# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 73e5d739-dc5c-5c07-8c6d-feb195354f67
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-05-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 24.05.2007 38.2007.16
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2007-16_2007-05-24.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2007.16

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  24 maggio
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 2 marzo 2007 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 2
  febbraio 2007 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento di CO
  1, 

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 15
gennaio 2007 l'Ufficio regionale di collocamento (di seguito URC) di __________
ha sospeso l'assicurata per 5 giorni dal diritto all'indennità di
disoccupazione a partire dal 20 dicembre 2006 argomentando:

 

" 
(...)

In data 19.12.06 non si è presentato/a
presso il nostro ufficio per il colloquio di consulenza/controllo previsto alle
ore 10:30 (Rif. JGV).

 

Decisione del 15.01.2007.

 

Accusiamo ricevuta della lettera di giustificazione in data
20.12.2006.

 

Il 02.01.2007 l'Ufficio chiede alla signora RI 1 le prove
documentate della __________ a sostegno delle sue dichiarazioni nella lettera
di giustificazione. I documenti richiesti con termine scadenza 09.01.2007 non
sono mai stati presentati. Considerati i fatti si decide nel provvedimento
citato per non essersi presentata al colloquio di consulenza in data 19.12.2006
ore 10:30." (Doc. IV/3)

 

                               1.2.   A seguito
dell'opposizione inoltrata dall'assicurata (Cfr. Doc. IV/2), l'URC, il 2
febbraio 2007, ha emanato una decisione su opposizione con cui ha ribadito il contenuto
del suo primo provvedimento.

 

                                         In
particolare l'amministrazione ha osservato:

 

" 
L'assicurata doveva presentarsi al colloquio di
consulenza e controllo il giorno 19 dicembre 2006 alle ore 10:30.

Visto che non si è presentata, alle ore 10.45 la
nostra consulente del personale stampava la richiesta di giustificazione. Solo
dopo l'assicurata si presentava al colloquio.

Non potendo garantire il mantenimento della
tempistica per i seguenti appuntamenti, la consulente rinviava a casa
l'assicurata e spediva in seguito la richiesta di giustificazione per il
mancato appuntamento.

Alla richiesta di giustificazione, l'assicurata
rispondeva che il treno era in ritardo di 10 minuti, cosa che ha causato il
ritardo nel presentarsi al colloquio.

 

La consulente del personale, in data 2 gennaio
2007, invitava per iscritto l'assicurata a presentare una dichiarazione
dell'azienda di trasporti che attestasse l'effettivo ritardo, e ciò entro il 9
gennaio 2007.

 

Passato questo termine senza ricevere quanto
richiesto, la consulente inviava il 15 gennaio 2007 la decisione di sanzione
per mancato colloquio.

 

Il 22 gennaio 2007, in fase di opposizione alla
sanzione, l'assicurata ci comunicava che effettivamente era in ritardo di 15
minuti e che la sanzione non rispetta il principio di proporzionalità, oltre al
fatto che avrebbe avuto 15 minuti di tempo ancora per sostenere il colloquio di
consulenza.

 

Alla luce di queste spiegazioni teniamo a far
notare quanto segue:

 

-   da un nostro controllo presso l'azienda di trasporti, i treni
giunti a __________ da __________, il 19.12.2006 erano tutti in orario. Il
fatto che uno di questi fosse in ritardo, come asserito sulla giustificazione,
non corrisponde dunque a verità.

-   Le date e gli orari dati dai consulenti del personale, devono essere
rispettati, questo non solo per rispetto verso il consulente ma in principal
modo verso gli altri assicurati che in seguito dovrebbero a loro volta
attendere.

-   Se il ritardo fosse stato causato da eventi particolari,
l'assicurata avrebbe potuto avvisare la consulente del  personale mezzo
telefono, cosa che non ha fatto.

-   Per quanto riguarda l'entità della sanzione, i 5 giorni
rappresentano il minimo di penalità che si deve applicare in caso di mancata
presenza al colloqui di consulenza. Questo è dato dalle direttive emanate dalla
Sezione del Lavoro che, in caso di recidiva, possono portare anche
all'esclusione dal diritto alla disoccupazione." 

(Doc. A2)

 

                               1.3.   L'assicurata
il 2 marzo 2007, ha impugnato la decisione su opposizione davanti al TCA e si è
così espressa:

 

" 
(...)

2.   La
sottoscritta si è presentata al colloquio di consulenza del 19.12.2007.

 

3.
  La sottoscritta è giunta circa alle ore 10.45, forse qualche minuto prima,
anziché alle ore 10.30.

 

4.
  La sottoscritta abita a __________. Per spostarsi usa il treno. Quel giorno
sono partita da __________ alle ore 10.04; era mia intenzione salire sul treno
delle ore 09.47, ma sono giunta con alcuni minuti di ritardo.

 

5.
  Giunta alla stazione di __________ verso le ore 10.25-10.30 mi sono spostata
a piedi all'Ufficio regionale di collocamento (__________) arrivando dalla
consulenze signora __________ vero le ore 10.45.

 

6.
  L'Ufficio regionale di collocamento ha assunto informazioni presso la __________
per sapere se il treno era in ritardo. Un cosa del tutto inutile e assurda,
perché mi sono anche spostata a piedi, più precisamente dalla Stazione di __________
fino a __________.

 

7.
  Quanto citato da "Appunti sociali" di __________ non ha nulla a che
vedere con il mio caso. La sottoscritta non si è dimenticata dell'appuntamento,
non ha confuso la data e nemmeno c'è stato un malinteso; è solo giunta in
ritardo. Quindi la sottoscritta voleva avere il colloquio di consulenza poiché
altrimenti non si sarebbe nemmeno presentata. In questo caso ritengo che
l'Ufficio regionale di collocamento, avendo probabilmente spesso a che fare con
persone scorrette e in malafede, abbia agito in modo pregiudizievole nei miei confronti assumendo un atteggiamento
rigido. La citazione nel mio caso è da ritenersi veramente temeraria e fuori
luogo. Non c'entra niente!

 

8.
  La consulente __________ alle ore 10.45 aveva già stampato la "richiesta
di giustificazione" proprio quando stavo arrivando. Non poteva strappare
il foglio e tenere il colloquio, avendo ancora 15 minuti a disposizione?
Secondo me si! Ci voleva solo un po' di flessibilità. Aggiungo che di solito i
miei colloqui durano dai 5 ai 10/15 minuti. Quindi poteva essere tenuto.
Probabilmente la funzionaria era in procinto di fare una pausa caffè.

 

9.
  La sottoscritta si è sempre presentata regolarmente ai colloqui salvo una
volta essendo ammalata (in quella occasione avevo presentato un certificato
medico).

 

10. L'Ufficio
regionale di collocamento per questo ritardo mi ha tolto 5 giorni di indennità
e di conseguenza il diritto a 5 giorni di disoccupazione. È una decisione che
penalizza eccessivamente e che non rispetta il principio della proporzionalità.
Già per questo motivo andrebbe annullata.

 

11. 5
giorni di indennità significano in danaro Fr. 400.--. È un importo importante
che non si giustifica, del tutto arbitrario e privo di base legale. Nel mio
comportamento c'è stata buona fede e nessuna volontà di trasgredire le regole.

 

12. Fatte
queste premesse chiedo che il ricorso sia accolto e che la decisione 02.02.2007
dell'Ufficio regionale di collocamento di __________ sia annullata per mancanza
di legalità e proporzionalità." (Doc. I)

 

                               1.4.   Nella sua
risposta del 14 marzo 2007 l'URC propone di respingere il ricorso e osserva:

 

" 
(...)

-     L'assicurato deve adoperarsi affinché possa arrivare
all'appuntamento in orario, onde non pregiudicare il regolare sviluppo delle
consulenze seguenti. Il fatto di usufruire di mezzi pubblici o privati non
importa. L'importante è arrivare in orario partendo per tempo dal proprio
domicilio.

 

-
    Il controllo presso l'azienda dei trasporti __________
non sembra così inutile ed assurdo come affermato dall'assicurata nel ricorso.
Infatti , a sua scusante, nella lettera di giustificazione asseriva che il
treno era in ritardo di 10 minuti. Inseguito alla nostra verifica questa
affermazione si rivelava non vera.

 

-
    Il pezzo riportato da "Appunti sociali"
del giudice __________, doveva essere inteso in senso generale. Il fatto di non
partecipare al colloquio oppure rendere praticamente impossibile lo sviluppo
dello stesso in seguito a ritardo, a nostro giudizio, deve essere valutato alla
medesima stregua.

 

-
    L'affermazione che " ... di solito i miei
colloqui durano dai 5 ai 10/15 minuti." non corrisponde a verità. Inoltre,
quanto asserito riguardo la pausa caffè è puramente gratuito e tendenzioso. Si
fa notare che, specialmente nel periodo invernale, i consulenti del personale
hanno un'agenda molto carica, dovuta al notevole aumento di persone che
giornalmente vengono ad annunciarsi in disoccupazione in seguito al termine dei
lavori legati alla stagione turistica. Per complemento di informazione, la
consulente aveva quel giorno 4 colloqui di consulenza e ben 3 colloqui con
nuove persone appena iscritte ( questi ultimi hanno una durata di circa un'ora
ciascuno), come potrà vedere dalla stampa anonimizzata dell'agenda della
consulente del personale.

 

-
    Per quanto riguarda l'ammontare della penalità non
abbiamo la facoltà di modificare le direttive della Sezione del lavoro che
indica una sanzione di 5 giorni per un mancato colloquio." (Doc. III)

 

                               1.5.   Il 2 maggio
2007 il Presidente del TCA ha chiesto all’amministrazione di indicare se, nei
periodi in cui ha beneficiato delle prestazioni dell'assicurazione contro la
disoccupazione precedentemente alla fattispecie del mese di dicembre 2006, l’assicurata
era già stata sospesa da parte dell’URC, della Cassa competente o della Sezione
del lavoro a causa di un comportamento sanzionabile (cfr. doc. V).

 

                                         L'8
maggio 2007 __________, Consulente - capogruppo dell'URC di __________, si è
così espresso:

 

" 
(...)

Le comunichiamo che
l'assicurata ha ricevuto una sanzione il 18 agosto 2006 di 1 giorno di
sospensione dal diritto alle indennità.

 

Nella fattispecie, l'assicurata non poté
comprovare una costante e sufficiente ricerca di lavoro per il mese di giugno
2006.

Le giustificazioni dell'assicurata furono
parzialmente accolte e fu applicata una sanzione minima di 1 giorno." (Doc. VI)

 

                               1.6.   I doc. V e
VI sono stati trasmessi per conoscenza all’assicurata  (cfr. doc. VII).

 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio
2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H
212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10
ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999
nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   L'art. 17
cpv. 2 LADI stabilisce in particolare che, dopo essersi annunciato
personalmente per il collocamento al servizio competente, l'assicurato deve osservare
le prescrizioni di controllo emanate dal Consiglio federale.

 

                                         L'art. 17
cpv. 3 LADI, nella versione in vigore dal 1° luglio 2003 a seguito dell'entrata
in vigore della terza revisione della LADI del 22 marzo 2002, precisa che, su
istruzione dell'ufficio del lavoro competente, l'assicurato è obbligato a
partecipare a colloqui di consulenza.

 

                                         L'art. 21
OADI ("consulenza e controllo"), in vigore dal 1° gennaio 2000,
prevede che:

 

" 
Dopo essersi annunciato, l'assicurato deve
presentarsi personalmente per colloqui di consulenza e di controllo presso il
servizio competente, conformemente alle prescrizioni cantonali. Deve garantire
di poter di regola essere contattato entro un giorno dal servizio competente.
(cpv. 1)

 

Il servizio competente fissa le date dei
colloqui di consulenza e di controllo per ogni assicurato. (cpv. 2)

 

Registra per ogni assicurato le date in cui
si è svolto un colloquio di consulenza e di controllo e stende un verbale sui
risultati di ciascun colloquio. (cpv. 3)

 

Tra il 24 dicembre e il 2 gennaio non si
svolge alcun colloquio di consulenza e di controllo. (cpv. 4)"

 

                                         L'art. 22
OADI precisa quanto segue a proposito dei "colloqui di consulenza e di
controllo":

 

" 
Il primo colloquio di consulenza e di controllo
si svolge entro quindici giorni dalla data in cui l’assicurato si è annunciato
per il collocamento al Comune o al servizio competente. (cpv. 1)

 

Il servizio competente effettua un
colloquio di consulenza e di controllo con ogni assicurato almeno una volta al
mese. Durante il colloquio esamina l'idoneità e la disponibilità al
collocamento dell'assicurato. (cpv. 2)

 

Se l'assicurato esercita un'attività a
tempo pieno da cui ottiene un guadagno intermedio o un'attività volontaria
secondo l'articolo 15 capoverso 4 LADI, il servizio competente lo convoca
almeno una volta ogni due mesi a un colloquio di consulenza e di controllo.
(cpv. 3)

 

Il servizio competente stabilisce d'intesa
con l'assicurato il modo in cui questi può di regola essere contattato entro un
giorno. (cpv. 4)."

 

                                         Secondo
l'art. 30 cpv. 1 lett. d LADI l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità
se non osserva le prescrizioni di controllo o le istruzioni del servizio
competente, segnatamene non accetta un'occupazione adeguata oppure non si è
sottoposto a un provvedimento inerente al mercato del lavoro o ne ha interrotto
l’attuazione oppure con il suo comportamento ne ha compromesso o reso
impossibile l’esecuzione o lo scopo.

 

                               2.3.   In una
sentenza del 2 settembre 1999 nella causa R., pubblicata in DLA 2000 pag. 101
segg., il TFA ha avuto occasione di ricordare i criteri da applicare per
stabilire se e quando un assicurato deve essere sospeso per non aver
partecipato a un colloquio di consulenza o di controllo.

 

                                         I
medesimi criteri sono applicabili per analogia pure alla mancata presenza a una
seduta informativa.

 

                                         Le
principali sentenze dell'Alta Corte possono essere così riassunte.

                                         Nella
decisione C 30/98 dell'8 giugno 1998, non pubblicata, la nostra Massima
Istanza, pronunciandosi in merito al ricorso di un'assicurata contro una
sanzione di 5 giorni di sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione
inflittale per non aver presenziato a un colloquio di consulenza, ha stabilito
che essa, avendo semplicemente confuso la data dell'appuntamento,
non ha osservato quanto impostole dall'ufficio competente soltanto per errore e
non per indifferenza o disinteresse. Presentandosi in un altro giorno ha
dimostrato, comunque, di aver preso seriamente il colloquio concordato.
Pertanto, ritenuto pure che per il resto il suo comportamento è sempre stato
puntuale e corretto, l'Alta Corte ha annullato la penalità.

                                         In una
successiva sentenza C 268/98 del 22 dicembre 1998, non pubblicata, il TFA ha
nuovamente precisato che benché i colloqui di controllo e di consulenza abbiano
certamente un significato importante, ciò non basta per concludere che la
dimenticanza di un appuntamento è sempre punibile. Secondo la giurisprudenza
federale è dato un comportamento sanzionabile quando un assicurato non
presenzia a un colloquio per indifferenza o disinteresse, ma non quando egli
non rispetta la data fissata per errore o per disattenzione e, presentandosi
più tardi, dimostra che prende seriamente l'appuntamento.

                                         In
quell'occasione la nostra Massima Istanza ha quindi annullato la sanzione,
poiché l'assicurato che si era addormentato e di conseguenza non era
intervenuto ad un colloquio previsto alle ore 8.30 della mattina, ma
immediatamente dopo il suo risveglio aveva avvisato telefonicamente l'Ufficio
di collocamento scusandosi per la mancata presenza. Per il resto, aveva sempre
avuto un atteggiamento corretto e puntuale.

 

                                         Per
contro, in una sentenza C 336/98 del 22 dicembre 1998, il TFA ha confermato la
sospensione di 1 giorno inflitta ad un assicurato che aveva dimenticato
l'appuntamento con l'Ufficio regionale di collocamento e non si era scusato
subito dopo aver realizzato la sua manchevolezza, ma ha atteso una precisa
richiesta da parte del servizio competente per esporre le proprie motivazioni.

                                         Considerando
in ogni caso che egli è sempre stato corretto e puntuale e che inoltre si
trattava del primo comportamento sanzionabile, l'Alta Corte ha ritenuto che la
penalità della durata minima di 1 giorno, decisa dall'istanza precedente, fosse
giustificata.

 

                                         In
un'altra sentenza C 327/98 del 22 dicembre 1998, non pubblicata, il TFA ha
annullato una decisione di sospensione di 3 giorni, ritenendo più adeguata una
sanzione di 10 giorni. Un'assicurata non si era presentata a un colloquio di
consulenza, poiché lei e il marito avevano confuso le date degli
appuntamenti. Secondo l'Alta Corte tale circostanza non legittima l'assenza
a un colloquio, per cui il comportamento dell'assicurata è sanzionabile. Una
penalità più severa si giustificava, inoltre, poiché un mese prima dei fatti in
questione l'assicurata era già stata sospesa per 5 giorni per non aver
presenziato ad un appuntamento.

 

                                         Nella
sentenza sopra citata del 2 settembre 1999 nella causa R., pubblicata in DLA
2000 pag. 101 segg., il Tribunale federale delle assicurazioni si è chinato sul
caso di un assicurato che non aveva partecipato a un colloquio di
controllo fissato per il giorno di venerdì 11 dicembre 1998. Visto che i
precedenti appuntamenti avevano sempre avuto luogo l'ultimo giovedì del mese
tra le ore 18.00 e le 19.00 l'assicurato aveva supposto che per il mese di
dicembre, a causa delle feste natalizie, il colloquio si sarebbe svolto giovedì
17. L'assicurato ha pure affermato che, benché gli fosse stata consegnata brevi
manu una comunicazione scritta, a seguito di un cambiamento del consulente del
personale, non era stato adeguatamente informato circa la data
dell'appuntamento.

                                         Il TFA ha
accolto il ricorso dell'assicurato contro la sospensione di 10 giorni dal
diritto all'indennità di disoccupazione, poiché nonostante la disattenzione,
egli aveva provato con il suo comportamento generale di prendere molto sul
serio i suoi obblighi di disoccupato e di beneficiario di prestazioni. Infatti
oltre ad aver presenziato a tutti i colloqui del 1998, egli aveva sempre
adempiuto diligentemente i suoi doveri di controllo fin dal primo termine
quadro, iniziato il 1° settembre 1993. Pertanto, a mente del TFA, anche la
circostanza che l'assicurato era stato sospeso nel febbraio 1998 per aver
rifiutato un'occupazione adeguata, era in questo contesto irrilevante.

                                         In una
sentenza C 100/02 del 4 marzo 2003, la nostra Massima Istanza ha stabilito che
l’amministrazione, infliggendo a un'assicurata 5 giorni di sospensione per non
avere potuto partecipare a una seduta informativa, in quanto si era presentata
con venti minuti di ritardo, non aveva abusato del proprio potere di
apprezzamento.

 

                                         Il TFA,
in una sentenza C 206/03 del 4 dicembre 2003, ha confermato la sospensione di 6
giorni inflitta ad un assicurato che non si era presentato a un colloquio di
consulenza il 13 febbraio 2003, al quale era stato convocato per iscritto l'11
dicembre 2002. La circostanza addotta dall'assicurato a sua discolpa, relativa
al fatto che durante le feste natalizie del 2002, trascorse in Spagna, lo
avessero derubato, oltre che dei soldi e delle carte di credito, anche della
sua agenda, non è infatti stata ritenuta una valida giustificazione, in quanto
egli, dopo il furto, avrebbe dovuto e potuto informarsi presso l'ufficio di
collocamento in merito ai suoi appuntamenti e provvedere al fine di
presenziarvi. Inoltre il 6 gennaio 2003 all'assicurato era comunque stato
inviato per posta A un ulteriore avviso riguardante il colloquio del 13
febbraio 2003.

 

                                         In una
sentenza C 123/04 del 18 luglio 2005 l'Alta Corte nel caso di un assicurato che
non si era presentato a un colloquio presso l'URC a causa di una dimenticanza,
ha confermato che nella fattispecie una sospensione del diritto alle indennità
non era giustificata. 

                                         Infatti,
nonostante nel termine quadro per la riscossione delle prestazioni l’assicurato
avesse già ricevuto un avvertimento avendo compromesso la propria assunzione,
il suo comportamento nell’ultimo anno precedente la mancata partecipazione
all’incontro con l’amministrazione era sempre stato irreprensibile. Inoltre il
giorno seguente l’appuntamento, egli si era scusato spontaneamente per la sua
assenza. 

 

                                         Infine,
in una sentenza C 241/06 dell'11 gennaio 2007 il Tribunale federale ha
confermato la propria giurisprudenza:

 

" 
2.2 Wohl kommt den Beratungs- und Kontrollgesprächen
eine wichtige Bedeutung zu. Davon hängt indessen nicht ab, ob und wie ein
Fristversäumnis allenfalls zu ahnden ist (vgl. Gerhards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz [AVIG], Bd. I, Bern 1988, N 29 zu Art. 30;
Jacqueline Chopard, Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung, Diss. Zürich
1998, S. 87 und 146).

Nach der Rechtsprechung liegt ein mit einer
Einstellung zu sanktionierendes Verhalten insbesondere dann vor, wenn ein
Termin aus Gleichgültigkeit und Desinteresse verpasst wurde, nicht aber, wenn
ein Versicherter den Termin irrtümlich oder zufolge einer Unaufmerksamkeit
nicht eingehalten und durch sein übriges Verhalten gezeigt hat, dass er seine
Pflichten als Arbeitsloser

und Leistungsbezüger ernst nimmt (ARV 2000
Nr. 21 S. 103 f. Erw. 3a mit Hinweisen)."

 

                                         In quell'occasione l'Alta
Corte ha confermato la sanzione di 5 giorni di penalità inflitta ad
un'assicurata per non essersi presentata ad un nuovo appuntamento fissato su
sua richiesta e per non essersi neppure tempestivamente scusata.

 

                               2.4.   Secondo
l'art. 30 cpv. 3 LADI la durata della sospensione è determinata in base alla
gravità della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al
massimo o, nel caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione
del diritto all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a
30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave
(cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).

                                         La sua
durata è determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3 LADI),
soggiace in altre parole al principio della proporzionalità (cfr. DTF 123 V
150).

                                         In virtù
dell'art. 45 cpv. 2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal
diritto all'indennità entro il termine quadro per la riscossione della
prestazione, la durata della sospensione è prolungata in modo adeguato.

                                         L'art. 45
cpv. 3 OADI stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato
senza valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha
rifiutato un lavoro idoneo.

 

                               2.5.   Riguardo
alla durata della sospensione il TFA ha dichiarato contrarie alla legge le
direttive dell'UFSEL (oggi SECO) concernenti i giorni di sospensione da
applicare per la mancata presenza a un colloquio (per un diverso parere, cfr.
D. Cattaneo, op. cit., pag. 53-54). 

 

                                         In una
sentenza del 22 dicembre 1998 nella causa C., 

                                         (C
268/98), non pubblicata, l'Alta Corte in particolare ha rilevato:

 

" 
(…)

Aus dem Umstand, dass die
Beratungs- und Kontrollgespräche zweimal im Monat und damit rechnerisch rund
alle zwei Wochen stattfinden, kann nicht gefolgert werden, dass pro verpassten
RAV-Termin eine Einstellung von gründsätzlich zehn Tagen Dauer anzuordnen ist.
Mit seiner Betrachtungsweise verkennt das BWA nämlich, dass sich die Einstellungsdauer
gemäss Gesetz nach wie vor nach dem Verschulden bemisst (Art. 30 Abs. 3 Satz 3
AVIG). Es geht daher nicht an, die Dauer nach Massgabe des theoretisch zwischen
zwei RAV-Terminen liegenden Zeitabstandes festzulegen. Insofern ist die Weisung
in ALV-P 97/1, Blatt 10, nicht bundesrechtskonform."

(STFA del 22 dicembre 1998
nella causa C., C 268/98 Hm)

 

                                         Il
Tribunale federale delle assicurazioni ha riconfermato questa giurisprudenza
nella già menzionata sentenza del 2 settembre 1999 nella causa R., pubblicata
in DLA 2000 pag. 101 e segg.

 

                               2.6.   Va
riconfermato in questa occasione, conformemente a quanto più volte sottolineato
dalla giurisprudenza federale, che i colloqui di consulenza e di controllo
hanno una grande importanza (cfr. STFA del 22 dicembre 1998 nella causa C., C
268/98; STFA del 22 dicembre 1998 nella causa F., C 327/98; STFA del 22
dicembre 1998 nella causa R., C 336/98).

                                         Infatti,
la partecipazione a un colloquio di consulenza, oltre che essere necessaria per
reinserire il disoccupato nel mondo del lavoro o per proporgli adeguati
provvedimenti inerenti al mercato del lavoro, ha anche lo scopo di verificare
l'idoneità al collocamento degli assicurati, fondamentale presupposto per
ammettere il diritto all'indennità di disoccupazione (cfr. art. 8 cpv. 1 lett.
f e 15 LADI; cfr. pure 22 cpv. 2 OADI in vigore dal 1° gennaio 2000). Per
questo motivo gli assicurati devono portare una particolare attenzione alle
date alle quali devono presentarsi dai consulenti del personale.

                                         La
giurisprudenza esige pertanto dagli assicurati di motivare e giustificare
(mediante documenti) tempestivamente eventuali reali impedimenti (cfr. STCA del
7 agosto 2000 nella causa D.P.; STCA del 6 aprile 2000 nella causa M.D).

                                         Il
compito dei consulenti durante i colloqui di consulenza è essenziale per una
corretta applicazione della legge. Attraverso il regolare incontro diretto con
i disoccupati essi hanno l'occasione di individuare eventuali comportamenti
abusivi. Ecco perché l'ordinanza impone ai consulenti di verificare l'idoneità
al collocamento degli assicurati e, se necessario, di segnalare il caso all'UCL
(cfr. D. Cattaneo, op. cit., pag. 49).

 

                                         Infine,
ma non da ultimo, il TCA ricorda che i colloqui di controllo hanno sostituito
la timbratura. Al momento dell'introduzione della LADI i disoccupati dovevano
"timbrare" due volte alla settimana e dal 1° gennaio 1993 una sola
volta. Tuttavia degli studi scientifici hanno dimostrato che la frequenza di
questo tipo di controlli non riduceva in modo evidente la durata individuale
della disoccupazione (cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives de la
LACI", in CGRSS, N° 11/1993 pag. 25). Per questo motivo è stata soppressa
la timbratura ed introdotto il sistema semplificato dei colloqui mensili di
consulenza e di controllo. Ecco perché gli assicurati devono almeno osservare
questi obblighi ridotti e presenziare puntualmente ai colloqui che ai sensi
dell'art. 22 cpv. 2 OADI, in vigore dal 1° gennaio 2000, il servizio competente
effettua almeno una volta al mese (cfr. consid. 2.2.).

 

                               2.7.   Nell'evenienza concreta è
incontestato che l'assicurata si è presentata in ritardo al colloquio di
consulenza fissato per 19 dicembre 2006.

 

                                         Essa è arrivata alle 10:45
(cfr. Doc. IV/2), quando l'incontro era stato fissato per le ore 10:30 (cfr.
doc. IV/3).

                                         La ricorrente ha affermato
di avere perso il treno delle 9:47 e di avere perso quello delle 10:04 (cfr.
consid. 1.3 e Doc. IV).

                                         Dalla documentazione
trasmessa dall'amministrazione emerge inoltre che il colloquio di consulenza
con la ricorrente era previsto dalle 10:30 alle 11:00 (cfr. Doc. III/2).

                                         Pertanto se, da una parte,
l'assicurata avrebbe dovuto organizzarsi in modo tale da presentarsi
puntualmente all'appuntamento con la sua consulente del personale (cfr. la
sentenza C 100/02 del 4 marzo 2003 e il consid. 2.6), d'altra parte
quest'ultima avrebbe dovuto comunque svolgere il colloquio di consulenza, se
del caso abbreviato.

 

                                         Questo Tribunale ha
inoltre appurato che l'assicurata alcuni mesi prima era già stata sospesa per
un giorno dal diritto all'indennità di disoccupazione per insufficienti richieste
di lavoro (cfr. consid. 1.5).

 

                                         Alla luce di quanto appena
esposto questo Tribunale ritiene che,  nel caso concreto, esistono gli estremi
per sanzionare l'assicurata sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. d LADI.

                                         La durata della sanzione
(5 giorni di sospensione) non rispetta tuttavia il principio di proporzionalità
e deve quindi essere ridotta a 2 giorni.

                                      

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto e
la decisione su opposizione del 2 febbraio 2007 è modificata nel senso che
l'assicurata è sospesa per 2 giorni dal diritto all'indennità di disoccupazione.

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti