# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 876b4a62-e181-59c1-818a-221f75087786
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-05-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 31.05.1995 80.1994.30
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1994-30_1995-05-31.html

## Full Text

Incarto n.

  80.94.00030

  	
  Lugano

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto
  tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro
  Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Michele Rusca

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Andrea
  Pedroli vicecancelliere

  

 

statuendo
sul ricorso del 15 dicembre 1994

 

in
materia di:                 IMVI

 

	
  presentato
  da:

  	
  __________
  __________ __________ __________ 

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto

 

 

in
fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   __________ __________
era proprietaria della part. n. __________ RFD di __________ nonché, in
comproprietà con la sorella __________ della part. n. __________

                                         Il piano regolatore (PR)
di __________ adottato dal Consiglio comunale il 2 giugno 1976 ed entrato in
vigore con l'approvazione governativa del 7 luglio 1978, collocava i due fondi
in questione, insieme ad altri, in una zona per attrezzature ed edifici pubblici
(AP-EP), destinata all'ampliamento delle scuole elementari di __________ Con
sentenza del 7 maggio 1984, il Tribunale cantonale amministrativo stabiliva che
con l'entrata in vigore del piano regolatore era stata compiuta
un'espropriazione materiale; tale decisione veniva sostanzialmente confermata
anche dal Tribunale federale, con sentenza del 3 dicembre 1986 (DTF 112 Ib
496).

                                         In seguito all'approvazione
di una variante di PR, che aveva affrancato dal vincolo tutte le particelle,
all'infuori della n. __________ e della n. __________ le sorelle __________ notificavano
al Tribunale delle espropriazioni pretese di indennità per espropriazione
materiale e torto morale con riferimento alle particelle affrancate dal
vincolo, ma anche per quelle rimaste vincolate. Il Tribunale delle
espropriazioni, pronunciandosi, in seguito ad un accordo fra le parti, anche in
merito all'espropriazione formale delle particelle n. __________ e __________ negava
ogni indennità per il vincolo temporaneo, mentre stabiliva un'indennità di fr.
1'143'300.- per l'espropriazione definitiva della part. n. __________ e di fr.
1'341'780.- per l'espropriazione della part. n. __________ Il Tribunale
cantonale amministrativo accoglieva parzialmente un ricorso delle sorelle __________
contro la suddetta decisione del Tribunale delle espropriazioni, concedendo una
indennità di fr. 370.- al mq per l'espropriazione materiale delle part. n. __________
e __________ ed una ulteriore di fr. 120.- al mq per la successiva
espropriazione formale. In seguito ai ricorsi interposti contro la sentenza del
Tribunale amministrativo sia dal Comune di __________ sia dalle sorelle __________
il Tribunale federale, con sentenza del 23 febbraio 1994, confermava
l'indennità stabilita per l'espropriazione materiale, mentre riduceva quella
per l'espropriazione formale a fr. 50.- al mq.

 

                                   2.   Con due decisioni
del 6 maggio 1994, l' Ufficio dei registri di Locarno notificava a __________ __________
la tassazione dell'imposta sul maggior valore immobiliare; per l'espropriazione
materiale, commisurava l'imponibile in fr. 989'393.- e l'imposta in fr.
69'316.-, mentre per l'espropriazione formale imponeva un maggior valore di fr.
101'884.-, corrispondente ad un'imposta di fr. 5'416.-. Le decisioni in
questione venivano quindi confermate dalla stessa autorità di tassazione, con
decisioni su reclamo del 17 giugno 1994, nelle quali si spiegava in particolare
essere stato applicato, per il calcolo dell'imponibile ai fini dell'espropriazione
materiale, non il valore di stima della revisione generale del 1975, bensì
quello risalente alla revisione del 1967, non essendo quello più recente ancora
stato iscritto a Registro fondiario il giorno dell'espropriazione materiale.

 

 

                                   3.   __________ __________
impugnava la decisione in questione con tempestivo ricorso alla Divisione delle
contribuzioni (DC), argomentando di non aver conseguito alcun maggior valore in
seguito all'espropriazione dei fondi. Contestava, in particolare l'applicazione
del valore di stima del 1967 ai fini del calcolo dell'imponibile relativo
all'espropriazione materiale e sottolineava la contraddizione in cui era caduto
il Tribunale delle espropriazioni, avendo attribuito al valore residuo dei
fondi una volta un valore molto alto (fr. 220.- al mq), ai fini della
commisurazione delle stime ufficiali, ed una volta un valore estremamente
ridotto (fr. 30.- al mq), quando si è trattato di calcolare l'indennità di espropriazione.

                                         La Divisione delle
contribuzioni, nella sua decisione su ricorso dell'8 novembre 1994, adottava un
altro criterio di imposizione, considerando il trapasso imponibile avvenuto
solo con l'iscrizione a RF, cioè solo il 29 marzo 1994, e sommando di conseguenza,
per ottenere il valore dell'alienazione, le due indennità per espropriazione
materiale e per espropriazione formale; a tale valore contrapponeva il valore
di stima a tale data, cioè fr. 240.- al mq. L'autorità di ricorso retrocedeva
quindi gli atti all' Ufficio dei registri per il nuovo calcolo.

 

                                   4.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, __________ __________ postula
l'annullamento della decisione della DC. Sostiene in primo luogo che, essendo
l'espropriazione materiale avvenuta al più tardi il 7 luglio 1978, data in cui
il Piano regolatore che prevedeva il vincolo è entrato in vigore, l'imposta sul
maggior valore è certamente caduta in prescrizione per decorrenza dei termini.
In secondo luogo, ribadisce che non vi è alcun maggior valore da imporre,
avendo ottenuto, in totale, un'indennità inferiore addirittura al valore di
stima dei fondi espropriati. Contesta poi la decisione della DC di cumulare le
indennità per espropriazione formale e materiale, che si riferiscono a due eventi
distinti e ben separati nel tempo.

 

                                         Nelle sue osservazioni del
16 gennaio 1995, la DC si richiama alla propria decisione, chiedendone la
conferma.

 

                                         Convocata dalla Camera,
per renderla attenta dall’eventuale rischio di una “reformatio in pejus” e per
darle quindi la possibilità di prendere posizione, la ricorrente è stata
sentita il 16 maggio 1995; ella ha precisato che, contrariamente a quanto argomentato
dall' Ufficio dei registri nella sua decisione su reclamo, contro la revisione
generale delle stime del 1975 non era più pendente alcun ricorso al momento
dell'espropriazione materiale, sicché nulla si opponeva all'applicazione del
nuovo valore di stima. Ha poi osservato che la stima di fr. 220.- al mq,
stabilita con la decisione del Tribunale delle espropriazioni del 1978, concerneva
il valore del fondo già considerato peraltro il vincolo che lo gravava. Non è
pertanto, a suo avviso, tale valore che deve essere contrapposto all'indennità
per espropriazione materiale.

 

                                   5.   Imposizione
congiunta o separata dell’espropriazione materiale e dell’espropiazione
formale?

                                         La prima questione da
esaminare concerne le modalità di imposizione dei trasferimenti immobiliari che
hanno avuto per oggetto i fondi della ricorrente. Come visto, infatti, l' Ufficio
dei registri, da un lato, e la Divisione delle contribuzioni, dall'altro, hanno
trattato in modo difforme l'espropriazione materiale e l'espropriazione formale
che hanno interessato i fondi, rispettivamente, nel 1978 e nel 1994. Mentre
l'autorità di tassazione le ha imposte separatamente, l'autorità di ricorso
invece le ha imposte congiuntamente, come se si trattasse di un'unica
alienazione.

                                      

                                         5.1.

                                         Lo Stato preleva
un'imposta sul maggior valore immobiliare (IMVI) che colpisce l'incremento di
valore o il guadagno realizzato nelle alienazioni di fondi (cfr. art. 1 LIMVI).

                                         Soggiacciono tra l'altro
all'imposizione le alienazioni di fondi di cui l'alienante è proprietario da
oltre cinque anni, se il valore dell'alienazione supera il valore ufficiale di
stima aumentato del 5 % (cfr. art. 2 cpv. 1 lett. a LIMVI) e le
alienazioni di fondi di cui l'alienante è proprietario da non più di cinque
anni, se il valore dell'alienazione supera il valore determinato nella
precedente contrattazione aumentato del 5 % (cfr. art. 2 cpv 1 lett. a
LIMVI).

                                         Oggetto dell'IMVI è
pertanto la differenza di valore determinata conformemente ai suddetti disposti
(cfr. art. 5 cpv. 1 lett. a, b LIMVI), ritenuto che anche
l'alienante proprietario del fondo da oltre cinque anni può scegliere di essere
imposto, in applicazione dell'art. 5 cpv. 1 lett. b LIMVI, sulla
differenza tra il valore della precedente contrattazione e il valore d'acquisto
(cfr. art. 5 cpv. 2 LIMVI).

 

                                         5.2.

                                         Nell'espropriazione si
hanno fondamentalmente le stesse caratteristiche della compravendita: la
proprietà di un immobile viene trasferita e viene versata un'indennità quale
corrispettivo (art. 22ter
cpv. 3 CF: "In caso d'espropriazione, o di restrizione della proprietà
equivalente a una espropriazione, è dovuta piena indennità"). La sola
differenza rispetto alla compravendita è rappresentata dal carattere di diritto
pubblico: il trasferimento della proprietà non si fonda su un contratto di
diritto privato ma su una decisione dell'autorità (Guhl, Die Spezialbesteuerung
der Grundstückgewinne in der Schweiz, Zurigo 1953, p. 91; Locher,
Das Objekt der bernischen Grundstückgewinnsteuer, Berna 1986, p. 173; Reimann/Zuppinger/Schärrer,
Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, Vol. IV, Berna 1969, p.
157; Ochsner, Die Besteuerung der Grundstückgewinne in der
Schweiz, Zurigo 1976, p. 111; Mettler, Die Grundstückgewinn-steuer
des Kantons Schwyz, Zurigo 1990, p. 116; Rumo, Die Liegenschaftsgewinn-
und die Mehrwertsteuer des Kantons Freiburg, Friburgo 1993, p. 109). Materialmente,
anche l'espropriato, come qualsiasi altro alienante, consegue il pieno valore
del fondo. 

                                         Sebbene l'art. 2 cpv. 2
LIMVI non menzioni espressamente tra i trasferimenti di proprietà immobiliare
imponibili le espropriazioni formali e le espropriazioni materiali, si è sempre
ritenuto comunque che esse rientrino nella clausola generale di cui alla
lettera f dell'art. 2 cpv. 2 LIMVI ("qualsiasi negozio i cui effetti,
riguardo al potere di disporre del fondo sono parificabili, economicamente, a
quelli di un'alienazione"), tanto più che al successivo art. 13 LIMVI si
precisa che "nel caso di espropriazione totale o parziale per causa di
pubblica utilità, l'indennità di inconvenienza è esclusa dall'imponibile",
ragione per cui ogni altra componente dell'indennità di espropriazione deve
essere ritenuta computabile quale valore dell'alienazione. 

 

                                         5.3.

                                         Diversamente
dall'espropriazione formale, nel caso dell'espropriazione materiale
l'espropriante non acquisisce alcun diritto, ma si limita a restringere i
diritti di godimento e di disposizione di un bene, nell'interesse pubblico (Scolari,
Diritto amministrativo - Parte speciale, Bellinzona 1993, p. 409). 

                                         In considerazione delle
sue caratteristiche, l'espropriazione materiale presenta maggiori affinità con
la costituzione di servitù di diritto privato che non con l'espropriazione
formale. Pertanto, dovendo decidere circa l'imponibilità di una restrizione dei
diritti del proprietario fondata sul diritto pubblico, si valuterà l'esistenza
dei presupposti cui è subordinata l'imposizione di una restrizione derivante
dalla costituzione di una servitù di diritto privato; vi sarà, di conseguenza,
utile immobiliare solo se la misura concreta limita lo sfruttamento
incondizionato o diminuisce il valore venale di un fondo in modo duraturo e
importante e se vi è stato versamento di un'indennità. Si osservi, a tale
proposito, che le leggi di altri cantoni, ed ora anche la legge federale
sull'armonizzazione delle imposte dirette dei Comuni e dei Cantoni, del 14 dicembre
1990 (art. 12 cpv. 2 lett. c LAID), disciplinano l'imponibilità della
fattispecie in esame proprio accanto a quella della costituzione di una servitù
di diritto privato e le subordinano entrambe agli stessi presupposti (v. anche Ochsner,
op. cit., p. 121; Mettler, op. cit., p. 119; AA.VV.,
Kommentar zum Aargauer Steuergesetz, Berna 1991, p. 713; Richner/Frei/Weber/Brütsch,
Zürcher Steuergesetz - Kurzkommentar, Zurigo 1994, p. 740; Rumo,
op. cit., p. 130).

 

                                         5.4.

                                         Non vi è dubbio che
l'adozione del PR di Locarno, in data 7 luglio 1978, abbia dato luogo ad una espropriazione
materiale imponibile. Per valutare la portata dell'inserzione dei fondi in discussione
nella zona per attrezzature pubbliche del piano regolatore, basti rinviare alle
considerazioni contenute, a tale proposito, nella sentenza del Tribunale
federale del 3 dicembre 1986, ove si sottolinea che "l'inclusione di un terreno
di questa natura in una zona per attrezzature pubbliche è, per costante giurisprudenza,
costitutiva di espropriazione materiale. Il fondo cessa infatti di esser oggetto
di mercato per l'edilizia privata e di partecipare all'evoluzione dei prezzi
del mercato dei fondi edificabili" (DTF 112 Ib 509).

                                         Ne consegue che
l'espropriazione materiale presentava senz'altro i requisiti per l'assoggettamento
all'imposta sul maggior valore immobiliare.

 

                                         5.5.

                                         Il fatto stesso di
considerare imponibili le due alienazioni relative agli stessi fondi, per il
fatto che gli effetti di entrambe "riguardo al potere di disporre del
fondo, sono parificabili, economicamen-te, a quelli di un'alienazione",
conduce inevitabilmente a ritenere ingiustificata la decisione impugnata, che
ha ritenuto trattarsi di un unico trasferimento imponibile,
"perfezionatosi unicamente al momento dell'espropriazione formale e più
precisamente con l'iscrizione 29 marzo 1994 a RF". Tale decisione non
tiene conto dello svolgimento dei fatti, caratterizzato non da una sola alienazione
integrale effettuata il 29 marzo 1994, bensì da due alienazioni parziali, a
distanza di oltre quindici anni l'una dall'altra. Non si vede inoltre come possa
giustificarsi la contrapposizione ad un valore di alienazione composito, per la
maggior parte costituito però all'indennità di espropriazione calcolata in base
al valore al 7 luglio 1978, di un valore di stima relativo al 1994. Tale modo
di procedere appare ancor più discutibile, se si pensa poi che il valore di
stima in vigore il 29 marzo 1994 era necessariamente riferito alla situazione
attuale dei fondi, cioè a terreni il cui valore era notevolmente compromesso
dall'esistenza dei vincoli derivanti dall'adozione del PR entrato in vigore nel
1978. L'imposizione del maggior valore immobiliare, così come quella degli
utili immobiliari, si fonda infatti sul principio delle "situazioni comparabili".
Valore di investimento e valore di alienazione devono cioè riferirsi allo
stesso immobile, dal punto di vista delle dimensioni e del contenuto (Guhl,
op. cit., p. 256; Reimann/Zuppinger/Schärrer, op. cit., p. 201; Ochsner,
op. cit., p. 72; Locher, op. cit., p. 66; Mettler,
op. cit., p. 153; AA.VV., Kommentar zum Aargauer Steuergesetz,
cit., p. 734 s.; Rumo, p. 185: gli autori parlano, a tale
proposito, di principio di congruenza). Il prezzo di acquisto pagato per
un certo immobile può dunque essere contrapposto al prezzo ottenuto con
l'alienazione dello stesso fondo, solo se il complesso di cose e diritti di cui
è costituito il fondo non ha subito alcuna modificazione durante il possesso,
se cioè il complesso esistente al momento della vendita è congruente con
quello esistente al momento dell'acquisto.

                                         Non vi è certamente
congruenza fra la somma di due indennità per due successive alienazioni
parziali ed il valore di stima del fondo alla vigilia della seconda alienazione
parziale, quando cioè il valore del terreno era già stato compromesso dal
vincolo di diritto pubblico. 

 

                                         5.6.

                                         Si deve dunque procedere
all'imposizione separata delle due alienazioni parziali, la prima avvenuta nel
1978 e la seconda risalente al 1994.

 

 

                                   6.   Imposizione
dell'espropriazione materiale

 

                                         6.1.

                                         L'imposizione separata
dell'espropriazione materiale, già effettuata dall' Ufficio dei registri nelle
sue decisioni, era stata poi abbandonata dalla Divisione delle contribuzioni.
Ci si deve pertanto confrontare, per la prima volta con il problema, sollevato
dalla ricorrente, della prescrizione del diritto di imporre tale espropriazione
materiale. A suo avviso, infatti, l'alienazione imponibile risalirebbe al 7
luglio 1978, poiché il titolo vero e proprio dell'espropriazione materiale
sarebbe rappresentato dalla risoluzione del Consiglio di Stato, pubblicata sul
Foglio ufficiale e notificata al Municipio. L' Ufficio dei registri, autorità
di tassazione in materia di IMVI, avrebbe dunque dovuto sapere immediatamente
che era entrato in vigore il nuovo PR; al più tardi comunque avrebbe dovuto
apprenderlo nel 1988, quando a RF è stata iscritta la menzione "Piano
regolatore. Dg 19414/7.12.1988". 

                                         Il diritto all'imposizione
decade se l'Ufficio dei registri non notifica la tassazione agli interessati entro
un anno dall'iscrizione nel registro fondiario (art. 30 cpv. 1 LIMVI). Interessati,
secondo la citata norma, sono l'alienante, debitore dell'imposta allo Stato
(art. 4 cpv. 1 LIMVI) e l'acquirente, obbligato solidalmente verso lo Stato
(art. 4 cpv. 5 LIMVI).

                                         Il termine di un anno di
cui all'art. 30 cpv. 1 LIMVI è un vero e proprio termine di perenzione,
poiché la mancata notifica della tassazione, ovvero il mancato esercizio del
diritto di imporre da parte dello Stato rende caduco il diritto in sè stesso
(cfr. sentenza CDT n. 60 del 25 marzo 1993 in re J.M.P.).

                                         Il riferimento della norma
in questione al momento dell'iscrizione nel registro fondiario - che trova
riscontro pure all'art. 6 cpv. 1 LIMVI - ha un significato, naturalmente, solo
per il caso dei negozi soggetti ad iscrizione. Ciò accade sia per i negozi che
prevedono l'iscrizione costitutiva sia, secondo la prassi cantonale, per quelli
che prevedono la mera iscrizione dichiarativa, nel qual caso cioè l'acquirente
diventa proprietario già prima dell'iscrizione ma può disporre del fondo solo
dopo l'iscrizione (art. 656 cpv. 2 CC: acquisto per occupazione, successione,
espropriazione, esecuzione forzata o sentenza).

                                         L'espropriazione materiale
non avviene mediante un negozio giuridico del diritto privato, bensì in base ad
una decisione amministrativa, e, d'altronde, non comporta iscrizione a RF.
L'imposizione del trasferimento avviene dunque nel momento in cui l'indennità a
favore del proprietario viene stabilita con una decisione passata in giudicato
(Reimann/Zuppinger/Scherrer, op. cit., p. 166; Richner/Frei/Weber/Brütsch,
p. 741; StR 27 p. 328; di diverso avviso Rumo, op.
cit., p. 137, secondo cui è determinante l'atto con cui sorge la restrizione
imposta dal diritto pubblico). 

 

                                         6.2. 

                                         Il caso in esame è la
migliore dimostrazione dell'impossibilità di imporre l'espropriazione materiale
in un momento precedente quello in cui l'indennità è definitivamente
determinata. Non si vede infatti in quale modo l'autorità di tassazione avrebbe
potuto imporre già nel 1978 l'espropriazione materiale, né come avrebbe potuto
farlo negli anni successivi, protraendosi il contenzioso con il Comune di __________
La decisione in merito all'indennità per l'espropriazione materiale è infatti
passata in giudicato solo quando è stata emessa la decisione del Tribunale
federale del 23 febbraio 1994, che ha stabilito in fr. 370.- al mq la relativa
indennità.

 

                                         6.3.

                                         Stabilito che il diritto
dello Stato di assoggettare l'espropriazione materiale all'IMVI non è prescritto,
si tratta di confrontarsi con le modalità di calcolo dell'imponibile. Quale
valore dell'alienazione vale indubbiamente l'indennità per l'espropriazione materiale
stabilita dal Tribunale amministrativo e confermata dalla sentenza del Tribunale
federale, pari a fr. 370.- al mq. Quanto al valore di stima da dedurre da
quello dell'alienazione, si è detto che l' Ufficio dei registri, nella propria
decisione, ha applicato la stima ufficiale del 1967 (fr. 70.- al mq),
argomentando di non poter applicare i nuovi valori di stima relativi alla
revisione generale del 1975, per il fatto che l'espropriazione materiale si è
realizzata in data 7 luglio 1978, quando era ancora pendente un ricorso contro
la nuova stima ufficiale.

                                         In effetti, il valore
ufficiale di stima è quello stabilito conformemente alla legge sulla stima e in
vigore al momento dell'alienazione, facendo astrazione da un'eventuale
procedura di revisione in corso e dalle relative decisioni (cfr. art. 8 cpv. 1
e 2 LIMVI).

                                         Nemmeno le decisioni sulle
revisioni in corso all'epoca della tassazione - indipendentemente dal momento
della loro efficacia - sono di rilievo per l'accertamento dell'imponibile (cfr.
CDT n. 105/106 del 14 aprile 1986 in re C., confermata con STF
del 17 ottobre 1986; inoltre CDT 406/7 del 2 settembre 1983 in re
Ca.; STF del 27 maggio 1988 in re A.N.).

                                         Nella fattispecie,
tuttavia, i nuovi valori di stima erano già passati in giudicato al momento della
espropriazione materiale, essendo la decisione definitiva del Tribunale di
espropriazione, che accoglieva il ricorso contro le nuove stime ufficiali,
stata emessa il 9 giugno 1978. È infatti irrilevante che tali nuovi valori di
stima siano stati iscritti a RF solo il 18 settembre 1978.

                                         Orbene, la decisione del
Tribunale di espropriazione stabilisce in fr. 220.- al mq il valore di stima
dei fondi in questione; tuttavia, tale valore è calcolato, secondo la sentenza
del 9 giugno 1978, riducendo del 20% il valore di stima ufficiale, proprio per
tener conto "degli inconvenienti causati dal vincolo d'esproprio". In
altri termini, in virtù di una non meglio precisata prassi dell'Ufficio
cantonale di stima, l'autorità giudiziaria competente in materia, ha calcolato
il valore residuo agricolo dei fondi, riducendo del 20% il valore di stima che
i fondi stessi avrebbero avuto se non ci fosse stato il vincolo. Ne consegue
che, per disporre di un valore di stima "congruente" con il valore
dell'alienazione, cioè con l'indennizzo per l'espropriazione materiale, è
necessario "ricostruire" il valore di stima in base alla decisione in
questione, prima di dedurre il 20% corrispondente alla diminuzione di valore
dovuta all'adozione del nuovo PR:

 

                                                                                220.-
x 100 = fr. 275.-

                                                                                         80

 

                                         6.4.

                                         Per effettuare il calcolo
dell'imponibile, deve essere applicato l'art. 11 cpv. 2 LIMVI, poiché
l'espropriazione materiale configura indubbiamente un caso di "alienazione
parziale", Non si tratta, è vero, dell'alienazione separata di "un
fondo acquistato assieme ad altri per un valore globale", ma di un caso
analogo, poiché viene trasferita una parte dei diritti del proprietario su di
un fondo acquistato per un valore che ovviamente comprendeva anche detti
diritti. Secondo quanto previsto dall'art. 11 LIMVI, si deve ripartire il
valore di stima fra le singole parti. Ebbene, nella fattispecie, si tratta di
valutare la proporzione fra il valore oggetto dell'espropriazione materiale, quello
corrispondente cioè all'edificabilità del fondo, ed il valore residuo:

 

                                                                                370.-
x 100 = 92,5%

                                                                                       400

 

                                         Il valore di stima da
adottare per il calcolo in questione è pertanto il seguente:

 

                                         fr. 275.- x 92,5% = fr.
254.- al mq

                                      

                                         L'imponibile viene
pertanto così calcolato:

 

                                         per
la part. n. __________ ed un mezzo della part. n. __________

                                         prezzo
indicato:                 fr.          1'212'120.-

                                         ./.
stima ufficiale:               fr.            832'104.-

                                         ./.
5%:                              fr.              41'605.-

                                         imponibile:                        fr.            338'411.-

 

                                         L'imposta ammonta dunque
a:

 

                                         per
i primi fr. 10'000.-             3,6%       fr.         360.-

                                         per
gli ulteriori fr. 40'000.-       4,8%       fr.       1'920.-

                                         per
gli ulteriori fr. 50'000.-       6,0%       fr.       3'000.-

                                         per
gli ulteriori fr. 238'411.-      7,2%       fr.     17'166.-

                                         totale
imposta                                     fr.    22'446.-

 

 

                                   7.   Imposizione
dell'espropriazione formale

                                         Quanto al calcolo
dell'imposta dovuta per l'espropriazione formale, momento determinante è, come
sostenuto anche nella decisione impugnata, quello dell'iscrizione a RF,
avvenuta il 29 marzo 1994. Ebbene, il valore di stima a tale data ammonta a fr.
240.- al mq. Poiché tale valore si riferisce già allo stato attuale del fondo, cioè
alla sua diminuzione di valore conseguente all'entrata in vigore del PR che ha
dato luogo all'espropriazione materiale, non occorre allora procedere ad una
"ricostruzione" del valore di stima, come è stato fatto invece per il
calcolo dell'imponibile relativo all'espropriazione materiale.

                                         La conclusione è che con l'espropriazione
materiale non è stato realizzato alcun maggior valore, poiché a fronte di
un'indennità di espropriazione di fr. 50.- al mq vi è un valore di stima di fr.
240.- al mq. In seguito all'espropriazione formale non è dunque dovuta alcuna imposta
sul maggior valore immobiliare.

 

                                   8.   Il ricorso è di
conseguenza parzialmente accolto. Pertanto non si prelevano né tassa di
giustizia né spese processuali.

 

 

 

Per questi motivi,

 

visti per le spese gli art. 20 LIMVI, 11 RIMVI e 185 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è parzialmente
accolto.

 

                                    §   Di conseguenza, la
decisione su ricorso dell'8 novembre 1994 è annullata.

 

                                 §§   Gli atti sono rinviati alla
Divisione delle contribuzioni, perché emetta due tassazioni IMVI: 

                                     -   nella prima, per
l'espropriazione materiale (cfr. consid. 6), l'imponibile è così calcolato:

 

                                         prezzo
indicato:       fr.          1'212'120.-

                                         ./.
stima ufficiale:     fr.             832'104.-

                                         ./.
5%:                    fr.              41'605.-

                                         imponibile:              fr.             338'411.-

 

                                         e pertanto l'imposta
ammonta a:

 

                                         per
i primi fr. 10'000.-             3,6%         fr.           360.-

                                         per
gli ulteriori fr. 40'000.-       4,8%         fr.         1'920.-

                                         per
gli ulteriori fr. 50'000.-       6,0%         fr.         3'000.-

                                         per
gli ulteriori fr. 238'411.-      7,2%         fr.       17'166.-

                                         totale
imposta                                        fr.       22'446.-

 

                                     -   nella seconda, per
l'espropriazione formale (cfr. consid. 7), l'imponibile è invece pari a zero,
così come l'imposta.

 

 

 

 

 

 

 

                                   2.   Non si prelevano né spese
né tassa di giudizio.

 

                                   3.   Intimazione alle parti.

 

                                   4.   Il presente giudizio è
definitivo (art. 184 cpv. 3 LT).

 

 

 

 

 

 

per
la Camera di diritto tributario

del
Tribunale d’appello

Il
Presidente:                                                          Il
Segretario: