# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9131337d-6f81-5173-b6a3-68013ec83110
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-06-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 04.06.1997 80.1997.67
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1997-67_1997-06-04.html

## Full Text

Incarto n.

  80.97.00067

  	
  Lugano

  4 giugno 1997

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto
  tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro
  Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

   

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Andrea
  Pedroli

  

 

statuendo
sul ricorso del 22 aprile 1997

 

in
materia di:                 imposte alla fonte

 

	
  presentato
  da:

  	
  __________
  __________ __________ __________,
  __________ __________,  

  rappr.
  da: __________ __________, __________ __________,  

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto

 

 

in
fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   La __________
__________ __________ __________ di __________ ha stipulato, in data 3 aprile
1995, un contratto di lavoro con il signor __________ __________, domiciliato
in __________. Questi è stato assunto quale direttore commerciale ed il luogo
d’impiego è stato stabilito a __________, per 120 giorni all’anno, ed
all’estero (prevalentemente in __________) per il resto. Il salario è stato
concordato in fr. 3’000.– per 13 mensilità. Il signor __________ ha quindi
ottenuto dalla Sezione degli stranieri un permesso di dimora di 120 giorni
all’anno.

                                         Nel mese di gennaio 1997,
la società inoltrava all’Ufficio imposte alla fonte il conteggio della
trattenuta d’imposta per l’anno 1996. Nella stessa quantificava il reddito
lordo in fr. 39’000.– e l’imposta in fr. 1’287.–, in base alla tabella delle
aliquote B0 (coniugati senza figli a carico).

 

 

                                   2.   Con decisione del 27
febbraio 1997, l’Ufficio imposte alla fonte chiedeva alla __________ __________
__________ __________ il versamento di un ulteriore importo di fr. 1’509.15,
avendo effettuato il calcolo dell’imposta che avrebbe dovuto essere trattenuta
sulla base di un salario determinante di fr. 78’000.–. Un reclamo della società
era respinto con decisione del 28 marzo 1997. 

 

 

                                   3.   Con tempestivo
ricorso del 22 aprile 1997, la __________ __________ __________ __________
contesta il calcolo effettuato raddoppiando il salario contrattualmente
stabilito, richiamandosi alla sentenza n. __________ del 4 settembre 1989.

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Sono soggetti ad una
trattenuta d'imposta alla fonte per il loro reddito da attività lucrativa
dipendente:

                                         a.   i
lavoratori stranieri che, senza permesso di domicilio della polizia degli
stranieri, hanno domicilio o dimora fiscali nel Cantone (art. 104 cpv. 1 LT;
analogo, per l'imposta federale diretta, l'art. 83 LIFD);

                                         b.   i
lavoratori che, senza domicilio o dimora fiscali in Svizzera, esercitano
un'attività lucrativa dipendente nel Cantone per brevi periodi, durante la
settimana o come frontalieri (art. 114 LT; per l'imposta federale diretta,
l'art. 91 LIFD).

                                         L'imposta è prelevata sui
proventi lordi (cfr. art. 105 cpv. 1 LT; art. 84 cpv. 1 LIFD).

                                         Presupposto per la
trattenuta d'imposta è che la "fonte" si trovi, rispettivamente, in
Svizzera e nel Canton Ticino, cioè che la retribuzione per il lavoro prestato
sia pagata da un datore di lavoro con domicilio, sede o succursale nel Canton
Ticino; se ciò non accade, anche il reddito da attività dipendente dei
contribuenti in questione viene tassato nell'ambito della procedura ordinaria Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 341).

 

                                         4.2.

                                         Sebbene il diritto
svizzero dell'imposta sul reddito sia caratterizzato dal principio dell'imposizione
del reddito lordo globale ed in particolare dal principio dell'imposizione in
base alla capacità contributiva, tuttavia nel caso dell'imposizione alla fonte
vengono presi in considerazione necessariamente alcuni redditi in quanto tali e
le condizioni del contribuente, suscettibili di considerazione ai fini
dell'imposizione, vengono valutate in misura molto limitata. La radicale
difformità concettuale della procedura ordinaria di tassazione, da un lato, e
della procedura di tassazione alla fonte, dall'altra, fa sì che debba essere
del tutto esclusa una perfetta parità di trattamento fra chi è assoggettato
alla prima e chi sottostà alla seconda. Anche tra contribuenti che sottostanno
all'imposizione alla fonte, tale forma di tassazione potrà tutt'al più aspirare
ad una parità di trattamento, ma non potrà mai raggiungerla. Finora, comunque,
il Tribunale federale non ha mai avuto modo di precisare a partire da quale
misura le disparità di trattamento che sono connaturate al sistema dell'imposta
alla fonte acquistano una portata inaccettabile (Zigerlig,
Quellensteuern, in: Höhn/Athanas [a cura di], Das neue Bundesrecht über
die direkten Steuern, Berna, 1993, p. 376 ss.; anche Agner/Jung/Steinmann,
op. cit., p. 345). 

 

                                         4.3.

                                         Sia per i lavoratori
stranieri con domicilio o dimora fiscale sia per quelli senza, la trattenuta
d'imposta è stabilita, secondo l'art. 108 LT (cfr. anche art. 85 LIFD), sulla
base di un'aliquota diversa a seconda che si tratti di persone sole (lett. a),
di coniugati che vivono in economia domestica, vedovi separati, divorziati,
nubili e celibi che vivono in comunione domestica provvedendo al sostentamento
di figli minorenni, a tirocinio o agli studi fino al 25.mo anno o di persone
bisognose (lett. b), coniugati con doppio reddito che vivono in comunione
domestica (lett. c), in quest'ultimo caso quando entrambi i redditi sono
conseguiti in Svizzera (cpv. 2).

                                         Per i redditi a tempo
parziale o accessori l’aliquota è invece prevista un'aliquota forfetaria del 4%
(lett. d).

                                         La divisione delle
contribuzioni nella direttiva n. 1 valida dal 1° gennaio 1996 prevede sette
diverse tabelle d'imposta, tre per i lavoratori con domicilio o dimora fiscali
e tre per quelli senza, conformemente a quanto previsto dall'art. 108 cpv. 1
lett. a - c LT ed una per i contribuenti con attività accessoria o a
tempo parziale stabilito, conformemente all’art. 108 cpv. 1 lett. d LT.

 

                                         4.4.

                                         Per i lavoratori con
permessi speciali (120 giorni, ecc.) nel corso dell'anno civile, la citata
direttiva della Divisione cantonale delle contribuzioni prevede (cfr. III.B.5)
che:

                                         a.   per
i consulenti, collaboratori ecc. il reddito di attività lucrativa conseguito in
Svizzera, qualunque sia il suo ammontare, è assoggettato alla trattenuta
d'imposta alla fonte con l'aliquota massima prevista dalle Tabelle A e B per
dimoranti tenuto conto della situazione familiare

                                         b.   i
professori e docenti occupati presso più scuole o istituti sono assoggettati
alla trattenuta con l'aliquota corrispondente al salario massimo della
categoria del Cantone.

                                         La nuova direttiva, in
vigore dal 1° gennaio 1995, non diverge sostanzialmente dalla precedente su
questo punto (cfr. Direttive di applicazione dell'imposta alla fonte valide dal
1° gennaio 1986, cifra 10.2). Essa prevedeva infatti che consulenti, collaboratori,
con permessi speciali di 90 / 120 giorni all'anno fossero assoggettati con l'aliquota
massima prevista dalle tabelle, tenuto calcolo della situazione familiare:

                                         a.   per
redditi fino a fr. 84'000.-- annui con l'aliquota massima prevista dalla
tabella ufficiale - dimorante redditi semplici fr. 7'000.-- mensili;

                                         b.   per
gli altri casi fanno stato con le aliquote per redditi superiori secondo il
salario mensile corrispondente.

 

 

                                   5.   5.1.

                                         Questa Camera ha già avuto
occasione di esaminare la normativa dell'abrogata LT-1976 e le relative
direttive con riferimento all’aliquota d'imposta alla fonte applicabile ai
lavoratori con permessi speciali (120 giorni, ecc.).

                                         Secondo una prima sentenza
di questa Camera in CDT n. 257 del 9 settembre 1989 in re S. SA, la ratio
di queste disposizioni dell'Autorità fiscale risiede, non altrimenti che nel
caso dell'imposizione dei tantièmes, dei gettoni di presenza e altre indennità
percepite dai membri dell'amministrazione di una persona giuridica, dove è
prevista l'aliquota lineare del 30% (cfr. Direttive valide dal 1°
gennaio 1986, cifra 10.3), nel fatto che queste persone dispongono di altre
entrate di non trascurabile entità non colpite alla fonte (si vedano in
generale sul tema dell'imposizione di tali entrate: Grüninger/Studer,
Kommentar zum Basler Steuergesetz, Basilea 1970, p. 27 e p. 109 s.; Baur/Klöti-Weber/Koch/Meier/
Ursprung, Kommentar zum Aargauer Steuergesetz, Berna 1991, p. 694; Zigerlig,
Quellensteuern, in: Höhn/Athanas [a cura di], Das neue Bundesrecht über die direkten
Steuern, Berna, 1993, p. 387; Commission d'harmonisation fiscale,
Règlementation harmonisée en matière d'impôt à la source, p. 158 s.).

                                         Significativa era stata
considerata la circostanza che, per i membri dell'amministrazione di una
persona giuridica, esulassero dal novero di queste indennità le remunerazioni o
prestazioni corrispettivo di un'attività salariata prestata quale dipendente
della persona giuridica, che sono colpite con l'aliquota progressiva. 

                                         Era quindi stata tratta la
duplice conclusione:

                                         -  che
le aliquote applicabili alla trattenuta alla fonte non devono infatti
disattendere il principio che vuole che l'aliquota sia la più aderente
possibile a quella applicabile in sede di tassazione ordinaria e tenga conto
sia della progressione sia del reddito sia delle spese sopportate per
conseguirlo sia delle deduzioni sociali (cfr. Rivier, Droit fiscal
suisse, p. 295 s.; Zuppinger/Schärrer/Fessler/Reich, Kommentar zum
Zürcher Steuergesetz, Ergänzungsband, II ediz., Berna 1983, n. 66 ad § 3 LT-ZH,
p. 9; ASA 40 p. 353 ss.; inoltre, con riferimento alla Convenzione
italo-svizzera di doppia imposizione, Menétrey, in Masshardt/Tatti,
Commentario IFD, Lugano 1985, p. 618); e

                                         -  che
le aliquote non devono comunque disattendere, in linea di principio, l'art. 4
Cost. fed., che vieta l'arbitrio, segnatamente la disparità di trattamento (Baur/Klöti-Weber/Koch/
Meier/Ursprung, op. cit., p. 685).

 

                                         5.2.

                                         Questa Camera, in una
successiva sentenza, ha poi avuto modo, esaminando il campo d'applicazione di
dette norme, di distinguere i dipendenti frontalieri, che prestano la loro
attività nel nostro paese durante un periodo ben delimitato di tempo, comunque
non superiore a 90 / 120 giorni, da quelli che lavorano a tempo pieno per tutto
l'anno alle dipendenze della stessa azienda, svolgendo la loro attività in
parte in Svizzera (al massimo per 90 / 120 giorni) e in parte (per il resto)
all'estero sempre per la medesima azienda, che eroga loro il salario per tutto
l'anno, giungendo alla conclusione che:

                                         -  nel
primo caso si giustifica l'applicazione dell'aliquota massima, dovendosi presumere
con grande verosimiglianza l'esistenza di altri redditi non trascurabili che,
fosse il lavoratore imposto con tassazione ordinaria, andrebbero a cumularsi
con quelli svizzeri per la determinazione dell'aliquota;

                                         -  negli
altri casi, invece, non potendosi presumere l'esistenza di altri fattori di
reddito all'estero (quanto meno non in misura diversa da qualsiasi altro
frontaliere con permesso annuale), che, in caso di tassazione ordinaria, si
cumulerebbero con quelli svizzeri per la determinazione dell'aliquota, si
giustifica invece, in linea di principio, l'applicazione dell'aliquota corrispondente
al reddito effettivo.

                                         In casi simili ci si trova
infatti al cospetto di un dipendente annuale di un'azienda ticinese, che
beneficia di un permesso di dimora limitato a 90 / 120 giorni unicamente per il
fatto che svolge la maggior parte del lavoro all'estero, dove risiede, ma che
comunque percepisce dodici mensilità all'anno e non solo il salario pari al
tempo di lavoro effettuato in Svizzera (cfr. CDT n. 206 del 3 settembre
1990 in re G. SA).

                                         Nel citato giudizio veniva
inoltre ribadito che i salariati, che esercitano un'attività all'estero
conservando il domicilio in Svizzera, rimangono assoggettati in linea di principio
all'imposta anche durante la durata del lavoro all'estero; sono tuttavia
riservati i trattati di doppia imposizione, nella misura in cui attribuiscono
l'imposizione del reddito del lavoro salariato allo Stato in cui viene
effettivamente svolto il lavoro (cfr. Rivier, Le droit fiscal international,
1983, p. 138). Veniva infine rilevato che la riserva a favore degli accordi di
doppia imposizione vale altresì per i lavoratori domiciliati all'estero, che
svolgono un'attività di breve durata (inferiore a 90 / 120 giorni) in Svizzera.

 

 

                                   6.   6.1.

                                         In alcuni recentissimi
giudizi (cfr. in particolare CDT n. __________.__________.__________
dell’11 ottobre 1996 in re B. SA; CDT n.
__________.__________.__________ del 12 dicembre 1996 in re O.D.T.), questa
Camera ha sottoposto a esame critico la cifra 10.2 delle Direttive di
applicazione dell'imposta alla fonte valide dal 1° gennaio 1993 e l’analoga
cifra III B 5.a della direttiva valevole dal 1° gennaio 1995. Ha esaminato la
compatibilità delle suddette direttive non solo con il principio della parità
di trattamento, ma anche – trattandosi in quei casi di contribuenti domiciliati
in Italia – alla compatibilità del computo di redditi esteri con la Convenzione
italo-svizzera di doppia imposizione e i relativi accordi.

                                         Se infatti è vero, che,
per i beneficiari di tantièmes, gettoni di presenza e altre indennità,
percepite nell’ambito dell’amministrazione di una persona giuridica, si può
presumere in base all’esperienza e al tipo di prestazione fornita che essi dispongono
di altre entrate di misura non trascurabile, lo stesso non si può dire con
altrettanta certezza per i salariati assoggettati alla fonte che beneficiano di
un permesso speciale di 90 / 120 giorni. Inoltre la loro situazione presuppone
una certa durata e quindi anche una regolarità della prestazione lavorativa,
diversamente dall'episodicità insita nell’attività di chi, in virtù di conoscenze
del tutto particolari o funzioni altamente qualificate ricoperte altrove, viene
chiamato a sedere nel consiglio d’amministrazione di una persona giuridica o
prestare occasionalmente consulenza (cfr. CDT n.
__________.__________.__________ dell’11 ottobre 1996 in re B. SA; inoltre CDT
__________.__________.__________ del 12 novembre 1996 in re M.-E. T.).

 

 

                                         6.2.

                                         La giurisprudenza ha
allora tratto la conclusione che anche per il lavoratore al beneficio di un
permesso speciale di 90/120 giorni, che svolge la propria attività sempre alle
dipendenze della medesima ditta, in parte in Svizzera e in parte più rilevante
all’estero, l’aliquota applicabile alle retribuzioni assoggettate in Svizzera
alla trattenuta alla fonte non può che essere quella del salario annuale (o
comunque riportato all’anno), come nel caso di tutti gli altri lavoratori al
beneficio di un permesso speciale che non svolgono per il datore di lavoro
svizzero altra attività se non quella consentita loro dal permesso.

                                         D’altra parte, per i
motivi di parità di trattamento con il sistema semplificato della trattenuta
alla fonte, non si giustifica in casi come il presente, diversamente dagli altri,
di tener conto di eventuali redditi esteri aggiuntivi. Tale soluzione appare
d’altronde in sintonia con quanto previsto dall’art. 108 cpv. 2 LT 1994,
secondo il quale l’aliquota per doppi redditi, nel caso di coniugati che vivono
in comunione domestica, trova applicazione solo nel caso in cui ambedue i
redditi sono conseguiti in Svizzera. Il che conferma, e contrario, che nel
quadro di un sistema impositivo semplificato, quale quello della trattenuta
alla fonte, si è forzatamente indotti a evitare, per le evidenti difficoltà
d’accertamento già evidenziate dalla giurisprudenza di questa Camera, di
considerare i redditi esteri.

 

                                         6.3.

                                         In considerazione di tali
princìpi ed alla luce della circostanza, emersa nel corso dell’udienza del 27
maggio 1997, che il signor __________ non ha mai lavorato in Svizzera nel 1996,
l’Ufficio imposte alla fonte ha aderito al ricorso. Di conseguenza, l’aliquota
sarà calcolata sul salario annuo conseguito nel corso del 1995 e il salario
annuo versato dalla ricorrente al suo dipendente sarà stabilito in fr.
39’000.–, trattandosi già di una retribuzione annua. I nuovi conteggi, inoltre,
saranno emessi applicando l’aliquota per coniugati.

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

 

 

 

 

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il ricorso è accolto.

                                         §    Di
conseguenza, la decisione su reclamo del 28 marzo 1997 è riformata nel senso
che l’imposta alla fonte dovuta da __________ __________ per il 1996 è
commisurata alla retribuzione annua di fr. 39’000.– ed è calcolata con
l’aliquota per coniugati.

 

                                   2.   Non si prelevano né tassa
di giustizia né spese.

 

                                   3.   Intimazione alle parti.

 

                                   4.   Per l'IC il presente
giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

                                         Per l'IFD è ammesso il
ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).

 

 

 

 

 

per
la Camera di diritto tributario

del
Tribunale d’appello

Il
Presidente:                                                          Il
Segretario: