# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c4eef28d-e1e7-58a7-a4d5-268a32aa0a1b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-03-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 30.03.2022 35.2021.67
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2021-67_2022-03-30.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  35.2021.67

   

  mm/

  	
  Lugano

  30 marzo 2022  

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 settembre 2021 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 17 agosto 2021 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 13 maggio 2012, RI 1,
nato nel 1991, dipendente dello RA 1 di __________ in qualità d’apprendista di
commercio e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni e le malattie
professionali presso la CO 1, è rimasto coinvolto in un incidente della
circolazione stradale e ha riportato un politrauma, in particolare un trauma contusivo
al ginocchio destro con lesione ai menischi mediale e laterale, al legamento
collaterale mediale e al legamento crociato anteriore (LCA) (cfr. doc. 30).

 

                                         L’istituto assicuratore ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge. 

                                         Nel settembre 2012,
l’assicurato è stato sottoposto a un intervento di plastica del LCA e di
meniscectomia subtotale esterna (cfr. doc. 43).

 

                               1.2.   Con la decisione formale del
17 agosto 2016, l’amministrazione ha dichiarato estinto il diritto alle
prestazioni di corta durata (cura medica + indennità giornaliera) dal 1° agosto
2016, ha negato il diritto a una rendita d’invalidità (avendo l’assicurato ritrovato
nel frattempo una piena capacità lavorativa nella sua precedente attività
lavorativa) e ha assegnato un’indennità per menomazione dell’integrità (IMI)
del 35% (10% per lo stato del ginocchio destro – cfr. doc. 35). 

 

                                         Il provvedimento appena
citato è cresciuto incontestato in giudicato.

 

                               1.3.   L’8 settembre 2017,
l’assicurato ha subito un secondo infortunio al ginocchio destro durante un
allenamento con la squadra di basket della __________, evento che è stato
finalmente preso a carico dalla __________, assicuratore LAINF della società
sportiva in questione (da notare che inizialmente il caso era stato assunto
dalla __________, assicuratore della __________). 

 

                                         Con rapporto del 29 marzo
2018, il Prof. dott. __________, spec. in ortopedia e traumatologia, ha
segnatamente diagnosticato una lesione recidivante del menisco esterno con
corrispondente lesione osteocondrale al condilo femorale del ginocchio destro e
ha prospettato l’esecuzione di un intervento chirurgico (cfr. doc. 21).

 

                                         Nel dicembre 2019, ha in
effetti avuto luogo un’operazione di rifissazione del menisco laterale e di
perforazione del condilo femorale laterale destro (cfr. doc. 10), i cui costi
sono stati presi a carico dalla __________ (cfr. doc. I, p. 5, pto 12). 

 

                               1.4.   Nel novembre 2020, a fronte
di una recrudescenza dei disturbi al ginocchio destro, RI 1 ha nuovamente
consultato il Prof. __________, il quale, facendo capo alle risultanze di una
RMN eseguita nell’agosto 2020, ha formulato la diagnosi di distruzione del
menisco laterale con corrispondente lesione cartilaginea e ha proposto di
effettuare un trapianto del menisco laterale di tipo Allograft accompagnato da
un’osteotomia varizzante e da una riparazione della cartilagine (doc. 10). 

 

                                         Il medico curante dell’assicurato
ha quindi chiesto dapprima alla CO 1, in seguito pure alla __________, di
assumere i costi della prospettata operazione al ginocchio destro (cfr. doc. 6
e 9). 

 

                               1.5.   Con decisione formale dell’11
dicembre 2020, cresciuta incontestata in giudicato, la __________ ha dichiarato
estinto per la fine del mese di luglio 2020 il nesso di causalità naturale tra
il sinistro dell’8 settembre 2017 e la problematica interessante il ginocchio
destro (negando di fatto anche l’assunzione dell’intervento chirurgico in
questione) (cfr. doc. I, p. 5). 

 

                               1.6.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 15 aprile 2021, la CO
1 ha negato il proprio obbligo a prestazioni relativamente alla nota operazione
al ginocchio destro (trapianto di menisco di tipo Allograft), non ritenuta
trovarsi in una relazione di causalità naturale con l’infortunio del maggio
2012 (doc. 1). 

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’assicurato personalmente, in data 17 agosto 2021, la CO 1 ha
confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 2). 

 

                               1.7.   Con tempestivo ricorso del 13
settembre 2021, RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, chiede che, annullata la
decisione su opposizione impugnata, la CO 1 venga condannata a riaprire il caso
d’infortunio del maggio 2012 e, concretamente, ad assumersi i costi
dell’intervento al ginocchio destro, motivando così le proprie pretese:

 

" (…) Alla
luce dei pareri dei dr. med. __________, dr. med. __________, dr. med. __________,
dr. med. __________, il ricorrente ritiene che il nesso causale tra infortunio
del 13 maggio 2012 e l’intervento al ginocchio destro sia provato secondo il
grado di verosimiglianza preponderante; di conseguenza, la CO 1 deve assumersi
i costi dell’intervento, che è ritenuto necessario anche dal dr. med. __________,
medico consulente della stessa CO 1.” (doc. I, p. 11)

 

                               1.8.   La CO 1, in risposta, postula
che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto
occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. V). 

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Nel caso di specie, l’oggetto
litigioso è circoscritto alla questione di sapere se la CO 1 era legittimata a
negare la propria responsabilità a proposito dei disturbi al ginocchio destro,
oggetto dell’intervento prospettato dal Prof. __________ nel novembre 2020,
oppure no.

 

                               2.2.   Secondo l’art. 6 cpv. 1
LAINF, per quanto non previsto altrimenti dalla legge, le prestazioni
assicurative sono effettuate in caso d’infortuni professionali, d’infortuni non
professionali e di malattie professionali.

 

                               2.3.   Presupposto essenziale per
l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è
l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue
conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo presupposto è da
considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È questione di fatto lo
stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di
causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano
secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo
l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT
II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF
125 V 195; STF del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STF del 29 gennaio
2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STF del 28 novembre 2000 nella
causa P. S., H 407/99; STF del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00; STF
del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STF 6 aprile 1994
nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC 1986
p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF
115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF
111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in
der Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen
(BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit
suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si
attengono, di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi
idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF
118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).

                                         Ne discende che ove
l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non
possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato
dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406
consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore contro gli
infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele
dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle
prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi:

 

-  quando lo stato di
salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima
dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche senza l'infortunio (status
quo sine)

 

                                         (cfr. RAMI 1992 U 142, p.
75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469;
U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der
Sozialversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).

 

Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di
causalità con l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di
verosimiglianza, l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo
soltanto se l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del
danno alla salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità
naturale che fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere
causale dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della
verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non
giochi più un effetto causale non è sufficiente. 

                                         Trattandosi della
soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già
all'assicurato, ma all'assicuratore (RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e
riferimenti ivi citati). 

 

                               2.4.   Il diritto alle prestazioni
assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata
tra l’evento dannoso e il danno alla salute. In caso di danno alla salute
fisica, il nesso di causalità adeguata è generalmente ammesso, dal momento in
cui è accertata la causalità naturale (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5b/bb p.
103). 

 

                               2.5.   In virtù dell’art. 11 OAINF,
l’assicuratore LAINF è tenuto a riprendere l’erogazione delle prestazioni
assicurative in caso di ricadute o conseguenze tardive (cfr. Ghélew, Ramelet,
Ritter, op. cit., p. 71 e A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht,
Berna 1985, p. 277). Né la LAINF né l’OAINF prevedono, al riguardo, un limite
temporale. Pertanto, la pretesa potrà essere fatta valere anche qualora la
ricaduta o le conseguenze tardive appaiono, per la prima volta, dieci o
vent’anni dopo l’infortunio assicurato, e ciò indipendentemente dal fatto che,
a quel momento, l’interessato sia o meno ancora assicurato. Rilevante è
soltanto l’esistenza di un nesso di causalità (cfr. STF U 122/00 del 31 luglio
2001).

 

                                         Nella
sentenza pubblicata in RAMI 1994 U 206 p. 326 ss., il TF ha precisato che,
trattandosi di una ricaduta, la responsabilità dell’assicuratore infortuni non
può essere ammessa soltanto sulla base del nesso di causalità naturale
riconosciuto in occasione del caso iniziale. Spetta piuttosto a colui che
rivendica le prestazioni dimostrare l’esistenza di una relazione di causalità
naturale fra i “nuovi disturbi” e l’infortunio assicurato. Soltanto qualora il
nesso di causalità è provato secondo il criterio della verosimiglianza
preponderante, può essere riconosciuto un ulteriore obbligo prestativo a carico
dell’assicuratore-infortuni. In assenza di prove, la decisione sarà sfavorevole
all’assicurato, il quale intendeva derivare diritti da un nesso di causalità
naturale rimasto indimostrato.

 

                               2.6.   Nella concreta evenienza, con
la decisione su opposizione impugnata, l’istituto assicuratore ha motivato in
questi termini il rifiuto di assumere l’intervento di trapianto di menisco di
tipo Allograft proposto nel novembre 2020 dal dott. __________:

 

" (…) Un
nesso di causalità naturale fra la problematica presentata dall’assicurato dopo
l’evento dell’8 settembre 2017 e l’evento assicurato presso CO 1 (del
13.5.2012) non risulta più essere dato dopo il 1° agosto 2016 con il grado
della verosimiglianza preponderante.

Continuando a praticare l’attività agonistica (basket), attività
non assicurata da CO 1, l’assicurato ha sicuramente contribuito a peggiorare il
suo stato di salute.

Si ricorda inoltre che una ricaduta deve essere provata
dall’assicurato. Ora, agli atti non risulta alcun elemento che permetta di
concludere che l’attuale situazione è dovuta, con il grado di verosimiglianza
preponderante richiesto dalla legge, l’evento del 13 maggio 2012. Al contrario,
i medici specialisti intervenuti, Dr. __________ e Dr. __________ concludono,
motivando, perché la problematica presentata dall’assicurato non può più essere
considerata come una ricaduta dell’evento del 13 maggio 2012, la nuova
documentazione mettendo in evidenza una nuova lesione da mettere in relazione
con il nuovo evento nell’ambito dello sport praticato a livello agonistico
dall’assicurato (evento del 8 settembre 2017). Inoltre, e con riferimento al
decorso documentato negli atti a disposizione del medico, la lesione
osteocondrale oggetto dell’intervento proposto dal Prof. __________ nel
rapporto del 23 marzo 2018 risulta essere riconducibile in primo luogo al
trauma distorsivo dell’8 settembre 2017, nel senso di un peggioramento
direzionale del quadro preesistente.” (doc. 2, p. 5)

 

                                         Le considerazioni appena
riportate richiedono alcune precisazioni da parte di questa Corte.

 

                                         In primo luogo, va
rilevato che, con la decisione formale del 17 agosto 2016, la CO 1 ha
dichiarato estinto il diritto alle prestazioni di corta durata a causa della
stabilizzazione dello stato di salute infortunistico ai sensi dell’art. 19 cpv.
1 LAINF, e non perché i disturbi denunciati dall’assicurato, in particolare
quelli interessanti il ginocchio destro, non costituivano più una conseguenza
naturale dell’infortunio accaduto nel maggio 2012. Non a caso all’insorgente è
stata assegnata un’IMI del 35%, di cui il 10% per lo stato del ginocchio
destro, proprio in ragione della presenza di un danno residuale importante e
durevole (cfr. doc. 35). 

                                         Stante ciò, il ricorrente
ha conservato il diritto di annunciare una ricaduta ex art. 11 OAINF, così come
è del resto stato riconosciuto nel dispositivo della decisione medesima (“Fatta
riserva dei disposti dell’art. 11 OAINF (Ricadute e conseguenze tardive)”). 

 

                                         In secondo luogo, il
rapporto agli atti del dott. __________, datato 4 agosto 2016, non
appare atto a supportare la tesi dell’assicuratore resistente, nella misura in
cui, in quella sede, il medico consulente ha accertato la stabilizzazione delle
condizioni di salute infortunistiche (“Endzustand”), riconoscendo
peraltro la persistenza di un legame causale naturale con l’evento traumatico
assicurato (cfr. doc. 24, p. 20: “La preghiamo d’informarci se lo stato quo
sine / ante” è stato o verrà ritrovato? (…). No. Ci sono disturbi funzionali
alla spalla e al braccio ds. incluso gomito e polso ds. e al ginocchio ds. In
più ci sono multiple cicatrici ben visibili (veda fotografie allegate). Lo
stato quo ante non può essere raggiunto. C’è un’importante menomazione
d’integrità.” – il corsivo è del redattore). 

 

                                         Fatte queste premesse,
occorre constatare che, in base alla valutazione del chirurgo ortopedico dott. __________,
l’infortunio dell’8 settembre 2017 deve essere ritenuto responsabile di un peggioramento
direzionale dello stato preesistente del ginocchio destro, imputabile
quest’ultimo alle sequele del sinistro del maggio 2012 (cfr. doc. 16, p. 3:
“Con riferimento al decorso radiologico documentato nei documenti a mia
disposizione, la lesione osteocondrale oggetto dell’intervento proposto dal
prof. __________ nel rapporto del 23.3.2018, risulta essere riconducibile in
primo luogo al trauma distorsivo dell’8.9.2017, nel senso di un peggioramento
direzionale del quadro preesistente.”). 

                                         Tutto ben considerato, il
TCA non ha alcun valido motivo per scostarsi dal parere del medico consulente
della CO 1, specialista che vanta un’ampia esperienza in materia di medicina
infortunistica e assicurativa. 

                                         Lo stesso Prof. __________,
nel suo rapporto del 4 novembre 2020, ha riconosciuto che l’evento del 2017
aveva modificato morfologicamente lo stato preesistente del ginocchio destro,
nella forma di una (ri-)rottura del menisco laterale (cfr. doc. 10; in
proposito, il dott. __________ ha rilevato che il referto in questione conferma
“... il tenore della mia presa di posizione del 26.2.2019, nel senso di un
peggioramento direzionale della situazione antecedente attribuibile all’evento
traumatico dell’8.9.2017, con lesione del residuo meniscale oltre a delle
alterazioni cartilaginee e a un edema osseo.”).

                                         Tale circostanza è del
resto stata di fatto ammessa anche dalla __________, responsabile per
l’infortunio del settembre 2017, la quale ha assunto i costi dell’intervento
chirurgico del 9 dicembre 2019, in occasione del quale si è proceduto a
rifissare il menisco laterale e a trattare la lesione osteocondrale (cfr. supra,
consid. 1.3.). In questo senso, la valutazione del dott. __________,
specialista interpellato dalla __________, il quale aveva fissato al 15
febbraio 2018 il momento in cui l’assicurato avrebbe raggiunto lo status quo
sine a margine dell’evento del settembre 2017 (cfr. doc. 18 b), non può
essere seguita, già per il fatto che essa appare superata dagli eventi.

                                         In questo contesto, assume
un particolare significato la circostanza che, tra il primo ed il secondo
infortunio, il ginocchio destro dell’assicurato aveva ritrovato una competenza
tale da permettergli di riprendere a giocare a basket (dal sito web __________
risulta che, durante le stagioni 2014-’15, 2015-’16 e 2016-’17, egli era stato
in grado di prendere parte a delle partite), uno sport che notoriamente
sollecita in modo particolare le ginocchia. 

 

                                         Ora, il fatto che l’evento
traumatico dell’8 settembre 2017 abbia comportato un aggravamento direzionale
dello stato preesistente del ginocchio destro significa che la sorte di questa
parte del corpo è stata modificata in maniera duratura, di modo che il primo
infortunio ha perso ogni rilevanza causale. In queste condizioni, la CO 1 non
può certo essere chiamata ad assumere i costi dell’intervento chirurgico volto
a trapiantare il menisco laterale, ritenuto indicato dal Prof. __________. 

 

                                         Anche nel caso in cui si
volesse ammettere che il danno al ginocchio destro refertato dal dott. __________
nel novembre 2020, è imputabile ad entrambi gli infortuni (cfr., in questo
senso, il referto 4 novembre 2020 dello stesso dott. __________ – doc. 10:
“Fasst man den Befund zusammen, so muss man davon ausgehen, dass sowohl die
Vorschädigung 2013 mit dem komplexen Knietrauma und der initialen lateralen
Meniskusverletzung wie auch die Re-Ruptur 2017 unfallkausal für den jetzt
eingetretenen komplexen Schaden sind.”; anche il medico curante, dott. __________,
parla di una “co-responsabilità” degli eventi assicurati,
rispettivamente, dalla CO 1 e dalla __________ [cfr. doc. 5 e 6]), l’esito
della presente vertenza non potrebbe comunque essere quello che auspica il
rappresentante del ricorrente. In effetti, l’art. 100 cpv. 3 OAINF, nella
versione in vigore a partire dal 1° gennaio 2017, prevede che in caso di
ricaduta o di conseguenze tardive di infortuni plurimi assicurati, l’assicuratore
tenuto ad assumersi la prestazione per l’ultimo infortunio (in concreto,
quello occorso nel settembre 2017) versa le prestazioni di cura e il rimborso
delle spese secondo gli articoli 10–13 della legge e le indennità giornaliere
(sul tema, si veda BSK UVG – M. Hürzeler/C. Caderas, art. 77 n. 51). 

 

                                         Infine, dal rapporto 4
novembre 2020 del Prof. dott. __________, emerge segnatamente che nel mese di marzo
2020, l’insorgente è rimasto vittima di un ulteriore trauma al ginocchio
destro e che, da quel momento, ha denunciato dolori costanti con una limitata
caricabilità dell’articolazione (cfr. doc. 10). A questo proposito, il dott. __________
ha precisato che si sarebbe trattato in realtà di un “… evento banale. Il
paziente era stato spinto e aveva distorto leggermente il ginocchio, con lieve
aumento della sintomatologia per qualche giorno, la quale era poi rapidamente
tornata ai livelli precedenti. Il paziente non aveva pertanto annunciato un
evento infortunistico ad un nuovo assicuratore ma aveva unicamente menzionato
“en passant” la cosa al Dr. __________ durante una delle consultazioni.” (doc.
5). 

                                         Il TCA osserva che le
spiegazioni fornite dal medico curante appaiono difficilmente conciliabili con
quanto ha invece attestato il dott. __________, il quale ha riferito di un
evento che ha provocato una sintomatologia perdurante (“seither”).
D’altro canto, il medico consulente della CO 1 ha sostenuto che “la dinamica
distorsiva dell’evento del mese di marzo 2020 è in effetti potenzialmente
suscettibile di correlare con una rirottura della fissazione meniscale
effettuata il 9.12.2019.” (doc. 4). 

                                         Questa Corte può esimersi
dall’approfondire oltre questo aspetto, posto che anche qualora dovesse
emergere che quanto accaduto nel marzo 2020 ha giocato un ruolo causale per
rapporto alla distruzione del menisco laterale oggettivata grazie alla RMN
dell’agosto 2020, di ciò non potrebbe essere chiamata a rispondere la CO 1 (non
risulta in effetti che a quel momento RI 1 fosse assicurato contro gli
infortuni presso quell’assicuratore). 

 

                                         In esito a tutto quanto
precede, la decisione su opposizione impugnata, mediante la quale la CO 1 ha
negato il proprio obbligo a prestazioni relativamente all’intervento chirurgico
prospettato dal Prof. __________ nel novembre 2020, deve essere confermata e,
pertanto, il ricorso respinto. 

 

                               2.7.   L’art. 61 lett. a LPGA, in
vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere
semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa
di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte
che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

                                         In data 1° gennaio 2021 è
entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA prevede ora
unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.
Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA
secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è
soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola
legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che
ha un comportamento temerario o sconsiderato. 

 

                                         Secondo l’art. 82a LPGA
(Disposizione transitoria, cfr. RU 2021 358), ai ricorsi pendenti dinanzi al
tribunale di primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del
21 giugno 2019 si applica il diritto anteriore.

 

                                         In concreto, il ricorso è
del 13 settembre 2021 per cui si applica la nuova disposizione legale.
Trattandosi di prestazioni LAINF, il legislatore non ha previsto di prelevare
le spese (sul tema, cfr. STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 e STF 9C_394/2021
del 3 gennaio 2022).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti