# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f8e09b0d-d464-5717-a03a-54f403efd4cf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-02-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 09.02.2021 80.2020.64
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2020-64_2021-02-09.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2020.64

  	
  Lugano

  9 febbraio 2021

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele
  Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi-Gianola, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI 1  

   RI 2  

  entrambi
  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 20 aprile 2020 contro la decisione del 26 febbraio 2020 in materia di IC 2015.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1, cittadino
francese, è entrato in Svizzera il 28 febbraio 2013, ottenendo un permesso di
dimora (permesso B). Il 4 settembre 2015 si è trasferito da __________ (SZ) a __________
(TI). Nel corso del periodo fiscale 2015, ha lavorato, fino al 15 gennaio, alle
dipendenze di __________ AG, __________ (__________),
poi, fino al 30 settembre, alle dipendenze della __________ GmbH, __________, e
infine, dal 1° ottobre, per __________ AG, __________. Dalle rispettive
prestazioni salariali, i datori di lavoro hanno trattenuto l’imposta alla
fonte.

 

                                  B.   Il 7 febbraio 2017 RI
1 e la moglie RI 2 hanno presentato la dichiarazione d’imposta per il periodo
fiscale 2015, in vista di una tassazione ordinaria sostitutiva. 

                                         Con decisione del 30
agosto 2017, l’RS 1 ha notificato ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2017,
commisurando il reddito imponibile in fr. 980'500.– per l’IC (reddito
determinante per l’aliquota fr. 992'700.–) e in fr. 991'000.– per l’IFD
(reddito determinante per l’aliquota fr. 1'003'400.–). La sostanza imponibile
ammontava a fr. 1'563'000.– e quella determinante per l’aliquota a fr.
1'702'000.–. 

 

 

                                  C.   I contribuenti hanno
interposto reclamo contro la suddetta decisione in data 20 settembre 2017,
invocando l’applicazione dell’art. 122 cpv. 4 della Legge tributaria (LT), che,
conformemente a quanto previsto dall’art. 38 cpv. 4 della Legge federale del 14
dicembre 1990 sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei
Comuni (LAID; RS 642.14), dispone che, se un contribuente assoggettato
all’imposta alla fonte trasferisce il proprio domicilio o la propria dimora
all’interno della Svizzera, il cantone di domicilio o di dimora interessato ha
diritto di tassarlo proporzionalmente alla durata dell’assoggettamento. Di
conseguenza, secondo i reclamanti, per i primi otto mesi dell’anno essi
avrebbero dovuto essere assoggettati all’imposta nel Canton Svitto, dove
avevano la dimora fino all’inizio del mese di settembre. A loro avviso, una
diversa soluzione non poteva scaturire neppure dall’applicazione della sentenza
del Tribunale federale del 24 gennaio 2014, che aveva constatato l’incompatibilità
dell’art. 38 cpv. 4 LAID con l’Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione
Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri,
dall’altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC; RS 0.142.112.681). La
fattispecie su cui si era pronunciata la Suprema Corte concerneva infatti un
contribuente che, al contrario degli insorgenti, aveva trasferito la dimora
fiscale da un cantone con aliquote più elevate a uno con aliquote inferiori. 

                                         Con decisione del 20
febbraio 2020, l’autorità di tassazione ha accolto il reclamo limitatamente
alla definizione del valore locativo dell’abitazione dei contribuenti e alle
spese di manutenzione relative. In relazione alla questione della ripartizione
dell’imposta fra i cantoni, ha per contro richiamato “la giurisprudenza in
materia nei casi di contribuenti assoggett[at]i a tassazione ordinaria
sostitutiva che trasferiscono il domicilio in un altro cantone”, secondo la
quale “vale il principio di arrivo e pertanto sono assoggettat[i] all’imposta
per l’intero anno nel Cantone di dimora alla fine di tale periodo”.

                                  D.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2 contestano la
decisione dell’autorità fiscale, che ignorerebbe il tenore degli articoli 38
cpv. 4 LAID e 122 cpv. 4 LT, come pure dell’art. 4 Ordinanza del 9 marzo 2001
sull’applicazione della legge federale sull’armonizzazione delle imposte
dirette nei rapporti intercantonali e della Circolare n. 14 della Conferenza
svizzera delle imposte. Secondo i ricorrenti, la sentenza del Tribunale
federale, che ha constatato l’incompatibilità dell’art. 38 cpv. 4 LAID con
l’ALC, non sarebbe applicabile al caso in discussione, poiché la legge federale
non li discrimina rispetto ai cittadini svizzeri, visto che si sono trasferiti
in un cantone con aliquote più elevate di quelle del Cantone in cui hanno avuto
la dimora per i primi otto mesi dell’anno.

 

 

                                  E.   Nelle sue
osservazioni del 28 luglio 2020, la Divisione delle contribuzioni propone di
respingere il ricorso. A suo avviso, il Tribunale federale avrebbe stabilito
che l’imposizione pro rata temporis del contribuente assoggettato all’imposta
alla fonte, che si trasferisce da un cantone all’altro, rappresenta una
discriminazione incompatibile con l’ALC. Di conseguenza, il Canton Ticino,
quale cantone in cui i ricorrenti hanno la dimora fiscale alla fine del periodo
fiscale, avrebbe il diritto di imporre per la durata dell’intero periodo
fiscale. Una modifica dell’art. 38 cpv. 4 LAID è nel frattempo stata adottata
ed è entrata in vigore il 1.1.2021. 

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Il 1.1.2021 è entrata in
vigore la Legge federale del 16 dicembre 2016 sulla revisione dell’imposizione
alla fonte del reddito da attività lucrativa, che ha modificato diverse
disposizioni della LIFD e della LAID (RU 2018 1813). 

                                         Anche per il diritto
cantonale la legge del 9 novembre 2020 ha modificato la normativa che concerne
l’imposizione alla fonte. Le nuove disposizioni sono a loro volta entrate in
vigore il 1.1.2021 (FU del 13.11.2020 p. 9512). 

                                         Le norme in questione non
sono tuttavia applicabili alla fattispecie in esame, che si riferisce al
periodo fiscale 2015.

                                         Tutte le disposizioni
citate nella presente decisione sono quindi quelle in vigore nel periodo
fiscale 2015.

 

                                         1.2.

                                         Secondo
l’art. 32 cpv. 1 LAID, nella versione in vigore nel periodo fiscale litigioso,
i lavoratori stranieri che, senza permesso di domicilio della polizia degli
stranieri, hanno domicilio o dimora fiscale nel Cantone sono assoggettati a una
ritenuta d’imposta alla fonte per il loro reddito da attività lucrativa
dipendente. L’imposta alla fonte sostituisce le imposte riscosse secondo la
procedura ordinaria. Ne sono eccettuati gli introiti assoggettati
all’imposizione secondo l’articolo 11 capoverso 4. Rimane salva la tassazione
ordinaria giusta l’articolo 34 capoverso 2.

                                         Per l’art. 32 cpv. 2 LAID,
i coniugi che vivono in comunione domestica vengono tassati secondo la
procedura ordinaria se uno di essi ha la cittadinanza svizzera o possiede il
permesso di domicilio.

                                         L’art. 34 cpv. 2 LAID
prevede che, se nel corso di un anno civile, il contribuente o il suo coniuge
che vive con lui in comunione domestica consegue proventi lordi, soggetti
all’imposta alla fonte, che superano un importo stabilito dal diritto
cantonale, si procede a una tassazione ordinaria deducendo l’imposta già
riscossa alla fonte.

 

                                         1.3.

                                         Nel diritto cantonale,
l’art. 104 cpv. 1 LT prevede da parte sua che i lavoratori stranieri che, senza
permesso di domicilio della polizia degli stranieri, hanno domicilio o dimora
fiscali nel Cantone, sono assoggettati ad una trattenuta d’imposta alla fonte
per il loro reddito da attività lucrativa dipendente. Ne sono eccettuati gli
introiti assoggettati all’imposizione secondo l’art. 37a. L’imposta alla fonte
sostituisce le imposte riscosse secondo la procedura ordinaria. È riservata la
tassazione ordinaria giusta gli art. 112 e 113.

                                         Per l’art. 104 cpv. 2 LT i
coniugi che vivono in comunione domestica sono tuttavia tassati secondo la
procedura ordinaria se uno di essi ha la cittadinanza svizzera o possiede il
permesso di domicilio.

                                         Secondo l’art. 113 cpv. 1
LT, quando i proventi lordi assoggettati all’imposta alla fonte del
contribuente o del suo coniuge vivente in comunione domestica con lui superano,
nel corso di un anno civile, l’importo stabilito dal Consiglio di Stato, è
eseguita una tassazione ordinaria sostitutiva. Tale tassazione è mantenuta
negli anni successivi anche quando il reddito non raggiunge più,
temporaneamente o durevolmente, l’importo stabilito dal Consiglio di Stato.

                                         La tassazione ordinaria
sostitutiva viene eseguita quando i proventi lordi assoggettati all’imposta
alla fonte del contribuente o del suo coniuge vivente in comunione domestica
con lui con domicilio o dimora fiscale in Svizzera superano singolarmente, nel
corso di un anno civile, l’importo di fr. 120'000.– (cfr. art. 12 del Decreto
esecutivo del 10 dicembre 2014 concernente l’imposizione delle persone fisiche
valido per il periodo fiscale 2015).

 

                                         1.4.

                                         La tassazione ordinaria
sostitutiva è giustificata dal fatto che la differenza fra l’onere fiscale
dell’imposta alla fonte, che dipende dal calcolo basato sui redditi lordi e
sulle deduzioni forfetarie, e l’imposizione determinata secondo la procedura
ordinaria tende a crescere con l’aumento dei redditi (cfr. Messaggio del
Consiglio federale a sostegno delle leggi federali sull’armonizzazione delle
imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni e sull'imposta federale diretta, in FF
1983 III 1, in particolare p. 126; inoltre Pedroli,
in: Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral
direct, 2a ed., Basilea 2017, n. 8 ad art. 90 LIFD, p. 1450 e
riferimenti).

 

                                         1.5.

                                         Per quanto concerne le
relazioni intercantonali, l’art. 38 cpv. 4 LAID prevede che, se una persona
fisica assoggettata all’imposta secondo gli articoli 32, 33 e 34 capoverso 2
trasferisce il proprio domicilio o la propria dimora all’interno della Svizzera,
il Cantone di domicilio o di dimora interessato ha diritto di tassarla
proporzionatamente alla durata dell’assoggettamento. 

                                         Nel diritto cantonale,
secondo l’art. 122 cpv. 4 LT, se una persona fisica assoggettata all’imposta
secondo gli articoli 104 e 113 trasferisce il proprio domicilio o la propria
dimora all’interno della Svizzera, il Cantone di domicilio o di dimora
interessato ha diritto di tassarla proporzionatamente alla durata
dell’assoggettamento

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Il ricorso verte
sull’applicabilità dell’art. 122 cpv. 4 LT, conforme all’art. 38 cpv. 4 LAID, nonostante
la giurisprudenza del Tribunale federale, che ne ha censurato l’incompatibilità
con l’ALC. L’autorità di tassazione ha ritenuto che, in seguito alle sentenze
del Tribunale federale, la ripartizione del diritto di imporre fra i cantoni,
prevista dalle disposizioni legali in questione, non possa più essere attuata,
neppure se sarebbe nell’interesse del contribuente. Di diverso avviso i
ricorrenti, secondo i quali la giurisprudenza dell’Alta Corte concernerebbe
solo in casi in cui le norme in discussione comportano uno svantaggio per i
contribuenti che sono assoggettati alla tassazione ordinaria sostitutiva. 

                                         2.2.

                                         L’art.
38 cpv. 4 LAID è stato introdotto dal n. I 2 della Legge federale del 15
dicembre 2000 sul coordinamento e la semplificazione delle procedure di
imposizione delle imposte dirette nei rapporti intercantonali, in vigore dal 1°
gennaio 2001 (RU 2001 1050 ss.). Nel suo messaggio il Consiglio federale si è
così espresso:

                                         Nel quadro del sistema di
imposizione alla fonte, e contrariamente alle regole dell’imposizione
ordinaria, viene immediatamente preso in considerazione ogni cambiamento della
situazione del contribuente. Questo vale in particolare per i cambiamenti dello
Stato civile. Lo stesso deve valere anche in caso di cambiamenti
dell’appartenenza personale; in questo caso si giustifica il principio di
un’imposizione pro rata temporis. Dal punto di vista dell’efficacia
amministrativa, la soluzione proposta si impone nelle relazioni fra lavoratori,
datori di lavoro e Cantoni, evitando numerosi trasferimenti di trattenute
d’imposta fra amministrazioni cantonali delle contribuzioni. 

                                         L’articolo
38 capoverso 4 LAID si applica anche in caso di tassazione secondo la procedura
ordinaria dei redditi delle persone assoggettate all’imposta alla fonte (cfr.
art. 34 cpv. 2 LAID).

                                         Come ha sottolineato anche
il Tribunale federale, in una sentenza del 2 settembre 2013 (n. 2C_116/2013, in
RF 68/2013 p. 817), la disciplina prevista dall’art. 34 cpv. 2 LAID per la
tassazione ordinaria sostitutiva comporta dunque una ripartizione della
sovranità fiscale fra i cantoni interessati (pro rata temporis),
derogando in tal modo al principio dell’unità del periodo fiscale che domina
nell’ambito dell’imposizione ordinaria. La spiegazione è però che il
legislatore voleva evitare i trasferimenti di ritenute d’imposta fra cantoni.
Del resto, lo stesso articolo 68 cpv. 1 LAID fa espressamente salvo l’articolo
38 capoverso 4 LAID (sentenza citata, consid. 3.3). L’art. 38 cpv. 4 LAID deve
essere interpretato nel senso che ad ogni cantone di domicilio o dimora fiscale
spetta il potere di imporre in modo esclusivo per la durata
dell’assoggettamento in tale cantone (sentenza citata, consid. 3.5). 

                                         Sempre secondo l’Alta
Corte, la conclusione appena indicata è confortata anche dal tenore dell’art. 4
dell’Ordinanza del 9 marzo 2001 sull’applicazione della legge federale
sull’armonizzazione delle imposte dirette nei rapporti intercantonali (RS
642.141), secondo cui il trasferimento in un altro Cantone del domicilio
fiscale delle persone assoggettate all’imposta secondo gli articoli 32, 33 e 34
capoverso 2 LAID ha, sull’imposizione del reddito dell’attività lucrativa
dipendente, gli stessi effetti di un trasferimento di domicilio all’estero o di
una costituzione di domicilio in Svizzera. In tal modo, l’art. 4 dell’Ordinanza
rinvia alla disciplina prevista dall’art. 63 cpv. 3 LAID per l’assoggettamento
di durata inferiore all’anno civile: se le condizioni d’assoggettamento sono
realizzate unicamente per una parte del periodo fiscale, l’imposta è riscossa
sui proventi conseguiti durante questa parte; per i proventi periodici,
l’aliquota d’imposta si determina in funzione del reddito calcolato su dodici
mesi; i proventi non periodici sono assoggettati a un’imposta annua intera, ma
non sono convertiti in un reddito annuo per la fissazione dell’aliquota. La
prima frase dell’art. 63 cpv. 3 LAID afferma chiaramente che ad ogni cantone di
domicilio spetta il potere di imporre in modo esclusivo per la durata
dell’assoggettamento in tale cantone (sentenza citata, consid. 3.6).

 

                                         2.3.

                                         Esaminando il ricorso di
un cittadino tedesco, con permesso di dimora, che risiedeva nel Canton San
Gallo, ma che nel mese di novembre del 2010 si era trasferito nel Canton
Svitto, la Suprema Corte si è dovuta confrontare con la questione della
compatibilità di tale disposizione della legge sull’armonizzazione con il
divieto di discriminazione previsto dall’ALC. Proprio a causa dell’art. 38 cpv.
4 LAID, secondo il ricorso, il contribuente avrebbe dovuto pagare ben 118’000
franchi in più di imposte rispetto ad un cittadino svizzero nelle stesse
condizioni. Quest’ultimo infatti, grazie al principio per cui le imposte si
pagano per tutto l’anno nel cantone dove il contribuente è domiciliato alla
fine del periodo fiscale (art. 68 cpv. 1 LAID), avrebbe pagato tutte le imposte
nel Canton Svitto. Il ricorrente invece si ritrovava obbligato a pagare la
maggior parte delle imposte nel Canton San Gallo, dove le aliquote sono
nettamente superiori (sentenza 2C_490/2013 del 29.1.2014, in DTF 140 II 167; v.
anche RtiD II-2014 p. 606 s.).

                                        Quando viene intrapresa
una tassazione ordinaria sostitutiva, l’imposta alla fonte è stata sostituita
da un’imposta ordinaria. L’applicazione dell’art. 38 cpv. 4 LAID comporta
tuttavia che, a dipendenza dell’onere fiscale nel cantone da cui parte e di
quello in cui si trasferisce, le imposte da pagare nell’intero periodo fiscale
sono di più o di meno rispetto a quelle dovute da un contribuente soggetto
all’imposta ordinaria. Anche se in tal modo la discriminazione si verifica solo
quando il contribuente si trasferisce in un cantone con aliquote più
favorevoli, il Tribunale federale ha ritenuto determinante la circostanza che
il ricorrente, nella sua situazione concreta, era penalizzato. Ha quindi
concluso che l’art. 38 cpv. 4 è in contrasto con il divieto di discriminazione
previsto dall’ALC e non è di conseguenza applicabile nei casi di tassazione
ordinaria sostitutiva di persone residenti in Svizzera, che sottostanno all’ALC
(DTF 140 II 167 consid. 5.4).

                                         La sentenza del 2014 ha
escluso anche che l’art. 38 cpv. 4 LAID possa essere giustificato dalla riserva
prevista all’art. 21 cpv. 3 ALC, secondo cui nessun elemento dell’Accordo
stesso vieta alle parti contraenti di adottare o di applicare misure volte a
garantire l’imposizione, il pagamento o il recupero effettivo delle imposte o a
prevenire l’evasione fiscale.

                                         In altri termini, l’art.
21 cpv. 3 ALC consente agli Stati contraenti di adottare disposizioni, anche
discriminatorie, che servono a garantire l’imposizione o il pagamento delle
imposte o a prevenire l’evasione fiscale. Tuttavia, in discussione non era, nel
caso in esame, l’imposizione alla fonte come tale, che serve effettivamente a
garantire la riscossione dell’imposta, bensì l’imposta ordinaria sostitutiva
(DTF 140 II 167 consid. 5.5).

 

                                         2.4.

                                         Secondo l’art. 190 Cost.,
le leggi federali e il diritto internazionale sono determinanti per il
Tribunale federale e per le altre autorità incaricate dell’applicazione del
diritto. In caso di insanabile contrasto fra norme del diritto internazionale e
del diritto interno, secondo il Tribunale federale il diritto internazionale
pubblico prevale in linea di principio sul diritto interno, specialmente quando
la norma internazionale concerne la tutela dei diritti umani, ma non solo. In
particolare, l’art. 9 cpv. 2 Allegato I ALC e il divieto di discriminazione
prevalgono sul diritto interno contrario e hanno effetto diretto. Il divieto di
discriminazione previsto dagli articoli 2 ALC e 9 cpv. 2 Allegato I ALC è
pertanto direttamente applicabile e prevale sulle disposizioni contrarie della
LIFD e della LAID, ma anche del diritto cantonale (DTF 136 II 241 consid. 16).

                                         Come rilevato dalla
dottrina citata dai ricorrenti, ne consegue che i contribuenti assoggettati a
ritenuta alla fonte, che si trasferiscono da un cantone con aliquote inferiori
a uno con aliquote più elevate, possono fondarsi sul chiaro tenore dell’art. 38
cpv. 4 LAID e pretendere che gli sia applicata la più vantaggiosa imposizione pro
rata temporis. Il divieto di discriminazione dell’ALC ha infatti effetto
solo a favore del contribuente, mentre non può fondare obblighi fiscali ulteriori,
che non sono previsti dal diritto interno (Oesterhelt,
Diskriminierende Quellensteuer bei Wohnsitzwechsel – Verhältnis von Art. 38
Abs. 4 StHG zum FZA, in RF 69/2014, p. 272; Jud/Rufener,
in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum StHG, 3a ed., Basilea 2017,
n. 20 ad art. 38 LAID, p. 1213; dello stesso avviso: Marantelli/Opel, Die steuerrechtliche Rechstsprechung des
Bundesgerichts im Jahr 2014, ZBJV 152/2016, p. 186; von Ah, Interkantonaler Wohnsitzwechsel von
quellensteuerpflichtigen Personen, die nachträglich ordentlich veranlagt
werden, zsis 2015 n. 3).

                                         Il fatto che i
contribuenti assoggettati alla ritenuta d’imposta alla fonte abbiano in tal
modo un diritto di opzione, fra imposizione pro rata temporis e
tassazione nel Cantone in cui hanno domicilio o dimora fiscale alla fine del
periodo fiscale, crea una discriminazione al contrario, per il fatto che i
contribuenti con permesso di domicilio o cittadinanza svizzera non hanno questa
stessa facoltà. Essa dipende tuttavia dall’obbligo di applicare le leggi
federali, sancito dall’art. 190 Cost. e potrebbe essere contrastata solo
modificando la legge (Jud/Rufener,
op. cit., n. 20 ad art. 38 LAID, p. 1214).

 

                                         2.5.

                                         Come indicato dalla
Divisione delle contribuzioni, nelle sue osservazioni al ricorso, a partire dal
1.1.2021, la legge federale è stata modificata proprio per tener conto della
giurisprudenza del Tribunale federale. Secondo l’art. 38 cpv. 4 lett. a
LAID, nella versione introdotta dalla Legge federale del 16 dicembre 2016 sulla
revisione dell’imposizione alla fonte del reddito da attività lucrativa (RU
2018 1813), per la tassazione ordinaria ulteriore è competente, per i
lavoratori senza permesso di domicilio che hanno domicilio o dimora fiscale nel
Cantone, il Cantone in cui il contribuente aveva il domicilio o la dimora
fiscale alla fine del periodo fiscale o dell’assoggettamento. 

                                         È evidente tuttavia che il
nuovo diritto non è applicabile alla fattispecie in esame, che concerne la
tassazione del periodo fiscale 2015. Le disposizioni adottate con la legge
federale del 16.12.2016 si applicano infatti a partire dal 1.1.2021 (RU 2018 1825).

 

                                         2.6.

                                         2.6.1.

                                         Nelle sue osservazioni,
l’autorità fiscale contesta che sia previsto dalla legge e che sia praticabile
imporre al fisco di valutare di volta in volta se procedere alla tassazione pro
rata temporis, “di modo che ne risulti sempre il minor carico di imposta
per il contribuente”.

 

                                         2.6.2.

                                         In effetti, la Conferenza
svizzera delle imposte (CSI), dopo la pubblicazione della sentenza del
Tribunale federale, ha inviato alle autorità fiscali cantonali delle
raccomandazioni, per gestire la fase transitoria fino all’entrata in vigore del
nuovo diritto. Pur non avendo né abrogato né modificato la Circolare 14 del
6.7.2001, concernente il trasferimento di domicilio in un altro cantone di
persone assoggettate all’imposta alla fonte e imponibili secondo la procedura
di tassazione ordinaria ulteriore, l’ha di fatto invalidata. Ha infatti
invitato i Cantoni ad applicare in modo generale il principio del cantone di
arrivo. Quasi tutti i cantoni si sono conformati a questa prassi, che prevede
che il contribuente presenti la dichiarazione nel Cantone, in cui ha il
domicilio alla fine del periodo fiscale, e che questo stesso Cantone proceda
alla tassazione per l’intero periodo e alla riscossione dell’imposta,
computando le imposte già trattenute alla fonte. Gli altri cantoni
trasferiscono al Cantone di arrivo le imposte alla fonte loro versate (Jud/Rufener, op. cit., n. 19 ad art. 38
LAID, p. 1213; v. anche la Prassi dell’Amministrazione delle imposte del
Cantone dei Grigioni del 1.6.2015, “Tassazione di persone assoggettate
all’imposta alla fonte con tassazione ordinaria successiva e cambiamento di
domicilio in Svizzera”). 

                                         Come indicato, quella indirizzata
dalla CSI alle autorità cantonali è tuttavia una mera raccomandazione, dettata
da esigenze di semplificazione. D’altronde, le sue circolari non hanno forza di
legge e non vincolano né gli amministrati né i tribunali e nemmeno la stessa
amministrazione (cfr. p. es. la sentenza del TF n. 2C_216/2014 del 15.12.2016
consid. 4.6 con riferimenti).

                                         Le raccomandazioni della
CSI non possono pertanto derogare a quanto previsto dal diritto federale (art.
38 cpv. 4 LAID).

 

                                         2.6.3.

                                         Ne consegue che anche i
Cantoni, che hanno seguito la raccomandazione della CSI e hanno adottato come
regola generale quella della tassazione nel Cantone dove il contribuente ha il
domicilio o la dimora alla fine del periodo fiscale, devono comunque procedere
alla tassazione pro rata temporis, se risulta più vantaggiosa per il
contribuente, che he fa pertanto richiesta (cfr. in tal senso la citata Prassi
dell’Amministrazione delle imposte del Cantone dei Grigioni, n. 3). 

 

                                         2.7.

                                         Tornando alla fattispecie
in esame, i ricorrenti si sono trasferiti nel Canton Ticino, in provenienza dal
Canton Svitto, all’inizio del mese di settembre del 2015. L’autorità fiscale
del Canton Ticino, seguendo le indicazioni della CSI, ha intrapreso la
tassazione ordinaria sostitutiva per tutto il periodo fiscale.

                                         Invocando l’art. 122 cpv.
4 LT, nella versione in vigore fino al 31.12.2020, corrispondente all’art. 38
cpv. 4 LAID, gli insorgenti hanno chiesto la tassazione in proporzione alla
durata dell’assoggettamento nei singoli cantoni. Proprio perché le disposizioni
in questione erano ancora in vigore, e sebbene il Tribunale federale avesse
ritenuto che non fossero applicabili quando discriminavano il contribuente
straniero, il fisco cantonale avrebbe dovuto dar seguito alla richiesta. 

                                         Il ricorso deve pertanto
essere accolto e gli atti rinviati all’autorità fiscale, perché adotti una
nuova decisione, tassando i ricorrenti proporzionatamente alla durata
dell’assoggettamento. 

 

                                   3.   Visto l’esito del
ricorso, non si prelevano né tassa di giustizia né spese processuali. Ai
ricorrenti è riconosciuta un’indennità per ripetibili.

 

 

Per questi motivi,

visto per le spese l’art. 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è accolto.

                                         §    Di
conseguenza, la decisione su reclamo del 26 febbraio 2020 è annullata e gli
atti sono rinviati all’Ufficio di tassazione, perché intraprenda una tassazione
proporzionata alla durata dell’assoggettamento nel Canton Ticino.

 

                                   2.   Non si prelevano né tassa
di giustizia né spese processuali.

                                         Ai ricorrenti è
riconosciuta un’indennità di fr. 600.– per ripetibili. 

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 73 LAI   Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di .

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: