# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3f76a1a5-4a6b-5375-b0c3-210b06c5ac7a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-11-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.11.2001 32.2001.43
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-43_2001-11-29.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00043

   

  BS/nh

  	
  Lugano

  29 novembre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 2 giugno 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 17 aprile 2001 emanate
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l’invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con cinque
decisioni datate 17 aprile 2001 l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha
riconosciuto a __________, classe 1942, una mezza rendita d’invalidità, con
decorrenza dal 1° gennaio 1997, ed una rendita complementare per la moglie. 

Dal 1° luglio 1998 quest’ultima rendita è stata trasformata in una rendita AVS
erogata direttamente alla moglie dell’assicurato.

Contestualmente l’amministrazione ha compensato le rendite AI arretrate con fr.
10'477,50 di prestazioni fornite dall’assicuratore LAINF (in casu: Cassa
infortuni __________).

                               1.2.   Con ricorso
2 giugno 2001 l’assicurato contesta la compensazione effettuata dall’UAI
facendo riferimento ad un contenzioso che lo vede opposto all’assicuratore
contro gli infortuni.

                               1.3.   Mediante
risposta 6 luglio 2001 l’UAI postula la reiezione del gravame.

Rilevando come l’assicurato non abbia contestato il grado d’invalidità,
l’amministrazione ha allegato la presa di posizione della Cassa di
compensazione __________ sulla contestazione del calcolo della rendita. 

Con lettera 21 giugno 2001 la Cassa di compensazione ha osservato che:

 

"
Ÿ  Innanzitutto, vi trasmettiamo in allegato il calcolo dettagliato
dell'ammontare della rendita mensile del signor __________, che è pari a fr.
916.-.

 

Ÿ  Per quel che
riguarda il grado di invalidità del signor _________, non è compito della
nostra Cassa di pronunciarsi poiché essa non interviene nella determinazione del
grado di invalidità dell'assicurato.                      

 

Ÿ  La Cassa ha reso
una decisione di sovraindennizzo (indennizzo eccessivo) contro cui l'assicurato
ha fatto opposizione (allegati 3 e 4). Per il momento la Cassa non ha ancora
notificato la propria decisione su opposizione.

 

Ÿ  Infine, si deve
ricordare che una lite è pendente dinanzi al Tribunale cantonale delle
assicurazioni del Cantone Ticino per gli infortuni che il signor __________ ha
sofferto nel 1997.

 

    Gli
infortuni che l'assicurato ha sofferto nel 1999 sono ancora in corso di
trattazione. Un problema si pone in particolare per il rimborso delle indennità
giornaliere al datore di lavoro, il quale richiede per l'appunto tale rimborso
nella misura del 100%." 

(IV/1)

 

                               1.4.   Con
osservazioni alla risposta di causa, l’assicurato ribadisce la propria
contestazione (doc. _).

                               1.5.   Su richiesta
del TCA, con lettera 5 ottobre 2001 la Cassa ha prodotto la documentazione
inerente la compensazione (doc. _).

Con scritto 26 ottobre 2001 l’assicurato ha preso posizione in merito ai nuovi
atti (doc. _).

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C.,
I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è la compensazione con le rendite d’invalidità di prestazioni
dell’assicurazione contro gli infortuni.

Secondo l’art. 20 cpv. 2 lett. a LAVS (nel tenore in vigore dal 1° gennaio
1997), applicabile anche all'assicurazione invalidità (cfr. 50 cpv. 1
LAI), possono essere compensati con delle prestazioni scadute:

                                         - i
crediti derivanti dalla LAVS/LAI/LIPG e AF nell’agricoltura

                                            (lett.
a ):

                                         - i
crediti derivanti dalle PC da restituire (lett. b);

                                         - i
crediti per la restituzione di rendite e indennità della LAINF, 

                                           LAMF,
LADI, LAMAL (lett. c).

                                         

                                         Questa
norma di legge ha carattere obbligatorio e la Cassa di compensazione ha non
solo il diritto ma anche il dovere, nel quadro delle prescrizioni legali, di
procedere alla compensazione con delle prestazioni scadute (RCC 1990 pag. 206
consid. 2a, RCC 1986 pag. 304 consid. 3b, RCC 1971 pag. 478, RCC 1961 pag. 117
consid. 1).

                                         La
possibilità di compensare presuppone non solo la riunione delle qualità di
debitore e creditore nella medesima perso­na, ma anche un rapporto stretto dal
punto di vista giuri­dico o della tecnica assicurativa tra il diritto alla
presta­zione e il credito invocato (RCC 1983 pag. 69, RCC 1956 pag. 194;
Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et survivants, pag.
235 e 237).

                                         La
compensazione può essere esercitata in ogni momento, a condizione che il
credito sia scaduto e non sia prescritto (RCC 1977 pag. 477).

 

                               2.3.   Per quanto
riguarda le incombenze delle casse di compensazione e degli uffici AI nel
quadro della procedura di comunicazione e compensazione di pagamenti
retroattivi con crediti in restituzione di organi d'esecuzione dell'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni, le stesse sono disciplinate alle cifre
marginali 4001 - 4012 della Circolare concernente  il sistema di comunicazione 
e la compensazione tra l'AVS/AI e la LAINF del 1° gennaio 1997.

                                         La cifra
marginale 4001 prevede segnatamente che:

 

" 
Ove nel quadro di una procedura di comunicazione
debbano essere messi in atto provvedimenti di compensazione, prima di emanare
una decisione la cassa di compensazione - mediante il modulo 318.283.02 - deve
comunicare (in due copie) all'assicuratore contro gli infortuni l'ammontare
mensile delle rendite e l'importo degli arretrati maturati dall'inizio del
diritto alla rendita.

Qualora due diversi assicuratori abbiano fornito
prestazioni tali da aver entrambi facoltà di inoltrare richiesta di
compensazione, a ciascuno di essi deve essere rimessa una comunicazione in cui
sia fatta menzione dell'altro."

 

                                         La cifra
marginale 4003 stabilisce inoltre che

 

" 
Se l'assicuratore contro gli infortuni constata
solamente a questo punto che non vi sono crediti in restituzione da compensare,
deve comunicarlo alla cassa di compensazione con il modulo 318.283.02"

 

                                          mentre la cifra marginale 4004 precisa che 

 

 " Se invece ve
ne sono, l'assicuratore contro gli infortuni è tenuto a comunicarne l'ammontare
alla cassa di compensazione utilizzando lo stesso modulo. Di norma
l'assicuratore deve inoltrare questa risposta - unitamente ad una copia della
relativa decisione di richiesta di restituzione - al massimo 30 giorni dopo
aver ricevuto la comunicazione dell'importo della rendita e degli arretrati. 

Se in via eccezionale, questa scadenza non può
essere rispettata, la cassa di compensazione deve esserne informata"

 

                                         In merito
all'emanazione delle decisione di rendita  e versamento dell'importo da parte
della cassa previa compensazione, alle cifre marginali 4005 e 4007 la Circolare
prevede in particolare che:

 

" 
La cassa di compensazione rispettivamente
l'ufficio AI emanano la decisione di rendita dopo aver ricevuto la risposta
dell'assicuratore contro gli infortuni. Se deve essere compensato un credito in
restituzione, la decisione di rendita ne dovrà tenere espressamente conto, così
come dovrà tener espressamente conto del versamento degli
arretrati."(cifra marg. 4005)

 

La decisione dovrà contenere la seguente osservazione:

"Eventuali ricorsi contro la richiesta di
restituzione dell'assicuratore contro gli infortuni e l'utilizzazione all'uopo
delle rendite AI (o AVS) arretrate vanno opposti esclusivamente alla decisione
di richiesta di restituzione dell'assicuratore contro gli infortuni del …
conformemente ai mezzi d'impugnazione ivi citati". (cifra marg. 4007)

 

                               2.4.   Nel caso in
esame, con l'atto impugnato l'amministrazione ha posto in compensazione il
pagamento retroattivo di rendite AI scadute con un credito da restituzione di
fr. 10’477,50 vantato dall’assicurazione contro gli infortuni __________.

Dagli atti di causa risulta che, dopo aver avuto conoscenza del diritto alla
rendita AI, l’assicuratore LAINF ha inoltrato la domanda di compensazione
mediante il formulario 318.183 previsto dal marg. 4003 della Circolare citata
al considerando precedente (doc. _).

Il credito di fr. 10'477,30 da compensare concerne la sovrassicurazione a
seguito del contemporaneo versamento di indennità perdita di guadagno e rendita
d’invalidità dal 1° gennaio 1997 al 30 novembre 2000.                  

                                         In
effetti, secondo l’art. 40 LAINF le prestazioni in contanti dell’assicurazione
infortuni, esclusi gli assegni per grandi invalidi, che concorrono con quelle
di altre assicurazioni sociali (nel caso in esame: assicurazione invalidità),
sono ridotte nella misura in cui, sommate a quest’altra, superano il guadagno
di cui l’assicurato è presumibilmente privato.

Inoltre, ai sensi dell’art. 52 cpv. 1 LAINF l’assicurazione è tenuta ad esigere
la restituzione di prestazioni a cui il beneficiario non aveva diritto. 

Va comunque ricordato che dal momento che la compensazione tra prestazioni
arretrate dell’AI e crediti dell’assicurazione LAINF è prevista dalla legge
(art. 20 cpv. 2 LAVS), non è richiesto il consenso scritto da parte
dell’assicurato a tale compensazione.

                                         L’assicuratore
infortuni ha dunque intimato all’assicurato il calcolo della sovrassicurazione
mediante decisione formale datata 9 febbraio 2001 (doc. 3 allegato alla
risposta di causa).

Contro tale pronunzia in data 9 marzo 2001 __________ ha inoltrato tempestiva
opposizione ex art. 130 cpv. 1 OAINF.

Dagli atti di causa non risulta che l’assicuratore infortuni abbia emesso una
decisione su opposizione ai sensi dell’art. 105 cpv. 1 LAINF.

Del resto, come evidenziato nella presa di posizione 21 giugno 2001, la Cassa
di compensazione ha ricordato che presso lo scrivente Tribunale è pendente una
causa in materia di assicurazione infortuni in relazione ai postumi sofferti
dall’assicurato a seguito dell’incidente occorso nel 1997 (vertenza che si è
conclusa recentemente mediante l’intimazione della sentenza 2 novembre 2001,
inc. 35.2000.68) e che il caso relativo all’infortunio del 1999 è ancora
aperto. 

La vertenza giudiziaria (che non è ancora conclusa, vista la possibilità di
ricorrere al TFA) e l’esito della procedura amministrativa relativa
all’infortunio del 1999 sono determinanti per il calcolo della
sovrassicurazione poiché riguardano l’ammontare delle prestazioni LAINF.
Fintanto che le due questioni indicate non saranno risolte definitivamente,
molto verosimilmente l’assicuratore infortuni non potrà esprimersi, mediante
decisione su opposizione, in merito all’importo posto in compensazione.

                               2.5.   Mediante il
presente gravame l’assicurato non è dunque d’accordo che l’UAI compensi il
credito contestato dell’assicurazione infortuni __________.

Ora, a mente del TCA, non vi è motivo per attendere fino a che le controversie
in ambito LAINF siano definitivamente terminate.

Determinante è sapere se sono dati i presupposti per effettuare la
compensazione. 

Nella fattispecie in esame, il credito da restituzione è sorto al momento in
cui l’assicuratore infortuni ha avuto conoscenza del caso di sovrassicurazione
ai sensi dell’art. 40 LAINF. 

L’assicurazione contro gli infortuni ha avuto conoscenza del caso di
sovrassicurazione a seguito della comunicazione datata 18 ottobre 2000,
contenuta nel citato formulario 318.183, con cui la Cassa di compensazione le
ha reso noto, prima dell'emanazione della decisione qui impugnata, il diritto
dell'assicurato al pagamento retroattivo di rendite AI per il periodo 1.01.1997
– 30.11.2000 (cfr. doc. _).

Inoltre va ricordato che il diritto alla restituzione si prescrive entro un
anno dal giorno in cui l’assicuratore ha preso atto dell’indebito versamento,
ma al più tardi in cinque anni dal versamento stesso (cfr. art. 52 cpv. 2 prima
frase LAINF). 

Le decisioni contestate sono del 14 aprile 2001, per cui il diritto alla
compensazione è stato esercitato tempestivamente.

                                                                                 

Ora, se in futuro dovesse essere accertata l’inesistenza del credito da
restituzione, l’assicurazione infortuni sarà tenuta a versare al ricorrente
quanto a suo tempo compensato.

In tal senso, infatti, il marg. 4011 della citata Circolare prevede:

 

" 
Se il tribunale delle assicurazioni competente
in una procedura di ricorso dichiara inesistente o esistente solo in parte il
diritto alla restituzione dell’assicuratore contro gli infortuni, quest’ultimo
versa la somma in questione direttamente all’assicurato.”

                                         Pertanto,
anche nell’ipotesi in cui venisse accertata l’inesistenza del credito di
restituzione, l’assicurato non subirà alcun pregiudizio.

In queste circostanze, dunque, la compensazione effettuata dall'UAI delle
rendite arretrate con il credito in restituzione di prestazioni erogate
dall’assicuratore contro gli infortuni appare corretta.

                               2.6.   Per quel che
concerne il calcolo della rendita in oggetto, ricordato come siano
applicabili per analogia le norme dell'AVS, va innanzitutto rilevato che se
l'assicurato ha pagato sempre e regolarmente i contributi dovuti oppure se il
suo periodo di contribuzione presenta delle lacune contributive, egli ha
diritto ad una rendita completa o parziale (cfr. art. 29 cpv. 2 lett. a, b
LAVS), vale a dire ad una rendita calcolata sulla base della scala 44 (rendita
completa) o di una scala inferiore (rendita parziale; cfr. art. 52 OAVS).

                                         Il
calcolo della rendita di vecchiaia (rispettivamente d’invalidità) è
determinato dagli anni di contribuzione, dai redditi
dell’attività di lucrativa nonché dagli accrediti per compiti educativi
o d’assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente diritto
ha compiuto 20 anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell’età
conferente il diritto alla prestazione (art. 29 bis cpv. 1 LAVS).

                                         

Il periodo di contribuzione è completo se una persona presenta lo stesso
numero di anni di contribuzione degli assicurati della sua classe di età (art.
29 ter cpv. 1 LAVS). 

                                         Secondo
l’art. 29 ter cpv. 2 LAVS sono considerati anni di contribuzione i periodi,
durante i quali: 

                                         - una
persona ha pagato i contributi (lett. a); 

                                         - il suo
coniuge, secondo l’art. 3 capoverso 3 LAVS, ha versato

                                           almeno
il doppio del contributo minimo (lett. b); 

                                         - possono
essere computati accrediti per compiti educativi o 

                                          
d’assistenza (lett. c).

 

                                         Inoltre,
la rendita è calcolata in base al reddito annuo medio dell'assicurato
(art. 29 quater LAVS). 

                                         Esso si
compone:

                                         - dei
redditi risultanti da un’attività lucrativa (lett. a); 

                                         - degli
accrediti per compiti educativi (lett. b);

                                         - degli
accrediti per compiti assistenziali (lett. c). 

 

                                         La somma
dei redditi dell’attività lucrativa deve essere rivalutata secondo il fattore
di cui all'art. 51 bis cpv. 1 OAVS (art. 30 cpv. 1 e art. 33ter LAVS). 

                                         Il
reddito annuo medio è dunque determinato sommando i redditi da attività
lucrativa rivalutati e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali e
divisi per il numero di anni di contribuzione (art. 30 cpv. 2 LAVS).

 

                                         Il
reddito annuo determinante (indicato sulla decisione della Cassa) non
corrisponde dunque necessariamente all'ultimo reddito conseguito
dall'assicurato, ma serve unicamente a fissare la corrispondente rendita.

                               2.7.   Sono presi
in considerazione unicamente i redditi da un’attività lucrativa sui
quali sono stati versati i contributi (art. 29 quinquies cpv. 1 LAVS).

                                         I
contributi delle persone che non hanno esercitato un’attività lucrativa vengono
moltiplicati per 100 e in seguito divisi per il doppio del tasso di
contribuzione previsto dall’art. 5 capoverso 1; essi sono computati come
reddito di un’attività lucrativa (art. 29 quinquies cpv. 2 LAVS). 

 

                                         Secondo
l’art. 29 quinquies cpv. 3 LAVS, i redditi che i coniugi hanno conseguito
durante gli anni civili di matrimonio comune sono ripartiti e attribuiti per
metà a ciascun coniuge se: 

                                         -
entrambi i coniugi hanno diritto alla rendita (lett. a); 

                                         - una
persona vedova ha diritto a una rendita di vecchiaia 

                                           (lett.
b);

                                         - il
matrimonio è stato sciolto mediante divorzio (lett. c). 

 

                                         Tuttavia
sottostanno alla ripartizione e all’attribuzione reciproca soltanto i redditi
conseguiti:

                                         - tra il
1° gennaio che segue il compimento del 20.o anno di età e il 31 dicembre che
precede l’insorgere dell’evento assicurativo da parte del coniuge che ha per
primo diritto alla rendita (art. 29 quinquies cpv. 4 lett. a LAVS) e

                                         - i
periodi durante i quali entrambi i coniugi sono stati assicurati 

                                          
all’AVS, con riserva dell’art. 29 bis cpv. 2 LAVS (art. 29 

                                          
quinquies cpv. 4 lett. b LAVS). 

 

                                         Secondo
l’art. 29 sexies cpv. 1 LAVS è riconosciuto un accredito per compiti
educativi agli assicurati per gli anni durante i quali hanno esercitato
l’autorità parentale su uno o più figli minori di 16 anni (per determinati casi
cfr. art. 52e e f OAVS).

                                         Generalmente
l’anno di inizio dell’accredito sorge con la nascita del primo figlio (marg.
5316 delle Direttive sulle rendite edite dall’UFAS (DR) valide dal 1.01.1997) e
cessa con il compimento del 16mo anno di età dell’ultimo figlio (marg. 5320
DR).

                                         Tuttavia
nessun accredito è attribuito per l’anno in cui sorge il diritto, mentre è
riconosciuto per l’anno in cui tale diritto si estingue (art. 52f cpv. 1 OAVS).

                                         L’ammontare
dell’accredito corrisponde al triplo dell’importo della rendita di vecchiaia
annua minima al momento dell’inizio del diritto alla rendita (art. 29 sexies
cpv. 2 LAVS).

                                         L’accredito
assegnato alle persone coniugate durante gli anni civili di matrimonio è
tuttavia ripartito per metà tra i coniugi (art. 29 sexies cpv. 3 LAVS). 

                               2.8.   Nel caso in
esame, il periodo di contribuzione di __________, classe 1941, inizia il
1.1.1962 (1° gennaio susseguente il compimento del 20.o anno di età)  per
terminare il 31.12.1996 (31 dicembre precedente l'anno in cui è sorta
l'invalidità). 

Dall'estratto dei conti individuali, dove sono registrati i contributi versati,
nonché dalla tabella di calcolo contenuti negli atti della Cassa di
compensazione __________ (doc. _), la quale è competente per determinare la
rendita (cfr. art. 60 cpv. 1 lett. b LAI), risulta che l'assicurato non ha
nessuna lacuna contributiva.

Di conseguenza, al ricorrente è stata riconosciuta la scala di rendita 44, che
è la massiva prevista. 

 

                               2.9.   Occorre ora
verificare la determinazione del reddito annuo medio (RAM). 

Come già detto, il RAM è composto dalla somma risultante dai redditi da
attività lucrativa e dagli accrediti per compiti di educazione computabili
durante il proprio periodo di contribuzione. In particolare non sono computati
i redditi dell'anno in cui è sorto l'evento assicurato (art. 52c OAVS), né
quelli compiuti prima del 1° gennaio che segue il compimento dei 20 anni (art.
52b OAVS: solo in caso di durata di contribuzione incompleta ai sensi dell'art.
29ter LAVS questi ultimi vengono calcolati).

 

                                         Nel caso
di specie, la Cassa di compensazione ha sommato tutti i redditi da attività
lucrativa iscritti nel conto individuale dell'assicurato relativi al periodo
1962 - 1996 giungendo così all'importo di fr. 1'060’868.--. 

La somma dei redditi da attività lucrativa deve essere rivalutata in funzione
dell’indice previsto per l’adeguamento delle rendite all’evoluzione dei prezzi
e dei salari di cui all’art. 33 ter LAVS (cfr. rinvio dell'art. 30 cpv. 1
LAVS). Tale fattore di rivalutazione è stabilito dall’Ufficio federale delle assicurazioni
sociali (UFAS) secondo le modalità di calcolo esposte all’art. 51 bis OAVS. Il
fattore di rivalutazione è contenuto nelle tavole per la determinazione del
reddito annuo medio, edite dall’UFAS, il cui uso è obbligatorio (cfr. art. 30
LAVS, art. 51bis OAVS) e varia a seconda della prima registrazione sul conto
individuale determinante per la rendita.

                                         Nel caso
che ci occupa, la prima registrazione determinante nel conto individuale
dell'assicurato è avvenuta nel 1962.

                                         Pertanto,
dalle citate tavole il fattore di rivalutazione al 1997 (anno in cui è sorto il
diritto alla rendita) risulta essere l'1.574 e quindi i redditi rivalutati
ammontano a fr. 1'669’807.--. L'importo rivalutato va poi diviso per i 35 anni
di contribuzione ciò che corrisponde ad un reddito annuo medio di fr.
47'709.--.

All’assicurato sono stati inoltre riconosciuti 22 mezzi accrediti per compiti
educativi pari ad una media di fr. 11’258.--. 

Da rilevare che l’accredito per compiti educativi assegnato alle persone
coniugate durante gli anni civili di matrimonio è ripartito per metà tra i
coniugi (art. 29 sexies cpv. 3 LAVS).

Ne consegue che il reddito annuo medio complessivo della rendita corrisponde a
fr. 59’967.-- (47'709+ 11’258.--) che, arrotondato all’importo immediatamente superiore
secondo le tabelle UFAS, ammonta a fr. 59’700.--. 

                                         Di
conseguenza la rendita intera calcolata con l’ausilio delle citate tabelle e
sulla base di una scala di rendita 44 ed un RAM di fr. 59’700.--, ammonta a fr.
1’832.--.  Avendo __________ diritto ad una mezza rendita AI la stessa
risulta essere dunque di fr. 916.—. Contestualmente al ricorrente è stata
riconosciuta una rendita completiva per la moglie corrispondente al 30% della
rendita principale (art. 38 cpv.1 LAI). 

 

                                         Essendo
la moglie del ricorrente nata il 20 giugno 1936, nel 1998 ha compiuto i 62 anni
e quindi è beneficiaria di una rendita AVS (cfr. 21 cpv. 1 lett. b LAVS nel
tenore allora in vigore ). 

La Cassa ha dunque proceduto alla ripartizione dei redditi coniugali come
prescritto dall’art. 29 quinquies cpv. 3 LAVS, ciò che ha causato una
“riduzione” della rendita AI.

Infatti, dal 1° luglio 1998 la rendita AI del ricorrente risulta essere di fr.
756.— (rivalutata a fr. 764 dal 1999 e a fr. 783.-- dal 2001), affiancata dalla
rendita AVS della moglie. 

Nel caso di specie, dopo attento esame degli atti dell'in­carto, questo TCA non
può quindi che confermare l'esattezza del calcolo operato dalla convenuta in
quanto la rendita è stata stabilita in conformità alle norme surriferite.

 

                             2.10.   L'assicurato,
infine, ha osservato che quanto percepito dall'AI non gli basta per coprire le
spese.

A riguardo va ricordato che egli può sempre chiedere - qualora non l'avesse già
fatto - l'erogazione di una prestazione com­plementare.

                                         La
domanda dovrà essere formulata su apposito modulo che può essere chiesto
all'Agenzia comunale AVS del proprio comune di domicilio.

                                         Tale
richiesta sarà accolta nella misura in cui il reddito determinante risulterà
inferiore al limite imposto dalla legge.

 

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Gianluca
Menghetti