# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 96207cf7-b297-50b9-85b1-aed5ac02523d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-08-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.08.2009 38.2009.22
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2009-22_2009-08-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2009.22

   

  dc/gm

  	
  Lugano

  6 agosto 2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
						

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 aprile 2009 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 14 aprile
  2009 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento di CO
  1,   

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su opposizione del 14 aprile 2009 l'Ufficio regionale di collocamento
(in seguito: URC) di __________ ha confermato la precedente decisione dell'11 febbraio
2009 (cfr. Doc. 4) con la quale ha respinto la richiesta dell'assicurata di
frequentare un corso di italiano (B1), rilevando:

 

" 
(...)

L'assicurata si è iscritta al collocamento in
data 8 agosto 2008 alla ricerca di un impiego in qualità di infermiera in cure
generali.

 

In data 10 dicembre 2008 inoltra la richiesta di
un corso individuale, come citato in ingresso, che prevede la partecipazione
dal 12 gennaio 2009 al 6 marzo 2009.

 

Nel seguito si è verificata una situazione nuova,
e cioè che l'assicurata avrebbe potuto per un certo periodo svolgere un lavoro
temporaneo in diminuzione del danno. La consulente responsabile, in vista di
questa opportunità ha sottoposto alla signora RI 1 un'alternativa concreta e
cioè la possibilità di seguire un altro corso presso la __________ che non
comprometteva l'esercizio di questo lavoro; l'assicurata ha rifiutato tale
proposta. Concretamente con l'inizio del corso di italiano è venuta pure meno,
per scelta dell'assicurata, la possibilità di continuare con il guadagno
intermedio.

 

Per questa ragione le motivazioni contenute nella
decisione del 11.2.2009 meritano di essere tutelate. (...)" (Doc. A)

 

                               1.2.   Contro la
decisione su opposizione l'assicurata ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA
nel quale si è in particolare così espressa:

 

" 
(...)

Alla luce degli avvenimenti appena descritti, mi
chiedo quali certezze professionali future mi rimangono, dato che la ditta in
questione prima mi licenzia su pretesto che il mio diploma non è riconosciuto e
successivamente, solo per una situazione di comodo, mi riassume per una durata
limitata e a delle condizioni lavorative ancora più precarie? Chi mi assicura
infatti, visto il loro modo di agire e viste le motivazioni del licenziamento,
che in futuro, senza il diploma riconosciuto, la stessa mi richiamerà
nuovamente?

Ho 50 anni e temo che le opportunità inizialmente
offerte dall'URC di seguire il corso d'italiano in questione (condizione per
poter accedere alla formazione della __________) rappresentino l'ultima chance
per la mia riqualifica professionale, e per una conseguente situazione
lavorativa meno precaria di quella attuale.

 

Visto quanto precede, tenuto conto della mia non
facile situazione professionale e personale, con la presente sono a chiedervi
di rivalutare la decisione 14 aprile 2009 con la quale la mia richiesta di
presa a carico delle spese relative al summenzionato corso d'italiano è stata
respinta.

 

In merito alle alternative propostemi dall'URC di
seguire le lezioni d'italiano "su misura" presso la __________ (1) o
di rinviare il corso a data da definire (2), osservo che per quanto riguarda la
prima ipotesi, la stessa non mi avrebbe permesso di assimilare quanto impartito
dai docenti alla stessa stregua di un corso intensivo (un corso spezzettato
sarebbe a mio giudizio troppo dispersivo), e di conseguenza non mi avrebbe
permesso di poter accedere alla precitata formazione della __________.

Per quanto riguarda la seconda ipotesi, ricordo
che la __________ ha posto quale condizione per il riconoscimento del diploma
di lavoro, che, oltre al corso d'italiano e al conseguimento del certificato
B2, i partecipanti alla formazione svolgano il tutto entro l'arco di due anni
(dall'apertura del mio dossier sono purtroppo già trascorsi 6 mesi). Inoltre in
quei due anni, ogni
partecipante è tenuto a lavorare per almeno un anno ininterrottamente presso lo
stesso datore di lavoro. Anche per questo motivo, sarebbe a mio avviso più
opportuno non "perdere altro tempo prezioso", rischiando di essere
definitivamente estromessa dalla precitata formazione.

 

Non vi nascondo che visto quanto già accaduto in
precedenza con il mio ex datore di lavoro (il licenziamento per motivi che
riguardano il mio diploma, giudicato "non all'altezza", e questo
nonostante io abbia potuto dimostrare in tutti questi anni di saper svolgere
con coscienza e dedizione il mio compito), la mia situazione mi preoccupa
seriamente. Dopo il licenziamento, __________ mi ha infatti sì richiamata, ma
proponendomi di volta in volta condizioni precarie, limitato alla durata dei
giorni strettamente necessari e senza la certezza di una nuova assunzione a lungo
termine. (...)" (Doc. I)

 

                               1.3.   Nella sua
risposta del 2 giugno 2009 l'URC di __________ propone di respingere il ricorso
e osserva:

 

" 
(...)

L'assicurata è iscritta al collocamento dall'8
agosto 2008, cerca un'occupazione in qualità di infermiera in cure generali.

 

Abbiamo letto con attenzione le motivazioni
addotte nell'atto ricorsuale, che hanno dato un quadro preciso degli accordi
contrattuali intercorsi fra la signora RI 1 e la ditta __________, dopo che la
signora RI 1 controlla la disoccupazione. Si rileva tuttavia che l'elemento sul
quale si è fondata la nostra decisione, confermata dalla relativa decisione su
opposizione, non è stato contestato, e cioè il fatto che la signora RI 1, ha
rinunciato ad assumere un incarico, seppur temporaneo, in diminuzione del
danno, oltre a non aver considerato la proposta alternativa proposta dalla
consulente del personale, con la possibilità di seguire un corso della __________
che le consentiva di raggiungere il medesimo obiettivo.(...)" (Doc. V)

 

                               1.4.   Rispondendo
ad una richiesta del TCA l'assicurata ha precisato di avere frequentato il
corso di italiano dal 12 gennaio 2009 al 29 maggio 2009 (cfr. Doc. VIII). 

 

                                         Dall'attestato
del 29 maggio 2009 della __________ (__________) emerge che si tratta di un
corso di lingua e cultura italiana del livello "A2.B/B2.b" (cfr. Doc.
B). 

 

                                         Questa
documentazione è stata trasmessa per conoscenza all'URC di __________ (cfr.
Doc. IX).

                                         

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio
2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002;
STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001,
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000;
STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Dagli atti
dell'incarto emerge che l'assicurata ha frequentato il corso di italiano (cfr.
consid. 1.4.).

                                         Questo
Tribunale entra pertanto nel merito del ricorso (per dei casi in cui il TCA ha
invece dichiarato irricevibili i ricorsi in quanto gli assicurati non avevano
seguito i corsi, cfr. STCA 38.2003.83 del 3 febbraio 2004 e STCA 38.2004.12 del
2 aprile 2004).

 

                               2.3.   Il TCA è
chiamato a stabilire se il corso di italiano frequentato  dalla ricorrente
debba o meno essere finanziato dall’assicurazione contro la disoccupazione.

 

                                         In tale
contesto va preliminarmente ricordato che il 1° luglio 2003 è entrata in vigore
la terza revisione della LADI del 22 marzo 2002, accettata dal popolo il 24
novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del 24
giugno 2003 pag. 1728 segg.).

 

                                         Questa
revisione della LADI (al riguardo cfr. DTF 131 V 288) non ha sostanzialmente
modificato i provvedimenti inerenti al mercato del lavoro, che peraltro erano
già stati estesi con la seconda revisione della legge del 1995.

                                         Tali
provvedimenti si sono rivelati un valido strumento di prevenzione e di lotta
contro la disoccupazione e dunque sono stati mantenuti (cfr. Consiglio
federale, Messaggio concernente la revisione della legge sull'assicurazione
contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, p.to 1.1.2., in FF 2001 N. 23
del 12 giugno 2001, pag. 1972:

 

" 
(…)

In linea di massima, la presente revisione non
concerne gli URC recentemente istituiti né il rafforzamento dei PML conseguito
sino ad oggi con la revisione del 1995.

Entrambi gli strumenti si sono dimostrati validi
e vanno pertanto mantenuti nella forma attuale, anche se leggermente
migliorata. (…)"

 

                                         Pertanto,
la giurisprudenza (cfr. consid. 2.5) concernente il vecchio Capitolo 6 della
LADI, che agli art. 59-75 LADI regolava le "Prestazioni per provvedimenti
destinati a prevenire e a combattere la disoccupazione" (provvedimenti
inerenti al mercato del lavoro), mantiene pienamente la sua validità anche dopo
l'entrata in vigore della terza revisione della LADI.

                                         In questo
senso si è pronunciata anche l'Alta Corte, nella sentenza C 209/04 del 10
dicembre 2004, in particolare per quanto riguarda il nuovo tenore dell’art. 59
cpv. 2 LADI, che ha ripreso i concetti che figuravano al vecchio art. 59 cpv. 1
e cpv. 3 LADI.

 

                                         Al
riguardo cfr. anche SVR 2005 ALV Nr. 6; SVR 2005 ALV Nr. 9; DTF 131 V 286.

 

                               2.4.   Fra gli
scopi principali dell'assicurazione contro la disoccupazione vi è quello di
"prevenire la disoccupazione incombente, di combattere quella esistente e
di favorire la reintegrazione rapida e duratura sul mercato del lavoro"
(cfr. art. 1a cpv. 2 LADI).

                                         Per
realizzare questo obiettivo il legislatore, agli articoli 59 - 71d LADI
(Capitolo 6), ha previsto una serie di provvedimenti inerenti al mercato del
lavoro. 

                                         Si tratta
di provvedimenti di formazione (art. 60-62: corsi individuali o collettivi di
riqualificazione, di perfezionamento o di reintegrazione; aziende di
esercitazione; pratiche di formazione), di provvedimenti di occupazione (art.
64a - 64b: programmi di occupazione temporanea, pratiche professionali, semestri
di motivazione) e di provvedimenti  speciali (art. 65 – 71d: assegni per il
periodo di introduzione, assegni di formazione, sussidi per gli assicurati
pendolari o soggiornanti settimanali, sostegno ai fini del promovimento
dell'attività lucrativa indipendente).

 

                                         Il nuovo
art. 59 LADI fissa i principi alla base di tutti i provvedimenti inerenti al
mercato del lavoro e prevede che:

 

" 
1
L’assicurazione fornisce prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti al
mercato del lavoro a favore di assicurati e di persone minacciate dalla
disoccupazione.

 

 

2 I
provvedimenti inerenti al mercato del lavoro sono volti a promuovere la
reintegrazione di assicurati il cui collocamento è reso difficile da motivi
inerenti al mercato del lavoro. Tali provvedimenti devono in particolare:

 

    a.  migliorare
l’idoneità al collocamento degli assicurati in modo da permettere loro una
rapida e durevole reintegrazione;

    b.  promuovere
le qualifiche professionali secondo i bisogni del mercato del lavoro;

    c.  diminuire il rischio di una
disoccupazione di lunga durata; o

    d.  offrire la possibilità di acquisire
esperienze professionali.

 

3 Possono
partecipare ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro secondo gli
articoli 60–71d gli assicurati che adempiono:

 

    a.  i
presupposti del diritto secondo l’articolo 8 per quanto la legge non disponga
altrimenti; e

    b.  le condizioni specifiche per il
provvedimento in questione.

 

4 I servizi
competenti collaborano con gli organi dell’assicurazione invalidità nella
reintegrazione dei disoccupati invalidi."

 

                                         All'art.
59 cpv. 2 viene dunque ribadito il principio fondamentale secondo cui il
diritto a prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti
al mercato del lavoro è connesso alla situazione del mercato del lavoro:
provvedimenti possono essere messi in atto solo se sono direttamente imposti
dallo stato del mercato. Si tratta di un presupposto che permette di evitare
l'erogazione di prestazioni che non siano in rapporto con l'assicurazione
disoccupazione (cfr. STFA C 209/04, consid. 2 del 10 dicembre 2004; le STFA C
200/02 e C 201/02, consid. 1 del 5 agosto 2003, la giurisprudenza ivi citata e
il Messaggio del Consiglio federale concernente una nuova legge federale
sull'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e l'indennità per insolvenza
del 2 luglio 1980; FF 1980 III 469 segg.).

 

                                         Il nuovo
art. 60 LADI concerne più specificatamente la partecipazione a provvedimenti di
formazione e stabilisce che:

 

" 
1 Per
provvedimenti di formazione si intendono segnatamente corsi individuali o collettivi
di riqualificazione, di perfezionamento o di reintegrazione nonché aziende di
esercitazione e pratiche di formazione.

 

2 Per la
partecipazione ai corsi possono pretendere prestazioni:

    a.  gli assicurati secondo l’articolo 59b
capoverso 1;

    b.  le
persone direttamente minacciate dalla disoccupazione secondo l’articolo 62
capoverso 2.

 

3 Chi intende
partecipare a un corso di propria iniziativa deve previamente presentare al
servizio competente una domanda motivata corredata degli atti necessari.

 

4 Nella misura
in cui lo esiga il corso, durante il medesimo il partecipante non deve
necessariamente essere idoneo al collocamento.

 

5 I
provvedimenti di formazione ai sensi della presente legge devono essere
impostati o scelti, per quanto possibile, secondo i principi della legge
federale del 13 dicembre 2002 sulla formazione professionale (LFPr). Il
coordinamento dei provvedimenti inerenti al mercato del lavoro e di quelli
previsti dalla LFPr ha lo scopo di promuovere un mercato del lavoro uniforme e
trasparente."

 

                               2.5.   In
conformità con il principio fondamentale secondo il quale provvedimenti
inerenti al mercato del lavoro possono essere messi in atto solo se sono
direttamente imposti dallo stato del mercato, legge e giurisprudenza hanno
posto una serie di condizioni che devono essere cumulativamente rispettate
(cfr. DLA 1999 N. 12, consid. 1, pag. 65-66 e la giurisprudenza ivi citata; DLA
1998 N. 38, consid. 1, pag. 214 e N. 39, consid. 1, pag. 220-221; DLA 1993/94
N. 6, consid. 1, pag. 44 e N. 24, consid. 2a, pag. 173; DLA 1988 N. 4, consid,
1c, pag. 31; DLA 1987 N. 12, consid. 2c, pag. 114; cfr. inoltre
D. Cattaneo, "Les mésures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, 1992, Basilea
e Francoforte sul Meno, pag. 317 n° 461), affinché l'assicurato che partecipa a
un provvedimento di formazione abbia diritto a ricevere le prestazioni di cui
agli art. 59b, 60 cpv. 2, 62 cpv. 2 e 3 LADI e 85 OADI.

                                         Innanzitutto deve
trattarsi di una riqualificazione, di un perfezionamento o di una
reintegrazione professionale (cfr. DTF 111 V 271 = DLA 1985 N. 20. pag. 157;
DTF 108 V 163) e non di una formazione di base (cfr. DLA 1998 N. 39, consid.
1b. pag. 221; DLA 1996/1997, N. 24, consid. 1b, pag. 142; DTF 111 V 398,
consid. 2b, pag. 400-401 e 111 V 271 consid. 1c, pag. 273), nel senso di
"nuova" formazione (cfr. DTF 104 V 119; DTF 103 V 105; DLA 1986 N.
17, consid. 2b, pag. 66; DLA 1980 pag. 53;) oppure di conclusione della prima
formazione (cfr. DLA 1987 N. 12, pag. 111; sentenza non pubblicata Blanc dell'8
gennaio 1980 citata in DTF 108 V 166) o di un perfezionamento professionale
generale che sarebbe comunque stato effettuato dall'assicurato anche senza
disoccupazione o minaccia di disoccupazione (cfr. DLA 1996/1997 N. 24, consid. 1,
pag. 142-143 e la giurisprudenza ivi citata; DLA 1979 pag. 108).

                                         Non deve neppure trattarsi
di provvedimenti usuali nelle professioni o nelle aziende per l'introduzione di
nuovi collaboratori (cfr. art. 81 cpv. 2 OADI e DLA 1986 N. 16, pag. 60; cfr.
pure la possibilità, a determinate condizioni, degli assegni di formazione SVR
1999 ALV Nr. 24, pag. 57).

                                         Inoltre l'assicurato deve
essere disoccupato o direttamente minacciato di disoccupazione (art. 59 cpv. 1;
cfr. DLA 1973 N. 6) e non deve essere possibile assegnargli un'occupazione
adeguata secondo l'art. 16 LADI (art. 59 cpv. 2 LADI; cfr. STFA del 28 aprile
1987 nella causa S., Locarno contro UCL e TCA; DLA 1985 N. 21, pag. 164).

 

                                         L'assicurato deve poi
soddisfare le condizioni relative al termine quadro di contribuzione o deve
esserne esonerato (cfr. art. 59 cpv. 3 lett. a LADI che rinvia all'art. 8 LADI
e l'eccezione dell'art. 59d LADI).

                                         Ma, soprattutto, il corso
in questione deve migliorare l'idoneità al collocamento di colui che intende
frequentarlo (art. 59 cpv. 1 lett. a LADI; cfr. DTF 128 V 197-198; DLA 1999 N.
12, pag. 64; DLA 1998 N. 38, pag. 212, N 39, pag. 218 e N. 28, pag. 153; DLA
1993/1994 N. 23, pag. 167; DLA 1988 N. 4, pag. 30; DLA 1987 N. 12, pag. 111;
DLA 1986 N. 16, pag. 60, N. 17, pag. 64 e N. 36, pag. 172; DLA 1985 pag. 176 e
179).

                                         Le spese derivanti dalla
frequentazione di un corso di perfezionamento, di riqualificazione o di
reintegrazione professionali possono poi essere assunte soltanto se la
frequentazione del corso è ordinata o approvata dall'autorità (cfr. art. 60
cpv. 2 LADI), la quale apporterà il suo consenso soltanto se il corso è ben
strutturato e l'insegnamento impartito in modo serio (cfr. art. 81 cpv. 1 OADI:
"... soltanto se esso è organizzato secondo un programma prestabilito e
tenuto da persone qualificate") e se inoltre l'assicurato possiede le
"capacità ed attitudini" (cfr. art. 83 OADI) necessarie per seguirlo
con profitto (cfr. DLA 1998 N. 13, pag. 67; DLA 1987 N. 12, pag. 111; DLA 1986
N. 16, pag. 60).

                                         Infine le spese derivanti
dalla frequentazione di un corso possono essere assunte soltanto se esse
appaiono proporzionate rispetto allo scopo che si vuole raggiungere mediante la
frequentazione del corso, e cioè, in particolare, se non esistono altre
possibilità, più economiche, per migliorare ugualmente e nella stessa misura
l'idoneità al collocamento dell'assicurato (cfr. DLA 1998 N. 13, pag. 67; DLA
1993/1994 N. 24, pag. 171; STFA del 19 marzo 1986 nella causa UFIAML contro P.,
Paradiso e TCA, pag. 12 e ss. pubblicata in DLA 1986 N. 31, consid. 4b, pag.
125; DLA 1986 N. 17, pag. 64; DTF 112 V 398 = DLA 1986 N. 36, pag. 172).

 

                                         L'accertamento dei
presupposti per l'erogazione di prestazioni secondo gli art. 62 cpv. 2 e 3 LADI
e 85 OADI ha luogo in modo prospettivo, cioè nel momento in cui la domanda è
deposta (cfr. DLA 1991 N. 12, consid. 3, pag. 106; DTF 112 V 398 = DLA 1986 N.
36, pag. 172).

 

                               2.6.   A
titolo di "provvedimenti di formazione" la LADI versa delle
prestazioni in caso di corsi di riqualificazione, di perfezionamento o di
reintegrazione.

 

                                         Il
perfezionamento professionale è quella formazione professionale che amplia o
completa le conoscenze già acquisite in una professione. Lo scopo del
perfezionamento è di permettere all'assicurato di restare attivo nello stesso
genere di mestiere esercitato in precedenza. L'assicurazione contro la
disoccupazione finanzia, a titolo di perfezionamento, solamente le misure o i
corsi che facilitano l'adattamento di un assicurato ai progressi industriali e
tecnici, permettendogli così di poter essere di nuovo pienamente attivo nella
sua professione originaria (cfr. D. Cattaneo, op. cit., pag. 319 n° 464).

                                         La
riconversione professionale per definizione prepara i disoccupati ad essere
attivi in un altro settore professionale rispetto a quello iniziale (cfr. D.
Cattaneo, op. cit. pag. 318-320 seg.; DLA 1996/1997 N. 24, consid. 1, pag.
142-143; DLA 1993/94 N. 6, consid. 1, pag. 44, N. 22, consid. 1, pag. 163-165;
e N. 39, consid. 2, pag. 262-263).

                                         In linea
di principio la riconversione professionale deve essere di breve durata, poiché
l'assicurato possiede già una formazione di base completa - teorica o anche
soltanto pratica - nella professione nella quale non riesce a trovare
un'occupazione (cfr. D. Cattaneo, op. cit., pag. 319).

                                         Né una
formazione di base, né una nuova formazione completa possono invece essere
finanziate sulla base degli art. 59 seg. LADI.

                                         Tali
formazioni possono essere assunte dall’assicurazione contro la disoccupazione,
soltanto alle condizioni fissate agli art. 66a LADI (cfr. SVR 1999 ALV N. 24,
consid. 1 e 2a, pag. 57-58).

 

                                         La
delimitazione tra formazione di base, perfezionamento professionale e
riconversione è fluttuante, visto che una medesima misura può presentare le
caratteristiche di tutte e tre le categorie menzionate. Ciò che è determinante,
dunque, è la natura degli aspetti che predominano in un caso concreto, tenuto
conto di tutte le circostanze (cfr. D. Cattaneo, op. cit., pag. 321 n° 468; DTF
111 V 274-275). 

                                         Un
criterio importante per valutare se un corso deve o meno essere finanziato
dall'assicurazione contro la disoccupazione è la durata dello stesso (cfr. STF
C 19/07 del 16 luglio 2007). Infatti il Tribunale federale ha precisato che
anche una misura che potrebbe essere riconosciuta quale perfezionamento o
riconversione deve avere, salvo casi eccezionali, una durata limitata a un anno
(cfr. consid. 2.5.; SVR 2008 ALV Nr. 1; DLA 1986 pag. 66; D. Cattaneo, op.
cit., pag. 320-321 n°467).

                                         In una
sentenza del 16 febbraio 2000 nella causa F., pubblicata in DLA 2001 pag. 87
seg. l'Alta Corte ha confermato la sua giurisprudenza nel senso che un corso
può essere riconosciuto come misura di perfezionamento, di riconversione o di
reintegrazione soltanto se è di breve durata, ossia di al massimo un anno:

 

" 
In zeitlicher Hinsicht ist festzustellen, dass 
nur Kurse von

beschränkter Dauer als Massnahmen der Umschlung,
Weiterbildung oder Eingliederung im arbeitslosenversicherungsrechtlichen Sinne
anerkannt werden können; die Höchstgrenze liegt dabei bei einem Jahr (ARV 1986
Nr. 17 S. 66 Erw. 2b)." (DLA 2001 pag. 88).

                                         

                                         In una
sentenza del 22 marzo 2004 nella causa T.-S. (C 11/02) il TFA ha confermato il
giudizio di questo Tribunale in cui un corso biennale di formazione quale
massaggiatrice medica era stato ritenuto una nuova formazione non finanziabile
dalla LADI e non un perfezionamento o una riqualificazione professionale.

 

                                         In
un'altra sentenza, chiamata a statuire nel caso di un assicurato che aveva
preteso delle prestazioni secondo gli art. 59 seg. LADI, in quanto voleva
seguire un Nachdiplomkurse "Digitale Medien I und II - Crossmedia und
Multimedia", la nostra Massima Istanza ha così riassunto i criteri che
permettono di stabilire quali tipi di formazione possono essere assunti dall'assicurazione
contro la disoccupazione:

 

" 
(…)

Nach Gesetz und Rechtsprechung sind
Grundausbildung und die allgemeine Förderung der beruflichen Weiterbildung
nicht Sache der Arbeitslosenversicherung. Deren Aufgabe ist es lediglich, in
gewissen Fällen durch konkrete Eingliederungs- und Weiterbildungsmassnahmen
eine bestehende Arbeitslosigkeit zu bekämpfen oder eine drohende
Arbeitslosigkeit zu verhindern. Dabei muss es sich um Vorkehren handeln, welche
dem Versicherten erlauben, sich dem industriellen und technischen Fortschritt
anzupassen oder ihn in die Lage versetzen, seine bereits vorhandene berufliche
Fähigkeit ausserhalb der angestammten engen bisherigen Erwerbstätigkeit auf dem
Arbeitsmarkt zu verwerten. Die Grenze zwischen Grund- und allgemeiner
beruflicher Weiterbildung einerseits, Umschulung und Weiterbildung im
arbeitslosenversicherungsrechtlichen Sinn andererseits ist fliessend. Da ein
und dieselbe Vorkehr beiderlei Merkmale aufweisen kann und namentlich praktisch
jede Massnahme der allgemeinen Berufsbildung auch der Vermittlungsfähigkeit des
Versicherten auf dem Arbeitsmarkt zugute kommt, ist entscheidend, welche
Aspekte im konkreten Fall unter Würdigung aller Umstände überwiegen (BGE 112 V
398 Erw. 1a, 111 V 274 und 400 f. mit Hinweisen; ARV 1993/1994 Nr. 39 S. 261
mit weiteren Hinweisen). Von Bedeutung ist insbesondere, ob die fragliche
Massnahme spezifisch dafür bestimmt, geeignet und notwendig ist, die
Vermittelbarkeit zu fördern und nicht die bildungsmässige, soziale oder
wirtschaftliche Verbesserung im Vordergrund steht, und ob sie unter den
gegebenen Umständen nicht ohnehin Bestandteil der Berufsausbildung wäre
(soziale Üblichkeit), der Versicherte die fragliche Ausbildung daher auch
absolvieren würde, wenn er - bei im übrigen gleichen Verhältnissen - nicht
arbeitslos wäre. Ein weiteres Abgrenzungskriterium bildet die Ausbildungsdauer,
indem langdauernde Bildungsgänge in der Regel auf Grundausbildungen schliessen
lassen (BGE 111 V 276).

(…)." (cfr. STFA del 25 marzo 2003 nella
causa K., C 29/03)

 

                               2.7.   L'indicazione
relativa al mercato del lavoro è data innanzitutto quando all'assicurato non è
possibile assegnare un'occupazione adeguata, malgrado le conoscenze di cui egli
già dispone.

                                         Ad
esempio, nella già citata sentenza del 22 marzo 2004 nella causa T. - S. (C
11/02), il TFA ha precisato:

 

" 
6.

6.1 In proposito va rilevato che il presupposto
del rischio di disoccupazione non è mai stato contestato, considerata la
situazione familiare dell'interessata, madre separata di una bimba nata nel
1994, che necessita della sua presenza costante durante gli orari
extrascolastici in seguito a comprovati problemi psicologici. In effetti
l'idoneità al collocamento sul mercato del lavoro è influenzata oltre che
dall'età, dalla formazione, dallo stato civile e dalle conoscenze linguistiche,
anche dalla situazione familiare dell'assicurato (DLA 1991 no. 12 pag. 107
consid. 3c)."

 

                                         Essa è
stata ad esempio negata dal TFA nel caso di un assicurato che aveva chiesto di
poter frequentare un “Nachdiplomkurses FH in der Vertiefungsrichtung
Marketingmanagment”. L’Alta Corte ha, tra l’altro, sviluppato le seguenti
considerazioni:

 

" 
(…)

3.2.1 Nach einer Lehre als Feinmechaniker hatte
der Beschwerdeführer an der Fachhochschule Konstanz ein Studium in Maschinenbau
abgeschlossen. In der Folge hat er sich berufsbegleitend im Hinblick auf seine
Fremdsprachenkenntnisse (Französisch und Englisch), in seinem Fachbereich
(Computerunterstützte Automation und Digitaltechnik für Maschinenbauer) und in
wirtschaftswissenschaftlicher Hinsicht (Nachdiplomstudium Wirtschaftsingenieur
STV, Vertiefung Beschaffungs- und Produktionslogistik) weitergebildet. Zuletzt
war er während acht Jahren als Leiter eines Konstruktions- und
Entwicklungsteams bei der Firma N.________ AG tätig.

 

3.2.2 Wie die Vorinstanz erkannt hat, stehen dem
Beschwerdeführer aufgrund seiner Ausbildung, seines Nachdiplomstudiums und der
bisherigen Berufserfahrung auf dem Arbeitsmarkt verschiedene Möglichkeiten
offen. Seine Arbeitslosigkeit ist nicht ungenügenden beruflichen Vorraussetzungen
zuzuschreiben. Es verhält sich nicht so, dass es praktisch keine Arbeitsplätze
geben würde, deren Anforderungsprofil der Beschwerdeführer - mit seinen
zahlreichen zusätzlich zum Grundstudium erworbenen Qualifikationen und
beruflichen Erfahrungen - ohne Absolvierung des gewünschten Nachdiplomkurses
nicht erfüllen würde. Trotz allenfalls geringen Angebots von in Betracht
fallenden freien Stellen kann deshalb nicht angenommen werden, der beantragte
Nachdiplomkurs dränge sich aus Gründen des Arbeitsmarktes auf. Zwar dürfte sich
dessen Besuch - wie jede berufliche Weiterbildung (vgl. ARV 1999 Nr. 12 S. 66
Erw. 2) - durchaus positiv auf die Vermittelbarkeit auswirken; von einer
Notwendigkeit für das Finden einer neuen Stelle kann indessen nicht gesprochen
werden.

 

3.2.3 In der Verwaltungsgerichtsbeschwerde wird
unter anderem dargelegt, in einem grossen Teil der an Maschineningenieure
gerichteten Stelleninseraten werde eine betriebswirtschaftliche Weiterbildung
gefordert. Durch diese eröffneten sich weitere Tätigkeitsfelder. Von der
Arbeitslosenkasse gebe es für Maschinen-/Elektroingenieure und Informatiker mit
langjähriger beruflicher Praxis kein Kursangebot, sodass Betroffene selber für
die ihren Bedürfnissen entsprechende Weiterbildung sorgen müssten, um ihre Chancen
auf dem Arbeitsmarkt zu verbessern. Wie die Verwaltung in ihrer Vernehmlassung
vom 14. Oktober 2003 gegenüber dem kantonalen Gericht indessen zu Recht geltend
gemacht hat, kann davon ausgegangen werden, dass der Beschwerdeführer auf Grund
seiner Ausbildung und der mehrjährigen breitgefächerten Berufserfahrung auch
bei angespannter Arbeitsmarktlage noch in der Lage sein sollte, ohne den
gewünschten Nachdiplomkurs eine Stelle in seinem angestammten oder einem
verwandten Tätigkeitsgebiet zu finden. Da der Beschwerdeführer keine berufliche
Erfahrung im Bereich Marketing/Verkauf habe und bisher im Bereich
Entwicklung/Konstruktion gearbeitet habe, könne nicht angenommen werden, dass
die Arbeitslosigkeit mit dem anbegehrten Kurs beendet werde. Für die Bekämpfung
oder Verhinderung der Arbeitslosigkeit bedarf es daher der ins Auge gefassten
Weiterbildung nicht und auch der Einsatz von Präventivmassnahmen der
Arbeitslosenversicherung ist nicht unmittelbar geboten. Dass die Vorinstanz
unter diesen Umständen die Anspruchsvoraussetzung der arbeitsmarktlichen
Indikation verneint hat, ist auch unter Berücksichtigung der dagegen in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde erhobenen Einwände nicht zu beanstanden.

(…)." (cfr. STFA del 10 gennaio 2005 nella causa F., C 56/04)

 

                               2.8.   La riqualificazione, il
perfezionamento o la reintegrazione professionale devono inoltre migliorare
l'idoneità al collocamento (cfr. art. 59 cpv. 2 lett. a LADI).

                                         Per poter essere
finanziato dall'assicurazione contro la disoccupazione non è sufficiente che un
corso, tenuto conto della situazione del mercato del lavoro, apra la
prospettiva di un eventuale vantaggio teorico, possibile, ma poco probabile nel
caso concreto. Occorre invece che, secondo tutta probabilità, l'idoneità al
collocamento sia effettivamente migliorata nel caso particolare, tramite un
perfezionamento svolto in vista di uno scopo professionale preciso (cfr. D.
Cattaneo, op. cit., pag. 362 n° 556; DLA 1991 N. 30; DLA 1988 N. 30).

 

                                         In diverse sentenze il TFA
ha chiaramente affermato che non è importante stabilire se, grazie al corso
l'assicurato migliora le possibilità di assumere un impiego dipendente o quelle
di cominciare un'attività indipendente: decisivo è unicamente il fatto che dopo
il corso l'assicurato avrà più opportunità di porre fine alla disoccupazione
(cfr. D. Cattaneo, op. cit., pag. 366 n° 564; STFA del 22 marzo 2004 nella
causa T., C 11/02, consid. 3.3.; DLA 1987 N. 111; DTF 111 V 38).

 

                                         Nella già
citata STFA del 25 marzo 2003 nella causa K., C 29/03, la nostra Massima
Istanza ha, tra l'altro, ribadito che:

 

" 
(…)

Ein bloss theoretisch möglicher, aber im
konkreten Fall unwahrscheinlicher Vorteil hinsichtlich der
Vermittlungsfähigkeit genügt den Anforderungen von Art. 59 Abs. 3 AVIG nicht.
Vielmehr muss die Wahrscheinlichkeit dargetan sein, dass die
Vermittlungsfähigkeit durch eine im Hinblick auf ein konkretes berufliches Ziel
absolvierte Weiterbildung im konkreten Fall tatsächlich und in erheblichem
Masse gefördert wird (ARV 1988 Nr. 4 S. 31 Erw. 1c, 1987 Nr. 12 S. 114 Erw. 2c,
je mit Hinweisen). (…)."

(cfr. STFA del 25 marzo 2003 nella causa K., C
29/03, consid. 4.1)

 

                                         In una
sentenza pubblicata in DTF 128 V 192 segg., il TFA ha accolto un ricorso
inoltrato contro una decisione del Tribunale cantonale delle assicurazioni del
Canton __________ che aveva confermato il provvedimento con il quale l'ufficio
del lavoro aveva negato a un assicurato l'autorizzazione a frequentare il corso
"__________", in quanto non si trattava di una riconversione o di un
perfezionamento professionale, né migliorava la sua idoneità al collocamento.
Secondo l'Alta Corte, da una parte, non si trattava di una formazione di base
e, d'altra parte, il corso migliorava l'idoneità al collocamento del
ricorrente.

                                         La nostra
Massima Istanza ha in particolare rilevato:

 

" 
aa) Entgegen der Ansicht des KIGA stellt der
Kurs "__________" keine gänzliche Neuausrichtung im Sinne einer
Grundausbildung dar. In dieser Massnahme ist nicht eine allgemeine Förderung
der beruflichen Weiterbildung, welche der Beschwerdeführer aus persönlichem
Interesse sowieso durchgeführt hätte, zu erblicken. Sie ist vielmehr eine
gezielte berufliche Massnahme, welche es dem Versicherten erlaubt, sich dem
technischen Fortschritt anzupassen (BGE 111 V 274 und 400 f. mit Hinweisen; ARV
1998 Nr. 39 S. 221 Erw. 1b), um die Arbeitslosigkeit schnellstmöglich beenden
zu können. Ob diese Massnahme schliesslich zur Aufnahme einer selbstständigen
oder unselbstständigen Erwerbstätigkeit führt, ist dabei unerheblich. 

 

bb) Nachdem der
Beschwerdeführer während fünf Jahren nicht mehr im Bereich EDV, einer Branche
mit raschem technischem Fortschritt, tätig gewesen war und zudem seit Beginn
der Arbeitslosigkeit keine Stelle auf seinem angestammten Beruf fand, erscheint
- bei Beurteilung der im Zeitpunkt der Gesuchseinreichung gegebenen
Verhältnisse (BGE 112 V 398 Erw. 1a) - die Stellungnahme der zuständigen
RAV-Personalberaterin überzeugend, dass der beantragte Kurs die
Vermittlungsfähigkeit massiv verbessern würde. Dies deckt sich mit der Aussage
des KIGA in seiner vorinstanzlichen Vernehmlassung, worin dieses festhält, dass
der Versicherte als EDV-Analytiker und Programmierer auf älteren
Programmiersprachen tätig war und er durch Erlernen von neuen Sprachen im
Bereich Programmierung durchaus gute Chancen hätte, eine Stelle zu
finden." (cfr. DTF 128 V 197-198)

                                         In una
sentenza C 65/05 del 18 maggio 2005, la nostra Massima Istanza ha respinto il
ricorso dell’Ufficio del lavoro cantonale, in quanto lo studio post laurea “__________”,
della durata di circa otto mesi, frequentato da un ingegnere
elettronico-programmatore, contrariamente a quanto sostenuto dalla parte
ricorrente, migliorava la sua idoneità al collocamento. Tale corso, infatti,
non concernendo unicamente il settore dell’amministrazio-ne immobiliare, apriva
all’assicurato delle nuove concrete possibilità di impiego. 

 

                                         Infine in
una sentenza C 19/07 del 16 luglio 2007 il Tribunale federale ha stabilito che
un corso di quattro settimane come saldatore migliorava l'idoneità al
collocamento dell'assicurato.

 

                               2.9.   In una
sentenza 38.1999.327 del 2 giugno 2000 pubblicata in RDAT II-2000 pag. 351 seg.
questo Tribunale ha negato ad un'assicurata, di professione ausiliaria di
pulizie, il diritto a frequentare a spese dell'assicurazione contro la
disoccupazione, un corso di perfezionamento nella lingua italiana,
argomentando:

 

" 
(...)

Nella presente fattispecie l'assicurata svolge la
professione di ausiliaria di pulizie.

Essa ha già frequentato un corso di italiano a
spese dell'assicurazione contro la disoccupazione.

Nella sua domanda del 20 settembre 1999 X. ha
affermato quanto segue:

 

"                                     Durante lo
scorso anno ho frequentato la prima fase, ora vorrei poter continuare il corso
per migliorare e imparare a scrivere. Base lettura e scrittura alfabetizzazione
esercitazioni. Anche se il lavoro che svolgo non necessita di particolari
conoscenze, vorrei imparare bene la lingua italiana per inserirmi in questo
paese in cui vivo." (allegato 1)

 

Chiamato ora a pronunciarsi, il TCA non può che
confermare la decisione dell'URC di _________.

Infatti, come l'assicurata stessa riconosce,
maggiori conoscenze linguistiche non sono necessarie per svolgere la sua
attuale attività lucrativa.

Non esiste dunque un'indicazione relativa al
mercato del lavoro (cfr. SVR 2000 ALV N° 2 e consid. 2.3).

Va comunque rilevato che la domanda andrebbe
comunque respinta anche applicando la giurisprudenza cantonale ticinese (cfr.
SVR 1996 ALV N° 58; Vedi pure: D. Aeppli, "La situation des chômeurs en
fin de droit en Suisse" in La Vie économique 5/2000 pag. 46 seg. (48))
che, in merito al miglioramento dell'idoneità al collocamento, e più larga
rispetto a quella del TFA (cfr. consid. 2.3 e DLA 1995 p. 48-51; per un'analisi
critica della giurisprudenza federale, cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives
de la LACI" in CGRSS N° 11-1993 pag. 19 seg., in particolare 34-37).

Infatti, l'assicurazione contro la disoccupazione
ha già finanziato il precedente corso atto a favorire l'inserimento
professionale della ricorrente. Quel corso le ha permesso di apprendere le
conoscenze fondamentali della lingua italiana. 

Ogni ulteriore corso nella lingua italiana,
rappresenterebbe, nella presente fattispecie, una formazione di base, che non
deve essere finanziato dall'assicurazione contro la disoccupazione, secondo la
giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.3).

La decisione impugnata deve dunque essere
confermata."

 

                                         In
quell'occasione il TCA aveva fatto riferimento a due sentenze del Tribunale
federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale).

 

                                         Nella
prima sentenza C 253/94 del 14 marzo 1995, che riguarda un corso intensivo di
tedesco frequentato da un assicurato, cuoco di professione, il TFA si è così
espresso:

 

" 
(…)

2.- Nach den Abklärungen des Arbeitsamtes bei
früheren Arbeitgebern (vgl. kantonale Vernehmlassung vom 31. August 1994)
könnten die Deutschkenntnisse des Beschwerdeführers zwar noch verbessert
werden, doch sind sie für den Einsatz in der Küche ausreichend. Dem
Beschwerdeführer wäre es daher möglich, auf dem für ihn in Betracht fallenden
Arbeitsmarkt eine angemessene Stelle zu finden. Wohl könnten vertiefte
Sprachkenntnisse die Vermittlung erleichtern. Ein bloss theoretischer Vorteil
hinsichtlich der Vermittlungsfähigkeit genügt den Anforderungen von Art. 59
Abs. 3 AVIG jedoch nicht. Vielmehr muss die Wahrscheinlichkeit dargetan sein,
dass die Vermittlungsfähigkeit durch eine im Hinblick auf ein konkretes
berufliches Ziel Absolvierte Weiterbildung im konkreten Fall tatsächlich und in
erheblichem Masse gefördert wird (ARV 1988 Nr. 4 S. 31 Erw. 1c, 1987 Nr. 12 S.
114 Erw. 2c). Eine solche Wahrscheinlichkeit ist hier nicht gegeben. Daran
können die Vorbringen in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde nichts ändern.

 

3.- a) Ungeachtet der fehlenden arbeitsmarktlichen
Indikation ist der Anspruch des Beschwerdeführers auch aus folgendem Grund zu
verneinen: Anders als in den in Erwägung 1 erwähnten Urteilen des
Eidgenössischen Versicherungsgerichts steht hier nicht die Frage zur
Diskussion, dass ein Versicherter eine andere Sprache erlernen will als
diejenige des Sprachraums, in dem er lebt und arbeitet.

Vielmehr will der Beschwerdeführer, welcher der
französischen und englischen Sprache mächtig ist, Kenntnisse der hiesigen
(deutschen) Sprache erwerben und verbessern.

Als Grundform menschlicher Verständigung kommt der
Sprache auch in der Arbeitswelt eine zentrale Bedeutung zu.

Der Erwerb der Sprache im jeweiligen Sprachraum ist
deshalb Teil der Grundausbildung, die grundsätzlich nicht zu Lasten der
Arbeitslosenversicherung geht. Zwar schliesst dies nicht aus, dass die
Arbeitslosenversicherung in besonderen Fällen als Eingliederungsmassnahme auch
die sprachlichen Grundkenntnisse fremdsprachiger Ausländer fördert (vgl.
Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 23 f. zu Art. 59 AVIG),
doch ist die Grenze zwischen der Grundausbildung einerseits und den
Präventivmassnahmen anderseits eng zu ziehen. Die Vermittlung von sprachlichen
Grundkenntnissen durch die Arbeitslosenversicherung ist auf einem niedrigen
Niveau (vgl. Gerhards, a.a.O., N 23) und nur für eine beschränkte Zeit
zu gewähren. Sodann ist zu beachten, dass es zum sozial üblichen gehört, eine
Sprache zu erlernen, um gesellschaftlich und bildungsmässig den Anschluss in
neuen Sprachraum sicherzustellen. Insoweit aber die Aneignung von
Sprachkenntnissen diesem Ziel dient, ist sie nicht Sache der
Arbeitslosenversicherung.

 

b) Der Beschwerdeführer, dessen Muttersprache
französisch ist, hat in X. den Beruf eines Kochs gelernt. Heute lebt er in der
Deutschschweiz und ist mit einer Schweizerin verheiratet. Aus den
Rechtsschriften und dem aktenkundigen Verhalten ist sein Wille ersichtlich,
sich hier sprachlich zu assimilieren und beruflich Fuss zu fassen. Es ist daher
davon auszugehen, dass er sich auch dann um möglichst gute Deutschkenntnisse
bemüht hätte, wenn er nicht arbeitslos geworden wäre. Die Verbesserung der
deutschen Sprache gehört somit zu sozial Üblichen und fällt nicht in den
Leistungsbereich der Arbeitslosenversicherung."

 

                                         Nella seconda sentenza (C 56/93 dell'8 luglio 1993), trattandosi di
una ausiliaria di cucina, di lingua madre ungherese, che chiedeva di poter
frequentare un corso di approfondimento nella lingua tedesca, la nostra Massima
Istanza ha invece rilevato:

 

" 
(…)

2.- Die Beschwerdeführerin besuchte nach ihrer Einreise
in die Schweiz 1990 zuerst einen Deutschkurs an der Primar - und
Volkshochschule in Vom 21. April bis 10. Juli 1992 absolvierte sie - als
Präventivmassnahme der Arbeitslosenversicherung - einen Deutsch-Intensivkurs an
der - Schule in, wobei sie aufgrund ihrer bereits befriedigenden
Sprachkenntnisse mit der Stufe 2 beginnen konnte. Zu dessen Ergänzung wurden
ihr von der Arbeitslosenversicherung sodann fünf Privatstunden für Grammatik an
der gleichen Schule bewilligt, die sie im Mai und Juni 1992 erhielt.

Mit den auf diese Weise erworbenen Kenntnissen
verfügt die Beschwerdeführerin über genügende Kenntnisse der deutschen Sprache,
um auf dem für sie in Betracht fallenden, breiten Arbeitsmarkt eine angemessene
Stelle zu finden. Die Verwaltung hat zutreffend dargelegt - und dies wird in
der Verwaltungsgerichtsbeschwerde zu Recht nicht bestritten -, dass es der
Beschwerdeführerin zumutbar ist, auch Arbeitsstellen anzunehmen, die ihrer in
der CSFR absolvierten Ausbildung nicht entsprechen. Wohl vermögen vertiefte
Sprachkenntnisse die Vermittlung zu erleichtern. Ein bloss theoretisch
möglicher Vorteil hinsichtlich der Vermittlungsfähigkeit genügt den
Anforderungen von Art. 59 Abs. 3 AVIG jedoch nicht. Vielmehr muss die
Wahrscheinlichkeit dargetan sein, dass die Vermittlungsfähigkeit durch eine im
Hinblick auf ein konkretes berufliches Ziel absolvierte Weiterbildung im
konkreten Fall tatsächlich und in erheblichem Masse gefördert wird (ARV 1988
Nr. 4 S. 31 Erw. 1c, 1987 Nr. 12 S. 114 Erw. 2c je mit Hinweisen). Eine solche
Wahrscheinlichkeit ist hier nicht gegeben. Daran vermögen weder die Vorbringen
in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde noch der Umstand, dass die
Beschwerdeführerin inzwischen eine Stelle angetreten hat, an welcher gute
Deutschkenntnisse erforderlich sind, etwas zu ändern.

 

3.- a) Ungeachtet der fehlenden arbeitsmarktlichen
Indikation ist der Anspruch der Beschwerdeführerin auch aus folgendem Grund zu
verneinen: Anders als in den in Erwägung 1 erwähnten Urteilen des
Eidgenössischen Versicherungsgerichts steht hier nicht die Frage zur
Diskussion, dass ein Versicherten eine andere Sprache erlernen will als
diejenige des Sprachraums, in dem er lebt und arbeitet. Vielmehr will die aus
der CSFR stammende Beschwerdeführerin ihre Kenntnisse der hiesigen Sprache
erwerben und verbessern.

Als Grundform menschlicher Verständigung kommt der
Sprache auch in der Arbeitswelt eine zentrale Bedeutung zu. Der Erwerb der
Sprache im jeweiligen Sprachraum ist deshalb Teil der Grundausbildung die
grundsätzlich nicht zu Lasten der Arbeitslosenversicherung geht. Zwar schliesst
dies nicht aus, dass die Arbeitslosenversicherung in besonderen Fällen als
Eingliederungsmassnahme auch die sprachlichen Graundkenntnisse fremdsprachiger
Ausländer fördert (vgl. Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz,
N 23 f. zu Art. 59 AVIG), doch ist die Grenze zwischen der Grundausbildung
einerseits und den Präventivmassnahmen anderseits eng zu ziehen. Die
Vermittlung von sprachlichen Grundkenntnissen durch die Arbeitslosenversicherung
ist auf einem niedrigen Niveau (vgl. Gerhard, a.a.O., N 23) und nur für eine
Beschränkte Zeit zu gewähren. Sodann ist zu beachten, das es zum sozial
Üblichen gehört, eine Sprache zu erlernen, um gesellschaftlich und
bildungsmässig den Anschluss im neuen Sprachraum sicherzustellen. Insoweit aber
die Aneignung von Sprachkenntnissen diesem Ziel dient, ist sie nicht Sache der
Arbeitslosenversicherung.

b) Die Beschwerdeführerin hat in der CSFR eine
höhere Ausbildung genossen und ihren Beruf als technische Fachmitarbeiterin
während mehreren Jahren ausgeübt. Heute lebt sie in der Schweiz, ist mit einem
Schweizer verheiratet und hat dadurch das hiesige Bürgerrecht erworben. Aus
ihren Rechtsschriften und dem aktenkundigen Verhalten geht deutlich der Wille
hervor, sich hier sprachlich zu assimilieren und beruflich neu Fuss zu fassen.
Es ist aufgrund ihrer Ausbildung und ihrer sozialen Stellung davon auszugehen,
dass die Beschwerdeführerin sich auch dann um möglichst gute Deutschkenntnisse
bemüht hätte, wenn sie nicht arbeitslos geworden wäre. Die Vervollkommnung der
deutschen Sprache über das von der Arbeitslosenversicherung zu gewährende
Grundniveau hinaus gehört somit zum sozial Üblichen und fällt nicht in der
Leistungsbereich der Arbeitslosenversicherung."

 

                                         Pertanto,
in applicazione della giurisprudenza federale, in Ticino, un corso linguistico
nella lingua italiana che va oltre le conoscenze di base, equivale a una
formazione di base che non deve, in ogni caso, essere finanziata
dall'assicurazione contro la disoccupazione.

 

                                         In
una sentenza 38.2008.35 del 29 settembre 2008 il TCA ha così respinto la
richiesta di un'assicurata di frequentare un corso di italiano semi-intensivo
B1, rilevando:

                                         

"  (...)

Nella presente fattispecie emerge dagli atti dell'incarto che
l'assicurata dal luglio 2005 ha sempre lavorato in Svizzera soprattutto come
cameriera.

Il suo collocamento non è dunque intralciato per motivi inerenti
al mercato del lavoro (cfr. consid. 2.7).

D'altra parte la ricorrente ha già seguito un corso di perfezionamento
nella lingua italiana della durata di due mesi a spese dell'assicurazione
contro la disoccupazione.

Di conseguenza, alla luce della giurisprudenza federale e
cantonale dettagliatamente esposta al consid. 2.9, la decisione dell'URC di __________
che ha rifiutato di riconoscere il diritto alle prestazioni della LADI per un
ulteriore corso nella lingua italiana frequentato dall'assicurata non può che
essere confermata. (...)"

 

                                         La Segreteria di Stato
dell'economia (SECO) nella Circolare sui provvedimenti inerenti al mercato del
lavoro in vigore dal 1° gennaio 2008 ha al riguardo emanato la seguente
direttiva:

 

"  Secondo
la giurisprudenza costante del TFA, la partecipazione degli assicurati
stranieri ai corsi di lingue sottostà a restrizioni. L'AD può finanziare
l'apprendimento della lingua della regione ospitante soltanto a un livello
elementare e per un periodo limitato."

 

                             2.10.   Per costante
giurisprudenza federale l'esercizio di un'attività
lucrativa è in ogni caso prioritaria rispetto alla partecipazione ad una misura
finanziata dall'assicurazione contro la disoccupazione (cfr. DTF 125 V 91-92;
SVR 2000 ALV Nr. 14 "l'occupazione temporanea giusta quanto suesposto
ha, secondo l'art. 72a cpv. 1 LADI, carattere sussidiario, nel senso
segnatamente che essa entra in considerazione solo qualora non sia possibile
assegnare un'occupazione adeguata, adempiente essa tutti i criteri, inclusi
quelli relativi alla rimunerazione (cfr. Nussbaumer in op. cit,, cifra marg.
666; sentenza non ancora pubblicata 21 giugno 1999 in re G., C 279/98)"
e Th. Nussbaumer, "Arbeitslosenversicherung"
in SBVR – Soziale Sicherheit, Ed. Helbing & Lichtenhahn,
Basilea-Ginevra-Monaco 2006, pag. 2395, nr. 715).

 

                                         In una sentenza
28.2007.8 del 31 luglio 2007, dopo avere ricordato questo principio, il TCA ha
rilevato quanto segue:

 

" 
(...)

In tale contesto va sottolineato che, come ha
correttamente indicato l'amministrazione (cfr. consid. 1.7), l'assicurato è
tenuto a frequentare un provvedimento relativo al mercato del lavoro quando gli
orari dello stesso sono, come nel caso presente, compatibili con l'esercizio di
un'attività lucrativa (cfr. in questo senso la sentenza C 262/01 del 25
febbraio 2003 riprodotta al consid. 2.6 relativa ad un'assicurata che lavorava
al 50% e che avrebbe dovuto frequentare un programma d'occupazione nel
rimanente 50%).

E' vero che nella sentenza pubblicata in DTF 135
V 362 l'Alta Corte ha deciso che non vi era più la possibilità di assegnare un
programma d'occupazione ad un assicurato che lavorava solo a tempo parziale
(cfr. DTF 125 V 363: "Seit März 1997 erzielt G. bei der Firma C. AG
teilzeitlich eine Zwischenverdienst" e 125 V 367: "Bei dieser
Rechst – und Sachlage blieb im vorliegenden Fall seit März 1997 kein Raum, dem
Beschäftigung zuzuweisen"), è altrettanto vero però che in quel caso
l'assicurato aveva degli orari di lavoro irregolare, talvolta doveva prestare
la sua attività al mattino, talvolta al pomeriggio (cfr. la sentenza del 2
febbraio 1998 del Tribunale delle assicurazioni del Canton Nidwaldo, pag. 4: Im
Rahmen seiner Teilzeitstelle bei der X.________ arbeitet der Beschwerdeführer
von Montag bis Freitag jeweils stundeweisen am Morgen und am Nachmittag, so
dass aufgurnd dieser Arbeitszeiten unter dem Gesichtspunkt der
Vermittlungsfähigkeit gemäss Art. 15 Arbeitslosenversicherungsgesetz im übrigen
davon ausgegangen werden muss, dass eine ergänzende und seine restliche
Arbeitszeit arbeitsmaktlich somit nicht verwertbar ist.")

 

L'assicurata era dunque tenuta per principio ad
accettare il programma di occupazione al 30%, sebbene avesse reperito (dal
lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 10.20, cfr. Doc. 7/6) un'occupazione al 50%
al pomeriggio.

 

Infatti se un assicurato rivendica delle
prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione per coprire una perdita
di lavoro per la quale non esercita un'attività lucrativa è tenuta per
principio anche a seguire i provvedimenti inerenti al mercato del lavoro che
gli vengono assegnati. (...)"

 

                             2.11.   Nella
presente fattispecie risulta dagli atti dell'incarto che l'assicurata, già
prima di frequentare il corso, era in possesso delle conoscenze elementari
della lingua italiana (cfr. Doc. 11: "Griglia di sintesi sulle capacità
linguistiche e professionali dell'assicurato", livello A2), ciò che è del
tutto normale dopo dieci anni di attività lucrativa in Ticino e a __________
(cfr. Doc. I).

 

                                         Di conseguenza, alla luce
della giurisprudenza riprodotta al consid. 2.9., il corso in questione, che va
oltre le conoscenze di base , equivale a una formazione di base e non può
essere finanziato dall'assicurazione contro la disoccupazione.

 

                                         Inoltre, ed
indipendentemente da quanto appena esposto, avendo l'assicurata avuto la
possibilità di lavorare e avendola rifiutata per seguire il corso di italiano
(anziché accettare la proposta dell'URC di __________ che le avrebbe permesso
di seguire il corso linguistico e nel contempo lavorare; cfr. Doc. 1 e Doc. 4)
la richiesta deve in ogni caso essere respinta in virtù del principio secondo
cui l'esercizio di un'attività lucrativa è in ogni caso prioritario rispetto ad
una misura finanziata dall'assicurazione contro la disoccupazione (cfr. consid.
2.10.).

 

                                         In simili condizioni la
decisione su opposizione impugnata deve essere confermata senza dovere
ulteriormente approfondire se il collocamento della ricorrente era o no
intralciato per motivi inerenti al mercato del lavoro (cfr. consid. 2.7.) e se
il corso in questione migliorava la sua idoneità al collocamento (cfr. consid.
2.8.).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti