# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 118e30f4-dfdc-528f-b921-528696b736b7
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-03-12
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 12.03.2024 RR.2023.189
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_RR-2023-189_2024-03-12.pdf

## Full Text

Sentenza del 12 marzo 2024 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Patrick Robert-Nicoud e Nathalie Zufferey,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A.,  

 

rappresentato dall'avv. Davide Corti,  

 

Ricorrente 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DEL CANTONE TICINO,  

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all’Italia 

 

Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2023.189 
 

 

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 Fatti: 

A. Il 2 dicembre 2022, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Como 

ha presentato alla Svizzera una domanda di assistenza giudiziaria interna-

zionale, completata il 14 dicembre seguente, nell’ambito di un procedimento 

penale a carico di A., B. e altri per i reati di bancarotta fraudolenta (art. 216 

della Legge fallimentare Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 267, in seguito: 

Legge fallimentare) e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte (art. 

11 D.lgs n. 74/2000). In sostanza, le indagini italiane hanno permesso di ac-

certare che “ad A., esercente la professione di architetto tra Italia e Svizzera, 

coadiuvato da B., è riferibile un intero gruppo societario comprendente ben 

18 società (12 società nazionali e 6 residenti in territorio elvetico, di cui ad 

oggi ne sono già fallite cinque) tutte operanti nel settore immobiliare. Lo 

schema illecito prevedeva che alcune delle società (poi destinate al falli-

mento) non versassero al fisco quanto dovuto e, prima che l’accertamento 

tributario potesse diventare esecutivo, venissero svuotate con il trasferi-

mento delle disponibilità finanziarie in favore degli indagati ovvero di società 

anonime di diritto svizzero e ciò con il solo fine di non rendere possibile 

l’azione di recupero dell’Erario” (atto 1 incarto del Ministero pubblico del Can-

tone Ticino, in seguito: MP-TI).   

 

Con la rogatoria, l’autorità estera ha chiesto, tra l’altro, l’acquisizione della 

documentazione concernente due relazioni bancarie intestate a C. SA, una 

presso la banca D. (relazione n. 1) e l’altra presso la banca E. del Basso 

Mendrisiotto (relazione n. 2), entrambe a Chiasso. Essa ha postulato inoltre 

la perquisizione degli uffici di C. SA e di F. SA a Chiasso, unitamente all’in-

terrogatorio di G. (v. atto 1, pag. 4 e seg., incarto MP-TI).  

 

 

B. Mediante decisione del 21 dicembre 2022, il MP-TI è entrato nel merito della 

rogatoria, ordinando, con decisioni separate, le misure istruttorie richieste 

(v. atto 7 incarto MP-TI).  

 

 

C. Con decisione di chiusura del 28 novembre 2023, il MP-TI ha ordinato la 

trasmissione alle autorità italiane dei seguenti atti: documentazione concer-

nente le relazioni bancarie n. 2 presso la banca E. del Basso mendrisiotto e 

n. 1 presso la banca D., entrambe intestate a C. SA (atti 18 e 21 incarto MP-

TI); verbale d’interrogatorio di G. del 1° febbraio 2023 (atto 30 incarto MP-

TI); documentazione raccolta presso gli uffici di C. SA e H. SA (atto 31 incarto 

MP-TI); documentazione raccolta presso la sede di F. SA; documentazione 

raccolta presso gli uffici di I. SA (atto 31 incarto MP-TI) (v. act. 1.2). 

 

 

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D. Il 22 dicembre 2023, A. ha interposto ricorso avverso la decisione in que-

stione dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, 

postulando l’annullamento della stessa, la reiezione della rogatoria e la non 

trasmissione dei documenti indicati alla cifra 2 del dispositivo (act. 1, pag. 

12). 

 

 

E. Con scritto del 15 gennaio 2024, il MP-TI ha comunicato di rinunciare ad una 

risposta al ricorso, postulando la reiezione integrale del gravame e la con-

ferma della decisione avversata (v. act. 6). Con osservazioni del 17 gennaio 

2024, l’Ufficio federale di giustizia ha proposto, in via principale, l’inammissi-

bilità del gravame e, in via sussidiaria, la reiezione del medesimo (v. act. 7).  

 

 

F. Con replica del 30 gennaio 2024, il ricorrente ha ribadito le proprie conclu-

sioni ricorsuali (v. act. 9). 

 

 

Le argomentazioni di fatto e di diritto delle parti saranno riprese, per quanto 

necessario, nei considerandi di diritto. 

 

 

 

 Diritto: 

1.  

1.1 La Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale giudica i ricorsi contro 

le decisioni di prima istanza delle autorità cantonali o federali in materia di assi-

stenza giudiziaria internazionale, salvo che la legge disponga altrimenti (art. 25 

cpv. 1 legge federale sull’assistenza internazionale in materia penale 

[AIMP; RS 351.1] del 20 marzo 1981, unitamente ad art. 37 cpv. 2 lett. a legge 

federale sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione [LOAP; 

RS 173.71] del 19 marzo 2010). 

 

1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italiana e 

la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione europea di 

assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata in vigore il 

12 giugno 1962 per l’Italia e il 20 marzo 1967 per la Svizzera (CEAG; 

RS 0.351.1), dal Secondo Protocollo addizionale alla CEAG dell’8 novembre 

2001, entrato in vigore il 1° dicembre 2019 per l’Italia e il 1° febbraio 2005 per 

la Svizzera (RS 0.351.12), dall'Accordo italo-svizzero del 10 settembre 1998 

che completa e agevola l'applicazione della CEAG (RS 0.351.945.41), entrato 

in vigore mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo italo-

svizzero), nonché, a partire dal 12 dicembre 2008 (Gazzetta ufficiale dell’Unione 

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europea, L 327/15-17, del 5 dicembre 2008), dagli art. 48 e segg. della Conven-

zione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 (CAS; non 

pubblicata nella RS ma consultabile sulla piattaforma di pubblicazione Internet 

della Confederazione alla voce “Raccolta dei testi giuridici riguardanti gli accordi 

settoriali con l’UE”, 8.1 Allegato A). Di rilievo nella fattispecie è anche la Con-

venzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di 

reato, conclusa a Strasburgo l’8 novembre 1990, entrata in vigore il 1° settem-

bre 1993 per la Svizzera ed il 1° maggio 1994 per l’Italia (CRic; RS 0.311.53). 

Alle questioni che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trattati 

non regola espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto nazio-

nale sia più favorevole all'assistenza rispetto a quello pattizio (cosiddetto prin-

cipio di favore), si applica la legge sull'assistenza in materia penale, unitamente 

alla relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 

Accordo italo-svizzero; DTF 145 IV 294 consid. 2.1; 142 IV 250 consid. 3; 140 

IV 123 consid. 2; 137 IV 33 consid. 2.2.2; 136 IV 82 consid. 3.1). Il principio di 

favore vale anche nell'applicazione delle pertinenti norme di diritto internazio-

nale (v. art. 48 n. 2 CAS, art. I n. 2 Accordo italo-svizzero; art. 39 n. 3 CRic). È 

fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 145 IV 294 consid. 2.1; 135 IV 

212 consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c). 

 

1.3 La procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura amministra-

tiva del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei pertinenti 

atti normativi in materia di assistenza giudiziaria (art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP e 

12 cpv. 1 AIMP; v. DANGUBIC/KESHELAVA, Commentario basilese, 2015, n. 1 e 

segg. ad art. 12 AIMP), di cui al precedente considerando. 

 

1.4 Le decisioni dell’autorità cantonale o federale d’esecuzione relative alla chiu-

sura della procedura d’assistenza giudiziaria (cosiddette decisioni di chiusura) 

possono essere impugnate congiuntamente alle decisioni incidentali anteriori, 

con termine di ricorso di trenta giorni (v. art. 80e cpv. 1 e 80k AIMP). 

 

1.5 Interposto tempestivamente contro la sopraccitata decisione di chiusura, il 

ricorso è ricevibile sotto il profilo degli art. 25 cpv. 1, 80e cpv. 1 e 80k AIMP.  

 

1.6  

1.6.1 La ricevibilità del gravame presuppone tuttavia anche la legittimazione a ricor-

rere della ricorrente giusta l’art. 80h AIMP. In base a quest’ultima disposizione, 

oltre all’UFG (lett. a), ha diritto di ricorrere chiunque è toccato personalmente e 

direttamente da una misura d’assistenza giudiziaria e ha un interesse degno di 

protezione all’annullamento o alla modifica della stessa (lett. b; v. anche l’art. 21 

cpv. 3 AIMP per quanto concerne le persone contro cui è diretto il procedimento 

penale all’estero). Il concetto di persona toccata ai sensi dei predetti articoli di 

legge trova concretizzazione sia nella giurisprudenza che all'art. 9a OAIMP. Per 

essere considerato personalmente e direttamente toccato da una misura di 

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assistenza giudiziaria internazionale, il ricorrente deve avere un legame suffi-

cientemente stretto con la decisione litigiosa (DTF 137 IV 134 consid. 5.2.1; 123 

II 161 consid. 1 d/aa). Più concretamente, nel caso di una richiesta d’informa-

zioni su un conto bancario è considerato personalmente e direttamente toccato 

il titolare del conto (v. art. 9a lett. a OAIMP; DTF 137 IV 134 consid. 5.2.1 e 6.1, 

con rinvii, e 118 Ib 547 consid. 1d), così come nelle perquisizioni domiciliari 

questa qualità spetta al proprietario o al locatario (v. art. 9a lett. b OAIMP; 

DTF 137 IV 134 consid. 6.2, con rinvii). 

 

1.6.2 In via giurisprudenziale è stato altresì precisato che la legittimazione a ricorrere 

compete alla persona direttamente sottoposta a una misura coercitiva (perqui-

sizione, sequestro o interrogatorio; DTF 130 II 162 consid. 1.1; 128 II 211 con-

sid. 2.3; 127 II 198 consid. 2d; 126 II 258 consid. 2d; 124 II 180 consid. 1b; 

TPF 2007 79 consid. 1.6 pag. 82), mentre gli interessati toccati solo in maniera 

indiretta, come ad esempio il mero avente diritto economico di un conto banca-

rio, non possono impugnare tali provvedimenti (DTF 137 IV 134 consid. 5.2.1 e 

122 II 130 consid. 2b e rinvii). Per lo stesso motivo, nel caso di documenti in 

possesso di terzi, soltanto questi ultimi in quanto loro possessori possono con-

testare il sequestro degli stessi, anche se i documenti in questione concernono 

un’altra persona contro la quale è pendente un procedimento penale estero 

(DTF 123 II 161 consid. 1d/aa; 116 Ib 106 consid. 2a; TPF 2007 79 consid. 1.6). 

Questo vale in linea di massima anche nel caso di documenti in possesso delle 

autorità in virtù di pregresse procedure di diritto interno e come tali ottenuti 

senza misure coercitive di tipo rogatoriale internazionale (v. TPF 2020 180 con-

sid. 4.4.3; sentenza del Tribunale penale federale RR.2007.46 del 4 giugno 

2007 consid. 1.6.2). È ammessa un’eccezione se all’interno di questi atti vi è 

documentazione bancaria: in questo caso il titolare dei conti in questione è le-

gittimato a ricorrere (DTF 124 II 180 consid. 2; sentenze del Tribunale federale 

1A.282/2005 del 30 aprile 2007 consid. 2.3.1 e 1A.141/1998 del 9 febbraio 1999 

consid. 2a = Rep 1999 pag. 123; TPF 2007 79 consid. 1.6 pag. 82). 

 

1.6.3 In concreto, nella misura in cui le relazioni bancarie oggetto della decisione im-

pugnata sono intestate a C. SA e non al ricorrente (v. atti 18 e 21 incarto MP-

TI), la legittimazione di quest’ultimo va negata. Per quanto riguarda le perquisi-

zioni presso gli uffici di C. SA e di I. SA nonché la sede di F. SA, il ricorrente 

non ha minimamente dimostrato di essere egli stesso proprietario o locatario 

degli spazi oggetto delle misure, per cui anche in questo ambito la legittima-

zione fa difetto. Infine, non essendo egli stesso oggetto della misura istruttoria 

sfociata nel verbale d’interrogatorio di G. del 1° febbraio 2023 e non contenendo 

quest’ultimo informazioni relative a conti bancari intestati al ricorrente (v. atto 

30 incarto MP-TI), la legittimazione ricorsuale non è data neppure per conte-

stare la trasmissione di tale documento.  

 

 

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2. Visto quanto precede, il ricorso è inammissibile. 

 

 

3. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA). La tassa di giustizia 

è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 

del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le 

indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), ed è com-

plessivamente fissata nella fattispecie a fr. 3'000.–, a carico del ricorrente; essa 

è coperta dall'anticipo delle spese di fr. 5'000.– già versato. La Cassa del Tri-

bunale restituirà al ricorrente il saldo di fr. 2'000.–. 

 

 

 

 

- 7 - 
 
 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è inammissibile. 

2. La tassa di giustizia di fr. 3'000.– è posta a carico del ricorrente. Essa è coperta 

dall'anticipo dei costi di fr. 5'000.– già versato. La Cassa del Tribunale resti-

tuirà al ricorrente il saldo di fr. 2'000.–. 

 
 
Bellinzona, 13 marzo 2024  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Davide Corti 

- Ministero pubblico del Cantone Ticino 

- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve 
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Gli atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale 
oppure, all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera 
al più tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). In caso di trasmissione per via elettronica, per il 
rispetto di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha 
eseguito tutte le operazioni necessarie per la trasmissione (art. 48 cpv. 2 LTF). 
 
Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un sequestro, la consegna di oggetti o beni 
oppure la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta e se si tratti di un caso particolarmente 
importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente importante segnatamente laddove vi sono motivi 
per ritenere che sono stati violati elementari principi procedurali o che il procedimento all’estero presenta 
gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF).