# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1184e03d-de61-597f-9c20-c938324f5bcf
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-05-20
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Strafkammer 20.05.2020 SK2 2019 30
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_005_SK2-2019-30_2020-05-20.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

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Decreto del 20 maggio 2020

N. d'incarto SK2 19 30

Istanza Seconda Camera penale 
Composizione Hubert, presidente

Baldassarre, attuario

Parti A._____
reclamante

contro

B._____
resistente
patrocinato dall'avv. Reto Mengiardi
Conrad Mengiardi Clavadetscher, Advokatur und Notariat
Hartbertstrasse 1, casella postale 434, 7001 Coira 

C._____
resistente
patrocinata dall'avv. Michele Micheli
Nievergelt & Stoehr, Advokatur AG
Crappun 8, 7503 Samedan 

Oggetto Utilizzazione non autorizzata di informazioni giusta l'art. 50 LTC

Atto impugnato Decreto di abbandono 09.04.2019 della Procura pubblica dei Grigio-
ni, comunicato l'11.04.2019 (n. d'incarto VV.2017.2517).

Comunicazione 4 giugno 2020

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Ritenuto in fatto:

A. Il 7 febbraio 2017 A._____, allora capodicastero costruzione e pianificazione 
del Comune di O.1_____, ha inoltrato le sue dimissioni da municipale a seguito di 
una controversia interna al municipio. Il 9 febbraio 2017 il municipio ne ha accettato 
le dimissioni, comunicandogli contestualmente che il suo rapporto di lavoro sia defini-
tivamente concluso e di aver pertanto dato l'ordine di bloccare il suo indirizzo di posta 
elettronica.

B. L'8 febbraio 2017 la Presidente comunale C._____ ha chiesto al supporto in-
formatico del Comune di girare la posta elettronica professionale di A._____ – laddo-
ve possibile – a B._____, a lui subentrato nella funzione di capodicastero costruzione 
e pianificazione.

C. Nelle settimane successive il municipale subentrante ha aperto una decina di 
e-mail indirizzate al suo predecessore, di cui una limitata parte si è rivelata non esse-
re di natura professionale.

D. Il 17 marzo 2017 il fratello di A._____ ha contattato quest'ultimo sull'indirizzo 
e-mail A._____@O.1_____.ch, invitandolo a una cena. Il municipale subentrante ha 
immediatamente risposto al predetto messaggio, invitandone il mittente a scrivere 
all'indirizzo privato del destinatario. 

E. Il 29 marzo 2017 A._____ ha sporto denuncia contro il municipale subentrante 
B._____ e il Municipio del Comune di O.1_____ – o chi per esso abbia dato l'ordine 
di girare la sua posta elettronica – per violazione dell'art. 179 CP, chiedendo un ri-
sarcimento di CHF 5'000.00 per spese, danni e riparazione del torto morale subìto a 
causa dell'asserita violazione della sua sfera privata (cfr. act. PP 4.2). 

F. Ritenendo il reato di violazione di segreti privati ai sensi dell'art. 179 CP 
manifestamente inapplicabile, il 4 giugno 2018 la Procura pubblica dei Grigioni ha 
aperto le istruzioni penali a carico di B._____ e C._____ per utilizzazione non auto-
rizzata di informazioni a sensi dell'art. 50 della Legge federale sulle telecomunicazio-
ni (LTC; RS 784.10). 

G. Il 12 dicembre 2018 A._____ si è costituito accusatore privato nel punto 
penale, ritirando contestualmente l'azione civile (act. PP 4.3). 

H. Con decreto 9 aprile 2019, comunicato l'11 aprile 2019, la Procura pubblica ha 
abbandonato il procedimento penale contro B._____ e C._____.

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I. Avverso tale decisione, A._____ (in seguito: reclamante) ha interposto 
reclamo al Tribunale cantonale dei Grigioni il 20 aprile 2019 (data del timbro postale), 
postulando l'annullamento del decreto d'abbandono, la promozione dell'accusa nei 
confronti di B._____ e C._____ (in seguito: resistenti) e un risarcimento spese di 
CHF 600.00 a carico degli stessi. 

L. Con decreto 24 aprile 2019 l'allora Presidente della Seconda Camera penale 
del Tribunale cantonale dei Grigioni ha fissato il termine per la presentazione delle 
osservazioni scritte al 6 maggio 2019.

M. Con scritto 29 aprile 2019 la Procura pubblica dei Grigioni ha proposto di 
respingere il reclamo, rinviando agli atti e al decreto d'abbandono impugnato. 

N. Con osservazioni 2 maggio 2019 B._____ ha postulato la reiezione del 
reclamo, con protesta di spese e ripetibili. 

O. Con decreto 7 maggio 2019 l'allora Presidente della Seconda Camera penale 
del Tribunale cantonale ha accolto l'istanza di proroga del termine per l'inoltro delle 
osservazioni scritte 6 maggio 2019 di C._____, prorogando il predetto termine fino al 
16 maggio 2019. Prendendo posizione in tale data, C._____ ha quindi postulato 
l'inammissibilità del reclamo, eventualiter la reiezione dello stesso, con protesta di 
spese e ripetibili a carico del reclamante.

P. Il 20 maggio 2019 l'allora Presidente della Seconda Camera penale del 
Tribunale cantonale dei Grigioni ha inoltrato per conoscenza al reclamante le 
osservazioni della Procura pubblica e dei resistenti, sancendo che non vi sarebbe 
stato un ulteriore scambio di allegati scritti.

Q. Il 22 maggio 2019 il reclamante ha inoltrato una documentazione 
asseritamente inerente a determinati punti della presa di posizione di C._____.  

R. In risposta, il 12 e 19 giugno 2019 i resistenti hanno a loro volta inoltrato prese 
di posizione spontanee, in cui hanno sostanzialmente contestato la rilevanza della 
documentazione inoltrata, confermando le proprie argomentazioni e i propri petiti. 
C._____ ha contestualmente aumentato l'importo dell'indennizzo postulato.

S. Con scritto 9 aprile 2020 l'attuale Presidente della Seconda Camera penale 
del Tribunale cantonale dei Grigioni ha comunicato alle parti di aver dalla stessa data 
assunto la presidenza nella procedura in esame.

T. Sulle allegazioni e argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai 
fini del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

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Considerando in diritto:

1.1. Giusta gli artt. 322 cpv. 2 e 393 cpv. 1 lett. a CPP, contro decreti d'abbandono 
della Procura pubblica può essere interposto reclamo. Nel Cantone dei Grigioni la 
giurisdizione di reclamo è la Seconda Camera penale del Tribunale cantonale (art. 22 
cpv. 1 della Legge cantonale d'applicazione del Codice di diritto processuale penale 
svizzero [LACPP; CSC 350.100] in combinato disposto all'art. 10 cpv. 1 
dell'Ordinanza sull'organizzazione del Tribunale cantonale [OOTC; CSC 173.100]).

1.2. Ai sensi dell'art. 396 cpv. 1 CPP in combinato disposto all'art. 384 lett. b CPP, 
il reclamo dev'essere inoltrato all'istanza competente in forma scritta e motivata entro 
dieci giorni dalla notificazione della decisione impugnata. Il termine decorre dal 
giorno successivo alla notificazione (art. 90 cpv. 1 CPP). 

Poiché il decreto d'abbandono 9 aprile 2019 è stato comunicato al reclamante l'11 
aprile 2019 (B.1 pag. 1), il reclamo da lui interposto al Tribunale cantonale dei 
Grigioni il 20 aprile 2019 (data del timbro postale, act. A.1 pag. 1) è senz'altro 
tempestivo.

2.1. La lingua della procedura si conforma di regola alla lingua ufficiale usata nella 
decisione impugnata, rispettivamente alla lingua ufficiale parlata dalla parte 
convenuta (art. 8 cpv. 2 della Legge sulle lingue del Cantone dei Grigioni [LCLing; 
CSC 492.100]). Lingua della presente procedura di reclamo è pertanto l'italiano.

2.2. Ciò nonostante, in virtù dell'art. 8 cpv.1 LCLing le parti possono inoltrare 
memorie e istanze al Tribunale cantonale in una lingua ufficiale di loro scelta, anche 
qualora questa non corrisponda alla lingua della procedura. Le osservazioni scritte di 
B._____, inoltrate in lingua tedesca, e di C._____, inoltrate in lingua italiana, sono 
pertanto entrambe ricevibili.

3.1. Giusta l'art. 393 cpv. 2 CPP, mediante reclamo possono essere censurate 
violazioni di diritto, ivi compreso l'eccesso e l'abuso del potere d'apprezzamento e la 
denegata o ritardata giustizia (lett. a), l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti 
(lett. b) nonché l'inadeguatezza (lett. c).

Poiché il reclamo dev'essere motivato (art. 396 cpv. 1 CPP), il reclamante è tenuto a 
indicare con precisione i passaggi della decisione impugnata da lui contestati, i motivi 
a sostegno di una diversa decisione e i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lett. 
a-c CPP). L'indicazione precisa dei motivi a sostegno di una diversa decisione ai 
sensi dell'art. 385 cpv. 1 lett. b CPP dev'essere sostanziata sotto il profilo dei fatti e 
del diritto (sentenze del Tribunale federale 6B_1181/2018 del 28 novembre 2018; 

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6B_130/2013 del 3 giugno 2013 consid. 3.2). Il reclamo deve infine confrontarsi pun-
tualmente con la motivazione della decisione impugnata (cfr. sentenza del Tribunale 
federale 6B_48/2018 del 7 giugno 2018 consid. 2.3.3). 

3.2.1. Secondo il decreto d'abbandono 9 aprile 2019 (act. B.1), dagli atti 
dell'istruzione emergerebbe che B._____ abbia ritornato l'e-mail del fratello del 
reclamante, invitandolo a utilizzarne l'indirizzo privato. Le e-mail inviate all'indirizzo 
del reclamante non sarebbero inoltre state girate ad C._____, la quale non le 
avrebbe pertanto aperte o inoltrate a terzi. Non sarebbero ravvisabili trame delittuose 
neppure dalla circostanza che C._____ abbia chiesto al responsabile informatico di 
inoltrare – laddove possibile – la posta elettronica indirizzata al reclamante al 
municipale subentrante. Neppure il reclamante affermerebbe infine che il suo 
successore abbia abusato della sua posta elettronica professionale. 

3.2.2. La Procura pubblica ha escluso che ai resistenti potesse essere imputato un 
dolo. La loro volontà – o già solo la loro consapevolezza – di utilizzare abusivamente 
messaggi di posta elettronica di natura non pubblica non sarebbe infatti 
sufficientemente concretizzata, tantomeno comprovata. Potendo legittimamente 
assumere che si trattasse di corrispondenza professionale, i resistenti avrebbero 
piuttosto potuto a buon diritto ritenere che l'apertura e la deviazione di e-mail inviate 
all'indirizzo professionale del reclamante fosse lecita. La circostanza che B._____ 
abbia ritornato il messaggio del fratello del reclamante subito dopo averlo ricevuto, 
invitando il mittente a utilizzare l'indirizzo di posta elettronica privata del destinatario, 
ne comproverebbe inoltre la buona fede. Se avesse creduto di commettere un 
illecito, il municipale subentrante avrebbe infatti indubbiamente sottaciuto l'entrata 
dell'e-mail del fratello del reclamante. 

3.2.3. La Procura pubblica argomenta infine di dover prescindere a priori dal 
procedimento penale in virtù dell'art. 52 CP, poiché sia l'eventuale colpa sia le 
conseguenze del fatto sarebbero di lieve entità. Per quanto concerne la colpa, la 
deviazione dei messaggi di posta elettronica professionale del reclamante avrebbe 
infatti perseguito lo scopo di garantire l'ininterrotta raggiungibilità del dicastero cui il 
reclamante era preposto. La misura sarebbe stata resa necessaria dalle dimissioni 
con effetto immediato del reclamante, le quali non avrebbero rispettato il termine di 
disdetta statuito all'art. 14 della Costituzione del Comune di O.1_____. Per quanto 
concerne le conseguenze del fatto, la Procura pubblica rilevava che la maggior parte 
delle e-mail avevano per oggetto informazioni di carattere pubblico. 

3.3.1. Le critiche mosse dal reclamante contro le predette motivazioni della Procura 
pubblica sono di natura prettamente appellatoria. Egli omette infatti di esprimersi in 

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merito alle motivazioni principali del decreto d'abbandono, ossia l'improbabilità e l'in-
dimostrabilità del dolo dei resistenti e, a titolo eventuale, la lieve entità della colpa e 
delle conseguenze del fatto (cfr. consid. 3.2.2 seg. supra). Il reclamo non si confronta 
neppure con i presupposti oggettivi del reato in esame. Esso si limita invece a critica-
re – senza aggiungere argomenti rilevanti per corroborare le proprie tesi – singole 
considerazioni estrapolate dal contesto delle relative motivazioni della Procura pub-
blica. Le considerazioni criticate sono segnatamente quella – relativa all'improbabilità 
del dolo (cfr. consid. 3.2.2 supra) – per cui la risposta di B._____ all'e-mail del fratello 
del reclamante ne indizierebbe la buona fede, nonché quella – relativa alla lieve enti-
tà dell'eventuale colpa (cfr. consid. 3.2.3 supra) – per cui la deviazione della posta 
elettronica sarebbe stata resa necessaria dalle dimissioni senza preavviso del 
reclamante. 

3.3.2. Nella limitata misura in cui il reclamante si esprime su singoli passaggi del de-
creto d'abbandono, le sue argomentazioni non sono pertinenti. Le critiche addotte 
alla decisione impugnata sono inoltre generiche e a tratti confuse. 

Il reclamante sostiene innanzitutto che B._____ avrebbe ritornato l'ultima e-mail 
privata solamente perché la stessa, contenendo un invito, avrebbe reso probabile la 
scoperta della deviazione della sua posta elettronica. Non si comprende tuttavia 
perché la circostanza che il messaggio del fratello contenesse un invito dovrebbe 
aver permesso al reclamante di scoprire la deviazione. Evidentemente, solo una 
risposta di B._____ poteva informare il reclamante di tale evenienza. 
L'argomentazione del reclamante è pertanto manifestamente inadatta a inficiare la 
conclusione della Procura pubblica per cui la risposta del municipale subentrante al 
predetto messaggio ne indizi la buona fede.

In merito alla necessità della deviazione della sua posta elettronica, il reclamante si 
limita sostanzialmente ad affermare che la procedura corretta sarebbe stata 
l'impostazione di una risposta fuori ufficio. In tal modo la raggiungibilità del dicastero 
cui era preposto avrebbe potuto essere garantita nel rispetto della sua sfera privata. 
Di per sé, la posizione del reclamante è senz'altro comprensibile. La Presidente 
comunale stessa ha infatti riconosciuto che vi sarebbero state soluzioni preferibili alla 
misura presa e di aver pertanto commesso un errore. Ciò nonostante, il reclamante 
non può dedurre nulla in suo favore da tale circostanza. Egli non indica – né è infatti 
ravvisabile – perché il predetto errore dovrebbe costituire reato. 

Ad abundantiam, si rammenta che nel passaggio cui fa riferimento il reclamante, la 
Procura pubblica sosteneva solamente (e a titolo peraltro eventuale) che un'ipotetica 
colpa dei resistenti sarebbe comunque resa lieve dalla necessità di garantire 

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l'ininterrotta raggiungibilità del suo dicastero in seguito alle sue dimissioni senza 
preavviso. Il reclamante omette di esprimersi in merito alla circostanza che la misura 
sia stata presa in risposta all'emergenza causata dalle sue dimissioni, sebbene 
l'argomentazione della Procura pubblica risulti alquanto plausibile. Il rischio di 
pregiudizi sostanziali per il servizio pubblico causato dalle dimissioni senza preavviso 
di un municipale è certamente atto a spingere un'amministrazione comunale ad 
adottare misure come quella in oggetto. 

3.3.3. Il reclamante dichiara infine di non accettare la motivazione che C._____ 
abbia impartito l'ordine di deviare la sua posta elettronica in buona fede. Egli stesso 
concede tuttavia che le sue allegazioni in merito (suffragate peraltro solamente dalla 
propria ricostruzione dell'altercazione con la Presidente comunale) non sono 
dimostrabili (act. A.1 pag. 3). 

3.4. Poiché la motivazione del reclamo è manifestamente insufficiente, i requisiti 
dell'art. 396 cpv. 1 in combinato disposto all'art. 385 cpv. 1 CPP non sono adempiuti.  

4.1. Di principio, un reclamo che non soddisfa i requisiti dell'art. 385 cpv. 1 lett. a-c 
CPP è da rinviare al mittente affinché ne sani i difetti entro un breve termine 
suppletorio (art. 385 cpv. 2 CPP). Qualora il reclamo non soddisfi i requisiti neppure 
entro lo scadere del termine suppletorio, il tribunale non entra nel merito.

4.2. Tuttavia, poiché le ragioni dell'impugnazione devono emergere dal gravame 
stesso, la giurisprudenza mantiene che reclami insufficientemente motivati debbano 
essere direttamente dichiarati inammissibili, senza concessione del termine 
suppletorio (cfr. sentenza del Tribunale federale 1B_183/2012 del 20 novembre 2012 
consid. 2, con rinvio a DTF 134 II 244 consid. 2.4.2 in fine). L'art. 385 cpv. 2 CPP 
mira infatti a permettere di sanare inavvertenze e vizi di forma che possono 
sopravvenire nel corso dell'interposizione del reclamo. Esso non può invece 
permettere al reclamante di correggere nel merito o di completare un gravame dal 
contenuto (manifestamente) insufficiente (sentenze del Tribunale federale 
6B_130/2013 del 3 giugno 2013 consid. 3.2; 6B_872/2013 del 17 ottobre 2013 
consid. 3). In particolare, il Tribunale federale ha statuito che il reclamo dev'essere 
dichiarato inammissibile laddove la motivazione del medesimo non si confronta con 
una o più delle motivazioni eventuali della decisione impugnata (DTF 133 IV 119 
consid. 6.1 e 6.4; sentenze del Tribunale federale 6B_480/2010 del 15 marzo 2010 
consid. 1; 6B_540/2012 del 7 marzo 2013 consid. 2.4). La dottrina riconosce che non 
può in tal caso essere concesso un termine suppletorio (Martin Ziegler/Stefan Keller, 
in: Niggli/Heer/Wiprächtiger [edit.], Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozes-
sordnung, Basilea 2014, n. 4 ad art. 385 CPP). Un'interpretazione più estensiva dell'-

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art. 385 cpv. 2 CPP violerebbe il principio per cui i termini legali sono improrogabili 
(art. 89 cpv. 1 CPP), poiché ai reclami insufficientemente motivati verrebbe così con-
cessa un'implicita proroga del termine di dieci giorni statuito all'art. 396 cpv. 1 CPP 
(cfr. in tal senso sentenze del Tribunale federale 6B_872/2013 del 17 ottobre 2013 
consid. 3; 1B_183/2012 del 20 novembre 2012 consid. 2). Quanto detto vale anche 
per reclami interposti da persone senza formazione giuridica, segnatamente laddove 
l'istanza precedente ha ricordato esplicitamente nell'indicazione dei rimedi giuridici 
che l'interposizione deve avvenire in forma scritta e motivata (cfr. sentenza del Tribu-
nale cantonale dei Grigioni SK2 18 3 del 12 marzo 2018 consid. 4.2 seg.).

4.3. Considerata la manifesta insufficienza della motivazione del reclamo e la cir-
costanza che il reclamante è stato reso attento che il reclamo dovesse essere inoltra-
to motivato (act. B.1 pag. 7), il Tribunale cantonale non può concedere alcun termine 
suppletorio.

5. Da quanto precede discende che il reclamo, insufficientemente motivato, va 
dichiarato integralmente inammissibile. 

6.1. Anche qualora fosse ammissibile, il reclamo andrebbe respinto. Essendo gli 
elementi costitutivi del reato manifestamente inadempiuti, la Procura pubblica doveva 
infatti decretare l'abbandono del procedimento (art. 319 cpv. 1 lett. b CPP). Come da 
essa correttamente rilevato, la Procura pubblica avrebbe comunque dovuto decretare 
l'abbandono del procedimento in virtù dell'art. 319 cpv. 1 lett. a CPP, non sussistendo 
indizi corroborati al punto da giustificare la promozione dell'accusa.

6.2. Si rammenta innanzitutto che il reato di utilizzazione non autorizzata di 
informazioni ai sensi dell'art. 50 LTC protegge solamente informazioni che cadono 
nelle mani sbagliate nel corso della loro trasmissione (David Rosenthal in: 
Rosenthal/Jöhri [edit.], Handkommentar zum Datenschutzgesetz sowie weiteren, 
ausgewählten Bestimmungen, Zurigo/Basilea/Ginevra 2008, n. 90 ad art. 328b CO). 
Le disposizioni della Legge sulle telecomunicazioni, ivi incluse quelle di carattere 
penale, hanno infatti per scopo la protezione del traffico di telecomunicazioni da 
interferenze indebite e non disciplina pertanto in alcun modo le circostanze 
successive alla trasmissione (cfr. in tal senso artt. 1 e 2 LTC; Messaggio concernente 
la revisione della legge sulle telecomunicazioni [LTC] del 10 giugno 1996, in: FF 
1996 III 1297, 1317; David Rosenthal, op. cit., n. 90 ad art. 328b CO; sentenza del 
Tribunale federale 6B_615/2014 del 2 dicembre 2014 consid. 4.2 in fine). 

Il datore di lavoro che accede a messaggi nelle caselle di posta elettronica dei 
dipendenti sui suoi sistemi informatici – ad esempio sul suo server – non è pertanto 

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perseguibile per utilizzazione non autorizzata di informazioni ai sensi della 
disposizione in esame. Egli è infatti destinatario della trasmissione, pur non essendo 
destinatario del messaggio. Inoltre, l'accesso avviene necessariamente in seguito 
alla trasmissione del messaggio, avendo i sistemi informatici del datore di lavoro già 
ricevuto l'informazione (David Rosenthal, op. cit., n. 90 ad art. 328b CO; cfr. anche 
sentenza del Tribunale federale 6B_615/2014 del 2 dicembre 2014, consid. 4.4; cfr. 
PTC 2018 53 pag. 55 in fine). 

6.3. Inoltre, le conclusioni della Procura pubblica sull'improbabilità e 
indimostrabilità del dolo (elemento soggettivo del reato di utilizzazione non 
autorizzata di informazioni ex art. 333 cpv. 7 CP) – così come quelle sulla lieve entità 
dell'ipotetica colpa e delle conseguenze del fatto – sono a loro volta corrette. È infatti 
indubbio che i resistenti abbiano inteso garantire l'ininterrotta raggiungibilità del 
dicastero del reclamante, il cui funzionamento era minacciato dalle sue improvvise 
dimissioni. La versione del reclamante implica invece che la Presidente comunale 
abbia ordinato al municipale subentrante di spiarlo per mezzo del suo vecchio indiriz-
zo di posta elettronica professionale. Già solo la circostanza che B._____ ha in se-
guito risposto all'e-mail del fratello del reclamante esclude d'acchito ogni verosimi-
glianza dell'ipotetica cospirazione. Non è peraltro neppure ravvisabile perché due 
personaggi pubblici quali i resistenti avrebbero dovuto mettere a repentaglio la pro-
pria reputazione per monitorare una casella professionale obsoleta, sulla quale la 
ricezione di messaggi privati di rilievo era alquanto improbabile. 

6.4. Le considerazioni della Procura pubblica in merito all'inapplicabilità dell'art. 
179 CP sono a loro volta corrette e non sono infatti neppure censurate dal reclaman-
te.

7. Essendo la motivazione del reclamo manifestamente insufficiente e non 
essendo palesemente adempiuta la fattispecie di reato in esame, il Presidente della 
Seconda Camera penale decide in qualità di giudice unico (art. 18 cpv. 3 della Legge 
cantonale sull'organizzazione giudiziaria [LOG; CSC 173.000]).

8. In applicazione degli artt. 8 cpv. 1 e 10 cpv. 1 dell'Ordinanza cantonale sugli 
emolumenti in cause penali (OECP; CSC 350.210), i costi della procedura di reclamo 
sono fissati a CHF 1'000.00. Giusta l'art. 428 cpv. 1 CPP, le parti sostengono le 
spese della procedura di ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono nella 
causa. È ritenuta soccombente anche la parte sul cui ricorso non si è entrati nel 
merito. Ricorrendo tale caso nella fattispecie, il reclamante risulta integralmente 
soccombente. Nella stessa misura, la tassa di giustizia è conseguentemente posta a 
suo carico. 

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9.1. In virtù dell'art. 436 cpv. 1 CPP, il risarcimento dell'imputato in procedure di 
ricorso è disciplinato dagli artt. 429-432 CPP. Se il procedimento nei suoi confronti è 
abbandonato, egli ha diritto al risarcimento delle spese sostenute ai fini di un 
adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali (art. 429 cpv. 1 lett. a CPP). Secondo la 
giurisprudenza del Tribunale federale, laddove l'imputato prevale in una procedura di 
ricorso non intentata dallo Stato, le spese di patrocinio sostenute in tale procedura 
devono essere risarcite da chi l'ha causata, nella fattispecie dal reclamante (cfr. DTF 
139 IV 45 consid. 1.2). 

9.2. Per stabilire l'adeguata entità delle spese di patrocinio da indennizzare si 
applica l'Ordinanza cantonale sulla determinazione dell'onorario degli avvocati 
(Ordinanza sull'onorario degli avvocati, OOA; CSC 310.250). 

Giusta l'art. 2 cpv. 2 n. 2 OOA, il dispendio temporale postulato dev'essere adeguato 
e necessario all'assistenza giuridica. Si riconoscono tariffe orarie fra CHF 210.00 e 
270.00 (art. 3 cpv. 1 OOA). In assenza di un accordo sull'onorario, il Tribunale appli-
ca la tariffa media di CHF 240.00 (cfr. decisione del Tribunale cantonale ZK1 16 133 
del 24 novembre 2016 consid. 2.c con rinvii). L'onorario per i praticanti ammonta al 
75 percento della tariffa degli avvocati (art. 6 cpv. 1 OOA).

Per consolidata prassi, laddove gli esborsi non sono allegati in dettaglio, il Tribunale 
cantonale riconosce inoltre un supplemento spese forfettario del 3% (cfr. fra tante 
sentenze del Tribunale cantonale dei Grigioni SK1 17 44 del 16 gennaio 2018 con-
sid. 14.2; SK1 17 10 del 20 novembre 2019 consid. 6.5.8). 

9.3.1. Il patrocinatore di B._____ ha fatturato per la procedura di reclamo 5 ore e 30 
minuti di lavoro alla tariffa oraria di CHF 270.00, cui si aggiungono un supplemento 
spese forfettario del 3% e l'IVA del 7.7% (act. G.2). Conseguentemente, B._____ 
postula il risarcimento dell'importo complessivo di CHF 1'647.35.

9.3.2. Il dispendio temporale fatturato è senz'altro adeguato e necessario. Anche la 
tariffa oraria dev'essere riconosciuta, in quanto conforme all'accordo sull'onorario 
(act. PP 5.1). Il supplemento spese forfettario del 3% corrisponde infine alla prassi 
del Tribunale cantonale. Il reclamante è pertanto condannato a versare a B._____ 
CHF 1'647.35 a titolo d'indennità per la procedura di reclamo.     

9.4.1. I patrocinatori di C._____ hanno invece fatturato 19 ore 45 minuti per la 
redazione della presa di posizione 16 maggio 2019, di cui 19 ore di lavoro alla tariffa 
oraria di CHF 150.00 prestate dall'allora praticante avv. Michele Micheli e 45 minuti di 
lavoro prestati dall'avv. Thomas Nievergelt alla tariffa oraria di CHF 240.00, cui si 
aggiunge un supplemento spese forfettario del 5% e l'IVA del 7.7% (act. G.3), per un 

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importo di CHF 3'426.50 (cfr. act. A.4 pag. 2). Per la presa di posizione spontanea 12 
giugno 2019 (act. A.5), essi hanno inoltre fatturato CHF 466.50 (2 ore e 45 minuti di 
lavoro dell'avv. Michele Micheli, cui si aggiungono un supplemento spese forfettario 
del 5% e l'IVA del 7.7%). 

C._____ postula pertanto un risarcimento complessivo di CHF 3'893.00 per la 
procedura di reclamo (act. A.5). 

9.4.2. Le tariffe orarie sono riconosciute, in quanto previste dall'accordo sull'onorario 
(act. C.2.3). Anche i 45 minuti di lavoro fatturati per la supervisione dell'allora 
praticante avv. Michele Micheli da parte dell'avv. Thomas Nievergelt appaiono 
senz'altro adeguati e necessari. 

Considerata la portata circoscritta delle questioni fattuali e giuridiche in esame e la 
circostanza che le medesime erano note ai patrocinatori della resistente dalla 
procedura istruttoria, le posizioni 6 maggio 2019 "Stesura bozza presa di posizione 
inerente ricorso Tribunale cantonale SK2 19 30 ed e-mail alla sig.na C._____  conc. 
proroga termine d'inoltro" e 9 maggio 2019 "Stesura presa di posizione proc. no. SK2 
19 30" devono essere ridotte a 4 ore ciascuna. La posizione 8 maggio 2019 
"Comunicazone sig.na C._____ circa proroga termine e stesura presa di posizione" 
dev'essere inoltre ridotta a un'ora. Poiché le prestazioni eccedenti si rivelano 
inessenziali ai fini di un'assistenza giuridica efficace, il riconoscimento delle stesse 
non si giustifica nemmeno tenendo conto della modesta tariffa oraria fatturata per il 
lavoro dell'avv. Michele Micheli. Si riconoscono pertanto 14 delle 19 ore di lavoro da 
lui fatturate per la stesura della presa di posizione 16 maggio 2019. 

La presa di posizione spontanea 12 giugno 2019 riguardava infine esclusivamente la 
documentazione inoltrata dal reclamante il 22 maggio 2019 (act. D.5 e B.8-B.22). 
Essendo la stessa manifestamente irrilevante ai fini del giudizio, si riconoscono solo 
45 minuti delle 2 ore e 45 minuti fatturate per la presa di posizione spontanea. Tale 
dispendio temporale appare sufficiente per la lettura dei documenti, l'informazione 
della mandante e una breve presa di posizione in merito.     

9.4.3. Riducendo infine i supplementi spese forfettari delle due fatture dal 5% al 3% 
riconosciuto per prassi (cfr. consid. 9.2 supra), il reclamante è condannato a versare 
a C._____ l'importo complessivo di CHF 2'654.00 (CHF 2'529.25 per la presa di 
posizione e 124.75 CHF per la presa di posizione spontanea) a titolo d'indennizzo 
per la procedura di reclamo.

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La Seconda Camera penale giudica:

1. Il reclamo è inammissibile.

2. La tassa di giustizia per la procedura di reclamo, di CHF 1'000.00, è posta a 
carico di A._____.

3. A._____ è tenuto a versare l'importo di CHF 1'647.35 a B._____ e di CHF 
2'654.00 ad C._____ a titolo d'indennità per la procedura di reclamo. 

4. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia penale ai 
sensi dell'art. 78 LTF. Il ricorso è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 
Losanna 14, per scritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione con il 
testo integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per l'ammissibilità, il 
diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 
segg., 78 segg. e 90 segg. LTF.

5. Comunicazione a: