# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cf476355-6f63-5550-ab56-f17f8184e8d9
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2012-06-14
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 14.06.2012 SK.2012.11
**Docket/Reference:** SK.2012.11
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_SK-2012-11_2012-06-14

## Full Text

Riciclaggio di denaro (art. 305bis CP). ;;Riciclaggio di denaro (art. 305bis CP). ;;Riciclaggio di denaro (art. 305bis CP). ;;Riciclaggio di denaro (art. 305bis CP).

Sentenza del 14 giugno 2012 
Corte penale 

Composizione  Giudice penale federale Roy Garré, Giudice unico, 

Cancelliere Giampiero Vacalli 

Parti  
MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIO-

NE, rappresentato dal Procuratore federale Pierluigi 

Pasi, 

 
Contro 

 

  1. A., difeso dall'avv. Mario Postizzi,  

 

 

2. B., difeso dagli avv. Laurent Moreillon e 

Miriam Mazou,  

 

 

3. C., difeso dall'avv. Frédéric Pitteloud. 

  

 

Oggetto  Riciclaggio di denaro (art. 305
bis

 CP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t   

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

 

 

Numero dell ’ incarto: SK.2012.11 

 

- 2 - 

Fatti: 

A. Con sentenza del 20 e 27 luglio 2009 la Corte penale del Tribunale penale 

federale (in seguito: TPF) ha riconosciuto A. colpevole di ripetuto riciclaggio di 

denaro ai sensi dell'art. 305
bis

 n. 1 CP. Essa lo ha condannato ad una pena 

detentiva di 20 giorni a valere quale pena complementare alla pena di un anno, 

undici mesi e dieci giorni di reclusione inflitta mediante sentenza di applicazione 

della pena su richiesta delle parti pronunciata il 4 aprile 2006 dal Giudice delle 

indagini preliminari del Tribunale di Aosta. L'esecuzione della pena è stata 

sospesa ed il periodo di prova fissato a due anni. A. è stato condannato al 

pagamento di fr. 9'340.-- a titolo di spese giudiziarie. Coimputati nella stessa 

procedura, B. e C. sono stati prosciolti da tutte le accuse, ma condannati al 

pagamento di fr. 5'062.-- risp. 4'714.80 a titolo di spese giudiziarie. Nel 

contempo, il TPF ha confiscato i valori depositati sul conto n. 12 presso la banca 

J. di Ginevra a concorrenza di fr. 534'263.80 e dissequestrato i conti n. 2 e n. 5 

presso la banca F. di Martigny, tutti conti intestati a A. 

 

 

B. Contro la decisione del TPF, il Ministero pubblico della Confederazione (in 

seguito: MPC) ha interposto ricorso in materia penale al Tribunale federale. Con 

sentenza del 21 ottobre 2010 (sentenza del Tribunale federale 6B_900/2009 del 

21 ottobre 2010, parzialmente pubblicata in DTF 136 IV 179), l'Alta Corte ha 

(parzialmente) accolto il gravame, annullando la sentenza impugnata e rinviando 

la causa all'autorità inferiore per nuovo giudizio nel senso dei considerandi. In 

sostanza, essa ha ritenuto innanzitutto che, dovendosi applicare, per quanto 

concerne l'art. 305
bis

 n. 3 CP, il principio della doppia punibilità astratta, 

l'accertamento relativo al prezzo totale della corruzione è stato svolto in 

violazione del diritto. Il Tribunale federale ha inoltre considerato che l'autorità 

inferiore ha a torto accorpato atti di riciclaggio che dovevano essere trattati 

separatamente. Infine, ritenendo che B. e C. abbiano agito con dolo eventuale e 

non con negligenza, esso ha considerato contraria al diritto l'assoluzione degli 

stessi. In definitiva, la causa è stata rimandata al TPF per nuovo giudizio 

sull'importo della confisca, sul riciclaggio di denaro da parte di A., B. e C., sulle 

pene nonché sulle spese della procedura di prima istanza. 

 

 

C. In data 1° marzo 2011 il TPF ha riconosciuto A. colpevole di ripetuto riciclaggio di 

denaro ai sensi dell'art. 305
bis

 n. 1 CP, condannandolo ad una pena detentiva di 

20 giorni (a valere quale pena complementare alla pena di 1 anno, 11 mesi e 10 

giorni di reclusione inflitta mediante sentenza di applicazione della pena su 

richiesta delle parti pronunciata il 4 aprile 2006 dal Giudice delle indagini 

- 3 - 

preliminari del Tribunale di Aosta) e ad una multa di fr. 8'000.-- in applicazione 

dell’art. 42 cpv. 4 CP. L'esecuzione della pena detentiva è stata sospesa ed il 

periodo di prova fissato a due anni. A. è stato condannato al pagamento di 

fr. 10'510.-- a titolo di spese procedurali. B. e C. sono stati anch'essi riconosciuti 

colpevoli di ripetuto riciclaggio di denaro ai sensi dell'art. 305
bis

 n. 1 CP. Il primo è 

stato condannato ad una pena pecuniaria di 180 aliquote giornaliere di fr. 200.-- 

cadauna per un importo complessivo di fr. 36'000.-- e al pagamento di fr. 4'317.-- 

a titolo di spese procedurali. Al secondo è stata inflitta una pena pecuniaria di 

240 aliquote giornaliere di fr. 130.-- cadauna per un importo complessivo di 

fr. 31'200.--. Egli è stato condannato al pagamento di fr. 5'969.80 a titolo di spese 

procedurali. Ad entrambi l'esecuzione della pena è stata sospesa in applicazione 

dell'art. 42 CP, con un periodo di prova di due anni. 

 

 

D. A., B. e C. hanno impugnato la sentenza del 1° marzo 2011 davanti al Tribunale 

federale. Mediante decisioni del 15 marzo 2012 (sentenze del Tribunale federale 

6B_242/2011, 6B_243/2011 e 6B_248/2011) l'Alta Corte ha accolto i gravami, 

annullato la sentenza impugnata e rinviato la causa al TPF per nuovo giudizio 

sulla pena di A. e sull'ammontare della confisca, nonché sulle restanti 

incombenze in materia di spese ed indennizzi per tutti gli imputati, a seguito 

dell'intervenuta prescrizione per tutti i capi d'accusa riguardanti B. e C. e per 

alcuni capi d'accusa concernenti A. 

 

 

E. Avendo il Tribunale federale indicato chiaramente le modifiche da apportare alla 

sentenza annullata e non dovendosi in linea di massima procedere 

all'amministrazione di ulteriori prove, con scritto del 26 marzo 2012 questa Corte 

ha proposto alle parti di rinunciare ad un nuovo dibattimento, potendo le stesse 

formulare le loro conclusioni per iscritto. Essa le ha nel contempo invitate a 

formulare le loro conclusioni motivate. 

 

 

F. Le parti hanno presentato le seguenti conclusioni, accogliendo nel contempo la 

proposta di rinunciare ad un nuovo dibattimento. 

 

F.1 Con scritto del 9 maggio 2012 B. ha chiesto al TPF di essere esentato da ogni 

spesa procedurale, postulando nel contempo la rifusione, a titolo di ripetibili, di 

fr. 125'000.-- per la procedura di prima istanza, di fr. 5'970.-- per la procedura 

consecutiva alla prima sentenza del Tribunale nonché di un ulteriore importo per 

la presente procedura. 

- 4 - 

F.2 Nelle sue conclusioni del 16 aprile 2012 A., costatato che la sentenza del 

Tribunale federale del 15 marzo 2012 conferma in pratica, per quanto lo riguarda, 

la sentenza del TPF del 20/27 luglio 2009, ha postulato un indennizzo a suo 

favore, precisato che le spese procedurali a suo carico devono limitarsi a quelle 

fissate nella predetta decisione del TPF. Egli lascia all'apprezzamento della Corte 

la questione di un'eventuale diminuzione della pena per effetto del tempo 

trascorso dalla prima decisione del 2009 ad oggi. 

 

F.3 Con lettera del 21 marzo 2012 C. ha chiesto di essere prosciolto da ogni accusa, 

postulando nel contempo un'indennità di fr. 56'000.-- a titolo di ripetibili. 

 

F.4 Il MPC è rimasto silente. 

 

 

G. Con replica del 30 maggio 2012 il MPC, per quanto riguarda A., ha postulato la 

conferma integrale del dispositivo relativo alla sentenza SK.2008.22 del 

20/27 luglio 2009, rimettendosi al giudizio della Corte relativamente alle spese 

legate alle procedure su rinvio SK.2010.22 e SK.2012.11. Per quanto attiene a C. 

e B., esso postula, relativamente alla procedura SK.2008.22, una ripartizione 

delle spese giudiziarie come deciso nella prima summenzionata sentenza, con la 

rinuncia all'assegnazione di un'indennità per gli onorari dei loro legali. Quanto alle 

spese legate alle procedure di rinvio, esso chiede che le stesse siano ripartite tra 

gli imputati giusta l'art. 426 cpv. 2 CPP; subordinatamente che esse siano fissate 

conformemente agli art. 429 e segg. CPP, rinviando, relativamente a C., al 

considerando 3, paragrafo 3, della sentenza del Tribunale federale del 15 marzo 

2012. 

 

 

H. Sia A. che B., con scritti del 5 giugno rispettivamente 8 giugno 2012, si sono 

riconfermati nelle loro conclusioni, mentre C. non ha presentato osservazioni 

complementari entro il termine impartito dell'8 giugno 2012. 

- 5 - 

La Corte considera in diritto: 

 

Sulle questioni pregiudiziali ed incidentali 

 

1.  

1.1 Secondo l'art. 107 cpv. 1 LTF, il Tribunale federale non può andare oltre le 

conclusioni delle parti. L'Alta Corte può esaminare unicamente i punti della 

sentenza impugnata espressamente contestati dal ricorrente (v. YVES 

DONZALLAZ, Loi sur le Tribunal fédéral, Commentaire, Berna 2008, n. 4284 ad 

art. 107 LTF). In questo senso, l'eventuale annullamento può concernere 

unicamente quelle parti della sentenza per le quali il ricorso è stato accolto. Per 

tali parti, l'autorità che si occupa del nuovo giudizio è vincolata dalle 

considerazioni di diritto sviluppate dal Tribunale federale nella sua sentenza di 

rinvio, le quali devono essere riprese nella nuova decisione (v. sentenza del 

Tribunale federale 4C.46/2007 del 17 aprile 2007, consid. 3.1; H. SEILER/N. VON 

WERDT/A. GÜNGERICH, Handkommentar zum Bundesgerichtsgesetz, Berna 2007, 

n. 9 ad art. 107 LTF). Per questa ragione, sia il tribunale che le parti non possono 

far basare il nuovo giudizio su fatti diversi da quelli già constatati o su opinioni 

giuridiche espressamente respinte mediante la sentenza di rinvio o addirittura 

non riportate nei considerandi (v. sentenza del Tribunale federale 4C.46/2007 del 

17 aprile 2007, consid. 3.1 con rinvii; ULRICH MEYER/JOHANNA DORMANN, 

Commentario basilese, 2a ediz., Basilea 2011, n. 18 ad art. 107 LTF). 

 

1.2 In concreto, l'accoglimento dei ricorsi da parte del Tribunale federale riguarda 

l'intervenuta prescrizione per tutti i reati contestati a B. e a C., e per alcuni reati 

contestati a A. Su tali punti questa Corte deve pronunciare un nuovo giudizio ai 

sensi dei considerandi della sentenza del Tribunale federale. Le parti non 

annullate della sentenza di primo grado crescono in giudicato, nella misura in cui 

dalla procedura di rinvio non emergono fatti nuovi o mezzi di prova ai sensi di 

una revisione che modificano sostanzialmente il fondamento fattuale della 

sentenza di rinvio (v. MEYER, op. cit., n. 19 ad art. 107 LTF). Per esigenze di 

chiarezza redazionale il dispositivo della presente sentenza conterrà comunque 

anche elementi di dispositivo già passati in giudicato relativi ai capi d'accusa di A.  

 

 

2.  

2.1 La legge non contiene nessuna disposizione sulla maniera di procedere da parte 

della Corte penale del TPF nel caso in cui una sua sentenza è annullata e la 

causa rinviata per nuovo giudizio dal Tribunale federale, neppure a livello di 

diritto transitorio legato all'entrata in vigore del nuovo Codice di diritto 

processuale penale svizzero (CPP; RS 312.0). In particolare, non vi è 

- 6 - 

disposizione alcuna che imponga un nuovo dibattimento. Secondo la 

giurisprudenza, l'accusato ha di regola diritto ad una sola udienza pubblica. Se il 

rinvio della causa da parte dell'Alta Corte non è dovuto ad un'amministrazione 

delle prove lacunosa, ma concerne motivi puramente giuridici o legati a prove 

che possono essere raccolte per iscritto, e se la sentenza del Tribunale federale 

contiene direttive chiare che non lasciano più nessun margine di manovra 

all'autorità inferiore relativamente alla questione della colpevolezza dell’accusato, 

la rinuncia ad un nuovo dibattimento risulta giustificata (DTF 103 Ia 137 

consid. 2c; sentenza del Tribunale federale 6B_864/2010 del 25 gennaio 2011, 

consid. 2.3; TPF 2011 155 consid. 5.2). 

 

2.2 Nella fattispecie, il Tribunale federale ha evidenziato l'intervenuta prescrizione 

per tutti i reati contestati a B. (v. sentenza 6B_243/2011 consid. 2) e C. 

(v. sentenza 6B_248/2011 consid. 2), nonché per gli atti di riciclaggio contestati a 

A. descritti ai punti 1.4 e 1.9 dell'atto d'accusa (v. sentenza 6B_242/2011 

consid. 2), ciò che implica, relativamente a quanto precede, l'abbandono del 

procedimento (v. art. 329 cpv. 4, 319 e 320 CPP; ROLF GRÄDEL/MATTHIAS 

HEINIGER, Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Basilea 

2011, n. 15 ad art. 319 CPP; ROBERT ROTH, Commentaire romand, Code de 

procédure pénale suisse, Basilea 2011, n. 11 ad art. 319 CPP; NIKLAUS SCHMID, 

Schweizerische Strafprozessordnung, Zurigo/San Gallo 2009, n. 8 ad art. 319 

CPP). Per A. occorre fissare una nuova pena, determinare l'ammontare della 

confisca nonché pronunciarsi sulle spese di procedura e di patrocinio ed 

eventuali indennizzi. Per i primi due va verificato se e eventualmente in che 

misura essi abbiano diritto a un indennizzo ai sensi dell'art. 429 CPP. Si tratta di 

direttive chiare esenti da ogni ambiguità ai sensi della giurisprudenza 

summenzionata (v. supra consid. 2.1), che concernono questioni prettamente 

giuridiche e la cui applicazione non necessita d'indire un nuovo dibattimento. 

Nessun elemento nuovo concernente la fissazione della pena meritevole di 

essere esaminato mediante un'udienza è d'altronde emerso posteriormente alla 

prima sentenza della Corte penale. Tenuto conto di quanto precede, nonché 

dell'accordo sia esplicito che implicito delle parti, questo giudice statuirà dunque 

senza indire un nuovo dibattimento. 

 

 

Sul reato di riciclaggio di denaro 

 

3. Si rende colpevole di riciclaggio di denaro chiunque compie un atto suscettibile di 

vanificare l'accertamento dell'origine, il ritrovamento o la confisca di valori 

patrimoniali sapendo o dovendo presumere che provengono da un crimine 

(art. 305
bis

 n. 1 CP). L'autore è punibile anche se l'atto principale è stato 

- 7 - 

commesso all'estero, purché costituisca reato anche nel luogo in cui è stato 

compiuto (art. 305
bis

 n. 3 CP). 

 

 

4. Nella sua sentenza del 15 marzo 2012, il Tribunale federale, dopo aver 

constatato che la colpevolezza di A. relativamente ai capi d'accusa 1.5, 1.6, 1.7, 

1.8 e 1.10 era stata riconosciuta prima della scadenza del termine di prescrizione 

con conseguente estinzione della stessa, ha affermato che per quanto riguarda 

gli importi riciclati, quelli ritenuti nell'originaria sentenza di condanna del 20 e 

27 luglio 2009 divergono da quelli del giudizio del 1° marzo 2011. La prima 

decisione era stata annullata anche perché l'importo globale riciclato era stato 

accertato in violazione del diritto, il TPF avendo rifiutato di considerare di origine 

criminosa le tangenti ricevute dal ricorrente nel periodo antecedente il 1° maggio 

2000 (v. sentenza 6B_900/2009 del 21 ottobre 2010 consid. 3.3.2, non 

pubblicato in DTF 136 IV 179). Nella sentenza del 1° marzo 2011 tale 

accertamento è stato corretto e completato, aggiungendo all'originario importo 

ulteriori somme di denaro di origine criminosa. La sentenza impugnata in parte si 

fonda dunque su fatti non stabiliti nella decisione che ha posto un termine alla 

prescrizione per gli atti di riciclaggio in questione. L'estinzione della prescrizione 

non può tuttavia estendersi a somme accertate giudizialmente in un secondo 

tempo, dopo l'intervento della prescrizione, sicché, pur trattandosi dei medesimi 

atti, l'insorgente non può più venir condannato per aver riciclato importi maggiori 

rispetto a quelli ritenuti nella sentenza del 20 e 27 luglio 2009 (v. sentenza 

6B_242/2011 consid. 2.5). Ciò vuol dire che l'importo riciclato ammonta a 

EUR 351'489.35 (v. sentenza del Tribunale penale federale SK.2008.22 del 

20/27 luglio 2009, consid. 6.2).  

 

 

Sulla pena 

 

5. 

5.1 I reati ritenuti a carico di A. sono stati commessi prima del 1° gennaio 2007, data 

dell'entrata in vigore delle nuove disposizioni concernenti il diritto sanzionatorio. 

In applicazione dell’art. 2 cpv. 2 CP occorre determinare quale diritto risulta più 

favorevole per la fissazione e la scelta della pena che dovrà essere 

concretamente inflitta. A tale scopo il vecchio ed il nuovo diritto devono essere 

paragonati nel loro insieme, valutandoli però non in astratto ma nella loro 

applicazione nel caso di specie (sentenze del Tribunale federale 6B_1076 del 

22 marzo 2010, consid. 7.3.2 e 6S.449/2005 del 24 gennaio 2006, consid. 2; 

DTF 119 IV 145 consid. 2c; FRANZ RIKLIN, Revision des Allgemeinen Teils des 

Strafgesetzbuches; Fragen des Übergangsrechts, in AJP/PJA 2006 pag. 1473). Il 

nuovo diritto trova applicazione se obiettivamente esso comporta un 

- 8 - 

miglioramento della posizione del condannato (principio dell’obiettività), a 

prescindere quindi dalle percezioni soggettive di quest’ultimo (DTF 114 IV 1 

consid. 2a pag. 4; sentenza del Tribunale federale 6B_202/2007 del 13 maggio 

2008, consid. 3.2). Determinante è in primis il genere di pena e, se necessario, le 

modalità d’esecuzione della stessa (DTF 134 IV 82 consid. 7.1; sentenza del 

Tribunale federale 6B_268/2008 del 2 marzo 2009, consid. 3.3). In ossequio al 

principio dell’alternatività, il vecchio ed il nuovo diritto non possono venire 

combinati (DTF 119 IV 145 consid. 2c; 114 IV 1 consid. 2a; sentenza del 

Tribunale federale 6B_312/2007 del 15 maggio 2008, consid. 4.3). Se entrambi i 

diritti portano allo stesso risultato, si applica il vecchio diritto (DTF 134 IV 82 

consid. 6.2; 126 IV 5 consid. 2c; sentenza del Tribunale federale 6B_33/2008 del 

12 giugno 2008, consid. 5.1). 

 

5.2 Nella sua forma semplice, come in concreto, il riciclaggio di denaro era punito 

secondo il vecchio diritto con la detenzione o con la multa (art. 305
bis

 n. 1 CP). 

 

 Per quanto riguarda la trasposizione in Svizzera del reato di corruzione alla luce 

del concorso retrospettivo (v. infra consid. 6.2), occorre rinviare all’equivalente 

dell’art. 319 del Codice penale italiano, ovvero all’art. 322
ter

 CP, reato che era 

punito secondo il vecchio diritto con la reclusione sino a cinque anni o con la 

detenzione, mentre con il nuovo è comminata una pena detentiva sino a cinque 

anni o una pena pecuniaria. 

 

 Per quanto concerne i criteri per la commisurazione della pena (v. art. 47 e 

segg. CP; sentenza del Tribunale federale 6B_207/2007 del 6 settembre 2007, 

consid. 4.2.1, pubblicato in forumpoenale, 1/2008, n. 8 pag. 27) nonché il cumulo 

delle pene in caso di concorso di reati (cosiddetto cumulo giuridico o principio 

dell’aumento, Asperationsprinzip, principe de l’aggravation des peines), nulla è 

concretamente mutato rispetto al passato (v. art. 49 cpv. 1 CP, corrispondente al 

vecchio art. 68 n. 1 cpv. 1 CP; M. DUPUIS/B. GELLER/G. MONNIER/L. 

MOREILLON/C. PIGUET/C. BETTEX/D. STOLL, Code pénal, Basilea 2012, n. 1 e 2 ad 

art. 49 CP). Diversa invece la situazione per quanto riguarda la sospensione 

condizionale. Secondo il vecchio diritto la concessione della condizionale era 

possibile per pene privative di libertà fino a 18 mesi ed era esclusa in caso di 

multe (art. 41 n. 1 vCP; v. comunque DTF 127 IV 97 consid. 3; 123 IV 150 

consid. 2b; 118 IV 337 consid. 2c per quanto riguarda la portata della soglia dei 

18 mesi). Il nuovo diritto permette la sospensione condizionale delle pene 

pecuniarie, del lavoro di pubblica utilità e delle pene detentive a partire da sei 

mesi fino a due anni (art. 42 cpv. 1 CP). Mentre nel vecchio diritto la concessione 

della sospensione condizionale dipendeva dall’esistenza di una prognosi 

favorevole, l’attuale art. 42 cpv. 1 CP rovescia la vecchia formulazione, esigendo 

la mera assenza di una prognosi negativa (DUPUIS/GELLER/MON-

- 9 - 

NIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL, op. cit., n. 9 ad art. 42 CP). La legge 

presume dunque l’esistenza di una prognosi favorevole e questa praesumptio 

iuris deve essere capovolta dal giudice per escludere la condizionale, la quale 

rappresenta pertanto la regola da cui ci si può scostare solo di fronte ad una 

prognosi negativa. In caso di incertezza va pronunciata la condizionale (v. DTF 

134 IV 1 consid. 4.2.2; sentenze del Tribunale federale 6B_713/2007 del 4 marzo 

2008, consid. 2.1, pubblicato in SJ 130/2008, n. 22, pag. 277 e segg. e 

6B_435/2007 del 12 febbraio 2008, consid. 3.2). Inoltre il nuovo diritto prevede la 

possibilità, sconosciuta finora in Svizzera, della condizionale parziale per le pene 

pecuniarie, il lavoro di pubblica utilità o le pene detentive da uno a tre anni, alle 

condizioni definite all’art. 43 CP.  

 

 Riassumendo, tenuto conto delle nuove disposizioni in materia di condizionale 

(v. anche sentenze del Tribunale federale 6B_360/2008 del 12 novembre 2008, 

consid. 6.1, 6B_547/2008 del 5 agosto 2008, consid. 3.1, nonché 6B_307/2008 

del 24 ottobre 2008, consid. 4.2), così come della nuova cornice edittale dei reati 

in esame, che prevedono ora nel loro minimo la possibilità della pena pecuniaria, 

di per sé più mite della detenzione (v. DTF 134 IV 60 consid. 4; sentenza del 

Tribunale federale 6B_541/2007 del 13 maggio 2008, consid. 3.1.2; Messaggio 

del 21 settembre 1998 concernente la modifica del CP, FF 1999 pag. 1673 e 

segg., 1703 e segg.), rispettivamente della multa in quanto sanzione che non 

ammetteva e ammette sospensione condizionale (v. sentenze del Tribunale 

federale 6B_312/2007 del 15 maggio 2008, consid. 4.5 e 6B_89/2008 del 

9 maggio 2008, consid. 2.3), il nuovo diritto risulta concretamente più favorevole 

rispetto al precedente, per cui verrà applicato nella fattispecie all'autore 

colpevole. 

 

 

6. 

6.1 Va preliminarmente preso atto che A. in Italia è stato oggetto di una condanna 

penale passata in giudicato, mediante sentenza di patteggiamento del Giudice 

per le indagini preliminari presso il Tribunale ordinario di Aosta del 4 aprile 2006. 

I reati per cui è stato condannato costituiscono l’antefatto criminoso agli atti di 

riciclaggio oggetto della presente procedura e sono stati commessi tra ottobre 

2000 e novembre 2003. Per il ripetuto reato di corruzione per un atto contrario ai 

doveri d'ufficio egli è stato condannato ad una pena di un anno, undici mesi e 

dieci giorni di reclusione sospesa condizionalmente (cl. 19 p. 13.18.3204), 

subendo inoltre la confisca di EUR 400'000.-- quale prezzo della corruzione.  

 

6.2 In base all’art. 49 cpv. 1 CP, quando per uno o più reati risultano adempiute le 

condizioni per l’inflizione di più pene dello stesso genere, il giudice condanna 

l’autore alla pena prevista per il reato più grave aumentandola in misura 

http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=6B_435%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F134-IV-1%3Ait&number_of_ranks=0#page5
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=6B_435%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F134-IV-1%3Ait&number_of_ranks=0#page5

- 10 - 

adeguata. Non può tuttavia aumentare di oltre la metà il massimo della pena 

comminata. È in ogni modo vincolato al massimo legale del genere di pena. 

Giusta il cpv. 2 di questo stesso articolo, se deve giudicare un reato che l’autore 

ha commesso prima di essere stato condannato per un altro fatto, il giudice 

determina la pena complementare in modo che l’autore non sia punito più 

gravemente di quanto sarebbe stato se i diversi reati fossero stati compresi in un 

unico giudizio. Escluso è dunque in Svizzera il sistema del cumulo materiale delle 

pene (sentenza del Tribunale federale 6B_865/2009 del 25 marzo 2010, 

consid. 1.2.2), previsto, seppur con qualche mitigazione, dal diritto penale italiano 

(v. GIORGIO LATTANZI, Codice penale. Annotato con la giurisprudenza, Milano 

2011, 7a ediz., n. 1 ad art. 80, pag. 420;  FRANCESCO ANTOLISEI, Manuale di 

diritto penale, Parte generale, 16a ediz., Milano 2003, n. 172 e n. 233). Il fatto che 

questo Tribunale debba applicare esclusivamente le pene previste dal Codice 

penale svizzero (v. art. 3 cpv. 1 CP nonché sentenza del Tribunale federale 

6S.57/2005 del 20 luglio 2005, consid. 3.3 pubblicato in RtiD, I-2006, pag. 157), 

non impedisce di tener conto nei limiti del possibile delle interferenze che 

emergono nella sovrapposizione di sistemi.  

 

 I principi del concorso retrospettivo di cui all’art. 49 cpv. 2 CP si applicano anche 

nel caso di precedenti condanne pronunciate da un tribunale straniero (DTF 127 

IV 108; 109 IV 92; nonché le sentenze non pubblicate citate in JÜRG-BEAT  

ACKERMANN, Commentario basilese, 2a ediz., Basilea 2007, n. 64 ad art. 49 CP). 

Questo significa, nel caso in esame, che questo Tribunale può applicare solo una 

pena complementare rispetto alla pena già pronunciata in Italia, atteso che i reati 

per i quali A. è ritenuto colpevole con la presente sentenza sono stati tutti 

commessi prima della sentenza di patteggiamento del 4 aprile 2006. Il principio 

che occorre seguire è quello, sotteso alla nozione di concorso retrospettivo, che il 

reo non debba essere svantaggiato (ma comunque nemmeno avvantaggiato) per 

il semplice fatto di venire giudicato mediante più sentenze invece che mediante 

un unico giudizio (v. DTF 132 IV 102 consid. 8.2; 129 IV 113 consid. 1.1; 118 IV 

119 consid. 1; 109 IV 68 consid. 1; sentenza del Tribunale federale 6B_180/2011 

del 5 aprile 2012, consid. 3.4.1). Secondo la dottrina ciò è espressione della 

garanzia costituzionale della parità di trattamento (ACKERMANN, op. cit., n. 54 ad 

art. 49 CP). Nella determinazione della pena complementare va quindi tenuto 

conto della colpevolezza complessiva per l’insieme dei reati in questione e della 

forchetta edittale posta dal diritto svizzero. 

 

6.3 Orbene nel caso concreto questo Tribunale deve prendere atto del fatto che 

nell’ipotesi di concorso fra i reati per cui A. è qui giudicato colpevole ed il reato di 

corruzione per cui è stato condannato in Italia, il massimo di pena comminato 

dalla legge svizzera è di 7 anni e mezzo di detenzione, prevedendo il reato più 

grave in esame, ovvero la corruzione ai sensi dell’art. 322
ter

 CP una pena 

- 11 - 

massima di cinque anni di pena detentiva, aumentabile per effetto del principio di 

accrescimento o cumulo giuridico di cui all’art. 49 CP fino ad un massimo della 

metà del massimo della pena comminata. Il complessivo grado di colpevolezza 

giusta l’art. 47 CP dovrà essere pertanto valutato entro detti limiti (v. infra 

consid. 7.2). 

 

 

7.  

7.1 Il giudice commisura la pena alla colpa dell'autore. Tiene conto della sua vita an-

teriore e delle sue condizioni personali, nonché dell'effetto che la pena avrà sulla 

sua vita (art. 47 cpv. 1 CP). La colpa è determinata secondo il grado di lesione o 

esposizione a pericolo del bene giuridico offeso, secondo la reprensibilità 

dell'offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti, nonché, tenuto conto delle 

circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità che l'autore aveva di 

evitare l'esposizione a pericolo o la lesione (art. 47 cpv. 2 CP). I criteri da 

prendere in considerazione per la fissazione della pena sono essenzialmente gli 

stessi che venivano applicati nel quadro della giurisprudenza relativa al vecchio 

art. 63 CP (v. DTF 129 IV 6 consid. 6.1 pag. 20 e seg.; sentenza del Tribunale 

federale 6B_360/2008 del 12 novembre 2008, consid. 6.2). Non diversamente dal 

vecchio diritto, la pena deve essere determinata ponderando sia la colpevolezza 

del reo che l’effetto che la sanzione avrà su di lui.  

 

 Oltre a valutare il grado di colpevolezza, il giudice deve dunque tenere conto dei 

precedenti e della situazione personale del reo, nonché della sua sensibilità alla 

pena. Il grado di colpevolezza dipende anche dalla libertà decisionale di cui 

l’autore disponeva: più facile sarebbe stato per lui rispettare la norma infranta, più 

grave risulta la sua decisione di trasgredirla e pertanto anche il suo grado di 

colpevolezza; e viceversa (DTF 127 IV 101 consid. 2a; 122 IV 241 consid. 1a; 

sentenza 6B_547/2008 del 5 agosto 2008, consid. 3.2.2; HANS WIPRÄCHTIGER, 

Commentario basilese, 2a
 
ediz., Basilea 2007, n. 90 ad art. 47 CP; GÜNTER 

STRATENWERTH, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II, 2a
 
ediz., Berna 

2006, § 6 n. 13). Parimenti al vecchio art. 63 CP, il nuovo art. 47 CP conferisce al 

giudice un ampio margine di apprezzamento (sentenza del Tribunale federale 

6B_207/2007 del 6 settembre 2007, consid. 4.2.1, pubblicata in forumpoenale 

2008, n. 8 pag. 25 e seg.). In virtù del nuovo art. 50 CP – che recepisce i criteri 

già fissati in precedenza dalla giurisprudenza (v. Messaggio del Consiglio 

federale concernente la modifica del Codice penale svizzero del 21 settembre 

1998, FF 1999 pag. 1747) – il giudice deve indicare nella sua decisione quali 

elementi, relativi al reato ed al suo autore, sono stati presi in considerazione per 

fissare la pena, in modo tale da garantire maggiore trasparenza nella 

commisurazione della pena, facilitandone il sindacato nell’ambito di un’eventuale 

procedura di ricorso (sentenza 6B_207/2007 del 6 settembre 2007, consid. 4.2.1, 

- 12 - 

pubblicata in forumpoenale 2008, n. 8 pag. 26 e segg.). Il giudice non è obbligato 

ad esprimere in cifre o in percentuali l’importanza attribuita a ciascuno degli 

elementi citati, ma la motivazione del giudizio deve permettere alle parti ed 

all’autorità di ricorso di seguire il ragionamento che l’ha condotto ad adottare il 

quantum di pena pronunciato (v. DTF 127 IV 101 consid. 2c pag. 105; sentenza 

del Tribunale federale 6B_866/2009 del 22 febbraio 2010, consid. 1.5.2). 

 

7.2. A. è nato ad Aosta nel 1959. Ha una figlia ed è divorziato. È entrato 

nell’amministrazione pubblica alla fine degli anni settanta, dapprima come 

assistente tecnico nel campo della meteorologia. Nel 1985 ha fatto un importante 

scatto di carriera passando da funzioni tecniche a posizioni direttive (v. cl. 22 

p. 910.20). Negli anni novanta la Regione Autonoma Valle d’Aosta gli ha affidato 

compiti in ambito geologico. A partire dall’ottobre del 2000, nella sua veste di 

preposto alle procedure urgenti di assegnazione dei lavori resisi necessari in 

seguito all’alluvione che ha colpito la Valle d’Aosta in quel periodo, egli ha 

percepito, approfittando della sua posizione, diverse somme di denaro da alcune 

imprese della regione affinché a quest’ultime venissero attribuiti gli appalti legati 

ai lavori di ricostruzione (v. cl. 19 p. 13.18.3189 e segg.; cl. 22 p. 910.21). Per 

occultare il frutto di questi reati, sanzionati con la suddetta sentenza di 

patteggiamento del 4 aprile 2006 (cl. 19 p. 13.18.3188 e segg.), egli ha riciclato in 

Svizzera EUR 351'489.35. Si tratta di una somma oggettivamente importante. 

Trattandosi di autoriciclaggio gran parte del disvalore dell’atto è comunque già 

preso in considerazione nella pena del reato a monte (v. sentenza del Tribunale 

penale federale SK.2008.5 del 26 gennaio 2009, consid. 10.2). Sulla base della 

sentenza italiana concernente A., l’unica qui rilevante, non si può comunque 

ritenere che il successivo autoriciclaggio sia già stato assorbito nella condanna 

italiana in termini di contegno postdelittuoso rilevante per la commisurazione 

della pena giusta l’art. 133 comma 3 del Codice penale italiano (sulla 

problematica si veda SALVATORE PROSDOCIMI, Profili penali del postfatto, Milano 

1982, pag. 199 e segg.), per cui margini per pronunciare una pena 

complementare, seppur contenuta, rimangono. I reati di riciclaggio sono stati 

commessi nel 2003, per cui in base alla giurisprudenza (DTF 132 IV 1) si applica 

l’attenuante specifica di cui all’art. 48 lett. e CP avendo l’autore tenuto senz’altro 

buona condotta dopo i fatti. Per quanto riguarda invece l’attenuante del sincero 

pentimento, la Corte prende atto che effettivamente risarcimento vi è stato, anche 

se resta un dubbio sul fatto che questo risponda ad un intimo pentimento e non a 

pure ragioni tattiche; fatto sta che giusta la DTF 107 IV 98 consid. 3b pag. 103 in 

caso di dubbio l’attenuante va comunque ammessa. Ciò non toglie che la 

colpevolezza complessiva giusta l’art. 47 CP è grave, tenuto conto oltre al già 

citato ammontare totale delle tangenti intascate e poi riciclate, della reiterazione 

nel tempo della condotta criminale, del movente esclusivamente egoistico e del 

ruolo predominante assunto nell’orchestrare l’insieme delle operazioni di 

http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=6B_207%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F127-IV-101%3Ait&number_of_ranks=0#page101

- 13 - 

riciclaggio. Il comportamento procedurale dell’accusato non si può inoltre definire 

senza riserve collaborativo, costellato come è stato, ancora in sede 

dibattimentale (v. cl. 22 p. 910.20-27), di vaghe spiegazioni, manipolatorie 

divagazioni e strane dimenticanze. Considerando il diverso comportamento 

tenuto in Italia, a fronte comunque di pesanti riscontri a carico, la condotta 

processuale complessiva si ripercuote in maniera solo leggermente mitigatoria 

nella commisurazione della pena.  

 

Orbene, nella sua sentenza del 15 marzo 2012 il Tribunale federale ha dichiarato 

prescritti gli atti di riciclaggio previsti ai capi d'accusa 1.4 e 1.9, ciò che in pratica 

riattualizza la pena complementare di 20 giorni di detenzione pronunciata da 

questa Corte nella sua sentenza del 20/27 luglio 2009 (v. SK.2008.22 

consid. 10.4). Nel frattempo però è trascorso un considerevole lasso di tempo 

(circa tre anni), il che ha automaticamente aumentato l’attenuazione specifica 

giusta l’art. 48 lett. e CP che deve essere obbligatoriamente riconosciuta a A. 

Attenuazione specifica che va estesa all’insieme dei reati pertinenti per il 

concorso retrospettivo (v. DANIEL STOLL, Commentario romando, Basilea 2009, 

n. 90 ad art. 49 CP). Tenuto conto di quanto precede e dedotta la pena di 23 

mesi e 10 giorni di detenzione già irrogata in Italia, A. va sanzionato con una 

pena complementare di 10 giorni di detenzione. 

 

 

8. Il giudice sospende di regola l'esecuzione di una pena pecuniaria, di un lavoro di 

pubblica utilità o di una pena detentiva da sei mesi a due anni se una pena senza 

condizionale non sembra necessaria per trattenere l'autore dal commettere nuovi 

crimini o delitti, a condizione che l'autore, nei cinque anni prima del reato, non sia 

stato condannato ad una pena detentiva di almeno sei mesi (art. 42 cpv. 1 e 

2 CP). La concessione della sospensione condizionale può essere rifiutata anche 

perché l’autore ha omesso di riparare il danno contrariamente a quanto si poteva 

ragionevolmente pretendere da lui (art. 42 cpv. 3 CP). Il giudice può sospendere 

parzialmente l'esecuzione di una pena pecuniaria, di un lavoro di pubblica utilità 

o di una pena detentiva da un anno a tre anni se necessario per tenere 

sufficientemente conto della colpa dell'autore (art. 43 cpv. 1 CP). La parte da 

eseguire non può eccedere la metà della pena (art. 43 cpv. 2 CP). In caso di 

sospensione parziale dell’esecuzione della pena detentiva, la parte sospesa e la 

parte da eseguire devono essere di almeno sei mesi (art. 43 cpv. 3 prima frase 

CP). 

 

8.1 Le condizioni oggettive per la concessione della condizionale ai sensi dell’art. 42 

cpv. 1 e 2 CP sono pacificamente date per A. 

 

- 14 - 

8.2 Sul piano soggettivo, il giudice deve formulare una prognosi sul futuro comporta-

mento del condannato, basandosi su un apprezzamento globale che tenga conto 

delle circostanze dell’infrazione, degli antecedenti del reo, della sua reputazione 

e della sua situazione personale al momento del giudizio. Da prendere in 

considerazione sono tutti gli elementi che permettono di chiarire il carattere del 

condannato nel suo insieme, nonché le sue opportunità di ravvedimento. Nel fare 

questo non è ammissibile sopravvalutare determinati criteri a scapito di altri 

comunque pertinenti. Il giudice deve motivare la sua decisione in maniera 

sufficiente (v. art. 50 CP); la sua motivazione deve permettere di verificare se si è 

tenuto conto di tutti gli elementi pertinenti e come essi sono stati ponderati 

(v. DTF 134 IV 1 consid. 4.2.1; 128 IV 193 consid. 3a; 118 IV 97 consid. 2b; 

sentenza del Tribunale federale 6B_713/2007 del 4 marzo 2008, consid. 2.1, 

pubblicato in SJ 2008 I pag. 279 e seg.). 

 

8.3 A. è rimasto socialmente integrato nonostante il procedimento penale in Italia. 

Professionalmente ha dovuto però ricominciare praticamente da zero, 

riconvertendosi dopo l’inevitabile licenziamento dalla funzione pubblica. Non 

senza difficoltà sta cercando di ricostruirsi una vita, sia familiarmente che 

professionalmente. L’esperienza del presente procedimento, nonché di quello 

italiano con la relativa carcerazione preventiva, l’ha certamente marcato 

servendogli da monito per il futuro. Motivi per escludere la condizionale alla luce 

dell’art. 42 cpv. 3 CP non vi sono, visto che egli ha risarcito il danno nel quadro 

del patteggiamento in Italia. Lo stesso MPC non ha espresso dubbi sull’esistenza 

di una prognosi favorevole. Ragioni per ritenere che l’esecuzione della pena sia 

necessaria per trattenere l’autore dal commettere nuovi crimini o delitti non ve ne 

sono. La condizionale ai sensi dell’art. 42 CP va quindi concessa, come 

d'altronde già fatto anche dal giudice italiano, senza necessità di esaminare né 

l’ipotesi dell’art. 43 CP (v. DTF 134 IV 1 consid. 5.5.2), né quella dell'art. 42 

cpv. 4 CP (v. DTF 134 IV 60 consid. 7.3.1). In considerazione delle circostanze 

del caso e della personalità del condannato, le quali permettono di concludere 

che il rischio di recidiva è molto basso, il periodo di prova può essere senz’altro 

fissato a due anni (sui criteri rilevanti v. le sentenze del Tribunale federale 

6B_1030/2008 del 23 febbraio 2009, consid. 3.1, 6B_626/2008 dell’11 novembre 

2008, consid. 7.1, nonché DTF 95 IV 121 consid. 1). 

 

 

Sulle misure 

 

9. Il giudice ordina la confisca dei valori patrimoniali che costituiscono il prodotto di 

un reato o erano destinati a determinare o a ricompensare l'autore di un reato, a 

meno che debbano essere restituiti alla persona lesa allo scopo di ripristinare la 

situazione legale (art. 70 cpv. 1 CP). Il diritto di ordinare la confisca si prescrive in 

http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=6B_435%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F134-IV-1%3Ait&number_of_ranks=0#page5
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=6B_435%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F128-IV-193%3Ait&number_of_ranks=0#page193
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=it&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&query_words=6B_435%2F2007&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F118-IV-97%3Ait&number_of_ranks=0#page97

- 15 - 

sette anni; se il perseguimento del reato soggiace a una prescrizione più lunga, 

questa si applica anche alla confisca (art. 70 cpv. 3 CP). Se l'importo dei valori 

patrimoniali sottostanti a confisca non può essere determinato o può esserlo 

soltanto con spese sproporzionate, il giudice può procedere a una stima (art. 70 

cpv. 5 CP). 

 

9.1 La confisca di valori patrimoniali in relazione con un reato ha carattere repressivo: 

ha lo scopo di impedire che il reo profitti dell’infrazione da lui commessa, 

evitando in tal senso che il crimine paghi (v. DTF 106 IV 336 consid. 3b/aa; 104 

IV 228 consid. 6b). Costituisce prodotto di reato ogni valore in relazione diretta 

ed immediata con il reato stesso. Quando il prodotto originale dell’infrazione è 

costituito da valori propri a circolare, quali biglietti di banca o moneta scritturale, 

ed è stato trasformato in più riprese, esso resta confiscabile fino a che la sua 

traccia documentaria (Papierspur, trace documentaire, paper trail) può essere 

ricostruita in maniera tale da stabilire il legame con l’infrazione (DTF 129 II 453 

consid. 4.1 p. 461; sentenza del Tribunale federale 1B_185/2007 del 

30 novembre 2007, consid. 9). In questo senso la conversione di una somma di 

denaro in un'altra valuta o in carte valori non fa ostacolo alla confisca 

(DUPUIS/GELLER/MONNIER/MOREILLON/PIGUET/BETTEX/STOLL, op. cit., n. 7 ad 

art. 70 CP). Se i valori considerati sono stati oggetto d’atti punibili sotto il profilo 

dell’art. 305
bis

 CP, essi sono confiscabili in quanto prodotto di quest’ultima 

infrazione (sentenza del Tribunale federale 6S.667/2000 del 19 febbraio 2001, 

consid. 3c, pubblicato in SJ 2001 I pag. 332). In tutti i casi il prodotto di 

un’infrazione commessa all’estero può essere confiscato in Svizzera se i valori in 

questione sono stati oggetto di operazioni di riciclaggio in Svizzera (su tali 

questioni v. DTF 128 IV 145 in part. consid. 2c pag. 149 e seg.). 

 

9.2 Nella fattispecie, l'analisi dell'origine criminale o meno dei valori patrimoniali 

versati da A. in Svizzera può basarsi sulla sentenza di patteggiamento italiana 

del 4 aprile 2006 già cresciuta in giudicato e sulle considerazioni fatte da questa 

Corte in ambito di tipicità della condotta (v. sentenza SK.2008.22 consid. 6), le 

quali valgono quale procedura di stima giusta l’art. 70 cpv. 5 CP. L'importo 

considerato contaminato in base a dette argomentazioni ammonta a 

EUR 351'489.35 per cui è ordinata la confisca del conto attualmente sotto 

sequestro alla banca J. fino all'importo in questione (già conto d'attesa di cassa 

n. 1, ora conto n. 12, cl. 22 p. 682.1 e segg.). Per il resto il conto va 

dissequestrato. A tale conclusione non si oppone un'eventuale prescrizione del 

diritto di ordinare la confisca. In effetti, avendo questo Tribunale, già nella sua 

sentenza del 20/27 luglio 2009, considerato il versamento dell'importo di 

EUR 1'979'440.-- intervenuto il 12 novembre 2003, un atto di riciclaggio per 

rapporto alla somma di EUR 351'489.35 (v. sentenza SK.2008.22 consid. 8.6), la 

prescrizione di tale infrazione si è estinta in virtù dell'art. 97 cpv. 3 CP, per cui il 

- 16 - 

diritto di confisca rimane intatto. Va precisato che la confisca dell'importo in 

questione non si sovrappone tale e quale alla decisione di confisca italiana di 

EUR 400'000.--. Quest'ultimo importo corrisponde infatti al prezzo della 

corruzione relativo ad un periodo più esteso di quello preso in considerazione 

dalla presente autorità per definire il quantum confiscabile. Nella sentenza di 

patteggiamento figurano versamenti a titolo corruttivo in favore di A. già a partire 

dal febbraio 1999 e sino al luglio 2001. La somma confiscata in Svizzera riguarda 

invece unicamente tangenti versate a A. nel 2001 e depositate in Svizzera; essa 

costituisce quindi solo una parte del denaro di origine corruttiva. Non va altresì 

omesso di considerare che in virtù della legge federale sui valori patrimoniali 

confiscati (LRVC; RS 312.4) la Svizzera può concludere con gli Stati esteri 

accordi di ripartizione del denaro confiscato (v. in particolare art. 11 e 

segg. LRVC). L'autorità elvetica competente per negoziare e concludere simili 

accordi è l'Ufficio federale di giustizia (art. 12 cpv. 2 e 13 cpv. 1 LRVC). È 

pacifico che tale autorità dovrà tenere conto della problematica del rischio di una 

doppia confisca, accordandosi con le autorità italiane onde evitare una simile 

evenienza (sulla problematica del ne bis in idem in ambito di confisca dei 

proventi di reato si veda anche l’art. 18 n. 1 lett. e della Convenzione sul 

riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato; 

RS 0.311.53), tenendo conto del fatto che in base al relativo Messaggio del 

Consiglio federale del 24 ottobre 2001 e alla dottrina, in caso di valori legati alla 

corruzione essi dovrebbero essere integralmente restituiti allo Stato estero 

(ROBERT ZIMMERMANN, La coopération judiciaire internationale en matière 

pénale, 3a ediz., Berna 2009, n. 465 pag. 432).  

 

 

Sulle spese e ripetibili 

 

10. Salvo disposizione contraria, i procedimenti pendenti al momento dell'entrata in 

vigore, il 1° gennaio 2011, del Codice di diritto processuale penale svizzero sono 

continuati secondo il nuovo diritto (art. 448 cpv. 1 CPP). Per la ripartizione delle 

spese giudiziarie e delle ripetibili si applicano gli art. 416 e segg. CPP. Esse sono 

calcolate secondo i principi fissati nel regolamento del Tribunale penale federale 

sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura penale 

federale entrato anch'esso in vigore il 1° gennaio 2011 (RSPPF; 

RS 173.713.162). L'art. 22 cpv. 3 RSPPF prevede espressamente la sua 

applicabilità alle cause pendenti al momento della sua entrata in vigore. 

 

10.1 Le spese procedurali comprendono gli emolumenti e i disborsi 

(art. 1 cpv. 1 RSPPF). Gli emolumenti sono dovuti per le operazioni compiute o 

ordinate dalla polizia giudiziaria federale e dal Ministero pubblico della 

Confederazione nella procedura preliminare, dalla Corte penale del Tribunale 

- 17 - 

penale federale nella procedura di prima istanza, e dalla Corte dei reclami penali 

del Tribunale penale federale nelle procedure di ricorso ai sensi dell’articolo 37 

della legge federale sull’organizzazione delle autorità penali della 

Confederazione (art. 1 cpv. 2 RSPPF). I disborsi sono gli importi versati a titolo di 

anticipo dalla Confederazione; essi comprendono segnatamente le spese della 

difesa d’ufficio e del gratuito patrocinio, di traduzione, di perizia, di partecipazione 

da parte di altre autorità, le spese postali e telefoniche ed altre spese analoghe 

(art. 1 cpv. 3 RSPPF).  

 

 In caso di condanna, l'imputato sostiene le spese procedurali. Sono eccettuate le 

sue spese per la difesa d'ufficio; è fatto salvo l'art. 135 cpv. 4 CPP (art. 426 

cpv. 1 CPP). L'imputato non sostiene le spese procedurali causate dalla 

Confederazione o dal Cantone con atti procedurali inutili o viziati (art. 426 cpv. 3 

lett. a CPP) o derivanti dalle traduzioni resesi necessarie a causa del fatto che 

l'imputato parla una lingua straniera (art. 426 cpv. 3 lett. b CPP). L'autorità penale 

può dilazionare la riscossione delle spese procedurali oppure, tenuto conto della 

situazione economica della persona tenuta a rifonderle, ridurle o condonarle 

(art. 425 CPP).  

 

 Gli emolumenti sono fissati in funzione dell’ampiezza e della difficoltà della 

causa, del modo di condotta processuale, della situazione finanziaria delle parti e 

dell’onere della cancelleria (art. 5 RSPPF). In caso di apertura di un’istruttoria, 

l'emolumento riscosso per le investigazioni di polizia si situa tra 200 e 50'000 

franchi (art. 6 cpv. 3 lett. b RSPPF). In caso di chiusura con un atto d’accusa 

(v. art. 324 e segg., 358 e segg., 374 e segg. CPP), l'emolumento relativo 

all’istruttoria oscilla tra 1'000 e 100'000 franchi (v. art. 6 cpv. 4 lett. c RSPPF). Il 

totale degli emolumenti per le investigazioni di polizia e l’istruttoria non deve 

superare 100'000 franchi (art. 6 cpv. 5 RSPPF). Nelle cause giudicate dalla Corte 

penale nella composizione di tre giudici, l'emolumento di giustizia varia tra 1'000 

e 100’000 franchi (art. 7 lett. b RSPPF). 

 

10.2 In caso di abbandono del procedimento o di assoluzione, le spese procedurali 

possono essere addossate in tutto o in parte all'imputato se, in modo illecito e 

colpevole, ha provocato l'apertura del procedimento o ne ha ostacolato lo 

svolgimento (art. 426 cpv. 2 CPP). Se è pienamente o parzialmente assolto o se 

il procedimento nei suoi confronti è abbandonato, l'imputato ha diritto a (art. 429 

cpv. 1 CPP): un'indennità per le spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio 

dei suoi diritti procedurali (lett. a); un'indennità per il danno economico risultante 

dalla partecipazione necessaria al procedimento penale (lett. b); una riparazione 

del torto morale per lesioni particolarmente gravi dei suoi interessi personali, 

segnatamente in caso di privazione della libertà (lett. c). L'onorario è fissato 

secondo il tempo, comprovato e necessario, impiegato dall'avvocato per la causa 

- 18 - 

e necessario alla difesa della parte rappresentata. L'indennità oraria ammonta 

almeno a 200 e al massimo a 300 franchi (art. 12 cpv. 1 RSPPF). Secondo la 

prassi della Corte penale del TPF, se il caso non presenta difficoltà particolari, la 

tariffa oraria applicata ammonta a fr. 230.-- (v. sentenze del Tribunale penale 

federale SK.2011.10 del 26 agosto 2011, consid. 8.1; SK.2010.27 del 12 maggio 

2011, consid. 6.1; SK.2008.7 del 5 febbraio 2009, consid. 9). Se l'avvocato non 

presenta alcuna nota delle spese entro la conclusione dell'udienza finale o entro 

un termine fissato da chi dirige il procedimento, il giudice fissa l'onorario secondo 

libero apprezzamento (v. art. 12 cpv. 2 RSPPF). L'autorità penale può ridurre o 

non accordare l'indennizzo o la riparazione del torto morale se (art. 430 

cpv. 1 CPP): l'imputato ha provocato in modo illecito e colpevole l'apertura del 

procedimento penale o ne ha ostacolato lo svolgimento (lett. a); l'accusatore 

privato è tenuto a indennizzare l'imputato (lett. b); o le spese dell'imputato sono 

di esigua entità (lett. c). 

 

 Alla luce della presunzione d’innocenza, ancorata agli art. 32 cpv. 1 Cost., 6 n. 2 

CEDU nonché 10 cpv. 1 CPP, ogni persona accusata di un reato è presunta 

innocente fintanto che non sia condannata con sentenza passata in giudicato. 

Per una procedura che sfocia nell’assoluzione dell’accusato ciò significa che la 

decisione in questione non deve suscitare l’impressione che la persona 

prosciolta sia comunque in qualche modo colpevole: in ambito di accollamento 

dei costi non deve in particolar modo trasparire, da una lettura da parte di una 

persona sprovvista di specifica formazione giuridica, una qualsiasi forma di 

apprezzamento negativo, sotto il profilo penale, del suo comportamento 

(DTF 114 Ia 299 consid. 2; sentenza del Tribunale federale 6B_770/2008 del 

2 aprile 2009, consid. 2.2). Lo stesso vale in caso di rifiuto dell’indennità 

(DTF 115 Ia 309 consid. 1; TPF 2008 121 consid. 2). L’accollamento dei costi, 

rispettivamente il rifiuto dell’indennità giusta gli art. 426 cpv. 2 e 430 cpv. 1 CPP 

non violano comunque la presunzione d’innocenza se l’accusato prosciolto ha 

chiaramente violato, in maniera civilmente reprensibile (applicando quindi per 

analogia i principi derivanti dall’interpretazione dell’art. 41 CO), norme di 

comportamento scritte o non scritte dell’ordinamento giuridico svizzero, 

provocando in tal modo l’apertura o la prosecuzione del procedimento penale, 

rispettivamente intralciandone l’andamento (cdt. “colpa procedurale”; v. DTF 116 

Ia 162 consid. 2f con rinvii; sentenze del Tribunale federale 1B_39 e 43/2012 del 

10 maggio 2012, consid. 3.3, nonché 1B_12/2012 del 20 febbraio 2012, 

consid. 2.2, riassunta in ius.focus 4/2012 pag. 25, e 6B_570/2007 del 23 maggio 

2008, consid. 6.1.1 pubblicato in RtiD I-2009 N. 45 pag. 189). 

 

 

 

 

- 19 - 

10.3 

10.3.1 Nel caso concreto, per quanto riguarda la procedura di prima istanza 

(SK.2008.22), entrambi gli imputati si sono resi responsabili di una lunga serie di 

gravi leggerezze, imprudenze, irregolarità, sviste, tutte da ricollegare ad una 

scarsa propensione a curare in maniera conforme alle regole scritte e non scritte 

della deontologia e del diritto bancari il “dossier A.”. Obiettivamente molti dei loro 

atti consapevolmente commessi erano inoltre vanificatori della traccia 

(v. sentenza del Tribunale penale federale SK.2008.22, consid. 8.2, 8.3, 8.4, 8.5 

e 8.6). Si tratta di comportamenti civilmente reprensibili che sono stati 

ampiamente descritti nella sentenza SK.2008.22 (consid. 8.2.3 per B. e 8.4.3 

nonché 8.7.2 per C.), contro la quale del resto né B. né C. avevano fatto ricorso, 

in sostanza rinunciando a contestare la forza materiale del giudicato (cfr. 

R. HAUSER/E. SCHWERI/K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6a 

ediz., Basilea 2005, n. 15 pag. 424) in ambito di accollamento delle spese e 

assegnazione dei ripetibili. Essi sono nel loro insieme in rapporto di causalità 

naturale e adeguata con l’apertura e la prosecuzione del presente procedimento 

al punto che il MPC non poteva obiettivamente far altro che rinviare a giudizio sia 

B. che C., investendo un Tribunale del compito di valutare il profilo soggettivo 

della fattispecie. In questo senso la condotta di entrambi gli accusati integra 

chiaramente “colpa procedurale” ai sensi della giurisprudenza. Ne consegue che, 

fermo restando il completo abbandono del procedimento a carico degli imputati, 

ad essi vanno accollate parte delle spese processuali giusta l’art. 426 

cpv. 2 CPP, limitatamente ai costi della procedura SK.2008.22. In applicazione 

dell’art. 430 cpv. 1 lett. a CPP vi è inoltre motivo di rinunciare all'assegnazione di 

un’indennità per gli onorari dei loro avvocati, per gli stessi motivi già addotti nella 

sentenza SK.2008.22 e quindi senza alcun nesso con il successivo destino 

procedurale della causa, segnatamente con l'intervenuta prescrizione. In questo 

senso non si può aderire alle osservazioni di B. in questo ambito (v. cl. 24 

p. 522.3 e seg.) che non tengono in considerazione in alcun modo né tentano del 

resto di contestare (v. anche cl. 24 p. 410.4 e risposta di B. dell'8 giugno 2012) le 

conclusioni fatte a suo tempo dal Tribunale penale federale nella sentenza 

SK.2008.22. 

 

10.3.2 Per quanto riguarda la procedura delle indagini preliminari il MPC ha fatto valere 

un emolumento di fr. 10'000.--, mentre per l’istruzione preparatoria da parte 

dell’UGI è stato invocato un emolumento di fr. 12'000.-- (cl. 22 p. 710.1). Si tratta 

di importi adeguati per procedure di questo tipo e di principio andrebbero divisi in 

parti uguali per ogni accusato (fr. 7'333.-- a testa), sennonché per B. e C. si 

giustifica una messa a carico soltanto parziale (v. supra consid. 10.3.1), 

segnatamente di fr. 3'000.-- a testa, atteso che la reprensibilità civile della loro 

condotta è equivalente e pesa in maniera comunque importante sul complesso 

delle spese illecitamente e colpevolmente cagionate allo Stato. Tenuto conto del 

- 20 - 

parziale proscioglimento e abbandono del procedimento a carico di A. e 

dell’indennità a titolo di ripetibili cui di massima avrebbe per questo motivo diritto, 

vi è ragione di ridurre a titolo di compensazione anche l’emolumento a carico di 

quest’ultimo a fr. 6'000.--. Analogamente la tassa di giustizia della fase 

dibattimentale va fissata ad un totale di fr. 9'000.--, di cui fr. 3'000.-- a carico di A. 

e, in forma ridotta, fr. 1'000.-- a testa per gli altri due accusati. 

 

10.3.3 Per quanto riguarda gli esborsi fatti valere dal MPC, essi ammontano a fr. 1'489.- 

per le indagini preliminari, fr. 9'466.32 + fr. 810.-- per la fase di istruzione 

preparatoria e fr. 50'350.-- per l’attività della polizia giudiziaria (cl. 22 p. 710.1). 

Tuttavia va innanzitutto rilevato che gli importi concernenti le traduzioni, secondo 

prassi e giusta interpretazione estensiva delle garanzie di cui agli art. 6 n. 3 lett. e 

CEDU e 14 n. 3 lett. f Patto ONU II, non possono essere messi a carico del 

condannato (sentenza del Tribunale penale federale SK.2007.8 dell’11 dicembre 

2007, consid. 3.2.3 con rinvii). I costi del procedimento VU.2004.49 relativi a A. 

per un ammontare totale di fr. 3’424.66 di cui nel cl. 20 p. 14.20.1-3, 5-7, 9-11 

non possono essere dunque messi a carico del condannato. Stesso discorso per 

le spese di traduzione messe a carico di B. (fr. 3'041.67) e C. (fr. 2'999.99) di cui 

in cl. 20 p. 14.20.4, 6-10, 12, 14-15. Per quanto concerne i costi fatti valere dal 

MPC nell’ambito delle indagini preliminari (fr. 1'489.--) e dell’istruzione 

preparatoria (fr. 810.--) non traspare quale sia la chiave di ripartizione per 

accusato, mentre appaiono anche i nomi di D. e E. (cl. 20 p. 14.20.38), persone 

che non sono più oggetto della presente procedura (cfr. sentenza SK.2008.22 

Fatti lett. D). Le spese di viaggio e pernottamento di fr. 1'489.--, nonché le spese 

postali per la digitalizzazione di fr. 810.-- sono da considerarsi coperte, come in 

genere secondo prassi di questo Tribunale le spese di spedizione e telefono, 

nell’emolumento in quanto tale (sentenze del Tribunale penale federale 

SK.2007.17 del 3 marzo 2008, consid. 9.3 e SK.2006.6 del 28 settembre 2006, 

consid. 5.2 non pubblicato in TPF 2007 111). Le spese di polizia per un 

ammontare totale di fr. 50'350.- riguardano soltanto A., ma non sono specificate 

nel dettaglio, limitandosi a importi forfettari e tasse, per cui, in assenza di più 

precise spiegazioni, vanno considerate in linea di principio coperte 

dall’emolumento delle indagini preliminari. 

 

10.3.4 Gli esborsi derivanti dalla fase dibattimentale riguardano esclusivamente le 

indennità versate ai testimoni nonché le loro spese di trasporto, di vitto e di 

alloggio. Essi vanno ripartiti come segue. A carico di A. vanno accollate un terzo 

delle spese per l’interrogatorio di R. (cl. 22 p. 910.108), S. (cl. 22 p. 910.115) e P. 

(cl. 22 p. 910.125), per un totale di fr. 340.--. Tale somma va accollata anche a B. 

e C., i quali dovranno tuttavia sostenere anche le spese dei testimoni richiesti: 

segnatamente per il primo T. (cl. 22 p. 910.132), AA. (cl. 22 p. 910.137) e BB. 

(cl. 22 p. 910.145), per un totale di fr. 1'062.--, e per il secondo CC. (cl. 22 

- 21 - 

p. 910.150) e DD. (cl. 22 p. 910.155), per un totale di fr. 714.80. Una riduzione di 

queste spese non si giustifica dato che della parzialità della messa a carico 

complessiva si è già tenuto ampiamente conto nella fissazione della tassa di 

giustizia (v. supra consid. 10.3.2). 

 

10.4 Diverso il discorso per quanto concerne le due procedure di rinvio SK.2010.20 e 

SK.2012.11. Occorre innanzitutto rilevare che, essendo entrambe la 

conseguenza dell'annullamento da parte del Tribunale federale di sentenze di 

questo Tribunale, non verranno prelevate spese procedurali. Per quanto attiene 

invece alle spese ripetibili, vengono fissate le seguenti indennità.  

 

10.4.1 Con scritto del 21 marzo 2012 l'avv. Pitteloud ha presentato la sua nota 

d'onorario relativa al periodo marzo 2006 – marzo 2012. Ribadito che possono 

essere qui presi in considerazione solo le spese e gli onorari relativi alle 

procedure di primo grado posteriori alla sentenza del Tribunale federale del 

21 ottobre 2010 e quindi non più imputabili a colpa procedurale dell'accusato 

(v. consid. 10.3.1 supra), si constata che egli per il periodo in questione ha 

postulato il rimborso di fr. 150.75 a titolo di spese (IVA compresa) e fr. 5'100.-- 

(17 ore di lavoro moltiplicate per un'indennità oraria di fr. 300.--) a titolo d'onorario 

(IVA compresa). Tenuto conto che le spese sopportate e l'attività svolta 

nell'ambito del ricorso al Tribunale federale non possono essere riprese in 

considerazione, avendo l'Alta Corte già assegnato al ricorrente un'indennità per 

ripetibili di fr. 3'000.-- (v. sentenza 6B_248/2011 punto 3 del dispositivo), e che la 

tariffa oraria va fissata nella fattispecie, tenuto conto della complessità della 

causa, a fr. 240.-- (IVA compresa), l'indennità per spese ripetibili complessiva è 

fissata, IVA compresa (8% a partire dal 1° gennaio 2011) a fr. 1'758.85 

(fr. 1'680.-- a titolo d'onorari e fr. 78.85 a titolo di spese). 

 

10.4.2 Gli avv. Moreillon e Mazou postulano un'indennità di fr. 5'970.-- per la prima 

procedura di rinvio, lasciando all'autorità giudicante il compito di valutare l'entità 

delle ripetibili riferite alla presente procedura. In concreto, questa Corte ritiene 

che, essendo la posizione di B. paragonabile a quella di C., l'attività difensiva 

espletata e necessaria non può discostarsi da quella constatata al considerando 

precedente, tanto più che l'importo di fr. 5'970.-- non risulta né oggetto di una 

distinta particolareggiata né motivato. In definitiva, viene fissata un'indennità a 

titolo di ripetibili complessiva identica a quella testé stabilita, ovvero di 

fr. 1'758.85 (IVA inclusa). 

 

10.4.3 L'avv. Postizzi non ha inoltrato note d'onorario per nessuna delle due procedure 

di rinvio. In concreto, tenuto conto dell'attività difensiva espletata e necessaria, 

ritenuta da questa Corte quantitativamente leggermente inferiore rispetto a quella 

- 22 - 

dei legali di B. e C., viene fissata un'indennità a titolo di ripetibili complessiva di 

fr. 1'500.--. 

- 23 - 

Per questi motivi la Corte pronuncia: 

I. Per quanto concerne A. 

1. Il procedimento a carico di A. è abbandonato a seguito di intervenuta prescrizione 

dell'azione penale per quanto concerne i capi d'accusa 1.1, 1.2, 1.4 e 1.9. 

2. L'imputato A. è prosciolto dal capo d'accusa 1.3. 

3. L'imputato A. è riconosciuto colpevole di ripetuto riciclaggio di denaro ai sensi 

dell'art. 305
bis

 n. 1 CP per gli atti di cui ai capi di accusa 1.5, 1.6, 1.7, 1.8 e 1.10 

limitatamente all'importo di EUR 94'552.90, nonché per l'atto di cui al capo di accusa 

1.10 limitatamente all'importo di EUR 351'489.35. 

4. A. è condannato ad una pena detentiva di 10 giorni a valere quale pena 

complementare alla pena di 1 anno, 11 mesi e 10 giorni di reclusione inflitta 

mediante sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti pronunciata il 

4 aprile 2006 dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Aosta. 

5. L'esecuzione della pena è sospesa in applicazione dell'art. 42 CP e al condannato è 

impartito un periodo di prova di due anni. 

6. A. è condannato al pagamento di fr. 9'340.-- a titolo di spese giudiziarie. 

7. Il Ministero pubblico della Confederazione verserà all'imputato un'indennità di 

fr. 1'500.-- a titolo di ripetibili.  

II. Per quanto concerne B. 

1. Il procedimento a carico di B. è abbandonato a seguito di intervenuta prescrizione 

dell'azione penale. 

2. B. è condannato al pagamento di fr. 5'062.-- a titolo di spese giudiziarie. 

3. Il Ministero pubblico della Confederazione verserà all'imputato un'indennità di 

fr. 1'771.35 a titolo di ripetibili. 

 

 

 

- 24 - 

III. Per quanto concerne C. 

1. Il procedimento a carico di C. è abbandonato a seguito di intervenuta prescrizione 

dell'azione penale.  

2. C. è condannato al pagamento di fr. 4'714.80 a titolo di spese giudiziarie. 

3. Il Ministero pubblico della Confederazione verserà all'imputato un'indennità di 

fr. 1'771.35 a titolo di ripetibili. 

IV. Sulle richieste di confisca 

È ordinata la confisca dei valori sequestrati nel conto n. 12 intestato a A. presso la banca 

J. di Ginevra a concorrenza dell'importo di EUR 351'489.35; per il resto il conto è 

dissequestrato. 

 

In nome della Corte penale 
del Tribunale penale federale 
 

Il Giudice unico Il Cancelliere 

 

 

 

 

La versione scritta completa della sentenza viene comunicata a: 

- Ministero pubblico della Confederazione, Procuratore federale Pierluigi Pasi, (sia in 

qualità di parte che di autorità responsabile dell’esecuzione del dispositivo); 

- Avv. Mario Postizzi; 

- Avv. Laurent Moreillon e Miriam Mazou; 

- Avv. Frédéric Pitteloud. 

 

Un estratto della sentenza viene comunicato a: 

- Banca J.; 

Dopo la crescita in giudicato la sentenza sarà comunicata a: 

- MROS (versione completa). 
 

 

 

 

- 25 - 

Informazione sui rimedi giuridici 

Le decisioni finali della Corte penale del Tribunale penale federale sono impugnabili mediante ricorso al 
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione 

(art. 78, art. 80 cpv. 1, art. 90 e art. 100 cpv. 1 LTF). 

Il ricorrente può far valere la violazione del diritto federale e del diritto internazionale (art. 95 LTF). Egli può 
censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione 
del diritto ai sensi dell’articolo 95 LTF e l’eliminazione del vizio può essere determinante per l’esito del 
procedimento (art. 97 cpv. 1 LTF).