# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 616fe291-efc4-5214-b80b-642ac06aa3f3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-04-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 22.04.2024 60.2023.173
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2023-173_2024-04-22.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2023.173

   

  	
  Lugano

  22 aprile 2024/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Nicola Respini, presidente,

  Ivano Ranzanici, Giovan Maria Tattarletti

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Daniela Fossati

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 30.06./04.07.2023
presentato da

 

 

	
   

  	
   RE
  1  

  patr.
  da:   PR 1  

   

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  il decreto 15.06.2023 del presidente della Pretura
  penale Elettra Orsetta Bernasconi Matti (inc. __________) che ha dichiarato
  irricevibile la sua opposizione del 27.04./02.05.2023 al decreto di accusa
  29.03.2023 (DA __________) del procuratore pubblico Roberto Ruggeri;

  

 

 

richiamati gli scritti 06/07.07.2023 e
28/31.07.2023 del presidente della Pretura penale che – senza presentare
osservazioni – si rimette al giudizio di questa Corte così come gli scritti
10/11.07.2023 e 27/28.07.2023 (duplica) del procuratore pubblico, concludenti entrambi
per la reiezione del gravame e la conferma della decisione impugnata;

 

richiamata inoltre la replica
25/26.07.2023 di RE 1 con cui contesta le argomentazioni del procuratore
pubblico e conclude chiedendo di accogliere il suo reclamo;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

in fatto

 

 

                                 a.   Il
21.10.2022, alle ore 01:49, in territorio di __________, quartiere di __________,
si è verificato un incidente della circolazione stradale avente quale unico
protagonista RE 1, cittadino __________, conducente dell’autovettura targata __________
(__________), e meglio come descritto nel rapporto di costatazione 19.11.2022
della Polizia cantonale.

 

Il 21.10.2022 RE 1 è stato interrogato
dalla polizia come imputato per titolo di infrazione alle norme della
circolazione, guida in stato di inattitudine e violazione del divieto di
guidare sotto l’effetto dell’alcol e guida senza autorizzazione. 

 

Il 12.12.2022 è stato aperto l’incarto __________
ed è stato acquisito agli atti il surriferito rapporto di polizia.

 

 

                                 b.   Con
decreto 29.03.2023 il procuratore
pubblico ha posto RE 1 in stato di accusa
dinanzi alla Pretura penale siccome ritenuto colpevole di guida in stato di
inattitudine [“per aver condotto l’autovettura Volvo targata (__________) __________
essendo in stato di ubriachezza così come risulta dall’esame dell’alito tramite
etilometro probatorio (risultato: 0.88 mg/l)”] e infrazione alle norme
della circolazione [“per avere, circolando nello stato psico-fisico
surriferito, negligentemente perso la padronanza di guida cozzando
conseguentemente contro un muro sito sulla sua destra”], fatti avvenuti a __________
il 21.10.2022. Ha proposto la sua condanna alla pena pecuniaria di complessivi
CHF 13’800.-- (sessanta aliquote a CHF 230.-- /aliquota), pena sospesa
condizionalmente per un periodo di prova di due anni, alla multa di CHF 1’800.--
e al pagamento della tassa di giustizia e delle spese (DA __________).

 

                                         Il
summenzionato decreto di accusa, intimato per lettera raccomandata il medesimo
giorno, non è stato però ritirato dall’imputato. 

 

                                         L’Ufficio
postale ha rinviato la raccomandata contenente il DA __________ al Ministero
pubblico, che il 13.04.2023 ha trasmesso, per conoscenza, una copia del decreto
a RE 1.

 

 

                                 c.   Con
scritto 27.04./02.05.2023 RE 1, per il tramite del suo patrocinatore avv. PR 1,
si è opposto al decreto.

 

                                         Ha
anzitutto sostenuto di aver preso conoscenza del decreto di accusa soltanto il
18.04.2023, poiché – nonostante fosse soggiornante a __________ – in quel
periodo, per motivi professionali, si trovava negli Stati Uniti. Avrebbe dovuto
rientrare prima, ma in considerazione di improrogabili incombenze lavorative
avrebbe dovuto posticipare, in più occasioni, il volo di rientro. Il 07.04.2023
sarebbe dapprima giunto in Polonia e solo recentemente avrebbe fatto rientro in
Svizzera. A comprova ha allegato copia di biglietti aerei e di estratti di
prenotazione del volo di ritorno. Ha contestato che nel caso in disamina i
presupposti di cui all’art. 85 cpv. 1 lit. a CPP fossero dati. Non sarebbe nemmeno
stato informato dell’apertura di un procedimento penale a suo carico in aggiunta
a quello amministrativo. Di conseguenza non sarebbe stato “…
possibile pretendere dall’interessato di predisporsi al fine di ricevere gli
invii dalle autorità mentre si trovava all’estero per un breve periodo perché
non si poteva ritenere che, alla luce del principio della buona fede, si
aspettasse la notificazione di ulteriori atti …” (scritto
27.04./02.05.2023, p. 2). Ha chiesto – a titolo prudenziale – la restituzione
del termine di dieci giorni previsto dall’art. 354 CPP. 

 

 

                                  d.   Il
03.05.2023 il procuratore pubblico ha confermato il decreto di accusa e ha
trasmesso gli atti alla Pretura penale per il dibattimento, comunicando di
rinunciare ad intervenire al pubblico dibattimento.

 

 

                                   e.   Il
15.06.2023 il presidente della Pretura penale ha dichiarato irricevibile
l’opposizione interposta il 27.04.2023 poiché tardiva (inc. __________). Ha
dapprima stabilito che il decreto di accusa era stato intimato per raccomandata
all’imputato il 29.03.2023, che l’Ufficio postale di destinazione l’aveva ritornata
al mittente il 07.04.2023, considerato come, nonostante l’avviso di ritiro del
30.03.2023, la raccomandata non era stata ritirata. Il 13.04.2023 il Ministero
pubblico ha inviato, per conoscenza, all’imputato copia del citato decreto. Il
termine di dieci giorni per inoltrare opposizione era scaduto lunedì 17.04.2023
e pertanto l’opposizione del 27.04.2023 era tardiva. Ha poi reputato che nel
caso in disamina fosse applicabile la finzione di notificazione ai sensi
dell’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP al decreto di accusa: l’imputato avrebbe dovuto
attendersi nuovi atti procedurali, essendo stato interrogato il 21.10.2022 come
imputato e preliminarmente reso attento del fatto che nei suoi confronti era
stato avviato un procedimento penale per titolo di infrazione alle norme della
circolazione, guida in stato di inattitudine e violazione del divieto di
guidare sotto l’effetto dell’alcol e guida senza autorizzazione. L’imputato
avrebbe assunto un atteggiamento perlomeno negligente, non avendo vegliato
affinché la sua posta venisse controllata da persona di fiducia e non essendosi
premunito in altro modo.

                                         Per
quanto attiene all’istanza di restituzione del termine il presidente ha indicato
(richiamando la decisione di questa Corte del 22.10.2018 inc. CRP __________)
che, alla crescita in giudicato della decisione, gli atti sarebbero stati
trasmessi con decreto separato al procuratore pubblico per statuire in merito.

 

 

                                  f.   Con
gravame 30.06./04.07.2023 RE 1 chiede di
annullare il decreto 15.06.2023, in via subordinata di rinviare l’incarto alla
giurisdizione inferiore affinché, dopo aver espletato i necessari atti
istruttori, statuisca nuovamente.

 

Il reclamante rimprovera alla Pretura penale
di non aver analizzato e tantomeno approfondito alcuni aspetti fattuali in
violazione dell’art. 85 cpv. 4 CPP. 

 

Per il fatto che egli sia stato sentito
dalla polizia nel mese di ottobre 2022 e che il decreto di accusa gli sia stato
notificato soltanto nel mese di aprile 2023 (sei mesi dopo l’unico atto
procedurale svolto) egli ragionevolmente non avrebbe dovuto più aspettarsi di
ricevere nulla o perlomeno non sarebbe stato da lui esigibile di predisporre i
rimedi del caso per consentire la notifica di atti. Rileva, tra l’altro, che a
seguito del suo interrogatorio non vi sarebbero stati ulteriori contatti con le
autorità penali. Inoltre egli non avrebbe preventivato di trattenersi
all’estero così a lungo. Il suo soggiorno si sarebbe protratto “di volta in
volta per poco tempo” (come risulterebbe dalle continue modifiche delle
prenotazioni dei biglietti aerei) ed egli avrebbe contato sul fatto che non
sarebbe stato necessario predisporre alcun rimedio per la sua assenza in
relazione al procedimento. Non avrebbe amici stretti o parenti in Svizzera ai
quali avrebbe potuto eventualmente affidare la ricezione della sua posta. Non
sarebbe neppure stato da lui esigibile l’accortezza di designare subito un
legale per il procedimento penale a suo carico, non trattandosi di un caso di
difesa obbligatoria e non sarebbe nemmeno stato prevedibile il celere esito
della procedura con l’emanazione di un decreto di accusa. 

Non sarebbe peraltro chiaro in che altro
modo avrebbe dovuto premunirsi al fine di garantire la ricezione delle
comunicazioni delle autorità. In base alla giurisprudenza del Tribunale
federale e al fatto che il suo soggiorno all’estero si sarebbe protratto in
modo imprevisto, non si poteva aspettare da lui “… di adoperarsi per
assicurare la sua reperibilità in ogni momento per quei mesi e di segnalare la
sua assenza” (cfr. doc. CRP 1, p. 6). Tra l’ultimo atto procedurale e
l’emanazione del decreto di accusa sarebbero trascorsi circa sei mesi: di
conseguenza la presunzione di notifica ai sensi dell’art. 85 cpv. 4 CPP non
sarebbe applicabile nel procedimento penale a suo carico. 

 

 

                                  g.   Delle
ulteriori argomentazioni e della replica, così come delle osservazioni del
procuratore pubblico, si dirà – se necessario per il giudizio – in seguito.

 

 

in diritto

 

 

                                 1.   1.1.

                                         Giusta
l’art. 393 cpv. 1 lit. b CPP il reclamo può essere interposto – entro il
termine di dieci giorni – contro i decreti e le ordinanze, nonché gli atti
procedurali dei tribunali di primo grado; sono eccettuati le decisioni
ordinatorie e i casi in cui è espressamente escluso dal CPP o quando è prevista
un’altra impugnativa.

 

                                         Con
il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1
lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2
LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e
l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto oppure incompleto dei fatti
(art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e, ancora, l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c
CPP).

 

                                         Il
reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (secondo l’art. 396 cpv.
1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed
all’art. 385 CPP per la motivazione.

 

                                         Esso
deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,
i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati
(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

 

                                         1.2.

                                         Il gravame, inoltrato il 30.06./04.07.2023 alla Corte
dei reclami penali contro il decreto 15.06.2023 del presidente della Pretura
penale, è tempestivo ed è anche proponibile: la decisione del tribunale di
primo grado, competente a pronunciarsi
sulla tardività dell’opposizione, è impugnabile alla giurisdizione di reclamo
in applicazione degli art. 393 ss. CPP (BSK StPO – M. DAPHINOFF, 3. ed., art.
356 CPP n. 17; PK StPO – D. JOSITSCH / N. SCHMID, 4. ed., art. 356 CPP n. 3).

 

                                         Le esigenze di forma e di motivazione sono rispettate.

 

                                         RE
1, imputato e destinatario del giudizio impugnato, è pacificamente legittimato
a reclamare giusta l’art. 382 cpv. 1 CPP avendo un interesse giuridicamente
protetto all’annullamento o alla modifica del decreto 15.06.2023 con cui il
presidente della Pretura penale ha ritenuto la sua opposizione irricevibile (in
quanto tardiva).

 

                                         Il
reclamo è, di conseguenza, ricevibile in ordine.

 

 

                                 2.   2.1.

                                         Giusta
l’art. 354 cpv. 1 lit. a CPP l’imputato può impugnare il decreto d’accusa entro
dieci giorni al pubblico ministero con opposizione scritta. Ad eccezione di
quella dell’imputato, l’opposizione deve essere motivata; in assenza di valida
opposizione, il decreto d’accusa diviene sentenza passata in giudicato (art.
354 cpv. 2/3 CPP).

 

Se la validità dell’opposizione al
decreto di accusa è contestata, non è il pubblico ministero bensì il tribunale
di primo grado a decidere in merito (art. 356 cpv. 2 CPP; decisione TF
6B_1329/2020 del 20.05.2021 consid. 1.3.2.; DTF 142 IV 201 consid. 2.2.; 140 IV
192 consid. 1.3.). Il tribunale di primo grado è tenuto a verificare d’ufficio
la validità dell’opposizione (decisione TF 6B_613/2021 del 03.03.2022 consid.
2.2.; BSK StPO – M. DAPHINOFF, op. cit., art. 354 CPP n. 41). La stessa non è in particolare valida, se viene introdotta tardivamente,
ovverossia oltre il termine di dieci giorni (decisione TF 6B_1329/2020 del 20.05.2021 consid. 1.3.2.; DTF 142 IV 201
consid. 2.2.). In tal caso il tribunale
di primo grado non entra nel merito dell’opposizione (decisione TF 6B_883/2020 del 15.04.2021 consid.
2.1.2.; BSK StPO – M. DAPHINOFF, op. cit., art. 354 CPP n. 42).

 

                                       2.2.

                                         Salvo
disposizione contraria, le comunicazioni delle autorità penali – tra cui il
decreto di accusa (art. 353 cpv. 3 CPP) – rivestono la forma scritta (art. 85
cpv. 1 CPP; decisione TF 6B_474/2021 del 18.08.2022 consid. 2.2.).

 

                                         La
notificazione è fatta mediante invio postale raccomandato oppure in altro modo
contro ricevuta, segnatamente per il tramite della polizia (art. 85 cpv. 2
CPP). La notificazione è considerata avvenuta quando l’invio è preso in
consegna dal destinatario oppure da un suo impiegato o da una persona che vive
nella stessa economia domestica aventi almeno sedici anni; sono fatti salvi i
casi in cui le autorità penali dispongono che una comunicazione sia notificata
personalmente al destinatario (art. 85 cpv. 3 CPP).

 

L’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP, che
ha codificato la giurisprudenza vigente (decisioni TF 6B_233/2017 del
12.12.2017 consid. 2.1.; 6B_446/2016 del 27.06.2016 consid. 2.3.), stabilisce
che la notificazione è pure considerata avvenuta, in caso di invio postale
raccomandato non ritirato, il settimo giorno dal tentativo di consegna
infruttuoso, sempre che il destinatario dovesse aspettarsi una notificazione. La finzione della notificazione prevista da questa
norma costituisce una delle numerose regolamentazioni del termine necessario al
regolare svolgimento del procedimento (decisioni TF 6B_474/2021 del 18.08.2022
consid. 2.2.; 6B_554/2020 del 23.09.2020 consid. 1.3.5). 

 

                                         Una
persona deve attendersi una notificazione quando c’è una procedura in corso che
la concerne, circostanza che le impone di comportarsi conformemente alle regole
della buona fede, che prescrivono, segnatamente, di fare in modo che gli atti
inerenti alla procedura possano esserle notificati (decisioni TF 6B_880/2022
del 30.01.2023 consid. 1.1.; 6B_1455/2021 dell’11.01.2023 consid. 1.1.; BSK
StPO – S. ARQUINT, op. cit., art. 85 CPP n. 9; PK StPO – N. SCHMID / D.
JOSITSCH, op. cit., art. 85 CPP n. 9). Il dovere procedurale di doversi
attendere con una certa probabilità la ricezione di una notificazione di un
atto ufficiale nasce con l’apertura del procedimento e perdura per tutto il
corso dello stesso (decisioni TF 6B_880/2022 del 30.01.2023 consid. 2.1.; 6B_474/2021 del 18.08.2022
consid. 2.3.). Se l’autorità rimane a
lungo inattiva, detto obbligo non può essere preteso oltre (BSK StPO – S. ARQUINT,
op. cit., art. 85 CPP n. 9; PK StPO – N. SCHMID / D. JOSITSCH, op. cit., art.
85 CPP n. 9). In ogni caso occorre procedere ad una ponderazione degli
interessi (BSK StPO – S. ARQUINT, op. cit., art. 85 CPP n. 9). Non essendo un
obbligo illimitato nel tempo, non è infatti possibile pretendere dalle parti al
procedimento che siano per anni costantemente raggiungibili e che segnalino alle
autorità anche le assenze più brevi per non subire pregiudizi giuridici.
L’applicazione della notificazione impone dunque di prendere in considerazione
anche la durata del procedimento e le circostanze del caso (decisione TF 6B_474/2021 del
18.08.2022 consid. 2.3. con rinvii). Per
quanto riguarda la durata di attenzione necessaria, il Tribunale federale ha
più volte ritenuto sostenibile un periodo fino a un anno dall’ultimo atto
procedurale dell’autorità (decisioni TF 6B_1085/2022 del 20.12.2023 consid. 3.;
6B_674/2019 del 19.09.2019 consid. 1.4.3.; 6B_826/2023 del 26.10.2023 consid.
2.2.).

                                         Un
imputato informato dalla polizia di una procedura preliminare che lo interessa,
della sua qualità di imputato e dei reati contestatigli deve rendersi conto di
essere parte di una procedura penale e dunque deve attendersi di ricevere
comunicazioni – tra cui decisioni – dalle autorità (decisione TF 6B_880/2022
del 30.01.2023 consid. 2.1.). Chi sa di essere parte ad un procedimento, e deve quindi aspettarsi la notificazione
di atti ufficiali, è tenuto a ritirare la sua corrispondenza o, se si assenta
dal proprio domicilio, ad adottare le misure adeguate affinché gli possa comunque
pervenire. In caso contrario egli è reputato aver preso conoscenza, alla
scadenza del termine di giacenza, del contenuto degli invii raccomandati
trasmessigli dall’autorità. Il destinatario deve, se del caso, designare un rappresentante,
fare inoltrare la sua corrispondenza, comunicare alle autorità la sua assenza
prolungata o indicare loro il nuovo indirizzo di notificazione (decisioni TF 6B_1057/2022
del 03.03.2023 consid. 1.1.; 6B_880/2022
del 30.01.2023 consid. 2.1.; DTF 146
IV 30 consid. 1.1.2.; 139 IV 228 consid. 1.1.). Una richiesta di
trattenere la corrispondenza non costituisce una misura sufficiente e
appropriata (decisione TF 6B_474/2021 del 18.08.2022 consid. 2.3. con
riferimenti).

 

                                         2.3.

                                         Giusta l’art. 384 lit. b CPP il termine di
ricorso decorre dalla notificazione della decisione per le decisioni che non
sono sentenze.

 

                                         Ai
sensi dell’art. 90 cpv. 1 CPP i termini la cui decorrenza dipende da una
notificazione oppure dal verificarsi di un evento decorrono dal giorno
successivo. Se l’ultimo giorno del termine è un sabato, una domenica o un
giorno riconosciuto festivo dal diritto federale o cantonale, il termine scade,
secondo l’art. 90 cpv. 2 CPP, il primo giorno feriale seguente; è determinante
il diritto del Cantone in cui ha domicilio o sede la parte oppure il suo
patrocinatore.

 

                                         Il
termine è osservato se l’atto procedurale è compiuto presso l’autorità
competente al più tardi l’ultimo giorno (art. 91 cpv. 1 CPP). In applicazione
dell’art. 91 cpv. 2 CPP le istanze oppure le memorie devono essere consegnate
al più tardi l’ultimo giorno del termine presso l’autorità penale oppure,
all’indirizzo di questa, presso la posta svizzera, una rappresentanza
diplomatica o consolare svizzera oppure, per finire, qualora provengano da
persone in stato di carcerazione, alla direzione dello stabilimento.

 

                                         Secondo
l’art. 93 CPP vi è inosservanza di un termine quando una parte non compie
tempestivamente un atto procedurale oppure non compare a un’udienza. Il motivo
dell’inosservanza del termine o della non comparsa è irrilevante (BSK StPO – C.
RIEDO, op. cit., art. 93 CPP n. 5; PK StPO – N. SCHMID / D. JOSITSCH, op. cit.,
art. 93 CPP n. 2).

 

 

                                 3.   3.1.

                                       Si
è detto che l’opposizione deve essere presentata entro dieci giorni
dall’intimazione del decreto d’accusa in applicazione dell’art. 354 cpv. 1 CPP.

 

                                       Dagli
atti risulta che il decreto di accusa 29.03.2023 è stato intimato all’imputato,
tramite invio raccomandato, lo stesso giorno. Il 30.03.2023 l’imputato è stato
avvisato per il ritiro. Il giorno successivo la busta è giunta al punto di
ritiro/ufficio di recapito. Il termine di
giacenza di sette giorni ha iniziato a decorrere il 31.03.2023 ed è dunque venuto
a scadere il 06.04.2023. Il
07.04.2023, l’ufficio postale ha rinviato la busta al mittente, ossia al
Ministero pubblico, siccome non ritirata. In data 13.04.2023 copia per conoscenza
del decreto di accusa è stata trasmessa a RE 1 per posta semplice.

 

                                       Si
ha dunque che, in applicazione dell’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP, il termine di
sette giorni ha cominciato a decorrere il 31.03.2023 ed è venuto a scadere il 06.04.2023,
per cui il termine di dieci giorni secondo l’art. 354 cpv. 1 CPP per interporre
opposizione, che ha iniziato a decorrere il 07.04.2023, è giunto a scadenza lunedì
17.04.2023 (essendo il 16.04.2023 una domenica), termine ultimo entro cui
l’opposizione dell’imputato avrebbe dovuto essere presentata (art. 91 cpv. 1
CPP). 

 

                                       In
queste circostanze l’opposizione inoltrata con scritto 27.04./02.05.2023 dev’essere considerata tardiva. 

 

                                         A
titolo abbondanziale va ricordato che secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, l’ulteriore invio all’imputato del decreto di accusa
il 07.04.2023, per conoscenza e posta semplice, è irrilevante per la decorrenza
del termine secondo l’art. 354 cpv. 1 CPP per inoltrare opposizione (decisione
TF 6B_758/2022 del 9.11.2022 consid. 2.3.).

                                         3.2.

                                         3.2.1.

RE 1 contesta che la finzione della
notificazione ai sensi dell’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP sia applicabile al caso
concreto. 

 

Egli sostiene che dal suo interrogatorio
(21.10.2022) all’emanazione del decreto di accusa sarebbero trascorsi
praticamente sei mesi (senza che sia stato esperito alcun atto istruttorio e
senza alcun scambio di comunicazioni), di modo che avrebbe sì potuto attendersi
comunicazioni in merito, ma a suo dire entro un termine congruo e ragionevole.

 

La Pretura penale non avrebbe
considerato la recente giurisprudenza del Tribunale federale secondo la quale
l’obbligo di garantire che la corrispondenza vada a buon fine (segnalando la
modifica dell’indirizzo, comunicando assenza prolungate o nominando un
rappresentante) non perdura, in maniera indefinita, nel tempo. Al riguardo
richiama la decisione TF 6B_674/2019 del 19.09.2019 (consid. 1.4.2.-1.4.3. con
riferimenti).

 

Egli non avrebbe poi preventivato di
trattenersi all’estero per così tanto tempo: reputa che non gli si può
rimproverare alcuna negligenza in merito, avendo contato sul fatto che sarebbe
tornato a breve e non sarebbe stato necessario predisporre un rimedio alla sua
assenza con riferimento al procedimento penale a suo carico. Non avrebbe né
parenti né amici stretti in Svizzera ai quali avrebbe potuto affidare la
ricezione della posta e non si sarebbe potuto pretendere da lui che designasse
subito un legale, non trattandosi di un caso di difesa obbligatoria ed essendo
stato prevedibile il celere esito della procedura preliminare nell’emissione di
un decreto di accusa. Non ci si poteva nemmeno aspettare che si adoperasse per
assicurare la sua reperibilità in ogni momento e per segnalare la sua assenza.

 

                                         3.2.2.

                                         Occorre
anzitutto rilevare che il reclamante ben sapeva che a suo carico era pendente
un procedimento penale, essendo stato interrogato dalla polizia il 21.10.2022
come imputato per titolo di infrazione alle norme della circolazione, guida in
stato di inattitudine e violazione del divieto di guidare sotto l’effetto
dell’alcol e guida senza autorizzazione in relazione all’incidente della
circolazione stradale accaduto quella notte (cfr. AI 1 – inc. __________). In quell’occasione
ha dichiarato di non necessitare di un traduttore o di un interprete, capendo
l’italiano ed essendo anche in grado di leggere e di scrivere in lingua
italiana. Ciò è comprovato dal fatto che egli sia riuscito a rispondere, senza
alcun problema, a tutte le domande dell’agente interrogante, circostanza che smentisce
invero che non parlerebbe “nemmeno bene l’italiano” (cfr. doc. CRP 1, p.
5). Al termine del suo interrogatorio è stato comunque informato di essere
denunciato, di non essere più autorizzato a condurre veicoli a motore su tutto
il territorio elvetico e del Principato del Liechtenstein e pure di essere
segnalato, per eventuali provvedimenti, all’Ufficio giuridico della Sezione
della circolazione. Nulla muta il fatto che RE 1 sia stato interrogato soltanto
dalla polizia, e non dal procuratore pubblico (come peraltro da costante prassi
nell’ambito della LCStr), essendo stato debitamente informato dall’agente
interrogante dell’apertura di un procedimento penale a suo carico per i predetti
reati. Si trattava dunque di indicazioni molto chiare e comprensibili, anche
per una persona non cognita di diritto. 

                                         Va
inoltre tenuto presente che, su esplicita richiesta dell’agente interrogante,
l’imputato ha dichiarato di eleggere il suo domicilio legale in Svizzera “…
presso il mio appartamento sito a __________ in Via alla __________” (VI 21.10.2022,
p. 6, AI 1, DA __________). Il Ministero pubblico poteva quindi intimare il
decreto di accusa a quell’indirizzo.

 

                                         In
queste circostanze si può concludere che il reclamante fosse perfettamente
consapevole dell’esistenza del suddetto procedimento penale a suo carico e che
dovesse dunque attendersi la notificazione di atti dopo il suo interrogatorio
del 21.10.2022. L’assenza all’estero di RE 1 per pretesi motivi professionali
gli imponeva di organizzarsi per permettere l’intimazione degli atti inerenti
alla procedura pendente a suo carico, prendendo i necessari provvedimenti per
il ritiro della propria corrispondenza, comunicando la sua prolungata assenza dal
domicilio all’autorità (polizia e/o pubblico ministero) o nominando un
rappresentante che potesse ricevere gli atti intimatigli. Il fatto che non
abbia amici così stretti o parenti in Svizzera non può giustificare il ritardo
nella presentazione dell’opposizione. 

 

                                         Come
detto sopra (cfr. consid. 2.2.), secondo la giurisprudenza il dovere
procedurale di doversi attendere con una certa probabilità la ricezione di una
notificazione di un atto ufficiale non è illimitato nel tempo, ciò che impone
di prendere in considerazione anche la durata del procedimento e le circostanze
del caso nell’applicazione della finzione della notificazione ai sensi
dell’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP. L’Alta Corte ha recentemente confermato che un
lasso di tempo fino a un anno dall’ultimo atto procedurale dell’autorità possa
ancora giustificare una tale finzione [decisione TF 6B_1085/2022 del 20.12.2023
consid. 3., che rinvia, tra l’altro, alla decisione TF 6B_674/2019 del
19.09.2019 consid. 1.4.3.).

                                         Nella
decisione del 19.09.2019 che riguarda infrazioni alle norme della circolazione
stradale il Tribunale federale ha ritenuto troppo lungo un periodo di undici
mesi, ove non vi è stato alcun contatto da parte delle autorità dopo un
controllo di polizia; la finzione della notificazione in quello specifico caso
non poteva trovare applicazione, reputando piuttosto giustificato un periodo di
mezzo anno in base alla buona fede e in considerazione delle circostanze del
caso (decisione TF 6B_674/2019 del 19.09.2019 consid. 1.4.3.). Questa
giurisprudenza è stata richiamata anche da RE 1 nel suo reclamo (p. 5 ad punto
4.), adducendo che il procedimento penale aperto a suo carico (privo di
complicazioni in fatto e in diritto) non sarebbe stato avviato su suo impulso e
che non vi sarebbero stati altri contatti/atti istruttori dopo il suo
interrogatorio del 21.10.2022. A fronte di ciò egli, parecchi mesi dopo, non
avrebbe dovuto attendersi ulteriori atti, lamentando allo stesso tempo un’inerzia
dell’autorità nell’emanazione del decreto di accusa che a suo dire non sarebbe
giustificabile.

 

Sennonché dal suo interrogatorio (21.10.2022)
fino all’emanazione del decreto di accusa DA __________ del 29.03.2023 sono
trascorsi soltanto cinque mesi e otto giorni. Questo lasso di tempo è dunque conforme
al periodo di sei mesi reputato giustificato dal Tribunale federale nella
decisione TF 6B_674/2019 del 19.09.2019, in cui l’automobilista non era stato nemmeno
interrogato dalla polizia, ma unicamente sottoposto a un controllo di polizia,
e nulla più. La questione non merita dunque ulteriori approfondimenti.

 

Il presidente della Pretura penale ha
pertanto correttamente ritenuto, conformemente alla giurisprudenza del
Tribunale federale, che nel caso in esame sia applicabile la finzione della
notificazione ai sensi dell’art. 85 cpv. 4 lit. a CPP in considerazione del
fatto che dall’interrogatorio di RE 1 del 21.10.2022 fino all’emanazione del
decreto di accusa 29.03.2023 sono trascorsi cinque mesi e otto giorni. 

 

Ne consegue che a ragione il presidente
ha reputato l’opposizione irricevibile poiché tardiva. Il decreto 15.06.2023
(inc. __________) non presta il fianco a critiche.

 

 

                                   4.   Il gravame è respinto. Tassa di giustizia e spese
sono poste a carico del reclamante, soccombente (art. 428 cpv. 1 CPP).

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 379 ss. e 393 ss.
CPP, 1 ss. e 25 LTG ed ogni altra
disposizione applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
reclamo è respinto.

 

 

                                 2.   La
tassa di giustizia di CHF 750.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF
800.-- (ottocento), sono poste a carico di RE 1, __________.

 

 

                                 3.   Rimedio
di diritto:

                                       Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95
 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legi

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                         La
cancelliera