# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e97765f7-605b-5195-a31d-0758f3c4e93a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-09-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.09.2021 35.2021.57
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2021-57_2021-09-20.html

## Full Text

Incarto
  n.

  35.2021.57

   

  PC/sc

  	
  Lugano

  20 settembre 2021    

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 giugno 2021 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 2 giugno 2021 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 1  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 20 luglio 2020, RI 1,
nato il __________ 1979, dipendente della ditta __________ di __________ dal 13
aprile 2015 a tempo pieno in qualità di operaio e, perciò, assicurato contro
gli infortuni presso l’CO 1, verso le ore 14:00, a __________, “mentre
scaricavo un bancale di merce pesante la sponda del camion ha ceduto
leggermente facendomi perdere l’equilibrio e cadendo di schiena per terra con
(…) a seguito.” (doc. 1, 9 e 19).

L’istituto assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le
prestazioni di legge (doc. 15).

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, l’CO 1 ha comunicato all’assicurato, in data 7
novembre 2020 (in tedesco; doc. 26) rispettivamente in data 16 novembre 2020
(in italiano; doc. 30), la sospensione del versamento delle prestazioni di
breve durata a contare dal 6 novembre 2020. 

                               1.3.   Su richiesta del 27 novembre
2020 del dr. med. __________, specialista FMH in fisiatria e medico curante
dell’assicurato (doc. 32), l’CO 1 ha esperito ulteriori accertamenti
medico-amministrativi. 

                               1.4.   Dopo avere acquisito
l’apprezzamento del 10 aprile 2021 del proprio medico di fiducia (dr.ssa med. __________,
specialista FMH in chirurgia generale e traumatologia; doc. 48), con decisione
formale del 15 aprile 2021 (in tedesco; doc. 52), rispettivamente del 10 maggio
2021 (in italiano: doc. 54), l’amministrazione ha confermato la sospensione del
versamento delle prestazioni di breve durata a contare dal 6 novembre 2020 e
rifiutato la corresponsione di prestazioni di lunga durata, sulla base delle
seguenti considerazioni: 

 

" (…). Ci
riferiamo alle nostre comunicazioni del 7 e del 16 novembre 2020 con cui
l'abbiamo informata che, in base alla lettera del dott. __________, lei è
nuovamente abile al lavoro in misura completa a partire dal 6 novembre 2020 e
che la persistente incapacità lavorativa e le cure mediche non sono più
riconducibili ai postumi infortunistici.

Con la sua lettera del 27 novembre 2020 il dott. __________ ci ha chiesto di
poter eseguire ulteriori visite mediche. A tale proposito abbiamo dato il
nostro consenso per e-mail il 21 dicembre 2020, assumendoci i costi legati alle
visite.

Dopo aver ricevuto i risultati, abbiamo chiesto al nostro medico _____________
di verificare l'obbligo di fornire prestazioni.

(…).

In base all'apprezzamento effettuato dal medico __________, i
disturbi oggi presenti non sono più riconducibili all'infortunio. Provvederemo
a inviare una copia del documento al dott. __________ e al dott. __________,
che saranno disposti a fornirle tutte le informazioni del caso.

Secondo l'apprezzamento medico, lo stato di salute presente
immediatamente prima dell'infortunio è stato di nuovo raggiunto al più tardi il
6 novembre 2020.

(…).

Lo stato delle cose ci obbliga a chiudere il caso in data 6
novembre 2020 e a respingere la richiesta di ulteriori prestazioni
assicurative. Le prestazioni assicurative (indennità giornaliera e spese di
cura) cessano a partire da tale data.

                                      

                               1.5.   A seguito dell’opposizione
interposta personalmente dall’assicurato il 26 maggio 2021 (doc. 60), in data 2
giugno 2021, l’CO 1 ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 64).

                               1.6.   Con tempestivo ricorso del 17
giugno 2021, RI 1 ha chiesto che la decisione su opposizione
dell’amministrazione venga annullata.

Sostanzialmente l’insorgente contesta che i disturbi alla spalla sinistra da
lui risentiti non sarebbero più dal 6 novembre 2020 in nesso causale naturale
con l’infortunio del luglio 2020, come stabilito dal medico __________
dell’assicuratore convenuto, rilevando come tale tesi sia stata smentita dai
propri medici curanti specialisti.

In particolare, il ricorrente ha rilevato quanto segue:

" (…) Vorrei
infatti precisare, che come comunicato a CO 1, non sono solo caduto dalla
rampa, come affermato nel loro scritto del 02.06.21 provocandomi una contusione
alla spalla SX, ma mi sono tenuto con il braccio SX al transpallet, con tutta
la forza che avevo, rimanendo sospeso nel vuoto prima di cadere al suolo.

Purtroppo questo mio tentativo di evitare la caduta a terra ha causato il
trauma distorsivo e la lacerazione del cercine glenoide.

(…).

(…) io da almeno 5 anni non ho mai fatto un giorno di assenza dal lavoro per
malattia, cosa che altrimenti, svolgendo un lavoro di forza, sarei stato
costretto a fare se avessi già sofferto di questo problema.

(…).

Continuando a lavorare dopo l'infortunio per quasi un mese, sopportando il
dolore, con il cercine in quello stato ho sicuramente peggiorato le mie
condizioni di salute, infiammando ulteriormente la parte e forse per questo si
sono formate delle cisti a conferma della sofferenza della spalla e mia
trascuratezza verso questo episodio.

(…).

(…) medico di __________ che ha visionato solo gli esiti degli esami
strumentali senza nemmeno visitarmi personalmente, (visita che io ero disposto
ad effettuare anche a __________ se fosse stato necessario per togliere evtl
dubbi.). Il Dott. __________, ricevente la lettera informale dalla Dott.ssa __________
in marzo, in lingua tedesca, non ha reagito in quanto aspettava che la stessa
fosse inviata anche a me per conoscenza.... Ma non è mai arrivata, e i
certificati emessi dopo il 06.11.21 fino al marzo riportavano ancora la
motivazione di infortunio, sia dal Dott__________ che dal Dott. Moos.

Immagino non sia facile stabilire quando si sia lesionato il cercine ma una
cosa è certa, questo evento infortunistico ha determinato un danno naturalmente
irreversibile alla mia salute tanto che in data 23.06.21, mi sottoporrò ad un
intervento ricostruttivo del cercine presso l'ospedale __________ di __________
che secondo i medici sembra essere la soluzione migliore per ripristinare la
parte e poter tornare in salute al 100%.

Se può fare ancora più chiarezza, per me e per voi, potrei inviare le conclusioni
del Dott. __________ in seguito all'operazione che verrà effettuata alla
spalla. (…).” (doc. I, pag. 1 e 2).

 

                               1.7.   Con la risposta del 6 luglio
2021, l’CO 1 ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. III). 

                               1.8.   In data 7 luglio 2021, il TCA
ha intimato, con invio raccomandato, la risposta di causa al ricorrente, assegnando
alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali nuovi mezzi di
prova (doc. IV). 

Il ricorrente non ha ritirato la raccomandata che è ritornata a questa Corte,
la quale, il 22 luglio 2021, ha proceduto a un secondo invio del doc. IV tramite
posta semplice.

A tutt’oggi le parti sono rimaste silenti.

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del
31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12
marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e
H 183/06 del 21 dicembre 2007; STF I 707/00 del 21 luglio 2003; STF H 335/00
del 18 febbraio 2002; STF H 212/00 del 4 febbraio 2002; STF H 220/00 del 29
gennaio 2002; STF U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag.
190 seg.; STF H 304/99 del 22 dicembre 2000; STF I 623/98 del 26 ottobre 1999.
Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8
settembre 2015).

 

                                         nel merito

 

                               2.2.   Nel caso di specie, litigiosa
è la questione di sapere se l’CO 1 era legittimato a sospendere a partire dal 6
novembre 2020 il proprio obbligo a prestazioni in relazione all’infortunio del 27
luglio 2020, in particolare in relazione ai disturbi alla spalla sinistra, oppure
no.

 

                               2.3.   Secondo l’art. 6 cpv. 1
LAINF, per quanto non previsto altrimenti dalla legge, le prestazioni
assicurative sono effettuate in caso d’infortuni professionali, d’infortuni non
professionali e di malattie professionali.

 

                               2.4.   Presupposto essenziale per
l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è
l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue
conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).

 

                                         Questo presupposto è da
considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È questione di fatto lo
stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di
causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano
secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo
l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT
II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF
125 V 195; STF del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STF del 29 gennaio
2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STF del 28 novembre 2000 nella
causa P. S., H 407/99; STF del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00; STF
del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994
nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC 1986 p. 202
consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V
142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V
188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in Basler
Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al
riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non
ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31;
DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF
113 V 46).

                                         Ne discende che ove
l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non
possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato
dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406
consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore contro gli
infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele
dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle
prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi: 

 

                                         - quando lo stato di salute
dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima
dell'infortunio (status quo ante);

                                         - quando lo stato di
salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione ordinaria, sarebbe
prima o poi subentrato anche senza l'infortunio (status quo sine)

 

                                         (cfr. RAMI 1992 U 142, p.
75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469;
U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der
Sozialversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).

 

                                         Secondo la giurisprudenza,
qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia dimostrato con un
sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è liberato dal proprio
obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non costituisce più la causa naturale
ed adeguata del danno alla salute. Analogamente alla determinazione del nesso
di causalità naturale che fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del
carattere causale dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado
della verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio
non giochi più un effetto causale non è sufficiente. 

                                         Trattandosi della
soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già
all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e
riferimenti ivi citati).

 

                               2.5.   Occorre inoltre rilevare che
il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso
di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                         Un evento è da ritenere
causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario
delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare
un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in
linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e
405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid.
4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque, qualora sia
carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare
le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata
(cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure:
Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

                                         La giurisprudenza ha
inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della
responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un
rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi
fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde
anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si
presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118
V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus
dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard,
L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht
[SBVR], n. 39).

 

                               2.6.   Nel caso di specie, il TCA
osserva innanzitutto quanto segue a proposito della dinamica dell’infortunio.

Nell’annuncio d’infortunio del 19 agosto 2020, il datore di lavoro ha indicato
che “beim Entladen einer Palette ist der Chauffeur von der Hebebühne
gefallen” (doc. 1), nel questionario inviatogli dalla CO 1 il 18 settembre
2020 l’assicurato, sub “descrivere dettagliatamente la causa e lo
svolgimento”, ha risposto che “mentre scaricavo un bancale di merce
pesante la sponda del camion ha ceduto leggermente facendomi perdere
l’equilibrio e cadendo di schiena per terra con (…) a seguito.” (doc. 9), nel
certificato dell’8 ottobre 2020 il medico curante (dr. med. __________, medico
generico FMH) ha attestato che “riferiva che il 20.07.2020, mentre stava
scaricando una pesante paletta, perdeva l'equilibrio e cadendo urtava la spalla
sinistra. Da allora ha lamentato dolore e impotenza funzionale” (doc. 19),
nel rapporto del 15 settembre 2020 il medico curante specialista (dr. med. __________)
ha certificato che “il paziente mi riferiva che il 20.07.2020, mentre stava
scaricando una pesante paletta, accidentalmente perdeva l'equilibrio e cadendo
urtava la spalla sinistra. Da tale data il paziente ha accusato dolore e
impotenza funzionale alla spalla sinistra.” (doc. 2). 

 

                                         Nel prosieguo, con referto
del 27 novembre 2020, il dr. med. __________ ha attestato che “rivalutando
la dinamica dell’infortunio avvenuto il 10.07.2020, nella descrizione del
paziente, che cadeva a terra urtando la spalla sinistra, è presente un momento
in cui lo stesso ha cercato di appendersi con la mano sinistra al timone del
muletto, subendo non solo un trauma distorsivo/contusivo alla spalla sinistra,
ma anche una distrazione cervico-scapolare sinistra” (doc. 32). Nel suo rapporto
23 dicembre 2020, il medesimo specialista ha indicato che “(…) il paziente
ha voluto specificare che nella caduta ha tentato di appendersi con la mano
sinistra al timone del muletto, subendo non solo un trauma distorsivo/contusivo
alla spalla sinistra, ma anche una distrazione cervico-scapolare sinistra.”
(doc. 36). 

 

                                         Dall’anamnesi contenuta
nel referto relativo all’esame elettroneurografico/elettromiografico del 13
gennaio 2021 (doc. 38), il dr. med. __________, spec. FMH in neurologia, ha rilevato
che “(…) il 20 luglio il paziente scaricando un camion si è sbilanciato all’indietro
e ha perso l’equilibrio cadendo: per frenare la caduta si è aggrappato con il
braccio sinistro (…).”.

Nel suo rapporto del 4 febbraio 2021, il dr. med. __________, spec. FMH in
chirurgia ortopedica e traumatologia, ha dichiarato che “il paziente nel
mese di luglio 2020 subiva un trauma distorsivo, e probabilmente anche
contusivo, alla spalla sinistra e all’arto superiore sinistro.” (doc. 41). 

Con l’atto di ricorso, il ricorrente ha indicato che "(…) Vorrei
infatti precisare, che come comunicato a CO 1, non sono solo caduto dalla
rampa, come affermato nel loro scritto del 02.06.21 provocandomi una contusione
alla spalla SX, ma mi sono tenuto con il braccio SX al transpallet, con tutta
la forza che avevo, rimanendo sospeso nel vuoto prima di cadere al suolo. Purtroppo
questo mio tentativo di evitare la caduta a terra ha causato il trauma
distorsivo e la lacerazione del cercine glenoide. (…)” (doc. I, pag. 1).

Con risposta del 6 luglio 2021, l’CO 1 ha puntualizzato che “(…). Per quanto
riguarda la dinamica dei fatti l'CO 1 si è attenuta a quanto figura
sull'annuncio d'infortunio (Beim Entladen einer Palette ist der Chauffeur von
der Hebebühne gefallen) e confermato dal certificato medico iniziale del dott. __________
del 12.8.2020 (riferiva che il 20.07.2020, mentre stava scaricando una pesante
paletta, perdeva l'equilibrio e cadendo urtava la spalla sinistra) e ancora dal
rapporto del dott. __________ del 15.9.2020 (in tale occasione il paziente mi
riferiva che il 20.7.2020, mentre stava scaricando una pesante paletta,
accidentalmente perdeva l'equilibrio e cadendo urtava la spalla sinistra). (…).
Quanto vantato per la prima volta con il ricorso non può essere seguito.”
(doc. III, pag. 2).

                                         Secondo la giurisprudenza,
in presenza di due versioni differenti, la preferenza deve essere accordata
alle dichiarazioni che l’assicurato ha dato nella prima ora, quando ne ignorava
le conseguenze giuridiche. Le spiegazioni fornite in un secondo tempo non
possono integrare le prime constatazioni dettagliate, soprattutto se esse le
contraddicono (cfr. SVR 2008 UV Nr. 12; RAMI 2004 U 524, p. 546; DTF 121 V 47
consid. 2a, 115 V 143 consid. 3c; RAMI 1988 U 55, p. 363 consid. 3b/aa; STFA
del 27 agosto 1992 nella causa M., non pubbl.; RDAT II-1994 p. 189; per una
critica, cfr. U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,
Zurigo 1999, p. 217, n. 546). 

                                         Una "dichiarazione
della prima ora", a cui attribuire un particolare valore probante, non
è data qualora la prima descrizione in forma scritta della dinamica
dell'infortunio, ha avuto luogo lungo tempo dopo l'evento in questione. Al
proposito, occorre osservare che la capacità di ricordarsi soprattutto delle
particolarità di un determinato avvenimento, si smorza relativamente presto.
Una descrizione dell'infortunio fornita per, la prima volta, dopo mesi, non può
perciò essere a priori considerata più affidabile rispetto a versioni dei fatti
presentate ancora più tardi (cfr. STF U 6/02 del 18 dicembre 2002, consid.
2.2.). Tale principio non è, inoltre, applicabile se dall'istruttoria della
causa siano da attendersi nuovi elementi cognitivi (cfr. RAMI 2004 U 524, p.
546 consid. 3.3.4; STF U 236/98 del 3 gennaio 2000 e U 430/00 del 18 luglio
2001). Nulla impedisce pertanto di attenersi a una mutata versione dei fatti se
essa risulta maggiormente convincente e corroborata da altri elementi probatori
che il richiedente è riuscito a dimostrare con l'alto grado di verosimiglianza
richiesto dalla giurisprudenza (DTF 121 V 47 consid. 2a, 208 consid. 6b). Occorre,
poi, fondarsi sulla seconda versione quando questa si limita a completare e non
contraddice la prima versione (cfr. STF U 33/07 del 20 marzo 2007; STCA
35.2015.84 del 3 dicembre 2015, consid. 2.6; STCA 35.2019.132 del 27 agosto
2020, consid. 2.7).

Nel caso concreto, questa Corte osserva che, nel formulario compilato
personalmente dall’assicurato, egli ha segnatamente dichiarato che “mentre
scaricavo un bancale di merce pesante la sponda del camion ha ceduto
leggermente facendomi perdere l’equilibrio e cadendo di schiena per terra con
(…) a seguito.” (doc. 9). Successivamente, il ricorrente ha precisato al
proprio specialista curante che mentre stava cadendo a terra ha cercato di
appendersi con la mano sinistra al timone del muletto, subendo in tal modo un
trauma distorsivo/contusivo alla spalla sinistra (cfr. doc. 32 e 36). 

Il TCA ritiene che l’elemento fornito in un secondo tempo dall’insorgente, non
contraddica la prima versione dell’accaduto ma piuttosto che la completi. Del
resto, quanto da lui sostenuto appare pure plausibile, considerato che
allorquando una persona sta per cadere, l’istinto è proprio quello di cercare
di afferrare qualcosa per evitare la caduta, in concreto con la mano sinistra
visto che l’assicurato è mancino (cfr. doc. 38, pag. 2). 

 

                               2.7.   Nella concreta evenienza,
dalla decisione su opposizione impugnata si evince che l’amministrazione ha
sospeso a partire dal 6 novembre 2020 il proprio obbligo a prestazioni a
proposito dei disturbi alla spalla sinistra, considerandoli, a partire da quella
data, estranei all’infortunio del luglio 2020, facendo essenzialmente capo al
parere del suo medico fiduciario (doc. 64).

 

                                         Da parte sua, il
ricorrente sostiene, fondandosi in particolare sui rapporti dei propri medici
curanti specialisti, che i disturbi alla spalla sinistra sarebbero conseguenti
all’evento assicurato. Ciò anche in ragione del fatto che prima non ne avrebbe
mai sofferto.

A proposito di quest'ultima affermazione, giova qui ricordare che la regola “post
hoc, ergo propter hoc” (dopo questo, dunque a causa di questo) non ha
valenza scientifica. La giurisprudenza federale ha così stabilito che per il
solo fatto d’essere insorto dopo l’infortunio, un disturbo alla salute non può
già essere ritenuto una sua conseguenza. Secondo l’Alta Corte tale argomento è
insostenibile dal profilo della medicina infortunistica e inammissibile da
quello probatorio (cfr. STF 8C_725/2012 del 27 marzo 2013 consid. 7.2.2: “Der Versicherte argumentiert weiter, "woher sonst,
wenn nicht vom Unfall aus dem Jahre 1993, kommen die erwähnten Beschwerden an
der linken oberen Extremität?" Die mit dieser rhetorischen Frage
angerufene Beweisregel "post hoc ergo propter hoc" (vgl. BGE 119 V
335 E. 2b/bb S. 341 f.) ist jedoch praxisgemäss unfallmedizinisch nicht haltbar
und beweisrechtlich nicht zulässig, …”; STF 8C_335/2018 del 7 maggio 2019;
STF 8C_855/2018 del 19 marzo 2019; STF 8C_834/2018 del 19 marzo 2019; STF
8C_355/2018 del 29 giugno 2018; STF 8C_245/2017 dell’8 agosto 2017; STF
8C_230/2017 del 22 giugno 2017; sul tema vedi pure Th. Frei, Die
Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die
Unfallversicherung, Friborgo 1998, p. 30, nota 96; A. Rumo-Jungo,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über
die Unfallversicherung, Zurigo 1995, p. 41; STCA 35.2017.60 del 25 settembre
2017, consid. 2.5; STCA 35.2018.33 del 18 luglio 2018, consid. 2.6; STCA
35.2019.7 del 29 aprile 2019, consid. 2.7; STCA 35.2018.130 dell’8 luglio 2019,
consid. 2.9; STCA 35.2020.48 dell’8 febbraio 2021, consid. 2.10).

 

                               2.8.   Per costante giurisprudenza,
in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STF U 259/02
dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                         Nella DTF 125 V 351 seg.
(= SVR 2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. 

                                         Devono piuttosto esistere
delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente
fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         In una sentenza
8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale
federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la
propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze
dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno il
più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali
rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi
che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU,
discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità
dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova
propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare,
anche le certificazioni dei medici curanti.

 

                                         Trattandosi invece di
perizie affidate dagli assicuratori sociali, durante la procedura
amministrativa, a medici esterni all’amministrazione o a servizi specializzati
indipendenti, esse godono di piena forza probatoria, a condizione che non
esistano indizi concreti che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF
8C_862/2014 del 2 aprile 2015 consid. 3.2 e riferimenti ivi citati). 

 

                                         Per quel che concerne il
valore probante di un rapporto medico, determinante è che esso sia completo sui
temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle
censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena
conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto
medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr.
21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p.
191ss.; DTF 122 V 160 ss., consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento rilevante per
decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la
sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo
contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         È infine utile osservare
che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia,
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come
farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è
l’opinione più adeguata (cfr. STF I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in
fine; STF I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV Nr. 10 p. 35 consid. 4b).

 

                               2.9.   Il TCA rileva innanzitutto
che il 20 luglio 2020 l’assicurato, mentre stava scaricando un bancale di merce
pesante, ha perso l’equilibrio, a causa di un leggero cedimento della sponda
del camion. Mentre stava per cadere a terra, egli ha cercato di appendersi (senza
successo) con la mano sinistra al timone del muletto, subendo un trauma
distorsivo/contusivo alla spalla sinistra, finendo per terra sulla schiena
(cfr. doc. 9, 32 e 36; consid. 1.1. e 2.6.). 

 

                                         L’artro-RMN della spalla sinistra
del 30 ottobre 2020 (doc. 22), refertata dal dr. med. __________, ha messo in
evidenza quanto segue: 

" (…) Alterazioni
degenerative artrosiche dell'articolazione acromio-claveare con irregolarità
dei profili articolari e sfumato edema subcondrale soprattutto sul versante
claveare.

Non lesioni ossee di significato fratturativo.

Non alterazioni di segnale a carico del tendini costituenti la cuffia dei
rotatori, regolarmente continui ed inseriti; nei limiti il trofismo del
corrispondenti ventri muscolari.

Il capo lungo del bicipite presenta regolare decorso e segnale.

Irregolarità degenerative del cercine glenoideo con fissurazione sia in sede
anteriore che posteriore ove si apprezzano piccole cisti paralabiali. 

Nei limiti di norma le strutture
capsulo-legamentose.”

 

                                         In occasione del consulto
del 5 novembre 2020 (doc. 21), il dr. med. __________ ha posto la diagnosi di “esiti
di trauma contusivo/distrattivo alla spalla sinistra del 20.07.2020”,
puntualizzando quanto segue: 

 

" (…) ho
spiegato al paziente il referto dell'ARM alla spalla sinistra del 30.10.2020.
Tale indagine non ha evidenziato alterazioni di natura traumatica, ma
alterazioni degenerative artrosiche dell'articolazione acromion-claveare con
irregolarità dei profili articolari e sfumato edema subcondrale, soprattutto
sul versante claveare. Irregolarità degenerative del cercine glenoideo, con
fissurazione sia in sede anteriore che posteriore dove si apprezzano piccole
cisti paralabiali.

A tali immagini, ritengo che la sintomatologia attualmente accusata dal
paziente non sia più in nesso causale con l'infortunio del 20.07.2020, ma
determinata da alterazioni di natura degenerativa.”

 

                                         A margine della visita del
27 novembre 2020 (doc. 32), il medesimo fisiatra, posta la stessa diagnosi, ha dichiarato
quanto segue: 

 

" (…) il
paziente riferiva la persistenza di importanti formicolii all'arto superiore
sinistro. Rivalutando la dinamica dell'infortunio avvenuto il 20.07.2020, nella
descrizione del paziente, che cadeva a terra urtando la spalla sinistra, è
presente un momento in cui lo stesso ha cercato di appendersi con la mano
sinistra al timone del muletto, subendo non solo un trauma distorsivo/contusivo
alla spalla sinistra, ma anche una distrazione cervico-scapolare sinistra.

Di conseguenza, ed escludendo che la sintomatologia parestesica
all'arto superiore sinistro sia dovuta a una problematica della spalla sinistra,
chiedo l'autorizzazione a sottoporre il paziente a risonanza magnetica
cervicale ed esame elettroneurografico dell'arto superiore sinistro.”

 

                                         In data 23 dicembre 2020
(doc. 36), il fisiatra ha comunicato quanto segue al neurologo dr. med. __________:

 

" (…) ti
chiederei gentilmente se potessi valutare il soprascritto paziente, che
rappresenta un caso complesso di infortunio ancora da definirsi. Infatti, in un
primo momento in conseguenza a un infortunio avvenuto il 20.07.2020 il paziente
è stato trattato per una problematica alla spalla sinistra a seguito di una
contusione.

Tuttavia, l'ARM eseguita il 30.10.2020 non
ha evidenziato chiare alterazioni di natura traumatica e di conseguenza il caso
è stato chiuso. Ciononostante il paziente ha voluto specificare che nella
caduta ha tentato di appendersi con la mano sinistra al timone del muletto,
subendo non solo un trauma contusivo/distorsivo alla spalla sinistra, ma anche
una distrazione cervico-scapolare sinistra. Infatti, il paziente dice che da quel
momento ha accusato un importante e fastidioso formicolio irradiato all'arto
superiore sinistro anche distalmente.

Per questo motivo ho chiesto e ricevuto autorizzazione dalla CO 1 di __________
per sottoporre il paziente a una risonanza magnetica cervicale, che eseguirà il
29.12.2020 presso la Clinica __________ di __________ e ad un esame
elettroneurografico. Chiederei a te se, a tuo giudizio, in base ai
risultati il caso può essere considerato legato a un infortunio dovuto a
distorsione cervicale o a stiramento del plesso brachiale, oppure se i sintomi
accusati dal paziente sono di natura pregressa e quindi di natura
degenerativa.” (n.d.r.: il corsivo è della redattrice)

 

La RM della colonna cervicale
del 29 dicembre 2020 (doc. 37), refertata dalla dr.ssa med. __________, ha evidenziato
quanto segue: 

 

" (…)
Restringimento marcato di origine mista (ossea e discale) del forame di
coniugazione della radice C6 sinistra e C7 bilaterale, leggero restringimento
di origine discale del forame di coniugazione della radice C5 sinistra e C6
destra.

                                           
Non lesioni ossee di tipo traumatico.”

 

L’esame
elettroneurografico/elettromiografico del 13 gennaio 2021 (doc. 38), refertato
dal dr. med. __________, ha messo in luce quanto segue: 

 

" (…) la
latenza motoria distale del nervo mediano sinistro è normale, la sua velocità
di conduzione sensibile al segmento carpale lievemente diminuita. I potenziali
di sommazione motorio e d'azione sensibile sono di configurazione normale.

Onda F del nervo mediano sinistro normale.

Elettroneurografia sensitiva distale del nervo ulnare sinistro normale.”

 

                                         Il neurologo in questione
è, quindi, giunto alla seguente conclusione:

 

" (…)
L'esame neurologico è normale al di fuori di una minima alterazione della
sensibilità algica alle dita. La RM cervicale di fine dicembre ha mostrato solo
minime alterazioni con una certa stenosi dei forami di coniugazione C6-7 e
C5-6, reperti comunque che penso possiamo considerare asintomatici. L'esame
elettroneurografico invece mostra un reperto che, pur discreto, compatibile con
una lieve sindrome del tunnel carpale a sinistra. Penso dunque che quest'ultima
sia la spiegazione principale di discreti disturbi di sensibilità intermittenti
notati dal paziente alla mano sinistra (ricordo inoltre che il paziente è
mancino). Non trovo invece elementi sospetti per una lesione del plesso
brachiale o per altre patologie più prossimali. Per quel che riguarda gli
aspetti neurologici non emergono dunque neppure reperti imputabili con
sicurezza al trauma del luglio 2020. Ho consigliato al paziente di
applicare una stecca volare di notte e di giorno al bisogno una polsiera
elastica. Non ho previsto controlli.” (doc. 38; n.d.r.: il corsivo è della
redattrice)

 

                                         In occasione della
consultazione del 22 gennaio 2021 (doc. 39), il dr. med __________, dopo aver
posto le diagnosi di “sindrome del tunnel carpale a sinistra in paziente
mancino. Cervicalgia acuta di natura muscolo-tensiva su base degenerativa.
Omalgia di natura degenerativa con degenerazione e fissurazione del cercine
glenoideo. Sindrome ansioso depressiva”, ha attestato quanto segue:

 

" (…) ho
spiegato al paziente il rapporto del Dr. __________, correlato di esame
elettroneurografico/elettromiogfafico che ha diagnosticato una lieve sindrome
del tunnel carpale a sinistra, tuttavia molto disturbante per l'attività
lavorativa in quanto il paziente è mancino. Inoltre, si conferma che i dolori
cervicali prevalenti a sinistra si associano a una contrattura muscolare
dolorosa, mentre si esclude una radicolopatia della Va, Va
e VIIa radice cervicale a sinistra, come anche considerato nel
rapporto del Dr. __________, neurologo.

A ciò si associa una sintomatologia algica alla spalla sinistra (vedi ARM del
30.10.2020), dove prevale un quadro degenerativo, sia a livello
dell'articolazione acromion-claveare che a livello del cercine glenoideo, ove è
presente una fissurazione, sia in sede anteriore che posteriore, associata a
piccole cisti paralabiali. A questo quadro si associa anche una sindrome
ansioso-depressiva con insonnia notturna e ansia.

Di conseguenza, sia l'imaging radiologica, l'esame
elettroneuro-grafico/elettromiografico e la clinica riferita dal paziente
nonché l'obiettività confermano che non vi sia alcun nesso causale con
l'infortunio del 20.07.2020 a partire dal 6 novembre 2020, quando ho attestato
un'abilità lavorativa al 100% per l'infortunio in oggetto.

Altresì ho certificato un'inabilità lavorativa per malattia (vedi diagnosi
sopraccitata) dal 6 novembre 2020, con estensione del mio certificato odierno
al 19 febbraio 2021.

Il paziente nei prossimi giorni verrà visitato dal Dr. __________, che ci legge
in copia, per una valutazione ortopedica circa il dolore e l'impotenza
funzionale alla spalla sinistra. (3 febbraio 2021 - 16.45).”. 

 

                                         A margine della visita del
27 gennaio 2021 (doc. 41), il dr. med. __________ ha comunicato al medico curante
dell’assicurato (dr. med. __________) quanto segue: 

 

" (…) il
paziente nel mese di luglio 2020 subiva un trauma distorsivo, e probabilmente
anche contusivo, alla spalla e all'arto superiore sinistro.

Dopo questo episodio il paziente ha cominciato a lamentare dolore e instabilità
soprattutto evidenziata nei movimenti in abduzione e rotazione esterna alla
spalla e all'arto superiore sinistro.

Il paziente si sottoponeva a trattamento conservativo anche per lungo tempo ma
con decorso non favorevole visto che la sintomatologia persiste. Al controllo
odierno la spalla sinistra, pur presentando una mobilità e una motilità normali,
presenta un Apprehension Test e un Relocation Test positivo e anche un Jerk
Test positivo.

Il paziente ha già effettuato in data 30 ottobre 2020 un'Artro-Risonanza della
spalla sinistra dove si evidenzia un distacco del cercine glenoideo sia
anteriormente che posteriormente. Posteriormente si osservano anche delle
pseudo cisti paralabbrali.

In considerazione quindi dell'anamnesi, dell'imaging, dell'esame clinico nonché
dell'età e del tempo intercorso ormai dal trauma consiglio al paziente di
effettuare un intervento per via artroscopica di reinserzione del cercine
glenoideo sia anteriormente che posteriormente con svuotamento della cisti
paralabbrale. Il decorso post-operatorio prevede poi un periodo di
immobilizzazione di 3 settimane e quindi un periodo di rieducazione di circa 3
mesi.”

In data 11 febbraio 2021 (doc. 42), il dott. Moos ha comunicato alla CO 1
quanto segue:

 

" (…) in
data 27 gennaio 2021 è stato visitato dal Dr. __________, responsabile della
chirurgia ortopedica del Servizio chirurgia arto superiore dell'Ospedale __________
di __________.

Dopo tale valutazione lo stesso chirurgo ha confermato che il distacco del
cercine glenoideo, sia anteriore che posteriore, è in nesso causale con
l'infortunio del 20 luglio 2020.

Per questo motivo, rivedendo la mia posizione in cui confermavo un'abilità
lavorativa al 100% dal 6 novembre 2020, invio un certificato di inabilità
lavorativa al 100% per infortunio dal 6 novembre 2020 al 19 febbraio 2021.

Con la presente chiedo anche l'autorizzazione per il rimborso dell'intervento
per via artroscopica di reinserzione del cercine glenoideo presso lo stesso
specialista ortopedico.”. (n.d.r.: il corsivo è della redattrice)

 

                                         In data 12 febbraio 2021
(doc. 43), la dr.ssa med. __________, Capoclinica presso il Servizio di
chirurgia arto superiore dell'Ospedale __________ di __________, ha comunicato
alla CO 1, quanto segue:

 

" (…). Il
paziente è stato visitato il 27 gennaio 2021 presso il nostro Ambulatorio in
quanto nel mese di luglio subiva un trauma distorsivo e contusivo alla spalla e
all'arto superiore di sinistra. 

Dopo l'episodio riferito il paziente ha cominciato a lamentare dolore e
instabilità soprattutto evidenziata nei movimenti in abduzione e rotazione
esterna della spalla e dell'arto superiore di sinistra.

Un trattamento conservativo seguito anche
per più mesi non ha avuto un decorso favorevole e al controllo clinico del 27
gennaio 2021 si poteva evidenziare un movimento normale sino a fondo corsa in
tutti i piani articolari ma con Apprehension Test e Relocation Test positivi.

Un'Artro-Risonanza Magnetica eseguita in data 30 ottobre 2020 ha messo in
evidenza una lesione del cercine glenoideo sia anteriormente che posteriormente
con la presenza di cisti paralabbrali posteriori.

Pertanto considerando la storia clinica del paziente, l'esito degli esami
eseguiti, l'obbiettività, l'età del paziente compresa la non risposta al
trattamento conservativo consiglio di effettuare un intervento per via
artroscopica di reinserzione del cercine glenoideo sia anteriore che posteriore
con pulizia delle cisti paralabbrali.

Il decorso post-operatorio prevede un periodo di immobilizzazione in un tutore
per 3 settimane e una rieducazione di circa 3 mesi.

Il Dottor __________ ha emesso un certificato di inabilità lavorativa al 100%
per infortunio dal 6 novembre 2020 al 19 febbraio 2021.

Siamo in attesa di poter programmare l'intervento proposto dopo vostra
autorizzazione.” (n.d.r.: il corsivo è della redattrice)

 

                                         In data 9 aprile 2021
(doc. 51), il fisiatra curante ha comunicato quanto segue al dr. med. __________:

 

" (…) ti
chiederei gentilmente se potessi organizzare l'intervento, proposto al
soprascritto paziente dopo la tua visita ambulatoriale del 27.01.2021, di
reinserzione per via artroscopica del cercine glenoideo sia anteriormente che
posteriormente con svuotamento della cisti paralabbrale.

Il paziente mi ha consultato telefonicamente riferendomi la persistenza di
dolore e l'insufficiente successo delle terapie conservative finora ad esito
non favorevole.

Il paziente è sempre in attesa di una risposta scritta da parte
dell'assicurazione CO 1 in merito all'assunzione dei costi del caso. Tuttavia,
indipendentemente dalla decisione, il paziente desidera sottoporsi all'intervento.”

 

                                         Con apprezzamento del 10
marzo 2021 (doc. 48), la dr.ssa med. __________, medico fiduciario dell’CO 1,
ha rilevato, in particolare, quanto segue:

 

" (…) Gemäss
Schadenmeldung vom 19.08.2020 sei der Versicherte am 20.07.2020 gestürzt und
hätte sich dabei die linke Schulter geprellt. Aufgrund der
Persistenz der Beschwerden im Bereich der Schulter, wie auch des Nackens wurde
im Verlauf ein MRI der Schulter und des Nackens durchgeführt. Hier zeigen sich
keine frische strukturelle Läsionen, die auf die geschilderte Schulterprellung
zurückzuführen wären. Nachdem Dr. __________, wie auch der Radiologe der
Meinung waren, dass die beschriebenen Läsionen am Labrum degenerativer Genese
waren, ist Dr. __________ der Meinung, dass es sich um frische posttraumatische
Läsionen handelt und stellt nun die Indikation zur operativen Sanierung. Dieser
Argumentation kann nicht gefolgt werden, da insbesondere die zystischen
Veränderungen darauf hinweisen, dass es sich um ältere degenerative Läsionen
handeln. Zystische Veränderungen treten nicht innerhalb von wenigen Wochen auf.
Zudem wäre das beschriebene Ereignis einer Schulterkontusion gar nicht
geeignet, eine SLAP-Läsion zu verursachen.

Harald Hempfling und Veit Krenn setzen sich in ihrem Buch «Schadenbeurteilung am
Bewegungs-system» anhand der international verfügbaren Fachpublikation
ausführlich auch mit der Problema-tik der SLAP-Läsionen auseinander.

Als geeignete Unfallmechanismen werden in der Literatur nur wenige genannt,
laut Muffet entstehen 2/3 der traumatisch bedingten SLAP-Läsionen durch
Traktionsverletzungen, gefolgt von Stürzen auf den ausgestreckten Arm,
abgesehen von den Luxationsmechanismen. Nur in Ausnahmefällen kann ein direktes
Trauma als Ursache gesehen werden.

(…).

Zusammengefasst liegen beim Versicherten keine strukturellen Läsionen vor, die
auf die erlittene Schulterprellung zurückzuführen wären. Folgen der Prellung
wären nach maximal 3 Monaten ausge-heilt. Beschwerden über diesen Zeitraum
hinaus sind auf vorbestehende, degenerative Veränderungen zurückzuführen. Dementsprechend
ist die geplante Operation auch nicht unfallkausal.”

 

                             2.10.   Nel caso di specie,
attentamente vagliata la documentazione medica agli atti, questa Corte non può
confermare la decisione su opposizione impugnata che ha negato successivamente
al 6 novembre 2020 il diritto a prestazioni dipendente dall’evento
infortunistico del 20 luglio 2020. 

 

                                         In effetti, in merito alla
questione relativa all’eziologia dei disturbi alla spalla sinistra
dell’assicurato (in particolare, della lesione del cercine glenoideo), agli
atti figurano referti contraddittori - da una parte l’apprezzamento del medico
fiduciario dell’amministrazione, dall’altra i rapporti elaborati dai dottori __________,
__________ e __________ - che non consentono a questo Tribunale di decidere,
con la necessaria tranquillità, in un senso oppure nell’altro. 

 

                                         A tale riguardo, va segnatamente
rilevato come il medico fiduciario in questione abbia negato l’esistenza di un
nesso causale naturale successivamente al 6 novembre 2020, principalmente in
ragione della presenza unicamente di un trauma contusivo, inidoneo, a suo dire,
a provocare la rottura del cercine glenoideo, già affetto da alterazioni
degenerative.

                                         Dagli atti di causa
risulta tuttavia che l’assicurato ha riportato anche un trauma distrattivo
allorquando, mentre stava per cadere, ha tentato d’afferrare il timone del
muletto (cfr. consid. 2.6). Già per questa ragione, secondo il TCA, è lecito
dubitare della completezza (e, quindi, pure della correttezza) delle conclusioni
a cui è giunto il medico fiduciario dell’CO 1 (completa guarigione della
contusione dopo 3 mesi). 

 

                                         In presenza di divergenze
di natura medica, la giurisprudenza federale prevede che la vertenza non possa
essere decisa basandosi sull’uno o sull’altro dei pareri a disposizione ma che
occorre ordinare una perizia ad opera di un medico indipendente secondo la
procedura di cui all’art. 44 LPGA oppure una perizia giudiziaria (cfr. DTF 135
V 465 e la STF 8C_247/2018 del 1° aprile 2019 consid. 6.2.2).

 

                                         Tutto ben considerato, nel
caso concreto, emergono dunque elementi suscettibili di generare dei dubbi,
perlomeno lievi, circa l’affidabilità del parere sul quale l’amministrazione ha
fondato la decisione di negare successivamente al 6 novembre 2020 il diritto a
prestazioni dipendente dall’evento infortunistico del 20 luglio 2020, dubbi che
inducono questa Corte a scostarsene (per un caso in cui il TF ha annullato il
giudizio cantonale e rinviato la causa per nuova decisione, ritenendo che i
referti agli atti dei medici curanti dell’assicurato fossero atti a suscitare
un, almeno minimo, dubbio circa la pertinenza del parere espresso dal medico
fiduciario a proposito della capacità lavorativa, cfr. la STF 8C_370/2017 del
15 gennaio 2018 consid. 3.3.3; in questo senso, si veda pure la STF 8C_637/2020
del 4 marzo 2021 consid. 5.1 e 5.2, relativa a un caso in cui i lievi dubbi
generati da un rapporto del medico curante specialista, riguardavano proprio
l’eziologia di disturbi interessanti la spalla della persona assicurata). 

 

                             2.11.   In una sentenza di principio
9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V 210, il Tribunale
federale ha preso posizione sulle critiche rivolte alla giurisprudenza federale
relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico
(SAM; art. 72bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla
Costituzione. In quella pronunzia, l’Alta Corte ha pure precisato in quali casi
il Tribunale cantonale deve allestire direttamente una perizia giudiziaria e in
quali altri può rinviare gli atti all'assicuratore per un complemento
istruttorio.

 

                                         Il TF ha, al riguardo,
sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…). 

4.4.1.1 Ist das Gutachten einer versicherungsinternen oder -externen Stelle
nicht schlüssig und kann die offene Tatfrage nicht anhand anderer Beweismittel
geklärt werden, so stellt sich das Problem, inwieweit die mit der Streitsache
befasste Beschwerdeinstanz noch die Wahl haben soll zwischen einer Rückweisung
der Sache an die Verwaltung, damit diese eine neue oder ergänzende Expertise
veranlasse, und der Einholung eines Gerichtsgutachtens. Das Bundesgericht hat
dazu jüngst festgehalten, die den kantonalen Gerichten zufallende Kompetenz zur
vollen Tatsachenprüfung (Art. 61 lit. c ATSG) sei nötigenfalls durch Einholung
gerichtlicher Expertisen auszuschöpfen (BGE 136 V 376 E. 4.2.3 S. 381). Dies
schliesst ein, dass die erstinstanzlichen Gerichte diese Befugnis nicht ohne
Not durch Rückweisung an die Verwaltung delegieren dürfen.

4.4.1.2 Die Vorteile von Gerichtsgutachten
(anstelle einer Rückweisung an die IV-Stelle) liegen in der Straffung des
Gesamtverfahrens und in einer beschleunigten Rechtsgewährung. Die direkte
Durchführung der Beweismassnahme durch die Beschwerdeinstanz mindert das Risiko
von - für die öffentliche Hand und die versicherte Person - unzumutbaren
multiplen Begutachtungen. Zwar gilt die Sozialversicherungsverwaltung mit Blick
auf die differenzierten Aufgaben und die dementsprechend unterschiedliche
funktionelle und instrumentelle Ausstattung der Behörden in der
Instanzenabfolge im Vergleich mit der Justiz als regelmässig besser geeignet,
Entscheidungsgrundlagen zu vervollständigen (BGE 131 V 407 E. 2.1.1 S. 411). In
der hier massgebenden Verfahrenssituation schlägt diese Rechtfertigung für eine
Rückweisung indessen nicht durch.

4.4.1.3 Die Einschränkung der Befugnis der
Sozialversicherungsgerichte, eine Streitsache zur neuen Begutachtung an die
Verwaltung zurückzuweisen, verhält sich komplementär zu den (gemäss geänderter
Rechtsprechung) bestehenden partizipativen Rechten der versicherten Person im
Zusammenhang mit der Anordnung eines Administrativgutachtens (Art. 44 ATSG;
vgl. oben E. 3.4). Letztere tragen zur prospektiven Chancengleichheit bei,
derweil das Gebot, im Falle einer Beanstandung des Administrativgutachtens eine
Gerichtsexpertise einzuholen, die Waffengleichheit im Prozess gewährleistet, wo
dies nach der konkreten Beweislage angezeigt ist. Insoweit ist die ständige
Rechtsprechung, wonach das (kantonale) Gericht prinzipiell die freie Wahl hat,
bei festgestellter Abklärungsbedürftigkeit die Sache an den Versicherungsträger
zurückzuweisen oder aber selber zur Herstellung der Spruchreife zu schreiten
(vgl. statt vieler ARV 1997 Nr. 18 S. 85 E. 5d mit Hinweisen, C 85/95; Urteil
vom 11. April 2000 E. 3b, H 355/99), zu ändern.

4.4.1.4 Freilich ist es weder unter
praktischen noch rechtlichen Gesichtspunkten - und nicht einmal aus Sicht des
Anliegens, die Einwirkungsmöglichkeiten auf die Erhebung des medizinischen
Sachverhalts fair zu verteilen - angebracht, in jedem Beschwerdefall auf der
Grundlage eines Gerichtsgutachtens zu urteilen. Insbesondere ist der Umstand,
dass die MEDAS von der Invalidenversicherung finanziert werden, kein genügendes
Motiv dafür. Doch drängt sich auf, dass die Beschwerdeinstanz im Regelfall ein
Gerichtsgutachten einholt, wenn sie einen (im Verwaltungsverfahren anderweitig
erhobenen) medizinischen Sachverhalt überhaupt für gutachtlich
abklärungsbedürftig hält oder wenn eine Administrativexpertise in einem rechtserheblichen
Punkt nicht beweiskräftig ist (vgl. die Kritik an der bisherigen
Rückweisungspraxis bei Niederberger, a.a.O., S. 144 ff.). Die betreffende
Beweiserhebung erfolgt alsdann vor der - anschliessend reformatorisch
entscheidenden - Beschwerdeinstanz selber statt über eine Rückweisung an die
Verwaltung. Eine Rückweisung an die IV-Stelle bleibt hingegen möglich, wenn sie
allein in der notwendigen Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten Frage
begründet ist. Ausserdem bleibt es dem kantonalen Gericht (unter dem Aspekt der
Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache zurückzuweisen, wenn lediglich eine
Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen
erforderlich ist (siehe beispielsweise das Urteil 9C_646/2010 vom 23. Februar 2011 E. 4; vgl. auch SVR 2010 IV Nr. 49 S. 151 E. 3.5,
9C_85/2009).” (DTF 137 V 263-265)

 

                                         In una sentenza 8C_59/2011
del 10 agosto 2011 consid. 5.2 - dunque successiva a quella pubblicata
in DTF 137 V 210 -, emanata in materia di assicurazione contro gli infortuni,
il Tribunale federale ha ribadito i principi sviluppati nella DTF 135 V 465, in
particolare che, in presenza di dubbi circa l’affidabilità di rapporti allestiti
da medici di fiducia, il giudice (cantonale) è libero di scegliere se
ordinare direttamente una perizia giudiziaria oppure rinviare gli atti
all’amministrazione affinché disponga essa stessa una perizia seguendo la
procedura di cui all’art. 44 LPGA:

 

" Um solche
Zweifel auszuräumen, wird das Gericht entweder ein Gerichtsgutachten anzuordnen
oder die Sache an den Versicherungsträger zurückzuweisen haben, damit dieser im
Verfahren nach Art. 44 ATSG eine Begutachtung veranlasst (BGE 135 V 465 E. 4.6
S. 471).”

 

                                         In una sentenza
8C_412/2019 del 9 luglio 2020 consid. 5.4, la Corte federale ha rinviato la
causa all’assicuratore LAINF (e non al tribunale cantonale che aveva respinto
il ricorso della persona assicurata) affinché disponesse l’esecuzione di una
perizia ai sensi dell’art. 44 LPGA, precisando che laddove esistano dubbi circa
l’attendibilità e la pertinenza della valutazione del medico fiduciario, spetta
in primo luogo all’assicuratore contro gli infortuni procedere a ulteriori atti
istruttori per determinare d’ufficio i fatti determinanti e, se del caso,
assumere le prove necessarie prima di emanare la decisione (art. 43 LPGA):

 

" Lorsqu’il existe des doutes sur la fiabilité et la pertinence de
l’appréciation du médecin-conseil, il appartient en premier lieu à
l’assureur-accidents de procéder à des instructions complémentaires pour
établir d’office l’ensemble des faits déterminants et, le cas échéant,
d’administrer les preuves nécessaires avant de rendre sa décision (art. 43 al.
1 LPGA; ATF 132 V 368 consid. 5 p. 374; arrêt 8C_401/209 du 9 juin 2020
consid. 5.3.3. et ses références).” 

(STF 8C_412/2019, consid. 5.4.)

 

                                         (si veda pure la STF
8C_697/2019, 8C_698/2019 del 9 novembre 2020 consid. 4.1; STCA 35.2020.93 del
29 marzo 2021, consid. 2.7; STCA 35.2020.81 del 26 aprile 2021, consid. 2.10).

 

                                         Nella presente
fattispecie, il TCA ritiene che siano soddisfatti i presupposti per un rinvio
degli atti all’istituto convenuto (cfr. STF 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 e DTF
135 V 465), già per il fatto che esso ha fondato la decisione impugnata sul
solo parere del proprio medico fiduciario. 

 

                                         Per le ragioni già esposte
al considerando 2.10., si giustifica l’annullamento della decisione su
opposizione impugnata e il rinvio degli atti all’assicuratore affinché disponga
un approfondimento peritale esterno (art. 44 LPGA) volto a definire l’eziologia
dei disturbi alla spalla sinistra lamentati dal ricorrente dopo il 6 novembre
2020. 

 

                                         In queste condizioni, il
TCA può rinunciare ad assumere ulteriori prove.

 

                             2.12.   L’art.
61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura
deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti;
la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte
alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

In
data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61
lett. a LPGA prevede ora unicamente che la procedura deve essere semplice,
rapida e, di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61
lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a
prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo
prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese
processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato. 

 

                                         Secondo l’art. 82a LPGA
(Disposizione transitoria, cfr. RU 2021 358), ai ricorsi pendenti dinanzi al
tribunale di primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del
21 giugno 2019 si applica il diritto anteriore.

 

                                         In concreto, il ricorso è
del 17 giugno 2021 per cui si applica la nuova disposizione legale. Trattandosi
di una controversia relativa a prestazioni LAINF, il legislatore non ha
previsto di prelevare le spese (sul tema, cfr. STF 8C_265/2021 del 21 luglio
2021).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è accolto ai
sensi dei considerandi.

                                         §    La decisione su
opposizione impugnata è annullata. 

                                         §§ Gli
atti sono retrocessi all’CO 1 per complemento istruttorio e nuova decisione. 

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione
è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare
la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere
allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti