# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6428465e-ed30-5a9f-9fca-a2f75695b1dd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-07-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.07.2005 34.2004.54
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2004-54_2005-07-25.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2004.54

   

  BS/ss

  	
  Lugano

  25 luglio
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  	 

	
   

  	 

	
   

  	 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
								

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 25 ottobre
2004 di

 

	
   

  	
  AT 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  1. Istituto previdenza professionale dipendenti Comune di 

      __________, __________ 

  2. CO 1 

  rappr. da: RA
  1 

   

   

  in materia di previdenza professionale

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   AT 1, classe
____________, sino al 30 aprile 1997 è stata alle dipendenze del Comune di __________
in qualità di ausiliaria di pulizie (allg. V, doc. 1). 

Dal 1° gennaio 1985 il Comune di __________ era affiliato per la previdenza
professionale presso la Fondazione collettiva CO 1 (in seguito: Fondazione).
L’ultimo rinnovo del contratto di adesione risale al 1° gennaio 1993 (allg.
XIII, doc. 2).

                                         Il
contratto previdenziale è stato poi disdetto per la fine del 1999 e gli
impegni, sia per le persone attive che quelle al beneficio di prestazioni
previdenziali, sono stati assunti dall’Istituto di previdenza professionale dei
dipendenti del Comune di __________ (in seguito: Istituto previdenziale di __________).

 

                               1.2.   A seguito
del riconoscimento da parte dell’AI di una mezza rendita d’invalidità con
effetto dal 1° ottobre 1995 (allg. I, doc. A4), mediante comunicazione 15
ottobre 1995 la Fondazione ha riconosciuto all’assicurata, oltre all’esonero
del pagamento dei premi nella misura del grado d’incapacità al guadagno, una rendita
d’invalidità del 50% dal 1° ottobre 1995 per fr. 4'910 annui (allg. XIII, doc.
6). Nel 1999 la prestazione è stata adeguata all’evoluzione dei prezzi (allg.
XIII/doc. 9). 

                               1.3.   Ricevuta dal
Comune di __________ la comunicazione dello scioglimento del rapporto di lavoro
con l’assicurata (allg. XIII, doc. 11), la Fondazione ha in seguito determinato
la prestazione di uscita (allg. XIII, doc. 12), utilizzata per il finanziamento
di una polizza di libero passaggio presso la RA 1, società gerente della
Fondazione (allg. XIII, doc. 13). Quest’ultima ha continuato a versare la
rendita d’invalidità.

                               1.4.   Con lettera
23 agosto 2004 la RA 1 ha avvisato l’assicurata dell’imminenza scadenza al 1°
ottobre 2004, per raggiungimento dell’età pensionabile ordinaria, della polizza
di libero passaggio e chiesto ragguagli sulle modalità di versamento del
capitale accumulato di fr. 13'423.— (allg. XIII, doc. 14).

                                         

                               1.5.   In data 23
settembre 2004 si è svolto un incontro tra l’assicurata, sua figlia, i
rappresentanti del Comune di __________ e della RA 1 in merito alla situazione
previdenziale della prima.

Con lettera 24 settembre 2004 all’ex datore di lavoro, con copia per conoscenza
al signor __________ della RA 1, AT 1 ha reso noto la decisione 23 febbraio
1998 con cui l’Ufficio AI le ha aumentato, in sede di revisione della rendita,
il grado d’invalidità all’80%, con effetto dal 1° gennaio 1997 (allg. XIII,
doc. 15).

Di conseguenza, in data 18 ottobre 2004 la RA 1 ha richiamato dall’Ufficio AI
l’incarto dell’assicurata al fine di decidere sull’eventuale aumento della
rendita del secondo pilastro (allg. XIII, doc. 16).

 

 

                               1.6.   Con
petizione 25 ottobre 2004 al TCA AT 1 ha chiesto:

 

" 
In riferimento alla vostra lettera del 7 ottobre
2004 relativa al pensionamento per anzianità, a titolo cautelativo, in attesa
di una risposta alla nostra richiesta di rivalutazione della rendita LPP d'invalidità
percepita, presento regolare ricorso.

 

In allegato trasmetto copia della documentazione
inviata all'Istituto di previdenza professionale dei dipendenti del Comune di __________
e all'Istituto RA 1 di __________, ai quali è stato espressamente richiesto di
rivedere la rendita LPP d'invalidità fin'ora versata nella misura del 50%,
anziché dell'80% come da decisione dell'AI del 23.2.98, retroattiva al
1.1.1997, e il conseguente pensionamento.

 

In relazione a quanto esposto chiedo quindi pure
la revisione e la rettifica della rendita di vecchiaia che sarà versata a
partire dal 1. ottobre 2004." (doc. I)

Interpellata dallo scrivente Tribunale, con lettera 2 novembre 2004 l’attrice
ha precisato quanto segue:

 

" 
In riferimento al vostro scritto 28 ottobre
2004, confermo che la petizione è diretta sia contro l'Istituto previdenza
professionale del Comune di __________ sia contro l'Istituto RA 1 di __________.

 

Entrambe gli istituti, chiamati a gestire il
capitale del mio secondo pilastro, non hanno provveduto ad adeguare la rendita
LPP versata, dopo decisione AI di una rendita invalidità riconosciuta all'80%.

 

Inizialmente mi era stata riconosciuta una
rendita invalidità da parte dell'AI al 50%, in seguito è stata emessa una
decisione retroattiva al 1.1.1997 dove mi riconoscevano una rendita invalidità
dell'80%.

 

Da parte mia chiedo a entrambi gli Istituti di
provvedere alla correzione della mia rendita LPP, retroattivamente, e alla
conseguente rendita di pensionamento." 

(doc. III)

 

 

                               1.7.   Con risposta
18 novembre 2004 l’Istituto previdenziale di __________, dopo aver ricordato
che l’attrice è stata alla dipendenze del Comune di __________ sino al 30
aprile 1997, ha fatto presente:

" 
Per quanto riguarda l'aspetto previdenziale
comunichiamo che per i dipendenti incaricati, come nel caso della signora AT 1,
la previdenza professionale era assicurata da un contratto di previdenza
concluso con la compagnia RA 1 (ex CO 1). Sulla base delle prime decisioni
dell'AI la RA 1 ha riconosciuto una rendita di invalidità corrispondente al
50%. Per la rimanente parte attiva del 50%, al momento delle dimissioni della
signora AT 1, ha riconosciuto una prestazione di libero passaggio per un
ammontare complessivo di fr. 10'488.-, che è giunto a scadenza il 1° ottobre
2004.

 

Nel corso dell'anno 2000 il contratto con la
compagnia RA 1 è stato disdetto e la globalità degli impegni, sia per le
persone attive sia per quelle al beneficio di prestazioni previdenziali, è
stato trasferito all'Istituto di previdenza professionale dei dipendenti del
Comune di __________.

Nel caso concreto, a partire dal 1° gennaio 2000,
le prestazioni di invalidità precedentemente stabilite e versate sono state
riprese dal nostro Istituto.

 

Nel caso concreto, sollevato con la petizione,
riteniamo in primo luogo di fare riferimento alle decisioni che vorrà adottare
la RA 1 visto che gli elementi fondamentali della fattispecie e la calcolazione
degli importi, sia della rendita di invalidità sia della prestazione di libero
passaggio, sono stati effettuati dalla RA 1 stessa e non dal nostro
Istituto." (doc. V)

 

                               1.8.   Con lettera
25 novembre 2004 AT 1 ha rilevato quanto segue:

 

" 
Mi riferisco alla petizione contro l'Istituto di
CV 1 del Comune di __________ e all'Istituto RA 1.

 

Ho ricevuto la decisione da parte dell'Istituto
di Cassa Pensione RA 1, che trasmetto in allegato (allegato 1), i quali mi
versano retroattivamente solo fino al 1.9.1999 la differenza
della rendita (ossia al rimanente 50%).

 

Non sono d'accordo con questa nuova decisione.
Ritengo che loro mi debbano pagare a partire dal 1.1.1997, data del
riconoscimento retroattivo da parte dell'AI di un grado di invalidità dell'80%
(allegato 2 - dalla quale era già scaduto l'anno di carenza al riguardo potete
richiamare l'incarto AI).

 

L'errore (cioè non aver provveduto a cambiare il
grado di invalidità dal 50% all'80% della rendita Cassa Pensione) è stato
causato da loro visto che avevano nel mio incarto copia della decisione AI
all'80%, come da documentazione esposta durante il colloquio avuto in data
23.09.2004 presso gli Uffici del Municipio di __________ con il signor __________
(vedi allegato no. 3).

 

Chiedo che il Tribunale statuisca che l'Istituto
di cassa Pensione paghi la rendita intera a partire dal 1.1.1997, data alla
quale sono stata riconosciuta invalida all'80% dall'AI (la decisione dell'AI
era datata 23.2.1998 e veniva riconosciuta in maniera retroattiva al 1.1.97 -
anche tenuto conto se del caso della sovraassicurazione).

 

Si ha l'impressione, che le grosse
amministrazioni che ricevono dagli Uffici AI, per quanto di loro competenza le
decisioni in maniera di rendita AI, invece di reagire approfittano
dell'incompetenza della gente comune come me per poi alla fine guadagnarci
sopra. Vista questa situazione, che ritengo a dir poco, strana, chiedo che l'Istituto
Cassa Pensione mi paghi anche gli interessi di ritardo." (doc. VII)

 

                                         Tale
scritto è stato trasmesso alle due parti convenute per presentare delle
osservazioni.

                               1.9.   Con risposta
di causa, la Fondazione, per essa la società gerente RA 1, ha dettagliatamente
elencato la cronistoria della vertenza, osservando fra l’altro:

" 
L'azione è stata proposta in un momento
palesemente inopportuno. Infatti, l'attrice, contravvenendo al proprio obbligo
d'informazione ai sensi dell'art. 7 (1) del regolamento, ha informato soltanto
a fine settembre 2004 le istituzioni di previdenza interessate in merito a un
aumento del grado d'invalidità subentrato nel 1998 e, nonostante nessuna delle
parti convenute avesse contestato l'obbligo di versare le prestazioni, l'attrice
non ha atteso l'esito dei chiarimenti prima di presentare l'azione. Nell'ambito
della fattispecie descritta, l'attrice avrebbe dovuto, tuttavia, essere
consapevole del fatto che la sua richiesta implicava la riattivazione della
parte passiva con effetto retroattivo a sei anni e che nel frattempo il suo
datore di lavoro era passato a un'altra istituzione di previdenza. Doveva
inoltre essere verificato se l'aumento del grado d'invalidità indicato fosse
riconducibile alla stessa causa come quella che ha cagionato l'invalidità
parziale sussistente (cfr. giurisprudenza del TFA relativa all'art. 23 LPP) e
era necessario liquidare la polizza di libero passaggio esistente (cfr. art. 3
cpv. 2 LFLP). Per suddetti motivi decade qualsiasi diritto dell'attrice a spese
processuali.

 

Al momento attuale l'azione è da ritenersi priva
di oggetto, avendo la convenuta 3 corrisposto, con effetto retroattivo, le
rendite esigibili per l'aumentato grado d'invalidità fino al 30 settembre 2004
(cfr. allegati 17) e versando probabilmente la convenuta 1 l'intera rendita di
vecchiaia regolarmente dal 1° ottobre 2004. L'attrice ha pertanto ottenuto
quanto richiesto con l'azione, ossia un adeguamento delle prestazioni della
previdenza professionale al grado d'invalidità riconosciuto dall'AI a partire
dall'aumento del grado d'invalidità al 1° gennaio 1997 - tenuto tuttavia conto
del fatto che la convenuta 3 si appella alla prescrizione delle singole rendite
giunte a scadenza prima del 1° settembre 1999 (cinque anni prima della
comunicazione dell'aumento del grado d'invalidità).

 

Per giustificare la prescrizione invocata, la
convenuta 3 rimanda alla sentenza del TFA del 4 agosto 2000 (B/99), in cui il
Tribunale federale ritiene che il termine di prescrizione di cui all'art. 41
LPP, analogamente ai termini di prescrizione di cui agli artt. 60 e 127 CO,
inizia a decorrere indipendentemente dal fatto che l'avente diritto sia a
conoscenza dell'esistenza del proprio diritto alla rendita e non soltanto dalla
data della decisione retroattiva degli organi dell'Assicurazione federale per
l'invalidità." (doc. XIII)

 

                                         Per
questi motivi essa ha chiesto lo stralcio dai ruoli della lite, eventualmente
la reiezione della petizione.

 

                             1.10.   Con replica
22 dicembre 2004 AT 1, contestando l’applicazione del termine di prescrizione
da parte della Fondazione, ha ribadito la richiesta di versamento di una
rendita intera LPP a partire dal 1° gennaio 1997:

 

" 
Ribadisco il fatto che tutto il problema si è
venuto a creare non perché io non abbia informato le Istituzioni interessate,
come citato al capitolo IV In diritto cpv. 12, nello scritto
della RA 1, ma per loro negligenza nella gestione del caso. Infatti, io ho
informato del cambiamento della decisione AI (dal 50% all'80%) il mio
referente, ossia il Municipio di __________, che per me era il mio Istituto di
Cassa Pensione (perché mio datore di lavoro e perché colui che mi ha sempre
gestito le questioni di Cassa Pensione). A prova di ciò potete visionare gli
allegati delle copie della documentazione delle decisioni AI in loro possesso,
e a voi trasmesse.

Il problema qui è che l'informazione non è
passata tra di loro (cioè Istituto di previdenza professionale dipendenti
Comune di CV 1 e la RA 1). Ritengo quindi sia un caso di grave negligenza
amministrativa e di responsabilità.

 

Da parte mia ho reagito subito appena mi sono
accorta di questo LORO errore. Ora vengo ritenuta io la persona responsabile di
quanto da loro mal gestito?! E mi si dice che ormai si può tornare indietro di
soli 5 anni e che il resto è caduto in prescrizione?!

 

Ritengo che la negligenza non sia dovuta ad una
mia manchevolezza, pertanto il periodo di prescrizione non è in questo caso
applicabile.

 

Inoltre sempre nel cpv. 12 punto IV delle
osservazioni RA 1 si cita che io non ho atteso l'esito dei chiarimenti prima di
presentare l'azione. Ma io ho reagito al momento che mi è giunta la lettera da
parte dell'Istituto di previdenza professionale il quale mi comunicava la
rendita di vecchiaia alla quale avrei avuto diritto e se non fossi stata
d'accordo avrei avuto un termine di 30 gg. per presentare ricorso. L'azione
è stata da me presentata all'ultimo momento a titolo cautelativo, visto che
non avevo ricevuto nessuna notizia in merito alla mia segnalazione di errore e
onde evitare che alla fine qualcuno mi dicesse che ormai era troppo tardi per
chiedere la rettifica di tutto in quanto trascorso il termine di 30 giorni.
Ecco perché mi sono rivolta al Tribunale cantonale per aiutarmi nella
questione." (doc. XV)

 

                             1.11.   Con duplica
18 gennaio 2005 la Fondazione ha ribadito di esser stata informata dell’aumento
del grado d’invalidità solo nel settembre 2004, facendo presente:

"  Le
convenute 2 e 3 non sono in grado di verificare l'affermazione dell'attrice,
che sostiene di aver informato prima il datore di lavoro. D'altronde l'attrice
non indica nessuna prova.

 

Al ricevimento della prima rendita di previdenza
non adeguata dopo l'asserita informazione del datore di lavoro spettava
all'attrice di segnalare alla convenuta 2 - da cui aveva ricevuto le rendite -
la nuova decisione dell'ufficio dell'AI, tanto più che era tenuta a farlo
secondo il regolamento (art. 7). Dato che l'attrice non ha intrapreso alcun
atto interruttivo della prescrizione e che è rimasta inattiva fino al settembre
del 2004, almeno le prestazioni scadute prima del 1° settembre 1999 sono
prescritte (cfr. punti 12 e 13 della risposta di causa)." (doc. XVII)

 

                             1.12.   Il 3 marzo
2004 l’Istituto previdenziale di __________ ha duplicato, osservando:

" 
a)     Facciamo
riferimento al contenuto dei documenti da noi prodotti

 

b)     In base alle nostre verifiche e
accertamenti non risulta che l'assicurata abbia formalmente richiesto la
modifica delle prestazioni legate alla percentuale di invalidità che peraltro
avrebbe dovuto essere richiesta direttamente alla CO 1 che aveva
originariamente determinato l'importo della rendita di invalidità (vedi
allegato 1)

 

c)     A nostro avviso il fatto che ci
sia stata inviata la copia di una decisione dell'Assicurazione Invalidità che
ne modificava una precedente, non poteva essere da noi interpretato quale
formale richiesta da parte dell'interessata alla CO 1 per la modifica della
percentuale di invalidità." (doc. XXI)

 

                             1.13.   Il TCA ha
chiesto delle informazioni alla Fondazione in merito al passaggio previdenziale
all’Istituto di __________ (XXII), ricevendo risposta il 12 aprile 2005 (XXX).

 

                                         Lo
scrivente Tribunale ha poi richiesto dall’Ufficio AI l’incarto aperto a nome
dell’attrice (XXXII).

 

                                         Infine,
il TCA si è rivolto all’Istituto previdenziale di __________ (XXXVIII), ricevendo
con scritto 9 giugno 2005 le informazioni richieste (XXXIX).

 

                                         Le parti
hanno potuto prendere posizione in merito ad ogni singolo accertamento
eseguito.

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Con la
petizione in oggetto AT 1 ha postulato il versamento di una rendita d’invalidità
intera, richiesta che a cui la Fondazione ha dato seguito a questa richiesta in
corso di causa, riconoscendo detta prestazione previdenziale con tale
retroattivo dal 1° settembre 1999 (allg. XIII, doc. 17). 

Nonostante il trasferimento della previdenza professionale, con effetto al 1°
gennaio 2000, all’Istituto previdenziale di __________, con scritto 12 aprile
2005 al TCA la Fondazione ha comunque confermato che continua a versare la
prestazione in questione "a nome e per conto dell’Istituto previdenza
professionale dipendenti Comune di __________ "(XXX).

 

                                         Vista
l’acquiescenza, con risposta di causa 25 novembre 2004 la Fondazione ha
sostenuto che la lite debba essere stralciata dai ruoli.

A tal proposito va osservato che, in ambito della previdenza professionale di
fronte alla giurisdizione cantonale, torna applicabile la massima d’ufficio
(SZS 1990 p. 268). Tale principio impone al Giudice di provvedere a riunire gli
elementi di prova necessari, se ciò gli è possibile senza troppa difficoltà (SZS
1990 p. 155).

                                         Va poi rilevato che
l'acquiescenza - come la transazione - non vincola il giudice, il quale è
tenuto ad esaminarla alla stregua di una proposta fatta al tribunale di
giudicare nel senso voluto dalle parti (EVGE 1968 pag. 117). In tal caso il
giudice non può limitarsi a stralciare la causa dai ruoli ma deve esaminare la
conformità della soluzione proposta ai fatti e al diritto e decidere se
concedere o meno il proprio consenso (SZS 1994 p. 231; DTF 104 V 165; Meyer,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in: BJM 1989 pag. 28; Baer, Die
Streiterledigung durch Vergleich im Schadenersatzverfharen nach Art. 56 AHVG,
in: SZS 2002 pag. 430ss, 433).

Nel caso in esame, se da una parte la Fondazione,
conformemente ai fatti e alle norme applicabili, ha rettamente ammesso il
diritto dell’attrice a prestazioni più elevate (rendita intera d’invalidità invece
della precedente mezza rendita), rimane tuttavia ancora controversa la
questione a sapere (cfr. gli scritti del 25 novembre 2004,V e del 22 dicembre
2004, XV), se la rendita intera del secondo pilastro deve essere versata con
effetto dal 1° gennaio 1997, momento dell’aumento del grado d’invalidità
all’80% stabilito dall’Ufficio AI con decisione 23 febbraio 1998 (allg. XIII,
doc. 15) o soltanto successivamente.

La Fondazione, facendo presente di aver saputo solo nel mese di settembre 2004
dell’aumento del grado d’invalidità, ha invece opposto il termine quinquennale
di prescrizione, motivo per cui ha erogato la rendita unicamente dal 1°
settembre 1999.

L’attrice contesta l’applicazione della prescrizione poiché la Fondazione,
rispettivamente il suo datore di lavoro, ben prima del mese di settembre 2004 era
venuta a conoscenza dell’aumento del grado di rendita.

                                         

                                         In simili
condizioni la causa non può essere stralciata dai ruoli.

 

                               2.2.   Il 1.
gennaio 2005 è entrata in vigore la 1a revisione della LPP, la quale ha
modificato numerose disposizioni.

                                         In proposito deve essere
precisato che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, dal profilo
temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio le
relative norme in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto
che deve essere apprezzato giuridicamente oppure che ha delle conseguenze
giuridiche (DTF 130 V 329; DTF 129 V 1 consid. 1.2.; DTF 127 V 466 consid. 1;
DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR 2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.; STFA del 10
settembre 2003 nella causa C., B 28/01).

                                         La fattispecie in esame
avendo quindi per oggetto l’eventuale versamento della rendita
intera dal 1° gennaio 1997 e visto che gli eventuali effetti giuridici sono
temporalmente collocabili anteriormente al 1° gennaio 2005, non sono di
conseguenza applicabili le disposizioni di diritto materiale della 1. revisione
della LPP, bensì quelle valide fino al 31 dicembre 2004 (STFA del 26 novembre
2003 nella causa J., U 158/03; STFA del 24 maggio 2004 nella causa M., C 205/03
consid. 1).

                               2.3.   Per quanto
concerne il tema della prescrizione, per l'art. 41 cpv. 1 v. LPP i crediti che
riguardano contributi o prestazioni periodici si prescrivono in cinque anni,
gli altri in dieci anni. 

Gli articoli 129 a 142 del Codice delle obbligazioni sono applicabili (cfr.
RDAT I-1995 p. 232; SZS 1997 p. 562). 

Tale norma si applica sia agli istituti di diritto pubblico che di diritto
privato, tuttavia solo alla previdenza obbligatoria (art. 49 cpv. 2 LPP; DTF
127 V 317; A Maurer, Bundessozial-versicherungsrecht, Basilea 1994, p. 220; H.
M. Riemer, Das Recht der beruflichen Vorsorge in der Schweiz, Berna 1985, p.
104 N 20). Nella previdenza sovraobbligatoria e preobbligatoria, in difetto di
una prescrizione regolamentare (DTF 127 V 318), sono applicabili gli art. 127 e
128 CO che contemplano un’analoga regolamentazione (SVR 1995 BVG Nr. 43 p. 129
consid. 5b; DTF 117 V 332; Riemer, op. cit., pag. 104 n. 20).

                                         

                                         A
proposito delle prestazioni periodiche - quale è la rendita d'invalidità -
l’art. 131 CO prevede che la prescrizione delle rendite vitalizie e di simili
prestazioni periodiche comincia per l'intero credito alla scadenza della prima
prestazione arretrata (cpv. 1). Prescritto l'intero credito sono prescritte
anche le singole prestazioni (cpv. 2).

                                         La
prescrizione comincia quando il credito è esigibile (art. 130 cpv. 1 CO).

                                         Per
quanto quindi attiene alla rendita d’invalidità ciascuno degli arretrati si
prescrive in cinque anni dall’esigibilità del credito in applicazione dell’art.
130 cpv. 1 CO, mentre la pretesa principale ("Rentenstammrecht") nel
termine ordinario di dieci anni dalla scadenza della prima prestazione
arretrata, conformemente all’art. 131 cpv. 1 CO (DTF 124 III 451 consid. 3b;
DTF 117 V 332 consid. 4; DTF111 II 501; STFA non pubblicata del 4 agosto 2000
in re X., B 9/99; SVR 1996 BVG n. 63 p. 187 consid. 4a;
SVR 1995 BVG Nr. 43 p. 129 consid. 5b; SZS 1997 p. 562; 1994 p. 270; Riemer,
op. cit., pag. 104 n. 20).

                                         Secondo la giurisprudenza, per l’inizio della prescrizione non è
determinante la decisione dell’AI, ma la nascita del diritto in base alla legge
e al regolamento (STFA del 5 giugno 2001 in re B., B 6/01, 4 agosto 2000 in re
H., B 9/99).

 

                                         Infine,
per l'art. 135 CO

 

" 
La prescrizione è interrotta:

1. mediante riconoscimento del debito per parte del debitore, in
specie mediante il pagamento di interessi o di acconti e la dazione di pegni o
fideiussioni;

2. mediante atti di esecuzione, azione od eccezione aventi un
giudice od un arbitro, e così pure mediante insinuazione nel fallimento o
citazione avanti l’ufficio di conciliazione".

                                      

                                         Il
Regolamento applicabile in concreto non contempla alcuna regolamentazione in
materia di prescrizione rendendo quindi applicabile la normativa legale sopra
descritta (allg. XIII, doc. 3).

 

                               2.4.   Nella già
citata sentenza del 4 agosto 2000 il TFA ha stabilito che il diritto alla pretazione
era prescritto in quanto l’assicurato non l’aveva fatto valere entro il termine
di 10 anni.

In tale contesto l’Alta Corte ha sottolineato:

"
C'est également en vain que les recourants invoquent
le moyen tiré de l'abus de droit, au motif que l'intimée aurait «dolosivement incité
(l'assuré) à ne pas agir avant l'expiration du délai légal» en taisant l'inapplicabilité
de l'art. 15 ch. 1 de son règlement aux prestations obligatoires. 

Il est vrai que selon la jurisprudence rendue à propos des art. 127 à 142 CO,
le débiteur commet un abus de droit en se prévalant de la prescription, non seulement
lorsqu'il amène astucieusement le créancier à ne pas agir en temps utile, mais aussi
lorsque, sans dol, il a un comportement qui incite celui-ci à renoncer à entreprendre
des démarches juridiques pendant le délai de prescription et que, selon une appréciation
raisonnable, fondée sur des critères objectifs, ce retard paraît compréhensible
(cf. ATF 113 II 264 consid. 2e p. 269 et les références
citées). Il est également exact que des considérations du même ordre se déduisent,
en droit public, du principe de la bonne foi (Grisel, Traité de droit administratif,
p. 662; Imboden/Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, 6ème éd., p.
205).

Dans la mesure toutefois où feu X.________ était assisté d'un mandataire professionnel
censé connaître la jurisprudence (cf. ATF 118 V 77, 117 II 566), les recourants
ne sauraient soutenir que l'assuré ignorait l'inapplicabilité de l'art. 15
ch. 1 du règlement de la CPC au régime de la prévoyance
obligatoire. Au demeurant, si l'intéressé n'a accompli
aucun acte interruptif de prescription en temps utile, ce n'est pas pour s'être
fié, comme l'affirment les recourants, au délai d'attente dedeux ans prévu à
l'art. 15 ch. 1 du règlement; car si tel avait été le cas, il n'aurait pas
manqué d'interrompre la prescription quinquennale, au plus tard en 1994. En réalité, la passivité de l'assuré résulte de la négligence dont
il a fait preuve dans le suivi de son dossier : ainsi, c'est l'intimée qui, quatre
ans après qu'elle eut été informée du dépôt d'une demande de rente AI, a dû interpeller
le mandataire de feu X.________ le 20 septembre 1993 pour connaître l'issue de cette
procédure; par ailleurs, ce n'est que le 23 mars 1995, soit près de 18 mois
plus tard, qu'une copie de la décision de rente de l'AI a ététransmise
à la CPC; enfin, alors que la créance en prestations n'était pas encore prescrite
à cette date et  que l'intimée tardait à prendre position, l'assuré
et son mandataire n'ont pas jugé utile d'interrompre la prescription par l'un
des moyens prévus par la loi à l'art. 135 CO, mais se sont
contentés de relancer àquelques reprises la Rentenanstalt, surtout après le mois
de février 1997.

Dans ces conditions, on ne voit pas ce qu'il y a d'abusif dans le fait d'invoquer
la prescription survenue le 1er mai 1997. Le moyen est manifestement infondé.” (STFA inedita 4
agosto 2000, B 9/99, consid. 4b).

 

                               2.5.   Nel caso in
esame, la Fondazione ha applicato il termine di prescrizione quinquennale calcolato
a ritroso dal momento in cui è venuta a conoscenza dell’aumento del grado
d’invalidità, ossia la ricezione dello scritto 24 settembre 2004 dell’attrice (allg.
XIII,

                                         doc. 15).

AT 1 sostiene invece di aver a suo tempo informato sia il proprio datore
(Comune di __________) che l’Istituto previdenziale di __________ dell’aumento
del grado d’invalidità, motivo per cui non si tratta di un suo errore, ma
piuttosto di negligenza da parte delle succitate autorità che non hanno informato
la Fondazione di tale modifica. Implicitamente dovrebbe dunque valere come
momento d’interruzione della prescrizione quello in cui l’assicurata ha fornito
tale informazione.

Nelle osservazioni 3 marzo 2005 l’Istituto previdenziale di __________ ha
ammesso di aver ricevuto una copia della decisione dell’AI, facendo presente
che "non poteva essere da noi interpretato quale formale richiesta da
parte dell’interessata alla CO 1 per la modifica della percentuale
d’invalidità" (XXIbis).

                                         In merito
a questa circostanza, il TCA ha posto al succitato Istituto previdenziale le
seguenti domande (XXXVIII), il quale ha risposto in data 9 giugno 2005 (XXXIX):

 

"  1)
  Da chi avete ricevuto copia della decisione dell’Ufficio AI del 

      23 febbraio 1998 che ha modificato il
grado d’invalidità?

 

Non siamo in grado
di sapere con certezza da chi ci è stata inviata copia della decisione
dell'Ufficio AI del 23 febbraio 1998 che peraltro ci è giunta senza alcuna
lettera accompagnatoria. Potrebbe essere sia dall'Ufficio cantonale dell'assicurazione
invalidità sia dal Comune di __________ tramite la sua agenzia comunale AVS. 

 

2)   Esattamente quando avete ricevuto tale decisione? (Se
disponibile, p.f. allegare la prova documentale).

 

Non abbiamo copia
della busta indicante una data precisa, presumibilmente nel corso del mese di marzo
1998 considerato che la decisione AI data del 23 febbraio 1998.

 

3)   Per quale motivo non avete comunicato alla CO 1 la modifica del
grado d’invalidità, visto che il 19 agosto 1996 avete informato il menzionato
istituto previdenziale della mezza rendita erogata con decisione 9 agosto 1996
dell’Ufficio AI (cfr. allegato no.2)?

 

Non era competenza
del nostro Istituto decidere né se l'interessata avesse diritto alla rendita pensionistica
né tantomeno stabilirne la percentuale. La dipendente AT 1, a quel momento non
era più nostra assicurata e pertanto inscritta nei nostri incarti.

Per la parte attiva
(50%) ci erano state comunicate le dimissioni con effetto 30 aprile 1997
(vedi copia lettera del 6 maggio 1997 allegata); la parte inattiva era stata
regolata nel 1996 direttamente da parte della CO 1 la quale aveva chiaramente
indicato alla signora AT 1 (vedi lettera 22.111.1996 allegata in copia) che
ogni cambiamento di incapacità di guadagno doveva essere immediatamente
comunicata direttamente alla CO 1." 

                                         Dunque,
verosimilmente nel mese di marzo 1998 l’Istituto previdenziale di __________ è
venuto a conoscenza della decisione 23 febbraio 1998 dell’Ufficio AI di aumento
del grado d’invalidità di AT 1. 

                                         Ora, il
menzionato Istituto, rispettivamente il datore di lavoro (Comune di __________),
non erano tenuti a trasmettere copia della decisione dell’Ufficio AI alla Fondazione.
Da un lato, con effetto 30 aprile 1997 l’attrice non era più dipendente presso
il Comune di __________ e quindi non era affiliata per la parte attiva alla
succitata Fondazione (allg. XIII, doc. 11).

Dall’altro, al momento della ricezione della decisione dell’AI la questione
previdenziale relativa alla parte inattiva dell’attrice (invalidità) era stata
assunta dalla stessa Fondazione, la quale dal 1996 versa, con effetto
retroattivo dal 1° ottobre 1995, una mezza rendita d’invalidità. 

Va poi evidenziato che all’art. 7 del regolamento previdenziale, nel tenore valido
al momento dei fatti, è espressamente stabilito che le persone assicurate sono
tenute ad informare la Fondazione il mutamento del grado d’invalidità (allg.
XIII, doc. 3 pag. 7).

Di questa circostanze l’assicurata è stata del resto resa edotta con la
comunicazione 22 novembre 1996 della Fondazione con cui le è stata riconosciuta
la mezza rendita d’invalidità ("La preghiamo di notificarci ogni
cambiamento di questa incapacità di guadagno immediatamente. Prestazioni
accordate di troppo dopo la data di modifica dovranno essere rimborsate",
allg. XIII, doc. 8).

Pur ritenendo che l’attrice, come da lei assunto nella replica del  22 dicembre
2004 al TCA (XV), abbia considerato in buona fede il Municipio di __________
rispettivamente l’Istituto previdenziale di __________ (e quindi non la Fondazione),
quali suoi referenti per le questioni inerenti il secondo pilastro, resta il
fatto che essa, facendo uso della diligenza dovuta in questa circostanza,
avrebbe dovuto segnalare subito a medesimi enti (datore di lavoro e Istituto
previdenziale di __________) la non avvenuta ricezione della rendita intera del
secondo pilastro. Essa lo ha invece fatto solo nel settembre 2004, ossia dopo oltre
sei anni dalla decisione 23 febbraio 1998 dell’Ufficio AI.

In conclusione, non potendo addebitare alla Fondazione alcuna negligenza,
tantomeno di aver abusivamente fatto ricorso all’istituto della prescrizione
(cfr. in merito: DTF 113 II 264 consid. 2e citato nella menzionata STFA inedita
4 agosto 2000, B 9/99, consid. 4b riportata al consid. 2.4) e costatato che in
casu non vi è stato alcun atto interruttivo della prescrizione (cfr. consid. 2.3),
l’assicurata ha diritto ad una rendita d’invalidità intera dal 1° settembre
1999.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   La
petizione è parzialmente accolta nel senso che AT 1 ha diritto ad una rendita intera d’invalidità dal
1° settembre 1999 sino al raggiungimento dell’età pensionabile ordinaria (1°
ottobre 2004), erogata dalla Fondazione collettiva CO 1.

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti