# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 83d2d1b1-2abc-5f86-b8e5-739a783ad473
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-05-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.05.2008 D-7059/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7059-2006_2008-05-23.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7059/2006/dcl
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 3  m a g g i o  2 0 0 8

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Jenny de Coulon Scuntaro e Robert Galliker, 
cancelliera Marisa Murray.

A._______, Cossovo, rappresentato dal lic. iur. Mario 
Amato, Soccorso operaio svizzero, Via Zurigo 17, 6900 
Lugano 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 
3003 Berna,
autorità inferiore.

Esecuzione dell'allontanamento; decisione dell'UFM del 
2 agosto 2002 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7059/2006

Fatti:

A.
L'interessato  –  d'etnia  egiziana  del  Cossovo  –  ha  inoltrato  una 
domanda d'asilo  in  Svizzera  il  9  gennaio  2001. Successivamente,  è 
stato attribuito  al  Cantone Ticino.  Ha  dichiarato, per quanto è qui  di 
rilievo (cfr. verbali di audizione del 15 gennaio e del 27 febbraio 2001) 
d'essere espatriato per il timore di persecuzioni da parte degli albanesi 
del Cossovo a causa dell'aiuto (non spontaneo, ma sotto costrizione) 
fornito durante la guerra ai serbi. Ha esibito tre documenti riguardanti 
la sua appartenenza etnica.

B.
Il  29  aprile  2002,  l'interessato  è  stato  condannato  alla  pena  di  15 
giorni  di  detenzione,  sospesa  condizionalmente  per  un  periodo  di 
prova di tre anni, siccome ritenuto colpevole di furto d'uso, circolazione 
in stato d'ebrietà e circolazione senza licenza di condurre. 

C.
Il 2 agosto 2002, l'Ufficio federale dei rifugiati (UFR, attualmente, e di 
seguito Ufficio federale della migrazione, UFM) ha respinto la succitata 
domanda d'asilo. Nello stesso tempo, ha pronunciato l'allontanamento 
dell'interessato dalla Svizzera, nonché l'esecuzione dell'allontanamen-
to medesimo verso il Cossovo. 

D.
Il 30 agosto 2002, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi alla  Com-
missione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA)  contro  la 
succitata  decisione  dell'UFM,  limitatamente  al  punto  di  questione 
dell'esecuzione  dell'allontanamento.  Ha  chiesto  l'annullamento  del 
provvedimento litigioso e la concessione dell'ammissione provvisoria. 
Ha  altresì  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal  versamento 
dell'anticipo a copertura delle presumibili spese processuali. 

E.
Il 20 settembre 2002, la CRA ha rinunciato a chiedere il versamento di 
un anticipo equivalente alle presunte spese processuali. 

F.
Il  3 ottobre 2002,  chiamato una prima volta ad esprimersi,  l'UFM ha 
proposto la reiezione del gravame.

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G.
Il  5 luglio 2004, è stata esibita una relazione medica, del  17 giugno 
2004,  da cui  emerge,  per  quanto è qui  di  rilievo,  che l'insorgente è 
seguito  dall'B._______  per  un  carcinoma  del  testitolo  sinistro 
diagnosticato  ed  operato  nel  dicembre  del  2001.  La  situazione  di 
malattia,  ad  alto  rischio  di  recidiva,  ha  imposto  un  trattamento 
chemioterapico  (gennaio  2002).  Da  allora,  il  ricorrente  si  sottopone 
ogni tre mesi a controlli clinici, laboratoristici e radiologici specialistici, 
in  quanto  una  possibile  recidiva  può  essere  ancora  curata  se 
diagnosticata rapidamente e sottoposta a trattamento chemioterapico. 
Questi controlli, conto tenuto anche della giovane età dell'insorgente, 
dovranno  essere  effettuati  per  i  prossimi  otto/dieci  anni.  Un  ritardo 
nell'esecuzione  dei  citati  esami,  peraltro  estremamente  costosi, 
potrebbe avere delle conseguenze molto gravi e possibilmente mortali, 
se una recidiva non fosse diagnosticata e curata rapidamente.

H.
Il  29  luglio  2004,  l'UFM,  chiamato  nuovamente  ad  esprimersi,  ha 
riproposto  la  reiezione  del  gravame.  Detto  Ufficio  ha  rilevato  che 
secondo  il  precitato  rapporto  medico,  il  ricorrente  non  segue  alcun 
trattamento  da  gennaio  del  2002,  ma  si  sottopone  unicamente  a 
controlli clinici. Inoltre, è possibile effettuare scanner e biopsie anche 
in Cossovo. Il rischio di recidiva si situerebbe nell'ordine della semplice 
probabilità,  ragione  per  cui  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  il 
Cossovo sarebbe ragionevolmente esigibile.

I.
Il 19 agosto 2004, l'insorgente ha replicato contestando l'esistenza in 
Cossovo  delle  strutture  e  dei  mezzi  adeguati  alla  sua  situazione 
medica  (controli  specialistici  e  eventuali  trattamenti  chemioterapici). 
Ha  richiamato  il  rapporto  "Etat  des  soins  médicaux  au  Kosovo" 
dell'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati (OSAR) del 24 maggio 
2004,  da cui  risulta  che l'offerta  di  cure in  Cossovo è  inversamente 
proporzionale alla complessità del caso e che non sono ottenibili  né 
una radioterapia né una chemioterapia. Peraltro, il tasso di mortalità in 
caso di recidiva per coloro che si sono già sottoposti in precedenza a 
radioterapia e chemioterapia sarebbe,  secondo un medico dell'ospe-
dale universitario di Pristina, del 70%.

J.
Il  21  ottobre  2005,  l'UFM  ha  ritenuto  che,  nonostante  la  proposta 

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favorevole della competente autorità del Cantone Ticino, non sono dati 
i  presupposti  per  l'ammissione di  un caso di  rigore personale  grave 
(secondo l'abrogato art. 44 cpv. 3 della previgente legge sull'asilo). Il 
ricorrente  sarebbe  celibe,  senza  figli,  attualmente  senza  lavoro, 
oggetto di  diversi  precetti  esecutivi  nonché di  una condanna penale 
del  mese  d'aprile  del  2002.  Non  risulterebbe  pertanto  dagli  atti  di 
causa che sia particolarmente ben integrato in Svizzera.

K.
Il  9 novembre 2005, la competente autorità cantonale ha reiterato la 
richiesta  d'ammissione  provvisoria  dell'insorgente  per  caso  di  rigore 
personale grave, conto tenuto in particolare del suo stato di salute.

L.
Il 28 novembre 2005, l'insorgente ha segnalato di vivere in Svizzera da 
ormai  cinque  anni,  di  volersi  integrare  nel  nostro  Paese,  di  non 
percepire prestazioni da parte della pubblica assistenza, d'avere svolto 
diverse  attività  lavorative  e  d'essere  momentaneamente  disoccupato 
solo  a  causa  della  sfavorevole  situazione  del  mercato  del  lavoro  in 
Ticino.

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  pronuncia 
definitivamente  sui  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM  in  materia 
d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo 
federale  del  17 giugno  2005  [LTAF, RS 173.32],  art. 105  della  legge 
sull'asilo  del 26 giugno 1998 [LAsi,  RS 142.31]  e art. 83 lett. d  della 
legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

1.2 Il TAF osserva, altresì, che dal 1° gennaio 2007 giudica, in quanto 
sia  competente,  i  ricorsi  pendenti  al  31  dicembre  2006  presso  le 
commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi 
dei  dipartimenti.  Il  giudizio  si  svolge  secondo  il  nuovo  diritto 
processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

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1.3 Giusta il  capoverso 1 delle disposizioni  transitorie della modifica 
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 nonché all'art. 50 e all'art. 52 del-
la legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 
(PA, RS 172.021).

3.

3.1 Conformemente  all'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, il pro-
cedimento può svolgersi in tale lingua. 

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in france-
se, mentre il  ricorso è stato presentato in lingua italiana. Il  presente 
giudizio può pertanto essere redatto in italiano.

4.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 
l'inadeguatezza senza essere vincolato dai motivi  invocati  dalle parti 
(v. art. 62 cpv. 4 PA) o dai considerandi della decisione impugnata (v. 
sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  D-4917/2006  del  12 
luglio 2007 consid. 3).

5.

5.1 Il  ricorrente non ha censurato le decisioni  dell'UFM riguardanti  il 
mancato riconoscimento della qualità di rifugiato, il conseguente rifiuto 
della  domanda  d'asilo,  nonché  la  pronunzia  dell'allontanamento. 
Oggetto del litigio in questa sede risulta pertanto essere unicamente la 
decisione  d'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  verso  il 
Cossovo. 

5.2 Nella  decisione  impugnata,  l'autorità  inferiore  ha  in  particolare 
rilevato che l'insorgente può ottenere in Cossovo, benché membro di 
una minoranza etnica, un'appropriata protezione contro l'agire di terzi. 
Inoltre, e benché una messa in pericolo di persone appartenenti alle 
minoranze  dei  rom,  ashkali  ed  egiziani  non  possa  ancora  essere 

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esclusa,  la  situazione  nei  distretti  di  Prizren,  Gjakove,  Pej,  Istoq, 
Podujevo, Ferizaj e Vushtrri è da qualificarsi come sicura. L'esecuzione 
dell'allontanamento del ricorrente è pertanto ragionevolmente esigibile. 
Sussisterebbe anche la possibilità per lui di beneficiare di un aiuto al 
ritorno.

5.3 Nel  gravame,  l'insorgente  sostiene,  in  particolare,  che  a  causa 
della sua appartenenza all'etnia degli egiziani rischia d'essere esposto 
in  Cossovo a  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 
novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) da parte degli albanesi, soprattutto 
perché  sospettato,  poco  importa  se  a  ragione  o  a  torto,  d'avere 
collaborato  con  i  serbi  durante  la  guerra.  Pertanto,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  il  Cossovo  sarebbe  inammissibile  ed 
inesigibile.

6.
Giusta  l'art.  44  cpv.  2  LAsi,  se  l'esecuzione  dell'allontanamento  è 
impossibile,  inammissibile  o  non  ragionevolmente  esigibile,  l'Ufficio 
federale  disciplina  le  condizioni  di  soggiorno  conformemente  alle 
disposizioni relative all'ammissione provvisoria della legge federale del 
16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20).

6.1 Le summenzionate tre condizioni per una rinuncia all'esecuzione 
dell'allontanamento  –  impossibilità,  inammissibilità  ed  inesigibilità  – 
sono  di  natura  alternativa:  non  appena  una  di  queste  condizioni  è 
adempita,  non  può  più  essere  pronunciata  l'esecuzione 
dell'allontanamento e vanno disciplinate le condizioni del soggiorno in 
Svizzera dell'interessato secondo le regole sull'ammissione provvisoria 
(v.  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di 
ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 2006  n.  6  consid. 4.2. pag.  54  e 
seg.).

6.2 Il  fatto  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  non  sia 
ragionevolmente esigibile costituisce uno dei motivi che giustificano la 
pronunzia della misura sostitutiva dell'ammissione provvisoria (art. 44 
cpv. 2 LAsi e 83 cpv. 1 LStr). Secondo l'art. 83 cpv. 4 LStr, l'esecuzione 
dell'allontanamento non è ragionevolmente esigibile in particolare se 
implica per lo straniero un'esposizione concreta a pericolo. Le persone 
che  possono  prevalersi  di  questa  disposizione  non  sono  rifugiati  ai 
sensi  della  legge  sull'asilo  o  della  Convenzione  sullo  statuto  dei 
rifugiati  e  non  beneficiano,  pertanto,  di  una  protezione  di  diritto 

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internazionale pubblico contro il respingimento, ma sono in particolare 
quelle  che in  patria non potrebbero beneficiare – a causa della loro 
etnia,  della  loro  formazione  professionale,  della  loro  salute  o 
dell'inesistenza di una sufficiente rete sociale – delle condizioni di un 
adeguato reinserimento (v. DTAF 2007/10 nonché GICRA 2003 n. 24). 
L'autorità  giudicante  deve dunque  ponderare  i  contrapposti  interessi 
pubblici  e  privati  militanti  per  o  contro  la  pronuncia  dell'esecuzione 
dell'allontanamento.

7.

7.1 Nel caso di specie,  è incontestato che il  ricorrente appartiene in 
Cossovo alla minoranza etnica degli  egiziani. Orbene, secondo la ri-
chiamata prassi  di  questo Tribunale (v. DTAF 2007/10),  ma anche di 
quella della Commissione a suo tempo competente nella materia (v. 
GICRA 2006 n. 11 e GICRA 2006 n. 10), l'esecuzione dell'allontana-
mento degli "egiziani" di lingua albanese è di regola ragionevolmente 
esigibile, a condizione, però, che sia stato stabilito – in particolare me-
diante informazioni raccolte sul luogo tramite l'Ufficio di collegamento 
in Cossovo – che i presupposti di un adeguato reinserimento, come la 
formazione,  la  salute,  l'età,  i  mezzi  necessari  al  sostentamento e la 
rete di contatti sociali, siano soddisfatti. Tale accertamento individuale 
non è intervenuto nel caso concreto, di modo che la decisione impu-
gnata, nella misura in cui  pronuncia l'esecuzione dell'allontanamento 
dell'insorgente, incorre nell'annullamento.

7.2 Quando  il  TAF  annulla  una  decisione,  esso  può  sostituirsi 
all'autorità  inferiore  e  giudicare  direttamente  nel  merito  o  rinviare  la 
causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per nuovo giudizio 
(art.  61  cpv.  1  PA;  ULRICH HÄFELIN /  GEORG MÜLLER /  FELIX UHLMANN, 
Allgemeines  Verwaltungsrecht,  5a  ed.,  n.  1977  pag.  418).  Questo 
tribunale  si  sostituisce  all'autorità  inferiore  segnatamente  se  gli  atti 
sono completi  e  comunque sufficienti  a  statuire sull'applicazione del 
diritto  federale (v. sentenza del  Tribunale amministrativo federale  del 
25 luglio 2007 D-6735/2006 consid. 11 e relativo riferimento). Tale è il 
caso nella presente fattispecie per quanto attiene alla pronuncia di una 
decisione d'ammissione provvisoria favorevole al ricorrente, decisione 
che  può  essere  resa,  per  i  motivi  che  verranno  indicati  di  seguito, 
nonostante  l'assenza  agli  atti  di  un  rapporto  dell'Ufficio  di 
collegamento in Cossovo.

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7.3 Il TAF osserva, da un lato, che è incontestato in questa sede che il 
ricorrente appartiene in Cossovo alla minoranza etnica degli egiziani. 
Dall'altro lato, non può essere escluso, né l'autorità inferiore lo ha fatto 
nel provvedimento litigioso, che l'insorgente possa essere considerato 
da parte degli  albanesi come un "collaborazionista" dei serbi,  senza 
che per questo possa ritenersi anche esposto a concreti rischi di trat-
tamenti vietati dall'art. 3 CEDU in caso di rientro in Cossovo. Tuttavia, 
la possibilità di un suo adeguato reinserimento sociale in Cossovo ri-
sulta, date le premesse, più difficile rispetto a quello già non ideale di 
un semplice membro di una minoranza etnica. Inoltre, l'insorgente ha 
subito nel dicembre del 2001 "un'orchiectomia sinistra". Nella relazione 
medica del 17 giugno 2004, il capo clinica ha sottolineato l'alto rischio 
di recidiva esistente nel caso concreto e la necessità per il ricorrente 
di  potere beneficiare di  costosi  e  specialistici  controlli  ravvicinati  fol-
low-up presso lo B._______ (in principio ogni tre mesi), e questo per 
almeno  otto/dieci  anni.  Un  ritardo  nell'effettuazione  di  tali  controlli 
specialistici,  sicuramente  non  disponibili  in  Cossovo,  può  avere 
conseguenze molto gravi,  persino, e  peraltro  rapidamente,  la  morte. 
Un  follow-up  accurato  appare  pertanto  essenziale  per 
un'identificazione  appropriata  e  tempestiva  dell'eventuale  recidiva  di 
malattia,  per  un  suo  trattamento  ottimale  e  quindi  per  la  qualità 
complessiva della cura (www. startoncology.net/default.jsp, State of the art      ,   
Oncology in Europe, Tumore del testicolo, Ottobre 2005)  . La frequenza 
delle  visite  di  controllo  e  il  tipo  di  esami  strumentali  da  effettuare 
(lastra  del  torace,  ecografia,  TC,  RM,  PET  o  altro),  in  aggiunta 
all'esame  obiettivo  e  alla  determinazione  dei  marcatori  serici, 
dipendono  dalle  caratteristiche  istologiche  e  prognostiche  della 
malattia,  dal  trattamento  effettuato  (o  non  effettuato,  nel  caso  della 
sola  sorveglianza)  e  dal  tempo  trascorso  a  partire  dal  suo 
completamento.  Quanto  alla  prognosi  dei  tumori  del  testicolo,  essa 
dipende dal tipo istologico della malattia, dalla sua estensione e, caso 
unico  in  campo  oncologico,  dal  valore  dei  marcatori  tumorali  (AFP, 
beta HCG, LDH) nel sangue (State of the art, Oncology in Europe, Tu-
more del testicolo, Ottobre 2005). Da quanto esposto, consegue che il 
ricorrente deve necessariamente risiedere in un Paese dove si trovino 
strutture mediche e ospedaliere adatte al suo caso e che possano agi-
re rapidamente. Tali strutture mancano in Cossovo, come emerge dal 
rapporto redatto dall'Organizzazione svizzera d'aiuto ai rifugiati (Rainer 
Mattern, Update/Kosovo, Zur Lage der medizinischen Versorgung, Ber-
na, 7 giugno 2007, pag. 4 e segg.). In particolare, da una ricerca effet-
tuata è emerso che in caso di tumore ai testicoli sono certo possibili gli 

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esami clinici ed i controlli del quadro ematologico presso il reparto di 
urologia  all'ospedale  chirurgico  di  Pristina.  Per  contro  non  sono 
possibili  l'impiego  di  biomarcatori  tumorali  (quali  alpha-fetoproteina, 
beta-HCG e LDH), la chemioterapia e la continuazione della terapia in 
caso  di  recidiva.  Presso  lo  studio  privato  “Lui  Paster”  è  possibile 
sottoporsi  alla  chemioterapia,  tale  trattamento  è  però  dispendioso, 
ritenuto altresì che i pazienti devono sopportare personalmente i costi, 
non  essendoci  un'assicurazione  sanitaria  in  Cossovo. Inoltre,  non  è 
possibile  una  degenza  all'interno  della  struttura  e  i  medicamenti 
devono  essere  procurati  dai  pazienti  stessi.  Infine,  presso  lo  studio 
privato “Biochem” è possibile l'impiego di biomarcatori tumorali (quali 
alpha-fetoproteina, beta-HCG e LDH), parimenti costosi. Inoltre, anche 
l'United  Nations  Kosovo  Team  (UNKT)  afferma  che  attualmente  in 
Cossovo  non  è  ancora  possibile  il  trattamento  e  la  cura  di  casi  di 
cancro che necessitano della radioterapia (United Nations Kosovo Team, 
Initial  Observations  on  Gaps  in  Health  Care  Services  in  Kosovo, 
gennaio  2007,  pag.  2).  Giova  peraltro  rilevare,  quanto  all'esigibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento, che non si tratta di decidere sulla 
base della  situazione  personale  del  ricorrente  in  Svizzera  –  ove ha 
potuto  essere  curato  in  strutture  adeguate  e  con  medicamenti 
appropriati  –  ma  della  situazione  in  cui  lo  stesso  si  troverebbe  in 
Cossovo  se  l'allontanamento  fosse  eseguito.  Da  quanto 
precedentemente  esposto,  emerge  che  le  strutture  sanitarie  in 
Cossovo non consentono al ricorrente di sottoporsi alla pianificazione 
nel tempo dei necessari e costosi controlli  specialistici (follow-up), in 
particolare  alle  visite  ed  agli  esami  strumentali  e  di  laboratorio  per 
l'accertamento di un'eventuale recidiva, con tutti i rischi che ciò implica 
in  rapporto  alla  tipologia  del  cancro  diagnosticato  al  ricorrente  (v. 
relazione medica dello B._______ del 17 giugno 2004), rischi che non 
si  situano, contrariamente a quanto genericamente preteso dall'UFM 
nel preavviso del 29 luglio 2004, a una semplice probabilità.

7.4 Conto tenuto dell'insieme delle circostanze del caso concreto, di-
scende che allo stato attuale delle cose, l'interesse privato del ricor-
rente  a  potere  continuare  a  soggiornare  in  Svizzera  al  beneficio 
dell'ammissione provvisoria è prevalente rispetto all'interesse pubblico 
che milita per un'esecuzione del suo allontanamento (GICRA 2003 n. 
24). Infatti,  il  ricorrente teme a giusta ragione, in caso di rimpatrio in 
Cossovo, di trovarsi concretamente in pericolo ai sensi dell'art. 83 cpv. 
4 LStr, principalmente dal profilo dell'emergenza medica. Pertanto, e 
benché non sia stato effettuato un accertamento tramite l'Ufficio di col-

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legamento in Cossovo, non è opportuna la semplice cassazione della 
decisione  impugnata,  ma  all'insorgente  va  concessa  direttamente 
l'ammissione provvisoria in Svizzera. Basti ancora rilevare, al riguardo, 
che la possibilità di un adeguato reinserimento sociale del ricorrente in 
Cossovo in tempi relativamente contenuti (leggi i prossimi dodici mesi) 
risulta  quasi  esclusa,  alla  luce  delle  considerazioni  che  precedono, 
fermo restando che non emerge dalle carte processuali che egli abbia 
subito  in  Svizzera,  dove  vive  ormai  da  più  di  sette  anni,  ulteriori 
condanne  oltre  a  quella  lieve  dell'aprile  del  2002  e  che 
manifestamente  non  adempie  una  delle  condizioni  d'applicazione 
dell'art. 83 cpv. 7 LStr. Peraltro, già nel  2005 la  competente autorità 
cantonale  di  polizia  degli  stranieri  aveva  proposto  all'UFM 
l'ammissione provvisoria del ricorrente in Svizzera per caso di rigore 
personale  grave  ai  sensi  dell'abrogato  art.  44  cpv. 3-5  LAsi.  Infine, 
dagli atti di causa risulta che l'insorgente è stato finora spesso attivo 
professionalmente  in  Svizzera  dal  2001,  con  qualche  interruzione, 
quale aiuto cucina, operaio o ausiliario di pulizia.

8.
Visto l'esito del gravame, non sono riscosse delle spese processuali 
(art. 63 PA). Ritenuto che il ricorrente è assistito in questa sede da un 
mandatario  professionale,  si  giustifica  altresì  l'attribuzione  di 
un'indennità a titolo di spese ripetibili (art. 64 PA e art. 7 e segg. del 
regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 
173.320.2]).  La  stessa,  in  assenza  di  un  nota  dettagliata,  è  fissata 
d'ufficio in fr. 600.--, tenuto conto del lavoro effettivo ed utile svolto dal 
rappresentante del ricorrente (art. 14 cpv. 2 TS-TAF).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto e la decisione impugnata è annullata.

2.
L'UFM accorderà al ricorrente l'ammissione provvisoria in Svizzera.

3.
Non si riscuotono spese processuali.

4.
L'UFM rifonderà al ricorrente fr. 600.-- a titolo di spese ripetibili.

5.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (plico raccomandato)
- autorità inferiore (in copia; n. di rif. N ; allegato: incarto UFM)
- C._______ (in copia)

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marisa Murray

Data di spedizione: 

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