# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3926d3d5-f9d3-56db-9861-bcefd21e3898
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-12-31
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 31.12.2003 PVG 2003 21
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2003-21_2003-12-31.pdf

## Full Text

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Tassa di allacciamento. Liceità del prelievo di una tassa 
straordinaria dopo rinnovo e potenziamento dell’acque- 
dotto.
– E’ ammissibile intimare una decisione per una tassa di 

allacciamento ai singoli proprietari per piani (cons. 2).
– Il prelievo di una tassa d’allacciamento straordinaria 

dopo rinnovo e potenziamento dell’acquedotto non 
costituisce un caso d’applicazione retroattiva delle leggi 
(cons. 3a-d).

– Viola il principio della parità di trattamento far soppor- tare 
i costi del rinnovo dell’acquedotto solamente ai 
proprietari fondiari non ancora allacciati (cons. 3e).

Anschlussgebühr. Zulässigkeit der Erhebung einer zusätz- 
lichen Anschlussgebühr nach Erneuerung und Ausbau der 
Wasserversorgung.
– Es ist zulässig, die Verfügung für eine zusätzliche An- 

schlussgebühr den einzelnen Stockwerkeigentümern zu 
eröffnen (E. 2).

– In der Erhebung einer zusätzlichen Anschlussgebühr 
nach Erneuerung und Ausbau der Wasserversorgung 
liegt keine Rückwirkung (E. 3a-d).

– Es verstösst gegen das Gleichheitsgebot, die Kosten für 
eine Erneuerung der Wasserversorgung ausschliesslich 
den noch nicht angeschlossenen Grundeigentümern zu 
überbinden (E. 3e).

Considerandi:
2. a) Formalmente, il ricorrente contesta ancora l’intima-

zione della tassa di allacciamento supplementare all’acqua pota- 
bile non alla comunione di proprietari per piani bensì a ogni sin- 
golo proprietario. In principio, la comunione dei proprietari per 
piani, non avendo personalità giuridica, non è legittimata ad agire 
in nome proprio. Spetta pertanto ai singoli proprietari far valere i 
loro rispettivi diritti. La legge prevede alcune eccezioni a questo 
principio per gli oneri comuni, in particolare per i contributi di di- 
ritto pubblico dovuti collettivamente dai comproprietari (art. 712h 
cpv. 2 cifra 3 CC). Dal canto suo, la legislazione comunale prevede 
all’art. 25 cpv. 4 del regolamento concernente l’approvvigiona- 
mento idrico (RAI) che le fatture vengano inviate in caso di pro- 
prietà per piani all’amministrazione. Questa disposizione è stata 
concepita nell’interesse dell’autorità comunale, la quale si vedreb-

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be molte volte confrontata con un dispendio amministrativo 
enorme nel dover risalire a tutti i singoli proprietari delle co- 
munioni per piani. Per questo, la legislazione comunale prevede la 
ben più semplice possibilità di intimare l’onere di diritto pubblico 
all’amministratore della comunione di proprietari per piani, an- 
ziché ai singoli proprietari. In questo senso la norma è stata stabi- 
lita in favore dell’ente fatturante. Tenendo presente tale scopo, è 
evidente che il ricorrente non ha alcun interesse in questa sede a 
pretendere l’applicazione di una disposizione il cui scopo non è in 
alcun caso la protezione del singolo proprietario per piano, bensì 
quella di preservare l’autorità da un carico amministrativo troppo 
ingente. Come del resto espressamente ammesso dal comune 
convenuto, è stato propriamente su richiesta dei singoli pro- 
prietari per piani che l’autorità comunale ha proceduto all’intima- 
zione della tassa di allacciamento ai singoli interessati. In questo 
senso la censura sollevata dal ricorrente non merita protezione. 
Del resto è difficile intravedere quale interesse l’istante abbia a 
sollevare una simile censura.

b) Intimando la tassazione ad ogni proprietario, il comune 
ha già proceduto alla ripartizione dei costi in base al volume delle 
singole proprietà per piani. Per il ricorrente, al quale sono stati 
attribuiti 645 m3, il calcolo della cubatura dell’appartamento di 
sua proprietà non sarebbe conforme ai volumi rilevati nella li- 
cenza edilizia del 1992. Inoltre, in tal modo ogni proprietario ver- 
rebbe a pagare separatamente per una diversa condotta, anche se 
la casa nella sua complessità dovesse disporre di un solo allac- 
ciamento. Queste censure si palesano infondate. Giusta quanto ri- 
levato nella stima ufficiale cantonale, il volume della costruzione 
secondo le norme SIA è di 3 930 m3, indipendentemente da quan- 
to possa essere stato precedentemente rilevato nel permesso di 
costruzione. A mente del regolamento comunale sull’approv- 
vigionamento idrico, è, infatti, il volume della stima ufficiale ad 
essere determinante per il calcolo e non le indicazioni stabilite 
con il rilascio della licenza di costruzione (art. 24 cpv. 1). Il comune 
ha quindi suddiviso l’intera volumetria della casa plurifamigliare 
in questione a seconda dei diversi volumi delle singole proprietà 
per piani, il cui volume complessivo ammonta propriamente ai  
3 930 m3 di cui sopra (vedi rilievo del 30 settembre 2002). Pertanto, 
ogni singolo proprietario non viene a pagare nulla di più di 
quanto sarebbe tenuta a pagare l’intera collettività dei proprietari 
per piani, considerando la volumetria complessiva della costru- 
zione.

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3. a) La questione di fondo del presente ricorso riguarda la 
liceità del prelievo di una tassa di allacciamento straordinaria in 
seguito al rinnovo ed al potenziamento della condotta per l’acqua 
potabile sul territorio della frazione in oggetto. Giusta la risolu- 
zione presa in sede assembleare l’11 giugno 2002, per il finanzia- 
mento del nuovo acquedotto veniva deciso:

a) Il prelievo di una tassa supplementare per tutti gli edi- 
fici già allacciati di:
fr./m3  1.– per la classe 1
fr./m3  3.– per la classe 2
fr./m3  5.– per la classe 3

b) l prelievo di una tassa d’allacciamento per le nuove 
costruzioni paria a:
fr./m3  2.– per la classe 1
fr./m3  5.– per la classe 2
fr./m3  7.– per la classe 3

L’entrata in vigore di questa norma, oggetto per quanto 
concerne la lettera a che precede dell’art. 24 cpv. 4 RAI, veniva pre- 
vista a partire dal 1. gennaio 2002.

b) In primo luogo, l’istante considera inammissibile il suc- 
cessivo prelievo di una tassa di allacciamento, dopo che il tributo 
per l’allacciamento era già stato versato al momento dei lavori 
apportati all’edificio in oggetto nel 1992. In questo senso il ricor- 
rente sembra appellarsi al principio della non retroattività delle 
leggi. Giusta la giurisprudenza, una norma ha carattere retroattivo 
se si applica a dei fatti avvenuti e conclusisi prima della sua en- 
trata in vigore. La retroattività è contraria al principio della sicu- 
rezza e prevedibilità del diritto. Giusta la giurisprudenza è però 
possibile derogare, a certe condizioni, al principio della non retro- 
attività delle leggi se la retroattività si fonda su di una espressa 
base legale, se è ragionevolmente limitata nel tempo, se non porta 
a delle ineguaglianze di trattamento scioccanti, se è giustificata da 
motivi pertinenti, a sapere se vi è un interesse pubblico maggior- 
mente degno di protezione degli interessi in gioco dei privati, e se 
rispetta i diritti acquisiti (DTF 119 Ia 258 cons. 3a e b, 116 Ia 214 
cons. 4a, 113 Ia 425 e riferimenti).

c) Sulla controversa questione dell’ammissibilità di un 
successivo prelievo di una tassa di allacciamento, per immobili    
già allacciati, nell’ottica del principio della non retroattività delle 
leggi il Tribunale federale ha già avuto modo di determinarsi. In 
DTF 97 I 340, la suprema Corte federale non considerava violare il 
principio della non retroattività l’applicazione agli immobili già

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precedentemente allacciati alla vecchia condotta di una nuova ta- 
riffa stabilita dopo la costruzione di una nuova canalizzazione. Per 
il Tribunale federale, anche da costruzioni già precedentemente 
allacciate alla condotta pubblica – e che hanno conseguentemente 
già nel passato versato il contributo unico all’allacciamento – deve 
essere possibile esigere una partecipazione ai costi per il succes- 
sivo miglioramento dell’impianto (DTF 93 I 106, 92 I 450 e vedi 
anche a livello cantonale STA A 02 56, 60 e 64). In questi casi, dal 
successivo prelievo di una tassa di allacciamento ad una nuova 
condotta, la Corte federale non intravede alcun caso di applica- 
zione retroattiva delle leggi (DTF 97 I 340 cons. 2 e BVR 1984 pag. 
43 cons. 3), trattandosi di un allacciamento che continua ad esi- 
stere e che può ora beneficiare dei vantaggi apportati dal rinnovo 
e potenziamento dell’impianto. Per contro, andrebbero invece ap- 
plicati i principi sopra esposti per giudicare dell’ammissibilità di  
una applicazione retroattiva delle leggi qualora il comune volesse 
prevedere, con un nuovo regolamento, l’introduzione di tasse di 
allacciamento per un’opera esistente da tempo e il cui allaccia- 
mento sarebbe già avvenuto in passato (DTF 102 Ia 72 cons. 3 e 
riferimenti).

d) Alla luce delle considerazioni esposte nel considerando 
che precede si palesa la perfetta ammissibilità dell’operato dell’ 
autorità comunale convenuta. A livello comunale è stato stanziato 
un credito di 3.8 milioni di franchi per il nuovo impianto di distri- 
buzione dell’acqua potabile. Il ricorrente viene conseguentemente 
chiamato a contribuire mediante una tassa di allacciamento ai co- 
sti di un impianto nuovo, che garantisce una distribuzione di ac- 
qua sufficiente anche durante tutta la stagione invernale e che 
comporta pertanto degli indubbi vantaggi rispetto all’impianto 
precedente. Il fatto che l’istante personalmente sia sempre rima- 
sto soddisfatto dell’impianto precedente non è determinante. Al 
comune spetta il compito di garantire su tutto il territorio comu- 
nale un’inoppugnabile ed efficiente distribuzione di acqua pota- 
bile. Per soddisfare queste esigenze sul territorio della frazione in 
oggetto si è reso necessario procedere alla costruzione di un 
nuovo impianto di captazione e di distribuzione dell’acqua. Del re- 
sto, la penuria d’acqua durante i mesi invernali non avrebbe pro- 
babilmente col passare del tempo risparmiato neppure l’istante.

e) Per il ricorrente, tutti i costi del nuovo impianto andreb- 
bero sopportati da coloro che in futuro si allacceranno alla con- 
dotta. Questa pretesa viola manifestamente il principio della pa- 
rità di trattamento. Argomentando in questo modo il ricorrente

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pretende infatti di poter usufruire di una nuova condotta, poten- 
ziata, più sicura e rispondente ai più recenti canoni della tecnica, 
pur avendo in passato corrisposto solo una tassa di allacciamento 
per un impianto di modeste dimensioni e le cui potenzialità non 
erano sufficienti per soddisfare i fabbisogni frazionali durante la 
stagione invernale. Pretendere di poter usufruire di tali vantaggi 
a spese di coloro che verranno ad allacciarsi in futuro viola il prin- 
cipio della parità di trattamento. Del resto è stato debitamente 
tenuto in considerazione il fatto che i proprietari di immobili già 
allacciati abbiano già versata la tassa di allacciamento per 
l’impianto precedente. Essi sono, infatti, tenuti a contribuire ai co- 
sti del nuovo impianto in misura decisamente inferiore a quanto 
previsto per gli allacciamenti delle nuove costruzioni. Per la classe 
2, come quella dell’istante, la tassa di allacciamento per le nuove 
costruzioni corrisponde a fr./m3 5.– e non solo a fr./m3 3.–.
A 02 92 Sentenza del 18 marzo 2003

L’interposto ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale è 
stato dichiarato inammissibile con sentenza del 9 ottobre 2003 
(2P. 136/2003).