# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** df8c8ea0-e75f-5247-8480-e251372035bf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-04-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.04.2024 42.2024.2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2024-2_2024-04-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  42.2024.2

   

  rs

  	
  Lugano

  22 aprile 2024        

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, cancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 dicembre 2023 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 30 novembre 2023 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio dei richiedenti l'asilo e dei rifugiati, 6501
  Bellinzona 

   

   

  in materia di assistenza sociale 

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  RI
1 (__________1992), cittadina ucraina, è entrata in Svizzera nell’aprile/maggio
2022 e dall’11 agosto 2022 è in possesso di un permesso S per persone bisognose
di protezione provvisoria (cfr. doc. 1, 5; 6; 289; A; V; A1).

 

                                  La medesima, in un primo periodo
è stata aiutata finanziariamente da un parente (cfr. doc. 296).

 

                                  A seguito della richiesta di
assistenza sociale da parte della ricorrente, avvenuta “prendendo
appuntamento allo sportello” il 6 marzo 2023 (cfr. doc. VII pag. 5 inc.
42.2024.1; STCA 42.2024.1 dell’11 aprile 2024 consid. 2.7.), l'Ufficio dei
richiedenti l'asilo e dei rifugiati (in seguito: URAR), con decisione emessa il
24 maggio 2023, le ha poi riconosciuto l’importo di fr. 433.-- a titolo di prestazioni
assistenziali ordinarie per il periodo 6-31 marzo 2023 (cfr. doc. 287; 209;
consid. 1.1.).

 

                          1.2.  Con decisione del 20 luglio 2023
l’URAR ha negato a RI 1 il versamento di una prestazione assistenziale
richiesto il 30 maggio 2023 (cfr. doc. 271), ritenuto che l’alloggio in cui
risiede non soddisfa i criteri stabiliti dal Dipartimento della sanità e della
socialità (cfr. doc. 215).

 

                                  Nella lettera accompagnatoria
della medesima data l’amministrazione ha precisato che “abbiamo provveduto
al rifiuto della prestazione assistenziale per i mesi di maggio, giugno e
luglio 2023” (richieste il 30 maggio, il 9 e il 27 giugno; cfr. doc. 271;
250; 223). All’interessata è stata, quindi, trasmessa la fattura relativa i
premi di cassa malati per i mesi di maggio, giugno e luglio 2023 (cfr. doc.
214).

 

                                  Il provvedimento del 20 luglio
2023 è stato confermato da URAR con decisione su reclamo del 29 novembre 2023
(cfr. doc. A inc. 42.2024.1). 

 

                                  Il TCA, con giudizio 42.2024.1, emesso
l’11 aprile 2024, ha respinto, in quanto ricevibile e non privo di oggetto, il
ricorso inoltrato da RI 1, evidenziando che non risultava che la medesima non
fosse in grado di provvedere al proprio mantenimento ai sensi dell’art. 81 LAsi
e che non si era confrontati con un’effettiva situazione di bisogno che
giustificasse l’assegnazione di una prestazione d’emergenza ex art. 12 Cost.

 

                          1.3.  Nel
frattempo, con scritto del 9 agosto 2023 spedito per raccomandata, RI 1 ha
indicato:

 

" A causa
della mia grave malattia, vi invio i documenti firmati per i mesi di agosto e
settembre 2023 e allego i miei estratti conto bancari. Vi chiedo di
corrispondermi le prestazioni sociali a cui ho diritto, ai sensi dell’articolo
13 della Costituzione della Repubblica e Cantone Ticino, dell’articolo 12 della
Costituzione federale della Confederazione Svizzera e della Convenzione europea
dei diritti dell’uomo.” (cfr. doc. 162)

 

                                  La medesima ha allegato, in
particolare, i moduli “Formulari richiesta prestazioni assistenziali statuto S”
del 31 luglio 2023 e dell’8 agosto 2023 per il mese di agosto 2023, rispettivamente
per il mese di settembre 2023 (cfr. doc. 165; 171) e un certificato medico
rilasciato dal Dr. med. __________, specialista FMH in chirurgia, chirurgia
addominale ed endoscopia digestiva, medicina generale interna, il 14 luglio
2023 di inabilità al lavoro al 100% dal 14 luglio al 31 agosto 2023 per
malattia (cfr. doc. 164=217).

 

                          1.4.  L’URAR,
con scritto del 21 agosto 2023, ha informato RI 1 che la richiesta delle
prestazioni assistenziali deve essere presentata di persona e che quindi la sua
richiesta risultava irricevibile. È stato inoltre aggiunto che il certificato
medico prodotto attestava un’inabilità lavorativa ma non un’incapacità a
recarsi presso i loro uffici a Bellinzona per il rinnovo delle prestazioni,
precisando che la sua richiesta sarebbe stata valutata unicamente nel caso in
cui l’impedimento medico, comprovato da un certificato medico, non le avesse
permesso di recarsi a Bellinzona (cfr. doc. 160).

 

                          1.5.  Con
“ricorso” del 31 agosto 2023 RI 1 ha contestato il rifiuto da parte dell’URAR
di accettare i suoi documenti inviati il 9 agosto 2023 e di versarle le
prestazioni sociali, facendo valere di essere incapace di mantenersi, di non
avere lavoro, di non avere soldi, di non avere modo di nutrirsi, di essere
gravemente malata e di avere bisogno di cure e farmaci di supporto (cfr. doc.
158-159).

 

                          1.6.  Con
ulteriore scritto del 31 agosto 2023 l’interessata ha inviato nuovamente
all’URAR i documenti già trasmessi il 9 agosto 2023, oltre a due certificati
medici datati 31 agosto 2023 in cui il Dr. med. __________ ha attestato, da un
lato, che la stessa era inabile al lavoro al 100% per malattia dal 1° al 30
settembre 2023, dall’altro, che la paziente era affetta da grave forma
depressiva e non era al momento in grado di affrontare spostamenti anche di
media percorrenza. Il medico ha, quindi, chiesto di accettare la documentazione
inviata dalla medesima, non essendo in grado di presenziare alla consegna (cfr.
doc. 43; 44; 45). 

 

                          1.7.  Con
decisione su reclamo del 30 novembre 2023 l’URAR ha confermato il provvedimento
informale del 21 agosto 2023, motivando come segue:

 

" (…) La
reclamante chiede in sostanza che le vengano riconosciute le prestazioni
assistenziali ed il pagamento dei premi cassa malati ritenuto che il suo stato
di salute non le consentiva di "affrontare spostamenti anche di media
percorrenza"

 

E.

ln base a quanto indicato sulla "Circolare a
tutte le persone con statuto di protezione S" datata 30 maggio 2023,
che a sua volta rinvia al sito www.ti.ch/ucraina per approfondimenti
circa i diritti, i doveri e le modalità di comunicazione con gli enti
cantonali, al punto 1.2 stabilisce che "l profughi con permesso S che non sono economicamente
indipendenti possono usufruire di prestazioni di sostegno sociale erogate
dall'URAR. (...) La richiesta avviene tramite un incontro di rinnovo mensile
presso gli sportelli prestazioni di Bellinzona durante il quale vengono esaminati
i documenti richiesti e poste le domande necessarie a stabilire il fabbisogno
di ogni nucleo famigliare.”

 

Per quanto concerne gli incontri per i rinnovi, sulla
pagina web del Cantone, www.ti.ch/ucraina, nel capitolo “Sostentamento
e prestazioni", "Rinnovo delle prestazioni di sostegno
sociale" vi è indicato che “Le persone che hanno già ricevuto le
prestazioni assistenziali nei mesi precedenti, possono richiedere il rinnovo.
Per procedere alla domanda di rinnovo è possibile fissare un appuntamento al
seguente link.

Richiesta appuntamento

Le persone dovranno presentarsi alla data prescelta
agli sportelli situati in Viale Stazione 18,4, 6500 Bellinzona, con la seguente
documentazione:

-  formulario di rinnovo debitamente compilato e
firmato

-  documentazione aggiuntiva richiesta nel formulario
di rinnovo.

Ogni modifica della situazione personale e finanziaria
deve essere annunciata immediatamente all'indirizzo
dss-urar.prestazioniucraina(at)ti.ch (…).”

 

Nel caso in esame, in data 9 agosto 2023 la signora RI
1 si è limitata a trasmettere i "Formulario richiesta prestazioni
assistenziali statuto S" senza prendere appuntamento presso l'apposito
sportello. Tale incontro permette di esaminare i documenti richiesti e porre le
domande necessarie a stabilire il fabbisogno del nucleo famigliare.

Ritenuto che la stessa non ha preso appuntamento
l'URAR ha correttamente ritenuto in data 21 agosto 2023 irricevibili le
richieste trasmesse per posta dall'interessata. Quest'ultima non attenendosi a
quanto stabilito dall'URAR non ha permesso l'accertamento del suo eventuale
diritto ad una prestazione assistenziale.

 

La giustificazione resa dalla reclamante "Ho
inviato i documenti per le prestazioni sociali con lettera raccomandata del 09.08.2023 sulla base della
mia malattia e dell'incapacità lavorativa al 100% e del documento medico di supporto." non può essere seguita.

A tal proposito si rileva che la reclamante,
dall'analisi delle poche transazioni finanziarie da ella trasmesse,
contrariamente a quanto indicato dal suo medico, ha effettuato numerosi viaggi
in Svizzera.

 

A titolo abbondanziale si rileva che non avendo
diritto alle prestazioni assistenziali, I'URAR, correttamente, non ha
riconosciuto i premi cassa malati della reclamante. (…)” (Doc. A pag. 7-8)

 

                                  In
relazione alla contestazione di RI 1 circa la violazione dell’art. 12 Cost.,
l’amministrazione ha rilevato che la medesima non ha comprovato un reale stato
di bisogno. Al riguardo è stato precisato, da un lato, che ella, dal suo arrivo
in Svizzera, dispone di un alloggio presso lo zio, la cui proprietà va
ricondotta alla società di cui ella è attualmente amministratrice unica e in
veste della quale trae profitto. Dall’altro, che dall’analisi delle transazioni
trasmesse dalla reclamante risulta che quest’ultima può permettersi persino di
viaggiare per la Svizzera (cfr. doc. A pag. 8).

 

                          1.8.  Con
scritto del 2 gennaio 2024 (cfr. doc. II) l’URAR ha trasmesso al TCA per
competenza una lettera raccomandata del 27 dicembre 2023 di RI 1, spedita lo
stesso giorno, che riporta quale oggetto in particolare “opposizione alla
decisione del 29 e 30 novembre 2023”.

                                  Il
tenore dello scritto menzionato è il seguente:

 

"
Con riferimento alla sua
decisione, che ho ricevuto il 29 e 30 novembre 2023, desidero informarvi che
non sono d’accordo con la vostra decisone e, per potervi rispondere
compiutamente, mi riservo di approfondire le vostre argomentazioni entro un
periodo di tempo ragionevole” (Doc. I)

 

                          1.9.  Il
presidente del TCA, in applicazione dell’art. 4 cpv. 3 Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca), ha assegnato
all’insorgente un termine di quindici giorni per completare il ricorso tramite
una concisa esposizione dei fatti, una breve motivazione e le conclusioni
finali, con la comminatoria che trascorso infruttuoso il termine assegnato, il
ricorso sarebbe stato dichiarato irricevibile (cfr. doc. III).

 

                        1.10.  A
seguito dell’assegnazione del 1° febbraio 2024 di un ultimo termine di dieci
giorni (doc. IV), la ricorrente, il 5 febbraio 2024 ha inviato a questo
Tribunale la completazione della propria impugnativa, nella quale ha chiesto la
concessione delle prestazioni sociali dal 17 maggio 2022, tramite il pagamento
dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie e l’alloggio, come pure il
versamento delle prestazioni assistenziali.

                                  Ella
sostiene di avere diritto alle prestazioni sociali da quando è arrivata in
Svizzera, in quanto risiede nel cantone Ticino, è in possesso di un permesso S
e - fino al 1° luglio 2023 - non aveva reddito.

                                  La
medesima ha precisato di essere stata gravemente malata a causa dei
combattimenti in Ucraina, dove è stata salvata da __________ e di aver avuto
bisogno di conseguenza di una terapia di supporto con una psicoterapeuta e di
farmaci.

                                  L’insorgente
ha poi fatto valere che l’azienda in cui attualmente lavora (dal 1° luglio 2023
per 4 ore alla settimana con una retribuzione di fr. 420.-- al mese e dal 1°
ottobre 2023 per 16 ore alla settimana con un salario di fr. 1'680.-- al mese)
non è di sua proprietà e che nemmeno un’azione le appartiene.

                                  Per
quanto concerne gli spostamenti in Svizzera, la ricorrente ha puntualizzato che
dall’estratto conto di luglio 2023 emerge una spesa di fr. 18.60 per un panino
a __________, dove è stata con l’auto del suo parente, senza aver dovuto pagare
alcunché, quale accompagnatrice in occasione del trasferimento presso la
clinica dove il medesimo è in cura (cfr. doc. V).

 

                        1.11.  L’URAR,
con risposta del 27 febbraio 2024, si è riconfermato nella decisione su reclamo
impugnata, chiedendo, in quanto ricevibile, la reiezione dell’impugnativa con
argomenti di cui si dirà, nella misura in cui occorra, nei considerandi di
diritto (cfr. doc. VII).

 

                        1.12.  Il
28 febbraio 2024 il presidente del TCA ha assegnato alle parti un termine di 10
giorni per presentare eventuali altri mezzi di prova (cfr. doc. VIII). Esse
sono rimaste silenti.

 

considerato                 in diritto

 

                                  in
ordine

 

                          2.1.  L’art.
10 cpv. 3 del Regolamento concernente le prestazioni assistenziali per i
richiedenti l’asilo, le persone bisognose di protezione non titolari di un
permesso di dimora, le persone provvisoriamente ammesse e le persone la cui
domanda d’asilo è stata rigettata e che devono lasciare il territorio svizzero
(del 23 gennaio 2007), emanato sulla base dell’art. 6 cpv. 1 della Legge
sull’assistenza sociale del Cantone Ticino (“Il
Consiglio di Stato disciplina la determinazione, la concessione, la limitazione
e la procedura delle prestazioni assistenziali concesse a a)richiedenti l’asilo
e b)persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora”),
stabilisce che contro le decisioni su reclamo in materia di prestazioni
assistenziali è data facoltà di ricorso diretto al Tribunale cantonale delle
assicurazioni entro 30 giorni dalla data di notificazione ai sensi dell’art. 33
Laps.

 

                                  Nel
caso di specie l’URAR, con decisione su reclamo del 30 novembre 2023, ha
confermato nei confronti di RI 1, persona bisognosa di protezione in possesso
di un permesso di soggiorno S (cfr. consid. 1.1.), il rifiuto delle prestazioni
assistenziali per i mesi di agosto e settembre 2023 (cfr. consid. 1.4.; 1.7.).

 

                                  Siccome
l’insorgente dispone di un permesso di soggiorno S - non quindi di un permesso
di dimora (cfr. art. 74 della Legge federale sull’asilo - LAsi; art. 45-46
Ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali - OAsi1) - e può, in
linea di principio, beneficiare di prestazioni assistenziali fondate sul
Regolamento concernente le prestazioni assistenziali per i richiedenti l’asilo,
le persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora, le
persone provvisoriamente ammesse e le persone la cui domanda d’asilo (cfr. art.
1 cpv. 1 lett. b del menzionato Regolamento), il TCA è competente per trattare
il presente tempestivo ricorso contro la decisione su reclamo del 13 settembre
2023 (cfr. STCA 42.2023.33 del 23 ottobre 2023 consid. 2.1.).

 

                          2.2.  Ai sensi dell’art. 10 cpv. 1 del
Regolamento concernente le prestazioni assistenziali per i richiedenti l’asilo,
le persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora, le
persone provvisoriamente ammesse e le persone la cui domanda d’asilo è stata
rigettata e che devono lasciare il territorio svizzero contro le decisioni in
materia di prestazioni assistenziali emanate dall’Ufficio o per sua delega da
un mandatario è data facoltà di reclamo all’Ufficio entro 30 giorni dalla
notifica.

 

                                  La giurisprudenza e la dottrina hanno precisato che costituisce una
decisione l'atto unilaterale di un'autorità amministrativa che regola una
situazione giuridica concreta e individuale in maniera imperativa (cfr. art. 5
cpv. 1 PA; DTF 139 V 143 consid. 1.2.; STF 8C_141/2009 del 2 luglio 2009
consid. 2; DTF 122 V 189 consid. 1, 118 V 17 consid. 1,
DTF 116 V 319 consid. 1a, DTF 98 Ib 463; KNAPP, Précis de droit administratif.
Ed. Helbing & Lichtenhahn. Quarta edizione. Basilea 1991, n. 936-955, pag.
214-217; GOSSWEILER, Die Verfügung im Schweizerischen Sozialversicherungsrecht,
pag. 13ss; BOIS, "La décision dans le domaine de l'assurance sociale"
in Etudes de droit social. Collezione Le droit de travail en pratique. Vol. 3.
Ed. Schulthess Polygraphischer Verlag. Zurigo 1991,
pag. 199; GYGI, Verwaltungsrechtpflege und Verwaltungsverfahren im Bund,
seconda edizione, pag. 27).

 

                                  Nel caso di specie lo
scritto del 21 agosto 2023 dell’URAR (cfr. doc. 160; consid. 1.4.) deve essere
considerato quale decisione informale, come è stato definito
dall’amministrazione (cfr. cosid. A pag. 6), presentandone le specifiche caratteristiche.

                                  Con
lo stesso, infatti, viene regolata una situazione concreta e individuale in
maniera imperativa ai sensi della giurisprudenza sopra esposta, ossia stabilisce
che la richiesta di prestazioni assistenziali (per i mesi di agosto e settembre
2023; cfr. consid. 1.3.) è irricevibile, poiché, da un lato, non è stata
presentata di persona, dall’altro, dal certificato medico prodotto non
risultava un’incapacità a recarsi presso gli uffici dell’URAR a Bellinzona per
il rinnovo delle prestazioni.

 

                                  In
simili condizioni contro la decisione informale del 21 agosto 2023 poteva
essere interposto reclamo ai sensi dell’art. 10 cpv. 1 del Regolamento
concernente le prestazioni assistenziali per i richiedenti l’asilo, le persone
bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora, le persone
provvisoriamente ammesse e le persone la cui domanda d’asilo è stata rigettata
e che devono lasciare il territorio svizzero.

 

                                  Rettamente,
pertanto, l’URAR, a seguito dell’inoltro, il 31 agosto 2023, da parte
dell’insorgente della contestazione avverso il rifiuto di concederle le
prestazioni assistenziali (cfr. doc. 158-159; consid. 1.5.), il 30 novembre
2023 ha emanato una decisione su reclamo (cfr. doc. A; consid. 1.7.).

 

                                  Il
ricorso di RI 1 contro la decisione su reclamo del 30 novembre 2023, inviato
per raccomandata del 27 dicembre 2023 all’amministrazione - la quale, il 2
gennaio 2024, l’ha trasmesso per competenza al TCA (cfr. consid. 1.8.) -,
peraltro tempestivo, è conseguentemente ricevibile.

 

                          2.3.  In relazione al riferimento
implicito della ricorrente alla ritardata giustizia, poiché l’URAR ha emesso la
decisione su reclamo del 29 (recte: 30) novembre 2023 tre mesi dopo il
suo reclamo dell’agosto 2023 (cfr. doc. V), giova osservare che in ogni caso,
come appena esposto, l’USSI ha emanato la decisione su reclamo in questione. La
stessa è stata d’altronde impugnata nel merito dall’insorgente con ricorso del
27 dicembre 2023 e completazione del 5 febbraio 2023 (cfr. doc. I; V; consid.
1.8.; 1.10.).

 

                                  La causa da questo
profilo è, pertanto, priva di oggetto (in questo senso, cfr. STF 9C_220/2022
dell11 agosto 2022; ordinanza del TF 9C_541/2015 del 12 novembre 2015; STF
9C_433/2009 del 19 agosto 2009 consid. 1; STFA I 760/05 del 24 maggio 2006
consid. 1 e i riferimenti ivi menzionati; STCA 42.2021.71 del 24 gennaio 2022;
STCA 42.2018.15 del 12 settembre 2018 consid. 2.1.; STCA 38.2017.91 del 22
gennaio 2018; STCA 35.2017.57 del 22 giugno 2017 consid. 2.2.; STCA 38.2014.19
dell’11 giugno 2014 consid. 2.2.).

 

                                  nel
merito

 

                          2.4.  La
Legge federale sull’asilo (LAsi), in vigore dal 1° ottobre 1999, all’art. 4
enuncia che la Svizzera può accordare
provvisoriamente protezione a persone bisognose di protezione esposte a un
pericolo generale grave, in particolare durante una guerra o una guerra civile
e in situazioni di violenza generalizzata.

 

                                  Ai
sensi dell’art. 66 LAsi il Consiglio federale decide se e secondo quali criteri
la Svizzera accorda protezione provvisoria a gruppi di persone bisognose di
protezione ai sensi dell’articolo 4 (cpv. 1).

                                                                    Prima
di decidere, consulta rappresentanti dei Cantoni, delle istituzioni di soccorso
e, se del caso, di altre organizzazioni non governative, nonché l’Alto
Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (cpv. 2).

 

                                  Secondo
l’art. 74 LAsi le persone bisognose di protezione risiedono nel Cantone al
quale sono state attribuite (cpv. 1).

                                  Se
dopo cinque anni il Consiglio federale non ha ancora abrogato la protezione
provvisoria, le persone bisognose di protezione ottengono dal Cantone un
permesso di dimora valido fino all’abrogazione della protezione provvisoria
(cpv. 2).

                                  Dieci
anni dopo la concessione della protezione provvisoria, il Cantone può accordare
loro il permesso di domicilio (cpv. 3).

 

                                  L’art.
45 dell’Ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali (Ordinanza 1
sull’asilo, OAsi 1), entrato in vigore il 1° novembre 2019, sancisce:

 

"
1 Durante i primi cinque anni dalla concessione
della protezione provvisoria, le persone bisognose di protezione ricevono una
carta di soggiorno S limitata ad al massimo un anno e rinnovabile. Essa vale
come documento d’identità nei confronti delle autorità federali e cantonali.
Non autorizza a varcare la frontiera.

2 Dalla
durata di validità della carta di soggiorno S non può essere desunto un diritto
di residenza.

3 La carta di
soggiorno S è ritirata se la persona straniera deve lasciare o lascia la
Svizzera o se le condizioni di residenza sono disciplinate dalla polizia degli
stranieri.

 

                                  Il
Consiglio federale, l’11 marzo 2022, ha attivato per la prima volta lo statuto
di protezione S a partire dal 12 marzo 2022, concedendolo alle persone in fuga
dall’Ucraina a causa della guerra. In tal modo i profughi hanno ottenuto
rapidamente un diritto di soggiorno, senza dover percorrere la procedura
d’asilo ordinaria.

 

                                  Lo
statuto S consente di accordare protezione collettiva a un determinato gruppo
di persone esposte a un grave pericolo generale, in particolare durante una
guerra: conferisce un diritto di soggiorno di un anno, prorogabile, e prevede
il ricongiungimento familiare. Tale statuto corrisponde in ampia misura alla
soluzione adottata dagli Stati dell'UE (cfr. https://www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale/documentazione/comunicati-stampa.msg-id-87556.html).

                                  Il
9 novembre 2022 il Consiglio federale ha deciso che lo statuto di protezione S
per i profughi provenienti dall’Ucraina non sarebbe stato revocato prima del 4
marzo 2024 (cfr. https://www.sem.admin.ch/sem/fr/home/sem/medien/mm.msg-id-91310.html).

                                  Nella
seduta del 1° novembre 2023 il Consiglio federale ha, inoltre, stabilito che lo
statuto di protezione S per i profughi provenienti dall’Ucraina non sarà
revocato prima del 4 marzo 2025, a meno che la situazione in Ucraina non si
stabilizzi in modo duraturo. Per la prima volta l’esecutivo federale ha, poi,
definito un obiettivo per l'integrazione nel mercato del lavoro, secondo cui
entro la fine del 2024 il 40 per cento delle persone con statuto S in età
lavorativa svolgerà un'attività lucrativa (cfr. https://www.sem.admin.ch/sem/it/home/sem/medien/mm.msg-id-98405.html#:~:text=Nella%20seduta%20del%201%C2%B0,prima%20del%204%20marzo%202025).

 

                          2.5.  Per
quanto concerne l’aiuto sociale e il soccorso d’emergenza alle persone
bisognose di protezione a cui la Svizzera ha concesso lo statuto S (cfr.
consid. 2.2.), l’art. 80a LAsi prevede che i Cantoni d’attribuzione
garantiscono aiuto sociale o soccorso d’emergenza alle persone che soggiornano
in Svizzera in virtù della presente legge. Riguardo alle persone che non sono
state attribuite ad alcun Cantone, il soccorso d’emergenza è prestato dal
Cantone designato competente per l’esecuzione dell’allontanamento. I Cantoni
possono affidare tutti o parte di questi compiti a terzi.

 

                                  L’art.
81 LAsi contempla il diritto delle persone che soggiornano in Svizzera in virtù
della presente legge e non sono in grado di provvedere al proprio mantenimento
di ricevere le necessarie prestazioni d’aiuto sociale, sempreché nessun terzo
sia tenuto a soccorrerle in virtù di un obbligo legale o contrattuale, nonché,
su richiesta, un soccorso d’emergenza. 

 

                                  Giusta
l’art. 82 LAsi:

 

"
1 La concessione di prestazioni d’aiuto sociale e del
soccorso d’emergenza è retta dal diritto cantonale. Le persone colpite da una
decisione d’allontanamento passata in giudicato e cui è stato imposto un
termine di partenza sono escluse dall’aiuto sociale. 

2 Per la durata di
una procedura straordinaria di ricorso o di una procedura d’asilo secondo
l’articolo 111c le persone di cui al capoverso 1 e i richiedenti
l’asilo ricevono, su richiesta, un soccorso d’emergenza. Questa disposizione si
applica anche se l’esecuzione dell’allontanamento è sospesa. 

2bis Durante una
moratoria generale delle decisioni e delle esecuzioni e se il DFGP lo prevede,
i Cantoni possono concedere aiuto sociale alle persone di cui ai capoversi 1 e
2. L’indennizzo è retto dall’articolo 88 capoverso 2. 

3 Il sostegno ai
richiedenti l’asilo e alle persone bisognose di protezione non titolari di un
permesso di dimora deve consistere, per quanto possibile, in prestazioni in
natura. L’entità del sostegno è inferiore a quanto previsto per le persone
residenti in Svizzera. 

3bis Nel collocare
richiedenti l’asilo minorenni non accompagnati, famiglie con figli e persone
che necessitano di assistenza occorre tener conto, per quanto possibile, dei
loro bisogni particolari. 

4 Il soccorso
d’emergenza è versato per quanto possibile sotto forma di prestazioni in natura
nei luoghi designati dai Cantoni o dalla Confederazione. L’entità del sostegno
è inferiore all’aiuto sociale versato ai richiedenti l’asilo e alle persone
bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora.  

5 Nel sostegno ai
rifugiati e alle persone bisognose di protezione che hanno diritto a un
permesso di dimora occorre tenere conto della loro situazione particolare;
segnatamente se ne faciliterà l’integrazione professionale, sociale e
culturale.”

 

                          2.6.  Come visto, l’art. 82 cpv. 1
LAsi prevede che la concessione di prestazioni d’aiuto sociale e del soccorso
d’emergenza è retta dal diritto cantonale.

 

                                  L’art. 6 della Legge sull’assistenza
sociale del Cantone Ticino enuncia che:

 

"
1 Il Consiglio di Stato disciplina la determinazione, la
concessione, la limitazione e la procedura delle prestazioni assistenziali
concesse a

a) richiedenti l’asilo e

b) persone bisognose di
protezione non titolari di un permesso di dimora.

2 Nello
stabilire tali criteri il Consiglio di Stato fa riferimento alle disposizioni
federali sul rimborso ai Cantoni delle spese cagionate da queste persone.

3 II
Consiglio di Stato può affidare, mediante la stipulazione di contratti di
prestazione, la gestione di queste prestazioni ad enti assistenziali pubblici o
privati.”

 

                                  L’art.
1 del Regolamento concernente le prestazioni assistenziali per i richiedenti
l’asilo, le persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di
dimora, le persone provvisoriamente ammesse e le persone la cui domanda d’asilo
è stata rigettata e che devono lasciare il territorio svizzero (del 23 gennaio
2007), relativo al campo d’applicazione, prevede che:

 

"
1 Il presente regolamento disciplina la determinazione,
la limitazione e la procedura di concessione delle prestazioni assistenziali
alle persone residenti nel Cantone Ticino a titolo di:

a) richiedenti l’asilo;

b) persone bisognose di protezione non
titolari di un permesso di dimora;

c) persone provvisoriamente ammesse;

d) persone la cui domanda d’asilo è
stata rigettata con una decisione di non entrata nel merito, o con una
decisione negativa dopo la procedura d’esame, e che devono lasciare il
territorio svizzero.

2 Sono
fatti salvi gli articoli 82, 83 e 84 della Legge federale sull’asilo del 26
giugno 1998 (LAsi), nonché le disposizioni divergenti dell’Ordinanza 2
sull’asilo dell’11 agosto 1999 (Oasi 2).”

 

                                  Secondo
l’art. 8 di tale Regolamento, afferente all’inizio e all’estinzione del diritto
alla prestazione assistenziale:

 

"
1 Il diritto alla prestazione assistenziale decorre dal
giorno in cui è stata inoltrata la richiesta.

2 Non
vengono versate prestazioni assistenziali per i periodi precedenti la
richiesta.

3 Sono
fatti salvi i casi in cui la domanda di rinnovo delle prestazioni è presentata
nei dieci giorni che seguono la data di scadenza delle prestazioni
precedentemente erogate.

4 Il
diritto alla prestazione assistenziale si estingue definitivamente nei casi
previsti dall’art. 20 cpv. 1 lett. a-c OAsi 2.”

 

                                  L’art.
9 del Regolamento, concernente l’entità delle prestazioni assistenziali,
enuncia che:

 

"
1 Le prestazioni assistenziali possono essere concesse
in natura o in denaro e consistono nel sostentamento e nella presa a carico
dell’alloggio e dei costi della salute.

2 Per il sostentamento
(comprendente lo spillatico) vengono concessi i seguenti importi:

a)    persona
sola                                                             
CHF 500.–

b)   
coniugi                                                                      
CHF 750.–

c)    supplemento per 1° figlio
minorenne                        
CHF 317.–

d)    supplemento per ogni figlio
minorenne, dal 2° in poi CHF 268.–

3 Per i figli maggiorenni è
concessa la prestazione di CHF 500.–.

4 Per le spese per l’alloggio
sono concessi i seguenti importi massimi per appartamento, comprensivi della
pigione e delle spese accessorie, incluso il conguaglio: 

a) persona sola CHF 800.– 

b) due persone, allorquando condividono un’unica camera (coniugi,
conviventi, partner registrati o genitore con figlio in età prescolare) CHF
1100.– 

c) due persone singole CHF 1250.– 

d) tre o più persone CHF 1500.–

5 Per le
persone residenti in alloggi individuali sono inoltre prese a carico le fatture
dell’elettricità, dell’assicurazione responsabilità civile e, entro i massimali
previsti al cpv. 4, del conguaglio annuale relativo alle spese accessorie.

6 Per i
costi della salute, è assicurato il pagamento del premio mensile
dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie previsto dalla Legge
federale sull’assicurazione malattie del 18 marzo 1994 (LAMal) nei limiti
stabiliti dall’Ufficio.

7 È pure
riconosciuto il pagamento delle fatture mediche, come pure delle spese dentarie
e di altre spese straordinarie autorizzate dall’Ufficio.

8 Nel caso
in cui il beneficiario eserciti un’attività lavorativa salariata o indipendente
a tempo pieno, dal reddito computabile viene dedotto un importo mensile di CHF
200.--. In caso di attività a tempo parziale, l’importo viene ridotto proporzionalmente.

9 La
prestazione per il sostentamento può essere ridotta a titolo di sanzione,
rispettando il principio di proporzionalità in funzione dell’errore commesso e
del danno causato.”

 

                          2.7.  L’art.
83 LASi, concernente le limitazioni delle prestazioni di aiuto sociale,
prevede:

 

" 1Le
prestazioni di aiuto sociale o le prestazioni ridotte di cui all’articolo 82
capoverso 3 sono rifiutate, ridotte o soppresse totalmente o parzialmente se il
beneficiario:

a. le ha ottenute o ha tentato di
ottenerle facendo dichiarazioni inesatte o incomplete;

b. rifiuta di informare il servizio
competente sulla propria situazione economica o non l’autorizza a chiedere
informazioni;

c. non comunica modifiche essenziali della propria
situazione;

d. manifestamente non si adopera per
migliorare la sua situazione rifiutando segnatamente un lavoro o un alloggio
convenienti che gli sono stati attribuiti;

e. senza consultare il servizio
competente, scioglie il rapporto di lavoro o di locazione o provoca per sua
colpa tale scioglimento aggravando così la sua situazione;

f.  utilizza abusivamente le prestazioni di aiuto
sociale;

g. non si conforma agli ordini del
servizio competente, pur sotto minaccia di soppressione delle prestazioni di
aiuto sociale;

h. espone a pericolo la sicurezza e l’ordine pubblici;

i.  è perseguito penalmente o è stato
oggetto di una condanna penale;

j.  si rende colpevole di una grave
violazione del suo obbligo di collaborare, in particolare non rivela la sua
identità;

k. espone a pericolo la sicurezza e
l’ordine non dando seguito agli ordini dei collaboratori della procedura o
delle istituzioni responsabili dell’alloggio.

1bis Il
capoverso 1 si applica ai rifugiati solo se la parità di trattamento con le
persone residenti in Svizzera è assicurata.228

2Le prestazioni di aiuto sociale
ottenute indebitamente devono essere restituite integralmente. L’importo da
restituire può segnatamente essere detratto da future prestazioni di aiuto
sociale. Il Cantone fa valere la pretesa di restituzione. L’articolo 85 capoverso
3 è applicabile.”

 

                                  L'elenco
dell'art. 83 LAsi riguardo ai motivi per poter rifiutare, ridurre o sopprimere
in tutto o in parte le prestazioni assistenziali non è esaustiva. I cantoni
sono liberi di emanare disposizioni supplementari tese a lottare contro gli
abusi (cfr. DTF 130 I 82 consid. 3).

 

                          2.8.  Nella presente evenienza la
ricorrente, entrata in Svizzera nell’aprile/maggio 2022 (cfr. consid. 1.1.), ha
chiesto la protezione provvisoria il 5 agosto 2022. Il relativo permesso S le è
stato concesso l’11 agosto 2022 (cfr. doc. 1; 6).

 

                                  In un primo periodo ella è stata
aiutata finanziariamente da un parente (cfr. doc. 296). 

 

                                  In effetti nella decisione
dell’11 agosto 2022 della Segreteria di Stato della migrazione risulta, quale
indirizzo dell’insorgente, “c/o __________” (cfr. doc. 1), frazione di __________.

 

                                  L’URAR, con decisione emessa il
24 maggio 2023, le ha riconosciuto l’importo di fr. 433.-- a titolo di prestazioni
assistenziali ordinarie per il periodo 6-31 marzo 2023 (cfr. doc. 287; 209;
consid. 1.1.).

 

                                  Con decisione su reclamo del 29
novembre 2023 l’amministrazione ha confermato il proprio provvedimento del 20
luglio 2023 con il quale aveva negato a RI 1 il versamento di una prestazione
assistenziale richiesto il 30 maggio 2023, ritenuto che l’alloggio in cui
risiede non soddisfa i criteri stabiliti dal Dipartimento della sanità e della
socialità (cfr. doc. A inc. 42.2024.1; 215; consid. 1.2.).

 

                                  Il TCA, con giudizio 42.2024.1
dell’11 aprile 2024, ha respinto, in quanto ricevibile e non privo di oggetto,
il ricorso inoltrato da RI 1, rilevando, in particolare, che non risultava che la
medesima non fosse in grado di provvedere al proprio mantenimento ai sensi dell’art.
81 LAsi (cfr. consid. 1.2.).

 

                          2.9.  Per quanto attiene alle nuove
richieste di prestazioni assistenziali del 31 luglio e dell’8 agosto 2023 per i
mesi di agosto e settembre 2023 (cfr. doc. 165; 171; consid. 1.3.), la
ricorrente, come evidenziato dalla parte resistente (cfr. doc. A; VII), non si
è attenuta alla relativa procedura di rinnovo che prevede la presenza del richiedente
a Bellinzona presso gli uffici dell’URAR. Ella, per contro, non ha preso alcun
appuntamento con l’amministrazione, limitandosi a richiedere il riconoscimento
di prestazioni per i mesi di agosto e settembre 2023 tramite lettera.

 

                                  Al riguardo la “Circolare a tutte
le persone con statuto di protezione S” emessa dalla Sezione del sostegno
sociale Ufficio dei richiedenti l’asilo e dei rifugiati il 30 maggio 2023, al
p.to 1.2., enuncia che “i profughi con permesso S che non sono
economicamente indipendenti possono usufruire di prestazioni di sostegno
sociale erogate dall’URAR. Queste comprendono le spese per un alloggio, la
copertura dei costi della salute ed i mezzi per il sostentamento dei bisogni
primari. La richiesta avviene tramite un incontro di rinnovo mensile presso gli
sportelli prestazioni di Bellinzona durante il quale vengono esaminati i
documenti richiesti e poste le domande necessarie a stabilire il fabbisogno di
ogni nucleo famigliare”. Nella stessa Circolare tali informazioni risultano
anche tradotte in ucraino (cfr. doc. 151-152; https://www4.ti.ch/fileadmin/DI/Ucraina/Circolare_persone_statuto_S.pdf).

 

                                  Inoltre dalla pagina web del
Cantone www.ti.ch/ucraina nel capitolo “Sostentamento
e prestazioni” emerge:

 

" Le persone
che hanno già ricevuto le prestazioni assistenziali nei mesi precedenti,
possono richiedere il rinnovo. 

Per procedere alla domanda di rinnovo è
possibile fissare un appuntamento al seguente link.

 

Richiesta appuntamento

 

Le persone dovranno presentarsi alla data prescelta agli sportelli
situati in Viale
Stazione 18A, 6500 Bellinzona, con la seguente documentazione:

 

- formulario
di rinnovo debitamente compilato e firmato;

- documentazione aggiuntiva richiesta nel formulario di rinnovo.

Ogni modifica della situazione personale e finanziaria deve essere
annunciata immediatamente all'indirizzo dss-urar.prestazioniucraina(at)ti.ch.”
(https://www4.ti.ch/index.php?id=134991)

 

                                  L’insorgente, del resto, ben
doveva conoscere l’iter da seguire per postulare il rinnovo delle prestazioni
assistenziali, visto che vi si era conformata nei mesi precedenti (cfr. doc.
221 in relazione alla richiesta del 27 giugno 2023; doc. 223 e 248 per la
richiesta del 9 giugno 2023; doc. 250, 269 e 271 relativamente alla richiesta
del 30 maggio 2023).

 

                                  Ne discende che, siccome RI 1 non
ha seguito la corretta procedura per postulare il rinnovo delle prestazioni
assistenziali, a ragione l’URAR non è entrato nel merito delle sue richieste
relative ai mesi di agosto e settembre 2023.

 

                                  I certificati medici agli atti
non permettono di giungere a una differente conclusione.

                                  È vero che il Dr. med. __________
il 14 luglio e il 31 agosto 2023, ha attestato un’inabilità lavorativa al 100%
per malattia dal 14 luglio al 31 agosto 2023 e dal 1° al 3° settembre 2023,
precisando che la paziente era affetta da una grave forma depressiva e non era
in grado di affrontare spostamenti anche di media percorrenza (cfr. doc.
164=217; 44-45; consid. 1.3.; 1.6.).

                                  È altrettanto vero, tuttavia, che
il medico curante dell’insorgente è specialista in chirurgia addominale ed
endoscopia digestiva e medicina generale interna.

                                  Inoltre le condizioni di salute
della ricorrente, in quel periodo, le hanno comunque consentito di far valere
personalmente per iscritto in modo chiaro e motivato le proprie pretese nei
confronti dell’amministrazione (cfr. doc. 43; 75; 158; 185; consid. 1..3.;
1.5.; 1.6.) e, come osservato dall’URAR (cfr. doc. A pag. 8; doc. VII pag. 4),
di viaggiare in Svizzera, in particolare nel Canton __________ (presso __________
il 4 agosto 2023; cfr. doc. 66) e nel Canton __________ (presso __________ il 2
agosto 2023; cfr. doc. 66).

 

                                  D’altronde l’insorgente nemmeno
si è presentata presso gli uffici di Bellinzona immediatamente dopo aver
ritrovato la propria capacità al lavoro, ossia dal 1° ottobre 2023.

 

                        2.10.  Relativamente alla richiesta della
ricorrente tendente a ottenere delle prestazioni assistenziali già per il lasso
di tempo dal 17 maggio 2022 (cfr. doc. V; consid. 1.10.), va osservato che la
medesima ha postulato per la prima volta la concessione di prestazioni dell’aiuto
sociale nel marzo 2023 (cfr. consid. 1.1.).

                                  Non vi è, perciò, una decisione
riguardante il periodo antecedente al marzo 2023. 

 

                                  Nella procedura di ricorso in
materia amministrativa sono di massima esaminabili e giudicabili solo i
rapporti giuridici sui quali la competente autorità amministrativa si è
precedentemente, e in maniera vincolante, determinata con una decisione. Di
conseguenza, se non è (ancora) stata emessa una decisione (oppure una decisione
su opposizione o su reclamo), manca l'oggetto impugnato e quindi un presupposto
processuale (cfr. STF 8C_16/2010 del 3 maggio 2010 consid. 1.1.; DTF 131 V 164 consid.
2.1 pag. 164 e seg.; DTF 125 V 413 consid. 1a
pag. 414 con riferimenti; cfr. pure sentenza 8C_549/2007 del 30 maggio 2008
consid. 4). 

 

                                  In
una sentenza 8C_301/2018 del 22 agosto 2019 consid. 3.1. il Tribunale federale
ha ribadito che di principio possono essere esaminati e giudicati soltanto i
rapporti giuridici in relazione ai quali l’autorità amministrativa competente
si è previamente pronunciata tramite l’emanazione di una decisione. 

 

                                  La
costante giurisprudenza federale ha, peraltro, stabilito che è la decisione
impugnata che costituisce il presupposto e il contenuto della contestazione
sottoposta all'esame giudiziale (cfr. STF 9C_247/2023 del 19 luglio 2023
consid. 1.1.; STF 9C_775/2019 del 26 maggio 2020 consid. 1.1.; STF 8C_722/2018
del 14 gennaio 2019 consid. 2.1.; STF 8C_784/2016 del 9 marzo 2017 consid.
3.1.; STF 8C_448/2016 del 6 dicembre 2016 consid. 2; STF 8C_360/2010 del 30
novembre 2010 consid. 1 e 2; DTF 131 V164; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid.
2a, DTF 110 V 51 consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p.
294).

 

                                  Ne discende che la richiesta
dell’insorgente per il periodo a decorrere dal 17 maggio 2022 fino alla prima
domanda del marzo 2023 (la richiesta del 30 maggio 2023 è stata oggetto della
sentenza 42.2024.1 dell’11 aprile 2024; cfr. consid. 1.2.), conformemente a
quanto affermato dalla parte resistente (cfr. doc. VII pag. 5), è irricevibile.

 

                        2.11.  A titolo abbondanziale va ad ogni
modo rilevato che con giudizio 42.2024.1 dell’11 aprile 2024 questa Corte, in
relazione alla richiesta di prestazioni assistenziali del 30 maggio 2023, ha
stabilito che la ricorrente, la quale ha interposto la prima domanda di prestazioni
assistenziali soltanto nel marzo 2023, dopo circa undici mesi dalla sua entrata
in Svizzera, non risultava non essere in grado di provvedere al proprio
mantenimento ai sensi dell’art. 81 LAsi.

 

                                  Al riguardo questa Corte, al
consid. 2.8. della STCA 42.2024.1, ha rilevato:

 

"
(…) fin dal suo arrivo in Svizzera, risiede ad __________, dove vive il
suo parente __________ (cfr. consid. 2.7.).

Il contratto di locazione del 1° marzo 2023 concernente il
monolocale ad __________ è stato, poi, concluso autonomamente dalla ricorrente,
senza darne comunicazione preventivamente all’URAR o perlomeno chiedere
ragguagli al riguardo, nonostante solo pochi giorni dopo abbia preso
appuntamento allo sportello per chiedere le prestazioni assistenziali (cfr.
doc. VII pag. 5).

È altamente verosimile, dunque, che quando è stato stipulato il
contratto di locazione, l’insorgente avesse già l’intenzione di rivolgersi
all’assistenza sociale.

Sorprende d’altronde, in primo luogo, che l’appartamento in
questione sia di proprietà della __________, società di cui la ricorrente, da
una parte, è stata membro del consiglio di amministrazione dall’aprile 2022 e
ne è amministratrice unica dall’ottobre 2023. Dall’altra, è dipendente quale
vice direttore, responsabile commerciale dal mese di luglio 2023 (cfr. consid.
2.7.).

In secondo luogo, che il beneficiario delle pigioni sia il suo
parente __________, il quale l’ha aiutata dal suo arrivo in Svizzera anche
finanziariamente, in particolare le ha prestato il denaro per pagare i canoni
di locazione di marzo, aprile e maggio 2023, come risulta dal modulo di
richiesta del 27 giugno 2023, firmato dalla medesima (cfr. doc. 226; consid.
2.7.). 

Da tale formulario emerge, altresì, che in seguito -
successivamente al mese di maggio 2023 - ha pagato direttamente lei
l’appartamento (cfr. doc. 226; consid. 2.7.).

Il recapito di __________ corrisponde, peraltro, all’indirizzo del
__________, elegante ________ a cinque stelle che “racchiude, in una cornice
esc).

Il TCA non ignora che talvolta l’insorgente ha indicato di abitare
in __________ (cfr. doc. I; doc. 162).

In proposito si segnala che nella maggior parte delle occasioni la
stessa ha, tuttavia, menzionato la __________ (cfr. doc. 158; 185; 271; 223),
l’ultima volta nello scritto inviato al TCA il 5 febbraio 2024 (cfr. doc. V).

Inoltre va, in ogni caso, osservato che gli ultimi numeri civici
della __________ sono il __________ e il __________ (__________), poi la strada
finisce (cfr. __________). I differenti numeri civici __________ si riferiscono
sempre al __________ (cfr. Sistema d'informazione fondiaria del Canton Ticino -
SIFTI). (…)”

 

                                  Per quanto attiene al riferimento
ricorsuale all’art. 12 Cost., il TCA, al consid. 2.11., ha statuito:

 

"
In concreto la ricorrente, nonostante abbia asserito di presentare una
condizione di “senzatetto” (cfr. doc. 159), continua a risiedere ad __________
(cfr. consid. 2.8.) dal suo arrivo in Svizzera nell’aprile/maggio 2022.

Ella non ha, d’altronde, debitamente comprovato un particolare
stato di indigenza.

Al contrario dagli elementi fattuali risulta che la stessa non si
trovi in una situazione tale da obbligarla alla mendicità. L’art. 12 Cost. si limita,
del resto, a impedire tale condizione (cfr. consid. 2.10.; STF 8C_46/2015 del 4
febbraio 2015 consid. 6).

Pertanto nella presente fattispecie non si è confrontati con
un’effettiva situazione di bisogno che giustifichi l’assegnazione di una
prestazione d’emergenza.”

 

                                  Quanto deciso con la sentenza
42.2024.1 varrebbe in ogni caso (qualora le richieste di prestazioni per i mesi
di agosto e settembre 2023 fossero state ricevibili; cfr. consid. 2.8.) anche
per le domande di rinnovo del 31 luglio e dell’8 agosto 2023 concernenti i mesi
di agosto e settembre 2023 (cfr. consid. 1.3.).

 

                                  Non va, del resto, dimenticato
che l’insorgente, il 20 giugno 2023, ha concluso con la __________, di cui è
stata membro del consiglio di amministrazione dall’aprile 2022 e ne è
amministratrice unica dall’ottobre 2023 (cfr. estratto del RC, reperibile nel
sito www.zefix.ch), un contratto di lavoro con inizio dal 1° luglio
2023 e con la funzione di vice-direttore, responsabile commerciale. Il grado di
occupazione era del 10%, pari a 4 ore alla settimana e la retribuzione lorda di
fr. 420.-- al mese. È stato precisato che il salario include l’uso dell’auto
aziendale (cfr. doc. A5).

                                  Il 4 ottobre 2023 la ricorrente e
la SA hanno, altresì, stipulato una modifica del contratto valida dal mese di
ottobre 2023, ossia il grado di occupazione è aumentato al 40% (16 ore alla
settimana) e lo stipendio lordo è stato pattuito in fr. 1'680.--. Le altre
clausole sono rimaste invariate (cfr. doc. A4).

 

                        2.12.  In ambito di assistenza sociale, per quanto concerne
la procedura dinanzi al TCA, si applica la legge di procedura per le cause
davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca) e, per quanto non
disposto da questa legge, si applica la legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; cfr. art. 31
Lptca; art. 33 cpv. 3 Laps a cui rinvia l’art. 65 cpv. 1 Las).

                                  L’art.
29 Lptca enuncia:

 

"
1La procedura è gratuita per le parti.

2La
procedura di ricorso concernente le controversie relative all’assegnazione o al
rifiuto di prestazioni dell’assicurazione per l’invalidità è soggetta a spese;
l’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

3Alla
parte che provoca la causa per leggerezza o per un comportamento temerario,
sono imposte la tassa di giustizia e le spese di procedura.

4Negli
altri casi la tassa di giustizia, quando è dovuta, è fissata tra 200 e 1’000
franchi.”

 

                                  L’art. 61 lett. a LPGA, valido fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che
la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per
le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia
essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Il 1° gennaio 2021 è
entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA enuncia ora
unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.
Dalla medesima data è in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo
cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a
spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo
prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un
comportamento temerario o sconsiderato. 

 

                                  In
concreto, trattandosi del settore dell’assistenza sociale, più in particolare
di prestazioni assistenziali per le persone bisognose di protezione titolari di
un permesso di soggiorno S, per il quale è applicabile in primis la Lptca e
solo sussidiariamente la LPGA (per quanto non
disposto dalla Lptca) e considerato il tenore dell’attuale art. 29
Lptca, come pure il fatto che il legislatore cantonale non abbia previsto in
ogni caso di prelevare le spese nell’ambito dell’assistenza sociale, non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA 42.2023.33
del 23 ottobre 2023 consid. 2.10.; STCA 42.2023.32 del 25 settembre 2023
consid. 2.9.; STCA 42.2022.99 del 2 maggio 2023 consid. 2.10. e STCA
42.2022.100 del 2 maggio 2023 consid. 2.12., i cui ricorsi al TF, congiunti,
sono stati ritenuti inammissibili con giudizio 8C_382/2023, 8C_383/2023 del 3
luglio 2023; STCA 42.2022.98 del 24 aprile 2023 consid. 2.14.; STCA 42.2022.44
del 29 agosto 2022 consid. 2.14., il cui ricorso al TF è stato ritenuto
inammissibile con giudizio 8C_570/2022 del 9 novembre 2022; STCA 42.2022.7 del
23 maggio 2022; STCA 42.2022.14 dell’11 maggio 2022; STCA 42.2022.3+9 del 30
marzo 2022).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                             1.  Il ricorso, in quanto ricevibile e
non privo di oggetto, è respinto.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti