# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f5fd5da1-2fa8-523a-9e01-958a40a75740
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-01-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.01.2024 A-5438/2017
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-5438-2017_2024-01-30.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-5438/2017 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  3 0  g e n n a i o  2 0 2 4  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio),  

Maurizio Greppi,  

Jérôme Candrian,  

cancelliere Demis Mirarchi. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

(…),   

patrocinata dall’avv. Romina Biaggi-Albrici,  

Mattei & Partners Studio Legale SA,  

Via Dogana 2, casella postale 2747, 6501 Bellinzona,  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale dell’aviazione civile UFAC,  

3003 Berna,    

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Adeguamento delle specifiche delle operazioni. 

 

 

 

A-5438/2017 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Il 5 ottobre 2012, l’Unione Europea ha adottato Regolamento (UE)  

n. 965/2012 della Commissione (di seguito: Regolamento 965/2012) 

concernente i requisiti tecnici e le procedure amministrative per le 

operazioni di volo. Detto regolamento è entrato in vigore per la Svizzera il 

27 ottobre 2014. 

B.  

Da 35 anni, A._______ (di seguito: la detentrice) effettua voli con due 

elicotteri di modello AEROSPATIALE SA315 B (comunemente denominati 

“Lama”), immatricolati rispettivamente (…) e (…). La detentrice dispone 

delle specifiche operazionali (OpSpecs) CH.OPSSPECS.3028.(…) e 

CH.OPSSPECS.3028.(…). Suddette OpSpecs consentono alla detentrice 

di effettuare voli secondo le norme CAT.POL.H.305 (“operazioni con 

elicotteri senza la garanzia di potere effettuare un atterraggio forzato in 

sicurezza”) e CAT.POL.H.420 (“operazioni con elicotteri su ambiente ostile 

situato al di fuori di un area congestionata”). 

C.  

A seguito dell’entrata in vigore del Regolamento 965/2012 l’Ufficio federale 

dell’aviazione civile (di seguito: UFAC) ha rilasciato alla detentrice delle 

deroghe per via dell’assenza di un sistema per il monitoraggio dell’utilizzo 

(“usage monitoring system”, di seguito: UMS) negli elicotteri Lama 

sopracitati. Le ultime OpSpecs attinenti ai due elicotteri in parola sono state 

rilasciate il 5 luglio 2016 (CH.OPSSPEC.3028.[…]) e il 29 agosto 2016 

(CH.OPSSPEC.3028.[…]). 

D.  

Non disponendo gli elicotteri sopracitati dell’UMS, l’UFAC ha informato, in 

data 25 gennaio 2017, l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA) 

della deroga concernente gli elicotteri Lama ancora in esercizio in Svizzera 

(6). 

Il 2 maggio 2017, l’AESA ha espresso un parere negativo circa una deroga 

all’esigenza dell’UMS (cfr. Recommendation n. CH/02/2027). 

E.  

Vista la raccomandazione negativa da parte dell’AESA, il 23 giugno 2017,  

l’UFAC ha informato A._______ della sua intenzione di revocare la deroga 

concessa precedentemente. 

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F.  

Con scritto del 23 giugno 2017, l’UFAC ha comunicato a A._______ la 

volontà di revocare la deroga e le ha concesso nel contempo la possibilità 

di esprimersi. 

G.  

Il 6 luglio 2017 A._______ ha inoltrato la sua presa di posizione, in cui essa 

ha segnatamente espresso la volontà di sostituire gli elicotteri modello 

SA315B entro la fine del 2018 con modelli più efficienti e moderni. 

L’interessata ha inoltre messo in evidenza di aver investito tra il 2015 e il 

2017 sui Lama e che questo cambiamento l’avrebbe costretta a rivalutare 

le strategie per gli anni a venire. A._______ ha segnalato di aver acquistato 

un nuovo elicottero modello H125, il quale le avrebbe consentito di 

diminuire i voli effettuali con gli elicotteri Lama. A._______ ha chiesto infine 

di poter ancora effettuare dei voli secondo le norme CAT.POL.H.305 e 

CAT.POL.H.420 fino al 30 settembre 2017, al fine di poter pianificare il 

cambiamento. 

H.  

Con decisione del 18 settembre 2017, l’UFAC ha adeguato con effetto 

immediato le specifiche delle operazioni CH.OPSSPEC.3028.(…) e 

CH.OPSSPEC.3028.(…). Esso ha invitato nel contempo A._______ a 

rispedirgli, pena una comminatoria, le OpSpecs entro cinque giorni, 

allegando alla decisione le OpSpecs adeguate. 

I.  

Il 25 settembre 2017 A._______ (di seguito: la ricorrente) ha inoltrato 

ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF) contro la 

succitata decisione dell’UFAC (di seguito: autorità inferiore). La ricorrente 

postula innanzitutto che venga concesso l’effetto sospensivo al ricorso. 

Domanda poi, in via preliminare, che l’autorità inferiore definisca di 

concerto con la ricorrente delle soluzioni alternative in grado di assicurare 

una protezione equivalente a quella voluta dalla regolamentazione 

europea, protestando contestualmente tasse, spese e ripetibili. Nel merito, 

la ricorrente chiede che il ricorso venga accolto e la decisione del  

18 settembre 2017 annullata, sempre protestando tasse, spese e ripetibili.  

J.  

Il 17 ottobre 2017 il Tribunale ha constatato che il ricorso in oggetto ha 

effetto sospensivo. 

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Pagina 4 

K.  

Il 10 gennaio 2018, l’UFAC ha inoltrato la risposta al ricorso, 

riconfermandosi nelle proprie argomentazioni della decisione del  

18 settembre 2017. 

L.  

Con scritto del 26 gennaio 2018 la ricorrente ha affermato di voler 

raccogliere maggiori informazioni prima di rispondere all’UFAC e ha 

ribadito che in concreto non vi sarebbe alcun rischio per la sicurezza aerea. 

Con lettera del 9 febbraio 2018 l’insorgente ha chiesto al Tribunale di 

invitare l’UFAC a dimostrare quanto sostenuto nella risposta al ricorso del 

10 gennaio 2018, ovvero “l’esistenza di almeno un fabbricante di UMS 

disposto a sviluppare un nuovo STC [Supplement Type Certificate] per 

l’installazione di un UMS più moderno” (cfr. n. marg. 10 della risposta al 

ricorso del 10 gennaio 2018). Secondo la ricorrente non vi sarebbe stata 

una tale possibilità. 

M.  

Con ordinanza del 27 settembre 2023 il Tribunale ha invitato la ricorrente 

a comunicare se A._______ dispone ancora dell’ormai unico elicottero in 

servizio Lama registrato (…) e, in caso di risposta affermativa, di descrivere 

la natura delle operazioni effettuate con lo stesso. Il 17 ottobre 2023, la 

ricorrente ha segnalato al Tribunale che A._______ dispone tutt’ora 

dell’elicottero sopracitato, che svolge il trasporto di materiale, legname e 

passeggeri. 

N.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il TAF giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 della Legge 

federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, 

RS 172.021), emanate dalle autorità menzionate all’art. 33 della Legge 

federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, 

RS 173.32), riservate le eccezioni di cui all’art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). 

La procedura dinanzi ad esso è retta dalla PA, in quanto la LTAF non 

disponga altrimenti (art. 37 LTAF). 

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1.2 In concreto, la ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi 

all’autorità inferiore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata 

ed ha un interesse degno di protezione all’annullamento o alla 

modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 PA). L’atto impugnato è una 

decisione emanata dall’UFAC, che è un’autorità inferiore ai sensi 

dell’art. 33 lett. d LTAF. I requisiti relativi al contenuto ed alla forma del 

ricorso sono soddisfatti (art. 52 PA). Tutti gli altri presupposti processuali 

sono altrettanto adempiuti. In particolare, il ricorso è tempestivo (art. 50 

cpv. 1 PA) e l’anticipo spese è stato versato entro il termine impartito 

(art. 63 cpv. 4 PA). 

Il ricorso è pertanto ricevibile. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del 

potere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l’accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (nonché l’inadeguatezza (art. 49 

lett. c PA). 

2.2 L’autorità adita non è vincolata né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), 

né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. sentenza del TF 1C_108/2014, 

1C_110/2014 del 23 settembre 2014 consid. 7.4; DTAF 2007/41 consid. 2 

[pagg. 529 e seg.]). Secondo il principio di articolazione delle censure 

(Rügeprinzip) l’autorità di ricorso non è tenuta ad esaminare le censure che 

non appaiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla 

constatazione e presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza 

sostanziate (cfr. sentenza del TAF A-5225/2018 del 7 maggio 2019  

consid. 2) . Il principio inquisitorio non è assoluto: la sua portata è limitata 

dal dovere delle parti di collaborare. Quest’ultimo comprende per la parte 

l’obbligo di produrre le prove necessarie, d’informare il giudice sulla 

fattispecie e di motivare la propria richiesta (cfr. art. 13 PA; DTF 143 II 425 

consid. 5.1; 140 I 285 consid. 6.3.1). 

3.  

Occorre in entrata segnalare una questione di diritto intertemporale. Il 

Regolamento del 20 febbraio 2008 (CE) n. 216/2008 del Parlamento 

europeo (di seguito: Regolamento 216/2008) non è più in vigore, ma è stato 

abrogato e sostituito dal Regolamento del 4 luglio 2018 (UE) n. 2018/1139 

del Parlamento europeo (di seguito: Regolamento 2018/1139). Entrambi i 

regolamenti, che verranno trattati in seguito, contengono una clausola di 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3%7Ca4tady
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3%7Ca4tady

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flessibilità e, in particolare, la possibilità per gli Stati membri di accordare 

delle deroghe qualora vi siano delle alternative. In base alla tavola di 

concordanza formulata nel medesimo regolamento (cfr. Allegato X) l’ormai 

abrogato art. 14 par. 6 del Regolamento 216/2008 è stato sostituito  

dall’art. 71 par. 3 del Regolamento 2018/1139. Il primo richiede un “livello 

di protezione equivalente” rispetto a quello conseguito mediante 

l’applicazione delle norme previste dal regolamento. Il secondo va oltre e 

impone che gli strumenti alternativi presentino “notevoli vantaggi in termini 

di sicurezza dell’aviazione civile o di efficienza per le persone soggette al 

[…] regolamento o per le autorità interessate”. In base alla disposizione 

transitoria (art. 140 par. 1 del Regolamento 2018/1139), le dichiarazioni 

rese a norma del Regolamento 216/2008 mantengono la loro validità. Ciò 

significa che il diritto applicabile nel caso in esame è il Regolamento 

216/2008, visto che la procedura di prima istanza si è svolta prima 

dell’entrata in vigore della nuova regolamentazione e la decisione 

impugnata è intervenuta in data 18 settembre 2017. 

4.  

Con la decisione impugnata, l’autorità di prima istanza ha chiesto alla 

ricorrente di consegnare le OpSpecs che deteneva per i suoi due elicotteri 

(CH.OPSSPEC.3028.[…] e CH.OPSSPEC.3028.[…]), in quanto i due 

velivoli in questione non erano dotati di un UMS. Il ritiro di queste due 

OpSpecs vieterebbe alla ricorrente di effettuare le operazioni che questi 

due documenti la autorizzano a svolgere (voli secondo le norme 

CAT.POL.H.305 “operazioni senza la garanzia di poter effettuare un 

atterraggio forzato in sicurezza” e CAT.POL.H.420 “operazioni con elicotteri 

su ambiente ostile situato al di fuori di un’area congestionata”). L’uso dei 

due elicotteri sarebbe quindi limitato nella misura in cui alcune attività non 

sarebbero più possibili a meno che la ricorrente non adibisca i due elicotteri 

con un UMS.  

 

Detto sistema sarebbe assolutamente indispensabile, a mente dell’autorità 

di prima istanza, visto il contenuto della regolamentazione europea, la 

quale, come già menzionato (cfr. Fatti A) è cambiata nel 2012 con effetto 

per la Svizzera nel 2014. Inoltre l’AESA, su richiesta dell’UFAC, ha 

emanato una raccomandazione negativa il 2 maggio 2017. 

 

Conviene inoltre precisare che, nel frattempo, uno dei due elicotteri 

(registrato […]) non è più in servizio presso la ricorrente.  

  

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5.  

5.1 In primo luogo, la ricorrente sostiene che l’autorità di prime cure 

avrebbe accertato i fatti giuridicamente rilevanti in maniera inesatta e 

incompleta. L’UFAC avrebbe infatti omesso completamente di considerare 

che l’UMS altro non è che un registratore di parametri. Esso non 

interverrebbe in alcuna maniera nella guida dell’elicottero. 

L’autorità inferiore non si esprime miratamente su questa censura. 

5.2 Ai sensi dell’art. 12 PA, l’autorità deve accertare d’ufficio i fatti e, se 

necessario, procedere all’assunzione di prove. Ai sensi dell’art. 49 PA, 

l’accertamento dei fatti effettuato dall’autorità è incompleto quando essa 

non ha preso in considerazione tutte le circostanze di fatto e gli elementi di 

prova determinanti per la decisione; è errato quando l’autorità ha omesso 

di fornire prove di un fatto rilevante, ha valutato erroneamente il risultato 

dell’assunzione di prove o ha basato la sua decisione su fatti errati  

(cfr. DTAF 2012/21 consid. 5.1; sentenza del TAF A-6432/2018 del  

10 febbraio 2020 consid. 4.2.1; BENOÎT BOVAY, Procédure administrative, 

2a ed. 2015, p. 566; BENJAMIN SCHINDLER, in: Kommentar zum 

Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren, 2a ed. 2019, art. 49 PA  

n. marg. 29). 

5.3  Nella fattispecie la censura sollevata, diversamente da quanto esposto 

dalla ricorrente, non concerne l’accertamento incompleto o inesatto dei fatti 

giuridicamente rilevanti, bensì la valutazione o l’apprezzamento svolto 

dall’autorità inferiore. Dagli atti non emerge che l’UFAC non conoscesse la 

funzione dell’UMS e che, di conseguenza, non abbia tenuto in conto questo 

dato nella formulazione delle sue conclusioni. L’UMS è un sistema di 

monitoraggio del velivolo che rileva l’uso effettuato a modo di consentire di 

procedere a tutte le revisioni necessarie delle parti essenziali del velivolo.   

La censura relativa ad un accertamento inesatto e incompleto dei fatti 

giuridicamente rilevanti è pertanto respinta. 

6.  

6.1 La ricorrente sostiene altresì che la decisione impugnata non 

rispetterebbe il principio della proporzionalità sancito dall’art. 5 della 

Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 

(Cost., RS 101). L’UFAC non avrebbe infatti preso in considerazione altre 

vie possibili ai sensi dell’art. 14 par. 6 del Regolamento 216/2008. Questa 

norma prevederebbe delle misure di flessibilità e in particolare, al par. 6, la 

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possibilità di concedere agli Stati membri un’approvazione quando è 

possibile raggiungere con altri mezzi un livello di protezione equivalente a 

quello conseguito mediante l’applicazione delle norme di attuazione del 

succitato regolamento. L’UFAC avrebbe omesso di verificare l’esistenza di 

misure alternative che avrebbero consentito di conseguire il medesimo 

risultato. La ricorrente cita a titolo esemplificativo la registrazione manuale 

dei diversi parametri (ore di volo e di funzionamento delle turbine, numero 

di atterraggi, ecc.). L’autorità di prime cure non avrebbe poi proceduto ad 

un bilanciamento degli interessi in conflitto. L’UFAC non avrebbe infatti 

preso minimamente in considerazione gli interessi privati della ricorrente, 

la quale è dell’opinione che i suoi interessi sarebbero preponderanti 

rispetto all’interesse pubblico perseguito. L’insorgente avrebbe investito 

molto sui suoi elicotteri Lama, non potendo prevedere un repentino cambio 

di rotta da parte dell’UFAC. 

6.2 In sede di risposta al ricorso, l’autorità inferiore dichiara di aver, 

contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, valutato diverse 

possibilità di deroga al requisito dell’UMS per gli elicotteri Lama. L’UFAC è 

dell’avviso che sarebbe altamente improbabile che l’UMS possa essere 

sostituito da dei rilevamenti manuali. L’adeguamento delle OpSpecs 

costituirebbe dunque un’ingerenza minima. La limitazione sarebbe poi 

ragionevole, poiché essa riguarderebbe unicamente i voli regolati secondo 

le norme CAT.POL.H.305 e CAT.POL.H.420 del Regolamento 965/2012. 

La decisione dell’UFAC lascerebbe inalterate altre operazioni, come ad 

esempio quelle specializzate. In aggiunta, la stessa ricorrente avrebbe 

affermato con presa di posizione del 6 luglio 2017 che sarebbe stata in 

grado di far fronte all’adeguamento a partire dal 30 settembre 2017. 

6.3 L’esame della proporzionalità – sancita dall’art. 5 Cost. – è suddiviso in 

tre gradini di analisi. Innanzitutto una misura deve essere idonea a 

realizzare l’interesse pubblico perseguito. Un provvedimento deve in 

secondo luogo essere necessario. Deve, in altri termini, sempre prevalere 

l’alternativa più mite che persegue però con la stessa efficacia il medesimo 

scopo. Occorre infine verificare che la misura sia proporzionata rispetto allo 

scopo o, in altre parole, che essa sia ragionevolmente esigibile (cfr. tra le 

altre DTF 140 II 194 consid. 5.8.2; sentenza del TAF A-5126/2021 del 27 

aprile 2023 consid. 6.2). Queste condizioni devono essere soddisfatte in 

maniera cumulativa. 

6.4 In concreto, per quanto concerne la condizione della necessità, lo 

scrivente Tribunale ribadisce che, giusta l’art. 14 par. 6 del Regolamento 

216/2008, vi è la possibilità per gli Stati membri di accordare delle deroghe 

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qualora vi siano delle alternative quando queste assicurano un livello di 

protezione equivalente rispetto a quello conseguito mediante l’applicazione 

delle norme previste dal regolamento (cfr. supra consid. 3). L’autorità di 

prima istanza avrebbe, stando alle dichiarazioni rese in sede di risposta al 

ricorso, “valutato le diverse possibilità di deroga al requisito di un UMS per 

gli elicotteri Lama” (cfr. n. marg. 24 della risposta al ricorso del 10 gennaio 

2018). La stessa afferma poi che sarebbe “altamente improbabile” che dei 

rilevamenti manuali, citati a titolo esemplificativo dalla ricorrente come 

possibile alternativa, possano sostituire l’UMS (cfr. n. marg. 30 della 

risposta al ricorso del 10 gennaio 2018). Gli atti versati all’incarto non 

consentono allo scrivente Tribunale di pronunciarsi sul secondo gradino di 

analisi, poiché la posizione dell’UFAC è eccessivamente sintetica. Per 

poter definire se la misura costituisce la misura più mite, come dichiara 

l’autorità inferiore (cfr. supra consid. 6.2), è opportuno che quest’ultima 

enumeri e spieghi con maggiore concretezza e minuzia quali sarebbero “le 

diverse possibilità di deroga”. L’UFAC è chiamato a segnalare 

contestualmente i motivi per i quali l’alternativa enumerata non 

assicurerebbe un livello di protezione equivalente ai sensi della 

regolamentazione europea. 

6.5 Per quanto concerne la terza condizione dell’esame di proporzionalità, 

lo scrivente Tribunale rileva che il bilanciamento operato dall’autorità 

inferiore è piuttosto sommario. Per lo scrivente Tribunale non è sufficiente 

affermare che la limitazione sarebbe ragionevole, poiché essa 

riguarderebbe unicamente i voli regolati secondo le norme CAT.POL.H.305 

e CAT.POL.H.420 del Regolamento 965/2012 (cfr. n. marg. 36 della 

risposta al ricorso del 10 gennaio 2018).  

A differenza dell’UFAC, il Tribunale ritiene che i costi generati dalla 

decisione impugnata, in particolare per l’installazione dell’UMS o per via 

dell’impossibilità di effettuare le operazioni designate dalle OpSpecs 

ritirate, avrebbero dovuto essere presi in considerazione prima di giungere 

alla conclusione che gli interessi pubblici, in particolare la sicurezza – la 

quale è sempre stata dovutamente presa in considerazione dallo scrivente 

Tribunale –, prevalgono su quelli privati (cfr. n. marg. 35 della risposta al 

ricorso del 10 gennaio 2018). Il Tribunale precisa a questo proposito che 

non è passato inosservato quanto dichiarato dalla stessa ricorrente con 

presa di posizione del 6 luglio 2017. A._______ ha infatti affermato che, 

con una pianificazione corretta e dinamica, sarebbe stata in grado di fare 

fronte al cambiamento a partire dal 30 settembre 2017. È quindi la 

ricorrente stessa che ha ammesso di poter sopportare le conseguenze 

dell’adeguamento. Ciò non toglie che la decisione impugnata comporta 

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degli oneri aggiuntivi per l’insorgente, sia dal punto di vista finanziario che 

da quello della pianificazione. L’affermazione della ricorrente non sgrava 

dunque in alcun modo l’autorità inferiore dal suo compito argomentativo. Il 

Tribunale non può dunque, neanche per quanto concerne questa 

condizione, pronunciarsi sulla ragionevolezza della misura. L’UFAC è di 

conseguenza invitato dapprima ad individuare e poi ad inserire nel contesto 

del bilanciamento degli interessi il discorso relativo ai costi provocati 

dall’adeguamento delle OpSpecs. 

6.6 In conclusione, lo scrivente Tribunale non può, in base agli atti versati 

all’incarto, esaminare la compatibilità della decisione impugnata con il 

principio della proporzionalità ex art. 5 Cost. 

7.  

Alla luce di quanto precede, la decisione del 18 settembre 2017 è 

annullata. Gli atti di causa sono rinviati all’autorità inferiore, perché 

circostanzi la sua decisione ai sensi dei considerandi e proceda 

nuovamente all’analisi della proporzionalità. 

8.  

8.1 Visto l’esito della procedura, non si prelevano spese processuali. 

L’anticipo di franchi 2’000.-- viene restituito alla ricorrente. 

8.2 Conformemente all’art. 64 PA, l’autorità di ricorso, se ammette il ricorso 

in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente un’indennità per le spese 

indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. 

Nel caso in esame si giustifica riconoscere alla parte ricorrente un’indennità 

a titolo di spese ripetibili di franchi 1’500.--, la quale è posta a carico 

dell’autorità inferiore. 

  

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Pagina 11 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è accolto e la decisione impugnata del 18 settembre 2017 è 

annullata. Di conseguenza, gli atti di causa sono rinviati all’autorità 

inferiore, perché pronunci una decisione ai sensi dei considerandi. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. L’anticipo spese di franchi 2’000.-- 

verrà restituito alla ricorrente dopo la crescita in giudicato della presente 

sentenza. 

3.  

Alla ricorrente è accordata un’indennità a titolo di spese ripetibili per la 

procedura di ricorso di franchi 1’500.--. Essa è posta a carico dell’autorità 

inferiore. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente e all’autorità inferiore. 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Demis Mirarchi 

 

  

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Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Il 

termine è reputato osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale 

federale oppure, all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una 

rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l’ultimo giorno 

del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono contenere le 

conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

 

Data di spedizione: 

 

  

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Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (atto giudiziario)