# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d275fca3-c748-5ba1-8f42-dbf2fc24e6ae
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-06-05
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 05.06.2013 14.2013.49
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2013-49_2013-06-05.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2013.49

  	
  Lugano

  5 giugno 2013

  SL/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Jaques

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Locatelli

  

 

 

statuendo sulla causa a procedura sommaria in materia
di rigetto dell'opposizione promossa con istanza 16 ottobre 2012 da

 

	
   

  	
     RE 1 
  

     RE 2 

   (tutti patrocinati dall'  PA 1 ) 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   CO 1  

  (patrocinato dall'  PA 2 ) 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

tendente ad ottenere il rigetto provvisorio
dell'opposizione interposta da CO 1 al precetto esecutivo n. __________ del 6/8
settembre 2012 dell'UE __________;

 

sulla quale istanza il Pretore __________, con
decisione 13 marzo 2013 (inc. SO.2012.4475) ha così stabilito:

 

“1.     L'istanza è
respinta.

 

2.      Le spese e la tassa di giustizia per
complessivi fr. 230.– sono a carico della parte istante, la quale rifonderà a
controparte fr. 700.– a titolo di ripetibili.

 

3.      omissis”

 

Decisione impugnata dagli istanti che con reclamo 25 marzo 2013 ne
postulano la riforma nel senso di accogliere l'istanza e rigettare quindi in
via provvisoria l'opposizione al precetto esecutivo in esame, protestate tasse,
spese e ripetibili in entrambi i gradi di giudizio; 

preso atto che con osservazioni [correttamente: risposta al reclamo]
18 aprile 2013 l'escusso ne ha proposto la reiezione, protestate spese e
ripetibili;

 

esaminati atti e documenti;

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con precetto esecutivo n. __________ del 6/8 settembre 2012 dell'UE
__________, RE 1 e RE 2 hanno escusso CO 1 per la somma di fr. 45'000.– oltre
interessi al 5% dal 1° gennaio 2011. Quale titolo di credito hanno indicato: “Saldo
prezzo di compra-vendita PPP __________, fondo base __________ [correttamente:
__________] RFD __________” (doc. F pag. 1). Inoltre, l'esecuzione è stata
parimenti notificata alla di lui moglie __________, quale condebitrice solidale
(doc. F pag. 2). Interposta tempestiva opposizione, gli istanti ne hanno chiesto
il rigetto provvisorio.

 

                                  B.   La
pretesa si fonda sul contratto di compravendita 29 settembre 2009 con cui i coniugi
CO 1 e __________ hanno acquistato, in ragione di un mezzo ciascuno, la PPP n. __________
sul fondo base n. __________ RFD __________ -presso il complesso condominiale
in corso di costruzione denominato “Condominio __________”- per la somma
complessiva di fr. 3.8 Mio (doc. B). Completano i documenti una serie di scambio
di corrispondenza (doc. C a E) e la procura (doc. A). 

 

                                  C.   All'udienza
del 28 febbraio 2013 -svoltasi congiuntamente con quella disposta in relazione
all'esecuzione promossa a carico della moglie dell'escusso, sua condebitrice
solidale (inc. SO.2012.4476 della Pretura __________)- gli istanti hanno
ribadito la loro richiesta. Il convenuto vi si è invece opposto, evidenziando
come nel contratto di compravendita non vi fosse traccia alcuna circa un saldo
residuo di fr. 45'000.–. Egli ha precisato che, in corso di costruzione, le
opere da eseguire sulla PPP avevano subìto varie modifiche -segnatamente erano
stati aggiunti nuovi lavori per invece rinunciare ad altri- rispetto a quelle previste
in origine dal contratto. I rapporti di dare e avere tra le parti, di cui gli
istanti nemmeno si erano preoccupati di fornire un dettaglio, si erano quindi oltremodo
complicati. Da considerare vi era poi la deduzione per difetti ai posti
parcheggio interni. L'accenno all'importo di fr. 45'000.– era unicamente contenuto
in un suo scritto riferito alla concessione di due posti auto esterni, ipotesi
cui però gli istanti si erano opposti. E, sotto questo profilo, si poteva semmai
parlare di riconoscimento di debito subordinato ad una condizione sospensiva,
che spettava agli istanti rendere verosimile. Ma ciò non era stato il caso in
specie.

                                         Con
replica orale gli istanti hanno confermato i loro argomenti, evidenziando che lo
stesso escusso aveva riconosciuto un saldo scoperto assommante a fr. 45'000.– e
che della pretesa condizione sospensiva non vi era riscontro nel contratto di
compravendita, e contestando nel contempo l'esistenza di un qualsiasi difetto
d'opera. In duplica, l'escusso ha ribadito il suo punto di vista e ha prodotto nuovi
documenti (doc. 7 a 9). Dal canto loro gli istanti si sono opposti alla loro ammissibilità
in quanto, a loro dire, il convenuto avrebbe ben potuto produrli in sede di
risposta. 

 

                                  D.   Con
decisione 13 marzo 2013 il Pretore ha respinto l'istanza. Egli ha anzitutto estromesso
dall'incarto i doc. da 7 a 9 poiché prodotti solo con la duplica e quindi,
secondo lui, tardivamente. Il contratto di compravendita accennava ad un saldo
residuo finale di fr. 380'000.– da versare entro il 30 settembre 2010. Se non
che gli istanti non si erano preoccupati di spiegare come quell'importo si fosse
di fatto ridotto a fr. 45'000.–, ciò che oltretutto non poteva neppure essere
desunto dai documenti agli atti. La cifra posta in esecuzione non era pertanto determinabile
secondo criteri oggettivi prestabiliti che non potevano essere unilateralmente modificati.
Di modo che, a fronte di tutto ciò, il contratto di compravendita non
costituiva un valido titolo di rigetto provvisorio dell'opposizione. In
aggiunta il Pretore ha rilevato che, ad ogni modo, il saldo residuo avrebbe
dovuto essere depositato sul conto bancario del notaio rogante, incombenza cui
l'escusso aveva di fatto adempiuto visto che l'importo di fr. 45'000.– risultava
esservi stato versato. Per il resto, nessun altro documento dava atto della
volontà del convenuto di volersi incondizionatamente obbligare verso gli
istanti.

 

                                  E.   Con
il reclamo in esame gli istanti propongono la riforma del giudizio impugnato nel
senso di rigettare in via provvisoria l'opposizione al precetto esecutivo. Essi
rilevano che sul prezzo pattuito restava uno scoperto di fr. 70'000.– che loro
avevano acconsentito a ridurre di fr. 25'000.– per tener conto delle doglianze
dell'escusso che lamentava una difformità nelle dimensioni dei due posteggi
interni rispetto a quanto pattuito. Di qui il saldo restante di fr. 45'000.–. I
reclamanti censurano la violazione degli art. 8 e 732 CC e dell'art. 82 LEF. A
loro dire, il contratto di compravendita costituisce un valido riconoscimento
di debito per il saldo finale fino a concorrenza di fr. 380'000.–. Ciò detto, semmai,
spettava all'escusso rendere verosimile che a seguito di pagamenti già
effettuati o per effetto della compensazione con pretesi difetti e con un
inadempimento contrattuale a loro imputabile, quella cifra si era ridotta a fr.
45'000.–, importo da lui finanche riconosciuto, o addirittura al di sotto della
medesima. Non vi era nemmeno traccia del fatto che la somma restante di fr.
45'000.– fosse subordinata alla concessione di due ulteriori posteggi esterni, fermo
restando che giusta l'art. 732 CC un accordo in tal senso avrebbe ad ogni modo
necessitato della forma scritta (dal 1° gennaio 2012 persino la forma autentica).

 

                                         Il
convenuto ha avversato il reclamo per motivi di cui, se del caso, si dirà nel
seguito.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Secondo l'art. 319 lett. a CPC sono impugnabili mediante
reclamo    -tra l'altro- le decisioni inappellabili di prima istanza in tema
-per quanto qui d'interesse- di rigetto dell'opposizione giusta gli art. 80-84
LEF (art. 309 lett. b n. 3 CPC). Trattandosi di decisione pronunciata in
procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), il termine per l'inoltro del reclamo
è di dieci giorni (art. 321 cpv. 2 CPC). Un'eventuale risposta al reclamo deve
poi essere proposta entro il medesimo termine (art. 322 cpv. 2 CPC). La
competenza a pronunciarsi sull'impugnazione è della Camera di esecuzione e fallimenti
(art. 48 lett. e n. 1 LOG). Nella procedura di reclamo non sono ammesse né
nuove conclusioni, né l'allegazione di nuovi fatti o la produzione di nuovi
mezzi di prova (art. 326 cpv. 1 CPC). 

 

                                         Ciò detto, presentato lunedì 25 marzo 2013 avverso la decisione 13 marzo
2013, notificata lo stesso giorno e recapitata agli istanti l'indomani (estratto
“Tracciamento degli invii” 27 marzo 2013), il reclamo risulta tempestivo per
effetto dell'art. 142 cpv. 3 CPC. L'impugnazione è stata notificata al
convenuto il 3 aprile 2013 e ritirata il successivo 8 aprile. Il termine di
dieci giorni è così venuto a scadenza il 18 aprile 2013. Di modo che pure la
risposta al reclamo risulta ammissibile.   

 

                                   2.   Giusta
l'art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l'applicazione errata
del diritto che l'accertamento manifestamente errato dei fatti. Per i reclamanti,
il contratto di compravendita agli atti costituisce un valido titolo di rigetto
provvisorio per la rata finale di fr. 380'000.– e quindi anche per l'importo di
fr. 45'000.– (reclamo, pag. 4 n. 9 e pag. 5 n. 10). A fronte di ciò, spettava
pertanto all'escusso rendere verosimili eccezioni -che essi ad ogni modo contestano-
atte a giustificare la riduzione del saldo da fr. 380'000.– a fr. 45'000.–, e
finanche a meno (reclamo, pag. 5 segg. n. 10). Essi invocano la lesione degli art.
82 LEF, 8 e 732 cpv. 1 CC.   

 

                                   3.   Secondo
l'art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda sopra un riconoscimento di debito
constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può
chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione. Il contratto di compravendita
sottoscritto dal compratore costituisce titolo di rigetto provvisorio
dell'opposizione per il pagamento del prezzo di vendita esigibile, a condizione
che il venditore abbia consegnato la cosa venduta oppure l'abbia depositata se
il prezzo era pagabile in anticipo o a contanti (sentenza del Tribunale
federale 5A_179/2012 dell'11 ottobre 2012 consid. 3.2, 5A_630/2010 del 1°
settembre 2011 consid. 2.1; Staehelin, in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed., Basilea 2010, n.
98 segg. e n. 113 ad art. 82). 

 

                                         Il
giudice del rigetto accerta d'ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche
in sede di reclamo) se la documentazione prodotta costituisce valido
riconoscimento di debito e se vi è identità fra il creditore, il debitore ed il
credito indicati nel precetto esecutivo e nell'istanza, con il creditore, il
debitore ed il credito di cui ai documenti prodotti (Staehelin, op. cit., n. 50 ad art. 84).

 

                                   4.   Il
Pretore ha negato l'esistenza agli atti di un valido titolo di rigetto
provvisorio dell'opposizione poiché l'importo posto in esecuzione non trovava
riscontro nel contratto di compravendita e i documenti agli atti non
permettevano una ricostruzione contabile per giungere alla cifra di fr.
45'000.–, che non poteva così considerarsi facilmente determinabile (decisione
impugnata, pag. 4). Sotto questo profilo i reclamanti obiettano invece che il
contratto di compravendita del 29 settembre 2009 rappresenta un valido
riconoscimento di debito per il complessivo importo di fr. 380'000.–, corrispondente
al saldo finale dovuto sul prezzo di vendita complessivamente pattuito
(reclamo, pag. 4 n. 9). Essi ritengono irrilevante che la documentazione agli
atti da loro prodotta non consenta di spiegare contabilmente perché essi si
erano limitati a porre in esecuzione la somma di soli fr. 45'000.–, lamentando
a loro scapito un inaccettabile rovesciamento dell'onere della prova (reclamo, pag.
5 n. 10). A ragione.

 

                               4.1.   Dal contratto
di compravendita immobiliare con costituzione di diritto di ricupera del 29
settembre 2009, constatato con atto pubblico del notaio __________ (rogito n. __________),
risulta che l'escusso ha acquistato -insieme alla moglie e in ragione di metà
ciascuno- dai qui istanti la PPP n. __________ (quota di valore 164/1000) nel
complesso denominato “Condominio __________” sul fondo base n. __________ RFD __________
con assegnazione in uso riservato (secondo il relativo piano) di due posti auto
(sovrapposti) al secondo piano superiore, di un deposito al primo piano superiore
e, infine, di una terrazza e di un deposito al piano terreno (doc. B, lett. C a
pag. 2, n. 1.1 e 1.2 a pag. 2 seg.). Il prezzo complessivo è stato pattuito in
fr. 3'800'000.– da corrispondere nel seguente modo: fr. 570'000.– pagati nelle
mani dei venditori all'atto di sottoscrizione del contratto, fr. 1'710'000.– da
versare sul conto del notaio rogante una volta svincolata una cartella
ipotecaria al portatore gravante il fondo base, fr. 1'140'000.– da versare sul
conto costruzioni degli istanti ad avvenuta posa dei serramenti nella PPP e,
infine, il saldo residuo di fr. 380'000.– da versare sul conto del notaio
rogante alla consegna dell'appartamento fissata al più tardi al 30 settembre
2010 (doc. B, n. 2 pag. 3 seg.). 

 

                               4.2.   Con
l'esecuzione in esame gli istanti procedono per l'incasso del “saldo prezzo
di compra-vendita PPP __________, fondo base __________ [correttamente: __________]
RFD __________” (doc. F). Di modo che, in questo contesto -e a differenza
di quanto ritenuto dal Pretore- il citato contratto di compravendita immobiliare
costituisce senz'altro un valido titolo di rigetto provvisorio dell'opposizione
per il saldo residuo di fr. 380'000.– e, conseguentemente, anche per l'importo minore
di fr. 45'000.– a cui gli istanti limitano la richiesta di pagamento. Trattandosi
di un atto pubblico di compravendita (Vock,
op. cit., n. 13 e 22 ad art. 82), in assenza di una prova contraria l'esigibilità
della pretesa deve in effetti essere presunta subentrata il 30 settembre 2010
come specifica la relativa clausola contrattuale (art. 9 CC; Vock, op. cit., n. 12 ad art. 82; Schmidt, in: Commentaire Romand,
Poursuite et faillite, Basilea 2005, n. 26 e 28 ad art. 82). In sede di
udienza, peraltro, gli istanti hanno avuto modo di precisare che l'escusso “abita
nell'appartamento da più di 2 anni” (verbale, pag. 8 verso l'alto),
circostanza rimasta incontestata da parte di quest'ultimo. Sotto questo profilo
è per contro irrilevante che -come riafferma il convenuto in questa sede (risposta
al reclamo, pag. 6 ad 9, pag. 8 ad 10)- i reclamanti abbiano atteso il 2012 (cfr.
la diffida di pagamento del 19 giugno 2012: doc. C) per dare avvio all'incasso
forzato. 

 

                               4.3.   Giova
in particolare evidenziare che come tale la quantificazione della pretesa degli
istanti non è stata contestata dal convenuto, il quale si è limitato ad
affermare che “l'importo di fr. 45'000.– è il risultato di complessi calcoli
di dare ed avere tra le parti, in nessun modo indicati in istanza” (verbale,
pag. 3 ad 2) e a sostenere che il contratto di compravendita agli atti non
costituisce “assolutamente una base di calcolo adeguata per determinare
l'importo di Fr. 45'000.–” visto che “le cifre non combaciano in alcun
modo” (verbale, pag. 6) e che, se del caso, l'importo all'incasso avrebbe
dovuto essere di fr. 380'000.– (verbale, pag. 8 in basso). Ora, spettava all’escusso di rendere verosimile che l’importo effettivamente dovuto era
inferiore a quello risultante dal titolo di rigetto (art. 82 cpv. 2 LEF e sotto
consid. 5) e non il contrario. Diversamente dalle conclusioni del primo giudice
pertanto, nel caso di specie, in quanto fondata sul contratto di compravendita
datato 29 settembre 2009 (doc. B), il credito posto in esecuzione dagli istanti
risulta in linea di massima sorretto da un valido titolo di rigetto provvisorio
dell'opposizione. La censura dei reclamanti è quindi fondata.

 

                                   5.   Giusta
l'art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio
dell'opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente
delle eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito; all'escusso
incombe l'onere di dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni che deduce in
giudizio (DTF 132 III 142 consid. 4.1.1 con rinvii).
Secondo la giurisprudenza le eccezioni non solo devono essere esposte in modo
convincente ma devono anche essere sostanziate in modo perlomeno verosimile nel
senso che a conforto delle allegazioni devono esserci riscontri oggettivi (Staehelin, op. cit., n. 87 seg. ad art.
82). In particolare, nel quadro dell'eccezione di inadempimento rispettivamente
di non corretto adempimento della controprestazione, se al debitore che ha
ricevuto la prestazione incombono obblighi di verifica e di notifica, egli deve
rendere verosimile di aver tempestivamente effettuato tale notifica di difetti,
non essendo invece sufficiente contestare la conformità della controprestazione
(sentenza del Tribunale federale 5A_179/2012 dell'11 ottobre 2012 consid. 3.3,
5A_630/2010 del 1° settembre 2011 consid. 2.2 pubblicata in: Pra 2012 n. 32
pag. 221). Spetta pertanto al compratore rendere verosimile la tempestiva
notifica di pretesi difetti alla cosa venduta (Staehelin,
op. cit., n. 113 ad art. 82; Vock,
in: Kurzkommentar, SchKG, Basilea 2009, n. 22 ad art. 82).

 

                               5.1.   Ora, come
rilevano i reclamanti (reclamo n. 10 a pag. 5), a fronte di un valido titolo di
rigetto provvisorio spetta al debitore rendere verosimile che nel frattempo il
relativo importo è già stato o è da considerare in qualche modo “estinto” per
avvenuto pagamento, compensazione o altra causa. A questo proposito, il
Pretore ha -invero a titolo abbondanziale- evidenziato che il pagamento del
saldo finale relativo al contratto di compravendita doveva effettuarsi sul
conto del notaio rogante, senza null'altro prevedere al riguardo. E, in
concreto, dai documenti agli atti (cfr. doc. D e D1) risultava appunto che l'importo
di fr. 45'000.– era stato versato dall'escusso sul conto di quel notaio
(decisione impugnata, pag. 4 nel mezzo). Egli sembra così avere implicitamente
ammesso che la somma capitale posta in esecuzione era da considerare di fatto
pagata. Una siffatta conclusione può nondimeno essere considerata dal giudice
del rigetto solo a fronte di una esplicita eccezione (sentenza del Tribunale
federale 5A_630/2010 del 1° settembre 2011 consid. 3.4.1 pubblicata in: Pra
2012 n. 32 pag. 221) che spettava unicamente all'escusso sollevare e rendere
verosimile (sopra, consid. 5). Ciò non è stato il caso in concreto, il
convenuto non avendo mai preteso in sede di contraddittorio che la somma di fr.
45'000.– versata sul conto del notaio rogante valesse alla stregua di un
pagamento secondo le modalità contrattuali. Tale circostanza non può quindi inficiare
il riconoscimento di debito agli atti.

 

                               5.2.   I
reclamanti contestano poi l'esistenza di difetti riconducibili ad una questione
di dimensione dei posteggi interni escludendo che da questo punto di vista
l'escusso possa pretendere di validamente opporsi alla loro richiesta di
pagamento di fr. 45'000.– (reclamo, pag. 6 n. 10 nel mezzo). A loro dire
risulta altresì infondato il preteso inadempimento o non corretto adempimento da
lui eccepito per essere venuti meno ad un supposto obbligo di creazione di due
posteggi esterni da costituire in servitù a favore della part. __________ RFD __________
(reclamo, pag. 6 n. 10 in basso). Se non che, su queste eccezioni e sulla possibilità
che le stesse possano ritenersi sufficientemente verosimili alla luce della
documentazione prodotta dall'escusso, il Pretore non si è affatto espresso. La causa
in esame non può così considerarsi matura per il giudizio giusta l'art. 327
cpv. 3 lett. b CPC (CEF del 20 febbraio 2013 inc. 14.2013.4 consid. 5). Nella
presente fattispecie s'impone conseguentemente di annullare integralmente la
sentenza impugnata e disporre il rinvio al primo giudice per una nuova
decisione (art. 327 cpv. 3 lett. a CPC) ai sensi dei considerandi. E, in questo
contesto, andrà altresì riesaminata la questione relativa all'ammissibilità dei
documenti prodotti dal convenuto in sede di duplica orale (doc. 7 a 9) e questo anche nel contesto dei motivi giustificativi da quest'ultimo addotti, ovvero la necessità
di far fronte alle contestazioni proposte con la replica orale degli istanti
(verbale, pag. 8). 

 

                                   6.   Il reclamo va parzialmente accolto, nel senso di annullare la decisione
impugnata (compreso quindi il dispositivo sulle spese giudiziarie di prima
sede) e di rinviare la causa al Pretore per un nuovo giudizio. Davanti a questa
Camera le spese processuali (art. 95 cpv. 2 CPC; 48 e 61 cpv. 1 OTLEF) sono
poste a carico delle parti in ragione di un mezzo ciascuno, l'escusso avendo
avversato il reclamo (art. 106 cpv. 1 CPC). A fronte del reciproco grado di
soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC), le ripetibili (art. 95 cpv. 3 CPC) sono
compensate. 

 

                                         Ai fini
dell'indicazione dei rimedi giuridici esperibili sul piano federale, il valore
litigioso determinante (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF) è di fr. 45'000.–.

 

 

 

 

 

 

Motivi per i quali,

richiamati gli art. 82 cpv. 1 e 2 LEF, 95 cpv. 2 e 3, 106 cpv. 1 e 2
e 319 segg. CPC, 48 e 61 cpv. 1 OTLEF e la LTF;

 

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è parzialmente accolto.

 

                               1.1.   Di
conseguenza, la decisione 13 marzo 2013 del Pretore __________ (inc.
SO.2012.4475), è annullata e la causa rinviata per nuovo giudizio ai sensi dei
considerandi.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia per il reclamo, di fr. 350.–, già anticipata dai reclamanti,
resta per ½ a loro carico e per il restante ½ va a carico di CO 1, __________.
Le ripetibili sono compensate. 

 

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –    ; 

  –    . 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura __________.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                    La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Giacché il
valore litigioso della vertenza è di fr. 45'000.–, contro la presente decisione
è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).