# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d957df3b-8f41-583c-bb73-664da2fa3168
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2011-07-18
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 18.07.2011 BV.2010.59
**Docket/Reference:** BV.2010.59
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BV-2010-59_2011-07-18

## Full Text

Sequestro (art. 46 DPA).;;Sequestro (art. 46 DPA).;;Sequestro (art. 46 DPA).;;Sequestro (art. 46 DPA).

Sentenza del 18 luglio 2011 
I Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Tito Ponti, Presidente, 
Giorgio Bomio e Joséphine Contu,  
Cancelliera Susy Pedrinis Quadri  

   
Parti   

A. SA,  
rappresentata dall’avv. Fulvio Pezzati,  

Reclamante 
 

   
  contro 
   

AMMINISTRAZIONE FEDERALE DELLE 
CONTRIBUZIONI,  

Controparte 
 

   
Oggetto  Sequestro (art. 46 DPA) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: BV.2010.59 

 

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La I Corte dei reclami penali, considerato che: 

- dal 20 agosto 2010 l’Amministrazione federale delle contribuzioni (in segui-
to: AFC), Divisione affari penali e inchieste (in seguito: DAPI), conduce 
un’inchiesta fiscale speciale giusta gli art. 190 e segg. LIFD nei confronti di 
B., sospettato di aver commesso gravi reati fiscali, come pure nei confronti 
delle società C. SA, a Z. e D. SA, a Z., di cui B. è azionista di riferimento 
(v.act. 3.1); 

 
- nell’ambito di detta inchiesta, il 1° settembre 2010 la DAPI ha emesso una 

decisione di sequestro relativa, tra altri, agli immobili di proprietà della re-
clamante, ossia le PPP n. 1, 2, 3, 4 e 5, nonché la part. n. 6 di Y. 
(v. act. 1.3); 

 
- la decisione di sequestro è stata notificata a B. il 9 settembre 2010, a quel 

momento iscritto a Registro di commercio quale amministratore unico della 
reclamante (v. act. 3.4); 

 
- il 20 settembre 2010 la A. SA, in Z. è insorta contro la menzionata decisio-

ne dinanzi alla I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, po-
stulando l’annullamento del sequestro (blocco del registro fondiario) 
(v. act. 1). Una copia di detto reclamo è stata inviata all’AFC il 24 settembre 
2010 (act. 3.3); 

 
- nelle sue osservazioni del 30 settembre 2010 il Direttore dell’AFC ha chie-

sto di dichiarare irricevibile il reclamo in quanto tardivo e di porre le spese a 
carico della A. SA (v. act. 3). Inoltre, il Direttore dell’AFC ha esposto i motivi 
per cui, a suo parere, il reclamo sarebbe infondato anche nel merito; 

 
- la procedura è stata sospesa dal 5 ottobre 2010 al 31 maggio 2011 

(v. act. 4, act. 5, act. 6, act. 7, act. 10, act. 11, act. 12, act. 13, act. 14, 
act. 15); 

 
- l’iscrizione di B. quale amministratore unico della A. SA è stata cancellata a 

registro di commercio il 23/29 novembre 2010 (v. act. 19.4); 
 
- con replica del 20 giugno 2011 la reclamante ha contestato la non tempe-

stività dell’impugnativa, sostenendo che lei stessa e la sua amministratrice 
unica avrebbero saputo del sequestro degli immobili solo il 20 settembre 
2010; a tale proposito ha pure sostenuto che non vi sarebbe la prova della 
consegna della decisione qui impugnata a B. Inoltre, lo scritto del 9 settem-
bre 2010 (act. 3.4) indicherebbe segnatamente che la decisione di seque-
stro riguarda gli immobili detenuti da B. direttamente o tramite terze perso-

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ne, come pure i suoi crediti verso la reclamante: tuttavia, a quella data B. 
non era più proprietario delle azioni della A. SA. Nel merito, la reclamante 
ha ribadito l’adeguatezza del prezzo pagato per l’acquisto delle sue azioni 
e precisato che, in caso di confisca, la nuova azionista subirebbe conse-
guenze gravissime ai sensi dell’art. 70 cpv. 2 CP (v. act. 19); 

 
- giusta l’art. 933 cpv. 2 CO, le iscrizioni a registro di commercio fanno stato 

nei confronti di terzi a meno che si provi che il terzo avesse conoscenza 
della loro inesattezza: si tratta dell’effetto di pubblicità negativo delle iscri-
zioni nel registro di commercio (v. MARTIN K. ECKER, Obligationenrecht II, 
Basler Kommentar, 3a edizione, Basilea, 2008, n. 8 ad art. 933 CO). Nella 
fattispecie, non sussiste alcun elemento che possa lasciar credere che la 
DAPI fosse a conoscenza della compravendita delle azioni della reclaman-
te avvenuta il 12 agosto 2010, né vi è motivo di credere che a B., a cui il 
9 settembre 2010 è stata consegnata “brevi manu” la comunicazione di 
medesima data, non siano stati consegnati anche i relativi allegati, tra cui la 
decisione di sequestro del 1° settembre 2010 (v. act. 3.4 e act. 1.3). Si de-
ve pertanto concludere che il 9 settembre 2010 la reclamante, in applica-
zione dei principi di cui all’art. 933 CO, tramite il proprio amministratore uni-
co B., ha avuto conoscenza della decisione di sequestro oggetto della pre-
sente procedura; 

 
- giusta l’art. 28 cpv. 3 DPA, il reclamo dev’essere presentato per scritto en-

tro tre giorni da quello in cui il reclamante ha avuto conoscenza 
dell’operazione o ha ricevuto notificazione della decisione; 

 
- il termine inizia a decorrere il giorno seguente a quello della conoscenza o 

della notificazione, ritenuto che i giorni di sabato, domenica ed i giorni festi-
vi riconosciuti influenzano solo la scadenza e non l’inizio della decorrenza 
di un termine (v. KATHRIN AMSTUTZ/PETER ARNOLD, Bundesgerichtsgesetz, 
Basler Kommentar, Basilea 2008, n. 17 ad art. 44 LTF; JEAN-MAURICE FRÉ-
SARD, Commentare de la LTF, Berna 2009, n. 8 ad art. 44 LTF); 

 
- nel caso concreto, il termine per impugnare la decisione di sequestro data-

ta 1° settembre 2010 veniva a scadenza lunedì 13 settembre 2010, motivo 
per cui il reclamo datato 20 settembre 2010 è tardivo; 

 
- anche a prescindere dalla tardività dell’impugnativa, le argomentazioni sol-

levate nella medesima andrebbero respinte: in effetti, non è contestato che 
nel 2008 B. abbia acquistato le azioni della reclamante e che ne fosse 
l’unico proprietario almeno fino all’agosto 2010 (v. act. 1.12); per contro le 
incertezze in merito sia al pagamento delle medesime in occasione della 
compravendita con E. che all’adeguatezza della controprestazione pattuita 
non hanno − ancora − potuto essere accertate, nonostante mesi di discus-

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sioni tra le parti (v. act. 4, act. 6, act. 10, act. 12, act. 17). In simili circo-
stanze, ritenuta pure la disponibilità dell’AFC ad autorizzare, a determinate 
condizioni, l’eventuale compravendita degli immobili sequestrati così da 
non ostacolare in alcun modo l’attività della A. SA (ed in proposito non è 
dato a sapere quali sarebbero le “conseguenze gravissime” che potrebbe 
subire E.), il mantenimento del sequestro sarebbe comunque giustificato e 
conforme al principio di proporzionalità; 

 
- le spese procedurali vanno di conseguenza poste a carico della reclamante 

(art. 25 cpv. 4 DPA, art. 73 LOAP e art. 66 LTF per analogia; v. la sentenza 
del Tribunale penale federale BV.2010.78 del 28 gennaio 2011, consid. 3); 

 
- la tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 5 e 8 cpv. 1 del Regolamento 

del 31 agosto 2010 del Tribunale penale federale sulle spese, gli emolu-
menti, le ripetibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF; 
RS 173.713.162) ed è fissata nella fattispecie a fr. 500.--; essa è posta in 
deduzione dall’anticipo delle spese di fr. 1'500.-- già prelevato, di modo che 
la cassa del Tribunale penale federale rimborserà alla reclamante la som-
ma di fr. 1'000.--; 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Decide: 
 
1. Il reclamo è irricevibile. 
 
2. La tassa di giustizia di fr. 500.-- è posta a carico della reclamante ed è dedot-

ta dall’anticipo spese di fr. 1'500.-- già prelevato. 
La cassa del Tribunale penale federale ritornerà alla reclamante fr. 1'000.--.  

 
 
Bellinzona, il 27 luglio 2011 
 
In nome della I Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: La Cancelliera: 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Fulvio Pezzati  
- Amministrazione federale delle contribuzioni 

 
 
 
 
 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Le decisioni della I Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 30 
giorni dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (artt. 79 e 100 cpv. 1 della legge federale del 
17 giugno 2005 sul Tribunale federale; LTF). La procedura è retta dagli art. 90 ss LTF. 

Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice 
dell’istruzione lo ordini (art. 103 LTF).