# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 756bd3c6-f30d-5a88-9dca-1251f1073045
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-09-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 30.09.2009 10.2008.251
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_10-2008-251_2009-09-30.html

## Full Text

Incarto
  n.

  10.2008.251

  DA
  2260/2008

  	
  Bellinzona

  30
  settembre 2009

   

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Giudice della Pretura penale

  
	
  Siro Quadri

  
	
   

  
						

sedente con la
segretaria Dusca Schindler per giudicare

 

	
   

  	
  ACCU 1 

  difeso da: DI 1 

   

  

 

prevenuto colpevole di:        ingiuria, 

                                        per avere, a __________
inviandole degli SMS in data __________ ore 02:13, __________ ore 12:06 e __________
ore 18:40, offeso l’onore della moglie CIVI 1 con le parole “figlia di
puttana”, puttana di merda” e “puttana” (parole scritte in lingua spagnola
nel testo degli SMS);

 

                                        minaccia, 

                                        per avere, a __________
inviandole degli SMS in data __________ ore 02:13 e __________ ore 12:06,
incusso spavento e timore alla moglie CIVI 1 minacciandola con le parole “fai
attenzione che se ti vedo ti ammazzo senza che mi riconoscerai” e “fai
attenzione a __________ e __________. Ti voglio ammazzare” (parole scritte
in lingua spagnola nel testo degli SMS);

 

                                        denuncia mendace, 

                                        per avere, a __________ in data
__________,  durante un verbale di interrogatorio davanti alla Gendarmeria
cantonale, denunciato all’autorità come colpevole di furto del suo passaporto
svizzero la moglie CIVI 1 per provocare contro di lei un procedimento penale
ben  sapendo che era innocente;

 

                                        fatti avvenuti nelle riferite
circostanze di tempo e di luogo;

 

                                        reati previsti dagli artt. 177,
180 cpv. 1, 303 cifra 1 CP;

                                        richiamato l’art. 42 cpv. 1 CP;

 

perseguito                         con decreto d’accusa del 18 giugno
2008 n. 2260/2008 del AINQ 1 che propone la condanna: 

                                 1.     Alla pena pecuniaria di fr.
600.-- (seicento), corrispondente a 20 aliquote da fr. 30.00 (art. 34 e seg.
CP).

                                        L'esecuzione della pena viene
sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni (art. 42 e
seg. CP).

                                 2.     Alla multa di fr. 300.--
(trecento), con l'avvertenza che, in caso di mancato pagamento, la stessa sarà
sostituita con una pena detentiva di giorni 3 (tre) - (art. 106 cpv. 2 CP).

                                 3.     Si rinvia la parte civile CIVI
1, al competente foro per le pretese di natura civile (art. 94 cpv. 3 CPPT.

                                 4.     La condanna verrà iscritta a
casellario giudiziale e sarà eliminata trascorso il periodo previsto dall’art.
369 CP.

 

vista                                  l'opposizione interposta
tempestivamente in data 26 giugno 2008 dall'accusato;

 

indetto                               il dibattimento 30 settembre 2009,
al quale l'accusatonon è comparso, mentre il Procuratore pubblico ha rinunciato
a presenziare, postulando la conferma del decreto d'accusa;

 

proceduto                          nelle forme contumaciali;

 

data                                  lettura del decreto d'accusa;

 

preso atto:                   -     della rinuncia di querela (ex art.
33 CP) formulata in data 24 ottobre 2008 dalla parte civile, che in sostanza
stralcia dal decreto d’accusa i reati di ingiuria (art. 177 CP) e minaccia
(art. 180 cpv. 1 CP);

 

                                   -     dello stato di psichico
dell’imputato;

 

posti                                 a giudizio i seguenti quesiti:

 

                                 1.     È l’accusato autore colpevole
di denuncia mendace (art. 303 cifra 1 CP) per i fatti descritti nel menzionato
decreto d’accusa?

 

                                 2.     Devono essere stralciati dalla
procedura i reati di ingiuria e minaccia?

 

                                 3.     In caso di risposta
affermativa, quale dev’essere la pena?

 

                                 4.     L’eventuale pena dev’essere
sospesa condizionalmente?

 

                                 5.     Chi sopporta gli oneri
processuali?

 

letti ed esaminati                gli atti;

 

visti                                   gli artt. 19, 33 e 303 cifra 1
CP, ; 9 e segg., 273 e segg. CPP; 39 LTG;

 

rispondendo                       ai quesiti posti;

 

stralcia                             la causa dai ruoli per
quanto attiene ai punti n. 1 (ingiuria) e 2 (minaccia) del decreto d’accusa n.
2260/2008 del AINQ 1;

 

dichiara                           ACCU 1 

                                        autore colpevole
denuncia mendace, ex art. 303 cifra 1 CP, per i fatti compiuti nelle
circostanze descritte nel decreto di accusa n. 2260/2008 del 18 giugno 2008;

 

manda                             ACCU 1 

                                        esente da pena;

 

comunica                         che la condanna non sarà
iscritta a casellario giudiziale;

 

avverte                             le parti del diritto di
presentare, per il tramite di questo giudice, dichiarazione di ricorso alla
Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni dal
dibattimento e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione
della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP). Il condannato può solo ricorrere contro
la dichiarazione di contumacia.

 

avverte                             il condannato della facoltà
di chiedere un nuovo giudizio entro il termine di sei mesi dalla data del
dibattimento, ritenuto che per tasse e spese la presente sentenza è
immediatamente esecutiva.

 

 

	
  Intimazione a:

  	
   

  c/o 

   

  

e,                                      alla crescita in giudicato
della sentenza,

 

intimazione a:                    Comando della Polizia cantonale,
Bellinzona,

                                        Ufficio del Giudice
dell’istruzione e dell’arresto, Lugano.

 

 

 

Il giudice:                                                                                 La
segretaria:

 

Non si prelevano né tasse, né spese.