# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 36a4b73c-93e9-594b-9967-83360f1594f4
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2000-02-08
**Language:** it
**Title:** Bundesgericht I. Zivilrechtliche Abteilung 08.02.2000 4P.278/1999
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BGer/CH_BGer_004_4P-278-1999_2000-02-08.html

## Full Text

[AZA 3] 

 

4P.278/1999 

 

          I C O R T E C I V I L E 

          *************************** 

 

    
  8 febbraio 2000 
  
 

 

Composizione della Corte: giudici federali Walter, presi- 

dente, Klett e Rottenberg Liatowitsch. 

Cancelliera: Gianinazzi. 

 

________ 

 

Visto il ricorso di diritto pubblico del 15 novembre 1999 

presentato dalla 
  UBS S.A., Zurigo-Basilea, patrocinata
 

dall'avv. Luca Zorzi, Bellinzona, contro la sentenza ema- 

nata l'11 ottobre 1999 dalla 
  II Camera civile del Tribunale
  
 

    
  d'appello del Cantone Ticino nella causa che oppone la ri-
 

corrente alla 
  S.A. Cave Granito Ticinesi, Iragna, patroci-
 

nata dall'avv. Massimo Bionda, studio legale Flavio Gemet- 

ti, Lugano, in materia di procedura civile (legittimazione 

processuale, formalismo eccessivo); 

    
  R i t e n u t o i n f a t t o : 
  
 

 

    
  A.- 
  
 

 Con precetto esecutivo del 7 gennaio 1998,  

l'UBS S.A. ha escusso la S.A. Cave Granito Ticinesi per 

l'incasso di fr. 44'538.10 oltre interessi. Il 26 marzo 

successivo, preso atto dell'opposizione interposta dall' 

escussa, la banca si è rivolta al Pretore del Distretto di 

Riviera onde ottenere la condanna della società al pagamen- 

to del citato importo. Avversando nel merito la domanda, la 

convenuta ha preliminarmente eccepito la carenza di legit- 

timazione dei rappresentanti della banca attrice, avvocati 

Pesciallo e Calvarese, impiegati presso il servizio giuri- 

dico del gruppo UBS e firmatari della petizione: oltre ad 

essere sprovvisti della qualità di organo questi avvocati 

non risultano infatti nemmeno iscritti all'Albo degli avvo- 

cati del Canton Ticino. L'eccezione è stata recisamente 

contestata dall'attrice, la quale ha ribadito la legittima- 

zione dei due legali a rappresentarla nel processo in virtù 

dell'autorizzazione rilasciata loro dagli organi della so- 

cietà. 

 

       Il giudice di prime cure ha respinto l'eccezione 

con decreto del 26 maggio 1999; egli ha considerato l'avv. 

Pesciallo, da solo, organo di fatto dell'attrice, ciò che 

basta a riconoscergli la rappresentanza processuale. 

 

       Di diverso avviso la II Camera civile del Tribunale 

d'appello del Cantone Ticino che, adita dalla convenuta, ha 

accolto l'impugnativa e dichiarato nulla la petizione del 

26 marzo 1998. 

 

    
  B.- 
  
 

 Postulando l'annullamento della predetta sen-  

tenza l'UBS S.A. è insorta dinanzi al Tribunale federale 

con un ricorso di diritto pubblico del 15 novembre 1999. 

 

       La S.A. Cave Granito Ticinesi ha proposto la reie- 

zione del ricorso in quanto ricevibile, mentre l'autorità 

cantonale ha rinunciato a formulare osservazioni. 

 

       Il 19 novembre 1999 la richiesta di effetto sospen- 

sivo presentata contestualmente al gravame è stata respin- 

ta. 

 

    
  C o n s i d e r a n d o i n d i r i t t o : 
  
 

 

    
  1.- 
  
 

 Dopo aver rammentato che gli avvocati Pescial-  

lo e Calvarese non possono, effettivamente, assumere manda- 

ti di patrocinio processuale poiché non iscritti all' Albo 

degli avvocati del Canton Ticino, i giudici ticinesi hanno 

esaminato la possibilità di ammettere l'esistenza di una 

rappresentanza legale a favore dell'avv. Pesciallo, tale da 

permettergli di tutelare da solo gli interessi della ricor- 

rente (cfr. art. 64 cpv. 1 in fine del Codice di procedura 

civile [CPC] ticinese), giungendo a una conclusione negati- 

va. Egli risulta sì iscritto a registro di commercio delle 

sedi principali della ricorrente (Zurigo e Basilea), ma con 

facoltà di firma collettiva a due, donde l'obbligo di com- 

piere ogni atto processuale con un altro rappresentante 

iscritto a registro, ciò che non è il caso dell'avv. Calva- 

rese. 

 

       I giudici cantonali hanno poi dichiarato di non po- 

ter aderire all'opinione del Pretore, il quale ha ricono- 

sciuto all'avv. Pesciallo la qualità di organo di fatto. 

Tale ruolo costituisce infatti l'eccezione alla regola 

dell'iscrizione al registro di commercio ed è riconosciuto 

solo sulla base di presupposti sostanziali ben determinati 

che in concreto non sono realizzati: pur svolgendo una fun- 

zione di indubitabile responsabilità, l'avv. Pesciallo non 

partecipa infatti in maniera determinante alla formazione 

della volontà sociale né è chiamato a prendere decisioni di 

portata fondamentale per la gestione della società. Inol- 

tre, la banca stessa non ha preteso di partecipare al pro- 

cesso unicamente rappresentata dall'avv. Pesciallo - rico- 

noscendo così in lui un organo di fatto - prova ne sia che 

la petizione non reca la sua sola firma. 

 

       In conclusione, data l'assenza di un presupposto 

processuale (legittimazione del rappresentante) i giudici 

ticinesi hanno dichiarato nulli gli atti processuali com- 

piuti irritualmente dalla società, cui come previsto dall' 

art. 142 cpv. 1 lett. a CPC/TI. 

 

    
  2.- 
  
 

 A mente della ricorrente l'applicazione dell'  

art. 142 cpv. 1 lett. a CPC/TI, nel caso di specie configu- 

ra un formalismo eccessivo. 

 

       a) Per costante giurisprudenza, l'eccesso di for- 

malismo è una forma particolare di diniego di giustizia - 

vietata dall'art. 4 vCost. - che si verifica quando per una 

determinata procedura sono previste delle regole rigorose 

non materialmente giustificate; ovvero quando la severa ap- 

plicazione di norme procedurali non è legittimata da alcun 

interesse degno di protezione e diviene in tal modo fine a 

sé stessa, complica in maniera insostenibile la realizza- 

zione del diritto materiale e impedisce in modo inammissi- 

bile l'accesso ai tribunali (DTF 125 I 166 consid. 3a pag. 

170 con rinvii). L'eccesso di formalismo può risiedere sia 

nella regola di comportamento imposta dal diritto cantonale 

alla parte in causa, che nella sanzione ad essa connessa. 

Il Tribunale federale statuisce liberamente sull'esistenza 

di un eccesso di formalismo (DTF 119 Ia 4 consid. 2a con 

rinvii), mentre esamina l'interpretazione e l'applicazione 

del diritto cantonale solamente dal profilo dell'arbitrio 

(DTF 116 V 353 consid. 3a). 

       b) Orbene, non ogni rigore processuale è in con- 

trasto con l'art. 4 vCost. (cfr. l'attuale art. 9 e 29 

nCost.); le forme processuali sono infatti indispensabili 

per assicurare un ordinato svolgimento del processo, garan- 

tire la parità di trattamento e l'applicazione del diritto 

materiale (DTF 118 V 311 consid. 4). 

 

       In concreto, dalle argomentazioni ricorsuali non si 

evince, neppure indirettamente, per quali ragioni la tutela 

degli interessi della ricorrente risulterebbe pregiudicata 

in maniera sproporzionata dalla corretta applicazione del 

diritto processuale ticinese, che ammette soltanto la con- 

duzione personale del processo - vale a dire, trattandosi 

di una persona giuridica attraverso i suoi organi - oppure 

il patrocinio di un avvocato (cfr. 
  Cocchi/Trezzini, Codice
 

di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 

2000, n. 1 ad art. 64 CPC ticinese). Giovi inoltre osserva- 

re che l'attenersi fin dall'inizio a queste regole non im- 

plicava - per la ricorrente - particolari difficoltà sicché 

la decisione della Corte ticinese di dichiarare nulli gli 

atti processuali compiuti irritualmente dalla società, in 

applicazione dell'art. 142 cpv. 1 lett. a CPC/TI, non con- 

figura un atto di formalismo eccessivo nel senso sopra de- 

scritto. 

 

       c) Nulla mutano le considerazioni della ricorrente 

circa il comportamento processuale della controparte, la 

quale aveva omesso di formulare la medesima eccezione nel 

quadro della precedente procedura di rigetto dell'opposi- 

zione. La legittimazione del rappresentante costituisce in- 

fatti un presupposto processuale, da verificarsi d'ufficio 

in ogni stadio di causa (art. 97 n. 4 CPC/TI), la cui as- 

senza determina le conseguenze sopra descritte (cfr. 
  Coc -
 

    
  chi/Trezzini, op. cit., n. 3 ad art. 64 CPC/TI, cfr. anche
 

Rep 1989 pag. 172). 

    
  3.- 
  
 

 La ricorrente afferma comunque che, in ogni  

caso, quand'anche essa si fosse costituita in causa senza 

la necessaria legittimazione da parte dei suoi rappresen- 

tanti, tale difetto sarebbe stato successivamente sanato 

con l'introduzione dell'atto di replica, allestito da un 

avvocato regolarmente iscritto all'albo, che la resistente 

peraltro non ha contestato. Mediante la presentazione di 

tale allegato la ricorrente sostiene infatti di aver mani- 

festato la volontà di ratificare con effetto retroattivo la 

petizione. 

 

       Va rilevato che dal tenore della decisione impugna- 

ta non risulta che la resistente si sia prevalsa di questa 

tesi dinanzi all'autorità cantonale, né tantomeno essa rim- 

provera alla medesima autorità di aver arbitrariamente tra- 

scurato questa circostanza. Ora, con un ricorso di diritto 

pubblico possono, eccezionalmente, essere addotti fatti 

nuovi qualora venga dimostrato - con un'argomentazione con- 

forme ai requisiti posti dall'art. 90 cpv. 1 lett. b OG - 

che si tratta di circostanze emerse per la prima volta nel- 

la decisione criticata oppure che l'autorità cantonale ha 

eseguito accertamenti di fatto incompleti o inesatti, vio- 

lando così il divieto dell'arbitrio (DTF 119 II 6 consid. 

4a e 118 Ia 20 consid. 5a pag. 26; 
  Forster in: 
  Geiser/Mün -
 

    
  ch, Prozessieren vor Bundesgericht, nota 2.50 pag. 71).
 

Poiché nella fattispecie in esame nessuna di queste ipotesi 

è realizzata la censura risulta inammissibile. 

 

    
  4.- 
  
 

 Risultano infine speciose e irrilevanti ai fi-  

ni del giudizio le considerazioni espresse nel gravame in 

merito alla posizione dell'avv. Calvarese in seno all'isti- 

tuto bancario. Esse non possono infatti cancellare il fatto 

che, secondo le norme del diritto processuale cantonale, 

tale avvocata non fosse legittimata a rappresentare la so- 

cietà nell'ambito del procedimento giudiziario. 

 

    
  5.- 
  
 

 Da quanto sopra esposto discende la reiezione  

del ricorso in quanto ammissibile. Gli oneri processuali e 

le spese ripetibili seguono la soccombenza (art. 156 cpv. 1 

e 159 cpv. 1 e 2 OG). 

 

Per questi motivi 

 

    
  i l   T r i b u n a l e   f e d e r a l e 
  
 

 

    
  p r o n u n c i a : 
  
 

 

       1. Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è 

respinto. 

 

       2. La tassa di giustizia di fr. 2000.-- è posta a 

carico della ricorrente, la quale rifonderà alla resistente 

fr. 3000.-- per ripetibili della sede federale. 

 

       3. Comunicazione ai patrocinatori delle parti e 

alla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone 

Ticino. 

 

 

Losanna, 8 febbraio 2000 

VIZ 

 

                    

In nome della I Corte civile  

                    

del TRIBUNALE FEDERALE SVIZZERO:  

Il Presidente, 

 

La Cancelliera,