# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 46c4a2ca-c007-54fb-aad7-44fec0efdbef
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-10-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.10.2021 35.2021.58
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2021-58_2021-10-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  35.2021.58

   

  PC/sc

  	
  Lugano

  18 ottobre 2021       

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 21 giugno 2021 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 21
  maggio 2021 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro
  gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 2 agosto 2019, verso
le ore 8:00, RI 1, nato il __________ 1960, di professione muratore e attivo
presso la ditta __________ di __________ con contratto di lavoro al 100% con
occupazione irregolare dal 24 agosto 2018 e, perciò, assicurato d’obbligo
contro gli infortuni presso l'CO 1, mentre si trovava in un cantiere a __________
(__________), “Durante la normale attività lavorativa scivola accidentalmente
cadendo sulla spalla sinistra provocandosi un trauma contusivo” (doc. 1, 5,
10, 11 e 35).

RI 1 si è sottoposto alla RX alla spalla sinistra del 20 settembre 2019 che ha
messo in evidenza “Esiti di frattura del trochite, in via di consolidazione,
con discreta irregolarità delle porzioni esterne della testa omerale con
piccole alterazioni di tipo cistico. Non evidenti calcificazioni subacromiali.
Testa omerale ben centrata.” (doc. 24).

Il 27 settembre 2019 è stata diagnosticata una “Spalla congelata in postumi
di distacco parcellare del trochite omerale della spalla sinistra (02.08.2019).”
(doc. 23).

A causa dei dolori come pure delle difficoltà funzionali e di forza all’arto
superiore, RI 1 si è sottoposto pure alla RM del 22 novembre 2019 che ha evidenziato
“Esiti di frattura composta del trochite, non ancora consolidata. Rottura
parziale, lungo la superficie articolare, della regione
inserzionale-preinserzionale del sovraspinato, antero superiormente.” (doc.
43).

Inabile al lavoro al 100% dal giorno dell’infortunio, il contratto di lavoro è
stato sciolto per il 30 novembre 2019 per motivi congiunturali (doc. 35, 153 e
165).

In seguito è stata eseguita la TAC del 14 gennaio 2020 che ha messo in luce: “Rapporti
articolari omero-scapolari conservati. Deformazione discreta del ciglio
glenoideo inferiore. Frattura consolidata del trochite, il trochite e il
trochine presentano contorni irregolari, piccola calcificazione adiacente.
Discrete alterazioni degenerative acromion claveari.” (doc. 52).   

A causa del persistere dei dolori, l’assicurato si è sottoposto il 2 giugno
2020 ad un intervento di “Artroscopia della spalla sinistra con tenotomia
capo lungo del bicipite e sutura sovraspinato” ad opera del dr. med. __________,
specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell'apparato
locomotore (doc. 88 e 89).

Sempre a causa della persistenza dei dolori come pure delle difficoltà
funzionali e di forza all’arto superiore sinistro, RI 1 si è sottoposto a sedute
di fisioterapia, anche intensa, e a delle infiltrazioni.

L’istituto assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le
prestazioni di legge.

Nel frattempo, in data 29 gennaio 2020 l’assicurato ha inoltrato una richiesta
di prestazioni AI per adulti giustificata da soli postumi infortunistici (doc. 55).

 

                               1.2.   Preso atto delle risultanze
della “valutazione specialistica di 2° opinione” dell’11 dicembre 2020
del Prof. Dr. med. __________ (specialista FMH in chirurgia ortopedica e
traumatologia dell’apparato locomotore) del __________ di __________ (doc. 123
e 137) e della visita __________ del 20 gennaio 2021 del dr. med. __________, specialista
FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato locomotore (doc. 151),
il 9 febbraio 2021 l'CO 1 ha comunicato all’assicurato la sospensione delle
prestazioni d’indennità giornaliera a decorrere dal 1° aprile 2021, ritenuto
come secondo il parere del medico __________ “le risorse mediche per un
ulteriore sensibile miglioramento del suo stato di salute sono da ritenersi
praticamente esaurite.” (doc. 154). Nella medesima occasione l’CO 1 ha pure
puntualizzato quanto segue: “Assumeremo a nostro carico le spese del ciclo
di fisioterapia attualmente in corso come pure ulteriori 2 cicli di
fisioterapia. Precisiamo inoltre che un’eventuale presa a carico da parte del
Centro della terapia del dolore non è necessaria, secondo il parere del nostro
Servizio medico. Per questo motivo non possiamo garantire la presa a carico dei
costi di queste terapie.” (doc. 154). 

                                        

                               1.3.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso (in particolare, dopo avere preso atto anche
della valutazione della menomazione dell’integrità - di seguito: IMI - del 20 gennaio
2021 del precitato medico __________: doc. 152), con decisione del 16 aprile 2021,
l’CO 1 ha negato all’assicurato una rendita LAINF (a fronte di un grado di
invalidità del 2.8%) mentre gli ha assegnato un’indennità per menomazione
dell’integrità (IMI) del 16% (doc. 171).

L’CO 1 ha considerato, nel 2021, un reddito da valido di fr. 72'186.-
(calcolato sulla base della TA1 2018, settore costruzioni ramo 41-43, attività
semplici e ripetitive, livello 1, uomini) e un reddito da invalido di fr. 70'166.-
(determinato sulla base della TA1 2018, attività semplici e ripetitive, livello
1, uomini, fr. 67'766.67, aggiornato al 2021, senza applicare alcuna deduzione
sociale, cfr. doc. 171, pag. 1 e 2).      

                               1.4.   Nel frattempo, in ambito AI,
con progetto di decisione del 2 marzo 2021, l’Ufficio assicurazione invalidità
(in seguito: UAI) ha preannunciato a RI 1 il riconoscimento di una rendita
d’invalidità intera (grado di invalidità: 100%) dal 1° agosto 2020 (alla
scadenza dell’anno di attesa; art. 28 LAI) al 30 aprile 2021 (tre mesi dopo il
miglioramento dello stato di salute: 19 gennaio 2021; art. 88a cpv. 1 OAI),
stabilendo per il periodo successivo un grado di invalidità del 17% (doc. 162).

L’UAI ha considerato, nel 2019, un reddito da valido di Fr. 70'292.- (calcolato
sulla base della TA1 2018, settore costruzioni ramo 41-43, attività semplici e
ripetitive, livello 1, uomini) e un reddito da invalido di Fr. 58'107.00 (determinato
sulla base della TA1 2018, attività semplici e ripetitive, livello 1, uomini, aggiornato
al 2019, fr. 68'361.00, applicando una deduzione sociale del 15% per attività
leggere e per svantaggi salariali derivanti da contingenze particolari, cfr.
doc. 162, pag. 1 e 2).      

                               1.5.   Dopo avere preso atto
dell’opposizione formale del 17 maggio 2021 (doc. 183) dell’assicurato,
patrocinato dall’avv. RA 1, con decisione su opposizione del 21 maggio 2021
(doc. 187) l’CO 1 ha confermato la precedente decisione.

                                        

                               1.6.   Con tempestivo ricorso del 21
giugno 2021 RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha postulato
l’annullamento della decisione impugnata e ha chiesto che venga “riveduto il
calcolo per il grado di invalidità e dell’indennità per menomazione
all’integrità fisica, dopo esito della terapia del dolore” (doc. I, pag.
3). 

In particolare, il patrocinatore ha chiesto di far esperire, se del caso, una
perizia che accerti la natura dei dolori (cronici) di cui è affetto il suo
assistito e la loro incidenza sulla sua capacità di guadagno rispettivamente
che il suo cliente venga sottoposto alla terapia del dolore e che venga rivista
la sua capacità lavorativa residua in funzione dell’esito di questi accertamenti.
Considerato pure che i dolori lamentati influiscono notevolmente sui movimenti
della spalla, ha chiesto altresì che venga rivalutato anche il grado
dell’indennità per menomazione all’integrità fisica.     

 

                               1.7.   Nella risposta del 7 luglio
2021 (doc. III), l’CO 1, patrocinato dall’avv. RA 2, ha postulato la reiezione
del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi
di diritto.

                                        

                               1.8.   Il 14 luglio 2021 l'avv. RA 1
ha versato agli atti la presa di posizione del 25 giugno 2021 del dr. med. __________
(doc. V).

                                        

                               1.9.   Il 12 agosto 2021 l'avv. RA 2
si è riconfermato nelle proprie conclusioni (doc. XI), versando agli atti
l’apprezzamento medico del 12 agosto 2021 del dr. med. __________ (doc. XI-1).

                                        

                             1.10.   Il 24 agosto 2021 l'avv. RA 1
si è riconfermato nelle proprie tesi e domande, chiedendo “a codesto
Tribunale di poter sottoporre la valutazione del medico __________ al dott. __________
medesimo, affinché si esprima sulle considerazioni mediche espresse” (doc. XIII).

                                        

                             1.11.   Con scritto del 3 settembre
2021 il TCA ha chiesto al Prof. Dr. med. __________ di spiegare in modo
dettagliato cosa intendesse con l’espressione, risultante dal suo rapporto
dell’11 dicembre 2020, “Ich empfehle einen schemerztherapeutischen Approach
mit Akzeptanz der Beschwerden” (doc. XV). 

In data 14 settembre 2021 lo specialista ha risposto a questa Corte con
argomentazioni di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto
(doc. XVI-1).

                                        

                             1.12.   I doc. XV e XVI+1 sono stati
inviati alle parti per conoscenza (doc. XVII).

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   Preliminarmente, richiamata
la STF 8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2. (si veda anche la STF
8C_14/2018 del 25 aprile 2018), questa Corte rileva che decide questa vertenza
nella sua composizione ordinaria (pubblicata sul FUCT N. 043/2018 del 29 maggio
2018). Con scritto del 18 ottobre 2018 l’CO 1 ha infatti comunicato al TCA che,
a partire da quella data, gli incarti affidati dall’assicuratore a un legale
esterno all’istituto per le fasi della procedura giudiziaria non vengono
gestiti, in seno alla Direzione, dalla giurista di lingua italiana figlia del
Giudice Ivano Ranzanici.

 

 

 

                                         nel merito

 

                               2.2.   Oggetto del contendere è la
questione di sapere se l’CO 1 era legittimato, oppure no, a negare una rendita
di invalidità. Sono parimenti oggetto di contestazione la stabilizzazione dello
stato di salute dell’assicurato al 1° aprile 2021, la valutazione medica
operata dall’amministrazione (capacità lavorativa residua del 100% con pieno
rendimento in attività adeguate ed esigibilità lavorativa fissata dal medico __________)
e l’IMI assegnata.

 

                               2.3.   Condizioni di salute
infortunistiche stabilizzate al 1° aprile 2021?

 

                            2.3.1.   Giusta l'art. 10 LAINF,
l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr.
DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF,
l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (art. 6 LPGA) a
seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il diritto all'indennità
giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si
estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione
di una rendita o con la morte dell'assicurato.

 

                                         Il diritto alle cure cessa
qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile
miglioramento della salute dell'assicurato (art. 19 cpv. 1 seconda frase
LAINF), un miglioramento insignificante non basta. Non vi è un sensibile
miglioramento delle condizioni di salute, se la misura terapeutica in questione
è in grado soltanto di alleviare momentaneamente dei dolori causati da uno
stato altrimenti stazionario. Se un miglioramento non è più possibile, la cura
termina e l’assicurato può pretendere una rendita d’invalidità (sempre che
presenti un’incapacità di guadagno del 10% almeno).

                                         Una volta terminata la
cura medica, delle misure terapeutiche possono essere assunte soltanto alle
condizioni di cui all’art. 21 LAINF e soltanto se l’assicurato è stato posto al
beneficio di una rendita. Se ciò non è il caso, spetta all’assicurazione contro
le malattie prendere a proprio carico il trattamento (cfr. STF 8C_50/2018 del
20 luglio 2018 e riferimenti ivi menzionati).

 

                                         È utile precisare che,
secondo la giurisprudenza federale, occorre procedere a una valutazione
prospettica della questione della stabilizzazione, ponendosi al momento in
cui le prestazioni sono state interrotte (cfr. RAMI 2005 U 557 pag. 388; STF
8C_289/2018 del 15 marzo 2019 consid. 3.6.; STF 8C_651/2016 del 15 dicembre
2016 consid. 4.1, 8C_184/2017 del 13 luglio 2017 consid. 2.2, 8C_303/2017 del 5
settembre 2017 consid. 6.3.1; STCA 35.2017.68 del 27 novembre 2017, consid.
2.3.3; STCA 35.2017.76 del 4 ottobre 2018, consid. 2.2.2; STCA 35.2018.114 del
18 marzo 2019, consid. 2.2.2; STCA 35.2020.86 dell’8 marzo 2021, consid. 2.3.1;
STCA 35.2020.98 del 26 marzo 2021, consid. 2.3.1

 

                            2.3.2.   Per costante giurisprudenza,
in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA dell'8
luglio 2003 nella causa B., U 259/02, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                         Nella DTF 125 V 351 seg.
(= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         In una sentenza
8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale
federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la
propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze
dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno il
più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali
rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi
che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende
che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità dei
rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova
propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare,
anche le certificazioni dei medici curanti.

 

                                         Per quel che concerne il
valore probante di un rapporto medico, determinante è che esso sia completo sui
temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle
censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena
conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto
medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr.
21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.;
DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento rilevante per
decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la
sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo
contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         È, infine, utile osservare
che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia,
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come
farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è
l’opinione più adeguata (cfr. STFA I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in
fine; STFA I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV n. 10 pag. 35 consid. 4b).

Giova qui infine ricordare un principio ripetutamente riconosciuto dalla nostra
Massima Istanza, quello secondo il quale le certificazioni del medico curante -
anche se specialista (cfr. STF U 202/01 del 7 dicembre 2001, consid. 2b/bb) -
hanno un valore di prova ridotto, ciò in ragione del rapporto di fiducia che lo
lega al suo paziente (cfr. STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; RAMI 2001 U 422,
p. 113ss. (= AJP 1/2002, p. 83); DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; DTF 124 I 175
consid. 4; DTF 122 V 161; RCC 1988 p. 504; R. Spira, La preuve
en droit des assurances sociales, in Mélanges en l'honneur de Henri-Robert
Schüpbach, Basilea 2000, p. 269s.). Il TF ha affermato che in ragione
della diversità dell’incarico assunto (a scopo di trattamento anziché di
perizia) in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione del
medico curante, anche se specialista (cfr. STF I 1102/06 del 31 gennaio 2008;
STF I 701/05 del 5 gennaio 2007 consid. 2; STCA 32.2020.88 del 31 maggio 2021,
consid. 2.5).

                            2.3.3.   Con la decisione su
opposizione impugnata, sentito il parere del proprio medico __________, l’CO 1
ha dichiarato che, a contare dal 1° aprile 2021, non vi erano più provvedimenti
terapeutici suscettibili di migliorare notevolmente le condizioni di salute
infortunistiche dell’insorgente e, pertanto, ha posto termine alle prestazioni
di corta durata.

Dalle tavole processuali si evince che l'assicurato si è sottoposto il 2 giugno
2020 ad un intervento di “Artroscopia della spalla sinistra con tenotomia
capo lungo del bicipite e sutura sovraspinato” ad opera del dr. med. __________
(doc. 88 e 89).

A causa della persistenza dei dolori, come pure delle difficoltà funzionali e
di forza all’arto superiore sinistro, RI 1 si è sottoposto a sedute di fisioterapia,
anche intensa, e a delle infiltrazioni.

Il dr. med. __________ ha attestato il 2 settembre 2020 che “Essen-do
trascorsi tre mesi dall’intervento chirurgico mi aspettavo una mobilizzazione
attiva migliore.” (doc. 100), il 24 settembre 2020 quanto segue: “In
considerazione dello stato infiammatorio al livello della borsa sub acromiale
eseguiamo un’infiltrazione nello spazio subacromiale con cortisonico e
anestetico locale. Prescriviamo inoltre ulteriori sedute di fisioterapia a
scopo del recupero della mobilità articolare a scopo del recupero della
mobilità articolare della spalla e a scopo antalgico con eventuale Tecar e
ultrasuoni” (doc. 119) e il 19 novembre 2020 quanto segue: “Purtroppo
non riesco a darmi una spiegazione per questa persistenza della diminuzione
della mobilità articolare, visto che la RM è del tutto rassicurante per quanto
riguarda la sutura del tendine sovraspinato. (…) continua con le sedute di
fisioterapia” (doc. 133).

                                         Nell’ambito di una second
opinion (doc. 123), il PD dr. med. __________ del __________ di __________ ha
indicato l’11 dicembre 2020 quanto segue: 

 

" (…). Beurteilung und Procedere: Die therapeutischen Optionen sind
limitiert. Weitere chirurgische Massnahmen sind meines Erachtens nicht
indiziert. Ich empfehle einen schemerztherapeutischen Approach mit Akzeptanz
der Beschwerden, professionelle Reorientierung und Regelung der
versicherungstechnischen Aspekte. (…).” (doc. 137)

 

                                         Il 28 dicembre 2020 il dr.
med. __________ ha attestato quanto segue:

" A questo
punto, se i colleghi della CO 1 concordano, prego il Servizio della terapia del
dolore di convocare il paziente per cercare di trovare una soluzione a questi
dolori che ormai sono diventati cronici e che probabilmente sono anche la causa
di questa ridotta mobilità articolare. (…) nel frattempo continua con le sedute
di fisioterapia a scopo antalgico e antinfiammatorio e per il rinforzo e la
tonificazione del muscolo deltoide.” (doc. 145).   

A margine della visita __________ del 20 gennaio 2021, il dr. med. __________,
dopo avere posto le diagnosi (“Contusione spalla sinistra del 02.08.2019 con
frattura trochite omerale, lesione inserzionale del tendine sovraspinato con su
Stato dopo intervento chirurgico di artroscopia spalla sinistra, tenotomia
capolungo del bicipite e sutura sovraspinato del 02.06.2020”), ha rilevato
quanto segue:

" (…) Proposte
diagnostiche e terapeutiche

Chiedo all'amministrazione che ci legge in copia di prendere a carica numero
due ulteriori cicli di nove sedute di fisioterapia Per la spalla sinistra; per
quanto riguarda la richiesta del dr. med. __________ di una visita presso il
centro della terapia del dolore inoltrata nel suo rapporto del 28.12.2020 non
si ritiene necessaria, in quanto l'assicurato riferisce di tenere a bada i
dolori solo con la sola assunzione del Voltaren occasionalmente.

Aspetti medico-assicurativi

L'assicurato al tempo del trauma del 02.08.2019 di professione muratore al 100%
presso la ditta __________ di __________ con contratto non più in essere a
partire dal novembre 2019 ed attività lavorativa non più esigibile in futuro.

In data odierna la situazione clinica è ritenuta stabilizzata, motivo per cui
viene dettata esigibilità lavorativa: l'assicurato è da considerare abile al
100%, senza necessità di pause aggiuntive, in attività che rispecchiano le
limitazioni sotto indicate. (…).” (doc. 151).

 

                                         Davanti al TCA, il dr.
med. __________ ha attestato il 25 giugno 2021 quanto segue: 

 

" Per questa
sintomatologia dolorosa è stato visto anche dal Collega il Prof. __________ per
una seconda opinione il 14.12.2020, dove dal suo rapporto si evince che le
opzioni terapeutiche sono limitate, che non vi è alcuna indicazione ad una
nuova chirurgia e che consiglia un consulto presso la Terapia del Dolore, nello
stesso tempo anche di una riconversione professionale.

Ho rivisto il paziente il 31.05.2021 per un controllo clinico, in tale
circostanza il paziente presenta sempre dei dolori alla spalla di sinistra che
rimangono di origine indeterminata, ma che incidono negativamente sulla ripresa
di una buona mobilità articolare, che risulta sempre essere insufficiente. Come
già ribadito nella consultazione del 28.12.2020 e come anche consigliato dal
Prof. __________, ritengo indicato che venga convocato presso la Terapia del
Dolore per cercare di trovare una soluzione.” (doc. V-1).

Nell’apprezzamento medico del 12 agosto 2021, il dr. med. __________, ha puntualizzato
quanto segue:

" (…) il
signor RI 1 durante la visita del 20.01.2021 riferì che per tenere a bada i
sintomi algici assumeva compresse di Voltaren solo al bisogno, di non riuscire
a dormire ancora sulla spalla sinistra, ma di riuscire a guidare l'auto con
cambio automatico avendo solo problemi con la retroposizione della spalla e di
essere arrivato alla visita guidando da solo: la descrizione sintomatologica
offerta senza menzione di dolori cronici, senza menzione di dolori di intensità
notevole, unitamente alle risultanze emerse durante l'esame clinico ed
all'ammissione dell'assicurato di assumere una terapia analgesica
antinfiammatoria del primo scalino per tenere a bada i disturbi, portò alla
conclusione di non ritenere indicato alcun trattamento avanzato presso un
centro di terapia del dolore trattandosi di un disturbo algico di entità non
considerevole, tra l'altro senza ricevere alcuna obiezione da parte
dell'assicurato il quale si trovò concorde invece a continuare il recupero
riabilitativo fisioterapico per incrementare la forza del cingolo omero
scapolare; ed in effetti il signor RI 1 durante la visita __________ del
20.01.2021 non lamentò mai importanti dolori alla spalla sinistra, non riportò
dolori a riposo, non richiese una presa a carico dei dolori differente o
superiore al Voltaren e neppure richiese la prescrizione accessoria di rimedi
farmacologici o strumentali per il dolore; anche l'esame clinico riportò una
limitazione dell'articolarità della spalla sinistra su base mista meccanica ed
algica, senza segni di grande sofferenza e senza neppure la necessità di
eseguire pause o interruzioni durante l'esame obiettivo per il dolore.

(…).

(…) sebbene il dr. med. __________ congiuntamente al professor __________
indicarono una terapia del dolore per il trattamento dei dolori cronici lamentati
alla spalla sinistra dell'assicurato, durante la visita __________ del
20.01.2021 si palesò un quadro clinico algico-disfunzionale completamente
incongruente all'indicazione di una presa a carico presso un centro di terapia
del dolore ove l'assicurato ammise la presenza di dolori alla spalla
anteriormente solo nei tentativi di mobilizzazione al livello dell'orizzontale
o al di sopra di tale livello e l'esame clinico effettuato andò anche in questa
direzione, lamentando disturbi algici contenuti solo assumendo una terapia del
primo scalino, il Voltaren e per giunta solo al bisogno; a riprova della non
considerevole componente algico-disfunzionale riscontrata durante la visita del
20.01.2021 vi fu anche la constatazione che l'assicurato riferì di riuscire a
guidare l'auto con cambio automatico senza limitazioni, di avere problemi solo
nei movimenti di retro-posizione della spalla e di essere riuscito ad arrivare
alla visita guidando da solo senza necessità di essere accompagnato.

Per queste costatazioni fu ritenuto non indicato seguire le indicazioni di
presa a carico presso un centro di terapia del dolore prescritte a suo tempo
dal dr. med. __________ e prof. dr. med. __________, ma furono bensì indicati
numero due ulteriori cicli di fisioterapia per aumentare l'intensità della
forza, decisioni che furono condivise da parte dell'assicurato non esprimendo
tra l'atro alcuna manifestazione di dissenso al riguardo.

Per rispondere quindi alle domande poste dall'amministrazione, si ammette che i
disturbi presenti alla spalla sinistra ai massimi gradi di mobilizzazione
attiva nei movimenti di flessione ed abduzione erano e sono da mettere in
connessione probabile con il trauma del 02.08.2019, mentre i dolori cronici non
ben chiariti nella genesi, nella sede e nella proiezione valutati dal dr. med. __________
nella visita del 31.05.2021 non sono in relazione di causalità almeno probabile
con l'infortunio del 02.08.2019 ed i suoi esiti: in effetti è lo stesso dr.
med. __________ nel rapporto medico del 25.06.2021 a mettere in dubbio che la
sintomatologia cronica lamentata sia da mettere in connessione probabile con la
ridotta mobilità articolare dell'assicurato in quanto come Io stesso medico
riferì tali dolori alla spalla sinistra erano di origine indeterminata, lasciando
quindi il dubbio non solo sulla natura di tali disturbi ma anche sulla reale
utilità che un trattamento di medicina del dolore possa avere sul miglioramento
della capacità funzionale della spalla e di conseguenza della capacità
lavorativa globale, ove non riconoscendo la causa specifica dei dolori e del
deficit articolare associato, non si avrebbe alcuna certezza nell'esito di
questa terapia analgesica.” (doc. XI-1)

Su richiesta del TCA di spiegare in modo dettagliato cosa intendesse con
l’espressione, risultante dal suo rapporto dell’11 dicembre 2020, “Ich
empfehle einen schemerztherapeutischen Approach mit Akzeptanz der Beschwerden.”
(doc. XV), il 14 settembre 2021 il Prof. Dr. med. __________ ha puntualizzato
quanto segue: “Unter «schmerztherapeutischem Approach» ist eine Palette von
palliativen Massnahmen zur Linderung des Leidens gemeint. Diese Massnahmen
werden in der Regel von einem Schmerztherapeuten indiziert und durchgeführt.
Schmerztherapeuten haben entweder eine psycho-somatische Ausbildung oder eine
anästhesiologische Grundausbildung (bzw. Weiterbildung). Sie empfangen ihre
Patienten im Rahmen spezialisierter Schmerzsprechstunden, diese finden sich
mittlerweile in alien grösseren Spitalcentren und auch als private
Organisationen. Dessen Ziel ist die Linderung bzw. die Palliation.

Mit «Akzeptanz der Beschwerden» ist gemeint, dass der subjektive Leidensdruck
im Allgemeinen durch die Erkenntnis, dass ein chronisches, formell nicht
heilbares Leiden vorliegt, gelindert werden kann. Das
beinhaltet die Einsicht, dass dieses Leiden Nolens Volens geduldet werden muss.
Das Akzeptieren dieser Tatsache erhöht in der Regel die Wirksamkeit der oben
genannten palliativen Massnahmen” (doc. XVI-1).

Alla luce di quanto emerge dalla documentazione medica a disposizione anzidetta
- in particolare, da quanto attestato l’11 dicembre 2020 dal PD dr. med. __________
del __________ di __________ (doc. 123; e puntualizzato nello scritto del 14
settembre 2021: doc. XVI-1) e dal dr. med. __________ a margine della visita __________
del 20 gennaio 2021 (doc. 151; e puntualizzato nell’apprezzamento medico del 12
agosto 2021: doc. XI-1) -, ribadito che, secondo la giurisprudenza federale, la
questione della stabilizzazione va valutata in maniera prospettica, ponendosi
al momento in cui le prestazioni sono state interrotte (dunque, in casu,
nel mese di aprile 2021), occorre ritenere dimostrato che al momento in cui
l’amministrazione ha posto termine alle prestazioni di corta durata, non vi
erano più misure terapeutiche atte, con verosimiglianza preponderante, a
migliorare notevolmente le condizioni di salute infortunistiche
dell’insorgente.

Questa Corte condivide la conclusione dell’Istituto assicuratore secondo cui,
in data 1° aprile 2021, lo stato di salute infortunistico era stabilizzato ai
sensi dell’art. 19 cpv. 1 LAINF e della relativa giurisprudenza. A quel
momento, infatti, l’assicurato presentava una piena capacità lavorativa in
attività sostitutive adeguate (aspetto quest’ultimo che verrà meglio definito
nei considerandi che seguono). La circostanza che l’insorgente denunciasse
ancora disturbi alla spalla, rispettivamente necessitasse di misure
conservative (fisioterapia e/o infiltrazioni) volte a evitare un loro
aggravamento è irrilevante. Decisivo ai fini del giudizio è soltanto che a quel
momento lo stato della spalla non poteva più essere sensibilmente
migliorato grazie ad ulteriori terapie, in particolare una terapia del dolore,
che, non avrebbe comunque permesso di giungere ad una diversa conclusione (a
questo proposito cfr. la STF 8C_301/2021 del 23 giugno 2021, consid. 5.2,
riguardante un assicurato che, scivolando dalle scale, era caduto sulla spalla
sinistra e sulla nuca, riportando un lieve trauma cranico e una lesione
articolare di tipo Rockwood 3, il 23 luglio 2017 e il suo stato di salute era
stato ritenuto stabilizzato a partire dal 31 luglio 2019, a fronte di una
capacità lavorativa piena in attività adeguate ed indipendentemente dalla
circostanza che si stava sottoponendo ad una terapia del dolore multimodale).

In conclusione il TCA non ritiene dunque dimostrato, con il grado di
verosimiglianza richiesto dalla giurisprudenza federale (cfr. DTF 125 V 195
consid. 2 e riferimenti), che al momento in cui l’amministrazione ha posto
termine alle prestazioni di corta durata, vi fossero ancora delle misure
terapeutiche (in particolare, una terapia del dolore) suscettibili di
migliorare sensibilmente le condizioni di salute infortunistiche
dell’insorgente.

 

                                         Alla luce delle
considerazioni che precedono, le censure ricorsuali volte a criticare l’operato
dell’amministrazione per avere chiuso il caso al 31 marzo 2021 vengono
respinte.  

 

                                         La decisione su
opposizione impugnata nella misura in cui sancisce che al 1° aprile 2021, lo
stato di salute infortunistico era stabilizzato ai sensi dell’art. 19 cpv. 1
LAINF va dunque confermata.

                                         Pertanto, data la
stabilizzazione delle condizioni di salute infortunistiche, l’assicuratore
LAINF convenuto era dunque legittimato a porre fine alle prestazioni di corta
durata (cura medica e indennità giornaliera) e a valutare il diritto alle
prestazioni di lunga durata.

 

                               2.4.   Diritto a una rendita
d’invalidità?

 

                            2.4.1.   Giusta l'art. 18 cpv. 1 LAINF,
l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a seguito
d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

 

                                         Secondo l'art. 8 cpv. 1
LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale
presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

                                         Il TF, in una sentenza U
192/03 del 22 giugno 2004, pubblicata in RAMI 2004 U 529, p. 572 ss., ha
rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv.
1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase
LAINF, motivo per il quale occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti
di rilievo in seguito all'introduzione della LPGA.

                                         Da parte sua, l'art. 16
LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito che
l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività
ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione
di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del
mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto
ottenere se non fosse diventato invalido.

                                         L'Alta Corte, nella
sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, citata in precedenza, ha rilevato che
anche l'art. 16 LPGA non ha modificato la valutazione del grado di invalidità
dell'assicurato previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2 seconda
frase LAINF.

                                         Nella stessa pronuncia la
nostra Massima Istanza ha quindi concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza
relativa ai concetti di inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e
invalidità continua a mantenere la sua validità anche in seguito
all'introduzione della LPGA.

                                         Su questi aspetti si veda
pure la DTF 130 V 343.

                                         Due sono, dunque, di norma
gli elementi costitutivi dell'invalidità:

 

                                         1. il danno alla salute
fisica o psichica (fattore medico)

                                         2. la diminuzione della
capacità di guadagno (fattore economico).

                                         Tra il danno alla salute e
l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso causale adeguato
(fattore causale). 

                                         Nell'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale, naturale
ed adeguato, tra il danno alla salute e l'infortunio.

 

                            2.4.2.   L'invalidità, concetto
essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della capacità di
guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di salute.

                                         D'altro canto, poiché
l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende da un
danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente
adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.

 

                                         Spetta al medico fornire una
precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un
esatto quadro degli impedimenti che egli incontra nell'esplicare determinate
funzioni.

                                         Il medico indicherà per
prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando
quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe.

 

                                         Egli valuterà finalmente
il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti provocano sia nella
professione attuale sia nelle altre relativamente confacenti (cfr., su questi
aspetti, STF I 871/02 del 20 aprile 2004 e STF I 162/01 del 18 marzo 2002). 

                                         L'invalidità, proprio
perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il reddito che
l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello che egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido, sfruttando
la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili, in
un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

 

                                         I due redditi da porre a
raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve però poggiare su
solide basi, avere un fondamento oggettivo.

 

                                         La giurisprudenza federale
ha, più volte, confermato il principio che, nella determinazione
dell'invalidità, non c'è la possibilità di fondarsi su una valutazione
medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che occorre,
sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

                                         Il TF ha avuto modo di
confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto di lavoro
stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire
pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua residua
capacità lavorativa (STF U 25/94 del 30 giugno 1994).

                                         La perdita di guadagno
effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno computabile soltanto se -
le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del lavoro in
generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente stabili, si
avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività
ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che sfrutti al
massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una
prestazione di lavoro e non a un salario sociale (RAMI 1991 U 130, p. 270ss.
consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le ragioni, inerenti
l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale della rimanente
capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se, sul mercato del
lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego, esigibile
dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria residua
capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                                         I. Termine: reddito da
invalido

 

                                         La misura dell'attività
che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in funzione del
danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come l'età, le
attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

                                         Secondo la giurisprudenza,
per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno considerate circostanze che
non riguardano l'invalidità vera e propria. Particolarità quali formazione
professionale o conoscenza linguistiche carenti hanno, in quest'ambito,
rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla media. In tal caso, esse
vanno o considerate nella determinazione dei due redditi da porre a confronto o
non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5a, b).

 

                                         Nel valutare la
possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla in capacità
di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato del lavoro
ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato, nella situazione,
cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino (cfr. RAMI
1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STF del 30 giugno 1994 succitata).

 

                                         Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni è la norma di cui all'art.
28 cpv. 4 OAINF:

" Se a causa
della sua età l'assicurato non riprende più un'attività lucrativa dopo
l'infortunio o se la diminuzione della capacità di guadagno è essenzialmente
dovuta alla sua età avanzata, sono determinanti per valutare il grado
d'invalidità i redditi che potrebbe eseguire un assicurato di mezza età vittima
di un danno alla salute della stessa gravità."

 

                                         II. Termine: reddito
conseguibile senza invalidità

 

                                         Nel determinare il reddito
conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto possibile sulla
situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà l'evoluzione futura
partendo dall'assunto che senza di esso la situazione si sarebbe mantenuta
sostanzialmente stabile (cfr. STF del 15 dicembre 1992 nella causa G.I.M.). Ci
si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per modifiche di qualche
rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se particolari circostanze
ne rendono il verificarsi altamente probabile (cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss.,
consid. 5b; 4a, b).

                                         Il grado di invalidità
corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il reddito ipotetico
conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico, conseguibile da
invalido.

 

                            2.4.3.   Per chiarire la questione
riguardante l'esigibilità lavorativa, l'Istituto assicuratore ha fatto capo
alla visita __________ del 20 gennaio 2021 del dr. med. __________ (doc. 151), giusta
il quale:

" (…) 

Diagnosi

Contusione spalla sinistra del 02.08.2019 con frattura trochite
omerale, lesione inserzionale del tendine sovraspinato con su

Stato dopo intervento chirurgico di artroscopia spalla sinistra,
tenotomia capo lungo del bicipite e sutura sovraspinato del 02.06.2020.

Apprezzamento

(…).

Aspetti medico-assicurativi

 

(…) l'assicurato è da considerare abile al 100%, senza necessità
di pause aggiuntive, in attività che rispecchiano le limitazioni sotto
indicate.

(…).

 

L'esigibilità viene dettata in presenza dell'assicurato.

 

Esigibilità del lavoro:

 

livello di carico: carico massimo - medio (25 kg) raramente, da
lieve a medio (15 kg) saltuariamente, lieve (10 kg) frequentemente, molto
spesso può eseguire lavori leggeri - di precisione e lavori medi, mai più
lavoro pesante, lavoro manuale rozzo e molto pesante.

Di rado può salire su scale a pioli, possibile stare in
equilibrio, possibile l'utilizzo delle due mani.”

                                      

                                         Nella concreta evenienza
questo Tribunale ritiene corretta l'esigibilità stabilita dal medico fiduciario
e posta alla base della decisione avversata. 

 

                                         Il TCA non ignora gli
svariati certificati medici agli atti del dr. med. __________. Tuttavia, essi
non sono atti a sollevare dubbi - nemmeno lievi - circa la fedefacenza della
valutazione operata dal dr. med. __________, con espresso riguardo alla
situazione clinica dell'assicurato, che è stata attentamente e dettagliatamente
vagliata dal precitato medico fiduciario, come pure dell'esigibilità posta dal
medesimo specialista e della capacità lavorativa residua in attività adeguate. D'altra
parte la valutazione dello specialista curante non apporta nuovi elementi
oggettivi ignorati dal medico fiduciario e neppure si esprime sull’esigibilità
posta dal medico __________ rispettivamente sulla capacità lavorativa residua
in attività adeguate.    

Va peraltro rilevato che gli impedimenti funzionali che presenta l’insorgente
sono quelli che si riscontrano, usualmente, in assicurati che hanno subito
danni alle spalle: in sostanza, si tratta dell'impossibilità di sollevare,
rispettivamente, trasportare pesi anche solo relativamente importanti nonché
d'ingaggiare l'arto superiore interessato in mansioni da eseguire al di sopra dell'orizzontale
(cfr., fra le tante, STCA 35.2018.52 del 12 novembre 2018, consid. 2.4.3, STCA
35.2018.38 del 10 ottobre 2018, consid. 2.5, STCA 35.2017.109 del 13 giugno
2018, consid. 2.3.5, STCA 35.2017.37 del 23 novembre 2017, consid. 2.6, STCA
35.2017.2 del 2 ottobre 2017, consid. 2.6; STCA 35.1998.63 del 23 novembre 1998
e 35.1998.117 del 29 luglio 1999, confermata dal TF con pronunzia U 296/99 del
3 gennaio 2000; STCA 35.2018.52 del 12 novembre 2018, consid. 2.4.3, STCA
35.2020.72 dell’8 marzo 2021, consid. 2.4.4; STCA 35.2021.44 del 16 agosto 2021
consid. 2.6).

 

                                         L'esigibilità indicata dal
medico fiduciario risulta inoltre plausibile alla luce dei precedenti
giurisprudenziali, riguardanti assicurati che accusavano limitazioni
nell'utilizzo degli arti superiori (cfr., tra le tante, la STCA 35.2016.89 del
13 febbraio 2017 consid. 2.9 e i numerosi rinvii giurisprudenziali ivi citati;
la STCA 35.2020.72 dell’8 marzo 2021 consid. 2.4.4 e i numerosi rinvii
giurisprudenziali ivi citati; le STCA 35.2021.5 del 18 maggio 2021 consid.
2.3.4; STCA 35.2021.44 del 16 agosto 2021 consid. 2.6 e STCA 35.2021.9 del 20
settembre 2021, consid. 2.3.3).

 

                                         Sempre in merito ai
precedenti giurisprudenziali, riguardanti assicurati che accusavano limitazioni
nell'utilizzo degli arti superiori, giova qui ricordare la STCA 35.2017.37 del
23 novembre 2017 (che è stata confermata dall’Alta Corte con STF 8C_32/2018 del
7 gennaio 2019), in particolare il consid. 2.6 nel quale il TCA ha rilevato
quanto segue:

 

" (…) Ad
esempio, in una pronunzia inedita del 12 novembre 1996, l’allora TFA (dal 1°
gennaio 2007: TF) ha, ad esempio, ritenuto realistica la possibilità di mettere
a frutto la restante capacità lavorativa in attività cosiddette sostitutive,
trattandosi di un assicurato cinquantacinquenne che - a causa dei postumi
infortunistici interessanti, in particolare, la spalla destra - era impedito
nel sollevare pesi superiori ai 10 kg lungo tutto l'asse corporeo. La mobilità
era ridotta di 2/3, certi movimenti non erano più possibili, come ad esempio,
il sollevamento del braccio oltre i 60°, di modo che il braccio destro poteva
unicamente servire come aiuto per il braccio adominante. 

In una sentenza 35.1997.23 dell'11 settembre 2000 - integralmente
confermata dal TFA con sentenza U 449/00 dell'8 maggio 2002 - questo Tribunale
ha riconosciuto come reintegrabile nel mondo del lavoro, un'assicurata che,
secondo l'avviso dei medici, presentava una mano sinistra infortunata
praticamente inutilizzabile, fatta eccezione per delle prese a tre dita senza
forza.

Il TFA è pervenuto alla medesima conclusione in una sentenza U
240/99 del 7 agosto 2001, parzialmente pubblicata in RAMI 2001 U 439, p.
347ss., concernente un assicurato che, a causa dei disturbi e dei deficit
funzionali all'estremità superiore destra, è stato dichiarato in grado di
svolgere lavori manuali molto leggeri, che non richiedono l'impiego di forza
con la mano destra, e il sollevamento di pesi superiori ai 2 kg (e pertanto
ritenuto praticamente monco di una mano).

In una sentenza 35.2002.88 del 14 aprile 2003, cresciuta
incontestata in giudicato, questa Corte ha giudicato completamente abile in
attività leggere dal profilo dell'impegno fisico, comportanti in prevalenza dei
compiti di sorveglianza, un assicurato che, a causa di un, citiamo:
"importante deficit funzionale e ipotrofia muscolare all'emicinto
scapolare destro. Flessione attiva 100°, abduzione 90° solo con il gomito
flesso, rotazione interna solo fino all'altezza del trocantere. Ipersensibilità
nella regione del deltoide in corrispondenza del territorio di innervazione del
nervo ascellare", il medico di fiducia dell'assicuratore aveva ritenuto,
citiamo: "… limitato nelle attività lavorative che richiedono l'ingaggio
dell'arto superiore destro al di sopra della vita, scostato dal tronco, così
come nei movimenti di rotazione. Limitato l'uso di utensili, rispettivamente,
macchinari vibranti e contundenti. Trasporto di pesi possibile solo con il
braccio pendente, sollevamento di pesi solo al massimo fino al di sotto della
vita, tenendo l'arto superiore destro accostato al tronco." (cfr. STCA
succitata, consid. 2.6.).

Con un giudizio I 27/06 e U 18/06 del 24 agosto 2006, consid.
5.2.3, il TFA ha considerato in grado di svolgere a tempo pieno semplici
mansioni di sorveglianza, rispettivamente, di controllo, così come lavori in un
chiosco nonché attività ausiliarie nel campo della gastronomia o in un
magazzino, un assicurato, nato nel 1948, che soffriva di dolori cronici alla
spalla destra con irradiazione al braccio destro, di un’importante rottura
della cuffia dei rotatori a destra (con rottura completa del tendine dei
muscoli sovra- e infraspinato, rottura parziale del tendine sottoscapolare e
lussazione del tendine del bicipite), di un’artrosi dell’articolazione
acromio-claveare e di una persistente pseudoparalisi del braccio destro
(diagnosi differenziale: spalla congelata post-traumatica).

Anche nella STFA U 200/02 del 20 maggio 2003 consid. 2.2,
riguardante un’assicurata, la quale, a causa di un infortunio professionale
alla mano sinistra adominante, aveva subito l’amputazione del pollice,
dell’indice e del medio, come pure una frattura pluriframmentaria della falange
basale con instabilità a livello delle articolazioni interfalangee
dell’anulare, divenendo praticamente monca di una mano, l’Alta Corte ha ammesso
una piena capacità lavorativa dal profilo ortopedico.

In una sentenza 8C_260/2011 del 25 luglio 2011, il TF ha
dichiarato in grado di svolgere a tempo pieno attività lavorative leggere non
bimanuali, un assicurato che presentava una paralisi, da parziale a completa,
della muscolatura della spalla e del braccio destro dominante.

Ad un’analoga conclusione è giunta l’Alta Corte in un’altra
sentenza 8C_311/2015 del 22 gennaio 2016, concernente un assicurato, il quale,
per evitare di cadere mentre era intento a scaricare un camion, si era
attaccato con il braccio destro alla sponda dello stesso, avvertendo immediatamente
forti dolori all’arto superiore in questione.

In una sentenza 35.2013.74 dell’8 settembre 2014, il TCA ha
confermato la decisione con la quale un falegname, che ha subìto l’amputazione
dell’avambraccio destro (dominante) nell’utilizzare una sega circolare, è stato
ritenuto totalmente abile in attività leggere dal profilo del
sollevamento/trasporto di pesi e della manipolazione di attrezzi (anche di
precisione), che non richiedono l’utilizzo di entrambi gli arti superiori.

Vedi, infine, anche la sentenza di questa Corte 35.2014.57 del 4
maggio 2015, confermata con STF 8C_396/2015 del 17 settembre 2015, nella quale,
nonostante l’infortunio alla spalla sinistra, un assicurato è stato ritenuto
inabile in maniera praticamente completa nel lavoro di smontaggio delle
carcasse per il recupero dei pezzi di ricambio, ma in grado di svolgere, a
tempo pieno, un’attività lavorativa leggera.

In una sentenza 35.2016.43 del 22 settembre 2016 questo Tribunale
ha ritenuto accertato che, nonostante il danno alla salute infortunistico,
l'assicurato (di professione "tassametrista-impiegato-operaio", che -
mentre usciva dalla doccia al proprio domicilio - era caduto, riportando un
trauma distorsivo alla spalla destra con lesione transumorale della cuffia
rotatoria a livello di sovraspinato e nella porzione craniale del
sottoscapolare e, successivamente - mentre andava a prendere l'automobile al
proprio domicilio - è scivolato sul ghiaccio, cadendo in avanti con ricezione
su entrambi i polsi e dolori di contraccolpo ad entrambe le spalle e riportando
una re-rerottura della cuffia dei rotatori della spalla sinistra e una rottura
della cuffia dei rotatori della spalla destra) era in grado di svolgere a tempo
pieno e con un rendimento completo, un’attività lavorativa compatibile con le
limitazioni derivanti dal danno alla salute infortunistico subito alle spalle.

In una sentenza 35.2015.131 del 21 novembre 2016 questo Tribunale
ha ritenuto accertato che, nonostante il danno alla salute infortunistico,
l'assicurato (di professione "autista" con qualifica di
"impiegato-operaio", che - mentre stava caricando il camion - era
caduto dalla rampa di carico, riportando una frattura del capitello radiale
sinistro tipo Mason II e una frattura composta dello spigolo esterno del
processo coronoideo dell'ulna) era in grado di svolgere a tempo pieno e con un
rendimento completo, un’attività lavorativa compatibile con le limitazioni
derivanti dal danno alla salute infortunistico subito al gomito sinistro
(adominante).

In una sentenza 35.2016.89 del 13 febbraio 2017 questo Tribunale
ha ritenuto accertato che, nonostante il danno alla salute infortunistico,
l'assicurato (di professione "muratore" che, a causa di un infortunio
professionale con una sega circolare, aveva subito un intervento di amputazione
trans-P2 del IV dito a destra) era in grado di svolgere a tempo pieno e con un
rendimento completo, un'attività lavorativa compatibile con le limitazioni
derivanti dal danno alla salute infortunistico alla mano destra (dominante), e,
quindi, un lavoro leggero dal profilo del sollevamento/trasporto di pesi e
della manipolazione di attrezzi (anche di precisione) che non richiede
un'ottima presa della mano destra e sinistra nel contempo rispettivamente
un'ottima agilità di ambedue le mani contemporaneamente.

In una sentenza 35.2016.103 del 23 marzo 2017 questo Tribunale ha
ritenuto accertato che, nonostante il danno alla salute infortunistico,
l'assicurato (di professione "parrucchiere" che, a causa di tre
infortuni non professionali, aveva riportato delle limitazioni al gomito
sinistro dominante), era in grado di svolgere a tempo pieno e con un rendimento
completo, un'attività lavorativa compatibile con le limitazioni derivanti dal
danno alla salute infortunistico (e più precisamente: prevalentemente impedito
nei movimenti ripetitivi di flesso-estensione e di pro-supinazione del gomito
sinistro specie se contro resistenza o con pesi superiori i kg. 2-3 e possibile
l'esecuzione ripetitiva di non più di 3-4 movimenti al minuto).

Infine, in una sentenza 35.2017.10 del 22 giugno 2017, il TCA ha
giudicato completamente abile al lavoro in attività sostitutive adeguate, un
assicurato che presentava uno stato dopo contusione del dorso della mano destra
con sviluppo di una malattia di Sudeck che aveva portato a esiti tragici in una
situazione paragonabile a un amputato del braccio destro.

Va inoltre rilevato che il concetto d’invalidità è riferito a un
mercato del lavoro equilibrato, nozione quest’ultima teorica e astratta
implicante, da una parte, un certo equilibrio tra offerta e domanda di
manodopera e, dall’altra, un mercato del lavoro strutturato in modo tale da
offrire una gamma di posti di lavoro diversificati (cfr. DTF 110 V 273 e
Jean-Maurice Frésard/Margit Moser-Szeless, in Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht, Soziale Sicherheit, 2a edizione, n. 170 p. 899). 

Il mercato del lavoro accessibile ai lavoratori non qualificati è
in generale limitato a dei lavori di manodopera o ad altre attività fisiche
(RCC 1989 p. 331 consid. 4a). Tuttavia, nell'industria e nell'artigianato, le
attività fisicamente pesanti vengono eseguite sempre più spesso tramite delle
macchine, motivo per cui aumentano le attività di controllo e sorveglianza che
possono essere svolte da personale non qualificato o semi qualificato (SVR 2002
UV Nr. 15 p. 49 consid. 3b; RCC 1991 p. 332 consid. 3b; STF 8C_709/2008 del 3
aprile 2009 consid. 2.3.). 

In una sentenza 8C_971/2008 del 23 marzo 2009, l’Alta Corte ha
ribadito che anche per gli assicurati funzionalmente monchi di un braccio,
esiste un mercato del lavoro sufficientemente ampio: (…). 

Questa giurisprudenza è stata ulteriormente confermata con la STF
8C_451/2016 del 17 ottobre 2016 consid. 5.1, pubblicata in SVR 2017 Nr. 20
consid. 5.1, in cui l’Alta Corte ha ribadito che sul mercato equilibrato del
lavoro vi sono possibilità d’occupazione sufficientemente realistiche per persone
che vanno ritenute funzionalmente monche di un braccio e che inoltre possono
ancora eseguire soltanto dei lavori leggeri (cfr., fra le tante, STCA 35.2017.2
del 2 ottobre 2017, consid. 2.6).” (cfr. STCA 35.2020.72 dell’8 marzo 2021,
consid. 2.4.4; STCA 35.2021.4 del 26 luglio 2021, consid. 2.5.3; STCA
35.2021.44 del 16 agosto 2021, consid. 2.6; STCA 35.2021.9 del 20 settembre
2021, consid. 2.3.3).”

 

                                         In conclusione, il TCA non
ha quindi motivo di scostarsi dalle considerazioni espresse dal medico fiduciario,
che ha proceduto ad una visita personale accurata dell'assicurato, è
specialista della materia che qui ci occupa e vanta pure un’ampia esperienza in
materia di medicina assicurativa.

Alla luce di quanto appena esposto, richiamato inoltre l'obbligo che incombe
all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per
ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla
salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi
citati; RIEMER-KAFKA, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg.
57, 551 e 572; LANDOLT, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweiz.
Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e
sentenze ivi citate; cfr. anche MEYER BLASER, Rechtsprechung des Bundesgerichts
zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è da ritenere dimostrato, secondo il grado
della verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle
assicurazioni sociali (DTF 138 V 218 consid. 6 pag. 221 con riferimenti), che RI
1 è in grado di svolgere un’attività lavorativa adeguata (ovvero rispettosa dei
limiti indicati dal medico __________, dr. med. __________) a tempo pieno e con
un rendimento completo, compatibile con le limitazioni derivanti dal danno alla
salute infortunistico. 

Da ultimo, il TCA non ignora che il ricorrente al momento della decisione su
opposizione avversata era già da quale mese 60enne. In proposito, è utile
segnalare che, in materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni
(diversa è la situazione in materia di assicurazione per l’invalidità), qualora
l’età costituisca la causa essenziale che impedisce all’insorgente di mettere a
frutto la sua restante capacità lavorativa in attività medicalmente adeguate,
l’art. 28 cpv. 4 OAINF (cfr. consid. 2.4) dispone che per la valutazione del
grado d’invalidità sono determinanti i redditi che potrebbe conseguire un
assicurato di mezza età (l’età media si situa intorno ai 42 o tra i 40 e i 45
anni – cfr. DTF 122 V 418 consid. 1b, 426 consid. 2), portatore dei medesimi
postumi infortunistici. In virtù della norma in questione, si deve fare
astrazione dal fattore età non soltanto per la fissazione del reddito da
invalido, ma anche per stabilire il reddito da valido (DTF 114 V 310 consid. 2;
consid. 7b/aa non pubblicato della sentenza DTF 122 V 426; cfr., per un caso
riguardante un assicurato, al momento della decisione su opposizione impugnata,
da poco 57enne, STCA 35.2018.114 del 18 marzo 2019, consid. 2.3.3; per un caso
riguardante un assicurato, al momento della decisione su opposizione impugnata,
da poco 64enne, STCA 35.2018.52 del 12 novembre 2018, consid. 2.3.3; cfr. per
un caso riguardante un assicurato, al momento della decisione su opposizione
impugnata, era quasi 57enne, STCA 35.2020.72 dell’8 marzo 2021, consid. 2.4.4; per
un caso riguardante un assicurato, al momento della decisione su opposizione
impugnata, da qualche mese 66enne, STCA 35.2021.9 del 20 settembre 2021,
consid. 2.3.3).                             

 

                               2.5.   Si tratta ora di valutare le
conseguenze economiche del danno alla salute infortunistico.

 

                                         Preliminarmente va
ricordato che, secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi fa stato
il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222;
cfr., pure, STF del 26 giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3
febbraio 2003 nella causa R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18
ottobre 2002 nella causa L. consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr.
11 e del 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STF
del 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).

                                      

Nel caso di specie sono quindi determinanti, come correttamente ritenuto
dall’amministrazione, i dati del 2021, essendo stato ritenuto lo stato
di salute stabilizzato a partire dal 1° aprile 2021 (cfr. consid. 2.3.3).

 

                               2.6.   Per quanto concerne il reddito
da valido, secondo l’assicuratore infortuni resistente, nella decisione
avversata, senza il danno alla salute infortunistico, RI 1, nel 2021, avrebbe
realizzato un guadagno annuo lordo di fr. 72'186.-, determinato in base alla
TA1 2018, settore costruzioni ramo 41-43, attività semplici e ripetitive,
livello 1, uomini, aggiornato al 2021, visto che l’assicurato è stato
licenziato per il 30 novembre 2019 per calo di lavoro (doc. 171, pag. 2 e doc.
187, pag. 4). 

Per costante giurisprudenza federale, se la persona assicurata era disoccupata
al momento in cui le è occorso l’infortunio oppure se nel periodo sino
all’inizio della rendita essa avrebbe perso il posto di lavoro anche senza
l’infortunio, il reddito da valido deve essere desunto dai dati della
rilevazione svizzera della struttura dei salari (RSS) (cfr., tra le tante, la
STF 8C_314/2019 del 10 settembre 2019 consid. 6.1 e riferimenti ivi citati; la
STF 8C_728/2016 del 21 dicembre 2016 consid. 3.1 in fine e riferimento ivi
citato e la STF 9C_501/2013 del 28 novembre 2013, consid. 4.2 in fine e 4.3.2 e
riferimenti ivi citati; in questo senso, si veda pure L. Grisanti, Nuove regole
per la valutazione dell’invalidità, in RtiD II-2006, p. 316; cfr., tra le
tante, la STCA 32.2019.24 del 28 gennaio 2020, consid. 2.6.1). Questa
giurisprudenza è stata confermata anche nella STF 8C_260/2020 del 2 luglio 2020
pubblicata in SVR 12/2020 IV n.71.

 

                                         In caso di assicurati che
hanno perso il lavoro per motivi estranei all’invalidità va preso in
considerazione il salario statistico conseguibile nell'ultima professione
esercitata, rispettivamente conseguibile in funzione dei titoli di studio ed in
base all'esperienza professionale concreta e non il salario statistico
conseguibile in un'attività semplice e ripetitiva (cfr. STCA 32.2013.61 del 22
novembre 2013; STCA 32.2013.216 del 22 settembre 2014, STCA 32.2017.175 del 30
maggio 2018, STCA 35.2018.123 del 27 marzo 2019; STCA 35.2019.25 del 5
settembre 2019, consid. 2.6; STCA 35.2019.57 del 14 ottobre 2019, consid. 2.6).

                                         Il TF ha stabilito che
vanno utilizzati i dati statistici più recenti disponibili al momento del
rilascio della decisione (cfr. DTF 143 V 295 consid. 4.1.7; STCA 35.2019.39 del
21 ottobre 2019, consid. 2.8; STCA 32.2019.144 del 25 maggio 2020, consid.
2.12.1; STCA 32.2019.162 del 9 giugno 2020, consid. 2.9.1). Questa
giurisprudenza è stata confermata anche nella STF 8C_132/2020 del 18 giugno 2020
pubblicata in SVR 12/2020 IV n.70.

 

                                         Dalle tavole processuali
emerge che il contratto di lavoro è stato sciolto per il 30 novembre 2019 per
motivi congiunturali (doc. 35, 153 e 165).

 

                                         Conformemente alla citata
giurisprudenza, l’amministrazione ha pertanto stabilito correttamente il
reddito da valido dell’assicurato in base alla TA1 2018, settore costruzioni
ramo 41-43, attività semplici e ripetitive, livello di qualifica 1,
aggiornandolo al 2021.

 

                                         L’importo di fr. 72'186.-,
così determinato e non contestato dal ricorrente, può senz’altro essere fatto
proprio da questa Corte.

                                      

                                         Il "reddito da
valido" per il 2021 ammonta, quindi, a fr. 72'186.-.

                                      

                               2.7.   Per quanto concerne il reddito
da invalido, secondo l’assicuratore infortuni resistente, nella decisione
avversata, con il danno alla salute infortunistico, RI 1, nel 2021, avrebbe
realizzato un guadagno annuo lordo di fr. 70'166.00.

Il salario “da invalido” è stato quantificato “tramite i dati pubblicati
dall'Ufficio federale di statistica, attraverso la propria pubblica-zione
“Rilevazione svizzera della struttura dei salari 2018”, aggiornata nominalmente
al 2021, indica che un uomo adibito ad attività semplici percepisce un salario
annuo medio di CHF 70'166.00 (TA1_tirage_skill_level_, livello 1, uomini,
totale, 41.7 h/sett.; rivalutazione nominale per il 2019: + 0.9%/per il 2020
come pure per il 2021: + 1.3%). Una deduzione sociale (DTF 126 V 75)
considerate le relativamente blande limitazioni, non è giustificata.” (doc.
171, pag. 2 e doc. 187, pag. 4).

L’importo di fr. 70'166.00 - desunto dalla TA1 2018, attività semplici e
ripetitive, livello di qualifica 1, uomini, riportato sulle 41.7 ore e
aggiornato al 2021 (e non contestato dal ricorrente) - può senz’altro essere
fatto proprio da questa Corte.  

Su tale cifra la CO 1 non ha operato alcuna riduzione sociale nella decisione
avversata (doc. 171, pag. 2 e doc. 187, pag. 4).

Tenuto conto del riserbo di cui deve dare prova il giudice delle assicurazioni
sociali nel sostituire il proprio apprezzamento a quello dell’amministrazione
(cfr. DTF 137 V 71, 132 V 393 consid. 3.3), questa Corte ritiene che, non
operando alcuna deduzione sociale, l’CO 1 non abbia abusato del proprio potere
di apprezzamento. Del resto, anche questo aspetto non è contestato dal
ricorrente. 

                                         Il "reddito da
invalido" ammonta, quindi, per il 2021 a fr. 70’166.

                               2.8.   Confrontando ora il reddito
da invalido di fr. 70'166.00 con il relativo reddito da valido di fr. 72'186,
si ottiene per il 2021 un grado d’invalidità del 3% ([72'186 - 70'166.00] x 100
: 72'186 = 2.79% arrotondato al 3% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF
130 V 121).

 

                                         Da ultimo, giova qui
ricordare che, per costante giurisprudenza, l’assicurazione per l’invalidità
non è vincolata alla valutazione dell’invalidità dell’assicurazione contro gli
infortuni e viceversa (cfr. STF 9C_529/2010 del 24 gennaio 2011; sentenza U
148/06 del 28 agosto 2007, consid. 6, pubblicata in DTF 133 V 549, consid. 6;
STF 9C_594/2016 del 18 novembre 2016, consid. 2.4; SVR 2016 UV Nr. 26 c. 2.2;
STF 9C_243/2017 del 2 giugno 2017, consid. 4.1; STF 9C_170/2017 dell'8 agosto
2017 consid. 4.4; STF 9C_422/2017 del 18 maggio 2018 consid. 2.2; STCA
32.2015.160 del 5 ottobre 2016, consid. 2.6, STCA 32.2016.90 del 10 aprile
2017, consid. 2.2 e STCA 35.2017.35 del 30 agosto 2017, consid. 2.3; STCA
32.2017.60 del 19 febbraio 2018, consid. 2.4; STCA 32.2017.91 del 14 agosto 2018,
consid. 2.4; STCA 32.2018.106 del 13 dicembre 2018, consid. 2.3; STCA
35.2018.76 del 4 marzo 2019, consid. 2.1; STCA 32.2018.158 del 30 luglio 2019,
consid. 2.6; STCA 32.2019.63 del 27 aprile 2010, consid. 2.9; STCA 35.2021.9
del 20 settembre 2021, consid. 2.8).

A proposito della deduzione sociale operata dall’UAI per attività leggere (cfr.
consid. 1.4), il TCA osserva che la più recente giurisprudenza federale ha
stabilito che il livello di qualifica 1 dei dati RSS comprende già tutta una
serie di attività leggere, che tengono conto di molte limitazioni. In altre
parole, possono essere considerate sotto il cappello delle limitazioni
funzionali solo circostanze che in un mercato equilibrato del lavoro devono
essere considerate come eccezionali. Negli altri casi non viene applicata
nessuna deduzione a questo titolo neppure se la capacità lavorativa è totale in
attività adeguate e non si pone dunque il problema di un’indebita doppia
deduzione (sentenze 8C_495/2019 dell'11 dicembre 2019 consid. 4.2.2 con riferimento
e 8C_82/2019 del 19 settembre 2019 consid. 6.3.2; 8C_730/2019 del 10 giugno
2020 consid. 4.4.4; 8C_765/2019 del 10 giugno 2020 consid. 5.4.4; 8C_9/2020 del
10 giugno 2020 consid. 4.4.4; in questo senso, si veda pure Ares Bernasconi,
“8C_9/2020 du 10 juin 2020 - Abattement sur le revenu d’invalide selon l’ATF
126 V 75”, in SZS/RSAS 1/2021 n. 49; STCA 35.2021.44 del 16 agosto 2021,
consid. 2.9.1).

A ragione dunque l'CO 1 non ha riconosciuto il diritto ad una rendita LAINF,
non raggiungendo il grado d’invalidità la soglia pensionabile del 10%. La
decisione dell'CO 1 che nega il diritto a una rendita d’invalidità va, di
conseguenza, confermata.

 

                               2.9.   Diritto a un'indennità
per menomazione all’integrità?

 

                            2.9.1.   Secondo l'art. 24 cpv. 1
LAINF, l'assicurato ha diritto a un'equa indennità se, in seguito
all'infortunio, accusa una menomazione importante e durevole all'integrità
fisica o mentale.

                                         Tale indennità è assegnata
in forma di prestazione in capitale.

                                         Essa non deve superare
l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca dell'infortunio ed
è scalata secondo la gravità delle menomazioni.

                                         Il Consiglio federale
emana disposizioni particolareggiate sul calcolo dell'indennità (art. 25 cpv. 1
e 2 LAINF).

 

                            2.9.2.   L'art. 36 cpv. 1 OAINF definisce
i presupposti per la concessione dell'indennità giusta l'art. 24 LAINF: una
menomazione dell'integrità è considerata durevole se verosimilmente sussisterà
tutta la vita almeno con identica gravità e importante se l'integrità fisica o
mentale è alterata in modo evidente o grave.

                                         In questa valutazione
dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche dalle
circostanze personali dell'assicurato: secondo la giurisprudenza, infatti, la
gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di accertamenti medici
senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto morale secondo il diritto
privato, le eventuali particolarità dell'assicurato (cfr. RAMI 2000 U 362, p.
42-43; DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 U 31, p. 438).

                                         La parte della riparazione
del torto morale contemplata dagli

                                         artt. 24ss. LAINF è,
dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del danno (segnatamente il
pretium doloris e il pregiudizio estetico) ne sono esclusi (cfr.
GHÈLEW/RAMELET/RITTER, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents, Losanna
1992, p. 121).

 

                            2.9.3.   Giusta l'art. 36 cpv. 2 OAINF,
l'indennità è calcolata in base alle direttive contenute nell'Allegato 3
dell'OAINF. 

                                         Una tabella elenca una
serie di lesioni indicando per ciascuna il tasso normale di indennizzo,
corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo del guadagno
assicurato. 

 

                                         Questa tabella -
riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco esaustivo (cfr.
RAMI 2000 U 362, p. 43; DTF 124 V 32; DTF 113 V 219 consid. 2a; RAMI 1988 U 48

                                         p. 235 consid. 2a e
sentenze ivi citate). Deve essere intesa come una norma valida "nel caso
normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).

                                         Le menomazioni
extra-tabellari sono indennizzate secondo i tassi previsti tabellarmente per
menomazioni di analoga gravità (cifra 1 cpv. 2 dell'allegato).

                                         La perdita totale dell'uso
di un organo è equiparata alla perdita dell'organo stesso. In caso di perdita
parziale l'indennità sarà corrispondentemente ridotta; tuttavia nessuna
indennità verrà versata se la menomazione dell'integrità risulta inferiore al
5% (cifra 2 dell'allegato).

                                         Se più menomazioni
all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni sono
concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo (art.
36 cpv. 3 1a frase OAINF).

                                         Si prende in
considerazione in modo adeguato un peggioramento prevedibile della menomazione
dell'integrità. È possibile effettuare revisioni solo in casi eccezionali,
ovvero se il peggioramento è importante e non era prevedibile (art. 36 cpv. 4
OAINF).

                                         Peggioramenti non
prevedibili non possono, naturalmente, essere anticipatamente considerati.

                                         Nel caso in cui un
pregiudizio alla salute si sviluppi nel quadro della prognosi originaria, la
revisione dell'indennità per menomazione è, di principio, esclusa. Per contro,
l'indennità dev'essere di nuovo valutata, quando il danno è peggiorato in una
misura maggiore rispetto a quanto pronosticato (cfr. RAMI 1991 U 132, p. 308ss.
consid. 4b e dottrina ivi menzionata).

 

                            2.9.4.   L’CO 1 ha allestito una serie
di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che integrano quella
dell'ordinanza.

                                         Semplici direttive di
natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non vincolano il
giudice (cfr. STF I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF 125 V 377 consid. 1c; STF
del 7 dicembre 1988 nella causa P.; RAMI 1989 U 71, p. 221ss.).

                                         Tuttavia, nella misura in
cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire la parità di
trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con l'annesso 3
all'OAINF (RAMI 1987 U 21, p. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF 116 V 157,
consid. 3a).

 

                            2.9.5.   Nella concreta evenienza, dopo
aver sentito il parere del 20 gennaio 2021 del dr. med. __________, specialista
FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato locomotore, (redatto,
giova qui rilevare, dopo avere visitato personalmente l'assicurato ed averne
eseguito l'esame obiettivo), giusta il quale “Secondo la tabella 1.2 una
spalla mobile fino all'orizzontale è valutata 15%, avendo una flessione di 85°
e un'abduzione di 70° riteniamo congruo assegnare un valore maggiore, ossia del
16%: tale valore include anche il deficit di forza associato alla spalla
sinistra rispetto la controlaterale”, l’CO 1 ha riconosciuto
all’assicurato, con la decisione del 16 aprile 2021 (doc. 171) - confermata con
la decisione su opposizione del 21 maggio 2021 qui avversata (doc. 510), un’IMI
del 16%.

 

Il patrocinatore del ricorrente ha chiesto una rivalutazione del grado
dell’indennità per menomazione all’integrità fisica, consi-derato che i dolori
cronici lamentati dal suo assistito influiscono notevolmente sui movimenti
della spalla (cfr. doc. I).

Chiamato ora a pronunciarsi, il TCA osserva che non ha motivo di scostarsi da
quanto deciso dall'CO 1. In effetti, a fronte di una questione squisitamente
medica, tenuto conto che, secondo la giurisprudenza federale, l'indennità per
menomazione dell'integrità si valuta sulla base di constatazioni mediche, ciò
che significa che l'ammontare dell'IMI non dipende dalle circostanze
particolari del caso concreto, bensì da un apprezzamento medico-teorico della
menomazione fisica o psichica, a prescindere da fattori soggettivi (DTF 115 V
147 consid. 1, 113 V 121 consid. 4b e riferimenti ivi menzionati; RAMI 2000 U
362, p. 43; cfr., pure, STCA 35.2001.71 del 12 dicembre 2001, confermata dal TF
con pronunzia U 14/02 del 28 giugno 2002; cfr., altresì, FREI, Die
Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die Unfallversicherung,
Tesi Friborgo 1998, p. 40s.), questo Tribunale ritiene di poter validamente
fondare il proprio giudizio sulla valutazione enunciata dal dr. med. __________,
specialista che vanta un’ampia esperienza in materia di medicina assicurativa e
infortunistica.

 

                                         Tanto più che la
valutazione dello specialista dell'CO 1 non è stata smentita da certificati
medico-specialistici neppure in sede ricorsuale, ma solo attraverso il parere
della rappresentante legale dell'assicurato che non trova fondamento in alcun
rapporto medico, tantomeno specialistico, e non può quindi essere condivisa dal
TCA. A questo riguardo si rileva che gli svariati certificati medici agli atti
(in particolare, quelli del dr. med. __________), non si esprimono in merito
alla valutazione dell’IMI operata dal medico __________.

A questo proposito occorre evidenziare che il principio inquisitorio che regge
la procedura davanti al Tribunale delle assicurazioni non è incondizionato, ma
trova il suo correlato nell'obbligo delle parti di collaborare, quest'obbligo
non può tradursi in una mera contestazione della presa di posizione di
controparte senza addurre degli elementi oggettivi - segnatamente di natura
medica - a sostegno delle proprie argomentazioni (cfr. sul tema STCA 32.2017.70
del 9 novembre 2017, consid. 2.7 e rinvii ivi citati; STCA 32.2017.83 del 22
febbraio 2018, consid. 2.6; STCA 35.2018.114 del 18 marzo 2019, consid. 2.8.5 e
rinvii ivi citati; STCA 35.2020.72 dell’8 marzo 2021, consid. 2.5; STCA 35.2021.44
del 16 agosto 2021, consid. 2.10.5). 

 

                                         Stante quanto precede, in
sunto, il TCA non ha quindi motivo di scostarsi dalle convincenti e dettagliate
considerazioni espresse dal medico __________ nell’apprezzamento medico del 20
gennaio 2021 (doc. 152).

 

                                         In conclusione, la decisione
su opposizione impugnata merita tutela anche nella misura in cui all’insorgente
è stata riconosciuta un'IMI del 16%, in presenza di una menomazione importante
dell’integrità fisica alla spalla sinistra.

     

                             2.10.   Da ultimo, va qui ricordato
che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o
il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla
convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata
predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare
il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata
delle prove; cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure STF 9C_632/2012
del 10 gennaio 2013; STF 9C_231/2012 del 24 agosto 2012). Un tale modo di
procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv.2
Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

 

                                         Il TCA rinuncia quindi
all'assunzione di ulteriori prove (in parti-colare, ad una perizia che accerti
la natura dei dolori cronici di cui è affetto l’assicurato e la loro incidenza
sulla sua capacità di guadagno rispettivamente a “sottoporre la valutazione
del medico __________ al dott. __________ medesimo, affinché si esprima sulle
considerazioni mediche espresse”, come richiesto dal patrocinatore
dell’insorgente in sede di gravame, cfr. doc. I, rispettivamente il 24 agosto 2021,
cfr. doc. XIII), ritenendo la situazione sufficientemente chiarita.

 

                                         L'incarto della CO 1 è
stato versato agli atti con la risposta di causa.  

 

                             2.11.   Sulla scorta delle
considerazioni che precedono il gravame deve dunque essere respinto e la decisione
su opposizione avversata confermata.

 

                             2.12.   L’art. 61 lett. a LPGA, in
vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere
semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa
di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte
che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

                                         In data 1° gennaio 2021 è
entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA prevede ora
unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.

                                         Dalla medesima data è
entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie
relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge
interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può
imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o
sconsiderato. 

                                         Secondo l’art. 82a LPGA
(Disposizione transitoria, cfr. RU 2021 358), ai ricorsi pendenti dinanzi al
tribunale di primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del
21 giugno 2019 si applica il diritto anteriore.

 

                                         In concreto, il ricorso è
del 21 giugno 2021 per cui si applica la nuova disposizione legale. Trattandosi
di una controversia relativa a prestazioni LAINF, il legislatore non ha
previsto di prelevare le spese.

 

                                         Sul tema cfr. anche STF
8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (cfr. STCA 35.2021.9 del 20 settembre 2021,
consid. 2.12).

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti