# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 52e1dacd-ea71-5bfc-a184-104e9f09bbfe
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-09-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.09.2015 42.2015.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2015-6_2015-09-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  42.2015.6

   

  rs

  	
  Lugano

  28 settembre 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 aprile 2015 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 2 marzo 2015 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501
  Bellinzona 

   

   

  in materia di assistenza sociale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione su reclamo del 2
marzo 2015 l'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento (USSI) ha
confermato la propria decisione del 16 ottobre 2014 con cui aveva negato a RI 1
il diritto a prestazioni assistenziali postulate con domanda del 16 settembre 2014, in quanto il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento superava il limite
annuo fissato dal Dipartimento della sanità e della socialità (cfr. doc. A1; 54).

 

                                         L’amministrazione
ha così motivato la decisione su reclamo:

 

"
(…)

Il reclamo 17 novembre 2014 contesta la decisione che non
riconosce un disavanzo, presentando un calcolo delle uscite per un totale di
CHF 3'552.-- al mese e delle entrate (CHF 2'701.-- di salario e CHF 235.15 di
assegno di legge) per un ammontare totale di CHF 2'937.-- mensili. Indica
quindi un disavanzo di fr. 615.-- mensili, che andrebbe coperto con la
prestazione assistenziale.

 

A torto.

 

Il calcolo della prestazione di assistenza si basa sulla legge
sull’assistenza.

Il calcolo secondo la LAS comprende

I seguenti costi

 

- un fabbisogno di base mensile secondo la Legge
sull’assistenza sociale (LAS) di CHF 1'595.--

- una spesa computabile ai sensi della LAS pari a CHF 2'682.--,

  -di cui CHF 1'250.-- di spesa d’alloggio e

  -CHF 790.-- di premio assicurazione malattia

  -CHF 641.-- di altre spese: contributi AVS e spese
professionali

 

le seguenti entrate

 

- reddito computabile mensile ai sensi della LAS pari a CHF
4'394.--

- sussidio per la cassa malati di CHF 534.--

 

I costi indicati rappresentano ciò che la legge riconosce come
spesa necessaria per vivere in assistenza (vitto, alloggio, ass.malattia, spese
domestiche, vestiario, AVS ecc.): in concreto si tratta di CHF 4'277.--.

Tale spesa è coperta dal reddito mensile del richiedente di CHF
4'394.-- e dal sussidio dei premi di cassa malati.

In base alla legge sono infatti da considerare come reddito anche
gli alimenti del figlio (CHF 900.-- al mese, CHF 10'800.-- all’anno), che
erroneamente il reclamante non ha considerato. Il calcolo della decisione
impugnata è quindi corretto.

La decisione applica correttamente i criteri stabiliti dalla legge
e viene quindi confermata.” (Doc. A1)

 

                               1.2.   RI 1, patrocinata dall’avv. RA
1, ha tempestivamente impugnato la decisione su reclamo del 2 marzo 2015 davanti
al TCA, chiedendo il relativo annullamento e l’erogazione di una prestazione
assistenziale da ricalcolare (cfr. doc. I).

 

                                         A sostegno delle proprie
pretese ricorsuali l’insorgente ha segnatamente addotto:

 

" (…)

6. Almeno parzialmente, le motivazioni
della decisione impugnata non possono essere condivise.

Il calcolo dell’UR si presenterebbe in
effetti come segue, ritenute le posizioni che andrebbero rettificate.

 

- Dapprima va rilevato che il figlio __________,
studente universitario di economia a __________, non riceve aiuto allo studio
(nella forma dell’assegno) nella misura massima sussidiabile.

Ne consegue che una parte degli oneri
mensili restano a carico della madre ricorrente; in particolare, sono arretrate
3 pigioni dell’appartamento di quest’ultimo (fr. 750.- mensili) oltre a
svariate bollette (luce, ecc.).

 

- Va inoltre riconsiderata la posizione per
la CM, in quanto erroneamente la partita deal signora RI 1 è stata considerata
alla stregua di un’assicurata che beneficia di prestazioni assistenziali.

Rimangono ancora scoperte fatture pregresse
da onorare (fr. 4'000.- in totale), tra le quali una fattura relativa
all’agopuntura (fr. 310.-) e la partecipazione del 10% (fr. 651.25) relativa a
un delicato intervento chirurgico subito nel mese di gennaio all’ospedale __________
di __________, rispettivamente la tassa militare (fr. 400.-) dell’anno 2013, i
contributi AVS (fr. 480.-) del figlio, l’abbonamento Arcobaleno, imposte
diverse, premi assicurativi, spese accessorie locazione, premi cassa malati e
fatture __________.

Vanno inoltre aggiunte bollette diverse
ancora da pagare per circa fr. 2'000.- (partecipazione __________, __________,
bollette telefoniche, farmacia e pigione), mentre le ricevute attestano i
pagamenti per i mesi di gennaio, febbraio 2015 per un importo di circa fr.
2'640.- (pigione, telefono, __________, __________, __________ ed __________).

 

- Concludendo, la precaria situazione
riportata, considerando uno stipendio di fr. 2'930.- mensili, non può di sicuro
condurre all’assenza di un disavanzo da coprire.” (Doc. I)

 

                                         La ricorrente ha, inoltre,
postulato l’ammissione al gratuito patrocinio (cfr. doc. II).

 

                               1.3.   L’USSI, in risposta, ha
chiesto la reiezione dell’impugnativa, osservando in particolare quanto segue:

 

" (…)

5.

Relativamente ai costi indicati dalla
ricorrente si osserva che la prestazione di assistenza è calcolata a copertura
del fabbisogno corrente e non copre i debiti. La decisione ha considerato il
fabbisogno della madre e del figlio. Il calcolo deve considerare i costi (e
quindi l’importo coperto) per una persona in assistenza, in tal senso considera
i valori massimi coperti dalla legge, mentre i costi reali, nella misura in cui
sono superiori non sono determinanti per il calcolo del fabbisogno per
l’assistenza. Correttamente viene quindi considerato il valore della cassa
malati (premio medio di riferimento, cfr. RL 6.4.6.1.8.), garantito per la
persona in assistenza.       

Il reddito dell’unità di riferimento
comprende anche gli alimenti non considerati dalla reclamante e quindi è di CHF
4'394.--.

(…)” (Doc. V)

 

                               1.4.   Il 13 maggio 2015 la
ricorrente, per il tramite del proprio legale, ha trasmesso alcune ricevute di
pagamenti relativi al mese di aprile 2014 (fatture mediche e farmaceutiche di
complessivi fr. 360.70) e copia della decisione emanata dall’IAS il 20 novembre
2014 con cui è stata accolta la sua istanza di riduzione del premio LAMal per
il 2015.

                                         L’insorgente ha, inoltre,
rilevato che degli alimenti di fr. 900.--versati dal padre per il figlio __________
non può essere risparmiato alcunché, dal momento che vengono impiegati per
pagare una parte della pigione dell’appartamento di __________, pari a fr.
1'400.-- mensili (cfr. doc. XI; Q-R).

 

                               1.5.   L’amministrazione, il 26
maggio 2015, ha indicato che la ricorrente non ha fatto valere fatti o motivi
idonei a giustificare una diversa valutazione rispetto alla decisione su
reclamo impugnata che è stata confermata (cfr. doc. XIII).

 

                               1.6.   Il 27 maggio 2015 l’avv. RA 1
ha inviato il certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria con la
relativa documentazione (cfr. doc. XIV).

 

                               1.7.   L’avv. RA 1, per conto della
ricorrente, il 30 giugno 2015 ha asserito che la situazione finanziaria della
sua patrocinata è ulteriormente peggiorata, inviando al riguardo uno scritto
della medesima datato 15 giugno 2015, come pure fatture relative, al premio
dell’assicurazione per l’economia domestica privata per il periodo 1° luglio
2015 – 30 giugno 2016 di fr. 287.10, al conteggio delle spese accessorie 2014
di fr. 571.95, a costi medici, a imposte cantonali e comunali non pagate per il
2012 e 2013, alla richiesta d’acconto dell’imposta cantonale 2015 di fr. 345.-,
dell’imposta comunale per il 2015 di fr. 330, ai contributi AVS del figlio per
il 2014 di fr. 480.- e alla tassa militare per il 2013 di fr. 406.15 (cfr. doc.
XVI + S-T), queste ultime voci (richiesta acconti imposte 2015, contributi AVS
e tassa militare) peraltro già inviate con il ricorso 

 

                               1.8.   L’8 luglio 2015 l’USSI ha
preso posizione, rilevando:

 

" (…)
L’assistenza non garantisce il tenore di vita normale ma solo l’indispensabile.
Di conseguenza non copre le spese abituali ma quelle assolutamente necessarie.
In particolare non sono di principio considerati i debiti, salvo a riduzione
della sostanza che però nel caso della signora RI 1 è già pari a CHF 0.--.
Anche le imposte non rientrano nel fabbisogno essenziale e per le stesse occorre
chiedere il condono.

Si conferma la risposta al ricorso.” (Doc.
XVIII)

 

                               1.9.   Il doc. XVIII è stato
trasmesso per conoscenza alla parte ricorrente (cfr. doc. XIX).

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Oggetto
della vertenza è la questione di sapere se correttamente o meno l’USSI ha negato
a RI 1 una prestazione assistenziale richiesta nel mese di settembre 2014.

 

                                         L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge
sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las). 

                                         Tale
normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran
Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289
segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

 

                                         Questi
cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

                                         Il 1°
ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della
Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU
40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

 

                               2.2.   L'art.
1 Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei
diritti della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite
dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di
quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

                                         Le
prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e
professionale dei beneficiari (cpv. 2).

 

                                         L'art.
2 della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede
al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono
complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni
sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi
cantonali". 

                                         Il
cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali
propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite
le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

                                         L’art.
13 Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia del resto che:

 

"
Le prestazioni sociali di
complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2
cpv. 1, ritenuto che:

a)   prima dell’erogazione delle
prestazioni sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni al premio
dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di riferimento
hanno diritto;

b)   ogni prestazione va erogata sino al
massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una
prestazione che segue nell’ordine;

c)   nel calcolo di ogni prestazione
vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del
diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

 

                                         Inoltre giusta l’art. 2 cpv. 1
Laps:

 

"
Sono prestazioni sociali ai
sensi della legge:

a)   la partecipazione al premio
dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla Legge federale
sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla relativa legge
cantonale di applicazione;

b)   l’aiuto sociale allo studio
previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

c)   l’assegno di studio previsto dalla
Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

d)   l’assegno complementare per il
perfezionamento e la riqualificazione professionale previsto dalla Legge della
scuola del 1° febbraio 1990;

e)   l’indennità straordinaria ai
disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno
ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

f)    l’assegno integrativo previsto
dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

g)   l’assegno di prima infanzia
previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

h)   le prestazioni assistenziali
previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971."

 

                                         Anche
dal Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,
si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è “obbligatoria per tutti
i residenti del Cantone” (pag. 11). In seguito intervengono i sussidi per il
perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di
disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi
per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali
costituiscono l’ultimo intervento sociale. 

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti
preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette
(art. 17).

                                         Al
riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2
Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,
10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

 

                                         La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali propriamente
dette sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e
alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las). 

                                         Esse
si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las). 

                                         Questa
distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in
relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del
Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8
maggio 2002, pag. 3).

 

                                         Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3 Las).

 

                                         Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

 

"
Le prestazioni assistenziali
ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la
soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le
prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della
Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere
ricorrente. (cpv. 2)."

 

                                         Ex art. 19 Las, concernente la
soglia di intervento, poi:

 

"
La soglia d’intervento per
le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno,
tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale."

 

                                         L’art.
19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.

 

                                         La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni
dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni,
come altri Cantoni.

                                         L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

 

                                         Il
Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento) -, il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un
lato, che la COSAS ha adottato il 21 ottobre 2010 una nuova versione delle
«direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.
"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.), in vigore dal
1° gennaio 2011 -che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali
invita ad applicare-, come pure che tale modifica prevede l’adeguamento al
rincaro sulla base dell’indice dei salari e dei prezzi del forfait di
mantenimento in ambito di assistenza sociale, in analogia a quanto avviene
nell’ambito delle rendite AVS AI e delle prestazioni complementari, e che per
il 2011 è stato deciso un adattamento al rincaro pari al 1.75% del forfait di
mantenimento, che a far tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di intervento
corrisponde: 

 

"
A. Forfait globale e
Supplemento d'integrazione

 

	
  Persona
  dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

  	
  Forfait
  globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Supplemento
  d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Totale

   

   

   

  (fr./mese)

  
	
  1
  persona

  	
   
  977.--

  	
  100.--

  	
  1077.--

  
	
  2
  persone

  	
  1495.--

  	
  100.--

  	
  1595.--

  
	
  3
  persone

  	
  1818.--

  	
  100.--

  	
  1918.--

  
	
  4
  persone

  	
  2090.--

  	
  100.--

  	
  2190.--

  
	
  5
  persone

  	
  2364.--

  	
  100.--

  	
  2464.--

  
	
  6
  persone

  	
  2638.--

  	
  100.--

  	
  2738.--

  
	
  7
  persone

  	
  2912.--

  	
  100.--

  	
  3012.--

  
	
  Per
  ogni persona supplementare

  	
  +
  272.--

  	
  -

  	
  +
  272.--

  

 

B.   Supplemento per unità di
riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti
raccomandazioni della COSAS).

Per unità di riferimento con più di due persone
di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un
supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più
anni di età; l'importo di tale supplemento è di 210.-- fr./mese per ognuna di
queste persone." 

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle
prestazioni assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36).

 

                                         Tali importi sono stati
mantenuti anche per il 2012, il 2013, il 2014 ed il 2015 (cfr. Direttive
riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2012 del 16
dicembre 2011; Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni
assistenziali per il 2013 del 20 dicembre 2012; Direttive riguardanti gli
importi delle prestazioni assistenziali per il 2014 del 1° gennaio 2014 e
Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2015
pubblicate nel BU 9/2015 del 3 marzo 2015).

 

                               2.4.   L’art.
22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

 

"
Il reddito disponibile residuale è
quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti: 

 

a) Reddito computabile: 

    1.  vengono computate le prestazioni
ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se
vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento
e dichiarate dal richiedente; 

    2.  la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera
100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000
fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o
partner registrati o
conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o
maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo
computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza
computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile; 

    3.  vengono interamente computati i
redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento. 

    4.  Non vengono computate le entrate
e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato.

b) Spesa vincolata: 

    1.  non vengono computati rendite e
oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps); 

    2.  non vengono computati gli
alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps; 

    3.  non vengono computate le imposte
di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps; 

    4.  le spese e gli interessi passivi
sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei
redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’
art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

 

c) Spesa per l’alloggio

    Per il calcolo della spesa per
l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie
effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps" 

 

                                         Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

 

                                         L'art.
6 Laps regolamenta così il reddito computabile:

 

"
Il reddito computabile è
costituito dai seguenti redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22
della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi
imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi ricevuti in virtù della
legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la
vecchiaia, i superstiti e l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai
sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale
del 19 giugno 1992; 

 

 

f) 1/15 della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF
100'000 

per l’abitazione primaria e, per le
altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una persona sola, CHF 20'000 per una
coppia (coniugi o partner registrati o conviventi) e CHF 2'000.- per ogni
figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente facente parte
dell’unità di riferimento.” (cpv. 1).

 

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le
parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai
sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno
computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

                                      

                                         La
spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese
vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai
sensi dell'art. 8 Laps:

 

"
La spesa vincolata è costituita
dalle seguenti spese: 

a) le spese ai sensi degli art. 25-31
LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese
per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa
salariata;

b) gli interessi maturati su debiti
ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art.
32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;

e) i versamenti, premi e contributi
legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv.
1 lett. d) e f) LT; 

f) i versamenti, premi e contributi per
acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza
individuale vincolata di cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT
versati da persone che esercitano 

    un’attività lucrativa indipendente o
dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo
pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria
contro le malattie 

                                                                               vigenti
al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento; 

h) i premi per l’assicurazione della
perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone
non obbligatoriamente assicurate; 

i)  ... 

j)  … . (cpv. 1) 

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi
sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza
contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio
dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv.
2)"

 

                                          L'art.
9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

"
La spesa per l’alloggio è
computata fino ad un massimo di: 

 

a) per le unità                             importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle prestazioni
complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI per
la persona sola

 

  b) per le unità di                         importo
riconosciuto dalla legislazione

      riferimento composte             sulle
prestazioni complementari

      da due persone:                     all'AVS/AI
per i coniugi

 

  c) per le unità di                          importo
riconosciuto dalla legislazione

      riferimento composte da        sulle
prestazioni complementari

      più di due persone:                 all'AVS/AI
per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

 

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art.
5 cpv. 1 lett. b cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari
(vLPC), in vigore fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni
stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo
annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le
persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli.

.

                                         Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni
complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità
(LPC). L’art. 10 cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo
riconosciuto delle spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole
(cifra 1) e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno
diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli
dell’AVS o dell’AI (cifra 2).

 

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione i limiti di reddito e le altre
disposizioni concernenti la determinazione della prestazione complementare
annua sono quelli previsti dalla LPC

 

                                         Dai
Decreti esecutivi concernenti la legge federale sulle prestazioni complementari
all'AVS e all'AI del 3 dicembre 2013, rispettivamente del 26 novembre 2014
emerge che le deduzioni applicate per la pigione ammontano al massimo fr.
13’200.– per persona sola e fr. 15’000.– per coniugi.

 

                                         Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a
determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione
di bisogno del richiedente.

                                         Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai
redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi
della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

                                         La
sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto
al conteggio nell’ambito Laps.

 

                                         Dal
calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali
le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni
assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona
priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a
disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

                                         Infine
il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a
Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

 

                               2.5.   RI 1 ha contestato il calcolo
che ha condotto al diniego di una prestazione assistenziale da
lei richiesta nel mese di settembre 2014, facendo valere in buona sostanza di
dovere sostenere ulteriori costi, oltre alle spese computate dall’USSI
(fabbisogno di base, spesa d’alloggio, premio assicurazione malattia, suoi
contributi AVS, spese professionali). 

                                         L’insorgente
ha censurato innanzitutto l’importo del premio della cassa malati considerato
dall’amministrazione, ritenendo che quest’ultima a torto abbia tenuto conto del
premio computabile per una beneficiaria di prestazioni assistenziali.

                                         Ella ha poi menzionato
gli altri oneri mensili a cui deve far fronte, in particolare relativi allo
studio universitario in economia a __________ del figlio __________ non coperti
dall’assegno di studio non riconosciuto in misura massima. In proposito la stessa
ha precisato che sarebbero arretrate tre pigioni concernenti l’appartamento a
Friborgo del figlio, come pure svariate bollette (luce, ecc.).

                                         La
ricorrente ha, inoltre, indicato ulteriori fatture arretrate scoperte
riguardanti segnatamente trattamenti di agopuntura, partecipazione del 10%
relativo a un intervento chirurgico effettuato nel gennaio 2015 presso
l’Ospedale __________ di __________, tassa militare 2013, contributi AVS del
figlio, abbonamento Arcobaleno, imposte e premi assicurativi (cfr. doc. I; XI;
XVI).

 

                                         L’USSI, dal canto suo, ha puntualizzato
che sono state computate le spese correnti - ad esclusione dei debiti - che la
legge riconosce (fabbisogno di base, spesa d’alloggio, premio assicurazione
malattie, contributi AVS per la ricorrente e spese professionali) per un totale
di fr. 4'277.-- al mese che vengono coperte dal reddito della richiedente,
composto del suo guadagno da attività lavorativa e degli alimenti per __________,
pari a complessivi fr. 4'394.-- mensili, ai quali va aggiunto il sussidio della
cassa malati di fr. 534.-- (cfr. doc. AI; III; XVIII).

 

                               2.6.   Chiamata a pronunciarsi in
merito alla fattispecie, questa Corte rileva dapprima, relativamente alla
soglia di intervento, che, come esposto sopra (cfr. consid. 2.3.), le Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per
il 2014 emanate dal Dipartimento della sanità e della socialità prevedono, nel
caso di un’unità di riferimento composta di due persone, come è il caso della
ricorrente (la medesima e il figlio __________ nato il 16 febbraio 1993), un
forfait globale di mantenimento di fr. 1’495.-- al quale si aggiunge un
supplemento di integrazione di fr. 100.-- per complessivi fr. 1'595.--.

 

                                         Tale importo corrisponde
all’ammontare computato dall’USSI (cfr. doc. 55).

 

                                         Riguardo al forfait di
mantenimento giova evidenziare che lo stesso include le spese relative alle
seguenti voci:

 

" -
alimentazione, bevande e tabacco

- Abbigliamento e calzature

- Consumi energetici (elettricità, gas,
ecc.) escluse le spese accessorie

- Pulizia, cura dell’appartamento e
dell’abbigliamento, compresa la tassa sulla nettezza urbana

- Acquisto di piccoli oggetti d’uso
domestico

- Spese sanitarie, escluse le franchigie e
i farmaci non rimborsati dalla cassa malati

- Spese di trasporto, compresi gli
abbonamenti a metà prezzo (trasporti pubblici locali, manutenzione della
bicicletta e del ciclomotore)

- Telecomunicazioni (telefono, spese
postali, ecc.)

- Formazione e svaghi (concessione
radio/TV, giochi, giornali, libri, spese scolastiche, cinema, animali
domestici, ecc.)

- Cure del corpo (parrucchiere e articoli
da toilette)

- Attrezzatura personale (materiale di
cancelleria, ecc.)

- Bevande consumate fuori casa

- Altre (quote assicurative, piccoli
regali)” (Direttive COSAS del dicembre 2010 p.to B.2.1)

 

                                         Pertanto i costi attinenti
alle bollette telefoniche, all’abbonamento Arcobaleno, all’elettricità e ad alcune
spese sanitarie (ad esempio medicamenti da banco) fatti valere dall’insorgente
(cfr. doc. I) sono già compresi nella soglia di intervento.

                                         Agli stessi va, di
conseguenza, fatto fronte mediante l’ammontare appena citato.

 

                               2.7.   L’art. 22 lett. c Las, in
vigore dal 1° ottobre 2006, prevede che per il calcolo della spesa per
l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive
fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps.

 

                                         Giusta
l’art. 9 Laps la spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo, nel caso
di unità di riferimento composte da due persone, come quella della ricorrente,
pari all’importo riconosciuto dalla LPC per i coniugi, ossia a fr. 15’000.--
(cfr. art. 10 cpv. 1 lett. b LPC; Decreto esecutivo concernente la legge
federale sulle prestazioni complementari all’AVS e all’AI del 3 dicembre 2013).

 

                                         Per
l'art. 257a cpv. 1 CO 

 

"
le spese accessorie sono la
remunerazione dovuta per le prestazioni fornite dal locatore o da un terzo in
relazione all'uso della cosa."

 

                                         Per
il capoverso 2 esse sono a carico del conduttore solo se specialmente pattuito.

                                         In
virtù della succitata norma il proprietario può fatturare solo i costi che sono
stati convenuti. In mancanza di una convenzione, essi sono compresi nel canone
di locazione (DTF 121 III 142 e dottrina citata; D. Lachat, Le bail a Loyer,
Losanna 1997 pag. 222; T. Oberle, Nebenkosten, Heizkosten, Zurigo 1995, pag.
33).

                                         Per
l'art. 257b CO 

 

"
nel caso di locali d'abitazione e
commerciali le spese accessorie sono la remunerazione per i costi
effettivamente sostenuti dal locatore per prestazioni connesse con l'uso quali
i costi di riscaldamento e di acqua calda e analoghe spese d'esercizio, come
pure i tributi pubblici a carico della cosa."

 

                                         Le
disposizioni sono di diritto imperativo (cfr. D. Lachat, op. cit. pag. 222 N
1.5; T. Oberle, op.cit., pag. 32)

 

                                         La
norma di cui all’art. 22 lett. c si differenzia dal regime previsto per la
Laps, il cui art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali sancisce che:

 

"
La spesa per l'alloggio è definita
come segue:

        a) per l'inquilino, la pigione
netta maggiorata del 15% per le spese 

            accessorie.

        b) per il proprietario, il
valore locativo dell'abitazione primaria, 

            maggiorato del 15% per le
spese accessorie."

 

                                         La
Laps, perciò, non fa capo alle spese effettive, come invece la Las, bensì a un
importo fittizio calcolato sulla base della pigione netta.

 

                                         L’art.
22 lett. c Las è, per contro, analogo alla regolamentazione di cui alla LPC.

                                         Ai
sensi dell’art. 10 cpv. 1 lett. b LPC, in vigore dal 1° gennaio 2008, vanno, in
effetti, computate la pigione di un appartamento e le relative spese
accessorie; in caso di conguaglio per le spese accessorie, non si tiene conto
né del saldo attivo né di quello passivo. 

                                         Nel
caso in cui le persone vivano in un appartamento in locazione da esse stesse
riscaldato e non debbano pagare al locatore alcuna spesa di riscaldamento, va
poi anche conteggiato, oltre alle spese accessorie usuali,
un forfait per le spese di riscaldamento ex art. 16b cpv. 1 e 2 OPC AVS/AI di
fr. 840.-- annui.

 

                                         E’,
altresì, utile osservare che in una sentenza 39.2006.4 del 4 ottobre 2006 il
TCA, chinandosi su un caso di rifiuto di assegni integrativi, ha comunque
stabilito che nell’ipotesi di canoni di locazione molto bassi rispetto al
valore usuale per una casa delle stesse dimensioni e nella medesima località
per determinare l’importo della pigione da computare nel calcolo della
prestazione armonizzata e coordinata dalla Laps vanno eccezionalmente
applicati, per analogia, i disposti legali della LPC e OPC relativi alle spese
di riscaldamento.

 

                                         Con
sentenza 42.2007.3 del 26 ottobre 2007 questa Corte ha pure deciso che nel caso
di persone i cui contratti di locazione non prevedono il versamento di un
importo a titolo di spese accessorie e che devono esse stesse provvedere alle
spese di riscaldamento, si giustifica, nell’ipotesi in cui non sia possibile
stabilire l’importo esatto relativo al costo del riscaldamento, l’applicazione,
per analogia, dei disposti della LPC/OPC. In tal caso, a titolo di spese, in
aggiunta alla pigione netta, va perciò perlomeno conteggiato l’importo
forfetario di fr. 840.-- annui, ciò tuttavia nei limiti dell’importo massimo
ammissibile secondo l’art. 9 Laps.

 

                                         In concreto il contratto
di locazione concernente l’appartamento di 3 locali a __________ prevede una
pigione di fr. 1'250.- al mese, pari a fr. 15'000.- annui e delle spese
accessorie di fr. 100.-- al mese, corrispondenti a fr. 1'200.-- annui (cfr.
doc. 91). Complessivamente, quindi, la ricorrente deve sostenere, quale costo
per la propria abitazione, la somma di fr. 1'350.-- al mese, ossia fr.
16'200.-- all’anno.

 

                                         L’importo di fr.
16'200.--, essendo superiore al limite massimo di fr. 15'000.--, a ragione
l’amministrazione ha computato a titolo di spesa per l’alloggio l’ammontare di
fr. 15'000.-- (cfr. doc. 55-56).

 

                                         La ricorrente ha indicato
di dover far fronte pure al conguaglio delle spese accessorie che per il 2014 è
di fr. 571.95 (cfr. doc. T).

                                         Come
esposto sopra nel regime delle PC (per quanto attiene al computo della pigione
analogo all’art. 22 lett. c Las), in caso di conguaglio per le spese
accessorie, non si tiene conto né del saldo attivo né di quello passivo. 

 

                                         In casu la questione di
sapere se nel regime Las vada o meno considerato il conguaglio delle spese
accessorie non merita di ulteriori approfondimenti, poiché in ogni caso,
l’amministrazione ha già computato, a titolo di spesa per l’alloggio, l’ammontare
massimo ammissibile ai sensi dell’art. 22 lett. c Las di fr. 15'000.-- (cfr.
doc. 55-56). 

                                         Pertanto un aumento di tale
importo per tenere conto del conguaglio delle spese accessorie è in ogni caso
escluso.

 

                               2.8.   L’insorgente ha
censurato gli importi dei premi della cassa malati di fr. 4'965.- annui per lei
e di fr. 4'526 all’anno per __________ considerati dall’amministrazione (cfr.
doc. 55-56), ritenendo che quest’ultima abbia a torto tenuto conto del premio
computabile per una beneficiaria di prestazioni assistenziali (cfr. doc. I).

 

                                         Ai
fini della determinazione del diritto a una prestazione assistenziale, in
applicazione degli art. 22 Las e 8 cpv. 1 lett. g Laps, va considerato soltanto
il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie a
esclusione dei premi relativi alle assicurazioni complementari concluse in
virtù della LCA.

                                         Ciò
del resto si evince dal chiaro tenore dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps. 

 

                                         Giusta
l’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps (a cui l’art. 22 Las rinvia), in vigore dal 1°
gennaio 2012, quale premio dell’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vanno computati i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria
contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento.

 

                                         Secondo,
poi, l’art. 4 Reg.Laps, valido dal 1° gennaio 2012, quale premio per
l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1
lett. g della legge va inteso il premio ordinario per singolo
assicuratore approvato dall'autorità federale:

                                         a)  per la rispettiva
categoria di assicurato in base all'età attuale (fino a 18 anni, tra i 18 e 25
anni, superiore a 25 anni);

                                         b)  con franchigia ordinaria;

                                         c)   con rischio di infortunio
incluso;

                                         d)  ponderato per regioni di
premio ammesse dalla LAMal, in analogia a quanto previsto dall’art. 29 cpv. 1
LCAMal.

 

                                         Per
inciso è utile rilevare che il tenore dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, in
vigore fino al 31 dicembre 2011, prevedeva che quale premio dell’assicurazione
obbligatoria contro le malattie andavano computati i premi ordinari, ma al
massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media
ponderata.

                                         Ai
sensi dell’art. 4 Reg.Laps, valido fino al 31 dicembre 2011, quale premio per
l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1
lett. g della legge andava inteso il premio riconosciuto per il sussidio per la
riduzione dei premi dell’assicurazione di base contro le malattie.

 

                                         Gli
art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps sono stati modificati a seguito del
sostanziale mutamento che ha interessato il sistema di riduzione dei premi
dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM), entrato in
vigore il 1° gennaio 2012 (Bollettino Ufficiale 2010, 297).

                                         Il
Consiglio di Stato e il Gran Consiglio hanno voluto rendere il sistema della
RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito
imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio
per approdare al criterio del reddito disponibile (cfr. STCA 36.2012.14 del 3
settembre 2012, pubblicata in RtiD I-2013 N. 11 pag. 44 segg.).

 

                                         Le
nuove norme tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di
concessione delle RIPAM alla realtà sociale e vogliono, come detto, considerare
maggiormente la diversa capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i
premi in funzione delle loro dimensioni. Il sistema adottato non tende però
solo ad evitare “gli effetti indesiderati” del precedente ma anche a “tenere
conto della reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito
dell’assicurazione di base … con l’introduzione del premio medio di
riferimento” che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata
precedentemente ritenuta (cfr. STCA 36.2012.71 del 21 gennaio 2013 consid.
2.2.).

 

                                         In
relazione alla revisione di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, dal Messaggio
15 settembre 2009 concernente la modifica della Legge di applicazione della
Legge federale sull’assicurazione malattie (LCAMal), pag. 54, si evince:

 

"
Articolo 8 capoverso 1
lettera g)

Il nuovo disciplinamento LCAMal non fa più
riferimento all’importo della quota media cantonale ponderata. L’art. 8 cpv. 1
lett. g) Laps viene quindi modificato: gli importi relativi alle riduzioni dei
premi concessi secondo la legge di applicazione della legge federale
sull’assicurazione malattie (LCAMal) del 26 giugno 1997 devono essere dedotti
dai premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti
al momento della richiesta.”

 

                                         Inoltre
dal Rapporto dell’8 giugno 2010 della Commissione della gestione e delle
finanze sul messaggio del 15 settembre 2009, pag. 12, emerge:

 

"
Art. 8 cpv. 1 lett. g.
Laps

Su richiesta del Consiglio di Stato il testo è stato
modificato. La formulazione, che riprende quella della disposizione attualmente
in vigore, è adeguata al nuovo sistema di riduzione dei premi con la
sostituzione dell’espressione “quota cantonale media ponderata” con
l’espressione “premio medio di riferimento”. Inoltre, è stata tolta
l’espressione “dedotto l’importo delle riduzioni dei premi concesso secondo
la legge di applicazione della legge federale sull’assicurazione malattie
(LCAMal) del 26 giugno 1997”, poiché la deduzione è già regolata dall’art. 11
cpv. 1 Laps.”

 

                               2.9.   Il
premio medio di riferimento di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps è definito
dagli art. 28 e 29 LCAMal (cfr. consid. 2.8.).

 

                                         L’art.
29 cpv. 1 LCAMal, in vigore dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2014, prevedeva
che il premio medio di riferimento era costituito dalla media ponderata dei
premi riconosciuti ai sensi della legge e del numero degli assicurati iscritti
presso ogni singolo assicuratore, ripartiti per le regioni di premio ammesse
dalla LAMal.

 

                                         L’art.
28 LCAMal, valido dal 1° gennaio 2012 fino al 31 dicembre 2014, enunciava del
resto che:

 

"
1Per ogni
assicuratore è determinato il premio riconosciuto per le seguenti categorie di
assicurati:

a) di età superiore a 25 anni;

b) di età compresa tra 18 e 25 anni;

c) fino all’età di 18 anni.

2Esso è stabilito a partire
dalla media ponderata dei premi approvati dall’autorità federale
nell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, nella situazione
di:

a) franchigia ordinaria;

b) rischio di infortunio incluso.”

 

                                         Al
riguardo è utile evidenziare che il 18 maggio 2014 il popolo
ticinese ha respinto, in votazione referendaria, la seguente modifica della
legge cantonale di applicazione della LAMal (cfr. www.ti.ch/DSS/sw/struttura/dss/ias/upload/pdf/Opuscoli/Votazione%20referendaria%20del%2018%20maggio%202014.pdf)
approvata il 25 novembre 2013 dal Gran Consiglio del Cantone Ticino (cfr. FU
96/2013 del 29 novembre 2013 pag. 9159 segg.):

 

"
Art. 28 1 Il premio medio di riferimento è stabilito, per le tre
categorie di assicurati previste dalla LAMal, sulla base dei premi
approvati dall’autorità federale nell’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie.

2 Esso è
calcolato sulla base della media ponderata dei premi dell’assicurazione
standard, con franchigia ordinaria e rischio d’infortunio incluso, tenuto
conto del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore
malattie ripartiti per le regioni di premio ammesse dalla LAMal (P–) e considerando:

a) la percentuale di assicurati con modello
assicurativo standard,

con franchigia ordinaria (α);

b) la percentuale di assicurati con modelli
assicurativi alternativi,

con franchigia ordinaria (β);

c) lo sconto medio percentuale tra modello medico di
famiglia e modello standard (γ).

3 Il regolamento
stabilisce la data in cui è preso in considerazione il numero di assicurati e
la modalità di calcolo della percentuale degli assicurati tra i vari modelli
assicurativi.

 

Art. 29 Il premio medio di riferimento è stabilito come segue:

PMR = P– * α + P– * ( 100% – γ ) * β" 

(cfr. FU 96/2013 del 29 novembre 2013)

 

                                         Il testo degli art. 28 e 29
LCAMal, in vigore dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2014, prevedeva che il
premio medio di riferimento fosse determinato tenendo conto solo del modello
assicurativo standard (libera scelta del fornitore di prestazioni), con
franchigia ordinaria di 300 franchi l’anno e rischio d’infortunio incluso.                          

                                         Secondo la misura approvata
dal Gran Consiglio nel novembre 2013 e respinta dal popolo il 18 maggio 2014 il
premio medio di riferimento avrebbe dovuto essere determinato considerando non
solo il modello assicurativo standard ma, secondo le proporzioni riscontrate
nelle scelte della popolazione, anche i modelli alternativi (ad esempio quello
del “medico di famiglia”) che sempre più sono preferiti dai cittadini ticinesi.
La modifica prevedeva, invece, il mantenimento della franchigia ordinaria di
300 franchi, comprendendo ancora il rischio d’infortunio (cfr. Messaggio
relativo alla modifica della legge di applicazione della legge federale
sull’assicurazione malattie del 26 giugno 1997 (LCAMal) n. 6851 del 24
settembre 2013 pag. 1; www.ti.ch/fileadmin/GENERALE/DIRITTIPOLITICI/votazioni/18052014/VotazioneCantonale_18052014_opuscolo.pdf: Opuscolo informativo concernente la votazione cantonale del 18 maggio
2014).

 

                                         A
seguito della votazione popolare del 18 maggio 2014 nel 2014 per il calcolo del
premio medio di riferimento di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps sono, dunque,
restati validi gli art. 28 e 29 LCAMal entrati in vigore il 1° gennaio 2012.

 

                                         Il
21 maggio 2014 il Consiglio di Stato ha conseguentemente adottato il seguente
Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle
riduzioni di premio LAMal per l’anno 2014 (cfr. BU 28/2014 del 23 maggio 2014):

 

"
Art. 1 Le basi di calcolo per le riduzioni di premio
nell’assicurazione malattie per l’anno 2014 sono definite come segue: 

a) periodo fiscale per l’accertamento del reddito
disponibile di riferimento: classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno
2011. 

b) premio medio di riferimento: 

– adulti: CHF 4’965.00 

– giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF 4’594.00

– minorenni: CHF 1’156.00 

c) percentuali relative alla parte di reddito
supplementare da destinare al finanziamento dei premi: come da art. 36 LCAMal. 

 

Art. 2 1Il presente decreto è pubblicato nel Bollettino
ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi. 

2Esso entra in
vigore retroattivamente il 1° gennaio 2014 e mantiene la sua validità fino al
31 dicembre 2014.”

 

                                         Il
3 novembre 2014 il Gran Consiglio ha poi approvato delle nuove modifiche della
Legge di applicazione della LAMal, entrate in vigore il 1° gennaio 2015 (cfr.
BU 62/2014 del 30 dicembre 2014 pag. 587-588).

 

                                         Il
tenore dell’art. 28 e dell’art. 29 cpv. 1 LCAMal corrisponde al testo degli
art. 28 e 29 LCAMal approvato dal Gran Consiglio nel novembre
2013 e respinto dal popolo il 18 maggio 2014.

 

                                         All’art.
29 LCAMal è, però, stato aggiunto un cpv. 2 che enuncia:

 

"
Il premio medio di riferimento
considerato per le tre categorie di assicurati previste dalla LAMal non può
essere inferiore a quello applicato per l’anno 2014.”

 

                                         Dal
Messaggio del 10 settembre 2014 relativo alla Modifica della legge di
applicazione della legge federale del 18 marzo 1994 sull’assicurazione malattie
del 26 giugno 1997 (LCAMal) si evince:

 

"
(…)

3.1.4 Premi medi di
riferimento

Come detto, si ripropone con il presente messaggio di
utilizzare il metodo di calcolo dei PMR già proposto per il 2014 con M6851. Il
contesto nel quale la proposta viene ora riformulata è sostanzialmente diverso
rispetto a quello di cui al citato M6851: in effetti, in tal caso, si otteneva
una diminuzione dell’importo di Ripam nel contesto di una formula di calcolo
con riduzione lineare; l’attuale proposta, al contrario, garantisce che i
cittadini sussidiati a baso reddito non si vedano ridotta la Ripam per effetto soltanto dei PMR utilizzati.

 

Si ripropone, quindi, di determinare i PMR
considerando i premi approvati dalla Confederazione relativi al modello con
libera scelta del fornitore di prestazioni, ponderati però rispetto ai modelli
assicurativi alternativi (cioè con scelta limitata del fornitore di
prestazioni), considerando lo sconto legato al modello “medico di famiglia”
e ritenuto che, in ogni caso, i PMR non potranno essere inferiori a quelli
dell’anno 2014.

 

Si propone quindi di modificare gli attuali artt. 28 e
29 LCAMal, riprendendone il testo di cui al citato M6851. In aggiunta (art. 29
cpv. 2), si codifica la regola secondo la quale i PMR considerati non possono
essere inferiori a quelli applicati per l’anno 2014, e meglio CHF 4’965.-
all’anno per un adulto, CHF 4’594.- per un giovane adulto e CHF 1’156.- per un
minorenne.

(…)”

 

                                Inoltre dal
Rapporto di maggioranza del 21 ottobre 2014 della Commissione della gestione e
delle finanze sul messaggio 10 settembre 2014 concernente la modifica della
legge di applicazione della legge federale del 18 marzo 1994 sull'assicurazione
malattie del 26 giugno 1997 (LCAMal) emerge:

 

"
(…)

6.1 Premio medio di riferimento

Il
Consiglio di Stato, come già ampiamente esposto al punto 4.1.1, ripropone di
utilizzare il metodo di calcolo del premio medio di riferimento (PMR) secondo
quanto già proposto con il messaggio n. 6851 del 24 settembre 2013. Si tratta
in sintesi di considerare non la sola media ponderata dei premi riferiti al
cosiddetto modello standard ma anche la ripartizione fra le diverse casse
malattia degli assicurati che hanno optato per modelli alternativi, nonché
considerando lo sconto medio percentuale ottenibile scegliendo il modello
"medico di famiglia", mantenendo la franchigia ordinaria di 300
franchi all'anno e il rischio d'infortunio. Rispetto alla proposta del messaggio
n. 6851, il Consiglio di Stato propone in più che il PMR (sia per le situazioni
acquisite, cioè i bassi redditi, come pure per le altre fasce di reddito) non
possa essere inferiore a quello utilizzato per il 2014 (nuovo art. 29 cpv. 2,
risp. nuovo art. 43a cpv. 2 lett. a) LCAMal). Questo porta a una graduale
riduzione del premio medio rispetto alla copertura standard, che andrà ad
accentuarsi sulla base delle scelte assicurative che hanno fatto e faranno i
cittadini. È chiara la tendenza ad andare verso coperture alternative e, in
modo particolare, verso il modello medico di famiglia, per la possibilità di
risparmio che attualmente tali coperture offrono. Questa tendenza andrà
sicuramente accentuandosi nei prossimi anni. Si tratterà poi di vedere se gli
sconti attualmente proposti per queste coperture assicurative saranno mantenuti
negli anni o se non si andrà gradualmente verso un allineamento dei premi. Già
per il prossimo anno lo sconto sul premio per il modello medico di famiglia
rispetto al modello standard è diminuita, anche se di poco, in rapporto al
2014.

 

(…)

 

6.5 Misure previste
dal Preventivo 2015

Il messaggio sul Preventivo 2015 (n. 6987),
oltre alle misure previste nell'ambito Ripam dal messaggio che stiamo
esaminando, propone pure un'ulteriore misura di contenimento che deriva dalla
nota questione legata al rimborso dei premi versati in eccedenza dai cittadini
ticinesi. Il Parlamento federale ha deciso che il rimborso avverrà con un
versamento annuo di 90 franchi a ogni assicurato per gli anni 2015-2017. Il
Consiglio di Stato propone quindi di ridurre il PMR per la valutazione della
Ripam per il medesimo importo e per gli anni indicati in precedenza. Questa
misura comporterà un risparmio per la Ripam ordinaria di 2.2 milioni di franchi
e di 2.3 milioni di franchi per la Ripam per i beneficiari di PC. In totale
quindi per il prossimo anno si prevede un risparmio di 23.8 milioni di franchi.

(…)”

 

                                         L’11
febbraio 2015 il Consiglio di Stato ha, di conseguenza, adottato il seguente
Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle
riduzioni di premio LAMal per l’anno 2015 entrato in vigore retroattivamente il
1° gennaio 2015 (cfr. BU 7/2015 del13 febbraio 2015 pag. 47) che ha confermato
il precedente Decreto esecutivo provvisorio per l’anno 2015 del 18 novembre
2014 (cfr. BU 55/2014 del 21 novembre 2014 pag. 496):

 

"
Art. 1 Le basi di calcolo per le riduzioni di premio
nell’assicurazione malattie per l’anno 2015 sono definite come segue: 

a) periodo fiscale per l’accertamento del reddito disponibile
di riferimento: classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno 2012. 

b) premio medio di riferimento: 

– adulti: CHF 4’875.-

– giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF 4’504.- 

– minorenni: CHF 1’066.- 

c) costante per il calcolo del reddito disponibile
massimo: 

– unità di riferimento senza figli: 3.4

– unità di riferimento con figli:     3.9

 

Art. 2 1Il presente decreto è pubblicato nel Bollettino
ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi. 

2Esso entra in
vigore retroattivamente il 1° gennaio 2015 e mantiene la sua validità fino al
31 dicembre 2015.”

 

                             2.10.   Nel caso di specie a titolo di
premio della cassa malati, perciò, non va tenuto conto del premio effettivo a
carico della ricorrente e del figlio, bensì del premio ordinario per l’assicurazione
obbligatoria contro le malattie per singolo assicuratore ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento ai sensi
degli art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps.

 

                                         In effetti per valutare
l’eventuale diritto dell’insorgente a una prestazione assistenziale, si deve
far capo ai parametri utilizzati nell’ambito dell’assistenza sociale,
indipendentemente dall’esito dell’esame, ovvero a prescindere dal fatto che la
richiedente abbia o meno effettivamente diritto a una prestazione ordinaria.

 

                                         Ne discende che in casu,
contrariamente alle censure della ricorrente (cfr. consid. 2.8.), rettamente
l’USSI ha applicato gli art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps a cui rinvia
l’art. 22 Las.

 

                                         RI 1 e il figlio __________
sono affiliati alla cassa malati __________ (cfr. doc. 100; XIV). 

                                         Il premio effettivo per il
2014 per la ricorrente è di fr. 333.70, pari a fr. 4'004.40 annui (assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie __________; cfr. doc. 100; XIV) e per __________
è di fr. 340.90 mensili, corrispondenti a fr. 4'090.80 (cfr. doc. XIV).

 

                                         Per il 2014, come visto,
sono applicabili gli art. 28 e 29 LCAMal in vigore dal 1° gennaio 2012 secondo
cui il premio medio di riferimento è determinato tenendo conto
solo del modello assicurativo standard (libera scelta del fornitore di
prestazioni), con franchigia ordinaria di 300 franchi l’anno e rischio
d’infortunio incluso (cfr. consid. 2.9.).

 

                                         Per il 2014 il premio
ordinario (cfr. consid. 2.8.) per la __________ da considerare giusta gli art.
8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps è pari a fr. 5'533.-- per la ricorrente (premio
ordinario ponderato concernente la __________ per la categoria adulti,
franchigia fr. 300.--, con rischio di infortunio, tenendo conto di un premio per
la Regione 1 di fr. 5'554.80.-- annui e per la Regione 2 di fr. 5'314.80 annui
e del relativo numero di assicurati: 16’069 per la Regione 1 e 1'566 per la
regione 2; cfr. www.priminfo.ch) e a fr. 5'258.-- per __________ (premio
ordinario ponderato concernente la __________ per la categoria giovani
tra i 19 e i 23 anni, franchigia fr. 300.--, con rischio di infortunio, tenendo
conto di un premio per la Regione 1 di fr. 5'277.60.-- annui e per la Regione 2
di fr. 5'049.60 annui e del relativo numero di assicurati: 2413 per la Regione
1 e 221 per la regione 2; cfr. www.priminfo.ch).

                                         

                                         Gli importi di fr. 5'533.--
e di fr. 5'258.-- sono superiori al premio medio di riferimento per il 2014 di
fr. 4’965.-- per gli adulti e di fr. 4’594.00 per i giovani adulti (cfr. art. 1
Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle
riduzioni di premio LAMal per l’anno 2014 del 21 maggio 2014 in vigore retroattivamente dal 1° gennaio 2014; consid. 2.9.).

 

                                         Pertanto ai fini del
calcolo della prestazione assistenziale per l’insorgente va tenuto conto del
premio medio di riferimento per il 2014 di fr. 4’965.--, come del resto
riconosciuto dall’USSI (cfr. doc. 55-56).

                                         Per __________ va
considerato il premio medio di riferimento di fr. 4'594.--.

                                      

                                         L’amministrazione ha,
invece, conteggiato un premio di fr. 4'526.--anziché di fr. 4'594.-- (cfr. doc.
55-56).

                                         I motivi di tale
differenza non vanno approfonditi, in quanto in ogni caso il computo per __________
del premio medio di riferimento di fr. 4'594.-- non è di alcun ausilio per la
ricorrente (cfr. consid. 2.16.).

 

                                         Giova, infine, evidenziare
che l’importo del premio medio di riferimento sia per RI 1 che per il figlio da
computare nel calcolo dell’assistenza sociale risulta, comunque, più elevato del
rispettivo premi effettivo di fr. 4’040.40 per la ricorrente e di fr. 4'090.80
per __________.

 

                             2.11.   L’insorgente ha asserito,
allegando le relative fatture, di dover far fronte ad altre spese, in
particolare a fatture mediche, di partecipazione ai costi medici, a costi
dentistici, al premio dell’assicurazione domestica, a contributi AVS per il
figlio __________, alla tassa militare per quest’ultimo e a imposte comunali e
cantonali correnti e arretrate (cfr. doc. I, T; L; M).

                                      

                                         Per quanto concerne i
contributi AVS relativi al figlio __________, studente senza attività
lucrativa, di fr. 480.-- per il 2014 (cfr. doc. L), va rilevato che l'art. 11
cpv. 2 LAVS, prevede che se il pagamento del contributo minimo costituisce un
onere troppo grave per l'assicurato, il contributo può essere condonato, a
specifica richiesta dell'interessato e previa consultazione dell'autorità
designata dal Cantone di domicilio. Per questi assicurati è infatti il Cantone
di domicilio che paga il contributo minimo.

 

L'art. 32 cpv. 1 OAVS prevede che le persone tenute a pagare i
contributi che, conformemente all'articolo 11 capoverso 2 LAVS, domandano il condono,
devono presentare una domanda scritta e motivata alla cassa di compensazione
cui esse sono affiliate; la cassa trasmette la domanda all'autorità designata
dal Cantone di domicilio, affinché questa possa esprimere il suo parere.

Giusta l'art. 32 cpv. 2 OAVS, la cassa di compensazione decide
della domanda di condono in base al parere dell'autorità designata dal Cantone
di domicilio. Il condono può essere accordato per il periodo di due anni al
massimo. Inoltre, una copia della decisione di condono deve essere notificata
al Cantone di domicilio; questo può fare opposizione ai sensi dell'art. 52 LPGA
o impugnare la decisione in conformità agli articoli 56 e 62 LPGA (art. 32 cpv.
3 OAVS).

 

Per l'art. 17 del Decreto legislativo di applicazione della legge
federale del 20 dicembre 1946 sull'assicurazione per la vecchiaia e i
superstiti (RL 6.4.5.2), il Dipartimento dell'Interno, Servizio cantonale della
pubblica assistenza (ora: Dipartimento della sanità e della socialità), è
designato quale autorità consultiva per il condono delle quote dovute dalle
persone assicurate obbligatoriamente, per le quali il pagamento di esse
costituirebbe un onere troppo grave. In tale caso la quota mensile di fr. 1.- è
a carico dell'assistenza pubblica.

Pertanto, quando la Cassa di compensazione ha ridotto il contributo
al minimo di legge, l'assicurato debitore può domandare il condono.

In effetti, il condono dei contributi è possibile solo quando l'assicurato
è unicamente debitore del contributo minimo annuale (N. 3068 DIN). La legge, in
proposito, è molto chiara: è il contributo minimo, il cui pagamento
costituirebbe un onere troppo grave per le persone assicurate
obbligatoriamente, che può essere esonerato (art. 11 cpv. 2 LAVS).

Il condono del contributo minimo può essere concesso solo ad
assicurati che si troverebbero in una situazione insostenibile se dovessero
pagare i contributi. Ciò significa che il condono dei contributi minimi è una
misura straordinaria e può essere concesso solo quando l'assicurato vive in
grande povertà (N. 3071 DIN).

La situazione insostenibile quale condizione per il condono del
contributo giusta l'art. 11 cpv. 2 LAVS deve essere esaminata secondo il minimo
vitale previsto dal diritto dell'esecuzione (DTF 113 V 252 = RCC
1988 pag. 117; N. 3072 DIN).

 

La citata norma legale prevede inoltre che le Casse di compensazione
sottopongano tutte le richieste di condono all'autorità designata dal Cantone
di domicilio (per il Cantone Ticino: Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento),
la quale si accolla, se sono dati gli estremi, il pagamento del contributo
minimo.

 

                                         Al riguardo cfr. STCA
30.2013.46 del 27 febbraio 2014.

 

                                         In concreto non risulta
che sia stato avantutto chiesto il condono del contributo minimo AVS a carico
di __________, misura comunque prioritaria rispetto al computo nel calcolo
dell’assistenza sociale.

                                         In ogni caso, anche
conteggiando la somma di fr. 480.-- annui, pari a fr. 40.-- al mese, alla
ricorrente non può essere riconosciuta una prestazione assistenziale (cfr.
consid. 2.16.).

 

                             2.12.   Per quanto attiene agli altri
costi menzionati dalla ricorrente (fatture mediche, di partecipazione ai costi
medici, costi dentistici, premio assicurazione domestica, tassa militare per
quest’ultimo, imposte comunali e cantonali correnti e arretrate; cfr. doc. I,
T; L; M), essi non sono contemplati tra le spese computabili ai sensi della
Las.

 

                                         Al riguardo è utile
osservare che i redditi computabili e le spese computabili - queste ultime
costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio - agli art. 6, 8
e 9 Laps e all’art. 22 Las, che contempla delle deroghe ai disposti appena citati
della Laps (cfr. consid. 2.4.), sono elencati in modo esaustivo. 

                                         Di conseguenza, una volta
conteggiate tali voci nel calcolo della prestazione assistenziale ordinaria di
un assicurato, non è possibile computarne altre non previste dalla Laps, né
dalla Las.

                                         A eventuali ulteriori
costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla lista esaustiva
delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite l’importo della soglia
di intervento (cfr. consid. 2.6.).

 

                                         In simili condizioni, nel
rispetto del principio della legalità, secondo cui in virtù di un principio
fondamentale del diritto, ogni attività amministrativa deve essere
riconducibile a una norma legale che ne delinei ampiezza e limiti delle funzioni
(principio della legalità: cfr. Häfelin/Müller, Allgemeines
Verwaltungsrecht, 4a ed., cifra marg. 368 segg.; STF 9C_423/2013 del 26
agosto 2014 consid. 4.2.; STFA H 231/02 del 20 agosto 2003 consid. 5), nel caso
in cui il diritto a un’eventuale prestazione assistenziale ordinaria sia
esaminato mediante un conteggio effettuato secondo i parametri indicati dalla
legge, ovvero tenendo conto di tutti quei redditi e quelle spese riguardanti il
richiedente che sono previsti dalla Laps e dalla LAS, l’USSI non può aggiungere
altri costi al fine di riconoscere il diritto all’assistenza sociale o aumentare
l’importo della prestazione a seconda di quanto preteso dal richiedente.

 

                                         Pertanto gli ulteriori
costi fatti valere dalla ricorrente e menzionati sopra non possono essere
computati nel calcolo della prestazione assistenziale.

 

                                         Ad ogni modo l’assistenza
sociale non deve servire a far fronte alle imposte correnti e arretrate. Il
pagamento delle imposte non fa parte del minimo sociale della persona assistita,
come peraltro evidenziato dall’USSI (cfr. doc. XVIII). In virtù del principio
della sussidiarietà che vige in ambito di assistenza sociale (cfr. consid. 2.2.)
il richiedente deve cercare di ottenere una proroga del pagamento o il condono
delle stesse (cfr. STF8C_232/2014 del 21 aprile 2015 consid. 5.2.4.). .

 

                             2.13.   Le
spese relative alle partecipazioni ai costi sanitari, alle franchigie, alle spese
dentistiche e al premio dell’assicurazione domestica non vanno computate nel
calcolo della prestazione assistenziale ordinaria. Le stesse possono
eventualmente, in linea di principio, essere assunte quali prestazioni
assistenziali speciali alle condizioni qui di seguito esposte.

 

                                         In
effetti l'art. 20 Las, concernente le prestazioni speciali, enuncia:

 

"
Le prestazioni speciali sono
destinate a coprire dei bisogni particolari, quali ad esempio: 

a) spese di formazione; 

b) franchigie, partecipazioni, spese dentarie e
spese straordinarie dovute a malattia o handicap; 

c) determinate assicurazioni; 

d) misure che favoriscono l’integrazione sociale e
l’inserimento professionale; 

e) spese di collocamento diurno di figli minorenni; 

f) spese di collocamento in istituto; 

g) spese di sepoltura. (cpv. 1)

 

Possono inoltre essere concesse prestazioni speciali
per fare fronte per un periodo limitato a spese vincolate o per l’alloggio
superiori ai limiti previsti dall’art. 22. (cpv. 2)

Le prestazioni speciali possono essere cumulate alle
prestazioni ordinarie, o essere indipendenti quando le risorse del beneficiario
raggiungono o superano la soglia d’intervento ma non coprono il bisogno
specifico cui esse sono destinate.
(cpv. 3).

A titolo di prestito da rimborsare possono essere
versate in particolare: il deposito di garanzia relativo alla locazione, gli
arretrati di pigioni o di spese di elettricità o di premi partecipazioni e
franchigie nell’ambito della Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal)
del 18 marzo 1994. (cpv. 4)" (La sottolineatura è del redattore)

 

                                         E’
utile rilevare che l’art. 20 cpv. 4 Las relativo alla possibilità di ottenere
determinate prestazioni speciali (deposito di garanzia relativo alla locazione,
arretrati di pigioni o di spese di elettricità o di premi per partecipazioni e
franchigie LAMal) a titolo di prestito da rimborsare è in vigore dal 15
febbraio 2013 (cfr. BU del 15 febbraio 2013 pag. 97).

                                         In
proposito nel Messaggio del 15 ottobre 2012 n. 6697 relativo al Preventivo
2013 (mod. L. tributaria - mod. LAPS - mod. LOC - mod. LACD - mod. LAS - DL
contributo straordinario dipendenti, magistrati e CdS - DL partecipazione
finanziaria comunale al risanamento finanziario del Cantone 2013 - DL urgente
programma di risanamento finanziario, Roadmap 2013-2014), p.to 2.3.
è stato indicato:

 

"
(…) si coglie occasione di
introdurre un nuovo capoverso 4 all’art. 20 Las, precisando che le prestazioni
che concernono i depositi di garanzia relativi alle pigioni, gli arretrati di
pigioni o di spese di elettricità o di premi per partecipazioni e franchigie
nell'ambito della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal), vengono
accordate da parte dell’Ufficio del sostegno sociale e inserimento a titolo di
prestazioni speciali sotto la forma di prestito che deve essere restituito.

Questa modifica legale non comporta
cambiamenti né di prassi né ha effetti sulla spesa.

Essa sancisce di fatto nella Legge
sull’assistenza sociale (Las) la prassi già in vigore dal 2005 presso l’Ufficio
del sostegno sociale e inserimento e permette di garantire il rispetto dei
principi di legalità e parità di trattamento.

(…)”

 

                                         Le
prestazioni speciali si distinguono da quelle ordinarie, poiché rispondono a
bisogni particolari, non considerati per la definizione del fabbisogno in
termini di lacuna di reddito rispetto alla soglia di intervento. Proprio per il
loro carattere puntuale e per il fatto che sono destinate alla copertura di
bisogni specifici, le prestazioni speciali possono essere concesse anche quando
il reddito disponibile supera di poco la soglia d’intervento (cfr.
Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 4; STCA 42.2004.3 del 17 maggio
2005, pubblicata in RtiD II-2005 N. 14 pag. 59 segg.).

 

                             2.14.   Relativamente alla tassa
d’esenzione dell’obbligo militare (cfr. doc. F; T), giova evidenziare che tale
tassa, prevista dalla legge federale sulla tassa d’esenzione dall’obbligo
militare (LTEO), è un tributo, di carattere sostitutivo, che ha lo scopo di
garantire equilibrio tra le prestazioni fornite da chi compie il servizio
militare o civile e chi vi è liberato, in ossequio della parità di trattamento
(cfr. STF 2C_226/2010 del 19 novembre 2010).

 

                                         Il Tribunale federale, in
una sentenza 8C_232/2014 del 21 aprile 2015, ha stabilito che la tassa di
esenzione dal servizio militare non va assunta dall’assistenza sociale nemmeno
quale prestazione assistenziale speciale.

                                         In particolare l’Alta
Corte si è espressa come segue:

 

" (…)

5.2.3. Comme l'ont relevé
les premiers juges, la réglementation sur l'aide sociale vaudoise ne prévoit
pas la prise en compte de la taxe d'exemption de l'obligation de servir dans
les prestations relevant du RI, notamment au titre de frais particuliers. En
tant que célibataire, le recourant perçoit un forfait "entretien et
intégration sociale" pour personne seule, un supplément pour le loyer et
un forfait "frais particuliers", comme toute autre personne (homme ou
femme) dans une situation économique comparable à la sienne. Sous l'angle de
l'aide sociale, on ne voit pas que la législation vaudoise établirait une
discrimination entre hommes et femmes ou entre hommes de nationalité suisse et
étrangère dans une situation semblable. La différence de traitement dont se
prévaut le recourant ne découle pas de la législation cantonale sur l'aide
sociale mais elle est inhérente au système constitutionnel suisse qui astreint
au service militaire seuls les hommes de nationalité suisse (art. 59 al. 1
Cst.), respectivement au paiement d'une taxe tout homme de nationalité suisse
qui n'accomplit pas son service militaire ou son service de remplacement (art.
59 al. 3 Cst.). On relèvera que la différence de traitement dont se plaint le
recourant se retrouve aussi dans le cas des personnes qui ne sont pas
dépendantes de l'aide sociale. On notera encore au passage, comme l'a jugé à
maintes reprises le Tribunal fédéral, que l'art. 59 Cst. prime, en tant que lex
specialis, sur le principe général d'égalité de traitement de l'art. 8 Cst. Le
fait que seuls les hommes de nationalité suisse sont astreints au paiement de
la taxe d'exemption est ainsi conforme à la constitution (cf. arrêt 2C_221/2009
du 21 janvier 2010 consid. 2.1, in StR, 65 2010 332 et AJP, 2010 789).“

 

                                         Come per le imposte (cfr.
consid. 2.12.), anche nel caso della tassa d’esenzione militare il richiedente
deve piuttosto cercare  di ottenere una proroga o un condono della stessa (cfr.
art. 37 LTEO).

 

                             2.15.   La ricorrente ha lamentato il
fatto di dover sostenere una parte degli oneri connessi allo studio
universitario in economia a __________ del figlio, in particolare sarebbero
arretrate tre pigioni dell’appartamento di quest’ultimo, in quanto __________
non riceve un assegno allo studio nella misura massima (cfr. doc. I p.to 6).

 

                                         Dalla decisione
dell’Ufficio borse di studio e dei sussidi del 22 settembre 2014 si evince che
al figlio dell’insorgente per l’anno scolastico 2014-2015 è stato riconosciuto
un assegno di studio di fr. 7'772.-- (cfr. doc. 153).

 

                                         Ai sensi dell’art. 10 cpv.
3 del Regolamento delle borse di studio in valido fino al 31 maggio 2015 (dal
1° giugno 2015 è in vigore la nuova legge sugli aiuti allo studio approvata dal
Gran Consiglio il 23 febbraio 2015; cfr. BU 2015, 184) l’assegno annuo massimo
è in effetti di fr. 16'000.--.

 

                                         Il TCA, in proposito,
ricorda che nell’ambito dell’assistenza sociale vige il principio della
sussidiarietà (art. 2 Las; 13 Laps; consid. 2.2.; DTF 137 V 143; STF
8C_196/2010 del 19 luglio 2010 consid. 5.4.).

                                         Inoltre in una sentenza
2C_244/2008 del 5 giugno 2009 il Tribunale federale ha ribadito che "secondo
l'art. 14 Cost./TI, il quale elenca gli obiettivi sociali perseguiti, il
Cantone provvede affinché ognuno possa beneficiare di un'istruzione e di una
formazione adeguata e possa perfezionarsi conformemente ai suoi desideri e alle
sue attitudini (lett. f). L'art. 19 cpv. 1 LSc sancisce che il Cantone
favorisce l'accesso alla formazione (...) con la concessione di assegni di
studio e di prestiti di studio (...), se il richiedente è in possesso del
certificato di studi adeguato. Gli assegni e i prestiti di studio sono
accordati a ticinesi e confederati domiciliati nel Cantone Ticino e a stranieri
ivi residenti da almeno cinque anni (art. 20 cpv. 1 LSc). Gli stessi vengono
concessi dal Consiglio di Stato anno per anno e per la durata minima del ciclo
di studi, quale aiuto complementare alla famiglia per la formazione dei figli,
e sono commisurati alle spese derivanti dagli studi e alle possibilità
economiche del richiedente e della sua famiglia (art. 21 cpv. 1 e 2 LSc)”. (La
sottolineatura è del redattore)

 

                                         Al riguardo cfr. pure STCA
42.2011.4 del 25 agosto 2011, pubblicata in RtiD I-2012 N. 9 pag. 28.

 

                                         Le disposizioni COSAS al
p.to H.6 del dicembre 2007 prevedono peraltro che:

 

" Prima
formazione dei maggiorenni 

Per principio, la prima formazione fa parte degli obblighi di
mantenimento dei genitori. Questo obbligo di mantenimento vale anche nel caso
in cui un maggiorenne è privo di una formazione appropriata (art. 277 cpv. 2
CCS). Se non è possibile esigere dai genitori l’obbligo di mantenimento e di
finanziamento della formazione del figlio maggiorenne e se le entrate (salario,
borse di studio, contributi di fondi e di fondazioni, ecc.) non sono
sufficienti a coprire il mantenimento e le spese legate alla formazione,
l’autorità preposta all’intervento sociale può decidere di versare un
sostegno complementare.”(La sottolineatura è del redattore)

 

                                         Da una parte, quindi,
l’aiuto allo studio avviene, secondo l’art. 19 della legge sulla scuola valido
fino al 31 maggio 2015 e giusta l’art. 1 della legge sugli aiuti alo studio in
vigore dal 1° giugno 2015, mediante la concessione di borse di studio,
dall’altra, l’assistenza sociale può eventualmente decidere in un
secondo tempo, in virtù del principio della sussidiarietà, di intervenire
versando un sostegno complementare. 

                                         Ad ogni modo prima che l’assistenza
sociale decida in una particolare fattispecie se fornire o meno una prestazione,
il richiedente deve avere esaurito le possibili vie prioritarie per, se del
caso, accedere ad aiuti allo studio, ad esempio borse di studio (assegni e
prestiti di studio), contributi di fondi e di fondazioni.

 

                                         In concreto non risulta
che __________ abbia postulato la concessione di un prestito di studio al fine
di integrare l’assegno ai sensi dell’art. 24 cpv. 2 vRegolamento delle borse di
studio, né che abbia chiesto l’aiuto di fondazioni private.

 

                                         Va poi sottolineato che
per ridurre i costi connessi allo studio fuori Cantone, invece di alloggiare in
un appartamento, vi è la possibilità di far capo a dei foyers per
studenti con rette inferiori all’importo di fr. 750.-- relativo al contratto di
locazione del figlio dell’insorgente (cfr. www.__________).

 

                                         In simili
condizioni, un aiuto da parte dell’assistenza sociale, che interviene solo a
carattere del tutto sussidiario, deve essere escluso.

 

                                         Per quanto
attiene le pigioni arretrate del figlio a __________, giova, infine, segnalare
che l’assistenza sociale non ha come scopo quello di estinguere i debiti, bensì
di permettere al beneficiario di prestazioni assistenziali di far fronte a
necessità contingenti (cfr. doc. XVIII; STF 8C_866/2014 del 14 aprile 2015; STF
8C_75/2014 del 16 luglio 2014; DTF 136 I 129). 

 

                             2.16.   Alla luce di tutto quanto
esposto, occorre concludere che l’USSI a ragione ha negato alla ricorrente una
prestazione assistenziale richiesta nel settembre 2014.

 

                                         In effetti, anche tenendo
conto di un premio della cassa malati per il figlio di fr. 4'594.- invece di
fr. 4'526 computati dall’amministrazione (cfr. consid. 2.10.) e del contributo
AVS minimo per __________ per il 2014 di fr. 480.- (cfr. consid. 2.11.), l’insorgente
non presenta comunque alcuna lacuna di reddito Las.

 

                                         I redditi computabili
della sua unità di riferimento corrispondono a fr. 52'735.-- (fr. 38’923 di
reddito da attività lavorativa, doc. 165-168 + fr. 12 reddito da titoli e capitali
+ fr. 10'800 alimenti per __________, doc. 113 + fr. 3'000 assegni familiari;
doc. 55-56), pari a fr. 4'394.-- al mese (cfr. doc. 55).

                                         La sostanza computabile
risulta nulla (cfr. doc. 56).

 

                                         Le spese computabili sono
composte della spesa per l’alloggio di fr. 15’000 annui (cfr. consid. 2.13.), dei
premi dell’assicurazione malattia di fr. 4'965 annui per la ricorrente e di fr.
4'594 all’anno per __________ (cfr. consid. 2.10.), delle spese professionali
di trasporto di fr. 603, delle spese professionali di doppia economia domestica
di fr. 1'072 (cfr. doc. 56), dei contributi AVS per la ricorrente di fr. 6'025
(cfr. doc. 56) e del contributo AVS minimo per __________ di fr. 480 (cfr.
consid. 2.11.). 

 

                                         Esse, globalmente,
ammontano a fr. 32'739.- annui, pari a fr. 2'728.- al mese.

 

                                         Di conseguenza il reddito
disponibile residuale (cfr. art. 18, 22 Las) della ricorrente ammonta a fr.
19'996.-- (redditi computabili di fr. 52'735.-- - spese computabili di fr. 32’739.--),
pari a fr. 1’666.-- al mese.

 

                                         La soglia di intervento
per il 2014 dell’insorgente e del figlio corrisponde a fr. 1'595.-- al mese
(cfr. consid. 2.6.; doc. 55).

 

                                         Come indicato sopra (cfr.
art. 18 Las; consid. 2.3.), hanno diritto alla prestazione assistenziale
ordinaria coloro il cui reddito disponibile residuale, sommato alle prestazioni
sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps, non
raggiunge la soglia di intervento.

 

                                         In casu i sussidi della
cassa malati ammontano a fr. 534.-- (cfr. doc. 55).

 

                                         In concreto la ricorrente
non presenta alcuna lacuna di reddito mensile, siccome la somma del reddito
disponibile residuale e dei sussidi di cassa malati risulta più elevata della
soglia di intervento di fr. 605.-- al mese [(fr. 1'666.-- + fr. 534.--)
- fr. 1'595.--].

 

                             2.17.   Deve ancora essere verificato
se la ricorrente può essere posta al beneficio del gratuito patrocinio (cfr.
doc. II).

 

                                         Secondo
l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio e del gratuito
patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza
giudiziaria.

 

                                         L'art.
2 della Legge sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio (LAG) -
del 15 marzo 2011, in vigore dal 1° gennaio 2011 (cfr. BU n. 22/2011 del 13
maggio 2011 pag. 263-264) - prevede:

 

" L’assistenza
giudiziaria garantisce a chi non dispone dei mezzi per assumersi gli oneri
della procedura o le spese di patrocinio la possibilità di tutelare i suoi
diritti davanti alle autorità giudiziarie e amministrative."

 

                                         Inoltre
giusta l’art. 3 cpv. 1 LAG l’assistenza giudiziaria si estende all’esenzione
dagli anticipi e dalle cauzioni; all’esenzione dalle tasse e spese processuali;
all’ammissione al gratuito patrocinio.

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in
principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato
è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).

 

                                         Per
valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, secondo la
giurisprudenza federale, si tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al
di sopra del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (cfr. SVR
1998 IV Nr. 13 pag. 48 consid. 7b, pag. 48 consid. 7c).

                                         Al
minimo esecutivo va, infatti, aggiunto un supplemento al massimo del 15-25%
(cfr. STFA U 102/04 del 20 settembre 2004). 

                                      

                                         Dalle carte processuali emerge che la ricorrente ha un reddito da
attività lavorativa di fr. 2'953 netti al mese (cfr.doc. XIV), al quale va
aggiunto l’importo di fr. 900.-- al mese quali alimenti per il figlio __________
(cfr. doc. 113) e gli assegni familiari di fr. 250 per il figlio agli studi
(cfr. doc. 87; 88).

                                         I redditi globali
ammontano, perciò, a fr. 4'103.-- al mese.

 

                                         Per quanto riguarda il
calcolo del fabbisogno, all’insorgente e al figlio deve essere applicato
l’importo base mensile di fr. 1'950, stabilito per il calcolo del minimo
esistenziale LEF dalla Camera di esecuzione e fallimento, quale Autorità di vigilanza
cantonale e in vigore dal 1° settembre 2009, tuttora in uso.

                                         Tale importo comprende già
le spese di sostentamento, abbigliamento, biancheria, igiene, cultura, salute,
oneri domestici, quali elettricità, illuminazione, gas (cfr. Tabella per il calcolo
del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo del 1° settembre
2009).

                                         Al minimo esecutivo va
aggiunto un supplemento al massimo del 15-25%, secondo la giurisprudenza
citata.

                                         In casu,
aggiungendo all’importo di base di fr. 1’950.-- il supplemento del 15-25% (25%
corrisponde a fr. 487.-- e il 15% a fr. 292.--, cfr. su questo punto la STF
9C_89/2014 del 1° maggio 2014 nella quale il TF ha confermato l’importo di fr.
200.-- quale supplemento di procedura per una persona sola applicato dal
Tribunale cantonale di Neuchâtel), si ottiene un fabbisogno che si situa tra i
fr. 2'242 e i fr. 2'437.

 

                                         Va poi computata la
pigione mensile di fr. 1’350.-- (doc. 91), i premi di cassa malati per il 2015,
già dedotto il sussidio, di complessivi fr. 158.-- al mese (cfr. doc. R; XIV), le
spese professionali di fr. 140.-- al mese (cfr. doc. 87), il costo dell’assicurazione
di economia domestica di fr. 24.-- al mese (cfr. doc. T; in proposito, A.
Bühler, Betreibung- und prozessrechtliches Existenzminimum, in AJP 2002,
pag. 654 e STF 5P.250/2002 del 20 settembre 2002 consid. 4.3), le imposte di
fr. 50.-- mensili (cfr. doc. T) e le imposte cantonali e comunali arretrate per
il 2012 e 2013 di fr. 100.-- al mese (cfr. doc. T; STF 8C_909/2014 del 6 maggio
2015 consid. 3.3.; STFA B45/05 del 13 aprile 2006 consid. 7.2.2.; STFA I 633/02
del 18 giugno 2003 consid. 5.2.), per complessivi fr. 1'822.-- mensili.

 

                                         Le uscite mensili
corrispondono dunque a fr. 4'064 se si tiene conto di un fabbisogno aumentato
del 15% (fr. 2'242 + 1'822) e a fr. 4'259 se si considera un fabbisogno
incrementato del 25% (fr. 2'437 + fr. 1'822).

 

                                         Ne discende che la
situazione finanziaria dell’insorgente oscilla tra un’eccedenza di reddito di
fr. 39.-- al mese (fr. 4'103 – fr. 4'064) e un disavanzo di fr. 156.-- al mese
(fr. 4'103 – fr. 4'259).

 

                                         In simili condizioni,
l’insorgente può essere considerata indigente.

 

                                         Al riguardo va osservato
che è possibile prescindere dall’accertare se al figlio della ricorrente sia
stato concesso nuovamente un assegno di studio per l’anno scolastico 2015-2016,
visto che lo stesso va ad ogni modo a coprire i costi supplementari connessi
allo studio universitario non considerati in concreto nel calcolo del
fabbisogno.

 

                                         Visto
che anche le altre due condizioni poste da legge e giurisprudenza appaiono
adempiute, l'istanza tendente alla concessione del gratuito patrocinio va
accolta riservato l'eventuale obbligo di rimborso, qualora la situazione
economica dell’insorgente dovesse più tardi migliorare (cfr. art. 6 LAG;
relativamente al gratuito patrocinio nella procedura davanti al TF: cfr. art.
64 cpv. 4 LTF; art 152 cpv. 3 vOG; STF 9C_916/2009 del 30 agosto 2010 consid.
10.2.; STF I 472/06 del 21 agosto 2007 consid. 7.2.; STFA K 146/03 del 4 maggio
2004 consid. 7.1.; STFA U 234/00 del 23 maggio 2002 consid. 5a, parzialmente
pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid. 6).

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   La domanda di gratuito
patrocinio è accolta.

 

                                   3.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   4.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti