# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 30eddd52-56eb-5efe-a115-6864de343096
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-06-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 08.06.1999 12.1999.36
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1999-36_1999-06-08.html

## Full Text

Incarto n.

  12.99.00036

  	
  Lugano

  8 giugno 1999/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa a procedura ordinaria (inc. 12.99.36 della
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1) promossa con 29 ottobre 1997 da

 

	
   

  	
  __________ rappr. dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ rappr. dall'avv. __________

   

  

chiedente la condanna della convenuta
al pagamento di fr. 54'560.90 oltre accessori;

 

domanda cui la società
convenuta si è opposta (salvo per l'importo di fr. 14'250.-) e che il pretore
ha accolto integralmente per quanto riguarda l'importo capitale e parzialmente
per quanto riguarda gli interessi;

 

appellante la convenuta con
allegato 9 febbraio 1999 col quale postula, in riforma del querelato giudizio,
l'accoglimento della petizione limitatamente a fr. 17'970.50;

 

lette le osservazioni
all'appello di data 16 marzo 1999;

 

esaminati gli atti e i
documenti dell'incarto;

 

 

 

 

 

considera

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   L'attrice ha fornito
ripetutamente alla convenuta -suo distributore per la Svizzera- bottiglie in
vetro per la commercializzazione di vino. La vertenza concerne principalmente
l'incasso del valore corrispondente alle quattro seguenti forniture di merce:

                                         - fatt. no. 130 del
24.07.96 per Lit. 15'505'350.- (doc. D),

                                         - fatt. no. 159 del
21.11.96 per Lit. 14'319'000.- (doc. E),

                                         - fatt. no.     5 del 12.02.97
per Lit.   9'452'520.- (doc. F),

                                         - fatt. no.     7 del
25.02.97 per Lit.   9'452'520.- (doc. G),

                                         ovvero in totale Lit.
48'729'390.-

                                         A questo importo l'attrice
somma Lit. 13'986'000.- pari al valore di un certo numero di pianali (o
palette) necessari al trasporto della merce e rimasti presso __________ alla
fine dei rapporti commerciali fra le parti.

 

                                         La convenuta non contesta
il credito complessivo per le quattro forniture non pagate, ma vi oppone in
parziale compensazione, un proprio credito di fr. 24'424.- corrispondente
complessivamente agli esborsi da essa sopportati per porre rimedio nei
confronti di propri clienti alla fornitura di merce difettata. Per quanto
riguarda i pianali sostiene l'inesistenza del credito poiché la merce è stata
regolarmente riconsegnata all'attrice. Contesta inoltre il calcolo degli
interessi di mora così come proposto in causa.

 

                                   2.   Il Segretario
assessore della Pretura di Lugano, in merito all'eccezione di compensazione, ha
accertato che parte della merce comandata nel dicembre del 1995 e fornita in
partite diverse nel 1996 presentava difetti. Ha però anche osservato che la
vertenza sulla merce difettosa è stata già composta fra le parti con la
consegna alla convenuta di due note di credito per complessive Lit.
20'491'499.-. Comunque, il primo giudice ha respinto il credito in discussione
poiché la convenuta non ha notificato tempestivamente i difetti della merce,
ciò che è in contrasto sia con le condizioni generali del contratto, sia con l'art.
39 della Convenzione di Vienna (CV), applicabile nel caso concreto di
compravendita internazionale. Per quanto riguarda i pianali forniti con le
bottiglie, sulla base dei conteggi riferiti alla consegna e alla riconsegna di
questo materiale, ha riconosciuto integralmente la pretesa.

                                         Delle censure dell'appello
e delle relative osservazioni di controparte si dirà nei considerandi seguenti.

 

                                   3.   In merito al diritto
applicabile l'appellante contesta il riferimento pretorile alle condizioni
contrattuali e dissente dall'applicazione della CV così come effettuata dal
primo giudice. A torto.

 

                                         Per quanto riguarda il
primo punto, l'appellante considera la circostanza secondo cui non sarebbe
possibile far capo alle condizioni generali del contratto (CG) solo quando fa
comodo, tant'è che il presente processo si svolge a Lugano, mentre il contratto
prevedeva per ogni contestazione la competenza del Tribunale di __________ doc.
C, foglio 2, retro). Contrariamente a quanto possa apparire, l'appellante non
ha sollevato né tardivamente, né mai eccezione d'incompetenza territoriale;
tuttavia la sua argomentazione non può essere seguita per il motivo che le
parti possono rinunciare a un foro convenzionale, anche nella forma tacita: in
concreto, la convenuta, entrando nel merito della lite senza eccepire alcunché,
ha permesso l'attuarsi di una proroga di foro (art. 22 cpv. 1 lett. b CPC)
rispetto al foro convenzionale. Ciò riguarda però esclusivamente il punto 11
delle CG e non può rendere invalide le altre norme pattuite che nulla hanno a che
vedere con il luogo del processo.

 

                                         La Convenzione di Vienna
dell'11 aprile 1980 (CV) costituisce una raccolta di norme di diritto
sostanziale che regolano il contratto di compravendita di merci fra soggetti
aventi il loro stabilimento in Paesi diversi, purché fra loro vincolati dallo
stesso trattato (Erdem H. E., La livraison des marchandises selon la Convention
de Vienne, Friborgo, 1990, p. 15). La CV vale per l'Italia dal 1. gennaio 1988
e per la Svizzera dal 1. marzo 1991: essa potrrebbe quindi trovare applicazione
nella presente controversia. L'appellante ritiene monco il riferimento del
primo giudice all'art. 39 CV per non aver tenuto conto del suo capoverso 2.
Sennonché, nel caso in esame, tale seconda norma non concerne i termini della
lite: essa infatti non deroga al contenuto del capoverso 1, limitandosi a
indicare il tempo massimo di due anni trascorso il quale decade il diritto del
compratore di prevalersi di difetti di conformità nei confronti del venditore (Dessemontet
F., Les contrats de vente internationale de marchandises, Losanna 1991 - Cedidac,
p. 228-229). 

 

                                   4.   Per quanto riguarda
le partite difettose, l'appellante ha ammesso già in sede di duplica di aver
ricevuto dalla controparte due note di credito per complessive Lit. 20'491'500.
La prima di esse (la seconda è indicata come completiva della prima) reca
l'indicazione: "Rimborso danni a totale chiusura contestazione su
forniture della Bottiglia bordolese 500ml V. MB periodo gennaio - giugno
'96" (doc. U). Essa era stata peraltro preceduta da uno scritto 11 ottobre
1996 a __________, intestato "Chiusura contestazione", col quale si
annunciava che la ditta produttrice del vetro aveva riconosciuto la somma di
Lit. 17'219'747 per i difetti in esame. Secondo quanto indicato dalla convenuta
all'attrice nel suo esposto 7 ottobre 1997 (doc. 1), l'importo ricevuto
concerneva difetti riscontrati in 71'900 bottiglie, consegnate (verosimilmente
alla clientela) nel corso dei primi mesi del 1996. Si tratta delle partite di
merce personalmente verificate dal dirigente dell'attrice, signor __________,
rimasto presso la medesima fino a fine maggio 1996 (doc. 1 e stesso teste). La
convenuta già nel citato doc. 1 e poi in causa sostiene di aver avuto altri
pregiudizi a dipendenza della merce difettosa, non coperti dagli accrediti
riconosciuti dalla venditrice. E' quanto rappresenta il credito in
contestazione, concernente altri clienti assertivamente non presi in
considerazione al momento dell'accordo sull'abbuono riconosciuto (doc. 1).
Contrariamente alla tesi dell'appellante, sul significato dell'indicazione
delle forniture difettate e sulla portata del riconoscimento da parte della
fornitrice (doc. U) si può condividere il giudizio del primo giudice: è vero
infatti che la reazione al precetto esecutivo dell'attrice (inteso all'incasso
dell'importo oggetto della petizione), in cui è stata sollevata per la prima
volta la questione dei difetti e del loro risarcimento, indica -al pari della cennata
nota di credito- trattarsi di "forniture difettose del periodo gennaio /
giugno 1996" (doc. O e T); ciò che corrisponde all'indicazione del teste
__________ quando afferma che "la
contestazione era limitata a quel tipo di bottiglia" (bordolese 500 ml di
vetro mezzo bianco) la cui fornitura era avvenuta fra l'agosto / settembre 1995
e la fine di maggio 1996. Per il resto, il teste non ha potuto fornire
informazioni determinanti; egli infatti non era più presente in ditta al
momento in cui intervenne l'accordo sulle note di credito per cui ha dovuto
limitarsi a commentare che, stimando il pregiudizio dell'acquirente attorno ai
40 milioni di Lit., non avrebbe pensato che le parti "riuscissero a
dirimere completamente la questione" con una cifra pari alla metà. A
giustificare la pretesa di ulteriori pregiudizi resta così soltanto
l'allegazione della convenuta di non aver disposto di dati sufficienti per far
valere integralmente le proprie pretese. Tuttavia l'istruttoria smentisce
questo assunto; infatti, al proposito balza all'occhio il fatto che gli importi
elencati nel doc. 1 (scritto __________ del 7 ottobre 1997) sono identici o
quasi a quelli posti in causa (risposta 12 gennaio 1998, ad 9 -11), mentre i
giustificativi esibiti dalla convenuta risalgono tutti al periodo agosto - 9
ottobre 1996 (ad eccezione del doc. 5 laddove tuttavia il cliente aveva
ricevuto la merce già il 3 aprile 1996). Ciò dimostra che anche queste partite
difettose erano note alla convenuta già al momento in cui accettava la
liquidazione offertale dalla venditrice, rispettivamente che, senza motivo,
essa ha atteso approssimativamente un anno prima di notificare alla controparte
quella che pretende essere l'entità completa della carente fornitura e del
relativo pregiudizio, senza nel frattempo aver dimostrato alla controparte di
contestare in qualsiasi modo la cennata transazione.

 

                                   5.   Il primo giudice ha
risolto questo contenzioso anche facendo riferimento all'obbligo
dell'acquirente di notificare tempestivamente i difetti della cosa acquistata.
Al proposito va ricordato che uno degli scopi della notifica di difetti è
quello di chiarire al più presto all'interesse del venditore se la merce è
stata o no accettata dal compratore, rispettivamente se debba attendersi che
quest'ultimo possa avvalersi del diritto di garanzia (Honsell H., in
Comm. di Basilea al CO, ed. 2, art. 201 CO, N. 1). Per questa ragione l'art.
201 CO (le cui caratteristiche sono simili all'analoga regolamentazione della
CV: cfr. Keller / Siehr, Kaufrecht, ed. 3, p. 192) prevede che il
compratore si faccia diligente nel segnalare eventuali difetti della cosa
acquistata appena sia consentito dall'ordinario andamento delle cose: trascorso
tale termine, la merce si considera accettata e l'acquirente perde il suo
diritto alla garanzia (Honsell, op. cit., ibidem, N. 2). Inoltre, la
verifica della cosa può avvenire in modi e in tempi diversi, tenendo conto in
particolare degli usi del ramo commerciale, rispettivamente degli accordi
contrattuali. Se la merce acquistata è destinata ad essere ulteriormente
alienata (come nel caso concreto), l'acquirente è ugualmente tenuto a
verificarla da sé, salvo accordi particolari (Honsell, op. cit., ibidem,
N. 6). Dal punto di vista del contenuto, la notifica dev'essere tale da mettere
il venditore nella situazione di poter valutare l'entità della lagnanza (Honsell,
op. cit., ibidem, N. 10); in altre parole, questi, sulle informazioni ricevute,
deve poter decidere come far fronte all'eccezione di cattivo adempimento: la
notifica deve pertanto concernere non solo la natura del difetto, ma anche
l'entità della contestazione (Keller / Siehr, op. cit., p. 84). 

 

                                         Nel concreto, il punto 7
delle CG recita che eventuali reclami devono essere comunicati per scritto a
mezzo lettera raccomandata entro 8 giorni dalla data del ricevimento
della merce, a pena di decadenza (doc. C). Questa limitazione nel tempo -in
evidente favore del venditore- prevale sulla CV la cui applicazione può essere
esclusa o limitata dall'autonomia dei contraenti (Herrmann G., Anwendungsbereich
des Wiener Kaufrechts, in Wiener Kaufrecht, Berner Tage für die juristische
Praxis, 1991, p. 93). Nel caso concreto, non si conosce alcun accordo
sull'eventuale possibilità di verifica della merce presso terzi; ancorché esso
sembri poter essere escluso dalla citata norma delle CG, la venditrice ha
ammesso tale possibilità, inviando il proprio signor __________ presso clienti dell'acquirente per verificare
personalmente la carente qualità della merce fornita. Inoltre, non si conosce
quando la notifica avvenne; ma essa fu accettata dalla venditrice che reagì nel
modo descritto. Nemmeno è nota l'entità della segnalazione che ad ogni modo
avrebbe dovuto essere verificata dal signor __________ il cui rapporto, poi trasmesso dalla venditrice alla
produttrice __________ (teste), indicava -come già detto- difetti presso 71'900
bottiglie (doc. 1). Sta di fatto che la convenuta non ha dimostrato né presso
quali clienti si sono trovate le bottiglie difettose di cui alla cennata
verifica, né che, in particolare, la fornitura ai clienti indicati
nell'allegato di risposta sia rimasta esclusa dalle trattative di liquidazione
della pendenza relativa ai difetti. Si volesse ammettere la tesi
dell'appellante e si volesse altresì prescindere dal significato chiaro degli
accordi transattivi ottobre - dicembre 1996 (doc. U), può essere senz'altro
rimproverato all'acquirente di non aver mai notificato alla controparte una
quantità importante di bottiglie verosimilmente difettose: né nel termine
contrattuale di 8 giorni da quando i clienti le avevano notificato i danni
scoperti, né (semmai ne ricorresse l'applicabilità) nel termine ragionevole di
cui all'art. 39 cpv. 1 CV, secondo il quale la notifica deve contenere
informazioni sulla natura, il contenuto e l'entità della reclamazione (Dessemontet,
op. cit., p. 229). In ogni modo l'acquirente è decaduta nel diritto di
prevalersi per i difetti riscontrati nella merce, eventualmente non compresa
nella transazione di cui al doc. U.

 

                                   7.   Per quanto riguarda
i pianali la sentenza pretorile è inattaccabile. Essa si fonda infatti su un
conteggio delle forniture e delle rese di cosiddetti pianali Euro che -come
sostenuto dall'attrice- dà un saldo finale di 777 pezzi (doc. R). La
restituzione di 748 pianali, avvenuta il 14 giugno 1996 (doc. Q), che
rappresenta l'unico argomento di difesa della convenuta, è tuttavia compresa
nel conteggio citato. E' vero ciò che propone la convenuta per la prima volta
in questa sede (e quindi irritualmente per l'art. 321 CPC), ossia che i pianali
Euro venivano fatturati a Lit. 18'000 se non resi immediatamente (doc. C); ma i
giustificativi che essa indica (doc. D ed E) per dimostrare l'avvenuta
fatturazione, dimostrano tutt'altro, ossia un addebito per i pianali __________
e non per i pianali __________, indicati come "in temporanea
esportazione" (doc. D).

 

                                   8.   La censura relativa
agli interessi di mora non è ammissibile poiché non è sostanziata, non
indicando nessun motivo per cui l'appellante postula un tasso inferiore a
quello del 6% applicato dal primo giudice (art. 309 cpv. 5 e cpv. 2 lett. f
CPC).

 

                                         Il calcolo della tassa di
giustizia e delle ripetibili -che seguono il giudizio di soccombenza- deve tener
conto del valore dell'appello (fr. 36'590.40).

 

 

Per tutti questi motivi,

richiamato per le spese l'art. 148 CPC, la LTG e la TOA

 

pronuncia:

 

                                   1.   L'appello 9 febbraio
1999 __________ è respinto.

 

                                   2.   Le spese e la tassa
di giustizia per complessivi fr. 600.-, anticipati dall'appellante, restano a
suo carico. Essa verserà inoltre a __________ la somma di fr. 2'000.- a titolo
di ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:    -
__________

                                         Comunicazione alla Pretura
del distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente:                                                          Il
segretario: