# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4f190825-999c-505a-9765-ce9c07de1607
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-04-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 12.04.2001 INC.2000.66402
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-66402_2001-04-12.html

## Full Text

N. 664.2000.2 M                                                        Lugano,
12 aprile 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per
statuire sull’istanza 2 aprile 2001 inoltrata dal

Procuratore Pubblico avv.
__________

e volta ad
ottenere la proroga di sei mesi, ovvero sino al 22 ottobre 2001 compreso, della
carcerazione preventiva cui è astretto

____________,        

(difesa di fiducia dall’avv. __________)

nel
procedimento penale a suo carico per titolo di truffa, usura, riciclaggio di
denaro e conseguimento fraudolento di falsa attestazione;

assegnato
all’accusata, con ordinanza 3 aprile 2001, un termine per presentare eventuali
osservazioni all’istanza di proroga, e preso atto che, con allegato 10 aprile
2001 del suo difensore, l’accusata ha dichiarato di opporsi alla proroga
richiesta;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP __________;

 

ritenuto 

in fatto:

A.

____________ è stata tratta in arresto in data 23 ottobre
2000, in quanto sospettata di essere coinvolta in una truffa di rilevanti
dimensioni ai danni di una anziana coppia germanica residente in Ticino,
commessa in correità con ____________, a sua volta tratto in arresto in data 18
ottobre 2000 (v. rapporto d’arresto 24 ottobre 2000, inc. Giar 664.2000.1 doc.
2). Questo giudice ha confermato l’arresto il giorno successivo, con
contestuale intimazione della promozione d’accusa (doc. 5 e 1 nel citato inc. Giar).

 

B.

Sin dal primo verbale ____________ ha affermato con veemenza
la propria innocenza, segnatamente dicendosi convinta che il coaccusato
____________ fosse effettivamente un medico dei Servizi segreti germanici, in
grado di curare il marito ____________ a suo dire sofferente per un asperginoma,
e che le ingenti somme di denaro ottenute dai coniugi ____________ fossero effettivamente
servite prima per le cure al marito, poi per ricerche sul morbo di Alzheimer
che ____________ voleva portare avanti (v. verbale di conferma dell’arresto,
inc. Giar 664.2000.1 doc. 5 p. 3; v. pure verbale di polizia 24 ottobre 2000,
ore 08.57, passim, all’inc. Giar citato doc. 4).

In prosieguo d’inchiesta, le dichiarazioni di ____________ non
hanno cambiato orientamento: ella continua a descrivere le sofisticate cure
prestate dal “professor ____________” a sua madre ed al signor ____________ (v.
ad es. il verbale MP di ____________ del 31 ottobre 2000, ore 15.00 [inc. MP
doc. A.3] p. 4-6), le ricerche a tutto campo di ____________ finanziate dai
coniugi ____________ nonché il ruolo avuto da ____________ nella costituzione
della società ITB (v. verbale MP 12 gennaio 2001 ore 11.15 [inc. MP doc. A.10]
p. 2, 3-5); le insistenze di lei su ____________ affinché rientrasse al più
presto con i prestiti ricevuti dai coniugi ____________, e si attivasse
finalmente per dissipare la diffidenza che gli stessi coniugi ____________
nutrivano nei confronti di lui (v. verbale MP 10 gennaio 2001 [inc. MP doc.
A.9] ore 16.10, p. 1-2). E ancora a fine febbraio 2001, confrontata con le
esorbitanti spese dei coniugi ____________ per le cure prestate da
____________, risponde che ”io credevo ciecamente nelle capacità di
____________ e era mia intenzione fare tutto quello che si poteva per mantenere
in vita ____________ [...]” (verbale MP 19 febbraio 2001 [inc. MP doc.
A.14] p. 6).

 

C. 

In considerazione dell’approssimarsi della scadenza del
periodo di legge della carcerazione preventiva degli accusati (art. 102 cpv. 2
CPP), il Procuratore Pubblico ha redatto la qui discussa istanza 2 aprile 2001
(inc. Giar 664.2000.2 doc. 1, in parallelo con quella per il coaccusato ____________,
di cui in separata decisione) intesa ad ottenere la proroga della carcerazione
preventiva (art. 103 cpv. 2 CPP).

A suffragio
della propria richiesta di proroga il magistrato inquirente, dopo un’oltremodo
dettagliata esposizione di come si sia arrivati all’apertura dell’inchiesta (v.
istanza, inc. Giar 643.2000.4 doc. 1 p. 1-2), e rammentato come sia discorso di
una truffa che ha permesso agli accusati di appropriarsi di un importo di 24
milioni di DM sull’arco di pochi mesi, ottenuti a pagamento di fantomatiche
prestazioni mediche e quali fondi per “il sostegno di un’altrettanto
fantomatica attività di ricerca nell’ambito biotecnologico” (loc. cit., p.
3), spiega che l’esame della documentazione bancaria sequestrata è quasi
completato ad opera del Nucleo Finanziario, la cui analisi dovrà essere
prospettata agli accusati. Si è ancora in attesa dell’evasione della rogatoria
in Germania, e vi sarebbero poi alcuni testimoni ancora da sentire (in parte
richiesti dall’accusata ____________). A rendere ulteriormente complesso
l’incarto, il magistrato inquirente sottolinea l’atteggiamento di ostracismo
degli accusati (loc. cit., p. 4). A carico di entrambi gli accusati, poi,
sussisterebbe serio pericolo di fuga e di inquinamento delle prove (quo ai
testi ancora da sentire ed al recupero del maltolto, lungi dall’essere
completato, loc. cit., p. 4). Da ultimo, la proroga richiesta è ritenuta
rispettosa del principio di proporzionalità (loc. cit., p. 5).

 

D.

L’accusata ____________, con osservazioni 10 aprile 2001 (inc.
Giar 664.2000.2 doc. 3), dichiara di opporsi alla proroga richiesta. Contesta
di aver lasciato la Svizzera, il 18/19 ottobre 2000, a causa dell’arresto di
____________, e comunque il suo spontaneo ritorno in data 24 ottobre 2000
dimostra che non sussiste alcun pericolo di fuga, data pure la sua cittadinanza
svizzera (loc. cit., pto. 1 p. 1). La sua rimessa in libertà provvisoria non
influirebbe in alcun modo sull’acquisizione agli atti delle risultanze della
rogatoria in Germania (loc. cit., pto. 3 p. 2), né si vede nei confronti di
quali testi possa sussistere pericolo di collusione (loc. cit., pto. 4 p. 2).
Conclude postulando una celere conclusione dell’inchiesta, “non potendo
certo essere delle divergenze (comunque frequenti) tra i due prevenuti
principali a condizionarne i tempi” (loc. cit., pto. 5 p. 2).

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95 CPP, dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo
cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto,
perdurare e - segnatamente come nel caso in discussione - proroga del carcere
preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione ed un certo
pericolo di recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare
la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione
della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993
del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep. 132 [1999] n.
116), e ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag.
44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.). Ed anche
questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua
cognizione all'arbitrio (Rep. 1980 pag. 128).

 

2.

Si deve allora constatare che sufficienti presupposti di
legge, come anche esplicitati dalla dottrina e dalla giurisprudenza, sono
presenti nella situazione personale e processuale di ____________ a legittimare
e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà oltre
il termine legale disposto dall’art. 102 cpv. 2 CPP.

Pur senza contestare apertamente l’esistenza di seri e
concreti indizi di colpabilità a suo carico, ____________ mantiene tuttora
l’originaria versione dei fatti, per la quale ____________ sarebbe un eminente
medico che, dopo aver salvato la madre di lei, si sarebbe adoperato per curare
il signor ____________. E per la questione ITB, dice essere stata sempre
convinta che si trattasse di società di proprietà dei coniugi ____________,
istituita da e su idea di ____________, sulla quale né lei né ____________
avevano un qualsiasi diritto (v. verbale MP 12 gennaio 2001, ore 11.15 [inc. MP
doc. A.10] p. 2).

In quale
misura la sua versione dei fatti sia credibile, è questione di natura
sostanziale e dunque di competenza della Corte di merito. Questo giudice,
nell’ambito delle proprie competenze limitate alla valutazione della
legittimità della carcerazione preventiva, è unicamente autorizzato ad un esame
sommario di verosimiglianza del grado di responsabilità dell’accusato istante
(v., come qui, anche la decisione 19 aprile 2000 in re C.F., inc. GIAR
124.2000.2 consid. 2b p. 4), e deve anzi far prova di un certo riserbo proprio
per non indebitamente anticipare il giudizio di merito. Comunque, almeno nell’ottica
di mera verosimiglianza, non ci si può esimere, in questa sede, dal considerare
la versione dell’accusata molto poco credibile, già solo per il fatto che lei –
persona di attestata intelligenza superiore alla media (v. istanza, cit., p. 3,
con rinvio alla perizia psichiatrica appena rassegnata), e asseritamente con
studi se non in medicina tradizionale, almeno in campo paramedico – si sarebbe
fatta abbindolare per almeno un anno da un elettricista grande invalido, che si
sarebbe preteso medico attivo per i Servizi segreti, e addirittura in procinto
di essere insignito con il Premio Nobel. Nemmeno al barone di Münchhausen
sarebbe riuscito tanto (e questo giudice ebbe ad esprimersi esattamente in
questi termini quando sentì l’accusata per la conferma dell’arresto).

 

3.

Le esigenze istruttorie esposte dal magistrato inquirente in
sede d’istanza (cit., p. 3) sono ovvie ed incontestate: completazione
dell’esame della documentazione bancaria sequestrata agli accusati, prospettazione
ai medesimi, confronti fra loro e/o testi; acquisizione delle risultanze della
rogatoria in Germania; ricostruzione del flusso di denaro e completazione (se
possibile) dell’opera di recupero del maltolto.  E si tratta di esigenze
istruttorie imprescindibili, posto che l’accusa dovrà ricostruire i fatti ed
individuare con la maggior precisione possibile le responsabilità di ogni
singolo accusato – impresa invero ardua, a giudicare dalle (per il momento)
apparentemente insanabili divergenze riscontrabili nelle loro dichiarazioni (v.,
fra i tanti, ad es. il verbale MP di ____________ del 19 febbraio 2001, ore
14.30 [inc. MP doc. A.14], p. 6, ed il verbale MP di ____________ del 23
febbraio 2001, ore 14.40 [inc. MP doc. A.15] p. 3).

Sono inoltre, quelli menzionati, tutti passi d’inchiesta che
esigono senz’altro il mantenimento in carcere dell’accusata ____________,
troppo evidente essendo il pericolo che, altrimenti, ella possa inquinare le
prove, segnatamente movimentando fondi non ancora rinvenuti, oppure prendendo
indebiti contatti con terzi coinvolti ma non ancora sentiti, sì da concordare
con loro una versione unitaria da ammannire agli inquirenti. Ne ha certamente i
mezzi intellettuali, l’inclinazione di carattere ed un manifesto interesse –
quello di scaricare ogni colpa sulle spalle del coaccusato ____________.

 

4.

Il pericolo
di fuga, per giustificare la carcerazione preventiva, deve essere concreto e
rivestire il carattere di una certa probabilità: in altri termini si ammette
siffatto pericolo quando l’accusato, fosse posto in libertà, si sottrarrebbe
con una certa verosimiglianza al perseguimento penale e all’esecuzione della
pena. La gravità della presumibile pena, di per sé, non basta a motivare la
carcerazione preventiva; piuttosto, l’insieme delle circostanze, quali il carattere
dell’interessato, la sua morale, i suoi legami familiari, l’assenza di un
domicilio fisso, la sua professione, la sua situazione finanziaria e le sue
risorse economiche, deve essere valutato e vanno accertati motivi concreti che
rendano la fuga non solo possibile, ma probabile (così verbatim DTF 19
gennaio 1999 in re G.S., consid. 5a p. 7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69 consid.
4 e ad altra sentenza di imminente pubblicazione).

Nel caso di specie sussiste indubbio pericolo di fuga
sufficientemente concreto da giustificare la proroga richiesta. La pubblica
accusa rileva giustamente che il legame fra l’accusata ____________ ed il
Cantone Ticino si è notevolmente indebolito a seguito della cessazione di ogni
attività lavorativa e del sequestro della sua abitazione di ____________ (v.
istanza, cit., p. 4). A ciò nulla cambia che l’accusata abbia di recente
acquisito anche la cittadinanza svizzera: non risulta avere abbandonato quella
germanica, Paese in cui vive la madre. Si possono poi aggiungere i numerosi legami
che vanta di avere con gli Stati Uniti d’America (ibid.), ed anche la rilevante
probabilità di una sua condanna a lunga pena detentiva da espiare – a valere
quale elemento di giudizio che potrebbe farla propendere per una agiata
latitanza piuttosto che per una partecipazione al processo –.

Ma ciò che
più conta, nell’ottica del postulato esame dell’insieme di tutte le
circostanze, è l’arditismo (per non dire impudenza) di cui ____________ fa
prova quando afferma di aver lasciato precipitosamente il Ticino, lo scorso 18
ottobre 2000, dopo aver sentito al telefono l’agitazione di sua madre, mentre è
viceversa lapalissiana la fuga dopo aver saputo dell’arresto di ____________
(v. verbale MP 4 dicembre 2000, ore 17.15 [inc. MP doc. A.6] p. 4, dove si
legge l’affermazione qui riportata, ma anche dei preventivi avvertimenti da
parte di ____________). E ciò non può non far pensare che il rientro di
____________ in Ticino qualche giorno dopo sia avvenuto non per nostalgia o per
deliberata decisione di affrontare il confronto con le accuse, bensì
semplicemente perché quella era per lei – dopo attenta e ponderata valutazione
– la soluzione più favorevole; detto in altri termini, se l’accusata ha
effettivamente orchestrato la (o perlomeno preso parte attiva alla) truffa in
danno dei signori ____________, allora la sua subitanea partenza per la
Germania si spiega unicamente (ma anche sufficientemente) con la necessità di
cancellare tracce ed occultare eventuali rimanenze del provento di reato
(finora, con almeno parziale successo) da godersi una volta riacquistata la
libertà, ed il successivo rientro in Svizzera si spiega con la consapevolezza,
maturata nel frattempo, che non avrebbe potuto evitare un procedimento penale
neppure restando in Germania (come dimostravano i passi colà intrapresi nei
confronti della moglie del coaccusato ____________). Sulla base di quanto
appena esposto è legittimo temere che l’accusata abbia già bene in mente come
trarsi d’impiccio non appena rimessa in libertà.

 

5.

L’inchiesta,
di per sé complessa non da ultimo per gli aspetti contabili, e comunque resa
ulteriormente difficile dall’atteggiamento “a scaricabarile” degli accusati,
sembra nondimeno procedere a ritmo sufficientemente celere, in consonanza con i
dettami di legge. Il carcere preventivo sofferto e prospettabile – seppur, in
termini assoluti, di durata senz’altro rilevante – appare allora ancora
rispettoso del principio di proporzionalità, con riferimento sia alla
presumibile (lunga) pena detentiva cui entrambi gli accusati vanno incontro,
sia alla presumibile durata dell’evasione delle necessità istruttorie ancora
incombenti.

Resta ovviamente impregiudicato l’obbligo del magistrato
inquirente di procedere alla completazione dell’istruttoria formale ed
all’emanazione dell’atto d’accusa con la massima celerità possibile (artt. 102
e 176 cpv. 3 CPP). A ragione lo ricorda anche la difesa (v. osservazioni, cit.,
pto. 5 p. 2), quand’anche assai sorprendente sia la giustificazione che essa dà
per la sua affermazione: “non potendo certo essere delle divergenze
(comunque frequenti) tra i due prevenuti principali a condizionarne i tempi”
(ibid.).

Per scrupolo di completezza si vuole infine aggiungere che il
parallelismo tratto dalla difesa con il mancato arresto di ____________ (ibid.)
è privo di ogni e qualsiasi pertinenza, ritenuto – ma non sarebbe neppure il
caso di ricordarlo – come tale misura dipenda esclusivamente da circostanze
assolutamente personali resistenti a qualsiasi astratto confronto.

 

6.

In
conclusione, l’istanza di proroga appare giustificata in considerazione delle
incombenze ancora da evadere, nonché di sufficientemente concreto pericolo di
fuga e di inquinamento delle prove. Seppur oggettivamente di durata rilevante,
essa appare pure adeguata nella durata, e deve dunque essere accolta, con la
presente decisione esente da tassa e spese di giudizio (art. 39 lit. f TG e
contrario) e suscettibile di impugnazione entro 10 (dieci) giorni alla
Camera dei ricorsi penali del Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a
CPP).

*   *   *

 

Per i quali
motivi,

richiamate le
norme menzionate e visti gli artt. 103, 280 ss. e 284 CPP

d e c i d e :

1.   L’istanza 2 aprile
2001 di proroga del carcere preventivo cui è astretto ____________ è accolta.

§     Di
conseguenza, la detenzione preventiva cui è astretta l’accusata viene prorogata
sino al prossimo 22 ottobre 2001 compreso.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è data facoltà di ricorso alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

-          
avv. __________, per sé e per l’accusata;

-          
Procuratore Pubblico avv. __________, con copia delle
osservazioni dell’accusata e con l’inc. MP __________ di ritorno;

-          
Direzione del Penitenziario cantonale La Stampa, Cadro.

giudice __________