo fratello gli aveva sottratto vari oggetti di sua proprietà, che nel 
1999 era stato obbligato a lasciarli da lui, dopo che aveva preso un nuovo domicilio. 

B. Con decreto del 12 agosto 2010, comunicato il 16 agosto 2010, la Procura 
pubblica dei Grigioni ha negato l’istruttoria penale (art. 81 cpv. 1 LGP). A motivo ha 
addotto che i reati contro il patrimonio, commessi a danno di un congiunto, sono 
puniti soltanto a querela di parte (artt. 137 segg. CP), che dev’essere inoltrata entro 
tre mesi dal giorno in cui l’avente diritto ha conosciuto l’identità dell’autore del reato 
(art. 31 CP). Inoltre che dagli allegati e dall’interrogatorio del querelante è risultato 
che questi era a conoscenza della pretesa appropriazione al più tardi nel mese di 
novembre del 2002, poiché suo fratello gli ha consegnato fr. 32'029.15, e della 
pretesa sottrazione nell’anno 1999, avendo egli preso un nuovo domicilio ed 
essendo stato costretto a lasciare degli oggetti suoi dal fratello. La querela del 12 
luglio 2010 non era quindi stata presentata tempestivamente, perciò mancava una 
premessa oggettiva per poter aprire un procedimento penale.

Quanto alla denuncia nei confronti della A. - sempre secondo l’autorità inquirente - 
il libretto di risparmio in questione era stato chiuso il 30 gennaio 1987, sicché se la 
banca si fosse resa colpevole di comportamenti penalmente perseguibili, essi 
sarebbero prescritti.

C. Contro questo decreto di rifiuto, il 18 agosto 2010, il querelante è insorto con 
ricorso al Tribunale cantonale dei Grigioni ed ha chiesto, secondo il senso, 
l’annullamento dell’impugnato decreto e l’apertura dell’istruttoria penale.

All’autorità d’inchiesta non è stata richiesta una presa di posizione.

II. Considerandi

pagina  3 — 4

1. Il ricorso è stato presentato tempestivamente e nella dovuta forma (art. 139 
cpv. 2 e 3 LGP, art. 33 cpv. 1 e 2 LGA). Dato che anche gli ulteriori presupposti 
processuali sono adempiti (art. 138 e 139 cpv. 1 LGP), il ricorso è ricevibile in ordine.

2. La Procura pubblica ha a ragione negato l’apertura di un’istruzione penale. 
Come essa ha correttamente considerato, reati contro il patrimonio (appropriazione 
e sottrazione di cose mobili), commessi a danno di un congiunto, sono puniti 
soltanto a querela di parte (artt. 137 segg. CP), che dev’essere inoltrata entro tre 
mesi dal giorno in cui l’avente diritto ha conosciuto l’identità dell’autore del reato 
(art. 31 CP). Il querelante stesso ha preteso che suo fratello Y. fosse l’autore dei 
delitti, poiché in novembre del 2002 questi gli aveva restituito l’importo di fr. 
32'029.15 dei fr. 140'000.-- appropriatisi e nel 2001/2002 invano non aveva reagito 
alla sua richiesta di restituirgli i suoi oggetti sottratti (verbale d’interrogatorio pagg. 
3 - 5). Di conseguenza da una parte il diritto di querela nei confronti del fratello s’è 
estinto già da molto tempo. Il termine di querela è un termine perentorio (di 
decadenza), che non può essere né interrotto, né esteso. Al momento attuale un’in-
chiesta penale contro il fratello non è quindi più possibile. A ciò nulla muta la 
circostanza che il ricorrente, conformemente alla sua memoria di ricorso, vuole 
sapere dove sono andati gli altri soldi, cioè fr. 110'000.--, e i vari oggetti. Dall’altra 
parte non è affatto preteso che vi siano degli indizi che all’infuori del fratello altri, 
vale a dire terzi, dal querelante conosciuti solo di recente, avessero potuto 
appropriarsi illegalmente la somma di denaro e gli oggetti. Segnatamente per 
quanto riguarda la A. il ricorrente non fa valere delle circostanze di fatto, che 
possano destare il sospetto che degli impiegati responsabili della banca avessero 
sottratto il denaro. Ma quand’anche l’avessero fatto o si fossero resi colpevoli di altri 
comportamenti passibili di pena, essendo il libretto di risparmio stato chiuso il 30 
gennaio 1987 (atto 4), per l’azione penale s’è verificata la prescrizione. Infatti, 
l’azione penale si prescrive in 15 anni, se per il reato è comminata una pena 
detentiva superiore a 3 anni (art. 97 cpv. 1 lett. b CP). 

Da quanto esposto, la pretesa del ricorrente si rivela manifestamente infondata. Il 
ricorso va pertanto respinto. Data l’evidente infondatezza dello stesso, in 
applicazione dell’art. 12 cpv. 3 LOG il Presidente della II. Camera penale decide 
quale giudice unico. 

3. Poiché il ricorrente è invalido al 100%, si giustifica di addebitare interamente 
i costi della procedura di ricorso allo stato (art. 160 cpv. 2 LGP).

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III. Il Giudice unico decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. I costi della procedura di ricorso di fr. 600.-- vanno a carico del Cantone dei 
Grigioni.

3. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia penale ai 
sensi dell’art. 78 della Legge sul Tribunale federale (LTF) al Tribunale 
federale, 1000 Losanna 14. Il ricorso è da presentare al Tribunale federale 
per iscritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione col testo 
integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per l’ammissibilità, il 
diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 
segg., 78 segg. e 90 segg. LTF.

4. Comunicazione a: