# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 483478d1-e212-521f-b8b3-21b9f1154ad8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-11-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Corte di appello e di revisione penale 05.11.2015 17.2015.105
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2015-105_2015-11-05.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2015.105

  	
  Locarno

  5 novembre 2015/mi 

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte di appello e di revisione penale

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Giovanna Roggero-Will, presidente,

  Damiano Stefani e Giovanni Celio

  

 

	
  segretaria:

  	
  Sara Lavizzari, vicecancelliera

  

 

 

nell’ambito del procedimento penale condotto dalla Sezione
della circolazione

 

ed ora sedente per statuire nella procedura d’appello
avviata con annuncio del 24 giugno 2015 da 

 

	
   

  	
  AP 1 

  

 

	
   

  	
  contro la sentenza emanata nei
  suoi confronti il 19 giugno 2015 dalla Pretura penale di Bellinzona
  (motivazione scritta intimata il 9 luglio 2015)

  

 

 

richiamata la dichiarazione di appello 31 luglio 2015;

 

esaminati gli atti;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con decreto di accusa n.
8035/410 del 6 marzo 2015, la Sezione della circolazione (Ufficio giuridico) ha
dichiarato AP 1 autore colpevole di contravvenzione alla Legge federale sulla
circolazione stradale (LCStr) per avere circolato, il 17 ottobre 2014, alla
guida del veicolo __________ nell’abitato di __________, a velocità superante i
50 km/h ivi prescritti (velocità accertata con apparecchio radar: 70 Km/h,
velocità punibile dedotta la tolleranza: 67 km/h) e ne ha proposto la condanna
alla multa di fr. 340.- oltre al pagamento della tassa di giustizia di fr.
100.- e delle spese di fr. 30.-.

 

AP 1 ha presentato opposizione il 10 marzo 2015.

 

Il 13 marzo 2013, la Sezione della circolazione ha confermato il
decreto di accusa e ha trasmesso gli atti alla Pretura penale.

 

                                  B.   Statuendo, dopo aver
tenuto il dibattimento, con sentenza 19 giugno 2015, il presidente della
Pretura penale ha confermato l’imputazione di cui al decreto d’accusa e ha
dichiarato l’imputato autore colpevole del reato ascrittogli, condannandolo
alla multa proposta dall’accusa e al pagamento di tasse e spese giudiziarie per
complessivi fr. 630.-.

 

                                  C.   Presentato
tempestivamente il dovuto annuncio, AP 1 lo ha confermato con dichiarazione
d’appello 31 luglio 2015 in cui ha precisato d’impugnare l’intera sentenza,
chiedendo il suo proscioglimento e protestando tasse, spese e ripetibili. 

 

La dichiarazione d’appello è stata motivata il 31 agosto 2015. In
essa, AP 1 ha, in particolare, contestato l’accertamento del primo giudice
secondo cui gli agenti che hanno eseguito il controllo di velocità con
l’apparecchio laser ed elaborato i dati così raccolti disponevano delle
competenze previste dall’art. 2 OOCCS-USTRA. Su questo punto – ha detto - la
sentenza pretorile è arbitraria.

 

                                  D.   Il giudice della
Pretura penale, con scritto 2 settembre 2015, ha dichiarato di rimettersi al
giudizio di questa Corte senza svolgere particolari osservazioni.

Parimenti ha fatto, con scritto 10 settembre 2015, la Sezione
della circolazione.

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Giusta l’art. 398 cpv. 4
CPP quando - come nel caso in esame - la procedura dibattimentale
di primo grado concerneva esclusivamente contravvenzioni, mediante l’appello si
può far valere unicamente che la sentenza è giuridicamente viziata o che
l’accertamento dei fatti è manifestamente inesatto o si fonda su una violazione
del diritto. 

Nei suddetti casi, dunque, questa Corte dispone di piena
cognizione soltanto per quanto attiene alle questioni di diritto, estendendosi
il suo esame al diritto federale, al diritto convenzionale e al diritto
cantonale (Mini, in Codice di procedura penale, Commentario, Zurigo 2010, ad
art. 398, n. 20, pag. 742; Kistler Vianin, in Commentaire romand, Code de
procédure pénale suisse, Basilea 2011, ad art. 398, n. 27, pag. 1777; Schmid,
Schweizerische Strafprozessordnung, Praxiskommentar, Zurigo 2009, ad art. 398,
n. 12, pag. 767 e seg.).

L’esame dei fatti è, per contro, limitato ai casi in cui un
accertamento fattuale è “manifestamente inesatto” o si fonda su una violazione
del diritto. La formulazione “manifestamente inesatto” richiama la nozione
d’arbitrio elaborata dalla giurisprudenza federale sulla scorta dell’art. 9
Cost. (Mini, op. cit., ad art. 398, n. 22, pag. 743; Kistler Vianin, op. cit.,
ad art. 398, n. 28, pag. 1777; Schmid, op. cit., ad art. 398 n. 13, 768), secondo
la quale un accertamento dei fatti può dirsi arbitrario se il primo giudice
misconosce manifestamente il senso e la portata di un mezzo di prova, se omette
senza valida ragione di tener conto di un elemento di prova importante,
suscettibile di modificare l'esito della vertenza, oppure se ammette o nega un
fatto ponendosi in aperto contrasto con gli atti di causa o interpretandoli in
modo insostenibile (DTF 138 III 378 consid. 6.1; 137 I 1 consid. 2.4; 136 III
552 consid. 4.2; 135 V 2 consid. 1.3; 134 I 140 consid. 5.4; 133 I 149 consid.
3.1 e sentenze ivi citate; STF 6B_216/2014 del 5 giugno 2014; 6B_312/2011
dell’8 agosto 2011). Il giudice non incorre, invece, in arbitrio quando le sue
conclusioni, pur essendo discutibili, sono comunque sostenibili nel risultato
(DTF 137 I 1, consid. 2.4, pag. 5; DTF 136 III 552, consid. 4.2, pag. 560; DTF
135 V 2, consid. 1.3, pag. 4/5; DTF 134 I 140, consid. 5.4, pag. 148; DTF 133 I
149, consid. 3.1, pag. 153 e sentenze ivi citate; STF dell’8 agosto 2011, inc.
6B_312/2011, consid. 2.1; Kistler Vianin, op. cit., ad art. 398, n. 29, pag.
1777 e seg. con riferimento anche a Schott, in Basler Kommentar,
Bundesgerichtgesetz, Basilea 2008 ad art. 97, n. 18, pag. 955; Schmid, op.
cit., ad art. 398, n. 13, pag. 768).

 

                                   2.   Secondo
l’appellante, in atti non vi è la prova che l’agente che ha eseguito il
controllo di velocità a __________ il 17 ottobre 2014 e colui che ha
successivamente elaborato i dati raccolti disponevano delle conoscenze previste
dall’art. 2 cpv. 3 OOCCS-USTRA (Ordinanza dell’USTRA concernente l’ordinanza
sul controllo della circolazione stradale). Innanzitutto perché non si può
stabilire con sufficiente certezza l’identità del poliziotto che ha eseguito il
controllo di velocità. Poi, perché,  anche volendo ammettere, così come
accertato dal primo giudice, che è stato l’agente __________ ad eseguire il
controllo, non vi è in ogni caso la prova che egli avesse le conoscenze
prescritte dalla legge. 

Secondo l’appellante, non è, infatti, ammissibile sostenere, come
fatto dal pretore, che è noto all’autorità penale – poiché già accertato in
altre procedure - che l’agente __________ è un operatore radar attivo e,
pertanto, competente ai sensi dell’art. 2 OOCCS-USTRA. 

Inoltre, continua AP 1, nulla si sa né sull’identità né, di
conseguenza, sulla formazione e sulle conoscenze degli agenti che hanno
elaborato e valutato i dati raccolti durante il controllo radar. 

Per l’appellante, la decisione pretorile è pertanto manifestamente
arbitraria (V).

 

                              3. a.   Per il controllo della
velocità, l'art. 9 dell’Ordinanza sul controllo della circolazione stradale
(OCCS, RS 741.013) prevede l’impiego – nella misura del possibile – di ausili
tecnici (cpv. 1 lett. a) e incarica l'Ufficio federale delle strade (USTRA) di
regolare, d'intesa con l’Ufficio federale di metrologia (METAS), l'esecuzione e
la procedura come pure i requisiti dei sistemi e dei tipi di misurazione,
nonché i margini tecnici di tolleranza (cpv. 2) e di definire le esigenze poste
al personale incaricato del controllo e della valutazione (cpv. 3). Con
riferimento a quest’ultimo aspetto l'USTRA, nella sua ordinanza sul controllo
della circolazione stradale (OOCCS-USTRA, RS 741.013.1), all’art. 2 cpv. 3
lett. a ha precisato che il personale incaricato del controllo e della
valutazione dei dati deve possedere le necessarie conoscenze specialistiche
teoriche e pratiche relative al tipo e al sistema di misurazione,
all’esecuzione della misurazione in questione e alla valutazione dei dati
ricavati. 

 

                                  b.   La
citata ordinanza dell’USTRA esige che il personale incaricato del controllo di
velocità e quello incaricato della valutazione dei dati così ricavati devono
disporre di una formazione specifica. 

Si tratta di presupposti che non sono stati accertati
correttamente in prima sede. 

Innanzitutto il primo giudice si è limitato ad accertare
l’identità e le competenze dell’agente che ha eseguito il controllo di velocità
in cui è incappato l’appellante il 17 ottobre 2014, senza verificare, invece,
né l’identità né le competenze di chi ha successivamente elaborato e valutato i
dati raccolti. 

La sentenza di prima sede menziona, infatti, unicamente le
competenze dell’agente __________, e cioè di colui che nel formulario
denominato Controllo della velocità viene indicato quale agente accertatore,
e meglio l’agente che ha eseguito il controllo di velocità (AI 3). 

Nulla è stato detto, invece, del/degli agente/i che hanno poi
elaborato i dati il 19 ottobre successivo. Non solo non ne è stata verificata
la competenza ai sensi dell’art. 2 cpv. 3 OOCCS-USTRA, ma nemmeno ne è stata appurata
l’identità (il formulario Controllo velocità e il Protocollo -
Velocità riportano unicamente il numero di agente e la firma
dell’operatore, senza che sia possibile stabilirne l’identità, cfr. AI 3). 

Si tratta di un aspetto determinante per il giudizio, a cui il
presidente della Pretura penale non ha nemmeno accennato. 

La sentenza di prima sede risulta pertanto, già solo per questo
motivo, arbitraria. 

 

Inoltre, così come effettuato, l’accertamento del primo giudice
sulle conoscenze dell’agente che ha eseguito il controllo di velocità la sera
del 17 ottobre 2014 non è sostenibile. Come detto, dagli atti è possibile
stabilire – come correttamente fatto anche dal primo giudice – che ad eseguire
il controllo è stato l’agente __________ (cfr. verbale del controllo della
velocità, AI 3). Nulla dicono gli atti, invece, delle sue conoscenze relative
all’utilizzo dell’apparecchio di misurazione Traffic Observer LMS 291-S05
impiegato per rilevare la velocità dell’appellante. 

Il presidente della Pretura penale, invocando un’economia del
procedimento, ha accertato che l’agente _________ disponeva della formazione
richiesta dall’art. 2 OOCCS-USTRA unicamente sulla base di quanto a lui noto
per averlo accertato in altre procedure. Ciò non è però sufficiente. La
competenza di __________ in ambito di controlli di velocità tramite l’utilizzo
di un apparecchio di misurazione laser come quello di cui trattasi è un aspetto
determinante per stabilire la correttezza o meno della procedura seguita per
determinare la velocità punibile contestata dall’appellante e, in quanto tale,
deve essere oggetto di prova. 

 

                                   c.   Da quanto precede,
discende che l’accertamento dei fatti effettuato dal primo giudice è
incompleto. Tale vizio non può essere sanato in questa sede, ritenuto come in
materia di contravvenzioni il potere di questa Corte è limitato e, sulla scorta
dei soli elementi presenti in atti, non è possibile stabilire se gli agenti che
hanno eseguito il controllo di velocità e poi elaborato/valutato i dati
raccolti avessero effettivamente le conoscenze che l’art. 2 cpv. 3 OOCCS-USTRA
impone di avere.

Pertanto, in applicazione dell’art. 409 CPP, la decisione
appellata deve essere annullata e gli atti vanno rinviati alla Pretura penale,
che provvederà ad accertare, da un lato, se l’agente __________ dispone delle
conoscenze prescritte dall’art. 2 cpv. 3 let. a OOCCS-USTRA e, dall’altro,
l’identità e le relative competenze (sempre secondo quanto disposto dal
precitato articolo dell’Ordinanza dell’USTRA) del/degli agente/i che ha/hanno
eseguito l’elaborazione e la valutazione dei dati raccolti, procedendo poi ad
un nuovo giudizio.

 

                                   4.   Visto l’esito del
procedimento, gli oneri processuali per la procedura d’appello sono
integralmente posti a carico dello Stato, così come la tassa di giustizia di
fr. 550.- relativa alla procedura di primo grado (art. 428 cpv. 4 CPP), mentre
le spese di fr. 80.- vanno riportate sulla nuova procedura di primo grado e
sulla loro attribuzione deciderà l’istanza inferiore con la nuova decisione.

Non si assegnano ripetibili, AP 1 – che agisce in proprio nome -
avendo chiesto unicamente, la messa a carico dello Stato di tasse e spese di
giudizio. 

 

 

Per questi
motivi,

 

visti gli art.                      80 cpv. 2, 398 e segg. e 409
CPP

nonché, sulle spese e sulle ripetibili, l’art. 428 CPP e la LTG e, sulle
ripetibili, gli art. 428 cpv. 4, 436 cpv. 3 CPP, 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   L’appello è accolto
ai sensi dei considerandi.

Di conseguenza, la sentenza impugnata è annullata e gli atti sono
rinviati alla Pretura penale che procederà ai sensi dei considerandi.

 

                               1.1.   La tassa di giustizia,
per fr. 550.-, relativa alla procedura di primo grado è posta a carico dello
Stato (art. 428 cpv. 4 CPP).

 

                                   2.   Gli oneri
processuali d’appello, consistenti in:

 

-  tassa di giustizia                    fr.           500.-
          

-  altri disborsi                            fr.           200.-

                                                     fr.           700.-

 

sono posti a carico dello Stato
(art. 428 cpv. 4 CPP).

 

                                   3.   Intimazione a:

	
   

  	
   

  

                                         

 

 

                                   4.   Comunicazione a:

	
   

  	
  -  Pretura
  penale, 6501 Bellinzona

  -   Comando della
  Polizia cantonale, 6500 Bellinzona

  -   Ministero
  pubblico SERCO, 6501 Bellinzona

  -   Ufficio del
  Giudice dei provvedimenti coercitivi, 6900 Lugano 

  
	
   

  	
  P_GLOSS_TERZI

  	 

				

 

                                             

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente                                                        La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali,
contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione
e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione
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Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non
sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,
il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.