# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 02735afb-bc65-57a2-991c-7f19ab627c52
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-09-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.09.2008 D-5761/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5761-2008_2008-09-25.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5761/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 5  s e t t e m b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Gabriela Freihofer, 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, Iraq,
rappresentato dal lic. iur. Mario Amato, 
Soccorso operaio svizzero, Via Zurigo 17, 6900 Lugano,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 2 settembre 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5761/2008

Fatti:

A.
Il  19 luglio 2008, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo in 
Svizzera.  Ha  allegato  di  essere  espatriato  il  18  giugno  2008  per  il 
timore d'essere ucciso da parte di un gruppo islamico fondamentalista 
di  nome  B._______,  essendo  un  musicista  di  “al  'Ud”.  Un'altro 
problema che l'interessato ha avuto, relativo all'esercito C._______, è 
stato invece risolto con l'aiuto dei suoi familiari un mese prima del suo 
espatrio.

B.
Il  2 settembre 2008,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda d'asilo  ai  sensi  dell'art. 34 cpv. 2 lett. a legge sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi,  RS 142.31). Detto Ufficio ha pure pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  nonché  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  l'Italia  siccome  lecita,  esigibile  e  possibile 
(v. accordo di riammissione Italo-Svizzero del 6 agosto 2008 e relativa 
proroga del 5 settembre 2008).

C.
Il 9 agosto 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha  chiesto,  l'annullamento  della  decisione impugnata  e  la 
trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per  una  nuova 
decisione di  merito. Ha altresì  presentato una domanda d'esenzione 
dal versamento di un anticipo equivalente alle spese processuali.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 
art. 105 LAsi,  e  art.  83  lett  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 

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sulla  procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968 
(PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, 
il procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella  decisione impugnata,  l'UFM ha considerato  che l'Italia  è  stata 
designata  dal  Consiglio  federale  come  Stato  terzo  sicuro,  dove 
sussiste  la  presunzione  del  rispetto  del  principio  di  divieto  di 
respingimento.  Detto  Ufficio  constata  che  l'insorgente  sarebbe  già 
stato  oggetto  di  una  riammissione  semplificata  in  Italia  il 
14 luglio 2008.  Peraltro,  l'Italia  si  sarebbe  dichiarata  disposta  a 
riammettere  il  ricorrente  sul  suo  territorio.  Inoltre,  l'insorgente  non 
avrebbe presentato alcun motivo in grado di confutare la presunzione 
del  principio  di  non-refoulement.  Per  di  più,  il  medesimo,  senza 
manifestare alcun timore, avrebbe unicamente precisato di non voler 
tornare in Italia, in quanto le autorità italiane non farebbero nulla per 
risolvere il suo problema. Peraltro, il ricorrente non avrebbe mai avuto 
problemi  per  il  fatto  d'essere  un musicista  con il  gruppo B._______ 
fino ad una settimana prima dell'espatrio pur svolgendo quest'attività 
da anni. In più, l'insorgente si sarebbe fatto aiutare dalla sua famiglia 
nella faccenda legata al gruppo C._______, ma non nel problema con 
il  gruppo  B._______,  poiché  in  tal  caso,  essendo  un  musicista, 
sarebbe  visto  male  dai  parenti.  Oltre  a  ciò,  l'UFM  ha  ritenuto 
inverosimile  il  pestaggio  che  avrebbe  subito  il  ricorrente  in  quanto 
narrato in  modo totalmente vago e privo di  dettagli. Infine, l'UFM ha 
considerato che il ricorrente non adempie manifestamente la qualità di 
rifugiato.

5.
Nel  gravame,  l'insorgente  fa  valere  in  sostanza  di  non  condividere 
l'opinione dell'UFM, secondo cui non sarebbe stato in grado di fornire 
una  descrizione  dettagliata  dell'aggressione  da  parte  di  membri  del 

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gruppo  islamico  fondamentalista  di  B._______.  Il  racconto  sarebbe 
infatti  succinto,  ma  dettagliato,  privo  di  contraddizioni  e,  dunque, 
verosimile.  Infine,  il  ricorrente  allega  che  essendo  un'artista 
anticonformista  sarebbe  anche  osteggiato  in  qualche  modo  dai 
familiari, discendenti del Profeta.

6.

6.1 Secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, in vigore dal 1° gennaio 2008, 
il Consiglio federale designa gli Stati terzi sicuri in cui, secondo i suoi 
accertamenti,  v'è una protezione effettiva dal  respingimento ai  sensi 
dell'art. 5 cpv. 1 LAsi.

6.2 Giusta l'art. 34 cpv. 2 lett. a LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  può  ritornare  in  uno  Stato  terzo 
sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato 
precedentemente. Giusta l'art. 34 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 non si applica se 
in  Svizzera  vivono persone con cui  il  richiedente  intrattiene rapporti 
stretti  o  suoi  parenti  stretti  (lett.  a),  se  il  richiedente  adempie 
manifestamente la qualità di rifugiato secondo l'art. 3 LAsi (lett. b), o 
se  vi  sono  indizi  che  nello  Stato  terzo  non  vi  sia  una  protezione 
effettiva dal respingimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi (lett. c).

7.

7.1 Le  condizioni  d'applicazione  dell'art.  34  cpv. 2  lett.  a  LAsi  sono 
manifestamente  realizzate,  essendo incontestato  che l'insorgente ha 
soggiornato in Italia dal 12 luglio al 13 luglio e, dopo il respingimento 
verso  l'Italia,  tramite  procedura  di  riammissione  semplificata,  dal 
14 luglio fino al suo arrivo in Svizzera, in data 18 luglio 2008. Peraltro, 
l'Italia  –  designata  come Stato  terzo  sicuro  dal  Consiglio  federale  il 
14 dicembre 2007  –  ha  dato  il  suo  accordo  alla  riammissione 
dell'insorgente, in applicazione dell'Accordo del 10 settembre 1998 tra 
la Confederazione Svizzera e la Repubblica italiana sulla riammissione 
delle  persone  in  situazione  irregolare  (RS 0.142.114.549),  in  data 
6 agosto  2008. Giusta  l'art.  6  n.  3  del  succitato  Accordo, 
l'autorizzazione di  riammissione ha la validità  di  un mese dalla  data 
della  sua notifica  e  tale  termine può essere  prorogato  su  domanda 
della  Parte  contraente.  Nella  fattispecie,  tale  autorizzazione  è  da 
considerare  ancora  valida,  giacché  è  stata  prorogata,  il 
5 settembre 2008, per un altro mese.

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7.2 Questo  Tribunale  osserva  che  dalle  carte  processuali  non 
emergono  elementi  da  cui  si  possa  desumere  che  in  Svizzera  si 
trovino persone con cui il ricorrente intrattenga rapporti stretti o siano 
suoi  parenti  prossimi.  Da  quanto  esposto,  discende  che,  nel  caso 
concreto, non sono dati i presupposti dell'art. 34 cpv. 3 lett. a LAsi.

7.3 Contrariamente a quanto preteso nel gravame, l'insorgente non è 
manifestamente  riuscito  a  comprovare  la  propria  qualità  di  rifugiato 
secondo l'art. 3 LAsi. Il TAF rileva, altresì, che il ricorrente in corso di 
procedura  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione.  Quest'ultime 
s'esauriscono in mere affermazioni di parte non corroborate da alcun 
elemento della benché minima consistenza, in sostanza per le ragioni 
indicate  nel  provvedimento  litigioso,  cui  può  essere  rimandato 
(art. 109 cpv.  3  LTF  in  relazione  all'art.  6  LAsi,  all'art.  37  LTAF ed 
all'art. 4 PA). Basti rilevare che il ricorrente nel corso dell'audizione del 
[...]  non ha menzionato il  pestaggio che avrebbe subito da parte del 
gruppo B._______, ma solamente le minacce ricevute e la distruzione 
del  suo  strumento,  nonostante  si  tratti  di  un  fatto  importante  ai  fini 
della  procedura  in  questione.  Peraltro,  va  rilevato  che  il  ricorrente 
stesso ha allegato  che non  avrebbe avuto  problemi  relativi  alla  sua 
professione di musicista fin dall'inizio del 2003 e che questi sarebbero 
cominciati solamente un mese – nel caso dell'esercito di C._______ -, 
rispettivamente una settimana prima – nel caso del gruppo B._______ 
-  del  suo  espatrio  ([...]).  Inoltre,  l'insorgente  non  ha  comprovato  in 
corso di procedura, e neanche in sede di ricorso, la sua discendenza 
dal  Profeta  e,  per  conseguenza,  non  è  da  ritenere  credibile  che 
avrebbe ricevuto un trattamento più severo rispetto ad altre persone, 
nella  denegata  ipotesi  che  i  citati  fatti  fossero  veramente  accaduti. 
Infine,  non  convince   questo  Tribunale  il  fatto  che  la  famiglia 
dell'insorgente l'avrebbe aiutato nella faccenda relativa all'esercito di 
C._______, ma, in seguito, avrebbe negato il  suo sostegno nel caso 
del  gruppo  di  B._______,  dato  che  la  professione  del  ricorrente 
sarebbe sempre stata  un punto  di  scontro  tra  quest'ultimo e  la  sua 
famiglia  ([...]). In  virtù  di  quanto  precede,  nel  caso  di  specie, 
l'eccezione prevista dall'art. 34 cpv. 3 lett. b LAsi non è applicabile.

7.4 Dato  che  l'Italia  è  considerata  uno  Stato  terzo  sicuro,  incombe 
all'insorgente  invalidare  la  presunzione  di  protezione  effettiva  dal 
respingimento.  Nella  fattispecie,  il  ricorrente  non  è  manifestamente 

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riuscito  in  tale  intento.  Infatti,  nell'incartamento  non  vi  sono  indizi 
secondo  cui  le  autorità  italiane,  confrontate  ad  elementi  e  prove 
suscettibili  ad  attestare  la  qualità  di  rifugiato,  non  accorderebbero 
un'appropriata  protezione.  Pertanto,  l'art.  34  cpv. 3  lett.  c  LAsi  non 
trova applicazione nella fattispecie.

8.
Di  conseguenza,  il  ricorso  in  materia  di  non  entrata  nel  merito, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata.

9.
L'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2,  art. 44 cpv. 1 LAsi  nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

10.

10.1 Non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  serio  indizio  da  cui 
desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Italia 
possa  violare  l'art.  25  cpv.  2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o esporre l'insorgente al rischio reale ed immediato 
di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed 
altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

10.2 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
che  né  la  nota  situazione  generale  esistente  in  Italia  –  che  non  è 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale - né altri motivi deducibili dalle carte processuali conducono 
a pensare che, in caso d'allontanamento in questo Paese, vi sia una 
messa in pericolo concreta del ricorrente.

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10.3 Inoltre,  l'insorgente  è  giovane,  ha  una  certa  esperienza 
professionale e non ha altresì preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria 
(v. sulla  problematica  GICRA 2003  n. 24),  senza  che  ad  un  esame 
d'ufficio  degli  atti  di  causa emerga la  necessità  di  una permanenza 
dell'insorgente in Svizzera per motivi medici.

10.4 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Le 
autorità italiane si sono dichiarate disposte a riammettere il ricorrente 
sul  loro  territorio.  L'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque  pure 
possibile.

11.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando 10 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

12.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

13.
Il TAF avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzione 
dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali è divenuta senza oggetto. 

14.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art.  63  cpv.  1  e 
cpv. 5 PA nonché 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese 
ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda d'esenzione dal  versamento  di  un  anticipo a copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto.

3.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante  del  ricorrente  (plico  raccomandato;  allegato: 
bollettino di versamento)

- UFM, Divisione dimora e aiuto al ritorno (in copia; n. di rif. N )
- D._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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