# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 34aaa53f-157b-5438-bbc3-122a32b07533
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-08-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 23.08.2000 INC.2000.45901
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-45901_2000-08-23.html

## Full Text

N. 459.2000.1 R                                                         Lugano,
23 agosto 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sul reclamo
14 luglio 2000 formulato da

 

__________,                                      __________;

                                                              attualmente
detenuto presso il Carcere di __________ (Francia)

 

per omissione e diniego di
giustizia;

 

lette le osservazioni 2 agosto
2000 del Procuratore Pubblico Generale 

avv. __________, che postula la
reiezione del gravame;

 

avuti gli atti dell'inc.
1657/1989 a disposizione;

 

considerato

 

in fatto ed in
diritto:

 

 

1.

 

__________ è stato arrestato alle
21.30 dell'8 giugno 1988 a Lugano in __________. A seguito di articoli
pubblicati dalla stampa ed informazioni confidenziali giunte alla Polizia
Cantonale risultava in effetti la presenza di __________ in "latitanza a
__________ sotto le spoglie di __________ " (cfr. st. 6.11.1989 Ass.
Crim.). __________ era da anni latitante dapprima in Brasile (dalla fine 1984)
e dal 1981 sino al 1984 in Algeria. La latitanza era stata voluta a seguito
dell'emanazione a suo carico di una sentenza di condanna a 16 anni di
reclusione delle autorità giudiziarie italiane (confermata in sede di
cassazione) per l'uccisione dello studente greco __________.

 

 

 

 

Durante la latitanza il
reclamante ha visto "la sua situazione giudiziaria in Italia …
ulteriormente aggravata … __________ era stato oggetto di mandato di cattura
per fatti e reati attinenti alla sua - … mai ammessa - militanza nelle
__________. Contumace, fu rinviato a giudizio e condannato, …, all'ergastolo
nel processo romano noto con il nome di __________ … con conferma di
Cassazione" (st. 6.11.1989 pag. 70/71).

 

Nel corso della sua permanenza in
Brasile __________ è venuto a conoscenza della possibilità - per nuova legge -
di "… vedersi riconoscere la cittadinanza" elvetica della madre
__________.

Ottenuto il passaporto svizzero
il 19.6.1986 __________ è rientrato in Svizzera, dove aveva trascorso alcuni
anni durante la fanciullezza, e dove ha chiesto ed ottenuto il cambiamento del
cognome paterno con quello della mamma, richiesta ammessa con risoluzione
governativa del 28.1.1987.

 

 

2.

 

Successivamente all'arresto ed
all'istruttoria che ne è seguita - ritenuta una competenza elvetica a procedere
fondata sull'art. 6 CPS - __________ è stato posto in stato d'accusa per avere,
assieme ad altri aderenti alle __________, partecipato all'assassinio del
giudice __________ nell'ottobre del 1978 a Roma. In particolare __________
avrebbe partecipato alla decisione e progettazione dell'assassinio nonché effettivamente
assicurato la copertura ravvicinata, con un fucile mitragliatore,
dell'esecutore materiale __________ allorché quest'ultimo sparava con una
pistola automatica alla vittima.

 

__________ è pure stato accusato
di tentato assassinio del magistrato __________ e di ripetuta tentata rapina
aggravata ai danni dei portavalori della Banca __________, per avere posto in
esecuzione nel 1979 tutti gli atti necessari al compimento di tali reati, che
non poterono tuttavia essere portati a termine rispettivamente per il
trasferimento di __________ e per l'arresto di due partecipanti alla progettata
rapina.

Con sentenza 6 novembre 1989 la
Corte delle Assise criminali ha condannato __________ all'ergastolo, avendolo
riconosciuto colpevole dell'assassinio del giudice __________ e di rapina
aggravata tentata in due occasioni ai danni della Banca __________.

 

Per il tentato assassinio di
__________ e per il tentativo di rapina del 24 settembre 1979 __________ è
stato assolto in prima istanza.

A seguito di ricorso per cassazione
la CCRP ha parzialmente accolto, con sentenza 6 aprile 1990, il gravame del
Procuratore Pubblico e riformato la sentenza (ritenuto applicabile il nuovo
art. 112 CPS) condannando __________ ad una pena di 17 anni di reclusione per
le ipotesi di rapina tentata e per l'uccisione del dott. __________. La
sentenza ha trovato la conferma del Tribunale Federale il 9 aprile 1991.

 

 

 

 

Con atto del 29 maggio 1989, data
di emanazione anche dell'atto d'accusa, l'allora Procuratore Pubblico avv.
__________ ha decretato la sospensione del procedimento penale contro il qui
reclamante per titolo di assassinio consumato e tentato, sequestro di persona e
rapina.

 

Tali imputazioni sono state mosse
a __________ successivamente all'arresto e si riferiscono

 

"…
all'azione criminosa commessa a Roma tra il 15 marzo ed il 9 maggio 1978 in
danno dell'on. __________ e degli uomini della sua scorta. Il 15 marzo infatti
l'on. __________ e la sua scorta furono aggrediti, in Via __________, da un
gruppo di persone armate, che uccisero i cinque componenti della scorta e
sequestrarono l'on. __________ che a quell'epoca ricopriva importanti funzioni
pubbliche: egli fu assassinato il 9 maggio successivo …"

 

Nelle motivazioni del decreto
citato il Procuratore Pubblico, visto in particolare l'atteggiamento di
__________ (cfr. decisione 29.5.1989 pag. 4 e 5), indicava come non presenti

 

"… tutte le
necessarie premesse per sottoporre __________ al giudizio della Corte di Lugano
relativamente alle imputazioni nella vicenda __________. Occorrerà attendere in
particolare l'emanazione dell'ordinanza di rinvio a giudizio ed il pubblico
dibattimento davanti al Tribunale di Roma…"

 

con necessità di esame dei
ponderosi atti processuali italiani. Nel suo decreto l'allora Procuratore
Pubblico avv. __________ ha deciso la sospensione del procedimento che sarebbe
stato ripreso a fronte di nuovi elementi (decisione 29.5.1989 pag. 5 e 6).

 

Con scritto 5 giugno 1989 il
Procuratore Pubblico - sollecitato dai difensori di __________ - indicava loro
come

 

"… tutte le
imputazioni elevate … hanno trovato una definizione processuale: con atto
d'accusa o con decreto di sospensione"

 

con ricusa, da parte del
magistrato, di ulteriori specifiche come alle richieste difensive. La presa di
posizione non è stata impugnata.

 

__________ ha espiato la pena cui
è stato condannato sino al 7 ottobre 1999 (cfr. oss. Procuratore Pubblico pag.
2). Per quanto attiene al procedimento sospeso

 

"…
risultano essere stati acquisiti in anni successivi ulteriori atti provenienti
dal procedimento condotto dall'Autorità giudiziaria italiana … in particolare …
deposizioni …".

(osservazioni PPG 2
agosto 2000)

 

 

 

3.

 

Con scritto del 14/24 luglio 2000
__________ si è rivolto a questo giudice lamentando un diniego di giustizia
formale.

 

Dopo avere premesso il suo status
di detenuto in Francia (noto per le informazioni riportate a mezzo stampa) in
attesa di estradizione verso l'Italia, e segnalata la sua indigenza (con
conseguente richiesta di "assistenza giudiziaria" comunque in assenza
di designazione di un difensore di fiducia, con il rilievo qui dell'intervento
di ben 3 legali nella procedura di cui si tratta almeno sino a sentenza del 9
aprile 1991 resa dal Tribunale Federale), __________ rammenta l'iter
giudiziario di cui è stato oggetto. Iter desumibile anche dagli atti trasmessi
dal Procuratore Pubblico Generale avv. __________ ed in particolare dalle
sentenze 6.11.1989 della Corte delle Assise Criminali di Lugano, 6.4.1990 della
Corte di cassazione e di revisione penale ticinese e dalla citata sentenza del
Tribunale Federale del 9.4.1991 che ha reso definitiva una condanna di
__________ a 17 anni di reclusione (per assassinio e tentata rapina).

Il reclamante evoca come l'allora
Procuratore Pubblico competente avv. __________ abbia emanato, contestualmente
all'atto d'accusa del 29 maggio 1989 un "decreto di sospensione"
relativo "ad alcuni fatti di cui al processo italiano <__________
quater>". Secondo __________ quel decreto, non intimato alle parti
lese, non sarebbe completo non essendosi - il magistrato d'accusa allora
competente - pronunciato "su nessuno dei restanti altri fatti e capi
d'imputazione, relativi ai tre procedimenti italiani". Si rammenta
comunque qui l'intervento dei difensori successivo al decreto di sospensione (lettera
2.6.1989) e lo scritto dello stesso reclamante al Procuratore Pubblico (lettera
15.1.1991) cui il Procuratore Pubblico ha dato seguito tempestivo e
soddisfacente (lettere 5.6.1989 e 18.1.1991).

Nell'impugnativa in discussione
si rammenta come __________ abbia espiato la sua pena sino al 7 ottobre 1999 ed
il 2 giugno 2000 egli sia stato arrestato "sulla base del medesimo ordine
di arresto internazionale emanato dall'Italia …" con detenzione
estradizionale a __________ (Francia).

 

Per __________ le competenti autorità
francesi ed italiane ignorerebbero l'esistenza di una "competenza
dell'autorità giudiziaria a procedere per tutte le fattispecie rimproverate … e
commesse in Italia, rispettivamente dell'esistenza e dello stato delle
inchieste a suo carico" (reclamo pag. 3).

 

Secondo __________ le autorità
svizzere non avrebbero, contrariamente al loro obbligo, informato le autorità
italiane (circostanza questa che sfugge comunque al sindacato del Giar) ed egli
non sarebbe in grado di fornire adeguata informazione alle autorità francesi
(ed anche in questo caso il reclamante non può ottenere dal Giar intervento non
essendo la questione di sua competenza). Si osserva che __________ -
adeguatamente patrocinato in Francia - può attivarsi tramite i legali per
accertare quanto d'interesse per lui. Non solo: egli è stato 

 

 

 

 

rappresentato in Ticino da tre
legali e comunque può far capo al materiale processuale in loro possesso per
quanto semmai necessario.

__________ si lamenta in
particolare dell'assenza di emanazione di "… alcun documento formalmente
chiaro ed esplicito e capace di attestare" la sua situazione processuale.

 

Il reclamante lamenta di essersi
visto rifiutare (il 5.7.2000 dalla Cour d'Appel di __________) la libertà
provvisoria poiché non sarebbe stato in grado di dimostrare la sua possibilità
di lasciare il territorio svizzero, né il possesso di un'autorizzazione in tal
senso (con il rilievo qui della disponibilità delle decisioni relative alla sua
scarcerazione rilasciate dalla competente autorità di esecuzione della pena).
__________ ritiene quindi che l'assenza di comunicazione da parte del Ministero
Pubblico sia costitutivo di denegata giustizia. Il ritardo sarebbe di 12 anni
ed egli non si ritiene in alcun modo responsabile dello stesso. Per il
reclamante nel corso dell'ultimo decennio vi sarebbe stato il tempo per
condurre le inchieste ed appare necessario che il MP proceda tempestivamente e
con precisione ad emanare un atto d'accusa contro di lui per "tutti i
reati" per i quali "ritiene di avere raccolto prove
sufficienti". __________ vuole addirittura che sia precisata l'esistenza
di un legame di continuità tra i reati imputati e quelli giudicati, che vengano
indicate "le restrizioni imposte" e "l'assenza di restrizioni od
obblighi" fino "alla data corrente". Rispettivamente chiede a
che il MP emani un decreto d'abbandono con specifiche motivazioni (si vedano le
pag. 5 in fine e 6 reclamo cui si rinvia per completezza).

 

L'assenza di tali prese di
posizione da parte del Ministero Pubblico, oltre che costitutiva di denegata
giustizia, sarebbe dannosa per la sua posizione processuale in Francia.

Nelle conclusioni del reclamo
__________ chiede che sia fatto ordine al MP di "pronunciarsi entro il
termine di due settimane" (senza specifica del momento di computo di tale
termine) "e con atti formali ed esaustivi" su "tutti i reati di
cui ha avuto notizia attraverso le sentenze italiane … dandone immediata
comunicazione al ricorrente".

 

 

4.

 

Nelle sue osservazioni del 2
agosto scorso il Procuratore Pubblico Generale avv. __________ rammenta l'iter
procedurale con l'arresto di __________ l'8 giugno 1988 a fronte dei 3 ordini
di arresto dell'autorità italiana contro di lui (ordine 5.4.1982 per
l'espiazione della pena di 16 anni di reclusione per l'omicidio __________ e altri
reati, quello 3.2.1986 relativo all'uccisione del giudice __________ e altri
reati, e l'ordine di arresto 3.6.1988 per l'istruttoria relativa alla strage di
Via __________ ed all'omicidio __________, poi sfociata nel c.d. processo
"__________ quater" con la condanna di __________ all'ergastolo).

Il Procuratore Pubblico indica
come l'autorità giudiziaria elvetica abbia proceduto in Ticino contro
__________ in base all'art. 6 CP (come alla sentenza 

 

 

 

 

9.4.1991 del TF) ed evoca la
condanna a 17 anni di reclusione del reclamante con espiazione della pena sino
al 7 ottobre 1999.

 

Il magistrato inquirente richiama
all'attenzione del Giar il decreto 29 maggio 1989 dell'allora Procuratore
Pubblico competente con cui è stata decisa la "sospensione del procedimento
penale relativamente alla strage di Via __________ e al sequestro e assassinio
di __________ ", con il rilievo che detta decisione non è stata impugnata,
osservando come:

 

"risultano
essere stati acquisiti in anni successivi ulteriori atti provenienti dal
procedimento condotto dall'Autorità giudiziaria italiana. Si tratta in
particolare di deposizioni che coinvolgevano direttamente __________ negli atti
criminosi. Poiché già precedentemente avvenne che autori di deposizioni a
carico di __________ (ad esempio __________) rifiutassero di confermarle di
fronte all'Autorità giudiziaria svizzera, ciò che occorreva ed occorre ancora
fare è verificare la disponibilità a deporre di fronte all'Autorità giudiziaria
svizzera dei vari correi onde determinare se sussistano elementi di prova
sufficienti per un rinvio a giudizio di __________ per titolo di
assassinio."

 

Il magistrato d'accusa rammenta
poi gli anni trascorsi dai fatti ed il tenore dell'art. 68 cpv. 2 CPS per
relativizzare l'importanza del procedimento ed osserva comunque come la
tematica non sia più d'attualità

 

"poiché,
avendo __________ il territorio svizzero, è venuta meno una delle condizioni
previste dall'art. 6 CP, cioè la presenza dell'autore sul nostro territorio
(STF 108 IV 145). Il compimento di ulteriori atti in questo procedimento è
quindi escluso, salvo un rientro sul nostro territorio di __________;"

 

Per quanto attiene al
"processo per l'omicidio __________ rispettivamente altri reati non
oggetto, né di rinvio a giudizio e quindi di condanna, né di sospensione, non
vi fu formalizzazione di un'istruttoria" secondo il PPG. Per l'omicidio in
discussione

 

"dagli atti
si desume che il Procuratore Pubblico lo qualificò come omicidio a' sensi del
Codice Penale Svizzero dopo aver acquisito un parere sulla valenza della res
judicata italiana da parte dell'Ufficio federale di giustizia (parere trasmesso
con scritto 16.2.1989 dellUFP) e lo ritenne di conseguenza prescritto, dopo
aver considerato, sempre sulla scorta del suddetto parere, che la prescrizione
non fosse interrotta dalla sentenza italiana. Queste valutazioni avvennero
preliminarmente alla formalizzazione di un procedimento, per cui, come si
desume dal già citato scambio di corrispondenza con __________ ed i suoi
difensori, il Procuratore 

 

 

 

 

Pubblico rifiutò
di emanare una decisione di non luogo a procedere. Tale rifiuto non fu oggetto
di reclamo."

 

Il Procuratore Pubblico Generale
rileva in conclusione che, a parte le corrispondenze evase, "non mi
risultano … solleciti di __________ o dei suoi difensori tendenti ad ottenere
una conclusione dei procedimenti non sfociati nell'atto d'accusa". Il
magistrato propone la reiezione del gravame vista l'assenza di collaborazione,
e ritenuto come non vi fosse dovere per la Procura Pubblica di comunicare
all'Autorità italiana l'esito dei procedimenti. L'autorità giudiziaria elvetica
ha infatti agito autonomamente e 

 

"La
comunicazione non avrebbe comunque esplicato effetti, visto che l'Italia non
chiese l'assunzione del procedimento.

Come risulta
dalla comunicazione 7.9.1999 del Ministero di Grazia e Giustizia italiano, tale
autorità è comunque perfettamente al corrente della posizione processuale di
__________ in entrambi i Paesi;"

 

ed ancora

 

"se
l'autorità giudiziaria francese ha dei dubbi sulla posizione processuale di
__________ in Svizzera, rispettivamente sul fatto che egli potesse lasciare
liberamente il nostro territorio, non ritengo possa avere difficoltà ad
ottenere via Interpol o tramite assistenza giudiziaria tempestive ed esaurienti
risposte."

 

 

5.

 

In diritto si ha ritardata
giustizia quando, in violazione dell'art. 4 Cost. (oggi sostituito dal nuovo
art. 29 Cost.), l'autorità cui compete una decisione non vi pone mano oppure
quando, pur dimostrandosi pronta a statuire, non lo fa tempestivamente e in
modo adeguato alla natura delle cose e delle circostanze (GIAR 15.6.93, DTF 107
Ib 160 consid. 3d; TF 14.3.95 in re RRP): il ritardo nell'evasione della
pratica costituisce violazione della Cost. per protratta o ritardata giustizia
ove esso non sia contenuto nei limiti normali posti alle esigenze, segnatamente
dai bisogni dell'istruttoria, dalla complessità delle questioni di fatto e di
diritto sollevate nonché, ma in minor misura, dal numero delle pratiche
pendenti dinanzi alla autorità adita (REP 1982 pag. 319, Giar 31.05.95,
408.93.4 in re M., sull'argomento inoltre si vedano: DTF 16.11.1994 in re AP,
DTF 117 Ia 197 c.1c; Giar 31.1.1995, 455.94.2 in re M., Giar 27 maggio 1999,
322.99.1 in re T., si rinvia inoltre alla dottrina dominante, in particolare
Arthur Haefliger, Die europäische Menschenrechtskonvention und die Schweiz,
Bern 1993, pag. 160 e segg.; Mark E. Villiger, Handbuch der europäischen
Menschenrechtskonvention (EMRK), Zürich 1993, § 22 pag. 264 e segg.; Peter
Saladin, Das Verfassungsprinzip der Fairness, in: Erhaltung und Entfaltung des
Rechts in der Rechtsprechnung des Schweizerischen Bundesgerichts, Festgabe zum
100-jährigen Bestehen des Bundesgerichts, 

 

 

 

Basel 1975, pag. 43, L. Meyer,
Das Rechtverzögerungsverbot nach Art. 4 BV, Bern 1982, pag. 34 e segg.).

 

 

6.

 

Con il suo reclamo __________
pone all'attenzione del Giar diverse, a suo modo di vedere, manchevolezze e
ritardi. Egli reclama decisione urgente vista la sua posizione di detenuto in
attesa di estradizione dalla Francia all'Italia.

Solo parzialmente le sue
doglianze sono ricevibili. Nella misura in cui il reclamante pretende dal Giar
una decisione che vada al di là della constatazione di un ritardo con l'invito
al Procuratore Pubblico competente di porvi rimedio il reclamo è irricevibile.

__________ non può pretendere
quindi che il Giar indichi al magistrato d'accusa i tempi ed i termini in cui
egli deve agire.

Nella misura in cui con
l'impugnativa il reclamante chiede un intervento dell'autorità svizzera verso
quella italiana per fornire debita e completa informazione (reclamo pag. 3,
lamentela non più ripresa nelle conclusioni del reclamo) il gravame va
dichiarato irricevibile. Come detto il Giar (cfr. giurisprudenza citata sub. 4)
non può imporre al Procuratore Pubblico le modalità della sua azione.

Il Procuratore Pubblico Generale
ha comunque preso esaustiva, completa e condivisibile posizione in merito alle
richieste di __________ nelle sue osservazioni. Nella misura in cui la
Svizzera, sulla scorta dell'art. 6 CP riconosciuto applicabile dal TF (DTF
9.4.1991), ha agito autonomamente nei confronti di un suo connazionale non
sussiste obbligo di informazione all'autorità italiana che comunque - come
osserva il Procuratore Pubblico nella sua presa di posizione - "è … perfettamente
al corrente della posizione processuale di __________ in entrambi i
Paesi".

 

In merito alla doglianza
derivante dall'impossibilità per il reclamante di informare l'autorità francese
in assenza di documenti occorre osservare come l'allora competente Procuratore
Pubblico avv. __________ abbia operato preciso rinvio a giudizio ed abbia
deciso per il resto delle procedure con decreto 29 maggio 1989. Il reclamante
personalmente, rispettivamente i suoi legali, dispongono delle decisioni e
sentenze emanate nel contesto della procedura penale sfociata, da un lato,
nella definitiva sentenza di condanna e, dall'altro, nel decreto di sospensione
(si rammenta qui la riachiesta personale di __________ di ottenere atti
relativi al suo procedimento, così come desumibile da scritto 21.11.1996 del
Procuratore Pubblico avv. __________ all'UFP).

Per quanto attiene invece il
processo __________ basti qui rinviare a ciò che il Procuratore Pubblico
Generale evidenzia nelle sue osservazioni a pag. 3 ossia che il Procuratore Pubblico
allora competente qualificò gli atti come omicidio ai sensi del CPS, e lo
ritenne (per i motivi citati sub 3) prescritto.

 

 

 

 

 

7.

 

A proposito della procedura
sospesa con decisione coeva dell'atto d'accusa il Procuratore Pubblico Generale
avv. __________ osserva come risultino essere stati acquisiti "… in anni
successivi" ulteriori atti. Si tratta di documentazione acquisita per
rogatoria in Italia nel corso del 1990 e degli anni 1994/1995 (Commissione
rogatoria 23.2.1990 Procuratore Pubblico alle autorità giudiziarie di Roma
rispettivamente Commissione rogatoria 14 ottobre 1994 MP Lugano alle autorità
competenti italiane evasa il 30.3/25.4.1995 con trasmissione di verbali di
escussione di testi - in particolare - durante udienze della Corte d'Assise di
Roma).

 

Dagli atti risultano annotazioni
dell'allora Procuratore Pubblico avv. __________ che attestano (il 22.7.1994)
un lungo incontro con il reclamante finalizzato all'ottenimento della cessione
del procedimento penale dall'Italia (cui fa seguito la commissione rogatoria
14.10.1994) e precedente telefonata tra __________ ed il Procuratore Pubblico
(26.5.1994). E' stata inoltre reperita una corrispondenza tra l'allora
Procuratore Pubblico avv. __________ e __________ riferita alla possibilità di
visionare gli atti di Polizia del reclamante con tempestiva presa di posizione
del magistrato.

Non sembra comunque che i
Procuratori Pubblici che si sono occupati del caso precedentemente
all'assunzione dell'incarto da parte del Procuratore Pubblico Generale avv.
__________ abbiano in qualche modo formalmente deciso la riapertura delle
indagini.

Nel corso degli anni la
riattivazione del procedimento sospeso non risulta essere stata sollecitata da
parte di __________ (il reclamante non sostiene il contrario) ciò che rende il
reclamo ai limiti della buona fede processuale.

 

Come rammenta il Procuratore
Pubblico Generale nelle sue osservazioni non può essere dimenticato il
riferimento al concorso dei reati vista la condanna a 17 anni inflitta al
reclamante (ed espiata) voluto dall'art. 68 cifra 2 CPS ed ancora il lungo
tempo trascorso dai fatti oggetto della decisione di sospensione (non impugnata
dalla difesa), ossia oltre 20 anni dalla uccisione degli uomini della scorta e
dell'on. __________.

 

Queste circostanze attenuano ed
in parte giustificano la giacenza di anni da parte della magistratura della
procedura sospesa. In realtà il decreto 29 maggio 1989 è stato definito
impropriamente di sospensione (come al suo dispositivo) essendo fondato sui
disposti di cui agli art. 144 e 145 CPP/1941.

Come rammenta il reclamante
l'evasione del merito del procedimento sospeso, e di altro per il quale il
Procuratore Pubblico Generale ha dato sufficiente giustificazione in sede di
osservazioni, diviene oggi attuale per l'esistenza di procedura estradizionale
di __________ dalla Francia all'Italia.

Il reclamo valendo quindi quale
sollecito a procedere nei suoi incombenti è senz'altro stato adeguatamente
recepito dal magistrato inquirente.

__________, tramite i
patrocinatori che si sono occupati del suo caso sin dall'arresto o comunque
opportunamente patrocinato, potrà attivarsi presso il 

 

 

 

Ministero Pubblico sollecitando
la riattivazione rispettivamente prosecuzione della procedura a suo tempo
sospesa.

 

Questo giudice, visto il silenzio
del reclamante per anni a fronte della decisione di sospensione (non
impugnata), deve rilevare come il reclamo in discussione appaia ai limiti della
buona fede. Il silenzio per anni di __________ ha di fatto aggravato il
ritardo.

Vista l'assenza di puntuali e
precisi interventi presso il Ministero Pubblico per un lungo lasso di tempo il
gravame deve essere respinto.

Il reclamante, per il tramite dei
suoi patrocinatori potrà rivolgersi al Procuratore Pubblico Generale avv.
__________ per le sue richieste di natura procedurale.

 

 

8.

 

Alla luce di quanto precede il
gravame, nella misura in cui è ricevibile, va respinto senza carico di tassa di
giudizio e spese. La decisione è definitiva.

La richiesta di assistenza
giudiziaria gratuita (reclamo pag. 1), ossia la richiesta di concessione del
gratuito patrocinio, rispettivamente la richiesta - rivolta al Ministero
Pubblico - di nomina di un "difensore d'ufficio" (reclamo pag. 5)
contestualmente all'emanazione di un atto d'accusa, rispettivamente ancora la
richiesta di nomina di un legale competente "… in diritto penale italiano
ed internazionale, possibilmente con esperienza nella tematica del ne bis in
idem" qualora "… si proceda alla nomina di un difensore
d'ufficio" (reclamo pag. 6 in fine e 7) saranno evase - dopo necessario
chiarimento che il reclamante vorrà fornire - con atto separato.

 

 

 

 

 

 

 

P.q.m. vista la Costituzione
federale e gli artt. 280 e segg. CPP

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

 

1.      Nella misura in cui è
ricevibile il reclamo è respinto.

 

2.      Non si percepiscono tassa
di giustizia e spese.

 

3.      La presente decisione è
definitiva.

 

4.      Intimazione:

          -    al reclamante __________ (per raccomandata con avviso
di ricevimento);

          -    Procuratore Pubblico Generale avv. __________, con gli
atti di ritorno.

 

 

 

 

 

 

                                                                                giudice
__________