# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a626d152-ba73-50ca-928f-455fe0b7cfcd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-05-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.05.2020 32.2019.137
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2019-137_2020-05-25.html

## Full Text

Incarto
  n.

  32.2019.137

   

  PC/sc

  	
  Lugano

  25 maggio 2020

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 19 luglio 2019 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 22 maggio 2019 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato il __________
1957, attivo presso le __________ quale consulente di vendita al 100% dal 15
luglio 1976, in malattia dal 21 giugno 2017, in data 17 dicembre 2017 ha
inoltrato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti,
indicando di essere affetto da: “Ernia discale L3/L4, con operazione in data
24.06.2017 all’Ospedale __________ di __________ (__________)”, puntualizzando
che “l’ernia era già avvertibile nella primavere 2017, la situazione è
degenerata il 20 giugno 2017” (doc. 2, 9 e 11 incarto AI).

                               1.2.   Dopo avere esperito gli
accertamenti medici ed economici del caso - e, in particolare, dopo avere
acquisito agli atti il rapporto finale SMR del 25 febbraio 2019 (doc. 33
incarto AI) e l’annotazione del 7 maggio 2019 del medico SMR, dr.ssa med. __________
(doc. 48 incarto LAI) e il rapporto finale del 26 marzo 2019 della consulente
in integrazione professionale (di seguito: CIP; doc. 42 incarto AI) - l’UAI,
con decisione del 22 maggio 2019 (doc. 51 incarto AI; preavvisata il 26 marzo
2019: doc. 41 incarto AI), ha riconosciuto una rendita intera di invalidità
(grado di invalidità: 100%) dal 1° giugno 2018 (alla scadenza dell'anno di
attesa ex art. 28 LAI), ridotta ad ¼ di rendita dal 1° marzo 2019 (trascorsi 3
mesi dall'oggettivato miglioramento dello stato di salute a partire dal 15
novembre 2018 ex art. 88a cpv. 1 OAI) stabilendo un grado di  invalidità del 47%
(doc. 51 incarto AI).

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso del 19
luglio 2019 RI 1, patrocinato da “RA 1” (in seguito: RA 1), in via principale, ha
postulato l’annullamento della decisione impugnata a causa della notifica
irregolare direttamente a lui, anziché al suo rappresentante, e del mancato
esame delle obiezioni formulate da RA 1 nell’ambito delle osservazioni del 2
maggio 2019 al preavviso del 26 marzo 2019 e il rinvio degli atti
all’amministrazione “per nuovo esame e completamento della motivazione”
rispettivamente, in via subordinata, ha chiesto che sia “ordinata una
perizia per chiarire la capacità lavorativa e di rendimento” del suo
patrocinato, in favore del quale ha pure domandato il riconoscimento di ¾ di
rendita (grado di invalidità del 67%) dal 1° marzo 2019, a fronte di una
capacità lavorativa residua del 50%, come attestato dai suoi medici curanti (cfr.
doc. I, pag. 2 e 3).

 

                               1.4.   Nella risposta del 25 luglio
2019 l’UAI, dopo aver versato agli atti l'incarto LAI riguardante l’assicurato,
ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto
occorra, nei considerandi di diritto (doc. IV). A suffragio delle proprie
argomentazioni ha versato agli atti l’annotazione del 24 luglio 2019 del medico
SMR, dr.ssa med. __________ (doc. IV-2).

 

                               1.5.   Il 7 agosto 2019 il
patrocinatore dell’assicurato si è riconfermato  nelle proprie tesi e domande,
con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto
(doc. VI), puntualizzando, con riferimento al parere del 24 luglio 2019 del
medico SMR, che la “valutazione del Servizio medico regionale, non basata su
una propria indagine individuale, non sarebbe quindi comprensibile e, inoltre,
il Servizio medico regionale non avrebbe motivato lo scostamento dalle
constatazioni e valutazioni dei medici curanti” (doc. VI, pag. 2). 

                               1.6.   Il 12 agosto 2019 l’UAI si è
riconfermato nelle proprie tesi e domande (doc. VIII), limitandosi a richiamare
i contenuti della decisione avversata rispettivamente dell’allegato di
risposta.   

                               1.7.   Il doc. VIII è stato
trasmesso per conoscenza al patrocinatore dell’assicurato (doc. IX).

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   Dal profilo formale, il patrocinatore
dell’assicurato lamenta una violazione del diritto di essere sentito del suo
assistito, in quanto l’UAI ha notificato la decisione avversata direttamente (e
solamente) al suo cliente.

L’art. 37 LPGA, rubricato “rappresentanza e patrocinio”, al cpv. 1 statuisce
che “la parte può farsi rappresentare, se non deve agire personalmente, o farsi
patrocinare nella misura in cui l’urgenza di un’inchiesta non lo escluda”. Il
cpv. 2 della medesima disposizione soggiunge che “l’assicuratore può esigere
che il rappresentante giustifichi i suoi poteri con una procura scritta” mentre
il cpv. 3 precisa che “finché la parte non revochi la procura l’assicuratore
comunica con il rappresentante”. Il cpv. 4 conclude che “se le circostanze lo
esigono, il richiedente può beneficiare di gratuito patrocinio”.   

 

                                         In concreto, dagli atti
risulta che in data 15 aprile 2019 RA 1 ha informato l’UAI di essere stata
incaricata dall’assicurato di rappresentarlo legalmente nell’ambito della
procedura AI, inviando la relativa procura e chiedendo la trasmissione degli
atti su CD (doc. 44 e 45 incarto AI).    

In data 16 aprile 2019 l’UAI ha trasmesso al rappresentante di RI 1 l’incarto
AI (masterizzato su CD) in questione (doc. 43 incarto AI).

 

                                         In data 2 maggio 2019
l’assicurato (doc. 46 incarto AI), patrocinato da RA 1, ha inoltrato le
osservazioni al progetto di decisione del 26 marzo 2019.

In simili circostanze, la decisione avversata avrebbe dovuto essere intimata al
rappresentante e non all’assicurato personalmente. Infatti, la notifica di una
decisione, come ogni altra comunicazione, avviene in forma corretta se è fatta
al rappresentante dell’assicurato fintanto che il potere di rappresentanza non
venga revocato (art. 37 cpv. 3 LPGA; STFA I 565/02 del 6 maggio 2003; cfr. STCA
32.2017 del 9 marzo 2017).

 

                                         La notifica della
decisione impugnata è, dunque, irregolare. 

 

                                         Secondo l’art. 49 cpv. 3
ultima frase LPGA la notifica irregolare di una decisione non deve provocare
pregiudizi per l’interessato (cfr. anche artt. 38 PA e 107 cpv. 3 OG in vigore
sino al 31 dicembre 2007 e art. 49 LTF; DTF 111 V 150; RCC 1991 p. 393). La
notifica irregolare di una decisione (a valere quale violazione del diritto di
essere sentito, DTF 129 V 73) – ad eccezione dell’assenza totale di notifica –
non comporta in sé la nullità della stessa con la conseguenza che il termine
per impugnarla non inizia a decorrere (DTF 129 I 364, 122 V 194, 122 I 97, 111
V 150; STFA I 565/2002 del 6 maggio 2003, C 168/00 del 13 febbraio 2001;
Rhinow/Koller/Kiss, Öffentliches Prozessrecht und Justizverfassungsrecht des
Bundes, 1996, n. 380s). Ad eccezione del caso di assenza di notifica che, come
detto, comporta la nullità della decisione, la notifica irregolare non
influisce sulla sua validità né sulla sua esistenza, ma ha come conseguenza giuridica
che il termine di ricorso non inizia a decorrere (Stadelwieser, Die Eröffnung
von Verfügungen, 1994, p. 157; Moor, Droit administratif, vol. II, 2002, p.
313). Gli effetti di una decisione viziata da irregolare notifica vengono
semplicemente differiti (Rhinow/Krähenmann, Verwaltungsrechtsprechung,
Ergänzungsband, 1990, n. 84 cifra VI p. 285 e ivi giurisprudenza; ZBl 1984 p.
426; STFA I 398/03 del 14 giugno 2004). La sanzione legata ad un vizio di
notifica consiste quindi nel fatto che all’interessato la comunicazione
difettosa non deve cagionare pregiudizio, la notifica producendo i suoi effetti
solo al momento in cui colui al quale la comunicazione deve essere fatta ne
viene a conoscenza (VPB  1978 Nr. 96; Häfelin/Müller/Uhlmann, Allgemeines
Verwaltungsrecht, 2006, p. 353; Rhinow/Krähenmann, op. cit., p. 283; STFA C
196/00 del 10 maggio 2001 consid. 1b; DTF 99 V 182 consid. 3; STCA 32.2017.4
del 9 marzo 2007 e STCA 30.2018.18 del 5 novembre 2018, consid. 2.5).

                                         In concreto, RA 1 (alla quale
RA 1 ha consegnato la decisione avversata pervenutagli direttamente
dall’amministrazione) ha inoltrato tempestivamente a questa Corte il ricorso in
disamina, dimostrando di avere compreso la portata del provvedimento contestato
ed i motivi per cui l’amministrazione ha ridotto ad ¼ la rendita di invalidità
del suo assistito a partire dal 1° marzo 2019.  

Stante quanto precede, il vizio di notifica non ha, quindi, impedito al
ricorrente di difendersi adeguatamente nella procedura che lo vede opposto
all’amministrazione. 

 

                                         La censura è, quindi,
evasa ai sensi del presente considerando.

                               2.2.   Il patrocinatore del
ricorrente critica l’UAI anche per non avere preso posizione in merito alle
argomentazioni riportate nelle sue osservazioni al progetto di decisione e che,
quindi, riprende nel gravame in disanima. In altri termini, il rappresentante
del ricorrente lamenta una violazione del diritto di essere sentito del suo
assistito, sostenendo che l’amministrazione non avrebbe motivato la decisione
impugnata.

 

                                         Ai sensi dell'art. 29 cpv.
2 Cost. le parti hanno diritto di essere sentite. Per costante giurisprudenza
(STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008 consid. 4.2), dal diritto di essere sentito
deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima
della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire
prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter
prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle
prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 132 V 387,
127 V 219, 127 V 431, 127 I 56, 126 V 130). Il diritto di essere sentito
comprende l’obbligo per l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale
obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona interessata nelle
condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento e di poterlo impugnare
con cognizione di causa, e dall’altro, di permettere all’autorità di ricorso di
esaminare la fondatezza della decisione medesima. Ciò non significa che l’autorità
sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le
argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per
il giudizio, atte ad influire sulla decisione (STF U 397/05 del 24 gennaio 2007
consid. 3.2 con riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2 pag. 236; STCA 32.2018.3
del 30 gennaio 2019, consid. 2.1).

 

                                         Secondo il TCA, la
decisione impugnata non è solo sufficiente-mente motivata ma è pure chiaramente
comprensibile. In effetti, nella stessa, l'UAI ha indicato i motivi per cui ha
ritenuto l’assicurato abile al 100% in attività sostitutive dal 15 novembre 2018,
un reddito “da valido” di fr. 100'649.- e “da invalido” di fr. 53'719.- nel
2016 e, quindi, un grado di invalidità del 46.63% (cfr., in particolare, pag. 1
e 2 della motivazione della decisione avversata di cui al doc. 51 incarto AI).
Nella risposta di causa del 25 luglio 2019 (doc. VII) l'Istituto resistente ha
spiegato i motivi per cui l’istruttoria medica era da considerarsi completa,
versando agli atti l’annotazione del 24 luglio 2019 del medico SMR, dr.ssa med.
__________ (doc. IV-2) che ha confermato integralmente il rapporto finale del
25 febbraio 2019 (doc. 33 incarto AI). Del resto l’assicurato ha dimostrato di
aver compreso la portata del provvedimento contestato ed i motivi per cui l'UAI
ha ridotto la rendita di invalidità ad ¼ di rendita dal 1° marzo 2019 (cfr.
doc. I) sia con le osservazioni del 7 agosto 2019 (doc. VI). Ne consegue che,
per questo aspetto, non è ravvisabile una violazione del diritto di essere
sentito di RI 1 e la censura sollevata al riguardo dal suo rappresentante va,
pertanto, disattesa.

 

                                         nel merito

 

                               2.3.   Il TCA è chiamato a stabilire
se RI 1 ha diritto dopo il 28 febbraio 2019 ad ¼ di rendita di invalidità, come
stabilito dall’UAI oppure a ¾ di rendita, come postulato con il ricorso.

                               2.4.   Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI in
relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità s'intende l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio.

 

                                         Gli elementi fondamentali
dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono dunque un danno alla
salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità
(SCARTAZZINI, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, Basilea e Francoforte sul Meno 1991, pag. 216 segg.).

                                         Per incapacità al lavoro
s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla
salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro ragionevolmente
esigibile nella professione o nel campo di attività abituale. In caso
d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione
anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6
LPGA).

                                         L'incapacità al guadagno è
definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in
considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e
che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione
ragionevolmente esigibili.

                                         Secondo l’art. 8 cpv. 1
LPGA, è considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale o parziale
presumibilmente permanente o di lunga durata.

                                         La nozione d'invalidità di
cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico,
non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).

 

                                         L'art. 28 cpv. 1 LAI
prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al
guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere
ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione
ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA)
almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al
termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.

 

                                         L'art. 28 cpv. 2 LAI
prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%.

                                         Tuttavia, il diritto alla
rendita nasce al più presto dopo 6 mesi dalla data in cui l'assicurato ha
rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA,
ma al più presto a partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni (art. 29
cpv. 1 LAI).

 

                                         In virtù dell'art. 28a
cpv. 1 LAI, per valutare l'invalidità di un assicurato che esercita un'attività
lucrativa si applica l'articolo 16 LPGA. Il Consiglio federale definisce il reddito
lavorativo determinante per la valutazione dell'invalidità.

                                         Ai sensi dell'art. 16
LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito
del lavoro che l'assicurato conseguirebbe dopo l'insorgenza dell'invalidità e
dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) ed il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Si confronta perciò il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di
eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi;
DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84
consid. 1b).

 

                                         Nel confronto dei redditi
la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei
all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini
fisiche e psichiche e l'età dell'assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21;
Scartazzini, op. cit., pag. 232). La misura dell'attività ragionevolmente
esigibile dipende, d'altra parte, dalla situazione personale dell'assicurato e
dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione
personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua
capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge
il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se
ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione
fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V
313 consid. 3a).

 

                                         Nella DTF 107 V 21 consid.
2c, la Corte federale ha stabilito che l'assicurazione per l'invalidità non è
tenuta a rispondere qualora l'assicurato, in ragione della sua età, di una
carente formazione oppure a causa di difficoltà di apprendimento o
linguistiche, non riesce a trovare concretamente un'occupazione (giurisprudenza
confermata dall'allora TFA [dal 1° gennaio 2007: TF] con sentenza U 156/05 del
14 luglio 2006, consid. 5).

                                      

                               2.5.   Per costante giurisprudenza,
quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una rendita per un
certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per un periodo successivo,
devono essere applicate per analogia le regole sulla revisione di decisioni
amministrative ex art. 17 LPGA (DTF 131 V 164, 131 V 120, 125 V 143; SVR 2006
IV Nr. 13; STFA I 597/04 del 10 gennaio 2006; I 689/04 del 27 dicembre 2005; I
38/05 del 19 ottobre 2005; I 12/04 del 14 aprile 2005; I 528/04 del 24 febbraio
2005 e I 299/03 del 29 giugno 2004).

 

                                         L’art. 17 cpv. 1 LPGA
stabilisce che se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce
una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta
proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.

 

                                         I principi
giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime
del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA
(DTF 130 V 343 consid. 3.5).

                                         Se la capacità al guadagno
dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento
determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni
dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo
si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88a cpv.
1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno,
occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non
appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art. 29bis è
applicabile per analogia (art. 88a cpv. 2 OAI).

 

                                         Queste norme sono
applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di
assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STF
8C_94/2013 dell’8 luglio 2013 consid. 4.1 e STFA 29 maggio 1991 nella causa
St.; RCC 1984 pag. 137). L’art. 88a cpv. 2 OAI è applicabile nei casi in cui al
momento del cambiamento determinante il diritto a prestazioni esisteva già
un’invalidità che dava diritto ad una rendita (STF 8C_303/2012 e 8C_340/2012
del 6 dicembre 2012, consid. 5.3).

 

                                         Giusta l’art. 29bis OAI,
se la rendita è stata soppressa a causa dell’abbassamento del grado di
invalidità e l’assicurato, nel susseguente periodo di tre anni, presenta di
nuovo un grado di invalidità suscettibile di far nascere il diritto alla
rendita per incapacità al lavoro della stessa origine, il periodo precedente la
prima erogazione verrà dedotto dal periodo d’attesa impostogli dall’art. 28
cpv. 1 lett. b LAI.

 

                                         Infine, una diversa
valutazione di uno stato di fatto rimasto invariato ed inizialmente
approfonditamente esaminato non costituisce né un caso di revisione, né un caso
di riconsiderazione (STFA I 8/04 del 12 ottobre 2005 pubblicata in Plaidoyer
1/06, pag. 64-65).

 

                               2.6.   Quanto alla valenza probante
di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano
stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami
completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia
stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la
descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito
siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha
valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad
esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid.
3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).

                                         Le perizie affidate dagli
organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria
amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i
quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a
risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non
sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008). Per quel che concerne il Servizio di
Accertamento Medico (SAM) dell'assicurazione invalidità, l'Alta Corte nella DTF
132 V 376 ha rilevato che se un Centro d'accertamento medico è incaricato di
rendere una perizia, devono essere osservati i diritti di partecipazione
conferiti dall'art. 44 LPGA (consid. 6 e 7). In merito al valore probatorio
delle perizie SAM, sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità del processo
e della parità delle armi vedi la DTF 136 V 376.

                                         Nella DTF 137 V 210 il TF
ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche per poter emettere una
decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM
nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle
procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e alla Convenzione
europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima Istanza ha inoltre
ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello amministrativo
(assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle tariffe della
perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo
e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2 al 3.3, 3.4.2.6
e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso di accertata
necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale
federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una perizia
medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità; consid.
4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).

                                         Se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).

                                         Va infine evidenziato che
in ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento
anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla
posizione del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15
gennaio 2009, STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla
luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante
attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del
23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109
consid. 3a)cc; Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in:
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 2010, ad art.
28a, pag. 353) e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano
un’opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una
perizia ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi
accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29
settembre 2010 consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

 

                               2.7.   Per quanto concerne l’aspetto
medico, dalle tavole processuali emerge che l’amministrazione si è fondata sul
rapporto finale del 25 febbraio 2019 del medico SMR, dr.ssa med. __________
(doc. 33 incarto AI) che, sulla base della documentazione medica agli atti, ha
posto la diagnosi con ripercussione sulla capacità lavorativa di “1.
Sindrome lombovertebrale e toraco-scapolo/-vertebrale cronica su: stato dopo
intervento per ernia discale L3-L4 a dx nel giugno 2017” e le diagnosi senza
ripercussione sulla capacità lavorativa di “2. Periartropatia
omero-scapolare cronica. - Stato dopo ricostruzione della cuffia alla spalla sx
circa 20 anni fa ed a dx circa cinque anni fa. - Ecograficamente possibile
lesione intratendinea del sovraspinato a dx.; 3. Rizartrosi a sx più che a dx.;
4. lperlipidemia trattata.; 5. Ipertrofia prostatica benigna; 6. Tachicardia da
rientro del nodo atrioventricolare di tipo classico nota dal 2001 trattata con
ablazione per radiofrequenza del circuito con interruzione della via lenta in
marzo 2017; 7.st.d. frattura omerale 1995 risolta chirurgicamente con revisione
e acromioplastica”. 

 

                                         La dr.ssa __________ ha
ritenuto l’assicurato, nell’attività abituale (consulente vendita __________),
totalmente inabile dal 21 giugno 2017 e abile al 50% dal 15 novembre 2018 e
continua (con prognosi incerta/dubbia) e totalmente inabile in attività
adeguate dal 21 giugno 2017 al 14 novembre 2018 ma abile al 100% in attività
adeguate dal 15 novembre 2018 e continua (con prognosi favorevole; doc. 33,
pag. 3 incarto AI).

                                         Il medico SMR ha poi
stabilito l’esigibilità lavorativa (carico massimo: 5 kg; alternanza della
postura al bisogno non inclusa; nessuna difficoltà nello svolgere lavori di
precisione; necessità di pause supplementari non inclusa: cfr. doc. 33, pag. 3
incarto AI). Nessuna revisione prevista a causa dell’età dell’assicurato (doc.
33, pag. 3 incarto AI). L’amministrazione si è fondata pure sull’annotazione
del 7 maggio 2019, con cui il precitato medico SMR ha confermato il precedente
parere (doc. 48 incarto AI).

Davanti al TCA l’amministrazione ha versato agli atti l’annotazione del 24
luglio 2019 del medico SMR, dr.ssa med. __________ (doc. IV-2), la quale ha
puntualizzato quanto segue:

 

" (…)
Ricordo come il Dr. __________ nella sua relata di visita del 03.11.2017
precisi: "All'esame clinico non vi sono elementi di gravità. La
flessione del tronco è buona, il dolore si situa in sede paravertebrale destra,
senza irradiazione radicolare.

Procedere

Si tratta di un dolore di chiara origine muscolare data la sua distribuzione.
Per il dolore riterrei indicate delle sedute di mesoterapia. … Il paziente
verrà inoltre valutato nei prossimi giorni dal Dr. __________ per una
problematica di spalla destra". 

Indirizza pertanto l'A alle cure del Dr. __________.

 

Il reumatologo curante Dr. __________, nel suo rapporto medico del
11.01.2018 (ultima visita eseguita presso il Dr. __________ stesso), dopo aver
evidenziato tutte le diagnosi di cui risulta affetto l'A, così come
integralmente riportate nel rapporto medico finale SMR del 25.02.2019, postula:

"Inabilità lavorativa

Per quanto concerne l'incapacità lavorativa egli resta al momento ancora
inabile al lavoro, sebbene a medio-lungo termine le sue patologie non
dovrebbero essere ad origine di una prolungata incapacità lavorativa per lo
svolgimento della sua professione fisicamente leggera (ricordo come egli lavori
quale impiegato presso la __________ della __________ di __________).

Si ricorda come l'A non abbia più necessitato dal 10.01.2018 di
consulti specialistici e relativi provvedimenti prescritti dal Dr. __________,
specialista presso il quale è stato in cura negli anni 2017-2018.

 

L'ultimo atto medico a cui l'A è stato sottoposto è quello
eseguito dal Dr. __________ - __________ - che procede, in data 19.04.2018
"sotto guida radioscopica a termocoagulazione con radiofrequenza continua
... dei rami mediali e dei nervi spinali L5-L4-L3 che innervano rispettivamente
le articolazioni zigo-apofisaria L5-S1 ed L4-L5. Non si verificano complicanze
durante la procedura. Ho spiegato al paziente un possibile iniziale e
transitorio aggravamento dei dolori, mentre l'effetto analgesico del trattamento
sarà da valutare ad una distanza di almeno 6 settimane”. Dopo tale procedura
l'A non ha più necessitato di provvedimenti medici anche da parte del __________.

Il Dr. __________ nella sua relazione del 13.06.2018 attesta:
"Visto che la situazione è comunque sopportabile ed i dolori sono al
carico (il paziente, NdR) cercherà comunque di rinforzare in modo progressivo e
cercare di compensare con il muscolo deltoide". Pertanto anche il Dr. __________
non effettua alcun provvedimento medico e non prescrive alcun farmaco.

Anche il Dr. __________, che non effettua alcun provvedimento
medico e non prescrive alcun farmaco, consultato in data 15.11.2018 a proposito
delle algie alla spalla Ds, consiglia "di proseguire con della
fisiokinesitera pia e di valutare eventualmente dopo un mese-mese e mezzo
l'evoluzione ed eventualmente decidere ulteriori passi se necessari".

 

Da ultimo il Dr. __________ nella sua comunicazione del 03.12.2018
precisa: "Sottolineo di avere avuto occasione di visitare un'ultima volta
il signor RI 1 il 10.01.2018. Non sono a conoscenza dell'ulteriore evoluzione
avuta dai suoi problemi di salute nel corso dell'ultimo anno. Non sono neppure
informato se egli abbia ripreso a lavorare o sia tuttora a casa in malattia.
Come avevo avuto modo di precisare nella mia citata lettera del mese di gennaio
ritengo che l'assicurato, per lo svolgimento della sua professione di impiegato
presso la __________ di __________ debba essere considerato 50% abile al
lavoro, almeno per quanto concerne le patologie ortopedico-reumatologiche. Non
avendo più visitato l'assicurato non mi è però possibile esprimere una
valutazione più precisa sulle sue attuali condizioni di salute".

 

Nella redazione del rapporto medico del 25.02.2019 mi sono
soffermata sugli atti medici all'incarto da cui emerge chiaramente una capacità
lavorativa del 50% conservata quale consulente di vendita di biglietti ed
addetto ai servizi presso la __________ di __________.                                        

Ne consegue che, in un'attività ancora più leggera in cui l'A
possa cambiare la posizione molto spesso, possa godere di pause supplementari
oltre a quelle normalmente permesse e con un carico massimo di 5 Kg, egli
presenta una capacità lavorativa completa.

Queste limitazioni erano da me puntualmente indicate nel rapporto
finale SMR del 25.02.2019 per descrive un'attività adeguata e rispettosa dei
limiti funzionali.

Sia in fase di osservazioni al progetto di decisione sia in fase
di ricorso al TCA non è stata presentata alcuna nuova documentazione medica.

In scienza e coscienza dopo ulteriore attenta rilettura della
documentazione medica agli atti non posso che confermare quanto contenuto nel
rapporto finale SMR del 25.02.2019 e quindi non si ritiene necessario l'espletamento
di una perizia, così come richiesto da controparte” (doc. IV-2).

 

                               2.8.   Questo Tribunale, chiamato a
verificare se lo stato di salute del ricorrente è stato accuratamente vagliato
dall’amministrazione - prima dell’emissione della decisione qui impugnata (in
casu, il 22 maggio 2019) che segna il limite temporale del potere cognitivo
del giudice delle assicurazioni sociali (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1) - non ha
motivo per scostarsi dal rapporto finale del 25 febbraio 2019 e dalle annotazioni
del 7 maggio e del 24 luglio 2019 del medico SMR, dr.ssa med. __________.

La valutazione del medico SMR è da considerare dettagliata, approfondita e
quindi rispecchiante i parametri giurisprudenziali ricordati al consid. 2.6.

                                         Il TCA constata, infatti,
che il medico del SMR ha tenuto conto di tutte le problematiche lamentate
dall'assicurato ponendo le diagnosi concernenti l’insieme dei disturbi
dell’interessato, valutando le sue limitazioni funzionali e le relative
ripercussioni sulla capacità lavorativa al termine di un’analisi approfondita
di tutti i referti medici dei curanti.

Questo Tribunale ritiene tale modo di procedere corretto e non ha motivo alcuno
per rimettere in discussione l’operato del medico del SMR, conforme agli
articoli 59bis cpv. 2 LAI in relazione con l’art. 49 cpv. 1 OAI (cfr. STF
9C_404/2018 del 22 agosto 2018; DTF 142 V 58 consid. 5.1; 135 V 465 consid.
4.4.).

                                         Giova qui infatti
ricordare che per l’art. 59 cpv. 2bis LAI i servizi medici regionali sono a
disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto
alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale dell'assicurato -
determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA - di esercitare un'attività
lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una misura ragionevolmente
esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico
nei singoli casi.

                                         Scopo e senso del disposto
come pure dell’art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per gli uffici AI, di
fare capo a propri medici per la valutazione degli aspetti sanitari del diritto
alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche conoscenze
medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità funzionale
della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara separazione
di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle
indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può ragionevolmente
pretendere da un assicurato e cosa invece no (vedi DTF 136 V 376 consid. 4.1;
sentenze 9C_1001/2012 del 29 maggio 2013; 9C_524/2010 del 27 ottobre 2010;
9C_9/2010 del 29 settembre 2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in
SVR 2009 IV n. 56 pag. 174, con riferimenti). 

 

                                         Del resto, l’assicurato
non ha prodotto, in sede ricorsuale, dei referti medico-specialistici in grado
di smentire quanto valutato dal medico SMR. Inoltre, i certificati medici agli
atti, non sono atti a sollevare dubbi - nemmeno lievi - circa la fedefacenza
della valutazione operata dal medico SMR), con espresso riguardo alla situazione
clinica dell'assicurato, che è stata attentamente e dettagliatamente vagliata
dal medico SMR, come pure dell'esigibilità posta da tale medico che peraltro
vanta un’ampia esperienza in materia di medicina assicurativa. Le
certificazioni mediche presenti nell’incarto non apportano peraltro nuovi
elementi oggettivi ignorati dal medico dell’amministrazione, non si esprime in
merito alla esigibilità lavorativa ed alla capacità lavorativa residua in
attività adeguate e, da ultimo, non attesta alcuna inabilità lavorativa
dell’assicurato in attività adeguate. 

Inoltre lo stesso medico dell’amministrazione ha ritenuto l’attività abituale
(consulente vendita __________) inesigibile al 100% dal 21 giugno 2017 e al 50%
dal 15 novembre mentre ha ritenuto l’assicurato abile al lavoro al 100% in
attività adeguate leggere dal 15 novembre 2018. 

Alla luce di tutto quanto sopra esposto questo Tribunale deve concludere che
quanto accertato dal medico del SMR in merito alla capacità lavorativa
dell'assicurato va tutelato.

 

                                         In questo contesto è
comunque utile ricordare che il principio inquisitorio che regge la procedura
davanti al Tribunale delle assicurazioni non è incondizionato, ma trova il suo
correlato nell'obbligo delle parti di collaborare, quest'obbligo non può
tradursi in una mera contestazione della presa di posizione di controparte
senza addurre degli elementi oggettivi - segnatamente di natura medica - a
sostegno delle proprie argomentazioni (cfr. sul tema STCA 32.2017.70 del 9
novembre 2017, consid. 2.7 e rinvii ivi citati). Stante quanto precede, in
sunto, il TCA non ha quindi motivo di scostarsi dalle considerazioni espresse
dal medico SMR.

Per quanto concerne invece la critica mossa all'operato del medico SMR per
aver  formulato le proprie considerazioni solo basandosi sulla lettura degli
atti, senza aver preso conoscenza della concreta situazione, giova qui
ricordare che, di norma, una valutazione sulla base dei soli atti medici (“Aktegutachten”)
è possibile se il medico dispone, come in concreto, di sufficienti
elementi risultanti da altri accertamenti personali (STCA 32.2017.27 dell'11
settembre 2017, consid. 2.7.1 e rinvii giurisprudenziali ivi citati; STCA 35.2017.62
del 2 ottobre 2017, consid. 2.9 e rinvii giurisprudenziali ivi citati; 32.2019.63
del 27 aprile 2019, consid. 2.8 e rinvii giurisprudenziali ivi citati).

Diversamente da quanto valutato
dall’Alta Corte nella STF 8C_839/2016 del 12 aprile 2017, pubblicata in SVR
1/2018 IV nr. 4 - nella quale il TF ha reputato che il rapporto del SMR non potesse
essere considerato esaustivo, non essendosi espresso su tutti gli aspetti
rilevanti per la decisione - il TCA non vede nel caso concreto alcun motivo che
possa impedire di fondare il proprio giudizio sulle risultanze mediche del SMR,
la cui affidabilità e concludenza non è stata oggettivamente messa in dubbio da
refertazioni specialistiche in grado di rimetterle in discussione (cfr. STF
9C_404/2018 del 22 agosto 2018)”.

In siffatte circostanze il Tribunale non condivide le critiche mosse dal rappresentante
dell'assicurato all'operato dell’amministra-zione dal profilo medico, motivo
per le quali tutte le censure sollevate al riguardo (in particolare, quelle
secondo cui il suo assistito presenterebbe una capacità lavorativa residua del
50% anche in attività adeguate) sono respinte.  

È pure utile ricordare che la giurisprudenza federale ha, in maniera costante,
già avuto modo di stabilire che nel mercato occupazionale aperto a personale
non qualificato o semi qualificato, vi è una sufficiente offerta di
occupazioni, in particolare nell'industria, in cui possono venir eseguite
mansioni di sorveglianza e controllo, che non comportano aggravi fisici, che
consentono il cambiamento frequente di posizione e che non richiedono
necessariamente la messa in atto di particolari misure di reintegrazione
professionale (cfr., tra le altre, STF 8C_563/2012 del 23 agosto 2012 consid.
3.3, che ha interamente confermato la STCA 35.2012.17 del 18 giugno 2012;
9C_635/2007 del 21 agosto 2008 consid. 3.3 e 9C_10/2007 del 26 marzo 2008
consid. 4.6.3).

                                         Pertanto, alla luce delle
risultanze di cui sopra, questo Tribunale ritiene la fattispecie - per lo meno,
fino al 22 maggio 2019 - sufficientemente chiarita, per cui non appare
necessario procedere ad altri accertamenti medici specialistici.

 

                                         Va ricordato che, quando
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove; cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
STF 9C_632/2012 del 10 gennaio 2013; STF 9C_231/2012 del 24 agosto 2012). Un
tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente
all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e
sentenza ivi citata; STCA 32.2018.211 del 21 ottobre 2019, consid. 2.6).

 

                                         Alla luce di quanto sopra
esposto e richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di
intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle
conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V
233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer
Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572;
Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht,
tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr.
anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997,
pag. 221), il TCA ritiene dimostrato con il grado della verosimiglianza
preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 138 V 218
consid. 6 pag. 221 con riferimenti), che RI 1 ha presentato/presenta,
un’incapacità lavorativa, nell’attività abituale (consulente vendita __________),
del 100% dal 21 giugno 2017 al 14 novembre 2018 e del 50% dal 15 novembre 2018
e continua rispettivamente, in un’attività adeguata (rispettosa delle
limitazioni poste dal medico SMR), del 100% dal 21 giugno 2017 al 14 novembre
2018 e dello 0% dal 15 novembre 2018 e continua.

Stante quanto precede la capacità lavorativa residua del ricorrente (0% in
qualsiasi attività lavorativa dal 2 giugno 2017) è migliorata (50%
nell’attività abituale e 100% in attività adeguate) a decorrere dal 15 novembre
2018.

                               2.9.   Occorre ora esaminare se
anche la capacità di guadagno dell'assicurato ha subito un miglioramento tale
da giustificare una riduzione della rendita.

Vengono considerati i dati del 2018, visto che il miglioramento dello stato di
salute - e, di conseguenza, della capacità lavorativa residua - risale al 15
novembre 2018.

 

                             2.10.   Per quanto concerne il reddito
“da valido”, l'UAI ha ritenuto che l’assicurato, in assenza del danno alla
salute, nel 2016 avrebbe percepito un salario annuo lordo di fr. 100'649.-
(doc. 51, pag. 3 incarto AI), sulla base di quanto indicato dal datore di
lavoro nel mail del 20 marzo 2019 (doc. 39 incarto AI).

Nella decisione del 22 maggio 2019 (doc. 51 incarto AI), qui avversata,
l’amministrazione ha, quindi, considerato un reddito “da valido” di fr.
100'649.- per il 2016.

 

                                         Tale modo di procedere non
può essere tutelato.

 

                                         Nel caso di specie devono
essere, infatti, considerati i dati del 2018 (cfr. consid. 2.9).

Il datore di lavoro ha informato l’UAI che, senza il danno alla salute,
l’assicurato avrebbe percepito nel 2018 un salario annuo lordo di fr. 98'726.-
(cfr. mail del 20 marzo 2019 di cui al doc. 39 incarto AI).

Il reddito “da valido” dell’assicurato è quindi fissato, per il 2018,
in fr. 98'726.-.

 

                             2.11.   Per quanto concerne il reddito
“da invalido”, l'UAI, ha ritenuto che l’assicurato, nel 2016 avrebbe percepito
un salario annuo lordo di fr. 53'718.55, determinato in base alla TA1 2014,
attività semplici e ripetitive, uomini, aggiornato al 2016, tenuto conto di una
capacità lavorativa del 100%, applicando una decurtazione sociale del 20% (di
cui 10% per attività leggere e 10% per svantaggi salariali derivanti da
contingenze particolari: doc. 38 e 51, pag. 4 incarto AI).  

 

                                         Per calcolare il reddito
“da invalido” nel 2016, l’amministrazione ha applicato la TA 1 2014,
allorquando il TF ha stabilito che vanno utilizzati i dati statistici più
recenti disponibili al momento del rilascio della decisione su opposizione (in
casu, 22 maggio 2019: doc. 51 incarto AI) e quindi, nel caso di specie, quelli
del 2016 (cfr. DTF 143 V 295 consid. 4.1.7; STCA 35.2019.39 del 21 ottobre
2019, consid. 2.8; STCA 32.2019.81 del 27 aprile 2020, consid. 2.9). 

 

                                         Inoltre, nel caso di
specie devono essere considerati i dati del 2018 (cfr. consid. 2.9).

 

                                         Anche per questi aspetti,
il modo di procedere dell’UAI non può, quindi, essere tutelato.

 

                                         Ora, utilizzando i dati
forniti dalla tabella RSS 2016 TA 1, l’assicurato, svolgendo nel 2016 una
professione che presuppone qualifiche inferiori (livello di qualifica 1) nel
settore privato svizzero (a proposito della rilevanza delle condizioni
salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV
15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un salario mensile lordo
pari a fr. 5'340. Riportando questo dato su 41.7 ore, esso ammonta a fr.
5'566.95 mensili oppure a fr. 66'803.40 per l'intero anno (fr. 5'566.95 x 12).
Dopo adeguamento all'indice dei salari nominali, si ottiene, per il 2017, un
reddito annuo di fr. 67'070.61 (+ 0.4%) e, per il 2018, di fr. 67'405.96 (+
0.5%; STCA 35.2019.60 del 23 agosto 2019, consid. 2.3.8; STCA 32.2019.81 del 27
aprile 2020, consid. 2.9).

Questa Corte ritiene corretta, e può quindi fare propria, la riduzione sociale
del 20% (che globalmente tiene ampiamente conto del danno alla salute
dell’assicurato) riconosciuta dall’UAI (e, peraltro, non contestata dal
rappresentante dell’insorgente) in considerazione delle particolarità del caso,
tenuto anche conto del riserbo di cui deve dare prova il giudice delle
assicurazioni sociali nel sostituire il proprio apprezzamento a quello
dell’amministrazione (cfr. DTF 137 V 71, 132 V 393 consid. 3.3).  

 

                                         Tenuto conto di una
esigibilità lavorativa del 100% (e non del 50% come richiesto dal
rappresentante dell’assicurato per i motivi già esposti al consid. 2.8) e di
una deduzione sociale del 20% (fr. 67'405.96:100x20=fr. 13'481.19), si ottiene
un reddito annuo di fr. 53'924.77 (ovvero fr. 67'405.96 - fr. 13'481.19).

 

                                         Il reddito “da invalido”
dell’assicurato è quindi fissato, per il 2018, in fr. 53'924.77.

                                      

                             2.12.   Confrontando ora il reddito
"da invalido" di fr. 53'924.77 con il relativo reddito "da
valido" di fr. 98'726.- si ottiene, a partire dal 15 novembre 2018, un
grado d’invalidità del 45,37% ([98'726 - 53'924.77] x 100 : 98'726) arrotondato
al 45% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121, che permette
l’erogazione di ¼ di rendita a decorrere dal 1° marzo 2019 (trascorsi da 3 mesi
dall’oggettivato miglioramento della capacità di guadagno dell’assicurato,
riconducibile all’aumento della capacità lavorativa residua dallo 0% al 100%,
in attività adeguate, a far tempo dal 15 novembre 2018, ex art. 88a cpv. 1 OAI).  

 

                             2.13.   In simili circostanze, visto tutto
quanto precede, la decisione impugnata - mediante la quale l’UAI ha riconosciuto
una rendita intera di invalidità intera dal 1° giugno 2018 (alla scadenza
dell'anno di attesa ex art. 28 LAI), ridotta ad ¼ di rendita dal 1° marzo 2019
(trascorsi 3 mesi dall'oggettivato miglioramento dello stato di salute a
partire dal 15 novembre 2018 ex art. 88a cpv. 1 OAI) - va confermata. 

 

                             2.14.   Secondo l'art. 29 cpv. 2 LPTCA
e l'art. 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie
relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale
cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

                                         L'entità delle spese è
determinata fra fr. 200.- e fr. 1'000.- in funzione delle spese di procedura e
senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile
2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

                                         Visto l'esito della
vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-vanno poste a carico
dell'insorgente.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese per complessivi
fr. 500.- sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti