# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1f239460-885b-5a7a-8fde-81108eae0dbf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-03-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 30.03.2017 52.2017.62
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2017-62_2017-03-30.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2017.62

   

  	
  Lugano

  30 marzo 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia
  Verzasconi, presidente,

  Matteo
  Cassina, Matea Pessina

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Fulvio
  Campello

  

 

 

statuendo
sul ricorso 31 gennaio 2017 di

 

 

	
   

  	
   RI
  1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 21 dicembre 2016 (n. 5890) del Consiglio di Stato che respinge
  l'impugnativa inoltrata dall'insorgente avverso la risoluzione 24 maggio 2016
  con cui il consiglio comunale di CO 2 ha approvato il verbale della seduta 4
  aprile 2016 (n. 246);

  

 

 

ritenuto,                      in
fatto

 

A.    Il 24 maggio
2016 ha avuto luogo la seduta costitutiva del consiglio comunale di CO 2. Aperta
la discussione sull'approvazione del verbale n. 246 della seduta 4 aprile 2016,
il consigliere RI 1 vi si è opposto, sostenendo che il protocollo fosse
incompleto, poiché indicava "agli atti" le interpellanze, senza riportare
il testo di quelle presentate direttamente in seduta. Ha quindi chiesto il rinvio
dell'approvazione del verbale, sistemato, alla seduta successiva. Messo ai voti
il verbale così come allestito, esso è stato approvato dal legislativo con 15
voti a favore, 1 contrario e 6 astenuti. Preso atto di questo risultato, RI 1
ha preannunciato la sua intenzione di ricorrere.

 

 

B.    Il 21 dicembre
2016 il Consiglio di Stato ha respinto l'impugnativa che RI 1 ha presentato
avverso la decisione consigliare di approvazione del verbale n. 246. Il Governo
ha ritenuto che il protocollo riportasse, seppure in modo alquanto succinto, in
maniera sufficientemente corretta e completa quanto avvenuto nella seduta 4
aprile 2016. In particolare, benché il testo integrale delle interpellanze e se
del caso delle risposte del municipio non fosse stato trascritto nel verbale,
ha ritenuto sufficiente che questo fosse contenuto negli atti ad esso allegati
e del quale erano parte integrante.

 

 

C.    RI 1 insorge ora
davanti al Tribunale cantonale amministrativo postulando l'annullamento della
decisione impugnata al pari di quella del
legislativo comunale da esso tutelata. Egli contesta nuovamente la completezza
del verbale n. 246, siccome dallo stesso non sarebbe possibile desumere il contenuto
delle interpellanze e delle relative risposte. 

 

 

D.    Il municipio e
il CO 1 si rimettono al giudizio del Tribunale, mentre il Consiglio di Stato
postula la sua reiezione. Essi non formulano considerazioni. 

 

 

Considerato,               in
diritto

 

1.     La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 208 della
legge organica comunale del 10 marzo 1987 (LOC; RL 2.1.1.2) e la legittimazione
attiva di RI 1 è certa (art. 65 cpv. 1 legge sulla procedura amministrativa del
24 settembre 2013; LPAmm; RL 3.3.1.1). Il ricorso, tempestivo (art. 68 cpv. 1
LPAmm), è ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm). 

2.     2.1. Secondo
l'art. 212 LOC le singole decisioni degli organi comunali sono annullabili se:
contrarie a norme della Costituzione, di leggi o di regolamenti (lett. a),
quando sono state ammesse a votare persone non aventi diritto e ciò ha potuto
influire sulle deliberazioni (lett. b), se la votazione non è stata eseguita secondo
le norme di legge (lett. c), se conseguenti ad atti illeciti oppure se si sono
verificati disordini o intimidazioni tali da presumere che i cittadini non
abbiano potuto esprimere liberamente il loro voto (lett. d) e infine qualora
siano state violate formalità essenziali prescritte da leggi o regolamenti. 

2.2. Ove non sia fatta valere una violazione
del diritto ai sensi del precitato art. 212 LOC, l'autorità di ricorso non può
mettere in discussione una decisione del legislativo senza esporsi al rimprovero
di essersi arrogata un potere di cognizione che disattende il principio
dell'autonomia comunale (STA 52.2007.31 del 3 luglio 2007).

 

 

3.     3.1.
L'interpellanza è una domanda con cui il cittadino (in assemblea) o il
consigliere comunale (in consiglio comunale) chiedono al municipio dei
chiarimenti o delle informazioni su fatti e situazioni dell'amministrazione del
comune (Eros Ratti, Il comune,
Organizzazione politica e funzionamento, vol. I, III ed., Losone 1991, pag.
519). Secondo l'art. 66 LOC, ogni consigliere può interpellare il municipio su
oggetti d'interesse comunale (cpv. 1). Il regolamento comunale, soggiunge la
norma (cpv. 2), può prevedere l'obbligatorietà della forma scritta. Secondo il
cpv. 3 del medesimo disposto (nella versione in vigore dal 15 maggio 2015, BU
2015, 224), il municipio, di regola, risponde immediatamente; se l'interpellanza
è presentata in forma scritta, anche in formato elettronico, almeno 7 giorni
prima della seduta, il Municipio è tenuto a rispondere nella seduta stessa.
Essa si ritiene evasa con la risposta municipale e l'interpellante può
dichiararsi soddisfatto o insoddisfatto; sono consentite una breve replica
dell'interpellante e la duplica del municipale (cpv. 4). Vi può essere una discussione
generale se il consiglio comunale lo decide. La risposta fornita dal municipio
non è volta a soddisfare unicamente l'interesse individuale di chi la presenta,
essa costituisce piuttosto 

un atto pubblico d'interesse generale per tutta la collettività locale (in
questo senso, cfr. Ratti, op. cit.,
pag. 522). 

3.2. Per legge, il
verbale deve contenere la
trascrizione integrale delle risoluzioni, unitamente ai risultati delle
votazioni (art. 24 cpv. 1 lett. c LOC, in forza del rinvio di cui all'art. 62
cpv. 1 LOC) e il riassunto delle discussioni con le dichiarazioni di voto (art.
24 cpv. 1 lett. d LOC). Il verbale non deve quindi necessariamente riportare in
forma integrale (parola per parola) quanto è stato detto in occasione della
seduta del legislativo, così come non sussiste il diritto di ottenere la
verbalizzazione integrale dei singoli interventi (STA 52.2003.139 cit.,
52.2002.355 del 23 luglio 2003 con riferimenti). La finalità del verbale
è quella di riflettere in modo veritiero e fedele l'andamento delle discussioni
(RDAT 1977 n. 3). 

3.3. Da ultimo, il regolamento
comunale di __________ del 16 settembre 1951 disciplina la tenuta del verbale del
consiglio comunale all'art. 11; esso non prevede nulla di specifico in relazione
alle interpellanze.

 

 

4.     In
concreto, il verbale impugnato riporta per tutte le interpellanze il relativo
titolo. Se queste sono state presentate per iscritto e nei termini previsti, esso
si limita a indicare che il testo dell'interpellanza è stato letto dal
segretario, al pari della relativa risposta del municipio, indicando quindi che
i documenti sono "agli atti". Nel caso in cui le interpellanze sono
state presentate direttamente in seduta e il testo scritto è stato consegnato
al segretario, il verbale riporta che questo è stato letto dall'interpellante,
pure indicandolo poi come "agli atti". Infine, le interpellanze
presentate senza supporto scritto sono riassunte direttamente a verbale.

Ora, un simile modo di procedere va esente da qualsiasi censura. Dal momento
che quanto verbalizzato corrisponde al riassunto della discussione
effettivamente avvenuta in sala e che, inoltre, i citati documenti sono stati
dichiarati parte integrante del verbale e, come tali, sono stati allegati al
medesimo, non è data in concreto alcuna lesione della legge, né del regolamento
co-

munale, per quanto attiene alle disposizioni che disciplinano la verbalizzazione
delle sedute del consiglio comunale. Per il resto valgono le pertinenti
motivazioni addotte dal Consiglio di Stato nel proprio giudizio, alle quali,
per brevità, si fa rinvio.

5.     Stante
quanto precede, il ricorso deve dunque essere respinto con conseguente conferma
della decisione governativa impugnata. La tassa di giustizia segue la soccombenza di RI 1 (art. 47 cpv.
1). Non si assegnano ripetibili al comune, che ha rinunciato formulare domande
di giudizio (art. 49 cpv. 1 e 2 LPAmm). 

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

1.  Il ricorso è respinto.

 

 

2.  La tassa di
giustizia di fr. 800.-, già anticipata da RI 1, resta a suo carico. Non si
assegnano ripetibili.

 

 

3.  Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

 

 

	
  4.  Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                  Il vicecancelliere