# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d3f2493d-9ac3-5dd7-8d9e-b3899ce59aef
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-07-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.07.2014 B-1875/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-1875-2014_2014-07-16.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte II 

B-1875/2014 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  1 6  l u g l i o  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudici Francesco Brentani, presidente del collegio, 

Hans Urech, Eva Schneeberger, 

cancelliere Corrado Bergomi. 

 
 

 
 

Parti 

 
Consorzio X._______,  

composto da:  

1. A.______ SA,  

2. B.______ SA,  

3. C.______ SA,  

tutte patrocinate dall'avv. Franco Gianoni,  

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 

 Ufficio federale delle strade USTRA,  

Servizio giuridico e acquisti di terreno, 3003 Berna,   

patrocinato dall'avv. Romina Biaggi,  

autorità aggiudicatrice,  

 

 

e 

 

 

Consorzio Y.______, 

composto da:  

1. D.______ Spa, ,  

2. E.______ SA,  

entrambe patrocinate dall'avv. Mario Postizzi,  

controparti.  

 

Oggetto 

 
Acquisti pubblici. Decisione di esclusione / decisione di 

aggiudicazione del 20 marzo 2014, commessa N 2 EP 26 

Svincolo Mendrisio, Lotto 201, rifacimento viadotto della 

Tana e risanamento sottopasso binario di servizio Mendrisio 

Stabio (SIMAP del 20 marzo 2014, N. della pubblicazione 

813891). 

 

B-1875/2014 

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Fatti: 

A.  

Con pubblicazione su SIMAP (Sistema Informativo Sulle Commesse 

Pubbliche in Svizzera; N. della pubblicazione 796085) del 30 ottobre 

2013 l'Ufficio federale delle strade (di seguito: USTRA, committente, 

autorità aggiudicatrice) ha indetto un pubblico concorso, impostato 

secondo la procedura aperta, per la delibera di una commessa edile 

intitolata “N2 EP 26 Svincolo di Mendrisio, Lotto 201, Rifacimento viadotto 

della Tana e risanamento sottopasso binario di servizio Mendrisio-Stabio 

– Opere da capomastro e pavimentazioni“ (bando di concorso, punto 

2.2). Il progetto "EP 26 Svincolo di Mendrisio" prevede "la creazione di 

una nuova diramazione autostradale che collegherà direttamente la A2 

all'attuale superstrada SPA 394. Vi sarà inoltre una riorganizzazione 

dell'attuale svincolo (futuro svincolo nord) con la formazione di due nuove 

rotonde e un collegamento alla futura Via Penate (progetto cantonale). 

Saranno pure riorganizzate le bretelle dell'attuale superstrada a Mendrisio 

– Rancate (futuro svincolo sud) con la costruzione, anche in questo caso, 

di due rotonde in località Tana e San Giovanni a Rancate. Questi lavori 

consentiranno un ampliamento dei tracciati stradali esistenti e la 

formazione di nuovi collegamenti, allo scopo di migliorare la gestione dei 

flussi di traffico (bando di concorso, punto 2.5). Il lotto 201 prevede "la 

sostituzione (demolizione e ricostruzione) del Viadotto della Tana (I=~145 

m, b= ~ 27.20 m), la ristrutturazione del Sottopasso bin Serv. Mendrisio-

Stabio, l'esecuzione di tracciati autostradali ~ 200m, nuove pareti di 

protezione fonica, diverse tubazioni per infrastrutture e la posa di 2 portali 

segnaletica" (bando di concorso punto 2.5). Il termine auspicato per 

l'inoltro di domande scritte era stato fissato al 22 novembre 2013 (bando 

di concorso, punto 1.3). Non erano ammesse varianti finanziarie, ma solo 

varianti tecniche, tuttavia a determinate condizioni di cui si dirà in seguito 

(cfr. bando di concorso cifra 2.8). 

B.  

Entro il termine di chiusura per presentare le offerte (20 dicembre 2013; 

cfr. punto 1.4 del bando) all'autorità aggiudicatrice sono pervenute tre 

offerte, di cui quella delle ricorrenti (fr. 18'929'278.50, IVA esclusa), e 

quella delle controparti (fr. 20'748'625.00, IVA eclusa). 

C.  

Con pubblicazione su SIMAP del 20 marzo 2014 l'autorità aggiudicatrice 

ha deliberato la commessa alle controparti per un importo di 

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fr. 20'748'625.00 (IVA inclusa). Tramite scritti separati dello stesso giorno 

la medesima autorità ha comunicato alle ricorrenti l'aggiudicazione della 

commessa in favore delle controparti e nel contempo l'esclusione 

dell'offerta delle ricorrenti dalla valutazione, adducendo come motivazione 

che la soluzione prevista per la realizzazione della carpenteria metallica 

del viadotto della Tana diverge dalla soluzione del committente e ne varia 

il concetto di realizzazione, per cui va considerata ai sensi di una variante 

esecutiva secondo il punto 2.8 del bando. L'autorità aggiudicatrice ha 

lamentato che le ricorrenti non avevano consegnato la soluzione ufficiale. 

D.  

In data 4 aprile 2014 ha avuto luogo un incontro chiarificatore presso la 

filiale dell'USTRA a Bellinzona. 

E.  

Contro la decisione di aggiudicazione del 20 marzo 2014 le ricorrenti so-

no insorte con ricorso del 7 aprile 2014 (data d'entrata 9 aprile 2014), 

postulando, in via superprovvisionale e provvisionale, di concedere 

l'effetto sospensivo al ricorso e, in via provvisionale, di invitare l'autorità 

aggiudicatrice a produrre l'incarto completo, nonché di concedere alle 

ricorrenti un termine adeguato per completare le loro argomentazioni. Nel 

merito, le ricorrenti propongono l'accoglimento del ricorso e di 

conseguenza l'annullamento della decisione di esclusione e della 

decisione di aggiudicazione, nonché il rinvio degli atti all'autorità 

aggiudicatrice affinché proceda a nuove aggiudicazioni. Protestate tasse 

e spese. 

Le ricorrenti reputano che la motivazione dell'autorità aggiudicatrice violi 

in maniera crassa il diritto di essere sentito delle ricorrenti in quanto non 

spiegherebbe in dettaglio come e perché la loro soluzione diverga dalla 

sua e ne varierebbe il concetto di realizzazione. Il comportamento del 

committente non sarebbe spiegabile anche poiché l'offerta non sarebbe 

stata scartata in partenza e alle ricorrenti sarebbero state poste ben 140 

domande nella fase di chiarimento delle offerte. La decisione impugnata 

non sarebbe conforme agli elevati requisiti di motivazione ed andrebbe 

già annullata per questo motivo. A mente delle ricorrenti, anche a voler 

prescindere dal grave vizio di forma, un annullamento si impone in ogni 

caso, non potendo la loro soluzione essere qualificata come variante, ma 

rientrando nella libera scelta dell'impresa sul modo di operare. La 

motivazione dell'autorità aggiudicatrice sarebbe inammissibile poiché 

fondata su una valutazione insostenibile degli atti e lesiva del principio 

della parità di trattamento degli offerenti. 

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Pagina 5 

Per quanto concerne la carpenteria metallica, le ricorrenti indicano che il 

progetto prevede, conformemente alla documentazione di gara, di 

trasportare le travi in pezzi da 14-26 m, dimensioni scelte dal progettista 

corrispondenti ai punti di cambiamento di spessore delle lamiere, di 

saldarle a piè d'opera e di metterle in opera con autogru. Esse spiegano 

che per le opere di metal costruttore si sono presentati tre gruppi di 

offerenti di subappalto, ossia F.______ SA, G.______ SA e H.______AG 

e di aver optato per la soluzione presentata dalla prima ditta, la quale 

prevedeva il trasporto di travi di 40 m di lunghezza in quanto meno 

costosa. La sola differenza tra le soluzioni sarebbe che quella di F.______ 

SA trasporta i conci di ca. 40 m, non li salda a piè d'opera e li mette in 

opera con sequenza analoga a quella dell'autorità aggiudicatrice. Le 

ricorrenti reiterano che la loro soluzione, eliminando l'operazione di 

saldatura sul posto, sia una semplice razionalizzazione delle modalità di 

fornitura e di trasporto, tanto più che una volta saldate le travi a piè 

d'opera, la procedura di sollevamento è analoga alle richieste del 

progettista. Non si tratterebbe quindi di una variante esecutiva, bensì di 

un trasporto ottimizzato, di una fase del lavoro che, a detta delle 

ricorrenti, non avrebbe alcuna influenza sull'esecuzione e il montaggio del 

ponte.  

Per dimostrare che nel caso di specie la soluzione da loro proposta non 

sia da considerare nel senso di variante, ma di una modalità di lavoro, le 

ricorrenti fanno riferimento alla gara d'appalto di USTRA concernente il 

cantiere Arbedo-Roveredo, dove il committente avrebbe accettato due 

modalità di esecuzione divergenti dalla soluzione proposta dal bando – 

esecuzione del lavoro con 2 anziché 3 finitrici, diverso sistema di 

demolizione – senza previo inoltro di un'offerta di base, quindi senza 

definirle come variante. Decidendo altrimenti nel caso in questione, 

l'autorità aggiudicatrice adotterebbe una prassi contraddittoria. 

Le ricorrenti sostengono che l'aver imposto il trasporto in pezzi da  

14-26 m da parte del committente costituisca una limitazione indebita 

della concorrenza, andando a penalizzare i grossi metal costruttori 

d'oltralpe, svantaggiati dal dover seguire più trasporti ad una distanza 

maggiore e favorendo unicamente le G.______ SA. A tale riguardo le 

ricorrenti osservano che il presidente e direttore generale di tale ditta ha 

reso visita ai dirigenti della ditta pilota ricorrente, lamentandosi per il fatto 

che fosse stata scelta come subappaltatore la ditta F.______ SA e 

apparentemente minacciando che qualora la delibera fosse andata a 

favore di un consorzio con tale subappaltatore ne avrebbe fatto un caso 

politico. Le ricorrenti nutrono il sospetto che i dirigenti della ditta 

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aggiudicataria siano entrati in trattative dirette con un ingegnere coinvolto 

attivamente nel progetto ed avente in passato stretti legami con la 

medesima. 

Le ricorrenti ritengono che l'offerta delle controparti, sia nella scelta delle 

dimensioni delle travi che della sequenza del montaggio e della posizione 

delle saldature di giunzione, differisca dal concetto di realizzazione a tal 

punto da essere considerata una variante esecutiva, per cui anche detta 

offerta deve essere scartata. 

Nell'evenienza in cui la soluzione da loro scelta venga considerata come 

una variante, le ricorrenti chiedono allo scrivente Tribunale di 

abbandonare la propria prassi secondo cui l'inoltro di una variante, senza 

nel contempo inoltrare un'offerta di base che corrisponda alla soluzione 

ufficiale, comporta l'esclusione. In effetti, tale prassi sarebbe stata 

aspramente criticata nella dottrina dominante. 

F.  

Con decisione incidentale del 9 aprile 2014 lo scrivente Tribunale 

amministrativo federale ha, tra l'altro, conferito al ricorso, in via 

superprovvisionale, l'effetto sospensivo, vietando all'autorità 

aggiudicatrice qualsiasi misura di esecuzione che potrebbe pregiudicare 

l'esito del presente procedimento, segnatamente la conclusione del 

contratto con l'aggiudicatario. Nel contempo il Tribunale ha fissato un 

termine all'autorità aggiudicatrice fino al 23 aprile 2014 per prendere 

posizione sulla domanda di conferimento dell'effetto sospensivo e 

produrre gli atti preliminari relativi alla gara d'appalto in oggetto con 

preghiera di motivare brevemente richieste di esclusione o limitazione del 

diritto di consultare gli atti, rispettivamente fino al 7 maggio 2014 per 

inoltrare una risposta al ricorso nel merito. Allo stesso modo è stata data 

all'aggiudicataria l'opportunità di esprimersi entro gli stessi termini sulle 

questioni procedurali e di merito, nella misura in cui desiderasse 

costituirsi come controparte.  

G.  

In data 11 aprile 2014 allo scrivente Tribunale è pervenuto il ricorso del 

secondo consorzio non entrato in considerazione per la delibera. Per tale 

procedimento è stato aperto l'incarto B-1927/2014. 

H.  

Mediante scritto del 15 aprile 2014, anticipato via telefax dello stesso 

giorno, l'avvocato Romina Biaggi ha comunicato l'assunzione di 

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patrocinio in favore del committente, chiedendo la congiunzione delle due 

procedure di ricorso e una proroga dei termini impartiti con decisione 

incidentale del 9 aprile 2014. 

Con scritto del 16 aprile 2014, anticipato via telefax, il patrocinatore del 

committente ha prodotto le procure. 

I.  

Con decisione incidentale del 16 aprile 2014 lo scrivente Tribunale ha 

trasmesso alle ricorrenti la richiesta dell'autorità aggiudicatrice del 

15 aprile 2014 relativa alla proroga dei termini e alla congiunzione delle 

due procedure ricorsuali, accolto la richiesta di proroga dei termini e 

concesso all'autorità aggiudicatrice un termine fino al 7 maggio 2014, per 

prendere posizione sul merito e sulla domanda di conferimento dell'effetto 

sospensivo, come pure per produrre gli atti di gara, specificando che la 

proroga del termine a favore dell'autorità aggiudicatrice vale anche per 

l'aggiudicatario. Il Tribunale ha altresì mantenuto invariati i termini fissati 

nei consid. 7 (aggiudicatario come controparte al procedimento), 8 

(anticipo delle presunte spese processuali) e 9 (obiezioni contro la 

trasmissione degli allegati al ricorso) della decisione incidentale del 

9 aprile 2014. Nel contempo, anche le ricorrenti e l'aggiudicatario sono 

stati invitati, entro il 7 maggio 2014, a pronunciarsi sulla congiunzione 

delle due procedure di ricorso. 

J.  

Con scritto del 17 aprile 2014, anticipato via fax, il consorzio 

aggiudicatario ha comunicato di costituirsi formalmente come controparte 

e di essere in procinto di affidare il patrocinio ad uno studio legale, 

osservando di non opporsi alla congiunzione delle due procedure. 

K.  

Con ordinanza del 24 aprile 2014 lo scrivente Tribunale ha trasmesso gli 

allegati al ricorso (ad eccezione dell'allegato D che verrà trasmesso 

semmai solo su richiesta e dell'allegato E) alle controparti, atteso che non 

era pervenuta entro il 15 aprile 2014 alcuna obbiezione corrispondente da 

parte delle ricorrenti.  

L.  

Con risposta del 7 maggio 2014 il committente propone, in via cautelare, 

di negare alle ricorrenti la facoltà di consultare liberamente tutti gli atti e la 

facoltà di replicare, nonché di respingere l'istanza di concessione 

dell'effetto sospensivo al ricorso. Nel merito egli propone di negare ai 

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ricorrenti la facoltà di consultare liberamente tutti gli atti e di respingere il 

ricorso. Protestate tasse, spese e ripetibili. 

Dal lato formale il committente ritiene che la censura delle ricorrenti circa 

la violazione dell'obbligo di motivazione non sia fondata e che 

un'eventuale violazione del diritto di essere sentito sia da considerare 

sanata.  

Sotto l'aspetto del diritto materiale, l'autorità aggiudicatrice rinvia 

innanzitutto alla documentazione di gara (in particolare II.5: Manufatti: 

Informazioni tecniche, punto 3.3.2, pag. 9; punto 3.7.4.5, pag. 31). A 

mente del committente, la saldatura delle travi sul posto e una limitazione 

della lunghezza delle travi poggiano essenzialmente sulle problematiche 

legate al trasporto di travi di 40 metri, sull'impossibilità di invadere le aree 

del cantiere parallelo relativo al lotto n. 202 (opere da capomastro e 

pavimentazioni) e sulla disponibilità limitata delle aree di lavoro e delle 

accessibilità per il montaggio della carpenteria metallica.  

L'autorità aggiudicatrice conclude che le ricorrenti, avendo entrambe 

proposto la soluzione di F.______ SA che prevedeva il trasporto di travi 

da 40 metri di lunghezza evitando l'assemblaggio al suolo, hanno offerto 

una soluzione divergente in modo chiaro da quanto previsto nel bando di 

concorso, la quale deve essere considerata una variante esecutiva. A 

detta del committente, l'aver tralasciato di inoltrare nel contempo 

un'offerta di base come imposto dall'art. 22a OAPub e dalle disposizioni 

vincolanti del bando giustifica l'esclusione dell'offerta. Per gli stessi motivi, 

soggiunge l'autorità, non può essere dato seguito alla richiesta delle 

ricorrenti di abbandonare la prassi dello scrivente Tribunale secondo cui 

l'inoltro di una variante senza un'offerta di base corrispondente alla 

soluzione ufficiale deve comportare l'esclusione, né è possibile fare 

appello al principio della buona fede. Infine, l'autorità aggiudicatrice 

sostiene come la variante delle ricorrenti presentasse problemi a livello di 

fattibilità in riferimento innanzitutto all'accesso al cantiere ed entrasse in 

conflitto con il progetto stesso e anche con il lotto n. 202.  

L'autorità aggiudicatrice considera che l'appalto menzionato dalle 

ricorrenti denominato "EP 27 lotto 2", contrariamente al caso di specie, 

rimetteva all'offerente la libera scelta della tipologia d'installazione, 

lasciando aperte diverse soluzioni, cosicché non si presta per 

argomentare una prassi contraddittoria del committente sul tema delle 

varianti. 

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L'autorità aggiudicatrice reputa che le censure delle ricorrenti, laddove 

sostengono che l'imposizione del trasporto in pezzi da 14-26 metri 

costituirebbe una limitazione indebita della concorrenza e penalizzerebbe 

i grossi metal costruttori d'oltralpe, risultano tardive in quanto sono rivolte 

contro il bando di concorso che non è stato impugnato. Parimenti 

contestate le insinuazioni delle ricorrenti circa un comportamento abusivo 

del committente. 

Il committente respinge le critiche delle ricorrenti secondo cui l'offerta 

dell'aggiudicataria, a motivo della differente sequenza di montaggio, 

avrebbe dovuto essere esclusa poiché da considerare come una variante 

esecutiva senza che nel contempo fosse stata inoltrata un'offerta di base. 

A suo avviso, la sequenza di montaggio rientrava nella libera discrezione 

dell'offerente.  

L'autorità aggiudicatrice ritiene che il ricorso si rivela manifestamente 

infondato e le richieste di concessione dell'effetto sospensivo devono 

essere respinte già per questo motivo. Nell'evenienza che il Tribunale non 

concluda all'infondatezza manifesta del ricorso, ella osserva come 

un'immediata esecuzione della commessa debba essere ritenuta 

preponderante rispetto agli interessi delle ricorrenti. 

Per quanto attiene al diritto di consultare gli atti, il committente chiede che 

il contenuto dell'offerta presentata dall'aggiudicataria e dalle ricorrenti, 

comprese le domande della committenza e relative risposte, venga 

mantenuto confidenziale. L'autorità aggiudicatrice è del parere che 

l'oggetto della presente procedura sia unicamente la questione a sapere 

se l'offerta delle ricorrenti debba essere considerata una variante, mentre 

non sarebbe contestata la valutazione messa in atto dalla committenza. 

Per questi motivi, ella chiede che il rapporto di valutazione interno (doc. 

1.13), trattandosi di un atto puramente interno, venga messo a 

disposizione delle ricorrenti in maniera limitata. Il committente chiede di 

non mettere a disposizione delle ricorrenti i doc. 1.8 e 1.9 (lettere USTRA 

ad aggiudicataria con richieste di chiarimenti d'offerta) e il doc. 1.12 

(lettera USTRA a Consorzio Z.______ con richieste di chiarimenti 

d'offerta), trattandosi di documenti confidenziali. Concessa invece la 

trasmissione dei documenti 1.1-1.7, doc. 1.10 e 1.11 (lettere USTRA a 

Consorzio X._______, con richieste di chiarimenti d'offerta), 1.14 e 1.15..  

M.  

Con risposta del 6 maggio 2014 le controparti postulano, a titolo 

preliminare, l‘estromissione /intersecazione dei passaggi indicati nel cap. 

B-1875/2014 

Pagina 10 

II (punti 7 e 8) del ricorso, e per entrambi i procedimenti, chiedono di non 

accogliere la richiesta di conferimento dell'effetto sospensivo e, nel 

merito, la reiezione integrale del gravame, con protesta di spese e 

ripetibili. 

Le controparti ritengono di essere in grado di affermare come la soluzione 

proposta dalle ricorrenti costituisca una variante, in quanto la medesima 

proposta era stata attentamente da loro analizzata in sede di 

preparazione d‘offerta e successivamente scartata per la circostanza che 

le aree messe a disposizione dall‘Ente non consentirebbero la 

realizzazione delle piste necessarie al trasporto ed al montaggio delle 

travi. A detta delle controparti, le condizioni di trasporto, l‘accesso alle 

aree di cantiere e il montaggio non erano stati valutati correttamente con 

riferimento ai limiti imposti dal committente nell‘utilizzo delle aree di 

cantiere al di sotto dei viadotti nelle diverse fasi di cantiere. 

Le controparti concludono che le modalità esecutive del subappaltante A. 

non erano compatibili con le condizioni d'appalto e non contemplavano 

l'introduzione di varianti relative agli accessi, alla disponibilità delle aree e 

alle interferenze generate dalla contemporanea presenza di altri lotti già 

operativi, segnatamente il lotto 202. Questi motivi le avrebbero condotte a 

prendere in considerazione l'offerta tecnico - economica del Consorzio 

G.______ SA e I._______ SA. 

Le controparti reputano errate e pretestuose le argomentazioni delle 

ricorrenti secondo cui la loro offerta avrebbe dovuto essere scartata per 

essere una variante in assenza dell'inoltro in contemporanea dell'offerta 

di base. 

N.  

Con ordinanza del 13 maggio 2014 sono state trasmesse alle ricorrenti le 

risposte delle controparti e dell'autorità aggiudicatrice, nonché parte della 

documentazione inoltrata da quest'ultima ed inoltre è stata loro data 

facoltà di completare la motivazione del ricorso sulla scorta della 

documentazione messa a loro disposizione. 

O.  

In data 26 maggio 2014 le ricorrenti hanno inoltrato la motivazione 

aggiuntiva con la quale confermano le domande provvisionali, 

superprovvisionali e di merito formulate nel ricorso del 7 aprile 2014. In 

particolare, le ricorrenti lamentano che l'autorità aggiudicatrice non abbia 

prodotto il protocollo di discussione d'offerta del 18 febbraio 2014. Inoltre, 

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le medesime ribadiscono che l'unica differenza tra le offerte consiste nel 

trasporto delle travi e che un simile trasporto è possibile, dal momento 

che nel corso dei lavori di potenziamento della sottostazione AET di 

Mendrisio è transitato un convoglio lungo oltre 60 metri.  

P.  

Con ordinanza del 10 giugno 2014 sono state trasmesse alle ricorrenti ed 

alle controparti le pagine 7 e 8 del rapporto di valutazione e nel contempo 

è stato comunicato che al momento non era previsto un ulteriore scambio 

di scritti, rimanendo riservati ulteriori provvedimenti istruttori o memorie 

delle parti. 

Con scritto del 16 rispettivamente 17 giugno 2014 le ricorrenti 

rispettivamente le controparti si sono espresse sull'estratto del rapporto di 

valutazione. Le relative osservazioni sono state portate a conoscenza 

della parte interessata e dell'autorità aggiudicatrice con ordinanza del 

19 giugno 2014. 

Q.  

Tramite scritto del 15 luglio 2014 le ricorrenti, presumendo che una parte 

dei lavori aggiudicati sia già in corso, chiedono in via provvisionale la 

sospensione di ogni attività che riguarda le prestazioni in oggetto. 

Con ordinanza del 16 luglio 2014 lo scritto delle ricorrenti è stato portato a 

conoscenza dei rimanenti partecipanti al procedimento. 

 

Diritto: 

1.  

Il Tribunale amministrativo federale si pronuncia d'ufficio e con pieno 

potere d'esame sull'ammissibilità dei ricorsi sottopostigli (DTAF 2007/6, 

consid. 1 con rinvii; DTAF 2008/48, consid. 1.2 non pubblicato). 

1.1 Contro le decisioni concernenti segnatamente l'aggiudicazione e l'e-

sclusione dalla procedura di aggiudicazione è ammesso il ricorso al Tri-

bunale amministrativo federale (art. 29 lett. a e d in relazione all'art. 27 

cpv. 1 LAPub).  

1.2 La LAPub comprende solo gli acquisti pubblici che sono subordinati 

all'Accordo sugli appalti pubblici concluso il 15 aprile 1994 nell'ambito del 

trattato per l'istituzione del GATT/OMC (Accordo GATT; 

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RS 0.632231.422; cfr. DTAF 2008/48 consid. 2.1 con rinvii). La LAPub è 

applicabile soltanto se il committente è soggetto a questa legge (art. 2 

cpv. 1 LAPub), il valore stimato della commessa raggiunge i valori soglia 

fissati dall'art. 6 cpv. 1 LAPub e se all'applicazione di tale legge non si 

oppone una delle eccezioni previste dall'art. 3 LAPub. 

L'USTRA è parte dell'Amministrazione generale della Confederazione ed 

è soggetto alla LAPub (art. 2 cpv. 1 lett. a LAPub). La commessa in esa-

me, intitolata “N 2 EP 26 Svincolo Mendrisio, Lotto 201, rifacimento 

viadotto della Tana e risanamento sottopasso binario di servizio Mendrisio 

Stabio - Opere da capomastro e pavimentazioni", ha per oggetto, in 

particolare, "la sostituzione (demolizione e ricostruzione) del Viadotto 

della Tana (I=~145 m, b= ~ 27.20 m), la ristrutturazione del Sottopasso 

bin Serv. Mendrisio-Stabio, l'esecuzione di tracciati autostradali ~ 200m, 

nuove pareti di protezione fonica, diverse tubazioni per infrastrutture e la 

posa di 2 portali segnaletica" (bando di concorso punto 2.5). Essa rientra 

quindi nel novero delle commesse edili di cui all'art. 5 cpv. 1 lett. c LAPub 

in relazione all’allegato 1, appendice 5 dell’Accordo GATT. Considerati i 

prezzi delle offerte, sono incontestabilmente superati i valori soglia per le 

commesse edili, conformemente alle disposizioni di legge (art. 6 cpv. 1 

lett. c LAPub, nonché art. 6 cpv. 2 LAPub in relazione con l'art. 1 lett. c 

dell'ordinanza del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e 

della ricerca [DEFR; prima DFE] del 23 novembre 2011 sull'adeguamento 

dei valori soglia degli acquisti pubblici per gli anni 2012 e 2013, RU 2011 

5581). 

Non sussistendo inoltre alcuna eccezione ai sensi dell'art. 3 LAPub, la 

presente commessa rientra nel campo di applicazione della LAPub, come 

del resto riconosciuto dalle parti. 

1.3 Le ricorrenti propongono l'annullamento della decisione di esclusione 

dalla procedura di aggiudicazione nonché della decisione di 

aggiudicazione e infine il rinvio degli atti al committente affinché proceda 

a nuove aggiudicazioni. Di principio, gli offerenti esclusi dalla valutazione 

sono legittimati a contestare la loro estromissione dalla procedura, come 

risulta dall'art. 48 PA in relazione con l'art. 26 cpv. 1 LAPub (DTAF 

2007/13 consid. 1.4). Per contro, il diritto a ricorrere contro 

l'aggiudicazione della commessa potrebbe essere riconosciuto in linea di 

massima solo se la decisione di esclusione risultasse infondata; 

l'ammissibilità del ricorso inoltrato contro l'aggiudicazione si trova quindi 

in un rapporto di interdipendenza con l'esito del ricorso inoltrato contro 

l'esclusione (cfr. sentenza del Tribunale cantonale amministrativo del 

B-1875/2014 

Pagina 13 

Cantone Ticino del 7 gennaio 2013 consid. 1.1 e 3.1; MATTEO CASSINA, 

Principali aspetti del diritto delle commesse pubbliche nel Cantone Ticino, 

2008, p. 65 seg.; CHRISTOPH JÄGER, Ausschluss vom Verfahren – Gründe 

und der Rechtsschutz in: Zufferey/Stöckli [ed.], Aktuelles Vergaberecht 

2014, pag. 355 seg.). Sulla scorta delle considerazioni suesposte lo 

scrivente Tribunale giunge alla conclusione che è preliminarmente data la 

legittimazione delle ricorrenti a contestare la propria estromissione dalla 

gara. Sul diritto a ricorrere contro la decisione di delibera si dirà una volta 

esaminata la fondatezza del ricorso contro la decisione di aggiudicazione 

(cfr. consid. 5.2).  

1.4 L'impugnazione della decisione di aggiudicazione pubblicata il 

20 marzo 2014 rispettivamente della decisione di esclusione dello stesso 

giorno è avvenuta tempestivamente (art. 30 LAPub), i requisiti relativi al 

contenuto ed alla forma del ricorso sono soddisfatti (art. 52 PA), l'anticipo 

spese è stato versato entro il termine impartito (art. 63 cpv. 4 PA) e il 

patrocinatore delle ricorrenti ha giustificato i propri poteri per mezzo di 

procura scritta (art. 11 PA).  

1.5 Ritenuto quanto precede, sono dati i presupposti per entrare nel 

merito del ricorso. 

2.  

Prima di tutto è d'uopo chinarsi sulla richiesta di congiunzione delle due 

procedure di ricorso formulata dal committente. 

2.1 Giusta l'art. 24 della legge federale di procedura civile federale del 

4 dicembre 1947 (PC, RS 273), applicabile per analogia in relazione con 

l'art. 4 PA, è possibile riunire in un'unica procedura più ricorsi che 

presentano una stretta unità di contenuto relativa ai fatti e in cui vengono 

poste le medesime questioni giuridiche; tale soluzione corrisponde al 

principio dell'economia procedurale ed è nell'interesse di tutte le parti 

(ANDRÉ MOSER / MICHAEL BEUSCH / LORENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren 

vor dem Bundesverwaltungsgericht, Basilea 2013, n. 3.17). Tuttavia, la 

congiunzione delle procedure non è ammessa laddove potrebbero 

risultare compromessi eventuali segreti d'affari. In questo caso, nonché in 

osservanza del principio di celerità in materia di acquisti pubblici, le 

esigenze di speditezza e le ragioni di economia processuale, le quali 

potrebbero parlare a sfavore di una congiunzione delle procedure, sono 

da ponderare con gli interessi legittimi dei partecipanti (cfr. ALFRED 

KÖLZ/ISABELLE HÄNER/MARTIN BERTSCHI, Verwaltungsverfahren und 

Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 3a edizione, 2013, n. 927). 

B-1875/2014 

Pagina 14 

Nell'ambito della riunione delle procedure l'autorità istruente dispone di un 

ampio potere di apprezzamento (MOSER/BEUSCH /KNEUBÜHLER, op. cit., n. 

3.17). 

2.2 Nel caso di specie le due procedure di ricorso B-1875/2014 e  

B-1927/2014, avviate separatamente, sono indirizzate contro la decisione 

di aggiudicazione in favore delle controparti e contro le singole decisioni 

di esclusione di ciascun consorzio ricorrente dalla valutazione, le quali, a 

loro volta, si servono della medesima motivazione. Benché siano state 

invitate a farlo, le ricorrenti non si sono pronunciate sull'eventuale 

riunione delle procedure, mentre le controparti hanno espresso il loro 

accordo in tal senso. Con ordinanza del 13 maggio 2014 il Tribunale adito 

ha accolto provvisoriamente la domanda di congiunzione delle procedure 

solo nella misura in cui veniva consentito all'autorità aggiudicatrice ed alle 

controparti di inoltrare eventuali scritti identici per entrambi i procedimenti. 

Il Tribunale resta dell'opinione che l'evasione separata e simultanea delle 

due procedure abbia consentito a condurre la procedura in modo più 

semplice e speditivo e che la preparazione separata delle sentenze non 

gli abbia recato un dispendio aggiuntivo, per cui rinuncia alla 

congiunzione dei due procedimenti. 

3.  

La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla 

legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, 

RS 172.021), fintanto che la LAPub e la legge sul Tribunale 

amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) non 

dispongano altrimenti. 

In materia di acquisti pubblici il potere cognitivo del Tribunale 

amministrativo federale è limitato alla violazione del diritto federale, 

compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento e 

all'accertamento incompleto o inesatto dei fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 49 lett. a e b PA). Non può essere addotto invece il motivo 

dell'inadeguatezza (art. 31 LAPub). L'esclusione della censura 

dell'inadeguatezza racchiude non solo la scelta delle specificazioni 

tecniche e dei criteri di idoneità e d'aggiudicazione, ma si riferisce anche 

alla valutazione delle offerte (PETER GALLI/ANDRÉ MOSER/ELISABETH 

LANG/MARC STEINER, Praxis des öffentlichen Beschaffungsrechts, 

Zurigo/Basilea/Ginevra, n. 1286 e 1388 con ulteriori riferimenti). 

 

B-1875/2014 

Pagina 15 

4.  

Dal punto di vista formale, nel caso di specie vi è da esaminare la 

censura delle ricorrenti in relazione alla carenza di motivazione della 

decisione di esclusione ed all'eventuale violazione del diritto di essere 

sentito ivi connessa.  

A titolo liminare, prima di chinarsi su detta censura, va rilevato che per 

prassi costante l'esclusione di un offerente dalla valutazione può avvenire 

con comunicazione separata prima della decisione di delibera o 

contestualmente alla decisione di aggiudicazione (decisione incidentale 

del Tribunale amministrativo federale B-504/2009 del 3 marzo 2009 

consid. 3). In tal senso, il modo di procedere dell'autorità aggiudicatrice, 

vale a dire la comunicazione scritta dell'esclusione dalla valutazione alle 

ricorrenti allo stesso giorno della pubblicazione dell'aggiudicazione in 

SIMAP, non presta il fianco ad alcuna critica.  

4.1 Di principio le decisioni di cui all'art. 29 LAPub devono essere 

motivate e notificate conformemente alle disposizioni previste all'art. 23 

cpv. 1 e 2 LAPub. Tali disposti rappresentano una lex specialis nei 

confronti degli artt. 35 cpv. 1 e 3, nonché art. 36 PA (sentenza del 

Tribunale amministrativo federale B-3013/2012 del 31 agosto 2012 

consid. 2.3; PETER GALLI/ANDRÉ MOSER/ELISABETH LANG/MARC STEINER, 

Praxis des öffentlichen Beschaffungsrechts, Zurigo 2013, n. 1243 ss.). 

Anche l'esclusione dalla gara pubblica per aver inoltrato una variante 

senza l'offerta di base rientra nell'ambito della regola speciale (cfr. art. 29 

LAPub i. c. d. con l'art. 11 LAPub, il quale, utilizzando nella frase 

introduttiva il termine "in particolare", non fornisce un elenco esaustivo 

delle fattispecie che generano un'esclusione o la revoca 

dell'aggiudicazione; cfr. sentenza del Tribunale amministrativo federale 

B-3013/2012 del 31 agosto 2012 consid. 2.3). Contrariamente a quanto 

vorrebbero far credere le ricorrenti, l'art. 23 cpv. 1 LAPub consente una 

motivazione sommaria delle decisioni di cui all'art. 29 LAPub. Le 

informazioni necessarie per la pubblicazione dell'aggiudicazione sono 

elencate all'art. 28 OAPub. Tuttavia, l'art. 23 cpv. 2 LAPub statuisce 

l'obbligo del committente di comunicare agli offerenti non considerati per 

la delibera determinate informazioni, a condizione però che ne abbiano 

fatto previamente richiesta (DTAF 2012/28 E. 3.6.1). Nelle informazioni di 

cui all'art. 23 cpv. 2 LAPub rientrano segnatamente i motivi essenziali 

dell'eliminazione (art. 23 cpv. 2 LAPub). Conformemente alla prassi, per 

comunicare le informazioni secondo l'art. 23 cpv. 2 LAPub si suole fare 

appello a riunioni informative, chiamate anche "debriefing", le quali hanno 

luogo quanto prima dopo l'aggiudicazione in presenza di rappresentanti 

B-1875/2014 

Pagina 16 

del committente e degli offerenti non considerati 

(GALLI/MOSER/LANG/STEINER , op. cit., n. 1244 in fine). Sono escluse 

dall'obbligo di comunicare del committente le informazioni contrarie al 

diritto federale o lesive di interessi pubblici o che, se divulgate, 

potrebbero violare interessi economici legittimi degli offerenti o la 

concorrenza leale tra gli stessi (cfr. art. 23 cpv. 3 LAPub).  

Le esigenze poste alla motivazione sono adempiute ad esempio quando 

la medesima contiene una spiegazione sufficiente per la scelta 

dell'aggiudicataria sulla base dei criteri di idoneità e di aggiudicazione 

pubblicati (cfr. decisione incidentale del Tribunale amministrativo federale 

B-6136/2007 del 30 gennaio 2008, consid. 7.4; decisione della 

Commissione di ricorso in materia di acquisti pubblici [CRAP] 20/00 

consid. 5b).  

In ogni caso gli offerenti esclusi devono essere messi nella condizione di 

tutelare a pieno il proprio diritto a ricorrere. Eventuali violazioni 

dell'obbligo di motivazione quale componente del diritto di essere sentito 

potrebbero del resto essere sanate nella procedura di ricorso dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale, nella misura in cui l'autorità 

aggiudicatrice in tale ambito fa fronte al suo obbligo di motivare le 

decisioni ed il ricorrente ha l'opportunità di prendere posizione sui motivi 

addotti (cfr. decisioni CRAP 018/2005 consid. 4 e 003/2006a consid. 3b, 

citate in: MARTIN BEYELER, Ziele und Instrumente des Vergaberechts, 

Zurigo-Basilea-Ginevra 2008, p. 93; cfr. anche ROBERT WOLF, Die 

Beschwerde gegen Vergabeentscheide – Eine Übersicht über die 

Rechtsprechung zu den neuen Rechtsmitteln, in: ZBL 2003 p. 1 ss., in 

particolare da p. 19; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 3.112). 

4.2 Nel caso di specie, con comunicazione scritta del 20 marzo 2014 

l'autorità aggiudicatrice ha rivelato alle ricorrenti i motivi d'esclusione 

dell'offerta. In sintesi, il committente ha attirato l'attenzione sulle 

divergenze tra la soluzione prevista dalle ricorrenti e quella del 

committente nella realizzazione della carpenteria metallica del viadotto 

della Tana, divergenze tali, a detta del committente, da variare il concetto 

di realizzazione e da ritenere detta soluzione una variante. Facendo 

riferimento alla cifra 2.8 del bando, secondo cui una variante viene 

considerata nella valutazione solo se l'offerente ha consegnato 

contemporaneamente un'offerta completa e regolamentare per la 

soluzione ufficiale, il committente ha concluso che la soluzione ufficiale 

non era stata consegnata. Contestualmente ai motivi dell'offerta, nel 

medesimo scritto del 20 marzo 2014 le ricorrenti hanno potuto prendere 

B-1875/2014 

Pagina 17 

atto delle generalità del consorzio aggiudicatario, compreso il prezzo 

della loro offerta. Vi è inoltre da attendersi che in occasione dell'incontro 

chiarificatore svoltosi il 4 aprile 2014 il committente abbia potuto 

rispondere alle domande delle ricorrenti inerenti ai motivi d'esclusione. 

Dal canto loro le ricorrenti non dicono, né dimostrano se e in che misura 

le informazioni fornite dal committente in sede di debriefing siano inficiate 

di una motivazione carente. 

Ne discende che il committente ha avuto modo di comunicare alle 

ricorrenti i motivi d'esclusione della loro offerta dalla valutazione e i motivi 

dell'aggiudicazione, comprese le generalità dell'aggiudicatario e il prezzo 

dell'offerta prescelta, in una prima fase nella comunicazione scritta del 

20 marzo 2014, e in un secondo tempo in sede di debriefing. Così 

facendo, il committente ha adempiuto i requisiti posti alla motivazione di 

cui all'art. 23 cpv. 2 LAPub.  

Sulla base di tali indicazioni le ricorrenti sono state messe nella 

condizione di riconoscere il grado e la portata delle decisioni da loro 

impugnate. Un'eventuale violazione del diritto di essere sentito dovrebbe 

comunque essere sanata nel quadro del presente procedimento, nella 

misura in cui il committente, in sede di risposta, ha preso nuovamente 

posizione sui motivi d'esclusione e di aggiudicazione e le ricorrenti hanno 

avuto facoltà di completare la motivazione del ricorso sulla base delle 

allegazioni contenute nella risposta. 

5.  

Sotto il profilo del diritto materiale si pongono due questioni. In primo 

luogo va esaminato se le soluzioni proposte dalle ricorrenti in merito alla 

carpenteria metallica siano da considerare varianti inammissibili in 

mancanza di un'offerta di base e quindi tali da giustificare un'esclusione 

delle offerte dalla valutazione, oppure se dette soluzioni rappresentino 

semplici ammissibili modalità di intervento che rientrano nella libera scelta 

dell'impresa e, facendo pertanto parte dell'offerta di base, avrebbero 

dovuto essere considerate nella valutazione delle offerte conformemente 

ai criteri di aggiudicazione. In secondo luogo, a dipendenza dall'esito 

delle contestazioni dirette contro l'esclusione dell'offerta delle ricorrenti 

(cfr. consid. 1.3), è ancora da appurare se la soluzione proposta dalle 

controparti avrebbe dovuto essere esclusa per costituire una variante 

inammissibile poiché inoltrata non simultaneamente ad un'offerta di base.  

 

B-1875/2014 

Pagina 18 

5.1  

5.1.1 Conformemente all'art. 19 cpv. 1 LAPub gli offerenti devono 

presentare le loro domande di partecipazione e la loro offerta per scritto, 

in modo completo e tempestivo. Alla base di questa regola vi è l'idea che 

l'autorità aggiudicatrice deve poter procedere direttamente 

all'aggiudicazione della commessa in virtù delle offerte inoltrate (sentenza 

del Tribunale federale 2P.164/2002 del 27 novembre 2002, consid. 3.3). 

L'accettazione di un'offerta che non soddisfa le prescrizioni del bando e 

del capitolato d'oneri è problematica in considerazione del principio della 

parità di trattamento degli offerenti e del principio della trasparenza 

(sentenza del Tribunale amministrativo federale B-4366/2009 del 

24 febbraio 2010 consid. 7.3; DTAF 2007/13 consid. 3.1). Il committente 

esclude dalla procedura ulteriore le offerte e le domande di 

partecipazione con lacune formali rilevanti (art. 19 cpv. 3 LAPub).  

Un'esclusione sulla scorta di motivi formali è prevista segnatamente per 

un'offerta incompleta o per una modifica delle condizioni d'offerta di 

propria iniziativa, anche se di seguito non può essere considerata l'offerta 

economicamente più vantaggiosa (cfr. DTAF 2007/13 consid. 3.2 con 

rinvii alla prassi). Secondo la prassi della Commissione di ricorso in 

materia di acquisti pubblici (di seguito: CRAP), ripresa dallo scrivente 

Tribunale, il divieto di formalismo eccessivo ed il principio della 

proporzionalità possono esigere in talune circostanze che all'offerente sia 

data l'opportunità di rimediare ai vizi formali rimproveratigli (cfr. decisione 

CRAP del 23 dicembre 2005, pubblicata in GAAC 70.33, consid. 3b/cc; 

sentenza del Tribunale amministrativo federale B-5084/2007 del 

28 gennaio 2008 consid. 2.1). 

5.1.2 L'autorità aggiudicatrice è fondamentalmente vincolata dal bando di 

concorso e dalla documentazione di gara, ciò che risulta in particolare dal 

principio di trasparenza e della parità di trattamento (art. 1 cpv. 2 LAPub). 

Il committente definisce le necessarie specificazioni tecniche nella 

documentazione del bando, dell'aggiudicazione e del contratto (art. 12 

LAPub), con sufficiente chiarezza e completezza (art. 16a cpv. 1 OAPub), 

e in ogni caso indica i requisiti imprescindibili della prestazione 

(art. 16 cpv. 3 OAPub). Il carattere vincolativo del bando di concorso e 

della documentazione di gara con cui vengono definite le cosiddette 

regole del gioco rilevanti non viene utile soltanto all'autorità 

aggiudicatrice, ma anche agli offerenti che partecipano alla gara (cfr. 

sentenza della CRAP del 13 febbraio 2006 2c.bb i. f. pubblicata in GAAC 

2006 Nr. 51). Nel scegliere e ponderare i singoli criteri di aggiudicazione, 

B-1875/2014 

Pagina 19 

nonché nel determinare le specificazioni tecniche il committente dispone 

di un ampio potere decisionale rispettivamente d'apprezzamento che si 

trova in conformità con l'esclusione dell'inadeguatezza dal potere 

d'esame dello scrivente Tribunale (cfr. consid. 3). Di principio gli offerenti 

possono confidare nella circostanza che l'autorità aggiudicatrice intenda 

le prescrizioni del bando e della documentazione di gara nel senso 

conforme al linguaggio corrente. In caso contrario, ella è tenuta a definire 

i parametri in questione in maniera adeguata (il più dettagliatamente 

possibile) nella documentazione di gara, cosicché gli offerenti possano 

riconoscere quali siano le esigenze a cui essi o le loro offerte devono 

rispondere (sentenza del Tribunale amministrativo federale B-4366/2009 

del 24 febbraio 2010 consid. 3.3).  

5.1.3 Mentre la LAPub non definisce la nozione di variante, né si 

pronuncia sull'ammissibilità della stessa, l'art. 22a dell'ordinanza sugli 

acquisti pubblici dell'11 dicembre 1995 nella versione entrata in vigore il 

1° gennaio 2010 (OAPub; RS 172.056.11) disciplina quanto segue: 

1
 Gli offerenti possono decidere liberamente se inoltrare, oltre all'offerta 

globale, anche offerte con varianti. Eccezionalmente il committente può 

limitare o escludere questa possibilità nel bando. 

2
 Si considera variante un'offerta mediante la quale lo scopo dell'acquisto 

può essere raggiunto con modalità diverse da quelle previste dal 

committente. Le differenze nel tipo di prezzo non sono considerate varianti. 

In contrasto con la formulazione del vecchio art. 22 OAPub (di seguito 

vOAPub), l'art. 22a OAPub sembra ammettere soltanto varianti esecutive, 

escludendo esplicitamente varianti sul prezzo ed implicitamente varianti 

di progetto (cfr. DANIELA LUTZ, Varianten – Chance oder schwer 

kalkulierbares Risiko?, in: Zufferey/Stöckli [ed.], Aktuelles Vergaberecht 

2012, n. 5-7; decisione incidentale del Tribunale amministrativo federale 

B-6123/2011 dell'8 dicembre 2011 consid. 4.2 e relativa nota di MARTIN 

BEYELER in BR 2012 p. 101-103). Oltracciò, rispetto alla disposizione 

precedente, le varianti possono essere escluse o limitate solo a titolo 

eccezionale, mentre sotto l'egida dell'art. 22 vOAPub un'esclusione o 

limitazione era rimessa al libero apprezzamento dell'autorità 

aggiudicatrice. Conformemente al Rapporto esplicativo concernente la 

modifica dell'ordinanza sugli acquisti pubblici (OAPub) del 1° gennaio 

2010 (pag. 15), nel caso dell'art. 22a OAPub si tratta di una mera direttiva 

amministrativa interna che non può essere fatta valere in giudizio e il 

committente deve motivare l'eccezione. Il Tribunale amministrativo 

federale ha lasciato intendere che se l'autore dell'art. 22a OAPub avesse 

B-1875/2014 

Pagina 20 

voluto veramente conferire un diritto ad ammettere varianti non l'avrebbe 

fatto sotto forma di un'ordinanza ma di una legge in senso formale 

(decisione incidentale del Tribunale amministrativo federale B-822/2010 

del 10 marzo 2010 consid. 4.2 i.f.).  

Lo scrivente Tribunale ha ammesso che una restrizione del diritto di 

inoltrare varianti potrebbe essere in contrasto con l'obbiettivo di 

promuovere l'impiego parsimonioso di mezzi pubblici giusta l'art. 1 cpv. 1 

lett. c LAPub. Da tale disposto non può però risultare un diritto 

dell'offerente a costringere il committente a procurarsi il prodotto che 

l'offerente ritiene più adeguato (decisione incidentale del Tribunale 

amministrativo federale B-822/2010 del 10 marzo 2010 consid. 4.2). In 

materia di appalti pubblici, al committente è riconosciuto un ampio potere 

di apprezzamento nel definire l'oggetto della commessa e le relative 

specificazioni tecniche anche se tali definizioni sono suscettibili di limitare 

la concorrenza. Il Tribunale amministrativo federale interviene soltanto se 

sussistono condizioni qualificate, segnatamente un abuso o un eccesso 

di siffatto potere di apprezzamento (decisione incidentale del Tribunale 

amministrativo federale B-822/2010 del 10 marzo 2010 consid. 4.2 i.f.).  

Solitamente, ogni proposta di offerta che presenta un contenuto 

divergente dalla prestazione messa a concorso è definita variante 

dell'imprenditore ("Unternehmervariante"; sentenza del Tribunale 

amministrativo federale B-5084/2007 del 28 gennaio 2008 consid. 2.1). 

Dall'art. 22a cpv. 1 OAPub (in particolare dalla formulazione "oltre 

all'offerta globale") risulta per gli offerenti che desiderano approfittare 

dell'opportunità di presentare una variante l'obbligo di inoltrare nel 

contempo anche un'offerta globale che corrisponda alla proposta di 

soluzione ufficiale (GALLI/MOSER/LANG/STEINER, op. cit., N. 750 seg. con 

particolare riferimento alla sentenza del Tribunale amministrativo federale  

B-5084/2007 del 28 gennaio 2008 consid. 2.5, cfr. anche la nota a piè di 

pagina 1565 in relazione alla critica ed all'avviso contrario di MARTIN 

BEYELER in: BR 2/2009 S32 cifra 3 p. 88 che reputa poco sensato 

l'obbligo di inoltrare l'offerta di base assieme alla variante). A sostegno di 

tale obbligo sono addotte due ragioni: il compito del committente di 

rendere comparabili tutte le offerte e la garanzia che ogni offerente si 

occupi a fondo di tutte le problematiche relative alla commessa concreta 

(DTAF 2007/13 consid. 5.1). Nel caso in cui un offerente inoltri una 

variante senza, nel contempo, un'offerta di base che corrisponda alla 

soluzione ufficiale, la sua offerta è considerata non valida ed incompleta, 

il che comporta di principio l'esclusione della medesima dalla procedura 

B-1875/2014 

Pagina 21 

di aggiudicazione (cfr. DTAF 2007/13 consid. 5.1; sentenza del Tribunale 

amministrativo federale B-5084/2007 del 28 gennaio 2008 consid. 2.1; 

decisione CRAP del 22 gennaio 2001, pubblicata in GAAC 65.78 consid. 

3a; GALLI/MOSER/LANG/STEINER, op. cit., n. 506), indipendentemente dalla 

circostanza che la soluzione offerta rappresenti un certo vantaggio dal 

punto di vista tecnico e un plusvalore notevole dal punto di vista 

finanziario (sentenza del Tribunale amministrativo federale B-5084/2007 

del 28 gennaio 2008 consid. 2.5).  

5.1.4 Il limite tra la variante ammissibile e l'offerta non conforme alle 

prescrizioni del bando e alle prescrizioni di gara va dedotto dalla 

definizione dell'oggetto della commessa così come emerge dagli atti del 

concorso.  

Nel caso che ci riguarda il bando di concorso riporta alla cifra 2.8 che non 

sono ammesse varianti finanziarie ma solo varianti tecniche. Per queste 

ultime l'ammissibilità è data alle seguenti condizioni:  

"Varianti di progetto non sono ammesse.  

Varianti esecutive saranno ammesse unicamente se: 

• rispettano quanto prescritto nel documento II. 1 Disposizioni parti-

colari 

• rispettano i termini (scadenze intermedie e finali) 

• rispettano le fasi esecutive previste dal committente 

• il prodotto finale dell'opera non viene modificato (forma, qualità, 

concetto statico / strutturale, materiali utilizzati, ecc.) 

• il maggior costo legato alle modifiche ed ai rischi esecutivi vengono 

assunti dall'imprenditore. 

Nel caso in cui, a causa della variante esecutiva, si dovesse rendere 

necessaria una rielaborazione progettuale la stessa verrà eseguita 

dall'ingegnere progettista ed i relativi costi addebitati all'impresa. Per il 

confronto delle offerte questi costi saranno stimati ed aggiunti al prezzo 

offerto per la variante. 

Una variante dell'imprenditore viene considerata nella valutazione solo se 

l'offerente ha consegnato contemporaneamente un'offerta completa e 

regolamentare per la soluzione ufficiale in forma separata, completa e 

dettagliata. Una variante dell'imprenditore deve contenere tutte le 

informazioni e/o i documenti necessari alla sua valutazione tecnica ed 

economica." 

B-1875/2014 

Pagina 22 

Da quanto precede emerge che l'autorità aggiudicatrice ha reso noto nel 

bando di concorso in maniera chiara che eventuali varianti 

dell'imprenditore non sarebbero state considerate nella valutazione se 

non fosse stata consegnata nel contempo un'offerta riferita alla soluzione 

ufficiale. In base al testo chiaro del bando che le ricorrenti hanno 

accettato, nel caso di specie può restare aperta la questione di sapere se 

le ricorrenti possono derivare dall'art. 22a OAPub un diritto giustiziabile 

ad ammettere varianti. Allo stesso modo non può essere dato seguito alla 

loro richiesta di abbandonare la prassi dello scrivente Tribunale secondo 

cui l'inoltro di una variante senza un'offerta di base che corrisponda alla 

soluzione ufficiale deve comportare l'esclusione. Altrimenti si cadrebbe in 

contraddizione con l'ordinamento giuridico (art. 22a OaPub), 

rispettivamente si ridurrebbe ulteriormente la facoltà del committente di 

escludere o limitare l'ammissibilità di varianti. Del resto le ricorrenti non 

avanzano contestazioni di alcun genere, né muovono critiche sulla 

disposizione di cui all'art. 22a OAPub che siano in qualche modo 

suscettibili, nel singolo caso, di andare in deroga alla linea 

giurisprudenziale tracciata finora da questo Tribunale. 

Nella documentazione di appalto, in particolare al capitolo II. Condizioni 

speciali subordinate all'opera, II.1 Disposizioni particolari, le delimitazioni 

nella zona di cantiere sono definite nel modo seguente (cifra 153.100, 

pag. 24): 

Il cantiere si svolgerà a diretto contatto con il tratto autostradale che rimane 

in esercizio. Saranno coinvolte anche tutte le strade che fanno parte del 

nodo svincolo di Mendrisio. Le interfacce tra il lotto 201 e altri imprenditori 

nonché il perimetro delle aree di lavoro e i relativi accessi sono descritti nei 

seguenti doc: 

- "II.4 Piani del committente, piani generali" 

- "II.5.A Manufatti: informazioni tecniche" 

- "II.5.B Rapporto descrittivo gestione del cantiere" 

- "II.5.C Programma lavori del committente" 

- "II.5.D Programma lavori generale EP26" 

Tutti gli oneri supplementari derivati dalle limitazioni descritte nei documenti 

di cui sopra e in generale facenti parte dell'elemento "II. Condizioni speciali 

subordinate all’opera" devono essere compresi nei singoli prezzi offerti.". 

B-1875/2014 

Pagina 23 

Salta all'occhio che le disposizioni particolari menzionate alla cifra II.1 del 

bando, le quali devono essere rispettate in vista dell'ammissione di 

varianti, rimandano all'ulteriore documentazione specifica del capitolato 

d'oneri per la descrizione del perimetro delle aree di lavoro e dei relativi 

accessi, segnatamente al doc. II.5.A Manufatti: informazioni tecniche. Un 

tale rinvio esplicito ad altri documenti del capitolato d'oneri significa che le 

prescrizioni in essi contenute devono essere parimenti osservate. 

In particolare alla voce 3.4.3 "Impostazione del progetto strutturale" al 

capitolo II. "Condizioni speciali subordinate all'opera, II.5 Rapporti / Altri 

documenti del Committente, II. 5. A Manufatti: Informazioni tecniche" 

(pag. 16), si legge che tra le "principali fasi critiche di lavoro" rientra "il 

montaggio della carpenteria metallica (stabilità ossatura / aree di lavoro e 

accessibilità limitate)".  

Alla cifra 3.7.4.5 "Particolarità esecutive delle singole parti d'opera 

principali" al capitolo II.5.A (pag. 31), il committente ha definito i requisiti 

posti alla carpenteria metallica come segue: 

"L'ossatura portante è integralmente prefabbricata in officina e trasportata in 

sito con automezzi in pezzi di 14-26 m (travi principali).  

Gli accessi sono possibili sia dal fronte autostradale (in testa alle spalle: ma 

solo in determinate fasi / condizioni), che nella piana della Tana. L'area 

sottostante i viadotti dovrà essere preliminarmente sistemata con 

adeguate massicciate (misto granulare) per le manovre di cantiere. 

I singoli pezzi di travi longitudinali trasportati, possono essere saldati a terra 

in tronconi da ~40 m: 

- ai piedi del viadotto; 

-  nell'area autostradale posta in testa alle spalle; 

I tronconi sono sollevati con autogru circolante (~ 70-100 t), posati e regolati 

sulle pile e sostenuti da ev. torri intermedie provvisorie, secondo una 

specifica sequenza. 

Una volta posata la coppia di travi principali (con relativo supporto 

intermedio), segue l'assemblaggio delle travi trasversali e relativa 

controventatura provvisoria (da smontare al termine dell'esecuzione 

dell'impalcato) a formazione del concio autostabile. 

L'unione fra conci è prevista con saldature in opera, in corrispondenza di 

giunti di montaggio." 

B-1875/2014 

Pagina 24 

A titolo liminare è opportuno rimarcare che la formulazione della 

summenzionata cifra 3.7.4.5 "Particolarità esecutive delle singole parti 

d'opera principali" al capitolo II.5.A del capitolato d'oneri "l'ossatura 

portante è integralmente prefabbricata in officina e trasportata in sito con 

automezzi in pezzi di 14-26 m (travi principali)" non lascia spazio ad 

argomentazioni di sorta circa la lunghezza delle travi. 

5.1.5 In sede di risposta, il committente ha confermato ed inoltre 

concretizzato le disposizioni contenute nel capitolato d'oneri, in 

particolare inerenti alla saldatura delle travi sul posto e alla limitazione 

della lunghezza delle travi. In sintesi, egli poggia il concepimento di simili 

restrizioni su tre motivi: le problematiche legate al trasporto di travi di 40 

metri, l'impossibilità di invadere le aree del cantiere parallelo inerente al 

lotto n. 202 (opere da capomastro e pavimentazioni), nonché la 

disponibilità limitata delle aree di lavoro e delle accessibilità per il 

montaggio della carpenteria metallica.  

5.1.5.1 Riferendosi alle problematiche legate al trasporto di travi di 40 

metri, il committente spiega di non aver potuto garantire l'accesso al 

cantiere direttamente dall'autostrada e di essersi visto obbligato a definire 

le lunghezze massime delle travi al fine di renderle trasportabili mediante 

la rete stradale locale. A tale riguardo egli mette in evidenza la necessità 

di considerare non solo il contesto urbano e il carico veicolare della città 

di Mendrisio, ma anche il fatto che la committenza non dispone di 

particolari diritti per allargare le vie d'accesso o allontanare ostacoli 

(rotonde, muri di cinta, candelabri, edifici, segnaletica verticale, ecc.) che 

si sarebbero incontrati sul percorso. In tale contesto, l'autorità 

aggiudicatrice allega il piano di verifica di accessibilità dalla N2 all'area di 

cantiere Tana con un convoglio di 47 metri (Allegato 2 alla risposta), da 

cui risulta che un simile mezzo di trasporto entra in conflitto, nei paraggi 

delle Rotonda Laveggio, con barriere, rilevato e il fiume Laveggio, e, nei 

pressi della Rotonda di Mendrisio, con la rotatoria e segnaletica verticale 

esistente. Conformemente al piano di verifica dell'accessibilità, un 

convoglio di una lunghezza di 47 metri non sarebbe in grado di compiere 

le svolte e le manovre necessarie per raggiungere l'area di cantiere e 

prenderebbe in urto, a circa 400 metri sulla destra del Viadotto della Tana, 

stabili e fondi privati. Secondo l'Allegato 3 alla risposta (Piano S.201.013 

intitolato "Rappresentazione pista ZM e conflitti"), la pista di cantiere 

prevista dal subappaltatore delle ricorrenti va a contrastare con scarpate 

esistenti, il fiume Laveggio, le aree di cantiere Lotto 202 e le strade 

interne del cantiere. In particolare, l'autorità aggiudicatrice ritiene che la 

necessità del subappaltatore di creare due piste a pié d'opera lungo il 

B-1875/2014 

Pagina 25 

manufatto sia incompatibile con le esigenze del Lotto 202, al quale 

dovrebbe essere garantita almeno una pista di collegamento tra i due 

ingressi Pizzoo-Cercera, come pure con il progetto stesso laddove non 

permetterebbe la creazione del rilevato per la nuova bretella.  

Anche nel capitolato d'oneri viene accentuata l'importanza delle vie 

d'accesso. Ad esempio, conformemente al documento II.1 (Disposizioni 

particolari, cifra 363.300, pag. 44) gli accessi disponibili e relative 

limitazioni sono definite nel modo seguente: 

" Tutti gli accessi possibili al cantiere, come pure le relative area di cantiere 

messe a disposizione dal committente, sono descritti e indicati nei piani 

generale, doc. "II.4 Piani del committente". 

I principali accessi per raggiungere l'area di cantiere Tana ("piana Laveggio") 

sono: 

- Ingresso Pizzuolo 

Da Rancate, presenza del Sottopasso della Tana, transito permesso a veicoli 

con hmax = 3.70 e b = 4 m 

- Ingresso Cercera 

Da via Cercera (Mendrisio), presenta linea aerea AET 50 kV, transito 

permesso a veicoli con hmax = 4 m e b = 3 m 

Mentre gli accessi principali per entrare nelle aree di cantiere del lotto 201 

sul sedime autostradale cambiano in funzione delle fasi di lavoro e la 

conduzione del traffico. 

Accessi autostradali fase 1A → vedi piano "S.201.015 / II.4 Piani del 

committente" 

Accessi autostradali fase 1B → vedi piano "S.201.016 / II.4 Piani del 

committente" 

Accessi autostradali fase 2 → vedi piano "S.201.017 / II.4 Piani del 

committente" 

Accessi autostradali fase 3 → vedi piano "S.201.018 / II.4 Piani del 

committente" 

La presenza di differenza di quota fra le carreggiate N-S e S-N fra le fasi 1 / 

2 implica un adeguamento della geometria stradale dell'accesso (nello 

spazio per accelerazione). La geometria di tali adeguamenti deve rispettare 

le normative in vigore. 

B-1875/2014 

Pagina 26 

Tutti gli oneri conseguenti a tale adeguamento sono da comprendere nei 

prezzi offerti. Gli adeguamenti dovranno essere smantellati. (…) 

È compito dell’offerente verificare i raggi di curvatura, le altezze ed i limiti di 

carico ammessi sulle strade d’accesso al cantiere. Tutti i limiti sono da 

rispettare in modo rigoroso. (…)" 

5.1.5.2 Le allegazioni del committente relative all'impossibilità di 

intralciare le aree del cantiere del lotto n. 202 (opere da capomastro e 

pavimentazioni) trovano del resto conferma nel capitolato d'oneri. Ad 

esempio, al documento II.1 (Disposizioni particolari, cifra 363.300, pag. 

44) si legge quanto segue: 

" (…)Nella fase 1B e 2 gli accessi presenti nell'area sulla carreggiata N2 dal 

km 6+503 al 6+725 sono disponibili all'imprenditore del lotto 201 fino a 2 

mesi prima del termine fine fase 1, rispettivamente 2 mesi prima del termine 

fine fase 2, per consentire il completamento degli interventi al lotto 202. 

Gli accessi sono da condividere per tutta la durata dei lavori con i 

coimprenditori previsti (vedi pos. 152.300 e 152.400) in particolare con lotto 

102, 103 e 202.(…)". 

Le possibili interfacce con il lotto 202 e le conseguenze che ne derivano 

per l'accessibilità ai cantieri sono pure messe in evidenza al documento 

II.1 (Disposizioni particolari, cifra 152.303 "Lotto 202 – Opere principali 

sull’asse autostradale", pag. 19 seg.), come riportato di seguito:  

"In modo da permettere la realizzazione degli interventi di tracciato 

autostradale della tratta dal km 6+503.300 al km 6+725.000 (~200m) del 

lotto 201: l'area del sedime N2 dal km 6+503.300 al km 6+725.000 .  

carreggiata S-N: è disponibile all'imprenditore del lotto 201 fino a 2 mesi 

prima deltermine S6: FINE FASE 1 

carreggiata N-S: è disponibile all'imprenditore del lotto 201 fino a 2 mesi 

prima del termine S11: FINE FASE 2 

Pertanto queste aree, alla riconsegna al lotto 202, non potranno essere 

considerate dall’imprenditore del lotto 201, né quale area di deposito né 

quale area di lavoro, vedi piani "S.201.010 Area di cantiere fase 1" e 

"S.201.013 Area di cantiere fase 2B". 

Nella fase 2 l'imprenditore del lotto 202 deve realizzare il completamento 

della bretella SPA 394-N2, in particolare la costruzione del rilevato ~ 50 m 

nell'area Tana sottostante al viadotto della Tana S-N e N-S, pertanto 

l'imprenditore del lotto 201 dopo aver realizzato i pali di fonazione, le 

fondazioni, "l'elevazione" delle pile 2-3 del nuovo viadotto NS e costruito la 

centina di sicurezza dovrà lasciare libera quest'area. L'area non potrà essere 

B-1875/2014 

Pagina 27 

considerata per il lotto 201 né area di lavoro né area di deposito, vedi piano 

"S.201.012 Area di cantiere e accessi fase 2A.2". 

(…) 

L'imprenditore del lotto 201 dovrà sempre garantire una pista di transito in 

sicurezza nell'area Tana per il collegamento delle aree di lavoro del lotto 202 

e l'area logistica del lotto 202. 

L’impresa del lotto 202 utilizza le piste di transito nell’area Tana. L'utilizzo 

delle piste deve essere coordinata tra l’imprenditore lotto 202 e gli altri co-

imprenditori lotto 201 con le rispettive DLL (in modo da garantire sempre un 

passaggio in sicurezza)". 

5.1.5.3 La disponibilità limitata delle aree di lavoro e delle accessibilità 

per il montaggio della carpenteria metallica, conformemente alle 

disposizioni di gara è evincibile alla voce 3.4.3 "Impostazione del progetto 

strutturale" al capitolo II. "Condizioni speciali subordinate all'opera, II.5 

Rapporti / Altri documenti del Committente, II. 5. A Manufatti: Informazioni 

tecniche" (pag. 16; cfr. consid. 5.1.4). 

5.1.6 Un apprezzamento globale dei punti del bando e del capitolato 

d'oneri suesposti, nonché delle spiegazioni del committente in sede di 

risposta porta alle conclusioni seguenti. 

Nel definire le specificazioni tecniche, più precisamente nel determinare 

se i requisiti posti alla prestazione richiesta siano da adempiere in 

maniera assolutamente imprescindibile oppure se la prestazione possa 

essere realizzata allo stesso modo per il tramite di una variante 

equivalente, dal profilo funzionale, alla soluzione di base, nonché 

nell'aggiudicare un appalto alla variante o ad un'offerta conforme alla 

soluzione ufficiale, l'autorità aggiudicatrice fruisce di un ampio potere 

d'apprezzamento in cui lo scrivente Tribunale di principio non interviene. Il 

committente non può essere obbligato ad assumersi i rischi che una 

variante può comportare, ma deve poter avere la possibilità di scegliere il 

tipo di soluzione per la prestazione richiesta. In questo ambito lo scrivente 

Tribunale, il cui potere d'esame in materia di appalti pubblici racchiude la 

violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di 

apprezzamento, ma non l'adeguatezza (art. 31 LAPub), non può arrogarsi 

il ruolo di autorità aggiudicatrice superiore. In particolare, non può 

esaminare se la scelta di una soluzione è più o meno adatta o opportuna 

(cfr. decisione incidentale del Tribunale amministrativo federale 

B-822/2010 del 10 marzo 2010 consid. 4.3). Tuttavia, il committente non 

gode di libertà totale nell'allestimento delle prestazioni messe a concorso, 

B-1875/2014 

Pagina 28 

ma deve fondare eventuali limitazioni delle specificazioni tecniche su 

motivi obiettivi e sostenibili. Dette limitazioni non possono apparire prive 

di scopo, insensate ed irragionevoli (cfr. decisione incidentale del 

Tribunale amministrativo federale B-822/2010 del 10 marzo 2010 consid. 

4.3, 4.5 e la relativa nota di MARTIN BEYELER in BR 2010 p. 209 seg.).  

Nel caso in esame l'autorità aggiudicatrice ha fissato nel capitolato d'oneri 

precise direttive inerenti alla lunghezza, al trasporto ed alla saldatura sul 

posto delle travi principali per la carpenteria metallica, le quali potevano 

misurare tra un minimo di 14 metri ad un massimo di 26 metri. Nella 

risposta al ricorso, il committente ha motivato la scelta di una tale 

soluzione fondandosi in sostanza su tre motivi: le problematiche legate al 

trasporto di travi di 40 metri, l'impossibilità di invadere le aree del cantiere 

parallelo inerente al lotto n. 202 e infine la disponibilità limitata delle aree 

di lavoro e delle accessibilità per il montaggio della carpenteria metallica. 

Come dimostrano i considerandi 5.1.4 e 5.1.5.1-5.1.5.3, i motivi addotti 

dall'autorità aggiudicatrice per le dimensioni limitate delle travi, incentrati 

sulle difficoltà in fase di trasporto, accesso e montaggio in cantiere, sono 

corroborati anche dai dati contenuti nel capitolato d'oneri. Oltracciò, il 

piano di verifica di accessibilità dalla N2 all'area di cantiere Tana con un 

convoglio di 47 metri (Allegato 2 alla risposta) mette in evidenza i disagi 

al traffico che un tale mezzo di trasporto potrebbe provocare, in 

particolare l'impossibilità di svolgere manovre per raggiungere l'area di 

cantiere e i conflitti con barriere, rilevato e il fiume Laveggio, nonché con 

la rotatoria e segnaletica verticale esistente, come pure con stabili e fondi 

privati. Alla luce di simili circostanze è chiaramente dato di vedere come 

l'autorità aggiudicatrice nella scelta delle specificazioni tecniche, ossia la 

definizione della lunghezza delle travi per la carpenteria metallica, si sia 

lasciata guidare da motivi oggettivi e ragionevoli e non sia incorsa 

nell'arbitrio. La soluzione optata per l'offerta di base appare quindi 

sostenibile e fondata, indipendentemente dalla circostanza che il 

procedimento adottato dalle ricorrenti possa essere realizzato o offrire 

benefici sia a livello tecnico che finanziario. 

Per contro, le ricorrenti non riescono ad avvalorare con le loro allegazioni 

che la scelta adottata dal committente in riferimento alla lunghezza delle 

travi non poggi su alcun criterio oggettivo. Laddove richiamano la 

fattibilità e i vantaggi della loro soluzione, segnatamente le risposte in 

sede di chiarimenti d'offerta e il risparmio finanziario di circa 0.8 milioni di 

franchi, le ricorrenti misconoscono di non aver un diritto ad imporre al 

committente il prodotto che ritengono più adatto, giacché l'autorità 

aggiudicatrice ha fornito ragioni valide per i limiti di lunghezza delle travi. 

B-1875/2014 

Pagina 29 

In sostanza, le asserzioni delle ricorrenti fanno un chiaro riferimento 

all'inadeguatezza e sono, come già detto, sottratte al potere d'esame 

dello scrivente Tribunale (art. 31 LAPub).  

5.1.7 Le ricorrenti hanno proposto la soluzione del loro subappaltatore 

F.______ SA, la quale contemplava il trasporto di travi intere di 40 metri di 

lunghezza evitando l'assemblaggio al suolo. La soluzione da loro 

proposta entra dunque in contrasto con le prescrizioni del capitolato 

d'oneri non solo in relazione alle modalità di trasporto come vorrebbero le 

ricorrenti, ma soprattutto alla lunghezza delle travi ed alla possibilità di 

saldarle sul posto. Nel fissare la lunghezza delle travi tra 14 e 26 metri e 

la possibilità di saldatura sul posto, il committente ha posto chiaramente 

dei limiti alla libertà imprenditoriale degli offerenti a cui le ricorrenti non 

possono che appellarsi invano. Parimenti ininfluente il rinvio delle 

ricorrenti a diverse posizioni del capitolato CPN 321.700 dove è sì 

indicato "sistema di montaggio a libera scelta dell'impresa", mentre nulla 

si legge sull'ammissibilità di travi di 40 metri di lunghezza. Di 

conseguenza, l'offerta delle ricorrenti si scosta dai parametri definiti dalla 

documentazione di gara e costituisce dunque una variante esecutiva. 

Pertanto, l'esclusione della loro offerta risulta giustificata nella misura in 

cui non è stata inoltrata un'offerta di base contestualmente alla variante, 

come invece imperativamente previsto dal bando di concorso. È perciò 

fuori discussione che l'autorità aggiudicatrice avrebbe dovuto valutare la 

soluzione delle ricorrenti attribuendo un punteggio più basso.  

5.1.8 A titolo prettamente abbondanziale può essere rilevato che il 

committente ha anche documentato in maniera plausibile in base a piani 

speciali (Allegati 2 e 3 alla risposta) che la soluzione delle ricorrenti non è 

suscettibile di fugare i timori sulle difficoltà di trasporto di travi di 40 metri 

di lunghezza, sulla disponibilità limitata delle aree di lavoro, sulle 

accessibilità ristrette per il montaggio della carpenteria metallica, nonché 

sul conflitto con il lotto n. 202. Già nella fase di chiarimenti d'offerta, 

quindi prima dell'aggiudicazione, l'autorità aggiudicatrice ha comunque 

lasciato intendere alle ricorrenti di voler fare luce sulle modalità di 

trasporto e montaggio (cfr. atti preliminari Doc. 3 domanda e risposta 8, 

p.  39 seg.). Dalla risposta delle ricorrenti traspare che loro stesse non 

sono sicure di poter garantire la loro soluzione, tanto più che hanno 

ventilato l'ipotesi di trasportare travi di 20 metri da assemblare in cantiere 

(ibidem).  

Non va infine dimenticato che le stesse ricorrenti nel loro memoriale non 

negano che vi siano difficoltà in fase di trasporto, accesso e montaggio in 

B-1875/2014 

Pagina 30 

cantiere, anche se, a loro dire, superabili. Tuttavia, si osserva, non senza 

un certo stupore, che le ricorrenti non sostanziano minimamente come 

intendono porre rimedio alle lacune riscontrate nella fattibilità della loro 

soluzione. Nemmeno nella motivazione aggiuntiva le ricorrenti si 

occupano a fondo della questione, limitandosi a rilevare che nel corso dei 

lavori di potenziamento della sottostazione AET di Mendrisio sia 

apparentemente transitato un convoglio lungo oltre 60 metri. La loro 

esposizione dei fatti è tuttavia relativizzata dalla presa di posizione delle 

controparti del 17 giugno 2014, dove è illustrato in maniera plausibile 

come i due convogli non siano paragonabili. Secondo le verifiche delle 

controparti, il convoglio menzionato dalle ricorrenti sarebbe composto da 

più elementi snodati (2 elementi motrici e 4 snodi), mentre la parte fissa 

misurerebbe 25 metri e l'elemento trasportato 9 metri. Vi sono perciò 

buone ragioni per credere che l'esempio portato dalle ricorrenti manchi di 

pertinenza. Quand'anche le loro critiche riferite alla fattibilità della loro 

soluzione possano apparire sostenibili, esse non possono in nessun caso 

compensare il fatto che la loro offerta si scosta dalle prescrizioni del 

capitolato d'oneri e che l'estromissione della medesima dalla valutazione 

non ha nulla da eccepire nell'ottica del diritto in materia di appalti pubblici. 

Le ricorrenti sembrano misconoscere che nel presente caso non è 

rilevante sapere se la soluzione da loro offerta sia altrettanto fattibile e 

oltretutto più economica, ma unicamente se l'autorità aggiudicatrice ha 

motivato in maniera plausibile e sostenibile la scelta delle specificazioni 

tecniche.  

5.1.9 Alle ricorrenti non giova nemmeno fare riferimento alla gara 

d'appalto di USTRA concernente il cantiere Arbedo-Roveredo (EP 27 lotto 

2) per avvalorare la tesi che l'autorità aggiudicatrice adotti una prassi 

contraddittoria nelle procedure di aggiudicazione.  

A dire delle ricorrenti, nella gara pubblica summenzionata il medesimo 

committente avrebbe accettato due modalità di esecuzione divergenti 

dalla soluzione proposta dal bando – esecuzione del lavoro con 2 anziché 

3 finitrici, diverso sistema di demolizione – senza chiedere allo stesso 

tempo l'inoltro di un'offerta di base, quindi senza definirle come variante. 

Come sottolinea il committente, la procedura di aggiudicazione indicata 

dalle ricorrenti non può essere paragonata alla presente in quanto le 

condizioni di gara nel primo caso conferivano all'offerente la facoltà di 

proporre soluzioni alternative (cfr. Allegato 4, Condizioni speciali 

subordinate all'opera – Disposizioni particolari, pos. 982.700), mentre nel 

caso di specie la lunghezza massima delle travi era imperativamente 

dettata dal capitolato d'oneri. Ciò posto, alle censure delle ricorrenti viene 

B-1875/2014 

Pagina 31 

comunque a mancare il fondamento poiché, come precedentemente 

esposto, l'esclusione della loro offerta appare giustificata, fermo restando 

che l'autorità aggiudicatrice non è incorsa nell'arbitrio né nel definire il 

progetto e le condizioni quadro dello stesso, né nella scelta delle 

prescrizioni tecniche riferite all'esecuzione della commessa. Non si pone 

quindi la necessità di dare seguito alla richiesta delle ricorrenti a che il 

committente trasmetta tutti i documenti che abbiano una relazione diretta 

o indiretta con le questioni sollevate nel ricorso.  

5.1.10 Le ricorrenti ritengono che l'imposizione da parte dell'autorità 

aggiudicatrice del trasporto in pezzi da 14 a 26 metri costituisca una 

limitazione indebita della concorrenza poiché penalizzerebbe i grossi 

metalcostruttori d'oltralpe, ma tornerebbe a vantaggio del subappaltatore 

ticinese delle controparti. A tale riguardo, l'autorità aggiudicatrice sostiene 

come una simile contestazione sia tardiva poiché, se del caso, avrebbe 

dovuto essere rivolta contro il bando di concorso stesso, il quale però non 

è stato impugnato. 

Nel caso di specie, nel bando di concorso, impugnabile di principio a titolo 

indipendente, non vi è alcun riferimento diretto alla lunghezza delle travi. 

Una simile indicazione poteva essere desunta solo consultando 

attentamente la documentazione di gara. Non si può dire con certezza se 

le ricorrenti siano state in grado di riconoscere la portata delle 

informazioni relative alla lunghezza delle travi in modo sufficientemente 

chiaro già al momento della pubblicazione del bando di concorso. 

Pertanto sarebbe eccessivo ritenere precluso il diritto delle ricorrenti a 

contestare la norma contenuta nella documentazione di gara nella 

procedura di ricorso contro l'aggiudicazione (cfr. sentenza del Tribunale 

amministrativo federale B-1358/2013 del 23 luglio 2013 intero consid. 2).  

Malgrado la censura delle ricorrenti non possa essere considerata 

tardiva, la medesima è in ogni caso votata all'insuccesso. Fermo restando 

che la scelta delle specificazioni tecniche adottata dal committente, ossia 

la definizione della lunghezza delle travi per la carpenteria metallica, 

poggia su motivi oggettivi, ragionevoli e sostenibili (cfr. consid. 5.1.6), 

eventuali restrizioni della concorrenza potrebbero essere tollerate, a 

condizione che permanga una concorrenza residua sufficientemente 

efficace; ciò non è il caso laddove la descrizione delle specificazioni 

tecniche è impostata in modo tale che la prestazione possa essere fornita 

da un unico offerente (cfr. BEYELER in BR 2010 pag. 209 segg., pag. 210). 

Ora, nella presente fattispecie, sono le stesse ricorrenti ad indicare che 

per le opere di metal costruttore si erano presentati tre subappaltatori, 

B-1875/2014 

Pagina 32 

vale a dire F.______ SA, G.______ SA e H.______AG, sottolineando che 

la soluzione presentata da F.______ SA era la più a buon mercato, 

mentre le offerte dei restanti subappaltatori differivano per il trasporto, il 

montaggio e il prezzo. Oltre a ciò, le ricorrenti spiegano che F.______ SA 

ha offerto la fornitura della carpenteria metallica in travi da 40 m, mentre 

sia le G.______ SA che la H.______AG hanno offerto la carpenteria in 

travi da saldare sul posto. Dagli atti emerge pure che le ricorrenti nella 

fase dei chiarimenti dell'offerta hanno ventilato l'ipotesi di trasportare travi 

di 20 metri da assemblare in cantiere nel caso di difficoltà di trasporto. Da 

tutti gli elementi suindicati risulta quindi come tutti i subappaltatori 

sarebbero stati in grado di fornire travi della lunghezza definita nella 

documentazione di gara. Non è quindi dato di vedere come la descrizione 

delle relative specificazioni tecniche possa condurre ad una limitazione 

indebita della concorrenza. 

5.1.11 Le ricorrenti contestano l'atteggiamento del committente nella fase 

di esame e di discussione dell'offerta, chiedendosi come mai siano state 

poste loro diverse serie di domande per poi escludere la loro offerta dalla 

gara per motivi formali. A loro dire, il committente avrebbe subito 

pressioni che l'avrebbero portato a fare analizzare l'offerta delle ricorrenti 

da un ufficio indipendente d'oltralpe. Infine le ricorrenti sospettano che 

abbiano avuto luogo trattative dirette fra i dirigenti della D._______con un 

ingegnere coinvolto attivamente nel progetto. 

Prima di tutto occorre rilevare che, per legge, gli offerenti non hanno di 

principio diritto di essere sentiti previamente prima di essere esclusi; 

questo perché l'art. 30 cpv. 1 PA, secondo cui l'autorità, prima di 

prendere una decisione, sente le parti, non è applicabile nei procedimenti 

condotti dall'autorità aggiudicatrice (cfr. art. 26 cpv. 2 LAPub; sentenza 

del Tribunale amministrativo federale B-3013/2012 del 31 agosto 2012 

consid. 2.2 con ulteriori rinvii). Inoltre, l'ordine giuridico in materia di 

acquisti pubblici non prevede che la decisione d'esclusione impugnabile 

separatamente debba essere presa prima dell'aggiudicazione. Secondo 

la dottrina, una simile circostanza non comporta, di norma, un pregiudizio 

per l'offerente non considerato, poiché con il ricorso diretto contro 

l'aggiudicazione egli può ancora far valere l'estromissione illecita della 

sua offerta dalla gara (STEPHAN SCHERLER, Die Verfügungen im 

Vergaberecht, in; Jean-Baptiste Zufferey/Hubert Stöckli [editori] Aktuelles 

Vergaberecht 2012, Zurigo-Basilea-Ginevra, p. 359). In singoli casi è 

tuttavia concepibile che una decisione d'esclusione che non sia stata 

emessa immediatamente dopo averne scoperto le ragioni possa condurre 

ad una responsabilità per culpa in contrahendo. Una violazione 

B-1875/2014 

Pagina 33 

dell'obbligo di fedeltà potrebbe sussistere se il committente sa che 

escluderà un offerente ma lo induce ad affrontare un ulteriore dispendio 

(presentazione dell'offerta, prima serie di trattative; SCHERLER, op. cit., 

p. 359).  

A ciò si aggiunge che l'autorità aggiudicatrice dispone di un margine 

d'apprezzamento nello statuire se un'offerta deve essere scartata già in 

partenza oppure rettificata eventualmente per mezzo della richiesta di 

ulteriori informazioni, sempre a condizione che la stessa tratti tutti gli 

offerenti in modo uguale. Nel caso di specie, l'autorità aggiudicatrice ha 

addotto nella risposta di aver subito proceduto con i necessari chiarimenti 

delle offerte per ottimizzare i tempi e che in tale occasione ha potuto 

rendersi conto delle inadempienze formali nell'offerta delle ricorrenti. Così 

facendo, il committente ha scelto di effettuare una rettifica delle offerte. 

Dagli atti risulta che la fase di chiarimenti d'offerta è avvenuta in modo 

uguale per tutti e tre gli offerenti. Per quanto attiene alla fase di 

chiarimenti riferita all'offerta delle ricorrenti si evince dagli atti che il 

committente ha posto alle ricorrenti 12 domande in totale, la prima parte 

in data 31 gennaio 2014, la seconda parte in data 24 febbraio 2014, 

mentre le risposte delle ricorrenti sono state inoltrate la prima volta il 

14 febbraio 2014 e la seconda volta il 3 marzo 2014. Il committente ha 

proceduto allo stesso modo con l'offerta delle controparti. Salta all'occhio 

che la serie di domande del 24 febbraio 2014 (D8-D12) posta alle 

ricorrenti ha per oggetto delucidazioni circa le modalità di trasporto e 

montaggio delle travi metalliche, con particolare attenzione alle 

dimensioni del convoglio di trasporto dei conci fino al cantiere, ai percorsi 

di accesso al cantiere con le travi metalliche da 40 metri e ai percorsi e 

modalità di accesso dell'autogrù da 500 tonnellate. Da quanto precede 

risulta che il committente ha esaminato accuratamente l'offerta delle 

ricorrenti e che l'estromissione della stessa dalla gara è entrata in 

considerazione solo dopo un attento esame della situazione concreta. 

Non si può rimproverare all'autorità aggiudicatrice di aver svolto la rettifica 

delle offerte contrariamente ai principi della trasparenza e della parità di 

trattamento, né di aver ecceduto o abusato nell'esercizio del proprio 

potere di apprezzamento e nemmeno di aver violato il diritto federale se 

non ha comunicato immediatamente alle ricorrenti l'esclusione della loro 

offerta dalla gara. In sunto, con riguardo al potere di apprezzamento del 

committente nel contesto summenzionato, al numero esiguo di offerenti e 

infine tenuto conto che è l'autorità aggiudicatrice stessa e non un 

collaboratore scientifico sulla base di un esame preliminare a statuire 

sull'esclusione dell'offerta dalla gara, non appare intollerabile che la 

B-1875/2014 

Pagina 34 

decisione di esclusione sia stata comunicata contemporaneamente con 

l'aggiudicazione il 20 marzo 2014.  

Per il resto, le ricorrenti non dicono, né sostanziano se e in che misura la 

comunicazione dell'esclusione contestualmente all'aggiudicazione abbia 

recato loro un qualsivoglia pregiudizio. Parimenti ininfluenti appaiono le 

censure legate a presunte trattative e pressioni subite dal committente, in 

quanto concepite in maniera assolutamente speculare e non fondate su 

argomenti sostanziati, né corredate da elementi giustificativi. Non è quindi 

più necessario chinarsi sulle domande delle controparti di estromettere 

tali contestazioni dagli atti. 

5.1.12 A titolo di risultato intermedio è accertato che il committente ha 

fondato la descrizione delle specificazioni tecniche relativa ai limiti di 

lunghezza delle travi su parametri obbiettivi e difendibili senza eccedere o 

abusare nell'esercizio del proprio potere di apprezzamento. Le ricorrenti 

non sono invece in grado di dimostrare che la definizione delle 

specificazioni tecniche sia avvenuta in maniera arbitraria. Pertanto, 

scostandosi la loro soluzione dalle prescrizioni del capitolato d'oneri in 

riferimento alle dimensioni delle travi, non può dare adito a critiche che la 

loro offerta sia stata vista come variante esecutiva e non essendo stata 

inoltrata contestualmente un'offerta di base sia stata estromessa dalla 

gara. 

5.2  

A mente delle ricorrenti l'offerta dell'aggiudicataria avrebbe dovuto essere 

esclusa dalla gara in quanto si tratterebbe di una variante esecutiva e nel 

considerarla il committente avrebbe violato il principio della parità di 

trattamento.  

Ferma restando l'ammissibilità della decisione di esclusione, le ricorrenti 

non dovrebbero più essere legittimate a contestare la delibera in favore 

delle controparti (cfr. consid. 1.3). Dal principio della parità di trattamento 

(art. 8 cpv. 1 Cost.) scaturisce tuttavia la necessità di esaminare le 

censure delle ricorrenti dirette contro l'esclusione dell'offerta delle 

controparti. Le contestazioni sollevate su questo tema sono ammissibili 

perché non riguardano la decisione di aggiudicazione, ma quella di 

esclusione, la quale rischierebbe di risultare discriminatoria se le censure 

mosse dalle ricorrenti dovessero rivelarsi infondate (CASSINA, op. cit., 

pag. 63 seg.; sentenza del Tribunale cantonale amministrativo del 

Cantone Ticino del 7 gennaio 2013 consid. 3.1; JÄGER, op. cit., pag. 355 

seg.).  

B-1875/2014 

Pagina 35 

5.2.1 In primo luogo le ricorrenti ritengono che già la scelta delle 

dimensioni delle travi sia contraria alle prescrizioni contenute nella 

documentazione di gara, in quanto l'offerta aggiudicataria avrebbe 

previsto di fornire tutti i pezzi con lunghezza di 20 metri, mentre il progetto 

prevedeva pezzi da 14 metri a 26 metri.  

Orbene, il capitolato d'oneri riporta alla lettera che "l'ossatura portante è 

integralmente prefabbricata in officina e trasportata in sito con automezzi 

in pezzi di 14-26 m (travi principali)" (documento II.5 Manufatti: 

Informazioni tecniche, punto 3.7.4.5), per cui è di meridiana evidenza che 

l'autorità aggiudicatrice ha definito la lunghezza minima e massima delle 

travi e che i partecipanti alla gara pubblica erano liberi di scegliere, 

perlomeno entro i limiti imposti dal capitolato d'oneri, quali dimensioni 

dare alle loro travi. Se, come indicano le ricorrenti, il subappaltatore delle 

controparti ha offerto le travi principali con una lunghezza di 20 metri, 

allora la scelta di una tale misura appare assolutamente conforme alle 

prescrizioni di gara. L'interpretazione delle ricorrenti risulta invece 

avversa al testo del capitolato d'oneri e non può essere tutelata. 

5.2.2 Le ricorrenti sono infine del parere che la sequenza di montaggio 

prevista dalle controparti differisca dalle disposizioni contenute nel 

capitolato d'oneri, rappresentando una vera e propria variante esecutiva 

che in assenza di un'offerta di base avrebbe dovuto essere scartata 

conformemente al bando di concorso.  

A tale riguardo, nel capitolato d'oneri (documento II.5 Manufatti: 

Informazioni tecniche, punto 3.7.4.5) si legge:  

"I tronconi sono sollevati con autogru circolante (~ 70-100 t), posati e regolati 

sulle pile e sostenuti da ev. torri intermedie provvisorie, secondo una 

specifica sequenza. I tronconi sono sollevati con autogru circolante (~ 70-100 

t), posati e regolati sulle pile e sostenuti da ev. torri intermedie provvisorie, 

secondo una specifica sequenza. Una volta posata la coppia di travi 

principali (con relativo supporto intermedio), segue l'assemblaggio delle travi 

trasversali e relativa controventatura provvisoria (da smontare al termine 

dell'esecuzione dell'impalcato) a formazione del concio autostabile. L'unione 

fra conci è prevista con saldature in opera, in corrispondenza di giunti di 

montaggio." 

Alla Figura 15 (punto 3.7.4.5 del capitolato) è riportato lo schema per la 

posa dei conci della carpenteria metallica, in quattro fasi esecutive. 

Secondo le ricorrenti, le controparti avrebbero posato i conci invertendo in 

maniera inammissibile la fase 4 con la fase 3. 

B-1875/2014 

Pagina 36 

Dal testo del capitolato d'oneri succitato emerge che il committente ha 

previsto di sollevare i tronconi con autogru circolante, posarli, regolarli, 

eventualmente sostenerli con l'aiuto di torri intermedie provvisorie, 

secondo una specifica sequenza. Ora, già con l'impiego dell'articolo 

indeterminativo "una" prima di "specifica sequenza" senza un richiamo 

esplicito a seguire lo schema della Figura 15, nonché con la prevista 

eventualità di sorreggere i tronconi per mezzo di torri intermedie 

provvisorie, come risulta dal testo del capitolato d'oneri e dalla Figura 15, 

vi sono importanti indizi sul fatto che il committente non abbia definito i 

requisiti posti alla sequenza per il montaggio dei tronconi in modo 

vincolante ed obbligatorio come l'ha fatto invece nel definire la lunghezza 

massima delle travi. Sembra piuttosto che egli abbia voluto affidare il 

sistema per la posa dei conci alla libertà imprenditoriale degli offerenti. 

Tale indizio è del resto consolidato dalle posizioni d'offerta 

711.001/002/003/004 CPN 321 riguardanti "il montaggio della costruzione 

in acciaio. Elementi costruttivi secondo indicazioni contenute nell'incarto 

di messa in appalto", dove si legge "Sistema di montaggio a libera scelta 

dell'impresa". Un simile modo di descrivere ed interpretare il capitolato 

d'oneri appare sostenibile e le ricorrenti, in base alle loro nozioni ed 

esperienze in lavori di metal costruttore, avrebbero dovuto riconoscere, in 

buona fede, la portata delle relative disposizioni.  

Tenuto conto di tutti gli elementi menzionati è possibile concludere che la 

sequenza per la posa dei conci non poteva essere intesa dagli offerenti 

come vincolante, ma rientrava nella libera scelta dell'impresa. Se il 

committente avesse voluto il contrario, l'avrebbe espressamente indicato 

come è avvenuto nel documento II.5 Manufatti: Informazioni tecniche al 

punto 3.7.4.6 "Getto della piattabanda con carrello (centina) mobile", 

dove si precisa che "l'ordine di getto progressivo delle tappe deve seguire 

lo schema di Figura 16 al fine di limitare le tensioni di trazione del calce 

strutto", ciò che invece non ha fatto. Ora, se il committente ha definito i 

limiti di lunghezza delle travi in maniera vincolante, appare chiaro che se 

un'offerta diverge da queste restrizioni, la medesima debba essere 

ritenuta come una variante con la conseguenza dell'estromissione dalla 

gara se non è stata inoltrata nel contempo un'offerta di base. Se per la 

sequenza di posa dei conci della carpenteria metallica il committente dà 

invece disposizioni orientative, come nel caso di specie, le offerte che 

derogano a simili indicazioni non possono essere considerate ai sensi di 

una variante. 

Per tutti questi motivi, la soluzione delle controparti per la posa dei conci, 

rientrando nel potere discrezionale dell'impresa, non può essere reputata 

B-1875/2014 

Pagina 37 

una variante esecutiva e le censure volte a voler estromettere detta 

offerta dalla gara non reggono.  

6.  

In sunto, è appurato che la scelta delle specificazioni tecniche adottata 

dall'autorità aggiudicatrice, in concreto la definizione della lunghezza delle 

travi per la carpenteria metallica, è fondata su motivi oggettivi e 

ragionevoli, in nessun modo arbitrari. Le ricorrenti non sono riuscite a 

dimostrare con le loro allegazioni che la scelta impiegata dal committente 

in riferimento alla lunghezza delle travi non poggi su criteri obbiettivi e 

sostenibili. Nel fissare la lunghezza delle travi tra 14 e 26 metri il 

committente ha messo delle restrizioni alla libertà imprenditoriale degli 

offerenti. Avendo previsto travi di 40 metri di lunghezza ed evitando 

l'assemblaggio al suolo delle stesse, l'offerta delle ricorrenti configura una 

variante esecutiva, e nella misura in cui non è stata inoltrata un'offerta di 

base contestualmente alla variante, come imperativamente previsto dal 

bando di concorso, può essere estromessa dalla valutazione. Infine, le 

contestazioni delle ricorrenti volte ad escludere dalla gara l'offerta delle 

controparti non sono supportate da argomenti pertinenti. Per questo 

motivo, il ricorso si rivela infondato e va respinto.  

7.  

La presente sentenza ha potuto essere presa in sostanza sulla base del 

ricorso, della risposta dell'autorità aggiudicatrice (compresi gli allegati da 

1-4), delle osservazioni delle controparti, della motivazione aggiuntiva 

delle ricorrenti sulla scorta degli atti di gara loro trasmessi con ordinanza 

del 13 maggio 2014 in conformità alle richieste dell'autorità aggiudicatrice, 

nonché delle prese di posizione delle ricorrenti e controparti sulle pagine 

7 e 8 del rapporto di valutazione. Alfine di statuire sulla presente 

vertenza, l'atto di ricorso, le osservazioni del committente e delle 

controparti, con i relativi allegati, hanno fornito informazioni assai 

complete. In riguardo alla decisione su ricorso un ulteriore scambio di 

scritti non si è pertanto rilevato necessario. Un'estensione del diritto a 

visionare gli atti di gara oltre a quelli già trasmessi risulta superflua. A 

titolo aggiuntivo è rimarcato che le ricorrenti, nel complemento alla 

motivazione del ricorso, chiedono di poter consultare il protocollo della 

discussione d'offerta del 18 febbraio 2014. A tale proposito, secondo la 

pag. 8 del rapporto di valutazione trasmessa alle parti emerge che gli 

offerenti in questione sono stati invitati in tale data al chiarimento delle 

rispettive offerte e che i contenuti dei chiarimenti intercorsi durante 

l'incontro sono stati formalizzati nell'elenco di domande e risposte 

inoltrato successivamente in data 24 febbraio 2014. Pertanto resta fermo 

B-1875/2014 

Pagina 38 

che non è stato steso un verbale di discussione d'offerta e un simile 

documento non può essere rimesso alle ricorrenti. Nella misura in cui 

sono stati resi loro accessibili i chiarimenti della loro offerta, si può 

concludere che il diritto di esaminare gli atti delle ricorrenti è stato 

sufficientemente osservato. 

8.  

Visto l'esito della procedura, le ricorrenti devono sopportare le spese 

processuali (art. 63 cpv. 1 PA). Le spese di procedimento dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale comprendono la tassa di giustizia e i 

disborsi (art. 1 del Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle 

spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale,TS-TAF, RS 173.320.2). La tassa di giustizia è calcolata in 

funzione dell'ampiezza e della difficoltà della causa, del modo di condotta 

processuale e della situazione finanziaria delle parti (art. 2 cpv. 1 frase 1 

TS-TAF). Nelle cause con valore pecuniario la tassa di giustizia è fissata 

a seconda del valore litigioso (art. 4 TS-TAF). In applicazione di tali 

disposti, tenuto conto che le ricorrenti sono da reputare quale parte 

totalmente soccombente e considerata la procedura parallela 

B-1927/2014 perlopiù incentrata su questioni di diritto e censure 

analoghe, è giustificato ridurre la tassa di giustizia ad un importo 

complessivo di fr. 10'000.–. Tale importo è computato con l'anticipo spese 

di fr. 16'000.–, entrato il 22 aprile 2014. L'avanzo di fr. 6'000.– è 

rimborsato alle ricorrenti in ragione di fr. 2'000.– ciascuna. 

9.  

Le controparti in qualità di parte vincente hanno diritto alle ripetibili per le 

spese necessarie derivanti dalla causa (art. 7 cpv. 1 TS-). Le parti che 

chiedono la rifusione di ripetibili e gli avvocati d'ufficio devono presentare 

al Tribunale, prima della pronuncia della decisione, una nota 

particolareggiata delle spese e il Tribunale fissa l'indennità dovuta alla 

parte e quella dovuta agli avvocati d'ufficio sulla base della nota 

particolareggiata delle spese, e, se quest'ultima, come nel caso di specie, 

non è stata inoltrata, sulla base degli atti di causa. (art. 14 cpv. 1 e 2 TS-

TAF). 

Il contributo del patrocinatore delle controparti nel presente procedimento 

consiste nelle osservazioni al ricorso del 6 maggio 2014 (11 pagine), 

nonché nella presa di posizione sulle pagine 7 e 8 del rapporto di 

valutazione (2 pagine) in risposta all'ordinanza del 10 giugno 2014. È 

quindi giustificato fissare l'indennità a titolo di ripetibili a fr. 6'000.– IVA 

inclusa.  

B-1875/2014 

Pagina 39 

L'autorità aggiudicatrice, in qualità di autorità federale e quale parte 

vincente non ha diritto né per legge, né per prassi costante ad 

un'indennità a titolo di spese ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA; art. 7 cpv. 1 e cpv. 

3 TS-TAF; cfr. GAAC 67.6, consid.4c). 

10.  

L'emanazione del presente giudizio rende superflua l'evasione dell'istan-

za volta a concedere effetto sospensivo all'impugnativa presentata con il 

ricorso, nonché della domanda, proposta con scritto del 15 luglio 2014, di 

ordinare, a titolo provvisionale, la sospensione di ogni attività che 

riguarda le prestazioni in oggetto. Le misure superprovvisionali indette 

con ordinanza del 9 aprile 2014 decadono. 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La tassa di giustizia di fr. 10'000.– è posta a carico delle ricorrenti, le quali 

rispondono solidalmente per l'intero importo. Essa è computata con 

l'anticipo spese di fr. 16'000.–. L'avanzo di fr. 6'000.– è rimborsato alle 

ricorrenti in ragione di fr. 2'000.– ciascuna. L'importo sarà rimborsato 

dopo la crescita in giudicato della presente decisione. 

3.  

Le ricorrenti versano alle controparti un'indennità di fr. 6'000.– (IVA 

compresa) a titolo di spese ripetibili (fr. 2'000.– per ciascun ricorrente). 

Esse rispondono solidalmente per l'intero importo. 

  

B-1875/2014 

Pagina 40 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrenti (atto giudiziario; allegato: formulario indirizzo per il 

pagamento); 

– autorità aggiudicatrice (SIMAP ID del progetto 105409; atto 

giudiziario); 

– controparti (atto giudiziario). 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Francesco Brentani Corrado Bergomi 

 

 
Rimedi giuridici: 

La presente decisione può essere impugnata presso il Tribunale federale 

svizzero entro i trenta giorni dalla notifica del testo integrale delle decisio-

ne (art. 100 cpv. 1 LTF), se il valore stimato della commessa raggiunge la 

soglia determinante secondo la legge federale del 16 dicembre 1994 sugli 

acquisti pubblici o secondo l'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confede-

razione Svizzera e la Comunità europea su alcuni aspetti relativi agli ap-

palti pubblici (art. 83 lett. f cifra 1 LTF) e se si pone una questione di diritto 

di importanza fondamentale (art. 83 lett. f cifra 2 LTF). 

 

 

Data di spedizione: 21 luglio 2014