# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fc3512b9-ca25-5aa0-a164-f3c8f7cff0ce
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.11.2010 D-3718/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3718-2010_2010-11-11.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3718/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 1 1  n o v e m b r e  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Jean-Pierre Monnet; 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, alias 
B._______, alias 
C._______, Mongolia, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 22 aprile 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3718/2010

Visti:

la  domanda d'asilo  che  l'interessata  ha  presentato  in  data  2 dicem-
bre 2010 in Svizzera,

l'esame osseo a cui la richiedente è stata sottoposta in data 3 dicem-
bre 2009 ed il diritto di essere sentito relativo al risultato di detto esa-
me nel corso dell'audizione del 14 dicembre 2009,

i  verbali  di  audizione  del  14  dicembre  2009  (di  seguito:  verbale  1), 
dell'11 gennaio 2010 (di seguito: verbale 2) e del 15 marzo 2010 (di 
seguito: verbale 3),

la  decisione dell'UFM del  22 aprile  2010,  notificata  all'interessata  in 
data 23 aprile 2010 (cfr. avviso di ricevimento [act. A20/1]),

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 25 maggio 2010 (cfr. timbro del pli -
co raccomandato),

la domanda di dispensa dal versamento di un anticipo equivalente alle 
presumibili spese processuali,

la decisione incidentale del Tribunale amministrativo federale (di segui-
to: il Tribunale) dell'8 giugno 2010, nella quale ha considerato il grava-
me privo di probabilità d'esito favorevole, respingendo così la suddetta 
domanda ed ha invitato la ricorrente a versare entro il 24 giugno 2010 
un anticipo di CHF 600.– a copertura delle presumibili spese proces-
suali, con comminatoria d'inammissibilità del ricorso in caso di manca-
to versamento di detto anticipo,

il versamento tempestivo, in data 21 giugno 2010, dell'anticipo richie -
sto,

i fatti del caso di specie che, se necessario, verranno ripresi nei consi -
derandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del 
20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa (PA, RS 172.021), 

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dalla legge del 17 giugno 2005 sul  Tribunale amministrativo federale 
(LTAF, RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale fede-
rale (LTF, RS 173.110), in quanto la legge del 26 giugno 1998 sull'asilo 
(LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni del -
l'UFM in materia d'asilo (art. 31 e 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi 
e art. 83 lett. d cpv. 1 LTF),

che  v'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condi -
zioni d'ammissibilità di cui  agli  art.  48 cpv. 1 e 52 PA nonché all'art. 
108 cpv. 1 LAsi in combinazione con l'art. 20 cpv. 3 PA,

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), 
né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 
argomentazioni  delle  parti  (cfr. sentenza  del  Tribunale  D-4917/2006 
del  12 luglio 2007  consid. 3;  PIERRE MOOR,  Droit  administratif,  vol. II, 
2ª ed., Berna 2002, n. 2.2.6.5),

che, dalle audizioni risulta che l'interessata ha dichiarato di essere cit-
tadina  mongola  ed  orfana  di  genitori,  originaria  di  D._______,  nella 
provincia di E._______, con ultimo domicilio ad F._______ sino al suo 
espatrio in data 8 settembre 2009 (cfr. verbale 1, pag. 1),

che la  richiedente ha affermato di  essere  stata sequestrata,  in  data 
8 settembre  2009,  davanti  al  recinto  dell'orfanotrofio  G._______  di 
F._______, nel quale avrebbe vissuto dall'infanzia; che quel giorno una 
signora l'avrebbe chiamata per nome e, mentre l'interessata si  stava 
avvicinando a quest'ultima, tre uomini l'avrebbero presa all'improvviso 
e  l'avrebbero  caricata  su  un'auto,  dove  sarebbe  stata  legata  ed 
imbavagliata; che sarebbe poi stata condotta in uno scantinato, dove 
sarebbe restata sola con due sequestratori, i quali per due o tre giorni 
avrebbero abusato sessualmente di  lei; che una notte la  richiedente 
sarebbe  stata  venduta  ad  altre  persone,  le  quali  l'avrebbero 
trasportata  con  un  minibus,  insieme  ad  altre  due  ragazze,  in  una 
località  ucraina  sconosciuta  dopo  un viaggio  di  alcuni  giorni;  che in 
Ucraina l'interessata sarebbe stata astretta alla prostituzione dal suo 
arrivo nel mese di settembre 2009 fino al 28 novembre 2009, quando 
sarebbe riuscita a fuggire insieme ad un'altra ragazza mongola dagli 
alloggi  in  cui  era trattenuta  grazie  all'aiuto  di  un  guardiano,  il  quale 
avrebbe organizzato il  loro viaggio fino a Chiasso in  Svizzera,  dove 
avrebbe depositato una domanda d'asilo,

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che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato non verosimili le 
allegazioni circa l'evocata minorità e la biografia di orfana di genitori 
della  richiedente;  che,  pertanto,  ha  effettuato  le  audizioni  sui  motivi 
d'asilo senza una persona di fiducia,

che, inoltre, l'autorità inferiore ha ritenuto contraddittorie, non compati-
bili con l'esperienza generale di vita o la logica dell'agire nonché insuf-
ficientemente motivate le dichiarazioni dell'interessata circa i suoi mo-
tivi d'asilo; che, in particolare, la richiedente, in occasione della prima 
audizione, avrebbe dichiarato che, davanti al cancello dell'orfanotrofio, 
una signora l'avrebbe chiamata ed avvicinata per consegnare un sac-
co da recapitare all'inserviente dell'istituto di nome H._______, mentre 
nelle  successive  audizioni  avrebbe  nominato  come  destinatario  del 
sacco l'insegnante di nome H._______; che, inoltre, ha allegato nella 
prima audizione che i  tre  uomini,  i  quali  l'avrebbero spinta  nell'auto, 
sarebbero  scesi  dalla  stessa  per  prenderla  e  poi  introdurla 
forzatamente  nel  veicolo;  che,  invece,  nelle  successive  audizioni  ha 
asserito di non aver visto da dove fossero arrivati i tre uomini, i quali 
l'avrebbero  presa  all'improvviso  e  poi  caricata  con  forza 
nell'automobile; che,  peraltro,  in  occasione della  seconda audizione, 
avrebbe  dapprima  affermato  che,  mentre  un  uomo  la  stava 
violentando,  non  avrebbe  avuto  la  forza  di  vedere  che  cosa  stesse 
facendo  l'altro,  in  quanto  cercava  di  resistere  e  difendersi  dalle 
violenze, per poi asserire che l'altro stava fumando e che i due uomini  
si sarebbero parlati nonché suggeriti a vicenda cosa fare; che, oltre a 
ciò, si sarebbe contraddetta sulla data in cui sarebbe giunta nella città 
ucraina ignota, asserendo nella seconda audizione di essere arrivata il 
20 settembre 2009  ed  in  seguito,  nella  terza  audizione  il  23  o  il 
24 settembre 2009,

che, di conseguenza, l'UFM ha concluso che il  racconto della richie-
dente non soddisferebbe le condizioni di verosimiglianza previste dal-
l'art. 7  LAsi  ed ha pure  pronunciato l'allontanamento dell'interessata 
dalla  Svizzera  e  l'esecuzione dell'allontanamento verso  la  Mongolia, 
siccome lecita, esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente ha contestato la decisione dell'UFM, so-
stenendo che,  in  data 3 dicembre 2009, al  momento in  cui  sarebbe 
stata eseguita la radiografia della mano, avrebbe avuto quasi 17 anni 
ed undici mesi e sarebbe dunque già stata vicinissima alla maggiore 
età, in modo tale che il risultato della radiografia della mano dovrebbe 

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essere relativizzato e non potrebbe quindi condurre ad una conclusio-
ne certa in merito alla sua età; che, inoltre, l'apparenza fisica non po-
trebbe  essere  ritenuta  quale  elemento  oggettivamente  determinante 
dell'età di una persona e sarebbe noto che vicende personali traumati -
che e penose, come quelle vissute dalla ricorrente, potrebbero condur-
re ad una maggiore maturità nell'aspetto fisico; che, a sostegno delle 
predette allegazioni, la ricorrente ha allegato un documento presentato 
come il suo atto di nascita originale ed ha prospettato l'inoltro di una 
dichiarazione dalla quale dovrebbe risultare che la stessa sarebbe in 
effetti cresciuta nell'orfanotrofio indicato,

che, peraltro, in merito alle contraddizioni rilevate dall'UFM circa i suoi 
motivi  d'asilo,  l'insorgente  ha  dichiarato  che  H._______  sarebbe 
effettivamente un'insegnate piuttosto che un'inserviente, dal momento 
che  in  due  audizioni  su  tre  l'avrebbe  qualificata  come  tale;  che 
all'audizione  breve,  per  costante  giurisprudenza,  dovrebbe  essere 
attribuita una valenza probatoria ridotta e quindi non sarebbe possibile 
escludere che l'aver qualificato H._______ come inserviente sia frutto 
di confusione o di una non corretta traduzione delle dichiarazioni della  
ricorrente;  che  anche  le  dichiarazioni  relative  alla  comparsa  degli 
uomini  – scesi dall'auto oppure comparsi dal nulla, come risulterebbe 
dalle  successive  audizioni  – non  potrebbero  essere  considerate 
discordanti e non potrebbero quindi condurre a ritenere inverosimile il 
racconto  dell'insorgente;  che,  peraltro,  la  ricorrente  non  si  sarebbe 
contraddetta  circa  le  attività  di  uno dei  due uomini,  mentre  l'altro  la 
violentava, in quanto avrebbe espresso le sue dichiarazioni in merito in 
forma  dubitativa;  che  ha  altresì giustificato  la  discordanza  delle 
allegazioni in sede di audizione circa la data di arrivo in Ucraina con il  
suo vissuto traumatico e drammatico; che, in aggiunta, ha asserito che 
le  sue  dichiarazioni  sarebbero  conformi  alla  logica  dell'agire  e 
all'esperienza  generale  di  vita,  in  quanto  avrebbe  sempre  espresso 
dubbi sulla durata della sua permanenza nello scantinato; che, inoltre, 
lo stato di semi-incoscienza non sarebbe paragonabile all'assoluta in -
coscienza  e  permetterebbe  pertanto  almeno  di  fare  delle  stime  sul 
tempo trascorso anche se senza alcuna certezza; che, oltre a ciò, ri-
condurrebbe il  fatto  di  non essere stata in  grado di  fornire maggiori 
dettagli sull'aspetto dei suoi sequestratori e sul viaggio dalla Mongolia 
all'Ucraina all'orrore ed il disgusto per le violenze subite, alle pastiglie 
somministrategli  ed  al  fatto  che  il  minibus  avrebbe  avuto  i  vetri  
oscurati;  che, infine,  ha  ritenuto  come non  ammissibile  l'esecuzione 
dell'allontanamento in Mongolia, in quanto violerebbe l'art. 3 della Con-

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venzione per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo e delle  libertà  fon-
damentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101),

che, in conclusione, la ricorrente ha chiesto, in via principale, l'annulla-
mento della decisione impugnata, la trasmissione degli atti all'autorità 
inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo  
come pure la concessione dell'asilo e, in via sussidiaria, la concessio -
ne dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una doman-
da di esenzione dal pagamento di un anticipo a copertura delle presu-
mibili spese processuali,

che, giusta l'art. 17 cpv. 3 LAsi in combinazione con l'art. 7 cpv. 2 del -
l'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 ago-
sto 1999  (OAsi  1,  RS 142.311),  per  il  richiedente  l'asilo  minorenne, 
che non è accompagnato, viene nominata una persona di fiducia per la 
durata  della  procedura di  asilo  o di  allontanamento,  ma al  massimo 
fino alla nomina di un curatore o di un tutore, oppure fino al raggiungi -
mento della maggiore età; che la designazione di una persona di fidu-
cia presuppone tuttavia la dimostrazione da parte del richiedente l'asi-
lo, perlomeno nel senso della probabilità preponderante, dell'allegata 
minorità (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione sviz-
zera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2001 n. 22 e relativo riferi-
mento); che è sufficiente che tale persona di fiducia venga nominata 
prima dell'audizione secondo l'articolo 29 cpv. 1 LAsi (cfr. GICRA 2004 
n. 30 consid. 3.1; 2003 n. 1 consid. 3b),

che,  peraltro,  incombe  al  richiedente  medesimo  l'onere  della  prova 
della minore età, segnatamente in virtù di un esame dell'insieme delle 
allegazioni determinanti (cfr. GICRA 2000 n. 19 consid. 8b pag. 188);  
che nell'ambito dell'accertamento dei fatti  è altresì possibile ricorrere 
all'ausilio di metodi scientifici (art. 7 cpv. 1 OAsi 1),

che, nel caso concreto, l'insorgente stessa ha dichiarato di essere nata 
l'11 gennaio 1992 (cfr. ricorso, pag. 3; verbale 1, pag. 1 nonché foglio 
di dati personali del centro di registrazione [act. A2/2]); che, inoltre, la 
prima audizione  ai  sensi  dell'art.  29  cpv. 1  LAsi  si  è  svolta  in  data 
11 gennaio 1992, ossia il giorno in cui l'insorgente è diventata maggio-
renne; che, pertanto, non soccorre la ricorrente l'allegazione ricorsuale 
secondo cui l'UFM avrebbe dovuto nominarle un rappresentante legale 
(cfr. ricorso, pag. 4),

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che,  di  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  l'insorgente 
quale  maggiorenne  ed ha svolto  correttamente  le  audizioni  ai  sensi 
dell'art. 29 LAsi, senza nominare una persona di fiducia,

che  sono  rifugiate  le  persone  che,  nel  Paese  d'origine  o  di  ultima 
residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza, 
religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale 
o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere 
esposte  a  tali  pregiudizi;  che  sono  pregiudizi  seri  segnatamente 
l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della libertà, 
nonché  le  misure  che  comportano  una  pressione  psichica 
insopportabile;  che  occorre  altresì tenere  conto  dei  motivi  di  fuga 
specifici della condizione femminile (art. 3 LAsi),

che chiunque domanda asilo deve provare o per lo meno rendere vero-
simile la sua qualità di rifugiato; che per poter ammettere la verosimi -
glianza, ai sensi dell'art. 7 LAsi, delle dichiarazioni determinanti rese 
da un richiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado 
di  convinzione logica tale da prevalere in  modo preponderante  sulla 
possibilità  del  contrario,  così  che quest'ultima risulti  secondaria  (cfr. 
GICRA 1993 n. 21); che, in altri termini, le dichiarazioni devono essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi -
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi; che, peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza 
dev'essere il  frutto di  una valutazione complessiva, e non esclusiva-
mente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da con-
sentire di  limitare al  minimo il  rischio dell'approssimazione, ovvero il  
pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili postulati 
di  civiltà  giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudicante  (cfr. 
GICRA 1995 n. 23),

che le dichiarazioni decisive rese dalla ricorrente in corso di procedura 
si esauriscono in mere ed imprecise affermazioni di parte, non corro-
borate dal benché minimo elemento di seria consistenza; che, inoltre, 
l'insorgente si è limitata a pure congetture, non fondate su alcun indi -
zio oggettivo, con riferimento agli evocati fatti,

che, infatti,  a titolo esemplificativo, la ricorrente si è contraddetta sul 
ruolo dell'impiegata dell'orfanotrofio, di nome H._______, affermando 
in un primo tempo che fosse un'inserviente per affermare in seguito 
che fosse un'insegnante (cfr. verbale 1, pag. 6; verbale 2, pag. 5 e ver-

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bale 3, pag. 3); che su quest'ultimo punto non la soccorre l'allegazione 
ricorsuale secondo cui detta contraddizione sarebbe frutto di confusio-
ne o di una non corretta traduzione delle proprie dichiarazioni, poiché 
lei stessa ha dichiarato, in seguito alla rilettura in lingua mongola del 
verbale, che quest'ultimo era conforme alle proprie dichiarazioni (cfr. 
verbale 1, pag. 9),

che, peraltro, la ricorrente ha affermato che il suo certificato di nascita 
e  la  sua  carta  d'identità  si  sarebbero  trovati  presso  l'orfanotrofio  in 
Mongolia (cfr. verbale 2, pag. 2); che, nondimeno, da un lato essa ha 
fornito, in sede di ricorso, il suo certificato di nascita e dall'altro ha af -
fermato che la direttrice dell'orfanotrofio avrebbe negato di averla co-
nosciuta (cfr. verbale 3, pag. 2); che tali affermazioni sono quindi illogi-
che e contraddittorie tra di loro,

che,  per  di  più,  risulta  inverosimile  che  dall'orfanotrofio  le  sia  stato 
spedito solo l'atto di nascita e non anche la carta d'identità; che, del 
resto, nonostante la ricorrente abbia prospettato l'inoltro di tale docu-
mento congiuntamente ad una conferma scritta che sarebbe cresciuta 
nel suddetto orfanotrofio, a distanza di ben cinque mesi non è tuttora 
stato presentato alcun documento in merito a codesto Tribunale (cfr. ri -
corso, pag. 3),

che, alla luce delle evocate dichiarazioni  contraddittorie e non circo-
stanziate dalla  ricorrente,  che portano sui  punti  essenziali  della  sua 
domanda d'asilo, v'è ragione di concludere all'inverosimiglianza dei fat-
ti  addotti,  senza che sia necessario menzionare  ulteriori  elementi  di 
inattendibilità del racconto dell'insorgente,

che, peraltro, considerata l'evocata inverosimiglianza dei fatti  addotti,  
non v'è motivo di ritenere che l'insorgente non possa ottenere in pa-
tria,  se opportunamente sollecitata,  un'appropriata protezione contro 
l'eventuale futuro agire illegittimo di terzi nei suoi confronti,

che, in considerazione di quanto esposto, il ricorso in materia di rico -
noscimento della qualità di rifugiato e di concessione dell'asilo, desti -
tuito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la deci -
sione impugnata va confermata,

che la ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  (art.  44 
cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1; GICRA 2001 n. 21),

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che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che  giusta  tale  norma  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve essere 
possibile  (art.  83  cpv.  2  LStr),  ammissibile  (art.  83  cpv.  3  LStr)  e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 Lstr),

che per gli stessi motivi non emergono dalle carte processuali neppure 
elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento 
dell'insorgente  in Mongolia  possa  violare  l'art. 25  cpv.  2  della 
Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile 
1999 (Cost.,  RS 101),  l'art. 33 della  convenzione del  28 luglio 1951 
sullo statuto dei rifugiati  (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di 
respingimento), l'art. 83 cpv. 3 LStr, l'art. 3 CEDU nonché l'art. 3 della 
convenzione del  10 dicembre 1984  contro  la  tortura  ed altre  pene o 
trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105),

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile,

che,  inoltre,  la  situazione  vigente  in  Mongolia  non  appare, 
notoriamente,  caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza 
generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità 
del territorio nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, la medesima è 
giovane e  celibe  senza alcuna persona a  carico,  nonché vanta  una 
certa formazione scolastica (cfr. verbale 1, pag. 2 e verbale 2, pag. 4);  
che,  vista  l'inverosimiglianza  del  racconto  della  ricorrente,  non  v'è 
luogo di ritenere che essa non disponga in patria di una rete sociale;  
che, infine, l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi  
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio 
degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera 
per motivi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento della ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità  dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi  e art. 83 
cpv. 2 LStr); che la ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà 
procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (art.  8 cpv. 4 

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LAsi;  Decisione del Tribunale amministrativo federale svizzero [DTAF] 
2008/34  consid.  12  pagg.  513-515); che  l'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, di conseguenza, anche in 
materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatte-
so e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sempli-
ficata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  della  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse e sulle spese ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che le 
stesse  sono  computate  con  l'anticipo  spese,  di  CHF 600.–,  versato 
dall'insorgente il 21 giugno 2010.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico della ricor-
rente.  L'anticipo  spese  di  CHF 600.–,  versato  il  21  giugno  2010,  è 
computato con le spese processuali.

3.
Comunicazione a:

- rappresentante  della  ricorrente  (Raccomandata; allegato  originale 
atto di nascita)

- UFM,  Divisione soggiorno, con allegato l'incarto  N [...]  e copia del 
ricorso del 25 maggio 2010 (per corriere interno; in copia)

- I._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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