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**Case Identifier:** 18583a3b-e5e4-5e75-a2d1-0107101136db
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.11.2010 D-7951/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7951-2010_2010-11-18.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7951/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 8  n o v e m b r e  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice 
Nina Spälti Giannakitsas;
cancelliera Lydia Lazar Köhli.

A._______, nato il (...),
Georgia,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 10 novembre 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7951/2010

Visto:

la domanda d'asilo che l'interessato ha inoltrato il 21 ottobre 2010 in 
Svizzera,

il documento che l'UFM ha consegnato al richiedente lo stesso giorno 
(cfr. act. A3) e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di 
consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un  
documento d'identità  o di  viaggio, con comminatoria che,  in  caso di 
mancata consegna e in assenza di  motivi  scusabili,  non si  entra nel 
merito della sua domanda d'asilo,

i  verbali  d'audizione  del  28  ottobre  2010  (di  seguito:  V1)  e  del 
10 novembre 2010 (di seguito: V2),

il  verbale della  decisione dell'UFM del  10 novembre 2010, notificata 
oralmente (cfr. avviso di notifica e di ricevuta sottoscritto dal ricorrente, 
act. A11),

il  ricorso  inoltrato  al  Tribunale  amministrativo  federale  (di  seguito:  il 
Tribunale)  il  12  novembre 2010  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato) 
contro la precitata decisione dell'UFM,

la  copia  dell'incarto  dell'UFM  pervenuta  al  Tribunale  via  fax  il 
15 novembre 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei  
considerandi che seguono, 

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del  
20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa (PA, RS 172.021), 
dalla legge del 17 giugno 2005 sul  Tribunale amministrativo federale 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  del  17 giugno 2005  sul  Tribunale 
federale  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  del  26 giugno  1998 
sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che  il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni 
dell'UFM  in  materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  LTAF,  nonché 
art. 105 LAsi e art. 83 lett. d cpv. 1 LTF),

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che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito nei 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa, 

che,  per  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  tendente  alla 
concessione dell'asilo appare inammissibile,

che,  nei  citati  limiti, v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e 
all'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, nell'ambito delle audizioni sui  fatti,  l'interessato ha dichiarato di 
essere  cittadino  georgiano  nato  a  B._______  (Georgia)  e  di  avere 
vissuto in C._______ dal (...) al (...), anno in cui si sarebbe ritrasferito 
a B.________, dove avrebbe poi vissuto fino all'espatrio,

che lo stesso ha sostenuto di essere espatriato in ragione del litigio  
avuto  nel  (...) con  i  fratelli  della  donna  con  cui,  ai  tempi,  avrebbe 
intrattenuto  una  relazione  amorosa;  che,  dopo  tale  diatriba,  egli 
avrebbe  interrotto  tale  rapporto  e  non  avrebbe  più  avuto  alcun 
problema,  né con i  fratelli  menzionati,  né  con le  autorità  georgiane,  
rimanendo  in  Georgia  fino  al  2007,  o,  secondo  un'altra  versione, 
lasciando immediatamente il suo Paese e recandosi in Turchia,

che  egli  sarebbe  entrato  legalmente  in  detto  Paese  e  vi  avrebbe 
lavorato fino a (...), quando sarebbe partito in TIR per l'Italia; che egli  
sarebbe arrivato a D._______ a (...), senza subire alcun controllo; che 
avrebbe soggiornato in detta città presso amici,  i  quali  gli  avrebbero 
successivamente consigliato di  recarsi  in  Svizzera,  al  fine di  trovare 
lavoro;  che  si  sarebbe  così  spostato  a  E._______,  dove  avrebbe 
soggiornato  per  circa  (...) mesi,  prima di  raggiungere  la  Svizzera  in 
treno a fine ottobre 2010,

che  il  richiedente  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità,

che  l'UFM  ha  considerato,  da  un  lato,  che  il  l'interessato  non  ha 
consegnato  alle  autorità  competenti  in  materia  d'asilo  nessun 
documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  entro  le  48  ore;  che, 

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dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  
previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Georgia  siccome  lecita, 
esigibile e possibile,

che,  nel  ricorso, l'insorgente  contesta  la  decisione  dell'UFM, 
sostenendo  che  vi  sarebbero  dei  motivi  che  giustificherebbero  la 
mancata presentazione dei documenti  d'identità,  per i  quali  l'autorità 
inferiore avrebbe dovuto entrare nel merito della sua domanda d'asilo 
e  la  decisione  qui  impugnata  dovrebbe  essere  annullata;  che,  in 
particolare,  egli  sostiene  di  aver  spiegato  con  chiarezza  di  avere 
lasciato  la  sua  carta  d'identità  presso  il  suo  domicilio  e  che,  al 
momento,  non  gli  sarebbe  possibile  recuperarla;  che,  per  quanto 
attiene  al  suo  passaporto,  la  copia  rimasta  in  Turchia 
rappresenterebbe un esemplare falso utilizzato per il viaggio e che il  
documento  originale  l'avrebbe  smarrito  a  E._______,  cosicché  non 
l'avrebbe  potuto  presentare  alle  autorità;  che,  inoltre,  egli  avrebbe 
esposto dettagliatamente le modalità del suo viaggio; che, in aggiunta, 
l'autore del gravame fa valere che l'UFM sarebbe dovuto entrare nel 
merito  della  sua  domanda  d'asilo,  in  quanto  sarebbero  necessari 
ulteriori  approfondimenti  in  relazione  al  suo  statuto  di  rifugiato  e 
riguardo all'esecuzione del suo allontanamento; che, in particolare, è 
dell'avviso  che  gli  elementi  di  verosimiglianza  nel  suo  racconto 
prevarrebbero su quelli inverosimili; che, per di più, egli sarebbe stato  
costretto all'espatrio, perché minacciato di morte e perché le autorità 
georgiane non offrirrebbero protezione per il tipo di persecuzioni di cui  
sarebbe vittima,

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua domanda d'asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell'asilo o 
dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda 
di  dispensa  dal  versamento  di  un  anticipo  corrispondente  alle 
presumibili spese processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 

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documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono  
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine  degli  studi  (Decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale 
svizzero [DTAF] 2007/7 consid. 6),

che, nel caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che, in merito all'asserito viaggio intrapreso dalla Georgia, il ricorrente 
ha reso versioni discordanti circa la sua partenza, avvenuta nel 2005 
(cfr. V2 pag. 4/D41) o, secondo un'altra versione, solo due anni dopo 
(cfr. V1 pag. 2); che, inoltre, non ha saputo fornire alcuna indicazione 
precisa in merito al  suo viaggio intrapreso dalla Turchia in direzione 
della Svizzera; che, ad esempio, ha allegato di  non sapere da quali  
Paesi sarebbe transitato, a causa dell'alta velocità con cui viaggiava il 
conducente del mezzo e perché sarebbe stato nascosto ed immobile 
durante tutto il viaggio, durato tre giorni e tre notti (cfr. ibidem pag. 6);  
che non può corrispondere alla  realtà  che il  ricorrente  abbia  potuto 
arrivare dalla Turchia in Svizzera, entrando nello spazio Schengen e 
attraversando mezza Europa, senza subire alcun controllo,

che le indicazioni dell'insorgente in merito al viaggio intrapreso ed alle  
sue modalità risultano pertanto vaghe e non corroborate da elementi 
descrittivi concreti che ne supporterebbero la verosimiglianza,

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che,  di  conseguenza,  l'autore  del  gravame non  può avere  viaggiato 
nelle circostanze descritte, 

che,  per  quanto  attiene  al  suo  passaporto,  il  ricorrente  si  è 
palesemente  contraddetto,  indicando  dapprima  che  l'esemplare 
originale gli  sarebbe stato ritirato da un passatore in Turchia (cfr. V1 
pag.  4),  ed  allegando  poi  di  averlo,  invece,  smarrito  quando  già  si 
trovava  in  Italia  (cfr.  V2  pag.  2/D7-9);  che,  confrontato  con  tale 
discrepanza, egli ha corretto le sue allegazioni, pretendendo di essersi 
sbagliato durante l'audizione sommaria,  nel  senso che il  passaporto 
usato  in  Turchia  non  sarebbe  stato  l'originale,  bensì  un  esemplare 
falso (cfr. ibidem pag. 3/D14), 

che,  inoltre,  non  soccorrono  l'insorgente  le  stereotipate  allegazioni 
ricorsuali  secondo  cui  gli  sarebbe  impossibile  presentare  un 
documento di legittimazione, in quanto avrebbe smarrito il passaporto, 
rispettivamente  non  avrebbe  la  possibilità  di  recuperare  la  carta 
d'identità,  lasciata  presso  il  suo  domicilio  (cfr.  ricorso  pag.  2);  che, 
difatti, tali affermazioni non rappresentano dei motivi scusabili ai sensi 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi (cfr. DTAF 2010/2), 

che, peraltro, il ricorrente avrebbe avuto quasi due settimane di tempo 
tra l'audizione sulle generalità, in cui era stato interpellato per la prima 
volta  su  eventuali  documenti  d'identità  da  versare  agli  atti,  e  la 
seconda audizione, per tentare con ogni mezzo di mettersi in contatto 
con il suo Paese; che, tuttavia, egli ha sempre dichiarato di non potere 
fare nulla in  merito, in quanto la  sua casa,  dove avrebbe lasciato la 
sua carta d'identità, sarebbe chiusa e lui non si ricorderebbe dove, di  
preciso,  avrebbe  deposto  tale  documento  (cfr. V1  pag. 5  e  V2  pag. 
3/D24),  rispettivamente  perché  non  avrebbe  senso  (cfr.  V2 
pag. 3/D23), 

che egli non ha quindi effettuato seri e concreti sforzi che avrebbero 
potuto  avere esito  favorevole  per  l'invio  dei  suoi  documenti,  ciò  che 
costituisce  un'ulteriore  conferma  della  dissimulazione  dei  documenti 
da  parte  sua,  ritenuto  che,  di  regola,  chi  ne è già  in  possesso e  si  
limita  a  dissimularli,  non  intraprende  alcunché  di  concreto  per 
procurarsene di nuovi,

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa la mancata presentazione dei documenti d'identità, 

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v'è ragione di concludere che il medesimo dissimuli i suoi documenti 
d'identità per i bisogni della causa,

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile,

che,  in  assenza  di  documenti  d'identità,  occorre  esaminare  se,  in 
applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, in 
base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità di 
rifugiato del richiedente,

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il  
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di  
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che  l'insorgente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel  
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che,  difatti,  come  rettamente  indicato  dall'autorità  di  prime  cure,  il  
nesso  causale  tra  l'allegata  persecuzione  e  l'espatrio  non  risulta 
essere  dato nella  fattispecie,  ritenuto  che dopo il  litigio  con i  fratelli 
della sua ex-compagna nel (...) il ricorrente, a suo stesso dire, avrebbe 
portato  a  termine  la  relazione  con  quest'ultima  e  non  avrebbe  più 
avuto alcun problema di sorta (cfr. V1 pag. 5); che, ad ogni modo, le 
allegate persecuzioni sono da considerarsi problemi tra privati, i quali,  
oltre  che  non  presentare  alcuna  relazione  con  uno  dei  motivi 
enumerati all'art. 3 LAsi, non sono mai stati denunciati dall'insorgente; 
che,  pertanto,  i  motivi  evocati  dal  medesimo  sono  da  ritenersi 
irrilevanti in materia di asilo,

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che,  infine,  non  vi  è  motivo  di  ritenere  che  l'insorgente  non  possa 
ottenere  in  Patria,  se  opportunamente  sollecitata,  un'appropriata 
protezione statale contro l'eventuale futuro agire illegittimo di terzi nei 
suoi confronti; che, peraltro, egli stesso ha affermato di non avere mai  
avuto problemi con le autorità nel suo Paese (cfr. V1 pag. 5),

che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  come  non 
costitutive  di  persecuzioni  ai  sensi  dell'art.  3  LAsi,  con  riferimento 
all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, le dichiarazioni del ricorrente,

che,  pertanto,  non  risultano  elementi  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato 
dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto di vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2009/50 consid. 5-8),

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento  del  ricorrente in  Georgia possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione 
del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o 
esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti  contrari  all'art.  3  della  convenzione  del  4 novembre 1950 
per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell’uomo  e  delle  libertà  fondamentali 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione del 10 dicembre 1984 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), 

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi  dell'art. 
32 cpv. 2 lett. a LAsi,

che,  di  conseguenza,  in  materia di  non entrata nel  merito,  il  ricorso 
non merita tutela e la decisione impugnata va confermata,

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che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1-2  e  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  pregiudiziali 
dell'11 agosto 1999  [OAsi  1,  RS  142.311];  Giurisprudenza  ed 
informazioni della Commissione svizzera di  ricorso in materia d'asilo 
[GICRA] 2001 n. 21),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr),

che,  inoltre,  la  situazione  vigente  in  Georgia  non  è,  notoriamente, 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio 
nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli è (...) e (...), 
senza alcuna persona  a  carico; che egli  ha  frequentato  (...) anni  di 
scuola dell'obbligo ed ha lavorato diversi anni in veste di (...) e (...) (cfr. 
V1 pag. 29); che in Georgia dispone di una rete familiare, in quanto vi 
risiedono,  come  minimo,  (...) (cfr.  ibidem  pag.  3);  che,  infine,  il 
ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di 
salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria 
(cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli atti di 
causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi  
medici, 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e  art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv. 2  LAsi  e 
art. 83 cpv.  2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 

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(art. 8 cpv. 4  LAsi;  DTAF  2008/34  consid.  12);  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento è dunque pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che,  visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 10

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
Chiasso (Raccomandata; allegato: bollettino di pagamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di Chiasso (via fax, per 
l'incarto N [...], con preghiera di notificare la sentenza al ricorrente e 
di  ritornare  l'avviso  di  ricevimento  allegato  al  Tribunale 
amministrativo federale; allegati: avviso di  ricevimento e copia del 
ricorso del 12 novembre 2010)

- F.________ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Lydia Lazar Köhli

Data di spedizione: 

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