# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e4afce66-d7c7-5603-bf3e-5f6fa82b585e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-02-13
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 13.02.1995 14.1995.4
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-1995-4_1995-02-13.html

## Full Text

Incarto n.

  14.95.00004

  	
  Lugano

  13 febbraio 1995

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente

  Pellegrini e Zali

   

   

  
	
  segretaria:

  	
  avv. Baur-Martinelli,
  vice-cancelliere

  

 

statuendo sulla causa a procedura fallimentare
dipendente dall'istanza presentata il 29 novembre 1994 da

 

 

	
   

  	
  __________

   rappr.
  dal __________

   

   contro

   

  	 

	
   

  	
  __________

   

  

sulla quale istanza la Segretaria assessore della
Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha decretato il 2 gennaio 1995:

 

"1.         E` pronunciato il fallimento
di __________ a far tempo da lunedì, 2 gennaio 1995, alle ore 14.00. 

 

  2/3/4 
omissis".

 

Sentenza tempestivamente dedotta in appello il 4
gennaio 1995 da __________ che ne postula l'annullamento;

 

richiamato il decreto presidenziale 9/10 gennaio 1995
che ha accordato all'appello effetto sospensivo parziale;

 

esaminati
atti e documenti;

 

posti i
seguenti

 

 

punti
di giudizio

 

 

1.     Deve essere accolta l'appellazione 

2.     Tassa di giustizia.

 

 

Ritenuto

 

 

in
fatto

 

                                  A.   Con istanza 29 novembre 1994 __________ ha chiesto il
fallimento di __________ per Fr. 4'088.82 oltre accessori e dedotti eventuali
acconti.

 

 

                                  B.   All'udienza di contraddittorio del 14 dicembre 1994
alle ore 15.30 l'escusso non è comparso.

 

 

                                  C.   L'appellante adduce di aver saldato il suo debito
prima della pronuncia del fallimento e produce una dichiarazione del
rappresentante del creditore in tal senso datata 13 dicembre 1994 (doc. 1).

 

 

Considerato

 

 

in
diritto

 

 

                                   1.   L'appellante adduce per la prima volta in sede
d'appello, di aver saldato il suo debito ante declaratoria di decozione

                                         A
sostegno del suo assunto liberatorio ha prodotto quanto indicato nella
narrativa fattuale sub C.

 

 

                                  a)   La questione a sapere se possono essere ammessi in
seconda sede fatti, prove ed eccezioni nuovi va risolta facendo capo al diritto
processuale civile cantonale, atteso che per l'art. 25 n. 2 LEF il Cantone ha
facoltà sia di ammettere, sia di limitare, sia di escludere fatti nuovi nella
procedura di ricorso di cui all'art. 174 LEF.

                                         Per
gli art. 385 ss. CPC l'istanza di fallimento è trattata con la procedura
sommaria (cfr. in particolare l'art. 387 CPC). 

                                         Contro
la decisione in prima sede del pretore è dato il rimedio dell'appellazione a
questa Camera: il termine di ricorso è di dieci giorni. A prescindere da questa
particolarità, l'art. 388 CPC non modifica in nulla le regole che disciplinano
l'istituto dell'appello. Queste escludono, in virtù dell'art. 321 cpv. 1 lett.
b CPC, la facoltà di addurre in seconda sede nuovi fatti, prove ed eccezioni
(cfr., tra tante, CEF 28 maggio 1980 in re C.SA, in Rep 1981 p. 420; CEF 28
gennaio 1988 in re A. AG c. F.T. e 8 agosto 1989 in re B.A. c. A.SA).

                                         La
scrivente Camera ha, per prassi costante, stabilito una particolarità
procedurale in caso di dichiarazione di fallimento, negando l'ammissibilità di
nova in senso proprio (ossia fatti verificatisi dopo il giudizio impugnato) ma
ammettendo gli pseudonova (ossia fatti rilevanti realizzatisi ante
declaratoria di decozione ma non portati a conoscenza del primo giudice), cfr.
tra tante CEF 8 agosto 1989 in re B.A. c. A. SA oltre CEF 7 giugno 1983 in re
E. c. I. p. 4-5.

                                         Gli
pseudonova devono essere tali da escludere la pronun­cia del fallimento,
qualora fossero stati tempestivamente noti al pretore, e non devono apparire
come un ripiego o un espediente abilmente ideato per evitare il fallimento con
i gravi effetti che ne conseguono (cfr. CEF 28 gennaio 1988 in re A.AG c. F.T.
cons. 1 i.f. e rif. ivi).

 

 

                                   2.   Nel caso in esame, quanto riferito sub 1 in ingresso
costituisce prova sufficiente del pagamento al creditore ante declaratoria di
decozione: il fallimento va quindi annullato.

 

 

                                   3.   La tassa di giustizia è a carico dell'appellante,
siccome non comparso avanti il primo giudice, in ambo le sedi (art. 54 OTLEF).

                                         Non
si assegnano indennità (art. 68 cpv. 1 OTLEF).

                                         Le
spese dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.

 

 

Per
questi motivi,

richiamati
gli art. 171 e 174 LEF, 387 e 388 CPC, nonchè i disposti citati 

 

 

PRONUNCIA

 

                                    I.   L'appello è accolto.

                                         Di
conseguenza il giudizio di prima sede viene così riformato:

 

                                          "1.   La
dichiarazione di fallimento 2 gennaio 1995 pronunciata dalla Segretaria
assessore della Pretura del Distretto di Lugano,  Sezione 5, inc. n. __________
fall., nei confronti di __________, è annullata.

 

                                           2.   La tassa di giustizia di prima sede di Fr. 80.--, da
anticipare come di rito, è a carico di __________.

 

                                           3.   Le spese dell'Ufficio dei fallimenti di Lugano, da
anticipare come di rito, sono a carico di __________ ".

 

                                   II.
  La tassa di giustizia di Fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata
dall'appellante, resta a suo carico.

                                      

                                  III.   Intimazione
a: - __________

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano,

                                         Sezione
5

 

 

 

Per la
Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                                 La
segretaria: