# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f842e24d-47b1-59cc-adf9-48b4debd8b02
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-09-28
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 28.09.1995 15.1995.00150
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1995-00150_1995-09-28.html

## Full Text

Incarto n.

  15.95.00150

  15.95.00151

  	
  Lugano

  28 settembre 1995/FC/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini, Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

statuendo sui reclami

 

	
   

  	
  ____________

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’ Ufficio di esecuzione di Lugano
nella procedura dipendente dal sequestro decretato il 22 giugno 1995 dal
pretore del Distretto di Lugano, Sezione 4, su istanza di

 

	
   

  	
  __________ 

   

  contro

   

  __________

   

  

 

viste le osservazioni 10 luglio 1995 di __________ e
__________ e 11 luglio 1995 dell'UE di Lugano;

 

esaminati atti e documenti;

ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                  A.   Con
decreto 22 giugno 1995 il Pretore del Distretto di Lugano ha sequestrato per
Fr. 26'200.-- oltre accessori presso __________ (in seguito: __________) di
__________ tra l'altro "ogni avere e credito (...) appartenenti o intestati
a nome della debitrice [__________] congiuntamente o individualmente, in nome
proprio o a nome di qualsiasi altra persona sempre che la banca sa che la
debitrice è l'avente diritto economico".

 

                                  B.   L'UE
di Lugano ha eseguito il sequestro il 22 giugno 1995.

 

                                  C.   Con
reclamo 23 giugno 1995 __________ ha chiesto sia dichiarata caduca l'esecuzione
del sequestro limitatamente alla formulazione "di qualsiasi altra persona
sempre che la banca sa che la debitrice è l'avente diritto economico",
ritenuto che:

                                         -  __________
è legittimata al reclamo perchè l'esecuzione del sequestro "è atta a
ledere i suoi interessi (DTF 103 III 37)";

                                         -  non può
darsi sequestro di beni di cui la debitrice sarebbe l'avente diritto economico,
siffatta nozione essendo ignota al diritto civile.

 

                                  D.   Con
reclamo 10 luglio 1994 (recte: 1995) __________ A ha chiesto la declaratoria di
caducità della formulazione "di qualsiasi altra persona sempre che la
banca sa che la debitrice è l'avente diritto economico", ritenuto che:

                                         "  possono
essere sequestrati solo beni che il creditore indica appartenenti al debitore.
Per decidere se un bene appartiene al debitore o a terzi, si deve procedere
secondo le regole del diritto civile. Determinante è quindi la realtà giuridica
e non un'eventuale identità economica tra il debitore escusso e il terzo".

 

                                  E.   Il
creditore sequestrante __________ ha chiesto la reiezione dei gravami, atteso
che:

                                         -  ad
__________ difetta la legittimazione attiva, mancando il presupposto dell'interesse
giuridico;

                                         -  il
creditore "deve solo indicare senza ombra di dubbio qual è il debitore di
cui crede appartengano i beni da sequestrare";

                                         -  si possono
sequestrare beni depositati presso __________ "a nome di qualsiasi altra
persona, sempre che la Banca sa che la debitrice è l'avente diritto
economico".

 

 

Considerato

 

 

 

in
diritto:

 

 

                                   1.   I
due reclami sono diretti contro l'esecuzione ad opera dell'UE di Lugano dello
stesso sequestro decretato dal Pretore su istanza del creditore sequestrante
__________ contro il debitore sequestrato __________ e sono sostanzialmente
incentrati su convergenti allegazioni tanto fattuali che in diritto: le cause
inc. __________ e __________ possono quindi essere congiunte per ragioni di
economia processuale ed evase con una sola sentenza, pur mantenendo la loro
autonomia nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere
impugnati anche singolarmente.

 

 

                                   2.   La
legittimazione al reclamo deve essere riconosciuta a chi è toccato nei propri
interessi giuridicamente protetti da una misura dell'organo d'esecuzione, costitutiva
di pregiudizio materiale attuale.

                                         __________
è lesa in linea di principio nei suoi interessi giuridicamente protetti dall'esecuzione
del sequestro nella misura in cui il sequestro tocca beni non di proprietà del
debitore sequestrato ma solo quelli, non sequestrabili, di cui il debitore non
fosse proprietario nel senso inteso dal diritto civile.

                                         Orbene,
nel caso di specie __________ si è aggravata proprio solo limitatamente all'esecuzione
del sequestro su beni di cui il sequestrato risulterebbe solo "avente
diritto economico": entro questi ristretti limiti __________ è legittimata
al reclamo, atteso che il pregiudizio materiale attuale si sostanzia negli
obblighi contrattuali che la banca ha nei confronti della sua controparte, la
cui violazione determinerebbe conseguenze risarcitorie ove fossero stati omessi
atti procedurali dovuti, reclamo compreso.

 

 

                                   3.   La
via del reclamo è data contro l'esecuzione del sequestro ad opera dell'organo
d'esecuzione (Kurt Amonn, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts,
Berna 1993, §51 m.45 e 62 con rif. ivi; Pierre-Robert Gilliéron, Poursuite pour
dettes, faillite et concordat, Losanna 1993, p. 385).

 

 

                                   4.   I
reclamanti asseverano che non è data facoltà di sequestrare beni non di
proprietà del debitore sequestrato, il quale ne fosse solo l'avente diritto economico.

                                         Va
qui ricordato che è principio giurisprudenziale e dottrinale indiscusso che il
creditore sequestrante deve fornire all'autorità del sequestro (nel caso di
specie al pretore) le indicazioni su tutti gli elementi che devono formare
oggetto del decreto e che sono enumerati all'art. 274 cpv.2 LEF.

 

                                         a)  Se
il pretore concede per errore un sequestro benchè ne manchino gli elementi
essenziali, l'Ufficio esecuzione deve comunque in principio eseguirlo: il suo
potere d'esame è infatti assai limitato, se raffrontato a quello del giudice
del sequestro, atteso che non gli è assolutamente possibile verificarne le condizioni
materiali (salvo casi limite dove il principio dell'economia processuale
prevale sul dogmatismo fondato su poteri di cognizione sostanzialmente diversi:
ad esempio, se esiste contestazione sulla proprietà dei beni da sequestrare e
se la proprietà del terzo è perfettamente chiara, l'organo d'esecuzione deve
rifiutare l'esecuzione del sequestro con provvedimento suscettibile di reclamo
ex art. 17 LEF all'autorità di vigilanza).

 

                                         b)  L'UE
deve invece verificare la regolarità formale del decreto di sequestro nel senso
che vi siano tutte le indicazioni previste dalla LEF, ritenuto che carenze o
formulazioni insufficienti avranno come conseguenza la non esecuzione del
sequestro (cfr. DTF 107 III 37; CEF 18 aprile 1988 su reclamo A.F. cons.1; Gilliéron,
op. cit., p.384-385).

 

 

                                   5.   L'Ufficio
deve rifiutare l'esecuzione del decreto pretorile di sequestro quando:

 

                                         a)  i
beni da sequestrare sono impignorabili (DTF 107 III 37, 106 III 106 e 76 III
34-35; Gilliéron, op. cit., p. 384; Amonn, op. cit., §51 m.45; Fritzsche/Walder,
Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, vol. II, Zurigo 1993,
§58 m.15 p.472-473);

 

                                         b)  i
beni da sequestrare sono fuori della giurisdizione del circondario di
esecuzione (DTF 107 III 37, 80 III 126 e 75 III 26 cons. 1; Fritzsche/Walder,
op. cit., §58 m.2 p.467; Gilliéron, op. cit., p.384; Amonn, op. cit., §51
m.45);

 

                                         c)  i
beni da sequestrare non esistono (DTF 107 III 37-38, 105 III 141 e 80 III 87; Gilliéron,
op. cit., p.385; Amonn, op. cit., §51 m.45);

 

                                         d)  i
beni da sequestrare, per ammissione del creditore o per evidenza manifesta,
appartengono a un terzo (DTF 109 III 124 cons.6, 105 III 114 cons.4 e 104 III
58-59 cons.3; Fritzsche/Walder, op. cit., §58 m.2 p.468; Gilliéron, op. cit.,
p.385; Amonn, op. cit., §51 m.45);

 

                                         e)  i
beni da sequestrare, per ammissione del creditore o per evidenza manifesta,
appartengono a uno stato estero e si riferiscono a fatti ex jure imperii (DTF
108 III 109; CEF 18 aprile 1988 su reclamo A.F. cons.1e; Gilliéron, op. cit.,
p.385; Amonn, op. cit., §51 m.45);

 

                                         f)   il
sequestro è stato ottenuto in violazione del principio della buona fede ex art.2
cpv.1 CC (DTF 112 III 51, 108 III 104-105 e 120-121, 107 III 38 cons.4; Fritzsche/Walder,
op. cit., §58 n.4 p.467; Gilliéron, op. cit., p.385; Amonn, op. cit., §51
m.45).

 

 

                                   6.   Nel
caso in esame entra in linea di conto la sola ipotesi sub 5d, atteso che per i
reclamanti parte dei beni di cui è chiesto il sequestro non appartengono alla
debitrice sequestrata, come risulta per evidenza manifesta dalla formulazione
del decreto pretorile di sequestro quando specifica - sub "oggetti da sequestrare",
in fine - "o a nome di qualsiasi altra persona sempre che la banca sa
che la debitrice è l'avente diritto economico".

 

                                         a)  Possono
essere sequestrati solo beni che il creditore indica come appartenenti al
debitore: in altre parole, è escluso il sequestro di beni che il creditore
indica appartenere a terzi (DTF 106 III 88 con rif.). Devono essere considerati
beni di terzi tutti quelli che secondo le regole del diritto civile
appartengono a una persona fisica o giuridica differente dal debitore escusso
(DTF 106 III 89 e 105 III 112). Determinante è la realtà giuridica (DTF 107 III
104 cons.1): l'identità economica fra il debitore escusso e il terzo può essere
presa in considerazione solo in casi eccezionali (DTF 105 III 112-113 con rif.
a 102 III 165 ss.).

 

                                         b)  Nel
caso di specie il decreto di sequestro indica in tutta evidenza beni che
secondo la realtà giuridica non appartengono al sequestrato, la formulazione
"o a nome di qualsiasi altra persona sempre che la banca sa che la
debitrice è l'avente diritto economico" non potendo infatti essere intesa
altrimenti.

 

                                         c)  E
nemmeno si realizzano i casi eccezionali ipotizzati in DTF 105 III 113 (abuso
di diritto del debitore che si rifugia in modo evidente dietro il dualismo
giuridico simulato al solo scopo di sottrarre beni all'esecuzione forzata) e in
DTF 102 III 172 cons.3 (perfetta identità economica tra la persona fisica e la
società anonima di cui la persona fisica è unico azionista e unico creditore;
la SA è priva di qualsivoglia potere autonomo distinto da quello del dominus,
il quale ne fa uso per agire manifestamente in fraudem legis allo scopo
evidente di sottrarre attivi ai suoi creditori).

 

                                         d)  Ne
consegue che nel caso in esame l'Ufficio di esecuzione di Lugano non può
procedere su beni di cui la sequestrata non sia proprietaria nei termini intesi
dal diritto civile. La formulazione del decreto pretorile, sub oggetti da sequestrare
i.f., "o a nome di qualsiasi altra persona sempre che la banca sa che la
debitrice è l'avente diritto economico" va tenuta per non scritta ai fini
esecutivi e non può pertanto formare oggetto di esecuzione ad opera dell'UE.

 

 

                                   7.   Non
si prelevano spese (art. 67 cpv.2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68
cpv.2 OTLEF), contrariamente ai petita dei reclamanti, perchè così imposto per
norma di diritto regolamentare federale.

 

 

Per
questi motivi, richiamati gli art. 17, 271 ss. e 275 LEF

 

 

 

 

 

 

PRONUNCIA:

 

 

                                   1.   Le
procedure inc. __________ e __________ sono dichiarate congiunte.

 

 

                                   2.   Il
reclamo 23 giugno 1995 (inc. __________) di __________ __________, Succursale
di __________, e il reclamo 10 luglio 1995 di __________ (inc. __________),
__________, sono parzialmente accolti.

 

                               2.1.   Di
conseguenza è fatto ordine all'Ufficio esecuzione di Lugano di depennare dal
verbale del sequestro 22 giugno 1995 la formulazione: "beni intestati a
nome di qualsiasi altra persona sempre che la banca sa che la debitrice è
l'avente diritto economico".

 

 

                                   3.   Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

 

                                   4.   Intimazione
a:   ________

 

 

Per la
Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

 

Il
presidente                                                                   
La segretaria