# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ef25347b-97a1-5913-9310-3f776adf6300
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-12-20
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 20.12.1996 16.1996.48
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-1996-48_1996-12-20.html

## Full Text

Incarto n.

  16.96.00048

  	
  Lugano

  20 dicembre 1996/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per giudicare il ricorso per cassazione 12 aprile 1996 presentato da

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

la
sentenza 15 marzo 1996 del Giudice di pace del circolo di Sonvico nella causa
civile inappellabile promossa con istanza 26 febbraio 1996
nei confronti di

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

con la quale l’istante ha chiesto il pagamento di fr. 982.- oltre
accessori nonché il 

rigetto in via definitiva dell’opposizione interposta dalla
convenuta al PE n. __________ 

dell’UE di Lugano, domande respinte dal primo giudice,

 

 

letti ed esaminati gli atti,

 

 

considerato

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   Il 22 maggio 1995
__________ ha sottoscritto con __________, ditta che effettua in scavi,
demolizioni e trasporti, un contratto di appalto (doc. 2) avente per oggetto la
sistemazione della strada di accesso alla sua proprietà a __________. Sul costo
complessivo di fr. 3’000.- concordato tra le parti per l’esecuzione dei lavori,
la convenuta ha versato un acconto di fr. 2’000.- (doc. 3) rifiutando di
versare la differenza di fr. 982.- richiesta dalla ditta appaltatrice con
fattura  31 maggio 1995 (doc. 1). Da qui l’inoltro dell’istanza 26 febbraio
1996 alla quale la convenuta si è opposta a motivo dell’inesecuzione da parte
dell’istante di tutti i lavori commissionati. Con il versamento di fr. 2’000.-
la convenuta ritiene di aver onorato le pretese avversarie per i lavori
effettivamente eseguiti.

 

                                   2.   Con il querelato
giudizio il primo giudice, tenuto conto dell’ammissione dell’istante di non
aver eseguito tutti i lavori previsti, ha respinto l’istanza facendo propria la
tesi della convenuta secondo la quale l’importo di fr. 2’000.- già versato,
corrisponde al valore dell’opera fornita.

 

                                   3.   Con il presente
tempestivo gravame __________ è insorta contro il predetto giudizio
postulandone l’annullamento. La ricorrente rimprovera al primo giudice di non
aver considerato l’impegno assunto contrattualmente dalla convenuta di pagare
la somma di fr. 3’000.-. Osserva inoltre che la fattura controversa, per un totale
di fr. 2982.-, tiene già conto di una deduzione per i lavori non eseguiti.

 

                                         Al ricorso la controparte
non ha presentato osservazioni.

 

                                   4.   Giusta l’art. 327
lett. g CPC, disposto sul quale la ricorrente fonda implicitamente il proprio
gravame, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata
quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale
oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di atti di causa o di
prove.

                                         Per costante
giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola
gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando
contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e
dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere
definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o
riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella
circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;
è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come
insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non
sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 121 I
114 consid. 3a; 119 Ia 32 consid. 3, 119 Ia 117 consid. a).

 

                                   5.   La ricorrente
sostiene che il contratto 22 maggio 1995 ha carattere di riconoscimento di
debito e rimprovera al giudice di pace di non averne tenuto conto nella
valutazione delle prove. La censura non può essere considerata poiché il
documento in esame è pacificamente -e tale è stato considerato in prima sede -
un contratto d’appalto dove, per l’esecuzione di determinati lavori ivi
descritti, è stata pattuita una mercede a corpo di fr. 3’000.- Essa sarebbe
dovuta (e in tal senso si potrebbe parlare di riconoscimento di debito)
soltanto se le opere previste fossero state eseguite tutte (art. 373 CO): nella
fattispecie concreta è fuori di discussione che le cose non stanno
così.                               

 

                                   6.   Per le opere
effettivamente portate a termine la ditta istante ha emesso la fattura 31
maggio 1995, in cui ha descritto i lavori eseguiti (“trasporto macchinari,
esecuzione scavo per sistemazione strada al cantiere __________ ”) stimandone
il valore “a corpo” in fr. 2’800.- (fr. 2’982.- con l’IVA).

                                    La decisione del giudice di
pace non espone i motivi giuridici che l’hanno indotto a respingere l’istanza:
dalla narrativa della sentenza sembra piuttosto che egli abbia voluto giungere
a una soluzione de bono et aequo. Così facendo (pur ammettendo  una certa
difficoltà della fattispecie) egli ha applicato in modo errato il diritto
sostanziale.

 

                                         Nel caso in cui
l’appaltatore non porti a termine tutti i lavori pattuiti, vi è inadempimento
del contratto; in questo caso il committente può scegliere tra l’azione in
esecuzione del contratto, chiedendo quindi l’ultimazione dei lavori oppure,
se     -in concreto- vi rinuncia, deve provare il valore del lavoro non
eseguito, ritenuto che per quest’importo si giustifica una riduzione
proporzionale della mercede inizialmente pattuita

                                    (Gauch, Der Werkvertrag,
ed. 1996, n. 1446 e 1447; DTF 94 II 165 consid. 2e). 

                                    In concreto, di fronte a un
contratto d’appalto dove la mercede è stata fissata a corpo e in cui
l’appaltatore -tenuto conto dei lavori non eseguiti- ha stimato la sua mercede
a corpo in una percentuale della mercede totale, spetta alla committente
l’onere di provare in giudizio che la differenza proporzionale fra i lavori non
eseguiti e la propria stima del dovuto (in concreto soli fr. 2’000.-) è
corretta. In difetto di questa prova, essa è tenuta a onorare interamente le
pretese della controparte. In tal senso dev’essere corretta la sentenza
impugnata.

                                   7.   Il ricorso, in virtù
dell’art. 327 lett. g CPC dev’essere così accolto, annullando la sentenza del
giudice di pace. Il giudizio di merito dev’essere pronunciato da questa Camera
in virtù dell’art. 332 cpv. 2 CPC.

                                      

                                     Le spese di questa sede
seguono la soccombenza.

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la
LTG

 

 

pronuncia:

 

 

                                    I.   Il ricorso 12 aprile
1996 __________ è accolto.

                                         Di conseguenza la sentenza
15 marzo 1996 del Giudice di pace del circolo di __________ è annullata e
sostituita dal seguente giudicato:

 

                                         1.   L’istanza è accolta. 

                                              Di
conseguenza __________ è condannata a pagare a __________ la somma di fr. 982.-
oltre interessi del 5 % dal 30 giugno 1995.

                                         2.   E’
rigettata in via definitiva l’opposizione interposta al PE no. __________dell’UE
di Lugano.

                                         3.   La
tassa di giustizia, fissata in fr. 100.-, e le spese, da  anticipare dall’istante,
vanno poste a carico della convenuta.

                                         

                                   II.   Tasse e spese del
presente giudizio, per complessivi fr. 90.-, già anticipate dallla ricorrente,
vanno poste a carico di __________ la quale rifonderà alla  ricorrente fr. 60.-
a valere quale indennità di questa sede.

 

                                  III.   Intimazione:

                                         - __________

                                         Comunicazione alla giudicatura
di pace del circolo di Sonvico

 

 

Per
la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           La
segretaria