# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d148a9c4-e63a-5099-8e86-e2d03ea1da4e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-09-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.09.2009 C-2989/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-2989-2008_2009-09-28.pdf

## Full Text

Corte II I
C-2989/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 8  s e t t e m b r e  2 0 0 9

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Michael Peterli e Madeleine Hirsig; 
Cancelliere: Dario Croci Torti.

A._______, 
patrocinata dal Centro Consulenze Direzione centrale, 
Belpstrasse 11, 3007 Berna,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 4 aprile 2008).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-2989/2008

Fatti:

A.
A._______,  cittadina  italiana,  nata  il  ,  coniugata,  ha  lavorato  in 
Svizzera  dal  1964  al  1991,  solvendo  regolari  contributi 
all'assicurazione  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  (AVS/AI), 
durante  tale  periodo  (doc.  7).  Dopo  il  rimpatrio,  non  ha  più  svolto 
attività lucrativa, dedicandosi ai lavori domestici (doc. 12). 

In data 15 dicembre 2005, la nominata ha formulato una richiesta volta 
al  conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità (doc. 4).

B.
La richiedente è stata visitata il 14 marzo 2007 presso i servizi medici 
dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) di Casarano, ove 
il sanitario incaricato ha evidenziato la diagnosi di malattia di Basedow 
scarsamente controllata da terapia medica, ipertensione arteriosa ed 
extrasistolia,  artrosi  da  osteoporosi  diffusa  con  segni  radiologici  di 
cedimento  delle  limitanti  vertebrali  ed  ha  posto  un  tasso  d'invalidità 
dell'85% (doc. 24). Sono stati esibiti documenti oggettivi, quali: 

- i risultati di una scintigrafia tiroidea di data incerta ed un certificato 
medico  del  1°  marzo  2002  attestante  ipertiroidismo,  morbo  di 
Basedow,  cardiopatia  ipertensiva  con  invalidità  comportante  la 
necessaria assistenza continua (doc. 14, 15);

-  un  referto  radiologico  del  rachide  lombosacrale,  del  bacino  e  del 
ginocchio  sinistro  del  24  settembre  2002;  un  referto  d'esame 
elettrocardiografico del 29 settembre 2003 (doc. 16, 18);

- un rapporto di esame Holter del 13 ottobre 2003 (doc. 19);

- i risultati di un esame ultrasonico della mano destra del 9 novembre 
2004 (doc. 20);

-  i  risultati  di  un'ecografia  tiroidea  del  20  settembre  2005  e  di  un 
esame densitometrico osseo del 18 gennaio 2006 (doc. 21, 22);

-  un  referto  radiologico  del  rachide  del  25  gennaio  2006  e  della 
colonna cervicale del 25 luglio 2007 (doc. 23).

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Nel  questionario  per  le  persone  occupate  nell'economia  domestica, 
sottoscritto il  15 ottobre 2007 (doc. 13),  l'interessata ha affermato di 
essere in grado di svolgere solo una parte dei compiti che competono 
ad una casalinga.

C.
Nella  sua  breve  relazione  del  23  novembre  2007  (doc.  27),  il  Dott. 
Battaglia,  sanitario  del  SMR "Rhône",  dopo aver  ripreso la  diagnosi 
sopra riferita ed analizzato il caso sotto il profilo delle malattie di lunga 
durata,  ha  affermato  che,  in  ambito  casalingo,  l'interessata  non 
avrebbe  mai  subito  un'incapacità  al  lavoro  di  livello  pensionabile. 
Analizzando le risposte fornite  dalla  richiedente sul  questionario  per 
assicurati  occupati  nell'economia domestica  ed in  base a  specifiche 
direttive  federali  in  materia,  il  Dott.  Battaglia  ha  valutato  all'8,3%  il 
tasso d'invalidità affliggente l'interessata.

Con  progetto  di  decisione  del  18  dicembre  2007,  l'Ufficio 
dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
(UAIE) ha disposto la reiezione della domanda di rendita (doc. 28).

Agendo in nome e per il conto di A._______, il Centro Consulenze di 
Berna,  con  scritto  del  9  gennaio  2008,  ha  fatto  presente  il  divario 
esistente fra la valutazione dei sanitari italiani con quella espressa dal 
medico  fiduciario  dell'UAIE  ed  ha  chiesto  l'eventuale  allestimento  di 
nuovi accertamenti sanitari (doc. 31).

L'UAIE ha preso atto di tali osservazioni, ma le ha ritenute ininfluenti e, 
pertanto, con decisione del 4 aprile 2008, ha respinto la domanda di 
prestazioni (doc. 32).

D.
Con  il  ricorso  depositato  il  6  maggio  2008,  A._______,  sempre 
rappresentata  dal  Centro  Consulenze,  chiede,  sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza,  il  riconoscimento  del  suo  diritto  a  prestazioni 
assicurative.

Nelle sue osservazioni ricorsuali del 4 luglio 2008, l'UAIE propone la 
reiezione  del  ricorso  con  argomenti  di  cui,  per  quanto  occorra,  si 
riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio.

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E.
Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra 
documentazione  di  rilievo,  il  Centro  Consulenze,  con  scritto  dell'8 
agosto  2008,  ha  ribadito  l'intenzione  della  propria  assistita  di 
mantenere il gravame.

Con  decisione  incidentale  del  13  agosto  2008,  il  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  ha  invitato  la  parte  ricorrente  a  voler 
versare  un anticipo  di  Fr. 300.-,  corrispondente  alle  presunte  spese 
processuali.

Con scritto del 2 ottobre 2008, la parte ricorrente ha chiesto il gratuito 
patrocinio  ed  ha  prodotto  una  dichiarazione  sostitutiva  dell'atto  di 
notorietà del 18 settembre 2008 nella quale afferma di essere priva di 
qualunque reddito proprio.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

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2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il  gravame è  dunque ricevibile,  nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 

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europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati  (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.
La ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 15 dicembre 2005. 
In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore 
fino al 31 dicembre 2007) precisa che, se l'assicurato si annuncia più 
di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo 
scrivente  Tribunale  amministrativo  federale  può  quindi  limitarsi  ad 
esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una rendita il 15 dicembre 
2004  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto  alla rendita sia sorto tra tale data ed il  4 aprile 
2008,  data  dell'impugnata  decisione.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in 
generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera.

-  aver  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera,  ad  un'assicurazione 
sociale assimilata (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento 1408/71) 
di  uno  Stato  membro  dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione 
europea  di  libero  scambio  (AELS),  durante  almeno  un  anno, 
rispettivamente,  a  partire  dal  1°  gennaio  2008,  durante  almeno  tre 
anni, di cui almeno uno in Svizzera (art. 36 LAI).

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Nella specie la ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un  periodo  superiore  a  tre  anni.  Pertanto,  l'interessata  adempie  la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia 
invalida ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter 

(art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008) LAI, secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
dell'UE e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 

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LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

7.5 Per gli art. 5 LAI ed 8 cpv. 3 LPGA gli assicurati maggiorenni che 
prima di subire un danno alla salute fisica o psichica non esercitavano 
un'attività lucrativa e dai quali non si può esigere che l'esercitino sono 
considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svolgere le proprie 
mansioni consuete.

8.

8.1 Dopo il  rimpatrio,  l'interessata  non  ha  più  lavorato  dedicandosi, 
per quanto ha potuto, ai lavori domestici (doc. 12, 13).

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio  dell'art.  28  cpv. 2  LAI,  per 
valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe 
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo 
la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione  (reddito  da  invalido),  tenuto  conto  di  una  situazione 
equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli 
avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da 
valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce 
soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica 

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o  psichica  dovuto  a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la 
conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei 
redditi;  DTF  128  V  30).  La  documentazione  medica  costituisce  un 
importante  elemento  di  giudizio  per  determinare  quali  lavori  siano 
ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato,  ma  non  spetta  al 
medico graduare l'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314).

8.3 Ai  fini  del  presente  giudizio  occorre  precisare  che  l'invalidità 
dell'assicurato  che  non  esercita  un'attività  lucrativa,  ma  svolge  le 
mansioni  consuete  e  dal  quale  non  si  può  ragionevolmente  esigere 
che intraprenda un'attività lucrativa, è determinata, in deroga all'art. 16 
LPGA,  in  funzione  dell'incapacità  di  svolgere  le  mansioni  consuete 
(art. 5 e 28 cpv. 2bis nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007 e art. 
8  cpv.  3  LPGA).  L'art.  27  dell'ordinanza  sull'assicurazione  per 
l'invalidità  del  17  gennaio  1961  (OAI,  RS 831.201)  precisa  che  per 
mansioni  consuete  di  una  persona  senza  attività  lucrativa  occupata 
nell'economia  domestica  s'intendono  gli  usuali  lavori  domestici, 
l'educazione dei figli nonché le attività artistiche e di pubblica utilità.

9.

9.1 Nel  caso  in  esame,  in  sede  d'istruttoria,  è  stata  evidenziata  la 
diagnosi  di  "malattia  di  Basedow scarsamente controllata da terapia 
medica, ipertensione arteriosa ed extrasistolia, artrosi da osteoporosi  
diffusa con segni radiologici di cedimento delle limitanti vertebrali".

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella 
versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  la  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

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10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate  affezioni,  il  medico  dell'INPS pone  un  tasso  d'invalidità 
dell'85% pur  rilevando che la  paziente sarebbe in grado di  svolgere 
lavori  leggeri  (doc.  24).  Dal  canto  suo,  il  Dott.  Battaglia,  dell'UAIE, 
afferma  che  l'assicurata  non  è  sostanzialmente  limitata  nell'ambito 
dell'esecuzione dei propri lavori domestici.

10.2 Va rilevato  che  le  due  patologie  principali  denunciate,  ossia  il 
morbo di Basedow e l'osteoporosi, si trovano ad uno stato stazionario. 

L'osteoporosi consiste in uno stato per cui lo scheletro è soggetto ad 
un  maggiore  rischio  di  fratture  a  seguito  di  un  processo  patologico 
delle ossa da imputare a molteplici fattori. Diagnosticata, nel caso in 
esame,  nel  2004 e  confermata  nel  corso della  densitometria  del  18 
gennaio 2006, la patologia in atto è adeguatamente curata con farmaci 
specifici (fosamax) ed i rischi di frattura sono ridotti al minimo. Chiaro è 
che  con  questa  affezione,  la  paziente  deve soprattutto  astenersi  da 
compiti  particolarmente  rischiosi  ed  eccessivamente  pesanti,  ma 
l'osteoporosi,  in  quanto  tale,  adottati  i  dovuti  provvedimenti,  non  si 
caratterizza  come  una  malattia  invalidante,  almeno  a  uno  stadio 
iniziale.  L'apparato  locomotorio/articolare  appare  funzionalmente  in 
ordine: la  colonna vertebrale è marcata da un'ipercifosi  dorsale ed i 
movimenti  del  capo  e  del  tronco  sono  limitati  per  il  dolore; agli  arti 
superiori  si  notano fini  tremori  alle  mani,  sia  a riposo che durante i 
movimenti.  Nulla  di  rilevante  dal  punto  di  vista  funzionale  agli  arti 
inferiori. Non sussistono problemi neurologici. I movimenti, la forza ed 
il  tono  muscolare  sono  normali,  l'andatura  è  pure  normale,  il 
portamento eretto. 

Il  morbo  di  Basedow,  ossia  la  patologia  legata  all'ipertiroidismo, 
presente da circa 10 anni, non ha causato complicazioni patologiche 
gravi  e  tipiche  di  questo  stato  morboso.  La  paziente  assume  un 
farmaco  sostitutivo  (Tapazole)  che  diminuisce  ed  anche  annulla 
l'effetto  dell'ipertiroidismo.  L'esame  scintigrafico  della  tiroide  del 
settembre 2005 conferma l'ecostruttura disomogenea della ghiandola, 
ma  non  pone  in  evidenza  linfonodi  patologicamente  aumentati  di 
volume.  Dal  punto  di  vista  endocrinologico  dunque,  la  patologia  è 
tenuta  sotto  buon  controllo,  sebbene,  per  effetto  appunto  del  suo 
carattere labile, a volte si manifestano esacerbazioni.

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Per il  resto,  l'assicurata  presenta  altri  disturbi  secondari,  come  una 
leggera ipertensione, extrasistolia occasionale e insonnia, emendabili 
con adeguate terapie. Infine, la nominata non ha prodotto né in sede 
ricorsuale, né in quella di replica, documentazione che possa porre in 
discussione  i  precedenti  accertamenti  o  possa  eventualmente 
giustificare l'allestimento un nuovo esame medico.

11.

11.1 La  valutazione  del  lavoro  domestico  si  basa  sulle  indicazioni 
della richiedente stessa, le quali sono controllate in una certa misura 
dall'amministrazione.  Il  risultato  è  necessariamente  una  valutazione 
esaminata dall'UAIE (o dal giudice in caso di  ricorso) alla luce delle 
perizie mediche ad atti. Il controllo giudiziario richiede che ogni punto 
della  valutazione  sia  stato  determinato  con  cura  e  precisione.  Il 
risultato  in  percentuale  che  si  ottiene  non  può  essere  arrotondato 
(DTF 127 V 129 consid. 5a; VSI 2001 p. 265).

Analizzando  la  situazione  medica  con  le  incombenze  domestiche 
(famiglia attualmente composta da 2 persone) si giunge a ritenere che 
l'interessata può sicuramente incontrare difficoltà nell'ambito dei lavori 
più  pesanti  (come  le  grandi  pulizie,  stendere  la  biancheria,  ecc.), 
mentre  in  compiti  più  leggeri  la  sua  capacità  resta  quasi  intatta 
(condotta  dell'economia  domestica,  preparazione  dei  pasti,  ecc.). 
Comunque, come già sopra riferito, determinante è per la stessa che 
si astenga da attività pericolose, che possano comportare una caduta, 
od un infortunio di qualsiasi tipo, in quanto il rischio di fratture ossee è 
piuttosto elevato, data la situazione osteoporotica. Nel complesso, in 
base  alle  apposite  direttive  concernenti  l'invalidità  edite  dall'Ufficio 
federale delle assicurazioni sociali, Berna (UFAS; dir. da 3093 a 3098), 
l'interessata  presenta  un'incapacità  al  lavoro  massima,  nell'ambito 
delle consuete attività domestiche, inferiore al 40%.

Vero  è  che  A._______,  nell'apposito  formulario  per  gli  assicurati 
occupati nell'economia domestica (doc. 13) ha affermato di non essere 
in  grado  di  svolgere  quasi  tutti  i  lavori  che  competono  ad  una 
casalinga. Tale affermazione non può tuttavia assurgere alla dignità di 
prova, dal momento che riflette la posizione unilaterale della stessa ed 
è smentita dalle risultanze mediche oggettive.

11.2  Il collegio giudicante non ha pertanto alcun motivo di scostarsi 
dal  convincente  parere  del  medico  dell’UAIE,  fondato  sul  corretto 

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apprezzamento  del  caso  concreto  e  sull’attento  esame  della 
documentazione clinica ad atti. Si tratta infatti di osservazioni cliniche 
da  cui  si  possono  derivare,  utili  oggettivi  e  persuasivi  elementi  di 
giudizio atti a dimostrare che, nonostante le affezioni di cui è portatrice 
A._______, entro la data della decisione in esame, sarebbe stata in 
grado di attendere alle sue usuali  faccende domestiche in modo tale 
da escludere un'invalidità di rilievo ai fini della rendita.

In  queste  circostanze  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  l'impugnata 
decisione confermata.

12.

12.1 La presente procedura è di principio onerosa (art. 69 LAI). Con 
scritto del 2 ottobre 2008 l'interessata ha chiesto di essere esentata 
dal pagamento delle spese processuali facendo implicitamente valere 
di  essere  nel  bisogno.  Ha  prodotto  in  tal  senso  una  dichiarazione 
sostitutiva  dell'atto  di  notorietà  del  18  settembre  2008,  nella  quale 
attesta  di  non  svolgere  alcuna  attività  lucrativa e  di  essere  priva  di 
qualsiasi reddito proprio. Giusta l'art. 6 del regolamento sulle tasse e 
sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale  del  21  febbraio  2008  (TS-TAF,  RS  173.320.2),  le  spese 
processuali  possono  eccezionalmente  essere  condonate  alla  parte 
ricorrente.

12.2 Visto l'esito  del  ricorso,  non si  assegnano indennità  per  spese 
ripetibili alla parte soccombente. Il patrocinatore della parte ricorrente, 
che non ha il  titolo  di  avvocato, non ha diritto  a  un'indennità  per  le 
spese  di  rappresentazione  neppure  nell'ambito  dell'assistenza 
giudiziaria (art. 65 PA e DTF 135 V 1).

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del TS-TAF).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Non si prelevano spese processuali.

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante della ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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