# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2a99505a-c884-59a9-af2d-55132c31caf7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-04-16
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 16.04.2008 14.2007.95
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2007-95_2008-04-16.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2007.95

  	
  Lugano

  16 aprile
  2008/

  LS/sc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretaria:

  	
  Locatelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile
promossa con istanza 28 giugno 2007 da

 

	
   

  	
  AP 1 

  (patrocinata dall' RA 1 e dall' RA 2) 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO 1 

  (patrocinato dall' RA 3) 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

tendente ad ottenere il rigetto provvisorio
dell'opposizione interposta da AO 1 al PE n. __________ del 5/7 febbraio 2007
dell'UEF __________; 

 

sulla quale istanza il Pretore __________, con
sentenza 8 ottobre 2007 (EF.2007.270), ha così deciso:

 

“1.    L'istanza è parzialmente accolta: l'opposizione
interposta dalla parte convenuta al precetto esecutivo n. __________
dell'Ufficio esecuzione e fallimenti,__________, è rigettata in via provvisoria
per fr. 854'317.55, oltre interessi al 5% dal 1.2.2007, nonché fr. 410.– di
spese esecutive. 

 

 

2.    Le spese e la tassa di giustizia per
complessivi fr. 1'000.–, da anticipare dalla parte istante, sono poste a carico
di quest'ultima in ragione di 1/5 e per la rimanenza di 4/5 a carico del
convenuto, tenuto a rifondere alla controparte un importo di fr. 1'000.– a
titolo di indennità parziali. 

 

3.        
omissis”.

 

 

Sentenza dedotta tempestivamente in appello dall'istante che con
atto 18 ottobre 2007 ne postula la riforma nel senso di accogliere totalmente
l'istanza di rigetto provvisorio dell'opposizione, protestate tasse, spese e
ripetibili di primo e di secondo grado,

 

e dall'escusso che con appello 19 ottobre 2007 chiede di respingere
l'istanza di rigetto dell'opposizione, protestate tasse, spese e ripetibili di
primo e di secondo grado;

 

preso atto che il 26 novembre 2007, l'escusso da una parte e
l'istante dall'altra, hanno introdotto le loro osservazioni opponendosi all'appello
della rispettiva controparte;

 

richiamato il decreto presidenziale 22 ottobre 2007 con cui all'appello
dell'escusso è stato concesso effetto sospensivo;

 

esaminati atti e
documenti;

 

ritenuto

 

 

in fatto:                    A.   Con PE n. __________ del 5/7 febbraio 2007 dell'UEF __________, AP 1
[di seguito: la banca] ha escusso AO 1 in via di realizzazione di pegno immobiliare
per l'incasso di fr. 1'075'000.–, e meglio: fr. 850'000.– oltre interessi al
10% dal 1° febbraio 2007 e fr. 225'000.– oltre interessi al 5% dal 1° febbraio
2007 (doc. L). Il precetto esecutivo è stato notificato anche a __________,
moglie dell'escusso (doc. M). Quest'ultimo ha interposto tempestiva
opposizione; la banca ne ha chiesto il rigetto provvisorio. 

 

 

                                  B.   Quale
titolo di credito, la banca ha indicato sul precetto esecutivo: “CHF 70'000.– Inhaberschuldbrief im 1. Rang; CHF 330'000.– Inhaberschuldbrief im
2. Rang; CHE 350'000.– Inhaberschuldbrief im 3. Rang; CHF 100'000.–
Inhaberschuldbrief im 4.Rang” [nb: il foglio annesso al precetto esecutivo non
è stato prodotto]. Quale oggetto del pegno è stato indicato: “Grundbuch __________,
Parzelle Nr. __________, haltend __________ m2 mit
Einfamilienhaus und Schwimmbad und 1/8 Anteil auf Kooperationsparzelle Nr. __________
mit __________ m2”, di
proprietà dell'escusso.

 

 

                                  C.   L'istante ha prodotto quattro
cartelle ipotecarie del valore complessivo di fr. 850'000.–: CI al portatore di
fr. 70'000.– del 9 aprile 1970 iscritta in 1° grado (dg __________: doc. A), CI
al portatore di fr. 330'000.– del 4 luglio 1986 iscritta in 2° grado (dg __________:
doc. B), CI al portatore di fr. 350'000.– del 30 agosto 1988 iscritta in 3°
grado (dg __________: doc. C) e CI al portatore n. __________ di fr. 100'000.– del
16 febbraio 1999 iscritta in 4° grado (dg __________: doc. D). L'istante ha
altresì presentato un contratto di credito ipotecario a tasso fisso (Kreditvertrag
mit Festhypothek) del 9/11 agosto 2005 (doc. E), la convenzione
fiduciaria (Sicherungsübereignung) 22 gennaio 2002 con cui
l'escusso ha ceduto in proprietà e a titolo di garanzia alla banca le quattro
cartelle ipotecarie al portatore (doc. F), la disdetta 16 maggio 2006 del
debito ipotecario e delle cartelle ipotecarie (doc. G), la procura (doc. H) e una
lettera 14 settembre 2006 indirizzata alla procedente dove l'escusso dichiara di
non essere più in grado di far fronte agli oneri ipotecari (doc. I).   

 

 

                                  D.   All'udienza
di contraddittorio 2 ottobre 2007, la banca ha confermato la sua domanda,
producendo gli originali delle quattro cartelle ipotecarie. Il Pretore ne ha
accertato la conformità con le copie agli atti e li ha restituiti all'istante. L'escusso
si è opposto all'istanza contestando il credito posto in esecuzione. Il credito
incorporato dalle cartelle ipotecarie (credito astratto), rivendicato
dall'istante, non corrispondeva al prestito a lui concesso (credito garantito).
E, visto che quelle cartelle erano state cedute in garanzia e non in proprietà,
la richiesta della banca doveva limitarsi al debito effettivo, eccezione che
egli ha sollevato fondandosi sugli art. 872 CC e art. 1 e 18 CO, precisando che,
il giorno dell'udienza, l'importo ammontava a fr. 881'553.75 (interessi
compresi).

 

                                         L'istante
ha obiettato che la cessione a titolo di garanzia delle cartelle ipotecarie -valida-
l'autorizzava a rivendicare il credito astratto da esse incorporato, ritenuta
l'esigibilità del credito causale. Pertanto, esse costituivano dei validi
titoli di rigetto sia per l'importo posto in esecuzione che per il diritto di
pegno. 

 

 

                                  E.   Con
sentenza 8 ottobre 2007 il Pretore __________, ha parzialmente accolto
l'istanza di rigetto dell'opposizione. Anzitutto, avendo posto in esecuzione il
credito astratto incorporato dalle quattro cartelle ipotecarie al portatore, la
banca aveva correttamente proceduto in via di realizzazione del pegno
immobiliare. Pacifica poi la disdetta del mutuo e delle citate cartelle, come
pure la cessione fiduciaria in garanzia alla banca -avvenuta il 22 gennaio
2002- dei relativi titoli. Il Pretore ha quindi ritenuto che sulla porzione di
credito astratto eccedente il debito a carico dell'escusso, le parti avessero concluso
un pactum de non petendo, visto che la clausola n. 5 del contratto
fiduciario non escludeva in modo chiaro ed esplicito questa eventualità. Questo
giustificava la pretesa dell'istante per un importo corrispondente al solo credito
causale. Pertanto, ha rigettato l'opposizione per fr. 854'317.55, ossia il
debito accertato  dalla banca al 9 giugno 2006, oltre interessi di mora al 5%
dal 1° febbraio 2007.

 

 

                                  F.   Contro
la sentenza pretorile si aggrava tempestivamente la banca, contestando la tesi
del Pretore laddove tiene conto dell'esistenza nella convenzione fiduciaria di
un pactum de non petendo a favore dell'escusso per la parte di credito astratto
eccedente il debito effettivo a suo carico. Di fatto, la clausola n. 5 del
contratto l'autorizzerebbe a rivendicare complessivamente fr. 1'075'000.–, importo
comprensivo del credito incorporato dalle quattro cartelle ipotecarie (fr.
850'000.–) e di tre interessi annuali al 10%, oltre interessi di mora dal 1°
febbraio 2007 del 10% sul credito in capitale e del 5% sugli interessi annuali
scaduti (art. 818 e 855 CC), prassi conosciuta dall'escusso, che era stato alle
sue dipendenze quale direttore di succursale. 

 

 

                                  G.   Anche
l'escusso si aggrava tempestivamente contro la sentenza pretorile. Rimprovera
al Pretore di avere accolto -parzialmente- l'istanza di rigetto per il credito
astratto incorporato dalle cartelle ipotecarie, nonostante il pactum de non
petendo contenuto nella convenzione fiduciaria legittimasse l'istante a
chiedere il debito effettivo residuo. E, visto che quest'ultima aveva promosso l'esecuzione
fondandosi sulle cartelle ipotecarie e sul loro valore nominale, il prestito
concesso all'escusso difetterebbe di un valido riconoscimento di debito. In
mancanza di un titolo di rigetto, l'istanza della banca deve quindi essere
respinta.  

 

 

                                  H.   Delle
rispettive osservazioni si dirà, se del caso, in seguito. 

 

 

 

 

Considerato

 

 

in diritto:                  1.   Secondo l'art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda su un
riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata,
il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione. Questo vale
pure nell'esecuzione in via di realizzazione del pegno, sia per il credito che
per il diritto di pegno (art. 153a cpv. 1 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und
Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, n. 13 ad § 33; Bernheim/Känzig,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. II, n. 39 ad art.
151 e n. 7 ad art. 153a; Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 2000, n. 56 segg. ad art. 153).

 

 

                                   2.   La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura
privata ai sensi dell'art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge,
implica necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo
rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro
determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere
dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli
elementi necessari. Condizione essenziale è che la somma di denaro riconosciuta
sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza
e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà
delle parti (Cometta, Il rigetto
provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in: Rep. 1989 338). La volontà di obbligarsi
può anche risultare da un atto pubblico redatto nelle forme stabilite dal
diritto cantonale, come per esempio le cartelle ipotecarie (Cometta, op. cit., 337). 

 

 

                                   3.   Il giudice del rigetto accerta d'ufficio ed in ogni stadio di
causa -quindi anche in sede d'appello- se la
documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito e se
vi è identità fra il creditore, il debitore e il credito indicati nel precetto
esecutivo e nell'istanza con il creditore, il debitore ed il credito di cui ai
documenti prodotti (Cometta, op. cit., 331, Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG,
Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 50 ad art. 84; Gilliéron, op. cit., n. 73 ad art. 82 e n. 68 ad art. 84; Stücheli, Die Rechtsöffnung, tesi,
Zurigo 2000, pag. 112 ad c). Nell'esecuzione in via di realizzazione di pegno
poi, il giudice verifica se vi è un titolo attestante l'esistenza del pegno
indicato nel precetto esecutivo (Staehelin,
op. cit., n. 166 e 169 ad art. 82): salvo menzione espressa contraria,
l'opposizione è in effetti presunta diretta sia contro il credito sia contro
l'esistenza di un diritto di pegno (art. 85 RFF).

 

 

                                   4.   Nel
caso concreto, l'escusso ha interposto “opposizione” al precetto esecutivo n. __________ del 5/7 febbraio 2007 dell'UEF __________ e,
pertanto, essa vale sia contro il credito sia contro l'esistenza del diritto di
pegno.

 

 

                                   5.   La cartella ipotecaria è un credito personale garantito da pegno
immobiliare (art. 842 CC). Si caratterizza per il fatto che essa costituisce
una cartavalore che incorpora sia il credito sia il diritto di pegno
immobiliare che ne è l'accessorio (Steinauer,
La cédule hypothécaire, Fiche juridique suisse n. 639, del 1° febbraio
1999, Ginevra, pag. 2, I.A). Il credito della cartella -qualificato astratto
perché non vi si menziona la sua causa (art. 17 CO)- è indipendente dal
rapporto giuridico di base -all'origine del credito detto causale- che
giustifica la costituzione o il trasferimento della cartella.   

 

                                         Il
trasferimento o la costituzione fiduciaria di una cartella ipotecaria a scopo
di garanzia (“garanzia fiduciaria”, Sicherungsübereignung), lascia
sussistere il credito causale (assenza di novazione, l'art. 855 CC essendo di
diritto dispositivo), conferendo al creditore (causale) la piena titolarità del
credito astratto -e quindi la qualità di creditore pignoratizio immobiliare-
obbligandolo tuttavia a farne uso nella stretta misura necessaria al pagamento
del credito causale, in particolare a restituire al debitore (fiduciante)
un'eventuale eccedenza (CEF, 9 gennaio 2004 [14.2003.52], consid. 4.2c e 4.3
con riferimenti).

 

 

                                   6.   Giusta l'art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto
provvisorio dell'opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi
immediatamente delle eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito;
all'escusso incombe l'onere di dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni
che deduce in giudizio. Secondo la giurisprudenza le eccezioni non solo devono
essere esposte in modo convincente, ma devono anche essere sostanziate in modo
perlomeno verosimile nel senso che a conforto delle allegazioni devono esserci
riscontri oggettivi (DTF 104 Ia 413 consid. 4; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz
über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo 1997, n. 28
ad art. 82; Staehelin, op. cit.,
n. 87 seg. ad art. 82 LEF; Gilliéron, op.
cit., n. 82 ad art. 82; Stücheli, op.
cit., pag. 350 con riferimenti). 

 

 

                                   7.   In concreto, l'istante ha prodotto quattro
cartelle ipotecarie al portatore, tutte iscritte a carico della part. __________
RFD di __________.  

 

                                         a)  Dal contratto di
credito 9/11 agosto 2005 risulta anzitutto che esse sono state cedute in
proprietà alla banca (Diese Schuldbriefe hat die Bank zu Eigentum übernommen)
quale garanzia reale del credito ipotecario concesso all'escusso (doc. E,
pag. 2). L'accordo (doc. E, pag. 3 in alto) rinvia poi alla convenzione
fiduciaria 22 gennaio 2002  che, oltre a ribadire l'avvenuta cessione in
proprietà (besitzt/erwirbt den/die folgenden Schuldbrief/e zu Eigentum)
delle cartelle ipotecarie detenute a titolo di pegno immobiliare (Ferner
anerkennt der Kreditnehmer ausdrücklich das Grundpfandrecht für die
Schuldbriefforderung), esclude esplicitamente la novazione del credito
garantito giusta l'art. 855 cpv. 1 CC (doc. F, n. 1 e 2). Peraltro, né l'esistenza
del pegno immobiliare a favore della procedente né la legittimità
dell'esecuzione in via di realizzazione del pegno, non sono mai state
contestate. 

 

                                         b)  Si è già detto
che, di per sé, solo il credito astratto incorporato in una cartella ipotecaria
è garantito dal pegno (sopra, consid. 5). In concreto, questo significa che, nell'ambito
di un'esecuzione in via di realizzazione del pegno immobiliare, le quattro
cartelle ipotecarie al portatore costituiscono riconoscimento di debito
dell'escusso per fr. 850'000.–, ossia per il loro valore nominale complessivo (sopra,
consid. B).   

 

                                         c)  Inoltre, in
aggiunta a questo importo, il pegno immobiliare garantisce alla creditrice gli
interessi convenzionali del 1.5% (doc. E, pag. 1) calcolati dall'ultima
scadenza (art. 818 cpv. 1 n. 3 CC), e meglio dal 10 giugno 2006 giorno in cui
la pretesa è diventata esigibile (disdetta 16 maggio 2006 con effetto al 9
giugno 2006: doc. G, pag. 1), tenuto conto di altre tre annualità. Invero, la
banca propone un tasso del 10% rinviando alla convenzione fiduciaria 22 gennaio
2002 (istanza di rigetto, pag. 6 n. 7; doc. F, n. 2) e che -di per sé- sarebbe conforme
a quello massimale consentito dal diritto cantonale ticinese (art. 172 LAC). Ma
esso differisce da quello indicato su tre delle quattro cartelle ipotecarie e dalle
relative iscrizioni a registro fondiario (ossia 5%, 7% e 7%: doc. A, B e C e
l'estratto RF allegato al doc. D, pag. 2 e 3), valore garantito dal pegno (Steinauer, Les droits réels, vol. III, 3a ed., Berna
2003, n. 2646 e 2646a; Kamerzin, Le
contrat constitutif de cédule hypothécaire, tesi, Friborgo 2003, n. 631; Trauffer, Basler Kommentar zum ZGB,
vol. II, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco 2003, n. 6 ad art. 795 e n. 10 ad art.
818) e, in ogni caso, ormai superato -poiché più recente- da quello pattuito
dalle parti nel contratto di credito ipotecario 9/11 agosto 2005, ossia 1.5% appunto
(doc. E, pag. 1).   

 

                                         d)  Altresì coperti
dalla garanzia sono poi gli interessi di mora, che la creditrice rivendica dal
1° febbraio 2007 -rammentato come credito ipotecario e cartelle ipotecarie
siano stati disdetti per il 9 giugno 2006- al tasso minimo legale del 5% (art.
818 cpv. 1 n. 2 e cpv. 3 CC; art. 104 cpv. 1 CO) in luogo di quello inferiore
pattuito convenzionalmente, oltre alle spese di esecuzione (art. 818 cpv. 1 n.
2 CC). 

 

                                         e)  Riassumendo
pertanto, rispetto all'importo indicato sul precetto esecutivo, le cartelle
ipotecarie rappresenterebbero semmai valido titolo di rigetto dell'opposizione
per l'importo complessivo di fr. 888'250.– (capitale e tre annualità: fr.
850'000.– + fr. 38'250.–), interessi correnti al 1.5% su fr. 850'000.– dal 10
giugno 2006 al 31 gennaio 2007 e interessi di mora al 5% su fr. 850'000.– dal
1° febbraio 2007. 

 

                                         f)   La
legittimazione attiva della banca infine, è data dalla clausola “al portatore”
(cfr. CEF 25 luglio 2000 [14.99.103], consid. 4a; Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, n. 12 e 22
ad § 17), mentre, quella del convenuto -mai contestata- risulta dal contratto
di credito 9/11 agosto 2005 (doc. E, pag. 2 in basso) in relazione con la
convenzione fiduciaria Sicherungsübereignung (doc. F) e le medesime cartelle
ipotecarie (doc. A, B, C e D): l'escusso, proprietario del fondo a carico del
quale sono iscritte le quattro cartevalori, si riconosce espressamente debitore
delle pretese da esse incorporate.

 

                                         g)  Ciò posto, dai documenti prodotti dall'istante, risulta al 9 giugno
2006 un debito ipotecario accertato a carico dell'escusso di fr. 843'000.– e
fr. 11'317.55 di interessi e spese d'esecuzione (doc. G), importo che è
inferiore rispetto al credito garantito dal pegno (sopra, consid. 7e). In
concreto -e per i motivi di cui si dirà oltre (sotto, consid. 8)- l'escusso ha
tempestivamente eccepito la possibilità per l'istante di soddisfare le proprie
pretese limitatamente alla pretesa causale, da lui stesso quantificata -in sede
di udienza- in fr. 881'553.75, interessi compresi (verbale, pag. 5). Di modo
che, in definitiva, l'opposizione può essere rigettata per questo importo, oltre
interessi di mora al 5% calcolati sul credito capitale di fr. 843'000.– dal 1°
febbraio 2007.        

 

 

 

                                         Sull'appello
di AP 1

 

                                   8.   La convenzione fiduciaria 22 gennaio 2002 esclude che, per
novazione, il credito causale si annullì e fra le parti sussista soltanto il
credito astratto (doc. F, pag. 1). Del resto, il concetto medesimo di cessione
in proprietà a titolo di garanzia di una cartella ipotecaria presuppone, da
parte del creditore pignoratizio immobiliare, di far uso del credito astratto
-che coesiste accanto a quello causale- nella stretta misura necessaria al
pagamento di quest'ultimo (sopra, consid. 5; JdT 2008 II pag. 15). E, questo, implica
necessariamente un pactum de non petendo sulla parte del credito
astratto che non è indispensabile a garantire il pagamento del credito causale
(SJZ 2005 Nr. 18, pag. 431). 

 

                                         In concreto, la banca si duole del fatto che il Pretore abbia solo parzialmente
accolto l'istanza di rigetto, contestando l'esistenza di un pactum de non
petendo a favore dell'escusso. Dimentica tuttavia che questa è una delle
eccezioni che può essere sollevata dall'escusso giusta l'art. 872 CC, ogni qual
volta il creditore esige l'intero pagamento del credito astratto incorporato
dalla cartella ipotecaria (SJZ 2005 Nr. 18, pag. 431; JdT 2008 II pag. 15). In
effetti, secondo questa norma, il debitore può far valere sia le eccezioni
riferite all'iscrizione o al titolo medesimo, sia quelle che gli competono
personalmente contro il creditore procedente. E, in concreto, è appunto ciò che
l'escusso ha fatto in sede di contraddittorio (verbale, pag. 4). A detta della procedente,
la clausola n. 5 della convenzione fiduciaria l'autorizzerebbe a rivendicare
l'intero importo. Ora, di per sé e per contratto, le parti possono certamente abilitare
un creditore a procedere con l'incasso di tutto il credito incorporato in una
cartella ipotecaria: al proposito tuttavia, le pattuizioni devono specificare
che egli può rivendicare più di quanto gli riconosce il contratto di base e
che, solo ad avvenuta realizzazione del pegno, egli è obbligato a restituire un'eventuale
eccedenza al debitore. Una tale clausola deve quindi essere esplicita e chiara
in quanto, nel dubbio, non si presume affatto che il debitore abbia autorizzato
il creditore a chiedere -in virtù della cartella ipotecaria- più del credito
causale e, solo a realizzazione avvenuta, a retrocedere una probabile rimanenza
(Staehelin, Basler Kommentar zum
ZGB II, 3a ed., Basilea 2007, n. 22 ad art. 855). E, nel caso concreto -a
differenza delle argomentazioni dell'appellante- la clausola n. 5, peraltro difficile
da mettere in relazione con la fattispecie, sicuramente non adempie a questi
requisiti. Né, l'istante individua in qualsiasi altro documento agli atti,
riferimenti che lascino supporre il contrario.       

 

 

                                   9.   Ciò posto, come si è già detto (sopra, consid. 7g), all'udienza di
discussione l'escusso ha cifrato in fr. 881'553.75 il debito causale
(comprensivo di interessi) a suo carico, dichiarazione che ripropone davanti a
questa Camera (osservazioni, pag. 4). Tale importo è inferiore rispetto al
credito astratto garantito dalle cartelle ipotecarie agli atti. Perlomeno entro
questi termini, egli ha pertanto riconosciuto il proprio debito oggetto dell'istanza
di rigetto dell'opposizione (Staehelin, Basler
Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. I, n. 19 ad art. 82). Questa
circostanza giustifica il parziale accoglimento
dell'appello e la conseguente riforma del dispositivo n. 1 del giudizio del
Pretore (sopra, consid. 7g). Data la differenza fra gli importi, non occorre
modificare il dispositivo sulla ripartizione degli oneri processuali fissata
dal primo giudice. Tassa di giustizia e indennità in appello seguono,
invece, il vicendevole grado di soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF). 

 

 

 

                                         Sull'appello
di AO 1

                                      

                                10.   Con
il suo appello, l'escusso si duole anzitutto della mancanza di un valido titolo
di rigetto per il credito causale. Egli dimentica tuttavia
che, in concreto, la banca ha posto in esecuzione il credito astratto garantito
dalle quattro cartelle ipotecarie e che, in sede di contraddittorio, ne ha
sottoposto per accertamento al Pretore gli atti in originale. Ed è
pacifico che una cartella ipotecaria costituisca titolo di rigetto a favore del
suo titolare (sopra, consid. 2; SJZ 2005 Nr. 18, pag. 430). Pertanto, di per
sé, non era affatto necessario che nel contempo l'istante producesse altresì un
valido titolo per il debito effettivo a carico dell'escusso. Di modo che, da
questo punto di vista, la censura è priva di fondamento. In questo contesto, è
invece legittimo per il debitore rendere verosimili quelle eccezioni che deduce
dal rapporto di base e che intende opporre al creditore (sopra, consid. 8): e, fra
queste, c'è appunto quella di limitare al credito causale le richieste di
quest'ultimo (JdT 2008 II pag. 16; Stücheli,
Die Rechtsöffnung, Zurigo 2000, pag.385), come in concreto ha fatto
l'escusso. In effetti, e come già esposto, se è vero che egli
ha chiesto la reiezione dell'istanza di rigetto, è altresì vero che sia
all'udienza, sia in appello, egli ha quantificato in fr. 881'553.75 il debito e
gli interessi effettivi a suo carico (sopra, consid. 7g e 9): pertanto, limitatamente
a questo importo, il rigetto provvisorio dell'opposizione è giustificato.

 

 

                                11.   Tassa
di giustizia e indennità seguono la soccombenza dell'appellante (art. 48, 49,
61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).

 

 

                                       

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 82, 151 segg. LEF, 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1
OTLEF;

 

 

 

pronuncia:               I.   1.   L'appello
18 ottobre 2007 di AP 1, __________, è parzialmente accolto. Di conseguenza, il
dispositivo n. 1 della sentenza 8 ottobre 2007  del Pretore __________, è così
riformato:

 

                                         “1.   L'istanza 28 giugno 2007 di rigetto
dell'opposizione è parzialmente accolta. Di conseguenza, l'opposizione
interposta da AO 1, __________, al precetto esecutivo n. __________
dell'Ufficio esecuzione e fallimenti, __________, è rigettata in via
provvisoria per fr. 881'553.75, oltre interessi al 5% su fr. 843'000.– dal 1°
febbraio 2007.” 

                                         

 

                                         2.   La tassa di
giustizia di fr. 900.–, già anticipata da AP 1, __________, resta a suo carico
per fr. 500.–, mentre la rimanenza è posta a carico di AO 1, __________; AP 1, __________,
rifonderà a quest'ultimo fr. 1'000.– a titolo di indennità parziali.  

 

 

 

 

                                   II.   1.   L'appello
19 ottobre 2007 di AO 1, __________, è respinto.

 

 

                                         2.   La tassa di
giustizia di fr. 1'200.–, già anticipata da AO 1, __________, resta a suo
carico; AO 1, __________, rifonderà a AP 1, __________, fr. 2'000.– a titolo di
indennità.

 

 

                                  III.   Intimazione
a:

                                         –RA
1 e RA 2;  

                                         –RA
3.  

 

                                         Comunicazione
alla Pretura __________. 

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giacché il valore litigioso della vertenza è, per
l'istante di fr. 220'682.45 e per l'escusso di fr. 854'317.55, contro la
presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione
(art. 72 e segg. LTF).