# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e8b7eee9-1d90-5c0d-aafa-43bfc3f2dd92
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-03-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 06.03.2006 16.2005.92
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2005-92_2006-03-06.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2005.92

  	
  Lugano

  6 marzo 2006/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 2
luglio 2005 presentato da

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patr. dallo RA 1
  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

la sentenza 20 luglio 2005 del Segretario assessore
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3, nella procedura speciale per
azioni derivanti da contratto di lavoro  (inc. n. DI.2004.1392) promossa con
istanza 16 novembre 2004 da

 

 

	
   

  	
  CO 1 

  patr. dall' avv. __________, 

   

  

 

 

 

con la quale l'istante
ha chiesto il pagamento di fr. 2'418.75 oltre accessori a titolo di 

pretese salariali,
domanda accolta dal giudice,

 

 

letti ed esaminati gli
atti

 

 

 

considerato

 

in fatto e in
diritto:

 

                                1.      Il 7 giugno 2004 CO 1 ha sottoscritto con la società RI 1 un
contratto di lavoro in virtù del quale egli è stato assunto quale esperto in
contabilità e fiscalità a tempo parziale (20%) dal 1°giugno 2004 con un periodo
di prova di quattro mesi. Il rapporto di lavoro si è concluso il 31 agosto 2004
a seguito della disdetta notificata dalla datrice di lavoro. Circa il contenuto
delle loro pattuizioni, le parti avevano previsto una media di 8 ore a
settimana, variabile a seconda delle esigenze, con una retribuzione di fr.
2'000.- lordi al mese per 13 mensilità, corrispondente ad un salario orario
di 62.50 fr. inclusivo di ferie, festività e 13.ma mensilità, con l'impegno
assunto dal lavoratore di garantire la sua presenza presso la datrice di lavoro
almeno per tre mezze giornate alla settimana.

                                          Con
istanza 16 novembre 2004 CO 1 ha convenuto RI 1 davanti al Pretore del Distretto
di Lugano, sezione 3, per ottenere il pagamento di fr. 2'418.75 oltre
interessi, rivendicati a titolo di ore lavorative effettuate nel periodo di
prova e non pagate dal datore di lavoro, oltre a otto ore di lavoro prestate
nel mese di maggio 2004, prima della sua assunzione.

                                          La
convenuta si è opposta alla pretesa contestando l'interpretazione del contratto
fornita dall'istante, le parti non avendo pattuito una durata determinata
dell'impiego settimanale del lavoratore ma una media di 8 ore, che essa ha
regolarmente remunerato conformandosi agli accordi presi con l'istante e in
virtù dei quali a quest'ultimo sarebbero state pagate unicamente le ore
effettivamente prestate. Essa ha inoltre contestato la richiesta di pagamento
delle due mezze giornate effettuate nel mese di maggio 2004 non trattandosi di
prestazioni di lavoro soggette a remunerazione, così come l'assoggettamento di
questa pretesa alla procedura in materia di contratto di lavoro e la decorrenza
degli interessi di mora.

 

                                2.      Con
sentenza 20 luglio 2005 il Segretario assessore, basandosi sulle prove documentali,
in particolare sul contratto di lavoro sottoscritto dalle parti il 7 giugno
2004 dal quale si evince che il salario mensile di fr. 2'000.- era riferito a
una media settimanale di otto ore lavorative, che il dipendente ha superato
avendo effettuato un'eccedenza di 30 ore e 42 minuti, senza che la convenuta lo
contestasse, ha obbligato quest'ultima a pagare queste ore nella misura
rivendicata dal lavoratore. Egli ha altresì accolto la pretesa riferita al
pagamento di due mezze giornate effettuate nel mese di maggio 2004, rilevando
che anche per queste prestazioni soggette a remunerazione si applicano le norme
di procedura che regolano il contratto di lavoro. Donde l'accoglimento integrale
dell'istanza.

 

                                3.      Con
il presente tempestivo gravame, al quale è stato concesso effetto sospensivo
con decreto 5 agosto 2005 di questa Camera,  RI 1 è insorta contro il predetto
giudizio postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui
all'art. 327 lett. g CPC. La ricorrente rimprovera al segretario assessore di
aver erroneamente applicato il diritto sostanziale, in particolare l'art. 18
CO, e di aver arbitrariamente valutato le prove documentali, ignorando
completamente le risultanze della deposizione di __________ O__________ che ha
confermato la sua tesi difensiva secondo la quale le parti avrebbero inteso
concludere un contratto di lavoro con retribuzione oraria, ovvero con pagamento
al dipendente solo delle ore effettivamente eseguite, ciò che è stato fatto, da
qui l'inconsistenza dell'azione promossa dall'ex dipendente. La ricorrente
contesta anche il riconoscimento delle due mezze giornate prestate nel mese di
maggio 2004 non trattandosi, contrariamente a quanto preteso dal primo giudice,
di prestazioni di lavoro tant'è che anche le parti, in particolare l'istante,
avevano rinunciato alla loro remunerazione.

 

                                          Al
ricorso la controparte non ha formulato osservazioni.

 

                                4.      Giusta
l¿art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere
annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale
o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa
o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è
arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed
indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della
giustizia e dell¿equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi;
per essere definita come arbitraria tale violazione dev'essere manifesta e
riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l¿arbitrio non può essere
ravvisato già nella circostanza che un¿altra soluzione sarebbe immaginabile o
persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile
soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione
reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 129
I 8 consid. 2.1; 128 I 273 consid. 2.1; 127 I 60 consid. 5a).

 

                                   5.   In concreto, le parti divergono sull'interpretazione del contratto di lavoro che
le vincolava. Mentre la convenuta sostiene di aver concluso un contratto di
lavoro con remunerazione oraria a dipendenza del quale al lavoratore venivano
pagate unicamente le ore  effettivamente prestate, quest'ultimo ritiene invece
di aver concluso un contratto in virtù del quale egli avrebbe dovuto percepire
un salario mensile fisso di fr. 2'000.- per otto ore di lavoro settimanali,
mentre le ore effettuate in eccedenza gli sarebbero state pagate a fr. 62.50 l'ora.

 

                                         Dovendosi interpretare il contenuto di un accordo, va rilevato che
la presenza di un testo chiaro non esclude in linea di massima il ricorso ad
altri metodi d'interpretazione (Honsell/Vogt/
Wiegand, Basler Kommentar, Obligationenrecht I,
3a ed.,
2003, n. 25 ad art. 18 CO; Kramer, Berner Kommentar, n. 47 ad art. 18 CO; Jäggi/Gauch, Zürcher Komemntar, n. 368
ad art. 18 CO). Dall'art. 18 cpv. 1 CO si evince infatti che, quand'anche
chiaro, il testo di una dichiarazione di volontà non è necessariamente decisivo
(Honsell/Vogt/ Wiegand, op. cit.,
n. 37 ad art. 18 CO; Jäggi/Gauch,
op. cit., n. 427 segg. ad art. 18 CO), ritenuto che nonostante la presenza di
un testo a prima vista chiaro non si può escludere che esso - tenuto conto
delle condizioni del contratto, dello scopo perseguito dalle parti o di altre
circostanze - non rifletta esattamente il senso dell'accordo stipulato (DTF 101
II 323 consid. 1). Ne discende che il contenuto di un contratto deve essere
stabilito in primo luogo sulla base della vera e concorde volontà dei
contraenti (art. 18 cpv. 1 CO; DTF 123 III 35 consid. 2b; Kramer, op. cit., n. 76 ad art. 18 CO).
Quando non esistono accertamenti di fatto sulla reale concordanza della volontà
delle parti, la loro presunta volontà viene determinata interpretando le loro
dichiarazioni secondo il principio dell'affidamento, ovvero secondo il senso
che ogni contraente poteva e doveva ragionevolmente attribuire alle
dichiarazioni di volontà dell'altro nella situazione concreta (DTF 129 III 118).

 

                                   6.
  Nella fattispecie, la lettera del contratto è apparentemente chiara, in
quanto menziona un salario mensile fisso di fr. 2'000.- lordi e un impiego del
20% corrispondente a una durata di circa otto ore settimanali a fr. 62.50 l'ora.
Sennonché il contenuto di questa pattuizione scritta è stato smentito da __________
O__________ che ha fornito indicazioni diverse circa la reale volontà delle
parti al momento della conclusione del contratto. Secondo il teste, prima di
stipulare il contratto scritto, tra le parti vi è stato un incontro durante il
quale era stato detto e stabilito che la persona doveva essere retribuita a
ore e per sue esigenze personali era stata stabilita una media di ore di lavoro
con una retribuzione di fr. 2'000.- mensili¿¿¿Le ore lavorate in più o in meno
rispetto ai fr. 2'000.- ricevuti venivano  compensate alla fine dell'anno con
la tredicesima¿¿¿. Durante le ferie aziendali o richieste e ottenute dal
dipendente non maturava salario poiché egli non lavorava. Anche questo fatto
era stato discusso e deciso nel colloquio iniziale¿¿ Quanto versato all'istante
corrisponde a quanto lui ha lavorato ed a quanto pattuito (cfr. verbale 3
febbraio 2005). Questa deposizione, che l'istante non ha contestato e non ha neppure
preteso non corrispondere al vero, avvalora la tesi di parte convenuta secondo
la quale il lavoratore era remunerato a ore, di modo che, avendo quest'ultimo
effettuato 101 ore  e 6 minuti alla tariffa stabilita di fr. 62.50 all'ora, il
totale di sua spettanza ammonta a fr. 6'318.75 lordi. E siccome la convenuta ha
versato il salario solamente per fr. 6'000.- lordi (cfr. doc. 2¿4), ne risulta
un saldo residuo di fr. 318.75 lordi a favore dell'istante. Su questo
punto il ricorso, che ha evidenziato l'arbitraria valutazione delle risultanze
istruttorie da parte del primo giudice, deve essere accolto.

 

                                   7.   Per quanto attiene alla richiesta di pagamento delle due mezze giornate
effettuate dall'istante prima della sua assunzione (8 ore per un corrispettivo
di fr. 500.-), a ragione il primo giudice ha applicato la procedura per azioni
derivanti dal contratto di lavoro (art. 416 segg. CPC) giacché si tratta
indubbiamente di un'azione sorta nell'ambito di una controversia derivante dal
rapporto di lavoro che vincolava le parti (art. 343 CO; Favre/Munoz/ Tobler, Le contrat de travail, Code annoté,
2001, n. 1.14 ad art. 343 CO), tant'è che l'istante ha fatto valere la pretesa
in discussione a titolo di salario (cfr. istanza, Cocchi/Trezzini, CPC-TI App. ad art. 417, n. 564). In merito
alla legittimità della richiesta di pagamento, è vero che __________ O__________
ha confermato che per queste ore non era stata concordata o discussa alcuna
retribuzione¿.. poiché non erano ore effettive di lavoro (cfr. verbale 3 febbraio
2005), tuttavia la conclusione del primo giudice non appare arbitraria tanto
più che  la dottrina ammette il principio della remunerazione dell'attività svolta
dal lavoratore anche prima della sua assunzione (Streiff/ von Kaenel, Arbeitsvertrag, 6a ed., 2006, n. 7 ad art. 320 CO),
indipendentemente dalle effettive mansioni svolte in quel frangente. Il
principio del carattere oneroso delle prestazioni del lavoratore è peraltro espressamente
previsto all'art. 320 cpv.  2 CO, di modo che l'istante può rivendicare il
pagamento di queste prestazioni, pari a fr. 500.- lordi, ai quali egli
non ha potuto validamente rinunciare ostandovi l'art. 341 CO che esclude una
rinuncia unilaterale al salario da parte del lavoratore, nel senso che una 
rinuncia al salario ai sensi dell'art. 115 CO invocato dalla ricorrente,
sarebbe ipotizzabile unicamente in caso di reciproche concessioni (Favre/Munoz/Tobler, op. cit., n. 1.14
ad art. 341 CO), ciò che non è il caso in concreto.

                                      

                                8.      Alla
luce di quanto sopra esposto il ricorso, che ha evidenziato il titolo di
cassazione di cui all'art. 327 lett. g CPC, deve essere accolto.   

                                         Accogliendo,
ancorché parzialmente, il ricorso e ricorrendo i presupposti d¿applicazione
dell¿art. 332 cpv. 2 CPC, si impone una nuova pronuncia da parte di questa
Camera, con il conseguente accoglimento dell'istanza limitatamente all'importo
di fr. 818.75 lordi oltre agli interessi del 5% dal 31 agosto 2004, data di
esigibilità del credito dell'istante i salari essendo sempre stati corrisposti
a quest'ultimo prima della fine del mese (doc. 2¿4), ciò che rende superflua
una formale messa in mora (cfr. art. 102 cpv. 2 CO).

 

                                   9.   Non
si prelevano tasse né spese (art. 417 cpv. 1 lett. e CPC). Quanto alle
ripetibili, l'istante, soccombente nella misura dei 2/3, è tenuta a rifondere
alla convenuta una ridotta indennità per entrambe le sedi (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, m. 17 ad art.
148).

 

 

Per
i quali motivi,

richiamati
gli art. 327 segg. CPC, per le spese l¿art. 417 lett. e CPC

 

 

pronuncia:               I.   Il ricorso per cassazione 2 agosto 2005
di RI 1 è parzialmente accolto.

                                         Di
conseguenza la sentenza 20 luglio 2005 del Segretario assessore della Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 3, è annullata e sostituita dal seguente
giudicato:

 

                                         1.     L'istanza
è parzialmente accolta.

                                                 Di conseguenza RI 1
è condannata a versare a CO 1 l'importo di fr. 818.75 lordi, da dedursi gli
oneri sociali, oltre agli interessi del 5% dal 31 agosto 2004.

                                         2.     Non si prelevano né
tasse né spese. L'istante verserà alla convenuta fr. 300.- a titolo di
ripetibili parziali.

 

 

                                   II.   Il
presente giudizio è esente da tasse e spese giudiziarie. CO 1 verserà alla
controparte fr. 200.- a titolo di ripetibili ridotte.

 

 

 

 

 

                                  III.   Intimazione:

	
   

  	
  -; 

  -. 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d¿appello

La presidente                                                        La
segretaria