# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7966ef62-6c82-579a-8c7f-8a0f9e49bc7e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-05-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.05.2017 32.2016.89
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2016-89_2017-05-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2016.89

   

  BS/lp

  	
  Lugano

  15 maggio 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 29 agosto 2016 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 18 luglio 2016 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                  1.1.   RI 1, classe 1957, professionalmente
attivo quale analista programmatore presso la ditta __________ (con sede a __________)
– di cui egli ha diritto di firma individuale e sua moglie ricopre la carica di
socio gerente con diritto di firma individuale –, nel gennaio 2010 aveva
inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti a seguito dei postumi di un
incidente della circolazione occorsogli il 25 agosto 2009 (doc. AI 8).

 

                                         Sulla base della
documentazione raccolta, eseguita un’inchiesta economica per persone con
attività indipendente (doc. AI 78), con cinque decisioni datate 11 giugno 2013
(preavvisate il 21 febbraio 2013) l'Ufficio AI gli aveva riconosciuto, a far
tempo dal 1° agosto 2010, il diritto ad una rendita di diverse entità, da
ultimo una mezza rendita dal 1° giugno 2012 (doc. AI 92 -96).

 

                               1.2.   Nell’agosto 2013 l’Ufficio AI
ha avviato d’ufficio una revisione della rendita (doc. AI 102). 

 

                                         L’amministrazione ha
proceduto ad aggiornare la documentazione sia medica sia economica, quest’ultima
riguardo alla società __________ per gli anni 2013 e 2014 e la nuova società __________
(iscritta a RC il 23 novembre 2013 con sede a __________, di cui l’assicurato è
gerente con firma invidiale) per l’anno 2014. Eseguita una nuova inchiesta
economica, con decisione 18 luglio 2016, preavvisata il 26 aprile 2016, ha
soppresso il diritto alla rendita. Contestualmente l’amministrazione ha tolto
l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso.

 

                               1.3.   Contro la succitata decisione
l’assicurato, per il tramite dell’avv. RA 1, ha interposto il presente ricorso,
postulando il ripristino della mezza rendita. Contesta l’inchiesta economica ed
in particolare la quota di riparto del 50% degli utili societari tra
l’assicurato e sua moglie, rimarcando come l’Ufficio AI non abbia tenuto conto
dei dati economici del 2015. 

 

                               1.4.   Con la risposta di causa
l’Ufficio AI chiede la reiezione del ricorso e la conferma della decisione
contestata. Rileva che anche utilizzando i dati economici del 2015 l’assicurato
non presenterebbe più un grado d’invalidità pensionabile. 

                                         

                               1.5.   Il 14 aprile 2015 il TCA ha
svolto un accertamento presso l’Ufficio AI, ricevendo risposta il 25 aprile
2017 (IX). Su richiesta di questa Corte, il 2 maggio 2017 il ricorrente ha
preso posizione sull’accertamento eseguito (XII).

 

 

considerato                    in diritto

 

                               2.1.   Oggetto del contendere è
sapere se rettamente l’Ufficio AI ha soppresso la rendita, oppure se, secondo quanto
postulato dal ricorrente, va ripristinato il diritto ad una mezza rendita. 

 

                               2.2.   Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI
in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente
a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité,
in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit,
2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46).

                                         Giusta l'art. 28 cpv. 1
LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno
al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%.

                                         Ai sensi dell'art. 16
LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito
del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e
dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Al proposito va precisato
che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA,
dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il raffronto dei redditi sono
determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del
diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere
rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di
eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della
decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e
suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STFA I 600/01
del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003, consid.
4.1).

 

                               2.3.   Se il grado
d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in
modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata
o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv.
1 LPGA).

                                         Qualsiasi
cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado
d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione
giusta l’art. 17 LPGA.

                                         La rendita
può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile
dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla
capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito
una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a;
vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Una semplice
valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste
sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi
dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Per
stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto
di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento
della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della
pronuncia della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF
133 V 108). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a
confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V
262, 105 V 30; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2010,
p. 379).

                                         

                                         Se la capacità
al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il
cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a
prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità
al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a
prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole
(art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di
revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di
una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC
1984 p. 137).

 

                                         Circa gli
effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad un
assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI stabilisce che la
riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è
messa in atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la
notifica della decisione.

 

                                         L’art. 88bis
cpv. 2 lett. b OAI prevede che la riduzione o la soppressione della rendita o
dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto retroattivamente dalla data in
cui avvenne la modificazione determinante se l’erogazione illecita è causa
dell’ottenimento indebito di una prestazione per l’assicurato o se quest’ultimo
ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente dall’articolo 77
OAI.

 

                               2.4.   Nel caso in esame, va in
primo luogo rilevato che, rispetto alla precedente decisione, la situazione
medica è rimasta invariata (“Si convalida una limitazione stabile del 50%
per ogni attività anche se sedentaria per diminuzione di rendimento come fino
ad ora …”; cfr. annotazioni 12 marzo 2015 del SMR in doc. AI 126).

 

                                         Una modifica vi è invece
stata dal punto di vista economico con la costituzione della nuova società
__________ con sede a __________, presso la quale, secondo quanto indicato
dall’assicurato durante l’inchiesta economica del 7 maggio 2015, “… sono
state assunte 4 persone, 2 ingegneri informatici e 2 specialisti in servizi
informatici. Il dipendente __________ è diventato dipendente della nuova
società. La società è stata creata per mantenere i diritti di proprietà dei
software …” (pag. 418 dossier AI). Inoltre, sempre dalla citata inchiesta
risulta una progressione degli utili aziendali della __________. 

                                         Occorre pertanto verificare
se queste modifiche sono rilevanti ai fini del diritto alla rendita.

 

                               2.5.   Per determinare i redditi da
valido e da invalido, l’Ufficio AI ha utilizzato lo stesso metodo di calcolo di
cui alle decisioni 11 giugno 2013, a loro volta fondate sull’inchiesta
economica per persone con attività professionale indipendente eseguita nel
gennaio 2012 (doc. AI 78).

 

                                         Nell’inchiesta 7 maggio
2015 l’incaricato, dopo avere esposto lo stato di salute, le
indicazioni dell’assicurato, la formazione scolastica e professionale, la
situazione attuale dell’azienda e del personale nonché i cambiamenti imputabili
al danno alla salute, al confronto tra i campi di attività, all’evoluzione dei
redditi dell’impresa, esaminata l’eventuale adozione di provvedimenti
d’integrazione (poi scartata), ha preso il reddito da valido 2010 definito in
sede d’inchiesta economica del gennaio 2012 pari a fr. 214'521.--,
aggiornandolo al 2013 (fr. 216'521) ed al 2014 (fr. 217'788). 

 

                                         Il reddito da invalido,
invece, è stato definito partendo dai salari iscritti nel conto individuale
dell’assicurato, dedotte le indennità giornaliere LAINF, con l’aggiunta del 50%
(quota parte) degli utili aziendali di __________ relativi agli anni 2013, 2014
e di __________ per l’anno 2014 (cfr. allegato 2 inc. AI pagg. 425 e 426 i cui
dati sono stati estrapolati dai relativi bilanci e conti economici delle due
società prodotti il 12 dicembre 2014, 14 e 30 marzo 2016; inc. AI doc. AI 121,
136, 138). Di conseguenza il reddito da invalido è stato fissato
rispettivamente a fr. 121'629.-- (2013) e a fr. 222'607. -- (2014). Dal
raffronto dei redditi per il 2013 è risultato un grado d’invalidità del 44% e
per il 2014 dello 0%.

                                         A titolo di
valutazione finale l’incaricato ha rilevato:

 

" (…)

L’assicurato nel corso del 2013 ha creato una nuova società la __________
a __________ con 4 dipendenti. Tale struttura è stata creata per poter
garantire i diritti di proprietà dei Software che loro propongono. Tale società
ha da subito presentato ottimi risultati come dimostrano i dati contabili.
Quindi l’assicurato ha ottimizzato il proprio lavoro delegando il più possibile
ai 4 dipendenti e lavorando al meglio come lo stato di salute gli permetta ha
ottenuto dei benefici in termini di reddito.

La tabella del raffronto dei redditi del 2014 evidenzia come non vi siano i
presupposti per un diritto a rendita in quanto il grado d’invalidità risulta
pari a 0%.

Si ritiene quindi corretto procedere con la soppressione della rendita sin qui
erogata secondo i termini di legge. (…)” (cfr. incarto AI pag. 423) 

 

                                         Di conseguenza, prendendo
il 2014 come anno di riferimento, con progetto di decisione del 26 aprile 2016 l’Ufficio
AI ha paventato la soppressione della rendita.  

 

                                         Con osservazioni 20 maggio
2016 l’assicurato ha contestato il modo di procedere dell’amministrazione, in
particolare per quel che concerne l’assunto fatto dall’incaricato
dell’inchiesta economica di consideralo quale indipendente, con redditi
percepiti dalle due società. In particolare egli ha rilevato:

 

" (…)

In effetti, contrariamente a quanto preteso dall’UAI, i documenti
che si producono dimostrano come la situazione dell’assicurato non abbia subito
alcun miglioramento e come pertanto la rendita sinora da lui percepita debba
essere confermata sia quale principio che nel suo grado di invalidità.

 

Dagli estratti del Registro di Commercio che si producono si può
rilevare come l’assicurato sia socio della società __________ (doc. 1) con una
quota di 1'000.00 (su CHF 20'000.00 di capitale sociale), mentre per quanto
attiene alla __________ (doc. 2), tutte le quote siano detenute dalla __________.
Già da questo appare evidente come l’assicurato non possa – non si vede infatti
come – trarre quei benefici che appaiono quindi semplicemente asseriti, con
riferimento all’anno 2014, nel rapporto d’inchiesta che sta alla base del
progetto di decisione.

 

Il signor RI 1 è dipendente della __________ ed è unicamente
amministratore della __________, per la quale non svolge altra attività.

 

La __________ non ha mai pagato dividendi alla propria socia __________,
come risulta già dalla dichiarazione __________ che qui si acclude (doc.3).

 

Si allega alla presente anche copia della dichiarazione dei
redditi dei coniugi __________ per l’anno 2014, nonché i bilanci 31.12.2014 e
31.12.2015 delle due società, documenti dai quali appare ulteriormente la
veridicità di quanto sopraesposto (doc.4). (…)” 

(cfr. incarto AI pag. 435-436)

                                         

                                         In risposta, con
annotazioni 1° giugno 2016, l’incaricato ha evidenziato:

 

" (…)

Facciamo presente come nella decisione cresciuta in giudicato
dell’11.06.2013, il collega aveva considerato gli utili societari del 50% con
la moglie in base ai dati reperiti in sede d’inchiesta ed in base all’impegno
sia dell’assicurato che della moglie.

 

In seguito è stata creata una nuova società sempre di proprietà
dei coniugi e di conseguenza abbiamo applicato, uniformemente alla precedente
decisione, lo stesso metodo di valutazione suddividendo gli utili in parti
uguali. (…)” (cfr. incarto AI pag. 471).

                                         

                                         Facendo riferimento a
quanto sopra, con la decisione contestata l’Ufficio AI ha soppresso la rendita.

 

                               2.6.   Nell’ambito dell’istruttoria
relativa alla domanda di prestazioni – sfociata nelle decisioni 11 giugno 2013
(cfr. consid. 1.1) – l’Ufficio AI ha considerato l’assicurato, nonostante egli
sia dipendente della __________, quale persona con attività indipendente. Questo
in virtù della determinante influenza gestionale sulla stessa, insieme alla di
lui moglie, come si evince dall’inchiesta economica del 2012 (cfr. doc. AI 78).

 

                                         Va al riguardo fatto
presente che, secondo la giurisprudenza, generalmente amministratori o
direttori impiegati, che di fatto sono azionisti unici o parziali di una
società anonima e che hanno una determinante influenza sulla gestione della
società, sono formalmente considerati salariati. Tuttavia, in
analogia al principio valido nell’AVS in cui per la distinzione tra attività
dipendente e indipendente sono determinanti le condizioni economiche e non
giuridiche (DTF 122 V 171 consid. 3a con riferimenti), sono considerati
indipendenti gli assicurati che dal punto di vista economico e della politica
aziendale hanno una rilevante posizione in seno alla società; ciò è
segnatamente il caso di ditte individuali che si trasformano in società anonime
di stampo familiare con partecipazione del coniuge, del figlio o di parenti
stretti (STFA I 185/02 del 29 gennaio 2003 consid. 3.1 confermata in STF
9C_453/2014 del 17 febbraio 2014 consid. 4.1 e 8C_928/2015 del 19 aprile 2016
consid. 2.3.4). Lo stesso discorso vale anche nel caso in cui un socio gerente,
formalmente salariato, detiene la maggior parte del capitale societario (in
casu 96%), motivo per cui viene considerato quale indipendente (STF 9C_472/2009
del 28 luglio 2010).

                                         Il
marginale 3028.1 della Circolare sull’invalidità e la grande invalidità
nell’assicurazione per l’invalidità (CIGI), nel tenore valido dal 1° gennaio
2015, prevede che “l'amministratore di una società anonima e il gerente di
una società a garanzia limitata devono essere considerati salariati. Tuttavia,
se una persona che dirige una tale società ha un’influenza determinante su
quest’ultima (ad es. perché è l’unica ad avere il diritto di firma), è
giustificato calcolare il grado d’invalidità con il metodo utilizzato per i
lavoratori indipendenti (ad es. tenendo conto della media dei redditi di più
anni o procedendo a un paragone ponderato dei campi d’attività; v.
8C_898/2010). In particolare un assicurato impiegato da una società anonima è
considerato indipendente se, in qualità di azionista unico, esercita una
notevole influenza sulla ditta. Per fissare il grado d’invalidità non ci si può
basare soltanto sulle iscrizioni nel CI, in quanto in qualità di azionista
unico egli ha un’influenza decisiva sulla ripartizione tra salario e utile
(8C_346/2012)”.

 

                                         Nel ricorso l’assicurato
sostiene di non essere dipendente della nuova società __________, ma unicamente
amministratore e che la __________ detiene la totalità delle 20 quote
societarie della prima. Come risulta dal Registro di commercio, il ricorrente è
socio gerente della __________ con diritto di firma individuale, come del resto
anche per la __________. Non va poi dimenticata, così come appurato
nell’inchiesta economica del 2012, la posizione di controllo dell’assicurato
insieme alla di lui moglie, in seno alla __________. Inoltre, le succitate due
società hanno i medesimi scopi sociali (l’acquisto, la vendita e la mediazione
di computer, accessori e applicazioni ecc.), cosi come si evince dai relativi
estratti del Registro di Commercio (doc. AI 130).

 

                                         Nella __________
l’assicurato ha del resto delegato “maggiormente ai dipendenti” al fine
di “ottimizzare il lavoro e poter prendersi le dovute pause per sopperire i
problemi di salute” (cfr. inchiesta 7 maggio 2015 pag. 421 dossier AI).

                                         In queste circostanze è pertanto
lecito concludere che il ricorrente determina la volontà societaria, motivo per
cui, con riferimento alla succitata giurisprudenza, correttamente è stato
ritenuto, ai fini della valutazione dell’invalidità, come una persona con
attività indipendente. 

 

                                         Per quel che concerne la
determinazione del grado d’invalidità, l’incaricato - in presenza di dati
affidabili - ha rettamente proceduto al raffronto dei redditi. In particolare,
per quel che concerne il reddito da invalido, partendo dal salario percepito
dalla __________, egli ha aggiunto metà degli utili societari. Questo metodo di
calcolo (salario + partecipazione agli utili societari) è stato del resto
utilizzato dall’Ufficio AI e implicitamente confermato da questo Tribunale in
altre sentenze (STCA 32.2016.1 del 30 novembre 2016, 32.2014.143 del 24 agosto
2015; esplicitamente confermato nella STCA 32.2012.95 del 4 febbraio 2013).

                                         In merito alla contestata quota
di ripartizione del 50% degli utili societari tra l’assicurato e sua moglie, uniche
persone che gestiscono le società, va ricordato che nelle annotazioni 1° giugno
2016 l’incaricato ha spiegato di aver fatto riferimento alla precedente
inchiesta economica posta a fondamento delle decisioni 11 giugno 2013, divenute
definitive. Ritenuto che rispetto all’inchiesta economica del 2012 la
situazione all’interno della __________ è rimasta immutata e che ora quest’ultima
controlla la __________, è corretto riprendere la summenzionata ripartizione.

 

                                         Certo che nella decisione
contestata l’Ufficio AI ha considerato i dati economici del 2014 per
giustificare la soppressione della rendita. Nella risposta di causa è stato
rettamente rilevato che a quel momento non erano disponibili i dati aziendali
più recenti e che i bilanci e conti economici provvisori del 2015 non potevano
essere presi in considerazione. Tuttavia, con rapporto 20 settembre 2016,
l’incaricato, prendendo in considerazione i dati aziendali del 2015, è giunto
ad un grado d’invalidità del 35% (VI/1).

 

                                         In merito al calcolo del
reddito da invalido, con lettera del 14 aprile 2017 questo TCA ha chiesto
all’Ufficio AI quanto segue, ricevendo risposta il 24 aprile 2017
dall’incaricato (la risposta è indicata in grassetto):

 

" Nel
rapporto 7 aprile 2016 relativo all’inchiesta economica per indipendenti
l’ispettore ha determinato il reddito da invalido facendo capo “ai dati
inerenti il salario percepito dall’assicurato al quale sottraiamo le IG
percepite e aggiungiamo la quota parte definita in 50% dell’utile societario
per gli anni 2013 e 2014” (pag. 422 incarto AI).

 

1)    Per quale motivo
è stato preso in considerazione quale salario per il 2013 fr. 124'776.-- e per
il 2014 fr. 56'998.--, importi che corrispondono al “reddito fiscale lordo”
(vedi tabelle al punto no. 7) e non quelli registrati nel conto individuale
(CI)? Nell’inchiesta 18 febbraio 2013, invece, è stato utilizzato il salario
risultante dalla distinta AVS (fr. 39'420.-- per il 2010 e fr. 62'742.--; cfr.
pag. 253 incarto AI).

 

Abbiamo ritenuto che durante
l’analisi risultando una discrepanza tra il dato del CI e il reddito fiscale,
quest’ultimo risultasse più rappresentativo e veritiero. Abbiamo in prima
istanza ritenuto che il dato del CI comprendesse ancora le indennità
assicurative, indi per cui abbiamo ritenuto opportuno procedere con il reddito
fiscalmente imposto (cosa ritenuta ora errata in quanto in seguito abbiamo di
nuovo sottratto le indennità percepite, quindi è come se fossero state
sottratte due volte).

 

Ora con il dato del CI 2014 pari a
61'794 e con dato da certificato di salario pari fr. 66'041.-- è evidente che
le IG percepite per tale anno pari a fr. 4'247.-- siano state sottratte. Di
conseguenza abbiamo commesso un errore nel non ritenere tale dato affidabile e
corretto.

Alla luce di quanto sopra il nuovo
calcolo per la definizione del reddito da invalido 2014 risulterebbe come
segue:

Reddito lordo 61'794.-- + ½ utile __________
180'717.-- + ½ __________ 158'997.--.

L’utile 2014 della __________ è
stato calcolato annualizzando (172’247/13*12).

Il redito da invalido 2014 risulta
quindi essere pari a fr. 231'651.--lordi.

 

Per il 2013 avevamo mantenuto lo
stesso metodo di calcolo per mantenere una coerenza nel metodo di calcolo,
tuttavia anche per questo anno il reddito da invalido va ritenuto grazie
all’ausilio dei dati del CI che risultano già al netto delle indennità
percepite.

Il reddito da invalido 2013 è
quindi apri a 74'995.-- + ½ Utile __________ 93'717.--.

Il reddito definito è pari a fr.
121'853.-- lordi.

 

Per le valutazioni di raffronto dei
redditi eseguiti nel rapporto del 7.4.2016 non risultano variazioni le
percentuali di diminuzione del reddito dell’attività professionale rimangono
invariate.

 

 

2)    Cosa s’intende
con “reddito fiscale lordo”, così come esposto nella tabella al punto no. 7
dell’inchiesta (pag. 421 incarto AI)?

 

Con “reddito fiscale lordo”
s’intende il reddito fiscale netto al quale vengono aggiunti i contributi di
legge secondo le percentuali esposte sulle tavole scalari dei contributi
emanate dall’UFAS.

 

3)    Confermate il
reddito con invalidità esposto nella decisione contestata?

 

Correggiamo il reddito da invalido
contestato secondo quanto determinato al punto 1).

 

4)    Nel calcolo
concernente il 2015 contenuto nelle annotazioni 20 settembre 2016, allegate
alla risposta di causa, l’ispettore ha utilizzato il “reddito netto” di fr.
52'374.-- che corrisponde al 2014. Qual è il “reddito fiscale netto” del 2015?

 

Il reddito fiscale netto per il
2015 è pari a fr. 51'253.-- mentre la registrazione a CI riporta 53'410.-- (abbiamo
erroneamente riportato nella valutazione il reddito 2014 – errore di
trascrizione).” (doc. IX/1)

 

                                         Pertanto, con le succitate
dovute correzioni, valgono i seguenti raffronti dei redditi, con i rispettivi
gradi d’invalidità:

 

·       
2013:  reddito da valido fr. 216'521.--, reddito da invalido 

      fr. 121'853.--, grado d’invalidità
del 43,80%;

·       
2014:  reddito da valido fr. 217’789.--; reddito da invalido 

      fr. 231'651.--, grado d’invalidità
nullo;

·       
2015:  reddito da valido di fr. 218'588; reddito da invalido di 

fr. 141’855 [(fr. 51'253
+ aliquota 8.829%) = 55'778.-- di “reddito fiscale lordo” + totale parte quota
redditi aziendali di __________ e __________ di complessivi fr. 86’077 (cfr. il
calcolo riportato nelle annotazioni 20 settembre 2016, VI)], grado d’invalidità
del 35%.

                                      

                                         Non presentando
l’assicurato un grado d’invalidità pensionabile, rettamente l’Ufficio AI ha
soppresso la rendita.

 

                                         Visto quanto sopra, è da
ritenere accertato, con il grado della verosimiglianza
preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 139 V 218
consid. 5.3), che nonostante il danno alla salute, rimasto invariato,
l’assicurato è riuscito ad incrementare i suoi redditi, migliorando di
conseguenza la sua capacità al guadagno in modo tale da non avere più diritto
ad una rendita. 

 

                                         Ne consegue che la
decisione contestata merita conferma, mentre il ricorso va respinto. 

 

                               2.7.   Giusta l'art. 69 cpv. 1bis
LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione
o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle
assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra 200.--
e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al
valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/ 2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008
del 24 settembre 2008).

 

                                         Visto l’esito della
vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso è respinto.

 

                                 2.-   Le spese di procedura di fr.
500.-- sono a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti