# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9b4d496d-9940-5e68-b4f6-02aa13f24336
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-05-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 06.05.2003 16.2003.35
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2003-35_2003-05-06.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2003.35

  	
  Lugano

  6 maggio 2003/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare i ricorsi per cassazione 7
aprile 2003 presentati da

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. dall'avv. __________, Bellinzona 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

le decisioni 12
marzo 2003 del Pretore del Distretto di Lugano, sezione 3 nella causa civile
inappellabile promossa con istanza 18 dicembre 2001 da

 

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. dallo studio legale __________ 

   

  

 

 

con la quale l’istante ha chiesto la condanna del
convenuto al pagamento di fr. 5'225.25 oltre interessi a titolo di contributi
condominiali arretrati nonché l'iscrizione, a garanzia dei medesimi, di
un'ipoteca legale a carico del foglio PPP no. __________ del fondo base n.
__________RFD __________ di proprietà di quest'ultimo, domande accolte dal
primo giudice, 

 

 

esaminati gli atti

 

considerato

 

in fatto e in diritto:

 

                                         che con istanza 18 dicembre 2001 la Comunione dei comproprietari del
condominio __________ ha convenuto in giudizio __________ proprietario del
foglio di PPP no. __________ del fondo base n. __________RFD __________, al
fine di ottenere l’iscrizione su questo fondo di un’ipoteca legale a garanzia
del pagamento dei contributi condominiali rimasti scoperti, relativi al periodo
1998 - 2001 per una somma capitale di fr. 5'225.25, chiedendo nel contempo la
condanna del convenuto al pagamento dello stesso importo;

 

                                         che con
decreto supercautelare 19 dicembre 2001 il pretore ha ordinato l’annotazione
provvisoria dell’ipoteca legale a garanzia del pagamento dei contributi
condominiali chiesti dall’istante;

 

                                         che il
convenuto si è opposto all'istanza, sostenendo l’inagibilità del suo
appartamento fin dal 1992, con particolare riferimento alla disattivazione
dell’impianto di ventilazione e di quello elettrico, nonché dell’impedimento
all’utilizzo di due posti auto, circostanze tutte imputabili
all’amministratrice dello stabile __________: a conferma delle stesse, egli ha
proposto il sopralluogo e l’assunzione di alcuni testi con la motivazione che
anche per i condomini l'appartamento __________ altro valore non ha oltre a quello
di un semplice locale inagibile, rispettivamente …non locabile e quindi
inutilizzabile a fini abitativi (cfr. verbale 28 febbraio 2002);

 

                                         che con
ordinanza 8 marzo 2002 il segretario assessore ha respinto tutte le prove
offerte dal convenuto non ritenendo le stesse di alcuna utilità ai fini del
giudizio;

 

                                         che con
decreto 12 marzo 2003 il pretore ha respinto la domanda di assistenza
giudiziaria del convenuto, non riconoscendo nella sua tesi nessuna possibilità
di esito favorevole nel processo (art. 157 vCPC);

 

                                         che
contemporaneamente il pretore ha emanato il giudizio di merito, ossia di
accoglimento dell'istanza, respingendo poiché non provate le contestazioni del
convenuto, in particolare in merito alla pretesa inagibilità dell'appartamento,
circostanza che comunque non rientrerebbe nell'ambito d'applicazione dell’art.
712h cpv. 3 CC;

 

                                         che con
tempestivo ricorso __________ insorge contro entrambe le decisioni pretorili:
sull'assistenza giudiziaria contestando l’accertamento di assenza del fumus boni
juris, e sul merito, invocando l'art. 327 lett. e CPC, ossia dolendosi del
rifiuto del pretore di assumere le prove da lui offerte, ciò che gli avrebbe
impedito di dimostrare l'inabitabilità del suo appartamento per cause
indipendenti dalla sua volontà; 

 

                                         che il
ricorrente, anche per questa sede, chiede di essere posto al beneficio
dell’assistenza giudiziaria;

 

                                         che
giusta l’art. 327 lett. e CPC, disposto che censura la violazione del diritto
di essere sentito garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost, una sentenza del giudice
di pace o del pretore può essere annullata se una parte non è stata posta in
grado di far valere le proprie ragioni;

 

                                         che il
diritto di essere sentito non comprende solo il diritto alla parola e la
possibilità di prendere posizione sulle argomentazioni e contestazioni
sollevate dalla controparte, ma anche l’obbligo per il giudice di chiarire ogni
contestazione, non rifiutando ingiustamente i mezzi di prova offerti e
motivando la propria decisione (Cocchi/ Trezzini, CPC-TI, ad art. 327,
m. 10 e 12);

 

                                         che, se
in linea di principio il giudice deve assumere le prove offerte tempestivamente
e nelle forme prescritte dal diritto processuale, egli ha facoltà di rinunciare
a quei mezzi probatori il cui presumibile risultato non porterebbe a nuovi
chiarimenti (DTF 124 I 211 consid. 4a);

 

                                         che
poiché la prova offerta dev'essere rilevante e atta a risolvere un fatto
controverso, la concludenza della stessa è sottoposta a una valutazione
anticipata da parte del giudice che rifiuterà di ammettere la prova se è
manifestamente inefficace o irrilevante (Cocchi/ Trezzini, op.
cit., ad art. 327, m. 10);

 

                                         che nel
caso di specie, contrariamente a quanto preteso dal ricorrente, il rifiuto del
pretore di assumere le prove da lui offerte in occasione dell'udienza del 28
febbraio 2002, non configura gli estremi del rimedio di cassazione invocato;

 

                                         che
-contrariamente all'assunto ricorsuale- la valutazione anticipata operata dal
primo giudice dipende da una corretta lettura dell'art. 712h CC che regola l'obbligo
dei comproprietari di contribuire agli oneri comuni e alle spese
dell'amministrazione comune, di regola, proporzionalmente al valore delle loro
quote (cpv. 1);

 

                                         che
infatti, negando al convenuto la possibilità di provare l'inagibilità del suo
appartamento, il Pretore ha tenuto conto che la titolarità del debito dipende
unicamente dall'iscrizione del debitore a Registro fondiario come
comproprietario della PPP (Wermelinger, La propriété par étages,
Friborgo 2002, art. 712h CC, n. 42), questione che il ricorrente non contesta;

 

                                         che
inoltre questi nemmeno pretende di essere esonerato dal pagamento del debito in
discussione in virtù di una deroga alla chiave di riparto delle spese,
contemplata nel regolamento o definita dall'assemblea dei condomini (Wermelinger,
op. cit., ibidem, n. 78);

 

                                         che
comunque non potrebbe motivare una simile deroga il fatto che un'unità risulti
non occupata, anche per molto tempo (Wermelinger, op. cit., ibidem, n.
77);

 

                                         che
infine la norma ripetutamente invocata dal ricorrente, ossia il capoverso 3
dell'art. 712h CC, come osserva il Pretore, nulla ha a che vedere con la
fattispecie concreta, dal momento che qui si contrappone al credito della
Comunione dei condomini l'inutilizzo dell'appartamento, mentre la norma
concerne l'assenza di interesse oggettivo di uno o più comproprietari su
determinate parti comuni (Wermelinger, op. cit., ibidem, n. 95 e 99);

 

                                         che il
riferimento a eventuali responsabilità dell'amministratrice della PPP appare
fuori luogo, dal momento che il fatto non è stato evocato nella discussione
delle prove e soprattutto poiché la vertenza contrappone il ricorrente
esclusivamente alla comunità dei comproprietari;

 

                                         che alla
luce di quanto sopra esposto il ricorso, che non ha evidenziato il titolo di
cassazione invocato, dev'essere respinto;

 

                                         che a
dipendenza dell'inconsistenza delle censure ricorsuali, non può neppure essere
censurato il decreto pretorile che ha respinto la domanda di assistenza
giudiziaria formulata dal ricorrente;

 

                                         che per
gli stessi motivi, ossia per la totale assenza di probabilità di esito
favorevole del ricorso (art. 14 cpv. 1 lett. a Lag), la domanda di assistenza
giudiziaria formulata in questa sede dal ricorrente non può essere accolta, a
prescindere dalla verifica del presupposto dell'indigenza;

 

                                         che
giusta l’art. 313 bis CPC, applicabile anche alla procedura di ricorso per
cassazione in virtù del rinvio di cui all’art. 331 cpv. 1 CPC, questa Camera
può decidere la reiezione dello stesso senza notifica alla controparte, qualora
si riveli inammissibile o manifestamente infondato.

 

 

 

Motivi per i quali,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art.
148 CPC e la LTG 

 

 

pronuncia:              1.
  I ricorsi per cassazione 7 aprile 2003 di ____________________sono
respinti.

 

                                   2.   La
domanda di assistenza giudiziaria 7 aprile 2003 è respinta.

 

                                   3.   Le
spese e la tassa di giustizia, per complessivi fr. 200.- sono poste a carico
del ricorrente. 

 

                                   4.   Intimazione
a:

                                         __________;

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3. 

 

 

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

Il presidente:                                                                    La
segretaria: