# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d88460ab-e038-5787-a7ef-8022590cd87f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-05-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.05.2002 32.2001.85
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-85_2002-05-22.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00085

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  22 maggio 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 10 ottobre 2001
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 17 settembre 2001
  emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
nato nel 1945, di professione portalettere, soffre di problemi cardiaci.

A seguito di un intervento di ablazione al cuore, nel mese di maggio 2000 egli
è stato trasferito temporaneamente dalla __________ di __________ a quella di
__________ dove poteva svolgere dei compiti professionali più leggeri (doc. _).

Ritenuto dal Servizio medico della __________ incapace al lavoro nella misura
del 50% (cfr. lettera 22 giugno 2000 in doc. AI _), dal 1° marzo 2001
l’assicurato è stato posto al beneficio del pensionamento anticipato per
ragioni mediche (cfr. doc. AI _).

                                         In data
13 febbraio 2001 egli ha inoltrato una richiesta di prestazioni AI per adulti
(doc. AI _).

                               1.2.   Eseguiti gli
accertamenti medici ed economici, con progetto di decisione 21 agosto 2001
l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha respinto la richiesta di
prestazioni assicurative.

A motivazione del provvedimento preso, l’amministrazione ha osservato:

 

" 
(…)

La documentazione medica acquisita all'incarto
oggettiva l'inabilità del 50% nella professione svolta prima dell'insorgenza
del danno alla salute mentre, attività leggere sono esigibili in misura
completa. Il confronto dei redditi sottostante permette di fissare il grado
d'invalidità che, essendo inferiore al 40% non dà diritto a rendita.

 

Reddito annuo ragionevolmente esigibile

proveniente da un'attività lucrativa                            franchi

 

senza invalidità                                                         63'109

con invalidità                                                             40'851

perdita di guadagno d'invalidità                                 22'258 
=  35%

                                                                                                   ===

 

Pertanto, la sua domanda di prestazioni è
respinta." (Doc. AI _)

 

 

                                         Mediante
scritto 29 agosto 2001 __________ ha contestato la proposta decisionale (doc.
AI _).

Con provvedimento formale 17 settembre 2001 l’UAI ha confermato la reiezione
della domanda di prestazioni 

(doc. AI _). 

                               1.3.   __________,
rappresentato dal Sindacato della __________, ha tempestivamente contestato la
decisione amministrativa, postulando il riconoscimento di una rendita intera
dal 26 settembre 1997.

Facendo riferimento a quanto certificato dal medico curante, dr. __________,
l’insorgente ha sostenuto che il suo stato di salute non gli permette di
esercitare alcuna attività lucrativa.

                               1.4.   Mediante
risposta 23 ottobre 2001 l’amministrazione ha postulato la reiezione del
gravame, ha osservato che:

Al fine di chiarire le effettive limitazioni che
l’assicurato presenta da punto di vista medico, l’amministrazione ha ritenuto
opportuno sottoporlo ad una visita peritale, effettuata dal dr. __________,
specialista in cardiologia.

Questi ha attestato che, se nella precedente professione l’interessato risulta
abile al 50%, in un’attività adeguata, segnatamente sedentaria e non faticosa,
la capacità lavorativa è per contro totale (cf. doc. n. _ e seg. Inc . AI):

La documentazione medica all’incarto è del resto stata vagliata dal Servizio
medico regionale.

Contrapposto al parere del medico curante, quello dello specialista è stato
giudicato determinante ai fini del giudizio.

Quale reddito teorico da invalido si è conseguentemente adottato quello
stabilito dall’Ufficio federale di statistica, riferito a professioni semplici
ed adeguate.

Tale salario è inoltre stato dedotto nella misura del 10%, in considerazione
del fatto che l’assicurato è limitato all’esercizio di professioni leggere.
“(Doc. _).

                               1.5.   Ritenuta la
necessità di allestire una perizia giudiziaria, dopo aver dato alle parti la
facoltà di formulare le domande da porre al perito, in data 21 dicembre 2001 il
Vicepresidente del TCA ha quindi incaricato il prof. dr. med. __________,
Primario di medicina interna all’Ospedale __________, di procedere
all’accertamento indicato (doc. _). 

                               1.6.   L’8 aprile
2002 il perito ha rassegnato il proprio referto che è stato trasmesso alle
parti per una presa di posizione (doc. _).

Il 23 aprile 2002 l’UAI ha rilevato come il perito giudiziario abbia ritenuto
l’insorgente inabile al 50% nella precedente professione di portalettere e
totalmente abile in attività adeguate, a conferma della valutazione espressa a
suo tempo dal medico curante dr. __________, erroneamente indicato nella
risposta di causa come perito (doc. _).

Con lettera 30 aprile 2002 l’insorgente ha invece ribadito di non essere in
grado di svolgere neppure i lavori leggeri assegnateli dalla __________ dopo il
forzato trasferimento ed ha concluso come segue:

 

" 
(…)

Il Dr. med. __________ alla domanda se
l'assicurato è in grado di svolgere altre attività risponde categoricamente di
NO.

Considerato il suo reale stato di salute, tenuto
conto che per l'intera vita il Signor __________ ha espletato attività di
monopolio presso la __________, preso atto delle inesistenti adeguate
opportunità offerte dal mercato del lavoro, è immaginabile che a 57 anni d'età
il Signor __________ possa trovare un'occupazione." (Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H
335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio
2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre
1999 nella causa C., I 623/98).

                                         Nel
merito

                                         

                               2.2.   Oggetto del
contendere è sapere se __________ ha diritto ad una rendita AI. 

Secondo l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi:

     

-  un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a   infermità  

                                           
congenita, malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Affinché
il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.3.   Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il
reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg.
200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI).            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                               2.4.   Nel caso in
esame, l’amministrazione ha fondato il proprio giudizio sulla base del rapporto
22 febbraio 2001 del dr. __________, specialista in cardiologia, il quale ha
rilevato (sottolineature del redattore) :

 

" 
Il paziente presentava da anni delle tachicardie
sopraventricolari di tipo nodale e ha subito il 10.04.00 un'ablazione per
radiofrequenza a __________. L'intervento è stato complicato dall'insorgenza di
un blocco AV di II grado tipo Wenchkebach nonché dalla persistenza parziale del
circuito di rientro nodale con persistenza di eco atriali. Non si sono invece
più verificate tachicardie sopraventricolari. Ciò non ha conseguenze in
condizioni di riposo ma sotto sforzo si sviluppano palpitazioni e vi è una
moderata intolleranza allo sforzo. La situazione potrebbe essere migliorata
effettuando un nuovo intervento di ablazione del nodo atrioventricolare e
impianto di un pace-maker che porterebbe sicuramente ad un beneficio sia sulle
palpitazioni sia sulla tolleranza allo sforzo. Il paziente è però solo
mediamente disturbato nella vita quotidiana per cui per il momento non si è
proceduto a tale intervento.

Egli è di professione portalettere, attività con
sforzi generalmente leggere ma occasionalmente con una certa intensità, per cui
il paziente viene limitato dal problema cardiaco. Dal lato strettamente
cardiaco riteniamo quindi che allo stato attuale vi sia una limitazione del 25%
nella sua attività di portalettere. Rammentiamo che teoricamente tramite
l'intervento sopraccitato vi sarebbe la possibilità di miglioramento soggettivo
e quindi anche di miglioramento della capacità lavorativa dal lato cardiaco.

Inoltre egli presenta uno stato dopo artrite
settica del ginocchio sinistro e trombosi venosa profonda a sinistra con
insufficienza venosa cronica, per cui vi è una certa limitazione alla marcia,
ciò che costituisce nell'attività di portalettere un altro 25 % di limitazione professionale.

Allo stato attuale riteniamo quindi una
limitazione al 50 % nell'attività di portalettere. Per attività professionali
di tipo invece completamente sedentario, allo stato attuale la capacità è del
100 %." (Doc. AI _)

 

                                         Nel
gravame __________ ha invece fatto riferimento al rapporto 14 giugno 2000 del
medico curante, dr. __________, il quale ha rilevato (sottolineatura del
redattore):

 

" 
(…)

"                                                                             Da
anni il paziente presenta una tachicardia sopraventricolare recidivante finora
sotto controllo con Isoptin. Inoltre presenta una ipertensione arteriosa
essenziale, una insufficienza venosa cronica degli arti inferiori, un diabete
mellito di tipo II e la presenza di anticorpi contro l'Epatite C PCR positivo
(7, 1986) attualmente senza segni di attività.

(…)

Siccome lo stato attuale non permette al paziente di eseguire i turni abituali
nell'ambito della distribuzione della _______ egli veniva trasferito a
__________ dove viene impiegato nell'ambito della ripartizione delle lettere. Un'attività
che da un lato conviene al paziente ma dall'altro, in quanto è sempre fermo ed
in piedi, provoca notevoli disturbi legati alla sua insufficienza venosa
cronica degli arti inferiori." (…) (Certificato contenuto nel doc. AI
_ oppure al doc. _).

 

                                         Inoltre,
l’insorgente ha sottolineato come nel rapporto 26 febbraio 2001 il medico
curante abbia risposto negativamente alle domande dell’amministrazione volte a
sapere se l’assicurato è in grado di svolgere altre attività e se la capacità
lavorativa può essere migliorata con provvedimenti sanitari (doc. AI _).

                               2.5.   Ritenuta la
necessità di un approfondimento dell’affezione di cui l’assicurato è portatore,
il TCA ha ordinato l’espletamento di una perizia specialistica a cura del prof.
dr. med. __________, Primario di medicina interna all’Ospedale __________.

Nel referto 8 aprile 2002 il perito, dopo aver proceduto all'anamnesi, alla
descrizione dei dati soggettivi del peritando ed alle constatazioni oggettive,
ha in particolare rilevato (sottolineature del redattore):

 

" 
(…)

Il signor __________ lamenta soggettivamente
una diminuita capacità allo sforzo fisico. Ciò non è però oggettivamente il
caso. A una prova cicloergometrica eseguita il 28.1
di quest'anno egli ha raggiunto uno sforzo di 150 Watt durante 4 minuti con un
buon sviluppo di frequenza del polso a 124/min. e della PY a 250/110 mmHg.
Durante lo sforzo egli non ha avvertito precordialgie e non vi sono stati
disturbi della ripolarizzazione, come pure del ritmo cardiaco. Pertanto, sulla
base di questo esame, il paziente presenta una buona capacità lavorativa.

D'altro canto, l'esame ecocardiografico da me
fatto praticare, ha mostrato una normale funzione del ventricolo sx, con
frazione di eiezione del 70%.

Sulla base di quanto sin qui detto, ritengo
che attualmente non vi siano limitazioni allo sforzo fisico moderato, come
quello richiesto da un'attività di portalettere.

Vi sono però altre patologie associate, in
particolare un'ipertensione arteriosa moderata, non ben compensata
farmacologicamente, che si manifesta soprattutto durante sforzi fisici. Infatti all'ECG da sforzo il paziente ha sviluppato a 150 Watt una
PA di 250/110 mmHg.

L'elevazione pressoria costituisce a mio giudizio
una limitazione dell'attività lavorativa quale portalettere. Infatti gli
aumentati valori pressori possono esporre il paziente a dei rischi e
cronicamente possono peggiorare l'ipertrofia del ventricolo sx, dimostrata
all'esame ecocardiografico, e con il tempo anche la funzione ventricolare sx. L'ipertensione
arteriosa determina secondo il mio parere un'incapacità lavorativa del 25%
quale portalettere.

Ricordo inoltre che il paziente presenta uno
stato varicoso bilat. agli arti inferiori con insufficienza venosa di grado II
e stato da tromboflebiti, che sicuramente limitato la marcia, ciò che contribuisce
a limitare la capacità lavorativa del paziente quale portalettere per un altro
25%.

Il diabete mellito di tipo II, attualmente non
ben compensato, non costituisce in sé una limitazione all'attività lavorativa.
Anzi, va detto, che una certa attività fisica potrebbe essere di beneficio a
questa patologia, permettendo di consumare lo zucchero in eccesso.
Evidentemente una migliore igiene di vita, in particolare una riduzione del
peso corporeo, potrebbe contribuire ad un miglioramento del disturbo metabolico
glucidico, che però, come detto, non limita la capacità lavorativa del
paziente.

Pertanto ritengo che allo stato attuale vi sia
una limitazione al 50% nell'attività di portalettere.

Non vedo però una limitazione della capacità
lavorativa per un lavoro di tipo sedentario, che non comporti sforzi fisici.
Per questa attività ritengo che il paziente sia abile al lavoro al 100%. (…)"

(Doc. _, pag. 6-7)

 

                                         Esclusa
la possibilità di poter migliorare la capacità lavorativa (cfr. risposta 4 pag.
9 doc. _), lo specialista ha ribadito che “ il paziente non dovrebbe più
svolgere un’attività come quella di portalettere, che comporta sforzi fisici
moderati, e nella quale ritengo che egli sia abile al 50%, ma unicamente
un’attività lavorativa di tipo sedentario, con sforzi fisici leggeri, per
esempio un lavoro d’ufficio (cfr. risposta 8 pag. 11, doc. _).

                               2.6.   Perché un
rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed
esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi,
prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in
piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione
delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich
Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31;
Pratique VSI 3/1997 pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell’ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS
1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189).

 

                                         Lo stesso
vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAL 1986 p.
188; RAMI 1993 p. 95).

 

                                         Il TFA ha
inoltre precisato che, nell’ipotesi in cui si tratti di una lite in materia di
prestazioni, dall'art. 4 CF rispettivamente 6 CEDU, non può essere dedotto il
diritto di essere sottoposto ad una perizia medica esterna (DTF 122 V 157). 

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         In
un’altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l’Alta Corte questo
servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un
vincolo per cui l’istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare
considerazione gli interessi specifici dell’assicurazione invalidità (STFA non
pubbl. del 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178
consid. 4b; VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).).

 

                                         Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a)cc), cfr. U. Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p.
230).

                                         

                               2.7.   In caso di
perizia giudiziaria, il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalle
conclusioni del perito, il cui ruolo consiste proprio nella messa a
disposizione della giustizia della propria scienza medica, per fornire un'interpretazione
scientifica dei fatti (STFA del 12 novembre 1998 in re L.A; SVR 1998 LPP Nr. 16
p. 55; STFA non pubbl. del 14 aprile 1998 in re O.B; DTF 122 V 161; STFA non
pubbl. del 28 novembre 1996 in re G. F.; DTF 112 V 32 consid. 1a; DTF 107 V 174
consid. 3). Il giudice può disattendere le conclusioni del perito giudiziario,
nel caso in cui il rapporto peritale contenga delle contraddizioni o sulla base
di una controperizia, richiesta dal medesimo tribunale, che conduca ad un altro
risultato (DTF 101 IV 130).

                                         Egli può
discostarsene anche nel caso in cui, fondan­dosi sulla diversa opinione di
altri esperti, ritiene di avere sufficienti motivi per mettere in dubbio
l'esattezza della perizia giudiziaria.

                                         Va
tuttavia sottolineato che il perito giudi­ziario - contrariamente al perito di
parte o allo speciali­sta che si esprime sotto un'altra veste - ha uno statuto
speciale nel senso ch'egli esercita, in virtù del mandato giudiziario che lo
sottopone alla comminatoria secondo l'art. 307 del Codice penale, una funzione
qualificata al servizio della giurisprudenza (RCC 1986, pag. 201 consid. 2a).   

 

                               2.8.   Nell'evenienza
concreta questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le
conclusioni cui è pervenuto il dr. med. __________, specialista nella materia
che qui interessa.

Infatti, egli ha compiutamente valutato il danno alla salute lamentato
dall'assicurato sulla base di accertamenti approfonditi e completi, giungendo a
conclusioni logiche e motivate in merito alla capacità di lavoro, giudicata
almeno del 50% nella precedente professione di portalettere, ma completa in
un’attività adeguata di tipo sedentario e senza particolari sforzi fisici.

Ora, a mente del TCA, le certificazioni del dr. med. __________ non sono idonee
a mettere in dubbio la valutazione del perito.

Innanzitutto perché si tratta di una perizia eseguita da uno specialista, il
cui giudizio è più dettagliato, approfondito e convincente di quello del medico
curante.

Del resto la valutazione del dr. __________ collima con quanto accertato dal
dr. __________, specialista in cardiologia (doc. AI _). 

In conclusione, visto quanto sopra e richiamata la giurisprudenza federale in
merito all’affidabilità delle perizie (cfr. consid. 2.6 e 2. 7), a mente del
TCA non vi sono motivi per scostarsi delle conclusioni del dr. __________. 

 

                               2.9.   Nelle
osservazioni 30 aprile 2002 __________ ritiene poco realistico che all’età di
57 anni e dopo aver lavorato per l’intera vita presso la __________, possa
trovare un’occupazione ritenuta leggera. 

                                         

                                         Innanzitutto
deve essere ricordato che secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è
determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo la manifestazione dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti di integrazione, nell'esercizio di un'attività
lucrativa, ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato di
lavoro, e il reddito del lavoro ch'egli avrebbe potuto conseguire se non fosse
diventato invalido.

Il principio dell’esigibilità configura un
aspetto del principio della proporzionalità. Secondo la dottrina questo
principio permette di pretendere da una persona un determinato comportamenti
anche se presenta degli inconvenienti (Peter, Die Koordination der
Invalidenrente, Schultess 1997 p. 71 e  dottrina ivi citata), anche in virtù
del principio della riduzione del danno.

                                         Ai fini
dell’accertamento dell’invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro
equilibrato e quindi fittizio; ci dev’essere cioè un certo equilibrio tra
domanda e offerta di posti di lavoro e un’offerta di posti diversificati in
relazione con le capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta
pertanto di un concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276; U. Meyer-Blaser,
Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, Zurigo 1997, ad art. 28 LAI p.
212). Un assicurato non può pertanto avvalersi dell’impossibilità congiunturale
di trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). 

Ciò non è il caso se - ipotesi non realizzata nella fattispecie - l'attività
ammissibile è possibile solo in forma talmente limitata, che il mercato
generale del lavoro praticamente non la conosce o se il suo esercizio è reso
possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica di un datore di lavoro
medio (cfr. ZAK 1989 p. 322 consid. 4a; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht,
2a edizione, Berna 1997, § 12 N 18 pag. 84).

                                         Per quel
che concerne la particolare situazione personale ed economica descritta
dall’assicurato, va comunque rilevato che, nell'ordinamento giuridico svizzero la mancanza di lavoro dovuta a
squilibri del mercato del lavoro viene considerata nei limiti della legge
dell'assicurazione contro la disoccupazione e non dalla LAI.

 

                             2.10.   Accertata dunque una piena esigibilità in
attività leggere e ripetitive, al fine di determinare il grado d’invalidità,
occorre procedere al raffronto dei redditi come esposto al consid. 2.3. 

                                         Per quel
che concerne il reddito da valido, rimasto incontestato,
l’amministrazione ha preso in considerazione l’importo di 

fr. 63’109.—. 

Ritenuto che per costante
giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali valuta la legalità della
decisione impugnata in base alla situazione di fatto esistente al momento in
cui essa è stata resa (cfr. DTF 121 V 366) – in casu il 17 settembre 2001- ,
determinante per il raffronto dei redditi è quindi il
reddito da valido riferito al 2001. Dal questionario del datore di lavoro
risulta che al 1.01. 2001 l’assicurato percepiva un salario pieno di 

fr. 66'814.—  (doc. AI _).

                                         Riguardo
al salario da invalido, considerato che l'assicurato non ha mai intrapreso un’attività in mansioni leggere, la
determinazione di tale reddito può essere ricavata dai rilevamenti statistici
ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli
stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76
consid. 3b/bb, RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre, va rilevato che, secondo la
giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare
situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e
tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere
completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che
pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul
mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico
che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (Pratique
VSI 2002 pag. 64; DTF 126 V 80 consid. 5b).

In applicazione dei succitati criteri, nella sentenza pubblicata in SVR 2001 IV Nr. 21
questo Tribunale ha precisato che, conformemente ai dati statistici salariali
pubblicati dall'Ufficio federale di statistica ("L'enquête suisse sur la
structure des salaires 1998), il salario ipotetico nel 1998 conseguibile in
attività leggera adeguata esercitata a tempo pieno nel Cantone Ticino e prima
di eventuali riduzioni per motivi particolari, che possono arrivare al massimo
al 25% (cfr. Pratique VSI 2002 pag. 64; DTF 126 V 80 consid. 5b; DTF 124 V 323
e, soprattutto, STFA inedita del 9 maggio 2000 nella causa A, I 482/99),
riportato su 41,9 ore, ammonterebbe a fr. 45'390.‑‑ nel
settore privato (rispettivamente fr. 47'929.‑‑ nel settore pubblico
e privato) per gli uomini e a fr. 33'587.‑‑ (rispettivamente fr.
33'725.‑‑ ) per le donne. 

                                         Dalla
risposta di causa risulta che l’amministrazione ha utilizzato tali dati
statistici, partendo appunto dall’importo di fr. 45'390.--, ed ha operato una
riduzione di rendimento del 10% per il fatto che l’assicurato è limitato
all’esercizio di professioni leggere (cfr. doc. _, pag. 2).

                                         Recentemente
l’Ufficio federale di statistica ha proceduto all’elaborazione dei dati
statistici salariali relativi all’anno 2000. Secondo tali dati il salario
mediamente percepito nel 2000 in Ticino, riportato su una media di 41,8 ore
settimanali (cfr. “La vie économique” 2/2002”, Tabella
B9.2, pag. 88), per un’attività
leggera e ripetitiva nel settore privato corrisponde a fr. 50’498.-- (fr. 4027:
40 x 41,8 x 12) per gli uomini e fr. 36'328.-- (fr. 2’897: 40 x 41,8 x 12) per
le donne (cfr. Tabella TA 13 privato). Nel settore privato e pubblico
l’ammontare è di fr. 51'702.-- (fr. 4123: 40 x 41,8 x 12) per gli uomini e fr.
36'679.-- (fr. 2925: 40 x 41,8 x 12) per le donne (cfr. Tabella TA 13 privato e
pubblico).

                                         Nella fattispecie concreta, per calcolare il
reddito da invalido, sulla base dei recenti dati statistici, si deve partire da
un salario di fr. 50’498.- riferito al settore privato ( cfr.”…. in primo
luogo sono applicabili i rilevamenti salariali applicabili nel settore privato”
cfr. RAMI 2001 pag. 348). Il menzionato importo deve inoltre essere
adeguato al 2001, anno in cui è stata emessa la decisione contestata,
conformemente alla tabella B. 10.2 ( tasso del 2,4%, cfr. “ La vie économique,
4/2002” pag. 77).

Partendo da un salario rivalutato di fr. 51'710, ridotto del 10%, corrispondente
al tasso di riduzione ammesso dall’amministrazione (cfr. doc. _), si giunge ad un reddito da invalido di fr.
46’539.--. Dal raffronto di quest’ultimo importo con quello di fr. 66'814.--, corrispondente
al reddito da valido, l’incapacità al guadagno è del 30,34 % (66'814 – 46'539 x 100 : 66'814), inferiore
al minimo pensionabile del 40%.

Ne consegue che la decisione contestata di respingere la richiesta di
prestazioni merita conferma ed il ricorso va respinto. 

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Adligenswilerstrasse
24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti