# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5e446c6d-5345-5fc4-b9dc-cdb2d8710469
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-04-08
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 08.04.2005 A 2005 11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_A-2005-11_2005-04-08.pdf

## Full Text

A 05 11

3a Camera 

SENTENZA
dell’8 aprile 2005

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente imposta sulle successioni (interessi di mora)

1. Il 15 marzo 1999 decedeva ... La comunione ereditaria … (qui di seguito detta 

comunione ereditaria) introduceva allora la formale dichiarazione per 

l’imposta sulle successioni. Nella decisione di tassazione del 19 aprile 2001, 

l’Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni (qui di seguito detta 

amministrazione imposte) fatturava un importo di fr. 6'960.--, sulla base di una 

successione imponibile di fr. 274'400.--. Il 15 maggio 2001, la comunione 

ereditaria interponeva reclamo contro la decisione di tassazione, chiedendo 

una rettifica nella valutazione degli attivi. Tre anni e mezzo dopo, il 7 ottobre 

2004, l’amministrazione imposte emanava una nuova decisione di tassazione, 

nella quale gli attivi della successione venivano, per quanto riguardava 

l’alienazione di un solo immobile, rivalutati nel senso della richiesta formulata 

nel reclamo. L’imposta sulle successioni così dovuta ammontava a fr. 6'440.-

-, importo che gli interessati versavano agli inizi di novembre 2004. 

2. Con decisione 13 dicembre 2004, alla comunione ereditaria venivano accollati 

gli interessi di mora maturati dal 19 luglio 2001 al 9 novembre 2004, per un 

importo complessivo di fr. 1'051.--. Il tempestivo reclamo interposto contro tale 

provvedimento veniva respinto con decisione 21 gennaio 2005. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 26 

gennaio 2005, la comunione ereditaria chiedeva l’annullamento della 

decisone impugnata. Il ritardo nel pagamento dell’imposta sarebbe 

esclusivamente da imputare alla convenuta, che avrebbe atteso oltre tre anni 

per evadere il reclamo. Dal canto loro, gli eredi avrebbero immediatamente 

provveduto ad onorare il debito fiscale a giudizio conosciuto sul reclamo 

presentato. Da parte delle istanze cantonali, l’importo non sarebbe neppure 

mai stato sollecitato. 

4. Nella propria presa di posizione, l’amministrazione imposte postulava la 

reiezione integrale del ricorso. Al decorrere infruttuoso dei 90 giorni 

dall’intimazione della decisione di tassazione avrebbero iniziato a decorrere 

gli interessi moratori, indipendentemente da qualsiasi sollecito o dal fatto che 

gli interessati avessero nel frattempo interposto opposizione. 

Considerando in diritto:

1. a) La controversia verte unicamente sulla liceità dell’accollamento degli interessi 

moratori sull’importo scoperto a titolo di imposta sulle successioni. Non sono 

per contro contestati i calcoli effettuati né per quanto attiene ai tassi 

d’interesse applicati né riguardo alla decorrenza del computo di questi ultimi. 

b) Giusta l’art. 151 cpv. 1 lett. c della legge sulle imposte del Cantone dei Grigioni 

(LIG), le imposte come quella sulle successioni hanno la loro scadenza con 

la notifica della decisione di tassazione. Se l’imposta al momento della 

scadenza non è ancora stata tassata definitivamente, verrà riscossa 

provvisoriamente in base alla dichiarazione d’imposta, all’ultima tassazione 

esecutoria o in base al probabile importo dovuto. Se l’importo da versare 

risulta superiore a quello pagato, la differenza viene pretesa 

successivamente, se risulta inferiore, viene restituito con gli interessi. Il 

Dipartimento delle finanze fissa il tasso d’interesse per ogni anno civile. In 

merito al pagamento dell’imposta, l’art. 153 cpv. 1 lett. b LIG prevede che 

l’imposta sulle successioni vada pagata entro 90 giorni dalla scadenza. A 

mente del secondo capoverso di questo disposto, per pagamenti tardivi è 

dovuto un interesse di mora. Le disposizioni del diritto cantonale sopra 

richiamate hanno lo stesso tenore delle relative disposizioni (art. 161ss.) 

contenute nella legge federale sull’imposta federale diretta (LIFD), motivo per 

cui s’impone - qualora come nell’evenienza non esistano fondati motivi per 

agire diversamente - la loro stessa interpretazione e applicazione (decisione 

TF 1A.39/2004 con i numerosi riferimenti). 

c) Nell'evenienza concreta, la decisione di tassazione è stata comunicata alla 

ricorrente il 19 aprile 2001. L'imposta aveva pertanto scadenza con la notifica 

di detta decisione. Come previsto dalla legislazione cantonale in materia, il 

pagamento resta però effettuabile entro 90 giorni. Questo termine di 

pagamento, ancorato nella legge, è vincolante per il contribuente. Il mancato 

ossequio del termine di pagamento comporta l'accollamento dei relativi 

interessi moratori (PTA 1989 no. 56 e 1981 no. 72). Poiché allo scadere del 

90esimo giorno, a sapere il 19 luglio 2001, la ricorrente non aveva effettuato 

il dovuto pagamento, è precisamente da questa data che gli interessi moratori 

iniziano a decorrere. 

2. a) Constatata la liceità della decorrenza degli interessi moratori, resta da 

giudicare se la procedura di reclamo possa essere considerata beneficiare 

dell'effetto sospensivo. A questa condizione infatti, gli interessi per la durata 

della procedura di reclamo non sarebbero legalmente dovuti. La LIG non 

contiene disposizioni riguardo all'effetto sospensivo del reclamo. Tale 

questione è in principio determinata dalle disposizioni sulla scadenza 

(Blumenstein/Locher, System des Steuerrechtes, 4a. edizione, pag. 391). 

Secondo l'art. 152 cpv. 1 LIG, anche una tassazione non ancora definitiva al 

momento della scadenza dev'essere riscossa provvisoriamente 

(Richner/Frei/Kaufmann, Handkommentar zum DBG, Zurigo 2003, marginale 

no. 5 all’art. 164, pag. 1167 e cfr. anche  Klöti-Weber/Siegrist/Weber, 

Kommentar zum Aargauer Steuergesetz, 2a edizione, volume 2, marginale 5 

al § 224, pag. 1722). Eccezioni che potrebbero giustificare la posticipazione 

della scadenza delle imposte non ve ne sono. Ne consegue che la procedura 

di reclamo non beneficia dell'effetto sospensivo e che è conseguentemente a 

giusto titolo che l'amministrazione imposte ha accollato alla ricorrente gli 

interessi di mora per la durata della procedura di evasione del reclamo. 

b) Il fatto che l’amministrazione imposte abbia impiegato oltre tre anni per 

evadere il reclamo presentato è certamente deplorevole e il malcontento 

espresso dalla comunione ereditaria ricorrente è in questo senso in parte 

comprensibile. Il ritardo non ha però alcuna incidenza sull’obbligo di 

corrispondere gli interessi, poiché giustamente il debito fiscale andava 

onorato entro il 19 luglio 2001. Pure ininfluente è il fatto che a posteriori le 

richieste della comunione ricorrente siano state in parte accolte. L’importo di 

fr. 6'440.-- (rispetto ai fr. 6'960.-- richiesti inizialmente) era da corrispondere 

in ogni caso entro il 19 luglio 2001. Dal fatto di aver onorato il debito fiscale 

oltre tre anni dopo la sua scadenza, anche la comunione ricorrente è reputata 

aver tratto un certo vantaggio. Per il resto, l’interesse di mora è stato calcolato 

solo sull’importo confermato in sede di reclamo e giusta i tassi annualmente 

stabiliti dal competente dipartimento e pubblicati sul Foglio ufficiale cantonale. 

c) Per la comunione ricorrente infine, l’obbligo di versare degli interessi non 

avrebbe potuto nascere senza la previa diffida a voler corrispondere l’imposta 

fatturata. Anche questa tesi non merita protezione. In ambito fiscale, una 

diffida, necessaria nei casi di esecuzione forzata (vedi art. 155 cpv. 1 LIG), 

non è per contro richiesta per il computo degli interessi di mora 

(Richner/Frei/Kaufmann, op. cit., marginale no. 2 all’art. 164, pag. 1167 e DTF 

119/95), giacché questi sono per legge dovuti con il tardivo pagamento del 

debito fiscale. E’ del resto notorio che un semplice ritardo nel pagamento delle 

ordinarie imposte sul reddito e la sostanza a livello cantonale e federale 

comporti l’obbligo di corrispondere interessi moratori, senza che venga 

previamente staccato alcun sollecito al riguardo. 

3. In conclusione, il ricorso deve, per i motivi esposti in precedenza, essere 

respinto. L’esito della controversia giustifica l’accollamento delle spese 

occasionate dal presente procedimento alla parte ricorrente. Tenuto conto del 

fatto che le censure sollevate nell’ambito del presente ricorso sono in parte 

comprensibili, dopo il sensibile lasso di tempo che l’autorità convenuta si è 

concessa per l’evasione del reclamo, questo Giudice considera di poterne 

tener conto, dando prova di una certa reticenza nell’accollamento delle spese 

di procedura, solitamente sensibilmente superori all’importo nell’evenienza 

preteso. 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 500.-- 

- e le spese di cancelleria di fr. 119.--

totale fr. 619.--

il cui importo sarà versato da …, …, … e …, … e …, responsabili in solido, 

entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione all’Amministrazione 

delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira.