# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cf22a76c-9d3c-58e6-ada8-a2024bdad79f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-06-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 26.06.2003 INC.2003.33903
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-33903_2003-06-26.html

## Full Text

Incarto n.

  2003.33903

  	
  Lugano

  26 giugno 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Edy Meli

  
	
   

  sedente per statuire sull'istanza di libertà provvisoria
  presentata il 16/17 giugno 2003 da

  
						

 

	
   

  	
  __________, attualmente c/o PCT La Stampa, Cadro

  (Avv. __________)

   

  
	
   

  	
  e qui trasmessa con preavviso negativo del 20/24 giugno
  2003 dal

  

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico Giuseppe Muschietti

  

 

viste le osservazioni della
difesa al preavviso negativo (24 giugno 2003);

 

 

visti gli inc. MP __________ e __________
(congiunti);

 

 

 

ritenuto

 

 

 

in fatto:

 

 

A.

 

__________ è stato fermato, ed
interrogato, il __________ a mano di un ordine di  traduzione forzata emanato
dal Procuratore pubblico Giuseppe Muschietti. Al termine del verbale __________
è stato arrestato, apparentemente (dalla scarna frase in calce al verbale e
dall'assenza di ogni riferimento al magistrato nel verbale stesso) senza il
concorso formale (artt. 97 e 98 CPP, in relazione con l'art. 117 CP) del
magistrato (si vedano gli allegati al rapporto d'arresto, AI 2/2).

Il giorno successivo è stata
chiesta la conferma dell'arresto con contestuale promozione d'accusa per
infrazione aggravata, subordinatamente semplice, alla LFStup. (AI 1/2). Il GIAR
ha confermato l'arresto quello stesso giorno, ritenendo presenti gravi indizi
di colpevolezza e necessità istruttorie (AI 1/3).

 

 

 

 

 

 

B.

 

Né dall'ordine di traduzione
forzata, né dall'ordine di perquisizione e sequestro del __________, è
possibile desumere i fatti imputati a __________ (cfr. AI 2/2). Il rapporto di
arresto (AI 2/2) menziona la coltivazione di 1000 piante di canapa, con
successiva vendita a tale __________ (la maggior parte del raccolto) ed a due
canapai (uno di __________ ed uno di __________), quella di 1800 piante, con
successiva vendita alla __________, e quella di ulteriori 1200 piante destinate
a __________ e oggetto di sequestro (AI 2/2 pp. 1 e 2). Questi fatti emergono,
sostanzialmente, dal primo verbale di polizia di __________ (28 maggio 2003).

 

Si rileva, inoltre, che nei
confronti di __________ era già stato emesso un ordine di traduzione forzata in
data 24 gennaio 2003, per il reato di riciclaggio, in relazione a movimenti su
di un  conto bancario. L'ordine è stato eseguito il 3 febbraio 2003 (AI 2/1).
Lo stesso giorno il qui istante è stato sentito dal Ministero pubblico
(nell'ambito di informazioni preliminari sulle ipotesi di riciclaggio e
infrazione alla LFStup; cfr. AI 3/1) ed ha riferito che l'importo di cui gli si
chiedeva conto proviene dalla __________ ed é relativo ad una fornitura di
canapa (1800 piante). Sempre in quel verbale,  ha anche affermato di aver
venduto a tale __________ l'intera produzione dell'anno precedente (Verbale SG __________
3 febbraio 2003, AI 3/1). Il Procuratore pubblico Muschietti, intervenuto a
fine verbale, non ha ritenuto di ordinare, a quel momento, misure cautelari di
alcun tipo, né di promuovere l'accusa.

 

 

C.

 

Con l'istanza qui in discussione,
__________ chiede di essere posto in libertà provvisoria. A suo dire non esiste
(più) alcun pericolo di collusione avendo egli "messo in chiaro anche
la posizione dei compartecipi" e non avendo alcuna intenzione di
modificare l'atteggiamento processuale (collaborativo) sin qui assunto (Istanza
16 giugno 2003, punto 2). Egli si dichiara disponibile anche a versare cauzione
facendo "capo in parte a ciò che di provenienza lecita è stato
sequestrato" (ibidem, punto 3). 

 

 

D.

 

Il magistrato inquirente, con il
preavviso negativo del 20 giugno 2003, si oppone alla messa in libertà provvisoria
di __________A suo dire, i quantitativi di piante di canapa sequestrati il __________
e le ammissioni di vendita a __________ e a __________, sono più che
sufficienti a fondare gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell'accusato
(Preavviso p. 2).

Vi sono inoltre, in capo a __________
e sempre a giudizio del Procuratore pubblico, pericolo di recidiva e bisogni
istruttori.

Il primo è conseguente al fatto
che sebbene interpellato, nel febbraio 2003, in merito ad una transazione
bancaria, __________ ha continuato a delinquere con "modalità
industriali" (ibidem). I secondi derivano dagli "elevati
rischi di collusione" (senza alcuna altra precisazione) con coloro che
fanno capo al canapaio __________ ed a "quello di __________ (ancora da
identificarsi)", con __________, con coloro che facevano capo alla __________,
con __________ e con i proprietari dei terreni coltivati (a canapa). Ancora
secondo il magistrato inquirente, non può essere esclusa la necessità di
effettuare dei confronti tra i vari soggetti coinvolti e, da ultimo molti
aspetti della vicenda debbono essere ancora chiariti.

 

 

 

 

Il sequestro di oltre una
tonnellata e mezzo di stupefacente, con elevato tenore di principio attivo,
permette di ipotizzare una pena più lunga della detenzione preventiva sin qui
sofferta; il principio di proporzionalità è pertanto rispettato, anche qualora
quest'ultima dovesse perdurare.

 

 

E.

 

Con le osservazioni al preavviso
negativo (24 giugno 2003), la difesa ribadisce l'assenza di un pericolo di
collusione, stante l'ampia confessione dell'accusato che non ha indotto il
Procuratore pubblico a formulare domande, rispettivamente contestazioni, nel
verbale svoltosi l'11 giugno 2003 (Osservazioni p. 2). Facendo capo a
riferimenti dottrinali, la difesa sostiene che le ammissioni chiare ed univoche
dell'accusato escludono rischio di collusione e sarebbe assurdo che chi
confessa resti in prigione per questo motivo. Nega l'esistenza di un pericolo
di recidiva, nemmeno ritenuto dal GIAR al momento dell'arresto.

 

 

 

Delle altre
osservazioni/argomentazioni delle parti si dirà, se del caso, nei considerandi
che seguono.

 

 

 

considerato

 

 

in diritto:

 

 

1.

 

__________, accusato e detenuto,
è certamente legittimato a presentare istanza di libertà provvisoria. 

Il preavviso negativo, consegnato
alla posta il 20 giugno 2003, è tempestivo, ancorché giunto a questo ufficio
solo il 24 giugno 2003.

 

 

2.

 

I principi che
reggono la materia, pur se noti alle parti, vengono qui riproposti:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei 

 

 

 

motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP
non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la
revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi
quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc.
520.2001.5) 

 

 

3.

 

Gravi indizi di colpevolezza, per
i reati ascritti a __________, sono presenti (e, invero, neppure  contestati
dalla difesa). 

I quantitativi sequestrati
(ancorché comprendenti scarti - Rapporto d'arresto p. 3 - e parti forse
invendibili - Verbale PP __________ 11 giugno 2003, p. 2, AI 3/3) hanno un
tenore di THC elevato (AI 2/7) ed erano destinati a terzi, come lo sono stati i
precedenti raccolti (Verbale PS __________ 28 maggio 2003, in AI 2/2). E'
altamente verosimile la destinazione quale stupefacente per il consumo, con
accettazione di tale eventualità da parte dell'accusato (Verbale PP __________
11 giugno 2003, p. 2). Quest'ultimo elemento è pure indiziato dalla vendita di
fiori essicati direttamente a dei canapai (Verbale PS __________ 28 maggio
2003, p. 3).

 

 

4.

 

a)

In aggiunta ai gravi indizi di
colpevolezza, il Procuratore pubblico sostiene l'esistenza di un concreto
pericolo di recidiva.

Questo pericolo è dato dal fatto
che l'accusato ha ancora a disposizione gli spazi per la coltivazione e dal
fatto che interpellato nel febbraio del 2003 (in merito ad una "sospetta
transazione bancaria" ) egli ha continuato a delinquere.

E' bene qui ricordare che il
pericolo di recidiva deve risultare dall'insieme delle circostanze, fra cui si
annoverano i precedenti dell'interessato, il suo comportamento durante
l'istruttoria, la personalità e le modalità di commissione dei reati (G.
Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000, nos. 2359 e 2360; N. Schmid,
Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701b).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

b)

Nel caso in esame,
l'atteggiamento processuale dell'accusato (ammissione di fatti, indicazione dei
destinatari della merce, accordo alla distruzione - verbale PS __________ 3
giugno 2003, p. 2, AI 2/4)) non supporta l'esistenza di un pericolo di
recidiva, neppure se i terreni adibiti a coltivazione di canapa rimangono nella
sua disponibilità.

Non é un indizio concreto di
recidiva neppure il fatto di non aver cessato l'attività (di coltivazione,
raccolta, ecc.) dopo l'interpellazione del 3 febbraio 2003 (AI 3/1). Il
magistrato inquirente sembra dimenticare che __________, nel verbale in
questione (AI 3/1), per spiegare la transazione bancaria sospetta, ha riferito
della sua attività di coltivazione e vendita di canapa, fornendo indicazioni
sui terreni affittati (3 ettari), sugli acquirenti (__________) e sui
quantitativi venduti (1800 piante alla __________). Sebbene si tratti di
dichiarazioni praticamente identiche a quelle contenute nel verbale del giorno
dell'arresto, in quell'occasione 

il Procuratore pubblico non solo
non ha ritenuto di adottare i provvedimenti poi addottati a fine maggio
(perquisizioni, arresto), ma neppure ha dato avvio ad un'istruttoria formale
(mediante promozione dell'accusa) o ad interventi volti ad interrompere
l'eventuale attività in corso. Nel verbale menzionato (AI 3/1), non vi é alcun
riferimento (o domanda) all'eventuale attività in corso e/o ai rischi inerenti
la stessa, rispettivamente la sua legalità.

Inoltre, sembrerebbe (ma ciò
dagli atti non risulta) che l'accusato sia già stato interpellato dalla polizia
lo scorso anno, sempre a proposito delle coltivazioni e della destinazione del
raccolto (Verbale PP __________ 3 febbraio 2003, p. 2, AI 3/1), senza che tale
interpellazione abbia avuto un qualche seguito formale.

In queste condizioni, in un campo
dove incertezza giuridica e l'apparente tolleranza hanno creato una notevole
"zona grigia", l'esistenza di un pericolo di recidiva per la
continuazione dell'attività (sulla quale né polizia né magistratura sono
intervenuti in modo chiaro e/o formale dopo averne avuto conoscenza) non è
sostenibile.

 

 

5.

 

a)

Sempre a sostegno della necessità
di mantenimento della misura privativa della libertà personale, il magistrato
inquirente invoca necessità istruttorie che si configurano nel pericolo di
collusione con le persone facenti capo al canapaio __________ ed a "quello
di __________ (ancora da identificarsi", con __________ con le persone
facenti capo alla __________, con __________ e con i proprietari dei terreni
coltivati. Parla poi di eventuali confronti tra i soggetti coinvolti
(Preavviso, p.2).

 

b)

E' bene ricordare che i bisogni istruttori, atti a giustificare la
misura restrittiva della libertà personale, non s'identificano semplicemente
con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli accertamenti   (ancora) da
effettuare, bensì con il pericolo di collusione o d'inquinamento delle prove
che (eventualmente) espone a rischio la corretta raccolta (o conservazione) di
tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N.
Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.; RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica
il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo, in
quanto "Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise erhoben bzw.
die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der
Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op.
cit., no. 701a). Occorre che l'indagato, se posto in libertà, possa
pregiudicarne (o comprometterne) il corretto svolgimento e, conseguentemente,
l'esito. E', inoltre, necessario che questa possibilità di pregiudicare la
raccolta di elementi di prova si fondi su elementi concreti: "Jedoch
genügt nach der 

 

Rechtsprechung des
Bundesgerichtes die theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in
Freheit kolludieren könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder die
Nichtgewährung von Urlauben unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen
vielmehr konktrete Indizien für eine solche Gefahr sprechen." (DTF 117
Ia 257, cons. 4 c.).

 

Gli elementi di concretezza del
pericolo vanno individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova
da assumere e nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo
di prova. Ad esempio, trattandosi di audizione testimoniale o di correi, il
pericolo di collusione non può essere invocato in modo astratto a giustificazione
del mantenimento della misura cautelare, occorre che un'influenza
(dell'accusato nei confronti del teste) sia possibile, rispettivamente che vi
sia una possibile convergenza d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto
della deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p.19). 

 

c)

Nemmeno una parola è spesa, dal
magistrato inquirente, in sede di preavviso, per indicare gli elementi che
permettono di ritenere la versione di __________ non conforme alla realtà dei
fatti o incompleta (o comunque necessitante approfondimenti e verifiche), su
quali punti (o elementi da accertare) vi è pericolo di collusione con l'una o
con l'altra delle persone menzionate e su quali elementi concreti si fonda tale
pericolo, per quale motivo queste persone non sono state ancora sentite (o se
lo sono state, su quali punti la loro versione si scosta da quella
dell'accusato) o identificate, cosa è stato messo in opera, a tutt'oggi, ai
fini di tali accertamenti, rispettivamente quando si prevede di procedere, ecc..

Inoltre, per quanto concerne __________
e coloro che facevano capo alla __________, nel  preavviso non si fa parola dei
motivi per cui, al momento dell'interrogatorio del 3 febbraio 2003, non si è
ritenuta l'esistenza di un pericolo di collusione o d'inquinamento delle prove
(sui fatti emersi e relativi alla LFStup.), mentre questo pericolo è invocato
oggi.  L'importanza di questa circostanza per il fondamento di un concreto
pericolo di collusione (CRP 14 aprile 1995 in re D.), non può essere sfuggito al
magistrato inquirente che ha ritenuto di individuare nel  verbale di febbraio 
l'elemento indicatore di un pericolo di recidiva (vedi considerando 4 della
presente decisione). 

Su tutte queste circostanze, o
altre note al Procuratore pubblico, necessarie per il fondamento e la verifica
della concreta esistenza (e del perdurare) di un pericolo di collusione (o di
inquinamento delle prove) il preavviso è manifestamente carente (al limite
dell'assenza di motivazione - per tutte GIAR 6 agosto 2001 in re C. e S.I. SA,
con relative citazioni).

 

d)

Non è possibile (e neppure
compito di questo giudice, la conduzione e la gestione dell'inchiesta essendo
di competenza - e nella responsabilità - del Procuratore pubblico) supplire a
queste carenze facendo capo semplicemente all'incarto. Questo contiene,
infatti, unicamente i verbali di __________ e della sua amica (AI 2/3), nonché
di tale __________ (AI 3/2) che parla delle sue coltivazioni di canapa, e dei
contratti (e contatti) per la fornitura a varie persone e società, in
particolare la __________, e non menziona mai il nome di __________ ( e al
termine del verbale viene rilasciato - l'arresto era avvenuto il giorno
precedente - "viste le dichiarazioni rese").

Inoltre, come giustamente
sottolineato dalla difesa, nel verbale dell'11 giugno 2003 (AI 3/3) il
magistrato inquirente ha preso atto delle dichiarazioni di __________ ha
registrato la conferma del contenuto dei verbali di polizia e non gli ha
contestato (o prospettato) alcunché; quindi, quali siano i dubbi sulle versioni
dell'accusato e/o gli elementi indicanti fatti diversi da quelli da lui ammessi
(insomma gli ulteriori elementi da chiarire), non emerge neppure da questo
recente verbale.

 

 

 

Casualmente (per aver trattato
altri incarti), questo giudice sa che alcune persone facenti capo alla __________
(__________ e __________ menzionati dal PP nel preavviso) risultavano
"latitanti" qualche tempo fa. Ciò potrebbe spiegare l'assenza di
indicazioni più precise circa il pericolo di collusione con loro (pericolo, entro
certi limiti e prescindendo da quanto detto al considerando 5c della presente,
che può fondarsi sulla latitanza di alcuni compartecipi - SJ 1981 p.380). 

 

Questo giudice sa però anche che __________.
(anch'egli menzionato dal PP) è stato arrestato il 7 maggio e si troverebbe
ancora in stato detentivo: e qui l'assenza d'indicazioni concrete sulle
necessità istruttorie invocate, non trova alcuna spiegazione. Altra questione è
quella relativa a __________, al canapaio __________ ed a quello di __________
ancora da identificare: questo giudice nulla sa (neppure casualmente) ed il
magistrato inquirente nulla dice (sono stati raccolti riscontri? se si quali?
se non perché?, ecc.).

 

e)

Alla luce di quanto detto nei
paragrafi precedenti, si ha che le concrete necessità istruttorie invocate dal
Procuratore pubblico sono affermate apoditticamente, per nulla motivate o
concretamente indicate e non emergono in modo evidente dall'incarto. Ne
consegue che non possono esser ritenute come presenti e concrete in questa sede
(cfr., per analogia, GIAR 13 marzo 2003 in re B. e 28 febbraio 2003 in re R:).
A rigore, ci si potrebbe chiedere a cosa sia servito, ai fini dell'istruttoria,
il mese di carcerazione preventiva subito dall'istante o, meglio, se il
principio di celerità di cui all'all'art. 102 CPP non risulterebbe  violato da
un ulteriore perdurare della carcerazione preventiva.

 

 

6.

 

In conclusione, nel caso in
esame, sono dati i gravi indizi di colpevolezza, ma non sono presenti (se si
preferisce: non evidenziati e/o sostenuti da motivazione) né il pericolo di
recidiva né le necessità istruttorie. Manifestamente non è  presente un
pericolo di fuga (come, peraltro, non sostiene neppure il magistrato
inquirente). Di conseguenza le condizioni per il mantenimento della carcerazione
preventiva non sono date. Non è necessario, visto quanto sopra, interrogarsi
sulla proporzionalità della durata della stessa.

__________ deve pertanto essere
scarcerato, come ordinato con il presente giudizio esente da tasse e spese. 

 

 

 

 

*      *      *     
*

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

P.Q.M.

 

 

 

 

Visti gli artt. 95 ss.,102, CPP,
9, 10, 31 CF,  19 cifra 1 e 2 LFStup;

 

 

decide:

 

 

 

1.          
L’istanza di libertà provvisoria presentata da __________ è accolta:

 

         §.     di
conseguenza __________ deve essere immediatamente scarcerato;

 

         §.§.  il
Procuratore pubblico provvederà all'esecuzione della presente.

 

 

2.      Non si prelevano
tasse e spese.

 

 

3.      Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera
dei Ricorsi Penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

 

 

4.      Intimazione via fax
e per raccomandata a:

 

 

 

 

 

                                                                                giudice
Edy Meli