# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3af2816b-6198-5b08-8e97-f35c86589eed
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-01-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 14.01.2022 15.2021.133
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2021-133_2022-01-14.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2021.133

  	
  Lugano

  14 gennaio 2022

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso 10 dicembre 2021 della

 

	
   

  	
  RI 1 

  (patrocinata dall’__________ PA 1, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione di Locarno,
o meglio contro il verbale di sequestro n. __________ emesso il 30 novembre
2021 nella procedura promossa nei confronti della ricorrente dalla

 

	
   

  	
  PI 1, __________

  (patrocinata dall’__________ PA 2, __________)

   

  

ritenuto
in fatto e considerando in diritto:

 

                                         che a domanda della PI 1, il 29 novembre 2021 il Pretore della
Giurisdizione di Locarno-Campagna ha decretato il sequestro di tre unità di proprietà per piani (PPP) e di una quota di comproprietà di
fondi situati ad __________ a concorrenza di pretese fondate su un contratto di
compravendita per complessivi fr. 1'610'033.85 oltre
ad accessori, indicando quale causa di sequestro quella contemplata all’art.
271 cpv. 1 n. 2 LEF (sottrazione del debitore alle proprie obbligazioni,
trafugamento dei suoi beni, latitanza o preparazione alla fuga);

 

                                         che
lo stesso giorno l’Ufficio d’esecuzione (UE), sede di Locarno, ha provveduto a
eseguire il sequestro facendolo annotare nel registro fondiario, e il giorno
successivo ha allestito il verbale di sequestro, intimato alle parti il 1°
dicembre 2021;

 

                                         che
con il ricorso in esame, la RI 1 chiede a questa Camera di accertare la nullità
del sequestro e subordinatamente di annullare “la decisione esecutiva”, il
sequestro e il relativo verbale, facendo valere che la causa indicata sul
decreto di sequestro sarebbe sconfessata dal fatto ch’essa è iscritta nel
registro di commercio dal 2015, non è in vendita né in liquidazione, non è
oggetto di esecuzioni pendenti né di procedura concordataria o fallimentare ed
è riconducibile a cittadini svizzeri domiciliati in Ticino, sicché sarebbe di “meridiana evidenza la totale mancanza del
requisito essenziale cui all’art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF”;

 

                                         che
a partire dalla riforma del diritto esecutivo entrato in vigore il 1° gennaio
1997, le competenze delle autorità di esecuzione forzata sono state limitate al
solo controllo della regolarità formale del decreto di sequestro e alle misure
d’esecuzione del sequestro propriamente dette, previste dagli art. 91
 a 109 LEF (richiamati dall’art. 275 LEF);

 

                                         che
i presupposti materiali del sequestro, elencati all’art. 272 cpv. 1 LEF, possono
essere contestati esclusivamente con la via giudiziaria dell’opposizione al
sequestro (art. 278 LEF; sentenza del­la CEF 15.2009.112 del 26
gennaio 2010, consid. 2), ad esclusione di un ricorso all’autorità di
vigilanza, che è di natura sussidiaria (art. 17 cpv. 1 LEF; sentenza della CEF
15.2020.83 del 18 gennaio 2021 pag. 3);

 

                                         che
l’autorità di vigilanza che dovesse decidere su tali questioni renderebbe
pertanto un giudizio nullo (DTF 129 III 205 consid.
2 e 208 consid. 3; sentenza della CEF 15.2018.57 del 23 luglio 2018, RtiD 2019 I 625 n. 53c consid. 3);

 

                                         che
la censura della RI 1, diretta contro uno dei presupposti materiali del
sequestro (art. 271 cpv. 1 n. 2 e 272 cpv. 1 n. 2 LEF), è pertanto
irricevibile;

 

                                         che
l’ufficio d’esecuzione è tenuto a rifiutare l’esecuzione del decreto di sequestro solo ove si
riveli incontestabilmente nullo, in particolare quando è lacunoso, impreciso o
inficiato da evidente nullità, segnatamente perché non designa i beni da
sequestrare con sufficiente precisione, non contiene tutte le informazioni
richieste dall’art. 274 LEF o è reso da un giudice manifestamente incompetente,
(DTF 143 III 577 consid. 4.1.2; 142 III 294
consid. 2.1; già citata sentenza 15.2018.57 53c, consid. 3);

 

                                         che
contrariamente a quanto afferma la ricorrente, il decreto di sequestro contiene
tutte le informazioni essenziali prescritte dal­l’art. 274 cpv. 2 LEF, ovvero
il nome e il domicilio delle parti e dei loro rappresentanti, la designazione
del credito vantato dalla creditrice, la causa del sequestro, gli oggetti da
sequestrare e la menzione della responsabilità del credito per gli eventuali
danni causati dal sequestro;

 

                                         che
l’art. 274 cpv. 2 LEF non esige la menzione della prova dei presupposti
materiali del sequestro, il cui esame, come visto, rientra nell’esclusiva
competenza del giudice del sequestro;

 

                                         che
nella misura in cui è ricevibile, il ricorso va pertanto respinto senza necessità
di ulteriori atti istruttori (art. 9 cpv. 2 LPR);

 

                                         che
per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ammissibile il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –    ;

  –     .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Locarno.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.