# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 66eb3e29-defa-5597-ba17-c461cae61008
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 09.03.2010 (pubblicato) 16.2000.00024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2000-00024_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2000.00024

  	
  Lugano

  15 maggio
  2000/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

 

sedente
per giudicare il ricorso per cassazione 3 marzo 2000 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________ 

  (patr. dallo studio legale __________)

   

  
	
   

  	
   

  Contro

  	 

 

 

la sentenza 18 febbraio 2000 del Pretore della giurisdizione di
Mendrisio–nord nella causa a procedura inappellabile promossa con istanza 26
novembre 1999/7 febbraio 2000 da

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

 

con la quale l'istante ha chiesto il pagamento di fr.  6'148.60
oltre accessori nonché il rigetto dell'opposizione interposta dalla convenuta
al PE no. __________ dell'UEF di Mendrisio, domande accolte dal primo giudice,

 

 

letti
ed esaminati gli atti

 

 

considerato

 

in fatto e in diritto:

 

                                1.      Con
istanza 26 novembre 1999 __________ ha convenuto in giudizio __________ al fine
di ottenere il pagamento di fr. 6'148.60 a saldo di alcune fatture emesse per
la fornitura di merce a quest'ultima (doc. B e C). La convenuta si è opposta
alla pretesa avversaria, eccependo innanzitutto l'irricevibilità dell'istanza
per carenza di legittimazione del firmatario della medesima in quanto non
abilitato a vincolare individualmente la società. Pure contestata è stata la
legittimazione alla rappresentanza di __________ che ha partecipato per conto
dell'istante alle udienze indette per la trattazione della causa. Nel merito ha
contestato di aver ordinato e ricevuto la merce oggetto delle fatturazioni
sulle quali l'istante fonda la sua pretesa.

 

                                2.      Con
il querelato giudizio il pretore, accertato che l'istante ha sanato il vizio di
forma dell'istanza producendone una copia sottoscritta da persone abilitate a
vincolare la società, ha accolto l'istanza. Basandosi sulle deposizioni dei
testi che hanno confermato l'ordinazione della merce fatturata da parte della
convenuta e l'avvenuta consegna della medesima, il primo giudice ha ritenuto
provato il credito posto in causa.

 

                                3.      Con
il presente tempestivo gravame __________ rimprovera innanzitutto al primo
giudice di aver erroneamente applicato il diritto procedurale, in particolare
per non aver accertato l'irricevibilità dell'istanza nella sua versione 7
febbraio 2000, prodotta tardivamente rispetto al termine impartito all'istante
per sanare il difetto della medesima (art. 134 CPC) e per non aver accertato la
carenza di legittimazione alla rappresentanza processuale di __________. La
ricorrente si duole inoltre di un'arbitraria valutazione delle risultanze
istruttorie da parte del pretore che ha ritenuto provata la fornitura della
merce. Da ultimo lamenta una carente motivazione della sentenza.

 

                                          Al
ricorso controparte non ha formulato osservazioni.

 

                                4.      Giusta
l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere
annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale
o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa
o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è
arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed
indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della
giustizia e dell’equità; e violazione della legge non vanno confusi; per essere
definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o
riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella
circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;
è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come
insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale,  non sorretta
da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 125 I 168 consid.
2a).

 

                                5.      L'istanza
26 novembre 1999 appare sottoscritta dal solo __________ che, secondo le
indicazioni dell'estratto dal Registro di commercio del Canton Zurigo, per la
ditta istante ha diritto di forma collettiva a due. In seguito all'eccezione
sollevata dalla convenuta durante l'udienza del 26 gennaio 2000, il pretore ha
assegnato all'istante un termine di 10 giorni "per presentare l'estratto
RC della ditta __________ e per rettificare l'istanza", verosimilmente in
virtù dell'art. 99 cpv. 3 CPC. Una nuova istanza, identica nel contenuto ma
sottoscritta congiuntamente dai signori __________ e __________i (entrambi con
diritto di firma collettiva a due) è stata prodotta –pur recando la data del 7
febbraio 2000– solo il giorno 9 febbraio successivo, ossia nel corso
dell'ultima udienza di causa e quindi oltre il termine assegnato dal pretore.
Tuttavia la censura di nullità dell'istanza non può trovare accoglimento.
Infatti, il termine per rettificare l'istanza è stato fissato dal giudice
nell'ambito delle sue competenze ed è pertanto suscettibile di proroga (art.
130 cpv. 1 CPC). In concreto, il pretore ha accettato la produzione dell'atto
processuale rettificato, ancorché fuori termine, versandolo all'incarto; a fronte
di questa circostanza, la convenuta avrebbe potuto eccepirne la tardività: in
tal modo, a prescindere dal possibile esito dell'eccezione, non le si potrebbe
rimproverare in questa sede di aver tollerato un atto preteso contrario alla
procedura e quindi di non poter sostenere con successo l'annullabilità del medesimo
(art. 143 CPC). Al proposito va rilevato che se la mancanza di un presupposto
processuale –com'è la legittimazione dei rappresentanti di una parte– comporterebbe
la nullità dell'istanza (art. 142 cpv. 1 lett. a CPC), la censura ricorsuale
attiene all'irritualità concernente la rettifica dell'atto, ciò che può
ricadere soltanto nell'ambito appunto dell'annullabilità. 

 

                                6.      Diverso
esito ha invece il ricorso laddove concerne la legittimazione del rappresentante
dell'istante alle udienze del 26 gennaio e del 9 febbraio 2000. Infatti, a
prescindere dai casi particolari previsti dall'art. 64 bis CPC, che
pacificamente non attengono alla presente vertenza, la rappresentanza
processuale è regolata dall'art. 64 CPC. Secondo questa norma possono fungere
quali patrocinatori solo gli avvocati ammessi al libero esercizio della
professione nel Cantone, oppure coloro che detengono una rappresentanza legale.
Trattandosi di persona giuridica, questa rappresentanza è riconosciuta ai suoi
organi, ossia, per quanto riguarda la società anonima, ai membri del consiglio
d’amministrazione (organi formali), oppure a coloro che di fatto partecipano in
maniera determinante alla formazione della volontà sociale (organi di fatto) (DTF
117 II 571 consid. 3; Cocchi/Trezzini, CPC–TI, 2000, ad art. 64, m.
11).

 

                                          Nel caso concreto, l'istante si è fatta rappresentare da __________,
persona che –come già detto– pacificamente non può vincolare la società
individualmente. È vero che __________ ha prodotto al giudice una procura (Vollmacht)
2 dicembre 1999, validamente sottoscritta, con la quale gli comunicava che
all'udienza del successivo 26 gennaio 2000 sarebbe stata validamente
rappresentata da __________ i, tuttavia quel documento non può costituire
valida procura processuale, ma tutt'al più può assumere il carattere di delega
interna, fors'anche valida agli occhi di chi l'ha conferita, ma certamente non
per il giudice nell'ambito processuale, laddove –salvo ciò che attiene agli organi
di fatto e che qui non ricorre– valgono le indicazioni del Registro di
commercio. Se ne deve concludere che gli atti processuali compiuti dall'istante
in assenza di un presupposto processuale sono nulli in virtù degli art. 97 n. 4
e 142 cpv. 1 lett. a CPC (II CCA 7 gennaio 2000 in re BSCT/M., consid.
5).

 

                                7.      Alla
luce di quanto sopra esposto, il ricorso dev'essere accolto con l'osservazione
che la nullità delle comparse comporta la nullità della sentenza 18 febbraio
2000. D'altra parte, giacché l'istanza è formalmente valida, l'incarto
dev'essere ritornato al pretore perché proceda nei suoi incombenti ed emetta un
nuovo giudizio (art. 332 cpv. 2 CPC). Non v'è invece nessun motivo per
affrontare le ulteriori censure di merito della ricorrente. 

 

                                          Il
giudizio sulle spese segue la soccombenza.

 

 

Per
i quali motivi,

richiamati
gli art. 327 CPC, per le spese l'art. 148 CPC e la LTG

 

 

 

pronuncia:           1.      Il ricorso
per cassazione 3 marzo 2000 di __________ è accolto ai sensi dei considerandi.

                                          Di
conseguenza è accertata la nullità dell'udienza 26 gennaio 2000 e di tutti i successivi
atti processuali nella causa IU.1999.57 della Pretura della giurisdizione di
Mendrisio–nord, compresa la sentenza 18 febbraio 2000.

                                          §. L'incarto è rinviato al pretore.

 

 

                                2.      Le
spese del presente giudizio e la tassa di giustizia, per complessivi fr. 150.–,
anticipati dalla ricorrente, sono posti a carico di __________. Essa rifonderà
alla ricorrente fr. 300.– a titolo di ripetibili di questa sede.

__________

                                3.      Intimazione
a:

                                          –
__________

                                          Comunicazione
alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio–Nord con l'incarto completo.

 

 

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                                La
segretaria