# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 340ec441-1a2a-589f-9e67-45c73624c746
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2011-08-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.08.2011 C-5331/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5331-2010_2011-08-23.pdf

## Full Text

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t

T r i buna l   adm in i s t r a t i f   f édé ra l

T r i buna l e   ammin i s t r a t i vo   f ede ra l e

T r i buna l   adm in i s t r a t i v   f ede ra l

Corte III
C­5331/2010

Sen t e n z a   d e l   2 3   a go s t o   2 0 1 1

Composizione Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Madeleine Hirsig­Vouilloz, Beat Weber;
Cancelliere: Dario Croci Torti.

Parti A._______, rappresentata dal Patronato INAS, 
via G. Lanz 25, 6850 Mendrisio,
ricorrente, 

Contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE, avenue Edmond­
Vaucher 18, casella postale 3100, 1211 Ginevra 2,   
autorità inferiore. 

Oggetto Assicurazione invalidità, decisione del 15 giugno 2010.

C­5331/2010

Pagina 2

Fatti:

A. 
A._______, cittadina italiana, nata il , ha lavorato in Svizzera sin dal 1971 
nel settore tessile dapprima ed in quello delle pulizie poi. Dal luglio 2000 
era  alle  dipendenze  di  una  rivendita  di  mobili  nel  Cantone  Ticino 
(frontaliera)  come  addetta  alle  pulizie  in  ragione  di  31  ore  settimanali. 
L'attività è stata  interrotta  il 25 agosto 2006 a causa di un  infortunio. Va 
rilevato che la nominata esercitava, dall'aprile 2000, anche un'altra attività 
di pulizia per una banca di Mendrisio per circa 10 ore settimanali ed ha 
interrotto il lavoro per gli stessi motivi il 25 agosto 2006.

B. 
Sotto  il  profilo  infortunistico,  A._______  è  stata  assistita  dall'Istituto 
nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI/SUVA). Alla 
data  menzionata  era  caduta  vicino  al  luogo  di  lavoro  riportando  una 
frattura del capitello radiale destro, della cartilagine triangolare del polso 
destro, ed un'entesite del tendine del sovra spinoso destro. Le prime cure 
furono di tipo conservativo (stecca e ginnastica). Tuttavia, ulteriori esami 
radiologici  hanno  posto  in  luce  altri  problemi,  quali  una  disinserzione 
ulnare  della  fibrocartilagine  triangolare,  una  borsite  reattiva  sottdeltidea. 
Dal  23  maggio  al  19  giugno  2007,  l'interessata  ha  seguito  una  cura 
riabilitativa  alla  Clinica  di  Novaggio.  Ripresentando  problemi  al  polso 
destro, ulteriori accertamenti hanno permesso di evidenziare una rottura 
parziale  del  legamento  scafo­lunare  dorsale,  una  lesione  membranosa 
dello  spazio  lunotriquetale  ed  una  rottura  traumatica  completa  della 
fibrocartilagine  triangolare.  Altri  programmi  di  fisioterapia  sono  stati 
eseguiti  sia  in  Svizzera  che  in  Italia.  Della  diagnosi  in  dettaglio  si  dirà 
nella  parte  in  diritto.  L'assicuratore  infortuni,  dopo  la  visita  di  chiusura 
avvenuta il 28 maggio 2009, ha emanato una decisone il 5 febbraio 2010 
con  la  quale  ha  posto  l'assicurata  al  beneficio  di  una  rendita  mensile 
corrispondente  ad  un  tasso  d'invalidità  del  12%.  La  nominata  ha 
formulato  opposizione  contro  tale  provvedimento  postulando  il 
riconoscimento  di  una  prestazione  con  grado  d'invalidità  più  elevato  e 
producendo, fra l'altro, le relazioni dei Dott.ri Enrico e Prestamburgo. Con 
decisione su opposizione del 1° giugno 2010,  l'INSAI/SUVA ha  respinto 
l'opposizione.

C. 
In  data  7 marzo 2008,  l'interessata  aveva nel  frattempo presentato  una 

C­5331/2010

Pagina 3

domanda  volta  al  conseguimento  di  una  prestazione  dell'assicurazione 
svizzera per l'invalidità.

L'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero  (UAIE),  e  nel  contempo  anche  l'Ufficio  AI  cantonale,  hanno 
acquisito  agli  atti  l'incarto  dell'assicuratore  infortuni.  Inoltre  sono  stati 
prodotti:

­  il questionario del medico curante, Dott.ssa Zanzi, del 10 giugno 2008 
attestante la nota diagnosi post­infortunistica;

­  una  perizia  medica  particolareggiata  redatta  il  4  agosto  2008  presso 
l'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale  di  Varese  (INPS),  ove  il 
sanitario  incaricato  ha  posto  la  diagnosi  di  esiti  di  frattura  del  capitello 
radiale destro, capsulite post­traumatica della spalla destra e distorsione 
del polso destro da  infortunio con  residua  limitazione  funzionale, esiti di 
ablazione  del  trans  catetere  della  via  nodale  lenta  per  tachicardia 
reciprocante nodale,  ipertensione arteriosa,  con un  tasso d'invalidità del 
50%;

­ un ecocolordoppler arterioso e venoso arti inferiori del 4 febbraio 2008;

­  un  rapporto  di  trattamento  kinesoterapico  verosimilmente  del  febbraio 
2008 (terapeuta Pol);

­ un rapporto del Dott. Pilato, traumatologo, del 21 maggio 2008;

­ un rapporto di visita cardiologica con elettrocardiogramma del 27 marzo 
2007;

Sul  caso,  per  un  disguido  di  competenza  sul merito,  si  è  pronunciato  il 
Dott. Ribordy, medico dell'UAIE, autorità  competente  invece a notificare 
in  provvedimenti  per  gli  assicurati  non  residenti  in Svizzera. Questi,  nel 
suo  rapporto  del  10  gennaio  2009,  ha  affermato  che  l'assicurata  non 
potrebbe più svolgere, se non in misura molto ridotta,  la sua precedente 
attività  di  donna  delle  pulizie,  mentre  dal  2  novembre  2007  la  stessa 
sarebbe  in  grado  di  esercitare  un'attività  leggera,  semisedentaria  in 
misura completa.

Il  6  febbraio  2009,  l'incarto  è  stato  trasmesso  all'Ufficio  AI  del  Cantone 
Ticino,  il  quale  ha  sottoposto  gli  atti  al  Dott.  Klauser.  Questi,  nella 
relazione  del  9  ottobre  2009,  ha  riportato  la  diagnosi  ritenuta 
dall'assicuratore infortuni e ha preso atto che l'interessata presenta anche 

C­5331/2010

Pagina 4

della  affezioni  extra­infortunistiche,  segnatamente  una  sindrome 
degenerativa della colonna vertebrale e problemi alla spalla destra. Egli 
ha così proposto un visita presso il Servizio medico regionale (SMR). Altri 
documenti  sono  nel  frattempo  pervenuti,  quali:  un  nuovo  certificato 
completo (formulario INPS) del 13 maggio 2008 della Dott.ssa Zanzi, un 
rapporto  d'esame  ortopedico  del  5  settembre  2008  (Dott.ri  Cardani  e 
Murena), un  rapporto del Dott. Prestamburgo  (ortopedico) del 20 marzo 
2008, diversi referti d'esami radiologici del 2008 ed i risultati di altri esami 
del 2005/2006.

D. 
L'assicurata  si  è  presentata  al  SMR  (novembre/dicembre  2009),  ove  è 
stato effettuato un esame ortopedico generale ed un esame psichiatrico; 
della diagnosi, che comprende gli esiti dell'infortunio e altri elementi extra­
infortunistici,  nonché  (dal  punto  di  vista  psichiatrico)  un'elaborazione  di 
sintomi  fisici  per  ragioni  psicologiche,  se  ne  dirà  nella  parte  in  diritto.  I 
medici  incaricati  (Dott.ri Posa,  internista e Dott.ssa Uslenghi,  psichiatra) 
hanno  indicato  che,  in  attività  sostitutive  rispettose  di  determinate 
condizioni,  l'interessata  è  abile  al  lavoro  al  cento  per  cento.  Potrebbe 
comunque esercitare il precedente lavoro in misura del 70%.

Resta  acquisito  uno  stato  d'invalidità  completo  dal  25  agosto  2006 
(infortunio) a fine maggio 2009 (visita medica di chiusura presso il medico 
di circondario INSAI/SUVA).

L'incarto  è  stato  sottoposto  in  esame  al  Consulente  in  integrazione 
professionale  (CIP),  il  quale,  nella  relazione  del  23  marzo  2010  ha 
rilevato che,  in attività sostitutive,  l'assicurata presenterebbe una perdita 
di  guadagno  del  6%.  In  questo  calcolo  si  è  tenuto  conto  di  un  reddito 
privo  d'invalidità  (sommate  le  due  attività  svolte)  di  Fr.  44'597.­ 
(aggiornato al 2008) e un reddito statistico di partenza senza invalidità di 
Fr. 51'368.­, quest'ultimo ridotto del 18% per tenere conto della situazione 
personale  dell'assicurata  (limitazioni  funzionali,  riduzione  per  attività 
leggera).

Con  progetto  di  decisione  del  30 marzo  2010,  l'Ufficio  AI  cantonale  ha 
disposto  il  riconoscimento  del  diritto  alla  rendita  intera AI  dal  1°  agosto 
2007 (un anno dopo l'infortunio) fino al 30 settembre 2009 (tre mesi dopo 
il miglioramento constatato dall'assicuratore infortuni).

Con  le  osservazioni  del  5  maggio  2010,  A._______,  rappresentata  dal 
Patronato  INAS,  chiede  una  rivalutazione  della  sua  situazione 

C­5331/2010

Pagina 5

valetudinaria. Produce, segnatamente, una relazione medica allestita dal 
Dott.  Enrico  (5 marzo  2010),  specialista  in  ortopedia,  Luino,  il  quale,  in 
base  alla  nota  diagnosi,  stima  che  la  paziente  presenti  un  grado 
d'invalidità  generale  del  50%  almeno.  Produce  anche  un  referto  RM 
spalla destra e ginocchio destro del 29 aprile 2010.

Ricevute  le  osservazioni,  l'Ufficio  AI  cantonale  ha  sottoposto  gli  atti  al 
Dott.  Klauser,  del  proprio  servizio medico  ,  il  quale,  nella  sua  relazione 
del 17 maggio 2010, ha affermato che la relazione menzionata come pure 
i  nuovi  referti  oggettivi,  non  attestano  alcun  peggioramento  rispetto  alla 
situazione  già  esaminata.  Quando  le  motivazioni  della  decisione  erano 
già  state  inviate dall'Ufficio AI  cantonale all'UAIE per  la  relativa notifica, 
ossia  il  25  maggio  2010,  il  Patronato  INAS  ha  inviato  ancora  (il  25/31 
maggio  2010)  una  relazione  del  Dott.  Prestamburgo,  specialista  in 
ortopedia,  Varese  (19  maggio  2010),  il  quale  non  si  esprime  sulla 
capacità  di  lavoro  della  paziente,  ma  riscontra  difetti  funzionali  all'arto 
superiore destro (gomito e polso) e prescrive l'astinenza da sollecitazioni 
sintomatiche.  Il  Dott.  Klauser  si  è  pronunciato  il  4  giugno  2010 
osservando che la relazione del Dott. Prestamburgo non apportava novità 
di rilievo.

In data 15 giugno 2010,  l'UAIE ha erogato  in  favore di A._______,  una 
rendita  intera  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  dal  1°  agosto 
2007 al 30 settembre 2009.

E. 
Con  il  ricorso  depositato  il  23  luglio  2010,  A._______,  sempre 
rappresentata  dal  Patronato  INAS,  chiede,  sostanzialmente,  il 
riconoscimento del suo diritto ad almeno  la mezza  rendita AI dopo  il 30 
settembre  2009.  Produce,  oltre  alla  relazione  del  Dott.  Prestamburgo 
menzionata, una nuova relazione sanitaria del Dott. Enrico del 21 giugno 
2010,  ove  viene  riferita  la  diagnosi  già  nota.  Dal  punto  di  vista 
valetudinario,  l'esperto  di  parte  annota  le  stesse  limitazioni  già  esposte 
nella precedente perizia del 5 marzo 2010, a parte la questione del porto 
pesi  ridotta  anche  fino  ai  5  kg.  Egli  ripropone  di  ammettere  un  tasso 
d'invalidità  generale  (in  tutte  le  attività)  del  50%  almeno.  Una  volta  il 
calcolo  comparativo  dei  redditi  effettuato,  non  contestando  i  parametri 
assunti dall'amministrazione, ne conseguirebbe una perdita di guadagno 
del 52%. Chiede di essere esentata dall'anticipo delle spese processuali. 

F. 
Dopo aver preso atto del ricorso e della relativa documentazione, l'Ufficio 

C­5331/2010

Pagina 6

AI  del  Cantone  Ticino  ha  sottoposto  gli  atti  al  Dott.  Erba,  del  proprio 
servizio  medico,  il  quale,  nella  relazione  del  3  settembre  2010,  ha 
affermato  come  non  vi  siano  segni  di  un  reale  peggioramento  della 
situazione ortopedica dell'assicurata.

Nella sua risposta   al ricorso del 6 settembre 2010, l'Ufficio AI cantonale 
propone  dunque  la  reiezione  del  ricorso.  Alle  stesse  conclusioni  si 
associa l'UAIE nella sua risposta del 24 settembre 2010.

G. 
Dopo aver preso atto delle osservazioni delle rispettive amministrazioni e 
di  altra  documentazione  di  rilievo,  il  Patronato  INAS,  con  scritto  del  15 
ottobre  2010,  ribadisce  la  validità  della  relazione  del  Dott.  Enrico  ed 
osserva  che  il  Dott.  Erba  non  sarebbe  entrato  nel  merito  di  tutte  le 
affezioni debilitanti sollevate con la certificazione del Dott. Enrico.

H. 
In merito all'assistenza giudiziaria (esenzione dall'anticipo delle presunte 
spese processuali), con ordinanza del 20 ottobre 2010, il TAF ha invitato 
la  parte  ricorrente a  compilare  l'apposito questionario  e  rispedire  con  la 
documentazione necessaria entro il 22 novembre 2010. L'interpellata non 
ha  inviato  quanto  richiesto.  Con  decisione  incidentale  del  1°  dicembre 
2010,  il  TAF  ha  respinto  l'istanza  in  parola  ed  ha  inviato  l'insorgente  a 
anticipare  la  somma di  Fr.  300.­  a  titolo  di  presunte  spese  processuali. 
Detto importo è stato regolarmente versato il 20 dicembre 2010. 

Diritto:

1. 

1.1. Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS  173.32),  il  Tribunale 
amministrativo federale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi contro le 
decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20  dicembre  1968 
sulla procedura amministrativa  (PA, RS 172.021) emanate dalle autorità 
menzionate  all'art.  33  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese  dall'UAIE 
concernenti l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi 
al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge federale del 19 
giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20). 

C­5331/2010

Pagina 7

1.2.    L'Ufficio  AI  cantonale  è  competente  per  trattare  l'esame  delle 
richieste.  L'Autorità  inferiore  è  competente  per  notificare  l'impugnata 
decisione (art. 40 cpv. 2 OAI).

2. 

2.1. In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA la procedura in materia di assicurazioni 
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge 
federale  del  6  ottobre  2000  sulla  parte  generale  del  diritto  delle 
assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 LAI  le disposizioni 
della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a­26bis e 
28­70),  sempre  che  la presente  legge non preveda espressamente una 
deroga.

2.2. Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla 
decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un  interesse degno di 
protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione.  Queste 
condizioni sono adempiute nella specie.

2.3. Il ricorso è tempestivo e rispetta i requisiti minimi prescritti dalla legge 
(art. 60 LPGA e 52 PA). L'interessata ha versato l'anticipo corrispondente 
alle  presunte  spese processuali  di  Fr.  300.­  entro  il  termine  impartito.  Il 
gravame è dunque ammissibile, nulla ostando all'esame del merito dello 
stesso.

3. 

3.1.  Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi 
Stati  membri,  dall'altra,  sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21 
giugno  1999  (ALC,  RS  0.142.112.681)  ed  il  correlato  Allegato  II  che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo 
all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai 
lavoratori  autonomi  e  ai  loro  familiari  che  si  spostano  all'interno  della 
Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  corrispondente 
Regolamento di applicazione (Regolamento CEE n° 574/72 del Consiglio 
del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71, 
RS 0.831.109.268.11). Si tratta di una normativa che si applica a tutte le 
rendite  il  cui  diritto  sorge  a  far  data  dal  1°  giugno  2002  o 

C­5331/2010

Pagina 8

successivamente e che sancisce il principio della parità di trattamento tra 
cittadini che risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i 
cittadini svizzeri (art. 3 e 6 del Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2.  Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della 
Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono  sospesi  a 
decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo 
campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo.  Nella misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame  delle  condizioni  di 
ottenimento di  una  rendita di  invalidità  svizzera  sono  regolate dal  diritto 
interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3. L'art.  80a  LAI  sancisce espressamente  l'applicabilità  nella  presente 
procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  che  risiede  nell'Unione  europea, 
dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 
1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo  1972  relativo 
all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4. 
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, a 
partire dal 1° gennaio 2008,  la presente procedura è  retta dalla LAI nel 
suo  tenore modificato  il  6 ottobre 2006  (5a  revisione),  ritenuto  tuttavia  il 
principio  secondo  il  quale  le  norme  applicabili  sono  quelle  in  vigore  al 
momento in cui dei fatti giuridicamente rilevanti si sono verificati (DTF 130 
V 445 consid. 1.2). Ne consegue che il diritto alla rendita si esamina fino 
al  31  dicembre  2007  alla  luce  delle  precedenti  norme  e,  a  partire  da 
quella  data,  secondo  le  nuove  disposizioni.  Tuttavia,  secondo  le  norme 
transitorie  sulla  V  revisione  della  LAI  (cfr.  lettera  circolare  253  del  12 
dicembre 2007 dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali [UFAS]), se 
l'incapacità di lavoro inizia dopo il 1° gennaio 2007, è possibile versare la 
rendita allo scadere del periodo di attesa di un anno a condizione che la 
domanda di rendita sia stata presentata entro e non oltre  il 31 dicembre 
2008 (cfr. consid. 7.3).

5. 
La  ricorrente  ha  presentato  la  domanda  di  rendita  il  7  marzo  2008.  In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore fino 
al  31  dicembre 2007)  precisa  che,  se  l'assicurato  si  annuncia  più  di  12 
mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere assegnate 

C­5331/2010

Pagina 9

soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la  richiesta.  In  concreto,  lo  scrivente 
Tribunale  amministrativo  federale  può  limitarsi  ad  esaminare  se  la 
ricorrente  avesse  diritto  ad  una  rendita  il  7 marzo  2007  (ossia  12 mesi 
precedenti  la  presentazione  della  domanda),  oppure  se  un  diritto  alla 
rendita  sia  sorto  tra  tale data ed  il  15 giugno 2010, data dell'impugnata 
decisione.  Il giudice delle assicurazioni sociali analizza,  infatti,  la  legalità 
della decisione impugnata, in generale, secondo lo stato di fatto esistente 
al momento in cui la decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 
1.2 e 1.2.1).

6. 
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, ogni 
richiedente deve adempiere cumulativamente le seguenti condizioni:

­ essere invalido ai sensi della legge svizzera;

­ aver versato contributi all'AVS/AI svizzera per un anno (art. 36 LAI nel 
tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007). A partire dal 1° gennaio 2008, 
è tuttavia necessario avere versato contributi durante almeno 3 anni (art. 
36  LAI  nel  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006).  A  tal  fine  è  possibile 
prendere in considerazione anche i contributi versati ad un'assicurazione 
sociale  assimilata  di  uno  Stato  membro  dell'Unione  europea  (UE)  o 
dell'Associazione  europea  di  libero  scambio  (AELS),  a  condizione  che 
almeno un anno di contributi sia registrato all'AVS/AI svizzera (FF 2005 p. 
4065; art. 45 del regolamento 1408/71).

Nella specie, la ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per un 
periodo  superiore  ai  tre  anni.  Pertanto,  l'interessata  adempie  la 
condizione  della  durata  minima  di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina  l'erogazione di  una  rendita. Rimane ora  da esaminare  se  sia 
invalida ai sensi di legge.

7. 

7.1.  In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata.  L'art.  4  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere  conseguente  ad 
infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2  della  stessa  norma 
stabilisce  che  l'invalidità  è  considerata  insorgere  quando,  per  natura  e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

C­5331/2010

Pagina 10

7.2. L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il 
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza 
rendita se è  invalido per almeno  la metà e ad un quarto di  rendita se è 
invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 cpv. 2 LAI a partire 
dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo 
bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter LAI (art. 29 cpv. 4 a 
partire  dal  1°  gennaio  2008),  secondo  il  quale  le  rendite  per  un  grado 
d'invalidità  inferiore  al  50%  sono  versate  solo  ad  assicurati  che  sono 
domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più 
applicabile quando l'assicurato è cittadino svizzero o dell'UE e vi risiede.

7.3. Il diritto alla rendita, secondo l'art. 29 cpv. 1 LAI, nasce, al più presto, 
nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità  permanente  di 
guadagno pari almeno al 40% (lettera a), oppure quando egli è stato per 
un  anno  e  senza  notevoli  interruzioni,  incapace  al  lavoro  per  almeno  il 
40%  in media  (lettera  b).  La  prima  lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di 
salute  si  è  stabilizzato;  la  seconda  lettera  se  lo  stato  di  salute  è  labile, 
vale  a  dire  suscettibile  di  evolvere  verso  un  miglioramento  od  un 
peggioramento  (DTF 121 V 264,  111 V 21  consid.  2b). A partire dal  1° 
gennaio 2008,  l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad 
una rendita alle seguenti condizioni: a.  la sua capacità di guadagno o  la 
sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b.  ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione;  e  c.  al  termine  di  questo  anno  è  invalido  almeno  al  40%. 
Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo 6 mesi dalla data in 
cui  l'assicurato  ha  rivendicato  il  diritto  alle  prestazioni  conformemente 
all'art.  29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire dal mese seguente  il 
compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI).

7.4.  Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale,  derivante da un danno alla  salute  fisica, mentale o psichica di 
compiere  un  lavoro  ragionevolmente  esigibile  nella  professione  o  nel 
campo di  attività  abituale.  In  caso d'incapacità al  lavoro di  lunga durata 
possono  essere  prese  in  considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in 
un'altra  professione  o  campo  d'attività  (art.  6  LPGA).  L'incapacità  al 
guadagno  è  definita  all'art.  7  LPGA  e  consiste  nella  perdita,  totale  o 
parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del  lavoro equilibrato 
che  entra  in  considerazione,  provocata  da  un  danno  alla  salute  fisica, 
mentale o psichica e che perdura dopo aver  sottoposto  l'assicurato alle 
cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valutare 

C­5331/2010

Pagina 11

la  presenza  di  un'incapacità  al  guadagno  sono  considerate 
esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute;  inoltre,  sussiste 
un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è  obbiettivamente 
superabile  (art.  7  cpv.  2  LPGA  nel  suo  nuovo  tenore  dal  1°  gennaio 
2008).

7.5.  Una  rendita  limitata  e/o  crescente/decrescente  nel  tempo 
corrisponde, materialmente, ad una revisione ai sensi dell'art. 17 LPGA e 
se ne deve pertanto seguire  i principi.  In base a  tale norma, se  il grado 
d'invalidità  del  beneficiario  della  rendita  subisce  una modificazione  che 
incide  in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per  il  futuro, 
aumentata o diminuita  in misura corrispondente, oppure soppressa. Per 
l'art.  88a  cpv.  1  dell'ordinanza  sull'assicurazione  per  l'invalidità  del  17 
gennaio 1961 (OAI, RS 831.201), se la capacità di guadagno migliora, v'è 
motivo di  ammettere  che  il  cambiamento determinante  sopprime  tutto o 
parte del  diritto a prestazioni  dal momento  in  cui  si  può supporre  che  il 
cambiamento  constatato  perduri;  lo  si  deve  in  ogni  caso  tenere  in 
considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e 
che presumibilmente continuerà a durare. 

Assegnando  retroattivamente  una  rendita  d'invalidità 
decrescente/crescente  e/o  limitata  nel  tempo,  l'autorità  amministrativa 
disciplina  un  rapporto  giuridico  suscettibile  di  essere  in  caso  di 
contestazione oggetto della lite e dell'impugnativa. Qualora sia contestata 
solo  la  riduzione  o  la  soppressione  delle  prestazioni,  il  potere  cognitivo 
del giudice non è limitato nel senso che egli debba astenersi dallo statuire 
circa i periodi per i quali il riconoscimento di prestazioni non è censurato 
(DTF 125 V 413 consid. 2.2 et 2.3 confermato in 131 V 164).

Va  ricordato  che  nel  caso  in  cui  la  prestazione  venga  accordata  con 
effetto retroattivo ma limitata nel tempo, aumentata oppure ridotta, esiste 
un'unica  relazione  giuridica;  ciò  vale  anche  se  l'assegnazione  della 
rendita  d'invalidità  graduata  e/o  limitata  nel  tempo  è  stata  comunicata 
mediante più decisioni recanti la stessa data (DTF 131 V 164 consid. 2.2 
e 2.3).

8.  

8.1.  Come  risulta  dal  questionario  compilato  dall'ex  datore  di  lavoro, 
l'interessata non ha più  lavorato dopo  il  25 agosto 2006,  a  causa di  un 
infortunio. 

C­5331/2010

Pagina 12

8.2. La  nozione  d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8  LPGA è  di  carattere 
giuridico  economico,  non medico  (DTF  116  V  249  consid.  1b).  In  base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (28a cpv. 1 
LAI,  a  partire  dal  1°  gennaio  2008),  per  valutare  il  grado  d'invalidità,  il 
reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido),  tenuto 
conto di una situazione equilibrata del mercato del  lavoro, è confrontato 
con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini  l'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità  risarcisce  soltanto  la  perdita  economica  che  deriva  da  un 
danno alla salute  fisica o psichica dovuto a malattia o  infortunio, non  la 
malattia  o  la  conseguente  incapacità  lavorativa  (metodo  generale  del 
raffronto dei redditi).

In  carenza  di  documentazione  economica,  la  documentazione  medica 
costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori 
siano ancora esigibili dall'assicurato, ma non spetta al medico graduare il 
grado  d'invalidità  dell'assicurato  (DTF  114  V  314).  Infatti,  per  costante 
giurisprudenza  le  certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti 
elementi d'apprezzamento del danno  invalidante, allorché permettono di 
valutare l'incapacità lavorativa e di guadagno dell'interessato in un'attività 
da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2).

8.3.  Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera  completa  i  punti 
litigiosi,  si  fondi  su  degli  esami  approfonditi,  prenda  conto  di  tutte  le 
affezioni  di  cui  si  lamenta  l'assicurato,  sia  stabilito  in  piena  conoscenza 
dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni  mediche  o  nell'apprezzamento  della  situazione  medica;  le 
conclusioni dell'esperto devono  inoltre essere motivate (DTF 125 V 352, 
122 V 160).

9. 
L'esame effettuato presso il SMR di Bellinzona tiene in considerazione sia 
gli  esiti  dell'infortunio  subito  nell'agosto  2006  che  il  danno  extra­
infortunistico (di origine ortopedica/reumatologica e di carattere psichico). 
I  sanitari  del  SMR  (Dott.  Posa,  internista,  Dott.ssa Uslenghi,  psichiatra) 
hanno  rilevato:  esiti  di  lesione  della  fibrocartilagine  triangolare  e 
parzialmente del legamento scafo­ulnare dorsale del polso destro, trattata 
conservativamente,  artrosi  dell'articolazione  AC  a  destra,  tendinosi  del 
sovra  ed  infraspinato  spalla  destra  senza  lesioni  strutturali,  gonalgia 

C­5331/2010

Pagina 13

destra  ricorrente,  lombalgia  ricorrente  su  alterazioni  degenerative  multi 
segmentali  lombosacrali;  elaborazione  dei  sintomi  fisici  per  ragioni 
psicologiche.

La documentazione medica esibita  in sede di audizione e di  ricorso non 
pone  in  evidenza  ulteriori  turbe  di  rilievo.  Si  tratta,  più  che  altro,  di  un 
diverso approccio diagnostico delle patologie  in corso. Segnatamente,  il 
Dott.  Enrico  (rapporto  del  5  marzo  2010)  precisa  che  al  livello  del 
ginocchio destro  il  dolore è da  imputare ad una  frattura  composta della 
rotula  (cfr.  anche  rapporto del Dott. Mentasti  del  29 aprile  2010,  referto 
RM della spalla e del ginocchio destro).

Giova ricordare che  le affezioni  in oggetto debbono, dal profilo giuridico, 
essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nelle versione in 
vigore  fino  al  31  dicembre  2007).  Trattasi,  infatti,  di  malattie  che,  per 
costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di  carattere 
permanente (cioè di natura consolidata o  irreversibile), bensì patologico­
labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare.

Ne  discende  che,  in  mancanza  di  uno  stato  di  salute  sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per cui 
può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata norma, 
legale,  la  quale  prevede  un  termine  di  attesa  di  un  anno.  Pertanto,  la 
ricorrente potrebbe pretendere una rendita dell'assicurazione svizzera per 
l'invalidità solo a partire dal momento in cui ha subito, senza interruzione 
notevole,  un'incapacità  lavorativa  media  del  40%  almeno,  durante  un 
anno. 

10. 

10.1. In primo luogo va rilevato che non è contestato il riconoscimento del 
diritto  alla  rendita  intera  AI  dal  1°  agosto  2007,  ossia  un  anno  dopo 
l'infortunio. L'oggetto della  lite si configura  invece nella soppressione del 
diritto  alla  rendita  intera  dal  1°  ottobre  2009.  Si  tratta  dunque  di  una 
rendita limitata nel tempo le cui regole per la sua eventuale soppressione 
o diminuzione sono state enunciate al considerando 7.5.

10.2.  Questo  caso  assicurativo  presenta  una  patologia  invalidante  di 
origine  infortunistica,  ma  anche  degli  elementi  che  esulano  dalle 
conseguenze dell'infortunio dell'agosto 2006.

C­5331/2010

Pagina 14

In  proposito  può  essere  osservato  che  il  Tribunale  federale  delle 
assicurazioni  aveva  a  suo  tempo disposto  delle  regole  circa  l'uniformità 
della nozione d'invalidità nel campo delle assicurazioni sociali, precisando 
che la valutazione in ambito AI non vincolava l'assicuratore infortuni (DTF 
131 V 362 consid. 2.3). Il Tribunale federale, dal canto suo, ha ammesso 
la reciprocità di questa regola nei confronti dell'assicurazione invalidità nel 
senso che questa non è legata dalla valutazione dell'assicuratore infortuni 
ai  sensi  del  DTF  126 V  288.  Di  conseguenza,  per  esempio,  l'Ufficio  AI 
non ha facoltà di  formulare opposizione (o ricorso) contro una decisione 
dell'assicuratore  infortuni  concernente  il  diritto  alla  rendita  o  la 
determinazione  del  tasso  d'invalidità  (DTF  133  V  549).  La  valutazione 
dell'invalidità  è  dunque  indipendente  nei  due  rami  d'assicurazione  (cfr. 
anche sentenza del Tribunale  federale 8C_558/2008 del 17 marzo 2009 
consid.  2.3).  Questa  indipendenza  nel  decidere  non  significa  che  le 
perizie effettuate nei due rami assicurativi debbano essere utilizzate dalla 
sola  assicurazione  che  ha  ordinato  una  tale  indagine  quando,  per 
esempio,  l'analisi  dell'invalidità  è  stata  ricercata  in modo  globale  e  non 
settoriale e che una determinata perizia non si sia limitata al mero aspetto 
del rapporto di causalità fra incidente subito e danno alla salute, aspetto 
questo  caratteristico  della  sola  assicurazione  contro  gli  infortuni  (cfr. 
ALFRED  MAURER/GUSTAVO  SCARTAZZINI/MARC  HÜRZELER, 
Bundessozialversicherungsrecht,  3a  ed.,  Basilea  2009,  §  10  n°  39  e 
seg.).

10.3.  Visto  che  l'assicurata  presentava  anche  delle  turbe  non 
infortunistiche  che  avrebbero  potuto  influire  sulla  determinazione  del 
grado  d'invalidità,  l'Ufficio  AI  del  Cantone  Ticino  ha  ritenuto  utile  far 
eseguire  una  perizia  bi­disciplinare  (ortopedia  e  psichiatria)  presso  il 
SMR.  L'amministrazione  ha  quindi  rinunciato,  contrariamente  a  quanto 
sembra  sostenere  la  parte  ricorrente,  a  traslare  le  risultanze 
dell'assicuratore  infortuni nell'ambito AI. L'Ufficio AI, procedendo ad una 
verifica medica propria, ha quindi esaminato tutto il complesso patologico 
affliggente l'assicurata.

11. 

11.1.  La  perizia  del  SMR  ha  ritenuto  che  A._______  è  in  grado  di 
svolgere  ancora  il  suo  precedente  lavoro  in  misura  del  70% mentre  in 
attività  leggere  e/o  semisedentarie  in  misura  del  100%.  Anche  il  Dott. 
Capeder,  per  conto  dell'INSAI/SUVA,  nella  visita  di  chiusura  del  28 
maggio 2009, aveva stimato che  l'assicurata poteva  riprendere a  tempo 
completo un'attività leggera.

C­5331/2010

Pagina 15

11.2. 

11.2.1. Dal punto di vista ortopedico, la paziente presenta delle limitazioni 
funzionali  così  riassumibili.  Essa  deve  evitare  la  posizione  statica  del 
braccio destro al  disopra del piano orizzontale,  evitare  la  forza di  presa 
prolungata con la mano destra, evitare l'utilizzo di attrezzi vibranti con la 
mano  destra,  evitare  la  presa  a  pinza  con  la  mano  destra,  evitare 
movimenti ripetitivi di flessione, estensione e rotazione della schiena; può 
alzare  pesi  abitualmente  fino  a  5  kg.  Questo  è  quanto  scaturisce 
dall'indagine al SMR. Va ora rilevato che le limitazioni spiegate invece dal 
Dott. Enrico  (cfr. p. es.  la perizia del 5 marzo 2010 e quella successiva 
del  21  giugno  2010)  non  sono  così  differenti  da  quelle  evidenziate  dal 
SMR. Si può osservare che la descrizione del Dott. Enrico è più teorica in 
quanto utilizza  le espressioni  ridotta/leggermente  ridotta ecc., ma a ben 
guardare (perizia pag. 2 e 3) l'esperto di parte non descrive un quadro di 
limitazione  assoluta  od  una  situazione  che  escluderebbe  la  ripresa  di 
un'attività leggera.

11.2.2.  Occorre  precisare  che  questo  collegio  giudicante  esclude, 
contrariamente alle  conclusioni  del SMR,  che Maria Concetta Guarasci­
Busa  possa  riprendere,  seppur  al  70%,  il  precedente  lavoro  di  donna 
addetta alle pulizie. Tale  lavoro  implica sforzi e soprattutto posizioni non 
indicate e che contrastano con  le  limitazioni descritte sia dal Dott. Posa 
che dal Dott. Enrico. Si può invece condividere il parere che, osservate le 
limitazioni descritte,  la nominata, sotto  il profilo ortopedico/reumatologico 
è  da  considerarsi  abile  a  un  lavoro  leggero,  semisedentario  in  misura 
completa.  Pertanto,  per  quanto  riguarda  la  patologia  ortopedica,  le 
conclusioni  dell'Ufficio  AI  corrispondono  a  quelle  poste  in  risalto 
dall'INSAI/SUVA (Dott. Capeder).

11.3. Dal  lato psichiatrico non sussistono patologie  invalidanti. L'esperto 
(Dott.ssa Uslenghi, psichiatra) ha rilevato solo un'elaborazione di sintomi 
fisici per ragioni psicologiche. Si tratta, osserva il medico, di una sindrome 
plurifattoriale  di  entità  non  grave  che  non  causa  invalidità  in  ambito 
lavorativo.  Peraltro,  la  sintomatologia  dolorosa  presentata  non  è 
associata  ad  una  comorbidità  psichica  di  notevole  gravità,  intensità  e 
durata, ciò che esclude  la presenza di sindrome da dolore somatoforme 
invalidante.  Dall'esame  dunque  non  emergono  elementi  clinici  che 
indirizzino verso una diagnosi di disturbi psichiatrici maggiori secondo  la 
classificazione  internazionale.  Peraltro,  l'interessata  non  segue  alcuna 
cura  farmacologica  specifica  (a  parte  occasionalmente  un  induttore  del 
sonno), come neppure alcuna psicoterapia.

C­5331/2010

Pagina 16

11.4. Per il resto, la nominata si presenta in buone condizioni generali di 
salute,  seppur  con  un  certo  sovrappeso.  L'anamnesi  ricorda  diversi 
problemi  cardiocircolatori  non  gravi,  tutti  risolti  positivamente  e  privi  di 
sequele invalidanti.

12. 

12.1. Alla  luce  di  queste  considerazioni,  questo  collegio  giudicante  può 
condividere  il  parere  del  SMR  almeno  per  quanto  riguarda  le  attività  di 
sostituzione, che sarebbero esigibili al 100%, rispettose dei  limiti  indicati 
nei considerandi precedenti. A partire, al più  tardi, dal  rapporto del Dott. 
Capeder  (visita  di  chiusura  dell'INSAI/SUVA  del  28  maggio  2009), 
l'assicurata sarebbe stata in grado di svolgere, al cento per cento, attività 
di  sostituzione  adeguate.  L'indagine  propria  dell'AI  non  ha  fatto  che 
confermare  le risultanze dell'assicuratore  infortuni. Pertanto  il  riferimento 
temporale alla visita di chiusura, per fissare la data di miglioramento delle 
condizioni  di  salute  e  della  capacità  di  lavoro  di  A._______,  appare 
tutelabile.  A  queste  conclusioni  giungono  anche  i  medici  dell'Ufficio  AI 
consultati in sede di audizione e di ricorso (Dott.ri Klauser ed Erba).

12.2.    La  gamma  di  attività  offerte  alla  ricorrente  sono  molteplici  e 
rispettano  i  limiti  funzionali  menzionati  dai  sanitari  consultati.  Come 
rilevato  nel  rapporto  del  CIP  del  23  marzo  2010,  la  nominata,  priva  di 
formazione  professionale  specifica  e  con  la  sola  formazione  scolastica 
elementare  (cfr.  formulario  di  domanda  e  indagine  del  CIP),  potrebbe 
svolgere  lavori  semplici,  non  qualificati,  ripetitivi  (operaia  generica 
nell'industria  come  addetta  al  controllo  di  macchine  di  produzione 
automatica, operaia addetta all'imballaggio,  impiegata nel  terziario come 
custode,  fattorina  in  ditta  privata,  sorvegliante,  autista  su mezzi  leggeri, 
commessa  in  gradi  punti  di  vendita,  barista  al  banco  o  in  piccolo 
esercizio).  Va  disatteso  il  rapporto  del  CIP  quando  menziona  lavori  di 
rifinitura  e  di  riparazione,  l'assicurata  essendo  sensibilmente  limitata 
nell'utilizzo della mano, polso e in generale, dell'arto superiore destro. La 
maggior  parte  di  questo  posti  non  richiede  comunque  una  lunga 
formazione, ma solo un breve periodo di introduzione. 

12.3.  Vero  è  che  la  ricerca  di  un  posto  di  lavoro  adatto  alle  capacità 
dell'interessata  appare  difficoltosa,  vista  la  sua  età  e  la  situazione 
congiunturale;  tuttavia,  se  il  mercato  del  lavoro  locale  non  gli  offre  di 
sfruttare  la  sua  residua  capacità  lavorativa  e  di  guadagno,  non  può 
essere compito dell'assicurazione svizzera per l'invalidità di sopperire con 
il  versamento  di  prestazioni  assicurative  a  quello  che  sarebbe  dovuto, 

C­5331/2010

Pagina 17

semmai,  dall'assicurazione  italiana  contro  la  disoccupazione.  Secondo 
una  costante  giurisprudenza,  la  persona  che  richiede  prestazioni 
d'invalidità deve intraprendere tutto quanto sia da lei esigibile per ovviare 
alle conseguenze della sua  incapacità, mettendo soprattutto a profitto  le 
superstiti energie lavorative e cambiando, se del caso, anche il lavoro e il 
domicilio (DTF 123 V 88 consid. 4c, 113 V 28 consid. 4).

Occorre  pertanto  esaminare  se  nell'ambito  di  attività  di  sostituzione 
l'insorgente presenti un'incapacità di guadagno di rilievo.

13. 

13.1.  L'invalidità  è  determinata  stabilendo  il  rapporto  fra  il  reddito  del 
lavoro  che  l'assicurato  conseguirebbe,  dopo  la  manifestazione 
dell'invalidità  e  dopo  l'esecuzione  d'eventuali  provvedimenti 
d'integrazione,  nell'esercizio  di  un'attività  lucrativa,  ragionevolmente 
esigibile  da  lui  in  condizioni  normali  del mercato  del  lavoro,  e  il  reddito 
che potrebbe conseguire se non fosse diventato invalido (art. 16 LPGA).

13.2.  Di  regola,  è  ritenuto  reddito  senza  invalidità  il  salario  realmente 
percepito  prima  dell'insorgere  del  danno  alla  salute,  aggiornato  al 
momento  determinante  per  il  calcolo  dell'invalidità  e  adeguato 
all'evoluzione  dei  salari  nominali  del  settore  interessato  (tra  gli  altri  VSI 
2000 p. 310). Si deve tuttavia rilevare che, a mente della giurisprudenza 
(DTF 128 V 174 e 129 V 222),  il salario determinante è di  regola quello 
versato al momento dell'insorgere dell'invalidità o, nel caso di una rendita 
limitata nel tempo, quello della modifica della prestazione. Nella specie, si 
tratta  di  una  rendita  limitata  nel  tempo  soppressa  nel  2009; 
l'amministrazione ha  ritenuto  i  dati  a  lei  disponibili  del  2008. Atteso  che 
tale circostanza è,  in pratica, poco  rilevante sul  risultato  finale, possono 
essere  ritenuti  i  dati  del  2008.  Il  salario  da  valido  determinante  nella 
fattispecie ammonterebbe a Fr 44'597.­ (si tratta degli introiti sommati dei 
due datori di lavoro, aggiornati al 2008).

13.3. Anche se l'insorgente non lo fa valere, si deve esaminare se questo 
salario sia inferiore alla media dei salari percepiti nel settore delle pulizie, 
differenza che la penalizzerebbe nel raffronto dei redditi.

Ora,  la  differenza  tra  il  salario  realmente  percepito  e  quello  medio  del 
settore è irrilevante ai fini del risultato della presente procedura. Il salario 
mensile statistico nel settore  (pulizie, manutenzione) era nel 2008 di Fr. 
3'465.­  per  un  lavoratore  (donna)  senza  formazione  (dati  dell'Ufficio 

C­5331/2010

Pagina 18

federale di statistica, Tabella TA1, livello 4). Il salario annuale ammontava 
quindi a Fr. 41'580.­. Tenendo conto di una durata lavorativa settimanale 
di  41.7  ore  (invece  delle  40  ore  in  base  alle  quali  sono  elaborate  le 
statistiche),  si  ottiene  un  importo  di  Fr.  43'347.­.  Ne  consegue  che 
l'assicurata  non  si  collocava  nella  categoria  di  lavoratori  dipendenti  che 
percepiscono, nel loro settore, dei salari sensibilmente inferiori alla media 
(per  ragioni  non  imputabili  a  malattia  o  scelta  personale)  e  che 
meriterebbero  l'applicazione  di  un  metodo  di  calcolo  speciale 
(parallelismo dei redditi).

13.4. Quale  reddito  da  invalido  l'Ufficio  AI  cantonale  ha  ritenuto  quello 
ottenibile in attività di tipo leggero non qualificate e ripetitive. Solo i valori 
nazionali (statistiche UFS) sono applicabili (tabella TA1, livello 4, donne). 
Queste attività comportano un salario medio mensile di Fr. 4'116.­ (annuo 
di 49'392.­) nel 2008. Tenuto conto che le statistiche sono stilate su una 
base oraria di 40 ore settimanali invece delle 41.6 ore del settore, si deve 
procedere  ad  un  adeguamento  che  porta  il  salario  da  invalido  a  Fr. 
51'368.­.

13.5. Questo introito teorico può essere ridotto per tenere conto dei fattori 
personali  dell'assicurato  (DTF  126  V  75),  quali  età,  handicap. 
L'amministrazione  ha  operato  una  deduzione  complessiva  del  18%,  ciò 
che  può  essere  condiviso.  Deve  essere  aggiunto  che  nell'ambito 
dell'applicazione  di  tale  riduzione  per  fattori  personali,  l'amministrazione 
gode di un'ampia autonomia di giudizio che il giudice può rivedere soli in 
casi  particolari  (ATF  137  V  71  consid.  5.2).  Ora,  l'applicazione  della 
riduzione  massima  non  appare  giustificata  dal  momento  che  nel  2008 
(anno  di  riferimento  del  calcolo)  l'assicurata  aveva  55  anni  e  l'handicap 
fisico è limitato, praticamente, ai problemi all'arto superiore destro e meno 
alle altre articolazioni. Ne consegue dunque un introito dopo l'insorgenza 
dell'invalidità di Fr. 42'121.­.

13.6.  Il  confronto  fra  un  reddito  privo  d'invalidità  di  Fr.  44'597.­  ed  un 
introito  teorico dopo  l'insorgenza dell'invalidità di Fr. 42'121.­, causa una 
perdita  di  guadagno  del  6%,  tasso  che  esclude  il  riconoscimento  del 
diritto  a  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  Anche 
nell'ipotesi  in cui si dovesse ammettere  la riduzione massima consentita 
(25% invece del 18%), la perdita di guadagno non raggiungerebbe il 40%.

È quindi a  ragione che  l'autorità  inferiore ha soppresso  la  rendita  intera 
d'invalidità  con  effetto  dal  30  settembre  2009,  ossia  persino  più  di  tre 

C­5331/2010

Pagina 19

mesi  dopo  il  miglioramento  (visita  di  chiusura  dell'INSAI/SUVA  del  28 
maggio 2009), in applicazione dell'art. 88a cpv. 1 OAI.

14. 

14.1.  In queste circostanze  il  ricorso deve essere respinto e  l'impugnata 
decisione confermata. 

14.2. A  titolo  di  spese  processuali  si  prelevano  Fr.  300.­,  che  vengono 
compensate con l'anticipo di uguale importo versato dalla ricorrente il 20 
dicembre 2010.

14.3.  Visto  l'esito  del  ricorso,  non  si  assegnano  indennità  per  spese 
ripetibili.

Per  quel  che  concerne  l'UAIE,  le  autorità  federali  non  hanno  diritto  ad 
un'indennità  a  titolo  di  ripetibili  (art.  7  cpv.  3  del  regolamento  del  21 
febbraio  2008  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nella  cause  dinanzi  il 
Tribunale amministrativo federale [TS­TAF, RS 173.320.2]).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. 
Il ricorso è respinto.

2. 
Le spese processuali, di Fr. 300.­, sono poste a carico della ricorrente e 
vengono compensate con l'anticipo da lei fornito.

3. 
Non vengono assegnate indennità per spese ripetibili. 

4. 
Comunicazione a:

– rappresentante della ricorrente (atto giudiziario) 
– autorità inferiore (n. di rif. )
– Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

C­5331/2010

Pagina 20

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro  la presente decisione può essere  interposto  ricorso  in materia di 
diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 
entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 
segg. e 100 della  legge sul Tribunale  federale del 17 giugno 2005 [LTF, 
RS  173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i motivi  e 
l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 
e  –  se  in  possesso  della  parte  ricorrente  –  i  documenti  indicati  come 
mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: