# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e3977fbc-bb0a-5a89-9653-730e47324c4b
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 1998-11-25
**Language:** it
**Title:** Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Schweizerische Asylrekurskommission (ARK) 25.11.1998 JAAC 64.7
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_VB/CH_VB_031_JAAC-64-7--_1998-11-25.pdf

## Full Text

JAAC 64.7

Estratto della sentenza della Commissione svizzera di
ricorso in materia d’asilo del 25 novembre 1998, anche
pubblicato in Giurisprudenza ed informazioni della
Commissione svizzera di ricorso in materia d’asilo
[GICRA] 1999 n. 4

Art. 66 al. 2 let. b et c PA. Motifs de révision. Omission de faits
importants établis par pièces et violation du droit d’être entendu.

1. L’omission d’un fait présuppose que le juge n’a pas tenu compte par
mégarde d’un fait important établi par pièce ou qu’il l’a interprété de
manière inexacte. L’omission se rapporte à une erreur de perception
et de jugement mais non à une éventuelle erreur d’appréciation
(consid. 5a).

2. Le vice de procédure entachant la décision de première instance et qui
n’a pas été relevé d’office par l’autorité de recours ne peut constituer
un motif de révision au sens de l’art. 66 al. 2 let. c PA que si la partie
n’a pas eu la possibilité de le faire valoir dans la procédure de recours
(consid. 6a).

Art. 66 Abs. 2 Bst. b und c VwVG. Revisionsgründe des Übersehens einer
aktenkundigen Tatsache und der Verletzung des rechtlichen Gehörs.

1. Das Übersehen einer Tatsache setzt voraus, dass der Richter
versehentlich ein bestimmtes Aktenstück bzw. eine daraus
hervorgehende Tatsache nicht berücksichtigt oder unrichtig verstanden
hat. Das Übersehen bezieht sich auf einen Irrtum in der Wahrnehmung
und Erkenntnis, nicht auf eine allfällige unrichtige Würdigung (E. 5a).

2. Verfahrensmängel im erstinstanzlichen Verfahren, welche die
Beschwerdeinstanz nicht von Amtes wegen erkannt hat, können nur
dann als Revisionsgrund im Sinne von Art. 66 Abs. 2 Bst. c VwVG
angerufen werden, wenn die Partei keine Möglichkeit hatte, diese
Mängel im Beschwerdeverfahren geltend zu machen (E. 6a).

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Art. 66 cpv. 2 lett. b e c PA. I motivi di revisione della svista e della
violazione del diritto di essere sentito.

1. La svista presuppone che il giudice abbia omesso, contro la
propria volontà, di prendere in considerazione un atto di causa,
rispettivamente un fatto emergente dallo stesso, oppure che l’abbia
percepito in modo inesatto. La natura della svista si riferisce ad
un’errata percezione e ricognizione, non ad un eventuale errato
apprezzamento (consid. 5a).

2. Può essere domandata la revisione di una sentenza, ai sensi
dell’art. 66 cpv. 2 lett. c PA, per vizi procedurali inerenti il procedimento
di prima istanza, non ravvisati d’ufficio dall’autorità di ricorso, solo
allorquando la parte non ha avuto la possibilità di farli valere nel
ricorso (consid. 6a).

Il 14 settembre 1998, la Commissione svizzera di ricorso in materia d’asilo
(CRA) ha respinto il ricorso interposto da F. C. contro la decisione negativa
dell’Ufficio federale dei rifugiati (UFR) sulla sua domanda d’asilo.

La CRA ha ritenuto inverosimili le allegazioni determinanti rese
dall’interessato, il quale non ha peraltro reso verosimile d’avere mai
chiesto, come avrebbero dovuto e potuto, la protezione delle autorità
statuali contro l’evocato agire di terzi. La CRA ha pure considerato che in
Siria non vi è persecuzione rilevante in materia d’asilo della minoranza
cristiana siro-ortodossa basata sulla mera appartenenza etnico-religiosa
(Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso
in materia d’asilo [GICRA] 1995 n. 17, pag. 178 e segg.; OSAR, Jalons n. 49,
maggio 1998, pag. 37), che la documentazione esibita dall’interessato non è
atta a corroborare la tesi contraria, che l’interessato stesso non ha mai svolto
attività politica, che ha lasciato il suo Paese legalmente, che le sanzioni per
l’inadempimento degli obblighi militari sono di per sé irrilevanti in materia
d’asilo, e che un fratello non ha subito alcun pregiudizio rilevante nel corso
dell’espletamento del servizio militare.

L’interessato ha inoltrato domanda di revisione contro la sentenza della
CRA. Ha fatto valere che l’autorità di ricorso non ha tenuto conto di fatti
rilevanti che risultano dagli atti (art. 66 cpv. 2 lett. b della legge federale
del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa [PA], RS 172.021), in
particolare di documenti riguardanti i rischi cui sono esposti i siro-ortodossi
nel corso dell’espletamento del servizio militare e in caso di rimpatrio
dall’estero successivamente a una decisione negativa su una domanda d’asilo.
L’istante si è pure doluto del fatto che il suo interprete di fiducia non ha potuto
presenziare all’audizione sui motivi d’asilo, circostanza che la CRA avrebbe
dovuto rilevare d’ufficio. Non averlo fatto costituirebbe una violazione del suo
diritto d’essere sentito.

La CRA ha respinto la domanda di revisione.

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Dai considerandi:

5.a. Il motivo di revisione di cui all’art. 66 cpv. 2 lett. b PA vuole garantire che
il giudice tenga conto di tutta la materia processuale. Esso si fonda su quattro
premesse (B. Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., Basilea e Francoforte
sul Meno 1991, pag. 275 e segg.):

- che l’autorità ricorsuale non abbia tenuto conto di determinati fatti;

- che tali fatti risultino dagli atti;

- che essi siano rilevanti per il giudizio;

- che il fatto di non avere tenuto conto di fatti determinanti sia dovuto a svista.

Fatti sono tutti gli elementi che costituiscono l’incarto sottoposto all’esame
dell’autorità di ricorso, le allegazioni, dichiarazioni e contestazioni delle parti,
il contenuto obiettivo dei documenti esibiti, la corrispondenza e i rapporti di
periti.

Non sono fatti ai sensi della menzionata disposizione, né la valutazione
e l’apprezzamento del materiale di fatto raccolto nel corso del processo,
sempre che esso sia stato esattamente percepito nella sua interezza e nel
suo contenuto, né l’applicazione della norma giuridica ai fatti accertati. Che da
una circostanza di fatto esattamente percepita siano state tratte conseguenze
giuridiche errate, vuoi perché il giudice volutamente non le ha attribuito
rilevanza, vuoi perché le ha assegnato una portata diversa da quella proposta
da una parte, non giustifica una domanda di revisione (cfr. R. Forni, Svista
manifesta, fatti nuovi e prove nuove nella procedura di revisione davanti al
Tribunale federale, in Festschrift Max Guldener, Zurigo 1973, pag. 91 e seg.).
I fatti devono essere rilevanti per il giudizio, vale a dire idonei a modificare
la sentenza di merito in senso favorevole all’istante. Se i fatti di cui l’autorità
di ricorso non ha tenuto conto sono ininfluenti, la domanda non può essere
accolta.

D’altra parte, l’autorità di ricorso non è tenuta a menzionare e discutere
ogni fatto di causa, e la circostanza che essa ometta e passi sotto silenzio un
fatto, non significa necessariamente che non ne abbia tenuto conto, ma può
semplicemente voler dire che l’ha giudicato irrilevante (cfr. ibidem, pag. 94
e seg.). Infine, il mancato apprezzamento dev’essere dovuto a svista. La
svista presuppone che il giudice abbia omesso, contro la propria volontà,
di prendere in considerazione un atto di causa, rispettivamente un fatto
emergente dallo stesso, e quindi abbia ignorato, nel proprio giudizio, che
una determinata circostanza si è realizzata, oppure che l’abbia percepito
in modo inesatto, attribuendogli un contenuto che non ha. La natura stessa
della svista si riferisce ad un’errata percezione e ricognizione, non a un errato
apprezzamento (cfr. ibidem, pag. 95).

Non è ammissibile invocare, come motivo di revisione contro una sentenza
dell’autorità di ricorso, che quest’ultima abbia omesso di rettificare d’ufficio
un’asserita svista dell’autorità inferiore nell’apprezzamento dei fatti rilevanti
(cfr. ibidem, pag. 96).

b. Nel caso concreto, la semplice lettura della sentenza querelata permette di
constatare che la CRA ha tenuto conto sia del doc. n. 8 (…, pag. 8 del giudizio
litigioso), sia delle dichiarazioni dell’istante (v. pag. 2, ma valutate, a pag. 8

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della sentenza della CRA, diversamente da come auspicato dalla parte), sia
ancora del doc. n. 7 ( leggi scritto di AI, menzionato esplicitamente a pag. 7
della sentenza impugnata).

La doglianza secondo cui la CRA non avrebbe tenuto conto della prima parte
di detto scritto di AI, che fa riferimento alle conseguenze della presentazione
di una domanda d’asilo da parte di cittadini siriani all’estero, è infondata,
avuto riguardo al fatto che, semplicemente, è diversa la nota valutazione
della CRA su questo punto (cfr. GICRA 1995 n. 17, pag. 178 e segg., nonché
sentenza inedita della CRA del 20 luglio 1998 nella causa G. A., Siria, entrambe
menzionate nel giudizio querelato).

Peraltro, l’integralità della documentazione esibita dall’istante in procedura
ricorsuale è stata oggetto di valutazione da parte della CRA.

6. L’istante si duole dell’assenza del suo interprete di fiducia all’audizione
sui motivi d’asilo del 18 ottobre 1995, ciò che costituisce a suo avviso una
violazione del diritto di essere sentito che andava rilevata d’ufficio (art. 66
cpv. 2 lett. c PA).

a. Tuttavia, secondo l’art. 66 cpv. 3 PA e la giurisprudenza del Tribunale
federale (cfr. DTF 105 Ib 252), l’adduzione di fatti che si sarebbero potuti
invocare già nella procedura di ricorso non giustifica di far luogo a una
revisione. In altri termini, non può essere domandata la revisione di una
sentenza della CRA per motivi che l’istante, usando della diligenza che potevasi
da lui ragionevolmente pretendere, sarebbe stato in grado di far valere nella
procedura ricorsuale ordinaria.

A prescindere dal caso di nullità della sentenza impugnata - che neppure
l’istante, a giusto titolo, fa valere essersi verificata in casu -, per costituire
motivo di revisione, il difetto procedurale deve avere avuto per conseguenza
di privare l’istante della possibilità di far capo ai rimedi ordinari di diritto, o
quantomeno di distoglierlo dal farne uso. Decidere altrimenti, implicherebbe
l’abolizione d’ogni distinzione tra i mezzi ordinari d’impugnazione e il rimedio
straordinario della revisione, e recherebbe grave e inaccettabile pregiudizio
alla sicurezza del diritto (cfr. DTF 105 Ib 252 e relativi riferimenti).

b. Nel caso concreto, nulla avrebbe impedito all’istante di far valere il vizio di
procedura, da lui ravvisato nell’assenza dell’interprete di fiducia all’audizione
sui motivi d’asilo, già nel corso della procedura di prima istanza, ma al più
tardi in sede ricorsuale, tanto più se tale episodio, come preteso nella domanda
di revisione, avesse influito in modo grave sulle dichiarazioni rese nel corso
dell’audizione del 18 ottobre 1995.

Invece, l’istante non ha sollevato censura specifica, segnatamente di violazione
del suo diritto di essere sentito, né anteriormente alla decisione dell’UFR del
23 aprile 1997, né in sede ricorsuale (dopo che la patrocinatrice aveva peraltro
potuto visionare gli atti), senza che alcuna circostanza, per quanto risulta dalle
carte processuali, abbia potuto impedirlo o distoglierlo dal farlo.

c. D’altra parte, benché in diritto amministrativo l’autorità ricorsuale debba
accertare d’ufficio i fatti (art. 12 PA, con i limiti derivanti dagli art. 13 PA e,
in particolare, 12b LAsi; GICRA 1995 n. 23) e non sia vincolata dai motivi del
ricorso (art. 62 cpv. 4 PA), essa non ha di regola alcun obbligo d’esaminare
censure non sollevate e articolate dal ricorrente, tenuto conto del dovere per lo
stesso di motivare il gravame (art. 52 cpv. 1 PA; DTF 110 V 53).

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http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_105_Ib_252&resolve=1
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_105_Ib_252&resolve=1
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?id=BGE_110_V_53&resolve=1

Il quesito di sapere se sussistano eccezioni alla regola succitata, segnatamente
allorquando la parte non sia patrocinata da un legale e/o lo giustifichino
circostanze particolari, non soccorre comunque l’istante, considerato che
egli ha avuto ampia facoltà, per ultimo in sede ricorsuale per il tramite del suo
patrocinatore, di presentare tutte le censure e circostanze fattuali idonee a
legittimare l’accoglimento del ricorso ed il riconoscimento della sua qualità di
rifugiato. Il fatto che non condivida l’apprezzamento delle prove operato dalla
CRA non giustifica una domanda di revisione.

d. Per sovrabbondanza, la CRA osserva che ha già considerato possibile la
rinunzia al diritto di essere sentito per atti concludenti (GICRA 1994 n. 29,
pag. 208 consid. 5).

Inoltre, all’audizione di F. C. sui motivi d’asilo del 18 ottobre 1995 era
comunque presente un interprete, il cui operato non è stato contestato, né
anteriormente alla decisione dell’UFR del 23 aprile 1997, né ulteriormente.
Non bisogna poi dimenticare che neppure nella domanda di revisione l’istante
ha indicato fatti nuovi rilevanti per il giudizio che non avrebbe potuto
menzionare nel corso dell’audizione del 18 ottobre 1995 o far valere nel
ricorso, o che non siano già stati esaminati dalla CRA. Da questo profilo, egli
pretende dall’autorità di revisione un annullamento della sentenza su ricorso
benché le basi di giudizio, ossia i fatti di causa, restino invariati, ciò che è
escluso, sconfinando nel tentativo d’ottenere un nuovo apprezzamento di fatti
già noti e valutati.

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Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften

Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées

Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

JAAC 64.7 - Estratto della sentenza della Commissione svizzera di ricorso in materia

d'asilo del 25 novembre 1998, anche pubblicato in Giurisprudenza ed informazioni della

Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1999 n. 4

In Verwaltungspraxis der Bundesbehörden
Dans Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération
In Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione

Jahr 2000
Année

Anno

Band 64
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Das Dokument wurde durch das Schweizerische Bundesarchiv und die Bundeskanzlei konvertiert.

Le document a été digitalisé par les Archives Fédérales Suisses et la Chancellerie fédérale.

Il documento è stato convertito dall'Archivio federale svizzero e della Cancelleria federale.

	Estratto della sentenza della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo del 25 novembre 1998, anche pubblicato in Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1999 n. 4