# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6879b1e0-3e84-5126-85ca-5e63881829d0
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-05-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.05.2025 C-349/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-349-2024_2025-05-05.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 

Decisione impugnata davanti al TF 

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-349/2024 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  5  m a g g i o  2 0 2 5  

Composizione 

 
Giudici Michela Bürki Moreni (presidente del collegio),  

Madeleine Hirsig-Vouilloz, Vito Valenti,  

cancelliere Luca Rossi. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

patrocinato dall'avv. Patrick Untersee, Studio 1896,  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero (UAIE),  

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
assicurazione invalidità, rendita limitata nel tempo  

(decisione del 27 novembre 2023). 

 

 

 

C-349/2024 

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Fatti: 

A.  

A.a A._______ (assicurato, interessato, insorgente, ricorrente), cittadino 

italiano, nato il (…) 1967, domiciliato a B._______ (IT), ha lavorato in Sviz-

zera come frontaliere per differenti datori di lavoro in qualità di carrozziere-

verniciatore a partire dal 1991, solvendo regolari contributi all’assicura-

zione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (doc. 140 p. 3 dell’in-

carto dell’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità per gli assicurati residenti 

all’estero [UAIE]). 

A.b In data 13 luglio 2017 l’interessato ha presentato all’Ufficio dell’assicu-

razione per l’invalidità del Canton C._______ (UAI-C._______), per il tra-

mite della SUVA, una domanda volta al conseguimento di prestazioni 

dell’assicurazione svizzera per l’invalidità (doc. UAIE 84, 86), in ragione 

dell’infortunio alle ginocchia subito il 17 gennaio 2017, per il quale era stata 

attestata un’inabilità lavorativa inizialmente del 100%. Il 12 aprile 2018 l’as-

sicurato ha formulato un’ulteriore domanda di prestazioni per causa di ma-

lattia, in ragione di distinte affezioni degenerative dell’apparato locomotore, 

nonché di disturbi a livello psichico, per le quali è stata attestata un’incapa-

cità lavorativa totale dal 1° novembre 2017 (doc. UAIE 140 pp. 2-4). 

A.c Sulla base del rapporto reumatologico del dott. D._______ del 23 otto-

bre 2018 (doc. UAIE 107 pp. 12-22) e di quello psichiatrico della dott.ssa 

E._______ del 22 novembre 2018 (doc. UAIE 107 pp. 2-7), con decisione 

del 4 luglio 2019, l’UAIE ha riconosciuto il diritto ad una rendita intera d’in-

validità con grado del 100% dal 1° gennaio 2018 (trascorso l’anno d’at-

tesa), versata tuttavia unicamente dal 1° ottobre 2018 (domanda conside-

rata tardiva, avendo l’amministrazione ritenuto la domanda formulata il 12 

aprile 2018), e sostituita dal 1° febbraio 2019 da una mezza rendita, 

avendo accertato a partire dal 23 ottobre 2018 un grado di invalidità del 

52% (doc. UAIE 132).  

A.d Con sentenza C-4576/2019 del 13 maggio 2020 il Tribunale ammini-

strativo federale (TAF) ha parzialmente accolto il ricorso interposto il 6 set-

tembre 2019 dall’assicurato, allora rappresentato dal sindacato UNIA, at-

tribuendogli una rendita intera dal 1° gennaio 2018 al 31 gennaio 2019 e 

rinviando gli atti all’amministrazione per complemento istruttorio e nuova 

decisione per il periodo successivo (doc. UAIE 140). Il ricorrente era stato 

reso attento dal Tribunale circa la possibilità di reformatio in pejus ed aveva 

dichiarato l’intenzione di mantenere il ricorso (cfr. sentenza citata consid. 

E.d). 

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B.  

B.a In esecuzione del suddetto giudizio l’assicurato è stato convocato 

presso il Servizio Accertamento Medico di F._______ (SAM) per sottoporsi 

a una perizia pluridisciplinare in ambito psichiatrico, neurologico, reumato-

logico e internistico (doc. UAIE 150). Nel referto del 28 novembre 2022, di 

cui si dirà in dettaglio nei considerandi in diritto, i periti hanno constatato 

un alternarsi di periodi di abilità rispettivamente inabilità lavorativa a partire 

dal 17 gennaio 2017, data dell’infortunio alle ginocchia. Essi hanno ritenuto 

che le limitazioni funzionali e l’incapacità lavorativa riscontrate erano so-

stanzialmente riconducibili alle diagnosi in ambito reumatologico. Dal punto 

di vista internistico, psichiatrico e neurologico non era stata infatti riscon-

trata alcuna riduzione delle risorse dell’assicurato in qualsiasi tipo di attività 

(doc. UAIE 165).  

B.b Con rapporto finale del 23 dicembre 2022 il Servizio medico regionale 

(SMR) ha fatto proprie le conclusioni peritali attestando i seguenti periodi 

di incapacità lavorativa (doc. UAIE 172):  

− In attività abituale: 100% dal 17 gennaio 2017, 50% dal 1° agosto 

2017, 100% dal 1° novembre 2017, 50% dal 5 ottobre 2021;  

− In attività sostitutiva: 100% dal 17 gennaio 2017, 50% dal 1° agosto 

2017, 100% dal 1° novembre 2017, 50% dal 23 ottobre 2018, 0% 

dal 5 ottobre 2021. 

B.c Con progetto di decisione del 19 gennaio 2023 l’UAI-C._______, ha 

prospettato la conferma della rendita intera dal 1° gennaio 2018 al 31 gen-

naio 2019, nonché la mezza rendita con grado del 52% dal 1° febbraio 

2019 al 31 gennaio 2022 (trascorsi tre mesi dal miglioramento dello stato 

di salute). Posteriormente a tale data, avendo accertato un grado di invali-

dità non più pensionabile (pari allo 0%) ha quindi prospettato la soppres-

sione del diritto alla rendita. Sulla base del rapporto del consulente in inte-

grazione professionale (doc. UAIE 171) ha inoltre ritenuto non adempiuti i 

presupposti per il riconoscimento di provvedimenti professionali (doc. UAIE 

173).  

B.d Con osservazioni del 21 febbraio 2023, completate il 9 maggio 2023 

con ulteriori argomentazioni e referti medici a supporto, l’assicurato ha con-

testato, tramite il sindacato UNIA, gli accertamenti medici su cui si è fon-

data l’amministrazione e le conclusioni del suddetto progetto di decisione 

(doc. UAIE 178, 186). 

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B.e Con annotazione del 14 agosto 2023 – richiamate le osservazioni del 

2 agosto 2023 dei periti del SAM (doc. UAIE 189) – il SMR ha nuovamente 

confermato le conclusioni del rapporto finale del 23 dicembre 2022 (doc. 

UAIE 190).  

B.f Con decisione del 27 novembre 2023 l'UAIE ha quindi confermato il 

diritto alla mezza rendita dal 1° febbraio 2019, limitandolo però al 31 gen-

naio 2022 e precisando di rinunciare al rimborso delle prestazioni indebita-

mente versate dal 1° febbraio 2022 al 31 gennaio 2023. L’amministrazione 

ha inoltre tolto l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso (doc. UAIE 195). 

C.  

C.a Con gravame del 15 gennaio 2024 l’insorgente, patrocinato dall’avv. 

Patrick Untersee, ha impugnato la suddetta decisione dinnanzi al TAF, 

chiedendone l’annullamento e in via principale il riconoscimento del diritto 

a una rendita d’invalidità almeno del 52%, in via subordinata il rinvio degli 

atti all’amministrazione per completare l’istruttoria. In via preliminare e cau-

telare ha postulato la restituzione dell’effetto sospensivo al ricorso (doc. 

TAF 1). Le argomentazioni verranno esposte nel dettaglio nei considerandi 

in diritto. 

C.b Con decisione incidentale del 5 febbraio 2024 la giudice dell’istruzione 

ha invitato il ricorrente a versare un anticipo di Fr. 800.-, corrispondente 

alle presunte spese processuali (doc. TAF 2), tempestivamente saldato da 

quest’ultimo il 6 febbraio 2024 (doc. TAF 4). 

C.c Con decisione incidentale del 18 aprile 2024 la giudice dell’istruzione 

ha ritenuto l’istanza tendente alla restituzione dell’effetto sospensivo al ri-

corso irricevibile ed ha respinto l’istanza tendente alla pronuncia di provve-

dimenti cautelari pendente causa (doc. TAF 12). 

C.d Con risposta dell’11 giugno 2024 l’autorità inferiore, riferendosi al 

preavviso del 3 giugno 2024 dell’UAI-C._______, ha proposto la reiezione 

del ricorso e la conferma della decisione impugnata (doc. TAF 14). 

C.e Con replica del 19 agosto 2024, con cui sono stati prodotti nuovi referti 

medici (doc. TAF 17), duplica del 26 settembre 2024 (doc. TAF 20) e ulte-

riori osservazioni del 7 ottobre 2024 (doc. TAF 22) le parti si sono riconfer-

mate nelle rispettive, antitetiche posizioni.  

 

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Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) è competente a trattare il pre-

sente ricorso (art. 31, 32 e 33 lett. d LTAF [RS 173.32]; art. 69 cpv. 1 lett. b 

LAI [RS 831.20]). Il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata ed ha 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica. 

Per conseguenza, l’insorgente è legittimato a ricorrere nel caso in esame 

(art. 59 LPGA [RS 830.1]; art. 48 cpv. 1 PA [RS 172.021]). Il ricorso è stato 

interposto tempestivamente e rispetta i requisiti previsti dalla legge (art. 60 

LPGA; art. 50 cpv. 1 e art. 52 cpv. 1 PA). L’anticipo spese è stato corrisposto 

entro il termine accordato (art. 63 cpv. 4 PA). Pertanto, il ricorso è ammis-

sibile. 

1.2 La procedura dinanzi al TAF è retta dalla PA, in quanto la LTAF non 

disponga altrimenti (art. 37 LTAF). In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la proce-

dura in materia di assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA nella mi-

sura in cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). Salvo disposizioni transitorie 

contrarie, le nuove norme procedurali si applicano immediatamente e in 

piena misura con la loro entrata in vigore (DTF 129 V 113 consid. 2.2; 130 

V 1 consid. 2.2). 

2.  

2.1 L’oggetto impugnato (DTF 131 V 164 consid. 2.1) è rappresentato dalla 

decisione dell’UAIE del 27 novembre 2023 con cui l’UAIE ha riconosciuto 

al ricorrente il diritto ad una mezza rendita limitata nel tempo e rifiutato 

l’attribuzione di provvedimenti professionali.  

2.2  

2.2.1 Litigioso è unicamente il diritto a una rendita con grado AI di almeno 

il 52% anche dopo il 1° febbraio 2022, negato dall’amministrazione in ra-

gione del miglioramento dello stato di salute riscontrato a partire dal 5 ot-

tobre 2021, che ha determinato un grado d’invalidità non più pensionabile, 

in particolare l’aspetto parziale della capacità lavorativa in attività adeguata 

da questa data. 

2.2.2 Il rapporto giuridico a sé stante relativo al rifiuto di concedere provve-

dimenti professionali, in quanto incontestato, è per contro passato in giudi-

cato. 

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Pagina 6 

3.  

3.1 Nell’ambito del ricorso in esame, l’insorgente può far valere la viola-

zione del diritto federale, compreso l’eccesso o l'abuso del potere di ap-

prezzamento, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente 

rilevanti e l'inadeguatezza (art. 49 PA). 

3.2 Nell’ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dal principio 

inquisitorio (art. 43 cpv. 1 LPGA). Il Tribunale amministrativo federale ap-

plica il diritto d'ufficio, senza essere vincolato dai motivi del ricorso (art. 62 

cpv. 4 PA) o dai considerandi della decisione impugnata. In altri termini, il 

ricorso potrebbe essere accolto per ragioni diverse da quelle addotte dal 

ricorrente o respinto in virtù d'argomenti che la decisione impugnata non 

ha preso in considerazione (DTF 134 III 102 consid. 1.1; 133 V 515 consid. 

1.3; DTAF 2013/46 consid. 3.2). Il Tribunale accerta i fatti determinanti per 

la soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta li-

beramente (art. 12 PA; DTF 136 V 376 consid. 4.1.1). Sempre che la legge 

non disponga diversamente, il Tribunale statuisce secondo il grado di prova 

della verosimiglianza preponderante. Deve ritenere un fatto provato, sol-

tanto quando è convinto della sua esistenza (DTF 138 V 218 consid. 6). Le 

parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13 PA) e a mo-

tivare il ricorso (art. 52 PA). L'autorità di ricorso si limita, di principio, ad 

esaminare le censure sollevate, mentre le questioni di diritto non invocate 

dalle parti solo nella misura in cui gli argomenti delle parti o l'esame dell'in-

carto ne diano sufficiente motivo (DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 

consid. 6c). 

3.3 Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della de-

cisione impugnata, in concreto il 27 novembre 2023. Il giudice delle assi-

curazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata sulla base della si-

tuazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa (DTF 132 V 

215 consid. 3.1.1; 130 V 445 consid. 1.2). Tiene tuttavia conto dei fatti ve-

rificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'ac-

certamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa 

(DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi 

sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di in-

fluire sull'apprezzamento del giudice al momento in cui detta decisione liti-

giosa è stata pronunciata (sentenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 

consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 

V 200 consid. 3a in fine). 

 

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Pagina 7 

4.  

4.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea, 

è domiciliato in Italia e sussiste un nesso transfrontaliero, avendo egli la-

vorato in Svizzera (DTF 145 V 231 consid. 7.1, 143 V 354 consid. 4, 143 V 

81, in particolare consid. 8.1, nonché 141 V 521 consid. 4.3.2), per cui è 

applicabile, di principio, l'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione 

svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri sulla libera circola-

zione delle persone (ALC, RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che 

regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. L'allegato II ALC 

prevede in particolare che le parti contraenti applicano tra di loro, dal 1° 

aprile 2012, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del 

Consiglio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordina-

mento dei sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il rego-

lamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 

settembre 2009 (RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di appli-

cazione del regolamento (CE) n. 883/2004 (art. 1 cpv. 1 Allegato II ALC in 

relazione con la Sezione A dell’Allegato II ALC). Il Regolamento (CE) n. 

883/2004 è stato ulteriormente modificato dai regolamenti (UE) n. 

1244/2010 (RU 2015 343), n. 465/2012 (RU 2015 345) e n. 1224/2012 (RU 

2015 353), applicabili nelle relazioni tra la Svizzera e gli Stati membri 

dell’Unione europea a decorrere dal 1° gennaio 2015. Tuttavia, anche in 

seguito all'entrata in vigore dell'ALC, l'organizzazione della procedura 

come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'invalidità 

svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (art. 46 cpv. 3 del Rego-

lamento n. 883/2004 in relazione con l’Allegato II del regolamento mede-

simo; DTF 130 V 253 consid. 2.4). 

4.2  

4.2.1 Dal profilo temporale, con riserva di disposizioni particolari di diritto 

transitorio, sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della rea-

lizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o 

che produce conseguenze giuridiche (DTF 146 V 364 consid. 7.1; 139 V 

335 consid. 6.2; 136 V 24 consid. 4.3). 

4.2.2 Il 1° gennaio 2022, sono entrate in vigore le modifiche del 19 giugno 

2020 della LAI e della LPGA (Ulteriore sviluppo dell’AI; RU 2021 705; FF 

2017 2191) e le modifiche del 3 novembre 2021 dell’Ordinanza del 17 gen-

naio 1961 sull’assicurazione per l’invalidità (OAI, RS 831.201; RU 2021 

706). In caso di revisione della rendita – così come in caso di attribuzione 

di una rendita a tempo determinato – se la modifica determinante avviene 

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prima del 1° gennaio 2022, si applicano le disposizioni della LPGA e le 

disposizioni della LAI e dell’OAI nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 

2021. Se la modifica determinante avviene dopo il 31 dicembre 2021, si 

applicano le disposizioni della LPGA e le disposizioni della LAI e dell’OAI 

nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2022. La data della modifica determi-

nante è determinata secondo l’art. 88a OAI (Circolare dell’UFAS sull’inva-

lidità e sulla rendita nell’assicurazione per l’invalidità [CIRAI; valida dal 1° 

gennaio 2022, stato al 1° luglio 2022], cifre marginali 9100 e 9102 in com-

binazione con le cifre marginali 5500 a 5505; si confronti sentenza del TF 

8C_247/2024 del 12 dicembre 2024 consid. 2.1). 

4.2.3 Nel caso in esame, benché la decisione impugnata sia stata emanata 

il 27 novembre 2023, lo stato di fatto determinante e che produce 

conseguenze giuridiche, è costituito dal miglioramento della capacità 

lavorativa che l’amministrazione suppone sia intervenuto dal 5 ottobre 

2021 (consid. 2.2.1), dunque prima del 1° gennaio 2022, ragione per cui 

sono applicabili le disposizioni della LPGA e le disposizioni della LAI e 

dell’OAI nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2021 (si confronti sentenza 

del TF 8C_460/2024 del 27 novembre 2024, consid. 4.1 e riferimenti ivi 

citati). 

5.  

5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno 

totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può 

essere conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8 

LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI). L’invalidità è considerata insorgere quando, per 

natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione (art. 4 cpv. 2 LAI).  

La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di carat-

tere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b; sen-

tenze del TF 8C_636/2010 del 17 gennaio 2011 consid. 3 e 9C_529/2008 

del 18 maggio 2009).  

Secondo l'art. 7 cpv. 1 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la per-

dita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro 

equilibrato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute 

fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato 

alle cure e alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valu-

tare la presenza di un’incapacità al guadagno sono considerate esclusiva-

mente le conseguenze del danno alla salute. Inoltre, sussiste un’incapacità 

al guadagno soltanto se essa non è obiettivamente superabile (art. 7 cpv. 

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Pagina 9 

2 LPGA). Secondo l’art. 6 LPGA, è considerata incapacità al lavoro qual-

siasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute fisica, 

mentale o psichica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella 

professione o nel campo d’attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di 

lunga durata, possono essere prese in considerazione anche le mansioni 

esigibili in un'altra professione o campo d'attività.  

L’assicurazione svizzera per l’invalidità risarcisce pertanto, e di principio, 

soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica o 

psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente 

incapacità lavorativa (DTF 116 V 246 consid. 1b). 

5.2 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI (nella versione in vigore fino al 31 dicembre 

2021), l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno 

il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà, a tre quarti 

di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad una rendita intera se è in-

valido per almeno il 70%. 

6.  

6.1 Secondo l'art. 17 LPGA (nella versione in vigore fino al 31 dicembre 

2021) se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una no-

tevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta propor-

zionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. 

Quando l'amministrazione con un'unica decisione attribuisce una rendita 

per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per 

un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole 

sulla revisione di decisioni amministrative ai sensi dell'art. 17 LPGA (DTF 

131 V 164, 131 V 120, 125 V 143; sentenza del TF 9C_362/2014 del 19 

agosto 2014 consid. 3 con rinvii). 

6.2 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-

curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la 

grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si 

riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-

pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che 

il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-

siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che 

presumibilmente continuerà a durare. Detta norma si applica anche in caso 

di assegnazione retroattiva di una rendita scalare (sentenze del TF 

9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 2, 9C_443/2009 del 19 agosto 

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2009 consid. 5; cfr. pure sentenza del TAF C-1446/2011 del 27 giugno 2013 

consid. 6.5 con rinvii). 

6.3 In caso d'assegnazione retroattiva di una rendita scalare o limitata nel 

tempo la data di modifica del diritto deve essere stabilita conformemente 

all'art. 88a OAI (sentenze del TF 9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 

2, 9C_443/2009 del 19 agosto 2009 consid. 5, I 727/02 del 21 luglio 2005 

consid. 5 nonché I 297/03 del 3 maggio 2005 consid. 1 e relativi riferimenti; 

cfr. pure sentenza del TAF C-1446/2011 del 27 giugno 2013 consid. 6.5 e 

relativi riferimenti). Inoltre, il termine di attesa di tre mesi dell'art. 88a OAI 

non può iniziare a decorrere prima della nascita del diritto ad una rendita 

(cfr. sentenza del TF 9C_110/2014 del 13 giugno 2014). 

6.4 Assegnando retroattivamente una rendita d'invalidità decrescente/cre-

scente e/o limitata nel tempo, l'autorità amministrativa disciplina un rap-

porto giuridico suscettibile, in caso di contestazione, di essere oggetto della 

lite e dell'impugnativa. Qualora sia contestata solo la riduzione o la sop-

pressione delle prestazioni, il potere cognitivo del giudice non è limitato nel 

senso che egli debba astenersi dallo statuire circa i periodi per i quali il 

riconoscimento di prestazioni non è censurato (DTF 125 V 413 consid. 2.2 

et 2.3 confermato in 131 V 164). Va ricordato che nel caso in cui la presta-

zione sia accordata con effetto retroattivo – ma limitata nel tempo, aumen-

tata oppure ridotta – esiste un'unica relazione giuridica. Ciò vale anche se 

l'assegnazione della rendita d'invalidità graduata e/o limitata nel tempo è 

stata comunicata mediante più decisioni (DTF 131 V 164 consid. 2.2 e 2.3).  

7.  

7.1 Alfine di poter graduare l’invalidità, all’amministrazione (o al giudice in 

caso di ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere ras-

segnati dal medico o eventualmente da altri specialisti. Benché l’invalidità 

sia una nozione economico-giuridica, le certificazioni mediche possono co-

stituire importanti elementi per apprezzare il danno invalidante e per deter-

minare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall’assicurato 

(DTF 132 V 93 consid. 4). Il compito del medico consiste nel porre un giu-

dizio sullo stato di salute, nell’indicare in quale misura e in quali attività 

l’assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante ele-

mento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevol-

mente esigibili dall’assicurato (DTF 140 V 193 consid. 3.2; 132 V 93 consid. 

4). Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve 

essere completo in merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena cono-

scenza della pregressa situazione valetudinaria (anamnesi), su esami 

C-349/2024 

Pagina 11 

approfonditi e tenere conto delle censure sollevate dal paziente, per poi 

giungere in maniera chiara a fondate, logiche e motivate deduzioni. Deter-

minante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non 

è né la sua origine né la sua denominazione, ad esempio, quale perizia o 

rapporto, ma il suo contenuto (DTF 134 V 231 consid. 5.1; 125 V 351 con-

sid. 3a). Il rapporto medico deve altresì essere redatto da medici che di-

spongono delle qualifiche specialistiche richieste nel singolo caso (sen-

tenze del TF 9C_555/2017 del 22 novembre 2017 consid. 3.1, 

9C_745/2010 del 30 marzo 2011 consid. 3.2 e 9C_826/2009 del 20 luglio 

2010 consid. 4.2). In presenza di rapporti medici contraddittori, il giudice 

non può evadere la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i 

motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al ri-

guardo va tuttavia precisato che non si può pretendere dal giudice che raf-

fronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente da un punto 

di vista medico, come farebbe un perito, i punti su cui si evidenziano delle 

carenze e quale sia l’opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 

del 24 gennaio 2011 consid. 7.2 con rinvii). 

7.2 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-

tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi 

decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad 

un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose (DTF 125 V 351 con-

sid. 3a). Il Tribunale federale ha però ritenuto conforme al principio del li-

bero apprezzamento delle prove definire delle direttive in relazione alla va-

lutazione di determinate forme di rapporti e perizie (DTF 125 V 351 consid. 

3b). In particolare, le perizie affidate dagli organi dell’amministrazione a 

medici esterni oppure a un servizio specializzato indipendente, che fon-

dano le proprie conclusioni su esami e osservazioni approfondite, dopo 

aver preso conoscenza dell’incarto, e che giungono a risultati concludenti, 

dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi siano indizi con-

creti atti a mettere in discussione la loro attendibilità (DTF 137 V 210 con-

sid. 2.2.2; 135 V 465 consid. 4.4; 125 V 351 consid. 3b/bb). Per quel che 

riguarda le perizie di parte, esse contengono considerazioni specialistiche 

che possono contribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico. 

Malgrado esse non abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giu-

diziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a mettere 

in discussione la perizia giudiziaria oppure quella ordinata dall’amministra-

zione. Giova altresì rilevare che, di principio, deve essere considerato con 

la necessaria prudenza l’avviso dei medici curanti, anche se specialisti, a 

causa dei particolari legami che essi hanno con il paziente (DTF 125 V 351 

consid. 3b/cc), come pure in relazione allo scopo di trattamento del curante 

rispetto a quello di un medico perito, per cui, secondo esperienza comune, 

C-349/2024 

Pagina 12 

il medico curante tende generalmente, in caso di dubbio, a pronunciarsi in 

favore del proprio paziente in ragione del rapporto di fiducia che lo unisce 

a quest’ultimo (sentenza del TF 9C_275/2022 del 6 settembre 2022 consid. 

4.2). Tuttavia, il semplice fatto che un certificato od una perizia siano redatti 

dal medico curante non costituisce di per sé un motivo per metterne in 

dubbio l’attendibilità (DTF 125 V 351 consid. 3b/dd). Il medico curante pro-

prio perché segue da più tempo il paziente può fornire importanti indica-

zioni quanto all’accertamento dei fatti da un punto di vista medico (sen-

tenza del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.3). I suoi rapporti 

possono essere atti a mettere in dubbio l’affidabilità e la concludenza dei 

pareri medici interni (DTF 135 V 465 consid. 4.5). Ai rapporti allestiti da 

medici alle dipendenze di un’assicurazione può essere attribuito pieno va-

lore probatorio, a condizione che essi si rivelino concludenti, compiuta-

mente motivati e privi di contraddizioni e che, inoltre, non sussistano degli 

indizi concreti suscettibili di far dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto 

che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l’assicu-

ratore non permette di metterne in dubbio l’oggettività e l’imparzialità. De-

vono piuttosto sussistere delle circostanze particolari che permettono di ri-

tenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell’apprez-

zamento (DTF 135 V 465 consid. 4.4; 125 V 351 consid. 3b/ee). 

7.3 Nell’ambito del libero apprezzamento delle prove è di principio consen-

tito che il giudice delle assicurazioni sociali basi la propria decisione unica-

mente sui rapporti di un medico interno all’assicuratore. Per quanto ri-

guarda l’imparzialità e l’attendibilità di tali rapporti, devono tuttavia essere 

poste esigenze severe. Nel caso in cui sussista anche il minimo dubbio 

sull’affidabilità e sulla concludenza dei pareri medici interni dell’assicura-

zione, non è possibile fondarsi su tali rapporti ed occorre effettuare un com-

pletamento dell’istruttoria (DTF 139 V 225 consid. 5.2; 135 V 465 consid. 

4.4; 122 V 157 consid. 1d). I pareri del servizio medico regionale e del ser-

vizio medico dell’UAIE sono da considerare quali rapporti medici interni 

all’amministrazione (sentenze del TF 9C_159/2016 del 2 novembre 2016 

consid. 2.2 e 8C_197/2014 del 3 ottobre 2014 consid. 4). 

7.4 I rapporti del servizio medico regionale (SMR) o del servizio medico 

dell’UAIE hanno per funzione – a beneficio anche dell’amministrazione e 

dei tribunali che altrimenti non dispongono necessariamente di simili cono-

scenze specialistiche – di effettuare una sintesi delle informazioni e degli 

esami medici di cui agli atti di causa e di formulare delle raccomandazioni 

quanto al seguito da dare all’incarto da un punto di vista medico (sentenza 

del TF 9C_542/2011 del 26 gennaio 2012 consid. 4.1). In presenza di rap-

porti medici contraddittori, devono indicare i motivi per cui si fondano su un 

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Pagina 13 

rapporto piuttosto che su un altro o se occorre effettuare un complemento 

dell’istruttoria (DTF 142 V 58 consid. 5.1). Se i documenti agli atti non per-

mettono di pronunciarsi sulle pretese giuridiche litigiose, non è possibile 

decidere unicamente sui rapporti medici interni all’amministrazione, ma oc-

corre effettuare un completamento dell’istruttoria (sentenza del TF 

9C_58/2011 del 25 marzo 2011 consid. 3.3). 

7.5 Diversamente dai (semplici) rapporti medici interni all’assicuratore, ove 

è sufficiente un minimo dubbio sull’affidabilità e sulla concludenza degli 

stessi, perché l’assicurato sia sottoposto a esame medico esterno, alle pe-

rizie esperite nell’ambito della procedura amministrativa, ai sensi dell’art. 

44 LPGA, da medici specialisti esterni deve essere riconosciuta piena forza 

probante nell’ambito dell’apprezzamento dei fatti, nella misura in cui non si 

presentano indizi concreti sull’affidabilità della perizia stessa (DTF 135 V 

465 consid. 4.4; 137 V 210 consid. 2.2.2; 125 V 351 consid. 3b/bb). Tali 

perizie amministrative non vanno messe in dubbio, soltanto perché esse 

dovessero giungere a conclusioni diverse dai medici curanti. Rimangono 

riservati i casi in cui si dovesse imporre un complemento al fine di chiarire 

alcuni aspetti o direttamente una conclusione opposta, poiché i medici cu-

ranti lasciano emergere aspetti importanti e non solo un’interpretazione 

medica puramente soggettiva (sentenza del TF 8C_6/2019 del 26 giugno 

2019 consid. 4.1). 

7.6 Una valutazione medica completa, comprensibile e concludente che, 

considerata a sé stante in occasione di un’unica (prima) valutazione del 

diritto alla rendita, andrebbe ritenuta probante, non assurge a prova atten-

dibile in caso di revisione se non attesta in modo sufficiente in che modo 

rispettivamente in che misura ha avuto luogo un effettivo cambiamento 

dello stato di salute. Sono tuttavia riservati i casi evidenti. Dalla perizia deve 

quindi emergere chiaramente che i fatti con cui viene motivata la modifica 

sono nuovi o che i fatti preesistenti si sono modificati sostanzialmente per 

quanto riguarda la loro natura rispettivamente la loro entità. L’accertamento 

di una modifica dei fatti è in particolare sufficientemente comprovata se i 

periti descrivono quali aspetti concreti nell’evoluzione della malattia e 

nell’andamento dell’incapacità lavorativa hanno condotto alla nuova valu-

tazione diagnostica e alla stima dell’entità dei disturbi. Le summenzionate 

esigenze devono trovare riscontro nel tenore delle domande poste al perito 

(sentenza del TF 9C_158/2012 del 5 aprile 2013 consid. 4 con rinvii). 

7.7 In ragione della diversità dell'incarico assunto, a scopo di trattamento 

anziché di perizia, in caso di lite non ci si può di regola fondare sull’avviso 

del medico curante, anche se specialista, poiché alla luce del rapporto di 

C-349/2024 

Pagina 14 

fiducia esistente con il paziente, il medico curante, anche se specialista, 

attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (DTF 135 V 465 

consid. 4.5; 125 V 351 consid. 3b/cc). Tuttavia, il semplice fatto che un 

certificato od una perizia siano redatti dal medico curante non costituisce 

di per sé un motivo per metterne in dubbio l’attendibilità (DTF 125 V 351 

consid. 3b/dd). Il medico curante proprio perché segue da più tempo il pa-

ziente può fornire importanti indicazioni quanto all’accertamento dei fatti da 

un punto di vista medico (sentenza del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 

consid. 5.3). I suoi rapporti possono essere atti a mettere in dubbio l’affida-

bilità e la concludenza dei pareri medici interni (DTF 135 V 465 consid. 

4.5). 

Peraltro, conto tenuto della differenza esistente, a livello probatorio, tra un 

mandato di cura ed un mandato peritale, il solo fatto che uno o più medici 

curanti esprimano un’opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere 

in discussione una perizia ordinata dal giudice o dall’amministrazione e ad 

imporre nuovi accertamenti. Sono riservati i casi in cui un completamento 

dell'accertamento medico o addirittura un altro giudizio si rendono neces-

sari poiché i medici curanti sollevano aspetti importanti che non erano noti 

o che non sono stati valutati nell'ambito della perizia medica e che ap-

paiono sufficientemente fondati da mettere in discussione le conclusioni 

peritali (sentenze del TF 9C_338/2016 del 21 febbraio 2017 consid. 5.5, 

9C_615/2015 del 12 gennaio 2015 consid. 6.2 e 9C_240/2013 del 22 otto-

bre 2013 consid. 4.1.4). 

7.8  

7.8.1 In presenza di malattie psichiche, in particolare di disturbi da dolore 

somatoforme, di disturbi derivanti da affezioni psicosomatiche assimilate a 

questi ultimi (DTF 140 V 8 consid. 2.2.1.3) oppure di disturbi depressivi di 

grado da leggero a medio (DTF 143 V 409; 143 V 418), la capacità lavora-

tiva esigibile di una persona che soffre di tali disturbi deve essere valutata 

sulla base di una visione d’insieme, nell’ambito di una procedura d’accer-

tamento dei fatti strutturata fondata su indicatori atta a stabilire, da un lato, 

i fattori invalidanti e, dall’altro, le risorse della persona (DTF 141 V 281 

consid. 2, 3.4-3.6 e 4.1; 145 V 361 consid. 3.1). 

7.8.2 Un tale procedimento è superfluo se l'incapacità lavorativa è negata 

sulla base di rapporti con forza probante allestiti da medici specialisti (si 

veda DTF 125 V 351) e se eventuali valutazioni contrarie non hanno va-

lenza probatoria, perché i referti provengono da medici senza qualifica spe-

cialistica o per altre ragioni (DTF 143 V 409 consid. 4.5). 

C-349/2024 

Pagina 15 

8.  

8.1 Nel caso in esame, nella procedura che ha condotto alla decisione del 

4 luglio 2019 (doc. UAIE 132), l’UAIE si era fondata sul rapporto reumato-

logico del dott. D._______ del 23 ottobre 2018 (doc. UAIE 107 pp. 12-22) 

e su quello psichiatrico della dott.ssa E._______ del 22 novembre 2018 

(doc. UAIE 107 pp. 2-7) fatti eseguire dall’assicuratore per la perdita di 

guadagno in caso di malattia. 

8.1.1 Il dott. D._______ ha riferito di problematiche riconducibili ad “altera-

zioni degenerative comprendenti soprattutto le ginocchia ed in forma mi-

nore l’anca sinistra e la colonna lombare assieme a dolori residuali 

nell’anca destra in esiti dall’impianto di un’endoprotesi totale” alle quali si 

sono sommate anche delle patologie della sfera psichiatrica. Egli ha quindi 

posto le seguenti diagnosi:  

- Esiti da impianto di un’endoprotesi totale all’anca destra per coxartrosi (23 gennaio 

2018) con recupero funzionale regolare e disturbi algici residuali di tipo tendoperiosto-

tico (periartropatia coxae); 

- Coxartrosi a sinistra, clinicamente sintomatica, radiologicamente di entità modica, 

senza limitazioni funzionali significative; 

- Gonartrosi a varo (compartimento femoro-tibiale mediale) bilaterale, attualmente senza 

segni di attivazione, in esiti da esame artroscopico per postumi traumatici (artroscopia 

a destra il 14 marzo 2017 e a sinistra il 4 aprile 2017); 

- Lombalgia cronica, attualmente con sindrome vertebrale lieve, in/con alterazioni dege-

nerative contenute secondo RM del 4 settembre 2015 (discopatia in L4/L5) senza segni 

clinici per complicanze neurocompressive agli arti inferiori; 

- Patologia psichiatrica in cura specialistica. 

In ragione delle alterazioni strutturali e funzionali dell’apparato locomotorio 

evocate, il dott. D._______ ha considerato la capacità funzionale dell’assi-

curato nel sollevamento e trasporto di carichi fino all’altezza del corpo lie-

vemente limitata per carichi leggeri (oltre 5kg), ridotta a molto ridotta per 

carichi medi e pesanti (oltre 10kg) e sopra l’altezza delle spalle ridotta per 

carichi superiori a 5kg. Ha quindi ritenuto l’interessato limitato nella mani-

polazione di oggetti e attrezzi pesanti; limitato nel mantenere posizioni sta-

tiche erette e nel piegarsi in avanti, nella rotazione del tronco, nella fles-

sione delle ginocchia e impossibilitato a lavorare inginocchiato; limitato ne-

gli spostamenti oltre i 50 metri così come su terreni accidentati o sulle scale 

e impossibilitato a spostarsi su ponteggi o scale a pioli.  

C-349/2024 

Pagina 16 

Il dott. D._______ ha quindi attestato un’incapacità totale nella professione 

di carrozziere-verniciatore, ritenendo per contro da subito esigibile l’esecu-

zione di un’attività sostitutiva rispettosa delle limitazioni funzionali nella mi-

sura del 50% (inteso come presenza normale con rendimento ridotto). Egli 

ha inoltre precisato che senza ulteriori misure chirurgiche (impianto di emi-

protesi a entrambe le ginocchia) le limitazioni funzionali, così come il loro 

influsso sulla capacità lavorativa erano da ritenersi definitive.  

8.1.2 La dott.ssa E._______, dal canto suo, ha riferito che da aprile 2018 

l’interessato ha iniziato a manifestare dei sintomi ansiosi e depressivi, ag-

gravati da luglio 2018, da porre in relazione con la persistenza della sinto-

matologia algica riconducibile alle patologie ortopediche. Essa ha inqua-

drato tale disturbo come episodio depressivo di lieve gravità (ICD-10 

F32.0), spiegando che non sussistono i criteri “per porre la diagnosi di sin-

drome somatoforme da dolore persistente essendoci delle cause organi-

che che spiegano la sintomatologia algica” lamentata dall’insorgente. Sulla 

base di quanto osservato, a mente della dott.ssa E._______ non è giustifi-

cata alcuna incapacità lavorativa sotto il profilo psichiatrico.  

8.1.3 Con rapporto finale SMR del 19 novembre 2018 era stata quindi at-

testata un’incapacità lavorativa totale nella professione abituale di carroz-

ziere-verniciatore a partire dal 17 gennaio 2017, mentre a partire dal 23 

ottobre 2018, seppur con una prognosi “infausta”, l’assicurato è stato rite-

nuto abile al 50% in una professione sostitutiva adeguata (doc. UAIE 106).  

8.2 Nell’ambito della procedura C-4576/2019 (consid. 5.2) conclusasi con 

la sentenza del 13 maggio 2020, il TAF ha rinviato gli atti all’amministra-

zione al fine di verificare lo stato di salute e la capacità di lavoro residua 

dell’assicurato da un punto di vista complessivo, segnatamente ortopedico 

e/o reumatologico, neurologico, internistico e psichiatrico. 

Secondo il TAF la documentazione esibita sia in sede amministrativa che 

pendente ricorso, aveva infatti reso manifesta la mancata considerazione 

degli aspetti internistici di più recente insorgenza (di natura cardiologica) 

rispettivamente l’approfondimento della rilevanza dell’affezione alla spalla 

destra e alla colonna lombare, nonché dei disturbi psichiatrici. Riguardo a 

quest’ultimo aspetto, era stato rilevato che la perizia psichiatrica agli atti, 

non soltanto non consentisse una valutazione degli effetti della diagnosi 

posta sulla capacità lavorativa del ricorrente secondo gli indicatori stabiliti 

dalla giurisprudenza del Tribunale federale, ma neppure contenesse una 

motivazione chiara e convincente dei motivi per cui la diagnosi in essa 

esposta si distanziasse da quella proposta dal medico curante. Era stata 

C-349/2024 

Pagina 17 

infine constatata l’assenza di una valutazione globale dell’influsso sulla sua 

capacità lavorativa delle differenti patologie (sentenza citata consid. 5.1). 

9.  

9.1 In esecuzione della sentenza di rinvio l’amministrazione ha incaricato il 

SAM di eseguire una perizia pluridisciplinare (doc. UAIE 150; doc. UAIE 

153).  

9.1.1 Nel rapporto del 28 novembre 2022, nel quale sono confluite le valu-

tazioni di natura internistica della dott.ssa G._______ e del dott. 

H._______, neurologica del dott. I._______, reumatologica del dott. 

J._______, psichiatrica del dott. K._______, sono state poste le seguenti 

diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di (doc. UAIE 165 p. 33): 

Diagnosi reumatologiche: 

- Sindrome lombo-vertebrale su leggere alterazioni di tipo statico e degenerative pluri-

segmentali. 

- Periartropatia delle anche bilateralmente e stato dopo protesi totale dell'anca destra 

nel 2018. Iniziale coxartrosi a sinistra. 

- Periartropatia delle ginocchia con gonartrosi bilaterale del compartimento interno su 

deformazione in ginocchia vara nonché stato dopo artroscopia e meniscectomia me-

diale di entrambe le ginocchia nel 2017. 

- Leggera periartropatia omero-scapolare tendinopatica della spalla destra. in stato dopo 

lussazione abituale dopo un incidente nel 1988 e intervento chirurgico nel 1993. 

Sono invece state considerate senza ripercussione sulla capacità lavora-

tiva le diagnosi di (doc. UAIE 165 pp. 33-34): 

Diagnosi reumatologiche: 

- Tendenza allo sviluppo di un reumatismo delle parti molli a carattere fibromialgico. 

- Epicondilopatia radiale e ulnare nell'ambito del reumatismo alle parti molli. 

Diagnosi psichiatriche: 

- Sindrome da attacchi di panico (ICD-10 F41.1) in trattamento psicofarmacologico di 

mantenimento. 

Altre diagnosi internistiche: 

- Nota ipertensione arteriosa in trattamento farmacologico. 

- Nota dislipidemia in trattamento farmacologico. 

- Sovrappeso (BMI 28 kg/m2). 

- Tabagismo cronico. 

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Pagina 18 

9.1.2 Nel rapporto del 20 settembre 2021 il dott. I._______, specialista in 

neurologia, ha spiegato che lo stato neurologico riscontrato in occasione 

della visita è risultato “del tutto nella norma senza segni clinici di patologie 

a carico del sistema nervoso centrale o periferico, altrettanto nessun segno 

clinico di una radicolopatia lombare. Tra l'altro il paziente non descrive dei 

dolori radicolari, nessuna irradiazione dei suoi dolori lombari agli arti 

inferiori”. Egli ha quindi preso posizione riguardo alla patologia di contatto 

radicolare L4 sinistra in ambito di un'ernia discale L4-L5 evocata dal dott. 

P._______, specialista in ortopedia, nel suo rapporto dell'agosto 2019, 

segnalando di non aver riscontrato segni soggettivi o oggettivi di una 

problematica L4 sinistra o di altre parti. In conclusione il dott. I._______ ha 

ritenuto che dal profilo neurologico non sussiste alcuna diagnosi né alcuna 

incapacità lavorativa (doc. UAIE 165 pp. 41-57). 

9.1.3 Nel rapporto del 15 settembre 2021 il dott. K._______, specialista in 

psichiatria e psicoterapia, ha rilevato che la problematica da cui è affetto 

l’interessato è insorta nel 2018 come depressione reattiva al permanere di 

una sintomatologia algica legata alle patologie ortopediche, che ha richie-

sto un lungo percorso di cure specialistiche, ancora in atto al momento 

della visita peritale, grazie al quale l’assicurato ha potuto “riprendere una 

vita pressoché normale, tenuto conto della sparizione dei disturbi ansiosi 

(…) e dell’innalzamento del tono dell’umore”. Ha quindi descritto un soddi-

sfacente compenso clinico pur permanendo aspetti d’ansia situazionale e 

parossistica con crisi ansiose di lieve entità a frequenza mensile a fronte di 

un timismo sostanzialmente in asse. A fronte del quadro clinico riscontrato 

il perito ha ritenuto che non fosse giustificabile la sindrome ansioso depres-

siva attestata dai medici curanti. Egli ha quindi ritenuto adeguati i tratta-

menti seguiti e quelli ancora in atto, che a suo modo di vedere hanno per-

messo di prevenire e controllare gli attacchi di panico. Dal punto di vista 

strettamente psichiatrico, il dott. K._______ non ha riscontrato una ridu-

zione delle risorse dell’assicurato e non ha ritenuto sussistere né al mo-

mento della visita, né in precedenza diagnosi con influsso sulla capacità 

lavorativa (doc. UAIE 165 pp. 58-72). 

9.1.4 Nel rapporto del 13 ottobre 2021 il dott. J._______, specialista in reu-

matologia e riabilitazione, ha attestato l’esistenza di una serie di alterazioni 

degenerative alla colonna vertebrale, all’anca sinistra, alle ginocchia bila-

teralmente e alla spalla destra, nonché lo sviluppo a livello di apparato mu-

scolo-scheletrico di un quadro compatibile con un reumatismo delle parti 

molli, con quasi tutti i tender points necessari per la diagnosi di una fibro-

mialgia (senza specificare in dettaglio quali). Il perito ha quindi riscontrato 

delle “limitazioni per quanto riguarda attività lavorative particolarmente 

C-349/2024 

Pagina 19 

pesanti e non ergonomiche sia per la colonna vertebrale che per le ginoc-

chia”. Per tale ragione l’assicurato risulta essere limitato “nell'inginoc-

chiarsi, nel salire e scendere le scale ripetutamente, (…) nel mantenere la 

posizione accovacciata, (…) nel rimanere in posizioni statiche prolungate, 

la posizione seduta può essere mantenuta per più di un'ora, (…) in movi-

menti ripetitivi da svolgere col braccio destro in abduzione ed elevazione e 

contro resistenza alzando anche dei pesi significativi, può portare dei pesi 

fino all'altezza del corpo di almeno 15 kg sopra l'altezza del corpo di 5 kg”. 

Riguardo alla capacità lavorativa residua il dott. J._______ ha precisato di 

non condividere la valutazione fatta a suo tempo dal dott. D._______, spe-

cialista in reumatologia, intervenuto per conto dell’assicuratore per la per-

dita di guadagno in caso di malattia. A suo modo di vedere il collega aveva 

sovrastimato l’effetto delle patologie dell’assicurato che a partire dal mo-

mento della sua visita (avvenuta il 5 ottobre 2021 [cfr. doc. 165 p. 73]) po-

teva quindi considerarsi abile al 50% nell’attività lavorativa abituale, da in-

tendere come riduzione del rendimento ed abile al 100% in un’attività so-

stitutiva adeguata, anche medio-pesante, che tenga conto delle limitazioni 

funzionali elencate. A fronte del quadro clinico riscontrato, egli ha quindi 

ritenuto opportuno mantenere un approccio conservativo, sconsigliando ul-

teriori riprese chirurgiche (doc. UAIE 165 pp. 73-86). 

9.1.5 Dal punto di vista internistico, infine, il dott. H._______, specialista in 

medicina interna generale, ha rilevato che da una decina d’anni l’assicurato 

segue un trattamento farmacologico per l’ipertensione arteriosa e da circa 

tre anni per dislipidemia, constatando nondimeno l’assenza di disturbi sul 

piano cardiovascolare, respiratorio e polmonare. Ha quindi dichiarato non 

sussistere alcuna diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa ed ha per-

tanto ritenuto l’assicurato da sempre abile in qualsiasi attività senza alcuna 

limitazione (doc. UAIE 165 pp. 1-28).  

9.1.6  

9.1.6.1 Nella valutazione congiunta i periti hanno quindi riferito che l’assi-

curato è limitato in modo preponderante a causa delle patologie reumato-

logiche, riprendendo per intero le limitazioni funzionali descritte dal dott. 

J._______. Dal punto di vista neurologico, psichiatrico e internistico, non è 

stata per contro riscontrata alcuna riduzione significativa delle risorse 

dell’interessato, ragione per cui le diagnosi, ove formulate, non influiscono 

sulla capacità lavorativa sia nell'attività abituale di aiuto carrozziere, che in 

una sostitutiva adatta (doc. UAIE 165 p. 34).  

C-349/2024 

Pagina 20 

9.1.6.2 Nella discussione relativa ai fattori di stress e risorse i periti hanno 

precisato che “dal punto di vista reumatologico l'assicurato presenta an-

cora delle risorse significative per quanto riguarda l'apparato muscolo-

scheletrico: le alterazioni degenerative evidenziate sono infatti di modica 

entità e ancora compatibili con un'attività lavorativa adeguata, pur essendo 

tuttavia possibile che altri fattori non di tipo somatico giochino un ruolo. Dal 

punto di vista psichiatrico l'assicurato dispone di una buona dotazione di 

risorse da poter investire nella realtà, non evidenziandosi una riduzione 

delle stesse da ricondurre ad una causa psichiatrica. Dal punto di vista 

neurologico e internistico, infine, non sono emerse alla visita grosse diffi-

coltà dell'assicurato per quanto riguarda le risorse personali, non eviden-

ziandosi diagnosi tali da comportare una concreta limitazione della capa-

cità lavorativa” (doc. UAIE 165 pp. 34-35). 

In generale i disturbi dell’assicurato sono stati ritenuti coerenti con le pato-

logie emerse sebbene a livello reumatologico sia stato riferito che in parte 

fossero da mettere in relazione con “lo sviluppo di un reumatismo delle 

parti molli e con una certa tendenza a un atteggiamento a carattere piutto-

sto dimostrativo, senza tuttavia segni di aggravazione” (doc. UAIE 165 p. 

35).  

9.1.6.3 In relazione all’evoluzione della capacità lavorativa nel tempo, alla 

luce del decorso favorevole riscontrato, i periti hanno ritenuto che nell’atti-

vità abituale di aiuto carrozziere (verniciatore) l’interessato era completa-

mente inabile al lavoro dal 23 ottobre 2018 (data della valutazione del dott. 

D._______) ed abile al 50%, inteso come riduzione del rendimento 

sull'arco di un'intera giornata lavorativa, a partire dal 28 luglio 2021 (data 

dell’inizio della valutazione pluridisciplinare). In un’attività sostitutiva rispet-

tosa dei limiti funzionali descritti l’assicurato è per contro stato considerato 

abile al lavoro al 50%, sempre dal 23 ottobre 2018 ed abile al 100% dal 28 

luglio 2021 (doc. UAIE 193 pp. 35-36). 

9.2 Nel rapporto finale SMR del 23 dicembre 2022 il dott. L._______, 

specialista in medicina interna, ha fatto proprie le conclusioni peritali 

riguardo alle diagnosi ed alle limitazioni funzionali, ritenendo la situazione 

ormai stabilizzata. In punto all’esigibilità lavorativa, ha parimenti ripreso le 

conclusioni peritali, elencando tutti i periodi in cui, dal giorno dell’infortunio, 

l’assicurato è stato totalmente o parzialmente inabile al lavoro, precisando 

tuttavia che a partire dal 5 ottobre 2021 (data della valutazione 

reumatologica del dott. J._______), non dal 28 luglio 2021, l’assicurato era 

nuovamente abile al 50% nell’attività abituale e al 100% in un’attività 

sostitutiva adeguata (doc. UAIE 172).  

C-349/2024 

Pagina 21 

9.3 Con osservazioni del 9 maggio 2023 al progetto di decisione (doc. 

UAIE 186), il ricorrente ha prodotto una serie di documenti medici inediti, e 

meglio: 

- Una serie di referti relativi a recenti esami strumentali, fra i quali si se-

gnala l’esame radiografico di luglio 2020 e di febbraio 2023 alle ginoc-

chia, al bacino e alle anche, al rachide lombosacrale, l’esame RMN al 

ginocchio sinistro di ottobre 2022 e al rachide lombosacrale del 25 gen-

naio 2023, l’esame ecografico muscolotendineo del 31 ottobre 2022 e 

del 17 marzo 2023.  

- Il rapporto del 20 febbraio 2023 della dott.ssa M._______, medico ge-

neralista curante, che ha riferito la persistenza di un’incapacità lavora-

tiva totale in ragione delle seguenti diagnosi: 

o Gonartrosi bilaterale e recente monoartrite del ginocchio sini-

stro (RMN ginocchio sinistro di ottobre 2022 e RX ginocchio de-

stro e sinistro di gennaio 2023), in attesa di valutazione chirur-

gica ortopedica;  

o Coxalgia a sinistra in coxartrosi (RX anca di gennaio 2023), già 

operato di protesi d'anca destra nel 2018 per coxartrosi destra;  

o Lombosciatalgia bilaterale cronica in discopatia lombare L4-L5 

e L5-S1 (RX rachide di gennaio 2023); 

o Ipertensione arteriosa con toracalgia in approfondimento dia-

gnostico: ha già effettuata valutazione cardiologica con ECG ed 

ecocardiografia (gennaio 2023), è in attesa di eseguire test er-

gometrico; 

o Depressione con frequenti riacutizzazioni ansiose, per cui è se-

guito presso il CPS di R._______ ed è in terapia con antide-

pressivo (sertralina 100mg) e ansiolitico (bromazepam 20 

gocce), non riuscendo però a controllare adeguatamente i sin-

tomi ansiosi e l'insonnia. 

- Il rapporto fisiatrico del 20 febbraio 2023 nel quale la dott.ssa 

N._______ sulla base dei nuovi esami radiografici ha attestato la pre-

senza di poliartralgie in soggetto con spondilartrosi con discopatie mul-

tiple, meniscosi bilaterale, esiti protesi totale all’anca destra.  

- Il rapporto del 21 febbraio 2023 del dott. O._______, specialista in psi-

chiatria, che ha riferito di aver visitato l’assicurato a seguito della re-

cente insorgenza di preoccupazioni concernenti gli aspetti della quoti-

dianità, timismo sub-deflesso con labilità emotiva, difficoltà nel riposo 

C-349/2024 

Pagina 22 

notturno e aumento dell’ansia diurna, in un paziente noto per una sin-

drome ansioso-depressiva con attacchi di panico. 

- Il rapporto del dott. P._______ del 6 aprile 2023, che ha riferito e de-

scritto lo stato delle differenti patologie sia di tipo degenerativo che neu-

ropsichiatrico da cui l’assicurato è affetto. Nell’insieme tali patologie im-

pediscono in modo importante sia il movimento che il sollevamento e 

la manipolazione di pesi, gli spostamenti della propria persona, se non 

per spazi molto limitati e il mantenimento di posizioni statiche sedute o 

ortostatiche, se non per brevi momenti, esse impongono inoltre fre-

quenti pause lavorative. Al pari del dott. Q._______, medico perito SIM 

e del dott. D._______, il dott. P._______ ha ritenuto evidente “che la 

ripresa del lavoro di carrozziere non sia proponibile”. Constatando che 

he limitazioni riguardano ambedue le anche, le ginocchia, la colonna 

lombare e la spalla destra e sinistra, interessando e limitando in modo 

ampio le possibilità fisiche, egli ha inoltre ritenuto esservi una netta ri-

percussione sull'esigibilità lavorativa, come dimostra il tentativo di rifor-

mazione professionale, intrapreso in agosto 2019 e interrotto dopo un 

solo giorno. Ha quindi preso posizione riguardo alla valutazione reuma-

tologica del dott. J._______, evidenziandone nel dettaglio le molteplici 

criticità e ritenendo la stessa “assolutamente non congrua”. In conclu-

sione ha ribadito l’inabilità totale dell’assicurato nel lavoro di carrozziere 

e in qualsiasi lavoro medio-pesante, ritenendolo abile in modo limitato, 

intorno al 35-40 % per lavori semplici, leggeri, confacenti alle modeste 

capacità lavorative residue. 

9.4 Con presa di posizione del 20 giugno 2023 (doc. UAIE 189 p. 8) il dott. 

K._______ ha segnalato di non riscontrare nella nuova documentazione 

prodotta alcun elemento clinico nuovo suscettibile di modificare quanto in-

dicato nella valutazione peritale. Parimenti il dott. J._______, preso atto dei 

nuovi reperti radiologici e del rapporto del dott. P._______, con presa di 

posizione del 5 luglio 2023 (doc. UAIE 189 pp. 9-13) ha ugualmente con-

fermato la validità delle conclusioni esposte nella valutazione peritale del 

13 ottobre 2021, osservando tuttavia che andrebbe eventualmente tenuto 

in considerazione un peggioramento dal punto di vista psichiatrico, sul 

quale si è tuttavia astenuto dal prendere posizione, rimettendosi al giudizio 

del perito psichiatra. 

9.5 Con annotazione del 14 agosto 2023 il SMR ha quindi confermato la 

validità del rapporto finale del 23 dicembre 2022 (doc. UAIE 190). 

C-349/2024 

Pagina 23 

10.  

Nel proprio gravame il ricorrente sostiene che, nonostante la nuova istrut-

toria, l’autorità inferiore non sia riuscita a dimostrare, con il sufficiente grado 

della verosimiglianza preponderante, né un miglioramento della sua situa-

zione valetudinaria a decorrere dal mese di ottobre 2018 (tale da giustifi-

care la riduzione del grado d’invalidità dal 100% al 52%), né tantomeno il 

riacquisto di una piena capacità lavorativa in attività adeguate a far data 

dal mese di ottobre 2021 e la conseguente soppressione del diritto alle 

prestazioni (ricorso §14). Egli contesta la valutazione medico teorica della 

capacità lavorativa residua esposta nella perizia pluridisciplinare del SAM, 

ritenendola errata e in contrasto con il danno alla salute e con i numerosi 

referti specialistici versati agli atti (ricorso §17, 21). In particolare, egli ri-

tiene che, dal punto di vista ortopedico/reumatologico, il dott. J._______ 

abbia espresso una diversa valutazione, a posteriori, riguardo ad una dia-

gnosi rimasta sostanzialmente invariata (ricorso §17-18, 22). A suo modo 

di vedere, la valutazione del dott. J._______ è viziata da pregiudizi, lad-

dove tenterebbe di ridimensionare – in assenza di cambiamenti valetudi-

nari – l’influsso sulla capacità lavorativa di patologie fino ad allora giudicate 

invalidanti. Il perito, inoltre, si contraddirebbe laddove, da un lato, ritiene 

che il dott. D._______ abbia sopravvaluto il danno alla salute del ricorrente 

e per tale ragione si distanzia dalle sue conclusioni in punto alla capacità 

lavorativa, mentre dall’altro fa proprie queste stesse conclusioni per il pe-

riodo (ottobre 2018-luglio 2021) che precede la propria valutazione peritale 

(ricorso §27). Egli critica inoltre la valutazione psichiatrica del dott. 

K._______, che non avrebbe sufficientemente indagato le diagnosi psichia-

triche e il loro influsso sulla capacità lavorativa residua, in spregio delle 

severe esigenze della nuova prassi giurisprudenziale, rendendo così un 

rapporto peritale privo di valore probatorio (ricorso §23, 27). 

Il ricorrente ritiene che, a dispetto della perizia pluridisciplinare, dalla docu-

mentazione medica agli atti emerga uno stato di salute sostanzialmente 

invariato sin dall’inizio dell’anno d’attesa (ossia dal 1° gennaio 2017), che 

giustifica il riconoscimento del persistere di un’incapacità lavorativa com-

pleta, così come confermato per il periodo dal 17 gennaio 2018 al 1° feb-

braio 2019 dalla decisione dell’UAIE del 4 luglio 2019, a suo modo di ve-

dere passata in giudicato. Rammentando che secondo il principio dell'o-

nere probatorio materiale, la situazione giuridica precedente deve perma-

nere se una modifica rilevante della fattispecie non è dimostrabile con il 

grado della verosimiglianza preponderante, egli ha ritenuto illegittime sia la 

riduzione della rendita intera (dal 100% al 52%) che, in subordine, la sop-

pressione della mezza rendita riconosciuta sulla base delle conclusioni del 

dott. D._______ del 23 ottobre 2018, non avendo l’amministrazione 

C-349/2024 

Pagina 24 

dimostrato un miglioramento della situazione valetudinaria (ricorso §26-

27). Tantopiù che il suo stato di salute sarebbe addirittura peggiorato ri-

spetto alla valutazione peritale (ricorso §21), come dimostrato dalla docu-

mentazione prodotta con la replica del 19 agosto 2024 (esami radiografici 

all’anca sinistra e destra dell’11 giugno 2024, del ginocchio sinistro del 2 

luglio 2024; rapporto della dott.ssa M._______ del 12 luglio 2024; rapporto 

fisiatrico del 22 luglio 2024 della dott.ssa N._______ attestante una disabi-

lità motoria in un “quadro di poliartrosi, sindrome ansioso-depressiva, esiti 

di protesi totale all’anca destra, discopatie lombari e poliartrosi diffusa” 

[doc. TAF 17]).  

11.  

Alla luce di quanto precede e per le ragioni che verranno qui di seguito 

esposte, le contestazioni del ricorrente non possono essere accolte. 

11.1 Innanzitutto, si rileva che la perizia pluridisciplinare del 28 novembre 

2022 si basa sulle informazioni fornite dalla persona esaminata e dai 

medici curanti, sull’esame del quadro clinico e del comportamento del 

ricorrente, sulle risultanze della visita di quest’ultimo da parte dei quattro 

periti e sulla documentazione medica agli atti. Il rapporto è comprensivo 

dell’anamnesi, delle informazioni tratte dall’incarto, delle diagnosi, delle 

indicazioni degli stessi periti, nonché della discussione e delle conclusioni 

concomitanti alle quali questi sono giunti in punto alle limitazioni e 

all’influsso delle stesse sulla capacità lavorativa dell’assicurato. Tale 

rapporto può pertanto essere considerato, per lo meno formalmente, un 

mezzo probatorio idoneo alla valutazione dello stato di salute e della 

capacità lavorativa del ricorrente.  

11.2 Dal punto di vista materiale, si osserva che in esecuzione della sen-

tenza di rinvio, l’amministrazione ha dato seguito alla richiesta del TAF di 

fornire un quadro pluridisciplinare dello stato di salute dell’assicurato, che 

in occasione dell’emanazione della decisione del 4 luglio 2019 non risul-

tava essere stato acclarato in maniera completa per quanto concerne il 

periodo a decorrere dal 23 ottobre 2018 (ossia dal momento in cui il dott. 

D._______ ha ritenuto che dall’interessato fosse nuovamente esigibile 

l’esercizio di un’attività lavorativa idonea al 50%). È bene precisare che nel 

caso concreto, contrariamente all’opinione del ricorrente, non occorre con-

frontare la situazione valetudinaria risultante nella perizia pluridisciplinare 

con quella che era stata a suo tempo riscontrata dal dott. D._______ e 

dalla dott.ssa E._______. Le valutazioni contenute in tali referti, ritenute 

dall’autorità inferiore, dal ricorrente e da questo Tribunale, all’epoca della 

procedura C-4576/2019 (consid. 8.2), non sufficientemente concludenti per 

C-349/2024 

Pagina 25 

determinarsi da un punto di vista complessivo sul caso, vengono infatti 

completate e se del caso sostituite dalle conclusioni della perizia pluridisci-

plinare, che va considerata come la prima valutazione del diritto alla rendita 

(consid. 7.6). Posto che, già prima del rinvio, la documentazione medica 

agli atti già permetteva di determinarsi con il grado della verosimiglianza 

preponderante riguardo alla situazione riguardante il periodo compreso fra 

il 1° gennaio 2018 e il 23 ottobre 2018 – su cui tutti i medici consultati sono 

concordi nel ritenere l’assicurato completamente inabile in qualsiasi attività 

lavorativa – ciò che deve emergere dal rapporto pluridisciplinare è in che 

modo si è evoluto lo stato di salute e la capacità lavorativa dell’assicurato 

nel periodo successivo e se ciò giustifica una modifica del diritto alla rendita 

intera corrente a decorrere dal 1° febbraio 2019. 

11.3 Orbene, la nuova istruttoria ha confermato che il ricorrente è affetto 

da svariate malattie degenerative riguardanti l’anca destra (esiti da endo-

protesi totale per coxartrosi eseguita il 23 gennaio 2018), l’anca sinistra 

(presenza di coxartrosi, clinicamente sintomatica, radiologicamente di en-

tità modica), le ginocchia bilateralmente (gonartrosi a varo, in esiti da 

esame artroscopico per postumi traumatici), la colonna lombare (lombalgia 

cronica, con sindrome vertebrale lieve, discopatia in L4/L5) e le spalle bi-

lateralmente (tendinopatia del sovraspinato in periartrite scapolare calci-

fica; lieve borsite subacromion-deltoidea e tenosinovite del tendine del ca-

polungo del bicipite). L’esistenza di tali affezioni oltre che essere stata ri-

scontrata dai periti è stata ampiamente descritta anche dal medico curante 

(cfr. rapporto della dott.ssa M._______ del 20 febbraio 2023 [doc. 186 

p.12]) e dagli specialisti consultati dall’assicurato, in particolare dal dott. 

P._______ (nei rapporti del 20 maggio e del 29 agosto 2019 [doc. UAIE 

127 p. 9 e 134 p. 35] e del 6 aprile 2023 [doc. UAIE 186 pp. 28-29]). Le 

diagnosi di origine somatica elencate nella perizia pluridisciplinare sono 

state confermate dai periti con il rapporto del 2 agosto 2023 (doc. UAIE 

189) a seguito della visione degli esami radiografici e strumentali eseguiti 

tra il 2020 e il 2022 (cfr. doc. UAIE 186 pp. 16-24). Il ricorrente risulta inoltre 

essere in cura dal 2004 presso il Centro Psicosociale di R._______ con la 

diagnosi di sindrome da attacchi di panico (ICD-10 F41.0), poi modificata 

nel 2018 in sindrome ansioso-depressiva (ICD-10 F41.2) reattiva alle pro-

blematiche ortopediche (al riguardo si cfr. i referti della dott.ssa S._______ 

del 25 gennaio 2019 [doc. UAIE 111 p. 2] e del dott. O._______ del 25 

agosto 2020 e del 23 febbraio 2023 [doc. UAIE 165 p. 90 e 186 p. 11]), 

diagnosi ritenuta tuttavia non più attuale nella valutazione peritale del dott. 

K._______, per i motivi di cui si dirà più avanti (consid. 11.4.3). È infine 

stata riscontrata una tendenza allo sviluppo di un reumatismo delle parti 

C-349/2024 

Pagina 26 

molli a carattere fibromialgico che secondo il dott. J._______ è da mettere 

in relazione alle affezioni di natura psichica. 

11.4 Condividendo l’opinione dell’autorità inferiore, questo Tribunale 

riconosce che il caso è stato indagato approfonditamente, tenendo conto 

dei differenti ambiti della medicina toccati, al fine di valutare l’impatto delle 

numerose affezioni diagnosticate sullo stato di salute e sulla capacità 

lavorativa del ricorrente, così come la loro evoluzione. 

11.4.1 Per il dott. H._______, che ha esaminato il ricorrente dal profilo in-

ternistico, non vi sono diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa. Del 

resto neppure il medico curante, dott.ssa M._______, che nel rapporto del 

20 febbraio 2023 ha menzionato la diagnosi (nota al perito) di “ipertensione 

arteriosa con toracalgia in approfondimento diagnostico” (doc. UAIE 186 p. 

12), ribadita anche in quello del 12 luglio 2024 (allegato al doc. TAF 17), si 

è espressa differentemente né ha fornito alcun’indicazione riguardo a una 

particolare terapia suscettibile di migliorare ulteriormente la situazione dal 

profilo internistico.  

11.4.2 Anche dal punto di vista neurologico non vi sono indicazioni che 

contraddicono quelle del dott. I._______, che nel contesto della valuta-

zione peritale del 16 settembre 2020 non ha rilevato alcuna diagnosi con 

influsso sulla capacità lavorativa, avendo constatato uno stato neurologico 

del tutto nella norma.  

11.4.3 Dal profilo psichiatrico, sia la dott.ssa E._______, nel rapporto del 

22 novembre 2018, che il dott. K._______ nel rapporto del 15 settembre 

2021 sono concordi nel ritenere che non vi sia alcun disturbo di origine 

psichica suscettibile di influire sulla capacità lavorativa, pur sapendo che al 

momento della loro valutazione l’assicurato era in cura presso il dott. 

O._______ – con visite a cadenza trimestrale – e seguiva un trattamento 

psicofarmacologico “di mantenimento”. Il dott. K._______ ha rilevato che 

l’assicurato, è stato seguito a livello specialistico a partire dal 2018 per una 

problematica inquadrabile come depressione reattiva al permanere di una 

sintomatologia algica legata a problemi ortopedici. Il trattamento di tale af-

fezione ha richiesto un percorso di cure specialistiche piuttosto lungo e 

grazie alla terapia farmacologica vi è stata un’evoluzione del quadro clinico 

favorevole al punto da permettere all’interessato di riprendere una vita 

pressoché normale. Tale opinione è confermata dai referti specialistici agli 

atti, in particolare dal rapporto del dott. O._______ del 25 agosto 2020, che 

attestando un soddisfacente compenso clinico pur con persistenza di 

“aspetti di ansia situazionale a fronte di un timismo sostanzialmente in 

C-349/2024 

Pagina 27 

asse” ha indotto il dott. K._______ a seguito dell’esame obbiettivo del 25 

agosto 2021 e del 15 settembre 2021 ad escludere la diagnosi di sindrome 

ansioso-depressiva. Ora, sebbene tale conclusione del perito, non con-

corda con quella del dott. O._______, è doveroso rimarcare che quest’ul-

timo nei propri rapporti (si cfr. anche il rapporto del 21 febbraio 2023) resta 

piuttosto vago nel descrivere i sintomi, l’origine, gli sviluppi e le conse-

guenze delle affezioni esposte, non essendo possibile determinare come 

la sindrome ansioso-depressiva diagnosticata nel 2018 sia evoluta nel 

tempo e se tale patologia sia ancora attuale o sia stata nel frattempo sanata 

grazie al trattamento psicofarmacologico in atto. Un indizio di una tale evo-

luzione parrebbe per altro emergere già dal rapporto del 25 gennaio 2019 

della dott. S._______, precedente specialista curante, che descriveva una 

situazione in via di miglioramento (doc. UAIE 111). Il dott. O._______, d’al-

tro canto, neppure fornisce un’indicazione precisa di quello che potrebbe 

essere l’influsso delle patologie psichiche sulla capacità lavorativa dell’as-

sicurato. Vale infine la pena sottolineare il fatto che non sono state evocate, 

né sono reperibili agli atti altre affezioni o limitazioni connesse a problema-

tiche di natura psichica non considerate dal perito.  

Riguardo alla valenza probatoria della perizia psichiatrica del dott. 

K._______ è utile rilevare che, non essendovi alcuna diagnosi con influsso 

sulla capacità lavorativa, né avendo mai subito un’incapacità lavorativa per 

motivi psichiatrici, nulla osta – contrariamente all’opinione dell’insorgente – 

a rinunciare ad una procedura di accertamento dei fatti strutturata fondata 

su indicatori (si cfr. al riguardo il consid. 7.8.).  

11.4.4  

11.4.4.1 In ambito reumatologico si rileva che gli specialisti che si sono 

espressi nel corso degli anni sono giunti a conclusioni analoghe sotto il 

profilo diagnostico (cfr. dott. D._______ e dott. P._______) con la sola ec-

cezione del dottor J._______ il quale ha posto (anche) la diagnosi di “reu-

matismo delle parti molli a carattere fibromialgico” senza influsso sulla ca-

pacità lavorativa. Al riguardo giova precisare quanto segue.  

11.4.4.2 Il termine reumatismo delle parti molli comprende svariati pro-

blemi e disturbi delle strutture molli (non ossee) dell’apparato locomotore 

dell’uomo come muscoli, tendini, legamenti e le fasce. Se i dolori interes-

sano le parti molli di quasi tutto il corpo, si parla di sindrome fibromialgica 

(vedi https://www.reumatismo.ch/#reumatismo-delle-parti-molli, consultato 

il 20 gennaio 2025). Fino a poco tempo fa la fibromialgia era considerata 

una forma particolare di reumatismo dei tessuti molli. Tuttavia, sotto 

C-349/2024 

Pagina 28 

l'influenza dell'International Association for the Study of Pain (IASP), l'OMS 

ha creato una nuova categoria per le sindromi da dolore cronico primario e 

ha riclassificato la sindrome fibromialgica in questa categoria. La fibromial-

gia non fa pertanto più parte delle malattie reumatiche (vedi 

https://www.reumatismo.ch/reumatismo-dalla-a-alla-z/fibromialgia?q=Fi-

bromialgia; consultato il 20 gennaio 2025).  

11.4.4.3 Riguardo allo sviluppo di un reumatismo delle parti molli, il dott. 

J._______, ha precisato che si tratta “di una fibromialgia di tipo primario da 

mettere in relazione con la sindrome ansioso-depressiva” per la quale l’as-

sicurato è in cura. Nel porre tale diagnosi il perito non ha indicato né il 

numero ICD e neppure ha fornito alcun dettaglio riguardo all’esame dei 

tender points o alle motivazioni che lo hanno indotto a tale conclusione. 

Egli ha fatto inoltre riferimento a una sindrome ansioso-depressiva, fon-

dandosi probabilmente sui referti del dott. O._______, la cui persistenza, 

come visto sopra, è tutt’altro che certa ed è anzi stata espressamente 

esclusa dal collega perito, dott. K._______ (consid. 11.4.3). Riguardo a tale 

patologia, il perito si è limitato a ritenere la stessa non limitante sotto il pro-

filo funzionale, né inabilitante non influendo sulla capacità lavorativa. 

È bene precisare che, al di fuori del dott. J._______, che per altro non ha 

prescritto alcuno specifico trattamento, nessun altro medico consultato 

dall’assicurato ha mai riferito posto la diagnosi di fibromialgia – o esternato 

dei dubbi riguardo alla possibile insorgenza della stessa – né tantomeno 

ha mai ritenuto opportuno procedere ad approfondimenti specialistici per 

indagare maggiormente tali aspetti. Al contrario, il dott. P._______ ha 

escluso tale diagnosi ritenendo di natura organica tutte le patologie soma-

tiche lamentate dall’insorgente (cfr. doc. UAIE 186 p. 30). 

11.4.4.4 Ad ogni buon conto, al fine di poter validamente porre una dia-

gnosi di fibromialgia, la sola valutazione da parte di un reumatologo non 

sarebbe sufficiente. A tale scopo, secondo il Tribunale federale, è infatti 

necessario l’intervento di uno specialista in psichiatria, in quanto i fattori 

psicosomatici hanno un influsso decisivo sullo sviluppo di questa malattia 

(DTF 132 V 65 consid. 4.3). Gli effetti sulla salute devono infatti essere 

valutati da uno psichiatra, mediante un esame degli indicatori standard, 

così come previsto dalla giurisprudenza sul dolore somatoforme ai sensi 

della DTF 141 V 281 (si cfr. anche sentenza del TAF C-2219/2021 del con-

sid. 4.7.4.3). 

Nel caso concreto, si osserva che fra le diagnosi poste dal dott. K._______, 

nella perizia psichiatrica, non viene fatto alcun riferimento alla possibile 

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insorgenza di una tale patologia, né tantomeno posta una diagnosi di sin-

drome somatoforme da dolore persistente (ICD-10 F45.4), suscettibile di 

avvalorare la diagnosi di tendenza allo sviluppo di un “reumatismo delle 

parti molli a carattere fibromialgico” posta dal dott. J._______. Non es-

sendo neppure emerso in corso di discussione congiunta da parte dei periti 

la necessità di procedere a un accertamento complementare e a fronte 

delle perplessità esposte riguardo alla validità di tale diagnosi, non riscon-

trata da nessun altro medico, su tale aspetto si può soprassedere senza 

che vi sia la necessità di svolgere ulteriori accertamenti medici. Del resto 

non avendo influenza sulla capacità lavorativa del ricorrente non è neppure 

rilevante. 

11.5  

11.5.1 In concreto tutti i periti e i medici interrogati sono concordi nel rite-

nere che le uniche patologie con influsso sulla capacità lavorativa, sono 

quelle di natura reumatologica e ortopedica. La valutazione del dott. 

J._______ diverge tuttavia da quella in precedenza esposta dal dott. 

D._______ e dal dott. P._______, che pur giungendo a conclusioni diagno-

stiche sostanzialmente sovrapponibili, hanno considerato che le varie pa-

tologie avessero un influsso maggiore rispetto a quello attestato dal perito. 

Quest’ultimo ha ritenuto che l’insorgente disponesse di maggiori risorse ri-

spetto a quanto constatato tre anni prima dal dott. D._______ e che la sua 

capacità funzionale fosse meno limitata. Egli è giunto a tale conclusione 

fondandosi sugli esami radiografici ed ecografici del 2020 e di quelli pro-

dotti dall’assicurato nel 2023 (doc. UAIE 186), dai quali è emerso che la 

problematica degenerativa in atto non ha subito una particolare progres-

sione rispetto al 2018 e che in generale l’evoluzione dello stato di salute 

non è stata particolarmente grave (doc. UAIE 189 p. 11). Inoltre il perito ha 

potuto constatare che a partire dal mese di novembre 2019 l’insorgente 

aveva ripreso a lavorare a tempo parziale (ca. 40-50 ore al mese) presso 

la carrozzeria T._______ Sagl “nell’accoglienza dei clienti, nella prepara-

zione di miscele dei colori per la verniciatura, nella consegna delle auto-

mobili, nonché di acquisti di pezzi di ricambio” (doc. UAIE 165 p. 83), un’at-

tività lavorativa leggera e compatibile con le limitazioni funzionali elencate. 

Il trascorrere del tempo e l’adattamento del ricorrente alle differenti patolo-

gie, hanno infine dimostrato che l’intervento d’impianto di emiprotesi a en-

trambe le ginocchia, che secondo il dott. D._______ avrebbe dovuto per-

mettere di migliorare ulteriormente la capacità funzionale e lavorativa, non 

era strettamente necessario. In tal senso si sono espressi non soltanto il 

dott. J._______ ma pure il dott. P._______ (nei rapporti del 20 maggio 2019 

[doc. UAIE 127 p. 9] del 29 agosto 2019 [doc. UAIE 134 p. 35] sebbene nel 

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rapporto del 6 aprile 2023 abbia lasciato aperta la questione [doc. UAIE p. 

29]). Se a seguito della valutazione del dott. D._______, il medico SMR 

esprimeva, nel rapporto finale del 19 novembre 2018, una prognosi “infau-

sta” (doc. UAIE 106), dalla valutazione del dott. J._______ emerge una 

stabilizzazione non soltanto della situazione valetudinaria, ma pure delle 

risorse fisiche che per il perito si traduce in un miglioramento della capacità 

lavorativa sia nell’attività svolta prima del danno alla salute che in attività 

adeguate che considerano i limiti funzionali descritti. A fronte di quanto pre-

cede appare inoltre corretto riferirsi per il periodo che precede la visita del 

dott. J._______, alla valutazione del dott. D._______, risultando essere più 

favorevole all’assicurato per quanto concerne la capacità lavorativa in 

un’attività sostitutiva adeguata a partire dal 23 ottobre 2018. 

11.5.2 Sebbene il dott. P._______ dissenta dal grado d’invalidità proposto 

dal perito, si rileva che egli stesso ritiene esigibile la ripresa di un’attività 

lavorativa confacente nella misura del 35-40%, ossia di poco inferiore a 

quella a suo tempo attestata dal dott. D._______ (doc. UAIE 186 p. 31). 

Nel proprio rapporto lo specialista prende posizione riguardo alla valuta-

zione del dott. J._______, ritenendo che la stessa presenti numerose criti-

cità, con argomentazioni che tuttavia non convincono. Egli solleva in primo 

luogo dei dubbi riguardo all’atteggiamento dimostrativo che il perito 

avrebbe riscontrato in occasione della visita clinica. Orbene, a prescindere 

dal fatto che un determinato comportamento non può essere aprioristica-

mente escluso dal dott. P._______, che all’esame clinico non era presente, 

è giusto rilevare che il dott. J._______, pur riscontrando un atteggiamento 

dimostrativo, ha escluso che vi fosse un’amplificazione (aggravazione) dei 

sintomi, ossia un modello di comportamento invalidante e che porta l’assi-

curato a sottovalutare la propria capacità funzionale. In tal senso il perito 

non ha fatto alcun accenno a sofferenza ostentata, né ha riscontrato una 

particolare discordanza tra quanto osservato e quanto dichiarato dall’assi-

curato. In definitiva, pur constatando tale atteggiamento dimostrativo, non 

vi ha attribuito particolari conseguenze, nel senso che non ha messo in 

dubbio la coerenza del ricorrente o la plausibilità del quadro clinico. Il dott. 

P._______ sostiene inoltre, a torto, che il perito abbia considerato che le 

problematiche da cui è affetto il ricorrente fossero da ricondurre all’ipotetica 

sindrome fibromialgica, mai rilevata in precedenza, e messo così in se-

condo piano le problematiche organiche che “invece esistono e sono im-

portanti”. Al contrario, il dott. J._______ dà ampio risalto alle patologie di 

natura organica e alla loro evoluzione, limitandosi ad asserire che una 

parte dei disturbi che permangono – non spiegabili dai riscontri organici – 

sono prettamente di tipo muscolare tendineo compatibili con un quadro di 

tipo fibromialgico. Dal punto di vista della capacità lavorativa, ad ogni buon 

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conto, tale problematica è relegata dal perito in secondo piano, non avendo 

alcun influsso. Il dott. P._______ passa poi in rassegna le valutazioni ri-

guardo alle differenti patologie, dando una lettura differente dei reperiti ra-

diografici e traendo conclusioni opposte a quelle del perito. Egli non spiega 

però in che modo il dott. J._______ avrebbe sbagliato nel dedurre delle 

limitazioni funzionali a suo dire troppo blande e nell’esporre una capacità 

lavorativa residua a suo modo di vedere troppo ottimista. Egli fa riferimento 

alla valutazione fisiatrica della dott.ssa N._______, trascurando tuttavia 

l’importante differenza che intercorre tra il mandato di cura e il mandato 

peritale. In definitiva, quando esprime un avviso contrario riguardo alla ca-

pacità lavorativa, il dott. P._______ si sta sostanzialmente fondano sul me-

desimo substrato fattuale esaminato dal perito. Pertanto laddove egli ri-

tiene sussistere un’incapacità lavorativa totale nell’attività abituale e al 35-

40% in una sostitutiva, egli sta esprimendo in realtà una differente valuta-

zione delle conseguenze della medesima patologia.  

11.5.3 Al di fuori dei rapporti ortopedici e reumatologici appena citati, non 

vi è nessun altro referto specialistico recente che abbia posto una 

valutazione attuale e concludente riguardo alla capacità lavorativa residua, 

che abbia rivelato elementi oggettivi nuovi o non considerati dal dott. 

J._______, né che abbia esposto una valutazione differente della 

medesima fattispecie o una critica mirata avverso le valutazioni peritali. In 

tal senso non aiutano a dare maggiore consistenza alla tesi dell’assicurato 

le attestazioni di incapacità lavorativa totale rilasciate dalla dott.ssa 

M._______ (cfr. certificato del 16 maggio 2019, rapporto del 20 febbraio 

2023). Da un lato perché gli stessi non sono frutto di una valutazione 

complessiva e articolata da parte del medico curante, dalla quale emerga 

la distinzione fra attività abituale e sostitutiva adeguata; dall’altro perché 

essi risultano in parte contraddire la valutazione degli specialisti, laddove 

attestano un’incapacità lavorativa totale. Del resto, nessun accenno 

all’incapacità lavorativa emerge dal referto della visita fisiatriche del 20 

febbraio 2023 (doc. UAIE 186 p. 13).  

11.5.4 Da ultimo, neppure soccorre il ricorrente il riconoscimento dell’inva-

lidità civile e l’eventuale attribuzione di una prestazione da parte degli enti 

previdenziali italiani, poiché il sistema italiano è fondato su presupposti dif-

ferenti da quello svizzero (doc. UAIE 186). 

11.6 Non essendovi indizi concreti atti a suffragare maggiormente le alle-

gazioni ricorsuali questo Tribunale non ritiene quindi necessario distan-

ziarsi dalla valutazione completa, affidabile e concludente espressa dai pe-

riti del SAM e ripresa interamente nel rapporto finale SMR in punto alla 

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Pagina 32 

situazione valetudinaria e all’influsso sulla capacità lavorativa delle patolo-

gie di cui l’assicurato è portatore. 

11.7 In conclusione risulta quindi provato, con il grado della verosimi-

glianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali, che a decorrere 

dal 23 ottobre 2018, l’assicurato abbia riacquisito una capacità lavorativa 

parziale in un’attività sostitutiva rispettosa delle limitazioni funzionali atte-

state dal dott. D._______, e che a partire dal 5 ottobre 2020, grazie alla 

stabilizzazione delle risorse fisiche (si confronti in proposito sentenze del 

TF 9C_451/2023 del 2 dicembre 2024 consid. 4.2.1 e 4.3; 9C_383/2017 

dell’11 ottobre 2017 consid. 6.2, relative alla revisione della rendita, che 

vanno considerate applicabili sia alle rendite scalari che a una prima do-

manda di rendita in cui le condizioni per riconoscere l’affidabilità di una pe-

rizia sono meno onerose), quest’ultimo sia nuovamente in grado di eserci-

tare al 50% l’attività abituale e in misura completa un’attività sostitutiva ri-

spettosa delle limitazioni funzionali, come quella che egli già svolge attual-

mente a tempo parziale presso la carrozzeria T._______ Sagl. 

12.  

Abbondanzialmente si rileva che i referti medici prodotti dal ricorrente  

il 19 agosto 2024 (doc. TAF 17) non sono suscettibili di influire sull’esito 

della presente vertenza, essendo stati redatti dopo la pronuncia della deci-

sione impugnata e altresì riguardando un preteso peggioramento dello 

stato di salute oggettivato al più presto a partire dall’11 giugno 2024, ossia 

dalla data degli esami radiografici. 

La nuova documentazione medica (doc. TAF 17) va pertanto trasmessa 

all’amministrazione per competenza (art. 8 cpv.1 PA). 

13.  

Da quanto esposto consegue che il ricorso, destituito di fondamento, non 

merita tutela e la decisione impugnata va confermata. 

14.  

14.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di fr. 800.-, sono 

poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b 

del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]). Esse vengono compensate con l'anticipo spese, di identico 

ammontare, versato dall'insorgente il 6 febbraio 2024 (doc. TAF 4). 

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Pagina 33 

14.2 Il ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per 

spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7 

cpv. 1 e 2 TS-TAF a contrario). 

14.3 Peraltro, le autorità federali, quand'anche vincenti, non hanno di prin-

cipio diritto a un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo 

eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205). 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

L’incarto è trasmesso per competenza all’Ufficio dell’assicurazione invali-

dità per gli assicurati all’estero (UAIE), conformemente al consid. 12. 

3.  

Le spese processuali di fr. 800.- sono poste a carico del ricorrente e ven-

gono compensate con l’anticipo spese già corrisposto. 

4.  

Non si attribuiscono ripetibili.  

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'autorità inferiore e 

all’UFAS. 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

La presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Michela Bürki Moreni Luca Rossi 

 

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Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 LTF). Il termine è reputato osservato se gli atti scritti sono 

consegnati al Tribunale federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta 

svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più 

tardi l'ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono 

contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed 

essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 

ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

 

Data di spedizione: