# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b110aeb8-c4c9-5786-af2c-b8b8cbd2f80e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-09-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 15.09.2003 52.2003.241
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-241_2003-09-15.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.241

   

  	
  Lugano

  15 settembre 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 11 luglio 2003 di

 

 

	
   

  	
   

  patrocinato da: ___________ 

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  La decisione 1 luglio 2003 del Consiglio di Stato
  (n. 2976) che ha respinto l’impugnativa presentata dall’insorgente avverso la
  risoluzione 8 maggio 2003 con cui la Sezione della circolazione del Dipartimento
  delle istituzioni gli ha revocato la licenza di condurre per la durata di
  ventiquattro mesi;

  

 

 

 

vista la risposta 19 agosto
2003 del Consiglio di Stato;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 30
gennaio 1979 __________ ha ottenuto la licenza di condurre veicoli della categoria
B. In seguito è stato oggetto di diversi provvedimenti amministrativi, segnatamente:

 

11 gennaio 1991            revoca della licenza di condurre della durata
di quattro mesi, per aver circolato in stato di ebrietà, perso la padronanza di
guida e cozzato contro lo spartitraffico centrale;

 

10 gennaio 1992            ammonimento per aver superato il limite
di velocità (120 km/h), in territorio autostradale (161/154 km/h);

 

26 aprile 2001                revoca della licenza di condurre per
la durata di otto mesi per aver circolato in stato di ebrietà e in contromano
in territorio autostradale.

 

                                         Il 19
dicembre 2002, verso le ore 01.40, __________ ha circolato in stato di ebrietà
(tasso di concentrazione alcolica del 2,68 – 2,96 0/00) alla guida
dell’autovettura “Audi A4” targata TI __________. Il 6 febbraio 2003 la Sezione
della circolazione ha conseguentemente disposto la revoca preventiva e
cautelativa della licenza di condurre per una durata indeterminata a causa di
una sospetta dedizione al bere del ricorrente, ordinandogli inoltre di
sottoporsi ad una perizia presso Ingrado centro di cura dell’alco-lismo.

 

 

B.      A seguito dei fatti sopra esposti, il 10 febbraio 2003 il Ministero
pubblico ha emanato nei confronti dell’insorgente un decreto d’accusa per
circolazione in stato di ebrietà, proponendo che venisse condannato a novanta
giorni di detenzione ed al pagamento di una multa di fr. 2'500.--. Valutata la
situazione soggettiva dell’imputato e riconosciuta l’attenuante dell'angustia,
il 15 aprile 2003 il Pretore penale ha tuttavia ridotto la pena a quarantacinque
giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di
quattro anni, confermando la multa di fr. 2'500.--.

 

 

C.      In data 8 maggio 2003 la Sezione della circolazione, sulla scorta
del rapporto Ingrado 9 marzo 2003 e richiamati gli art. 16 cpv. 3 lett. b, 17
cpv. 1 lett. d LCStr e 34 cpv. 1 OAC, ha revocato a __________ la licenza di
condurre veicoli a motore, escluse le categorie speciali, per la durata di
ventiquattro mesi, stabilendo pure che la riammissione anticipata alla guida
sarebbe stata esaminata unicamente con un preavviso favorevole di Ingrado e con
un rapporto medico attestante l’idoneità a condurre.

 

 

                                  D.   Adito dal
ricorrente, con giudizio 1 luglio 2003 il Consiglio di Stato ha confermato
integralmente la misura.

                                         Rilevato
che l’autorità amministrativa è di principio vincolata all’accertamento dei
fatti compiuto in sede penale, il Governo ha sostanzialmente ritenuto il provvedimento
adeguato alle circostanze del caso e conforme al principio della proporzionalità.

 

 

                                  E.   Contro il
predetto giudizio governativo __________ insorge ora dinanzi al Tribunale
cantonale amministrativo, postulando che venga annullato e il periodo di revoca
sensibilmente ridotto.

                                         Il
ricorrente considera eccessiva e sproporzionata la revoca di ventiquattro mesi
inflittagli omettendo di considerare il suo effettivo grado di colpa. Descritta
la propria situazione famigliare, ripropone le argomentazioni già sollevate
davanti alla precedente istanza, annotando in particolare di aver agito in uno
stato di insostenibile angoscia e di aver consumato bevande alcoliche convinto
di non dover più utilizzare l’autovettura.

 

 

                                  F.   Il
Consiglio di Stato propone la reiezione del gravame senza formulare particolari
osservazioni.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.La competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende
dall'art. 10 cpv. 2 LALCStr. La legittimazione attiva del ricorrente, siccome
direttamente toccato dal provvedimento impugnato, è pacifica (art. 43 PAmm). Il
ricorso, tempestivo, è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla
base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).

 

 

                                   2.   Il
provvedimento di revoca della licenza di condurre a scopo di ammonimento
riveste il carattere di una decisione sulla fondatezza di un'accusa penale ai
sensi dell'art. 6 cpv. 1 CEDU (DTF 121 II 26 consid. 3b). In virtù di tale
norma, sia in ambito penale, sia in ambito di procedimenti amministrativi
aventi carattere penale, l'autorità giudicante deve potere statuire con pieno
potere cognitivo. Anche la commisurazione della pena e della sanzione soggiace
al libero esame (R. Herzog, Art. 6 EMRK und kantonale Verwaltungsrechtspflege,
pag. 371; A. Kley-Struller, Die Anwendung der Garantien des Art. 6 EMRK auf
Verfahren betreffend den Führerausweisentzug, pag. 111 in: R. Schaffhauser,
Aktuelle Fragen des Straf- und Administrativmassnahmerechts im
Strassenverkehr). Il Tribunale cantonale amministrativo statuisce perciò sul
gravame in rassegna con pieno potere di cognizione, identico a quello di cui
dispone nella giurisdizione disciplinare (art. 70 PAmm). I limiti posti
dall'art. 61 PAmm in relazione al controllo dell'apprezzamento non trovano
applicazione siccome contrari alle prevalenti disposizioni dell'art. 6 CEDU
(STA 26.9.1996 in re C.; 21.10. 1996 in re T.).

 

 

                                   3.   Secondo
costante giurisprudenza del Tribunale federale, laddove è in corso un procedimento
penale a carico dell'interessato, l'autorità amministrativa è tenuta, in linea
di principio, a soprassedere alla propria decisione sino a che sia intervenuta
una decisione penale passata in giudicato, nella misura in cui l'accertamento
dei fatti o la qualifica giuridica del comportamento litigioso sia rilevante
nel quadro del procedimento amministrativo (DTF 119 Ib 158 consid. 2). L'alta
Corte federale ha altresì sottolineato che l'autorità amministrativa competente
ad ordinare la revoca della licenza di condurre non può di principio scostarsi
dagli accertamenti contenuti in una decisione penale cresciuta in giudicato
(DTF 123 II 97 consid. 3c/aa, 121 II 217 consid. 3a).

                                         Nel caso
in esame, il ricorrente non contesta il reato di guida in stato di ebrietà accertato
in sede penale. Ritiene tuttavia che la decisione dipartimentale non tiene
conto del grado di colpa, ed in particolare del fatto che l’infrazione è stata
commessa in uno stato di angustia, dovuto alla difficile situazione familiare
nella quale si trovava al momento dei fatti. Il ricorrente sostiene inoltre che
la sanzione si fonda su un rapporto peritale contraddittorio, dal quale
risulterebbe solo un consumo occasionale e non abituale di bevande alcoliche.
L’insorgente chiede pertanto che di tali circostanze venga tenuto conto nella
commisurazione della durata del provvedimento amministrativo.

 

 

                                   4.   La licenza
di condurre deve essere obbligatoriamente revocata se il conducente ha guidato
in stato di ebrietà (art. 16 cpv. 3 lett. b LCStr).

                                         La revoca
della licenza a titolo di ammonimento ha per scopo quello di sanzionare il
conducente resosi colpevole di un'infrazione alle regole della circolazione e
di impedire casi di recidiva (art. 30 cpv. 2 OAC).

                                         L'autorità
tenuta ad ordinare la revoca della licenza di condurre deve fissare la durata
di tale provvedimento, tenendo conto delle circostanze del caso. In particolare
essa deve considerare la gravità della colpa commessa, la reputazione
dell'interessato in quanto conducente di veicoli a motore e la sua necessità
professionale a fare uso del veicolo (art. 33 cpv. 2 OAC).

                                         La durata
della revoca non può essere inferiore a un anno se, entro cinque anni dalla
scadenza di una revoca per aver guidato in stato di ebrietà, il conducente ha
di nuovo infranto le norme della circolazione per lo stesso motivo (art. 17
cpv. 1bis LCStr).

                                         Nell'ambito
della determinazione della durata della revoca, l'autorità amministrativa
dispone comunque di un ampio potere di apprezzamento (DTF 123 II 63 consid.
3c/bb).

 

 

                                   5.   5.1. La
revoca della licenza di condurre mira a migliorare il conducente che ha messo
in pericolo il traffico, affinché in futuro si comporti in modo conforme alle
norme sulla circolazione. Nel rispetto del principio della proporzionalità essa
deve durare tanto quanto è necessario per raggiungere questo scopo (R. Schaffauser,
Grundriss des schweizerischen Strassenverkehrsrechts III, pag. 369-370, note
2412-2413).

                                         A rigore
quindi la durata dovrebbe essere commisurata in ogni singolo caso, a dipendenza
del conducente colpito e delle sua personale reazione alla misura amministrativa.
Ciò risulta però difficilmente attuabile per questioni di sicurezza e prevedibilità
del diritto, nonché per il principio dell'uniformità nell'applicazione della
legge. Nella pratica si è quindi sviluppato, a dipendenza della gravità
oggettiva dell'infrazione commessa, un certo schematismo, che viene però
corretto, in eccesso o in difetto, con riguardo agli elementi soggettivi propri
al singolo caso (R. Schaffhauser, op.cit., n. 2415 e segg.). L'art. 33 cpv. 2
OAC ne indica i più importanti, in particolare la necessità professionale del
veicolo, la reputazione del conducente e la gravità della colpa.

 

                                         5.2. Per
invocare con successo la necessità professionale di disporre del veicolo non
basta dimostrare un interesse economico a condurre un veicolo. Determinante è
la questione di sapere se il conducente, a seguito della revoca, non potrebbe
più esercitare la sua professione oppure avrebbe una perdita di guadagno o
spese tali da ritenere la misura come sproporzionata (Bussy/Rusconi, Code
suisse de la circulation routière, Commentaire, ad art. 17 cpv. 2 LCStr, pag.
219, n. 1.2), ciò che non è qui il caso. In pratica la necessità professionale
viene ammessa solo a favore di persone per le quali il veicolo costituisce
"luogo di lavoro" (conducenti di taxi, autisti di professione) (R.
Schaffhauser, op. cit., pag. 286, n. 2446 e seg.). __________ può senz'altro
raggiungere il luogo di lavoro facendo capo a mezzi pubblici. Del resto, il
ricorrente stesso non ha sollevato alcuna obiezione in tal senso.

 

                                         5.3. Per quanto
attiene alla reputazione dell’insorgente quale conducente, è necessario
rilevare come la stessa risulti fortemente compromessa dalle precedenti revoche
subite, tutte per guida in stato di ebrietà. Va poi considerato che l’ultima
revoca, della durata di otto mesi, è scaduta soltanto il 30 settembre 2001 e
che da allora al momento dei fatti che hanno dato origine al provvedimento qui
impugnato è trascorso poco più di un anno. 

                                         Tale
circostanza lascia dubitare della capacità dell’insorgente di garantire sempre
la propria idoneità allorquando si pone alla guida di veicoli a motore. Alla
stessa conclusione era del resto già giunto il perito __________ nel suo
rapporto 9 marzo 2003.

                                         Nel caso
concreto, in ragione proprio dei precedenti e della recidiva specifica, non si
può di certo riconoscere all’insorgente una buona reputazione quale conducente.
Anzi.

 

                                         5.4.
Sulla commisurazione della durata della revoca della licenza di condurre incide
poi la gravità della colpa commessa dal conducente sanzionato (RDAT II-1998 n.
51) e l'importanza della violazione commessa.

                                         La
legislazione federale considera la guida in stato di ebrietà come una grave minaccia
per la sicurezza della circolazione stradale. Per questo tipo di comportamento
è perciò previsto il ritiro obbligatorio della licenza di condurre, nonché
regole particolarmente severe per casi di recidiva (Schaffhauser, op. cit., n.
2457). Di norma si ammette che il rischio (anche solo astratto) per la
sicurezza della circolazione cresce esponenzialmente con l'aumentare del tasso
di alcolemia presente nell'organismo del conducente. Per questo motivo si
giustifica pure di considerare nella commisurazione del periodo di revoca anche
il grado di ubriachezza del trasgressore (Schaffhauser, op. cit., vol. III, n.
2458).

                                         Nell’evenienza
concreta il ricorrente si è messo al volante in uno stato di gravissima
ubriachezza (alcolemia: min. 2,68 – max. 2,96 g/kg), percorrendo in tali
condizioni anche un tratto di autostrada. Il suo grado di colpa appare pertanto
indubbiamente importante e può essere solo in parte sminuito dalle circostanze
e dagli elementi soggettivi evidenziati nel gravame. L'invocato consumo solo
occasionale di bevande alcoliche lo pone al riparo da una revoca di sicurezza a
tempo indeterminato, ma non da un provvedimento per scopo d'ammonimento di
lunga durata.

 

 

 

 

                                   6.   Alla luce
di quanto sopra, tenuto conto della gravità dell'infrazione commessa dal ricorrente,
dei suoi precedenti, della colpa che gli è imputabile, del fatto che non può
invocare una necessità professionale di guidare veicoli a motore, nonché della
circostanza che è recidivo specifico ai sensi dell'art. 17 cpv. 1 lett. d
LCStr, si giustifica di estendere il periodo di revoca oltre il minimo legale
di un anno. Se poi si pon mente al breve lasso di tempo intercorso tra la
scadenza dell'ultima revoca inflittagli e i fatti che hanno imposto l'adozione
della misura impugnata, il provvedimento di revoca di ventiquattro mesi
confermato dal Consiglio di Stato appare del tutto conforme al diritto, al
principio di proporzionalità e alla prassi normalmente adottata dai tribunali
svizzeri (Schaffhauser, op. cit., n. 2458).

 

 

                                   7.   Stante
quanto precede, il ricorso deve pertanto essere respinto. La tassa di giustizia
e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 6 CEDU, 16 cpv. 1, 16 cpv. 3 lett. b,
17 cpv. 1 lett. d, 17 cpv. 1bis, 17 cpv. 2 LCStr, 30 cpv. 2, 33 cpv. 2 OAC, 10
LALCStr, 3, 18, 28, 43, 46, 60, 61, 70 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, per complessivi fr. 1'000.-- sono poste a carico del
ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è data facoltà di ricorso di diritto amministrativo al Tribunale
federale di Losanna entro 30 giorni dalla sua intimazione.

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  ;

  ;

  __________

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario