# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9029aa30-8a13-5f2c-870e-77ce7789eac3
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-10-31
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 31.10.2008 D-5968/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5968-2008_2008-10-31.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5968/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3 1  o t t o b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Bruno Huber;
cancelliere Carlo Monti.

A._______ dichiaratosi cittadino del Sudan, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 10 settembre 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5968/2008

Fatti:

A.
Il  2 giugno 2008, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo in 
Svizzera.  Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui  di  rilievo, 
d'essere fuggito con sua madre nel 1992, durante la guerra ed all'età 
di due anni, da B._______, nel Sud del Sudan, a C._______ in Libia, 
dove  avrebbe  vissuto  fino  al  2001  e,  in  seguito,  a  D._______.  La 
madre dell'interessato avrebbe frequentato per sei mesi un arabo che 
sarebbe  morto,  dopo  avere  cenato  con  la  stessa.  In  seguito,  sua 
madre  sarebbe  stata  incarcerata.  L'interessato  avrebbe  dunque 
lasciato la Libia, in data 24 aprile 2008, per il timore d'essere ucciso, 
in  quanto ritenuto complice  dell'omicidio  del  compagno della  madre. 
Inoltre, temerebbe pure il rimpatrio verso il Sudan per la situazione di 
guerra e di  fame attuale. Infine, ha allegato d'essersi  recato in Italia 
con una barca per poi entrare illegalmente in Svizzera con un camion, 
in data 29 maggio 2008.

B.
Il  10  settembre  2008,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31). L'autorità inferiore ha pure pronun- 
ciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
Il  18  settembre  2008,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata 
decisione dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della 
decisione impugnata e la  trasmissione degli  atti  di  causa all'autorità 
inferiore per una nuova decisione nel merito. Ha altresì presentato una 
domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali e del relativo anticipo.

D.
Il  23  settembre  2008,  il  TAF  ha  considerato  nella  sua  decisione 
incidentale il gravame siccome privo di probabilità d'esito favorevole ed 
ha respinto  la  summenzionata domanda d'assistenza giudiziaria. Ha 
quindi  invitato  il  ricorrente  a  versare  un  anticipo  di  CHF  600.-  a 
copertura  delle  presumibili  spese  processuali,  con  comminatoria 

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d'inammissibilità del ricorso, in caso di  mancato versamento di  detto 
anticipo.

E.
Il  30  settembre  2008,  il  ricorrente  ha  tempestivamente  versato 
l'anticipo richiesto.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 
art. 105 LAsi  e  art.  83  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968 
(PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella  decisione impugnata,  l'UFM ha considerato,  da  un lato,  che il 
ricorrente non ha addotto motivi che possano giustificare la mancata 
tempestiva  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o  d'identità,  dall'altro 
lato,  ha ritenuto inverosimili  le  allegazioni  decisive in  materia  d'asilo 
presentate  dall'insorgente  nonché  l'evocata  minorità.  In  particolare, 
avrebbe  dichiarato  il  16  giugno 2008  d'avere  quasi  18  anni  per  poi 

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sostenere d'essere andato a scuola dal 2001 al giugno 2006 e di avere 
avuto 11 anni all'inizio del periodo scolastico, rispettivamente 16 anni 
alla  fine  dello  stesso.  Per  di  più,  avrebbe  dichiarato  una  differenza 
d'età  di  quattro  anni  con suo  fratello  maggiore  ventitreenne. Inoltre, 
l'insorgente  non  avrebbe  intrapreso  alcunché  per  procurarsi  dei 
documenti, accontentandosi di dichiarare di non avere la possibilità di 
farseli mandare, dato che non ne avrebbe mai posseduti. Peraltro, non 
sarebbe convincente la narrazione del viaggio relativo al suo arrivo a 
E._______, in Italia, giacché non sarebbe stato capace di nominare il 
passatore  che  l'avrebbe  accolto  sulla  spiaggia.  Inoltre,  il  ricorrente 
avrebbe asserito di parlare solo l'inglese standard, nonostante avesse 
indicato lo  swahili come lingua madre. Oltre a ciò,  egli  non avrebbe 
saputo indicare se B._______ sia bagnata da un fiume o meno. Inoltre, 
sarebbe vaga e priva di dettagli  la sua narrazione relativa ai 16 anni 
vissuti in Libia, ad C._______ ed a D._______, da un lato, dal punto di 
vista  della  conoscenza  della  lingua  araba,  poiché,  malgrado  la 
frequentazione di una scuola in inglese a D._______, un soggiorno di 
16  anni  in  un  Paese  arabo  l'avrebbe  sicuramente  marcato 
linguisticamente,  dall'altro  lato,  dal  profilo  della  carente  descrizione, 
priva  di  nomi  di  piazze  o  palazzi  importanti,  di  D._______.  Inoltre, 
l'insorgente  non  sarebbe  stato  in  grado  di  indicare  correttamente  il 
nome  del  presidente  Gheddafi  nonché  del  vicino  di  casa,  il  quale 
avrebbe  saputo  ciò che  sarebbe  successo  a  sua  madre. L'UFM  ha 
altresì considerato inverosimile il racconto circa i fatti accaduti in Libia. 
In più, l'insorgente sarebbe originario di in un Paese anglofono come, 
per esempio, la Nigeria.  Infine, l'autorità inferiore ha considerato non 
necessari ulteriori chiarimenti ai fini dell'accertamento della qualità di 
rifugiato o dell'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allonta- 
namento del ricorrente.

5.
Nel ricorso, l'insorgente ha ribadito che la sua data di nascita esatta 
sarebbe quella  da lui  indicata al  momento della  presentazione della 
sua  domanda  d'asilo  e,  quindi,  di  avere  poco  meno  di  18  anni, 
ritenendo peraltro come infondate e soggettive le valutazioni dell'UFM 
in  merito.  Inoltre,  siccome  vi  sarebbero  solamente  pochi  mesi  di 
differenza tra l'età da lui dichiarata e quella emersa dall'esame osseo, 
quest'ultimo non sarebbe atto a stabilire con esattezza la sua età. Ha, 
peraltro, sostenuto  di non essere in grado consegnare un documento 
di identità, in quanto non ne avrebbe mai posseduto uno. Inoltre, egli 
afferma di non avere alcun'esperienza diretta della realtà del Sudan, 

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poiché sarebbe espatriato all'età di soli due anni. Le poche nozioni di 
cui dispone relative al Sudan gli sarebbero infatti state trasmesse da 
sua  madre.  Infine,  egli  ritiene  necessari  ulteriori  chiarimenti  in 
relazione allo statuto di rifugiato o all'esecuzione dell'allontanamento. 
Per conseguenza, l'autorità inferiore avrebbe dovuto entrare nel merito 
della sua domanda d'asilo.  

6.

6.1 Giusta l'art. 7 cpv. 2 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
procedurali  dell'11  agosto  1999  (OAsi  1,  RS  142.311),  per  il 
richiedente  l'asilo  minorenne,  che  non  è  accompagnato,  viene 
nominata una persona di fiducia per la durata della procedura d'asilo o 
d'allontanamento, ma al massimo fino alla nomina di un curatore o di 
un  tutore,  oppure  fino  al  raggiungimento  della  maggiore  età.  La 
designazione  di  una  persona  di  fiducia  presuppone  tuttavia  la 
dimostrazione  da  parte  del  richiedente  l'asilo,  perlomeno  nel  senso 
della  probabilità  preponderante,  dell'allegata  minorità  (v.  Giurispru-
denza  ed  Informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia d'asilo [GICRA] 2001 n. 22 e relativo riferimento). Nell'ambito 
dell'accertamento  dei  fatti  è  altresì possibile  ricorrere  all'ausilio  di 
metodi scientifici (art. 7 cpv. 1 OAsi 1).

6.2 Nella fattispecie, Il TAF osserva che, da un lato, l'insorgente non 
ha saputo fornire indicazioni suscettibili di rendere altrimenti plausibile 
la  dichiarata  minore  età.  In  particolare,  non  ha  fornito  valide 
giustificazioni per la mancata produzione di documenti d'identità o di 
viaggio, è stato impreciso sulla sua biografia, sull'età dei suoi genitori 
e  sul  suo  percorso  scolastico. Dall'altro  lato,  dall'esame radiologico, 
effettuato il 3 giugno 2008, risulta un'età ossea del ricorrente superiore 
ai 18 anni in contraddizione con  la dichiarata età di 17 anni e 7 mesi. 
Pertanto,  conto  tenuto  dell'insieme  delle  circostanze  del  caso  di 
specie,  segnatamente  della  genericità  ed  imprecisione  delle 
argomentazioni  ricorsuali,  non  v'è  ragione  di  censurare  la  mancata 
designazione  al  ricorrente  di  una  persona  di  fiducia  ai  sensi 
dell'art. 17 cpv. 3 LAsi, in quanto l'insorgente non è stato in grado di 
corroborare l'allegata minorità.

7.

7.1 Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 

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documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c).

7.2 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale  svizzero  [DTAF] 
2007/7 consid. 6).

7.3 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

8.

8.1 Questo Tribunale osserva, che il  ricorrente, senza valide ragioni, 
non ha tempestivamente presentato documenti di viaggio o d'identità 
ai  sensi  di  legge,  benché  l'UFM  l'abbia  invitato  ad  esibirli  sin  dal 
momento  dell'inoltro  della  sua  domanda  d'asilo.  In  particolare,  va 
rilevato che l'insorgente in sede di ricorso si è semplicemente limitato 
a dichiarare che non gli sarebbe possibile consegnare dei documenti, 
giacché  non  ne  avrebbe  mai  avuti  (v. ricorso  pag.  2  e  3).  Non  v'è, 
dunque,  ragione di  ritenere che se l'insorgente avesse effettuato dei 

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seri e concreti sforzi per procurarsi tempestivamente un documento di 
viaggio  o  d'identità,  detti  sforzi  non  avrebbero  potuto  avere  esito 
favorevole.  Infine,  se  un  richiedente  non  aveva  ragioni  valide  per 
giustificare  la  mancata  esibizione  di  documenti  ai  sensi  di  legge  in 
procedura di prima istanza, non v'è motivo d'annullare la decisione di 
non entrata  nel  merito  quand'anche  avesse a  presentare  un  siffatto 
documento in sede di ricorso (v., fra le tante, la sentenza del Tribunale 
amministrativo federale D-8199/2007 del 18 dicembre 2007 consid. 8 e 
relativo riferimento).

8.2 Il TAF rileva, altresì, che il ricorrente non ha presentato, all'infuori 
di generiche censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una 
diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le 
allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo  s'esauriscono,  infatti,  in  mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF 
in relazione all'art. 6 LAsi, all'art. 37 LTAF ed all'art. 4 PA). Basti ancora 
rilevare che l'insorgente, malgrado abbia dichiarato di essere cittadino 
sudanese, non ha saputo indicare il F._______, che è uno dei fiumi più 
lunghi  del  mondo,  come un fiume importante in Sudan, che peraltro 
bagna anche la città di B._______ [...]. Inoltre, non è stato in grado di 
fornire  una  descrizione  geografica  della  zona  di  B._______  [...], 
indicata dall'insorgente come la sua città di provenienza. Non soccorre 
il ricorrente nemmeno l'allegazione secondo cui egli avrebbe vissuto in 
tale  Paese soltanto  fino all'età  di  due anni  e  conoscerebbe soltanto 
quanto  sua  madre  gli  avrebbe  raccontato  [...].  Inoltre,  ritenuto  che 
l'insorgente  ha indicato lo  swahili  come lingua madre [...]  e  ha pure 
asserito  che  i  suoi  genitori  parlano  questo  idioma  [...],  può essere 
considerato  verosimile che egli non parli tale lingua, soltanto se le sue 
precedenti  asserzioni  non  corrispondono  alla  realtà.  Per  di  più,  per 
quanto attiene alla lingua araba, questo Tribunale ritiene inverosimile 
che una persona possa vivere per 16 anni in un Paese come la Libia, 
dove l'idioma ufficiale è l'arabo, senza apprenderlo almeno un po' [...]. 
Peraltro,  essendo  improbabile  che  il  ricorrente  abbia  soggiornato  in 
Libia, anche gli avvenimenti di cui, secondo l'insorgente, sarebbe stata 
protagonista  sua  madre  in  detto  Paese  non  meritano  alcuna 
considerazione. Infine,  il  ricorrente  si  limita  a  mere  congetture,  non 
confortate  da  alcun  elemento  serio  e  concreto,  sull'eventualità 
d'essere  in  pericolo,  in  caso  di  rientro  in  patria.  Per  conseguenza, 
l'UFM ha rettamente considerato come del tutto prive di fondamento, 

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con  riferimento  all'art. 32 cpv. 3 lett.  b  LAsi,  le  dichiarazioni  rese 
dall'insorgente.

9.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 
presentate dal ricorrente (v. considerando 8 del presente giudizio), non 
risultano elementi da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti 
ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente 
medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

10.

10.1 Resta  ora  da  esaminare  se  la  seconda  eccezione  prevista 
all'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi  è  applicabile,  ovvero se sono necessari 
ulteriori  chiarimenti  per  accertare  l'esistenza  di  un  impedimento 
all'esecuzione  dell'allontanamento.  La  questione  del  carattere 
possibile,  ammissibile  e  esigibile  dev'essere  esaminata  d'ufficio. 
Tuttavia,  questo  principio  è  limitato  dall'obbligo  dell'interessato  di 
collaborare  all'accertamento  dei  fatti  giusta  l'art.  8  cpv.  1  LAsi 
(v. la sentenza del Tribunale amministrativo federale D-3975/2007 del 
15 giugno  2007,  consid.  3.4,  WALTER KÄLIN,  Grundriss  des 
Asylverfahrens,  Basel  und  Frankfurt  am  Main,  1990,  pag.  262).  Si 
tratta di un tipico caso d'applicazione dell'art. 13 cpv. 1 lett. c PA.

10.2 Nel caso di  specie, le affermazioni del  ricorrente in  merito alla 
propria  cittadinanza  sono  manifestamente  carenti  ed  inverosimili  al 
punto  tale  che  può  essere  esclusa  la  sua  provenienza  dal  Sudan 
(v. considerando 8 del presente giudizio). Di conseguenza, il ricorrente 
ha violato l'obbligo di collaborare con riferimento all'indicazione della 
sua vera cittadinanza, a lui senza dubbio nota, e ha posto le autorità 
nell'impossibilità  di  determinare  il  suo  Paese  d'origine  e  l'esistenza 
d'ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento.  Considerata  l'evidente 
mancanza di collaborazione, ulteriori accertamenti da parte dell'UFM, 
o da parte di questo Tribunale, ai fini della determinazione di eventuali 
ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento  non  sarebbero  di  alcuna 
utilità.

11.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito 
la decisione impugnata va confermata.

Pagina 8

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12.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1).

13.
Per  quanto  riguarda  l'esecuzione  dell'allontanamento,  non  spetta  a 
questo Tribunale ricercare eventuali impedimenti all'esecuzione di tale 
misura.  Per  conseguenza,  l'autorità  di  prima  istanza  ha  rettamente 
agito ordinandola.

14.
Il ricorso deve essere respinto. Essendo manifestamente infondato, il 
gravame  è  deciso  in  procedura  semplificata  (art.  111a  LAsi)  dal 
giudice  unico,  con  l'approvazione  di  un  secondo  giudice 
(art. 111 lett. e LAsi).

15.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 
nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).  Esse sono computate con 
l'anticipo  spese,  di  CHF  600.-,  versato  dall'insorgente  il 
30 settembre 2008.

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 9

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo  spese  di  CHF  600.-,  versato  il  30  settembre  2008,  è 
computato con le spese processuali.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato)
- UFM,  Divisione  dimora  e  aiuto  al  ritorno  (in  copia; n.  di  rif. 

N ;allegato incarto UFM)
- G._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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