# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8300dfbb-e350-5a64-bf8f-69bd1854ff68
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-04-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 28.04.2000 52.1999.268
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1999-268_2000-04-28.html

## Full Text

Incarto n.

  52.1999.00268

   

  	
  Lugano

  28 aprile
  2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 4 ottobre 1999 di

 

 

	
   

  	
  __________,

  patr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 15 settembre 1999 (n. 3829) del
  Consiglio di Stato che ha dichiarato irricevibile il ricorso inoltratogli il
  23 giugno 1999 dall'insorgente contro la decisione 29 aprile 1999 del
  municipio di __________ in materia di rapporto di impiego;

  

 

 

viste le risposte:

-    13 ottobre 1999 del
municipio di __________;

-    20 ottobre 1999 del
Consiglio di Stato;

-    29 ottobre 1999 del
dipartimento dell'istruzione e della cultura;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a)
__________ insegna presso le scuole elementari di __________ quale docente
nominata a tempo pieno. Durante l'anno scolastico 1996/97 la predetta ha beneficiato
di un congedo per maternità e, successivamente, di un congedo non pagato sino
al termine dello stesso anno scolastico. Per gli anni scolastici 1997/98 e
1998/99 le è stato concesso un congedo a metà tempo.

 

b) Con lettera 8 marzo 1999 __________ ha
chiesto al municipio di __________ di ridurre a metà tempo la sua nomina o,
subordinatamente, di concederle ulteriormente un congedo a metà tempo per
l'anno scolastico 1999/2000. Con scritto del 16 marzo successivo l'esecutivo ha
informato l'interessata di aver deciso di non più concedere ai docenti congedi
a metà tempo. Previo colloquio con il sindaco, con scritto del 14 aprile 1999
il municipio ha altresì comunicato a __________ di respingere la richiesta di
trasformazione della nomina a metà tempo. Il 20 aprile 1999 la docente ha
richiesto al municipio di emettere una decisione formale munita dell'indicazione
del rimedio giuridico. Sollecitazione cui l'esecutivo ha dato seguito il 29
aprile 1999 tramite l'emanazione di una decisione di diniego di entrambe le
richieste.

 

 

                                  B.   Con istanza
12 maggio 1999 __________ ha adito l'ufficio di conciliazione in materia di
parità dei sessi, al quale ha domandato di accertare l'esistenza di una discriminazione
ai sensi dell'art. 3 della legge federale sulla parità dei sessi del 24 marzo
1995 (LPar). La presidente dell'ufficio ha indi citato le parti all'udienza di
conciliazione il 16 giugno successivo. Con lettera 8 giugno 1999 il municipio
ha tuttavia comunicato a tale autorità di confermare la decisione del 29 aprile
precedente e che non avrebbe pertanto dato seguito alla convocazione. Il 14
giugno 1999 la presidente della menzionata istanza ha pertanto dichiarato la
mancata conciliazione.

 

 

 

 

                                  C.   a) Con
ricorso 23 giugno 1999 __________ ha impugnato la decisione 29 aprile 1999 del
municipio di __________ innanzi al Consiglio di Stato, al quale ha domandato di
annullarla, di accertare che essa costituiva una discriminazione ai sensi
dell'art. 3 LPar e di farla cessare, infine di obbligare il municipio di
__________ a concederle la riduzione del grado di nomina al 50% a partire
dall'anno scolastico 1999/2000.

 

b) Con risoluzione 15 settembre 1999 il
Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile il gravame, in quanto interposto
dopo la scadenza del termine di 15 giorni dall'intimazione della decisione
impugnata fissato dall'art. 46 cpv. 1 PAmm. La risoluzione indicava altresì che
era definitiva.

 

 

                                  D.   Con ricorso
4 ottobre 1999 __________ è insorta innanzi a questo Tribunale contro il
giudicato governativo. L'insorgente, che fonda la competenza del Tribunale
sull'art. 98a OG, afferma la tempestività delle sue contestazioni.
L'esperimento di conciliazione è difatti stato sollecitato in ossequio all'art.
11 cpv. 3 1.a frase LPar, ovvero entro il termine di ricorso di 15 giorni
fissato dall'art. 46 cpv. 1 PAmm. Il successivo ricorso al Governo rispetta
invece il termine di 3 mesi dalla constatazione della mancata conciliazione
sancito all'art. 11 cpv. 2 2.a frase LPar (inoltre art. 12 cpv. 2 LALPar). La
ricorrente chiede pertanto in via principale di annullare il giudizio impugnato
e di retrocedere gli atti al Consiglio di Stato affinché esamini il merito del
suo gravame 23 giugno 1999. L'insorgente illustra inoltre, a titolo
abbondanziale, i motivi a sostegno delle sue richieste e formula pertanto, in
via subordinata, le stesse domande sottoposte al giudizio del Consiglio di
Stato mediante il ricorso appena menzionato.

 

Consiglio di Stato, dipartimento
dell'istruzione e della cultura e municipio di __________ postulano la
reiezione dell'impugnativa.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. Prima
di entrare nel merito di una istanza o di un ricorso l'autorità esamina d'ufficio
la propria competenza (art. 3 PAmm). Il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo
è dato, nei casi previsti dalla legge, contro decisioni di un dipartimento, di
commissioni speciali e del Consiglio di Stato (art. 60 cpv. 1 PAmm): la
deducibilità per ricorso di una decisione al Tribunale cantonale amministrativo
è quindi regolata secondo il cosiddetto sistema enumerativo e non per clausola
generale (Rep. 1968, pag. 204, consid. 3).

 

1.2. Giusta l'art. 208 cpv. 1 LOC, contro le
decisioni degli organi comunali è dato ricorso al Consiglio di Stato, le cui
decisioni sono appellabili al Tribunale cantonale amministrativo, a meno che la
legge non dispone altrimenti. L'impugnabilità di tutte le decisioni degli
organi comunali dapprima innanzi al Governo e, in seconda istanza, davanti al
Tribunale amministrativo, ha dunque valore di principio generale. Svariate
leggi istituiscono tuttavia delle deroghe a questa regola per le materie dalle
stesse trattate.

 

1.3. I rapporti di impiego dei docenti delle
scuole comunali sono retti dalla legge sull'ordinamento degli impiegati dello
Stato e dei docenti del 15 marzo 1995 (LOrd; cfr. art. 1 cpv. 1 lett. b della
stessa). Il conferimento della nomina in loro favore spetta al municipio (art.
2 cpv. 1 lett. b LOrd; inoltre art. 7 cpv. 1 lett. a della legge sulla scuola
dell'infanzia e sulla scuola elementare del 7 febbraio 1996). Giusta l'art. 10
cpv. 1 LOrd la nomina avviene a orario completo o parziale; il grado di
occupazione non può tuttavia essere inferiore alla metà dell'orario completo.
La nomina a orario parziale è ammessa solo quando le esigenze dell'amministrazione
lo permettono; a queste stesse condizioni l'autorità di nomina può concedere
riduzioni di orario ai dipendenti già nominati (art. 10 cpv. 2 LOrd). L'art. 10
cpv. 1 lett. a) e b) della legge sulla scuola dell'infanzia e sulla scuola
elementare del 7 febbraio 1996 precisa inoltre che la nomina può avere luogo a
tempo pieno per i docenti titolari e a metà tempo per i docenti contitolari. La
modifica della nomina da tempo pieno a metà tempo e viceversa ha luogo mediante
nuovo atto di nomina (art. 43 del regolamento di applicazione di quest'ultima
legge, del 3 luglio 1996).

 

1.4. Giusta l'art. 65 LOrd contro le
decisioni dei municipi è dato ricorso al Consiglio di Stato. Il dipendente ha
il diritto impugnare ulteriormente al Tribunale amministrativo le decisioni che
concernono la sospensione provvisionale, le sanzioni disciplinari più severe e
la disdetta del rapporto di impiego (art. 67 cpv. 1 lett. a-f LOrd; inoltre
RDAT II-1997 n. 7). La decisione di nomina rispettivamente di sua modifica non
rientra invece tra quelle deducibili per ricorso a questo Tribunale. D'altra
parte, con l'eccezione della disdetta (art. 60 cpv. 6 LOrd) e - in misura
ridotta - della sospensione provvisionale (art. 38 cpv. 3 LOrd), la competenza
a pronunciare tutti quei provvedimenti nei confronti dei docenti comunali
spetta direttamente al Consiglio di Stato (art. 34 cpv. 3 lett. b LOrd). La
risoluzione resa su ricorso da parte del Governo il 15 settembre 1999,
concernente il rifiuto del municipio di __________ di accedere alla richiesta
della ricorrente di ridurre il grado di occupazione al 50%, ha pertanto carattere
definitivo (art. 55 cpv. 3 PAmm), come prescrivono del resto espressamente
anche gli art. 95 della legge sulla scuola del 1 febbraio 1990 e, in modo meno
immediato, data la sua collocazione, 66 cpv. 2 LOrd. Non è pertanto data la
possibilità di impugnare ulteriormente tale giudicato innanzi a questo
Tribunale.

 

1.5. L'indicazione nel dispositivo n. 3
della risoluzione governativa 15 settembre 1999, secondo cui la stessa è
definitiva, appare pertanto corretta. Nemmeno l'insorgente, del resto, lo
contesta. Per giustificare la competenza del Tribunale amministrativo l'insorgente
non si appella inoltre nemmeno all'art. 68 LOrd, che conferisce a questa Corte
la competenza di giudicare, quale istanza unica, le contestazioni di natura
pecuniaria derivanti dal rapporto di impiego. A giusta ragione, poiché la riduzione,
sollecitata da un docente comunale, del suo grado di occupazione, non rientra
in tale concetto (cfr. sullo stesso Borghi/Corti, Compendio di procedura
amministrativa ticinese, Lugano, n. 5 ad art. 71 PAmm, e nota 312 a piè di
pagina con rinvii). La concessione di tale riduzione è altresì espressamente
demandata al giudizio discrezionale dell'autorità di nomina (art. 10 cpv. 2
LOrd; 10 cpv. 1 della legge sulla scuola dell'infanzia e sulla scuola
elementare del 7 febbraio 1996). La ricorrente ritiene tuttavia che questo Tribunale
debba ritenersi competente a giudicare il suo ricorso in applicazione dell'art.
98a cpv. 1 della legge federale sull'organizzazione giudiziaria del 16 dicembre
1943 (OG), che obbliga i Cantoni ad istituire delle autorità giudiziarie di
ultima istanza cantonale, nella misura in cui le decisioni di queste ultime
siano direttamente impugnabili con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale
federale, com'è il caso delle decisioni fondate sulla LPar concernenti rapporti
di lavoro disciplinati dal diritto pubblico (DTF 124 II 409). Dal momento che,
nel nostro Cantone, la competenza delle autorità amministrative è stabilita dalla
legge (art. 2 PAmm), spetta tuttavia al Parlamento di designare l'autorità giudiziaria
competente a conoscere in ultima istanza i ricorsi fondati sulla LPar relativi
a rapporti di lavoro degli impiegati dello Stato e dei docenti. Il Tribunale
amministrativo non può sostituirsi al legislatore nell'esercizio di tale
competenza, nemmeno se - obiettivamente - esso costituisce l'autorità che ha le
maggiori probabilità di essere designata a tale scopo.

 

 

                                   2.   Sia
comunque soggiunto, a titolo puramente abbondanziale, che se il Tribunale fosse
stato competente ad evadere il ricorso, questo avrebbe dovuto essere respinto.
In effetti, l'inoltro della domanda di conciliazione al competente ufficio in
materia di parità dei sessi non annulla né sospende il termine di impugnazione
di una decisione fissato all'art. 46 cpv. 1 PAmm (cfr. nello stesso senso G.
Corti, Composizione e competenze dell'ufficio di conciliazione in materia di parità
dei sessi, pubbl. in RDAT II-1998, pag. 473 segg., 479-483, in particolare pag.
480 e 483; cfr. inoltre, circa la procedura di conciliazione concernente
rapporti di impiego retti dal diritto pubblico, K. Arioli/F. Furrer-Iseli, Die
Anwendung des Gleichstellungsgesetzes auf öffentliche Arbeitsverhältnisse,
Basilea 1999, n. 520-548, in particolare n. 543-545, ove viene riferito che
altri Cantoni hanno opportunamente regolamentato - in un senso o nell'altro -
questo problema). A giusta ragione il Governo ha pertanto dichiarato irricevibile,
in quanto tardivo, il gravame introdotto dall'insorgente dopo la scadenza di
tale termine.

 

 

                                   3.   Sulla
scorta di quanto precede il ricorso deve essere dichiarato irricevibile. Il
Tribunale non preleva una tassa di giudizio (art. 13 cpv. 5 LPar).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 3 LPar; 98a OG; 1, 2, 10, 65, 66, 67,
68 LOrd; 2, 3, 43, 46, 55, 60, 71 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è irricevibile.

 

 

                                   2.   Non si
preleva una tassa di giudizio.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario