# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b268f254-72b9-5cee-9bc3-8efc3b66df2d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-01-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 07.01.2002 52.2001.360
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-360_2002-01-07.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00360

   

  	
  Lugano

  7 gennaio
  2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Tamara Merlo, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso  4 ottobre 2001 di

 

 

	
   

  	
  ____________________ambedue patr. da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 18 settembre 2001 del Consiglio di
  Stato (n. 4407), che respinge l'impugnativa presentata dagli insorgenti
  avverso la decisione 23 luglio 2001 con cui la Sezione dei permessi e dell'immigrazione
  ha sospeso con effetto immediato e per la durata di tre mesi l'autorizzazione
  a gestire il locale notturno "__________" di __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    16 ottobre 2001 del
Consiglio di Stato;

-    25 ottobre 2001 del
Dipartimento delle istituzioni; 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Su
richiesta del Dipartimento delle istituzioni, il 12 giugno 2001 la Polizia
cantonale ha fermato ed interrogato 32 donne straniere, di origine
sudamericana, che avevano preso alloggio a __________ nel palazzo __________,
allo scopo di esercitarvi la prostituzione. Dai loro interrogatori è emerso che
l'acquisizione dei clienti aveva luogo nel vicino locale notturno "__________".

Fondandosi sulle deposizioni rese da queste
donne, il 23 luglio 2001 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione/Ufficio
dei permessi (SPI/UP) ha deciso di sospendere l'autorizzazione a gestire il
locale notturno in questione per la durata di tre mesi con effetto immediato.
Ad un eventuale ricorso è stato tolto l'effetto sospensivo. 

 

 

                                  B.   Con
giudizio 18 settembre 2001 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento,
respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata da __________, gerente dell'esercizio
pubblico e dalla __________, titolare dell'autorizzazione a gestire il locale
notturno. 

Dopo aver osservato che l'art. 12 LEsPub
vieta di destinare i locali degli esercizi pubblici ad attività estranee, il
Consiglio di Stato si è limitato a rilevare che:

 

"nel caso concreto, devesi giocoforza
constatare come, sulla scorta della documentazione di polizia in atti, pingue,
chiara, univoca, il locale in essere era in pratica prevalentemente se non
esclusivamente adibito ad anticamera del notorio bordello insediato nel vicino
palazzo __________, senza che occorra argomentare oltre e checché ne dicano gli
insorgenti con argomenti al limite della temerarietà, laddove volti alla
contestazione di riscontri oggettivi invero incontestabili". 

 

 

                                  C.   Contro il
predetto giudizio governativo i soccombenti si aggravano davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendogli di annullarlo assieme alla controversa
risoluzione del SPI/UP.

Contestata l'immediata esecutività
attribuita al provvedimento censurato, gli insorgenti negano recisamente di
aver snaturato la destinazione del locale notturno, trasformandolo in uno
stabilimento volto ad organizzare il meretricio. 

                                  D.   All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni. 

Ad identica conclusione perviene il SPI/UP,
contestando in dettaglio le tesi dei ricorrenti con argomenti di cui si dirà
semmai nei seguenti considerandi.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 71 cpv. 3 LEsPub.

I ricorrenti, direttamente e personalmente
toccati dal provvedimento censurato, sono legittimati ad agire in giudizio. Il
fatto che la sanzione sia già stata scontata non rende il ricorso privo d'interesse.

Il giudizio può essere reso sulla base degli
atti, senza procedere all’assunzione delle ulteriori prove genericamente
chieste dai ricorrenti. Non tocca invero a questo tribunale sobbarcarsi l’onere
degli accertamenti istruttori che le precedenti istanze hanno omesso di effettuare.

 

 

                                   2.   Giusta
l'art. 68 LEsPub, l'autorizzazione a gestire un esercizio pubblico è sospesa,
di regola previa comminatoria, per un periodo massimo di tre mesi quando:

a)  viene meno anche temporaneamente uno dei requisiti previsti
dagli art. 11, 12, 14, 26-28;

b)  si contravviene gravemente o ripetutamente alle norme della
LEsPub o del regolamento d'applicazione (RLesPub);

c)   non si effettua il pagamento della tassa annua e di rilascio;

d)  l'esercizio perturba in modo intollerabile la sicurezza, l'ordine
e la quiete pubblica.

 

La sanzione
deve rispettare il principio di proporzionalità. Deve quindi risultare adeguatamente
commisurata alla gravità oggettiva dell'infrazione.

Nella gerarchia
delle sanzioni prevista dagli art. 66-70 LEsPub, la sospensione segue la multa
(art. 66 LEsPub) e precede la revoca della patente (art. 69 LEsPub);
provvedimento, quest'ultimo, che si giustifica segnatamente quando vengono meno
i presupposti per il suo rilascio.

L'adozione di
una decisione ai sensi degli art. 68 o 69 LEsPub comporta altresì una
sospensione fino a tre mesi per il gerente (art. 68a cpv. 1 LEsPub).

 

 

                                   3.   3.1.
L’art. 53 LEsPub stabilisce che il gerente è responsabile dell’igiene,
dell’ordine, della quiete e della tutela del buon costume nell’esercizio pubblico
e nelle immediate vicinanze.

La norma sancisce indirettamente il divieto
di esercitare attività lesive del buon costume all’interno degli esercizi
pubblici. Sono quindi vietate attività e manifestazioni che offendono il comune
senso del pudore.

La semplice acquisizione di clienti da parte
di prostitute non è per principio considerata un atto contrario al buon
costume. Nella misura in cui non vien fatto capo a pratiche di adescamento che
suscitano scandalo, l’acquisizione di clienti rientra senz’altro nel quadro
delle attività tollerate dal profilo della pubblica morale e del buon costume.

 

3.2. D'altra parte, l'art. 12 LEsPub dispone
che i locali dell'esercizio pubblico non possono essere usati per scopi
estranei alla sua attività. Il divieto è volto ad escludere dagli esercizi
pubblici attività collaterali suscettibili di disattendere le finalità perseguite
dalla legge (cfr. art. 1 LEsPub), compromettendone l’ordinata gestione, incidendo
negativamente sulla qualità dei servizi offerti od arrecando pregiudizio alle
esigenze di sicurezza e di ordine pubblico tutelate dalla legge.

Gli spazi dell’esercizio pubblico, precisa
l’art. 42 RLEsPub, devono essere usati esclusivamente per scopi attinenti
l’attività dell’esercizio stesso e formare un complesso distinto e separato da
eventuali superfici del medesimo stabile adibite ad altro uso.

 

3.3. Il locale notturno è definito come
l'esercizio pubblico, aperto nelle ore serali, nel quale si svolgono il ballo,
gli spettacoli di varietà e le esibizioni musicali. Per spettacolo s'intende
l'esibizione artistica presentata davanti ad un pubblico, in cui l'attività
dell'artista è l'elemento principale della rappresentazione. Per esibizione
musicale s'intende invece l'insieme di uno o più elementi interdipendenti o
complementari nel quadro di una rappresentazione musicale (art. 21 RLEsPub). 

 

3.4. L’esercizio occasionale di attività
lucrative o imprenditoriali da parte di avventori all’interno di un esercizio
pubblico non viola di per sé il divieto sancito dall’art. 12 LEsPub. Un
esercizio pubblico non è in effetti soltanto un luogo destinato al ristoro, ma
anche un luogo d'attesa, di conversazione e d’incontro fra conoscenti od operatori
economici, che possono frequentarlo anche al solo scopo di promuovere relazioni
d'affari. Un locale notturno, in particolare, è anche un luogo di svago e
d'incontro tra uomini e donne, che possono intrattenervisi al solo scopo di
trascorrere una serata in allegria, allacciando nuove conoscenze. In questo
ordine di idee, non si può per principio ravvisare una violazione dell’art. 12
LesPub già nel semplice fatto che un locale notturno venga frequentato da
singole prostitute in passiva attesa di clienti. Notoriamente, i locali
notturni costituiscono un luogo privilegiato dalle prostitute per offrire, più
o meno discretamente, i loro servizi. 

Il divieto in questione può semmai risultare
disatteso quando le attività, estranee agli scopi specifici dell’esercizio
pubblico, esplicate dalle prostitute perdono qualsiasi connotazione di occasionalità
e contingenza per assumere una rilevanza tale da diventarne la funzione
principale, relegando quella relativa allo svago ed al divertimento al rango di
attività marginale, subalterna o di semplice copertura. 

Per ravvisare nella frequentazione di un
esercizio pubblico da parte di prostitute gli estremi di una violazione del
divieto in esame, occorre comunque dimostrare concretamente che le attività
svolte da quest’ultime all’interno del ritrovo hanno assunto un’importanza tale
da fargli perdere la sua funzione specifica, per conferirgli quella di luogo
prevalentemente destinato a promuovere il mercato del sesso. In questo contesto
non è decisivo il fatto che il meretricio vero e proprio venga consumato altrove.
Già la mera offerta di prestazioni di servizio costituisce in effetti
un’attività commerciale. Ciò vale anche per le prostitute, tanto nel caso in
cui offrano le loro prestazioni sulla pubblica via (DTF 101 la 473 seg.),
quanto nel caso in cui l’offerta di servizi sessuali a pagamento abbia luogo
all’interno di un esercizio pubblico.

A differenza degli alberghi abusivamente
trasformati in bordello, dove l'attività estranea può essere provata mediante
le notifiche di polizia, per dimostrare che un bar od un locale notturno è soltanto
la sala d'aspetto di un postribolo non basta quindi rilevare la presenza di
prostitute, ma occorre raccogliere elementi concreti almeno sul numero di
clienti e sul consumo globale di cibi e bevande, in modo da poter valutare
l'importanza delle attività tipiche dell'esercizio pubblico e stabilire se
queste sono effettivamente soltanto marginali ed accessorie. 

 

 

                                   4.   4.1.
Nell'evenienza concreta, l'autorità cantonale ha in sostanza addebitato ai ricorrenti
di aver trasformato il locale notturno "__________" in un
luogo "dove viene organizzata e diretta la prostituzione praticata da
donne di nazionalità straniera, alloggiate nelle camere situate nello stabile
adiacente l'esercizio pubblico". 

Questa deduzione si fonda esclusivamente
sulle dichiarazioni rese dalle prostitute interrogate dalla polizia, dalle
quali si evincerebbe che il locale "è stato trasformato in uno
stabilimento in cui l'attività principale non era più l'offerta di bevande, spettacoli
di varietà ed esibizioni musicali, ma quella di favorire in modo frequente e
sistematico l'incontro fra prostitute e clienti che si appartavano poi nelle
camere" del vicino palazzo __________.

Le deduzioni dell'autorità cantonale non
possono essere condivise. 

 

4.2. È ben vero che le prostitute
interrogate dalla polizia hanno ammesso di acquisire i loro clienti
esclusivamente nel locale notturno in oggetto. Questa circostanza non permette
tuttavia di concludere che il locale notturno fosse diventato uno stabilimento
destinato in modo preponderante a favorire l'incontro fra le prostitute e i
loro clienti, in cui l'offerta di bevande, spettacoli di varietà ed esibizioni
musicali era relegata al rango di attività marginale, subalterna e di semplice
copertura. 

I verbali d'interrogatorio delle prostitute
permettono soltanto di affermare che queste si procacciavano i clienti nel
locale notturno per poi perfezionare l'accordo nel vicino palazzo __________.
L'autorità cantonale non ha esperito alcun ulteriore accertamento sulle altre
attività dell'esercizio pubblico. In particolare, ha omesso di verificare la
consistenza dell'offerta di bevande, di spettacoli di varietà e di esibizioni
musicali; attività, di cui ha comunque ammesso l'esistenza in sede di
osservazioni al ricorso inoltrato a questo tribunale. 

Ora, non v'è chi non veda come si non possa
pretendere che l'attività principale dell'esercizio pubblico è costituita
dall'adescamento dei clienti da parte delle prostitute senza aver esperito
alcun accertamento sulla consistenza effettiva delle sue attività specifiche
(ballo, spettacoli di varietà ed esibizioni musicali). Per sostenere con
successo una simile tesi l'autorità cantonale avrebbe dovuto sottoporre il
locale notturno in esame ad un monitoraggio attento e discreto, volto ad
accertare, su un arco di tempo sufficientemente lungo, i vari aspetti della sua
attività, stabilendo in particolare l’importanza delle attività che caratterizzano
questo genere di esercizi pubblici per rapporto ai traffici che le prostitute
residenti nel vicino palazzo __________ vi avrebbero svolto. In particolare, si
sarebbe dovuto stabilire se la frequentazione del locale da parte di queste
donne andasse oltre i limiti di una semplice presenza, subalterna a quella
degli altri avventori, per assumere le connotazioni di una vera e propria
attività di acquisizione della clientela, di rilevanza tale da conferire
all’esercizio pubblico la funzione di sala d’aspetto del bordello, a discapito
di quella specifica di stabilimento destinato allo svago ed al ristoro, per la
quale è stata rilasciata la patente. Accertamento, questo, che si imponeva come
una necessità ineludibile se si pretende che la semplice presenza di un paio di
dozzine di prostitute all'interno di un locale notturno atto ad ospitare un
paio di centinaia di avventori è in grado di sovvertirne le caratteristiche al
punto da ridurlo ad "una sorta di anticamera del postribolo situato
nello stabile attiguo". 

 

4.3. In mancanza dei suddetti accertamenti,
appare altresì priva di sufficiente concludenza la circostanza che l'attività
del bordello (affitto delle camere, modalità di accesso alle stesse, servizio
di sicurezza) sia gestita dalle medesime persone che sono titolari
dell'esercizio pubblico.

 

 

 

 

                                   5.   Ferme
queste premesse, non rientrando nei compiti specifici di questo tribunale
quello di emendare le carenze istruttorie poste in essere dalle istanze
inferiori, il ricorso va accolto, annullando la sanzione dipartimentale
impugnata e la decisione governativa che sbrigativamente la conferma, siccome
fondate su accertamenti insufficienti.

Resta ovviamente riservata al Dipartimento
delle istituzioni la facoltà di riassumere il caso e di rendere una nuova
decisione previa assunzione delle prove mancanti. 

 

 

                                   6.   L'emanazione
del giudizio di merito e l'espiazione della sanzione irrogata rendono priva
d'oggetto l'istanza di concessione dell'effetto sospensivo. 

Va nondimeno censurata, siccome immotivata
ed inconciliabile con le più elementari garanzie offerte dal nostro ordinamento
giuridico a chiunque venga perseguito con provvedimenti di carattere
repressivo, la decisione dell'autorità cantonale di togliere preventivamente
l'effetto sospensivo al ricorso interposto contro la sanzione in oggetto (RDAT
1998 I n. 62). Censura, questa, che è comunque temperata dal lungo tempo
lasciato trascorrere dagli insorgenti prima di sollecitare il ripristino
dell'effetto sospensivo.

 

 

                                   7.   Dato
l’esito, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia. Le ripetibili
sono invece poste a carico dello Stato secondo soccombenza.

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 12, 21, 52, 58 LEsPub; 3, 18, 28, 31,
60, 61, 65 PAmm;

 

 

 

 

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

§.  Di conseguenza sono annullate:

1.1.   la decisione 18
settembre 2001, n. 4407, del Consiglio di Stato;

1.2.   la decisione 23
luglio 2001 della Sezione dei permessi e dell'immigrazione.

 

 

                                   2.   Non si
prelevano né spese, né tassa di giustizia.

 

 

                                   3.   A titolo di
ripetibili lo Stato rifonderà:

                                         - fr.
800.-- a __________ 

                                         - fr.
800.-- alla __________.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria