# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9abd05a8-3153-5728-955c-1f0903a6bb3f
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-11-30
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 30.11.2004 U 2004 79
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2004-79_2004-11-30.pdf

## Full Text

U 04 79

1a Camera 

SENTENZA
del 30 novembre 2004

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente domicilio

1. ... era domiciliato nel Comune di … dal 1. ottobre 2000 al 30 novembre 2002. 

Nel novembre 2002, chiedeva a … il trasferimento dei suoi atti a …, non 

avendo più interessi né dimora sul territorio comunale. Il 25 aprile 2003, … si 

annunciava a … a far stato dal 1. dicembre 2002. Dai controlli eseguiti dalla 

polizia comunale non era possibile considerare che il petente dimorasse sul 

territorio comunale. Interrogato al riguardo il diretto interessato dichiarava di 

dimorare da tempo a Milano. Il Comune di … trasmetteva allora l’atto di origine 

all’Ufficio di Stato civile del …, considerando il cittadino come uno svizzero 

residente all’estero. Il 14 maggio 2004, … si annunciava presso il Comune di 

…, chiedendo il rilascio del permesso di domicilio con effetto a partire dal 15 

aprile 2004. Da tale data, il richiedente indicava di abitare con la madre anche 

se per ragioni di lavoro era saltuariamente assente all’estero. 

2. Con decisione 14 luglio 2004, il Comune di … respingeva la richiesta, dopo 

che dagli accertamenti eseguiti dalla polizia comunale sarebbe risultato che il 

cittadino non avesse alcuna residenza effettiva sul territorio comunale. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 27 luglio 

2004, … riteneva di essere domiciliato a …, abitando presso la madre. Negli 

ultimi tempi si sarebbe ripetutamente assentato all’estero alla ricerca di un 

posto di lavoro, cosa che in qualità di cittadino svizzero dovrebbe però essere 

perfettamente legale. 

4. Nella propria presa di posizione il Comune di … difendeva il provvedimento 

impugnato. Dai controlli eseguiti dalla polizia comunale, il richiedente non 

sarebbe stato trovato all’abitazione della madre che alquanto saltuariamente. 

Non sarebbe pertanto già soddisfatta la condizione oggettiva del domicilio che 

richiederebbe una dimora effettiva in un determinato luogo. 

5. Replicando e duplicando, il ricorrente e il convento 1 si riconfermavano 

essenzialmente nelle loro precedenti allegazioni e proposte. Mentre il comune 

insisteva sull’assenza da … del richiedente il domicilio, l’istante sosteneva di 

non poter restare a casa tutti i giorni, essendo impegnato a cercare lavoro 

all’estero. 

6. a) Su richiesta del Giudice istruttore, veniva invitato a determinarsi sulla vertenza 

anche il precedente comune di domicilio. Il Comune di … confermava che il 

ricorrente non avrebbe più avuto alcun interesse né dimora nel comune già 

dal novembre 2002. 

b) Interrogata sulla concreta situazione abitativa del figlio, la madre del ricorrente 

confermava di disporre di un appartamento di due locali e mezzo, di aver 

ospitato il figlio per due mesi durante la primavera e l’estate e di ospitarlo dal 

26 agosto 2004 a tuttora. In cambio dell’alloggio, … pagherebbe le bollette 

della luce e alcune altre spese. L’attuale situazione sarebbe però alquanto 

insoddisfacente, non potendo l’interessato neppure esercitare i propri diritti 

politici. 

7. Le argomentazioni addotte nelle prese di posizione di … e del convenuto 1 

sulle ulteriori indagini condotte verranno esposte, per quanto utili ai fini del 

giudizio, nelle considerazioni di merito che seguono. 

Considerando in diritto:

1. La controversia verte sulla questione di sapere se il rifiuto di riconoscere il 

domicilio sul territorio comunale opposto al petente da parte del convenuto 1 

resista alle censure di ricorso. Come già esposto in PTA 1999 no. 3, anche se 

in conformità all’art. 24 cpv. 1 Costituzione federale (CF), ogni cittadino 

svizzero può prendere domicilio in qualsiasi luogo del Paese, all’autorità 

comunale resta però impregiudicata la facoltà di rifiutare l’edizione o di 

chiedere il deposito della fede d’origine oppure di radiare una persona dalla 

lista dei domiciliati (DTF 110 Ia 69 cons. 3a), mediante provvedimento 

impugnabile, qualora consideri che la persona che si reputa domiciliata non 

lo sia più o che la persona che chiede di eleggere il proprio domicilio nel 

comune non soddisfi i relativi presupposti, come sostenuto nell’evenienza in 

esame. 

2. a) La legge cantonale sul domicilio degli Svizzeri (LDS), considera come 

domiciliato chi prende domicilio in un comune di cui non è attinente con 

l’intenzione di stabilirvi la propria residenza. Giusta l’art. 23 del Codice Civile 

(CC), il domicilio di una persona è nel luogo dove essa dimora con l’intenzione 

di stabilirvisi durevolmente (cpv. 1). Nessuno può avere contemporaneamente 

il suo domicilio in più luoghi (cpv. 2). Le norme del diritto svizzero relative al 

domicilio si basano prevalentemente su due importanti principi. Il primo è 

quello della necessità del domicilio (ogni persona deve necessariamente 

avere un domicilio). Il secondo impone, per ragioni pratiche, l’unità dello 

stesso (ogni persona non può avere più di un domicilio civile). La costituzione 

del domicilio presuppone la sussistenza di due condizioni cumulative: la 

relazione territoriale, ossia la residenza o la dimora in un determinato luogo 

(condizione oggettiva), e una relazione personale, ossia l’intenzione di 

stabilirsi in detto luogo durevolmente (condizione soggettiva). Il concetto di 

domicilio ai sensi dell’art. 23 CC presuppone allora la residenza effettiva in un 

determinato luogo, anche se la durata del soggiorno non riveste importanza 

decisiva, e l’intenzione, non solo astratta, ma concretamente manifestata di 

stabilirsi durevolmente nel luogo prescelto. Il principio basilare a fondamento 

dell’art. 23 cpv. 1 CC è che il cittadino abbia il proprio domicilio dove mantiene 

il centro delle proprie relazioni personali. Il domicilio di una persona, stabilito 

che sia, continua a sussistere fino a che essa non ne abbia acquistato un altro 

(art. 24 cpv. 1 CC). 

b) E’ nell’evenienza già contestata l’esistenza di una dimora effettiva sul territorio 

del convenuto 1, abitando l’istante saltuariamente presso la madre in un 

appartamento di 2½ locali. Nella DTF 96 I 145 cons. 4c, il Tribunale federale 

definiva come andava intesa la nozione di dimora e precisava che la semplice 

presenza in un determinato luogo non costituisce dimora, per dimorare la 

persona deve abitare nel luogo prescelto. Per abitare si intende disporre di 

locali abitabili per dormire (disporre di una possibilità di alloggio per la notte). 

La stragrande maggioranza della nostra popolazione dimora nel luogo in cui 

ha una camera per dormire, sia da sola sia con altri conviventi e per la maggior 

parte di queste persone la possibilità di alloggio stabile è accompagnata 

dall’intenzione di restare durevolmente in detto luogo (Christian Brückner, Das 

Personenrecht des ZGB, Zurigo 2000, pag. 92, marginale no. 319). In questo 

senso, il fatto di abitare una camera d’albergo o un appartamento durante le 

vacanze è pure da intendere come dimora. Che fa difetto in tale situazione, è 

propriamente la condizione soggettiva, a sapere l’intenzione di stabilirsi in 

detto luogo in modo duraturo (Hans Michael Riemer, Personenrecht des ZGB, 

Berna 1995, pag. 87). 

c) Per il convenuto 1, il fatto di risiedere saltuariamente presso la madre, non 

potrebbe essere considerato come una dimora nel senso legale, giacché la 

presenza effettiva sul territorio comunale si limiterebbe ad alcuni giorni al 

mese. In principio, la residenza sussiste quando vi è soggiorno di una certa 

durata, non necessariamente continuo, in un luogo con il quale vengono 

instaurati rapporti privilegiati (Deschenaux/Tercier, Personnes physiques et 

tutelle, 2a edizione, marginali 372-374). Per chi trascorre il proprio tempo in 

più luoghi, il domicilio è di regola situato laddove l’interessato ha le relazioni 

più strette ed intense, ossia di principio, nel luogo in cui risiede con la famiglia. 

I vincoli familiari sono considerati più intensi di quelli sociali e personali. In 

linea di massima questi prevalgono quindi sulle relazioni economiche o 

professionali (RDAT II-1998 no. 1). 

d) Nell’evenienza, l’istante si assenta continuamente andando all’estero a 

cercare lavoro o facendo dei viaggi un po’ in tutto il mondo per motivi di lavoro 

e per vacanza. Non è contestato che egli non abbia un impiego fisso e che i 

diversi spostamenti all’estero non avvengano in funzione di un piano preciso, 

ma a seconda del momento e delle necessità. E’ pertanto evidente che un 

simile stile di vita non permette a priori di applicare alla nozione di domicilio 

gli stessi identici parametri che valgono per una persona residente in Svizzera 

e che svolge anche la propria attività professionale nel nostro paese. Non si 

tratta neppure di decidere dell’esistenza di un domicilio tra due diversi ma ben 

definiti luoghi, come per esempio quello di lavoro e quello dove vive la 

famiglia. Concretamente si tratta di stabilire dove la persona che è 

frequentemente in viaggio in parte per svolgere dei lavoretti e in parte a scopo 

di vacanza abbia il centro dei propri interessi personali. 

e) Il trentunenne ricorrente, celibe, ha frequentato le scuole elementari a …, non 

ha attualmente un’occupazione fissa e rientra ogni tanto a …, dove abita 

presso la madre. I soggiorni a … dipendono essenzialmente dai saltuari 

impegni di lavoro che nel frattempo il ricorrente assume, recandosi nei più 

svariati posti. Se è chiamato a fare dei viaggi, egli si assenta da … per il tempo 

necessario e poi rientra. L’istante comprova, allegando i relativi biglietti di 

aereo, di aver soggiornato a Dubai dal 15 maggio al 2 giugno, a New York 

dall’11 al 25 agosto e in Tunisia dall’11 al 18 ottobre 2004. In base ai sette 

controlli eseguiti dalla polizia comunale per il periodo dal 19 maggio al 2 

giugno 2004, il ricorrente era sempre assente. Dal 15 giugno e fino al 20 

agosto del 2004 (16 controlli), l’istante era stato trovato all’indirizzo della 

genitrice il 18 e 19 giugno, 19 luglio, 31 luglio nonché 3 e 6 agosto 2004. Si 

tratta pertanto di rientri al domicilio dell’entità di una o due volte al mese e per 

la durata di alcuni giorni. Questo fatto viene pure confermato dalla madre 

dell’istante, la quale afferma che il figlio ha soggiornato presso di lei per periodi 

anche più lunghi (dal 26 agosto alla data della presa di posizione del 9 ottobre 

2004) e che in cambio dell’alloggio egli si assuma alcune delle spese 

dell’economica familiare. Per questo Giudice, nella concreta situazione questo 

basta per giustificare l’esistenza di un domicilio sul territorio del comune in 

oggetto. Durante le proprie assenze all’estero, l’istante non dimora sempre 

nello stesso luogo. Egli non ha neppure lasciato definitivamente la Svizzera, 

non essendosi definitivamente assentato per oltre sei mesi. In tali condizioni 

non è dato, come pretende il convento 1, concludere all’elezione di un 

domicilio all’estero. Anche il fatto che presso la madre, il ricorrente non possa 

disporre di una camera propria non è determinante, giacché nella concreta 

situazione, trattandosi di una persona sola e senza un lavoro fisso, alla qualità 

dei locali abitati non può certo essere applicato lo stesso identico criterio come 

per una persona che lavora e che gode di un’ampia autonomia finanziaria. 

Solo questo fatto non permette però di considerare che l’istante non abbia 

alcun rapporto con …. In effetti, considerati i diversi luoghi in cui si sposta, … 

va considerato come il luogo in cui l’istante mantiene comunque i legami più 

frequenti e stretti. La situazione del ricorrente è in questi termini paragonabile 

a quella di uno studente maggiorenne o di un pensionato che si assentano 

per settimane da casa per intraprendere dei viaggi e che mantengono però il 

loro domicilio presso i genitori, rispettivamente dove tornano sempre al loro 

rientro (vedi sentenza STA U 02 91, dove il Tribunale amministrativo 

ammetteva l’esistenza di un domicilio anche per una persona che abitava da 

tempo una semplice camera d’albergo). 

f) Quanto all’intenzione di stabilirsi durevolmente in un determinato luogo, 

questa deve risultare da circostanze esteriori oggettive e riconoscibili. La 

semplice manifestazione di volontà non è sufficiente. Non basta in particolare 

dichiarare di voler costituire il proprio domicilio in un determinato luogo, ma 

occorre che l’intenzione sia suffragata dall’effettiva residenza nel luogo 

prescelto (RDAT II-1999 no. 3). Per durevole, ai sensi di questa disposizione 

si intende “fino a nuovo avviso” e non per sempre o per tutta la vita (Christian 

Brückner, op. cit., pag. 96, marginale no. 328). In questo senso basta la 

volontà di restare in un determinato luogo fino a quando circostanze non 

ancora definibili con certezza attualmente potrebbero giustificare una modifica 

della dimora (cfr. DTF 49 I 193, dove un rifugiato politico russo era stato 

reputato domiciliato a Parigi, dove aveva dimorato un anno, anche se 

intendeva soggettivamente rientrare immediatamente in Russia al cambiare 

della situazione politica). La sola intenzione di lasciare più tardi un 

determinato luogo non esclude in queste circostanze la possibilità di eleggere 

un domicilio nel luogo di dimora (DTF 127 V 241 cons. 2c). 

g) Nell’evenienza, è indubbio che l’istante abbia anche l’intenzione di stabilirsi a 

… propriamente fino a quando non avrà trovato lavoro o comunque una 

diversa sistemazione altrove. La precedente richiesta di eleggere il proprio 

domicilio a … non fa del resto che confermare questa volontà. 

3. a) Per il resto, le critiche promosse dal ricorrente alle indagini di polizia condotte 

sono prive di fondamento. L’autorità comunale è indubbiamente legittimata a 

indagare per accertare l’esistenza o meno di un domicilio e uno dei metodi 

usualmente impiegati a questo scopo è propriamente quello dei controlli di 

polizia all’abitazione della persona che pretende avere o non avere il domicilio 

in un determinato luogo. Questi indispensabili controlli non costituiscono 

un’inammissibile ingerenza nella sfera personale del singolo, tanto più che la 

persona interessata è tenuta semplicemente a rispondere ad un appello 

telefonico o a presentarsi alla porta della propria abitazione, onde comprovare 

l’effettiva presenza in un determinato luogo. Ordinando dei controlli di polizia 

l’autorità comunale non è pertanto incorsa in alcuna violazione 

dell’ordinamento legale. 

b) Quando al ricorrente “verrà tolto il RIPOL” non è oggetto delle decisione 

impugnata ed è una questione che esula manifestamente dal contesto della 

presente vertenza. Basti comunque ricordare all’istante che giusta quanto 

previsto all’art. 16 cpv. 1 dell’ordinanza sul sistema informatizzato di ricerca 

(ordinanza RIPOL), i diritti degli interessati per quanto riguarda il diritto di 

informazione, rettifica e radiazione, sono retti dalle disposizioni concernenti la 

legge federale del 19 giugno 1992 sulla protezione dei dati.

4. In conclusione, il ricorso è accolto e la decisione impugnata annullata. Nella 

notifica di arrivo nel comune del 14 maggio 2004, il ricorrente attestava di 

risiedere nel comune a partire al 15 aprile 2004. Anche se il termine per 

notificare il proprio arrivo nel comune è di 8 giorni, (art. 2 LDS), l’omissione di 

annunciarsi tempestivamente non incide sulla data di decorrenza del 

domicilio. L’esito della vertenza giustifica l’accollamento delle spese 

occasionate dal presente procedimento al convenuto 1 (art. 75 LTA). 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto, la decisione impugnata annullata e viene giudizialmente 

constatato che … ha il proprio domicilio a … a partire dal 15 aprile 2004. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 600.--

- e le spese di cancelleria di fr. 180.--

totale fr. 780.--

il cui importo sarà versato dal Comune di … entro trenta giorni dalla notifica 

della presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei 

Grigioni, Coira.