# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6caa6118-c782-5a1e-a71b-5a1d3d82011b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-07-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.07.2009 D-3802/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3802-2006_2009-07-20.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3802/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 0  l u g l i o  2 0 0 9

Giudici Pietro Angeli-Busi, (presidente del collegio), 
Hans Schürch, Claudia Cotting-Schalch; 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, dichiaratosi nato il (...), Camerun, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 25 novembre 2004 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3802/2006

Fatti:

A.
Il  (...),  l'interessato,  cittadino  camerunese,  originario  di  B._______ 
nella provincia Sud-Ovest del Camerun, ha presentato una domanda 
d'asilo  in  Svizzera.  Ha  dichiarato,  in  sostanza  e  per  quanto  qui  di 
rilievo, d'essere  espatriato  in  (...)  per  il  timore  d'essere imprigionato 
per un periodo indeterminato e d'essere picchiato ulteriormente dalla 
polizia  nonché  dagli  altri  detenuti.  Egli  sarebbe  stato  fermato  dalla 
polizia,  mentre  guidava  la  moto  di  X.  che  l'avrebbe  incaricato  di 
consegnare  una  scatola  a  Y.,  membro  di  un  partito  denominato 
“C._______”. Le autorità, nell'ambito di un controllo della licenza della 
moto, visti i documenti contenuti nella scatola, l'avrebbero accusato di 
furto nonché di  diffusione di  documenti  illegali. Sarebbe quindi  stato 
imprigionato prima nella gendarmeria di B._______ per tre giorni, dove 
sarebbe stato vittima di  pestaggi  da parte della polizia,  dopo di  che 
sarebbe stato trasferito in un carcere a lui ignoto, nel quale essendo 
stato  il  più giovane,  avrebbe  dovuto  evacuare  quotidianamente  gli 
escrementi  di  tutti  e  sarebbe  stato  picchiato  dai  detenuti  che 
avrebbero  voluto  estorcergli  dei  soldi.  L'interessato  sarebbe  quindi 
fuggito la prima o la seconda settimana di (...), eludendo i controlli a 
seguito della distrazione di una guardia e nascondendosi nel bosco, e 
si sarebbe prima recato a D._______ con un camion, per poi prendere 
una nave con la quale avrebbe raggiunto E._______ in un luogo a lui 
ignoto. In seguito sarebbe entrato in Svizzera a bordo di un camion in 
data (...).

B.
Tramite  decisione  del  25  novembre  2004,  l'UFM  ha  respinto  la 
succitata domanda d'asilo, notificata all'interessato il 1° dicembre 2004 
(cfr. risultanze processuali)  ed  ha  pure  pronunciato  l'allontanamento 
dell'interessato dalla Svizzera nonché l'esecuzione dell'allontanamento 
verso il suo Paese d'origine, siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
Il  29  dicembre  2004,  il  richiedente,  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  alla 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA)  contro  la 
menzionata  decisione  dell'UFM.  Ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della decisione impugnata, la concessione dell'asilo e, 
in via sussidiaria, l'ammissione provvisoria. Ha altresì presentato una 

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domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle 
presumibili spese processuali.

D.
Il  19 gennaio 2005,  la  CRA ha rinunciato,  ritenuta la  sussistenza di 
motivi  particolari  (art. 63 cpv. 4 della  legge federale sulla  procedura 
amministrativa del  20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]),  a  chiedere 
all'insorgente il versamento di un anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali.

E.
Il 26 gennaio 2005, la CRA ha invitato l'autorità inferiore a presentare 
una risposta al ricorso ed a determinarsi sulla possibile sussistenza di 
un  vizio  nella  decisione  relativa  alla  Giurisprudenza  ed informazioni 
della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo (GICRA) 2004 
n. 23, nonché in merito ad una possibile violazione del diritto d'essere 
sentito, siccome il  risultato dell'esame radiologico non sarebbe stato 
comunicato al ricorrente affinché quest'ultimo potesse esprimersi.

F.
Il 15 febbraio 2005, l'UFM, nell'ambito della sua risposta, ha proposto 
la reiezione del gravame.

G.
Il 17 marzo 2005, la CRA ha concesso al ricorrente un termine fino al 
29 marzo 2005 per introdurre l'atto di  replica. Questo termine è, nel 
frattempo, scaduto infruttuoso.

Diritto:

1.
1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi contro le decisioni dell'UFM (art. 31 e art. 33 lett. d della legge 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
[LTAF, RS 173.32],  art. 105 della  legge sull'asilo  del  26 giugno 1998 
[LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

1.2 Inoltre,  il  TAF  dal  1° gennaio  2007  giudica,  in  quanto  sia 
competente,  i  ricorsi  pendenti  al  31  dicembre  2006  presso  le 
commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi 

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dei  dipartimenti.  Il  giudizio  si  svolge  secondo  il  nuovo  diritto 
processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

1.3 Giusta il  capoverso 1 delle disposizioni  transitorie della modifica 
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 nonché all'art. 50 e all'art. 52 PA, 
nonché all'art. 108 cpv. 1 LAsi.

3.
3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in tedesco, 
ma il  ricorso è stato presentato in  italiano, di  modo che la  presente 
sentenza può essere redatta in italiano.

4.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 
l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai motivi invocati dalle parti 
(art.  62  cpv.  4  PA)  o  dai  considerandi  della  decisione  impugnata 
(v. sentenza del TAF D-4917/2006 del 12 luglio 2007 consid. 3).

5.
5.1 Nella  decisione  impugnata,  l'UFM ha  considerato  inverosimili  le 
allegazioni  del  richiedente  concernenti  la  sua  domanda d'asilo. Egli 
non  avrebbe  convinto  l'autorità  della  sua  minore  età,  non  avendo 
segnatamente  presentato  documenti  idonei  a  confermarla.  Inoltre, 
l'interessato  avrebbe  dato  l'impressione  di  essere  una  persona 
intelligente  e  sicura  di  sé  durante  le  audizioni  effettuate.  Peraltro, 
avrebbe  l'aspetto  d'un  maggiorenne  sulla  foto  e  l'esame  osseo 
avrebbe avuto come esito  un'età superiore ai  19 anni. Per di  più, la 
sua carriera lavorativa,  in  particolare le sue attività  quale (...)  e  (...) 
indicherebbero un'età superiore a quella da lui dichiarata. In aggiunta, 
secondo la prassi  della CRA sarebbe impossibile  che un minorenne 
abbia viaggiato da solo dall'Africa fino in Svizzera. Inoltre, si sarebbe 
contraddetto  sul  numero  delle  persone  presenti  nella  sua  cella, 

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dichiarando  nella  prima  audizione  che  sarebbero  state  13,  per  poi 
allegare nella seconda audizione che sarebbe stato da solo. Peraltro, 
non  avrebbe  saputo  indicare  le  date  precise  del  fermo,  della  fuga 
nonché del  contenuto della scatola. Per di  più, non sarebbe stato in 
grado  di  spiegare  il  significato  dell'abbreviazione  “C._______”, 
nonostante avesse lavorato per un certo periodo con un membro del 
suddetto  partito.  In  aggiunta,  non  sarebbe  comprensibile  che 
l'insorgente sia riuscito a fuggire così facilmente dalla prigione. Infine, 
l'UFM  ha  concluso  che  le  allegazioni  presentate  non  soddisfano  le 
condizioni  di  verosimiglianza  previste  dall'art.  7  LAsi.  Per 
conseguenza, non potrebbe essere riconosciuta la qualità di rifugiato 
nella fattispecie.

5.2 Nel  gravame,  l'insorgente  ha  segnalato,  in  sostanza,  che  le 
contraddizioni  evidenziate  dall'UFM  non  sussisterebbero.  Inoltre,  ha 
ribadito  la  sua  minore  età,  allegando  di  essere  più maturo  di  un 
ragazzo della  sua età,  in  quanto  costretto  a  lavorare  fin  da piccolo, 
dopo  essere  stato  abbandonato  da  sua  madre.  Infine,  sarebbe 
irrilevante la differenza d'età stabilita dal referto radiologico, siccome 
inferiore ai tre anni.

5.3 Nella  risposta  al  ricorso,  l'autorità  inferiore  ha  rilevato,  in 
particolare, che non sussisterebbe una violazione del diritto di essere 
sentito,  siccome  il  ricorrente  da  un  lato  avrebbe  preso  conoscenza 
dell'esame  osseo  con  l'edizione  dell'incarto  dell'UFM  (in  data 
17 dicembre 2004) e quindi un eventuale vizio sarebbe stato sanato e, 
dall'altro lato, non avrebbe neppure censurato tale fatto nel gravame. 
Peraltro,  l'autorità  inferiore  ha  segnalato  che  l'autore  del  gravame 
avrebbe ancora l'occasione di  prendere posizione in sede di ricorso. 
Per di più, nel frattempo, l'insorgente sarebbe diventato maggiorenne. 
Infine, l'UFM ha proposto la reiezione del ricorso.

6.
6.1 Giusta l'art. 7 cpv. 2 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
procedurali  dell'11  agosto  1999  (OAsi  1,  RS  142.311),  per  il 
richiedente  l'asilo  minorenne,  che  non  è  accompagnato,  viene 
nominata una persona di fiducia per la durata della procedura d'asilo o 
d'allontanamento, ma al massimo fino alla nomina di un curatore o di 
un  tutore,  oppure  fino  al  raggiungimento  della  maggiore  età.  La 
designazione  di  una  persona  di  fiducia  presuppone  tuttavia  la 
dimostrazione  da  parte  del  richiedente  l'asilo,  perlomeno  nel  senso 

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della  probabilità  preponderante,  dell'allegata  minorità  (GICRA  2001 
n. 22 e relativo riferimento). Peraltro, incombe al richiedente medesimo 
l'onere della prova della minore età. Ciò avviene segnatamente in virtù 
d'un esame dell'insieme delle  allegazioni  determinanti  (GICRA 2000 
n. 19,  consid. 8b, pag. 188).  Nell'ambito dell'accertamento dei fatti  è 
altresì possibile  ricorrere all'ausilio  di  metodi  scientifici  (art. 7 cpv. 1 
OAsi 1).

6.2 Nella  fattispecie,  l'insorgente  non  ha  saputo  fornire  indicazioni 
suscettibili  di  rendere  altrimenti  plausibile  la  dichiarata  minore  età. 
Inoltre, non ha fornito valide giustificazioni per la mancata produzione 
di  documenti  d'identità  o  di  viaggio.  In  particolare,  nel  corso  della 
procedura di prima istanza ed in sede di ricorso, ha dichiarato di non 
averne  mai  posseduti  (cfr.  audizioni  del  1° marzo  2004  pag.  3,  del 
2 aprile 2004  pag.  3  e  ricorso  pag.  3).  Nonostante  egli  sia  stato 
sollecitato a produrne per dimostrare la minorità,  egli  tuttora non ha 
prodotto alcunché, sebbene egli soggiorni in Svizzera dal (...), ovvero 
da  ormai  da  più di  cinque  anni.  Inoltre,  per  quanto  riguarda  il  suo 
aspetto fisico riportato sulla foto agli atti, l'insorgente dimostra più dei 
17 anni dichiarati al momento dell'inoltro della richiesta d'asilo. Per di 
più,  dall'esame radiologico, effettuato il  (...),  risulta  un'età ossea del 
ricorrente superiore ai 18 anni (più precisamente: maggiore o uguale a 
19),  ovvero  un'età  che  si  differenzia  significativamente  dall'età 
dichiarata. Peraltro, non soccorre la censura sollevata dall'autore del 
gravame, secondo cui la differenza tra l'età indicata e quella stabilita 
dal referto radiologico non sarebbe rilevante, in quanto inferiore ai tre 
anni, ritenuto che tale scarto minimo assume rilevanza unicamente in 
materia  di  inganno  sull'identità.   Pertanto,  conto  tenuto  dell'insieme 
delle circostanze del caso di specie, segnatamente della genericità ed 
imprecisione  delle  argo-mentazioni  ricorsuali,  v'è  ragione  di  ritenere 
come maggiorenne l'insorgente già al  momento dell'inoltro della sua 
domanda d'asilo.

7.
7.1 Secondo  la  giurisprudenza  del  Tribunale  federale,  il  diritto  di 
essere  sentito  è  di  natura  formale.  Tale  diritto  esiste  infatti 
indipendentemente  dal  suo  grado  d'influenza  sul  risultato  della 
decisione.  Pertanto,  il  suo  mancato  rispetto  conduce  di  principio 
all'annullamento della decisione impugnata, quand'anche il contenuto 
di  quest'ultima  sarebbe  stato  identico,  se  il  diritto  di  essere  sentito 
fosse  stato  concesso  (v.  Decisioni  del  Tribunale  federale  [DTF] 

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122 consid. 4a, pag. 469 e GICRA 2006 n. 20, consid. 3.2, pag. 215). 
Tuttavia, è possibile rinunciare all'annullamento della decisione, se tale 
lacuna può venire riparata in sede di ricorso e se lo scopo di questa 
garanzia  procedurale  può essere  così  realizzato  successivamente, 
senza che la parte interessata ne sia seriamente lesa. Tale riparazione 
presuppone comunque che l'autorità di ricorso disponga dello stesso 
potere cognitivo dell'autorità di  prima istanza sui punti litigiosi, come 
nel caso del TAF. In tale circostanza, l'interessato può infatti far valere 
in sede di  ricorso i  suoi  argomenti  con la medesima efficacia. Ciò è 
solitamente  il  caso  in  materia  di  ricorso  nell'ambito  del  diritto 
amministrativo (DTF 124 II 132 consid. 2d, pag. 138 e seg.). Tuttavia, 
anche  se,  di  caso  in  caso,  la  riparazione  può essere  ammessa,  in 
particolare  per  motivi  d'economia  procedurale,  questa  pratica  deve 
rimanere  l'eccezione  e  dev'essere  applicata  di  modo  ristrettivo, 
ritenuto, altresì, che la stessa non va intesa come un'autorizzazione 
per  l'autorità  inferiore  di  disconoscere  i  diritti  procedurali  delle  parti 
(DTF 124  II  132  consid. 2d,  pag. 138  e  seg.).  La  prassi  in  materia 
d'asilo è di non procedere alla riparazione nei casi in cui la violazione 
del  diritto  di  essere  sentito  costituisce  un  vizio  grave  di  procedura 
(GICRA 1994 n. 1).

7.2 Nella fattispecie, l'UFM non ha concesso il diritto di essere sentito 
al ricorrente sul fatto di essere stato ritenuto maggiorenne prima della 
redazione della querelata decisione, ovvero dopo la fine della seconda 
audizione. In questo contesto, l'UFM non si  è preoccupato, prima di 
decidere  di  ritenere  il  richiedente  maggiorenne,  di  sentire  cosa 
quest'ultimo  avesse  da  dire  in  merito,  al  fine  di  avere  un  quadro 
completo  delle  argomentazioni  per  potere  decidere.  In  tal  senso  la 
decisione dell'UFM può ritenersi viziata.

7.2.1 In  relazione  alla  procedura  di  prima  istanza,  il  richiedente, 
essendo  stato  protetto  come  un  minorenne  non  accompagnato  ed 
avendo avuto un curatore presente alla seconda audizione, ossia dopo 
lo  svolgimento  dell'esame  radiologico,  ha  potuto  beneficiare  del 
trattamento  riservato  ai  minorenni  non  accompagnati.  Pertanto,  da 
questo punto di vista il richiedente non è stato svantaggiato dal vizio di 
forma costatato.

7.2.2 Per di più, questo Tribunale rileva che l'aver considerato da parte 
dell'UFM  il  richiedente  come  maggiorenne  in  fine  di  procedura,  ha 
avuto come prima conseguenza immediata la notifica della decisione 

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dell'autorità  di  prime  cure  direttamente  all'interessato  e  non  alla 
persona  di  fiducia,  che,  peraltro,  il  Cantone  F._______  non  ha  mai 
nominato ufficialmente nella fattispecie. In tale ambito, il TAF constata 
che  il  ricorrente  è  stato  in  grado  di  inoltrare  il  suo  atto  di  ricorso 
tempestivamente,  rispettando  le  esigenze  previste  dalla  procedura 
amministrativa  in  materia  di  forma  e  contenuto.  Peraltro,  l'UFM  ha 
garantito  al  ricorrente  l'accesso  agli  atti  e  lo  stesso  ha  potuto 
esprimersi in sede di ricorso sugli stessi, in particolare circa il fatto di 
essere minorenne.

7.2.3 La seconda diretta conseguenza della ritenuta maggiore età è la 
mancata  presa  in  considerazione  da  parte  dell'autorità  inferiore,  in 
materia  d'allontanamento e relativa esecuzione,  delle  norme inerenti 
alla  protezione  dei  fanciulli  non  accompagnati.  Tale  mancanza  è 
comunque,  nel  frattempo  divenuta  priva  d'oggetto,  ritenuto  che, 
attualmente, avendo ormai 22 anni, il ricorrente è incontestabilmente 
maggiorenne.

7.2.4 In  considerazione  di  quanto  precede,  questo  Tribunale  ritiene 
che, nella fattispecie, date le particolari circostanze precitate, il vizio di 
forma  sopraevocato  può essere  eccezionalmente  considerato  non 
grave e  pertanto  sanabile  per  il  tramite  della  presente  procedura  di 
ricorso.  Infatti,  allo  stato  attuale  delle  cose,  il  ricorrente  non  può 
ritenersi  essere  stato  svantaggiato,  perlomeno  non  in  maniera 
irreparabile, dall'errore formale commesso dall'autorità di prime cure. 
Ogni  altra  misura  corrisponderebbe  a  sconfinare  nel  formalismo 
eccessivo e contravverrebbe al  principio dell'economia di  procedura, 
ritenuto  segnatamente  il  tempo  trascorso  dall'emissione  della  deci-
sione dell'autorità inferiore fino ad oggi.

8.
8.1 Sono  rifugiate  le  persone  che,  nel  Paese  d'origine  o  di  ultima 
residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza, 
religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale 
o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere 
esposte  a  tali  pregiudizi.  Sono  pregiudizi  seri  segnatamente 
l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della libertà, 
nonché  le  misure  che  comportano  una  pressione  psichica 
insopportabile. Occorre altresì tenere conto dei motivi di fuga specifici 
della condizione femminile (art. 3 LAsi).

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8.2 Chiunque  domanda  asilo  deve  provare  o  per  lo  meno  rendere 
verosimile  la  sua  qualità  di  rifugiato.  Per  poter  ammettere  la 
verosimiglianza,  ai  sensi  dell'art.  7  LAsi,  delle  dichiarazioni 
determinanti  rese  da  un  richiedente  l'asilo,  occorre  che  le  stesse 
abbiano  insito  un  grado  di  convinzione  logica  tale  da  prevalere  in 
modo  preponderante  sulla  possibilità  del  contrario,  così  che 
quest'ultima risulti  secondaria (GICRA 1993 n. 21). In altri  termini, le 
dichiarazioni  devono  essere  attendibili,  cioè  resistenti  alle  obiezioni, 
precise,  ovvero  non  generiche  e  non  suscettibili  di  diversa 
interpretazione (altrettanto o più verosimile),  e concordanti,  o meglio 
non in  contrasto fra loro  e nemmeno con altri  dati  o  elementi  certi. 
Peraltro,  il  giudizio  sulla  verosimiglianza  dev'essere  il  frutto  di  una 
valutazione  complessiva,  e  non  esclusivamente  atomizzata,  delle 
singole  allegazioni  decisive,  in  modo  da  consentire  di  limitare  al 
minimo il  rischio dell'approssimazione, ovvero il  pericolo di fondare il 
giudizio  valorizzando,  contro  indiscutibili  postulati  di  civiltà  giuridica, 
semplici impressioni dell'autorità giudicante (GICRA 1995 n. 23).

9.
9.1 Il TAF osserva che, come rettamente rilevato dall'autorità inferiore 
nella  decisione  impugnata,  le  dichiarazioni  decisive  rese 
dall'insorgente  in  corso  di  procedura  s'esauriscono  in  mere  ed 
imprecise  affermazioni  di  parte,  non corroborate dal  benché minimo 
elemento  di  seria  consistenza.  Infatti,  il  ricorrente  si  limita  a  mere 
congetture, non fondate su alcun indizio oggettivo, con riferimento agli 
evocati fatti. Basti, rilevare che non soccorre il ricorrente l'affermazione 
ricorsuale  secondo  cui  non  si  sarebbe  contraddetto  in  merito  al 
numero  dei  detenuti,  in  quanto  dal  contesto  del  racconto  da  lui 
esposto  nell'ambito  della  prima  audizione  si  rileva  chiaramente  che 
egli intendesse la prigione, dove sarebbe stato portato dopo tre giorni 
trascorsi in gendarmeria, come luogo dove avrebbe condiviso la cella 
con altri  12 detenuti. Infatti,  egli  ha menzionato di essere stato il  più 
giovane in cella nella prigione (cfr. audizione del 1° marzo 2004 pag. 4) 
e  le  altre  persone,  che  l'avrebbero  condivisa  con  lui,  gli  avrebbero 
detto di esservi rinchiuse da 20 anni, ragione per la quale sarebbe fug-
gito (cfr. ibidem pag. 5). Pertanto, egli si è effettivamente contraddetto 
su  questo  punto  nell'ambito  della  seconda audizione nella  quale  ha 
dichiarato  di  essere  stato  da  solo  in  cella  (cfr.  audizione  del 
1° aprile 2004  pag.  11).  Inoltre,  l'insorgente  non  ha  menzionato 
durante la prima audizione il fatto di essere stato picchiato dai detenuti 
in  prigione.  Ciò è  sorprendente,  in  quanto  tale  episodio sarebbe 

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accaduto poco prima del suo espatrio. Peraltro, non è riuscito a datare 
precisamente  quando  sarebbe  stato  fermato  dalla  polizia,  indicando 
soltanto il mese e l'anno, ovvero (...)  (cfr. audizioni del 1° marzo 2004 
pag. 4 nonché del  1° aprile 2004 pag. 9).  Per di  più, non ha saputo 
indicare il significato dell'abbreviazione “C._______”, nonostante abbia 
lavorato varie volte per G._______ ed il suo partito (cfr. audizione del 
1°  aprile  2004  pag.  9).  Infine,  gli  atti  commessi  non  costituiscono 
manifestamente  un azione  suscettibile di  giustificare  una  protezione 
internazionale ai sensi del diritto d'asilo, tanto meno non v'è ragione di 
ritenere che l'autore del gravame non possa beneficiare in Camerun di 
un equo processo in relazione ai fatti invocati, nella denegata ipotesi 
che  fossero  veri. Visto  quanto  precede,  l'UFM  a  giusta  ragione  ha 
ritenuto il racconto dell'insorgente come inverosimile ai sensi dell'art. 7 
LAsi.

9.2 Per  conseguenza,  il  ricorso  sul  punto  di  questione  dell'asilo, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata.

10.
Il ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali 
l'UFM avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento 
(art. 14 cpv. 1 e cpv. 2 ed art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1).

11.
11.1 Per gli stessi motivi citati al considerando 9 del presente giudizio, 
non  emergono  dalle  carte  processuali  neppure  elementi  da  cui 
desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  in 
Camerun possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 
(LStr, RS 142.20).

La  portata  dell'art.  83  cpv.  3  LStr  non  si  esaurisce,  altresì,  nella 
massima  del  "non-refoulement".  Anche  altri  impegni  di  diritto 
internazionale  della  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione 
del  rimpatrio,  in  particolare  l'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  l'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 

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degradanti  del  10  dicembre  1984  (Conv.  tortura,  RS  0.105). 
L'applicazione di  tali  disposizioni  presuppone, peraltro,  l'esistenza di 
serie  e  concrete  ragioni  per  ritenere  che  lo  straniero  possa  essere 
esposto, nel  Paese verso il  quale sarà allontanato, a dei trattamenti 
contrari  a  detti  articoli.  Spetta  all'interessato  di  rendere  plausibile 
l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni.

Nel caso concreto, non è dato rilevare alcun serio indizio secondo cui 
il ricorrente possa essere esposto in caso di rimpatrio al rischio reale 
ed immediato di un trattamento contrario a siffatte disposizioni. In altri 
termini, quest'ultimo non ha saputo fornire un insieme d'indizi, oppure 
presunzioni  non  contraddette,  sufficientemente  gravi,  precisi  e 
concordanti quo ad un pericolo d'esposizione personale ad atti o fatti 
che si ritengono contrari all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. tortura.

Pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  ai  sensi  delle  norme  del  diritto 
pubblico internazionale nonché della LAsi.

11.2
11.2.1 Giusta  l'art.  83  cpv.  4  LStr,  l'esecuzione  non  può essere 
ragionevolmente  esigibile  qualora,  nello  Stato  d'origine  o  di  pro-
venienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in 
seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o 
emergenza  medica.  Qualora  venga  constatato  un  pericolo  concreto 
deve  essere  concessa  l'ammissione  provvisoria,  salvi  i  casi  di  cui 
l'art. 83 cpv. 7 LStr (cfr. Foglio Federale del n. 20 del 20 maggio 2002 
pag. 3433 [FF 2002 3433]).

Il TAF osserva nondimeno che in Camerun non vige attualmente una 
situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale.

11.2.2 Quanto alla situazione personale dell'insorgente, il medesimo è 
ancora giovane ed ha una certa esperienza professionale quale (...) e 
(...). Inoltre, dispone di  una rete sociale in patria,  segnatamente sua 
zia  e,  visto  l'inverosimiglianza  del  suo  racconto,  non  è  escluso  che 
conosca anche il domicilio di suo padre nonché quello delle sue due 
sorelle,  ciò  che  renderebbe  molto  più ampia  la  sua  rete  sociale  di 
quanto abbia allegato finora. Non ha, altresì, preteso nel gravame di 
soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare 

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un'ammissione  provvisoria  (GICRA  2003  n.  24),  senza  che  da  un 
esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una 
permanenza dell'autore del gravame in Svizzera per motivi medici. In 
siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto siccome 
adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con 
riferimento  alle  effettive  possibilità  per  lo  stesso  di  un  adeguato 
reinserimento sociale nel suo Paese d'origine.

In  aggiunta,  i  cinque  anni  di  soggiorno  nel  nostro  Paese non  costi-
tuiscono  una  ragione  ostativa  all'esecuzione  dell'allontanamento 
dell'insorgente. Infatti, il ricorrente ha trascorso l'infanzia e la maggior 
parte  dell'adolescenza  fino  ad  almeno  l'età  di  17  anni  (cfr.  sopra 
consid. 6.2 sulla minorità) in Camerun. Per di più, l'insorgente non ha 
famigliari in Svizzera. Pertanto, non v'è motivo di ritenere che l'autore 
del gravame, in caso di allontanamento dal nostro Paese, subirà uno 
sradicamento  culturale  importante,  ritenuto  altresì  il  suo  grado 
d'integrazione dal  profilo  socioculturale maggiore in  Camerun che in 
Svizzera.  Infine,  nonostante  il  ricorrente  abbia  presentato  una 
domanda d'asilo più di cinque anni fa, non si giustifica di esaminare se 
il  medesimo  si  trovi  in  una  grave  situazione  personale  ai  sensi 
dell'art. 14a cpv. 4bis della,  nel  frattempo abrogata (RU 2007 5488), 
legge federale concernente la dimora e il  domicilio degli  stranieri del 
26 marzo 1931 (LDDS) e degli abrogati art. 44 cpv. 3-5 LAsi (RU 2006 
4745-4767) come pure 33 OAsi 1, ritenuto che un tale esame non è di 
competenza di questo Tribunale. Infatti,  secondo l'art. 14 cpv. 2 LAsi, 
spetta al Cantone rilasciare un eventuale permesso di dimora ad una 
persona  soggiornante  in  Svizzera  da  almeno  cinque  anni  dalla 
presentazione della domanda d'asilo, di  cui è sempre stato noto alle 
autorità  il  luogo  di  soggiorno  e  che  ha  dimostrato  un  certo  grado 
d'integrazione.  Per  conseguenza,  l'eventuale  concessione  di  tale 
permesso  all'insorgente  esula  dall'ambito  procedurale  del  caso  di 
specie.

11.2.3 In  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è ragionevolmente esigibile nella fattispecie.

11.3 Non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  83  cpv.  2  LStr).  Infatti,  il 
ricorrente,  usando  della  dovuta  diligenza  potrà  procurarsi  ogni 
documento necessario al rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è 
dunque pure possibile.

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12.
In  considerazione  di  quanto  precede,  anche  in  materia 
d'allontanamento  ed  esecuzione  dell'allontanamento,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione confermata.

13.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dell'insorgente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione Soggiorno (in copia; n. di rif. N [...]; allegato: incarto 

UFM)
- H._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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