# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 56c6e89b-c7a7-5814-aa67-fec48c6ba008
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-05-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 29.05.2017 80.2016.75
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2016-75_2017-05-29.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2016.75

  80.2016.76

  	
  Lugano

  29 maggio 2017

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Daniela
  Fossati, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 29 marzo 2016 contro la decisione del 23 marzo 2016 in materia di IC e IFD
  2014.

  

 

Fatti

 

                                  A.   RI 1 (__________) e __________
(__________) si sono uniti in matrimonio il __________. Dalla loro unione sono
nati i figli __________ (__________), __________ (__________) e __________ (__________,
deceduto), mentre __________ (__________), figlio di __________, è stato
adottato da RI 1. 

                                         Con decisione del 1°
giugno 2012 il pretore del distretto di __________ ha pronunciato la
separazione coniugale tra i coniugi RI 1 e __________ (inc. __________). In
merito ai contributi per il mantenimento dei figli, il padre si è impegnato a
versare mensilmente fr. 3'100.-- (comprensivi degli assegni famigliari), di cui
1/3 a favore di ciascun figlio fino alla fine della formazione professionale
come previsto dal CC. Le parti hanno inoltre pattuito che al raggiungimento
dell’indipendenza economica del figlio __________, il contributo alimentare
ammonterà sempre a fr. 3'100.--, di cui 1/2 a favore di ciascuna figlia.

                                         Nella dichiarazione
fiscale 2014, RI 1 fra le deduzioni ha fatto in particolar modo valere quelle per
alimenti per figli di complessivi fr. 37'200.--.

 

 

                                  B.   Notificando al
contribuente la tassazione IC/IFD 2014, con decisione del 10 febbraio 2016, l’RS
1 ha commisurato il reddito imponibile di fr. 59'300.-- per l’IFD e fr.
55'400.-- per l’IC. Per quanto interessa la fattispecie qui in esame, per l’IC
ha ridotto gli alimenti per figli minorenni a fr. 24'800.--, ammettendo
parimenti una deduzione per ogni figlio a carico di fr. 5'550.-- e una
deduzione per figli agli studi dell’ammontare di fr. 1'900.--, con la seguente
motivazione: Versamenti per figli maggiorenni
non deducibili: concessa la deduzione al 50% per figlio a carico e 100% agli
studi (pti. 21.1 e 21.2). 

                                         Per l’IFD ha ammesso, in
applicazione della LIFD, fr. 24'800.-- a titolo di alimenti per figli minorenni
e fr. 6'500.-- per ogni persona a carico. 

 

 

                                  C.   Il contribuente ha
impugnato la suddetta decisione, con reclamo del 3 febbraio 2016 (recte
3 marzo 2016), lamentando che l’autorità fiscale gli aveva riconosciuto solo
parzialmente i contributi alimentari da lui versati a __________. Ha affermato
che "anche se per il figlio maggiorenne (__________) non può più essere
considerata la sua quota di versamento, vi faccio notare che dai documenti già
consegnati (sentenza di divorzio 2012) potete vedere che il contributo
alimentare di 3100 Fr. mensili sono stati versati per gli altri figli minorenni
(__________e __________), quindi il contributo versato alla sig.ra __________
dovrà essere considerato totalmente. Mi permetto di dire che già l’anno scorso
vi è sfuggito questo particolare ma li non avevo fatto in tempo a riclamare (recte
reclamare)".

 

 

                                  D.   L’Ufficio di
tassazione ha respinto il reclamo, con decisione del 23 marzo 2016, così
motivata per l’IC:

                                         Secondo la sentenza di divorzio l’importo di Fr. 3'100.- mensili
(comprensivo degli assegni famigliari) concerne gli alimenti per i tre figli __________,
__________ e __________. È soltanto con il raggiungimento dell’indipendenza
economica del figlio __________ che il versamento è da intendersi effettuato a
favore delle due figlie più piccole. Nel corso del 2014 il figlio __________ ha
frequentato il liceo. Vista la sua partita fiscale non si può ritenere che
abbia raggiunto l’indipendenza economica. Il versamento di Fr. 3'100.- mensili
concerne perciò ancora tutti e tre i figli. Gli alimenti versati a favore dei
figli maggiorenni non sono deducibili rispettivamente non imponibili nella
partita fiscale di chi li riceve. La porzione di 1/3 dell’importo annuo di Fr.
37'200.-, pari a fr. 12'400.- non è da dedurre, come già giustamente stabilito
nella decisione di tassazione di base. La prassi cantonale è di suddividere in
ragione di 1/2 le deduzioni sociali per figlio a carico e agli studi fra i
genitori. Nella decisione di tassazione base la deduzione per figlio a carico è
stata ammessa in ragione di 1/2. Quella per figlio agli studi è stata ammessa
al 100%. In simili condizioni il reclamo non può essere ammesso.

 

                                         Per l’IFD le motivazioni
sono le seguenti:

                                         Nella de(ci)sione di tassazione base la deduzione degli alimenti è
stata giustamente limitata alla porzione di 2/3 dell’importo totale versato per
i figli pari a Fr. 37'200.-. Conformemente alla prassi federale per il figlio
maggiorenne è stata ammessa la deduzione per figlio a carico. Il reclamo è
respinto.

 

 

                                  E.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 si rimette al giudizio di
questa Corte e rimane fiducioso nell’accoglimento del suo ricorso "per
giustificati motivi". Sostiene in particolare quanto segue:

                                         La
legge stabilisce che io debba provvedere al mantenimento dei miei figli fino
alla maggiore età. Evidentemente l’RS 1 non solo non mi ha riconosciuto
totalmente il contributo alimentare versato per i figli nel 2014, ma anche per
il 2015, sostenendo che il contributo alimentare versato fosse per i miei tre
figli (__________, __________ e __________). Uno dei tre figli, __________,
però, è già maggiorenne ed è quindi corretto che il contributo non venga
considerato totalmente. Tutto ciò fino a qui detto sarebbe giusto se le cose
stessero veramente così, ma la realtà è diversa. Il fatto è che dopo la
separazione e il divorzio non ho più avuto nessun tipo di comunicazione né
relazione con mio figlio __________ da oltre 3 anni. Per dovere di cronaca vi
riassumo brevemente gli antefatti. Ho deciso di adottare __________ e di dargli
il mio cognome quando aveva 4 anni dopo aver sposato la madre __________ (la
mia ex moglie __________ era ragazza madre) e adesso che siamo divorziati non
solo non abbiamo nessun tipo di contatto, ho saputo che ha cambiato anche
cognome (__________). Detto questo, risulta molto chiaro che il contributo
alimentare versato nel 2014 e nel 2015 sia solo per le due figlie minorenni e
di conseguenza bisogna considerare il contributo versato come totale e
comprensivo degli anni 2014 e 2015. Inoltre per il 2015 dovreste riparare il
danno per la tassazione del 2014. Purtroppo non posso provare che non ho
contatti né relazioni di alcun tipo con mio figlio e che da oltre 3 anni non ho
sue notizie, ma il fatto che lui abbia cambiato il cognome è la dimostrazione
evidente che lui non vuole nessun tipo di rapporto con me. Se ha cambiato nome
non si considera mio figlio e ha rinunciato a tutti i diritti da esso
derivanti, quindi va considerata la seguente legge per l’obbligo di mantenimento.
L’obbligo di mantenimento dopo la maggiore età è sancito dall’art. 277 cpv. 2
CC. Nella fattispecie __________ ha interrotto ogni e qualsiasi tipo di
rapporto con me, al quale non ha fornito alcuna indicazione circa la sua
formazione. Già solo per questo fatto il Tribunale Federale giustifica
l’esonero del genitore al mantenimento del figlio maggiorenne.

 

 

                                  F.   Nelle proprie
osservazioni del 5 aprile 2016, l’RS 1 rimanda alle motivazioni della decisione
impugnata, richiamando in particolare la sentenza di separazione del 1° giugno
2012.

 

Diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         Nel sistema svizzero, il
reddito dei coniugi non separati legalmente o di fatto è cumulato, qualunque
sia il regime dei beni (art. 9 cpv. 1 LIFD; art. 8 cpv. 1 LT). Al contrario, se
interviene una separazione duratura, legale o di fatto, oppure un divorzio, i coniugi
sono invece imposti separatamente.

                                         Fintanto che la famiglia
costituisce un’unità economica, gli apporti dei singoli membri al reddito
complessivo non hanno alcuna rilevanza individuale e le spese che il
contribuente sopporta per il mantenimento della famiglia non sono deducibili
dai proventi conseguiti (art. 34 lett. a LIFD; art. 33 lett. a
LT). Per contro, in caso di divorzio o separazione legale o di fatto, gli
alimenti percepiti da un contribuente per sé stesso e per i figli sotto la sua
autorità parentale sono imponibili nella sua partita fiscale (art. 23 lett. f
LIFD; art. 22 lett. f LT), mentre sono deducibili per il contribuente
che li versa (art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD; art. 32 cpv. 1 lett. c
LT).

 

                                         1.2.

                                         Tornando al caso in esame,
come visto, con decisione del 1° giugno 2012, il pretore del distretto di __________
ha pronunciato la separazione coniugale tra RI 1 e __________. Il pretore ha
parimenti omologato l’accordo completo regolante le conseguenze accessorie
della separazione coniugale. In particolare i figli __________ (__________), __________
(__________) e __________ (__________) sono stati affidati alla madre, con
l’esercizio dell’autorità parentale. Il padre, dal canto suo, si è impegnato a
versare mensilmente l’importo complessivo di fr. 3'100.-- (comprensivo degli
assegni famigliari), di cui 1/3 a favore di ciascun figlio fino alla fine della
formazione professionale come previsto dal CC. Le parti hanno inoltre pattuito
che al raggiungimento dell’indipendenza economica del figlio __________, il
contributo alimentare ammonterà sempre a fr. 3'100.--, di cui 1/2 a favore di
ciascuna figlia. Il ricorrente sostiene che gli alimenti versati nel periodo
fiscale litigioso e anche nel 2015 sarebbero esclusivamente a favore delle
figlie minorenni (__________e __________), poiché __________, da lui adottato
all’età di quattro anni, dal momento della separazione dalla madre, avrebbe
interrotto qualsiasi rapporto con lui, avrebbe cambiato il proprio cognome
(avendo preso quello della madre), non si considererebbe più suo figlio e
avrebbe dunque rinunciato a tutti i diritti derivanti dal rapporto di
filiazione. 

                                         A torto. In primo luogo va
osservato che, nel periodo fiscale litigioso, la sentenza giudiziaria mediante
la quale il pretore ha in particolare omologato l’ammontare e la durata del
versamento dei contributi alimentari da parte dell’insorgente (anche) a favore
del figlio __________ (1/3 di fr. 3'100.-- fino al raggiungimento
dell’indipendenza economica) non ha subito alcuna modifica. In secondo luogo,
nemmeno il rapporto di filiazione [che sorge con l’adozione (art. 252 cpv. 3 CC)
e mediante il quale l’adottato acquista lo stato giuridico di figlio dei
genitori adottivi (art. 267 cpv. 1 CC)] tra il padre adottivo (RI 1) e il
figlio __________, nonostante quest’ultimo abbia cambiato cognome (__________) e
non abbia verosimilmente più legami con il padre, è cambiato dal profilo
giuridico. Da ultimo, dall’incarto fiscale risulta che, nell’anno 2014, __________
ha frequentato il liceo e viveva con la madre. In queste circostanze, nell’anno
2014, 1/3 dei contributi alimentari versati a __________ – ovverossia fr.
12'400.-- – sono da considerarsi a favore di __________. Del resto le
argomentazioni apportate dall’insorgente sono mere affermazioni di parte e in
quanto tali non possono invalidare l’obbligo di mantenimento nei confronti del
figlio maggiorenne di cui alla sentenza pretorile del 1° giugno 2012.

                                         La legge prevede espressamente
che sono deducibili dal reddito imponibile gli alimenti versati al coniuge
divorziato o separato legalmente o di fatto nonché gli alimenti versati a un
genitore per i figli sotto la sua autorità parentale, escluse in particolare le
prestazioni versate in virtù di un obbligo di mantenimento o di assistenza
fondato sul diritto di famiglia (art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD; art. 32
cpv. 1 lett. c LT). Per le "prestazioni versate in virtù di un
obbligo di mantenimento o di assistenza fondato sul diritto di famiglia",
trova applicazione il principio generale, secondo il quale simili contributi
sono esenti dall’imposta per il beneficiario e non possono essere dedotti dal
reddito del debitore (art. 24 lett. e LIFD; art. 23 lett. e LT).
Si tratta di un effetto ulteriore del principio dell’imposizione della famiglia. Ciò vale anche per i contributi a figli maggiorenni: né il genitore presso il quale il figlio maggiorenne vive né il figlio stesso devono pagare le imposte su tali redditi; il debitore della prestazione, da parte sua, non può dedurli dal suo reddito (cfr. decisione TF n. 2C_439/2007 del
12 settembre 2007 consid. 2.1).

 

                                         1.3.

                                         Come ha ancora
ricordato il Tribunale federale, è stata oggetto di discussione parlamentare la questione se gli alimenti per i figli dovessero essere imponibili presso il
beneficiario e deducibili dal reddito del debitore oppure se dovessero essere
esentati dall’imposta presso il creditore e ne dovesse essere negata la deduzione dal reddito del debitore. La seconda soluzione è stata ritenuta più socialmente
accettabile, in considerazione della capacità contributiva nettamente inferiore della famiglia monoparentale.

                                         Nonostante
importanti dubbi, si è tuttavia affermata la prima soluzione. Tale eccezione è però limitata ai pagamenti di alimenti per i figli sotto l’autorità parentale; per figli
maggiorenni non vale. Con la maggiore età gli alimenti vengono ricevuti
direttamente dal figlio maggiorenne e la regola eccezionale non entra in considerazione. Torna invece applicabile il principio generale, per cui prestazioni versate in virtù di un obbligo di mantenimento o di assistenza fondato sul diritto di
famiglia sono esenti dall’imposta per il beneficiario e non possono essere
dedotte dal reddito del debitore (cfr. decisione TF n. 2C_439/2007
cit. consid. 2.2, con riferimento a: Locher, Kommentar zum DBG, vol. I, Therwil/Basilea
2001, n. 48 ad art. 33 LIFD).

 

                                         1.4.

                                         Nel caso in disamina – alla
luce di quanto sopra esposto – la decisione dell’RS 1 del 23 marzo 2016 (in
materia di IC e di IFD), in cui è stato riconosciuto in deduzione unicamente
l’importo di fr. 24’800.–, corrispondente agli alimenti versati alle figlie
minorenni __________ e __________ nel periodo fiscale litigioso, non presta il
fianco a critiche.

                                         D’altronde, come già sottolineato dal Tribunale amministrativo del Canton Ginevra, il
contributo di mantenimento versato all’ex coniuge ma destinato al mantenimento
di un figlio maggiorenne non rappresenta un contributo alimentare secondo
l’art. 125 CC, ma piuttosto un contributo di mantenimento a favore del
figlio maggiorenne in adempimento di un’obbligazione fondata sul diritto di
famiglia secondo l’art. 277 CC, espressamente escluso dal campo di applicazione
degli art. 33 cpv. 1 lett. c LIFD e 32 cpv. 1 lett. c LT (RDAF 2007 II p. 180 = RF 2008 p. 46). Inoltre la
circolare n. 30 del 21 dicembre 2010 dell’Amministrazione federale delle
contribuzioni, entrata in vigore il 1° gennaio 2011, prevede che gli alimenti
che vengono versati al figlio maggiorenne in comune in formazione, che ha
genitori separati, con due economie domestiche distinte, che vive con un solo
genitore, non sono soggetti all’imposta. Il genitore che versa tali contributi
non può dedurli dal reddito (cfr. circolare cit., par. 14.10.1, p. 36, e
allegato 2, p. 7). La questione non merita dunque ulteriori approfondimenti.

 

 

                                   2.   Il ricorso è
conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico
del ricorrente, soccombente.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    500.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.      80.–

                                         per un totale di                                                     fr.    580.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di 

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: