# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** eeb22c83-caed-5e6d-af31-51704c48275c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-04-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.04.2010 30.2009.41
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2009-41_2010-04-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2009.41

   

  cs

  	
  Lugano

  12 aprile
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato del Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 novembre 2009
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 21
  ottobre 2009 emanata da

  
	
   

   

   

   

   

   

  parte chiamata in causa:

   

  	
  Cassa CO 1

   

   

  in materia di contributi AVS

   

   

  PI 1

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il
9 luglio 2009 l’ing. RI 1, nato nel 1963, dopo aver svolto dal 2001 al 2008 l’attività
di direttore tecnico, ingegnere civile, presso la PI 1 (doc. 11) ed essere
rimasto in disoccupazione dal mese di novembre 2008 al mese di maggio 2009
(doc. 5), ha chiesto alla Cassa CO 1 di essere affiliato quale indipendente con
effetto dal 1° giugno 2009. L’interessato ha indicato un reddito presumibile di
fr. 90'000 all’anno (doc. 16).

                                      

                                  B.   Il
13 luglio 2009 l’amministrazione ha scritto alla __________, chiedendo di voler
esaminare la qualifica dell’attività svolta dall’ing. RI 1 (doc. 12).

 

                                  C.   Il
10 settembre 2009 la __________ ha risposto alla cassa CO 1 proponendo che “l’interessato
venga dichiarato persona con attività lucrativa dipendente della ditta PI 1 di __________,
in quanto la ditta è unico committente e RI 1 deve rispettare gli orari di
lavoro” (doc. 10).

 

                                  D.   Con
decisione del 24 settembre 2009 la Cassa CO 1 ha respinto la richiesta di affiliazione
come indipendente ritenuto come l’ing. RI 1 sia tenuto a rispettare gli orari
di lavoro (8:30 – 12:00 e 13:30-18:00) e come lavori al 100% unicamente per la PI
1, con la quale ha avuto un rapporto di dipendenza fino al 2008 (doc. 7). La decisione
è stata notificata anche alla PI 1 (doc. 8).

 

                                  E.   L’ing.
RI 1 ha inoltrato tempestiva opposizione contro la predetta decisione,
affermando che dal termine del rapporto di lavoro con la PI 1 nel mese di
agosto 2008 ha avuto l’intenzione di iniziare un’attività indipendente. La
crisi finanziaria giunta nel frattempo lo ha tuttavia rallentato e lo ha
costretto ad iscriversi all’assicurazione contro la disoccupazione dal mese di
novembre 2008 al mese di maggio 2009. Per conservare lo statuto di indipendente
“oggi mi avvalgo dei mandati datemi dalla PI 1, che ripone in me una grande
fiducia. Considerato il poco tempo trascorso come indipendente, oggi beneficio
in massima parte dei mandati della PI 1, in attesa di ampliare la mia
clientela, con acquisizione di nuovi lavori” (doc. 5).

 

                                  F.   Il
7 ottobre 2009 la Cassa ha nuovamente interpellato la __________ chiedendo di
prendere posizione sulle affermazioni dell’assicurato (doc. 4).

 

                                  G.   Il
13 ottobre 2009 la __________ ha evidenziato che “sulla base della nuova
documentazione fornita, non emergono nuove condizioni lavorative rispetto a
quanto attestato nel questionario dell’8.9.2009. L’interessato è legato ad
incarichi forniti dalla PI 1 di __________ (…)” (doc. 3).

 

                                  H.   Tramite
decisione su opposizione del 21 ottobre 2009 la Cassa CO 1 ha respinto le
censure dell’ing. RI 1 ed ha confermato lo statuto di dipendente nei confronti
della PI 1 (doc. 2).

 

                                    I.   Con
ricorso del 20 novembre 2009 l’ing. RI 1 è tempestivamente insorto contro la
predetta decisione su opposizione (doc. I). L’insorgente evidenzia di essere
iscritto a Registro di commercio, di aver acquisito strumenti di lavoro
necessari allo svolgimento della sua attività (in particolare strumenti
informatici, cfr. doc. 2 e 3), di aver iniziato la propria attività nel suo
appartamento per evitare costi iniziali, ma che a partire da gennaio 2010 lo
studio sarà trasferito in __________ a __________. Il ricorrente sottolinea
inoltre che quando ha preso la decisione di avviare la sua attività
indipendente non aveva alcun mandato certo, mentre nel frattempo ha potuto
preparare offerte e preventivi per altri clienti. A comprova ha allegato l’accettazione
di un’offerta da parte della __________ inerente lavori di consulenza per la
riattazione di uno stabile (doc. I).

 

                                   L.   Con
risposta del 2 dicembre 2009 l’amministrazione ha chiesto la reiezione del
ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di
motivazione (doc. V).

 

                                  M.   Il
21 dicembre 2009 il Giudice delegato del TCA ha chiamato in causa la RI 1 di __________,
mettendo a disposizione delle parti l’intero incarto ed assegnando un termine
per determinarsi in merito (doc. VII).

 

                                  N.   Con
scritto dell’11 febbraio 2010 la PI 1 ha preso posizione, affermando che l’ing.
RI 1 è stato alle loro dipendenze fino al mese di agosto 2008. Durante il
periodo in cui è stato alle loro dipendenze l’ing. RI 1 si è sempre dimostrato
essere un collaboratore competente e fondamentale per l’attività svolta dalla PI
1. In particolare era a conoscenza di un importante progetto, ossia la
costruzione di un Ospedale __________ ad __________ in __________. 

                                         La
società ha poi affermato:

 

"  Nel
mese di luglio 2009 abbiamo appreso che l’ing. RI 1 aveva dato vita ad una
ditta individuale di ingegneria.

 

Poiché avevamo necessità
che un ingegnere continuasse lo sviluppo del progetto __________, e sapendo che
l’ing. RI 1 aveva aperto un proprio studio di ingegneria, abbiamo pensato di
rivolgerci a quest’ultimo, dandogli mandato per la continuazione del progetto.

Possiamo senz’altro
confermare che l’ing. RI 1 ha svolto il mandato che gli abbiamo affidato in
piena autonomia e senza alcun vincolo di subordinazione, ad eccezione del
rispetto dei termini di consegna.

 

Per le proprie
consulenze, l’ing. RI 1 ha emesso fatture, che abbiamo regolarmente saldato.”
(doc. VIII).

 

 

                                         in
diritto

                                         

                                         in
ordine

 

1.La presente vertenza non pone questioni
giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la
difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque
decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv.
2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT  I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         nel
merito

 

                                   2.   Oggetto
del contendere è la questione di sapere se l'ing. __________RI 1 va considerato
dipendente della PI 1 o se va affiliato quale indipendente.

 

                                   3.
  Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale
sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che
hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).

A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli
assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano
un'attività lucrativa.

In applicazione dell'art. 4 cpv. 1
LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono
calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa
dipendente e indipendente.

Secondo l'art. 5 cpv.
2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a
dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.

I contributi AVS degli assicurati
esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto
di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art.
9 cpv. 1 LAVS).

Il reddito proveniente da un'attività
lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo le spese
generali necessarie per conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a
LAVS).

Per l'art. 10 LPGA, è
considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario
determinante secondo la pertinente legge.

L'art. 12 LPGA prevede
che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito
dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere
contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro
dipendente (cpv. 2).

 

Per quanto concerne la
qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007:
Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti,
la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato
a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi
per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente
o indipendente (sentenza H 322/03 dell'11 marzo 2005; sentenza H 31/04 del 21 marzo 2005).

In particolare,
insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo
statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).

 

                                   4.   Di
principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS,
quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne
l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere
dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato
non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige
la sua impresa e ne assume la responsabilità.

Questi princìpi non
comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita
economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è
necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza
dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di
fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente
dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio
sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse
(sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171
consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2
e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono
gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18 settembre
2000).

 

                                   5.   Secondo
la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V
169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri
caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di
una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego
di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal
risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate
dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b).
Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome
proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante
società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982
pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori
di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni
singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

Si è in presenza di
un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono
adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine
prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante
l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può
praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (Rehbinder,
Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1,
pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono
indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di
stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture
sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato,
in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro
personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in
caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di
questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di
un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag.
226 consid. 3b).

 

L’allora Tribunale federale delle
assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante
per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per
quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla
qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione
(Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/
Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur
l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

 

                                   6.   Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la
qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto
puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta
personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un
assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come
tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale
dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività
lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.

 

Solo la natura di tale
attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è
determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a
priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come
indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag.
226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

Per questi motivi, un
assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro
e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna
esaminare se proviene da un’attività dipendente o no (Pratique VSI 1995 pag.
145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

 

                                   7.   Nella più recente giurisprudenza il TF ha avuto modo di rammentare
che occorre tenere presente che la circostanza che un assicurato, all'inizio
della sua attività indipendente, svolga un lavoro principalmente per un solo committente,
è usuale (cfr. sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.1, nonché
sentenza H 155/04 del 1° febbraio 2005, consid. 4.3) e come il processo, in
atto ormai da anni, del mutamento economico e sociale impone un cambiamento
radicale e celere del modo di agire e pensare un’attività lavorativa
indipendente. Asserire che la regolarità nel pagamento e nel quantum sia
sintomo di dipendenza significa fondare il proprio convincimento su stereotipi
preconcetti e avulsi dalla complessa realtà economica (sentenza H 82/05 del 30
gennaio 2007, consid. 4.3).

                                         Per
quanto concerne l’investimento, poco importante, in mezzi propri, il Tribunale
federale ha già evidenziato che per natura certe attività, in particolare nel
settore dei servizi, non necessitano di investimenti importanti. In tali casi,
ai fini della qualifica dello statuto, va quindi posto l’accento sul criterio
della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale
(Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b pag. 60 con riferimenti; sentenza H
194/05 del 19 marzo 2007, consid. 5.2).

 

                                         Infine
vanno considerate anche le esigenze di coordinazione di cui occorre tenere
conto in relazione ad assicurati che esercitano contemporaneamente diverse
attività lavorative per diversi o per il medesimo mandante o datore di lavoro
(DTF 123 V 161 consid. 4a pag. 167; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007,
consid. 7.4). Se possibile va infatti evitato che diverse attività per il medesimo
mandante o datore di lavoro, rispettivamente che la medesima attività per
diversi mandanti o datori di lavoro, vengano qualificate in maniera differente,
in parte a titolo dipendente e in parte a titolo indipendente (DTF 119 V 161
consid. 3b pag. 164; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.4, sentenza
H 12/04 del 17 febbraio 2005, consid. 3 e 4.2.3 con riferimenti).

 

                                   8.   Nel
caso di specie, alla luce degli atti, questo Tribunale ritiene che la qualifica
di dipendente dell’Ing. RI 1 non può (ancora) essere confermata sulla base degli
elementi attualmente a disposizione.

 

                                         La
documentazione raccolta dalla Cassa di compensazione non consente, a questo
stadio, di ammettere, direttamente e con la dovuta tranquillità, se l’attività
svolta dal ricorrente possa effettivamente essere considerata dipendente. 

                                         L’amministrazione
si è infatti limitata a decidere sulla base di pochi atti senza procedere ad
ulteriori accertamenti, allorché l’attività svolta, in particolare in favore
della PI 1, necessita di approfondimenti.

 

                                         Da
una parte gli elementi a favore di un’attività indipendente sono numerosi:
l’interessato ha iscritto a Registro di commercio la sua ditta individuale che ha
quale scopo la __________ (doc. 6), l’assicurato ha investito circa fr. 1'740
in attrezzature informatiche (la fattura, dell’11 settembre 2009, è stata
intestata alla ditta “__________”, doc. A2), l’assicurato ha ottenuto un
secondo incarico dalla ditta __________ nel corso del mese di novembre 2009 (cfr.
doc. A4) ed ha affermato di aver locato dei locali propri con effetto dal 1°
gennaio 2010, fuori dalla propria abitazione.

                                         Egli
inoltre non lavora in un locale appartenente al committente, non esiste un
divieto di concorrenza, non ha diritto ad alcun indennizzo separato dei costi e
delle spese (doc. 11), ha percepito una remunerazione forfetaria dal primo
committente (fr. 25'000, cfr. doc. 17), ha allestito un documento nel quale
viene fatta pubblicità per il suo studio di ingegneria (doc. 15). Nel prospetto
figura che il ricorrente è titolare di uno studio d’ingegneria dal mese di
luglio 2009, nel quale confluisce principalmente la sua esperienza nei settori
di ingegneria civile, architettura, pianificazione territoriale, urbanistica ed
industriale e la sua esperienza, nei Paesi dell’ex Unione sovietica e dei Balcani,
gli permette di affrontare con successo complesse tematiche, così come le
conoscenze dell’albanese, italiano, russo, francese ed inglese.

                                         Egli
ha rilevato di collaborare con esperti settoriali di alto livello e l’appoggio
di primarie società di ingegneria delle quali verifica il livello di qualità.

                                         Nella
presentazione (doc. 15) figura inoltre che i servizi del suo studio di
ingegneria includono consulenza, progettazione, project management, creazione e
sviluppo di progetti e direzione dei lavori. Il suo ufficio è equipaggiato con
i moderni sistemi per elaborazione di disegni (computer, stampanti, programma
di calcoli statici Esa Prima Win e programma gestione progetti).

                                         A
proposito del modus operandi nel prospetto figura che “siamo fermamente convinti
dell’importanza di un’assunzione responsa-bile degli impegni. Da ciò deriva che
il processo di acquisizione di un incarico per noi si articola intorno ad un
quesito non aggira-bile: abbiamo inteso in maniera completa e siamo in grado
responsabilmente di portare a termini quanto pattuito” e a proposito della
trasparenza che “l’analisi viene svolta in contraddittorio, con trasparente
esposizione delle istanze, delle criticità, delle opportunità, per la intima
convinzione che, un efficace rapporto, nel rispetto dei ruoli, tra committente
ed esecutore, non possa che passare per una reciproca profonda conoscenza, in
termini di aspirazioni, valori, capacità, modalità.” (doc. 15).

                                         Ora,
con sentenza del 21 marzo 2005 (H 31/04), l’Alta Corte ha considerato indipendente
un ingegnere che aveva conseguito un importo di fr. 30'000 nel corso del 2001,
rimunerato su base forfetaria (come in concreto) oppure secondo tariffa SIA,
caratterizzata da usuale fatturazione e versamento sul suo conto bancario, che,
tra le altre cose, non aveva alcun vincolo con il presunto datore di lavoro se
non quello di rispetto delle scadenze per la consegna degli elaborati (come in
concreto, cfr. presa di posizione della PI 1, doc. VIII), ed ha ricordato tra
l’altro che il rischio aziendale di un libero professionista consiste
principalmente nel fatto che questi è tenuto a rispondere dell’esecuzione lege
artis del mandato conferitogli e in caso di errore è chiamato a rifondere i
danni. 

 

                                         L’allora
TFA, a proposito dell’investimento di fr 5'926 effettuato dall’allora
ricorrente ha evidenziato come “negare l’esistenza di un’attività
indipendente per il fatto che M. non avrebbe effettuato investimenti tipici di
un’attività imprenditoriale e comunque non di entità tale da essere paragonati
a quelli di un imprenditore che intende iniziare un’occupazione indipendente,
come argomentano i primi giudici, significa non tenere conto delle nuove realtà
lavorative – che consentono sempre più di operare anche se delocalizzati (a
casa propria, lontani dalla sede del committente o del mandante) e con
l’ausilio dei mezzi informatici interattivi – e dei mutamenti economici in atto
che permettono di svolgere un'attività lavorativa indipendente ad elevato
tenore intellettuale senza necessità di dover inizialmente investire mezzi
finanziari elevati per dotarsi di attrezzature, locali commerciali e personale.
E comunque, anche ove si intenda considerare gli aspetti quantitativi, i dati
numerici devono essere correlati al reddito conseguito. È vero che fr. 5'926.-
possono apparire una cifra modesta in termini assoluti. Siffatto importo
diviene tuttavia rilevante se rapportato a un reddito conseguito di fr.
30'000.- come è quello che è stato ripreso dalla Cassa.” (per un caso in
cui, sulla base della citata sentenza federale, il Tribunale cantonale ha
qualificato l’attività di un architetto quale indipendente, cfr. sentenza del
10 ottobre 2005, inc. 30.2005.42).

 

                                         D’altra
parte tuttavia vi è la circostanza che l’interessato ha svolto inizialmente la
sua attività a favore del precedente datore di lavoro, la PI 1, per la quale ha
portato a termine un lavoro già iniziato in precedenza (cfr. doc. VIII). Egli
inoltre nel compilare il formulario della __________ circa l’attività
esercitata, l’8 settembre 2009 ha indicato di svolgere un lavoro al 100% a
favore della PI 1 di __________, di essere tenuto a rispettare un orario di
lavoro regolare dalle 8.30 alle 12 e dalle 13.30 alle 18 e di non aver
stipulato contratti di assicurazione in relazione con la sua attività (cfr. doc.
12).

                                         Ora,
nel caso di una persona assicurata che, come in concreto, continua ad essere
attiva in maniera significativa per il precedente datore di lavoro, vanno poste
esigenze più severe per poter riconoscerne con riferimento alla specifica
attività lo statuto di indipendente. In questa evenienza infatti i criteri che
depongono in favore di un’attività indipendente devono chiaramente prevalere su
quelli che parlano per un’attività lucrativa dipendente (sentenza 9C_614/2008
del 1° luglio 2009, consid. 4.1; sentenza H 83/04 del 23 giugno 2005, consid.
3.2 con riferimenti).

                                         

                                         Non
va però dimenticato che la società ha affermato di avergli affidato il mandato
in piena autonomia e senza alcun vincolo di subordinazione, ad eccezione dei
termini di consegna (cfr. a questo proposito la sopra citata sentenza H 31/04
del 21 marzo 2005). Del resto l’interessato si trovava all’inizio della sua
attività e ancora recentemente il TF ha evidenziato che non può essere ignorato
che all’avvio di una attività indipendente è abbastanza usuale che un unico
grande cliente costituisca la base degli affari, la conquista di nuovi clienti
potendo per contro avvenire a poco a poco con il passare del tempo (cfr., tra
le tante, la sentenza del Tribunale federale, H 149/06 e H 155/06 del 24
gennaio 2008, consid. 7.3: “Infatti se è pur vero che Y.________ Sagl ha
cominciato a consistentemente diversificare la sua clientela solo nel corso del
2005 (v. ricorso di L.________, pag. 3: "Nel 2004 la Y.________ Sagl ha
allargato la rete dei propri clienti, e dal 2005 essa conta numerosi altri
committenti"), vale a dire nell'anno in cui l'amministrazione ha proceduto
alle riprese salariali in oggetto, d'altra parte non può nemmeno essere
ignorato che all'avvio di una nuova attività (indipendente) è abbastanza usuale
che un unico grande cliente costituisca la base degli affari, la conquista di
nuovi clienti potendo per contro avvenire a poco a poco con il passare del
tempo (v. sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni H 155/04 del 14 febbraio
2005, consid. 4.3; cfr. inoltre pure la sentenza del Tribunale federale delle
assicurazioni H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.1)”.; cfr. anche la sentenza
H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.1 e la sentenza H 155/04 del 14 febbraio
2005, consid. 4.3 dove la Massima Corte ha affermato
che “Zu berücksichtigen ist schliesslich in dieser Hinsicht auch, dass bei
Aufnahme einer selbständigen Erwerbstätigkeit zu Beginn oft nur ein “Grosskun-de”
die Basis des neuen Geschäftes bildet, während neue Klienten erst nach und nach
gewonnen werden und zu einer breiteren Abstützung des Kundenkreises führen.”).

 

                                    9.   Alla luce degli
elementi sopra riportati questo Tribunale ritiene che allo stato attuale non
sia ancora possibile determinare con la dovuta tranquillità lo statuto
lavorativo dell’insorgente.

 

                                          Il
ricorso deve pertanto essere accolto e l’incarto rinviato all’amministrazione
affinché proceda con ulteriori accertamenti.

 

                                          In
particolare la Cassa deve esaminare nel dettaglio il rapporto di lavoro con la PI
1 per stabilire se l’interessato ha semplicemente ricevuto un solo mandato
puntuale, eseguito nel corso dei primi mesi di attività oppure se la
collaborazione è continuata nel tempo. A questo proposito la Cassa dovrà
acquisire indicazioni circa le modalità del lavoro svolto (integrazione o meno
nell’azienda, organizzazione del lavoro, impiego del tempo, possibilità
effettiva di lavorare durante il periodo preso in esame, anche per terze
persone, libertà operazionale e vincolo alle istruzioni, ecc.) e stabilire
eventuali differenze nell’espletamento del lavoro prestato rispetto a quando
l’insorgente era alle dipendenze della PI 1.

                                          A
questo proposito la Cassa dovrà acquisire sia le fatture emesse in favore della
PI 1, per stabilire il guadagno conseguito, sia eventuali contratti
sottoscritti dalle parti e interpellare l’insorgente e la società circa il tipo
di rapporto che intercorre(va) tra di loro.

 

                                         L’amministrazione
dovrà inoltre effettuare accertamenti circa eventuali ulteriori mandati
acquisiti presso terzi (chiedendo la trasmissione di tutte le fatture emesse),
esaminare che tipo di lavoro è stato effettuato per questi ulteriori clienti
(se ve ne sono), stabilire quali sforzi sono stati fatti per avere nuova
clientela, richiamare il contratto relativo ai locali che l’assicurato afferma
di aver locato con effetto dal 1° gennaio 2010 in via __________ a __________ ed
interpellare gli eventuali clienti.

 

                                         Certo,
questi ultimi accertamenti concernono fatti avvenuti dopo l’emissione della
decisione impugnata. Ora, secondo costante giurisprudenza,
l'autorità giudicante deve limitare l'esame del caso alla situazione effettiva
che si presenta all'epoca in cui è stata resa la decisione impugnata, ritenuto
che fatti verificatisi
ulteriormente possono influire quali elementi di accertamento retrospettivo
della situazione anteriore alla decisione stessa. I fatti accaduti
posteriormente e che hanno modificato questa situazione devono di regola
formare oggetto di un nuovo provvedimento (fra le tante cfr. DTF 121 V 366
consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V 93 consid. 3, 99 V 102).

 

                                         Tuttavia,
ritenuto che l’attività è iniziata da poco tempo (luglio 2009) e che occorre
esaminare lo sviluppo che la medesima ha avuto nel tempo, si tratta di
accertamenti che permettono di meglio contestualizzare il tipo di attività
svolta e di accertare se effettivamente vi è stata una maggiore
diversificazione della clientela.

 

                                         Solo
dopo aver effettuato questi accertamenti la Cassa, sulla base della sopra
citata giurisprudenza (cfr. in particolare la sentenza H 31/04
del 21 marzo 2005 e la sentenza H 149/06 e H 155/06 del 24 gennaio 2008), potrà
stabilire lo statuto dell’attività svolta dall’insorgente.

 

                                         Questo
Tribunale è cosciente delle difficoltà che può incontrare la Cassa nel
qualificare l’attività di assicurati all’inizio della loro attività lavorativa,
in particolare laddove vi è la richiesta di essere affiliati come indipendenti
e la necessità, d’altra parte, di emanare una decisione quando l’attività viene
qualificata di dipendente. Proprio per meglio accertare il tipo di attività che
l’interessato ha intenzione di svolgere, in casi come il presente, sarebbe
auspicabile, laddove possibile, che l’amministrazione convochi le persone
interessate alfine di meglio cogliere, sin dall’inizio, le diverse sfumature
dell’attività che il richiedente sta per iniziare. 

 

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto ai sensi dei considerandi.

                                         §
La decisione impugnata è annullata e l’incarto rinviato alla Cassa per
ulteriori accertamenti.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato. Non si assegnano ripetibili.                      

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti