# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 712f5ac6-816a-5077-92a0-a5d6fa8b157d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-10-27
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 27.10.2014 14.2014.193
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2014-193_2014-10-27.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2014.193

  	
  Lugano

  27 ottobre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Chiesi

  

 

 

statuendo quale giudice unico
(art. 48b LOG) nella causa __________ (fallimento) della Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 23 maggio 2014 da

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sul reclamo del 6 ottobre 2014 presentato
da RE 1 contro la decisione emessa il 2 ottobre 2014 dal Pretore;

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ dell’Ufficio fallimenti (UE) di Lugano, il
23 maggio 2014 CO 1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5,
di decretare il fallimento di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 2'231.90
oltre interessi e spese.

 

                            B.  All’udienza
di discussione del 10 settembre 2014 è comparsa solo la convenuta, che si è
opposta all’istanza, affermando di essere intenzionata a pagare il debito entro
breve termine.

 

                            C.  Statuendo
con decisione 2 ottobre 2014 il Pretore ha dichiarato il fallimento di RE 1 a
far tempo dal 3 ottobre 2014 alle ore 10.00, ponendo a carico della massa
fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.–
per le spese esecutive.

 

                            D.  Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 6
ottobre 2014 per ottenere l’annullamento del fallimento, asserendo di avere
saldato il credito posto in esecuzione già il 25 settembre 2014, salvo produrre
il successivo 8 ottobre una ricevuta dell’UE di Lugano attestante il pagamento
in stessa data del residuo di fr. 52.45 per spese e interessi dell’esecuzione
in oggetto.

 

                            E.  Alla
controparte il reclamo non è stato intimato, il suo credito essendo stato estinto.

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La
sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una decisione di
prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC), contro cui è
dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG).

 

                                  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv.
2 CPC). Presentato il 6 ottobre 2014 contro la sentenza notificata a RE 1 al più
presto il 3 ottobre, in concreto il reclamo è tempestivo.

 

                             2.  In
virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione
di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua
solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito,
compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo
dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione
del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di
fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.

 

                           2.1  Questi
fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di
fallimento (nova autentici o in senso proprio, in tedesco “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova o “unechte Nova”
citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non vengono considerati d’ufficio,
ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento con
documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso
verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione che
esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte
(DTF 120 II 393 consid. 4c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento
della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più
probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste
esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda
sopravviva economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III
80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del
Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2).

 

                                  L’illiquidità
dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori
alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’insolvibilità
può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al
decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di
pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa
verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti
pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici
dichiarazioni del debitore sono insufficienti (Giroud
in:
Bas­ler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 26 ad art. 174 LEF).

 

                           2.2  Nel
caso in esame, come visto, la reclamante ha prodotto una ricevuta dell’8
ottobre 2014 dell’Ufficio esecuzione di Lugano che accerta il pagamento a saldo
dell’esecuzione, per cui il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 risulta
adempiuto.

 

                           2.3  Per
quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione
indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché,
come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto
dopo la pronuncia del fallimento – dall’estratto esecutivo assunto d’ufficio
dalla Camera si evince che RE 1 ha pagato 6 esecuzioni tra il 2013 e il 2014 e
a prescindere da un’esecuzione oggi perenta, è pendente una sola esecuzione di
circa fr. 700.–. Non risultano inoltre attestati di carenza di beni a suo
carico. Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre
esigenze troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità, nel caso che ci
occupa si può affermare che la capacità di pagamento della reclamante appare
più probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in merito
alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua
solvibilità sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di
cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di RE 1 va annullato.

                             3.  La
tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF), come pure
le spese dell’Ufficio fallimenti di Lugano, sono poste in ambo le sedi a carico
dalla reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio della
procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Non si pone
invece problema di ripetibili, il reclamo non essendo stato intimato alla controparte
per osservazioni.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:             I.  Il
reclamo è accolto e di conseguenza:

                                   1.   La
dichiarazione di fallimento pronunciata il 2 ottobre 2014 dal Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 5, nei confronti di RE 1, è annullata.

                                   2.   La
tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.–, da anticipare come di rito,
è posta a carico di RE 1.

                                   3.   Le
spese dell’Ufficio fallimenti di Lugano, da anticipare come di rito, sono poste
a carico di RE 1.

 

                             II.  La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.–, già anticipata dalla
reclamante, è posta a suo carico. 

 

                            III.  Notificazione
a:

	
   

  	
  –;

  –

      ;

  –  Ufficio
  esecuzione di Lugano, Lugano;

  –  Ufficio
  fallimenti di Lugano, Viganello;

  –  Ufficio
  cantonale del Registro di commercio, Biasca;

  –  Ufficio del
  Registro fondiario del Distretto di Lugano, Lugano.

   

  

                                  Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).