# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3bc12a83-0f95-53e1-8923-de4dc95f3073
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-01-17
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 17.01.2022 D-6957/2018
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6957-2018_2022-01-17.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6957/2018 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 7  g e n n a i o  2 0 2 2  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Gabriela Freihofer, Daniela Brüschweiler,  

cancelliere Jesse Joseph Erard. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), alias 

B._______, nata il (…), alias 

C._______, nata il (…), con i figli 

D._______, nato il (…), alias 

E._______, nato il (…), alias 

F._______, nato il (…), 

G._______, nata il (…), alias 

H._______, nata il (…), alias  

I._______, nata il (…), 

J._______, nato il (…), 

Siria,  

(…),   

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (senza esecuzione dell'allontanamento); 

decisione della SEM del 7 novembre 2018 / N (…). 

 

D-6957/2018 

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Fatti: 

A.  

A._______, cittadina siriana di etnia curda e confessione sunnita, ha depo-

sitato, insieme ai figli, una domanda d’asilo in Svizzera il (…) novembre 

2017. 

B.  

B.a L’interessata è stata sentita il (…) novembre 2017 nell’ambito di un’au-

dizione sulle generalità (cfr. atto SEM A9/16 [di seguito: verbale 1]) e il 17 

ottobre 2018 più approfonditamente sui motivi d’asilo (cfr. atto SEM A25/15 

[di seguito: verbale 2]).  

B.b In sostanza e per quanto è qui di rilievo, A._______ ha riferito di un 

primo espatrio avvenuto nel (…) e dettato dallo scoppio della guerra civile 

siriana (cfr. verbale 2, pag. 4, D27). L’interessata ha poi spiegato che a 

seguito del decesso del padre, avrebbe fatto ritorno nel Paese d’origine – 

con i figli al seguito ma dividendosi dal marito – per stabilirsi nella capitale 

a partire dal mese di novembre del (…). Durante il soggiorno ad Aleppo, la 

richiedente avrebbe integrato un’associazione femminile denominata 

“(…)”, partecipando ripetutamente a riunioni ed attività organizzate in seno 

alla stessa. Sennonché, venute a conoscenza delle rispettive identità, le 

autorità siriane avrebbero posto le partecipanti del gruppo nel collimatore, 

finanche disponendone la ricerca e ordinando irruzioni presso i loro domi-

cili. Allertata da un’amica circa l’incombente pericolo, A._______ sarebbe 

quindi fuggita dalla città, trovando riparo ad Afrin. Nondimeno, la presenza 

del “Partîya Karkerén Kurdîstan” (PKK) in loco, così come quella di abitanti 

in combutta con il regime, avrebbe spinto la richiedente a lasciare definiti-

vamente il Paese nell’estate del (…) per rifugiarsi in Turchia. Quivi avrebbe 

ottenuto dall’ambasciata svizzera i visti necessari per raggiungere – con i 

figli – il marito K._______, nel frattempo installatosi sul territorio elvetico e 

a beneficio di un’ammissione provvisoria a seguito di una procedura d’asilo 

separata (cfr. incarto SEM rubricato allo stesso numero di ruolo). 

B.c Onde avvalorare la propria versione dei fatti, A._______ ha versato 

agli atti la sua carta d’identità siriana in originale, oltre a quella del marito 

(cfr. atto SEM A22).  

C.  

Il 20 settembre 2018, A._______ ha dato alla luce il figlio J._______.  

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Pagina 3 

D.  

Con decisione del 7 novembre 2018, notificata il giorno seguente (cfr. atto 

SEM A33/1), la Segreteria della migrazione (di seguito: SEM) non ha rico-

nosciuto la qualità di rifugiato ai richiedenti ed ha respinto la loro domanda 

d’asilo pronunciando nel contempo il loro allontanamento dalla Svizzera. 

L’autorità di prima istanza ha tuttavia ritenuto inesigibile l’esecuzione di 

detto provvedimento, da cui la contestuale ammissione provvisoria.  

E.  

Il 7 dicembre 2018 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d’entrata: 10 

dicembre 2018), gli interessati sono insorti contro suddetta decisione di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), conclu-

dendo all’annullamento della decisione impugnata, al riconoscimento della 

qualità di rifugiato, nonché alla concessione dell’asilo. Sussidiariamente, 

gli interessati hanno postulato il rinvio degli atti alla SEM per una nuova 

valutazione in merito alla sussistenza della qualità di rifugiato. Gli insorgenti 

hanno altresì presentato istanza di concessione dell’assistenza giudiziaria, 

nel senso dell’esenzione dal pagamento anticipato delle spese di giudizio, 

il tutto con protesta di spese e ripetibili. 

A sostegno del gravame, i ricorrenti hanno prodotto un asserito mandato di 

arresto, redatto in lingua straniera, con il quale la polizia siriana avrebbe 

disposto le ricerche di A._______.  

F.  

Con uno scritto aggiuntivo di data 18 gennaio 2019 (cfr. timbro del plico 

raccomandato; data d’entrata: 21 gennaio 2019), i ricorrenti hanno rimesso 

al Tribunale la traduzione in lingua italiana del mezzo di prova allegato al 

gravame in lingua straniera. Facendo fede a quest’ultima trasposizione, si 

tratterebbe di una sentenza emanata dal tribunale islamico di L._______ il 

(…), autorità che avrebbe condannato A._______ a sette anni di lavori for-

zati in ragione della sua partecipazione a partiti politici non autorizzati e a 

manifestazioni illecite. 

G.  

Con uno scritto indirizzato all’attenzione dell’autorità di prima istanza e ri-

cevuto da quest’ultima in data 26 agosto 2019, gli interessati hanno versato 

agli atti ulteriore documentazione così composta:  

– comunicazione di nascita del 23 agosto 2019, emessa dal Servizio 

circondariale dello stato civile di M._______, e concernente 

J._______;  

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– quattro “ricevute della messa al sicuro di documenti a destinazione 

della Segreteria di Stato della migrazione” per mezzo delle quali la 

SEM, in applicazione dell’art. 10 cpv. 2 LAsi, ha messo al sicuro l’atto 

di nascita di K._______, l’atto di matrimonio fra K._______ e 

A._______, l’estratto del registro di famiglia dei richiedenti, l’atto di 

nascita di A._______, l’atto di nascita di F._______ e l’atto di nascita 

di G._______. 

H.  

In data 5 giugno 2020 e 12 agosto 2020, il Tribunale ha richiesto al servizio 

preposto (Forensisches Institut Zürich) di esprimersi in merito all’autenticità 

del mezzo di prova prodotto in sede ricorsuale. Le risultanze peritali sono 

poi state messe a disposizione dei ricorrenti, i quali hanno colto l’occasione 

– rispettivamente con scritti del 22 luglio 2020 e dell’11 settembre 2020 – 

per pronunciarsi in merito, ribadendo l’autenticità del documento accluso 

al gravame. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza.  

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi). 

La presente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. Disposizioni 

transitorie della modifica del 25 settembre 2015 cpv. 1). 

Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano un inte-

resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto sono legittimati ad aggravarsi contro di 

essa. 

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I requisiti relativi ai termini di ricorso (vecchio art. 108 cpv. 1 LAsi), alla 

forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

3.  

Preliminarmente, il Tribunale osserva che essendo stati i ricorrenti posti al 

beneficio dell’ammissione provvisoria per inesigibilità dell’esecuzione 

dell’allontanamento e non avendo gli stessi censurato la pronuncia dell’al-

lontanamento, oggetto del litigio in questa sede risulta pertanto essere 

esclusivamente la decisione riguardante il rifiuto della loro domanda d’asilo 

ed il mancato riconoscimento della qualità di rifugiato. 

4.  

La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposizioni 

della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto accor-

dati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso 

include il diritto di risiedere in Svizzera.  

Sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore d’essere esposte a tali pregiudizi. 

Sono pregiudizi seri segnatamente l’esposizione a pericolo della vita, 

dell’integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una 

pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Inoltre, occorre tenere 

conto dei motivi di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 in 

fine LAsi). 

5.  

5.1 Nella decisione avversata, la SEM ha ritenuto che le dichiarazioni di 

A._______ circa le relazioni intrecciate con l’associazione “(…)” non sod-

disferebbero le condizioni di verosimiglianza previste all’art. 7 LAsi, giac-

ché inconsistenti e finanche tardive. 

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5.1.1 Anzitutto, a mente dell’autorità inferiore, A._______ avrebbe fornito 

una descrizione approssimativa dell’attività e dell’orientamento politico 

dell’associazione, così come delle riunioni organizzate e degli individui che 

vi avrebbero partecipato. Vieppiù, dal suo narrato non sarebbe possibile 

desumere un timore di essere esposta a persecuzioni da parte delle auto-

rità siriane. Difatti, al di là del suo effettivo coinvolgimento nelle attività del 

gruppo, l’asserzione secondo cui una delle astanti avrebbe trasmesso alle 

autorità statali gli identificativi delle associate – ivi compreso quello dell’in-

sorgente – non sarebbe sostanziata da indizi tangibili, ritenuto che questa 

sarebbe riconducibile al solo avvertimento formulato da una conoscente. 

Analogamente, l’allegazione ai sensi della quale le autorità siriane avreb-

bero condotto ricerche presso il suo domicilio, riposerebbe esclusivamente 

sulle testimonianze dei vicini. Invero, la richiedente non avrebbe saputo 

fornire alcun tipo di dettaglio o informazione inerente l’avviso governativo 

che sarebbe stato emesso nei suoi confronti. Del resto, l’interessata si sa-

rebbe astenuta dall’investigare maggiormente la questione e comprendere 

così con maggior precisione le intenzioni dello Stato siriano nei suoi con-

fronti. 

5.1.2 A ciò, si aggiungerebbe il fatto che, pur avendo avuto modo di esporre 

il proprio racconto già durante l’audizione sulle generalità, la ricorrente 

avrebbe riferito di essere stata ricercata dalle autorità unicamente nel corso 

dell’audizione sui motivi d’asilo. A mente dell’autorità inferiore, tale aspetto 

sarebbe quindi stato addotto tardivamente, tanto più se considerato che 

quando confrontata sul punto, la richiedente si sarebbe limitata a giustifi-

carsi facendo capo ad una dimenticanza e al fatto che durante il primo col-

loquio sarebbe stata intimorita. 

5.1.3 Conseguentemente, l’autorità di prima istanza ha ritenuto inverosi-

mile l’esposto di A._______ e non ha riconosciuto la qualità di rifugiato, 

respingendone la domanda d’asilo. 

5.2 Con il ricorso, richiamati sommariamente i fatti esposti in corso di pro-

cedura, gli insorgenti avversano le valutazioni della SEM.  

5.2.1 In primo luogo, A._______ avrebbe sufficientemente sostanziato le 

proprie allegazioni. Difatti – benché gli interessati riconoscano ch’ella 

avrebbe potuto dilungarsi maggiormente su alcuni aspetti di poco conto 

(cfr. memoriale ricorsuale, pag. 3, punto 3) – l’esposto presentato da 

quest’ultima ossequierebbe i disposti di cui all’art. 7 LAsi, avendo in parti-

colare dettagliato le informazioni concernenti le attività e la connotazione 

politica dell’associazione in parola (cfr. memoriale ricorsuale, pag. 3, punto 

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3). D’altra parte, conto tenuto del contesto socioculturale siriano – partico-

larmente ostile alla libertà di espressione delle donne – il solo fatto ch’ella 

abbia una vaga idea dell’attività esposta comproverebbe un coinvolgi-

mento personale e quindi la veridicità di quanto narrato. L’attendibilità del 

suo narrato sarebbe peraltro comprovata dal nuovo mezzo di prova ac-

cluso al gravame, consistente in un’asserita sentenza emanata dal tribu-

nale islamico di L._______ l’(…), autorità che avrebbe condannato 

A._______ a sette anni di lavori forzati in ragione della sua partecipazione 

a partiti politici non autorizzati e a manifestazioni illecite (cfr. supra con-

sid. F).  

In sunto, a mente degli insorgenti le contestazioni mosse dall’autorità infe-

riore nel provvedimento sindacato non parrebbero sufficienti ad inficiare la 

verosimiglianza di quanto raccontato da A._______ (cfr. memoriale ricor-

suale, pag. 4, punto 5). 

5.2.2 Nel prosieguo della loro disamina, gli insorgenti avversano l’argo-

mentazione della SEM ai sensi della quale parte delle allegazioni sareb-

bero state addotte tardivamente. In effetti, come a loro dire peraltro già 

spiegato nel corso dell’audizione sui motivi d’asilo, tale mancanza sarebbe 

riconducibile all’emotività della richiedente durante l’audizione sulle gene-

ralità, nonché al fatto che il primo colloquio fosse natura breve (cfr. memo-

riale ricorsuale pag. 3, punto 4). 

6.  

6.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. 

Esso include il diritto di risiedere in Svizzera. Giusta l’art. 3 cpv. 1 LAsi, 

sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza, sono 

esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, 

appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni poli-

tiche, ovvero hanno fondato timore d’essere esposte a tali pregiudizi. Sono 

pregiudizi seri segnatamente l’esposizione a pericolo della vita, dell’inte-

grità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione 

psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). 

6.2 Il fondato timore di esposizione a seri pregiudizi, come stabilito all’art. 3 

LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto 

con la situazione reale, e un elemento soggettivo. Sarà quindi riconosciuto 

come rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi 

(elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) d’essere esposto, in 

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tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, ad una persecuzione 

(cfr. DTAF 2011/51 consid. 6.2 e 2010/57 consid. 2.5). Sul piano sogget-

tivo, deve essere tenuto conto degli antecedenti dell’interessato, segnata-

mente dell’esistenza di persecuzioni anteriori, nonché della sua apparte-

nenza ad una razza, ad un gruppo religioso, sociale o politico, che lo 

espongono maggiormente ad un fondato timore di future persecuzioni. In-

fatti, colui che è già stato vittima di persecuzione ha dei motivi oggettivi di 

avere un timore (soggettivo) di nuove persecuzioni più fondato di colui che 

ne è l’oggetto per la prima volta (DTAF 2010/57 consid. 2.5 e relativi riferi-

menti). Sul piano oggettivo, tale timore deve essere fondato su indizi con-

creti e sufficienti che facciano apparire, in un futuro prossimo e secondo 

un’alta probabilità, l’avvento di seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LAsi. Non 

sono sufficienti, quindi, indizi che indicano minacce di persecuzioni ipoteti-

che che potrebbero prodursi in un futuro più o meno lontano (cfr. DTAF 

2010/57 consid. 2.5 e relativi riferimenti).  

7.  

A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare o per 

lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di rifugiato 

è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità preponde-

rante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le allegazioni che 

su punti importanti sono troppo poco fondate o contradditorie non corri-

spondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi 

o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). 

È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l’asilo siano suffi-

cientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; in questo senso di-

chiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

o all’esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi-

mili ai sensi dell’art. 7 LAsi. Occorre altresì che il richiedente stesso appaia 

come una persona attendibile, ossia degna di essere creduta. Questa qua-

lità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue allegazioni su mezzi 

di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti o li 

espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di procedura ritratta 

dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, ne introduce tardi-

vamente di nuove, dimostra scarso interesse nella procedura oppure nega 

la necessaria collaborazione. Infine, non è indispensabile che le allegazioni 

del richiedente l’asilo siano sostenute da prove rigorose; al contrario, è suf-

ficiente che l’autorità giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi circa 

alcune affermazioni, sia persuasa che, complessivamente, tale versione 

dei fatti sia in preponderanza veritiera. Il giudizio sulla verosimiglianza non 

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deve infatti ridursi a una mera verifica della plausibilità del contenuto di ogni 

singola allegazione, bensì dev’essere il frutto di una ponderazione tra gli 

elementi essenziali a favore e contrari ad essa; decisivo sarà dunque de-

terminare, da un punto di vista oggettivo, quali fra questi risultino prepon-

deranti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e giurisprudenza ivi 

citata). 

8.  

8.1 Ora, a mente di questo Tribunale, occorre ammettere che il resoconto 

fornito da A._______ non ossequia effettivamente le condizioni di verosi-

miglianza ai sensi dell’art. 7 LAsi. 

8.2 In primo luogo, non stupisce che l’autorità inferiore abbia considerato 

inconsistenti e superficiali le dichiarazioni di A._______ dal momento che 

nell’esporre i propri motivi d’asilo, quest’ultima ha fornito un narrato assai 

scarno e vago. È in particolare il caso per quanto concerne l’allegazione 

secondo cui una delle partecipanti alle riunioni dell’associazione “(…)” 

avrebbe rimesso al regime siriano informazioni concernenti le altre compo-

nenti del gruppo. Nel riferire di tale aspetto, la richiedente non ha infatti 

fornito dettagli di sorta, limitandosi ad asserire che “Quando facevamo le 

riunioni, c’era una donna che faceva delle foto e le passava dall’altra parte. 

Per questo tutti quelli dell’associazioni hanno detto che eravamo in peri-

colo, per queste informazioni trasmesse da questa donna” (cfr. verbale 2, 

pag. 5, D31). Anche quando sollecitata dagli ulteriori quesiti della funziona-

ria interrogante, l’interessata è rimasta vaga, dacché ha dichiarato “Era una 

donna di nome Duaà, non la conoscevo bene. Le altre signore dicevano 

che era stata lei a passare queste informazioni e le foto dall’altra parte” (cfr. 

verbale 2, pag. 8, D62), “Dicevano che questa signora aveva passato tutte 

le informazioni di cui si parlava lì e ci dicevano di non divulgarle. Invece lei 

le ha divulgate, ma non sappiamo per quale motivo, se aveva magari qual-

cuno che voleva far rilasciare” (cfr. verbale 2, pag. 8, D63) oltre che “Lei 

spesso chiedeva i numeri di telefono di chi era lì o faceva delle foto e ha 

passato queste informazioni, diceva chi c’era a quella riunione quel giorno. 

Dava queste informazioni” (cfr. verbale 2, pag. 8, D64).  

Oltracciò, è doveroso evidenziare che l’insieme del racconto relativo alle 

traversie ingenerate dalla collaborazione con la menzionata organizza-

zione, risulta esclusivamente ancorato a fattualità a loro volta riferite a 

A._______ (cfr. verbale 2, pag. 8, D62 e D66; pag. 9, D69 e segg.). Così, 

alla luce delle considerazioni che precedono e conto tenuto del fatto che il 

solo apprendere da terzi d’essere oggetto di ricerche, minacce o intimida-

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Pagina 10 

zioni, non permette ad esso solo di ammetterne la loro esistenza e di de-

durne un rischio di persecuzioni future ex art. 3 LAsi (cfr. sentenze del Tri-

bunale D-3586/2020 del 7 dicembre 2020 consid. 8.2 e D-5905/2018 del 

17 gennaio 2020 consid. 5.4), il resoconto di A._______ può essere quali-

ficato come privo di caratteristiche qualitative intrinseche tipiche delle espe-

rienze vissute in prima persona. 

8.3 Proseguendo nella disamina, il Tribunale rileva che le considerazioni 

che precedono non mutano neppure esaminando il documento allegato al 

ricorso, consistente in un’asserita sentenza emessa dal tribunale islamico 

di L._______. In proposito, v’è anzitutto da osservare che la traduzione 

dell’atto in parola recita segnatamente “Timbri e marca da bollo apposti sul 

documento originale archiviato nei nostri registri dopo la notifica” (cfr. atto 

del Tribunale n. 3). Ne discenderebbe dunque, secondo il senso e come 

anche ipotizzato dai ricorrenti negli scritti del 22 luglio 2020 e dell’11 set-

tembre 2020, che l’esemplare originale della sentenza sia conservato negli 

archivi del tribunale islamico di L._______, mentre lo scritto rimesso al Tri-

bunale, sia una copia autenticata per mezzo di timbri e firme. 

Le conclusioni alle quali è giunto il (…) nell’ambito della perizia allestita il 

13 agosto 2020, hanno però attestato che: "Zwei der «Stempelabdrücke» 

– debitamente perimetrati in rosso e riconducibili al summenzionato stralcio 

di traduzione (cfr. atto del Tribunale n. 12) – wurden mit einem kon-

stengüstigen und leicht erhältlichen Drucksystem (Injekt) hergestellt (siehe 

Beilage) und nicht wie zu erwarten mit einem Stempelwerkzeug produziert. 

Dieser Umstand lässt offen, ob es sich hierbei um eine beglaubigte Kopie 

oder um eine Fälschung handelt". Dalle risultanze peritali emerge pertanto 

come gli elementi intrinsechi al documento cartaceo, contraddicano chia-

ramente le indicazioni contenute nella traduzione e ribadite con gli scritti 

del 22 luglio 2020 e dell’11 settembre 2020. In effetti, i timbri che avrebbero 

dovuto essere apposti a fresco perché attestanti la natura di copia autenti-

cata del documento, risultano invece essere stati applicati per mezzo di un 

apparecchio di copiatura di tipo toner. Inversamente, i bolli che avrebbero 

dovuto essere applicati tramite stampa − poiché fotocopie dei timbri apposti 

sull’atto conservato in originale presso gli archivi dell’autorità siriana − ri-

sultano in casu essere stati impressi a fresco. 

Ebbene, tali importanti ed incontrovertibili incoerenze minano irrimediabil-

mente la fedefacenza del mezzo di prova, tanto più se considerato che 

essendo notoriamente reperibili nel contesto siriano, simili documenti di-

spongono di uno scarso valore probatorio, di modo che le esigenze volte 

ad ammetterne l’autenticità sono particolarmente elevante (cfr. tra le tante, 

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sentenza del Tribunale D-7271/2018 del 14 marzo 2019). Anzi, a ben ve-

dere, siffatte contraddizioni denotano finanche la contraffazione del mezzo 

di prova esaminato. Di conseguenza, onde evitarne un ulteriore utilizzo 

abusivo – e ritenuto che giusta l’art. 10 cpv. 4 LAsi la SEM o l’istanza di 

ricorso possono confiscare o mettere al sicuro, a destinazione dell’avente 

diritto, documenti falsi o falsificati nonché documenti autentici che sono 

stati utilizzati abusivamente – si giustifica in specie la confisca dell’atto in 

parola. 

8.4 Per sovrabbondanza, pur non essendo determinante nel caso in 

rassegna, non è inopportuno sottolineare che la ragione dell’espatrio 

sembrerebbe dettata principalmente dalla situazione generale vigente in 

Siria piuttosto che all’esistenza di un timore di persecuzioni (cfr. verbale 2, 

pag. 4, D27).  

8.5 In definitiva, quandanche tempestive, le dichiarazioni di A._______ non 

possono essere considerate verosimili, sicché non v’è modo di ritenere – 

indipendentemente da un’effettiva integrazione della succitata associa-

zione – ch’ella sia stata esposta alle autorità siriane, né tantomeno che sia 

stata oggetto di persecuzioni per i motivi allegati. Pertanto, su tale punto, 

l’impugnativa dei ricorrenti dev’essere respinta.  

9.  

Per il resto, è doveroso rammentare che le difficili condizioni securitarie e 

congiunturali causali ad un conflitto in essere non giustificano il riconosci-

mento dello statuto di rifugiato, ma possono semmai fungere da discrimi-

nante nell’ambito della valutazione dell’esigibilità dell’allontanamento (cfr. 

fra le tante, sentenza del Tribunale D-6024/2019 del 5 dicembre 2019 con 

riferimenti ivi citati). Su tali presupposti, ed essendo stati gli insorgenti am-

messi provvisoriamente in Svizzera, siffatta questione non ha motivo di es-

sere esaminata nel procedimento in rassegna.  

10.  

Riassumendo, visto quanto precede, le allegazioni a fondamento della do-

manda d’asilo in esame non soddisfano né le condizioni di verosimiglianza 

poste dall’art. 7 LAsi né quelle di rilevanza ai sensi dell’art. 3 LAsi. Pertanto, 

il ricorso in materia di riconoscimento della qualità di rifugiato e di conces-

sione dell’asilo non merita tutela e la decisione impugnata va confermata. 

11.  

Ne discende che l’autorità inferiore, con la decisione impugnata, non ha 

violato il diritto federale, né abusato del suo potere d’apprezzamento ed 

D-6957/2018 

Pagina 12 

inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente 

rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). 

L’impugnativa va quindi respinta.  

12.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda d’esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali, 

è divenuta senza oggetto 

13.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccom-

benza, sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]). 

Tuttavia, potendo partire dal presupposto che gli insorgenti siano indigenti 

e le conclusioni del ricorso, al momento del suo deposito, non apparivano 

d’acchito prive di probabilità di successo, il Tribunale accoglie la domanda 

di assistenza giudiziaria parziale, nel senso dell’esenzione dal versamento 

delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA). 

14.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda di estradizione presentata dallo Stato abbandonato in cerca 

di protezione per il che non può essere impugnata con ricorso in materia di 

diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva.  

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-6957/2018 

Pagina 13 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Il mezzo di prova prodotto con il ricorso (la sentenza del tribunale islamico 

di L._______ del […]) è confiscato. 

3.  

La domanda di assistenza giudiziaria è accolta.  

4.  

Non si prelevano spese processuali.  

5.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Jesse Joseph Erard 

 

 

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