# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 56394a2a-32bb-5462-be4f-62cd2b8ddc60
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-02-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.02.2006 36.2005.29
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2005-29_2006-02-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2005.29

   

  cr

  	
  Lugano

  6 febbraio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 31 marzo 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 28
  febbraio 2005 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Dal
1995 RI 1, sua moglie __________ e i figli __________ e __________ sono
affiliati alla Cassa malati CO 1 per l’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie. Per l’anno 2001 i premi mensili a carico della famiglia RI 1 erano
i seguenti: Fr. 248 per il ricorrente e Fr. 248 per sua moglie, Fr. 73.40 per __________
e Fr. 73.40 per __________. Sempre per l’anno 2001 la famiglia RI 1 ha pure
pattuito delle coperture integrative (Assicurazione __________, __________, __________
a partire dal 1° gennaio 2001 per __________, premio mensile di fr. 29.40; Assicurazione
__________ a partire dal 1° gennaio 2001 per __________, premio mensile di fr.
19.10; Assicurazione __________ a partire dal 1° febbraio 2001 per il
ricorrente e per sua moglie, premio mensile di fr. 14.30 ciascuno, cfr. doc.
III 1-4).

 

                                  B.   Il
21 giugno 2001 la Cassa ha inviato all'assicurato un primo richiamo per il
pagamento dei premi LAMal e LCA, rimasto senza seguito. In data 22 novembre 2001
la Cassa ha inviato all’assicurato una “Sollecitazione” (cfr. doc. III 5), invitandolo
a versare entro il 6 dicembre 2001 l'importo di Fr. 2'236.90 corrispondente ai
premi LAMal dei mesi aprile - giugno 2001 (Fr. 1'928.40) e ai premi LCA dei
mesi aprile – giugno 2001 (Fr. 288.50), a cui vanno aggiunti Fr. 20 per le
spese di richiamo. 

 

                                  C.   L’assicurato
ha provveduto al pagamento parziale di quanto dovuto, versando la somma di Fr.
981.60.

                                         Con
scritto 10 giugno 2003 (cfr. doc. III 6) la Cassa malati CO 1 ha diffidato
l'assicurato a pagare entro 5 giorni l'importo di Fr. 986.80 corrispondente al
credito base di fr. 1'928.40, oltre Fr. 20 di “totale costi creditore” e
fr. 20 di “quota per perdita di mora”, dedotto il pagamento di Fr. 981.60.

 

                                  D.   Poiché
l'interessato non ha versato gli ammontari richiesti con le citate fatture, la
Cassa l'ha escusso con precetto esecutivo (PE) n. __________ del 19 gennaio
2004 dell'UEF di __________ (cfr. doc. III 9), chiedendo il pagamento di Fr.
986.80 (pari a Fr. 946.80 di “fatture dall’8 marzo 2001 al 22 novembre
2001 LAMal”, Fr. 20 di “totale costi creditori” e Fr. 20 di “quota
per perdita di mora”), oltre alle spese amministrative di Fr. 50 e più
la tassa d’incasso di Fr. 5.

L'assicurato ha
interposto opposizione al precetto esecutivo e con decisione formale del 23
febbraio 2004 (cfr. doc. III 10) la Cassa ha imposto all'escusso il pagamento
di complessivi Fr. 1’036,80, rigettando così detta opposizione.

 

                                  E.   L’assicurato
si è opposto a questa decisione (cfr. doc. III 11) ed il 28 febbraio 2005 (cfr.
doc. III 12) la Cassa malati CO 1 ha emanato la decisione su opposizione che ha
confermato la pretesa d'incasso di Fr. 946.80, più spese. Essa ha quindi
respinto l'opposizione dell'assicurato ed ha rigettato in via definitiva l'opposizione
al PE.

 

                                  F.   Contro
detta decisione su opposizione l'escusso ha inoltrato ricorso il 31 marzo 2005
(cfr. doc. I), rilevando che il debito per premi scoperti è stato causato dal
rifiuto, a sorpresa, dei sussidi per l’anno 2000 e osservando che la confusione
contabile generata da CO 1 (che ad ogni sua richiesta di estratto dei pagamenti
presentava ammontari differenti dalla volta precedente, tralasciando, a suo
parere, pagamenti nel frattempo effettuati) sarebbe alla base degli infondati e
contestati richiami per il pagamento di premi da lui già saldati. Il ricorrente
ha chiesto quindi che la decisione della Cassa venga annullata e che gli sia
riconosciuto un saldo positivo di Fr. 2'635.30.

 

                                  G.   Con
risposta del 28 aprile 2005 (cfr. doc. III) l’assicuratore malattia ha proposto
di respingere il ricorso. CO 1 ha ribadito l’ammontare del debito del
ricorrente, pari a Fr. 946.80, oltre Fr. 40 per costi accessori d’esecuzione,
per un totale di Fr. 986.80, più spese d’esecuzione, osservando tuttavia di dover
dedurre da tale importo Fr. 405 di sussidi cantonali 2001 riconosciuti
all’assicurato, come emerge dalla decisione 31 maggio 2001 dell’Ufficio
assicurazione malattia (cfr. doc. III 14). Di conseguenza, l’assicuratore
malattia ha indicato che l’ammontare scoperto dovuto dall’assicurato è di Fr.
581.80, più spese d’esecuzione (cfr. doc. III).

 

                                         In
un ulteriore scritto 8 maggio 2005 il ricorrente ha ribadito il controverso
procedere della cassa malati confermandosi nelle allegazioni esposte con l’atto
ricorsuale (cfr. doc. I) e chiedendo che gli venga riconosciuto un saldo
positivo nei confronti dell’assicuratore malattia di fr. 1'761.40 (cfr. doc.
V).

 

Con scritto 19 maggio
2005 CO 1 si è riconfermata nella risposta di causa e ha ribadito che dalla
documentazione prodotta dal ricorrente non si può evincere l’esistenza di uno “stato
positivo di fr. 1'761.40” vista l’assenza degli indispensabili
giustificativi (cfr. doc. VII).

 

In data 1° giugno 2005
l’assicurato ha nuovamente rilevato che il suo stato positivo nei confronti
dell’assicuratore malattia ammonta a fr. 1'761.40 (cfr. doc. IX).

 

Tale documento è stato
trasmesso all’assicuratore malattia (cfr. doc. X), con la facoltà di presentare
osservazioni scritte.

 

 

                                  H.   Pendente
causa il TCA ha esperito alcuni
accertamenti presso CO 1 (cfr. doc. XIV) e presso l’Ufficio assicurazione
malattia (cfr. doc. XV), di cui si dirà in seguito.

 

 

 

                                         in
diritto

 

In ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2
cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle
assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del
18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa
B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del
10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre
1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                   2.   Va
rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte
generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) a seguito della quale
il legislatore ha apportato delle modifiche alla LAMal. Il giudice delle
assicurazioni sociali non tiene conto di modifiche legislative e di fatto
verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento
amministrativo (STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3,
pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e
STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127
V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b). 

 

                                         Dal
profilo procedurale la LPGA è
invece immediatamente applicabile. Nel merito si applicano le disposizioni in
vigore in precedenza, poiché da un punto di vista temporale sono di principio
determinanti le norme in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie
che esplica degli effetti (DTF 127 V 467 consid. 1) ed il Tribunale federale
delle assicurazioni, ai fini dell'esame di una vertenza, si fonda, di regola,
sui fatti che si sono realizzati fino al momento dell'emanazione della
decisione amministrativa contestata (DTF 121 V 366 consid. 1b; STFA del 1°
luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02).

 

                                         Ogni
riferimento alle norme di merito della LAMal applicabili in concreto va inteso
nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2002 mentre proceduralmente è
applicabile la LPGA.

                                   3.   Va
rilevato che nella risposta di causa 28 aprile 2005  la Cassa malati ha ridotto da fr. 986.80 a fr. 581.80 l’importo dovuto
dall’assicurato per premi arretrati LAMal.

 

                                         A
norma dell'art. 53 cpv. 3 LPGA, in vigore dal 1° gennaio 2003, l'assicuratore può riconsiderare una
decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è stato inoltrato
ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di ricorso.

 

                                         L'amministrazione
può rivedere la decisione impugnata solo fino alla presentazione della
risposta. Tale condizione temporale è adempiuta se il nuovo provvedimento viene
trasmesso all'istanza di ricorso entro il termine per l'inoltro della risposta
(cfr. R. Hischier, Die Wiedererwägung pendente lite im Sozialversicherungsrecht
oder die Möglichkeit der späten Einsicht, in SZS 1997, pag. 457; DTF 109 V 236
consid. 2).

                                         Una
decisione resa dopo questo termine assume per contro unicamente il carattere di
una proposta indirizzata al giudice, affinché egli decida nei sensi della nuova
valutazione (Pratique VSI 1994 pag. 281; RCC 1992 pag. 123 consid. 5, RCC 1989
pag. 320 consid. 2a, RCC 1984 pag. 283, DTF 109 V 236; Spira, "Le
contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale"
in RJN 1984, pag. 23).

                                         L'art.
3a della Legge di procedura per i ricorsi al TCA enuncia i medesimi principi,
ricalcando quanto previsto dall'art. 58 PA.

                                         Questa
norma prevede che l'autorità amministrativa può, fino all'invio della sua
risposta, riesaminare la decisione impugnata. 

                                         Essa
notifica immediatamente una nuova decisione alle parti e la comunica al
Tribunale (art. 3a cpv. 2 LPTCA).

                                         Quest'ultimo
continua la trattazione del ricorso in quanto non sia divenuto senza oggetto
per effetto della nuova decisione (art. 3a cpv. 3, 1a frase LPTCA).

 

                                         Come
esposto sopra, l'amministrazione può riconsiderare pendente lite una decisione
contestata soltanto fino al momento dell'inoltro della risposta di causa. Un
provvedimento emanato successivamente vale unicamente come proposta al Giudice.

 

                                         Nel
caso di specie, la Cassa ha
inoltrato al TCA il 28 aprile 2005 la propria risposta di causa, nella quale ha
modificato la sua precedente decisione su opposizione, riducendo l’ammontare
richiesto all’assicurato da fr. 986.80 a fr. 581.80, vista la concessione dei sussidi cantonali per un
importo di fr. 405. 

 

In simili condizioni,
oggetto del contendere è la questione a sapere se ed in quale misura il
ricorrente sia effettivamente debitore nei confronti della Cassa malati CO 1
per il pagamento di premi arretrati LAMal per i mesi aprile – giugno 2001, così
come figura nella decisione su opposizione oggetto del presente ricorso, per un
ammontare di fr. 581.80 così come esposto in sede di risposta di causa.

 

                                         Nel
merito

 

4.Richiamato l'obbligo per l'assicurato di
far fronte ai premi per l'assicurazione obbligatoria contro le malattie come
imposto dalla legge (art. 61 LAMal), il TCA è chiamato a determinare se ed in quale misura il ricorrente sia
effettivamente debitore nei confronti della Cassa malati CO 1 per il pagamento
di premi LAMal per i mesi aprile – giugno 2001.

 

Dal calcolo esposto
dalla Cassa malati nella propria decisione su opposizione, risulta che per i
mesi di aprile, maggio e giugno 2001 il ricorrente avrebbe dovuto pagare in
totale Fr. 1'928.40 per il premio di base per tutta la famiglia (e meglio Fr.
248 premio mensile LAMal dell’assicurato, Fr. 248 premio mensile LAMal di sua
moglie, Fr. 73.40 premio mensile LAMal __________ e Fr. 73.40 premio mensile
LAMal __________, per un totale mensile della famiglia di Fr. 642.80 x 3 mesi).
L’assicurato ha versato complessivamente Fr. 981.60. Infatti, come risulta
dallo schema riassuntivo riportato nella decisione su opposizione, l’assicurato
ha effettuato un primo pagamento di Fr. 181.60 in data 19 agosto 2002, un secondo
pagamento di Fr. 400 in data 3
settembre 2002 e un terzo pagamento di Fr. 400 in data 17 ottobre 2002, per un totale pagato
di Fr. 981.60 e un debito residuo pari a Fr. 946.80 (cfr. doc. III 12). L’oggetto
del PE n. __________ porta sul saldo dei premi LAMal aprile – giugno 2001 non
ancora pagati (Fr. 946.80), sulle spese di richiamo (Fr. 20) e di diffida (Fr. 20),
oltre che sulle spese del precetto. Dal totale di Fr. 986.80 ancora dovuti
dall’assicurato, tuttavia, la Cassa, in sede di risposta di causa, ha dedotto Fr. 405 derivanti
dall’accoglimento della richiesta di sussidi cantonali per l’anno 2001 (cfr. doc.
XV).

Secondo la Cassa
malati, dunque, l'insorgente dovrebbe versare a saldo ancora Fr. 581.80.

 

Dal canto suo,
ritenendo di aver corrisposto all'assicuratore tutti i premi LAMal dell'anno
2001, l'assicurato non si ritiene debitore di CO 1, per cui la sua opposizione
al PE sarebbe giustificata.

                                   5.   Come
anticipato, l'art. 61 LAMal prevede che l'assicurato è tenuto al pagamento dei
premi fintanto che dura l'affiliazione (artt. 89-92 OAMal; cfr. STFA del 30
giugno 1998 nella causa M. e P. c. C.M.H.).

Il pagamento dei premi
e delle partecipazioni ai costi da parte dell'assicurato è necessario per il
finanziamento dell'assicurazione malattia (art. 60 LAMal) e quindi per
l'esecuzione della legge; secondo la volontà del legislatore gli assicuratori
malattia devono quindi far valere le proprie pretese in via esecutiva secondo
la LEF (art. 88 cpv. 1 e 2 LAMal; art. 80 LAMal; DTF 125 V 273 consid. 6c).

 

In caso di mora
dell'assicurato, l'art. 9 cpv. 1 OAMal prevede:

 

"  Se, nonostante diffida, l’assicurato non paga premi
o partecipazioni ai costi scaduti, l’assicuratore deve promuovere una procedura
esecutiva. Se questa sfocia in un attestato di carenza di beni, l’assicuratore
ne informa la competente autorità d’assistenza sociale. Sono salve le
disposizioni cantonali che contemplano la previa notifica all’autorità preposta
alla riduzione dei premi."

 

Giusta l'art. 61 cpv.
1 LAMal, l'assicuratore stabilisce l'ammontare dei premi dei propri assicurati
e, salvo eccezioni, riscuote dai propri assicurati premi uguali.

L'assicuratore può
graduare i premi se è provato che i costi differiscono secondo i Cantoni e le
regioni. Determinante è il luogo di domicilio dell'assicurato. L'Ufficio
federale stabilisce in modo unitario le regioni per l'insieme degli
assicuratori (cpv. 2).

Per gli assicurati che
non hanno ancora compiuto 18 anni, l'assicuratore deve fissare un premio più
basso rispetto a quello degli assicurati d'età superiore (adulti). Egli è
legittimato a fare altrettanto nel caso di assicurati che non hanno ancora
compiuto 25 anni (cpv. 3).

Il Consiglio federale
può stabilire le riduzioni di premio di cui al cpv. 3 (cpv. 3bis).

L'ammontare dei premi
dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie deve essere
approvato dal Consiglio federale. Prima dell'approvazione, i Cantoni possono
prendere posizione in merito alle tariffe dei premi previste per la loro
popolazione; la procedura d'approvazione non deve esserne ritardata (cpv. 5).

 

L'art. 90 OAMal
prevede che di regola i premi devono essere pagati mensilmente.

 

A norma dell'art. 64
cpv. 1 LAMal, inoltre, gli assicurati partecipano ai costi delle prestazioni
ottenute. La partecipazione ai costi comprende un importo fisso per anno
(franchigia) e il 10 per cento dei costi eccedenti la franchigia (aliquota
percentuale) (cpv. 2). Gli assicurati pagano inoltre un contributo ai costi di
degenza ospedaliera, graduato secondo gli oneri familiari (cpv. 5).

 

Secondo l'art. 103
cpv. 1 OAMal, la franchigia prevista nell'articolo 64 cpv. 2 lett. a della
legge ammonta nel periodo d'interesse a Fr. 230.- per anno civile dal 1°
gennaio 1998 (cfr. RU 1997 2435, in precedenza Fr. 150.-). L'importo annuo
massimo dell'aliquota percentuale secondo l'articolo 64 cpv. 2 lett. b della
legge ammonta a Fr. 600.- per gli assicurati adulti ed a Fr. 300.- per gli
assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni (cpv. 2). Per la riscossione
della franchigia e dell'aliquota percentuale è determinante la data della cura
(cpv. 3). Per l'anno 2005 gli importi sono stati ulteriormente cambiati.

 

A norma dell'art. 93
cpv. 1 OAMal, oltre all’assicurazione ordinaria delle cure medico-sanitarie,
gli assicuratori possono esercitare un’assicurazione per la quale gli
assicurati possono scegliere una franchigia superiore a quella prevista
nell’articolo 103 capoverso 1 (franchigie opzionali). Le franchigie opzionali
ammontano a partire dal 1° gennaio 1998 a Fr. 400.-, Fr. 600.-, Fr. 1200.- ed a
Fr. 1500.- (cfr. RU 1997 pag. 2435; in precedenza a Fr. 300.-, Fr. 600.-, Fr.
1200.- ed a Fr. 1500.-) per gli assicurati adulti ed a Fr. 150.-, Fr. 300.- ed
a Fr. 375.- per gli assicurati che non hanno ancora
compiuto 18 anni. L’assicuratore che esercita questa forma d’assicurazione deve
offrire tutte le franchigie opzionali. Anche in questo caso gli importi per il
2005 sono stati ulteriormente modificati.

 

                                   6.   L’insorgente
ha comprovato al TCA d’aver
pagato nel 2002 diverse somme, producendo copia delle ricevute postali. In
particolare, l’assicurato ha effettuato i seguenti pagamenti, utilizzando quasi
sempre invece che i bollettini di pagamento prestampati e referenziati dell’assicuratore
dei bollettini di pagamento “in bianco” da lui compilati a favore di “CO 1,
8001 __________”: fr. 400 il 29 marzo 2002; fr. 400 il 30 aprile 2002; fr. 800
l’11 maggio 2002; fr. 400 il 4 giugno 2002; fr. 400 il 5 luglio 2002; fr. 400
il 12 agosto 2002; fr. 400 il 29 agosto 2002 e fr. 400 il 3 ottobre 2002 (cfr.
doc. I A2). Tali pagamenti nei diversi conteggi via via stilati
dall’assicuratore malattia o non compaiono per niente, o sono parzialmente
indicati ma con importi sempre differenti, ingenerando grande confusione.

 

Al fine di chiarire la
fattispecie, il TCA ha chiesto a CO 1 di precisare se le somme versate dal
ricorrente senza indicare la destinazione del pagamento venivano imputate a
debiti relativi all’assicurazione LAMal oppure a debiti LCA (cfr. doc. XII).

Al riguardo,
l’assicuratore malattia, rilevando che la famiglia RI 1 è tuttora assicurata
presso CO 1 unicamente per l’assicurazione di base, ha risposto che “le
coperture integrative sono state disdette dal signor RI 1 a decorrere dal 31
dicembre 2001 tranne una denominata __________ stipulata in favore del figlio __________
comunque annullata in data 31 gennaio 2004 causa inadempienza. Sulla base di
questa precisazione appare che si possa concludere che i pagamenti effettuati
dall’assicurato senza specifica della destinazione siano stati posti, dapprima,
a pagamento delle coperture integrative, in seguito, dell’assicurazione di base.”
(cfr. doc. XIV).

 

All’ulteriore
richiesta di precisazione del TCA in merito agli importi versati
dall’assicurato senza specifica della destinazione, l’assicuratore malattia ha
trasmesso al Tribunale “un conteggio elaborato dalla signora __________ –
cioè la persona che segue presso l’ufficio centralizzato incassi la pratica
oggetto della presente vertenza – dal quale dovrebbero scaturire le modalità di
calcolo (i pagamenti effettuati dall’assicurato senza specifica della
destinazione sono stati “caricati” all’assicurazione di base) della pretesa di CO
1” (cfr. doc. XIX).

 

Vista
l’incomprensibilità del citato conteggio - dal quale risultano alcuni
versamenti effettuati dall’assicurato nel 2002 (ossia fr. 500 LAMal il 17
gennaio 2002; fr. 189.80 LCA il 21 maggio 2002; fr. 400 LAMal il 2 agosto 2002;
fr. 218.40 LAMal il 19 agosto 2002; fr. 181.60 LAMal il 19 agosto 2002; fr. 400
LAMal il 4 settembre 2002; fr. 400 LAMal il 17 ottobre 2002, cfr. doc. XIX bis),
ma d’ammontare diverso rispetto a quelli figuranti nelle copie delle ricevute
postali dei versamenti effettuati dall’assicurato nel 2002 e in date diverse
(fr. 400 il 29 marzo 2002; fr. 400 il 30 aprile 2002; fr. 800 l’11 maggio 2002;
fr. 400 il 4 giugno 2002; fr. 400 il 5 luglio 2002; fr. 400 il 12 agosto 2002;
fr. 400 il 29 agosto 2002 e fr. 400 il 3 ottobre 2002, cfr. doc. I A2) - il TCA
ha interpellato direttamente la signora __________ presso l’Ufficio incassi,
chiedendole una presa di posizione chiarificatrice (cfr. doc. XX).

Con scritto 30 gennaio
2006 l’assicuratore malattia ha rilevato che “CO 1 da un lato non dispone
delle copie delle ricevute postali a comprova dei pagamenti effettuati dall’assicurato;
dall’altro, ha stabilito l’ammontare richiesto basandosi su di una serie di
documenti riguardanti il periodo 2000-2005 e riassunti nel conteggio inviato in
precedenza” (cfr. doc. XXI). 

 

                                   7.   L'art.
8 CC prevede che ove la legge non disponga altrimenti, chi vuol dedurre il suo
diritto da una circostanza di fatto da lui asserita deve fornirne la prova. A
livello cantonale, l'art. 183 CPC, a cui rimanda l'art. 23 della Legge di
procedura per le cause davanti al TCA (LPTCA), riprende
per intero il testo federale e ciò nell'ottica della verosimiglianza
preponderante valida nelle assicurazioni sociali secondo consolidata
giurisprudenza. Più generalmente nell’ambito delle assicurazioni sociali, il
giudice deve applicare la massima d’ufficio e quindi ricercare autonomamente i
fatti ed applicare il diritto. Questo principio non è tuttavia assoluto, poiché
non svincola comunque le parti dal fardello della prova, ossia dalle
conseguenze in caso di mancato apporto della prova necessaria. Infatti, come
precisato dal TFA al considerando 3b della sentenza del 18 settembre 2001 nella
causa B. (K 202/00),

 

"  (…) Celui-ci comprend en particulier l'obligation
de ces dernières d'apporter, dans la mesure où cela peut être raisonnablement
exigé d'elles, les preuves commandées par la nature du litige et des faits
invoqués, faute de quoi elles risquent de devoir supporter les conséquences de
l'absence de preuves (ATF 125 V 195 consid. 2; VSI 1994, p. 220 consid. 4;
comp. ATF 125 III 238 consid. 4a à propos de l'art. 274d al. 3 CO). Car si le
principe inquisitoire dispense les parties de l'obligation de prouver, il ne
les libère pas du fardeau de la preuve: en cas d'absence de preuve, c'est à la
partie qui voulait en déduire un droit d'en supporter les conséquences (ATF 117
V 264 consid. 3), sauf si l'impossibilité de prouver un fait peut être imputée
à l'adverse partie (ATF 124 V 375 consid. 3; RAMA 1999 n° U 344, p. 418 consid.
3). Au demeurant, il n'existe pas, en droit des assurances sociales, un
principe selon lequel l'administration ou le juge devrait statuer, dans le
doute, en faveur de l'assuré (RAMA 1999 n° U 349, p. 478 consid. 2b; DTA 1998 n° 48, p. 284). (…).".

 

Nelle assicurazioni
sociali, come detto, il giudice si basa, per la sua decisione, salvo
disposizione contraria della legge, sui fatti che, non potendo essere stabiliti
in maniera irrefutabile, appaiono come i più verosimili. Non è quindi
sufficiente che un fatto possa essere considerato quale un'ipotesi possibile.
Fra tutti gli elementi di fatto allegati, il giudice deve ritenere soltanto
quelli che sembrano più probabili, ricordando che non esiste, nel diritto delle
assicurazioni sociali, il principio secondo il quale l'amministrazione e il
giudice dovrebbero statuire, nel dubbio, a favore dell'assicurato (STFA del 18
settembre 2001 nella causa B., K 202/00; DTF 115 V 142 consid. 8b; DTF 113 V
312 consid. 3a e 322 consid. 2a; DTF 112 V 32 consid. 1a; RCC 1986 pag. 201
consid. 2c; RCC 1984 pag. 468 consid. 3b; RCC 1983 pag. 249; RAMI 1985 pag. 21;
RAMI 1984 pag. 269 consid. 1; STFA del 27 agosto 1992 nella causa M.).

 

                                   8.   Nel
caso di specie, come visto, il ricorrente ha comprovato di avere effettuato nel
corso del 2002 otto versamenti per un totale di fr. 3'600, importo ben
superiore allo scoperto vantato dalla Cassa malati nei suoi confronti (cfr.
doc. I A2). 

 

                                          La Cassa malati, dal canto suo, non è stata in grado
di dimostrare che nonostante i pagamenti comprovati dall’assicurato tramite
copia delle ricevute postali, sussiste comunque un credito di CO 1 nei
confronti del signor RI 1. 

 

                                         Alla
luce di quanto precede non è comprovato un credito dell’assicuratore malattia
nei confronti dell’assicurato secondo il criterio della verosimiglianza
preponderante valido nelle assicurazioni sociali e ciò nonostante l'invito del
TCA a produrre un conteggio dettagliato dei premi arretrati dovuti e dei
pagamenti compiuti dall’assicurato.

                                         Pertanto,
a fronte di incomprensibile confusione e contraddittorietà tra i documenti
dell’assicuratore malattia, non può essere posto a carico di RI 1 alcunché.

                                         Di
conseguenza, la pretesa per premi arretrati LAMal per i mesi aprile – giugno
2001 nei confronti dell’assicurato appare da respingere e la decisione
impugnata va annullata.

 

Per
questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                 1.-   Il
ricorso è accolto. Di conseguenza la decisione impugnata è annullata.

 

                                 2.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti