# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d1607f70-fbfd-54bc-8f5c-06c330b13881
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-12-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 21.12.2005 12.2004.180
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2004-180_2005-12-21.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2004.180

  	
  Lugano

  21 dicembre
  2005/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Epiney-Colombo e Verzasconi (giudice supplente)

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.1996.700
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 promossa, con petizione 9
ottobre 1996, da

 

	
   

  	
  AP 1 

  rappr. dall’ RA
  1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO 1 

  rappr. dall’ RA
  2 

   

  

 

con cui l’attrice ha chiesto la
condanna della convenuta al pagamento dell’importo di Fr. 182'365.- oltre a
interessi al 5% dal 30 aprile 1993, domanda avversata dalla convenuta che
postula la reiezione della petizione e che il Pretore, con decisione del 22
settembre 2004, ha integralmente
respinto, accollando la tassa di giustizia e le spese all’attrice, pure tenuta
a rifondere alla convenuta l’importo di Fr. 15'000.- a titolo di ripetibili.

 

Appellante l’attrice con atto del 13 ottobre 2004, con
cui chiede in via principale l’annullamento della decisione di prima istanza e
l’accoglimento della petizione, e in via subordinata l’accoglimento della
petizione nella misura di Fr. 13'565.- oltre a interessi,  mentre la convenuta,
con osservazioni del 5 novembre 2004 postula la reiezione dell’appello.

 

Letti ed esaminati gli atti ed i documenti di
causa.

 

 

Ritenuto

 

 

in fatto:

 

                                  A.   Il
1. settembre 1992 AO 1, (in seguito detta AO 1) ha concluso con P__________
SA,  un contratto denominato di appalto avente per oggetto la fornitura e la
posa di pavimenti in pietra naturale al ristorante M__________, a Monaco di
Baviera, per un importo di DM 356’436.50 (doc. 3, 4 e 5). Il giorno seguente, P__________
SA ha ordinato il materiale necessario all’esecuzione dei pavimenti in
questione alla B__________ SA, Lugano, precisando che le fatture avrebbero
dovuto essere indirizzate a AO 1, che avrebbe provveduto anche allo sdoganamento
e al pagamento dell’IVA all’importazione (doc. P).

                                         Sulla
base del contratto stipulato tra AO 1 e P__________ SA, quest’ultima ha emesso
alcune richieste di acconto nonché una nota finale il 21 dicembre 1992 (doc. 6,
7, 8 e 14), debitamente saldate da AO 1 con versamenti sul conto indicato da P__________
SA alla __________ a __________ (doc. 9, 10, 15 e 21). 

                                         Nel
frattempo, B__________ SA dopo aver fornito il materiale richiesto da P__________
SA, ha a sua volta emesso delle fatture recanti l’indirizzo di AO 1 (doc. C-L),
che tuttavia quest’ultima contesta di aver ricevuto. L’11 febbraio 1993 B__________
SA ha quindi trasmesso a AO 1 un  richiamo di pagamento per un importo
complessivo totale di Fr. 13'565.-, ossia Fr. 182'365.- dedotto un presunto
acconto di Fr. 168'800.- (doc. 16), al quale AO 1 non ha dato alcun seguito. AO
1 è stata in seguito nuovamente richiamata da B__________ SA (doc. M e N), affinché
provvedesse al pagamento di Fr. 182'365.- corrispondente alla somma complessiva
di tutte le fatture scoperte. Questo importo è stato contestato da AO 1, la
quale ha eccepito la mancanza di rapporto contrattuale tra le parti e non ha
corrisposto alcunché a B__________ SA (doc. Q, 18 e 19).

 

 

                                  B.   Il 9
ottobre 1996 B__________ SA ha convenuto in giudizio AO 1 davanti al Pretore
del distretto di Lugano chiedendo il pagamento dell’importo di Fr. 182'365.-
oltre a interessi al 5% dal 30 aprile 1993, richiesta alla quale si è opposta
la convenuta. Nel frattempo, nei confronti dell’attrice è stato dichiarato il
fallimento e la pretesa avanzata in sede giudiziaria è stata ceduta ai sensi
dell’art. 260 LEF a AP 1, Lugano, che è subentrata alla fallita nel processo da
essa a suo tempo iniziato.

                                         Con
decisione del 22 settembre 2004 il Giudice di prime cure ha integralmente
respinto la petizione, condannando l’attrice al pagamento delle spese
processuali di complessivi Fr. 2'850.- e al versamento alla convenuta di Fr.
15'000.- a titolo di ripetibili.

                                         In
sintesi, il Pretore ha dapprima considerato come provato il versamento
dell’importo di Fr. 168'800.- da parte di P__________ SA a B__________ SA, per
cui la pretesa avanzata sarebbe in ogni caso stata ridotta di questo importo.
Negando tuttavia l’esistenza di un rapporto contrattuale tra le parti in causa,
il Pretore ha quindi respinto anche il residuo di Fr. 13'565. -. 

 

 

                                  C.   Con
atto del 13 ottobre 2004 AP 1 ha dedotto in appello la decisione pretorile. In
via principale ha chiesto la riforma del giudizio impugnato nel senso di
accogliere le domande presentate con la petizione e in via subordinata ha
postulato l’accoglimento della stessa nella misura di Fr. 13'565.- oltre ad
accessori, con protesta di tasse, spese e ripetibili della prima e seconda istanza.

                                         Dei
motivi si dirà nei considerandi.

                                         Con
osservazioni del 5 novembre 2004 AO 1 ha richiesto che l’appello venga
respinto.

 

 

 

Considerando

 

 

in diritto:                     

 

                                   1.   L’appello
è stato presentato tempestivamente (art. 308 cpv. 1 CPC) e la legittimazione
dell’appellante è data. Essendo adempiute anche le altre condizioni formali,
l’appello è quindi ammissibile e può essere esaminato nel merito.

 

                                                                                                         

                                   2.   Occorre
dapprima esaminare l’esistenza, sostenuta dall’appel-lante e negata dal
Pretore, di un rapporto contrattuale tra le parti, dove per attrice, nei
considerandi che seguono, si intende sempre quella originaria, ora fallita,
ossia la B__________ SA.

 

                               2.1.   L’appellante
ritiene che - con la richiesta di P__________ SA di indirizzare le fatture del
materiale ordinato direttamente a AO 1, la quale avrebbe proceduto di persona
allo sdoganamento e al pagamento dell’IVA all’importazione (doc. P) - avrebbe
dimostrato, anche sulla base del principio dell’affida-mento, l’esistenza di un
rapporto contrattuale venuto in essere tra B__________ SA e la convenuta. Le
fatture dell’attrice alla convenuta (doc. A-L), così come la mancanza di ogni
prova relativa all’esistenza di un “sub-contratto” tra attrice e P__________ SA
e di relativi pagamenti di quest’ultima alla prima, rafforzerebbero ulteriormente
la tesi secondo cui il contratto sarebbe sorto direttamente tra attrice e
convenuta. I bollettini di sdoganamento prodotti rappresenterebbero inoltre la
prova della semplice rappresentanza di P__________ SA nei confronti della
convenuta e non già dell’esistenza di un contratto.

 

                               2.2.   Contrariamente a
quanto sostenuto dall’appellante, a questo proposito il Pretore ha ritenuto che
tra l’attrice e P__________ SA sarebbe sorto un contratto per la fornitura di
materiale da far pervenire direttamente alla convenuta. P__________ SA in
quell’occasione non avrebbe quindi agito quale rappresentante, come sostenuto dall’attrice,
bensì a titolo personale, mancando agli atti ogni prova in senso contrario. A
ragione.

 

                               2.3.   Un’obbligazione può
sorgere fra due persone per tramite di una terza la quale agisce in
rappresentanza dell’uno o dell’altro contraente (art. 32 CO). La rappresentanza
diretta presuppone l’adempimento di due requisiti: occorre da una parte che il
rappresentante si sia assunto un obbligo a nome di un’altra persona, e
dall’altra che egli fosse a ciò autorizzato dal rappresentato (art. 33 CO; Watter, in Basler Kommentar, Obligationenrecht I, 3.a edizione, Basilea 2003, n. 12 e segg. ad
art. 32 e riferimenti). Se al momento della conclusione
del contratto il rappresentante non si è fatto riconoscere come tale, il
rappresentato diventa direttamente creditore o debitore nel solo caso in cui
l’altro contraente dovesse inferire dalle circostanze la sussistenza di un rapporto
di rappresentanza o gli fosse indifferente la persona con cui stipulava (art.
32 cpv. 2 CO). 

                                         Per
quanto attiene alla facoltà di compiere atti di rappresentanza, siccome
quest’ultima non esige il requisito di una forma speciale, essa può
essere conferita verbalmente o anche tacitamente (Watter, op. cit., n. 14 e seg. ad art. 33). In altri termini,
il rapporto di rappresentanza può risultare anche da atti concludenti prima, durante
e dopo la conclusione degli accordi fra il terzo e l’asserito rappresentante
dell’altro contraente, in quest’ultimo caso più che di atti di manifestazione
di mandato si parla di ratifica dell’operato del rappresentante da parte della
persona nel cui interesse questi ha agito (art. 38 CO). Basta la ricorrenza di
una “circostanza” sufficiente ai sensi dell’art. 32 cpv. 2 CO per ritenere che
una parte contraente non agisce in nome proprio ma in rappresentanza di una terza
persona (Rep. 1971 pag. 83 e 84). 

                                         Giusta l’art. 8 CC colui che sostiene
l’esistenza di un rapporto di rappresentanza deve provare che il rappresentante
è stato incaricato di agire come tale dal terzo che pretende di rappresentare,
sussistendo tuttavia la presunzione in favore della conclusione di affari in
proprio nome e per proprio conto (Zäch,
Berner Kommentar, Obligationenrecht, n. 186 ad art. 32).

 

                               2.4.   In
concreto, già la condizione dell’esistenza della facoltà di rappresentare fa
difetto. 

                                         Infatti,
agli atti vi è il contratto di appalto stipulato in forma scritta tra la convenuta
e P__________ SA relativo alla fornitura e alla posa di pietra naturale per il
cantiere della convenuta (doc. 3). Sulla base di tale rapporto contrattuale,
confermato anche dal teste __________, P__________ SA ha quindi emesso acconti
e fattura finale a conclusione dell’opera e la convenuta ha onorato le
richieste secondo gli accordi intercorsi e sul conto indicato da P__________ SA
e ad essa intestato. Si rileva di transenna che la conclusione di questo contratto
è stata la conseguenza dell’aggiudicazione dell’opera a seguito di un concorso
privato indetto dalla convenuta al quale era stata invitata a partecipare e
aveva partecipato non già l’attrice, bensì proprio P__________ SA (cfr. doc.
2). 

                                         Dagli
atti dell’incarto non risulta per contro alcuna prova o indizio secondo cui la
convenuta avrebbe investito P__________ SA di un “solo” incarico di
rappresentanza, contrariamente a quanto sostenuto dall’attrice, la quale su
questo punto ha fallito nel suo onere probatorio. 

                                         Per il
resto, dall’istruttoria non è emerso né che P__________ SA si sarebbe fatta
riconoscere quale rappresentante della convenuta, né tantomeno è ravvisabile,
per la mancanza di indizi in tal senso, una ratifica a posteriori del contratto
secondo quanto previsto dall’art. 38 CO, ritenuto come la convenuta, anche in
tempi non sospetti, ha sempre eccepito la mancanza di rapporto contrattuale con
l’attrice (cfr. doc. 18 e 19). 

                                         Per tutti
questi motivi vi è pertanto da ritenere che il contratto sia stato stipulato
tra la convenuta e P__________ SA (doc. 3), la quale non ha agito in rappresentanza
della convenuta ma in suo nome e per suo conto.

                                         Certo, il
doc. P menziona quale destinatario del materiale ordinato da parte di P__________
SA all’attrice la convenuta stessa e l’assunzione da parte di quest’ultima
delle spese doganali e dell’IVA all’importazione. In questo ambito occorre
tuttavia considerare che, contrariamente a quanto sostenuto dall’appellante, la
convenuta ha validamente contestato l’invio e la ricezione delle fatture per la
merce fornita dall’appellante, la quale, dal canto suo, non ha saputo
dimostrare come era suo onere (art. 8 CC), quanto da essa sostenuto. Si rileva
inoltre che il fatto di aver pagato le spese di trasporto e le tasse non può
certo sovvertire il giudizio, in considerazione del contesto internazionale
della presente fattispecie e della prassi commerciale vigente, a cui giustamente
si accenna nella sentenza impugnata. Su questo punto l’attrice si diffonde in
considerazioni meramente generiche, senza prendere in considerazione le
puntuali argomentazioni contenute nella sentenza impugnata, per cui di per sé
l’appello sarebbe pure inammissibile (art. 309 cpv. 1 lett. f CPC).

                                         Di
conseguenza, data la presunzione della conclusione di affari in nome proprio,
l’appellante non ha assolutamente dimostrato l’esistenza di un rapporto di
rappresentanza tra la convenuta e P__________ SA e il suo appello va quindi
integralmente respinto.

 

 

                                   3.   Vista
l’inesistenza di qualsiasi rapporto contrattuale tra attrice e convenuta e
quindi la reiezione integrale della pretesa dell’appellante, la questione di
sapere se l’attrice abbia o no ricevuto da P__________ SA l’importo di Fr.
168'800.- diventa ininfluente ai fini del presente giudizio e può essere
lasciata indecisa.

 

 

                                   4.   Dato
l’esito dell’appello, le spese processuali sono a carico dell’appellante (art.
148 CPC), la quale rifonderà alla convenuta, patrocinata da un legale,
un’indennità per ripetibili.

 

 

Per questi motivi,

 

richiamati
gli art. 148 CPC e la TG

 

dichiara e pronuncia:    

 

 

                                     1.    L’appello
13 ottobre 2004 di AP 1 è respinto. 

 

 

                                     2.    Gli oneri processuali della procedura di appello, consistenti in:

                                            

                                            a)
tassa di giustizia           Fr. 1’350.-

                                            b)
spese                              Fr.     50.-

                                            totale                                   Fr. 1’400.-

 

                                            già
anticipate dall'appellante, rimangono a suo carico. Essa rifonderà a AO 1
un’indennità di Fr. 4'500.- a titolo di ripetibili.

 

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  -;

  -.

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario