# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 186dbb93-657f-583a-b1b4-f65241ef9977
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-11-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 30.11.2000 INC.2000.62001
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-62001_2000-11-30.html

## Full Text

N. 620.2000.1 L                                                         Lugano,
30 novembre 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sul reclamo
presentato il 10 ottobre 2000 dalla ditta

 

 

__________

(patrocinata dall'avv. __________)

 

 

contro il decreto 6 ottobre 2000
del Procuratore pubblico avv. __________, che ha imposto alla reclamante
il termine di trenta giorni per risolvere un'eccezione civile nel procedimento
penale conseguente a denuncia sporta della reclamante contro __________, sua
moglie __________, l'avv. __________ e l'avv. __________ per titolo di truffa
processuale;

 

 

viste le osservazioni 13 ottobre
2000 del magistrato inquirente, 20 ottobre 2000 dell'avv. __________ e 23
ottobre 2000 dell'avv. __________, tutti concludenti per la reiezione del
reclamo;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto e considerato

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

che

 

 

-         
con sentenza 8 maggio 1995 (cresciuta in giudicato) della Corte delle
Assise correzionali di __________, __________ venne riconosciuto colpevole tra 

altro ed in correità con un terzo di truffa in danno di enti e società dello
Stato dello __________ ed in particolare della __________ e, per quanto qui 

concerne, condannato (dispositivo n. 6.) al:

 

"…
risarcimento compensativo ex art. 59 cifra 2 CP per US dollari 6'393'060.-
assistito ai fini della sua esecuzione dall'importo di US dollari 4 milioni
(più interessi maturati) già sequestrati dal Giudice istruttore sopracenerino.

Detto
risarcimento è assegnato ex art. 60 alla PC __________, deduzion fatta della
tassa di giudizio e delle spese processuali in quanto non incassate dai
condannati";

 

 

-         
l'importo sequestrato è rimasto depositato presso la Banca __________ ed
ha fatto oggetto il 2 agosto 2000 di pignoramento, sia a richiesta della
reclamante fondata nel menzionato giudizio, sia per quella di __________ in
forza di un "ordine" giudiziario della Corte superiore di
Toronto, che ha riconosciuto la signora __________ creditrice nei confronti del
marito della somma di 12 milioni di dollari USA: il sequestro civile
conseguente a questo secondo pignoramento è stato seguito ed appoggiato da
procedura esecutiva, con precetto spiccato da __________ (rappresentata
dall'avv. __________) contro __________ (patrocinato dall'avv. __________), che
non ha fatto opposizione;

 

 

-         
la __________ ha ravvisato in questi comportamenti gli estremi della
truffa (processuale) ed ha quindi presentato la denuncia 15 settembre 2000,
ricordata in epigrafe;

 

 

-         
con decreto 6 ottobre 2000 ed in applicazione dell'art. 5 CPP, il
Procuratore pubblico ha assegnato alla __________ il termine di trenta giorni:

 

"… per
sottoporre la fattispecie al giudice civile competente, affinché egli si
pronunci sulla fondatezza del credito vantato da __________ nei confronti del
marito __________, rispettivamente sull'effettiva esistenza di un diritto di
proprietà di __________ su fondi sequestrati nell'ambito del procedimento
sfociato nella sentenza di condanna 8 maggio 1995 …",

 

trattandosi di
accertamento dal quale dipende l'eventuale sussistenza dei reati in discussione
e ritenuto che "la tesi fatta valere dai denunciati finora sentiti deve
essere intesa come un'eccezione di diritto civile" a norma di
procedura penale;

 

 

 

 

 

 

 

 

-         
con il presente reclamo (tempestivo e prodotto da parte legittimata, per
cui è data ricevibilità in ordine: art. 280 ss CPP), la __________ censura
questo decreto siccome arbitrario e crassamente contrario all'art. 5 CPP, in
quanto eccezione civile non è stata sollevata dagli "imputati"
ed il termine per la sua soluzione può essere assegnato solo a questi ultimi ed
inoltre sono già a disposizione giudizi definitivi che hanno "praticamente
respinto le pretese vantate dalla signora __________ ";

 

 

-         
il magistrato inquirente, nelle sue osservazioni al reclamo, insiste
sulla necessità di un chiarimento civile, estraneo alle sue possibilità e
competenze, e sottolinea come la versione vigente dell'art. 5 CPP fa chiamare
la "parte legittimata" alla soluzione dell'eccezione civile,
qui evidentemente nell'interesse della __________: gli avvocati __________ e
__________, dopo aver escluso sospetti di reato, argomentano analogamente;

 

 

-         
l'art. 5 CPP consente sospensione dell'azione penale quando vengono
sollevate "eccezioni di diritto civile che, se fondate, escluderebbero
la sussistenza del reato", con assegnazione "alla parte
legittimata" di un termine per rivolgersi al competente giudice
civile;

 

 

-         
in punto all’esplicitazione della citata norma cantonale, premesso che
l’indicazione di giudice penale si riferisce al magistrato al momento
responsabile del procedimento penale (in casu il Procuratore pubblico), le
condizioni concorrenti per la sospensione del giudizio penale (appunto
indipendentemente dallo stadio in cui si trova) in vista di un acclaramento di
valenza civile sono la proposta formale di un’eccezione di diritto civile, il
suo apparente fondamento e l’esclusione del reato prospettato (denunciato,
inquisito) che ne deriva, ritenute insufficienti mere ragioni di economia
processuale (REP 1979 pag. 203, 1989 pag. 595; sentenza 2 gennaio 1992 in re
C.M., CRP 302/1991; decisione 13 luglio 1995 in re M.R. e co., GIAR 374.95.1, e
riferimenti): occorre sottolineare che l’eccezione è proponibile solo
dall’accusato rispettivamente dal denunciato, in quanto a lui solo di possibile
giovamento in sede penale (sentenze 12 giugno 1990 in re A.B., CRP 144/90; 4
dicembre 1990 in re L.G., CRP 323/90), ed anche se la legge non vincola la
formulazione dell’eccezione a particolare forma ed a determinati termini, non è
data applicazione d’ufficio dell’art. 5 CPP da parte del magistrato penale
(decisione 27 luglio 1995 in re Av., GIAR 912.93.6);

 

 

-         
la formulazione dell’art. 5 CPP con la revisione totale del 19 dicembre
1994 ed i lavori legislativi che l’hanno preceduta, non porta a cambiamenti
della qui riassunta giurisprudenza, la sola novità di sostanza essendo quella 

dell’assegnazione del termine per procurare soluzione civile dell’eccezione
alla “parte legittimata” e non al solo imputato, senza particolari
motivazioni o chiarimenti (oltre alla seguente vuota proclamazione: "Ciò
per far sì che la norma risponda appieno ai casi che la vita giuridica può
porre": Messaggio dell'11 marzo 1987 concernente la revisione totale
del CPP, pag. 7) e per il rimanente essendo stato modificato il testo proposto
con il citato Messaggio governativo solo “sotto il profilo linguistico, per
migliorarne la comprensione” (Rapporto dell’8 novembre 1994 della
Commissione speciale del Gran Consiglio, pag. 9);

 

 

-         
ora, nella presente fattispecie, si ha in primo luogo che i denunciati
non hanno sollevato eccezione alcuna nel senso proprio di un accertamento
civile non ancora acquisito e comunque sostenuto e proposto all'attenzione del
magistrato penale, essi avendo semplicemente fatto valere circostanze e giudizi
già intervenuti ed in base ai quali hanno agito, con particolare riguardo al
credito vantato da __________ nei confronti del marito: già per questo motivo
quindi il decreto impugnato non merita protezione;

 

 

-         
abbondanzialmente detto inoltre, l'intimazione alla reclamante non si
inserisce in premesse e finalità dell'art. 5 CPP, in quanto tende
all'ottenimento di un accertamento negativo (l'inesistenza di corretto e buon
diritto della signora __________, tale da sostanziare il sospetto di reato,
compito dell'indagine penale) e non di uno positivo (la fondatezza di ragioni
che escludono il reato), apparendo poi assurdo e di problematica
concretizzazione chiedere al denunciante di portare la prova dell'insussistenza
di un reato, donde ancora ampie riserve sui contenuti del termine "parte
legittimata";

 

 

-         
il reclamo è di conseguenza accolto con la presente decisione definitiva
(art. 284 cpv. 1 lett. a CPP), esente da spese giudiziarie: i resistenti
soccombenti sono chiamati a rifondere congrue ripetibili alla reclamante (art.
9 cpv. 6 CPP);

 

 

 

visti i citati articoli di legge,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

 

1.     
Il reclamo è accolto.

 

1.1     Il
decreto 6 ottobre 2000 del Procuratore pubblico è annullato.

 

 

2.     
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.     
I denunciati verseranno in solido ed in parti uguali l'importo di fr.
500.- alla reclamante.

 

 

4.     
Intimazione:

-       
avv. __________, per sé e per la reclamante (con copia delle
osservazioni delle controparti);

-       
avv. __________ (con copia delle osservazioni del magistrato
inquirente e dell'avv. __________);

-       
avv. __________ (con copia delle osservazioni del magistrato
inquirente e dell'avv. __________);

-       
Procuratore pubblico avv. __________, sede (con copia delle
osservazioni degli avvocati __________ e __________ e con l'incarto 5795/2000
di ritorno).

 

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
__________