# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 56959e14-03b9-57bb-b34d-1011ae1270f7
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-04-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.04.2021 A-2972/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-2972-2019_2021-04-19.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 

Il TF non è entrato nel merito del 

ricorso con decisione del 22.06.2021 

(2C_440/2021) 

 
 
    
 

  

  

 

 Corte I 

A-2972/2019 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  1 9  a p r i l e  2 0 2 1  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), Christine Ackermann, Jürg Steiger,  

cancelliera Sara Pifferi. 
 

 
 

Parti 

 
Comune di Capriasca,  

Piazza Giuseppe Motta 1, 6946 Ponte Capriasca,   

patrocinato dall’avv. Lorenza Ponti Broggini,  

Studio legale Collegal, Via G. Pioda 5,  

casella postale 5202, 6901 Lugano,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Associazione Franchi Tiratori Bidogno,  

c/o Trustor SA, Via G.B. Pioda 4, 6900 Lugano,   

patrocinata dall’avv. Valerio Reichlin,  

Cereghetti & Partner, Via Besso 37,  

casella postale 678, 6903 Lugano,  

controparte,  

 

Dipartimento delle istituzioni, Sezione del militare e della 

protezione della popolazione (SMPP), 

Piazza Governo 7, 6501 Bellinzona,    

autorità di prima istanza,  

 

Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino, 

6501 Bellinzona,    

autorità inferiore.  
 

 
 

Oggetto 

 
Tiro militare fuori servizio: comprensori di tiro, attribuzioni 

delle Società di tiro ad un poligono - Commissioni cantonali di 

tiro. 

A-2972/2019 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a Sul Foglio Ufficiale (FU) n. 40/2014 del 20 maggio 2014, il Dipartimen-

to delle istituzioni, Sezione del militare e della protezione della popolazione 

(SMPP) del Canton Ticino, ha pubblicato la regolamentazione inerente il 

« Tiro militare fuori servizio: comprensori di tiro – Giurisdizione delle 

società di tiro – Commissioni cantonali di tiro », avente il tenore seguente: 

« […] Il Dipartimento delle Istituzioni, Sezione del militare e della protezione 
della popolazione, sentito l’Ufficiale federale di tiro del 17° circondario, allo scopo 
di regolamentare e disciplinare il tiro fuori servizio ai sensi dell’art. 29 dell’Ordinan-
za federale sul tiro fuori del servizio del 5.12.2003 (Ordinanza sul tiro; RS 512.31), 
richiamato altresì l’art. 21 della medesima Ordinanza, sancisce quanto segue.  

1. Il Dipartimento, considerato come non tutti i Comuni abbiano un proprio 
poligono di tiro e una propria società di tiro, in applicazione dell’art. 29 della 
citata Ordinanza federale stabilisce i comprensori di tiro e le giurisdizioni delle 
società di tiro, assegnando a ogni Comune la piazza di tiro e la società presso 
la quale i tiratori svolgono l’attività di tiro fuori servizio. 

2. I militi obbligati al tiro devono effettuare ogni anno il tiro obbligatorio presso 
una società riconosciuta, secondo le disposizioni del DDPS (Dipartimento 
federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport). 
L’obbligo al tiro permane fino e compreso l’anno che precede il proscio-
glimento dall’obbligo militare al massimo fino a 34 anni compiuti.  

3. Il milite ha il diritto di effettuare il tiro obbligatorio presso il poligono al quale è 
stato assegnato il suo Comune di domicilio; egli può svolgerlo presso un altro 
stand di tiro (art. 21 Ordinanza sul tiro).  

4. I militi che non raggiungono il risultato minimo devono ripetere l’esercizio di 
tiro presso la stessa società, nel limite del possibile lo stesso giorno. Coloro 
che non superano anche il secondo e il terzo esercizio verranno convocati al 
tiro per rimasti, organizzato dall’Ufficiale federale di tiro.  

5. I militi che non hanno svolto l’esercizio obbligatorio con le Società dovranno 
far fronte all’obbligo fuori servizio partecipando al corso di tiro per ritardatari. 
Tale corso, della durata di 1 giorno, viene organizzato dalla FTST, nella data 
che verrà pubblicata tramite affissione agli albi comunali (non vengono inviate 
convocazioni personali). I partecipanti si presenteranno in abiti civili; non sono 
riconosciuti il diritto al soldo, al rimborso delle spese di trasporto e all’indennità 
per perdita di guadagno.  

6. Le società di tiro riconosciute sono tenute a consentire ai militi la 
partecipazione gratuita agli esercizi federali; al milite può essere chiesto un 
contributo finanziario unicamente per l’acquisto di munizione supplementare 
per dei colpi di prova o per la ripetizione del tiro obbligatorio.  

7. I Comuni sono tenuti a versare un contributo proporzionale alla popolazione a 
copertura dei costi totali dell’infrastruttura di tiro alla quale sono attribuiti 
conformemente agli art. 7 e 8 dell’Ordinanza sugli impianti per il tiro fuori del 
servizio del 15 novembre 2004 (Ordinanza sugli impianti di tiro; RS 510.512).  

8. I comprensori di tiro, le giurisdizioni delle società di tiro e le Commissioni 
cantonali di tiro sono definiti come indicato nelle tabelle seguenti: 

[…] 

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[…] 

9. Le presenti disposizioni sostituiscono quelle dell’11 febbraio 2011 ed entrano 
in vigore con la presente pubblicazione […] ». 

A.b Nel 2017 la predetta regolamentazione è poi stata adattata e modifi-

cata dal Dipartimento delle istituzioni, SMPP. La nuova regolamentazione 

inerente il « Tiro militare fuori servizio; comprensori di tiro, attribuzioni delle 

Società di tiro ad un poligono – Commissioni cantonali di tiro », pubblicata 

sul FU n. 56/2017 del 14 luglio 2017, ha il tenore seguente: 

« […] Il Dipartimento delle istituzioni, Sezione del militare e della protezione 
della popolazione (SMPP), sentito l’Ufficiale federale di tiro del 17°circondario 
(UFT17) e consultato la Federazione ticinese delle Società di tiro (FTST), 
richiamate: 

 la Legge federale sull’esercito e sull’amministrazione militare del 3 febbraio 
1995 (RS 510.10), 

 l’Ordinanza federale sul tiro fuori del servizio del 5 dicembre 2003 (RS 512.31), 

 l’Ordinanza del DDPS sul tiro fuori del servizio dell’11 dicembre 2003 (RS 
512.311),  

 l’Ordinanza sugli impianti per il tiro fuori del servizio del 15 novembre 2004 
(RS 510.512),  

 la pubblicazione su FU 040/2014 avente il medesimo oggetto,  

ordina:  

1. Ad ogni poligono di tiro è assegnato un Comune di riferimento ed una Società 
di tiro di riferimento.  

2. Il Comune di riferimento garantisce l’esercizio dell’attività di tiro, la 
manutenzione, il rinnovo e l’adeguamento tecnico delle installazioni, la 
ripartizione delle spese dei poligoni di tiro e la coordinazione fra i Comuni del 
comprensorio.  

3. La Società di tiro di riferimento gestisce il poligono assegnato. Le altre Società 
attribuite al poligono dipendono dalla Società di riferimento per tutte le loro 
attività.  

4. La Società di tiro di riferimento, raccolti i dati di tutte le Società assegnate allo 
stesso poligono, trasmette al Comune di riferimento, alla SMPP e all’UFT17, 
nei termini previsti, i formulari per il computo delle spese dei poligoni di tiro 
conformemente al tariffario cantonale.  

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5. Il Comune di riferimento, verificati i preventivi e i consuntivi, effettua i 
pagamenti conformemente alle indicazioni contenute nel tariffario cantonale 
ed informa i Comuni del comprensorio sulle spese previste.  

6. Il formulario per il computo delle spese e il tariffario cantonale aggiornato 
possono essere richiesti alla SMPP o alla FTST.  

7. Il Comune di riferimento e la Società di tiro di riferimento sono gli interlocutori 
della SMPP, delle Commissioni cantonali di tiro e dell’UFT17 per tutte le 
questioni inerenti al poligono di tiro assegnato. In particolare per le 
problematiche di manutenzione, di risanamento e di rinnovamento necessarie 
al fine di garantire l’esercizio del tiro fuori del servizio secondo le vigenti 
normative federali, cantonali, edilizie e assicurative.  

8. Per garantire il regolare svolgimento delle attività di tiro, conformemente alla 
legislazione federale, l’Esperto federale degli impianti o l’UFT17, i membri 
delle Commissioni cantonali di tiro o la SMPP possono ordinare lavori 
straordinari e urgenti. Le spese per questi lavori sono poste a carico dei 
Comuni del comprensorio.  

9. Il Comune di riferimento e la Società di riferimento di un poligono allestiscono 
una convenzione per regolare i rapporti tra il Comune e la Società di tiro. Un 
modello è messo a disposizione dalla SMPP o dalla FTST. La convenzione 
avrà validità unicamente dopo l’approvazione della SMPP e dell’UFT.  

10. Tutte le Società di tiro sono tenute a svolgere le loro assemblee sociali prima 
del rapporto d’istruzione d’inizio anno. 

11. Le Società di tiro sono tenute ad inviare copia dei verbali delle assemblee al 
Presidente della Commissione cantonale di tiro per il tramite del Caporiparto 
prima del rapporto d’istruzione d’inizio stagione. Alla SMPP e all’UFT17 questi 
documenti devono pervenire entro il 10 aprile di ogni anno.  

12. Le Società di tiro sono tenute ad inviare alla FTST tutte le statistiche di tiro 
richieste.  

13. Le Società di tiro sono tenute ad inviare l’elenco dei soci stranieri alla SMPP 
e all’UFT17 entro il 10 aprile di ogni anno. Inoltre sono tenute ad informare la 
SMPP e l’UFT17 di ogni mutazione riguardante i soci stranieri entro 14 giorni.  

14. I comprensori di tiro, le attribuzioni delle Società di tiro ai poligoni e le Com-
missioni cantonali di tiro sono modificati come indicato nelle tabelle seguenti:  

[…] 

 
[…] 

15. È data facoltà di ricorso al Consiglio di Stato entro 30 giorni dalla pubblicazione 
[…] ». 

A.c Avverso la predetta nuova regolamentazione, il Comune di Capriasca 

– per il tramite del suo patrocinatore – è insorto dinanzi al Consiglio di Stato 

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del Canton Ticino, mediante ricorso 11 agosto 2017, postulandone l’an-

nullamento. In sostanza, esso ha sollevato l’incompetenza del Diparti-

mento delle istituzioni, SMPP, censurando l’assenza di una base legale 

formale per l’emanazione di una tale regolamentazione (in particolare, per 

l’imposizione di nuovi obblighi a carico dei Comuni), che ha suo avviso 

disattenderebbe pertanto i precetti del diritto federale. Il Comune ha altresì 

sollevato l’ambiguità e la mancanza di chiarezza della tabella relativa 

all’assegnazione dei poligoni di tiro di Lugano-Trevano, Cimadera e 

Bidogno. Egli ha poi contestato che il poligono di tiro di Bidogno possa 

essere inserito nell’elenco per lo svolgimento del tiro obbligatorio, in quanto 

inutilizzabile (divieto d’uso decretato dal Municipio), non sufficientemente 

attrezzato e carente dal profilo della sicurezza. 

A.d Invitati ad esprimersi al riguardo dal Consiglio di Stato, la SMPP e la 

Società Franchi Tiratori Bidogno – società di tiro che gestisce il poligono di 

tiro di Bidogno – hanno postulato il rigetto integrale del predetto ricorso. 

A.e Con risoluzione governativa n. 2284 del 15 maggio 2019, il Consiglio 

di Stato ha respinto il ricorso e confermato la regolamentazione del Diparti-

mento delle istituzioni, SMPP, di cui al FU n. 56/2017 del 14 luglio 2017. 

B.  

B.a Avverso la predetta decisione, il Comune di Capriasca (di seguito: 

ricorrente) – per il tramite del suo patrocinatore – ha inoltrato ricorso 

13 giugno 2019 dinanzi al Tribunale amministrativo federale, postulandone 

l’annullamento. Protestando tasse, spese e ripetibili, esso ha sollevato in 

sostanza le medesime censure avanzate dinanzi al Consiglio di Stato. A 

comprova dell’inadeguatezza dello stand di tiro di Bidogno, il ricorrente 

postula l’esperimento di un sopralluogo, nonché di una perizia.  

B.b Espressosi su detto ricorso rispettivamente con osservazioni 6 ottobre 

2020, 9 dicembre 2020 e 11 dicembre 2020, la Società Franchi Tiratori 

Bidogno (di seguito: controparte) – per il tramite del suo patrocinatore –, il 

Consiglio di Stato e il Dipartimento delle istituzioni, SMPP, hanno tutti 

postulato il rigetto del ricorso. 

B.c Con osservazioni finali del 4 marzo 2021, il ricorrente si è riconfermato 

nel proprio ricorso, ribadendo le sue richieste di prova. 

C.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

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Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell’art. 5 PA, emanate dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF, 

riservate le eccezioni di cui all’art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). In virtù 

dell’art. 7 cpv. 1 PA, lo stesso esamina d’ufficio la sua competenza. La 

procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla PA, in 

quanto la LTAF non disponga altrimenti (cfr. art. 37 LTAF). 

1.1.1 Nello specifico, oggetto del ricorso è una decisione cantonale ticine-

se, e meglio: la risoluzione governativa n. 2284 del 15 maggio 2019 pro-

nunciata dal Consiglio di Stato su ricorso, avente per oggetto la regola-

mentazione inerente il « Tiro militare fuori servizio: comprensori di tiro, 

attribuzioni delle Società di tiro ad un poligono – Commissioni cantonali di 

tiro » pubblicata dal Dipartimento delle istituzioni, SMPP, sul FU n. 56/2017 

del 14 luglio 2017. In tali circostanze, trova applicazione l’art. 33 lett. i 

LTAF, secondo cui il ricorso contro le decisioni delle autorità cantonali è 

ammissibile dinanzi al Tribunale amministrativo federale, in quanto una 

legge federale preveda che le loro decisioni sono impugnabili mediante 

ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale. Per il Tribunale si tratta 

pertanto di stabilire se nel caso della succitata decisione cantonale qui 

impugnata dal ricorrente sussiste una tale base legale.  

1.1.2 Ora, la regolamentazione che viene contestata dal ricorrente, oggetto 

della succitata decisione cantonale che la conferma, è stata pronunciata 

dal Dipartimento delle istituzioni, SMPP, nel settore del tiro fuori del servizio 

sulla base degli artt. 125 e 133 della legge federale del 3 febbraio 1995 

sull’esercito e sull’amministrazione militare (LM, RS 510.10), nonché delle 

varie ordinanze disciplinanti il tiro fuori del servizio, e meglio dell’ordinanza 

del 5 dicembre 2003 sul tiro fuori del servizio (Ordinanza sul tiro; 

RS 512.31), dell’ordinanza dell’11 dicembre 2003 del Dipartimento 

federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport 

(DDPS) sul tiro fuori servizio (Ordinanza del DDPS sul tiro, RS 512.311) e 

dell’ordinanza del 15 novembre 2004 sugli impianti per il tiro fuori del 

servizio (Ordinanza sugli impianti di tiro, RS 510.512). In tale ambito 

giuridico, l’art. 125 cpv. 4 LM dispone espressamente che contro le 

decisioni delle autorità cantonali di ultimo grado nel settore del tiro fuori del 

servizio è ammesso il ricorso al Tribunale amministrativo federale. Il DDPS 

è parimenti legittimato a ricorrere. Le autorità cantonali di ultimo grado 

inviano immediatamente e gratuitamente le loro decisioni al DDPS. Ne 

discende che nel settore del tiro fuori del servizio – a prescindere dalla 

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questione a sapere se il Dipartimento delle istituzioni, SMPP, poteva o 

meno emanare una tale regolamentazione sulla base delle succitate leggi, 

questione su cui il Tribunale si pronuncerà ulteriormente (cfr. consid. 3 del 

presente giudizio) – sussiste una base legale specifica ai sensi dell’art. 33 

lett. i LTAF per impugnare le decisioni cantonali dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale. 

Nel caso del Canton Ticino, l’autorità cantonale di ultimo grado nel settore 

del tiro fuori servizio è il Consiglio di Stato, il quale si pronuncia al riguardo 

su ricorso sulla base dell’art. 80 lett. b della legge ticinese del 24 settembre 

2013 sulla procedura amministrativa (LPAmm, RL/TI 3.3.1.1). Ne consegue 

che la risoluzione governativa n. 2284 del 15 maggio 2019 del Consiglio di 

Stato pronunciata su ricorso nel settore del tiro fuori del servizio è impu-

gnabile dinanzi al Tribunale amministrativo federale ai sensi dell’art. 33 

lett. i LTAF in combinato disposto con l’art. 125 cpv. 4 LM. Lo scrivente 

Tribunale è pertanto competente per dirimere la presente vertenza.  

1.2 Pacifica è la legittimazione ricorsuale del ricorrente, lo stesso essendo 

destinatario della decisione impugnata e avente chiaramente un interesse 

degno di protezione al suo annullamento, nella misura in cui essa conferma 

la regolamentazione del Dipartimento istituzioni, SMPP, di cui al FU 

n. 56/2017 del 14 luglio 2017 che pone a suo carico degli obblighi 

(cfr. art. 48 cpv. 1 PA). La legittimazione a ricorrere del ricorrente, in qualità 

di Comune, è peraltro espressamente contemplata dall’art. 130 cpv. 2 LM 

(cfr. art. 48 cpv. 2 PA). Il ricorso è poi stato interposto tempestivamente 

(cfr. art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di contenuto e di 

forma previste dalla legge (cfr. art. 52 PA). Il ricorso è ricevibile in ordine e 

va pertanto esaminato nel merito. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del 

potere di apprezzamento (cfr. art. 49 lett. a PA), l’accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (cfr. art. 49 lett. b PA) nonché 

l’inadeguatezza (cfr. art. 49 lett. c PA), a condizione tuttavia che la 

decisione impugnata non sia stata emanata da un’autorità cantonale in 

veste di autorità di ricorso (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren 

vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149).  

2.2 Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti 

(cfr. art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 

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impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTF 142 V 551 con-

sid. 5; 141 V 234 consid. 1; DTAF 2007/41 consid. 2; MOOR/POLTIER, Droit 

administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della 

massima inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio del diritto sono tuttavia 

limitati: l’autorità competente procede difatti spontaneamente a constata-

zioni complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure 

sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 141 V 234 con-

sid. 1 con rinvii; 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 

consid. 3.3).  

2.3 Benché il Tribunale amministrativo federale disponga di un potere di 

cognizione completo, lo stesso esercita il suo potere d’apprezzamento con 

riserbo qualora si tratti di questioni legate strettamente a delle circostanze 

di fatto o a questioni tecniche (cfr. DTAF 2008/23 consid. 3.3). Nel caso in 

cui le questioni tecniche toccano la sicurezza, il riserbo del Tribunale sarà 

ancora più grande (cfr. DTAF 2008/18 consid. 4). Quando si devono giudi-

care questioni tecniche speciali per le quali l’autorità inferiore – rispetti-

vamente l’autorità di prima istanza – dispone di conoscenze specifiche, il 

Tribunale non si discosterà senza validi motivi dall’apprezzamento di chi 

l’ha preceduta (cfr. DTF 131 II 680 consid. 2.3.2; [tra le tante] sentenza del 

TAF A-1524/2018 del 9 aprile 2019 consid. 2.3; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEU-

BÜHLER, op. cit., n. 2.160). 

3.  

In concreto, il ricorrente censura l’assenza di una valida base legale a 

fondamento della nuova regolamentazione inerente al tiro fuori del servizio 

di cui al FU n. 56/2017 del 14 luglio 2017 – in particolare, per porre degli 

obblighi a carico dei Comuni – nonché l’assenza di legittimazione della 

SMPP a promulgare detta regolamentazione. Più nel dettaglio, il ricorrente 

ritiene che la legislazione federale richiamata dal Consiglio di Stato nella 

decisione impugnata non conferirebbe all’autorità cantonale alcun ampio 

margine discrezionale per porre in atto i suoi doveri. La materia sarebbe 

già regolata in maniera esaustiva dalla legislazione federale, che agli 

artt. 32 segg. dell’Ordinanza sul tiro preciserebbe le competenze dell’Uffi-

ciale federale di tiro, del Perito federale di tiro e delle autorità cantonali. A 

suo avviso, né gli artt. 19 e 34 dell’Ordinanza sul tiro, né l’art. 133 LM e gli 

artt. 7-8 dell’Ordinanza sugli impianti di tiro richiamati dal Consiglio di Stato 

nella decisione impugnata, sarebbero qui pertinenti. Tali disposizioni non 

costituirebbero infatti una valida base legale a fondamento di detta regola-

mentazione e dei nuovi obblighi posti a carico dei Comuni (cfr. ricorso 

13 giugno 2019, punti n. 12-16; conclusioni 4 marzo 2021, punti n. 4-5). 

http://links.weblaw.ch/BVGE-2008/23
http://links.weblaw.ch/BVGE-2008/18

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In tale contesto, per il Tribunale si tratta fondamentalmente di esaminare 

se la regolamentazione inerente al tiro fuori del servizio del Dipartimento 

delle istituzioni, SMPP, di cui al FU n. 56/2017 del 14 luglio 2017, confer-

mata dal Consiglio di Stato su ricorso nella decisione impugnata, è fondata 

su una base legale sufficiente, rispettivamente se detta autorità cantonale 

era legittimata ad emanare una tale regolamentazione.  

3.1 Per rispondere a tale quesito, occorre innanzitutto definire il quadro 

giuridico disciplinante il tiro fuori del servizio, con particolare riguardo alla 

ripartizione delle competenze tra Confederazione, Cantoni e Comuni. 

3.1.1 Il principio della legalità, ancorato all’art. 5 cpv. 1 Cost., riguarda 

l’insieme dell’attività pubblica. Esso pone il principio secondo cui ogni 

attività dello Stato esige un’apposita base legale, e meglio una norma 

generale e astratta di diritto pubblico (« una legge in senso materiale »; 

cfr. sentenze del TAF A-637/2020 del 5 febbraio 2021 consid. 5.3.1 con 

rinvii; A-2359/2018 del 7 febbraio 2019 consid. 3.1). 

3.1.2 Giusta l’art. 60 cpv. 1 Cost., la legislazione militare nonché 

l’organizzazione, l’istruzione e l’equipaggiamento dell’esercito competono 

alla Confederazione. Sulla base di detta norma costituzionale, l’Assemblea 

federale ha emanato la LM, il cui « Titolo ottavo: Direzione dell’esercito e 

amministrazione militare » disciplina segnatamente al « Capitolo 2: 

Confederazione e Cantoni » la ripartizione delle competenze nell’ambito 

degli affari militari tra la Confederazione e i Cantoni (cfr. artt. 118-125 LM), 

nonché al « Capitolo 4: Prestazioni dei Comuni e degli abitanti » le 

prestazioni attribuite ai Comuni e agli abitanti (cfr. artt. 131-134 LM). 

3.1.3  

3.1.3.1 Per quanto attiene alle competenze dei Cantoni, la norma perti-

nente è l’art. 118 LM, intitolata « Alta vigilanza », secondo cui gli « affari 

militari sono di competenza della Confederazione e dei Cantoni per quanto 

siano stati ad essi delegati. La Confederazione esercita l’alta vigilanza ». 

Ne consegue che i Cantoni sono competenti in materia di affari militari, 

soltanto nella misura in cui la LM preveda espressamente una tale delega. 

3.1.3.2 Nell’ambito specifico del tiro fuori del servizio la norma pertinente è 

l’art. 125 LM, intitolata « Tiro fuori del servizio », la quale disciplina come 

segue la competenza dei Cantoni in tale ambito: 

1 I Cantoni nominano le commissioni cantonali di tiro e riconoscono le società 
di tiro. 

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2 I Cantoni decidono circa l’esercizio di impianti di tiro per il tiro fuori del servizio 
e assegnano gli impianti alle società di tiro. Tengono conto degli impianti di tiro 
compatibili con l’ambiente e promuovono impianti di tiro collettivi o regionali. 

3 Il Consiglio federale disciplina l’ambito di competenza e gli obblighi dei 
Cantoni. 

4 Contro le decisioni delle autorità cantonali di ultimo grado nel settore del tiro 
fuori del servizio è ammesso il ricorso al Tribunale amministrativo federale. Il 
DDPS è parimenti legittimato a ricorrere. Le autorità cantonali di ultimo grado 
inviano immediatamente e gratuitamente le loro decisioni al DDPS. 

Ora, detta norma costituisce la base legale per le attività dei Cantoni nel 

tiro fuori del servizio, ai quali essa delega determinati compiti (cfr. Messag-

gio dell’8 settembre 1993 a sostegno della legge federale sull’esercito e 

l’amministrazione militare e del decreto federale dell’8 settembre 1993 

sull’organizzazione dell’esercito, FF 1993 IV 1, 66 [commento all’art. 130]). 

In particolare, dai cpv. 1 e 2 dell’art. 125 LM risulta chiaramente che spetta 

ai Cantoni (1) nominare le commissioni cantonali di tiro, (2) riconoscere le 

società di tiro e (3) decidere circa l’esercizio di impianti di tiro per il tiro fuori 

del servizio e l’assegnazione degli impianti alle società di tiro.  

3.1.3.3 Come visto, l’art. 125 cpv. 3 LM contiene un’espressa delega 

legislativa a favore del Consiglio federale, precisando che spetta ad esso 

disciplinare « l’ambito di competenza e gli obblighi dei Cantoni ». Facendo 

uso di tale delega legislativa, il Consiglio federale ha dunque emanato 

l’Ordinanza sul tiro, la quale disciplina segnatamente il tiro obbligatorio fuori 

del servizio (cfr. art. 1 dell’Ordinanza sul tiro). In particolare, l’art. 3 cpv. 1 

dell’Ordinanza sul tiro affida alle società di tiro riconosciute l’organizzazio-

ne degli esercizi di tiro obbligatori e facoltativi fuori servizio. L’art. 3 cpv. 2 

dell’Ordinanza sul tiro, precisa che gli esercizi di tiro fuori servizio possono 

avere luogo unicamente in impianti di tiro riconosciuti dalle autorità militari 

competenti o sui terreni autorizzati dagli ufficiali federali di tiro competenti. 

Per il tiro fuori del servizio, trovano poi applicazione le prescrizioni emanate 

dal DDPS ai sensi dell’art. 3 cpv. 3 dell’Ordinanza sul tiro. 

3.1.3.4 Per quanto attiene più specificamente alle competenze dei Cantoni 

definite dal Consiglio federale trovano qui applicazione gli artt. 34 e 35 

dell’Ordinanza sul tiro, ubicati nella « Sezione 7: Autorità e loro organi ». 

Se l’art. 30 dell’Ordinanza sul tiro affida al DDPS il compito di stabilire i 

circondari di tiro federali, l’art. 35 dell’Ordinanza sul tiro affida invece ai 

Cantoni il compito di stabilire i circondari di tiro cantonali. Quanto a lui, 

l’art. 34 cpv. 1 dell’Ordinanza sul tiro definisce i compiti delle autorità militari 

cantonali, sancendo che quest’ultime: 

A-2972/2019 

Pagina 11 

a. nominano, dopo aver sentito il parere dell’ufficiale federale di tiro compe-
tente, il presidente e i membri delle commissioni cantonali di tiro; 

b. riconoscono le società di tiro; 

c. puniscono il mancato adempimento del tiro obbligatorio e le violazioni 
delle prescrizioni sul tiro fuori del servizio; 

d. concedono le autorizzazioni per la partecipazione di stranieri agli esercizi 
federali; 

e. concedono e revocano l’autorizzazione d’esercizio d’impianti di tiro per il 
tiro fuori del servizio; 

f. ordinano le misure necessarie conformemente all’art. 29 dell’Ordinanza 
sul tiro. 

Qui particolarmente rilevante è quanto disposto dall’art. 34 cpv. 1 lett. f 

dell’Ordinanza sul tiro, secondo cui compete alle autorità cantonali militari 

ordinare « le misure necessarie conformemente all’art. 29 dell’Ordinanza 

sul tiro ». Cosa si debba intendere per « misure necessarie » – che di fatto 

costituisce una nozione giuridica indeterminata – va dunque determinato 

sulla base dell’art. 29 dell’Ordinanza sul tiro, ubicato sotto la « Sezione 6: 

Impianto di tiro », avente il tenore seguente:  

1 Se in un Comune non può essere costruito un impianto di tiro e non è possibile 
l’unione con un altro Comune, l’autorità militare cantonale, dopo aver sentito 
l’ufficiale federale di tiro competente, ordina: 

a. l’assegnazione di un impianto di tiro di un altro Comune; 

b. la costituzione di un consorzio intercomunale per la costruzione di un 
impianto di tiro collettivo; 

c. la costruzione di un impianto di tiro comunale sul territorio di un altro 
Comune. 

2 Alle società neocostituite può essere assegnato un impianto di tiro comunale 
esistente, anche se detto impianto è già utilizzato o è stato ampliato da altre 
società di tiro. 

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, nell’applicazione 

dell’art. 29 dell’Ordinanza sul tiro le autorità militari cantonali dispongono 

di un ampio potere discrezionale (cfr. sentenze del TF 1A.187/2004 del 

21 aprile 2005 consid. 3.4; 1A.183/2001 del 18 settembre 2002 

consid. 6.7.5).  

3.1.3.5 Nel Cantone Ticino, l’autorità militare cantonale ai sensi degli 

artt. 29 e 34 dell’Ordinanza sul tiro appena citati è attualmente esercitata 

dal Dipartimento delle istituzioni, per il tramite della SMPP (cfr. scritto 

9 dicembre 2020 del Consiglio di Stato, pag. 1). 

3.1.4  

3.1.4.1 Ciò sancito, per quanto attiene agli obblighi, rispettivamente alle 

prestazioni, a carico dei Comuni in correlazione con gli impianti di tiro, la 

A-2972/2019 

Pagina 12 

norma pertinente è l’art. 133 LM, intitolata « Impianti di tiro ». Detta norma 

ha il tenore seguente:  

1 I Comuni provvedono affinché gli impianti di tiro necessari per gli esercizi di 
tiro militare fuori del servizio nonché per la corrispondente attività delle società 
di tiro siano a disposizione gratuitamente. Detti impianti vanno messi a 
disposizione, contro indennizzo, per gli esercizi di tiro della truppa. 

2 Per la costruzione di impianti di tiro, il DDPS può conferire ai Comuni il diritto 
di espropriazione giusta la legge federale del 20 giugno 1930 sull’espropria-
zione (LEspr, RS 711) sempre che non dispongano già di tale facoltà in virtù 
del diritto cantonale. 

3 Il DDPS emana prescrizioni sull’ubicazione, la costruzione e l’esercizio degli 
impianti per il tiro fuori del servizio, come pure sulle installazioni a carico delle 
società di tiro. Tiene conto delle esigenze di sicurezza, di protezione 
dell’ambiente e di protezione della natura e del paesaggio. 

3.1.4.2 Come visto, l’art. 133 cpv. 3 LM contiene un’espressa delega 

legislativa a favore del DDPS, precisando che spetta ad esso disciplinare 

le esigenze concernenti l’ubicazione, la costruzione e l’esercizio degli 

impianti per il tiro fuori del servizio. Facendo uso di tale delega legislativa, 

il DDPS ha dunque emanato l’Ordinanza sugli impianti di tiro, la quale agli 

artt. 7-9, ubicati sotto la « Sezione 2: Prestazioni dei Comuni e delle socie-

tà di tiro », disciplina gli obblighi a carico dei Comuni e delle società di tiro. 

Più concretamente, l’art. 7 dell’Ordinanza sugli impianti di tiro, intitolato 

« Obblighi dei Comuni », pone i seguenti obblighi carico dei Comuni: 

1 In vista della costruzione e dell’esercizio di un impianto di tiro a 300 m, sono 
a carico dei Comuni: 

a. l’acquisizione del terreno mediante: 

1. l’acquisto, l’affitto o la costituzione di diritti di superficie per la 
costruzione di un impianto di tiro adatto alle circostanze, con le vie di 
accesso e i posteggi indispensabili, 

2. la costituzione delle servitù necessarie e la loro iscrizione nel registro 
fondiario; 

b. la costruzione dell’impianto di tiro con tutte le installazioni appropriate quali: 

1. lo stand dei tiratori con lo spazio riservato al tiro, la possibilità di pulire 
le armi, l’ufficio, gli impianti sanitari, il magazzino delle munizioni, 

2. le installazioni elettriche, 

3. le necessarie misure di protezione contro i rumori conformemente 
all’ordinanza del 15 dicembre 1986 contro l’inquinamento fonico (OIF, 
RS 814.41), 

4. lo stand per bersagli mobili o elettronici con tutte le installazioni 
accessorie, 

5. i meccanismi e i telai dei bersagli o i bersagli elettronici, 

6. il parapalle e il pre-parapalle con le piastre d’acciaio prescritte, 

A-2972/2019 

Pagina 13 

7. le paratie di altezza, di profondità e laterali nell’esecuzione prescritta 
nonché la sistemazione, nello stand dei tiratori, dell’altezza per l’arma 
puntata, uguale per tutte le posizioni di tiro, se paratie esistenti o 
installazioni di isolamento acustico lo richiedono, 

8. dispositivi di sbarramento e di avvertimento; 

9. le spese per la manutenzione e il rinnovo delle installazioni ai sensi 
della lett. b. 

2 Se il terreno per l’impianto di tiro, comprese le zone di pericolo, non è di 
proprietà del Comune o della società di tiro, il Comune conclude i necessari 
contratti di servitù e li fa iscrivere nel registro fondiario. Un’eventuale espropria-
zione è retta dalla LEspr. 

L’art. 8 dell’Ordinanza sugli impianti di tiro, intitolato « Contributi dei Comu-

ni sprovvisti di un proprio impianto di tiro a 300 m », disciplina il caso in cui 

un Comune non dispone di un proprio impianto di tiro a 300 m, sancendo 

quanto segue: 

I Comuni che non sono proprietari di un impianto di tiro a 300 m e che non 
adempiono entro i limiti del loro territorio comunale ai loro obblighi legali in 
materia di tiro conformemente all’art. 133 cpv. 1 LM, devono acquistare una 
quota proporzionale dell’impianto di tiro assegnato ai propri abitanti o da essi 
utilizzato. Essi corrispondono adeguati contributi alla manutenzione e al 
risanamento. Per l’assegnazione degli impianti di tiro è applicabile l’art. 29 
dell’Ordinanza sul tiro. 

L’art. 9 dell’Ordinanza sugli impianti di tiro, intitolato « Obblighi delle socie-

tà di tiro », pone invece i seguenti obblighi a carico delle società di tiro: 

1 La costruzione di installazioni non menzionate nell’art. 7 cpv. 1 lett. b 
dell’Ordinanza sugli impianti di tiro e la loro manutenzione sono a carico delle 
società di tiro. 

2 Le società di tiro provvedono al controllo di tutte le installazioni per quanto 
riguarda la sicurezza d’esercizio e le misure di sbarramento durante gli esercizi 
di tiro. 

3 Le società di tiro sono responsabili dell’affissione tempestiva degli avvisi di 
tiro nei luoghi previsti dal Comune, come pure che essi siano resi noti ai 
proprietari dei fondi o ai coltivatori e, se del caso, pubblicati nell’organo ufficiale 
del Comune. 

3.1.5 Ciò posto, il Tribunale prende atto che – come segnalato dal 

Consiglio di Stato nel suo scritto 9 dicembre 2020 – a livello cantonale non 

sussiste ad oggi alcuna regolamentazione in materia militare, essendovi 

unicamente un progetto di legge cantonale di applicazione della LM 

(cfr. Messaggio n. 7848 dell’8 luglio 2020 del Consiglio di Stato [doc. 5 del 

ricorrente]; Rapporto n. 7848 R del 23 novembre 2020 della Commissione 

giustizia e diritti [doc. 6 del ricorrente]). Ora, quand’anche detto progetto di 

legge di applicazione dovesse nel frattempo entrare in vigore, lo stesso non 

sarebbe comunque applicabile alla presente fattispecie, così come giusta-

mente indicato dal ricorrente (cfr. osservazioni finali del 4 marzo 2021, 

A-2972/2019 

Pagina 14 

pag. 5). In effetti, nell’esame della regolamentazione inerente al tiro fuori 

servizio del Dipartimento delle istituzioni, SMPP, di cui al FU n. 56/2017 del 

14 luglio 2017, va tenuto conto unicamente della legislazione militare 

vigente al momento della sua emanazione (cfr. DTF 139 V 335 consid. 6.2; 

137 V 105 consid. 5.3.1; 136 V 24 consid. 4.3; [tra le tante] sentenza del 

TAF A-1524/2018 del 9 aprile 2019 consid. 4.1 con rinvii). 

3.2 Stabilito il quadro giuridico applicabile, il Tribunale può ora esaminare 

la regolamentazione inerente al tiro fuori del servizio del Dipartimento delle 

istituzioni, SMPP, di cui al FU n. 56/2017 del 14 luglio 2017. 

3.2.1 A tal proposito, il Tribunale non può che constatare come i Cantoni 

risultino competenti in materia di compiti relativi al tiro fuori del servizio. In 

particolare, spetta ai Cantoni decidere dell’esecuzione e dell’esercizio di 

impianti di tiro per il tiro fuori del servizio in virtù dell’art. 125 cpv. 2 LM, in 

combinato disposto con gli artt. 29 e 34 dell’Ordinanza sul tiro (cfr. con-

sidd. 3.1.3.3 e 3.1.3.4 del presente giudizio). La formulazione delle 

predette disposizioni di legge è poi molto ampia, sicché si deve ritenere 

che nell’ambito del tiro fuori del servizio – così come giustamente 

sottolineato dal Consiglio di Stato (cfr. decisione impugnata, consid. 4.3; 

scritto 9 dicembre 2020, pag. 1) – i Cantoni, rispettivamente le autorità 

militari cantonali fruiscono di un ampio margine discrezionale per porre in 

atto i loro doveri. Tale è in particolare il caso per quanto concerne le misure 

necessarie conformemente all’art. 29 dell’Ordinanza sul tiro che le autorità 

militari cantonali ordinano in virtù dell’art. 34 cpv. 1 lett. f dell’Ordinanza sul 

tiro (cfr. consid. 3.1.3.4 del presente giudizio). 

3.2.2 Ora, alla stregua del Consiglio di Stato, il Tribunale è di avviso che 

all’interno del quadro giuridico richiamato al consid. 3.1 del presente 

giudizio, i Cantoni sono liberi di organizzare l’attività degli impianti di tiro 

utilizzati da più Comuni. È in tale ottica che nella nuova regolamentazione 

si inserisce la figura del « Comune di riferimento » e della « Società di tiro 

di riferimento » (cfr. citata regolamentazione, cifra 1), nonché l’allestimento 

di una convenzione tra il Comune e la società di tiro, al fine di regolamen-

tare e coordinare l’uso degli impianti di tiro ad essi attribuiti (cfr. citata rego-

lamentazione, cifra 9). La nuova regolamentazione non ha in sé nulla di 

straordinario, dal momento che regola per l’appunto l’attribuzione dei poli-

goni di tiro fuori del servizio ai Comuni di riferimento e alle Società di tiro, 

nonché l’esercizio dei predetti poligoni di tiro, fissando alcune regole per il 

loro buon funzionamento, conformemente ai disposti di legge applicabili. 

A-2972/2019 

Pagina 15 

In particolare, il Tribunale rileva che le prestazioni poste a carico dei 

Comuni (cfr. citata regolamentazione, cifre 2, 5, 7, 8) trovano il loro 

fondamento nell’art. 133 cpv. 1 LM, nonché negli artt. 8 e 9 dell’Ordinanza 

sugli impianti di tiro, così come giustamente rilevato dal Consiglio di Stato 

(cfr. decisione impugnata, consid. 4.3). In tale contesto, appare logico che 

le spese per i lavori straordinari e urgenti che mirano a garantire il regolare 

svolgimento delle attività di tiro vengano posti a carico dei Comuni, 

allorquando quest’ultimi sono tenuti ex lege a mettere a disposizione gli 

impianti di tiro necessari per il tiro fuori del servizio (cfr. art. 133 cpv. 1 LM), 

rispettivamente a costruirli (cfr. art. 7 cpv. 1 dell’Ordinanza sugli impianti di 

tiro) e ad occuparsi conseguentemente anche della loro manutenzione 

(cfr. art. 9 cpv. 1 dell’Ordinanza sugli impianti di tiro a contrario). Nel caso 

in cui un Comune non dispone di un impianto di tiro a 300 m, lo stesso è 

poi tenuto a corrispondere adeguati contributi alla manutenzione e al 

risanamento per l’impianto di tiro assegnato (cfr. art. 8 dell’Ordinanza sugli 

impianti di tiro). Peraltro la competenza delle autorità cantonali e 

dell’Ufficiale federale di tiro per ordinare i lavori urgenti si deduce in 

particolare dall’art. 19 dell’Ordinanza sugli impianti di tiro, secondo cui 

dette autorità devono assicurarsi dell’adeguatezza e della sicurezza degli 

impianti. Il fatto poi che la regolamentazione non definisca in dettaglio che 

cosa si debba intendere per « lavori straordinari e urgenti » – contraria-

mente a quanto ritenuto dal ricorrente – non inficia la validità della cifra 8 

della regolamentazione, dal momento che la stessa precisa che tali lavori 

vanno ordinati al fine di garantire il regolare esercizio dei poligoni di tiro 

fuori del servizio. Tenuto conto del loro margine discrezionale, nulla impe-

disce ai Cantoni di utilizzare delle nozioni giuridiche indeterminate nelle 

regolamentazioni riguardanti l’esercizio dei poligoni di tiro fuori del servizio.  

3.2.3 In definitiva, il Tribunale giunge alla conclusione che, sulla base 

dell’art. 125 cpv. 2 LM, in combinato disposto con gli artt. 29 e 34 dell’Ordi-

nanza sul tiro, come pure dell’art. 133 cpv. 1 LM, in combinato disposto con 

gli artt. 7-9 dell’Ordinanza sugli impianti di tiro, il Dipartimento delle 

istituzioni, SMPP – quale autorità militare cantonale – risulta espressamen-

te legittimato ad emanare delle regolamentazioni nell’ambito del tiro fuori 

del servizio e dunque pure la nuova regolamentazione inerente al tiro fuori 

servizio di cui al FU n. 56/2017 del 14 luglio 2017. Dal momento poi che la 

regolamentazione qui avversata regola essenzialmente l’esercizio di 

impianti di tiro per il tiro fuori del servizio, la loro attribuzione ai Comuni e 

alle Società di tiro, coordinandone l’uso e la manutenzione conformemente 

a detti disposti di legge, si deve considerare che la stessa è fondata su una 

base legale sufficiente. Su questo punto il ricorso va dunque respinto. 

A-2972/2019 

Pagina 16 

4.  

Ciò sancito, qui di seguito il Tribunale statuirà sulle restanti censure, 

riguardanti la comprensibilità della tabella di cui alla cifra 14 della regola-

mentazione (cfr. consid. 4.1 del presente giudizio) e l’attribuzione dello 

stand di tiro di Bidogno (cfr. consid. 4.2 del presente giudizio). 

4.1  

4.1.1 Il ricorrente contesta la comprensibilità della regolamentazione 

proposta alla cifra 14, ovvero la tabella definente i comprensori di tiro, le 

attribuzioni delle Società di tiro ai poligoni e le Commissioni cantonali di 

tiro, in particolar modo per quanto concerne l’assegnazione dei poligoni di 

tiro di Lugano-Trevano, Cimadera e Bidogno. I chiarimenti dati dal Consi-

glio di Stato al riguardo nella decisione impugnata non sarebbero sufficienti 

per rendere chiara la predetta cifra 14. A mente del ricorrente, per garantire 

la sicurezza del diritto verso i terzi non parte alla presente procedura, la 

stessa andrebbe annullata e ripubblicata in maniera corretta (cfr. ricorso 

13 giugno 2019, punto n. 10; conclusioni 4 marzo 2021, punto n. 7). 

4.1.2 A tal proposito, il Tribunale osserva che nella decisione impugnata il 

Consiglio di Stato ha rilevato come l’assegnazione dei suddetti poligoni di 

tiro è rimasta invariata rispetto a quella del 2014. L’unica differenza con-

siste nell’individuazione del Comune di riferimento. Esso ha poi precisato 

che dalla tabella di cui alla cifra 14 della regolamentazione risulterebbe 

chiaramente che i poligoni di tiro di Lugano-Trevano e quello di Cimadera 

sono assegnati ai Comuni di Lugano, Porza e Capriasca, con il Comune di 

Lugano a fungere da Comune di riferimento, mentre i poligoni di Bidogno 

e di Tesserete, solo pistola, sono assegnati al Comune di Caprisasca, il 

quale funge da Comune di riferimento. Il Consiglio di Stato ha poi indicato 

che tale era « del resto l’attribuzione che lo stesso ricorrente ha inteso 

dovesse essere attribuita » (cfr. decisione impugnata, consid. 4.1). 

4.1.3 Ora, alla stregua del Consiglio di Stato, il Tribunale non può che 

constatare come l’assegnazione dei poligoni di tiro di Lugano-Trevano, 

Cimadera e Bidogno di cui alla cifra 14 della regolamentazione inerente al 

tiro fuori servizio di cui al FU n. 56/2017 del 14 luglio 2017 (cfr. circa il 

contenuto, parte in fatto, lett. Ab) sia rimasta invariata rispetto a quella di 

cui alla cifra 8 della regolamentazione inerente al tiro fuori servizio di cui al 

FU n. 40/2014 del 20 maggio 2014 (cfr. circa il contenuto, parte in fatto, 

lett. Aa), con l’unica differenza che nella nuova regolamentazione viene 

individuato in grassetto il Comune di riferimento. Ciò premesso, il Tribunale 

ritiene che l’attribuzione dei poligoni di tiro sia chiara, così come peraltro 

descritta dallo stesso Consiglio di Stato, sicché non necessita di essere 

A-2972/2019 

Pagina 17 

precisata ulteriormente. Il Tribunale non intravvede dunque alcun motivo 

per annullare detta tabella e ordinare una nuova pubblicazione, come inve-

ce postulato dal ricorrente. Su questo punto il ricorso va pertanto respinto. 

4.2  

4.2.1 Il ricorrente contesta altresì l’assegnazione del poligono di tiro di 

Bidogno, in quanto a suo avviso lo stesso non rispetterebbe in alcun modo 

le norme federali in materia di tiro fuori del servizio, per i motivi già esposti 

dinanzi al Consiglio di Stato, il quale non si sarebbe confrontato con le sue 

censure nella decisione impugnata. In questa sede, il ricorrente ribadisce 

che il poligono di tiro di Bidogno non sarebbe sufficientemente attrezzato 

per garantire lo svolgimento del tiro fuori del servizio e che lo stesso non 

adempirebbe in alcun modo le prescrizioni tecniche e di sicurezza, non 

disponendo di alcuna paratia e daI momento che le linee di tiro si 

troverebbero nelle immediate vicinanze della strada pubblica che porta alla 

frazione di Carusio oltre che di un sentiero e che poco sopra ai bersagli si 

troverebbero due rustici. Tali elementi non sarebbero peraltro contestati 

dalle parti in causa. Al fine di accertarne l’inadeguatezza con le pertinenti 

disposizioni federali, il ricorrente postula l’esperimento di un sopralluogo e 

l’allestimento di una perizia tecnica (cfr. ricorso 13 giugno 2019, punto 

n. 11; conclusioni 4 marzo 2021, punto n. 8). 

4.2.2 A tal proposito, il Tribunale constata che nella decisione impugnata il 

Consiglio di Stato ha rilevato che il poligono di tiro di Bidogno – al pari di 

altri poligoni di tiro di piccole dimensioni e ancorché vetusti presenti nel 

Cantone in cui l’attività di tiro è sovente limitata al tiro obbligatorio e di 

campagna – risulterebbe « […] perfettamente utilizzabile, al momento 

attuale, per due tiri obbligatori e uno di campagna e conforme alle norma-

tive federali in materia di tiro fuori del servizio come peraltro attestato dalle 

autorità militari preposte alla sorveglianza (cfr. scritti 4 aprile dell’UFT e 

12 aprile 2017 della SMPP [come già rilevato dallo scrivente Consiglio con 

Ris. Gov n. 2929 del 20 giugno 2018 (in particolare consid. 6.1), confer-

mata dal Tribunale cantonale amministrativo con STA n. 52.2019.332 del 

23 aprile 2019 (in particolare consid. 6.3)] e pure ammesso dalla stessa 

autorità comunale nell’ambito della propria decisione del 30 maggio 2017 

con cui ha disposto il divieto d’uso del poligono di tiro di cui si discute […] » 

(cfr. decisione impugnata, consid. 4.2). 

4.2.3 In tale contesto, il Tribunale ricorda innanzitutto che in presenza di 

valutazioni tecniche da parte di autorità specializzate, rispettivamente da 

parte dell’autorità di prima istanza e/o dell’autorità inferiore, circa 

l’adeguatezza di un poligono di tiro fuori del servizio, lo stesso non si 

A-2972/2019 

Pagina 18 

discosta senza motivo dal loro apprezzamento (cfr. consid. 2.3 del 

presente giudizio).  

Nel caso dei poligoni di tiro, in virtù dell’art. 32 cpv. 2 dell’Ordinanza sul tiro 

in combinato disposto con l’art. 9 cpv. 1 dell’Ordinanza dell’11 dicembre 

2003 del DDPS sugli ufficiali federali di tiro e sulle commissioni cantonali 

di tiro (Ordinanza sugli ufficiali di tiro, RS 512.313), spetta all’ufficiale 

federale di tiro (UFT) periziare gli impianti di tiro e provvedere alla loro 

sorveglianza, nonché provvedere affinché le pertinenti prescrizioni siano 

osservate. 

4.2.4 Ora, come visto (cfr. consid. 4.2.2 del presente giudizio), in concreto 

il Consiglio di Stato ha accertato che il poligono di tiro di Bidogno risulta 

perlomeno utilizzabile per due tiri obbligatori e uno di campagna. Lo stesso 

si è fondato proprio sulla valutazione dell’UFT – autorità specializzata 

preposta ad una tale valutazione (cfr. consid. 4.2.3 del presente giudizio) – 

nonché della SMPP, come pure su quanto risultante da varie decisioni 

cantonali. Benché gli scritti 4 aprile 2017 dell’UFT e 12 aprile 2017 della 

SMPP non siano stati prodotti dalle autorità precedenti e non possano 

dunque essere esaminati dallo scrivente Tribunale, l’utilizzabilità del 

poligono di tiro di Bidogno risulta comunque dalla sentenza del Tribunale 

amministrativo cantonale n. 52.2018.332 del 23 aprile 2019, confermata 

dal Tribunale federale con sentenza 1C_294/2019 del 26 giugno 2019. In 

tali circostanze, il Tribunale non intravvede alcun valido motivo per 

discostarsi dal giudizio del Consiglio di Stato, sicché la censura del 

ricorrente non può che essere qui respinta. 

4.2.5 Nella misura in cui l’esame peritale dei poligoni di tiro compete 

all’UFT (cfr. consid. 4.2.3 del presente giudizio) e non al Cantone o 

all’autorità militare cantonale, la richiesta avanzata dal ricorrente circa 

l’esperimento di un sopralluogo e l’allestimento di una perizia tecnica 

sull’idoneità del poligono di tiro di Bidogno non risulta qui ricevibile, sicché 

non vi è luogo di darle seguito. Non è infatti nell’ambito della presente 

procedura di ricorso, avente per oggetto una decisione cantonale 

dell’autorità militare cantonale inerente all’assegnazione dei poligoni di tiro 

fuori del servizio, che va ordinata una perizia tecnica sull’idoneità di tali 

poligoni, bensì semmai nell’ambito dell’apposita procedura amministrativa 

dinanzi all’UFT. Di riflesso, non vi è luogo di esaminare ulteriormente le 

argomentazioni del ricorrente relative alla sicurezza del poligono di tiro di 

Bidogno. In tale contesto, che il Consiglio di Stato abbia trattato le censure 

del ricorrente in merito alla sicurezza, senza approfondire ulteriormente la 

questione, appare qui conforme ai disposti legali. 

A-2972/2019 

Pagina 19 

5.  

In definitiva, sulla base dei considerandi che precedono, il Tribunale giunge 

alla conclusione che è a giusto titolo che il Consiglio di Stato ha confermato 

la nuova regolamentazione inerente al tiro fuori servizio di cui al FU 

n. 56/2017 del 14 luglio 2017 emanata dal Dipartimento delle istituzioni, 

SMPP, la stessa essendo fondata su una base legale sufficiente. Detta 

regolamentazione essendo poi corretta, il Tribunale non intravvede alcun 

motivo per annullarla. Ne consegue che la decisione impugnata va qui 

integralmente confermata e il ricorso respinto. 

6.  

In considerazione dell’esito della lite, giusta l’art. 63 cpv. 1 PA, le spese 

processuali dovrebbero essere poste a carico del ricorrente qui parte 

integralmente soccombente (cfr. art. 1 segg. del regolamento del 

21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, visto 

l’art. 63 cpv. 4 PA, e visto che il Comune ricorrente si deve qui considerare 

come difendente interessi non pecuniari, nessuna spesa verrà posta a 

carico del ricorrente. Nel caso del ricorrente, non vi è luogo di assegnargli 

un’indennità a titolo di spese ripetibili (cfr. art. 64 cpv. 1 PA a contrario, 

rispettivamente art. 7 cpv. 1 TS-TAF a contrario). 

Si giustifica per contro l’assegnazione di un’indennità a titolo di spese 

ripetibili alla controparte, qui patrocinata da un avvocato, la stessa 

essendosi ritrovata coinvolta nella presente procedura di ricorso. Nella 

fattispecie, esse sono fissate a 1'500 franchi e poste a carico del ricorrente. 

(Il dispositivo è indicato alla pagina seguente) 

 

  

A-2972/2019 

Pagina 20 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Alla controparte è concessa un’indennità a titolo di spese ripetibili pari a 

1'500 franchi. Detto importo dovrà essergli corrisposto dal ricorrente, alla 

crescita in giudicato della presente sentenza. 

3.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– controparte (atto giudiziario) 

– autorità di prima istanza (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. 2284; atto giudiziario) 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

Claudia Pasqualetto Péquignot Sara Pifferi 

  

A-2972/2019 

Pagina 21 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Il 

termine è reputato osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale 

federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una 

rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno 

del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono essere redatti in una 

lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi 

di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della 

parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: