# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d4829fcc-e2e3-51cc-8ab1-bd6bdd521cbf
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-05-28
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 28.05.2013 U 2013 4
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2013-4_2013-05-28.pdf

## Full Text

U 13 4

1a Camera

SENTENZA
del 28 maggio 2013

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente sussidi cantonali stipendi insegnanti

1. A partire dall’anno scolastico 2011/2012, il Comune di … (classe di capacità 

finanziaria 5, con diritto di sussidio annuo agli stipendi per insegnanti del 55%) 

rinunciava alla gestione di una propria scuola dell’infanzia e elementare e 

conveniva con il Comune di … (classe di capacità finanziaria 3, con diritto di 

sussidio annuo agli stipendi per insegnanti del 28%) di inviare le proprie allieve 

ed i propri allievi a ... Durante l’anno scolastico 2011/2012 il Comune di … 

contava pertanto 11 tra scolare e scolari provenienti da …, un’allieva di … e 53 

alunne e alunni di ... Nella primavera del 2012 tra il Comune di … e l’Ufficio per 

la scuola popolare e lo sport (USPS) sorgeva una divergenza riguardo al 

metodo di computo del sussidio per gli stipendi per insegnanti. Con decisione 

29 giugno 2012, l’USPS riconosceva un sussidio di fr. 92'781.--, calcolato 

esclusivamente in base alla classe di capacità finanziaria del Comune di ... Il 

tempestivo ricorso amministrativo interposto in data 30 luglio 2012 al 

Dipartimento dell’educazione, cultura e protezione dell’ambiente dei Grigioni 

(DECA) - e con il quale il Comune di … perorava un calcolo del sussidio misto 

come per le corporazioni di comuni o circoli - veniva respinto il 13 novembre/10 

dicembre 2012. 

2. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 24 gennaio 

2013, il Comune di … chiedeva in via principale il riconoscimento di un sussidio 

per l’anno scolastico 2011/2012 di fr. 107'844.12 o, eventualmente, il ritorno 

degli atti all’autorità convenuta per un nuovo calcolo della sovvenzione. Anche 

se il calcolo del sussidio misto fosse applicabile in primo luogo alle corporazioni 

di comuni e circoli, per il comune convenuto la disposizione non andrebbe 

interpretata in senso restrittivo, ma a favore anche di quei comuni che si 

assumerebbero dei compiti pubblici per altri comuni, pur non essendo delle 

corporazioni. Un calcolo misto si imporrebbe quindi anche per tutte le forme di 

collaborazione scolastica diverse dalla corporazione. In questo senso 

occorrerebbe partire non già dell’organizzazione della scuola, ma dalla 

provenienza degli allievi, dovendo questo aspetto essere reputato prevalere 

sull’altro. Infatti, pure per allievi provenienti da comuni che non apparterrebbero 

alla corporazione varrebbe il metodo di calcolo misto. Anche in altri casi nel 

settore educativo sarebbe la provenienza degli allievi a determinare le 

sovvenzioni pubbliche e non la forma giuridica della scuola. In ogni caso solo la 

soluzione perorata dal comune premetterebbe di ovviare a manifeste disparità 

di trattamento. Con grande probabilità il legislatore non avrebbe all’epoca 

dell’emanazione dell’ordinanza qui controversa intravista la possibilità di altre 

forme di collaborazione per cui le relative norme legali sarebbero affette da una 

vera lacuna, da colmare tramite interpretazione. Ma anche qualora la 

distinzione tra scuola comunale e corporazione scolastica fosse stata voluta dal 

legislatore, la disparità di trattamento che ingenererebbe implicherebbe di 

colmare anche tale lacuna impropria. 

3. Nella propria presa di posizione il DECA proponeva la reiezione del ricorso. Il 

testo dell’ordinanza d’esecuzione in discussione sarebbe chiaro e non 

richiederebbe alcuna interpretazione. Per i comuni il metodo di calcolo del 

sussidio sarebbe secondo la classe di capacità finanziaria e per le corporazioni 

di comuni e circoli si applicherebbe invece il metodo misto. Questa sarebbe 

stata del resto anche la volontà del legislatore come risulterebbe dai lavori 

preparatori, che avrebbe considerato il calcolo misto come uno speciale caso di 

computo del sussidio rispetto alla regola generale della classe di capacità 

finanziaria valida per i comuni. Per il dipartimento convenuto, decisiva sarebbe 

la forma giuridica dell’ente scolastico, giacché a questo verrebbero riconosciuti 

sussidi secondo il metodo misto anche per allievi di comuni non consorziati. 

Scopo di questa norma sarebbe quello di promuovere tali tipi di corporazioni a 

favore di una migliore collaborazione tra comuni. La scelta fatta dal legislatore 

sarebbe stata espressamente voluta e non rimarrebbe alcuno spazio per delle 

interpretazioni diverse dal testo della normativa stessa. Del resto sarebbero 

dieci anni che il DECA applicherebbe tale prassi e un cambiamento della stessa 

a favore della tesi di parte attrice comporterebbe un incremento annuo dei costi 

di ca. fr. 100'000.--.

4. Il Comune di … rinunciava in seguito a replicare, pur dichiarandosi sorpreso 

dalle moderate conseguenze economiche di un eventuale cambiamento di 

prassi, a comprova del fatto che il legislatore non avrebbe semplicemente 

previsto questo tipo di collaborazione tra comuni. In ogni caso, l’applicazione 

del diritto non potrebbe dipendere da simili maggiori costi. 

Considerando in diritto:

1. E’ controverso il calcolo dei sussidi annui allo stipendio per insegnanti della 

scuola elementare del comune convenuto, dopo che lo stesso ha, quale ente 

scolastico responsabile, accolto le allieve e gli allievi della scuola elementare di 

un altro comune che si trova in una classe di capacità finanziaria meno forte e 

che pertanto, per la propria scuola, avrebbe avuto diritto ad un sussidio più 

cospicuo.

2. a) Ai sensi dell’art. 54 cpv. 1 cifra 3 della legge per le scuole popolari del Cantone 

dei Grigioni (LS; CS: 421.000), il Cantone versa alle scuole pubbliche sussidi 

per le scuole elementari pari al 20 fino al 55 percento degli importi forfettari 

fissati dal Gran Consiglio nell'ordinanza sullo stipendio degli insegnanti delle 

scuole popolari e delle educatrici di scuola dell'infanzia nel Cantone dei Grigioni 

(OSIns; CS: 421.080). Giusta il capoverso 3 dello stesso disposto, era il Gran 

Consiglio a dover stabilire l'ammontare dei sussidi in un'ordinanza 

d'esecuzione. In base all’art. 22 dell’ordinanza d'esecuzione della legge 

scolastica (OLS; CS 421.010), il Cantone sovvenziona, a seconda della 

capacità finanziaria dei comuni, il 20 percento, il 28 percento, il 37 percento, il 

46 percento o il 55 percento degli importi giusta il capitolo II dell’OSIns. L’art. 23 

OLS riguarda il calcolo per corporazioni di comuni e circoli. In base a detto 

disposto, per la determinazione dei sussidi cantonali allo stipendio, da versare 

alle corporazioni di comuni e ai circoli a sostegno dello stipendio del corpo 

insegnante, viene ponderata la capacità finanziaria dei comuni interessati in 

proporzione al numero dei loro abitanti (cpv. 1). Per il computo dell'indice misto 

si tiene conto di un comune anche quando manda alla scuola della 

corporazione di comuni o del circolo almeno un'alunna rispettivamente un 

alunno all'anno, pur non essendone membro (cpv. 2). 

b) Per interpretare una norma di legge ci si riferisce in primo luogo al suo tenore 

letterale (cfr. DTF 138 V 54 cons. 4.2, 137 V 437 cons. 3.2, 137 V 276 cons. 

4.2, 137 V 195 cons. 5.1, 137 V 188 cons. 6.2.1). Secondo la giurisprudenza, ci 

si discosta dal senso letterale di un testo chiaro, facendo capo 

all'interpretazione, solamente qualora delle ragioni oggettive inducano a 

ritenere che esso non restituisce il vero significato della disposizione in esame. 

Simili ragioni possono risultare dai lavori preparatori, dallo scopo e dal senso 

della disposizione legale, così come dalla sistematica della legge. Se il testo di 

una norma non appare invece completamente chiaro o si presta a diverse 

possibili interpretazioni, la sua portata viene allora determinata tenendo conto 

dei lavori preparatori (interpretazione storica), del suo senso e scopo 

(interpretazione teleologica), nonché della sua relazione con altri disposti 

(interpretazione sistematica; DTF 135 II 81 cons. 2.2, 135 V 157 cons. 4.1, 131 

II 252 cons. 4.1, 134 I 193 cons. 5.1 e 134 II 252 cons. 2.3). Il Tribunale 

federale non privilegia un criterio d'interpretazione in particolare: per accedere 

al senso di una norma preferisce, pragmaticamente, ispirarsi a un pluralismo 

interpretativo (DTF 135 II 243 cons. 4.1 e 135 III 483 cons. 5.1). Se sono 

possibili più interpretazioni, dà la preferenza a quella che meglio si concilia con 

la Costituzione, partendo dall’idea che il legislatore federale non propone 

soluzioni contrarie ad essa (DTF 131 II 567 cons. 3.5, 131 II 716 cons. 4.1 e 

130 II 71 cons. 4.2).

c) Per il comune ricorrente, la presa a carico da parte di un comune della scuola di 

un altro comune in base ad un contratto o ad una convenzione speciale 

sarebbe una forma di collaborazione mista che il legislatore non avrebbe 

previsto nell’ambito della legislazione d’esecuzione alla LS. Per questo il 

sussidio in parola dovrebbe essere calcolato, per questa particolare forma di 

organizzazione, in base al metodo misto e non a quello valido per i comuni. 

Nell’evenienza, i due comuni in oggetto avrebbero scelto questa forma di 

collaborazione, onde evitare l’ingente dispendio amministrativo che una 

corporazione comporterebbe, soprattutto in considerazione delle limitate risorse 

di personale di cui disporrebbe il comune di …. Giusta la bozza di convenzione 

agli atti, per il periodo qui in discussione, il Comune di … avrebbe rinunciato alla 

conduzione di una scuola propria e affidato le allieve e gli allievi alla scuola di 

… come ente responsabile. In seno alla scuola di …, al Comune di … veniva 

garantito il diritto di essere sentito a titolo consultivo prima di ogni importante 

decisione suscettibile di influenzare le allieve e gli allievi di detto comune. 

3. a) In conformità all’art. 16 LS, ogni ragazza e ragazzo deve frequentare la scuola 

del comune, in cui risiede stabilmente anche se a richiesta può essere 

ammessa o ammesso alla scuola di un altro comune. I comuni interessati si 

accordano circa l'eventuale tassa scolastica a carico in genere del comune di 

residenza della ragazza o del ragazzo. In casi controversi il Dipartimento decide 

circa l'assegnazione a una scuola e la tassa scolastica. Giusta l’art. 48 LS, il 

comune di domicilio dà la possibilità ad ogni ragazza e ragazzo di frequentare 

la scuola popolare (cpv. 1). I comuni che non hanno alcuna scuola elementare 

e che non fanno parte di alcun ente scolastico responsabile, garantiscono alle 

proprie scolare e ai propri scolari la frequenza di questo tipo di scuola 

stipulando un contratto con un ente scolastico responsabile. Quest'ultimo ha 

l'obbligo di accogliere le scolare e gli scolari nella sua scuola, per quanto lo 

consentano i locali e il corpo insegnante disponibili. Il comune di domicilio si 

assume le tasse scolastiche e le spese di trasporto, a meno che l'ente 

scolastico responsabile non adotti un'altra soluzione che non prevede la 

partecipazione alle spese delle scolare e degli scolari. In casi controversi il 

Dipartimento decide sull'assegnazione e sulle tasse scolastiche. Resta riservata 

la possibilità di una decisione di adesione ai sensi della legge sui comuni del 

Cantone dei Grigioni (LC; CS: 175.050), giusta la quale il Governo può 

decretare l’adesione di un comune ad una corporazione se l'assolvimento dei 

compiti pubblici attribuiti ad una corporazione regionale o comunale è possibile 

soltanto mediante la partecipazione di comuni che non vi hanno aderito o se 

un’adesione viene rifiutata dalla corporazione senza motivi sufficienti (cfr. art. 

55 LC).

b) In conformità a questi disposti legali, risulta chiaro che nel nostro cantone la 

scuola elementare è di competenza dei comuni, e che questi possono scegliere 

tra due forme di organizzazione. La prima concerne un’organizzazione a livello 

comunale, alla quale possono far capo, non solo alcune o alcuni, ma anche 

tutte le allieve e tutti gli allievi di un altro comune che ha rinunciato ad una 

scuola propria, e, la seconda, riguarda una corporazione regionale o comunale 

o un scuola di circolo (qui di seguito detta semplicemente corporazione). Come 

è infatti deducibile dagli art. 16 e 48 LS, la normativa in materia scolastica lascia 

aperta agli alunni la possibilità, a certe condizioni, di frequentare la scuola di un 

altro comune ed al comune di rinunciare alla propria scuola e di incaricare di 

questo compito un ente responsabile, sia questo una corporazione o un altro 

comune, come nell’evenienza. Contrariamente pertanto a quanto preteso nel 

ricorso, indipendentemente dal fatto di sapere dove gli allievi di un determinato 

comune vadano a scuola, la scuola resta organizzata solo in questi due modi: 

comunale o corporazione. Tra queste due forme di organizzazione scolastiche 

non vi sono ibridi che il legislatore non avrebbe considerato nel calcolo dei 

sussidi. Come dimostra la lista fornita dal dipartimento convenuto, l’esempio del 

comune ricorrente è lungi dall’essere il solo nei Grigioni. Ameno 15 comuni 

sono attualmente organizzati come lo è il comune ricorrente e la scuola di 

alcuni di questi comuni è ente responsabile di uno o di più altri comuni. Così ad 

esempio la scuola della capitale cantonale è ente responsabile di sei altri 

comuni. Pretendere che tale eventualità non sia stata considerata dal 

legislatore nell’ambito dell’adozione della LS nel 2000 e nella relativa revisione 

dell’OLS non appare in questa situazione difendibile. Sulla scorta delle 

informazioni fornite del dipartimento convenuto, è da oltre un decennio che nel 

nostro cantone esistono simili forme di collaborazione.

c) Concretamente, dal punto di vista dell’organizzazione scolastica, la scuola 

dell’ente ricorrente è rimasta tale anche dopo l’assunzione degli allievi del 

comune vicino. Questa scuola non ha per questo assunto carattere 

intercomunale, ma è rimasta la scuola comunale di … e i docenti incaricati di 

impartire le lezioni in detta scuola sono rimasti impiegati del comune di …, 

esattamente come in precedenza. In pratica, accogliendo allieve e allievi del 

vicino comune, la scuola di … è venuta a contare un numero maggiore di 

alunni, ma ha mantenuto inalterato il proprio carattere di scuola comunale, 

analogamente a quanto avviene per qualsiasi altra allieva o altro allievo che, 

anziché frequentare la scuola del comune di domicilio, si reca a scuola in un 

altro comune. Per questo fatto, la scuola del comune che ospita l’allieva o 

l’allievo non diventa in parte anche la scuola del comune di domicilio di detta 

persona, ma mantiene inalterato il proprio carattere di scuola meramente 

comunale. Dal punto di vista del carattere comunale della scuola, non ha alcuna 

rilevanza il fatto che sia una sola ragazza o un solo ragazzo, anziché tutta la 

scuola, a frequentare una scuola che non sia quella del comune di domicilio. Se 

un comune vuole che la scuola che ospita le allieve e gli allievi di un altro 

comune partecipi anche all’economicità dell’andamento scolastico dovrà 

scegliere una forma di collaborazione diversa da quella preferita nel caso di 

specie. Anziché accettare una delega dei compiti dell’altro comune, il Comune 

di … avrebbe potuto scegliere una forma di partecipazione tramite 

corporazione, la quale avrebbe potuto beneficiare del calcolo misto applicabile 

in simili casi. 

d) Il ricorrente ritiene che per il calcolo del sussidio non possa essere la forma 

dell’organizzazione data alla scuola ad essere determinante, bensì la situazione 

del comune di provenienza delle allieve e degli allievi. In primo luogo questa 

questione non ha alcuna rilevanza nell’ottica della pretesa lacuna legale. O il 

legislatore non ha previsto la forma di organizzazione che ci occupa e allora è 

dato disquisire sull’eventuale possibilità di una lacuna legale, oppure viene 

contestato il metodo di calcolo, ciò che però non ha alcuna attinenza con la 

controversa questione dell’esistenza di una lacuna legale. Per questo Giudice 

però, la distinzione fatta nell’OLS in base all’organizzazione della scuola con 

diritto al sussidio non dà comunque adito a critiche, in quanto beneficiaria del 

sussidio allo stipendio degli insegnanti è - giusta l’art. 54 cpv. 1 cifra 3 LS - la 

scuola, ovvero quella comunale o la corporazione, come del resto è logico, e 

non il comune di provenienza degli allievi. Non vi è allora alcuna incongruenza, 

se il sussidio viene calcolato in base all’organizzazione della scuola come 

previsto agli art. 22 e 23 OLS, essendo gli insegnanti dipendenti di tali enti.

e) A sostegno della necessità di considerare nel calcolo del sussidio il comune di 

provenienza delle allieve e degli allievi, il comune convenuto invoca il metodo di 

calcolo di altri tipi di sussidi in materia di educazione, i quali confermerebbero la 

tesi di parte attrice. L’art. 10 cpv. 2 dell’ordinanza sul sovvenzionamento di 

edifici e impianti sportivi scolastici (Ordinanza sulle costruzioni scolastiche; CS: 

421.300) prevede l’applicazione di un'aliquota mista, in considerazione del 

numero di abitanti e di bambini soggetti all'obbligo scolastico, nel caso in cui più 

comuni con una capacità finanziaria diversa costruiscano un edificio o un 

impianto sportivo scolastico. Questa però è propriamente la situazione nella 

quale due comuni assieme eseguono un impianto sportivo, mentre 

nell’evenienza qui in discussione uno dei comuni ha rinunciato ad eseguire un 

compito pubblico, delegandolo ad un altro. Il riferimento a questa norma non fa 

quindi che confermare la tesi di parte convenuta. Per il resto, l’aliquota dei 

sussidi allo stipendio per le scuole dell'infanzia che vengono frequentate da 

bambini provenienti da diversi comuni giusta l’art. 28 della legge sulle scuole 

dell'infanzia del Cantone dei Grigioni (Legge sulle scuole dell'infanzia; CS: 

420.500), viene fissata dal Dipartimento dell'educazione, che non applica un 

indice misto ai sensi dell’art. 23 OLS, per cui anche il richiamo a tale norma non 

giova alla tesi del comune ricorrente. 

f) Giusta la giurisprudenza federale, il principio della legalità (art. 5 cpv. 1 Cost.), 

che vige in ambito amministrativo, esige l’esistenza di una base legale anche 

nel settore che vede l’amministrazione quale fornitrice di prestazioni (DTF 130 I 

5 cons. 3.1, 128 I 121 cons. 3c, 123 I 3 cons. 2b, 121 I 24 cons. 2 e 103 Ia 380 

cons. 5 e 6). Nell’evenienza, gli art. 22 e 23 OLS contemplano la possibilità di 

accordare sussidi allo stipendio per insegnanti ai comuni, in base alla loro 

classe di capacità finanziaria ed alle corporazioni di comuni e ai circoli, in base 

alla capacità finanziaria dei comuni interessati in proporzione al numero dei loro 

abitanti. Destinatari del sussidio sono quindi i comuni e le corporazioni. Non 

esiste allora alcuna lacuna legislativa colmabile mediante interpretazione per il 

caso di cui, come nell’evenienza un comune accolga nella propria scuola tutte 

le allieve e tutti gli allievi di un altro comune. Unico beneficiario del sussidio è il 

comune sul territorio del quale è organizzata la scuola ed essendo questa una 

scuola comunale è decisiva la sola classe di capacità finanziaria di questo 

comune. In principio quindi il testo dell’ordinanza non permette di concludere 

all’esistenza di lacune, che spetterebbe a questo Giudice colmare, anche se 

indubbiamente, come dimostrano le argomentazioni di ricorso, vi sarebbero 

validi motivi a sostegno di forme di sovvenzionamento calcolate in modo 

diverso. Il compito di introdurre un sistema di sussidio per certi aspetti più equo 

spetta però al potere legislativo e non a quello giudiziario tramite interpretazione 

di norme come tali chiare e che non si prestano a tale scopo. 

4. a) Per i ricorrenti, si imporrebbe una interpretazione del sistema di calcolo del 

contributo in modo conforme alla Costituzione, poiché lo stesso violerebbe il 

principio della parità di trattamento. Infatti, quanto viene richiesto dal comune 

ricorrente, ovvero che nel calcolo del sussidio venga tenuta in considerazione 

anche la classe di capacità finanziaria del comune di invio dell’allieva o 

dell’allievo vale già in ogni caso per le corporazioni. L’art. 23 cpv. 2 OLS 

prevede infatti che per il computo dell'indice misto si tenga conto di un comune 

anche quando manda alla scuola della corporazione di comuni o del circolo 

almeno un'alunna rispettivamente un alunno all'anno, pur non essendone 

membro. Il principio della parità di trattamento non vieta che vengano effettuate 

distinzioni, ma richiede che le stesse siano giustificate da ragioni serie e 

oggettive. In altre parole, esso impone unicamente che fattispecie 

giuridicamente uguali siano trattate in modo uguale e che fattispecie 

giuridicamente diverse lo siano in modo diverso (DTF 131 I 103 cons. 3.4, 129 I 

357 cons. 6 e 121 I 100 cons. 3a). Occorre allora stabilire se questa manifesta 

disparità nel computo del contributo sia giustificata dalla diversità di situazioni. 

b) Va in primo luogo precisato che il computo di un sussidio in base alla classe di 

capacità finanziaria e quello che richiede l’applicazione del metodo misto sono 

già essenzialmente tanto dissimili tra di loro da giustificare per questo fatto 

elementi di computo diversi. Da quanto è poi desumibile dai lavori preparatori, 

l’art. 23 OLS era reputato regolamentare il metodo di computo del sussidio per 

le corporazioni. Quale membro della corporazione per l’applicazione del calcolo 

misto veniva considerato ogni comune che lasciava istruire presso detto ente 

almeno un’allieva o un allievo per anno. Veniva poi precisato che per il calcolo 

del metodo misto non era pertanto determinante l’appartenenza giuridica alla 

corporazione, ma l’effettiva utilizzazione della scuola della corporazione 

(Messaggio del Governo del 1989/1990, fascicolo no. 8, pag. 558). Questa 

speciale norma era stata presentata in parlamento quale misura “per 

contrastare eventuali abusi dell’armamentario della corporazione” (vedi 

Protocollo del Gran Consiglio della sessione di febbraio/marzo 1990, pag. 708). 

Infatti, il metodo di calcolo misto avrebbe permesso a comuni dotati di una 

classe di capacità finanziaria più forte degli altri di magari astenersi dall’aderire 

alla corporazione o di uscire dalla stessa, pur inviando i propri allievi alla scuola 

consortile, onde permettere all’ente di beneficiare di sussidi maggiori. Per il 

dipartimento convenuto poi, con questa scelta si voleva promuovere questo tipo 

di collaborazione intercomunale e tra regioni. In effetti, in termini di 

razionalizzazione delle risorse (insegnanti, aule scolastiche, palestre ecc.), la 

forma della corporazione scolastica offre indubbiamente maggiori vantaggi 

rispetto ad una miriade di scuole comunali di piccoli comuni. Contrariamente poi 

alla forma di collaborazione qui in discussione, basata essenzialmente sulla 

disponibilità dell’ente comunale responsabile, la corporazione offre maggiore 

stabilità all’andamento scolastico di un comune che vi ha aderito. Nell’ambito 

della corporazione, infatti, il comune può partecipare più attivamente alle 

decisioni e la sorte scolastica di un tale comune non dipende normalmente solo 

dalla disponibilità del comune di accoglienza della scuola a voler continuare la 

collaborazione. Del resto al Governo è data facoltà di decretare l’adesione di un 

comune ad una corporazione qualora ciò fosse necessario. Alla luce di queste 

considerazioni è allora indubbio che il diverso trattamento riservato agli enti 

scolastici comunali rispetto a quello delle corporazioni per il calcolo del 

contributo di allieve e allievi provenienti da altri comuni ha una propria 

giustificazione oggettiva e quindi non contravviene al principio della parità di 

trattamento. Ne consegue che anche sotto questo aspetto non è dato 

interpretare l’art. 23 OLS nel senso che il comune ricorrente reputa essere il 

solo consono alla Costituzione, non generando questa norma alcuna disparità 

di trattamento.

c) Infine, per il comune ricorrente, il rifiuto di operare con il metodo di calcolo misto 

verrebbe applicato solo a scapito dell’ente scolastico comunale. Probabilmente, 

infatti, se la questione avesse riguardato l’afflusso di allieve e allievi provenienti 

da un comune con una classe di capacità finanziaria più forte di quella dell’ente 

comunale responsabile la scelta sarebbe stata diversa. Anche questa tesi viene 

però sconfessata dalla reale situazione di fatto. Questa eventualità si presenta, 

infatti, nella stessa …, dove la scuola di … (sussidiata in ragione del 28%) ha 

assunto quella di … (che avrebbe diritto ad un sussidio del 20%) e che con 

l’applicazione del metodo misto verrebbe conseguentemente a perdere dei 

sussidi per l’anno scolastico ancora in corso di fr. 7’359.65. In generale è però 

dato ammettere che la situazione nella quale viene a trovarsi il comune 

ricorrente è quella più frequente, essendo di solito i comuni con una classe di 

capacità finanziaria più debole a (dover) rinunciare alla conduzione di una loro 

scuola. Viste però le considerazioni che precedono, questi singoli aspetti non 

possono essere determinanti ai fini del presente giudizio.

5. In conclusione, per i motivi esposti in precedenza, il calcolo del sussidio per 

insegnanti operato merita conferma ed il ricorso è respinto. L’esito della 

presente controversia giustifica l’assegnazione dei costi occasionati dal 

presente procedimento alla parte soccombente giusta l’art. 73 cpv. 1 della legge 

sulla giustizia amministrativa (LGA; CS 370.100).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 304.--

totale fr. 804.--

il cui importo sarà versato dal Comune di … entro trenta giorni dalla notifica della 

presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, 

Coira.