# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3b11de7f-7056-58d7-bea3-04e1ab1cb9f0
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2015-01-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.01.2015 A-6642/2013
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-6642-2013_2015-01-27.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte I 

A-6642/2013 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  2 7  g e n n a i o  2 0 1 5  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), Marianne Ryter, Maurizio Greppi,  

cancelliere Manuel Borla. 

 

 
 

Parti 

 
A._______, 

…, 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ispettorato federale degli impianti a corrente forte ESTI, 

Luppmenstrasse 1, 8320 Fehraltorf,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Mancante rapporto di sicurezza per gli impianti elettrici a 

bassa tensione. 

 

 

A-6642/2013 

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Fatti: 

A.  

Con scritto del 21 dicembre 2012 le B._______ (in seguito B._______ o 

gestore di rete) hanno informato l'Ispettorato federale degli impianti a 

corrente forte (ESTI) che, malgrado un invito (23 marzo 2010) e due 

richiami (6 ottobre 2010 e 19 aprile 2012), non è stato presentato alcun 

rapporto di sicurezza per gli impianti a bassa tensione (qui di seguito RaSi) 

concernente gli impianti dell'immobile "C._______", sito in D._______ 1, … 

. 

B.  

Con scritto raccomandato del 19 marzo 2013 l'ESTI ha invitato E._______ 

e A._______ a voler presentare al gestore di rete il RaSi inerente lo stabile 

"C._______", sito in F._______, ..., concedendo un ulteriore ed ultimo 

termine, scadente il 19 giugno 2013, con comminatoria che in caso di 

inosservanza, l'ESTI avrebbe emanato una decisione soggetta a tassa.  

C.  

Con email del 21 maggio 2013 gli interessati hanno segnalato all'ESTI di 

non aver ricevuto alcuna richiesta da parte dell'B._______, nonché di mai  

aver avuto un inquilino "C._______" in F._______ a ....  

Con email del 23 maggio seguente l'ESTI ha invitato nuovamente i signori 

A._______ e B._______ a presentare il rapporto in oggetto entro il 19 

giugno 2013.  

Medesimo invito, questa volta con scritto raccomandato, è stato trasmesso 

il 26 giugno 2013 con termine il 16 agosto 2013; l'ESTI, in questa 

occasione, ha corretto l'indicazione precedente in stabile "C.______", 

D._______ 1, …, ed rilevato che, in caso di  

inosservanza, avrebbe emanato una decisione soggetta a tassa per 

almeno 600 franchi.  

E. 

Con comunicazione del 29 ottobre 2013 il gestore di rete ha informato 

l'ESTI che E._______ e A._______ non avevano provveduto alla 

produzione del rapporto richiesto.  

Conseguentemente, con decisione del medesimo giorno, l'autorità federale 

ha intimato ai proprietari menzionati di inoltrare, entro il 3 gennaio 2014, il 

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RaSi concernente l'immobile "C._______", sito in D._______ 1, …, 

comminando inoltre una tassa di 600 franchi per l'emanazione della 

decisione. 

F. 

Con ricorso del 26 novembre 2013 A._______ (in seguito: ricorrente) ha 

adito il Tribunale amministrativo federale (in seguito TAF o il Tribunale) 

chiedendo l'annullamento della decisione dell'ESTI (di seguito: autorità 

inferiore o autorità di prima istanza). Espone in breve di mai aver ricevuto 

alcun richiamo da parte del gestore di rete e sottolinea come l'autorità adita 

abbia sbagliato nelle indicazioni concernente la designazione dell'immobile 

per il quale veniva richiesto il RASI.  

G. 

Il 6 gennaio 2014 l'Elettricità G._______ SA ha effettuato il relativo controllo 

periodico presso l'immobile sito in D._______ 1, …, trasmettendo agli 

interessati il rapporto di sicurezza per impianto elettrico. 

H 

Con presa di posizione dell'11 febbraio 2014 l'autorità di prima istanza ha 

chiesto a questo Tribunale di confermare la decisione del 26 giugno 2013 

respingendo il ricorso. 

I. 

Il Tribunale, con scritto del 19 marzo 2014, ha dato la possibilità a 

A._______ di inoltrare le proprie osservazioni finali entro il 9 aprile 

seguente. Il ricorrente ha lasciato trascorrere infruttuoso il termine. 

L. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei 

considerandi, qualora risultino giuridicamente determinanti per l'esito della 

vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Secondo l'art. 23 della legge federale del 24 giugno 1902 concernente gli 

impianti elettrici a corrente forte e a corrente debole (legge sugli impianti 

elettrici [LIE, RS 734.0]), il Tribunale amministrativo federale giudica i 

ricorsi contro le decisioni emanate dalle istanze di controllo designate 

all'art. 21 LIE. 

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L'autorità inferiore (ESTI), sottoposto alla sorveglianza del Dipartimento 

federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni 

(DATEC), è l'autorità di controllo designata dal Consiglio federale ai sensi 

della cifra 2 di tale disposizione (cfr. Art. 1 dell'ordinanza del 7 dicembre 

1992 sull'Ispettorato federale degli impianti a corrente forte [O-IFICF, RS 

734.24]). La sua decisione del 29 ottobre 2013 soddisfa le condizioni poste 

dall'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 

amministrativa (PA, RS 172.021) e non rientra nel campo d'esclusione 

dell'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo 

federale (LTAF, RS 173.32). Pertanto, lo scrivente Tribunale è competente 

per dirimere il presente litigio. 

Depositato in tempo utile dal destinatario della decisione impugnata 

(art. 22 segg., 48 e 50 PA), il ricorso adempie alle esigenze di forma e di 

contenuto previste all'art. 52 PA. Occorre pertanto entrare nel merito. 

2.  

Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invocati 

la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incompleto di 

fatti giuridicamente rilevanti nonché l'inadeguatezza (art. 49 PA). Lo 

scrivente Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), 

né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (PIERRE MOOR/ETIENNE POLTIER, Droit 

administratif, vol. II, 3a ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5). I principi della massima 

inquisitoria e dell'applicazione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati. 

L'autorità competente procede infatti spontaneamente a constatazioni 

complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate 

o dagli atti risultino indizi in tal senso (DTF 122 V 157, consid. 1a; DTF 121 

V 204, consid. 6c; ANDRÉ MOSER/MICHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, 

Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, Basilea 2013, n. 3.198). 

3.  

Nella fattispecie, il ricorrente ha chiesto di annullare la "sanzione di multa" 

comminata con la decisione dell'ESTI del 29 ottobre 2013. 

Nella misura in cui, però, il predetto RaSI è stato prodotto dal ricorrente in 

data 6 gennaio 2014 (e quindi dopo il termine fissato dall'ESTI; cfr. consid. 

di fatto G), la questione a sapere se detto rapporto deve essere consegnato 

non è più litigiosa. Resta invece da esaminare se, al momento dell'atto 

impugnato, la decisione era fondata e quindi se a giusto titolo l'autorità di 

prima istanza ha addossato spese procedurali al ricorrente. 

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4.  

Secondo l'art. 20 cpv. 1 LIE, la vigilanza sugl’impianti elettrici e la cura di 

verificare se sono in buono stato, appartiene ai loro possessori 

(proprietario, conduttore, ecc.). Il proprietario o il rappresentante da esso 

designato deve presentare un rapporto di sicurezza (art. 5 cpv. 1 

dell'ordinanza del 7 novembre 2001 concernente gli impianti elettrici a 

bassa tensione [OIBT, RS 734.27]). Gli organi di controllo indipendenti e i 

servizi d’ispezione accreditati effettuano controlli tecnici di impianti elettrici 

su mandato dei proprietari e allestiscono i relativi rapporti di sicurezza (art. 

32 cpv. 1 OIBT). I gestori di rete invitano per scritto, almeno sei mesi prima 

della scadenza di un periodo di controllo (ogni 1, 5, 10 o 20 anni a seconda 

del tipo di impianto; cfr. allegato all'OIBT), i proprietari degli impianti 

alimentati dalle loro reti a presentare un rapporto di sicurezza prima della 

fine del periodo di controllo (art. 36 cpv. 1 OIBT). Questo termine può 

essere prorogato di un anno al massimo dopo la scadenza del periodo di 

controllo stabilito. Se, dopo due diffide, il rapporto di sicurezza non è stato 

presentato entro il termine stabilito, il gestore della rete affida all’ESTI 

l’esecuzione dei controlli periodici (art. 36 cpv. 3 OIBT). In proposito la 

giurisprudenza ha rilevato che il presupposto per un rinvio della pratica 

all'ESTI è l'invio, senza riscontro, di tre lettere – la richiesta più due solleciti 

– da parte del gestore di rete (cfr. Sentenza del Tribunale amministrativo 

federale A-2470/2010 del 20 luglio 2010 consid. 5.2). 

Sulla base delle disposizioni sopra menzionate, la responsabilità di 

assicurare che gli impianti elettrici soddisfino costantemente i requisiti 

legali spetta al proprietario dell'immobile. Per ogni periodo di controllo, 

l'utente deve quindi fornirne la prova mediante la presentazione del 

rapporto di controllo periodico. Se non lo fa o non rispetta i termini 

comminatigli, ne subirà le conseguenze (cfr. Sentenze del Tribunale 

amministrativo federale A-6178/2009 del 22 febbraio 2010 consid. 3.2, 

A-7151/2008 del 10 febbraio 2009 consid. 3.2 e A-6150/2009 del 21 

gennaio 2010 consid. 6.3). 

Secondo l'art. 36 cpv. 1 OIBT, "i gestori di rete invitano per scritto, almeno 

sei mesi prima della scadenza di un periodo di controllo, i proprietari degli 

impianti alimentati dalle loro reti a presentare un rapporto di sicurezza 

conformemente all'articolo 37 prima della fine del periodo di controllo". E 

secondo il capoverso della del medesimo art. 36 OIBT, "questo termine può 

essere prorogato di un anno al massimo dopo la scadenza del periodo di 

controllo stabilito. Se, dopo due diffide, il rapporto di sicurezza non è stato 

presentato entro il termine stabilito, il gestore della rete affida all'Ispettorato 

l'esecuzione dei controlli periodici". Secondo la giurisprudenza dello 

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scrivente Tribunale, la richiesta ed i due richiami del gestore di rete sono 

un presupposto formale necessario per l'apertura della procedura dinanzi 

l'ESTI (cfr. Sentenza A-5256/2010, dell'11 febbraio 2011, consid. 5). Essi 

devono forzatamente essere stati ricevuti dal proprietario prima che si 

possa avviare una procedura quale quella qui in oggetto. 

5.  

5.1 Nel proprio gravame il ricorrente sostiene di aver ricevuto unicamente 

la richiesta di presentazione del rapporto di sicurezza da parte dell'ESTI – 

del 19 marzo 2013 – recante un'erronea indicazione dell'immobile, e 

successivamente dopo richiesta di precisazione nel maggio 2013, una 

decisione (tramite scritto raccomandato) del 28 [recte 29] ottobre 2013 in 

cui l'autorità federale fissava al 3 gennaio 2014 un ulteriore termine per la 

presentazione del documento richiesto, come pure venivano addossati 600 

franchi a titolo di tassa per l'emanazione della decisione. 

5.2 L'autorità inferiore ha dichiarato invece che il gestore di rete ha 

sollecitato al ricorrente il rapporto di controllo degli impianti elettrici con 

scritti del 23 marzo 2010, 6 ottobre 2010 e 19 aprile 2012, trasmessi al 

medesimo recapito postale della decisione qui impugnata. L'ESTI ha pure 

evidenziato che, susseguentemente al trasferimento della pratica da parte 

del gestore di rete giusta l'art. 36 OIBT, nuovi solleciti datati 19 marzo (con 

errata indicazione dell'immobile oggetto di controllo) e 26 giugno 2013 (con 

indicazione corretta dell'immobile) sono stati trasmessi a A._______. 

5.3 Nella procedura amministrativa vale il principio inquisitorio secondo cui 

l'autorità accerta i fatti d'ufficio (art. 12 PA); in determinate circostanze le 

parti sono tenute a collaborare (art. 13 PA). Esse, tuttavia, non sono 

gravate da un vero e proprio fardello della prova come in diritto civile 

(MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 3.119 e 3.149). Il Tribunale 

amministrativo federale apprezza liberamente i mezzi di prova offerti (art. 

40 della legge federale del 4 dicembre 1947 di procedura civile [PC, SR 

273] in relazione con l'art. 19 PA). La prova è addotta quando il Tribunale, 

fondandosi sull'apprezzamento delle prove in base a criteri oggettivi, 

giunge al convincimento che i fatti si sono realizzati 

(MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 3.141). Se un fatto asserito non 

viene dimostrato, si pone la questione di chi debba sopportare le 

conseguenze della mancanza di prove. A tal proposito, anche in materia di 

diritto pubblico vale il principio generale – ai sensi dell'art. 8 del Codice 

civile svizzero del 10 dicembre 1907 (CC, RS 210) – secondo cui chi vuol 

dedurre un suo diritto da una circostanza di fatto da lui asserita, deve 

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fornirne la prova. Di conseguenza, in linea di principio, il ricorrente sopporta 

l'onere della prova nel caso di provvedimenti a lui favorevoli, mentre 

l'amministrazione lo sopporta nel caso di provvedimenti incriminanti (cfr. 

Sentenza del Tribunale amministrativo A-962/2009 del 23 luglio 2009 

consid. 6.3; CHRISTOPH AUER, in: Kommentar VwVG, 

Auer/Müller/Schindler [Hrsg.], Zurigo 2008, N. 16 ad art. 12; 

MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., N. 3.150; PATRICK L. 

KRAUSKOPF/KATRIN EMMENEGGER, in: Praxiskommentar VwVG, 

Waldmann/Weissenberger [Hrsg.], Zurigo 2009, N. 207 ad art. 12; ULRICH 

HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 

6a ed., Zurigo 2010, N. 1623). Tuttavia, nel caso in cui l'apprezzamento 

delle prove convinca l'autorità che un'allegazione di fatto è stata stabilita o 

rifiutata, la ripartizione dell'onere della prova diviene senza oggetto (cfr. 

DTF 131 III 222 consid. 4.3 e rif. cit.). 

5.4 In casu, dagli atti di causa, non emerge però alcun documento 

probatorio circa le avvenute notifiche dei singoli scritti inviati dal gestore di 

rete al ricorrente e della lettera di trasferimento della pratica del 21 

dicembre 2012 inoltrata dal gestore di rete, nella quale è fatto riferimento 

alla richiesta del rapporto di sicurezza e dei relativi richiami. Inoltre, pur 

tenendo conto di tutte le circostanze, una tale notifica non si evince 

nemmeno da altri indizi. Anche volendo considerare l'atteggiamento poco 

collaborativo del ricorrente (vedi scambio di posta elettronica dello stesso 

ricorrente con l'autorità di prima istanza, del 21 maggio 2013, doc. 6 

dell'incarto di prima istanza, dal quale non si evince la minima buona 

volontà ad orientare l'autorità di prima istanza, caduta precedentemente 

nell'errore di designazione esatta dell'immobile), le sue dichiarazioni sono 

sempre state coerenti circa l'assenza di lettere recapitategli da parte del 

gestore di rete. Anche altri mezzi di prova infine non cambierebbero – pure 

in applicazione del principio inquisitorio dell'art. 12 PA – la sostanza delle 

cose, posto che le lettere citate sono state spedite con posta semplice e 

non per raccomandata. 

Visto quanto precede, il ricorso – nella misura in cui è ricevibile – 

dev'essere ammesso e la decisione impugnata annullata per quanto 

riguarda le spese procedurali (e non una multa) messe a carico del 

ricorrente, unico punto litigioso nella presente causa (cfr. prec. consid. 3.3). 

6. 

In considerazione dell'esito della lite, che vede soccombente l'autorità 

inferiore, non si prelevano spese processuali (art. 63 cpv. 1 e 2 PA). Ad 

avvenuta crescita in giudicato del presente giudizio, l'anticipo spese di 500 

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franchi versato dal ricorrente il 23 dicembre 2013, gli verrà restituito 

integralmente, previa indicazione delle sue coordinate bancarie o postali. 

Non si giustifica tuttavia l'assegnazione di ripetibili al ricorrente (art. 64 cpv. 

1 PA a contrario ; rispettivamente art. 7 cpv. 1 del regolamento del 21 

febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale [TS-TAF; RS 173.320.2]). 

 

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1. 

Per quanto non divenuto privo d'oggetto, il ricorso è ammesso. 

2. 

Non si prelevano spese processuali. Ad avvenuta crescita in giudicato del 

presente giudizio, l'anticipo spese di 500 franchi versato dal ricorrente, gli 

verrà integralmente restituito, previa indicazione delle sue coordinate ban-

carie o postali. 

3. 

Non vengono assegnate ripetibili. 

4. 

Comunicazione: 

– ricorrente (Atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. …; Atto giudiziario) 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Manuel Borla 

 
Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 della 

legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). Gli atti 

scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le conclusioni, 

i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 

impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati 

come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: