# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c59a91f1-88ad-53c8-a65f-13d69ece2856
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-02-21
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 21.02.2023 U 2022 67
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2022-67_2023-02-21.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

U 22 67

1a Camera 

Presidenza Paganini

Giudici Audétat e von Salis

Attuaria Schupp

SENTENZA

del 21 febbraio 2023

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____,

patrocinato dall'avv. Marco Bertoli,

ricorrente

contro

Comune di B._____,

patrocinato dall'avv. Davide Nollo,

convenuto

concernente disdetta del rapporto di lavoro

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I. Ritenuto in fatto:

1. Il Municipio del Comune di B._____ (qui di seguito: Municipio) apriva con 

comunicato del 25 agosto 2016 il concorso per l'incarico quale ingegnere 

civile con le mansioni "opera nel campo del genio civile, progetta, controlla 

ed è responsabile della direzione lavori per le opere pubbliche, supporta 

l'ufficio tecnico comunale" (qui di seguito: UTC; cfr. doc. 4 ricorrente). 

A._____, ingegnere, si candidava al posto (cfr. doc. 2 convenuto). 

2. A._____, 1984, veniva assunto presso il Comune di B._____ (qui di 

seguito: Comune) come ingegnere civile al 100% con contratto 

indeterminato a partire dal 1° aprile 2017 (cfr. doc. 3 ricorrente). 

3. Il mansionario di A._____ prevedeva per il periodo dal 1° aprile 2017 per 

il contesto opere pubbliche: progettazione, appalti e direzione lavori, 

contributi di perimetro, coordinamento generale progetti, controlli sul 

territorio e definizione interventi, sedute di Municipio. Dal 1° marzo 2018 

si aggiungeva il contesto edilizia privata, cioè collaudi (sopralluoghi, stilare 

rapporti), edilizia privata (gestione pratiche private dopo primo controllo 

con arch. C._____ e supportarlo, controlli sui cantieri e licenze edilizie e 

preavvisi al Municipio e supporto a D._____), sportello UTC, telefonate, 

riunioni, coordinamento di lavori di manutenzione con Squadra Comunale 

(partecipazione a sedute di Municipio; cfr. doc. 6 ricorrente). 

4. Con e-mail del 21 novembre 2019 il municipale E._____ riteneva che il 20 

novembre 2019 il Municipio avrebbe nuovamente sottolineato le 

competenze e i compiti di A._____ e confermava che egli era responsabile 

UTC (cfr. doc. 9 ricorrente).

5. Sia la scheda di valutazione periodica di A._____ del 5 dicembre 2019 che 

la valutazione del 21 dicembre 2020 attestavano una valutazione 

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complessiva con nota 4, corrispondente a "supera le esigenze" (cfr. doc. 

8 ricorrente). 

6. Con scritto del 27 gennaio 2022 il Municipio comunicava a A._____ di 

valutare l'opportunità di sopprimere la funzione di ingegnere comunale e 

quindi di rescindere il rapporto di lavoro. In ossequio al diritto di essere 

sentito, si concedevano a A._____ dieci giorni per inoltrare le sue 

osservazioni sia in merito alla soppressione della funzione, che in merito 

alla rescissione del rapporto di lavoro (cfr. doc. 10 ricorrente). 

7. In uno scambio di e-mail del 28 gennaio 2022/1° febbraio 2022 tra A._____ 

e il municipale G._____, A._____ riassumeva che circa dieci giorni prima 

il municipale H._____ si sarebbe lamentato di lui con G._____ e avrebbe 

espresso di voler proporre al Municipio di cessare il suo rapporto di lavoro, 

mentre G._____ non sarebbe stato d'accordo e avrebbe sottolineato la 

fondamentalità del posto di ingegnere per il Comune. Il municipale 

H._____ si sarebbe poi scambiato con il legale del Comune che gli 

avrebbe consigliato di non rischiare un licenziamento ma di sopprimere la 

funzione. A._____ diceva di non aver mai ricevuto lamentele da H._____. 

G._____ rispondeva all'e-mail dicendo che aveva apportato correzioni 

all'e-mail di A._____ e "la figura dell'ingegnere comunale non ha nessun 

motivo valido per essere cancellata, le vere motivazioni […] sono da 

ricercare in altre motivazioni" (cfr. doc. 14 ricorrente). 

8. Dal 1° febbraio 2022 al 30 giugno 2022 A._____ è stato assente al 100% 

dal lavoro per malattia (cfr. doc. 7 convenuto). 

9. In data 6 febbraio 2022 A._____ per tramite del suo patrocinatore 

prendeva posizione allo scritto del 27 gennaio 2022, contestando l'ipotesi 

espressa. In sintesi riguardo alla soppressione della funzione egli riteneva 

inconcepibile che un comune con molti investimenti e opere importanti in 

vista, dove la verifica degli appalti sarebbe nell'interesse del comune, 

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immaginasse di sopprimere una funzione fondamentale come quella di 

ingegnere comunale. Immaginare di attribuire tali compiti ad altri 

dipendenti sarebbe sconcertante, sia per mancanza di specifiche 

competenze tecniche, che per carenza di personale. Delegare a 

consulenti esterni urterebbe il senso di logica e costi. Egli avrebbe sempre 

eseguito al meglio il suo lavoro, generando anche utile. La soppressione 

della funzione sarebbe un tentativo di licenziarlo. In caso di rescissione del 

contratto egli preannunciava ricorso giusta l'art. 71 del Regolamento 

organico per il personale del Comune di B._____ (ROP), dato che sarebbe 

ovvio che questo non sarebbe fondato su nessuna valida e oggettiva 

ragione e risiederebbe solo in questioni inerenti alla sua persona. Si 

segnalava disponibilità per un incontro (cfr. doc. 6 convenuto). Il 14 

febbraio 2022 aveva luogo un incontro tra il ricorrente e una delegazione 

municipale (cfr. III. 8 presa di posizione).

10. Il Municipio con lettera a A._____ del 28 giugno 2022 prendeva atto che 

in data 30 giugno 2022 terminava l'incapacità lavorativa per malattia. Viste 

le riorganizzazioni in atto (compresa la valutazione sul mantenimento della 

funzione di ingegnere), si informava A._____ che per il momento e fino a 

nuovo avviso egli era esonerato dall'obbligo di prestare lavoro a decorrere 

dal 1° luglio 2022 (cfr. doc. 8 convenuto).

11. Con decisione datata 5 luglio 2022 (risoluzione n. F._____) il Municipio 

comunicava che nella seduta del 4 luglio 2022 aveva deciso di sopprimere 

la funzione di ingegnere comunale e quindi disdire il rapporto di impiego 

con A._____ con tre mesi di preavviso, ossia per fine ottobre 2022. Il 

Municipio riteneva che l'assunzione nel 2017 di un ingegnere comunale 

avrebbe avuto l'obiettivo di disporre di una figura in questo senso interna 

al Comune. L'esperienza maturata dal 2017 avrebbe portato il Municipio 

al convincimento che per un Comune delle sue dimensioni far capo a un 

settore di ingegneria civile interno sarebbe inopportuno. Un ingegnere 

singolo, senza collaboratori specialisti né mezzi tecnici e informati 

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adeguati non apparrebbe in grado di svolgere incarichi e funzioni 

complesse, così ci si dovrebbe comunque rivolgere a studi d'ingegneria 

esterni. Il mantenimento della figura al solo scopo di coordinare e 

sorvegliare i lavori assegnati a terzi, risp. svolgere solo piccoli lavori 

risulterebbe sproporzionato in rapporto alla reale mole di lavoro. Un altro 

elemento importante sarebbe rappresentato dalla responsabilità per i 

lavori di ingegnere; con un ingegnere interno il Comune dovrebbe 

assumersi le responsabilità, mentre dando il lavoro in appalto la 

responsabilità ricadrebbe sugli studi esterni. Inoltre considerate le 

qualifiche, il contratto e la classe salariale non si intravvedeva la possibilità 

di riconfigurare all'interno del Comune il rapporto di lavoro in altre funzioni 

(cfr. doc. 2 ricorrente). 

12. In data 10 agosto 2022 A._____ (qui di seguito: ricorrente) interponeva 

ricorso riguardo al licenziamento. Egli chiedeva che la risoluzione n. 

F._____ del 5 luglio 2022 del Comune fosse annullata e lui reintegrato 

nella sua funzione di ingegnere comunale. 

13. Il Comune rappresentato dal Municipio (qui di seguito: convenuto) 

prendeva posizione il 30 settembre 2022 chiedendo che il ricorso fosse 

dichiarato irricevibile, e in via eventuale che fosse respinto.

14. Il ricorrente replicava in data 3 ottobre 2022 riconfermando il suo petito.

15. Il commissario governativo I._____ smentiva con scritto del 5 dicembre 

2022 il contenuto dell'email del 28 gennaio 2022, circa i motivi che 

avrebbero spinto il Municipio a sopprimere la funzione di ingegnere. La 

decisione di soppressione sarebbe stata presa a maggioranza del 

Municipio solo per questioni gestionali ed economiche. Le dichiarazioni di 

G._____ sarebbero verosimilmente dettate da ragioni politiche e/o diatribe 

all'interno del Municipio (cfr. doc. 11 convenuto).

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16. Il convenuto duplicava il 6 dicembre 2022 riconfermando il suo petito.

II. Considerando in diritto:

1. Impugnata è la decisione municipale del 4/5 luglio 2022. Si tratta di una 

decisione impugnabile ai sensi dell'art. 49 cpv. 1 lett. a Legge sulla 

giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). La tempestività (cfr. art. 52 

cpv. 1 i.c.c. art. 39 cpv. 1 lett. b LGA), nonché la forma (cfr. art. 38 LGA) 

del ricorso sono rispettate e la legittimazione (cfr. art. 50 LGA) sono date.

2. Contestata è dapprima la ricevibilità del ricorso. 

2.1. Il convenuto sottolinea che con la risoluzione n. F._____ sarebbero state 

prese due decisioni distinte: quella di soppressione della funzione di 

ingegnere e quella di disdetta del rapporto di lavoro. Nella misura in cui il 

ricorrente chiederebbe di annullare la soppressione della funzione di 

ingegnere comunale, il ricorso sarebbe irricevibile. Per principio 

potrebbero formare oggetto di ricorso soltanto le decisioni dei Comuni 

(Verfügungen). Secondo l'art. 28 del Regolamento organico per il 

personale (ROP) la competenza per stabilire la pianta organica 

dell'amministrazione spetterebbe al Municipio. In base a dottrina e 

giurisprudenza la decisione di sopprimere la funzione di ingegnere 

comunale rappresenterebbe un provvedimento organizzativo di carattere 

generale e interno all'organizzazione comunale, che non esplicherebbe 

effetti diretti nei confronti del ricorrente e non disporrebbe direttamente dei 

suoi diritti o obblighi; per cui non rappresenterebbe una decisione formale 

impugnabile (Verfügung; cfr. art. 49 cpv. 1 lett. a LGA). Inoltre l'autorità 

giudiziaria di ricorso non avrebbe la competenza per controllare 

l'adeguatezza (cfr. art. 51 LGA) di una ristrutturazione all'interno di un'unità 

amministrativa e nemmeno determinarne la struttura organizzativa; il 

comune disporrebbe di un margine discrezionale nel quale non si potrebbe 

interferire. L'impugnabilità sarebbe limitata alla decisione di licenziamento. 

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Secondo il convenuto la richiesta del ricorrente di annullare la decisione di 

licenziamento ed essere reintegrato nella sua funzione sarebbe 

inammissibile. Il ROP e il CO non prevedrebbero un diritto alla 

continuazione del rapporto di lavoro in caso di licenziamento abusivo. 

L'art. 21 ROP prevedrebbe in caso di disdetta abusiva o ingiustificata 

unicamente un'indennità. Il licenziamento non potrebbe essere annullato 

ordinando la riassunzione o la reintegrazione del dipendente nella 

precedente o altra funzione, ma si potrebbe accertarne il carattere 

ingiustificato. Il ricorso nella sua totalità sarebbe irricevibile.

2.2. Il ricorrente ritiene la ricevibilità del ricorso come data. La richiesta di 

annullamento della risoluzione verterebbe sul fatto che la motivazione 

della disdetta fonderebbe su fatti contrari alla logica o altrimenti 

insostenibili, ovvero non su un adeguato motivo materiale e sarebbe in 

contrasto con l'art. 336 Codice delle obbligazioni (CO; RS 220), quindi 

sarebbe infondata e contro l'interesse pubblico. Non si contesterebbe che 

un Comune potesse sopprimere una funzione, l'abuso consisterebbe nel 

licenziamento come conseguenza dell'infondata soppressione di funzione. 

Il convenuto potrebbe anche rivedere la sua decisione ai sensi dell'art. 55 

LGA e reintegrarlo. Non si chiederebbe al Tribunale di stabilire il reintegro, 

ma di annullare la risoluzione e la conseguenza sarebbe la ripresa del 

lavoro.

2.3. La questione sollevata dal convenuto se riguardo alla decisione di 

soppressione della funzione di ingegnere comunale si tratti di una 

decisione formale impugnabile può essere lasciata aperta, in quanto, se si 

dovesse entrare nel merito del ricorso, tale decisione sarebbe ad ogni 

modo da valutare nell'ambito della disdetta visto che interconnessa con 

quest'ultima. 

Per quanto riguarda il petito del ricorrente di annullamento della 

risoluzione del 5 luglio 2022 e di reintegrazione nella sua funzione, questo 

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non è praticabile, come giustamente ritenuto dal convenuto. Né il ROP, né 

le cantonali Legge o Ordinanza sul personale (LCPers, CSC 170.400; 

OCPers, 170.410), né il CO prevedono la possibilità della continuazione di 

un rapporto di lavoro in seguito a una disdetta, che sia questa abusiva o 

ingiustificata. Anche una disdetta viziata in sostanza termina il rapporto di 

lavoro e al Tribunale amministrativo è interdetto, decidere sulla 

continuazione del rapporto di lavoro in caso di licenziamento ingiustificato 

(cfr. sentenza del Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni [STA] 

U 15 91 consid. 1b/bb). In caso di disdetta abusiva o ingiustificata oppure 

in caso di cessazione immediata di comune accordo è al massimo prevista 

un'indennità monetaria, ma non un reintegro (vedi anche art. 23 ROP). Il 

ricorrente sbaglia se ritiene che il Tribunale potrebbe annullare la 

risoluzione e ciò di conseguenza comporterebbe la ripresa del lavoro. 

Anche se per la disdetta non fossero dati motivi organizzativi e questa 

fosse abusiva, non ne conseguirebbe una riassunzione ma al massimo 

l'assegnazione di un'indennità. Il Tribunale può controllare la legittimità 

della disdetta e le risultanti conseguenze (per es. indennità; cfr. STA U 15 

91 consid. 1b/bb). Il petito del ricorrente di annullare la decisione di 

licenziamento e di reintegrarlo nella sua funzione è quindi inammissibile e 

il ricorso è in linea di principio irricevibile. 

2.4. In casu nonostante l'irricevibilità del ricorso, visto che il ricorrente ritiene 

che la disdetta sia abusiva – abusività che, come si vedrà sotto, non è data 

– a titolo puramente completivo si analizzerà di seguito la disdetta in 

questione.

3. Riguardo alla disdetta si ritiene quanto segue.

3.1. Il ricorrente ritiene che l'assunzione avrebbe avuto lo scopo di avere una 

figura che agiva come descritto nel bando di concorso. Durante i colloqui 

si sarebbe argomentato che occorreva contenere le eccessive spese per 

mandati ingegneristici esterni. Grazie al ricorrente sarebbero stati 

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risparmiati sull'arco di due anni quasi CHF 1 mio. nonché incassati oltre 

CHF 55'000.00 in un progetto intercomunale. Nel 2019 il capo dicastero 

avrebbe condiviso l'esigenza evidenziata da lui di potenziare l'UTC con 

una nuova assunzione al 100%. Le sue qualifiche per il 2019 e 2020 

sarebbero eccellenti. Egli sarebbe diventato de facto capo dell'UTC, con 

piena soddisfazione per il suo operato. Ciononostante nel 2021 si 

sarebbero incrinati i rapporti.

La comunicazione municipale del 27 gennaio 2022 sarebbe stata 

strumentale, non motivata, contraria alla buona fede e senza indicazione 

di motivi concreti. Sarebbe seguito un incontro informale con il convenuto 

e la proposta del ricorrente di una soluzione bonale rimasta senza 

riscontro, anzi il convenuto avrebbe detto che non sarebbe tornato sui suoi 

passi. Inoltre la concessione del diritto di essere sentito sarebbe stata 

strumentale e su una decisione in realtà già presa. Infatti già prima 

sarebbe avvenuto un colloquio tra due municipali. Il contenuto si 

troverebbe nello scambio di e-mail con G._____ (cfr. doc. 14 ricorrente), 

dal quale si evincerebbe che i motivi sarebbero inerenti alla personalità del 

ricorrente. 

Egli ribadiva che sarebbe inconcepibile che un Comune con numerosi 

investimenti in atto e importanti opere in vista – quindi sarebbe 

fondamentale assicurare la verifica degli appalti, come imporrebbe 

un'oculata gestione pubblica – potesse sopprimere la fondamentale 

funzione di ingegnere comunale, dato che sarebbe anche nota da tempo 

la carenza di personale. La sua funzione sarebbe necessaria.

Il licenziamento dovrebbe essere coperto dall'interesse pubblico 

all'adempimento adeguato dei compiti di una sana amministrazione 

pubblica. Egli richiamava i principi costituzionali ai quali sarebbe legato un 

ente pubblico e riteneva che sebbene l'autorità godrebbe di margine 

discrezionale relativamente ampio, l'autorità di ricorso dovrebbe censurare 

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quando ravvedrebbe gli estremi di una violazione del diritto. Ciò che 

sarebbe il caso quando il licenziamento si fonderebbe su argomenti 

contrari alla logica o altrimenti insostenibili. L'unica motivazione in casu 

della soppressione della funzione sarebbe illogica e contro l'interesse 

pubblico, senza ragione plausibile, visti anche i risparmi e introiti 

sopracitati. Non verrebbe contestato che un comune possa sopprimere 

una funzione, ciononostante ciò sarebbe avvenuto in tempi brevissimi. 

Vista l'infondatezza della motivazione di soppressione, sarebbe evidente 

che i motivi del licenziamento risiederebbero nella personalità del 

ricorrente, cioè al suo agire ritenuto "invasivo" e soggetto "scomodo" da 

alcuni municipali (vedi diversi episodi cfr. doc. 12 ricorrente). Invece altri 

sarebbero contrari alla misura di soppressione. 

L'affermazione del convenuto che un singolo ingegnere non sarebbe in 

grado di offrire un adeguato servizio sarebbe assurda perché ovvia. Il 

ricorrente evidenzia i seguenti lati positivi di un ingegnere comunale: i 

menzionati risparmi (a confronto di un esterno), sorveglianza e 

intervenzione in maniera approfondita, avvalersi di puntuali interventi 

specialistici o di strumenti informatici, la natura generale di molti lavori e 

slegati dai progetti (per es. direzione UTC e sorveglianza) e supporto alla 

committenza. Qualsiasi comune di media entità disporrebbe di simili 

figure. L'argomento del convenuto della responsabilità sarebbe infondato, 

inoltre l'ingegnere comunale tutelerebbe il comune. Infine egli avrebbe 

avuto per i suoi compiti una strumentazione adeguata a disposizione.

Al ricorrente non sarebbe nemmeno stato inoltrato il concorso interno per 

segretario comunale, sebbene fosse stato recapitato a tutti gli altri 

dipendenti dell'amministrazione. Egli non si spiegherebbe perché non gli 

sarebbe stata data la possibilità di concorrere per un altro posto 

dirigenziale.

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Il licenziamento non sarebbe frutto di una ragionevole e giustificata 

soppressione di una funzione. La disdetta sarebbe abusiva (vedi art. 336 

CO). Egli chiedeva l'edizione delle voci contabili del Comune del periodo 

in questione, le risoluzioni inerenti la fattispecie e infine l'interrogatorio di 

diversi municipali. 

3.2. Il convenuto ritiene che nel 2017 sarebbe stata introdotta la figura di 

ingegnere comunale per limitare le spese per mandati esterni. In base 

all'art. 21 lett. d ROP la disdetta da parte del Comune presupporrebbe un 

motivo oggettivo sufficiente quale la soppressione dell'impiego o 

adeguamento a mutate condizioni organizzative, aziendali o economiche, 

quindi in casu dato vista la soppressione della funzione dall'organigramma 

del Comune. Inoltre viste le qualifiche professionali del ricorrente, il 

contratto e la classe salariale non ci sarebbe la possibilità di riconfigurare 

il rapporto di lavoro in altre funzioni. La rescissione sarebbe dunque lecita. 

Riguardo alla soppressione della funzione l'autorità giudiziaria di ricorso 

non avrebbe la competenza per controllare l'adeguatezza di una 

ristrutturazione all'interno di un'unità amministrativa, il Giudice non 

potrebbe sostituire una misura optando per un'altra soluzione. La 

competenza per stabilire sulla pianta organica spetterebbe in casu al 

Municipio. Non ci sarebbe alcun "diritto" all'esistenza e/o al mantenimento 

di una funzione in seno all'organico di un'amministrazione pubblica. 

L'esame del Tribunale si limiterebbe alla valutazione dell'arbitrarietà del 

provvedimento. 

Si ribadiva che la funzione di ingegnere comunale sarebbe stata introdotta 

con l'obiettivo di disporre di una figura all'interno dell'amministrazione che 

si occupasse della progettazione, direzione lavori e appalti pubblici, con lo 

scopo di diminuire i costi risp. limitare le spese per mandati esterni a 

ingegneri civili. In seguito all'esperienza di cinque anni, si sarebbe 

concluso che un settore di ingegneria interno non sarebbe opportuno. 

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Innanzitutto un solo ingegnere senza collaboratori specialisti né costose 

attrezzature tecniche e informatiche non sarebbe in grado di svolgere 

molteplici incarichi e funzioni. La funzione comunale non avrebbe 

permesso di supplire la necessità di attribuire mandati a ingegneri esterni 

(11 mandati dal 2017 al 2022) in grado di fornire un servizio completo. 

Infatti dall'aprile 2017 i costi complessivi in ambito "ingegneria civile" 

sarebbero aumentati [vedi sotto cifra 3.3], per cui il mantenimento della 

figura solo per coordinare e sorvegliare risp. svolgere piccoli lavori 

sarebbe sproporzionato. Inoltre il Comune dovrebbe assumersi la 

responsabilità per i lavori di ingegneria civile, direzione lavori, ecc. e piccoli 

errori potrebbero avere grandi ripercussioni mentre in caso di appalto a 

terzi la responsabilità ricadrebbe sugli esterni. 

I compiti assegnati al ricorrente in ambito di edilizia sarebbero attività di 

supporto all'UTC, mansioni per le quali non servirebbero forzatamente le 

competenze di un ingegnere, ma attività da tecnici e/o /impiegati comunali, 

infatti il potenziamento dell'UTC (vedi doc. 7 ricorrente) era proprio inteso 

in questo senso. La direzione UTC non sarebbe un compito dell'ingegnere 

comunale. Attualmente l'organico comunale sarebbe stato completato e 

non si necessiterebbe di ulteriori collaboratori. Non si contesterebbe la 

qualità dell'operato del ricorrente, ma la funzione di ingegnere comunale 

in quanto tale. I nominati CHF 55'000.00 rappresenterebbero una 

compensazione per il tempo investito dal ricorrente per altri comuni.

Si contestava che la soppressione fosse dovuta ai rapporti incrinati dal 

2021. La tesi del licenziamento perché il ricorrente sarebbe un 

personaggio scomodo sarebbe priva di fondamento. Gli argomenti dello 

scritto del 6 febbraio 2022 sarebbero inconsistenti, d'altronde la maggior 

parte dei comuni grigionesi non avrebbe un ingegnere comunale e farebbe 

capo a servizi esterni. Sarebbe irrilevante se dei municipali sarebbero stati 

contrari alla soppressione in quanto il convenuto quale autorità collegiale 

deciderebbe a maggioranza (si rimandava alla dichiarazione di I._____). 

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La decisione di sopprimere la funzione non sarebbe stata presa in tempi 

brevi, anzi sarebbero stati esaminati tutti i progetti degli scorsi anni, le 

attività svolte dal ricorrente e i relativi costi per i mandati esterni. La 

decisione del 4/5 luglio 2022 conterrebbe una motivazione. Non sarebbe 

vero che al ricorrente sarebbe stato concesso un diritto di essere sentito 

pro forma, egli non avrebbe portato alcun valido argomento per 

prescindere dalla soppressione. La successiva proposta del ricorrente non 

sarebbe stata ritenuta una via percorribile.

Essendo il ricorrente stato esonerato dall'obbligo di prestare servizio dal 

1° luglio 2022, non sarebbe più stato nominato al momento della 

pubblicazione del bando di segretario comunale il 10 agosto 2022 e non 

gli sarebbe stato trasmesso.

La decisione di soppressione della funzione sarebbe giustificata da motivi 

oggettivi e non arbitraria e/o violante il diritto, il nesso causale tra questa 

e il licenziamento sarebbe dato, la decisione andrebbe protetta.  

3.3. In casu è stata soppressa la funzione di ingegnere comunale. L'art. 21 

ROP "Disdetta ordinaria" ritiene che la disdetta da parte del Comune 

presuppone un motivo oggettivo sufficiente, in particolare secondo la 

lettera g) "la soppressione dell'impiego o l'adeguamento dell'impiego a 

mutate condizioni organizzative, aziendali o economiche". L'art. 28 prima 

frase ROP ritiene "Il Municipio stabilisce la pianta organica e classifica i 

posti attribuendoli alle diverse classi di funzione." Quindi sta al Municipio 

decidere quali funzioni amministrative mantenere. Infatti l'art. 3 della 

Legge sui Comuni del cantone dei Grigioni (LCom; CSC 175.050) prevede 

che "i comuni disciplinano i loro affari autonomamente nel quadro del 

diritto sovraordinato. Il diritto cantonale concede loro il più ampio margine 

di manovra possibile. Entro tali limiti, al comune spetta il diritto all'attività 

normativa e all'amministrazione." Tale principio discende dalla 

Costituzione federale (Cost.; RS 101) la quale all'art. 50 cpv. 1 prevede 

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che l’autonomia comunale è garantita nella misura prevista dal diritto 

cantonale.

Secondo la prassi del Tribunale amministrativo federale la questione della 

necessità o meno di una funzione risp. di una determinata posizione è di 

natura organizzativa, per cui l'attuazione della riorganizzazione non è una 

questione di diritto del personale, ma di organizzazione amministrativa. In 

linea di principio, le autorità giudiziarie non devono decidere 

sull'adeguatezza della riorganizzazione. Di conseguenza, le misure di 

riorganizzazione effettive sono in gran parte escluse dal controllo 

giudiziario. Il Tribunale amministrativo federale si limita quindi 

essenzialmente a verificare se la riorganizzazione sia basata su 

ragionamenti seri e non sia semplicemente pretestuosa per influenzare in 

questo modo un determinato rapporto di lavoro. Occorre quindi valutare 

se la riorganizzazione persegue realmente obiettivi operativi e se esiste 

un nesso causale sufficiente tra le misure adottate e i successivi 

licenziamenti. Il posto di lavoro in questione deve essere stato eliminato a 

seguito della riorganizzazione. Tuttavia, se risulta che sostanzialmente le 

stesse mansioni devono essere svolte o saranno svolte in futuro, il nesso 

causale richiesto deve essere negato e la cessazione del rapporto di 

lavoro dovuta esclusivamente alla riorganizzazione non è oggettivamente 

giustificata. Il semplice trasferimento di una posizione - che si verifica 

quando una nuova posizione con essenzialmente la stessa descrizione e 

lo stesso profilo professionale viene creata in un'altra unità organizzativa 

al posto di una posizione che è stata eliminata - non costituisce (di per sé) 

un motivo sostanziale di licenziamento (cfr. decisioni del Tribunale 

amministrativo federale A-4716-2017 dell'8 agosto 2018 consid. 10.3; A-

6583/2016 del 5 dicembre 2017 consid. 4.2.2; A-4005/2016 del 27 giugno 

2017 consid. 3.2.1; A-5665/2014 del 29 settembre 2015 consid. 4.3 e A-

5455-2007 dell'11 giugno 2008 consid. 3.1). Anche il Tribunale 

amministrativo del Cantone di Zurigo ha già avuto modo di decidere che 

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una decisione di ristrutturazione rientra nell'autonomia organizzativa 

dell'autorità [si trattava di un licenziamento di una maestra delle 

elementari, si applicava la Legge del personale zurighese]. Si riteneva che 

il Tribunale amministrativo potesse intervenire nell'associato ampio 

margine di organizzazione risp. discrezionalità solo se la decisione di 

riorganizzazione perseguisse finalità non pertinenti risp. inadeguate e 

quindi fosse giuridicamente scorretta. Ciò è il caso di una riorganizzazione 

che non persegue obiettivi operativi, ma in prima linea serve a eludere le 

regole di protezione riguardanti la disdetta (sentenza del Tribunale 

amministrativo del Canton Zurigo VB.2020.00357 del 21 ottobre 2020 

consid. 3.2 e rimandi). Occorre quindi valutare (come riteneva a ragione il 

convenuto) se la riorganizzazione persegue realmente obiettivi operativi e 

se esiste un nesso causale sufficiente tra le misure adottate e i successivi 

licenziamenti. Il posto di lavoro in questione dovrebbe essere stato 

eliminato a seguito della riorganizzazione. Non si dovrebbe essere in 

presenza di un semplice trasferimento di posizione.

È pacifico che la funzione di ingegnere comunale è stata introdotta dal 

Comune nell'organico dell'amministrazione comunale nel 2016/2017 (cfr. 

doc. 1 convenuto) e che lo scopo fosse quello di contenere/limitare le 

eccessive spese ricorrenti per mandati esterni a ingegneri civili risp. 

diminuire i costi. Inoltre è incontestato che allo stato il posto di lavoro in 

questione risp. la funzione non è più presente nell'organico comunale (vedi 

J._____ consultato l'ultima volta il 4 settembre 2023), né che questo sia 

stato trasferito. 

Con sguardo agli argomenti del convenuto a sostegno di una 

soppressione della funzione di ingegnere comunale vengono elencati 

(vedi art. 21 cpv. 1 lett. g ROP) fattori di tipo economico – cioè i costi 

complessivi aumentati sull'arco degli anni di assunzione del ricorrente, la 

continuata dipendenza da ingegneri esterni, la temuta responsabilità 

ricadente sul Comune per i suoi stessi lavori di ingegneria e che le attività 

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di natura semplice affidate al ricorrente non necessitassero di competenze 

ingegneristiche – e fattori di tipo organizzativo – cioè il fatto che un solo 

ingegnere senza collaboratori specialisti né costose attrezzature tecniche 

e informatiche non sarebbe in grado di svolgere molteplici incarichi e 

funzioni. 

Già da un'analisi sommaria delle spese per mandati esterni d'ingegneria 

2015-2021 (cfr. doc. 9 convenuto, presa di posizione del convenuto p. 9) 

risulta che in seguito all'assunzione dell'ingegnere comunale nell'aprile 

2017 le spese per mandati esterni si sono mantenute sostanziali (prima 

dell'assunzione, 2015: CHF 370'055.30 e 2016: CHF 240'993.25) 

aumentando dal 2017 (CHF 171'662.10) al 2018 (CHF 450'628.45, quasi 

triplicando), praticamente dimezzandosi nel 2019 (CHF 191'241.45) e 

rimanendo poi relativamente stabili (2020: CHF 152'621.70, 2021: CHF 

176'013.80, notasi anni della pandemia covid). Inoltre si deve considerare 

che a partire dal 2017 il Comune in aggiunta doveva far fronte all'uscita 

fissa dello stipendio del ricorrente (media annuale CHF 114'660.00). 

Paragonando i costi complessivi degli anni dopo l'assunzione del 

ricorrente (2018-2021 [vengono tralasciati il 2017 e il 2022 quali anni di 

transizione risp. assunzione/licenziamento]: CHF 560'608.45, CHF 

308'241.45, CHF 269'621.70 e CHF 293'013.80; NB gli anni 2020 e 2021 

erano segnati dall'emergenza covid) risulta che in confronto agli anni prima 

dell'assunzione (2015-2016: CHF 370'055.30 e 240'993.25) i costi 

complessivi in media erano più alti. Quindi si notano costanti importanti 

uscite riguardanti i mandati di ingegneria esterni. In particolare considerato 

il notevole stipendio del ricorrente, la sua assunzione rappresentava per il 

Comune un'uscita finanziaria aggiuntiva importante. Infatti analizzando le 

cifre a disposizione può essere sostenuta la conclusione del convenuto 

che l'assunzione di un ingegnere comunale non abbia portato a 

contenere/limitare in maniera significativa le spese per mandati esterni, 

tantomeno le spese complessive dell'ambito (cioè la somma di spese per 

- 17 -

mandati esterni + stipendio del ricorrente). Il fattore di tipo economico per 

la soppressione della funzione è quindi dato e non sta a codesto Tribunale 

analizzare in maniera più approfondita la questione. Tale fattore 

economico rappresenta un obiettivo operativo, tuttalpiù se si considera 

che tale fattore – cioè il contenimento dei costi - rappresentava lo scopo di 

assunzione del convenuto. Con riferimento alla prassi giudiziaria 

sopracitata gli argomenti del convenuto, inclusi gli altri argomenti 

sopraelencati di tipo organizzativo ed economico, a sostegno di una 

soppressione della funzione di ingegnere comunale appaiono come leciti 

obiettivi operativi. Da quanto suesposto si evince che la riorganizzazione 

è basata su ragioni serie e non è pretestuosa, ma giustificata, ne discende 

che lo è anche la soppressione della funzione e di conseguenza anche la 

disdetta ai sensi dell'art. 21 lett. g ROP è sorretta da un nesso causale 

sufficiente. Come tale rispetta gli interessi pubblici, è giustificata da motivi 

oggettivi e non è abusiva (contrariamente da quanto sostenuto dal 

ricorrente). 

Va inoltre osservato che il ROP in caso di disdetta non prevede l'offerta di 

un altro posto esigibile o di un'eventuale riqualifica. Inoltre come il 

convenuto giustamente nota, essendo il ricorrente stato esonerato 

dall'obbligo di prestare servizio dal 1° luglio 2022, egli non era più 

nominato al momento della pubblicazione del bando di segretario 

comunale il 10 agosto 2022 e quindi non poteva essergli trasmesso. Se 

poi si volesse applicare l'art. 17 LCPers, secondo cui al collaboratore a 

determinate condizioni viene versata una liquidazione se un posto viene 

soppresso per motivi di ordine economico o aziendale senza che possa 

essere offerto al collaboratore un altro posto esigibile o senza che vi sia la 

possibilità di una riqualificazione con un dispendio proporzionato che 

consenta la continuazione del rapporto di lavoro, va notato che secondo il 

convenuto, viste le qualifiche professionali del ricorrente, il contratto e la 

classe salariale, non ci sarebbe la possibilità di riconfigurare il rapporto di 

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lavoro del ricorrente in altre funzioni. Questa conclusione appare 

sostenibile per quanto attiene al fatto eccepito dal ricorrente che il 

convenuto non gli avrebbe dato la possibilità di concorrere per un altro 

posto dirigenziale segnatamente per quello da segretario comunale. Di 

conseguenza, anche la censura di una presunta inattività nei suoi confronti 

da parte del convenuto non è da sentire. 

Infine per quanto riguarda il licenziamento in sé si ricorda che il convenuto 

prima di varare il licenziamento, ha dato possibilità al ricorrente di 

esprimersi al riguardo in applicazione del principio della proporzionalità, 

lasciandogli dieci giorni di tempo - che infine si sono allungati diventando 

diversi mesi - prima di dargli la disdetta. Quindi contrariamente a quanto 

sostenuto dal ricorrente la concessione del diritto di essere sentito non è 

stata strumentale né contraria alla buona fede e la decisione è poi stata in 

seguito presa con risoluzione municipale di cui sopra. Inoltre anche se dei 

municipali potenzialmente avessero preteso un licenziamento basandosi 

su motivi personali, comunque la decisione (come giustamente 

sottolineato dal convenuto) è stata presa da un gremio - il Municipio - e 

come tale va accettata. Infine il materiale a disposizione non dimostra - 

come giustamente sostenuto dal convenuto - che il licenziamento sia stato 

ordinato per motivi inerenti alla persona del ricorrente.

Per quanto riguarda la richiesta di edizione delle voci contabili del Comune 

del periodo in questione, delle risoluzioni inerenti alla fattispecie e 

dell'interrogatorio di diversi municipali, non risulta necessaria, la fattispecie 

risulta sufficientemente chiara grazie al materiale a disposizione.

La soppressione della funzione di ingegnere comunale risulta giustificata 

e la susseguente disdetta del contratto di lavoro del ricorrente non abusiva. 

4. Per quanto riguarda le spese processuali, va sottolineato che il Tribunale 

amministrativo per le controversie di diritto del personale fino a CHF 

- 19 -

30'000.00 in analoga applicazione dell'art. 114 lett. c Codice di procedura 

civile (CPC; RS 272) segue la prassi di non addebitare spese processuali 

alle parti. Nel caso in esame non è stato contestato alcun importo, ma si è 

richiesto l'annullamento della risoluzione municipale risp. disdetta, (invece 

di chiedere una constatazione di abusività), per cui il presente 

procedimento è esente da spese (cfr. STA U 18 9 del 19 novembre 2019 

consid. 6.1).

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è irricevibile.

2. Non vengono prelevate spese processuali.

3. Non vengono assegnate ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazione]