# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2fff7c9c-71a3-5c63-a540-f91aafc11696
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-10-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.10.2022 39.2022.8
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_39-2022-8_2022-10-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  39.2022.8

   

  rs

  	
  Lugano

  17 ottobre 2022     

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 18 luglio 2022 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 20 giugno 2022 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assegni di famiglia

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                      in fatto

 

                          1.1.  Con decisione su opposizione del 20
giugno 2022 la Cassa CO 1 (in seguito: Cassa) ha confermato il proprio
provvedimento del 7 aprile 2022 (cfr. doc. B1=10 1/3) con il quale ha negato a RI
1 il diritto ad assegni di formazione a favore della figlia __________ (__________
1999) a far tempo dal 1° settembre 2018, in quanto l’assicurata è beneficiaria
di una prestazione complementare e sua figlia, dal 1° luglio 2019 al 31 luglio
2020, non ha svolto alcuna formazione (cfr. doc. B5).

 

                          1.2.  Contro la decisione su opposizione
del 20 giugno 2022 RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, rilevando:

 

" (…) In
data 7 aprile 2022 la Cassa ha rifiutato la mia richiesta di diritto agli
assegni famigliari, nonostante per tre volte ho inviato tutta la documentazione
scolastica per verificare la frequenza.

Ricevo una rendita AI per figlia __________ di soli nove franchi
al mese 9.-.

Dal settembre 2018 fino al 06.2019 quando __________ frequentava
l’ultimo anno di Liceo non ho percepito nessun assegno, nonostante le mie
richieste e notifiche con i relativi documenti.

Da quando mia figlia ha ripreso gli studi presso l’Università di __________
in Settembre 2020, dove io ho tempestivamente comunicato il tutto all’ufficio
degli assegni, ma non è mai stata accolta la mia domanda.

Purtroppo, mia figlia non può avviare nessuna attività lucrativa
compatibilmente con il suo percorso di studi, in quanto i nostri permessi di
dimora sono bloccati presso il Consiglio di Stato del Canton Ticino dal 2019.

Ho iniziato a beneficiare della prestazione complementare al
01.04.2020. (…)” (Doc. I)

 

                          1.3.  Nella sua risposta del 12 agosto
2022 la Cassa ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. V). 

 

                          1.4.  Il 23 agosto 2022 l’assicurata ha
presentato alcune osservazioni in merito alla fattispecie (cfr.- doc. VII).

 

                          1.5.  La parte resistente, il 2 settembre
2022 ha comunicato di riconfermarsi integralmente nella decisione impugnata,
considerato che la ricorrente non ha addotto nuovi elementi, né riferito nuove
argomentazioni di merito sull’oggetto del contendere (cfr. doc. IX).

 

                          1.6.  Il doc. IX è stato inviato per
conoscenza all’insorgente (cfr. doc. X).

 

considerato,                in diritto

 

                          2.1.  Il TCA è chiamato a stabilire se a
ragione o meno la Cassa abbia negato all’assicurata il diritto agli assegni di
formazione a favore della figlia __________ a decorrere dal 1° settembre 2018.

 

                          2.2.  La legge federale sugli assegni
familiari (LAFam) del 26 marzo 2006, in vigore dal 1° gennaio 2009 (dal 1°
agosto 2020 Legge federale sugli assegni familiari e sugli aiuti finanziari a
organizzazioni familiari – LAFam; cfr. RU 2020 2775; FF 2019 pag. 5415), all'art.
2 dedicato alla definizione e agli scopi degli assegni familiari, prevede che
gli assegni familiari sono prestazioni in denaro, uniche o periodiche, versate
per compensare parzialmente l'onere finanziario rappresentato da uno o più
figli.

 

                                  Giusta l’art. 3 cpv. 1 vLAFam, in
vigore fino al 31 luglio 2020, gli assegni familiari ai sensi della LAFam
comprendono:

 

                                  a. l’assegno per i
figli, versato dal mese in cui il figlio nasce sino alla fine del mese in cui
il figlio compie il 16° anno d’età; se il figlio presenta un’incapacità al
guadagno (art. 7 LPGA7), l’assegno è versato fino al compimento del 20° anno d’età;

                                  b. l’assegno di
formazione, versato dalla fine del mese in cui il figlio compie il 16° anno
d’età fino alla conclusione della formazione, ma al più tardi sino alla fine
del mese in cui il figlio compie il 25° anno d’età.

 

                                  Il nuovo tenore dell’art. 3 cpv. 1 LAFam, valido dal 1° agosto
2020, prevede:

 

" Gli
assegni familiari ai sensi della presente legge comprendono:

a.

l’assegno per i figli, versato dall’inizio del mese in cui il
figlio nasce sino alla fine del mese in cui il figlio compie il 16° anno d’età;
se per il figlio sussiste già prima del compimento del 16° anno d’età il
diritto a un assegno di formazione, quest’ultimo viene versato al posto
dell’assegno per i figli; se il figlio presenta un’incapacità al guadagno (art.
7 LPGA1), l’assegno per i
figli è versato sino alla fine del mese in cui questi compie il 20° anno d’età;

b.

l’assegno di formazione, versato dall’inizio del mese in cui il
figlio inizia una formazione postobbligatoria, ma al più presto dall’inizio del
mese in cui questi compie il 15° anno d’età; se il figlio frequenta ancora la
scuola dell’obbligo dopo il compimento del 16° anno d’età, l’assegno di
formazione è versato dall’inizio del mese successivo; l’assegno di formazione è
concesso fino alla conclusione della formazione, ma al più tardi sino alla fine
del mese in cui il figlio compie il 25° anno d’età.”

 

                                  L’art. 3 cpv. 2 LAFam enuncia in
particolare che nei loro ordinamenti sugli assegni familiari, i Cantoni possono
prevedere, per gli assegni per i figli e per gli assegni di formazione, importi
minimi più elevati di quelli previsti nell’articolo 5.

 

                                  Giusta l’art. 5 cpv. 1 e 2 LAFam:

 

" 1 L’assegno per i figli ammonta ad almeno
200 franchi mensili.

2 L’assegno di formazione ammonta ad almeno 250
franchi mensili.”

 

                                  L’art. 3 della
legge sugli assegni di famiglia (Laf) del Cantone Ticino in vigore dal 1°
gennaio 2009 sancisce che:

 

" Gli
importi dell’assegno per figli e dell’assegno di formazione corrispondono agli
importi minimi previsti dalla LAFam.”

 

                          2.3.  L'art. 1 cpv. 1 vOAFami, in vigore
fino al 31 luglio 2020, enuncia che il diritto all’assegno di formazione (art.
3 cpv. 1 lett. a LAFam) sussiste per i figli che svolgono una formazione ai
sensi dell'articolo 25 cpv. 5 LAVS. 

                                  Quest'ultima disposizione
stabilisce che per i figli ancora in formazione, il diritto alla rendita dura
fino al termine della stessa, ma al più tardi fino a 25 anni compiuti. Il
Consiglio federale può stabilire che cosa si intende per formazione, facoltà
che il governo federale ha utilizzato con l'art. 49bise l'art. 49ter
OAVS.

 

                                  Dal 1° agosto 2020 il tenore
dell’art. 1 OAFami è il seguente:

 

" 1 Il diritto all’assegno di
formazione sussiste per i figli che svolgono una formazione ai sensi degli
articoli 49bis e 49ter dell’ordinanza del
31 ottobre 19474 sull’assicu­razione
per la vecchiaia e per i superstiti.

2 È
considerata formazione postobbligatoria la formazione successiva alla scuola
dell’obbligo. La durata e la conclusione della scuola dell’obbligo sono
stabilite dalle disposizioni cantonali applicabili.”

 

                                  L'art. 49ter cpv. 3
OAVS prevede: 

 

" Non sono
considerati interruzioni ai sensi del capoverso 2 i seguenti periodi, a
condizione che la formazione sia proseguita immediatamente dopo: 

a. usuali periodi senza lezioni e vacanze
per una durata massima di quattro mesi; 

b. il servizio militare o civile per una
durata massima di cinque mesi; 

c. le interruzioni per motivi di salute o
per gravidanza per una durata massima di 12 mesi.”

 

                                  Nella DTF 138 V 286 consid. 4.2.2
il Tribunale federale ha stabilito che riguardo al concetto di formazione e di
interruzione si può rinviare alla prassi dei tribunali e delle autorità
amministrative nonché alle circolari dell'UFAS.

 

                                  In proposito cfr. STF 8C_739/2014
dell’11 agosto 2015 consid. 4, pubblicata in RtiD I-2016 N. 49 pag. 258 segg.; STCA
39.2019.3 del 17 ottobre 2019.

 

                          2.4.  L'art. 19
LAFam, concernente il diritto agli assegni familiari per le persone prive di
attività lucrativa, prevede che:

 

" 1
Le persone obbligatoriamente assicurate all’AVS che, nell’AVS, figurano come
persone senza attività lucrativa sono considerate prive di attività lucrativa.
Esse hanno diritto agli assegni familiari conformemente agli articoli 3 e 5.
L’articolo 7 capoverso 2 non è applicabile. È’ competente il Cantone di
domicilio.

1bis Le persone obbligatoriamente assicurate
all’AVS, in quanto salariati o esercitanti un’attività lucrativa indipendente e
che non raggiungono il reddito minimo di cui all’articolo 13 capoverso 3 sono
altresì considerate prive di attività lucrativa.

2 Il diritto agli assegni familiari è vincolato alla
condizione che il reddito imponibile non ecceda il 150 per cento di una rendita
massima completa di vecchiaia dell’AVS e che non vengano riscosse prestazioni
complementari all’AVS/AI."

 

                                  Il 150%
di una rendita massima completa di vecchiaia dell’AVS di cui all’art. 19 cpv. 2
LAFam corrispondeva per il biennio 2013-2014 a fr. 42'120.- all’anno (la
rendita massima AVS mensile si fissava infatti in fr. 2'340.-), dal 2015 al
2018 a fr. 42'300.- (la rendita massima AVS mensile era di fr. 2'350.-), dal
2019 al 2020 a fr. 42'660.- (la rendita massima AVS mensile è aumentata
a fr. 2'370.-) e dal 1° gennaio 2021 è pari a fr. 43'020.-- (la rendita massima
AVS mensile è aumentata a fr. 2'390.-).

 

                                  Il 1° agosto 2020 è entrato in
vigore il cpv. 1ter dell’art. 19 LAFam:

 

" 1ter Le madri disoccupate che hanno
diritto a un’indennità di maternità secondo la legge del 25 settembre 1952
sulle indennità di perdita di guadagno sono altresì considerate prive di
attività lucrativa per la durata di tale diritto. Il capoverso 2 non è
applicabile.” 

 

                                  Secondo l'art. 21 LAFam, fatta
salva la presente legge e a suo complemento, i Cantoni emanano le disposizioni
necessarie riguardo alle rimanenti condizioni per la concessione degli assegni
familiari, all’organizzazione e al finanziamento.

 

                                  L'art. 16 dell'Ordinanza sugli
assegni familiari del 31 ottobre 2007 (OAFami) precisa che:

 

" Non sono
considerate persone prive di attività lucrativa ai sensi della LAFam:

 

a. le persone
che percepiscono una rendita di vecchiaia AVS dopo aver raggiunto l’età
ordinaria di pensionamento; 

b. le persone
non separate il cui coniuge esercita un’attività lucrativa indipendente ai
sensi dell’AVS o percepisce una rendita di vecchiaia AVS; 

c. le persone i
cui contributi all’AVS sono ritenuti pagati conformemente all’articolo 3
capoverso 3 LAVS; 

d. i richiedenti
l’asilo, gli stranieri ammessi a titolo provvisorio, le persone bisognose di
protezione non titolari di un permesso di dimora e le persone colpite da una
decisione di allontanamento che hanno diritto al soccorso d’emergenza
conformemente all’articolo 82 della legge del 26 giugno 19984 sull’asilo i cui
contributi secondo l’articolo 14 capoverso 2bis LAVS non sono ancora
stati fissati."

 

                                  Il legislatore federale ha,
perciò, definito le persone senza attività lucrativa con riferimento ai criteri
dell'AVS (cfr. art. 19 cpv. 1 LAFam; U. Kieser-M. Reichmuth, "Bundesgesetz
über die Familienzulagen (FamZG), Ed. Dike SA, Zurigo-San Gallo 2010,
pag. 290-295).

                                  Il Consiglio federale, incaricato
dell'esecuzione secondo l'art. 27 LAFam, ha poi regolato alcune situazioni
particolari in cui delle persone senza attività lucrativa ai sensi della LAVS,
non vengono comunque considerate tali nel contesto della legge sugli assegni di
famiglia (cfr. STCA 39.2010.20 del 19 maggio 2011 e UFAS, "Direttive
concernenti la legge federale sugli assegni familiari" – DAFam -, versione
del 1° aprile 2010, n. 601; a proposito delle direttive amministrative, cfr.
DTF 137 V 82 consid. 5.5 pag. 88).

 

                          2.5.  L’art. 19 cpv. 2 LAFam subordina il
diritto agli assegni familiari per le persone prive di attività lucrativa a un
limite del reddito imponibile escludendo a priori dalla cerchia degli aventi
diritto i beneficiari di prestazioni complementari all’assicurazione
per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità annue ai sensi
dell’art. 3 cpv. 1 lett. a LPC (cfr. STF 8C_655/2013 del 18 agosto 2014 consid.
4.1., pubblicata in DTF 140 V 433; STF 9C_653/2013 del 30 dicembre 2013 consid.
5.3.).

 

                                  L'art. 17 OAFami prevede che per
la determinazione del reddito delle persone prive di attività lucrativa è
determinante il reddito imponibile secondo la legge federale del 14 dicembre
1990 sull’imposta federale diretta.

                                  Al riguardo cfr. pure STF
8C_377/2020 del 15 luglio 2020 consid. 2.3.; STF 8C_729/2017 del 26 marzo 2018
consid. 2.3., pubblicata in SVR 2018 FZ N. 4 pag. 11; STCA 39.2014.7 del 18
agosto 2014, massimata in RtiD I-2015 N. 52 pag. 781.

 

                                  In relazione alla doppia
condizione da adempiere per avere diritto agli assegni familiari per le persone
senza attività lucrativa di cui all’art. 19 cpv. 2 LAFam (reddito imponibile
uguale o inferiore al 150% di una rendita massima
completa di vecchiaia dell’AVS + non riscossione di PC) è altresì utile
osservare che nella DTF 140 V 433 consid. 4.4.2., già citata sopra, l’Alta
Corte ha esaminato i lavori preparatori, rilevando:

 

" (…) Initialement, le Conseil des Etats prévoyait de limiter le droit
aux allocations familiales en faveur des personnes sans activité lucrative à la
double condition que le revenu net ne dépasse pas la limite de revenus selon
l'ancien art. 5 al. 2 de la loi fédérale du 20 juin 1952 sur les allocations
familiales dans l'agriculture (LFA; RS 836.1) et s'il n'existait pas de droit à
une rente pour enfant notamment de l'AVS ou de l'AI (BO 2005 CE 721). Par la
suite, le Conseil national a adopté une variante selon laquelle les cantons
avaient la possibilité de soumettre l'octroi d'allocations familiales à la
condition que le revenu net ne dépasse pas une certaine limite, celle-ci ne
pouvant cependant pas être inférieure à celle prévue pour les petits paysans par
l'ancien art. 5 al. 2 LFA; ils pouvaient exclure le droit aux
allocations lorsqu'il existait pour l'enfant un droit à une rente pour enfant
ou d'orphelin, de l'AVS, de l'AI, de l'assurance-militaire ou de
l'assurance-accidents (BO 2005 CN 1577). Le Conseil des Etats ne s'y est pas rallié et a proposé, dans un but de
simplification, la version actuelle de l'art. 19 al. 2 LAFam, qui a
finalement été adoptée par les deux conseils (BO 2006 CE 99, 2006 CN 246). A
ces motifs s'ajoute le fait que les prestations complémentaires ne sont pas
soumises à l'impôt (cf. art. 24 let. h LIFD [RS 642.11]; art. 7 al. 4
let. kde la loi fédérale du 14 décembre 1990 sur l'harmonisation des impôts
directs des cantons et des communes [LHID; RS 642.14]). Le critère du revenu
imposable comme limite de revenu ne pouvait donc pas s'appliquer aux
bénéficiaires de ces prestations. C'était aussi une des
raisons pour soumettre ces derniers à un régime spécial en les excluant per
se du cercle des ayants droit aux allocations familiales (voir BEATRICE
RENFER, Ansprüche von Nichterwerbstätigen auf Familienzulagen, in Bundesgesetz
über die Familienzulagen [FamZG], 2009, p. 145 s.).

Ces considérations laissent apparaître que le
législateur a voulu réserver le bénéfice des allocations familiales, pour les
personnes non actives, à celles d'entre elles qui disposent de faibles revenus.
Il s'est agi d'éviter une double indemnisation par une
coordination - aisément applicable - avec le régime des prestations
complémentaires censé assurer la couverture des besoins vitaux de la famille. (…)”

 

                                  Al riguardo va segnalato che dal
Rapporto esplicativo per l’avvio della procedura di consultazione relativa alla
modifica della legge sugli assegni familiari – assegni di formazione
dall’inizio della formazione postobbligatoria, assegni familiari per le madri
sole disoccupate e aiuti finanziari a organizzazioni familiari del 22 novembre
2017 pag. 21 si evince del resto che “secondo l’articolo 19 capoverso 2
LAFam le persone prive di attività lucrativa non hanno diritto agli assegni
familiari, se conseguono un reddito imponibile superiore a 42 300 franchi
l’anno o se riscuotono prestazioni complementari.”

 

                                  Dello stesso tenore il Messaggio
concernente la modifica della legge sugli assegni familiari del 30 novembre 2018
in FF 2019 935 (965).

 

                                  Le Direttive concernenti la legge
federale sugli assegni familiari (DAFam) emanate dall’Ufficio federale delle
assicurazioni sociali e valide dal 1° gennaio 2009 con stato al 1° gennaio 2014
ai p.ti 607 e 607.1 enunciano:

 

" 607 Per
avere diritto agli assegni familiari non va superato un limite di reddito di: 

–   42 120 (41 760/41 040)
franchi all’anno o 

–  3510 (3480/3420) franchi al mese. 

 

607.1 La percezione di assegni familiari per persone prive di
attività 

1/10 lucrativa è esclusa per: 

–  le persone
che beneficiano di PC, se il figlio per cui è richiesto l’assegno familiare ha
diritto a una rendita per orfani o a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI; 

–  le persone il
cui coniuge beneficia di PC, se il figlio per cui è richiesto l’assegno
familiare ha diritto a una rendita per orfani o a una rendita per figli
dell’AVS o dell’AI; 

–  un figlio per
cui sono percepite prestazioni complementari conformemente all’articolo 7
capoverso 1 lettera c OPC-AVS/AI; 

–  un figlio che beneficia di prestazioni complementari quale
orfano; 

–  un figlio che
riceve prestazioni complementari in quanto beneficiario di una rendita AI.”

 

                                  I punti 607 e 607.1 delle
Direttive DAFam nel corso degli anni sono stati attualizzati, in particolare
nell’agosto 2020 e nel gennaio 2021. Secondo la versione del 1° gennaio 2022:

 

607   Per avere diritto agli assegni familiari non va superato un
reddito 

1/21  imponibile
di 42 660 franchi all’anno. I coniugi che vivono in comunione domestica sono
tassati congiuntamente; in tal caso, è determinante il reddito imponibile della
coppia (v. sentenza del Tribunale federale 8C_729/2017 del 26 marzo 2018,
confermata dalla sentenza del Tribunale federale 8C_377/2020 del 15 luglio
2020). 

 

         Questa
condizione di diritto non si applica alle madri disoccupate secondo l’articolo
19 capoverso 1ter LAFam (v. N. 601.2).

 

607.1  La percezione di assegni familiari per le persone prive di 

8/20    attività lucrativa è esclusa per: 

 

–  le persone
che beneficiano di PC, se il figlio per cui è richiesto l’assegno familiare ha
diritto a una rendita per orfani o a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI; 

–  le persone il
cui coniuge beneficia di PC, se il figlio per cui è richiesto l’assegno
familiare ha diritto a una rendita per orfani o a una rendita per figli
dell’AVS o dell’AI; 

–  un figlio che
dà diritto a una prestazione per i figli dell’AI giusta l’articolo 22 capoverso
3 LAI (v. N. 524); 

–  un figlio per
cui sono percepite prestazioni complementari conformemente all’articolo 7
capoverso 1 lettera c OPC-AVS/AI; 

–  un figlio che beneficia di prestazioni complementari quale
orfano; 

–  un figlio che
riceve prestazioni complementari in quanto beneficiario di una rendita AI o di
un’indennità giornaliera dell’AI. 

 

Solo le prestazioni complementari annue (prestazioni pecuniarie)
ai sensi dell’articolo 3 capoverso 1 lettera a LPC escludono il diritto agli
assegni familiari per le persone prive di attività lucrativa. Le persone che
hanno diritto al rimborso delle spese di malattia e d’invalidità ai sensi
dell’articolo 3 capoverso 1 lettera b LPC (prestazioni in natura), ma che non
beneficiano di una prestazione complementare annua, possono chiedere gli
assegni familiari per le persone prive di attività lucrativa, purché soddisfino
le al-tre condizioni (sentenza del Tribunale federale 8C_655/2013 del 18 agosto
2014, consid. 4.4.1). 

 

L’importo forfettario annuo per l’assicurazione obbligatoria delle
cure medico-sanitarie di cui all’articolo 10 capo-verso 3 lettera d LPC, che
viene versato direttamente all’assicuratore-malattie, è una prestazione
complementare annua che esclude il diritto agli assegni familiari per le
persone prive di attività lucrativa. 

Per contro, le riduzioni dei premi secondo la LAMal e le
pertinenti leggi cantonali non sono considerate prestazioni complementari.

 

Questi motivi di esclusione non si applicano per il diritto delle
madri disoccupate secondo l’articolo 19 capoverso 1ter LAFam (v. N. 601.2).”

 

                                  Sulla portata delle direttive amministrative, cfr. STF 8C_769/2021 del
3 maggio 2022 consid. 3.3.; STF 9C_270/2021 del 30 dicembre 2021 consid. 3.5.;
DTF 146 V 224; DTF 146 V 104; STF 9C_631/2019 del 19 giugno 2020 consid. 2.3.;
STF 8C_331/2019 del 18 settembre 2019 consid. 4.3., pubblicata
in SVR 2020 ALV N. 11 pag. 35; STF 8C_405/2018 del 22 gennaio
2019 consid. 6.1.1.; STF 8C_902/2017 del 12 giugno 2018 consid. 4.2.,
pubblicata in DTF 144 V 195 e in DLA 2018 N. 10 pag. 260; DTF 138 V 50 consid.
4.1.; DTF 132 V 121 consid. 4.4 pag. 125; STF 8C_834/2016 del 28 settembre 2017
consid. 6.2.1.; STF 2C_105/2009 del 18 settembre 2009; STF E 1/06 del 26 luglio
2007 consid. 4.3.

 

                          2.6.  Secondo
l'art. 18 OAFami, i Cantoni possono stabilire regolamentazioni più favorevoli
per gli aventi diritto.

 

                                  Il Canton Ticino non aveva
inizialmente fatto uso della facoltà contemplata all’art. 18 OAFami (cfr. STF
8C_39/2019 del 10 luglio 2019 consid. 6.1.).

 

                                  Infatti l'art. 32 della legge
sugli assegni di famiglia del 18 dicembre 2008 (Laf), in vigore fino al 31
dicembre 2012, stabiliva che le condizioni del diritto agli assegni per figli e
di formazione per le persone senza attività lucrativa sono disciplinate dalla
legislazione federale sugli assegni familiari.

 

                                  Con la modifica del 27 novembre
2012, in vigore dal 1° gennaio 2013, la situazione è però mutata, visto che il
nuovo art. 32 cpv. 2 della legge cantonale prevede che in deroga all’art. 19
cpv. 2 LAFam, le persone senza attività lucrativa hanno diritto agli assegni
familiari anche se il loro reddito imponibile supera il 150% della rendita
massima completa di vecchiaia dell’AVS.

 

                          2.7.  L'art. 20 LAFam, destinato al
finanziamento, stabilisce che:

 

" 1 Gli
assegni familiari per le persone prive di attività lucrativa sono finanziati
dai Cantoni.

2 I Cantoni possono disporre che le persone prive
di un’attività lucrativa paghino un contributo in percentuale dei loro
contributi AVS, nella misura in cui questi eccedono il contributo minimo di cui
all’articolo 10 LAVS."

 

                                  Nel Canton Ticino l'art. 39 della
legge sugli assegni di famiglia del 18 dicembre 2008 prevede che:

 

" 1
La Cassa cantonale di compensazione per gli assegni familiari provvede alla
copertura degli oneri tramite il prelievo di un contributo a carico delle
persone senza attività lucrativa.

2 Il contributo è determinato in percentuale sui contributi
AVS e nella misura in cui questi eccedono il contributo minimo di cui alla
legislazione federale sull'AVS.

3 Sono considerati oneri ai sensi della legge:

a) la spesa degli assegni per figli e degli assegni di formazione;

b) la copertura delle spese di amministrazione;

c) l'alimentazione della riserva di fluttuazione."

 

                                  La percentuale del contributo è
determinata dal Consiglio di Stato (cfr. art. 40 della legge sugli assegni di
famiglia).

 

                                  L’art. 39 Laf è stato oggetto di
una modifica approvata dal Gran Consiglio (con 67 voti favorevoli e 3
stensioni) il 20 ottobre 2020.

                                  Il nuovo tenore dell’art. 39 Laf,
entrato in vigore il 1° gennaio 2021 (cfr. FU 85/2020 del 23 ottobre 2020 pag.
8778), è il seguente:

 

" 1La
Cassa cantonale di compensazione per gli assegni familiari provvede alla
copertura degli oneri tramite: 

a) un contributo
del 25% prelevato sui contributi AVS/AI/IPG dovuti dalle persone senza attività
lucrativa, qualora queste versino contributi AVS/AI/IPG superiori al contributo
minimo AVS; 

b) la
partecipazione del Cantone per quanto non finanziato dal contributo di cui alla
lettera a). 

2Sono considerati oneri ai sensi della legge: a) la
spesa degli assegni per figli e degli assegni di formazione; b) la copertura
delle spese di amministrazione.”

 

                                  L’art. 40 Laf è stato
conseguentemente abrogato.

 

                                  Al riguardo cfr. Messaggio n.
7809 del 29 aprile 2020 relativo alla modifica del modello di finanziamento
degli assegni familiari delle persone senza attività lucrativa e il relativo
Rapporto n. 7809R del 10 settembre 2020 della Commissione della sanità e
sicurezza sociale.

 

                          2.8.  Nella
presente evenienza dalla documentazione agli atti risulta che la ricorrente,
cittadina slovacca, è entrata in Svizzera, con la figlia __________ (__________
1999), nel settembre 2014 ottenendo un permesso B UE/AELS per l’esercizio di
un’attività lucrativa (cfr. doc. 7 19/19; 7 18/19; A5).

 

                                  Con
decisione del 22 giugno 2020 l’Ufficio della migrazione ha negato
all’assicurata il rinnovo del premesso di dimora B UE/AELS, le ha revocato il
permesso di dimora a suo tempo concesso e le ha fissato la data del 15
settembre 2020 per lasciare la Svizzera, in quanto “(…) non svolge
un’attività lucrativa, non dispone dei mezzi finanziari necessari al suo
sostentamento e non può nemmeno far valere un diritto di rimanere in Svizzera
(…)” (cfr. doc. A5). 

                                   Contro
tale provvedimento l’insorgente, rappresentata dall’avv. __________, ha
presentato ricorso al Consiglio di Stato (cfr. doc. A5).

                                  Dalle
carte processuali risulta che tale impugnativa non è ancora stata evasa (cfr.
doc. I).

 

                                  La
figlia della ricorrente, nell’anno scolastico 2014-2015, si è iscritta alla
prima classe del Liceo __________ di __________ con lo statuto di ospite (cfr.
doc. A4; 7 15/19).

                                  Negli
anni successivi (2015-2016; 2016-2017; 2017-2018; 2018-2019) ella ha
frequentato il Liceo come allieva regolare, conseguendo la maturità nel giugno
2019 (cfr. doc. A4; 11 4/4).

 

                                  Nel
settembre 2020 __________ si è immatricolata all’Università di __________ al
fine di conseguire il Bachelor in psicologia, dove nel febbraio 2022 risultava
iscritta per il semestre primaverile 2022 (cfr. doc. 11 2/4; 7 9/19).

 

                                  L’insorgente,
al più tardi dal 1° maggio 2016 (nella richiesta di assegni familiari del 21
febbraio 2022 la medesima ha indicato dal dicembre 2015; cfr. doc. 5 2/8), è al
beneficio di una rendita AI con grado di invalidità del 41% (cfr. doc. A5).

                                  L’assicurata
riceve anche una rendita completiva per la figlia __________ di fr. 9.--
mensili (cfr. doc. A6; I; VII).

 

                                  Dagli
atti all’inserto emerge che dal mese di aprile 2020 la ricorrente percepisce
anche una prestazione complementare (cfr. doc. A5; 5 2/8) che nel gennaio 2021
corrispondeva a fr. 2'018.-- mensili, oltre a fr. 512.-- relativi al premio
forfettario dell’assicurazione malattie (cfr. doc. A7) e dal gennaio 2022
ammonta a fr. 2'578.-- al mese, oltre a fr. 466.20 per il premio
dell’assicurazione malattie (cfr. doc. A7; A8).

 

                                  Il
21 febbraio 2022 l’assicurata ha inoltrato il formulario “Richiesta di assegni
familiari per persone senza attività lucrativa” a far tempo dal “9/2018 –
fin oggi, data 21.2.2022”. La medesima, al quesito “Le persone indicate
sul formulario di richiesta percepiscono una prestazione complementare (PC)
alla rendita AVS/AI?” ha risposto “RI 1, in AI dal 12/2015, in PC dal
1.4.2020” (cfr. doc. 5 1/8; 7 1/19).

 

                                  Con decisione del 7 aprile 2022
la Cassa quale ha negato a RI 1 il diritto ad assegni di formazione a favore
della figlia __________ a far tempo dal 1° settembre 2018, siccome l’assicurata
è al beneficio di una prestazione complementare e sua figlia, dal 1° luglio
2019 al 31 luglio 2020, non ha svolto alcuna formazione (cfr. doc. B1=10 1/3,
consid. 1.1.).

 

                                  Tale provvedimento è stato confermato
con decisione su opposizione del 20 giugno 2022 (cfr. doc. B5; consid. 1.1.).

 

                          2.9.  Per poter beneficiare di assegni
familiari quale persona priva di attività lucrativa, come visto sopra, il
diritto federale prevede all’art. 19 cpv. 2 LAFam che il
reddito imponibile non ecceda il 150% di una rendita massima completa di
vecchiaia dell’AVS e che in ogni caso non vengano riscosse prestazioni
complementari all’AVS/AI annue (cfr. consid. 2.4.; 2.5.).

 

                                  Tuttavia il Cantone Ticino,
facendo uso della facoltà di cui all’art. 18 OAFami, dal 1° gennaio 2013 ha
introdotto una regolamentazione più favorevole agli
aventi diritto, prevedendo all’art. 32 cpv. 2
Laf che le persone senza attività lucrativa hanno diritto agli assegni
familiari anche se il loro reddito imponibile supera il 150% della rendita
massima completa di vecchiaia dell’AVS.

 

                                  Si pone, quindi, la questione di
sapere se la deroga all’art. 19 cpv. 2 LAFam contemplata all’art. 32 cpv. 2 Laf
si riferisca alla sola condizione del limite di reddito con la conseguenza che
conformemente al diritto federale le persone senza attività lucrativa che
beneficiano di PC sono escluse dal diritto agli assegni familiari
indipendentemente dal loro reddito oppure riguardi entrambi i presupposti, per
cui anche a chi percepisce PC possono essere attribuiti assegni familiari. 

 

                                  Occorre di conseguenza cercare
l’effettiva portata della norma cantonale.

 

                                  Al
riguardo è utile evidenziare che per costante giurisprudenza federale) la legge
va interpretata in primo luogo procedendo dalla sua lettera (interpretazione
letterale; cfr. DTF 148 V 162 consid. 5.2.; DTF 146 V 331 consid. 5; DTF 138 V 50 consid. 4.2 pag. 54; DTF
137 V 273 consid. 4.2 pag. 276- 277).
Tuttavia, se il testo non è perfettamente chiaro, se più interpretazioni del
medesimo sono possibili, dev'essere ricercata la vera portata della norma, prendendo
in considerazione tutti gli elementi d'interpretazione, in particolare lo scopo
della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui essa prende
fondamento (interpretazione teleologica). Pure di rilievo è il senso che essa
assume nel suo contesto (interpretazione sistematica; DTF 148 V 253 consid. 4.2.; DTF 135 II 78 consid. 2.2 pag. 81; DTF
135 V 153 consid. 4.1 pag. 157; DTF 131 II 249 consid. 4.1 pag. 252; DTF 134 I 184 consid. 5.1 pag. 193; DTF 134 II
249 consid. 2.3 pag. 252). I lavori preparatori, segnatamente laddove una
disposizione non è chiara oppure si presta a diverse interpretazioni,
costituiscono un mezzo valido per determinarne il senso ed evitare così
di incorrere in interpretazioni erronee (interpretazione storica). Soprattutto
nel caso di disposizioni recenti, la volontà storica dell'autore della norma
non può essere ignorata se ha trovato espressione nel testo oggetto
d'interpretazione (cfr. DTF 134 V 170 consid. 4.1 pag. 174 con riferimenti). Va
presa la decisione materialmente corretta nel contesto normativo, orientandosi
verso un risultato soddisfacente sotto il profilo della ratio legis. Il
Tribunale federale non privilegia un criterio d'interpretazione in particolare;
per accedere al senso di una norma preferisce, pragmaticamente, ispirarsi a un
pluralismo interpretativo (cfr. STF 9C_135/2020 del 30
settembre 2020 consid. 5 di cui è prevista la pubblicazione nella Raccolta
ufficiale; DTF 135 III 483 consid. 5.1 pag. 486). Se sono possibili più
interpretazioni, dà la preferenza a quella che meglio si concilia con la
Costituzione. In effetti, a meno che il contrario non risulti chiaramente dal
testo o dal senso della disposizione, il Tribunale federale, pur non potendo
esaminare la costituzionalità delle leggi federali (art. 190 Cost.), parte
dall'idea che il legislatore federale non propone soluzioni contrarie alla
Costituzione (cfr. DTF 131 II 562 consid. 3.5 pag. 567; DTF 131 II 710 consid.
4.1 pag. 716; DTF 130 II 65 consid. 4.2 pag. 71).

 

                                  Cfr. pure STF 8C_223/2013 del 10
aprile 2014 consid. 3.2., pubblicata in DTF 140 V 227; STF 9C_160/2019 del 20
agosto 2019 consid. 5.1., pubblicata in DTF 145 V 354.

 

                        2.10.  Dal profilo dell’interpretazione letterale della legge l’art. 32 cpv. 2 Laf in vigore dal 1°
gennaio 2013, prevedendo che le persone prive di attività lucrativa
hanno diritto agli assegni familiari anche se il loro reddito imponibile supera
il 150% della rendita massima completa di vecchiaia dell’AVS (cfr. consid. 2.6.),
sembrerebbe limitarsi a porre una deroga alla prima condizione imposta
dall’art. 19 cpv. 2 LAFam, ossia quella relativa al limite di reddito per poter
ricevere gli assegni familiari, senza perciò includere nei beneficiari anche
coloro i quali percepiscono PC.

 

                                  Tuttavia il tenore dell’art. 32
cpv. 2 Laf di per sé non risulta sufficientemente chiaro per poterne appurarne
la portata interpretandolo unicamente in senso letterale.

 

                                  Va dunque esaminata l'origine storica
della norma.

 

                                  Nel Messaggio n. 6687 del 19
settembre 2012 relativo alla modifica della legge sugli assegni di famiglia
(Laf), del 18 dicembre 2008: - Assegni familiari per i lavoratori indipendenti
e per le persone senza attività lucrativa - Perequazione degli oneri fra le
Casse di compensazione per gli assegni familiari al p.to II.3 relativo alle
persone senza attività lucrativa il Consiglio di Stato ha indicato che:

 

"
3.     Persone senza attività lucrativa

3.1  Disciplinamento federale attuale

Il diritto agli assegni familiari come persona senza
attività lucrativa è oggi garantito, per legge federale, soltanto se – oltre
alle altre condizioni del diritto – il reddito imponibile (fiscale)
federale della persona senza attività lucrativa è inferiore al 150% della
rendita massima completa di vecchiaia dell’AVS, e meglio CHF 41'760.- all’anno,
risp. CHF 3'480.- al mese (ai valori 2011 e 2012).

Inoltre, per aver diritto agli assegni familiari
quale salariato (e dal 2013 quale indipendente), occorre conseguire un
salario/reddito che corrisponde almeno alla metà dell’importo annuo della
rendita completa minima di vecchiaia dell’AVS (ai valori 2011 e 2012: CHF
6'960.- all’anno, rispettivamente CHF 580.- al mese): se il salario/reddito è
inferiore a questa soglia, il diritto agli assegni familiari non è
rispettivamente non sarà dato. D’altro canto, per avere diritto agli assegni
familiari quale persona senza attività lucrativa (oltre alle altre
condizioni del diritto previste dall’art. 19 LAFam), occorre avere un
salario/reddito annuo inferiore a CHF 4'612.-. Dunque, le persone che
guadagnano più di CHF 4'612.- all’anno ma meno di CHF 6'960.- all’anno non
possono attualmente avere diritto agli assegni familiari né come persone senza
attività lucrativa (perché superano la soglia massima), né come salariati o
indipendenti (perché non raggiungono la soglia minima). Del resto attualmente,
se una persona nel corso dell’anno civile ha avuto un’attività lucrativa come
salariata che le ha consentito di pagare più del contributo minimo all’AVS, non
può essere considerata persona senza attività lucrativa ai sensi dell’AVS e,
conseguentemente, non può beneficiare degli assegni familiari come persona
senza attività lucrativa, anche se il diritto agli stessi come persona salariata
è decaduto durante l’anno.

 

3.2  Nuovo
disciplinamento federale

Con la modifica dell’art. 19
LAFam (nuovo art. 19 cpv. 1bis) e l’adeguamento delle direttive
federali sugli assegni familiari (DAFam), il Legislatore federale ha corretto
due importanti lacune nella legge, accordando a questi assicurati il diritto
agli assegni familiari (sempreché ricorrano anche le altre condizioni del
diritto) quali persone senza attività lucrativa. 

Riguardo all’estensione del limite di reddito per il
diritto agli assegni familiari delle persone senza attività lucrativa il
Parlamento federale non ha disposto nulla.

 

3.3  Adeguamento legislativo cantonale

Ritenuti gli ampi margini di cui godono i Cantoni
nel contesto del finanziamento e, conseguentemente, del diritto agli assegni
familiari per le persone senza attività lucrativa (artt. 20 LAFam e, in
particolare, 18 OAFami), si giustifica un adeguamento della legislazione
cantonale, allo scopo di abrogare il succitato limite di reddito per poter
beneficiare degli assegni familiari come persona senza attività lucrativa.

Il Consiglio di Stato ritiene che non sia coerente
mantenere questa condizione supplementare soltanto per le persone senza
attività lucrativa, quando invece questa non si applica ai salariati e non si
applicherà agli indipendenti. La concretizzazione del principio “un figlio
un assegno” può, in effetti, essere perseguita soltanto se, per ogni
persona che da diritto agli assegni nei termini dell’art. 4 LAFam (figlio,
figliastro, affiliato, fratello, sorella o abiatico), il diritto agli assegni
familiari può sussistere indipendentemente dalla situazione economica
dell’avente diritto. D’altro canto, per l’organo di esecuzione, la verifica del
parametro reddituale si rivela particolarmente onerosa dal punto di vista
amministrativo, di modo che la sua abrogazione comporterebbe un alleggerimento
amministrativo per la Cassa cantonale di compensazione per gli assegni
familiari.

Già diversi Cantoni, nelle loro legislazioni
cantonali di esecuzione e complemento della LAFam, hanno abolito il limite di
reddito e accordano il diritto agli assegni familiari indipendentemente dalla
situazione economica. È il caso dei Cantoni di Ginevra e Giura, mentre il
Canton Vaud applica un limite di reddito più elevato (200% della rendita
massima completa di vecchiaia dell’AVS invece del 150% previsto dall’art. 19
cpv. 2 LAFam).

ll Consiglio di Stato propone al Parlamento di
accordare il diritto agli assegni familiari alle persone senza attività
lucrativa indipendentemente dalla loro situazione economica e di modificare, di
conseguenza, l’attuale art. 32 Laf. Con questa modifica, l’ordinamento sugli
assegni familiari per le persone senza attività lucrativa risulta più equo,
coerente con l’attuale ordinamento per i salariati ed il futuro ordinamento per
gli indipendenti e meno oneroso dal punto di vista amministrativo.

Il costo relativo all’abrogazione del limite di
reddito comporterà una maggior spesa per la
 Cassa cantonale di compensazione per gli assegni familiari, che gestisce tutte
le persone senza attività lucrativa in Ticino (art. 34 Laf), che può essere
valutata da ca. CHF 0.4 mio a ca. CHF 0.5 mio di franchi all’anno.” (le
sottolineature sono della redattrice)

 

                                  Dal
Rapporto n. 6687R del 13 novembre 2012 emesso dalla Commissione della gestione
e delle finanze sul citato Messaggio, p.to 3, si evince in particolare quanto
segue:

 

" 3.  PERSONE SENZA ATTIVITA’ LUCRATIVA

L'attuale legge cantonale riprende le disposizioni
della LAFam per quanto riguarda Il diritto agli assegni familiari per le
persone senza attività lucrativa. In particolare il diritto è limitato alle
persone il cui reddito imponibile non eccede il 150 per cento di una rendita
massima completa di vecchiaia dell’AVS.

Nell’ottica di una parità di trattamento tra
salariati, indipendenti e persone senza attività lucrativa, il Consiglio di
Stato propone di abolire questo limite e di concedere quindi il diritto agli
assegni anche alle persone senza attività lucrativa che superano il citato
limite di reddito. D'altronde il diritto agli assegni per gli indipendenti e
per i lavoratori dipendenti non pone questo vincolo. Nell’ottica dell’obiettivo
di concedere un assegno per ogni figlio indipendentemente dalla situazione
finanziaria dei genitori, è una proposta sicuramente condivisibile. (...)”

 

                                  Durante
la seduta del Gran Consiglio del 27 novembre 2012, dopo la discussione di entrata
in materia, il nuovo art. 32 cpv. 2 Laf e altre modifiche, messi ai voti, sono
stati accolti con 59 voti favorevoli e 4 astensioni (cfr. www.ti.ch/index.php?id=86542&
user_gcparlamento_pi9%5Banno%5D=2012:
Verbale della seduta del Gran Consiglio del 27
novembre 2012 serale, pag. 3313 segg., volume 1, pag. 453).

 

                        2.11.  Dal dettagliato esame dei lavori
preparatori risulta che la deroga all’art. 19 cpv. 2 LAFam introdotta dalla Laf
si riferisce unicamente alla condizione del limite di reddito al 150% della
rendita massima completa di vecchiaia AVS che è stato di fatto abolito.
L’ulteriore presupposto di cui all’art. 19 cpv. 2 LAFam, ovvero che possono
avere diritto agli assegni familiari coloro i quali non riscuotono prestazioni
complementari non è stato modificato dal momento che nel Messaggio n. 6687 è
stato specificato, da una parte, che il diritto agli assegni familiari quale
persona senza attività lucrativa ai sensi dell’art. 19 LAFam è garantito
soltanto se - oltre alle altre condizioni previste dall’art. 19 LAFam -
il reddito imponibile è inferiore al 150% della rendita massima completa di
vecchiaia AVS, dall’altra, che l’adeguamento della legislazione cantonale si
giustificava allo scopo di abrogare il limite di reddito contemplato dall’art.
19 cpv. 2 LAFam (cfr. consid. 2.10.).

 

                                  Pertanto, indicando
esplicitamente che il limite di reddito è solamente uno dei requisiti di cui
all’art. 19 LAFam da ossequiare per poter beneficiare degli assegni familiari e
abolendolo, la proposta formulata nel Messaggio del 19 settembre 2012 - e poi accolta dal Gran Consiglio ticinese - ha
inteso intervenire unicamente su questo specifico presupposto e non su
altre condizioni, in primis quella relativa al non percepire PC.

 

                                  Questo
Tribunale ritiene, perciò, conforme alla volontà del legislatore cantonale
escludere in ogni caso dal diritto agli assegni familiari le persone prive di
attività lucrativa quando vengono percepite prestazioni complementari come
previsto dal diritto federale.

 

                                  Non va d’altronde dimenticato
che, anche qualora si fosse voluto estendere il diritto agli assegni familiari
alle persone senza attività lucrativa in caso di riscossione di prestazioni complementari, l’importo degli AF
influirebbe ad ogni modo sull’entità delle PC, ritenuto che giusta l’art. 11 cpv. 1 lett. f LPC
gli assegni familiari vanno computati nel calcolo delle stesse.

 

                                  Abbondanzialmente si rileva,
altresì, che mentre ai sensi dell’art. 13 cpv. 1 LPC le prestazioni
complementari annue sono finanziate per cinque ottavi dalla Confederazione e
per tre ottavi dai Cantoni, gli assegni familiari per
le persone prive di attività lucrativa sono finanziati dai Cantoni che possono disporre che tali persone paghino un contributo in
percentuale dei loro contributi AVS, nella misura in cui questi eccedono il
contributo minimo di cui all’articolo 10 LAVS (art. 20 cpv. 1 e 2
LAFam). Il Cantone Ticino ha fatto uso di tale possibilità all’art. 39 Laf
(cfr. consid. 2.7.).

 

                                  Al riguardo cfr. STCA 39.2020.4
del 23 novembre 2020 cresciuta in giudicato incontestata.

 

                        2.12.  In concreto, come evidenziato dalla
parte resistente (cfr. doc. 10 1/3; V), __________, dal 1° luglio 2019 al 31
luglio 2020, e meglio nell’arco di tempo successivo alla maturità liceale,
conseguita nel mese di giugno 2019, fino al mese di agosto 2020, quando si è
immatricolata presso l’Università di __________ (cfr. consid. 2.8.), ha
interrotto la propria formazione per più di quattro mesi non per motivi di
salute (cfr. art. 49ter cpv. 3 OAVS, consid. 2.3.).

 

                                  Da uno scritto della ricorrente
del 21 marzo 2022 si evince, infatti, che sua figlia, terminato il liceo nel
giugno 2019, “con suo ragazzo dovevano partire assieme per lo studio in
Australia in 9/2019. Purtroppo lui ha deciso di studiare in Svizzera e ha
lasciato mia figlia che non poteva più iscriversi in Università. Allora 1 anno
ha lasciato libero, più è arrivato il Covid” (cfr. doc. 9 1/1). 

 

                                  L’insorgente, dunque, dal 1°
luglio 2019 al 31 luglio 2020, non essendo __________ in formazione ai sensi dell'articolo
25 cpv. 5 LAVS, non ha diritto agli assegni di formazione (cfr. art. 1 cpv. 1
OAFami; consid. 2.3.), come stabilito dalla Cassa.

 

                                  L’assicurata, del resto, il 23
agosto 2022, nelle proprie osservazioni in merito alla risposta di causa, ha precisato
di non chiedere nulla per l’anno in cui la figlia non ha frequentato alcuna
scuola (cfr. doc. VII).

 

                        2.13.  Per quanto attiene, invece, al lasso
di tempo dal mese di settembre 2018 al mese di giugno 2019, va osservato che
dalle carte processuali risulta che la ricorrente in tale periodo percepiva una
rendita AI ma non le PC, che la medesima ha affermato esserle state assegnate
dal mese di aprile 2020 (cfr. consid. 2.8.).

 

                                  Il diritto agli assegni familiari
è escluso a priori solamente per i beneficiari di PC e non anche per chi riceve
una rendita AI.

 

                                  Del resto nella DTF 140 V 433
consid. 4.4.2. l’Alta Corte ha evidenziato come il legislatore abbia voluto far
beneficiare degli assegni familiari le persone senza attività lucrativa con
reddito basso, evitando un doppio indennizzo con il regime delle PC che
assicurano la copertura dei bisogni vitali della famiglia (cfr. consid. 2.5.).

 

                                  In casu l’assicurata, con un
grado di invalidità del 41% (cfr. consid. 2.8.), nel periodo in questione aveva
oltretutto diritto unicamente a un quarto di rendita (art. 28 cpv. 2 vLAI in
vigore fino al 31 dicembre 2021; dal 1° gennaio 2022 a un grado di invalidità
del 41% corrisponde una rendita del 27,5%; art. 28b LAI).

 

                                  Per l’arco di tempo settembre
2018 - giugno 2019, nel quale __________ frequentava la quarta liceo (cfr. doc.
A4), gli atti vanno, pertanto, rinviati alla Cassa affinché verifichi da quando
effettivamente l’assicurata è stata posta al beneficio delle prestazioni
complementari e, qualora trovi conferma il fatto che nei mesi da settembre 2018
a giugno 2019 la medesima non abbia ricevuto alcuna PC, riconosca
all’insorgente il diritto ad assegni di formazione.

 

                                  Nell’eventualità in cui il
diritto alle PC sia nato prima del mese di aprile 2020 e più precisamente tra
settembre 2018 e giugno 2019 l’amministrazione procederà analogamente a quanto
verrà esposto al considerando seguente relativo all’arco di tempo dal mese di
agosto 2020.

 

                        2.14.  Per il periodo a partire dal mese di
agosto 2020, questa Corte rileva che è vero, da una parte, che l’insorgente era al beneficio di PC (cfr. consid.
2.8.), dall’altra, che vanno escluse in ogni
caso dal diritto agli assegni familiari le persone prive di attività lucrativa
quando vengono percepite prestazioni complementari (cfr. art. 19 cpv. 2 LAFam;
consid. 2.5.; 2.11.).

 

                                  È altrettanto vero, tuttavia, che
in casu l’assicurata ha fatto valere che nella PC non si tiene conto di __________
(cfr. doc. VII).

 

                                  A tale proposito va osservato
che, come sottolineato al considerando precedente, il legislatore, quando ha
introdotto gli assegni familiari per le persone senza attività lucrativa, ha
voluto evitare un doppio indennizzo con il regime delle prestazioni
complementari, poiché queste ultime già permettono di far fronte ai bisogni
essenziali della famiglia (cfr. DTF 140 V 433 consid. 4.4.2.).

                                  E’ in questo senso che va inteso
il p.to 607.1 delle DAFam (cfr. consid. 2.5.) allorché enuncia che la
percezione di assegni familiari per persone prive di attività lucrativa è
esclusa per le persone che beneficiano di PC, se il figlio per cui è richiesto
l’assegno familiare ha diritto a una rendita per orfani o a una rendita per
figli dell’AVS o dell’AI.

                                  Un calcolo unico della PC, che
tenga conto sia delle spese riconosciute e dei
redditi computabili di un genitore, come pure di quelli di un figlio, è infatti
eseguito soltanto quando il figlio dà diritto a una rendita per figli dell’AVS
o dell’AI (cfr. art. 9 cpv. 2 LPC; art. 7 OPC), a meno che i redditi
computabili del figlio superino le spese riconosciute (art. 9 cpv. 4 LPC; 8
OPC).

 

                                  Ne discende che, se realmente la
figlia non è stata considerata nel calcolo della PC, non è corretto negare a
priori alla ricorrente il diritto agli assegni di formazione dal mese di agosto
2020, quando __________ ha iniziato la facoltà di psicologia all’Università di __________
(cfr. consid. 2.8.).

 

                                  La Cassa dovrà, quindi, appurare,
interpellando la Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle prestazioni,
autorità competente in ambito di PC (cfr. art. 26 Legge di applicazione della
legge federale concernente le prestazioni complementari all’assicurazione
federale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità - LaLPC), se i conteggi
della PC siano stati allestiti tenendo conto o meno solo della ricorrente e, in
caso affermativo, i motivi dell’esclusione della figlia, se eventualmente si
sia trattato di un errore, dal momento che __________ per un anno (da luglio
2019 a luglio 2020) non è stata in formazione, così che non era più dato il suo
diritto a una rendita completiva AI e conseguentemente il diritto di essere
computata nel calcolo della PC.

 

                                  In simili condizioni risulta pure
evasa la richiesta del 23 agosto 2022 dell’assicurata di un nuovo calcolo della
prestazione complementare che tenga conto anche di sua figlia __________ (cfr.
doc. VII).

 

                                  Il diniego del diritto agli
assegni di formazione sarà da confermare se la Cassa di compensazione rivedrà i
propri conteggi e terrà conto di __________ - al beneficio di una rendita AI
per figli, benché di esigua entità (cfr. consid. 2.8.) - ai fini della
determinazione della PC spettante alla madre.

                                  In caso contrario, alla
ricorrente sarà riconosciuto il diritto agli assegni di formazione dal mese di
agosto 2020.

 

                        2.15.  L’art. 61 lett. a LPGA, nel
tenore valido fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere
semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa
di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte
che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

In
data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61
lett. a LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve essere semplice,
rapida e, di regola pubblica. 

Dalla
medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo
cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a
spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo
prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un
comportamento temerario o sconsiderato. 

                                  In casu, trattandosi di assegni
familiari secondo la LAFam, in relazione ai quali il legislatore non ha
previsto di prelevare le spese, non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA
39.2022.4 del 16 agosto 2022 consid. 2.12.; STCA 39.2021.3 del 29 novembre
2021consid. 2.8.).

 

                                  Sul
tema cfr. anche STF 9C_368/2021 del 2 giugno 2022; STF 9C_13/2022 del 16
febbraio 2022; STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21
luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares
Bernasconi, Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais
judiciaires pour les tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la
LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022 pag. 107).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

1.     Il ricorso
è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.

§     La decisione
su opposizione del 20 giugno 2022 è annullata nella misura in cui ha negato
alla ricorrente il diritto agli assegni di formazione dal mese di settembre
2018 al mese di giugno 2019 e a far tempo dal mese di agosto 2020.

                                  §§   Al
riguardo gli atti sono rinviati alla Cassa resistente perché proceda come
indicato ai consid. 2.13. e 2.14.

                                  §§§ La
decisione su opposizione del 20 giugno 2022 è confermata per quanto concerne il
diniego del diritto agli assegni di formazione a decorrere dal mese di luglio
2019 al mese di luglio 2020.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti