# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 04e2c8a0-e286-5d0c-b0d7-245decbe2cd1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-10-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 20.10.2005 52.2005.70
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2005-70_2005-10-20.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2005.70

   

  	
  Lugano

  20 ottobre 2005

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 3 marzo 2005 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinati da: PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 14 febbraio 2005 (n. 636) del Consiglio
  di Stato che, accogliendo il ricorso di CO 1, annulla la risoluzione 21 aprile
  2004 con cui il municipio di Tegna ha rilasciato agli insorgenti la licenza
  edilizia per l'edificazione di 5 case unifamiliari sui mappali n. __________
  di quel comune;

  

 

 

viste le risposte:

-    9 marzo 2005 della
sezione enti locali;

-    10 marzo 2005 del
dipartimento del territorio;

-    15 marzo 2005 del comune
di Tegna;

-    5 aprile 2005 di CO 1;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a. I qui
ricorrenti RI 1 sono comproprietari in ragione di 1/3 ciascuno dei mappali n. __________
RFD di Tegna, situati in località __________ su di un terreno in forte pendenza.

Nel mese di maggio del 2002 essi hanno chiesto al municipio di Tegna il
permesso di edificare su detti fondi 6 case unifamiliari, e di realizzare lungo
il confine sud del mappale n. __________ una strada privata d'accesso a fondo
cieco con al termine una piazza di giro.

Alla domanda si è opposto CO 1, proprietario
del mappale n. __________, situato immediatamente a valle dei mappali dedotti
in edificazione.

 

b. Pendente la suddetta domanda, nel mese di
maggio del 2003 i ricorrenti hanno presentato all'esecutivo comunale una variante.
In particolare il nuovo progetto prevedeva la rinuncia alla costruzione di una
casa, lo spostamento di alcuni metri verso ovest di tre case e l'abbassamento del
profilo della strada privata d'accesso al complesso immobiliare.

Anche contro questa nuova domanda, con scritti del 20, 22 e 27 ottobre 2003, CO
1 ha inoltrato opposizione, censurando il progetto sia dal profilo formale che
materiale.

Raccolto il preavviso favorevole del dipartimento del territorio, il 21 aprile
2004 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta come alla variante, subordinando
la medesima a determinate condizioni e respingendo in pari tempo l'opposizione
del vicino. In particolare, l'esecutivo comunale ha imposto agli istanti in
licenza una diversa sistemazione della piazza di giro prevista al termine della
strada d'accesso onde evitare la formazione di un muro di contenimento non
conforme alle altezze massime previste dalle NAPR.

 

 

B.     Con giudizio 14 febbraio 2005 il Consiglio di Stato ha annullato il
provvedimento, accogliendo l'impugnativa contro di esso inoltrata
dall'opponente. Dopo aver escluso che il municipale __________ si trovasse in
conflitto d'interessi con l'oggetto della risoluzione impugnata e aver respinto
le censure di CO 1 riguardo alla carente modinatura ed alla sistemazione del
terreno, il Governo ha reputato che i piani allegati alla domanda di costruzione
fossero incompleti e violassero quanto prescritto dagli art. 11 cpv. 1 e 12
RALE in quanto gli stessi non permetterebbero di verificare se il nuovo accesso
veicolare sia idoneo, se i posteggi previsti lungo il medesimo siano
effettivamente realizzabili e se il suo imbocco sia suscettibile di creare
intralcio e pericolo alla circolazione stradale. Inoltre, sempre secondo la
precedente istanza di giudizio, la condizione imposta dal municipio circa la
diversa sistemazione della piazza di giro non consentirebbe ai veicoli di
effettuare le manovre necessarie per invertire la marcia e uscire dalla strada
privata, disattendendo quanto prescritto dalle norme VSS. Il Consiglio di Stato
ha quindi considerato che il progetto dovrà essere rielaborato e completato
anche con l'indicazione nei piani dell'esatta ubicazione dei rifugi e che
nell'ambito della nuova procedura di rilascio del permesso di costruzione le
competenti autorità cantonali saranno tenute a valutare in modo più
approfondito di quanto fatto in un primo tempo la domanda anche dal profilo
delle ripercussioni ambientali generate dal previsto complesso edilizio.

 

 

C.    Contro il predetto giudizio i soccombenti si sono aggravati davanti
al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che il medesimo sia annullato
e che di conseguenza venga ripristinata la licenza edilizia rilasciata loro dal
municipio di Tegna il 19 aprile 2004. Contestano che i piani allegati alla
domanda siano incompleti. Rilevano poi come la piazza di giro prevista al
termine della strada d'accesso sia destinata all'uso esclusivo di sole 5 case unifamiliari:
pur tenuto conto delle modifiche del progetto imposte dal municipio, essa
sarebbe dunque proporzionata alle esigenze e in linea con quanto stabilito
dalle norme VSS. Infine sostengono che l'indicazione dei rifugi sarebbe
superflua e che non è necessario far esperire delle perizie foniche e idrogeologiche
viste le esigue dimensioni dell'insediamento che intendono realizzare.

D.    All'accoglimento del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, senza
formulare particolari osservazioni.

Contro il rilascio della licenza si pronuncia pure l'opponente CO 1, il quale
ripropone in questa sede tutte le eccezioni già fatte valere nel suo ricorso
davanti alla precedente autorità di giudizio.

Dal canto suo il municipio postula invece che il gravame sia accolto, per una
serie di motivi di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito. La sezione
degli enti locali non ha invece formulato alcuna osservazione.

E.    
Con lettera 19 aprile 2005 CO 1 ha chiesto che
le osservazioni al gravame inoltrate dal municipio siano stralciate dagli atti,
in quanto sottoscritte dal vice sindaco __________ il quale, a suo dire,
avrebbe un interesse personale al rilascio della licenza di costruzione
litigiosa.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. La legittimazione
attiva degli insorgenti, istanti in licenza, è certa (art. 43 PAmm). Il ricorso,
tempestivo (art. 46 PAmm), è dunque ricevibile in ordine e può essere evaso sulla
base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). Il sopralluogo chiesto dagli
insorgenti non appare atto a procurare a questo tribunale la conoscenza di
ulteriori fatti rilevanti per il giudizio. Se l'istanza inferiore avesse
accertato la fattispecie in modo incompleto, questo tribunale può peraltro
annullare la decisione impugnata e rinviarle la causa per nuovo giudizio (art.
65 cpv. 2 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. Prima
di entrare nel merito della lite occorre esaminare l'eccezione sollevata dal
resistente riguardo alla validità formale delle osservazioni presentate del
municipio davanti a questo tribunale. Secondo CO 1, le stesse vanno stralciate
dagli atti in quanto firmate dal municipale __________, il quale avrebbe un interesse
personale al rilascio del permesso di costruzione. Questi figura in effetti
insieme all'architetto __________, che ha allestito il progetto allegato alla
domanda di costruzione in variante, tra i soci e i gerenti della __________
Sagl, con sede a __________, ditta attiva in campo edilizio.

L'argomento riprende in sostanza la censura
che il resistente aveva già fatto valere, peraltro senza successo, davanti al
Consiglio di Stato, per contestare la validità formale della risoluzione con la
quale il municipio aveva rilasciato ai ricorrenti la licenza in contestazione.

 

2.2. Giusta l'art. 100 LOC, norma
speciale rispetto all'art. 32 PAmm (Borghi/Corti, Compendio di procedura
amministrativa ticinese, n. 1d ad art. 32 PAmm), un membro del municipio non
può prendere parte né alle discussioni, né al voto su oggetti che riguardano il
suo personale interesse e quello dei suoi parenti secondo l'art. 83 LOC, ovvero del coniuge, dei genitori, figli, fratelli, suoceri, generi,
nuore, zii e nipoti consanguinei. L'art. 100 cpv. 2 LOC estende indi i casi di
collisione agli amministratori ed ai dipendenti con funzioni direttive di
persone giuridiche, l'art. 83 cpv. 2 LOC ai supplenti municipali.

La partecipazione alla discussione ed al
voto di municipali versanti in una situazione d'impedimento costituisce un
motivo d'annullabilità delle decisioni adottate, indipendentemente dalla
rilevanza del contributo effettivamente dato (RDAT 1997 II n. 2, 1978 n. 7;
Rep. 1972, 372 seg.; cfr. anche DTF 117 I a 408 seg.). Lo scopo della norma in
esame è, infatti, quello di assicurare un processo di formazione della volontà
dell'organo esente da condizionamenti ed interferenze. Non è soltanto quello di
impedire che il membro dell'esecutivo, obbligato ad astenersi, determini
l'esito dello scrutinio con il suo voto, ma è anche quello di evitare che
influisca sul voto degli altri membri del consesso, intervenendo in sede di discussione.
Finalità, questa, che può essere conseguita soltanto annullando la decisione
adottata in modo irrito. 

 

2.3. In concreto, la domanda di costruzione è stata
presentata dai ricorrenti RI 1, in quanto istanti e proprietari dei fondi da edificare,
in base ad un progetto allestito dagli arch. __________ e __________. Come
affermato dal resistente, quest'ultimo è effettivamente socio gerente, insieme
al municipale __________, della __________ Sagl, con sede a __________,
ditta attiva nell'edilizia. Tale circostanza non permette però ancora di individuare
in capo alla sua persona un motivo di esclusione fondato sull'art. 100 LOC.
Risulta in effetti dagli atti che l'arch. __________ ha agito nel caso di
specie a titolo personale e non quale organo della società appena menzionata,
per cui non appare adempiuta la fattispecie contemplata dal cpv. 2 di detta
norma. Nulla impediva dunque a __________ di occuparsi dell'allegato responsivo
allestito dall'esecutivo di Tegna e di sottoscrivere il medesimo nella sua
qualità di vice sindaco. Ammettere il contrario significherebbe conferire alla disposizione
in questione una portata che va palesemente al di là di quella che il
legislatore cantonale ha voluto attribuirle.

È dunque altresì senza incorrere nella violazione del diritto che la precedente
istanza di giudizio ha respinto, per i medesimi motivi appena evocati, le
eccezioni sollevate da CO 1 riguardo alla validità dal profilo formale della
decisione con cui il municipio, alla presenza – tra l'altro – dello stesso __________,
ha rilasciato ai ricorrenti la controversa licenza di costruzione.

 

 

                                   3.   Completezza
dei piani e accesso

 

3.1. Giusta l'art. 4 LE, la domanda di
costruzione deve essere corredata dalla documentazione necessaria. I piani,
precisa l'art. 11 RALE, devono in particolare fornire tutte le indicazioni atte
a rendere chiaramente comprensibili la natura e l'estensione delle opere previste.
I progetti, specifica ulteriormente l'art. 12 cpv. 1 lett. e RALE, devono
comprendere il piano delle sistemazioni esterne con i dettagli degli accessi.

Queste norme intendono assicurare un accertamento corretto dei fatti rilevanti
in modo da consentire all'autorità e a tutti gli interessati di verificare
compiutamente la conformità dell'opera prevista con il diritto materiale
concretamente applicabile (Adelio Scolari, Commentario, IIa ed., ad art. 4 LE
n. 732 e rimandi). In ossequio al principio di proporzionalità, insufficienze
di lieve momento della documentazione prodotta con la domanda di costruzione
possono comunque essere sanate nel corso della procedura mediante completamento.

 

3.2. Controversa, in concreto, è la
completezza dei piani annessi alla domanda di costruzione per quanto concerne
la strada privata d'accesso prevista sul mappale n. __________ RFD, a confine
con la proprietà del resistente.

Ora, se la documentazione prodotta davanti al municipio dagli insorgenti
consente di trarre delle conclusioni affidabili in merito al tracciato di detta
opera e ai posteggi previsti a lato della stessa (cfr.in particolare la
planimetria di cui ai piano 104v, il profilo longitudinale-vista sud riportato
sul piano 105v, nonché i profili 2 e 3 di cui al piano 105v, come pure 4 e 5 di
cui ai piani 106v e 109v), fornendo nel loro insieme informazioni
sufficientemente precise in proposito, altrettanto non si può dire per quel che
riguarda l'invito dell'accesso, i cui piani di costruzione appaiono per certi
versi lacunosi. In particolare dagli stessi non è possibile dedurre alcunché di
preciso in merito al suo raggio di curvatura e ai manufatti che, stante quanto
riportato sulla planimetria generale di cui al piano n. 104v, dovrebbero venire
realizzati a lato della carreggiata. Ciò rende particolarmente arduo l'esame
della conformità di questo primo tratto di strada con le prescrizioni tecniche previste
dall'art. 37 NAPR, norma che disciplina la formazione di nuovi accessi su
strade aperte al pubblico, anche se comunque i piani agli atti consentono di
affermare che nel tratto immediatamente precedente al punto d'innesto con la pubblica
via l'accesso in questione presenta una pendenza del 9%, e pertanto non
rispetta la pendenza massima del 5% per (almeno) i primi 5 metri, come prescritto
dalla citata norma.

Problematico, in simili circostanze, risulta anche l'esame relativo alla sicurezza
dell'accesso. Premesso che l'art. 37 cpv. 1 NAPR rimette ogni valutazione su
tale aspetto all'apprezzamento del municipio e che le deduzioni operate in
proposito da questa autorità sono di conseguenza censurabili unicamente nella
misura in cui integrano gli estremi di una violazione del diritto ai sensi
dell'art. 61 PAmm, le carenze di progettazione sopra evidenziate non consentono
alle istanze di ricorso di esprimersi compiutamente su questo tema.

Corrette appaiono quindi le deduzioni del Consiglio di Stato laddove esigono la
presentazione di piani maggiormente dettagliati per il tratto iniziale della
strada in contestazione. Anzi, considerata la particolare situazione dei luoghi
(terreno in forte pendenza, innesto con la strada pubblica all'interno di una
curva, ecc.), meglio sarebbe addirittura la presentazione su questo punto di
piani esecutivi. 

3.3. Occorre poi considerare che nella misura in cui, secondo i piani
presentati, per la formazione dell'accesso verrebbe occupata una parte di suolo
pubblico, ai ricorrenti doveva essere rilasciata una concessione per l'uso
speciale di questo bene (art. 90 lett. c e d del regolamento comunale). Non
permette di giungere a diversa conclusione il fatto che, secondo quanto
affermato dal municipio, l'intero sub. b del mappale n. __________ RFD sarebbe inserito
quale "strada" nell'attuale piano regolatore: determinante è infatti
unicamente che mediante la realizzazione dell'opera in questione il suddetto
bene amministrativo verrebbe sottratto all'uso comune a cui è attualmente
destinato.

Visto che la licenza edilizia costituisce un atto di mera natura dichiarativa,
volto unicamente ad accertare l'assenza di impedimenti di diritto pubblico
all'esecuzione dei lavori previsti (art. 1 RALE), la concessione di un simile
diritto d'uso andava inoltre menzionata esplicitamente, dal momento che non poteva
essere presunta.

4.Piazza di giro

4.1. Il Consiglio di Stato ha ritenuto che la modifica della piazza di giro imposta
dal municipio non garantisce un sufficiente spazio di manovra agli autoveicoli,
visto che i posteggi delle abitazioni B, C, D ed E sono stati previsti
longitudinalmente alla strada d'accesso e che per uscire dalla medesima si
rende pertanto necessaria un'inversione di marcia. Per tale motivo il Governo
ha ritenuto che su questo punto il progetto non rispetta le regole dell'arte e
segnatamente quanto stabilito dalla norma VSS n. 640 052, applicabile in virtù
del rinvio di cui all'art. 38 NAPR.

4.2. Giusta l'art. 38 NAPR, corredato dal marginale strade private di
lottizzazione, la realizzazione di simili opere è ammessa previa licenza
edilizia comunale. 

In particolare modo la strada, che deve avere una sezione di almeno m 3.00, va
realizzata a regola d'arte secondo le prescrizioni VSS (accessi, pavimentazioni,
opere di canalizzazione, ecc.).

Con il termine strade private di lottizzazione devono in linea di
massima essere intese unicamente quelle opere viarie che per le loro
caratteristiche intrinseche adempiono funzioni di urbanizzazione analoghe a
quelle di una strada pubblica e si prestano pertanto ad essere eventualmente
assunte dal comune. Sfuggono a tale definizione invece i semplici accessi,
ossia le opere di urbanizzazione secondaria, che servono soltanto a collegare i
singoli fondi alla rete viaria pubblica o privata.

Distinguere le strade private dai semplici
accessi non è impresa di agevole momento. In linea di massima, si può comunque
configurare l’accesso come il semplice raccordo di un fondo alla rete viaria e
ritenere che la strada privata sia invece costituita dall’ulteriore sviluppo di
tale rete fra i singoli fondi (STA 19.4.1997 in re N.).

4.3. In concreto, la questione di sapere se la strada che i ricorrenti
intendono realizzare lungo il confine sud del mappale n. __________ RFD debba
essere qualificata alla stregua di una strada privata di lottizzazione, ai
sensi dell' art. 38 NAPR, può rimanere aperta. In effetti, quand'anche ciò
dovesse essere il caso, diversamente da quanto considerato dal Consiglio di
Stato, nella modifica del progetto imposta dal municipio non è ravvisabile
alcuna violazione della norma VSS n. 640 052, relativa alle piazze di giro
(Wendenanlagen/places de rebroussement), per il semplice motivo che la medesima
non risulta applicabile.

Dottrina e giurisprudenza considerano
infatti che, di principio, le norme VSS non costituiscono in sé una base legale
sufficiente per limitare il diritto di proprietà, avendo esse valore di
semplici direttive e raccomandazioni. Esse possono nondimeno assurgere al rango
di diritto pubblico suppletorio suscettibile di giustificare una restrizione
della proprietà, nella misura in cui sono esplicitamente e chiaramente recepite
dal diritto positivo (cfr. RDAT I-1996 n. 25 con rinvii). Nell'evenienza
concreta, l'art. 38 NAPR fa riferimento in modo generico a tali norme, senza
indicare esplicitamente quali disposizioni tornerebbero applicabili. Trattandosi
di norme emanate da un'associazione privata, che può modificarle liberamente
senza la ratifica da parte di un'autorità, l'omissione è senz'altro di rilievo,
poiché impedisce di individuare con certezza le disposizioni alle quali il
legislatore comunale ha inteso riferirsi e crea di conseguenza una situazione
di incertezza giuridica. La genericità del riferimento in questione non consente
inoltre di stabilire se il legislatore comunale abbia inteso recepire le medesime
mantenendo il loro carattere di direttive non vincolanti o se invece abbia voluto
conferire loro carattere di disposizioni imperative e vincolanti: tesi, quest'ultima,
che sembra essere avversata dal municipio, il quale su questo punto rimprovera
al Governo di avere arbitrariamente sostituito il suo potere d'apprezzamento a
quello dei servizi tecnici del comune nella valutazione della conformità della
strada d'accesso alle prescrizioni edilizie applicabili al caso di specie.

Ma anche volendo considerare vincolante il
rinvio alle norme VSS contemplato dall'art. 38 NAPR, la norma n. 640 052 a cui
fa riferimento il Consiglio di Stato nel suo giudizio non potrebbe comunque
essere considerata di rilievo nella fattispecie concreta. In effetti, giusta la
norma VSS n. 640 045, relativa alle strade di urbanizzazione
(Erschliessungsstrassen/routes de desserte), le strade d'accesso destinate a
servire delle piccole zone residenziali con meno di 30 unità d'alloggio, come quella
in esame, non devono necessariamente essere dotate di piazze di giro al loro termine
(cfr. tab 1 pag. 4 e 5).

 

 

                                   5.   Rifugi PC

                                         5.1.
L'art. 46 cpv. 1 LPCC (RS 520.1) prevede che i proprietari di immobili sono tenuti
a realizzare e equipaggiare rifugi in tutti i nuovi edifici abitativi, nonché
ad occuparsi della loro manutenzione. I Cantoni, a cui compete la gestione
della costruzione di rifugi (art. 47 cpv. 1 LPCC), possono concedere in casi
particolari delle deroghe (art. 15 OPCi; RS 520.11). I proprietari di edifici
abitativi che sono esonerati dalla realizzazione di un rifugio privato devono
versare dei contributi sostitutivi (art. 47 cpv. 2 LPCC). I permessi di costruzione
possono essere accordati solo quando gli organi competenti hanno deciso in
merito all'obbligo di costruire un rifugio (art. 48 cpv. 1 LPCC). Laddove non è
stata concessa alcuna deroga, i progetti devono comprendere il piano dei rifugi
della protezione civile, elaborati secondo le direttive della legislazione speciale
(art. 12 lett. e RALE).

5.2. Nel caso di specie, il dipartimento del territorio ha nel suo preavviso negato
agli istanti in licenza l'esonero dalla formazione di rifugi, ritenendo che non
fossero adempiute le condizioni previste dall'art. 18 OPCi. Esso ha quindi imposto
loro di prendere contatto con l'ufficio della protezione civile in vista
dell'approvazione, prima dell'inizio dei lavori, dei progetti tecnici concernenti
detti impianti. Nel suo giudizio il Consiglio di Stato ha comunque rilevato come
nei piani allegati alla domanda di costruzione non fosse nemmeno stata indicata
l'ubicazione dei locali da destinare a tale scopo ed ha quindi imposto una
completazione del progetto su questo punto. I ricorrenti contestano tale onere
affermando che l'indicazione dei rifugi sarebbe superflua.

A torto. In effetti, se è vero che, come rilevato dal Governo, in base all'art.
17 cpv. 1 LE i progetti dettagliati degli impianti tecnici - quali sono, ad
esempio, i rifugi della protezione civile - possono essere presentati
posteriormente all'inoltro della domanda, ma comunque prima dell'inizio dei
lavori, è vero pure che la loro esatta ubicazione, nonché gli spazi da adibire
a tale scopo devono essere indicati già nei piani allegati alla richiesta di
rilascio del permesso di costruzione, trattandosi di aspetti del progetto atti
ad influire sulle volumetrie degli edifici e quindi, di riflesso, suscettibili
di interessare la posizione giuridica dei vicini. Su questo punto la domanda di
costruzione appare dunque carente e deve essere rielaborata.

                                   6.   Immissioni
foniche

 

                                         6.1. Giusta
l'art. 11 cpv. 2 LPAmb, indipendentemente dal carico inquinante esistente, le
emissioni, nell’ambito della prevenzione, devono essere limitate nella misura
massima consentita dal progresso tecnico, dalle condizioni d’esercizio e dalle
possibilità economiche.

Secondo l'art. 9 OIF, l’esercizio di un
impianto fisso nuovo o modificato sostanzialmente non deve (a) né comportare il
superamento dei valori limite d’immissione a causa della maggiore sollecitazione
di un impianto per il traffico, né (b) provocare, a causa della maggiore
sollecitazione di un impianto per il traffico che deve essere risanato,
immissioni foniche percettibilmente più elevate. La costruzione di impianti
fissi è autorizzata solo se le immissioni foniche da essi prodotte non superano
da sole i valori di pianificazione nelle vicinanze (art. 25 cpv. 1 prima frase
LPAmb). I valori di pianificazione delle zone residenziali, per le quali è
fissato un grado di sensibilità II sono pari a 55 dB di giorno, rispettivamente
a 45 dB di notte (art. 43 e 44 OIF; allegato 3). I valori limite di immissione
sono invece di 5 dB più alti.

Secondo l'art. 2 cpv. 5 OIAt, sono
considerate eccessive le immissioni che superano uno o più valori limite
d’immissione. Se per una sostanza inquinante non è fissato un valore limite
d’immissione, le immissioni sono considerate eccessive quando mettono in
pericolo l’uomo, la fauna, la flora, le loro biocenosi o i loro biotopi (a),
sulla base di un’inchiesta è stabilito che esse disturbano considerevolmente il
benessere fisico di una parte importante della popolazione (b), danneggiano le
costruzioni (c), pregiudicano la fertilità del suolo, la vegetazione o le acque
(d).

La verifica dell'ossequio delle norme della LPA e delle relative ordinanze
incombe all'autorità cantonale nel contesto del preavviso che è chiamata a
rendere sulle domande di costruzione trasmessele dal municipio. Nell'ambito di
tale verifica, l'autorità può esigere una valutazione preventiva del rumore
(art. 25 cpv. 1 seconda frase LPAmb). La valutazione è d'obbligo se l'autorità
ha motivo di ritenere che le immissioni foniche esterne prodotte dagli impianti
fissi superino o potrebbero superare i valori limite di esposizione al rumore
(art. 36 cpv. 1 OIF).

6.2. Nel caso in esame, l'autorità cantonale, competente ad applicare la
legislazione ambientale, si è limitata nel suo preavviso a richiamare
l'attenzione degli istanti in licenza riguardo al rispetto dei limiti previsti
dall'OIAt e del OIF e a formulare alcune generiche raccomandazioni in merito
all'insonorizzazione degli impianti di riscaldamento, di ventilazione, di
aerazione, di climatizzazione, ecc.. Nessuna valutazione è per contro stata
effettuata dalla SPAA in merito alle immissioni foniche derivanti dall'uso
della strada di transito prevista sul mappale n. __________ RFD e dai 10 posteggi
che dovrebbero venir realizzati a lato della medesima.

Nel suo giudizio il Consiglio di Stato ha in sostanza considerato che la
produzione di una perizia fonica da parte degli istanti in licenza non appariva
indispensabile, dal momento che il progetto litigioso non prevedeva costruzioni
di mole notevole, di utilizzazione intensiva o con destinazioni atte a
provocare considerevoli effetti molesti sull'ambiente. Esso ha però ritenuto
che dal momento che il progetto dovrà comunque essere rielaborato da parte
degli istanti, con conseguente ripetizione della procedura di rilascio della
licenza, si giustifica che la competente autorità cantonale valuti meglio in
che misura l'uso delle previste costruzioni e dei relativi impianti avranno
delle ripercussioni sull'ambiente circostante.

6.3. Ora, contrariamente a quanto sembrano affermare i ricorrenti, la
precedente autorità di giudizio non ha affatto imposto loro alcun obbligo di
far allestire delle perizie foniche o idrogeologiche. Il Governo si è infatti
semplicemente limitato ad esigere dalla SPAA un esame più approfondito delle
conseguenze dal profilo ambientale della messa in esercizio della strada
d'accesso. 

Fatta questa premessa, la soluzione prevista dal Consiglio di Stato sfugge alle
critiche sollevate nel gravame. Certo, vista l'entità dell'opera dedotta in
licenza, è a prima vista assai poco probabile che le immissioni foniche
prodotte dall'uso della strada d'accesso e dai posteggi potrebbero superare i
valori limite di esposizione al rumore. Considerate comunque le puntuali censure
che sono state sollevate in proposito dal qui resistente nel corso di procedura
e l'assenza del benché minimo esame della questione da parte della SPAA, nulla
osta a che quest'ultima autorità effettui quegli accertamenti che, in altre circostanze,
il Consiglio di Stato avrebbe senz'altro potuto provvedere lui stesso a far
svolgere, onde dissipare ogni dubbio in merito alla conformità del previsto
impianto stradale con le disposizioni in materia ambientale applicabili al caso
concreto.

 

 

                                   7.   7.1. Il
giudizio impugnato merita poi di essere integralmente confermato laddove respinge
le censure sollevate dal resistente in merito all'asserita incompletezza della
modinatura, dal momento che, come correttamente rilevato dal Consiglio di
Stato, tale circostanza non ha in ogni caso impedito a quest'ultimo di far efficacemente
valere i suoi diritti dinanzi al municipio dapprima e alle successive istanze
di ricorso in seguito.

 

7.2. Corrette appaiono inoltre le
considerazioni sviluppate dal Governo in merito alla sistemazione del terreno e
alla misurazione delle altezze degli edifici.

L'art. 6 NAPR, pur vietando di principio la modifica del terreno naturale (cpv.
2), conferisce comunque al municipio la possibilità di concedere delle deroghe,
segnatamente in caso di terreni in pendenza, onde permetterne l'edificazione,
rinviando in questi casi all'art. 41 LE per quanto attiene il modo di misurare
le altezze degli edifici (cpv. 3). In questo senso, tenuto conto della morfologia
dei fondi dedotti in licenza, l'esecutivo di Tegna non ha affatto abusato
dell'ampio margine di apprezzamento che la norma gli riserva, per avere
ritenuto adempiute le condizioni per derogare al divieto sancito dalla citata
norma, ritenuto comunque che tale eccezione dovrà essere espressamente
segnalata nella licenza. 

                                   8.   8.1. In
esito alle considerazioni che precedono, seppur per motivi in parte diversi da
quelli ritenuti dal Consiglio di Stato, l'annullamento della licenza edilizia
va quindi confermato. In effetti se le carenze riscontrate nei piani relativi
all'accesso avrebbero potuto essere ovviate tramite un semplice rinvio degli
atti ai ricorrenti per completazione (art. 11 cpv. 3 RALE), la mancata progettazione
dei rifugi impone la rielaborazione della domanda.

                                         8.2. La
tassa di giustizia è posta a carico dei ricorrenti, in solido, secondo soccombenza.
Quest'ultimi rifonderanno inoltre al resistente, patrocinato da un avvocato iscritto
all'ordine, un'adeguata indennità per ripetibili.

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 3, 18, 28, 31, 43, 60, 61 65 PAmm; 100
LOC, 4, 17; 21, 41 LE; 1, 11, 12 RALE, 11, 25 LPAmb; 9, 36, 43, 44 OIF; 46, 47,
48 LPCC; 15 OPCi; 6, 37, 38 NAPR di Tegna;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese di fr. 1'500 sono posti in solido a carico dei ricorrenti,
i quali rifonderanno, pari importo al resistente a titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  patr. da:; 

  ; 

  ; 

  ; 

  .

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  1 patrocinato da: PA 2 

  2. CO 2 

  3. CO 3 

  4. CO 4 

  5. CO 5 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario