# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 63a84f18-abdf-59f1-9a05-bb946a6bf895
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-10-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 17.10.2022 52.2022.188
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2022-188_2022-10-17.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2022.188

   

  	
  Lugano

  17
  ottobre 2022   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia Verzasconi, presidente,

  Matteo Cassina, Fulvio Campello

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Elisa Bagnaia

  

 

 

statuendo sul ricorso del 10 giugno
2022 di

 

 

	
   

  	
  RI
  1 e RI 2   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 18 maggio 2022 dell'Organizzazione
  Turistica __________ che conferma l'imposizione delle tasse di soggiorno
  forfettarie per gli anni dal 2017 al 2022 concernenti due case di proprietà
  degli insorgenti site nel Comune di __________;

  

 

 

ritenuto,                         in
fatto

 

A.   Il 25 gennaio 2011,
l'allora Ente turistico __________ aveva stabilito la tassa di soggiorno
forfettaria annuale a carico dei proprietari di case o appartamenti di vacanza
situate nel suo comprensorio, fissandola in fr. 70.- per letto. 

Il 20 novembre 2018
l'OT__________, che è subentrato all'ET__________, ha stabilito con effetto al
1° gennaio 2018 la tassa di soggiorno forfettaria annuale a carico dei
proprietari di case o appartamenti di vacanze situate nel suo comprensorio,
riconfermando le tariffe in vigore per il 2017 di fr. 70.- per letto per i
Comuni situati in __________, rispettivamente di fr. 50.- per letto in casi
eccezionali, segnatamente per le abitazioni raggiungibili solamente a piedi,
con un minimo di quindici minuti di cammino su sentiero. Il 18 febbraio 2020,
l'Ente turistico ha poi riconfermato i suddetti importi aggiungendo una tariffa
ridotta, di fr. 60.- per posto letto con effetto dal 2020, per le residenze
secondarie raggiungibili con strada solamente durante una parte dell'anno a
causa delle chiusure invernali.

 

B.   RI 1e RI 2 sono domiciliati
a __________ e sono comproprietari dal 1976 di due case di vacanza site a __________
(mappale n. __________ e n. __________ di __________). Già a far tempo dal 1996
essi contestano l'imposizione della tassa di soggiorno per le suddette
proprietà e pertanto, a far tempo da quegli anni, non hanno più corrisposto
alcun importo a tale titolo. Ciò ha poi comportato negli anni una copiosa
corrispondenza tra i comproprietari e l'Ente turistico e l'esperimento di procedure
ricorsuali dinanzi all'Esecutivo cantonale (in base all'art. 39 cpv. 1
dell'allora legge sul turismo del 30 novembre 1998; BU 1999,323), di cui una conclusasi
con giudizio del 26 marzo 2002, il quale - in accoglimento del gravame - confermava
l'assoggettamento ma annullava la tassazione emessa e rinviava gli atti
all'autorità di prime per accertamento del numero dei posti letto e in merito alla
pretesa locazione del mappale n. __________. 

Nonostante le molteplici richieste da parte dell'Ente turistico, l'ET__________
prima e l'OT__________ dopo, RI 1 e RI 2 si sono sempre rifiutati di compilare
il formulario per l'aggiornamento dei dati riferiti alle loro residenze
secondarie al fine di procedere alla corretta imposizione della tassa di
soggiorno, nonché di permettere sopralluoghi degli edifici. 

A fronte di tale ripetuto rifiuto, tenuto altresì conto dell'ormai intervenuta
prescrizione di parte del credito derivante dai tributi pubblici non percepiti
negli anni, l'OT__________ ha proceduto alla tassazione d'ufficio dei proprietari,
fatturando loro con dodici distinte decisioni del 12 maggio 2022 le seguenti
tasse di soggiorno forfettarie:

-     per il
mappale n. __________ l'importo annuo di fr. 140.- (fr. 70.- per posto letto)
per gli anni dal 2017 al 2022 (per complessivi fr. 840.-);

-     per il
mappale n. __________ l'importo di fr. 280.- (fr. 70.- per posto letto) per gli
anni dal 2017 al 2019 e l'importo di fr. 240.- (fr. 60.- per posto letto) per
gli anni dal 2020 al 2022 (per complessivi fr. 1'560.-).

      Mediante scritto del 18 maggio
2022 l'OT__________ ha evaso il reclamo presentato dai proprietari contro tali
imposizioni, confermandole.

 

 

C.   Avverso quest'ultima
decisione RI 1 e RI 2 insorgono ora dinanzi al Tribunale cantonale
amministrativo chiedendone l'annullamento. Eccepita la prescrizione di una
parte del credito, essi sostengono, per una serie di ragioni di cui si dirà in
seguito, di non dover essere assoggettati alla tassa di soggiorno. 

D.   All'accoglimento del
ricorso si oppone l'OT__________, con argomenti di cui si dirà per quanto
necessario, in seguito.

E.   RI 1 e RI 2 non hanno
presentato osservazioni di replica.

Considerato,                in
diritto

 

1.    La competenza
del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 38 cpv. 2 della legge
sul turismo del 25 giugno 2014 (LTur; RL 941.100). La legittimazione attiva
degli insorgenti, destinatari della decisione impugnata (art. 65 cpv. 1 della
legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 165.100),
è certa. Il ricorso, tempestivo (art. 68 cpv. 1 LPAmm), è dunque in ordine e
può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 25 cpv. 1
LPAmm). Non è in particolare necessario procedere all'acquisizione della prova
richiesta dall'autorità resistente, e meglio l'esperimento di un sopralluogo. L'oggetto della controversia emerge
infatti con sufficiente chiarezza dalle tavole processuali per cui le prove
richiamate sarebbero del tutto insuscettibili di apportare la conoscenza di
ulteriori elementi rilevanti per il giudizio (DTF 131 I 153 consid. 3; RtiD I-2008
n. 6 pag. 559 e rinvii).

2.    Le Organizzazioni turistiche regionali hanno il
compito, tra gli altri, di incassare la tassa di soggiorno (art. 14 cpv. 2
lett. k LTur). La tassa di soggiorno è destinata esclusivamente al
finanziamento delle infrastrutture turistiche, dell'assistenza al turista,
dell'informazione e dell'animazione (art. 21 cpv. 1 LTur). Giusta l'art. 21
cpv. 3 LTur (nuova versione in vigore dal 1° febbraio 2022; BU 2021 398) sono
soggette al pagamento della tassa di soggiorno tutte le persone che pernottano
quali ospiti in uno stabilimento d'alloggio in un Comune che non è quello del
domicilio ai sensi del Codice civile svizzero del 10 dicembre 1907 (CC; RS
210). I proprietari di appartamenti o case di vacanza, così come i membri delle
loro famiglie, pagano una tassa di soggiorno nella forma di un importo annuale
fisso. Questo importo è compreso tra fr. 15.- e fr. 100.- per posto letto, a
seconda dell'accessibilità e dell'offerta turistica esistente dove è ubicata la
residenza. (art. 21 cpv. 6 LTur). L'art. 14 cpv. 2 lett. j LTur delega il
compito di stabilire l'aliquota per gli importi annuali fissi secondo l'offerta
turistica esistente nel comprensorio di cui all'art. 21 cpv. 5 LTur. Giusta
l'art. 13 cpv. 1 del regolamento della legge sul turismo del 17 dicembre 2014
(RLTur; RL 941.110), nella fissazione dell'importo annuale fisso della tassa di
soggiorno gli Enti turistici devono applicare criteri uniformi d'imposizione
nel loro comprensorio o in zone particolari dello stesso.

3.    3.1. Come
accennato in narrativa, gli insorgenti sostengono anzitutto che la tassa di
soggiorno per l'anno 2017 non possa essere riscossa in quanto la richiesta di pagamento
sarebbe tardiva. Sennonché dal profilo temporale il diritto di tassare dell'OT__________
è limitato unicamente dall'eventuale prescrizione del credito. Ora a questo
proposito, né la LTur né il RLTur prevedono dei termini di prescrizione per
procedere al prelievo delle tasse di soggiorno. Dottrina e giurisprudenza sono
tuttavia concordi nell'affermare che anche in difetto di un esplicito disposto
di legge i crediti e le pretese fondate sul diritto pubblico possono di
principio estinguersi per prescrizione (DTF 140 II 384 consid. 4.2., 135 V 163
consid. 5.3; STF 2C_744/2014 del 23 marzo 2016 consid. 6.2, 1P.434/2006 del 29
novembre 2006 consid. 4; STA 52.2009.311 del 3 novembre 2011
consid. 3.1.; Thierry Tanquerel,
Manuel de droit administratif, Zurigo 2018, pag. 261; Pierre Moor/Etienne Poltier, Droit administratif, vol. II,
III ed., Berna 2011, pag. 96). Se la legge non fissa un termine di
prescrizione, occorre fondarsi sulle norme stabilite dal legislatore in casi
analoghi. In assenza di tali norme o in presenza di soluzioni contraddittorie o
casuali non applicabili per analogia, il giudice deve fissare il termine che
egli stabilirebbe qualora agisse come il legislatore (DTF 140 II 384 consid.
4.2.; Tanquerel, op. cit., pag.
262; Thomas Meier, Verjährung und
Verwirkung öffentlich-rechtlicher Forderungen, in: Arbeiten aus dem
Iuristischen Seminar der Universität Freiburg, Schweiz, Band n.328, Zurigo
2013, pag. 166; Moor/Poltier, op.
cit. pag. 97; Adelio Scolari,
Diritto amministrativo parte generale, II. ed., Cadenazzo 2002, n. 690 e
giurisprudenza ivi citata). Salvo diversa disposizione di legge, secondo
costante dottrina e giurisprudenza, di principio, per le prestazioni uniche si
applica il termine di dieci anni e, per le prestazioni periodiche, quello di
cinque anni (DTF 140 II 384 consid. 4.2, 131 V 55 consid. 3.1, 112 Ia 260
consid. 5e; STA 52.2001.143 del 21 febbraio 2002 consid. 2.1.; Tanquerel, op. cit., pag. 262; Meier, op. cit., pag. 167; Moor/Poltier, op. cit., pag. 99).

Ritenuta una certa similitudine con i regimi contributivi previsti dalla legge
tributaria del 21 giugno 1994 (LT; RL 640.100) e dalla legge federale
sull'imposta federale diretta del 14 dicembre 1990 (LIFD; RS 642.11; nonostante
queste leggi disciplinino dei generi di imposte differenti) e visto inoltre
come i termini di prescrizione per le pretese periodiche fondate sul diritto
pubblico fissati a livello giurisprudenziale siano di al minimo cinque anni, il
Tribunale cantonale amministrativo ha già avuto modo di stabilire che quest'ultimo
termine trovi applicazione per quanto attiene alle tasse di soggiorno (STA
52.2019.333 del 12 settembre 2019 consid. 3).

3.2. In merito al dies
a quo questa Corte ha considerato nell'ambito del giudizio appena
menzionato che, in assenza di un'esplicita norma di diritto pubblico che
disponga diversamente, la prescrizione del diritto di tassare inizia a
decorrere dal momento in cui il credito è diventato esigibile (cfr. art. 130
cpv. 1 del codice delle obbligazioni del 30 marzo 1911; CO; RS 220; STA
52.2001.143 consid. 2.2.; Meier,
op. cit., pag. 145; Adelio
Scolari, Tasse e contributi di miglioria, Lugano 2005, pag. 69).
Quando l'esistenza e l'ammontare di una determinata pretesa necessitano di
essere fissati mediante decisione dell'autorità, il relativo credito diventa
esigibile, salvo diversa disposizione legale, al più tardi a partire dal
momento in cui si realizza la fattispecie che determina la nascita del
medesimo. In questo modo vi è la certezza che l'insorgere della prescrizione o
della perenzione non venga altrimenti ritardata a causa del comportamento
omissivo dell'autorità (Meier, op.
cit., pag. 156). Ne discende che, perlomeno laddove non è stata definita in
precedenza tramite decisione, la tassa di soggiorno diventa esigibile alla fine
dell'anno civile a cui si riferisce: è infatti soltanto a quel momento che la
fattispecie che determina la nascita del credito nei confronti del contribuente
si realizza completamente, essendo appunto il tributo in questione, nella forma
dell'importo forfettario, percepito annualmente su di un periodo di computo che
va dal 1° gennaio al 31 dicembre. Fanno eccezione naturalmente le situazioni in
cui nel corso dell'anno dovessero venir meno le condizioni di assoggettamento
del contribuente; in questi casi la tassa andrebbe calcolata pro rata
temporis e la sua esigibilità coinciderebbe con il giorno in cui ha preso fine l'assoggettamento (STA 52.2017.161
del 25 aprile 2019 consid. 3.3). 

Tornando al caso in esame, allorquando il 12 maggio 2022 l'Ente ha emesso le
decisioni di tassazione per i due immobili di proprietà dei ricorrenti relative
all'anno 2017, qui in discussione, i relativi crediti non erano ancora
prescritti. L'emanazione di queste fatture ha inoltre interrotto i loro termini
di prescrizione che hanno quindi ricominciato a decorrere da capo a partire
dalla suddetta data. Di conseguenza l'OT__________ poteva legittimamente
richiedere agli insorgenti le tasse di soggiorno relative al predetto periodo non
ancora percepite, in quanto le stesse non erano prescritte.

4.                                                
4.1. Gli insorgenti sostengono poi che le loro residenze non possano
essere assoggettate alla tassa di soggiorno. Essi segnalano che fino al 2018 il
mappale n. __________ è stato dato in locazione a una persona domiciliata nel
Comune; il mappale n. __________ invece, che si trova in una zona agricola
senza alcun interesse turistico, sarebbe stato affittato ad un agricoltore di __________.
Contestano poi che le due residenze in oggetto presentino le caratteristiche
necessarie per essere definite abitazioni di vacanza e segnalano che essi non
ne fanno un uso privato, atteso che si recherebbero in loco unicamente per
l'ordinaria amministrazione, né le residenze verrebbero messe in locazione a
scopo turistico. Lamentano infine una violazione del principio di parità di
trattamento rispetto ai proprietari di case per vacanze domiciliati nel
medesimo Comune, i quali - essendo esentati - beneficerebbero di un privilegio
fiscale senza alcuna valida ragione.

4.2. 

4.2.1. Per quanto attiene alla presunta disparità di trattamento rispetto ai
proprietari di case di vacanza con domicilio civile nel medesimo Comune della
residenza secondaria, va detto che in una recente sentenza (STF 2C_672/2017
dell'8 ottobre 2018 consid. 3.5) il Tribunale federale ha ritenuto la
distinzione in parola ammissibile considerando che le strutture turistiche che
la tassa di soggiorno è destinata a finanziare sono principalmente create per
le persone non residenti nel territorio in cui l'abitazione secondaria si situa
e che pertanto i proprietari di case con domicilio fuori dal Comune, al pari di
tutti gli altri turisti nel senso tradizionale del termine, vadano considerati
come la causa primaria delle spese legate al turismo (“abstrakte Kostennähe”);
a quest'ultima categoria di proprietari va dunque addossato il tributo in
questione. Si precisa che la sentenza citata dagli insorgenti (e meglio DTF 99
Ia 351) concerneva l'esenzione che era prevista - ed è poi stata eliminata -
per i contribuenti residenti nel Cantone e non nel Comune.

4.2.2. Per il resto, nemmeno le altre censure meritano accoglimento. 

Anzitutto la pretesa assenza di infrastrutture di interesse turistico nell'area
in esame, ed in particolare nella zona in cui il mappale n. __________ si
situa, è argomento privo di pregio per quanto attiene all'assoggettamento al
tributo in parola. La tassa di soggiorno rientra infatti nel novero delle
imposte speciali, denominate imposte di dotazione (Zwecksteuer), destinate a
coprire esclusivamente determinate spese. Tale classificazione non la priva
comunque delle sue caratteristiche di incondizionalità e di unilateralità. La
specialità della destinazione non è altro che un limite posto alla libertà di
prelievo e di disposizione da parte dell'Ente pubblico; i compiti d'interesse
generale che questo tipo di imposta serve a finanziare sono strettamente
delimitati (RDAT 1976 n. 94). Se da un lato l'Ente preposto al prelievo è
giuridicamente vincolato alla destinazione speciale dei proventi dell'imposta
in questione, dall'altro l'incondizionalità e unilateralità della stessa fanno
sì che il contribuente ne sia tenuto al pagamento indipendentemente
dall'esistenza o meno di una prestazione diretta e immediata dell'Ente in suo
favore. Premesso che l'offerta turistica dell'intero comparto, compresa la __________,
è di fatto rilevante data la presenza di un'importante rete di itinerari
pedestri, della cui manutenzione l'Ente
turistico regionale si occupa regolarmente garantendo così l'attrattività del
passeggio naturale, nonché di interessanti comprensori sciistici (__________), l'esistenza
in loco di determinate infrastrutture non è comunque presupposto necessario
alla legittimità dell'esazione (RDAT I-2001 n. 38).

Va poi rilevato che le due abitazioni in parola sono destinate alla residenza
secondaria, ciò che è stato confermato dal Comune (cfr. email del 17 settembre
2021 del Comune di __________ allegata all'incarto dell'OT__________), il quale
è competente per accertare il genere di utilizzo delle abitazioni site sul suo
territorio, con l'obbligo di allestire un inventario delle stesse (art. 2 e 3
della legge sulle abitazioni secondarie del 20 marzo 2015 [LASec; RS 702] e
art. 44 del regolamento di applicazione della legge edilizia del 9 dicembre
1992 [RLE; RL 705.110]). Gli insorgenti d'altra parte si limitano a pretendere
che le abitazioni di vacanza debbano presentare determinate (e non meglio
specificate) caratteristiche e requisiti di sicurezza, nonché disporre del
certificato di abilità, senza spiegare quali attribuzioni mancherebbero alle
loro proprietà e senza invero nemmeno pretendere che i relativi edifici siano inabitabili
(aspetto quest'ultimo che - di nuovo - compete ad ogni modo all'autorità
comunale stabilire; cfr. art. 107 cpv. 2 lett. b LOC e art. 24 del regolamento
di applicazione della legge organica comunale del 30 giugno 1987 [RALOC; RL
181.110], nonché art. 38 cpv. 1 e 38a cpv. 1 della legge sulla promozione della
salute e il coordinamento sanitario [LSan; RL 801.100]).

L'attuale ordinamento, riprendendo in sostanza quanto già previsto dalla
previgente legge sul turismo del 30 novembre 1998 (vLTur; BU 1999, 323),
stabilisce un doppio sistema impositivo. Innanzitutto vi è un regime generale
secondo il quale tutte le persone che pernottano in un Comune che non è quello
di domicilio sono tenute a pagare una tassa di soggiorno, il cui importo è
calcolato sulla base dei pernottamenti effettuati (art. 21 cpv. 2 LTur). Esiste
poi un regime particolare il quale prevede invece il prelievo di un importo
fisso annuale, indipendente dai pernottamenti e calcolato in funzione del
numero dei letti (art. 21 cpv. 6 LTur). Quest'ultimo sistema si applica nei
confronti dei proprietari di appartamenti o di case di vacanza, così come dei
membri delle loro famiglie, che fanno un uso proprio di simili immobili (art.
21 cpv. 6 LTur) come pure gli ospiti che hanno in usufrutto o che affittano
appartamenti o case di vacanza per un periodo superiore a 3 mesi (art. 21 cpv. 7
LTur). 

Per la fissazione della tassa nella forma dell'importo forfettario non è
determinante se e per quanto tempo il posto letto sia occupato, essendo
sufficiente l'uso potenziale dell'appartamento
o della casa di vacanza (STA 52.2018.580 del 10 dicembre 2019 consid. 2,
52.2019.330 del 9 ottobre 2019 consid. 3.2. 52.2001.94 del 7 agosto 2002
consid. 3), per cui è irrilevante il fatto che gli insorgenti si recherebbero nelle
loro proprietà situate a __________ unicamente per l'ordinaria manutenzione e
che non possano sfruttare le due residenze per tutto l'anno, atteso d'altronde
che l'importo forfettario è calcolato su un utilizzo medio di 3 mesi all'anno. Se
l'immobile non viene mai usato dal proprietario o dai membri della sua
famiglia, ad esempio perché costantemente a disposizione di terzi per la
locazione, dal momento che anche l'uso potenziale è precluso, non può essere
esatta la tariffa forfettaria per posto letto.
Per contro, dal momento che è possibile usufruire dell'abitazione, la
tassa di soggiorno è dovuta obbligatoriamente nella forma dell'importo
forfettario annuale conformemente all'art. 21 cpv. 5 LTur, poiché per la
specifica categoria è preclusa l'applicazione del regime generale.

Ora, i ricorrenti pretendono che gli immobili di loro proprietà siano stati
dati in locazione a persone domiciliate nel Comune di  __________ (per il
mappale n. __________ almeno fino al 2018). Atteso tuttavia che si tratta di abitazioni
destinate alla residenza secondaria, presso le quali l'autorità comunale non ha
registrato il domicilio civile di nessuna persona (né lo avrebbe fatto senza un
cambiamento di destinazione che va annunciato, cfr. art. 7 cpv. 2
dell'ordinanza sulle abitazioni secondarie del 4 dicembre 2015; OASec; RS 702.1),
gli asseriti locatari a cui i ricorrenti fanno riferimento non possono che
essere persone che hanno il domicilio civile all'interno del Comune di
situazione dei due immobili. Al di là del fatto che è quantomeno inusuale che
una persona affitti un'immobile per vacanze nel medesimo Comune in cui è
domiciliata e ancor più per lunghi soggiorni, gli insorgenti dimenticano che se
affittano le loro proprietà essi sono responsabili dell'incasso della tassa di
soggiorno (art. 21 cpv. 5 LTur) e della notifica dei pernottamenti, compresi
quelli che sono esentati dalla tassa di soggiorno (art. 9 cpv. 2 RLTur). Anche
in caso di affitto oltre i tre mesi, e dunque in applicazione del regime particolare
di cui all'art. 21 cpv. 7 LTur, così come avviene per il turista classico, sono
i datori di alloggio che devono fornire all'autorità i dati necessari alla
tassazione, rispettivamente alla verifica delle esenzioni previste dalla legge.
Almeno dagli anni '90 gli insorgenti però non hanno mai notificato alcunché
all'Ente turistico, né spontaneamente come da loro obbligo di legge, né su
esplicita richiesta, atteso che essi si sono pure sistematicamente rifiutati (in
spregio ai loro doveri, cfr. art. 20 cpv. 3 e 21 cpv. 7 LTur e art. 13 cpv. 3
RLTur) di compilare i formulari per l'aggiornamento dei dati o di permettere
dei sopralluoghi. Essi si limitano, in definitiva, a sostenere fatti che
l'autorità non può ragionevolmente accertare senza la loro collaborazione,
atteso che, come detto, la locazione a scopi turistici non viene registrata dai
Comuni per cui l'Ente turistico non ha modo di eseguire verifiche tramite i
registri pubblici. Per contro, le informazioni fornite dagli insorgenti, sia
direttamente all'OT__________ prima, sia in seguito nell'ambito del presente
ricorso, sono alquanto lacunose e non suffragate da alcuna prova. Gli
insorgenti affermano che il sedime del mappale n. __________ sarebbe
affittato tutto l'anno ad un agricoltore, senza specificare se solo il terreno
(verosimilmente per essere sfruttato) o anche l'edificio, e che l'abitazione di
cui al mappale n. __________ sarebbe invece stata locata solo fino al 2018, senza
fornire alcun riscontro probatorio di quanto pretendono. In questo senso essi
non hanno ad esempio mai prodotto i contratti di locazione che affermano di
avere concluso, né indicato i nominativi dei loro locatari. In caso di
locazione poi, i relativi introiti dovrebbero figurare quali redditi della
sostanza immobiliare sulle loro dichiarazioni di imposta, che naturalmente si
sono ben guardati dal versare agli atti al fine di dimostrare la fondatezza
delle loro affermazioni. 

Sebbene che la procedura
amministrativa sia retta dal principio inquisitorio (cfr. Magdalena Ruoss Fierz, Massnahmen gegen
illegales Bauen unter besonderer Berücksichtigung des zürcherischen Rechts,
Zurigo 1999, pag. 123 seg. e rinvii) e che le autorità sono tenute ad accertare
i fatti d'ufficio (cfr. art. 25 cpv. 1 LPAmm), tale principio non è assoluto;
la sua portata essendo infatti limitata dal dovere delle parti di collaborare
all'accertamento dei fatti (cfr. art. 26 cpv. 1 LPAmm), che comprende, in
particolare, l'obbligo di produrre le prove imposte dalla natura della vertenza
e dai fatti allegati (cfr. STA 52.2017.79 del 28 giugno 2017 consid. 3.4.3,
52.2016.37 dell'8 settembre 2016 consid. 3; Marco
Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa, Lugano 1997,
n. 1b ad art. 18). In assenza di tali prove, si applica per analogia l'art. 8
del codice civile svizzero del 10 dicembre 1907 (CC; RS 210), il quale prevede
che l'onere probatorio incombe a colui che intende prevalersi dei diritti
derivanti dalla fattispecie invocata (cfr. DTF 112 Ib 65 consid. 3). Pertanto, si
deve ritenere che gli insorgenti, che ormai da decenni manifestano un
atteggiamento ricalcitrante nei confronti dell'Ente turistico e non ottemperano
ai loro obblighi di notifica, nonostante potrebbero facilmente comprovare le loro
affermazioni, hanno omesso di farlo, disattendendo così il loro obbligo di
collaborare all'accertamento dei fatti (art. 26 LPAmm).

Ne consegue pertanto che, in assenza di riscontri in senso contrario, l'assoggettamento
dei ricorrenti alle tasse di soggiorno forfettarie riferite ai due immobili di
loro proprietà siti a __________ per il periodo dal 2017 al 2022, risulta dato.

5.    Premesso che gli
insorgenti non contestano il numero di posti letto ritenuto per l'imposizione
(d'ufficio) delle loro proprietà, dato il loro assoggettamento alla tassa di
soggiorno forfettaria per il periodo dal 2017 al 2022, si rileva tuttavia che
l'OT__________ ha applicato al mappale n. __________ la tariffa ordinaria (fr.
70.- per posto letto) per gli anni dal 2017 al 2019; dal 2020 invece, l'Ente ha
attribuito a tale residenza la nuova tariffa ridotta di fr. 60.- per posto
letto in ragione del fatto che l'abitazione non è raggiungibile nel periodo
invernale.

La LTur adottata nel 2014 ha sostanzialmente ripreso il previgente regime istituito
dalla legge sul turismo del 30 novembre 1998. Tuttavia, l'art. 21 cpv. 5 LTur
prevede ormai dal 2015 che l'importo della tassa di soggiorno sia fissato,
oltre che in funzione dell'offerta turistica esistente, ciò che la precedente
regolamentazione già stabiliva, anche tenendo conto dell'accessibilità dell'immobile
nel corso dell'anno.

Ora, se per il periodo dal 2020 al 2022, considerato che l'Ente ha adottato una
specifica tariffa ridotta, la tassazione non presta il fianco a critica, lo
stesso non si può dire per quella riferita agli anni 2017, 2018 e 2019. Anche
in tale periodo, infatti, la proprietà in oggetto soffriva delle medesime
limitazioni d'accesso. Di conseguenza le condizioni poste dall'OT__________ per
l'applicazione della tariffa ridotta all'epoca prevista (e meglio di fr. 50.-
per posto letto) erano date per una parte non trascurabile dell'anno anche
durante il citato triennio. 

Ne consegue dunque che le tasse di soggiorno
forfettarie per il fondo n. __________ relative agli anni dal 2017 al 2019
devono essere ridotte. 

6.    6.1. Stante
quanto precede, il ricorso deve essere parzialmente accolto nel senso che la
querelata decisione è annullata limitatamente alla tassazione del mappale n. __________
per gli anni dal 2017 al 2019; per il resto è confermata. Gli atti sono
retrocessi all'OT__________ affinché proceda a fatturare ai ricorrenti la tassa
di soggiorno forfettaria per l'immobile di cui al mappale n. __________ per il
periodo 2017-2019 applicando la tariffa ridotta di fr. 50.- per ogni posto
letto disponibile.

6.2. Dato l'esito, la tassa di giustizia (art.
47 cpv. 1 LPAmm) è posta a carico degli insorgenti, proporzionalmente alla loro
preponderante soccombenza.

Non si assegnano ripetibili, non avendone le parti
fatto richiesta e non essendone ad ogni modo dati i presupposti (art. 49
LPAmm).

 

 

Per
questi motivi,

 

 

decide:

 

1.   Il ricorso è
parzialmente accolto.

Di conseguenza:

1.1. la decisione
del 18 maggio 2022 è annullata limitatamente alle tasse di soggiorno
forfettarie riferite all'immobile di cui al mappale n. __________ per il
periodo dal 2017 al 2019; per il resto è confermata;

1.2. gli atti sono
rinviati all'OT__________ affinché proceda ai sensi dei considerandi.

 

 

2.   La tassa di
giustizia di fr. 700.- è posta a carico dei ricorrenti, ai quali è restituito
l'importo di fr. 100.- versato in eccesso.

 

 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110).

 

 

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
   

  
	
   

  	
   

  CO
  1   

  patrocinata
  da:   PA 1   

   

  	 

				

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                            La vicecancelliera