# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 222f3dd9-7407-522b-a4d3-34c2cd63cb28
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-03-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.03.2022 33.2021.14
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2021-14_2022-03-14.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  33.2021.14

   

  TB

  	
  Lugano

  14 marzo 2022                

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja
  Balmelli, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7
ottobre 2021 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del
  6 settembre 2021 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale di
  compensazione - Ufficio delle prestazioni, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di prestazioni
  complementari

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in
fatto

 

                          1.1.  Il 18
dicembre 2020 (doc. 1) la Cassa cantonale di compensazione di Bellinzona ha
comunicato a RI 1, 1965, beneficiaria di prestazioni complementari all'AI dal
2015, che dal 1° gennaio 2021, "a
seguito dell'adeguamento del salario di sua figlia (…) al netto delle deduzioni
sociali ordinarie in seguito all'entrata nell'anno del compimento del 18esimo
anno di età", la sua prestazione complementare mensile sarebbe
stata di Fr. 1'526.-, oltre al rimborso del premio assicurazione malattia.

Calcolato il suo diritto alle PC in base
alle disposizioni del vecchio e del nuovo diritto, la Cassa di compensazione ha
ritenuto che secondo le nuove norme l'assicurata aveva diritto a prestazioni
complementari più elevate, perciò ha applicato tale diritto.

In particolare, l'amministrazione ha
computato il reddito da lavoro lordo della figlia apprendista di Fr. 7'349.- e
ha dedotto le spese professionali di Fr. 714.-, riportando poi quale reddito privilegiato
computabile l'importo di Fr. 4'423.-, ossia i due terzi del reddito netto di
Fr. 6'635.-, senza dedurre preventivamente alcuna franchigia, franchigia di Fr.
1'500.- che è invece stata dedotta dal reddito nullo da lavoro della mamma.

 

                          1.2.  Le
richieste di emanare una decisione formale, formulate dalla rappresentante dell'assicurata
(doc. 4), sono sfociate nelle decisioni del 9 febbraio 2021 (doc. 15) e del 29
marzo 2021 (doc. A4), che confermano il diritto a una PC di Fr. 1'526.- al mese
ribadendo un reddito privilegiato di Fr. 4'423.- quale reddito da attività
lucrativa della figlia, calcolato senza franchigia.

 

                          1.3.  Il 9
giugno 2021 (doc. A5) RA 1, che in qualità di rappresentante legale è venuta a
conoscenza della decisione del 29 marzo 2021 soltanto il 28 maggio 2021, si è
opposta al computo del salario da apprendista della figlia dell'assicurata
senza deduzione della franchigia. L'art. 11 cpv. 1 lett. a LPC nel tenore in
vigore dal 1° gennaio 2021 non ha infatti previsto alcuna modifica in merito al
computo del reddito da attività lucrativa dei figli compresi nel calcolo PC,
perciò va computato come anteriormente, ovvero va sommato ai redditi da
attività lucrativa delle persone comprese nel calcolo PC e conteggiato come
reddito computabile nella misura di due terzi dell'importo che supera Fr. 1'000.-
per le persone sole e Fr. 1'500.- per i coniugi e le persone con figli che
danno diritto a una rendita per figli.

In concreto, il salario di apprendista
della figlia di Fr. 7'349.- è stato correttamente conteggiato in ragione di due
terzi dopo la deduzione delle spese professionali di Fr. 714.-, ma poi non è
stata effettuata anche la deduzione della franchigia di Fr. 1'500.-.

Per la ricorrente, il N. 3421.11 DPC va
dunque interpretato nel senso che la franchigia non va dedotta dal salario dei
figli solo se v'è già stata una deduzione della franchigia dal reddito del
genitore. Non essendo qui stata utilizzata la deduzione della franchigia non
esercitando l'assicurata un'attività lucrativa, la franchigia deve essere perciò
dedotta dal salario della figlia apprendista.

 

                          1.4.  Ottenuto
il 21 luglio 2021 (doc. A6) il parere dell'Ufficio federale delle assicurazioni
sociali a cui si è rivolta a inizio luglio 2021, la Cassa cantonale di
compensazione ha emesso, il 6 settembre 2021 (doc. A2), la decisione su opposizione
con cui ha respinto l'opposizione e confermato la decisione formale.

L'amministrazione, indicato che l'art.
11 cpv. 1 lett. a 1a frase LPC ha il medesimo tenore sia nella versione in vigore
fino al 31 dicembre 2020 sia dal 1° gennaio 2021, ha esposto il N. 3421.04 DPC
stato al 1° gennaio 2020 e i NN. 3421.09 e 3421.11 DPC stato al 1° gennaio 2021,
per concludere che la Riforma PC non ha comportato un cambiamento del quadro
legale applicabile alla fattispecie. Le Direttive DPC sono state comunque rielaborate.
Essa ha perciò affermato quanto segue:

 

"
La Cassa interpretava le DPC con stato al 1. gennaio 2020 e quelle
precedenti, nel senso di dedurre la franchigia di cui all'art. 11 cpv. 1 lett.
a LPC dalla somma dei redditi delle persone comprese nel calcolo delle
prestazioni complementari. Questa prassi era però errata, erroneità messa in
evidenza dalle DPC con stato al 1. gennaio 2021. Con quest'ultime è infatti
rispettato il tenore letterale dell'art. 11 cpv. 1 lett. a LPC, secondo cui la
franchigia è prevista "per le persone sole e (…) per le coppie sposate
e le persone con orfani che hanno diritto a una rendita o con figli che danno
diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI", non per i figli
di dette persone. Questo modo di procedere era già previsto dalla LPC in vigore
fino a fine 2020 ed è indipendente dalle novità introdotte all'inizio del 2021,
la rielaborazione delle DPC ha fatto però sì che la Cassa si rendesse conto che
la prassi fino a quel momento adottata non era rispettosa della legge.

 

La Cassa prende quindi atto del fatto
che l'opponente non ha un reddito da attività lucrativa da cui potrebbe dedurre
la franchigia, mentre che dal reddito della figlia non è possibile
farlo.".

 

La Cassa ha respinto l'opposizione
sulla scorta di questi rilievi.

 

                          1.5.  Con
ricorso del 7 ottobre 2021 (doc. I) RI 1, sempre rappresentata dalla RA 1, ha chiesto
al Tribunale di annullare la decisione su opposizione e di ricalcolare il suo
diritto alle prestazioni complementari deducendo la franchigia di Fr. 1'500.-
dal reddito da apprendista della figlia, come avveniva prima della Riforma
delle PC.

La ricorrente ha ricordato il principio
del cumulo dei redditi e delle spese dei membri della famiglia presente sin
dalla prima entrata in vigore della LPC nel 1966 (cfr. Messaggio del Consiglio
federale del 1964, FF 1964 1809), come pure di una franchigia differenziata a
dipendenza se il calcolo concerneva una persona sola oppure se comprendeva il
coniuge e/o i figli che danno diritto a una rendita.

Con la Riforma delle PC del 22 marzo
2019, entrata in vigore il 1° gennaio 2021, è stata modificata unicamente la
modalità di computo del reddito da attività lucrativa dei coniugi che non hanno
diritto alle prestazioni complementari, che va ora ritenuto in ragione dell'80%,
senza deduzione della franchigia, e non più nella misura dei due terzi per la
parte che supera i Fr. 1'500.-. Nessuna modifica è invece stata introdotta
riguardo al reddito da attività lucrativa dei figli.

Per l'assicurata, stabilendo una
franchigia diversa a seconda della persona interessata, il legislatore ha
voluto ancora fissare il fabbisogno vitale dell'intera famiglia ed evitare
situazioni di indigenza.

Nel caso concreto, il foglio di calcolo
del diritto alle PC della ricorrente secondo il nuovo diritto prevede un
reddito da lavoro dell'assicurata di zero franchi, da cui è stata dedotta la
franchigia di Fr. 1'500.- e il risultato è stato computato in ragione di due
terzi, quindi Fr. 0.-. Dal reddito da lavoro di Fr. 7'349.- della figlia __________
sono state dedotte le spese per il conseguimento del reddito di Fr. 714.- e il
risultato, senza detrazione di franchigia, è stato computato per due terzi,
ossia in Fr. 4'423.-.

Per contro, in applicazione del vecchio
diritto, secondo il foglio di calcolo i redditi da lavoro della mamma e della
figlia sono stati sommati e dal totale dedotte le spese professionali e la
franchigia di Fr. 1'500.- per le persone sole con figli che danno diritto alla
rendita per figli e il risultato computato in ragione di due terzi, quindi è
stato considerato un reddito di Fr. 3'423.-.

L'insorgente ha rilevato che la Cassa
di compensazione si è basata sul N. 3421.11 DPC per cambiare il metodo di
calcolo e computare, nella misura di due terzi, ma senza deduzione di una
franchigia, il reddito da attività lucrativa dei figli che danno diritto a una
rendita e che vivono nella medesima economia domestica. Forte del parere del 21
luglio 2021 dell'UFAS, l'amministrazione ha concluso che la prassi adottata
fino ad allora era contraria alla legge e che dal reddito della figlia non era possibile
dedurre la franchigia, avendola già detratta dal reddito della mamma.

Nel suo ricorso l'assicurata ha proceduto
a un'interpretazione letterale, sistematica e teleologica dell'art. 11 cpv. 1
lett. a nLPC, per concludere che dal reddito dell'attività lucrativa di una
persona sola va dedotta una franchigia di Fr. 1'000.- e dalla somma dei redditi
dei membri del nucleo familiare compresi nel calcolo della PC va dedotta una
franchigia di Fr. 1'500.-, indipendentemente se tali redditi sono conseguiti
dal beneficiario stesso della prestazione complementare o dai figli, poiché nel
testo legale viene unicamente menzionato che la franchigia viene dedotta dal
provento dell'esercizio di un'attività lucrativa.

Per l'insorgente, la dottrina ha
ripreso tale concetto (Carigiet e Carigiet/Koch, Ergänzungsleistungen zur
AHV/IV, nelle edizioni del 1995, 2000 e 2009, pag. 113 rispettivamente pag. 90
e pag. 149, oltre a Valterio,
Commentaire de la Loi fédérale sur les prestations complémentaires à l'AVS et à
l'AI, pag. 124) e così pure la giurisprudenza (RCC 1985 pag. 422; STFA P 46/03
del 7 novembre 2003; STFA P 19/00 del 15 maggio 2002), secondo cui i redditi da
attività lucrativa vanno sommati e la franchigia va dedotta indipendentemente
da chi ha svolto l'attività lavorativa.

Questo principio è stato in auge dal 1°
gennaio 1966 al 31 dicembre 2020 nelle varie versioni temporali della LPC.
Pertanto, a dire della ricorrente, l'interpretazione data ora dall'UFAS e dalla
Cassa, che sostengono che in passato la franchigia è stata dedotta in modo
contrario alla legge, è priva di fondamento e si scontra con la consolidata
dottrina e giurisprudenza in materia.

Dal 1° gennaio 2021, le modalità di
computo privilegiato di un reddito da attività lucrativa sono due, a dipendenza
se il reddito è conseguito dal coniuge non beneficiario di rendita o dall'assicurato
e dai figli che danno diritto a una rendita. Tuttavia l'UFAS, con l'introduzione
del N. 3421.11 DPC, per l'insorgente ha inserito una terza modalità di computo
privilegiato, seppure non codificata nella legge. Neppure il Messaggio del
Consiglio federale ha previsto che la regola del computo del reddito da
attività lucrativa dei figli compresi nel calcolo del o dei genitori sia
modificata. Il legislatore ha unicamente introdotto una nuova modalità di
calcolo privilegiato per il reddito da attività lucrativa del coniuge non
beneficiario di una rendita, con l'introduzione di un'eccezione alla regola del
cumulo dei redditi: sarà sommato a quello degli altri membri della famiglia
solo dopo essere stato conteggiato all'80%, senza deduzione della franchigia.
Per l'assicurata, non esiste dunque un'altra regola generale, come sostenuto
dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, ovvero il computo di due
terzi dei proventi senza deduzione della franchigia. Si avrebbe
altrimenti una disparità di trattamento tra nuclei familiari simili, a
dipendenza se il reddito è conseguito dall'assicurato o dal figlio, come risulta
dall'esempio esposto dall'interessata. Una tale situazione non è stata però voluta
dal legislatore con la Riforma delle PC in essere dal 1° gennaio 2021, che ha
unicamente introdotto una modifica per il reddito da lavoro del coniuge non
beneficiario di una prestazione complementare.

Interpellato al riguardo il 18 gennaio
2021 dalla rappresentante legale dell'assicurata per conoscere la base legale
per il cambiamento apportato dal N. 3421.11 DPC, il 27 gennaio 2021 (doc. A7) l'UFAS
ha risposto - diversamente da quanto indicato alla Cassa - che detta
"terza" regola è stata introdotta per evitare che la deduzione della
franchigia avvenga più volte.

Secondo l'insorgente, la nuova regola
introdotta dalla citata DPC comporta, come nel caso concreto, un calcolo della
PC dove la franchigia non esplica il suo effetto, perché il reddito da lavoro
dell'assicurata è nullo, mentre al reddito da lavoro della figlia che dà
diritto a una rendita non viene dedotta la franchigia.

Questa soluzione contrasta però con il
disposto di legge e con le spiegazioni fornite dall'UFAS medesimo, secondo cui
l'unico scopo è di evitare un doppio conteggio della franchigia.

Doppio conteggio che però non avviene
se i redditi del genitore beneficiario di rendita e dei figli sono sommati,
come da prassi in essere fino al 31 dicembre 2020.

 

D'avviso dell'assicurata, la risposta data
il 27 gennaio 2021 dall’Ufficio federale alle sue domande, precisa comunque un
elemento fondamentale: la franchigia è stabilita per economia domestica e non
vale per la singola persona. Pertanto, eccetto per il coniuge attivo non
beneficiario di rendita, i redditi da lavoro dell'assicurato e dei figli
compresi nel calcolo vanno sempre sommati e dal totale va dedotta la franchigia.

In merito al cambio di prassi che la
Cassa ha evidenziato essere dato a seguito di un'errata applicazione delle
norme legali, e che il nuovo modo di considerare la franchigia la riporterebbe
invece a essere conforme all'art. 11 cpv. 1 lett. a LPC, l'insorgente ha
evidenziato che, nel caso concreto, non sono dati i presupposti per un tale
cambio per difetto delle condizioni giurisprudenziali.

In conclusione, il N. 3421.11 DPC, che
prevede il computo dei redditi dei figli che danno diritto a una rendita e che
vivono nella stessa economia domestica del beneficiario PC senza
deduzione di una franchigia, è contrario alla legge. In specie, il reddito da
apprendista della figlia va sommato al reddito nullo della mamma e dal totale
va dedotta la franchigia di Fr. 1'500.- e il risultato va computato in ragione
di due terzi, ossia Fr. 3'423.-.

 

                          1.6.  Nella
risposta del 25 ottobre 2021 (doc. III) la Cassa cantonale di compensazione ha
proposto di respingere il ricorso, rinviando e riconfermando la decisione
impugnata, ritenuto che la ricorrente ha sostanzialmente riproposto le medesime
argomentazioni sollevate con l'opposizione.

 

                          1.7.  L'11
novembre 2021 (doc. V) l'insorgente ha criticato che l'amministrazione non si
sia minimamente pronunciata sulle censure sollevate e sui documenti prodotti,
tra i quali la risposta del 27 gennaio 2021 dell'UFAS, secondo cui la
franchigia è stabilita per economia domestica e non per singola persona.

Pertanto, eccetto per il coniuge attivo
non beneficiario di rendita, i proventi da lavoro dell'assicurato e dei figli
compresi nel calcolo vanno sempre sommati e dal risultato va dedotta la
franchigia.

 

                          1.8.  La Cassa
ha osservato il 19 novembre 2021 (doc. VII) di non avere ulteriori
considerazioni da formulare e l'insorgente non si è più espressa al riguardo
(doc. VIII).

 

                          1.9.  Il TCA
ha interpellato il 20 gennaio 2022 (doc. IX) l'Ufficio federale delle
assicurazioni sociali e sulla presa di posizione dello stesso dell'11 febbraio
2022 (doc. X) la ricorrente ha ribadito, il 23 febbraio 2022 (doc. XII), che
non esiste una terza possibilità di computo dei redditi. La Cassa di
compensazione ha informato il Tribunale di non più esprimersi sul tema (doc.
XIV).

 

 

considerato                 in
diritto

 

                          2.1.  Oggetto
del contendere è sapere in quale misura il reddito da attività lucrativa
conseguito dalla figlia dell'assicurata debba essere computato per il calcolo
del diritto alla PC della ricorrente.

 

                          2.2.  Fondandosi
sull'art. 112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e sulla Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed., l'Assemblea federale ha adottato il nuovo art.
112a Cost. fed. specifico per le prestazioni complementari e il nuovo
art. 112c Cost. fed. relativo all'aiuto agli anziani e ai disabili, in
vigore dal 1° gennaio 2008.

Giusta l'art.
112a Cost. fed., la Confederazione ed i Cantoni versano prestazioni
complementari a persone il cui fabbisogno vitale non è coperto dall'assicurazione
vecchiaia, superstiti e invalidità (cpv. 1) e la legge stabilisce l'entità
delle prestazioni complementari nonché i compiti e le competenze di Confederazione
e Cantoni (cpv. 2).

In virtù
dell'art. 112c Cost. fed., i Cantoni provvedono all'aiuto e alle cure a
domicilio per gli anziani e i disabili (cpv. 1) e la Confederazione sostiene
sforzi a livello nazionale a favore degli anziani e dei disabili. A questo
scopo può utilizzare fondi dell'assicurazione vecchiaia, superstiti e
invalidità (cpv. 2).

 

In effetti,
la Legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI (LPC) – tanto
quella del 19 marzo 1965 entrata in vigore il 1° gennaio 1966, quanto quella
del 6 ottobre 2006 in vigore dal 1° gennaio 2008 - persegue lo scopo di
garantire un "reddito minimo" per far fronte ai "fabbisogni
vitali" di cui al citato art. 112 cpv. 2 lett. b Cost. fed.
e Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed. (RCC 1992 pag. 346) e al nuovo
art. 112a Cost. fed.

Questa
nozione è più ampia rispetto al "minimo vitale" disciplinato dal
diritto esecutivo (art. 93 LEF). La LPC contiene dunque la garanzia di un
reddito minimo per le persone anziane e invalide (su queste questioni: DTF 113
V 280 (285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143; Cattaneo, "Reddito minimo
garantito: prossimo obiettivo della sicurezza sociale" in: RDAT 1991-II
pagg. 447 segg., spec. pag. 448 nota 12 e pag. 460 nota 83). I limiti di reddito
rivestono pertanto una doppia funzione e meglio quella di limite dei bisogni e
di reddito minimo garantito (DTF 121 V 204; Pratique VSI 1995 pagg. 52 e 176;
Pratique VSI 1994 pag. 225; RCC 1992 pag. 225; cfr. anche Messaggio concernente
la terza revisione della Legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI,
pagg. 3, 8 e 9).

 

                          2.3.  Il 22 marzo 2019 sono state adottate
delle importanti modifiche della vigente Legge sulle prestazioni complementari
(LPC) del 6 ottobre 2006 (Riforma delle PC), che sono
entrate in vigore il 1° gennaio 2021 (RU 2020 585; FF 2016 6705).

 

Si rileva che in caso di
modifica della legge, il diritto applicabile è di principio quello in vigore al
momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente
o che esplica delle conseguenze giuridiche, con riserva di disposizioni
particolari di diritto transitorio (DTF 130 V 445 consid. 1.2.1; DTF 129 V 398
consid. 1.1; DTF 129 V 1 consid. 1.2; STF 8C_774/ 2009 del 12 febbraio 2010,
consid. 4.4; STF 8C_729/2007 del 6 novembre 2008, consid. 3). In presenza di
uno stato di fatto duraturo (quali per esempio le indennità giornaliere LAINF, STF
8C_774/2009 del 12 febbraio 2010, consid. 4.4), non ancora risolto al momento
del cambiamento della legge, si applica di regola il nuovo diritto, salvo
disposizione transitoria contraria oppure violazione di diritti acquisiti (DTF
121 V 97 consid. 1a).

 

Le Disposizioni
transitorie della modifica del 22 marzo 2019 (Riforma delle PC) contemplano al
capoverso 1 che il diritto anteriore si applica per tre anni a partire dall'entrata
in vigore della modifica ai beneficiari di prestazioni complementari per i
quali la riforma delle PC comporta complessivamente una diminuzione della
prestazione complementare annua o la perdita del diritto alla prestazione
complementare annua.

 

Inoltre, le Disposizioni
transitorie della modifica del 20 dicembre 2019 prevedono che ai beneficiari di
prestazioni complementari che al momento dell'entrata in vigore della modifica
del 22 marzo 2019 (Riforma delle PC) percepivano già una prestazione
complementare annua si applica l'art. 10 cpv. 1ter LPC, trascorso il termine di
tre anni previsto dalle disposizioni transitorie della modifica del 22 marzo
2019.

 

In concreto, l'attribuzione
di prestazioni complementari concerne l'anno 2021 e, conformemente alle citate
Disposizioni transitorie, la Cassa cantonale di compensazione ha effettuato il
calcolo del diritto alle PC in virtù del vecchio (doc. 20) e del nuovo diritto
(doc. 21) e per l'assicurata è risultato un diritto più elevato in applicazione
delle nuove norme. Di principio, dunque, nel caso di specie fanno stato le
modifiche del 22 marzo 2019 e del 20 dicembre 2019.

 

                          2.4.  Per l'art.
4 cpv. 1 lett. c LPC, le persone domiciliate e dimoranti abitualmente in
Svizzera hanno diritto alle prestazioni complementari se hanno diritto a una
rendita di invalidità.

 

Secondo l'art. 9 cpv. 1 LPC, l'importo
della prestazione complementare annua è pari alla quota delle spese
riconosciute che eccede i redditi computabili, ma almeno al più elevato dei
seguenti importi:

a. la riduzione dei premi massima
stabilita dal Cantone per le persone che non beneficiano né delle prestazioni
complementari né dell'aiuto sociale;

b. il 60 per cento dell'importo
forfettario per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie di cui
all'articolo 10 capoverso 3 lettera d.

Giusta l'art. 9 cpv. 2 LPC, le spese
riconosciute come pure i redditi computabili dei coniugi e delle persone con
orfani che hanno diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una
rendita per figli dell'AVS o dell'AI sono sommati. Ciò vale anche per gli
orfani che hanno diritto a una rendita e vivono nella stessa economia domestica.

Il capoverso 4 dell'art. 9 LPC dispone
che per il calcolo della prestazione complementare annua non si tiene conto dei
figli i cui redditi computabili superano le spese riconosciute.

In virtù dell'art. 9 cpv. 5 lett. a
LPC, il Consiglio federale disciplina in particolare la somma delle spese
riconosciute e dei redditi computabili dei membri della stessa famiglia; può
prevedere eccezioni al cumulo, in particolare per i figli che danno diritto a
una rendita per figli dell'AVS o dell'AI.

 

L'art. 7 OPC-AVS/AI concerne i figli
che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI.

Il cpv. 1 prevede che la prestazione
complementare annua per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell'assicurazione
per la vecchiaia e per i superstiti (AVS) o dell'assicurazione per l'invalidità
(AI) è calcolata come segue:

a. se i figli vivono con i genitori,
viene calcolata una prestazione complementare globale;

b. se i figli vivono con un solo
genitore che ha diritto a una rendita o può far valere il diritto a una rendita
completiva dell'AVS, la prestazione complementare è fissata congiuntamente alla
rendita del genitore;

c. se il figlio non vive con i genitori
oppure vive con un genitore che non ha diritto alla rendita né può far valere
alcun diritto ad una rendita completiva, la prestazione complementare è
calcolata separatamente.

Nel caso di computo conformemente al
capoverso 1 lettere b e c, il reddito dei genitori è considerato se supera l'importo
necessario al sostentamento degli stessi e degli altri membri della famiglia a
loro carico (art. 7 cpv. 2 OPC-AVS/AI).

 

L'art. 8 OPC-AVS/AI si riferisce invece
ai figli di cui non si tiene conto e al cpv. 1 dispone che per il calcolo della
prestazione complementare annua non si tiene conto delle spese riconosciute per
legge, dei redditi determinanti e della sostanza dei figli minorenni che non
possono pretendere una rendita per orfano, né dare diritto a una rendita per
figli dell'AVS o dell'AI.

Giusta l'art. 8 cpv. 2 OPC-AVS/AI, conformemente
all'articolo 9 capoverso 4 LPC, nel calcolo della prestazione complementare
annua non è tenuto conto dei figli che possono pretendere una rendita per
orfano o dare diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI e i cui
redditi computabili raggiungono o superano le spese riconosciute. Per stabilire
di quali figli non bisogna tener conto, si confrontano i redditi computabili e
le spese riconosciute dei figli suscettibili di essere eliminati dal calcolo,
incluso l'importo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie
di cui all'articolo 10 capoverso 3 lettera d LPC.

 

Quali spese riconosciute, l'art. 10
cpv. 3 LPC prevede che per tutte le persone (ossia, secondo il cpv. 1, per le
persone che non vivono durevolmente o per oltre tre mesi in un istituto o in un
ospedale [persone che vivono a casa] e, giusta il cpv. 2, per le persone che
vivono durevolmente o per oltre tre mesi in un istituto o in un ospedale [persone
che vivono in un istituto o in un ospedale]) sono riconosciute le spese per il
conseguimento del reddito, fino a concorrenza del reddito lordo dell'attività
lucrativa (lett. a) e i premi versati alle assicurazioni sociali della
Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie (lett. c).

Quanto ai redditi computabili, l'art.
11 cpv. 1 LPC dispone che sono computati in particolare come reddito:

 

" a.   due terzi dei proventi in denaro o
in natura dell'esercizio di

        un'attività
lucrativa, per quanto superino annualmente 1000 franchi per le persone sole e
1500 franchi per le coppie sposate e le persone con orfani che hanno diritto a
una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o
dell'AI; per i coniugi che non hanno diritto alle prestazioni complementari, il
reddito dell'attività lucrativa è computato in ragione dell'80 per cento; per
gli invalidi che hanno diritto a un'indennità giornaliera dell'AI, è computato
interamente;".

 

                          2.5.  Con la
Riforma delle PC del 22 marzo 2019, entrata in vigore il 1° gennaio 2021, il
testo del summenzionato art. 11 cpv. 1 lett. a LPC è stato modificato ed è
stata introdotta la frase che specifica la sorte del reddito dell'attività
lucrativa per i coniugi che non hanno diritto alle prestazioni complementari.
Per il resto, la norma è rimasta identica alla precedente in essere fino al 31
dicembre 2020.

 

In merito all'introduzione della nuova disposizione
concernente il coniuge senza diritto alle PC che consegue un reddito da
attività lucrativa, nel suo Messaggio del 16 settembre 2016 (FF 2016 6705) il
Consiglio federale ha osservato che, per principio, nel calcolo delle PC è
computato il reddito dell'attività lucrativa effettivamente conseguito, dedotta
una franchigia di Fr. 1'000.- per le persone sole e di Fr. 1'500.- per i
coniugi. Il reddito residuo è computato per due terzi. Questo trattamento
privilegiato dei redditi dell'attività lucrativa rispetto alle rendite, che
sono computate interamente, dovrebbe costituire un incentivo al lavoro, dato
che non ogni franco supplementare guadagnato si traduce in una riduzione
corrispondente delle PC. Questo principio, ha osservato l'Esecutivo federale,
vale non solo per tutti i beneficiari che svolgono un'attività lucrativa, ma
anche per i loro coniugi non invalidi (FF 2016 6742).

Inoltre, nel caso del reddito dell'attività
lucrativa effettivamente conseguito, la deduzione della franchigia e il computo
nella misura di due terzi determinano un reddito disponibile più elevato,
cosicché ai beneficiari di PC conviene lavorare.

Per le persone sposate si procede per
principio a un calcolo congiunto delle PC tenendo conto delle spese e dei
redditi di entrambi i coniugi. È quindi irrilevante che le condizioni di
diritto per beneficiare delle PC siano adempiute da uno solo o da entrambi i
coniugi. Anche una persona non invalida e con una piena capacità al guadagno
viene pertanto inclusa nel calcolo delle PC del coniuge che vi ha diritto (FF
2016 6743).

In questo modo, ha ricordato l'Esecutivo
federale, si tiene conto del dovere di reciproca assistenza delle coppie
sposate (artt. 159 e 163 CC) e dell'unità economica derivante dal matrimonio. A
differenza delle persone con un diritto alle PC, i coniugi pienamente capaci al
guadagno non danno origine ad alcun caso di previdenza assicurato nell'ambito
del I pilastro. Si può pertanto presumere che essi siano integrati nel mondo
del lavoro e non necessitino quindi di alcun incentivo speciale. Per tale
motivo, nel suo Messaggio il Consiglio federale aveva previsto che il reddito
dell'attività lucrativa del coniuge sarebbe stato computato interamente nel
calcolo delle PC, ma le Camere federali, inizialmente in disaccordo fra di
loro, hanno infine optato per computare tale reddito nella misura dell'80%.

 

In merito al computo del reddito da
attività lucrativa conseguito dai figli del beneficiario delle prestazioni
complementari, nulla è stato detto dal Consiglio federale nel suo Messaggio del
2016 e nulla è previsto espressamente nella LPC e nell'OPC-AVS/AI, né nelle
versioni in vigore fino al 31 dicembre 2020 e neppure nelle attuali in essere
dal 1° gennaio 2021.

 

                          2.6.  L'art.
11 LPC regola il computo dei redditi, fra i quali vi sono i proventi in denaro
dell'esercizio di un'attività lucrativa, e prevede che il reddito da attività
lucrativa degli aventi diritto a una rendita e dei loro familiari inclusi nel
calcolo delle PC viene preso in considerazione soltanto parzialmente, ossia è
privilegiato.

Con questa regolamentazione viene
garantito che per l'avente diritto alle PC è finanziariamente utile perseguire
un'attività lucrativa (Carigiet/Koch,
Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, 3a ed. 2021, n. 526, pag. 208).

 

In tal senso già il Messaggio del
Consiglio federale del 21 settembre 1964 concretizzato nell'art. 3 cpv. 2 vLPC:
"Il disegno del Dipartimento federale
dell'interno, sottoposto per preavviso ai Cantoni e alle associazioni
economiche, prevedeva di considerare integralmente i singoli elementi del
reddito. In un gran numero di preavvisi, la preferenza fu, tuttavia, data a un
computo solamente parziale del reddito proveniente da un'attività lucrativa o da
rendite e pensioni, eccettuate quelle dell'AVS e dell'AI. Anche la commissione
dell'AVS/AI si è unanimamente pronunciata nel senso che siffatto principio sia
iscritto nell'ordinamento federale e non sia lasciato all'apprezzamento dei
Cantoni. Non si voleva, infatti, che l'assegnazione delle prestazioni complementari
togliesse qualsiasi interesse all'acquisto di una rendita o di una pensione,
anche minime, o paralizzasse l'esercizio di una modesta attività lucrativa.
Conformandosi a questi desideri e progetti, l'allegato disegno prevede una
deduzione fissa, sul reddito proveniente da attività lucrativa o da rendite o
pensioni (eccettuate le rendite dell'AVS e dell'AI), di un importo totale di
240 franchi per persone sole e di 400 franchi per coniugi e il computo del
saldo soltanto nella misura dei due terzi. Questa combinazione ha il vantaggio
di favorire particolarmente le persone in precarie condizioni economiche e, nel
contempo, di mantenere l'interesse all'esercizio di una modesta attività
lucrativa o all'acquisto di una modesta rendita, in quanto il relativo reddito
eccedente l'importo soggetto a deduzione non porta a una corrispondente
riduzione della prestazione complementare." (FF
1964 II 1798).

 

Così pure Jöhl/Usinger-Egger, SBVR Soziale
Sicherheit, 3a ed. 2016, N. 118 pag. 1800 e seg., sul citato Messaggio: "Die Erwerbseinkünfte sind nicht im vollen
Betrag, sondern nur privilegiert als Einnahmen zu berücksichtigen, d.h. es wird
ein fixer Betrag abgezogen und im Rest werden zwei Drittel angerechnet.
Begründet wird diese Besonderheit damit, dass das Interesse, "weiterhin eine bescheidene Erwerbstätigkeit
auszuüben, nicht gelähmt werden dürfte". Die Kombination eines fixen
Freibetrages mit einem prozentualen Einschlag biete den Vorteil, "dass
die wirtschaftlich schwächsten Anwärter besonders begünstigt werden und
zugleich das Interesse an einem bescheidenen Erwerbs-(…)einkommen, das den
festen Abzug übersteigt, erhalten bleibt, indem ein solches Einkommen nicht zu
einer entsprechenden Reduktion der Ergänzungsleistung führt". Die
Begründung für eine Abgrenzung zwischen Erwerbseinkünften und den übrigen Arten
von Einkünften ist also eine andere als für die beitragsrechtliche
Unterscheidung zwischen Erwerbseinkommen und übrigem Einkommen. Die
privilegierte Anrechnung des Erwerbseinkommens dient nicht der
"Schadensminderung", d.h. sie soll den EL-Bezüger nicht anspornen,
einer Erwerbstätigkeit nachzugehen, um damit seinen Bedarf nach einer
Ergänzungsleistung zu senken oder tief zu halten, sondern sie hat einen rein
sozialpolitischen Zweck, nämlich die Förderung der wirtschaftlichen Situation
des EL-Bezügers".

 

Con la 2a revisione della LPC entrata
in vigore il 1° gennaio 1987 (FF 1985 1162), la regolamentazione dei redditi
privilegiati è stata intenzionalmente limitata ai redditi da attività
lucrativa. Il privilegio legale di alcune prestazioni assicurative è stato
abolito con l'obiettivo di incoraggiare coloro che percepiscono tali
prestazioni a tornare al lavoro il più rapidamente possibile. Ogni
interpretazione estensiva che miri anche a privilegiare altri redditi
contraddice quindi la volontà del legislatore ed è inammissibile. Pertanto, le
indennità giornaliere dall'assicurazione malattia, infortunio, invalidità e
disoccupazione non contano come reddito da attività lucrativa e devono essere
prese in considerazione interamente (DTF 129 V 271 consid 3; DTF 119 V 275
consid. 3d; STF 9C_390/2012 del 20 luglio 2012; Müller, Recht-sprechung des
Bundesgerichts zum ELG, 3a ed. 2015, n. 296, pag. 119; Valterio, Commentaire de la loi sur les prestations
complémentaire à l'AVS et à l'AI, 2015, nota n. 357 pag. 124).

 

Lo scopo del doppio privilegio
(franchigia e computo per due terzi) è quello di favorire in modo particolare alcune
componenti del reddito; ciò avviene in modo tale che i limiti di reddito che
garantiscono un reddito minimo regolare siano indirettamente aumentati, cosicché
il beneficiario della prestazione complementare abbia a disposizione dei mezzi
per mantenersi oltre i limiti del fabbisogno generale vitale (Müller, op. cit., n. 295, pag. 118).

L'intenzione del legislatore,
considerando parzialmente i redditi, era di incoraggiare i beneficiari di
prestazioni complementari ad intraprendere un'attività lucrativa senza essere
penalizzati da una riduzione corrispondente all'importo delle prestazioni (FF
1964 II 1798).

 

Su questo argomento Carigiet/Koch, op. cit., al n. 529 a
pagina 209 hanno osservato che se l'accredito privilegiato del reddito da
lavoro è facilmente comprensibile per chi ha diritto a una rendita AVS/AI, questo
è meno evidente per chi non ha diritto a una rendita. Il coniuge non invalido
di una persona avente diritto a una rendita AVS/AI è obbligato sulla base del
diritto matrimoniale (art. 163 cpv. 1 CC) a contribuire al sostentamento della
famiglia e ad esercitare un'attività lucrativa se questa non è in contrasto con
eventuali obblighi di cura. Questo aspetto è stato considerato con la Riforma
delle PC del 2021 dove, per i coniugi che non hanno un diritto proprio alle
prestazioni complementari, il reddito netto dell'attività lucrativa è ritenuto
in ragione dell'80% e senza deduzione della franchigia (art. 11 cpv. 1 2a frase
LPC).

 

Non solo i redditi da lavoro degli
aventi diritto PC stessi, ma anche quelli delle persone incluse nel calcolo del
diritto devono essere presi in considerazione per la determinazione del diritto,
poiché la prestazione complementare è destinata a garantire il minimo
esistenziale della famiglia di un assicurato solo nella misura in cui i singoli
membri della famiglia non sono in grado di conseguire un reddito per coprire le
proprie spese di sussistenza.

Sulla base del tenore letterale
dell'art. 11 cpv. 1 lett. a LPC, discende che la franchigia può essere presa in
considerazione una sola volta. Una franchigia non deve quindi essere considerata
per ogni persona inclusa nel calcolo delle PC che consegue un reddito da
lavoro. Ciò mostra il vero scopo della franchigia: si tratta di un'agevolazione
giustificata socialmente. Un ulteriore effetto, derivante dalla franchigia, di motivare
a perseguire un'attività lucrativa è solo collaterale. Lo scopo di ridurre di
un terzo il reddito da lavoro è quello di incoraggiare il richiedente le
prestazioni complementari e le persone coinvolte nel calcolo del diritto alle PC
a utilizzare al meglio la loro capacità di guadagno residua. Questo deve
riguardare tutte le persone che possono esercitare un'attività lucrativa
incluse nel calcolo del diritto alle prestazioni complementari, perché più
elevato è il reddito complessivo percepito, più i fabbisogni vitali della
famiglia sono coperti dai propri sforzi e meno prestazioni complementari sono
necessarie. Pertanto, la somma dei redditi da lavoro
dell'avente diritto alle PC e delle persone incluse nel calcolo del suo diritto
deve essere ridotta di un terzo (Jöhl/Usinger-Egger,
op. cit., N. 121 pagg. 1802 e 1803: "Nicht nur die EL-Ansprecher selbst, sondern auch die
von den in die Anspruchsberechnung einbezogenen Personen erzielten
Erwerbseinkünfte sind anzurechnen, denn die Ergänzungsleistung bezweckt die Gewährleistung
des Existenzbedarfs der Familie einer versicherten Person nur insoweit, als die
einzelnen Familienangehörigen nicht in der Lage sind, durch die Erzielung von
Erwerbseinkünften für ihre persönlichen Lebenshaltungskosten aufzukommen.
Aufgrund des Wortlauts des Art. 11 Abs. 1 lit. a ELG steht fest, dass der
Freibetrag nur einmal berücksichtigt werden kann. Es ist also nicht pro in
die Anspruchsberechnung einbezogene Person, die Erwerbseinkünfte erzielt, ein
Freibetrag anzurechnen. Dies zeigt den eigentlichen Zweck des Freibetrages auf:
Es handelt sich um eine sozial begründete Erleichterung. Eine allfällige zur
Ausübung einer Erwerbstätigkeit motivierende Wirkung des Freibetrages ist nur
ein Nebeneffekt. Die Reduktion der Erwerbseinkünfte um einen Drittel hingegen
hat zum Ziel, einen EL-Ansprecher und die in die Anspruchsberechnung
einbezogenen Personen zur bestmöglichen Verwertung der (Rest-)Erwerbsfähigkeit
anzuspornen. Dies muss sich auf alle erwerbsfähigen, in die Anspruchsberechnung
eingeschlossenen Personen beziehen, denn je höher die insgesamt erzielten
Erwerbseinkünfte sind, desto weiter wird die Existenzbedarf der Familie aus
eigener Kraft gedeckt , d.h. desto weniger Ergänzungsleistungen sind notwendig.
Also ist die Summe der Erwerbseinkünfte des EL-Ansprechers und der in die
Anspruchsberechnung einbezogenen Personen um einen Drittel zu reduzieren.") (le sottolineature sono della redattrice).

 

In sostanza, quindi, dopo avere
detratto dal reddito lordo, giusta l'art. 11a OPC-AVS/AI, i contributi per le
assicurazioni sociali prelevati sul reddito (art. 10 cpv. 3 lett. c LPC) e le
spese per il conseguimento del reddito debitamente comprovate (art. 10 cpv. 3
lett. a LPC), dal reddito netto va dedotta la franchigia di Fr. 1'000.- per le
persone sole e di Fr. 1'500.- per le coppie sposate e le persone con orfani che
hanno diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per
figli dell'AVS o dell'AI.

Di questo totale intermedio sono
computati due terzi. Nella misura in cui è preso in considerazione solo
parzialmente, il reddito da attività lucrativa è dunque privilegiato.

Per contro, per i beneficiari di
indennità giornaliere dell'AI, il reddito da attività lucrativa è conteggiato
interamente, ovvero senza prendere in considerazione l'importo non computabile
di Fr. 1'000.- o di Fr. 1'500.- (art. 11 cpv. 1 lett. a 3a frase LPC; (Jöhl/Usinger-Egger, op. cit., N. 124
pag. 1805; Valterio, op. cit., n.
5 pag. 124).

 

Risulta dunque chiaramente, dal testo
legale, che se più persone incluse nel calcolo del diritto conseguono un
reddito da attività lucrativa, la franchigia viene percepita una volta
soltanto. Inoltre, la franchigia deducibile deve essere imputata integralmente
anche se il reddito è stato realizzato unicamente durante una parte soltanto
dell'anno determinante per il calcolo della PC (RCC 1972 pag. 70; Carigiet/Koch, op. cit., n. 527 e n.
528, pag. 209; Jöhl/Usinger-Egger,
op. cit., nota 504 pag. 1805; Müller,
op. cit., n. 299 pag. 120; Valterio,
op. cit., n. 5 pag. 124 e seg.).

 

                          2.7.  Per stabilire
il diritto alle prestazioni complementari, l'art. 9 cpv. 2 LPC fissa il
principio secondo cui i redditi e le spese dei coniugi rispettivamente dei
figli che danno diritto a una rendita per figli e degli orfani che hanno
diritto a una rendita sono sommati.

 

Per i coniugi vige il principio della
determinazione congiunta del diritto alle prestazioni complementari.
Conformemente all'art. 9 cpv. 2 LPC, per determinare questo diritto, i redditi
computabili (art. 4 cpv. 1 OPC-AVS/AI) e le spese riconosciute (art. 5
OPC-AVS/AI) sono sommati. Inoltre, giusta l'art. 4 cpv. 2 OPC-AVS/AI per
le spese sono presi in considerazione dei forfait più elevati (per la pigione e
il fabbisogno vitale) e vanno applicate delle franchigie maggiori (per la
sostanza e i redditi da attività lucrativa) (Carigiet/Koch,
op. cit., n. 441 e n. 442, pag. 178).

 

Quanto al computo dei figli, secondo l'art.
8 cpv. 1 OPC-AVS/AI nel calcolo delle prestazioni complementari sono
considerati soltanto i figli che hanno diritto a una rendita per orfano o che danno
diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI.

Gli altri figli minorenni sono esclusi
dal calcolo e non si tiene perciò conto dei loro redditi determinanti, delle loro
spese riconosciute e così pure della loro sostanza.

In quest'ultima categoria rientrano in
particolare i figli minorenni di persone che fondano il loro diritto alle PC su
un'indennità giornaliera o su un assegno per grandi invalidi dell'AI (DTF 139 V
307; Carigiet/Koch, op. cit., n.
450, pag. 180).

 

Se i figli che danno diritto a una
rendita per figli abitano insieme a entrambi i genitori, avviene un calcolo globale
delle prestazioni complementari. Le spese riconosciute e i redditi computabili
dei figli sono attribuiti ai genitori (art. 7 cpv. 1 lett. a OPC-AVS/AI).

Anche in tal caso, come per le coppie
sposate, fanno stato degli importi forfettari maggiori per le spese
riconosciute e vanno applicate franchigie superiori.

 

Se i figli vivono soltanto con un
genitore che ha diritto a una rendita, il diritto alla PC viene stabilito congiuntamente
con la rendita di questo genitore (art. 7 cpv. 1 lett. b OPC-AVS/AI).

 

Nel caso di figli con dei redditi
relativamente elevati, siano essi rendite della previdenza professionale o un
salario da apprendista, il computo dei figli nel calcolo del diritto può avere
un effetto negativo. Per evitare ciò, occorre dunque procedere a un calcolo di
paragone.

Per stabilire di quali figli non
bisogna tenere conto nel calcolo PC, come disposto dall'art. 8 cpv. 2
OPC-AVS/AI, si confrontano i redditi computabili e le spese riconosciute dei
figli suscettibili di essere eliminati dal calcolo.

Se considerando il figlio risulta un
diritto alle PC più elevato, allora il figlio rimane nel calcolo, in caso,
invece, di un diritto alle PC inferiore, il figlio viene escluso dal calcolo. Non
vengono quindi computati i suoi redditi (rendita per figli, indennità supplementari
familiari, contributi di mantenimento del diritto di famiglia, redditi da
attività lucrativa, patrimonio) e le sue spese sono tralasciate (importo del
fabbisogno vitale e assicurazione malattia obbligatoria, quota parte della
pigione e costi per il suo mantenimento) (art. 9 cpv. 2 LPC in connessione con
art. 8 cpv. 2 OPC-AVS/AI; Carigiet/Koch,
op. cit., n. 453, pag. 181 e nota n. 585 pag. 181).

 

Infine, nel caso in cui il figlio non
viva con i genitori oppure viva con un genitore che non ha diritto alla rendita
né può far valere alcun diritto ad una rendita completiva, la prestazione complementare
deve essere calcolata soltanto per il figlio, come persona sola, e quindi separatamente
da quella dei suoi genitori (art. 7 cpv. 1 lett. c OPC-AVS/AI).

 

                          2.8.  Sul tema
del reddito da attività lucrativa si è pronunciato anche l'Ufficio federale delle
assicurazioni sociali con le Direttive sulle prestazioni complementari all'AVS
e all'AI (DPC), valide dal 1° aprile 2011, stato al 1° gennaio 2021, che concretizzano
le norme esposte e in particolare spiegano il "Principio" e indicano quali
siano le "Componenti del reddito da attività lucrativa" e come
avviene il "Computo del reddito da attività lucrativa".

 

Il N. 3421.01 DPC indica che il reddito
da attività lucrativa è costituito da tutti i redditi provenienti da attività
economiche dipendenti o indipendenti esercitate in Svizzera o all'estero.

 

Quanto al computo del reddito da
attività lucrativa, il N. 3421.05 DPC spiega che per il calcolo delle PC è
determinante il reddito netto da attività lucrativa. Questo è determinato
deducendo dal reddito lordo dell'attività lucrativa le spese di conseguimento
del reddito comprovate (v. i N. 3423.03–3423.04) e i contributi obbligatori
pagati alle assicurazioni sociali federali (AVS, AI, IPG, AD, AFam, AINF e PP)
(art. 11a OPC-AVS/AI). Possono inoltre essere dedotte le spese per la custodia
dei figli che hanno compiuto gli 11 anni di età, conformemente alle
disposizioni sull'imposta cantonale diretta (per le spese per la custodia dei
figli che non hanno compiuto gli 11 anni di età, v. cap. 3.2.9).

 

Le deduzioni di cui al N. 3421.05 sono
ammesse soltanto fino a concorrenza del reddito lordo da attività lucrativa cui
si riferiscono. Se le deduzioni sono più elevate, non possono essere dedotte
dal reddito da attività lucrativa di altre persone incluse nel calcolo delle PC
(N. 3421.06 DPC).

 

Giusta il N. 3421.07 DPC, il reddito da
attività lucrativa degli aventi diritto alle PC e dei loro familiari
eventualmente compresi nel calcolo della stessa è computato, secondo le
disposizioni dei N. 3421.09–3421.11, solo parzialmente, vale a dire in modo
privilegiato (art. 11 cpv. 1 lett. a LPC). Il reddito da attività lucrativa dei
beneficiari di indennità giornaliere dell'AI e dei loro familiari eventualmente
compresi nel calcolo della stessa va invece computato integralmente (art. 11
cpv. 1 lett. a LPC).

 

Le Direttive rispecchiano
sostanzialmente quelle in vigore fino al 31 dicembre 2020 ai NN. 3421.01-3421.06
DPC. Nella nuova edizione delle DPC, in essere dal 1° gennaio 2021, l'Ufficio
federale delle assicurazioni sociali ha specificato per la prima volta le ipotesi
previste dalla LPC e dall'OPC-AVS/AI.

 

In virtù del N. 3421.08 DPC, nel caso
di una coppia sposata, se uno dei coniugi percepisce una rendita dell'AVS o
dell'AI e l'altro un'indennità giornaliera dell'AI, il reddito da attività
lucrativa del coniuge avente diritto alla rendita e degli eventuali figli va
computato in modo privilegiato e quello del coniuge avente diritto all'indennità
giornaliera integralmente.

 

Per il N. 3421.09 DPC, in caso di
computo privilegiato, dal reddito netto da attività lucrativa vanno dedotti
1000 franchi per le persone sole e 1500 franchi per le coppie sposate e per le
persone con figli che hanno o danno diritto a una rendita. L'importo rimanente
va computato per due terzi (RCC 1985 pag. 424 = DTF 111 V 124). La franchigia
va computata interamente anche se il reddito è stato conseguito solo durante
una parte dell'anno determinante per il calcolo di PC (RCC 1972 pag. 70).

 

Secondo il N. 3421.10 DPC, nel caso di
una coppia sposata, se solo uno dei coniugi ha diritto alle PC, dal suo reddito
da attività lucrativa vanno dedotti 1500 franchi e l'importo rimanente va
computato per due terzi. Il reddito da attività lucrativa del coniuge senza
diritto alle PC va invece computato senza deduzioni di franchigia in ragione
dell'80 per cento (art. 11 cpv. 1 lett. a LPC).

 

Giusta il N. 3421.11 DPC, i redditi da
attività lucrativa degli orfani e dei figli conferenti diritto a una rendita che
vivono nella medesima economia domestica vanno computati senza deduzione di una
franchigia nella misura di due terzi. Nel caso dei figli e degli orfani che
percepiscono un'indennità giornaliera dell'AI, il reddito da attività lucrativa
va computato integralmente.

 

Per gli orfani e i figli le cui PC sono
calcolate separatamente, si rinvia al N. 3143.11 (N. 3421.12 DPC).

 

Infine, il N. 3421.13 DPC indica che
una panoramica concernente il computo del reddito da attività lucrativa dei
singoli membri della famiglia è proposta nell'allegato 6.

 

L'allegato 6 alle Direttive consiste in
una tabella che indica per ogni caso (coppia sposata, persona sola con figlio,
persona sola senza figlio) quale franchigia (Fr. 1'000, Fr. 1'500 o nessuna) va
ritenuta per il Coniuge A, il Coniuge B e i Figli a dipendenza della
prestazione base percepita dal Coniuge A e dal Coniuge B (rendita/assegno per
grandi invalidi o indennità giornaliera dell'AI) e in quale misura va computata
detta prestazione per il Coniuge A, il Coniuge B e i Figli (2/3, 80% o 100%).

In particolare, per ciò che concerne l'oggetto
del contendere, risulta che per i figli che vivono con il genitore avente
diritto alle PC o in comunione domestica in nessun caso viene dedotta una
franchigia. Per i figli che non vivono in comunione domestica è invece
rinviato al N. 3143.11 DPC.

 

Per quanto concerne il "Calcolo e importo
della PC annua" (capitolo 3 delle DPC), il capitolo 3.1 sulle "Disposizioni
generali" precisa le "Persone incluse nel calcolo della PC"
(3.1.2), il "Principio del calcolo comune" (3.1.3) e le "Deroghe
al calcolo comune" (3.1.4) e ognuno di questi sottocapitoli elenca le
varie ipotesi di situazioni che si possono avere secondo la Legge e l'Ordinanza
("Figli di cui non si tiene conto", "Coppie sposate", "Persone
con figli", "Coniugi separati", "Coppie sposate in cui
almeno uno dei coniugi vive in un istituto o in un ospedale", "Figli
che non vivono con un genitore avente diritto a una rendita", "Figli
che vivono con entrambi i genitori separati o divorziati" e "Orfani
che non vivono con un genitore avente diritto alle PC").

 

Fra le Direttive esposte dal N. 3110.01
DPC al N. 3145.01 DPC, va segnalata la seguente prassi codificata dall'UFAS.

 

Il principio fondamentale per il calcolo
della PC è che l'importo annuo della PC corrisponde alla parte delle spese
riconosciute eccedente i redditi computabili (N. 3110.01 DPC).

 

Il N. 3121.01 DPC prevede il principio
secondo cui nel calcolo della PC sono inclusi il marito o la moglie, i figli
che danno diritto a una rendita per figli e gli organi aventi diritto a una
rendita. Ne sono invece esclusi i concubini e i loro figli di altro letto.

 

Secondo il N. 3124.04 DPC, i
beneficiari di una rendita per orfani e i figli che danno diritto a una rendita
per figli dell'AVS o dell'AI non sono presi in considerazione nel calcolo dell'importo
annuo delle PC, se i loro redditi computabili raggiungono o eccedono le spese
riconosciute. Le loro spese di malattie vanno tuttavia rimborsate (v. N.
5210.03 e N. 5310.07).

Per stabilire se un figlio debba essere
escluso dal calcolo, si deve procedere a un calcolo comparativo (includendo o
escludendo il figlio in questione). Nei calcoli comparativi va tenuto conto
anche dell'importo del premio dell'assicurazione malattie (art. 8 cpv. 2
OPC-AVS/AI). Il figlio è preso in considerazione soltanto se con la sua
inclusione nel calcolo comune risultano PC più elevate che senza la sua
inclusione. Se vi sono più figli che potrebbero essere esclusi dal calcolo, si
deve procedere per ciascuno di loro, l'uno dopo l'altro, a un calcolo
comparativo (N. 3124.05 DPC).

 

In virtù del N. 3124.06 DPC, sono così
esclusi dal calcolo comparativo effettuato senza tener conto del figlio sia i
suoi redditi (la rendita per figli o per orfani, l'assegno familiare e i
contributi di mantenimento secondo il diritto di famiglia per il figlio in
questione, il suo reddito d'attività lucrativa, la sua sostanza) sia le sue
spese (l'importo a lui relativo per la copertura del fabbisogno generale vitale,
l'importo a lui relativo per l'assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie, la sua quota parte della pigione ed eventuali spese per la
custodia complementare alla famiglia secondo il cap. 3.2.9).

 

Giusta il N. 3124.07 DPC, se vi sono
figli minorenni che non hanno diritto a una rendita per orfani e non danno
diritto a una rendita per figli, le loro spese riconosciute, i loro redditi
computabili e la loro sostanza sono esclusi dal calcolo delle PC dei genitori.
Sono invece riconosciuti come spese i contributi di mantenimento versati dai
genitori a questi figli (v. cap. 3.2.7).

 

Riguardo al principio del calcolo
comune, il N. 3131.01 DPC dispone che, per principio, l'importo annuo delle PC
delle coppie di coniugi, delle persone con figli e degli orfani che vivono in
comunione domestica è determinato mediante un calcolo comune. Per questo
calcolo, i redditi computabili dei membri della famiglia che hanno o danno
diritto a PC vanno dedotti dalle spese riconosciute (compresi gli importi
destinati alla copertura del fabbisogno generale vitale).

 

Il calcolo separato deve essere
eseguito solo nei casi esplicitamente previsti in seguito (N. 3131.02 DPC).

 

Se una coppia sposata non vive
separata, i redditi computabili e le spese riconosciute di entrambi i coniugi
sono sommati e in seguito ne viene determinata la differenza. Questo
vale anche per i coniugi separati giudizialmente che continuano o tornano a vivere
in comunione domestica (N. 3132.01 DPC).

Secondo il N. 3133.02 DPC, se i figli
vivono in comunione domestica con i genitori, l'importo delle PC è determinato
mediante un calcolo comune. A tal fine, le spese riconosciute e i
redditi computabili dei figli sono sommati a quelli dei genitori.

 

Per il N. 3133.03 DPC, se i figli
convivono con un solo genitore e questi ha diritto alle PC, l'importo delle PC
è determinato mediante un calcolo comune che tiene conto di questo
genitore. A tal fine, le spese riconosciute e i redditi computabili dei figli
sono sommati a quelli del genitore.

 

Il N. 3133.07 DPC dispone che l'ammontare
delle PC è determinato mediante un calcolo comune fintantoché il figlio
vive in comunione domestica con il genitore separato o sposato e dà diritto a
una rendita per figli.

 

Giusta il N. 3143.01 DPC, se il figlio
non vive dai genitori oppure vive da un genitore che non ha diritto a una
rendita né dà diritto a una rendita completiva dell'AVS, la PC per il figlio è
calcolata separatamente, a condizione che il genitore avente diritto
alla rendita abbia il domicilio e la dimora abituale in Svizzera e la sostanza
dei genitori o del genitore avente diritto alla rendita non superi il valore di
cui al N. 2511.01. Se questo requisito non è adempiuto, non sussiste alcun
diritto alle PC.

 

Sempre nel caso in cui vi siano figli
che non vivono con un genitore avente diritto a una rendita, per il N.
3143.11 DPC se il figlio ha un reddito da attività lucrativa, si applica la
franchigia per le persone sole. Se due o più figli vivono insieme, la
franchigia per le persone sole può essere considerata una sola volta per tutti
i figli.

 

                          2.9.  Nella
comunicazione del 18 dicembre 2020 (doc. 1) la Cassa cantonale di compensazione,
applicando le nuove norme, non ha computato la franchigia di Fr. 1'500.- sul
salario da apprendista della figlia dell'assicurata (doc. 3), ma sul reddito da
lavoro della mamma, che era però nullo. Nel calcolo effettuato sulla scorta del
vecchio diritto (doc. 2), la Cassa ha invece sommato il reddito teoricamente conseguito
dalla mamma a quello dell'assicurata e ha dedotto la franchigia una volta sola sull'importo
totale del reddito da lavoro.

Al fine di meglio comprendere l'agire
dell'amministrazione, la RA 1 ha inviato il 18 gennaio 2021 (doc. A7) all'Ufficio
federale delle assicurazioni sociali l'e-mail seguente:

" Ich habe
eine Frage in Bezug auf die Anrechnung des Erwerbseinkommens von rentenberechtigten
Kindern in der EL-Berechnung gemäss die EL-Reform.

 

Rz 3421.11 WEL sieht
vor: Erwerbseinkommen von Waisen und an der Rente beteiligten Kindern, die im
selben Haushalt leben, sind ohne Abzug eines Freibetrages zu zwei Dritteln
anzurechnen.

 

Ich habe vergeblich
auf die gesetzliche Grundlage dieser Änderung gesucht. Art. 11 Abs. 1 litt. a
ELG sagt lediglich, dass nur das Erwerbseinkommen der Ehegatten (ohne
EL-Anspruch) ohne Abzug eines Freibetrages zu 80 Prozent anzurechnen ist. Ich
habe nicht gefunden, wo steht, dass auch das Erwerbseinkommens der Kinder ohne
Freibetrag anzurechnen sind.".

 

Il 27 gennaio 2021 (doc. A7) la
giurista __________ ha così risposto alla rappresentante legale dell'assicurata:

 

" (…)

Gemäss Artikel 11
Absatz 1 Buchstabe a ELG wird das Erwerbseinkommen nach Abzug eines
Freibetrages in der EL-Berechnung zu zwei Dritteln als Einnahme angerechnet. Bei
Alleinstehenden beläuft sich der Freibetrag auf 1'000 Franken pro Jahr, bei
Ehepaaren und Personen mit Kindern auf 1'500 Franken. Im Rahmen der EL-Reform
wurde die Bestimmung mit dem Zusatz ergänzt, dass die Erwerbseinkommen von
Ehegatten, die selbst keinen EL-Anspruch haben, ohne Abzug eines Freibetrages
zu 80 Prozent berücksichtigt werden. Wie die Erwerbseinkommen von Kindern
anzurechnen sind, regelt das ELG nicht.

 

Bis Ende 2020 enthielt
auch die WEL keine genaue Regelung darüber, wie die Erwerbseinkommen von
Kindern in der EL-Berechnung zu berücksichtigen sind. In der Praxis wurden die
Erwerbseinkommen von Familien für die Anrechnung meistens totalisiert, d. h.
die Erwerbseinkommen wurden zusammengerechnet, vom Total wurde der Freibetrag
von 1'500 Franken in Abzug gebracht, und der Restbetrag wurde zu zwei Dritteln
als Einnahme berücksichtigt. Mit dem neuen Recht funktioniert diese Totalisierung
nicht mehr, da für die Anrechnung der Erwerbseinkommens der beiden Ehegatten
unterschiedliche Ansätze gelten. Per 1. Januar 2021 wurde in der WEL deshalb
detailliert geregelt, wie die Erwerbseinkünfte der einzelnen Familienmitglieder
anzurechnen sind. Dem Wortlaut von Artikel 11 Absatz 1 Buchstabe a ELG lässt
sich entnehmen, dass die Freibeträge pro Haushalt gelten und nicht pro Person.
Es können deshalb nicht mehrere Freibeträge kumuliert werden. Da das Kind
üblicherweise mit dem rentenberechtigten Elternteil zusammenlebt, würde jedoch
genau das passieren, wenn man dem Kind einen separaten Freibetrag auf dem
Erwerbs-einkommen zugestünde. Rz 3421.11 WEL sieht deshalb vor, dass
Erwerbseinkommen von Kindern ohne Abzug eines Freibetrages zu zwei Dritteln in
der EL-Berechnung zu berücksichtigen sind.

 

Wenn das Kind nicht
bei rentenberechtigten Elternteil lebt, kann es nicht zur Kumulation von
Freibeträgen kommen. Rz 3143.11 WEL sieht folgerichtig vor, dass in diesen
Fällen vom Erwerbseinkommen des Kindes der Freibetrag für Alleinstehende von 1'000
Franken in Abzug zu bringen ist (Rz 3143.11 WEL).".

 

Poco dopo avere ricevuto questa
risposta per e-mail, RA 1 ha così replicato all'UFAS (doc. A7):

 

" Danke viel
Mal für Ihre ausführliche Antwort. Ich verstehe sehr gut Ihre Argumentation, um
eine doppelte Berücksichtigung des Freibetrages zu vermeiden. Ich habe aber
verschiedene Fälle, wo nur das rentenberechtigte Kind arbeitet und die
EL-Stelle den Lehrlingslohn ohne Freibetrag anrechnet. Ich schicke Ihnen ein
Beispiel.

Meiner Meinung nach
entspricht dies nicht dem Sinn und Zweck der WEL-Änderung vom Rz 3421.11, wie
Sie mir erklärt haben.".

 

L'Ufficio federale delle assicurazioni
sociali non si è ulteriormente pronunciato e il 6 luglio 2021 (doc. A6) la
Cassa cantonale di compensazione ha a sua volta interpellato il medesimo
Ufficio esponendo la situazione della ricorrente, a cui per determinare il
diritto alle PC ha computato il salario della figlia apprendista in ragione di
2/3, ma senza più, come sotto l'egida della LPC in vigore fino al 31 dicembre
2020, dedurre preliminarmente la franchigia di Fr. 1'500.-. L'amministrazione
ha fatto presente all'UFAS come le Direttive sulle prestazioni complementari
all'AVS e all'AI siano fuorvianti, laddove il N. 3421.09 DPC contempla la
franchigia di Fr. 1'500.- per le persone con figli che hanno o danno diritto a
una rendita, mentre il N. 3421.11 DPC indica che il reddito da attività
lucrativa dei figli conferenti diritto a una rendita e che vivono nella
medesima economia domestica vanno computati senza deduzione di una franchigia
nella misura di due terzi.

 

Il 21 luglio 2021 (doc. A6) l'UFAS, per
mano del suo collaboratore specializzato __________, dopo aver riportato il
testo del nuovo art. 11 cpv. 1 lett. a LPC, si è così espresso:

 

"
(…)

Il reddito dell'attività lucrativa deve
dunque essere computato nella misura di due terzi. In aggiunta di questo
computo privilegiato del reddito, alle persone sole è applicata una franchigia
di 1'000 franchi mentre per le coppie e le persone che hanno figli la
franchigia ammonta a 1'500 franchi.

 

Nel caso da lei sottopostoci, la
franchigia di 1'500 franchi dovrebbe dunque essere applicata al reddito della
madre quale persona che ha figli e non al reddito della figlia. Solo nel caso
in cui un figlio può essere considerato come una persona sola, sul suo reddito
sarebbe dedotta la franchigia di 1'000 franchi (a tal riguardo, si veda il N.
3143.11 DPC facente parte del capitolo 3.1.4.3 "Figli che non vivono con
un genitore avente diritto a una rendita").

 

La lett. a del cpv. 1 dell'art. 11 LPC
non è stata modificata dalla riforma delle PC. Per il caso concreto da lei
sottopostoci, ciò significa che, già prima dell'entrata in vigore della
riforma, dal reddito della figlia non si sarebbe dovuto dedurre la franchigia.
Quello che la riforma delle PC ha modificato concerne l'ammontare del computo
del reddito del coniuge (l'80% invece dei due terzi). Di conseguenza, a causa
di questo cambiamento non è più possibile, come prima della riforma,
addizionare i redditi d'attività lucrativa delle differenti persone incluse nel
calcolo della PC e dedurre la franchigia sul totale ottenuto poiché i redditi
devono essere computati in maniera differente qualora si tratti del reddito del
beneficiario delle PC o del reddito del coniuge. In tal senso, le DPC sono
state completate affinché il metodo con il quale viene computato il reddito di
ciascuna persona inclusa nel calcolo sia il più possibile preciso per gli
organi di esecuzione. Tuttavia, questa modifica della pratica non ha nessun
legame con l'inesistente cambiamento delle regole del computo della franchigia,
che restano identiche a quelle in vigore prima della riforma.

 

Vi proponiamo perciò, basandovi
unicamente sull'articolo di legge che menziona una franchigia di 1'000 franchi
per le persone sole e 1'500 per le persone aventi dei figli, di confermare
nella decisione su opposizione la medesima posizione da voi assunta nella prima
decisione e con la quale avevate escluso di dedurre la franchigia di 1'500
franchi dal reddito della figlia dell'assicurata. La disposizione legale non
regola in maniera esplicita il reddito dei figli come invece fa con i casi
particolari dei coniugi e delle persone invalide che hanno diritto a un'indennità
giornaliera dell'AI che sono chiaramente indicati. Per i redditi dei figli, in
assenza di altre indicazioni, si deve applicare la regola generale: "due
terzi dei proventi in denaro o in natura dell'esercizio di un'attività
lucrativa" ".

 

Il TCA, viste le due prese di posizione
dell'UFAS, il 20 gennaio 2022 (doc. IX) ha chiesto direttamente spiegazioni a
detto Ufficio sull'interpretazione data al N. 3421.11 DPC, come segue:

 

"
il Tribunale cantonale delle assicurazioni deve pronunciarsi sul caso di
una persona beneficiaria di prestazioni complementari all'AI la cui figlia
svolge un apprendistato e percepisce quindi un salario da attività lucrativa.

 

Fino al 31 dicembre 2020, per calcolare
il diritto alle prestazioni complementari di questa assicurata la Cassa
cantonale di compensazione, in ossequio all'art. 11 cpv. 1 lett. a LPC allora
vigente, computava il salario della figlia apprendista in ragione di due terzi,
dopo avere preliminarmente dedotto la franchigia di Fr. 1'500.-.

In applicazione del nuovo art. 11 cpv.
1 lett. a LPC in essere dal 1° gennaio 2021, la Cassa di compensazione non ha
invece più dedotto la franchigia di Fr. 1'500.-, ma ha soltanto computato i due
terzi del reddito netto conseguito dalla figlia dell'assicurata.

L'amministrazione ha agito in tal senso
fondandosi sul N. 3421.11 DPC, stato al 1° gennaio 2021, secondo cui:

 

"Il
reddito da attività lucrativa degli orfani e dei figli conferenti diritto a una
rendita e vivono nella medesima economia domestica vanno computati senza
deduzione di una franchigia nella misura di due terzi. Nel caso dei figli e
degli orfani che percepiscono un’indennità giornaliera dell’AI, il reddito da
attività lucrativa va computato integralmente.".

Questa soluzione le è stata d'altronde
confermata dal vostro Ufficio il 21 luglio 2021, secondo cui per il nuovo art.
11 cpv. 1 lett. a LPC la franchigia di Fr. 1'500.- deve essere applicata al
reddito della madre quale persona che ha figli e non al reddito della figlia.
Solo nel caso in cui un figlio può essere considerato come una persona sola,
allora sul suo reddito va dedotta la franchigia di Fr. 1'000.-.

Infatti, per il vostro collaboratore
specializzato __________, che ha risposto alla Cassa di compensazione,

 

"(…)".

 

Su quest'argomento il vostro Ufficio si
era già pronunciato il 27 gennaio 2021 a richiesta del rappresentante legale
dell'assicurata in questione, il quale vi aveva chiesto, alla luce del N.
3421.11 DPC su cui si era fondata la Cassa cantonale di compensazione nella sua
decisione, quale fosse la base legale per riconoscere che anche i redditi da
attività lucrativa dei figli, come quelli dei coniugi attivi professionalmente,
siano computati senza franchigia.

In quell'occasione, una vostra giurista,
__________, ha così preso posizione:

 

"(…)".

 

Sulla scorta di quanto precede, vi
chiediamo se ritenete di confermare il principio secondo cui la franchigia vale
per economia domestica e non per persona e che quindi il relativo importo può
essere dedotto una sola volta.

Questa conclusione è d'altronde pure
stata tratta dalla dottrina (Carigiet/Koch,
Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, 3a ed. 2021, n. 527 e n. 528, pag. 209) e
dalla giurisprudenza federale (STFA P 46/03 del 7 novembre 2003; STFA P 19/00
del 15 maggio 2002; DTF 111 V 124 = RCC 1985 pag. 422).

 

Le stesse DPC, al N. 3143.11, prevedono
alla seconda frase che se due o più figli vivono insieme, ma non con un
genitore avente diritto a una rendita, la franchigia per le persone sole può
essere considerata una sola volta per tutti i figli.

Si rileva che questa direttiva, alla
prima frase, prevede che se il figlio ha un reddito da attività lucrativa, si
applica la franchigia per le persone sole.

 

Da ciò discenderebbe ulteriormente che
nel caso in cui vi siano più persone che convivono, la franchigia può essere
considerata una sola volta per economia domestica.

 

Tale conclusione deriverebbe dall'art.
9 cpv. 2 LPC, che stabilisce il principio secondo cui i redditi e le spese dei
coniugi rispettivamente dei figli che danno diritto a una rendita per figli e
degli orfani che hanno diritto a una rendita sono sommati (Carigiet/Koch, op. cit., n. 441 e n.
442, pag. 178). Per questo calcolo, i redditi computabili dei membri della
famiglia che hanno o danno diritto alle PC vanno dedotti dalle spese
riconosciute (N. 3131.01 DPC).

 

Inoltre, come per i coniugi vige il
principio della determinazione congiunta del diritto alle prestazioni
complementari, con conseguente somma dei redditi computabili (art. 4 OPC-AVS/AI)
e delle spese riconosciute (art. 5 OPC-AVS/AI), così se i figli che danno
diritto a una rendita per figli abitano insieme a entrambi i genitori, avviene
un calcolo globale delle prestazioni complementari. Le spese
riconosciute e i redditi computabili dei figli sono attribuiti ai genitori
(art. 7 cpv. 1 lett. a OPC-AVS/AI; N. 3133.03 DPC).

 

Occorre ancora evidenziare che la
modalità di determinazione dell'importo delle PC secondo un calcolo comune
è valida finché il figlio vive in comunione domestica con il genitore separato
o sposato e dà diritto a una rendita per figli (N. 3133.07 DPC).

In effetti, nel caso in cui un figlio
che dà diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI non vive con un
genitore avente diritto a una rendita oppure vive con un genitore che non ha
diritto alla rendita né può far valere alcun diritto ad una rendita completiva,
la prestazione complementare è calcolata separatamente (art. 7 cpv. 1
lett. c OPC-AVS/AI). In tal caso, se il figlio ha un reddito da attività
lucrativa, si applica la franchigia per persone sole (N. 3143.11 DPC; cfr.
risposta dell'UFAS del 27 gennaio 2021).

 

Nel caso in cui confermiate la
deduzione unica della franchigia per economia familiare, di conseguenza il N.
3421.11 DPC va interpretato nel senso che se un figlio convive con il/i
genitore/i, e se anche l'avente diritto alla rendita, oltre al figlio, esercita
un'attività lucrativa, allora la franchigia, generalmente dedotta dal reddito
del genitore, non va più dedotta (una seconda volta) anche dal reddito da
attività lucrativa del figlio.

Il N. 3421.11 DPC andrebbe dunque
precisato in tal senso e con esso l'Allegato 6.

 

Se, invece, ritenete di dovere
confermare il contenuto letterale del N. 3421.11 DPC, e con esso
l'interpretazione che avete dato alla Cassa di compensazione il 21 luglio 2021,
ossia che sul reddito da lavoro dei figli di persone aventi diritto a una
rendita non è mai deducibile alcuna franchigia indipendentemente dal fatto che
l'avente diritto a una rendita con cui convivono consegua anch'egli un reddito
da attività lucrativa - rimane riservato il caso in cui i figli vivono da soli
(N. 3143.11 DPC) -, vi chiediamo cortesemente di fornire un'argomentazione
dettagliata e approfondita su questa questione.".

 

L'11 febbraio 2022 (doc. X) l'Ufficio
federale delle assicurazioni, a firma della collaboratrice scientifica __________
e della vicedirettrice __________, ha così risposto al Tribunale:

 

"
Nella sua missiva, lei cita le prese di posizione del 27 gennaio 2021
della signora __________ e del 21 giugno 2021 del signor __________. Il nostro
ufficio conferma il tenore di queste prese di posizione che si basano su
un'interpretazione rigorosa dell'articolo 11 capoverso 1 lettera a LPC nel
quale viene prescritto che (…).

 

In questa disposizione il computo del
reddito dei figli che hanno diritto a una rendita per figli o degli orfani che
hanno diritto a una rendita per orfani non è esplicitamente disciplinato, a
differenza dei casi specifici dei coniugi che non hanno diritto a prestazioni
complementari o degli invalidi che hanno diritto a un'indennità giornaliera
dell'AI. Basandoci dunque sul tenore letterale di questa norma, partiamo dal
principio che, in assenza di indicazioni particolari riguardanti i figli, al
reddito dei figli si debba applicare la regola generale, ovvero che si tenga
conto dei due terzi del reddito da attività lucrativa, senza alcuna franchigia.

Come indicato nell'articolo citato, la
franchigia non è applicata in maniera generale ma essa è modulata in funzione
delle seguenti costellazioni: essa ammonta a 1000 franchi per le persone sole e
a 1500 franchi per le coppie e per le persone con orfani che hanno diritto a
una rendita per orfani o con figli che danno diritto a una rendita per figli
dell'AVS o dell'AI. Riferendoci sempre al testo della disposizione legale, se
in esso è chiaramente indicato che essa si applica al reddito delle persone
sole, delle coppie sposate o delle persone che hanno dei figli aventi diritto a
una rendita per orfani o che danno diritto a una rendita per figli, esso non
menziona assolutamente l'applicazione della franchigia al reddito dei figli.

 

Con la versione del 1° gennaio 2021, le
nostre direttive sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI (DPC) sono
state completate per rendere più chiara possibile l'applicazione dell'articolo
11 capoverso 1 lettera a LPC. Come è stato evocato nelle due summenzionate
prese di posizione del nostro ufficio, la modifica delle direttive non ha
implicato un cambiamento della pratica ma si proponeva unicamente di fornire
agli organi d'esecuzione delle PC una precisazione in merito al computo del
reddito. Questo adeguamento delle direttive non era nemmeno correlato con la
riforma delle PC. Nelle DPC è stato dunque aggiunto il N. 3421.11 affinché
fosse chiaro che i redditi da attività lucrativa degli orfani e dei figli conferenti
diritto a una rendita che vivono nella medesima economia domestica devono
essere computati nella misura di due terzi senza la deduzione di una
franchigia. Inoltre, come è precisato nella seconda parte dell'articolo 11
capoverso 1 lettera a LPC che si riferisce agli invalidi che hanno diritto a
un'indennità giornaliera dell'AI, con il predetto numero marginale si è inteso
specificare che, nel caso dei figli e degli orfani che percepiscono un'indennità
giornaliera dell'AI, il loro reddito da attività lucrativa va computato
integralmente. Inoltre, con l'introduzione del N. 3143.11 ci si è proposti di
precisare i casi particolari in cui il figlio non vive con i genitori aventi
diritto alla rendita ma vive solo o insieme a uno o più figli. In questa
fattispecie, il figlio la cui PC annua è calcolata separatamente è considerato
per il computo del suo reddito come una persona sola (così come per gli altri
componenti riguardanti gli elementi dei suoi redditi determinanti e delle sue
spese riconosciute ai sensi dei capitoli 3.1.4.3, Figli che non vivono con un
genitore avente diritto a una rendita e 3.1.4.5 DPC, Orfani che non vivono con
un genitore avente diritto alle PC).

 

Infine, risulta dal testo dell'articolo
11 capoverso 1 lettera a LPC che le franchigie si applicano per nucleo
familiare e non per persona. In tal senso, risulta chiaramente che il reddito
dell'attività lucrativa del coniuge non avente diritto alle PC è computato in
ragione dell'80%, senza la deduzione della franchigia così come il reddito
delle persone invalide beneficiarie di un'indennità giornaliera dell'AI è
integralmente computato ed anch'esso senza la deduzione della franchigia. Di
conseguenza, tutti i redditi del nucleo familiare non possono essere
addizionati e la franchigia dedotta dal totale. La franchigia è sempre
correlata solo sul reddito che ne prevede la deduzione. Questa interpretazione
ha anche quale conseguenza che differenti franchigie non possono essere
simultaneamente dedotte nel medesimo nucleo familiare dato che le persone che
potrebbero prevalersi della deduzione della franchigia non possono appartenere
contemporaneamente a diverse categorie di persone (per esempio, persone sole e
coniugi). Una tale evenienza si manifesterebbe nei casi in cui in un nucleo
familiare, nel quale uno o entrambi genitori lavorano, fosse dedotta una
franchigia al reddito del figlio che vive nel medesimo nucleo familiare.

 

Per questo motivo, noi manteniamo
l'interpretazione letterale dell'articolo 11 capoverso 1 lettera a LPC nonché
l'indicazione contenuta nel N. 3421.11 DPC relativa alla procedura da adottare
per il computo del reddito del figlio.".

 

                        2.10.  Sul tema
in questione del computo del reddito privilegiato per i figli la giurisprudenza
federale è scarna.

 

Nella DTF
111 V 124, tradotta in francese in RCC 1985 pag. 422, l'allora Tribunale
federale delle assicurazioni si è chinato sulla questione a sapere come
prendere in considerazione le spese relative al conseguimento del reddito per
calcolare il reddito privilegiato secondo l'allora art. 3 cpv. 2 LPC, ovvero se
dedurle subito dal reddito lordo oppure se soltanto dopo avere dapprima dedotto
la franchigia dal reddito lordo e poi ritenuti i due terzi quale reddito.

In quel caso, soltanto la moglie del
beneficiario PC era attiva professionalmente e dopo avere interpretato la norma
di legge in questione, il TFA ha concluso che dal totale del reddito lordo
privilegiato occorreva dedurre dapprima le spese per l'ottenimento di tale
reddito e in seguito, sulla base del reddito netto, procedere come previsto
dall'art. 3 cpv. 2 vLPC e quindi dedurre prima la franchigia e poi considerare
i due terzi del totale risultante.

Così facendo, la nostra Massima Istanza
ha riconosciuto che i redditi da attività lucrativa privilegiati vanno sommati
(anche se in quel caso il marito non lavorava) e che la franchigia andava
dedotta indipendentemente da chi ha svolto l'attività lavorativa.

 

Nel giudizio del 15 maggio 2002 (P
19/00) l'Alta Corte ha esaminato il ricorso di un assicurato beneficiario di
prestazioni complementari all'AI il cui diritto alle PC è diminuito a seguito
di un ricalcolo effettuato dalla Cassa di compensazione avvenuto per il
compimento dei 18 anni di età del figlio.

Il Tribunale federale delle assicurazioni
ha ricordato l'art. 3a vLPC nella versione in vigore dal 1° gennaio 1998, in
particolare il capoverso 4, secondo cui i redditi e le spese dei coniugi e dei
figli vanno sommati (corrispondente all'attuale art. 9 cpv. 2 LPC) e il
capoverso 6 che prevedeva, come l'odierno art. 9 cpv. 4 LPC, che per il calcolo
della prestazione complementare annua non si tiene conto dei figli i cui
redditi computabili superano le spese riconosciute.

Nel periodo in discussione, il figlio
dell'assicurato frequentava il secondo anno di apprendistato di posatore di
pavimenti e, giusta l'art. 35 cpv. 1 LAI in connessione con l'art. 25 cpv. 1 e
5 LAVS, aveva diritto a una rendita per figli.

In virtù dell'art. 3a cpv. 6 e 7 lett a
vLPC in connessione con l'art. 8 cpv. 2 vOPC-AVS/AI (identico all'attuale), le
spese e i redditi del figlio devono essere inclusi nel calcolo della
prestazione complementare del padre solo se i suoi redditi computabili non
raggiungono le spese riconosciute.

La Cassa di compensazione ha incluso il
figlio nel calcolo del genitore, mentre l'autorità giudiziaria ha escluso i
suoi redditi e le sue spese perché ciò avrebbe comportato un risultato più
favorevole per l'assicurato.

Nei redditi la Cassa ha in particolare
conteggiato, dopo la deduzione di Fr. 1'500.- dal salario di apprendista del
figlio di Fr. 7800.- e il computo di due terzi della somma restante, l'importo
di Fr. 4'200.- ai sensi dell'art. 3c cpv. 1 lett. a vLPC.

Per il Tribunale cantonale,
quest'ultimo importo veniva invece escluso dai redditi e dal confronto delle
spese riconosciute e dei redditi computabili risultava una prestazione
complementare maggiore rispetto al calcolo effettuato dall'amministrazione.

A questo risultato esso è giunto basandosi
sulla considerazione che l'assicurato, anche se il figlio non era incluso nel
calcolo della PC, aveva diritto alla pigione integrale dell'appartamento
condiviso con la moglie e il figlio, in quanto si tratta di una spesa
riconosciuta. Considerato che il figlio ancora in formazione era a carico dei
genitori anche se riceveva un salario da apprendista, i giudici cantonali hanno
rifiutato di includere nel computo della prestazione integrativa la
ripartizione della pigione prevista dall'art. 16c OPC-AVS/AI per i locali
occupati da più persone (cfr. consid. 3).

La nostra Massima Istanza ha affermato
che, contrariamente a quanto ritenuto dai primi giudici, non v'è motivo di
scostarsi dall'applicazione dell'art. 16c OPC-AVS/AI se il figlio
dell'assicurato, che è ancora in formazione, non è integrato nel calcolo della
prestazione complementare. L'esclusione dei redditi e delle spese imputabili ai
figli di un beneficiario di PC prevista dall'art. 3a cpv. 6 vLPC costituisce
un'eccezione al cumulo di cui al capoverso 4 della stessa norma, che impedisce
che l'inclusione dei figli nel calcolo della prestazione complementare comporti
un peggioramento della posizione dell'avente diritto. In determinate
circostanze, ciò potrebbe portare a situazioni insoddisfacenti. Tuttavia, una
tale eccezione è consentita solo alle condizioni stabilite dalla legge. Il
Tribunale federale delle assicurazioni ha rilevato che nel calcolo comparativo
da effettuare per decidere sull'applicabilità dell'art. 3a cpv. 6 vLPC le
singole voci devono essere inserite secondo le regole abituali che valgono per
l'integrazione dei redditi e delle spese di altre persone da una parte e la
loro esclusione dall'altra parte. Nient'altro può essere dedotto dalla legge.
Non è quindi ammissibile, come ha fatto l'autorità giudiziaria cantonale, anche
senza includere il figlio dell'assicurato nel calcolo della prestazione complementare,
computare l'intera pigione come spesa riconosciuta al beneficiario indipendentemente
da quanto previsto dall'art. 16c OPC-AVS/AI e quindi senza suddividerla.
Altrimenti, nell'ambito dell'esame dei requisiti per l'eccezione di cui all'art.
3a cpv. 6 vLPC, verrebbe introdotto un ulteriore trattamento speciale non
previsto dalla legge (cfr. consid. 5b).

L'Alta Corte ha dunque concluso che integrando
il figlio nel calcolo del genitore si giungeva a un risultato più favorevole
per quest'ultimo. Tuttavia, osservato che le singole posizioni del calcolo
della PC effettuato dall'amministrazione non erano state contestate da nessuna
delle parti, in particolare neppure davanti al Tribunale federale stesso, quest'ultimo
non ha perciò ritenuto necessario esaminarle più attentamente (cfr. consid. 6b).

Il ricorso della Cassa di compensazione
è stato perciò accolto e il giudizio cantonale annullato.

 

Nel caso di un assicurato beneficiario
di una rendita di invalidità che percepiva anche due rendite di invalidità per
i suoi due figli, nella sentenza P 46/03 del 7 novembre 2003 erano contestati
l'ammontare del reddito da lavoro (compreso l'eventuale guadagno ipotetico
della moglie) e l'indennità di disoccupazione di cui tenere conto per la
determinazione del reddito computabile.

La Cassa di compensazione aveva
computato un determinato reddito da lavoro, che includeva l'ipotetico reddito
conseguibile dalla moglie dell'assicurato e il reddito da apprendista di un
figlio che fondava il diritto a una rendita per figli.

Emerso nella procedura ricorsuale che
la moglie aveva percepito delle indennità di disoccupazione, il Tribunale
cantonale non ha ritenuto corretto il computo di un ipotetico reddito da lavoro,
che andava sostituito con le indennità di disoccupazione.

Per il Tribunale federale delle
assicurazioni, la Cassa di compensazione ha correttamente rilevato che gli
importi inclusi nei calcoli originari comprendevano non solo il reddito
ipotetico della moglie, ma anche il salario da apprendista del figlio. Questo
stipendio da apprendista doveva essere computato nel calcolo del diritto come
reddito privilegiato ai sensi dell'art. 3c cpv. 1 lett. a vLPC (art. 3a cpv. 4
vLPC). 

L'indennità di disoccupazione percepita
dalla moglie non era inclusa nel reddito da lavoro ai sensi dell'art. 3c cpv. 1
lett. a vLPC, ma andava compresa alla voce "Rendite, pensioni e altre
prestazioni correnti" giusta l'art. 3c cpv. 1 lett. d vLPC, con la
conseguenza che il privilegio riservato al reddito da lavoro decadeva e il
reddito veniva integralmente conteggiato.

Gli atti sono stati quindi rinviati ai
primi giudici per ricalcolare il diritto alle prestazioni complementari tenendo
conto dei redditi computabili derivanti dal reddito ipotetico da lavoro della
moglie, dal salario da apprendista del figlio e dalle indennità di
disoccupazione (cfr. consid. 2.3).

 

                        2.11.  Sulla
scorta della prassi e della giurisprudenza esposte, la decisione impugnata non
può essere condivisa.

 

Al reddito lordo da attività lucrativa
conseguito dalla figlia della ricorrente devono dapprima essere dedotti, conformemente
all'art. 11a OPC-AVS/AI, le spese per il suo conseguimento (art. 10 cpv. 3
lett. a LPC), debitamente comprovate, e i contributi dovuti alle assicurazioni
sociali obbligatorie prelevati sul reddito (art. 10 cpv. 3 lett. c LPC).

In un secondo momento si deve dedurre la
franchigia di Fr. 1'500.-, visto che, vivendo la figlia con un genitore che ha
diritto a una rendita, la prestazione complementare è fissata congiuntamente
alla rendita del genitore (art. 7 cpv. 1 lett. b OPC-AVS/AI).

L'importo intermedio che ne risulta deve
infine essere ritenuto nella misura di due terzi nei redditi computabili
dell'assicurata, trattandosi di reddito privilegiato giusta l'art. 11 cpv. 1
lett. a 1a frase LPC.

 

                        2.12.  Questa
conclusione discende dal principio previsto dall'art. 9 cpv. 2 LPC, secondo cui
per calcolare il diritto a una prestazione complementare sono inclusi il marito
o la moglie, i figli che danno diritto a una rendita per figli e gli orfani che
hanno diritto a una rendita (N. 3124.04 DPC).

 

In altre parole, da ciò deriva che, per
principio, l'importo annuo delle PC delle coppie di coniugi, delle persone con
figli e degli orfani che vivono in comunione domestica è determinato mediante
un calcolo comune. Per questo calcolo, i redditi computabili dei membri
della famiglia che hanno o danno diritto alle prestazioni complementari vanno
dedotti dalle spese riconosciute (N.3131.01 DPC).

 

Come ha stabilito il Tribunale federale
delle assicurazioni nella sentenza P 19/00 del 15 maggio 2002 al considerando
5b, la possibilità prevista dall'art. 9 cpv. 4 LPC di escludere dal calcolo di
un assicurato beneficiario di prestazioni uno o più figli è un'eccezione al
principio del calcolo globale previsto dall'art. 9 cpv. 2 LPC, il cui
scopo è di evitare che l'integrazione dei figli nel calcolo delle prestazioni
complementari porti a una situazione peggiore per l'avente diritto.

In tale evenienza, occorre effettuare
un calcolo comparativo per stabilire se un figlio debba essere escluso dal
calcolo. Sono esclusi dal calcolo comparativo effettuato senza tenere conto dei
figlio sia i suoi redditi sia le sue spese. Il figlio è preso in considerazione
soltanto se con la sua inclusione nel calcolo comune risultano PC più elevate
che senza la sua integrazione (art. 8 cpv. 2 OPC-AVS/AI; N. 3124.05 e N.
3124.06 DPC).

 

Nel caso in esame, la figlia
dell'assicurata, che ha diritto a una rendita per figli in virtù dell'art. 35
cpv. 1 LAI in connessione con l'art. 25 cpv. 1 e 5 LAVS essendo ancora in
formazione, vive nella medesima economia domestica dell'assicurata e
quest'ultima ha diritto alle PC. Di conseguenza, per determinare l'importo
delle prestazioni complementari occorre effettuare un calcolo comune.
Pertanto, le spese riconosciute e i redditi computabili della figlia sono sommati
a quelli del genitore (N. 3133.03 DPC).

 

Anche nella citata STFA P 46/03 del 7
novembre 2003 la nostra Massima Istanza ha affermato che il reddito da
apprendista del figlio dell'avente diritto a una rendita di invalidità, che
aveva diritto a una rendita per figli dell'AI e che viveva insieme ad entrambi
i genitori, andava computato nel calcolo delle PC giusta l'art. 3a cpv. 4 vLPC
(art. 9 cpv. 2 LPC) quale reddito privilegiato giusta l'art. 3c cpv. 1 lett. a
vLPC (art. 11 cpv. 1 lett. a LPC).

 

In concreto, alla somma dei redditi
netti computabili della mamma e della figlia va poi dedotta la franchigia che, in
virtù dell'art. 11 cpv. 1 lett. a LPC, ammonta a Fr. 1'500.-, trattandosi di
una persona con figlia che dà diritto a una rendita per figli dell'AI.

 

Questa conclusione non è stata espressamente
criticata dall'Alta Corte nel citato caso del 2002 (P 19/00) concernente il calcolo
della PC di un genitore non attivo professionalmente con figlio apprendista, in
cui la Cassa di compensazione ha dedotto dal salario di apprendista di Fr.
7'800.- la franchigia di Fr. 1'500.-.

Dall'importo restante ha poi computato
nei redditi due terzi, ossia Fr. 4'200.-, quale reddito privilegiato ai sensi
dell'allora art. 3c cpv. 1 lett. a LPC.

È pur vero che il TFA ha infine
rilevato che nessuna delle parti in causa aveva contestato le varie voci
ritenute nel calcolo delle prestazioni complementari, motivo per cui non aveva
esaminato più approfonditamente la questione (cfr. consid. 6b).

 

Occorre inoltre evidenziare che la
modalità di determinazione dell'importo delle PC secondo un calcolo comune
è valida finché il figlio vive in comunione domestica con il genitore separato
o sposato e dà diritto a una rendita per figli (N. 3133.07 DPC).

In effetti, nel caso in cui un figlio che
dà diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI non viva con un
genitore avente diritto a una rendita oppure viva con un genitore che non ha
diritto alla rendita né può far valere alcun diritto ad una rendita completiva,
la prestazione complementare è calcolata separatamente (art. 7 cpv. 1
lett. c OPC-AVS/AI). In tal caso, se il figlio ha un reddito da attività
lucrativa, si applica la franchigia per persone sole (N. 3143.11 DPC; cfr. risposte
dell'UFAS del 27 gennaio 2021 e dell'11 febbraio 2022).

 

Nel caso in cui fra i redditi
dell'avente diritto alle PC e delle persone incluse nel calcolo della prestazione
complementare vi siano dei redditi da attività lucrativa, questi vanno
computati in modo privilegiato secondo quanto disposto dall'art. 11 cpv. 1
lett. a 1a frase LPC (N. 3421.07 DPC).

 

                        2.13.  Per
quanto concerne l'ipotesi in cui un reddito da attività lucrativa sia conseguito
da un orfano che ha diritto a una rendita oppure da un figlio che dà diritto a
una rendita, come nel caso di specie, l'UFAS ha introdotto dal 1° gennaio 2021
una nuova direttiva.

Il N. 3421.11 DPC prevede quanto segue:

 

"
Il reddito da attività lucrativa degli orfani e dei figli conferenti
diritto a una rendita e vivono nella medesima economia domestica vanno
computati senza deduzione di una franchigia nella misura di due terzi. Nel caso
dei figli e degli orfani che percepiscono un’indennità giornaliera dell’AI, il
reddito da attività lucrativa va computato integralmente.".

 

L'Ufficio federale delle assicurazioni
sociali, basandosi su questa direttiva, nei suoi pareri del 21 luglio 2021
(doc. A6) e dell'11 febbraio 2022 (doc. X) ha concluso che il reddito da
apprendista della figlia della ricorrente debba essere computato in ragione di due
terzi quale reddito privilegiato, senza però preventivamente dedurre dal
reddito netto la franchigia di Fr. 1'500.-.

Infatti, l'UFAS sostiene che non prevedendo
la norma legale alcunché in merito ai figli, ma rivolgendosi l'art. 11 cpv. 1
lett. a LPC unicamente alle persone sole, alle coppie sposate e alle persone
con orfani che hanno diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una
rendita per figli dell'AVS o dell'AI, "al
reddito conseguito dai figli si debba applicare la regola generale, ovvero che
si tenga conto dei due terzi del reddito da attività lucrativa, senza alcuna
franchigia." (doc. X).

 

Questa conclusione non può essere
condivisa. Non esiste, infatti, alcuna regola generale che preveda il computo
di un reddito da lavoro nella misura di due terzi.

L'art. 11 cpv. 1 lett. a LPC, e prima
di esso l'art. 3a vLPC e ancora prima l'art. 3 cpv. 2 vLPC, non stabilisce
affatto l'esistenza di una regola generale secondo cui i redditi da lavoro
debbano essere computati in ragione di due terzi. La riduzione di due terzi va
infatti di pari passo con la deduzione della franchigia, che a sua volta
dipende dalla categoria delle persone a cui si riferisce.

La norma legale è molto chiara al
riguardo:

 

" Sono computati come reddito
due terzi dei proventi in denaro o in natura dell'esercizio di un'attività
lucrativa, per quanto superino annualmente 1000 franchi per le persone
sole e 1500 franchi per le coppie sposate e le persone con orfani che hanno
diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli
dell'AVS o dell'AI; (…)" (il grassetto è della redattrice)

 

Il vecchio art. 3 cpv. 2 LPC è ancora
più esplicito:

 

"
Dal reddito annuo proveniente da un'attività lucrativa (…) sono dedotti,
in totale, 240 franchi per persone sole e 400 franchi per coniugi e persone con
figli aventi o danti diritto a una rendita; il saldo è computato soltanto in
ragione di due terzi.".

 

Pertanto, il computo di due terzi del
reddito da lavoro avviene unicamente dopo avere dedotto la franchigia legale.

Si tratta, infatti, di uno doppio
privilegio previsto dal legislatore, che consiste in due diverse riduzioni (Müller, op. cit., n. 295, pag. 118) che
sono vincolate l'una all'altra e che non possono esistere autonomamente.

In altre parole, se è data
l'applicazione della franchigia al reddito da lavoro conseguito da una
determinata categoria di persone, l'importo risultante sarà poi computato in
ragione di due terzi. In tal modo, questo reddito da lavoro è privilegiato
rispetto agli altri tipi di reddito elencati all'art. 11 LPC, che non
beneficiano né dell'agevolazione della franchigia, giustificata dal profilo
sociale, né della riduzione di due terzi, il cui scopo è di incoraggiare il
richiedente le prestazioni complementari e le persone coinvolte nel calcolo del
diritto alle PC a utilizzare al meglio la propria capacità di guadagno residua
(Jöhl/Usinger-Egger, op. cit., n. 121
pag. 1803).

Il legislatore non ha invece affatto previsto
l'ipotesi del solo computo di due terzi di un reddito da lavoro, visto che tale
riduzione è sempre accompagnata preliminarmente dalla deduzione della
franchigia dal reddito da attività lucrativa.

 

Non va inoltre dimenticato che non solo
i redditi da lavoro degli aventi diritto PC stessi, ma anche quelli delle
persone incluse nel calcolo devono essere presi in considerazione per determinare
il diritto, poiché la prestazione complementare è destinata a garantire il
minimo esistenziale della famiglia di un assicurato soltanto nella misura in
cui i suoi singoli membri non sono in grado di conseguire un reddito per
coprire le proprie spese di sussistenza.

Di conseguenza, con la deduzione della
franchigia e il computo di due terzi dell'importo risultante, il richiedente le
prestazioni complementari e le persone incluse nel calcolo del diritto alle PC che
possono esercitare un'attività lucrativa sono incoraggiati a conseguire un
reddito con la loro capacità di guadagno residua. Maggiori sono i redditi totali
incassati dalla famiglia, più mezzi essa ha a disposizione trattandosi di un
reddito privilegiato e meno prestazioni complementari le sono versate.

Pertanto, la somma dei redditi da
lavoro dell'avente diritto alle PC e delle persone incluse nel calcolo del
diritto deve essere computata in ragione di due terzi soltanto dopo deduzione della
franchigia che, contrariamente a quanto sostenuto dall'UFAS l'11 febbraio 2022
(doc. X pag. 2), non è correlata sul reddito che ne prevede la deduzione, ma
vale per ogni persona inclusa nel calcolo delle PC che consegue un reddito da
lavoro, fermo restando che va però considerata una sola volta per economia domestica
(Jöhl/Usinger-Egger, op. cit., n.
121 pag. 1802), senza curarsi di chi, fra di essi, esercita l'attività
lucrativa.

 

                        2.14.  Alla luce
di quanto precede, l'esclusione della deduzione di una franchigia dal reddito
da attività lucrativa del figlio è possibile unicamente se il/i genitore/i con
cui convive nella medesima economia domestica consegue/ono già anch'esso/i un
reddito da attività lucrativa, sia pure un reddito ipotetico ai sensi degli artt.
14a e 14b OPC-AVS/AI, superiore all'importo della franchigia da computare (STFA
P 46/03 del 7 novembre 2003; DTF 117 V 292 consid. 3c; Müller, op. cit., n. 297 pag. 119). In tal caso, infatti, la
franchigia può essere dedotta una volta soltanto.

Lo stesso avviene nell'eventualità in
cui entrambi i genitori esercitino un'attività lucrativa, per i quali la
franchigia viene dedotta una volta soltanto sulla somma dei redditi conseguiti,
non potendo essere cumulata e quindi conteggiata due volte (Carigiet/Koch, op. cit., n. 527 pag.
209; Jöhl/Usinger-Egger, op. cit.,
nota 504 pag. 1805; Allegato 6 DPC, nota 4: "La franchigia di 1500 franchi va dedotta una sola volta dal totale dei
redditi da attività lucrativa di entrambi i coniugi.").

 

Inoltre, le stesse DPC, al N. 3143.11,
prevedono, alla seconda frase, che se due o più figli vivono insieme, ma non
con un genitore avente diritto a una rendita, la franchigia per le persone sole
può essere considerata una sola volta per tutti i figli.

Si rileva che questa direttiva, alla
prima frase, prevede che se il figlio ha un reddito da attività lucrativa, si
applica la franchigia per le persone sole.

 

Pertanto, come per l'evenienza in
esame, in cui vi sono più persone che convivono e che hanno o danno diritto
alle PC, la franchigia può essere considerata una sola volta per economia
domestica.

Se, dunque, l'assicurata, avente
diritto alle PC, non consegue un reddito da attività lucrativa, e quindi non
v'è alcuna ragione per procedere con il computo di un reddito privilegiato ai
sensi dell'art. 11 cpv. 1 lett. a LPC per ciò che la concerne, per contro la
figlia, beneficiaria di una rendita per figli dell'AI, svolge un apprendistato
e percepisce uno stipendio che, a pari titolo che se fosse stata la mamma a
conseguirlo, va, esso, senza dubbio considerato quale reddito privilegiato.

Di conseguenza, non potendo dedurre alla
ricorrente una franchigia in assenza di un reddito da lavoro da essa conseguito,
si deve procedere alla deduzione della franchigia sul reddito privilegiato
della figlia, la quale ha diritto a una rendita per figli dell'AI e, convivendo
con l'avente diritto alle prestazioni complementari, si deve perciò eseguire un
calcolo congiunto con il genitore (art. 7 cpv. 1 lett. b OPC-AVS/AI).

La franchigia applicabile al reddito
netto da apprendista è dunque di Fr. 1'500.- e il risultato intermedio ottenuto
va computato nella misura di due terzi nei redditi della ricorrente.

 

Lo stesso Allegato 6 DPC va nella
medesima direzione, laddove non computa mai alcuna franchigia ai figli nelle
numerose ipotesi considerate, ma alla nota 3 relativa alla colonna dei figli
specifica che "Vale solo per i figli che
vivono con il genitore avente diritto alle PC o in comunione domestica. Per i
figli che non vivono in comunione domestica si rinvia al N. 3143.11.".

Ciò conferma dunque che, laddove un
figlio viva in comunione domestica con un genitore avente diritto alle
prestazioni complementari e la deduzione della franchigia venga già
applicata sui redditi da attività lucrativa del genitore, non è possibile
procedere a una seconda deduzione della franchigia.

 

Alla stessa conclusione è giunto pure
l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali nei suoi pareri del 27 gennaio
2021 (doc. A7) e dell'11 febbraio 2022 (doc. X), in cui ha chiaramente indicato
che la franchigia vale per economia domestica e non per persona e che non è pertanto
possibile cumulare più franchigie. Nel suo primo parere l'UFAS ha affermato che,
considerato che solitamente il figlio vive in comunione dom