# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9debf97e-8d49-5f50-802a-9d91a7a6f75f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-02-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.02.2023 D-698/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-698-2023_2023-02-09.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-698/2023 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  9  f e b b r a i o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico, 

con l’approvazione della giudice Gabriela Freihofer;  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), 

Russia,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento  

(procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 25 gennaio 2023 / N (…). 

 

 

 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessata ha presentato in Svizzera il (…) dicem-

bre 2022,  

i documenti depositati dall’insorgente al suo arrivo in Svizzera, ovvero il 

suo passaporto russo comprensivo di diversi visti dell’B._______, della  

Germania e della C._______, nonché un permesso di soggiorno tedesco, 

scaduto il (…), 

il verbale del colloquio Dublino dell’(…) gennaio 2023 ai sensi dell’art. 5 del 

Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 

26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell’Unione euro-

pea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: RD III), 

la richiesta di ripresa in carico (recte: presa in carico) dell’11 gennaio 2023 

fondata sull’art. 12 par. 4 RD III presentata dalla SEM alle competenti au-

torità tedesche, 

l’accettazione della richiesta di presa in carico della Germania del 13 gen-

naio 2023, basata sulla medesima disposizione succitata, 

la decisione della SEM del 25 gennaio 2023, notificata il 30 gennaio 2023 

(cfr. atto della SEM n. [{…}]-26/1), mediante la quale la predetta autorità 

non è entrata nel merito della domanda d’asilo dell’interessata ai sensi 

dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31), ed ha pronunciato il suo trasfe-

rimento verso la Germania, altresì osservando che un eventuale ricorso 

contro la decisione non ha effetto sospensivo, 

la dichiarazione di cessazione del mandato di rappresentanza, sottoscritta 

dal rappresentante legale designato il 30 gennaio 2023, 

la documentazione medica all’incarto, 

il ricorso del 6 febbraio 2023, inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale (di seguito: il Tribunale) contro la succitata decisione della SEM, 

con il quale la ricorrente ha chiesto l’entrata nel merito della sua domanda 

d’asilo ed il trattamento della sua procedura in Svizzera; nonché ha pre-

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sentato istanza di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal ver-

samento delle spese processuali e dell’anticipo spese, e domanda di ef-

fetto sospensivo al ricorso, 

la nuova documentazione allegata in copia al ricorso, ovvero: lo scritto 

dell’autorità della migrazione della D._______ del 16 dicembre 2022 e lo 

scritto dell’(…) del 2 dicembre 2022, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una deci-

sione in materia di asilo della SEM (artt. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), il 

ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-

c e 52 cpv. 1 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che il ricorso, manifestamente infondato per i motivi che seguono, è deciso 

dal giudice unico, con l’approvazione di una seconda giudice (art. 111 

lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a 

cpv. 2 LAsi), 

che giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che nel colloquio Dublino l’interessata ha dichiarato di non voler tornare in 

Germania, in quanto ivi non si sentirebbe sicura; che ella avrebbe riscon-

trato delle problematiche con l’amministratore dell’abitazione dove viveva 

che avrebbe fatto parte del partito “(…)” e che per questo l’avrebbe discri-

minata non rispondendo dapprima alle sue domande, ed in seguito conse-

gnandole il contratto di locazione solo dopo (…) mesi ed insultandola (cfr. 

atto della SEM n. 16/2), 

che nella propria decisione, l’autorità inferiore ha in primo luogo ritenuto 

che la Germania sia competente per lo svolgimento della procedura d’asilo 

e di allontanamento dell’insorgente; che in secondo luogo ha escluso che 

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in Germania sussistano delle carenze sistemiche ai sensi dell’art. 3 par. 2 

RD III, ed ha considerato che ella non verrà esposta a delle serie violazioni 

dei diritti dell’uomo ex art. 3 CEDU o ad una situazione esistenziale difficile; 

che non vi è il rischio di violazione del divieto di respingimento; che altresì 

non vi è motivo per l’applicazione delle clausole discrezionali previste agli 

artt. 16 par. 1 e 17 par. 1 RD III, nonché all’art. 29a cpv. 3 dell’ordinanza 1 

sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, 

RS 142.311), 

che nel suo ricorso l’insorgente chiede l’applicazione della clausola di so-

vranità; che invero ella sarebbe stata discriminata durante il suo soggiorno 

in Germania dall’(…), da parte del suo professore e supervisore della me-

desima (…), come pure da parte del (…); che segnatamente a causa del 

ritardo nel trattamento della sua richiesta d’asilo in Germania, ella avrebbe 

riscontrato delle problematiche con l’alloggio; che anche potendo dimo-

strare di poter guadagnare abbastanza per vivere nel suddetto Paese, non 

sarebbe stato dato seguito alla sua richiesta di un visto che le permettesse 

di lavorare; che inoltre ha allegato di avere avuto dei problemi con dei 

gruppi neofascisti tedeschi che la starebbero cercando, tramite il suo su-

baffittuario; che alla luce di quanto precede, ella afferma di non aver bene-

ficiato di alcun aiuto in Germania nel corso della sua permanenza, e quindi 

rischierebbe che la sua domanda d’asilo non venga trattata correttamente; 

che inoltre la sua incolumità psichica sarebbe seriamente in pericolo nel 

precitato Stato, 

che la SEM, nel contesto della procedura Dublino e nel caso di una proce-

dura di presa in carico (inglese: take charge) – come è il caso di specie – 

non entra nel merito di una domanda d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 

lett. b LAsi quando, dopo aver passato in rassegna gli artt. 7-15 RD III (prin-

cipio della gerarchia dei criteri), conclude che un altro Stato è competente 

per l’esecuzione della procedura d’asilo e allontanamento, 

che la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base 

della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato 

domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 RD III), 

che lo Stato membro competente in forza del presente regolamento è te-

nuto a prendere in carico – in ossequio alle condizioni poste agli artt. 21, 

22 e 29 – il richiedente che ha presentato domanda in un altro Stato mem-

bro (art. 18 par. 1 lett. a RD III), 

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che nella presente disamina, la SEM ha appurato che l’interessata, prima 

di giungere in Svizzera, ha soggiornato in Germania con un titolo di sog-

giorno scaduto il (…) nonché con diversi visti segnatamente rilasciati dalle 

autorità tedesche, evenienze che sono pure state confermate dalla ricor-

rente nell’ambito del colloquio Dublino (cfr. atto della SEM n. 16/2), 

che l’autorità inferiore, sulla scorta di tali elementi, ha chiesto in data 

11 gennaio 2023, la presa in carico dell’interessata alle autorità tedesche, 

fondandosi sull’art. 12 par. 4 RD III (cfr. atto della SEM n. 18/7); che il 

13 gennaio 2023, l’autorità preposta tedesca, ha espressamente accettato 

la predetta richiesta sulla base della medesima disposizione (cfr. atto della 

SEM n. 21/3), 

che di conseguenza, la competenza della Germania è di principio data,  

che l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si giustifica nel caso 

di specie, visto che non vi sono né agli atti né apportati con il ricorso ele-

menti fondati per ritenere che in Germania sussistano carenze sistemiche 

ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea 

(GU C 363/1 del 18.12.2000); che la presunzione di sicurezza secondo cui 

la Germania agisca in linea con gli standard previsti dal diritto europeo ed 

internazionale, non è stata rovesciata dalla ricorrente, 

che difatti, le mere allegazioni generiche presentate soltanto con il ricorso 

dall’insorgente, che in Germania ella avrebbe subito delle discriminazioni 

da parte delle autorità della migrazione tedesche, che avrebbero segnata-

mente ritardato nella trattazione della sua domanda d’asilo, che non avreb-

bero dato seguito alla sua richiesta di visto per lavoro anche adempiendo 

alla condizione di un sufficiente reddito per vivere, e che rischierebbe 

quindi che la sua domanda d’asilo non venga trattata correttamente, non 

inducono neppure ad una diversa valutazione della fattispecie ed a capo-

volgere la presunzione legale di sicurezza sopra riportata, 

che anzi, in proposito, dalla documentazione presentata dall’insorgente 

con il gravame, è evincibile che un permesso di soggiorno per lavoro non 

le sarebbe stato concesso, in quanto ella non avrebbe fornito sufficienti 

garanzie circa il suo sostentamento (cfr. scritto del 16 dicembre 2022 

dell’[…] della D._______); che dal predetto scritto, è pure desumibile che 

all’insorgente è stata offerta la possibilità di esprimersi contro l’intenzione 

dell’autorità predetta di rifiutare la sua richiesta di permesso di soggiorno e 

di ordinarle la partenza dalla regione; che altresì, dalla missiva del 2 dicem-

bre 2022, appare come all’insorgente è stata indicata chiaramente quale 

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esito aveva avuto la sua domanda d’asilo scritta del 30 novembre 2022 ed 

in quali modalità e dove l’avrebbe invece dovuta presentare (cfr. scritto del 

2 dicembre 2022 del […]), 

che pertanto, il rispetto della trattazione della sua domanda d’asilo da parte 

delle autorità tedesche secondo una procedura giusta ed equa, non ap-

pena avrà presentato una domanda d’asilo secondo le modalità richieste, 

non è in alcun modo posto in dubbio, 

che spetterà quindi alla ricorrente, al momento del suo ritorno nel predetto 

Paese, di presentare al più presto una domanda d’asilo alle autorità tede-

sche secondo quanto da loro già indicatole e di rispettare le loro istruzioni, 

ciò che le permetterà pure di beneficiare dei diritti previsti dalla direttiva 

2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazio-

nale (di seguito: direttiva accoglienza), 

che neppure l’art. 17 par. 1 RD III (“clausola di sovranità”), disposizione 

concretizzata in diritto interno svizzero dall’art. 29a cpv. 3 OAsi 1 (cfr. 

DTAF 2015/9 consid. 8), è applicabile in specie, 

che difatti, visto anche quanto già sopra considerato, l’insorgente non ha 

apportato indizi seri e concreti suscettibili di dimostrare che lo Stato di de-

stinazione rifiuterebbe di prenderla in carico e di esaminare la sua do-

manda di protezione internazionale, una volta che l’avrà depositata; o an-

cora che non rispetterebbe il divieto di respingimento e, quindi, verrebbe 

meno ai suoi obblighi internazionali rinviandola in un Paese dove la sua 

vita, integrità corporale o libertà sarebbero seriamente minacciate o da 

dove rischierebbe di essere respinta in un tale Paese, 

che tuttavia, se ella dovesse ritenere, una volta rientrata in Germania, che 

in quest’ultimo Paese i suoi diritti siano in qualche modo lesi, apparterrà 

alla stessa rivolgersi alle autorità preposte, anche adendo eventualmente 

le vie legali previste, per far valere i medesimi (cfr. art. 26 della direttiva 

accoglienza), 

che per quanto riguarda poi le asserite problematiche con gruppi neofasci-

sti tedeschi, che la starebbero tutt’ora ricercando, nonché con l’amministra-

zione dell’abitazione in cui viveva, il Tribunale rileva – come a ragione già 

motivato dalla SEM nella decisione avversata (cfr. p.to II, pag. 4) – che la 

Germania è uno Stato di diritto con un’autorità di polizia funzionante, di-

sposta ed in grado di offrire la protezione adeguata, a cui l’insorgente potrà 

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indirizzarsi nel caso in cui ritenesse di essere minacciata concretamente; 

che l’insorgente, la quale non ha mai addotto di essersi rivolta per tali pro-

blematiche alle autorità tedesche preposte, non ha neppure fornito indizi 

che permettano di ritenere il contrario rispetto a quanto precede, 

che del resto, agli atti non figurano elementi tali da concludere che un suo 

trasferimento nello Stato in questione la esporrebbe al rischio di essere 

privata del sostentamento minimo e di subire delle condizioni di vita inde-

gna in violazione della direttiva accoglienza, essendo qui ancora una volta 

rammentato come la ricorrente, una volta depositata regolare domanda 

d’asilo in Germania, avrà in particolare accesso alle prestazioni materiali 

previste dal sistema di accoglienza tedesco, 

che da ultimo, né da un esame d’ufficio degli atti di causa (cfr. atti della 

SEM n. 9/2, 22/1, e 28/2; dai quali si evincono le diagnosi di: stato da de-

pressione [in remissione], Attention Deficit Disorder, e scoliosi senza alcun 

trattamento prescritto a parte la fissazione di un consulto psichiatrico il 

14 febbraio 2023), né da alcuna allegazione dell’insorgente (cfr. atto della 

SEM n. 16/2), è desumibile che ella soffra attualmente di una patologia di 

rilievo che risulti essere ostativa al suo trasferimento nel contesto di una 

procedura Dublino (cfr. sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo 

N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; Paposhvili contro 

Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 seg.; DTAF 2011/9 con-

sid. 7.1), 

che ad ogni modo, è notorio che lo Stato di destinazione dispone di infra-

strutture mediche sufficienti (cfr. tra le tante la sentenza del TAF 

E-228/2023 del 17 gennaio 2023), anche per gli eventuali trattamenti di cui 

ella necessiterebbe in futuro, 

che inoltre la Germania, in quanto Stato firmatario della direttiva acco-

glienza, deve provvedere affinché i richiedenti ricevano la necessaria assi-

stenza sanitaria comprendente quanto meno le prestazioni di pronto soc-

corso e il trattamento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali e 

fornire la necessaria assistenza medica o di altro tipo, ai richiedenti con 

esigenze di accoglienza particolari, comprese, se necessarie, appropriate 

misure di assistenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 direttiva accoglienza), 

che in siffatte circostanze, non traspaiono quindi elementi per ritenere che 

l’autorità inferiore abbia esercitato in maniera contraria al diritto il suo po-

tere d’apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 segg.); che non risulta 

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pertanto alcun motivo per applicare le clausole discrezionali previste 

all’art. 17 par. 1 RD III, rispettivamente all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, 

che di conseguenza, la Germania è competente per l’esame della do-

manda d’asilo della ricorrente ai sensi del RD III, ed è tenuta a prenderla 

in carico in ossequio alle condizioni poste agli artt. 21, 22 e 29 RD III, 

che è quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do-

manda d’asilo della ricorrente, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b 

LAsi ed ha pronunciato il suo trasferimento verso la Germania conforme-

mente all’art. 44 LAsi, posto che la predetta non possiede un’autorizza-

zione di soggiorno in Svizzera (cfr. art. 32 lett. a OAsi 1), 

che visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione 

impugnata confermata, 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, sia la domanda di 

concessione dell’effetto sospensivo al ricorso sia quella tendente all’esen-

zione dal pagamento dell’anticipo sulle spese processuali, sono divenute 

prive di oggetto, 

che, infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta, 

che, visto l’esito della procedura, le spese processuali di 750 franchi, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico della ricorrente (art. 63 

cpv. 1 e 5 PA; nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF).  

(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali di 750 franchi sono poste a carico della ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all’autorità can-

tonale competente. 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Manuel Borla Alissa Vallenari