# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b24f091c-8773-5483-b8b9-531eabaebadb
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-09-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.09.2009 C-7326/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7326-2007_2009-09-03.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7326/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3  s e t t e m b r e  2 0 0 9  

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Vito Valenti, Michael Peterli, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Luigi Potenza, 
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

assicurazione invalidità, decisione del 
19 settembre 2007.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7326/2007

Fatti:

A. A._______,  cittadino  italiano  nato  il  (...),  celibe,  ha  lavorato  in 
Svizzera come bracciante agricolo dal 1969 al 1975, dal 1978 al 1982 
e dal 1984 al 1993, versando i contributi obbligatori all'assicurazione 
per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI; doc. 7). Il 18 giugno 
2002,  per  il  tramite  dell'Istituto  nazionale  italiano  della  previdenza 
sociale  (INPS),  l'assicurato  ha formulato  all'Ufficio  dell'assicurazione 
per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  una 
domanda per l'ottenimento di  una rendita  dell'assicurazione svizzera 
per l'invalidità (doc. 1 a 8). 

B.
Nell'ambito  dell'istruzione  della  domanda  di  rendita,  l'UAIE  ha 
acquisito, tra gli altri, i documenti seguenti:

- il questionario per il datore di lavoro, del 21 agosto 2003, dal quale 
risulta che l'assicurato ha lavorato in  Italia come bracciante agricolo 
dal  9  gennaio  al  28  febbraio  2002,  trentasei  ore  alla  settimana, 
guadagnando  EUR 4.33  all'ora  (EUR 623.52  al  mese,  EUR 7'450.- 
all'anno), e che ha cessato la sua attività il 28 febbraio 2002, per gravi 
motivi di salute (doc. 9),

-  il  questionario  per  l'assicurato,  del  21  agosto  2003,  dal  quale  si 
evince che quest'ultimo, dopo il suo rientro in Italia, ha lavorato come 
bracciante  agricolo  dal  1994  al  28  febbraio  2002,  e  che  non 
percepisce alcuna pensione d'invalidità italiana (doc. 10),

- diversa documentazione medica, coprente il periodo dal 29 marzo al 
20 novembre 2002 (doc. 11 a 16),

- la perizia medica particolareggiata E 213 del dott. T._______, del 7 
gennaio 2003, nella quale si fa stato di un'asma bronchiale intrinseca 
con disventilopatia ostruttiva di grado lieve-moderato, e nella quale si 
stabilisce un grado d'invalidità del 50% per l'ultima attività svolta e si 
evidenzia l'idoneità dell'assicurato ad esercitare un lavoro confacente 
(doc. 17),

-  un  esame  cardiologico  del  dott.  N._______,  del  10  luglio  2003, 
facente stato di valori normali (doc. 18).

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C.
L'UAIE  ha  quindi  sottoposto  l'incarto  all'apprezzamento  del  proprio 
servizio medico, nella persona del dott. H._______. Nella sua presa di 
posizione del 10 novembre 2003, quest'ultimo ha ritenuto la diagnosi 
d'asma  bronchiale  intrinseca  di  grado  lieve-moderato  e  stabilito 
un'incapacità lavorativa del 30% (doc. 21).

Fondandosi  su  questa  valutazione,  l'UAIE  ha  così  emesso  una 
decisione il 17 novembre 2003, con la quale ha respinto la domanda di 
rendita  d'invalidità  presentata dall'assicurato (doc. 22). Non essendo 
stata impugnata, questa decisione è cresciuta in giudicato. 

D.
Il  13  ottobre  2006  l'assicurato  ha  inoltrato  all'UAIE  una  nuova 
domanda per l'ottenimento di una rendita d'invalidità (doc. 23 a 28). 

Nell'ambito dell'istruzione della stessa, l'UAIE ha acquisito, tra gli altri, 
i documenti seguenti:

- il  questionario per il datore di lavoro, del 23 marzo 2007, dal quale 
risulta che l'assicurato ha lavorato in  Italia come bracciante agricolo 
dal 1° febbraio 1990 al 30 giugno 2006, trentanove ore alla settimana, 
guadagnando  EUR  6.73  EUR  all'ora  (EUR  1'049.-  al  mese,  EUR 
12'598.- all'anno), e che ha cessato la sua attività il 30 giugno 2006, 
per gravi motivi di salute (doc. 31),

-  il  questionario  per  l'assicurato,  del  24  marzo  2007,  che  riporta 
sostanzialmente gli stessi dati del questionario per il datore di lavoro 
(doc. 32),

-  diversa  documentazione  medica,  coprente  il  periodo  dal  5  marzo 
2005 al 1° ottobre 2006, in particolare la cartella clinica relativa ad un 
ricovero,  dal  25  al  31  agosto  2006,  per  ulteriori  forme  acute  e 
subacute di cardiopatia ischemica, un referto di elettrocardiografia del 
13 aprile 2006 ed un referto di  esame radiologico della  Co._______ 
cervicale, del 10 gennaio 2006 (doc. 34 a 44),

- la perizia medica particolareggiata E 213 del dott. C._______, del 15 
novembre 2006, in cui è posta la diagnosi di cardiopatia ischemica con 
crisi  di  angina,  broncopneumopatia  cronica con deficit  ventilatorio  di 
tipo ostruttivo di  discreta  entità,  gastropatia  cronica,  spondilartrosi  e 

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sindrome  ansiosa,  e  nella  quale  è  stabilito  un  grado  d'invalidità 
dell'80% per l'ultimo lavoro svolto. Pur ritenendo l'assicurato in grado 
di svolgere regolarmente lavori leggeri, il medico ha tuttavia concluso 
che  questi  non  potrebbe  svolgere  un  lavoro  adeguato  alle  sue 
condizioni (doc. 45).

E.
L'UAIE  ha  quindi  sottoposto  l'incarto  all'apprezzamento  del  proprio 
servizio medico, nella persona del dott. L._______, il quale, prendendo 
posizione il  4 giugno 2007,  ha ritenuto la  diagnosi  d'angina pectoris 
con  mantenimento  della  funzione  cardiaca,  di  broncopneumopatia 
cronica  di  tipo  ostruttivo  (Chronic  Obstructive  Pulmonary  Disease, 
COPD),  come  pure  d'alterazioni  degenerative  del  rachide,  ed  ha 
stabilito, a decorrere dal 30 giugno 2006, un'incapacità lavorativa del 
70% per  l'ultimo lavoro svolto  e  una capacità  lavorativa completa in 
attività confacenti, che non implichino, sostanzialmente, il trasporto di 
carichi superiori ai 15 kg (doc. 47). 

Il 10 luglio 2007 l'UAIE  ha proceduto al calcolo del grado d'invalidità. 
Come reddito ipotetico da valido per il 2005, ha ritenuto un valore di 
EUR 1'239.-, sulla base dei dati statistici dell'Ufficio internazionale del 
lavoro  (ILO),  e,  come  reddito  da  invalido,  sempre  secondo  i  dati 
dell'ILO per il 2005, in attività quali bidello o sorvegliante di cantieri, ha 
considerato un valore medio di EUR 1'141.72, ridotto del 20%, viste le 
circostanze personali  dell'assicurato, ossia EUR 930.35. Procedendo 
al  raffronto  dei  due  redditi,  l'UAIE  ha  così  ottenuto  una  perdita  di 
guadagno del 24.83%, corrispondente ad un grado d'invalidità del 25% 
(doc. 48). 

Basandosi sulla presa di  posizione del dott. L._______ e sul  proprio 
calcolo del grado d'invalidità, l'UAIE ha quindi emesso un progetto di 
decisione il 12 luglio 2007, con il quale ha preannunciato all'assicurato 
il non riconoscimento del diritto ad una rendita d'invalidità, invitandolo 
nel  contempo  ad  esprimere  sue  eventuali  osservazioni  entro  un 
termine di trenta giorni (doc. 49). 

Il  31  agosto  2007,  per  il  tramite  dell'Istituto  nazionale  italiano  di 
assistenza  e  di  patronato  per  l'artigianato  (INAPA),  l'assicurato  si  è 
opposto  al  progetto  di  decisione,  chiedendo  che  il  suo  caso  sia 
riesaminato  (doc.  51),  ed  ha  prodotto,  a  questo  fine,  un  certificato 
medico del dott. O._______, del 1° agosto 2007, di difficile lettura, nel 

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quale  è  menzionata  una  dispnea  da  sforzo  anche  minimo,  con 
impossibilità ad affrontare lavori di qualsiasi natura (doc. 50). 

Con presa di  posizione del  6  settembre 2007,  il  dott. L._______ ha 
riconfermato  la  propria  valutazione del  4  giugno 2007,  per  il  motivo 
che non è stato oggettivato nessun peggioramento dello stato di salute 
dell'assicurato da novembre 2006 (doc. 53). 

Il 19 settembre 2007 l'UAIE ha così emesso una decisione di rigetto 
della  richiesta  dell'assicurato  tendente  all'ottenimento  di  una  rendita 
d'invalidità svizzera (doc. 54).

F.
Rappresentato dall'avvocato Potenza, l'assicurato ha inoltrato ricorso 
al  Tribunale  amministrativo  federale  il  24  ottobre  2007,  chiedendo 
preliminarmente  di  dichiarare  la  decisione  nulla  per  mancanza  di 
motivazione, di  riconoscere il  suo diritto ad una rendita d'invalidità a 
far data dalla presentazione della domanda, con rifusione delle spese 
di procedura. Il ricorrente ha allegato alla sua impugnativa un esame 
cardiologico dei dott.ri Co._______ e Ci._______, del 5 gennaio 2006, 
nel quale è diagnosticata un'angina con coronarie epicardiche indenni 
da lesioni angiograficamente significative, e un esame pneumologico 
del  dott.  Ricchiuto,  del'11  giugno  2007,  facente  stato  di  un  deficit 
ventilatorio di tipo ostruttivo di notevole entità, specialmente a carico 
delle piccole vie aeree. 

G.
Con presa di posizione del 21 febbraio 2008, relativa ai nuovi referti 
prodotti  dal  ricorrente,  il  dott.  L._______  ha  riconfermato  le  sue 
precedenti valutazioni concernenti la diagnosi ed il grado d'incapacità 
lavorativa (doc. 56). 

L'UAIE ha quindi risposto il 28 febbraio 2008, chiedendo il rigetto del 
ricorso.

Il ricorrente ha replicato il 9 aprile 2008, asserendo, da un lato, che il 
salario da invalido deve essere ridotto del 25%, e non solamente del 
20%  come  ha  proceduto  l'UAIE,  e,  dall'altro  lato,  insistendo  sul 
riconoscimento del suo diritto ad una rendita intera d'invalidità. 

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H.
L'8 maggio 2008 il dott. L._______ si è nuovamente espresso sul caso, 
ribadendo che agli  atti  non è oggettivato  alcun peggioramento dello 
stato di  salute del  ricorrente da novembre 2006,  ossia da quando è 
stata eseguita la perizia E 213 da parte del dott. C._______ (doc. 58). 

L'UAIE ha duplicato il 6 giugno 2008, rilevando che, pur considerando 
una riduzione del salario da invalido del 25%, si otterrebbe un grado 
d'invalidità  del  30%,  inferiore  al  valore  minimo  del  40%  per  il 
riconoscimento del diritto ad un quarto di rendita d'invalidità. 

I.
Invitato dal Tribunale amministrativo federale a versare un anticipo di 
Fr. 300.-, equivalente alle presunte spese di procedura, il ricorrente ha 
richiesto, con lettera del 4 luglio 2008, di essere messo al beneficio del 
gratuito patrocinio per quanto riguarda le dette spese. A questo fine, il 
1°  agosto  2008,  egli  ha  fatto  pervenire  al  Tribunale  amministrativo 
federale una domanda di gratuito patrocinio debitamente compilata. 

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
impugnate dinanzi al Tribunale amministrativo federale conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20).

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 

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per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi, 
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti 
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art. 
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso è  ammissibile,  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge (art. 59 e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA). 

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 del Regolamento 
CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 

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il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata, in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante  (DTF  130  V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti).  Le 
disposizioni  della  5a  revisione  della  LAI  e  della  LPGA,  in  vigore  dal 
1° gennaio 2008, non sono pertanto applicabili nel caso concreto e, di 
seguito,  è  fatto  riferimento  alle  disposizioni  in  vigore  fino  al  31 
dicembre 2007.

4.
Il ricorrente ha contestato la validità formale della decisione dell'UAIE, 
rilevando che essa sarebbe nulla poiché priva di motivazione. 

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4.1 Il diritto di essere sentito, la cui garanzia è prevista all'art. 29 cpv. 
2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  svizzera  del  18 
aprile  1999  (Cost,  RS  101),  comprende  il  diritto  per  l'assicurato  di 
prendere conoscenza dell'incarto (DTF 132 II  485 consid. 3, 126 I  7 
consid. 2b), di esprimersi prima che una decisione sia emessa nei suoi 
confronti,  di  produrre  delle  prove  pertinenti,  di  partecipare 
all'amministrazione delle prove essenziali, di prenderne conoscenza e 
di  potersi  esprimere  in  merito,  allorquando  questo  è  proprio  ad 
influenzare la decisione da emanare (cfr. DTF 124 II 132 consid. 2b e 
giurisprudenza ivi citata). Nel quadro della procedura amministrativa il 
diritto  di  essere  sentito  è  consacrato  dagli  art.  26  a  28  (diritto  di 
esaminare gli  atti),  dagli  art. 29 a 33 (diritto di essere sentito  stricto 
sensu) e dall'art. 35 PA (diritto di ottenere una decisione motivata).

4.2 La giurisprudenza ha dedotto dal diritto di essere sentito, definito 
dalle  norme  speciali  di  procedura  (quali  l'art.  35  PA)  l'obbligo  per 
l'autorità di motivare la sua decisione, così da permettere ai destinatari 
ed a tutte le persone interessate di comprenderla, di impugnarla ed in 
modo  da  rendere  possibile  all'autorità  di  ricorso  adita  di  esercitare 
convenientemente il suo controllo (DTF 129 I 232 consid. 3.2; DTF 126 
I 97 consid. 2b; DTF 122 IV 8 consid. 2c, DTF 112 Ia 107 consid. 2b; 
cfr.  inoltre  la  sentenza  del  Tribunale  federale  2A.496/2006/ 
2A.497/2006 del  15 ottobre  2007  consid. 5.1.1). Si  è  in  presenza  di 
una violazione del diritto di essere sentito se l'autorità non soddisfa al 
suo obbligo di esaminare e di trattare i problemi pertinenti (DTF 126 I 
97  consid. 2b;  DTF  122  IV  8  consid. 2c).  Per  adempiere  a  tali 
esigenze,  è  sufficiente  che il  giudice  (o  l'autorità)  menzioni,  almeno 
brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in modo da 
permettere all'interessato di apprezzare la portata di quest'ultima e di 
impugnarla  in  piena  conoscenza  di  causa  (DTF  menzionate).  In 
generale, la portata dell'obbligo di motivare dipende dalla complessità 
della  fattispecie  da  giudicare,  dalla  potenziale  gravità  delle 
conseguenze della decisione e dalle circostanze del singolo caso. Più 
la  libertà  d'apprezzamento  dell'autorità  è  ampia  e  più  la  misura 
adottata arreca pregiudizio ai diritti dei singoli, più le esigenze legate 
alla  motivazione della  decisione devono essere elevate (DTF 112 Ia 
107  consid. 2b;  cfr. inoltre  la  sentenza  del  Tribunale  federale 
2A.496/2006 / 2A.497/2006 precitata). Sebbene la motivazione debba 
fare emergere le riflessioni dell'autorità in merito agli elementi (di fatto 
o di diritto) essenziali che hanno influenzato la decisione, l'autorità non 
è  comunque  tenuta  a  pronunciarsi  su  tutti  i  fatti,  argomentazioni  e 

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mezzi di prova invocati dalle parti, ma può limitarsi a quelli che, senza 
arbitrio, le sembrano decisivi per la risoluzione della causa (DTF 126 I 
97  consid. 2b;  DTF  112  Ia  107  consid. 2b).  È  sufficiente  che 
l'amministrazione  indichi  brevemente  i  motivi  della  decisione e  quali 
sono gli elementi alla base di quest'ultima (DTF 124 V 180, consid. 1a, 
confermato nella sentenza del Tribunale federale, del 9 maggio 2000, 
in re I., ed in Pra 2001, n. 71, consid. 1 a/bb).

4.3 Il  diritto  di  ottenere  una  decisione  motivata  costituisce  una 
garanzia  costituzionale  di  natura  formale,  la  cui  violazione causa in 
principio l'annullamento della decisione impugnata indipendentemente 
dalle possibilità di esito favorevole del ricorso nel merito (cfr. DTF 126 I 
19  consid. 2d/bb;  DTF  126  V  130  consid. 2b;  DTF  122  II  464 
consid. 4a  e  giurisprudenza  citata).  Eccezionalmente  un'eventuale 
violazione del diritto di essere sentito può essere sanata allorquando 
l'autorità  che ha emanato  la  decisione ha preso posizione in  merito 
alle  argomentazioni  decisive nel  quadro dello  scambio degli  scritti  e 
che l'amministrato ha avuto la possibilità di esprimersi liberamente di 
fronte  ad  un'autorità  di  ricorso  che  disponga  di  piena  cognizione 
(DTF 133 I 201 consid. 2.2; DTF 130 II 530 consid. 7.3; DTF 126 V 130 
consid. 2b; DTF 124 V 389 consid. 5a e 180 consid. 4a).

4.4 In  concreto,  la  motivazione  della  decisione  impugnata  appare 
certo  succinta,  ma  ciò  non  ha  però  impedito  il  ricorrente  di 
comprenderne la portata e di deferirla all'istanza superiore. Nell'ambito 
del ricorso, infatti,  egli  ha potuto difendersi in maniera corretta, nella 
misura in cui è stato in grado di dedurre i  fatti su cui la decisione si 
fonda e le  ragioni  per cui  è  stata pronunciata. Tuttavia,  anche se la 
decisione  fosse  considerata  non  sufficientemente  motivata,  si  rileva 
che  tale  carenza  sarebbe  sanata  dal  ricorso  davanti  al  Tribunale 
amministrativo federale, il  quale dispone di un pieno potere d'esame 
(fatti e diritto). 

Visto  quanto  precede,  la  censura  del  ricorrente  in  ordine 
all'insufficienza della motivazione e, quindi, alla violazione del  diritto 
di essere sentito, deve essere respinta.

5.
Il  ricorrente  ha  contestato  la  validità  materiale  della  decisione 
dell'UAIE, chiedendo che gli  sia riconosciuto il  diritto  ad una rendita 
intera d'invalidità. 

Pagina 10

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6.
Secondo l'art. 24 cpv. 1 LPGA, il diritto a prestazioni si estingue cinque 
anni dopo la fine del mese per cui era dovuta la prestazione. In deroga 
a questa disposizione, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato si 
annuncia più di dodici  mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni 
dell'assicurazione invalidità  possono essere assegnate soltanto per i 
dodici mesi precedenti la richiesta. Esse sono assegnate per un tempo 
anteriore, se l'assicurato non poteva conoscere i fatti motivanti il diritto 
e  presenta  la  richiesta  entro  dodici  mesi  da  quando  ne  ha  avuto 
conoscenza. 

In concreto, il ricorrente ha presentato la seconda domanda di rendita 
il 13 ottobre 2006. Il Tribunale amministrativo federale potrebbe quindi, 
di principio, limitarsi ad esaminare se il ricorrente abbia diritto ad una 
rendita  il  13  ottobre  2005  (ossia  dodici  mesi  precedenti  la 
presentazione della domanda), oppure se il  diritto ad una rendita sia 
sorto  tra  tale  data  ed  il  19  settembre  2007,  data  della  decisione 
impugnata.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza,  infatti,  la 
legalità  della  decisione  impugnata,  in  generale,  secondo  lo  stato  di 
fatto esistente al  momento in cui  la stessa è stata resa (DTF 130 V 
445, citato sopra al consid. 3.2).

7.
Secondo  le  norme  applicabili,  per  avere  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  un  cittadino  italiano  deve 
adempiere, cumulativamente, le seguenti condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

-  aver  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  durante  un  anno  intero 
almeno (art. 36 cpv. 1 LAI).

In concreto, è pacifico che il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI 
svizzera  durante  più  di  un  anno  intero  e,  pertanto,  adempie  la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita.

8.

8.1 In  conformità  con  l'art.  8  LPGA,  è  considerata  invalidità 
l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente 

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o  di  lunga  durata.  L'art.  4  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

8.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista  dall'art.  28  cpv. 1ter LAI,  secondo  il  quale  le  rendite  per  un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non è più  applicabile  quando l'assicurato  è  cittadino della  Comunità 
europea e vi risiede.

8.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace al  lavoro per almeno il  40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

8.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

8.5 Giova  ancora  ricordare  che,  secondo  un  principio  generale  del 
diritto delle assicurazioni sociali, ogni assicurato ha l'obbligo di ridurre 
il danno conseguente la sua invalidità (sentenza del Tribunale federale 

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I 147/01 del 9 maggio 2001; DTF 123 V 230 consid. 3c e DTF 117 V 
275 consid. 2b). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere 
tutto  quanto  sia  ragionevolmente  esigibile  per  ovviare  nel  modo 
migliore possibile alle conseguenza della sua invalidità, segnatamente 
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario in 
una nuova professione (sentenza del Tribunale federale I  543/03 del 
27 agosto 2004; DTF 113 V 22 consid. 4a). 

9.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti 
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, consideri i 
disturbi lamentati dall'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei 
suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti concernenti il medico 
curante,  secondo  la  generale  esperienza  della  vita,  il  giudice  deve 
tenere conto del fatto che, alla luce del  rapporto di  fiducia esistente 
con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore 
del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

10.

10.1 In  concreto,  la  decisione  impugnata  si  fonda  sul  parere  del 
servizio  medico dell'UAIE,  espresso dal  dott. L._______ (doc. 47),  il 
quale  ha  formulato  la  sua  valutazione  del  caso  dopo  avere  preso 
conoscenza della  perizia  E 213 del  dott. C._______ (doc. 45)  e  dei 
diversi  certificati  medici  prodotti  dal  ricorrente  prima  e  durante  la 
presente procedura. 

ll dott. L._______ ha ritenuto come diagnosi, avente un'incidenza sulla 

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capacità  lavorativa  del  ricorrente,  un'angina  pectoris  con 
mantenimento  della  funzione  cardiaca,  una  broncopneumopatia 
cronica di tipo ostruttivo e delle alterazioni degenerative del rachide. 
Tale diagnosi è condivisa dai diversi sanitari  che si sono espressi  in 
merito  allo  stato  di  salute  del  ricorrente.  Il  Tribunale  amministrativo 
federale non intravede pertanto ragioni valide per discostarsene.

10.2 Giova ricordare che le  affezioni  in  oggetto debbono, dal  profilo 
giuridico,  essere  esaminate  alla  luce  dell'art.  29  cpv. 1  lett.  b  LAI. 
Trattasi, infatti,  di malattie che, per costante giurisprudenza, sono da 
configurare  non  già  di  carattere  permanente  (cioè  di  natura 
consolidata o irreversibile), bensì patologico-labile, ossia suscettibili di 
migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di una stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera dell'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno. 

10.3 Per quanto  concerne  le  conseguenze invalidanti  delle  affezioni 
diagnosticate,  il  dott.  L._______  ha  stabilito  un'incapacità  lavorativa 
del 70% per l'attività di bracciante agricolo e una capacità lavorativa 
completa in attività confacenti, che non implichino il trasporto di carichi 
superiori  ai  15  kg. Questa  valutazione è parzialmente  in  disaccordo 
con il parere espresso dal dott. C._______, che ha ritenuto un grado 
d'invalidità dell'80% per l'ultimo lavoro svolto ed ha constatato, da una 
parte,  che  il  ricorrente  è  in  grado  di  svolgere  regolarmente  lavori 
leggeri,  e,  dall'altra  parte,  ha  ritenuto  che lo  stesso non sarebbe in 
grado di svolgere un lavoro adeguato alle sue condizioni.

Il  dott.  L._______  ha  osservato,  in  particolare,  che  la  funzione 
polmonare, la quale presenta una capacità vitale normale e un deficit 
ventilatorio del 48%, è più che compatibile con un'attività leggera. Egli 
ha  pure  rilevato  che  la  coronarografia  non  ha  evidenziato  lesioni 
angiologicamente  significative,  la  funzione  ventricolare  è  normale  e 
non  sussistono  segni  di  insufficienza  cardiaca  e  che,  dall'esame 

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radiografico della Co._______ cervicale, si osservano unicamente lievi 
note iniziali di spondiloartrosi con spazi intersomatici conservati. 

10.4 Alla luce di queste considerazioni, il collegio giudicante non può 
che  aderire  alla  valutazione  del  dott.  L._______,  riconoscendo  che 
l'incapacità lavorativa del ricorrente come bracciante agricolo è pari al 
70% dal 30 giugno 2006 e che egli è idoneo ad esercitare al 100% un 
lavoro leggero adeguato al suo stato di salute. In particolare non sono 
condivisibili le conclusioni della perizia E 213, peraltro contraddittorie, 
non essendo la stessa corroborata da esami oggettivi o da indicazioni 
precise inerenti  le limitazioni funzionali  che potrebbero incidere sulla 
capacità lavorativa del ricorrente. 

11.
Secondo l'art. 16 LPGA, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che 
l'assicurato  invalido  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione,  tenuto  conto  di  una 
situazione equilibrata  del  mercato  del  lavoro  (reddito  da invalido),  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse diventato invalido (reddito da valido). 

L'UAIE ha proceduto al calcolo del grado d'invalidità sulla base delle 
statistiche dell'ILO relative al 2005, considerando un salario da valido, 
come  operaio  agricolo,  di  EUR  1'239,  e  un  salario  da  invalido,  in 
attività  leggere  come  bidello  o  sorvegliante  di  cantieri,  di  EUR 
1'1471.72, e applicando una riduzione aggiuntiva del 20% sul salario 
da  invalido,  tenuto  conto  delle  circostanze  personali  del  ricorrente, 
ossia  EUR  930.35,  per  giungere  ad  una  perdita  di  guadagno  del 
24.83%, equivalente a un grado d'invalidità del 25%, il  quale non dà 
diritto  all'ottenimento  di  una  rendita  d'invalidità.  Occorre  ancora 
precisare  che,  anche  indicizzando  questi  dati  al  2006  (ultimi  dati 
disponibili  dell'ILO:  http://laborsta.ilo.org  ), e applicando una riduzione 
del  25%,  come  preteso  dal  ricorrente,  non  si  otterrebbe  un  grado 
d'invalidità sufficiente per il riconoscimento del diritto ad una rendita. 

12.
Di conseguenza, conformemente alle considerazioni sopra esposte, la 
decisione  di  rigetto  della  domanda  per  l'ottenimento  di  una  rendita 
d'invalidità deve essere confermata e il ricorso respinto. 

Pagina 15

http://laborsta.ilo.org/STP/guest

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13.
Con scritto del 4 luglio 2008, il ricorrente ha chiesto di essere posto al 
beneficio  dell'assistenza  giudiziaria  per  quanto  attiene  alle  spese  di 
procedura.

13.1 Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola 
messe a carico della parte soccombente.

Giusta  l'art.  65  cpv.  1  PA,  se  una  parte  non  dispone  dei  mezzi 
necessari  e  le  sue conclusioni  non  sembrano prive  di  probabilità  di 
successo,  l'autorità  di  ricorso,  il  suo  presidente  o  il  giudice 
dell'istruzione la dispensa, a domanda, dopo il deposito del ricorso, dal 
pagamento  delle  spese  processuali.  Secondo  la  giurisprudenza,  i 
presupposti  per  la  concessione  dell'assistenza  giudiziaria  sono  di 
massima adempiuti se il  richiedente si trova nel bisogno e se le sue 
conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (DTF 125 V 
202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti, sentenza della II Corte di 
diritto pubblico del Tribunale federale I 134/06 del 7 maggio 2007). A 
tale  proposito  si  osserva  che  per  valutare  la  probabilità  di  esito 
favorevole non si deve adottare un criterio particolarmente severo: è 
infatti  sufficiente  che,  di  primo  acchito,  il  gravame  non  presenti 
notevolmente  meno  possibilità  di  essere  accolto  che  di  essere 
respinto,  ovvero  che  non  si  debba  ammettere  che  un  ricorrente 
ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (DTF 125 II 
275  e  DTF  124  I  304  consid.  2c).  Inoltre,  quando  le  prospettive  di 
successo e i rischi di perdere il processo sono equivalenti o le prime 
sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi, le conclusioni 
ricorsuali  non  possono  essere  considerate  senza  esito  favorevole 
(DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b). 

In concreto, il Tribunale amministrativo federale considera comprovata 
la situazione d'indigenza del ricorrente. Peraltro, il ricorso non appariva 
di primo acchito sprovvisto di possibilità di esito favorevole (DTF 125 V 
202 consid. 4a; 372 consid. 5b). 

Ne consegue che il ricorrente è ammesso al beneficio dell'assistenza 
giudiziaria parziale e viene pertanto dispensato dal pagamento delle 
spese processuali. 

Pagina 16

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13.2
Visto  l'esito  della  procedura,  non  si  assegnano indennità  per  spese 
ripetibili (art. 64 PA). 

Per quanto concerne l'UAIE, le autorità federali  non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del Regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  d'assistenza  giudiziaria  parziale  è  accolta  e  non  si 
prelevano dunque spese processuali. 

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione: 

- al rappresentante del ricorrente (Raccomandata/AR);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...; Raccomandata)
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali. 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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