# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 00ea8680-2a2b-5e9e-a5b2-71b7e01ef0be
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-07-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.07.2010 32.2010.33
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2010-33_2010-07-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2010.33

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  21 luglio
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa
  Somaini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 1 febbraio 2010
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 22 dicembre 2009 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nata
nel 1980, in precedenza dipendente della __________ di __________ società di
gestione di un agriturismo, in data 30 marzo 2004 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti, in quanto affetta da “dolori
cervicali, mal di testa, dolori al braccio e spalla, nervosità, giramento di
testa, vuoti di memoria” (doc. 2/1-7).

 

                               1.2.   In data 9
gennaio 2003 l’assicurata è rimasta coinvolta in un incidente della
circolazione stradale, a seguito del quale ha riportato una distorsione
cervicale in paziente con noduli tendomiotici trapezoidali bilaterali.

 

 

                                         L’assicuratore
LAINF ha assunto il caso e ha regolarmente corrisposto le prestazioni di legge.

                                         Con
decisione formale del 3 giugno 2005, poi confermata con decisione su
opposizione dell’11 ottobre 2005, l’assicuratore infortuni ha ritenuto
l’assicurata inabile al lavoro al 100% sino al 31 dicembre 2003, al 33 1/3% dal
1° gennaio 2004 sino al 29 febbraio 2004 e al 50% a decorrere dal 1° marzo
2004, con versamento delle relative indennità giornaliere (doc. 31/3-6).

                                         Con
sentenza 35.2006.5 del 1° febbraio 2007, il TCA ha parzialmente accolto il
ricorso dell’assicurata, ritenendo, da una parte, che RI 1 abbia effettivamente
ritrovato una capacità lavorativa parziale nei tempi e nei modi stabiliti
dall’amministrazione con la decisione su opposizione impugnata, ma considerando
tuttavia, d’altra parte, che per il periodo 28 febbraio-3
marzo 2005, all’assicurata non andavano versate indennità giornaliere
corrispondenti a un’incapacità lavorativa del 50%, bensì delle indennità
giornaliere corrispondenti a un’incapacità lavorativa del 100%.

                                         Il Tribunale federale, con
sentenza 8C_77/2007 del 23 giugno 2008, ha confermato la decisione cantonale.

 

                               1.3.   Esperiti gli
accertamenti medici ed economici del caso, con progetto di decisione del 24
luglio 2009 (doc. 51/1-3), poi confermato con decisione del 22 dicembre 2009 (doc.
A), l’UAI ha attribuito all’assicurata tre quarti di rendita di invalidità dal
1° gennaio 2004 al 30 giugno 2004 e mezza rendita dal 1° luglio 2004 al 31
agosto 2008, rifiutando dopo tale data il diritto ad ulteriori prestazioni alla
luce di un grado di invalidità nullo.

 

                               1.4.   Contro la
citata decisione amministrativa l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1, ha inoltrato
un tempestivo ricorso al TCA, chiedendo che la decisione impugnata venga
annullata e che all’assicurata venga riconosciuta una mezza rendita di
invalidità anche a partire dal 1° settembre 2008.

                                         Il
patrocinatore dell’assicurata ha contestato il fatto che l’UAI abbia emesso la
propria decisione basandosi esclusivamente sugli esiti dell’esame medico
eseguito - oltretutto un anno e mezzo prima dell’emissione della decisione
impugnata - dai medici del __________ per conto dell’assicuratore LAINF, senza
predisporre ulteriori approfondimenti medici che tengano conto anche delle
patologie extra-infortunistiche dell’assicurata.

                                         Il
patrocinatore ha infatti rilevato che l’assicurata presenta anche delle
patologie psichiatriche - per le quali è in cura specialistica e che, secondo
la curante, rendono l’interessata inabile al lavoro - che l’UAI ha totalmente
ignorato e che avrebbero invece dovuto essere oggetto di accurata indagine
peritale. Nello stesso referto peritale del __________, del resto, i medici
avevano già indicato che l’assicurata presentava una struttura della
personalità psiconevrotica, non manifestatasi clinicamente fino a gennaio 2003,
consigliando all’interessata di sottoporsi ad una psicoterapia.

                                         L’avv. RA
1 ha poi rilevato che, anche dal profilo somatico, l’assicurata presenta delle
patologie extra-infortunistiche che non sono state approfondite dall’UAI. Gli
stessi medici del __________ hanno infatti indicato che l’interessata presenta
dei fattori fisici preesistenti all’infortunio, e meglio uno stato dopo duplice
operazione del ginocchio sinistro e frattura del metacarpo destro.

                                         Alla luce
della mancanza di accurati accertamenti medici che tengano conto dell’insieme
delle patologie dell’interessata, l’avv. RA 1 ha chiesto il riconoscimento di
una mezza rendita di invalidità anche dopo il 31 agosto 2008 o, in via
subordinata, il rinvio degli atti all’amministrazione per gli approfondimenti
medici del caso (doc. I).

 

 

                               1.5.   Con la
risposta di causa, l’Ufficio AI ha confermato la propria decisione, postulando
la reiezione del ricorso, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei
considerandi di diritto (doc. VIII).

 

                               1.6.   In data 27
maggio 2010 il patrocinatore ha chiesto al TCA una proroga del termine per
presentare nuovi mezzi di prova, al fine di poter produrre una nuova
valutazione medica già richiesta dall’assicurata alla __________ Klinik di __________
(doc. X).

                                         Tale
richiesta è stata accolta da questo Tribunale con scritto del 28 maggio 2010 (doc.
XI).

 

                               1.7.   In data 21
giugno 2010 il patrocinatore dell’assicurata ha comunicato al TCA di non essere
in possesso della nuova documentazione medica preannunciata, aggiungendo che “sarà
eventualmente la mia patrocinata personalmente a produrre la perizia medica se
ed in quanto ne entrerà in possesso entro breve” (doc. XII).

 

                                         Questo scritto
del patrocinatore dell’interessata è stato trasmesso all’amministrazione (XIII),
per conoscenza.

 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e
non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o
della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione
di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione
giudiziaria (cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06
del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo
la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         L’art. 28
cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2007, prescrive che gli assicurati
hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre
quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

                                         Questa
graduazione è stata ripresa all’art. 28 cpv. 2 LAI in vigore dal 1° gennaio
2008.

 

                                         Ai sensi
dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere
determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle
affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et
pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto
dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei
all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini
fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21;
Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente
esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e
dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione
personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua
capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge
il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se
ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione
fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313). 

 

                                         Al
proposito va infine ancora rilevato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le
circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla
rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla
medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali
modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione
(rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili
di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I
26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).

 

                               2.3.   Per
costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione
attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o
la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione di decisioni amministrative (cfr. DTF 131 V 164; DTF 131
V 120; DTF 125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa
K., I 597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19
ottobre 2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K.,
12/04; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno
2004 nella causa T., I 299/03). 

 

                                         Al
riguardo cfr. STCA 32.2005.83 del 20 febbraio 2006, massimata in RtiD II-2006
N. 39 pag. 182.

 

 

                               2.4.   L’art. 17
cpv. 1 LPGA stabilisce che:

 

" 
Se il grado d’invalidità del beneficiario della
rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è
aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su
richiesta."

 

I principi giurisprudenziali sviluppati in
materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono
applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid.
3.5).

 

 

                               2.5.   In una
sentenza del 12 ottobre 2005 nella causa R., I 8/04, pubblicata in plaidoyer
1/06, pag. 64-65, il TFA ha ricordato i principi che sono alla base della
revisione e della riconsiderazione di decisioni amministrative e si è così
espresso:

 

" 
(...)

2. 2.1  En l'espèce, il s'agit tout
d'abord de savoir si l'on est en présence d'un motif de révision, ce qui
suppose une modification notable du taux d'invalidité (art. 17 LPGA). Il n'y a
pas matière à révision lorsque les circonstances sont demeurées inchangées et
que le motif de la suppression ou de la diminution de la rente réside
uniquement dans une nouvelle appréciation du cas. Un motif de révision au sens
de l'art. 17 LPGA (ou de l'ancien art. 41 LAI) doit clairement ressortir du
dossier (p. ex. arrêt P. du 31 janvier 2003

[I 559/02], consid. 3.2 et les arrêts cités; sur
les motifs de révision en particulier: Urs Müller, Die materiellen
Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung, thèse,
Fribourg 2002, p. 133 ss). La réglementation sur la révision ne saurait en
effet constituer un fondement juridique à un réexamen sans condition du droit à
la rente (Rudolf Ruedi, Die Verfügungsanpassung als verfahrensrechtliche
Grundfigur namentlich von Invalidenrentenrevisionen, in: Schaffauser/ Schlauri
[Hrsg], Die Revision von Dauerleistungen in der Sozialversicherung, Saint-Gall,
1999, p. 15).

 

2.2  Si l'on
compare les expertises du COMAI du 9 mai 1995 et de la Clinique X. du 10 mai 2002, les principaux diagnostics posés sont pratiquement superposables
(syndrome somatoforme douloureux persistant et personnalité fruste et dépendante
en 1995; syndrome douloureux somatoforme persistant [F45.4] et personnalité aux
traits dépendants [F60.7] en 2002). Les conclusions des expertises sont
divergentes, en revanche, en ce qui concerne les répercussions des atteintes à
la santé sur la capacité de travail. Les experts du CO­MAI avaient estimé que
le syndrome somatoforme douloureux prenait place dans le contexte d'un trouble
de la personnalité. On était en présence d'une atteinte à la santé mentale
importante, entraînant une incapacité totale de travail, sans perspective de
reclassement ni d'amélioration, vu l'importance de la régression et de la
fixation somatique.

Les experts de la Clinique X. concluent, pour leur part, à l'absence d'atteinte somatique ou psychique
susceptible de limiter la capacité de travail. Les mêmes experts déclarent
s'écarter des conclusions du COMAI, au motif que l'association d'un trouble
somatoforme douloureux à une personnalité aux traits dépendants ne constitue
pas, à leur avis, une atteinte à la santé mentale importante.

 

2.3  Sur la base
de ces éléments, il y a lieu de constater que les experts de la Clinique X. ne font pas état d'une modification de l'état de santé du recourant, mais
remettent en cause l'appréciation précédente - et fondée sur un même état de
fait - des experts du COMAI. Ni l'administration ni les premiers juges n'ont
cherché du reste à démontrer l'existence d'un changement de circonstances. Ils
insistent plutôt sur le caractère probant de l'expertise dé la Clinique X., en faisant totalement abstraction des règles sur la révision et comme s'il
s'agissait en l'occurrence de se prononcer pour la première fois sur le droit à
 la rente. Mais cela ne suffit pas, on l'a vu, pour justifier une révision du
droit à la rente (cf. aussi Urs Müller, op. cit., p. 135, ch. 490).

 

3. 3.1. Le principe selon lequel
l'administration peut en tout temps revenir d'office sur une décision
formellement passée en force qui n'a pas donné lieu à un jugement sur le fond,
lorsque celle-ci est certainement erronée et que sa rectification revêt une
importance appréciable, l'emporte sur la procédure de révision. Ainsi,
l'administration peut aussi modifier une décision de rente lorsque les
conditions de la révision selon l'art. 17 LPGA ne sont pas remplies. Si le juge
est le premier à constater que la décision initiale était certainement erronée,
il peut confirmer, en invoquant ce motif, la décision de révision prise par
l'administration (ATF 125 V 369 consid. 2 et les arrêts cités; cf. aussi ATF
112 V 373 consid. 2c et 390 consid. 1b). Il est à relever que la
reconsidération est désormais expressément prévue à l'art. 53 LPGA.

 

 

3.2  Pour juger
s'il est admissible de reconsidérer une décision pour le motif qu'elle est sans
nul doute erronée, il faut se fonder sur la situation juridique existant au
moment où cette décision a été rendue, compte tenu de la pratique en vigueur à
l'époque (ATF 119 V 479 consid. 1b/cc et les références). Par le biais de la
reconsidération, on corrigera une application initiale erronée du droit, de
même qu'une constatation erronée résultant de l'appréciation des faits. Un
changement de pratique ou de jurisprudence ne saurait en principe justifier une
reconsidération (ATF 117 V 17 consid. 2c, 115 V 314 consid. 4a/cc). Une
décision est sans nul doute erronée non seulement lorsqu'elle a été prise sur
la base de règles de droit non correctes ou inappropriées, mais aussi lorsque des
dispositions importantes n'ont pas été appliquées ou l'ont été de manière
inappropriée (DTA 1996/97 n° 28 p. 158 consid. 3c). Tel est notamment le cas
lorsque l'administration a accordé une rente d'invalidité au mépris du principe
de la priorité de la réadaptation sur la rente (voir l'arrêt P. du 31 janvier
2003, déjà cité). A l'inverse, une inexactitude manifeste ne sau­rait être
admise lorsque l'octroi de la prestation dépend de conditions matérielles dont
l'examen suppose un pouvoir d'appréciation, quant à certains de leurs aspects
ou de leurs éléments, et que la décision paraît admissible compte tenu de la
situation de fait et de droit (arrêt P. du 13 août 2003 [1790/01], consid. 3).

 

3.3  En l'espèce,
c'est en vue d'élucider les divergences issues d'avis médicaux contradictoires
se trouvant au dossier que l'administration a recueilli l'expertise du COMAI,
du 9 mai 1995, et qu'elle s'est fondée sur cette dernière pour allouer une
rente entière au recourant, le 1er décembre 1995. En présence d'un
tableau clinique complexe, par ailleurs difficile à appréhender en raison de
ses aspects subjectifs, la prise de position sur une incapacité de travail
implique toujours un jugement d'appréciation. Or, un tel jugement ne saurait
être qualifié de manifestement erroné que si les investigations médicales dans
les différents domaines concernés n'ont pas été entreprises ou qu'elles ne
l'ont pas été avec le soin nécessaire (cf. arrêt P. du 31 janvier 2003, déjà
cité). Tel n'est pas le cas en ce qui concerne l'expertise du COMAI dans la
mesure où cette expertise pluridisciplinaire répond aux critères
jurisprudentiels permettant de lui attribuer une pleine valeur probante. En
tout cas, les critiques émises à l'encontre des conclusions du COMAI par les
médecins de la Clinique X. ne suffisent pas pour admettre que ces conclusions
sont dépourvues de crédibilité. Comme on l'a vu, on est en présence
d'appréciations divergentes d'experts en ce sens que les uns, à la différence
des autres, considèrent que l'association d'un trouble somatoforme douloureux à
une personnalité aux traits dépendants n'a pas d'incidence sur la capacité de
travail. Seule une surexpertise serait de nature à les départager. 

Mais, ici également, on ne peut faire abstraction
des éléments qui ont conduit l'administration à allouer une rente entière au
recourant comme si l'on devait statuer pour la première fois sur les droits de
l'assuré et modifier sa situation juridique à la lumière exclusivement des
données médicales recueillies à l'occasion de la procédure de révision. Une
appréciation médicale différente ultérieure ne suffit pas pour faire apparaître
comme manifestement erronée la décision initiale ou pour ordonner une
expertise. 

On ne peut pas non plus affirmer que
l'administration a commis à l'origine une erreur de droit, notamment en
méconnaissant le principe de la priorité de la réadaptation sur la rente: l’expertise
du COMAI excluait toute possibilité de reclassement professionnel et ne
laissait pas entrevoir, à brève échéance, une amélioration de l'état de santé
qui eût permis la mise en oeuvre de mesures de réadaptation
professionnelle."

 

Una diversa valutazione di uno stato di fatto
rimasto invariato ed inizialmente approfonditamente esaminato non costituisce
dunque né un caso di revisione, né un caso di riconsiderazione.

 

                               2.6.   Nella
decisione del 22 dicembre 2009, l’UAI ha attribuito
all’assicurata tre quarti di rendita di invalidità dal 1° gennaio 2004 al 30
giugno 2004 e mezza rendita dal 1° luglio 2004 al 31 agosto 2008, sopprimendola
poi a partire dal 1° settembre 2008, ritenuto che dal mese di maggio 2008
l’interessata presenta, secondo quanto stabilito dai medici del __________ nell’ambito
di una perizia in materia infortunistica, una capacità lavorativa del 100%
nella sua precedente attività.

                                         Il TCA è,
quindi, ora chiamato a valutare, alla luce di quanto esposto ai considerandi
2.3., 2.4. e 2.5., se l’UAI ha correttamente o meno soppresso la rendita
spettante a RI 1 a fare tempo dal 1° settembre 2008.

 

                               2.7.   Nella caso
di specie, l’UAI ha fondato, dal profilo medico, la propria decisione di
attribuire all’assicurata tre quarti di rendita di invalidità dal 1° gennaio
2004 al 30 giugno 2004 e mezza rendita dal 1° luglio 2004 al 31 agosto 2008,
sopprimendola poi a partire dal 1° settembre 2008, sulla perizia svolta, dal 26
maggio 2008 al 30 maggio 2008, dai medici del __________ per conto
dell’assicuratore LAINF (cfr. doc. 4/1-48 inc. LAINF).

Nel loro referto peritale del 6 novembre 2008,
gli specialisti del __________ hanno indicato che l’assicurata è stata
sottoposta a valutazione internistica (dr. __________), reumatologica (dr. __________),
neurologica (dr. __________) e psichiatrica (dr. __________).

 

Dal profilo internistico, il dr. __________ ha
indicato che l’assicurata non presentava alcuna patologia internistica
rilevante (cfr. doc. 4-12 inc. LAINF).

 

 

Dal profilo reumatologico, il dr. __________ ha
posto le seguenti diagnosi:

 

" 
-     Status nach HWS-Distorsionstrauma am
09.01.2003 und 

      erneutes HWS-Distorsionstrauma am 01.08.2006

-         
Muskuläre Dysbalance am Schultergürtel links
mehr als rechts (Mm. Trapezius, levator scapulae, sternocleidomastoideus,
rhomboidei und pectoralis) mit begleitendem Thoracic-outlet-Syndrom links mehr
als rechts

-         
Muskuläre Dysbalance im Sinne eines
Piriformis-Syndroms links

-         
Ansatztendinose am Beckenkamm links

-         
Status nach Knieoperation links circa 2000

-         
Klinisch Chondropathia patallae links

-         
Status nach Fraktur des Metacarpale V an der
rechten Hand circa 2003 mit Status nach Osteosynthese und Metallentfernung” 

(Doc. 4-15 inc. LAINF)

 

Dal profilo neurologico, l’assicurata presenta, secondo il dr. __________,
le seguenti diagnosi:

 

" 
-     Chronisches cervicales, cervicocephales
und cervicobrachiales 

      Schmerzsyndrom, Kreuz- und Hüftschmerzen links ohne objective
Befunde einer hirnfokalen, einer spinalen, einer radikulären bzw
peripher-neurogenen Läsion

-         
Status nach Auffahrkollision mit
Distorsionstrauma der Halswirbelsäule am 09.01.2003

-         
Status nach Auffahrkollision mit Distorsion der
Halswirbelsäule, Knie- und Rückenkontusion am 01.08.2006”

(Doc. 4-19 inc. LAINF)

 

Infine, dal profilo psichiatrico, il dr. __________ ha considerato
che l’assicurata sia affetta da “Spezifische Phobien (ICD10-F40.2)”,
raccomandando, dal profilo terapeutico, una presa a carico specialistica (doc.
4/25-26 inc. LAINF).

 

Sulla base di tutti questi consulti specialistici, i medici del __________,
dopo ponderata discussione plenaria fra tutti gli esperti
interessati, hanno posto le seguenti diagnosi:

 

"  (…)

Diagnosen:

-     Muskuläre Dysbalance am Schultergürtel links
mehr als rechts 

-     Chronisches cervico-cephales und cervico-brachiales ohne
objective Befunde einer hirnfokalen, spinalen radikulären beziehungsweise peripheren-neurogene
Läsion

-         
Status nach Auffahrkollision mit
Distorsionstrauma der Halswirbelsäule am 09.01.2003

-         
Status nach Auffahrkollision mit
Distorsionstrauma am 01.08.2006

-         
Muskuläre Dysbalance im Sinne eines
Piriformis-Syndroms links

-         
Ansatztendinose am Beckenkamm links

-         
Status nach Knieoperation links (klinisch
Chondropathia patallae) 

-         
Status nach Fraktur des Metacarpale V an der
rechten Hand circa 2004 mit Status nach Osteosynthese und Metallentfernung

-         
Chronischer Nikotinabusus (py 16)

-         
Status nach Appendektomie

-         
Spezifische Phobien (ICD10-F40.2)

-         
Differentialdiagnose: Agoraphobie (ICD10-F40.0)
Bezüglich Begründung verweisen wir auf das psychiatrische Teilgutachten”

(Doc. 4/32-33 inc. LAINF)

 

 

Quanto alla capacità lavorativa, gli specialisti sono giunti alle
seguenti conclusioni:

 

"  (…)

4.20.

Laut Angaben in den Unterlagen wurde der
Explorandin nach dem ersten Unfall vom 09.01.2003 eine 100%-ige
Arbeitsunfähigkeit durch die behandelnden Ärzte attestiert.

Im Januar 2004 beziehungsweise März 2004 wurde
anlässlich der Begutachtungen der Explorandin eine Arbeitsunfähigkeit von zwei
Drittel beziehungsweise von 50% attestiert.

Diesbezüglich können wir diese Beurteilung
retrospektiv nicht in Frage stellen, wir haben die Explorandin zu jenem
Zeitpunkt nicht untersucht.

Heute schätzen wir die Arbeitsunfähigkeit der
Explorandin in der zuletzt ausgeübten Tätigkeit auf 0%.

 

Die Explorandin war bis heute nicht als
kaufmännische Angestellte tätig, lediglich betreute sie gelegentlich die Kundschaft
der Azienda. Als kaufmännische Angestellte ist die Explorandin aufgrund ihrer
psychiatrischen Erkrankung, als nicht arbeitsfähig zu betrachten.

 

In einer anderen Tätigkeit ist die Explorandin
als normal arbeitsfähig zu betrachten, mit der Reserve, dass sie wegen ihrer
spezifischen Phobie nicht in einem geschlossenen Raum arbeiten sollte.” 

(Doc. 4/44-45 inc. LAINF)

 

Con scritto del 23 gennaio 2009, l’assicuratore infortuni ha
comunicato all’UAI:

 

"  (…)

In allegato vi trasmettiamo, come richiesto, copia della nostra
documentazione medica dopo l’ultimo invio del 22.12.2005 (M20-M25).

 

Inoltre vi confermiamo aver versato le seguenti indennità
giornaliere:

 

09.01.2003 – 31.12.2003 al 100%

01.01.2004 – 29.02.2004 al   67%

01.03.2004 – 30.11.2008 al   50%

 

Dal 01.12.2008 non verseremo più indennità giornaliere, in base
alla perizia __________ del 06.11.2008. Nei prossimi giorni rilasceremo la
relativa decisione.” (Doc. 5-1 inc. LAINF)

 

All’incarto AI figura quindi un’annotazione, redatta nel luglio
2009 da “__________”, del seguente tenore:

 

"  La __________
e la __________ coprono gli stessi eventi infortunistici.

Non si evidenziano patologie extrainfortunistiche.

Decidere con i gradi de __________ con un grado di invalidità
nullo dal 1.12.2008.” (Doc. 49-1)

 

In una annotazione all’incarto datata 24 luglio 2009, il
funzionario incaricato dell’UAI ha indicato, con riferimento ad una comunicazione
telefonica con l’assicuratore LAINF, che:

 

"  Il
succitato ci comunica che lunedì prossimo notificheranno la loro decisione
definitiva. In pratica, sulla scorta della perizia __________, ritengono l’A.
abile al 100% nella sua abituale attività.” (Doc. 50-1)

 

Con progetto di decisione del 24 luglio 2009, dunque, l’UAI ha
attribuito all’assicurata tre quarti di rendita di invalidità
dal 1° gennaio 2004 al 30 giugno 2004 e mezza rendita dal 1° luglio 2004 al 31
agosto 2008, sopprimendola poi a partire dal 1° settembre 2008, ossia tre mesi
dopo il miglioramento constatato nella perizia del __________ del mese di
maggio 2008 (cfr. doc. 51/1-3).

 

                                         Con scritto del 14
settembre 2009, il patrocinatore dell’assicurata ha contestato il progetto di
decisione dell’UAI, rilevando  che l’amministrazione abbia omesso, a torto, di
considerare le patologie extra-infortunistiche dell’interessata, in particolare
dal profilo psichiatrico (cfr. doc. 57/1-8).

A comprova dell’esistenza di patologie psichiatriche invalidanti,
il patrocinatore ha prodotto dei certificati medico specialistici e meglio:

 

-        
certificato medico del 19 febbraio 2009 del dr. __________, spec. FMH in
psichiatria e psicoterapia, del seguente tenore:

 

" 
Il medico sottoscritto certifica che la paziente a margine dal
22.01.2009 è seguita presso il nostro studio.

Si attesta continuazione
dell’inabilità lavorativa, in quanto la paziente dovrebbe richiedere assistenza
sociale; è in corso una domanda di invalidità.” (Doc. 57-14)

 

-        
certificato medico del 1° aprile 2009 della dr.ssa __________, spec. FMH
in psichiatria e psicoterapia, del seguente tenore:

 

" 
Il medico sottoscritto certifica che la paziente a margine continua
l’inabilità lavorativa al 100% dal 31.03.2009 al 30.04.2009, data in cui sarà
rivalutata la situazione.” (Doc. 57-12)

 

-        
certificato medico del 12 maggio 2009 della dr.ssa __________, che
attesta:

 

" 
Il medico sottoscritto certifica che la paziente a margine, in mia cura
specialistica, continua l’inabilità lavorativa al 50% dal 14.05.2009 al
12.06.2009, data in cui sarà rivalutata la situazione.” (Doc. 57-13)

                                         Nelle annotazioni del 21
settembre 2009, il dr. __________ del SMR, spec. FMH in
medicina generale (sul diritto per gli assicurati di conoscere la specializzazione dei medici del SMR, cfr.
SVR 2008 IV Nr. 13), ha osservato:

 

-         
RI 1

 

Alla luce di queste considerazioni, con decisione
del 22 dicembre 2009 (cfr. doc. A), l’UAI ha confermato il contenuto del
progetto di decisione del 24 luglio 2009.

 

                               2.8.   Per costante
giurisprudenza (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità, all'amministrazione
(o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono
essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito
del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute,
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al
lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare
quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al
consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare
quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).

 

                                         Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza
dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e
che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per
stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo
di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF
8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01
e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid.
1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM
1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il
suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1
pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).

 

In una sentenza pubblicata
nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al
principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la
valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per
quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il
giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti,
il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro
conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa
fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono
ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una
superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI
2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

 

Nella DTF 125 V 351 (= SVR
2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e,
infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto
di dipendenza con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio
l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari
circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti
circa la parzialità dell'apprezzamento.

Lo stesso vale per le perizie
fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).

 

Le perizie affidate dagli
organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria
amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i
quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a
risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non
sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI
2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

Il TFA, in una decisione I 938/05 del 24 agosto
2006 concernente un caso di assicurazione
per l'invalidità, ha evidenziato il valore probatorio
delle opinioni espresse dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione
per l'invalidità, sottolineando
che in caso di divergenza tra il medico curante ed il medico SMR non è per
principio necessario procedere ad una nuova perizia. In quell’occasione
l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

" 
(…)

3.2 L'on ne saurait certes
mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant d'un Centre
d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a admis que
l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de l'OFAS
sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le SMR;
toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion entre
médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale, nécessaire
de mettre en oeuvre une nouvelle expertise.

La valeur probante des rapports médicaux des uns et
des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels
précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison
d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin
traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui
l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les
médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune
circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de
ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)

 

Per quel che riguarda i
rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il
giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia
esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in
favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353
consid. 3a)cc); Pratique
VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.
230).

 

                                         Ad
esempio, nella sentenza 9C_289/2007 del 29 gennaio 2008 il Tribunale federale
ha sottolineato che:

 

"  (...)

Par ailleurs, il y a lieu d'ajouter qu'au vu de la
divergence consacrée par la jurisprudence entre un mandat de soins et un mandat
d'expertise (cf. arrêt I 701/05 du 5 janvier 2007, consid. 2 et les nombreux
arrêts cités, dont en particulier l'ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175), on ne
saurait remettre en cause une expertise ordonnée par l'administration ou le
juge et procéder à de nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs
médecins traitants ont une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que
si ces médecins traitants font état d'éléments objectifs ayant été ignorés dans
le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour remettre en
cause les conclusions de l'expertise. Cette hypothèse n'étant toutefois pas
donnée dans le cas d'espèce, c'est à juste titre que les premiers juges se sont
fondés, sans violer le droit fédéral, sur les conclusions du SMR et qu'ils ont
confirmé la décision attaquée. (...)"

 

L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008
del 16 ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici
curanti e periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha ancora precisato
quanto segue:

 

" 
(…)

On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre
experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de
mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur
probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt
s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels (ATF
125 V 351 consid. 3a p. 352)
qui permettent de leur reconnaître pleine valeur probante. A cet égard, il
convient de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la jurisprudence
entre un mandat thérapeutique et un mandat d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV
Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]),
on ne saurait remettre en cause une expertise ordonnée par l'administration ou
le juge et procéder à de nouvelles investigations du seul fait qu'un ou
plusieurs médecins traitants ont une opinion contradictoire. Il n'en va
différemment que si ces médecins traitants font état d'éléments objectivement
vérifiables ayant été ignorés dans le cadre de l'expertise et qui sont
suffisamment pertinents pour remettre en cause les conclusions de l'expert.(…)”

 

Infine, va ricordato che se vi
sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25
aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                               2.9.   Attentamente
esaminata la documentazione medica presente nell’incarto e richiamata la
giurisprudenza relativa al valore probatorio di rapporti medici (cfr. consid.
2.8.), questo Tribunale non può confermare la decisione impugnata, in quanto non tutte le patologie dell’interessata e l’influsso che
le stesse hanno sulla sua capacità lavorativa residua sono state
sufficientemente chiarite.

 

Se, infatti, da una parte, con riferimento alle
patologie di origine post-infortunistica, il TCA non può che confermare la
correttezza della valutazione medica eseguita dai medici del __________ nel
mese di maggio 2008 – peraltro non contestata tramite dei certificati medici
specialistici attestanti delle patologie maggiormente invalidanti - d’altra
parte, questo Tribunale non può che concordare con il patrocinatore
dell’assicurata a proposito della mancanza, a torto, da parte dell’UAI di
un’approfondita valutazione delle patologie di origine psichiatrica
dell’interessata.

 

Al riguardo va innanzitutto sottolineato che,
secondo quanto stabilito dalla perizia eseguita in ambito infortunistico,
l’assicurata presentava già nel mese di maggio 2008 la diagnosi di “fobie
specifiche ICD10-F40.2” (cfr. doc. 4-24 inc. LAINF), per la quale i periti
consigliavano una presa a carico specialistica (cfr. doc. 4-38 inc. LAINF).

Inoltre, se è vero che gli specialisti incaricati
dell’esame peritale hanno ritenuto l’assicurata, a partire dal momento della
valutazione peritale, pienamente abile al lavoro (cfr. doc. 4-44 inc. LAINF), è altrettanto vero che gli stessi hanno indicato che “als
kaufmännische Angestellte ist die Explorandin aufgrund ihrer psychiatrischen
Erkrankung, als nicht arbeitsfähig zu betrachten” e che “in einer anderen
Tätigkeit ist die Explorandin als normal arbeitsfähig zu betrachten, mit der
Reserve, dass sie wegen ihrer spezifischen Phobie nicht in einem geschlossenen
Raum arbeiten sollte” (cfr. doc. 4-45 inc. LAINF).

 

Va poi evidenziato che, conformemente a quanto consigliato dai
periti del __________, l’assicurata si è effettivamente sottoposta ad una cura
specialistica, a partire dal mese di gennaio 2009, come attestato dal dr. __________,
dapprima (cfr. doc. 57-14) e dalla dr.ssa __________, poi (cfr. doc. 57/12-13).

Entrambi questi specialisti in psichiatria e psicoterapia hanno
peraltro certificato l’esistenza di un’inabilità lavorativa (cfr. doc. 57/12-14).

 

                                         Ora, è vero che, secondo un principio ripetutamente riconosciuto dalla nostra Massima
Istanza, le certificazioni del medico curante - anche se specialista (cfr. STFA
U 202/01 del 7 dicembre 2001, consid. 2b/bb) - hanno un valore di prova
ridotto, ciò in ragione del rapporto di fiducia che lo lega al suo paziente (cfr. RAMI 2001 U 422, p. 113ss. (= AJP 1/2002, p. 83); DTF
125 V 353 consid. 3b/cc; DTF 124 I 175 consid. 4; DTF 122 V 161; RCC 1988 p. 504; R.
Spira, La preuve en droit des assurances sociales, in Mélanges en
l'honneur de Henri-Robert Schüpbach, Basilea 2000, p. 269s.). Pertanto, in ragione della diversità dell’incarico assunto (a scopo di
trattamento anziché di perizia), in caso di lite, non ci si può di regola
fondare sulla posizione del medico curante, anche se specialista (cfr. STF I
1102/06 del 31 gennaio 2008; STFA I 701/05 del 5 gennaio 2007 consid. 2).

 

                                         Ciononostante,
non può essere ignorato che, per costante giurisprudenza, il giudice delle
assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione deferitagli sulla base
della situazione di fatto esistente al momento in cui essa venne emanata – in
concreto il 22 dicembre 2009
– quando si ritenga che fatti verificatisi ulteriormente possono imporsi quali
elementi di accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla
decisione resa (SVR 2003 IV n. 25 consid. 1.2; DTF 130 V 140 e 129 V 4 consid.
1.2, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b).

                                         In concreto, i referti del dr. __________(cfr. doc.
57/12-13) sono precedenti alla decisione
impugnata. 

                                         Questi
referti, potendo permettere di accertare lo stato di salute dell’assicurata
antecedente al provvedimento contestato, sono rilevanti ai fini del presente
giudizio e vanno quindi presi in considerazione. Essi sono infatti suscettibili
di mettere in evidenza elementi di accertamento retrospettivo della situazione
precedente la decisione del 22 dicembre 2009 (cfr. STFA U 299/02 del 2 settembre 2003).

 

                                         Il TCA
rileva, a tale proposito, che i certificati medici degli psichiatri curanti
prodotti dall’assicurata - privi di una diagnosi posta secondo un sistema di
classificazione riconosciuto (al riguardo, cfr. la sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007, nella quale l’Alta Corte ha ribadito che “(…) il
riconoscimento di un danno alla salute psichica presuppone in particolare la
diagnosi espressa da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti
da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V
396 segg.; cfr. pure la recente sentenza del Tribunale federale delle
assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid. 4). (…)” - non sono
sufficienti per consentire a questo Tribunale di esprimersi circa l’esistenza o
meno di patologie extra-infortunistiche invalidanti.

 

                                         In ogni
caso, tuttavia, ritenuto che i certificati medico-specialistici citati attestano
l’esistenza di una inabilità lavorativa in un periodo successivo alla perizia
del __________ – del maggio 2008 - e che gli stessi non sono stati smentiti da
altre valutazioni peritali eseguite dall’amministrazione prima dell’emissione
della decisione impugnata (cfr. STF 9C_743/2007 del 28 novembre 2008), a mente
del TCA non è possibile, senza procedere ad ulteriori accertamenti specialistici,
stabilire con sufficiente tranquillità se, dal profilo psichiatrico,
l’interessata presentasse delle patologie invalidanti prima
dell’emissione della decisione impugnata oppure no. 

                                         Alla luce
delle certificazioni degli psichiatri curanti, infatti, questo Tribunale non
può escludere l’esistenza di patologie psichiatriche invalidanti prima del 22
dicembre 2009.

 

                                         Gli atti
vanno quindi rinviati all’UAI affinché faccia allestire una perizia
psichiatrica al fine di chiarire sia l'aspetto diagnostico, sia le
ripercussioni dei disturbi sulla capacità lavorativa della ricorrente.

 

                                         Questa
soluzione si giustifica tanto più se si considera che la perizia del __________,
posta a fondamento della decisione qui impugnata, è stata svolta nel mese di
maggio 2008 (cfr. doc. 4-1 inc. LAINF) e quindi un anno e mezzo prima
dell’emissione della decisione impugnata (datata 22 dicembre 2009).

 

                             2.10.   Secondo la
giurisprudenza federale, il giudice cantonale che considera che i fatti non
sono stati sufficientemente chiariti ha, di principio, la scelta fra due
soluzioni: o rinviare la causa all'assicuratore per un complemento istruttorio
o procedere personalmente a tale complemento. Un rinvio all'assicuratore non
viola né il principio della semplicità e della rapidità della procedura né il
principio inquisitorio. In una sentenza pubblicata in RAMI 1993 U 170, p.
136ss., il TFA ha comunque stabilito che un simile rinvio può costituire un
diniego di giustizia, in particolare quando una semplice perizia giudiziaria o
una misura di istruzione puntuale basterebbe a chiarire un fatto. Tale giurisprudenza
è stata criticata dalla dottrina.

                                         In
particolare, da G. Aubert (cfr. la nota pubblicata in SJ 1993, p. 560), il quale ha centrato la sua critica sull’art. 47 LAINF che pone il
principio secondo cui è compito dell'assicuratore accertare d'ufficio i fatti,
se necessario disponendo delle perizie mediche. Ora, secondo Aubert, il risultato della giurisprudenza citata è quello di ribaltare tale
onere sui tribunali e, visto il principio della gratuità della procedura, di
porre a carico dello Stato - a meno che una parte abbia agito temerariamente o
per leggerezza - costi che, invece, incombono agli assicuratori. Del resto,
nemmeno l'argomento fondato sulla rapidità della procedura convince Aubert: da
una parte, non occorre più tempo all'assicuratore che al giudice per ordinare
una perizia e, d'altra parte, la stessa giurisprudenza federale rischia di
diventare fonte di ritardi poiché, grazie ad essa, l'assicuratore può essere
tentato di rifiutare di ordinare delle perizie lasciando tale onere ai
Tribunali (e, quindi, allo Stato).

                                         Lo
scrivente TCA non può che condividere tali critiche (cfr. in questo senso STCA
35.2004.100 del 9 marzo 2005).

                                         D’altra
parte, in una sentenza C 206/00 del 17 novembre 2000, pubblicata in DLA
2001, p. 196s., la massima Corte federale ha ricordato - facendo riferimento a
una sua pronunzia apparsa in RAMI 1986 K 665, p. 87 - che il rinvio
all'amministrazione appare generalmente giustificato se essa ha constatato i
fatti in maniera sommaria, ritenendo che, in caso di ricorso, il tribunale li
avrebbe comunque puntualmente accertati. 

 

                                         Nella
concreta evenienza, ci troviamo di fronte a un accertamento dei fatti che, come
detto, si rivela lacunoso.

                                         La
decisione impugnata va quindi annullata e l'incarto rinviato all'Ufficio AI
affinché faccia allestire al più presto una perizia psichiatrica dal Centro
peritale per le assicurazioni sociali al fine di chiarire sia l'aspetto
diagnostico, sia le ripercussioni dei disturbi sulla capacità lavorativa della
ricorrente.

                                         Quindi,
in esito a tale complemento istruttorio, l’amministrazione, tenuto conto delle
altre patologie oggetto di valutazione peritale dal parte del __________, si
determinerà nuovamente sul diritto alla rendita dell’assicurata.

 

                             2.11.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

                                         §    La
decisione del 22 dicembre 2009 è annullata.

                                         §§ Gli
atti sono rinviati all’amministrazione affinché proceda come indicato al
considerando 2.10..

                                   2.   Visto l’esito
della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.

                                         L’Ufficio
AI dovrà inoltre versare all’assicurata l’importo di fr. 1'800.-- (IVA inclusa)
a titolo di ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti