# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4f85ab31-f160-58ea-a2bf-9496b4f74982
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-05-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 12.05.2020 72.2020.3
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2020-3_2020-05-12.html

## Full Text

Incarto
  n.

  72.2020.3

  	
  Lugano,

  12 maggio 2020/bm

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte delle assise criminali

  
	
   

  
					

composta da:                 Mauro
Ermani, Presidente

GI 1, giudice a latere 

GI 2, giudice a latere

Stefano Stillitano, cancelliere

 

sedente nell’aula penale di questo palazzo
di giustizia, per giudicare

 

nella causa penale       Ministero pubblico

 

contro                              IM 1,

rappresentato dall’avv. DUF 1,

 

in carcerazione preventiva dal 12.11.2018 al 30.1.2019 (80
giorni);

in esecuzione anticipata della pena dal 31.01.2019 al 19.03.2019;

collocato dal 20.03.2019 presso l’Istituto __________;

 

imputato, a
norma dell’atto d’accusa 3/2020 del 13 gennaio 2020 emanato dal Procuratore
pubblico PP 1, di

 

                                   1.   infrazione aggravata
alla LF sugli stupefacenti (ripetuta)

                                         per
avere, senza autorizzazione, 

 

                               1.1.   siccome riferita ad un
quantitativo di stupefacente che sapeva o doveva presumere poter mettere in
pericolo, direttamente o indirettamente, la salute di molte persone, in
particolare, 

 

nel periodo 2013 - 12.11.2019, in svariate località del Canton
Ticino, ma soprattutto nel _____, alienato, a consumatori in parte
identificati, un quantitativo complessivo di circa 1’220 grammi di cocaina,
sotto forma di buste dosi da 0.25/0.30 grammi al prezzo di CHF 50.00, da
0.5/0.6 grammi al prezzo di CHF 100.00, nonché da 1 grammo al prezzo di CHF
160.00/170.00; 

nonché detenuto, destinato alla vendita, il giorno del
fermo, il 12.11.2019, presso il proprio domicilio di __________, un
quantitativo di circa 26.58 grammi netti di cocaina (con grado di
purezza variante dal 16.7% al 72.6%); sostanza stupefacente sequestrata; 

 

                               1.2.   siccome ha realizzato,
trafficando per mestiere, una grossa cifra d’affari o un guadagno
considerevole, 

 

nel periodo 2010-12.11.2019, in svariate località del Canton
Ticino, ma soprattutto nel __________, coltivato e alienato,
perlopiù sotto forma di sacchetti da 4 grammi al prezzo di CHF 50.00, nonché da
10 grammi al prezzo di CHF 100.00, un quantitativo complessivo di circa 21.8
chili di marijuana, guadagnando un imprecisato importo di denaro ma almeno
CHF 130'000.00;

nonché detenuto, destinato alla vendita, il giorno del
fermo, il 12.11.2019, presso il proprio domicilio di __________, un
quantitativo di circa 40 grammi di marijuana; sostanza stupefacente
sequestrata; 

 

 

                                   2.   riciclaggio di denaro (ripetuto)

per avere, nel periodo 10.01.2013-02.10.2018, in svariate località
del Cantone, ma soprattutto nel ______, compiuto atti suscettibili di
vanificare l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o la confisca di valori
patrimoniali che sapeva essere provento della sua attività di spaccio di
stupefacente di cui al punto 1), in particolare, trasferendo denaro, a titolo
personale, tramite apposite agenzie, in Brasile, per un importo complessivo di
circa CHF 178'726.85, come pure in un’unica occasione, trasferendo
l’importo di CHF 450.00 in Spagna, per conto del suo fornitore di
cocaina;

 

 

                                   3.   contravvenzione alla LF
sugli stupefacenti (ripetuta)

per avere, nel periodo marzo 2017 – 12.11.2019, a __________,
senza essere autorizzato, consumato un imprecisato quantitativo di cocaina e
marijuana, ma almeno 100 grammi di cocaina e 3 kg di marijuana, nonché
detenuto, per il suo consumo, il giorno del fermo, il 12.11.2019, presso il suo
domicilio, un quantitativo di 20 grammi di marijuana, 1.1 grammi di hascisc
e 40 semi di canapa;               

 

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reati previsti: dagli art. 19 cpv. 2 let. a e c LStup,
richiamato l’art. 19 cpv. 1 let. a, c e d LStup; art. 305bis cpv. 1 CP e art.
19a cifra 1 LStup;

 

 

Presenti:                   -   il Procuratore pubblico PP 1,
in rappresentanza del Ministero Pubblico; 

                                     -   l’imputato IM 1, assistito
dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1.

 

 

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:30 alle ore 12:25.

 

 

Evase le seguenti

questioni:                      Verbale del dibattimento

 

Il Presidente, richiamato l’art.
344 CPP, sottopone alle parti, con riferimento all’imputazione di cui al punto
2 dell’atto d’accusa, l’ipotesi alternativa di riciclaggio di denaro aggravato
ai sensi dell’art. 305bis cpv. 2 CP.

Le parti nulla osservano.

 

Il Presidente, rilevata
l’esistenza di un errore materiale, propone altresì di correggere il periodo
temporale del commesso reato indicato ai punti 1.1 e 3 dell’atto d’accusa,
sostituendo 12.11.2019 con 12.11.2018.

 

Con specifico riferimento al
punto 3 dell’atto d’accusa, il Presidente rileva poi che il periodo temporale
da prendere in considerazione va dal 12.05.2017 al 12.11.2018, ritenuto come le
contravvenzioni commesse in epoca antecedente si sono nel frattempo prescritte.

Le parti nulla osservano e
l’atto d’accusa viene di conseguenza così modificato.

 

 

Sentiti:                       §   il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il
quale formula e motiva le seguenti conclusioni:

l’accusa rileva che i fatti sono interamente ammessi e comprovati
da numerosi elementi. Precisa che la collaborazione dell’imputato è stata ampia
e ha permesso di arrestare alcuni personaggi che non sono affatto piccoli
trafficanti e di questo bisogna tenerne conto. L’imputato si è mostrato
attendibile nelle sue dichiarazioni. A caratterizzare i fatti vi è che IM 1 si
è dedicato per un lungo periodo di tempo al traffico di sostanze stupefacenti,
di cui ne ha fatto mestiere. La quantità di stupefacente alienato ha messo in
pericolo la salute di molte persone e tale attività è stata stroncata solo a
seguito dell’arresto, che ha permesso al medesimo imputato di finalmente farsi
aiutare. Il movente non è stato esclusivamente il lucro, considerato che i
guadagni maggiori sono stati inviati alla compagna e al figlioccio in Brasile.
Le intenzioni dell’imputato paiono sincere e vi è anche la prova
dell’astinenza, rappresentata dai vari controlli risultati tutti negativi. Le
aspettative riposte nell’imputato, questa volta, sono state ben ripagate. La
decisione di mandare l’imputato in esecuzione anticipata della misura è stata
determinata proprio dalla speranza di voler recuperare l’imputato e della sua
volontà in tal senso. L’accusa rileva tuttavia che l’imputato non ha mai avuto
una vita normale e dunque dovrà essere necessariamente seguito. L’accusa
auspica che l’imputato non sprechi l’aiuto che ha ricevuto che sicuramente non
è poco. Tutti i rapporti agli atti sono positivi nonostante la posizione
dell’istituto è stata anche cauta, specie a seguito dell’arrivo della figlia e della
gravidanza sottaciuta. Sulla commisurazione della pena, l’accusa chiede una
pena complessiva di 36 mesi, compresa la pena pecuniaria di 30 aliquote
giornaliere a fr. 30.- l’una, oltre a 300 fr. di multa. L’accusa lascia alla
Corte di determinare le misure più appropriate per la situazione odierna
dell’imputato e lascia valutare alla Corte anche la possibilità della
concessione della sospensione condizionale parziale. L’imputato dovrebbe essere
seguito psicologicamente e controllato con l’esame delle urine. In caso di
sospensione parziale, l’imputato avrebbe una buona fetta di pena come monito e
saprebbe che in caso di nuovi pesanti errori sarebbe chiamato a scontare la
pena in carcere. A mente dell’accusa l’arrivo della bambina ha dato forza
all’imputato, il quale desidera farla crescere con una buona educazione, e sa
che per riuscire in questo intento deve continuare nella terapia. L’accusa
conclude chiedendo la non revoca del precedente decreto con prolungo del
periodo di prova di 1 anno. Chiede infine la confisca di tutto quanto in
sequestro con distruzione della sostanza stupefacente;

 

                                    §   l’avv.
DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni:

la difesa rileva che dall’odierno dibattimento è emersa una
situazione che si voleva sottolineare. Il punto essenziale è quello
dell’assunzione di responsabilità. La difesa conosce il passato dell’imputato.
Egli non ha avuto uno sviluppo normale fatto, appunto, di assunzione di
responsabilità. Lui è portato a sottovalutare i problemi, come si rileva anche
in perizia. Anche nel suo rapporto con la precedente compagna ben si evince che
egli ha sempre creduto nella relazione sebbene dal punto di vista realistico
non v’era nulla su cui costruire una storia. Nonostante questo egli ha inviato
in Brasile oltre 178'000.- Fr. La difesa riconosce che l’imputato, d’intesa con
la compagna e la famiglia, ha sottaciuto la gravidanza, cosa che sebbene
rappresenti un errore, è stato calcato forse eccessivamente nei rapporti
dell’istituto. Difatti questa vicenda non può pregiudicare il percorso, lungo,
fatto dall’imputato. Gli obiettivi da raggiungere con la misura erano quattro e
di questi tre sono stati realizzati. Per il quarto occorre la possibilità di
riprendere una vita il più normale possibile. La difesa riconosce che il
percorso sarà duro e anche la relazione con la compagna sarà ad alto rischio.
Ma oggi l’imputato sente di poter iniziare questo percorso. Egli sa che è
necessario dare una svolta e rimettersi sulla buona strada. La difesa conviene
con il PP sulla proposta di pena e chiede che all’imputato sia data la
possibilità di ripartire subito, che gli sia data fiducia con l’applicazione di
un trattamento ambulatoriale e il giusto sostegno psicologico. La difesa si
rimette comunque al prudente giudizio della Corte. Conclude ribadendo di voler
far da garante sugli aspetti amministrativi relativi all’imputato.  

 

 

 

Considerato,                  in fatto ed in diritto

 

                                   1.   Curricula
vitae

 

                               1.1.   L’imputato,
cittadino __________ e domiciliato prima dell’arresto a __________, nel corso
del primo verbale reso al Procuratore Pubblico in data 13.11.2018, ha fornito
una breve descrizione della propria situazione personale, ove ha specificato di
avere un figlio di nome __________ che, tuttavia, non vede ormai da 3 anni e
che vive in Brasile unitamente alla madre. 

L’imputato ha anche dichiarato di lavorare soltanto
saltuariamente nel settore __________ e di percepire un sussidio
dall’assistenza sociale:

 

                                          “…OMISSIS…”.

(VI PP, 13.11.2018, p. 2, AI 9).

 

                            1.1.1.   Al dibattimento
l’imputato ha tuttavia precisato che il figlio di cui ha parlato in inchiesta,
in realtà, non è suo figlio naturale e non è da lui nemmeno mai stato
riconosciuto. 

 

" Il
Presidente, con riferimento alla relazione dell’imputato con l’ex compagna __________,
chiede se il figlio è stato riconosciuto.

No, all’anagrafe non è figlio mio. 

 

ADR con lei ho avuto una relazione durata oltre 6
anni fino a che lei non si è stabilita in Brasile. Anche io sono stato in
Brasile a trovarla. 

 

ADR lui per me è mio figlio, lui mi chiama papà.
L’ultima volta l’ho sentito un mese fa e attualmente __________”.

(VI dibattimentale, 12.05.2020, allegato 1 al
verbale del dibattimento, p. 2).

 

Con specifico riferimento alla situazione finanziaria
dell’imputato, si rileva che dall’estratto dell’Ufficio esecuzioni e
fallimenti, risultano 34 attestati carenza beni per un ammontare complessivo di
fr. 32'412.45.

 

                            1.1.2.   Ancora con
riferimento alla situazione personale dell’imputato, si rileva sin da subito, e
come meglio si vedrà di seguito, che IM 1, a far tempo dal 19.03.2019, è stato
collocato presso l’istituto __________, ed in data 11.03.2020 è diventato
nuovamente padre di una bambina, …OMISSIS...

 

                            1.1.3.   Anche in sede di
perizia psichiatrica è stata affrontata l’anamnesi personale e familiare
dell’imputato nonché il percorso formativo e professionale da questi seguito:

 

“Anamnesi personale

                                         …OMISSIS…

 

Anamnesi famigliare 

                                         …OMISSIS…

 

Percorso scolare e
professionale 

                                         …OMISSIS…

 

Sviluppo relazioni /
sessualità

                                         …OMISSIS…”.

(Perizia psichiatrica, p. 4-8, AI 72).

 

                               1.2.   Sin dall’inizio
dell’inchiesta l’imputato ha ammesso di consumare regolarmente sostanze
stupefacenti. Nello specifico, ha riferito di consumare cocaina da quando aveva
20 anni, non ritenendosi tuttavia dipendente da questa sostanza, ma, semmai, di
essere dipendente dalla canapa, sostanza che consuma quotidianamente da quando
aveva 14 anni (cfr. perizia psichiatrica p. 8):

 

" L’interrogante
mi riassume quanto da me dichiarato nel corso del mio verbale di Polizia in
merito ai consumi, e meglio:

- consumo regolarmente due spinelli al giorno,
contenenti complessivamente circa 1 grammo di canapa, sostanza che coltivo
personalmente ad __________ nel bosco;

- consumo cocaina da diversi anni, ma in maniera
occasionale, segnatamente durante cene con amici. L’ultima volta che ho
consumato cocaina risale a un paio di settimane fa. Negli ultimi tre anni ho
consumato un quantitativo stimato fra grammi 78/106 di cocaina.

Confermo quanto sopra e preciso che il consumo di
cocaina è saltuario; negli ultimi tre mesi ne ho consumata poca.

 

ADR che non consumo altri tipi di droghe.

 

ADR che ho iniziato a consumare cocaina a 20 anni,
ma non mi ritengo dipendente da questa sostanza, al contrario della canapa”.

(VI PP, 13.11.2018, p. 4, AI 9).

 

IM 1 ha affermato di consumare complessivamente
circa 1.000 grammi di marijuana all’anno, oltre a circa 30/35 grammi di
cocaina. 

Considerati gli elevati consumi di stupefacenti, che
peraltro l’imputato assume da parecchio tempo, la direzione del procedimento ha
deciso di sottoporre il medesimo IM 1, su richiesta della difesa, ad una
perizia psichiatrica, ritenuto anche che egli, al momento del fermo, risultava
già in cura psichiatrica (cfr. verbale d’arresto 12.11.2018).

 

                            1.2.1.   Proprio con
riferimento all’anamnesi tossicologica, nella perizia psichiatrica si rileva
che:

 

“Anamnesi tossicologica 

All' età di circa 14 anni
inizia a utilizzare marijuana, sostanza mai abbandonata e consumata a dire del
periziando ininterrottamente da quell'età a prima della carcerazione.
Attualmente, fino a prima della carcerazione, riferisce di fumare tutti i
giorni prevalentemente alla sera per rilassarsi circa 2 g di canapa. Sempre dai
14 anni avrebbe cominciato a dedicarsi anche alla coltivazione della canapa.

Il consumo di cocaina, che
sarebbe sporadico, iniziò circa 8 anni fa. Da circa 6 anni sarebbe invece
iniziato lo spaccio della sostanza per conto di terzi, da cui avrebbe
guadagnato denaro da mandare in buona parte alla madre del suo figlio adottivo.
Dalla cocaina afferma di non trarre beneficio, bensì la droga determinerebbe un
suo "isolamento".

Il consumo di marijuana
viene quantificato in circa 100 g al mese. Quando non fumava era
"nervoso". 

A 14 anni inizia a bere
alcolici ma riferisce di non aver mai avuto problemi di dipendenza da alcol. Si
dice dipendente unicamente dalla marijuana. 

Attualmente si dichiara
fortunato ad essere stato arrestato perché con l'arresto avrebbe capito che
vuole cambiare la sua vita”.

(Perizia psichiatrica, p. 8, AI 72).

 

 

                                   2.   La perizia
psichiatrica

 

                               2.1.   Come già
rilevato, sin dal momento del fermo l’imputato ha dichiarato di essere in cura
presso lo psichiatra dr. __________ di __________, in quanto soffrirebbe di
ansia e depressione, e di assumere giornalmente, dietro prescrizione medica,
dei tranquillizzanti quali lo Xanax, il Mirtazapina e il Nozinan.

Agli atti è stata di conseguenza acquisita copia
della cartella medica del dr. __________ (AI 64), oltre a quella del medico
curante, il dr. __________ (AI 59).

 

Al riguardo in perizia psichiatrica si rileva che la
presa a carico sarebbe iniziata a seguito della carcerazione della madre di IM
1:

 

“Anamnesi psichiatrica
incl. trattamenti 

Dal racconto che egli
fornisce è a seguito della carcerazione della madre che sarebbe iniziata la sua
presa in carico psichiatrica con il Dr. med. __________. In particolare il periziando
ricorda che dopo la scarcerazione della madre vi furono alcune sedute di
terapia famigliare con il Dr. med. __________ e successivamente sarebbe
iniziata la presa a carico individuale, discontinua fino al 2015 quando gli
incontri cominciano invece a diventare all'incirca mensili. 

La presa a carico sarebbe
avvenuta per sintomi della sfera depressiva (sentimenti di solitudine, facilità
al pianto, tristezza) e ansiosa (sotto forma di attacchi di panico con
agorafobia o ansia libera che automedicava con la marijuana).

Non avrebbe mai effettuato
ricoveri in ambiente psichiatrico. 

In anamnesi risulta che il
periziando ha assunto come medicamenti: paroxetina (poi autonomamente sospesa),
mirtazapina (ancora in terapia), Xanax (ancora prescritto) e Nozinan gtt per
l'insonnia (ancora in terapia).

Ammette durante la visita
di non essere stato sincero con il suo psichiatra, nel senso che non si sarebbe
aperto con lui fino in fondo rispetto all'uso di sostanze e alla loro vendita.

È nel luglio 2014 che sul
posto di lavoro riferisce l'insorgenza di un attacco di panico con conseguente
crisi ipertensiva che l'avrebbe portato dapprima all'osservazione del medico
curante Dr. med. __________ e successivamente dal medico psichiatra Dr. med. __________
con il quale, a partire da marzo 2015 avrebbe iniziato una presa a carico
regolare con assunzione della farmacoterapia prescritta in maniera
continuativa. Il periziando connette il peggioramento psicopatologico del marzo
2015 alla decisione della compagna di trasferirsi con il figlio in Brasile: in
particolare riferisce l'esordio di umore deflesso, ansia, insonnia, apatia. Il
peritato riferisce di non aver avuto beneficio dalla psicoterapia in quanto non
avrebbe mai parlato apertamente dei suoi problemi con lo psichiatra.

Terapia attualmente in
atto: mirtazapina 45 mg 0-0-1, Nozinan 60 gtt, Xanax 0,25 mg 0-0-1. 

Il Dr. med. __________
indica nel rapporto IAS del 2015 come diagnosi con ripercussione sulla capacità
lavorativa una sindrome da disadattamento con reazione mista ansioso-depressiva
e un disturbo di personalità non specificato. La Dr.ssa med. __________ nella
sua perizia psichiatrica per il CPAS del marzo 2016 pone come diagnosi con
ripercussioni sulla capacità di lavoro una sindrome da disadattamento, reazione
depressiva prolungata (ICD10: F43.21) e come diagnosi senza ripercussioni sulla
capacità di lavoro sindromi e disturbi dovuti all'uso di cannabinoidi, sindrome
di dipendenza (ICD 10: F12.2) e disturbo di personalità antisociale (ICD 10:
F60.2).

La collega scrive: "I
tratti personologici premorbosi, dal racconto fornito, paiono denotare la sua
tendenza, fin dall'adolescenza, a disinteressarsi dei sentimenti degli altri,
tendenza all'irresponsabilità e alla negligenza delle norme e degli obblighi
sociali, incapacità di mantenere relazioni durature, tolleranza molto bassa
alle frustrazioni.

Tali tratti paiono
compatibili, in base a sistema di classificazione ICD10 con un disturbo di
personalità antisociale (ICD 10; F 60.2)". 

Rispetto all'influenza che
i disturbi riferiti dal periziando hanno sulla capacità lavorativa appare
dirimente il rapporto del curante che, in presenza di una conoscenza
dell'assicurato quasi decennale, non ha mai ritenuto tali aspetti tanto
permeanti da compromettere le sue capacità lavorative. Il collega infatti nei
suoi rapporti segnala una scarsa motivazione ad intraprendere qualsiasi
attività lavorativa più che limitazioni date da aspetti psicopatologici
["non è molto motivato a reinserirsi in un contesto lavorativo perché
trova che l'assistenza lo retribuisca meglio di qualsiasi lavoro. Anche un
incontro con un orientatore professionale non ha portato alcun beneficio
d'aiuto, proprio perché, non è motivabile.... ritiene che lavorare sia
inutile.." Dr. med. __________ (rapporti di giugno 2014 e novembre 2015)”.                            

                                         (Perizia
psichiatrica, p. 9-11, AI 72).

 

Ciò che ha confermato anche nel corso
dell’istruttoria dibattimentale, ove ha affermato che la madre avrebbe
malversato sia per aiutare economicamente la famiglia che a causa del vizio del
gioco d’azzardo:

 

" Il Presidente
rileva che la madre dell’imputato ha avuto delle vicissitudini giudiziarie e
chiede all’imputato se sa il motivo per cui la madre ha malversato così tanto.

L’ha fatto per aiutare la famiglia e a causa del
gioco d’azzardo. Ha cercato di aiutare me e mio fratello”.  

(VI dibattimentale, 12.05.2020, allegato 1 al
verbale del dibattimento, p. 2).

 

                               2.2.   Già
pochi giorni dopo l’arresto avvenuto in data 12.11.2018, la difesa
dell’imputato, in data 26.11.2018, rilevava come era sua intenzione quella di
collaborare con gli inquirenti e di intraprendere un percorso di
disintossicazione in vista della sua risocializzazione, ipotizzando pertanto la
possibilità di un collocamento di IM 1 presso un istituto specializzato (AI
28).  

 

L’imputato ha ribadito la propria volontà di seguire
un percorso terapeutico anche nel successivo verbale di data 17.01.2019, ove ha
affermato che, nel frattempo, la difesa aveva già preso contatto con i
responsabili di __________ proprio in vista un suo collocamento:

 

" Ribadisco che
vorrei iniziare un percorso terapeutico di disintossicazione e per questo ne ho
già parlato con __________ che sta organizzando un colloquio con i responsabili
di __________. La stessa mi ha pure confermato che, in un secondo momento, si
sarebbe messa anche in contatto con l’interrogante.

Sono più che motivato a cambiare vita ed è per
questo che ringrazio l’interrogante per avermi arrestato; mi rendo conto che
solo così mi sono salvato e ho avuto la possibilità di ricongiungermi con la
mia famiglia che avevo perso da tempo a causa della mia dipendenza”.                               

(VI PP, 17.01.2019, p. 15, AI 53).

 

                               2.3.   In data
21.01.2019 (AI 58), il Procuratore pubblico ha conferito mandato al dr. __________
di redigere una perizia psichiatrica sull’imputato, la quale è stata depositata
in atti in data 28.02.2019 (AI 72). 

 

                            2.3.1.   Dalla
relazione peritale si evince che l’imputato è affetto da “un disturbo di
personalità misto con tratti dipendenti, insicuri e immaturi”. Egli presenta
poi “disturbi psichici e comportamentali dovuti all’uso di cannaboidi e cocaina”,
con riferimento ai quali presenta una sindrome da dipendenza:

 

“Esistenza di una turba
psichica: 

L'esame del peritato mette
in evidenza una turba psichica al momento dei fatti imputati nell'ipotesi
accusatoria in cui si sarebbero effettivamente verificati, indicando i criteri
costitutivi del disturbo rilevati nella fattispecie? 

Al momento dei fatti il
periziando era affetto da una dipendenza da cannabinoidi e cocaina.

È presente un disturbo di
personalità misto con tratti dipendenti, insicuri e immaturi (vedi anche
paragrafi 5 e 6.1). In base alla valutazione clinica non può) essere fatta
diagnosi di ritardo mentale.

 

Se si, quale e in che
misura, riferendosi in particolar modo alle scale diagnostiche ICD-10 o DSM-IV.

Disturbi psichici e
comportamentali dovuti all'uso di cannabinoidi, sindrome da dipendenza (ICD-10:
F12.2). 

Disturbi psichici e
comportamentali dovuti all'uso di cocaina, sindrome da dipendenza (ICD-10:
F14.2). 

Disturbo di personalità
misto con tratti dipendenti, insicuri e immaturi (ICD-10: F61.0)”.

(Perizia psichiatrica, p. 24-25, AI 72)

 

                            2.3.2.   Tale condizione,
a parere del perito, non ha inciso sulla sua capacità di intendere e di volere
al momento della commissione dei reati, che sarebbero comunque da mettere in
relazione alla turba psichica rilevata:

 

Capacità di intendere 

Solo disturbi psichiatrici
gravi come un disturbo psichico di natura organica, un ritardo mentale o un disturbo
psicotico con un'alterazione della realtà per esempio in una persona con un
delirio, possono giustificare una diminuzione della capacità di intendere.

Il periziando non soffriva,
al momento della commissione del reato, di un disturbo psichiatrico maggiore. È
però affetto da un disturbo di personalità misto con tratti dipendenti,
insicuri e immaturi, che comunque non compromette la capacità di intendere. 

La capacità di intendere
quindi non era ridotta al momento del reato.

 

Capacità di volere 

Il periziando non presenta
un distacco patologico dalla realtà né una diminuzione significativa della
capacità di cognizione che rimane sufficiente, chiara e libera da errori
percettivi. Allo stesso modo egli è da considerarsi di principio capace di
esercitare la propria volontà in forma libera. 

La capacità di volere
risulta dunque conservata così come l'imputabilità che è pure mantenuta.

 

[…] I reati presi in
considerazione (se confermati) sono da mettere in relazione con la turba
psichica sopra rilevata?

Si poiché l’uso delle
sostanze illecite ha spinto il periziando ad entrare nel circolo vizioso del
mondo della droga e del suo commercio”.

(Perizia psichiatrica, p. 19-20 e 25, AI 72)

 

                            2.3.3.   La perizia ha
poi evidenziato un rischio di recidiva “molto alto” per reati
connessi alla vendita e all’assunzione di sostanze stupefacenti, ove l’imputato
non sia adeguatamente seguito in un percorso di disintossicazione e
riabilitazione:

 

“Preliminarmente è
necessario sottolineare che una prognosi esatta rispetto ad un comportamento
umano non è possibile, tuttavia è possibile determinare una probabilità. La
valutazione in questo caso specifico è puramente clinica (psichiatrico-forense)
in quanto non esistono strumenti prognostici per il tipo di reato commesso dal
periziando.

I fattori prognostici
negativi emersi durante i colloqui sono: la tipologia di reato commesso ha
statisticamente un forte rischio di recidiva (non è ad esempio la prima volta
che il periziando commette un reato concernente l'infrazione della LF sulle
sostanze); sono presenti difficoltà economiche e debiti; il periziando non ha
un disturbo psichico acuto ma presenta un disturbo di personalità misto con
tratti dipendenti, insicuri e immaturi; gran parte delle persone conosciute e
frequentate dal periziando sono legate al mondo della droga; egli è affetto da
un disturbo di dipendenza da cannabinoidi e usa anche cocaina; la situazione
psicosociale è sfavorevole, non ha uno stipendio e un lavoro stabile ed è in
assistenza dal 2007; fino a prima della carcerazione non avrebbe avuto supporto
e contatti con i famigliari; non ha una relazione stabile.

Tutti questi fattori ci
fanno concludere che se il periziando viene reintrodotto nell’ambiente di vita
dove ha vissuto fino a prima della carcerazione, il rischio di recidiva dei
reati connessi col traffico di sostanze risulta molto alto”

(Perizia psichiatrica, p. 20, AI 72)

 

                            2.3.4.   Con riferimento
proprio alle misure terapeutiche atte a limitare il pericolo di recidiva e più
appropriate ad accompagnare IM 1 nel percorso di riabilitazione, la perizia ha
indicato come opportuna una terapia stazionaria, la quale progressivamente
potrebbe anche diventare ambulatoriale:

 

“4.1. È il periziando tuttora affetto
dalla turba psichica (o tossicomania o

altra dipendenza) rilevata
sopra (sub. 1)?

il periziando è tuttora
affetto da un disturbo di dipendenza da cannabinoidi e da cocaina attualmente
in astinenza ma in un ambiente protetto essendo incarcerato. È affetto anche da
un disturbo di personalità misto

 

4.2. Ammessa la
correlazione tra l'accertata turba psichica (o

tossicomania o altra
dipendenza) ed i fatti oggetto del procedimento penale (v. risposta al quesito
2.1.), esiste un trattamento stazionario o ambulatoriale adeguato per questa
turba e se si quale?

Il disturbo di dipendenza
da cannabinoidi nonché quello di abuso di cocaina espongono il periziando al
rischio di commettere nel futuro nuovi reati connessi con il traffico di tali
sostanze. Per tali disturbi esiste una misura stazionaria che può essere
disposta mediante l’art. 60.

Il trattamento si svolge in
un'istituzione specializzata o, se necessario, in una clinica psichiatrica. Va
adeguato alle esigenze speciali e allo sviluppo dell'autore.

Nel caso specifico si
potrebbe optare per __________: in base agli atti il periziando si sarebbe tra
l’altro già messo in contatto con la sig.a __________ che starebbe organizzando
un colloquio con i responsabili della struttura.

 

4.3. Vi è da attendersi che
con questo trattamento si potrà evitare il rischio che il presunto autore
commetta nuovi reati in connessione con la sua turba psichica (o tossicomania o
altra dipendenza)? In questo senso è solo il trattamento stazionario idoneo a
contenere il rischio di nuovi reati, oppure un trattamento ambulatoriale
risulterebbe ugualmente adeguato?

Nel caso concreto è
indicato un trattamento stazionario che il peritando sembra accettare in quanto
motivato a cambiare lo stile di vita. La motivazione del periziando non ci
sembra solo strumentale per poter uscire dal carcere. La nostra proposta di
presa a carico si ritiene fondamentale nell'ottica di ridurre la motivazione a
delinquere e di aumentare il controllo del comportamento delinquenziale
connesso con l'uso di sostanze. Una terapia stazionaria di almeno due-tre anni
permetterebbe di ipotizzare significative probabilità di successo nel lungo
periodo. Successivamente la terapia potrebbe diventare solo ambulatoriale
presso lo studio di uno psichiatra esperto di dipendenze che faccia riferimento
al servizio pubblico (OSC) o privato. 

(Perizia
psichiatrica, p. 27-29, AI 72)

 

                            2.3.5.   Il perito, che
ha indicato come idoneo a tale funzione il centro terapeutico di __________, ha
rilevato infine che IM 1 è “pronto
e motivato” ad intraprendere questo percorso:

 

“4.4. Quali sono le possibilità pratiche
(istituti, enti, servizi, ecc.) per attuare il trattamento suggerito in Ticino
o in altri Cantoni?

Centro terapeutico __________
nel Canton Ticino o altri centri dove si effettui un percorso comunitario di
disintossicazione, riabilitazione e reinserimento lavorativo, anche in altri
cantoni. 

 

4.5. II peritato è pronto a
sottoporsi a questo trattamento? Un tale 

                                         trattamento
ordinato contro la volontà del peritato, avrebbe comunque possibilità di
successo? 

Il periziando si dice
durante i colloqui pronto e motivato a sottoporsi a questo trattamento e dato
anche l'atteggiamento di apertura e trasparenza mantenuto durante i colloqui si
può prevedere una buona compliance. La motivazione del peritato sembra solida e
non solo strumentale per poter uscire dal carcere. Peraltro anche un
trattamento stazionario ordinato contro la volontà del peritato avrebbe
comunque una possibilità di successo dedicando una prima fase del trattamento
alla motivazione del peritato a confrontarsi con i suoi problemi psichici e
giuridici”

(Perizia psichiatrica, p. 29, AI 72)

 

Così come, peraltro, ha affermato il medesimo
imputato nel corso del verbale di data 18.03.2019:

 

" Voglio
sottolineare che io ho chiuso con ogni tipo di stupefacente. Ho maturato questo
convincimento durante la mia carcerazione. 

Sono sicuro che il percorso in comunità avrà
successo”.

(VI PP, 18.03.2019, p. 5, AI 80).

 

                               2.4.   Preso atto
dell’esito della perizia, il Procuratore pubblico ha disposto il trasferimento
di IM 1 presso il centro di __________ a far tempo dal 19.03.2019 (AI 77), a
cui è seguito il Piano d’esecuzione della misura (PEM) del 21.08.2019 (AI 85).

 

L’andamento della presa a carico

 

                               2.5.   Agli atti sono
stati acquisiti diversi rapporti redatti da parte dell’Ufficio dell’assistenza
riabilitativa (UAR) e di __________, con i quali si è illustrato il percorso
terapeutico seguito dall’imputato nel corso dell’affidamento.

 

In data 13.11.2019 (AI 88) è stato depositato un
rapporto intermedio da parte dell’UAR, che fa seguito al rapporto di __________
di data 31.10.2019, da cui si evince che l’andamento generale della misura “è da considerarsi buono”, ritenuto che l’imputato “ha saputo inserirsi nella misura in modo adeguato e rispettando le
regole della comunità” e che “tutti i
controlli sulle urine sono risultati negativi, confermando la totale astinenza,
tranne una leggera alcolemia all’inizio del suo percorso”.

Dal medesimo rapporto si apprende anche che
l’imputato svolge l’attività di __________ presso la sede di __________, lavoro
che ha interrotto per due mesi “a
seguito del problema di salute emerso in agosto”.

Considerato il buon andamento della terapia, l’istituto
__________ ha proposto “di poter dare avvio a dei congedi all’esterno
dell’Istituzione”, considerato altresì che i congedi sino al quel tempo
concessi e limitati alla frequentazione dei familiari nella fascia diurna, si
sono svolti regolarmente. A parere dell’Istituto, pertanto, l’imputato sarebbe
pronto a beneficiare di congedi che possano essere estesi ad altre occasioni di
incontro non limitate ai familiari.

 

                               2.6.   In data
05.03.2020, la difesa informava la Corte giudicante, che nel frattempo aveva
assunto la direzione del procedimento, che l’imputato, da lì a breve, sarebbe
diventato padre, e chiedeva pertanto l’autorizzazione a poter partecipare al
parto della compagna – anche lei degente presso il medesimo istituto – oltre
alla possibilità nei giorni successivi al parto di poter assistere la compagna
ed il nascituro passando “alcuni
giorni e notti all’estero di __________” (doc. TPC 4).

 

In data 30.03.2020, l’Ufficio dell’assistenza
riabilitativa rilevava che in data 12.03.2020 l’imputato era diventato padre di
una bambina, avuta da una relazione intrattenuta con tale __________,
anch’ella, prima del parto, collocata presso __________, della quale aveva
anche potuto assistere al parto. Con tale scritto l’UAR chiedeva di autorizzare
l’imputato a “congedi in
autonomia e senza restrizioni delle persone da incontrare”, considerata, ancora una volta, la buona
aderenza terapeutica e la totale astinenza da sostanze stupefacenti (doc. TPC
5).

 

Dopo il parto, sia la compagna che la figlia sono
state autorizzate a far visita all’imputato una volta alla settimana.

Al riguardo, nel rapporto di __________ di data
26.03.2020, a proposito della relazione nata tra due persone degenti nella
struttura ed entrambi sottoposti a restrizione penale, si rileva che il tutto
si sarebbe svolto all’insaputa della medesima struttura. __________ avrebbe,
anzi, tenuto anche celato il nome del padre, per paura di essere poi separata
da lui, sino a poche settimane prima del parto, con ciò pregiudicando la
corretta presa a carico dei due in vista, evidentemente, anche della loro
futura genitorialità.  

Nel tenere celata la gravidanza, i due pazienti
avrebbero poi trovato appoggio anche nei rispettivi familiari che, pur sapendo
della relazione, non avrebbero informato la struttura. 

 

Infine, con specifico riferimento al percorso
terapeutico, dal medesimo rapporto dell’istituto si rileva che IM 1 si
sottopone a regolari colloqui con la psicologa dr.ssa __________, e che “in generale fatica piuttosto a mettersi in
discussione, ritenendo che la problematica tossicomanica sarebbe ormai risolta
e non dovrebbe più ripresentarsi.

A livello di obiettivi, tende quindi a banalizzare la
propria condizione di tossicodipendenza e di paziente sottoposto a mandato
penale, ma riesce a parlare ed aprirsi un poco riguardo alle sue problematiche,
seppur con tendenze critiche e protettive”.

Dal punto di vista sanitario, invece, l’imputato
soffrirebbe di “__________”, problema che sarebbe tuttavia “decisamente diminuito”,
sebbene lo abbia limitato nello svolgimento delle sue mansioni all’interno
dell’istituto.

 

                               2.7.   In data 28.04.2020 è stato depositato, su richiesta della Corte
giudicante, un nuovo rapporto da parte dell’Ufficio dell’Assistenza
riabilitativa (doc. TPC 12), ove si sottolinea che “gli obiettivi del PEM prevedono un regime progressivo
di esecuzione della misura, con un graduale percorso verso il reinserimento
socio-lavorativo sul territorio. In particolare, dopo il processo, sono da
prevedere l’ulteriore autonomia sul fronte delle uscite, il regime lavoro
esterno, quello di lavoro e alloggio esterno e infine la liberazione dalla
misura, con eventuali norme di condotta”. 

A parere dell’UAR, l’imputato potrebbe dunque
beneficiare di ulteriori congedi e di una maggiore autonomia all’esterno
dell’istituto, ritenuto il percorso positivo sino a quel momento seguito
dall’imputato, onde progredire anche nel raggiungimento degli obiettivi fissati
dal PEM.  

 

                               2.8.   Agli atti vi
sono poi gli ultimi due rapporti di __________ di data 29.04.2020 (doc. TPC 15)
e 06.05.2020 (doc TPC 16) ove si rileva che, a livello terapeutico, l’imputato
si è sottoposto a sedute psicologiche con frequenza bisettimanale per un totale
di circa 100 sedute. Nei citati rapporti, si ripete poi in sostanza quanto
indicato in quelli precedenti, ovvero un buon andamento della terapia, salvo,
talvolta, la tendenza a “banalizzare” la propria situazione, nonché la sua totale astinenza dalle sostanze
stupefacenti, dimostrata dai controlli – settimanali – delle urine a cui viene
sottoposto dall’inizio della presa a carico.  

 

Nel rapporto di data 29.04.2020, si auspica che,
anche dopo la dimissione dall’istituto, l’imputato possa continuare ad essere
seguito dall’Ufficio dell’assistenza riabilitativa, onde non perdere i
risultati sino a quel momento conseguiti.

 

 

3.   
I precedenti penali

 

Dall’estratto del casellario giudiziario in atti (AI
7), risultano a carico di IM 1 due precedenti penali:

- in data 23.11.2009, l’imputato è stato condannato
con decreto d’accusa per i reati di guida in stato di inattitudine e
contravvenzione alla LF sugli stupefacenti, alla pena pecuniaria di 50 aliquote
giornaliere a fr. 40.- l’una, sospesa condizionalmente con un periodo di prova
di 4 anni, oltre alla multa di fr. 1'200.-;

- in data 27.10.2016, l’imputato è stato nuovamente
condannato con decreto d’accusa per i reati di incendio colposo e
contravvenzione alla LF sugli stupefacenti, alla pena pecuniaria di 20 aliquote
giornaliere a fr. 20.- l’una, sospesa condizionalmente con un periodo di prova
di 2 anni, oltre alla multa di fr. 300.-.

 

L’incendio di cui all’ultima condanna, è avvenuto
all’interno dell’abitazione ove l’imputato era solito coltivare della canapa,
ed è divampato proprio a causa del sovraccarico del sistema elettrico
determinato dall’utilizzo di vari strumenti finalizzati alla coltivazione
indoor, come da egli stesso ammesso:

 

" Mi viene
chiesto se ho dei precedenti penali in Svizzera.

Ho già dichiarato in Polizia di essere stato
condannato per incendio colposo e infrazione alla LF sugli stupefacenti per
fatti accaduti nel 2015. Avevo installato una coltivazione di canapa indoor ad __________,
dove abitavo prima e a seguito di un corto circuito era divampato un incendio.

 

Prendo atto che dal casellario giudiziale svizzero
risultano le seguenti condanne, emanate entrambe dal Ministero del Cantone
Ticino, nei miei confronti:

- 23.11.2009 condanna a 50 aliquote giornaliere da
CHF 40.00 cadauna, sospesa per 4 anni, oltre a una multa per CHF 1'200.00, per
guida in stato di inattitudine e contravvenzione alla LFStup; 

- 27.10.2016 condanna a 20 aliquote giornaliere da
CHF 30.00 cadauna, sospesa condizionalmente per 2 anni, oltre a una multa di
CHF 300.00, per incendio colposo e contravvenzione alla LFStup.

Ricordo queste condanne”.

(VI PP, 13.11.2018, p. 12, AI 9).

 

 

                                   4.   Avvio
delle indagini e circostanze dell’arresto

 

                               4.1.   Nel corso
dell’inchiesta denominata “Cortone” relativa ad un traffico di cocaina e canapa
avvenuto principalmente in __________, gli inquirenti sono venuti a conoscenza
che IM 1, tra gli altri, era attivo nella compravendita di cocaina. 

 

In data 12.11.2018, a mano degli ordini di
perquisizione e sequestro, gli inquirenti intervenivano presso l’abitazione del
rubricato, all’interno della quale rinvenivano 60 grammi lordi di canapa e 1.1
grammi di hascisc.

 

Solo in un secondo momento, in occasione di un
ulteriore controllo effettuato presso l’abitazione dell’imputato e proprio su
indicazione di IM 1, che nel frattempo aveva manifestato la volontà di
collaborare con gli inquirenti, venivano rinvenuti e sequestrati
complessivamente 39.88 grammi di cocaina (di cui un ovulo da 10 grammi della
purezza di 45.9%, un ovulo da 9.73 grami e un ovulo da 9.76 grammi della
purezza di 16.7%). 

 

                               4.2.   IM 1, dopo un
primo momento nel quale ha ammesso solo parzialmente i fatti, ha poi
collaborato attivamente alle indagini, fornendo chiarimenti in merito alle
proprie responsabilità ed indicando anche i suoi fornitori di cocaina. 

 

Egli ha riferito che, inizialmente, acquistava
cocaina soltanto per il proprio consumo personale, per poi, con il tempo,
intensificare i contatti con i fornitori acquistando quantitativi sempre
maggiori, che in parte consumava – circa 1/3 della sostanza – ed in parte
rivendeva, ovvero i restanti 2/3. 

 

Il suo principale fornitore di cocaina è stato __________,
già condannato in data 23.04.2020, anche sulla base delle stesse dichiarazioni
di IM 1, alla pena di 3 anni e 10 mesi di reclusione, oltre all’espulsione dal
territorio svizzero per la durata di 5 anni, per avere alienato, tra gli altri,
complessivamente 1800 grammi di cocaina al medesimo imputato.

 

                               4.3.   IM 1, al
termine del verbale d’interrogatorio di data 12 novembre 2018, è stato quindi arrestato
su ordine del Procuratore Pubblico, che, al contempo, ha inoltrato istanza di
carcerazione preventiva al Giudice dei Provvedimenti Coercitivi (AI 10), il
quale ha disposto la sua carcerazione sino al 12 gennaio 2019 (AI 14),
successivamente prorogata sino al 22 febbraio 2019 (AI 51). 

 In data 30
gennaio 2019, come da richiesta avanzata dalla difesa, l’imputato è stato posto
in regime di anticipata espiazione di pena (AI 68), per poi essere
successivamente collocato presso __________ in data 20 marzo 2019, in
anticipata esecuzione della misura stazionaria ex art. 60 CP.

 

 

                                   5.   I reati
contestati nell’atto d’accusa

 

Infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti

 

L’imputazione di cui al punto 1 dell’atto d’accusa
fa riferimento all’alienazione, nel periodo compreso tra il 2013 ed il 12
novembre 2018, di complessivi 1’220 grammi di cocaina, oltre alla detenzione di
26.58 grammi della medesima sostanza.

A IM 1 è altresì contestata l’alienazione di 21.80
kg di marijuana, oltre alla detenzione di 40 grammi della medesima sostanza. 

 

                               5.1.   Con specifico
riferimento allo spaccio di cocaina, l’imputato, come già rilevato, se al
momento dell’arresto ha cercato di minimizzare le proprie responsabilità, nel
corso dell’inchiesta ha poi ampiamente collaborato con gli inquirenti
ammettendo interamente i fatti:

 

" Dopo aver
riflettuto ritengo giusto dire che ho venduto cocaina a partire dal 2013 e
meglio: 

 

nel corso dell'anno 2013: una media di 10 grammi di
cocaina venduti al mese, per un totale complessivo di grammi 120;

nel corso dell'anno 2014: una media di 15 — 20
grammi di cocaina venduti al mese, per un totale complessivo di grammi 180 —
240;

nel periodo 2015 — 2016 — 2017: una media di 20 — 25
grammi di cocaina venduta al mese, per un totale complessivo di grammi 720 —
900;

nel corso dell'anno 2018 (gennaio — ottobre): une
media di 20 grammi di cocaina venduta al mese, per un totale complessivo di
grammi 200.

 

A questo punto confermo di aver venduto nel
dettaglio nel periodo dal 2013 a ottobre 2018 un quantitativo complessivo
compreso tra i 1'220 / 1460 grammi di cocaina. 

 

Gli agenti interroganti mi chiedono a questo punto
di quantificare quanta cocaina complessiva ho acquisto nel periodo 2013 — 2018.

Rispondo che due terzi della cocaina da me
acquistata la vendevo al dettaglio mentre il rimanente terzo era per il mio
consumo personale. In base a queste mie dichiarazioni, confermo di aver
acquistato complessivamente grammi 1'830 / 2'190 di cocaina pagata ad un prezzo
variante fra i CHF 90.- e i CHF 100.- al grammo”.

(VI PG, 14.12.2018, p.
9-10, allegato 7 al Rapporto d’inchiesta, AI 87).

 

                            5.1.1.   L’imputato
ha anche precisato che la cocaina acquistata da __________ avveniva a credito,
che poi pagava in un secondo momento una volta alienato lo stupefacente:

 

" Lui (ndr. __________),
fu d’accordo ad iniziare la collaborazione dandomi la sostanza a credito. Si
era istaurato un rapporto di fiducia”. 

(VI PG, 26.11.2018, p.
6, allegato 6 al Rapporto d’inchiesta, AI 87).

 

                            5.1.2.   IM 1, come già
rilevato, ha fornito anche puntuali indicazioni – circa le modalità
dell’acquisto della sostanza, il costo della medesima ed i quantitativi
complessivamente acquistati – in merito ai propri fornitori, ovvero: __________,
__________, __________, __________ e __________:

 

" Mi viene
chiesto di riferire meglio di __________ (detto __________), figlio dell’allora
gerente del ristorante __________ di __________. 

Confermo che è stata la prima persona da cui mi sono
rifornito per i miei consumi nel periodo 2011-2012. Da lui avrò acquistato
circa 5/10 grammi nell’arco di un anno.

Non ricordo quanto contenesse la singola busta dose
che acquistavo, probabilmente 0.6/0.7, che pagavo CHF 100.00

La consegna veniva effettuata solitamente in giro a __________
per strada; capitava che a qualche amico che la comprava per sé, io la chiedevo
anche per me.

 

Mi viene chiesto di riferire meglio di __________. 

In un periodo successivo ho acquistato anche da __________,
persona che mi era stata presentata da __________. Non so dire che periodo
fosse, ma sicuramente qualche anno fa; probabilmente 2011-2013.

Da lui ho acquistato circa 50/80 grammi di cocaina
di cui circa 10 grammi destinata a terze persone. È in quel periodo che ho
iniziato a vendere.

La consegna avveniva a casa sua a __________ e
acquistavo buste da 5/10 grammi al prezzo di CHF 700/1000.00. __________
ricordo che di solito aveva due qualità di cocaina e quella più buona la faceva
pagare CHF 1000.00 il sacchetto da 10 grammi. Quella di minore qualità costava
CHF 700.00 il sacchetto. Io acquistavo la qualità migliore.

 

ADR che non so dire i nominativi di altre persone
che acquistavano da __________.

 

Mi viene chiesto di riferire di __________, altro
mio fornitore.

Confermo che da lui ho iniziato a procurarmi cocaina
dall’inizio 2015, in pratica da quando i miei consumi sono aumentati. Lui lo
consideravo come il fornitore di riserva, nel senso che se per un qualche
motivo __________ non poteva vendermi la cocaina, perché non ne aveva o lui era
via, facevo riferimento a __________. 

 

Mi viene chiesto quanta cocaina ho acquistato da __________.

__________ l’ho conosciuto tramite __________,
un’amica di famiglia.

Posso stimare di aver acquistato, pagando alla
consegna, dall’inizio 2015 e fino al mio arresto, un totale di circa 80/100
grammi di cocaina al prezzo di CHF 90.00 al grammo, sotto forma di buste da 5,
10 o 15 grammi. In questo quantitativo ho già calcolato i 10 grammi
sequestratimi.

 

In merito alla modalità di vendita, posso dire che
io gli inviavo un SMS dicendogli che c’ero; quando lui rispondeva che andava
bene, mi recavo sotto casa sua, gli facevo squillare il telefono e lui mi
apriva il portone. A casa sua avveniva la consegna. Io gli davo i soldi e lui
la cocaina.

Non so dire dove lui si procurasse la cocaina ma, da
quello che lui stesso mi aveva detto l’ultima volta che l’avevo visto, che
aveva cambiato fornitore.

Non so dire di più in merito ad altri possibili suoi
acquirenti; so che comunque lui consuma.

 

Mi viene chiesto quanta della suddetta cocaina è
stata destinata alla vendita.

Come già detto circa 1/3, e quindi 27/33 grammi
circa.

 

Mi viene chiesto di riferire dell’altro fornitore, __________.

__________ lo conosco da anni.

Posso stimare di aver acquistato da __________ in un
periodo ristretto di circa 6 mesi, nel periodo 2015-inizio 2016.

Nel periodo in cui mi sono riferito a lui, __________
non aveva cocaina o forse con lui avevo avuto uno screzio. Avendo conosciuto __________,
che me la lasciava anche a credito, in quel periodo ristretto mi sono rivolto a
lui. Inoltre, visto che lui mi ha fornito canapa, chiedevo anche cocaina.

Mi sembra ora di ricordare che __________ l’avevo
conosciuto per via della canapa.

Nel suddetto periodo avrò acquistato anche da lui
circa 80/100 grammi di cocaina al prezzo di CHF 100.00 al grammo, con consegne
a casa mia, sotto forma di buste da 5 a 15 grammi.

In questo caso gli acquisti avvenivano a credito e
posso dire di aver pagato tutto quello che dovevo.

La cocaina di __________ era buona come quella di __________.

Visto che __________ ha avuto problemi con la
giustizia, abbiamo interrotto la collaborazione e inoltre avevo rivisto in giro
__________.

 

Mi viene chiesto quanta della suddetta cocaina è
stata destinata alla vendita.

Come già detto circa 1/3, e quindi 27/33 grammi
circa.

 

Mi viene chiesto ora di riferire del mio principale
fornitore di cocaina, tale __________, identificato in __________.

 

Confermo che la persona che ho pure riconosciuto in
foto in corso del mio precedente verbale è il mio primo fornitore di cocaina da
cui ho comperato il maggior quantitativo dal 2012 in poi.

__________ l’ho conosciuto nel 2012, me lo ha
presentato __________, un ragazzo __________ che ora non è più in Svizzera;
sapevo che __________ era il suo fornitore perché me lo aveva detto __________.

Quando l’ho conosciuto, sapendo che io vendevo
marijuana, a lui ho venduto detto stupefacente. Sapevo che lui vendeva cocaina.
Nel corso dei successivi anni, stimo di avergli venduto oltre 200 grammi di
marijuana al prezzo di CHF 10.00/12.00 al grammo; solitamente acquistava per un
valore di CHF 50.00. Le consegne, solitamente 5 grammi a settimana, avvenivano
a casa mia o in strada. Non sono mai stato da lui.

Non mi sembra di aver mai barattato marijuana con
cocaina.

Quando ho iniziato a chiedergli cocaina, nel 2012,
in quell’anno avrò acquistato 100 grammi che ho interamente consumato; al
massimo avrò venduto qualche busta dose.

Dal 2013, dopo circa un anno dalla conoscenza, ho
iniziato ad acquistare quantitativi più importanti che ho poi parzialmente
destinato alla vendita. Acquistavo, a credito, ovuli da 10 grammi al prezzo di
CHF 100.00 il grammo. In totale, nel corso degli anni 2013 in poi e fino
all’arresto, ho acquistato circa 1670/1990 grammi. 

Per quanto attiene alla modalità di vendita, era lui
che mi contattava spesso sia per portarmi la droga che per recupere il denaro.

Non ho mai chiesto un quantitativo specifico, variava
a dipendenza della sua disponibilità. Inizialmente mi consegnava dai 5 ai 10
grammi, negli ultimi anni mi ha anche portato quantitativi superiori, fino a 50
grammi per volta.

Dovrei ancora pagargli gli ultimi 30 grammi che mi
ha consegnato il sabato precedente il mio arresto”. 

(VI PP, 17.01.2019, p.
2-4, AI 53).

 

                            5.1.3.   L’imputato
ha ribadito e riassunto le proprie ammissioni anche nel corso del verbale
finale di data 16.12.2019:

 

" ADR che
riconfermo di aver acquistato il maggior quantitativo di cocaina da __________
dal 2012 fino all’arresto. In totale ho già riferito di aver acquistato almeno
1800 grammi. Confermo anche d’aver acquistato da __________ almeno 5 grammi tra
il 2011 e il 2012.

Negli anni successivi, tra il 2012/2013, almeno 50
grammi da __________; altri 80 grammi da __________ tra il 2015 e il 2018 e
altri 80 grammi da __________ tra il 2015 e il 2016.

 

ADR che è possibile che io abbia acquistato qualche
grammo anche da __________. 

 

ADR che confermo di aver venduto, dal 2013 al mio arresto,
cocaina per un quantitativo di circa 1220 grammi. 

 

Prendo atto che i 3 ovuli di cocaina oltre alla
busta sequestratimi il 12.11.2018 hanno un peso netto di 39.88 grammi e una
purezza che varia tra il 72.6% e il 16.7%.

Ne prendo atto, i 3 ovuli provengono da __________
mentre la busta da __________.

 

ADR che circa 1/3 della cocaina sequestratami
l’avrei consumata mentre la restante parte venduta”.

(VI PP, 16.12.2019, p.
2, AI 92).

 

                               5.2.   Con specifico
riferimento all’imputazione inerente la coltivazione e lo spaccio di marijuana,
anche in questo caso l’imputato ha inizialmente minimizzato i quantitativi
alienati, affermando di aver venduto “soltanto” 1 kg e senza nemmeno voler
indicare chi fossero gli acquirenti:

 

Solo nel corso del verbale di data 17.01.2019, IM 1
ha ripercorso le alienazioni dello stupefacente, arrivando ad ammettere di
avere alienato, a partire dal 2010 e regolarmente nel corso degli anni fino
all’arresto, circa 21,80 kg, quantitativo in gran parte coltivato personalmente
ed in parte – circa 4 o 5 kg – acquistato da terzi, conseguendo un guadagno di almeno fr. 130'000.-. 

L’imputato ha dichiarato anche di avere alienato
marijuana in “grossi
quantitativi a due persone malate terminali di cui però preferisco non fare il
nome”:

 

" - a __________

ho venduto 200/300 grammi di marijuana nell’arco di
5 anni e ho offerto qualche striscia di cocaina in occasione di consumi
collettivi. Forse ha acquistato buste con quantitativi minimi di cocaina da
0.25 grammi o anche meno; al massimo in totale avrà acquistato da me 5 grammi;

 

[…] - a __________

avrò venduto circa 30 grammi tra il 2015 e il 2018.
So che anche lui ai tempi si riforniva da __________. Acquistava singole buste
dosi da CHF 100.00 e la consegna avveniva a casa mia. Capitava anche che
comprasse due buste per volta. Aggiungo che io non ho mai venduto ovuli da 5
grammi in su a nessuno.

Questa persona ha dichiarato che le ho offerto
marijuana e che nel 2014/2015 aveva acquistato da me 1 grammo di cocaina per
CHF 100.00.

Contesto e ribadisco il mio dire. Aggiungo che a lui
ho anche venduto marijuana per un quantitativo di circa 1 kg negli ultimi 7/8
anni.

Ho deciso di essere sincero e quindi racconto la
verità

 

[…] - a __________ 

ho venduto sia cocaina che marijuana nel periodo
2015/2017.

Le ho venduto circa 20/30 grammi di cocaina e circa
mezzo chilo di marijuana con consegne a casa mia. Per un periodo ho abitato da
lei quando mi è bruciata la casa.

L’acquirente ha dichiarato di aver intrattenuto con
me un rapporto di amicizia e che non esclude che io nel 2017 le abbia offerto
cocaina. 

Ne prendo atto e io ribadisco il mio dire.

 

- a __________ 

ho procurato sia canapa che cocaina nel periodo
2016/2018. Le ho venduto tra 10 e 30 grammi di cocaina; purtroppo mi è
difficile essere più preciso. Le ho venduto da 300 ai 500 grammi di marijuana. 

__________ ha dichiarato di non avere mai avuto a
che fare con me in merito agli stupefacenti.

Ne prendo atto e io ribadisco il mio dire.

 

[…] - a __________

a lui avrò venduto circa 10/20 grammi di cocaina,
dopo essere arrivato in Ticino proveniente dal __________, secondo me per un
anno e mezzo circa.

A lui ho venduto anche circa 200/300 grammi di
hascisc al prezzo di CHF 10/12.00 al grammo a dipendenza del quantitativo.

 

L’acquirente ha dichiarato di aver acquistato
nell’arco di più anni almeno 1 kg di canapa al prezzo di CHF 50.00 per 4/5
grammi e che è capitato di fumare insieme canapa a casa mia da me messa a
disposizione quando giocavamo a carte o alla playstation.

Non ho mai giocato a carte o alla play station con
questa persona a cui non ho mai offerto marijuana. È vero che gliene ho venduta
ma non mi sembra così tanta, come da lui dichiarato. Secondo me non gli ho
venduto più di 400 grammi.

 

- a __________

ho venduto sia marijuana che cocaina nell’arco di
più anni, forse dal 2016 in poi. Di cocaina gliene ho venduti al massimo 30
grammi, sotto forma di singole buste dosi da 50/100 grammi con consegne a casa
mia. Gli ho venduto marijuana per un quantitativo di 100/200 grammi.

__________ ha dichiarato di aver acquistato nel
periodo 2016-2018 in una 15.ina di occasioni buste dosi da 1 gr a CHF 100.00 o
buste dosi da CHF 50.00; in totale circa 6-10 grammi, con consegne a casa mia.

Secondo me ha acquistato di più, ma i prezzi sono
giusti.

 

- a __________

ho venduto maggiormente marijuana. Negli ultimi 8
anni gli avrò venduto circa 5 kg di marijuana sotto forma di etti o mezzi etti
al prezzo di CHF 10.00 al grammo. 

Dal 2012/2013 al 2018 gli avrò venduto al massimo 25
grammi di cocaina.

L’acquirente ha dichiarato di aver acquistato da me
e ottenuto come offerta un quantitativo complessivo, dall’estate 2012 fino
all’ottobre 2018 di 40 grammi di cocaina; quando la pagava il prezzo era di CHF
100.00 la singola dose di 1 grammo o poco meno; la consegna avveniva a casa mia
o alle grigliate che si organizzavano. Egli ha pure dichiarato che io pure
gliene offrivo.

Non contesto il quantitativo da lui riferito, anche
se secondo me è minore. Contesto, come sempre detto, il dosaggio.

 

__________ ha pure dichiarato che partecipava alle
grigliate, a cui offrivo cocaina anche a tale __________ che lavora alla __________
a __________, poi identificato in __________.

È corretto, non lo contesto.

 

[…] ADR che ora come ora mi è difficile riferire i
nominativi di altre persone a cui ho venduto cocaina e marijuana. Di sicuro ce
ne sono.

Per quanto riguarda la marijuana voglio dichiarare
spontaneamente che i guadagni maggiori li ho fatti vendendo questo
stupefacente. Negli anni antecedenti al 2015, quando avevo l’impianto indoor,
riuscivo ad ottenere circa 3,5 kg di canapa all’anno. La maggior parte di questa
marijuana, per un quantitativo di circa 13/14 kg, l’ho venduta a __________ che
ai tempi abitava a __________ e a __________. Inoltre, ho venduto grossi
quantitativi a due persone malate terminali di cui però preferisco non fare il
nome.

Negli ultimi anni acquistavo pure marijuana da __________
di __________. Quella che coltivavo io era per lo più destinata al mio
consumo”.

(VI PP, 17.01.2019, p.
6-11, AI 53).

 

Con specifico riferimento agli acquisti di marijuana
da parte di terze persone, che poi l’imputato rivendeva al dettaglio, ha
affermato che i fornitori sono stati due:

 

" Mi viene
chiesto di riferire quanta marijuana ho acquistato da __________ e in che
periodo.

Da lui ho acquistato dal 2015 in poi e l’ultima
volta un mese prima dell’arresto, circa 3 o 4 kg di marijuana al prezzo di CHF
650/800.00 l’etto, a dipendenza della qualità.

Lui ha un bel giro, non la coltiva ma la compra, non
so dove né da chi. So che per un periodo di due/tre mesi dopo l’arresto di una
persona a __________, di cui non conosco le generalità, ma se non sbaglio è
straniero di origine e mi era stato detto che si era acquistato un __________, __________
aveva sospeso le vendite.

Le consegne avvenivano a casa sua e a lui devo
ancora CHF 1000.00 visto che acquistavo a credito.

 

[…] In re ai miei fornitori di marijuana

 

Mi viene detto che in merito a chi mi ha fornito la
marijuana nel corso degli ultimi verbali ho fatto il nome di __________,
asserendo che nel corso di 6 mesi (2015/2016) mi ha venduto 1 o 2 kg di canapa
a CHF 6.50 al grammo; di questo quantitativo 100 grammi la consumavo
mensilmente mentre la rimanenza la vendevo a CHF 10.00 al grammo.

Mi si chiede conferma.

Lo confermo.

 

ADR che non ho acquistato marijuana da altre persone
a parte __________ di cui ho sopra riferito”.

(VI PP, 17.01.2019, p.
6-11, AI 53).

 

 

Riciclaggio di denaro (ripetuto)

 

                               5.3.   L’imputazione
di cui al punto 2 dell’atto d’accusa fa riferimento all’invio, nel periodo
10.01.2013 – 02.10.2018, di un importo complessivo di CHF 178'726.85, denaro
provento del traffico di cocaina e marijuana di cui al punto 1, ed inviato
personalmente in Brasile, compiendo in tal modo atti suscettibili di vanificare
l’accertamento dell’origine, il ritrovamento o la confisca del suddetto denaro,
oltre all’invio CHF 450.- in Spagna per conto di uno dei suoi fornitori di
cocaina. 

 

                            5.3.1.   Gli inquirenti,
al fine di confutare il coinvolgimento dell’imputato nel traffico di droga,
hanno sin da subito accertato nelle varie agenzie di spedizioni eventuali invii
di denaro compiuto da o per conto di IM 1.

Al riguardo l’imputato ha sin da subito ammesso di
avere inviato del denaro in Brasile alla madre di suo figlio (n.d.r. in realtà
è solo figlio di lei, ma IM 1 ha spiegato in aula di volergli bene come se
fosse suo figlio), tale __________, in quanto questi, altrimenti, non gli
avrebbe più fatto né vedere né sentire il bambino. Egli ha specificato,
tuttavia, che la donna, che ha problemi di tossicodipendenza e che ha altri tre
figli con altrettanti uomini, non si occuperebbe nemmeno più del figlio, il
quale, a mente dell’imputato, dovrebbe abitare con __________:

 

" Mi viene
chiesto quale destino ho dato a questi guadagni. 

Li ho inviati in Brasile alla madre di mio figlio __________.

 

Mi viene chiesto di precisare gli invii di denaro da
me effettuati nel corso degli anni. 

Saranno 6 o 7 anni che invio denaro ad __________ e
da quando è nato mio figlio, nel luglio 2014, ho aumentato gli importi inviati.

Mi rendo conto di aver inviato a lei e alla sua
famiglia molti soldi; oltre al figlio in comune lei ha altri tre figli con tre
uomini diversi.

Nel corso degli anni era anche lei a pretendere il
denaro; mi minacciava dicendomi che non mi faceva più vedere né sentire __________
ed è soprattutto per questo che io ho continuato a inviarle denaro. Sono molto
legato a mio figlio, anche se l’ho visto solo una volta; lo sentivo
telefonicamente spesso. Mi manca molto e mi piacerebbe sentirlo.

So che anche __________ ha problemi di droga e
quindi parte dei soldi inviatile saranno serviti ad acquistare la droga.
Nell’ultimo periodo ho saputo che __________ abitava con __________.

Io non mi rendevo conto esattamente del denaro che
continuavo a mandarle, anche se più volte, secondo quanto mi diceva lei, doveva
servire per determinati scopi, ma poi quel denaro non veniva utilizzato per
quegli scopi. Ad esempio le avevo mandato del denaro per acquistare un
appartamento o per avviare un’attività, ma alla fine nulla di tutto ciò lei
concretizzava. L’unica cosa che ha acquistato con i miei soldi è un’auto che so
essere già stata rivenduta.

Preciso che io non ho alcun conto bancario in
Brasile a me intestato; anche qui in Ticino non ho risparmi. Questo per dire
che non mi sono arricchito con il mio traffico.

 

Mi viene chiesto se ricordo a chi ho indirizzato i
miei invii di denaro.

Quando inviavo denaro tramite __________ lo mandavo
a __________ che, giornalmente, recuperava il denaro presso una succursale
della __________ in città per portarlo ad __________. Lo stesso ho fatto
qualche volta con la sorella, __________. I miei invii più grandi li ho fatti a
queste persone oltre che naturalmente ad __________.

Ho inviato denaro anche tramite la __________; invii
che andavano direttamente sul conto di __________ in Brasile”.

(VI PP, 17.01.2019, p. 12-13, AI 53).

 

                            5.3.2.   Le risultanze
probatorie acquisite agli atti, hanno sostanzialmente confermato il dire
dell’imputato, ovvero che l’origine degli invii di denaro in Brasile è tutta
provento della vendita di sostanze stupefacenti:

 

" In re agli
invii di denaro

Prendo atto dei seguenti invii di denaro da me
effettuati: 

- tramite la __________ di __________ un totale di
CHF 130'812.39 dal 9.08.2013 al 22.10.2018 (cfr. AI 31 agli atti che mi viene
mostrato), denaro inviato a:

__________ in Brasile

__________ in Brasile

__________ in Brasile

__________ in Brasile

__________ in Brasile

__________ in Brasile

 

- tramite __________ un totale di CHF 47'464.46 dal
10.01.2013 al 10.10.2018 (AI 39 che pure mi viene mostrato), denaro inviato a:

__________ in Brasile

__________ in Brasile

__________ in Brasile

__________ in Brasile

__________ in Brasile

__________ in Brasile

__________ in Spagna (invio CHF 450.00 il 13.6.2014)

__________ in Brasile

Mi si chiede di prendere posizione, ritenuto che in
totale nell’arco di circa 5 anni e mezzo ho inviato CHF 178’276.85.

 

Non contesto queste risultanze che in pratica
confermano le mie ammissioni relativamente all’invio dei miei guadagni in
Brasile.

 

ADR che __________ è la mamma di __________ mentre __________
è il compagno della mamma di __________. 

 

ADR che tutte le altre persone emerse da questi
invii sono riconducibili ad __________; sono suoi amici.

ADR che era sempre __________ a darmi le generalità
di queste persone. Ricordo che per un determinato periodo non aveva più il
passaporto e quindi non poteva ritirare il denaro”.

                                         (VI
PP, 17.01.2019, p. 14-15, AI 53).

 

                            5.3.3.   L’imputato ha,
infine, ammesso che l’invio di CHF 450.- in Spagna era stato effettuato per
conto di __________:

 

" Mi viene
chiesto di riferire in merito all’invio in Spagna del 13.06.2014.

È un invio che ho effettuato per conto di __________.

A quel momento io già acquistavo da lui e mi ha
chiesto il favore d’inviargli denaro perché lui non poteva; non mi ha detto il
motivo, forse non poteva o non voleva. Non so chi sia il destinatario e neppure
lui mi ha detto chi fosse, rispettivamente non mi ha detto il motivo per cui
inviava quei soldi”

(VI PP, 17.01.2019, p. 14-15, AI 53).

 

 

Contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
(ripetuta)

 

                               5.4.   L’imputazione di cui al punto 3 dell’atto d’accusa fa riferimento al
consumo, nel periodo 12 maggio 2017 – 12.11.2018, senza autorizzazione, di
almeno 100 grammi di cocaina e 3 kg di marijuana, oltre alla detenzione di 20
grammi di marijuana, di 1.1 grammi di hascisc e di 40 semi di canapa, destinati
al proprio consumo personale. 

 

L’imputato ha sempre dichiarato che il suo consumo
di cocaina non è mai stato regolare, a differenza di quello di marijuana,
intrapreso con regolarità sin da minorenne. 

In corso d’inchiesta  ha ricostruito i quantitativi
consumati, affermando di aver consumato circa 1 kg di marijuana all’anno, oltre
a circa 100 grammi di cocaina, in totale, nel corso dei 3 anni precedenti: 

 

" In re ai miei
consumi

 

Mi viene detto che dagli atti, in particolare dalle
mie dichiarazioni, emergono i seguenti consumi nel corso degli ultimi 3 anni:

- nei primi verbali ho dichiarato circa 78/106
grammi di cocaina; poi nel verbale 14.12.2018 non sono stato in grado di
quantificare il mio consumo in quanto assolutamente non regolare;

- circa 1 grammo al giorno di marijuana, per un
totale di almeno 900 grammi.

Mi si chiede conferma. 

Ribadisco che mi è difficile quantificare il mio
consumo di cocaina e quindi non contesto quanto avevo già detto e quindi circa
100 grammi in totale.

Per quanto riguarda la marijuana, è più giusto dire
che ne ho consumato 1 kg all’anno e quindi in totale 3 kg”.

(VI PP, 17.01.2019, p. 14-15, AI 53).

 

 

                                    6.   Diritto
e accertamento della Corte

 

                                   a.   L'art. 19
cpv. 1 let. b e d LStup punisce chiunque, senza essere autorizzato, detiene,
trasporta, importa o fa transitare stupefacenti. Punito è pure chi fa
preparativi per commettere una di queste infrazioni.

Il cpv. 2 del medesimo articolo prescrive che si
tratta di un caso aggravato, se l'autore sa o deve presumere che l'infrazione
può mettere in pericolo la salute di molte persone (let. a), se agisce come
membro di una banda costituitasi per esercitare sistematicamente il traffico di
stupefacenti (let. b), se realizza, trafficando per mestiere, una grossa cifra
d'affari o un guadagno considerevole (let. c), se offre fornisce o rende
accessibili in altro modo stupefacenti in centri di formazione destinati
principalmente ai minori o nelle immediate vicinanze (let. d). La
giurisprudenza ha avuto modo di precisare che una messa in pericolo della
salute di numerose persone deve già essere ammessa a partire dai 12 grammi di
eroina pura (DTF 122 IV 360 consid. 2a; DTF 120 IV 334 consid. 2a; DTF 114 IV
164 consid. 1; DTF 112 IV 109 consid. 2a; DTF 109 IV 143 consid. 3b; STF del 21
novembre 2011, inc. 6B/558/2011, consid. 3.3.2; STF del 29 marzo 2011, inc.
6B_859/2010, consid. 6; STF del 13 dicembre 2010, inc. 6B_699/2010, consid. 4;
STF del 15 luglio 2010, inc. 6B 294/2010, consid. 3.3.2; STF del 15 marzo 2010,
inc. 6B 911/2009, consid. 2.3.1; STF del 10 marzo 2009, inc. 6B 632/2008,
consid. 2; Albrecht, Kommentar zum schweizerischen Strafrecht, Sonderband
Betäubungsmittelstrafrecht, Berna 1995, ad art. 19, n. 150 e seg.; Corboz, Les
infractions en droit suisse, vo. II, 3ème édition, Berna 2010, ad art. 19
LStup, n. 81 segg., pag. 917 segg.). II caso aggravato è dato anche quando non
sono raggiunti i quantitativi sopra indicati, se la droga fornita ai
consumatori, in ragione della sua purezza eccezionale o del tipo di taglio, è
di natura tale da creare un pericolo per la vita di molte persone. In una
simile evenienza è necessario che l'autore conosca la pericolosità eccezionale
della sostanza o che ne accetti l'eventualità (Bernard Corboz, op. cit., ad
art. 19 LStup, n. 92, pag. 920). Dal punto di vista soggettivo, l’autore deve
sapere di detenere, trasportare, importare o far transitare stupefacenti. Il
dolo eventuale è sufficiente (Corboz, op. cit., ad. art. 19 LStup, n. 68 e
segg., pag. 913). Inoltre, affinché vi sia un caso aggravato ai sensi dell'art.
19 cpv. 2 LStup, è necessario che l'autore sappia o accetti che l'infrazione da
lui commessa possa, direttamente o indirettamente, mettere in pericolo la vita
di molte persone (DTF 111 IV 31; Bernard Corboz, op. cit., n. 91 ad art. 19
LStup). Affinché ciò sia realizzato, è sufficiente che egli sia cosciente del
quantitativo e del tipo di droga trafficato, poiché, sia egli consumatore o
meno, si deve presumere conoscere la pericolosità della droga per la salute
(DTF 106 IV 232 consid. 4). Il dolo eventuale è sufficiente. È irrilevante che
l'autore sappia che la droga è destinata ad un numero limitato di persone, così
che, concretamente, non saranno in realtà numerose quelle messe in pericolo
(DTF 111 IV 31).

 

                                   b.   Per l'art.
305bis cpv. 1 CP, chiunque compie un atto suscettibile di vanificare
l'accertamento dell'origine, il ritrovamento o la confisca di valori
patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provengono da un crimine o da un
delitto fiscale qualificato, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o
con una pena pecuniaria. Secondo l'art. 305bis n. 3 CP, l'autore del
riciclaggio è punibile anche se l'atto principale è commesso all'estero, purché
costituisca reato anche nel luogo in cui è stato compiuto. La fattispecie di
riciclaggio di denaro presuppone quale reato a monte un crimine (art. 305bis
cpv. 1 CP). Come rettamente rilevato dalla Corte cantonale, la questione di
sapere se il reato a monte commesso all'estero costituisce un crimine, deve
essere esaminata secondo il diritto svizzero (DTF 126 IV 255 consid. 3b/aa;
sentenza 6B_718/2010 del 18 ottobre 2011 consid. 3.5.2, in: RtiD I-2012 pag.
217 segg.).  

In considerazione del suo carattere accessorio, la
fattispecie del riciclaggio di denaro esige quindi, oltre alla dimostrazione
dell'atto di riciclaggio, anche quella del reato a monte e della provenienza
dei valori patrimoniali da tale reato (DTF 126 IV 255 consid. 3a). La
giurisprudenza non impone tuttavia una "prova stretta" del reato a
monte, in particolare non richiede che ne siano conosciuti l'autore o le
circostanze precise. È sufficiente la certezza che i valori patrimoniali
provengono da un crimine. Il legame richiesto tra il crimine all'origine dei
fondi ed il loro riciclaggio è quindi volontariamente tenue (DTF 138 IV 1
consid. 4.2.2;120 IV 323 consid. 3d). 

 

Il reato di riciclaggio di denaro ha per fine la
sottrazione all'autorità penale del provento di un crimine. Si tratta di
un'infrazione di esposizione a pericolo astratto; il comportamento è dunque
punibile a questo titolo anche se l'atto vanificatorio non ha raggiunto il suo
scopo (DTF 128 IV 117 consid. 7a; 127 IV 20 consid. 3a). Il fatto di occultare
in un veicolo dei valori patrimoniali che provengono da un traffico di stupefacenti
e di trasportarli oltre il confine costituisce un atto di riciclaggio di denaro
(DTF 127 IV 20consid. 3b). 

Dal profilo soggettivo, l'autore deve conoscere
l'origine criminosa dei fondi ed essere consapevole che il suo atto potrà
vanificarne l'accertamento dell'origine, il ritrovamento o la confisca. In caso
di dolo eventuale, egli deve quantomeno ipotizzarne l'eventualità ed accettarne
le conseguenze (DTF 128 IV 117 consid. 7f; 122 IV 211consid. 2e; 119 IV 242
consid. 2b).

 

Il cpv. 2 prevede la fattispecie aggravata del reato
di riciclaggio di denaro, punibile con una pena detentiva fino a 5 anni o con
una pena pecuniaria – la quale viene cumulata alla pena detentiva – se l’autore
agisce (a) come membro di un’organizzazione criminale, (b) come membro di una
banda costituita per esercitare sistematicamente il riciclaggio, (c) realizza
una grossa cifra d’affari o un guadagno considerevole facendo mestiere del
riciclaggio. 

Per quanto concerne il mestiere, i criteri di
valutazione sono i medesimi indicati con riferimento a quelli stabiliti per il
furto. 

Di conseguenza, l’autore agisce per mestiere quando
risulta - dal tempo e dai mezzi che consacra agli atti criminosi, dalla loro
frequenza durante un periodo determinato, così come dall’entità dei guadagni
auspicati o ottenuti - che egli esercita l’attività delinquenziale alla stessa
stregua di una professione, anche semplicemente accessoria (STF 6B_681/2009 del
18 febbraio 2010 consid. 2; DTF 116 IV 319 consid. 4; 117 IV 65; 119 IV 129;
123 IV 116).

Elementi costitutivi del delinquere per mestiere
sono, quindi, una commissione ripetuta dei reati, l’intenzione di ottenerne un
reddito e la disponibilità a commettere anche nel futuro un numero imprecisato
di reati del tipo in questione.

In primo luogo, dunque, è necessario che il
prevenuto abbia compiuto più reati (Marcel Alexander Niggli/Christof Riedo,
Basler Kommentar, 2 ed., ad art. 139, n. 93).

In secondo luogo, l’autore deve avere agito con
l’intenzione di ottenere un reddito. Ciò è dato solo se è riconoscibile
l’intenzione di derivare con una relativa regolarità dall’attività criminale
delle entrate per coprire almeno una parte delle spese necessarie a mantenere
il tenore di vita (DTF 119 IV 129, 133; 123 IV 113, 116; 116 IV 319, 334 e
segg.). Non è necessario che l’autore riesca concretamente ad ottenere il
reddito, basta la corrispondente intenzione (DTF 68 IV 40, 44; 78 IV 91, 94 e
segg.). Neppure indispensabile è che la delinquenza rappresenti l’unica o la
principale fonte di guadagno del reo: un reddito complementare basta (DTF 123
IV 113, 117).

Da ultimo l’autore deve essere pronto a commettere
un numero imprecisato di reati del genere in questione. La questione risulta essere
poco problematica se egli nel passato ha perpetrato reati in una maniera tale
da aver già palesato questa sua disponibilità. Se, invece, il numero dei
delitti realmente effettuati è ridotto, la qualificazione può avvenire solo
sulla scorta di una prognosi di plausibilità con riferimento a comportamenti
futuri, fondata su quanto da lui sino a quel momento fatto e considerati la
frequenza dei delitti, i mezzi impiegati per la loro commissione e l’ammontare
del bottino (Marcel Alexander Niggli/ Christof Riedo, op. cit. ad art. 139, n.
102).

 

Con riferimento alla cifra d’affari o ad un guadagno
importante, la giurisprudenza si richiama ai criteri stabiliti per l’art. 19
sulla LF sugli stupefacenti, secondo i quali una cifra d’affari di Fr.
110'000.- è considerata importante (ATF 129 IV 253). L’ATF 129 IV 253 stima che
a partire da un importo di Fr. 10'000.- si tratta di una cifra importante.

 

                                   c.   Giusta l’art.
19a della LF sugli stupefacenti, chiunque, senza essere autorizzato, consuma
intenzionalmente stupefacenti oppure chiunque commette un’infrazione giusta
l’articolo 19 per assicurarsi il proprio consumo, è punito con la multa.

 

Nei casi poco gravi si può abbandonare il
procedimento o prescindere da ogni pena. Può essere pronunciato un
avvertimento.

 

Si può prescindere dall’azione penale se l’autore,
per aver consumato stupefacenti, sottostà o si sottopone a un’assistenza
sorvegliata dal medico. L’azione penale è eseguita se l’autore si sottrae
all’assistenza o al trattamento.

 

Se l’autore è tossicomane, il giudice può ordinare
il collocamento in una casa di salute. L’articolo 44 del Codice penale
svizzero3 è applicabile per analogia.

 

                               6.1.   I fatti indicati nell’atto d’accusa sono ammessi e riconosciuti
dall’imputato, oltre che comprovati attraverso numerosi riscontri versati agli
atti.

Dal profilo giuridico si rileva unicamente, come
peraltro anticipato in apertura del dibattimento, che la fattispecie di
riciclaggio di denaro va più correttamente qualificata nella sua forma
aggravata prevista dall’art. 305bis cpv. 2 CP. Ciò in virtu’ del lungo periodo
di tempo nel corso del quale l’imputato ha inviato denaro all’estero (quasi 6
anni), della reiterazione degli invii e della sua disponibilità a commettere
anche nel futuro un numero imprecisato di transazioni – ritenuto come solo
l’arresto ha posto fine ai suoi agiti – tale da far ritenere che egli abbia
agito per mestiere, conformemente alla giurisprudenza del TF (DTF 122 IV 211).
Con tale condotta l’imputato ha poi realizzato una cifra d’affari di CHF 178'726.85,
ben superiore all’importo di CHF 110'000.- che per pacifica giurisprudenza è
già considerata importante (DTF 129 IV 188), e date da configurare pertanto la
fattispecie aggravata.

Di conseguenza
l’imputato è stato condannato per riciclaggio di denaro ex art. 305bis cpv. 2
CP.

 

                               6.2.   Con riferimento
alle altre imputazioni, richiamate le correzioni effettuate in apertura del
dibattimento, non sono state rilevate altre questioni meritevoli di dover
essere trattate, con la conseguenza che l’atto d’accusa è stato integralmente
confermato.

 

La questione, pertanto, attiene ora alla
commisurazione della pena ed alla determinazione di eventuali misure.

 

 

                                   7.   Commisurazione
della pena

 

                                   d.   Per
l’art. 47 cpv. 1 CP, il giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene
conto della vita anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché
dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2 dello stesso disposto
precisa che la colpa è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a
pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i
moventi e gli obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze
interne ed esterne, secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare
l’esposizione a pericolo o la lesione.

Come già l’art. 63 vCP, dunque, anche l’art. 47 cpv. 1 CP
stabilisce che la pena deve essere commisurata essenzialmente in funzione della
colpa dell'autore (DTF 136 IV 55 consid. 5.4).

In applicazione dell’art. 47 cpv. 2 CP - che codifica
la giurisprudenza anteriore fornendo un elenco esemplificativo di criteri da
considerare - la colpa va determinata partendo dalle circostanze legate
all’atto stesso (Tatkomponenten). In questo ambito, va considerato, dal
profilo oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene
giuridico offeso e la reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten),
elementi che la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto
designava con le espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione”
(DTF 129 IV 6 consid. 6.1).

Vanno poi considerati dal profilo soggettivo (subjektive
Tatkomponenten) i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai
motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che
l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la
libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità
nonché l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid.
2a; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.1). In relazione
alla libertà dell’autore, occorre tener conto delle “circostanze esterne”, e
meglio della situazione concreta dell’autore in relazione all’atto, per esempio
situazioni d’emergenza o di tentazione che non siano così pronunciate da
giustificare un'attenuazione della pena ai sensi dell’art. 48 CP (Messaggio del
21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del
codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF
1999, pag. 1745; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008 consid. 2.2).

Determinata, così,
la colpa globale dell’imputato, il giudice deve indicarne in modo chiaro la
gravità su una scala e, quindi, determinare, nei limiti del quadro edittale, la
pena ipotetica adeguata. Così come indicato dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e
precisato dal TF (in particolare, DTF 136 IV 55 consid. 5.7), il giudice deve,
poi, procedere ad una ponderazione della pena ipotetica in considerazione dei
fattori legati all’autore, ovvero della sua vita anteriore (antecedenti
giudiziari o meno), della reputazione, della situazione personale (stato di
salute, età, obblighi familiari, situazione professionale, rischio di recidiva,
ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto e nel corso del procedimento penale
così come dell’effetto che la pena avrà sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid.
5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010
consid. 2.2.2; cfr. anche STF 6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).

Con riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato
che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere
sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà
presumibilmente trattenere l'autore dal compiere altri reati (Messaggio del 21
settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice
penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999,
pag. 1744; DTF 128 IV 73 consid. 4; STF 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008 del
14 ottobre 2008, consid. 3.2; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2).
La legge ha, così, codificato la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di
pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV
73 consid. 4c; 127 IV 97 consid. 3). Questo criterio di prevenzione speciale
permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in
ogni caso essere proporzionata alla colpa (STF 6B_78/2008, 6B_81/2008,
6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2.; STF 6B_370/2007 del 12 marzo
2008, consid. 2.2; STF 6B_14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2
e riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II,
Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6, n. 72, pag. 205).

 

                               7.1.   A qualificare la colpa di IM 1 v’è l’ingente quantitativo di cocaina da
lui detenuto e alienato, che dal profilo oggettivo realizza pacificamente
l’infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti. All’alienazione di cocaina
va poi aggiunta anche la vendita di 21.80 kg di marijuana, fattispecie
parimenti sussumibile sotto l’infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti
in virtu’ del fatto che l’imputato ha agito per mestiere nella vendita di tale
stupefacente, conseguendone anche un ingente guadagno (art. 19 cpv. 2 lett. c).
È pacifico, difatti, che l’imputato nel corso degli anni abbia trovato proprio
nell’alienazione (anche) della marijuana, la propria fonte di sostentamento,
considerato che egli, peraltro, non ha mai lavorato regolarmente, facendo in
tal modo mestiere dal traffico di canapa. Egli si era anzi anche organizzato al
riguardo, coltivando personalmente la sostanza e massimizzando il relativo
guadagno.  

 

Di rilievo, a sfavore dell’imputato, v’è anche che
non si è trattato di un’unica operazione, bensì di una serie molto numerosa di
atti di cessione posta in essere nei confronti di una pluralità di acquirenti,
pur riconoscendo, con specifico riferimento all’alienazione di marijuana, che
uno di essi, __________, ne ha acquistato, da solo, una buona fetta, ovvero
circa 13 kg su un totale di 21.80 kg.

 

Con riferimento, invece, allo spaccio di cocaina,
non sono stati individuati acquirenti “maggioritari”, con il che va ritenuto
che tutto lo stupefacente contestato a IM 1 è finito indistintamente sul
mercato, ponendo in tal modo in pericolo, allo stesso modo, la salute di molte
persone. 

Inoltre, l’imputato non si limitava alla mera
vendita della sostanza, ma periodicamente si recava presso i suoi fornitori, i
quali gli consegnavano, prevalentemente a credito, lo stupefacente, ed ai quali
portava poi il denaro dell’acquisto della cocaina una volta terminata la
vendita, col che se ne desume anche una certa dose di fiducia che l’imputato,
col tempo, ha instaurato nell’ambiente dello spaccio.

 

                               7.2.   Dal punto di
vista soggettivo, si rileva che IM 1, con i suoi agiti, ha dimostrato una
notevole determinazione nel delinquere, continuando nella perpetrazione
dell’attività di spaccio, di due differenti sostanze stupefacenti, incurante
delle precedenti condanne subite. Anche dopo l’ultima condanna del 27.10.2016
per incendio colposo, derivante dall’attività illecita di coltivazione della
canapa posta in essere dall’imputato, che poteva rappresentare per lui un nuovo
monito, anziché fermarsi dal continuare a delinquere, ha perseverato operando
attivamente nell’alienazione degli stupefacenti, cessando dal suo agire solo a
seguito dell’arresto.  

 

                               7.3.   Di gravità non
certo trascurabile, sia per la reiterazione che per l’ammontare complessivo del
denaro inviato all’estero, v’è il riciclaggio di denaro, peraltro commesso
nella sua forma aggravata, con riferimento al quale si rileva che IM 1, benché
in Svizzera continuasse ad accumulare debiti godendo al contempo degli aiuti
assistenziali, non si è fatto scrupoli ad inviare all’estero cospicue somme di
denaro derivanti dal traffico di stupefacenti. È ben vero che il denaro è stato
inviato alla madre di quello che lui riteneva esse suo figlio adottivo, ma
l’imputato ben sapeva che la donna, che, peraltro, ha problemi di
tossicodipendenza, non impiegava certamente tutto il denaro ricevuto per la
cura del bambino, tanto è vero che, come da dichiarazioni del medesimo IM 1,
del minore, attualmente, se ne starebbe occupando __________.

 

La Corte ha comunque tenuto conto del fatto che
l’imputato ha inviato tale denaro in Brasile per il timore di non poter più né
vedere né sentire il bambino, e con ciò inviando gran parte del provento
dell’attività illecita all’estero, non beneficiando altrimenti del suddetto
guadagno.  

 

                               7.4.   In favore
dell’imputato la Corte ha tenuto conto del fatto che la perizia psichiatrica
versata in atti ha evidenziato un disturbo di personalità oltre ad una
dipendenza da cannaboidi e cocaina, che devono essere messi in relazione ai
reati commessi.

Parte della marijuana coltivata, rispettivamente
parte della cocaina acquistata dai fornitori veniva, difatti, da lui consumata.
Questa circostanza, tuttavia, a mente della Corte, deve comunque essere
mitigata se si tiene conto del fatto che, soprattutto con riferimento alla
cocaina, che è all’evidenza, tra le due, la sostanza più pericolosa messa in circolazione
dall’imputato, questi neppure la consumava con regolarità, riuscendo tuttavia
ad alienarne, al dettaglio, ben 1'220 grammi. L’imputato, pertanto, almeno in
parte ha agito per puro lucro, ritenuto anche che egli, al contempo, ha sempre
percepito gli aiuti sociali.

Discorso diverso va fatto, invece, con riferimento
alla marijuana, di minor pericolosità per la salute pubblica e con riferimento
alla quale l’imputato ha dimostrato una maggiore regolarità nei consumi, senza
contare il fatto che, come già rilevato, gran parte del quantitativo contestato
è stato alienato ad un’unica persona. 

 

Ancora a suo favore, va ritenuta la collaborazione
fornita in corso d’inchiesta, che ha permesso il rinvenimento della cocaina
occultata all’interno della propria abitazione, e inizialmente non individuata
dagli inquirenti, nonché la ricostruzione dei quantitativi di stupefacente
venduto, oltre all’identificazione dei vari fornitori di cocaina, fra cui __________,
il quale è già stato condannato anche sulla base delle dichiarazioni fornite da
IM 1. 

 

                               7.5.   Va ancora
considerato che l’imputato, dal 20.03.2019, è stato collocato presso l’istituto
__________, in esecuzione della misura terapeutica ordinata dal Procuratore
Pubblico, nel corso del quale, a fronte del buon andamento della medesima, ha
potuto beneficiare di autorizzazioni di visita e permessi d’uscita che
costituiscono certamente un privilegio rispetto alla condizione di “normale”
carcerazione, tanto che, in esecuzione della medesima misura, l’imputato è diventato
padre di un figlio ed ha potuto liberamente assistere anche al parto.

 

Con ciò non può essere certamente ritenuta a suo
favore la sensibilità alla pena, nemmeno per il particolare momento di crisi
sanitaria determinata dalla diffusione del COVID-19 e che ha determinato le
Autorità competenti a sospendere la quasi totalità delle attività all’interno
dell’istituto, nonché le visite dei familiari, ritenuto come IM 1 non è stato
toccato da tali provvedimenti.  

 

                               7.6.   Tutto ciò
considerato, l’imputato, trattandosi di pena parzialmente aggiuntiva a quella
di cui al decreto di accusa del 27.10.2016, è stato condannato:

 

 - alla pena detentiva di 35 (trentacinque)
mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto, la pena espiata in anticipo e
la privazione della libertà connessa all’esecuzione della misura ex art. 60 CP;

- alla pena pecuniaria pari a 30 aliquote giornaliere da fr. 30.-
l’una;

- alla multa di CHF 200.-, con l’avvertenza che, in caso di
mancato pagamento per colpa, sarà sostituita con una pena detentiva pari a 2
(due) giorni (art. 106 cpv. 2 CP).

 

L’esecuzione della pena detentiva è sospesa in ragione di 18
(diciotto) mesi, con un periodo di prova di anni 4 (quattro). Per il resto è da
espiare.

Anche l’esecuzione della pena pecuniaria è sospesa con un periodo
di prova di anni 4 (quattro).

 

                               7.7.   Non si fa luogo
alla revoca della sospensione condizionale della pena pecuniaria di 20 aliquote
giornaliere a fr. 20.- l’una, stabilita con decreto di accusa del 27.10.2016,
ma il periodo di prova è prolungato di 1 anno.

 

 

                                   8.   La misura

 

                                   e.   Una misura
deve essere ordinata se la sola pena non è atta a impedire che l’autore
commetta altri reati, se sussiste un bisogno di trattamento dell’autore o la
sicurezza pubblica lo esige e se le condizioni previste negli articoli 59-61,
63 o 64 sono adempiute (art. 56 cpv. 1 CP). 

La prima condizione posta dal disposto di legge
concretizza l’obiettivo principale delle misure che consiste nella prevenzione
di futuri reati e sancisce la sussidiarietà della misura: quando è sufficiente
a rispondere agli imperativi della prevenzione speciale, la pena deve essere
inflitta da sola (Roth/Thalmann, Commentaire Romand, CP I, Basilea, 2009, ad
art. 56 CP, n. 12, pagg. 551-552). 

La seconda condizione prevede che una misura può
essere pronunciata solo se sussiste un bisogno di trattamento dell’autore o se
la sicurezza pubblica lo esige (con l’eccezione dell’internamento per cui
preponderante è, non il bisogno di trattamento dell’autore, bensì l’interesse
pubblico alla sicurezza della collettività). 

Un bisogno di trattamento entra in considerazione
soltanto se si rapporta a tratti del carattere dell’autore che sono in
connessione con il suo comportamento delittuoso (Roth/Thalmann, op. cit., ad
art. 56 CP, n. 14 e 15, pag. 552). 

 

La pronuncia di una misura esige, poi, l’ossequio
delle condizioni di cui agli artt. 59-61, 63 e 64 CP. In particolare, per le
misure di cui agli art. 59 e 63 CP, è necessario l’accertamento di una grave
turba psichica (cfr., anche, DTF 139 IV 57, consid. 1.3.3.), della connessione
fra tale turba e i reati di cui l’autore risponde (per l’art. 59, un crimine o
un delitto), del rischio di recidiva e dell’adeguatezza della misura (che deve
essere atta ad evitare il rischio di recidiva).

 

                                    f.   Giusta
l’art. 60 CP, Se l’autore è tossicomane o altrimenti affetto da dipendenza, il
giudice può ordinare un trattamento stazionario qualora (a) l’autore abbia
commesso un crimine o delitto in connessione con il suo stato di dipendenza e
(b) vi sia da attendersi che in tal modo si potrà evitare il rischio che l’autore
commetta nuovi reati in connessione con il suo stato di dipendenza.

 

Il giudice tiene conto della richiesta dell’autore e della sua
disponibilità a sottoporsi al trattamento (cpv. 2). 

Il trattamento si svolge in un’istituzione specializzata o, se
necessario, in una clinica psichiatrica. Va adeguato alle esigenze speciali e
allo sviluppo dell’autore (cpv. 3). 

 

La privazione della libertà connessa al trattamento stazionario
non supera di regola i tre anni. Se, dopo tre anni, i presupposti per la
liberazione condizionale non sono ancora adempiuti e vi è da attendersi che la
prosecuzione della misura permetterà di ovviare al rischio che l’autore
commetta nuovi crimini e delitti in connessione con il suo stato di dipendenza,
il giudice, su proposta dell’autorità d’esecuzione, può ordinare, una sola
volta, che la misura sia protratta per un altro anno. La privazione della
libertà connessa alla misura non deve eccedere complessivamente sei anni in
caso di protrazione e di ripristino dopo la liberazione condizionale (cpv. 4).

 

                                   g.   Giusta l’art. 93 CP,
l’assistenza riabilitativa è intesa a preservare l’assistito dalla recidiva,
promuovendone l’integrazione sociale. L’autorità competente in merito presta e
procura l’aiuto sociale e specializzato necessario a tal fine (cpv. 1).

 

Gli operatori dell’assistenza riabilitativa sono tenuti al segreto
su quanto apprendono nell’esercizio delle loro funzioni. Possono comunicare a
terzi informazioni sulle condizioni personali degli assistiti soltanto con il
consenso scritto di questi ultimi o dell’autorità competente per l’assistenza
riabilitativa (cpv. 2).

 

Le autorità della giustizia penale possono chiedere all’autorità
competente per l’assistenza riabilitativa una relazione sul comportamento degli
assistiti (cpv. 3).

 

                                  h.   Giusta l’art. 94 CP, le
norme di condotta che il giudice o l’autorità preposta all’esecuzione delle
pene può impartire al condannato per il periodo di prova concernono in
particolare l’esercizio di una professione, la dimora, la guida di un veicolo a
motore, la riparazione del danno nonché la cura medica e psicologica.

 

                               8.1.   Come rilevato
in narrativa, la perizia del dr. __________ di data 28.02.2019 (AI 72) ha
evidenziato nell’imputato “un disturbo
di personalità misto con tratti dipendenti, insicuri e immaturi”. Egli è effetto poi da “disturbi psichici e comportamentali dovuti all’uso di cannaboidi e
cocaina”, con riferimento ai quali presenta una
sindrome da dipendenza.

La perizia ha inoltre indicato un rischio di
recidiva “molto alto” per reati connessi alla vendita e all’assunzione di sostanze
stupefacenti, ove l’imputato non sia adeguatamente seguito in un percorso di
disintossicazione e riabilitazione.

Con riferimento proprio alle misure terapeutiche
atte a limitare il pericolo di recidiva e più appropriate ad accompagnare IM 1
nel percorso di riabilitazione, il perito ha considerato come opportuna una
terapia stazionaria, da trasformare progressivamente in un trattamento
ambulatoriale. Il medesimo perito ha indicato come idoneo a tale funzione il
centro terapeutico di __________, rilevando infine che IM 1 è “pronto e motivato” ad
intraprendere questo percorso.

 

Sulla scorta di tali considerazioni, il Procuratore
pubblico ha disposto il trasferimento dell’imputato presso il centro
terapeutico di __________, in regime di anticipata esecuzione della misura ex
art. 60 CP, a far tempo dal 20.03.2019.

 

                               8.2.   Il percorso
terapeutico seguito dall’imputato è certamente da considerarsi positivo, sulla
scorta dei diversi rapporti che sia l’Ufficio dell’assistenza riabilitativa che
__________ hanno stilato nel corso dei circa 14 mesi di permanenza di IM 1
all’interno dell’istituto. 

Nell’arco di questo periodo di tempo, l’imputato,
sottoposto settimanalmente al controllo delle urine, ha mantenuto una totale
astinenza dall’assunzione di sostanze stupefacenti, ha rispettato le regole
dell’istituto partecipando attivamente alla vita quotidiana in seno alla
medesima struttura ed ha lavorato regolarmente in giardino con esito
soddisfacente. Egli si è inoltre sottoposto a numerose sedute con la psicologa
dr.ssa __________, con la quale ha effettuato circa 100 sedute, rispettando gli
appuntamenti nonostante con la medesima non si fosse istaurato un solito rapporto
di fiducia reciproco. 

Anche i permessi d’uscita concessigli sino a quel
momento, limitati agli incontri con il proprio nucleo familiare, si sono svolti
regolarmente. 

 

Il buon andamento del trattamento terapeutico, ha
più volte spinto l’Ufficio dell’assistenza riabilitativa, d’intesa con __________,
a richiedere a favore dell’imputato il rilascio, sempre più ampio ed autonomo,
di congedi e permessi d’uscita dal centro, aventi quale scopo proprio
l’estensione dei permessi anch