# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 98b798c8-71fe-5b71-8a6b-b92f1ebdd6ff
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-02-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.02.2015 35.2014.96
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2014-96_2015-02-25.html

## Full Text

ccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2014.96

   

  mm

  	
  Lugano

  25 febbraio 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 ottobre 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 26 settembre 2014 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1 

  rappr. da: RA 1  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 7 luglio 2013, RI 1,
dipendente della ditta __________ di __________ in qualità di operaio metalcostruttore
e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1, é rimasto
coinvolto in un incidente della circolazione stradale in sella alla propria
motocicletta. 

                                         A causa di questo
sinistro, egli ha riportato, secondo il rapporto di uscita 22 luglio 2013
dell’Ospedale di __________, una frattura composta del condilo femorale
laterale a destra, nonché una vasta ferita lacero-contusa alla faccia
antero-mediale del ginocchio destro (cfr. doc. 16, p. 21).

 

 

                                         L’Istituto assicuratore ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 7 luglio 2014,
l’amministrazione ha dichiarato estinto il proprio obbligo a prestazioni con
effetto immediato, posto che i disturbi interessanti il ginocchio destro, il
rachide lombare e il calcagno destro non si sarebbero più trovati in relazione
di causalità naturale con l’evento infortunistico del mese di luglio 2013 (doc.
102).

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’assicurato personalmente (doc. 107), in data 26 settembre 2014,
l’CO 1 ha confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. 112).

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso
pervenuto al TCA in data 20 ottobre 2014, RI 1 ha chiesto l’annullamento della
decisione su opposizione impugnata, argomentando quanto segue:

 

" (…).

Il giorno 07/07/2013 a causa di un incidente stradale, riportavo
gravi lesioni al ginocchio destro che mi hanno costretto ad un lungo periodo di
degenza riabilitativo oltre al ricovero ospedaliero.

 

Il caso viene riconosciuto dalla CO 1 senza alcuna problematica in
merito, procedendo nell’iter riabilitativo come di norma, fino a quando ad un
anno di distanza esatto, dopo aver riscontrato che comunque le lesioni fossero
ancora importanti e molto probabilmente invalidanti, la CO 1 ha visto bene di
rifiutare il caso, asserendo che le lesioni fossero del tipo degenerativo e non
dovute all’incidente chiudendo così la mia pratica rispedendola al mittente.

 

Mi sento oltraggiato ed offeso per tale decisione, prima di questo
incidente nei week-end percorrevo dai 15 ai 25 km in trekking senza mai accusare nessun disturbo al ginocchio, il tutto verificabile anche perché
almeno 2/3 volte alla settimana mi recavo in palestra a svolgere attività di
tapis roulant, il tutto documentabile.

 

Ad oggi faccio fatica a fare le scale, ed altri movimenti
quotidiani che richiedono l’uso delle ginocchia come semplicemente sedermi,
inginocchiarmi, ecc. Allego inoltre valutazione specialistica in chirurgia ed
esperto in medicina infortunistica Dott. __________.”

                                         (doc. I)

 

                               1.4.   L’assicuratore convenuto, in
risposta, ha chiesto che il ricorso venga respinto con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria 

                                         (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto della lite é la
questione di sapere se l’assicuratore convenuto era legittimato a negare l’eziologia
traumatica alla lesione interessante il menisco del ginocchio destro.

 

                               2.3.   Giusta l'art. 10 LAINF,
l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr.
DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF,
l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (cfr. art. 6 LPGA)
a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il diritto all'indennità
giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si
estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione
di una rendita o con la morte dell'assicurato.

                                         Parimenti, il diritto alle
cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile
miglioramento della salute dell'assicurato (cfr. art. 19 cpv. 1 LAINF): nemmeno
persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del trattamento
se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello stato di
salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).

 

                                         L’Alta Corte ha inoltre
precisato che la questione del “sensibile miglioramento” di cui all’art. 19
cpv. 1 LAINF va valutata in funzione dell’entità del previsto aumento oppure
del ripristino della capacità lavorativa, nella misura in cui quest’ultima è
pregiudicata dalle sequele infortunistiche (DTF 134 V 109 consid. 4.3 e riferimenti).

 

                               2.4.   Presupposto essenziale per
l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è
però l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue
conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo presupposto è da
considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È questione di fatto lo
stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di
causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano
secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo
l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT
II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF
125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio
2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella
causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00;
STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6
aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC
1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b;
DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c,
DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p.
31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono,
di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a
giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53;
DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).

                                         Ne discende che ove
l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non
possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato
dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406
consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore contro gli
infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele
dell'infortunio giocano 

                                         un ruolo causale.
Pertanto, la cessazione delle prestazioni entra in considerazione soltanto in
due casi: 

 

-  quando lo stato
di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima
dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine) 

                                         (cfr. RAMI 1992 U 142, p.
75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von
Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici
svizzeri 71/1990, p. 1093).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia
dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è
liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non
costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute.
Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il
diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio
deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza
preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un
effetto causale non è sufficiente. 

                                         Trattandosi della
soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già
all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e
riferimenti ivi citati). 

 

                               2.5.   Occorre inoltre rilevare che
il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso
di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                         Un evento è da ritenere
causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario
delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare
un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in
linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e
405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid.
4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque, qualora sia
carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare
le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata
(cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure:
Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

                                         La giurisprudenza ha
inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della
responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un
rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi
fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde
anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano
secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5
b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser,
Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS
2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39). 

 

                               2.6.   Nella concreta evenienza, dalle carte processuali si evince che
l’assicuratore resistente ha fondato la decisione di negare l’eziologia
traumatica alla lesione meniscale a destra, essenzialmente sul parere espresso
al riguardo dal proprio medico di circondario (cfr. doc. 112, p. 5s.).

 

                                         In effetti,
in occasione della visita di controllo del 18 giugno 2014, preso atto degli
esiti della risonanza magnetica del ginocchio destro del 5 maggio 2014 (che
aveva evidenziato la presenza di una fessura in parte sul versante superiore e
in parte transmeniscale del corno posteriore e della parte intermedia del
menisco mediale - cfr. doc. 81), la dott.ssa __________, spec. FMH in chirurgia
ortopedica, ha qualificato di natura degenerativa il danno meniscale e,
perciò, lo ha classificato fra le diagnosi non di pertinenza dell’CO 1.
Il medico di circondario ha peraltro proposto l’esecuzione di un intervento
artroscopico con sutura del menisco mediale e verifica della presenza di una
plica sovrapatellare da resecare (cfr. doc. 98, p. 3). 

 

                                         Il medico
fiduciario appena citato si é nuovamente pronunciato sull’eziologia della nota
lesione meniscale, con apprezzamento del 22 settembre 2014, sostenendo quanto
segue:

 

" (…).

Per quanto riguarda il menisco confermo che nel
referto della prima risonanza magnetica del ginocchio destro eseguita
all’Azienda Ospedaliera __________, a distanza di 2 mesi e mezzo dopo
l’infortunio, é descritta una lesione di secondo grado del menisco mediale del
corno posteriore, quindi lesione di pura espressione degenerativa. Nella nuova
risonanza del 05.05.2014 si verifica tale lesione degenerativa orizzontale, più
pronunciata in paragone a quella di 8 mesi prima. Per questo motivo confermo
che non siamo in un nesso probabile tra tale lesione degenerativa in
progressione e l’infortunio del 07.07.2013 e, quindi, non vi é mai stato un
tale nesso.”

                                         (doc. 111,
p. 2)

 

                                         Unitamente alla propria
impugnativa, RI 1 ha prodotto un rapporto, datato 1° ottobre 2014, elaborato
dal dott. __________, spec. FMH in chirurgia e medicina generale, per conto
della Cassa malati __________. 

                                         Il succitato sanitario ha criticato
la valutazione della dott.ssa __________, esprimendo le seguenti
considerazioni:

 

" (…).

Il motivo dell’attuale discussione risiede nella lesione meniscale
mediale del ginocchio destro che CO 1 considera lesione degenerativa senza
circostanziare la motivazione per questa presa di posizione; inoltre il medico
di circondario dell’ente sospetta una eventuale ipertrofia di una plica
sovrapatellare da resecare. 

 

Valutazione.

 

Tenuto conto

 

-   che l’infortunio ha interessato il ginocchio destro

-   che ha
comportato una frattura pluriframmentaria del condilo femorale laterale destro
nonché contusione ossea a questo livello e in minore entità al piatto tibiale
laterale

-   che gi
l’indagine TAC eseguita il giorno dell’infortunio (7.7.2013) dimostrava una
banda ipodensa che separava il muro meniscale mediale dalla capsula con
significato di esito di disinserzione capsulo-meniscale mediale

-   che vi é
stata una ferita lacero contusa in questa sede che ha richiesto in seguito un
intervento di plastica cutanea

-   in assenza
di alterazioni degenerative compartimentali (ossia condropatie o simili) come
documentano le risonanza magnetiche eseguite a due riprese (29.9.2013 e 5.5.2014)

-   della
proposta diagnostica e terapeutica formulata dalla Dr.ssa __________, medico di
circondario CO 1, dove propone un intervento artroscopico a livello del menisco
mediale con “sutura del menisco mediale” e valutazione di eventuale plica sovra
patellare da resecare,

 

si resta senza parole ed esterrefatti nell’apprendere che CO 1
abbia rifiutato questa lesione meniscale ascrivendola a lesione degenerativa in
assenza di altre alterazioni degenerative compartimentali da questo lato ed in
presenza di un trauma più che adeguato anche nel compartimento mediale e non
solo in quello laterale dove vi é stata la frattura del condilo femorale
laterale con edema osseo successivo, oltre alla circostanza rilevata dalla TAC
eseguita il giorno stesso dell’infortunio che dimostrava una banda ipodensa che
separava il muro meniscale mediale dalla capsula con significato di esito di
disinserzione capsulo-meniscale mediale che, peraltro, concorda con la proposta
della Dr.ssa __________ di un intervento artroscopico con sutura del menisco
mediale. Ora, se una separazione, rottura, deiscenza della giunzione
menisco-capsulare viene considerato un fatto degenerativo, resto basito. Non
posso aggiungere altro in presenza di documenti che parlano chiaramente al
riguardo.”

                                         (doc. B, p. 2s. - il
corsivo é del redattore)

 

                               2.7.   Secondo la giurisprudenza, il
giudice delle assicurazioni sociali è tenuto a vagliare oggettivamente tutti i
mezzi di prova, a prescindere dalla loro provenienza, e a decidere se la
documentazione a disposizione permette di rendere un giudizio corretto
sull'oggetto della lite. Qualora i referti medici fossero contradditori fra
loro, non gli è consentito di liquidare il caso senza valutare l'insieme delle
prove e senza indicare le ragioni per le quali si fonda su un parere piuttosto
che su un altro (DTF 125 V 352). Determinante è, del resto, che il rapporto sia
completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga
conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in
piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto
medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. DTF 125 V 352;
RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss,
consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento rilevante per
decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la
sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo
contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la Corte federale ha stabilito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         Per quel che riguarda le perizie
allestite da specialisti esterni all'amministrazione, il TFA ha pure
loro riconosciuto pieno valore probante, fintantoché non vi sono degli indizi
concreti che facciano dubitare della loro attendibilità (cfr. STFA U 168/02 del
10 luglio 2003; DTF 125 V 353, consid. 3b/bb).

 

                                         In
una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il
Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può
fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle
dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno,
nemmeno il più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni
contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della
parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto
dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere
in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione
mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea
di conto, in particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.

 

                               2.8.   Nella concreta evenienza, tutto
ben considerato, questa Corte ritiene che le considerazioni contenute nel rapporto
1° ottobre 2014 del dott. __________ - a proposito del quale l’Istituto
assicuratore ha del resto omesso di prendere posizione (in tale contesto, si
veda l’art. 6 cpv. 1 Lptca, secondo il quale l’autorità amministrativa può,
fino all’invio della sua risposta, riesaminare il provvedimento impugnato) -,
siano atte a creare almeno lievi dubbi circa la fondatezza della valutazione espressa
dal medico di circondario, ragione per la quale quest’ultima non può servire
validamente da base al presente giudizio (cfr. DTF 139 V 225 consid. 5.2). 

 

                               2.9.   In una sentenza di principio
9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V 210, il Tribunale
federale ha preso posizione sulle critiche rivolte alla giurisprudenza federale
relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico
(SAM; art. 72bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla
Costituzione. In quella pronunzia, l’Alta Corte ha pure precisato in quali casi
il Tribunale cantonale deve allestire direttamente una perizia giudiziaria e in
quali altri può rinviare gli atti all'assicuratore per un complemento
istruttorio.

                                         Il TF ha, al riguardo,
sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…).

4.4.1.1 Ist das Gutachten einer
versicherungsinternen oder -externen Stelle nicht schlüssig und kann die offene
Tatfrage nicht anhand anderer Beweismittel geklärt werden, so stellt sich das
Problem, inwieweit die mit der Streitsache befasste Beschwerdeinstanz noch die
Wahl haben soll zwischen einer Rückweisung der Sache an die Verwaltung, damit
diese eine neue oder ergänzende Expertise veranlasse, und der Einholung eines
Gerichtsgutachtens. Das Bundesgericht hat dazu jüngst festgehalten, die den
kantonalen Gerichten zufallende Kompetenz zur vollen Tatsachenprüfung (Art. 61
lit. c ATSG) sei nötigenfalls durch Einholung gerichtlicher Expertisen
auszuschöpfen (BGE 136 V 376 E. 4.2.3 S. 381). Dies schliesst ein, dass die erstinstanzlichen
Gerichte diese Befugnis nicht ohne Not durch Rückweisung an die Verwaltung
delegieren dürfen.

4.4.1.2 Die Vorteile von Gerichtsgutachten
(anstelle einer Rückweisung an die IV-Stelle) liegen in der Straffung des
Gesamtverfahrens und in einer beschleunigten Rechtsgewährung. Die direkte
Durchführung der Beweismassnahme durch die Beschwerdeinstanz mindert das Risiko
von - für die öffentliche Hand und die versicherte Person - unzumutbaren
multiplen Begutachtungen. Zwar gilt die Sozialversicherungsverwaltung mit Blick
auf die differenzierten Aufgaben und die dementsprechend unterschiedliche
funktionelle und instrumentelle Ausstattung der Behörden in der
Instanzenabfolge im Vergleich mit der Justiz als regelmässig besser geeignet,
Entscheidungsgrundlagen zu vervollständigen (BGE 131 V 407 E. 2.1.1 S. 411). In der hier massgebenden Verfahrenssituation
schlägt diese Rechtfertigung für eine Rückweisung indessen nicht durch.

4.4.1.3 Die Einschränkung der Befugnis der
Sozialversicherungsgerichte, eine Streitsache zur neuen Begutachtung an die
Verwaltung zurückzuweisen, verhält sich komplementär zu den (gemäss geänderter
Rechtsprechung) bestehenden partizipativen Rechten der versicherten Person im
Zusammenhang mit der Anordnung eines Administrativgutachtens (Art. 44 ATSG;
vgl. oben E. 3.4). Letztere tragen zur prospektiven Chancengleichheit bei,
derweil das Gebot, im Falle einer Beanstandung des Administrativgutachtens eine
Gerichtsexpertise einzuholen, die Waffengleichheit im Prozess gewährleistet, wo
dies nach der konkreten Beweislage angezeigt ist. Insoweit ist die ständige
Rechtsprechung, wonach das (kantonale) Gericht prinzipiell die freie Wahl hat,
bei festgestellter Abklärungsbedürftigkeit die Sache an den Versicherungsträger
zurückzuweisen oder aber selber zur Herstellung der Spruchreife zu schreiten
(vgl. statt vieler ARV 1997 Nr. 18 S. 85 E. 5d mit Hinweisen, C 85/95; Urteil
vom 11. April 2000 E. 3b, H 355/99), zu ändern.

4.4.1.4 Freilich ist es weder unter praktischen
noch rechtlichen Gesichtspunkten - und nicht einmal aus Sicht des Anliegens,
die Einwirkungsmöglichkeiten auf die Erhebung des medizinischen Sachverhalts
fair zu verteilen - angebracht, in jedem Beschwerdefall auf der Grundlage eines
Gerichtsgutachtens zu urteilen. Insbesondere ist der Umstand, dass die MEDAS
von der Invalidenversicherung finanziert werden, kein genügendes Motiv dafür.
Doch drängt sich auf, dass die Beschwerdeinstanz im Regelfall ein
Gerichtsgutachten einholt, wenn sie einen (im Verwaltungsverfahren anderweitig
erhobenen) medizinischen Sachverhalt überhaupt für gutachtlich
abklärungsbedürftig hält oder wenn eine Administrativexpertise in einem
rechtserheblichen Punkt nicht beweiskräftig ist (vgl. die Kritik an der
bisherigen Rückweisungspraxis bei Niederberger, a.a.O., S. 144 ff.). Die betreffende
Beweiserhebung erfolgt alsdann vor der - anschliessend reformatorisch
entscheidenden - Beschwerdeinstanz selber statt über eine Rückweisung an die
Verwaltung. Eine Rückweisung an die IV-Stelle bleibt hingegen möglich, wenn sie
allein in der notwendigen Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten Frage
begründet ist. Ausserdem bleibt es dem kantonalen Gericht (unter dem Aspekt der
Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache zurückzuweisen, wenn lediglich eine
Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen
erforderlich ist (siehe beispielsweise das Urteil 9C_646/2010 vom 23. Februar
2011 E. 4; vgl. auch SVR 2010 IV Nr. 49 S. 151 E. 3.5, 9C_85/2009)”. 

                                         (DTF 137 V 263-265)

 

                                         In
una sentenza 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 - dunque successiva a quella
pubblicata in DTF 137 V 210 -, emanata in materia di assicurazione contro gli
infortuni, il Tribunale federale ha ribadito i principi sviluppati nella DTF
135 V 465, in particolare che, in presenza di dubbi circa l’affidabilità di rapporti
allestiti da medici di fiducia, il giudice (cantonale) é libero di
scegliere se ordinare direttamente una perizia giudiziaria oppure rinviare gli
atti all’amministrazione affinché disponga essa stessa una perizia seguendo la
procedura di cui all’art. 44 LPGA:

 

" Um solche Zweifel auszuräumen, wird das Gericht entweder ein
Gerichtsgutachten anzuordnen oder die Sache an den Versicherungsträger
zurückzuweisen haben, damit dieser im Verfahren nach Art. 44 ATSG eine
Begutachtung veranlasst (BGE 135 V 465 E. 4.6 S. 471).”

                                         (STF
8C_59/2011 consid. 5.2)

 

                                         Nella presente
fattispecie, il TCA ritiene che siano soddisfatti i presupposti per un rinvio
degli atti all’amministrazione (cfr. STF 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 e DTF
135 V 465), già per il solo fatto che essa ha fondato la decisione impugnata
esclusivamente sul parere del proprio medico __________ (per un caso
analogo, si veda la STF 8C_757/2014 del 16 gennaio 2015 consid. 3.2). 

 

                                         Per le ragioni esposte al considerando 2.8., si
giustifica pertanto l’annullamento della decisione su opposizione impugnata,
nella misura in cui l’CO 1 ha negato la propria responsabilità relativamente al
danno meniscale a destra di cui é portatore l’assicurato. 

                                         L’assicuratore
resistente, a cui gli atti vengono dunque retrocessi, dovrà disporre un
approfondimento peritale esterno (cfr. art. 44 LPGA) volto a chiarire
l’eziologia del danno alla salute appena citato e, sulla base delle relative
risultanze, definire nuovamente il diritto a prestazioni dell’assicurato a
decorrere dal 7 luglio 2014. 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso é accolto ai sensi dei considerandi.

                                         §    La
decisione su opposizione impugnata è annullata, nella misura in
cui l’CO 1 ha negato la propria responsabilità in merito alla lesione meniscale
interessante il ginocchio destro.

                                         §§ Gli
atti sono retrocessi all’CO 1 per complemento istruttorio e nuova decisione.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti