# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f205404c-c100-5aec-99a3-081c7daec7fa
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.08.2010 C-895/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-895-2009_2010-08-05.pdf

## Full Text

Corte II I
C-895/2009/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  5  a g o s t o  2 0 1 0

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Stefan Mesmer, Franziska Schneider, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
patrocinato dagli avvocati Rodolfo Barsi e 
Franco Papadia, viale O. Quarta 16, IT-73100 Lecce,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-895/2009

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano  nato  il  (...),  coniugato,  ha  lavorato  in 
Svizzera  come  operaio  dal  1969  al  1971  e  nel  1973,  versando  i 
contributi  obbligatori  all'assicurazione  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  
l'invalidità (AVS/AI; doc. 9). Il 23 ottobre 2007, per il tramite dell'Istituto 
nazionale  italiano  della  previdenza  sociale  (INPS),  l'assicurato  ha 
formulato all'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli  assicurati 
residenti all'estero (UAIE) una domanda di rendita d'invalidità svizzera 
(doc. 1).  

B.
Nell'ambito  dell'istruzione  della  domanda  di  rendita,  l'UAIE  ha 
acquisito, tra gli altri, i documenti seguenti: 

-  i  questionari  per l'assicurato e per il  datore di  lavoro, del 22 luglio  
2008 (doc. 11 e 12),  dai  quali  si  evince che l'interessato  è attivo in 
Italia come guardia giurata, a tempo pieno, dal 22 febbraio 1990, e che 
da  ultimo  ha  lavorato  sette  ore  al  giorno  e  trentacinque  ore  alla 
settimana,  con  un  giorno  di  riposo  ogni  cinque  giorni  di  lavoro, 
guadagnando EUR 9.37 all'ora, 1'620.24 al mese e 19'442.88 all'anno, 
più le indennità giornaliere e quelle relative al lavoro domenicale, non 
quantificabili  preventivamente,  poiché  legate  al  tipo  di  servizio 
prestato. Il  datore  di  lavoro  ha  inoltre  precisato  che  tale  attività  ha 
potuto essere esercitata al cento per cento fino al 19 luglio 2006, e ha 
elencato diversi periodi di malattia, ossia dal 10 al 24 gennaio 2007, 
dal 22 febbraio al 7 marzo 2007, dal 30 marzo al 28 aprile 2007, dal 6 
al  14  giugno  2007,  dal  6  luglio  al  21  dicembre  2007  e  dall'8  all'11 
maggio 2008, 

- una cartella di dimissione clinica, relativa ad un ricovero protrattosi  
dal 19 al 28 luglio 2006 (doc. 18), facente stato di un ictus ischemico 
cerebrale  con  miglioramento  del  disturbo  stenico  nel  corso  della 
degenza,

- un certificato medico del 27 marzo 2007 (doc. 19), di difficile lettura,  
nel quale è menzionato, tra l'altro, un tono dell'umore depresso,

- un certificato medico non datato (doc. 20), di difficile lettura, 

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- una perizia medica particolareggiata E 213 del dott. B._______, del  
29 febbraio 2008 (doc. 21), nella quale è posta la diagnosi di esiti di  
“stroke  cerebri”  dell'emisfero  destro  con  residuo  deficit  sensitivo 
motorio  dell'emisoma  sinistro  di  grado  lieve  medio,  di  uno  stato 
ansioso  lieve,  di  una  modesta  bronchite  cronica  semplice  e  di  
poliartralgie a modesta incidenza funzionale, e nella quale è indicato 
che l'assicurato è in grado di svolgere lavori pesanti sedentari, senza 
controindicazioni, a tempo pieno, ed è formulato un grado d'invalidità, 
secondo il diritto italiano, del 50%.

C.
L'UAIE ha sottoposto  per  valutazione la  documentazione raccolta  al 
proprio servizio medico,  nella  persona del  dott. C._______,  il  quale, 
nel suo rapporto finale del 27 ottobre 2008 (doc. 23), ha riformulato la  
diagnosi  di  discreto  deficit  sensitivo  motorio  dell'emisfero  destro  in 
seguito  a  “stroke  cerebri”  [codice  I  69.4  ICD-10  (International 
Classification  of  Diseases)],  di  leggero  stato  ansioso,  di  modesta 
bronchite cronica e di poliartralgie a modesta incidenza funzionale, e 
ha stabilito che, “au vu des très discrets troubles décrits à l'examen  
clinique”, non sussiste alcuna incapacità lavorativa per l'ultima attività 
svolta dall'assicurato.

Il  30  ottobre  2008  l'UAIE  ha  quindi  approntato  un  progetto  di 
decisione, con il  quale ha preannunciato all'assicurato il  rigetto della 
sua  domanda  d'invalidità,  invitandolo  nel  contempo  a  formulare 
eventuali osservazioni entro un termine di trenta giorni (doc. 24).

Scaduto il termine senza che l'assicurato si sia manifestato, l'UAIE ha 
emanato una decisione, il 7 gennaio 2009 (doc. 25), mediante la quale 
ha  negato  all'interessato  il  diritto  all'ottenimento  di  una  rendita 
d'invalidità svizzera.

D.
Contro  questa  decisione,  rappresentato  dagli  avvocati  Barsi  e 
Papadia,  l'assicurato  ha  inoltrato  ricorso  al  Tribunale  amministrativo 
federale  il  5  febbraio  2009,  chiedendo,  in  sostanza,  che  gli  sia 
attribuita una rendita intera d'invalidità o, a titolo sussidiario, di grado 
inferiore,  e  ha  esibito  dei  documenti  medici  già  all'incarto,  salvo  un  
referto dell'11 settembre 2006, diagnosticante una verosimile erisipela 
con linfangite dell'arto inferiore destro, due certificati  neurologici,  del 
27  marzo  2007,  rispettivamente  del  15  febbraio  2008,  di  difficile 

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lettura, il  secondo dei quali  riferisce, in particolare, degli  esiti  d'ictus 
cerebrale con emiparesia sinistra e una sindrome ansioso-depressiva 
reattiva, e un referto cardiologico del 10 maggio 2008, nel quale sono 
riportate  le  conclusioni  diagnostiche  di  cardiopatia  ipertensiva  con 
recente  ictus,  di  sclerocalcificazione  del  bulbo  aortico  e  dell'aorta 
ascendente,  d'atrio  sinistro  ingrandito,  d'ipertrofia  concentrica  del 
ventricolo  sinistro,  d'apparati  valvolari  indenni  e  d'inversione  del 
rapporto  E/A  mitralico  secondario  a  riduzione  della  compliance 
ventricolare sinistra.  

Il dott. C._______ si è pronunciato su questi nuovi documenti medici  
con  presa  di  posizione  del  16  aprile  2009  (doc.  28),  ammettendo 
un'incapacità lavorativa massima del 15%, con riferimento alle pretese 
indicazioni  del  datore  di  lavoro  (doc.  12),  a  decorrere  però  dal  1° 
novembre 2006, in considerazione di un periodo di convalescenza di 
tre mesi dopo il ricovero in ospedale, avvenuto il 19 luglio 2006 (doc.  
18). 

L'UAIE ha quindi risposto al ricorso il 13 maggio 2009, chiedendo che 
sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata. 

Il  ricorrente  ha  replicato  il  16  giugno 2009,  riproponendo le  proprie 
conclusioni.

L'UAIE  ha  duplicato  il  20  agosto  2009,  reiterando  concisamente  la 
propria posizione.

E.
Con decisione  incidentale  del  27  agosto  2009,  questo  Tribunale  ha 
invitato  il  ricorrente  a  versare  un  anticipo  equivalente  alle  presunte 
spese processuali di Fr. 300.-. Il relativo pagamento è stato effettuato il 
15 settembre 2009. 

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla  

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procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20). 

Di  conseguenza,  questo  Tribunale  è  competente  a  giudicare  il 
presente ricorso. 

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali  (LPGA, RS 830.1). In conformità 
con l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono applicabili  
alle assicurazioni sociali  disciplinate dalla legislazione federale, se e 
per  quanto  le  singole  leggi  sulle  assicurazioni  sociali  lo  prevedano. 
Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili  
all'assicurazione per  l'invalidità  (art.  1a-26bis e  28-70),  sempreché la 
LAI non deroghi alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi,  
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti  
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art.  
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso  è  ammissibile  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge  (art.  59  e  60  LPGA,  nonché  l'art.  52  cpv. 1  PA),  e  visto  che 
l'anticipo di  Fr. 300.-,  relativo alle spese processuali,  è stato versato 
nel termine impartito.  

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2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di trattamento tra i cittadini di uno Stato membro della Comunità 
europea,  ivi  risiedenti,  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  2  e  3  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente  procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  italiano  che  risiede 
nell'Unione europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del 
Consiglio del 14 giugno 1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 
marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 

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dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e,  a partire  dal  1°  gennaio 2008,  in  conformità con le  nuove 
disposizioni. 

4.
Il ricorrente  contesta  la  validità  materiale  della  decisione  dell'UAIE, 
chiedendo  che  gli  sia  riconosciuto  il  diritto  ad  una  rendita  intera 
d'invalidità o, a titolo sussidiario, di grado inferiore.  

5.
In  deroga  all'art.  24  cpv. 1  LPGA,  il  quale  prevede  che  il  diritto  a 
prestazioni arretrate si estingue cinque anni dopo la fine del mese per 
cui  era dovuta la  prestazione,  l'art. 48 cpv. 2 LAI,  nel  suo tenore in 
vigore  fino  al  31  dicembre  2007,  precisa  che,  se  l'assicurato  si 
annuncia più di dodici  mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni 
possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  dodici  mesi  precedenti  la 
richiesta. 

In  concreto,  il  ricorrente  ha  presentato  la  domanda  di  rendita  il  23 
ottobre 2007. Questo Tribunale può quindi limitarsi ad esaminare se il 
ricorrente avesse diritto ad una rendita il 23 ottobre 2006 (ossia dodici  
mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un diritto 
alla rendita fosse sorto tra tale data e il  7 gennaio 2009, data della 
decisione  dell'UAIE.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza, 
infatti,  la  legalità della  decisione impugnata,  in  generale,  secondo lo 
stato di  fatto esistente al  momento in cui  la decisione in lite è stata  
resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Secondo  le  norme  applicabili,  per  avere  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione  per  l'invalidità  svizzera,  un  cittadino  italiano  deve 

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adempiere, cumulativamente, le seguenti condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

-  avere  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  per  almeno  un  anno 
intero  (art.  36  cpv. 1  LAI,  nel  tenore  in  vigore  fino  al  31  dicembre 
2007).  A  partire  dal  1°  gennaio  2008,  è  tuttavia  necessario  avere 
versato  contributi  durante  almeno  tre  anni  (art.  36  LAI  nel  tenore 
modificato  il  6  ottobre  2006  ).  A  tale  fine  è  possibile  prendere  in 
considerazione anche i  contributi  versati  ad un'assicurazione sociale 
assimilata  di  uno  Stato  membro  dell'Unione  europea  (UE)  o 
dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), a condizione che 
almeno  un  anno  di  contributi  sia  registrato  all'AVS/AI  svizzera  (FF 
2005 p. 4065; art. 45 del Regolamento CEE n° 1408/71).

In  concreto,  è  pacifico  che il  ricorrente  adempie  la  condizione della 
durata  minima  di  contribuzione,  alla  quale  la  legge  subordina 
l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai 
sensi di legge.

7.

7.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità 
al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga 
durata.  L'art.  4  cpv.  1  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  Va 
ricordato che fino al  31 dicembre 2003, la LAI prevedeva il  diritto al 
quarto di rendita con un tasso d'invalidità del 40% almeno, alla mezza 
rendita con un tasso d'invalidità del 50% almeno ed alla rendita intera 
con un tasso d'invalidità dei due terzi (66.67%). In seguito all'entrata in 
vigore dell'ALC, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter  LAI  (art. 29 
cpv. 4 LAI, a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale le rendite 
per  un  grado  d'invalidità  inferiore  al  50%  sono  versate  solo  ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 

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(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'Unione europea e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita  
alle  seguenti  condizioni:  (a)  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  (b)  ha avuto un'incapacità  di  lavoro  (art. 6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e (c) al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno  è  definita  all'art.  7  cpv. 1  LPGA e  consiste  nella  perdita, 
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA, nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

7.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è  
di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 
1b). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 
LAI (art. 28a cpv. 1 LAI,  dal  1° gennaio 2008),  per valutare il  grado 

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d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando 
l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e 
l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di 
una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido.  In  altri  termini,  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 
risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla  
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la conseguente incapacità lavorativa.

8.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti  
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti  
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di  
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

9.

9.1 In concreto, dall'insieme della documentazione medica agli atti e, 
in  particolare,  dalla  perizia  E  213  del  dott.  B._______,  medico 
dell'INPS, del 29 febbraio 2008 (doc. 21), risulta la diagnosi di esiti di  
“stroke  cerebri”  dell'emisfero  destro  con  residuo  deficit  sensitivo 
motorio  dell'emisoma  sinistro  di  grado  lieve  medio,  di  uno  stato 
ansioso  lieve,  di  una  modesta  bronchite  cronica  semplice  e  di  

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poliartralgie a modesta incidenza funzionale.  

Visto il carattere univoco di questa diagnosi, del resto non contestata  
dal ricorrente, il collegio giudicante non vede nessun valido motivo per  
scostarsene. 

9.2 Per costante giurisprudenza, le affezioni appena menzionate sono 
di carattere labile, ossia suscettibili di migliorare o di peggiorare. Così,  
nell'assenza  di  uno  stato  di  salute  sufficientemente  stabilizzato,  è 
inapplicabile l'art. 29 cpv. 1 let. a LAI (nella versione in vigore fino al 31 
dicembre 2007), per cui può entrare in considerazione solo la lettera b 
della citata norma legale, la quale prevede un termine di attesa di un 
anno.  Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui abbia subito, senza interruzione notevole, un'incapacità lavorativa 
di almeno il 40% durante almeno un anno.

10.

10.1 Rispetto  alle  conseguenze  invalidanti  delle  affezioni 
diagnosticate sulla capacità lavorativa, il dott. B._______ ha formulato, 
nella sua perizia, un grado d'invalidità, secondo il  diritto italiano, del  
50%,  rilevando  che  il  ricorrente  è  capace  di  svolgere  il  suo  ultimo 
lavoro  per  quattro  o  cinque  ore  al  giorno,  come  pure  lavori  pesanti 
sedentari,  senza  controindicazioni.  A  questo  proposito,  il  medico 
dell'INPS  ha  osservato  che  il  rachide  è  riferito  dolente  in  sede 
cervicale  e  lombare,  non  contratto,  con  mobilità  limitata  ai  gradi 
estremi,  sono  pure  riferite  una  lieve  ipostenia  dell'arto  superiore 
sinistro, con forza prensile appena ridotta, e dell'arto inferiore sinistro, 
i  movimenti  essendo  comunque  normali,  a  parte  un  lievissimo 
impaccio a sinistra.

Dal  canto  suo, il  dott. C._______,  medico dell'UAIE,  ha considerato, 
nel suo rapporto finale del 27 ottobre 2008 (doc. 23), che non sussiste 
alcuna  incapacità  lavorativa  per  l'ultima  attività  svolta  dal  ricorrente, 
visto il carattere molto discreto dei disturbi di cui soffre.  

10.2 In questa sede il ricorrente ha esibito nuovi documenti medici, tra 
cui  due certificati,  uno neurologico, del  15 febbraio 2008, e un altro 
cardiologico,  del  10  maggio  2008.  Prendendo  posizione  sui  detti  
documenti  con  rapporto  del  16  aprile  2009  (doc.  28),  il  medico 
dell'UAIE ha evidenziato come, dal punto di vista cardiaco, il certificato 

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del  maggio  2008  mostri  degli  apparati  valvolari  indenni,  salvo  un 
ingrandimento  dell'atrio  sinistro  ed  un'ipertrofia  concentrica  del 
ventricolo  sinistro,  non  vi  è  un'indicazione  in  merito  al  valore  della 
frazione  d'eiezione,  ma  non  vi  sono  indizi  che  lascino  supporre  la 
presenza di un'insufficienza cardiaca.  Egli ha inoltre sottolineato che il  
certificato neurologico non è credibile, nella misura in cui menziona un 
quadro  patologico  ben  più  grave  di  quello  dipinto,  in  modo 
maggiormente  dettagliato,  dalla  susseguente  perizia  E  213,  e  ha 
ammesso  tutt'al  più  un'incapacità  lavorativa  del  15%  nell'ultima 
professione  esercitata,  partendo  dal  presupposto  che  il  ricorrente 
avrebbe  continuato  a  lavorare  trenta  e  non  trentacinque  ore  alla 
settimana,  ossia  all'85%,  dopo  la  convalescenza  di  tre  mesi  dovuta 
all'ictus  cerebrale.  Ora,  come  giustamente  rilevato  dall'UAIE  nella 
risposta  del  13  maggio  2009,  con  riferimento  al  questionario  per  il 
datore  di  lavoro  (doc.  12),  il  ricorrente  ha  invece  continuato  ad 
esercitare  la  professione  di  guardia  giurata  almeno  fino  al  mese  di  
giugno  2008,  nonostante  le  numerose  assenze  per  malattia,  senza 
riduzione del tempo di lavoro per motivi di salute, sette ore al giorno 
per cinque giorni alla settimana, ciò che corrisponde all'orario normale 
nell'impresa che lo impiega.    

10.3 Visto quanto precede, il collegio giudicante può considerare che 
la  capacità  lavorativa  del  ricorrente  nella  professione  di  guardia 
giurata,  a  decorrere  dal  1°  novembre  2006,  ossia  tre  mesi  dopo  il  
ricovero in ospedale a seguito dell'ictus ischemico cerebrale di  cui è 
stato vittima il  19 luglio 2006, non è mai stata ridotta in una misura 
superiore  al  40%  per  un  periodo  di  almeno  un  anno,  per  cui  non 
sussiste alcun diritto ad una rendita d'invalidità svizzera. 

11.
Rispetto  alla  richiesta  di  mezzi  di  prova formulata  dal  ricorrente,  se 
l'istruttoria  da  effettuare  d'ufficio  conduce  l'amministrazione  o  il 
giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle  prove, alla 
convinzione  che  la  probabilità  di  determinati  fatti  deve  essere 
considerata  predominante  e  che  altri  provvedimenti  probatori  non 
potrebbero più modificare il  risultato, si  rinuncerà ad assumere altre 
prove (valutazione anticipata delle prove; DTF 122 II 469, 122 III 223, 
119 V 344). Un tale modo di  procedere non lede il  diritto  di  essere 
sentito,  garantito  dall'art.  29  cpv. 2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione  svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost,  RS  101; 
Sozialversicherungsrecht,  Rechtsprechung  [SVR]  2001,  IV,  n.  10; 

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riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v. Cost., cfr. DTF 124 V 94, 122 V 
162 e 119 V 344). 

In concreto, il collegio giudicante è dell'avviso che la documentazione 
agli  atti  è  sufficiente  per  statuire  nel  merito,  per  cui  le  richieste 
probatorie non possono essere soddisfatte. 

12.
È  necessario  a  questo  punto  ricordare  che,  secondo  un  principio 
generale  del  diritto  delle  assicurazioni  sociali,  ogni  assicurato  ha 
l'obbligo di ridurre il  danno conseguente alla sua invalidità (sentenza 
del  Tribunale  federale I  147/01 del  9  maggio  2001; DTF 123 V 230 
consid.  3c  e  DTF  117  V  275  consid.  2b).  In  virtù  di  tale  obbligo, 
l'assicurato  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  ragionevolmente 
esigibile  per  ovviare  nel  modo  migliore  possibile  alle  conseguenza 
della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua 
capacità lavorativa, se necessario in una nuova professione (sentenza 
del  Tribunale  federale  I  543/03  del  27  agosto  2004;  DTF  113  V  22 
consid. 4a).

13.
Di  conseguenza,  la  decisione  impugnata  del  7  gennaio  2009  deve 
essere confermata e il ricorso respinto.

14.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 
a  carico  della  parte  soccombente.  In  concreto,  visto  l'esito  della 
procedura, le spese processuali  di  Fr. 300.- sono poste a carico del 
ricorrente e compensate con l'anticipo versato il 15 settembre 2009.

In conformità con l'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 
(spese ripetibili). Considerato l'esito della procedura, non si assegnano 
al ricorrente indennità per spese ripetibili. 

Per quanto concerne l'UAIE, le autorità federali  non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del Regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al  
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di Fr. 300.- sono poste a carico del ricorrente e 
compensate con l'anticipo versato il 15 settembre 2009.

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione: 

- ai rappresentanti del ricorrente (Raccomandata/AR);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...; Raccomandata);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata). 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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