# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 62145195-74fd-50a3-8fe1-559a197a88d8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-08-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.08.2008 32.2007.239
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2007-239_2008-08-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2007.239

   

  BS/vm

  	
  Lugano

  6 agosto 2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 5 luglio 2007 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 6 giugno 2007 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione 12 settembre 2002, cresciuta in giudicato, l’Ufficio AI ha posto RI 1,
classe 1965, professionalmente attiva quale ausiliaria di pulizie, al beneficio
di una mezza rendita (grado d’incapacità al guadagno del 50%), dal 1° giugno
2000, oltre alle relative rendite completive per i figli (doc. AI 40-1).

 

                                         La
rendita è stata confermata in via di revisione il 2 agosto 2004 (doc. AI 46-1).

                                                                                

                               1.2.   Nel
mese di luglio 2006 è stata avviata un’altra procedura di revisione della rendita
(doc. AI 50-1).

                                         

                                         Esperiti
i necessari accertamenti medici ed economici, con decisione 6 giugno 2007
(preavvisata il 12 aprile 2007), l’Ufficio AI ha soppresso la rendita. Accertata
come la situazione valetudinaria fosse rimasta invariata, l’amministrazione ha
tuttavia evidenziato che:

 

" 
(…)

Nel caso concreto, la concessione del diritto alla
mezza rendita con grado del 50% a decorrere dal 01.06.2000, avvenuta una
decisione del 12.09.2002, deve essere considerata errata in quanto non è stata
eseguita una corretta valutazione della capacità di guadagno residua.

 

La valutazione dal profilo medico, ritenuta tuttora
invariata, ha permesso di accertare la presenza di un'inabilità lavorativa del
50% nella sua professione di ausiliaria di pulizia. Atttività adeguate allo stato
di salute, di tipo leggero, dove non si debbano superare pesi oltre i 5 kg, che non comportino la stazione eretta ma implichino
di stare la magior parte del tempo seduti, alzandosi occasionalmente, sono
invece esigibili in misura completa." (Doc. AI 72-2)

 

                                         Pertanto,
tenuto conto della piena esigibilità di attività adeguate, l’amministrazione ha
raffrontato il reddito da invalida di fr. 40'620.-- [determinato sulla base dei
dati salariali statistici dell’inchiesta svizzera sulla struttura dei salari
(ISS, edita dall’Ufficio federale di statistica), valori nazionali (Tabella
TA1)] con il reddito da valida di fr. 46'035.--. È risultato un grado
d’invalidità del 12% giustificante la soppressione della rendita con effetto
dal 1° agosto 2007, ossia dal primo giorno del secondo mese successivo alla
notifica della decisione (art. 88 bis cpv. 2 lett. a OAI). Ad un eventuale ricorso
è stato tolto l’effetto sospensivo (doc. AI 72).

 

                               1.3.   Avverso
la succitata decisione l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1, ha inoltrato
il presente tempestivo ricorso, chiedendone l’annullamento. In particolare essa
contesta l’erroneità della decisione 12 settembre 2002, sostenendo inoltre un
peggioramento delle proprie condizioni di salute. Dei singoli motivi si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto.

                                          

                               1.4.
  Con la risposta di causa l’Ufficio AI ha invece postulato la conferma della
decisione impugnata e la conseguente reiezione del ricorso. 

 

                               1.5.   Con
scritto 16 agosto 2007 la ricorrente ha ribadito la richiesta di eseguire una
perizia neutra.

considerando                 in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito 

 

                               2.2.   Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148). 

 

                                         Occorre
qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti
quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica
degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).

 

                                         Dal
momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è
realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5.a revisione
della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati
in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

 

                               2.3.   L’oggetto
della vertenza è circoscritto alla questione di sapere se l’Ufficio AI ha
legittimamente soppresso la rendita d’invalidità.

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita
se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno
al 40%. 

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere
calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR
1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.5.   L’art.
17 cpv. 1 LPGA stabilisce che se il grado d’invalidità del beneficiario
della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è
aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su
richiesta."

                                         I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione allorché è durato
tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a
durare (art. 88 a cpv. 1 OAI).
Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre
tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena
esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). 

                                         La
costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione
non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso
sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto invariato,
se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento importante
(STFA non pubbl. 28 giugno 1994 nella causa P. P.; RCC 1989 p. 323; DTF 113 V
275, 109 V 116, 105 V 30). Affinché sia possibile la revisione di una rendita
AI è dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche dell'assicurato
abbiano subito una modifica, tale da influire sulla perdita di guadagno.

                                      

                               2.6.   Nella
fattispecie concreta, dall’esame degli atti non risulta esservi, rispetto alla
decisione 12 settembre 2002, una (rilevante) modifica dello stato di salute
dell’assicurata .

                                         In
particolare, nella nota 2 novembre 2006 il dr. __________, attivo presso il SMR
(Servizio medico regionale dell’AI), ha fra l’altro rettamente evidenziato come
il medico curante abbia certificato uno stato di salute stazionario (doc. AI
58-1). In effetti, nel rapporto 22 agosto 2006 il dr. __________ attestava che
l’assicurata continuava a lavorare al 50% quale ausiliaria di pulizia, escludendo
peggioramenti e proponendo di mantenere l’attuale grado d’invalidità (doc. AI
52-1). Nel successivo rapporto 23 aprile 2007 il citato medico curante confermava
nuovamente la stazionarietà delle condizioni di salute (doc. AI 66-7). Certo
che nel medesimo scritto di aprile 2007 il dr. __________ aveva rilevato di aver
scoperto nell’ottobre 2006 una epatite C, trattata con interferone. Nel
successivo referto 15 giugno 2007 egli comunque evidenziava che l’epatite “è
stata curata con interferone”, sostenendo che “una eventuale perizia neutra….
dovrebbe determinare il grado teorico di peggioramento (prognosi) della
malattia e dell’invalidità ai fini di una decisione oggettiva”
(sottolineatura del redattore; doc. C). Al riguardo, nella risposta di causa giustamente
l’amministrazione ha precisato che nel caso in cui si dovesse concretizzare un effettivo
peggioramento delle condizioni di salute dell’assicurata dovuto all’epatite C,
“sarà senz’altro lo scrivente Ufficio ad occuparsi della domanda di
revisione e degli accertamenti resisi necessari”. In queste circostanze,
dunque, l’esecuzione di una perizia non risulta essere pertinente né necessaria
(sulla valutazione anticipata delle
prove, cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des
Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungs-rechtspflege, 2° ed., pag. 274,
si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V
344 consid. 3c con riferimenti).

 

                               2.7.   Non
essendo subentrata una modifica della situazione valetudinaria e non sussistendo
di conseguenza un motivo di revisione ex art. 17 LPGA, occorre esaminare se vi
sono gli estremi per una riconsiderazione della decisione 12 settembre 2002.

 

                            2.7.1.   L’istituto
della riconsiderazione è previsto dall'art. 53 cpv. 2 LPGA che prescrive: “l'assicuratore
può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente
passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e se la loro
rettifica ha una notevole importanza”.

 

                                         Conformemente alla giurisprudenza del TFA, valida anche in regime di
LPGA (cfr. Kieser, ATSG-Kommentar, art. 53 N 1 pag. 531), l'amministrazione può, in ogni momento, riconsiderare
una decisione passata formalmente in giudicato e che non è stata oggetto di una
sentenza giudiziale se questa decisione risulta indubbiamente errata e la sua
rettifica riveste un'importanza notevole; sia l'assicurato che il giudice non
possono tuttavia obbligarla (SVR 1996 UV Nr. 42 pag. 130; DTF 119 V 477; 119 V
422; 119 V 183). In quest'ipotesi non è escluso che il provvedimento, assunto a
seguito di riesame, esplichi effetto retroattivo (DTF 119 V 422 = RDAT  I‑1994,
pag. 175; DTF 119 V 180).

                                         Per
valutare se una decisione è senza dubbio errata ci si deve fondare sulla situazione
di diritto - compresa la giurisprudenza ‑ esistente al momento della pronuncia
della decisione (DTF 117 V 17; 120 V 132; 119 V 480 consid. 1c).

                                         L'istituto
del riesame persegue infatti lo scopo di correggere un'applicazione giuridica
iniziale errata (compreso un accertamento errato dei fatti, nel senso di una
valutazione degli stessi; DTF 117 V 17 consid. 2c; 115 V 314; Kieser, Die Abänderung der formell
rechtskräftigen Verfügung nach der Rechtssprechung des EVG, SZS 1991 pag. 134).
Gli errori in cui è incorsa
l'amministrazione devono però essere grossolani (Kieser, SZS 1991 pag. 135; DTF
102 V 17 consid. 3a; 109 V 113 consid. 1c).                                   

 

                            2.7.2.   Nel
caso concreto, secondo questo TCA la decisione 12 settembre 2002 non è errata in
quanto la valutazione economica è stata correttamente eseguita.

 

                                         Infatti,
nel rapporto 4 giugno 2002 l’allora consulente in integrazione professionale,
sulla base della documentazione medica presente nell’inserto, aveva ritenuto
che l’assicurata presentava un’inabilità lavorativa del 50% (mezza giornata)
nella sua professione di ausiliaria di pulizia. In lavori leggeri, senza superamento
di pesi oltre i 5 chili, sedentari, con possibilità di alzarsi occasionalmente,
la capacità lavorativa è stata valutata completa. La consulente aveva quindi
proceduto al seguente calcolo della residua capacità lavorativa (CGR):

 

" 
(…)

La media RSS, senza entrare nel merito dei criteri di
validità, riguardante attività ripetitive e semplici è fissata in Fr. 31'640.-
annui. Si deduce il 25%, in virtù dei limiti di salute sopra esposti. Giungendo
così a Fr. 23'730.- all'anno. Nella sua professione di ausiliaria di pulizia,
senza il danno alla salute, la signora RI 1 potrebbe guadagnare Fr. 46'658.-
annui. La CGR è del 50%." (Doc. AI 31-1)

 

                                         La valutazione medico-teorica è stata in seguito confermata dal SMR
con nota 13 giugno 2002 (doc. AI 33-1).

 

                                         Da qui il riconoscimento di una mezza rendita.

                                      

                                         Ora va detto che nel 2002 la consulente, ai fini della determinazione
del reddito da invalido, ha applicato i dati ISS relativi al Cantone Ticino
(Tabella TA 13) e questo conformemente alla giurisprudenza in vigore allora.
Solo successivamente il TFA ha stabilito che sono
esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i
dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1
dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di
statistica e non i dati desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori
in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5 settembre 2006
nella causa P., I 222/04). Va ricordato che per poter procedere ad una
riconsiderazione ci si deve fondare sulla situazione di fatto e di diritto esistente
al momento in cui la decisione è stata emanata. Nel caso concreto l’Ufficio AI
non può pertanto fondare la riconsiderazione su una giurisprudenza sviluppata
successivamente alla decisione 12 settembre 2002 (cfr. SVR 2008 IV no. 5; in
quel caso si trattava di un disturbo da dolore somatoforme). Va poi detto, in
via abbondanziale, che nemmeno la suddetta modifica giurisprudenziale in merito
al reddito da invalido potrebbe assurgere a motivo di revisione (cfr. STCA 5
settembre 2007 nella causa C., inc. 32.2006.153, impugnata dall’Ufficio AI con
ricorso 1 ottobre 2007 tuttora pendente al TF). 

 

                                         In
conclusione, visto quanto sopra, la soppressione ex art. 53 LPGA dalla rendita
non è giustificata. Ne consegue che, annullata la decisione contestata,
l’insorgente ha diritto alla mezza rendita anche dopo il 1° agosto 2007. Il
ricorso va pertanto accolto ai sensi dei considerandi.

 

                               2.8.   Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la
procedura di ricorso in caso di controversie relative all’assegnazione o al
rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è
soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.--
franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore
litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 200.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.                                   

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

                                         §    La
decisione 5 luglio 2007 impugnata è annullata.

                                         §§ È ripristinato, a
decorrere dal 1° agosto 2007, il diritto alla mezza rendita di invalidità
precedentemente riconosciuta.

 

                                   2.   Le
spese di fr. 200.- sono poste a carico dell’Ufficio AI, il quale verserà alla
ricorrente fr. 1'500.-- di ripetibili (IVA inclusa).

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti