# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b8510e94-37d8-5043-ad30-df4ed4fb22b7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-07-30
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 30.07.2018 12.2018.24
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2018-24_2018-07-30.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2018.24

  	
  Lugano

  30 luglio 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente della seconda Camera civile del
  Tribunale d'appello

  
	
  quale
  giudice unico (art. 48 lett. b cfr. 7a LOG)

  
	
   

  
						

visto reclamo 2 febbraio 2018 presentato da

 

	
   

  	
   RE
  1  

  patrocinata dall’  PA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

la decisione 17 gennaio 2018 del
Pretore del Distretto di Lugano, sezione 3, nella causa OR.2018.11 da lei
promossa con petizione 27 ottobre 2014 nei confronti di

 

	
   

  	
   CO
  1  

  patrocinata dall’  PA 2  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

con cui l’attrice ha
chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 839'596.-, somma poi
ridotta con l’allegato di replica a fr. 739'596.-, domanda avversata dalla
convenuta, che ha postulato la reiezione della petizione;

procedura che, dopo la prima fase istruttoria con allestimento di una perizia
giudiziaria, è stata stralciata dai ruoli per desistenza dell’attrice con
decisione 11 settembre 2017 del Pretore;

causa rinviata al primo giudice (sentenza di questa Camera del 16 ottobre 2017,
inc. n. 12.2017.164/165) per nuovo giudizio in merito alla quantificazione
della somma riconosciuta alla convenuta a titolo di ripetibili e sulla quale il
Pretore ha nuovamente statuito il 17 gennaio 2018;

 

reclamante l’attrice,
con reclamo 2 febbraio 2018, con cui chiede l’annullamento del querelato
giudizio;

 

 

ritenuto

 

in fatto e in
diritto:

 

                                   1.   Con petizione 27
ottobre 2014 RE 1 ha convenuto la CO 1 davanti al Pretore di Lugano, sezione 3,
chiedendone la condanna al pagamento di 

fr. 839'596.– oltre interessi quale risarcimento danni e torto morale per un
asserito errore medico. La convenuta si è integralmente opposta alla richiesta.
Con replica e duplica le parti si sono riconfermate nelle rispettive tesi e
domande, l’attrice avendo ridotto la richiesta condannatoria a fr. 739'596.-.

 

                                   2.   Preso atto delle
richieste di assunzioni di prove formulate dalle parti in occasione
dell’udienza del 27 agosto 2015 (Atto VI), con decisione 15 aprile 2016 (Atto
VII) il Pretore ha ordinato l'esecuzione di una perizia medica giudiziaria, rinviando
alle fasi successive la decisione sull’assunzione di ulteriori prove.

Con decisione 27 aprile 2016 (inc. SO.2014.4589) RE 1 è stata posta al
beneficio del gratuito patrocinio, con designazione dell’avv. RA 1 quale
patrocinatore.

                                   3.   Svolta una prima
fase istruttoria, con l’allestimento di un referto peritale, il Pretore ha
preso atto della dichiarazione dell’attrice di non essere intenzionata a
proseguire oltre nella vertenza e, con decisione 11 settembre 2017, ha
stralciato dai ruoli la causa per desistenza, decidendo pure in merito a tasse,
spese e ripetibili.

 

                                   4.   Con decisione 16
ottobre 2017 (inc. n. 12.2017.164/165) questa Camera ha accolto il reclamo 4
ottobre 2017 con cui l’attrice ha chiesto l’annullamento del giudizio pretorile
limitatamente al punto 2 del dispositivo in materia di rifusione delle
ripetibili. La causa è stata rinviata al primo giudice per nuovo giudizio.

Con decisione 17 gennaio 2018 il Pretore ha nuovamente statuito, confermando la
condanna dell’attrice alla rifusione di fr. 35'000.- a titolo di ripetibili.

                                   5.   Con reclamo 2
febbraio 2018 RE 1 insorge contro questa decisione e ne chiede l’annullamento. 

La reclamante riepiloga anzitutto le circostanze particolari che l’hanno vista
protagonista di una degenza ospedaliera conclusasi con esito drammatico. Tale
situazione le avrebbe imposto l’avvio di una causa di risarcimento danni (sulla
base della valutazione medica di quanto successo), salvo poi vedersi costretta
a desistere non disponendo dei necessari mezzi finanziari e a fronte della
limitazione dell’assistenza giudiziaria concessa dal primo giudice.

Dopo una premessa di ordine generale e teorico sull’istituto del gratuito
patrocinio in relazione all’obbligo della persona indigente di rifondere le ripetibili
alla controparte, la reclamante critica il primo giudice per aver riconosciuto
alla controparte fr. 35'000.- a titolo di ripetibili, qualificando tale importo
come “manifestamente sproporzionato rispetto alle prestazioni operate dal
legale di controparte; in casu limitato all’allestimento di due allegati
(risposta e duplica) e dei quesiti peritali” (reclamo pag. 5 n. 2 in fine).

A mente della reclamante, la differenza con quanto riconosciuto dal Pretore al
suo patrocinatore (ovvero ca. fr. 8'000.- a titolo di onorario per il GP)
sarebbe la prova dell’arbitrarietà e dell’incoerenza della scelta pretorile,
l’operato del patrocinatore della convenuta essendosi limitato alla produzione
di “allegati generici”, non avendo implicato spese di trasferta e, contrariamente
al suo patrocinatore, non dovendosi il primo confrontare con “un cliente
con particolari problematiche psicologiche e linguistiche” (reclamo pag.
5 n. 3).

La reclamante ritiene che la remunerazione riconosciuta al legale della
controparte corrisponda a circa 128 ore fatturate a fr. 280.-/h e sottolinea
ripetutamente l’ingiustizia di tale risultato rispetto a quanto riconosciuto al
legale in regime di gratuito patrocinio. Con un ragionamento finale, di difficile
comprensione, la reclamante, invocata una comparazione tra quanto riconosciuto
ai legali delle due parti in causa, lamenta “un esito significativamente
penalizzante” e ritiene che “l’evidente scarto che ne deriva deve con
tutta logica essere opposto in deduzione alla controparte”, chiedendo di
conseguenza l’annullamento della decisione pretorile (reclamo pag. 6 n. 4).

La reclamante chiede inoltre di essere ammessa al beneficio del gratuito
patrocinio anche per questa procedura.

Il reclamo non è stato notificato alla controparte.

 

                                   6.   La decisione sulle
spese giudiziarie, con cui in pratica il Pretore fissa le spese processuali ed
assegna le ripetibili, è di regola parte della decisione finale (art. 104 cpv.
1 CPC) ed è così impugnabile unitamente alla sentenza finale mediante appello
se, pronunciata in una controversia patrimoniale, il valore litigioso di
quest’ultima è di almeno fr.10'000.- (art. 308 cpv. 1 lett. a e cpv. 2 CPC),
oppure mediante reclamo, se il suo valore litigioso è inferiore a quell’importo
(art. 319 lett. a CPC); giusta l’art. 110 CPC, laddove il dispositivo in
materia di spese è impugnato in modo indipendente è tuttavia dato unicamente il
rimedio del reclamo, e ciò a prescindere dal fatto che la decisione finale
possa essere impugnata mediante appello o reclamo (cfr. Trezzini, Commentario pratico al CPC, 2ª ed., art. 110, pag.
565).

                                  7.     A
mente del primo giudice, a fronte di un valore di causa inizialmente di fr.
839'000.- (recte; 839'596.-), poi ridotto a a fr. 764'596.- con la replica, si
giustifica l’applicazione del limite tariffale massimo del 6%, con una
riduzione a fr. 35'000.- per tenere conto che la causa, peraltro priva di
fondamento, è stata ritirata prima della completazione dell’istruttoria.

                                  8.     Per
consolidata giurisprudenza, una censura relativa alla quantificazione delle ripetibili
formulata in modo generico, è insufficiente e pertanto irricevibile (art. 311
cpv. 1 CPC): incombe infatti al reclamante l’onere di cifrare l’importo che a
suo dire sarebbe congruo. Il fatto di ritenere sproporzionata o non conforme
alle tariffe applicabili la somma attribuita in prima sede e di chiederne una
massiccia riduzione non può certo bastare (ZPO-Rechtsmittel-Kunz, n. 76 ad art. 311 CPC con numerosi
riferimenti; in merito a domande di riduzioni di importi assegnati dall’istanza
inferiore, DTF 137 III 617 consid. 4.2, 4.3 e 6.3 e II CCA 10 febbraio 2012
inc. n. 12.2011.83).

Già con il summenzionato giudizio di questa Camera tale esigenza di
motivazione del reclamo era stata sottolineata. Con il reclamo in esame l’attrice
incorre nel medesimo errore, omettendo di motivare adeguatamente le sue censure
e domande, che risultano pertanto inammissibili (art. 311 cpv. 1 CPC). La
reclamante non indica anzitutto la somma della riduzione postulata e non cifra,
né fornisce parametri per quantificare, la somma ritenuta adeguata rispetto a
quella ritenuta eccessiva riconosciuta dal Pretore.

La carenza di motivazione è peraltro da sanzionare anche per il fatto che gli
argomenti della reclamante non si confrontano adeguatamente con il giudizio
pretorile. In particolare laddove questo propone precisi parametri di calcolo,
con riferimento all’applicazione degli art. 11 cpv. 1 e 13 cpv. 2 del
Regolamento sulla tariffa d’ufficio e per i casi di patrocinio d’ufficio e di
assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (RL 3.1.1.7.1), la
reclamante non oppone altro che generici e peraltro confusi ragionamenti di
ordine generale improntati all’erronea convinzione che debba esserci una
relazione o un’adeguata proporzione tra la somma riconosciuta a titolo di
ripetibili e la remunerazione del patrocinatore sulla base dei criteri
stabiliti dalla norma in regime di gratuito patrocinio.

Il reclamo neppure si esprime adeguatamente sugli elementi determinanti per il giudizio,
quali l’importanza della lite, la difficoltà, l’ampiezza del lavoro e del tempo
impiegato dal patrocinatore, avuto riguardo allo svolgimento del patrocinio.
Non possono certo bastare a questo proposito i vaghi accenni all’operato del
patrocinatore della convenuta che si sarebbe limitato a produrre allegati
generici.

                                   9.   Visto l’esito del
giudizio, può rimanere indecisa la questione dell’ammissibilità della domanda
della reclamante che si è formalmente limitata, sia nel petitum che nelle
argomentazioni, a chiedere l’annullamento della decisione pretorile, mentre
sostanzialmente ne postula la riforma nel senso di una non quantificata
riduzione.

                                10.   La reclamante formula
domanda di assistenza giudiziaria anche in questa sede. A fronte della
manifesta inammissibilità del reclamo, l’esito dello stesso essendo dall’inizio
scontato, la domanda va respinta (art. 117 CPC).

                                11.   Tenuto conto delle
circostanze si rinuncia al prelievo di spese processuali. Non si assegnano
ripetibili alla controparte che non è stata invitata a formulare osservazioni. 

 

 

                                      

Per questi motivi,

 

 

 

decide:                     1.   Il reclamo 2 febbraio 2018
di RE 1 è inammissibile.

 

                                   2.   La domanda di
gratuito patrocinio 2 febbraio 2018 di RE 1 è respinta. 

                                      

                                   3.   Non si prelevano
spese processuali e non si assegnano ripetibili. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                   4.   Notificazione:

	
   

  	
  -      

  -       

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 3.

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale di appello

Il vicepresidente                 

 

D.
Bozzini

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro
la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso
è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in
materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi.
Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge federale
prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato
il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso
sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che
intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso
in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).