# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 339272c4-abeb-5b46-9437-63de4d58f385
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-07-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 15.07.2009 72.2009.48
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2009-48_2009-07-15.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2009.48

  	
  Lugano,

  15 luglio 2009/nk

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Corte delle assise
  correzionali

  
	
  di Mendrisio

  
	
   

  
						

 

	
  Presidente:

  	
  giudice Mauro Ermani

  

 

	
  Segretaria:

  	
  Barbara Maspoli, vicecancelliera

  

 

 

Sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, senza intervento degli
assessori giurati, 

 

	
  per giudicare

  	
  AC 1

   

  
	
   

  	
  detenuto dal 1° al 31 ottobre 2001;

  

 

 

prevenuto colpevole di:

 

                                   1.   istigazione
a truffa

per avere,

a __________, tra 17.07.1997
ed il 02.10.1997,

al fine di procacciarsi un indebito profitto, 

nella fattispecie nell’intento di ottenere delle
indebite consegne di denaro,

 

determinato G__________, a quel tempo procuratore
c/o “__________”, a ripetutamente ingannare con astuzia (rispettivamente
contribuito affinché quest’ultimo ingannasse con astuzia) funzionari di __________,
affermando cose false o dissimulando cose vere così da indurli ad atti
pregiudizievoli al patrimonio di clienti e dell'istituto bancario medesimo per
un ammontare complessivo di almeno CHF 133'798.20, presentando ai citati
funzionari di banca, almeno 4 richieste di pagamento a contante,

 

riuscendo così AC 1 ad ottenere da G__________
l’illecita consegna a contante di almeno 4 importi per un ammontare complessivo
del controvalore di CHF 133'798.20, ritenuto che per effettuare dette consegne
di denaro, G__________ - proprio perché trattavasi di pagamenti illeciti e non
supportati da alcuna pratica ufficiale, mandato o garanzia - doveva eseguire i
medesimi attraverso delle malversazioni, 

 

e più precisamente per aver conseguentemente
ottenuto AC 1 la consegna di 4 importi di denaro per complessivi CHF
133'798.20, ritenuto che G__________ per effettuare dette 4 consegne di denaro
abbia dovuto falsificare la firma dei titolari delle seguenti relazioni
bancarie __________:

 

                               1.1.   il 17.07.1997, falsificando la firma del titolare della relazione bancaria
US$ __________ del controvalore dell’importo CHF 50'371.00 ricevendo
personalmente a contante l’importo di USD 30'000;

 

                               1.2.   il 14.05.1997, falsificando la firma del titolare della relazione
bancaria EUR __________ del controvalore dell’importo CHF 29'539.20 ricevendo
personalmente a contante l’importo di ITL 34'000'000.00;

 

                               1.3.   il 14.05.1997, falsificando la firma del titolare della relazione
bancaria EUR __________ del controvalore dell’importo CHF 8'688.00 ricevendo
personalmente a contante l’importo di ITL 10'000'000.00;

 

                               1.4.   il 02.10.1997, falsificando la firma del titolare della relazione
bancaria US$ __________ del controvalore dell’importo CHF 42'200.00 ricevendo
personalmente a contante l’importo di USD 31’000;

 

ritenuto come AC 1 fosse perfettamente
consapevole del fatto che trattavasi di dazioni di denaro non autorizzate (e
quindi illecite), in considerazione del fatto che lui non disponeva e/o non
aveva presentato alcuna copertura/garanzia per ricevere tali importi, inoltre
poiché, ricevendo tale denaro a contante, non sottoscriveva alcuna ricevuta e/o
documentazione bancaria ufficiale, 

 

e ritenuto inoltre come AC 1 sapeva, e in ogni
caso avrebbe dovuto presumere, che per effettuare tali consegne illecite di
denaro, G__________ avrebbe dovuto ingannare astutamente colleghi e dirigenti
della Banca in quanto G__________ - proprio perché trattavasi di consegne
illecite di denaro - sarebbe stato costretto a falsificare e “mascherare”
contabilmente tali operazioni, come in effetti avvenuto;

 

fatti avvenuti:
nelle sopra riferite circostanze di tempo e luogo;

reato previsto:
dall'art. 146 cpv. 1 CPS in rel. con art. 24 CPS;

 

 

                                   2.   ripetuta istigazione in amministrazione infedele 

qualificata, siccome commessa da G__________
nella sua qualità di funzionario di banca e quindi per legge e per contratto
tenuto a curare gli interessi della Banca e dei clienti,

 

per avere, 

allo scopo di procacciarsi un indebito profitto, 

determinato scientemente G__________ a violare
(rispettivamente contribuito affinché quest’ultimo violasse) le disposizioni
dell'Istituto bancario __________, in seguito di PC 1, che vietano la
concessione di prestiti e linee di credito in difetto di garanzie reali, 

ad operare all’insaputa degli organi della Banca,
anche mediante l’indebita messa a pegno di relazioni terze, come pure mediante
indebiti accrediti effettuati da ignari clienti terzi,

a ripetutamente e sistematicamente danneggiare il
patrimonio della Banca cagionando in tal modo un danno totale per almeno CHF
802'153.45,

 

e meglio per aver indotto G__________ ad
autorizzare almeno 22 prelevamenti contate da lui effettuati nel periodo
25.05.1994 - 12.06.1997 a debito delle relazioni __________ e __________
intestate proprio ad AC 1, per un importo complessivo di CHF 802'153.45, più
precisamente:

 

	
   Data

   	
   Conto

   	
   Mon

   	
   Controvalore in CHF del
   prelevamento

   	
   Osservazioni

   
	
    

   	
    

   	
    

   	
    

   	
    

   
	
   25.05.1994

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 51'808.00

   	
   Cambiati in ITL 20'000'000

   
	
   20.07.1994

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 6'825.60

   	
   ITL 8'000'000

   
	
   27.10.1994

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 50'000.00

   	
    

   
	
   27.10.1994

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 6'400.00

   	
    

   
	
   16.11.1994

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 21'875.20

   	
   Cambiati in ITL 18'000'000

   
	
   12.01.1995

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 30'500.00

   	
    

   
	
   17.02.1995

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 51'000.00

   	
    

   
	
   19.05.1995

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 46'739.90

   	
   ITL 63'800'000

   
	
   16.06.1995

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 45'000.00

   	
    

   
	
   22.06.1995

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 20'000.00

   	
    

   
	
   21.09.1995

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 28'985.20

   	
   ITL 40'000'000

   
	
   05.10.1995

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 53'000.00

   	
    

   
	
   15.12.1995

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 55'000.00

   	
    

   
	
   07.03.1996

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 26'000.00

   	
    

   
	
   04.06.1996

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 35'000.00

   	
    

   
	
   10.09.1996

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 16'734.15

   	
   ITL 20'500'000

   
	
   24.09.1996

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 95'000.00

   	
    

   
	
   20.11.1996

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 32'201.20

   	
   ITL 38'000'000

   
	
   26.03.1997

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 30'219.40

   	
   Cambiati in ITL 18'000'000

   
	
   07.05.1997

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 29'900.00

   	
    

   
	
   14.05.1997

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 39'964.80

   	
   in relazione con prelevamento
   di ITL 46'000'000

   
	
   12.06.1997

   	
    

   	
   CHF

   	
   CHF 30'000.00

   	
    

   
	
    

   	
    

   	
    

   	
    

   	
    

   
	
   TOTALE

   	
    

   	
    

   	
   CHF 802'153.45

   	
    

   

 

fatti avvenuti: a __________
nelle circostanze di tempo indicate;

reato previsto:
dall'art. 158 cifra 2 e 24 CPS;

 

 

                                   3.   ripetuta
istigazione in abuso di un impianto per l'elaborazione di dati

qualificata, siccome commessa da G__________ “per
mestiere” 

per avere,

a __________, nel periodo compreso tra il
29.10.1997 e il 29.01.1998,

allo scopo di procacciarsi un indebito profitto,

determinato scientemente G__________ a servirsi
(rispettivamente contribuito affinché quest’ultimo si servisse) in modo abusivo
ed indebito del sistema informatico della Banca __________, in seguito di PC 1,
così da ripetutamente influire su un processo elettronico di trasmissione di
dati provocando per mezzo dei risultati erronei così ottenuti il trasferimento
indebito a proprio favore di attivi per un ammontare complessivo di almeno CHF
75'700.00, 

 

in specie per avere ottenuto a proprio favore il
trasferimento dei seguenti attivi:

 

	
  Data

  	
  A debito del conto

  	
  Mon

  	
  Controvalore in CHF del
  trapasso

  	
  Osservazioni

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  
	
  29.10.1997

  	
   

  	
  EUR

  	
  CHF 18'400.00

  	
  Bonifico a favore: __________ /
  Beneficiaria: __________ moglie di AC 1 FRF 80'000

  
	
  16.12.1997

  	
   

  	
  EUR

  	
  CHF 29'000.00

  	
  Bonifico a favore: __________ /
  Beneficiario: PC 1

  FRF 120'000

  
	
  29.01.1998

  	
   

  	
  USD

  	
  CHF 28'300.00

  	
  Bonifico a favore: __________ / AC 1 FRF
  115'000

  

 

fatti avvenuti: a __________
nelle circostanze di tempo indicate;

reato previsto:
dall'art. 147 cifra 2 CPS e 24 CPS;

 

 

                                   4.   istigazione
in falsità in documenti 

per avere, allo scopo di procacciarsi un indebito
profitto e di nascondere ai clienti e agli organi di controllo della Banca le
malversazioni indicate nei punti precedenti, 

 

determinato G__________ a falsificare
(rispettivamente contribuito affinché quest’ultimo falsificasse):

 

                               4.1.   la
firma dei titolari delle relazioni bancarie così come indicato ai punti da 1.1.
a 1.4. del presente atto di accusa;

 

                               4.2.   dal
17.10.1994 al 10.05.2000, nell’intento di apportare le richieste garanzie a
copertura della crescente esposizione della propria relazione __________ che da
un’esposizione di CHF 320'000.00 del 17.10.1994 era passata a CHF 1'450'000.00
il 10.05.2000, ripetutamente fatto uso della garanzia apportata indebitamente
dalla relazione __________ ottenuta mediante la ripetuta falsificazione della
firma del titolare della medesima relazione ad opera di G__________ medesimo;

 

fatti avvenuti: a __________
nelle circostanze di tempo indicate;

reato previsto:
dall'art. 251 cifra 1 e 24 CPS;

 

 

                                   5.
  istigazione in soppressione di documenti 

per avere,

a __________, tra il maggio 1994 ed il marzo
2001,

al fine di procacciare a sé e ad altri un
indebito profitto rispettivamente per nuocere al patrimonio altrui,

 

ripetutamente determinato G__________ a sottrarre
ed occultare (rispettivamente contribuito affinché quest’ultimo sottrasse e
occultasse) ai clienti e agli organi di controllo della Banca i vari documenti
attestanti le malversazioni indicate nei punti da 1. a 4. del presente atto di accusa e meglio:

 

                               5.1.   in relazione alle malversazioni di cui ai punti 1. e 2. del
presente atto di accusa, dei vari giustificativi relativi alle varie operazioni
di prelevamento/bonifico dove G__________ aveva falsificato la firma dei
titolari dei conti rispettivamente dove G__________ aveva allestito fittizi
ordini di bonifico/trasferimento di attivi, vendita titoli e di trapassi
interni di attivi;

 

fatti avvenuti: a __________
nelle circostanze di tempo indicate;

reato previsto:
dall'art. 254 cpv. 1 e 24 CPS;

 

 

                                   6.   ripetuta
estorsione

qualificata, siccome commessa per mestiere e
ripetutamente in danno della medesima persona,

 

per avere, al fine di procacciarsi un indebito
profitto, 

nella fattispecie nell’intento di ottenere le
indebite dazioni di denaro e gli indebiti bonifici di cui ai punti 1. e 3 del
presente atto d’accusa rispettivamente di poter continuare ad usufruire di
indebiti prestiti ottenuti senza alcuna garanzia così come descritto al punto
2. del presente atto di accusa,

dietro la minaccia di rivolgersi alla Direzione
dell’Istituto bancario nel caso in cui non avesse più ricevuto ulteriore
denaro,

 

ripetutamente costretto G__________ alla
rassegnazione psicologica e alla totale impossibilità di resistere al punto
tale da costringerlo a cedere ai vari ricatti da lui posti in atto e in tal
modo a compiere (proprio perché sottoposto a ricatto) atti pregiudizievoli del
patrimonio di __________, in seguito PC 1 e di loro clienti 

 

fatti avvenuti: a __________
nelle circostanze di tempo indicate ai punti 1., 2. e 3. del presente atto di
accusa;

reato previsto:
dall'art. 156 cifra 2 CPS;

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 44/2009 del 21.4.2009, emanato dal Procuratore pubblico.

 

 

	
  Presenti

  	
  §  Il procuratore pubblico.

  §  L'avv. DUF 1,
  difensore d'ufficio dell’accusato AC 1, assente.

   

  

Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore 09:30 alle ore 11:55.

 

Di conseguenza il Presidente, constatato
che l’accusato AC 1, regolarmente citato presso il proprio domicilio, non è
presente e non ha fatto pervenire alla Corte alcuna valida giustificazione,
respinge la domanda di rinvio e

 

decide

 

di procedere nei suoi confronti al
giudizio nelle forme contumaciali, a’ sensi degli art. 308 e segg. CPPT,
richiamato l’art. 237 CPP. 

 

 

La difesa mantiene formalmente
l’opposizione al verbale di G__________ dell’11.10.2007, argomentando che G__________
è stato interrogato 6 anni dopo il confronto con AC 1, senza la presenza del
difensore di quest’ultimo e in vista del proprio processo. Ritiene che la parte
che riguarda AC 1 non debba essere considerata poiché non vi è stata la
possibilità per il suo difensore di porre controdomande a G__________. 

 

 

Sentiti                        §   Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale
conferma la sussistenza dei presupposti oggettivi e soggettivi dei reati
imputati. In considerazione, da un lato, della manifesta violazione del
principio di celerità, del lungo tempo trascorso e dell’incensuratezza
dell’accusato e, dall’altro, della gravità dei fatti, dell’importanza degli
importi, dell’assenza di scrupoli dimostrata, della ripetitività sull’arco di 5
anni, dell’assenza di segni di pentimento (l’accusato non avendo restituito
nulla), dell’atteggiamento negatorio e della latitanza, conclude chiedendo la
conferma dell’AA e la condanna ad una pena detentiva di 12 mesi (già tenuto
conto delle attenuanti). Non si oppone alla sospensione condizionale della
pena. Postula inoltre la condanna ad una multa di fr. 1'500.-.

In merito alla cauzione rileva che accusato si è
reso latitante, ciò che basta per incamerarla. Chiede che la Corte ne tenga
conto e mantenga il sequestro sull’importo. In vece della PC, chiede la
conferma delle pretese civili.

 

                                    §   Il Difensore, il quale osserva che l’assenza dell’accusato
è giustificata da problemi di salute. Ripercorre la vita anteriore di AC 1.
Pone in evidenza la sua situazione finanziaria all’epoca dei fatti, che non
denotava solo debiti, ma anche diversi crediti ed un’importante sostanza
immobiliare. Illustra il concetto di istigazione, contestando che l’accusato abbia
avuto un influsso psichico o intellettuale su G__________. Passa quindi in
rassegna i vari capi di accusa, contestando la sussistenza dei reati. Osserva
inoltre come l’imputazione di istigazione e il reato di estorsione non possano
coesistere. Evidenzia le manchevolezze del funzionario G__________, di cui
chiede di relativizzare le dichiarazioni, e della banca stessa. Conclude
chiedendo l’assoluzione da tutti i reati per assenza di prove e in applicazione
del principio in dubio pro reo. In tal caso chiede il rinvio al foro civile
delle pretese di parte civile e la liberazione della cauzione in favore
dell’accusato. In caso di giudizio di condanna, chiede una massiccia riduzione
della pena proposta dal PP nonché la sua sospensione condizionale, in considerazione
dell’incensuratezza dell’accusato, del lungo tempo trascorso, della violazione
del principio di celerità, della difficile situazione economica in cui sono
avvenuti i fatti e delle gravi carenze organizzative interne alla banca. Anche
in tal caso chiede il rinvio al foro civile delle pretese della parte civile
nonché la liberazione della cauzione, dopo deduzione delle spese e della multa.

Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti,
i seguenti

 

 

quesiti:                          AC 1

                                   1.   è autore
colpevole di:

 

                                1.1.   istigazione
a truffa

per avere, a __________, tra il 17 luglio1997 ed
il 2 ottobre 1997, al fine di procacciarsi un indebito profitto,
intenzionalmente determinato G__________ a ripetutamente ingannare con astuzia
funzionari di __________ falsificando, su almeno 4 richieste di pagamento a
contanti, la firma dei titolari delle relazioni bancarie, e meglio:

 

                            1.1.1.   il 17 luglio
1997, falsificando la firma del titolare della relazione bancaria US$ __________
del controvalore dell’importo CHF 50'371.00;

 

                            1.1.2.   il 14 maggio
1997, falsificando la firma del titolare della relazione bancaria EUR __________
del controvalore dell’importo CHF 29'539.20;

 

                            1.1.3.   il 14 maggio
1997, falsificando la firma del titolare della relazione bancaria EUR __________
del controvalore dell’importo CHF 8'688.00;

 

                            1.1.4.   il 2 ottobre
1997, falsificando la firma del titolare della relazione bancaria US$ __________
del controvalore dell’importo CHF 42'200.00, 

 

                                         così da
indurli ad atti pregiudizievoli al patrimonio di clienti e dell’istituto
bancario medesimo, per un ammontare complessivo di almeno fr. 133'798.20,
importo consegnato in 4 tranches ad AC 1; 

 

 

                               1.2.   ripetuta
istigazione in amministrazione infedele

                                         per avere
intenzionalmente determinato G__________ a violare le disposizioni della __________
(in seguito PC 1) che vietano la concessioni di prestiti e linee di credito in
difetto di garanzie reali e quindi ad autorizzare almeno 22 prelevamenti a
contanti da lui effettuati nel periodo 25 maggio 1994 – 12 giugno 1997 a debito delle relazioni __________ e __________ intestate proprio ad AC 1, per un importo
complessivo di fr. 802'153.45;

                            1.2.1.   trattasi di
reato qualificato siccome commesso:

                                      

                         1.2.1.1.   da G__________
nella sua qualità di funzionario di banca e quindi per legge e per contratto
tenuto a curare gli interessi della Banca e dei clienti;

 

                         1.2.1.2.   per
procacciare a sé o ad altri un indebito profitto;  

 

 

                               1.3.   ripetuta
istigazione in abuso di un impianto per l’elaborazione di dati

                                         per
avere, a __________, nel periodo compreso tra il 29 ottobre 1997 e il 29
gennaio 1998, allo scopo di procacciarsi un indebito profitto, intenzionalmente
determinato G__________ a servirsi in modo abusivo ed indebito del sistema
informatico della __________ (in seguito PC 1), così da ripetutamente influire
su un processo elettronico di trasmissione di dati provocando per mezzo dei
risultati erronei così ottenuti il trasferimento indebito a proprio favore di
attivi per un ammontare complessivo di almeno fr. 75'700.-; 

 

                            1.3.1.   trattasi di
reato qualificato siccome commesso da G__________ per mestiere;

 

 

                               1.4.   istigazione
in falsità in documenti 

                                         per
avere, allo scopo di procacciarsi un indebito profitto e di nascondere ai
clienti e agli organi di controllo della Banca le malversazioni indicate nei
punti precedenti, intenzionalmente determinato G__________ a falsificare:

 

                            1.4.1.   la firma dei
titolari delle relazioni bancarie così come indicato ai punti da 1.1. a 1.4.
dell’atto di accusa;

 

                            1.4.2.   dal 17
ottobre 1994 al 10 maggio 2000, nell’intento di apportare le richieste garanzie
a copertura della crescente esposizione della propria relazione __________,
ripetutamente fatto uso della garanzia apportata indebitamente dalla relazione __________
ottenuta mediante la ripetuta falsificazione della firma del titolare della
medesima relazione ad opera di G__________ medesimo;

 

 

                               1.5.   istigazione
in soppressione di documenti

                                         per
avere, a __________, tra il maggio 1994 ed il marzo 2001, al fine di
procacciare a sé e ad altri un indebito profitto rispettivamente per nuocere al
patrimonio altrui, ripetutamente e intenzionalmente determinato G__________ a
sottrarre ed occultare ai clienti e agli organi di controllo della Banca i vari
documenti attestanti le malversazioni indicate nei punti da 1. a 4. dell’atto di accusa; 

 

 

                               1.6.   ripetuta
estorsione

                                         per avere, al fine di procacciarsi un indebito profitto, dietro la
minaccia di rivolgersi alla Direzione dell’Istituto bancario nel caso in cui
non avesse più ricevuto ulteriore denaro, ripetutamente costretto G__________ a
compiere atti pregiudizievoli del patrimonio di __________ (in seguito PC 1) e
di loro clienti;

 

                            1.6.1.   trattasi di
reato aggravato siccome commesso:

 

                         1.6.1.1.   per mestiere;

 

                         1.6.1.2.   ripetutamente
in danno della medesima persona, 

 

                                         e meglio
come descritto nell’atto di accusa?  

 

 

                                   2.   Deve
essere accertata la violazione del principio di celerità? 

 

                                   3.   Può
beneficiare dell’attenuante del lungo tempo trascorso?

 

                                   4.   Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena e, se sì, in quale
misura?

 

                                   5.   Deve essere
condannato al pagamento di un’indennità alla parte civile PC 1 e, se sì, in
quale misura? 

Considerato,                  in fatto
ed in diritto

 

 

                                    I.   Della
declaratoria di contumacia

 

                                   1.   AC
1 è stato arrestato, presso il __________ di __________, il primo di ottobre 2001 a seguito d’ordine d’arresto emanato il 5 settembre 2001. L’arresto, con contestuale promozione
d’accusa per titoli di reato di cui agli artt. 146, 138, 158, 251,
subordinatamente 157 e 181 CPS, è stato confermato il 2 ottobre 2001, ritenuta
la presenza di gravi indizi di reato, pericolo di fuga e necessità istruttorie.

I fatti oggetto dell’indagine, e delle accuse
mosse nei confronti di AC 1, consistono sostanzialmente nel fatto che egli ha
ottenuto, a più riprese tra il 1991 ed il 1997, somme di denaro, a volte in
contanti ed altre volte tramite bonifico, provenienti dalla (allora) __________,
__________, nonostante la sua relazione bancaria non presentasse (più) attivi.
Egli ha ottenuto le somme in questione, che globalmente ammontano a poco meno
di 1,4 milioni di franchi svizzeri, con la collaborazione del funzionario di banca
G__________. Le somme in uscita erano scritturalmente addebitate alla sua
relazione e provenivano, in parte, grazie anche alla presenza di false
garanzie, dagli averi della banca e, per altra parte (quando le false garanzie
non lo permettevano), dalle relazioni di alcuni clienti (cfr. per i dettagli,
rapporto d’arresto 1.10.2001 e tabelle di ricostruzione annesse). Il
funzionario di banca è stato, a sua volta, arrestato il 30 marzo 2001 e
rilasciato il 18 maggio successivo.

 

 

                                   2.   Con
decisione 26 ottobre 2001 il GIAR ha accolto l'istanza di libertà provvisoria
presentata dalla difesa, subordinando la messa in libertà al versamento di una
cauzione di CHF 200'000.

Il 31 ottobre successivo l'allora PP __________,
titolare dell'inchiesta, constatato il versamento della cauzione richiesta, ha
ordinato la scarcerazione del prevenuto (AI 87).

 

 

                                   3.   Da
allora l'accusato si è, di fatto, reso latitante. In particolare, nonostante
regolare citazione, spiccata il 26 giugno 2007, da parte del PP __________, nel
frattempo subentrato nell'incarto al precedente collega, non si è presentato
all'audizione prevista per il 17 settembre 2007 (AI 124). In realtà, già il 2
agosto precedente, il suo difensore comunicava al PP di non essere ormai più in
grado di rintracciare il suo cliente anche perché i recapiti a lui noti non
sarebbero più stati in funzione (AI 129). AC 1 non ha di fatto più reagito ad
un solo atto intimatogli successivamente dal MP, ivi compresi il deposito atti
e la chiusura dell'istruzione formale.

 

 

                                   4.   Ancora
il 17 febbraio 2009 il difensore comunicava al GIAR, con copia al PP, di non
avere da anni più avuto alcun contatto con il suo assistito, dubitando persino
che fosse ancora in vita (AI 155).

Il 21 aprile 2009 è stato emesso l'AA all'origine
di questo giudizio. Il 27 aprile 2009 il difensore ha nuovamente ribadito di
non aver più contatto con il cliente al quale non ha, quindi, potuto far
sottoscrivere la dichiarazione di rinuncia agli assessori giurati (doc.TPC 2).

Il 25 maggio 2009, previo contatto telefonico con
le parti, come è prassi invalsa presso questo tribunale, è stata spiccata la
citazione a comparire al dibattimento previsto per il 15 luglio 2009.

AC 1 non è comparso (verb. dib. p. 2).

 

 

                                   5.   Con
scritto 10 luglio 2009, anticipato via fax, il difensore ha riferito di aver
avuto, il giorno prima, un contatto telefonico con la moglie dell'accusato
(verosimilmente contattata dal patrocinatore italiano che nel frattempo l'avv. DUF
1 era riuscito a rintracciare – doc. TPC 5) e di aver appreso che AC 1 sarebbe
malato di cuore. A sostegno di ciò ha prodotto un manoscritto, con apposto in
calce il timbro dello studio medico, di tale __________, medico chirurgo, da
cui risulterebbe che il paziente necessiterebbe di un intervento di
cardiochirurgia e che la relativa chiamata in clinica sarebbe imminente, con il
che "risulta impossibilitato a trasferirsi per la causa in oggetto"
(doc. TPC 6).

Da tale certificato, il cui originale è stato
peraltro esibito dal difensore in aula, non risulta con precisione di quale
cardiopatia AC 1 soffrirebbe, da quando ne sarebbe affetto e quando sarebbe
previsto l'intervento. L'apodittica affermazione secondo la quale l’operazione
al cuore sarebbe imminente, nulla dice in realtà sui tempi d'intervento e,
anzi, sembra piuttosto indicare che non si tratterebbe di un caso urgente,
diversamente l’accusato non si troverebbe in attesa. A prescindere, poi, dal
fatto che non si hanno notizie sulle competenze dell'estensore di tale
certificato e sull'effettiva autenticità dello stesso (essendo redatto su carta
bianca munita di un timbro e di una firma illeggibile in calce), esso nulla
dice sulla supposta malattia dell'imputato e in cosa consisterebbe
l'impossibilità di spostarsi, peraltro per mezza giornata, di soli 70 km ca. per venire a Lugano a rispondere degli atti che gli sono rimproverati. Si tratta,
manifestamente, di un certificato troppo generico per fondare un reale, oggettivo
e documentato impedimento a comparire.

 

 

                                   6.   Con
scritto 14 luglio 2009 (doc. TPC 9), anticipato anch'esso via fax il medesimo
giorno, il difensore ha postulato una "sospensione del dibattimento"
ex art. 237 CPP. A sostegno di tale domanda ha trasmesso nuova documentazione.
Ha innanzitutto spiegato che il citato certificato è stato allestito dal dott. __________
in assenza del collega Dott. __________, assente all'estero. Ha, quindi,
prodotto un nuovo certificato, questa volta del dott. __________, nel quale
viene indicato che AC 1 "per grave cardiopatia coronarica, in attesa di
intervento di angioplastica e stent, non può per nessuna ragione venire in
tribunale". Ancora una volta si tratta di affermazioni troppo
generiche che non hanno potuto essere verificate e che non possono essere
accettate così come esposte. In particolare si dice che il paziente sarebbe in
attesa di un intervento, ma non si dice se è già ricoverato, se ha difficoltà
di muoversi e, se sì, per quali motivi; a dispetto della pretesa urgenza, l'intervento
non sarebbe in realtà ancora stato eseguito e, per finire, nemmeno è spiegato
in cosa consisterebbe la "grave" cardiopatia e se la prognosi
post-intervento è o meno favorevole.

Sempre nel contesto della citata domanda di sospensione
il difensore ha allegato due ulteriori certificati. Il primo, del Centro
cardiologico __________, da cui emerge che l'imputato sarebbe stato visitato il
19 maggio 2006 e gli sarebbe stata diagnosticata una "malattia
coronarica periferica". Non è noto se sia stato anche trattenuto
presso tale istituto, tanto che la data di dimissione nemmeno è indicata. Dallo
stesso emergerebbe che al paziente è stata diagnosticata, all'atto della
dimissione, una cardiopatia coronarica ed un'ulcera gastrica emorragica. Sia che
sia, si tratta di un certificato che, semmai, fa stato di una situazione
accertata nel maggio del 2006, ossia ben oltre tre anni fa, di cui non è nota
l'evoluzione e soprattutto non risulta che l'accusato abbia, poi, dovuto subire
interventi o ricoveri ospedalieri, di guisa che è del tutto inatto a
sostanziare un impedimento attuale a comparire in aula.

Miglior sorte la domanda di sospensione non ha
nemmeno tenuto conto di un ultimo certificato, sulla cui fedefacenza non è, neanche
in questo caso, stato possibile operare verifiche di alcun genere, di una non
meglio precisata Casa di Cura __________, Servizio di cardiologia (di dove?),
in cui è detto che, a seguito di un "ECOCARDIOGRAMMA ESAME MONO E
BIDIMENSIONALE" sarebbe emerso un ispessimento parietale dell'aorta
ascendente lievemente dilatata, dei lembi aortici e di quelli mitralici. In
effetti tali esami risalgono, sempre stando al citato certificato, al 18
settembre 2008, ossia a quasi un anno fa. Ora, se davvero la situazione fosse
così grave da impedirgli di presentarsi in aula, mal si comprende per quale
motivo l'intervento chirurgico non sarebbe ancora stato eseguito. Viceversa -ed
è quanto oggettivamente va ritenuto- le condizioni di salute dell'imputato non
sono tali da impedirgli di presentarsi in aula.

 

                                   7.   L'art.
237 CPP disciplina i casi in cui la Corte può ordinare un rinvio o la
sospensione del dibattimento. La norma stabilisce che essi possono essere
concessi in particolare in caso di malattia o grave impedimento dell'accusato,
precisando che nei casi di impedimenti duraturi sono applicabili le norme
previste per la procedura contro gli assenti.

 

                                  a)   Già
si è detto come, a mente di questo giudice, l'assenza dell'accusato non possa
essere ritenuta siccome giustificata. 

Nella fattispecie non è sostenibile che
l'accusato soffra, effettivamente, di una malattia che gli impedisca di
comparire in aula.

 

                                  b)   Quand'anche
si volesse seguire il ragionamento della difesa, tornerebbero in ogni caso
applicabili le norme sulla procedura contro gli assenti. Da un lato, in
effetti, la difesa non ha postulato che l'accusato fosse autorizzato a non
presenziare, come previsto all'art. 229 CPP. Ha, per contro, postulato la
sospensione del dibattimento (doc. TPC 9). Si seguisse il ragionamento della
difesa, secondo la quale i documenti prodotti proverebbero un effettivo
impedimento dell'accusato a comparire in aula, si dovrebbe concludere che, sia
che sia, tale impedimento è duraturo e, di conseguenza, si dovrebbe comunque
procedere nelle forme della contumacia. In effetti, stando alla documentazione
prodotta, forza è constatare come l'accusato soffrirebbe della medesima
malattia già dal maggio 2006, senza che la situazione sia apparentemente
migliorata, di guisa che un rinvio del processo non avrebbe, verosimilmente,
che riproposto il medesimo problema al momento di celebrare il nuovo
dibattimento. Si tratta quindi, semmai, di un impedimento duraturo ai sensi
dell'art. 237 cpv. 3 CPP.

 

                                  c)   Un
rinvio del processo non si giustifica, poi, nemmeno dal profilo della tutela
dell'ordine pubblico. A prescindere dall'atteggiamento per anni del tutto
silente dell'accusato, che si è per così dire "svegliato" solo pochi giorni
prima del processo, va detto che parte delle malversazioni per le quali il MP
aveva promosso l'accusa si sono già prescritte nel corso dell'istruttoria
predibattimentale. Due di quelle indicate nell'atto di accusa sono cadute in
prescrizione pure in questa sede, nonostante il dibattimento sia stato fissato
a meno di tre mesi dal rinvio a giudizio. Un ulteriore rinvio, senza peraltro
alcuna garanzia che, per finire, AC 1 comparirà in aula, comporterebbe la
prescrizione di ulteriori operazioni, di guisa che è del tutto giustificato applicare
la procedura contro gli assenti, i diritti dell'accusato non essendo peraltro
affatto pregiudicati, nella misura in cui potrà, entro i termini di legge,
chiedere la revoca della sentenza contumaciale.

 

 

                                   II.   Nel
merito

 

                                   1.   Agli
atti non è consegnato alcun curriculum vitae dell'accusato. Di lui si sa che è
un commerciante del settore tessile. Di origine ebrea, è cittadino francese ma
ha vissuto prevalentemente in Italia. In passato è stato, a suo dire, uno dei
più importanti contribuenti della nazione. Commerciava prevalentemente con la
Libia il cui governo, improvvisamente, negli anni '80 avrebbe bloccato i
pagamenti all'estero, provocandogli alla lunga serie di problemi finanziari che
lo hanno condotto al tracollo economico.

 

 

                                   2.   Negli
anni, per così dire, d'oro era un ottimo cliente di __________, ora PC 1. Il
suo consulente era G__________, già condannato ad una pena detentiva di 24 mesi
per una serie di malversazioni ai danni della banca per oltre 4 milioni di
franchi.

Fatto sta che, in estrema sintesi, la situazione
finanziaria di AC 1 si è fatta sempre più difficile anche per quel che concerne
i suoi conti in __________, poi PC 1. Pretendeva dal consulente di avere soldi
senza le dovute coperture. In un primo tempo G__________, forte del fatto che
in passato AC 1 aveva sempre dimostrato una reale solidità finanziaria, ha
acconsentito a che il cliente ricevesse del denaro senza copertura. Nel giugno
1992 però, a fronte di uno scoperto che superava i CHF 100'000.-, G__________
gli ha riferito che non poteva più concedergli denaro, spiegandogli che se i
suoi superiori avessero scoperto che gli aveva accordato delle dazioni senza
copertura, avrebbe avuto seri problemi con la Direzione. È stato allora che AC
1 si è fatto furbo. Sapendo delle difficoltà oggettive in cui si trovava il
consulente, ha chiesto di poter parlare con la Direzione, sapendo bene che G__________
temeva proprio che questa scoprisse le sue responsabilità. Ecco che, a partire
da quel momento, AC 1 ha avuto gioco facile a farsi dare da G__________ tutto
il denaro che voleva, conscio che il consulente non aveva alternativa, se non
voleva avere dei guai seri con la Direzione.

Poco importa che G__________ in realtà, a quel
momento, avesse già iniziato a malversare ai danni dei clienti della banca a
suo favore: AC 1 sapeva che il consulente, per non far sapere alla Direzione
che gli aveva concesso del denaro senza copertura, non avrebbe mai posto
particolari resistenze alle sue richieste, il tutto senza che fosse necessario
esplicitare minacce dirette. Sapeva che poteva contare sul disagio del G__________.
Come, poi, egli si procurasse il denaro, non era importante. Evidentemente la
cifra complessiva delle dazioni, oltre un milione di franchi, senza copertura,
non poteva che far pensare che il consulente, quel denaro, se lo procurasse
illecitamente.

 

 

                                   3.   Le
dichiarazioni di G__________ sono state valutate con prudenza, tenuto conto
delle sue gravi responsabilità. Sono state ritenute sostanzialmente credibili
poiché egli, presentandosi spontaneamente al MP per riferire delle sue
malefatte, ha sin da subito collaborato con gli inquirenti, aiutandoli
fattivamente nell'accertamento delle sue responsabilità, poi verificate a mano
della documentazione bancaria che ha permesso di stabilire la fondatezza delle
sue dichiarazioni. Viceversa AC 1 non ha collaborato e si è per finire reso
latitante nonostante l'entità della cauzione versata.

 

 

                                   4.   Quanto
alle singole imputazioni la Corte non ha trovato riscontro cartaceo che provi
che gli importi relativi alle truffe di cui al n. 1 dell'AA sono stati
effettivamente versati ad AC 1. L'accusato è, quindi, stato assolto per
insufficienza di prove, non potendosi escludere che si tratti di malversazioni
che G__________ ha commesso, come altre, a proprio profitto.

 

Per quel che è delle accuse di cui ai n. 4 e 5
dell'AA, sono state accolte le obiezioni della difesa nella misura in cui non è
provato che l'accusato abbia istigato G__________ a falsificare o a sopprimere
dei documenti, di guisa che AC 1 è stato prosciolto anche da queste imputazioni.

 

Per finire la Corte nemmeno ha ritenuto dati i
presupposti dell'estorsione (AA n. 6), non potendosi affermare con certezza che
AC 1 abbia esercitato violenza o minaccia di grave danno nei confronti del G__________.

 

 

                                   5.   L'accusato
è per contro stato condannato per aver istigato G__________ a commettere i
reati di amministrazione infedele (fatte salve le prime due operazioni nel
frattempo prescrittesi), aggravata siccome commessa a scopo d'indebito profitto,
e di abuso di un impianto per l'elaborazione dati, semplice in quanto il
mestiere è una circostanza aggravante personale applicabile al solo G__________.

 

Innanzitutto AC 1 ha ricevuto, lui personalmente o tramite la moglie, il denaro indicato ai punti 2 e 3 dell'AA.
Secondariamente egli sapeva che quel denaro non gli poteva essere dato in modo
lecito, perché sapeva di non avere coperture. Egli sapeva infatti che per
ottenere denaro da una banca occorrono delle garanzie, che peraltro già gli era
capitato di prestare in passato. Inoltre egli era al corrente della sua
situazione finanziaria ormai disperata, con mutui ormai scaduti sui suoi
immobili e con una mancanza di liquidità ormai cronica. Non poteva offrire
nulla in garanzia, se non vaghe promesse senza substrato concreto. Conosceva
inoltre la situazione di disagio personale in cui si trovava G__________ vis-à-vis
della Direzione. Certo, non poteva sapere che il consulente temeva soprattutto
per le sue malefatte ma, dal suo punto di vista, il fatto che G__________, se fosse
andato a chiedere alla Direzione una linea di credito per lui, avrebbe
rischiato il licenziamento proprio per l'eccessivo buonismo palesato nei suoi
confronti, bastava per usare lo stesso consulente quale mezzo per ottenere sempre
quanto richiedeva, senza alcuna garanzia. Come, poi, il consulente si sarebbe
procurato i soldi che gli consegnava, non era affar suo: a lui bastava ottenere
quello che voleva! E G__________ non aveva, beninteso, quel denaro, che doveva quindi
per forza procurarsi malversando. AC 1 sapeva benissimo che G__________, per
poter soddisfare i suoi desideri, a fronte del pericolo reale di essere
licenziato, malversava ai danni della banca. Ne discende che, nella misura in
cui sapeva che chiedendo soldi al consulente, che sapeva non avere altra
scelta, questi se li sarebbe procurati malversando ai danni della banca, AC 1 lo
ha istigato a commettere gli atti indicati nell'AA. 

Ciò basta a confermare la condanna, a prescindere
dalla questione dell'utilizzabilità del verbale MP 11 ottobre 2007 di G__________,
a cui la difesa si è opposta e che, almeno nel presente giudizio contumaciale,
non è stato, sia che sia, preso in considerazione. La questione si porrà,
semmai, qualora l'imputato intendesse chiedere lo spurgo. In quella sede anche
la questione di merito, esperite le necessarie formalità, dovrà essere posta,
non foss'altro che a titolo alternativo e sussidiario, pure alla luce del reato
di ricettazione.

 

 

                                   6.   La
pena va commisurata ai sensi dell'art. 63 vCP. La colpa di AC 1 è assai grave,
tanto che, a prescindere dalle attenuanti, per tutti i reati contemplati
nell'AA si sarebbe potuto giustificare un rinvio ad una Corte delle assise criminali.
Le responsabilità di AC 1 sono pesanti sia oggettivamente, per l'ingente somma
di denaro ripetutamente ottenuta illecitamente, sia soggettivamente, per aver
agito per solo fine di lucro, conscio della situazione di disagio in cui
versava G__________. Egli va, sia che sia, condannato con pena attenuata in
punto al reato di amministrazione infedele ai sensi dell’art. 26 CP (DTF
6S.321/2005). Per il resto il comportamento processualmente scorretto
dell'accusato che, una volta posto in libertà provvisoria, si è bellamente
infischiato del procedimento fino a pochi giorni prima del dibattimento (ma
solo perché "svegliato" dal diligente difensore che è riuscito a
contattarlo tramite un precedente legale italiano e solo per ulteriormente
procrastinare l'esito del procedimento), non giustifica riduzioni di pena.

 

A favore dell'accusato sono state ritenute le attenuanti
specifiche del lungo tempo trascorso (almeno i due terzi del termine di
prescrizione sono trascorsi dai fatti) e della violazione del principio di
celerità (dalla scarcerazione all'autunno 2007 non sono stati compiuti atti
giudiziari significativi), nonché dell’assenza di precedenti.

 

Tutto ciò considerato si giustifica la pronuncia
di una pena detentiva di 12 mesi, a cui va aggiunta una multa di CHF 1'500.- ai
sensi dell'art. 42 cpv. 4 CP. Mancando informazioni precise sulla prognosi,
essa non può dirsi del tutto negativa (riservato un più ampio ed approfondito giudizio
in sede di spurgo), di guisa che la pena detentiva viene sospesa con un periodo
di prova di due anni.

 

 

                                   7.   Le
spese sono poste a carico del condannato, in maniera ridotta (la TG di CHF
300.- corrisponde al 30% dell'intera TG che sarebbe stata caricata ad AC 1 in caso di totale soccombenza), tenuto conto del proscioglimento da diverse imputazioni, come
esposto più sopra.

 

Per quel che è delle pretese della PC, la Corte
non ha elementi sufficienti per valutare l'incidenza delle corresponsabilità
della banca sia per quel che è degli atti del suo consulente sia, per finire, dell'assenza
di serie verifiche sull'attività dello stesso che hanno, di certo, favorito
l'insorgere del danno. E' quindi stato disposto il rinvio al foro civile.

 

Rispondendo                 affermativamente ai quesiti n. 1.2.1.,
1.2.1.2., 1.3., 2., 3., 4., in modo parzialmente affermativo al quesito n. 1.2.
e negativamente a tutti gli altri quesiti;

 

 

visti gli art.                      18, 24, 26, 66, 68, 70, 71, 72,
106, 146, 158, 147, 172bis, 251, 254 e 156 vCP;

                                         26,
40, 42, 43, 44, 47, 50 nCP;

                                         229,
237 e 308 segg. CPP; 

                                         94,
266, 267 e 272 CPP; 

                                         9
segg. CPP e 39 TG sulle spese;

 

 

dichiara e pronuncia in contumacia: 

 

 

                                   1.   AC 1 è
autore colpevole di: 

 

                               1.1.   ripetuta
istigazione in amministrazione infedele aggravata 

                                         siccome
commessa per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

                                         per avere
intenzionalmente determinato G__________ a violare le disposizioni della __________
(in seguito PC 1) che vietano la concessioni di prestiti e linee di credito in
difetto di garanzie reali e quindi ad autorizzare almeno 20 prelevamenti a
contanti da lui effettuati nel periodo 27 ottobre 1994 – 12 giugno 1997 a debito delle relazioni __________ e __________ intestate proprio ad AC 1, per un importo
complessivo di fr. 743'519.85;

 

 

                               1.2.   ripetuta
istigazione in abuso di un impianto per l’elaborazione di dati

                                         per
avere, a __________, nel periodo compreso tra il 29 ottobre 1997 e il 29
gennaio 1998, allo scopo di procacciarsi un indebito profitto, intenzionalmente
determinato G__________ a servirsi in modo abusivo ed indebito del sistema
informatico della __________ (in seguito PC 1), così da ripetutamente influire
su un processo elettronico di trasmissione di dati provocando per mezzo dei
risultati erronei così ottenuti il trasferimento indebito a proprio favore di
attivi per un ammontare complessivo di almeno fr. 75'700.-, 

 

                                         e meglio
come descritto nell’atto di accusa e precisato nei considerandi. 

 

                                   2.   AC 1 è
prosciolto da tutte le altre imputazioni.

 

 

                                   3.   Di conseguenza,
AC 1, visto il lungo tempo trascorso e constatata la violazione del principio
di celerità, è condannato:

 

                               3.1.   alla pena
detentiva di 12 (dodici) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto;

 

                               3.2.   alla multa
di fr. 1'500.- (millecinquecento), con l’avvertenza che, in caso di mancato
pagamento, la stessa sarà sostituita con una pena detentiva di giorni 15
(quindici). 

 

 

                                   4.   L’esecuzione
della pena detentiva inflitta a AC 1 è condizionalmente sospesa con un periodo
di prova di anni 2 (due). 

 

 

                                   5.   La parte
civile PC 1 è rinviata al competente foro civile. 

 

 

                                   6.   La tassa
di giustizia di fr. 300.- (trecento) e le spese processuali sono poste a carico
del condannato. 

 

 

7.Questo giudizio
può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP solo per quanto
attiene alla declaratoria di contumacia; la dichiarazione di ricorso deve
essere presentata al Presidente di questa Corte entro cinque giorni da oggi; la
motivazione entro venti giorni dalla sentenza scritta.

 

 

	
  Intimazione a:

  	
   

  
	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

Per la Corte delle assise correzionali

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta spese:               

Tassa di giustizia                              fr.           300.--

Inchiesta preliminare                         fr.           200.--

Multa                                                   fr.        1'500.--

Spese postali,tel.,affr. in blocco       fr.              50.--

                                                             fr.        2'050.--

                                                             ===========