# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b56cbc39-1305-5c6c-9925-99b56a2e65a8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.03.2010 D-1393/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1393-2010_2010-03-10.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1393/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  m a r z o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione di Bendicht Tellenbach, giudice;
cancelliere Carlo Monti;

A._______,
alias B._______,
alias C._______,
Iraq,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 25 febbraio 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1393/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) in Sviz-
zera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM, autorità in-
feriore)  ha  rimesso  al  richiedente  il  medesimo  giorno  e  mediante  il 
quale  l'ha  reso  attento  circa  la  necessità  di  consegnare,  entro  le 
48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento d'identità 
o di viaggio, con la comminatoria che, in caso di mancata consegna e 
in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua doman-
da d'asilo;

l'esame osseo della radiografia alla mano a cui il  richiedente è stato 
sottoposto in data (...) ed il relativo rapporto (cfr. doc. [...] agli atti);

i verbali d'audizione del 14 dicembre 2009 e del 5 gennaio 2010;

la presa di posizione del richiedente in merito all'esame osseo conse-
gnata nel verbale d'audizione del 14 dicembre 2009;

la carta d'identità depositata presso l'UFM il (...);

la presa di posizione del richiedente in merito al rapporto d'analisi sul 
proprio documento d'identità in data 11 gennaio 2010;

la decisione dell'UFM del 25 febbraio 2010, notificata all'interessato il 
1° marzo 2010 (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del  5 marzo 2010 (cfr. timbro  del  plico raccomandato,  data 
d'entrata 8 marzo 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (TAF) in 
data 9 marzo 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

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che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale 
del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che fatta eccezione delle decisioni  previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF,

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi),

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un inte-
resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa (art. 48 lett. a PA) e che è pertanto legittimato ad aggravarsi 
contro di essa,

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 50 PA), alla forma e al 
contenuto dell'atto di ricorso (art. 51 e 52 PA) sono soddisfatti e che gli 
altri  presupposti  processuali  sono parimenti  adempiuti  (art. 46 segg. 
PA),

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti  su ricorso è determinante la lin-
gua della decisione impugnata e che, se le parti utilizzano un'altra lin-
gua, il procedimento può svolgersi in tale lingua,

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, 

che, pertanto, la presente sentenza va redatta in italiano,

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere minorenne e cittadino iracheno di etnia 
curda, nato a Duhok, e sarebbe stato domiciliato a D._______, Duhok, 
dal  2005  fino  all'espatrio  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
14 dicembre 2009, pagg. 1 e 2),

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che  il  richiedente,  avrebbe  lasciato  l'Iraq  il  (...)  temendo  di  essere 
ucciso  da  una  famiglia  di  E._______,  la  quale  avrebbe  assassinato 
suo padre nel (...), sparato allo zio nel (...) (cfr. verbale d'audizione del 
14 dicembre 2009, pagg. 5 e 6) ed accoltellato l'interessato nel (...),

che il  richiedente  sarebbe partito  in  automobile  da D._______ giun-
gendo a F._______ e avrebbe varcato il confine con la Turchia a piedi, 
sarebbe giunto in taxi ad Istanbul qualche ora dopo, per poi nascon-
dersi a bordo di un TIR che l'avrebbe portato illegalmente a Milano, da 
dove avrebbe poi preso il treno per giungere in Svizzera il 3 dicembre 
2009,

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente  non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie, ed ha, infine, ritenuto com-
provata la maggiore età del  richiedente in  base all'esame osseo del 
3 dicembre 2009;

che l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda ai sensi del-
l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'allontanamento dell'in-
teressato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso l'Iraq 
siccome lecita, esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente ha allegato, in sostanza e per quanto qui 
di rilievo, che la carta d'identità da lui depositata è originale, ottenuta 
regolarmente e richiesta da lui stesso (cfr. ricorso, pag. 2), 

che egli avrebbe dunque fatto il possibile per consegnare i propri do-
cumenti d'identità,

che circa le risultanze dell'esame osseo il  ricorrente non ha allegato 
nulla in proposito,

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua domanda d'asilo; che ha, altresì, presentato una domanda d'assi-

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stenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spe-
se processuali e del relativo anticipo,

che è innanzitutto d'uopo esaminare se l'UFM abbia correttamente ri-
tenuto comprovata la maggiore età del ricorrente,

che, peraltro, giusta l'art. 7 cpv. 2 OAsi 1, per il richiedente d'asilo mi-
norenne e non accompagnato, viene nominata una persona di fiducia 
per la durata della procedura d'asilo o d'allontanamento, ma al massi-
mo fino alla nomina di un curatore o di un tutore, oppure fino al rag-
giungimento della maggiore età,

che, secondo consolidata prassi  di questo Tribunale, la designazione 
di una persona di fiducia presuppone tuttavia la dimostrazione oggetti-
va da parte del richiedente d'asilo dell'allegata minore età, perlomeno 
nel senso della probabilità preponderante, assumendosi egli,  in caso 
di mancata dimostrazione, le conseguenze di tale mancanza (cfr. Giu-
risprudenza ed Informazioni della Commissione svizzera di ricorso in 
materia d'asilo [GICRA] 2004 n. 30 consid. 5.1, pag. 208 segg.; GICRA 
2001 n. 22, con riferimenti),

che, nell'ambito dell'accertamento dei fatti è altresì possibile ricorrere 
all'ausilio  di  metodi  scientifici  (art. 7  cpv. 1  OAsi 1;  cfr. 
anche GICRA 2001 n. 23),

che, in casu, l'insorgente non ha saputo fornire indicazioni suscettibili 
di rendere altrimenti plausibile la dichiarata minore età; che segnata-
mente - come rettamente rilevato dall'autorità inferiore - egli non è sta-
to in  grado di  comprovarla  con documenti  d'identità; che,  d'altronde, 
non soccorrono il  ricorrente le stereotipate e vaghe dichiarazioni se-
condo le  quali  egli  non saprebbe commentare  il  risultato  dell'esame 
osseo ma che ammetterebbe di essere stato un po' insicuro nel fornire 
alcune date (cfr. verbale d'audizione del 14 dicembre 2009, pag. 7), 

che, inoltre, egli ha reso dichiarazioni inattendibili circa la sua biografia 
indicando, ad esempio, di avere iniziato le scuole elementari all'età di 
sei anni, senza però riuscire ad indicarne l'anno, e di essere stato ac-
coltellato nel (...), allegando di avere avuto a quel tempo quindici anni, 
per poi correggersi dopo una riflessione e dichiarando di averne inve-
ce avuti quattordici (cfr. ibidem, pag. 6),

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che, nel caso concreto, l'insorgente non è stato in grado di dimostrare 
l'asserita minore età,

che, in siffatto contesto, aggiungasi altresì che dall'esame radiologico 
effettuato il (...) ([...]) risulta un'età ossea del ricorrente superiore ai 18 
anni,  in  contraddizione con la  dichiarata  età  di  16 anni  e  dieci  mesi 
(cfr. verbale d'audizione del 14 dicembre 2009, pag. 1),

che, pertanto, conto tenuto delle circostanze sopra evocate del caso di 
specie, unitamente all'inconsistenza degli argomenti ricorsuali presen-
tati dal ricorrente (cfr. ricorso, pag. 2) ed all'inesistenza di qualsivoglia 
mezzo di prova, v'è ragione di concludere alla maggiore età del ricor-
rente  e  di  confermare  la  mancata  designazione  al  ricorrente  di  una 
persona di fiducia ai sensi dell'art. 17 cpv. 3 LAsi, in quanto egli non è 
stato in grado di corroborare l'allegata minorità;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della do-
manda,

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al-
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esisten-
za di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c),

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi-
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente d'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti-
colari formalità amministrative,

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6),

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che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre tre mesi dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che peraltro, sulla base delle risultanze di un'analisi interna dell'UFM 
alla  quale  è  stato  sottoposto  il  documento,  l'autorità  inferiore reputa 
che esso sia falso in quanto, tra l'altro, è stato evidenziato che il nume-
ro di  serie  della  carta  d'identità  non è conforme all'originale,  che le 
modalità di stampa non sono corrette, e che, oltre a ciò, il timbro non è 
consono né posto correttamente sulla carta, 

che con l'audizione del 11 gennaio 2010 è stata data al ricorrente oc-
casione per potersi esprimere su tali risultanze,

che in tale evenienza egli si è semplicemente limitato a dichiarare che 
la  carta  d'identità  depositata  sarebbe  autentica,  senza  però  fornire 
spiegazioni su quanto esposto nello scritto di riassunto al rapporto del-
l'UFM,

che questo Tribunale da parte sua,  non ha elementi  per  cui  doversi 
scostare dalle risultanze di tale analisi,

che,  oltre  a ciò,  interrogato  sul  proprio  viaggio,  egli  ha dichiarato di 
non essere mai stato controllato durante l'intero tragitto fino a Milano, 
dove sarebbe sceso dal TIR recandosi alla stazione centrale per pren-
dere un treno, e che l'unico controllo che avrebbe subito sarebbe stato 
un semplice controllo del biglietto per la Svizzera (cfr. verbale d'audi-
zione del 14 dicembre 2009, pagg. 7 e 8); che egli non è riuscito a for-
nire informazioni sui luoghi attraversati, senza specificare nulla o forni-
re dettagli  che possano conferire  credibilità  al  proprio  racconto, che 
appare quindi vago ed impreciso; che occorre osservare, inoltre, quan-
to appaia inverosimile che egli sia giunto in Svizzera senza aver mai 
subito  alcun tipo  di  controllo,  ed inoltre  che,  a  prescindere  dalle  al-
legazioni palesemente inverosimili  di cui  sopra, vale sottolineare che 
varcare il confine Schengen senza subire alcun controllo, come il ricor-
rente ha dichiarato di aver fatto, costituisce al momento attuale, un'im-
presa pressoché impossibile, 

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio,

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che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte,

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa,

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha 
pure introdotto una procedura d'esame materiale,  accelerata e som-
maria,  delle  domande che si  fondano su allegazioni  manifestamente 
inconsistenti o manifestamente irrilevanti,

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli 
stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dall'Iraq per timore di  essere ucciso da una famiglia  della  località  di 
E._______,

che il TAF rileva, inoltre, che il ricorrente non ha presentato, all'infuori 
di generiche censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una 
diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di 
non  entrata  nel  merito  della  domanda  d'asilo  giusta  l'art.  32  cpv. 
2 lett. a LAsi),

che basti rilevare innanzitutto che l'insorgente si è espresso in modo 
vago e succinto sugli eventi che l'avrebbero indotto ad abbandonare il 

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proprio paese; che, a titolo d'esempio, egli ha dichiarato di temere di 
venire ucciso da una famiglia della località di E._______, senza però 
essere stato in grado di fornire neppure un solo nominativo dei membri 
di detta famiglia (cfr. verbali d'audizione del 14 dicembre 2009, pag. 5 
e del 5 gennaio 2010, pag. 3); che egli ha allegato che suo padre sa-
rebbe stato ucciso nel (...), ma non saprebbe da chi, affermando che 
saprebbe  solo  che  "sono  stati  quelli  della  famiglia  di  E._______" 
(cfr. verbale d'audizione del 5 gennaio 2010, pag. 3); che egli avrebbe 
affermato che lo zio sarebbe espatriato nel (...)  dopo che membri  di 
detta famiglia gli avrebbero sparato (cfr. verbale d'audizione del 14 di-
cembre 2009, pag. 5), per poi affermare che gli sarebbe espatriato per 
paura e senza dire nulla e allegando: "nel (...) è partito, non so perché" 
(cfr. verbale d'audizione del 5 gennaio 2010, pag. 4); che il  ricorrente 
ha esplicitamente allegato di essere stato minacciato una volta nel (...) 
o  nel  (...),  e  che sarebbe poi  stato  accoltellato  nel  (...)  (cfr. verbale 
d'audizione del 14 dicembre 2009, pag. 6) per poi contraddirsi  subito 
dopo, dichiarando di essere stato accoltellato nel (...) o (...); che, quan-
do confrontato con tale contraddizione, egli ha ribadito che nel (...) o 
(...) avrebbe subito delle minacce da un ragazzo che l'avrebbe accol-
tellato, ammettendo che nel (...)  non gli  sarebbe accaduto nulla  (cfr. 
verbale d'audizione del 14 dicembre 2009, pag. 6); che queste allega-
zioni sono fra loro contraddittorie ed inverosimili, e si rende necessario 
anche osservare che dal presunto accoltellamento alla data d'espatrio 
sarebbero  trascorsi  oltre  due  anni,  durante  i  quali  il  ricorrente  non 
avrebbe più avuto alcun contatto con la famiglia di E._______ (cfr. ver-
bale d'audizione del 5 gennaio 2010, pag. 6) né avrebbe avuto motivo 
di temere un'ulteriore rappresaglia; che, quanto ai fatti addotti dall'au-
tore del gravame negli anni dal (...) a (...), egli non è riuscito a corrobo-
rare alcun nesso temporale tra i fatti vissuti ed il suo espatrio nel (...), 
considerando altresì che detti fatti risalirebbero al (...), ovvero ad un in-
tervallo,  come detto, di  oltre  due anni; che ciò risulterebbe contrario 
alla comune esperienza di vita ed alquanto improbabile, poiché se egli 
avesse davvero temuto per la propria vita non avrebbe atteso un così 
lungo periodo per fuggire;

che non v'è nemmeno motivo di ritenere che il ricorrente non possa ot-
tenere dalle competenti autorità in Patria, se opportunamente solleci-
tate, un'appropriata protezione contro l'eventuale futuro agire illegittim-
o da parte di terzi nei suoi confronti, tanto più che l'insorgente ha di-
chiarato di non avere mai avuto concretamente alcun problema con le 

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autorità nel suo Paese d'origine (cfr. verbale d'audizione del 5 genna-
io 2010, pag. 6),

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati esaminati e ret-
tamente  ritenuti  come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità d'ulterio-
ri accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato del-
l'insorgente medesimo,

che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari  ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi-
mento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente (art. 32 cpv. 3 
lett. c LAsi),

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en-
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi,

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio fe-
derale pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordi-
na l'esecuzione (art. 44 cpv. 1 LAsi),

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1), 

che se l'esecuzione dell'allontanamento è impossibile, inammissibile o 
non ragionevolmente esigibile, l'Ufficio federale disciplina le condizioni 
di  soggiorno conformemente alle  disposizioni  relative all'ammissione 
provvisoria (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 Legge federale del 16 dicem-
bre 2005 sugli stranieri [LStr, RS 142.20]), 

che, quo alla liceità, dalle carte processuali non emergono elementi da 
cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in 
Iraq possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Con-

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federazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o possa esporre l'insorgente in patria al rischio rea-
le ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per 
la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra-
danti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105),

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile,

che  in  merito  alla  sicurezza  in  Iraq,  codesto  Tribunale  ha  già  avuto 
modo di precisare che nelle tre province curde nel nord dell'Iraq (Do-
huk, Erbil e Suleimaniya) non vige, al momento, una situazione di vio-
lenza  generalizzata  e  la  situazione  politica  non  è  talmente  tesa  da 
considerare un rimpatrio come generalmente inesigibile; che, segnata-
mente, lo stato della sicurezza è più stabile ed equilibrato rispetto al 
resto del Paese; che, inoltre, la situazione dei diritti dell'uomo è miglio-
re rispetto alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq; che, in particolare, 
l'esecuzione dell'allontanamento verso le tre province curde è esigibi-
le, di principio, per gli uomini curdi, non sposati, in buona salute e gio-
vani, a condizione che la persona interessata sia originaria della regio-
ne o vi abbia vissuto un lungo periodo e disponga di una rete sociale, 
segnatamente famiglia, parenti o conoscenti, oppure di relazioni con i 
partiti al potere (DTAF 2008/5 consid. 7.5, in particolare 7.5.1 e 7.5.8),

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, ha 
frequentato le scuole elementari ed un anno di medie, ed ha lavorato 
come meccanico per qualche tempo (cfr. verbale d'audizione del 14 di-
cembre 2009, pag. 2); che, inoltre, dispone di una rete sociale in loco, 
infatti la madre vive a  Duhok, mentre la sorella ed il fratello risiedono 
tutt'ora a D._______ con la nonna; che l'insorgente non ha nemmeno 
preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano 
giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria  (cfr.  sulla  problematica 
GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa 
emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile,

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che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr),

che il  ricorrente,  usando della  necessaria  diligenza,  potrà procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio;  che l'esecuzione dell'al-
lontanamento è dunque pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile,

che,  per  conseguenza,  anche in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata,

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese pro-
cessuali è divenuta senza oggetto,

che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA),

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]),

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF),

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente) 

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D-1393/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda d'esenzione dal versamento dell'anticipo a copertura del-
le presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto e la doman-
da d'assistenza giudiziaria è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza. 

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione Soggiorno, con allegato l'incarto N [...] e copia del 

ricorso del 25 febbraio 2010 (per corriere interno; in copia)
- G._______

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione: 

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