# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** de6ed218-da52-52e4-9b90-f3c8c4ad4e5b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.08.2010 D-5573/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5573-2010_2010-08-11.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5573/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 1 1  a g o s t o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione di Maurice Brodard, giudice;
cancelliera Lydia Lazar Köhli.

A._______, nato il (...)
Nigeria,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 4 agosto 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5573/2010

Visto: 

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso all'interessato e mediante il quale 
lo  ha reso attento circa la  necessità di  consegnare,  entro le  48 ore 
successive all'inoltro della  sua istanza,  un documento d'identità o di 
viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata  consegna  e  in 
assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda 
d'asilo, 

i  verbali  d'audizione  del  20 luglio 2010  (di  seguito:  verbale  1)  e  del 
4 agosto 2010 (di seguito: verbale 2),

il  verbale  della  decisione  dell'UFM  del  4 agosto 2010,  notificata 
oralmente all'interessato il giorno stesso (cfr. risultanze processuali), 

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 4 agosto 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato),

l'incarto dell'UFM, pervenuto a codesto Tribunale in  copia,  via fax,  il  
5 agosto 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato :

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) giudica 
definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia d'asilo 
(art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF), 

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che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art.  52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  l'interessato  ha 
dichiarato  di  essere  cittadino  nigeriano,  originario  della  città  di 
B._______ (C._______, Nigeria),

che  egli  sarebbe  espatriato  nel  (...)  o,  rispettivamente  nel  (...)  (cfr. 
verbale  1  pag.  2),  in  seguito  all'omicidio  di  suo  padre,  legato  ad 
un'ingente somma di denaro, per fuggire dalle persecuzioni  dei suoi 
concittadini, che ritenevano egli avesse delle informazioni riguardo al 
denaro, di cui sopra, o lo possedesse,

che il  ricorrente si sarebbe, in un primo tempo, nascosto presso sua 
sorella ad D._______ (Nigeria); che, a seconda della versione resa, si  
sarebbe poi nascosto per quasi dieci anni a E._______ (Nigeria) (cfr. 
verbale 1 pag. 2); che dalla Nigeria sarebbe espatriato, prendendo un 
volo  da  F._______  (Nigeria)  fino  a  G._______  (Marocco),  dove  si 
sarebbe fermato per un periodo di nove mesi, rispettivamente, per più 
di  un anno (cfr. verbale 1 pagg. 2  e  7); che da G._______ avrebbe 
viaggiato in gommone, senza passaporto, fino a giungere in Spagna, 
nei pressi della città di H._______, in data 25 dicembre 2008, dove si 
sarebbe fermato ed avrebbe lavorato saltuariamente fino  al  mese di 
luglio  2010;  che  dalla  Spagna  sarebbe  partito  a  destinazione  della 
Svizzera con un amico in  automobile,  dove sarebbe arrivato in  data 
11 luglio 2010,

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità, 

che, nella decisione del  4 agosto 2010, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia d'asilo alcun documento d'identità o di viaggio valido entro 48 
ore  dall'inoltro  della  sua  domanda  d'asilo;  che,  dall'altro  lato,  detto 
Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 cpv.  
3 LAsi è realizzata nel caso di specie, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
la sua esecuzione siccome lecita, esigibile e possibile, 

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che, nel ricorso, l'insorgente fa valere di non aver potuto consegnare 
alcun documento,  non per  una sua mancanza di  volontà,  bensì  per 
una situazione di oggettiva impossibilità; che egli, infatti, non avrebbe 
mai  avuto  né  il  passaporto,  né  la  carta  d'identità,  poiché  il  loro 
ottenimento  sarebbe,  in  Nigeria,  molto  oneroso;  che,  peraltro,  il 
ricorrente  conferma  le  modalità  nelle  quali  si  sarebbe  svolto  il  suo 
viaggio;  che,  tenuto  conto  dei  motivi  scusanti  la  mancata 
presentazione  dei  documenti  richiesti,  delle  persecuzioni  di  cui 
sarebbe vittima e dell'impossibilità di ottenere, nel suo Paese d'origine, 
protezione da parte  dello  Stato, il  ricorrente  è  dell'avviso  che l'UFM 
avrebbe dovuto entrare nel merito della sua domanda,

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti  
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda d'asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammissione 
provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda d'esenzione dal 
versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che 
sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato 
o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c), 

che  sono  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non lo sono documenti quelli emessi per altri scopi, come la licenza di 
condurre,  la  carta  professionale,  il  certificato  di  nascita,  la  carta 

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scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi  (Decisioni  del  Tribunale 
amministrativo federale svizzero [DTAF] 2007/7 consid. 6), 

che, nel caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri, 

che, in relazione alla mancata presentazione dei documenti d'identità 
da  parte  del  ricorrente,  non  soccorre  l'insorgente  l'allegazione 
ricorsuale secondo cui egli non avrebbe mai posseduto un documento 
d'identità;  che  tale  ragione  non  rappresenta  un  motivo  scusabile  ai 
sensi  della  legge;  che,  inoltre,  non  v'è  alcuna  indicazione  che  egli 
abbia effettuato seri e concreti sforzi che avrebbero potuto avere esito 
favorevole per l'ottenimento dei documenti in quanto esso si limita, in 
sede di ricorso, ad affermare genericamente che tale ottenimento gli è 
oggettivamente impossibile,

che, peraltro, nel corso delle audizioni il ricorrente si è contraddetto in 
maniera palese circa il  passaporto che avrebbe avuto durante il  suo 
viaggio d'espatrio; che, infatti, egli ha affermato di aver viaggiato con 
un passaporto falso riportante le sue generalità, rispettivamente altre 
generalità o, ancora, di non avere badato a dette generalità (verbale 1 
pag. 4 e verbale 2 D 8 e 17); che, inoltre, si è contraddetto, indicando 
che  il  falso  passaporto  gli  sarebbe  stato  ritirato  al  suo  arrivo  in 
Marocco  dal  passatore,  o  dalle  autorità  marocchine;  che,  posto  di 
fronte a tale contraddizione, si è limitato ad affermare che il passatore 
gli avrebbe, in un primo tempo ritirato il passaporto e che le autorità 
marocchine l'avrebbero in seguito ritirato a quest'ultimo (cfr. verbale 1 
pag. 4 e verbale 2 D 18),

che,  inoltre,  l'insorgente  non  può  aver  viaggiato  nelle  circostanze 
descritte; che infatti basta rilevare che il ricorrente ha affermato in un 
primo  tempo  di  essere  espatriato  nel  (...)  (cfr.  verbale  1  pag.  1), 
benché le asserite persecuzioni avrebbero avuto luogo nel (...) o (...)  
(cfr. verbale 1 pagg. 3 e 6); che, posto di fronte a tale contraddizione,  
egli  ha  aggiunto  di  aver  vissuto  per  dieci  anni  a  E._______  (cfr. 
verbale 1 pag. 2) per poi ulteriormente ritrattare detta allegazione (cfr.  
verbale 2 D 61),

che, vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, v'è ragione di  

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concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità per i 
bisogni della causa, 

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile, 

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente, 

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il  
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di  
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5), 

che  l'insorgente ha dichiarato di  avere lasciato il  suo Paese, perché 
confrontato  al  pericolo  di  venire  ucciso  dai  suoi  concittadini,  poiché 
essi sarebbero stati alla ricerca di un'ingente somma di denaro legata 
all'uccisione del padre del ricorrente,

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel  
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi), 

che, infatti, le allegazioni decisive in materia d'asilo si esauriscono in  
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato, 

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che, inoltre, l'intero impianto allegatorio del ricorrente è caratterizzato 
da  gravi  e  ripetute  contraddizioni;  che,  a  titolo  d'esempio,  basta 
rilevare che egli  ha collocato l'uccisione del  proprio padre prima nel 
corso del mese d'aprile (...), poi tra i mesi di (...) e (...) ed infine ad (...)  
(cfr. verbale 1 pagg. 3 e 6 e verbale 2 D 35 e 36); che non lo soccorre 
l'allegazione resa in corso di procedura, secondo cui detta confusione 
sarebbe legata alla sua scarsa istruzione, poiché non è verosimile che 
egli non ricordi la data di un evento di tale portata (cfr. verbale 2 D 62  
e  63);  che,  inoltre  il  ricorrente  si  è  pure  contraddetto  su  elementi  
fondamentali del proprio racconto quali l'origine della somma di denaro 
alla base dei suoi problemi (cfr. verbale 2 D 68) e circa gli  assassini 
del  proprio  padre  (cfr.  verbale  2  D  70);  che,  infine,  nel  corso 
dell'audizione del (...), ha pure anteposto l'omicidio del padre al fattore 
scatenante, ovvero la ricezione dei soldi (cfr. verbale 2 D 25, 35 e 37),

che, per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato inverosimili, 
con  riferimento  all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  le  dichiarazioni  rese  dal 
ricorrente, 

che,  pertanto,  non  risultano  elementi  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  di  ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato 
dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  DTAF 2009/50 consid. 5-8  pag. 
725-733 e DTAF 2007/8 consid. 5.6.5-5.7 pag. 90 e segg.), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o esporre il  ricorrente in Patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 

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contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), 

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, 

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata, 

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  pregiudiziali 
dell'11 agosto  1999  [OAsi 1,  RS 142.311];  Giurisprudenza  ed 
informazioni della Commissione svizzera di  ricorso in materia d'asilo 
[GICRA] 2001 n.21), 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e  all'art.  83 
cpv. 3 LStr),

che, inoltre, la situazione vigente in Nigeria non appare, notoriamente, 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
ccoinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio 
nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
gode  di  una  formazione  scolastica  di  base  e  di  un'esperienza 
professionale  quale  (...)  (cfr.  verbale  1  pag.  3);  che  egli  dispone  in 
Patria di una rete famigliare, ovvero i suoi fratelli (cfr. verbale 1 pag. 4), 
e  che,  tenuto  conto  dell'inverosimiglianza  dei  fatti  addotti,  non  vi  è 
motivo di ritenere che essa non sia più estesa,

che l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi  
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 

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provvisoria (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 24), senza che ad un 
esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una 
permanenza in Svizzera per motivi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv. 2  LAsi  e 
art.  83  cpv.  2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio; 
che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile, 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto. 

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  importo  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale,  entro  un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
I._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di I._______ (via fax, 
con preghiera di  notificare la  sentenza al  ricorrente e di  ritornare 
l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale amministrativo federale)

- L._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Lydia Lazar Köhli

Data di spedizione:

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