# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 210e744d-4380-5e9c-aad1-ae1767993c38
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-04-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 15.04.2002 INC.2001.2318
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-2318_2002-04-15.html

## Full Text

N. 23.2001.17/18 M                                                   Lugano,
15 aprile 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per
statuire sul reclamo inoltrato in data 11 aprile 2002 da

____________,        

(difeso di fiducia dall’avv. dott.
__________)

e sul reclamo
inoltrato in data 12/15 aprile 2002 da

Banca
____________,      Lugano

(patrocinata di fiducia
dall’avv. __________)

avverso la
decisione 3 aprile 2002, tramite la quale il Procuratore Pubblico avv.
__________ ha disposto la disgiunzione dei procedimenti penali, rispettivamente
delle informazioni preliminari, avviati nei confronti dell’accusato reclamante
e di ____________ (avv. __________), ____________ (avv.
__________), ____________ (avv. __________) e ____________ (avv.
dott. __________);

potendosi
prescindere da un’intimazione dei gravami per osservazioni;

avuti a
disposizioni gli atti formanti l’inc. MP 126/2001/ES/ES;

ritenuto

in fatto:

A.

____________,
arrestato una prima volta il 12 gennaio 2001 e rilasciato il giorno successivo,
è stato in detenzione preventiva dall’11 giugno 2001 al 31 gennaio 2002
(rilasciato su cauzione con decisione 25 gennaio 2002 [inc. Giar 23.2001.16],
versata appunto in data 31 gennaio 2002), in quanto sospetto autore – in
correità con ____________ – di appropriazione indebita, truffa, falsità in
documenti, amministrazione infedele e istigazione a falsa testimonianza in
connessione con la gestione del conto __________ di titolarità del fu
____________ e, più in generale, con la sua attività di direttore della Banca
____________ di Lugano (su quanto precede v., più in esteso, decisione 3
dicembre 2001, inc. Giar 23.2001.12, consid. A p. 1-2). 

 

B.

Con decisione
3 aprile 2002, qui impugnata (inc. Giar 23.2001.17 doc. 2), il Procuratore
Pubblico ha chiuso l’istruzione formale nei confronti di ____________, e ha nel
contempo disposto “la disgiunzione dei procedimenti penali, rispettivamente
delle informazioni preliminari, avviati nei confronti dei suddetti indagati”
(loc. cit.), ossia dell’accusato reclamante e delle altre persone menzionate in
epigrafe.

 

C.

Con il
reclamo qui discusso (inc. Giar 23.2001.17 doc. 1), ____________ insorge contro
la menzionata decisione, eccependo in primo luogo che essa non è motivata (loc.
cit., pto. 1 p. 2), motivo per cui non sarebbe “chiaro perché il PP l’abbia
emessa” (loc. cit., pto. 3 p. 3). Secondariamente, e nel merito, l’accusato
reclamante lascia intendere che potrebbe anche prendere in considerazione una
disgiunzione del procedimento contro di lui da quelli pendenti contro
____________ e ____________, eventualmente – ma con riserve – anche da quello
contro ____________ (ibid.), ma in nessun caso può invece accettare la
disgiunzione del suo dal procedimento contro ____________ (loc. cit., pto. 4 p.
3). Conclude chiedendo in via principale, l’annullamento della decisione
impugnata ed il rinvio degli atti al magistrato inquirente, affinché provveda
ad emettere una decisione motivata; subordinatamente, chiede l’annullamento
della decisione impugnata nella sola misura in cui ordina la disgiunzione dei
procedimenti a carico di ____________ e ____________ (loc. cit., p. 4).

 

D.

Con allegato
12/15 aprile 2002 (inc. 23.2001.18 doc. 1), del tutto indipendente da quello
dell’accusato ____________, anche la Banca ____________ chiede l’annullamento
dell’ordine di disgiunzione (petitum, pto. 1 p. 4). Anche gli argomenti
sono i medesimi: l’insufficiente motivazione (loc. cit., pti. 6-8 p. 2-3) e
l’inadeguatezza sostanziale della decisione, contraria alla legge ed agli
interessi della parte civile (loc. cit., pto. 9 p. 3-4).

 

E.

Nel caso di
specie, può essere anticipato che la decisione scaturisce da considerazioni di
mero diritto formale, sulla definizione delle quali le parti non hanno alcun
influsso: pertanto, si può prescindere, nel caso concreto, da un’intimazione
del reclamo per osservazioni.

Considerato

in diritto:

1.

Il processo penale svizzero è retto dal principio
dell’indivisibilità del perseguimento penale, secondo il quale non si può
frazionare un’azione penale, in caso di pluralità di infrazioni commesse dallo
stesso accusato, per istruire distinti procedimenti per ognuna di esse oppure
per esercitarla separatamente contro singoli accusati. Di principio quindi un
procedimento va ritenuto indivisibile allorché più incriminazioni sono
contemporaneamente mosse alla stessa persona ed anche quando concerne più
persone in qualità di autori o coautori, istigatori e complici. Solo preminenti
divergenti motivi consentono in tali casi l’eccezione della disgiunzione,
quando la ponderazione degli interessi in gioco la fanno più favorevole oppure
quando la connessione può risultare iniqua per un accusato: in questa
prospettiva è necessario che il mantenimento della congiunzione abbia la
conseguenza di gravi inconvenienti, sia per l’istruzione formale, sia per il
pubblico dibattimento, ad esempio quando l’autore si trovi in carcere
preventivo ed il correo sia latitante oppure quando un accusato è solo coautore
in un reato minore o marginale rispetto agli altri maggiormente aggravati (Rep.
1980 pag. 371 ss., 1997 n. 93) oppure quando rispetto all’accusato una parte
delle imputazioni sono oggetto di non luogo a procedere (decisioni 15 dicembre
1993 in re E.O., Giar 982.93.1; 3 luglio 1997 in re I.K., Giar 119.93.16 = Rep.
130 [1997] n. 93).

E' quanto in
sostanza disposto dagli art. 35 e 36 CPP (che hanno ripreso i previgenti art.
10 e 11 CPP/1941), che proclamano il principio della congiunzione personale e
fattuale, consentendo trattazione separata di "cause" di per
sé connesse, "per motivi di opportunità" e "purché ciò
non pregiudichi i diritti degli altri accusati". Il magistrato
competente (il Procuratore pubblico nella fase predibattimentale, essendo
riservato gravame in questa sede) può allora "in via eccezionale"
procedere alla disgiunzione, con decisione diretta "limitata dal
pregiudizio che essa può comportare per altri accusati" (Rapporto 8
novembre 1994 della Commissione speciale del Gran Consiglio per l'esame del
Codice di procedura penale, ad art. 35, pag. 24)(come qui, verbatim,
decisione 20 febbraio 2002 in re R., inc. Giar 991.98.14, consid. 2 p. 5;
integralmente riportato dal reclamante ____________, v. reclamo, cit., pto. 2
p. 2-3).

 

2.

Trattandosi,
come visto al considerando precedente, di decisione con importanti riflessi pratici
sulla posizione dell’accusato e delle altre parti, essa è impugnabile. Poiché
decisione attinente alla fase istruttoria predibattimentale, essa è impugnabile
con reclamo al Giudice dell’istruzione e dell’arresto (decisione 6 marzo 2002
in re G. e V., incc. Giar 803.98.4 e 804.98.6, consid. 5 p. 3). Ne discende,
allora, che la decisione di disgiunzione deve essere sufficientemente motivata
ed indicare i rimedi di diritto, con relativi termini per proporli (art. 6 CPP;
per una costellazione simile, il decreto di sequestro, v. Rep. 130 [1997] n.
101 consid. 6 p. 298).

La
legittimazione dei reclamanti, entrambi parti al procedimento, non fa dubbio.
Una trattazione congiunta di entrambi i reclami si impone in considerazione
dell’identità della decisione impugnata e delle censure sollevate; inoltre,
anche se trattati separatamente, i rispettivi gravami avrebbero comunque dovuto
essere portati a conoscenza delle altre parti per eventuali osservazioni.

 

3.

Nel caso di
specie, le condizioni di cui all’art. 6 CPP non sono soddisfatte: non solo la
decisione non permette di comprendere quali preminenti motivi, quale
ponderazione di interessi, possano aver spinto il Procuratore Pubblico a
considerare iniquo il mantenimento della congiunzione degli incarti menzionati.
Addirittura, non si comprende se il magistrato inquirente abbia voluto
disgiungere ogni singolo procedimento da tutti gli altri (come parrebbe a prima
vista alla lettura della decisione impugnata), o se invece abbia lasciata
aperta la possibilità di procedere congiuntamente almeno per alcuni degli
accusati rispettivamente indiziati. Neppure si comprende, fra l’altro, quali –
fra le persone menzionate – siano effettivamente accusate o soltanto indiziate.

Ciò rende
impossibile allo stesso reclamante ____________ apportare concrete obiezioni,
poiché – e ben lo si comprende scorrendo le varie ipotesi che snocciola in sede
di reclamo (cit., pto. 3 e 4, p. 3-4) – neppure sa quali siano gli esatti
termini della disgiunzione.

 

4.

Non apparendo
allora del tutto possibile pronunciarsi sulla fondatezza della disgiunzione
ordinata dal Procuratore Pubblico, non ha alcun senso addentrarsi nell’ipotesi
di parziale disgiunzione degli incarti riguardanti il reclamante ed il coaccusato
____________ formante l'oggetto della conclusione subordinata proposta da
____________. Si impone semplicemente l’integrale accoglimento del reclamo per
insufficiente motivazione del decreto avversato.

 

5.

a)        La decisione di chiusura dell'istruttoria non è, di
principio, soggetta ad impugnativa, trattandosi di semplice constatazione del
Procuratore Pubblico di completamento della fase di acquisizione delle prove
(decisione 14 gennaio 1997 in re B., inc. Giar 300.94.3, consid. 3 p. 4, massimata
in Rep. 130 [1997] n. 106 p. 318; v. già decisione 17 ottobre 1994 in re J.K.,
inc. Giar 32.94.3 pag. 4).

b)        È tuttavia doveroso attirare l’attenzione sul fatto che il
codice di rito dà per scontata, quale presupposto per il rinvio a giudizio
rispettivamente per l’emanazione del decreto di abbandono, l’avvenuta corretta
“chiusura dell’istruzione formale” (art. 198 cpv. 1 CPP). Se la chiusura
dell’istruzione formale non avviene in modo corretto, può essere
eccezionalmente impugnata, per permettere il rinvio dell’incarto al magistrato
inquirente affinché perfezioni la fase istruttoria di sua competenza: per
costante giurisprudenza di questo ufficio è il caso, ad esempio, se non è stata
esaurita l’assunzione delle prove attraverso eventuale completazione ad istanza
delle parti (art. 196 CPP; così in decisione 1° marzo 2002 in re L., inc. Giar
286.97.3, consid. 2b p. 5; v. già decisione 19 dicembre 1996 in re C., inc. Giar
136.93.4, p. 2; decisione 14 gennaio 1997 in re B., inc. Giar 300.94.3, consid.
4 p. 4, massimata in Rep. 130 [1997] n. 106 p. 317-318).

c)         Ciò deve valere a maggior ragione per il caso qui discusso,
dove la posizione dell’accusato – che si vede deferito da solo alla Corte di
merito, dopo aver fatto oggetto di un’inchiesta per reati commessi in correità
o complicità con altri, senza neppure sapere perché il suo procedimento sia
stato disgiunto da quello degli altri accusati o indiziati – è almeno
altrettanto gravemente compromessa dalla decisione di disgiunzione avversata.

d)        Anche la parte civile, poi, può non essere indifferente alla
decisione impugnata: è evidente che dalla costellazione di accusati che la
Corte si vedrà chiamata a giudicare potrà dipendere non soltanto l’accertamento
delle rispettive responsabilità penali, ma anche la quantificazione dei
rispettivi obblighi risarcitori.

 

6.

L’accoglimento
del reclamo comporta l’annullamento della decisione di chiusura dell’istruzione
formale, ed il rinvio dell’incarto al Procuratore Pubblico perché abbia a
sanare la decisione impugnata nel senso di quanto detto supra (consid.
3). Ciò comporta, inevitabilmente, “conseguente declaratoria di formale nullità
dell’atto d’accusa nel frattempo emanato siccome intempestivo rispetto alla
chiusura dell’istruttoria” (così già decisione Giar 14 gennaio 1997 in re B., massimata
in Rep. 130 [1997] n. 106 p. 317-318, consid. 5 in fine, p. 5; v. anche la già
citata decisione 1° marzo 2002 in re L., inc. Giar 286.97.3, consid. 2c p. 5).
Sia abbondanzialmente constatato che il Procuratore Pubblico ha inoltrato a
proprio rischio e pericolo l’atto d’accusa singolo contro ____________ (ACC
31/2002/ES/pr) soli cinque giorni dopo la qui contestata decisione di
disgiunzione (con contestuale chiusura), ovvero quando il termine per
l’impugnazione della disgiunzione e/o della chiusura ancora non era scaduto.

 

7.

Ne discende,
in conclusione, che le censure formali sollevate dai reclamanti appaiono
fondate. In accoglimento dei reclami, l’incarto viene restituito al Ministero
Pubblico per nuova decisione (motivata) su un’eventuale disgiunzione dei
procedimenti diretti contro le persone menzionate in ingresso.

L’esito dei
reclami vuole che tassa e spese di giustizia restino a carico del Cantone
Ticino, che verserà ad entrambi i reclamanti l’importo di fr. 400.— ciascuno a
titolo di ripetibili.

*   *   *

Per i quali motivi

richiamate le
norme di legge menzionate ed in applicazione degli artt. 280 ss. CPP

d e c i d e :

1.     
I reclami 11 aprile 2002 di ____________ e 12 aprile 2002 della Banca
____________ sono accolti.

§               Di
conseguenza, la decisione 3 aprile 2002 di chiusura dell’istruzione formale
condotta nei confronti di ____________ (e degli altri accusati) e di
disgiunzione del procedimento condotto contro di lui da quelli avviati nei
confronti degli altri accusati o indiziati è annullata.

§§             L’incarto
viene rinviato al Ministero Pubblico per nuova decisione su un’eventuale
disgiunzione dei citati procedimenti.

§§§           È parimenti
constatata la conseguente nullità dell’atto d’accusa emanato dal Procuratore
Pubblico in data 8 aprile 2002. 

2.     
Non si prelevano tassa né spese giudiziarie. Lo Stato del Cantone Ticino
verserà ai reclamanti l’importo di fr. 400.— ciascuno a titolo di ripetibili. 

3.      La
presente decisione è definitiva.

4.      Intimazione:

-        
avv. dott. __________, per sé, per l’accusato ____________ e per
____________;

-        
avv. __________, per sé e per l’accusato ____________;

-        
avv. __________, per sé e per ____________;

-        
avv. __________, per sé e per ____________;

-        
avv. __________, per sé e per le parti civili ____________ e
____________;

-    avv. __________, per sé e per la parte civile
Banca ____________;

-        
Procuratore Pubblico avv. __________, con copia dei reclami;

-        
Tribunale penale cantonale, Lugano, per quanto di sua competenza
con riferimento all’atto d’accusa ACC 31/2002/ES/pr 8 aprile 2002.

5.     
Comunicazione per conoscenza, nel solo dispositivo:

-        
avv. __________, per sé e per la parte lesa __________;

-        
avv. __________, per sé e per le parti lese __________;

-        
avv. __________, per sé e per la parte lesa __________.

giudice __________