# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ce38b620-3650-5a61-9a9f-f3b31d79593d
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-12-31
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 31.12.2003 PVG 2003 22
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2003-22_2003-12-31.pdf

## Full Text

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Raumordnung und Umweltschutz 9
Pianificazione e protezione dell’am- 
biente

Revisione della pianificazione locale. Diritto di essere a- 
scoltati dei proprietari di singoli fondi in merito alla so- 
spensione della procedura di approvazione e su gravame 
governativa. Proposte del municipio contrarie alla vota- 
zione popolare.
– Se il Governo intende, su richiesta di un municipio co- 

munale, sospendere la procedura di approvazione e di 
gravame in corso in merito a due singoli fondi, deve 
dapprima in ottemperanza al diritto di essere sentiti dare 
la possibilità ai proprietari colpiti di esprimersi (cons. 3).

– A corto termine in un’ottica pianificatoria il municipio, 
senza cambiamenti di fatto o di diritto particolarmente 
rilevanti rispetto alla relativa decisione assembleare, non 
può proporre al Governo cantonale, pendente la 
susseguente procedura di approvazione e di gravame, di 
sospendere la procedura per cambiare l’azzonamento di 
singoli fondi deciso dal popolo (cons. 4).

Ortsplanungsrevision. Rechtliches Gehör der Eigentümer 
von einzelnen Grundstücken bezüglich Sistierung des 
regierungsrätlichen Genehmigungs- und Beschwerdever- 
fahrens. Dem Volkswillen widersprechende Anträge des 
Gemeindevorstandes.
– Wenn die Regierung auf Antrag eines Gemeindevor- 

standes beabsichtigt, das laufende Genehmigungs- und 
Beschwerdeverfahren bezüglich einzelner Grundstücke zu 
sistieren, hat sie die betroffenen Eigentümer in Be- 
achtung des Grundsatzes des rechtlichen Gehörs vor- 
gängig anzuhören (E. 3).

– Aus planungsrechtlicher Sicht kann der Gemeindevor- 
stand, ohne dass besonders erhebliche sachliche oder 
rechtliche Änderungen im Vergleich zum entsprechen- den 
Volksentscheid vorliegen, der kantonalen Regie- rung 
während des laufenden anschliessenden Genehmi- gungs- 
und Beschwerdeverfahrens nicht kurzfristig vor-

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schlagen, das Verfahren zu sistieren, um die vom Volk 
beschlossene Zonenzuteilung von einzelnen Grund- 
stücken zu ändern (E. 4).

Considerandi:
3. Come risulta dalla fattispecie, il Governo, in seguito ad 

esplicita richiesta del comune, ha sospeso la procedura di appro- 
vazione in relazione alle particelle no. 600 e no. 93 per un periodo 
massimo di un anno onde permettere all’autorità locale di rie- 
saminare la situazione nell’ottica di un possibile  reinserimento 
delle stesse in zona per edifici e impianti pubblici. I ricorrenti rav- 
visano nella procedura adottata dall’autorità cantonale una palese 
violazione del diritto di essere sentiti in quanto non sarebbe stata 
concessa loro la possibilità di esprimersi sulla richiesta di sospen- 
sione del comune.

Il diritto di essere sentito, ancorato nell’art. 29 cpv. 2 CF, co- 
stituisce uno dei principi fondamentali del procedimento ammini- 
strativo davanti a tutte le istanze. Il rispetto di tale diritto costitu- 
zionale riveste una valenza assoluta per cui, tenor costante prassi 
e giurisprudenza, una disposizione lesiva dello stesso deve essere 
annullata indipendentemente dalla sua conformità materiale. Il di- 
ritto di essere sentito si suddivide in diverse componenti di carat- 
tere procedurale quali la possibilità di esporre i propri argomenti 
prima dell’emanazione di una decisione, la consultazione degli atti 
della pratica, l’adeguata motivazione della decisione e la relativa 
indicazione dei rimedi legali (Imboden/Rhinow, Schweizerische 
Verwaltungsrechtsprechung, Helbing & Lichtenhahn, tomo I, ni. 
80–87).

Nel caso in giudizio, ai sensi delle conclusioni precedenti, 
il Governo era conscio che la sospensione per un anno della pro- 
cedura d'approvazione in particolare per la particella no. 600 
avrebbe implicato, di fatto, un dezzonamento della stessa in base 
ad una nuova procedura avviata dal comune. Alla luce di tale, pre- 
vedibile, conseguenza, vista la ripercussione di carattere legale e 
finanziario sugli attuali ricorrenti, prima di emanare la decisione di 
sospensione il Governo avrebbe dovuto comunicare agli stessi la 
richiesta dell’autorità comunale concedendo loro la possibilità di 
esprimersi al riguardo. Anche qualora non fosse stata a cono- 
scenza della convenzione di permuta, l’autorità cantonale avrebbe 
perlomeno dovuto concedere alla Fondazione ecclesiastica, pro- 
prietaria del fondo interessato, la possibilità di esercitare il diritto 
di essere sentita. Omettendo di rispettare simile garanzia costitu-

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zionale, il Governo ha condotto una procedura affetta da vizio 
grave per cui, già per tale motivo, la decisione di sospensione 
deve essere annullata.

La situazione legale accertata non appare inficiata dagli 
argomenti addotti dal Governo, per i quali ricadrebbe nella sua 
sfera di competenza gestire la durata e le modalità della procedura 
d'approvazione degli strumenti pianificatori comunali, mentre il 
termine di 6 mesi fissato dall’art. 37 cpv. 3 LPTC costituirebbe me- 
ramente una direttiva. In tale contesto appare opportuno distin- 
guere fra i tempi interni della procedura d'approvazione che, per 
motivi di contingenza, possono implicare una temporanea ed 
informale sospensione della pratica, e un formale decreto di so- 
spensione per un periodo doppio a quello fissato dalla direttiva, 
con lo scopo ben preciso di permettere, in sede comunale, il cam- 
biamento della situazione pianificatoria del fondo in questione.

Alla luce di una simile fattispecie, come precedentemente 
accertato, il Governo non si poteva esimere, prima di emanare la 
decisione di sospensione, dal concedere alle parti interessate la 
possibilità di esprimersi al riguardo.

4. In data 26 novembre 2000, l'assemblea comunale ha ap- 
provato la revisione della pianificazione nel cui contesto la parti- 
cella no. 600 è stata attribuita alla zona ampliamento del nucleo 3. 
L’autorità comunale ha quindi inoltrato gli atti al Governo al fine 
dell'approvazione, per poi postulare, l’8 maggio 2002, una so- 
spensione dell’approvazione della situazione pianificatoria della 
particella no. 600 onde poter proporre, nell’ambito della proce- 
dura prevista, l'inserimento della stessa in altra zona. Il Governo 
ha dato seguito alla richiesta sospendendo la procedura per il pe- 
riodo di un anno.

Tale modo di procedere non appare conforme ai disposti 
che reggono la procedura di revisione della pianificazione locale. 
In effetti, il supremo organo decisionale in materia, ai sensi 
dell’art. 37 cpv. 1 LPTC, è costituito dal popolo che discute e ap- 
prova le nuove disposizioni pianificatorie. Pur se l’autorità ammi- 
nistrativa comunale è investita del compito di elaborare i piani e le 
norme edilizie e di presentarli al popolo, ricade nella facoltà di 
quest’ultimo l’accettazione o meno della pianificazione proposta. 
In base alle disposizioni dell’art. 37 cpv. 3–5 LPTC, il Governo, 
quale autorità d’approvazione, è legittimato a censurare le dispo- 
sizioni pianificatorie presentate dal comune solo qualora le stesse 
ledano disposizioni legali o interessi pubblici. Qualora l’apprezza- 
mento del comune sia valido, il Governo non è legittimato a so-

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stituire lo stesso con il proprio. D'altro canto, il comune, da parte 
sua, è vincolato all’espressione della volontà popolare.

Nel caso in giudizio, il comune ha presentato la richiesta di 
sospensione, nel dichiarato intento di procedere ad un diverso az- 
zonamento della particella, meno di due anni dopo l’approvazione 
assembleare della pianificazione locale, ponendosi così in palese 
contrasto con la volontà popolare. Un simile intervento sarebbe, 
al limite, ammissibile qualora, dopo l’approvazione assembleare 
della pianificazione, si fosse creata una situazione urbanistica tal- 
mente diversa da quella precedente da rendere pressoché neces- 
sario un ulteriore intervento di carattere pianificatorio. Una simile 
circostanza non traspare però dagli atti in giudizio, dai quali biso- 
gna invece desumere come gli argomenti presentati al Governo 
con la richiesta di sospensione dell’8 maggio 2002 si basino su 
una situazione identica a quella vigente al momento della deci- 
sione dell’assemblea comunale del 26 novembre 2000. Con la pro- 
pria richiesta, presentata, in un’ottica pianificatoria, a corto ter- 
mine dalla decisione assembleare, il municipio, di fatto, si pone in 
aperto contrasto con la volontà popolare. Non appare, nell’ottica 
procedurale, neppure ammissibile che l’autorità comunale, di pro- 
pria iniziativa, impedisca al Governo di sottoporre all’esame la 
situazione pianificatoria della particella in oggetto dando inizio ad 
una nuova revisione della pianificazione. La situazione sarebbe di- 
versa qualora, nella corretta applicazione dell’art. 37 cpv. 3 LPTC, il 
comune, coinvolgendo gli interessati, si fosse attivato in seguito 
alla constatazione del Governo della mancata conformità pianifi- 
catoria del fondo. In tale evenienza, di fronte all’accertamento da 
parte dell’autorità d’approvazione dell’impossibilità legale di in- 
serire la particella in oggetto nell’area edificabile, la volontà po- 
polare soccomberebbe.

Nel caso in giudizio, però, alla luce degli accertamenti del 
Tribunale amministrativo, bisogna concludere come il Governo 
non fosse legittimato su mera richiesta municipale a sospendere 
la procedura d’approvazione della pianificazione in relazione alla 
situazione di due singoli fondi onde permettere al comune di dare 
avvio ad una nuova pratica di revisione volta a mutare il carattere 
pianificatorio degli stessi. Il Governo è quindi tenuto a portare  
a termine la procedura d’approvazione della pianificazione del 
comune convenuto anche per quanto concerne i citati fondi deci- 
dendo in merito sia all’attribuzione pianificatoria che ai pendenti 
gravami. Solo quando la decisione in materia del Governo sarà 
cresciuta in giudicato, il comune, al limite, nel rispetto delle di-

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sposizioni procedurali ordinarie, potrà avviare, se del caso e se ne- 
cessario, un nuovo procedimento di revisione parziale della piani- 
ficazione locale.
R 02 96 Sentenza del 31 ottobre 2003

L’interposto ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale è stato 
il 15 gennaio 2004 dichiarato inammissibile (1P. 764/2003).