# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4674bef1-a37d-5514-8a8d-34262b87e040
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-08-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.08.2025 D-5962/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5962-2025_2025-08-18.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5962/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 8  a g o s t o  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Lukas Müller;  

cancelliere Matteo Piatti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 31 luglio 2025 / N (…) 

 

D-5962/2025 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

L’11 giugno 2025, l’interessato ha presentato una domanda d’asilo in Sviz-

zera. Dalle informazioni contenute nella banca dati europea di rilevamento 

delle impronte digitali (Eurodac) è risultato che, il 24 ottobre 2024, aveva 

depositato una domanda d'asilo in Grecia, ottenendo la protezione interna-

zionale l’11 aprile 2025. Il 16 giugno 2025, la Segreteria di Stato della mi-

grazione (di seguito: SEM) ha quindi presentato alle competenti autorità 

greche una domanda di riammissione del richiedente conformemente alla 

Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le 

norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cit-

tadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicem-

bre 2008; di seguito: direttiva ritorno) e all'Accordo bilaterale di riammis-

sione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una prote-

zione internazionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo 

della Repubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situa-

zione irregolare [RS 0.142.113.729]). Il 4 luglio successivo, essa ha poi 

effettuato con l’interessato un colloquio in merito al rinvio verso uno Stato 

terzo sicuro, nel contesto del quale gli è stato concesso il diritto di essere 

sentito in relazione al loro stato di salute, alla possibile non entrata nel me-

rito della domanda d'asilo secondo l'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi (RS 142.31), 

nonché al prospettato allontanamento dalla Svizzera verso la Grecia. Lo 

stesso giorno, la Grecia ha accettato la riammissione del richiedente sul 

proprio territorio, confermando di avergli riconosciuto lo statuto di rifugiato 

e di avergli rilasciato un permesso di soggiorno valido fino al 15 aprile 2028. 

Con scritto del 30 luglio 2025, la rappresentanza legale si è infine pronun-

ciata sul progetto di decisione della SEM.  

 

B.  

Con decisione del 31 luglio 2025, notificata lo stesso giorno, la SEM non è 

entrata nel merito della domanda d'asilo e ha pronunciato l'allontanamento 

del richiedente dalla Svizzera, incaricandone l’esecuzione al Cantone Lu-

cerna e disponendo la consegna degli atti procedurali conformemente al 

relativo indice. 

  

C.  

Con ricorso del 7 agosto 2025, l’interessato avversa la decisione succitata 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale o TAF) 

chiedendo di “annullare la decisione […] del 20 gennaio 2025 [recte: 31 

luglio 2025]” e di “disporre l’esame della [sua] domanda d’asilo in Svizzera 

in applicazione della clausola di sovranità prevista all’art. 17 cpv. 1 del 

D-5962/2025 

Pagina 3 

Regolamento Dublino” (cfr. ricorso, pag. 3). Sul piano procedurale, postula 

la concessione dell’effetto sospensivo al ricorso e l’assistenza giudiziaria, 

nel senso di essere esentato dal pagamento delle spese processuali.  
 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).  

 

1.2 Il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 3 LAsi) e ricevibile sotto il profilo 

degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 52 cpv. 1 PA.  

1.3 I ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice e la sentenza 

è motivata soltanto sommariamente (artt. 111 lett. e cum 111a cpv. 2 LAsi). 

Nello specifico, si rinuncia inoltre allo scambio degli scritti conformemente 

all'art. 111a cpv. 1 LAsi. 

 

1.4 Il Tribunale rileva preliminarmente che la richiesta procedurale depu-

tata alla concessione dell’effetto sospensivo al ricorso si rivela inammissi-

bile, poiché il gravame ha per legge effetto sospensivo (art. 55 cpv. 1 PA) 

e quest’ultimo non è stato tolto dalla SEM nel dispositivo della decisione 

impugnata.  

 

2.  

In materia d’asilo, il potere di cognizione del Tribunale e le censure ammis-

sibili sono disciplinati dall’art. 106 cpv. 1 LAsi (art. 62 cpv. 4 PA; DTAF 

2014/1 consid. 2; 2014/26 consid. 5 secondo cui, in materia di diritto degli 

stranieri, resta censurabile l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA). Adito 

su ricorso contro una decisione di non entrata nel merito di una domanda 

d’asilo, il Tribunale si limita ad esaminare la fondatezza di tale decisione 

(cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5).  

 

3.  

3.1 Nella decisione impugnata, la SEM rileva anzitutto che, in virtù della 

sua qualità di rifugiato, il ricorrente avrebbe già ottenuto in Grecia un valido 

titolo di soggiorno e che, il 4 luglio 2025, detto Paese avrebbe accettato la 

domanda della sua riammissione sul proprio territorio. Inoltre, il Consiglio 

federale avrebbe designato la Grecia come Stato terzo sicuro ai sensi 

dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi. In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, tali 

circostanze imporrebbero quindi di non entrare nel merito della domanda 

D-5962/2025 

Pagina 4 

d’asilo in oggetto. Inoltre, considerate le dichiarazioni relative al suo stato 

valetudinario e alle vicende occorse durante il precedente soggiorno in 

Grecia, il richiedente potrebbe rientrarvi senza temere trattamenti contrari 

agli impegni di diritto internazionale pubblico della Svizzera o un allontana-

mento in violazione del divieto di respingimento. Egli non apparterrebbe poi 

alla categoria delle persone particolarmente vulnerabili, poiché le sue affe-

zioni non sarebbero gravi ai sensi della sentenza di riferimento del Tribu-

nale E-3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022. L’insorgente po-

trebbe poi rivolgersi alle competenti autorità greche reclamare i diritti deri-

vanti dal suo statuto di rifugiato posto al beneficio della protezione interna-

zionale, segnatamente per cercare un lavoro e un alloggio, nonché per ot-

tenere la necessaria assistenza medica. L’esecuzione del suo allontana-

mento sarebbe quindi ammissibile, possibile e ragionevolmente esigibile.  

 

3.2 Nel suo ricorso, l’insorgente ricorrente chiede sostanzialmente che la 

sua domanda d’asilo venga trattata in Svizzera in virtù della clausola di 

sovranità di cui all’art. 17 par. 1 del regolamento (UE) n. 604/2013 del Par-

lamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri 

e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per 

l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno de-

gli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; 

Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di 

seguito: RD III). Inoltre, in Grecia la sua incolumità sarebbe gravemente a 

rischio poiché, durante il suo precedente soggiorno, avrebbe vissuto in 

condizioni estremamente precarie, caratterizzate da gravi carenze igie-

nico-sanitarie e dalla mancanza di un adeguato supporto medico. Egli ri-

chiama diverse sentenze del TAF, nonché rapporti di organizzazioni inter-

nazionali e non governative, che attesterebbero le carenze sistemiche del 

sistema d’accoglienza greco. Riferisce poi di essere stato aggredito fisica-

mente da un cugino, senza avere la possibilità di denunciare l’accaduto 

presso le autorità di polizia greche (cfr. ricorso, pag. 2). Il provvedimento 

impugnato sarebbe quindi contrario “ai principi di umanità proporzionalità 

e buona fede” (idem pag. 3).  

3.3   

3.3.1 In virtù dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, non si entra nel merito della 

domanda d’asilo se la persona richiedente d’asilo può ritornare in uno Stato 

terzo sicuro secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato 

precedentemente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene 

che vi sia un effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi 

dell’art. 5 cpv. 1 LAsi, tra i quali figura anche la Grecia (art. 2 cpv. 2 unita-

mente all’allegato 2 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni 

D-5962/2025 

Pagina 5 

procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]). Tale principio pre-

suppone imperativamente la ratifica ed il rispetto della CEDU, della Con-

venzione sullo statuto dei rifugiati (Conv. Rifugiati, RS 0.142.30) o di norme 

giuridiche equivalenti (cfr. DTAF 2010/56 consid. 3.2). È inoltre necessario 

che lo Stato in esame abbia garantito la riammissione della persona inte-

ressata nei confronti delle autorità svizzere preposte all’asilo. Senza tale 

garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo non può infatti essere ese-

guito (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5.2.2; FF 2002 6087, 6125). La giurispru-

denza ha poi precisato come non v’è luogo di entrare nel merito della do-

manda d’asilo se la persona richiedente, che avrebbe manifestamente la 

qualità di rifugiata (art. 31a cpv. 4 LAsi), ha già ottenuto l’asilo – o una 

protezione effettiva comparabile – in uno Stato terzo designato come sicuro 

dal Consiglio federale (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5 e 5.4, che si basa 

sull’analisi del vecchio art. 34 LAsi). 

 

3.3.2 Nel caso concreto, si osserva anzitutto che, l’11 aprile 2025, la Grecia 

ha riconosciuto al ricorrente la qualità di rifugiato, concedendogli la prote-

zione internazionale unitamente ad un permesso di soggiorno valido fino 

al 15 aprile 2028. Il 4 luglio seguente, su richiesta della Svizzera, ha inoltre 

accettato la riammissione dell’interessato sul proprio territorio (cfr. atto 

SEM n. […]-20/1). Tali elementi non sono stati contestati nel ricorso.  

3.3.3 Il Tribunale rileva inoltre che, contrariamente a quanto asserito nel 

gravame, alla SEM risultava preclusa ogni valutazione della fattispecie 

sotto il profilo dell’art. 17 par. 1 RD III (clausola di sovranità). Infatti, trattan-

dosi di una procedura vertente sul ritorno in uno Stato terzo sicuro (art. 31a 

cpv. 1 lett. a LAsi), nell’ambito della quale è stato preliminarmente accertato 

l’ottenimento della protezione internazionale e dello statuto di rifugiato, le 

specifiche disposizioni contenute nei trattati internazionali inerenti all’ese-

cuzione delle procedure d’asilo – quali il RD III – non risultano pertinenti 

per valutazione della sua domanda d’asilo in Svizzera.  

3.3.4 Ciò posto, le condizioni legali dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano 

pacificamente ottemperate. È quindi a giusto titolo che la SEM non è en-

trata nel merito della domanda d'asilo dell’insorgente. 

4.  

Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia 

di principio l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione (art. 

44 LAsi). Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento (artt. 14 cpv. 

1-2 e 44 LAsi, nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 

D-5962/2025 

Pagina 6 

procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. DTAF 2013/37 

consid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1). Il Tribunale è quindi tenuto a confer-

marlo. 

 

5.  

5.1 L’art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 

2005 (LStrI, RS 142.20), applicabile per rinvio dell'art. 44 LAsi, dispone che 

l'esecuzione dell'allontanamento dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), 

ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 

LStrI). Qualora non sia adempiuta una di queste condizioni, la SEM di-

spone l'ammissione provvisoria in Svizzera (art. 83 cpv. 1 LStrI).  

 

5.2 In punto all’esecuzione dell’allontanamento, l’insorgente non formula 

censure puntuali, limitandosi ad affermare, in termini generici, che il trasfe-

rimento verso la Grecia comporterebbe un rischio concreto di essere sot-

toposto a trattamenti inumani e degradanti in violazione dell’art. 3 CEDU e 

sarebbe contrario al principio di “non refoulement” (cfr. ricorso, pagg. 1-2). 

Su questo punto, si rinvia pertanto ai corretti accertamenti e alle ampie 

motivazioni contenute nella decisione impugnata, alla quale può essere 

prestata adesione (art. 109 cpv. 3 LTF cum art. 4 PA; cfr. decisione avver-

sata, pagg. 6-13).  

 

5.3 Ad ogni buon conto, si rileva che il ricorrente è rinviato in uno Stato 

terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale (art. 6a cpv. 2 

lett. b LAsi), dove sussiste una presunzione di rispetto degli impegni di di-

ritto internazionale pubblico, tra cui il principio di non respingimento ai sensi 

dell'art. 5 cpv. 1 LAsi, così come il principio del divieto della tortura sancito 

dall'art. 3 CEDU e dall'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre 

pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. Tortura, RS 0.105). 

Le vaghe censure proposte nel gravame, non sono in grado di sovvertire 

l’invalsa giurisprudenza del Tribunale, secondo cui l’allontanamento verso 

la Grecia può essere ostacolato solo in presenza di condizioni particolar-

mente severe, atteso che, pur riconoscendo talune carenze nel sistema di 

accoglienza, la Grecia è ritenuta rispettosa, in linea di principio, degli ob-

blighi internazionali e non risulta adottare pratiche sistematiche di discrimi-

nazione o determinare, in via generale, situazioni di privazione o mancanza 

di assistenza incompatibili con la dignità umana (cfr. sentenza del TAF 

E-3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 9 e 11.2 [sentenza 

di riferimento]). In Grecia, l’interessato ha ottenuto la protezione internazio-

nale a fronte della sua qualità di rifugiato. Egli può quindi contare sulle ga-

ranzie derivanti dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio 

del 13 dicembre 2011 recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi 

D-5962/2025 

Pagina 7 

terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su 

uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare 

della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione ricono-

sciuta (rifusione; GU L 337/9 del 20.12.2011 [di seguito: direttiva qualifica-

zione]). Quest’ultima è stata trasposta nel diritto nazionale interno greco 

con decreto presidenziale (P.D.) 141/2013, pubblicato nella gazzetta uffi-

ciale A 226/21.10.2013. In particolare, gli obblighi della Grecia nei confronti 

dei beneficiari della protezione internazionale impongono l'accesso all'oc-

cupazione, all'istruzione, all'assistenza sociale, all'assistenza sanitaria, 

all'accesso all'alloggio nonché agli strumenti di integrazione (cfr. capo VII 

[contenuto della protezione internazionale] della direttiva qualificazione). 

Pertanto, il richiedente potrà rivolgersi alle competenti autorità greche per 

far valere i diritti che gli spettano – tra cui il rilascio dei documenti ai fini 

dell’ottenimento del numero AMKA necessario per l’accesso alle cure (cfr. 

ex pluris sentenza del TAF E-7313/2024 del 29 novembre 2024 consid. 

8.2.2). Peraltro, non si può ritenere ch’egli abbia fatto tutto quanto ragione-

volmente esigibile per ottenere aiuto dalle autorità, né che gli sia stato co-

stantemente rifiutato qualsiasi sostegno o siano state negate le condizioni 

minime di vita a lui spettanti. Infatti, pur conoscendo l’esistenza di pro-

grammi di supporto, si è limitato ad un contatto occasionale con una ONG 

senza intraprendere ulteriori passi per ottenere assistenza (cfr. atto SEM 

n. 18/7 D29-32 e D37) e, quanto alla ricerca di lavoro, ha riferito di essersi 

rivolto solo a due aziende nei pressi del centro di accoglienza senza svol-

gere altre ricerche (idem D36). Si osserva altresì che, in caso di violazione 

dei diritti sanciti dalla CEDU, le persone interessate possono adire i tribu-

nali greci e, in ultima istanza, la Corte EDU (art. 34 CEDU). Inoltre, le pre-

sunte aggressioni subite dall’interessato per mano di un cugino – mai ri-

portate dinanzi alla SEM e non imputabili ad organi statali – potranno es-

sere eventualmente denunciate alle autorità di polizia e giudiziarie greche 

al fine di ottenere protezione, considerate funzionanti ed efficaci nella re-

pressione delle infrazioni penali (cfr. ex pluris sentenze del TAF 

D-1688/2025 del 20 marzo 2025 consid. 5.3.3.3; E-6870/2024 del 7 gen-

naio 2025 consid. 7.1.1; D-7503/2024 del 5 dicembre 2024 consid. 9.7). 

Nel caso concreto non è stata poi dimostrata con sufficienti elementi pro-

batori un’effettiva impossibilità di presentare denuncia (cfr. ricorso, pag. 2). 

In questo senso, l'esecuzione dell'allontanamento risulta ammissibile, nella 

misura in cui non comporta alcuna violazione degli impegni di diritto inter-

nazionale pubblico della Svizzera (art. 83 cpv. 3 LStrI).  

 

 

 

D-5962/2025 

Pagina 8 

5.4 Infine, va pure confermata la valutazione sull’esigibilità dell’allontana-

mento (art. 83 cpv. 4 e 5 LStrI; decisione avversata, pagg. 10-13), posto 

che i referti medici allestiti dopo il deposito del ricorso non modificano so-

stanzialmente il quadro clinico già considerato dalla SEM (disturbo da 

stress post-traumatico, psicosi e dolori alla spalla), limitandosi a segnalare 

un aggiustamento della terapia farmacologica per le affezioni psichiche 

(ora comprendente […]), l’assenza di una concreta progettualità suicidaria 

nonché la rimozione di un ascesso dentale avvenuto il 6 agosto 2025 (cfr. 

atti SEM n. 32/4 e 33/4). Infatti, la Grecia dispone di strutture mediche ade-

guate, in grado di garantire eventuali trattamenti necessari in relazione allo 

stato di salute dell’interessato, ai quali vi ha accesso alle medesime condi-

zioni previste per i cittadini greci (artt. 2 lett. b e lett. g cum 30 par. 1 della 

direttiva qualificazione; cfr. sentenza E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 

8-9.10; ex pluris sentenze del TAF D-2685/2024 del 10 maggio 2024 con-

sid. 7.4.4; D-1522/2024 del 14 marzo 2024 consid. 11.2.3). Le affezioni 

succitate non sono inoltre suscettibili, dal profilo della loro gravità, di porre 

concretamente e seriamente in pericolo la vita o la salute a breve termine 

in caso di un loro ritorno in Grecia. Del resto, i referti medici agli atti non 

indicano un rischio di estremo peggioramento in caso di rinvio e neppure 

la stretta necessità di svolgere dei trattamenti medici in Svizzera poiché 

sarebbero impraticabili sul territorio greco (cfr. atti SEM n. 14/2, 16/1, 17/4, 

22/2, 32/4 e 33/4). Come giustamente rilevato dalla SEM, non sussistono 

quindi elementi sufficienti per considerare l’insorgente come una persona 

estremamente vulnerabile e incapace d’integrarsi nel sistema sociale ed 

economico greco ai sensi dell’invalsa giurisprudenza del Tribunale illu-

strata nel provvedimento impugnato (cfr. sentenza E-3427/2021 e 

E-3431/2021 consid. 9, 11.3 e 11.5.1-11.5.3).  

 

6.  

Visto quanto precede, la SEM non ha violato il diritto federale e neppure 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 

106 cpv. 1 LAsi). La decisione avversata non è inoltre inadeguata in punto 

all’esecuzione dell’allontanamento (art. 49 PA). Il ricorso va quindi respinto. 

 

7.  

La domanda di assistenza giudiziaria (art. 65 cpv. 1 PA) va respinta poiché 

le richieste di giudizio contenute nel ricorso erano sprovviste di probabilità 

di successo.  

 

 

 

 

D-5962/2025 

Pagina 9 

8.  

Visto l’esito della vertenza, le spese processuali di CHF 750.– sono quindi 

poste a carico del ricorrente soccombente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché 

artt. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]). 

 

9.  

Questa sentenza è definitiva e non può essere impugnata con ricorso in 

materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

D-5962/2025 

Pagina 10 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto  

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Matteo Piatti 

 

 

Data di spedizione: