# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7b960ea6-d8cb-5b5c-97d3-87fc40e95911
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-06-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 16.06.2010 60.2010.130
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2010-130_2010-06-16.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2010.130

   

  	
  Lugano

  16 giugno
  2010/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Claudia Malaguerra Bernasconi, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso 9/12.4.2010
presentato da

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patr. da: PR 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 24.3.2010 del giudice dell'istruzione
  e dell'arresto Claudia Solcà in materia di assistenza giudiziaria (inc. GIAR __________);

  

 

 

richiamate le osservazioni 13/14.4.2010 del
procuratore pubblico Antonio Perugini, che postula la reiezione del gravame;

 

richiamato altresì lo scritto 14/15.4.2010
del giudice dell'istruzione e dell'arresto, che dopo aver formulato alcune
osservazioni, chiede che il ricorso venga respinto;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto 

 

a.      Nell'ambito di diversi procedimenti penali
promossi da RI 1 contro l'ex-convivente e padre di sua figlia __________, __________,
per titolo di trascuranza degli obblighi di mantenimento (inc. MP __________) e
ripetute lesioni semplici (DA __________) e di un procedimento penale promosso
da __________ contro RI 1 per titolo di appropriazione semplice, appropriazione
indebita, truffa e falsità in documenti (NLP __________), con istanza 21.8.2009
quest'ultima ha postulato la concessione del gratuito patrocinio (AI 1, inc.
GIAR __________).

 

 

b.     Con decisione 24.3.2010 il giudice dell'istruzione
e dell'arresto ha respinto la richiesta di RI 1 di essere ammessa al beneficio
del gratuito patrocinio affermando che quest'ultima fosse in grado di sopperire
alle spese di patrocinio e sostenendo che i casi in cui essa era parte civile o
denunciata fossero di modesta rilevanza (Bagatelldelikte) (decisione
24.3.2010, inc. GIAR __________).

 

 

c.      Con il presente tempestivo gravame RI 1
chiede di essere ammessa al beneficio del gratuito patrocinio, sostenendo in
sostanza che il calcolo eseguito dal giudice dell'istruzione e dell'arresto non
terrebbe in considerazione le sue spese di trasferta per recarsi al luogo di
lavoro, le spese che essa dovrebbe sopportare per i pasti fuori casa, le spese
per la mamma diurna per la piccola __________ e di un debito da lei contratto
nei confronti di __________ che rimborserebbe in ragione di CHF 200.-- / 300.--
al mese. Inoltre per quanto concerne l'aspetto della complessità dei
procedimenti qualificati quali Bagatelldelikte dal giudice dell'istruzione
e dell'arresto, RI 1 afferma di non essere in grado di difendersi da sola, in
particolar modo sugli aspetti di diritto. Per di più "(…) il magistrato
inquirente durante l'istruttoria ha esplicitamente richiesto la presenza del
difensore quando si è trattato di effettuare l'interrogatorio a confronto tra __________
e RI 1, alla presenza anche della funzionaria dell'USSI (…). Questo per una
questione di parità di armi. Non sarebbe quindi né equo né logico negare il
beneficio dell'AG/GP per atti ordinati dal PP ed ai quali la signora RI 1
(risp. il patrocinatore) non potevano sottrarsi (…)" (ricorso
9/12.4.2010, p. 4 s.).

 

 

d.     Delle osservazioni del procuratore pubblico
e del giudice dell'istruzione e dell'arresto si dirà, se necessario, in corso
di motivazione.

 

 

in diritto

 

                                   1.   Il
principio, l'estensione ed i limiti del diritto all'assistenza giudiziaria
gratuita sono determinati innanzitutto dalle norme di diritto procedurale
cantonale. Solo quando esso non contenga disposizioni in proposito, o non
assicuri all'accusato indigente una sufficiente difesa dei suoi diritti,
possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost. (secondo cui chi non dispone
dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della procedura se la sua causa
non sembra priva di probabilità di successo ed al patrocinio gratuito qualora
la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti; cfr. art.
4 vCost.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo cui ogni accusato ha il diritto di
difendersi da sé o avere l'assistenza di un difensore di propria scelta e, se
non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere assistito
gratuitamente da un avvocato d'ufficio quando lo esigano gli interessi della
giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una protezione più estesa
rispetto a quella costituzionale)], norme che garantiscono un minimo di
protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1P.765/2004 del 22.6.2005, 1P.500/2003
del 5.12.2003, 1P.542/2003 del 20.10.2003, 1P.128/2002 del 9.4.2002, pubblicata
in RDAT 65/II - 2002, e 12.2.2001 in re J., pubblicata in RDAT 56/II - 2001;
DTF 129 I 281 e 127 I 202).

 

 

                                   2.   Giusta
l'art. 26 della legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria
(Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale - che ha
effetto a partire dal momento della presentazione della domanda - è concesso
dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, esperite le necessarie indagini, a
chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese della difesa. 

 

                                         Questa
disposizione concretizza il disposto di cui all'art. 3 Lag: l'istituto dell'assistenza
giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non ha la possibilità
di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di
patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità
giudicanti del Cantone. L'art. 3 Lag "(…) riprende i principi espressi
dall'art. 52 cpv. 1 e cpv. 2 CPP (vCPP), con l'aggiunta del momento a
partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti (…)" (messaggio
n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 26). Al di là del tenore letterale
dell'art. 52 vCPP, l'assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei
casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2
e 3 vCPP), ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse
finanziare "(…) una difesa oggettivamente non necessaria" e che
"anche se l'indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua istanza di
gratuito patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della giustizia
non rendano necessario l'intervento di un difensore" (M. RUSCA / E.
SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano
1997, n. 3 ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP). Il medesimo principio
deve quindi valere anche per l'art. 26 Lag, come del resto emerge dai lavori
preparatori ("trattandosi di un diritto relativo, la concessione del
gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria è subordinata alla realizzazione
di alcune condizioni, segnatamente l'indigenza del richiedente, il cosiddetto
fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella causa, fatta eccezione
per i processi penali, e la necessità di una protezione giuridica che legittima
la designazione di un avvocato", rapporto n. 5123 del 17.4.2002 e
messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag). 

 

 

3.Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, chi non
dispone dei mezzi necessari ha diritto al gratuito patrocinio quando i suoi
interessi sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta
difficoltà di fatto e di diritto che superano le capacità dell'accusato e che
quindi rendono necessaria la presenza di un patrocinatore (decisione TF
1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 127 I 202). In ambito penale questo è
segnatamente il caso quando, indipendentemente dalle difficoltà di fatto e di
diritto, l'accusato si debba attendere l'irrogazione di una pena la cui durata
escluda la sospensione condizionale della stessa o l'assunzione di misure
privative della libertà personale; nei casi in cui la verosimile aspettativa di
pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali
della procedura, alle quali l'interessato non è in grado di far fronte (per es.
la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di
difendersi efficacemente nella procedura). Nel caso di evidenti reati minori
("Bagatelldelikte"), ove entri in considerazione solo una
multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale federale
nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr. art. 2 cpv.
1 Lag; decisione TF 1P.675/2005 del 14.2.2006; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I
49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss.
ad art. 49 vCPP; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht,
6. ed., Basilea 2005, § 40 n. 11 e 16; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse,
Zurigo 2000, n. 1259 ss.; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance
judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.).

 

4.     
Anche la parte lesa
può di principio invocare l’art. 29 cpv. 3 Cost. nell’ambito di un procedimento
penale (decisione TF 1P.678/2005 del 2.2.2006 e riferimenti; decisione TF
1P.427/2002 del 4.6.2003 e riferimenti). Occorre verificare in ogni singolo
caso se i presupposti previsti da questa disposizione sono adempiuti: secondo
la prassi costante l’assistenza giudiziaria per una parte lesa richiede l’adempimento
di tre presupposti cumulativi, segnatamente l’indigenza del richiedente, la sua
posizione di parte con probabile esito positivo (“Nichtaussichtslosigkeit
seines Parteistand-punktes”) rispettivamente che le sue pretese non siano
sprovviste di fondamento e, infine, la necessità di una protezione giuridica
che legittimi la designazione di un avvocato (decisione TF 1P.678/2005 del
2.2.2006 e riferimenti; decisione TF 1P.427/2002 del 4.6.2003 e riferimenti). 

 

La legge cantonale ticinese
prevede alla disposizione di cui all’art. 71 CPP che la parte civile può
avvalersi in ogni stadio della procedura dell’assistenza di un patrocinatore.
Inoltre, il beneficio dell’assistenza giudiziaria è concesso, a chi giustifica
di non essere in grado di sopperire alle spese del processo, dal giudice
dell’istruzione e dell’arresto; ha effetto a partire dal momento della
presentazione della domanda ed è commisurato alla situazione economica della
persona richiedente e può estendersi alla dispensa, totale o parziale, dal pagamento
della tassa di giustizia e delle spese; all’anticipazione, totale o parziale,
da parte dello Stato delle spese di prova cui è ammessa la persona richiedente
e all’ammissione, totale o parziale, al gratuito patrocinio (art. 31 Lag).
Questa disposizione corrisponde all’art. 73 cpv. 2 vCPP: la nuova disposizione
precisa soltanto che il beneficio del gratuito patrocinio esplica i suoi
effetti dalla presentazione della domanda (rapporto sul messaggio n. 5123 del
17.4.2002 sulla Lag, ad art. 31). Il concetto di “non essere in grado di
sopperire alle spese del processo” coincide con quello relativo all’accusato
(M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 1 ad art. 73 vCPP; cfr. anche
n. 9 ad art. 52 vCPP).

 

 

5.     
5.1.

Nel presente caso è
innanzitutto in discussione l'indigenza della ricorrente e, più in particolare,
i criteri di calcolo applicati dal giudice dell'istruzione e dell'arresto.

 

5.2.

                                         Giusta
l’art. 3 cpv. 2 Lag è ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità
di provvedere con mezzi propri (reddito e sostanza) agli oneri di procedura o
alle spese di patrocinio, ossia che non è in grado di affrontare i costi della
procedura senza intaccare il fabbisogno suo personale e quello della famiglia
(DTF 128 I 232; RtiD I-2004 n. 10). Ciò non si valuta solo in funzione del
minimo esistenziale del diritto esecutivo, ma tenendo conto di tutte le
circostanze del caso, cosicché uno stato di bisogno potrebbe essere rilevato
anche quando il reddito del richiedente ecceda l’importo assolutamente
necessario per vivere. Decisivo è l’interesse dell’accusato di poter seguire la
procedura senza dover limitare eccessivamente le sue esigenze di vita;
l’assistenza giudiziaria ha infatti anche lo scopo di impedire che l’istante si
indebiti ulteriormente o non adempia ad obblighi importanti per pagarsi una
difesa oggettivamente necessaria (RDAT II-2002 n. 65; decisione TF 1P.542/2003
del 20.10.2003; DTF 127 I 202 e 124 I 1; cfr. anche M. RUSCA / E. SALMINA / C.
VERDA, op. cit., n. 9 ad art. 52 vCPP; B. COCCHI / F. TREZZINI, Codice di procedura
civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 18 e 19 ad art. 155
vCPC e n. 570).

 

                                         I
presupposti per l’ottenimento dell’assistenza giudiziaria vanno valutati sulla
scorta della situazione in cui versa il richiedente al momento in cui presenta
la domanda (decisione TF 1B_67/2007 del 27.4.2007; DTF 120 Ia 179; RDAT 36/II –
1998). Spetta a quest’ultimo dimostrare compiutamente le proprie difficoltà economiche
(decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 125 IV 164, 120 Ia 179). La condizione
di indigenza deve essere determinata non solo secondo le risorse finanziarie
del richiedente, ma anche delle persone che hanno obblighi di mantenimento nei
suoi confronti, per esempio del coniuge o dei genitori (decisione TF 1P.542/2003
del 20.10.2003; DTF 115 Ia 193). Tale principio emerge anche dai lavori
preparatori dell’art. 3 Lag: “(…) l’indicazione dei mezzi "propri"
va precisata nel senso che per determinare se il richiedente è indigente si può
considerare, se del caso, anche il reddito delle persone che hanno obblighi di
mantenimento nei suoi confronti, in particolare i genitori (DTF 119 Ia 12),
senza tuttavia considerare il reddito dei parenti che potrebbero essere tenuti
all’assistenza giusta gli art. 328 e 329 CC (DTF 115 Ia 195 cons. 3)”
(messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 3; cfr. anche B. CORBOZ,
op. cit., p. 67 ss.). 

 

                                         5.3.

Il giudice dell'istruzione e
dell'arresto, nella decisione qui impugnata, ha ritenuto che RI 1 sarebbe in
grado di sopperire alle spese di patrocinio in base alla documentazione
prodotta unitamente alla sua istanza 21/26.8.2009. Ha anzitutto accertato che
il reddito di RI 1 ammonta a CHF 4'318.90. Da questo importo ha dedotto la
somma di CHF 1'600.-- quale minimo vitale in base alla LEF per madre e figlia,
CHF 1'550.-- per spese di locazione e CHF 391.65 per cassa malati. Il restante
importo di CHF 777.25 sarebbe dunque sufficiente, a mente del giudice
dell'istruzione e dell'arresto, per far fronte alle altre spese, tra cui quelle
di patrocinio.

 

5.4.

La ricorrente, dal canto suo,
contesta le conclusioni alle quali è giunto il giudice dell'istruzione e
dell'arresto. A suo dire quest'ultimo non avrebbe tenuto conto di ulteriori
posizioni che porterebbero ad un risultato finale differente. In particolare
non si sarebbe tenuto conto delle spese necessarie per il conseguimento del suo
reddito: "(…) in effetti [essa] compie giornalmente (andata e ritorno)
il tratto dalla propria abitazione di __________ al Centro Commerciale di __________
essendo ella impiegata presso il negozio __________. Tale percorso è di 13 km a tratta (…) che notoriamente viene compiuto per 22 giorni lavorativi al mese per un costo di
CHF/km 0.70, importo che viene regolarmente riconosciuto in diversi ambiti del
diritto, sia quello di famiglia per il computo dei fabbisogni sia dalle
Autorità fiscali. Ciò comporta un onere mensile di CHF 400.00. Inoltre non
essendo ragionevole il rientro al proprio domicilio sul mezzogiorno (disponendo
ella di una sola ora di pausa) alla signora RI 1 va pure riconosciuta (…) una
spesa per pasto fuori casa di CHF 12.00 che sull'arco di 22 giorni porta ad un
onere di CHF 264.00. Già a questo punto ben si vede che l'eccedenza disponibile
è di CHF 113.25 ciò che da un profilo economico giustifica l'accoglimento dell'istanza
(…)" (ricorso 9/12.4.2010, p. 3 s.). A ciò si aggiunga anche la necessità
di far capo ad una mamma diurna che si occupi della piccola __________, sia al
di fuori degli orari scolastici sia durante le vacanze estive: "(…)
l'onere complessivo sull'arco di tutto il 2009 è di CHF 2'582.00 (ossia CHF
215.00 mensili), mentre che per il mese di febbraio 2010 l'onere è stato di CHF 436.90 (…)" (ricorso 9/12.4.2010, p. 4). Essa avrebbe inoltre un
debito contratto nei confronti di __________ che rimborserebbe in ragione di
CHF 200.--/300.-- mensili.

 

5.5.

Dalla documentazione prodotta
dalla stessa ricorrente risulta che essa percepisce uno stipendio di CHF
3'618.90 netti mensili (cfr. certificato di salario 2008, AI 2, inc. GIAR
2008.50804) e CHF 700.-- per la figlia tramite l'Ufficio anticipo alimenti, per
un totale di CHF 4'318.90. Da questo montante va anzitutto dedotta la somma di
CHF 1'600.-- quale importo minimo di esistenza ai sensi della LEF [cfr. tabella
per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art.
93 LEF)]. Quest'importo di base include le spese di sostentamento, abbigliamento
e biancheria, igiene e salute, manutenzione delle apparecchiature e
dell'arredamento domestico, cultura, così come le spese di elettricità e/o gas.
Inoltre vanno dedotti CHF 424.90 per le casse malati (cfr. attestati di
assicurazione 2009, inc. GIAR __________, AI 2) e CHF 1'550.-- per spese di
locazione. Per quanto concerne le spese
indispensabili connesse con l'esercizio della professione vanno riconosciute
quelle inerenti i pasti fuori casa di CHF 11.-- per ogni pasto principale [cfr.
tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto
esecutivo (art. 93 LEF)] per un totale di CHF 201.70 mensili (la durata media annua del lavoro può essere
quantificata su 220 giornate giusta la prassi delle autorità fiscali: essa
costituisce una ragionevole media, che evita di verificare di volta in volta le
giornate di lavoro effettivamente svolte dal contribuente, dedotti non soltanto
le vacanze e i giorni festivi, ma anche ogni altra assenza per qualsivoglia
motivo) e quelle inerenti le spese di trasferta per raggiungere il posto di
lavoro (__________): vengono tuttavia riconosciute unicamente le spese
effettive per l'uso dei mezzi pubblici di trasporto riconosciute in CHF 8.-- /
giorno (cfr. www.sbb.ch) per un totale di CHF
146.70 mensili (sempre con una media di 220 giornate lavorative annuali). Devono inoltre essere dedotte le spese inerenti
i soggiorni di __________ presso delle mamme diurne per un importo complessivo
medio di circa CHF 240.--/mensili. 

 

Da quanto sopraindicato
emerge dunque, contrariamente a quanto stabilito dal giudice dell'istruzione e
dell'arresto, che RI 1 non avrebbe a disposizione un'eccedenza mensile (pari a
circa CHF 155.--) tale da permetterle di far fronte oltre al pagamento delle
altre spese strettamente necessarie (il pagamento rateale di eventuali debiti,
altre assicurazioni) anche alle sue spese di patrocinio. 

 

 

6.     
6.1.

Il giudice dell'istruzione e
dell'arresto ha inoltre affermato che nel caso in esame ci si troverebbe
confrontati con dei "Bagatelldelikte" (cfr. sentenza
24.3.2010, p. 1 s.). 

 

6.2.

La ricorrente ha dal canto
suo dichiarato che "(…) per quanto concerne il procedimento di cui
all'art. 217 CPS (…) il Magistrato inquirente durante l'istruttoria ha
esplicitamente richiesto la presenza del difensore quando si è trattato di
effettuare l'interrogatorio a confronto tra __________ ed RI 1, alla presenza
anche della funzionaria dell'USSI (…). Non sarebbe quindi né equo né logico
negare il beneficio dell'AG/GP per atti ordinati dal PP ed ai quali la signora RI
1 (risp. il patrocinatore) non potevano sottrarsi. Per quanto attiene invece al
procedimento sfociato nel DA __________ del 18.01.2010 con il quale il
Magistrato ha proposto una pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere sospese
per titolo di ripetute lesioni semplici è vero che il tutto non ha comportato
spese particolari per la signora RI 1 nella misura in cui si sono svolti gli
interrogatori di Polizia e nessun interrogatorio o confronto dinanzi al
Magistrato inquirente. Tuttavia tale decreto è stato oggetto di opposizione da
parte di __________ ed alla luce di quanto figura nel dossier (…) non si può
che concludere che la presenza della signora RI 1 e del patrocinatore al
dibattimento sarà imprescindibile non potendo la signora RI 1 difendersi da sola
sugli aspetti di diritto che non sono garantiti da nessun altro soprattutto
alla luce del fatto che in simili dibattimenti dinanzi alla Pretura Penale il
PP non interviene mai e viene lasciata alla parte civile l'incombenza di
sostenere l'accusa. Operazione che di tutta evidenza la signora RI 1 da sola
non è in grado di effettuare non essendo ella giurista di formazione bensì
impiegata di commercio. Infine ed a maggior ragione si giustifica l'ammissione
all'assistenza giudiziaria ed al gratuito patrocinio anche per l'incarto
riguardante la denuncia sporta da __________ nei confronti di RI 1 per tutta una
serie di reati finanziari, sfociati in un NLP puntualmente oggetto di impugnazione
dinnanzi a codesta Camera da parte del __________ medesimo. Le accuse (…) non
sono certo delle bagattelle visto che si parla di falsità in documenti, di
truffa e di appropriazione indebita. Anche ciò ha reso necessario un confronto
dinanzi al Magistrato inquirente al quale obbligatoriamente ha dovuto
presenziare il difensore ed è pure necessaria l'assistenza del difensore in
questa fase di istanza di promozione dell'accusa (…)" (ricorso
9/12.4.2010, p. 4 ss.). 

 

6.3.

Ora, per quanto concerne i
procedimenti penali a carico di __________ aperti in seguito alle denunce della
qui ricorrente per i reati di trascuranza degli obblighi di mantenimento e per
titolo di ripetute lesioni semplici (procedimento questo sfociato nel decreto
d'accusa DA __________ del 18.1.2010), dalla lettura degli atti non appare che
gli interessi di RI 1 siano stati colpiti in misura importante e non sembra
nemmeno che le fattispecie alla base dei procedimenti penali presentavano
particolari problemi di fatto, che imponevano approfondimenti specifici dal
profilo giuridico. Si è infatti in presenza di casi bagattella, nell'ambito dei
quali, secondo la costante prassi, la presenza di un legale non è necessaria,
ritenuto che di massima il leso può far valere le sue pretese senza l'ausilio
di un avvocato (decisione TF 1B_153/2007 del 25.9.2007, consid. 3.3.; decisione
TF 1B_52/2010 del 4.3.2010, consid. 2.4.).

 

Per questi motivi, come
rettamente rilevato dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, non è/era
dunque necessaria l'assistenza di un legale e quindi neppure la concessione del
gratuito patrocinio per i procedimenti sopraindicati.

 

Per contro, il procedimento
penale che vede RI 1 accusata di appropriazione semplice, appropriazione
indebita, truffa e falsità in documenti [procedimento sfociato nel decreto di
non luogo a procedere 18.1.2010 (NLP __________) impugnato da __________ con
istanza di promozione dell'accusa di data 29.1./1.2.2010 e tuttora pendente
presso questa Camera] non può essere considerato quale Bagatellfall: i
reati in oggetto, oltre a richiedere specifiche conoscenze giuridiche, sono
punibili con pene detentive fino a cinque anni o con pene pecuniarie e possono
dunque avere pesanti ripercussioni sulla vita della ricorrente. Per tale motivo
è dunque necessaria l'assistenza di un legale e la concessione del gratuito
patrocinio (unicamente) per il procedimento sopraindicato.

 

 

7.     
Il ricorso è
parzialmente accolto. Non si assegnano tassa di giustizia e spese.

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli artt. 1 ss. Lag, 56bis CPP,
1 ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra norma applicabile,

 

 

pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è parzialmente accolto.

 

§.   RI 1
è ammessa al beneficio dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio da
parte dell'avv. PR 1, __________, per quanto concerne il procedimento di cui
all'inc. MP __________ (NLP __________).

 

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98
LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81
LTF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

	
   

  	
  -        

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

Per la Camera dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                           La
segretaria