# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bd474271-7b5e-5b4b-bbbb-d1eb99f6bf3a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-10-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 06.10.2016 12.2016.65
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2016-65_2016-10-06.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2016.65

  	
  Lugano

  6 ottobre 2016/rn

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Balerna

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Federspiel
  Peer

  

 

 

statuendo
sul ricorso 6 maggio 2016 della

 

	
   

  	
  RI
  1 

  rappr. da RA 1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  L’Ufficio
  del registro di commercio, Biasca

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

la decisione 5 aprile 2016 con cui l'Ufficio del
registro di commercio, Biasca, ha rifiutato l'iscrizione della notificazione 15
marzo 2016 concernente l'insorgente (cessione di quota sociale e verbale
dell'assemblea straordinaria concernente la modifica dello statuto sociale e
l'approvazione del trasferimento della quota sociale);

	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto

 

in fatto:

 

 

                            A.  La ricorrente, iscritta al
registro di commercio (in quanto Sagl) il 30 gennaio 1998, ha un capitale sociale
di fr. 50'000.-, suddiviso in due quote di fr. 25'000.- ciascuna, l'una
appartenente a G__________, socio senza diritto di firma, e l'altra al di lui
figlio M__________, socio e gerente. Il capitale è liberato sino a concorrenza di
fr. 30'000.- (cfr. estratto del registro di commercio, doc. 1 prodotto dall'Ufficio
del registro di commercio; in seguito URC).

 

 

                            B.  a. Dopo vicissitudini che
non occorre riassumere, il 15 marzo 2016 M__________ ha notificato all'URC, ai
fini dell'iscrizione nel registro di commercio, la cessione, per donazione, della
quota di G__________ al figlio F__________ ed il verbale dell'assemblea
straordinaria dei soci che concerneva la modifica dell'art. 4 dello statuto
sociale, relativo al capitale sociale, e l'approvazione del trasferimento della
quota sociale. Alla notifica era allegata una copia autentica del rogito n. 8__________
di identica data del notaio S__________ che, da un lato, formalizzava la
cessione della quota e, dall'altro, verbalizzava le risoluzioni assembleari
testé menzionate. L'atto contemplava anche la liberazione della parte rimanente
del capitale sociale, sino all'importo di fr. 50'000.-, in adeguamento al (nuovo)
diritto della Sagl, in vigore dal 1° gennaio 2008. La modifica dello statuto
era volta a specificare che i soci avevano provveduto ad effettuare i
conferimenti corrispondenti al prezzo di emissione delle rispettive quote.

 

                                  b. Con lettera 21 marzo 2016 l'URC
ha comunicato alla società istante, attraverso il notaio, che dopo il 1°
gennaio 2008 la liberazione successiva del capitale sociale di una Sagl
sottostava al nuovo diritto. In virtù dei rimandi di cui agli art. 777c cpv. 2
e 781 cpv. 5 CO, essa era pertanto retta dalle disposizioni del diritto della
società anonima, applicabili per analogia: dunque dall'art. 634a cpv. 2 CO
combinato con gli art. 633 segg. e 652d CO. Ora, secondo l'art. 634a CO e
l'art. 54 cpv. 2 lett. c ORC, toccava al consiglio di amministrazione decidere
non soltanto della liberazione successiva del capitale sociale ma anche della
modifica dello statuto. Si trattava di un'eccezione all'art. 698 cpv. 2 CO
(cfr. doc. 8 prodotto dall'URC).

 

                                  c. A fronte delle osservazioni
formulate con scritto 4 aprile 2016 dal notaio, il quale ribadiva la correttezza
degli atti prodotti (cfr. doc. 9 prodotto dall'URC), con decisione 5 aprile
2016 l'URC ha rifiutato l'iscrizione delle modifiche. L'Ufficio ha richiamato lo
scritto 21 marzo 2016, specificando che esso applicava alla lettera la
comunicazione 10 giugno 2008 dell'Ufficio federale del registro di commercio concernente
l'iscrizione della liberazione successiva del capitale sociale di una Sagl costituita
in virtù del diritto anteriore.

 

 

                            C.  Con ricorso 6 maggio 2016 la
RI 1 impugna la decisione suddetta dinanzi a questa Camera. L'insorgente critica
la comunicazione 10 giugno 2008 dell'Ufficio federale del registro di commercio.
A suo giudizio il problema dei conferimenti necessari per adeguare le esistenti
Sagl al nuovo diritto non è regolato dal nuovo diritto sostanziale concernente
la costituzione delle Sagl o l'aumento del loro capitale sociale, che rinviano
a titolo suppletivo alle disposizioni del diritto della società anonima, bensì
direttamente dalle disposizioni transitorie (DT) previste all'entrata in vigore
del nuovo diritto, e in particolare dall'art. 3 DT. Per questo motivo, la
modifica degli statuti rimane di competenza esclusiva dell'assemblea dei soci a
tenore dell'art. 804 cpv. 2 cifra 1 CO. Assemblea cui aveva del resto
partecipato il socio e gerente della società, il quale ne ha approvato le
risoluzioni, adottate all'unanimità. La ricorrente sollecita pertanto l'annullamento
della decisione di rifiuto e chiede alla Camera di ordinare all'URC di
procedere alle sollecitate iscrizioni.

 

 

                            D.  Con risposta 21 giugno 2016
l'Ufficio del registro di commercio contesta le tesi dell'insorgente. Riconferma
la bontà della sua decisione, con argomenti di cui si dirà, per quanto necessario,
in diritto.

 

 

Considerato

 

in diritto:

 

 

                             1.  La competenza di questa
Camera e la tempestività del gravame sono date dall'art. 6 cpv. 1 della legge
cantonale sul registro di commercio del 12 marzo 1997 (RL 4.1.1.3), mentre che la
legittimazione della ricorrente discende dall'art. 65 cpv. 1 della legge sulla
procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm; RL 3.3.1.1), che regge
la procedura di ricorso (cfr. art. 6 cpv. 2 della legge cantonale su registro
di commercio testé menzionata). Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine.

 

 

                             2.  2.1. Secondo il nuovo
diritto della Sagl, adottato il 15 dicembre 2005 ed in vigore dal 1° gennaio
2008 (RU 2007, 4791), le quote sociali devono essere completamente liberate
(art. 774 cpv. 2 e 777c cpv. 1 CO). Giusta l'art. 3 cpv. 1 delle disposizioni
transitorie promulgate in quel frangente, nelle Sagl iscritte nel registro di
commercio al momento dell'entrata in vigore del nuovo diritto "i
conferimenti che non sono stati eseguiti sino a concorrenza del prezzo di
emissione dell'insieme delle quote sociali devono essere effettuati entro due
anni", ovvero entro il 1° gennaio 2010.

 

                                  2.2. Nella comunicazione 10
giugno 2008 all'intenzione delle autorità cantonali competenti e concernente
l'iscrizione della liberazione successiva del capitale sociale di Sagl
costituite in virtù del diritto anteriore (doc. 12 prodotto dall'URC, pubbl. in
REPRAX 1/2008, pag. 34 seg.), l'Ufficio federale del registro di commercio sostiene
che né il diritto rivisto, né le disposizioni transitorie né l'ORC indicano
come il registro di commercio debba effettuare la liberazione successiva del
capitale sociale in tale ipotesi. Si è pertanto in presenza di una lacuna
legislativa. Posto che la liberazione successiva del capitale sociale
effettuata dopo il 1° gennaio 2008 sottostà alle disposizioni del diritto della
Sagl rivisto (art. 1 cpv. 2 DT), il citato Ufficio federale esprime quindi il
parere che, in virtù dei rimandi di cui agli art. 777c cpv. 2 e 781 cpv. 5 CO,
tale liberazione successiva sia retta dalle disposizioni del diritto della
società anonima, da applicare per analogia, in concreto dall'art. 634a cpv. 1
CO. Rientra pertanto nella competenza della direzione della società di decidere
non soltanto la liberazione successiva, ma anche l'eventuale modifica dello
statuto.

 

                                  Nel caso in esame l'URC si è
attenuto alla testé menzionata direttiva, emanata dall'autorità federale in
applicazione dell'art. 5 cpv. 2 lett. a ORC, di cui la ricorrente contesta il
fondamento. In merito questa Corte considera quanto segue.

 

                                  2.3. È pacifico l'obbligo per la
ricorrente, il cui capitale sociale era liberato - al 1° gennaio 2008 - sino a
di fr. 30'000.-, di eseguire i conferimenti sino a concorrenza del prezzo di
emissione dell'insieme delle quote sociali, di fr. 50'000.-. È quanto prevede l'art.
3 cpv. 1 DT. La disposizione in esame si limita tuttavia a stabilire
genericamente l'obbligo di liberare completamente le quote sociali anche per le
Sagl esistenti a tale data e che non soddisfacevano questo requisito legale,
prescritto dal nuovo diritto (art. 774 cpv. 2 e 777c cpv. 1 CO). Come rileva
giustamente l'URC nella risposta al gravame, parafrasando la comunicazione 10
giugno 2008 dell'Ufficio federale del registro di commercio, la norma in questione
non si esprime tuttavia in merito alle modalità - e di riflesso alle competenze
- relative a quest'operazione. L'Ufficio federale ha dunque concluso alla
sussistenza di una lacuna legislativa. Quest'opinione è condivisa in dottrina (Lukas Handschin, Personengesellschafs-
und GmbH-Recht – Entwicklungen 2008, in njus.ch 2009, pag. 5 segg., 15; cfr.
inoltre, sul tema, Rino Siffert,
SHK-HRegV, art. 171 n. 5 seg.). Per questo motivo, giacché il nuovo diritto della
Sagl rinvia, a titolo suppletivo, a quello della società anonima sia per quanto
concerne la procedura di esecuzione dei conferimenti al momento della
costituzione della società (art. 777c cpv. 2 CO), sia per quanto attiene alla
procedura di aumento del capitale sociale (art. 780 cpv. 2 CO), l'Autorità
federale ha indicato a quelle cantonali di colmare la lacuna applicando parimenti
per analogia il diritto della società anonima allo scopo di determinare l'iter da
seguire per l'adeguamento al nuovo diritto delle Sagl esistenti al 1° gennaio
2008 il cui capitale sociale, a quella data, non fosse ancora stato liberato
integralmente. Secondo il diritto della società anonima spetta, indelegabilmente
(Franz Schenker, BSK OR-II, art.
634a n. 4, con rinvii), al consiglio di amministrazione di decidere se devono
essere richiesti conferimenti ulteriori relativi alle azioni non interamente liberate
(art. 634a cpv. 1 CO). Verificandosi quest'evenienza, spetta poi al consiglio
di amministrazione medesimo non solo di constatare che i conferimenti ulteriori
sono stati effettuati conformemente alle esigenze legali, statutarie o alla
deliberazione del consiglio stesso, ma anche di modificare lo statuto
societario. Quest'opinione, sostenuta dal Consiglio federale nel messaggio concernente
la revisione del diritto della società anonima e corrispondente alla prassi già
in auge prima dell'introduzione dell'art. 634a CO, è condivisa da tutta la
dottrina, sicuramente almeno quando - come in concreto - non è necessario
inserire nello statuto clausole concernenti i conferimenti in natura (cfr.
riassuntivamente F. Schenker, op.
cit., art. 634a n. 10). Essa è stata concretizzata dal Consiglio federale all'art.
54 ORC, il quale regolamenta l'iscrizione dei conferimenti ulteriori del
capitale azionario della società anonima. Tale norma prevede difatti segnatamente,
a questo scopo, la necessità di presentare l'atto pubblico concernente, oltre
alle constatazioni del consiglio di amministrazione, le deliberazioni dello
stesso in merito alla modifica dello statuto societario (cfr. cpv. 1 lett. a,
cpv. 2 lett. a e c dello stesso); e questo - sia detto per completezza - quand'anche
nello statuto debbano essere inserite delle disposizioni necessarie in materia
di conferimenti in natura e di assunzioni di beni (cfr. cpv. 2 lett. b dello
stesso).

                                  2.4. È quindi a torto che la
ricorrente sostiene che il solo art. 3 cpv. 1 DT basti per regolare l'adattamento
delle Sagl esistenti al 1 gennaio 2008 al nuovo diritto in merito alla
prestazione dei conferimenti. È inoltre ovvio e riconosciuto, come essa
afferma, che non ci si trovi in presenza né della costituzione della società né
dell'aumento del suo capitale sociale, in relazione ai quali gli art. 777c cpv.
2 e 781 cpv. 5 CO rispettivamente rinviano alle norme del diritto della società
anonima, ma sicuramente non all'art. 634a CO, perché secondo il nuovo diritto
della Sagl le quote sociali devono essere completamente liberate. Le predette
disposizioni di rinvio hanno semplicemente ispirato l'Ufficio federale a
suggerire di applicare, in quanto applicabile, anche per quanto concerneva le
modalità di adattamento delle Sagl esistenti al nuovo diritto, entrato in
vigore al 1° gennaio 2008, la soluzione, collaudata e completa, adottata dal
legislatore per l'effettuazione e l'iscrizione di conferimenti ulteriori del capitale
azionario della società anonima. Invano l'insorgente disquisisce sul fatto che,
per quanto attiene la Sagl, possa sussistere un conflitto di interessi in capo
al gerente che è chiamato a sollecitare i conferimenti mancanti e che è nello
stesso tempo socio e, quindi, debitore degli stessi. A prescindere dal fatto
che la normativa transitoria non lascia in merito alcun margine decisionale al
gerente di una Sagl, fissando un termine di esecuzione dei conferimenti
mancanti di due anni dall'entrata in vigore del nuovo diritto (art. 3 cpv. 1
DT), il problema si pone, in termini analoghi, all'amministratore della società
anonima che è in pari tempo azionista della stessa. La tesi, divisata dall'insorgente,
secondo cui, nella fattispecie, all'assemblea dei soci aveva partecipato anche
il socio e gerente della società, il quale ne aveva quindi approvato le
risoluzioni, adottate all'unanimità, non muta il risultato. L'accertamento
della liberazione del capitale e la modifica dello statuto spettavano
indelegabilmente al solo (socio e) gerente, per cui nella fattispecie le relative
risoluzioni non sono manifestamente state adottate dall'organo competente. Il
richiamo al formalismo eccessivo è privo di ogni pertinenza.

 

 

                             3.  Sulla scorta di
quanto precede, il ricorso dev'essere respinto.

 

 

                             4.  La tassa di giudizio è posta
a carico della ricorrente, soccombente (art. 47 cpv. 1 LPAmm).

 

 

Per questi motivi,

 

 

decide:

 

 

1. Il ricorso è respinto.

 

 

2. La tassa
di giudizio, di fr. 1'000.-, già anticipata dalla ricorrente, è posta a suo carico.

 

 

                             3.  Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                  Comunicazione all'Ufficio federale
del registro di commercio, Berna

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                 La segretaria

                   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedio
giuridico:

Contro
la presente decisione è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale a
Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 72 segg.
legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).