# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9e81047f-80a8-57db-b8f0-20eff37e22fa
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-08-31
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 31.08.2020 D-4183/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4183-2020_2020-08-31.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4183/2020 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  3 1  a g o s t o  2 0 2 0  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione della giudice Gabriela Freihofer, 

cancelliere Lorenzo Rapelli 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Spagna,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento (termine del ricorso accorciato);  

decisione della SEM del 10 agosto 2020 / N (...). 

 

 

 

D-4183/2020 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera l’8 luglio 

2020, 

il rilevamento dei dati personali del 20 luglio 2020 (atto 15/9), 

il verbale relativo all’audizione sui motivi d’asilo svoltasi il 30 luglio 2020 

(atto 18/11; di seguito verbale), 

la bozza di decisione negativa sull’asilo del 6 agosto 2020 (atto 21/6) ed il 

parere al riguardo della rappresentante legale, consegnato alla Segreteria 

di Stato della migrazione (di seguito: SEM) il giorno seguente (atto 22/1), 

la decisione della SEM del 10 agosto 2020, notificata il giorno medesimo 

(cfr. atto 25/1), con cui tale autorità ha respinto la succitata domanda d’asilo 

e pronunciato l’allontanamento del richiedente dalla Svizzera nonché l’ese-

cuzione dello stesso in quanto ammissibile, esigibile e possibile, 

la contestuale rinuncia al mandato da parte della rappresentanza legale 

(cfr. atto 26/1), 

il ricorso inizialmente trasmesso il 17 agosto 2020 al precedente indirizzo 

del Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) a Berna, invio 

poi ritornato al mittente dalla Posta il 19 agosto 2020 e spedito nuovamente 

al recapito corretto con ulteriore raccomandata del 20 agosto 2020 (cfr. 

risultanze processuali), 

le relative conclusioni volte all’annullamento della decisione impugnata ed 

alla retrocessione degli atti all’autorità inferiore; subordinatamente al rico-

noscimento della qualità di rifugiato e alla concessione dell’asilo; in via an-

cor più subordinata dell’ammissione provvisoria nonché la richiesta di 

esenzione dal pagamento anticipato delle spese di giustizia con protestate 

tasse, spese e ripetibili,  

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

 

D-4183/2020 

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e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi), 

che fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF, 

che la SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l’atto impugnato co-

stituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA, 

che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), per il che è legittimato ad aggravarsi contro di 

essa, 

che i requisiti relativi alla forma e al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 

cpv. 1 PA) sono soddisfatti, 

che per quanto concerne la tempestività (cfr. art. 108 cpv. 4 LAsi), va fatto 

riferimento alla sentenza del Tribunale A-3184/2015 del 29 novembre 

2016, oggetto di procedura di coordinazione a corti riunite (art. 25 LTAF) e 

secondo la quale, in assenza di indizi di abuso di diritto, i ricorsi trasmessi 

al vecchio indirizzo del Tribunale sono da reputarsi di principio tempestivi 

allorquando l’insorgente rimedi all’errore rispendendo il memoriale al reca-

pito corretto; memoriale che deve dipoi effettivamente giungere presso il 

Tribunale (cfr. sentenza A-3184/2015 consid. 2.3.5 e seg.; nello stesso 

senso la sentenza del Tribunale D-3435/2014 del 6 ottobre 2017 consid. 

2.2 e seg.),  

che le condizioni precitate essendo in concreto adempiute, e ciò a maggior 

ragione visto che l’interessato non ha agito per l’intermediario di un man-

datario professionale, occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5), 

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che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che il richiedente, cittadino spagnolo originario di B._______ (C._______), 

ha asserito di aver lasciato la penisola iberica il 7 luglio 2020 in quanto 

temeva di essere sotto sorveglianza rispettivamente “aveva la sensazione” 

di essere destinatario di messaggi subliminali; che più nel dettaglio egli ha 

testualmente affermato “penso di essere perseguitato perché ho il telefono 

sotto controllo penso che ci siano delle telecamere nascoste e dei microfoni 

dentro casa mia e quando vado per strada vedo della gente che sta sempre 

casualmente parlando di alcune cose che ho appena fatto”;  che ha conte-

stualizzato i suoi timori affermando di aver precedentemente offerto una 

soluzione ad un problema debitorio a Bill Gates, il quale non gli avrebbe 

risposto; che si sarebbe pure prodigato per cercare di stabilire un contatto 

con la CIA; che avrebbe altresì avuto contatti con un funzionario dell’eser-

cito degli Stati Uniti e con un ingegnere turco; che da ultimo, si sarebbe 

attivato per trovare una soluzione alla questione dell’indipendenza cata-

lana; che a seguito del fallimento del referendum si sarebbe recato in Au-

stralia per chiedere asilo, salvo rientrare nel proprio paese qualche mese 

dopo (cfr. verbale), 

che nella querelata decisione, l’autorità inferiore, dopo aver constatato che 

la Spagna rientrerebbe nel novero degli Stati rispetto ai quali si può presu-

mere l’assenza di persecuzioni rilevanti in materia d’asilo, ha ritenuto che 

le condizioni per il riconoscimento dello statuto di rifugiato non sarebbero 

state riunite in specie, non essendo l’interessato stato in misura di fornire 

indizi di persecuzione atti a rimettere in discussione il predetto assunto; 

che ad ogni modo, vista l’assenza di contatti con le autorità, si potrebbe 

escludere ogni ipotesi di persecuzione; che per quanto concerne il rischio 

di subire atti pregiudizievoli da parte di terzi, le affermazioni del ricorrente 

si baserebbero unicamente su delle sensazioni personali prive di concre-

tezza, rimanendo in ogni caso riservata la facoltà di fare capo alla prote-

zione statale; che l’insorgente non adempirebbe d’altro canto condizioni in 

forza alle quali ci si sarebbe dovuto astenere dal pronunciare l’allontana-

mento né potrebbe avvalersi di ostacoli all’esecuzione del medesimo,  

che con ricorso l’insorgente avversa tale lettura, ribadendo che le attività di 

controllo nei suoi confronti fossero reali e non mere ipotesi soggettive; che 

egli non avrebbe d’altro canto alcuna possibilità di richiedere la protezione 

alla Spagna, le cui autorità sarebbero a conoscenza dei motivi d’asilo da 

lui fatti valere in Australia; che il ricorrente fa quindi presente di non avere 

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alcuna prospettiva di impiego in Spagna, Paese rispetto al quale avrebbe 

nel frattempo maturato la convinzione di rinunciare alla cittadinanza; che 

sarebbe del resto evidente che in caso di rientro in patria rischierebbe di 

essere esposto a trattamenti contrari all’art. 3 CEDU, 

che la tesi ricorsuale non merita tutela, 

che sono rifugiati le persone che, nel Paese di origine o di ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi); che occorre altresì tenere conto dei motivi di fuga spe-

cifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 LAsi), 

che a tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la qualità 

di rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi), 

che la Spagna rientra negli Stati d’origine liberi da persecuzioni (art. 6a 

cpv. 2 lett. a LAsi; Allegato 2 dell’Ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni 

procedurali [RS 142.311]); che in un tale contesto vi è una presunzione 

generale che non vi sia alcuna persecuzione statale significativa e che le 

autorità garantiscano la protezione da persecuzioni ad opera di terzi; che 

detta presunzione può essere sovvertita solo in presenza di indizi concreti 

e comprovati (cfr. sentenza del Tribunale  E-626/2020 del 6 febbraio 2020 

consid. 5.2), 

che in concreto l’insorgente si è limitato ad addurre congetture di natura 

puramente soggettiva, le quali, in assenza di elementi concreti che permet-

tano di constatare l’esistenza di una situazione di persecuzione ingenerata 

da un motivo rilevante in materia d’asilo, non giustificano il riconoscimento 

dello statuto di rifugiato; che in altri termini, dagli atti non si evince che il 

ricorrente possa essere esposto ad atti pregiudizievoli diretti contro di lui a 

causa della sua razza, religione, nazionalità, appartenenza a un particolare 

gruppo sociale o opinioni politiche; che ciò a maggior ragione vista la pre-

sunzione di assenza di persecuzioni statali in Spagna e l’indubbia possibi-

lità di fare capo alla protezione delle autorità, 

che non giunge in soccorso dell’insorgente l’asserita intenzione di voler ri-

nunciare alla cittadinanza spagnola, evenienza peraltro che ad oggi non 

risulta essersi prodotta,  

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che per quanto concerne il riconoscimento della qualità di rifugiato e la 

concessione dell’asilo la decisione impugnata va pertanto confermata, 

che se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione 

(art. 44 LAsi); che tuttavia, l’allontanamento dalla Svizzera non è deciso se 

il richiedente l’asilo possiede un permesso di soggiorno o di dimora valido 

(art. 32 lett. a OAsi 1); che per prassi, un ordine di allontanamento non 

viene emesso nemmeno quando il richiedente l’asilo ha un diritto al rilascio 

di un permesso di soggiorno e una domanda al riguardo è già pendente 

presso le autorità cantonali competenti (cfr. tra le tante la sentenza del Tri-

bunale D-6809/2019 dell’8 gennaio 2020, consid. 6.2), 

che in casu, il ricorrente è cittadino spagnolo e può avvalersi dei diritti de-

rivanti dall’accordo tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Co-

munità europea ed i suoi Stati membri, dall’altra, sulla libera circolazione 

delle persone (ALC; RS 0.142.112.681), tra cui quello ad ottenere un per-

messo di soggiorno, 

che in concreto ciò non esclude però la pronuncia dell’allontanamento, at-

teso che, alla luce del mancato deposito di una domanda volta al rilascio 

di un permesso di soggiorno, si possa partire dall’assunto che l’insorgente 

non si trovi in Svizzera per uno dei motivi previsti dall’ALC (cfr. sentenza 

D-6809/2019, consid. 6.3), 

che questo Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell’al-

lontanamento, peraltro non censurata in sede ricorsuale, 

che l’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione (LStrI, RS 142.20), giusta il quale l’esecuzione dell’allontana-

mento dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 

LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI), 

che anche agli occhi del Tribunale, non vi sono in casu elementi ostativi 

all’esecuzione dell’allontanamento verso la Spagna, 

che anzitutto il ricorrente non può, per i motivi già enucleati, prevalersi del 

principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi) né di un rischio 

personale, concreto e serio di essere esposto ad un trattamento proibito, 

in relazione all’art. 3 CEDU o all’art. 3 della Convenzione contro la tortura 

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ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicem-

bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), 

che inoltre, stante il fatto che in Spagna non vige attualmente un contesto 

di guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica, l’ese-

cuzione dell’allontanamento risulta parimenti ragionevolmente esigibile 

(cfr. sentenza D-6809/2019, consid. 7.3), 

che nemmeno la situazione personale dell’interessato è d’impedimento 

all’esecuzione dell’allontanamento, 

che infine, non si riscontrano ostacoli neppure sotto il profilo della possibi-

lità dell’esecuzione del provvedimento, 

che di conseguenza, anche in materia di esecuzione dell’allontanamento 

la decisione dell’autorità inferiore va confermata, 

che ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il 

diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non 

ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi); che altresì, per quanto censurabile, la decisione non 

è inadeguata (art. 49 PA), per il che il ricorso va respinto, 

che la domanda di esenzione dal versamento dell’anticipo spese è così da 

considerarsi priva di oggetto, 

che, visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico della ricorrente (art. 63 

cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF), 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fe-

derale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente 

sentenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale.  

 

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Lorenzo Rapelli 

 

 

Data di spedizione: