# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5e6c2ca5-cd25-5589-b256-c10f77de5b29
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-09-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.09.2010 39.2010.4
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_39-2010-4_2010-09-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  39.2010.4+5

   

  CI/DC/sc

  	
  Lugano

  15 settembre
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Carlo Iazeolla, vicecancelliere

  	 

						

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 marzo 2010 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 26
  febbraio 2010 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale per gli assegni
  familiari, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assegni di famiglia

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con decisione
del 2 novembre 2009 la Cassa cantonale per gli assegni familiari (di seguito:
Cassa) ha ordinato a RI 1 di restituire l’importo di fr. 14'616.-- percepiti a
torto a titolo di assegni integrativi e di prima infanzia dal 1° giugno al 30
novembre 2008 (cfr. doc. B).

 

                                         In
particolare l’amministrazione ha indicato di avere ricalcolato le prestazioni
effettivamente spettanti agli assicurati, in quanto, con il mese di giugno
2008, il reddito annuo di RI 1 e __________ era aumentato a fr. 72'849.--,
invece dell’importo di fr. 56’921.-- computato nel calcolo degli assegni
familiari e di prima infanzia fino al 31 luglio 2008 (cfr. doc. 1, 1B, 1E, 1G)
e dell’importo di fr. 56’012.-- computato nel calcolo degli assegni a partire
dal 1° agosto 2008 (cfr. doc. F, G).

 

                                         Con
decisione su reclamo del 26 febbraio 2010, indirizzata a RI 1 e __________, la
Cassa ha parzialmente accolto il reclamo interposto dall’assicurato tramite il
proprio rappresentante (cfr. doc. L), riducendo l’importo da restituire a fr. 11’790.--
(cfr. doc. M).

 

                               1.2.   Con ricorso
del 24 marzo 2010 il rappresentante di RI 1 ha richiesto di accertare
l’estraneità di __________ al presente procedimento ed ha postulato
l’annullamento del provvedimento impugnato.

                                         A
sostegno della sua pretesa ricorsuale l’assicurato ha addotto che il nuovo
conteggio avrebbe dovuto essere effettuato a partire da un reddito familiare
complessivo di fr. 68'802.--, da cui risulterebbe un passivo nel reddito Laps
di fr. 16'511.--. Di conseguenza, non solo nulla andrebbe restituito, ma
l’assegno di prima infanzia rimarrebbe dovuto.

                                         Nell’eventualità
che l’ordine di restituzione sia confermato da questa Corte, il rappresentante
dell’assicurato ne chiede l’esenzione (cfr. doc. I).

 

                               1.3.   In risposta,
la Cassa ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con i medesimi
argomenti trattati nella decisione su reclamo e rilevando inoltre che, per
l’art. 67 LAF, in caso di restituzione il titolare del diritto ed il coniuge
sono solidalmente tenuti alla restituzione, motivo per cui non è possibile
escludere dal procedimento la signora __________ (cfr. doc. III).

 

                               1.4.   Con scritto
del 2 giugno 2010 il TCA ha interpellato la Cassa per ottenere chiarimenti in
merito alle due tabelle di calcolo del 23 febbraio 2010 (cfr. doc. V, doc.
17-17E).

                                         La Cassa
ha fornito i chiarimenti richiesti con scritto del 6 luglio 2010 (cfr. doc.
VII).

                                         Con
lettera del 12 agosto 2010 il rappresentante dei ricorrenti si è espresso in
merito alla comunicazione della Cassa (cfr. doc. IX).

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA
H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2009 è entrata in vigore la Legge federale sugli assegni di famiglia
(LAFam) del 24 marzo 2006 e la relativa Ordinanza (OAFam; cfr. RU 2008 pag. 131 segg.).

                                         Nel
diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in
vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente
rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr.
3;SVR 2003 IV Nr. 25; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01; STFA
20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35 consid. 1; DTF
118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).

                                         Nel caso
in esame la lite verte sulla questione di sapere se gli assicurati devono
restituire oppure no l’importo di fr. 11’790.--, corrispondenti ad assegni
integrativi e di prima infanzia percepiti tra il 1° giugno ed il 30 novembre
2008.

                                         Di
conseguenza i nuovi disposti della LAFam non sono applicabili in concreto.

 

                               2.3.   L’assegno
integrativo è regolato dagli art. 24 segg. LAF.

                                         L'art. 24
LAF stabilisce come segue le condizioni per potere beneficiare dell'assegno
integrativo:

 

" 
Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto
all’assegno, per il figlio, se cumulativamente: 

a)   coabita, anche soltanto in forma parziale,
con il figlio; 

b)   ha il domicilio nel Cantone da almeno tre
anni; 

c)   soddisfa
i requisiti della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps). (cpv. 1)

Se entrambi i genitori coabitano con il figlio,
ha diritto all’assegno la madre o il padre. (cpv. 2)

... (cpv. 3)."

 

                                         L'art. 27
LAF prevede altresì che:

 

" 
Richiamati gli articoli 10 e 11 Laps, l’importo
massimo dell’assegno corrisponde ai limiti minimi di reddito del o dei figli,
definito dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, per i
quali l’assegno è riconosciuto. (cpv. 1)

In ogni caso, dall’importo erogabile vanno
dedotti gli eventuali assegni di base. (cpv. 2)."

 

                               2.4.   Gli art. 31
e 32 LAF fissano le condizioni per poter beneficiare dell’assegno di prima
infanzia.

 

                                         L’art. 32
LAF, che si riferisce alla famiglia biparentale, stabilisce quanto segue:

 

" 
I genitori hanno diritto all’assegno, per il
figlio, se cumulativamente: 

a) sono domiciliati nel Cantone al momento della
richiesta; 

b) coabitano costantemente
con il figlio; (cpv. 1)

c) il padre o la madre ha il domicilio nel
Cantone da almeno 3 anni; 

d) il reddito disponibile dei genitori, inclusi
gli eventuali assegni di cui il nucleo familiare beneficia in virtù della
legge, è inferiore ai limiti posti dall’art. 24 cpv. 1 lett. c). 

Al genitore che non esercita un’attività
lucrativa o ne esercita una solo a tempo parziale, senza giustificati motivi, è
computabile un reddito ipotetico, pari al guadagno di un’attività a tempo
pieno, da lui esigibile. (cpv. 2)

Il reddito ipotetico minimo è pari al doppio del
limite minimo per persona sola secondo la legislazione sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI. (cpv. 3)"

 

                                         L’art. 35
LAF enuncia inoltre che:

 

" 
Richiamati gli articoli 4, 10 e 11 Laps,
l’importo massimo dell’assegno è pari alla differenza fra il reddito
disponibile residuale ai sensi della Laps e il limite minimo di reddito
previsto dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI,
cumulativamente, per il genitore o i genitori, i figli di età superiore ai tre
anni e i figli per i quali sussiste il diritto all’assegno di età inferiore ai
tre anni. (cpv. 1)

Dall’importo erogabile vanno dedotti gli
eventuali assegni di base. (cpv. 2)" 

 

                                         Dal
tenore di queste norme legali, risulta che la LAF, la cui prima revisione, per
quanto attiene agli assegni integrativi e di prima infanzia, è entrata in
vigore il 1° febbraio 2003, per il calcolo degli assegni integrativi rinvia
alla Laps, anch’essa in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/2002 del 24
dicembre 2002 pag. 489 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.; BU
3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.).

                                         Il 1°
ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della
Laps (cfr. BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

 

                               2.5.   Il titolare
ha diritto alle prestazioni sociali di complemento armonizzate fino a quando la
somma fra il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento, la
partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie di cui
beneficiano o potrebbero beneficiare le persone facenti parte della sua unità
di riferimento e le prestazioni sociali di complemento di cui essa beneficia
non raggiunge la soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps). 

                                         Se,
nell’ambito della medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di
cui potrebbero beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne
hanno fatto richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una
quota proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).

 

                                         Il
reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi
computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità
di riferimento (art. 5 Laps).

                                                      Esso viene determinato tenendo conto della situazione finanziaria
dell’unità di riferimento esistente al momento del deposito della richiesta. Il
regolamento definisce e disciplina i casi particolari (art. 10a Laps).

 

                                         L'art. 6
Laps così regolamenta il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare imponibile, la
deduzione sociale per i coniugi giusta la legge tributaria si applica anche
alle famiglie monoparentali e alle coppie conviventi.(cpv. 1)

 

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e
le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato.(cpv. 2 ) 

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         La spesa
computabile è costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per
l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le
spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale
misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle
persone con attività lucrativa salariata;]

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata; 

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;

i)  ... 

j)  …

    

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di: 

a) per le persone unità               importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari
(vLPC), in vigore fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni
stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo
annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le
persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr.
Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18
settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle
prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

 

                                         Il 1°
gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni
complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità
(LPC). L’art. 10 cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo
riconosciuto delle spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole (cifra
1), fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno diritto a una
rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o
dell’AI (cifra 2) e di fr. 3'600.-- in più se è necessaria la locazione di un
appartamento in cui è possibile spostarsi con una carrozzella (cifra 3).

 

                                         Infine
l'art. 10 cpv. 1 Laps precisa a cosa equivale la soglia di intervento:

 

" 
La soglia d’intervento corrisponde alla somma
di: 

a) per il titolare               importo
corrispondente al limite minimo

    del
diritto:                   previsto dalla legislazione sulle 

                                                     prestazioni
complementari all'AVS/AI per la

                                                     persona
sola

 

      b) per la prima perso-            importo
corrispondente alla metà del limite

                                        na
supplementare            minimo previsto dalla legislazione sulle

                                        dell'unità
di riferi-              prestazioni complementari all'AVS/AI per la

                                        mento   persona
sola

 

 c)  per la seconda e       importo corrispondente
al limite minimo

                                        la terza
persona               previsto dalla legislazione sulle 

                                        supplementare                 prestazioni
complementari all'AVS/AI 

                                        dell'unità
di riferi-              per il primo figlio

                                        mento:  

 

 d)  per la quarta e la       importo
corrispondente al limite minimo

                                        quinta
persona                 previsto dalla legislazione sulle

                                        supplementare
                prestazioni complementari all'AVS/AI

                                        dell'unità
di riferi-              per il terzo figlio

                                        mento:  

 

 e)  per la sesta e ogni    importo corrispondente
al limite minimo

                                        ulteriore
persona              previsto dalla legislazione sulle

                                        supplementare
                prestazioni complementari all'AVS/AI

                                        dell'unità
di riferi-              per il quinto figlio"

                                        mento:  

 

                                         L'art. 3b
vLPC, in vigore fino al 31 dicembre 2007, enuncia in particolare che le spese
riconosciute si compongono di un importo destinato alla copertura del
fabbisogno vitale, per anno, pari, dal 1° gennaio 2003, al minimo per le
persone sole, a fr. 15'700.-, per i coniugi, almeno 23’550.- franchi e per gli
orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o
dell'AI, a fr. 8'260.- (cfr. Ordinanza 03 sull'adeguamento delle prestazioni
complementari all'AVS/AI del 20 settembre 2002). Per i due primi figli si
prende in considerazione la totalità dell'importo determinante, per due altri
figli due terzi ciascuno    (fr. 5'506.--) e per ogni altro figlio un terzo
(fr. 2'753.--).

 

                                         Secondo
il nuovo art. 10 cpv. 2 Laps, in vigore dal 1° gennaio 2008, per limiti minimi
secondo la legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI si intende fr.
16’540.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. a), fr. 8'270.-- con
riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. b), fr. 8'680.-- con riferimento all’art.
10 cpv. 1 lett. c), fr. 5'787.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. d) e
fr. 2'893.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e).

 

                                         Giova,
altresì, rilevare che il 1° gennaio 2005 sono entrate in vigore delle modifiche
della Laps e della LAF decretate dal Gran Consiglio, alla luce del Messaggio n.
5589 sul Preventivo 2005 del Consiglio di Stato.

                                         Più
precisamente è stato introdotto l’art. 37 cpv. 3 Laps, secondo cui, in deroga
all’art. 10 Laps, per l’anno 2005, benché gli importi destinati alla copertura
del fabbisogno vitale ex art. 3b cpv. 1 lett. a LPC siano aumentati (cfr.
Ordinanza 05 sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 24
settembre 2004), fanno stato i limiti previsti dalla vLPC per gli anni 2003 e
2004.

                                         Giusta il
nuovo art. 79 LAF, poi, per l’anno 2005 per il calcolo degli importi, ove la
legge fa riferimento alla LPC, vengono applicati i limiti previsti dalla vLPC
per gli anni 2003 e 2004 (cfr. BU 6/2005 dell’11.2.2005 pag. 56; FU 102/2004
del 21.12.2004 pag. 9002).

 

                                         Tali
deroghe sono valide anche per l’anno 2006 (cfr. art. 37 cpv. 4 Laps; 79 LAF; BU
7/2006 del 10 febbraio 2006 pag. 41 e 42).

 

                               2.6.   Secondo
l'art. 41 cpv. 2 LAF, concernente l'obbligo di informare:

 

" 
Per l'assegno integrativo e di prima infanzia si
applica altresì l'art. 30 Laps."

 

                                         L'art. 30
Laps prevedeva, fino al 30 settembre 2006, che:

 

" 
Le persone che compongono l'unità di riferimento
sono tenute a notificare tempestivamente agli organi amministrativi competenti
per l'applicazione della legge e delle leggi speciali di ogni cambiamento
rilevante per il diritto delle prestazioni sociali."

 

                                         Dal 1°
ottobre 2006 il tenore di questo disposto è il seguente:

 

"Le persone che compongono l'unità di
riferimento sono tenute a informare tempestivamente gli organi amministrativi
competenti per l'applicazione della legge e delle leggi speciali qualsiasi
cambiamento importante sopraggiunto nelle condizioni determinanti per
l’erogazione di una prestazione. (cpv. 1)

                                        Qualsiasi
persona o servizio che partecipa all’esecuzione della legge o delle leggi
speciali ha l’obbligo di informare l’organo amministrativo competente se
apprende che le condizioni determinanti per l’erogazione delle prestazioni
hanno subito modifiche."

 

                                         In
proposito l'art. 10 Reg. Laps precisa che:

 

" 
E' considerato cambiamento rilevante:

      a)                               un
cambiamento pari ad un importo di almeno fr. 1’200.-- annui del

                                        reddito
disponibile residuale dell'unità di riferimento rispetto a quello determinante
per la decisione più recente;

      b)                               una variazione
della composizione dell'unità di riferimento."

 

                               2.7.   Per quanto
riguarda l'obbligo di restituzione e il condono, l'art. 44 cpv. 4 LAF prevede
che:

 

" 
Resta riservato l'art. 26 Laps per quanto
concerne l'assegno integrativo e di prima infanzia."

 

                                         L'art. 26
Laps sancisce:

 

" 
La prestazione sociale indebitamente percepita
deve essere restituita. (cpv. 1)

Il diritto di esigere la restituzione è perento
dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto
conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della
prestazione. (cpv. 2)

La restituzione è condonata, in tutto od in
parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona
fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento
al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo
grave. (cpv. 3)

I coniugati e i conviventi sono solidalmente
tenuti alla restituzione (cpv. 4).”

 

                                         Il
Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per
quanto attiene all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni
percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata giurisprudenza
del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr. Messaggio N.
4773, p.to 12 ad art. 26).

 

                               2.8.   Secondo la
giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile
alla LPC e quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998
menzionato sopra (cfr. consid. 2.6.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso
è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame. In
effetti l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato
formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è
senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve
procedervi se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a
indurre ad una conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può
richiedere una restituzione (cfr. STFA del 20 ottobre 2000 nella causa C., C
25/00; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).

                                         Per quel
che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare
limite generalmente valido. 

                                         È infatti
determinante l’insieme delle circostanze del singolo caso (RCC 1989 p. 547).

 

                                         È tenuto
alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla
quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è quindi
stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante
sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto
l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame
nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer,
Die Rückerstattung unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea 1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA del 20 ottobre 2000 nella causa C., C 25/00).

                                         Il
principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 vLAVS, analogo alle
regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr.
art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS
e delle leggi ad essa correlate (art. 49 vLAI e art. 27 vLPC), nel senso che,
se il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo),
la persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura
distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la
restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase
vLAVS e art. 79 vOAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur
l'assurance-vieillesse et survivants, pag. 226; STCA 14
maggio 1993 in re P.).

                                         Questo
concetto è stato pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps (cfr. consid. 2.7.).

 

                               2.9.   Nell’evenienza
concreta, a motivazione della decisione su reclamo del 26 febbraio 2010, la
Cassa ha posto i conteggi di stipendio relativi ai mesi da luglio a dicembre
2008 compresi, da cui è emerso che, in quel periodo, l’assicurato ha conseguito
un reddito da attività lucrativa superiore a quello considerato
dall’amministrazione ai fini della determinazione dell’ammontare degli assegni
familiari per il periodo giugno 2008 - luglio 2009 (cfr. doc. 1, 1B, 1E, 1G, F,
G).

 

                                         Dalla
documentazione agli atti risulta, in effetti, che RI 1, attivo presso la __________
a partire dal 20 maggio 2008, ha percepito fr. 3'561.45 per il mese di giugno
(cfr. doc. 15A), fr. 5’092.05 per luglio (cfr. doc. 15C), fr. 4'624.75 per agosto (cfr. doc. 15D), fr. 5'070.80 per settembre (cfr. doc. 15E), fr. 5'204.--
per ottobre (cfr. doc. 15F) e fr. 4'911.65 per novembre 2008 (cfr. doc. 15H).
Si tratta di importi più elevati di quelli considerati dalla Cassa ai fini del
calcolo dell’assegno integrativo e dell’assegno di prima infanzia, la quale si
era basata sui redditi conteggiati a RI 1 e __________ dal 1° ottobre 2007 al
31 luglio 2008 (cfr. doc. 1, 1B, 1E, 1G) e dal 1° agosto 2008 al 31 luglio 2009
(cfr. doc. F, G).

 

                                         È
pertanto evidente che, essendosi realizzato un cambiamento importante del
reddito disponibile della ricorrente (cfr. art. 10 Reg.Laps), il calcolo
dell'assegno integrativo e dell’assegno di prima infanzia andava rivisto in
base al nuovo reddito più elevato.

 

                             2.10.   Occorre ora
stabilire se l’importo richiesto in restituzione è corretto.

 

                                         Per quanto
concerne il reddito da attività lucrativa, RI 1, dal mese di giugno al
mese di novembre 2008, ha ricevuto una retribuzione lorda mensile media di fr.
4'744.-- (cfr. doc. 15A-15H), corrispondenti a fr. 56'928.-- su 12 mensilità.

                                         Tenuto
conto anche della gratifica annua di fr. 1'010.-- (cfr. doc. 15H) e dei tre
assegni di base spettanti all’assicurato per i tre figli di complessivi fr. 7'200.--
annui (fr. 200.-- X 3 X 12), la somma complessiva del reddito da attività dipendente di RI
1 ammonta a fr. 65'138.-- (cfr. doc. 16).

 

                                         La Cassa,
nei nuovi calcoli degli assegni integrativi adeguati alla reale situazione
economica dell’assicurato, ha dunque a ragione computato a titolo di reddito da
attività dipendente di RI 1 l'importo di fr. 65'138.-- dal 1° giugno al 30 novembre
2008.

 

                                         La Cassa
ha poi considerato in fr. 3'000.-- il reddito annuo di __________, basandosi
sulla decisione di tassazione 2008 del 19 agosto 2009 (cfr. doc. E). A questo
proposito non può essere seguita l’affermazione del rappresentante dei
ricorrenti secondo cui tale reddito avrebbe dovuto essere conteggiato pro rata
(cfr. doc. I). Come peraltro appena visto per il reddito da attività dipendente
di RI 1, per stabilire il diritto di un’unità di riferimento all’assegno
integrativo ed all’assegno di prima infanzia, la soglia di intervento nonché
reddito computabile, sostanza computabile come reddito e spesa computabile
vengono calcolati su base annua.

                                         Pertanto,
a ragione la Cassa, nei nuovi calcoli degli assegni integrativi adeguati alla reale
situazione economica del ricorrente, ha computato a titolo di reddito da
attività indipendente di __________ l'importo di fr. 3’000.-- dal 1° giugno al
30 novembre 2008.

                                         

                                         La Cassa
ha considerato i medesimi valori di reddito da attività lucrativa dei coniugi __________
sia nella tabella di calcolo per il periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2008
(cfr. doc. 17-17B) sia nella tabella di calcolo riguardante il periodo dal 1°
agosto al 30 novembre 2008 (cfr. doc. 17C-17E).

 

                                         Quanto al
reddito della sostanza, nella tabella di calcolo per il periodo dal 1°
giugno al 31 luglio 2008, la Cassa ha considerato il valore locativo
dell’abitazione di RI 1 in fr. 10'550.--, corrispondenti al 5% del valore
dell’immobile (unicamente la parte riguardante l’edificio) secondo la direttiva
Laps 1/2005 in vigore alla rispettiva data di richiesta di assegni familiari,
ossia al 13 agosto 2007 (cfr. doc. VII, doc. VII/6, doc. VII/6A, doc. VII/7).

 

                                         Il TCA
non condivide il calcolo di valore locativo effettuato dalla Cassa. Infatti la
direttiva Laps 1/2008, secondo cui il valore locativo corrisponde al 90% del
valore di reddito figurante sulla scheda di calcolo della stima, prevede
inoltre che il nuovo valore locativo ha effetto, in caso di revisione
straordinaria del reddito, a partire da marzo 2008, per le domande in corso che
dovranno essere adeguate da parte degli Uffici (cfr. doc. VII/14).

                                         Pertanto,
il valore locativo corretto per il periodo dal 1° luglio al 31 agosto 2008 è di
fr. 12'872.-- (cfr. doc. VII/15).

                                         La Cassa
ha inoltre computato fr. 33.-- quale reddito da titoli e capitali (cfr. doc.
17A, doc. 1G).

 

                                         Nella
tabella di calcolo per il periodo dal 1° agosto al 30 novembre 2008, la Cassa
ha considerato il valore locativo dell’abitazione di RI 1 in fr. 12'872.--, corrispondenti
al 90% del reddito risultante dalla scheda di calcolo della stima, secondo la
direttiva Laps 1/2008 in vigore alla rispettiva data di richiesta di assegni
familiari, ossia al 16 luglio 2008 (cfr. doc. VII, doc. VII/14, doc. VII/15). La
Cassa ha inoltre computato fr. 27.-- quale reddito da titoli e capitali (cfr.
doc. 17D, doc. G).

 

                                         In
entrambe le tabelle di calcolo la sostanza computabile risulta nulla a
fronte del debito privato ipotecario sull’abitazione primaria (cfr. doc. VII/1,
doc. VII/2, doc. 17A, doc. 17D).

 

                                         Per
l’art. 5 lett. b Reg.Laps, la spesa per l’alloggio è calcolata
computando il valore locativo maggiorato del 15% per le spese accessorie. Per entrambi
i periodi di calcolo tale spesa ammonta a fr. 14'802.-- (cfr. doc. VII, doc.
VII/14).

 

                                         Per
quanto riguarda i premi per l’assicurazione malattia, la Cassa,
applicando l’art. 8 lett. g Laps e l’art. 4 Reg.Laps, ha riconosciuto l’importo
di fr. 10'736.-- per il periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2008 (cfr. doc. VII,
doc. 17A) e fr. 10'878.-- per il periodo dal 1° agosto al 30 novembre 2008 (cfr.
doc. VII, doc. 17D).

 

                                         La Cassa
ha poi computato le spese di gestione e manutenzione di fondi e fabbricati
nel Comune di domicilio considerando un quarto del valore locativo, come da
forfait previsto all’art. 31 cpv. 4 della Legge tributaria e all’art. 2 cpv. 1
lett. b del relativo Regolamento. Per entrambi i periodi in questione tali
spese ammontano a fr. 3'218.-- (cfr. doc. VII/14).

 

                                         Per
quanto concerne gli interessi ipotecari per l’abitazione primaria, per
il periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2008 la Cassa ha considerato fr.
10'805.-- (cfr. doc. VII, doc. VII/1, doc. VII/2, doc. 17A). Secondo questo
Tribunale, visto l’aggiornamento degli importi di reddito da attività lucrativa
e di valore locativo dell’abitazione dell’insorgente ai valori del 2008, anche
gli interessi ipotecari per l’abitazione primaria di RI 1 vanno quantificati
non al momento della domanda originaria del 13 agosto 2007, bensì al momento
della revisione.

                                         

                                         Pertanto,
in entrambi i periodi di calcolo l’importo degli interessi ipotecari per
l’abitazione primaria è di fr. 11'397.-- (cfr. doc. VII, doc. VII/8, doc.
VII/9, doc. 17D).

 

                                         Per
entrambe le tabelle di calcolo i contributi AVS/AI/IPG/AD/ AINP
ammontano a fr. 3'847.-- ( (reddito da attività dipendente di RI 1 di fr.
65'138.-- – assegni di base per
fr. 7'200.--) x (5.05% AVS/AI/IPG + 1.00% AD + 0.59% AINP) ), mentre i contributi
alla previdenza professionale sono quantificati in fr. 1'247.-- ( (fr. 188.20 in settembre 2008 + fr. 196.20 in ottobre 2008 + fr. 239.30 in novembre 2008) ÷ 3 x 6 mesi; cfr. doc. 15A-15H, doc. 17A, doc.
17D).

 

                                         Di conseguenza il reddito
disponibile residuale (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.5.) dell’insorgente ammonta,
per il periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2008, a fr. 35’796.-- (reddito computabile di
complessivi fr. 81’043.-- – spesa computabile di complessivi fr. 45'247.--; cfr. doc. 17A),
mentre per il periodo dal 1° agosto al 30 novembre 2008 esso ammonta a fr.
35’648.-- (reddito computabile di complessivi fr. 81’037.-- – spesa computabile di complessivi fr.
45'389.--; cfr. doc. 17D).

 

                             2.11.   Per quanto
concerne la soglia di intervento, nella tabella di calcolo per il periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2008 la Cassa ha considerato
fr. 45'578.-- (cfr. doc. 17), mentre nella tabella di calcolo per il periodo dal 1° agosto al 30 novembre 2008 la Cassa ha calcolato
fr. 47'957.-- (cfr. doc. 17C).

                                         Su
richiesta del TCA (cfr. doc. VI), la Cassa ha spiegato che l’importo di fr.
45'578.-- rispecchia il fabbisogno base Laps per l’anno 2007, in considerazione della domanda del 13 agosto 2007 (cfr. doc. VII).

 

                                         Il TCA
non condivide il calcolo della soglia di intervento effettuato dalla Cassa per
il periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2008.

                                         Nel Messaggio
n. 5988 del 6 novembre 2007 sulla Modifica della legge sugli assegni familiari,
il Consiglio di Stato ha, tra l’altro, rilevato quanto segue:

 

" 
- I nuovi casi e quelli sottoposti a revisione
(casi correnti) […], saranno […] rivisti nel 2008 considerando il nuovo importo
degli assegni per figli.

- Allo scopo di disporre della necessaria base
legale per procedere, da un lato, ai citati adeguamenti in caso di revisione e,
dall’altro, per fare in modo che soltanto al momento di tale revisione vengano
simultaneamente aggiornati i limiti di reddito, è necessario prevedere una
modifica della Laps: viene quindi proposta l’introduzione di un nuovo art. 37a." (cfr. pag. 6)

 

                                         L’art.
37a Laps, in vigore dal 1° gennaio 2008, prevede così che:

 

" 
Le prestazioni erogate secondo i limiti
applicati nell’anno 2007 o calcolate computando l’importo degli assegni
familiari di base e per giovani in formazione o invalidi in vigore fino al 31
dicembre 2007, vengono adeguate in caso di revisione periodica o straordinaria
(art. 27 Laps)."

 

                                         Di
conseguenza, nel caso concreto la soglia di intervento ammonta, sia per il
periodo dal 1° giugno al 31 luglio 2008 che per il
periodo dal 1° agosto al 30 novembre 2008, a fr. 47'957.-- (fr. 16'540.-- per RI 1 + fr. 8'270.-- per __________ + fr. 8'680.-- per __________ + fr. 8'680.--
per __________ + fr. 5'787.-- per __________).

 

                                         L’insorgente
ha diritto all'assegno integrativo e all’assegno di prima infanzia allorché il
reddito disponibile residuale, sommato al sussidio per il premio della cassa
malati e alle prestazioni sociali di complemento di cui un assicurato
beneficia, non raggiunge la soglia di intervento (cfr. art. 11 Laps; consid.
2.5.).

 

                                         La partecipazione
al premio dell’assicurazione contro le malattie ammonta, nella prima tabella
di calcolo, a fr. 9'196.-- (cfr. doc. 17A) e a fr. 9'338.-- nella seconda
tabella (cfr. doc. 17D).

 

                             2.12.   Alla luce di
quanto esposto ai considerandi precedenti, per il periodo dal 1° giugno al 31
luglio 2008 risulta una lacuna di reddito di fr. 2’965.-- (fr. 47'957.-- + fr. 45'247.-- – fr. 81'043.-- – fr. 9'196.--).

                                         Per il
periodo dal 1° agosto al 30 novembre 2008, invece, risulta una lacuna di
reddito di fr. 2’971.-- (fr. 47'957.-- + fr. 45'389.-- – fr. 81'037.-- – fr. 9'338.--).

 

                                         L’assicurato
aveva quindi diritto ad assegni integrativi di fr. 1’486.-- (fr. 247.-- x 2
mesi + fr. 248.-- x 4 mesi), mentre non aveva diritto ad assegni di prima
infanzia.

 

                                         Egli ha
per contro percepito degli assegni integrativi di fr. 7’890.-- (fr. 1’287.-- x
2 mesi + fr. 1'329.-- x 4 mesi; cfr. doc. M) e degli assegni di prima infanzia
di fr. 4’892.-- (fr. 232.-- x 2 mesi + fr. 1’107.-- x 4 mesi; cfr. doc. M).

 

                                         La
decisione su opposizione impugnata deve quindi essere riformata. Il ricorrente
deve restituire l’importo di fr. 11'296.-- (fr. 7’890.-- + fr. 4’892.-- – fr. 1'486.--), e non fr. 11'790.-- come
stabilito dalla Cassa.

 

                             2.13.   A titolo
abbondanziale il TCA ricorda che, per costante giurisprudenza, si giustifica
pronunciare una decisione di condono solo al momento della crescita in
giudicato formale della decisione di restituzione, visto che unicamente in quel
caso tale obbligo è stabilito definitivamente.

                                         La Cassa
si pronuncerà, perciò, in merito alla domanda di condono formulata
dall’insorgente in sede di ricorso una volta passata in giudicato la presente
sentenza (cfr. art. 44 cpv. 4 LAF; 26 cpv. 3 Laps), come indicato dall’amministrazione
stessa nell’ordine di restituzione (cfr. doc. B).

 

                             2.14.   L’insorgente,
parzialmente vincente in causa, rappresentato da un avvocato, ha diritto
all'importo di fr. 300.-- a titolo di ripetibili (cfr. art. 61 lett. g LPGA; 30
Lptca).

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

                                         §    RI
1 deve restituire alla Cassa fr. 11'296.--.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                         La Cassa
verserà, inoltre, al ricorrente l’importo di fr. 300.-- (IVA inclusa) a titolo
di ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti