# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 41e58766-a3ad-56c1-80a8-9e76a09f4c2c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-11-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 07.11.2000 52.2000.154
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2000-154_2000-11-07.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2000.00154

   

  	
  Lugano

  7 novembre
  2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 5 giugno 2000 di

 

 

	
   

  	
  __________

  rappr. da __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 16 maggio 2000 (n. 1953) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la decisione 21 settembre 1999 del Dipartimento delle istituzioni,
  Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di rilascio di un permesso
  di domicilio per sé e per i figli __________, __________ e __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    13 giugno 2000 del
Dipartimento delle istituzioni,

-    21 giugno 2000 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   __________,
cittadino iugoslavo (Kosovo), è entrato la prima volta in Svizzera nel 1988
come lavoratore stagionale. Nel dicembre 1992, egli ha ottenuto un permesso di
dimora annuale, in seguito regolarmente rinnovato. Il 25 settembre 1993, è
stato raggiunto in Svizzera dalla moglie __________ e dai figli __________,
__________, __________, __________ e __________. Il 14 maggio 1999 __________
ha ottenuto un permesso di domicilio per aver soggiornato dieci anni in
Svizzera in maniera regolare e ininterrotta.

 

 

                                  B.   a)
Nell'aprile 1999, i figli minorenni di __________ e la di lui moglie hanno
chiesto anch'essi alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione del
Dipartimento delle istituzioni il rilascio di un permesso di domicilio,
sostenendo di averne diritto dal momento che vivevano con il padre
rispettivamente marito e soggiornavano in Svizzera regolarmente dal 1993.

 

b) Raccolto il preavviso negativo del
municipio di __________, con decisione 21 settembre 1999 il dipartimento ha
respinto la loro domanda adducendo che gli interessati non adempivano i
requisiti previsti dall'art. 17 cpv. 2 LDDS. A __________, __________,
__________ e __________ l'autorità si è limitata a rinnovare fino al 14 maggio
2002 il permesso di dimora cui beneficiavano a partire dalla loro entrata in
Svizzera.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 16 maggio 2000, il Consiglio di Stato ha confermato la decisione di
prima istanza e ha respinto l'impugnativa contro di essa interposta da
__________, __________, __________ e __________. Per quanto concerne
__________, il Governo ha in sostanza considerato che l'art. 17 cpv. 2 LDDS le
avrebbe conferito un diritto al domicilio soltanto dopo un soggiorno regolare e
ininterrotto di cinque anni a partire dall'ottenimento di un analogo permesso
da parte del marito e a condizione di vivere con quest'ultimo in comunione
domestica, quindi non prima del 2004. Riguardo ai tre figli celibi di età inferiore
a 18 anni, l'Esecutivo cantonale ha ritenuto che essi avrebbero beneficiato di
siffatto permesso soltanto a partire dal momento in cui entrambi i loro
genitori avessero ottenuto il domicilio e a condizione di vivere insieme a
loro. L'autorità inferiore ha rilevato inoltre che l'art. 17 cpv. 2 LDDS non indica
quale genere di permesso debba essere rilasciato alla prole. Dall'equivocità
della norma discenderebbe la facoltà per l'autorità competente di decidere
secondo il suo libero apprezzamento e secondo opportunità giusta gli art. 4
LDDS e 16 ODDS. Le direttive emanate dall'Ufficio federale degli stranieri
(UFDS), che auspicano di accordare al figlio minorenne che vive con i genitori
lo statuto più vantaggioso, avrebbero un valore puramente orientativo. Secondo
il Governo, tali direttive non impediscono un'interpretazione più restrittiva
della norma in questione, tanto più che l'autorità preposta deve esaminare a
fondo il comportamento degli stranieri prima di concedere loro il permesso di
domicilio (art. 11 ODDS). Il Consiglio di Stato ha quindi ritenuto che i
ricorrenti non adempissero tali condizioni e che non potessero invocare, di
conseguenza, l'art. 17 cpv. 2 LDDS al fine di ottenere un permesso di
domicilio. Alla cifra 3 del dispositivo è stato indicato che la decisione era
definitiva.

 

 

                                  D.   __________
si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo
l'annullamento della predetta pronunzia limitatamente al rifiuto di rilasciare
un permesso di domicilio in favore dei figli __________, __________ e
__________ e di includerli in quello del padre. In sostanza, sostiene che i
suoi figli, celibi e di età inferiore ai 18 anni, hanno il diritto di essere
inclusi nel permesso di domicilio di uno dei genitori, poco importa se titolare
di siffatta autorizzazione sia soltanto il padre o la madre.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   Va in
primo luogo rilevato che __________ rinuncia in questa sede ad impugnare la
risoluzione governativa che ha confermato la decisione del dipartimento di
negarle il rilascio di un permesso di domicilio. Ne consegue che, su questo
punto, la risoluzione del Consiglio di Stato è cresciuta in giudicato.

 

 

                                   2.   2.1. In
materia di diritto degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime sono suscettibili di
essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
(cfr. art. 10 lett. a LALPS).

 

2.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3
OG, in materia di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo
al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di
permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto.
L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente, nei limiti
delle disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla
concessione del permesso di dimora o di domicilio. Lo straniero ha quindi un
diritto all'ottenimento di un simile permesso solo laddove tale pretesa si
fonda su di una disposizione particolare del diritto federale o di un trattato
internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid. 1a e rinvii).

 

2.3. Giusta l'art. 17 cpv. 2 LDDS i figli
celibi d'età inferiore ai 18 anni hanno il diritto di essere inclusi nel
permesso di domicilio dei genitori, a condizione che essi vivano con
quest'ultimi. In concreto, il padre di __________, __________ e __________ è
domiciliato in Svizzera dal maggio 1999. I suoi figli, rappresentati dalla
moglie __________, hanno richiesto il rilascio di un permesso di domicilio
quando avevano meno di 18 anni: conformemente alla norma menzionata, di
principio, essi dispongono dunque di un diritto al permesso sollecitato. Se
dunque la censura di violazione dell'art. 17 cpv. 2 LDDS fosse sollevata
innanzi al Tribunale federale attraverso un ricorso di diritto amministrativo,
la Corte federale la dichiarerebbe ammissibile in applicazione dell'art. 100
cpv. 1 lett. b n. 3 OG. Il gravame è pertanto ricevibile anche avanti al
Tribunale cantonale amministrativo. A torto quindi il Consiglio di Stato ha
considerato la propria decisione definitiva. Sapere poi se la pretesa citata
conduca al rilascio del permesso postulato è una questione di merito e non di
ammissibilità.

 

2.4. Il gravame è tempestivo (art. 46 cpv. 1
PAmm). __________ è legittimata a ricorrere in quanto rappresenta i figli
minorenni che postulano il rilascio del permesso di domicilio (art. 43 PAmm).
Il ricorso è dunque ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli
atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   3.   3.1.
Giusta l'art. 17 cpv. 2 terza frase LDDS, i figli celibi d'età inferiore a 18
anni hanno il diritto di essere inclusi nel permesso di domicilio se vivono con
i genitori. Lo scopo di questa disposizione è di permettere e di assicurare a
livello giuridico un'effettiva convivenza famigliare (DTF 119 Ib 81, consid.
2c; 118 Ib 153, consid. 2b; 115 Ib 97, consid. 3a). Inoltre, secondo le
"Istruzioni e commenti sull'entrata, la dimora e il domicilio degli
stranieri in Svizzera", emanate dall'Ufficio federale degli stranieri del
Dipartimento federale di giustizia e polizia (stato giugno 2000), se entrambi i
genitori sono al beneficio di un permesso di dimora e se in seguito uno di essi
ottiene un permesso di domicilio, il loro figlio otterrà anch'esso il domicilio
sempreché sia minore di 18 anni, celibe e viva insieme a loro (n. 654). Tali
istruzioni perseguono lo scopo di coordinare la prassi a livello federale.

 

3.2. In concreto, i figli di __________
adempiono le condizioni per essere inclusi nel permesso di domicilio di
quest'ultimo. Né il Consiglio di Stato né il dipartimento, del resto, mettono
in discussione che __________, __________ e __________ vivono in via __________
a __________ insieme al padre e alla madre.

 

3.3. In primo luogo, va osservato che la
norma in questione appare chiara, dal momento che prevede il diritto dei figli
minori di 18 anni di età e celibi di essere inclusi nel permesso di domicilio e
non nei permessi di entrambi i genitori. Inoltre, se è vero che le Istruzioni UFDS,
come qualsiasi ordinanza amministrativa, non vincolano l'autorità giudiziaria,
è altrettanto vero che il giudice se ne scosta solo nella misura in cui esse
stabiliscono delle norme non conformi alle disposizioni legali applicabili
(cfr. DTF 124 V 257; 107 V 153; Pfammatter, Les autorisations de séjour tranchées
définitivement par le canton - jurisprudence fribourgeoise, in: RFJ 1999 292).
Orbene, non è dato di vedere come l'interpretazione dell'UFDS non sia conforme
all'art. 17 cpv. 2 LDDS. E' infatti legittimo che i figli stranieri, non
coniugati, minori di 18 anni e che vivono con i genitori, beneficino dello
statuto più vantaggioso, ossia che nel caso in esame vengano inclusi nel
permesso di domicilio del padre al fine di assicurare loro un'effettiva
convivenza famigliare. D'altronde, se è vero che la libera decisione delle
autorità circa la concessione della dimora o il domicilio nei limiti delle disposizioni
della legge e dei trattati con l'estero giusta l'art. 4 LDDS non può essere
pregiudicata da alcun atto dello straniero, è altrettanto vero che rimangono
riservati i casi che conferiscono un diritto, retti dagli art. 7 e 17 LDDS
(cfr. art. 8 cpv. 2 ODDS; Istruzioni UFDS, n. 11). La soluzione adottata è, del
resto, stata confermata da una recente decisione del Tribunale federale
concernente una famiglia (madre e figli) di nazionalità italiana che intendeva
ricongiungersi con il marito rispettivamente padre domiciliato in Ticino (STF
28 aprile 2000 inedita in re S. F.). In questo giudicato, l'alta Corte federale
ha rilasciato infine un permesso di dimora alla moglie del cittadino italiano
domiciliato in Svizzera (art. 17 cpv. 2 prima e seconda frase LDDS), mentre ha
incluso i loro figli nel permesso di domicilio di quest'ultimo (art. 17 cpv. 2
terza frase LDDS), riservando pertanto agli stessi lo statuto più vantaggioso.
Non porta del resto a diversa conclusione il fatto che questo caso verteva su
un ricongiungimento famigliare totale, mentre nella presente fattispecie non
tutti i figli postulano il rilascio del permesso sollecitato. __________ e
__________ sono infatti maggiorenni e non hanno più il diritto di essere
inclusi nel permesso di domicilio del padre. Va infine rilevato che l'altro
caso invocato dalle autorità inferiori, deciso dal Tribunale federale il 22
dicembre 1999 (DTF 125 II 633) verte su una diversa fattispecie (ricongiungimento
famigliare in favore della figlia chiesto da una straniera al beneficio di un
permesso di dimora annuale coniugata con un cittadino elvetico).

 

 

                                   4.   Il ricorso
va pertanto accolto e le decisioni del Consiglio di Stato e della Sezione dei
permessi e dell'immigrazione annullate limitatamente al rifiuto di rilasciare
un permesso di domicilio in favore di __________, __________ e __________. La
risoluzione del Consiglio di Stato viene inoltre riformata di conseguenza per
quanto concerne le spese. 

                                         Non si
prelevano né tasse né spese per la procedura dinnanzi a questa sede mentre lo
Stato del Cantone Ticino rifonderà all'insorgente, assistita da un consulente
giuridico, un'adeguata indennità per ripetibili per entrambe le sedi ricorsuali
(art. 31 PAmm). 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 10 lett. a
LALPS; 17 cpv. 2 LDDS; 3, 18, 28, 31, 43, 46, 60, 61, 64 e 65 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto. Di conseguenza:

§     Sono
annullate, limitatamente al rifiuto di rilasciare un permesso di domicilio in
favore di __________, __________ e __________:

  a)    la
risoluzione 16 maggio 2000 (n. 1953) del Consiglio di 

          Stato;

  b)    la
decisione 21 settembre 1999 (E 477) della Sezione 

          dei
permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle 

          istituzioni.

 

§§          Il
dispositivo n. 2 della risoluzione 16 maggio 2000 (n. 1953) 

       del
Consiglio di Stato è così riformato:

  "E' messa a carico della ricorrente una tassa di giustizia di
complessivi 

  fr. 250.– (duecentocinquanta) da pagarsi mediante la polizza di versa

  mento che verrà emessa in seguito";

 

 

                                   2.   Gli atti
sono retrocessi alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione, affinché rilasci
ai cittadini iugoslavi __________, __________ e __________ un permesso di
domicilio in luogo della dimora, includendoli in quello del padre __________.

 

 

                                   3.   Non si
prelevano né tasse né spese di giustizia.

 

 

                                   4.   Lo Stato
del Cantone Ticino rifonderà alla ricorrente fr. 800.– a titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      5.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario