# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a786d874-a2c1-53c1-abb3-13c212c5b839
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-10-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.10.2009 C-3873/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-3873-2008_2009-10-29.pdf

## Full Text

Corte II I
C-3873/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 9  o t t o b r e  2 0 0 9

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Johannes Frölicher, Francesco Parrino, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
patrocinata dall'avvocato Roberto Coppola, 
corso Vittorio Emanuele 8, IT-83100 Avellino,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione dell'8 maggio 2008).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-3873/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadina italiana nata il (...), coniugata e madre di tre figli, 
ha  lavorato  in  Svizzera  come operaia  dal  1967  al  1992,  versando  i 
contributi  obbligatori  all'assicurazione  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e 
l'invalidità  (AVS/AI).  Il  31  gennaio  2007,  per  il  tramite  dell'Istituto 
nazionale  italiano  della  previdenza  sociale  (INPS),  l'assicurata  ha 
inoltrato  all'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati 
residenti  all'estero  (UAIE),  una  domanda  per  l'ottenimento  di  una 
rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  L'assicurata 
beneficia di una pensione italiana per invalidi civili dal 2001 (doc. 1 a 
7). 

B. Nell'ambito  dell'istruzione  della  domanda  di  rendita,  l'UAIE  ha 
acquisito, tra gli altri, i documenti seguenti: 

-  il  questionario  per  l'assicurata,  del  19  dicembre  2007,  nel  quale 
quest'ultima  ha  dichiarato,  in  particolare,  di  non  aver  esercitato 
nessuna attività lavorativa negli ultimi tre anni e di soffrire di malattie 
neurologiche ed ortopediche (doc. 10),

-  il  questionario  per assicurati  occupati  nell'economia domestica, del 
19 dicembre 2007, dal quale si evince, in particolare, che l'economia 
domestica dell'assicurata si  compone di  due persone,  viventi  in  uno 
spazio di tre locali,  e che le mansioni casalinghe vengono svolte da 
membri della sua famiglia, durante venti ore alla settimana (doc. 9),

- diversa documentazione medica, dal 2001 al 2007, in parte di difficile 
lettuta,  facente  stato  di  molteplici  diagnosi,  quali  poliartrosi, 
epatopatia,  duodenopatia,  anemia,  spondiloartrosi,  una  verosimile 
sindrome del tunnel carpale ed un gozzo multinodulare (doc. 11 a 45),

-  una  perizia  medica  particolareggiata  E  213  del  dott.  C._______, 
dell'8  giugno 2007,  nella  quale  si  evidenzia  la  diagnosi  d'epatopatia 
cronica a verosimile genesi virale, attualmente in buon compenso, di 
severa  e  diffusa  poliartrosi  e  di  gozzo  multinodulare,  con  un  grado 
d'invalidità  generale  del  52%  e  la  capacità  di  svolgere  un  lavoro 
adeguato alle sue condizioni (doc. 42). 

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C.
L'UAIE  ha  quindi  sottoposto  l'incarto  per  apprezzamento  al  proprio 
servizio medico, nella persona del dott. L._______. Nel suo rapporto 
del 13 febbraio 2008, quest'ultimo ha ritenuto quale diagnosi principale 
una  diffusa  poliartrosi  e  coxartrosi  bilaterale,  nonché  degli  esiti  da 
epatite  B  e  un  gozzo  multinodulare  benigno,  con  un'incapacità 
lavorativa dell'8% per le mansioni domestiche (doc. 47 e 47.1). 

Il  19 febbraio 2008 l'UAIE ha così  emesso un progetto di  decisione, 
con il quale ha manifestato all'assicurata l'intenzione di respingere la 
domanda di rendita, accordandole nel contempo un termine di trenta 
giorni per presentare eventuali obiezioni (doc. 48).

L'assicurata non ha formulato osservazioni, per cui l'UAIE ha emanato, 
l'8  maggio  2008,  una  decisione  di  rigetto  della  domanda  di  rendita 
(doc. 49). 

D.
Contro  questa  decisione,  rappresentata  dall'avvocato  Coppola, 
l'assicurata ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo federale il 5 
giugno  2008,  chiedendo  il  riconoscimento  del  suo  diritto  ad  una 
rendita d'invalidità a far data dalla presentazione della domanda e, in 
via subordinata, l'esecuzione di una perizia medica. La ricorrente ha 
trasmesso  nel  contempo  della  documentazione  medica,  tra  cui  un 
rapporto del  dott. DM._______, del  10 marzo 2008,  in cui  si  attesta 
che  è  stato  eseguito  un  impianto  THA  (Total  Hip  Arthroplasty  o 
artroplastica totale dell'anca) a livello dell'anca destra,  ed un referto 
neurologico del dott. S._______, del 17 aprile 2008, in cui si riferisce 
la presenza di note ansiose e l'assenza di deficit neurologici. 

Chiamato a pronunciarsi sulla nuova documentazione medica, il dott. 
L._______ ha constatato, nel  suo rapporto del 10 ottobre 2008,  che 
essa  non  apporta  alcun  nuovo  elemento  diagnostico,  per  cui 
l'apprezzamento dello stato di salute della ricorrente rimane invariato 
(doc. 51). 

L'UAIE  ha  risposto  al  ricorso  il  28  ottobre  2008,  riferendosi  in 
particolare  all'ultima  presa  di  posizione  del  dott.  L._______,  ed  ha 
proposto di respingerlo e di confermare quindi la decisione impugnata. 

La  ricorrente  ha  replicato  il  5  dicembre  2008,  riconfermando  la 

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richiesta di  riconoscimento del suo diritto ad una rendita d'invalidità, 
ed  ha  prodotto  una  relazione  di  consulenza  medico-legale  del  dott. 
A._______, del 28 novembre 2008, nella quale è posta la diagnosi di 
epatopatia  cronica,  poliartrosi  diffusa,  bronchite  cronica,  cefalea, 
vertigini, gozzo multinodulare, falda di versamento intra-articolare del 
ginocchio  sinistro,  impianto  THA  a  livello  dell'anca  destra,  coxum 
profundum e stato  ansioso,  con  un'inabilità  lavorativa  del  100% per 
qualsiasi attività. 

Il  dott.  L._______  ha  preso  posizione  sulla  detta  relazione  di 
consulenza  medico-legale,  con  rapporto  del  26  gennaio  2009,  dal 
quale si evince che essa non rivela nuovi elementi diagnostici, salvo 
uno  stato  ansioso,  il  quale  non  è  però  mai  stato  menzionato  in 
precedenza e non è reso plausibile, per cui la valutazione medica del 
caso rimane immutata. 

L'UAIE ha duplicato il 29 gennaio 2009, facendo riferimento all'ultimo 
rapporto del dott. L._______, ed ha riconfermato le proprie conclusioni 
(doc. 53). 

E.
Con decisione incidentale dell'11 febbraio 2009, questo Tribunale ha 
invitato  la  ricorrente  a  versare  un anticipo  equivalente  alle  presunte 
spese processuali di Fr. 300.-. Il relativo versamento è stato effettuato 
il 9 marzo 2009.
 

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20). 

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1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi, 
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti 
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art. 
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso è  ammissibile,  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge  (art.  59  e  60  LPGA,  nonché  l'art.  52  cpv. 1  PA),  e  visto  che 
l'anticipo di Fr. 300.- relativo alle spese processuali è stato versato nel 
termine impartito.  

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 

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della Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 del Regolamento 
CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati  (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

4.
La  ricorrente  ha  contestato  la  validità  materiale  della  decisione 

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dell'UAIE,  chiedendo che le  sia  riconosciuto  il  diritto  ad una rendita 
d'invalidità. 

5.
Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  presente  legge  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI, nel suo tenore in vigore 
fino al 31 dicembre 2007, precisa che, se l'assicurato si annuncia più 
di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i dodici mesi precedenti la richiesta. 

In  concreto,  la  ricorrente  ha presentato  la  domanda di  rendita  il  31 
gennaio 2007. Questo Tribunale può quindi limitarsi ad esaminare se 
la  ricorrente  abbia  diritto  ad  una  rendita  il  31  gennaio  2006  (ossia 
dodici mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un 
diritto alla rendita sia sorto tra tale data e l'8 maggio 2008, data della 
decisione  dell'UAIE.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza, 
infatti,  la  legalità della  decisione impugnata,  in  generale,  secondo lo 
stato di  fatto esistente al  momento in cui  la decisione in lite è stata 
resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Secondo  le  norme  applicabili,  per  avere  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  un  cittadino  italiano  deve 
adempiere, cumulativamente, le seguenti condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

-  aver  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera,  ad  un'assicurazione 
sociale assimilata (Foglio federale/FF p. 4065; art. 45 del regolamento 
1408/71)  di  uno  Stato  membro  dell'Unione  europea  o 
dell'Associazione europea di  libero  scambio,  durante un anno intero 
almeno,  rispettivamente,  a  partire  dal  1°  gennaio  2008,  durante 
almeno tre anni, di cui almeno uno in Svizzera (art. 36 LAI).

In concreto, è pacifico che la ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI 
svizzera  durante  più  di  tre  anni  e,  pertanto,  adempie  la  condizione 
della  durata  minima  di  contribuzione,  alla  quale  la  legge  subordina 

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l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalida ai 
sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  Va 
ricordato che fino al  31 dicembre 2003,  la LAI prevedeva il  diritto al 
quarto di rendita con un tasso d'invalidità del 40% almeno, alla mezza 
rendita con un tasso d'invalidità del 50% almeno ed alla rendita intera 
con un tasso d'invalidità dei due terzi (66.67%). In seguito all'entrata in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter 

LAI ( art. 29 cpv. 4 LAI a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale 
le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo 
ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'Unione europea e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 
alle  seguenti  condizioni:  (a)  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  (b)  ha  avuto un'incapacità  di  lavoro  (art. 6 

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LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e (c) al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

7.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a 
cpv. 1  LAI  dal  1°  gennaio  2008),  per  valutare il  grado d'invalidità,  il 
reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione,  tenuto  conto  di  una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido.  In  altri  termini  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 
risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla 
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la conseguente incapacità lavorativa.

7.6 Occorre precisare che l'invalidità dell'assicurato che non esercita 
un'attività  lucrativa,  ma  svolge  le  proprie  mansioni  consuete,  e  dal 
quale non si può ragionevolmente esigere che intraprenda un'attività 
lucrativa,  è  determinata,  in  deroga  all'art.  16  LPGA,  in  funzione 
dell'incapacità  di  svolgere  le  proprie  mansioni  consuete  (art. 5  e 28 
cpv. 2bis  LAI [art. 28a cpv. 2 LAI a partire dal 1° gennaio 2008] e art. 8 
cpv. 3 LPGA). L'art. 27 OAI precisa che, per mansioni consuete di una 

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persona  senza  attività  lucrativa  occupata  nell'economia  domestica, 
s'intendono gli usuali lavori domestici, l'educazione dei figli nonché le 
attività artistiche e di pubblica utilità. 

Per quanto riguarda la scelta del metodo di valutazione dell'invalidità 
di una persona assicurata che non esercita più un'attività lucrativa, si 
deve verificare  quale  sarebbe stata  l'attività  esercitata  se  non fosse 
subentrata  l'invalidità.  In  altre  parole,  lo  S._______  dell'assicurato 
viene determinato valutando se lo stesso, da sano, quindi se non fosse 
subentrato  il  danno  alla  salute,  avrebbe  consacrato  l'essenziale  del 
suo lavoro all'economia domestica o ad un'occupazione remunerata, e 
questo  tenendo  conto  dell'evoluzione  della  situazione  fino 
all'emanazione  della  decisione  impugnata.  L'ipotetica  ripresa  di 
un'attività lucrativa va ammessa dove tale eventualità si presenti alla 
luce della situazione personale, familiare, sociale ed economica, con 
un grado di verosimiglianza preponderante (DTF 125 V 150 consid. 2c, 
117 V 194 consid. 3b).

7.7 In  concreto,  dall'incarto  risulta  che  la  ricorrente  ha  smesso  di 
lavorare  in  Svizzera  nel  1992  e  che,  da  allora,  non  ha  più  svolto 
nessuna  attività  lucrativa  (doc.  1,  8  e  9).  Di  conseguenza,  appare 
giustificato  applicare,  per  calcolare  il  grado  d'invalidità,  il  metodo  di 
valutazione relativo alle persone senza attività lucrativa, piuttosto che 
il metodo generale, come peraltro correttamente ammesso dall'UAIE.

7.8 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico-giuridica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 
apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 
ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2 e DTF 114 V 310 consid. 3c). 

8.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti 
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 

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114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti 
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di 
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

9.

9.1 In concreto, dall'insieme della documentazione medica agli atti e, 
in  particolare,  dalla  perizia  E  213  del  dott.  C._______,  medico 
dell'INPS, dell'8 giugno 2007 (doc. 42), risulta la diagnosi d'epatopatia 
cronica,  di  poliartrosi  e  di  gozzo multinodulare. A ciò  si  aggiungono 
degli esiti da impianto THA a livello dell'anca destra, come evidenziato 
dal rapporto del dott. DM._______, del 10 marzo 2008. 

Visto il carattere univoco di questa diagnosi, il collegio giudicante non 
intravede nessun motivo per discostarsene. 

Ciò stante, nel  referto neurologico del dott. S._______, del 17 aprile 
2008,  è  riportata  la  presenza  di  note  ansiose,  senza  nessuna 
spiegazione di sorta riguardo alla loro genesi, alla loro evoluzione ed 
alla  loro  intensità.  A  questo  proposito,  il  dott.  Lehamnn,  medico 
dell'UAIE, ha rilevato, nel suo rapporto del 26 gennaio 2009 (doc. 53), 
che questa affezione non è menzionata in nessun altro rapporto agli 
atti e che non è dato di sapere se è sottoposta a terapia, per cui non 
appare  credibile  che  essa  presenti  un  carattere  invalidante.  Inoltre, 
nella  perizia  E  213,  benché  risalente  al  giugno  2007,  le  condizioni 
psichiche  e  il  tono  dell'umore  della  ricorrente  erano  stati  definiti 
normali. 

9.2 Per costante giurisprudenza, le affezioni appena menzionate sono 
di carattere labile, ossia suscettibili di migliorare o di peggiorare. Così, 
nell'assenza  di  uno  stato  di  salute  sufficientemente  stabilizzato,  è 
inapplicabile l'art. 29 cpv. 1 let. a LAI (nella versione in vigore fino al 31 

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dicembre 2007), per cui può entrare in considerazione solo la lettera b 
della citata norma legale, la quale prevede un termine di attesa di un 
anno.  Pertanto,  la  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha subito, senza interruzione notevole, un'incapacità lavorativa di 
almeno il 40% durante almeno un anno.

10.
Il dott. C._______ ha fissato, nella perizia E 213, un grado d'invalidità 
generale del  52%, ritenendo la ricorrente in grado di  svolgere lavori 
leggeri,  come  pure  la  sua  ultima  attività  d'operaia  nell'industria 
alimentare  a  tempo  pieno.  Dal  punto  di  vista  neurologico,  egli  ha 
osservato  dei  movimenti  (forza  e  tono  muscolare)  e  un'andatura 
normali ed ha rilevato un deficit funzionale discreto a livello del rachide 
lombosacrale e lieve a livello delle ginocchia.

Dal canto suo, il medico dell'UAIE ritiene, nella sua presa di posizione 
del  13  febbraio  2008 (doc. 47),  che la  ricorrente presenta  un grado 
d'invalidità  dell'8%  quale  casalinga.  Egli  osserva  cle  l'assicurata  ha 
sofferto, nel 2001, di un'epatite B, la quale attualmente risulta essere 
guarita, visti i risultati degli esami eseguiti che evidenziano un fegato 
di volume normale (ecografia addome completo del 5 giugno 2007) e 
dei valori di laboratorio pure nella norma (analisi del 7/8 marzo 2007); 
per  quanto  concerne  la  poliatrosi,  egli  rileva  che  tale  affezione  è 
clinicamente  irrilevante  tenuto  conto  delle  costatazioni  del  Dott. 
C._______.  Chiamato  ad  esprimersi  in  merito  alla  documentazione 
esibita  in  sede  di  ricorso,  il  medico  dell'UAIE  ha  osservato  che 
l'intervento per protesi dell'anca si è svolto normalmente e che gli esiti 
di  tale  intervento  influiscono  solo  limitatamente  sulla  capacità  della 
ricorrente  a  svolgere  le  mansioni  di  casalinga  per  un'economia 
domestica  composta  da  due  persone.  Per  il  resto  vengono  solo 
menzionate  le  conosciute  manifestazioni  degenerative  dell'apparato 
locomotorio.  Egli  ha  considerato  che  le  affermazioni  riportate  nel 
questionario per assicurati occupati nell'economia domestica (doc. 9), 
secondo le quali praticamente tutte le attività di casalinga non possono 
essere eseguite dalla ricorrente, non sono plausibili . 

Ora,  se  è  vero  che  dal  formulario  per  gli  assicurati  occupati 
nell'economia domestica,  compilato dalla  ricorrente stessa,  si  evince 
che quest'ultima non sarebbe in  grado di  svolgere alcuna mansione 
domestica,  il  Tribunale  può  tuttavia  concludere,  sulla  base  della 

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documentazione  medica  agli  atti,  che,  ad  eccezione  dei  lavori  che 
richiedono  uno sforzo fisico,  la  ricorrente  è  in  grado di  compiere  le 
normali  mansioni  di  casalinga in  una misura  che esclude il  diritto  a 
prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità svizzera. 

11.
È  necessario  a  questo  punto  ricordare  che,  secondo  un  principio 
generale  del  diritto  delle  assicurazioni  sociali,  ogni  assicurato  ha 
l'obbligo di ridurre il  danno conseguente alla sua invalidità (sentenza 
del  Tribunale  federale I  147/01 del  9  maggio  2001; DTF 123 V 230 
consid.  3c  e  DTF  117  V  275  consid.  2b).  In  virtù  di  tale  obbligo, 
l'assicurato  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  ragionevolmente 
esigibile  per  ovviare  nel  modo  migliore  possibile  alle  conseguenza 
della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua 
capacità lavorativa, se necessario in una nuova professione (sentenza 
del  Tribunale  federale  I  543/03  del  27  agosto  2004;  DTF  113  V  22 
consid. 4a). 

Secondo  la  giurisprudenza,  questo  obbligo  vale  anche  per  le 
casalinghe invalide. Infatti, una casalinga invalida deve organizzarsi in 
modo tale da ridurre gli  effetti  del proprio impedimento, adottando le 
misure  che  prenderebbe  una  persona  ragionevole  nella  sua  stessa 
situazione, per potere sbrigare le faccende domestiche nel modo più 
completo  e  indipendente  possibile.  Se  una  casalinga  invalida  può 
svolgere  certi  lavori  domestici  solamente  con  fatica  e  impiegando 
molto più tempo del solito, deve rivolgersi  ai propri  familiari,  affinché 
l'aiutino nel  limite del  possibile. La perdita  di  guadagno che subisce 
una  casalinga  invalida  può  essere  compensata  unicamente  se 
l'esecuzione  delle  faccende  domestiche  avviene  da  parte  di  terzi 
contro rimunerazione oppure, se essa avviene da parte dei familiari, 
qualora questi subiscano una perdita pecuniaria o debbano fare uno 
sforzo  sproporzionato.  Nel  quadro  della  valutazione  del  grado 
d'invalidità di una casalinga, l'assistenza dovuta dai familiari va perciò 
oltre  alla  misura  di  ciò  che  è  usuale  quando  non  sussiste  nessun 
danno alla salute (DTF 133 V 504 consid. 4.2). 

12.
Di  conseguenza,  in  applicazione  delle  norme  legali  e  della 
giurisprudenza  sopra  citate,  la  decisione  impugnata  dell'8  maggio 
2008 deve essere confermata e il ricorso respinto. 

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13.

13.1 Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola 
messe a carico della parte soccombente.

In  concreto,  visto  l'esito  della  procedura  che  vede  la  ricorrente 
soccombere, le spese processuali di Fr. 300.- sono poste a carico di 
quest'ultima  e  compensate  con  l'anticipo  dello  stesso  ammontare, 
versato il 9 marzo 2009.

13.2 In  conformità  con  l'art.  64  cpv.  1  PA,  l'autorità  di  ricorso,  se 
ammette il ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una 
indennità per le  spese indispensabili  e relativamente elevate che ha 
sopportato (spese ripetibili).

Visto l'esito della procedura, non si assegnano alla ricorrente indennità 
per spese ripetibili. 

Per quanto concerne l'UAIE, le autorità federali  non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del Regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di Fr. 300.- sono poste a carico della ricorrente e 
compensate con l'anticipo versato il 9 marzo 2009.

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione: 

- al rappresentante della ricorrente (Raccomandata A/R);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali. 

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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