# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 30212a5f-ae35-584b-b126-aea452d24796
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-10-03
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 03.10.2014 9.2014.167
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_007_9-2014-167_2014-10-03.html

## Full Text

Incarto n.

  9.2014.167

  	
  Lugano

  3 ottobre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Camera di protezione del
  Tribunale d'appello

  
	
  Franco
  Lardelli

  
	
  giudice
  unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 LOG

  
						

 

	
  assistito
  dalla

  segretaria

  	
   

  Tamagni

  

 

 

sedente
per statuire nella causa che oppone

 

	
   

  	
  RE
  1 

  

 

	
   

  	
  all’

  

 

	
   

  	
  Autorità
  regionale di protezione __________ 

   

  e
  a 

   

  CO
  2 

  

 

	
   

  	
  per
  quanto riguarda l'accesso al rapporto UAP

  

 

 

 

giudicando
sul reclamo del 25 settembre 2014 presentato da RE 1 contro la decisione emessa
il 23 settembre 2014 dall'Autorità regionale di protezione __________;

 

letti ed esaminati gli atti,

 

considerato

 

 

in fatto e

in diritto

                                         che PI 1 (2009) è
figlia di RE 1 e CO 2;

                                         che con decisione 6
ottobre 2010 l'allora Commissione tutoria regionale __________ (in seguito
Commissione tutoria) aveva approvato il contratto per l'obbligo del
mantenimento e per il diritto alle relazioni personali del padre con la figlia;

 

                                         che la predetta
convenzione prevedeva che la madre esercita l'autorità e la custodia parentale
sulla figlia;

 

                                         che mediante
decisione supercautelare dell'11 febbraio 2014 l'Autorità regionale di protezione __________ (in seguito Autorità di protezione) ha sospeso le
relazioni personali tra padre e figlia;

 

                                         che con decisione
del 27 febbraio 2014 l'Autorità di protezione ha ripristinato il diritto di
visità in forma sorvegliata, per un'ora e mezza la settimana presso il Punto
d'incontro di Casa __________ (gli operatori della struttura erano tenuti a presentare
dei regolari rapporti sull'andamento degli incontri padre-figlia);

 

                                         che con decisione
10 aprile 2014 l'Autorità di protezione ha affidato un mandato per una
valutazione socio-ambientale all'Ufficio dell'aiuto e della protezione (UAP);

 

                                         che RE 1 ha chiesto
di poter avere accesso al rapporto dell'UAP nel frattempo consegnato
all'Autorità di protezione;

 

                                         che detta richiesta
– ribadita dal signor RE 1 con lettera 10 settembre 2014 – è stata accolta
dall'Autorità di protezione limitatamente alla consegna di una fotocopia
dell'ultima pagina del menzionato rapporto dell'UAP con l'indicazione delle
conclusioni, così come indicato nella lettera inviata dall'Autorità all'interessato
in data 23 settembre 2014;

 

                                         che avverso detta
decisione RE 1 è insorto con reclamo 25 settembre 2014, nel quale chiede che
sia fatto ordine all'Autorità di protezione di consegnargli “una copia
dell'intero rapporto UAP e di tutti i rapporti che concernono questo incarto e
in particolar modo” sua figlia PI 1;

 

                                         che il reclamo non
è stato intimato per osservazioni;

 

                                        che l'autorità
giudiziaria di reclamo competente è la Camera di protezione del Tribunale di
appello (art. 2 cpv. 2 LPMA), che giudica, nella composizione di un giudice
unico, i reclami contro le decisioni delle Autorità regionali di protezione (art.
48 lett. f n. 7 LOG), concernenti maggiorenni e minorenni (art. 450 CC in relazione
agli 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC), così come i reclami contro le decisioni in
materia di provvedimenti cautelari (art. 445 cpv. 3 CC; art. 48 lett. f n. 9
LOG);

 

                                         che riguardo alla
procedura applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC
occorre riferirsi in via sussidiaria alle norme sulla procedura di ricorso
davanti al Tribunale cantonale amministrativo (cfr. Messaggio del Consiglio di
Stato n. 6611, del 7 marzo 2012, concernente la modifica della LTut, pag. 8);
per le procedure di reclamo presentate contro le decisioni emanate dalle
Autorità di protezione dopo il 1° marzo 2014 trovano applicazione le disposizioni
della nuova Legge sulla procedura amministrativa (art. 113 cpv. 2 LPAmm), in
particolare l’art. 99 LPAmm;

 

                                         che la decisione
impugnata è una decisione incidentale ordinatoria dell'Autorità di protezione
sulla consultazione degli atti nell'ambito della procedura in atto sulla
regolamentazione delle relazioni personali padre-figlia;

 

                                         che conformemente
all'art. 66 cpv. 2 lett. a) LPAmm le decisioni incidentali possono essere
impugnate a titolo indipendente se possono provocare al ricorrente un
pregiudizio irreparabile, ovvero un pregiudizio cui non si potrà più verosimilmente
rimediare appieno nemmeno con una decisione finale favorevole (RtiD I-2005 pag.
783; DTF 133 III 426 consid. 1.3.1, 133 III 629 consid. 2.3.1, 5A_498/2012);

 

                                         che il reclamante non
ha in alcun modo sostenuto e sostanziato che la decisione impugnata provochi un
danno non altrimenti riparabile, essendosi limitato a lamentare la violazione
del diritto di essere sentito e un “abuso di potere” da parte dell'Autorità di
protezione;

 

                                         che secondo l'art. 66
cpv. 2 lett. b) LPAmm le decisioni incidentali possono pure essere impugnate a
titolo indipendente se l'accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente
una decisione finale, consentendo di evitare una procedura defatigante e
dispendiosa; ciò è il caso ad esempio se si deve allestire una perizia particolarmente
complessa o si deve procedere all'audizione di parecchi testi, specie
attraverso commissioni rogatoriali in paesi lontani (Corboz, in Commentaire de la LTF, n. 30 e 34 ad art. 93 LTF);

 

                                         che le condizioni
di applicabilità di quest'ultima norma non ricorrono palesemente nel caso ora
in esame, né tanto meno sono state sostenute e sostanziate dal reclamante;

 

                                         che, ritenuto il
mancato adempimento delle suddette condizioni esaustive poste dall'art. 66 cpv.
2 LPAmm, il gravame si avvera inammissibile;

 

                                         che un rifiuto
ingiustificato di consultare gli atti del procedimento costituisce una
violazione del diritto di essere sentito, che potrà, se del caso, comunque,
essere invocata nell'ambito di un reclamo contro la decisione cautelare o finale
dell'Autorità di protezione (CommFam Protection de l'adulte, Steck, N. 15 ad art. 449b e N. 16
ad art. 450 CC; RtiD I-2014 pag. 746, N. 9c consid. 4.2);

 

                                         che, date le
circostanze, si prescinde dal prelevare tasse e spese di giustizia.

 

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il
reclamo è inammissibile.

 

                                   2.   Non si prelevano né
tasse né spese di giustizia.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -
  

   

  

                                         Comunicazione:

                                         -

                                         - 

 

 

 

Il
presidente                                                         La
segretaria

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause
di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi;
quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile
se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale
(art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF.
Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo
stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale
federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.