# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** daa0cf2f-baeb-5ffe-b729-0ad1bcca6473
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-05-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 20.05.2015 80.2014.271
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2014-271_2015-05-20.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2014.271

  80.2014.272

  	
  Lugano

  20 maggio 2015

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Antonio
  Saredo-Parodi

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

  RI
  2 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 21 ottobre 2014 contro la decisione del 8 ottobre 2014 in materia di IC   e IFD 2012.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   I coniugi RI 1 e RI 1
sono comproprietari dei mappali n. __________ e __________ RFD di __________.
Sul primo sorge la loro casa d’abitazione; sul secondo, situato sul lato
opposto della strada, sorge invece un “portico”, adibito a parcheggio.

                                         Alla dichiarazione
d’imposta per il periodo fiscale 2012, i contribuenti allegavano il modulo 7
(Immobili, determinazione della sostanza e del reddito immobiliare), nel quale
menzionavano insieme i mapp. __________ e __________, attribuendo loro un
valore di stima complessivo di fr. 132'713.- ed un valore locativo di fr.
17'000.-. Da questo ultimo importo chiedevano la deduzione di spese di manutenzione
e gestione per complessivi fr. 27'098.-, riconducibili in buona parte alla
sostituzione della tettoia del parcheggio.

 

 

                                  B.   L’RS 1 notificava ai
contribuenti la tassazione IC/IFD 2012, con decisione del 26 febbraio 2014.
Rispetto alla dichiarazione presentata, l’autorità fiscale aveva negato la
deduzione delle spese di manutenzione effettive, riconoscendo solo la deduzione
forfetaria di fr. 4'250.- per l’IC e di fr. 3'400.- per l’IFD. Inoltre, aveva
stralciato la deduzione forfetaria per le altre spese professionali, in
considerazione del fatto che RI 2 percepiva dal datore di lavoro un rimborso
forfetario di fr. 8'000.- per spese di rappresentanza.

 

 

                                  C.   I contribuenti
impugnavano la suddetta decisione, con reclamo del 24 febbraio 2014. In primo luogo, chiedevano la deduzione delle spese per la sostituzione della tettoia,
argomentando che si trattava “di una manutenzione (sostituzione) di quella già
esistente e strettamente legata all’abitazione”. In secondo luogo, contestavano
il mancato riconoscimento delle “altre spese professionali”, sottolineando che
il rimborso spese percepito copriva i costi legati alla funzione di condirettore.

 

 

                                  D.   L’Ufficio di
tassazione respingeva il reclamo, con decisione del 19 marzo 2014.

                                         Per quanto attiene al
primo aspetto litigioso, osservava che i lavori di demolizione e ricostruzione
si riferivano al mapp. n. __________, che secondo i “dati di stima ufficiale”
non aveva un valore di reddito né un valore locativo; siccome “le spese di manutenzione
sono considerate spese per l’acquisizione di un reddito e presuppongono
pertanto che vi sia un reddito imponibile”, la deduzione non poteva essere
ammessa.

                                         In merito alle spese
professionali, argomentava che, in caso di rifusione forfetaria, “non può
ammettersi la relativa deduzione forfetaria, considerata la copertura delle
stesse da parte del datore di lavoro potendosi nel caso ammettersi gli eventuali
costi comprovati eccedenti la rifusione”.

 

 

                                  E.   Con sentenza dell’8
settembre 2014, la Camera di diritto tributario annullava la decisione
impugnata e rinviava gli atti all’Ufficio di tassazione Lugano Campagna, perché
entrasse nel merito del reclamo circa la qualifica delle spese sostenute dai
ricorrente, segnatamente dei costi relativi alla tettoia che sorge sul mapp. n.
__________ RFD di Novaggio. Nella decisione impugnata, infatti, l’Ufficio di
tassazione non aveva stabilito se le spese sostenute dai ricorrenti fossero da
considerare costi di manutenzione o di miglioria, ma ne aveva però escluso la
deduzione per il fatto che a suo avviso si riferivano ad un immobile che non produceva
alcun reddito imponibile. Tuttavia, non era possibile stabilire se il valore
locativo imposto fosse comprensivo anche dell’uso del parcheggio situato sulla
part. n. __________. 

 

 

                                  F.   Con una nuova decisione
dopo reclamo dell’8 ottobre 2014, l’Ufficio di tassazione Lugano Campagna
qualificava i costi sostenuti dai contribuenti per la tettoia, segnatamente per
“la demolizione del precedente vetusto manufatto ligneo e la posa della nuova
struttura metallica oltre all’innalzamento di muri perimetrali in cemento
armato e formazione di platea” quali migliorie e quindi spese d’investimento
non deducibili ai sensi degli art. 33 lett. d LT e  34 lett. d LIFD, “per i
quali sono tali i costi che trasformano un immobile portandolo ad un migliore
stato attraverso il miglioramento delle sue qualità tecniche oggettive, la sua
funzionalità, il suo comfort, il suo valore d’uso ed aumentando per esse il
valore dell’immobile stesso sia come valore intrinseco che come valore di
rendimento (v. Commentaire Romand, Yersin, Nöel, ed. 2008, ad art. 32 n. 122)”.

                                         Per quanto attiene al
valore locativo, considerati “i colloqui” avuti in merito con il signor RI 2,
l’Ufficio di tassazione lo stabiliva “in complessivi CHF 13'785.-- in
considerazione dei valori di stima ufficiale”.

                                         L’Ufficio di tassazione
riconfermava pertanto la non deducibilità dei “costi d’immobili effettivi, con
riguardo alle spese di demolizione e ricostruzione della tettoia sulla part. __________
RFD di __________ oltre a spese di gestione, e per essi ammettendo la deduzione
forfettaria”.

 

 

                                  G.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2 contestano nuovamente
la mancata deduzione delle spese per la sostituzione della tettoia al mapp. __________
RFD di __________ per l’importo di fr. 27'098.-, a fronte della deduzione
forfetaria di fr. 3'447.- per l’IC e fr. 2'757.- per l’IFD riconosciuta
dall’Ufficio di tassazione.

                                         I ricorrenti argomentano
che il valore locativo di fr. 17'000.- da loro sempre dichiarato a partire dal
periodo fiscale 2005 è sempre stato considerato comprensivo anche del
parcheggio situato sulla part. n. __________. Ritengono che a causa della
rettificazione del valore locativo in fr. 13'785.- da parte dell’Ufficio di tassazione,
sarebbe loro preclusa “in futuro ogni e qualsiasi manutenzione necessaria
all’edificio accessorio (tettoia) sulla particella del mapp. __________ in
quanto non vi sarebbe più alcun reddito, malgrado la spesa sostenuta per il
manufatto”.

                                         Fanno altresì notare che
già da diversi anni la scarpata dietro la tettoia e lungo una parte del terreno
di loro proprietà, che confina con la strada comunale, ha “creato disagi con
smottamenti di terra in occasione di forti piogge” e provocato il rischio di
caduta di alberi e piante sulla strada, sulla tettoia stessa o sui pali
dell’elettricità adiacenti. Per questo motivo ritengono che questa parte dei
lavori debba essere considerata di manutenzione, essendo servita a consolidare
la scarpata ed evitare che la terra non smottasse più sulla strada in caso di
pioggia. Il taglio delle piante e la conseguente estrazione delle radici avrebbe
anche permesso di rendere “più agibile il palo AIL”. Chiedono che venga
riconosciuto anche il rifacimento dell’asfalto, essendo lo stesso “corroso a
seguito dell’avanzare della scarpata”. Indicano che per consolidare la scarpata
sono stati posati dei drenaggi, un tubo per la raccolta e lo smaltimento delle
acque ed è stato costruito un muro che serve anche quale appoggio alla tettoia.

                                         La vecchia tettoia sarebbe
stata costruita dal precedente proprietario agli inizi degli anni ’80 e, a metà
degli anni ’90, sarebbero state sostituite alcune assi del tetto e la carta
catramata. Sebbene non siano in grado di stabilire il valore di costo iniziale
della tettoia, gli insorgenti ritengono che quanto speso per la nuova tettoia (fr.
15'800.-) non costituisca un valore tanto importante da condurre a qualificare
l’intervento quale una miglioria. Ammettono che vi è stato un leggero aumento
di volume dell’opera, ma ciò sarebbe da ricondurre alla “standardizzazione
delle misure” per le quali non hanno “voluto effettuare nessuna modifica per
non far aumentare la spesa”. Potrebbero pertanto acconsentire ad una “una
riduzione proporzionale della spesa di manutenzione in base al volume, ma solo
sul valore della tettoia”.

                                         I ricorrenti chiedono
dunque che siano ammesse in deduzione sia le “spese di manutenzione sostenute
per la sostituzione della tettoia” sia quelle dovute al “consolidamento della
scarpata” e pretendono pure che venga considerato un valore locativo annuale di
fr. 1'200.- per la particella n. __________ RFD di __________, “alfine di poter
richiedere le spese di manutenzione in futuro, se dovesse essere il caso”.

 

 

                                  H.   All’udienza del 21
aprile 2015, il ricorrente ha prodotto un rapporto dell’ingegner __________
concernente l’erosione causata dalle infiltrazioni d’acqua alla scarpata su cui
sorge il posteggio. Ha spiegato che la tettoia precedente risaliva agli anni
ottanta ed era in legno, mentre che la base era invece in beton. Indica che
proprio per tener conto delle infiltrazioni d’acqua, sono stati tagliati gli
alberi ed è poi stata costruita la nuova tettoia. A suo avviso tale operazione,
malgrado un certo aumento della superficie e quindi della volumetria, a
dipendenza delle misure standard della tettaia, va considerata una semplice
sostituzione e quindi una spesa di manutenzione.

                                         L’Ufficio di tassazione,
dal suo canto, ribadisce che a suo avviso si tratta chiaramente di una nuova
costruzione. Acconsente tuttavia alla richiesta del ricorrente di attribuire un
valore locativo di fr. 1'200.- per l’uso del posteggio situato sotto la
tettoia.

 

 

Diritto

 

 

1.1.1.

Per quanto attiene
alla definizione del valore locativo, l’Ufficio di tassazione, nella decisione impugnata
afferma di aver determinato, tenuto conto dei “colloqui intercorsi con il
signor RI 2 in considerazione della contestazione dell’imposto valore locativo
sull’abitazione di cui alla part. __________ RFD di __________ dopo i lavori di
rinnovamento effettuati nel 2004”, il valore locativo in complessivi fr.
“13'785.- in considerazione dei valori di stima ufficiale”.

                                         Il valore locativo così
determinato di fr. 13'735.- concerne esclusivamente la part. __________ RFD di __________
e non è comprensivo del posteggio situato sul mapp. n.__________ RFD di __________.

                                         Nel corso dell’udienza
tenutasi il 21 aprile 2015, l’autorità fiscale ha sostenuto di acconsentire
alla richiesta dei ricorrenti di attribuire un valore locativo annuo di fr.
1'200.- per l’uso del posteggio situato sotto la tettoia. Il verbale è stato
(evidentemente) sottoscritto da ambo le parti e pertanto su questo punto esse
hanno raggiunto un accordo.

 

                                         1.2.

                                         Con un ulteriore scritto
del 21/23 aprile 2015, i contribuenti, a complemento del verbale del 21 aprile
2015 e, a loro dire, per “una miglior chiarezza e a futura memoria”, hanno
chiesto a questa Camera di “chiarire con la vostra decisione l’affermazione
dell’ufficio di tassazione in merito all’attribuzione del valore locativo annuo
di CHF 1'200.00 per l’uso del posteggio situato sotto la tettoia”. Indicano che
non vorrebbero che “la ricostruzione di un’eventuale cedimento del muro
perimetrale o cedimenti della scarpata, siccome sono molto vicini alla tettoia
ed è completamente aperta, non venga riconosciuta quale manutenzione perché non
rientrano ‘sotto la tettoia’”. 

                                         La questione sollevata con
la lettera in discussione non presenta alcun interesse attuale. Nel momento in
cui dovessero essere chiesti in deduzione costi per interventi concreti,
l’autorità di tassazione stabilirà se si tratti di spese causalmente legate al conseguimento
del valore locativo del parcheggio o meno. 

 

                                         1.3.

                                         Ne consegue pertanto che
per quanto attiene al valore locativo, sia dell’abitazione sul mapp. n. __________
RFD (fr. 13'785.-) e sia del posteggio sul mapp. n. __________ RFD di __________
(fr. 1'200.- annui) le parti hanno trovato un accordo e pertanto il ricorso su
questo punto è divenuto privo d’oggetto.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Secondo
l’art. 32 cpv. 2 LIFD, di uguale tenore dell’art. 9 cpv. 3 LAID, il contribuente
che possiede immobili privati può dedurre le spese di manutenzione, le spese di
riattazione di immobili di nuova acquisizione, i premi d’assicurazione e le
spese d’amministrazione da parte di terzi.

 

                                         2.2.

                                         Analoga
disposizione esiste a livello cantonale, anche se l’art. 31 cpv. 2 LT non
disciplina espressamente le spese di riattazione di immobili di nuova acquisizione.

                                         Malgrado i
Cantoni avessero tempo due anni dall’entrata in vigore della legge federale –
vale a dire entro inizio 2012 – per adeguare la loro legislazione alle disposizioni
federali (art. 72j cpv. 1 LAID), il legislatore ticinese non vi ha
tutt’ora provveduto. La Divisione delle contribuzioni ha nondimeno manifestato
la volontà di abolire la cosiddetta “prassi Dumont” già a decorrere dal
1° gennaio 2010, come dimostra inequivocabilmente la nuova Circolare n. 7/2010
del mese di aprile 2011.

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Per costante
giurisprudenza sono considerate spese di manutenzione quelle che, senza
aumentare il valore dell’immobile, ne preservano lo stato, ne conservano l’uso
e ne mantengono la redditività (Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 5 ad art.
32 LIFD, p. 219 s.; Känzig,
Direkte Bundessteuer, 2a ediz., Vol. I, Basilea 1982, p. 649; Bottoli, Lineamenti di diritto
tributario ticinese, Lugano 1977, p. 66). Esse vengono generalmente suddivise
in tre distinte categorie:

·        
le spese di manutenzione in senso stretto (“Instandhaltungskosten”,
“frais d’entretien courants”), ovvero le spese ricorrenti che tendono a
garantire la funzionalità di un immobile (per esempio le piccole riparazioni;
cfr. Richner/Frei/ Kaufmann/Meuter,
Handkommentar zum DBG, 2ª ediz., Zurigo 2009, n. 40 ad art. 32 LIFD, p. 518; Merlino, in: Yersin/Noël [a cura di],
Impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 51 ad art. 32 LIFD, p. 490; Locher, Kommentar zum DBG, Vol. I,
Basilea/Therwil 2001, n. 24 ad art. 32 LIFD, p. 787);

·        
le spese di riparazione (“Instandstellungskosten”, “frais de
remise en état”), ovvero le spese che intervengono a scadenze più lunghe e
tendono a garantire la redditività di un immobile (per esempio il rinnovo di
facciate; cfr. Richner/
Frei/Kaufmann/Meuter, op. cit., n. 41 ad art. 32 LIFD, p. 518; Merlino, loc. cit; Locher, loc. cit.);

·        
le spese di sostituzione o modernizzazione (“Ersatzanschaffungskosten”,
“coût de remplacement”): i primi due tipi di costi di manutenzione servono
infatti a far sì che un oggetto mantenga quel valore che corrisponde alla sua
durata di impiego residua; ma ogni oggetto ha una durata d’impiego limitata.
Colui che se ne serve sarà pertanto costretto prima o poi a sostituire
l’oggetto usato o a modernizzarlo. Se installazioni non più conformi alle
esigenze moderne vengono sostituite, le relative spese sono nondimeno
deducibili, a condizione che le nuove offrano più o meno lo stesso grado di
comodità di quello che offrivano le vecchie ai tempi in cui furono installate.
Ciò si verifica, per esempio, quando apparecchi di cucina o bollitori difettosi
o divenuti inutilizzabili vengono rimpiazzati con altri che svolgono la
medesima funzione (decisione CDT n. 80.96.170 del 27 gennaio 1997, in: RDAT
II-1997 n. 4t).

 

                                         3.2.

                                         Ai fini della
determinazione del reddito imponibile non possono invece essere dedotte le
spese di investimento, segnatamente di miglioria di beni patrimoniali
(cfr. art. 34 lett. d LIFD e art. 33 lett. d LT).

La distinzione tra spese di manutenzione e spese di miglioria non sempre è facilmente
praticabile, poiché vi sono spese che, effettuate allo scopo di salvaguardare o
ripristinare il valore dell’immobile, ne aumentano nel contempo il comfort.
Viceversa vi sono spese volute per incrementare il valore dell’immobile che
servono in parte a salvaguardare o mantenere quello iniziale. Per ovviare a
queste difficoltà, la prassi della Divisione delle contribuzioni suole in
questi casi operare una suddivisione della spesa totale, espressa in frazione,
tra spesa di manutenzione deducibile e spesa di miglioria non deducibile (cfr. Circolare n. 7/2010 dell’aprile 2011).

                                         Fanno eccezione unicamente
gli investimenti destinati al risparmio di energia e alla protezione
dell’ambiente (art. 32 cpv. 2 LIFD e art. 31 cpv. 2 LT), nei quali rientrano
tutti i provvedimenti che contribuiscono a razionalizzare il consumo di energia
o a far uso di energie rinnovabili (art. 5 dell’Ordinanza concernente la deduzione
dei costi di immobili del patrimonio privato in materia di imposta federale
diretta; RS 642.116). Simili interventi – per esplicita volontà del legislatore
– vanno sempre assimilati alle spese di manutenzione, anche se contribuiscono
ad incrementare il valore dell’immobile (decisione TF n. 2C_727/2012 e
2C_729/2012 del 18 dicembre 2012, in: StR 68/2013 p. 318).

 

                                         3.3.

                                         Ai fini
della determinazione del reddito imponibile non possono nemmeno essere dedotte
le spese di acquisto e fabbricazione di beni patrimoniali (art.
34 lett. d LIFD e art. 33 lett. d LT).

                                         Per quanto qui di
interesse, le spese di fabbricazione (“Herstellung”; “production”)
non concernono soltanto le nuove costruzioni, ma riguardano pure i casi di “demolizione
e ricostruzione estesa” o di “risanamento totale” di un immobile, a tal punto importanti
e radicali da dover essere assimilati all’acquisizione di una nuova struttura
edilizia, diversa da quella preesistente (decisione TF n. 2P.25/1998 del 24
febbraio 1999, in: RDAT II-1999 n. 21t). 

                                         Come ancora recentemente
confermato dalla giurisprudenza federale, simili interventi devono essere
assimilati in tutto e per tutto a una nuova costruzione, senza che possano
entrare in linea di considerazione lavori di manutenzione fiscalmente rilevanti
e quindi deducibili dal reddito imponibile. L’Alta Corte ha, per esempio,
negato ogni deduzione

·        
ad un contribuente che nell’ambito di lavori di risanamento
aveva, di fatto, costruito una nuova stalla al piano inferiore di un edificio
(decisione TF n. 2C_666/2012 e 2C_667/2012 del 18 dicembre 2012);

·        
ad un contribuente che aveva ricostruito lo stabile principale e
trasformato quello accessorio da garage ad appartamento (decisione TF n.
2C_63/2010 del 6 luglio 2010, in: StR 65/2010 p. 864);

·        
ad un contribuente che aveva ricostruito una pergola andata
distrutta – eccezion fatta per la sua struttura portante – a seguito di forti
nevicate (decisione TF n. 2C_878/2010 del 19 aprile 2011, consid. 4 e 6.1).

                                         Lo stesso ha fatto questa
Camera, negando la deduzione dei costi di costruzione a contribuenti che,
demolito in quanto fatiscente un edificio annesso alla propria villa, lo
avevano ricostruito, mantenendo inalterata la volumetria ma trasformandolo da
negozio a garage (CDT n. 80.2002.96 del 10 giugno 2002). In un altro caso ha
negato ogni deduzione ad un contribuente che aveva trasformato ed ampliato un
rustico, la cui destinazione era passata da stalla ad abitazione secondaria
(CDT n. 80.2003.190 del 9 febbraio 2004, in: RtiD II-2004 n. 7t).

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Venendo alla fattispecie
in esame, l’Ufficio di tassazione ha negato la deduzione dei richiesti costi
d’immobili effettivi, “con riguardo alle spese di demolizione e ricostruzione
della tettoia sulla part. __________ RFD di __________ oltre a spese di gestione”,
ammettendo invece la deduzione forfettaria.

                                         I ricorrenti chiedono
invece che vengano loro riconosciuti i costi effettivi, sostenendo che i lavori
effettuati alla tettoia sono da qualificare come lavori di manutenzione.
Chiedono inoltre che siano riconosciuti come lavori di manutenzione anche i
lavori di “consolidamento della scarpata” e quindi anche il conseguente
rifacimento dell’asfalto, in “quanto era “corroso” a seguito dell’avanzare
della scarpata”.

 

                                         4.2.

                                         Come si evince dalla
documentazione fotografica prodotta dai ricorrenti, e come da loro esplicato
nel gravame, sulla particella n. __________ RFD __________ vi era già una
tettoia, costruita dal precedente proprietario negli anni ’80. Questa tettoia
era stata costruita con delle assi di legno (“perline”) e aveva una base in
cemento e il tetto coperto con della carta catramata. I ricorrenti hanno indicato
che essendosi la tettoia deteriorata con il trascorre degli anni e a causa
delle intemperie, hanno dovuto procedere a sostituirla.

 

                                         __________.3.

                                         Per i lavori eseguiti alla
tettoia, i contribuenti avevano inoltrato il 9 dicembre 2010 la relativa
domanda di costruzione al Comune di Novaggio avente per oggetto “sostituzione
tettoia posteggi” e indicando quale genere di lavoro “nuova costruzione con
demolizione”. Già questa descrizione nella domanda di costruzione lascia
intendere che i lavori effettuati alla tettoia vanno oltre la semplice manutenzione.
Non vanno nemmeno trascurate le stesse indicazioni utilizzate dalle ditte che
hanno effettuato i lavori: ad esempio, la fattura dello Studio d’ingegneria e
misurazioni __________ SA del 23.10.2012 indica come oggetto “tracciamento
nuova edificazione al mappale n° 523”; la __________ Sagl aveva emesso il
4.11.2011 una fattura indicando fra l’altro tra le prestazioni eseguite “[…]
fornitura materiali per nuova tettoia, (travi, ripartitori, undoline in vetro
resina, ) rottura del muretto esistente, nuovo muro di sostegno in cemento
armato, sistemazione sagomato in differenti punti, messa in opera i pali […]”;
sempre la __________ Sagl il 31.10.2012 aveva chiesto ai ricorrenti un acconto
per la “nuova autorimessa”, indicando che i lavori eseguiti comprendevano la
“rimozione tettoia esistente, nuova fondazione, inizio muro in cemento armato”.

                                         Ciò è evidentemente anche
suffragato dalla documentazione fotografica prodotta dai ricorrenti. Rispetto
alla situazione precedente, caratterizzata dalla presenza di una “semplice” (e
alquanto vetusta) tettoia in legno, non si può negare che vi sia stato un
miglioramento qualitativo dell’opera. Ora vi è una tettoia metallica, senza
pareti laterali, con un nuovo basamento in cemento armato, così come dei nuovi
muri perimetrali.

                                         Diversa sarebbe stata la
situazione se si fosse solamente proceduto a rinnovare o sostituire le assi in
legno, la carta catramata e a sistemare il basamento, lasciando però in
sostanza la struttura intatta. 

                                         Irrilevante, in tale
contesto, il fatto che la tettoia sia sempre stata usata quale posteggio e che
quindi non vi sia stato un cambiamento di destinazione.

                                         Anche facendo astrazione
da un eventuale aumento volumetrico, che a mente dai ricorrenti è stato
necessario per adeguare la tettoia agli standard costruttivi attualmente
vigenti, gli interventi eseguiti hanno di fatto alterato la fisionomia e
l’aspetto esterno originale della tettoia. Risulta di meridiana evidenza che
non si possono considerare i lavori eseguiti come semplici interventi di
manutenzione.

                                         La dottrina precisa che
nel caso della ricostruzione di un immobile dopo la sua demolizione, come in
ispecie, sia le spese di demolizione che quelle di ricostruzione dell’edificio
costituiscono delle spese d’investimento ai sensi dell’art. 34 lett. d LIFD,
rispettivamente art. 33 lett. d LT (Noël,
Commentaire romand, Impôt fédéral direct, Basilea 2008, art. 32 LIFD, n. 119; cfr.
anche STF 2C_63/2010 del 6 luglio 2010, consid. 2.1).

                                         Alla luce di quanto
precede, la tesi dell’autorità, secondo la quale nella fattispecie si ha a che
vedere con spese di miglioria (art. 33 lett. d LT e art. 34 lett. d
LIFD), quindi non deducibili, e non con spese di manutenzione (art. 31 cpv. 2
LT e art. 32 cpv. 2 LIFD), merita pertanto conferma.

 

                                         4.4.

                                         Venendo ora ai lavori di
consolidamento della scarpata, come si evince dalla documentazione fotografica
prodotta dai ricorrenti, sono stati creati dei muri di sostegno che al contempo
fungono da muri perimetrali e di appoggio per la tettoia.

                                         I ricorrenti hanno
indicato che i lavori di consolidamento della scarpata si sono rilevati essere
necessari, in quanto in precedenza, in occasione di abbondanti precipitazioni,
vi erano stati alcuni disagi con smottamenti di terra. Inoltre, le piante
presenti sul sedime non avevano delle radici profonde, quindi in caso di forti
piogge non trattenevano la terra e vi era di conseguenza il rischio di scoscendimenti
e di caduta degli alberi sulla strada, sulla tettoia, sui pali elettrici e
telefonici adiacenti.

                                         Inoltre, così come per la
tettoia, anche in questo caso il muro preesistente è stato completamente
demolito e ne è stato creato uno nuovo in cemento armato.

                                         I lavori così descritti
hanno in sostanza permesso di rendere più resistente alle intemperie la
proprietà del ricorrente. Non costituiscono una mera spesa di manutenzione,
che, come visto, per definizione consente unicamente di preservare lo stato di
un immobile, conservarne l’uso e mantenerne la redditività, ma sono invece
costi di investimento fiscalmente non deducibili (art. 33 lett. d LT e
art. 34 lett. d LIFD).

                                         Anche in questo caso, il
semplice confronto tra la situazione ex ante e quella successiva
all’intervento non può che avvalorare la tesi che si tratta di spese di
miglioria.

                                         Infine, si rileva che il
rapporto, realizzato il 26 novembre 2014 (quindi quando i lavori litigiosi
erano da tempo terminati) dallo studio ing. __________ SA e prodotto dai
ricorrenti nell’udienza del 21 aprile 2015, concernente il deflusso delle acque
superficiali e le infiltrazioni nell’abitazione dei ricorrenti indica le
misure, non urgenti, da intraprendere in futuro “per impedire sia future infiltrazioni
e allagamenti nell’abitazione dei ricorrenti, così come futuri cedimenti e/o
franamenti del pendio e/o del bosco”. La relazione non concerne però
direttamente gli interventi alla tettoia ed alla scarpata oggetto del presente
litigio e pertanto non merita ulteriore disamina.

 

 

                                   5.   Alla luce delle
argomentazioni che precedono, in applicazione della giurisprudenza e della
dottrina in materia, ne consegue che la decisione impugnata, con la quale
l’Ufficio di tassazione di Lugano Campagna ha negato la deduzione delle spese
di miglioria, deve essere confermata.

 

 

                                   5.   Il ricorso è
conseguentemente respinto.

                                         Tassa di giustizia e spese
processuali sono a carico dei ricorrenti, soccombenti.

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   1.1.  Nella
misura in cui si riferisce alla determinazione del valore locativo, il ricorso
è privo d’oggetto.

                                         1.2   Nella
misura in cui si riferisce al riconoscimento delle spese di miglioria, il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    600.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.      80.–

                                         per un totale di                                                      fr.    680.–

                                         sono a carico dei
ricorrenti.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

	
              __________

  	
   

  

                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di.

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         Il
segretario: