# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7f8473cc-3fe0-5086-8fbe-b999e87669e6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-09-02
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 02.09.2003 15.2003.106
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2003-106_2003-09-02.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2003.106

  	
  Lugano

  2 settembre
  2003

  FP/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
   

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina

  

 

 

statuendo sul ricorso 7 luglio 2003 di

 

	
   

  	
   

  patrocinato ____________________ Lugano  

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’

 

	
   

  	
  _CON0 

   

  

 

 

nelle diverse esecuzioni promosse nei confronti del
ricorrente da

 

                                         __________
__________, __________

 

                                         Comune di
__________

                                         rappr. dalla Cassa comunale, __________

 

                                         __________,
Bellinzona

                                         

                                         dr.
__________. __________. __________ __________ AG , Zurigo

 

richiamata l’ordinanza presidenziale 10 luglio 2003
con la quale al ricorso è stato concesso effetto sospensivo                      

 

 

viste le osservazioni

18 luglio 2003 di Comune di __________

28 luglio 2003 dell’UE di __________ 

esaminati atti e documenti

 

ritenuto 

 

 

in fatto:                    A.   Diversi
creditori procedono nei confronti di __________ __________ __________ per
l’incasso dei propri crediti. 

 

 

                                  B.   In
data 26 giugno 2003  l’UE di Lugano allestiva il seguente calcolo del minimo di
esistenza a carico di __________ __________ __________:

 

                                         Introito
debitore                                                      fr.   4’500.--

 

                                         Minimo di
esistenza

                                         minimo
base                                                          fr.   1'100.--

                                         locazione
                                                               fr.      710.--

                                         riscaldamento                                                        fr.       
50.--

                                         pasti
fuori domicilio                                               fr.      220.--

                                         assicurazioni
diverse                                            fr.      200.--

                                         Totale                                                                      fr.   
2'280.--

 

 

                                  C.   Con
ricorso 7 luglio 2003 __________ __________ __________ si aggrava contro tale
calcolo sostenendo che nel minimo di esistenza andrebbero inseriti i seguenti
importi mensili:

                                         fr.833.50
canone di locazione effettivo;

                                         fr.120.--
spese di riscaldamento;

                                         fr.690.--
alimenti per il figlio;

                                         fr.320.90
assicurazione economia domestica;

                                         fr.
276.90 cassa malati;

                                         fr.
225.-- imposte federali, cantonali e comunali.

                                         Egli
chiede inoltre di essere posto al beneficio dell’assistenza     giudiziaria e
del gratuito patrocinio. 

 

 

                                  D.   Delle
osservazioni del Comune di __________ e dell’UE di Lugano si dirà, se del caso,
in seguito.

Considerando 

 

 

in diritto:                  1.   Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le
autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze
determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia
il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112
III 21; 108 III 12; 106 III 13), ritenuto che delle successive modifiche della
situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento
(DTF 108 III 13).

 

                                   2.   Il
ricorrente chiede che nel calcolo del minimo di esistenza vengano inseriti  gli
importi  relativi alle imposte federali, cantonali e comunali, nonché il premio
per l’assicurazione economia domestica.

                                         Perché si
diano privilegi in diritto di determinati creditori occorre un’espressa norma
di legge in tal senso. La giurisprudenza del Tribunale federale ha attenuato il
rigore di questo principio stabilendo che determinati creditori sono
privilegiati di fatto nel senso che, in caso di pignoramento di salario e di
redditi, il debitore è autorizzato ad eseguire interamente le proprie
obbligazioni nei loro confronti: è questo il caso in particolare per il
venditore di generi alimentari, per il fornitore di beni indispensabili alla sopravvivenza
o all’esercizio del lavoro del debitore e per il locatore di locali
indispensabili per l’esercizio dell’attività lucrativa dell’escusso (DTF 112
III 18; Guidicelli/Piccirilli, Il
pignoramento di redditi ex art 93 LEF nella pratica ticinese, Lugano 2002, n.
218, p. 67).

                                         Siffatto
indirizzo giurisprudenziale concretizza l’intento del legislatore di lasciare
all’escusso e alla sua famiglia quanto è assolutamente indispensabile ex art.
92 e 93 LEF per soddisfare i bisogni più elementari.

                                         È di
tutta evidenza che le deduzioni prospettate dal ricorrente per il pagamento
delle imposte e dell’assicurazione economia domestica non possono entrare in
linea di conto per il calcolo del minimo vitale: alla luce dei principi giurisprudenziali
richiamati, nulla giustifica il privilegio che il debitore pretende sia
concesso a tali creditori.

                                         

 

                                   3.   Il
ricorrente pretende il riconoscimento nel minimo vitale degli importi di fr.
690.--  a titolo di alimenti  e fr. 276.90 a titolo di premi della cassa
malati. Orbene ritenuto che possono essere riconosciuti soltanto gli importi
effettivamente pagati ( cfr. DTF 121 III 22 seg.; Guidicelli/Piccirilli, op. cit., n.125, p. 39) e che nel
caso di specie risulta che l’escusso non paga né alimenti, né il premio della
cassa malati __________, essendo quest’ultima tra i creditori pignoranti, non
vi è spazio per ulteriori deduzioni. 

 

                                   4.   È
principio giurisprudenziale e dottrinale indiscusso che le    spese fisse e
correnti connesse all’uso di un’automobile rientrano nel minimo di esistenza
del debitore solo se il veicolo viene dichiarato impignorabile ex art. 92 n. 3
LEF, ossia se il veicolo è necessario al debitore per l’esercizio della sua professione
(cfr. DTF 117 III 22, 104 III 73, 97 III 52; guidicelli/piccirilli, op.cit., n.171 ss.51, p). In concreto
il ricorrente chiede il riconoscimento delle spese connesse con l’utilizzo
della propria autovettura. Orbene tale richiesta non può essere accolta, il
debitore esercitando la propria attività lucrativa a __________ ed abitando
nello stesso Comune. Inoltre egli non dimostra la necessità di disporre di un
veicolo per svolgere la propria attività di cuoco. Abbondanzialmente va pure
rilevato che i costi di un eventuale mezzo pubblico sono ampiamente coperti
dall’importo di fr. 200.--  già riconosciuto dal’UE di __________ alla voce  “
assicurazioni diverse” e che andrebbe decurtata dal minimo vitale non essendo
tale voce di spesa prevista dalla Tabella. Tuttavia in questo caso risulta
applicabile l’art. 22 LPR che sancisce il divieto della reformatio in peius.

 

                                   5.   Il
ricorrente chiede che nel calcolo del minimo vitale venga inserito l’effettivo
canone di locazione. Orbene, va rilevato che l’importo di fr. 710.--
riconosciuto dall’UE di Lugano corrisponde al canone di locazione annuale di
fr. 8'500.-- suddiviso in 12 mensilità. Per quanto attiene le spese di
riscaldamento l’escusso non ha prodotto i documenti comprovanti le spese
sostenute. Di conseguenza il calcolo effettuato dall’Ufficio deve essere
riconfermato, con il rilievo che eventuali mutamenti della situazione economica
e personale del debitore potranno, se del caso, essere oggetto di riesame del
pignoramento.

 

 __________ __________ __________ ha chiesto di
essere ammesso al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito
patrocinio.

                                         Il 30 luglio
2002 è entrata in vigore la Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza
giudiziaria del 3 giugno 2002 (Lag), che disciplina gli istituti del patrocinio
d’ufficio e dell’assistenza giudiziaria nei procedimenti civili, esecutivi,
amministrativi e penali (art. 1 Lag).

                                         Per
l’art. 14 cpv. 2 Lag, l’ammissione al gratuito patrocinio non è concessa se la
persona richiedente è in grado di procedere con atti propri, se la designazione
di un patrocinatore non è necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o
se la causa non presenta difficoltà particolari.

                                         La
necessità oggettiva di un patrocinio è data quando il ricorrente, privo di
nozioni giuridiche adeguate, è colpito in modo rilevante dal provvedimento
impugnato e le questioni di diritto da risolvere sono complesse.

                                         Di
regola, vista anche la massima ufficiale ex art. 19 LPR, un ricorso concernente
il calcolo del minimo vitale di un salariato non necessita di patrocinio (DTF
122 I 10 cons. 2c i.f.; Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.4.1.
ad art. 15a LPR, p. 230 e rif. ivi), l’interessato essendo in grado di
procedere con atti propri, solo che lo voglia. In concreto non sono dunque date
le condizioni per giustificare la concessione dell’assistenza giudiziaria e del
gratuito patrocinio.

 

                                   7.   Il
ricorso di __________ __________ __________ va pertanto respinto

                                         Non si
preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2
lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).     

                                         

 

 

Richiamati gli art. 17 e 93 LEF, 61 e 62 OTLEF

 

 

pronuncia:

 

 

                                   1.   Il
ricorso 7 luglio 2003 di __________ __________ __________, __________, è
respinto.

 

                                   2.   L’istanza 7 luglio 2003 di __________ __________ __________,
__________, volta all’ammissione all’assitenza giudiziaria e al gratuito
patrocinio è respinta.

 

                                   3.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                   4.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

 

 

 

 

 

 

                                   5.   Intimazione
a:

                                         - avv.
__________;

                                         Comunicazione
all’UE di Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il vicepresidente                                                                       Il
segretario