# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b5ceae7f-c247-56a3-9e78-14601c71ba97
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.04.2010 D-2199/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2199-2010_2010-04-12.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2199/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 2  a p r i l e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del Giudice Gérald Bovier;
Cancelliere Federico Pestoni;

A._______, alias
B._______,
Russia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 23 marzo 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2199/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera;

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità o di  viaggio, con la comminatoria che,  in caso di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 25 gennaio 2010 e del 17 febbraio 2010;

la  decisione  dell'UFM del  23 marzo 2010,  notificata  all'interessato  il 
25 marzo 2010 (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del  1° aprile 2010 (cfr. timbro del  plico raccomandato, data 
d'entrata 6 aprile 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (TAF) in 
data 7 aprile 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del -
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità 
inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i  requisiti  relativi  ai  termini  di  ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi),  alla  
forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino russo, nato a C._______, ove 
avrebbe  vissuto  dal  2004  fino  al  giorno  dell'espatrio,  e  che  in 
precedenza avrebbe vissuto nel villaggio di  D._______, nei pressi di 
C._______(cfr. verbale d'audizione del 25 gennaio 2010, pagg. 1 e 2); 
che egli avrebbe lasciato la Russia nel (...) (cfr. verbale d'audizione del 
25 gennaio 2010, pag. 2), per poi dichiarare in occasioni successive di 
averlo fatto nell'(...) rispettivamente tra il (...) (cfr. verbale d'audizione 
del  17 febbraio 2010,  pagg.  3  e  8);  che  il  motivo  della  sua  fuga 
consisterebbe nel  timore di  essere ucciso dai  parenti  di  un cittadino 
ceceno  deceduto  in  un  incidente  stradale  che  ha  coinvolto  pure  il  
ricorrente (cfr. verbale d'audizione del 17 febbraio 2010, pag. 11); che 
in  sede di  processo,  il  qui  ricorrente  è  stato  prosciolto  da qualsiasi 
responsabilità;  che,  tuttavia,  in  seguito  alla  predetta  disgraziata 
circostanza, il  fratello della vittima avrebbe preteso dal richiedente il 
versamento mensile di denaro, ed in seguito anche la cessione della 
sua  attività,  minacciandolo  di  morte  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
17 febbraio 2010, pag. 5); che avendo rifiutato le richieste del fratello 
della vittima, l'interessato è stato condotto in un bosco dove sarebbe 
stato picchiato e nuovamente minacciato (cfr. verbale d'audizione del 
17 febbraio 2010, pag. 6); che, vista l'inoperosità della polizia locale, 
una volta dimesso dall'ospedale, il ricorrente avrebbe venduto la sua 
attività  e  sarebbe  partito  per  E._______,  dove  sarebbe  rimasto, 
secondo le differenti versioni, per 3-4 mesi (cfr. verbale d'audizione del 
25 gennaio 2010, pag. 6) o addirittura un anno (cfr. verbale d'audizione 
del  17 febbraio 2010,  pag.  8);  che  temendo  di  essere  ricercato  dai 
familiari, ceceni, della vittima avrebbe deciso di espatriare partendo in 
treno da C._______ fino a F._______ (Bielorussia), da dove avrebbe 
proseguito  in  auto  fino  a  G._______  (Bielorussia)  dapprima  e 

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H._______ (Polonia) poi; che dopo essersi fermato per qualche tempo 
nella  capitale  polacca,  avrebbe  proseguito  il  viaggio  in  auto  fino  a 
I._______ (Italia) e da lì, in treno, fino a L._______da dove a piedi è  
giunto  M._______  (cfr.  verbale  d'audizione  del  25 gennaio 2010, 
pagg. 7 e 8);

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà;

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente  non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  al l'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al -
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Russia siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità, riconfermato quanto già affermato nei 
verbali di audizione, e meglio di non aver mai né posseduto né avuto 
bisogno  di  documenti  di  identità  per  l'estero,  e  di  aver  smarrito 
durante il  viaggio di  espatrio  il  passaporto interno ribadendo inoltre, 
riguardo ai motivi addotti, che essi sarebbero sufficienti a giustificare e 
scusare  la  mancata  consegna  di  documenti  di  identificazione 
personale;

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua  domanda  d'asilo;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda  di 
assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle 
spese di giustizia e del relativo anticipo;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

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che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono necess-
ari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza 
di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari  formalità  amministrative; che,  per  contro,  non sono documenti 
validi  giusta l'art. 32  cpv. 2 lett. a LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi,  
come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di na -
scita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi 
(cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre due mesi dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che,  per  di  più,  egli  si  è  semplicemente limitato  a  dichiarare di  non 
aver mai posseduto un passaporto per l'estero, allegando poi di non 
avere  mai  necessitato  di  possedere  un  tale  documento  poiché  non 
avrebbe  mai  avuto  l'intenzione  di  lasciare  il  suo  Paese (cfr. verbale 
d'audizione del 17 febbraio 2010, pag. 3); che egli ha affermato di ave-
re un passaporto interno, il quale sarebbe però stato perso nel viaggio 
di espatrio; che in sede di ricorso l'insorgente ha dichiarato di aver sol -
levato, in occasione delle audizioni, dei motivi plausibili a giustificazio-
ne della mancata produzione di documenti d'identità (cfr. ricorso, pag. 
2);

che inoltre, egli, ha dichiarato di non aver intrapreso nulla per ottenere 
un  nuovo  documento  poiché  teme  che  i  ceceni  lo  rintraccino  (cfr. 
verbale  d'audizione  del  17  febbraio 2010,  pag.  2);  che  alla  luce  di 
quanto  emerge  dai  verbali  di  audizione  del  25 gennaio 2010 
rispettivamente  17 febbraio 2010,  le  motivazioni  postulate  dal 
ricorrente al riguardo sono prive di qualsiasi fondamento;

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che, oltre a ciò, interrogato sul suo viaggio, il ricorrente non è riuscito 
a corroborare della benché minima verosimiglianza il proprio racconto, 
cadendo già  in  diverse contraddizioni  circa  il  momento  dell'espatrio; 
che infatti egli ha affermato di aver lasciato la Russia nel (...) (cfr. ver-
bale d'audizione del 25 gennaio 2010, pag. 2), per poi dichiarare in oc-
casioni successive di averlo fatto (...) rispettivamente tra il (...) (cfr. ver -
bale d'audizione del 17 febbraio 2010, pagg. 3 e 8); che persino il luo-
go di  partenza risulta  essere poco chiaro, posto che il  ricorrente ha 
raccontato  di  essere  partito  in  treno  da  C._______  alla  volta  di 
F._______ (cfr. verbale d'audizione del 25 gennaio 2010, pag. 7), salvo 
poi affermare di aver vissuto un anno a E._______ prima dell'espatrio 
e di essere partito da lì alla volta della Bielorussia (cfr. verbale d'audi-
zione del 17 febbraio 2010, pagg. 7 e 8); che si rilevano altre macro-
scopiche  incongruenze  relative  alla  permanenza  del  ricorrente  nei 
paesi  di  passaggio, in  particolare la  Bielorussia dove egli  ha inizial -
mente dichiarato di essersi fermato soltanto 8-9 giorni, rispettivamente 
di esservi solo transitato (cfr. verbale d'audizione del 25 gennaio 2010, 
pagg. 2 e 7) per poi riferire di avervi soggiornato per alcuni mesi (cfr. 
verbale  d'audizione del  17 febbraio 2010,  pag. 8);  che  oltretutto,  pur 
avendo viaggiato in auto da F._______ (Bielorussia) a I._______ (Ita-
lia), il ricorrente non è stato in grado di specificare null'altro o fornire  
dettagli che possano donare credibilità al proprio racconto, non sapen-
do nemmeno indicare i paesi che ha attraversato, che appare quindi 
vago ed impreciso; che, a prescindere dalle allegazioni palesemente 
inverosimili di cui sopra, vale sottolineare che varcare il confine Schen-
gen senza subire alcun controllo,  come il  ricorrente ha dichiarato di 
aver fatto, costituisce al  momento attuale,  un'impresa pressoché im-
possibile;

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra -
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

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che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità  
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5);

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempie manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò può risul-
tare  sia dalla  manifesta  inconsistenza sia  dalla  manifesta  irrilevanza 
dei motivi d'asilo addotti (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Russia per il timore di essere ucciso dai parenti ceceni della vitti-
ma dell'incidente  stradale  nel  quale  era  stato  coinvolto  nel  febbraio 
2008;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, in particolare, l'insorgente ha dichiarato di essere stato coinvolto 
in un incidente della circolazione, avvenuto nel (...), nel quale ha perso 
la  vita  un  cittadino  ceceno;  che  ha  seguito  di  quell'episodio,  pur 
essendo  stato  assolto  giudizialmente  da  qualsiasi  responsabilità,  i 
parenti della vittima, ed in particolar modo il fratello, hanno preteso da 
lui il versamento periodico di somme di denaro come pure la cessione 
della  sua  piccola  attività  commerciale;  che  per  il  fatto  di  essersi  
rifiutato di adempiere a tutte le richieste suesposte, egli sarebbe stato 
picchiato  e  minacciato  di  morte;  che  la  denuncia  dell'accaduto  alle 
forze dell'ordine non avrebbe avuto avuto alcun seguito e pertanto il  

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ricorrente ha deciso di  vendere la propria attività e lasciare il  paese 
per il timore di essere ucciso dai ceceni che lo stavano cercando (cfr. 
verbale d'audizione del 25 gennaio 2010, pagg. 5,6 e 7); che malgrado 
la  successione  di  eventi  di  intensità  emotiva  certamente  rilevante 
come  quelli  narrati  dal  ricorrente,  e  meglio  l'incidente  stradale,  il 
decesso  dell'altra  persona  coinvolta  nonché  il  successivo  processo, 
egli non si ricorda il nome, ma neppure il cognome, della vittima e di 
suo fratello, affermando in un primo tempo che la persona deceduta si 
chiamava N._______, mentre il fratello O._______ (cfr. verbale d'audi-
zione del 25 gennaio 2010, pagg. 5 e 6), salvo poi cambiare versione 
in sede di audizione federale e dichiarare che la vittima si chiamava 
P._______ mentre suo fratello Q._______ (cfr. verbale d'audizione del 
17 febbraio 2010, pag. 4); che l'interessato ha dichiarato inizialmente 
di  essersi  rivolto,  due  mesi  e  mezzo dopo l'incidente,  alla  polizia  di  
R._______ al fine di denunciare le continue richieste di soldi da parte  
del fratello della vittima (cfr. verbale d'audizione del 25 gennaio 2010, 
pag.  6),  ma  nel  corso  della  seconda  audizione  ha  dato  tutt'altra 
versione  dicendo  che  la  polizia  si  era  presentata  direttamente  in 
ospedale, nel giugno 2008, dopo che era stato picchiato, e che oltre a 
quell'episodio  non  si  è  mai  rivolto  alla  polizia  perché  tanto  sarebbe 
stato inutile (cfr. verbale d'audizione del 17 febbraio 2010, pagg. 7 e 9); 
che infine, il ricorrente ha affermato di essere andato a E._______ per 
fuggire dai ceceni che lo stavano cercano, ma nella prima audizione 
soltanto  per  3-4  mesi  dopodiché  sarebbe  tornato  a  C._______  (cfr. 
verbale  d'audizione  del  25 gennaio 2010,  pag.  6),  mentre  nella 
seconda verbalizzazione per  un anno e da lì  sarebbe poi  espatriato 
verso la Bielorussia (cfr. verbale d'audizione del 17 febbraio 2010, pag. 
8);

che,  di  conseguenza,  i  motivi  d'asilo  evocati  sono  stati  esaminati  e 
rettamente ritenuti come inverosimili dall'autorità inferiore, giusta l'art.  
32 cpv. 3 lett. b LAsi; che, tanto meno, a mente di questo Tribunale, le  
allegazioni  prodotte  sarebbero  state  di  un'intensità  tale  da  essere 
considerate decisive in materia d'asilo né che si evincono elementi da 
cui dedurre che al ricorrente gli sarebbe stata preclusa un'appropriata 
protezione contro le persecuzioni statali (cfr. GICRA 2006 no 18);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi  dell'art.  32  cpv. 3  lett.  c  LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  di  
ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di 
rifugiato dell'insorgente medesimo;

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che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista 
dell'ammissibilità  (cfr. Sentenza  del  TAF E-423/2009  dell'8  dicembre 
2009, consid. 8, destinata alla pubblicazione);

che, quo alla liceità, dalle carte processuali non emergono elementi da 
cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in 
Russia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della  Costituzione federale  della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o possa esporre l'insorgente in patria al rischio rea -
le ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per 
la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra-
danti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

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che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 44 cpv. 2 LAsi  e  art. 83 cpv. 3 
LStr);

che la situazione vigente in Russia non è, notoriamente, caratterizzata 
da guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insie-
me della  popolazione nell'integralità  del  territorio  nazionale; che,  sia 
come sia, nel frattempo le autorità nigeriane hanno ripreso il controllo  
nella regione teatro dei citati disordini; che dunque, tali allegazioni non 
giustificano  la  concessione  dello  statuto  di  rifugiato,  né  tanto  meno 
dell'ammissione provvisoria;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, ha 
senz'altro una buon livello di  istruzione avendo frequentato le scuole 
per 11 anni, ed ha esperienza quale commerciante di frutta e verdura 
nonché piccolo imprenditore posto che egli era proprietario di tre punti  
vendita  a  C._______  (cfr.  verbale  d'audizione  del  25 gennaio 2010, 
pagg. 2 e 3); che inoltre, stando a quanto riferito, avrebbe vissuto fino 
al  2004  nel  villaggio  di  D._______,  nei  pressi  di  C._______,  e 
successivamente  si  è  trasferito  nel  centro della  citata  città,  dove ha 
condotto pure  la  propria  attività  di  commerciante; che si  può partire 
quindi  dal  presupposto  che  abbia  una  rete  sociale  in  loco;  che 
l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di 
salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria  (cfr.  
sulla problematica Giurisprudenza ed informazioni della Commissione 
svizzera di  ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24),  senza che 
da  un  esame  d'ufficio  degli  atti   emerga  la  necessità  di  una 
permanenza in Svizzera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

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che, per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese pro-
cessuali è divenuta senza oggetto;

che essendo le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità  d'esito 
favorevole,  la  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  di-
spensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è  respinta  (art.  65 
cpv. 1 PA);

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia di  diritto  pubblico dinanzi  al  Tribunale federale (art. 83 litt. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva;

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  dell'esenzione  dal 
pagamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  data  di 
spedizione della presente sentenza. 

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento);
- UFM, Divisione soggiorno (allegati: incarto N (...)  e copia del ricorso 

del 1° aprile 2010, per corriere interno; in copia)
- S._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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