# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d16a4c92-900b-541c-9d5e-80adbb502b1c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-09-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 07.09.2016 52.2016.376
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2016-376_2016-09-07.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2016.376

   

  	
  Lugano

  7 settembre 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia
  Verzasconi, presidente,

  Matteo
  Cassina, Matea Pessina

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Giorgia
  Ponti

  

 

 

statuendo
sull'istanza 19 luglio 2016 della

 

 

	
   

  	
  RI
  1  

  patrocinata
  da: PA 1  

   

  
	
   

  	
  chiedente

  	 

 

	
   

  	
  la
  rettifica della sentenza 12 luglio 2016 del Tribunale cantonale
  amministrativo (n. 52.2016.82) che ha parzialmente accolto il suo ricorso
  contro la decisione 29 gennaio 2016 del municipio di in materia di commesse
  pubbliche;

  

 

ritenuto,                          in
fatto

 

che il  il municipio di
CO 2 ha indetto un pubblico concorso, retto dalla legge sulle commesse
pubbliche del 20 febbraio 2001 (LCPubb; RL 7.1.4.1) e impostato secondo la
procedura libera, per attribuire le opere da impresario costruttore occorrenti
alla ristrutturazione del (FU);

che il bando di concorso, al n. 3.3, ammetteva il subappalto per le sole opere
di perforazione e taglio calcestruzzo, ponteggi, casserature e posa ferri;

che con decisione 29 gennaio 2016, il municipio di CO 2 ha deliberato la commessa
alla ditta CO 1 

che contro tale decisione è insorta dinanzi al Tribunale cantonale
amministrativo la ditta RI 1, chiedendone l'annullamento e l'aggiudicazione
della commessa in suo favore;

che con giudizio 12 luglio 2016, questa Corte ha parzialmente accolto il
ricorso, annullando la decisione di delibera; non ha tuttavia attribuito la
commessa in favore della ricorrente ritenendo che, avendo previsto di subappaltare
le opere di gessatore ad una ditta terza, la sua offerta non fosse conforme alle
condizioni di gara;

che con scritto 19 luglio 2016, la RI 1 ha chiesto al Tribunale di rettificare
la predetta decisione, in quanto contenente un errore sostanziale;

che essa ha addotto che il municipio di CO 2, con scritto raccomandato 20 novembre
2015, aveva in effetti esteso la possibilità di subappalto anche alle opere
relative agli intonaci interni; la propria offerta sarebbe pertanto pienamente
conforme alle regole di gara e la commessa le andrebbe assegnata;

che il municipio ha osservato che, per una manchevolezza dei propri servizi, lo
scritto 20 novembre 2015 non era stato inserito nel carteggio richiamato dal Tribunale;
ha tuttavia fatto notare che non vi era motivo di dover provare tale fatto,
trattandosi di una questione indiscussa; ha quindi sollecitato una decisione di
rettifica o di revoca da parte del Tribunale nel senso auspicato dall'istante;

 

che in replica, la RI 1
ha ribadito la propria richiesta;

 

considerato,                   in
diritto

 

che secondo l'art. 62
cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm;
RL 3.3.1.1), se il dispositivo di una decisione è poco chiaro, ambiguo o
incompleto oppure in contraddizione con i considerandi, l'autorità, su richiesta
scritta di una delle parti, lo interpreta o lo rettifica;

che la possibilità offerta dalla norma mira a rimediare ad una formulazione
poco chiara, incompleta, equivoca o contraddittoria del dispositivo di una
decisione; può inoltre riferirsi a delle contraddizioni esistenti tra i motivi
della decisione e il dispositivo;

che domande che tendono a una modifica materiale della decisione o a un nuovo
esame della causa non sono per contro ammissibili (cfr. STF 6G_3/2015 del 30
settembre 2015, consid. 4; Karin Reber
Scherrer in: Bernhard Waldmann/Philippe Weissenberger, Praxiskommentar
Verwaltungsverfahrengesetz, Zurigo/Basilea/Ginevra 2016, ad art. 69 n. 1);  

che l'autorità può inoltre correggere in ogni momento gli errori di scrittura o
di calcolo o altri errori di svista, che non hanno alcun influsso sul
dispositivo né sul contenuto essenziale della motivazione (art. 62 cpv. 4 LPAmm);

che la rettifica di una decisione in base a questa norma - che si riallaccia
nella sua formulazione all'art. 69 cpv. 3 della legge federale sulla procedura
amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021; cfr. Messaggio n. 6645 del
23 maggio 2012 concernente la revisione totale della legge di procedura per le
cause amministrative del 19 aprile 1966, pag. 33) - si limita a veri e propri
abbagli (quali imprecisioni di natura redazionale o matematica); errori di
accertamento, di fatto o di diritto alla base della decisione non possono per
contro essere emendati in via di rettifica (cfr. Reber Scherrer, op. cit, ad art. 69 n. 6; Stefan Vogel in: Christoph Auer/Markus
Müller/Benjamin Schindler, Kommentar zum Bundesgesetz über das
Verwaltungsverfahren, Zurigo/San Gallo 2008, ad art. 69 n. 22);

che la RI 1 ha chiesto al Tribunale di riformare la sentenza poiché non
terrebbe conto di un fatto (la concessione da parte del committente della
facoltà di subappaltare le opere di gessatore) che le avrebbe permesso di
ottenere la commessa;

che la domanda non è volta a correggere una svista o una contraddizione tra motivazione
e dispositivo, bensì tende ad una modifica materiale della decisione, risultato
che non può essere raggiunto mediante rettifica;

che così come formulata, l'istanza della RI 1 deve essere dichiarata inammissibile;

che essa non potrebbe trovare accoglimento nemmeno qualora venisse trattata
alla stregua di un'istanza di revisione;

che per l'art. 57 LPAmm il rimedio della revisione è dato contro le decisioni
cresciute in giudicato di un'autorità di ricorso se la parte dimostra che
l'autorità non ha tenuto conto di fatti rilevanti che risultano dagli atti o di
determinate conclusioni (lett. a), se la parte adduce fatti o mezzi di prova
nuovi e rilevanti, che non ha potuto allegare, senza sua colpa, nella
precedente procedura (lett. b) e in altre due ipotesi che qui non mette conto
di enunciare; 

che il termine di 30 giorni, sospeso dalle ferie, per impugnare la sentenza 12
luglio 2016 dinanzi al Tribunale federale non è ancora scaduto (art. 100 cpv. 1
e 46 cpv. 1 lett. b legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110); l'istante ha del resto sollecitato l'evasione dell'istanza entro
tempi ragionevolmente stretti, in maniera tale da poter disporre del tempo necessario
per aggravarsi presso l'Alta Corte di Losanna; 

che non essendo la decisione ancora cresciuta in giudicato, l'istanza
tendente alla sua revisione si rivelerebbe improponibile;

che, in ogni caso, questa andrebbe respinta anche nel merito già perché il motivo
di revisione addotto, anche qualora fosse da ritenere valido ai sensi dell'art.
57 lett. a o b LPAmm, non avrebbe permesso di mutare l'esito del giudizio;

che, a mente dell'istante, questo Tribunale avrebbe a torto ritenuto la sua
offerta, che prevedeva di subappaltare le prestazioni di gessatura, non conforme
alle condizioni concorsuali, quando in realtà, con scritto indirizzato a tutti
i partecipanti in gara prima del termine di consegna delle offerte, il
committente aveva comunicato che il subappalto sarebbe stato ammesso, oltre ai
casi annunciati nel bando di concorso, anche per le opere di intonaci interni;

che, tuttavia, una simile modifica delle condizioni di gara, atta ad estendere
l'accesso al concorso ad altri potenziali concorrenti, non era ammissibile
nella forma in cui è avvenuta; la comunicazione alle sole ditte partecipanti
non era infatti sufficiente a garantire il rispetto dei principi di trasparenza
e di parità di trattamento che governano l'ordinamento delle commesse pubbliche
(art. 1 lett. a e c LCPubb; cfr. Peter Galli, André Moser,
Elisabeth Lang, Marc Steiner, Praxis des öffentlichen Beschaffungsrechts, Zurigo
/ Basilea / Ginevra 2013, n. 393 segg., n. 804 segg.); la rettifica avrebbe
quantomeno dovuto essere oggetto di pubblicazione al pari dell'avviso di
concorso;

che, di conseguenza, il Tribunale non avrebbe  potuto deliberare la commessa alla
RI 1 nemmeno tenendo in considerazione le circostanze addotte in questa sede; 

che visto quanto precede, l'istanza, nella misura in cui è ricevibile, deve
essere respinta;

che la tassa di giustizia (art. 47 cpv. 1 LPAmm) è posta a carico della RI 1 e
del committente, che ha aderito all'istanza, in ragione di un mezzo ciascuno.

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

1.   Nella misura
in cui è ricevibile, l'istanza è respinta.

2.   La tassa di giustizia
di fr. 1'000.- è posta a carico dell'istante e del comune di CO 2 in ragione di
un mezzo ciascuno.

 

 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. LTF) nei limiti e alle condizioni enunciati all'art. 83 lett. f LTF.

 

 

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
   

  ;

  ;

   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                            La vicecancelliera