# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 293322c1-fe9e-5931-8cfb-a1497e102d8d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-08-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.08.2005 38.2004.90
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2004-90_2005-08-10.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2004.90

   

  FS/DC/sc

  	
  Lugano

  10 agosto
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 19 novembre 2004
di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 21
  ottobre 2004 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa Disoccupazione CO 1

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 31 agosto 2004 la Cassa Disoccupazione CO 1 (oggi CO 1 e di
seguito la Cassa) ha stabilito che RI 1 non ha più diritto alle indennità di
disoccupazione dal 1° ottobre 2003 (cfr. doc. C).

 

                               1.2.   A seguito
dell’opposizione interposta dall’assicurata (cfr. doc. B), la Cassa, il 21
ottobre 2004, ha emanato una decisione su opposizione con la quale ha
confermato la sua decisione del 31 agosto 2004 e ha osservato che:

 

" 
(...)

La signora RI 1 ha iniziato la disoccupazione il
1° gennaio 2003.

Ella lavorava quale ausiliaria di pulizie presso
la __________ di __________. È stata licenziata a seguito di ristrutturazione.
Il suo guadagno assicurato ammonta a fr. 3'488.--.

 

Il 1° ottobre 2003, RI 1 è stata assunta come
stagiaire (occupazione al 100%) presso la __________ con un salario mensile di
fr. 1'364.--. Durante lo stage presso la __________, l'assicurata ha pure
frequentato il corso per assistente di cura presso la Scuola cantonale degli
operatori sociali di __________.

 

Orbene, per la professione di ausiliaria di cura
svolta presso la __________, il salario mensile contrattuale che può essere
ritenuto adeguato è di fr. 3'675.-- per 13 mensilità e cioè fr. 3'981.25.

 

 

In diritto

 

Giusta l'art. 24 cpv. 3 della Legge
sull'assicurazione contro al disoccupazione (LADI), è considerata perdita di
guadagno la differenza tra il guadagno intermedio ottenuto nel periodo di
controllo, ma corrispondente almeno all'aliquota usuale per la professione ed
il luogo, e il guadagno assicurato. Un guadagno accessorio (art. 23 cpv. 3) non
è preso in considerazione.

 

In base alle disposizioni sopra citate, la Cassa
disoccupazione CO 1 ha emesso la decisione No. 225/0094.2004 con la quale ha
negato all'assicurata il diritto all'indennità di disoccupazione a far data dal
1° ottobre 2003 in quanto il salario percepito quale stagiaire presso la __________
non era adeguato.

 

Contro la predetta decisione, in data 15
settembre 2004, l'assicurata ha inoltrato opposizione, chiedendo
l'annullamento.

 

In sostanza, RI 1 fa riferimento ad una sentenza
del Tribunale federale pubblicata in DTF 120 V 509 nella quale verrebbe a suo
giudizio specificato che devono essere applicate le disposizioni previste in
caso di conseguimento di un guadagno intermedio ed è sufficiente che la
retribuzione sia usuale per assicurati che effettuano uno stage.

 

Orbene un'interpretazione corretta della sentenza
summenzionata porta al risultato che uno stage deve essere considerato un
guadagno intermedio solo in base ad un salario conforme agli usi professionali
e locali per un personale non qualificato nell'ambito lavorativo in questione.

(…)." (cfr. doc. A1)

 

                               1.3.   Contro la
decisione su opposizione l’assicurata ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA
del seguente tenore:

 

" 
Con la presente mi permetto ricorrere contro la
decisione su opposizione emanata in data 21/25 ottobre 2004, dalla Cassa
Disoccupazione CO 1, la quale conferma la decisione No. 225/0094.2004
respingendo pertanto l'opposizione presentata in data 15 settembre 2004.

Mi sono annunciata in disoccupazione in data 1.
gennaio 2003 dopo aver lavorato per diversi anni in qualità di ausiliaria di
pulizie presso la __________ di __________.

Il mio guadagno assicurato, stabilito dalla Cassa
Disoccupazione, ammontava a Frs. 3'488.--.

Dopo aver invano cercato di reperire
un'occupazione nei settori idonei al mio profilo, a partire dal 1. ottobre 2003
ho avuto una possibilità di iniziare, come stagiaire, una occupazione a tempo
pieno presso la __________ di __________ ricevendo un salario mensile di Frs.
1'364.--.

Tale possibilità è stata concretamente accettata,
di comune accordo con il mio consulente del personale dell'Ufficio Regionale di
Collocamento di __________, in quanto oltre ad avere questa possibilità nel
settore sanitario, gravavo sicuramente in maniera molto più ridotta sulle Casse
dell'Assicurazione disoccupazione.

A quel proposito mi ero sempre messa a
disposizione per interrompere comunque, in qualsiasi momento, lo stage da me
effettuato qualora avessi trovato o mi fosse stata proposta una nuova
occupazione adeguata alle mie esigenze ed in conformità con le disposizioni legali.

A comprova di ciò evidenzio che già in data 25 giugno
2003 (pertanto parecchio prima di iniziare questo stage) come richiesto dalla
mia consulente URC, Sig.ra __________, ho presentato una dichiarazione
attestante la disponibilità al collocamento ed a interrompere con effetto
immediato lo stage qualora si fosse presentata un'occasione per iniziare una
nuova attività a tempo pieno.

La Cassa Disoccupazione CO 1, dopo parecchi mesi
di silente attesa, sottoponeva come caso dubbio il mio incarto alla Sezione del
Lavoro di Bellinzona in data 3 marzo 2004 richiedendo se con un salario mensile
di Frs. 1'364.-- come stagiaire al 100% mi potevano continuare a versare le
indennità di disoccupazione sotto forma di guadagno intermedio.

La Sezione del lavoro, con decisione del 5 marzo
2004, indicava che competente per pronunciarsi sulla corrispondenza del salario
era la Cassa Disoccupazione e quindi rimandavano, per la decisione, tutti i
documenti alla Cassa.

La Cassa, con lettera del 23 marzo 2004, mi
comunicava che, per il computo del guadagno intermedio, non potevano tenere in
considerazione il salario mensile di Fr. 1'364.-- da me percepito ma unicamente
un salario di ausiliaria di reparto che ammontava a Frs. 3'981.-- importo
sicuramente superiore al mio guadagno assicurato.

Con lettera del 29 marzo 2004 comunicavo alla
Cassa che non concordavo con quanto ricevuto e pertanto richiedevo una
decisione formale circa il mio diritto alle prestazioni di guadagno intermedio.

Evidenziavo inoltre alla Cassa che, vista la
giurisprudenza del Tribunale federale delle Assicurazioni dovevano essere
applicate le disposizioni previste in caso di conseguimento di un guadagno
intermedio e quindi era sufficiente che la retribuzione dovesse essere usuale
per assicurati che effettuano uno stage.

In data 31 marzo la Cassa mi invitava a voler
inviare una copia di tale Sentenza.

In data 8 aprile 2004 provvedevo a consegnare
brevi manu la sentenza richiesta.

Sempre lo stesso giorno presentavo al
responsabile della Cassa Disoccupazione CO 1, Sig. __________, alcune
osservazioni in merito al mio caso che a mio avviso era stato trattato in
maniera non consona alle disposizioni di legge.

In data 27 aprile la Cassa mi richiedeva se lo
stage che stavo svolgendo prevedeva anche una parte teorica (scuola).

Con lettera del 3 maggio confermavo ciò e allegavo
la documentazione riguardante la scuola ed il piano orario di formazione.

In data 6 maggio la Cassa Disoccupazione
sottoponeva nuovamente come caso dubbio il mio incarto alla Sezione del lavoro
richiedendo se adempivo ai requisiti di idoneità al collocamento previsti
dall'art. 15 cpv. 1 LADI.

La Sezione del Lavoro, con lettera del 10 maggio
2004, mi trasmetteva una lettera indicante che secondo la giurisprudenza del
Tribunale Federale delle Assicurazioni l'assicurato non può far valere quale
guadagno intermedio un'attività assunta non per evitare la disoccupazione ma
essenzialmente a scopo di formazione. A tale proposito, secondo la Sezione del
lavoro, si prospettava una decisione di inidoneità al collocamento e di
conseguenza il rifiuto alle prestazioni.

Con lettera del 19 maggio indicavo alla Sezione
del Lavoro di aver assunto tale attività quale praticante assistente di cura
per evitare e/o diminuire la disoccupazione e per ovviare alla mancanza di
opportunità di lavoro concrete nel settore dal quale provenivo (vendita)
fortemente minacciato dalla disoccupazione.

Con decisione dell'8 luglio 2004 la Sezione del
Lavoro mi riteneva idonea al collocamento in quanto avevo iniziato l'attività
di praticante assistente di cura per evitare e diminuire la situazione di
disoccupazione e continuavo regolarmente ad effettuare le ricerche di lavoro
mostrandomi disposta ad interrompere lo stage qualora avessi trovato un impiego
che mi permetteva di lasciare la disoccupazione.

 

Malgrado questa nuova decisione favorevole, la
Cassa Disoccupazione CO 1 con decisione del 31 agosto 2004, stabiliva che non
avevo più diritto alle indennità di disoccupazione in quanto il salario di
stagiaire presso la __________ non era adeguato.

Malgrado la mia opposizione, presentata alla Cassa
in data 15 settembre 2004, la Cassa Disoccupazione CO 1 effettuava in data 21
ottobre 2004 una decisione su opposizione oggetto del mio ricorso.

In particolare evidenzio e ribadisco quanto
segue:

 

1)   Dopo
ben 9 mesi di disoccupazione non sono riuscita a trovare una occupazione con le
mie ricerche di lavoro e con l'aiuto dell'Ufficio Regionale di Collocamento.

2)   Ho
discusso con la mia consulente del personale dell'URC che ha approvato quanto
intendevo accettare, ossia un'attività nel settore del sociale come stagiaire
di cura.

3)   Ho
sempre ribadito e dichiarato per iscritto che ero disponibile ad accettare una
nuova occupazione durante il periodo di attività come praticante, interrompendo
con effetto immediato la mia attività.

4)   La
Sezione del Lavoro, con due decisioni ben distinte, mi ha sempre ritenuta
idonea al collocamento per le medesime argomentazioni sopra riportate.

5)   Il
SECO non ha mai fatto opposizione a queste decisioni accettando quindi il
contenuto di quanto evidenziato dalla Sezione del Lavoro.

6)   Altre
mie colleghe hanno beneficiato in passato di questo genere di indennità
lavorando come stagiaire nel settore del sociale.

7)   Ho
allegato una Sentenza del Tribunale Federale delle Assicurazioni che confermava
il mio diritto a ricevere le indennità a titolo di guadagno intermedio.

8)   Ho
dovuto attendere oltre 1 anno prima che la Cassa Disoccupazione CO 1 mi potesse
indicare definitivamente che non accordavano il diritto al guadagno intermedio
in quanto consideravano come salario usuale un importo di Frs. 3'981.25 invece
di quello da me realmente percepito che ammonta a Frs. 1'364.--.

9)   Dal
1° ottobre 2004, avendo terminato lo stage, sono impiegata al 100% in qualità
di "assistente di cura" presso la __________ di __________.

 

Vi chiedo pertanto, onorevoli Signori Giudici, di
voler accogliere favorevolmente le mie motivazioni, annullando la decisione
presa dalla Cassa Disoccupazione CO 1 e permettendomi di percepire le indennità
di disoccupazione come differenza tra il mio guadagno assicurato e lo stipendio
percepito dalla __________ di __________.

(…)." (cfr. doc. I)

 

                               1.4.   Nella sua
risposta del 7 dicembre 2004 la Cassa si è confermata nelle proprie allegazioni
(cfr. doc. III).

 

                               1.5.   Le parti,
previa convocazione scritta (cfr. doc. V), sono state sentite il 3 giugno 2005
dal vicecancelliere __________ e in quell’occasione è stato allestito e
controfirmato un verbale del seguente tenore:

 

" 
(…)

compaiono:

 

- RI 1, ricorrente;

- __________ della Cassa disoccupazione CO 1, __________;

 

rispondendo alle domande postele l'assicurata
dichiara che:

 

Mi sono iscritta in disoccupazione per la prima
volta dal 1° gennaio 2003.

Mi sono iscritta perché sono stata licenziata
dalla __________ con effetto al 31 dicembre 2002 per motivi di
ristrutturazione.

Presso questa clinica ho lavorato quale
ausiliaria delle pulizie dal 1998 fino alla data del licenziamento.

 

Quando mi sono iscritta in disoccupazione ho
dichiarato di essere alla ricerca di un'occupazione quale ausiliaria di
pulizie, venditrice e assistente di cura per case anziani.

Specifico che con la mia consulente ho detto che
prima di tutto avrei ricercato un'occupazione quale ausiliaria di pulizie e
quale venditrice. Infatti dopo il mio arrivo in Svizzera nel 1992 ho iniziato a
lavorare nel 1998 e la mia esperienza lavorativa é stata quella di ausiliaria
delle pulizie.

Ho anche un diploma quale venditrice conseguito
in __________ ma non riconosciuto in Svizzera.

 

L'assicurata produce tutti i verbali dei colloqui
di consulenza avuti con il proprio consulente del personale, sig.a __________.

Questi documenti vengono assunti seduta stante
dal TCA e una copia degli stessi é consegnata al rappresentante della Cassa.

 

Nel mese di aprile 2003 ho superato l'esame di
ammissione per la Scuola Socio Sanitaria di __________ per assistente di cura.
Per poter frequentare questa scuola che iniziava il 1° ottobre 2003 dovevo
trovare un posto di stage entro un mese dal superamento degli esami.

Per questa ragione dal mese di maggio 2003 ho
iniziato a cercare anche un posto di stage presso un istituto di cura a far
tempo dal 1° ottobre 2003.

Fino al mese di aprile 2003 le mie ricerche sono
state esclusivamente quali ausiliaria di pulizie e venditrice.

Prima della fine del mese di maggio 2003 ho avuto
la garanzia di poter svolgere lo stage presso la __________ dal 1° ottobre
2003.

Anche se avevo la garanzia di poter iniziare lo
stage ho continuato a ricercare un lavoro quale ausiliaria di pulizie e
venditrice. Io avevo bisogno di lavorare e se avessi trovato un lavoro non
avrei sicuramente iniziato lo stage. Infatti anche durante lo stage che é
durato un anno ho sempre continuato a cercare come ausiliaria di pulizie e
venditrice. Ho cercato anche quale ausiliaria di cura perché alcuni istituti di
cura non richiedevano la formazione e si accontentavano di alcuni corsi della
CRS più brevi.

 

La mia collocatrice mi ha sempre detto che oltre
a mantenere le mie ricerche quale ausiliaria di pulizie e venditrice era buona
cosa che io provassi a trovare un lavoro anche nel settore sanitario perché
meno minacciato dalla disoccupazione e più facile da trovare.

La mia collocatrice, dopo aver parlato con
diverse persone (un giorno ho visto con la capo gruppo signora __________), mi
ha detto che se avessi iniziato lo stage avrei avuto diritto al guadagno
intermedio. Essa mi ha pure confermato che altri casi come il mio erano stati
pagati e questo anche se l'interessato non aveva un diploma di una scuola
superiore.

Solo perché mi é stato detto che avevo diritto
alle indennità per guadagno intermedio ho iniziato lo stage. Infatti ho una
figlia da mantenere che frequenta l'università.

 

Presso la Cassa di disoccupazione ho sempre
parlato con la signora __________. Con il responsabile della Cassa signor __________
ho sempre fatto fatica a parlare perché lo stesso non era disponibile e io dopo
diversi mesi che non si lasciava trovare ho iniziato a porgli le domande per
iscritto.

Alla Cassa ho sempre dato tutta la documentazione
che mi é stata richiesta.

Solo nel mese di gennaio la Cassa, meglio il
signor __________, mi ha chiesto se ho un diploma di scuola superiore
riconosciuto in Svizzera. Ho fatto immediatamente richiesta a Berna che mi ha
risposto negativamente.

 

 

Interviene qui il signor __________ della Cassa
che specifica quanto segue:

A quel tempo la Cassa applicava una prassi
dell'Ufficio giuridico della Sezione del lavoro secondo la quale poteva essere
considerato come guadagno intermedio il salario da stagiaire a condizione che
l'assicurato disponesse di una formazione riconosciuta in un altro settore
professionale rispetto a quello nel quale svolgeva lo stage.

Questa prassi per diversi anni é stata applicata
dalla nostra Cassa salvo poi interpellare il SECO che ci ha risposto che tale
prassi non era corretta e che nel caso di guadagno intermedio durante uno stage
la Cassa doveva sempre considerare il salario usuale per la professione.

 

L'assicurata ribadisce che in altri casi come il
suo le indennità per guadagno intermedio sono stata pagate. Di questi casi non
voglio però fare i nominativi.

 

Il signor __________ della Cassa aggiunge che la
decisione é stata emessa con un ritardo ingiustificato.

Dai FAUT del mese di ottobre e novembre 2003 la
Cassa sapeva infatti che l'assicurata aveva iniziato lo stage e avrebbe quindi
dovuto immediatamente attivarsi. Invece é solo con il mese di marzo 2004 che la
Cassa ha posto un domanda, oltretutto sbagliata vista la sua esclusiva
competenza in merito, alla Sezione del lavoro (cfr. doc. 7).

Anche se dispiaciuta per queste in convenienze la
Cassa, vista la menzionata risposta del SECO che verrà immediatamente trasmessa
in copia al TCA, deve tuttavia mantenere la propria decisione.

(…)." (cfr. doc. VI)

 

                               1.6.   Con lettera
del 3 giugno 2005 la Cassa ha trasmesso al TCA la corrispondenza intercorsa con
il SECO in merito alla considerazione del salario di stage ottenuto nell’ambito
di un guadagno intermedio (cfr. doc. VII e allegati 2-4).

 

                                         Il doc.
VII unitamente agli allegati sono stati trasmessi per conoscenza all’assicurata
che ha inoltrato le sue osservazioni al riguardo (cfr. doc. VIII e IX).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Il 1° luglio
2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il
24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del
24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

                                         Poiché
nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento
legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie
giuridicamente rilevante (cfr. STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C
154/03; DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3;
DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70,
consid. 2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36
con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 20 gennaio
2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa
L., H 114/01), visto che la presente fattispecie si riferisce a una questione (il
diritto alle indennità di disoccupazione in base alle norme che regolano il
guadagno intermedio) che si è posta successivamente (e cioè il 1° ottobre 2003
data in cui ha iniziato lo stage presso la __________; cfr. doc. 2) all’entrata
in vigore delle nuove disposizioni, si applicano le norme valide dal 1° luglio
2003.

 

                                         Il nuovo
tenore dell’art. 24 LADI non ha modificato il contenuto di quello vecchio e
quindi la giurisprudenza sviluppata in precedenza mantiene tutta la sua
validità.

 

                                         Al
riguardo, nel Messaggio concernente la revisione della legge federale sull’assicurazione
contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, il Consiglio federale, circa
l’art. 24 LADI, ha rilevato che:

 

"  Art.
24 Computo del guadagno intermedio

 

 

Capoverso 1: i capoversi 1 e 2 sono riuniti in un unico capoverso.

 

Il capoverso 2 è abrogato.

 

I capoversi 3 e 4 sono ordinati in modo più preciso per motivi di
sistematica e per tener conto della giurisprudenza, ma il loro contenuto, ad
eccezione del capoverso 3, rimane invariato.

 

Capoverso 3bis (nuovo):
secondo la formulazione attuale dell’articolo 24 capoverso 2 terzo periodo
LADI, non può essere versato alcun pagamento compensativo dopo una
disdetta a seguito di una modifica del contratto di lavoro o in caso di
riassunzione nell’intervallo di un anno da parte dello stesso datore di lavoro a
un tasso di occupazione inferiore, anche se il salario proposto è usuale per la
professione e il luogo.

Il legislatore voleva semplicemente impedire il dumping salariale
a carico dell’assicurazione contro la disoccupazione dopo una disdetta dovuta a
una modifica del contratto di lavoro. Non v’è invece il rischio di abusi se il
datore di lavoro è costretto, per motivi legati all’impresa, a ridurre il tasso
di occupazione con una riduzione proporzionale del salario e se il lavoro
proposto è rimunerato a un’aliquota usuale per la professione e il luogo.

Il nostro Consiglio non rifiuterà di prendere in considerazione un
eventuale guadagno intermedio, e quindi si opporrà alla concessione di
pagamenti compensativi secondo la disposizione dell’attuale articolo 41a capoverso
3 OADI soltanto se il rapporto di lavoro è mantenuto o ripreso nell’intervallo
di un anno fra le due parti a una delle condizioni seguenti:

 

a) il tempo di
lavoro è stato ridotto e la rispettiva diminuzione del salario è eccessiva;

b) il tempo di lavoro è mantenuto, ma il salario ridotto.

 

Con questa clausola contro gli abusi e con il criterio
dell’aliquota usuale per la professione e il luogo, occorre evitare che i costi
salariali siano trasferiti all’assicurazione contro la disoccupazione (dumping
salariale). In particolare, il guadagno intermedio non deve portare a un
degrado generale delle condizioni di lavoro e salariali né a una trasformazione
dei posti di lavoro «normali» in posti di lavoro «con guadagno intermedio». A
tal fine, da un lato l’importo dei pagamenti compensativi deve rispettare i
salari usuali per la professione e il luogo (art. 24 cpv. 3 LADI) e, dall’altro,
i guadagni intermedi presso il datore precedente sono ammessi o presi in considerazione
solo se il salario non è stato ridotto in misura eccessiva. Con questa disposizione
si vuole impedire di finanziare la riassunzione a un salario eccessivamente basso
a spese dell’assicurazione contro la disoccupazione (guadagno intermedio).

Questo disciplinamento tiene conto delle contingenze economiche,
del principio delle assicurazioni sociali della diminuzione del danno, del
principio dell’assicurazione contro la disoccupazione «lavorare è redditizio» e
impedisce inoltre che gli assicurati
accettino importanti sacrifici salariali a spese dell’assicurazione contro la disoccupazione.

 

Capoverso 4: la modifica del rinvio è necessaria in considerazione
della fusione dei capoversi 1 e 2."

(cfr. FF N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 2005-2006)

 

                               2.2.   Secondo
l’art. 24 cpv. 1 LADI é considerato guadagno intermedio il reddito proveniente
da un’attività lucrativa dipendente o indipendente che il disoccupato ottiene
entro un periodo di controllo. L’assicurato ha diritto alla compensazione della
perdita di guadagno. Il tasso d’indennità è determinato secondo l’articolo 22.
Il Consiglio federale determina in che modo deve essere calcolato il reddito
proveniente da un’attività lucrativa indipendente.

                                         In virtù
dell’art. 24 cpv. 3 LADI è considerata perdita di guadagno la differenza tra il
guadagno intermedio ottenuto nel periodo di controllo, ma corrispondente almeno
all’aliquota usuale per la professione ed il luogo, e il guadagno assicurato.
Un guadagno accessorio (art. 23 cpv. 3) non è preso in considerazione.

 

                                         Il
Consiglio federale, competente a emanare le disposizioni esecutive (cfr. art.
109 LADI) e sulla base della delega di cui all’art. 24 cpv. 1 LADI, ha emanato
l’art. 41a OADI.

                                         In
particolare il cpv. 1 dell’art. 41a OADI stabilisce che se il reddito è
inferiore all’indennità di disoccupazione, l’assicurato ha diritto, nell’ambito
del termine quadro per la riscossione della prestazione, a indennità
compensative.

                               2.3.   In una
sentenza pubblicata in SVR 1994, ALV Nr. 20, pag. 45 seg. e in DTF 120 V 233
seg. il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) ha avuto modo di stabilire
che tutte le forme di attività dipendente, comprese in passato sotto le diverse
norme relative al lavoro a tempo parziale (art. 18 cpv. 1 in relazione con
l'art. 22 seg. LADI), al guadagno intermedio (vecchio art. 24 LADI), e del
lavoro sostitutivo (vecchio art. 25 LADI), costituiscono l'oggetto del nuovo
art. 24 LADI.

                                         In tale
contesto, dopo avere precisato che decisiva è la perdita di guadagno e non la
perdita di lavoro (cfr. SVR 1994 ALV Nr. 20 pag. 46: "die während einer
oder mehrerer Kontrollperioden erzielten Verdienste sollen nach dem Prinzip des
Verdienstausfalls und nicht nach jenem des Arbeitsaufalls entschädigt werden,
von welchen das Gesetz sonst primär ausgeht") la nostra Massima istanza ha
stabilito che l'assicurato ha diritto all'indennizzo della perdita di guadagno
secondo l'art. 24 cpv. 1 a 3 LADI fino a quando non assume, nel periodo di
controllo in questione, un'occupazione adeguata ai sensi dell'art. 16 LADI, e
segnatamente dell'art. 16 cpv. 1 lett. e LADI.

                                         Pertanto,
secondo il TFA, se durante il periodo di controllo litigioso l'assicurato
accetta - specialmente riguardo al salario - un'occupazione adeguata, cioè
un'attività che gli procuri un guadagno corrispondente almeno all'indennità di
disoccupazione, ogni guadagno intermedio non è più ammissibile (cfr. SVR 1994
ALV Nr. 20, pag. 46-47).

 

                                         Contestualmente
il TFA ha in particolare rilevato che:

 

" 
(…) Die Vorinstanzliche Auffassung, dass auch
Tätigkeiten, die dem Versicherten ein Einkommen verschaffen, das zwar über dem
Taggeld, aber unter dem versicherten Verdienst liegt, der
Zwischenverdienstregelung gemäss Art. 24 AVIG zu unterstellen seien, ist zwar
nach dem Wortlaut von Art. 24 AVIG (insbesondere dessen Abs. 3) nicht
ausgeschlossen, lässt sich aber letzlich aus systematischen Gründen nicht
bestätigen. Das Argument, der Gesetzgeber habe auch in solchen Fällen das die
Versicherung entlastende Ausüben von Teilerwerbstätigkeiten fördern wollen,
widerspricht im Ergebnis Art. 15 Abs. 1 i.V.m. Art. 16 und Art. 17 Abs. 1 und 3
AVIG, wonach der Versicherte ohnehin bereit sein muss, eine zumutbare Arbeit
anzunehmen, ansonsten er mit der Einstellung im Taggeldbezug (Art. 30 Abs. 1
lit. c und d AVIG; ARV 1991 Nr. 9 S. 88, 1990 Nr. 5 S. 34, 1984 Nr. 14 S. 167) oder
mit der Aberkennung der Anspruchberechtigung wegen fehlender
Vermittlungsfähigkeit (BGE 112 V 326; ARV 1992 Nr. 10 S. 122, 1990 Nr. 3 S. 25
und Nr. 14 S. 83) zu rechnen hat. Es erscheint daher nicht sachgerecht, bei
Erfüllung einer gesetzlichen Obligenheit Kompensationsleistungen nach Art. 24
AVIG zusprechen, ganz abgesehen von den damit verbundenen
Abgrenzungsschwierigkeiten bezuglich Beendigung der Arbeitslosigkeit.

(…)." (cfr. SVR 1994 ALV Nr. 20, pag. 47).

                                         Questi
concetti sono stati ribaditi dal TFA in un'altra sentenza pubblicata in SVR
1994, ALV Nr. 21, pag. 49-50.

                                         In questo
giudizio l'Alta Corte ha negato il diritto all'indennizzazione ad un assicurato
che, in un periodo di controllo, aveva conseguito un salario di franchi
2'986.35, inferiore al guadagno assicurato di fr. 3'000.--, ma superiore
all'indennità di disoccupazione di fr. 2'400.--.

                                         Su questi aspetti, cfr. pure G. Gerhards "ALV: Stempelferien,
Zwischen verdienst und Kurzarbeitsentschädigung - Drei Streitfragen" in
SZS 1994, pag. 321 seg., in particolare pag. 335-337; OFIAMT, "Bulletin AC
94/1" , pag. 3/2).

 

                                         Nelle successive sentenze pubblicate in DTF 120 V 502 e in SVR 1995,
ALV Nr. 47, il TFA ha poi riconfermato la propria giurisprudenza.

 

                                         In
un'altra sentenza pubblicata in SVR 1995, ALV Nr. 48, il TFA ha stabilito che
nel caso di assicurati impiegati con salario mensile il guadagno giornaliero
lordo si determina mediante il divisore 21,7. Se il guadagno giornaliero lordo
é inferiore all’indennità giornaliera lorda si tratta di guadagno intermedio; i
presupposti per una compensazione della differenza secondo l’art. 24 cpv. 2 e 3
sono quindi adempiuti.

                                         Nel caso
concreto, per determinare il diritto all’indennità di disoccupazione di un
assicurato che conseguiva un guadagno intermedio, il TFA ha proceduto come
segue:

 

" 
(…)

Ausgehend vom versicherten Monatsverdienst von
Fr. 3141.- ergibt sich im vorliegenden Fall ein versicherter Tagesverdienst von
Fr. 144,70 (Fr. 3141.- : 21,7). Das Bruttotaggeld beträgt demzufolge Fr. 115,75
(80% von Fr. 144,70). Der auf einen Tag umgerechnete Bruttolohn beläuft sich
auf Fr. 111.83 (Fr. 2426.95 : 21,7). Da dieser Betrag tiefer ist als das
Bruttotaggeld, handelt es sich um Zwischenverdienst im Sinne von Art. 24 Abs. 1
AVIG mit der Folge, dass die Beschwerdegegnerin für den Monat Februar 1993
grundsätzlich Anspruch auf Differenzausgleich nach Massgabe von Art. 24 Abs. 2
und 3 AVIG hat. Mit Bezug auf die Berechnung der Differenzzahlung ist zunächst
die Differenz zwischen dem versicherten Monatsverdienst und dem
Zwischenverdienst zu ermitteln. Dieser beträgt im vorliegenden Fall Fr. 714.70
(Fr 3141.67 - 2426.94), woraus sich ein Differenzausgleich von Fr. 571.60 (80%
von Fr. 714.70) ergibt. (…)."

(cfr. SVR 1995 ALV Nr. 48, pag. 143, consid. 5).

 

                                         Questi concetti
circa la determinazione del diritto all’indennità di disoccupazione in un
preciso periodo di controllo, trattandosi di assicurati che conseguono un
guadagno intermedio, sono poi stati ribaditi dal TFA nelle sentenze pubblicate
in SVR 1999, ALV Nr. 8 e in SVR 1996, ALV Nr. 69 = DTF 121 V 353.

                                         In
particolare nell’ultima sentenza citata il TFA ha stabilito che il metodo di
calcolo illustrato nelle DTF 112 V 229 e 237 non é più applicabile (cfr. DTF
121 V 353, consid. 4a, pag. 358 in fine).

                                         Va rilevato
che questa giurisprudenza permette di tener convenientemente conto del fatto
che in ogni periodo di controllo vi é una variazione del numero di indennità di
disoccupazione spettante all’assicurato.

 

                               2.4.   Nella già
citata decisione pubblicata in DTF 120 V 502, chiamata a pronunciarsi sulla
nozione del guadagno intermedio nell'ambito di uno stage, la nostra
Massima istanza ha, in particolare, rilevato che:

 

" 
(…) La jurisprudence admet, par exemple, que lorsqu'il
apparaît clairement qu'un assuré rémunéré proportionellement aux ventes
effectuées ne peut pas, durant des mois, obtenir un salaire atteignant le
minimum vital malgré un engagement total et un travail exigeant, on ne saurait,
dans les limites du travail de remplacement, parler de rémunération conforme
aux usages professionnels et locaux en invoquant des critères d'ordre
économique (DTA 1986 n° 22 p. 89 consid. 2). De mème,
le Tribunal fédéral des assurances a jugé qu'il n'appartient pas à
l'assurance-chômage de compenser la différence de traitement existant entre le
salaire usuel qui est versé à un psychologue diplômé, et la rémunération dont
bénéficie un stagiaire; en l'espèce, le canton employeur n'avait offert à un
psychologue diplômé qu'une place et un salaire de stagiaire, en raison de
restrictions budgétaires (arrêt non publié F. du 29 août 1986). Enfin, la
"rémunération habituelle" dont il est question ci-dessus entre en
ligne de compte lorsque l'assuré exerce une activité pour la quelle il a été
formé; en revanche, s'il pratique un métier pour le quel il ne dispose pas de
qualification, seule la rémunération habituelle dans cette profession est
déterminante (arrêt non publié H. du 10 novembre 1989).

Dans ses directives relatives à l'indemnisation
des assurés qui suivent des stages (Bulletin AC 86/2, p. 4), l'OFIAMT a
d'ailleurs opéré une distiction entre les différentes catégories de stagiaires.
Ainsi, l'assurance-chômage ne doit pas être mise à
contribution lorsque le stage fait partie intégrante de la formation
professionelle de base (à l'instar d'un avocat ou d'un médecin [ch. 1]). Par
ailleurs, des indemnités peuvent être allouées en cas de perfectionnement
professionel ou de recyclage, à titre de mésures préventives (art. 59 ss LACI;
ch. 2). Lorsque, pour diminuer son chômage, l'assuré accepte
d'occuper une place de stage qui ne correspond ni à une formation de base ni à
un perfectionnement professionel, l'art. 25 LACI peut
alors précisément trouver application, quand la rémunération obtenue est certe
inférieure à l'indemnité de chômage, mais correspond au moins aux usages
professionels et locaux (ch. 3, 1re e 2e phrases). En
revanche, la dernière phrase du ch. 3, selon la quelle "il ne suffit donc
pas que cette rémunération soit usuelle pour les stagiaires", ne se
concilie pas avec les principes jurisprudentiels exposés aux arrêts DTA 1986 n°
22 p. 88 et F. du 29 août 1986 précités, dans la mesure ou elle ne s'applique
qu'aux personnes disposant déjà d'une formation professionelle. Mais si
l'assuré ne bénéficie pas d'une telle formation, il ne doit pas être indémnisé
selon ces critères (arrêt non publié H. du 10 novembre 1989).

(…)." (cfr. DTF 120 V 502, consid. 6c, pag. 508-509)

 

                                         In una
sentenza pubblicata in DLA 1998 N. 7 pag. 36 seg. il TFA ha avuto modo di
stabilire che i periodi di pratica quale psicologa effettuati dopo aver
ottenuto una licenza universitaria in psicologia non costituiscono un guadagno
intermedio.

                                         Secondo
l'Alta Corte, lo scopo di formazione e l'acquisizione di conoscenze
professionali predominano in tale caso rispetto al conseguimento di un reddito
proveniente da un'attività lucrativa. Il fatto che l'assicurata abbia ottenuto
un impiego quale psicologa ancora durante la sua seconda pratica non cambia
nulla al carattere di formazione di quest'ultima.

                                         La nostra
Massima Istanza ha, in particolare, così motivato l'inapplicabilità dell'art.
24 LADI, relativo al guadagno intermedio:

 

" 
(…)

Il n'existe cependant pas de droit à une
compensation de la perte de gain au sens de ces dispositions en faveur d'un
assuré qui poursuit une formation. Dans un tel cas, le but de formation et
l'acquisition de connaissances professionnelles prédominent par rapport à
l'obtention du revenu d'une activité lucrative (Gerhards,
Arbeitslosenversiche- rung: “Stempelferien”, Zwischenverdienst und Kurzarbeitsentschä-
digung für öffentliche Betriebe und Verwaltungen - Drei Streitfragen, RSAS,
1994, p. 350 let. h et la référence à l'arrêt non publié F. du 1er
juin 1994 [C83/93)]; cf. aussi ATF 120 V 509 consid. 6c et 246).

 

2.- En l'espèce, les deux stages suivis
successivement par la recourante avaient un caractère de formation nettement
prépondérant. Ainsi le second stage est-il décrit par l'employeur comme “un
stage post-licence consacré à la formation dans le domaine du
psycho-diagnostique” (attestation du DUPA du 23 juin 1995). La recourante a
d'ailleurs toujours insisté sur le fait qu'il s'agissait, en l'occurrence,
“d'emplois de formation”, attendu qu'il n'était pas possible, pour un licencié
en psychologie, de trouver un emploi de psychologue sans avoir effectué des
stages préalables. Désireuse d'obtenir un emploi de psychologue, auquel la
destinaient naturellement ses études universitaires, la recourante a donc
cherché à compléter sa formation théorique par une formation pratique
indispensable à l'exercice de sa profession future. Le fait qu'elle a obtenu un
emploi de psychologue, alors qu'elle n'avait pas terminé son second stage,
n'enlève rien au caractère de formation de celui-ci. On peut supposer, en
effet, que la durée totale et la diversité de sa formation pratique étaient
suffisantes, en janvier 1995, pour justifier un engagement professionnel.

 

C'est dire que la recourante n'a pas entrepris les
stages en question pour abréger son chômage, ni pour satisfaire à son
obligation de réduire le dommage en se procurant un gain intermédiaire. Dans
ces conditions, sa rémunération ne pouvait pas être pris en compte comme gain
intermédiaire. Une indemnisation par la biais de l'art. 24 LACI est donc exclue
dans ce cas. Par ailleurs, l'allocation de prestations en vertu des art. 59 ss
LACI (dans leur version qui était en vigueur à l'époque des faits) n'entre pas
en ligne de compte s'agissant d'une formation de base (voir par exemple ATF 111
V 274 consid. 2b).

(…)." (cfr. DLA 1998 N. 7, pag. 38-39).

 

                                         In un'altra
sentenza pubblicata in DLA 1998 N. 49 pag. 286 seg. il TFA ha stabilito che
l’assicurato non può far valere quale guadagno intermedio un'attività assunta
non per evitare la disoccupazione, ma essenzialmente a scopo di formazione
(nella fattispecie: pratica come infermiere), vale a dire al fine di acquisire
ulteriori conoscenze.

 

                                         L’Alta
Corte ha in particolare rilevato:

 

" 
(…)

3.- In der Verwaltungsgerichtsbeschwerde wird
dagegen eingewendet, dass die Praktikumsstelle in der
Psychiatrischen Klinik M. nicht Bestandteil einer beruflichen Grundausbildung
sei, sondern vielmehr dazu diene, die Eignung des Beschwerdeführers für den
Pflegeberuf abzuklären. Ebensowenig gehe es an, dem Beschwerdeführer im Sinne
des berufs- und ortsüblichen Lohnes den Verdienst eines Hilfspflegers
anzurechnen.

 

a) Diesen Ausführungen kann nicht beigepflichtet
werden. Nach Lage der Akten steht fest und ist unbestritten, dass es sich bei
der fraglichen Tätigkeit des Beschwerdeführers um ein Praktikumhandelt. Dieses
mag zwar nicht bereits integrierenden Bestandteil der Ausbildung zum Beruf des
Pflegers gebildet, sondern in erster Linie der Eignungsabklärung sowie dazu
gedient haben, dem Beschwerdeführer ein genaues Bild dieser Tätigkeit zu
vermitteln.

Indes kann kein Zweifel daran bestehen, dass das
Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend - jedenfalls
im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dies ergibt sich mit aller
Klarheit aus der vorinstanzlichen Beschwerde. Dabei wird durchaus zugleich das
Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit vermeiden. Dass
diese Motivation indes nicht im Vordergrund stand, der Beschwerdeführer
vielmehr nach einer beruflichen Neuausrichtung trachtete, kann insofern als
erstellt gelten, als praktisch sämtliche seiner Arbeitsbemühungen nicht auf
seinen früheren breitgefächerten Tätigkeitsbereich (PTT-Betriebsbeamter,
Kellner, Magaziner, Packer/Lagerist, Speditionsangestellter, Chauffeur),
sondern auf eine Stelle als Pfleger oder Betreuer abzielten. Wäre es ihm in
erster Linie um die Beendigung der Arbeitslosigkeit gegangen, hätte er seine
Bemühungen fraglos anders ausgerichtet. Stand folglich dieses Bestreben nicht
im Vordergrund, vermag der Beschwerdeführer aus der in BGE 120 V 246 und 509
Erw. 6c angesprochenen Verwaltungspraxis nichts abzuleiten.

 

b) Fällt nach dem Gesagten die Annahme eines
Zwischenverdienstes ausser Betracht, erübrigen sich weitere Ausführungen zur
Frage, ob dem Beschwerdeführer anstelle des real erzielten (im Sinne von Art.
24 Abs. 3 AVIG) ein fiktives Einkommen anzurechnen wäre."

(cfr. DLA 1998 N. 49, pag. 288-289)

                                         Chiamata a pronunciarsi se
nel caso di un’assicurata (rimasta disoccupata il 30 novembre 2001 che il 15
maggio 2002 ha iniziato un “Praktikum im Hinblick auf eine allfällige Ausbildung
zur sozio-kulturellen Animatorin”) il salario di praticante andava trattato
alla stregua di un guadagno intermedio, la nostra Massima Istanza, in una
decisione del 4 agosto 2003 nella causa L. (C 21/03), si è confermata nella
propria giurisprudenza e, tra l’altro, ha sviluppato le seguenti
considerazioni:

 

"  (…)

3.1 Nach den Akten steht fest und ist
unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit der Beschwerdegegnerin
um ein Praktikum handelt. Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden Bestandteil
der Ausbildung zum Beruf der sozio-kulturellen Animatorin gebildet, sondern in
erster Linie der Eignungsabklärung gedient und der Beschwerdegegnerin ein
genaueres Bild dieser Tätigkeit vermittelt haben. Indessen besteht kein Zweifel
daran, dass das Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung
dienend - jedenfalls im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dies räumt
die Versicherte in der kantonalen Beschwerde selber ein. Dabei mag durchaus
auch das Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit zu
vermeiden. Diese Motivation stand indes nicht im Vordergrund. Vielmehr
trachtete die Beschwerdegegnerin nach einer beruflichen Neuausrichtung. Dies
ergibt sich daraus, dass die Arbeit als sozio-kulturelle Animatorin völlig ausserhalb
der bisherigen Tätigkeitsbereiche der Versicherten (Verkäuferin in der
Textilbranche, Gastgewerbe) lag und der Praktikumslohn deutlich niedriger war
als der Verdienst, der sich in einer der bisherigen Tätigkeiten hätte erzielen
lassen. Die Beschwerdegegnerin nahm somit bewusst eine erhebliche finanzielle
Einbusse in Kauf. Sie hätte keine derartige Ausbildung ins Auge gefasst, wenn
sie in erster Linie die Arbeitslosigkeit hätte beenden wollen.

 

3.2 Ging es jedoch vorab um den Antritt einer
neuen Grundausbildung, kann die Versicherte nach ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f Erw.
1 und 3a keinen Zwischenverdienst abrechnen. Der Auffassung der Vorinstanz,
wonach selbst bei Ausübung eines Praktikums eine Zwischenverdienstanrechnung zu
erfolgen habe, kann nicht beigepflichtet werden. Vielmehr ist daran
festzuhalten, dass für eine solche Anrechnung dort kein Raum bleibt, wo die
betreffende Tätigkeit in erster Linie zu Ausbildungszwecken ergriffen wurde.
Daran vermag auch der Hinweis des kantonalen Gerichts auf BGE 122 V 265 nichts
zu ändern.

Arbeitslose, die einen nicht bewilligten Kurs
besuchen, befinden sich in einer andern Situation als Personen, welche eine
neue Grundausbildung anfangen. Diese Kurse sind in der Regel zeitlich
beschränkt und stellen keine vollständige, neue Grundausbildung dar. Zudem
dienen sie oft der Vervollständigung bereits vorhandener Kenntnisse.

(…)." (cfr. STFA del 4 agosto 2003 nella causa L., C 21/03)

 

                                         In un’altra sentenza del
14 giugno 2004 nella causa S. (C 297/03) il TFA ha confermato la decisione di
una cassa disoccupazione che, considerato un salario pari a fr.
3'510.--corrispondente all’aliquota usuale per la professione ed il luogo, ha
rifiutato ad un assicurato (di formazione meccanico per automobile e di
professione impiegato di commercio) il diritto alle indennità di disoccupazione
durante la sua attività di praticante presso un ospedale.

                                         Anche in questo caso
l’Alta Corte si è confermata nella propria giurisprudenza e, in particolare, ha
sviluppato le seguenti considerazioni:

 

"  (…)

Zu ergänzen ist, dass nach der Rechtsprechung für
die Annahme eines Zwischenverdienstes jedoch kein Raum bleibt, wenn die in
Frage stehende Tätigkeit nicht zur Vermeidung von Arbeitslosigkeit, sondern in
erster Linie zu Ausbildungszwecken, mithin zum Erwerb von Kenntnissen,
aufgenommen wurde (ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f. mit Hinweisen; Gerhards,
Arbeitslosenversicherung: "Stempelferien", Zwischenverdienst und
Kurzarbeitsentschädigung für öffentliche Betriebe und Verwaltungen - Drei
Streitfragen, SZS 1994 S. 350 lit. h mit Hinweisen; Urteil L. vom 4. August
2003, C 21/03).

 

3.

3.1Der Beschwerdegegner gab bei seiner Bewerbung
beim Spital X.________ vom 16. Dezember 2002 an, dass er auf Grund seiner
beruflichen Neuorientierung und gemäss Abklärungen durch die Berufsberatung
sowie den Laufbahnberater die Ausbildung als Krankenpfleger DN2 im Frühjahr
2003 beginnen möchte. Von der Leiterin Hilfspflegepersonal des Spitals
X.________ wurde ausgeführt, der Beschwerdegegner benötige auf Grund seiner
Bewerbung als Krankenpfleger ein Vorpraktikum. Dieses betrage meistens drei
Monate und diene der Eignungsabklärung für einen Pflegeberuf.

 

3.2 Nach den Akten steht damit fest und ist
unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit des Beschwerdegegners
um ein Praktikum handelt.

Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden
Bestandteil der Ausbildung zu einem Pflegeberuf gebildet, sondern in erster
Linie der Eignungsabklärung gedient und dem Versicherten ein genaueres Bild
dieser Tätigkeit vermittelt haben. Indessen besteht kein Zweifel daran, dass
das Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend -
jedenfalls im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dabei mag durchaus
auch das Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit zu vermeiden.
Diese Motivation stand indes nicht im Vordergrund. Vielmehr trachtete der
Versicherte nach einer beruflichen Neuausrichtung. Dies ergibt sich auch
daraus, dass ein Pflegeberuf völlig ausserhalb der bisherigen
Tätigkeitsbereiche des Beschwerdegegners (Automechaniker, Kaufmann) lag und der
Praktikumslohn deutlich niedriger war als der Verdienst, der sich in einer der
bisherigen Tätigkeiten hätte erzielen lassen. Der Versicherte nahm somit
bewusst eine erhebliche finanzielle Einbusse in Kauf. Er hätte keine derartige
Ausbildung ins Auge gefasst, wenn er in erster Linie die Arbeitslosigkeit hätte
beenden wollen.

Ging es jedoch vorab um den Antritt einer neuen
Grundausbildung, kann der Beschwerdegegner nach ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f Erw. 1
und 3a keinen Zwischenverdienst abrechnen. Der Auffassung der Vorinstanz,
wonach selbst bei Ausübung eines Praktikums eine Zwischenverdienstanrechnung zu
erfolgen habe, kann deshalb nicht beigepflichtet werden, abgesehen davon, dass
das kantonale Gericht ohnehin den Praktikumslohn nicht als ortsüblichen Lohn
hätte betrachten dürfen. Vielmehr ist daran festzuhalten, dass für eine solche
Anrechnung dort kein Raum bleibt, wo die betreffende Tätigkeit in erster Linie
zu Ausbildungszwecken ergriffen wurde (vgl. Urteil L. vom 4. August
2003, C 21/03).

(…)." (cfr. STFA del 14 giugno 2004 nella causa S., C 297/03)

 

                               2.5.   Nella
Circolare relativa alle indennità di disoccupazione (ID) (nella versione in
francese del gennaio 2003: Circulaire IC, Janvier 2003), il Segretariato di
Stato dell'economia (SECO), quale autorità di sorveglianza che deve adoperarsi
per garantire un'applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni
generali (cfr. art. 110 LADI; STFA dell'8 aprile 2004 nella causa H., C 340/00,
consid. 4; STFA del 10 marzo 2003 nella causa C. C 176/00, consid. 3; STFA
dell'8 agosto 2001 nella causa K., C 260/99, consid. 6b e DTF 127 V 57, consid.
3a pag. 61), in merito alle tematiche relative alla nozione di guadagno
intermedio e al diritto alle indennità compensatorie ha, tra l'altro, rilevato
che:

 

"  (…)

C95    La caisse
examine si le salaire est conforme aux usages professionnels et locaux en se
fondant sur les prescriptions légales, la statistique des salaires, l'échelle
des salaires usuels de l'entreprise ou de la branche, les contrats types ou les
conventions collectives de travail. Elle peut le cas échéant se procurer les
directives émises par les associations professionnelles.

 

Un salaire conforme
aux usages professionnels et locaux est pris en compte dès le début du gain
intermédiaire, même si aucun revenu n’a été réalisé pendant les premiers mois.

 

Lorsque la
rétribution à la commission ne correspond pas aux prestations de travail, on ne
peut parler d'un salaire conforme aux usages professionnels et locaux.

 

Il arrive parfois
qu'un assuré voulant remplir son obligation de diminuer le dommage accepte une
activité tout à fait normale mais dont la rémunération ne correspond pas aux
usages professionnels et locaux parce que cet emploi est dénommé
"stage".

L'autorité compétente versera
l'indemnité compensatoire pendant ce soi-disant "stage" que sur la
différence entre le salaire conforme aux usages professionnels et locaux et le
gain assuré.

 

Si elle doit recalculer le gain
assuré dans un nouveau délai-cadre, elle tiendra compte en revanche du salaire
effectivement versé.

(…)." (cfr. Circulaire IC, Janvier 2003, ch. marg.
C95)

                               2.6.   Dagli atti di causa risulta
che il 1° gennaio 2003 l’assicurata, di formazione “venditore confezione”
(diploma straniero non riconosciuto; cfr. doc. 7) e di professione “ausiliaria
pulizia”, si è iscritta al collocamento alla ricerca di un’attività quale
ausiliaria di pulizia (cfr. doc. 3).

 

                                         L’assicurata è infatti
stata licenziata dalla __________, dove ha lavorato quale ausiliaria di pulizie
dall’11 novembre 1998 al 31 dicembre 2002 (cfr. doc. 1, 2 e 3), con lettera
“Raccomandata a mano” del 31 ottobre 2002 (cfr. doc. 1 prima della separazione
gialla).

 

                                         Il 23 marzo 2004 la Cassa
ha scritto all’assicurata una lettera del seguente tenore:

 

"  (…)

come comunicato verbalmente, confermiamo che in conformità
dell’art. 24 della legge assicurazione contro la disoccupazione (LADI), per il
computo del guadagno intermedio, non possiamo tenere in considerazione il
salario mensile di franchi 1'364,00 che percepisce quale stagiaire presso la __________;
infatti dalle informazioni ricevute dal datore di lavoro, il salario usuale per
la professione di ausiliaria di reparto, in base al contratto collettivo, nel
caso ammonta a franchi 3'981,00, importo superiore al suo guadagno assicurato
di franchi 3'488,00 e alla relativa indennità mensile di disoccupazione di
franchi 2'790,60.

 

Se ritiene invece di aver diritto alle prestazioni, prima di
emettere una decisione formale se richiesta, ha facoltà di presentare nella
forma scritta le sue osservazioni motivate, allegando tutti i mezzi di prova
relativi al caso, inoltre deve continuare a far valere il diritto.

(…)." (cfr. doc. H)

 

                                         Riferendosi a questa
lettera, con scritto del 29 marzo 2004, l’assicurata ha preso posizione come
segue:

 

"  (…)

Osservo che dal 1° ottobre 2003 sto frequentando, in qualità di
stagiaire presso la __________ di __________, la scuola di assistente di cura
SCOS a __________.

Da tale data rivendico il diritto alla compensazione della
differenza salario sulla base dello stipendio come da contratto allegato. Lo
stipendio è quello usuale nella professione durante il periodo di stage,
obbligatorio ai fini della formazione.

Osservo quindi che, vista la giurisprudenza del Tribunale
Federale delle Assicurazioni, pubblicata in DTF 120 V 509, devono essere
applicate le disposizioni previste in caso di conseguimento di un guadagno
intermedio ed è sufficiente che la retribuzione sia usuale per assicurati
che effettuano uno stage.

 

Ho deciso di diminuire la mia disoccupazione e pertanto di
accettare di effettuare uno stage retribuito con un salario che è ritenuto
usuale per un praticante. Sono pure disposta ad interrompere lo stage nel
caso in cui reperissi o mi fosse offerta un’occupazione adeguata. In effetti,
già in data 25 giugno 2003, come richiesto dalla mia consulente URC, signora __________,
ho presentato la mia dichiarazione di disponibilità al collocamento e pertanto
la mia consulente mi ha ritenuto idonea al collocamento.

(…)." (cfr. doc. G)

 

                                         Con lettera del 10 maggio
2004 la Sezione del lavoro Ufficio giuridico ha comunicato all’assicurata che
il suo caso le è stato sottoposto per decisione dalla Cassa e, invitandola a
formulare eventuali osservazioni scritte, ha osservato che:

 

"  (…)

Dalla documentazione in nostro possesso (cfr. annessi) risulta che
durante il periodo da ottobre 2003 a giugno 2004 frequenta il corso di
assistente di cura presso la Scuola Cantonale degli Operatori Sociali di __________.

 

La informiamo che secondo la giurisprudenza del Tribunale federale
delle assicurazioni l’assicurato non può far valere quale guadagno intermedio
un’attività assunta non per evitare la disoccupazione, ma essenzialmente a
scopo di formazione, vale a dire al fine di acquisire ulteriori conoscenze
(cfr. DLA 1998 n. 49 pag. 286).

 

Visto quanto precede si prospetta una decisione di inidoneità al
collocamento e di conseguenza il rifiuto delle indennità di disoccupazione a far
tempo dal 1° ottobre 2003.

(…)." (cfr. doc. F)

 

                                         Con scritto del 19 maggio
2004 l’assicurata ha osservato che:

 

"  (…)

-   ribadisco
fermamente, come già scritto e discusso, di aver assunto attività e formazione
quale praticante assistente di cura per evitare e/o diminuire la situazione di
disoccupazione e per ovviare alla mancanza di opportunità di lavoro concrete
nel settore professionale dal quale provengo (vendita) minacciato da forte
disoccupazione;

 

-   ho accettato
di effettuare uno stage retribuito con un salario che è quello usuale per un praticante;

 

-   ho
dichiarato ufficialmente con lettera scritta la mia disponibilità ad accettare
un’occupazione assegnata dall’ufficio di collocamento e conseguentemente di
essere disposta ad interrompere il praticantato qualora trovassi un impiego
stabile, che mi permetta di lasciare la disoccupazione;

 

-   nonostante
le mie ricerche, nessuna possibilità concreta d’assunzione mi è stata offerta;

 

-   sono al
corrente di situazioni analoghe alla mia in cui è stato riconosciuto da subito
il diritto al guadagno intermedio. Io invece attendo una presa di posizione da
ottobre 2003;

 

-   sono pure a
conoscenza del fatto che a tali persone è stato riconosciuto il diritto di cui
sopra sulla base di una decisione pronunciata dallo stesso ufficio.

 

Mi considero, sulla base di quanto esposto, idonea al
collocamento.

(…)." (cfr. doc. E)

 

                                         Con decisione dell’8
luglio 2004 la Sezione del lavoro Ufficio giuridico ha ritenuto l’assicurata idonea
al collocamento e ha rinviato alla sua precedente decisione del 5 marzo 2004
nella quale aveva stabilito che competente per pronunciarsi circa la
corrispondenza del salario almeno all’aliquota usuale per la professione ed il
luogo è la Cassa di disoccupazione (cfr. doc. D e I).

 

                                         Durante l’udienza del 3
giugno 2005 l’assicurata ha, tra l’altro, dichiarato che:

 

"  (…)

Nel mese di aprile 2003 ho superato l'esame di
ammissione per la Scuola Socio Sanitaria di __________ per assistente di cura.
Per poter frequentare questa scuola che iniziava il 1° ottobre 2003 dovevo
trovare un posto di stage entro un mese dal superamento degli esami.

Per questa ragione dal mese di maggio 2003 ho
iniziato a cercare anche un posto di stage presso un istituto di cura a far
tempo dal 1° ottobre 2003.

Fino al mese di aprile 2003 le mie ricerche sono
state esclusivamente quali ausiliaria di pulizie e venditrice.

Prima della fine del mese di maggio 2003 ho avuto
la garanzia di poter svolgere lo stage presso la __________ dal 1° ottobre
2003.

Anche se avevo la garanzia di poter iniziare lo
stage ho continuato a ricercare un lavoro quale ausiliaria di pulizie e
venditrice. Io avevo bisogno di lavorare e se avessi trovato un lavoro non
avrei sicuramente iniziato lo stage. Infatti anche durante lo stage che é
durato un anno ho sempre continuato a cercare come ausiliaria di pulizie e
venditrice. Ho cercato anche quale ausiliaria di cura perché alcuni istituti di
cura non richiedevano la formazione e si accontentavano di alcuni corsi della
CRS più brevi.

(…)." (cfr. doc. VI)

 

                                         Le dichiarazioni
dell’assicurata trovano riscontro nel verbale del colloquio di consulenza del
28 gennaio 2003 dove si legge che:

 

"  (…)

Colloquio iscrizione effettuato da T7TAU. (Rif. 1144/TAU) La
signora RI 1 è diplomata quale venditrice in __________. Ha lavorato quale
ausiliaria delle pulizie per la __________ dal 1998 sino al 31.12.2002, con
disdetta per ristrutturazione. Ha effettuato ricerche quale venditrice e quale
ausiliaria in grandi magazzini e in cliniche ed ospedali, senza per il momento
ottenere risposta positiva. Intenzionata a reperire un’occupazione anche quale
assistente di cura farà gli esami di ammissione per la scuola sociosanitaria.
Nel frattempo continua le ricerche per un’occupazione al 100%. Richieste 8 RL
mensili, nel settore dove ha esperienza e allargando anche quale venditrice non
specializzata. FAUT gennaio e nuovo incontro a febbraio.

(…)." (cfr. doc. VI/1)

 

                                         Da quanto appena esposto
questo Tribunale deve innanzitutto concludere che l’assicurata ha intrapreso lo
stage presso la __________ principalmente per ovviare alla sua situazione di
disoccupata.

                                         Ora, alla luce della
giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.4), in tale circostanza il
diritto all'indennità di disoccupazione non può essere per principio negato.

                                         Del resto, con decisione
dell’8 luglio 2004, la Sezione del lavoro ha stabilito che l’assicurata è
ritenuta idonea al collocamento rilevando, in particolare, che “(…) Nel caso in
esame l’assicurata ha dichiarato, con lettera del 19 maggio 2004, di aver
iniziato l’attività di praticante assistente di cura per evitare e diminuire la
situazione di disoccupazione e per ovviare alla mancanza di opportunità di
lavoro. Visto che l’assicurata continua regolarmente le proprie ricerche di
lavoro e conferma di essere disposta ad interrompere lo stage qualora trovasse
un impiego stabile che le permetta di lasciare la disoccupazione, deve essere
ritenuta idonea al collocamento. (…).” ( cfr. doc. D).

 

                                         La questione a sapere se,
come sostenuto dal SECO, ai fini dell'applicazione dell'art. 24 LADI, “(…) in
caso di stage occorre prendere in considerazione il salario usuale per il luogo
e la professione espletata (…).” (cfr. doc. VII/4), può rimanere irrisolta,
alla luce di quanto verrà esposto nel prossimo considerando.

 

                                         Allo stesso risultato si
arriverebbe peraltro anche se si volesse ritenere che la Scuola di assistente
di cura presso la Scuola Cantonale degli Operatori Sociali (SCOS) di __________,
nel caso dell’assicurata, configura una formazione di base, per cui il diritto
alle indennità di disoccupazione in base alle norme che regolano il guadagno
intermedio andrebbe per principio negato (cfr. consid. 2.4).

 

                               2.7.   Il diritto
alla protezione della buona fede di cui all'art. 9 Cost. fed. - che permette al
cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa
eviti di contraddirsi - è garantito e impone all'autorità di discostarsi dal
principio della legalità, allorché essa, intervenendo in una situazione
concreta nei confronti di persone determinate, era competente a rilasciarle, il
cittadino non poteva riconoscerne l'inesattezza e, sempre che l'ordinamento legale
non sia mutato nel frattempo, fidente nelle informazione ricevute egli abbia
preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio (cfr. STFA del 28
gennaio 2004 nella causa Arbeitslosenkasse der Gewerkschaft Bau & Industrie
GBI c/ A., C 218/03, consid. 2; STFA del 29 agosto 2002 nella causa Amt für
Arbeit St. Gallen c/ S., C 25/02; STFA del 22 agosto 2000 nella causa B., C
116/00; DTF 121 V 65, consid. 2a pag. 66-67 e la giurisprudenza ivi citata;
RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993 pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220 consid.
3a, RCC 1983 pag. 195 consid. 3, RCC 1982 pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194
consid. 3, RCC 1979 pag. 155, DLA 1992 p. 106, DTF 118 V 76 consid. 7, RDAT
I-1992 n° 63; Grisel, Traité de droit administratif, vol. I, pag. 390ss; Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., n° 509, pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze
gleich, pag. 217ss).

 

                                         Chiamato
a pronunciarsi nel caso in cui un Tribunale cantonale ha rinviato gli atti alla
cassa di disoccupazione per determinare le indennità compensative da versare,
il TFA, in una decisione del 18 marzo 2005 nella causa B. (C 18/05), ha accolto
parzialmente il ricorso e rinviato gli atti alla cassa affinché, dopo i
chiarimenti indicati, decida nuovamente sul diritto alle indennità di
disoccupazione dell’assicurato dopo il 1° ottobre 2003.

                                         In quel caso l’Alta Corte
ha, tra l’altro, sviluppato le seguenti considerazioni:

 

"  (…)

3.3 In der Einsprache gegen die Verfügung vom 7.
November 2003 hatte der Versicherte geltend gemacht, er habe sich vor Abschluss
des Vertrages mit der Stiftung C.________ auf dem RAV I.________ erkundigt, wie
es sich verhalte, wenn er die Stelle als landwirtschaftlicher Mitarbeiter auf
dem Gutsbetrieb S.________ in E.________ annähme. Herr D.________ habe ihm
erklärt, er hätte dann Arbeitslosenentschädigung in der Höhe von 80 % des
fehlenden Lohnes zugute. Der angebotene Anfangs-Bruttolohn gälte als
Zwischenverdienst und würde nach zwei Jahren neu berechnet. Gemäss Beschwerde
an die Vorinstanz hatte ihm der RAV-Mitarbeiter (sogar) die Anweisung erteilt,
die Stelle auf dem Gutsbetrieb S.________ anzunehmen und sich am 1. Oktober
2003 auf der Arbeitslosenstelle in E.________ zu melden.

 

3.3.1 Es ist nicht auszuschliessen, dass der
Beschwerdegegner aufgrund von Auskünften auf dem RAV die Stelle auf dem
Gutsbetrieb S.________ in E.________ angenommen und in der Folge keine andere,
insbesondere besser entlöhnte Arbeit mehr suchte. Verhält es sich so und durfte
er in guten Treuen davon ausgehen, weitere persönliche Arbeitsbemühungen seien
nicht mehr notwendig, kann ihm das willentliche Absehen von einer weiteren
Stellensuche nicht zum Nachteil gereichen und die Anspruchsberechtigung nicht
mit der Begründung fehlender Vermittlungsfähigkeit abgesprochen werden.

Es stellt sich somit vorab die Frage, ob dem
Beschwerdegegner auf dem RAV I.________ gesagt worden war, mit Annahme der
Stelle als landwirtschaftlicher Mitarbeiter auf dem Gutsbetrieb S.________ im
Juli 2003 entfalle die Pflicht zu weiteren Arbeitsbemühungen und
verneinendenfalls, ob er aus den erhaltenen Auskünften diesen Schluss ziehen
durfte. Hiezu wird die Arbeitslosenkasse insbesondere den besagten
RAV-Mitarbeiter (Herr D.________) zu befragen haben.

 

3.3.2 In diesem Verfahren ist einzig zu prüfen,
ob der Beschwerdegegner das RAV I.________ aus zureichenden Gründen für die
Erteilung von Auskünften betreffend seinen Anspruch auf
Arbeitslosenentschädigung bei (späterem) Wohnsitz und Arbeitsort im Kanton
Basel-Landschaft als zuständig erachten durfte (vgl. BGE 127 I 36 Erw. 3a).
Dass solche Fragen nicht in den Zuständigkeitsbereich dieser im Kanton
Q.________ gelegenen Stelle fällt, ist klar. Es fehlt bereits an der örtlichen
Zuständigkeit (vgl. Art 119 Abs. 1 AVIV in Verbindung mit Art. 85 Abs. 1 lit.
b-e AVIG und Art. 85b Abs. 1 AVIG).

 

3.3.2.1 Ob eine versicherte Person eine Behörde
in guten Treuen als zuständig für die Erteilung bestimmter Auskünfte betreffend
ihre Ansprüche und auch Verpflichtungen erachten darf, beurteilt sich aufgrund
objektiver und subjektiver Elemente. In objektiver Hinsicht sind vor allem die
Natur der erteilten Auskunft und die Rolle der auskunfterteilenden Person, in
subjektiver die Stellung sowie etwaige besondere Befähigungen des
Auskunftsempfängers zu berücksichtigen (vgl. BGE 114 Ia 109 Erw. 2d/aa; Ulrich
Häfelin/Georg Müller, Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts, 4. Aufl., S.
140 Rz 675; Beatrice Weber-Dürler, Vertrauensschutz im öffentlichen Recht,
Basel/Frankfurt a.M. 1983, S. 111).

 

3.3.2.2 Mit Bezug auf die hier im Vordergrund
stehende (fehlende) örtliche Zuständigkeit des RAV fällt (objektiv) ins
Gewicht, dass es bei der Arbeitslosenentschädigung um einen bundesrechtlichen
Anspruch geht und die einzelnen Anspruchsnormen einheitlich und nicht von
Kanton zu Kanton verschieden auszulegen und anzuwenden sind. Es kommt unter dem
Gesichtspunkt der sachlichen (und funktionellen) Zuständigkeit dazu, dass die
Regionalen Arbeitsvermittlungszentren häufig oder sogar regelmässig erste
Anlaufstelle der Arbeitslosen oder der von Arbeitslosigkeit bedrohten Personen
sind. Sie nehmen nach Massgabe des jeweiligen kantonalen Rechts Aufgaben der
kantonalen Amtstelle wahr (Art. 85b Abs. 1 AVIG). Dazu gehören in der Regel die
Arbeitsvermittlung sowie Beratungs- und Kontrollfunktionen. Diese
Kompetenzdelegation kann sich indessen grundsätzlich auf alle der kantonalen
Amtsstelle übertragenen Aufgaben beziehen (Thomas Nussbaumer,
Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht
[SBVR]/Soziale Sicherheit, S. 281 f.; vgl. BGE 125 V 364 f. Erw. 2b; ferner BGE
128 V 311). Es kann daher nicht gesagt werden, der Beschwerdegegner hätte
(subjektiv) die sachliche Unzuständigkeit des RAV ohne weiteres erkennen
müssen. Zumindest hätte er erwarten dürfen, dass ihn die auskunfterteilende
Person (Herr D.________) auf die Unzuständigkeit des RAV aufmerksam macht.

Diese aus dem Vertrauensgrundsatz abgeleitete
Verpflichtung ergibt sich auch aus Art. 27 Abs. 2 ATSG. Nach Satz 1 und 2
dieser aufgrund von Art. 1 Abs. 1 AVIG sowie Art. 1 lit. b und Art. 2 ATSG
ebenfalls im Bereich der Arbeitslosenversicherung anwendbaren Bestimmung hat
jede Person Anspruch auf grundsätzlich unentgeltliche Beratung über ihre Rechte
und Pflichten. Dafür zuständig sind die Versicherungsträger, denen gegenüber die
Rechte geltend zu machen oder die Pflichten zu erfüllen sind (Ueli Kieser,
ATSG-Kommentar, S. 318 Rz 12).

Ob der Beschwerdegegner auf die Unzuständigkeit
des RAV für Auskünfte betreffend den Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung
gemäss Art. 24 Abs. 1 AVIG bei Annahme und nach Antritt der Stelle als
landwirtschaftlicher Mitarbeiter auf dem Gutsbetrieb S.________ in E.________
hingewiesen wurde, kann aufgrund der Akten nicht gesagt werden. Dies wird die
am Recht stehende Arbeitslosenkasse ebenfalls abzuklären haben. Danach wird die
Verwaltung, allenfalls unter Beachtung der nachstehenden Ausführungen in Erw.
3.4, über den Anspruch des Beschwerdegegners auf Arbeitslosenentschädigung ab
1. Oktober 2003 neu verfügen.

(…)." (cfr. STFA del 18 marzo 2005 nella causa B., C 18/05)

 

                                         Nel caso concreto nel
verbale del colloquio di consulenza del 21 maggio 2003 si legge che:

 

"  (…)

(Rif 1433/TAU) La signora RI 1 mi comunica oggi che ha superato
gli esami di ammissione alla formazione di ausiliaria delle cure. Ha già reperito
due datori di lavoro interessati alla sua assunzione: __________ e __________.
Attende ora le risposte definitive (assunzione per settembre). Comunico alla
signora che, avendo un contratto quale stagiaire, potrà avere il diritto al
pagamento della differenza del salario, facendo guadagno intermedio. Dovrà
quindi farmi avere una lettera di dichiarazione di disponibilità al
collocamento per professioni che le possono comunque garantire un’occupazione
al 100%, retribuita più di quanto percepisce durante lo stage. FAUT maggio e
nuovo incontro a giugno.

(…)." (cfr. doc. VI/5, la sottolineatura è del redattore)

 

                                         In occasione del colloquio
di consulenza del 24 giugno 2003 l’assicurata ha quindi consegnato alla sua
collocatrice una “Dichiarazione” con la quale si è dichiarata disponibile al
collocamento nonostante la futura professione di allieva assistente di cura
(cfr. doc. VI/6 e 6 = doc. M).

 

                                         Anche dai verbali dei
colloqui di consulenza del 29 marzo e del 13 luglio 2004 emerge che:

 

"  (…)

La signora RI 1 continua il proprio lavoro e mi comunica di aver
superato molto bene la prima sessione di esami presso la scuola. Da parte
nostra non vi sono novità. Spedirà oggi una lettera raccomandata alla cassa, la
quale ancora non si è ufficialmente espressa circa il diritto alle ID di
guadagno intermedio!

(…)." (cfr. doc. VI/14)

 

 

 

"  (…)

(Rif. 1600/TAU) La signora RI 1 ha ricevuto finalmente la
decisione da parte di Bellinzona: è idonea al collocamento e pertanto avrà
diritto al GI. Continua il proprio lavoro e le ricerche, che non danno per il
momento alcun esito positivo. FAUT luglio e nuovo incontro ad agosto.

(…)." (cfr. doc. VI/17)

 

                                         In sede di udienza del 3
giugno 2005 l’assicurata ha inoltre affermato che:

 

"  (…)

La mia collocatrice mi ha sempre detto che oltre
a mantenere le mie ricerche quale ausiliaria di pulizie e venditrice era buona
cosa che io provassi a trovare un lavoro anche nel settore sanitario perché
meno minacciato dalla disoccupazione e più facile da trovare.

La mia collocatrice, dopo aver parlato con
diverse persone (un giorno ho visto con la capo gruppo signora __________), mi
ha detto che se avessi iniziato lo stage avrei avuto diritto al guadagno
intermedio. Essa mi ha pure confermato che altri casi come il mio erano stati
pagati e questo anche se l'interessato non aveva un diploma di una scuola
superiore.

Solo perché mi é stato detto che avevo diritto
alle indennità per guadagno intermedio ho iniziato lo stage. Infatti ho una
figlia da mantenere che frequenta l'università.

(…)." (cfr. doc. VI)

 

                                         Dalle risultanze appena
esposte questo Tribunale deve concludere che l’assicurata ha iniziato il 1°
ottobre 2003 lo stage presso la __________ (cfr. doc. 2) solo perché la sua
collocatrice le ha assicurato che durante quel periodo essa adempiva le condizioni
del diritto all’assicurazione contro la disoccupazione.

                                         Infatti, come già sopra evidenziato,
prima dell’inizio dello stage la collocatrice ha comunicato espressamente
all’assicurata che “(…) avendo un contratto quale stagiaire, potrà avere il
diritto al pagamento della differenza del salario, facendo guadagno intermedio.
Dovrà quindi farmi avere una lettera di dichiarazione di disponibilità al
collocamento per professioni che le possono comunque garantire un’occupazione
al 100%, retribuita più di quanto percepisce durante lo stage. (…).” (cfr. doc.
VI/5).

 

                                         In simili circostanze questo
Tribunale deve ritenere che le condizioni stabilite dalla giurisprudenza
federale per potersi appellare all’art. 9 Cost. fed. sono tutte realizzate.

 

                                         In
particolare, anche se giusta l’art. 81 cpv. 1 lett. a LADI le casse appurano il
diritto alle prestazioni nella misura in cui questo compito non è espressamente
riservato a un altro ente, visto che l’art. 85 cpv. 1 lett. b LADI prevede che
i servizi cantonali appurano il diritto alle prestazioni nella misura in cui
tale compito è loro demandato dalla presente legge e che secondo l’art. 85b
cpv. 1 LADI i cantoni istituiscono uffici regionali di collocamento, affidano
loro compiti del servizio cantonale e possono affidare loro la procedura di
annuncio prevista nell’art. 17 cpv. 2, l’assicurata aveva sufficienti motivi
per ritenere che la sua collocatrice ha agito nei limiti delle sue competenze.

                                         Infatti, gli
uffici regionali di collocamento, essendo in ogni caso degli organi di
applicazione della LADI, mediante il rispetto delle prescrizioni di controllo
da parte degli assicurati, possono verificare la loro idoneità al collocamento
e se essi adempiono le condizioni del diritto all'assicurazione contro la
disoccupazione.

 

                                         Del resto
non è contestato che l’assicurata ha sempre fornito alla Cassa tutta la
documentazione richiesta (cfr. doc. VI). Inoltre il rappresentante dell'amministrazione
in sede di udienza ha dichiarato che:

 

" 
(…)

A quel tempo la Cassa applicava una prassi
dell'Ufficio giuridico della Sezione del lavoro secondo la quale poteva essere
considerato come guadagno intermedio il salario da stagiaire a condizione che
l'assicurato disponesse di una formazione riconosciuta in un altro settore
professionale rispetto a quello nel quale svolgeva lo stage.

Questa prassi per diversi anni é stata applicata
dalla nostra Cassa salvo poi interpellare il SECO che ci ha risposto che tale
prassi non era corretta e che nel caso di guadagno intermedio durante uno stage
la Cassa doveva sempre considerare il salario usuale per la professione.

(…)." (cfr. doc. VI)

 

                                         Pertanto, vista la sua
buona fede, all’assicurata, durante il periodo in cui ha effettuato lo stage
presso la __________, va riconosciuto il diritto alle indennità di disoccupazione
in base alle norme che regolano il guadagno intermedio.

 

                                         Di conseguenza la
decisione su opposizione impugnata va annullata e gli atti rinviati alla Cassa
perché – appurato se il salario stabilito contrattualmente quale “Stageaire”
(fr. 1'364.--, dal settimo mese fr. 1'493.--, per tredici mensilità; cfr. doc.
2) è conforme allo stipendio versato ad una persona che svolge uno stage come
quello della ricorrente presso un istituto di cura – versi all’assicurata le
indennità di disoccupazione che le spettano conformemente alle disposizioni che
regolano il guadagno intermedio.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

La decisione su opposizione
impugnata è annullata e gli atti vengono rinviati all’amministrazione perché
proceda come indicato al consid. 2.7 in fine.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al ricorso
dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti