# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e0b362d1-9030-5f57-becb-2939a82c8fb2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-09-01
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 01.09.2006 12.2006.18
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2006-18_2006-09-01.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2006.18

  	
  Lugano

  1 settembre
  2006/rgc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Epiney-Colombo e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa -inc. n. OA.1996.77
della Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud- promossa con petizione 30
maggio 1996 da

 

	
   

  	
    AO 1  

    AO 2  

  entrambi rappr.
  da  RA 2  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
    AP 1  

    AP 2  

  entrambi rappr.
  da  RA 1  

   

  

con cui gli attori hanno chiesto di accertare la nullità del
contratto 4 maggio 1995 e del contratto preliminare 15 maggio 1995 volti alla
cessione a loro favore del 20% rispettivamente del 30% delle quote sociali della
__________, di proprietà dei convenuti, e di condannare di conseguenza questi
ultimi in solido alla restituzione di fr. 1'070'000.- oltre interessi nonché di
rigettare in via definitiva l’opposizione interposta al PE n. 468088 dell’UEF
di Mendrisio; 

 

domande avversate dai convenuti che hanno postulato la reiezione
della petizione e in via riconvenzionale hanno chiesto la condanna in solido
delle controparti al pagamento di fr. 50'000.- e di Lit. 580'000'000 oltre
interessi;

 

sulle quali il Pretore si è pronunciato, con sentenza 9 dicembre
2005, con cui ha respinto la domanda riconvenzionale ed accolto parzialmente la
petizione, condannando in solido i convenuti al pagamento di fr. 870'000.-
oltre interessi e rigettando in tale misura l’opposizione interposta al PE;

 

appellanti i convenuti con atto di appello 13 gennaio 2006, con cui
chiedono la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere la petizione
e di accogliere la domanda riconvenzionale per fr. 50'000.- e fr. 268'873.- più
interessi, il tutto protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre gli attori con osservazioni 20 febbraio 2006 postulano la
reiezione del gravame pure con protesta di spese e ripetibili;

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   Nella
primavera del 1995 AP 1 e AP 2 si sono impegnati, per complessivi Lit.
1'550'000'000, a cedere entro 3 anni a AO 2 e AO 1 (ma formalmente solo a
costui) il 50% delle quote sociali della __________, ed a costituire, con
partecipazione paritaria al 25% di ciascuno di loro, la __________, società che
avrebbe poi dovuto riprendere l’attività della ditta individuale __________. La
cessione del 20% delle quote sociali è stata formalizzata il 4 maggio 1995,
mentre il successivo 15 maggio le parti hanno stabilito che la cessione del
rimanente 30% delle quote sociali sarebbe stata formalizzata, in due tranches,
entro il 31 dicembre 1997. Il 26 maggio è stata iscritta a RC la ditta __________,
dotata di un capitale azionario di fr. 100'000.-.

 

 

                                   2.   Con
la petizione in rassegna AO 2 e AO 1 hanno chiesto di accertare la nullità dell’accordo
concluso nella primavera del 1995 ed in particolare del contratto 4 maggio 1995
e del contratto preliminare 15 maggio 1995, rimproverando in sostanza a AP 1 e AP
2 di averli dolosamente indotti alla conclusione degli accordi dopo aver
presentato loro una situazione di fatto diversa da quella reale (segnatamente
il perfetto stato di salute della ditta individuale, il suo fatturato mensile
di circa fr. 200'000.-, il suo utile annuo di circa fr. 300'000.-, la sua
proprietà su 10 camion e 12 rimorchi, l’assenza di debiti e di pendenze di
alcun tipo a carico della __________, la sua perfetta regolarità dal punto
amministrativo e fiscale, il valore di almeno Lit. 3'000'000'000 del suo
capannone a __________, un valore globale delle due ditte stimato in circa Lit.
3'500'000’000), rispettivamente avvalendosi delle disposizioni sull’errore
essenziale. Essi hanno quindi chiesto che i convenuti fossero condannati in solido
alla restituzione di fr. 1'070'000.- oltre interessi, somma corrispondente agli
anticipi da loro sino ad oggi versati, nonché di rigettare in via definitiva
l’opposizione interposta al PE n. 468088 dell’UEF di Mendrisio.

 

 

                                   3.   I
convenuti si sono opposti alla petizione, contestando che gli accordi potessero
essere annullati, e in via riconvenzionale ne hanno quindi chiesto
l’adempimento, postulando la condanna in solido delle controparti al pagamento
di fr. 50'000.- oltre interessi, importo corrispondente al 50% del capitale azionario
da essi anticipato per la costituzione della __________, e di Lit. 580'000'000
oltre interessi, somma pari al valore di 3 camion (Lit. 200'000'000) che gli
attori si erano impegnati a fornire alla nuova società, pretesa che era stata
loro ceduta da quest’ultima, nonché al saldo contrattuale (Lit. 380'000'000). 

 

 

                                   4.   Con
la sentenza qui impugnata il Pretore ha dapprima osservato che dalla
documentazione prodotta dagli attori non risultava che i convenuti avessero
espresso particolari garanzie in merito al valore delle loro ditte, aspetto
questo che per altro nemmeno doveva essere oggetto di particolari informazioni
da parte loro. Ritenuto però che gli attori potevano ragionevolmente aspettarsi
che la ditta __________ fosse in regola dal punto di vista fiscale e
amministrativo e che in concreto era invece risultato che essa non aveva
denunciato di aver iniziato l’attività e non poteva essere iscritta nell’elenco
autorizzato degli spedizionieri, egli ha senz’altro concluso per l’esistenza di
un dolo ai sensi dell’art. 28 CO, ciò che rendeva privi d’effetti giuridici i
contratti stipulati a suo tempo. I convenuti sono stati pertanto condannati
alla restituzione dei fr. 670'000.-, pari a Lit. 1'000’000'000, già versati per
la cessione delle quote sociali, e degli ulteriori fr. 200'000.- corrisposti
anche in vista della costituzione della __________. Per tali somme, cui
andavano  aggiunti gli interessi moratori al tasso legale del 5%, invece di
quello del 7% postulato dagli attori, è pure stata rigettata in via definitiva
l’opposizione interposta al PE. La domanda riconvenzionale, che presupponeva la
validità dei contratti, è stata per contro respinta.

 

 

                                   5.   Con
l’appello che qui ci occupa i convenuti chiedono di riformare il querelato
giudizio nel senso di respingere la petizione e di accogliere la domanda
riconvenzionale per fr. 50'000.- e fr. 268'873.- più interessi.  Essi
contestano in pratica che le circostanze evocate dal Pretore, a loro dire
sconfessate dalle risultanze istruttorie e comunque superate dagli eventi
successivi, fossero tali da invalidare i contratti. E in seguito ripropongono
le pretese volte alla restituzione del 50% del capitale azionario della __________,
nonché quella, per altro ridotta rispetto agli allegati della sede pretorile,
finalizzata al versamento del saldo previsto contrattualmente.

 

 

                                   6.   Delle
osservazioni con cui gli attori postulano la reiezione del gravame si dirà, se
necessario, nei prossimi considerandi.

 

 

                                   7.   Prima
di esaminare l’appello, è necessario evadere la richiesta con cui i convenuti,
nelle more della procedura di secondo grado, hanno chiesto che la causa fosse
sospesa in attesa dell’esito dell’istanza di promozione dell’accusa da essi promossa
nei confronti degli attori, per le dichiarazioni da questi proferite in
occasione del loro interrogatorio formale. La richiesta deve senz’altro essere
disattesa. Giusta l’art. 107 CPC, il cui tenore è simile a quello dell’art. 4 cpv.
2 CPP, il giudice può sospendere il processo quando la decisione di un’altra
causa o di un altro procedimento, ad esempio quello penale, può influire sulla
decisione della lite. Nel caso di specie è indiscutibile che il giudizio penale
promosso nei confronti degli attori, quand’anche dovesse risolversi con la loro
condanna per falsa dichiarazione in giudizio, non sarebbe rilevante per l’esito
della causa civile. In primo luogo si osserva che il Pretore non si è assolutamente
fondato sulle dichiarazioni rese dagli attori nel loro interrogatorio formale, né
essi hanno preteso in questa sede che le loro dichiarazioni fossero altrimenti
rilevanti. Visto oltretutto lo scopo dell’interrogatorio formale, che è quello
di ottenere che l’interrogato faccia dichiarazioni contrarie al suo interesse (Cocchi/Trezzini,
CPC-TI, m. 1 ad art. 271), e considerato che le dichiarazioni rilasciate a quel
momento rappresentano al più degli indizi che per costituire una valida prova
devono in ogni caso essere confermati da altri elementi di segno convergente (Cocchi/Trezzini,
op. cit., n. 764 ad art. 276), è evidente che, a prescindere dal risultato
dell’inchiesta penale, le dichiarazioni rese a quel momento dagli attori sono
già sin d’ora inidonee a migliorare la loro situazione processuale. In
definitiva la sospensione della procedura, che deve essere concessa solo
eccezionalmente al fine di non compromettere il principio della celerità della
causa civile, non appare giustificata. Ciò non comprometterà in ogni caso i
diritti dei convenuti, che, se del caso, potranno prevalersi dell’istituto della
restituzione in intero contro le sentenze (art. 346 lett. b CPC).

 

 

                                   8.   Passando
ad esaminare il merito della lite, si tratta in primo luogo di stabilire se gli
accordi contrattuali debbano essere annullati per dolo dei convenuti ex art. 28
CO, ritenuto che, come stabilito dal giudice di prime cure, il comportamento
doloso può manifestarsi in due forme, laddove l’autore fornisce delle
informazioni non vere rispettivamente laddove questi tace su fatti esistenti
che egli sarebbe invece tenuto a segnalare alla controparte in virtù dei suoi
doveri precontrattuali (Schwenzer, Basler Kommentar, 2. ed., N. 3 segg. ad
art. 28 CO; Schmidlin, Berner Kommentar, N. 16 ad art. 28 CO; Bucher,
Schweizerisches Obligationenrecht - Allgemeiner Teil, 2. ed., p. 219; Guhl/Koller,
Das Schweizerische Obligationenrecht, 9. ed., § 17 N. 2; DTF 116 II 431
consid. 3a, 117 II 218 consid. 6a). Il quesito, come vedremo,
deve essere risolto affermativamente.

 

                                8.1   L’istruttoria
di causa non ha invero permesso di provare che i convenuti avessero tenuto un comportamento
doloso attivo (Schmidlin, op. cit., N. 17 segg. ad art. 28 CO; Bucher,
op. cit., p. 220), in particolare che avessero a suo tempo espresso le erronee
garanzie o assicurazioni che avevano poi indotto gli attori ad impugnare il
contratto per dolo: del tutto irrilevante, al proposito, è quanto riferito in
sede testimoniale dall’RA 2, patrocinatore degli attori, la cui valenza
probatoria nell’occasione è pressoché nulla per la sua particolare posizione nei
confronti dei suoi clienti (Cocchi/Trezzini, op. cit, n. 717 ad art.
228), e ciò anche perché le dichiarazioni da lui proferite, che sembrerebbero
confermare l’esistenza di tali garanzie o assicurazioni, si riferiscono ad un
colloquio avuto in epoca successiva con AP 2, la quale oltretutto, e per stessa
ammissione degli attori (cfr. il loro interrogatorio formale, ad 7), nemmeno
aveva partecipato alle trattative per la conclusione dei contratti e dunque
nella migliore -per loro- delle ipotesi si limitava a riportare quanto riferitole
da terzi (dal che l’irrilevanza della sua deposizione, cfr. Cocchi/Trezzini,
op. cit., m. 1 ad art. 237). 

 

                                8.2   È
invece senz’altro a ragione che il Pretore ha concluso per l’esistenza di un
comportamento doloso passivo dei convenuti (Schmidlin, op. cit., N. 33
segg. ad art. 28 CO; Bucher, op. cit., ibidem), per il fatto che essi
avevano sottaciuto agli attori che __________ non era in regola da un punto di
vista amministrativo e fiscale, non potendo essere iscritta nell’elenco
autorizzato degli spedizionieri e non avendo mai denunciato l’inizio della sua attività.

 

                             8.2.1   Innanzitutto si osserva che i convenuti hanno censurato in questa
sede unicamente il fatto che __________ non fosse autorizzata ad agire in
qualità di spedizioniere (asserendo che la ditta in realtà non aveva mai svolto
tale attività) e che essa non fosse tenuta ad annunciare l’inizio dell’attività
in quel settore (notifica che a loro dire non era necessaria in quell’ambito),
ma non hanno minimamente contestato che essa non avesse denunciato di aver
iniziato la sua attività in generale, ivi compresa dunque quella nel settore
dei trasporti: ritenuto che la decisione del Pretore si fondava su
entrambe quelle motivazioni, il fatto che in questa sede i convenuti si siano in
sostanza limitati ad impugnare una sola di esse, fa sì che la censura debba
essere respinta, già solo per questo motivo (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, m.
19 ad art. 309; II CCA 24 febbraio 2006 inc. n. 12.2005.144, 22 marzo
2006 inc. n. 12.2005.145).

 

                             8.2.2   Ma
a prescindere da quanto precede, è incontestabile che le due circostanze e
-quand’anche si volessero condividere le riserve dei convenuti in merito alla
prima, ciò che può rimanere indeciso- se non altro almeno la seconda, erano
tutt’altro che irrilevanti, avendo già solo quest’ultima come conseguenza, di
per sé non contestata dalla controparte, che tutte le fatturazioni eseguite da
quella società erano da considerarsi illegittime con l’inevitabile corollario
dell’apertura di un procedimento per evasione fiscale, ed erano dunque tali da legittimare
un’impugnazione degli accordi per dolo, potendo certo influire sul prezzo della
transazione. Entrambe hanno trovato conferma in sede istruttoria, la mancanza
dell’autorizzazione di __________ ad agire quale spedizioniere al momento della
conclusione degli accordi risultando dal doc. P e la mancata denuncia
dell’inizio della sua attività essendo evincibile dal doc. O. Che i convenuti
fossero concretamente tenuti ad informare gli attori in merito a quelle
circostanze, la cui mancanza non poteva essere presunta da costoro nonostante
la loro ampia esperienza nel settore, non è di per sé neppure contestato dai convenuti
e in ogni caso è evidente: nonostante in occasione della conclusione di un
contratto non esista di principio un obbligo generalizzato di informare la
controparte (Bucher, op. cit., ibidem; Guhl/Koller, op. cit.,
ibidem; Engel, Traité des obligations en droit suisse, 2. ed., p. 187
con numerosi rif.; II CCA 8 agosto 2001 inc. n. 12.2000.212), è in
effetti riconosciuto che un tale obbligo può risultare da una prescrizione
legale, dal contratto o dalle regole della buona fede (Schwenzer, op.
cit., N. 8 ad art. 28 CO; Schmidlin, op. cit., N. 35 ad art. 28 CO; Bucher,
op. cit., ibidem; DTF 116 II 431 consid. 3a, 117 II 218 consid. 6a; ICCTF
16 maggio 2002 4C.218/2001 consid. 3a; sentenza II CCA citata), ritenuto
che in base alla dottrina ciò è per l’appunto il caso allorché il contratto concluso,
come nella fattispecie, ha per oggetto un rapporto a carattere duraturo (Schwenzer,
op. cit., N. 9 segg. ad art. 28 CO; Schmidlin, op. cit., N. 39 ad art.
28 CO; Bucher, op. cit., p. 220; Engel,
op. cit., p. 188) rispettivamente un
rapporto basato sulla fiducia, quale ad esempio proprio quello relativo alla
partecipazione in una società di persone (Schwenzer, op. cit., ibidem; Schmidlin,
op. cit., ibidem; Bucher, op. cit., ibidem;
Engel, op. cit., ibidem). È poi
del tutto escluso che gli attori possano aver rinunciato per atti concludenti,
circostanza per altro addotta per la prima volta e quindi irritualmente solo in
sede di appello (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC), ad impugnare il contratto sulla
base di quelle circostanze, avendo essi provveduto a versare un ulteriore
importo di fr. 100'000.- (doc. G) pochi giorni dopo essere venuti a conoscenza
di quei fatti: la dottrina e la giurisprudenza, pur avendo ritenuto possibile
la ratifica per atti concludenti di un contratto viziato ai sensi degli art. 23
segg. CO (Schwenzer, op. cit., N. 17 segg. ad art. 31 CO; Schmidlin,
op. cit., N. 119 ad art. 31 CO), hanno in effetti precisato che una tale
conseguenza va ammessa con riserbo (Schmidlin, op. cit., N. 122 ad art.
31 CO; DTF 109 II 319 consid. 4c) ed è anzi esclusa nel caso di dolo
giusta l’art. 28 CO, a meno che la parte interessata non esprima chiaramente
l’intenzione di mantenere il contratto (cfr. Schwenzer, op. cit.,
ibidem; Schmidlin, op. cit., N. 122 ad art. 31 CO e N. 30 ad art. 28 CO;
DTF 108 II 102 consid. 2a), ciò che in concreto non si è assolutamente
verificato.  

 

 

                                   9.   Essendo
così date le premesse per un annullamento degli accordi contrattuali per dolo, non
occorre esaminare se la medesima conseguenza s’imponga anche in applicazione
delle norme sull’errore essenziale. Il Pretore ne aveva concluso, giustamente,
che la domanda riconvenzionale, volta ad ottenere l’adempimento degli accordi
contrattuali, doveva essere respinta e che, in parziale accoglimento della
petizione, i convenuti dovevano essere obbligati alla restituzione delle
prestazioni effettuate. Pacifico, in tale evenienza, l’obbligo di restituire il
controvalore di Lit. 1'000’000'000 versati per la cessione delle quote sociali
ed i due acconti di fr. 50'000.- ciascuno corrisposti a suo tempo (doc. D, E),
l’unico aspetto ancora litigioso è quello a sapere se anche la somma di fr.
100'000.- versata dagli attori a Mario Rosato il 10 luglio 1995 “quale
contributo spese mese giugno 95” (doc. G), debba essere restituita, come
ritenuto dal primo giudice, e non costituisca invece un importo messo a libera
disposizione della società da parte di uno degli azionisti, pertanto non
restituibile, come preteso dai convenuti (risposta p. 4). Questa Camera, anche
in questo caso, ritiene tutto sommato di poter confermare l’assunto del primo
giudice: innanzitutto dal documento in questione non risulta che la somma in
parola sia stata ricevuta dalla società o in rappresentanza di quest’ultima,
sicché si deve concludere che AP 1 l’ha ricevuta a titolo personale in forza
degli accordi contrattuali e la deve restituire; i convenuti non hanno inoltre
provato in virtù di quale accordo gli attori sarebbero stati tenuti a versare
alla società quella somma a titolo di contributo spese; infine non è nemmeno stato
provato che quell’importo sia poi stato effettivamente utilizzato a favore
della società. 

 

                                      

                                10.   Ne
discende la reiezione del gravame.

                                         La
tassa di giustizia, le spese e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 148
CPC).

                                         

                                      

Per i quali motivi,

richiamati l’art. 148
CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’istanza
di sospensione della causa 20 maggio 2006 di AP 1 e AP 2 è respinta.

 

                                   II.   L’appello 13 gennaio 2006 di AP 1 e AP 2 è respinto.

                                         

                                  III.   Le
spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) 
tassa di giustizia                          fr.         8’950.-

                                         b) 
spese                                            fr.              50.-

                                         T
o t a l e                                            fr.         9’000.-

 

                                         da
anticiparsi dagli appellanti, restano a loro carico, con l’obbligo di rifondere
alla controparte, in solido, fr. 25'000.- per ripetibili.

 

 

                                 IV.   Intimazione:

	
   

  	
  -     ;

  -     .

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario