# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6e8acb65-1cd6-5164-b8af-a663ac919278
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-07-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 06.07.2000 14.1999.00099
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-1999-00099_2000-07-06.html

## Full Text

Incarto n.

  14.1999.00099

  	
  Lugano

  6 luglio 2000/CJ/fc/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo nella causa a procedura sommaria appellabile
promossa con istanza 14 settembre 1999 dallo

 

                                         __________

 

 

                                         contro

 

__________

 

tendente
ad ottenere il rigetto definitivo dell’opposizione interposta al PE n. __________
del 6 settembre 1999 dell’UEF di Bellinzona;

 

sulla
quale istanza il Segretario assessore della Pretura di Bellinzona, con sentenza
11 ottobre 1999, ha così deciso:

 

                                   “1.   È rigettata in via
definitiva per la somma di fr. 95'203.-- oltre interessi al 5% dal 31 ottobre
1998 l’opposizione interposta al precetto esecutivo n. __________dell’UEF di
Bellinzona, notificato il 10 settembre 1999.

 

                                    2.   La domanda di
assistenza giudiziaria è respinta.

 

                                    3.   La tassa di giustizia e le spese
di complessivi fr. 230.--, da anticipare dall’istante, sono a carico della
parte convenuta, la quale rifonderà alla controparte fr. 1'000.-- per
ripetibili.

 

                                    4.   omissi.”

Sentenza
dedotta tempestivamente in appello da __________, che con atto 15 ottobre 1999
ha postulato il mantenimento dell’opposizione e la concessione del beneficio
dell’assistenza giudiziaria, protestando le spese e ripetibili di prima e
seconda istanza;

 

 

 

Ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                   A.         Con PE n. __________del 6 settembre 1999 dell’UEF di Bellinzona
(doc. A), lo Stato del __________ ha escusso ____________________ __________
per il pagamento di fr. 95'203.--, oltre interessi al 5 % dal 31 ottobre 1998,
indicando quale titolo di credito "Sentenza 11 febbraio 1991 del Tribunale
del distretto di __________ e la legge __________ sulla previdenza e l’aiuto
sociale (LPAS). Arretrati di contributi alimentari anticipati dal “Bureau des avances
sur pensions alimentaires” dello Stato del __________ alla moglie __________ e
ai figli __________ e __________ dal 1. marzo 1991 fino al 31 ottobre
1998". L'escusso ha interposto tempestiva opposizione all'esecuzione, il
procedente ne ha chiesto il rigetto definitivo al Pretore.

 

 

                                   B.         All'udienza
di contraddittorio 7 ottobre 1999, l'escusso ha contestato integralmente
l'istanza, argomentando che la medesima procedura era già stata oggetto di una
sentenza 16 giugno 1999 dello stesso Pretore, che dalla documentazione prodotta
dall’istante non risultava che questo abbia versato le somme di cui ai doc. I e
G, peraltro non firmati, che l’escusso non era mai scomparso, che la sentenza
di divorzio prodotta dall’istante, emessa in sua assenza, non costituisce
quindi un valido titolo di rigetto, che la cessione di cui si prevale lo Stato
del __________ è arbitraria e non è mai stata portata alla conoscenza
dell’escusso e che l’escutente deve inoltrare procedura contro __________,
moglie dell’escusso. __________ ha inoltre sollevato la prescrizione quinquennale.

                                               In
replica, l’escutente ha contestato le tesi dell’escusso, rilevando in
particolare che la precedente sentenza di rigetto dell’opposizione 27 maggio
1999 valeva unicamente per la procedura esecutiva nella quale era stata emessa
e che la prova del versamento degli importi dovuti, alla moglie o allo Stato
del __________, spettava all’escusso.

                                               In
duplica, il convenuto ha contestato di non aver mai versato alimenti alla
moglie e osservato che quest’ultima non aveva mai chiesto al marito il
versamento di alimenti, ribadendo per il resto quanto già espresso prima.

 

 

                                   C.         Con
sentenza 11 ottobre 1999, il Segretario assessore della Pretura di Bellinzona
ha accolto integralmente l'istanza di rigetto, argomentando che la sentenza di
divorzio 11 febbraio 1991 costituiva un valido titolo di rigetto
dell’opposizione e che la pretesa della moglie era stata validamente ceduta al
Servizio di previdenza a aiuto sociale del __________ d, il quale aveva
anticipato alla moglie alimenti per fr. 95'203.--, dopo deduzione delle somme
di fr. 43'382.-- e 12'222.-- rimborsate dalla Cassa di compensazione
dell’escusso, risp. dall’Assicurazione invalidità. Il primo giudice ha
precisato che la precedente decisione di rigetto non aveva effetto materiale ma
solo un effetto limitato alla procedura esecutiva alla quale si riferiva, che
non vi era dubbio sul fatto che __________ fosse stato regolarmente citato
nella procedura di divorzio, dal momento che era di ignota dimora, e che,
sebbene gli alimenti dovuti sino al settembre 1991 erano effettivamente
prescritti, gli stessi erano stati interamente estinti con il rimborso di fr.
43'382.-- avvenuto il 16 ottobre 1995, di modo che l’istanza era da accogliere
integralmente. Il giudice di prime cure ha inoltre respinto la domanda di
assistenza giudiziaria, la causa rasentando la temerarietà.

 

 

                                   D.         Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravato
__________, ribadendo che i conteggi prodotti dall’escutente non erano firmati,
che né la cessione né la sentenza di divorzio gli erano state notificate, che
le pretese erano prescritte. L’appellante ha nuovamente chiesto l’ammissione al
beneficio dell’assistenza giudiziaria.

                                               Nelle
sue osservazioni 28 ottobre 1999, l’escutente si è opposto all’appello, facendo
valere che il fatto che l’escusso non avesse avuto conoscenza della cessione di
credito aveva quale unica conseguenza che il debitore avrebbe potuto validamente
pagare al precedente creditore (art. 167 CO), ciò che era indifferente nella
fattispecie, dato che l’appellante non aveva dimostrato di aver mai pagato
alcunché a sua moglie, come era indifferente per lui il fatto che l’appellato avesse
versato o meno gli alimenti a sua moglie, in quanto __________ era stato
liberato dai propri obblighi verso la moglie con la cessione intervenuta a favore
dell’appellato.

Considerato

 

 

in diritto:

 

 

                                    1.         Ex art. 80 cpv. 1 LEF quando il credito sia fondato sopra una
sentenza esecutiva, il creditore può chiedere in giudizio il rigetto definitivo
dell'opposizione. Non è esecutiva la sentenza che non è stata regolarmente
notificata all’escusso (cfr. DTF 105 III 45, cons. 2a; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts,
6a ed., Berna 1997, n. 53 ad § 19; Daniel Staehelin,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, Vol. I, n. 7 e
124 ad art. 80, nonché n. 27 i.f. ad art. 81, con rif.), poiché il termine di
ricorso comincia a decorrere solo dal momento della notifica. La prova della
notificazione spetta all’escutente, che non può accontentarsi di rinviare alla
dichiarazione di crescita in giudicato (cfr. DTF 105 III 45-46, cons. 2b; Heiner
Eiholzer, Steuern und definitive Rechtsöffnung,
RJB 127bis/1991, p. 80, citato da Staehelin,
op. cit., loc. cit.). In casu, non vi è nell’incarto la prova della notifica
della sentenza di divorzio 23 gennaio 1991 (doc. C) invocata quale titolo di rigetto
definitivo dell'opposizione. Sull’ultima pagina è certo indicato che un avviso
è (recte: sarà) inserito nel foglio ufficiale (Feuille des avis officiels,
“FAO”) all’intenzione del convenuto, ma l’escutente non ha prodotto la prova
che tale notifica edittale – a prescindere dalla questione della regolarità o
meno di un simile genere di comunicazione nella fattispecie – fosse effettivamente
avvenuta.

 

 

                                    2.         A
titolo abbondanziale, va aggiunto che l’escutente non ha neanche provato che
l’escusso fosse stato citato regolarmente nell’ambito della causa di divorzio
ai sensi dell’art. 81 cpv. 2 LEF.

 

 

                                    3.         La
domanda di concessione dell'assistenza giudiziaria presentata dall'appellante
va respinta non essendone adempiuti i requisiti. Infatti, sebbene l'appello non
era sin dall'inizio sprovvisto di probabilità di esito favorevole, il
richiedente avrebbe potuto far valere da solo le proprie ragioni, senza che
occorresse l'ausilio di un patrocinatore. Vigendo la massima ufficiale (almeno
per quanto concerne l’esame del titolo di rigetto e delle tre identità),
bastava in casu all’appellante allegare di non esser stato citato nella
procedura di divorzio e/o di non aver avuto conoscenza della sentenza emessa
dalle autorità __________ (circostanza questa che l’autorità di ricorso avrebbe
comunque rilevato d’ufficio), senza neanche riferirsi all’art. 81 LEF, la quale
norma, del resto, non è nemmeno stata citata dal patrocinatore, se non in
epigrafe delle conclusioni, insieme agli art. 385 ss. CPC peraltro abrogati
dalla LALEF a far tempo dal 6 giugno 1997. Se l’appellante ha ritenuto di dover
far capo ad un rappresentante, lo ha quindi fatto per sua comodità e non per
necessità oggettiva (cfr. II CCTF 14 ottobre 1997 in re Bertuca-Kanalga c/ Bertuca,
citata in Cocchi/Trezzini, CPC
commentato, Lugano 2000, n. 10 ad art. 155). 

 

 

                                    4.         L’appello
15 ottobre 1999 di __________ va quindi parzialmente accolto.

                                               La
tassa di giustizia e le indennità vengono assegnate in proporzione del grado di
soccombenza, stabilito in 1/5 per l’appellante e 4/5 per l’appellato (cfr. art.
48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).

 

 

 

per i quali motivi,

 

richiamati gli art.
80 e 81 LEF, nonché 61 e 62 OTLEF

 

 

 

pronuncia:

 

 

                                    1.         L’appello 15 marzo 1999 di __________, è parzialmente accolto.

 

                                               1.1.     Di
conseguenza, i dispositivi n. 1 e 3 della sentenza 11 ottobre 1999 del
Segretario assessore della Pretura di Bellinzona vengono riformati come segue:

 

                                               “1.   L’istanza 14 settembre 1999 dello
Stato del __________ è respinta.

 

                                                3.   La
tassa di giustizia di fr. 230.-- è a carico di __________ per fr. 46.-- e dello
Stato del __________ per fr. 184.--, il quale rifonderà all’escusso fr. 400.--
quale parte di indennità.” 

                                    2.         La
domanda di ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria dell’appellante
è respinta.

 

 

                                    3.         La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 350.-- è a carico di __________
per fr. 70.-- e dello Stato del __________ __________ per fr. 280.--, il quale
rifonderà all’escusso fr. 300.-- quale indennità.

 

 

                                    4.   Intimazione:                __________

 

                                               Comunicazione:   __________

 

 

 

Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                          
La segretaria