# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dcb12b25-58de-595e-a92e-e81f87c122f4
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-10-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.10.2022 D-4494/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4494-2022_2022-10-14.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4494/2022 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 4  o t t o b r e  2 0 2 2  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Jenny de Coulon Scuntaro, Nina Spälti Giannakitsas,  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

rappresentato dalla signora Roberta Condemi,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 27 settembre 2022 / N (…). 

 

 

 

D-4494/2022 

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Fatti: 

A.  

A.a L’interessato, il (…) giugno 2022, ha depositato una domanda d’asilo 

in Svizzera, dichiarandosi minorenne, nato il (…). Dalle investigazioni ef-

fettuate dalla SEM nell’unità centrale del sistema europeo  

“Eurodac”, in data 7 giugno 2022, è emerso che era stata registrata la sua 

entrata illegale in Italia il (…) e che gli erano state rilevate le impronte dat-

tiloscopiche nel predetto Paese il (…). 

A.b Il (…) luglio 2022 l’interessato è stato sentito nell’ambito di una prima 

audizione per richiedenti minorenni non accompagnati (di seguito anche: 

verbale RMNA). In tale contesto, egli è stato in particolare questionato in 

merito all’età dichiarata, alle sue relazioni famigliari, al suo viaggio d’espa-

trio, al suo stato di salute, nonché circa i suoi motivi d’asilo e le eventuali 

circostanze che si opporrebbero ad un suo ritorno in Italia, nel qual caso 

quest’ultimo Stato fosse ritenuto competente per la trattazione della sua 

domanda d’asilo. 

A.c Sempre il (…) luglio 2022, l’autorità elvetica competente, ha presen-

tato alla sua omologa italiana, una domanda di presa in carico del richie-

dente, fondata sull’art. 13 par. 1 del regolamento (UE) n. 604/2013 del Par-

lamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri 

e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per 

l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno de-

gli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione) 

(Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di 

seguito: RD III). 

A.d Con rapporto peritale datato 4 agosto 2022, il (…), ha presentato, su 

mandato della SEM del 22 luglio 2022, i risultati e le sue conclusioni relativi 

agli esami medici esperiti il (…) e tesi alla determinazione dell’età del ri-

chiedente l’asilo. 

A.e Per mezzo dello scritto del 9 agosto 2022, l’autorità inferiore ha con-

cesso all’interessato il diritto di esprimersi in merito alla conclusione di rite-

nere la sua minore età non provata né resa verosimile, e conseguente-

mente dell’intenzione della SEM di ritenerlo maggiorenne – tenuto conto 

delle sue allegazioni come pure della perizia medica esperita – e di modi-

ficare la sua data di nascita nel Sistema d’informazione centrale sulla mi-

grazione (SIMIC) al (…). Il richiedente ha preso posizione sulle medesime 

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conclusioni, con osservazioni del 12 agosto 2022. A cui è seguita la muta-

zione dei dati SIMIC, così come anticipato all’interessato da parte della 

SEM, in data 16 agosto 2022. 

A.f Constatando che l’Italia non ha risposto entro i termini regolamentari, 

con comunicazione elettronica del 26 settembre 2022, la SEM ha indicato 

alle autorità italiane di ritenerla competente per l’esame della domanda 

d’asilo dell’interessato a partire dal 20 settembre 2022. 

B.  

Con decisione del 27 settembre 2022, notificata il giorno successivo (cfr. 

atto SEM n. [{…}/1]), l’autorità inferiore non è entrata nel merito della sud-

detta domanda d’asilo ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b della legge 

sull’asilo (LAsi, RS 142.31), ed ha pronunciato il trasferimento dell’interes-

sato dalla Svizzera verso l’Italia, nonché l’esecuzione del medesimo prov-

vedimento, osservando inoltre come un eventuale ricorso contro la deci-

sione non ha effetto sospensivo. 

C.  

Il 5 ottobre 2022 (cfr. risultanze processuali), l’interessato è insorto con ri-

corso dinnanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) 

contro la precitata decisione dell’autorità inferiore, chiedendo, in limine, la 

sospensione dell’esecuzione della decisione impugnata in via supercaute-

lare e la concessione dell’effetto sospensivo al ricorso. Nel merito, egli ha 

concluso all’annullamento della decisione impugnata ed alla restituzione 

degli atti di causa alla SEM per il completamento dell’istruttoria. Ha inoltre 

presentato istanza di concessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso 

dell’esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anti-

cipo. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi), contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), 

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è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 

art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 

cpv. 1 LTAF). In applicazione dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in questi casi 

il Tribunale può rinunciare allo scambio degli scritti, come nella fattispecie. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una deci-

sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esami-

nare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 

2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 

4.  

4.1 Appare d’ingresso opportuno esaminare le censure formali proposte 

dal ricorrente nel suo gravame, il quale ritiene che l’autorità di prime cure 

abbia accertato in modo inesatto ed incompleto dei fatti giuridicamente ri-

levanti ed abbia pertanto violato il principio inquisitorio (cfr. sentenze del 

Tribunale F-3922/2020 del 13 agosto 2020 consid. 2, D-3567/2019 del 

29 novembre 2019 consid. 5.2 e D-1443/2016 del 22 febbraio 2017 con-

sid. 4.2). 

4.2 Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa 

deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, 

chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune 

prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti 

dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti ed in modo particolare 

dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l’amministrazione 

o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed 

art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). 

4.3 A titolo preliminare, il Tribunale ritiene che le censure sollevate dal ri-

corrente circa una valutazione parziale degli elementi a favore ed a sfavore 

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della sua minore età da parte dell’autorità inferiore (cfr. pag. 6 del ricorso), 

come pure in relazione alle condizioni di salute di quest’ultimo ed alle ga-

ranzie che si sarebbero dovute richiedere all’Italia (cfr. pag. 7 seg.; pag. 9 

seg. del ricorso), si confondano in realtà con il merito della vertenza, ovvero 

sono rivolte contro l’apprezzamento svolto dalla SEM in specie. In quanto 

tali, verranno quindi trattate nei considerandi seguenti. Ciò nondimeno, oc-

corre sottolineare che, al contrario di quanto argomentato dal ricorrente nel 

gravame, dalla decisione avversata si evince chiaramente che l’autorità in-

feriore ha preso in conto nella sua valutazione sia le allegazioni rese du-

rante l’audizione RMNA da parte dell’interessato, sia i risultati medico-pe-

ritali, come pure le obiezioni da lui sollevate nell’ambito delle sue osserva-

zioni al diritto di essere sentito (cfr. p.to II, pag. 3 segg. della decisione im-

pugnata). La circostanza che la SEM abbia valutato in maniera differente 

da quanto invece concluso dall’insorgente i medesimi elementi – ed in par-

ticolare le conclusioni esposte nella perizia medico-legale – non appare 

lesiva del principio inquisitorio che si imponeva all’autorità inferiore in ma-

teria (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1), ma bensì deriva dal suo potere di 

apprezzamento. Inoltre, a differenza di quanto sostenuto dal ricorrente nel 

gravame, il Tribunale non ravvisa alcuna violazione dell’obbligo di accer-

tare i fatti rilevanti da parte dell’autorità inferiore, nel non aver richiesto alle 

autorità italiane delle informazioni riguardo alle sue generalità registrate in 

Italia o ad ulteriori verifiche in merito, per determinare la sua età effettiva 

(cfr. pag. 7 del ricorso). Ciò in quanto l’interessato, malgrado ne avesse 

avuto la possibilità sia nell’ambito del verbale RMNA (cfr. n. 12/11), che con 

le sue osservazioni al diritto di essere sentito (cfr. n. 24/3), o ancora anche 

in fase ricorsuale, non ha minimamente addotto degli elementi che fareb-

bero supporre che egli si sia dichiarato minorenne anche alle autorità ita-

liane al momento della registrazione, o ancora che sia stato alloggiato in 

quanto tale. Tutt’altro, dalle dichiarazioni rese dal medesimo rispetto al 

campo in cui egli sarebbe stato accolto (cfr. n. 12/11, p.to 8.01 seg., pag. 9 

seg.), come del resto pure indicato a giusta ragione anche dall’autorità in-

feriore nella domanda di presa in carico all’Italia, risulterebbe implicita-

mente che egli non sia stato alloggiato in un Centro per minori, che non sia 

stato trattato come tale e che le autorità italiane non abbiano intrapreso 

alcun ulteriore accertamento onde definirne la sua età. Le autorità italiane, 

non avendo risposto alla Svizzera, non hanno così facendo neppure smen-

tito tali ultime conclusioni. Su questi presupposti non si vede quindi per 

quali motivi la SEM avrebbe dovuto effettuare ulteriori accertamenti presso 

le autorità italiane. Quanto poi all’osservazione del ricorrente circa il fatto 

che la domanda di presa in carico alle autorità italiane, non contenesse già 

delle informazioni circa il suo stato di salute (cfr. pag. 9 del ricorso), il Tri-

bunale rimarca come queste ultime non debbano già essere contenute nel 

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formulario per la domanda di presa in carico, che serve unicamente ai fini 

della determinazione della competenza tra Stati membri al RD III (cfr. 

art. 21 par. 3 RD III che rinvia all’art. 22 par. 3 RD III), ma devono essere 

comunicate soltanto prima del trasferimento della persona interessata (cfr. 

art. 31 e 32 RD III). Quindi, anche in tal senso, l’autorità inferiore non ha 

commesso alcuna negligenza del suo obbligo inquisitorio. 

4.4  

4.4.1 Nel suo gravame, il ricorrente ritiene pure l’accertamento del suo 

stato di salute da parte della SEM carente, non essendovi un rapporto me-

dico completo che accerti con sufficiente certezza ed attualità – visti in par-

ticolare i nuovi referti medici del 4 ottobre 2022 prodotti anche con il ricorso 

nonché la visita di controllo post-operatoria fissata per il 21 ottobre 2022 – 

l’esatto stato di salute dell’interessato (con diagnosi, terapie e prognosi, 

con e senza trattamento). Inoltre, la SEM avrebbe pure omesso di accer-

tare le condizioni mediche del ricorrente, soprattutto dopo l’operazione. 

4.4.2 Tali censure non possono essere seguite dal Tribunale. Come si 

evince difatti dalla decisione avversata, l’autorità inferiore ha preso in conto 

ed esaminato lo stato di salute così come egli se ne è prevalso durante 

l’audizione RMNA, come pure quello risultante dagli atti di causa prece-

denti alla decisione avversata, prendendo anche in considerazione il con-

trollo che gli sarebbe stato fissato il 21 ottobre 2022 (cfr. p.to II, pag. 7 del 

provvedimento impugnato). L’autorità di prima istanza, si è inoltre premu-

rata di raccogliere tutti gli elementi medici rilevanti, richiedendo anche al 

(…) preposto l’informativa su tutti gli appuntamenti medici effettuati dal ri-

corrente e quelli ancora programmati per il futuro (cfr. n. 29/1 e 30/1). Sulla 

base di tali elementi, l’autorità inferiore ha quindi ritenuto che un approfon-

dimento medico specialistico non fosse necessario nel suo caso, né che la 

sua situazione valetudinaria presentasse una tale gravità e specificità da 

risultare ostativa al suo trasferimento verso l’Italia, potendo proseguire la 

sua presa in carico medica anche nel predetto Paese. Lo stato dei fatti è 

così sufficientemente corretto e completo anche su tale punto in questione. 

In realtà, anche con tali asserti, l’insorgente rimette in causa l’apprezza-

mento svolto dall’autorità inferiore, quindi presentando delle censure ma-

teriali e non formali, ed in tale veste verranno quindi analizzate di seguito 

(cfr. anche supra consid. 4.3).  

4.5 Ne discende quindi che le censure formali mosse dal ricorrente nel 

senso sopra esposto nei confronti del provvedimento impugnato, risultano 

essere prive di fondamento, e vengono quindi in toto respinte. 

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5.  

5.1 Ciò posto, venendo ora al merito, giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di 

norma non si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente può 

partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato inter-

nazionale, l’esecuzione della procedura di asilo e allontanamento. 

5.2 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal RD III. Se in base a questo esame è individuato un altro Stato 

quale responsabile per l’esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia 

la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di presa in 

carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr. 

DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2). 

6.  

6.1 In tale contesto, qualora la questione della minore età dell’interessato 

sia oggetto di disputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, 

essendo il medesimo determinante sia a livello procedurale (art. 17 cpv. 3 

LAsi) sia nell’ambito della determinazione dello Stato responsabile per 

l’esame della domanda di asilo (cfr. art. 8 RD III). La valutazione operata 

dalla SEM in sede di prima istanza può essere contestata dal richiedente 

nell’ambito del ricorso contro la decisione di non entrata nel merito. Qualora 

la stessa si riveli errata, occorrerà retrocedere gli atti all’autorità inferiore e 

riprendere la procedura in circostanze idonee all’età del richiedente l’asilo 

(cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 3.3 con riferimenti citati). 

6.2  

6.2.1 Nel caso in oggetto, nella sua decisione, l’autorità inferiore ha repu-

tato inverosimile l’asserita minore età dell’insorgente. Dapprima ha rilevato 

come il ricorrente, anche sollecitato in tal senso, non ha prodotto alcun 

documento suscettibile di comprovare la sua identità. In seguito, ha ritenuto 

come diverse dichiarazioni sul suo contesto personale, sulla sua cerchia 

famigliare nonché sul suo espatrio, siano state del tutto approssimative, 

vaghe e contraddittorie. Da ultimo, anche le conclusioni della perizia me-

dico-legale esperita, rappresenterebbero un indizio molto forte di maggiore 

età dell’interessato. Sulla base dell’apprezzamento globale di tali elementi, 

la SEM ha quindi ritenuta l’età del ricorrente, superiore ai 18 anni per il 

seguito della sua procedura, modificando la data di nascita presente in SI-

MIC in (…). 

6.2.2 Nel proprio memoriale ricorsuale, l’insorgente contesta la suddetta 

valutazione dell’autorità inferiore riguardo alla determinazione della sua 

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età. A tal proposito, in primo luogo l’insorgente considera di aver rilasciato 

delle allegazioni congruenti con l’età dichiarata. In tale contesto, la valuta-

zione della verosimiglianza dei suoi asserti, dovrebbe tenere conto anche 

del contesto socio-culturale nel quale egli è cresciuto e le drammatiche 

esperienze personali da lui narrate nel corso dell’audizione RMNA. Inoltre 

queste ultime vicende, essendosi verificate allorché egli era molto giovane, 

sarebbe plausibile che possano aver influenzato le sue capacità mnemo-

niche ed espositive. Inoltre, richiamando alcune sentenze del Tribunale, il 

ricorrente afferma che si dovrebbe considerare anche il tempo prolungato 

nel quale sarebbe stato stilato il verbale RMNA, per valutare la verosimi-

glianza delle sue dichiarazioni. Peraltro, le informazioni da lui enunciate 

sulla sua biografia e la sua età nell’ambito dell’audizione RMNA, sarebbero 

coerenti con quanto da lui asserito nel corso della perizia medico-legale. 

Riguardo poi quest’ultima, i tre esami esperiti non apparirebbero sufficien-

temente accurati e precisi, per permettere di escludere, con sufficiente cer-

tezza, la minore età dell’insorgente. Peraltro, la SEM nella sua valutazione, 

avrebbe considerato unicamente gli elementi sfavorevoli alla minore età 

del ricorrente, e non invece quelli che propenderebbero per la sua minorità. 

Sulla base di tali elementi, la minore età dell’insorgente andrebbe quindi 

ritenuta plausibile, anche in ossequio al principio “in dubio pro minor”. 

6.3  

6.3.1 Si ricorda dapprima all’insorgente, che per quanto concerne la mi-

nore età, è al richiedente l’asilo che incombe l’onere della prova al riguardo. 

In presenza di un accertamento dei fatti esaustivo e corretto, se la valuta-

zione globale degli atti di causa non permette di ritenere che l’interessato 

la abbia resa verosimile, questi sarà tenuto ad assumersene le conse-

guenze, venendo pertanto considerato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 

consid. 5.4 e rif. ivi citati). 

6.3.2 Salvo casi particolari, la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pre-

giudiziale sulla questione. Per giungere ad una determinazione al riguardo, 

l’autorità si basa sui documenti d’identità autentici depositati agli atti così 

come sui risultati delle audizioni relativamente al quadro personale dell’in-

teressato nel paese d’origine, alla sua cerchia famigliare ed al suo curricu-

lum scolastico. Se necessario, ordina una perizia medica volta alla deter-

minazione dell’età (cfr. art. 17 cpv. 3bis in relazione all’art. 26 cpv. 2 LAsi; 

DTAF 2019 I/6 consid. 5.6; 2018 VI/3 consid. 4.2 e rif. cit.). Una volta espe-

rita l’istruttoria, la SEM procede ad un apprezzamento globale degli ele-

menti in presenza in ossequio ai principi sopra citati (cfr. DTAF 2019 I/6 

consid. 5.4 e rif. cit.). 

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6.3.3 Tornando al caso in parola, dai risultati della perizia medico-legale 

esperita, si evince che l’età media dell’insorgente sia situata tra i 20 ed i 24 

anni, mentre che l’età minima del medesimo sarebbe di 19 anni. Di conse-

guenza, sarebbe impossibile che egli abbia meno di 18 anni, ovverossia la 

data di nascita figurante nei documenti al momento della visita di (…) anni 

(…) mesi e (…) giorni, potrebbe essere esclusa, così come l’anno di na-

scita (…) secondo il calendario persiano, che supporrebbe che il ricorrente 

abbia un’età compresa tra i (…) anni (…) mesi e (…) giorni ed i (…) anni 

(…) mesi e (…) giorni (cfr. n. 19/11, pag. 11). Seppure, come lo pretende a 

ragione nel suo ricorso l’insorgente, l’esame della panoramica dentaria, dia 

unicamente atto nelle sue conclusioni della media dell’età (di 20,2 anni, 

fondata sui denti del giudizio 18, 28, 38 e 48) e non vi sia quindi presente 

l’età minima stimata – malgrado secondo alcuni metodi applicati, alcuni 

denti riportino un’età inferiore ai 18 anni – non si può ritenere del tutto in-

conferente tale valutazione, come invece conclude l’insorgente. Difatti, 

esaminando più in dettaglio i risultati della tabella afferenti ai diversi metodi 

di stima dell’età utilizzati dal medico-perito, per la precedente conclusione, 

si possono estrapolare anche le conclusioni riguardo alle età minime per 

l’interessato (di cui l’età inferiore minima è di 13,9 anni secondo il metodo 

Kahl e Schwarze per il dente n. 38), nonché le età massime (di cui l’età 

superiore massima è di 25,6 anni secondo il metodo Kahl e Schwarze per 

il dente n. 18). Per quanto concerne invece i risultati dell’esame della to-

mografia sterno-clavicolare, essi danno atto di un’età minima di 19 anni ed 

un’età media di 23,6 anni con una deviazione standard di 2,6 anni. Sulla 

base di tali conclusioni, e conformemente alla giurisprudenza del Tribunale 

espressa nella DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2, è necessario verificare se i ri-

spettivi intervalli tra età minima ed età massima si sovrappongano o meno. 

Per quanto l’esame delle articolazioni sterno-clavicolari non riporti l’età 

massima, tuttavia anche considerando le sole età minime e medie del pre-

detto esame e di quello odontostomatologico, appare come l’intervallo del 

primo esame (19 anni-23,6 anni), si sovrapponga all’intervallo dell’esame 

odontostomatologico sopra considerato (13,9 anni-20,2 anni). 

6.3.4 Di conseguenza, come stabilito dalla giurisprudenza, la perizia costi-

tuisce un forte indizio di maggiore età, per il che risulta essere tanto meno 

necessario procedere ad un apprezzamento generale delle prove (cfr. 

DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2; ed a titolo esemplificativo nello stesso senso 

la sentenza del Tribunale D-3045/2022 del 20 luglio 2022 consid. 7.3.2 con 

ulteriori rif. cit.). Tale valutazione non viene minimamente scalfita dalle con-

siderazioni addotte dall’insorgente nel ricorso. In particolare, nella casistica 

in cui rientra la fattispecie, la circostanza che i campioni utilizzati dai me-

dici-periti non fossero riferibili alla popolazione afghana, risultano privi di 

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Pagina 10 

rilevanza, come più volte già considerato dalla giurisprudenza dello scri-

vente Tribunale (cfr. tra le altre la sentenza del Tribunale D-5268/2021 del 

10 dicembre 2021 con ulteriori rif. cit.). Altresì, dagli atti non traspare come 

le esigenze formali prescritte dalla giurisprudenza non siano state nella fat-

tispecie rispettate. Il rapporto non risulta difatti essere contraddittorio e si 

riferisce direttamente alla persona dell’insorgente. È inoltre sufficiente-

mente motivato e tiene in debita considerazione l’anamnesi dell’interes-

sato. 

6.3.5 Sulla scorta delle considerazioni sopra riportate, resta dunque sol-

tanto un ridotto margine di apprezzamento delle ulteriori prove presenti agli 

atti, essendo l’esito degli accertamenti medici che attestano della maggiore 

età dell’insorgente, in concreto, particolarmente concludente. In proposito, 

concernente le dichiarazioni da lui rilasciate riguardanti la sua data di na-

scita e la sua età, il Tribunale, onde evitare inutili ripetizioni, ritiene di poter 

rinviare alla decisione impugnata, che risulta essere in merito sufficiente-

mente chiara, completa e corretta (cfr. p.to II, pag. 4 seg.). Difatti, le moti-

vazioni addotte dall’insorgente nel gravame, per spiegare le vaghezze ed 

incoerenze rilevate dalla SEM nelle sue dichiarazioni, non risultano essere 

convincenti. Invero, dai suoi asserti, non appare in alcun modo che egli 

abbia problemi di memoria o espositivi così come ritenuto nel gravame, 

avendo più volte riferito chiaramente di dettagli temporali (ad esempio 

quando sarebbe stata emessa la taskara nel suo Paese d’origine e quanti 

anni avesse in quel momento; quando sarebbe espatriato, quando e quanti 

anni avesse allorché ha iniziato ed ha finito la scuola; da quanti anni vi-

vrebbe in Svizzera il fratello maggiore, come pure quanti anni avrebbe il 

fratello minore, cfr. verbale RMNA, p.to 1.06, pag. 3 segg.). Neppure si ri-

leva dal verbale RMNA reso, che il ricorrente fosse in qualche modo pro-

vato per il tempo che sarebbe occorso per la redazione del medesimo, o 

ancora che egli non si rammenti proprio della sua data di nascita esatta – 

che sarebbe stata scritta nella taskara che avrebbe avuto sino al suo arrivo 

in B._______ (cfr. verbale RMNA, p.to 1.06, pag. 3) – o ancora di alcune 

informazioni richiestegli dalla SEM (come l’età del suo fratello maggiore 

vivente in Svizzera o ancora l’età dei suoi genitori, cfr. verbale RMNA, p.to 

1.16.04, pag. 5; p.to 3.02, pag. 6), a causa degli eventi traumatici che gli 

sarebbero occorsi prima del suo espatrio (cfr. verbale RMNA, p.to 7.01 

segg., pag. 8 seg.). Per quanto, pur seguendo il ricorrente riguardo al con-

testo socio-culturale in cui egli è vissuto, si possano relativizzare alcune 

informazioni poco precise che lui ha fornito, o ancora scusarne altre, come 

ad esempio il fatto che egli non conosca le età dei genitori; non risulta es-

sere una motivazione in grado di giustificare invece le incoerenze rilevate 

circa la data di nascita dichiarata dall’insorgente in corso di procedura (cfr. 

D-4494/2022 

Pagina 11 

verbale RMNA, p.to 1.06, pag. 3), ad esempio di spiegare per quale motivo 

egli abbia dapprima indicato di essere nato il (…), per poi affermare invece 

di conoscere soltanto di avere (…) anni e (…) mesi, e subito dopo ancora 

di non ricordarsi il suo mese, ma soltanto l’anno di nascita (cfr. n. 2/2; ver-

bale RMNA, p.to 1.06, pag. 3); o ancora l’età in cui avrebbe lasciato il suo 

paese d’origine (cfr. verbale RMNA, p.to 2.01, pag. 5 seg.). 

6.3.6 Nelle surriferite circostanze, anche il Tribunale, in un’attenta valuta-

zione globale di tutti gli elementi evincibili dall’incarto ed in presenza di una 

fattispecie giuridica sufficientemente completa e corretta (cfr. supra con-

sid. 4) – ritiene che il ricorrente, al quale incombeva l’onere della prova in 

merito (cfr. supra consid. 6.3.1), non è stato in grado di rendere verosimile 

la sua allegata minore età al momento dell’inoltro della sua domanda 

d’asilo in Svizzera. Pertanto, egli deve assumersene le conseguenze, ov-

verossia che venga considerato maggiorenne in conformità alla giurispru-

denza summenzionata (cfr. supra consid. 6.3.1), nonché che le disposi-

zioni normative relative ai minorenni non gli siano applicabili, e come a giu-

sta ragione concluso anche dalla SEM nel provvedimento impugnato, egli 

non possa avvalersene. Ciò posto, viste le conclusioni sopra riportate, non 

risulta esservi spazio nella fattispecie per un’applicazione del principio “in 

dubio pro minor” a cui si riferisce il ricorrente nella sua impugnativa (cfr. 

nello stesso senso anche la sentenza del Tribunale D-4143/2021 del 

29 settembre 2021 consid. 6.2 con ulteriore rif. cit.), e la SEM, non doveva 

quindi tenerne conto nella sua valutazione. 

7.  

7.1 Ai sensi dell’art. 3 par. 1 RD III, la domanda di protezione internazionale 

è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base ai 

criteri enunciati al capo III (art. 7–15). Altresì, la determinazione dello Stato 

membro competente avviene sulla base della situazione esistente al mo-

mento in cui il richiedente ha presentato domanda di protezione internazio-

nale (art. 7 par. 2 RD III). Nel caso di una procedura di presa in carico (in-

glese: take charge) – come è il caso di specie – ogni criterio per la deter-

minazione dello Stato membro competente – enumerato al capo III – è ap-

plicabile solo se, nella gerarchia dei criteri elencati all’art. 7 par. 1 RD III, 

quello precedente previsto dal RD III non trova applicazione nella fattispe-

cie (principio della gerarchia dei criteri; cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 con 

rif. cit.).  

7.2 Secondo l’art. 13 par. 1 RD III, quando è accertato, sulla base degli 

elementi di prova e delle circostanze indiziarie di cui ai due elenchi men-

D-4494/2022 

Pagina 12 

zionati all’art. 22 par. 3 del presente regolamento, inclusi i dati di cui al re-

golamento (UE) n. 603/2013, che il richiedente ha varcato illegalmente, per 

via terrestre, marittima o aerea, in provenienza da un paese terzo, la fron-

tiera di uno Stato membro, lo Stato membro in questione è competente per 

l’esame della domanda di protezione. Altresì, ai sensi dell’art. 18 par. 1 

lett. a RD III, lo Stato membro competente in forza del presente regola-

mento è tenuto a prendere in carico – in ossequio alle condizioni poste agli 

art. 21, 22 e 29 – il richiedente che ha presentato una domanda in un altro 

Stato membro. 

7.3 Giusta l’art. 3 par. 2 RD III, qualora sia impossibile trasferire un richie-

dente verso lo Stato membro inizialmente designato come competente in 

quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussistano delle carenze si-

stemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei ri-

chiedenti, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante 

ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea 

(GU C 363/1 del 18.12.2000, di seguito: CartaUE), lo Stato membro che 

ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro competente 

prosegue l’esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un altro Stato 

membro possa essere designato come competente. 

8.  

Tornando alla presente disamina, dagli atti risulta che l’insorgente è entrato 

illegalmente in Italia il (…), ed il (…) gli sono state rilevate le impronte dat-

tiloscopiche (cfr. n. 7/1 e 8/1). In tale Paese egli avrebbe soggiornato per 

circa (…) giorni, prima di giungere in Svizzera (cfr. verbale RMNA, p.to 

5.02, pag. 7 seg.). Il (…) luglio 2022 – quindi entro i termini fissati all’art. 21 

par. 1 RD III – la SEM ha quindi richiesto, a ragione, alle autorità italiane 

preposte la presa in carico del richiedente fondata sull’art. 13 par. 1 RD III 

(cfr. n. 15/7), non essendo realizzati in casu nessuno dei criteri di compe-

tenza previsti agli art. 8-12 RD III. Difatti il ricorrente, non potendo preva-

lersi della sua minore età, ed avendo negato in audizione RMNA che esi-

stano dei legami di dipendenza tra lui ed il fratello che soggiornerebbe in 

Svizzera (cfr. verbale RMNA, p.to 3.02, pag. 6), a ragione la SEM ha 

omesso di verificare se gli ulteriori criteri di competenza definiti nel RD III 

fossero o meno adempiuti, in quanto all’evidenza il ricorrente non risulta 

rientrare negli stessi, essendo in tale contesto rammentato che il fratello 

dell’insorgente non risulta essere un familiare dell’insorgente così come 

definito all’art. 2 lett. g RD III. Non avendo l’Italia risposto entro il termine di 

due mesi previsto dall’art. 22 par. 1 RD III, la stessa equivale ad un’accet-

tazione tacita della richiesta e comporta per l’Italia l’obbligo di prendere in 

carico il ricorrente, compreso l’obbligo di prendere disposizioni appropriate 

D-4494/2022 

Pagina 13 

all’arrivo dello stesso (cfr. art. 22 par. 7 RD III). Di conseguenza, a giusto 

titolo l’autorità inferiore ha ritenuto la competenza  

dell’Italia di principio data. 

9.  

9.1 L’insorgente rimprovera all’autorità inferiore di non aver considerato la 

sua particolare condizione di vulnerabilità. Egli si sarebbe difatti ritrovato in  

Italia in condizioni di degrado e senza la necessaria assistenza medica. 

Inoltre, citando alcuni estratti di un rapporto dell’(…) ([…]) del (…), nonché 

un articolo di giornale italiano del (…), ritiene come il sistema di acco-

glienza italiano, anche tenuto conto del forte afflusso di migranti prove-

niente dall’attuale crisi in C._______, sia incapace di accogliere il grande 

afflusso di richiedenti. Viste tali evenienze, e tenuto conto del suo stato di 

salute, a mente sua la SEM avrebbe dovuto per lo meno richiedere delle 

garanzie alle autorità italiane prima di decretare il suo trasferimento verso 

l’Italia, perché gli sia assicurata una presa in carico immediata ed adeguata 

dalla sua entrata nel predetto Paese circa la fornitura di un alloggio e delle 

cure mediche. 

9.2 Per quanto concerne l’accoglienza in Italia dei richiedenti l’asilo, il Tri-

bunale si è già espresso recentemente sulla questione, ritenendo come 

malgrado la procedura d’asilo ed il dispositivo d’accoglienza e di assistenza 

sociale nel suddetto Paese siano in parte deficitarie, non vi siano fondati 

motivi per ritenere che sussistano carenze sistemiche che implichino il ri-

schio di un trattamento inumano o degradante ai sensi dell’art. 4 CartaUE 

(cfr. art. 3 par. 2 2a frase RD III; le sentenze di riferimento del Tribunale  

D-4235/2022 del 19 aprile 2022 consid. 10.2 e F-6330/2020 del 18 otto-

bre 2021 consid. 9; cfr. anche tra le altre la sentenza del Tribunale  

D-2641/2022 del 5 luglio 2022 consid. 10). Peraltro, l’Italia è legata alla 

CartaUE e firmataria della CEDU, della Convenzione del 10 dicem-

bre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o 

degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), della Convenzione del 28 luglio 1951 

sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30) oltre che del relativo 

Protocollo aggiuntivo del 31 gennaio 1967 (RS 0.142.301) e ne applica, a 

tale titolo, le disposizioni. Di conseguenza, il rispetto della sicurezza dei 

richiedenti l’asilo, in particolare il diritto alla trattazione della propria do-

manda secondo una procedura giusta ed equa ed una protezione conforme 

al diritto internazionale ed europeo, è presunto da parte dello Stato in que-

stione (cfr. direttiva 2013/32/UE del Parlamento e del Consiglio del 26 giu-

gno 2013 recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della re-

voca dello status di protezione internazionale [di seguito: direttiva proce-

dura]; direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 

D-4494/2022 

Pagina 14 

26 giugno 2013 recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti pro-

tezione internazionale [di seguito: direttiva accoglienza]).  

In proposito, non essendovi nel ricorso delle argomentazioni circostanziate 

che possano condurre il Tribunale ad una modifica delle conclusioni ivi 

esposte, onde evitare inutili ridondanze, si rinvia senz’altro integralmente 

alla medesima giurisprudenza sopra esposta. Allo stato attuale, neppure la 

situazione creata dal conflitto (…) è in grado di ribaltare la valutazione del 

Tribunale espressa nella predetta giurisprudenza, circa il sistema d’acco-

glienza e di procedura d’asilo in Italia. Peraltro, le allegazioni dell’insor-

gente di aver dovuto soggiornare per poco più di (…) in un campo in con-

dizioni di degrado e senza poter essere curato, non induce nemmeno ad 

una diversa valutazione della fattispecie ed a capovolgere la presunzione 

legale di sicurezza sopra riportata. In proposito occorre difatti osservare 

che egli ha sostato soltanto per pochi giorni in Italia e che inoltre, al mo-

mento della sua entrata in Svizzera, al di là dell’insonnia – che il ricorrente 

riferisce non trattarsi di un problema serio, in quanto non dormirebbe a 

causa del rumore dei compagni di stanza e per il caldo (cfr. verbale RMNA, 

p.to 8.02, pag. 10) – e di una lesione cutanea diffusa constatata all’arto 

inferiore e superiore soltanto il 19 luglio 2022 (cfr. n. 11/2), egli era in buona 

salute come da lui stesso dichiarato nel corso del verbale RMNA avuto il 

medesimo giorno (cfr. n. 12/11, p.to 8.02, pag. 10). Ciò quindi, porrebbe in 

serio dubbio i suoi asserti che in Italia egli fosse malato e non abbia rice-

vuto le cure necessarie richieste. In tale contesto, si rimarca inoltre come il 

ricorrente, non avendo depositato una domanda d’asilo in tale Paese, non 

avrebbe in alcun modo avuto accesso all’accoglienza (quindi anche all’al-

loggio ed alle cure mediche che vanno al di là di quelle strettamente ur-

genti) ed alla procedura a disposizione invece in Italia dei richiedenti l’asilo. 

Prestazioni materiali alle quali anche egli potrà avere accesso, non appena 

depositata una domanda d’asilo nella vicina Penisola (cfr. anche infra con-

sid. 10.4.1). 

9.3 Di conseguenza, l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si 

giustifica nel caso di specie. 

10.  

10.1 Tuttavia, secondo l’art. 17 par. 1 RD III (“clausola di sovranità”), in de-

roga ai criteri di competenza fissati nel RD III, ciascuno Stato membro può 

decidere di esaminare una domanda di protezione internazionale presen-

tata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame 

non gli compete. Come ritenuto dalla giurisprudenza, la SEM è obbligata 

ad applicare la clausola di sovranità e ad entrare nel merito della domanda 

D-4494/2022 

Pagina 15 

d’asilo, se il trasferimento del richiedente nel paese di destinazione con-

travviene ad una norma imperativa del diritto internazionale. Può inoltre 

ammettere tale responsabilità per dei “motivi umanitari”, ai sensi 

dell’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, disposizione che concretizza in diritto interno 

svizzero la clausola di sovranità (art. 17 par. 1 RD III; cfr. DTAF 2015/9 con-

sid. 8). 

10.2 Nella fattispecie, va in primo luogo osservato come il ricorrente, non 

avendo formalmente sollecitato l’asilo allorché soggiornava in Italia, spet-

terà innanzitutto a lui, al momento del suo ritorno nel predetto Paese, di 

presentare al più presto una domanda d’asilo alle autorità italiane compe-

tenti e di rispettare le loro istruzioni, ciò che gli permetterà pure di benefi-

ciare dei diritti previsti dalla direttiva accoglienza (cfr. sentenza  

D-3135/2022 del 21 luglio 2022) e delle prestazioni presenti su suolo ita-

liano per i richiedenti l’asilo. L’insorgente non ha neppure apportato indizi 

seri e concreti suscettibili di dimostrare che lo Stato di destinazione rifiute-

rebbe di prenderlo in carico e di esaminare la sua domanda di protezione 

internazionale, una volta che l’avrà depositata, o ancora che non rispette-

rebbe il divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno ai suoi obblighi 

internazionali rinviandolo in un Paese dove la sua vita, integrità corporale 

o libertà sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe di essere 

respinto in un tale Paese. Se tuttavia egli dovesse ritenere, una volta rien-

trato in Italia, che in quest’ultimo Paese i suoi diritti risultino in qualche 

modo lesi, apparterrà al ricorrente di rivolgersi alle autorità italiane prepo-

ste per far valere i medesimi (cfr. art. 26 della direttiva accoglienza; cfr. an-

che nello stesso senso la sentenza del Tribunale D-1061/2021 del 

18 marzo 2021 consid. 9.2).  

10.3 Proseguendo nell’analisi, agli atti non figurano del resto elementi tali 

da concludere che un suo trasferimento nello Stato in questione espor-

rebbe l’insorgente al rischio di essere privato del sostentamento minimo e 

di subire delle condizioni di vita indegna in violazione della direttiva acco-

glienza, essendo qui ancora una volta rammentato come il ricorrente, dopo 

il deposito della domanda d’asilo in Italia, avrà in particolare accesso alle 

prestazioni materiali previste dal sistema di accoglienza italiano (cfr. supra 

consid. 9.2 e infra consid. 10.4.1). 

10.4  

10.4.1 Per quanto poi riguarda lo stato di salute del ricorrente, si osserva 

dapprima come il respingimento forzato di persone che soffrono di problemi 

medici, costituisce una violazione dell’art. 3 CEDU unicamente in circo-

stanze eccezionali (cfr. sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo 

D-4494/2022 

Pagina 16 

[di seguito: CorteEDU] N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 

26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1; Paposhvili contro Belgio del 13 dicem-

bre 2016, 41738/10, §181 segg.). Sempre in questo contesto, nelle proce-

dure di presa in carico – a differenza invece delle procedure di ripresa in 

carico (cfr. sentenze del Tribunale D-2926/2021 del 19 luglio 2021 con-

sid. 11, E-962/2019 del 17 dicembre 2019 [pubblicata quale sentenza di ri-

ferimento] consid. 7.4.3) – non è necessario che le autorità svizzere chie-

dano a titolo preventivo alle omologhe italiane delle garanzie scritte ed in-

dividuali di presa a carico immediata per i richiedenti l’asilo affetti da pro-

blematiche mediche (somatiche o psichiche) gravi. In un siffatto contesto, 

si deve infatti partire dall’assunto che i richiedenti l’asilo possano in linea di 

principio accedere alle prestazioni assistenziali, comprensive anche delle 

cure e dei trattamenti necessari ed urgenti, nonché ad un alloggio adatto 

alle loro condizioni di vulnerabilità, sin dal loro arrivo in Italia (cfr. sentenza 

di riferimento del Tribunale D-4235/2021 del 19 aprile 2022 con-

sid. 10.4.3.2-10.4.3.3). 

10.4.2 Tornando alla disamina in oggetto, a differenza di quanto argomen-

tato nel gravame dall’insorgente, il Tribunale ritiene che il suo incarto con-

tenga sufficiente documentazione medica, che pone delle diagnosi e delle 

terapie chiare e ben definite. Difatti, risulta dalla stessa, come al ricorrente 

siano state poste le diagnosi di insonnia e di lesione cutanea diffusa all’arto 

superiore ed inferiore, con una terapia impostata di Betnovate creme e di 

Valium 5 mg (cfr. n. 11/2). Egli è inoltre stato operato per appendicite acuta 

presso l’(…), restandovi degente dal (…) al (…) (cfr. n. 23/4). Per il proce-

dere di tale operazione, gli è stata impostata una terapia farmacologica alla 

dimissione, un controllo dal medico curante a circa 5 giorni dalla dimis-

sione, nonché un controllo ambulatoriale in data 21 ottobre 2022, ed ha 

effettuato nove sedute di fisioterapia (cfr. n. 23/4 e n. 28/2). La visita di de-

corso è effettivamente avvenuta il 23 agosto 2022, che ha rilevato in parti-

colare una ferita in ordine, un addome trattabile ed afebbrile (cfr. n. 27/2). 

Sulla scorta di tali informazioni, la SEM poteva quindi a ragione ritenere 

che la situazione dello stato di salute dell’insorgente fosse sufficientemente 

chiara e definita, con delle diagnosi poste ed invariate, nonché una terapia 

farmacologica impostata. Alla stessa stregua dell’autorità inferiore per-

tanto, anche lo scrivente Tribunale, contro il parere del ricorrente, ritiene 

che ulteriori approfondimenti dal profilo medico – in particolare lo stabili-

mento di un rapporto F4 – non fossero necessari prima dell’emanazione di 

una decisione nel caso di specie. Inoltre, essendo l’appuntamento previsto 

per il 21 ottobre 2022 una mera visita di decorso, non occorreva attendere 

la stessa, prima di potersi determinare sulla fattispecie. Altresì, l’evenienza 

D-4494/2022 

Pagina 17 

che il ricorrente, dopo l’emissione della decisione impugnata, abbia neces-

sitato di una visita in (…) in data 4 ottobre 2022 per un’addominalgia dndd 

(cfr. n. 37/2), e di un successivo controllo per decorso laboratoristico ed 

approfondimento radiologico in medesima data, con l’impostazione di una 

terapia antalgica (cfr. n. 38/3), non muta tale conclusione. Non vi sono di-

fatti né dagli atti né men che meno addotti con il ricorso, degli elementi 

concreti e circostanziati, che inducano a ritenere come lo stato valetudina-

rio del ricorrente sia di una gravità tale da comportare una violazione 

dell’art. 3 CEDU ai sensi della giurisprudenza testé referenziata nel caso 

di un suo rinvio in Italia. In particolare, le sue diagnosi non risultano essere, 

dalla documentazione all’inserto, ad uno stadio a tal punto avanzato o ter-

minale, da far apparire la morte quale prospettiva prossima in caso di tra-

sferimento. Apparterrà poi alle autorità incaricate dell’esecuzione di pren-

dere le misure destinate ad evitare ogni rischio nel quadro del rinvio e di 

assicurare una presa in carico adeguata dell’interessato al suo ritorno in 

Italia, informando in maniera precisa e completa le autorità italiane dell’ar-

rivo e dei problemi di salute dell’insorgente prima del suo trasferimento (cfr. 

art. 31 RD III). Paese quest’ultimo nel quale è notorio che vi siano delle 

strutture mediche sufficienti e comparabili a quelle presenti su suolo sviz-

zero, e che dunque l’insorgente vi potrà ottenere – una volta depositata 

regolare domanda d’asilo – i trattamenti medici adeguati che ancora do-

vesse necessitare dal suo arrivo in Italia, tenuto anche conto del nuovo 

assetto del sistema di accoglienza d’asilo nel precitato Stato di destina-

zione (cfr. supra consid. 10.4.1). Le prestazioni di pronto soccorso, risul-

tano inoltre garantite anche in tale Paese (cfr. sentenza del Tribunale  

D-2926/2021 del 19 luglio 2021 consid. 12.1). Le predette conclusioni non 

vengono scalfite in alcun modo dalle argomentazioni ricorsuali, e pertanto 

l’ottenimento di garanzie preliminari da parte italiana, come postulato nel 

gravame dall’insorgente, non risultano essere necessarie nella fattispecie. 

10.5 In siffatte circostanze, non si ravvisano indicatori per ritenere che l’au-

torità inferiore abbia esercitato in maniera arbitraria il suo potere di apprez-

zamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Non vi è quindi alcun motivo di 

applicare le clausole discrezionali previste all’art. 17 par. 1 RD III (clausola 

di sovranità), rispettivamente all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1. 

Di conseguenza, in mancanza dell’applicazione di tale disposizione da 

parte della Svizzera, l’Italia è competente per la presa in carico dell’insor-

gente in ossequio alle condizioni poste nel RD III. 

11.  

Ne discende che è quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito 

D-4494/2022 

Pagina 18 

della domanda d’asilo del ricorrente, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 

lett. b LAsi ed ha pronunciato il suo trasferimento verso l’Italia conforme-

mente all’art. 44 LAsi, posto che il predetto non possiede un’autorizzazione 

di soggiorno in Svizzera (cfr. art. 32 lett. a OAsi 1). In conclusione, il ricorso 

deve quindi essere respinto, e la decisione dell’autorità inferiore confer-

mata. 

12.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, sia la domanda tendente 

ad ottenere la sospensione supercautelare dell’esecuzione della decisione, 

sia la richiesta inerente alla concessione dell’effetto sospensivo al ricorso, 

risultano essere senza oggetto. 

13.  

Per il medesimo motivo esposto al consid. 12, anche la domanda del ricor-

rente relativa all’esenzione dal versamento di un anticipo sulle spese pro-

cessuali, è senza oggetto. 

14.  

Da ultimo, visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono 

la soccombenza, sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe-

tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, non essendo state le con-

clusioni ricorsuali d’acchito sprovviste di possibilità di esito favorevole e 

potendo partire dal presupposto che l’insorgente sia indigente, v’è luogo di 

accogliere la domanda di assistenza giudiziaria nel senso della dispensa 

dal pagamento delle spese di giustizia (art. 65 cpv. 1 PA). 

15.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-4494/2022 

Pagina 19 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

Data di spedizione: