# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** df91406d-f0c0-5c23-b589-37f02c39d5ed
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-10-13
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Zivilkammer 13.10.2025 ZR2 2024 2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_007_ZR2-2024-2_2025-10-13.pdf

## Full Text

Obergericht des Kantons Graubünden
Dretgira superiura dal chantun Grischun
Tribunale d'appello del Cantone dei Grigioni

Sentenza del 13 ottobre 2025
comunicata il 14 ottobre 2025

N. d'incarto ZR2 24 2

Istanza Seconda Camera civile

Composizione Richter-Baldassarre, presidente
Bergamin e Moses
Bensbih, attuaria

Parti A.________
appellante
patrocinata dall'avv. Davide Cerutti

contro

B.________
appellata
patrocinata dall'avv. Roberto A. Keller

Oggetto azione creditoria

Atto impugnato decisione Tribunale regionale Moesa del 29 novembre 2019, 
comunicata il 21 febbraio 2020 (n. d'incarto 115-2016-25)

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Ritenuto in fatto:

A. Nel luglio 2013, la A.________, in qualità di committente, ha incaricato la 
B.________, in qualità di appaltatrice, dell'esecuzione di lavori da lattoniere e 
d'impermeabilizzazione a un edificio residenziale sito sul fondo 
n. Z.1.________ RFD di O.1.________.

B. Per quanto riguarda la mercede, l'appaltatrice ha trasmesso alla committente 
tre fatture per i lavori effettuati presso il suddetto cantiere, la prima in data 29 giugno 
2014 di CHF 37'062.95 e le ultime due in data 2 gennaio 2014 [recte 2015] di 
complessivi CHF 17'654.75. Nonostante i solleciti di pagamento la committente ha 
saldato solo parzialmente l'importo richiesto, rimanendo così uno scoperto pari a 
CHF 44'717.70. 

C. Con scritto del 24 febbraio 2015, la committente ha segnalato all'appaltatrice 
un problema d'infiltrazione d'acqua, a suo dire già comunicato a inizio febbraio 2015, 
contestando nel contempo tutte le fatture emesse dall'appaltatrice. Ciò è stato 
successivamente ribadito con lettera del 4 marzo 2015, con invito a ricercare e 
riparare immediatamente l'asserito danno.

D. Con scritto del 10 marzo 2015, la B.________ ha contestato i rimproveri 
mossi dalla A.________ nei suoi confronti, escludendo in particolare che all'origine 
del problema d'infiltrazione vi potessero essere lavori da lei eseguiti. Tra le parti è 
seguita ulteriore corrispondenza in merito a tale questione.

E. In data 2 luglio 2015, l'appaltatrice ha spiccato un precetto esecutivo nei 
confronti della committente per l'importo di CHF 44'717.70, contro cui quest'ultima 
ha sollevato opposizione.

F. Previo ottenimento dell'autorizzazione ad agire, con petizione del 
23 dicembre 2016 l'appaltatrice ha convenuto la committente dinanzi al Tribunale 
distrettuale Moesa (ora Tribunale regionale Moesa), postulando la sua condanna al 
pagamento dell'importo di CHF 44'717.70, oltre interessi al 5% dal 3 febbraio 2014 
sull'importo di CHF 17'654.75 e dal 30 luglio 2014 sull'importo di CHF 27'062.95, 
oltre spese esecutive, nonché il rigetto definitivo dell'opposizione interposta dalla 
A.________ al precetto esecutivo n. Z.2.________ spiccato nei suoi confronti 
dall'Ufficio esecuzioni di Roveredo (ora Ufficio esecuzioni e fallimenti Regione 
Moesa), oltre accessori, il tutto con protesta di spese processuali e ripetibili.

G. Con risposta del 29 maggio 2017, la committente si è opposta alla petizione 
postulandone la reiezione e avanzando in via riconvenzionale la condanna della 

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controparte al pagamento dell'importo di almeno CHF 205'000.00 a titolo di minor 
valore e risarcimento danni a fronte dei difetti dell'opera, oltre interessi al 5% dal 
1° marzo 2016, il tutto con protesta di tasse, spese e ripetibili.

H. Con replica e risposta riconvenzionale del 14 agosto 2017, l'appaltatrice si è 
opposta alla domanda riconvenzionale, riconfermandosi nelle proprie richieste. 
Essa ha contestato in special modo, relativamente all'azione riconvenzionale, la 
tempestività della notifica dei difetti – a suo dire in ogni caso non riconducibili a lavori 
da lei effettuati – e ha fatto valere una violazione dell'onere di allegazione e 
specificazione.

I. Con duplica e replica riconvenzionale del 2 ottobre 2017 e duplica 
riconvenzionale del 23 ottobre 2017, le parti hanno riconfermato le proprie 
antitetiche posizioni, contestando quelle avverse. In particolare, in fase di duplica 
riconvenzionale l'appaltatrice ha preso posizione in merito ad alcuni documenti nel 
frattempo prodotti in causa.

L. Durante la fase istruttoria è emerso che la committente non contestava più la 
pretesa principale in quanto tale, ma riteneva semplicemente di poterla compensare 
con l'asserito credito, sicché l'appaltatrice ha rinunciato alla prova peritale volta 
all'accertamento della congruità delle fatture scoperte con le opere da lei eseguite. 
Su proposta del tribunale di prima istanza, le parti hanno poi acconsentito a limitare 
il procedimento, da un lato, all'accertamento giudiziale del rispetto o meno dell'onere 
di allegazione e di specificazione in relazione all'azione riconvenzionale e, dall'altro, 
all'accertamento giudiziale della tempestività della notifica degli asseriti difetti.

M. In data 8 ottobre 2019 l'appaltatrice e in data 15 ottobre 2019 la committente, 
hanno presentato le memorie scritte conclusive limitatamente alle questioni 
summenzionate, riconfermandosi nelle proprie domande di causa.

N. Con decisione del 29 novembre 2019, comunicata con motivazione il 
21 febbraio 2020, il Tribunale regionale – ritenendo che in concreto la committente 
non avrebbe specificato con sufficiente chiarezza le proprie pretese e neppure 
segnalato tempestivamente i difetti – ha accolto la petizione e respinto l'azione 
riconvenzionale, condannando la A.________ a versare alla B.________ 
CHF 44'717.70 oltre interessi del 5% dal 3 febbraio 2015 sull'importo di 
CHF 17'654.75 e dal 30 luglio 2014 sull'importo di CHF 27'062.95, rigettando 
contestualmente in via definitiva l'opposizione interposta al precetto esecutivo 
n. Z.2.________ e ponendo a carico della A.________ le spese processuali, di 

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complessivi CHF 7'350.00, così come l'importo di CHF 8'000.00, da versare alla 
controparte a titolo di ripetibili.

O. Avverso tale decisione, in data 22 aprile 2020 (data del timbro postale), la 
A.________ (in seguito: appellante) ha presentato appello al Tribunale cantonale 
(ora Tribunale d'appello), chiedendo in via principale che la decisione impugnata 
venga annullata e gli atti rinviati al Tribunale regionale per nuova decisione, 
protestando tasse, spese e ripetibili. In via subordinata, l'appellante ha chiesto la 
riforma del querelato giudizio nel senso di respingere la petizione e accogliere la 
domanda riconvenzionale, con seguito dei relativi oneri giudiziari di entrambe le sedi 
a carico della controparte. In via ancora più subordinata, l'appellante ha limitato la 
pretesa fatta valere nei confronti della controparte chiedendo il versamento di 
CHF 84'866.05 oltre interessi al 5% dal 1° marzo 2016 e ridotto l'importo delle spese 
giudiziarie di prima istanza a carico di quest'ultima.

P. Con risposta del 16 giugno 2020, la B.________ (in seguito: appellata) ha 
postulato la reiezione dell'appello e la conferma della decisione del Tribunale 
regionale, protestando tasse, spese e ripetibili.

Q. Statuendo il 5 ottobre 2022 (inc. n. ZK2 20 16), il Tribunale cantonale ha 
respinto in quanto ricevibile l'appello, ponendo la tassa di giustizia di CHF 6'000.00 
a carico dell'appellante e condannandola a versare alla controparte CHF 2'129.80 
(IVA e spese incluse) a titolo di ripetibili. Il Tribunale cantonale ha ritenuto che la 
committente non avesse adempiuto il suo onere di allegazione e di specificazione 
ex art. 55 CPC in relazione alla tempestività della notifica dei difetti.

R. Contro tale sentenza, in data 7 novembre 2022 l'appellante ha interposto 
ricorso al Tribunale federale, chiedendo di annullarla e di rinviare gli atti al Tribunale 
cantonale per nuovo giudizio, nel senso di accogliere l'appello e annullare la 
decisione del Tribunale regionale del 29 novembre 2019 affinché quest'ultimo 
statuisca nuovamente sulla causa dopo avere assunto le prove richieste rimanenti 
(perizia e interrogatorio di C.________).

S. Con sentenza dell'8 dicembre 2023, il Tribunale federale ha accolto il ricorso 
e annullato la sentenza del 5 ottobre 2022, rinviando la causa al Tribunale cantonale 
per nuovo giudizio. Il Tribunale federale ha anzitutto ritenuto irricevibili, da un lato, 
la censura relativa alla mancata consegna e al mancato collaudo dell'opera e, 
dall'altro, la tesi secondo cui le parti avrebbero contrattualmente pattuito 
l'applicazione della norma SIA 118. Il Tribunale federale ha infine accolto 
l'argomentazione dell'appellante secondo cui essa avrebbe sufficientemente 

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allegato la tempestività della notifica dei difetti, non ritenendo necessario esaminare 
le rimanenti censure ricorsuali.

Considerando in diritto:

1.1. Se il Tribunale federale accoglie un ricorso e annulla la relativa decisione 
dell'istanza inferiore, rinviando la causa a quest'ultima per nuova decisione, la 
decisione di rinvio riporta la procedura allo stadio in cui si trovava immediatamente 
prima dell'emanazione della decisione annullata. L'istanza inferiore è tuttavia 
vincolata formalmente dai considerandi della decisione di rinvio (non sussiste invece 
alcun vincolo rispetto alla decisione annullata emanata dall'istanza inferiore, 
neppure nel caso in cui determinati considerandi non siano stati oggetto del giudizio 
dell'istanza superiore). Tale effetto vincolante non deriva dal passaggio in giudicato 
formale o materiale della decisione di rinvio, ma è una conseguenza della gerarchia 
delle istanze, rispettivamente dell'unicità della protezione giuridica. Il tribunale 
competente per l'emanazione della nuova decisione non può – eccezion fatta per i 
nova ammissibili – fondarsi su fatti diversi rispetto a quelli precedenti, né esaminare 
la fattispecie su aspetti giuridici che sono stati respinti nella decisione di rinvio o che 
non sono stati affatto presi in considerazione. La portata della vincolatività della 
decisione di rinvio è data dalla sua motivazione, che definisce sia il quadro per nuovi 
accertamenti di fatto sia quello per una nuova analisi giuridica (DTF 143 IV 214 
consid. 5.2.1; 143 III 290 consid. 1.5; 140 III 466 consid. 4.2.1; 135 III 334 
consid. 2; sentenze del Tribunale federale 5A_648/2017 del 22 gennaio 2018 
consid. 4.2.3; 5A_101/2017 del 14 dicembre 2017 consid. 4 segg.; 4A_23/2016 del 
19 luglio 2016 consid. 2; 5A_528/2015 del 21 gennaio 2016 consid. 2; 4A_354/2014 
del 14 gennaio 2015 consid. 2.1). 

1.2. Questa Camera è formalmente vincolata dai considerandi contenuti nella 
sentenza di rinvio del Tribunale federale dell'8 dicembre 2023 (act. G.5 
inc. n. ZK2 20 16), ma non da quelli contenuti nella propria sentenza del 5 ottobre 
2022 (act. F.1 inc. n. ZK2 20 16). Inoltre in virtù dell'art. 310 CPC, mediante appello 
possono essere censurati l'errata applicazione del diritto e l'errato accertamento dei 
fatti. Ciò premesso, l'esame che deve effettuare questa Camera è limitato anche 
dall'onere di motivazione che continua a valere per la presente procedura d'appello 
(art. 311 cpv. 1 CPC). Ciò che non viene contestato o non viene sufficientemente 
motivato con l'appello o con la risposta all'appello – ossia con il primo scambio di 
scritti – non deve essere esaminato dall'autorità di ricorso, ed è di principio valido, 
salvo si tratti di errori manifesti (DTF 142 III 413 consid. 2.2.4; sentenze del 
Tribunale federale 4A_418/2017 dell'8 gennaio 2018 consid. 2.3; 4A_666/2015 del 
26 aprile 2016 consid. 3.1). Tali allegati scritti restano pertanto determinanti anche 

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per la presente procedura d'appello (sentenza del Tribunale federale 5A_101/2017 
del 14 dicembre 2017 consid. 4.3).

1.3. Nell'ambito di tale riesame – e nella misura in cui il Tribunale federale non 
abbia fornito indicazioni in merito ai punti litigiosi sui quali l'istanza di appello è 
chiamata a ristatuire – quest'ultima è libera nella sua valutazione. Essa è munita 
come prima di pieno potere cognitivo sia in fatto che in diritto (art. 310 CPC). 
L'istanza di appello non è vincolata né dalle argomentazioni addotte dalle parti a 
sostegno delle proprie censure, né dai considerandi dell'istanza precedente (né dai 
propri considerandi contenuti nella sentenza del 5 ottobre 2022). L'istanza di appello 
applica d'ufficio il diritto (art. 57 CPC) e gode di pieno potere cognitivo in fatto, sicché 
essa può accogliere o respingere l'appello anche sulla base di una motivazione 
diversa rispetto a quella dell'istanza precedente (sentenza del Tribunale federale 
4A_397/2016 del 30 novembre 2016 consid. 3.1). I nova sono inoltre ammissibili ai 
sensi dell'art. 317 cpv. 1 CPC. 

1.4. Considerato come con sentenza 4A_497/2022 dell'8 dicembre 2023 il 
Tribunale federale ha accolto, in quanto ammissibile, il ricorso interposto 
dall'appellante e annullato la sentenza del 5 ottobre 2022 (act. F.1 
inc. n. ZK2 20 16), rinviando la causa al Tribunale cantonale per nuovo giudizio 
(act. G.5 dispositivo n. 1 inc. n. ZK2 20 16), il presente appello va riesaminato. 
Inoltre, come visto in precedenza, con la decisione di rinvio, la procedura d'appello 
relativa al presente gravame è riportata allo stadio precedente l'emanazione della 
sentenza del 5 ottobre 2022 del Tribunale cantonale. Il quadro della decisione che 
dev'essere qui pronunciata in virtù del rinvio è determinato, sotto il profilo giuridico, 
dalla sentenza del Tribunale federale dell'8 dicembre 2023 (DTF 116 II 220 
consid. 4a). 

1.5. Per quanto riguarda le ulteriori condizioni di ammissibilità dell'appello si rinvia 
ai considerandi incontestati della sentenza del 5 ottobre 2022 (act. F.1 consid. 1.1 
seg. inc. n. ZK2 20 16), precisando che nella misura in cui sotto le cifre del capitolo 
"In fatto" dell'appello, l'insorgente si limita a esporre un mero sunto dei fatti secondo 
il proprio punto di vista, senza tuttavia sollevare alcuna censura (act. A.1, n. 2.1 
segg. inc. n. ZK2 20 16), non occorre vagliare quanto ivi allegato. Inoltre si 
rammenta che i giudici non sono tenuti a esporre esplicitamente ogni singola 
censura delle parti né a determinarsi dettagliatamente su di esse, ma possono 
limitarsi a trattare quelle di rilievo per il giudizio (DTF 134 I 88 consid. 4.1 con rinvii). 
Occorre infine rilevare che con l'entrata in vigore il 1° gennaio 2025 della riforma 
della giustizia 3 nel Cantone dei Grigioni, il Tribunale cantonale e il Tribunale 
amministrativo sono stati accorpati per formare il nuovo Tribunale d'appello del 

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Cantone dei Grigioni. La procedura ZK2 24 2, fino ad allora pendente dinnanzi alla 
Seconda Camera civile del Tribunale cantonale, viene trattata, con il nuovo numero 
di riferimento ZR2 24 2, dalla Seconda Camera civile del Tribunale d'appello del 
Cantone dei Grigioni, sotto la presidenza della giudice Richter-Baldassarre (act. D.1 
segg. inc. n. ZR2 24 2; artt. 7 cpv. 1 LACPC [CSC 320.100] e 10 cpv. 1 OOGTA 
[CSC 173.010]). Ciò posto, si può dunque entrare nel merito dell'appello.

2. Come visto in precedenza, la decisione di rinvio del Tribunale federale ha 
accolto la tesi dell'appellante secondo cui essa avrebbe sufficientemente allegato 
la tempestività della notifica dei difetti. Dato che la sentenza del 5 ottobre 2022 del 
Tribunale cantonale si fondava principalmente su tale argomento, occorre di seguito 
vagliare le seguenti censure sollevate con l'appello. 

3. In merito alla tesi appellatoria secondo cui la notifica di eventuali difetti 
sarebbe avvenuta tempestivamente, occorre rilevare quanto segue.

3.1. L'appellante rimprovera al Tribunale regionale di averle negato la possibilità 
di avvalersi dei diritti di garanzia per difetti, sia in ragione della violazione dell'onere 
di allegazione e di specificazione, sia della tardività della notifica dei difetti. In merito 
alla tempestività della notifica dei difetti, l'appellante sostiene in particolare che 
l'asserito difetto non avrebbe potuto essere scoperto con l'ordinaria verifica 
dell'opera. Ciò in quanto si tratterebbe di un difetto occulto comparso 
successivamente. A dire dell'appellante, la segnalazione dei difetti avvenuta in data 
24 febbraio 2015 sarebbe pertanto tempestiva (act. A.1, n. 3.2.1.7 
inc. n. ZK2 20 16). A tal proposito occorre rilevare che l'argomentazione sollevata 
dall'appellante, secondo cui la controparte non avrebbe mai consegnato l'opera e 
neppure effettuato il collaudo non è più oggetto del presente gravame in quanto il 
Tribunale federale ha ritenuto tale censura irricevibile (cfr. act. A.1, n. 3.2.3.18 seg. 
e act. G.5 consid. 3 inc. n. ZK2 2020 16); lo stesso vale per quanto riguarda la tesi 
appellatoria secondo cui le parti avrebbero contrattualmente pattuito l'applicazione 
della norma SIA 118 (cfr. act. A.1, n. 3.2.1.7 e act. G.5 consid. 4 inc. n. ZK2 20 16). 
In seguito l'appellante osserva che l'asserito difetto – consistente in un'infiltrazione 
d'acqua dovuta, da un lato, a un foro nel Sarnafil e, dall'altro, a una saldatura mal 
eseguita – sarebbe di natura evolutiva e sarebbe insorto a inizio febbraio 2015, ciò 
che emergerebbe dai documenti versati agli atti. Sempre a inizio febbraio 2015 – 
prima del sopralluogo tenutosi il 5 febbraio 2015 – l'appellante avrebbe notificato 
oralmente tale difetto (act. A.1, n. 3.2.2.14 segg. e 3.2.3.22 seg. inc. n. ZK2 20 16). 

3.2. Giusta l'art. 367 cpv. 1 CO, eseguita la consegna dell'opera, il committente, 
appena lo consenta l'ordinario corso degli affari, deve verificarne lo stato e 

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segnalarne all'appaltatore i difetti. L'opera deve di regola essere verificata quando 
tutti i lavori contrattualmente pattuiti sono stati portati a termine dall'appaltatore 
(GAUCH, Der Werkvertrag, 6a ed. 2019, n. 2109). La mancata verifica e il mancato 
avviso all'appaltatore equivalgono in sostanza all'approvazione tacita dell'opera 
consegnata, con la conseguente liberazione dell'appaltatore dalla sua 
responsabilità (sentenza del Tribunale federale 4A_251/2018 dell'11 settembre 
2018 consid. 3.1), salvo che si tratti di difetti irriconoscibili con l'ordinaria verifica 
all'atto del ricevimento o che l'appaltatore li abbia scientemente dissimulati (art. 370 
cpv. 1 e 2 CO). Si ha in altre parole la perenzione di tutti i diritti accordati al 
committente dall'art. 368 CO (GAUCH, op. cit., n. 2160). Ove i difetti si manifestino 
più tardi, dovrà essere dato avviso tosto che siano stati scoperti, altrimenti l'opera 
si riterrà approvata nonostante i difetti stessi (art. 370 cpv. 3 CO; DTF 118 II 142 
consid. 3; 117 II 425 consid. 2; 107 II 172 consid. 1; sentenza del Tribunale federale 
4A_231/2016 del 12 luglio 2016 consid. 2.2). Il committente deve dare l'avviso dei 
difetti "tosto" la loro scoperta. Può concedersi un breve periodo di riflessione, ma 
deve decidersi rapidamente. Le circostanze del caso concreto, e in particolare la 
natura del difetto, sono determinanti per valutare se ha agito in tempo utile 
(DTF 131 III 145 consid. 7.2; 118 II 142 consid. 3b) e non sussiste alcuna regola 
generale che giustifica di richiedere in maniera rigida, a protezione dell'appaltatore, 
che il committente proceda a una segnalazione entro 7 giorni dalla scoperta del 
difetto. In maniera generale può però essere preteso un termine breve per 
reclamare, qualora sussista il pericolo che, attendendo a notificare il difetto, il danno 
aumenti (DTF 118 II 142 consid. 3b; sentenza del Tribunale federale 4A_399/2018 
dell'8 febbraio 2019 consid. 3.2). Un difetto è considerato scoperto se il committente 
ne constata l'esistenza con certezza in modo da poter formulare un reclamo 
sufficientemente motivato. Ciò presuppone che possa misurarne l'importanza ed 
estensione. I difetti occulti di una cosa si ritengono scoperti al momento in cui il 
committente acquista la certezza della loro esistenza (DTF 117 II 425 consid. 2). 
Quelli che appaiono progressivamente, nel senso che la loro estensione e la loro 
intensità aumentano poco a poco, non si reputano dunque scoperti già quando si 
manifestano i primi indizi, bensì solo quando il committente sia in grado di rilevarne 
l'importanza e la portata, ciò al fine di evitare che – per non perdere i suoi diritti – 
questi comunichi ogni bagattella all'appaltatore. Il committente è tenuto a segnalare 
il difetto solo quando gli sia noto – o debba essergli noto, secondo la buona fede – 
ch'esso costituisce un inadempimento del contratto e non un fenomeno usuale, che 
non rappresenta una difformità contrattuale (DTF 131 III 145 consid. 7.2; 117 II 425 
consid. 2). Il committente non è obbligato a rivolgersi a un esperto, ma può 
effettuare la segnalazione sulla base di una semplice supposizione, prima che il 
difetto sia stato constatato con certezza e dunque prima ancora che il termine in 

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discussione cominci a decorrere (sentenza del Tribunale federale 4A_293/2017 del 
13 febbraio 2018 consid. 2.2.3).

3.3. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale e la dottrina maggioritaria, 
l'onere della prova della tempestiva notifica dei difetti spetta al committente, che 
deve inoltre dimostrare quando il difetto gli è divenuto riconoscibile e come e a chi 
ne ha comunicato l'esistenza (DTF 118 II 142 consid. 3a; sentenze del Tribunale 
federale 4A_202/2012 del 12 luglio 2012 consid. 3.1 con riferimenti; 4A_51/2007 
dell'11 settembre 2007 consid. 4.5; ZINDEL/SCHOTT, in: Widmer Lüchinger/Oser 
[edit.], Basler Kommentar Obligationenrecht I, 7a ed. 2020, art. 367 n. 32; TERCIER, 
Les contrats spéciaux, 3ª ed. 2003, n. 4147; GAUCH, op. cit., n. 2164 segg.; cfr. 
TREZZINI, in: Trezzini/Molo/Borella/Fornara [edit.], Commentario pratico al Codice di 
diritto processuale civile svizzero, vol. 2, 3a ed. 2025, n. 139 seg. e n. 182 seg. 
art. 152). Per giurisprudenza sussiste uno scollamento tra onere dell'allegazione e 
onere della prova. È infatti il committente che formula delle pretese in garanzia a 
dovere provare di avere presentato una tempestiva segnalazione dei difetti ex art. 8 
CC, mentre incombe all'appaltatore di allegare l'approvazione dell'opera derivante 
dalla tardività dell'avviso dei difetti (DTF 118 II 142 consid. 3a; 107 II 50 consid. 2a; 
sentenze del Tribunale federale 4A_497/2022 dell'8 dicembre 2023 consid. 5.3.3; 
4A_260/2021 del 2 dicembre 2021 consid. 5.1.2; 4A_288/2018 del 29 gennaio 2019 
consid. 6.1.2; 4A_388/2017 del 22 febbraio 2018 consid. 5.1; TREZZINI, op. cit., 
n. 182 art. 152). L'appaltatore sopporta quindi l'onere di allegazione oggettivo 
dell'assenza dell'avviso dei difetti o della sua tardività, mentre il committente 
sopporta l'onere della prova riguardo a tali fatti (sentenza del Tribunale federale 
4A_260/2021 del 2 dicembre 2021 consid. 6.1.2). 

3.4. Nel caso in esame, l'appellante non può essere seguita laddove sostiene che 
gli eventuali difetti sarebbero stati notificati tempestivamente. In effetti, anche a voler 
ammettere la tesi appellatoria secondo cui in concreto gli asseriti difetti sarebbero 
occulti – e quindi a prescindere dalla questione a sapere quando sia avvenuta la 
consegna dell'opera – occorre rilevare quanto segue. In un primo momento la 
committente ha, in sede di azione riconvenzionale del 29 maggio 2017, indicato 
quanto segue: "Si volesse applicare il Codice delle obbligazioni, e meglio gli art. 370 
cpv. 3 e 371 CO, la convenuta ha tempestivamente notificato i difetti. […] E dopo le 
lettere del 24 febbraio e 4 marzo 2015, agli atti, la A.________ ha scritto ancora il 
13 febbraio 2016. Ottenendo la risposta dell'Avv. Keller del 23 febbraio 2016" 
(act. TR I.2.III.15 seg. inc. n. ZK2 20 16). Confrontata con l'eccezione con cui 
l'appaltatrice ha contestato la tempestività della notifica in sede di risposta 
riconvenzionale del 14 agosto 2017 (act. TR I.3.III.6.14 e act. TR I.3.IV.1 segg. 

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inc. n. ZK2 20 16) – successivamente confermata anche in sede di duplica 
riconvenzionale del 23 ottobre 2017 (act. TR I.5.II.2 seg. inc. n. ZK2 20 16) – la 
committente – negli allegati preliminari, in particolare con replica riconvenzionale – 
si è limitata a indicare che "I difetti sono stati segnalati in maniera tempestiva. E 
l'attrice deve risponderne" (act. TR I.4.IV.3 inc. n. ZK2 20 16). Ciò premesso, agli 
atti risulta che la committente ha segnalato i difetti con la lettera del 24 febbraio 
2015 (act. TR II.10 inc. n. ZK2 20 16), ovvero due giorni dopo il ricevimento del 
sollecito di pagamento del 22 febbraio 2015 dell'appaltatrice relativo allo scoperto 
di complessivi CHF 44'717.70 (act. TR II.9 inc. n. ZK2 20 16). Con tale scritto la 
committente ha segnalato all'appaltatrice un problema d'infiltrazione d'acqua – a 
suo dire già comunicato a inizio febbraio 2015 – facendo riferimento anche al 
sopralluogo tenutosi in data 5 febbraio 2015 presso l'edificio residenziale 
denominato "H.________" ("[…] la presente per segnalarti nuovamente 
l'infiltrazione d'acqua, già comunicatati ad inizio febbraio 2015 […]", act. TR II.10 
inc. n. ZK2 20 16). A tale lettera è seguito un secondo scritto del 4 marzo 2015, con 
cui la committente ha nuovamente segnalato all'appaltatrice il citato problema 
d'infiltrazione d'acqua, invitandola a ricercare e riparare immediatamente il danno 
(act. TR II.11 inc. n. ZK2 20 16), e un terzo in data 13 febbraio 2016 (act. TR III.8 
inc. n. ZK2 20 16). Vero è che con la missiva del 24 febbraio 2015, la società 
committente ha segnalato alla società appaltatrice un problema d'infiltrazione 
d'acqua meteorica dovuta a difetti d'opera. Stando agli atti risulta dunque che il 
primo avviso di difetti – riserva fatta per quanto riguarda le esigenze di chiarezza 
del contenuto della segnalazione dei difetti che esulano dall'oggetto della presente 
vertenza – sia avvenuto il 24 febbraio 2015. Tuttavia dall'incarto non emergono 
elementi per poter stabilire il momento in cui la committente sarebbe venuta a 
conoscenza dei difetti citati, sicché non si può ritenere dimostrato che la notifica sia 
avvenuta tempestivamente. Per quanto riguarda l'argomento addotto in sede di 
appello dall'insorgente, secondo cui: "Il 5 febbraio 2015 si è finanche tenuto un 
sopralluogo – fatto non contestato dall'attrice, anzi ammesso nel suo scritto doc. 12 
– da parte della B.________ con tanto di foto inviata via Whatsapp (doc. 10). Ma se 
c'è stato un sopralluogo, cio significa che A.________ ha comunicato alla 
B.________ l'esistenza di un'infiltrazione prima del sopralluogo. Non appena si era 
verificata" (act. A.1, n. 3.2.2.14 inc. n. ZK2 20 16), non è chiaro cosa voglia 
intendere l'appellante con tale affermazione. Nello specifico, non si comprende se 
essa asserisca di essere venuta a conoscenza dei presunti difetti il 5 febbraio 2015 
e di averli notificati oralmente la stessa data, oppure se sostenga di aver notificato 
oralmente gli asseriti difetti prima di tale data (in tal caso tuttavia senza specificare 
quando ne sarebbe venuta a conoscenza). Sia come sia, occorre rilevare, da un 
lato, che l'appellante non ha dimostrato di aver segnalato oralmente gli asseriti difetti 

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il 5 febbraio 2015 – non essendo a tal fine sufficiente quanto riportato nello scritto 
di parte del 24 febbraio 2015 – e, dall'altro, che il solo fatto che in data 5 febbraio 
2015 si sia tenuto un sopralluogo presso la palazzina in oggetto non è sufficiente a 
dimostrare che ciò sia avvenuto a seguito di una notifica dei difetti orale effettuata 
dalla committente a inizio febbraio 2015, né che essa sia venuta a conoscenza degli 
asseriti difetti solo a tale momento. In simili circostanze, non avendo la committente 
dimostrato il momento in cui è venuta a conoscenza dei difetti, la relativa notifica va 
considerata tardiva e l'opera accettata, con la conseguente perenzione dei diritti di 
garanzia in caso di difetti dell'opera della committente. 

3.5. Pertanto la tesi appellatoria secondo cui la segnalazione degli asseriti difetti 
sarebbe avvenuta tempestivamente non può essere seguita, sicché il tribunale di 
prima istanza ha rettamente respinto l'azione riconvenzionale e, già solo per tale 
ragione, l'appello va respinto. 

4. A prescindere da quanto esposto ai considerandi precedenti, l'impugnativa 
andrebbe in ogni caso respinta e la decisione impugnata confermata in 
considerazione della violazione dell'onere di allegazione e specificazione in 
relazione alla fattispecie a fondamento della pretesa riconvenzionale, come si vedrà 
in seguito.

4.1. L'appellante contesta le considerazioni espresse dai giudici di prime cure 
riguardo alla violazione dell'onere di allegazione e di specificazione. In sostanza, il 
substrato fattuale alla base della sua pretesa sarebbe stato sufficientemente 
esposto e dettagliato; per ogni fatto sarebbe stata proposta una prova (act. A.1, 
n. 3.3.2.30 segg. inc. n. ZK2 20 16). In particolare, l'appellante avrebbe allegato i 
seguenti fatti della domanda riconvenzionale: l'opera non sarebbe stata 
consegnata, il manto di Sarnafil non sarebbe stato posato correttamente, l'insorgere 
di un'infiltrazione a inizio febbraio 2015 e, infine, il fatto che una ditta terza sarebbe 
dovuta intervenire per sistemare tali difetti (act. A.1, n. 3.3.2.30 inc. n. ZK2 20 16). 
Inoltre l'appellata si sarebbe espressa in merito a tali allegazioni, dimostrando così 
di aver compreso quali fossero i fatti alla base della domanda riconvenzionale 
(act. A.1, n. 3.3.2.31 inc. n. ZK2 20 16). L'appellante sostiene poi di aver indicato i 
danni scaturiti dall'infiltrazione d'acqua, ossia il rifacimento delle opere 
dell'appaltatrice per un costo stimato di CHF 103'085.00, a cui si aggiungerebbero 
altri costi per l'allontanamento dell'impianto solare pari a CHF 10'465.20, nonché 
costi per i ponteggi di CHF 16'034.15, e il minor valore immobiliare di 
CHF 150'000.00, per un importo totale pari a CHF 279'584.35 (act. A.1, n. 3.3.3.36 
inc. n. ZK2 20 16). Secondo l'appellante i documenti prodotti sarebbero 
"selbsterklärend" conformemente a quanto previsto dalla giurisprudenza del 

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Tribunale federale, di modo che non sarebbe stato necessario ricopiare le singole 
poste nell'allegato scritto (act. A.1, n. 3.3.3.38 inc. n. ZK2 20 16). Essa fa infine 
valere una violazione dell'onere di contestazione in capo all'appellata, essendosi 
quest'ultima limitata a censure generiche in merito all'entità del minor valore e del 
danno, nonostante agli atti vi fossero singoli preventivi chiari (act. A.1, n. 3.3.3.43 
inc. n. ZK2 20 16).

4.2. Quando, come in concreto, è applicabile la massima dispositiva (art. 55 
cpv. 1 CPC), incombe alle parti, e non al giudice, raccogliere i fatti del processo. Le 
parti devono allegare i fatti sui quali fondano le loro pretese (onere di allegazione), 
produrre i relativi mezzi di prova (onere di deduzione delle prove) e contestare i fatti 
allegati dalla controparte (onere di contestazione). Giusta l'art. 150 cpv. 1 CPC il 
giudice deve unicamente amministrare prove sui fatti pertinenti e contestati 
(DTF 149 III 105 consid. 5.1; 144 III 519 consid. 5.1; 142 III 462 consid. 4.1). In virtù 
dell'art. 221 cpv. 1 lett. d CPC, rispettivamente dell'art. 222 cpv. 2 CPC, i fatti 
devono essere di principio allegati nella petizione o azione riconvenzionale, 
rispettivamente nella risposta per quelli che devono essere allegati dal convenuto. 
Possono anche essere allegati nella replica e nella duplica, se viene ordinato un 
secondo scambio di scritti o, se ciò non si verifica, essere dettati nel verbale durante 
un'udienza d'istruzione o all'inizio del dibattimento giusta l'art. 229 cpv. 2 CPC 
(DTF 144 III 519 consid. 5.2.1; 142 III 462 consid. 4.4; sentenza del Tribunale 
federale 4A_11/2018 dell'8 ottobre 2018 consid. 5.2.1). I fatti pertinenti allegati 
devono essere sufficientemente motivati (onere di sostanziare le allegazioni) 
affinché, da un lato, la parte convenuta possa indicare chiaramente quali fatti della 
petizione riconosce o contesta e, dall'altro, il giudice, partendo dalle allegazioni di 
fatto contenute nella petizione e rispettivamente nella risposta, possa allestire un 
quadro esatto dei fatti riconosciuti o contestati dalle parti, per i quali dovrà procedere 
all'assunzione delle prove, prima di applicare il diritto materiale determinante. Le 
esigenze circa il contenuto e l'accuratezza delle allegazioni dipendono dal diritto 
materiale e dagli elementi costitutivi della norma applicabile e, dall'altro lato, dalla 
posizione assunta in merito dalla parte avversa: l'attore deve dapprima illustrare i 
fatti concreti alla base delle sue pretese in maniera sufficientemente precisa da 
permettere alla controparte di determinarsi in merito e contrapporvi sue eventuali 
controprove; se quest'ultima ha contestato dei fatti, l'attore è allora tenuto a esporre 
in maniera più dettagliata e completa il contenuto dell'allegazione di ogni fatto 
controverso in maniera tale da consentire al giudice di amministrare le prove 
necessarie per chiarirli e decidere poi nel merito (DTF 144 III 519 consid. 5.2.1.1; 
136 III 322 consid. 3.4.2; TREZZINI, in: Trezzini/Molo/Borella/Fornara [edit.], 

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Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, vol. 1, 3a ed. 
2025, n. 15 art. 55). 

4.3. Più elementi di fatto concreti distinti, come differenti poste di danno, devono 
essere presentati sotto più numeri, ciò essendo necessario per permettere al 
convenuto di determinarsi chiaramente. Per quanto riguarda l'allegazione di una 
fattura o di un conteggio, può capitare che l'attore alleghi nella sua petizione (o nella 
replica) l'ammontare totale della stessa e rinvii per il dettaglio a un documento da 
lui prodotto. In un caso del genere occorre esaminare se la controparte e il tribunale 
ottengono così le informazioni che sono loro necessarie, al punto che l'esigenza di 
riprendere il dettaglio della fattura nel memoriale non avrebbe senso, oppure se il 
rinvio è insufficiente in quanto le informazioni figuranti nel documento prodotto non 
sono chiare e complete o in quanto queste informazioni devono ancora esservi 
ricercate. Non è infatti sufficiente che il documento prodotto contenga, in una forma 
o in un'altra, le suddette informazioni. Il loro accesso deve essere agevole e non 
deve sussistere alcun margine d'interpretazione. Il rinvio figurante nel memoriale 
deve designare specificamente il documento a cui si fa riferimento e permettere di 
comprendere chiaramente quale sua parte è considerata come allegata. L'accesso 
agevole è assicurato solo nel caso in cui il documento in questione è esplicito 
("selbsterklärend") e contiene le informazioni necessarie. Se ciò non è il caso, il 
rinvio può essere considerato sufficiente solo se il documento prodotto è 
concretizzato e commentato nel memoriale in modo tale che le informazioni 
divengano comprensibili senza difficoltà, senza essere interpretate o ricercate 
(DTF 144 III 519 consid. 5.2.1.2; sentenze del Tribunale federale 4A_31/2023 
dell'11 gennaio 2024 consid. 4.1.2; 4A_431/2020 del 29 dicembre 2020 consid. 6.1; 
4A_724/2016 del 19 luglio 2017 consid. 3.1; 4A_264/2015 del 10 agosto 2015 
consid. 4.2.2; PKG 2016 Nr. 5 consid. 3). Qualora sussista l'impossibilità di 
apportare una prova diretta vanno applicati – analogamente alla determinazione del 
danno ex art. 42 cpv. 2 CO – requisiti meno rigorosi in merito all'onere di sostanziare 
le allegazioni; di conseguenza, le allegazioni vanno eccezionalmente considerate 
sufficientemente sostanziate anche se le lacune esistenti devono ancora essere 
colmate mediante il procedimento probatorio (DTF 108 II 337 consid. 3; sentenza 
del Tribunale federale 4A_588/2011 del 3 maggio 2012 consid. 2.2.4). Ciò 
premesso, occorre tuttavia rilevare che secondo la giurisprudenza del Tribunale 
federale, l'assunzione delle prove non può servire a colmare lacune nell'esposizione 
dei fatti (DTF 108 II 337 consid. 3; sentenza del Tribunale federale 4A_504/2015 del 
28 gennaio 2016 consid. 2.4). 

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4.4. Qualora l'attore alleghi, nei suoi memoriali, un ammontare a lui dovuto 
producendo una fattura o un conteggio dettagliati, che contenga le informazioni 
necessarie in modo esplicito, si può esigere dal convenuto che abbia a 
concretizzare la sua contestazione (onere di sostanziare la contestazione), 
indicando con precisione le posizioni della stessa che contesta. In caso contrario, 
la fattura o il conteggio si considerano ammessi e non devono essere provati 
(DTF 144 III 519 consid. 5.2.2.3). Una contestazione generica o globale è quindi 
insufficiente (DTF 144 III 519 consid. 5.2.2.1). 

4.5. Nel caso di specie la committente – a cui incombe l'onere di allegazione e 
specificazione in punto alla domanda riconvenzionale – ha violato tale onere per 
quanto riguarda la pretesa di CHF 205'000.00 fatta valere con azione 
riconvenzionale del 29 maggio 2017 nei confronti dell'appaltatrice a titolo di 
risarcimento danni e minor valore (act. TR I.2 inc. n. ZK2 20 16). Nell'azione 
riconvenzionale del 29 maggio 2017 l'appellante ha in effetti indicato quanto segue: 
"In buona sostanza, la convenuta ha avuto danni per almeno CHF 205'000" 
(act. TR I.2.IV.4 inc. n. ZK2 20 16). Essa ha aggiunto poi che: "Ciò è dovuto al 
rifacimento completo delle opere eseguite dalla B.________, poiché non sono 
garantite le saldature del manto impermeabile Sarnafil e il rifacimento delle opere 
da lattoniere (in parte già eseguite da terzi) più tutte le opere legate al rifacimento 
come da preventivo del 13 febbraio 2016. Vi è poi stato anche un minor valore 
immobiliare dovuto proprio a quei difetti. Si devono poi aggiungere costi per le opere 
di rimozione e posa pavimentazione in sasso del terrazzo; in più manca la direzione 
lavori per queste attività" (act. TR I.2.IV.4 inc. n. ZK2 20 16). E ha quindi concluso 
formulando una domanda in via riconvenzionale, volta a condannare l'appaltatrice 
a versarle l'importo di almeno CHF 205'000.00, oltre interessi del 5% a partire dal 
1° marzo 2016 (act. TR I.2 petito n. II.1 inc. n. ZK2 20 16). A fronte di tali allegazioni 
e dei documenti prodotti dall'appellante a quel momento l'appellata ha contestato la 
pretesa e lamentato nella risposta all'azione riconvenzionale del 14 agosto 2017 
una carenza di allegazione e specificazione in relazione alla fattispecie a 
fondamento della pretesa rivendicata ("Il danno evocato (e non sostanziato a 
sufficienza) è solo un maldestro tentativo per non riconoscere le prestazioni della 
convenuta in riconvenzionale nell'azione principale", act. TR I.3.IV.4 
inc. n. ZK2 20 16). Successivamente, in sede di replica riconvenzionale del 
2 ottobre 2017 l'appellante non ha approfondito la questione, limitandosi a ribadire 
in modo generico quanto già indicato in precedenza ("Il danno è dimostrato dai 
documenti agli atti, precisi e strutturati. All'attrice nulla è dovuto, oltre a quanto già 
percepito", act. TR I.4.IV.4 inc. n. ZK2 20 16). Nella duplica riconvenzionale del 
23 ottobre 2017, l'appellata ha ribadito la sua posizione ("Controparte si è 

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nuovamente limitata a ribadire, molto, anzi, troppo genericamente, che la 
B.________ le avrebbe causato dei danni. Quindi, senza indicarli più 
specificatamente. Con ciò essa ha violato il suo obbligo processuale di allegazione 
e specificazione", act. TR I.5.II.1 inc. n. ZK2 20 16). Ora, così facendo la 
committente non ha esposto in maniera dettagliata il quadro fattuale alla base della 
propria pretesa, né tantomeno ha allegato e sostanziato in maniera concreta in cosa 
consisterebbe l'asserito danno subito e il minor valore immobiliare, limitandosi a 
generiche allegazioni. Essa non ha infatti neppure specificato o evidenziato sulla 
base di quale metodo di calcolo avrebbe ottenuto la pretesa avanzata di 
CHF 205'000.00 e – come rettamente ritenuto dal Tribunale regionale nella 
decisione impugnata – non ha specificato ad esempio, il costo del materiale da 
riparare, quello del materiale da sostituire, le ore lavorative per i singoli interventi, 
né il costo orario della manodopera, i punti dello stabile in cui occorrerebbe 
intervenire, o i danni diretti e indiretti, né ha specificato l'ammontare del danno per 
ogni singola posizione. Pertanto l'appellante non ha adempiuto il suo onere di 
allegazione e specificazione in relazione al substrato fattuale della pretesa fatta 
valere a titolo di risarcimento danni e minor valore immobiliare. A tale conclusione 
nulla muta il fatto che nel suo appello l'insorgente specifichi – per la prima volta e 
senza che vi siano gli estremi dell'art. 317 cpv. 1 CPC – che il danno sarebbe 
composto dal costo stimato in CHF 103'085.00 per il rifacimento delle opere 
dell'appaltatrice illustrato nel relativo preventivo, a cui si aggiungerebbero altri costi 
pari a CHF 10'465.20 di allontanamento di impianto solare e i lavori relativi ai 
ponteggi per CHF 16'034.15, nonché il minor valore immobiliare quantificato in 
CHF 150'000.00 nella tabella allestita dalla committente stessa, per un totale di 
"danni complessivi" di CHF 279'584.35 (act. A.1, n. 3.3.3.36 inc. n. ZK2 20 16), 
allegazione che sarebbe in ogni caso insufficiente in ragione delle considerazioni 
che seguono.  

Premesso quanto precede, occorre in ogni caso rilevare che i documenti prodotti 
dall'appellante a comprova delle sue carenti allegazioni di fatto non possono essere 
considerati "selbsterklärend", non contenendo le informazioni necessarie per 
dedurre in modo chiaro l'importo da lei preteso di CHF 205'000.00. Nello specifico, 
i documenti richiamati dalla committente nei suoi allegati scritti a suffragio delle sue 
allegazioni di fatto sono i seguenti. L'appellante produce anzitutto la lettera del 
13 febbraio 2016, con la quale essa ha nuovamente segnalato all'appaltatrice il 
problema d'infiltrazione d'acqua, informandola in particolare di aver fatto intervenire 
la ditta F.________ in data 1° ottobre 2015 per la ricerca della perdita sul tetto, la 
ditta I.________ per il prosciugamento delle pareti e il pittore per il tinteggio, 
specificando poi che: "Il danno stimato per il rifacimento dell'opera e per tutti i danni 

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avuti, il minor valore degli appartamenti é di fr. 205'000.- + interessi + IVA (escluse 
le spese legali che saranno a vostro carico)" (act. TR III.8 e 11 inc. n. ZK2 20 16). 
La committente produce inoltre il preventivo allestito nel dicembre 2016 dalla società 
D.________ relativo ai lavori di '"Allontanamento Impianto solare causa rifacimento 
tetto" per l'importo di CHF 10'465.20, nonché il preventivo del 4 maggio 2017 della 
ditta E.________ di CHF 16'034.15 per l'allestimento dei ponteggi e quello del 
1° febbraio 2016 dell'azienda F.________ per il "risanamento copertura tetto piano 
con sostituzione dell'isolazione termica impregnato d'acqua, incluse le opere da 
lattoniere" per l'ammontare complessivo di CHF 103'085.90 (act. TR III.12 segg. 
inc. n. ZK2 20 16). Inoltre l'appellante produce una tabella – da lei stessa allestita e 
pertanto mera allegazione di parte – intitolata "calcolo costo di investimento – 
mappale no. Z.1.________ RFD O.1.________" che riporta diverse informazioni in 
merito al costo d'investimento e di vendita delle PPP del fondo base part. n. 
Z.1.________ RFD O.1.________, da cui tuttavia non si desume in modo chiaro il 
calcolo effettuato per ottenere l'asserito minor valore immobiliare di CHF 150'000.00 
ivi indicato (act. TR III.15 inc. n. ZK2 20 16), nonché un estratto del rogito del 
5 giugno 2014 con oggetto la compravendita immobiliare della PPP .________, 
comproprietà del fondo base part. n. Z.1.________ RFD O.1.________ 
(act. TR III.16 inc. n. ZK2 20 16). L'appellante produce infine la corrispondenza con 
la G.________ ________ SA (act. TR III.21 inc. n. ZK2 20 16), nonché il richiamo 
dell'incarto presso la G.________ ________ SA relativo al sinistro alla residenza 
denominata "H.________". Ora, le informazioni che emergono dalla citata 
documentazione non sono sufficienti per liberare la committente dall'onere di 
allegazione e specificazione nei suoi memoriali della sua pretesa. A tal proposito si 
osserva peraltro che dalla somma degli importi indicati nei preventivi sopracitati si 
ottiene l'ammontare complessivo di CHF 129'585.25 ([10'465.20 + 16'034.15 + 
103'085.90]; act. TR III.12 segg. inc. n. ZK2 20 16), che non corrisponde tuttavia 
all'importo di CHF 205'000.00 rivendicato dalla committente, ciò neppure volendo 
considerare la fattura del 30 giugno 2015 della F.________ pari a CHF 1'437.25 
(act. TR III.9 inc. n. ZK2 20 16). Quanto alla pretesa a titolo di minor valore, come 
visto, essa non può essere desunta in modo chiaro dalla tabella prodotta e allestita 
dall'appellante di cui all'act. TR III.15 inc. n. ZK2 20 16. In siffatte circostanze i 
documenti prodotti dall'appellante non possono essere considerati espliciti 
("selbsterklärend"), sicché anche sotto tale aspetto l'appellante ha violato il suo 
onere di allegazione e di specificazione. Anche a voler ammettere che in concreto 
si applichino delle esigenze più basse dell'onere di allegazione – analogamente alla 
determinazione del danno ex art. 42 cpv. 2 CO (cfr. supra consid. 4.3) – resta il fatto 
che, come si è visto, l'appellante avrebbe comunque dovuto allegare a sufficienza 
il quadro fattuale alla base della richiesta dei mezzi di prova atti a dimostrarli, ciò 

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che in concreto non ha fatto. Quanto al fatto che l'appaltatrice ha inoltre richiamato 
quali mezzi di prova l'interrogatorio di C.________ e la prova peritale sull'esistenza 
dei difetti e l'entità del danno (cfr. act. TR I.2.IV.4 e act. TR I.3.IV.4 
inc. n. ZK2 20 16) – prove ammesse ma non ancora esperite e di cui si dirà meglio 
più avanti (cfr. infra consid. 5 segg.) – si rammenta che l'assunzione delle prove non 
può servire a colmare lacune nell'esposizione dei fatti. Infine ritenuto che se vi è una 
violazione dell'onere di allegazione in capo all'attrice riconvenzionale – come in 
concreto – non c'è spazio per una violazione dell'onere di contestazione della 
controparte, l'argomentazione dell'appellante secondo cui l'appellata avrebbe 
violato l'onere di contestazione non può essere seguita.

4.6. Ne discende che l'appellante è venuta meno al suo onere di allegazione e di 
specificazione in merito alla fattispecie a fondamento della pretesa riconvenzionale, 
sicché anche su questo punto l'appello non permette di sovvertire la decisione di 
prima sede.

5. Infine l'appellante lamenta il fatto che i giudici di prime cure non abbiano 
assunto gli interrogatori delle parti e il sopralluogo, a suo avviso prove rilevanti ai 
fini di dirimere la questione della tempestività della notifica dei difetti e a fondamento 
della domanda riconvenzionale. Ciò che avrebbe riconosciuto pure il Tribunale 
regionale, indicando nella decisione impugnata che in fase istruttoria i testimoni 
sarebbero stati escussi fondamentalmente in merito alla pretesa principale 
dell'appellata e non in relazione all'entità di eventuali danni, alla responsabilità e alla 
tempestività e fondatezza della notifica dei difetti (cfr. per tutto quanto precede 
act. A.1, n. 3.2.3.25 e act. A.1, n. 3.3.2.33 inc. n. ZK2 20 16). L'appellante si duole 
inoltre del fatto che la perizia volta a chiarire l'esistenza e le cause dei difetti, nonché 
l'entità del danno non sia stata assunta. A detta dell'appellante la prova peritale 
sarebbe servita proprio per dimostrare la congruità dei preventivi allegati e dell'entità 
del difetto e avrebbe chiarito anche le cause del difetto (act. A.1, n. 3.3.3.37 e 
act. A.1, n. 3.3.3.41 segg. inc. n. ZK2 20 16). 

5.1. Tali censure sono invero prive di rilevanza visto che in concreto, lo si 
ribadisce, non solo la notifica dei difetti va considerata tardiva, ma sussiste in ogni 
caso anche una violazione dell'onere di allegazione e specificazione in capo 
all'appellante in relazione alla fattispecie a fondamento della pretesa 
riconvenzionale. Pertanto tali questioni nulla mutano all'esito del giudizio odierno. 
Ciò premesso, ci si limita a rilevare quanto segue.

5.2. Dinanzi al Tribunale regionale l'appellante ha richiesto in particolare quali 
mezzi di prova una "perizia (salvo rinuncia) sull'esistenza dei difetti e l'entità del 

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danno", nonché l'interrogatorio di C.________ e un sopralluogo (act. TR I.2.IV e 
act. TR I.4.IV inc. n. ZK2 20 16), successivamente ammessi con ordinanza sulle 
prove del 17 gennaio 2019 (act. TR IV.1 inc. n. ZK2 20 16). In seguito, con 
disposizione ordinatoria del 4 luglio 2019 il presidente del tribunale di prima istanza 
ha proposto alle parti – le quali hanno accettato – di limitare il procedimento, da un 
lato, all'accertamento giudiziale del rispetto o meno dell'onere di allegazione e di 
specificazione e, dall'altro, all'accertamento giudiziale della notifica tempestiva o 
meno degli asseriti difetti (act. TR V.31 inc. n. ZK2 20 16). Ciò premesso, come 
visto, il giudice assume i mezzi di prova richiesti dalla parte solo se il substrato 
fattuale su cui essi poggiano sia stato allegato conformemente a quanto disposto 
dall'art. 55 CPC. In tal senso l'assunzione dell'interrogatorio delle parti, del 
sopralluogo e della prova peritale richiesti dall'appellante non può aprire la via a una 
ricerca indiscriminata e indagatoria, ma deve fondarsi su fatti sufficientemente 
allegati. Ora, come visto in precedenza, il quadro fattuale allegato dall'appellante 
per quanto riguarda la pretesa fatta valere in via riconvenzionale è carente e la 
stessa ha così violato l'obbligo di allegazione e specificazione. In siffatte 
circostanze, tali prove non sono debitamente sostenute da un'allegazione rituale dei 
fatti e pertanto non possono in ogni caso essere assunte. Ciò premesso, non si 
rende necessario esaminare se l'assunzione di tali prove sarebbe stata rilevante ai 
fini di dirimere la questione della tempestività della notifica dei difetti, giacché in 
ragione di quanto precede i diritti per la garanzia dei difetti risultano in ogni caso 
perenti. 

5.4. Di conseguenza, anche sotto tale aspetto la censura appellatoria non è atta 
a sovvertire la decisione del Tribunale regionale.

6. Tenuto conto di tutto quanto precede, e pacifico che l'appellante ha 
riconosciuto la pretesa dell'appellata, i giudici di prima istanza hanno rettamente 
respinto l'azione riconvenzionale del 29 maggio 2017 e accolto la petizione del 
23 dicembre 2016. Pertanto l'appello, in tutte le sue domande, deve essere respinto 
e la decisione del Tribunale regionale del 29 novembre 2019 confermata. 

7.1. La tassa di giustizia per la procedura d'appello è fissata e ripartita d'ufficio 
(art. 105 cpv. 1 CPC). Giusta l'art. 11 cpv. 1 OTGPC (CSC 320.210), il Tribunale 
d'appello riscuote una tassa di giustizia in procedure d'appello compresa tra 
CHF 1'000.00 e CHF 30'000.00. In considerazione di tutti gli elementi, 
segnatamente del dispendio temporale cagionato, si giustifica di fissare la tassa di 
giustizia in CHF 6'000.00. Poiché in sede di appello l'appellante è risultata 
integralmente soccombente, la tassa di giustizia dev'essere posta nella medesima 
misura a suo carico (art. 106 cpv. 1 prima frase CPC). Questa viene posta in 

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compensazione con l'anticipo delle spese di CHF 8'000.00 corrisposto 
dall'appellante nella procedura ZK2 20 16 (act. D.2 inc. n. ZK2 20 16). 

7.2. Il Tribunale d'appello stabilisce d'ufficio e discrezionalmente le ripetibili, ove 
le medesime siano state protestate (artt. 105 cpv. 2 e 96 CPC; art. 2 cpv. 1 OOA 
[CSC 310.250]; DTF 139 III 334 consid. 4.3). L'appellata nella propria risposta ha 
protestato le ripetibili (act. A.2 petito n. 2 inc. n. ZK2 20 16), senza presentare 
tuttavia una nota d'onorario. Il Tribunale non può quindi basarsi sull'importo fatturato 
per stabilire le ripetibili (art. 2 cpv. 2 OOA), ragion per cui queste vanno stabilite 
discrezionalmente (art. 2 cpv. 2 OOA). L'art. 3 cpv. 1 OOA stabilisce che è 
considerata corrente una tariffa oraria fra CHF 210.00 e CHF 270.00. In assenza di 
un accordo sull'onorario, come nella presente fattispecie, il Tribunale d'appello 
applica per prassi la tariffa oraria mediana di CHF 240.00 con un supplemento 
spese forfettario del 3% (cfr. fra tante sentenza del Tribunale cantonale dei Grigioni 
ZK1 16 133 del 24 novembre 2016 consid. 2c con rinvii). In concreto, tenuto conto 
del dispendio causatole in sede di appello e della complessità del caso, si ritiene 
adeguato riconoscere un dispendio orario di 12 ore di lavoro. Alla luce di ciò, 
all'appellata va pertanto riconosciuto l'importo di complessivi CHF 2'966.40 (spese 
incluse). L'IVA non deve invece essere presa in considerazione in ragione del fatto 
che l'appellata è di principio assoggettata all'IVA e può dunque dedurre i relativi 
costi. L'appellante è quindi tenuta a corrispondere il predetto importo all'appellata. 

8. Per quanto concerne infine i rimedi esperibili sul piano federale (artt. 51 
cpv. 1 lett. a, 112 cpv. 1 lett. d LTF), contro questa sentenza può essere interposto 
ricorso in materia civile al Tribunale federale (artt. 72 cpv. 1, 74 cpv. 1 lett. b LTF), 
in quanto il valore litigioso supera CHF 30'000.00. 

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Il Tribunale d'appello pronuncia:

1. L'appello è respinto. Di conseguenza la decisione del Tribunale regionale 
Moesa del 29 novembre 2019 è confermata.

2. La tassa di giustizia per la procedura d'appello di CHF 6'000.00 è posta a 
carico della A.________ ed è compensata con l'anticipo delle spese 
dell'importo di CHF 8'000.00 da lei versato nella procedura ZK2 20 16. Il 
Tribunale d'appello dei Grigioni restituirà alla A.________ l'importo restante, 
di CHF 2'000.00.

3. La A.________ è condannata a rifondere alla B.________ CHF 2'966.40 
(spese incluse) a titolo di spese ripetibili per la procedura d'appello.

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5. [Comunicazioni]