# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 852e379c-1d11-5f40-8511-6da1733629c0
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2012-07-18
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 18.07.2012 RR.2012.91
**Docket/Reference:** RR.2012.91
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RR-2012-91_2012-07-18

## Full Text

Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia/Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP): diritto di essere sentito; esposto dei fatti; proporzionalità.;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia/Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP): diritto di essere sentito; esposto dei fatti; proporzionalità.;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia/Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP): diritto di essere sentito; esposto dei fatti; proporzionalità.;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia/Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP): diritto di essere sentito; esposto dei fatti; proporzionalità.

Sentenza del 18 luglio 2012 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, Presidente, 

Emanuel Hochstrasser e Giorgio Bomio,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A., 

B., 

 

entrambi rappresentati dall'avv. Rossano Pinna, Studio 

legale Bernasconi Martinelli Alippi & Partners  

 

 

Ricorrenti 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DEL CANTONE TICINO,  

 

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all'Italia 

 

Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2012.91-92 

- 2 - 
 
 

Fatti: 
 

A. Il 23 dicembre 2010 la Procura della Repubblica presso il Tribunale ordina-

rio di Venezia ha presentato alla Svizzera una domanda d’assistenza giudi-

ziaria, completata il 27 settembre 2011 ed il 29 febbraio 2012, nell’ambito di 

un procedimento penale avviato nei confronti di C., D. e E. per i reati di ap-

propriazione indebita (art. 646 CP italiano), dichiarazione fraudolenta me-

diante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (art. 2 De-

creto legislativo 74/2000) e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio 

(art. 319 CP italiano). Gli indagati sono sospettati, nella loro veste di ammi-

nistratori di diverse imprese in Italia, di avere creato all'estero società utiliz-

zate per emettere false fatture a carico delle suddette imprese, e di aver 

depositato i valori patrimoniali distratti su conti bancari in Svizzera a loro ri-

conducibili. Con la loro rogatoria, le autorità inquirenti italiane hanno postu-

lato alle autorità elvetiche diverse misure, tra le quali la perquisizione ed il 

sequestro della documentazione completa, inclusi gli estratti conto per il 

periodo dal 2005 ad oggi, concernente la relazione n. 1. denominata F. 

presso la banca G. SA a Lugano (ora banca H. SA). 

 

 

B. Mediante decisione del 5 marzo 2012, il Ministero pubblico del Cantone Ti-

cino è entrato nel merito della commissione rogatoria presentata dall'autori-

tà italiana, ordinando, tra le varie misure, l'identificazione della relazione di 

cui sopra, con il sequestro della relativa documentazione bancaria. Alla 

banca destinataria dell'ordine è stato inoltre imposto il divieto d'informazio-

ne. 

 

 

C. Con decisione di chiusura del 26 marzo 2012 il Ministero pubblico ticinese 

ha accolto la rogatoria, ordinando la trasmissione alle autorità italiane di di-

versa documentazione riguardante la relazione n. 1 denominata F. presso 

la banca G. SA, intestata a A. e B. 

 

 

D. In data 26 aprile 2012 quest'ultimi hanno interposto ricorso avverso la sud-

detta decisione dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale 

federale chiedendo, in via principale, l'annullamento della stessa, con retro-

cessione dell'incarto all'autorità d'esecuzione affinché venga ossequiato il 

loro diritto di essere sentiti. In via subordinata, essi chiedono l'annullamento 

della decisione in questione, con retrocessione dell'incarto all'autorità d'e-

secuzione affinché essa chieda all'autorità rogante di precisare l'esposizio-

ne dei fatti alla base della richiesta d'assistenza.  

 

 

- 3 - 
 
 

E. Con scritti del 30 aprile e 21 maggio 2012, la Corte dei reclami penali ha 

invitato l'avv. Rossano Pinna a fornire la procura rilasciatagli da B. nell'am-

bito del gravame di cui sopra, precisato che in caso contrario il reclamo sa-

rebbe stato dichiarato inammissibile. 

 

 

F. A conclusione delle loro osservazioni del 5 e 15 giugno 2012, il Ministero 

pubblico ticinese risp. l'UFG hanno postulato la reiezione del gravame.  

 

 

G. Con memoriale di replica del 12 luglio 2012, trasmesso all'UFG e al Mini-

stero pubblico ticinese per conoscenza, gli insorgenti si sono riconfermati 

nelle conclusioni espresse in sede ricorsuale. 

 
 
 

 Diritto: 
 

1.  

1.1 In virtù dell'art. 37 cpv. 2 lett. a della legge federale del 19 marzo 2010 sull' 

organizzazione delle autorità penali della Confederazione (LOAP; 

RS 173.71) e 19 cpv. 2 del regolamento del 31 agosto 2010 sull'organizza-

zione del Tribunale penale federale (ROTPF; RS 173.713.161; nuovo testo 

giusta il n. I dell'ordinanza del 23 agosto 2011, in vigore dal 1° gennaio 

2012, RU 2011 4495), la Corte dei reclami penali giudica i gravami in mate-

ria di assistenza giudiziaria internazionale. 

 

1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italia-

na e la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione eu-

ropea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata 

in vigore il 12 giugno 1962 per l’Italia ed il 20 marzo 1967 per la Svizzera 

(CEAG; RS 0.351.1), dall'Accordo italo-svizzero del 10 settembre 1998 che 

completa e agevola l'applicazione della CEAG (RS 0.351.945.41), entrato 

in vigore mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo 

italo-svizzero), nonché, a partire dal 12 dicembre 2008 (Gazzetta ufficiale 

dell’Unione europea, L 327/15-17, del 5 dicembre 2008), dagli art. 48 e 

segg. della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen del 

14 giugno 1985 (CAS). Di rilievo nella fattispecie è anche la Convenzione 

sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato, 

conclusa a Strasburgo l’8 novembre 1990, entrata in vigore il 1° settembre 

1993 per la Svizzera ed il 1° maggio 1994 per l’Italia (CRic; RS. 0.311.53). 

Alle questioni che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trat-

tati non regola espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto 

nazionale sia più favorevole all'assistenza rispetto a quello pattizio (cosid-

detto principio di favore), si applicano la legge federale sull'assistenza in-

- 4 - 
 
 

ternazionale in materia penale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1), uni-

tamente alla relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, 

art. I n. 2 Accordo italo-svizzero; DTF 136 IV 82 consid. 3.1; 135 IV 212 

consid. 2.3; 123 II 134 consid. 1a; 122 II 140 consid. 2). Il principio di favore 

vale anche nell'applicazione delle pertinenti norme di diritto internazionale 

(v. art. 48 n. 2 CAS, 39 n. 3 CRic e art. I n. 2 Accordo italo svizzero). È fatto 

salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 

595 consid. 7c). 

 

1.3 Interposto tempestivamente contro la sopraccitata decisione di chiusura 

dell’autorità cantonale d’esecuzione, il ricorso è ricevibile sotto il profilo de-

gli art. 25 cpv. 1, 80e cpv. 1 e 80k AIMP. La legittimazione dei ricorrenti, ti-

tolari del conto oggetto della criticata misura rogatoriale, è pacifica (v. art. 

80h lett. b AIMP e art. 9a lett. a OAIMP; DTF 137 IV 134 consid. 5.2.1; 118 

Ib 547 consid. 1d; TPF 2007 79 consid. 1.6). Tuttavia, per quanto attiene a 

B, è d'uopo constatare che nessuna procura è stata inoltrata dall'avv. Pinna 

entro il termine fissato (v. act. 5). Avendo questa Corte chiaramente infor-

mato il legale della reclamante sulle conseguenze di una tale omissione 

(v. art. 23 PA), il reclamo della suddetta è da considerarsi inammissibile.  

 

 

2. L'insorgente sostiene di essere venuto a conoscenza della procedura di 

assistenza giudiziaria solo dopo l'emanazione della decisione di chiusura 

qui impugnata, ciò che non gli avrebbe permesso di esaminare la docu-

mentazione destinata all'autorità rogante, in violazione quindi del suo diritto 

di essere sentito. 

 

2.1 Secondo la giurisprudenza, l'autorità di esecuzione, dopo aver concesso al 

detentore della documentazione la possibilità di addurre i motivi che si op-

porrebbero alla trasmissione di determinati atti e la facoltà di partecipare  

alla necessaria cernita, ha l'obbligo di motivare accuratamente la decisione 

di chiusura (DTF 130 II 14 consid. 4.4 pag. 18). Essa non potrebbe infatti 

ordinare in modo acritico e indeterminato la trasmissione dei documenti, 

delegandone tout court la selezione agli inquirenti esteri (DTF 127 II 151 

consid. 4c/aa pag. 155; 122 II 367 consid. 2c; 112 Ib 576 consid. 14a 

pag. 604). Questo compito spetta all'autorità svizzera d'esecuzione che, in 

assenza di un eventuale consenso all'esecuzione semplificata (art. 80c 

AIMP), prima di emanare una decisione di chiusura, deve impartire alle 

persone toccate giusta l'art. 80h lett. b AIMP e art. 9a OAIMP un termine 

per addurre riguardo a ogni singolo documento gli argomenti che secondo 

loro si opporrebbero alla consegna; questo affinché esse possano esercita-

re in maniera concreta ed effettiva il loro diritto di essere sentiti (v. art. 30 

cpv. 1 PA), secondo modalità di collaborazione comunque rispettose del 

principio della buona fede (art. 5 cpv. 3 Cost.; PATRICK L. KRAUS-

http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.154%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F123-II-595%3Ait&number_of_ranks=0#page595
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.154%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F123-II-595%3Ait&number_of_ranks=0#page595
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&top_subcollection_aza=all&query_words=1A.107%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F130-II-14%3Ait&number_of_ranks=0#page14
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&top_subcollection_aza=all&query_words=1A.107%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F127-II-151%3Ait&number_of_ranks=0#page151

- 5 - 
 
 

KOPF/KATRIN EMMENEGGER, in: B. Waldmann/P. Weissenberger, Praxi-

skommentar VwVG, Zurigo/Basilea/Ginevra 2009, n. 54 ad art. 12). La cer-

nita deve aver luogo anche qualora l'interessato rinunci ad esprimersi 

(DTF 130 II 14 consid. 4.3 e 4.4; 126 II 258 consid. 9b/aa pag. 262; cfr. an-

che DTF 127 II 151 consid. 4c/aa; ROBERT ZIMMERMANN, La coopération 

judiciaire internationale en matière pénale, 3a ediz., Berna 2009, n. 484, 

723-724; PASCAL DE PREUX, L'entraide internationale en matière pénale et 

la lutte contre le blanchiment d'argent, in SJZ 104/2008 n. 2 pag. 34). 

 

Il diritto di essere sentito, ancorato all’art. 29 cpv. 2 Cost., viene concretiz-

zato nell’ambito dell’assistenza giudiziaria internazionale agli art. 29 e 

segg. PA richiamato l’art. 12 cpv. 1 AIMP (ZIMMERMANN, op. cit., n. 472). 

Esso è di natura formale (DTF 126 I 19 consid. 2d/bb pag. 24; 125 I 113 

consid. 3; ALBERTINI, op. cit., pag. 449 con rinvii). Una violazione di questo 

diritto fondamentale da parte dell’autorità d’esecuzione non comporta co-

munque automaticamente l’accoglimento del gravame e l’annullamento del-

la decisione impugnata. Secondo la giurisprudenza e la dottrina una viola-

zione del diritto di essere sentito può essere sanata, se la persona toccata 

ottiene la possibilità di esprimersi in merito davanti ad una autorità di ricor-

so, la quale, come nella fattispecie la Corte dei reclami penali del Tribunale 

penale federale, dispone del medesimo potere d’esame dell’autorità 

d’esecuzione stessa (v. DTF 124 II 132 consid. 2d; sentenze del Tribunale 

federale 1C_525/2008 e 1C_526/2008 del 28 novembre 2008, consid. 1.3 

nonché 1A.54/2004 del 30 aprile 2004; TPF 2008 172 consid. 2.3; 

ZIMMERMANN, op. cit., n. 472; ALBERTINI, op. cit., pag. 458 e segg.) 

 

2.2 Nella fattispecie, occorre innanzitutto ricordare che l'autorità d'esecuzione 

non è obbligata a notificare le proprie decisioni all'estero (v. art. 80m AIMP; 

art. 9 OAIMP; sentenza del Tribunale federale 1A.221/2002 del 

25 novembre 2002, consid. 2.6). L'ordine di edizione e sequestro del 

5 marzo 2012 è stato correttamente notificato alla banca del ricorrente 

(v. DTF 136 IV 16 consid. 2.2), istituto al quale è stato nel contempo impar-

tito, conformemente a quanto richiesto dalle autorità italiane (v. atto 7 pag.5 

MPTI), un divieto di informare gli ex titolari del conto, ormai estinto, oggetto 

della misura avversata (v. atto 20 MPTI). Tale divieto è stato revocato il 15 

marzo successivo. Orbene, avendo la banca H. SA ricevuto notizia della 

revoca il 15 marzo 2012 (v. atto 25 MPTI) e essendo quindi trascorsi una 

decina di giorni prima dell'emanazione della decisione di chiusura qui im-

pugnata, lasso di tempo senz'altro sufficiente per permettere al ricorrente di 

essere informato dalla suddetta banca e di manifestarsi presso il Ministero 

pubblico ticinese, l'agire di quest'ultimo non presta fianco a critiche. La per-

sona toccata da una misura d'assistenza non può infatti accontentarsi di 

assumere un'attitudine passiva: quando sa che delle misure di assistenza 

sono state adottate e che una decisione di trasmissione è imminente, in 

http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&top_subcollection_aza=all&query_words=1A.107%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F130-II-14%3Ait&number_of_ranks=0#page14
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&top_subcollection_aza=all&query_words=1A.107%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F127-II-151%3Ait&number_of_ranks=0#page151

- 6 - 
 
 

ossequio al principio della buona fede (art. 5 cpv. 3 Cost.), ella deve inter-

venire presso l'autorità d'esecuzione, cercare di conoscere gli atti di cui è 

prevista la trasmissione ed indicare precisamente quali di questi non do-

vrebbero essere fatti pervenire all'autorità estera (v. sentenza del Tribunale 

federale 1A.160/2003 del 10 settembre 2003, consid. 2.1 e 2.3 con rinvii; v. 

anche ZIMMERMANN, op. cit., pag. 518 n. 479-1; CLÉMENCE GRISEL, L'obli-

gation de collaborer des parties en procédure administrative, tesi friburghe-

se, Zurigo/Basilea/Ginevra 2008, pag. 102 e seg.). Constatata in concreto 

l'attitudine passiva del ricorrente, il quale era da considerarsi a conoscenza 

della procedura rogatoriale in corso e nonostante ciò è rimasto inattivo, la 

censura legata alla violazione del diritto di essere sentito andrebbe già di 

per sé disattesa, ma in ogni caso, disponendo questa autorità di un pieno 

potere cognitivo in fatto e in diritto (v. TPF 2007 57) e avendo avuto il ricor-

rente la possibilità di consultare gli atti oggetto della decisione impugnata 

nonché di esprimersi compiutamente in sede di replica sugli stessi, un'e-

ventuale violazione del predetto diritto sarebbe stata comunque sanata dal-

la presente procedura (v. DTF 124 II 132 consid. 2d; sentenza 1A.160/2003 

consid. 2.2). 

 

 

3. Il ricorrente censura una carente esposizione dei fatti ad opera dell'autorità 

rogante, la quale non avrebbe specificato il reato contestatogli, rispettiva-

mente il suo ruolo nella vicenda oggetto d'indagine in Italia.  

 

3.1 Gli art. 14 CEAG, 27 n. 1 CRic e 28 AIMP esigono in sostanza che la do-

manda di assistenza indichi il suo oggetto, il motivo, la qualificazione giuri-

dica dei reati, presentando altresì un breve esposto dei fatti essenziali, al 

fine di permettere allo Stato rogato di verificare che non sussistano condi-

zioni ostative all'assistenza (DTF 129 II 97 consid. 3; 118 Ib 111 consid. 5b, 

547 consid. 3a; 117 Ib 64 consid. 5c). In questo ambito, non si può tuttavia 

pretendere dallo Stato richiedente la presentazione di un esposto dei fatti 

totalmente esente da lacune o contraddizioni, visto che lo scopo della roga-

toria è proprio quello di chiarire punti oscuri relativi alle fattispecie oggetto 

d'indagine all'estero, fermo restando che la verifica delle condizioni per la 

concessione dell'assistenza deve rimanere possibile (v. DTF 117 Ib 64 

consid. 5c, con giurisprudenza citata). Ciò non implica per lo Stato richie-

dente l'obbligo di provare la commissione del reato, ma solo quello di e-

sporre in modo sufficiente le circostanze sulle quali fonda i propri sospetti, 

in modo tale da escludere che sussista un'inammissibile ricerca indiscrimi-

nata di prove (v. su questo tema DTF 129 II 97 consid. 3.1; 125 II 65 con-

sid. 6b/aa; 122 II 367 consid. 2c). L'esame della colpevolezza è riservato al 

giudice straniero del merito ed esula dalle competenze di quello svizzero 

dell'assistenza (DTF 113 Ib 276 consid. 3a; 112 Ib 576 consid. 3; sentenza 

del Tribunale federale 1C:562/2011 del 22 dicembre 2011, consid. 1.5).  

http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.177%2F2005&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F129-II-97%3Ait&number_of_ranks=0#page97
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.177%2F2005&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F129-II-97%3Ait&number_of_ranks=0#page97
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.177%2F2005&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F113-IB-276%3Ait&number_of_ranks=0#page276

- 7 - 
 
 

 

3.2 Nella fattispecie, dalla rogatoria del 23 dicembre 2010, nonché dai com-

plementi rogatoriali del 27 settembre 2011 e 29 febbraio 2012, risultano 

con sufficiente chiarezza i fatti oggetto d'indagine all'estero. Mediante le 

proprie indagini, l'autorità inquirente italiana avrebbe accertato che alcuni 

amministratori di rilevanti società operanti in Italia avrebbero realizzato un 

sistema di false consulenze o false cointeressenze per creare fondi neri 

che sarebbero stati sottratti alle società amministrate e distratti sui conti 

correnti personali degli amministratori. In questo modo la società avrebbe 

portato in detrazione costi mai sostenuti, utilizzando false fatture emesse 

sulla base dei falsi contratti con un notevole risparmio fiscale. Inoltre il sin-

golo amministratore si sarebbe costituito una provvista, pari alla somma 

apparentemente pagata per la consulenza (detratti i costi per la mediazio-

ne), che si sarebbe fatto trasferire su suoi conti personali, per lo più all'este-

ro, con danno degli altri soci e dei creditori della società, il cui patrimonio 

sarebbe stato illecitamente e fraudolentemente diminuito. Quanto precede 

sarebbe stato confermato da due commercialisti interrogati dagli inquirenti 

italiani (v. atto 1 e 7 MPTI). Per quanto riguarda più precisamente il ricor-

rente, l'autorità italiana sostiene che parte del denaro distratto sarebbe 

giunto sul suo conto oggetto della decisione di chiusura qui contestata 

(v. atto 19 MPTI). 

 

 Visto quanto precede, l'esposto dei fatti contenuto nella rogatoria italiana 

soddisfa senz'altro i requisiti legali richiesti. 

 

 

4. Secondo il ricorrente la decisione contestata violerebbe il principio della 

proporzionalità. 

 

4.1 La questione di sapere se le informazioni richieste nell'ambito di una do-

manda di assistenza siano necessarie o utili per il procedimento estero de-

ve essere lasciata, di massima, all'apprezzamento delle autorità richiedenti. 

Lo Stato richiesto non dispone infatti dei mezzi per pronunciarsi sull'oppor-

tunità di assumere determinate prove e non può sostituirsi in questo compi-

to all'autorità estera che conduce le indagini (DTF 132 II 81 consid. 2.1 e 

rinvii). La richiesta di assunzione di prove può essere rifiutata solo se il 

principio della proporzionalità sia manifestamente disatteso (DTF 120 Ib 

251 consid. 5c; sentenze del Tribunale penale federale RR.2008.154-157 

dell’11 settembre 2008, consid. 3.1; RR.2007.18 del 21 maggio 2007, con-

sid. 6.3) o se la domanda appaia abusiva, le informazioni richieste essendo 

del tutto inidonee a far progredire le indagini (DTF 122 II 134 consid. 7b; 

121 II 241 consid. 3a). In base alla giurisprudenza l'esame va quindi limita-

to alla cosiddetta utilità potenziale, motivo per cui la consegna giusta l'art. 

74 AIMP è esclusa soltanto per quei mezzi di prova certamente privi di rile-

http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F120-IB-251%3Ait&number_of_ranks=0#page251
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F120-IB-251%3Ait&number_of_ranks=0#page251
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F122-II-134%3Ait&number_of_ranks=0#page134
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F121-II-241%3Ait&number_of_ranks=0#page241
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F121-II-241%3Ait&number_of_ranks=0#page241

- 8 - 
 
 

vanza per il procedimento penale all'estero (DTF 126 II 258 consid. 9c; 

122 II 367 consid. 2c; 121 II 241 consid. 3a e b). Da consolidata prassi, 

quando le autorità estere chiedono informazioni su conti bancari nell'ambito 

di procedimenti per reati patrimoniali come quelli qui in esame, esse ne-

cessitano di regola di tutti i documenti, perché debbono poter individuare il 

titolare giuridico ed economico dei conti eventualmente foraggiati con pro-

venti illeciti, per sapere a quali persone o entità giuridiche possano essere 

ricollegati (DTF 129 II 462 consid. 5.5; 124 II 180 consid. 3c inedito; 121 II 

241 consid. 3b e c; sentenze del Tribunale federale 1A.177/2006 del 10 di-

cembre 2007, consid. 5.5; 1A.227/2006 del 22 febbraio 2007, consid. 3.2; 

1A.195/2005 del 1° settembre 2005 in fine; sull'utilità dei documenti d'aper-

tura di un conto v. sentenza del Tribunale federale 1A.182/2006 del 9 ago-

sto 2007, consid. 3.2; cfr. anche DTF 130 II 14 consid. 4.1). La trasmissio-

ne dell'intera documentazione potrà evitare altresì l'inoltro di eventuali do-

mande complementari (DTF 136 IV 82 consid. 4.1; 121 II 241 consid. 3; 

sentenza del Tribunale federale 1C_486/2008 dell'11 novembre 2008, con-

sid. 2.4). Si tratta di una maniera di procedere necessaria, se del caso, ad 

accertare anche l'estraneità delle persone interessate (DTF 129 II 462 con-

sid. 5.5; sentenze del Tribunale federale 1A.182/2006 del 9 agosto 2007, 

consid. 2.3 e 3.2; 1A.52/2007 del 20 luglio 2007, consid. 2.1.3; 

1A.227/2006 del 22 febbraio 2007, consid. 3.2; 1A.195/2005 del 1° settem-

bre 2005 in fine; 1A.79/2005 del 27 aprile 2005, consid. 4.1). 

 

4.2 In concreto, sul conto del ricorrente sono giunti valori patrimoniali prove-

nienti da conti di pertinenza di persone indagate in Italia. Questo permette 

di confermare la sufficiente relazione tra la misura d'assistenza richiesta e 

l'oggetto del procedimento penale estero, spettando comunque al giudice 

estero del merito valutare se dalla documentazione sequestrata emerge in 

concreto una connessione penalmente rilevante tra i fatti perseguiti all'este-

ro e la relazione bancaria del ricorrente. Sarà comunque in quella sede che 

quest'ultimo potrà far valere le sue ragioni sull'origine dei fondi in questio-

ne. Visto tutto quanto precede, vi è da concludere che la domanda di assi-

stenza estera non viola il principio della proporzionalità. 

 

 

5. In conclusione, il ricorso va respinto, nella misura della sua ammissibilità. 

Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 della legge federale 

sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA; RS 172.021] ri-

chiamato l’art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP). La tassa di giustizia è calcolata giu-

sta gli art. 73 cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 del rego-

lamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le in-

dennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), ed è 

fissata nella fattispecie a fr. 6'000.--; essa è coperta dall’anticipo delle spe-

se già versato. 

http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F126-II-258%3Ait&number_of_ranks=0#page258
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F122-II-367%3Ait&number_of_ranks=0#page367
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.258%2F2006&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F121-II-241%3Ait&number_of_ranks=0#page241
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.52%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F129-II-462%3Ait&number_of_ranks=0#page462
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.52%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F124-II-180%3Ait&number_of_ranks=0#page180
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.52%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F121-II-241%3Ait&number_of_ranks=0#page241
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.52%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F121-II-241%3Ait&number_of_ranks=0#page241
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=1A.52%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F130-II-14%3Ait&number_of_ranks=0#page14

- 9 - 
 
 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Nella misura della sua ammissibilità, il ricorso è respinto. 

2. La tassa di giustizia di fr. 6'000.-- è posta a carico dei ricorrenti. Essa è co-

perta dall'anticipo dei costi di pari importo già versato. 

 
 
Bellinzona, il 19 luglio 2012 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Rossano Pinna, Studio legale Bernasconi Martinelli Alippi & Par-

tners 

- Ministero Pubblico del Cantone Ticino 

- Ufficio federale di giustizia Settore Assistenza giudiziaria 

 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 
deve essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale 
della decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF).  
Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un sequestro, la consegna di oggetti o beni 
oppure la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta e se si tratti di un caso 
particolarmente importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente importante segnatamente 
laddove vi sono motivi per ritenere che sono stati violati elementari principi procedurali o che il 
procedimento all’estero presenta gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF).