# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2476eb49-817b-5a61-ace5-fd5eea91b855
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-11-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 12.11.1998 52.1998.218
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1998-218_1998-11-12.html

## Full Text

Incarto n.

  52.98.00218

   

  	
  Lugano

  12 novembre 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Giovanna
  Canepa, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sul ricorso  20 agosto 1998 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patrocinato
  da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 5 agosto 1998 del Consiglio di Stato, che respinge l'impugnativa
  presentata dall'insorgente avverso la decisione 18 giugno 1998 che gli ha
  revocato la licenza di condurre a tempo indeterminato;

  

 

 

vista la risposta 25 agosto 1998 del
Consiglio di Stato,

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   __________, il 12 novembre
1997, circolando sull'autostrada  in territorio di __________, ha perso la
padronanza del suo veicolo andando ad urtare contro lo spartitraffico centrale.

A seguito degli accertamenti esperiti dopo l'incidente, si è
potuto appurare che egli circolava in stato di ebrietà con un tasso di alcol
nel sangue dell'ordine di 1,47-1,8 per mille.

Per questi fatti, con decreto d'accusa 23 marzo 1998, gli è
stata inflitta una pena di novanta giorni di detenzione nonché una multa di fr.
1'200.--.

In data 18 giugno 1998 la Sezione della circolazione gli ha
quindi revocato la licenza di condurre veicoli a motore a tempo indeterminato,
disponendo altresì di non concedergli alcun riesame prima del mese di settembre
1999 e subordinando in ogni caso la sua riammissione alla guida alla
presentazione di un certificato medico internistico ed un rapporto del STCA,
attestanti, dopo un periodo di controllo di almeno dodici mesi, l'assoluta astinenza
dal consumo di bevande alcoliche.

 

 

                                  B.   Contro la predetta decisione
dipartimentale, con ricorso 24 giugno1998, __________ si è aggravato presso il
Consiglio di Stato. In quella sede ha sottolineato che, dopo i fatti del 12
novembre 1997, ha preso coscienza della problematica del consumo di bevande
alcoliche ed ha messo in atto tutti gli sforzi per affrontarla positivamente,
cosicché la stessa sarebbe stata risolta ed egli sarebbe idoneo alla guida,
come attesterebbero i referti dei suoi medici curanti.

Ha inoltre fatto valere di avere una necessità professionale
a disporre della licenza di condurre veicoli a motore.

 

 

                                  C.   Con decisione 5 agosto 1998
il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso, fondandosi prevalentemente sulle
risultanze del rapporto 14 maggio 1998 del STCA, dal quale ha desunto la
presenza di un quadro caratterizzato da eccessi alcolici occasionali associato
ad una personalità fragile e perturbata da un disturbo psichico contenuto
farmacologicamente.

 

 

                                  D.   __________ insorge ora
davanti al Tribunale cantonale amministrativo, postulando l'annullamento della
decisione impugnata, subordinatamente la concessione della possibilità di
chiedere un riesame della decisione già a partire dalla fine del 1998.

Adduce in buona sostanza che la decisione impugnata accerterebbe
la situazone di fatto in modo insufficiente e arbitrario perché non sono stati
sentiti i suoi medici curanti, a suo dire fondamentali per dimostrare la totale
astinenza dal consumo di alcol a partire dal mese di novembre 1997, allorquando
si verificò l'incidente della circolazione a seguito del quale gli è stata
revocata la patente.

Rileva quindi di avere recepito il problema dell'alcol con
piena coscienza e senso di responsabilità, di essere seguito da specialisti, di
avere dato prova durante nove mesi di astinenza e di determinazione positiva. A
tal proposito, in via subordinata, chiede che tale lasso di tempo venga
computato nel periodo di prova prima di essere riammesso alla guida.

Il riesame dovrebbe essergli concesso già a partire dalla
fine del 1998, mentre invece procrastinando il riesame fino a fine giugno 1999,
come deciso, lo si demotiverebbe, creandogli soltanto guai, tale lasso di tempo
essendo sproporzionato rispetto agli sforzi che egli ha messo in atto e alla
necessità professionale di disporre della licenza di condurre.

 

 

                                  E.   Il Consiglio di Stato
propone, di contro, di respingere il ricorso e di confermare la risoluzione
impugnata.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo discende dall'art. 10 cpv. 2 LALCStr.

La legittimazione attiva del ricorrente, siccome direttamente
toccato dal provvedimento impugnato, è pacifica ai sensi dell'art. 43 PAmm.

Il ricorso, tempestivo, è perciò ricevibile in ordine.

 

1.1. Il ricorso può essere evaso sulla base degli atti, senza
procedere agli accertamenti richiesti dal ricorrente (art. 18 Pamm).

Questi ha in effetti chiesto che i suoi curanti, lo
psichiatra, il medico internista e lo psicologo del STCA di __________, venissero
interpellati o sentiti quali testi al fine di dimostrare la raggiunta idoneità
da parte sua ad essere riammesso alla guida di veicoli a motore.

Orbene, al momento attuale, trascorso meno di un anno dalla
data dell'incidente e dal rilevamento delle sue condizioni mediante perizia
specifica, ulteriori attestazioni positive dei curanti non sarebbero
sufficienti per dimostrare che egli offre tutte le garanzie dal punto di vista
della sicurezza del traffico, considerato anche che appena due anni orsono è
stato oggetto di un'altra revoca della licenza di condurre per circolazione in
stato di ebrietà e già allora era affetto da disturbi psichici, a tutt'oggi non
ancora completamente risolti, disturbi che, come risulta dalla documentazione
agli atti, ha talvolta tentato di superare rifugiandosi nell'alcol.

Al proposito va altresì rilevato che il giudizio positivo da
parte dei medici non sostituisce quello dell'autorità amministrativa, che sola
può pronunciarsi in merito all'opportunità di adottare un  provvedimento di
revoca, non già in considerazione della sola necessità soggettiva e psicologica
di disporre della patente, bensì con riguardo alla necessità di garantire la
sicurezza nel traffico.

Il rapporto redatto dal STCA, dopo avere sottoposto il
ricorrente a prove specifiche, all'indirizzo della Sezione della circolazione e
la documentazione agli atti sono sufficienti per statuire sul ricorso con la
necessaria cognizione di causa.

 

 

1.2. Nel caso di specie, trattandosi di una revoca a scopo di
sicurezza il potere cognitivo di questo Tribunale si limita alla verifica di
una eventuale violazione del diritto, segnatamente con riferimento ad un apprezzamento
erroneo di un fatto e ad eccesso o abuso di potere (art. 61 cpv. 1 e 2 PAmm), e
alla verifica se l'accertamento dei fatto ad opera delle istanze inferiori è
stato esatto e completo (art. 62 PAmm).

Le censure del ricorrente devono essere perciò esaminate
sotto questi profili.

 

 

                                   2.   La licenza di condurre è un
permesso di polizia che autorizza alla guida di veicoli a motore. Essa può
essere rilasciata soltanto se tra le altre cose il richiedente non è dedito al
bere o ad altre forme di tossicomania che possono diminuire l'idoneità alla guida
(art.14 cpv. 2 lett. c LCStr). Le licenze e i permessi devono essere revocati
se è accertato che le condizioni legali stabilite per il loro rilascio non sono
mai state o non sono più adempiute; essi possono essere revocati se è accertato
che le condizioni legali stabilite per il loro rilascio non sono mai state o
non sono più adempiute: essi possono essere revocati se non sono state osservate
le limitazioni o gli obblighi, ai quali il rilascio era stato subordinato nel
caso particolare (art. 16 cpv. 1 LCStr).

L'art. 17 cpv. 1 bis LCStr prevede che la licenza di condurre
è revocata per una durata indeterminata se il conducente non è idoneo a guidare
un veicolo a motore a causa d'alcolismo o altre forme di tossicomania. La
revoca comporta un periodo di prova di almeno un anno.

 

 

                                   3.   Dalla perizia 14 maggio
1998 fatta esperire dal STCA per determinare se il ricorrente è o meno afflitto
da una problematica alcol correlata che gli pregiudica la facoltà di condurre
veicoli a motore in tutta sicurezza, si rileva che egli presenta un quadro
caratterizzato da eccessi alcolici occasionali determinati da una personalità
fragile e  perturbata da un disturbo psichico normalmente contenuto
farmacologicamente.

La pericolosità del quadro è determinata dalla permanenza di
un consumo alcolico nonostante la terapia farmacologica importante. In effetti
nel settembre del 1996, poco più di un anno prima che si verificasse
l'incidente a seguito del quale è stata pronunciata la revoca della licenza di
condurre a tempo indeterminato, il ricorrente, già afflitto da analoghi
problemi di natura psichiatrica, ha circolato in stato di ebrietà dopo avere
assunto farmaci.

Pur essendo stato oggetto di una revoca a scopo di ammonimento,
è ricaduto nella stessa infrazione in analoghe condizioni e malgrado fosse
ancora in cura farmacologica.

Di fronte a tali comportamenti, non v'è alcuna sicurezza che
egli non incorra nuovamente in infrazioni alla LCStr circolando in stato
alterato. In effetti il suo disturbo psichico necessita tuttora di essere
curato con una terapia farmacologica, come era già stato il caso in passato.
Nemmeno sotto tale terapia il ricorrente ha saputo astenersi dal consumare
alcol e dal mettersi poi alla guida di un veicolo. E' evidente dunque che egli
non offre a tutt'oggi alcuna garanzia dal punto di vista della sicurezza
qualora dovesse essere riammesso alla guida, da un lato perché il problema psicologico
che lo afflige non è stato risolto e dall'altro perché i due episodi nei quali è
stato colto circolare in stato di ebbrezza sono troppo recenti, per poter
affermare che egli si è definitivamente staccato dal consumo di alcolici.

Il fatto che dal 12 novembre 1998 egli si è impegnato a non
bere più alcolici può essere indizio di seri propositi, ma ancora non dimostra
che ha definitivamente raggiunto la stabilità psichica e la determinazione a
mantenersi sobrio.

Contrariamente a quanto sembra consigliare lo psichiatra dal
quale è in cura, dal punto di vista amministrativo non si può concedere fiducia
al ricorrente, accordandogli la licenza di condurre, affinché questi si
determini ulteriormente a mantenere i suoi buoni propositi; bensì occorre
unicamente verificare se egli offra allo stadio attuale tutte le garanzie per
essere riammesso alla guida. Ciò che evidentemente non è qui il caso. Ne deriva
che il provvedimento di revoca a tempo indeterminato deve essere confermato.

 

 

                                   4.   In via subordinata il
ricorrente ha chiesto di concedergli, qualora il provvedimento venisse
mantenuto, la possibilità di inoltrare domanda di riesame già a partire dalla
fine del corrente anno 1998.

Secondo giurisprudenza il termine di attesa stabilito
dall'art. 17 cpv. 1 bis LCStr prima di potere chiedere il riesame di una decisione
di revoca della licenza di condurre a tempo indeterminato è da intendersi quale
periodo di divieto assoluto (in tedesco "Sperrfrist") (Schaffauser,
Grundriss des schweizerischen Strassenverkehrsrechts, Bd. 3, pag. 130 n. 2183).
Come tale esso non può essere ridotto.

Resta da definire la questione se debba essere computato dal
momento in cui la licenza di condurre è stata sequestata (nel caso concreto dal
12 novembre 1997) oppure dal momento in cui il provvedimento amministrativo è
stato pronunciato (18 giugno 1998).

Questo Tribunale ritiene che il termine debba decorrere a
partire dal momento in cui è stato appurato che l'interessato non è idoneo alla
guida, quindi a partire dagli accertamenti peritali o al più tardi dalla
decisione di revoca. Nel caso concreto un riesame della decisione
dipartimentale potrebbe entrare in linea di conto non prima del mese di giugno
1999.

Considerando la gravità dei precedenti del ricorrente e la
sua situazione psicologica ancora instabile, si deve concludere che il periodo
di attesa fissato dalla Sezione della circolazione per chiedere un riesame, non
prima del mese di settembre 1999, è adeguato e ossequia il principio della
proporzionalità. Come tale deve essere mantenuto. 

 

 

                                   5.   Il ricorrente ha infine
sostenuto che la privazione della licenza di condurre lo pregiudica
nell'esercizio della sua attività lavorativa.

La necessità di disporre della licenza di condurre può essere
esaminata soltanto nell'ambito di una revoca a scopo di ammonimento (art. 33
cpv. 2 OAC). Non viene per contro tenuta in considerazione quando è stata
pronunciata una revoca a scopo di sicurezza dove si deve statuire
essenzialmente circa l'idoneità o meno di una persona alla guida di veicoli (
art. 33 cpv. 1 OAC; Perrin, Délivrance et retrait du permis de conduire, tesi
Friborgo, 1982, pag. 195).

La questione, indipendentemente dalla verifica se sussista veramente
una necessità a disporre della licenza di condurre, non può dunque nemmeno
essere presa in considerazione in questo contesto.

 

 

                                   6.   Stante quanto precede, il
ricorso va dunque respinto. La tassa di giustizia e le spese seguono la
soccombenza (art. 28 PAmm). 

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 14 cpv. 2 lett. c LCStr, 16 cpv. 1 e 3 lett. b, 17 cpv. 1 bis lett. d
LCStr, 10 cpv. 2 LALCStr, 18, 28, 60, 61, 62 , 65 PAmm

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia e le
spese, di complessivi fr. 800.-- sono a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la presente
decisione, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale di
Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

 

	
                                      4.   Intimazione
  a:

  	
  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             La
segretaria