# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c7deb397-cbd2-59a7-9fba-b384b70f90dc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-01-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 11.01.2005 30.2004.87
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2004-87_2005-01-11.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2004.87

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  11 gennaio
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato del Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca
  Menghetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 8 novembre 2004
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 12 ottobre 2004 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1, 

   

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 27 settembre 2004 la Cassa CO 1 ha fissato in fr. 472.10 gli
interessi di mora dovuti dalla società RI 1, a causa della tardiva
presentazione della distinta dei salari dell'anno 2002 (cfr. All. 6a) e per il
tardivo versamento dei contributi paritetici dovuti per il periodo dal 1.1.2002
al 31.12.2002 (cfr. All. 6a).

 

                               1.2.   Contro la
predetta decisione è tempestivamente insorta la società, con opposizione del 1°
ottobre 2004 (cfr. All. 2), contestando l'addebito degli interessi di mora,
ritenuto che l’invio della distinta salari è avvenuto in data 29 gennaio 2003 e
che i contributi sono stati pagati in data 17 marzo 2003 con valuta 14 marzo
2003 (cfr. All. 2).

 

                                         Con
decisione su opposizione del 12 ottobre 2004 la Cassa ha respinto le censure
dell'opponente, confermando la precedente decisione (cfr. All. 1).

 

                               1.3.   In data 8
novembre 2004 la società RI 1, si è aggravata a questo TCA contestando
l'addebito degli interessi di mora e richiamando quanto già sollevato in
precedenza (cfr. doc. I).

 

                                         Con
risposta del 25 novembre 2004 la Cassa ha ribadito il buon diritto agli
interessi con argomenti che, se necessario, saranno ripresi in corso di
motivazione (cfr. doc. III).

 

                                         La
ricorrente non ha formulato ulteriori osservazioni e non ha chiesto
l'assunzione di prove, nonostante la possibilità offerta dal Tribunale (cfr.
doc. IV).

 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Va
innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge
sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha
comportato diverse modifiche della LAVS.

                                         Da un
punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali
in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che esplica degli
effetti (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 127 V 467 consid. 1,
126 V 136 consid. 4b; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid.
1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3
e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF
127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b).

                                         Per
contro, le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie, trovano
immediata applicazione (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 117 V
93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a).

                                         In
concreto gli interessi di mora chiesti si riferiscono al periodo 1° gennaio 2002
al 31 dicembre 2002. Per cui ogni riferimento alle norme e alle direttive della
LAVS va inteso nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2002, tranne
indicazioni in senso contrario.

 

 

                               2.3.   L'art. 14
cpv. 1 LAVS prevede che i contributi del reddito proveniente da un'attività
lucrativa dipendente sono dedotti da ogni paga, e devono essere versati
periodicamente dal datore di lavoro insieme al suo contributo.

                                         I
contributi del reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente, i
contributi degli assicurati che non esercitano un'attività lucrativa e quelli
degli assicurati i cui datori di lavoro non sono soggetti all'obbligo di pagare
i contributi devono essere stabiliti e versati periodicamente. Il Consiglio
federale fissa i periodi di calcolo e di contribuzione (art. 14 cpv. 2 LAVS).

                                         Se, nonostante
diffida, una persona tenuta al pagamento dei contributi non dà le indicazioni
necessarie per il calcolo di essi, questi sono stabiliti mediante tassazione
d'ufficio (art. 14 cpv. 3 LAVS).

                                         Per
l'art. 14 cpv. 4 LAVS il Consiglio federale emana prescrizioni sui termini di
pagamento dei contributi (lett. a), sulla procedura di diffida e di tassazione
d'ufficio (lett. b), sul pagamento dei contributi arretrati e la restituzione
di quelli pagati in troppo (lett. c), sul condono del pagamento di contributi
arretrati (lett. d) e sulla riscossione di interessi di mora e il pagamento di
interessi rimunerativi (lett. e).

 

                                         Con il 1°
gennaio 2001 sono entrate in vigore alcune modifiche delle norme di esecuzione
dell'AVS, in particolare circa il calcolo degli interessi.

 

                                         A norma
dell'art. 34 cpv. 1 OAVS devono pagare i contributi alla cassa di compensazione
i datori di lavoro, ogni mese, se la somma dei salari non supera i 200'000
franchi, ogni trimestre (lett. a), le persone esercitanti un'attività lucrativa
indipendente, le persone che non esercitano un'attività lucrativa e i salariati
il cui datore di lavoro non è tenuto a pagare i contributi, di regola ogni
trimestre (lett. b).

                                         In casi
motivati, per le persone tenute a pagare contributi il cui contributo annuo
versato all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità e alle
indennità per perdita di guadagno non supera i 3000 franchi, la cassa di
compensazione può stabilire periodi di pagamento più lunghi ma non superiori a
un anno (art. 34 cpv. 2 OAVS).

                                         I
contributi devono essere pagati entro dieci giorni dalla scadenza del periodo
di pagamento (art. 34 cpv. 3 OAVS).

 

                                         A norma
dell'art. 36 cpv. 1 OAVS i conteggi dei datori di lavoro contengono le
indicazioni necessarie per la registrazione dei contributi e la loro iscrizione
nel conto individuale.

                                         L'art. 36
cpv. 2 OAVS prevede che i datori di lavoro devono conteggiare i salari entro 30
giorni dal termine del periodo di conteggio. Il periodo di conteggio comprende
l'anno civile. Qualora i contributi siano pagati conformemente all'articolo 35
capoverso 3, il periodo di conteggio corrisponde al periodo di pagamento (art.
36 cpv. 3 OAVS).

                                         La cassa
di compensazione, basandosi sul conteggio, procede alla compensazione fra i
contributi d'acconto pagati e i contributi effettivamente dovuti. I contributi
scoperti vanno pagati entro 30 giorni a contare dalla fatturazione. I
contributi eccedenti vengono restituiti o compensati dalla cassa di
compensazione (art. 36 cpv. 4 OAVS).

 

                                         A norma
dell'art. 41bis cpv. 1 OAVS devono pagare gli interessi di mora:

 

                                         a.   di
regola, le persone tenute a pagare i contributi, sui contributi che non pagano
entro 30 giorni dal termine del periodo di pagamento, a partire da tale
termine;

 

                                         b.   le
persone tenute a pagare i contributi, sui contributi reclamati per gli anni
civili passati, a partire dal 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile per
il quale i contributi sono dovuti;

 

                                         c.   i
datori di lavoro, sui contributi salariali da compensare che non pagano entro
30 giorni dalla fatturazione da parte della cassa di compensazione, a partire
da tale fatturazione;

 

                                         d.   i
datori di lavoro, sui contributi da compensare per i quali non presentano un
regolare conteggio entro 30 giorni dal termine del periodo di contribuzione, a
partire dal 1° gennaio dopo tale termine;

 

                                         e.   le
persone che esercitano un'attività lucrativa indipendente, le persone che non
esercitano un'attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non sono
obbligati a pagare i contributi, sui contributi personali da compensare che non
pagano entro 30 giorni dalla fatturazione da parte della cassa di
compensazione, a partire da tale fatturazione;

 

                                         f.
   le persone che esercitano un'attività lucrativa indipendente, le persone che
non esercitano un'attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non
sono obbligati a pagare i contributi, sui contributi da compensare, qualora i
contributi d'acconto siano almeno il 25 per cento inferiori ai contributi
effettivamente dovuti e non vengano versati fino al 1° gennaio dopo il termine
dell'anno civile seguente l'anno di contribuzione, a partire dal 1° gennaio
dopo tale termine.

 

                                         Gli
interessi cessano di decorrere con il pagamento completo dei contributi, con la
presentazione del regolare conteggio o, in mancanza di esso, con la
fatturazione. In caso di reclamo di contributi arretrati, gli interessi cessano
di decorrere con la fatturazione, sempre ché i contributi siano pagati entro il
termine fissato (art. 41 bis cpv. 2 OAVS).

 

                                         Per
l'art. 42 cpv. 1 OAVS i contributi sono considerati pagati con la ricezione del
pagamento da parte della cassa di compensazione. 

                                         Il tasso
per gli interessi di mora e per gli interessi compensativi è del 5 per cento
all'anno (art. 42 cpv. 2 OAVS). Gli interessi sono calcolati in giorni. I mesi
interi sono calcolati come 30 giorni (art. 42 cpv. 3 OAVS).

 

                                         Queste
disposizioni sono pure applicabili agli altri contributi paritetici sulla base
di specifiche normative che rinviano espressamente, in materia di calcolo
rispettivamente riscossione dei relativi contributi, alla LAVS. Ciò è previsto
per l'assicurazione per l'invalidità (artt. 3 LAI e 1 OAI), per l'indennità di
perdita di guadagno (art. 27 cpv. 2 IPG), per l'assicurazione contro la
disoccupazione (art. 6 LADI) e per gli assegni di famiglia del diritto
cantonale ticinese (art. 20 LAF).

 

                               2.4.   Va innanzitutto rilevato che
la base legale per la promulgazione degli articoli relativi al prelievo degli
interessi di mora e compensativi, si trova all'art. 14 cpv. 4 lett. e LAVS il quale,
come visto (cfr. consid. 2.3) prevede che il Consiglio federale (di seguito:
CF) emana prescrizioni sulla riscossione di interessi di mora e il pagamento
di interessi rimunerativi. 

 

                                         In virtù di tale delega il
CF ha emanato le norme disciplinanti la riscossione di interessi di mora in
caso di tardivo pagamento dei contributi sociali. 

                                         L'esecutivo federale non
ha oltrepassato le proprie competenze laddove, con l'art. 41bis OAVS, ha
stabilito il momento a partire dal quale decorrono gli interessi in caso di
pagamento tardivo del debito assicurativo nei confronti dell'AVS. Infatti, come
ha ricordato il TFA in una sentenza del 16 marzo 1987 (RCC 1987 pag. 388, in
particolare pag. 389, consid. 2a), "L'article 14, 4e alinéa, lettre e,
LAVS, entré en vigueur le 1er janvier 1979, donne au Conseil fédéral, entre
autres, la compétence de promulguer des prescriptions sur la perception
d'intérêts moratoires dans l'encaissement des cotisations" (cfr. anche
DTF 115 V 27, in particolare pag. 36 consid. 8b). 

 

Il TFA, in una sentenza del 28 novembre 2002
nella causa P. SA, H 93/02, pubblicata in Pratique VSI 2/2003, pag. 143, ha
confermato la validità delle disposizioni di legge disciplinanti gli interessi
di mora, rilevando:

 

" 
(...)

3.1 Selon l'art. 41bis al. 1 let. c
RAVS, des intérêts moratoires doivent être prélevés sur les cotisations
paritaires qui n'ont pas été payées dans les 30 jours à compter de la
facturation. Ils commencent à courir au moment de la facturation par la caisse
de compensation et cessent de courir lorsque les cotisations sont intégralement
payées (art. 41bis al. 2 RAVS). Les cotisations sont réputées payées
lorsqu'elles parviennent à la caisse de compensation (art. 42 al. 1 RAVS). Les
art. 41bis al. 1 let. c et 42 RAVS se fondent sur l'art. 14 al.4
let. e LAVS par lequel le législateur a chargé le Conseil fédéral d'édicter des
prescriptions sur la perception d'intérêts moratoires. Il
s'agit d'examiner la conformité de ces normes réglementaires à la loi et à la
constitution.

 

3.2 Selon la jurisprudence, le TFA peut en
principe, sous réserve d'exceptions n'entrant pas en ligne de compte en
l'espèce, vérifier la légalité des ordonnances du Conseil fédéral. Lorsqu'il
s'agit d'ordonnances (dépendantes) qui se basent sur une délégation
législative, il examine si elles se situent dans les limites des pouvoirs
attribués au Conseil fédéral dans la loi. Lorsque la délégation législative
accorde au Conseil fédéral une très grande marge d'appréciation pour la
réglementation à adopter au niveau de l'ordonnance d' exécution, le tribunal
doit alors se borner à examiner si les prescriptions litigieuses de
l'ordonannce sortent manifestement du cadre des compétences déléguées au
Conseil fédéral dans la loi ou si elles sont contraires à la constitution ou à
la loi pour d'autres motifs. Il ne saurait toutefois substituer sa propre
appréciation à celle du Conseil fédéral et n'a pas à se prononcer sur
l'opportunité des dispositions litigieuses. La réglementation ordonnée par le
Conseil fédéral viole toutefois l'art. 8 al. 1 Cst. lorsqu'il n'est pas
possibile de la fonder sur des motifs serieux, lorsqu'elle est dénuée de sens
ou inutile ou lorsqu'elle crée des distinctions juridiques qui n'ont pas de
raison d'être. Il en va de même lorsque l'ordonnance omet de prévoir des
distinctions qui auraient dû, normalement, être prises en considération (ATF
128 II 40 consid. 3b; 128 IV 180 consid. 2.1; 127 V 7
consid. 5a, chacun avec les références citées).

 

3.3 Les dettes d'argent sont en principe des dettes portables. Le débiteur doit fournir sa prestation au domicile
ou au siège du créancier. Cela signifie que le débiteur
qui paie par monnaie scripturale supporte les risques de retard et de perte
dans l'espace de temps allant de l'ordre de paiement à l'exécution (art. 74 al.
2 ch. 1 CO; ATF 124 III 117 consid. 2a; 119 III 234
consid. 2; voir également GauchISchluep/Schmid/Rey, Schweizerisches
Obligationenrecht, Allgemeiner Teil, volume III, 7e édition, n°s 2360 ss).

 

 

Sous l'empire de l'ancien art. 41bis al. 3 RAVS
en vigueur jusqu'au 31 décembre 2000, qui réglait divers cas d'expiration du
cours des intérêts moratoires, le TFA avait jugé que le moment du paiement
était réputé intervenir non pas à la date du versement par le débiteur des
cotisations mais à la date où les cotisations parvenaient à l'administration
(arrêt non publié Sch. du 3 avril 1997, H 347/96). Cette jurisprudence a été
introduite dans le droit formel avec le nouvel art. 42 al. 1 RAVS en vigueur
depuis le 1er janvier 2001 (VSI 2000 p. 134). Cette
réglementation se situe ainsi dans le cadre de la large marge d'appréciation
dont dispose le Conseil fédéral sur la base de l'art. 14 al. 4 let. e LAVS (ATF
110 V 257 = RCC 1984 p. 577 ss consid. 4b; RCC 1990 p. 301 consid. 4b/dd,
chacun avec les références citées), n'est ni dénuée de sens ni inutile et ne
crée pas de distinctions juridiques qui n'ont pas de raison d'être. La
réglementation sur les intérêts moratoires adoptée par le Conseil fédéral est
par conséquent conforme à la loi et à la constitution.

 

4. L'opinion de la recourante consistant à dire
que la créance d'intérêts moratoires serait injustifiée dans la mesure où elle aurait payé les cotisations à temps
et qu'elle serait ainsi pénalisée par les intérêts moratoires n'est donc pas
valable. Le paiement de la facture du 23 février 2001 n'est parvenu à la caisse
de compensation que le 28 mars 2001, soit après l'expiration du délai de 30
jours suivant la facturation. Comme les intérêts moratoires sont dus
indépendamment d'une faute, la recourante doit en l'espèce les payer, quel que
soit le motif du retard. Il est également sans importance de savoir si elle a
effectivement ou non tiré de la contre-valeur de sa dette de cotisations un profit correspondant au
taux légal des intérêts moratoires pendant la durée de sa demeure. (H 93/02)
"

 

Il TFA ha poi avuto modo di confermare questo
principio in una sentenza del 21 agosto 2003 nella causa X. SA, H 268/02 e in
una sentenza del 30 gennaio 2004 nella causa X., H 328/02.

 

 

                               2.5.   Nel caso di
specie, la Cassa di compensazione ha chiesto all'interessata la rifusione degli
interessi di mora sia per il tardivo pagamento dei contributi che per la
tardiva presentazione della distinta dei salari, per un ammontare complessivo
di fr. 472.10 (cfr. All. 6).

 

La società ricorrente ha contestato entrambi gli
addebiti (cfr. doc. I).

 

                            2.5.1.   Interessi
per pagamento tardivo

 

                                         Dagli
atti di causa emerge che la Cassa in data 14 febbraio 2003 ha inviato alla
società ricorrente una fattura relativa ai contributi dovuti dal 1.1.2002 al
31.12.2002 per un importo di fr. 51'503.35 (cfr. All. 3). 

 

                                         L'ammontare
richiesto doveva essere pagato entro 30 giorni dalla fatturazione, ossia dal 14
febbraio 2003.

 

                                         Va a
questo proposito rilevato che, circa il momento determinante per stabilire se
il pagamento è avvenuto entro i termini stabiliti, l'art. 42 cpv. 1 OAVS è
chiaro e non permette interpretazione alcuna. Infatti, secondo questo disposto,
i contributi sono considerati pagati con la ricezione del pagamento da parte
della cassa di compensazione. 

 

                                         A proposito
di questa norma, l'UFAS ha rilevato (Pratique VSI 2000 pag. 134):

 

" 
Al. 1: Selon le Tribunal fédéral des assurances,
les cotisations sont réputées payées dès réception du paiement par la caisse. Cette jurisprudence est reprise dans le règlement (ATF non publié du
3 avril 1997 en la cause S., H 347/96, consid. 2a)."

 

 

                                         Nella
citata sentenza il TFA ha stabilito:

 

" 
2.- a) Wie das kantonale Gericht ausführlich
darlegte, steht die angefochtene Verzugszinsverfügung mit der in Art. 41bis
AHVV enthaltenen Regelung in Einklang. Dies wird vom Beschwerdeführer denn auch
nicht ausdrücklich in Abrede gestellt. Zwar weist er darauf hin, die Vorinstanz
lege "den Grundsatz von Zinsvorteilen bzw. Zinsnachteilen" nach für
ihn "nicht nachvollziehbaren Kriterien" aus. Soweit er damit seine
Argumentation im kantonalen Verfahren, wonach bei der Bestimmung des Endes des
Zinsenlaufs auf das Datum der Einzahlung durch den Beitragspflichtigen und
nicht des Zahlungseinganges beim Empfänger abzustellen sei, neu aufgreifen will,
kann ihm darin jedoch nicht beigepflichtet werden. Die Verzugszinsordnung in
Art. 41bis AHVV bezweckt einen vereinfachten Schadens- und Vorteilsausgleich
(ZAK 1992 S. 167 Erw. 4b mit Hinweisen), weshalb es als durchaus sachgerecht
erscheint, wenn die Vorinstanz erst den Zahlungseingang bei der Verwaltung als
massgebenden Zeitpunkt für die nach Art. 41bis Abs. 3 AHVV vorzunehmende
Festsetzung der Dauer des Zinslaufs betrachtet. Zumindest kann darin keine
Verletzung von Bundesrecht erblickt werden. Im übrigen sind der angefochtenen
Verwaltungsverfügung anhaftende Mängel weder bezüglich der Dauer des Zinslaufs
noch der Verzugszinsberechnung ersichtlich und werden in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde auch gar nicht geltend gemacht."

 

                                         Dalla sentenza appena citata emerge che la fattura non è considerata
pagata quando è stato impartito l'ordine di pagamento bensì quando l'importo è
accreditato sul conto della cassa di compensazione. Ciò è confermato pure dalla
circolare sugli interessi di mora e compensativi il cui marg. 4012 prevede che
i contributi sono considerati pagati se giungono alla cassa di compensazione o
le vengono accreditati. Non è sufficiente effettuare un versamento postale o
bancario né impartire un ordine di pagamento.

 

                                         Nella
presente fattispecie dagli atti emerge che l'importo in questione, nonostante
sia stato addebitato sul conto bancario dell’insorgente in data 17 marzo 2003 con
valuta 14 marzo 2003 (cfr. All. 4), è stato accreditato sul conto della Cassa solo
il 20 marzo 2003 (cfr. doc. 2). 

                                         L'accredito
sul conto della convenuta è quindi avvenuto oltre il termine impartito che
scadeva il 16 marzo 2003. 

Infatti, avendo febbraio 28 giorni, i trenta giorni dalla fatturazione del 14
febbraio 2003 vengono a cadere il 16 marzo 2003 (14 giorni di febbraio + 16 di
marzo = 30 giorni). 

                                         In tal
senso cfr. anche la circolare sugli interessi di mora e compensativi edita
dall'UFAS (CIM) che prevede al marg. 4002 che se la fatturazione è del 1°
febbraio, negli anni normali il termine per la riscossione dei contributi scade
2 marzo (30 giorni).

Essendo il 16 marzo 2003 una domenica, secondo
quanto disposto al marginale 4002.1 della Circolare sugli interessi di mora e
compensativi edita dall’UFAS (CIM), in conformità a quanto stabilito dal TFA in
una sentenza del 19 agosto 2004 nella causa O. AG, H 20/04, il termine di 30
giorni dalla fatturazione viene prorogato fino a lunedì 17 marzo 2003. Anche
tenendo conto di questa circostanza, l’accredito sul conto della convenuta è
comunque avvenuto in data 20 marzo 2003 e dunque oltre il termine impartito.

 

                                         In queste
circostanze, non essendo stato rispettato il termine di 30 giorni dalla
fatturazione (art. 36 cpv. 4 OAVS), rettamente l'amministrazione, in
applicazione dell'art. 41 bis cpv. 1 lett. c OAVS ha calcolato gli interessi a
partire dal giorno successivo la fatturazione fino a quello della ricezione del
pagamento.

                                         Ai fini
del calcolo degli interessi di mora, i mesi interi sono calcolati come 30
giorni (cfr. anche art. 42 cpv. 3 OAVS), mentre negli anni normali il 28
febbraio è da considerare come l'ultimo, rispettivamente il trentesimo giorno
del mese. Negli anni bisestili, invece, il 28 febbraio è considerato come
giorno normale (cfr. marg. 4014 CIM).

                                         In
concreto, per il periodo dal 14 febbraio 2003 al 20 marzo 2003, la Cassa ha
giustamente calcolato 36 giorni (16 di febbraio e 20 di marzo) che al tasso del
5% all'anno corrispondono a fr. 257.50 di interessi di mora (51'503.35 X 36
giorni X 5 : (360 X 100); cfr. la Circolare sugli interessi edita dall'UFAS),
come indicato nel conteggio della Cassa (cfr. All. 6a).

 

                                         Su questo
punto la decisione della Cassa merita conferma.

 

                            2.5.2.   Interessi
per tardiva presentazione della distinta dei salari.

 

                                         Nel caso
concreto, emerge dagli atti che la Cassa in data 16 dicembre 2002 ha trasmesso
all'insorgente la distinta dei salari per la dichiarazione degli importi pagati
nel 2002 (cfr. All. 5).

                                         L'art. 36
cpv. 2 OAVS impone ai datori di lavoro di conteggiare i salari entro 30
giorni dal termine del periodo di conteggio. Il periodo di conteggio
comprende l'anno civile (art. 36 cpv. 3 OAVS). 

La presentazione della distinta sarebbe stata
tempestiva solo se fosse giunta all'amministrazione il 30 gennaio 2003 e non
inviata quel giorno (art. 41bis cpv. 1 lett. d OAVS).

La Circolare sugli interessi di mora e
compensativi (CIM), edita dall'UFAS, al n° 2022 rammenta come:

 

" 
I datori di lavoro tenuti a versare contributi
d'acconto devono presentare un regolare conteggio entro 30 giorni dalla fine
dell'anno civile (art. 36 cpv. 2 e 3 OAVS). Il conteggio viene considerato
presentato in ritardo se non viene consegnato alla cassa di compensazione
entro il 30 gennaio seguente la fine dell'anno civile per il quale i
contributi sono dovuti o se viene consegnato per tempo ma non risponde ai
requisiti dell'art. 36 cpv. 1 OAVS (si vedano al riguardo le DRC). (…)"
(sottolineatura del redattore)

 

Da quanto appena citato, emerge chiaramente che
l'insorgente avrebbe dovuto far pervenire alla Cassa la distinta dei
salari entro il 30 gennaio 2003, così come stabilito dalla legge.

Al riguardo, non può quindi essere condiviso il
ragionamento della società indicato in sede di opposizione ed ancora in sede
ricorsuale, secondo il quale la società, avendo spedito alla Cassa la distinta
dei salari in data 29 gennaio 2003, avrebbe provveduto ad inviare per tempo quanto
richiesto.

 

La distinta dei salari, datata fra l'altro 29
gennaio 2003, è pervenuta alla Cassa unicamente il 31 gennaio 2003 (cfr. doc.
1), per cui, rettamente, l'amministrazione ha chiesto il pagamento degli
interessi di mora.

 

                                         Gli
interessi, tuttavia, vanno calcolati dal 1° gennaio 2003 (giorno dal quale
inizia a partire il termine per la presentazione della distinta dei salari) al 31
gennaio 2003 (giorno di ricezione da parte della Cassa della dichiarazione dei
salari) e non unicamente per il giorno di ritardo.

 

                                         Infatti,
per l'art. 41bis cpv. 1 lett. d OAVS, i datori di lavoro devono pagare gli
interessi di mora sui contributi da compensare per i quali non presentano un
regolare conteggio entro 30 giorni dal periodo di contribuzione, a partire dal
1° giorno dopo tale termine. In concreto, il periodo di contribuzione è
terminato il 31 dicembre 2002, per cui gli interessi sono da calcolare dal
1.1.2003 (cfr. anche marg. 2022 CIM).

 

                                         Nel caso
di specie l'importo degli interessi di mora ammonta a fr. 214.60 (51'503.35 X 30
giorni X 5 : (360 X 100); cfr. la Circolare sugli interessi edita dall'UFAS).

 

                                         Anche su
questo aspetto la decisione della Cassa si rivela dunque corretta.

 

                               2.6.   In queste
circostanze, la decisione impugnata, concernente la rifusione da parte della RI
1, degli interessi di mora sia per il tardivo pagamento dei contributi che per
la tardiva presentazione della distinta dei salari, per un ammontare
complessivo di fr. 472.10 (cfr. All. 6a), merita conferma, mentre il ricorso va
respinto.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso è
respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Gianluca
Menghetti