# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7328361d-d3bd-5bb7-9e86-cfb480bce5a3
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 00.00.0000 PVG 2022 16
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2022-16_0000-00-00.pdf

## Full Text

7/16  Raumordnung und Umweltschutz  PVG 2022

Autorizzazione EFZ. Impianto per l’essicazione di erbe aro- 
matiche.
– Presupposti per un’autorizzazione EFZ per la 

costruzione di un capannone per l’essiccazione di erbe 
aromatiche in altro territorio comunale (ATC) (consid. 
3.1).

– Valutazione della conformità alla zona agricola; nel caso 
concreto è stato affermato il carattere industriale-com- 
merciale e negato un carattere agricolo dell’azienda 
(consid. 3.3)

BAB-Bewilligung. Trocknungsanlage für Kräuter.
– Voraussetzungen für eine BAB-Bewilligung für den Bau 

eines Lagers zur Trocknung von Kräutern im übrigen Ge- 
meindegebiet (E.3.1).

– Prüfung der Zonenkonformität in der Landwirtschaftszo- 
ne; im vorliegenden Fall wurde die industriell-gewerbli- 
che Art des Betriebs bejaht und der landwirtschaftliche 
Charakter verneint (E.3.3).

Considerandi:
3.1.1. Giusta l’art. 41 cpv. 2 LPTC nell’ATC sono ammessi

progetti di costruzione che soddisfano i presupposti per un’auto- 
rizzazione d’eccezione per edifici ed impianti al di fuori delle zone 
edificabili (art. 24 segg. LPT).

3.1.3. Giusta il qui rilevante art. 34 cpv. 2 OPT sono confor- 
mi alla zona agricola gli edifici e gli impianti destinati alla prepa- 
razione, all’immagazzinamento o alla vendita di prodotti agricoli 
o orticoli se: i prodotti sono coltivati nella regione e oltre la metà 
nell’azienda d’ubicazione o nelle aziende riunite in una comunità 
di produzione (lett.a ); la preparazione, l’immagazzinamento o la 
vendita non sono di carattere industriale–commerciale (lett. b) e 
il carattere agricolo o orticolo dell’azienda d’ubicazione resta im- 
mutato (lett. c). Questa è la fattispecie che entra in considerazione 
e va esaminata nel caso di specie.

3.1.4. In generale, l’art. 34 cpv. 2 OPT trova applicazione 
solo se l’edifico per la sua ubicazione e struttura ha una relazio- 
ne diretta funzionale e degli spazi con l’attività aziendale. È dun- 
que necessaria una stretta relazione tra l’edificio agricolo e l’atti- 
vità propria dell’agricoltore (cfr. Waldmann/Hänni, Handkommentar 
RPG, 2006, art. 16a n. 13). Il processo di lavorazione e valorizzazi- 
one devono trovarsi in rapporto diretto con l’utilizzo del suolo e la 
tecnica di lavoro deve avere uno stretto legame con lo sfruttamen-

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to del suolo. Il limite si situa là dove la produzione originale non è 
più preponderante: appena la trasformazione del prodotto passa in 
primo piano o appena lo sfruttamento prende un carattere indus- 
triale o commerciale, non vi è più spazio nella zona agricola (cfr. 
DTF 129 II 413 consid. 3.3 con rinvio a DTF 125 II 278 consid. 7). La 
lett. a di cui all’art. 34 cpv. 2 OPT precisa che nel caso dei prodotti 
lavorati, immagazzinati o venduti deve trattarsi di prodotti coltivati 
nella regione. In tal modo si vuole evitare che i prodotti vengano 
trasportati su lunghe distanze. I prodotti vanno inoltre coltivati in 
misura preponderante nell’azienda ove s’intende costruire gli edi- 
fici in questione (azienda d’ubicazione) o – nel caso di produzione 
tra aziende – in misura preponderante nelle aziende unite in una 
comunità di produzione. Quest’ultima deve essere stata costituita 
per la lavorazione, l’immagazzinamento e la vendita dei suoi pro- 
dotti. La condizione sancita alla lett. b esclude processi di lavorazi- 
one meccanici e che richiedono investimenti onerosi o un elevato 
dispendio in termini di personale. Nel rispetto del principio fonda- 
mentale della separazione, ma anche per evitare distorsioni inutili 
della concorrenza, la zona agricola non deve diventare accessibile 
a vere e proprie aziende di trasformazione o a magazzini di stoccag- 
gio. Queste ultime devono chiaramente essere ubicate nella zona 
edificabile (industriale risp. commerciale). Inoltre, in conformità 
alla condizione stabilità alla lett. c, diversamente dagli impianti di 
torchiatura gli edifici e gli impianti ad es. per la trasformazione di 
patate in patatine chips non devono rientrare nella zona agricola, in 
quanto mediante trasformazioni di questo genere verrebbe mutato 
in maniera determinante il carattere agricolo dell’azienda (cfr. Uf- 
ficio federale dello sviluppo territoriale [USTE], Commenti relativi 
all’OPT, Berna 2001, pag. 30 seg.).

3.1.5. Nell’ambito della valutazione della conformità alla 
zona agricola di una nuova costruzione destinata alla lavorazione 
di erbe aromatiche, il Tribunale federale ha considerato decisivo 
per la qualifica quale attività industriale-commerciale il fatto che 
essa non svolgeva nessuna funzione di sostegno (nei confronti del 
centro aziendale dipendente dal suolo), realizzava un alto valore 
aggiuntivo ed era indipendente dal punto di vista dell’organizza- 
zione del lavoro. Tra l’imballaggio delle erbe e la produzione del 
suolo vi era solo una debole relazione indiretta. Infatti, a mente del 
Tribunale federale rispetto alla coltivazione e al raccolto in tal caso 
la lavorazione delle erbe aromatiche rappresentava una procedura 
equivalente e separata dal punto di vista della tecnica del lavoro, 
che poteva essere svolta da diversi lavoratori. La lavorazione delle

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erbe giocava un ruolo importante in tutta la filiera produttiva visto 
l’alto valore di mercato delle erbe elaborate per mezzo di imballag- 
gio, etichettatura e la loro immissione sul mercato (cfr. caso “Bop- 
pelsen” DTF 125 II 278 consid. 7c).

3.3.3.2. Il primo criterio di cui all’art. 34 cpv. 2 lett. a OPT 
sembra soddisfatto, siccome le erbe provengono da campi dell’azi- 
enda agricola del ricorrente situati nella regione e le distanze di tras- 
porto fino all’essiccatoio non sono lunghe. Secondo questi giudici 
non appaiono invece adempiti gli ulteriori criteri posti dall’art. 34 
cpv. 2 lett. b e c OPT. Per il capannone previsto su una superficie di 
ca. 600 m2 munito di un’area di scarico erbe, quattro essiccatori e 
deposito, si prospetta un investimento di 1.59 mio. Per dimensioni 
e conformazione esso è simile all’esistente capannone di conser- 
vazione, miscelazione e confezionamento sulla particella n. O.  
(se non leggermente più grande) e assomiglia quindi più a un ca- 
pannone industriale-commerciale. Benché non si possa parlare di 
un’indipendenza dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro 
(gli operai che gestiscono l’impianto di essicazione sono apparen- 
temente gli stessi operai agricoli che coltivano le erbe), la funzione 
del capannone d’essiccazione previsto appare piuttosto collegata 
all’attività commerciale di lavorazione delle erbe aromatiche dello 
zio del ricorrente (N.  S.a.g.l.) che all’attività dell’azienda agri- 
cola risp. orticola (settore di coltivazione delle erbe aromatiche) del 
ricorrente. Va ritenuto che la tecnica di lavorazione (essiccazione in 
un grande capannone di tipo industriale, in cui vengono trasportate 
le erbe coltivate in campi che si trovano in un raggio fino a 760 m 
da detto capannone) non presenta uno stretto e diretto legame con 
lo sfruttamento del suolo (coltivazione di erbe aromatiche). Il pro- 
cesso di essiccazione permette di ottenere un prodotto aggiunti- 
vo (erbe aromatiche essiccate) che il ricorrente vende alla N. 
S.a.g.l. per essere ulteriormente elaborato (miscelazione e confe- 
zionamento) onde ottenere il prodotto finale (tisane, ecc.). Non si 
intravede dunque tanto un processo artigianale di lavorazione che 
sta in secondo piano rispetto alla coltivazione agricola (come ad 
es. un impianto di vinificazione nel vigneto), quanto piuttosto una 
fase di produzione di un processo industriale. Va quindi affermata 
l’esistenza di un carattere industriale-commerciale.
R 21 37 sentenza del 23 maggio 2022

Il ricorso contro questa decisione è tuttora pendente dinanzi al Tri- 
bunale federale (1C_492/2022).

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