# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bb35860d-110c-5545-895e-e811c028fd59
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-12-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.12.2014 35.2014.88
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2014-88_2014-12-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2014.88

   

  mm

  	
  Lugano

  15 dicembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 settembre 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 1° settembre 2014 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Nel mese di agosto 2013, la
ditta __________ di __________ ha comunicato all’CO 1 che il proprio dipendente
RI 1, in data 28 luglio 2013, durante un’azione di gioco aveva avvertito una
violenta fitta nella regione lombare sinistra (doc. 1). 

                                         Con rapporto 31 luglio
2013, la dott.ssa ____________________i ha diagnosticato una distorsione
lombare (cfr. doc. 16).

                                         La RMN del 7 gennaio 2014 ha evidenziato una protrusione discale medio-laterale L4-L5 con compressione sull’origine della
radice di L5 (doc. 23).

 

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi, con decisione formale del 23 aprile 2014, poi confermata
in sede di opposizione, CO 1ha negato il proprio obbligo a prestazioni
ritenendo che l’evento del luglio 2013 non configurerebbe né un infortunio, né
una lesione parificata ai postumi di un infortunio (cfr. doc. 28 e doc. 40).

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso del 30
settembre 2014, RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto che, annullata
la decisione su opposizione impugnata, venga accertato che il danno alla salute
é in relazione con l’evento del 28 luglio 2013 e che gli vengano riconosciute
le prestazioni di legge. 

                                         Per quanto qui
d’interesse, l’insorgente ha sviluppato le seguenti considerazioni a sostegno
delle proprie pretese:

 

" (…).

Orbene, se un evento é talmente intenso da provocare un trauma del
genere di quello subito dal ricorrente, giocoforza dedurre che di infortunio si
sia trattato, e non solo di “comportamento abituale in ambito sportivo”! Un
“comportamento sportivo abituale”, infatti non può per definizione mai
provocare effetti traumatici, caso contrario nessuno praticherebbe più
un’attività sportiva!

 

(…).

Ebbene, proprio quanto capitato sul campo di basket in occasione
del manifestarsi, improvviso, involontario, repentino del dolore alla schiena
sintomo della protrusione discale, conseguenza di un evento del tutto
straordinario e non di un comportamento sportivo abituale!

 

Vero é che vi é infortunio unicamente se un fattore esterno ha agito
sul corpo e che l’evento deve accadere nel mondo esterno. Altrettanto vero é
che il fattore esterno é considerato come straordinario quando eccede, come nel
caso concreto, il quadro degli avvenimenti e delle situazioni che si possono,
obiettivamente, definire quotidiani o abituali (…). La descrizione dell’evento
fatta dal teste __________ non può che qualificare il medesimo come di evento
esterno straordinario. Del resto, se così non fosse stato, non se ne spiegherebbero
le conseguenze, vale a dire il trauma subito dal ricorrente!

 

…

Tuttavia, anche nella ulteriormente denegata ipotesi che l’evento
capitato al ricorrente sia da considerare puramente interno, nondimeno lo
stesso deve essere considerato un infortunio ai sensi della giurisprudenza in
materia. (…).

 

Orbene, il ricorrente da anni pratica il gioco del basket senza
aver mai subito infortuni di questa natura. Egli é dunque abituato a sopportare
gli sforzi che l’esercizio di questa pratica sportiva comporta. Giocoforza
dedurne che l’evento in narrativa ha superato in modo evidente le
sollecitazioni cui il ricorrente é normalmente esposto giocando a basket e alle
quali, per costituzione, consuetudine o addestramento, egli é abitualmente in
grado di resistere. Anche perché, mosse come quelle subite dal ricorrente non
sono affatto abituali, me del tutto impreviste ed improvvise. In questo senso,
i movimenti del ricorrente durante la fase di gioco ricordata dal teste
assurgono senz’altro al grado di movimento scoordinato, che deve essere
qualificato come infortunio quando si sia prodotto in circostanze esterne
manifestamente insolite, impreviste, fuori programma (…).”

                                         (doc. I)

 

                               1.4.   L’assicuratore convenuto, in
risposta, ha chiesto che il ricorso venga respinto con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   L’oggetto della lite é
circoscritto alla questione di sapere se l’Istituto assicuratore resistente era
legittimato a negare la propria responsabilità relativamente all’evento occorso
il 28 luglio 2013, oppure no. 

 

                                         Questa Corte prende atto
che il ricorrente non pretende, a giusta ragione, che l’evento in discussione
possa andare a carico dell’CO 1 a titolo di lesione parificata ai postumi
d’infortunio ex art. 9 cpv. 2 OAINF.

                                         La lesione riportata da RI
1 - una protrusione discale con conflitto radicolare L5 (cfr. doc. 37) - non
rientra in effetti tra le diagnosi esaustivamente enumerate all’art. 9 cpv. 2
OAINF (cfr. DTF 116 V 145 consid. 5 in fine; STFA U 403/01 del 14 ottobre 2002 consid. 4.4.,
pubblicata in RDAT I-2003 N. 79; cfr. pure A. Bühler, Die
unfallähnliche Körperschädigung, in SZS 1996, p. 103 ss.). 

                                         In questo senso, si veda del resto anche la certificazione 8 agosto 2014
del dott. __________, medico __________ dell’ CO 1 (cfr. doc. 39). 

 

                                         Per il caso (non
realizzato nella presente fattispecie) in cui si fosse in presenza di una delle
diagnosi di cui al cpv. 2 dell’art. 9 OAINF, va segnalato che, in una sentenza
35.2007.24 del 21 giugno 2007, trattandosi di un assicurato che, a seguito di
un salto eseguito durante un allenamento di basket, aveva riportato la frattura
dell'alluce destro, questo Tribunale ha ammesso che tale attività presentava un
potenziale di pericolo accresciuto, per cui andava riconosciuta la presenza di
un fattore esterno ai sensi della giurisprudenza federale (DTF 129 V 466). 

 

                                         Con la
propria impugnativa, l’insorgente ha pure affrontato la questione di sapere se
il danno alla salute di cui soffre, é conseguenza naturale del sinistro
occorsogli nel luglio 2013 (cfr. doc. I, p. 4s.). 

                                         Al riguardo,
il TCA si limita a osservare che tale aspetto andrebbe esaminato in un secondo
tempo, soltanto qualora si ammettesse che egli é rimasto vittima di un
infortunio ai sensi di legge. 

 

                               2.3.   L'art. 4 LPGA così definisce
l'infortunio:

 

" È
considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario,
apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la
salute fisica o psichica o che provochi la morte."

 

                                         Questa definizione
riprende, nella sostanza, quella che era prevista all'art. 9 cpv. 1 vOAINF -
disposizione abrogata dall'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni
dell'11 settembre 2002 (RU 2002 3914), in vigore dal 1° gennaio 2003 -, di modo
che la relativa giurisprudenza continua ad essere applicabile. 

 

                                         Cinque sono dunque gli
elementi costitutivi essenziali dell'infortunio:

 

" - l'involontarietà

  - la repentinità

  - il danno alla salute (fisica o psichica)

  - un fattore causale esterno

  - la straordinarietà di tale fattore"

                                         (cfr. Ghèlew,
Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna
1992, p. 44-51)

 

                                         Scopo
della definizione è di tracciare un chiaro confine tra infortunio e malattia.

 

                               2.4.   Si evince dalla nozione
stessa di infortunio che il carattere straordinario non concerne gli effetti
del fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale
(cfr. RAMI 2000 U 374, p. 176).

                                         Pertanto, è irrilevante il
fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni gravi o inabituali.

                                         Il fattore esterno è
considerato come straordinario quando eccede, nel caso concreto, il quadro
degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente, definire
quotidiane o abituali (DTF 122 V 233 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61
consid. 2b, 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss, consid. 2a).

                                         Vi è infortunio unicamente
se un fattore esterno ha agito sul corpo. L'evento
deve accadere nel mondo esterno. 

                                         Quando il processo lesivo
si svolge all'interno del corpo umano, senza l'intervento di agenti esterni,
l'ipotesi di un evento infortunistico è data essenzialmente in caso di sforzo
eccessivo o di movimenti scoordinati. 

                                         La giurisprudenza esige,
perché si possa ammettere il fattore causale di sforzi eccessivi, che essi
superino in modo evidente le sollecitazioni cui la vittima è normalmente
esposta e alle quali, per costituzione, consuetudine o addestramento, essa è
abitualmente in grado di resistere. 

                                         Da un altro lato, per
poter ritenere che lesioni corporali siano state causate da movimenti
scombinati o incongrui. Gli stessi devono essersi prodotti in circostanze
esterne manifestamente insolite, impreviste e fuori programma. Carente è
altrimenti la straordinarietà del fattore esterno causale, con la conseguenza
che non tutte le caratteristiche di un infortunio sono realizzate (DTF 122 V
232 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 283 consid. 2, 116 V
138 consid. 3a e b, 147 consid. 2a; RAMI 1993 U 165, p. 59 consid. 3b).

 

                               2.5.   Conformemente
alla giurisprudenza, tocca all'assicurato rendere verosimile l'esistenza, in
concreto, di tutti gli elementi costitutivi d'infortunio.

                                         Quando l'istruttoria non
permette di ritenere accertati, perlomeno secondo il grado della
verosimiglianza preponderante - la semplice possibilità non basta - tali
elementi, il giudice constata l'assenza di prove o di indizi e, quindi,
l'inesistenza giuridica dell'infortunio (cfr. DTF 114 V 305ss. consid. 5b, 116 V 136ss. consid. 4b, 111 V 201 consid. 6b; RAMI 1990 U 86,
p. 50; A. Bühler, Der Unfallbegriff, in A. Koller (Hrsg.), Haftpflicht-
und Versicherungsrechtstagung 1995, S. Gallo 1995, p. 267).

                                         Gli
stessi principi sono applicabili alla prova dell'esistenza di una lesione
parificata ad infortunio (DTF 114 V 306 consid. 5b; 116 V 141 consid. 4b).

 

                               2.6.   Nella concreta evenienza,
nell’annuncio d’infortunio del 5 agosto 2014, è stato indicato che l’assicurato,
durante un’azione di gioco, ha accusato un fortissimo dolore alla zona lombare
sinistra (cfr. doc. 1). 

 

                                         Interpellato
dall’amministrazione circa la dinamica del sinistro, RI 1 ha dichiarato che il
28 luglio 2013, alle ore 20.30, mentre stava giocando a basket, ha
avvertito uno strappo alla regione lombare sinistra (cfr. doc. 11). 

 

                                         In data 4 febbraio 2014,
l’insorgente é stato sentito da un funzionario dell’ CO 1. 

                                         Dal relativo rapporto
risulta che l’evento in discussione ha avuto la seguente dinamica:

 

" In data 28
luglio 2013 mi trovavo al campetto pubblico di basket di __________.

Stavo giocando a basket e durante un’azione di gioco, facendo una
finta a destra per poi spostarmi verso sinistra, ho avvertito uno strappo nella
regione lombare sinistra.

I dolori si sono manifestati senza che abbia ricevuto un colpo
alla schiena e senza che sia successo qualcosa di particolare o straordinario.

Non ho infatti battuto la regione lombare.”

                                         (doc. 19, p. 1)

 

                                         Unitamente al ricorso,
l’assicurato ha prodotto la dichiarazione, datata 29 settembre 2014, di __________,
testimone oculare di quanto accadde quel 28 luglio 2013. Questo il suo tenore:

 

" (…).

La sera del 28 luglio 2013 stavo giocando a basket sul campo
all’aperto di __________, insieme a mio figlio e ad alcuni amici; RI 1, che non
conoscevo in precedenza, giocava sullo stesso campo e ci ha proposto una
partita.

 

Durante la partita, nel corso di un’azione di gioco, RI 1 - che
era marcato da me - ha forzato un’entrata a canestro, scartando di lato mentre
cercava di superare la mia marcatura, ed ha improvvisamente interrotto l’azione
dicendo di essersi fatto male alla schiena; ha subito abbandonato la partita ed
é uscito dal campo, ed io l’ho aiutato ad uscire e mi sono fermato a parlare
con lui. Dopo circa mezz’ora ci siamo salutati e lui si é allontanato.”

                                         (doc. 42)

 

                               2.7.   In merito alla dinamica del
sinistro, in sede di ricorso, RI 1 fa valere che il contenuto del rapporto
ispettivo del 4 febbraio 2014 - documento che egli si é rifiutato di controfirmare
in segno di disaccordo (si veda tuttavia la nota telefonica di cui al doc. 18:
“L’assicurato incontrato ieri presso la sede della ditta __________ di __________,
mi contatta e mi conferma di aver letto il mio rapporto. Non ci sono delle
modifiche sostanziali da apportare a quanto già indicato. Ribadisce che a
suo modo di vedere lui é rimasto vittima di un infortunio e non é affatto
d’accordo con un’eventuale presa di posizione negativa da parte della CO 1.” -
il corsivo é del redattore) - non corrisponderebbe a quanto realmente avvenuto,
e pretende che venga invece considerata la versione fornita dal teste __________
(cfr. doc. I, p. 3: “Di conseguenza, l’assicuratore LAINF - e codesto Tribunale
delle Assicurazioni - non poteva né può basarsi su questa ricostruzione
dell’evento, non risultando affatto confermata dal ricorrente, che viceversa la
contesta recisamente come fece in occasione del colloquio ricordato.”).

 

                                         Chiamato ora a
pronunciarsi, questo Tribunale ritiene che la versione di cui al rapporto
ispettivo del 4 febbraio 2014 non si discosti sostanzialmente dal tenore della
dichiarazione di __________. Quest’ultimo ha in effetti confermato che il
dolore lombare é insorto durante un’azione di gioco, più precisamente al
momento in cui l’assicurato ha cercato di smarcarsi, scartando di lato. Dalla
dichiarazione non emerge invece, ad esempio, che l’insorgente avrebbe ricevuto
un colpo alla schiena a seguito di un contatto fisico con un avversario. 

 

                                         In esito a quanto precede,
occorre dunque concludere che la ricostruzione della dinamica dell’evento
occorso al ricorrente, non pone difficoltà di sorta. 

 

                               2.8.   Dato che l’assicurato
sostiene che “se un evento é talmente intenso da provocare un trauma del genere
di quello subito dal ricorrente, giocoforza dedurre che di infortunio si sia
trattato, …” (doc. I, p. 5 - il corsivo é del redattore), deve essere
immediatamente ricordato che il carattere straordinario non riguarda gli
effetti del fattore esterno, ma esclusivamente il fattore medesimo. Poco importa
dunque che il fattore esterno abbia eventualmente provocato delle conseguenze
gravi o inattese (cfr. DTF 129 V 402 consid. 2.1 p. 404 e
riferimenti ivi citati; 122 V 230 consid. 1 p. 232 s.).

                                         D’altro
canto, l'Alta Corte ha già avuto modo di stabilire che non è lecito
partire dal danno alla salute, per sostenere che deve essersi trattato di un
infortunio tale da provocarlo. Un simile metodo induttivo non è ammissibile.
La carente dimostrazione di un evento che soddisfi le caratteristiche di un
infortunio, si lascia sostituire solo raramente da constatazioni di natura
medica (cfr. RAMI 1990 U 86 p. 46ss. consid. 2). 

                                         Infine, è
utile precisare che la nozione medica di
trauma non corrisponde alla nozione giuridica d'infortunio. Un evento traumatico esclude certamente
un'eziologia morbosa, tuttavia comprende - oltre all'infortunio vero e proprio
ai sensi di legge - altri eventi che non presentano un carattere straordinario
e/o repentino (cfr. STFA U 236/98 del 3 gennaio 2000;
STCA 35.2008.47 del 13 ottobre 2008; Bühler, Der Unfallbegriff, p. 268).

 

                                         Secondo la giurisprudenza
federale, in caso di danno alla salute insorto nello svolgimento di un’attività
sportiva, il criterio del fattore straordinario e, dunque, l’esistenza di un
infortunio, devono essere negati in assenza di un evento particolare (cfr. DTF
130 V 117 consid. 2.2). 

                                         Pertanto, il fattore
esterno é straordinario soltanto se esso non rientra più, da un punto di vista
oggettivo, nell’ambito di ciò che é normale e abituale, ma non quando un avvenimento
rientra nella consueta varietà di movimenti che lo sport in questione comporta
(cfr. STF 8C_835/2013 del 28 gennaio 2014 consid. 5.1 e riferimenti ivi
menzionati).

                                         Ad esempio, é stato
ammesso l’intervento di un infortunio ai sensi di legge trattandosi di un
assicurato che, sciando su terreno irregolare, é scivolato su una lastra di
ghiaccio senza cadere e, perdendo il controllo degli sci, é passato su una
cunetta, é stato sollevato da terra e, ricadendo, ha battuto la parte superiore
del corpo girata (RAMI 1999 U 345 p. 420ss.), trattandosi di un check contro la
balaustra durante una partita di hockey su ghiaccio (DTF 130 V 117) oppure
trattandosi di un’assicurata che aveva urtato con il coccige la pista dura,
praticando lo Snow-Tubing (SVR 2008 UV Nr. 4 p. 13s.).

                                         Per una panoramica sulla
giurisprudenza federale e cantonale in materia d’infortuni in ambito sportivo,
si veda D. Cattaneo, Sport et assurances sociales, in Cahiers genevois
et romands de sécurité sociale N° 45-2010, p. 140ss.. 

 

                                         Per quanto riguarda
specificatamente la pratica del basket, in una sentenza 8C_180/2007 del 12
marzo 2008 consid. 5, il Tribunale federale ha negato l’esistenza di un
infortunio trattandosi di un’assicurata che, allorquando si trovava sotto
canestro, aveva effettuato un movimento energico di torsione del tronco,
mantenendo però i piedi fissi al suolo. In quella fattispecie, l’Alta Corte ha
ritenuto che il brusco movimento di rotazione del tronco non costituiva un
movimento scoordinato, che interviene quando l’abituale e normale svolgimento
di un movimento del corpo é stato interrotto da un ostacolo non programmato
legato all’ambiente esterno, come lo é il fatto di scivolare, d’inciampare, di
urtare un oggetto o d’evitare una caduta.

 

                                         Il TF é giunto a questa stessa
conclusione in un’altra pronunzia 8C_835/2013 del 28 gennaio 2014, riguardante
un assicurato che aveva riportato una lesione alla spalla destra durante una
partita di basket, allorquando, con il braccio disteso e elevato, era stato toccato
da tergo da un giocatore avversario, e ciò sulla base delle seguenti
considerazioni:

 

" (…). 

5.3. Gestützt auf die Angaben
des Versicherten fehlt es an dem für die Qualifikation als Unfall
erforderlichen besonderen Vorkommnis, welches zu der Gesundheitsschädigung geführt
hätte. Der Versicherte selber gab wiederholt an, dass er von einem Gegner
lediglich "berührt" worden sei. Davon ist hier auszugehen, denn es
wäre nach der ausdrücklichen Frage des Unfallversicherers nach dem Hergang
nicht einzusehen, weshalb der Versicherte etwa einen eigentlichen Zusammenstoss
mit einem Gegenspieler oder einen Angriff mit Reissen am Arm unerwähnt gelassen
hätte. Eine blosse Berührung durch einen anderen Spieler vermag jedoch mit
Blick auf die genannten Beispiele, die zum Vergleich heranzuziehen sind (oben
E. 5.1), für die Qualifikation des Ereignisses als Unfall im Rechtssinne nicht
zu genügen. Wenn es zu einem einschiessenden Schmerz in der Schulter kam, weil
sich der Versicherte durch die Berührung des Gegenspielers zum Ausweichen gezwungen
sah und sich dabei den Arm verdrehte, fällt dies in die gewöhnliche Bandbreite
der Bewegungsmuster eines Basketballspiels. 

Der Unfallbegriff ist damit nicht erfüllt und es
besteht daher auch keine Leistungspflicht des Unfallversicherers aus Art. 6
Abs. 1 UVG.“

 

                                         Nella
presente fattispecie, premesso che il danno alla salute si è manifestato senza
che vi sia stato impatto né con altre persone né con oggetti, analogamente a
quanto deciso dall’Alta Corte nelle sentenze appena citate, questo Tribunale
non ritiene che il fatto di essersi spostato bruscamente di lato (“scartando
di lato”) nel tentativo di liberarsi dalla marcatura di un avversario,
compiendo in tal modo una torsione del tronco, possa essere qualificato come
straordinario. In effetti, tutto ciò rientra nel consueto genere di movimenti
che implica la pratica della pallacanestro, così come ha giustamente osservato
l’Istituto assicuratore in sede di risposta di causa (cfr. doc. III, p. 3: “…
non fa dubbio infatti che il movimento effettuato dal ricorrente durante una
fase di gioco non ha proprio nulla di straordinario per chi pratica il
basket.”). 

 

                                         In
esito a quanto appena esposto, il TCA deve concludere che non sono soddisfatte
le severe condizioni poste dalla giurisprudenza federale per poter riconoscere
il carattere infortunistico a un determinato evento.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti