# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 24013a2b-a51d-57de-9b13-e4de7a63a677
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-09-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 01.09.2014 32.2013.181
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2013-181_2014-09-01.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2013.181

   

  FS

  	
  Lugano

  1° settembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 ottobre 2013 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 19 settembre 2013 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1960, il 30 luglio 2009 ha inoltrato una domanda di assegno per
grandi invalidi (doc. AI 113/1 e 127/1-6).

 

                                         Con
decisione 9 novembre 2009, preavvisata con progetto 29 settembre 2009 (doc. AI
140/1-3), l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni (doc. AI 146/1-3).

 

                                         In
esito al ricorso del 4 dicembre 2009 inoltrato, tramite l’avv. RA 1, contro la
decisione del 9 novembre 2009 (doc. AI 149/3-10), questo Tribunale, con STCA
del 12 gennaio 2010 cresciuta incontestata in giudicato (doc. AI 157/1-7),
aveva annullato la decisione impugnata e, ritenuta la necessità di svolgere
ulteriori accertamenti medici –
evenienza questa condivisa anche dal medico SMR dr. __________ nelle annotazioni
del 17 dicembre 2009 e che era emersa anche nell’ambito della procedura
riguardante il diritto alla rendita pure sfociata in una STCA di rinvio del 13
ottobre 2009 (doc. AI 141/1-29) –,
ha rinviato gli atti all’amministrazione per resa di un nuovo provvedimento.

 

                               1.2.   Con
decisione 18 gennaio 2011, preavvisata il 25 novembre 2010 (doc. AI 215/1-3) – a seguito della succitata STCA di rinvio del
12 gennaio 2010 e viste le risultanze della perizia pluridisciplinare del 1°
ottobre 2010 del SAM (doc. AI 205/1-76), del rapporto medico del 18 ottobre
2010 e delle annotazioni del 26 ottobre 2010 del medico SMR dr. __________
(doc. AI 207/1-3 e 211/1) –,
l’Ufficio AI ha respinto la domanda di assegno per grandi invalidi (doc. AI 224/1-3).

 

                                         In
esito al ricorso del 7 febbraio 2011, inoltrato, sempre tramite l’avv. RA 1,
contro la decisione del 18 gennaio 2011 (doc. AI 229/3-9), questo Tribunale – viste le risultanze della perizia
giudiziaria pluridisciplinare dell’ __________ (__________) di __________ (doc.
AI 287/2-37) –, con STCA del 10
dicembre 2012, cresciuta incontestata in giudicato (doc. AI 297/1-36), aveva
confermato il rifiuto del diritto ad un assegno per grandi invalidi. Il TCA
aveva rilevato che “(…) viste le suesposte risultanze mediche e le chiare e
univoche risposte dei periti __________ al riguardo (cfr. le risposte ai
quesiti delle parti concernenti l’assegno per grandi invalidi sub XXIX pag.
33-36 riportate in esteso al consid. 2.5), deve pertanto concludere che a
ragione l’Ufficio AI ha negato il diritto a detta prestazione. (…)” (doc.
AI 297/34).

                                         Contestualmente
questo Tribunale – avuto riguardo
alla documentazione medica prodotta allora dall’avv. RA 1 con scritto del 2
maggio 2011 (cfr. doc. AI 245/3-8) e osservato che la stessa si riferiva ad un
periodo posteriore alla decisione impugnata –
aveva, in particolare, indicato che “(…) Spetterà all’Ufficio AI stabilire
se la suddetta documentazione è sufficiente per essere trattata alla stregua di
una nuova domanda di un assegno per grandi invalidi. (…)” (doc. AI 297/34).

 

                               1.3.   Con
decisione 19 settembre 2013, oggetto della presente vertenza e preavvisata il 19
giugno 2013 (doc. AI 317/1-2) –
tenuto conto della documentazione medica agli atti e viste le annotazioni 8
aprile e 12 settembre 2013 dei medici SMR Dr. __________ e dr.__________ (doc.
AI 310/1-2 e 330/1-3) –, l’Ufficio
AI non è entrato nel merito della nuova domanda di assegno per grandi invalidi
(doc. AI 331/1-3).

 

                               1.4.   Contro
la decisione del 19 settembre 2013 l’assicurata, sempre tramite l’avv. RA 1, ha
inoltrato il presente ricorso postulandone l’annullamento e il riconoscimento
del diritto ad un assegno per grandi invalidi di grado elevato, subordinatamente
di grado medio. Delle singoli motivazioni verrà detto, per quanto necessario ai
fini del giudizio, nel prosieguo.

 

                               1.5.   Con
la risposta di causa – con
argomentazioni di cui si dirà, se necessario, in seguito – l’Ufficio AI ha chiesto di respingere il
ricorso (IV).

 

                               1.6.   Con
scritto 19 novembre 2013 l’insorgente ha confermato il proprio gravame e
allegato due certificati medici del 29 settembre e del 14 novembre 2013 del dr.
__________ (VI e allegati B/1-2).

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; STF
9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se a ragione l’Ufficio AI non è entrato nel merito
della nuova domanda di assegno per grandi invalidi del 2 maggio 2011 (cfr. consid.
1.2).

 

                                         Ricordato,
come verrà detto anche al prossimo considerando, che se l'assicurato interpone
ricorso contro la decisione di non entrata in materia il giudice esamina solo
se a buon diritto l'amministrazione ha rifiutato di entrare in materia, nella
misura in cui postula il riconoscimento del diritto ad un assegno per grandi
invalidi di grado elevato, subordinatamente di grado medio, il ricorso è
irricevibile.

 

                               2.3.   Qualora
una prima richiesta di assegno per grandi invalidi (AGI) sia stata negata perché
il grado di invalidità era insufficiente o l'invalido poteva provvedere a se
stesso, una nuova richiesta è riesaminata soltanto se l'assicurato rende verosimile
che il grado di grande invalidità o il volume dell’assisten-za dovuta
all’invalidità si è modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni
(art. 87 cpv. 3 e 4 OAI). Il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal
1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), nella DTF 133 V 263, chiamato a pronunciarsi
nel caso di nuova domanda presentata dopo l’assegna-zione retroattiva di una
rendita limitata nel tempo, ha precisato la propria giurisprudenza e stabilito
che in una tale evenienza la nuova domanda deve rispettare i requisiti posti
dall’art. 87 cpv. 3 e 4 OAI. Scopo di questo requisito è quello di impedire che
l'amministrazione debba costantemente chinarsi su domande identiche e non
motivate, quando la prestazione in causa è già stata rifiutata da una
precedente decisione cresciuta in giudicato (DTF 130 V 68 consid. 5.2.3, 117 V
198 consid. 4b con riferimenti). Se tale condizione non è soddisfatta
l'amministrazione non entra nel merito della domanda emanando una decisione in
tal senso; se per contro è resa verosimile una rilevante modifica suscettibile
di influenzare il diritto alla rendita l'amministrazione è obbligata ad entrare
nel merito della richiesta (DTF 130 V 64 consid. 3, 117 V 198
consid. 4b, 109 V 108 consid. 2b; SVR 2002 IV Nr. 10; Müller, Die materiellen
Voraussetzungen der Rentenrevision in der Invalidenversicherung, Universitätsverlag
Freiburg Schweiz, 2003, pagg. 84-86). Se l'amministrazione entra nel merito
della nuova domanda deve esaminare la fattispecie da un punto di vista
materiale e in particolare verificare se la modifica del grado di invalidità
resa verosimile dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115).
In tal caso applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di
rendite in corso (art. 17 cpv. 1 LPGA, 41 vLAI, art. 87ss. OAI;
VSI 1999 pag. 8; Rüedi, Die Verfügungsanpassung als Grundfigur von
Invalidenrentenrevisionen, in Schaffhauser/Schlauri, Die Revision von
Dauerleistungen in der Sozialversicherung, Veröffentlichungen des
Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999,
pag. 15; DTF 117 V 198). In DTF 130 V 64, il TFA ha precisato che nel
caso in cui l’assicurato non ha reso verosimile un rilevante cambiamento, il
principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati
d'ufficio dal giudice, non risulta essere applicabile. Solo se nella nuova
domanda di rendita (rispettivamente domanda di revisione) l’assicurato non
rende verosimile la rilevante mutazione, facendo tuttavia riferimento a mezzi
di prova, segnatamente rapporti medici, non ancora prodotti o da richiedere dall’am-ministrazione,
quest’ultima deve impartire all'interessato un termine per produrre il mezzo di
prova in questione con l’avvertenza che in caso contrario non entrerà nel
merito della domanda (DTF 130 V 69 consid. 5.2.5).

                                         Infine,
se l'assicurato interpone ricorso contro la decisione di non entrata in
materia, il giudice esamina solo se a buon diritto l'amministrazione ha
rifiutato di entrare in materia. Se invece essa ha accettato di esaminare la
nuova richiesta, il giudice non si pronuncia sulla questione dell'entrata in
materia, ma esamina materialmente se la modifica delle circostanze resa
attendibile dall'assicurato è effettivamente avvenuta (SVR 2002 IV Nr. 10
consid. 1b; DTF 116 V 265 consid. 2a; RCC 1991 pag. 269 consid.
1a).

                                         La
giurisprudenza sopra menzionata va applicata anche dopo l’entrata in vigore della
LPGA il 1° gennaio 2003 e il nuovo tenore dell’art. 87 OAI valido dal 1° marzo
2004 (STF I 630/06 del 20 giugno 2007, consid. 3 con riferimenti; DTF 130 V 343
consid. 3.5).

 

                               2.4.   Nell’ambito dell’art. 87 cpv. 3 e 4 OAI è sufficiente rendere
verosimile un rilevante cambiamento e non è richiesta la prova della
verosimiglianza preponderante valida nell’ambito delle assicurazioni sociali.
Non è necessario portare la prova piena per convincere l’amministrazione che è
subentrato un rilevante cambiamento rispetto all’ultima decisione cresciuta in
giudicato. È tuttavia sufficiente che in tal senso vi siano indizi per una
simile modifica, anche se permane la possibilità che un’analisi approfondita dimostri
che questo cambiamento in realtà non è subentrato (STF 8C_716/2011 del 5
gennaio 2012 consid. 2.2 e 2.3 e la giurisprudenza ivi citata; SVR
2002 IV Nr. 10 consid 1c/aa con riferimenti, vedi pure STF 9C_688/2007 del 22
gennaio 2008 e STF I 55/07 del 26 novembre 2007). Più la precedente decisione è
distante nel tempo, meno esigenze sono poste alla verosimiglianza ex art. 87
cpv. 3 e 4 OAI del rilevante cambiamento (“(…) Aus dem Normzweck ergibt sich, dass die Verwaltung u.a. zu berücksichtigen
hat, ob die frühere Verfügung nur kurze oder schon längere Zeit zurückliegt,
und dementsprechend an die Glaubhaftmachung höhere oder weniger hohe
Anforderungen zu stellen sind (BGE 109 V 114 Erw.
2b, 123 Erw. 3b und 264 Erw. 3, je mit Hinweisen) (…)”, riportato nella
STFA I 619/04 del 10 febbraio 2005, consid. 3).

 

                               2.5.   Nel
caso in esame, l’Ufficio AI ha considerato la documentazione medica agli atti e
in particolare la perizia giudiziaria dell’__________ del 20 settembre 2012
(doc. AI 287/2-37), il rapporto di dimissione della __________ del 26 febbraio
2013 (doc. AI 308/2-4) e gli scritti 6 agosto del dr. __________ e 16 agosto
2013 del dr. __________ entrambi indirizzati all’avv. RA 1 (doc. AI 325/7-8 e
327/3-5).

 

                                         Al
riguardo va innanzitutto ricordato che i periti dell’__________ hanno concluso
che l’assicurata non presenta una situazione valetudinaria tale da giustificare
il riconoscimento di un assegno per grandi invalidi (cfr. le chiare e univoche
risposte dei periti ai pertinenti quesiti posti dalle parti di cui al punto 7 A e B sub doc. AI 287/33-36 e la STCA del 10 dicembre 2012, cresciuta incontestata in giudicato,
con la quale questo Tribunale, viste le risultanze della succitata perizia
giudiziaria, aveva confermato il rifiuto del diritto ad un AGI).

 

                                         I
medici della Clinica __________, nel rapporto di dimissione del 26 febbraio
2013 concernente la degenza dal 21 settembre 2012 al 30 gennaio 2013 (doc. AI
308/2-4), non hanno evidenziato alcuna necessità di aiuto ai sensi del diritto
all’AGI. Gli stessi sanitari non si sono poi confrontati con le conclusioni dei
periti dell’__________ visto che non disponevano di tale reperto: “(…) Due
mesi fa la paziente ha eseguito una perizia a __________ richiesta dal TAF
[ndr. recte TCA] di cui attende l’esito. (…)” (doc. AI 308/3). Dal succitato
rapporto, quanto al motivo del ricovero, risulta inoltre che “(…) I problemi
relazionali in concomitanza con il recente suicidio di una giovane vicina di
casa avrebbero riattivato i pensieri di morte. Giunge per un ricovero protettivo
in cui avere un distacco dal coniuge e rivalutare la terapia. (…)” (doc. AI
308/4).

 

                                         Il
dr. __________ FMH in psichiatria e psicoterapia, nello scritto del 6 agosto
2013 (doc. AI 325/7-8), si è confermato nella propria valutazione (a suo dire da
nessuno confutata, neppure dalla perizia dell’__________) e, circa l’AGI, si è
così espresso: “(…) Sulla questione “assegno grandi invalidi”, ricordo che
mi ero limitato a evocarne la possibilità e che la domanda era poi stata fatta
dalla dottoressa __________. Posso ammettere (“a denti stretti”) che forse le
condizioni non sono completamente soddisfatte, ma al riguardo non ho un’opinione
definita poiché la grande invalidità dipende da elementi che non sono stato in
grado di verificare al di là di ogni dubbio. (…)” (doc. AI 325/7).

                                         Va
qui ribadito che, nella perizia del 20 settembre 2012 (doc. AI 287/2-37), i
periti dell’__________ hanno concluso che l’assicurata non presenta una situazione
valetudinaria tale da giustificare il riconoscimento di un assegno per grandi
invalidi. Lo stesso dr. __________ ammette del resto che le condizioni per
l’otteni-mento di un AGI non sono forse adempiute. Va qui inoltre evidenziato
che, già nella STCA del 10 dicembre 2012, questo Tribunale aveva, in
particolare, osservato che “(…) Giova inoltre ricordare alla ricorrente che,
contrariamente a quello che sembra essere l’assunto dello psichiatra da essa privatamente
interpellato (cfr. osservazioni 17 ottobre 2012 del dr. __________, pag. 2, sub
XXXIV), le valutazioni specialistiche rese da quest’ultimo non godono, dal
profilo istruttorio, di alcuna presunzione di fedefacenza e concludenza ai fini
probatori, nel senso che non possono essere aprioristicamente considerate
siccome decisive ai fini del giudizio sintanto che non venga provato il
contrario. (…)” (doc. AI 297/35).

 

                                         Il
dr. __________, FMH in psichiatria e psicoterapia, nello scritto del 16 agosto
2013 (doc. AI 327/3-5), ha contestato la non entrata in materia nella nuova
domanda di AGI adducendo, in particolare, che “(…) Non concordo con la diagnosi
posta dai colleghi periti di __________ (perizia __________ settembre 2012)
poiché almeno da allora, epoca in cui è avvenuto l’ultimo ricovero in ambito
psichiatrico, durato ben quattro mesi, la diagnosi più correttamente ponibile
pare essere quella di Episodio depressivo grave (ICD-10:F33.2) con Disturbo
somatoforme persistente (ICD-10:F45.4). […] La tendenza clinica evidente è
quella di un progressivo impoverimento e declino generale. Nei contenuti del
pensiero albergano solo idee di rovina e colpa (per la propria condizione) che
si esprimono in un’inca-pacità assoluta di provare piacere; infatti non è
presente alcuna progettualità futura. Le idee di morte sono una costante,
affatto semplice da gestire ambulatorialmente. Il ritiro sociale è marcato e
interrotto solamente dagli appuntamenti con i sanitari. Nell’ultimo periodo si
è registrato anche un calo ponderale marcato di quasi 10 kg. È profondamente rallentata, intorpidita sotto il profilo psico-fisico. Deambula costantemente
in modo insicuro attraverso l’ausilio di un bastone e ha un’evidente impotenza
funzionale all’arto superiore destro che porta appeso al collo, come se fosse
un corpo estraneo. (…)” (doc. AI 327/4-5).

                                         Al
riguardo questo Tribunale rileva innanzitutto che già nella STCA del 10 dicembre
2012 aveva avuto modo di rilevare che “(…) Quanto all’asserita differenza
tra le diagnosi poste dal dr. __________ e quelle ritenute dall’PE 1 – a prescindere dal fatto che porre
delle diagnosi non è compito del giudice (“(…) Das Stellen medizinischer Diagnosen ist genuine Aufgabe des
Sachverständigen und fällt nicht in den Bereich der richterlichen Kompetenzen
(Urteil 6A.31/2003 vom 4. August 2003 E.5.3) (…)” (STF 9C_437/2012 del 6
novembre 2012 consid. 3.2))
–, in ogni caso non
è certo dalla diagnosi che si può concludere per l’esistenza o meno di uno
stato di salute tale da giustificare il diritto ad un assegno per grandi
invalidi. (…)” (doc. AI 297/29).

                                         Del
resto, nel rapporto medico del 17 gennaio 2012 (doc. AI 276/2-5), il dr. __________
aveva già evidenziato che “(…) Lo stato psicopatologico della paziente che
conosco e seguo già da anni, quando la conobbi in Clinica __________, si
mantiene inesorabilmente scompensato sul piano affettivo. Non ho avuto
occasione di registrare che fugaci periodi (di pochi gg) in cui la paziente
fosse apprezzabilmente migliorata. Il dolore cronico esercita un’azione
condizionante e di disturbo battente. Il tono dell’umore è ormai stabilmente
orientato al polo negativo con periodi in cui la situazione peggiora ulteriormente
fino al manifestarsi di un nuovo episodio depressivo conclamato come l’ultimo
scorso. Il quadro clinico si è caratterizzato per un ulteriore peggioramento
con perdita d’interesse e piacere per le piccole cose che ritiene le siano
rimaste. Si è accompagnata l’emergenza di idee suicidali con progettualità
dubbia. Con il ricovero la situazione sarebbe leggermente migliorata se non
altro per il riassorbimento delle idee di morte sebbene presenti un umore
costantemente depresso. La situazione peggiora quando la pressione dei dolori
cronici aumenta. La funzionalità del corpo appare ormai limitata. Si muove con
grande difficoltà e lentezza a dimostrare un’età biologica più vicina al doppio
della propria età cronologica. Il braccio destro è percepito e percepibile come
un corpo estraneo tenuto adosso al tronco a scopo antalgico. Le crisi di pianto
sono frequenti a testimonianza di una particolare labilità emotiva. Non vi è
progettualità futura. Vi sono preoccupazione per la salute e le condizioni
economiche della famiglia. (…)” (doc. AI 276/2-3). Dal canto loro, nella
perizia del 20 settembre 2012 sulla base delle visite del 2 e 3 luglio 2012
(quindi posteriori al succitato rapporto medico del dr. __________), i periti
dell’__________ – dopo aver, in
particolare, evidenziato nella valutazione globale che “(…) Neben der objektivierbaren depressiven Störung liegt darüber hinaus
jedoch eine ausgeprägte Regression vor, die von depressiven Störung zu trennen
ist. Diese Regression erklärt, weshalb die Explorandin überhaupt nichts mehr
tut, weder ausserhäuslich noch häuslich. […] Wie bereits oben dargelegt, besteht
bei der Explorandin eine ausserordentliche Regression und sie erfährt im
häuslichen Bereich einen massiven sekundären Krankheitsgewinn. (…)”
(XXIX pag. 31) – hanno negato il diritto
all’AGI rispondendo così ai precisi quesiti in merito: “(…) Hilflosigkeit bezüglich der Körperverrichtungen liegt nicht vor.
Auch in Bezug auf di Mobilität besteht Eigenständigkeit. Auf die Hilfe Dritter
ist sie nicht angewiesen. Tatsächlich scheint die Explorandin in Alltag auf die
Hilfe Dritter angewiesen zu sein, vor allem auf den Ehemann, was jedoch nicht
objektiv zu begründen ist, sondern durch das Zusammenspiel der Regression der
Explorandin mit der Überversorgung durch den Ehemann. Dies entspricht einem
sekundären Krank-heitsgewinn für die Explorandin. […] Die Explorandin bedarf
nicht der Hilfe Dritter für alltägliche Lebensverrichtungen. Sie ist in der
Lage, diese über den Tag mit Pausen und ihrem Tempo zu verrichten. […] Eine
persönliche Überwachung Dritter für alltägliche Lebensverrichtungen ist nicht erforderlich.
[…] Eine regelmässige Unterstützung durch den Ehemann ist nicht erforderlich.
Wie weiter oben beschrieben, benötigt die Explorandin aufgrund ihrer Erkrankung
längere Zeit und Pausen, um den Haushalt zu erledigen, so dass hier gegenüber
vergleichbaren Gesunden eine Minderung des Rendements als Hausfrau um 30%
besteht. Eine ständige kontrolle durch den Ehemann ist nicht erforderlich. […] Die
Explorandin könnte ohne dauernde oder häufige Hilfe Dritter alleine leben. (…)”
(doc. AI 287/33-35).

                                         In
particolare, considerata la regressione evidenziata dai periti dell’__________,
per il semplice fatto che nello scritto del 16 agosto 2013 il dr. __________,
oltretutto in forma possibilistica (“dipenderebbe”) osservi che “(…)
sebbene in questi due anni e mezzo circa, la situazione appare viepiù peggiorata
sotto questo profilo rendendosi necessario un supporto domiciliare per la cura
della persona di almeno due volte la settimana. Anche per le attività
indispensabili legate al quotidiano come la preparazione dei cibi, per esempio,
la paziente dipenderebbe costantemente dal coniuge (…)” (doc. AI 328/3-4), non
è ancora possibile concludere che un cambiamento rilevante per il diritto
all’AGI sia stato reso verosimile.

 

                                         Anche
i medici SMR dr. __________ e dr.ssa __________, avuto riguardo al rapporto di
dimissione della Clinica __________ del 26 febbraio 2013 (doc. AI 308/2-4),
nelle annotazioni 8 aprile e 12 settembre 2012 (doc. AI 310/1-2 e 330/1-3),
hanno concluso che “(…) dall’attuale documentazione non risulta una
sostanziale modifica dello stato di salute. La diagnosi è rimasta invariata
rispetto alla valutazione peritale. La degenza presso la __________ era primariamente
dettata dalla necessità di un distacco dal coniuge. Quindi nessuna modifica
dello stato di salute, assenza degli estremi per giustificare la dipendenza
regolare da terzi. (…)” (doc. AI 310/2) e che “(…) il ricovero è stato
motivato da un quadro depressivo medio-grave (alla dimissione confermato un quadro
di depressione media) sulla base di dolori mialgici e articolari invalidanti,
paura di gesto anticonservativo, ancora presente conflittualità con il coniuge.
Dalla lettera di dimissione della Clinica __________ a mio giudizio è chiaro
che alla base del ricovero vi siano motivazioni sociali (conflittualità con il
coniuge, problemi relazionali in concomitanza con il recente suicidio di una
giovane vicina di casa che hanno riattivato pensieri di morte). La motivazione
del ricovero è “… Giunge per un ricovero protettivo in cui avere un distacco
dal coniuge e rivalutare la terapia”. Si legge anche “… si è trattato di un
lungo ricovero in cui ci siamo confrontati con una donna deflessa, esasperata
dalla conflittualità con il marito da cui però dipende completamente… L’impossibilità
di lavorare secondariamente comporta delle difficoltà economiche accentuate dal
mancato riconoscimento del proprio stato di salute da parte degli organi competenti…
Le difficoltà economiche sono motivo di discussione con il coniuge che accentua
i sentimenti di inutilità della donna…” viene descritto un decorso caratterizzato
da un miglioramento del tono dell’umore, dimessa in parziale compenso psichico.
È da rilevare che indicano che le dinamiche familiari meritano sostegno
ambulatoriale. (…)” (doc. AI 330/2).

                                         Quanto
allo scritto 6 agosto 2013 del dr. __________ (doc. AI 325/7-8),
nell’annotazione del 12 settembre 2013, gli stessi medici SMR hanno rilevato: “(…)
conferma la propria valutazione. Chiede in che lingua la perizia __________ è
stata effettuata e ritiene che la sua valutazione non sia stata confutata da
nessuno, nemmeno dalla perizia __________ sulla quale si è espresso nel suo
scritto del 17.10.2012. Sulla questione grandi invalidi può ammettere che forse
le condizioni non sono completamente soddisfatte. (…)” (doc. AI 330/2).

                                         I
medici SMR, sempre nelle annotazioni 12 settembre 2013, in merito allo scritto 16 agosto 2013 del dr. __________ (doc. AI 327/3-5), hanno infine rilevato
che “(…) i limiti definiti dal Dr. __________ erano già presenti nelle valutazioni
peritali agli atti e così anche nella descrizione della giornata vi era un
aiuto del coniuge ad es. nella cura di sé. Si nota che durante il lungo
ricovero a __________ non viene segnalata nessuna necessità di aiuto. (…)”
concludendo: “(…) nella sentenza TCA [ndr. si riferisce alla STCA del 10
dicembre 2012 sub doc. AI 297/1-36] viene rilevato [che] gli scritti del Dr.
__________ sono stati considerati e che i periti dell’__________ si sono
espressi considerando tutte le posizioni del Dr. __________. Per quanto
riguarda l’aspetto somatico non viene riportata nuova documentazione, esso era
già stato valutato in corso di perizia __________, perizia eseguita con
l’ausilio di un interprete. In conclusione si conferma un quadro clinico
invariato e l’assenza degli estremi per l’assegnazione di un assegno grandi
invalidi. (…)” (doc. AI 330/2-3).

 

                                         In
simili circostanze, visto tutto quanto suesposto, questo Tribunale deve concludere
che non è stato reso verosimile un cambiamento rilevante dello stato di salute tale
da poter entrare nel merito della nuova domanda di AGI.

                                         Di
conseguenza la decisione impugnata deve essere confermata.

 

                               2.6.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle
spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza le spese per fr. 500.-- sono poste a carico della ricorrente.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso, nella misura in cui è ricevibile, è respinto.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 500.--, sono poste a carico della ricorrente.

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                       Fabio
Zocchetti