# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3509b001-def8-5dd7-9f8c-d3caf987b2bc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-07-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.07.2006 32.2005.152
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-152_2006-07-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.152

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  7 luglio 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 settembre 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 15 luglio
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe __________, di professione autista commerciante, nel mese di ottobre
2001 aveva presentato una prima domanda di prestazioni, respinta dall’Ufficio
AI con decisione 2 aprile 2003 e, in seguito all’opposizione dell’assicurato,
con decisione su opposizione 26 giugno 2003. Tale decisione, impugnata
dall’assicurato, è stata poi confermata dal TCA con sentenza 30 marzo 2004,
cresciuta in giudicato.

 

                                         Nel
mese di maggio 2004 l’assicurato, per il tramite del suo medico, dr. __________,
il quale ha attestato un peggioramento delle condizioni di salute del paziente,
ha inoltrato una nuova domanda di prestazioni AI per adulti (doc. AI 49-1).

 

Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, con decisione 17 settembre 2004
l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni, non ritenendo che nel caso concreto
si fosse verificato un peggioramento dello stato di salute dell’assicurato
(doc. AI 56).

 

                               1.2.   A
seguito dell’opposizione con richiesta di gratuito patrocinio presentata in
data 30 settembre 2004 dall’avv. RA 1 - con la quale l’assicurato ha contestato
il grado d’invalidità del 32%, rimproverando all’Ufficio AI di non avere adeguatamente
tenuto conto del suo stato di salute, ulteriormente peggiorato a causa della
scoperta, in occasione della degenza dal 14 al 23 settembre 2004 presso
l’Ospedale __________ di __________, di un tumore al rene (doc. AI 47) - con
decisione su opposizione 15 luglio 2005 l’amministrazione ha confermato il rifiuto
di una rendita, ritenuta la correttezza della perizia pluridisciplinare
eseguita dal SAM a seguito dell’opposizione dell’assicurato e posto che dal
confronto dei redditi emerge un’incapacità al guadagno del 32%. Nella stessa
decisione su opposizione 15 luglio 2005 l’Ufficio AI ha inoltre respinto la
richiesta di gratuito patrocinio dell’assicurato, ricordando la severa prassi
esistente in materia ed indicando che nel caso di specie l’intervento di un
legale, seppur innegabilmente utile, non appariva tuttavia indispensabile (doc.
AI 80).

 

                               1.3.   Avverso
la succitata decisione amministrativa l’assicurato, rappresentato dallo studio
legale RA 1, ha presentato ricorso al TCA, postulando il riconoscimento di una rendita
intera (doc. I). 

                                         Contestualmente,
il ricorrente ha chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza
giudiziaria e del gratuito patrocinio per la procedura ricorsuale.

                                         Sostanzialmente
in sede ricorsuale egli ha contestato, basandosi su quanto certificato il 12
settembre 2005 dal dr. __________, la valutazione medica operata dal SAM,
rilevando quanto segue:

 

" 
(...)

7.  Nel suo rapporto dell'11 marzo 2005, il Dr.
__________ afferma che l'assicurato presenta uno stato depressivo reattivo alla
sua situazione generale con perdita d'interesse, diminuita energia, aumentata
affaticabilità con modificazione dell'appetito, disturbi del sonno ed un umore
depressivo per brevi periodi. La diagnosi propriamente psichiatrica classifica
la situazione mentale del signor RI 1 come un episodio depressivo lieve con
sindrome biologica che causa un'inabilità lavorativa attualmente nella misura
dal 10 al 20%. Lo psichiatra presenta il signor RI 1 come una persona
abbastanza forte di carattere, con una struttura psichica solida che gli
permette di arrangiarsi e di non peggiorare la sua situazione generale.

 

8.  Il dr. med. __________, medico curante
del ricorrente, nella sua lettera-parere del 12 settembre 2005 indica che la situazione
psichica del signor RI 1 è decisamente precipitata al punto tale che in data 24
luglio 2005 il paziente ha dovuto essere ricoverato in modo coatto presso
l'Ospedale __________ di __________ a causa di gesti autolesivi. Secondo lo
psichiatra, l'assicurato presenta un disturbo depressivo ansioso, parzialmente
reattivo alla malattia tumorale; egli è colto da attacchi di panico e una
grossa incapacità di organizzare la sua vita. Si precisa che una persona con
ideazioni suicidali non può essere in grado di esercitare un'attività lavorativa.

 

9.  La valutazione dell'invalidità non va
effettuata unicamente in base a fattori medico-teorici, bensì rilevanti sono
gli effetti del danno alla salute sulla capacità di guadagno (DTF 110 V 275 e
105 V 207).

 

                                                                                                    Nel
valutare quali siano gi effetti del danno alla salute sulla capacità di
guadagno nella fattispecie bisogna tener conto di tre fattori importanti.

                                                                                                    In
primo luogo, l'assicurato non svolge più alcuna attività lavorativa dal 2001 a
causa di numerosi problemi di salute quali mal di schiena, diabete,
ipertensione arteriosa, tumore al rene sinistro, depressione, ecc..

                                                                                                    In
secondo luogo, nel rapporto del SAM si afferma che l'assicurato è atto a
svolgere un'attività lavorativa piuttosto sedentaria, senza l'obbligo di
trasportare e alzare pesi al di sopra dei 10 kg, senza dover usare macchine
pericolose per sè stesso e per gli altri, senza dover lavorare in posti
pericolosi, con la possibilità di introdurre delle brevi pause per seguire la
dieta diabetica e per seguire i controlli.

                                                                                                    Da
ultimo il signor RI 1 non rientra nella categoria di persone che possono
beneficiare di un'integrazione professionale perchè il livello piuttosto basso
di formazione, l'età e le professioni svolte fino ad ora escludono ogni
progetto formativo volto al conseguimento di una qualifica di base.

 

                                                                                                    Considerando
gli elementi sopra citati ed in particolare l'evoluzione negativa della
patologia psichiatrica della quale soffre il ricorrente, così come confermato
dal suo medico curante, va escluso che l'interessato possa iniziare la benché
minima attività lucrativa. Ciò ha quale conseguenza che la sua invalidità va
stabilita nella misura del 100% con diritto ad una rendita intera. Se del caso
codesto Tribunale cantonale delle assicurazioni potrà ordinare ulteriori
appronfondimenti in merito alla malattia psichiatrica. A mente del ricorrente è
palese che l'autorità precedente non ha preso in considerazione tale malattia e
le relative conseguenze in modo corretto. (...)" (Doc. I)

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI, confermando la propria decisione, ha invece
postulato la reiezione del ricorso, rilevando che l’ulteriore peggioramento
dello stato di salute dell’assicurato, certificato in data 12 settembre 2005
dal dr. __________, è avvenuto posteriormente all’emanazione della decisione su
opposizione impugnata e sarà pertanto valutato dall’Ufficio AI quale nuova
domanda visto il peggioramento dello stato di salute (doc. III).

 

                               1.5.   In
data 17 ottobre 2005 il rappresentante dell’assicurato ha chiesto l’audizione
del dr. __________ e la verifica peritale del peggioramento dello stato
psichico del ricorrente segnalato dal dr. __________ (doc. VI). Tale scritto è
stato trasmesso all’Ufficio AI (doc. VII), per conoscenza.

 

                               1.6.   Con
scritto 28 ottobre 2005 l’avv. RA 1 ha trasmesso al TCA il certificato
municipale per l’ammissione all’assistenza giudiziaria e la relativa
documentazione (doc. VIII).

 

                               1.7.   Con
decreto 3 novembre 2005 il TCA ha accolto l’istanza dell’assicurato tendente
alla concessione dell’assistenza giudiziaria (cfr. doc. IX).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B.,

H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R.,

H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il
1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni
sociali (LPGA;

RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito AI.

 

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25

consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel presente caso sono applicabili le
disposizioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2003.

                                         Dal
1° gennaio 2004 sono inoltre in vigore le norme introdotte dalla 4a revisione
della LAI.

 

                                         Per
quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in
vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

 

                                         Il
TFA ha precisato che i concetti di incapacità al lavoro, d'incapacità al
guadagno, d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione (della rendita
d'invalidità e di altre prestazioni durevoli) formulati dalla LPGA
corrispondono alle nozioni precedentemente sviluppate dalla giurisprudenza
nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità (DTF 130 V 343).

 

                               2.3.   Oggetto
del contendere è sapere se l’insorgente ha diritto ad una rendita.

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio.

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:

 

-  un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1°
gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1
LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da
invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non
fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito
ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che
avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC
1992 p. 182 consid. 3, 1990 p. 543 consid. 2; Valterio, Droit et pratique de
l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò
il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando
la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in
condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V
30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 p. 84 consid. 1b).

 

                               2.5.   Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino
intollerabile per la società (DTF 127 V  298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977
pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK
1984 pag. 342, 607 ; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,
pag. 10 consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003,
pag. 128).

 

                                         L'Alta
Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

"  (…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni
fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI,
devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le
anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno
stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico
dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno
cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di
quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può da
lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità
di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo
accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente;
di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che
l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui
pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102
V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid. 1a;
RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29
settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le
psicopatie, le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische
Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi
(STFA del 18 ottobre 1999 nella causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998
nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a
con riferimenti). 

 

                               2.6.   Conformemente ad un principio generale applicabile anche nel
diritto delle assicurazioni sociali, all'assicurato incombe l'obbligo di
ridurre il danno (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e
riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung,
Friborgo 1999, pag. 57, 551 e 572). In virtù di tale obbligo,
l'assicurato deve intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile per
ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze della sua
"invalidità", segnatamente mettendo a profitto la sua residua
capacità lavorativa, se necessario, in una nuova professione (DTF 113 V 28
consid. 4a e sentenze ivi citate; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungs-recht, tesi Zurigo
1995, pag. 296 segg). Non è quindi dato alcun diritto
ad una rendita se la persona interessata dovesse essere in grado di percepire
un reddito tale da escluderne l'erogazione (DTF 113 V 28 consid. 4a; RCC 1968
pag. 434). 

                                         Dalla
persona assicurata possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti
esigibili che tengano conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso
concreto, quali la sua capacità lavorativa residua, le sue ulteriori
circostanze personali, l'età, la situazione professionale, i legami presso il
luogo di domicilio, il mercato del lavoro equilibrato e la presumibile durata
dell'attività lavorativa (DTF 113 V 28 consid. 4a; cfr. pure VSI 2001 pag. 279
consid. 5a/aa e 5a/bb).

 

                               2.7.   Nel
caso in esame, nel rapporto 5 ottobre 2004 il curante, dr. __________, FMH in chirurgia,
ha comunicato all’Ufficio AI quanto segue:

 

" 
(...)

Purtroppo devo comunicarvi che il paziente è stato
ricoverato all'Ospedale __________ di __________ dal 14.09.2004 al 23.09.2004 per
dolori retrosternali, ipertensione arteriosa, diabete mellito,
ipercolesterolemia, dorso-lombosciatalgia, problemi psichici e problemi
urologici con nicturia e impotenza. Inoltre, nel corso degli accertamenti, la
sonografia addominale ha mostrato un tumore al rene sx; referto che è stato
confermato con una TAC addominale. Il paziente verrà prossimamente sottoposto
ad intervento urologico per l'asportazione del tumore probabilmente maligno.

 

Visto il peggioramento dello stato di salute del
paziente chiedo gentilmente la possibilità di revisionare e riconsiderare la
vostra decisione o eventualmente convocare il paziente per un controllo."
(doc. AI 62-1)

 

Nel
rapporto 28 ottobre 2004 il dr. __________, Primario di urologia dell’Ospedale __________
di __________, poste le diagnosi di “carcinoma chiaro-cellulare pT1a N0 M0;
cardiopatia ipertensiva; ipertensione arteriosa trattata; diabete mellito tipo
II non insulino-dipendente; dislipidemia in trattamento; lombalgia cronica
recidivante; sindrome ansioso-depressiva in trattamento; stato dopo intervento
per ulcera gastrica perforata; esiti di timpanoplastica destra”, ha
indicato che l’assicurato è stato sottoposto in data 14 ottobre 2004 a nefrectomia parziale sinistra,
concludendo che lo stesso è inabile al lavoro al 100% fino al 1° novembre 2004
(doc. AI 65-1,2).

 

In
data 14 dicembre 2004 il dr. __________ ha comunicato all’Ufficio AI che
l’assicurato, rivisto in data 9 dicembre 2004, è affetto da un disturbo
ansioso-depressivo su problemi somatici, patologia che lo rende inabile al
lavoro al 100%. Il dr. __________ si è così espresso:

 

" 
(...)

Rivisitando il paziente dopo diversi mesi ho osservato
una persona attenta, orientata nel tempo e nello spazio. Ho osservato dei
problemi di concentrazione e di memoria. Il corso del suo pensiero è inibito e
ristretto. Data la sua affezione tumorale ha timore per le sue prospettive
future.

 

Non ho riscontrato alterazioni deliranti o disturbi
percettivi.

 

Affettivamente denota un impoverimento affettivo con
una diminuzione del tono vitale, è teso, inquieto, a tratti iper emotivo ma a
momenti anche monotono. La sua energia vitale è diminuita. Accusa una serie di
disturbi oftalmologici di disestecici al viso, oltre ai dolori cronici dorsali.
Si sente estraniato. La sua socievolezza è nettamente diminuita, le sue
possibilità relazionali pure (e qui mi riferisco in particolar modo alla
relazione coniugale: il paziente presenta una impotenza coeundi). Durante il
colloquio il paziente ha stabilito un contatto adeguato e discreto.

 

DIAGNOSI

Disturbo ansioso depressivo su problemi somatici.

 

In conclusione, non penso che questo paziente a breve medio termine
sia in grado di riprendere la sua attività lavorativa per cui lo considero
inabile al lavoro al 100%." (Doc. AI 68-3)

 

A
seguito di tali referti, nelle sue annotazioni 15 dicembre 2004, il dr. __________
del SMR, constatato un effettivo peggioramento delle condizioni di salute
dell’assicurato, ha ritenuto opportuno, vista la presenza di una importante
polipatologia, “procedere ad una perizia SAM per un’attenta valutazione
dell’evoluzione dello stato di salute e della relativa capacità lavorativa”
(doc. AI 66-1,2).

 

                                         L’amministrazione
ha quindi incaricato il SAM di eseguire una perizia pluridisciplinare.

                                         Nel
dettagliato referto 20 aprile 2005 i periti - sulla base delle risultanze degli
atti contenuti nell’incarto, nonché degli accertamenti medici eseguiti presso
il SAM (consulto psichiatrico del dr. __________, consulto endocrinologico del
dr. __________ e consulto urologico del dr. __________) - hanno posto la
diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di “episodio depressivo
lieve con una sindrome biologica” e quali diagnosi senza influsso sulla
capacità lavorativa quelle di “diabete mellito tipo 2B; carcinoma chiaro
cellulare pT1a, pN0, M0, G2 a sinistra; ipertensione arteriosa; dislipidemia
anamnestica; sindrome lombovertebrale; iperplasia prostatica grado I-II”
(doc. AI 75-10,11).

 

                                         In
merito alle conseguenze sulla capacità lavorativa, i periti hanno sottolineato
quanto segue:

 

" 
(...)

7         VALUTAZIONE MEDICO-TEORICA GLOBALE
DELL'ATTUALE CAPACITÀ LAVORATIVA

 

L'A. presenta una capacità lavorativa dell'85% in
un'attività leggera e piuttosto sedentaria.

 

 

8         CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ
LAVORATIVA

 

L'A. presenta una lieve riduzione della capacità
lavorativa per il problema psichiatrico. Il problema urologico non causa
nessun'incapacità lavorativa e il problema diabetologico neppure (sconsiglia
però un certo tipo di attività). Per l'anamnesi di dolori lombari si
sconsigliano attività pesanti.

 

Sicuramente l'attività di muratore (eseguita nel
passato) come pure attività pesanti sono sconsigliabili.

 

L'attività di autista possibile, ma non è più
proponibile, poiché l'A. è senza patente.

 

Sicuramente l'A. può svolgere un'attività leggera, piuttosto
sedentaria, senza l'obbligo di trasportare e alzare pesi al di sopra dei 10 kg, senza dover usare macchine pericolose per se stesso e
per gli altri, senza dover lavorare in posti pericolosi, con la possibilità di
introdurre delle brevi pause per seguire la dieta diabetica e per seguire i
controlli. In questo tipo di attività l'A. raggiunge una capacità lavorativa
dell'85% dal novembre 2004 (dopo la dimissione ospedaliera) e continua. Vi sono
state delle brevi incapacità lavorative totali dovute ai ricoveri ospedalieri
nel periodo settembre - ottobre 2004 e tra la fine di gennaio e l'inizio di
febbraio 2005.

 

In futuro non è da prevedere un peggioramento della
sopraccitata capacità lavorativa.

 

 

9         CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ
D'INTEGRAZIONE

 

Sulle attività esigibili (attività leggere) abbiamo già
risposto al punto 8.

 

10       OSSERVAZIONI E RISPOSTE A DOMANDE
PARTICOLARI

 

Le conclusioni peritali si fondano su
un'esauriente discussione fra tutti i medici periti del SAM.

 

Domande particolari non sono poste." (Doc. AI 75-12
e 13)

 

A seguito di tale
perizia, con nota 25 aprile 2005 il dr. __________ ha osservato che “l’attività
di autista è in teoria esigibile, ma l’assicurato è senza patente. La
situazione a livello del rachide dorsale è invariata rispetto a SMR 10.2002. La
capacità lavorativa è dell’85% in attività adatta, capacità lavorativa ridotta
(rendimento ridotto) per problematica psichiatrica” (doc. AI 76-2).

 

                                         Sulla
base della perizia SAM, l’amministrazione ha quindi confermato il grado
d’invalidità del 32% attribuito all’assicurato (doc. AI 80).

 

In sede ricorsuale
l’assicurato ha contestato la decisione dell’amministrazione, fondando le
proprie pretese su quanto certificato in data 12 settembre 2005 dal Dr. __________:

 

" 
(...)

Innanzitutto le chiedo di scusarmi per il ritardo in
cui invio questo rapporto ma non sono mai riuscito a contattare il Dr. med. __________
anche per comprendere meglio la patologia tumorale di cui il paziente è
affetto.

 

Dal punto di vista psichiatrico la situazione del
signor RI 1 è decisamente precipitata al punto tale che in data 24.07.2005 ha
dovuto essere ricoverato in modo coattivo presso l'Ospedale __________ a causa
di gesti autolesivi. Egli è uscito dalla Clinica e continua a seguire una
terapia ambulatoriale presso il mio studio.

Il signor RI 1 a mio modo di vedere presenta un
disturbo depressivo ansioso, parzialmente reattivo alla sua malattia tumorale.
È colto da attacchi di panico e una grossa incapacità di organizzare la sua
vita.

 

In conclusione,
a mio modo di vedere lo stato psichico del paziente è decisamente peggiorato e
di conseguenza anche la sua capacità lavorativa e reintegrativa. Non vedo come
un paziente affetto da un tumore renale con ideazioni suicidali possa
esercitare un'attività lavorativa." (Doc. AI 83-15)

 

                               2.8.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti
litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali
di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi
antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche
o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (STFA del 26 agosto 2004
nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause
P.G., U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352 consid. 3a;
DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; DTF 125 V 352
consid. 3a e riferimenti;
Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo 2002
nella causa M [I 162/01], consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA
del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa
G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In un'altra sentenza inedita il TFA
ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA
al SAM. Secondo il l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato
parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe
obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici
dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110
consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

 

Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da
medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

 

Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli
assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o
a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su
indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza
probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa
la loro credibilità (Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STFA del 26
agosto 2004 nella causa G.C., I 355/03, consid. 5).

 

Per quel che riguarda i rapporti concernenti il
medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve
tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il
paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo
paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/
01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc);
Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; MEYER-BLASER, Rechtsprechung des
Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht, Zurigo 1997, pag. 230).

 

Inoltre, va ricordato che se vi sono dei rapporti
medici contraddittori il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01
ed S., U 330/01).

 

                                         Infine, va rilevato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile deve
adempiere diverse condizioni (cfr. D. Cattaneo, “La promozione dell'autonomia
del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT 2003-II pag.
628-629, in particolare la nota
158, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in particolare la DTF 127 V
294). 

                                         In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di
Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito
psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una
classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione. 

                                         Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le
lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le
allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto
(STCA inedita 27 settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124).

 

                               2.9.   Nell’evenienza concreta, questo TCA, chiamato a verificare se lo
stato di salute del ricorrente è stato accuratamente vagliato
dall’amministrazione prima dell’emissione della decisione qui impugnata, non ha
motivo per mettere in dubbio la valutazione effettuata dal SAM, da considerare
dettagliata, approfondita e quindi rispecchiante i parametri giurisprudenziali
sopra ricordati (cfr. consid. 2.8).

                                         L’Ufficio
AI, infatti, constatata un’importante polipatologia, ha affidato al SAM
l’incarico di esperire una perizia (doc. AI 66), nell’ambito della quale è
stato valutato sia l’aspetto psichiatrico, sia quello endocrinologico, sia
quello urologico, giungendo alla conclusione che l’assicurato presenta una
capacità lavorativa dell’85% in un’attività leggera e piuttosto sedentaria. I
periti hanno rilevato che la leggera diminuzione della capacità lavorativa
dell’assicurato è dovuta al problema psichiatrico – l’assicurato è infatti
affetto, come indicato dal perito, dr. __________, da un episodio depressivo
lieve con sindrome biologica (doc. AI 75-20) – mentre le altre sue patologie
non hanno nessun influsso sulla capacità lavorativa residua in attività leggere
(doc. AI 75-13). Il dr. __________, nel suo rapporto 11 marzo 2005 relativo alla
visita peritale 8 marzo 2005, ha indicato che l’assicurato “da 4 anni non svolge alcuna attività
professionale a causa di vari suoi problemi fisici e, successivamente una paura
con varie preoccupazioni che hanno scatenato una serie di sintomi neurovegetativi
sottoforma di uno stato d’ansia ed importanti disturbi che peggioravano la sua
situazione generale. Gli è stata consigliata una presa a carico di tipo
psichiatrico che purtroppo non ha avuto un aggancio positivo ed a quanto pare
egli si è presentato solo 2 volte presso lo studio del dr. __________ che gli
aveva consigliato di assumere un antidepressivo a base di Zoloft ma sembra che
l’abbia interrotto” (doc. AI 75-19). Il dr. __________ ha poi rilevato che
“anamnesticamente egli avrebbe presentato uno stato depressivo reattivo alla
sua situazione generale con perdita d’interesse, diminuita energia, aumentata
affaticabilità con modificazione dell’appetito, disturbi del sonno ed un umore
depressivo per brevi periodi ma essendo una persona abbastanza forte di
carattere e con una struttura psichica solida è riuscito ad arrangiarsi e a non
peggiorare la sua situazione generale. Sicuramente le sue preoccupazioni per il
problema dell’ipertensione sono da prendere in considerazione ed apparentemente
egli aveva presentato un attacco di panico all’inizio dell’anno mentre
viaggiava in aereo, che ha vissuto molto male” (doc. AI 75-20).

                                         In
conclusione, il dr. __________ ha ritenuto l’assicurato affetto da “un
episodio depressivo lieve (ICD-10 F32.1) con una sindrome biologica, che causa
un’inabilità lavorativa attualmente nella misura dal 10% al 20%”. Quanto
all’evoluzione dello stato psichico, il perito ha indicato che lo stesso “è
piuttosto variabile, ma attualmente non si giustifica una grossa inabilità
lavorativa e vi è anche la possibilità di cure riprendendo la sua presa a
carico e, se necessario, con l’assunzione di farmaci mirati che sicuramente
possono migliorare il malessere psichico ed aumentare la sua autostima e
sicurezza” (doc. AI 75-20).

 

                                         Questo
TCA non ha motivo per scostarsi da tale valutazione specialistica, che attesta
sì una situazione variabile, ma che non è stata seguita da altri certificati da
parte di un medico specialista attestanti un peggioramento della sintomatologia.
L’assicurato non ha infatti prodotto nuova documentazione medica attestante una
patologia psichiatrica maggiormente invalidante concernente i mesi successivi
alla perizia del dr. __________ (11 marzo 2005), fino al momento della
decisione impugnata (15 luglio 2005). Solo successivamente alla decisione
contestata, in sede ricorsuale, l’assicurato ha trasmesso il certificato medico
del dr. __________, datato 12 settembre 2005, nel quale lo psichiatra riferisce
di una situazione psichiatrica precipitata, al punto che in data 24 luglio 2005
l’assicurato ha dovuto essere ricoverato in modo coattivo presso l’Ospedale __________
a causa di gesti autolesivi (doc. AI 83-15). Non risultano tuttavia agli atti
ulteriori referti medici, sia del dr. __________, sia di altri specialisti, attestanti
un’esacerbazione della problematica psichiatrica nei mesi precedenti tale
ricovero del 24 luglio 2005 (posteriore alla decisione impugnata).

 

                                         Va
al riguardo ricordato che tale certificato non può
essere preso in considerazione nel presente giudizio perché si riferisce ad una
situazione posteriore alla decisione su opposizione contestata.

                                         Infatti,
per costante giurisprudenza il giudice
delle assicurazioni sociali, ai fini dell’esame della vertenza, si basa di
regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della resa della
decisione contestata, in casu 15 luglio 2005 (DTF 129 V 4 consid. 1.2).

                                         Tale
documentazione medica, come rilevato dall’Ufficio AI nella risposta di causa
(doc. III), sarà valutata dall’amministrazione quale
nuova domanda. 

 

                                         In
conclusione, visto quanto sopra, sulla base delle affidabili e concludenti
risultanze SAM, richiamato inoltre l’obbligo che incombe all’assicurato di
intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278
consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo
1995, pag. 61) - se necessario intraprendendo una nuova professione (DTF 113 V
28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgericht zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221) - è da ritenere dimostrato,
con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115
V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid.
2b), siccome non dimostrato un rilevante peggioramento
dello stato valetudinario dell’assicurato dopo la perizia 11 marzo 2005 e fino
alla decisione su opposizione 15 luglio 2005.

Questo
Tribunale non ha pertanto alcun motivo per discostarsi dalla perizia
pluridisciplinare SAM 20 aprile 2005. L'assicurato deve dunque essere ritenuto abile all’85% a partire dal
mese di novembre 2004 in attività leggere e
confacenti al suo stato di salute.

 

                             2.10.   Quanto
alla valutazione economica, nella decisione impugnata l’amministrazione ha
indicato di confermare le motivazioni rese dalla consulente IP nel rapporto 1°
aprile 2003 e successiva nota 20 giugno 2003 relativa al calcolo del reddito
ipotetico redatti in occasione della precedente richiesta di prestazioni da
parte dell’assicurato (doc. AI 80). La consulente in integrazione
professionale, basandosi sulle conclusioni mediche del SMR, aveva proceduto
alla valutazione economica, osservando fra l’altro quanto segue:

 

" 
(…)

Dati economici

 

Viste le difficoltà a stabilire il salario da valido,
considerato in maniera teorica che l'A. potrebbe essere inserito nella
categoria 4.2. (mediana delle attività generiche, semplici e ripetitive per
uomini).

Nel 2002, il reddito ipotetico senza danno alla salute
è di fr. 52'556.-- annui.

 

Calcolo della Capacità di Guadagno Residua

 

Considerando un reddito ipotetico di fr. 52'556.--, una
capacità di lavoro residua del 100% e applicando una riduzione del 20% (per
attività leggere, ergonomia e prima impiego), secondo le statistiche RRS
teoriche, risulta un reddito da invalido di fr. 35'735.-- e una capacità di
guadagno residua del 67.98%." (Doc. AI 30, pag. 2)

 

                                         Nella
presente fattispecie, nella decisione impugnata l’amministrazione ha effettuato
il calcolo relativo al grado di invalidità riprendendo i medesimi parametri
usati in precedenza e confermati dal TCA (STCA 30 marzo 2004, inc. 32.2003.69),
adeguandoli al 2004 (anno in cui vi è stato il peggioramento dello stato di
salute). L’assicurato in sede ricorsuale non ha contestato il calcolo operato
dall’amministrazione.

 

                                         Quanto alla determinazione del reddito ipotetico da invalido occorre
rilevare che, sulla base della comunicazione ricevuta da questo Tribunale
nell’ambito di una procedura ricorsuale attualmente pendente dinanzi al TFA
(causa U 56/03), da parte della Presidente della Corte federale, giudice
Leuzinger - che il 28 aprile 2006 ha informato le parti (e questo Tribunale) che, citiamo “… la Corte
plenaria del Tribunale federale delle assicurazioni ha stabilito l’inapplicabilità
dei valori regionali (Tabella TA13) di cui all’inchiesta svizzera sulla
struttura dei salari (ISS) – edita dall’Ufficio federale di statistica – per la
determinazione del reddito ipotetico da invalido." – nella
determinazione del reddito da invalido occorre d’ora in poi applicare i valori
nazionali (Tabella TA1).

 

                                         Orbene
- utilizzando i dati forniti dalla succitata tabella elaborata dall'Ufficio
federale di statistica - il ricorrente, svolgendo nel 2004 una professione che
presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della
rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001
U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in
media, un salario mensile lordo pari a fr. 4'588. 

                                         Riportando
questo dato su 41.7 ore (cfr. tabella B 9.2, pubblicata
in La Vie économique, 1/2-2006, p. 94), esso ammonta a fr. 4'783
mensili oppure a fr. 57'396 per l'intero anno (fr. 4'783 x 12, ritenuto che la
quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio 1999 nella causa
B., U 274/98, p. 5 consid. 3a).

 

                                         Tenuto
conto di un'esigibilità dell’85% e pur ammettendo una riduzione di rendimento
del 20% riconosciuta dalla consulente, si giunge ad un reddito di fr. 39'029.--

 

                                         Dal
raffronto di tale reddito con quello ipotetico da valido di fr. 60’000 risulta un'incapacità al guadagno del 35% (60'000 – 39’029 x 100 : 60'000), non giustificante l'erogazione di una rendita.
Visto il risultato al quale si è appena giunti, è da ritenere, con il grado della verosimiglianza preponderante, valido
nell'ambito delle assicurazioni sociali (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e i
riferimenti ivi citati; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF
112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b), che
(per lo meno) sino all’emanazione del querelato provvedimento, l’assicurato non
presenta un’incapacità al guadagno di grado pensionabile, ritenuto per il resto
che la consulente (cfr. rapporto 1° aprile 2003, doc. AI 26) ha escluso
ulteriori provvedimenti integrativi di natura professionale. 

 

Sulla
scorta di quanto precede, la decisione contestata deve essere confermata e il
ricorso respinto.

                             2.11.   RI
1 ha chiesto l’assunzione dei seguenti mezzi di prova:

 

"  (…)

-   audizione del dr.
med. __________;

-   verifica peritale
del peggioramento dello stato psichico del ricorrente segnalato dal dr. Med. __________." 

(Doc. VI)

 

                                         A
tal proposito va rilevato che, quando
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove; cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V
162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         Nel
caso in esame, la documentazione agli atti è sufficiente per statuire nel
merito della vertenza. 

                                         Né
vi sono validi motivi per ritenere inaffidabile la valutazione del SAM, motivo
per cui l’audizione del medico curante e l’espletamento di una perizia
giudiziaria non sono da ritenere necessari. 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso è
respinto.

 

                                 2.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti