# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 20da944b-fc43-5fcc-b0e8-9ac442d0f0b7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-02-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 16.02.2001 11.2001.18
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2001-18_2001-02-16.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2001.00018

  	
  Lugano

  16 febbraio
  2001/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella procedura n.
__.____/R.__.____ (approvazione di rendiconto tutelare) della Divisione degli
interni, Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele,
che oppone

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________

  (patrocinata dall'avv. __________ __________,
  __________)

   

  
	
   

  	
  a

  	 

 

	
   

  	
  __________ __________, __________

  __________ __________, __________

  (patrocinati dall'avv. __________ __________,
  __________)

  avv. __________ __________,
  __________, e

  Delegazione tutoria di __________;

   

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta
l'appellazione del 22 gennaio 2001 presentata da __________ __________ contro
la decisione emanata il 28 dicembre 2000 dalla Divisione degli interni, Sezione
degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

 

in fatto:                          che con risoluzione del 13 gennaio 1997 la Delegazione tutoria di
__________ ha istituito una curatela volontaria in favore di __________
__________ (1912), designando l'avv. __________ __________ come curatore;

 

                                         che il
____________________ 1999 __________ __________ è deceduto, lasciando quali
eredi i figli __________ __________, __________ __________ e __________
__________, sicché il curatore ha presentato il 26 novembre 1999 il rendiconto
finale e un rapporto morale;

 

                                         che il 18
luglio 2000 la Delegazione tutoria di __________ ha approvato le predette
relazioni, riconoscendo al curatore un'indennità di fr. 12 135.–;

 

                                         che
contro tale approvazione ha interposto ricorso il 31 luglio 2000 __________
__________, chiedendo alla Divisione degli interni, Sezione degli enti locali
quale autorità di vigilanza sulle tutele, di annullare la risoluzione e di non
riconoscere al curatore alcun onorario;

 

                                         che il 25
agosto 2000 __________ __________, __________ __________, il curatore e la
Delegazione tutoria hanno proposto di respingere il ricorso; 

 

                                         che con
decisione del 28 dicembre 2000 l'autorità di vigilanza ha parzialmente accolto
il ricorso e ha riformato la decisione impugnata, approvando il rendiconto
finale e il rapporto morale con due riserve (inerenti al deposito di averi del
defunto su conti correnti e a differenze di cambio su titoli esteri) e
segnalando alle parti il diritto di agire in responsabilità nei confronti del
curatore e dei membri della Delegazione tutoria;

 

                                         che la
tassa di giustizia e le spese, di complessivi fr. 800.–, sono state poste per
tre quarti a carico di __________ __________ e per il resto a carico di
__________ __________ e __________ __________, ai quali la ricorrente è stata
tenuta a rifondere fr. 600.– complessivi per ripetibili;

 

                                         che
contro la risoluzione appena citata __________ è insorta con un appello del 22
gennaio 2001 nel quale chiede – previa concessione dell'effetto sospensivo – la
riforma del giudizio impugnato nel senso di rinunciare al prelievo di oneri e
di compensare le ripetibili;

 

                                         che
l'appello non è stato intimato alla controparte;

 

e considerando

 

in diritto:                        che le decisioni dell'autorità di vigilanza sulle tutele sono impugnabili
entro venti giorni alla Camera civile del Tribunale d'appello (art. 54a
LAC), sicché sotto questo profilo il gravame è ricevibile;

 

                                         che l'appello non indica invece quale sia la controparte, la quale
non è desumibile neppure dalle motivazioni, ragion per cui ci si potrebbe
interrogare sulla sufficienza dei requisiti formali (art. 309 cpv. 2 lett. b
CPC combinato con il cpv. 5), tanto più che l'appellante ha agito con l'ausilio
di un patrocinatore;

 

                                         che la
questione può nondimeno rimanere indecisa, l'appello dovendo in ogni modo
essere respinto per i motivi in appresso;

 

                                         che
l'autorità di vigilanza ha posto la tassa di giustizia e le spese, di
complessivi fr. 800.–, per tre quarti a carico della ricorrente e per il resto
a carico dei suoi fratelli, ai quali la prima è stata tenuta a rifondere fr.
600.– per ripetibili;

 

                                         che
l'appellante, pur non contestandone l'entità, ritiene che gli oneri processuali
non possano esserle addebitati poiché essa è stata indotta a ricorrere per i
vizi contenuti nella risoluzione della Delegazione tutoria, i quali sono stati
per altro confermati dal parziale accoglimento del gravame;

 

                                         che nella
determinazione degli oneri processuali e nel loro riparto il primo giudice
fruisce – anche nella procedura amministrativa (Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa, n. 2 ad
art. 28 LPAmm, pag. 144 nel mezzo con rinvio) – di un ragionevole potere
d'apprezzamento, censurabile solo per eccesso o per abuso (Rep. 1996 pag. 171);

 

                                         che in
concreto l'appellante chiede, come detto, di annullare la decisione con cui è
stato approvato il rendiconto del curatore, proponendo di non riconoscere allo
stesso alcuna indennità;

                                      

                                         che tali
richieste sono state pressoché interamente respinte dall'autorità di vigilanza,
la quale si è limitata ad aggiungere due riserve all'approvazione dei conti e a
richiamare, conformemente all'art. 453 cpv. 2 CC, l'azione di responsabilità
nei confronti degli organi di tutela prevista dagli art. 426 segg. e 454 seg.
CC;

 

                                         che, in
simili circostanze, la decisione di ritenere la ricorrente soccombente nella
misura di tre quarti rientra senz'altro nel potere d'apprezzamento dell'autorità
di vigilanza e resiste alla critica;

 

                                         che del
resto l'approvazione dei conti non ostava a un'eventuale azione di responsabilità
nei confronti delle autorità di tutela per danni derivanti dalla loro funzione
(cfr. Affolter in: Kommentar zum
Schweizerischen Privatrecht, ZGB I/2, Basilea 1999, n. 60 ad art. 451-453 CC); 

                                         

                                         che
quindi non è dato a divedere per quale motivo l'appellante sarebbe stata
indotta a ricorrere per avere l'autorità tutoria omesso di criticare l'operato
del curatore;

 

                                         che
l'appellante nega inoltre di dovere qualsiasi indennità per ripetibili ai
fratelli, i quali non sarebbero parti in causa, ma semplici interessati;

                                         

                                         che, per
giurisprudenza, la qualità di parte a un procedimento amministrativo è riconosciuta
– quanto meno – a chi ha diritto di ricorrere contro la decisione emessa dall'autorità
a conclusione del procedimento medesimo (cfr. Borghi/Corti,
op. cit., n. 1 ad art. 15 LPAmm, pag. 78 in basso con richiamo);

 

                                         che nella
fattispecie, oltre alla ricorrente, non si può negare siffatta qualità anche
agli altri figli del curatelato, giacché essi sono subentrati nei diritti del
defunto per successione universale a norma dell'art. 560 CC e sono, al pari
della sorella, destinatari dei conti litigiosi (Affolter, op. cit., n. 63 ad art. 451–453 CC);

 

                                         che i
fratelli, oppostisi al ricorso con l'ausilio di un patrocinatore, sono
risultati altresì in gran parte vincenti, motivo per cui soccorrono i requisiti
per riconoscere loro un'indennità per ripetibili (art. 54b LAC, in
vigore fino al 31 dicembre 2000);

 

                                         che anche
su questo punto la decisione impugnata merita conferma, sicché l'appello –
manifestamente infondato – può essere respinto con la procedura dell'art. 313bis
CPC;

 

                                         che
l'emanazione del giudizio odierno rende senza oggetto la richiesta di effetto sospensivo
contenuta nell'appello;

                                         

                                         che gli
oneri dell'attuale giudizio seguono la soccombenza dell'appellante (art. 148
cpv. 1 CPC); 

 

                                         che non
si giustifica di assegnare ripetibili alle controparti, le quali non si sono
nemmeno viste notificare il gravame e non hanno quindi sopportato costi apprezzabili;

 

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ricevibile, l'appello è respinto e la
decisione impugnata è confermata.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 150.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
200.–

                                         sono
posti a carico dell'appellante. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.
  Intimazione a:

                                         –
 avv. __________ __________, __________;

                                         –
 avv. __________ __________, __________.

                                         Comunicazione a:

                                         –
 avv. __________ __________, __________;

                                         –
 Delegazione tutoria di __________;

                                         –
 Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza
sulle tutele.

 

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario