# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ab58012b-a74b-5269-b5b0-80a9a82009a5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.08.2010 D-5478/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5478-2010_2010-08-10.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5478/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  a g o s t o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice François Badoud;
cancelliera Lydia Lazar Köhli.

A._______, nato il (...),
Iraq,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 30 luglio 2010 / (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5478/2010

Visto: 

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...) in 
Svizzera,

la comunicazione del servizio sicurezza del 4 maggio 2010, secondo 
cui il richiedente è scomparso, rendendosi irreperibile (cfr. act. A5), 

la conseguente decisione dell'UFM del 28 maggio 2010 di stralcio dai 
ruoli  della  suddetta  domanda  d'asilo  del  richiedente,  senza  lo 
svolgimento di un'audizione sui motivi d'asilo (cfr. act. A8), 

l'ulteriore domanda d'asilo  che l'interessato ha presentato in Svizzera 
in data 1° giugno 2010, 

la decisione incidentale dell'UFM del 10 giugno 2010 (cfr. notificata al  
richiedente il medesimo giorno; cfr. risultanze processuali) mediante la 
quale  detto  Ufficio  ha  ripreso  la  procedura  d'asilo  precedente 
conformemente all'art. 35a cpv. 1 LAsi, 

il verbale d'audizione del 10 giugno 2010 (di seguito: verbale 1),

l'esame  LINGUA  del  21  giugno  2010  ed  il  relativo  rapporto  del  
1° luglio 2010 (di seguito: rapporto LINGUA) dell'esaminatore che l'ha 
effettuato (cfr. act. B13), 

il  verbale d'audizione sui motivi d'asilo del 19 luglio 2010 (di seguito: 
verbale  2),  in  occasione  del  quale  al  richiedente  è  stato,  tra  l'altro, 
conferito  il  diritto  di  essere  sentito  sulle  risultanze  del  rapporto 
LINGUA, 

la decisione dell'UFM del 30 luglio 2010 di  non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art.  35a  cpv. 2  LAsi,  notificata  all'interessato  il  medesimo 
giorno (cfr. risultanze processuali),

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 30 luglio 2010 (cfr. timbro del plico  
raccomandato),

l'incarto  dell'UFM  pervenuto  via  fax  al  Tribunale  amministrativo 
federale (di seguito: il Tribunale) in data 2 agosto 2010,

Pagina 2

D-5478/2010

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei  
considerandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del  
20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa (PA, RS 172.021), 
dalla legge del 17 giugno 2005 sul  Tribunale amministrativo federale 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  del  17 giugno 2005  sul  Tribunale 
federale (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti 
(art. 6 LAsi),

che  il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni 
dell'UFM in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art.  
105 LAsi e art. 83 lett. d cpv. 1 LTF),

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi dell'art. 35a cpv. 2 LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere impugnato 
non può essere esteso alla questione della concessione dell'asilo, che 
presuppone una decisione nel merito della domanda stessa, 

che,  per  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  tendente  alla 
concessione dell'asilo è inammissibile,

che,  nei  citati  limiti, v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e 
all'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione impugnata; che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua,

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza può essere redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato  ha  dichiarato  di  essere  d'etnia  (...),  di  essere  nato  a 
B._______ e di avere vissuto a C._______ dall'infanzia all'(...), 

Pagina 3

D-5478/2010

che ha affermato di essere espatriato agli inizi di (...), poiché sarebbe 
stato minacciato di  morte da persone a lui  sconosciute  (…) a causa 
della sua etnia; che, prima di lasciare il suo Paese si sarebbe rifugiato 
presso  la  sorella,  sempre  a  C._______,  per  due,  rispettivamente, 
secondo un'altra versione, per quasi tre mesi, 

che, nella decisione del 30 luglio 2010, l'UFM ha considerato, da un 
lato,  che  le  allegazioni  in  materia  d'asilo  presentate  dal  richiedente 
sono  inverosimili  –  di  modo  che  non  vi  sarebbero  indizi  propri  a 
motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della 
protezione  provvisoria  –  e  che  dall'esame  LINGUA  emerge  con 
certezza  che  egli  non  proverrebbe  da  C._______,  bensì  da  un 
ambiente  curdo  e,  con  molta  probabilità,  dal  nord  dell'Iraq;  che, 
dall'altro  lato,  detto Ufficio  ha ritenuto che né la  situazione nelle  tre 
province nord-irachene di Dohuk, Erbil e Sulaymanyia, né motivi legati 
alla persona del richiedente o dal punto di vista tecnico e pratico, si 
oppongono all'esecuzione del suo allontanamento in dette province, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai  sensi dell'art. 35a cpv. 2 LAsi; che l'autorità inferiore ha 
pure  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e 
l'esecuzione dell'allontanamento verso il nord dell'Irak siccome lecita, 
esigibile e possibile,

che  nel  ricorso  l'insorgente  denuncia  di  non  aver  potuto  avere 
l'accesso completo agli atti riguardanti l'esame LINGUA, chiedendo di 
poter visionare la trascrizione esatta del colloquio telefonico intercorso 
con  l'esaminatore  o  i  corrispettivi  nastri  di  registrazione,  i  quali 
confermerebbero  che  le  conclusioni  dell'UFM  in  merito  alla  sua 
provenienza  sarebbero  errate;  che  egli  lamenta  che  la  decisione 
impugnata  sia  stata  emanata  in  maniera  frettolosa  e  superficiale, 
malgrado egli abbia collaborato con le autorità e benchè non si possa 
negare l'esistenza di  indizi  di  persecuzione giustificanti  la protezione 
da  parte  della  Svizzera;  che  egli  dichiara  di  voler  far  pervenire  al 
Tribunale  una  documentazione  che  comprovi  la  sua  provenienza  da 
C._______; che, considerata la situazione in tale città, l'esecuzione del 
rinvio non sarebbe ragionevolmente esigibile, 

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti  
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  l'accesso  completo  alla 

Pagina 4

D-5478/2010

documentazione LINGUA e la possibilità di completare il ricorso, come 
pure la concessione dell'asilo o dell'ammissione provvisoria; che egli  
ha, altresì, presentato una domanda d'esenzione dal versamento di un 
anticipo a copertura delle presumibili spese processuali,

che, a titolo preliminare, per quanto concerne la censura in merito allo 
svolgimento  dell’esame  LINGUA,  la  giurisprudenza  ammette  un 
interesse pubblico preponderante alla sua segretezza, rispettivamente 
alla  segretezza  delle  integrali  e  precise  informazioni  che  hanno 
permesso  di  stabilire  l'infondatezza  delle  allegazioni  del  ricorrente, 
potendo  queste  essere,  in  futuro,  utilizzate  abusivamente  da  altri  
richiedenti  l'asilo  (cfr.  Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2004 n. 28 
consid. 7 e GICRA 1998 n. 34 consid. 9); che il  rispetto del diritto di 
essere  sentito  comporta  tuttavia  che  il  richiedente  sia  messo  a 
conoscenza del contenuto essenziale del rapporto LINGUA, al fine che 
egli si possa esprimere in merito ed apportare eventuali mezzi di prova 
(cfr. GICRA 1998 n. 34 consid. 9); che, al fine di garantire il rispetto del  
principio dell'equo processo e quindi di garantire un corretto esercizio  
del  diritto  di  difesa,  in  tale  contesto  è  sufficiente  la  messa  a 
disposizione  al  ricorrente  di  una  relazione  riassuntiva  dei  risultati 
acquisiti dall'esame LINGUA; che, in altre parole, tale relazione – che 
può essere comunicata oralmente o per iscritto – non deve essere una 
trascrizione  completa  degli  stessi,  bensì  deve  riportare  il  contenuto 
essenziale  dell'esame  LINGUA  medesimo  (cfr.  art.  28  PA): 
segnatamente  deve  contenere  le  domande  poste  dal  consulente,  la 
sostanza  delle  risposte  ottenute  dal  richiedente  (quelle  favorevoli, 
come  pure  quelle  contrarie  all'evocata  provenienza),  nonché 
l'indicazione  precisa  di  ogni  ulteriore  elemento  probatorio  acquisito 
alle  carte  processuali  per  fondare  l'apprezzamento  cui  giunge  il  
consulente (GICRA 2003 n. 14, consid. 9),

che,  nella  fattispecie,  dalle  carte  processuali,  risulta  che  –  in 
occasione  dell'audizione  sui  motivi  d'asilo  del  19  luglio  2010  –  le 
risultanze  del  rapporto  esame  LINGUA  sono  state  sottoposte 
oralmente al  ricorrente,  con particolare riferimento sia alle  domande 
postegli, sia alle sue risposte nonché alle conclusioni dell'esaminatore, 
e,  pertanto,  del  contenuto essenziale di  tale rapporto, di  cui  egli  ha 
pertanto  potuto  prendere  conoscenza  e  sulle  quali  ha  potuto 
esprimersi  (cfr. verbale 2  pagg. 7-9); che ne discende che non vi  è 
motivo  di  concludere  all'esistenza  di  un  vizio  grave  –  quale  la 

Pagina 5

D-5478/2010

violazione  del  diritto  di  essere  sentito  e  del  principio  dell'equo 
processo –  suscettibile di un intervento d'ufficio da parte del Tribunale 
medesimo,

che,  giusta  l'art.  35a  LAsi,  la  procedura  d'asilo  è  ripresa  se  una 
persona, la cui domanda d'asilo è stata stralciata, presenta una nuova 
domanda  d'asilo  (cpv. 1);  che  l'UFM  non  entra  nel  merito  di  una 
domanda d'asilo,  di  cui  al  capoverso 1,  a  meno che esistano indizi  
propri  a  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la 
concessione della protezione provvisoria (cpv. 2), 

che  l'applicazione  della  suddetta  norma  presuppone  un  esame 
materiale, prima facie, della credibilità del richiedente, ovvero di tutti i 
fatti  addotti  dal  medesimo  suscettibili  di  costituire  indizi  propri  a 
motivare la qualità di rifugiato, compresi quelli fatti valere in occasione 
della domanda d'asilo iniziale, prima dello stralcio della stessa, 

che, peraltro, secondo l'art. 36 cpv. 1 LAsi, l'UFM è tenuto a procedere 
ad un'audizione sui motivi d'asilo ai sensi degli art. 29 e 30 LAsi, se 
non ve ne è stata alcuna prima dello stralcio della domanda d'asilo,  

che,  nell'ambito  della  valutazione  dell'esistenza  di  indizi  propri  a 
motivare la qualità di rifugiato, il grado di prova è posto ad un livello 
relativamente basso, equivalente a quello stabilito dalla giurisprudenza 
relativa  all'art.  32  cpv.  2  lett.  e  LAsi  (Decisioni  del  Tribunale 
amministrativo  federale  svizzero  [DTAF]  2008/57  consid. 3-3.4 
pag. 779  e  segg.  e  relativi  riferimenti;  Sentenza  del  Tribunale-
D- 1750/2008 del 25 marzo 2008 pagg. 2-3),

che, in occasione della domanda d'asilo presentata il 26 aprile 2010 e 
successivamente  stralciata  dall'UFM,  il  ricorrente  non  è  stato 
sottoposto ad un'audizione sui motivi d'asilo, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  provveduto  ad  eseguire 
l'audizione del ricorrente in merito ai suoi motivi d'asilo secondo l'art.  
29 e 30 LAsi, oltre ad una prima audizione sommaria, 

che,  in  siffatte  circostanze,  gli  unici  fatti  addotti  dal  ricorrente 
suscettibili di essere oggetto dell'esame dell'esistenza di indizi propri a  
motivare la qualità di rifugiato, sono quelli presentati dal ricorrente in 
questa procedura, 

Pagina 6

D-5478/2010

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel  
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 35a cpv. 2 LAsi),

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate  da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che, segnatamente, l'insorgente ha dichiarato di  ignorare l'identità di 
coloro che l'avrebbero minacciato, adducendo in maniera stereotipata 
che  si  tratterebbe  di  un  gruppo  di  terroristi,  rispettivamente  di 
delinquenti  che  non  temono nulla  (cfr. verbale  2  pag. 4/D27  e  pag. 
5/D47); che, come ha indicato l'UFM, non risulta logico che egli abbia 
optato  per  la  decisione  dell'espatrio,  senza  neppure  sapere  da  chi 
provenissero  le  minacce  subite,  rispettivamente  senza  intraprendere 
nulla al fine di identificarne gli autori; che il suo espatrio risulta ancor  
meno  comprensibile  alla  luce  del  fatto  che  egli,  dopo  la  seconda 
minaccia  ricevuta  per  via  epistolare  agli  inizi  di  (...),  durante  i  mesi 
trascorsi  al  domicilio  della  sorella  non avrebbe subito altre minacce, 
rispettivamente non sarebbe più stato contattato personalmente dalle 
persone che lo avrebbero antecedentemente importunato; che la tesi 
secondo cui  il  fatto  che,  dalla sua partenza ad oggi,  la  sua famiglia 
non abbia ricevuto minacce sarebbe da riportare alla diffusione della 
notizia  del  suo  espatrio  (cfr.  ibidem  pag.  6/D54)  risulta  anch'essa 
essere  una  mera  supposizione  di  parte,  per  nulla  corroborata;  che 
l'insorgente  non  ha  mai  denunciato  i  fatti  accaduti  alle  autorità  (cfr. 
ibidem pag. 4/D30  e  pag.  5/D40),  giustificando  tale  comportamento 
con il  fatto che in ogni caso le persone che lo avrebbero minacciato 
sarebbero comunque ritornate da lui con pretese ancora maggiori (cfr. 
ibidem pag. 5/D41),

che, d'altronde, il ricorrente in sede di ricorso non ha apportato alcun 
chiarimento alle suesposte dichiarazioni incongruenti e vaghe, vertenti 
proprio su punti essenziali a fondamento della sua domanda d'asilo, le 
quali erano già state evidenziate dall'UFM nella decisione impugnata, 

che, visto quanto sopra, v'è ragione di ritenere che l'intero racconto del  
ricorrente  a  sostegno  della  sua  domanda  d'asilo  è  manifestamente 
inverosimile,  così  come  è  incredibile  che  egli  abbia  realmente  e 

Pagina 7

D-5478/2010

personalmente vissuto i fatti addotti, senza che sia necessario evocare 
ulteriori elementi inconsistenti e incoerenti del racconto reso, 

che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  che  i  fatti 
addotti dal ricorrente sono inverosimili e non contengono indizi propri a  
motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della 
protezione provvisoria, 

che, quindi,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, destituito 
d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione 
impugnata va confermata,

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. GICRA 2001 n. 21),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che, nel caso concreto, non emergono dalle carte processuali elementi 
da  cui  desumere  che  l'esecuzione dell'allontanamento  del  ricorrente 
nel  nord  dell'Iraq  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione 
federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 
101), l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 
1951  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento) 
nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre il  ricorrente in Patria al rischio 
reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione 
per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105),

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile,

che,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili  all’art. 44  cpv. 2  LAsi  e all'art. 83  cpv. 4  LStr,  nelle  tre  
province  nord-irachene  di  Dohuk,  Erbil  e  Suleimaniya  non  vige,  al 

Pagina 8

D-5478/2010

momento,  una  situazione  di  violenza  generalizzata  e  la  situazione 
politica  non  è  talmente  tesa  da  considerare  un  rimpatrio  come 
generalmente inesigibile; che, segnatamente, lo stato della sicurezza è 
più stabile ed equilibrato rispetto al resto del Paese e che la situazione 
dei diritti  dell'uomo è migliore rispetto alle zone nel sud e nel centro 
dell'Iraq,

che,  in  particolare,  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  le  tre 
province curde è esigibile di principio, per gli uomini curdi, non sposati, 
in buona salute e giovani, a condizione che la persona interessata sia 
originaria della regione o vi abbia vissuto un lungo periodo e disponga 
di  una  rete  sociale,  segnatamente  famiglia,  parenti  o  conoscenti,  
oppure di  relazioni con partiti  al  potere (DTAF 2008/5 consid. 7.5, in 
particolare 7.5.1 e 7.5.8),

che,  in  base  alle  risultanze  dell'esame  LINGUA  effettuato  il 
21 giugno 2009,  l'UFM  ha  escluso  con  certezza  la  provenienza  del 
ricorrente da C._______, rispettivamente ritenuto con certezza la sua 
provenienza da un ambiente curdo, e, con molta probabilità, dall'Iraq 
del Nord,

che, del resto, il ricorrente – in occasione del diritto di essere sentito  
ed  in  sede  di  ricorso  –  non  ha  apportato  argomenti  validi  atti  a 
confutare  la  fondatezza  dell'esame  LINGUA,  rispettivamente  le 
conclusioni dell'autorità inferiore circa la sua provenienza, 

che, inoltre, il ricorrente è nato a B._______ (provincia di Dohuk), dove 
detiene tuttora il suo "stato civile" (cfr. verbale 1 pag. 4),

che, pertanto, vi è ragione di ritenere il  ricorrente come originario di  
una delle province sopraccitate,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
celibe e gode di un'esperienza professionale pluriennale come (...) (cfr. 
verbale 1 pag. 2 e verbale 2 pag. 3/D20-21); che, inoltre, dispone in 
Patria di una rete famigliare, ovvero i genitori, la sorella e cugini del 
padre (cfr. verbale 1 pag. 3 e verbale 2 pag. 2/D9-10), 

che, infine, l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio 

Pagina 9

D-5478/2010

degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera 
per motivi medici, 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv. 2  LAsi  e 
art. 83 cpv.  2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4  LAsi);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque 
pure possibile,

che,  visto  quanto  sopra,  ne  discende  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e 
possibile; che, per conseguenza, anche in materia d'allontanamento e 
relativa esecuzione, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
dell'autorità inferiore confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che, visto l'esito della procedura e ritenuta la temerarietà della stessa, 
le  spese  processuali  di  CHF  600.-,  che  seguono  la  soccombenza, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché 
art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili  nelle 
cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 
[TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 10

D-5478/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presenta sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
Chiasso (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM,  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di  Chiasso con 
preghiera di notificare la sentenza al ricorrente e di ritornare l'avviso 
di  ricevimento  allegato  al  Tribunale  amministrativo  federale  (in 
copia, anticipata via fax; allegato: incarto [...])

- D._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Lydia Lazar Köhli

Data di spedizione: 

Pagina 11