# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e483b94c-e076-5510-b3d4-ab023ca55519
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.09.2010 D-48/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-48-2010_2010-09-13.pdf

## Full Text

Corte IV
D-48/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 3  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 
con approvazione del Giudice Maurice Brodard;
cancelliere Federico Pestoni.

A._______, nato il (...), alias
B._______, nato il (...), alias
C._______, nato il (...),
Iraq,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento;
decisione dell'UFM dell'8 dicembre 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-48/2010

Fatti:

A.
L'interessato, dichiaratosi di origine irachena, etnia  curda, nato e vis-
suto a D._______, E._______, nella provincia di Duhok, ha presentato 
domanda d'asilo in Svizzera il (...).

Interrogato  sui  motivi  di  asilo,  egli  ha  dichiarato,  in  sostanza  e  per 
quanto è qui di rilievo, di essere espatriato per il timore di essere ucci-
so dal fratello della ragazza che frequentava. Infatti, il ricorrente ha ri -
ferito  che questa persona non ha mai  accettato il  fatto  che egli  fre -
quentasse sua sorella. Una prima volta, nel 2004, dopo averli scoperti  
insieme,  li  avrebbe  picchiati,  mentre  in  una  seconda  occasione,  li 
avrebbe minacciati  di  morte. Stando alle parole del ricorrente, la ra-
gazza sarebbe poi effettivamente stata uccisa dal fratello. Dopo questo 
fatto, egli avrebbe deciso di lasciare il paese.

B.
Con  decisione  dell'8 dicembre 2009,  l'UFM  ha  respinto  la  domanda 
d'asilo suesposta. Detto Ufficio  ha pure pronunciato l'allontanamento 
del richiedente dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso 
il suo Paese d'origine, ossia l'Iraq, siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
In data 4 gennaio 2010, l'interessato ha inoltrato ricorso dinnanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  contro  la  decisione  dell'UFM.  Ha 
chiesto  l'annullamento  della  decisione  impugnata  con  conseguente 
concessione dell'asilo in Svizzera, subordinatamente, la concessione 
dell'ammissione provvisoria vista l'inesigibilità e l'inammissibilità dell'e-
secuzione dell'allontanamento verso il proprio Paese d'origine. Egli ha 
altresì presentato una domanda di esenzione dal pagamento anticipa-
to delle spese di giustizia.

D.
Il  Tribunale  amministrativo  federale,  con  decisione  incidentale 
dell'8 gennaio 2010, ha autorizzato il ricorrente a soggiornare in Sviz-
zera  fino  al  termine  della  procedura  ed  ha  respinto  la  domanda  di 
esenzione dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili 
spese  processuali,  fissando  al  ricorrente  un  termine,  scadente  il 
25 gennaio 2010,  per  provvedere  al  pagamento  dell'importo  di 
fr. 600.-.

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E.
In data 13 gennaio 2001, il ricorrente ha tempestivamente soddisfatto 
la richiesta di cui sopra, versando l'anticipo di fr. 600.-.

F.
Con decisione incidentale del 27 febbraio 2008, il  Tribunale ammini -
strativo federale ha concesso all'UFM un termine,  scadente l'11 feb-
braio 2010, per produrre l'atto di risposta.

G.
Con scritto dell'11 febbraio 2010, l'UFM ha integralmente confermato 
la propria posizione senza aggiungere alcunché, vista l'assenza di fatti 
o mezzi di prova nuovi nell'atto ricorsuale.

H.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dal la legge sul Tri-
bunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) 
e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giugno 2005  (LTF,  RS 
173.110),  in  quanto la  legge sull'asilo  del  26 giugno 1998 (LAsi,  RS 
142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale am-
ministrativo federale, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le 
decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art.  
33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.

Il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità 
inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della  stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a  – c PA); è pertanto legittimato ad 
aggravarsi contro di essa.

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I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma e  
al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
Ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei considerandi che seguo-
no, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice 
unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e 
la decisione è motivata solo sommariamente.

3.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi). Il  
Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti  
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 
impugnata,  né  dalle  argomentazioni  delle  parti  (cfr. sentenza  del 
Tribunale  amministrativo  federale  D-4917/2006  del  12  luglio  2007, 
consid. 3;  PIERRE MOOR,  Droit  administratif,  vol. II,  2. ed.,  Bern  2002, 
no. 2.2.6.5).

4.
4.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato le allegazioni del 
richiedente come insufficienti a soddisfare le condizioni richieste dalla 
legge per il riconoscimento dello statuto di rifugiato e pertanto all'am-
missione della sua domanda d'asilo. In particolare, l'autorità di prima 
istanza ha messo in evidenza diverse contraddizioni emerse nelle due 
audizioni sostenute dal richiedente. Inoltre, l'esecuzione dell'allontana-
mento sarebbe ammissibile, esigibile e possibile.

4.2 Nel  gravame, l'insorgente sostiene di  aver addotto validi  e  suffi -
cienti motivi a suffragio della propria domanda di asilo e che le con-
traddizioni rilevate dall'UFM, causate da una cattiva comprensione del-
l'interprete  nella  prima  audizione,  sarebbero  fondate  su  un  accerta-
mento incompleto dei fatti rilevanti ai fini della presente procedura. Egli 
ritiene inoltre che il suo rientro in patria non sarebbe ragionevolmente 
esigibile, in quanto la situazione nel nord dell'Iraq sarebbe insostenibi -
le dal profilo della sicurezza e della dignità umana. Per questi motivi il  
ricorrente ritiene siano adempiute le condizioni per un rinvio degli atti  
all'autorità inferiore, la quale dovrebbe procedere ad ulteriori indagini e 

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che, subordinatamente, siano adempiute le condizioni per la conces-
sione in suo favore dell'ammissione provvisoria.

4.3 In  conclusione, l'insorgente ha chiesto l'accoglimento del ricorso 
con  conseguente  concessione  dell'asilo  in  Svizzera, 
subordinatamente,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria  vista 
l'inesigibilità  e  l'inammissibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
verso  il  proprio  Paese  d'origine.  Egli  ha  altresì  presentato  una 
domanda  di  esenzione  dal  pagamento  anticipato  delle  spese 
processuali.

4.4 Con  osservazioni  dell'11  febbraio  2010,  l'UFM ha  integralmente 
confermato la propria posizione senza aggiungere alcunché, vista l'as-
senza di fatti o mezzi di prova nuovi nell'atto ricorsuale.

5.
5.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le di -
sposizioni della LAsi (art. 2 LAsi). Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi sono rifu -
giate le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, sono 
esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionali -
tà, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opi-
nioni  politiche, ovvero hanno fondato timore di  essere esposte a tali 
pregiudizi.

Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita,  
dell'integralità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano 
una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre al -
tresì tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femmini-
le (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità  
di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una proba-
bilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare 
le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o con-
traddittorie,  non  corrispondono  ai  fatti  o  si  basano  in  modo  deter -
minante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi-

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lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giuri-
sprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi-
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza de -
v'essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di 
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di 
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà  
giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudicante  (cfr.  GICRA 
1995 n. 23, GICRA 2005 n. 21, consid. 6.1).

6.
Il  ricorrente ha  allegato  di  essere  espatriato  per  il  timore  di  essere 
ucciso  dal  fratello  della  ragazza  che  frequentava.  Ciò,  posto  che 
questa persona, che non ha mai accettato la loro relazione, avrebbe 
già ucciso la sorella.

6.1 Questo Tribunale osserva preliminarmente che, come rettamente 
rilevato dall'autorità inferiore nella decisione impugnata, le dichiarazio-
ni determinanti in materia d'asilo rese dall'insorgente s'esauriscono in 
mere, generiche ed imprecise affermazioni di  parte, contraddittorie e 
non corroborate da elementi  di  seria consistenza, in sostanza per le 
ragioni indicate nel provvedimento litigioso.

In  particolare  questo  Tribunale  tiene  a  sottolineare  che  l'insorgente 
non ha saputo fornire indicazioni precise sui  fatti  addotti  a sostegno 
dei motivi presentati a fondamento della sua domanda d'asilo, ragione 
per cui v'è motivo di concludere alla loro inverosimiglianza.

A titolo di esempio, basti rilevare che, il richiedente ha riferito che la 
sua ragazza era una sua compagna di scuola. A tal proposito, in sede 
di prima audizione egli ha affermato che mentre i suoi genitori abitava-
no a D._______, lui è cresciuto a E._______ dallo zio, dove avrebbe 
inoltre  frequentato  le  scuole  (cfr. verbale  di  audizione  del  18 genna-
io 2008, pagg. 2 e 3), mentre nel corso della seconda audizione ha rife-
rito di aver sempre vissuto a D._______ con i suoi genitori dove avreb-
be anche frequentato  le  scuole  (cfr. verbale di  audizione del  27 mar-
zo 2008, pagg. 3 e 6). Inoltre, il ricorrente ha affermato di aver definiti -
vamente interrotto la frequentazione della scuola nel mese di ottobre 

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del  2006 per  andare a lavorare  e  guadagnarsi  i  soldi  necessari  per 
raggiungere l'Europa (cfr. verbale di audizione del 18 gennaio 2008, pag. 
2 e verbale di audizione del 27 marzo 2008, pag. 6). Ciò, oltre a provare 
che il  richiedente meditava già da tempo il suo espatrio senza alcun 
motivo particolare, collide con quanto successivamente riportato, ov-
vero che nel 2007 fosse ancora nella medesima classe della sua ra-
gazza (cfr. verbale di audizione del 27 marzo 2008, pag. 8). A ciò aggiun-
gasi che l'interessato ha inizialmente dichiarato che il fratello della sua 
ragazza li avrebbe sorpresi nel 2004, nella qual occasione li avrebbe 
persino picchiati  (cfr. verbale di audizione del 18 gennaio 2008, pag. 5). 
Questo  significa  che  essi  si  frequentavano  già  nel  2004,  differendo 
crassamente da quanto in seguito sostenuto, e meglio che il ricorrente 
avrebbe frequentato la sua ragazza unicamente nel corso del 2007 e 
che durante l'estate di quell'anno, dopo quattro o cinque mesi di fre-
quentazione, il fratello li avrebbe scoperti e picchiati (cfr. verbale di au-
dizione del 27 marzo 2008, pag. 7, 8 e 9). Pure su questo dettaglio, le 
versioni non collimano, posto che l'interessato ha inizialmente afferma-
to di  essere stato picchiato a bastonate  (cfr. verbale di audizione del 
18 gennaio 2008, pag. 5), mentre in seconda battuta a riferito che il fra-
tello della sua ragazza lo avrebbe preso a calci e pugni (cfr. verbale di 
audizione del 27 marzo 2008, pag. 8). Infine, pure in merito all'asserita 
uccisione della sua ragazza, il ricorrente è incappato in palesi antino-
mie. Infatti,  nel  corso della prima audizione egli ha dichiarato che la 
sua ragazza sarebbe stata  portata  in  montagna e  che le  avrebbero 
sparato (cfr. verbale di audizione del 18 gennaio 2008, pag. 5), mentre in 
sede di audizione federale egli ha riferito di non sapere come è stata 
uccisa (cfr. verbale di audizione del 27 marzo 2008, pag. 9 e 11).

6.2 Quo alla  censura  sollevata  dal  richiedente  in  merito  alla  cattiva 
comprensione dell'interprete nel corso della prima audizione, dal ricor-
so si evince con chiarezza se e in quali punti le dichiarazioni rilasciate 
siano state tradotte in modo scorretto. Egli parla infatti piuttosto di im -
precisioni nella traduzione, soltanto laddove gli sono state contestate 
delle contraddizioni. Conseguentemente, non è dato sapere concreta-
mente dove sia ravvisabile un problema nell’attività svolta dall’interpre-
te. Ciò posto ed avendo il ricorrente sottoscritto i propri verbali di audi -
zione confermandone il  contenuto ed avendo affermato in occasione 
delle rispettive interrogazioni di aver capito bene quanto tradotto dal-
l'interprete, egli non può ora sostenere il contrario. Il Tribunale ammini -
strativo federale osserva pertanto che tale censura, non sostanziata, è 
palesemente destituita d’ogni anche minima parvenza di fondamento.

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6.3 Tutto  ciò  stante,  vista  l'inverosimiglianza  delle  dichiarazioni  rila-
sciate, vengono a far difetto argomenti o prove suscettibili di giustifica-
re una diversa valutazione rispetto a quella di cui alla decisione impu-
gnata.

6.4 In virtù del principio della sussidiarietà della protezione internazio-
nale per rapporto alla protezione nazionale, si deve poter esigere da 
un richiedente d'asilo che abbia esaurito, nel proprio Paese, le possibi -
lità  di  protezione  contro  eventuali  persecuzioni  prima  di  sollecitare 
quella  di  uno  Stato  terzo. Infatti,  tali  situazioni,  ancorché  spiacevoli, 
non sono determinanti  per il  riconoscimento dello statuto di  rifugiato 
se la persona che ne è vittima beneficia nel suo luogo d'origine di un 
accesso concreto a delle strutture efficaci di protezione e che può es-
sere ragionevolmente richiesto che egli faccia appello a questo siste-
ma  di  protezione  interna  (cfr.  decisione  del  TAF  D-7847/2006  del 
18 agosto 2009; GICRA 2006 n. 18 pagg. 180 e segg.; GICRA 2000 
n. 15 pagg. 107 e segg.).

Stando alle dichiarazioni addotte dal richiedente, egli non si è mai ri -
volto alle autorità locali per denunciare le minacce rivoltegli dal fratello  
della sua ragazza né tantomeno la di lei uccisione (cfr. verbale di audi-
zione del 27 marzo 2008, pag. 10). Pertanto non si può ritenere che, nel 
caso in rassegna, le forze dell'ordine abbiano rinunciato a proteggerlo 
o siano state impossibilitate a farlo. Perciò, si deve ritenere che il ricor-
rente non ha intrapreso tutte le procedure che ci si poteva attendere 
da lui al fine di far valere i propri diritti presso le autorità competenti.  
Del resto, il ricorrente non è riuscito a dimostrare che le autorità ira -
chene non gli accorderebbero un'appropriata protezione contro l'even-
tuale futuro agire illegittimo di terzi nei suoi confronti. Anzi, a detta del -
lo stesso richiedente egli avrebbe saputo in seguito che il fratello della 
sua  ragazza  sarebbe  stato  arrestato  (cfr.  verbale  di  audizione  del 
27 marzo 2008, pag. 10), ragion per cui v'è da credere che egli,  rivol-
gendosi tempestivamente alle competenti autorità, avrebbe potuto ot-
tenere adeguata protezione.

6.5 A titolo meramente abbondanziale, fatte salve le discrepanze testé 
citate, occorre rilevare che la domanda di asilo del ricorrente si fonda 
su una mera supposizione di  parte. Infatti,  l'interessato  è  espatriato 
senza sapere se effettivamente il fratello della sua ragazza lo sta cer-
cando ed ha intenzione di ucciderlo. In effetti, egli, a conforto dei suoi  
timori, ha riferito di essere fuggito dopo aver saputo dell'uccisione del -

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la sua ragazza. Pertanto, gli asseriti timori del ricorrente, non corrobo-
rati  dal  benché  minimo elemento  probatorio,  sono  da  ritenere  total -
mente infondati.

6.6 Alla luce di quanto precede, a mente di questo Tribunale – anche 
indipendentemente dall'inverosimiglianza delle dichiarazioni dell'insor-
gente rettamente rilevata dall'UFM – i fatti addotti dal ricorrente nella  
presente procedura d'asilo, non sono propri a motivare la qualità di ri -
fugiato.

Ne consegue che sul punto di questione dell'asilo il ricorso, desti tuito 
d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione 
impugnata va confermata.

7.
Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio federa-
le pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'e -
secuzione;  tiene  però  conto  del  principio  dell'unità  della  famiglia 
(art. 44 cpv. 1 LAsi).

Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avreb -
be  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla  Svizzera 
(art. 14 cpv. 1 e 2 come pure art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Or-
dinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 
[OAsi 1, RS 142.311]).

Nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione del -
l'UFM relativa alla domanda d'asilo del ricorrente, quest'ultimo non può 
prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), 
generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubbli-
co ed espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione sullo sta-
tuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30).

8.
Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento,  l'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) 
prevede che la stessa sia ammissibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e pos-
sibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di queste condizioni,  
l'Ufficio federale dispone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStr). 

8.1 Quo all'ammissibilità,  dalle  carte  processuali  non emergono ele-
menti da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricor-

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rente in  Iraq possa violare l'art. 25 cpv. 2 della  Costituzione federale 
della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101), 
l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o possa esporre l'insorgente in patria al rischio rea-
le ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per  
la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra-
danti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

Pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'autore  del  gravame è 
ammissibile.

8.2
Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, l'esecu-
zione non può essere ragionevolmente esigibile  qualora,  nello  Stato 
d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamen-
te in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza 
generalizzata o emergenza medica.

La prima disposizione citata si applica principalmente ai " réfugiés de 
la violence", ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni del-
la qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti,  ma 
che fuggono da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza gene-
ralizzata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'al -
lontanamento comporterebbe un pericolo concreto, in particolare per-
ché esse non potrebbero più ricevere le cure del quale esse hanno bi-
sogno o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vive-
re durevolmente e irrimediabilmente in stato di totale indigenza e per-
tanto esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato di 
salute,  all'invalidità  o persino la  morte. Per contro, le  difficoltà  socio  
economiche che costituiscono l'ordinaria quotidianità di una regione, in 
particolare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di for-
mazione, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale esposi -
zione al pericolo. L'autorità alla quale incombe la decisione deve dun-
que, in ogni singolo caso, confrontare gli  aspetti umanitari legati alla 
situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo 
Paese dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pubblico 
militante a favore del suo allontanamento dalla Svizzera (GICRA 2005 
n. 24, consid. 10.1 pag. 215).

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Si tratta, dunque, di esaminare con riferimento ai criteri suesposti se 
l'interessato conclude a giusta ragione o meno al carattere inesigibile 
dell'esecuzione del suo allontanamento, tenuto conto della situazione 
generale vigente attualmente in Iraq, da un lato, e la sua situazione 
personale, dall'altro.

Il ricorrente ha dichiarato di essere originario del distretto di E._______ 
nel governatorato di Duhok, nel nord dell'Iraq (cfr. verbale di audizione del 
3 dicembre 2007, pag. 1). Ora, in merito allo stato della sicurezza in Iraq, 
questo Tribunale ha già avuto modo di precisare che nelle tre province 
curde nel nord dell'Iraq (Dohuk, Erbil e Suleimaniya) non vige, al momen-
to, una situazione di violenza generalizzata e la situazione politica non è 
talmente tesa da considerare un rimpatrio come generalmente inesigibile. 
Segnatamente, lo stato della sicurezza è più stabile ed equilibrato rispet-
to al resto del Paese. Inoltre, la situazione dei diritti dell'uomo è migliore 
rispetto alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq. In particolare, l'esecuzio-
ne dell'allontanamento verso le tre province curde è esigibile, di principio, 
per gli uomini curdi, non sposati, in buona salute e giovani, a condizione 
che la persona interessata sia originaria della regione o vi abbia vissuto 
un lungo periodo e disponga di una rete sociale, segnatamente famiglia, 
parenti  o  conoscenti,  oppure di  relazioni  con i  partiti  al  potere  (DTAF 
2008/5 consid. 7.5, in particolare 7.5.1 e 7.5.8).

Quanto alla situazione personale dell'insorgente, si rileva che egli ha una 
discreta formazione avendo egli frequentato nove anni di scuola. Inoltre, 
ha pure una discreta esperienza lavorativa avendo operato dapprima in 
qualità di elettricista e poi come contadino aiutando il padre (cfr. verbale 
di audizione del 18 gennaio 2008, pag. 2). Dai verbali di audizione emer-
ge inoltre che il ricorrente dispone ancora di una fitta rete sociale in pa-
tria, dove ha sempre vissuto e dove ha lasciato i genitori e due fratelli (cfr. 
verbale di audizione del 18 gennaio 2008, pag. 3). Infine, il ricorrente non 
ha, nelle sue allegazioni ricorsuali, preteso di soffrire di gravi problemi di 
salute  che  possano  giustificare  un'ammissione  provvisoria  (GICRA 
2003 n. 24), e nemmeno da un esame d'ufficio degli atti di causa emerge 
la necessità di una permanenza dell'autore del gravame in Svizzera per 
motivi medici. In siffatte circostanze, considerati tutti gli elementi di fat-
to evidenziati, questa autorità ritiene, siccome adempiuti i presupposti  
per  formulare  una  prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive 
possibilità per il ricorrente, un adeguato reinserimento sociale nel suo 
paese d'origine.

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Pertanto, l'allontanamento del ricorrente deve essere considerata ra-
gionevolmente esigibile.

8.3 Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-
secuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti,  il  ricorrente, 
usando della dovuta diligenza potrà procurarsi  ogni documento neces-
sario al rimpatrio.

L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

8.4 Sulla scorta delle considerazioni che precedono, l'esecuzione dell'al-
lontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e  possibile.  Di 
conseguenza, anche in materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il 
gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.

9.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il dirit-
to federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di pri-
me cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridica-
mente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), 
per il che il ricorso va respinto.

10.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art.  63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).  Tale importo è intera-
mente compensato dall'anticipo tempestivamente versato dal ricorren-
te;

11.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d Legge 
del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

La pronuncia è quindi definitiva.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale importo è interamente compensato dall'anticipo tempestivamente 
versato dal ricorrente.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- UFM,  Divisione  soggiorno,  (allegato:  incarto  N [...]  per  corriere 

interno; in copia)
- F._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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