# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a1bb0ea5-9dca-58cc-95bd-edc2e09e41f8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-04-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 25.04.2001 52.2000.300
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2000-300_2001-04-25.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2000.00300

   

  	
  Lugano

  25 aprile
  2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso  27 novembre 2000 di

 

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 7 novembre 2000 (n. 4870) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la decisione 19 aprile 2000 del Dipartimento delle istituzioni,
  Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di rilascio di un permesso
  di dimora;

  

 

 

viste le risposte:

-    13 dicembre 2000 del
Consiglio di Stato,

-    14 dicembre 2000 del
Dipartimento delle istituzioni;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 1°
ottobre 1998 la cittadina bulgara __________ è stata autorizzata a entrare e a
risiedere in Svizzera tramite successivi permessi di dimora temporanei (L) per
lavorare come artista in diversi locali notturni ticinesi. Il 4 maggio 1999 la
Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle istituzioni ha
respinto la domanda presentata il 25 febbraio precedente dalla ricorrente volta
ad ottenere un permesso L per motivi di cura (infortunio alla caviglia destra)
e le ha ordinato di lasciare il territorio cantonale entro il 31 maggio 1999.

 

 

                                  B.   a) Con
domanda di visto per la Svizzera, depositata il 4 giugno 1999 presso l'ambasciata
elvetica in Bulgaria, __________ ha chiesto al Dipartimento delle istituzioni
un permesso di soggiorno per lavorare nel nostro cantone durante tre mesi. Il
1° agosto 1999 la ricorrente è stata autorizzata a rientrare nel nostro Paese,
ottenendo un permesso L della durata di un mese, in seguito regolarmente prorogato
fino al 31 ottobre successivo, per svolgere l'attività di ballerina in un
locale notturno a __________.

 

b) Il 21 ottobre 1999 __________ e
__________, cittadino iugoslavo titolare di un permesso di domicilio in
Svizzera, hanno depositato una promessa nuziale a __________, dove si sono sposati
il __________ successivo. Il 26 novembre 1999, __________ ha chiesto alla
Sezione dei permessi e dell'immigrazione il rilascio di un permesso di dimora
annuale per vivere insieme al marito e lavorare in qualità di cameriera. Nel
contempo, la ricorrente ha indicato quale dimora coniugale l'appartamento dove
viveva, situato in via __________ a __________.

 

c) Su richiesta dell'Ufficio regionale degli
stranieri di __________ volta ad accertare se __________ e __________
abitassero insieme, il 26 marzo 2000 le Polizie comunali di __________ hanno
accertato che la coppia non viveva in comunione domestica. La situazione è
stata confermata anche dalla Polizia cantonale il 4 aprile 2000, dopo che aveva
interrogato separatamente i coniugi __________.

d) Fondandosi sulle premesse emergenze, il
19 aprile 2000 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha rifiutato di
rilasciare un permesso di dimora a __________, perché non viveva con il marito.
La decisione è stata resa in applicazione degli art. 4, 16, 17 LDDS e 8 ODDS.

 

 

                                  C.   a) Contro
la predetta decisione dipartimentale, il 7 maggio 2000 __________ è insorta
davanti al Consiglio di Stato, adducendo in sostanza che era tornata a vivere
insieme a suo marito.

 

b) Il 28 settembre 2000, le Polizie di
__________ hanno trasmesso alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione un rapporto
informativo con il quale confermavano che i coniugi __________ non vivevano
sotto lo stesso tetto.

 

c) Il 9 novembre 2000, __________ ha
trasmesso al Governo una dichiarazione sottoscritta da alcune persone abitanti
in via __________ a __________, secondo i quali i coniugi __________ vivevano "come
propria famiglia nel nostro palazzo da circa un anno".

 

d) Con giudizio 7 novembre 2000 il Consiglio
di Stato ha confermato la risoluzione dipartimentale, ritenendo pure che la
ricorrente avesse contratto un matrimonio fittizio sulla scorta di diversi
indizi (luogo d'incontro dei coniugi, breve relazione prematrimoniale, assenza
totale di convivenza prima delle nozze celebrate soltanto dopo la scadenza del
termine di soggiorno autorizzato, dichiarazione rilasciata dal marito
dell'insorgente alla Polizia cantonale). Dato che non esisteva sin dall'inizio
un legame tra i coniugi __________, ha soggiunto l'Esecutivo cantonale, non
permetteva di mutare il giudizio l'asserita ripresa della vita in comune dei
coniugi dopo il provvedimento adottato dalla Sezione dei permessi e
dell'immigrazione. Visto che la relazione coniugale non era più intatta, il
Governo ha rilevato che __________ non poteva richiamarsi neanche all'art. 8
CEDU. Ha infine considerato esigibile il rientro della ricorrente nel proprio
Paese d'origine.

 

                                  D.   Contro la
predetta pronunzia, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio di un permesso
di dimora. Afferma di essersi riconciliata con il marito e sottolinea di lavorare
onestamente. Rimprovera all'Esecutivo cantonale di non aver tenuto conto, nel
proprio giudizio, della dichiarazione sottoscritta dagli inquilini dello
stabile situato in via __________ a __________.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono sia il Consiglio di Stato sia il dipartimento con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime sono suscettibili di
essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
(cfr. art. 10 lett. a LALPS).

 

1.2. In materia di polizia degli stranieri
il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile
contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione
federale non conferisce un diritto. L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente
decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati
con l'estero, in merito alla concessione del permesso di dimora o di domicilio.
Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile permesso solo
laddove tale pretesa si fonda su di una disposizione particolare del diritto
federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid.
1a con rinvii).

 

1.3. Non esiste tra la Confederazione
Svizzera e la Repubblica di Bulgaria alcun trattato che regoli in modo
specifico il soggiorno in Svizzera dei cittadini bulgari, accordo dal quale
potrebbe scaturire un diritto al rilascio di un permesso di dimora.

1.4. L'art. 17 cpv. 2 LDDS prima frase
dispone che lo straniero sposato con una persona in possesso del permesso di
domicilio ha diritto alla proroga del permesso di dimora, fintanto che vive con
il coniuge. In altre parole, l'unione coniugale deve sussistere sia
giuridicamente che di fatto. In concreto, __________ sostiene che suo marito
__________ è tornato a vivere presso di lei. Per la soluzione della vertenza
non è ad ogni buon conto necessario esaminare più a fondo se i coniugi vivono
attualmente in comunione domestica. In effetti, per la ragioni che seguono (consid.
3), nella misura in cui la censura di violazione dell'art. 17 cpv. 2 LDDS fosse
ammissibile, essa andrebbe comunque respinta nel merito.

 

1.5. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
10 LALPS e 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a
ricorrere (art. 43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso
sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm). Ai fini del
giudizio non è infatti necessario raccogliere la testimonianza del marito della
ricorrente, volta ad accertare la ripresa della vita in comune dei coniugi
__________.

 

 

                                   2.   2.1.
Giusta l'art. 17 cpv. 2 LDDS prima frase, lo straniero sposato con una persona
in possesso del permesso di domicilio ha diritto alla proroga del permesso di
dimora, fintanto che vive con il coniuge.

 

2.2. Per analogia con quanto disposto
nell'ambito dei matrimoni tra un coniuge svizzero ed uno straniero (art. 7
LDDS), questo diritto non sussiste se il matrimonio è di natura fittizia.

Il quesito di sapere se le nozze sono state
celebrate per eludere le prescrizioni in materia di dimora e domicilio degli
stranieri può essere risolto sulla base di seri indizi. E' considerato tale il
fatto che nei confronti dello straniero sia stato pronunciato l'allontanamento
dalla Svizzera in conseguenza del mancato rinnovo del suo permesso di dimora o
della reiezione di una sua domanda di asilo. Le circostanze in cui si sono
conosciuti i coniugi, la breve durata della relazione prematrimoniale, nonché
l'assenza o quasi di una reale comunione domestica, possono configurare
ulteriori indizi atti a ritenere che gli interessati non abbiano avuto la volontà
di costituire un'autentica unione coniugale. Che i coniugi abbiano convissuto
durante un determinato periodo e intrattenuto relazioni intime non è di
decisivo rilievo per confutare l'esistenza di un matrimonio fittizio, tale
comportamento potendo essere stato adottato all'unico scopo di trarre in
inganno le autorità (DTF 122 II 295).

 

2.3. Il permesso può anche essere negato in
caso di abuso di diritto. L'abuso sussiste quando un diritto viene invocato per
realizzare degli interessi che la legge non vuole proteggere (Häfelin/Müller,
Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts, 3a. ed., N. 597 segg.;
Imboden/Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, 6a. ed., N. 74 e 78).
Sono dati segnatamente gli estremi dell'abuso, allorquando lo straniero si
richiama ad un matrimonio che sussiste solo formalmente unicamente per ottenere
il rilascio o il rinnovo di un permesso di dimora (DTF 121 II 97 consid. 4).

 

 

                                   3.   Contrariamente
a quanto sostiene la ricorrente, il Consiglio di Stato non ha fondato il
proprio giudizio sull'abuso manifesto del diritto nell'invocare il vincolo
coniugale, bensì sul fatto che vi erano diversi indizi di matrimonio fittizio.

 

3.1. Interrogato il 28 febbraio 2000 dalla
Polizia cantonale sul suo matrimonio contratto con la ricorrente, __________ ha
- tra l'altro - dichiarato:

 

"Nel 1998
avevo modo di conoscere la signorina __________. Tra di noi si instaurava un
rapporto di amicizia. L'ho conosciuta a __________ presso il night club
__________. La ragazza lavorava quale ballerina. Beninteso che con lei non
ho mai avuto rapporti sessuali. Parlando si usciva sul discorso del
matrimonio. Ed infatti nel mese di novembre del 1999 abbiamo contratto
matrimonio. Ci siano sposati solo in civile presso il comune di __________.
Sottolineo nuovamente che anche dopo il matrimonio non abbiamo avuto
rapporti sessuali. Lei ha sempre vissuto a __________ in via __________, mentre
io a __________ in via __________.

D1: Mi sa
spiegare lo scopo del vostro matrimonio? R1: A mio modo di vedere le cose, non
c'era alcun motivo valido.

D2: Perché si è
assunto un compito così gravoso quale il matrimonio, senza un motivo valido?
R2: Non mi sono reso conto di quello che facevo. Però faccio notare che avevamo
adottato il regime della separazione dei beni.

D3: Dalla
signora __________ ha ricevuto denaro affinché lei la sposasse? R3: Era
stato pattuito che a seguito del matrimonio io ricevessi frs. 10'000.–. Sino ad
oggi ho ricevuto frs. 6'000.–. Presso un avvocato, del quale non so fornire le
generalità, è stato firmato un contratto, del quale io non ho copia. Mi
aveva pure precisato che voleva sposarsi unicamente per ottenere il permesso C.
All'ottenimento di questo avremmo divorziato.(…).

D5: Cosa paga di
affitto? R5: Pago fr. 250.– per una camera.(…)

D7: Le richiedo,
perché lei ha accettato di contrarre matrimonio con la __________? R7: Ero in
un momento di difficoltà economiche e pertanto ho accettato di contrarre
matrimonio, previo il versamento della somma di frs. 10'000.–. (…)

D9: Da quanto
tempo non sente la __________? R9: Da circa un mese.(…).

D11: In pratica
lei in via __________ a __________ aveva un domicilio fittizio? R11: Esatto.
L'avevo unicamente per simulare l'unione coniugale".

 

In sostanza, __________ ha affermato di aver
contratto un matrimonio prezzolato con __________ allo scopo di permettere a
quest'ultima di ottenere, cinque anni dopo le nozze, un permesso di domicilio
in Svizzera. Egli ha anche dichiarato di vivere altrove e di aver simulato
l'unione coniugale notificandosi presso la moglie. Il marito della ricorrente
ha pure indicato per ben due volte che l'abitazione coniugale era a __________,
mentre in realtà era situata a __________. Dal canto suo, l'insorgente ha
indicato che __________ aveva un monolocale a __________, ma non ha saputo
essere più precisa (verbale d'interrogatorio 29 febbraio 2000 di __________, ad
R2 pag. 1).

Alla luce di queste risultanze, se ne deduce
che l'insorgente ha contratto matrimonio allo scopo di ottenere un permesso di
soggiorno in Svizzera, eludendo in tal modo le disposizioni sulla dimora e il
domicilio degli stranieri.

 

3.2. Queste conclusioni sono state
confermate anche dagli accertamenti svolti dalle polizie comunali di
__________, dai quali risulta l'assenza di __________ dal domicilio coniugale
almeno a partire dal gennaio 2000; il predetto si limitava di tanto in tanto a
rendere visita all'insorgente (v. rapporti informativi 26 marzo e 28 settembre
2000). Vi sono poi altri indizi. I coniugi __________ si erano conosciuti in un
locale notturno, dove __________ lavorava, ed avevano successivamente
presentato una promessa nuziale poco prima della scadenza del periodo di tre
mesi che la polizia degli stranieri aveva concesso all'insorgente per poter
nuovamente lavorare in Svizzera.

 

3.3. Gli argomenti addotti dalla ricorrente
non permettono di mutare il giudizio. E' vero che il Governo non ha preso in
considerazione la dichiarazione sottoscritta dagli asseriti inquilini dello
stabile di via __________ a __________, prodotta dall'insorgente allo scopo di
rendere verosimile che essa viveva insieme con il marito a partire dalle nozze
(doc. D). Tale scritto - versato agli atti ben sei mesi dopo l'inoltro del
ricorso - non dimostra tuttavia in alcun modo che tra __________ e __________
sussista una vera e propria relazione sentimentale. Certo è, invece, che nel
ricorso inoltrato in quella sede l'insorgente aveva ammesso di vivere separata
dal marito. La - saltuaria - presenza di __________ presso l'abitazione
coniugale dopo il provvedimento adottato dal dipartimento appare piuttosto
escogitata per puri fini di causa. Va infine osservato che la ricorrente ha
ottenuto un permesso di dimora per poter vivere con il marito nel nostro Paese
e non per altri motivi. Il fatto che, in questo ambito, essa fosse stata
autorizzata a svolgere un'attività lucrativa in Svizzera è soltanto una
conseguenza dell’unione coniugale e non costituisce lo scopo della sua dimora.

 

 

                                   4.   La
ricorrente non potrebbe invocare nemmeno la protezione dell'art. 8 CEDU. In effetti,
a dipendenza delle circostanze, lo straniero può prevalersi del diritto al
rispetto della vita privata e famigliare tutelato dalla norma in oggetto per
opporsi all'eventuale separazione dalla famiglia ed ottenere il mantenimento
del proprio permesso di dimora. Ora, per appellarsi alle garanzie sancite dall'art.
8 CEDU, la straniera deve dimostrare che tra lei e la persona che beneficia del
diritto di risiedere in Svizzera esiste una relazione stretta, intatta ed
effettivamente vissuta (DTF 122 II 5 consid. 1e, 289 consid. 1c, 385 consid.
1c; 118 Ib 145). Orbene, a seguito dell'accertamento della natura fittizia del
vincolo matrimoniale, non si può ritenere che esista un legame familiare
intatto ed effettivamente vissuto tra i coniugi __________.

 

 

                                   5.   Sulla
scorta di quanto precede, ritenuto pure che la ricorrente non invoca nemmeno
l'impossibilità di un suo rientro in Bulgaria, dove è nata ed è cresciuta, il
ricorso va respinto. La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza
(art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 4, 12, 17 cpv. 2 LDDS; 8 ODDS; 8
CEDU; 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 61
PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   In quanto
ricevibile, il ricorso è respinto.

§.  Di conseguenza __________, cittadina bulgara, è
tenuta a lasciare il territorio cantonale entro il 5 giugno 2001
notificandone la partenza al competente ufficio regionale degli stranieri.

 

 

                                   2.   Tassa e
spese di giustizia, per complessivi fr. 800.–, sono a carico della ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario