# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9bea84f2-0857-5e9e-ad0d-e3e251b92834
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-09-02
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 02.09.2008 RR.2008.125
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_RR-2008-125_2008-09-02.pdf

## Full Text

Sentenza del 2 settembre 2008 
II Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Andreas J. Keller, Presidente, 
Giorgio Bomio e Roy Garré, 
Cancelliere Giampiero Vacalli  

   
Parti   

A., rappresentata dall'avv. Thomas Goossens,  
 

Ricorrente 
 

  contro 
   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  
 

Controparte 
 

   
Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all'Italia 
 
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: RR.2008.125 

 

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Fatti: 
 

A. Il 14 dicembre 2007 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pe-
rugia (Italia) ha presentato alla Svizzera una domanda di assistenza giudi-
ziaria nell’ambito di un procedimento penale avviato nei confronti di B., C., 
D., E. e F. per infrazione alla Legge 185/1990 e alla Legge 895/1967, non-
ché per titolo d'associazione per delinquere (art. 416 CP italiano) e corru-
zione (art. 322-bis, 321 in relazione con gli art. 318, 319 e 319-bis CP ita-
liano). In sostanza, gli indagati sono sospettati di aver posto in essere, me-
diante associazione per delinquere e attività corruttiva nei confronti di fun-
zionari della Libia, illecite trattative al fine di vendere al governo di quel Pa-
ese 500'000 mitragliatori SMG T-56-1, 7.62 mm (tipo AK-47 Kalashnikov), 
nonché 10 milioni di munizioni per tali armi senza possedere le necessarie 
autorizzazioni. Le imputazioni riguardano inoltre altre trattative relative ad 
una commessa di 50'000 fucili AKM, 50'000 fucili AKMS e 50'000 mitraglia-
trici PKM di fabbricazione russa con un intermediario bulgaro per la fornitu-
ra e con un sedicente rappresentante del governo iracheno quale acquiren-
te. Nella sua domanda di assistenza l'autorità rogante ha postulato l'identi-
ficazione, la perquisizione ed il sequestro della documentazione relativa al-
le relazioni riconducibili a diverse persone fisiche e giuridiche, tra le quali la 
società A., presso la banca G. di Ginevra. L'autorità rogante sospetta che 
sui conti di tale società possano essere state versate o essere transitate 
somme di denaro legate all'attività corruttiva sopraindicata. 

 
 

B. Mediante decisione del 31 gennaio 2008, il Ministero pubblico della Confe-
derazione (MPC) è entrato in materia sulla domanda presentata dall'autori-
tà italiana ordinando l'identificazione, la perquisizione ed il sequestro della 
documentazione bancaria relativa alle relazioni riconducibili agli indagati e 
a determinate altre persone fisiche e giuridiche presso la banca G. di Gine-
vra. A seguito di tali misure, l'autorità d'esecuzione ha tra l'altro acquisito la 
documentazione bancaria relativa al conto n. 1 intestato alla società A.. La 
banca G. ha inoltre informato l'autorità d'esecuzione dell'avvenuta chiusura 
della menzionata relazione bancaria, intervenuta l'11 luglio 2007, e dell'a-
pertura di un nuovo conto presso la società sorella banca H., sul quale so-
no stati trasferiti i valori patrimoniali già depositati sul conto precedente. 
Con decisione del 6 marzo 2008, il MPC ha pertanto ordinato l'identifica-
zione, la perquisizione ed il sequestro (senza il blocco dei saldi attivi) della 
relazione bancaria aperta presso la banca H., presumendo che tale rela-
zione possa essere stata utilizzata per i medesimi scopi rispetto a quella 
oggetto di richiesta rogatoriale.  

 
C. Con due decisioni di chiusura, entrambe del 9 aprile 2008, l'autorità d'ese-

cuzione ha accolto la rogatoria, autorizzando la trasmissione all'autorità ri-

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chiedente di diversa documentazione bancaria relativa alle relazioni n. 1 
presso la banca G. e n. 2 presso la banca H..  

 
 

D. Il 29 maggio 2008 la società A. ha impugnato le decisioni di entrata in ma-
teria del 31 gennaio e 6 marzo 2008 nonché quelle di chiusura del 9 aprile 
2008 presso la II Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, 
chiedendone, in via principale, l'annullamento, con reiezione della domanda 
di assistenza giudiziaria. Sussidiariamente, essa postula in sostanza l'an-
nullamento delle decisioni impugnate ed il completamento dell'incarto al fi-
ne di soddisfare le esigenze poste dal diritto nazionale e pattizio in ambito 
di contenuto delle domande rogatoriali, con la susseguente possibilità di 
esprimersi sul risultato di tale operazione. A titolo ancora più sussidiario, 
essa chiede l'annullamento delle decisioni summenzionate e la sola tra-
smissione all'autorità richiedente di determinati documenti specificati dalla 
ricorrente stessa. 

 
 

E. Con scritto del 26 giugno 2008, l'Ufficio federale di giustizia (UFG) postula 
la reiezione del gravame, nella misura della sua ammissibilità. Con osser-
vazioni del 27 giugno 2008, il MPC chiede, in via principale, che il ricorso 
sia dichiarato inammissibile e, in via subordinata, che lo stesso sia respinto 
nella misura della sua ammissibilità.  

 
 

F. Con replica del 14 luglio 2008, la ricorrente si riconferma sostanzialmente 
nelle proprie conclusioni. Chiamati ad inoltrare una loro eventuale duplica, 
l'UFG, in data 24 luglio 2008, e il MPC, il giorno seguente, hanno entrambi 
ribadito la posizione espressa in sede di risposta. 

 
 
 

Diritto: 
 

1. 
1.1 In virtù degli art. 28 cpv. 1 lett. e della legge sul Tribunale penale federale 

del 4 ottobre 2002 (LTPF; RS 173.71) e 9 cpv. 3 del relativo Regolamento 
(RS 173.710) la II Corte dei reclami penali è competente per statuire sui re-
clami in materia di assistenza giudiziaria internazionale. 

 
1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italia-

na e la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione eu-
ropea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata 
in vigore il 12 giugno 1962 per l’Italia ed il 20 marzo 1967 per la Svizzera 

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(CEAG; RS 0.351.1). Allo scopo di completare e agevolare l’applicazione di 
questa convenzione multilaterale, Italia e Svizzera hanno altresì concluso 
un Accordo completivo del 10 settembre 1998 (RS 0.351.945.41), entrato 
in vigore mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo 
italo-svizzero). Alle questioni che il prevalente diritto internazionale conte-
nuto in detti trattati non regola espressamente o implicitamente, come pure 
quando il diritto nazionale sia più favorevole all'assistenza rispetto a quello 
pattizio, si applicano la legge federale sull'assistenza internazionale in ma-
teria penale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1), unitamente alla relativa 
ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 dell'Accordo 
completivo; DTF 124 II 180 consid. 1a; 123 II 134 consid. 1a; 122 II 140 
consid. 2). È fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 123 II 595 
consid. 7c, con rinvii dottrinali). 

 
1.3 Il termine di ricorso contro una decisione di chiusura è di trenta giorni 

(art. 80k AIMP). Secondo l'art. 80m cpv. 1 AIMP, l'autorità d'esecuzione e 
l'autorità di ricorso notificano le loro decisioni: all'avente diritto abitante in 
Svizzera (lett. a) e all'avente diritto residente all'estero, se ha eletto domici-
lio in Svizzera (lett. b). L'art. 9 OAIMP precisa che la parte, o il suo patroci-
natore, che abiti all'estero deve eleggere un domicilio in Svizzera dove 
possano esserle fatte le notificazioni. In caso contrario, le notificazioni po-
tranno essere omesse. L'art. 80n cpv. 1 AIMP, dal canto suo, prevede che 
il detentore di documenti ha il diritto d'informare il suo mandante dell'esi-
stenza di una domanda e di tutti i fatti ad essa connessi, se l'autorità com-
petente non l'ha esplicitamente vietato, a titolo eccezionale, comminandogli 
le sanzioni penali di cui all'art. 292 CP. Nella fattispecie, la ricorrente non è 
domiciliata in Svizzera, Paese nel quale non ha neppure eletto un domicilio 
per la notifica. Il MPC non era dunque tenuto ad inviare le decisioni di chiu-
sura del 9 aprile 2008 al domicilio della ricorrente all'estero. Essendo state 
tali decisioni notificate ad un terzo, ossia alla banca, resta da determinare il 
momento a partire dal quale il termine di ricorso è cominciato a decorrere.  

 
1.4 La decorrenza del termine di ricorso inizia, anche in assenza di una notifica 

formale, allorquando l'interessato ha avuto effettivamente conoscenza della 
decisione. Secondo la giurisprudenza, la comunicazione di una decisione 
ad un istituto bancario non vale, in sé, quale comunicazione al titolare del 
conto. In effetti, la banca non appare, nei confronti dell'autorità d'esecuzio-
ne, come il rappresentante dei suoi clienti (DTF 120 Ib 183 consid. 3a). Di-
versa è la situazione allorquando il cliente ha dato istruzioni alla propria 
banca di non trasmettergli comunicazioni, adottando il sistema denominato 
"fermo banca". In questi casi, le comunicazioni notificate alla banca sono 
opponibili al cliente come se le avesse effettivamente ricevute ed il relativo 
termine di ricorso inizia a decorrere dal momento in cui il cliente avrebbe ri-
cevuto l'informazione necessaria dalla banca, se questa gliel'avesse comu-

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nicata senza ritardi (v. DTF 124 II 124 consid. 2d/aa e giurisprudenza cita-
ta; ROBERT ZIMMERMANN, La coopération judiciaire internationale en ma-
tière pénale, 2a ed., Berna 2004, n. 317-1, pag. 362 e seg.).  

 
 In concreto, dagli atti dell'incarto risulta che la ricorrente ha concluso con la 

propria banca una convenzione di "fermo banca" (v. act. 9.1), escludendo 
tuttavia, in maniera esplicita, gli atti giudiziari, i quali devono essere inoltrati 
all'ultimo indirizzo conosciuto del cliente (v. act. 9.1, lett. A, paragrafo 3). Va 
rilevato che a seguito della riorganizzazione della banca G., la convenzione 
di "fermo banca", inizialmente stipulata per il conto n. 1 presso la banca G., 
è stata automaticamente estesa alla relazione n. 2 presso la banca H. dopo 
il trasferimento del conto n. 1 presso la banca G. al conto n. 2 presso la 
banca H.. Orbene, è d'uopo rilevare che tale clausola impone unicamente 
alla banca, su base contrattuale (quindi sul piano interno), di immediata-
mente avvisare il proprio cliente dell'esistenza di una decisione giudiziaria, 
dandogli quindi la possibilità di reagire subito, ma nulla muta al principio 
giurisprudenziale applicabile in caso di "fermo banca", secondo il quale la 
notifica effettuata all'istituto bancario è opponibile al cliente (v. sentenza del 
Tribunale federale 1A.274/2003 del 30 agosto 2004, consid. 7.1 e 7.2; 
PAOLO BERNASCONI, Rogatorie penali italo-svizzere, Milano 1997, pag. 
302). I rischi, e quindi le conseguenze, legati alla mancata comunicazione 
alla banca di un recapito - quindi anche di un nuovo recapito - per la tra-
smissione di atti giudiziari devono essere di principio assunti dal cliente, il 
quale deve fornire al proprio istituto bancario informazioni che permettano 
allo stesso di contattarlo e di informarlo in maniera più sicura e rapida pos-
sibile (DTF 124 II 124 consid. 2d/dd; sentenza 1A.274/2003 consid. 7.1; 
Messaggio del 29 marzo 1995 concernente la modifica della LAIMP e della 
LTAGSU [FF 1995 III pag. 34]; v. anche PAOLO BERNASCONI, op. cit., 
pag. 302). Tale approccio, che potrebbe sembrare severo nei confronti del 
cliente, è necessario per garantire la celerità della procedura (art. 17a 
AIMP) e la certezza del diritto. Il pericolo di abusi in ambito procedurale è 
particolarmente concreto in presenza di convenzioni di "fermo banca" 
(DTF 124 II 124 consid. 2d/dd e rinvii; sentenza 1A.274/2003 consid. 7.2). 
Nella fattispecie, la ricorrente non ha certamente fatto tutto il possibile per 
essere avvertita degli atti ad essa destinati, ciò che è provato dal fatto che 
la banca, che era a conoscenza dell'esistenza della presente procedura ro-
gatoriale già dal febbraio risp. marzo 2008 (v. act. 9.3 e 9.4) e alla quale 
non è mai stato imposto un divieto d'informazione sulla base dell'art. 292 
CP, ha potuto rintracciarla solo un mese dopo aver ricevuto le decisioni qui 
impugnate. La ricorrente deve dunque sopportare le conseguenze legate 
alla sua irreperibilità o ad eventuali errori commessi dalla sua banca 
(v. sentenza 1A.274/2003 consid. 7.3). Più precisamente, dato che le deci-
sioni di chiusura del 9 aprile 2008 sono state notificate alla banca il 10 apri-

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le seguente (v. act. 11.1), il gravame, datato 29 maggio 2008 (timbro posta-
le del 30 maggio 2008), è da considerarsi ampiamente tardivo.  

 
 

2. Discende da quanto precede che il ricorso deve essere dichiarato inam-
missibile. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA richia-
mato l’art. 30 lett. b LTPF). La competenza del Tribunale penale federale di 
disciplinare i dettagli relativi alla determinazione delle tasse di giustizia si 
fonda sull’art. 15 cpv. 1 lett. a LTPF e sulla relativa giurisprudenza (v. sen-
tenze TPF RR.2007.17 del 30 aprile 2007, consid. 2; RR.2007.6 del 
22 febbraio 2007, consid. 5; RR.2007.31 del 21 marzo 2007, consid. 4). La 
tassa di giustizia è calcolata conformemente all’art. 3 del Regolamento sul-
le tasse di giustizia del Tribunale penale federale (RS 173.711.32) ed è fis-
sata nella fattispecie a fr. 4'000.-. 

 
 

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Per questi motivi, la II Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è inammissibile. 

2. La tassa di giustizia di fr. 4'000.- è posta a carico della ricorrente. Tenuto 
conto dell'anticipo delle spese di fr. 5'000.- già versato, la cassa del Tribuna-
le penale federale restituirà alla ricorrente l'importo di fr. 1'000.-.  

 
 
Bellinzona, 3 settembre 2008  
 
In nome della II Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Thomas Goossens 
- Ministero pubblico della Confederazione 
- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 
deve essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale 
della decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne 
un’estradizione, un sequestro, la consegna di oggetti o beni oppure la comunicazione di informazioni 
inerenti alla sfera segreta e se si tratti di un caso particolarmente importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un 
caso è particolarmente importante segnatamente laddove vi sono motivi per ritenere che sono stati 
violati elementari principi procedurali o che il procedimento all’estero presenta gravi lacune (art. 84 cpv. 
2 LTF).