# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b82fb4dd-c550-55f7-9446-f8138e1c888d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-10-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 29.10.1997 11.1997.19
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1997-19_1997-10-29.html

## Full Text

Incarto n.

  11.97.00019

  	
  Lugano

  29 ottobre 1997/cs

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney–Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Galfetti,
  vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nella causa __.__._____ (__.__.___._) della Pretura del Distretto di Bellinzona (misure provvisionali in
causa di stato) promossa con istanza del 4 novembre 1996 da

 

 

	
   

  	
  __________
  __________, nata __________, __________ 

  (patrocinata
  dall’avv. __________ __________, __________a)  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________ 

  (patrocinato
  dall’avv. __________ __________, __________);  

   

  

 

esaminati
gli atti,

 

posti
i seguenti 

 

punti di
questione:     1.   Se dev’essere accolto l’appello del 4 febbraio 1997
presentato da __________ __________ contro il decreto cautelare emesso il 27
gennaio 1997 dal Pretore del Distretto di Bellinzona;

 

                                         2.   Se
dev’essere accolto l’appello del 7 febbraio 1997 presentato da __________
__________ contro il medesimo decreto;

 

                                         3.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

in fatto:                    A.   __________
__________ (1945) e __________ __________ (1945) si sono sposati a __________
il __________ 1970. Dal matrimonio sono nati __________ (il __________ 1975) e
__________ (il __________ 1978). Il marito è conducente di __________, la
moglie svolge saltuariamente l’attività di odontotecnica, oltre qualche lavoro
di sarta a domicilio. La figlia è studente universitaria, il figlio è apprendista
presso __________ __________ __________ __________ __________ __________ a
__________. Il 28 agosto 1996 __________ __________ ha instato per il tentativo
di conciliazione, decaduto infruttuoso il 17 settembre seguente. I coniugi sono
separati di fatto dal 22 agosto 1996, quando la moglie è andata a vivere per
conto proprio a Bellinzona. Il marito è rimasto a __________, nell’abitazione
coniugale di sua proprietà, insieme con il figlio.

 

                                  B.   Il 4 novembre 1996
__________ __________ ha postulato in via provvisionale un contributo
alimentare di fr. 1’000.– per il mese di agosto 1996, di fr. 3’000.– mensili
fino al 31 dicembre 1996 e di fr. 3’200.– mensili dal 1° gennaio 1997, oltre al
blocco del registro fondiario sulle particelle n. __________RFD e __________RFP
di __________, intestate al marito. Statuendo il 6 novembre 1996 senza
contraddittorio, il Pretore ha ordinato il blocco del registro fondiario sui
citati immobili.

 

                                  C.   Alla discussione
provvisionale del 12 dicembre 1996 __________ __________ ha confermato la
propria istanza, alla quale si è opposto il marito, che ha contestato ogni
obbligo alimentare, offrendo nondimeno alla moglie un contributo di fr. 1’500.–
per il mese di dicembre 1996. Con decreto supercautelare del 13 dicembre 1996
il Pretore ha condannato il marito a versare alla moglie un contributo
alimentare di fr. 2’000.– mensili dal 1° dicembre 1996. Conclusa l’istruttoria,
alla discussione finale del 22 gennaio 1997 le parti hanno ribadito le loro richieste
di giudizio. 

 

                                  D.   Statuendo il 27
gennaio 1997, il Pretore ha obbligato il marito a stanziare alla moglie un
contributo alimentare di fr. 2’600.– mensili dal 1° gennaio 1997, respingendo
però il postulato blocco del registro fondiario e revocando l’ordine impartito
senza contraddittorio. La tassa di giustizia di fr. 300.– e le spese di fr.
150.– sono state poste a carico delle parti in ragione di metà ciascuno,
compensate le ripetibili.

 

                                  E.   Contro il predetto
decreto è insorto __________ __________ con un appello del 4 febbraio 1997 nel
quale chiede che, in riforma del giudizio impugnato, il contributo alimentare
per la moglie sia ridotto a un importo imprecisato. Nelle sue osservazioni del
21 marzo 1997 l’istante propone di respingere il gravame.

 

                                         __________ __________ è
insorta a sua volta contro il decreto del Pretore con un appello del 7 febbraio
1997 nel quale postula l’aumento a fr. 3’200.– mensili del contributo
alimentare a suo favore e la conferma del blocco del registro fondiario, sollecitando
la concessione dell’effetto sospensivo alla decisione con cui il Pretore ha
revocato tale provvedimento. La richiesta è stata respinta dalla presidente di
questa Camera con decreto del 17 febbraio 1997. Nelle sue osservazioni del 14
marzo 1997 __________ __________ propone il rigetto dell’appello.

 

Considerando

 

in diritto:                   I.   Sull’appello di
__________ __________

 

                                   1.   L’appellante postula
la riduzione del contributo alimentare a suo carico da fr. 2’600.– mensili a un
importo imprecisato. Ora, l’atto di appello deve contenere – sotto pena di
nullità (art. 309 cpv. 5 CPC) – non solo l’indicazione precisa dei punti che si
intendono impugnare (art. 309 cpv. 2 lett. d CPC), ma anche l’enunciazio-ne
completa delle richieste di giudizio (art. 309 cpv. 2 lett. e CPC). In concreto
l’appello non contiene alcuna conclusione precisa sull’ammontare del contributo
che l’appellante intende offrire alla moglie, né tale importo si evince dalla
motivazione del gravame. Dandosi contestazioni patrimoniali l’appellante non
può limitarsi tuttavia a chiedere modificazioni indeterminate, ma deve cifrare
le sue pretese (Cocchi/Trezzini,
CPC annotato, Lugano 1993, n. 6 ad art. 309; Rep. 1993, 227; I CCA, sentenza
del 31 luglio 1997 nella causa T. contro T., del 12 maggio 1995 in causa M.
contro M.). Analogo principio vige del resto sul piano federale (Messmer/Imboden, Die eidgenössischen Rechts-mittel
in Zivilsachen, Zurigo 1992, pag. 151, nota 9). Ciò posto, il ricorso
dell’appellante non adempie i requisiti dell’art. 309 

                                         cpv. 2 lett. e CPC e deve
essere dichiarato irricevibile.

 

                                   II.   Sull’appello di
__________ __________

 

                                   2.   L’art. 145 cpv. 2 CC
prescrive che il giudice, in pendenza di un’azione di separazione o di
divorzio, prende le opportune misure provvisionali, specialmente circa
l’abitazione e il mantenimento della famiglia, i rapporti patrimoniali e la
custodia dei figli. Il criterio per la definizione dei contributi alimentari in
sede provvisionale è disciplinato dal diritto federale e si fonda sul riparto
dell’eccedenza – di regola a metà – una volta dedotto dal reddito familiare il
fabbisogno minimo dei coniugi e dei figli (DTF 114 II 31 consid. 7 e 8). Il
fabbisogno minimo è determinato sulla scorta del minimo esistenziale del
diritto esecutivo, cui vanno aggiunti gli oneri fiscali e le spese correnti
della famiglia, in particolare i premi della cassa malati e delle assicurazioni
domestiche (DTF 114 II 394 consid. 4b; Perrin,
La méthode du minimum vital, in: SJ 115/1993 pag. 429). 

 

                                   3.   Il Pretore ha
accertato il reddito del marito in fr. 6’597.– mensili e quello della moglie in
fr. 500.–, valutando i rispettivi fabbisogni in fr. 3’927.– mensili (marito) e
in fr. 3’035.– (moglie). L’appel-lante chiede che il fabbisogno del marito sia
ridotto a fr. 2’347.– mensili. Sostiene che, contrariamente a quanto ha
stabilito il Pretore, il marito è esente da imposte, onde la necessità di
stralciare l’importo di fr. 400.– ammesso nel suo fabbisogno. Ora, che l’onere
fiscale rientri nel fabbisogno dei coniugi è indubbio, quanto meno nella misura
in cui il reddito e la sostanza colpiti dall’imposta servono – come in concreto
– per il mantenimento della famiglia (DTF 114 II 394 consid. 4b, 118 II 99 in
basso). Secondo l’art. 55 lett. a LT nei casi di separazione durevole giusta l’art.
145 CC il reddito e la sostanza dei coniugi sono tassati disgiuntamente. Ai
fini dell’imposta cantonale e comunale i coniugi possono cioè ottenere in
pendenza della causa di stato la scissione delle partite fiscali a valere
dall’introduzione dell’ istanza per il tentativo di conciliazione (art. 421
CPC). Anche se l’autorità tributaria non ha ancora proceduto alla tassazione intermedia,
il marito non può quindi far valere tutto l’onere fiscale nel proprio
fabbisogno, poiché al momento in cui l’autorità tributaria scinderà le partite
fiscali dei coniugi (con effetto alla data dell’istanza per il tentativo di
conciliazione), l’altro coniuge dovrà corrispondere il proprio arretrato
d’imposta. Ne segue che in concreto la somma di fr. 400.– mensili inserita nel
fabbisogno del marito non può essere riconosciuta, ove appena si consideri la
proposta di tassazione intermedia – ancorché indicativa – formulata da un
funzionario dell’Amministrazione cantonale delle contribuzioni e prodotta agli
atti (doc. R). Dalla stessa si evince che, erogando un contributo alimentare di
fr. 3’000.– mensili (persino inferiore a quello a carico del marito, come si
vedrà in appresso) il convenuto risulterebbe esente da imposte cantonali e
comunali, mentre verserebbe la trascurabile somma di fr. 25.– annui per
l’imposta federale diretta. Non vi è motivo, tanto meno in sede provvisionale,
per mettere in discussione tale documento, per altro mai contestato dal
convenuto. L’onere fiscale incluso dal Pretore nel fabbisogno del marito deve
di conseguenza essere stralciato.

 

                                   4.   L’appellante si
duole del fatto che il primo giudice ha inserito nel fabbisogno del convenuto
fr. 300.– mensili per spese di automobile (assicurazioni, targhe e carburante)
e ne postula la riduzione a fr. 200.–. In effetti il marito ha esposto una
spesa di fr. 300.– mensili per la vettura senza fornire alcuna motivazione né
pretendere che il veicolo gli serva per motivi professionali. Si giustifica
pertanto di ridurre la spesa a fr. 200.– mensili, come propone l’appellante, la
quale del resto – pur avendo fatto valere di aver bisogno di un veicolo per
cercare lavoro – si è vista riconoscere un importo limitato a fr. 100.– mensili.

 

                                   5.   L’appellante censura
l’inserimento nel fabbisogno del marito di fr. 900.– mensili corrispondenti al
contributo per la figlia maggiorenne agli studi. Contrariamente a quanto essa
pretende, però, il giudice del divorzio può stabilire il contributo alimentare
del figlio oltre la maggiore età (art. 156 cpv. 2 CC, testo in vigore dal 1°
gennaio 1996), in particolare quando il giovane al momento del divorzio è
prossimo alla maggiore età o la sua formazione professionale è ancora in corso
(Forni, Die Unterhaltspflicht der
Eltern nach der Mündigkeit des Kindes, in: ZBJV 1996 pag. 429 e segg., 446). Se
non che, trattandosi di un contributo straordinario dei genitori (art. 277 cpv.
2 CC), la pretesa non può essere fatta valere come misura provvisionale nel
quadro dell’art. 145 cpv. 2 CC, poiché queste misure riguardano solo il mantenimento
dei coniugi e dei figli minorenni (Honsell/
Vogt/Geiser, Schweizerisches Zivilgesetzbuch I, art. 1–359 CC, Basilea
1996, n. 9 ad art. 145). Ne discende che la somma di fr. 900.– mensili deve
essere stralciata dal fabbisogno del marito, così come il premio della cassa malati
per la figlia (fr. 207.30: doc. 2, foglio 3). Tenuto conto che, come si vedrà
in appresso, a entrambi i coniugi rimane un’eccedenza, essi potranno – in ogni
modo – contribuire al mantenimento di figli maggiorenni con la quota a loro
disposizione.                                       

                                                                                

                                   6.   L’appellante
contesta infine l’inserimento nel fabbisogno mensile del convenuto del premio
di cassa malati di fr. 66.10 (doc. 2, foglio 4) per il figlio __________, maggiorenne
ed economicamente autosufficiente. Per gli stessi motivi esposti al considerando
che precede, tale importo dev’essere stralciato, trattandosi di una partecipazione
al mantenimento del figlio maggiorenne. D’altra parte il ragazzo, contrariamente
alla sorella, sembra essere economicamente autosufficiente, poiché consegue
come apprendista un reddito netto di fr. 1’254.55 oltre alla tredicesima (doc.
P) e a un sommario esame sembra quindi poter coprire le sue necessità, tenuto
conto che vive con il padre e che non ha oneri di alloggio (riassunto scritto
del convenuto 11 dicembre 1996, pag. 3 ad 4).

 

                                   7.   In conclusione il
fabbisogno della moglie rimane di fr. 3’035.– mensili, quello del marito è
fissato in fr. 2’348.50 (minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1’025.–,
pasti fuori casa fr. 300.–, oneri ipotecari fr. 418.–, premio cassa malati fr.
205.50, spese automobile fr. 200.–, assicurazioni e spese di riscaldamento fr.
200.–). Il sintesi il quadro patrimoniale (mensile) della famiglia si presenta
dunque come segue:

 

                                         reddito del marito                                                        fr.
6’597.—  

                                         reddito
della moglie                                                     fr.   
500.— 

                                                                                                                         fr.
7’097.—  mensili

 

                                         fabbisogno
del marito                                                  fr. 2’348.50

                                         fabbisogno
della moglie                                               fr. 3’035.—               

                                                                                                                         fr.
5’383.50  mensili

 

                                         eccedenza                                                                 fr.
1’713.50

                                         metà
eccedenza                                                         fr.    857.— 
mensili

 

                                         somma
destinata alla famiglia:

                                         (reddito
del marito ./. fabbisogno ./. metà eccedenza)    fr. 3’392.50  mensili

 

                                         L’appellante
avendo limitato le proprie richieste a un contributo mensile di fr. 3’200.–, 
il gravame deve essere accolto in tale misura.

 

                                   8.   Per quanto concerne
il blocco del registro fondiario sugli immobili del convenuto, l’appello è
divenuto privo d’oggetto, l’ap-pellante avendo comunicato a questa Camera il 24
febbraio 1997 che il Pretore ha ridecretato egli medesimo, nel frattempo, il
provvedimento in questione.

 

                                  III.   Sulle spese e le
ripetibili

 

                                   9.   Gli oneri
processuali di appello seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Il
parziale accoglimento dell’appello presentato dall’istante impone anche una
modifica del dispositivo pretorile su questo punto, gli oneri processuali dovendo
essere posti per tre quarti a carico del convenuto (soccombente, salvo che per
il blocco del registro fondiario) e per il resto a carico della moglie, con
obbligo per il primo di rifondere alla seconda un’equa indennità per ripetibili.

 

                                         In sede di appello
__________ __________ deve sopportare spese e ripetibili del suo gravame,
irricevibile. L’appello di __________ __________ dovendo essere accolto quasi
per intero (salvo il blocco del registro fondiario, divenuto senza oggetto), si
giustifica di porre un quarto dei costi a carico di __________ __________ e tre
quarti a carico del marito, tenuto a rifondere un’adeguata indennità per
ripetibili ridotte di appello.

 

Per
questi motivi,

 

vista
sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

pronuncia:               I.   L’appello di __________
__________ è irricevibile.

 

                                   II.   Gli oneri processuali,
consistenti in:

                                         a) tassa di
giustizia      fr. 250.–

                                         b) spese                         fr.  
50.–  

                                                                                fr.
300.–

                                         sono
posti a carico dell’appellante, che rifonderà alla controparte fr. 600.– per
ripetibili.

 

                                   III.   Nella misura in cui non è
divenuto privo d’oggetto, l’appello di __________ __________ è accolto e il
decreto impugnato è così riformato:

 

1. __________
__________ è condannato a versare alla moglie __________ __________, a titolo
di contributo alimentare dal 1° gennaio 1997, l’importo mensile anticipato di
fr. 3’200.–.

 

4. La tassa di giustizia di fr. 300.– e le spese di
fr. 150.–, da anticipare dall’istante, restano per 3/4 a suo carico e per 1/4
sono a carico del convenuto, che
rifonderà all’istante l’importo di fr. 1’000.– a titolo di ripetibili.

 

                                         Per il resto il decreto è
confermato.

 

                                 IV.   Gli oneri processuali,
consistenti in:

                                         a) tassa di
giustizia      fr. 350.–

                                         b) spese                         fr.  
50.–  

                                                                                fr.
400.–

                                         da
anticipare dall'appellante, sono posti per un quarto a suo carico e per tre
quarti a carico della controparte. __________ __________ rifonderà alla
controparte fr. 600.– per ripetibili ridotte di appello.

 

                                  V.   Intimazione:

                                         – avv. __________
__________, __________;

                                         – avv. __________ __________,
__________.

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        La
segretaria