# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a13ffe0d-bb31-557c-b0df-e2c2a36dadf8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-06-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 18.06.2019 14.2019.21
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2019-21_2019-06-18.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2019.21

  	
  Lugano

  18 giugno 2019

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Villa

  

 

 

statuendo nella causa __________ (rigetto provvisorio
dell’opposizione) della Giudicatura di pace del Circolo della Navegna promossa
con istanza 4 dicembre 2018 dalla

 

	
   

  	
  RE 1 

  (patrocinata dall’__________ PA 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   CO 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 4 febbraio 2019 presentato dalla RE 1 contro
la decisione emessa il 21 gennaio 2019 dal Giudice di pace;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Con precetto esecutivo n. __________
emesso il 3 settembre 2018 dall’Ufficio di esecuzione di Locarno, la RE 1 ha
escusso CO 1 per l’incasso di (1) fr. 463.05, (2) fr. 56.95 e (3) fr. 13.–, indicando quali titoli di
credito: “(1) Fattura del 30.03.1999 e attestato carenza di beni del 14.09.00 (prima __________,
__________, __________ __________) di cessione: __________, __________ __________;
(2) Danno di mora secondo l’art. 103/106 CO e (3) Spese richiesta d’indirizzo”.

 

                                  B.   Avendo
CO 1 interposto opposizione al precetto ese­cutivo, con istanza del 4 dicembre
2018 la RE 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Giudicatura di pace del
Circolo della Navegna limitando la propria pretesa a quella principale di fr. 463.05.
Nel termine impartito, la parte convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 20 dicembre 2018.

 

                                  C.   Statuendo con decisione del 2 gennaio 2019 (in seguito motivata, su
richiesta della RE 1, il 21 gennaio 2019), il Giudice di pace ha accolto l’istanza
e respinto (recte: rigettato) in via provvisoria l’opposizione interposta dal convenuto “per fr. 463.05 + spese esecutive”, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 172.50 senz’assegnare
alcuna indennità.

 

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa
Camera con un reclamo del 4 febbraio 2019 per ottenerne – in via principale – il parziale annullamento nel senso
dell’as­­segnazione di un’indennità per ripetibili di fr. 252.25 e, in via
subordinata, il rinvio della causa al Giudice di pace per nuovo giudizio nel
senso dei considerandi. Nelle sue osservazioni del 12 marzo 2019, CO 1 ha concluso per la reiezione del reclamo.

 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   La sentenza impugnata – emanata in
materia di rigetto dell’op­­posizione – è una decisione di prima istanza finale
e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo
(art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti
(CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al
valore litigioso. Tale competenza, nelle materie
affidate alla Camera, si estende ai reclami – come quello in rassegna –
inoltrati a titolo indipendente unicamente contro i dispositivi sulle spese
(art. 110 CPC e 48 lett. e n. 4a LOG).

 

                                1.1   Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato
il 4 febbraio 2019 contro la sentenza notificata al patrocinatore della RE 1 il
23 gennaio, in concreto il reclamo è tempestivo, perché scaduto sabato 2
febbraio, il termine d’impugnazione è stato per legge prorogato a lunedì 4
febbraio 2019 (art. 142 cpv. 3 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF).

 

                                1.2   La Camera decide in linea di principio in
base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2
CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC)
contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 con­sid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con
il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento
manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili
conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                                   2.   Nella
decisione impugnata, il Giudice di pace ha accolto l’istanza e rigettato in via
provvisoria l’opposizione interposta da CO 1 al precetto esecutivo omettendo,
senza motivazione, di statuire sulla richiesta di ripetibili contenuta nell’istanza.

 

                                   3.   Nel
reclamo la RE 1 rimprovera al Giudice di pace tale omissione, ricordando la
facoltà concessale di nominare un rappresentante legale per la procedura di rigetto
dell’opposizione e di ottenere che i costi di patrocinio siano posti a carico
del convenuto. Per un valore
litigioso pari a fr. 463.05 nel caso concreto, stanti gli art. 11
cpv. 1 e cpv. 2 lett. b del Regolamento cantonale sulla tariffa per i casi di patrocinio
d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili
(RTar, RL 178.310) le ripetibili andrebbero fissate in linea di
massima tra fr. 9.26 e fr. 64.82. Nonostante la
difficoltà della causa in oggetto fosse da considerare medio-bassa, la
reclamante ritiene nondimeno che gli importi appena indicati siano
sproporzionati rispetto al dispendio di tempo (da essa quantificato in almeno
un’ora di lavoro) impiegato dal suo patrocinatore per ricevere le istruzioni,
allestire la procura, controllare la catena di cessione della pretesa fatta
valere contro il convenuto,
analizzare gli atti processuali e redigere l’istan­­za di
rigetto dell’opposizione. Avvalendosi della deroga sancita dall’art. 13 cpv. 1
RTar “nel caso di manifesta
sproporzione tra il valore litigioso o le prestazioni eseguite e l’onorario
dovuto in base alla tariffa e nel caso in cui le particolarità o gli interessi
delle parti lo giustifichino”, la RE 1 reputa di
conseguenza ragionevole che
le venga assegnata un’indennità per ripetibili di fr. 252.25 inclusiva delle spese e dell’IVA.

 

                                   4.   Nelle
sue osservazioni al reclamo CO 1 chiede che la decisione del Giudice di pace di
non assegnare ripetibili all’i­­stante sia confermata, e ciò considerata l’esiguità
dell’importo richiesto e l’assenza di difficoltà nella procedura d’incasso che
a suo parere nemmeno necessitava dell’appoggio di un legale. Ribadisce infine
la carente situazione finanziaria in cui si trova.

 

                                   5.   Orbene,
con l’istanza la RE 1 ha espressamente chiesto la rifusione di ripetibili
allegando alla medesima la nota di onorario e spese del proprio patrocinatore
relativa all’incarto in questione. Sta di fatto, però, che senza
indicare alcun motivo il Giudice di pace non ha assegnato alcuna indennità per
ripetibili all’istante nonostante l’avvio della procedura di rigetto fosse da
imputare al comportamento del convenuto soccombente, che di principio risponde
delle spese di rappresentanza professionale occasionate alla controparte (art.
106 cpv. 1 CPC e v. sotto consid. 6). Non è tuttavia
necessario rinviargli la causa perché stabilisca l’importo delle ripetibili
dovute, siccome la reclamante chiede il rinvio solo in via subordinata e la
causa è matura per il giudizio, di modo che la Camera può statuire essa stessa
sulla questione (art. 327 cpv. 3 lett. b CPC).

 

                                   6.   In virtù dell’art. 68 cpv. 1 CPC ogni parte con capacità processuale
può farsi rappresentare nel processo. Tale facoltà non pre­suppone un grado
minimo di complessità della causa (Bohnet,
in: Commentaire romand, Code de procédure civile, 2a ed. 2018, n. 5 ad art. 68 CPC; Trezzini, in: Trezzini et al. [curatori],
Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, vol. I, 2a
ed. 2017, n. 1 segg. ad art. 68
CPC). E le spese giudiziarie – comprese le
spese per la rappresentanza professionale in giudizio (art. 95 cpv. 1 lett. b
CPC), dette ripetibili (art. 95 cpv. 3 lett. b) – sono di regola a carico della
parte soccombente, che in caso di desistenza è l’attore (art. 106 cpv. 1 CPC), fatti salvi i casi in cui l’art.
107 cpv. 1 CPC permetta una ripartizione secondo equità. Tra i criteri contemplati da siffatta norma, però,
non rientra quello della necessità del patrocinio (cfr. art. 95 cpv. 3
lett. b CPC e, a contrario, lett. a; Tappy in:
Commentaire romand,
Code de procédure civile, 2a ed. 2018, n. 29 ad art. 95 CPC), invero
rilevante solo nel quadro della concessione del gratuito patrocinio (art. 118
cpv. 1 lett. c CPC). Del fattore della difficoltà si tiene conto nella commisurazione dell’indennità
per ripetibili (v. sotto consid. 5.1; Tappy,
op. cit., n. 30 ad art. 95; sull’intera questione v. anche le sentenze della
CEF 14.2014.58 del 30 giugno 2014, consid. 4, 14.2015.82 e 14.2015.106 ambedue
del 24 settembre 2015, consid. 4, 14.2015.174 del 22 dicembre 2015 consid. 4).

 

                                         Ne
discende che, contrariamente a quanto crede CO 1, le parti possono far capo a
un rappresentante legale senza riguardo alla difficoltà del caso o dal suo
valore litigioso, e ciò anche nella procedura di rigetto dell’opposizione, non
esistendo procedimenti, nel Codice di
procedura civile svizzero, in cui l’assi­­stenza di un legale sia vietata (Trezzini, op. cit., n. 3 ad art. 68).

 

                                   7.   Il
giudice assegna le ripetibili secondo la tariffa cantonale (art. 96 e 105 cpv.
2 CPC).

                                7.1   Giusta
l’art. 11 cpv. 1 RTar per le pratiche con un valore determinato o determinabile
fino a fr. 20'000.– le ripetibili sono stabilite tra il 15% e il 25% di
esso, fermo restando che secondo l’art. 11 cpv. 2 lett. b RTar nelle procedure
speciali civili e di esecuzione e fallimenti le ripetibili sono fissate tra il
20% e il 70% del­l’importo calcolato secondo il cpv. 1. Entro questi limiti, le
ripetibili sono determinate secondo l’importanza della lite, le sue difficoltà,
l’ampiezza del lavoro e il tempo impiegato dall’avvocato, avuto riguardo dello
svolgimento del patrocinio (art. 11 cpv. 5 RTar). Nel caso di manifesta
sproporzione tra il valore litigioso o le prestazioni eseguite e l’onorario
dovuto in base alla presente tariffa e nel caso in cui le particolarità del
caso o gli interessi delle parti in causa lo giustificano, l’autorità
competente può derogare alle disposizioni precedenti (art. 13 cpv. 1 RTar).

 

                                7.2   Nel caso specifico, tenuto conto del valore di
causa, di fr. 463.05, l’art. 11 cpv. 1 e cpv. 2 lett. b del
suddetto Regolamento stabilisce l’indennità per ripetibili tra un minimo di fr. 14.–
(15% x 20% di fr. 463.05) e un massimo di fr. 80.– (25% x 70% di fr. 463.05)
arrotondati. L’indennità di fr. 252.25 pretesa
dalla reclamante su­pera pertanto il limite massimo della forchetta prescritta
dall’art. 11 cpv. 1 e cpv. 2 b RTar per un valore litigioso come quello in
oggetto. La questione centrale da risolvere è così quella di stabilire se, come
pretende la RE 1, le ripetibili possono esserle attribuite per l’importo
preteso sulla base della deroga prevista dall’art. 13 cpv. 1 RTar.

 

                                  a)   Già
in prima sede la procedente aveva rivendicato un’indennità per ripetibili di fr. 252.25,
comprensiva di un’ora di lavoro al costo di fr. 230.–/ora, oltre alle
spese e l’IVA (v. “nota onorari e spese”
del 4 dicembre 2018 acclusa all’istanza). Col reclamo essa ha motivato la sua
richiesta di scostarsi dal limite superiore stabilito dalla tariffa indicando quanto
svolto dal proprio patrocinatore per il mandato in oggetto. Ora, tenuto conto
di almeno un colloquio con la
cliente, di un paio di comunicazioni con la stessa, del­l’esame della cessione
su cui la procedente fonda la propria pretesa e di un’istanza di poche righe, l’impegno
profuso dal patrocinatore della RE 1 nell’ambito del mandato tra avvocato e
cliente (art. 394 seg. CO) può senz’altro aver richiesto l’ora di lavoro fatta
valere da quest’ultima, la cui remunerazione non può essere inferiore a fr. 180.– secondo la tariffa minima, di fr. 180.–/ora,
ammessa dal Tribunale federale in media svizzera (DTF 141 I 124 consid.
3.2 e i rinvii). Sussiste dunque una manifesta e irragionevole sproporzione tra
l’onorario a tempo e il massimo tariffale di fr. 80.–, ciò che giustifica
di derogare a quest’ultimo in virtù dell’art. 13 cpv. 1 RTar.

                                  b)   Anche quando ci si scosta
dai limiti della tariffa, la remunerazione del rappresentante professionale deve
nondimeno mantenersi in un ragionevole rapporto sia con la prestazione fornita sia
con l’im­­portanza della causa, commisurata al valore litigioso, il giudice
disponendo al riguardo di un ampio potere d’apprezzamento (v. Trezzini,
op. cit., n. 31 e seg. ad art. 95 CPC). La Camera tiene conto dell’importanza e della difficoltà della causa
modulando la tariffa oraria, nel Ticino in media di fr. 280.– (art. 12
RTar, che rinvia per analogia all’art. 11 cpv. 5 e quindi ai criteri appena
citati), in funzione del valore litigioso (sentenza della CEF 14.2017.176 del
27 marzo 2018, RtiD 2018 II 846 n. 54c consid. 10.2), fermo restando che non
dev’essere inferiore al minimo di fr. 180.–/ora stabilito dal Tribunale
federale (sopra consid. 7.2/a). Va anche considerato l’obiettivo,
legittimo, della tariffa di operare una certa compensazione tra cause di valore
litigioso elevato e cause di scarso valore (già citata sentenza della CEF
14.2015.106, consid. 4.1, con un rinvio alla DTF 130 III 228 consid. 2.3 [in
materia di spese giudiziarie]).

 

                                  c)   Nel caso di specie la reclamante postula una
remunerazione ora­ria di fr. 230.– oltre alle spese, pari al 10%
(art. 6 cpv. 1 RTar), e all’IVA del 7.7% (art. 14 cpv. 1 RTar), ovvero fr. 252.25
complessivi (in realtà fr. 270.70). Tenuto conto della semplicità della
causa e del valore litigioso alquanto modesto (fr. 463.05), occorre attenersi alla tariffa oraria minima, di fr. 180.–,
e stabilire in fr. 210.– arrotondati la partecipazione adeguata all’onorario dell’avvocato e alle spese
sopportate nell’interesse della cliente (art. 10 cpv. 1 RTar), comprese le
spese e l’IVA (art. 11 cpv. 1 e 14 cpv. 1 RTar).

 

                                  d)   In
definitiva il
reclamo va parzialmente accolto e il dispositivo n. 2 della sentenza impugnata
riformato nel senso dell’assegnazione di fr. 210.– alla RE 1 a titolo di
ripetibili di prima sede.

 

                                   8.   Premesso che il valore litigioso in
questa sede è di fr. 252.25 (l’in­­dennità richiesta dalla reclamante), la
tassa del giudizio odierno, di fr. 80.– (art. 48 OTLEF), segue la parziale soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC), così come le
ripetibili, stabilite in fr. 210.– come per la prima sede, l’indennità massima prevista dalla tariffa, di fr. 30.– per un valore litigioso di fr. 252.25 (art. 11 cpv. 2 lett. a e b RTar), apparendo manifestamente
sproporzionata al dispendio di tempo per la
redazione del reclamo, oggettivamente non inferiore a un’ora.

 

                                   9.   Circa
i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore
litigioso, come detto di fr. 252.25, non raggiunge la soglia di
fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è parzialmente
accolto e di conseguenza il dispositivo n. 2 della decisione impugnata è così
riformato:

                                         2.   La tassa di giustizia di fr. 172.50, anticipata dalla parte
istante, è posta a carico di CO 1, che rifonderà alla RE 1 fr. 210.– per
ripetibili.

 

                                   2.   Le
spese processuali di complessivi fr. 80.– relative al presente giudizio,
già anticipate dalla reclamante, sono poste a suo carico per 1/5
e per i rimanenti 4/5 a carico di CO 1, che rifonderà alla RE 1 fr. 125.– per
ripetibili ridotte.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –     ;

  –   .

   

  

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del Circolo della Navegna.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF
(art. 113 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie
(art. 46 cpv. 1 LTF).