# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 45238cef-67b6-516b-9034-68d6fe19bf04
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-12-20
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 20.12.2010 BB.2010.103
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BB-2010-103_2010-12-20.pdf

## Full Text

Sentenza del 20 dicembre 2010 
I Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Tito Ponti, Presidente, 
Emanuel Hochstrasser e Patrick Robert-Nicoud,  
Cancelliera Elena Maffei  

   
Parti   

A., rappresentato dall'avv. Luigi Mattei,  
 

Reclamante 
 

   
  contro 
   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  
 

Controparte 
 
 
UFFICIO DEI GIUDICI ISTRUTTORI FEDERALI,  

 
Autorità che ha reso la decisione impugnata 

 
   
Oggetto  Richiesta atti d'istruzione (art. 115 PP) 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: BB.2010.103 

 

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 Fatti: 

A. A seguito di una denuncia dell'Ufficio di comunicazione in materia di 
riciclaggio di denaro (MROS), il Ministero pubblico della Confederazione (in 
seguito: MPC) conduce un'indagine preliminare di polizia giudiziaria nei 
confronti di A. ed ignoti per titolo di riciclaggio di denaro ai sensi 
dell'art. 305bis del codice penale svizzero del 21 dicembre 1937 (CP; 
RS 311.0). L'indagine è stata avviata nell'aprile 2006 per il sospetto che 
valori patrimoniali illecitamente sottratti a diverse società del Gruppo B., 
mediante distrazioni perpetrate sull'arco temporale 1991-1996, siano stati 
riciclati in Svizzera.  

Dal canto suo, la procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Z. 
ha avviato, in Italia, un procedimento penale contro A. ed altri per titolo di 
bancarotta fraudolente aggravata e false comunicazioni sociali nell'ambito 
del dissesto finanziario delle società summenzionate. Il procedimento in 
questione si trova attualmente nella fase dibattimentale. 

B. Per quanto concerne il versante elvetico della procedura, il MPC ha concluso 
la sua indagine e chiesto il 16 dicembre 2009 all'Ufficio dei giudici istruttori 
federali (in seguito: UGI) l'apertura dell'istruzione preparatoria nei confronti 
delle persone oggetto del procedimento. Tale richiesta è stata accolta dal 
Giudice istruttore federale incaricato del caso (in seguito: GIF) con ordinanza 
del 26 febbraio 2010. Mediante decisione del 3 novembre 2010, il GIF ha 
respinto la richiesta del reclamante tendente all'interrogatorio di C. in qualità 
di testimone. 

C. Con scritto del 9 novembre 2010, A. è insorto contro questa decisione 
dinanzi alla I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, 
postulandone l'annullamento. Egli osserva in sintesi che l'interrogatorio del 
testimone C. permetterebbe di fornire delucidazioni sul contenuto di 
documenti contabili nonché su circostanze e condotte che gli sono state 
contestate, precisando inoltre che lo stesso era già stato ammesso nel 
processo di Z. in qualità di "perito della difesa" in occasione 
dell'udienza tenutasi il 15 luglio 2009. 

D. Con osservazioni del 18 novembre 2010, l'UGI ha postulato la reiezione del 
gravame in epigrafe e la conferma della decisione impugnata. Alla stessa 
conclusione è giunto il MPC nelle sue osservazioni del 2 dicembre 2010.  

 

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E. Con memoriale di replica del 13 dicembre 2010, il reclamante si è 
riconfermato nelle conclusioni espresse in sede ricorsuale. 

Non è stata chiesta una duplica al MPC e all'UGI.  

 Diritto: 

1. 
1.1 Il Tribunale penale federale, analogamente al Tribunale federale, esamina 

d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei gravami che gli sono 
sottoposti senza essere vincolato, in tale ambito, dagli argomenti delle parti 
o dalle loro conclusioni (v. DTF 132 I 140 consid. 1.1; 131 I 153 consid. 1; 
131 II 571 consid. 1, 361 consid. 1). 

 
1.2 Giusta l’art. 214 della legge federale sulla procedura penale del 15 giugno 

1934 (PP; RS 312.0), gli atti e le omissioni del giudice istruttore federale 
possono essere impugnati con ricorso alla Corte dei reclami penali; il diritto 
di reclamo spetta alle parti ed a qualunque persona cui l’operazione o 
l’omissione abbia cagionato ingiustamente un danno (art. 214 cpv. 2 PP). Il 
ricorso deve essere presentato entro cinque giorni a contare dal giorno in 
cui il ricorrente ha avuto conoscenza dell’atto od omissione in questione 
(art. 217 PP). La decisione impugnata è stata inviata il 3 novembre 2010 al 
patrocinatore del reclamante, che l’ha ricevuta il giorno immediatamente 
successivo. Il reclamo, introdotto il 9 novembre 2010, risulta pertanto 
tempestivo. La legittimazione ricorsuale del reclamante, imputato nel 
procedimento penale in esame e direttamente toccato dalla decisione 
impugnata, è pacifica. 

 
1.3 Il potere d’apprezzamento della I Corte dei reclami penali varia secondo la 

natura dei litigi che le sono sottoposti: in caso di misure coercitive quali, ad 
esempio, arresti o sequestri di beni e carte, essa rivede con piena 
cognizione l’insieme degli elementi che le vengono presentati, mentre negli 
altri casi si limita ad esaminare se l’autorità ha reso la propria decisione nel 
rispetto del suo potere discrezionale. Non costituendo la decisione 
impugnata una misura coercitiva, il potere di esame della Corte risulta 
dunque limitato (v. sentenza del Tribunale penale federale BB.2005.4 del 
27 aprile 2005, consid. 2; TPF 2005 145 e sentenze del Tribunale penale 
federale BB.2005.93+96 del 24 novembre 2005, consid. 2). 

 
 
 

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2.  
2.1 Giusta l'art. 115 PP, l'imputato, la parte lesa e il Procuratore generale 

possono chiedere al Giudice istruttore di procedere a determinati atti 
d'istruzione (cpv. 1). Il Giudice istruttore decide sulle richieste delle parti 
(cpv. 2).  

 
2.2 Il diritto dell’imputato di richiedere un complemento d’inchiesta discende, da 

un lato, dal diritto di essere sentito previsto agli artt. 29 cpv. 2 Cost e 6 n. 3 
lett. d CEDU e, dall’altro lato, dagli artt. 115 e 119 PP. Il diritto delle parti di 
richiedere un complemento d’inchiesta è tuttavia relativo, ritenuto che il 
Giudice istruttore federale non è tenuto a darvi seguito dovendo, per 
contro, tenere in considerazione unicamente quegli atti d’istruzione che, 
in base al suo apprezzamento, risultano pertinenti per il seguito del 
procedimento (sentenza del Tribunale federale 2A.404/2006 del 9 febbraio 
2007, consid. 4.1). In tale ambito deve pure essere considerato il principio 
dell’immediatezza dei dibattimenti sancito dalla procedura penale federale. 
In effetti, giusta l’art. 169 cpv. 2 PP spetta alla Corte penale procedere ad 
un nuovo apprezzamento delle prove, ivi comprese le constatazioni 
effettuate nel corso della procedura d’istruzione. Oltre a ciò, l’art. 157 cpv. 2 
PP permette alle parti d’esercitare il diritto di chiedere il completamento dei 
mezzi di prova fino all’esaurimento della procedura probatoria. Infine, 
l’art. 113 PP definisce i doveri del Giudice istruttore federale prescrivendo a 
quest’ultimo di continuare le sue indagini alfine di mettere il Procuratore 
generale in condizione di decidere per la messa in stato d’accusa 
dell’imputato o la sospensione dell’istruzione (cpv. 1), nonché di raccogliere 
i mezzi di prova in vista del dibattimento (cpv. 2). Nella misura in cui 
sussiste la possibilità di produrre delle prove in sede dibattimentale, il 
Giudice istruttore federale non è obbligato a proseguire nell’istruzione oltre 
quanto non reputi necessario affinché il MPC possa decidere del prosieguo 
della procedura. Infatti il Giudice istruttore beneficia di un largo potere 
d’apprezzamento, segnatamente allorquando i mezzi di prova invocati non 
risultano determinanti per l’atto d’accusa, rispettivamente per una 
sospensione della procedura (DTF 129 I 151 consid. 3.1; TPF 2006 
283 consid. 4.2, non pubblicato; G. PIQUEREZ, Traité de procédure pénale 
suisse, 2a ed., Ginevra/Zurigo/Basilea 2006, n. 1088). Il margine d’apprez-
zamento di cui dispone il Giudice istruttore federale – e sul quale l’autorità 
di ricorso non può esercitare che un controllo ristretto (v. supra 
consid. 1.3) – presenta comunque dei limiti laddove una prova essenziale 
rischia di non poter più essere raccolta nel prosieguo della procedura (ad 
es. a causa dell'età avanzata, di una malattia o dell'assenza di una perso-
na) oppure la cui amministrazione nella fase predibattimentale (art. 136-
140 PP) o dibattimentale risulterebbe sproporzionatamente dispendiosa, 
precisato che la procedura davanti alla Corte penale del Tribunale penale 

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federale, nonostante il (limitato) principio dell'immediatezza, mal si concilia 
con delle interruzioni (v. sentenze del Tribunale penale federale 
BB.2009.78 del 15 dicembre 2009, consid. 2.1; BB.2009.48 del 15 luglio 
2009, consid. 3.2; BB.2007.40 del 12 novembre 2007, consid. 4.1; 
BB.2007.20 del 3 maggio 2007, consid. 3.1; BB.2007.21 del 26 aprile 2007, 
consid. 2.1; L. MOREILLON/M. DUPUIS/M. MAZOU, La pratique judiciaire du 
Tribunal pénal fédéral, in JdT 2008 pag. 66 e segg., in particolare pag. 115 
n. 147). 

 Va rilevato che, in caso di reclamo contro una decisione che respinge 
proposte di prova, non è compito della I Corte dei reclami penali valutare in 
maniera approfondita la rilevanza di una prova in un procedimento penale 
complesso. In caso contrario, tale Corte, il cui compito è quello di statuire 
su questioni procedurali, dovrebbe praticamente procedere all'esame di 
tutti i fatti da provare, attività questa di competenza del giudice del merito. 
Nell'ambito di una procedura di reclamo la presente autorità si attende 
dunque che le parti sostanzino in maniera concreta e precisa in che misura 
una proposta di prova sarebbe a carico o a discarico. La I Corte dei reclami 
penali deve essere in grado di statuire sulla sola base degli elementi e atti 
presentati dal reclamante. In caso contrario, essa statuisce sulla rilevanza 
di un mezzo di prova in maniera sommaria (v. sentenze del Tribunale 
penale federale BB.2009.78 del 15 dicembre 2009, consid. 2.1; 
BB.2007.66 dell'8 febbraio 2008, consid. 3.2.2; BB.2007.40 del 12 no-
vembre 2007, consid. 4.2; sul potere cognitivo risp. il ruolo della I Corte dei 
reclami penali nelle procedure di reclamo v. anche A. J. KELLER, 
Strafverfahren des Bundes, in AJP/PJA 2/2007, pag. 197 e segg., in 
particolare pag. 211). 

 
2.3 Nella sostanza, il reclamante fa valere che C. sarebbe in grado di fornire 

chiarimenti in merito a tutta una serie di movimentazioni e documenti 
contabili nonché di illustrare il retroscena economico di determinate 
operazioni finanziarie relative alla gestione del Gruppo B. alla stessa 
stregua del teste dell'accusa, D., luogotenente presso il Nucleo Polizia 
Tributaria della Guardia di Finanza di Y., che si è occupato dell'inchiesta sul 
dissesto finanziario del suddetto gruppo nell'ambito del procedimento 
penale italiano e che è stato formalmente assunto quale teste nel processo 
del Tribunale di Z. (act. 1.3). Esso precisa inoltre che C. sarebbe stato 
ammesso quale consulente tecnico nell'ambito del processo celebratosi a 
Z. e che deve pertanto essere assunto anche in sede processuale svizzera, 
considerato che la sua audizione in qualità di testimone è necessaria in 
quanto non è ancora disponibile il suo referto peritale scritto. 

 
2.4 La censura proposta dal reclamante non può essere condivisa. In effetti, 

giova innanzitutto rilevare che, contrariamente a quanto sostenuto nel 

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reclamo, non risulta dagli atti che il Tribunale di Z. abbia accolto la richiesta 
formulata il 6 marzo 2008 da A. tendente ad ottenere l'ammissione di C. in 
qualità di consulente tecnico (v. al riguardo l'ordinanza concernente le 
prove emessa il 15 luglio 2009 dal Tribunale di Z., act. 1.3). Inoltre, si 
osserva che l'insorgente aveva affermato il 5 giugno 2009 davanti al MPC 
di poter fornire entro breve una perizia allestita da C., precisando pure che 
se ciò non fosse stato possibile, la documentazione sarebbe stata 
consegnata in sede d'istruzione (v. act. 6.1). Orbene, il reclamante ha 
prodotto in data 2 dicembre 2010 unicamente una prima sintesi della 
perizia preannunciata (v. act. 10.2) e malgrado fosse stato invitato dal GIF, 
in data 20 e 26 ottobre 2010, a motivare maggiormente la sua istanza 
probatoria e a fornire elementi atti a giustificare un interrogatorio 
dell'esperto, egli si è limitato ad allegare la necessità di escutere un "perito 
di parte", senza specificare per quali operazioni economico-finanziarie le 
dichiarazioni di C. avrebbero potuto completare l'ampia documentazione 
finanziaria già analizzata dagli esperti dell'UGI.       

 
Risulta da quanto precede che le misure istruttorie richieste dal reclamante 
non appaiono come determinanti ai fini del procedimento aperto in Svizzera 
per titolo di riciclaggio di denaro. Va peraltro rilevato che l'insorgente potrà 
senz'altro ripresentare le sue proposte di prova davanti al giudice di merito, 
il quale potrà valutare più approfonditamente, sulla base dell'intero e 
voluminoso incarto, le sue richieste. A tale proposito, non sono infatti stati 
sostanziati nel gravame motivi ostativi ai sensi della giurisprudenza. 
C. potrà, se la Corte penale lo riterrà necessario, essere normalmente 
citato al dibattimento. Giova infine ricordare che il procedimento penale nel 
quale si inserisce il presente reclamo dura oramai da oltre quattro anni; 
accogliere in questo momento la richiesta del reclamante implicherebbe 
ulteriori inutili ed ingiustificati ritardi.  

 
3.  
3.1 Il Giudice istruttore federale gode di grande libertà d'azione per rapporto 

alle modalità con cui conduce l'istruzione preparatoria e, segnatamente, 
raccoglie o amministra le prove. Tuttavia egli è tenuto al rispetto dei diritti 
delle parti, d'istruire a carico e a discarico nonché d'agire con obbiettività. 
Le prove devono essere amministrate in modo leale e l'inchiesta rispettare i 
principi di legalità e di celerità. 

 
3.2 In concreto, il reclamante ha spiegato che C. sarebbe in grado di prendere 

posizione sulla presunta sussistenza del reato pregresso. Orbene, se da un 
lato la provenienza criminale dei valori patrimoniali riciclati costituisce 
senz'altro elemento costitutivo della fattispecie regolata all'art. 305bis CP, 
dall'altro lato giova osservare come la giurisprudenza abbia minimizzato la 
portata di tale elemento in ragione delle difficoltà riscontrate al momento di 

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fornire la prova, segnatamente nel caso in cui il reato in questione risulti 
essere stato commesso all'estero (U. CASSANI, Commentaire du droit pénal 
suisse, Berna 1996 pag. 64 n. 9). Secondo il Tribunale federale, il 
legislatore non ha voluto far dipendere l'applicazione dell'art. 305bis CP dal 
proseguimento e dal giudizio del crimine perpetrato all'estero, considerato 
come esigere la conoscenza dei dettagli relativi alle circostanze del crimine 
pregresso ancor prima di poter reprimere il reato di riciclaggio di denaro 
complicherebbe e rallenterebbe considerabilmente l'azione della giustizia 
svizzera, ponendosi in contrasto con lo scopo perseguito dalla norma 
medesima (DTF 120 IV 323 consid. 3d). In tale ambito è sufficiente la 
certezza quanto alla provenienza criminale, ai sensi dell'art. 9 cpv. 1 CP, 
del bene patrimoniale in questione (CASSANI, op. cit., pag. 65 n. 11; B. 
CORBOZ, Les infractions en droit suisse, Volume II, Berna 2002 pag. 529 
n. 11). 

 
3.3 Giova altresì rilevare che il diritto di essere sentito comprende 

segnatamente il diritto dell'interessato di proporre prove pertinenti, di 
prendere conoscenza degli atti dell'incartamento, d'ottenere che sia dato 
seguito alle richieste di prova pertinenti, di partecipare alla raccolta di prove 
essenziali o almeno di esprimersi sul loro risultato nella misura in cui ciò 
possa influire sulla decisione che sarà resa (DTF 126 I 15 consid. 2a/aa), 
tale diritto può essere esercitato unicamente in relazione a elementi 
determinanti per l'esito della causa (sentenza del Tribunale federale 
2A.404/2006 del 9 febbraio 2007, consid. 4.1). Orbene, le misure richieste 
dal reclamante non appaiono per le ragioni precedentemente esposte 
(v. supra consid. 2.4) come determinanti ai fini del procedimento aperto in 
Svizzera per titolo di riciclaggio di denaro.  

 
 
4. Visto quanto precede, il reclamo è respinto. Conformemente all'art. 66 

cpv. 1 LTF applicabile per il rinvio di cui all'art. 245 cpv. 1 PP, le spese 
processuali sono poste a carico della parte soccombente; in concreto viene 
posta a carico dell'insorgente una tassa di giustizia di Fr. 1'500.--, calcolata 
giusta l'art. 3 del Regolamento dell'11 febbraio 2004 sulle tasse di giustizia 
del Tribunale penale federale (RS 173.711.32). 

 

 

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Per questi motivi, la I Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il reclamo è respinto. 

2. La tassa di giustizia di Fr. 1'500.-- è posta a carico del reclamante. Essa è 
coperta dall'anticipo delle spese già versato. 

 
 
Bellinzona, 21 dicembre 2010 
 
In nome della I Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: La Cancelliera: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Luigi Mattei 
- Ministero pubblico della Confederazione 
- Uffici dei giudici istruttori federali  
  

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 
Contro la presente sentenza non è dato alcun rimedio giuridico.