# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2139599f-24b9-5ab7-8035-ee91362d4f9b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-03-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 27.03.1996 52.1995.387
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1995-387_1996-03-27.html

## Full Text

Incarto n.

  52.95.00387

  DP 139/95

  cm

  	
  Lugano

  27 marzo 1996

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  21 maggio 1995 di

 

 

	
   

  	
  __________
  e __________

  rappr.
  da: dott. iur. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 3 maggio 1995 (no. 2490) del Consiglio di Stato, che in
  accoglimento del ricorso 23 settembre 1994 presentato da __________ e
  __________ ha annullato la licenza edilizia in sanatoria 7 settembre 1994
  rilasciata agli insorgenti dal Municipio di __________ nella misura in cui
  non prescrive la rimozione di tutte le opere eseguite nell'autorimessa di cui
  al mapp. no. __________ RFD ad eccezione del collegamento (porta e scale) con
  l'abitazione principale;

  

 

 

viste le risposte:

-    25 maggio 1995 di __________ e
__________;

-    31 maggio 1995 del Consiglio di
Stato;

-    12 giugno
1995 del Dipartimento del territorio;

-    20 giugno
1995 del Municipio di __________;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   In data 19 aprile 1990 il
Municipio di __________ ha rilasciato all'Immobiliare __________ di __________
una "licenza edilizia comunale per lavori di piccola entità", al fine
di costruire un'autorimessa interrata (alta ml 3.43 e con la pianta a forma di
trapezio rettangolo: base maggiore ml 5.45, base minore ml 3.25, lato perpendicolare
ml 8.10, lato obliquo ml 8.40) sul mapp. no. 1889 di proprietà di __________ e
__________, segnatamente sul terreno posto in zona R2 che separa la loro casa
d'abitazione dal confine verso il vicino fondo edificato di __________ e
__________ (part. no. 1790). Quest'ultimi si erano opposti al rilascio del
permesso, paventando che una volta realizzata la costruzione accessoria eretta
a ridosso dell'edificio principale e sul confine della loro proprietà sarebbe
stata adibita a fini abitativi.

 

 

                                  B.   A seguito di una denuncia
sporta dagli stessi vicini, il 14 febbraio 1992 il tecnico comunale di
__________ ha effettuato un sopralluogo constatando che la famiglia __________
aveva effettivamente reso abitabile l'autorimessa, strutturandola internamente,
collegandola con una porta all'edificio principale ed istallandovi dei servizi
igienici ed una lavastoviglie. In loco è stata pure accertata la presenza di un
grande armadio e di un divano.

 

Per porre rimedio alla situazione di abuso, gli interessati
hanno inoltrato al Municipio una domanda di costruzione in sanatoria alla quale
si sono opposti i proprietari della contermine part. 1790.

Ritenendo che la formazione del vano WC-doccia, del deposito
e della porta di accesso all'abitazione con le relative scale non avessero
alterato l'originario carattere accessorio dell'autorimessa, il 2 luglio 1992
l'autorità comunale ha rilasciato agli istanti una licenza in sanatoria
("permesso posteriore per lavori di piccola entità") subordinata alla
seguenti condizioni particolari:

·     
mantenimento di un'altezza minima di ml 2,30 per il vano
WC-doccia;

·     
riduzione a ca. 60 cm della larghezza delle scale di accesso al
PT della casa d'abitazione;

·     
mantenimento, da parte del locale, delle caratteristiche di costruzione
accessoria (autorimessa, deposito, vano per attività hobbistiche) e divieto di
ulteriori modifiche suscettibili di renderlo abitabile.

 

Su ricorso dei vicini __________ il provvedimento è stato
tuttavia annullato dal Consiglio di Stato con giudizio 3 febbraio 1993. Il
Governo, partendo dal presupposto che le condizioni imposte nella licenza non
fossero sufficienti per garantire il carattere accessorio del manufatto, ha
invitato il Municipio ad ordinare la demolizione delle opere eseguite (ad
eccezione del collegamento con l'abitazione), oppure a pretendere l'inoltro di
una domanda di costruzione in sanatoria volta ad ottenere l'autorizzazione di
ampliare la costruzione principale mediante trasformazione del vano garage.

Con scritto 3 marzo 1993 il Municipio di __________ ha quindi
ingiunto a __________ e __________ di provvedere alla rimozione della doccia e
del WC entro un termine di 60 giorni.

 

 

                                  C.   Richiamandosi esplicitamente
alle indicazioni contenute nella sentenza 3 febbraio 1993 del Consiglio di
Stato, in data 17 giugno 1994 la famiglia __________ ha presentato una domanda
di costruzione in sanatoria per "la formazione di un vanetto deposito con
lavabo e di un soppalco sovrastante nel locale accessorio annesso alla casa
d'abitazione".

Sul piano allegato alla domanda, la prima parte del locale
lunga ca. 4.70 ml risultava adibita ad autorimessa, mentre nei retrostanti 3.20
ml figuravano due ripostigli contigui alti ml 2.30, il primo delimitato da un
muretto parallelo all'entrata del garage lungo ml 3.15 e alto 90 cm, il secondo
- dotato di un lavandino - da una parete lunga ml 3.60 eretta ad una distanza
costante di ml 1.50 dal muretto; al di sopra dei due rispostigli era riprodotto
il soppalco, realizzato con la posa di un assito a 98 cm dal soffitto del
garage e raggiungibile con una scaletta a pioli.

A dispetto dell'opposizione sollevata dai vicini __________,
il 7 settembre 1994 il Municipio ha rilasciato ai richiedenti una licenza
edilizia del seguente tenore:

 

...omissis...

1.   L'opposizione
8 agosto 1994 dei signori __________ e __________ è respinta secondo i
considerandi di cui sopra;

2.   I Signori
__________ sono autorizzati ad effettuare gli interventi in sanatoria all'interno
dell'edificio accessorio sul mappale no. 1889, e più precisamente la rimozione
della doccia e del WC, per cui viene riconosciuta la rispettiva destinazione di
autorimessa, ripostiglio e vano deposito come prospettato sul piano approvato;

3.   Condizioni
particolari della licenza:

-   avviso
cantonale 23 agosto 1994 No. 5721 del Dipartimento del Territorio, annessa
lettera 23 agosto 1994 della Sezione pianificazione urbanistica, Servizio
contenzioso e decisione 2 agosto 1994 del Dipartimento delle istituzioni per
l'esonero dalla costruzione del rifugio, che sono parte integrante della
presente licenza

-   nell'ambito
dell'intervento sanatorio, dovranno pure essere eliminati le prese della
corrente elettrica di forte voltaggio nonché gli scarichi e gli attacchi (rubinetteria)
dell'impianto doccia e WC.

  ...omissis...

 

 

                                  D.   Adito da __________ e
__________, con giudizio 3 maggio 1995 l'Esecutivo cantonale ha annullato la
suddetta decisione "nella misura in cui essa non prescrive la rimozione di
tutte le opere eseguite nell'autorimessa di cui al mapp. no. __________ RFD, ad
eccezione del collegamento (porta e scala) con l'abitazione principale già
autorizzato con risoluzione 3 febbraio 1993 no. 698 del Consiglio di Stato
della Repubblica e Cantone del Ticino".

Narrati i fatti ed esposte le argomentazioni addotte dalle
parti in causa, l'autorità di ricorso di prime cure ha evocato innanzi tutto le
risultanze istruttorie, ricordando che in sede di sopralluogo il garage è
apparso lussuosamente rifinito e caratterizzato come un locale abitabile.

In diritto, il Governo ha constatato in sostanza come il
Municipio avesse emanato una decisione ibrida disattendendo le indicazioni
fornitegli nella sentenza del 3 febbraio 1993; in effetti, la risoluzione
dedotta in giudizio autorizzava (!) la rimozione della doccia/WC, imponeva
l'eliminazione delle prese della corrente elettrica di forte voltaggio e nel
contempo ratificava implicitamente gli altri interventi effettuati in modo
abusivo all'interno dell'autorimessa. Così facendo - ha soggiunto il Consiglio
di Stato - l'esecutivo comunale ha avallato uno stato di fatto del tutto insoddisfacente
dal punto di vista della sicurezza del diritto, poiché in concreto sussiste il
pericolo che gli spazi creati nel garage vengano adibiti a locali abitativi non
ammessi; la costruzione verrebbe a perdere le caratteristiche di abitabilità
che attualmente la contraddistinguono solo eliminando taluni agi quali le finestre
facenti parte del portale dell'autorimessa.

 

 

                                  E.   Avverso la predetta
pronunzia governativa __________ e __________ insorgono innanzi al Tribunale
cantonale amministrativo postulandone l'annullamento.

I ricorrenti sottolineano che la rilevata violazione del
diritto materiale non si è prodotta direttamente attraverso l'edificazione di
un'opera abusiva specifica, bensì tramite diverse modifiche che, prese tutte
insieme, possono condurre ad un cambiamento di destinazione (locale abitativo),
il quale, facendo perdere la caratteristica di accessorietà al manufatto, lo
pone in contrasto con le norme del PR in tema di distanze dal confine. A rigore
di buon senso ed in ossequio al principio della proporzionalità, per ricondurre
la situazione ad una conformità al diritto basterebbe rettificare l'opera
abusiva nella sua espressione d'insieme e quindi demolire tutti quegli elementi
senza i quali il locale perderebbe le caratteristiche abitative e recupererebbe
quelle di accessorio.

In breve, a mente degli insorgenti la demolizione di tutte le
opere realizzate all'interno dell'autorimessa non si giustificherebbe. Per
sanare la situazione e far sì che il garage riacquisti e mantenga il carattere
di costruzione accessoria basterebbe tutt'al più apporre ulteriori condizioni
alla licenza edilizia 7 settembre 1994 rilasciata dal Municipio di __________;
in via subordinata i ricorrenti chiedono pertanto che gli atti vengano
retrocessi all'esecutivo comunale affinché si pronunci nuovamente sulla domanda
in sanatoria e rilasci una nuova licenza edilizia assortita delle condizioni
necessarie per ridare al manufatto le caratteristiche di un accessorio.

 

 

                                  F.   All'accoglimento del ricorso
si oppone il Consiglio di Stato, che postula la conferma della decisione
impugnata senza formulare particolari osservazioni.

Ad identica conclusione pervengono __________ e __________, i
quali contestano partitamente le tesi degli insorgenti con argomentazioni
essenzialmente identiche a quelle addotte nelle precedenti procedure; i
resistenti ritengono in particolare che avendo agito in mala fede __________ ed
__________ non possono appellarsi al principio della proporzionalità e che la
sicurezza del diritto può essere salvaguardata solo imponendo la demolizione di
tutte le opere abusive edificate all'interno del garage.

Il Dipartimento del territorio - vista la natura del
contenzioso - si esime dal prendere posizione, mentre il Municipio di
__________ si rimette implicitamente al giudizio di questo Tribunale.

 

 

                                  G.   In fase istruttoria il
Tribunale ha acquisito d'ufficio agli atti il progetto relativo all'edificazione
dell'autorimessa ed i piani in base ai quali il Municipio ha rilasciato la licenza
edilizia 2 luglio 1992. Dall'esame di quest'ultimi e delle fotografie scattate
dal Consiglio di Stato durante il sopralluogo del 21 marzo 1995 si può desumere
che il progetto allegato alla domanda di costruzione 17 giugno 1994 non
riproduce l'effettiva situazione odierna; in particolare, la soletta in legno
posata per creare il soppalco si trova attualmente ad una distanza di 168 cm
dal tetto dell'autorimessa (in altezza lo spazio realmente a disposizione è
dunque di 153 cm).

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo a statuire in merito all'impugnativa si fonda sull'art.
21 cpv. 1 LE.

La legittimazione a ricorrere di __________ ed __________ è
pacificamente data dall'art. 21 cpv. 2 LE.

Il gravame, tempestivo e correttamente formulato (art. 46
LPamm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli
atti, integrati dalle risultanze degli accertamenti esperiti nel corso
dell'istruttoria (art. 18 cpv. 1 LPamm).

 

 

                                   2.   La vertenza, a non averne
dubbio, trae sostanzialmente origine dagli abusi edilizi che __________ e
__________ hanno consapevolmente e volontariamente commesso nell'intento di
rendere abitabile il garage annesso alla loro casa d'abitazione.

La presente procedura, come tale, scaturisce invero anche dal
contenuto fuorviante della sentenza 3 febbraio 1993 del Consiglio di Stato,
segnatamente dalle direttive vincolanti che l'autorità di ricorso di prime cure
ha voluto impartire alle parti per regolamentare la possibile prosecuzione del
contenzioso. In effetti, con quel giudizio il Governo ha in pratica annullato
il permesso in sanatoria 2 luglio 1992 rilasciato agli attuali ricorrenti
invitando il Municipio ad ordinare la demolizione delle opere eseguite (ad
eccezione del collegamento con l'abitazione), oppure a pretendere l'inoltro di
una domanda di costruzione in sanatoria volta ad ottenere l'autorizzazione di
ampliare la costruzione principale mediante trasformazione del vano garage. In
realtà, quest'ultima strada non era assolutamente percorribile con successo.
Avendo eretto l'autorimessa al limite della proprietà, la famiglia __________
non avrebbe mai potuto conseguire il permesso di trasformarla in costruzione
principale, poiché nella zona R2 di __________ questo genere di fabbricati deve
osservare una distanza minima dal confine di ml 3 (cfr. art. 36 e 39 NAPR 1975,
così come la deroga di cui all'art. 23 subordinata tuttavia al consenso del
vicino). Il garage avrebbe rispettato le distanze imposte dal PR unicamente
riacquistando le caratteristiche di una costruzione accessoria (cfr. art. 17
NAPR 1975, il quale consentiva appunto l'edificazione degli accessori a confine).

Ne consegue che già allora l'unica alternativa al diniego del
permesso in sanatoria ed alla demolizione delle opere abusive sarebbe stata la
conferma della licenza edilizia assortita di condizioni destinate a ricondurre
il garage entro i limiti di una costruzione accessoria. A ben guardare, la
procedura che ha portato i ricorrenti ad adire questo Tribunale costituisce
quindi un inutile doppione dell'iter sanatorio iniziatosi con l'inoltro della
domanda di costruzione 12 marzo 1992 e conclusosi con la sentenza resa il 3
febbraio 1993 dal Consiglio di Stato.

 

 

                                   3.   Allorquando il Municipio di
__________ ha esaminato la domanda di costruzione 17 giugno 1994 erano ancora
in vigore le vecchie NAPR del 1975, attualmente sostituite dalle NAPR che il
Consiglio di Stato ha approvato il 20 dicembre 1994. Ai fini del presente
giudizio lo scrivente Tribunale applicherà le NAPR 1994, ovvero il diritto vigente
al momento dell'emanazione dell'impugnata decisione governativa (RDAT II-1994
N. 22) che in tema di costruzioni accessorie non apporta comunque modifiche di
rilievo rispetto alla normativa previgente.

 

Giusta l'art. 18 NAPR 1994 di __________:

 

"Per costruzioni a carattere accessorio si intendono
tutte quelle che non sono destinate ad abitazione o al lavoro, ma sono al
servizio di una casa d'abitazione e non abbiano una funzione industriale,
artigianale o commerciale.

L'altezza misurata dal terreno sistemato alla gronda non
deve superare i m. 3.00 rispettivamente m. 4.00 al colmo. Esse possono sorgere
a confine, se senza aperture, o a m. 1.50 se con aperture.

In ogni caso devono rispettare le seguenti distanze verso
edifici principali sui fondi contigui:

-    a
confine o a m. 3.00 da edifici esistenti senza aperture;

-    m.
4.00 da edifici esistenti con aperture.

La trasformazione di una costruzione accessoria in
costruzione principale è vincolata al rispetto di tutte disposizioni di PR.

Costruzioni accessorie fuori terra devono di regola avere
il tetto a falde con materiale di copertura conforme alle prescrizioni di zona,
qualora esso non abbia funzione di posteggio.

La costruzione accessoria non sotterranea entra nel
computo della superficie edificata."

 

La norma in questione, analoga a quelle riscontrabili in
altri ordinamenti edilizi comunali, riprende i concetti sviluppati dalla giurisprudenza
in relazione a questo genere di manufatti (RDAT 1985 N. 61, 1978 N. 52),
sottolineando in particolare i requisiti che le costruzioni accessorie sono
tenute a rispettare dal profilo della loro destinazione e delle loro dimensioni
per essere considerate tali e sorgere di conseguenza ad una distanza dal
confine inferiore a quella prescritta per gli edifici principali (STA
27.11.1992 in re F.).

Le NAPR di __________ non precludono alle costruzioni accessorie
la possibilità di sorgere in contiguità con edifici principali; esigono
tuttavia che la costruzione accessoria si distingua dalla costruzione
principale, sia dal profilo funzionale sia dal profilo
architettonico-strutturale.

Dal profilo funzionale, la costruzione accessoria deve porsi
in un rapporto di subordinazione rispetto alla costruzione principale. Essa
deve soltanto servire quest'ultima, senza perseguire finalità autonome ed
indipendenti. La sua funzione deve insomma essere di natura secondaria e complementare
rispetto all'attività esercitata nella costruzione al cui servizio è posta
(RDAT 1986 N. 39). Se l'edificio principale è utilizzato a fini abitativi, è
escluso che la costruzione accessoria possa essere destinata anche solo in
parte a quella funzione.

Dal profilo strutturale, la costruzione accessoria deve
offrire l'immagine della destinazione complementare: non deve cioè presentare
le stesse caratteristiche (rifiniture, porte, finestre, ecc.) di una
costruzione utilizzata o utilizzabile per l'abitazione, il lavoro o il
commercio. Se viene edificato in contiguità, il manufatto accessorio dev'essere
chiaramente distinguibile, dal lato architettonico, dall'opera principale: tra
le due costruzioni non devono in particolare esistere porte comunicanti
(Scolari, Appunti di diritto amministrativo nel Cantone Ticino, p. 26).

 

 

                                   4.   Nel caso in esame, appare
evidente come __________ e __________ si siano notevolmente distanziati dal
progetto primitivo relativo all'edificazione della loro autorimessa. La costruzione,
prevista all'origine come corpo vuoto e senza connessioni con l'abitazione, è
stata in realtà strutturata internamente, collegata al PT dell'edificio
principale mediante l'apertura di una porta e dotata di servizi igienici.
Grazie ad una trasformazione incisiva realizzata con materiali e rifiniture di
pregio (rivestimento del pavimento in piastrelle del medesimo tipo della casa
d'abitazione comunicante; porta d'entrata in legno massiccio con corpo luce
alle estremità; scala d'accesso al soppalco in legno identico a quello della
scala d'accesso all'abitazione; attacco e scarico dell'acqua, prese per la
corrente, parziale rivestimento in piastrelle delle pareti e perlinatura del
soffitto nel sottopalco; WC, lavandino, impianto doccia e di ventilazione,
pavimento e pareti rivestiti in piastrelle nel vano retrostante) il garage è stato
insomma convertito abusivamente in spazio abitabile perdendo qualsiasi connotazione
di costruzione accessoria.

 

Accertata la natura e l'ampiezza degli abusi posti in essere
dai ricorrenti, resta da esaminare se le violazioni in discussione non possano
essere sanate mediante il rilascio di un permesso a posteriori assortito di
precise condizioni che consentano al garage di riacquistare definitivamente le
caratteristiche di una costruzione accessoria.

Lo scopo divisato non verrebbe certamente raggiunto con gli interventi
oggetto della domanda di costruzione 17 giugno 1993 presentata dai ricorrenti.
In effetti, la rimozione di alcuni apparecchi sanitari (doccia/WC) e l'innalzamento
di 55 cm della soletta in legno posata per la creazione del soppalco non
bastano a far perdere all'autorimessa le prerogative abitative ch'essa attualmente
possiede; tanto meno servono a scongiurare il pericolo di future elusioni della
legge, vista la polivalenza delle lussuose strutture che resterebbero
all'interno del manufatto.

Per ovviare allo stato d'incertezza sulla reale destinazione
complementare dei vani ricavati nell'autorimessa occorrono ulteriori
provvedimenti, segnatamente:

-    l'eliminazione
delle prese di corrente a forte voltaggio;

-    l'asportazione
degli scarichi e degli attacchi dell'impianto doccia e WC;

-    la
sigillatura dell'impianto di aerazione;

-    la
chiusura di tutte le vetrate del portale d'accesso all'autorimessa.

Inoltre, visto che dal profilo architettonico l'autorimessa è
stata completamente integrata nella contigua casa d'abitazione in modo tale da
non poterla neppure distinguere chiaramente dal corpo principale (cfr.
fotografie e piani agli atti), è indispensabile che venga soppresso il
collegamento diretto tra garage e abitazione.

Una volta realizzati questi interventi, l'autorimessa avrà
riacquistato integralmente le caratteristiche di costruzione accessoria che le
hanno consentito di sorgere a confine.

 

In conclusione, la licenza edilizia in sanatoria 7 settembre
1994 rilasciata agli insorgenti dal Municipio di __________ può essere
confermata alle seguenti (ulteriori) condizioni:

-    sigillatura
dell'impianto di aerazione;

-    chiusura
di tutte le vetrate del portale d'accesso all'autorimessa;

-    muratura
della porta di collegamento tra l'autorimessa e la casa d'abitazione.

 

Resta inteso che se i ricorrenti dovessero rinunciare alla
licenza od omettere di porre interamente in esecuzione gli interventi
contemplati nel permesso, il Municipio dovrà intervenire emanando un ordine di
ripristino totale, ovvero la demolizione di tutte le opere eseguite
abusivamente nel garage.

 

 

                                   5.   Ferme queste premesse, il
ricorso va parzialmente accolto, annullando il giudizio impugnato e ripristinando
la licenza edilizia alle condizioni illustrate al considerando precedente.

Dato che la procedura è nata a causa delle fuorvianti
indicazioni contenute nel giudizio 3 febbraio 1993 del Consiglio di Stato, il
Tribunale rinuncia al prelievo di spese e tassa di giudizio.

Le ripetibili si ritengono invece compensate.

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 21 LE; 18 NAPR di __________; 3, 18, 28 e 31 LPamm,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è parzialmente
accolto.

§.  Di conseguenza:

1.1.   la decisione 3 maggio 1995 (no.
2490) del Consiglio di Stato è annullata;

1.2.   la licenza edilizia 7 settembre
1994 rilasciata dal Municipio di __________ ai ricorrenti è confermata alle seguenti,
ulteriori condizioni:

a)    sigillatura
dell'impianto di aerazione;

b)    chiusura
di tutte le vetrate del portale d'accesso all'autorimessa;

c)    muratura
della porta di collegamento tra l'autorimessa e la casa d'abitazione.

 

                                   2.   Non si prelevano spese, né
tassa di giustizia.

                                         Si danno per compensate le
ripetibili.

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario