# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8e00c76e-7ec1-532e-8598-227d41654f77
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-01-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 31.01.2002 INC.1996.4906
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1996-4906_2002-01-31.html

## Full Text

N. 49.1996.6 L                                                           Lugano,
31 gennaio 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sul reclamo
presentato il 17 dicembre 2001 da

 

 

__________

(patrocinato dall'avv. __________)

 

 

contro la decisione 27 novembre
2001 del Procuratore pubblico avv. __________, che ha rifiutato
l'accesso agli atti del procedimento conseguente a denuncia 24 agosto 1999
sporta dalla __________, (patrocinata dall'avv. __________), contro il
reclamante e contro terzi per titolo di coazione, estorsione ed altri reati;

 

 

 

viste le osservazioni 27 dicembre
2001 della denunciante, che dichiara di rimettersi al giudizio di questa sede,
e 28 dicembre 2001 del magistrato inquirente, che postula la reiezione del
reclamo;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

 

che

 

 

-         
a conoscenza di una (nuova) denuncia sporta nei suoi confronti, con
lettera dell'11 gennaio 2000, __________ ha formulato istanza di accesso a tale
atto (doc. 7, secondo la numerazione attuale dell'inc. MP 5165/1999), "per
verificare la necessità di un'azione a tutela dei diritti della personalità"
dello stesso reclamante: il successivo 17 gennaio, l'allora Procuratore
pubblico avv. __________ ha respinto la richiesta, intendendo preventivamente
sentire "gli interessati", ma ha comunque genericamente
informato che "la denuncia in esame sostanzialmente muove dalle
risultanze dell'interrogatorio di __________ del 26.05.98 nel contesto
dell'ipotesi di sottrazione alla disposizione della successione __________ e,
secondo la denunciante, di riflesso della __________ di beni appartenenti
all'asse ereditario" con "estensione alle posizioni __________
e __________, con richiamo di quelle relative a __________ e __________ per
l'ipotesi di coazione";

 

 

-         
il 9 ottobre 2001 (doc. 16) e il 13 novembre 2001 (doc. 17), il
reclamante ha riproposto la stessa richiesta di accesso agli atti, ricevendone
la risposta negativa del 27 novembre 2001 (doc. 18) con semplice rinvio alla
precedente motivazione, qui sopra riportata, "la situazione non
essendosi nel frattempo modificata";

 

 

-         
il reclamo si rivolge contro l'ultima richiamata decisione, con
ridondanza di termini e di espressioni non consone a comune rispetto civile ed
a maggiorato riserbo in campo giudiziario, senza precisamente motivare il
dissenso dall'impugnata decisione né le prevalenti ragioni per un immediata
conoscenza degli atti, il cui rifiuto è altresì considerato quale diniego di
giustizia formale: sul primo punto è doveroso un richiamo al patrocinatore del
reclamante ad un minimo di dovuta educazione, mentre per quanto concerne il
secondo può valere l'argomentazione avanzata con la primitiva istanza;

 

 

-         
premesso che il reclamo non può essere considerato nella sua ottica di
denegata giustizia formale, in quanto concerne una ben definita richiesta
processuale (accesso agli atti) alla quale è stata data sollecita puntuale
risposta (ancorché negativa), e che l'apparente tardività dell'impugnativa, 

come ponderatamente valutato dal magistrato inquirente, non merita
approfondimento, la stessa originaria istanza potendo nuovamente essere
proposta, le argomentazioni del Procuratore pubblico non appaiono né incisive
né determinanti, dimenticano il tempo trascorso dall'inoltro della denuncia in
discussione, senza ancora possibilità di affrontarne in concreto l'esame, e
soprattutto si scontrano al contempo con la conoscenza del tema sottoposto ad
indagine (derivato proprio da una deposizione dello stesso reclamante) e
soprattutto con l'assenza di opposizione da parte della denunciante;

 

 

-         
in questa situazione, per l'assenza di valutabili particolari e
contrarie necessità di inchiesta (art. 58 cpv. 1 e 60 cpv. 2 CPP), il reclamo
va tutelato con la presente decisione definitiva (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP e
contrario), esente da spese giudiziarie e senza attribuzione di ripetibili né
al reclamante per la poca chiarezza dell'impugnativa di dubbia tempestività né
alla denunciante semplicemente rimessasi al giudizio di questa sede;

 

 

richiamati i citati articoli di
legge, nonché gli art. 280 e rel. CPP,

 

 

decide:

 

 

1.     
Il reclamo è accolto come ai considerandi.

 

 

2.     
Non si percepiscono spese giudiziarie né si attribuiscono ripetibili.

 

 

3.     
La presente decisione è definitiva.

 

 

4.     
Intimazione:

-       
avv. __________, per sé e per il reclamante (con copia delle
osservazioni del magistrato inquirente e della denunciate);

-       
avv. __________, per sé e per la denunciante (con copia delle
osservazioni del magistrato inquirente);

-       
Procuratore pubblico avv. __________, sede (con copia delle
osservazioni della denunciante).

 

 

 

                                                                              giudice
__________