# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 281eed10-7d89-50e9-8704-ff63838521d7
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.03.2010 C-5414/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5414-2008_2010-03-22.pdf

## Full Text

Corte II I
C-5414/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 2  m a r z o  2 0 1 0

Giudici Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Vito Valenti, Elena Avenati-Carpani, 
cancelliere Dario Croci Torti.

A.________, 
patrocinata dall'avvocato Andrea Marazzi, 
casella postale 1665, 6648 Minusio,
ricorrente,

contro

Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli 
infortuni (INSAI/SUVA),
Fluhmattstrasse 1, casella postale 4358, 6002 Lucerna,
autorità inferiore.

Assicurazione obbligatoria contro gli infortuni (decisione 
del 30 giugno 2008)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-5414/2008

Fatti:

A.
La  ditta  individuale  A._______  (in  seguito  A._______)  è  iscritta  al 
registro  di  commercio  dal  10  maggio  2000  ed  ha  per  scopo 
l'assistenza sanitaria privata (vedi estratto del Registro di commercio 
del Cantone Ticino).

Su  richiesta  della  ditta,  mediante  decisione  del  26  febbraio  2002, 
l'Ufficio del lavoro del Cantone Ticino le ha rilasciato un'autorizzazione 
d'esercizio per la fornitura di personale a prestito.

Nell'ambito  di  un  controllo  avviato  dall'Istituto  nazionale  svizzero  di 
assicurazione contro gli  infortuni  (in seguito SUVA) è emerso che la 
ditta in questione è assicurata presso la Zurigo assicurazioni per gli 
infortuni  professionali.  Le  persone  impiegate  sono salariate  e,  salvo 
due  dipendenti  che  lavorano  in  ufficio,  le  altre  lavorano  nel  campo 
infermieristico, assistendo i malati  a domicilio o durante il  ricovero in 
ospedale  o  in  una  casa  di  cura  per  anziani.  La  ditta  fattura  le 
prestazioni di assistenza direttamente al cliente o alle casse malati. Al 
momento dell'ispezione, da 20 a 30 persone erano attive per la ditta 
per più di 8 ore di lavoro settimanale, per una massa salariale annua 
di Fr. 500'000.- (vedi rapporto del 10 maggio 2007 dell'ispettore della 
SUVA).

B.
Ritenendo  che  A._______  è  assimilabile  a  un'azienda  di  lavoro 
temporaneo, e che pertanto per legge deve essere obbligatoriamente 
assicurata contro gli infortuni professionali e non professionali presso 
la SUVA, mediante due decisioni dell'11 settembre 2007, questo ente 
l'ha assoggettata con effetto dal 1° gennaio 2008.

Il 3 ottobre 2007, A._______ si è opposta a tali provvedimenti facendo 
valere di essere una ditta attiva nel campo dell'assistenza a domicilio e 
non una ditta di collocamento temporaneo di personale. La ditta stessa 
impiega infatti il personale di cui ha bisogno.

Con  scritto  del  14  novembre  2007,  la  SUVA ha  accordato  l'effetto 
sospensivo all'opposizione.

Su richiesta della SUVA, A._______ ha fatto pervenire una statistica 

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all'attenzione  del  Segretariato  di  Stato  dell'economia  relativa  al 
numero degli  impiegati  assunti  (22  nel  2006)  e  al  numero delle  ore 
d'impiego  effettuate  (18'150  nel  2006)  e  una  lettera  dell'Ufficio  del 
lavoro del Cantone Ticino del 24 settembre 2007.

Mediante  decisione  del  30  giugno  2008,  la  SUVA  ha  respinto 
l'opposizione  di  A._______  e  confermato  il  suo  assoggettamento 
obbligatorio. La SUVA sostiene che A._______ sarebbe un'azienda di 
lavoro  temporaneo  come  lo  dimostra  l'autorizzazione  cantonale 
dell'Ufficio  del  lavoro  e  l'iscrizione  presso  il  Segretariato  di  Stato 
dell'economia,  alla  quale  peraltro  deve  fornire  regolarmente  delle 
statistiche. Anche gli accertamenti dell'ispettore, contenuti nel rapporto 
del 10 maggio 2007, hanno confermato questa valutazione.

C.
Il  18  agosto  2008,  A._______,  per  il  tramite  dell'avv.  Marazzi,  ha 
interposto  ricorso  contro  questa  decisione  presso  il  Tribunale 
amministrativo federale (TAF) chiedendone l'annullamento, protestate 
spese  e  ripetibili.  L'insorgente  fa  in  sostanza  valere  di  essere 
un'azienda  di  servizio  e  non  un'azienda  che  presta  personale.  A 
suffragio  della  sua  tesi  produce  una  lettera  del  6  maggio  2008 
dell'Ufficio del lavoro cantonale dalla quale si evince che l'obbligo di 
autorizzazione  per  la  fornitura  di  personale  a  prestito  è  in  corso  di 
esame.

Con  risposta  del  24  novembre  2008,  la  SUVA  ha  proposto  di 
respingere  il  gravame  con  argomenti  di  cui  si  dirà,  per  quanto 
necessario, nella parte in diritto.

D.
In  sede  di  replica,  l'insorgente  ha  trasmesso  una  comunicazione 
dell'Ufficio del lavoro del Cantone Ticino del 16 dicembre 2008, nella 
quale  si  afferma  che  l'autorizzazione  cantonale  per  il  collocamento 
privato  è  soppressa.  Venendo  a  mancare  quest'autorizzazione, 
secondo l'insorgente, non vi sarebbe più alcun motivo per considerarla 
quale azienda di lavoro temporaneo e assoggettarla obbligatoriamente 
alla SUVA.

Nella  sua duplica del  6  marzo 2009,  la  SUVA ha affermato che per 
essere considerata un'azienda di lavoro temporaneo non è necessario 
disporre di un'autorizzazione cantonale e che quindi la soppressione 

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dell'autorizzazione non è  di  per  sé  rilevante. Determinante  è  il  fatto 
che  l'azienda  in  questione  presti  personale  a  terzi  per  un  tempo 
determinato,  come  risulterebbe,  tra  l'altro,  dal  suo  portale  internet 
(www.A._____.ch  ). Inoltre,  alla comunicazione del 16 dicembre 2008 
non  può  essere  riconosciuto  alcun  valore  in  quanto  non  è  una 
decisione formale.

Con  scritto  dell'11  marzo  2009  l'insorgente  ha  confermato  le  sue 
conclusioni  e  il  3  aprile  2009  ha  versato  l'anticipo  richiesto  per  le 
presunte spese processuali (Fr. 2'000.-).

E.
Su richiesta del giudice dell'istruzione, A._______ ha versato agli atti 
un'attestazione  del  15  luglio  2009  dell'Ufficio  del  lavoro  cantonale 
concernente  il  carattere  definitivo  della  comunicazione  del  16 
dicembre 2008 e una copia di un contratto di lavoro tipo tra A._______ 
e i suoi dipendenti.

Invitata  a  determinarsi  sulla  documentazione  prodotta,  la  SUVA ha 
confermato  la  proposta  di  respingere  il  ricorso.  L'autorità  inferiore 
domanda in particolare, riferendosi a uno scritto di A._______ del 18 
giugno  2007,  di  versare  agli  atti  l'incarto  del  Segretariato  di  Stato 
dell'economia  concernente  l'autorizzazione  per  la  fornitura  di 
personale  a  prestito  di  A._______.  La  SUVA  contesta  inoltre  il 
carattere probatorio del contratto tipo acquisito agli atti.

Diritto:

1.
In  virtù  dell'art.  31  LTAF, questo  tribunale  giudica  i  ricorsi  contro  le 
decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 
sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021)  emanate  dalle 
autorità menzionate all'art. 33 LTAF, riservate le eccezioni di cui all'art. 
32. In particolare, le  decisioni  rese dalla INSAI/SUVA concernenti  la 
competenza  della  SUVA  di  assicurare  i  lavoratori  di  un'azienda 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 109 lett. 
a della legge federale del 20 marzo 1981 sull'assicurazione contro gli 
infortuni (LAINF, RS 832.20).

2.
La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla 

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PA, in quanto non è disposto altrimenti  (art. 37 LTAF). Giusta l'art. 3 
lett. dbis PA, sono riservate le disposizioni speciali della legge federale 
del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicurazioni 
sociali (LPGA, RS 830.1).

Il  ricorso è stato presentato nel termine e nelle forme legali  (art. 38 
seg.,  60 LPGA, art. 52 PA). Nella  sua qualità  di  datrice di  lavoro la 
ricorrente  è debitrice  dei  premi d'assicurazione obbligatori  contro  gli 
infortuni  professionali  e  non  (art.  91  cpv. 1  LAIF).  Essa  è  pertanto 
toccata dalla  decisione su opposizione ed ha un interesse degno di 
protezione al suo annullamento o alla sua modifica (art. 59 LPGA). Si 
può  quindi  esaminare  sul  merito  il  ricorso,  preso  atto,  inoltre,  del 
pagamento dell'anticipo per le spese processuali.

3.

3.1 Conformemente  all'art.  49  PA,  il  ricorrente  può  far  valere  la 
violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere 
di  apprezzamento,  l'accertamento  inesatto  o  incompleto  di  fatti 
giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza.

In  virtù  del  principio  inquisitorio,  il  Tribunale  deve  accertare  i  fatti 
pertinenti ed ordinare d'ufficio le prove necessarie (cfr. art. 12 PA); egli 
applica  d'ufficio  il  diritto.  Le  parti  sono  tenute  a  collaborare 
all'accertamento dei fatti (art. 13 PA) e motivare il ricorso (art. 52 PA). 
Di  conseguenza,  l'autorità  giudiziaria  si  limita  ad  esaminare,  di 
principio, gli argomenti sollevati con il ricorso e non entra nel merito di 
questioni  di  diritto  non  espressamente  invocate  perlomeno  nelle 
misura in  cui  queste  non facciano parte del  contesto generale della 
fattispecie  (cfr.  DTF  119  V  347  consid.  1a;  ALEXANDRA RUMO-JUNGO, 
Bundesgesetz über die Unfallversicherung, 3a edizione, Zurigo 2003, 
p. 348).

3.2 L'oggetto  del  litigio  concerne  l'assoggettamento  obbligatorio  di 
A._______  alla  SUVA  per  l'assicurazione  contro  gli  infortuni 
professionali e non. Non sono invece litigiosi la classe o il grado della 
tariffa  dei  premi  che  non  verranno  quindi  esaminati  dallo  scrivente 
Tribunale (DTF 131 V 164 consid. 2.1).

3.3 Secondo  la  prassi  della  SUVA,  confermata  dallo  scrivente 
Tribunale, quando un'azienda è già assicurata presso un assicuratore 
privato,  in  caso  di  contestazione  l'assoggettamento  obbligatorio  alla 

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SUVA  non  ha  alcun  effetto  fino  a  quando  la  decisione  di 
assoggettamento  non  cresce  in  giudicato.  Durante  questo  lasso  di 
tempo,  i  sinistri  sono  presi  a  carico  dall'assicuratore  privato.  Se 
l'assoggettamento alla SUVA dovesse essere confermato, quest'ultima 
emanerebbe  una  nuova  decisione  di  assoggettamento  e 
riesaminerebbe d'ufficio il grado delle tariffe dei premi tenendo conto 
dei  fatti  giuridicamente  determinanti  che  sono  nel  frattempo 
intervenuti.  Nel  caso  contrario,  l'assoggettamento  sarebbe  privo 
d'effetto (sentenza C-5670/2007 del 4 febbraio 2009 del TAF consid. 
3.2 e 3.3 con i rif.).

4.

4.1 Di principio, l'assicurazione contro gli infortuni è gestita, secondo 
le categorie d'assicurati, dalla SUVA o da altri assicuratori autorizzati e 
dalla cassa suppletiva da loro amministrata (art. 58 LAINF). L'art. 66 
LAINF elenca i lavoratori delle aziende ed amministrazioni che devono 
essere assicurati  obbligatoriamente alla SUVA, tra i  quali  figurano le 
aziende  di  lavoro  temporaneo  (art.  66  cpv. 1  lett.  o  LAINF).  Dando 
seguito  al  mandato  conferito  all'art.  66  cpv.  2  LAINF,  il  Consiglio 
federale  ha  precisato  che  le  aziende  di  lavoro  temporaneo 
comprendono  il  proprio  personale  e  quello  di  cui  fungono  da 
intermediarie  (art.  85  dell'ordinanza  sull'assicurazione  contro  gli 
infortuni del 20 dicembre 1982, OAINF, RS 832.202).

Per  l'art.  88  OAINF  l'attività  della  SUVA  si  estende  parimenti  alle 
aziende  ausiliarie  o  accessorie  tecnicamente  legate  a  una  delle 
aziende  principali  previste  dall'art.  66  cpv.  1  LAINF.  Se  l'azienda 
principale  esula  dal  campo  d'attività  della  SUVA,  i  lavoratori  delle 
aziende ausiliarie o accessorie devono pure essere assicurati presso 
un assicuratore privato  designato  all'art.  68  LAINF. Vi  è  un'azienda 
mista  qualora  più  entità  uniche  di  aziende  appartenenti  allo  stesso 
datore  di  lavoro  non  hanno  alcun  legame tecnico  tra  loro. Le  entità 
uniche  di  dette  aziende  devono  essere  assicurate  dalla  SUVA  se 
soddisfano le condizioni dell'art. 66 cpv. 1 LAINF.

Il  Consiglio federale può inoltre dispensare dall'obbligo di  assicurarsi 
presso  la  SUVA  i  lavoratori  di  aziende  affiliate  ad  un  istituto  di 
assicurazione  privato  contro  gli  infortuni  di  un'associazione 
professionale che garantisca una protezione assicurativa equivalente 
(art. 66 cpv. 3 LAINF).

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4.2 Alla  luce  di  questi  principi  è  necessario  procedere  ad  alcune 
distinzioni  per  determinare  se  un'azienda  debba  essere  assicurata 
obbligatoriamente presso la SUVA. In primo luogo si deve stabilire se 
l'azienda in questione è un'impresa unitaria o un'impresa composita, 
nel  senso di  mista  o  suddivisa  in  un'impresa principale,  ausiliarie  o 
accessorie  (DTF  113  V  346  consid.  3  e  4).  Un'azienda  unitaria  è 
assicurata  obbligatoriamente  alla  SUVA  se  esercita  un'attività  che 
rientra  nel  campo  d'applicazione  dell'art. 66  LAINF.  Il  Tribunale 
federale  delle  assicurazioni  ha  precisato  che  l'entità  delle  singole 
attività  specifiche  per  un  settore  non  è  rilevante  ai  fini 
dell'assoggettamento  alla  SUVA.  Di  conseguenza,  anche  se 
un'azienda unitaria effettua solo in minima parte un'attività che rientra 
nel  campo  di  applicazione  dell'art.  66  LAINF,  essa  deve  essere 
assicurata  obbligatoriamente  alla  SUVA.  Per  esempio  un'attività  ai 
sensi  dell'art.  66  cpv.  1  LAINF  limitata  al  4-5%  è  sufficiente  per 
attribuire un'azienda alla SUVA (RAMI 2005 n. U 534 p. 44 consid. 5.2, 
RAMI  2004  n.  U  498  p.  159  consid.  6.1;  vedi  anche  sentenze  del 
Tribunale  federale  U  412/06  del  26  gennaio  2007,  U  484/05  del  9 
giugno 2006, U 129/05 del 7 giugno 2006 e U 416/05 del 25 gennaio 
2006). Invece, nel caso di un'azienda composita, bisogna determinare 
come sono organizzate le varie parti dell'azienda e definire se si tratta 
di  un'impresa mista,  ausiliaria o accessoria (DTF 113 V 327 consid. 
7a).

4.3 Nella  fattispecie,  non è contestato che A._______ è un'azienda. 
Infatti, la ditta individuale, iscritta nel registro di commercio, ha diversi 
dipendenti. È pure indiscutibile che si tratta di un'impresa unitaria. In 
effetti, A._______ si occupa di attività  proprie a quelle di un'azienda di 
assistenza sanitaria e presenta un carattere omogeneo come richiesto 
dalla giurisprudenza sopracitata (DTF 113 V 346 consid. 3b).

5.
Per  stabilire  se  la  ditta  A._______  deve  essere  affiliata 
obbligatoriamente alla SUVA resta da accertare se assume attività che 
rientrano nel campo d'applicazione dell'art. 66 cpv. 1 lett. o LAINF. 

5.1 Nella sentenza C-88/2007 consid. 3.2 del 5 agosto 2008 del TAF è 
stato  affermato  che  per  rientrare  nel  campo  di  applicazione  degli 
art. 66 cpv. 1 lett. o LAINF e 85 OAINF è sufficiente che un'azienda 
fornisca lavoro temporaneo a terzi e che non sono previsti altri criteri 
per definire quando questa fattispecie è realizzata. Va precisato che in 

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quella occasione il TAF non ha dovuto esprimersi sulla definizione di 
azienda di lavoro temporaneo poiché l'azienda in questione era attiva 
nel  collocamento  del  personale,  al  beneficio  di  un'autorizzazione 
cantonale  e  che  questi  fatti  non  erano  contestati.  L'azienda  si 
opponeva  all'assoggettamento  obbligatorio  alla  Suva  per  altri  motivi 
facendo  valere  che  operava  esclusivamente  nell'ambito  della 
macellazione di carne e che pertanto andava esentata.

5.2 Neppure il  Messaggio del Consiglio federale del 18 agosto 1976 
per una legge federale sull'assicurazione contro gli  infortuni  fornisce 
maggiori  precisazioni  in  merito  alla  nozione  di  azienda  di  lavoro 
temporaneo (FF 1976 III 155 e seg., 228).

5.3 La  legge  federale  del  6  ottobre  1989  sul  collocamento  e  il 
personale  a  prestito  (LC,  RS 823.11)  e  la  relativa ordinanza del  16 
gennaio 1991 sul collocamento (OC, RS 823.111) hanno per scopo di 
regolamentare la fornitura di personale a prestito. Da queste normative 
si  evince che i datori  di  lavoro (prestatori)  che cedono per mestiere 
lavoratori  a  terzi  (imprese  acquisitrici)  devono  chiedere 
un’autorizzazione  d’esercizio  all’ufficio  cantonale  del  lavoro  (art.  12 
cpv. 1 LC). L'art. 26 OC precisa che è considerato prestatore chiunque 
ceda i servizi di un lavoratore a un’impresa acquisitrice, accordandole 
per l’essenziale il potere di impartire istruzioni al lavoratore. L'art. 27 
OC  definisce  l'oggetto  di  questo  contratto  nel  seguente  modo:  la 
fornitura  di  personale  a  prestito  comprende  il  lavoro  temporaneo,  il 
lavoro  a  prestito  e  la  cessione occasionale  di  lavoratori  ad  imprese 
acquisitrici (cpv. 1). È considerato lavoro temporaneo se lo scopo e la 
durata  del  contratto  di  lavoro  concluso  fra  il  datore  di  lavoro  e  il 
lavoratore  sono  limitati  a  un  solo  impiego  presso  un'impresa 
acquisitrice (cpv. 2). È considerato lavoro a prestito se: a. lo scopo del 
contratto  di  lavoro  concluso  fra  il  datore  di  lavoro  e  il  lavoratore 
consiste principalmente nel cedere i servizi  del lavoratore a imprese 
acquisitrici,  e  b.  la  durata  del  contratto  di  lavoro  è  di  regola 
indipendente da singoli impieghi presso imprese acquisitrici (cpv. 3). È 
considerata  cessione  occasionale  di  lavoratori  se:  a.  lo  scopo  del 
contratto  di  lavoro  concluso  fra  il  datore  di  lavoro  e  il  lavoratore 
consiste  essenzialmente  nel  porre  il  lavoratore  sotto  gli  ordini  del 
datore  di  lavoro;  b.  i  servizi  del  datore  di  lavoro  sono  ceduti  solo 
eccezionalmente a un'impresa acquisitrice, e c. la durata del contratto 
di  lavoro  è  indipendente  da  eventuali  impieghi  presso  imprese 
acquisitrici (cpv. 4).

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5.4 È opportuno  ricordare  che  il  Messaggio  del  27  novembre  1985 
concernente  la  revisione  della  legge  federale  sul  servizio  di 
collocamento  e  la  fornitura  di  servizi  precisa  che  la  caratteristica 
principale della fornitura di servizi è il prestito, a scopi lucrativi, ossia 
regolare e contro rimunerazione, di lavoratori ad altri datori di lavoro.

“Il termine generico di «fornitore di servizi» si applica alle imprese di lavoro 

temporaneo  e  alle  imprese  in  regìa,  come  anche  ai  datori  di  lavoro  che 

mettono regolarmente il loro personale a disposizione di terzi per assicurare 

un determinato lavoro. Le diverse forme di fornitura di servizi verranno così 

uniformemente sottoposte alle stesse prescrizioni. I  motivi che militano per 

questa  soluzione  sono  i  seguenti:  da  un  lato,  tutte  le  forme  di  prestito  di 

lavoratori  implicano  una  scissione  delle  funzioni  di  datore  di  lavoro, 

provocante gli inconvenienti caratteristici a questa categoria di lavoratori (...). 

Dall'altro,  nel  settore  della  fornitura  di  servizi  esistono  problemi  di 

delimitazione  che  praticamente  non  possono  essere  risolti  dal  profilo 

giuridico.

Nelle  discussioni  preliminari,  è  stato  proposto  un  trattamento  giuridico 

differenziato  delle  diverse forme di  fornitura di  servizi. Tuttavia,  se si  tiene 

conto  delle  ampie  caratteristiche  comuni,  le  discrepanze  hanno 

un'importanza  soltanto  secondaria.  Una  delle  particolarità  più 

frequentemente rilevate è la differenza nella durata o nella continuità degli 

impieghi. Infatti, la durata del lavoro in regìa è generalmente assai lunga e il 

suo scopo è pertanto l'impiego a lungo termine. Il vero e proprio «prestito di 

lavoratori» è piuttosto eccezionale e di breve durata, ma viene generalmente 

inserito  in  un  rapporto  di  lavoro  ordinario  di  durata  illimitata.  Nel  caso  di 

lavoro temporaneo infine, gli impegni sono generalmente di breve durata, ma 

possono parimenti estendersi sull'arco di diversi mesi. La durata dell'impiego 

può  dunque  servire  d'indicazione,  ma  non  di  criterio  distintivo.  Un'altra 

differenza tra le  diverse forme di  fornitura  di  servizi  consiste  nel  fatto  che 

l'agenzia  di  lavoro  temporaneo  addossa  al  lavoratore  i  rischi  inerenti  alla 

mancanza di lavoro, mentre un'impresa di lavoro in regìa oppure, di vero e 

proprio «prestito di lavoratori» ne assume l'intera responsabilità. In virtù del 

diritto  svizzero  in  materia  di  disdetta,  questo  criterio  diventa  però  privo 

d'oggetto.

Un'impresa  in  regìa,  che  stipula  un  termine  di  disdetta  di  un  giorno,  non 

assume affatto il rischio abitualmente incorso dal datore di lavoro. I limiti tra 

le diverse forme sono dunque assai vaghi e non possono essere determinati 

con  precisione.  Il  disegno  persegue  quindi  in  primo  luogo  lo  scopo  di 

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proteggere i lavoratori assunti per la fornitura di servizi, indipendentemente 

se trattasi  di  lavoro in  regìa  oppure di  lavoro temporaneo,  fornito  sotto  gli 

ordini  di  un  terzo.  Non  appare  dunque  opportuna  una  suddivisione  della 

fornitura di servizi in base a criteri distintivi secondari.

Dev'essere però fatta una delimitazione tra contratto di fornitura di servizi e 

contratto d'opera e di montaggio. Per la fornitura di servizi è caratteristico il 

conferimento all'impresa acquisitrice di servizi del diritto di dare istruzioni ai 

lavoratori assunti. Per contro, l'impresa che fornisce l'opera oppure l'impresa 

di montaggio si obbliga rispetto al committente a produrre una determinata 

cosa. Essa equipaggia  i  lavoratori  e mantiene il  diritto  di  dare istruzioni;  il 

committente  rimane  passivo. Dacché  sono  presumibili  tentativi  di  elusione 

della legge con la stipulazione di  «pseudocontratti  d'opera» e  «contratti  di 

montaggio»,  la  definizione  contenuta  nel  capoverso  1  [dell'art.  12  LC]  è 

scientemente ampia e si  estende parimenti  alle  imprese i  cui  lavoratori,  in 

base a contratti d'opera o di montaggio o ad altre forme analoghe, eseguono 

lavori  per  terzi  che abitualmente li  svolgono direttamente; in altri  termini,  i 

lavori specifici del ramo (ad es. lavori di costruzione nel caso di un'impresa 

edile)” (estratto da FF 1985 III 503 e seg., in particolare p. 545/546).

5.5 Il Tribunale federale ha avuto l'occasione di ricordare – in sentenze 
che  non  riguardano  l'assoggettamento  all'assicurazione  infortuni  ma 
da cui  si  possono trarre utili  spunti  –  che di  principio il  contratto  di 
lavoro temporaneo e quello a prestito sono definiti dalla legge federale 
sul  collocamento e il  personale a prestito e la  relativa ordinanza. Si 
tratta di una definizione molto ampia perché questa legge si prefigge 
l'obiettivo di  tutelare le persone in cerca di  impiego e il  personale a 
prestito  (ATF 119 V 357 consid. 2a,  sentenza del  Tribunale  federale 
4C.60/2007 del 28 giugno 2007 consid. 4.2.2). In altre parole chiunque 
esercita  regolarmente e dietro compenso un'attività  di  collocamento, 
istituendo  contatti  tra  persone  in  cerca  d'impiego  e  datori  di  lavoro, 
oppure  chiunque  assume  dipendenti  e  li  mette  a  disposizione  dei 
propri  clienti  per  occupazioni  di  tipo  professionale  conclude  un 
contratto di lavoro temporaneo o di prestito di personale.

Per distinguere un contratto di lavoro temporaneo o di lavoro a prestito 
da un contratto  di  mandato  o di  appalto, la  Direzione del  lavoro del 
Segretariato  di  Stato  dell'economia ha  elaborato  nel  dicembre  2003 
delle Direttive e commenti  relativi  alla LC e all'OC. In base ai  criteri 
contenuti in queste Direttive non vi è fornitura di personale a prestito 
quando: “a) l'impresa acquisitrice non ha potere direttivo, b) il lavoratore non 

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utilizza attrezzi, materiale e apparecchi appartenenti all'impresa acquisitrice, 

c)  il  lavoratore  non  esegue la  missione  unicamente  nella  sede  e secondo 

l'orario dell'impresa acquisitrice,  d) il  contratto stipulato tra l'imprenditore e 

l'impresa acquisitrice non ha per oggetto principale la fatturazione delle ore 

di lavoro ma la realizzazione di un obiettivo chiaramente definito contro una 

rimunerazione  data;  e  e)  in  caso  di  non  realizzazione  di  questo  obiettivo, 

l'imprenditore garantisce all'impresa acquisitrice delle prestazioni riparatorie 

gratuite o una riduzione dell'onorario” (Direttive p. 69). La validità di questi 
criteri  è  stata  confermata  dal  Tribunale  federale  nella  sentenza 
2A.425/2006 del 30 aprile 2007 consid. 3.2.

La  giurisprudenza  ha  inoltre  precisato  che  un  contratto  di  lavoro 
temporaneo – al quale deve essere assimilato il contratto di lavoro a 
prestito  che  non presuppone  una durata  prefissata  (cfr. art.  27  OC, 
ATF  119  V  357  consid.  2b)  –  è  costituito  in  primo  luogo  da  una 
convenzione quadro tra il datore di lavoro (agenzia di collocamento) e 
il  lavoratore,  che  permetta  di  ottenere  l'accordo  di  quest'ultimo  alle 
condizioni di lavoro. In secondo luogo, il datore di lavoro deve proporre 
al  lavoratore  un  contratto  di  missione  presso  un'altra  impresa. Se  il 
lavoratore  accetta  la  missione  offerta,  allora  viene  concluso  un 
contratto  di  lavoro  effettivo  con  il  datore  di  lavoro  (agenzia  di 
collocamento). Se invece il lavoratore non accetta la missione, non è 
concluso  alcun  contratto  di  lavoro  tra  il  lavoratore  e  l'agenzia  di 
collocamento  (ATF 119 V 357 consid. 2a,  117 V 248 consid. 3b/aa; 
sentenza  del  Tribunale  federale  4C.356/2004  del  7  dicembre  2004 
consid. 2.3).

5.6 In  sostanza,  dalla  LC e  dalle  Direttive  del  Segretariato  di  Stato 
all'economia si può dedurre che l'elemento determinante per ritenere 
che vi sia una fornitura di personale a prestito è il fatto che ci si trovi in 
presenza di una scissione delle funzioni del datore di lavoro. È quindi 
necessario che vi siano due datori di lavoro: un'impresa prestatrice e 
un'impresa  acquisitrice.  D'altronde,  l'art.  26  OC  menziona 
esplicitamente  che  l'impresa  acquisitrice  ha  il  potere  di  impartire 
istruzioni al lavoratore. Non è quindi determinante la durata dell'attività 
lavorativa,  né  sapere  chi  assume  i  rischi  dell'impresa  e  neppure  il 
modo di remunerazione (salariato su base oraria, su chiamata o altro). 
A  titolo  d'esempio,  le  Direttive  citate  (p.  69)  indicano  il  caso  di  un 
datore di lavoro che invia la sua squadra presso un'impresa terza per 
dei lavori. L'impresa acquisitrice avendo unicamente il  potere di dare 
alla  squadra  le  istruzioni  che  sono  di  sua  competenza  in  quanto 

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“padrone di casa” (apertura delle porte, misure di sicurezza, ecc.), si 
deve ritenere che il  datore di  lavoro non cede alcun potere direttivo 
all'impresa acquisitrice e che pertanto la fornitura di  personale deve 
essere esclusa.

6.

6.1 In  un  primo  tempo,  la  SUVA per  giustificare  l'assoggettamento 
obbligatorio si è fondata sul fatto che A._______ fosse al beneficio di 
un'autorizzazione  cantonale  per  la  fornitura  di  personale  a  prestito. 
Ora, è vero che mediante decisione del 26 febbraio 2002 dell'Ufficio 
del  lavoro  competente,  A._______  è  stata  posta  al  beneficio  di 
un'autorizzazione cantonale ai sensi della LC. Quest'autorizzazione è 
stata  tuttavia  revocata  con  comunicazione  del  16  dicembre  2008 
confermata  con  lo  scritto  del  15  luglio  2009  dell'Ufficio  cantonale 
competente.  Come  correttamente  riportato  dalla  SUVA  nella  sua 
duplica  del  6  marzo  2009,  il  rilascio  dell'autorizzazione  cantonale 
prevista  dalla  LC  (rispettivamente  la  sua  revoca)  non  è  di  per  sé 
decisivo  per  ammettere  che  A._______  sia  un'azienda  di  lavoro 
temporaneo ai sensi dell'art. 66 cpv. 1 lett. o LAINF.

Si deve invece riconoscere che il contratto di lavoro temporaneo o di 
lavoro  a  prestito  è  definito  dalle  normative  federali  in  merito  al 
collocamento e dalla relativa giurisprudenza del Tribunale federale.

6.2 Dal rapporto dell'ispettore SUVA del 10 maggio 2007 si evince che 
tutte  le  persone  che  lavorano  per  A._______  sono  salariate.  Esse 
prestano  l'assistenza  sanitaria,  su  richiesta  del  paziente  o  dei  suoi 
parenti,  a  domicilio  oppure  direttamente  presso  le  strutture 
ospedaliere  o  case  per  anziani.  Le  prestazioni  sono  fatturate 
direttamente  al  paziente  oppure  alla  Cassa  malati  del  paziente  a 
seconda  della  copertura  (e  secondo  le  tariffe  in  vigore).  Viene 
esplicitamente  menzionato  che  le  fatture  non  sono  mai  addebitate 
all'ente  ospedaliero  o  alla  casa  di  cura.  In  ogni  caso  questa 
costatazione non è stata smentita da alcun documento agli atti.

Il  portale  Internet  (www.A._______.ch  )  visitato  il  30  novembre  2009 
conferma  questi  accertamenti.  A._______  è  un'organizzazione  di 
assistenza privata specializzata  nelle  cure a domicilio. Possono fare 
capo ai suoi servizi privati cittadini di età superiore a 16 anni. Le sue 
prestazioni possono essere prese a carico delle casse malati.

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http://www.unitycare.ch/

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Su  richiesta  del  giudice  dell'istruzione,  A._______  ha  fornito  un 
contratto di lavoro tipo dal quale si evince che il dipendente è assunto 
per un periodo indeterminato (con un periodo di prova di 3 mesi), che 
la  remunerazione avviene su base oraria,  che il  dipendente  non ha 
alcun  rapporto  contrattuale  con  il  cliente  e  che  non  può  assumere 
incarichi  direttamente  dal  mandante  o  percepire  una  ricompensa  in 
denaro.

6.3 Nella  fattispecie,  bisogna  tenere  conto  di  due  situazioni  ben 
distinte.

6.3.1 La  prima riguarda  il  caso  dove il  dipendente  della  A._______ 
eserciterebbe  il  suo  lavoro  al  servizio  di  un'altra  azienda,  come  ad 
esempio  ospedali,  cliniche  o  case  di  cura  (e  non  semplicemente 
durante  il  ricovero di  un privato presso questi  istituti). Questa tesi  è 
sollevata  dalla  SUVA ma  non  trova  riscontro  agli  atti.  Infatti,  non  è 
stato  dimostrato  che  i  dipendenti  siano  stati  prestati  a  terzi.  In 
particolare, non è stato provato che i dipendenti di A._______ abbiano 
svolto il  loro lavoro per conto di ospedali,  cliniche o case di cura. Al 
contrario, è stato accertato che i pazienti che chiedono di beneficiare 
delle prestazioni di A._______ prendono contatto direttamente con la 
ditta,  alla  quale  vengono  in  seguito  pagate  le  prestazioni,  salvo 
rimborso  da  parte  della  cassa  malati  del  paziente.  Non  risulta  in 
nessun  atto  che  un'azienda  terza  sia  stata  implicata  nell'offerta  del 
servizio di assistenza a domicilio. Il contratto tipo esclude inoltre che 
un dipendente di A._______ possa sviluppare un rapporto contrattuale 
con il paziente o un terzo.

6.3.2 La  seconda  concerne  la  situazione  dove  il  dipendente  di 
A._______  presta  servizio  direttamente  presso  un  privato  che 
assumerebbe le prerogative di un datore di lavoro terzo. Questa ipotesi 
non è formulata dalla SUVA, ma il collegio giudicante è del parere che 
potrebbe configurare, a determinate condizioni, un contratto di lavoro 
temporaneo. In questo caso, A._______ sarebbe da considerare alla 
stregua  di  un'azienda  prestatrice  e  dovrebbe  essere  assoggettata 
obbligatoriamente alla SUVA. 

Alla  luce  dei  criteri  ripresi  dalle  Direttive  del  Segretariato  di  Stato 
dell'economia le condizioni  per ritenere l'esistenza di  un contratto  di 
lavoro  temporaneo  non  sono  tuttavia  adempiute  neppure  in  questa 

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situazione.
In primo luogo, non risulta  dagli  atti  che il  dipendente di  A._______ 
abbia concluso una convenzione quadro con il  suo datore di  lavoro, 
che  debba  essere  in  seguito  confermata  una  volta  conosciuta  la 
missione da compiere presso un paziente che richiede l'assistenza. In 
altre  parole,  sottoscrivendo il  contratto  tipo agli  atti,  il  dipendente di 
A._______  si  è  impegnato  ad  assumere  i  compiti  assegnati. 
L'interessato  non  ha  la  libertà,  a  meno  di  non  rispettare  l'accordo 
concluso, di accettare o meno la missione assegnata come è il caso 
invece di un contratto di lavoro temporaneo (cfr. consid. 5.5 in fine).

In secondo luogo, il  paziente che chiede di beneficiare dei servizi di 
assistenza non ha alcun potere direttivo o di controllo sul lavoratore, 
inversamente  il  dipendente  di  A._______  non  è  in  nessun  modo 
subalterno al  paziente. Quest'ultimo ha solo il  potere di  impartire  le 
istruzioni usuali  per permettere l'esecuzione del mandato, ciò che di 
per sé non è sufficiente per ammettere l'esistenza di  un contratto di 
lavoro temporaneo (cfr. l'esempio riportato nel consid. 5.6).

In terzo luogo, ammettendo che il paziente debba essere considerato 
alla stregua di un datore di lavoro terzo, non vi è alcuna integrazione 
del  lavoratore  nell'impresa  acquisitrice.  Il  lavoratore  non  lavora 
principalmente  presso  un  unico  paziente  secondo  gli  orari  da  lui 
fissati,  non  utilizza  gli  strumenti  (p.  es.  per  le  pulizie,  cure 
infermieristiche)  messi  a  disposizione  dal  paziente.  In  ogni  caso 
l'incarto non permette di giungere a un'altra conclusione, visto che il 
paziente, in contropartita al servizio reso da A._______, si impegna a 
versare  un  importo  per  la  prestazione  fornita  ma  non  a  mettere  a 
disposizione strumenti o attrezzature per svolgere la missione.

In quarto luogo, come risulta  dal  contratto  tipo, la responsabilità del 
lavoro svolto presso il paziente è assunta da A._______, nei confronti 
della quale il lavoratore si impegna ad eseguire il compito assegnato. 
Al  contrario,  nell'ambito  di  un  contratto  di  lavoro  temporaneo,  la 
responsabilità  dell'impresa  prestatrice  nei  confronti  dell'impresa 
acquisitrice  si  limita  alla  scelta  del  lavoratore  idoneo.  Non  spetta 
all'impresa prestatrice il compito di garantire la qualità del lavoro svolto 
dal  suo  dipendente  o,  più  in  generale,  l'esecuzione  del  contratto 
presso l'impresa acquisitrice.

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6.4 La  SUVA contesta  inoltre  il  valore  probatorio  del  contratto  tipo. 
Fermo restando che non si vede perché questo documento non debba 
corrispondere  al  vero,  già  il  rapporto  dell'ispettore  SUVA  del  10 
maggio 2007 contiene tutte le indicazioni per ritenere che A._______ 
non fornisce personale a prestito. Il contratto tipo non fa che suffragare 
quanto già risulta dagli  atti. Non viene inoltre apportato alcun indizio 
concreto  in  merito  a  un  presunto  tentativo  di  elusione  delle 
disposizioni sul collocamento e il personale a prestito come ipotizzato 
con alcuni esempi nell'estratto del Messaggio del 27 novembre 1985 
citato.

La  SUVA  chiede  l'edizione  dell'incarto  di  A._______  presso  il 
Segretariato di Stato per l'economia. Ora, questo mezzo di prova non 
appare  necessario  per  dirimere  la  presente  vertenza 
(sull'apprezzamento anticipato delle prove: DTF 131 I 153 consid. 3 e 
124  V  90  consid.  4b).  Infatti,  la  revoca  dell'autorizzazione  per  la 
fornitura di personale a prestito è di competenza cantonale (cfr. art. 12 
LC) ed è cresciuta in giudicato. Inoltre, la stessa SUVA ha indicato che 
il  rilascio  di  una  tale  autorizzazione  o  revoca  non  è  di  per  sé 
determinante  per  ammettere  che  un'azienda  sia  considerata 
un'azienda  di  lavoro  temporaneo  ai  sensi  dell'art.  66  cpv.  1  lett.  o 
LAINF.

6.5 Alla  luce  di  quanto  precede,  lo  scrivente  Tribunale  ritiene  che 
A._______  deve  essere  considerata  un'azienda  di  servizi  per 
l'assistenza  sanitaria.  Non  trattandosi  di  un'azienda  di  lavoro 
temporaneo  non  rientra  nel  campo d'applicazione  dell'art.  66  cpv. 1 
lett.  o  LAINF  e,  quindi,  non  deve  essere  assoggettata 
obbligatoriamente alla SUVA. Di conseguenza, il  ricorso deve essere 
accolto e la decisione su opposizione del 30 giugno 2008 annullata.

7.
Visto  l'esito  del  ricorso,  non  sono  prelevate  spese  processuali  e 
l'anticipo  versato  dalla  ricorrente  le  è  restituito.  Nessuna  spesa  è 
messa a carico dell'autorità inferiore che soccombe (art. 63 cpv. 2 PA).

Giusta  l'art.  64  PA,  l'autorità  di  ricorso  se  ammette  il  ricorso  può 
assegnare  al  ricorrente  un'indennità  per  le  spese  indispensabili  e 
relativamente elevate che ha sopportato. Visto il ricorso e i successivi 
scambi  di  scritti,  può  essere  assegnata  alla  parte  ricorrente 
un'indennità per le spese ripetibili di Fr. 2'000.- (IVA compresa).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto e la decisione su opposizione del 30 giugno 2008 è 
annullata.

2.
Non si prelevano spese processuali. L'anticipo di Fr. 2'000.- è restituito 
alla parte ricorrente.

3.
L'autorità  inferiore  verserà  alla  parte  ricorrente  un'indennità  per  le 
spese ripetibili di Fr. 2'000.- (IVA compresa).

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (atto giudiziario con allegata la risposta del 28 settembre 
2009 della SUVA)

- autorità inferiore (n. di rif. X.______; atto giudiziario)
- Ufficio federale della sanità pubblica, 3003 Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno 2005 [LTF, RS 173.110]. Gli atti scritti devono essere redatti in 
una lingua ufficiale,  contenere le  conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione 
dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in 
possesso della  parte ricorrente – i  documenti  indicati  come mezzi di 
prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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